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Resoconto d'Aula della Seduta n. 144 di martedì 23 febbraio 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Picciolo,  Scammacca  e Scoma; l'onorevole Corona,  dal  23  al  25
  febbraio; l'onorevole Digiacomo, per la corrente settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che sono in missione, per  ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli:  Ragusa, dal  23  al  25  febbraio  2010;
  Digiacomo e Minardo, dal 24 al 25 febbraio 2010.

    L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per la Salute

   n.  49  -  Motivi del protrarsi del commissariamento  dell'azienda
  ospedaliera Umberto I di Enna.
   Firmatario: Galvagno Michele

   n.  114  -  Iniziative  volte a ridefinire la  ripartizione  delle
  risorse  per l'assistenza territoriale di riabilitazione  a  favore
  della provincia di Siracusa.
   Firmatari:   Vinciullo   Vincenzo;  Aricò   Alessandro;   Pogliese
  Salvatore

   n.  181 - Notizie in merito alla paventata cessazione del servizio
  di assistenza dell'AIAS di Palagonia (CT).
   Firmatario: Fagone Fausto

   n.   603  -  Notizie  sulla  ventilata  chiusura  del  Centro   di
  riferimento  regionale  dell'Istituto materno  infantile  (IMI)  di
  Palermo.
   Firmatario: Mattarella Bernardo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati  alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  «Istituzione  in Sicilia dei cimiteri per animali  d'affezione»
  (n. 486)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 febbraio 2010
   parere VI

   -   «Disposizioni   per   la  trasparenza,   la   semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della pubblica  amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  il
  contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
  mafioso.  Disposizioni  per il riordino e la semplificazione  della
  legislazione regionale» (n. 520)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 19 febbraio 2010

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - «Norme per la rivitalizzazione ed il recupero dei centri storici
  della Regione» (n. 514)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 febbraio 2010
   parere I

   -  «Tutela  dei  lavoratori in occasione di  appalti  pubblici  di
  servizi.  Modifica dell'articolo 32 della l.r. n. 7  del  2/8/2002»
  (n. 515)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 19 febbraio 2010

   -  «Riordino del sistema della gestione integrata dei  rifiuti  in
  Sicilia» (n. 528)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 18 febbraio 2010.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti pareri sono stati  assegnati
  alla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Aziende   del   Servizio  sanitario  regionale.   Designazione
  componenti dei collegi sindacali (n. 72/I)
   pervenuta in data 16 febbraio  2010
   inviata in data 22 febbraio  2010

   -   Aziende   del   Servizio  sanitario  regionale.   Designazione
  componenti dei collegi sindacali (n. 73/I)

   pervenuta in data 16 febbraio  2010
   inviata in data 22 febbraio  2010.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente acquedotti siciliani. Nomina commissario liquidatore  (n.
  71/I)
   reso in data 17 febbraio 2010
   inviato in data 18 febbraio 2010.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana con ricorso notificato il 19 febbraio 2010 ha impugnato i
  sotto elencati articoli della deliberazione legislativa  Disciplina
  dell'agriturismo   in   Sicilia'   (ddl.   n.    337),    approvata
  dall'Assemblea  l'11 febbraio 2010, per violazione  degli  articoli
  12,  quarto  comma,  e  13  dello Statuto  speciale  della  Regione
  siciliana,  nonché dell'articolo 13 del D.leg. C.P.S.  n.  204  del
  1947,  dell'articolo 9 del D.leg.vo n. 373 del 2003 e dell'articolo
  2  del D.leg.vo n. 655 del 1948 come modificato dal D.leg.vo n. 200
  del 1999:

   -  art. 2, comma 2, limitatamente all'inciso  che sono individuati
  e regolamentati con decreto';
   -   art.  4,  comma  1,  ultimo  periodo,  comma  2  limitatamente
  all'inciso   dall'Assessorato regionale delle  risorse  agricole  e
  alimentari  con  il decreto previsto dall'articolo  13,  comma  1',
  comma  5  limitatamente  all'inciso  le  cui  caratteristiche  sono
  determinate con il decreto previsto dall'articolo 13, comma 1';
   - art. 5, comma 1, limitatamente all'inciso  nonché dal decreto di
  cui  al  comma 10', comma 2  limitatamente all'inciso  in  coerenza
  con  il  decreto  di  cui  al  comma  10',  comma  8  limitatamente
  all'inciso  fermo restando quanto previsto dal decreto  di  cui  al
  comma 10', comma 10;
   -  art.  6, comma 2 limitatamente all'inciso  individuata  con  il
  decreto di cui all'articolo 13, comma 1';
   - art. 8;
   - art. 10, commi 2 e 3;
   - art. 13, comma 1;
   - art. 14, comma 1, ultimo periodo.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  premesso  che  a
  Favara  (AG),  a gennaio, un grave crollo è costato la  vita  alle
  bambine Bellavia;

   ricordato  che, alla messa in sicurezza le famiglie che  vivevano
  in  prossimità  dell'area  degradata ove  è  avvenuto  il  tragico
  evento, sono seguite alcune demolizioni ritenute necessarie;
   osservato che le demolizioni continuano senza un chiaro disegno;

   visto  che  la vicenda ha messo in luce problemi di varia  natura
  sia finanziaria che regolamentare e burocratica;

   per sapere:

   quali iniziative siano state assunte per risolvere i problemi  di
  degrado del centro storico di Favara;

   a  quali criteri facciano riferimento le ulteriori demolizioni in
  corso;

   quali piani vi siano per il futuro urbanistico di Favara.» (1037)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           PANEPINTO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   le  18  lavoratrici della casa di riposo  Don Giugno'  di  Niscemi
  (CL) da 7 mesi non percepiscono lo stipendio;

   la  casa  di  riposo  assiste  oggi  25  anziani,  di  cui  15  in
  convenzione con i servizi sociali del comune;

   considerato  che  attualmente, nonostante le  forti  proteste  del
  personale,  tutti  gli enti interessati (Regione, Comune,  diocesi,
  ecc.) non hanno assunto alcuna iniziativa;

   ritenuto  che  la  crisi economica e sociale non  consente  alcuna
  distrazione nei confronti di tutti coloro che rischiano di  perdere
  il posto di lavoro;

   per   sapere  se  sia  stata  avviata  un'indagine  amministrativa
  finalizzata  a verificare le condizioni della casa di  riposo  'Don
  Giugno' di Niscemi». (1034)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                BARBAGALLO - GALVAGNO

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   con  d.a.  n.  627/512  del 12 agosto 2009  è  stato  nominato  un
  commissario  ad  acta presso il Comune di Centuripe  (EN)  per  gli
  adempimenti  necessari all'approvazione del bilancio di  previsione
  per l'esercizio 2009;

   atteso   che   il  commissario  nominato  ha  posto   in   essere,
  correttamente, tutti gli adempimenti dovuti e necessari;

   atteso ancora che:

   il  Consiglio  comunale  di Centuripe -  seppur  diffidato  -  con
  delibera n. 67 del 18 dicembre 2009 ha ritenuto di non approvare il
  bilancio di previsione per l'esercizio 2009;

   il  medesimo commissario, con verbale n. 68/2009, avvalendosi  dei
  poteri  sostitutivi previsti dalla legge, ha approvato il  bilancio
  di  previsione  per  l'esercizio finanziario  2009  del  Comune  di
  Centuripe, in sostituzione del Consiglio comunale;

   per sapere:

   le ragioni che, a tutt'oggi, abbiano impedito l'applicazione delle
  sanzioni  previste  dall'art.  109 bis  dell'Ordinamento  regionale
  degli  enti  locali  (O.R.EE.LL.  l.r.  15  marzo  1963,  n.  16  e
  successive modifiche e integrazioni);

   quali  iniziative si intendano assumere per garantire il  rispetto
  della legge». (1035)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che il settore agricolo costituisce
  per   il   comune  di  Canicattì  (AG)  uno  degli  assi   portanti
  dell'economia locale;

   considerato  che  la  crisi in cui versa il  settore  è  connotata
  particolarmente da interventi estemporanei, slegati dal contesto  e
  privi di progettualità a lungo termine;

   considerato altresì che le categorie professionali del  comune  di
  Canicattì colpite dalla crisi si trovano in uno stato comatoso  che
  non sempre ha trovato nel Governo la sensibilità necessaria per  la
  soluzione dei problemi;

   atteso che gli appelli delle organizzazioni professionali agricole
  cadono  nel  vuoto  ed  è solo grazie all'iniziativa  parlamentare,
  attraverso  audizioni  e sessioni di approfondimento  tematico  che
  vengono attenzionate le istanze del comparto agricolo;

   per sapere:

   se non ritengano necessaria la dichiarazione immediata dello stato
  di crisi del comparto agricolo del Comune di Canicattì;

   se  non ritengano di intraprendere iniziative volte ad incentivare
  la  commercializzazione  delle  produzioni  locali  e  il  sostegno
  all'accesso al credito di esercizio e pluriennale, con moratoria di
  quello in essere nonché dei contributi previdenziali;

   se  non  reputino utile l'individuazione di ammortizzatori sociali
  mirati  al sostegno delle aziende e dei lavoratori agricoli locali;
  se non ritengano opportuno integrare e/o garantire il reddito degli
  operatori del settore;

   quali  misure intendano adottare per il contenimento dei costi  di
  produzione;

   quali  provvedimenti straordinari verranno adottati per rilanciare
  e  rinvigorire  l'azione e l'impegno degli  operatori  del  settore
  agricolo  locale,  in  assenza dei quali si  andrebbe  incontro  al
  trapasso dello stesso». (1036)

                                                                BOSCO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.


   Presidenza del presidente Cascio


     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
       sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
             patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)
   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-386-209-394-
  404/A   «Norme  per  il  sostegno  dell'attività  edilizia   e   la
  riqualificazione del patrimonio edilizio».
   Invito  i componenti la  IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera  dovremmo
  preliminarmente fare alcune considerazioni atteso che, dopo qualche
  battuta di arresto - e forse più di qualche battuta - il disegno di
  legge  ormai  famoso come  piano casa , di cui  i  mass  media  non
  perdono occasione per parlarne e discuterne, approda in quest'Aula.
   Leggendo  i  quotidiani di oggi e avendo potuto registrare  quello
  che  è l'accordo di massima della nuova maggioranza, costituita dai
  Gruppi MPA, Gruppo Sicilia e Partito Democratico, ci si rende conto
  delle  iniziative  in  favore della Sicilia, in  favore  di  questa
  Terra,  ci  si  rende conto di quelle che sono  le  iniziative  per
  l'edilizia non residenziale, ci si rende conto di quelli che sono i
  limiti urbanistici che sono posti nel disegno di legge che, da  qui
  a breve, inizieremo a discutere.
   Ma  la  cosa strana, signor Presidente e assessore Gentile, è  che
  andando  ad  esaminare  attentamente  il  testo,  lo  stesso  viene
  esautorato da un emendamento importante - di cui si parla da  oltre
  un   anno   e   mezzo  -  che  ha  richiamato  l'attenzione   delle
  organizzazioni di categoria, ANCI, Confcooperative,   Legacoop.  Mi
  riferisco all'emendamento di proroga dei termini per le cooperative
  edilizie, che mi si dice non può essere inserito in questo  disegno
  di legge perché avrebbe risvolti di natura finanziaria, da un lato,
  e  perché  riguarda le abitazioni e non il piano  casa,  dall'altro
  lato.
   Bene:  questa  norma,  attesa  da centinaia  di  piccole  e  medie
  cooperative edilizie che potrebbero veramente rilanciare l'attività
  edilizia in Sicilia, purtroppo oggi non arriva in quest'Aula.
   Lo  dico  con grande amarezza ma anche con la serenità  di  chi  è
  convinto  che  forse questa nuova maggioranza non  vuole  fare  gli
  interessi  veri  dei  Siciliani,  perché  delle  due  l'una:  o  ci
  prendiamo  le  responsabilità, come  Parlamento,  o  meglio  questa
  maggioranza  e  questo Governo si assumono la responsabilità  delle
  proprie azioni, oppure veramente stiamo facendo melina e stiamo  in
  Aula   solo   per  riscaldare  qualche  poltrona  importante,   ben
  retribuita,  e  non  per fare gli interessi  della  Sicilia  e  dei
  Siciliani.
   E  non lo dico perché voglio alzare il tiro della questione. Ma  è
  chiaro  che  qui avevamo fatto un accordo, e l'accordo  andava  nel
  senso di portare in Aula il disegno di legge di proroga dei termini
  per  le  cooperative edilizie già nel settembre del 2009,  dopo  un
  anno di approfondimenti.
   Poi  si disse di rinviare nuovamente il testo in terza Commissione
  affinché  questa,  congiuntamente alla quarta Commissione,  potesse
  approfondirlo. Arrivati a dicembre fu preso l'impegno  di  inserire
  il  testo  -  stante i risvolti finanziari - nel disegno  di  legge
  relativo all'esercizio provvisorio.
   Anche in quel caso questa norma venne espunta dal testo. Prima  si
  disse  che doveva essere inserita nel primo disegno di legge utile,
  quello  sul piano casa. Siamo arrivati al piano casa e ci  rendiamo
  conto  -  mi dispiace dirlo - che questa norma viene esclusa  anche
  dal  testo che andremo a discutere, perché vogliamo discutere forse
  su  un  piano casa che è soltanto di facciata e che nulla ha a  che
  vedere  con un vero sviluppo organico del territorio, perché ancora
  non c'è un accordo.
   Credo che, da qui a qualche momento, questa pseudo maggioranza  in
  Aula mostrerà tutte le sue contraddizioni sul piano casa, come  già
  le ha mostrate nei giorni scorsi.
   In  conclusione,  mi riservo di presentare un  ordine  del  giorno
  perché  si  possa immediatamente calendarizzare questa  norma  come
  disegno di legge, atteso che il Governo si era già impegnato in tal
  senso  con  un  rinvio  alla  III e  alla  IV  Commissione  per  un
  approfondimento in seduta congiunta, nella speranza che i  proclami
  che  il  Governo  ancora fa non siano solo parole di  facciata,  in
  attesa di effetti chiari, tangibili e concreti per la Sicilia.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Beninati, lo dico a lei perché sia da  monito  a  tutta
  l'Aula:  la durata degli interventi é contingentata. Sul  tabellone
  alle mie spalle scorre il tempo: cinque minuti per ogni oratore.
   La  prego  di  concludere il suo intervento prima di  arrivare  ai
  cinque minuti per evitare che le venga tolta la parola.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio su quanto
  evidenziato  dal collega Falcone, non conoscendo,  tranne  che  dai
  giornali, alcune riformulazioni che sembrerebbe siano state oggetto
  di confronto tra la maggioranza, anzi da parte della maggioranza, è
  ovvio  che sarà cosa buona, al momento opportuno, capire  di  quale
  portata  siano  queste riformulazioni all'interno  del  disegno  di
  legge, così come è uscito dalla Commissione.
   Inoltre, l'onorevole Falcone ha toccato un tema molto delicato.
   Per due volte sono stato assessore per la cooperazione e devo dire
  che  più volte mi sono trovato anch'io a presentare emendamenti  di
  proroga  dei  termini,  anche perché oggi le  cooperative  edilizie
  fanno  ormai  parte  delle infrastrutture, e quindi  l'argomento  è
  molto serio.
   Credo  che  il  Governo  debba trovare una  soluzione  alternativa
  perché, non consentendo la proroga, in atto - forse i colleghi  non
  lo  sanno  -,  si  sbloccano circa 100 milioni di  euro  dei  fondi
  poliennali in quanto questi fondi, di fatto, rimangono liberi.
   Pertanto,  se  non si fa la proroga, se il Governo decide  in  tal
  senso  assumendosi  una responsabilità politica  forte,  in  quanto
  buona parte delle cooperative hanno avuto promesse di finanziamento
  e,   quindi,  hanno  un  documento  e  inoltre  buona  parte  delle
  cooperative  non  dispone delle aree per motivi che  non  dipendono
  molto  dalla loro volontà, ciò nonostante credo che se  il  Governo
  decidesse  di  non  portare  più in proroga  questo  provvedimento,
  dovrebbe  presentare  una  alternativa su  come  utilizzare  questi
  fondi, che non sono poca cosa.
   E'  un invito che rivolgo al Governo, altrimenti dovrebbe proporre
  una  proroga secca per altri due anni, come quasi tutte le centrali
  delle cooperative auspicano.
   Qualche  mese fa ho incontrato un po' tutti e devo dirvi  che  c'è
  grande  attenzione;  perciò se il Governo non  fa  la  proroga,  mi
  auguro  che  abbia in alternativa qualcosa di pronto per utilizzare
  quei  fondi. Altrimenti, paradossalmente, non si fa nulla perché  i
  soldi   si   libererebbero  creando  disagi  alla  stessa  economia
  siciliana.
   Concludo,  Assessore, augurandomi che le riscritture  non  abbiano
  riportato  il  piano  casa  a  qualcosa  su  cui  inizialmente   il
  Presidente  stesso era contrario. Mi auguro che in  questi  due-tre
  mesi  non si sia cambiata tendenza; anzi, ricordo bene che, per  un
  periodo,  addirittura fu chiesto di accantonare il piano  casa.  Ho
  retto  con  una  certa difficoltà allo scontro  di  bloccare  tutto
  perché ritengo - e ritenevo, come oggi anche l'assessore Gentile fa
  bene  -  che  questo sia uno strumento importante per rimettere  in
  moto  l'economia. Sono contento che si sia rimesso in  moto  questo
  spirito di portarlo avanti.
   Mi auguro, però, che non si snaturi la ratio per cui il piano casa
  è  nato:  non  è  certamente nato per fare  norme  modificative  in
  materia urbanistica, anche perché chi dice questo non sa neanche di
  cosa si parla.
   Questo  disegno  di  legge,  infatti, è  nato  esclusivamente  per
  rimettere  in  moto l'economia - ripeto l'economia  -  con  piccoli
  interventi  in deroga, e non è offensivo dirlo, altrimenti  non  si
  può  applicare la norma agli strumenti urbanistici. Pertanto  serve
  esclusivamente per questo.
   Mi  auguro  che  non  ci siano stravolgimenti, che  certamente  mi
  metterebbero in seria difficoltà, a distanza di mesi, per la  parte
  che  mi  sono  trovato a dovere restringere, su  indicazione  della
  stessa Giunta nel periodo in cui  ero assessore di quel Governo.
   Mi  auguro  che oggi non si stravolga nuovamente tutto; altrimenti
  si  passerebbe,  a  distanza di qualche mese, da  una  tendenza  ad
  un'altra. So benissimo che l'assessore Gentile, comunque, la  pensa
  in buona parte come me.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, finora  non  ero
  intervenuto sul piano casa perché aspettavo di capire dove  saremmo
  arrivati.
   A  questo punto credo che sia necessario fare due riflessioni:  la
  prima  riguarda l'iter procedurale che ha visto questo  disegno  di
  legge approdare in Aula, la seconda riguarda il merito delle norme.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, siamo sull'ordine dei  lavori.  Se
  lei  vuole parlare sul piano casa, la Presidenza darebbe la  parola
  prima  al Governo, dopodiché apriamo la discussione sul piano casa.
  Quindi,  lei rimane iscritto per primo nel momento in cui parleremo
  dell'argomento.

   RINALDI. Va bene.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Rinaldi.  Intanto  rispondo  agli
  onorevoli Falcone e Beninati.
   La  questione  delle  cooperative edilizie rimane  all'ordine  del
  giorno dell'Assemblea.
   Il  disegno di legge cui vi riferite è stato calendarizzato con un
  impegno preso dalla Conferenza dei Capigruppo nello scorso mese  di
  dicembre  e formalmente non è stato esitato perché, avendo  bisogno
  di  copertura finanziaria, rimane il primo disegno di legge che  il
  Parlamento  approverà dopo l'approvazione della  finanziaria,  che,
  come sapete, avverrà entro il 30 marzo.
   Approvata  la  finanziaria,  l'Assemblea  regionale  siciliana  si
  adopererà per approvare subito dopo il disegno di legge che proroga
  le graduatorie delle cooperative edilizie.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  l'argomento   in   discussione,
  l'assessore  Gentile  può  intervenire  per  le  comunicazioni  che
  riterrà  opportuno  fare.  Ricordo  all'Aula  che  il  Governo   ha
  presentato,  pochi minuti fa, alcuni subemendamenti di  riscrittura
  che saranno illustrati dal proponente.


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-
                           386-209-394-404/A

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, il Governo ha predisposto degli emendamenti rispettando
  l'impegno  assunto in precedenza, quando il disegno  di  legge  era
  stato  esitato dalla Commissione, per sistemare alcuni dati tecnici
  all'interno del disegno di legge stesso.
   Attraverso  un'attenta  analisi  dei  vari  emendamenti,   abbiamo
  cercato  di  estrapolare  tutti quelli che riguardano  le  attività
  produttive e abbiamo creato un Titolo III che tratta esclusivamente
  tutte quelle attività produttive che ricadono in area D; quindi, la
  possibilità di incrementare, ampliare, demolire o ricostruire tutti
  quegli edifici che ricadono in zona D oppure in aree industriali.
   Chiedo  a  tutti  i deputati che hanno presentato emendamenti  sia
  sull'articolo  2  che  sull'articolo 3,  riguardanti   le  attività
  produttive,  di  ritirarli per eventualmente trattarli  nel  Titolo
  III.
   Sono  stati presentati, poi, ulteriori subemendamenti per  cercare
  di  dare  ordine  al disegno di legge riscrivendo  per  intero  sia
  l'articolo 2 che l'articolo 3.
   Un  altro  emendamento importante che il Governo  ha  ritenuto  di
  presentare  è  quello  relativo  alla  delocalizzazione:  tutte  le
  strutture  ricadenti  in zone di inedificabilità  assoluta  possono
  essere  recuperate  e ricostruite in zone idonee alla  costruzione,
  utilizzando  la  volumetria e un incremento pari al  35  per  cento
  della stessa. Il tutto viene trattato nel Titolo II.
   Per  quanto  riguarda  il disegno di legge,  possiamo  iniziare  a
  trattarlo partendo dall'articolo 1.

   PRESIDENTE. Alla luce delle dichiarazioni del Governo e anche  dei
  subemendamenti presentati dallo stesso, chiedo ai proponenti  degli
  emendamenti  inseriti nel fascicolo, per chi volesse  dare  seguito
  alla richiesta del Governo, il ritiro formale degli stessi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ascoltando
  l'assessore  Gentile e alla luce di quello che  la  maggioranza  ha
  concordato ieri presentando questi subemendamenti - che, di  fatto,
  è  un  invito, sostituisce tutti gli emendamenti e i subemendamenti
  presentati  dal  PD,  dal  Gruppo  Sicilia  e  dal  Movimento   per
  l'Autonomia  -, è chiaro che i subemendamenti governativi  meritano
  un momento di riflessione.
   Poiché  stasera l'assessore Gentile ha rivolto a tutti  i  partiti
  l'invito   a  ritirare  i  propri  emendamenti,  sarebbe  opportuno
  sospendere  i  lavori  almeno un'ora per valutare  la  portata  dei
  subemendamenti   che,  come  l'onorevole  Mancuso  mi   suggerisce,
  potrebbero essere apprezzati dal PDL.
   La  proposta  che  formula il Gruppo del Popolo della  Libertà  è,
  quindi,  di sospendere la seduta.
   Fra  un'ora  saremo  in grado di avere capito  la  portata  e  gli
  effetti  dei  subemendamenti governativi e se escludono  tutti  gli
  altri  subemendamenti  presentati  in  precedenza  dai  partiti  di
  maggioranza  e di opposizione e poi continuare l'esame del  disegno
  di legge.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, prima di intervenire vorrei capire  se
  la Presidenza accoglie la richiesta di rinvio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, quindi si riserva  di  intervenire
  successivamente.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  la mia
  preoccupazione è che questo disegno di legge non vada  oltre  e  si
  fermi.
   Questa  sarebbe  una  grave, anzi una gravissima  iattura  per  la
  Sicilia. Né è possibile e ipotizzabile che emendamenti corposi come
  quelli  che  sono  già arrivati in Aula possano avere  una  udienza
  immediata,  senza tenere conto della complessità della materia  che
  stiamo trattando e anche di un fatto che ritengo sia prioritario ed
  indispensabile: questa legge va fatta. Non si può più continuare  a
  cincischiare parole o subemendamenti perché significherebbe  volere
  rinviare ciò che, invece, non è più rinviabile.
   Se  c'è ancora la possibilità per la Sicilia di dare lavoro  e  di
  consentire di iniziare un certo tipo di attività che possa  colmare
  le  deficienze  forti  che  riguardano l'occupazione  nella  nostra
  regione, allora questa legge è una di quelle leggi che può  e  deve
  andare  in porto seriamente, al di là degli steccati di maggioranza
  e di opposizione, al di là di qualsivoglia infingimento.
   Non stiamo più giocando per sapere se il Governo ha la maggioranza
  o meno, se c'è la sinistra al Governo e all'opposizione.
   Stiamo  tentando  di far capire alla gente che vogliamo  fare  una
  legge  che  serva  alla Sicilia e ritengo che il  criterio  di  far
  arrivare  sette,  otto emendamenti - anche da  parte  del  Governo,
  sicuramente pregevoli, qualcosa di modificato può servire ed essere
  utile - non sia quello giusto.
   Come  si  può  dire ad una Assemblea che ci sono degli emendamenti
  dell'ultimo  momento e che si deve votarli? Ci vuole  un  lasso  di
  tempo  ragionevole  per  dare un significativo  apprezzamento  agli
  emendamenti  testé  presentati. Ecco perché intervengo  sull'ordine
  dei  lavori e non sul merito perché, se dovessi guardare al  merito
  di  quello  che l'assessore Gentile ha presentato, lo  condivido  a
  titolo  personale,  perché non ho altri titoli  se  non  quello  di
  esprimermi per come la penso.
   Ci  sono cose che possono essere accolte, ma mi rendo conto che in
  questo  momento, in un'Aula dove regna poca attenzione, si  possono
  commettere degli strafalcioni.
   Dovremmo  sederci attorno ad un tavolo per definire meglio  -  non
  dico  di  rinviare  il  disegno  di  legge  in  Commissione  perché
  significherebbe affossare la legge -, se c'è qualcosa da  scremare,
  questo  non  può essere fatto da una maggioranza a sé stante  senza
  che l'altra parte politica in Aula non ne abbia preso coscienza. E'
  impossibile  che  i  tre, riuniti, decidano di  fare  ritirare  gli
  emendamenti  a  chi non ha partecipato alla stesura  definitiva,  o
  quasi definitiva, di ciò che si vuole approvare.
   Allora,  ritengo  che  sia necessario un  momento  di  riflessione
  complessiva   che  metta  l'Assemblea,  nella  sua  interezza,   in
  condizione di rendersi conto della complessità e della urgenza  del
  problema,  della  necessità  che  questo  disegno  di  legge  venga
  approvato in tempi brevissimi, che non si perda ancora tempo su  un
  provvedimento  che  potrebbe dare pane  e  lavoro  ai  siciliani  e
  rilanciare l'attività edilizia.
   Voglio  dire  con  questo - al di là dei colleghi che  sicuramente
  starò disturbando, capisco che vi disturbo, vi chiedo scusa solo un
  altro minuto e poi vi lascio ai vostri importanti discorsi che sono
  di gran lunga di più .

   CRACOLICI. L'ascolto io.

   CINTOLA. La ringrazio, onorevole Cracolici.
   Ritengo che il problema sia talmente importante, che la legge  sia
  talmente  importante che se stasera dovessimo perdere una occasione
  come  questa, ciò avverrebbe per il nostro rintuzzarci l'un  contro
  l'altro  senza comprendere, invece, la necessità e l'importanza  di
  portare a termine l'esame di questo disegno di legge.
   Rivolgo  un  appello  al Presidente dell'Assemblea  e  al  Governo
  perché,  ciascuno  per  la propria parte, intervengano  a  dare  un
  ordine ai lavori che sia diverso da quello con cui abbiamo iniziato
  -  e che la totalità dei deputati qui non capisce - per comprendere
  qual  è  il nuovo metodo, qual è la nuova strategia che l'assessore
  Gentile,  che  il  Governo, la maggioranza o la pseudo  maggioranza
  hanno deciso di portare avanti in seno a questa Assemblea.
   Quindi, chiedo formalmente alla Presidenza di tenere conto che c'è
  un'Aula che vuole e che deve lavorare su questa legge, ma che  deve
  pure   disporre  dei  necessari  strumenti  di  valutazione  e   di
  comprensione.
   Chiedo pure al Governo di sedersi per un'ora, un'ora e mezza,  con
  i   presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  -  non  dico  con  tutta
  l'Assemblea, ma con i capigruppo di maggioranza e di opposizione  -
  perché  possano rendersi conto della bontà della proposta. Poi,  se
  devono  ritirare gli emendamenti li ritirino, ma con cognizione  di
  causa,  non  così sol perché una maggioranza stabilisce che  questi
  sono  gli emendamenti. Sarebbe una cosa sciocca, senza senso e  non
  costruttiva.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  mi
  rifaccio  ad  una sua precedente dichiarazione quando ha  informato
  l'Aula  che  la  Presidenza  non avrebbe  accettato  emendamenti  o
  subemendamenti  volanti in quanto la materia è  così  delicata  che
  qualsiasi  tipo  di approfondimento è necessario  affinché  con  il
  disegno  di legge non si commettano errori grossolani nei confronti
  degli  enti  locali  ma, soprattutto, nei confronti  di  chi  dovrà
  operare  con  queste norme che, da qui a qualche momento  dovremmo,
  appunto, approvare.
   Nella  qualità di presidente della Commissione contesto il  metodo
  che  il  Governo  ha  utilizzato: è cosa  gradita  che  il  Governo
  rifletta  e che presenti in Aula i suoi emendamenti; ma, da  qui  a
  formalizzare  e,  al  tempo stesso, non solo formalizzare  ma  pure
  pubblicizzare  una stanza di compensazione per il cosiddetto  piano
  casa mi sembra un po' troppo.
   E'  un po' troppo nei confronti della Commissione, è un po' troppo
  nei  confronti di tutti gli altri parlamentari che, non si  capisce
  la ragione, sono stati esclusi dal Governo.
   Rispetto  a  questo  e  rispetto a quel che  è  successo,  sia  la
  settimana  scorsa  che  questa settimana,  mi  corre  l'obbligo  di
  rassegnare  il mio pensiero sia alla Presidenza dell'Assemblea  sia
  al Governo.
   Qualcuno  sta giocando al ruolo di chi vorrebbe fare  qualcosa  di
  buono ma, in sostanza, non vuole fare nulla perché, se questo è  il
  metodo, cioè presentare subemendamenti volanti qualche minuto prima
  della  discussione,  fare riunioni, non si  capisce  bene  a  quale
  titolo  e  secondo quale forma politica, è chiaro che qualcuno  non
  vuole  fare il piano casa, che qualcuno non vuole dare risposta  ai
  siciliani.  E  questo  qualcuno  non  è  da  ricercarsi  tra   quei
  parlamentari  che hanno utilizzato i metodi  regolamentari  ma  tra
  quelli che, invece, ritengono di trovare un accordo al di sopra dei
  metodi e dei regolamenti. Questo mi sembra inopportuno.
   Peraltro,  mi  aspettavo,  sotto  il  profilo  regolamentare,   la
  presentazione  di un maxi emendamento da parte del Governo;  invece
  si tratta di semplici subemendamenti al testo del disegno di legge.
  Quindi  non  comprendo  neanche, sotto il profilo  politico,  quale
  possa  essere  il  valore  aggiunto per semplificare  l'azione  che
  dobbiamo svolgere in Parlamento.
   Ad  ogni buon conto, signor Presidente, considerato che la materia
  è  complessa, l'ora di sospensione richiesta dall'onorevole Falcone
  mi  sembra irrisoria, e le chiedo di richiamarsi al Regolamento nel
  caso  in  cui  lo  ritenga  opportuno,  vista  la  complessità  dei
  subemendamenti presentati dal Governo che incidono sui due articoli
  fondamentali del disegno di legge, il 2 e il 3.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vi  sono  numerosi  iscritti  a
  parlare,  a  cominciare dall'onorevole Cracolici. La Presidenza  ha
  già  deciso la linea da seguire: per quanto riguarda il disegno  di
  legge  sul  piano  casa, l'Assemblea continuerà a discutere  domani
  pomeriggio, a partire dalle ore 16.00, dando così il tempo a  tutti
  i deputati, firmatari o non firmatari di emendamenti, di valutare i
  nuovi emendamenti del Governo.
   Chi  volesse  ritirare  i propri emendamenti,  potrà  farlo  entro
  domani  alle ore 16.00; chi non volesse ritirarli, comunque  se  ne
  potrebbe occupare già da domani.
   Pertanto   l'esame   del  disegno  di  legge   riprenderà   domani
  pomeriggio, alle ore 16.00.


   Presidenza del presidente Cascio


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 23 febbraio  2010,
  sotto   la   presidenza  del  Presidente  dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  presenti il Vicepresidente vicario dell'ARS,  onorevole
  Formica,   e   il  Vicepresidente,  onorevole  Oddo,   e   con   la
  partecipazione   dell'Assessore   regionale   per   l'economia    e
  Vicepresidente  della Regione, onorevole Cimino,  e  dell'Assessore
  regionale  per  le infrastrutture, onorevole Gentile,  ha  definito
  all'unanimità  la seguente agenda dei lavori parlamentari  fino  al
  termine  ultimo del 9 marzo p.v., scaduto il quale l'Aula  inizierà
  la discussione dei documenti finanziari.

   Le Commissioni legislative permanenti si riuniranno nella corrente
  settimana e nella successiva, compatibilmente con i lavori  d'Aula,
  dando comunque priorità all'esame dei seguenti disegni di legge:

   -  n.  508   Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento
  della  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello  Statuto  della
  Regione  recante 'Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008,  n.
  143, convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2008,  n.
  181 ;
   -  n.  379   Disposizioni sulla partecipazione  della  Regione  al
  processo   normativo  dell'Unione  europea,  sulle   procedure   di
  esecuzione   degli  obblighi  comunitari  e  di  attuazione   delle
  politiche comunitarie ;
   -   n.   512    Credito  di  imposta  regionale  per  l'incremento
  dell'occupazione ;
   -  n.  525-528  Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
  inquinati ,  in riferimento al quale la Commissione IV stralcerà  e
  concluderà l'esame dei soli profili ordinamentali per esitarlo  per
  l'Aula entro lunedì 1 marzo p.v. Le disposizioni comportanti  spesa
  del  citato disegno di legge saranno affrontate successivamente nel
  corso della discussione dei documenti finanziari.

   L'Aula terrà seduta nel corso della corrente settimana e in quella
  successiva  per  la prosecuzione della discussione dei  disegni  di
  legge   già  individuati  dall'ultimo  calendario  dei  lavori,   e
  precisamente:

   -  nn.  459-386-209-394-404/A  Norme per il sostegno dell'attività
  edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio ;
   -  nonché  degli  altri  disegni di legge  sopra  individuati  ove
  licenziati dalle Commissioni di merito.

      Per una integrazione del calendario dei lavori parlamentari

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  sull'ordine  dei  lavori  tengo   ad
  apprezzare  la  sua decisione di rinviare a domani la  prosecuzione
  del  dibattito  sul disegno di legge relativo al piano  casa  anche
  perché  mi  ha  evitato di prendere la parola. Avrei anche  qualche
  critica  da muovere per quanto riguarda l'abitudine - che  persiste
  in  quest'Aula - di emendamenti volanti portati all'attenzione  dei
  deputati all'ultimo momento, con la conseguenza che spesso  non  ci
  si rende conto di ciò che si vota.
   Questo   è  ancora  più  grave  nell'ipotesi,  non  di   un   solo
  emendamento, ma di una serie di emendamenti presentati dal  Governo
  che  stravolgono  e  incidono enormemente su tutta  la  mole  degli
  emendamenti  presentati  nei  termini  e  che  abbisognano  -  come
  giustamente   lei   ha   deciso,  signor   Presidente   -   di   un
  approfondimento di almeno 24 ore.
   Ciò  premesso,  per quanto riguarda le decisioni della  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari vorrei ricordare che non  si
  è  raggiunta  né  l'unanimità  né la  maggioranza  qualificata  per
  portare all'esame dell'Aula il disegno di legge numero 502, se  non
  ricordo male, che riguarda la possibilità del terzo mandato  per  i
  sindaci  uscenti nei comuni aventi popolazione sotto  i  cinquemila
  abitanti.
   Secondo  il  Regolamento interno occorre una votazione d'Aula  per
  decidere  di  integrare  il  calendario già  approvato  con  questo
  disegno di legge.
   Pertanto,  presento  formale  richiesta  affinché  si   metta   in
  votazione  l'integrazione del calendario approvato dalla Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari con il  disegno  di  legge
  502/A, per acquisire la volontà dell'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  faccio  una
  brevissima premessa sulla proposta dell'onorevole Maira.
   Ho  condiviso la sua decisione, signor Presidente, di  rinviare  a
  domani  l'esame del piano casa. Però,  per l'economia dei lavori  e
  per la giusta preoccupazione che lei aveva manifestato, considerata
  la  complessità  del  testo al nostro esame, dovremmo  evitare  che
  giungano foglietti volanti dell'ultimo minuto. Pertanto, chiedo che
  la   Presidenza  stabilisca  che  possono  essere  presentati  solo
  subemendamenti  di  riscrittura, altrimenti si  riparte  sempre  da
  zero.
   Lo ribadisco, vista la complessità della materia.
   Nel merito della proposta dell'onorevole Maira, la mia posizione è
  contraria per ragioni di bon ton istituzionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è  buona  abitudine,  mentre  un
  collega sta parlando, non urlare in Aula. Il bon ton vale anche  da
  questo punto di vista

   CRACOLICI.  Il  bon ton consiste in questo principio:  nessuno  ha
  furori  ideologici contro la proposizione di norme  che  riguardano
  meccanismi elettorali; però buona prassi vuole - visto che siamo al
  23  febbraio e fra tre mesi almeno non è previsto che in Sicilia si
  voti, è previsto che comunque si voti - e non si potrà che votare -
  entro la fine di maggio, viste le norme che regolano i procedimenti
  elettorali  - che a tre mesi dalle elezioni, dovendo approvare  una
  legge,  pubblicarla in Gazzetta ufficiale ed emanare il decreto  di
  indizione  dei comizi elettorali, non si modifichino le regole  del
  gioco mentre il gioco di fatto è partito.
   Questa la considero violazione di una prassi istituzionale.
   Ecco  perché  i  colleghi che hanno chiesto  di  esaminare  questo
  disegno  di legge alla vigilia del voto per introdurre -  giusto  o
  sbagliato  che sia, io non entro nel merito - il terzo  mandato  al
  momento  in  cui siamo chiamati al voto rischiano di non  fare  una
  riforma  a  regime, ma una riforma che deve accontentare  questo  o
  quel sindaco che, diversamente, non potrà candidarsi di nuovo.
   Per  tale  ragione  ritengo sbagliato che  l'Aula  affronti,  alla
  vigilia  di  procedimenti elettorali, così  come  in  questo  caso,
  qualunque ipotesi di riforma.
   A  nome  del  Partito Democratico, dico ai colleghi  dell'UDC,  ma
  anche agli altri colleghi che sostengono questa riforma, che il  PD
  è  pronto,  subito  dopo  il  voto, a sedersi  assieme  a  tutti  i
  parlamentari  - perché in materia di regole del gioco  deve  essere
  investita  la  più larga maggioranza possibile,  e  non  certo  una
  maggioranza  parlamentare ristretta - per  riscrivere  le  norme  a
  partire,  se  si  vuole,  dalla questione del  terzo  mandato,  che
  possiamo affrontare laicamente, ma affrontando pure altre questioni
  che  riguardano,  ad esempio, il sistema della  doppia  scheda,  la
  possibilità  di introdurre la preferenza di genere, meccanismi  che
  ammodernino il nostro sistema dopo la bellezza di diciotto anni  da
  quando  è  stata  varata  la legge 7 del  1992  che  ha  introdotto
  l'elezione diretta del sindaco.
   Insomma,  nessuna preclusione. Farlo, però, alla vigilia del  voto
  rischia di non risolvere i problemi, ma di renderli più complicati.
  Ecco perché spero che l'onorevole Maira ritiri la sua proposta.
   In  ogni  caso, auspico che l'Aula respinga l'ipotesi di iscrivere
  all'ordine del giorno questo disegno di legge di riforma elettorale
  alla vigilia del voto.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  condivido la sua scelta del rinvio a domani dell'esame del  disegno
  di  legge sul piano casa, data la complessità del testo e anche  la
  valenza  dei  subemendamenti presentato dal Governo  che  impongono
  un'articolata riflessione.
   In  merito  alla richiesta formulata dall'onorevole  Maira  vorrei
  ribadire  anche qui in Aula ciò che ho già avuto modo di  esternare
  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Personalmente, non sono a priori contrario al testo esitato  dalla
  competente Commissione legislativa, ma vorrei ricordare a me stesso
  e  a  quest'Aula  e  a  lei  Presidente,  al  di  là  del  bon  ton
  istituzionale  del  quale  ha  parlato l'onorevole  Cracolici,  che
  tredici  mesi  fa, durante la discussione in Aula  del  disegno  di
  legge  sul contenimento dei costi della politica - all'interno  del
  quale  vi  erano moltissimi articoli che riguardavano la soglia  di
  sbarramento  del  5  per cento per le elezioni  amministrative,  la
  preferenza   di  genere,  l'elezione  diretta  dei  presidenti   di
  municipalità - quest'Aula decise all'unanimità di affrontare  e  di
  approvare  esclusivamente l'articolo che riguardava lo  sbarramento
  del  5  per cento. E in quella seduta del dicembre 2008, si rimandò
  il  tutto  ad  un disegno di legge omnicomprensivo delle  tematiche
  elettorali, da affrontarsi poi nel gennaio del 2009.
   Ecco perché credo sia assolutamente opportuno che, subito dopo  la
  finanziaria, questo Parlamento si confronti su un testo all'interno
  del  quale avrà certamente cittadinanza l'articolo che riguarda  il
  terzo mandato per i sindaci nei comuni con popolazione inferiore  a
  cinquemila abitanti, contestualmente a tutte le altre problematiche
  di  cui  ho  parlato  e  di  cui ha parlato l'onorevole  Cracolici.
  Nell'imminenza di una nuova competizione elettorale, immaginare  di
  affrontare  tematiche  così importanti  a  spizzichi  e  bocconi  é
  assolutamente inopportuno.
   Quindi, sono formalmente contrario, a nome del PDL, alla richiesta
  di  integrazione del calendario con il disegno di legge  sul  terzo
  mandato  per  i  sindaci  nei comuni con  popolazione  inferiore  a
  cinquemila abitanti.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, tenuto conto che  il
  capogruppo  dell'UDC, onorevole Maira, si è  limitato  a  fare  una
  formale  richiesta  di voto, vista la mancanza di  unanimità  e  di
  maggioranza qualificata nella Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  e  visto  che  sono  intervenuti  diversi   colleghi,
  l'onorevole  Cracolici e l'onorevole Pogliese, contro  la  proposta
  argomentandola  nel  merito,  suggerirei  sommessamente  di  votare
  questa  proposta,  e  perché potere votare  il  disegno  di  legge,
  ancorché nel titolo ampio, si presterebbe sicuramente a più di  una
  riflessione  e  a più di un emendamento aggiuntivo  e  modificativo
  della legislazione esistente.
   Ritengo  che la scelta fatta in Commissione sia una scelta mirata,
  circoscritta,   nella  consapevolezza  che  nei  comuni   sotto   i
  cinquemila abitanti, molto spesso, non c'è una alternanza di classe
  dirigente,    per   cui   i   percorsi,   anche   pluriennali,   di
  programmazione  dei piccoli comuni garantirebbero, laddove  guidati
  per un lungo periodo, una maggiore possibilità di realizzazione.
   Quindi,  la proposta non è ampia, non è sull'universo mondo  delle
  problematiche della legislazione elettorale degli enti locali; come
  ha  già  detto l'onorevole Pogliese, si era raggiunto l'accordo  su
  una parte, lo sbarramento al cinque per cento.
   La  nostra proposta è quella di mettere in campo non un disegno di
  legge  ampio che affronti nel suo complesso la materia;  su  quello
  avremo modo di confrontarci.
   Proprio  perché  a  breve  c'è  una tornata  elettorale,  vorremmo
  estendere il terzo mandato a quei comuni che andranno al voto ora e
  circoscrivere il disegno di legge solo a questo.
   Questa  è la proposta dei proponenti del disegno di legge,  che  è
  stata  accettata dalla Commissione, la quale si è limitata a questo
  argomento.
   Per cui, se vogliamo trovare un momento di confronto, di dialogo o
  anche  di contrapposizione su questo argomento con un voto,  chiedo
  all'Assemblea che ciò venga consentito.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione per alzata  e  seduta,  ai  sensi
  dell'articolo  98  sexies  del  Regolamento  interno,  la  proposta
  dell'onorevole Maira.
   Chi  è  favorevole  alla proposta di integrare il  calendario  dei
  lavori   approvato  dalla  Conferenza  dei  presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  con il disegno di legge nn. 502-106-441/A,  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                       (L'Assemblea non approva)

   Rimane, pertanto, stabilito il calendario dei lavori in precedenza
  comunicato.


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-
                           386-209-394-404/A

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, per non commettere errori, siccome gli
  emendamenti del Governo sono tanti, vorrei verificarli con qualcuno
  per capire se sono tutti quelli che ci sono stati distribuiti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, onorevoli  colleghi,  sono  stati
  presentati dal Governo numerosi subemendamenti a diversi  articoli,
  per   cui   è  necessario  del  tempo  per  poterli  esaminare   ed
  eventualmente subemendare, ove possibile. E' necessario del  tempo,
  altresì,  affinché i colleghi possano ritirare gli emendamenti  già
  presentati ed inseriti nel fascicolo.
   Domani  pomeriggio vorrei cominciare la seduta alle  ore  16.00  e
  vorrei  cominciarla avendo chiarezza rispetto ai lavori che andremo
  a fare.
   Vi chiedo, pertanto, la cortesia, entro le ore 13.00 di domani, di
  formulare  le proposte definitive sui subemendamenti e  sul  ritiro
  degli  emendamenti, in maniera tale che poi gli uffici  abbiano  il
  tempo, dalle ore 13.00 alle ore 16.00, per lavorare sulle carte.

   RINALDI. Signor Presidente, che fine ha fatto l'ordine del  giorno
  che ho presentato?

   PRESIDENTE.  Gli ordini del giorno, come sempre, sono esaminati  e
  votati  alla fine dell'esame del disegno di legge, prima  del  voto
  finale.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  24
  febbraio 2010, alle ore 16.00, col il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


      I. - Comunicazioni.

  II.- Discussione del disegno di legge:
      «Norme   per   il   sostegno  dell'attività   edilizia   e   la
    riqualificazione del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
    404/A) (Seguito)

      Relatore: onorevole Caronia.

                   La seduta è tolta alle ore 18.46.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Salute»

   GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   con  decreto assessoriale n. 8925 del 25/10/2006 il dott. Maniaci
  Lorenzo   è   stato  nominato  commissario  straordinario   presso
  l'azienda ospedaliera Umberto I di Enna;

   la  gestione  commissariale è deputata unicamente  al  compimento
  degli atti indifferibili ed urgenti;

   ritenuto che:

   un  così  lungo,  incomprensibile ed  ingiustificato  periodo  di
  commissariamento dell'azienda ospedaliera comporta un  inevitabile
  pregiudizio  al  diritto  dei cittadini ad un'adeguata  assistenza
  sanitaria;

   la  gestione  della salute pubblica non può essere  sottratta  in
  via  permanente agli organi legittimi ed adeguatamente deputati  a
  tale compito della legge;

   per sapere:

   quali  siano  le ragioni che impediscono, a tutt'oggi,  ovvero  a
  distanza di quasi due anni la nomina del direttore generale presso
  l'azienda  in argomento, atteso che il commissariamento pregiudica
  inevitabilmente  l'erogazione  dei  servizi  sanitari   essenziali
  dovuti ai cittadini e limita la programmazione sanitaria;

   se  e  quali  iniziative  siano  state  assunte  o  si  intendono
  assumere urgentemente al fine di garantire la regolare ed adeguata
  gestione della salute pubblica nel territorio ennese, tenuto conto
  che  in  gioco  ci sono la salute e la vita delle persone,  che  è
  compito  ineludibile  della  pubblica amministrazione  tutelare  e
  garantire.». (49)

   Risposta.  -  «In  ordine all'interrogazione n. 49  con  la  quale
  l'onorevole   Galvagno   chiede  i   motivi   del   protrarsi   del
  commissariamento dell'Azienda ospedaliera Umberto  I  di  Enna,  si
  rappresenta che il differimento della nomina del Direttore generale
  della  predetta  Azienda è stato determinato dalla imminenza  della
  riforma    del   Servizio   sanitario   regionale   successivamente
  concretizzatasi  nell'emanazione della legge  regionale  14  aprile
  2009, n. 5.».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO  - ARICÒ - POGLIESE. - «Al Presidente della  Regione  e
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  deliberazione n. 312 del 1 agosto 2007, la Giunta  regionale
  di  Governo,  per il perseguimento del riequilibrio economico  del
  servizio  sanitario nazionale, ha anche previsto la riduzione  del
  5%  dei  costi per l'assistenza territoriale di riabilitazione  ex
  art.  261  n.  833/78, erogata dai privati mediante  la  riduzione
  delle tariffe giornaliere con effetto 1  ottobre 2007;

   la   ripartizione  fra  le  ASL  della  Regione   delle   risorse
  disponibili (nel rispetto degli standard dei livelli essenziali di
  assistenza),  è  stata determinata in funzione dei seguenti  costi
  decurtati  del  5%:  ASL 1 di Agrigento euro 4.842.533  (contro  i
  5.097.424  precedenti),  ASL  2  di Caltanissetta  euro  1.869.181
  (1.967.559), ASL 3 di Catania euro 64.801.269 (68.211.862), ASL  4
  di  Enna  euro  1.715.146  (1.805.417),  ASL  5  di  Messina  euro
  15.183.446   (15.982.575),  ASL  6  di  Palermo  euro   13.363.979
  (14.067.346), ASL 7 di Ragusa euro 3.520.700 (3.706.000), ASL 8 di
  Siracusa  euro  13.250.676 (13.948.080), ASL  9  di  Trapani  euro
  17.609.590   (18.536.411),  per  un  totale  di  euro  136.156.540
  (143.322.674);

   considerato che:

   l'art.  1 del decreto dell'Assessore per la sanità del 12/12/2007
  prevede l'ammontare complessivo della spesa in 164 milioni di euro
  circa;

   pure  applicando a tale importo la riduzione del  5%,  lo  stesso
  viene  rideterminato in euro 156.576.960 per ognuno dei  tre  anni
  2007-2008-2009  rispetto al tetto massimo di spesa  fissato  dalla
  delibera di giunta n. 312 dell'1 agosto 2007;

   la  suddivisione di tale importo prevede per l'ASL 1 di Agrigento
  euro  5.869.400, per l'ASL 2 di Caltanissetta euro 8.006.800,  per
  l'ASL  3  di  Catania euro 70.296.400, per l'ASL 4  di  Enna  euro
  3.488.400, per l'ASL 5 di Messina euro 15.474.500, per l'ASL 6  di
  Palermo euro 15.774.580, per l'ASL 7 di Ragusa euro 4.018.890, per
  l'ASL  8 di Siracusa euro 13.853.870, per l'ASL 9 di Trapani  euro
  19.794.120;

   tenuto  conto che dalla comparazione dei suddetti dati si  evince
  che,  in forza del decreto del 12/12/2007, sette ASL su nove hanno
  goduto  di  vantaggi  economici anche  di  proporzioni  rilevanti,
  rispetto  alle  assegnazioni accertate ed  accordate  prima  della
  riduzione  del  5%  di  cui  alla richiamata  delibera  di  Giunta
  regionale  n.  312/2007; mentre, di contro, le ASL di  Siracusa  e
  Messina hanno subito una decurtazione nell'assegnazione;

   per sapere:

   in  base  a quali criteri l'aggregato di spesa dell'ASL n.  8  di
  Siracusa  è stato determinato in euro 13.853.870, considerato  che
  l'ammontare  del  fatturato, già da alcuni anni  in  funzione  del
  budget  di  spesa  complessivamente spettante ai  centri  operanti
  nella  provincia ed in base alle prestazioni convenzionate e  dopo
  la decurtazione del 5%, si aggira sui 14 milioni 500 mila euro;

   se  ritenga  che  un  decreto pubblicato  sulla  GURS  n.  3  del
  18/1/2008  possa rilevare rispetto alle prestazioni  validate  per
  l'esercizio  2007,  tanto  da consentire  al  servizio  competente
  dell'ASL (che pure deve rientrare nei limiti di spesa concessi) di
  chiedere  a  tutti  i  centri l'emissione di note  di  credito  di
  importo  rilevante (complessivamente circa 500 mila euro)  con  la
  precisazione  salvo  nuove determinazioni  dell'Assessorato  della
  sanità);

   se   l'Assessore  intenda  realmente  rivedere  la   ripartizione
  operata con il decreto del 12/12/2007 per adeguare le assegnazioni
  delle province penalizzate anche in considerazione del fatto  che,
  a  quanto  pare,  gli  aggregati delle altre sette  province  sono
  superiori  alle  fatturazioni emesse e, di  conseguenza,  si  sono
  create  delle  economie  che potrebbero  essere  utilizzate  nella
  provincia   di  Siracusa  che,  come  precedentemente  dimostrato,
  risulta penalizzata dalle riduzioni avvenute negli anni precedenti
  ed  in  considerazione del fatto che le fatturazioni  emesse  sono
  superiori   all'aggregato  assegnato  e  rispondenti  alle   reali
  esigenze della stessa provincia di Siracusa.».  (114)

   Risposta.  «In ordine all'interrogazione n. 114 con la  quale  gli
  onorevoli  Vinciullo, Aricò e Pogliese chiedono  notizie  circa  le
  iniziative  volte  a ridefinire la ripartizione delle  risorse  per
  l'assistenza   territoriale  di  riabilitazione  a   favore   della
  provincia di Siracusa, si precisa che sia per l'anno 2008  che  per
  l'anno 2009, rispettivamente con nota prot. n. 6546 del 27 novembre
  2008  e n. 489 del 2 febbraio 2010, l'Azienda Sanitaria Provinciale
  di  Siracusa è stata autorizzata a considerare quale tetto di spesa
  per  i  centri  di  riabilitazione ex articolo 26  della  legge  n.
  833/1978 l'importo di  . 14.500.000,00.

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   FAGONE  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   con  autorizzazione prot. n. 8233/DP del 17 luglio  2006,  l'AUSL
  n.   3  di  Catania  autorizzava  l'apertura  dell'ambulatorio  di
  Palagonia,  sede  distaccata dell'AIAS 'Concetto D'Alessandro'  di
  Caltagirone,  volta  ad  assistere  30  pazienti  dei  comuni   di
  Palagonia e Ramacca;

   tra   la  Regione  siciliana  e  L'AIAS  è  stata  stipulata  una
  convenzione, prorogata il 22 ottobre 2007 con scadenza 22  ottobre
  2008;

   a  seguito  della  pubblicazione  sulla  GURS  dell'elenco  delle
  strutture   accreditate,   sembrerebbe   scontata   la    chiusura
  dell'ambulatorio  di  Palagonia poiché  il  centro  AIAS  è  stato
  considerato idoneo ma non accreditabile;

   è  opportuno  precisare che la chiusura della sede  ambulatoriale
  di  Palagonia non comporterebbe alcun risparmio per l'AUSL n. 3 di
  Catania, poiché le prestazioni sanitarie sarebbero garantite nella
  sede  di Caltagirone con grave disagio a carico dei malati e delle
  famiglie dovuto alla trasferta giornaliera verso altro comune;

   le  amministrazioni di Palagonia e Ramacca chiedono  urgentemente
  di  evitare la chiusura dell'ambulatorio di Palagonia che  assiste
  30 soggetti neurolesi e motulesi con prestazioni giornaliere;

   la  chiusura  del centro determinerebbe gravi conseguenze  poiché
  l'interruzione  dei  trattamenti  terapeutici  effettuati,   senza
  continuità  rischia  di  provocare una regressione  nei  risultati
  ottenuti;

   la  chiusura  dell'ambulatorio di Palagonia  non  può  essere  in
  alcun   modo  legata  ai  tagli  previsti  per  la  sanità  poiché
  l'edificio,    completamente   ristrutturato   e    con    servizi
  all'avanguardia,   è   concesso   in   comodato   d'uso   gratuito
  dall'amministrazione comunale

   per sapere:

   come  intenda  procede il Governo nei confronti di una  struttura
  che  ad oggi ha offerto un servizio sociale indispensabile per  la
  tutela  della  salute dei cittadini anche alla  luce  dell'assenza
  assoluta di risparmio economico;

   se  intenda questo Governo assumersi la responsabilità di mettere
  nelle  condizioni  i  pazienti sino ad oggi  assistiti  di  vedere
  vanificarsi tutti i risultati sin qui conseguiti;

   se  non  ritenga opportuno l'Assessore in indirizzo  rivedere  la
  propria  decisione, mettendo in condizione l'AIAS di continuare  a
  svolgere un servizio indispensabile per la cittadinanza.». (181)

   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 181  con  la  quale
  l'onorevole   Fagone  chiede  notizie  in  ordine  alla   paventata
  cessazione  del  servizio d'assistenza dell'A.I.A.S.  di  Palagonia
  (CT),  si  riporta  di seguito quanto rappresentato  dal  Direttore
  generale  dell'A.S.P.  di Catania con nota  prot.  n.  664  del  14
  gennaio 2009:
    Con  autorizzazioni del Medico Provinciale di  Catania  prot.  n.
  4121  del 05.02.1975 e n. 7040 del 07.01.1976 l'AIAS di Caltagirone
  è stato autorizzata ad aprire e mantenere in esercizio un centro di
  riabilitazione  per spastici e invalidi civili in  Caltagirone  Via
  delle  Industrie n. 23 per complessivi 150 trattamenti (75 di sesso
  maschile  e  75  di  sesso  femminile) senza  limiti  di  età,  con
  trattamento esclusivamente a seminternato o ambulatoriale, e per le
  stesse prestazioni è stata iscritta all'albo regionale con D.A.  n.
  8734 del 20.11.1990;
   La suddetta struttura fino al 2006 era in regime convenzionale con
  questa   Azienda  per  62  prestazioni  ambulatoriali   e   65   in
  seminternato  e  per  tali prestazioni aveva  avanzato  istanza  di
  accreditamento;
   Con  atto  di  questa Azienda prot. n. 8233/DP del  17.07.2006,  a
  seguito  di  nulla osta al trasferimento a firma del Direttore  del
  Distretto   di  Caltagirone  prot.  n.  8208/14/6/06,   l'AIAS   di
  Caltagirone   è   stata  autorizzata  ad  aprire   un   centro   di
  riabilitazione  a Palagonia in Piazza Dante n. 9  dove  erogare  30
  prestazioni     ambulatoriali    scorporandole,    e    riducendole
  contestualmente   di   pari  numero,  da   quelle   autorizzate   e
  convenzionate a Caltagirone;
   Tuttavia  essendo  stato rilasciato il suddetto  provvedimento  in
  data  successiva al D.A. 890/02 e s.m.i., la struttura di Palagonia
  non è rientrata nel processo di accreditamento. Con sopralluogo  di
  verifica  del  20.09.2007  l'UO per l'Accreditamento  ha  accertato
  presso la struttura di Caltagirone la possibilità di erogare  tutte
  le 62 prestazioni ambulatoriali richieste dalla ditta;
   Alla  luce  di quanto sopra esposto con nota prot. n.  128358  del
  21.10.2008  questa  Azienda  ha ritenuto caducata  l'autorizzazione
  rilasciata   il   17.07.2006   per  il   presidio   di   Palagonia,
  ripristinando   l'erogazione  delle  62  prestazioni  ambulatoriali
  presso  la  sede  di Caltagirone, circostanza tra l'altro  proposta
  dalla stessa AIAS. .

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   MATTARELLA. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  22  maggio  2009 il quotidiano 'La Repubblica',  edizione  di
  Palermo,  ha pubblicato un articolo dal titolo 'Chiude  il  Centro
  dei  bambini  down. La Regione non finanzia i 100  mila  euro  per
  assistere 500 famiglie';

   per  il  mancato rinnovo dei finanziamenti regionali, rischia  di
  chiudere  tra  pochi  giorni il centro  di  riferimento  regionale
  dell'IMI  (Istituto  materno  infantile)  per  patologie  di  alta
  specializzazione, dove ci si occupa della diagnosi  e  della  cura
  della  sindrome  di  down e delle altre patologie  cromosomiche  e
  genetiche;

   gli   operatori   sanitari  del  centro  hanno   già   comunicato
  all'Assessore  per  la sanità, al Policlinico  di  Palermo  ed  al
  Rettore  dell'Università degli studi di Palermo la sospensione  di
  ogni  attività  dall'1 giugno 2009, in assenza  di  rassicurazioni
  certe  ed  ufficiali da parte degli organi competenti -  in  vista
  della  nuova  scadenza  dei contratti che  avverrà  il  31  maggio
  prossimo - sull'effettiva erogazione del finanziamento di 100 mila
  euro destinati al centro dalla legge finanziaria per l'anno 2009;

   i   genitori  dei  bambini  affetti  da  tale  grave  sindrome  -
  attualmente  assistiti dal centro palermitano  sia  dal  punto  di
  vista  medico,  che  dal  punto di vista pedagogico  -  hanno  già
  manifestato  grande preoccupazione, perchè si troverebbero,  così,
  improvvisamente  costretti a sospendere le cure  o  ad  affrontare
  enormi  costi,  non  solo  economici, per  ricominciare  i  penosi
  'viaggi  della speranza' verso Genova o Roma (dove si  trovano  le
  altre  due  strutture  italiane all'altezza di  quella  dell'IMI),
  visto  che a Palermo la lista d'attesa dell'AUSL è attualmente  di
  tre anni;

   per sapere:

   se  risponda al vero quanto riportato dal richiamato articolo  de
  'La Repubblica';

   se l'Assessore ne sia già a conoscenza;

   cosa   abbia   impedito  -  o  impedisca   -   l'erogazione   del
  finanziamento  regionale  di  100 mila  euro,  necessario  per  la
  prosecuzione dell'attività del centro;

   quali  provvedimenti l'Assessore per la sanità abbia già adottato
  - o comunque si accinga ad adottare - per il rinnovo dei contratti
  agli operatori sanitari del centro.». (603)

   Risposta.  -  «In ordine all'interrogazione n. 603  con  la  quale
  l'onorevole  Mattarella chiede notizie circa la ventilata  chiusura
  del Centro di riferimento regionale dell'Istituto materno infantile
  (I.M.I.)  di  Palermo,  si  precisa che per  l'anno  2008  è  stato
  assegnato  all'Azienda  ospedaliera universitaria  policlinico   P.
  Giaccone   di  Palermo un finanziamento pari  a   .  120.000,00  da
  destinare al Centro di riferimento regionale per il controllo e  la
  cura della sindrome di Down.
   E'   stato   erogato   il  60/%  di  tale  finanziamento,   mentre
  l'erogazione della rimanente somma è subordinata alla presentazione
  della  rendicontazione a consuntivo - esercizio 2008 -  non  ancora
  fornita  a  questo  Assessorato nonostante numerosi  solleciti  (in
  ultimo la nota prot. n. 2572 del 24 settembre 2009).
   Per  l'anno  2009, in sede di variazione di bilancio, con  decreto
  dell'Assessorato del bilancio del 16 luglio 2009 è  stato  previsto
  il  contributo complessivo di  . 180.000,00 di cui  . 72.000,00  in
  favore  del   Centro  interdipartimentale per la  diagnosi  e  cura
  dell'epilessia  presso il Policlinico di Messina e  . 108.000,00 in
  favore del  Centro di riferimento regionale per il controllo  e  la
  cura della sindrome di Down e delle altre patologie cromosomiche  e
  genetiche  presso il Policlinico di Palermo.
   Per l'anno 2010, con delibera n. 54 del 29 gennaio 2010, l'Azienda
  ha  garantito  la continuità assistenziale fino a  tutto  il  primo
  semestre 2010 integrando il previsto contributo regionale con fondi
  propri,   garantendo   pertanto  il  rinnovo   dei   contratti   di
  collaborazione    in   essere   con   il   personale    dell'equipe
  multidisciplinare del centro.
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo