Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Picciolo, Scammacca e Scoma; l'onorevole Corona, dal 23 al 25
febbraio; l'onorevole Digiacomo, per la corrente settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Ragusa, dal 23 al 25 febbraio 2010;
Digiacomo e Minardo, dal 24 al 25 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per la Salute
n. 49 - Motivi del protrarsi del commissariamento dell'azienda
ospedaliera Umberto I di Enna.
Firmatario: Galvagno Michele
n. 114 - Iniziative volte a ridefinire la ripartizione delle
risorse per l'assistenza territoriale di riabilitazione a favore
della provincia di Siracusa.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Aricò Alessandro; Pogliese
Salvatore
n. 181 - Notizie in merito alla paventata cessazione del servizio
di assistenza dell'AIAS di Palagonia (CT).
Firmatario: Fagone Fausto
n. 603 - Notizie sulla ventilata chiusura del Centro di
riferimento regionale dell'Istituto materno infantile (IMI) di
Palermo.
Firmatario: Mattarella Bernardo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Istituzione in Sicilia dei cimiteri per animali d'affezione»
(n. 486)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 febbraio 2010
parere VI
- «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale» (n. 520)
di iniziativa governativa
inviato in data 19 febbraio 2010
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- «Norme per la rivitalizzazione ed il recupero dei centri storici
della Regione» (n. 514)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 febbraio 2010
parere I
- «Tutela dei lavoratori in occasione di appalti pubblici di
servizi. Modifica dell'articolo 32 della l.r. n. 7 del 2/8/2002»
(n. 515)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 19 febbraio 2010
- «Riordino del sistema della gestione integrata dei rifiuti in
Sicilia» (n. 528)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 18 febbraio 2010.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati assegnati
alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Aziende del Servizio sanitario regionale. Designazione
componenti dei collegi sindacali (n. 72/I)
pervenuta in data 16 febbraio 2010
inviata in data 22 febbraio 2010
- Aziende del Servizio sanitario regionale. Designazione
componenti dei collegi sindacali (n. 73/I)
pervenuta in data 16 febbraio 2010
inviata in data 22 febbraio 2010.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente acquedotti siciliani. Nomina commissario liquidatore (n.
71/I)
reso in data 17 febbraio 2010
inviato in data 18 febbraio 2010.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana con ricorso notificato il 19 febbraio 2010 ha impugnato i
sotto elencati articoli della deliberazione legislativa Disciplina
dell'agriturismo in Sicilia' (ddl. n. 337), approvata
dall'Assemblea l'11 febbraio 2010, per violazione degli articoli
12, quarto comma, e 13 dello Statuto speciale della Regione
siciliana, nonché dell'articolo 13 del D.leg. C.P.S. n. 204 del
1947, dell'articolo 9 del D.leg.vo n. 373 del 2003 e dell'articolo
2 del D.leg.vo n. 655 del 1948 come modificato dal D.leg.vo n. 200
del 1999:
- art. 2, comma 2, limitatamente all'inciso che sono individuati
e regolamentati con decreto';
- art. 4, comma 1, ultimo periodo, comma 2 limitatamente
all'inciso dall'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari con il decreto previsto dall'articolo 13, comma 1',
comma 5 limitatamente all'inciso le cui caratteristiche sono
determinate con il decreto previsto dall'articolo 13, comma 1';
- art. 5, comma 1, limitatamente all'inciso nonché dal decreto di
cui al comma 10', comma 2 limitatamente all'inciso in coerenza
con il decreto di cui al comma 10', comma 8 limitatamente
all'inciso fermo restando quanto previsto dal decreto di cui al
comma 10', comma 10;
- art. 6, comma 2 limitatamente all'inciso individuata con il
decreto di cui all'articolo 13, comma 1';
- art. 8;
- art. 10, commi 2 e 3;
- art. 13, comma 1;
- art. 14, comma 1, ultimo periodo.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
GENNUSO, segretario:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che a
Favara (AG), a gennaio, un grave crollo è costato la vita alle
bambine Bellavia;
ricordato che, alla messa in sicurezza le famiglie che vivevano
in prossimità dell'area degradata ove è avvenuto il tragico
evento, sono seguite alcune demolizioni ritenute necessarie;
osservato che le demolizioni continuano senza un chiaro disegno;
visto che la vicenda ha messo in luce problemi di varia natura
sia finanziaria che regolamentare e burocratica;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per risolvere i problemi di
degrado del centro storico di Favara;
a quali criteri facciano riferimento le ulteriori demolizioni in
corso;
quali piani vi siano per il futuro urbanistico di Favara.» (1037)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
PANEPINTO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
le 18 lavoratrici della casa di riposo Don Giugno' di Niscemi
(CL) da 7 mesi non percepiscono lo stipendio;
la casa di riposo assiste oggi 25 anziani, di cui 15 in
convenzione con i servizi sociali del comune;
considerato che attualmente, nonostante le forti proteste del
personale, tutti gli enti interessati (Regione, Comune, diocesi,
ecc.) non hanno assunto alcuna iniziativa;
ritenuto che la crisi economica e sociale non consente alcuna
distrazione nei confronti di tutti coloro che rischiano di perdere
il posto di lavoro;
per sapere se sia stata avviata un'indagine amministrativa
finalizzata a verificare le condizioni della casa di riposo 'Don
Giugno' di Niscemi». (1034)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
BARBAGALLO - GALVAGNO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
con d.a. n. 627/512 del 12 agosto 2009 è stato nominato un
commissario ad acta presso il Comune di Centuripe (EN) per gli
adempimenti necessari all'approvazione del bilancio di previsione
per l'esercizio 2009;
atteso che il commissario nominato ha posto in essere,
correttamente, tutti gli adempimenti dovuti e necessari;
atteso ancora che:
il Consiglio comunale di Centuripe - seppur diffidato - con
delibera n. 67 del 18 dicembre 2009 ha ritenuto di non approvare il
bilancio di previsione per l'esercizio 2009;
il medesimo commissario, con verbale n. 68/2009, avvalendosi dei
poteri sostitutivi previsti dalla legge, ha approvato il bilancio
di previsione per l'esercizio finanziario 2009 del Comune di
Centuripe, in sostituzione del Consiglio comunale;
per sapere:
le ragioni che, a tutt'oggi, abbiano impedito l'applicazione delle
sanzioni previste dall'art. 109 bis dell'Ordinamento regionale
degli enti locali (O.R.EE.LL. l.r. 15 marzo 1963, n. 16 e
successive modifiche e integrazioni);
quali iniziative si intendano assumere per garantire il rispetto
della legge». (1035)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che il settore agricolo costituisce
per il comune di Canicattì (AG) uno degli assi portanti
dell'economia locale;
considerato che la crisi in cui versa il settore è connotata
particolarmente da interventi estemporanei, slegati dal contesto e
privi di progettualità a lungo termine;
considerato altresì che le categorie professionali del comune di
Canicattì colpite dalla crisi si trovano in uno stato comatoso che
non sempre ha trovato nel Governo la sensibilità necessaria per la
soluzione dei problemi;
atteso che gli appelli delle organizzazioni professionali agricole
cadono nel vuoto ed è solo grazie all'iniziativa parlamentare,
attraverso audizioni e sessioni di approfondimento tematico che
vengono attenzionate le istanze del comparto agricolo;
per sapere:
se non ritengano necessaria la dichiarazione immediata dello stato
di crisi del comparto agricolo del Comune di Canicattì;
se non ritengano di intraprendere iniziative volte ad incentivare
la commercializzazione delle produzioni locali e il sostegno
all'accesso al credito di esercizio e pluriennale, con moratoria di
quello in essere nonché dei contributi previdenziali;
se non reputino utile l'individuazione di ammortizzatori sociali
mirati al sostegno delle aziende e dei lavoratori agricoli locali;
se non ritengano opportuno integrare e/o garantire il reddito degli
operatori del settore;
quali misure intendano adottare per il contenimento dei costi di
produzione;
quali provvedimenti straordinari verranno adottati per rilanciare
e rinvigorire l'azione e l'impegno degli operatori del settore
agricolo locale, in assenza dei quali si andrebbe incontro al
trapasso dello stesso». (1036)
BOSCO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-386-209-394-
404/A «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio».
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera dovremmo
preliminarmente fare alcune considerazioni atteso che, dopo qualche
battuta di arresto - e forse più di qualche battuta - il disegno di
legge ormai famoso come piano casa , di cui i mass media non
perdono occasione per parlarne e discuterne, approda in quest'Aula.
Leggendo i quotidiani di oggi e avendo potuto registrare quello
che è l'accordo di massima della nuova maggioranza, costituita dai
Gruppi MPA, Gruppo Sicilia e Partito Democratico, ci si rende conto
delle iniziative in favore della Sicilia, in favore di questa
Terra, ci si rende conto di quelle che sono le iniziative per
l'edilizia non residenziale, ci si rende conto di quelli che sono i
limiti urbanistici che sono posti nel disegno di legge che, da qui
a breve, inizieremo a discutere.
Ma la cosa strana, signor Presidente e assessore Gentile, è che
andando ad esaminare attentamente il testo, lo stesso viene
esautorato da un emendamento importante - di cui si parla da oltre
un anno e mezzo - che ha richiamato l'attenzione delle
organizzazioni di categoria, ANCI, Confcooperative, Legacoop. Mi
riferisco all'emendamento di proroga dei termini per le cooperative
edilizie, che mi si dice non può essere inserito in questo disegno
di legge perché avrebbe risvolti di natura finanziaria, da un lato,
e perché riguarda le abitazioni e non il piano casa, dall'altro
lato.
Bene: questa norma, attesa da centinaia di piccole e medie
cooperative edilizie che potrebbero veramente rilanciare l'attività
edilizia in Sicilia, purtroppo oggi non arriva in quest'Aula.
Lo dico con grande amarezza ma anche con la serenità di chi è
convinto che forse questa nuova maggioranza non vuole fare gli
interessi veri dei Siciliani, perché delle due l'una: o ci
prendiamo le responsabilità, come Parlamento, o meglio questa
maggioranza e questo Governo si assumono la responsabilità delle
proprie azioni, oppure veramente stiamo facendo melina e stiamo in
Aula solo per riscaldare qualche poltrona importante, ben
retribuita, e non per fare gli interessi della Sicilia e dei
Siciliani.
E non lo dico perché voglio alzare il tiro della questione. Ma è
chiaro che qui avevamo fatto un accordo, e l'accordo andava nel
senso di portare in Aula il disegno di legge di proroga dei termini
per le cooperative edilizie già nel settembre del 2009, dopo un
anno di approfondimenti.
Poi si disse di rinviare nuovamente il testo in terza Commissione
affinché questa, congiuntamente alla quarta Commissione, potesse
approfondirlo. Arrivati a dicembre fu preso l'impegno di inserire
il testo - stante i risvolti finanziari - nel disegno di legge
relativo all'esercizio provvisorio.
Anche in quel caso questa norma venne espunta dal testo. Prima si
disse che doveva essere inserita nel primo disegno di legge utile,
quello sul piano casa. Siamo arrivati al piano casa e ci rendiamo
conto - mi dispiace dirlo - che questa norma viene esclusa anche
dal testo che andremo a discutere, perché vogliamo discutere forse
su un piano casa che è soltanto di facciata e che nulla ha a che
vedere con un vero sviluppo organico del territorio, perché ancora
non c'è un accordo.
Credo che, da qui a qualche momento, questa pseudo maggioranza in
Aula mostrerà tutte le sue contraddizioni sul piano casa, come già
le ha mostrate nei giorni scorsi.
In conclusione, mi riservo di presentare un ordine del giorno
perché si possa immediatamente calendarizzare questa norma come
disegno di legge, atteso che il Governo si era già impegnato in tal
senso con un rinvio alla III e alla IV Commissione per un
approfondimento in seduta congiunta, nella speranza che i proclami
che il Governo ancora fa non siano solo parole di facciata, in
attesa di effetti chiari, tangibili e concreti per la Sicilia.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Beninati, lo dico a lei perché sia da monito a tutta
l'Aula: la durata degli interventi é contingentata. Sul tabellone
alle mie spalle scorre il tempo: cinque minuti per ogni oratore.
La prego di concludere il suo intervento prima di arrivare ai
cinque minuti per evitare che le venga tolta la parola.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio su quanto
evidenziato dal collega Falcone, non conoscendo, tranne che dai
giornali, alcune riformulazioni che sembrerebbe siano state oggetto
di confronto tra la maggioranza, anzi da parte della maggioranza, è
ovvio che sarà cosa buona, al momento opportuno, capire di quale
portata siano queste riformulazioni all'interno del disegno di
legge, così come è uscito dalla Commissione.
Inoltre, l'onorevole Falcone ha toccato un tema molto delicato.
Per due volte sono stato assessore per la cooperazione e devo dire
che più volte mi sono trovato anch'io a presentare emendamenti di
proroga dei termini, anche perché oggi le cooperative edilizie
fanno ormai parte delle infrastrutture, e quindi l'argomento è
molto serio.
Credo che il Governo debba trovare una soluzione alternativa
perché, non consentendo la proroga, in atto - forse i colleghi non
lo sanno -, si sbloccano circa 100 milioni di euro dei fondi
poliennali in quanto questi fondi, di fatto, rimangono liberi.
Pertanto, se non si fa la proroga, se il Governo decide in tal
senso assumendosi una responsabilità politica forte, in quanto
buona parte delle cooperative hanno avuto promesse di finanziamento
e, quindi, hanno un documento e inoltre buona parte delle
cooperative non dispone delle aree per motivi che non dipendono
molto dalla loro volontà, ciò nonostante credo che se il Governo
decidesse di non portare più in proroga questo provvedimento,
dovrebbe presentare una alternativa su come utilizzare questi
fondi, che non sono poca cosa.
E' un invito che rivolgo al Governo, altrimenti dovrebbe proporre
una proroga secca per altri due anni, come quasi tutte le centrali
delle cooperative auspicano.
Qualche mese fa ho incontrato un po' tutti e devo dirvi che c'è
grande attenzione; perciò se il Governo non fa la proroga, mi
auguro che abbia in alternativa qualcosa di pronto per utilizzare
quei fondi. Altrimenti, paradossalmente, non si fa nulla perché i
soldi si libererebbero creando disagi alla stessa economia
siciliana.
Concludo, Assessore, augurandomi che le riscritture non abbiano
riportato il piano casa a qualcosa su cui inizialmente il
Presidente stesso era contrario. Mi auguro che in questi due-tre
mesi non si sia cambiata tendenza; anzi, ricordo bene che, per un
periodo, addirittura fu chiesto di accantonare il piano casa. Ho
retto con una certa difficoltà allo scontro di bloccare tutto
perché ritengo - e ritenevo, come oggi anche l'assessore Gentile fa
bene - che questo sia uno strumento importante per rimettere in
moto l'economia. Sono contento che si sia rimesso in moto questo
spirito di portarlo avanti.
Mi auguro, però, che non si snaturi la ratio per cui il piano casa
è nato: non è certamente nato per fare norme modificative in
materia urbanistica, anche perché chi dice questo non sa neanche di
cosa si parla.
Questo disegno di legge, infatti, è nato esclusivamente per
rimettere in moto l'economia - ripeto l'economia - con piccoli
interventi in deroga, e non è offensivo dirlo, altrimenti non si
può applicare la norma agli strumenti urbanistici. Pertanto serve
esclusivamente per questo.
Mi auguro che non ci siano stravolgimenti, che certamente mi
metterebbero in seria difficoltà, a distanza di mesi, per la parte
che mi sono trovato a dovere restringere, su indicazione della
stessa Giunta nel periodo in cui ero assessore di quel Governo.
Mi auguro che oggi non si stravolga nuovamente tutto; altrimenti
si passerebbe, a distanza di qualche mese, da una tendenza ad
un'altra. So benissimo che l'assessore Gentile, comunque, la pensa
in buona parte come me.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finora non ero
intervenuto sul piano casa perché aspettavo di capire dove saremmo
arrivati.
A questo punto credo che sia necessario fare due riflessioni: la
prima riguarda l'iter procedurale che ha visto questo disegno di
legge approdare in Aula, la seconda riguarda il merito delle norme.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, siamo sull'ordine dei lavori. Se
lei vuole parlare sul piano casa, la Presidenza darebbe la parola
prima al Governo, dopodiché apriamo la discussione sul piano casa.
Quindi, lei rimane iscritto per primo nel momento in cui parleremo
dell'argomento.
RINALDI. Va bene.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rinaldi. Intanto rispondo agli
onorevoli Falcone e Beninati.
La questione delle cooperative edilizie rimane all'ordine del
giorno dell'Assemblea.
Il disegno di legge cui vi riferite è stato calendarizzato con un
impegno preso dalla Conferenza dei Capigruppo nello scorso mese di
dicembre e formalmente non è stato esitato perché, avendo bisogno
di copertura finanziaria, rimane il primo disegno di legge che il
Parlamento approverà dopo l'approvazione della finanziaria, che,
come sapete, avverrà entro il 30 marzo.
Approvata la finanziaria, l'Assemblea regionale siciliana si
adopererà per approvare subito dopo il disegno di legge che proroga
le graduatorie delle cooperative edilizie.
Per quanto riguarda, invece, l'argomento in discussione,
l'assessore Gentile può intervenire per le comunicazioni che
riterrà opportuno fare. Ricordo all'Aula che il Governo ha
presentato, pochi minuti fa, alcuni subemendamenti di riscrittura
che saranno illustrati dal proponente.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-
386-209-394-404/A
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, il Governo ha predisposto degli emendamenti rispettando
l'impegno assunto in precedenza, quando il disegno di legge era
stato esitato dalla Commissione, per sistemare alcuni dati tecnici
all'interno del disegno di legge stesso.
Attraverso un'attenta analisi dei vari emendamenti, abbiamo
cercato di estrapolare tutti quelli che riguardano le attività
produttive e abbiamo creato un Titolo III che tratta esclusivamente
tutte quelle attività produttive che ricadono in area D; quindi, la
possibilità di incrementare, ampliare, demolire o ricostruire tutti
quegli edifici che ricadono in zona D oppure in aree industriali.
Chiedo a tutti i deputati che hanno presentato emendamenti sia
sull'articolo 2 che sull'articolo 3, riguardanti le attività
produttive, di ritirarli per eventualmente trattarli nel Titolo
III.
Sono stati presentati, poi, ulteriori subemendamenti per cercare
di dare ordine al disegno di legge riscrivendo per intero sia
l'articolo 2 che l'articolo 3.
Un altro emendamento importante che il Governo ha ritenuto di
presentare è quello relativo alla delocalizzazione: tutte le
strutture ricadenti in zone di inedificabilità assoluta possono
essere recuperate e ricostruite in zone idonee alla costruzione,
utilizzando la volumetria e un incremento pari al 35 per cento
della stessa. Il tutto viene trattato nel Titolo II.
Per quanto riguarda il disegno di legge, possiamo iniziare a
trattarlo partendo dall'articolo 1.
PRESIDENTE. Alla luce delle dichiarazioni del Governo e anche dei
subemendamenti presentati dallo stesso, chiedo ai proponenti degli
emendamenti inseriti nel fascicolo, per chi volesse dare seguito
alla richiesta del Governo, il ritiro formale degli stessi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltando
l'assessore Gentile e alla luce di quello che la maggioranza ha
concordato ieri presentando questi subemendamenti - che, di fatto,
è un invito, sostituisce tutti gli emendamenti e i subemendamenti
presentati dal PD, dal Gruppo Sicilia e dal Movimento per
l'Autonomia -, è chiaro che i subemendamenti governativi meritano
un momento di riflessione.
Poiché stasera l'assessore Gentile ha rivolto a tutti i partiti
l'invito a ritirare i propri emendamenti, sarebbe opportuno
sospendere i lavori almeno un'ora per valutare la portata dei
subemendamenti che, come l'onorevole Mancuso mi suggerisce,
potrebbero essere apprezzati dal PDL.
La proposta che formula il Gruppo del Popolo della Libertà è,
quindi, di sospendere la seduta.
Fra un'ora saremo in grado di avere capito la portata e gli
effetti dei subemendamenti governativi e se escludono tutti gli
altri subemendamenti presentati in precedenza dai partiti di
maggioranza e di opposizione e poi continuare l'esame del disegno
di legge.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, prima di intervenire vorrei capire se
la Presidenza accoglie la richiesta di rinvio.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, quindi si riserva di intervenire
successivamente.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, la mia
preoccupazione è che questo disegno di legge non vada oltre e si
fermi.
Questa sarebbe una grave, anzi una gravissima iattura per la
Sicilia. Né è possibile e ipotizzabile che emendamenti corposi come
quelli che sono già arrivati in Aula possano avere una udienza
immediata, senza tenere conto della complessità della materia che
stiamo trattando e anche di un fatto che ritengo sia prioritario ed
indispensabile: questa legge va fatta. Non si può più continuare a
cincischiare parole o subemendamenti perché significherebbe volere
rinviare ciò che, invece, non è più rinviabile.
Se c'è ancora la possibilità per la Sicilia di dare lavoro e di
consentire di iniziare un certo tipo di attività che possa colmare
le deficienze forti che riguardano l'occupazione nella nostra
regione, allora questa legge è una di quelle leggi che può e deve
andare in porto seriamente, al di là degli steccati di maggioranza
e di opposizione, al di là di qualsivoglia infingimento.
Non stiamo più giocando per sapere se il Governo ha la maggioranza
o meno, se c'è la sinistra al Governo e all'opposizione.
Stiamo tentando di far capire alla gente che vogliamo fare una
legge che serva alla Sicilia e ritengo che il criterio di far
arrivare sette, otto emendamenti - anche da parte del Governo,
sicuramente pregevoli, qualcosa di modificato può servire ed essere
utile - non sia quello giusto.
Come si può dire ad una Assemblea che ci sono degli emendamenti
dell'ultimo momento e che si deve votarli? Ci vuole un lasso di
tempo ragionevole per dare un significativo apprezzamento agli
emendamenti testé presentati. Ecco perché intervengo sull'ordine
dei lavori e non sul merito perché, se dovessi guardare al merito
di quello che l'assessore Gentile ha presentato, lo condivido a
titolo personale, perché non ho altri titoli se non quello di
esprimermi per come la penso.
Ci sono cose che possono essere accolte, ma mi rendo conto che in
questo momento, in un'Aula dove regna poca attenzione, si possono
commettere degli strafalcioni.
Dovremmo sederci attorno ad un tavolo per definire meglio - non
dico di rinviare il disegno di legge in Commissione perché
significherebbe affossare la legge -, se c'è qualcosa da scremare,
questo non può essere fatto da una maggioranza a sé stante senza
che l'altra parte politica in Aula non ne abbia preso coscienza. E'
impossibile che i tre, riuniti, decidano di fare ritirare gli
emendamenti a chi non ha partecipato alla stesura definitiva, o
quasi definitiva, di ciò che si vuole approvare.
Allora, ritengo che sia necessario un momento di riflessione
complessiva che metta l'Assemblea, nella sua interezza, in
condizione di rendersi conto della complessità e della urgenza del
problema, della necessità che questo disegno di legge venga
approvato in tempi brevissimi, che non si perda ancora tempo su un
provvedimento che potrebbe dare pane e lavoro ai siciliani e
rilanciare l'attività edilizia.
Voglio dire con questo - al di là dei colleghi che sicuramente
starò disturbando, capisco che vi disturbo, vi chiedo scusa solo un
altro minuto e poi vi lascio ai vostri importanti discorsi che sono
di gran lunga di più .
CRACOLICI. L'ascolto io.
CINTOLA. La ringrazio, onorevole Cracolici.
Ritengo che il problema sia talmente importante, che la legge sia
talmente importante che se stasera dovessimo perdere una occasione
come questa, ciò avverrebbe per il nostro rintuzzarci l'un contro
l'altro senza comprendere, invece, la necessità e l'importanza di
portare a termine l'esame di questo disegno di legge.
Rivolgo un appello al Presidente dell'Assemblea e al Governo
perché, ciascuno per la propria parte, intervengano a dare un
ordine ai lavori che sia diverso da quello con cui abbiamo iniziato
- e che la totalità dei deputati qui non capisce - per comprendere
qual è il nuovo metodo, qual è la nuova strategia che l'assessore
Gentile, che il Governo, la maggioranza o la pseudo maggioranza
hanno deciso di portare avanti in seno a questa Assemblea.
Quindi, chiedo formalmente alla Presidenza di tenere conto che c'è
un'Aula che vuole e che deve lavorare su questa legge, ma che deve
pure disporre dei necessari strumenti di valutazione e di
comprensione.
Chiedo pure al Governo di sedersi per un'ora, un'ora e mezza, con
i presidenti dei Gruppi parlamentari - non dico con tutta
l'Assemblea, ma con i capigruppo di maggioranza e di opposizione -
perché possano rendersi conto della bontà della proposta. Poi, se
devono ritirare gli emendamenti li ritirino, ma con cognizione di
causa, non così sol perché una maggioranza stabilisce che questi
sono gli emendamenti. Sarebbe una cosa sciocca, senza senso e non
costruttiva.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente, mi
rifaccio ad una sua precedente dichiarazione quando ha informato
l'Aula che la Presidenza non avrebbe accettato emendamenti o
subemendamenti volanti in quanto la materia è così delicata che
qualsiasi tipo di approfondimento è necessario affinché con il
disegno di legge non si commettano errori grossolani nei confronti
degli enti locali ma, soprattutto, nei confronti di chi dovrà
operare con queste norme che, da qui a qualche momento dovremmo,
appunto, approvare.
Nella qualità di presidente della Commissione contesto il metodo
che il Governo ha utilizzato: è cosa gradita che il Governo
rifletta e che presenti in Aula i suoi emendamenti; ma, da qui a
formalizzare e, al tempo stesso, non solo formalizzare ma pure
pubblicizzare una stanza di compensazione per il cosiddetto piano
casa mi sembra un po' troppo.
E' un po' troppo nei confronti della Commissione, è un po' troppo
nei confronti di tutti gli altri parlamentari che, non si capisce
la ragione, sono stati esclusi dal Governo.
Rispetto a questo e rispetto a quel che è successo, sia la
settimana scorsa che questa settimana, mi corre l'obbligo di
rassegnare il mio pensiero sia alla Presidenza dell'Assemblea sia
al Governo.
Qualcuno sta giocando al ruolo di chi vorrebbe fare qualcosa di
buono ma, in sostanza, non vuole fare nulla perché, se questo è il
metodo, cioè presentare subemendamenti volanti qualche minuto prima
della discussione, fare riunioni, non si capisce bene a quale
titolo e secondo quale forma politica, è chiaro che qualcuno non
vuole fare il piano casa, che qualcuno non vuole dare risposta ai
siciliani. E questo qualcuno non è da ricercarsi tra quei
parlamentari che hanno utilizzato i metodi regolamentari ma tra
quelli che, invece, ritengono di trovare un accordo al di sopra dei
metodi e dei regolamenti. Questo mi sembra inopportuno.
Peraltro, mi aspettavo, sotto il profilo regolamentare, la
presentazione di un maxi emendamento da parte del Governo; invece
si tratta di semplici subemendamenti al testo del disegno di legge.
Quindi non comprendo neanche, sotto il profilo politico, quale
possa essere il valore aggiunto per semplificare l'azione che
dobbiamo svolgere in Parlamento.
Ad ogni buon conto, signor Presidente, considerato che la materia
è complessa, l'ora di sospensione richiesta dall'onorevole Falcone
mi sembra irrisoria, e le chiedo di richiamarsi al Regolamento nel
caso in cui lo ritenga opportuno, vista la complessità dei
subemendamenti presentati dal Governo che incidono sui due articoli
fondamentali del disegno di legge, il 2 e il 3.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono numerosi iscritti a
parlare, a cominciare dall'onorevole Cracolici. La Presidenza ha
già deciso la linea da seguire: per quanto riguarda il disegno di
legge sul piano casa, l'Assemblea continuerà a discutere domani
pomeriggio, a partire dalle ore 16.00, dando così il tempo a tutti
i deputati, firmatari o non firmatari di emendamenti, di valutare i
nuovi emendamenti del Governo.
Chi volesse ritirare i propri emendamenti, potrà farlo entro
domani alle ore 16.00; chi non volesse ritirarli, comunque se ne
potrebbe occupare già da domani.
Pertanto l'esame del disegno di legge riprenderà domani
pomeriggio, alle ore 16.00.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 23 febbraio 2010,
sotto la presidenza del Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, presenti il Vicepresidente vicario dell'ARS, onorevole
Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, e con la
partecipazione dell'Assessore regionale per l'economia e
Vicepresidente della Regione, onorevole Cimino, e dell'Assessore
regionale per le infrastrutture, onorevole Gentile, ha definito
all'unanimità la seguente agenda dei lavori parlamentari fino al
termine ultimo del 9 marzo p.v., scaduto il quale l'Aula inizierà
la discussione dei documenti finanziari.
Le Commissioni legislative permanenti si riuniranno nella corrente
settimana e nella successiva, compatibilmente con i lavori d'Aula,
dando comunque priorità all'esame dei seguenti disegni di legge:
- n. 508 Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento
della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione recante 'Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008, n.
143, convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n.
181 ;
- n. 379 Disposizioni sulla partecipazione della Regione al
processo normativo dell'Unione europea, sulle procedure di
esecuzione degli obblighi comunitari e di attuazione delle
politiche comunitarie ;
- n. 512 Credito di imposta regionale per l'incremento
dell'occupazione ;
- n. 525-528 Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
inquinati , in riferimento al quale la Commissione IV stralcerà e
concluderà l'esame dei soli profili ordinamentali per esitarlo per
l'Aula entro lunedì 1 marzo p.v. Le disposizioni comportanti spesa
del citato disegno di legge saranno affrontate successivamente nel
corso della discussione dei documenti finanziari.
L'Aula terrà seduta nel corso della corrente settimana e in quella
successiva per la prosecuzione della discussione dei disegni di
legge già individuati dall'ultimo calendario dei lavori, e
precisamente:
- nn. 459-386-209-394-404/A Norme per il sostegno dell'attività
edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio ;
- nonché degli altri disegni di legge sopra individuati ove
licenziati dalle Commissioni di merito.
Per una integrazione del calendario dei lavori parlamentari
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori tengo ad
apprezzare la sua decisione di rinviare a domani la prosecuzione
del dibattito sul disegno di legge relativo al piano casa anche
perché mi ha evitato di prendere la parola. Avrei anche qualche
critica da muovere per quanto riguarda l'abitudine - che persiste
in quest'Aula - di emendamenti volanti portati all'attenzione dei
deputati all'ultimo momento, con la conseguenza che spesso non ci
si rende conto di ciò che si vota.
Questo è ancora più grave nell'ipotesi, non di un solo
emendamento, ma di una serie di emendamenti presentati dal Governo
che stravolgono e incidono enormemente su tutta la mole degli
emendamenti presentati nei termini e che abbisognano - come
giustamente lei ha deciso, signor Presidente - di un
approfondimento di almeno 24 ore.
Ciò premesso, per quanto riguarda le decisioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari vorrei ricordare che non si
è raggiunta né l'unanimità né la maggioranza qualificata per
portare all'esame dell'Aula il disegno di legge numero 502, se non
ricordo male, che riguarda la possibilità del terzo mandato per i
sindaci uscenti nei comuni aventi popolazione sotto i cinquemila
abitanti.
Secondo il Regolamento interno occorre una votazione d'Aula per
decidere di integrare il calendario già approvato con questo
disegno di legge.
Pertanto, presento formale richiesta affinché si metta in
votazione l'integrazione del calendario approvato dalla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari con il disegno di legge
502/A, per acquisire la volontà dell'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio una
brevissima premessa sulla proposta dell'onorevole Maira.
Ho condiviso la sua decisione, signor Presidente, di rinviare a
domani l'esame del piano casa. Però, per l'economia dei lavori e
per la giusta preoccupazione che lei aveva manifestato, considerata
la complessità del testo al nostro esame, dovremmo evitare che
giungano foglietti volanti dell'ultimo minuto. Pertanto, chiedo che
la Presidenza stabilisca che possono essere presentati solo
subemendamenti di riscrittura, altrimenti si riparte sempre da
zero.
Lo ribadisco, vista la complessità della materia.
Nel merito della proposta dell'onorevole Maira, la mia posizione è
contraria per ragioni di bon ton istituzionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è buona abitudine, mentre un
collega sta parlando, non urlare in Aula. Il bon ton vale anche da
questo punto di vista
CRACOLICI. Il bon ton consiste in questo principio: nessuno ha
furori ideologici contro la proposizione di norme che riguardano
meccanismi elettorali; però buona prassi vuole - visto che siamo al
23 febbraio e fra tre mesi almeno non è previsto che in Sicilia si
voti, è previsto che comunque si voti - e non si potrà che votare -
entro la fine di maggio, viste le norme che regolano i procedimenti
elettorali - che a tre mesi dalle elezioni, dovendo approvare una
legge, pubblicarla in Gazzetta ufficiale ed emanare il decreto di
indizione dei comizi elettorali, non si modifichino le regole del
gioco mentre il gioco di fatto è partito.
Questa la considero violazione di una prassi istituzionale.
Ecco perché i colleghi che hanno chiesto di esaminare questo
disegno di legge alla vigilia del voto per introdurre - giusto o
sbagliato che sia, io non entro nel merito - il terzo mandato al
momento in cui siamo chiamati al voto rischiano di non fare una
riforma a regime, ma una riforma che deve accontentare questo o
quel sindaco che, diversamente, non potrà candidarsi di nuovo.
Per tale ragione ritengo sbagliato che l'Aula affronti, alla
vigilia di procedimenti elettorali, così come in questo caso,
qualunque ipotesi di riforma.
A nome del Partito Democratico, dico ai colleghi dell'UDC, ma
anche agli altri colleghi che sostengono questa riforma, che il PD
è pronto, subito dopo il voto, a sedersi assieme a tutti i
parlamentari - perché in materia di regole del gioco deve essere
investita la più larga maggioranza possibile, e non certo una
maggioranza parlamentare ristretta - per riscrivere le norme a
partire, se si vuole, dalla questione del terzo mandato, che
possiamo affrontare laicamente, ma affrontando pure altre questioni
che riguardano, ad esempio, il sistema della doppia scheda, la
possibilità di introdurre la preferenza di genere, meccanismi che
ammodernino il nostro sistema dopo la bellezza di diciotto anni da
quando è stata varata la legge 7 del 1992 che ha introdotto
l'elezione diretta del sindaco.
Insomma, nessuna preclusione. Farlo, però, alla vigilia del voto
rischia di non risolvere i problemi, ma di renderli più complicati.
Ecco perché spero che l'onorevole Maira ritiri la sua proposta.
In ogni caso, auspico che l'Aula respinga l'ipotesi di iscrivere
all'ordine del giorno questo disegno di legge di riforma elettorale
alla vigilia del voto.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
condivido la sua scelta del rinvio a domani dell'esame del disegno
di legge sul piano casa, data la complessità del testo e anche la
valenza dei subemendamenti presentato dal Governo che impongono
un'articolata riflessione.
In merito alla richiesta formulata dall'onorevole Maira vorrei
ribadire anche qui in Aula ciò che ho già avuto modo di esternare
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Personalmente, non sono a priori contrario al testo esitato dalla
competente Commissione legislativa, ma vorrei ricordare a me stesso
e a quest'Aula e a lei Presidente, al di là del bon ton
istituzionale del quale ha parlato l'onorevole Cracolici, che
tredici mesi fa, durante la discussione in Aula del disegno di
legge sul contenimento dei costi della politica - all'interno del
quale vi erano moltissimi articoli che riguardavano la soglia di
sbarramento del 5 per cento per le elezioni amministrative, la
preferenza di genere, l'elezione diretta dei presidenti di
municipalità - quest'Aula decise all'unanimità di affrontare e di
approvare esclusivamente l'articolo che riguardava lo sbarramento
del 5 per cento. E in quella seduta del dicembre 2008, si rimandò
il tutto ad un disegno di legge omnicomprensivo delle tematiche
elettorali, da affrontarsi poi nel gennaio del 2009.
Ecco perché credo sia assolutamente opportuno che, subito dopo la
finanziaria, questo Parlamento si confronti su un testo all'interno
del quale avrà certamente cittadinanza l'articolo che riguarda il
terzo mandato per i sindaci nei comuni con popolazione inferiore a
cinquemila abitanti, contestualmente a tutte le altre problematiche
di cui ho parlato e di cui ha parlato l'onorevole Cracolici.
Nell'imminenza di una nuova competizione elettorale, immaginare di
affrontare tematiche così importanti a spizzichi e bocconi é
assolutamente inopportuno.
Quindi, sono formalmente contrario, a nome del PDL, alla richiesta
di integrazione del calendario con il disegno di legge sul terzo
mandato per i sindaci nei comuni con popolazione inferiore a
cinquemila abitanti.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tenuto conto che il
capogruppo dell'UDC, onorevole Maira, si è limitato a fare una
formale richiesta di voto, vista la mancanza di unanimità e di
maggioranza qualificata nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e visto che sono intervenuti diversi colleghi,
l'onorevole Cracolici e l'onorevole Pogliese, contro la proposta
argomentandola nel merito, suggerirei sommessamente di votare
questa proposta, e perché potere votare il disegno di legge,
ancorché nel titolo ampio, si presterebbe sicuramente a più di una
riflessione e a più di un emendamento aggiuntivo e modificativo
della legislazione esistente.
Ritengo che la scelta fatta in Commissione sia una scelta mirata,
circoscritta, nella consapevolezza che nei comuni sotto i
cinquemila abitanti, molto spesso, non c'è una alternanza di classe
dirigente, per cui i percorsi, anche pluriennali, di
programmazione dei piccoli comuni garantirebbero, laddove guidati
per un lungo periodo, una maggiore possibilità di realizzazione.
Quindi, la proposta non è ampia, non è sull'universo mondo delle
problematiche della legislazione elettorale degli enti locali; come
ha già detto l'onorevole Pogliese, si era raggiunto l'accordo su
una parte, lo sbarramento al cinque per cento.
La nostra proposta è quella di mettere in campo non un disegno di
legge ampio che affronti nel suo complesso la materia; su quello
avremo modo di confrontarci.
Proprio perché a breve c'è una tornata elettorale, vorremmo
estendere il terzo mandato a quei comuni che andranno al voto ora e
circoscrivere il disegno di legge solo a questo.
Questa è la proposta dei proponenti del disegno di legge, che è
stata accettata dalla Commissione, la quale si è limitata a questo
argomento.
Per cui, se vogliamo trovare un momento di confronto, di dialogo o
anche di contrapposizione su questo argomento con un voto, chiedo
all'Assemblea che ciò venga consentito.
PRESIDENTE. Pongo in votazione per alzata e seduta, ai sensi
dell'articolo 98 sexies del Regolamento interno, la proposta
dell'onorevole Maira.
Chi è favorevole alla proposta di integrare il calendario dei
lavori approvato dalla Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari con il disegno di legge nn. 502-106-441/A, si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(L'Assemblea non approva)
Rimane, pertanto, stabilito il calendario dei lavori in precedenza
comunicato.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-
386-209-394-404/A
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, per non commettere errori, siccome gli
emendamenti del Governo sono tanti, vorrei verificarli con qualcuno
per capire se sono tutti quelli che ci sono stati distribuiti.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, onorevoli colleghi, sono stati
presentati dal Governo numerosi subemendamenti a diversi articoli,
per cui è necessario del tempo per poterli esaminare ed
eventualmente subemendare, ove possibile. E' necessario del tempo,
altresì, affinché i colleghi possano ritirare gli emendamenti già
presentati ed inseriti nel fascicolo.
Domani pomeriggio vorrei cominciare la seduta alle ore 16.00 e
vorrei cominciarla avendo chiarezza rispetto ai lavori che andremo
a fare.
Vi chiedo, pertanto, la cortesia, entro le ore 13.00 di domani, di
formulare le proposte definitive sui subemendamenti e sul ritiro
degli emendamenti, in maniera tale che poi gli uffici abbiano il
tempo, dalle ore 13.00 alle ore 16.00, per lavorare sulle carte.
RINALDI. Signor Presidente, che fine ha fatto l'ordine del giorno
che ho presentato?
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno, come sempre, sono esaminati e
votati alla fine dell'esame del disegno di legge, prima del voto
finale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 24
febbraio 2010, alle ore 16.00, col il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I. - Comunicazioni.
II.- Discussione del disegno di legge:
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
404/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Caronia.
La seduta è tolta alle ore 18.46.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
con decreto assessoriale n. 8925 del 25/10/2006 il dott. Maniaci
Lorenzo è stato nominato commissario straordinario presso
l'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;
la gestione commissariale è deputata unicamente al compimento
degli atti indifferibili ed urgenti;
ritenuto che:
un così lungo, incomprensibile ed ingiustificato periodo di
commissariamento dell'azienda ospedaliera comporta un inevitabile
pregiudizio al diritto dei cittadini ad un'adeguata assistenza
sanitaria;
la gestione della salute pubblica non può essere sottratta in
via permanente agli organi legittimi ed adeguatamente deputati a
tale compito della legge;
per sapere:
quali siano le ragioni che impediscono, a tutt'oggi, ovvero a
distanza di quasi due anni la nomina del direttore generale presso
l'azienda in argomento, atteso che il commissariamento pregiudica
inevitabilmente l'erogazione dei servizi sanitari essenziali
dovuti ai cittadini e limita la programmazione sanitaria;
se e quali iniziative siano state assunte o si intendono
assumere urgentemente al fine di garantire la regolare ed adeguata
gestione della salute pubblica nel territorio ennese, tenuto conto
che in gioco ci sono la salute e la vita delle persone, che è
compito ineludibile della pubblica amministrazione tutelare e
garantire.». (49)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 49 con la quale
l'onorevole Galvagno chiede i motivi del protrarsi del
commissariamento dell'Azienda ospedaliera Umberto I di Enna, si
rappresenta che il differimento della nomina del Direttore generale
della predetta Azienda è stato determinato dalla imminenza della
riforma del Servizio sanitario regionale successivamente
concretizzatasi nell'emanazione della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO - ARICÒ - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premesso che:
con deliberazione n. 312 del 1 agosto 2007, la Giunta regionale
di Governo, per il perseguimento del riequilibrio economico del
servizio sanitario nazionale, ha anche previsto la riduzione del
5% dei costi per l'assistenza territoriale di riabilitazione ex
art. 261 n. 833/78, erogata dai privati mediante la riduzione
delle tariffe giornaliere con effetto 1 ottobre 2007;
la ripartizione fra le ASL della Regione delle risorse
disponibili (nel rispetto degli standard dei livelli essenziali di
assistenza), è stata determinata in funzione dei seguenti costi
decurtati del 5%: ASL 1 di Agrigento euro 4.842.533 (contro i
5.097.424 precedenti), ASL 2 di Caltanissetta euro 1.869.181
(1.967.559), ASL 3 di Catania euro 64.801.269 (68.211.862), ASL 4
di Enna euro 1.715.146 (1.805.417), ASL 5 di Messina euro
15.183.446 (15.982.575), ASL 6 di Palermo euro 13.363.979
(14.067.346), ASL 7 di Ragusa euro 3.520.700 (3.706.000), ASL 8 di
Siracusa euro 13.250.676 (13.948.080), ASL 9 di Trapani euro
17.609.590 (18.536.411), per un totale di euro 136.156.540
(143.322.674);
considerato che:
l'art. 1 del decreto dell'Assessore per la sanità del 12/12/2007
prevede l'ammontare complessivo della spesa in 164 milioni di euro
circa;
pure applicando a tale importo la riduzione del 5%, lo stesso
viene rideterminato in euro 156.576.960 per ognuno dei tre anni
2007-2008-2009 rispetto al tetto massimo di spesa fissato dalla
delibera di giunta n. 312 dell'1 agosto 2007;
la suddivisione di tale importo prevede per l'ASL 1 di Agrigento
euro 5.869.400, per l'ASL 2 di Caltanissetta euro 8.006.800, per
l'ASL 3 di Catania euro 70.296.400, per l'ASL 4 di Enna euro
3.488.400, per l'ASL 5 di Messina euro 15.474.500, per l'ASL 6 di
Palermo euro 15.774.580, per l'ASL 7 di Ragusa euro 4.018.890, per
l'ASL 8 di Siracusa euro 13.853.870, per l'ASL 9 di Trapani euro
19.794.120;
tenuto conto che dalla comparazione dei suddetti dati si evince
che, in forza del decreto del 12/12/2007, sette ASL su nove hanno
goduto di vantaggi economici anche di proporzioni rilevanti,
rispetto alle assegnazioni accertate ed accordate prima della
riduzione del 5% di cui alla richiamata delibera di Giunta
regionale n. 312/2007; mentre, di contro, le ASL di Siracusa e
Messina hanno subito una decurtazione nell'assegnazione;
per sapere:
in base a quali criteri l'aggregato di spesa dell'ASL n. 8 di
Siracusa è stato determinato in euro 13.853.870, considerato che
l'ammontare del fatturato, già da alcuni anni in funzione del
budget di spesa complessivamente spettante ai centri operanti
nella provincia ed in base alle prestazioni convenzionate e dopo
la decurtazione del 5%, si aggira sui 14 milioni 500 mila euro;
se ritenga che un decreto pubblicato sulla GURS n. 3 del
18/1/2008 possa rilevare rispetto alle prestazioni validate per
l'esercizio 2007, tanto da consentire al servizio competente
dell'ASL (che pure deve rientrare nei limiti di spesa concessi) di
chiedere a tutti i centri l'emissione di note di credito di
importo rilevante (complessivamente circa 500 mila euro) con la
precisazione salvo nuove determinazioni dell'Assessorato della
sanità);
se l'Assessore intenda realmente rivedere la ripartizione
operata con il decreto del 12/12/2007 per adeguare le assegnazioni
delle province penalizzate anche in considerazione del fatto che,
a quanto pare, gli aggregati delle altre sette province sono
superiori alle fatturazioni emesse e, di conseguenza, si sono
create delle economie che potrebbero essere utilizzate nella
provincia di Siracusa che, come precedentemente dimostrato,
risulta penalizzata dalle riduzioni avvenute negli anni precedenti
ed in considerazione del fatto che le fatturazioni emesse sono
superiori all'aggregato assegnato e rispondenti alle reali
esigenze della stessa provincia di Siracusa.». (114)
Risposta. «In ordine all'interrogazione n. 114 con la quale gli
onorevoli Vinciullo, Aricò e Pogliese chiedono notizie circa le
iniziative volte a ridefinire la ripartizione delle risorse per
l'assistenza territoriale di riabilitazione a favore della
provincia di Siracusa, si precisa che sia per l'anno 2008 che per
l'anno 2009, rispettivamente con nota prot. n. 6546 del 27 novembre
2008 e n. 489 del 2 febbraio 2010, l'Azienda Sanitaria Provinciale
di Siracusa è stata autorizzata a considerare quale tetto di spesa
per i centri di riabilitazione ex articolo 26 della legge n.
833/1978 l'importo di . 14.500.000,00.
L'Assessore
dott. Massimo Russo
FAGONE - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
con autorizzazione prot. n. 8233/DP del 17 luglio 2006, l'AUSL
n. 3 di Catania autorizzava l'apertura dell'ambulatorio di
Palagonia, sede distaccata dell'AIAS 'Concetto D'Alessandro' di
Caltagirone, volta ad assistere 30 pazienti dei comuni di
Palagonia e Ramacca;
tra la Regione siciliana e L'AIAS è stata stipulata una
convenzione, prorogata il 22 ottobre 2007 con scadenza 22 ottobre
2008;
a seguito della pubblicazione sulla GURS dell'elenco delle
strutture accreditate, sembrerebbe scontata la chiusura
dell'ambulatorio di Palagonia poiché il centro AIAS è stato
considerato idoneo ma non accreditabile;
è opportuno precisare che la chiusura della sede ambulatoriale
di Palagonia non comporterebbe alcun risparmio per l'AUSL n. 3 di
Catania, poiché le prestazioni sanitarie sarebbero garantite nella
sede di Caltagirone con grave disagio a carico dei malati e delle
famiglie dovuto alla trasferta giornaliera verso altro comune;
le amministrazioni di Palagonia e Ramacca chiedono urgentemente
di evitare la chiusura dell'ambulatorio di Palagonia che assiste
30 soggetti neurolesi e motulesi con prestazioni giornaliere;
la chiusura del centro determinerebbe gravi conseguenze poiché
l'interruzione dei trattamenti terapeutici effettuati, senza
continuità rischia di provocare una regressione nei risultati
ottenuti;
la chiusura dell'ambulatorio di Palagonia non può essere in
alcun modo legata ai tagli previsti per la sanità poiché
l'edificio, completamente ristrutturato e con servizi
all'avanguardia, è concesso in comodato d'uso gratuito
dall'amministrazione comunale
per sapere:
come intenda procede il Governo nei confronti di una struttura
che ad oggi ha offerto un servizio sociale indispensabile per la
tutela della salute dei cittadini anche alla luce dell'assenza
assoluta di risparmio economico;
se intenda questo Governo assumersi la responsabilità di mettere
nelle condizioni i pazienti sino ad oggi assistiti di vedere
vanificarsi tutti i risultati sin qui conseguiti;
se non ritenga opportuno l'Assessore in indirizzo rivedere la
propria decisione, mettendo in condizione l'AIAS di continuare a
svolgere un servizio indispensabile per la cittadinanza.». (181)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 181 con la quale
l'onorevole Fagone chiede notizie in ordine alla paventata
cessazione del servizio d'assistenza dell'A.I.A.S. di Palagonia
(CT), si riporta di seguito quanto rappresentato dal Direttore
generale dell'A.S.P. di Catania con nota prot. n. 664 del 14
gennaio 2009:
Con autorizzazioni del Medico Provinciale di Catania prot. n.
4121 del 05.02.1975 e n. 7040 del 07.01.1976 l'AIAS di Caltagirone
è stato autorizzata ad aprire e mantenere in esercizio un centro di
riabilitazione per spastici e invalidi civili in Caltagirone Via
delle Industrie n. 23 per complessivi 150 trattamenti (75 di sesso
maschile e 75 di sesso femminile) senza limiti di età, con
trattamento esclusivamente a seminternato o ambulatoriale, e per le
stesse prestazioni è stata iscritta all'albo regionale con D.A. n.
8734 del 20.11.1990;
La suddetta struttura fino al 2006 era in regime convenzionale con
questa Azienda per 62 prestazioni ambulatoriali e 65 in
seminternato e per tali prestazioni aveva avanzato istanza di
accreditamento;
Con atto di questa Azienda prot. n. 8233/DP del 17.07.2006, a
seguito di nulla osta al trasferimento a firma del Direttore del
Distretto di Caltagirone prot. n. 8208/14/6/06, l'AIAS di
Caltagirone è stata autorizzata ad aprire un centro di
riabilitazione a Palagonia in Piazza Dante n. 9 dove erogare 30
prestazioni ambulatoriali scorporandole, e riducendole
contestualmente di pari numero, da quelle autorizzate e
convenzionate a Caltagirone;
Tuttavia essendo stato rilasciato il suddetto provvedimento in
data successiva al D.A. 890/02 e s.m.i., la struttura di Palagonia
non è rientrata nel processo di accreditamento. Con sopralluogo di
verifica del 20.09.2007 l'UO per l'Accreditamento ha accertato
presso la struttura di Caltagirone la possibilità di erogare tutte
le 62 prestazioni ambulatoriali richieste dalla ditta;
Alla luce di quanto sopra esposto con nota prot. n. 128358 del
21.10.2008 questa Azienda ha ritenuto caducata l'autorizzazione
rilasciata il 17.07.2006 per il presidio di Palagonia,
ripristinando l'erogazione delle 62 prestazioni ambulatoriali
presso la sede di Caltagirone, circostanza tra l'altro proposta
dalla stessa AIAS. .
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MATTARELLA. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
il 22 maggio 2009 il quotidiano 'La Repubblica', edizione di
Palermo, ha pubblicato un articolo dal titolo 'Chiude il Centro
dei bambini down. La Regione non finanzia i 100 mila euro per
assistere 500 famiglie';
per il mancato rinnovo dei finanziamenti regionali, rischia di
chiudere tra pochi giorni il centro di riferimento regionale
dell'IMI (Istituto materno infantile) per patologie di alta
specializzazione, dove ci si occupa della diagnosi e della cura
della sindrome di down e delle altre patologie cromosomiche e
genetiche;
gli operatori sanitari del centro hanno già comunicato
all'Assessore per la sanità, al Policlinico di Palermo ed al
Rettore dell'Università degli studi di Palermo la sospensione di
ogni attività dall'1 giugno 2009, in assenza di rassicurazioni
certe ed ufficiali da parte degli organi competenti - in vista
della nuova scadenza dei contratti che avverrà il 31 maggio
prossimo - sull'effettiva erogazione del finanziamento di 100 mila
euro destinati al centro dalla legge finanziaria per l'anno 2009;
i genitori dei bambini affetti da tale grave sindrome -
attualmente assistiti dal centro palermitano sia dal punto di
vista medico, che dal punto di vista pedagogico - hanno già
manifestato grande preoccupazione, perchè si troverebbero, così,
improvvisamente costretti a sospendere le cure o ad affrontare
enormi costi, non solo economici, per ricominciare i penosi
'viaggi della speranza' verso Genova o Roma (dove si trovano le
altre due strutture italiane all'altezza di quella dell'IMI),
visto che a Palermo la lista d'attesa dell'AUSL è attualmente di
tre anni;
per sapere:
se risponda al vero quanto riportato dal richiamato articolo de
'La Repubblica';
se l'Assessore ne sia già a conoscenza;
cosa abbia impedito - o impedisca - l'erogazione del
finanziamento regionale di 100 mila euro, necessario per la
prosecuzione dell'attività del centro;
quali provvedimenti l'Assessore per la sanità abbia già adottato
- o comunque si accinga ad adottare - per il rinnovo dei contratti
agli operatori sanitari del centro.». (603)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 603 con la quale
l'onorevole Mattarella chiede notizie circa la ventilata chiusura
del Centro di riferimento regionale dell'Istituto materno infantile
(I.M.I.) di Palermo, si precisa che per l'anno 2008 è stato
assegnato all'Azienda ospedaliera universitaria policlinico P.
Giaccone di Palermo un finanziamento pari a . 120.000,00 da
destinare al Centro di riferimento regionale per il controllo e la
cura della sindrome di Down.
E' stato erogato il 60/% di tale finanziamento, mentre
l'erogazione della rimanente somma è subordinata alla presentazione
della rendicontazione a consuntivo - esercizio 2008 - non ancora
fornita a questo Assessorato nonostante numerosi solleciti (in
ultimo la nota prot. n. 2572 del 24 settembre 2009).
Per l'anno 2009, in sede di variazione di bilancio, con decreto
dell'Assessorato del bilancio del 16 luglio 2009 è stato previsto
il contributo complessivo di . 180.000,00 di cui . 72.000,00 in
favore del Centro interdipartimentale per la diagnosi e cura
dell'epilessia presso il Policlinico di Messina e . 108.000,00 in
favore del Centro di riferimento regionale per il controllo e la
cura della sindrome di Down e delle altre patologie cromosomiche e
genetiche presso il Policlinico di Palermo.
Per l'anno 2010, con delibera n. 54 del 29 gennaio 2010, l'Azienda
ha garantito la continuità assistenziale fino a tutto il primo
semestre 2010 integrando il previsto contributo regionale con fondi
propri, garantendo pertanto il rinnovo dei contratti di
collaborazione in essere con il personale dell'equipe
multidisciplinare del centro.
L'Assessore
dott. Massimo Russo