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Resoconto d'Aula della Seduta n. 145 di mercoledì 24 febbraio 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                            Congedi e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo  per  oggi  i  deputati
  Bonomo, Bosco e Rinaldi.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico,  altresì, che l'onorevole Pogliese è in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 24 al 25 febbraio 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  in  materia  di  tutela  delle  minoranze  linguistiche
  storiche nella Regione (n. 521)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 22 febbraio 2010

   -  Istituzione  dell'Ufficio del Garante della  persona  disabile
  nella Regione (n. 526)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 23 febbraio 2010

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al Parlamento  della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante   Modifiche al decreto legge 16 settembre  2008,  n.  143,
  convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n.  181
  (n. 527)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 22 febbraio 2010

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Istituzione degli Ecomusei della Sicilia (n. 511)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 23 febbraio 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'Assemblea  regionale siciliana lo scorso  4  novembre  2009  ha
  approvato la legge regionale n. 11 recante 'Crediti di imposta per
  nuovi  investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese',
  pubblicata  nella Gazzetta ufficiale della Regione n.  53  del  20
  novembre 2009;

   considerato  che, con tale articolata disciplina, il  legislatore
  regionale   ha  inteso  dotare  il  sistema  produttivo   isolano,
  particolarmente colpito dalla crisi economica globale data la  sua
  cronica fragilità strutturale, di uno strumento normativo, snello,
  trasparente, celere ed efficace, in grado di favorire, in  maniera
  incisiva  e  più determinante di quanto avvenuto in  passato,  gli
  investimenti nell'Isola, nonché forme diverse di aggregazione  tra
  imprese  che  possano  generare  una  serie  di  efficienze  e  di
  miglioramenti di prodotto e di processo; ciò in quanto le finalità
  di  sostegno  agli  insediamenti  di  nuove  strutture  produttive
  possono,   indubbiamente,   essere  meglio   perseguiti   mediante
  strumenti,  quali,  per  l'appunto,  il  credito  di  imposta,  da
  destinare  agli  investimenti ed alla crescita dimensionale  delle
  piccole e medie imprese;

   considerato  altresì  che la legge, avendo  avuto,  peraltro,  un
  inedito iter di esame, in ottemperanza all'articolo 49, comma  10,
  della legge regionale n. 10/1999, è stata, previamente, oggetto di
  notifica  alla  Commissione europea, che ha dato il  'nulla  osta'
  alla  sua concreta, immediata ed integrale applicazione,  fin  dal
  momento  dell'entrata in vigore, dichiarando  compatibile  con  il
  Trattato il regime di aiuti;

   rilevato  inoltre che il regime, per di più, scade il 31 dicembre
  2013,  dovendo la sua vigenza conformarsi alla durata della 'Carta
  italiana  degli  aiuti  di Stato a finalità regionale  2007-2013',
  alla  durata degli 'Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato
  nel  settore  agricolo e forestale 2007-2013' ed alla  durata  del
  regolamento del Consiglio relativo al fondo europeo della pesca;

   considerato   tuttavia  che,  nonostante  il  venir   in   essere
  contestuale di tutte le 'inedite' e positive circostanze più sopra
  menzionate,  che  lasciavano ben sperare sulla  rapida  attuazione
  della  normativa, a tutt'oggi, non si ha notizia della  emanazione
  del  decreto del dirigente generale del Dipartimento delle finanze
  e del credito dell'Assessorato regionale dell'economia, decreto da
  emanarsi,  peraltro, entro il 31 gennaio di ogni anno,e necessario
  per  individuare, ai sensi delle finalità della legge, le  risorse
  da  utilizzare sui relativi programmi, con le autorità di gestione
  delle risorse FAS e del P.O. FESR 2007-2013;

   rilevato   che   tali   gravi  dilazioni  nell'attuazione   della
  disciplina   si   sono  verificate  nonostante,  nello   specifico
  paragrafo  dedicato al credito d'imposta (punto 6.2) del programma
  attuativo  regionale  FAS  2007-2013, risulti  che,  a  fronte  di
  un'incentivazione complessiva prevista pari a 600 milioni di  euro
  (120  milioni  per  ciascun  anno), gli investimenti  fissi  lordi
  aumentano complessivamente di oltre 3.200 milioni di euro, con  un
  incremento percentuale del PIL regionale nel periodo 2009-2013  di
  oltre  3.700  milioni  di  euro  rispetto  alla  situazione  senza
  agevolazioni,  con  uno scarto, in termini relativi,  dell'1,1%  a
  fine  periodo.  Tale moltiplicatore ha un conseguente  effetto  di
  trascinamento anche sulle dinamiche dell'occupazione,  con  11.000
  occupati  in  più a fine periodo, (+0,7 per cento,  rispetto  alla
  situazione senza agevolazioni);

   considerato pertanto che il grave ed incomprensibile  ritardo  ha
  determinato,  nei  fatti,  la paralisi  applicativa  della  legge,
  privando  il  tessuto  imprenditoriale  di  un  beneficio  fiscale
  particolarmente  utile,  atteso dalle imprese  per  agevolare  gli
  investimenti, assai incisivo ed importante per il tessuto  sociale
  complessivo   nonché  per  la  stessa  pubblica   amministrazione,
  comportando    procedure   applicative   non   discrezionali    ed
  estremamente  trasparenti, ridotti costi tecnico-consulenziali  e,
  soprattutto,  tempi  di  accesso alle  agevolazioni  sensibilmente
  minori  rispetto  a  quelli  necessari  per  fruire  degli   aiuti
  afferenti  a regimi agevolativi basati sulla valutazione  ex  ante
  dei progetti;

   per sapere:

   quali  e  di  che natura siano le ragioni che avrebbero  condotto
  alla grave stasi applicativa della normativa;

   se sia possibile determinare con sufficiente 'approssimazione'  i
  tempi  di  adozione e perfezionamento degli atti  prodromici  alla
  concreta entrata in vigore della legge n. 11 del 2009;

   quali siano le iniziative immediate che intenda comunque porre in
  essere,  improrogabilmente, per assicurare il mondo produttivo  ed
  imprenditoriale  siciliano  circa la  concreta  operatività  della
  disciplina fiscale di vantaggio, introdotta dalla legge  regionale
  n.  9 del 2009, affinché le imprese possano realizzare, in maniera
  celere  e  concreta, i propri progetti di investimento  nell'Isola
  anche  in  funzione dei tempi di messa in opera degli incentivi  e
  delle risorse pubbliche che si intendono impiegare per le finalità
  agevolative.». (1038)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                PANEPINTO - GALVAGNO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   nel  territorio  del Comune di San Gregorio di Catania  (CT),  in
  località  Vigna, sono in fase avanzata i lavori per la costruzione
  di un impianto di erogazione di carburante;

   tale  impianto  sorgerà  in  prossimità  dello  svincolo  di  San
  Gregorio, sull'autostrada A19 Catania-Messina;

   nella  stessa area, la Provincia regionale di Catania ha previsto
  la realizzazione di una bretella stradale atta a consentire un più
  veloce deflusso viario delle auto provenienti dall'autostrada  A19
  e  dirette  verso la tangenziale con destinazione finale  i  paesi
  etnei;

   tra  l'altro, pare che la società proprietaria dell'impianto  sia
  in  possesso  della necessaria concessione, rilasciata  nel  2007,
  dall'allora  Assessorato  regionale  Industria,  purché  il  nuovo
  impianto fosse rispondente a quanto disposto dalla l.r. n. 97  del
  1982, che regolamenta in Sicilia i nuovi impianti di distribuzione
  carburanti. L'area dove dovrebbe sorgere detto impianto, però, è a
  pochi  metri da una pericolosa curva, motivo di grave rischio  per
  l'incolumità degli automobilisti in transito nella zona. Ciò è  in
  netto contrasto con quanto stabilito dalla lettera c, dell'art.  6
  della medesima legge n. 97 del 1982, che recita testualmente:  'La
  nuova  concessione (...) non può essere rilasciata qualora ricorra
  una  delle seguenti ipotesi (...) impianto posto in prossimità  di
  incroci,   curve   o  dossi  che  costituisce  pericolo   per   la
  circolazione';

   considerato che:

   alle numerose richieste di non iniziare i lavori di realizzazione
  dell'impianto  a  causa  dell'esistenza  del  succitato   progetto
  viario, la società proprietaria dell'area di servizio si è  sempre
  appellata al diritto del silenzio assenso, sancito dalla  l.r.  n.
  17   del  1994,  in  riferimento  ad  una  propria  richiesta   di
  autorizzazione  dei lavori inviata al Comune di  San  Gregorio  di
  Catania;

   lo stesso Comune di San Gregorio di Catania non ha mai rilasciato
  alcuna licenza edilizia;

   visto che il Comune citato, con propria ordinanza prot. 1020  del
  19   gennaio   2010,   ha   intimato  alla  società   proprietaria
  dell'impianto  di cessare immediatamente i lavori  di  costruzione
  del  succitato impianto in forza di varie inadempienze,  da  parte
  della stessa società, con specifico riferimento alla mancanza  del
  DURC     (documento    unico    di    regolarità    contributiva),
  all'incompletezza   della  documentazione  relativa   all'organico
  utilizzato per la costruzione dell'impianto, ai tempi previsti per
  i  lavori ed alle carenze documentali sulla tipologia dei  rifiuti
  particolari prodotti;

   tenuto  conto  che il persistere della volontà,  da  parte  della
  società  proprietaria dell'impianto, di portare  avanti  i  lavori
  dello   stesso  potrebbe  essere  motivo  di  lunghe   e   gravose
  controversie  legali nonché di enormi ritardi nella  realizzazione
  del  raccordo  stradale  previsto  dal  progetto  della  Provincia
  regionale di Catania;

   per  sapere  se non ritengano opportuno ed urgente effettuare  in
  loco  una  verifica,  ad  opera degli  ispettori  dell'Assessorato
  Attività  produttive,  al  fine di controllare  se  i  criteri  di
  realizzazione  adottati  dalla società proprietaria  dell'impianto
  siano rispettosi delle normative regionali, in atto esistenti,  in
  materia  di impianti di erogazione di carburante e nello specifico
  dell'art. 6 della l.r. n. 97 del 1982.». (1039)
                                                            POGLIESE

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso   che   l'azienda  ospedaliera  universitaria   'Vittorio
  Emanuele'  di  Catania  è particolarmente  carente  di  infermieri
  professionali e di ausiliari sanitari specializzati;

   considerato che:

   attualmente  operano  nella  predetta  azienda  ospedaliera,  con
  contratto  a  tempo  determinato prorogato al  31  dicembre  2010,
  cinque   infermieri  professionali  e  cinque  ausiliari  sanitari
  specializzati;

   siamo in presenza di oggettive esigenze di servizio;

   ritenuto che:

   nel rispetto della normativa di riferimento si potrebbe procedere
  alla  stabilizzazione  del  predetto  personale  in  possesso  dei
  requisiti previsti dalla normativa vigente;

   con  decreto  dell'Assessore per la sanità  pro  tempore  del  28
  giugno 2009 sono state stabilizzate analoghe figure professionali;

   per  sapere  le ragioni per le quali non siano state  avviate  le
  procedure  di stabilizzazione per le predette figure professionali
  nel rispetto dei criteri e delle modalità previste dalle direttive
  assessoriali emanate al riguardo.». (1040)
                                                          BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  lo
  sport  e  lo  spettacolo, premesso che nei  giorni  18,  19  e  20
  febbraio  u.s.  si  è  svolta la famosa Borsa  internazionale  del
  turismo  a  Milano, in cui la Regione siciliana ha partecipato  in
  maniera  massiccia  con  una  folta  delegazione,  costituita   da
  Assessori  regionali, dirigenti, funzionari e numerosi  componenti
  di ufficio di gabinetto dei vari Assessorati;

   considerato  che  alla fine della kermesse, lo stesso  Presidente
  della  Regione,  on. Raffaele Lombardo, ha manifestato  grosse  ed
  evidenti  perplessità  sull'utilità e  attualità  di  eventi  come
  questo  che,  se  da  un  lato diventano sempre  più  dispendiosi,
  dall'altro  non  sempre dimostrano particolari ricadute  sotto  un
  profilo di vera promozione di immagine e di ritorno economico  per
  la nostra Isola;

   preso  atto  che dai quotidiani regionali è emerso, tra  l'altro,
  che  la  manifestazione dei giorni scorsi ha determinato un  onere
  non indifferente per le casse regionali, in relazione all'acquisto
  degli  stand,  all'allestimento  degli  stessi,  alla  pubblicità,
  nonché  all'organizzazione nel suo complesso,  comprese  le  spese
  relative  alle missioni per l'intera comitiva al seguito dei  vari
  Assessori regionali;

   per sapere:

   a  quanto ammonti la spesa complessiva per la partecipazione alla
  BIT di Milano;

   se  corrisponda  a verità la notizia che la spesa si  aggirerebbe
  intorno alla cifra di un milione di euro;

   a  che  titolo e quale sia stato il numero dei partecipanti alla,
  forse  non  più  utile,  manifestazione  di  promozione  turistica
  milanese  e quali ricadute abbia avuto in termini di promozione  e
  diffusione  dell'immagine siciliana, nonché di  ritorno  economico
  per la nostra Sicilia;

   se non ritengano di dovere, finalmente, procedere all'attivazione
  di  una  'cabina  di  regia'  sotto la direzione  esclusiva  della
  Presidenza   della  Regione,  onde  evitare  sprechi   e   impegni
  disorganici tra i vari Assessorati che, a vario titolo, promuovono
  la  nostra Terra. Si chiede, in particolare, se intendano  fornire
  per  iscritto  l'elenco  dettagliato delle spese  sostenute  dalla
  Regione siciliana.». (1041)
                                                             FALCONE

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.
                            Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 23  febbraio  2010,  è  stata
  presentata  la  mozione  numero 180  Provvedimenti  della  Regione
  siciliana  a  favore  dei  lavoratori del servizio   118' ,  degli
  onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Marinese.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, ha introdotto la riforma
  del  sistema  sanitario  regionale, modificando  profondamente  la
  precedente  organizzazione ed intervenendo anche sul  servizio  di
  emergenza  urgenza  '118' che, secondo il tenore  della  norma,  è
  previsto venga affidato ad un organismo di diritto pubblico;

   la  società  costituita  si  chiama S.E.U.S.  (Sicilia  emergenza
  urgenza sanitaria) ed è partecipata al 51% dalla Regione siciliana
  e  per il restante 49 per cento, in parti uguali, dalle 17 aziende
  sanitarie siciliane. La  S.E.U.S. gestirà il  118' e svolgerà fino
  al  31  dicembre  le funzioni finora appannaggio  della  S.I.S.E.,
  società interamente partecipata dalla Croce Rossa Italiana;

   TENUTO  CONTO che, in data 29 dicembre 2009, l'Assessore  per  la
  sanità  pro  tempore  ed  i rappresentanti  della  S.E.U.S.  hanno
  siglato un protocollo d'intesa che stabiliva regole e modalità per
  il  passaggio e il mantenimento del personale S.I.S.E. alla  nuova
  società di gestione;

   PRESO  ATTO  che  non si è ancora pervenuti  ad  un  accordo  per
  attivare  il  processo  di  mobilità  oggetto  del  protocollo  su
  indicato  e  che  quindi permane una situazione di incertezza  sul
  futuro occupazionale dei 3.317 addetti del Servizio '118';

   CONSIDERATO  che  la procedura è stata sospesa e  rinviata  al  4
  marzo  prossimo  e che questa data risulta essere l'ultimo  giorno
  utile per il processo di mobilità ex artt. 4 e 24 della l. n.  223
  del    1991    concernente   interventi   urgenti    a    sostegno
  dell'occupazione, che consentirebbero alla S.E.U.S.  di  usufruire
  degli sgravi previsti,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere opportune iniziative al fine  di  garantire  in
  tempi  certi  la  mobilità  dei  lavoratori  del  Servizio  '118'.
  Immaginare,  infatti, un ulteriore prolungamento della  proroga  a
  favore  della  S.I.S.E. - per garantire il  servizio  pubblico  di
  emergenza  urgenza - comporterebbe un 'vulnus' per i lavoratori  e
  per la Regione stessa.». (180)

                              MARROCCO - ARICÒ - CURRENTI - MARINESE

   PRESIDENTE.  Avverto che la stessa sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno  della seduta successiva perchè se ne determini la data  di
  discussione.
     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
                        sostegno dell'attività
   edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-
                            209-394-404/A)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge:  Norme  per  il  sostegno
  dell'attività  edilizia  e  la  riqualificazione  del   patrimonio
  edilizio  (nn. 459-386-209-394-404/A).
   Invito  i  componenti la IV Commissione  legislativa  a  prendere
  posto al  banco delle Commissioni.
   Comunico che i seguenti emendamenti sono stati ritirati:
   1.6,  1.7 (I parte), 2.94, 2.93, 2.73, 2.74, 2.105, 2.103, 2.100,
  2.117, 2.120, 2.130, 2.77, 2.142, 3.68, 3.69, 3.78, 3.80, 3.96 (I,
  II e III Parte), 3.89 (II e III Parte), 3.101, 3.102, 3.112, 4.12,
  4.13,  4.17, 4.21, 4.23, 6.42, 6.41, 6.43, 6.46, 6.47, 7.8, 10.12,
  11.5,  11.6, 11.12, 2.119, A. 57, A. 62, A. 59, A. 58, A.  61,  A.
  60, 12.34, 12.38, 12.31.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Tutti  gi  altri  emendamenti che non  risultano  inseriti  nella
  raccolta sono inammissibili.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                               Finalità

   1.  La  Regione  promuove  misure per  il  sostegno  del  settore
  edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento  della
  qualità  abitativa,  per  preservare,  mantenere,  ricostituire  e
  rivitalizzare  il  patrimonio edilizio, per diminuire  il  rischio
  sismico  e  idrogeologico, per migliorare l'efficienza energetica,
  nonché  per favorire l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile
  e delle tecniche costruttive della bioedilizia».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:

   emendamento 1.3:
   «Prima  dell'articolo 1 inserire la parola  TITOLO I   Interventi
  di riqualificazione ».

   - dalla Commissione:

   emendamento 1.2 (I parte):
   «Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
    Art.  1  -  l. La Regione, in attuazione dell'intesa tra  Stato,
  Regioni  ed  enti locali del 10 aprile 2009 sull'atto  concernente
  misure   per   il  rilancio  dell'economia  attraverso  l'attività
  edilizia, promuove misure straordinarie e urgenti operanti fino al
  31  dicembre  2011, finalizzate a sostenere la messa in  sicurezza
  e/o  riduzione  del  rischio  sismico e  idrogeologico  nonché  la
  riqualificazione del patrimonio edilizio esistente  dal  punto  di
  vista  della  qualità architettonica e dell'efficienza  energetica
  mediante  l'utilizzo  delle fonti di energia rinnovabile  e  delle
  tecniche  costruttive  della  bioedilizia,  coerentemente  con  le
  caratteristiche   storiche,  architettoniche,   paesaggistiche   e
  ambientali  ed  urbanistici  delle zone  ove  tali  immobili  sono
  ubicati ».

   emendamento 1.1:

   «All'articolo  1,  comma 1, dopo le parole  La  Regione  promuove
  misure ,  aggiungere le seguenti parole:  straordinarie e  urgenti
  operanti  fino  al  31  dicembre  2011,  finalizzate  al  rilancio
  dell'attività economica e .»

   - dagli onorevoli Faraone e Cracolici:

   emendamento 1.7 (II parte):
   «All'articolo  1  dopo  le  parole  rivitalizzare  il  patrimonio
  edilizio esistente  aggiungere le parole  anche dal punto di vista
  della  qualità  architettonica  e  dopo  le  parole   bioedilizia
  aggiungere   le   parole   coerentemente  con  le  caratteristiche
  storiche,    architettoniche,   paesaggistiche,   ambientali    ed
  urbanistiche delle zone ove tali immobili sono ubicati ».

   emendamento 1.8:
   «Alla  fine  del  comma 1 sostituire la parola  bioedilizia   con
   edilizia sostenibile ».

   - dagli onorevoli Ragusa e Maira:

   emendamento 1.4:
   «Al comma 1 dopo le parole    della qualità abitativa  aggiungere
  le parole  e delle attività produttive e ricettive ».

   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 1.9:
   «Al  comma 1 dopo le parole  per favorire l'utilizzo delle  fonti
  di  energia   aggiungere  le parole  e dei  sistemi  di  risparmio
  idrico ».

   - dagli onorevoli Ruggirello e Musotto:

   subemendamento 1.7.1:
   «Dopo  la  parola   ubicati'  aggiungere  le  parole   e  per  la
  sostenibilità ambientale'».

   - dagli onorevoli Mattarella, Picciolo e Laccoto:

   subemendamento 1.2.1 all'emendamento 1.2 :
   «Cassare le parole  operanti fino al 31 dicembre 2011 ».

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  apprendiamo   che   sono  stati  presentati   dei   subemendamenti
  all'emendamento  del Governo. Ho dato una prima lettura  a  questi
  subemendamenti mentre è ancora in corso la loro distribuzione.
   Che  questo  disegno  di legge trattasse materia  particolarmente
  complessa era noto a tutti.
   Ciò è dimostrato dal percorso tortuoso che il disegno di legge ha
  avuto  in  Commissione legislativa, dal suo ritorno in Commissione
  dopo  il  blitz  dell'Aula, dalle sedute notturne  che  non  hanno
  portato  ad alcun risultato, quasi un po' ci trovassimo di  fronte
  alla tela di Penelope, che di giorno si fa e di notte si disfa.
   Oggi apprendiamo che sono state presentate decine di emendamenti.
   Ad una prima lettura si tratta, signor Presidente, di emendamenti
  particolarmente complessi che impongono, a mio parere, un esame un
  po'  più approfondito cui l'Aula non può certo procedere in questo
  momento.
   È  chiaro,  infatti, che, volendo affrontare  l'esame  di  questo
  disegno  di  legge  con estrema attenzione, ma anche  con  estrema
  competenza,  trattandosi di questioni che ricadono  operativamente
  nel  territorio, non renderemmo un buon servizio alla  Sicilia  se
  esaminassimo questi emendamenti adesso, in Aula, senza avere avuto
  neanche   il   tempo  di  capirne  la  portata,  di  metterli   in
  correlazione con tutto il testo e con l'emendamento del Governo.
   Pertanto - richiamandomi a ciò che lei, signor Presidente, ha più
  volte detto all'Aula e non soltanto all'Aula -, chiedo di rinviare
  di  qualche giorno la trattazione in Aula del disegno di legge, al
  fine   di   operare  un  approfondito  esame  dei   subemendamenti
  presentati.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,   Assessore,   stasera    stiamo
  affrontando una questione estremamente importante, che, in  quanto
  tale,  deve  essere affrontata con attenzione.  In  più,  dobbiamo
  portare  a casa un risultato, e quando dico  a casa' intendo  dire
  ai siciliani.
   Ieri abbiamo visto gli emendamenti del Governo (e sappiamo che ne
  saranno presentati altri), oggi vediamo che è stata presentata una
  mole di emendamenti che certamente ci fa correre il grande rischio
  di non vedere applicata la legge che esce da questo Parlamento.
   Già  adesso, così come è uscita dalla commissione e come è  stata
  emendata  corre  seri  pericoli ... oggi,  addirittura,  ho  visto
  emendamenti fuori sacco del Governo

   CRACOLICI. Ci sono poi quelli del sacco

   BUZZANCA. Appunto  Signor Presidente, per evitare di entrare  nel
  sacco  anche  noi  o  di  creare  un  sacco  vuoto,  cerchiamo  di
  affrontare politicamente la questione.
   L'ho  detto  qualche  settimana addietro, quando  lei  ha  voluto
  rinviare questa legge in Commissione: noi in Commissione ci  siamo
  riuniti   tante   volte,   anche  alla  presenza   dell'Assessore;
  certamente,  da  parte di questo Parlamento vi  è  la  volontà  di
  portare  a  casa  questo risultato, di fare questa  legge,  ma  il
  percorso  che  dobbiamo intraprendere deve essere un percorso  che
  non  deve  creare  difficoltà,  ma, al  contrario,  deve  condurre
  l'economia siciliana a rimettersi in moto.
   Tutti noi dobbiamo fare un passo indietro e, soprattutto, ritengo
  che  i parlamentari da soli, tutti quanti noi, senza l'apporto  di
  un  tecnico,  non  riusciremo a formulare un  articolato  che  sia
  aderente ai bisogni dei siciliani.
   Voglio  riprendere ciò che ho detto l'ultima volta in  quest'Aula
  parlamentare:  noi  dobbiamo  fare in  modo  che  la  politica  si
  riappropri della conduzione di quella che ritengo essere la  legge
  più importante che possiamo portare avanti.
   Questa  materia  è  troppo  delicata  perchè  si  faccia  ricorso
  soltanto   a  riunioni  di  maggioranza  o  di  pseudomaggioranza.
  Sappiamo  di  un  incontro  che ha avuto  il  Governatore  con  il
  capogruppo  dell'MPA o con componenti del gruppo, con  l'onorevole
  Cracolici e con l'onorevole Faraone, non so se questa sia  cronaca
  o storia ...

   CRACOLICI. Storia
   MUSOTTO. Storia con la  S  maiuscola.

   CRACOLICI. Noi facciamo la storia, non la cronaca

   BUZZANCA.  Voi ormai siete nella storia  A questo punto,  reitero
  l'invito  già  in precedenza formulato, e ciò nel reale  interesse
  dei   siciliani:  il  presidente  Lombardo  prenda  in   mano   la
  situazione,  si  faccia  un incontro politico  alla  presenza  dei
  capigruppo, qui, in Parlamento per giungere ad una soluzione.
   Diversamente,   infatti,  assisteremo  alla  solita    tiritera :
  probabilmente,  qualcuno  ritirerà  qualche  emendamento,  qualcun
  altro   sarà   tirato  per  la  giacchetta  affinché  lo   faccia;
  sostanzialmente non renderemo un servizio ai siciliani.
   Signor  Presidente,  condivido la richiesta fatta  dall'onorevole
  Caputo,  perché ho la voglia di farla questa legge, abbiamo  tutti
  la  volontà di farla questa legge, ce lo chiedono i siciliani,  ce
  lo  chiedono  le  categorie interessate, le  attività  produttive.
  Questo disegno di legge è entrato in un certo modo, è uscito in un
  altro,  è  rientrato nella Commissione e ritorna qui, in Aula  con
  emendamenti del Governo che, francamente, faccio fatica a capire.
   Assessore,  vogliamo approvarla questa legge? Se sì, facciamo  in
  modo che la politica si riappropri del proprio ruolo e facciamo in
  modo  che  il Governatore finalmente coordini questo percorso  che
  deve portarci all'armonia e non allo scontro, e che ci sia in atto
  uno  scontro  è  evidentissimo.  Siamo  davanti  ad  uno  scontro,
  onorevole  Mineo,  che dobbiamo evitare, anche  con  il  suo  buon
  senso.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  Assessore,  devo  dire  che   gli
  interventi  dell'onorevole Caputo ed anche  quello  dell'onorevole
  Buzzanca  mi  hanno spinto ad intervenire perché credo,  onorevole
  Buzzanca, che la sua sia una proposta saggia. Aggiungo, anche  per
  una  questione di rispetto delle istituzioni - lo dico a  tutti  i
  colleghi  che  fanno parte delle Commissioni parlamentari  -,  che
  credo  sia  giusto, venendo fuori subito dopo e se  il  Governo  è
  d'accordo, fare un attimo di sintesi di tutta questa materia.
   Certamente, sarebbe mortificante nonché offensivo non coinvolgere
  la  Commissione  nel  suo massimo organo,  qual  è  certamente  il
  Presidente della Commissione. Ricordo, infatti, a tutti voi che il
  Presidente  e i componenti della Commissione sono stati  impegnati
  per  diverse sedute nel varo di questo disegno di legge e che esso
  è,  in linea di massima, il testo base su cui si stiamo lavorando.
  Sarei ben felice che il Presidente della Regione riuscisse a  fare
  una  sintesi, ma, certamente, onorevole Buzzanca, credo sia giusto
  che  a  questo incontro partecipi il Presidente della  Commissione
  competente,  cioè colui che, nel bene e nel male, ha lavorato  per
  tirare  fuori  una  legge e che certamente è  titolato,  anche  in
  rappresentanza della stessa Commissione, a farne parte.
   Ritengo condivisibile la proposta dell'onorevole Buzzanca, ma con
  la  partecipazione del Presidente della Commissione, e dirò  anche
  il perché. È da 14 anni che faccio parte di questo Parlamento, ma,
  credetemi,  mi  sto  confondendo:  io  non  ho  capito  di   quali
  emendamenti   oggi  stiamo  discutendo   Ieri  sera   sono   stati
  presentati   dal   Governo  degli  emendamenti  che   sono   stati
  classificati.  Alcuni  colleghi  ed  io  abbiamo  presentato   dei
  subemendamenti  a quegli emendamenti che, però, ancora  non  vedo.
  Ecco  perchè  sarebbe proprio il caso che ci fosse un  momento  di
  riflessione  e  che  si  facesse  una  ricognizione  di  tutti   i
  subemendamenti  agli  emendamenti del Governo  e  se  il  Governo,
  legittimamente,  avesse  presentato in queste  ore  (entro  l'una)
  ulteriori aggiustamenti che noi tutti ne fossimo a conoscenza.
   Colleghi, la materia è complicata, se noi, per giunta, iniziamo a
  discutere  di un argomento senza avere cognizione di  cosa  stiamo
  parlando, non credo facciamo un buon lavoro, anche se siamo  tutti
  d'accordo che la legge va fatta.
   Assessore,  se  noi introduciamo in questo testo anche  norme  di
  urbanistica, staremo qua dentro mesi per approvarlo. Questa è  una
  legge  che  va fatta esclusivamente per mettere in moto l'economia
  su  due  principi:  ampliamenti, demolizioni  e  ricostruzioni  di
  edifici.  Poi,  se  si  vogliono contemplare  le  residenze  e  le
  attività produttive, se si vogliono prevedere i condoni edilizi, è
  una  scelta che si può concordare. Tuttavia, se mettiamo tutto  un
  insieme di procedure, tutto un insieme di appesantimenti,  che,  a
  mio avviso, invece vanno eliminati (addirittura, ho visto qualcosa
  che  riguarda i 150 metri dal mare, e mi chiedo cosa c'entri tutto
  questo con la legge sulla casa), se apriamo queste maglie, noi  da
  qui non ne usciremo mai  Mi rivolgo all'Assessore, che so avere il
  mio stesso spirito, anche perché avevo iniziato a formalizzarla io
  questa  norma:  se  vogliamo inserire in  questo  testo  tutto  un
  insieme    di   modifiche,   di   problematiche   che   riguardano
  l'urbanistica e via dicendo, io, sinceramente, sono contrario.
   Dobbiamo  ricondurre il testo alle motivazioni per cui era  nato,
  alle motivazioni dell'accordo Stato-Regione, limitandolo ad alcune
  fattispecie e non andando oltre.
   Detto  questo, mi avvio alla conclusione. Adesso  il  tema  è  se
  prevedere  la  demolizione  e la ricostruzione  anche  per  alcune
  fattispecie che oggi sono escluse, mi riferisco, ad esempio,  alle
  case  abusive  in sanatoria o a quelle condonate, che  sono  state
  escluse dal Governo. Personalmente, invito il Governo a inserirle,
  perché  anche  gli  ambientalisti,  durante  un  incontro  cui  ho
  partecipato  tempo addietro sostenevano che sarebbe opportuno  che
  anche   le   case  condonate  rientrassero  nelle  demolizioni   e
  ricostruzioni.  Qui sono state tolte ed è sbagliato.  Se  vogliamo
  inserirle  negli  ampliamenti  è  una  scelta  politica,   ma   il
  Presidente  deve  decidere cosa vuole fare; infatti,  mesi  fa  fu
  deciso di non inserirle negli ampliamenti, mentre oggi tornano  in
  maniera ancora più spinta: non soltanto si parla di residenze,  ma
  anche di attività produttive.
   E  allora,  onorevoli  colleghi, Assessore, poiché  non  possiamo
  rivedere  tutta la materia, penso che noi ci si debba  concentrare
  soltanto su questi due temi, escludendo tutto il resto.
   Se  c'é la volontà di fermarci un attimo, di confrontarci con  il
  Governo, con il Presidente della Commissione, con i capigruppo che
  lo  vorranno per fissare questi punti, sono convinto che la  legge
  si  possa fare; diversamente, qui, discuteremo di tantissime belle
  cose,   ma  la  legge  sulla  casa  difficilmente  riusciremo   ad
  approvarla.

   MINEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ogni  volta  che
  sento  parlare,  sia fuori che dentro quest'Aula, alcuni  colleghi
  non  posso  fare a meno di pormi una domanda: c'è  la  volontà  da
  parte di questo Parlamento di licenziare questo disegno di legge?
   Il  vero  problema, a mio avviso, è costituito dalla  volontà  di
  approvarlo,  Infatti,  a  parole,  moltissimi  dicono  che  questo
  disegno di legge è fondamentale per garantire la ripartenza di  un
  comparto  asfittico, quale quello dell'edilizia, per permettere  a
  moltissime  famiglie  di  sviluppare, in parte,  il  volume  della
  propria abitazione, per consentire la ripresa delle tante attività
  legate all'edilizia, ma nei fatti vedo poca volontà di approvarlo.
  Addirittura,  quando  ci sono gruppi come il  nostro,  che  spinge
  fortemente  affinché  si trovi un accordo che porti  all'immediata
  approvazione  del  disegno  di legge, veniamo  criticati,  perché,
  facendo parte del Governo, secondo alcuni, dovremmo essere  contro
  il Governo stesso.
   Noi  abbiamo  ritirato  alcuni  emendamenti  che  potevano  forse
  appagare  qualcuno di noi e il suo elettorato, e  l'abbiamo  fatto
  perché  il  buon senso vogliamo dimostrarlo con i  fatti.   Molti,
  invece,  non hanno dimostrato buon senso, come appare  chiaro  dal
  corposo  numero di emendamenti presentati che difficilmente  potrà
  trovare accoglimento all'interno di questa legge, e che quindi, in
  gran parte, definirei di natura ostruzionistica.
   E'  vero:  non è facile combattere in quest'Aula alcune  logiche;
  tuttavia  ciò  che più mi preoccupa è che forse non  riusciremo  a
  dare una risposta ai siciliani che da noi la attendono.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  da  quando  a
  livello nazionale è stata lanciata l'idea del  piano casa', (quasi
  un  anno  fa), nella nostra Regione, che doveva essere  una  delle
  prime  ad  approvarlo, considerate le condizioni in cui  versa  la
  nostra economia, la fame di abitazioni in determinati luoghi della
  Sicilia,  la  fragilità del nostro territorio,  tutti  presupposti
  questi  che  avrebbero  dovuto accelerare  l'esame  da  parte  del
  Governo  e poi, successivamente, del Parlamento, abbiamo assistito
  alla presentazione e al successivo ritiro di tre proposte di legge
  concernenti  il  piano  casa.  Con l'ultima  assistiamo  ormai  da
  diverso  tempo, da diversi giorni, a questo  braccio di ferro',  a
  questa  sorta  di  guerra tra poveri' e si ha quasi  l'impressione
  che  il  Palazzo  sia  sordo  alle  richieste  che  vengono  dalla
  Confindustria, dai sindacati, dal mondo produttivo, alle richieste
  che vengono dalle associazioni.
   Questo   Palazzo  dà  l'impressione  di  essere  sordo  a  queste
  richieste e di essere invischiato in una serie di guerre interne o
  in  un   braccio di ferro' infinito sul come procedere a proposito
  di  questo  provvedimento legislativo, secondo me e  a  parere  di
  tutti,  essenziale, affinché, finalmente, non  soltanto  si  diano
  risposte,  ma riparta il settore edilizio, considerati i  problemi
  esistenti in tutti gli altri comparti economici.
    Mettiamo  in campo un provvedimento che mobiliti le risorse  dei
  privati, che faccia ripartire la macchina   Poi, al di là  di  ciò
  che si dice - lo sosteneva poc'anzi il collega Mineo e anche buona
  parte  dei colleghi che sono qui intervenuti, ma lo abbiamo  detto
  anche fra di noi - alle parole non seguono i fatti.
   In virtù della mia esperienza ormai consolidata (sono deputato di
  questo   Parlamento  da  molto  tempo  insieme  con  tanti   altri
  colleghi),  posso  affermare che nel  corso  degli  ultimi  venti,
  venticinque  anni  non  c'è mai stata una  legge  di  sistema  che
  approdasse in Aula senza che vi fosse prima una regia d'Aula,  una
  regia  dei  gruppi parlamentari di quest'Aula, di tutti  i  gruppi
  parlamentari, di coloro che ipoteticamente ci stavano e di  coloro
  che  ipoteticamente non ci stavano; ciò per far  sì  che  in  Aula
  arrivasse un testo snello, efficace, condiviso, un testo  che  non
  si   prestasse  ai  voti  segreti  e  agli   assalti'   dell'Aula.
  Diversamente, sarebbe stata ed è ancora pura follia
   Oggi, noi non possiamo correre il rischio di andare avanti su  un
  testo che, giocoforza, con la mole considerevole di emendamenti  e
  di  subemendamenti che è stata presentata e con la probabile serie
  infinita  di  richieste di voto segreto potrebbe  tradursi,  nella
  migliore   delle   ipotesi,   in  un   provvedimento   legislativo
  ingestibile  e  inapplicabile (sarebbe, quindi,  come  non  averlo
  varato)  ovvero in un provvedimento legislativo che,  intervenendo
  su  settori  delicati, quali quello urbanistico-edilizio  e  delle
  costruzioni,  nella  situazione in cui versa  la  nostra  regione,
  provocherebbe dei veri e propri disastri, ponendo i sindaci in una
  situazione  di  continuo conflitto di interessi o  esponendoli  al
  rischio di andare incontro a denunce, ricorsi al TAR, ai tribunali
  o al rischio di provocare ulteriori scempi del territorio.
   E'  questo  che  vogliamo: una legge purché  sia?  Io  penso  che
  nessuno  in  quest'Aula voglia questo. Penso che chiunque  di  noi
  abbia  a  cuore  che la Sicilia si doti finalmente  di  una  legge
  credibile, applicabile e non di una legge qualunque.
   A  questo proposito, mi chiedo perché inserire nel testo  paletti
  che  non  sono  giustificabili?  Lo  diceva  poc'anzi  il  collega
  Beninati:  mi  volete  spiegare che senso  ha  escludere  le  case
  condonate? Si vuole spiegare a quest'Aula che senso ha dire sì  ai
  capannoni industriali nelle aree ASI e nelle aree artigianali e in
  tutte le altre aree dei piani regolatori, quelle a servizi no, per
  esempio, per i capannoni in agricoltura no. Ma perché, sono  figli
  di  un Dio minore? Perché c'è un'opposizione ideologica? Perché si
  frappongono  ostacoli che appaiono subito fittizi e  antipolitici,
  perché?
   Ci  sono leggi che coinvolgono le maggioranze di governo; ci sono
  leggi  che, invece, debbono coinvolgere i parlamentari  in  quanto
  rappresentanti  dei  cittadini. Ebbene, questa  è  una  di  quelle
  leggi.
   La mia proposta è la seguente, signor Presidente e cari colleghi:
  la maggioranza resti fuori, la politica resti fuori, perché se noi
  vogliamo     colorare'    politicamente    questo    provvedimento
  legislativo, significa che vogliamo il male della Sicilia.
   Facciamo  una legge seria, condivisa, una legge con tre,  quattro
  articoli e non con nove articoli; una legge  fatta' di buon  senso
  e  vi posso assicurare che, così facendo, il 70 per cento, se  non
  più, dei colleghi è disposto a votarla subito senza emendamenti  e
  senza  voti  segreti, perché non si può pensare di rischiare  voti
  segreti su questa norma.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giunge in Aula  una
  legge  che  ha  suscitato un appassionato dibattito  tra  tutti  i
  gruppi  parlamentari, così come è giusto che avvenga in un sistema
  democratico; un dibattito che si è svolto nelle sedi opportune  e,
  soprattutto, in IV Commissione, del quale è stato protagonista  il
  presidente della stessa, onorevole Fabio Mancuso.
   Tutti   noi   abbiamo  partecipato  alle  riunioni  indette   dal
  Presidente  Mancuso e tutti noi abbiamo avanzato la  richiesta  al
  Governo  di esaminare tutti gli emendamenti, trarre le conclusioni
  e presentare all'Aula una sintesi degli emendamenti.
   Lo  abbiamo  detto tante volte in Commissione, e tanti interventi
  di coloro che mi hanno preceduto sono stati in questo senso. Tutti
  noi abbiamo detto che in questa legge ci sono dei punti fermi, non
  c'è  alcuna  volontà  di andare oltre l'accordo  Stato-Regione  né
  alcuna  volontà  di  procedere  a cementificazioni  selvagge  o  a
  sanatorie. Abbiamo detto che questo testo legislativo  non  è  una
  legge  urbanistica, di riordino del sistema urbanistico siciliano,
  ma  una legge che vuole far ripartire l'economia. L'unica proposta
  che  tutti  i  gruppi hanno fatto è stata quella  di  inserire  le
  attività produttive.
   Il Governo e i tecnici che hanno coadiuvato l'Assessore - e credo
  sia  giusto  dare loro atto del lavoro molto serio e  attento  che
  hanno svolto - hanno accolto le proposte dei gruppi parlamentari e
  le  hanno  trasformate  in  due, tre  proposte  che  oggi  vengono
  inserite nel testo.
   Noi  sensatamente, come ha proposto l'onorevole Formica, possiamo
  procedere  all'approvazione  di questo provvedimento  legislativo,
  sapendo    che   il   Governo   dovrà   presentare    una    legge
  sull'urbanistica,  ma  su  questo dobbiamo  andare  avanti  perché
  abbiamo - e lo sappiamo - la responsabilità di approvare la  legge
  di  riforma  degli  ATO  rifiuti e i  documenti  finanziari  della
  Regione. Non c'è più tempo
   Su  questa legge abbiamo riflettuto, discusso, e l'abbiamo  fatto
  nelle  sedi  opportune;  a  questo  punto  dobbiamo  semplicemente
  procedere.
   Il  nostro Gruppo, credo responsabilmente, ha ritirato tutti  gli
  emendamenti,   in  accordo  con  quanto  avevamo  deciso   in   IV
  Commissione:  dare  cioè al Governo la possibilità  di  presentare
  all'Aula una risposta.
   Oggi,  questa risposta c'è ed essa non può essere un  momento  di
  battaglia  tra  noi, ma deve essere un momento  di  sintesi  e  di
  unione.  Votiamola,  dunque, votiamola tutti  assieme,  visto  che
  tutti abbiamo contribuito a portarla avanti.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   mio
  intervento vuole essere propositivo e spero che lo sarà.
   Se  noi  continuiamo  di questo passo qui,  in  Aula,  forse,  in
  qualche  modo,  partoriremo una legge, ma -  come  è  stato  detto
  poc'anzi - sarà una legge inattuabile, una legge che non avrà  una
  sua filosofia, una legge - e spero che non sia così - che potrebbe
  nascondere dei trabocchetti.
   Presidente  Cascio,  soprattutto lei che è di Palermo,  ricorderà
  come  nella  XIII Legislatura, nella confusione generale  e  nella
  inconsapevolezza della gran parte dei parlamentari, approvando  un
  determinato articolo, fummo additati il giorno dopo (io messinese)
  come  coloro che volevano sanare Pizzo Sella. Io, ripeto,  essendo
  di Messina, non conoscevo affatto quella problematica.
   Oggi, non vorrei che, nella inconsapevolezza generale dell'Aula e
  pur  riconoscendo  - almeno spero - la buona fede  del  Governo  e
  dell'assessore  Gentile, ci ritrovassimo nuovamente  di  fronte  a
  questo pericolo e a questa trappola.
   Perchè  dico questo? Prima di intervenire, ho constatato -  avrei
  voluto che non fosse così - che il Governo non ha ritirato,  nella
  serie  di  riscritture,  l'emendamento  A  95.  L'emendamento   in
  questione   recita:  «Nella  formazione  o  revisione  del   piano
  regolatore  generale  ovvero con l'adozione di  apposita  variante
  urbanistica   » - e già qui interveniamo in materia urbanistica  -
  «ai  sensi  degli  articoli  , i comuni  individuano  gli  edifici
  esistenti in aree sottoposte a vincoli di inedificabilità assoluta
  previsti  dalla vigente legislazione e disciplinano le  parti  del
  territorio  comunale dove consentire, previa la loro  demolizione,
  la riedificazione e l'eventuale modifica di destinazione d'uso ...
  ».
   Intanto  l'emendamento non ci dice a carico di chi sarebbero  gli
  interventi  di demolizione, se a carico dei comuni o  dei  privati
  ...

                            (interruzioni)

   ARDIZZONE  ...  io sto dicendo che non vorrei che  corressimo  il
  rischio, non sto dicendo che dietro questa norma c'è Pizzo  Sella,
  per carità, non sto dicendo questo

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Demoliamo
  Pizzo Sella ...

   PRESIDENTE.  Onorevole Ardizzone, poi darò la parola al  Governo,
  se vorrà intervenire.

   ARDIZZONE. Come ha detto, Assessore?

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità.  Con
  questa norma demoliamo Pizzo Sella

   ARDIZZONE. Dunque, avevo capito bene: con questa norma  demoliamo
  Pizzo Sella; quindi, questa è una norma-fotografia

                            (interruzioni)

   ARDIZZONE.   Ringrazio  la  mia  memoria,  onorevole   Cracolici,
  ringrazio  la  mia  memoria,  che dovrebbe  essere  anche  la  sua
  memoria.
   Stavo  dicendo  non  vorrei che ci fossero delle  norme-trappola,
  così  come  è  accaduto nel 2001, quando ho  votato  a  favore  di
  determinate  norme,  che  da  messinese  non  potevo  sapere  cosa
  sottendessero,  e  mi  sono ritrovato su Repubblica,  insieme  con
  altri  colleghi - lei, onorevole Cracolici, quella norma non  l'ha
  votata  perché  era all'opposizione - come coloro i quali  avevano
  sanato  Pizzo Sella, mentre personalmente non sapevo affatto  cosa
  fosse Pizzo Sella.
   Adesso   mi   ritrovo  a  leggere  una  norma  che  non   so   se
  effettivamente riguardi o meno Pizzo Sella.
   L'assessore  Gentile  sostiene  che  questa  norma  permette   di
  demolire  Pizzo Sella e di ricostruire altrove. E allora,  qui  si
  pone un problema di carattere generale.
   Ricordo  all'Aula  che  subito dopo i fatti  di  Giampilieri,  ha
  chiesto la procedura d'urgenza su due disegni di legge riguardanti
  norme  in  materia  urbanistica e di  intervento  sul  territorio.
  Entrambe   le  richieste  furono  accolte.  In  particolare,   una
  riguardava il disegno di legge n 476 (testo che ha avuto il plauso
  del  WWF nazionale), che prevedeva proprio la demolizione di tutti
  quegli  edifici  che  si trovano in zone a rischio  idrogeologico.
  Ebbene, quel testo è stato stoppato perchè è stato inviato  in  II
  Commissione in quanto - mi è stato detto - necessita di  copertura
  finanziaria.
   A  questo  punto,  mi si deve spiegare perchè trova  ingresso  in
  quest'Aula  una  norma che prevede demolizioni e  ricostruzioni  a
  carico  dei comuni, che debbono individuare ... ecc. ecc., se  non
  c'è copertura finanziaria
   Allora,  onorevoli  colleghi,  se  noi  vogliamo  affrontare   la
  questione della tutela del territorio - io credo nella buona  fede
  in  tutti  e  ha ragione l'onorevole Formica quando  sostiene  che
  questa è una legge che l'Aula deve esitare, ma non può avere padri
  né  padrini - non dobbiamo consentire ad alcuno di  tirarci per la
  giacca.
   Facciamo, dunque, una buona legge insieme col Governo.
   Apprezzo la disponibilità dell'assessore Gentile, ma non mi basta
  che   siano   soltanto   i  capigruppo  a  sottoscrivere   intese:
  individuiamo una modalità, una seduta in commissione,  una  seduta
  allargata, non so, stabiliamo la  filosofia' della legge, che deve
  essere,  a  mio  avviso, quella ricordata poc'anzi  dall'onorevole
  Beninati  e  cioè  una  filosofia improntata  sull'accordo  Stato-
  Regione,  e  discutiamo soltanto di incentivare la costruzione  di
  nuove case.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che  su
  questo  disegno  di legge si è svolta la discussione  generale,  i
  colleghi sono intervenuti e hanno espresso le loro opinioni.
   Oggi,  in  alcuni  casi, ho sentito opinioni  diverse  da  quelle
  espresse  durante  la discussione generale (questo  fa  parte  del
   teatrino   della  politica),  però,  adesso,  signor  Presidente,
  stiamo discutendo dell'articolo 1.
   Su   questo   articolo  si  sta  svolgendo  la  discussione;   si
  intervenga, si dica se si è d'accordo o meno oppure un  capogruppo
  richieda  il  rinvio in Commissione del disegno di  legge,  ma  si
  assuma una decisione. Riaprire la discussione generale sul disegno
  di  legge  -  ho  sentito parlare di Pizzo  Sella  -  è  una  cosa
   simpatica   dal punto di vista della letteratura urbanistica,  ma
  l'articolo  1, e mi rivolgo all'onorevole Ardizzone,  riguarda  le
  finalità  della  legge e non Pizzo Sella. Quando  arriveremo  alla
  discussione degli articoli 11, 13 e 15 allora discuteremo di Pizzo
  Sella.
   Suggerirei, quindi, di andare avanti, ma di andare avanti con  un
  metodo  chiaro,  anche perché personalmente  sono  disponibile  ad
  individuare tutte le sedi opportune dove poter definire una  legge
  che,  proprio  per  la sua delicatezza, deve essere  non  soltanto
  condivisa, ma necessita della responsabilità di tutti noi.
   Desidero  ricordare che le leggi urbanistiche, oltre che produrre
  effetti di saccheggio del territorio, comportano il rischio di far
  impazzire  il  cittadino,  il quale, di  fronte  ad  un'incertezza
  normativa  o ad un equivoco normativo, sarà costretto a  ricorrere
  ai  giudici  amministrativi  per  avere  riconosciuto  un  proprio
  diritto.  Conseguentemente,  dobbiamo  stare  attenti  anche  alle
  virgole  e,  proprio per questo, sono disponibile a  discutere  in
  maniera responsabile con chiunque.
   Tuttavia, dobbiamo metterci d'accordo una volta per tutte
   Questo  disegno  di  legge è stato varato in Commissione  con  la
  collaborazione   dell'ex   assessore   Beninati,    almeno    fino
  all'articolo 8 o 9; oggi, l'ex assessore Beninati dice che bisogna
  ritornare  a  fare  una  sintesi,  anche  se  su  un  ragionamento
  corretto,  che  io  condivido: c'è un accordo  Stato-Regione  e  a
  quest'accordo dobbiamo attenerci, dobbiamo stabilire i parametri e
  valutare  se  gli  articoli che discutiamo  -  quando  li  andremo
  discutendo  -  sono  coerenti  o  meno  con  l'impianto  normativo
  originario.
   Ma  dire questo è una cosa, dire che dobbiamo ricominciare  tutto
  daccapo, e non si capisce bene perché, è un'altra cosa. Se non  si
  è d'accordo lo si dica
   Io avrò mille difetti, ma quando non condivido una norma dichiaro
  la mia contrarietà, non dico di essere favorevole adoperandomi per
  non farla approvare; o si è contrari a fare le cose, e lo si dice,
  o  si  è  favorevoli. Questo diventa un elemento di  certezza  per
  chiunque.  Non  si  può dire che vogliamo  fare  la  legge  che  i
  Siciliani  attendono  e le categorie interessate  ci  sollecitano,
  chiedendone contestualmente il rinvio dell'esame, perché questa  è
  una palese contraddizione

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.  Onorevole  Cracolici,
  vorrei ricordarle che il rinvio lo ha chiesto lei

   CRACOLICI.   Io  ho  suggerito  di  individuare  un   metodo   di
  discussione e cioè quello di discutere gli articoli uno per  volta
  e  se e quando dovessero sorgere dei problemi li affronteremo,  ma
  non ricominciamo con la discussione generale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, preciso  che  non  abbiamo  mai
  ricominciato la discussione generale, siamo in fase di discussione
  dell'articolo 1.


   Presidenza del presidente Cascio


     Saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale  Caio
                          Plinio II  di Como

   PRESIDENTE.  Porgo un saluto agli studenti dell'Istituto  Tecnico
  Commerciale   Caio  Plinio II  di Como  che  assistono  ai  lavori
  dell'Aula.


   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende la discussione del disegno di legge nn. 459-386-209-394-
                                 404/A

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   propongo   di    esaminare
  preliminarmente   gli  articoli  che  non  presentano   criticità,
  accantonando  temporaneamente gli articoli 2, 3 e 6. Al  contempo,
  invito   Commissione,   Governo   e   Capigruppo   a   riformulare
  integralmente gli articoli 2, 3 e 6.
   Comunico  che  sono stati ritirati i seguenti emendamenti:  2.52,
  2.81,  2.47,  2.121, 2.136, 2.138, 2.144; 3.35, 3.66, 3.73,  3.36,
  3.93, 3.44; 6.26, 6.27, 6.36, 6.37, 6.50; 9.12, 10.10, 10.9, 12.37
  e 12.18.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  sull'articolo  1,  che mira soprattutto a dare  comunicazione  del
  ritiro  dell'emendamento 1.4 a mia firma e dell'onorevole  Ragusa,
  perché  di  natura  strettamente  urbanistico-edilizia,  mi  porta
  necessariamente a motivare il perché e quindi, apparentemente,  ad
  aprire  un ragionamento di carattere generale su quello che  è  il
  senso  della  legge, almeno quello che è il senso  che  il  Gruppo
  dell'UDC vuole dare a questa legge.
   Noi  ribadiamo che siamo pronti, a seguito di incontri di  natura
  tecnica,   politica,  amministrativa  con  il  Governo,   con   la
  Commissione, con gli altri Presidenti dei Gruppi parlamentari, con
  esperti,  ad  andare avanti su questo disegno di legge,  ed  anche
  rapidamente, a condizione però che il testo ritorni al suo spirito
  originario, quello voluto dal legislatore nazionale, anche ai fini
  di  incentivare  l'economia ed alcune attività produttive:  quello
  cioè  di  consentire alle famiglie, e soltanto alle  famiglie,  di
  ampliare la propria abitazione cittadina o di campagna del 10,  20
  o 30 per cento; per essere chiari, di una o due stanze.
   Questi  erano lo spirito e la lettera del legislatore  nazionale,
  questi erano lo spirito e la lettera della prima formulazione  del
  testo,  questi  sono lo spirito e la lettera che  quest'Aula  deve
  avere il coraggio di portare avanti.
   Naturalmente, questa impostazione ferma dell'UDC esclude  che  ci
  possano  essere  nell'ambito di questo disegno di legge  sanatorie
  più  o  meno occulte, che ci possano essere  interpretazioni'  del
  testo per consentire la realizzazione di insediamenti alberghieri,
  di  aree  commerciali  o altro, perché tutto questo  non  soltanto
  riguarda il settore urbanistico-edilizio, ma riguarda attività che
  devono  necessariamente essere disciplinate da quest'Aula dopo  un
  attento  esame geologico del nostro territorio, come   impone  ciò
  che è accaduto recentemente nella nostra regione.
   Se  non  opereremo con le dovute cautele, altro che  Giampilieri,
  onorevole  Beninati  Saremo partecipi di un'ulteriore devastazione
  del  territorio  siciliano e l'UDC non ci sta,  e  non  per  falso
  moralismo  o  per  un momentaneo atteggiamento di opposizione,  ma
  perchè riteniamo che questo modo di procedere sia sbagliato.
   A  sostegno  di ciò che diceva l'onorevole Ardizzone,  confermato
  anche  dall'Assessore,  al quale chiedo un minuto  di  attenzione,
  perché ne va - mi si consenta la battuta forte - dell'attività non
  soltanto  del  Governo,  ma  dello  stesso  Assessore,  al   quale
  riconosciamo un atteggiamento di persona perbene che non  vorremmo
  fosse modificato, desidero fare un'altra considerazione.
   L'assessore   Gentile   riconosce   che   l'emendamento   A   95,
  sostanzialmente, nasconde una sanatoria per Pizzo Sella - così  ho
  sentito  -; l'onorevole Cracolici ritiene che in fin dei  conti  è
  giusto, una volta abbattute quelle ville costruite in buona  fede,
  consentire  la  loro  allocazione in  altro  sito  del  comune  di
  Palermo;  sembrerebbe una cosa semplicissima, un fatto di diritto,
  possibilmente meritevole di essere riconosciuto.
   L'Assessore e i colleghi che sostengono questo dimenticano, però,
  che  la  settimana scorsa - e per ciò mi insospettisce che  questa
  ipotesi  di emendamento nasca dopo quella pronunzia - il Tribunale
  di  Palermo ha emesso la prima di una lunga serie di sentenze  con
  la  quale riconosce il diritto al risarcimento per gli abitanti di
  Pizzo  Sella  che  hanno  costruito in possesso  di  una  regolare
  concessione   edilizia,  data  però  in  difformità  alla   legge,
  riconoscendone la buona fede.
   Allora,  il  progetto  è  calzante e completo:  da  un  lato,  la
  giustizia,  come  è  giusto che sia, assegna un  risarcimento  non
  entrando  però  nel  merito delle questioni riguardanti  l'aspetto
  urbanistico  e  edilizio,  e  dall'altro  quest'Aula  assegna   il
  terreno. Così abbiamo risolto il problema di Pizzo Sella
   Onorevoli  colleghi,  io penso che noi dobbiamo  sempre  adottare
  comportamenti   onesti   e   richiamarci   alla   nostra    onestà
  intellettuale:  non è possibile introdurre queste  fattispecie  in
  una  legge che deve riguardare soltanto l'ampliamento di una o  di
  due stanze alle famiglie.
   Noi abbiamo detto - e siamo pronti a farlo - che presenteremo  un
  ordine  del giorno, siamo pronti a lavorare in maniera propositiva
  per  approvare un testo unico delle leggi urbanistico-edilizie nel
  più   breve  tempo  possibile,  ma  su  questo  disegno  di  legge
  insisteremo affinché vengano corretti gli errori che possiamo aver
  commesso  negli  emendamenti, affinché vengano espunte  da  questo
  testo  tutte  le  norme che non sono strettamente  riguardanti  il
   piano casa'.

   CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo
  che  l'articolo 1, riguardando le finalità della legge,  espliciti
  il  senso  e  la ratio di questo provvedimento legislativo  che  -
  ricordo,  è  stato già varato dalla maggior parte  delle  regioni;
  purtroppo, facciamo eccezione soltanto noi.
   Credo  che  il  varo  o  meno  del testo  oggi  al  nostro  esame
  rappresenti inevitabilmente un momento decisivo di verifica di  un
  progetto governativo che, superando ogni logica di schieramento  e
  di  appartenenza, intende rivolgersi, circostanza per circostanza,
  atto  per  atto,  ad ogni singolo gruppo parlamentare  e  ad  ogni
  singolo  parlamentare per realizzare - almeno così si  dice  -  le
  riforme di cui la Sicilia ha bisogno.
   Francamente,  non sono in condizione in questo  momento  di  fare
  previsioni sulla tenuta di una così singolare e irrituale forma di
  Governo,   sulla  cui  formula  nutro  diversi  dubbi  e  riserve;
  tuttavia,  considerato  che  ogni  altra  possibilità,  ahimè,   è
  preclusa  in  questo  momento, credo sia dovere  di  ogni  singolo
  parlamentare valutare e votare secondo coscienza.
   Sulla  necessità  di  fare  ripartire l'edilizia  ritengo,  anche
  considerando tutte le enunciazioni e tutti i comunicati stampa che
  sono  stati  fatti in questi giorni, che tutti siamo  d'accordo  e
  dunque  che  il varo di questa legge sia fondamentale. Mi  auguro,
  quindi,  che  ci  sia coerenza rispetto a questo e,  altresì,  che
  tutti  noi  si abbia consapevolezza della necessità di  varare  in
  tempi  brevi, possibilmente, brevissimi, una legge capace di  dare
  risposte  alle  esigenze abitative, produttive e  industriali  dei
  siciliani.
   Confesso, però, di nutrire dubbi e preoccupazioni. Dubbi riguardo
  alla  possibilità che questa legge venga approvata; preoccupazioni
  -  ed  è  ciò  che  più mi affligge - riguardo all'eventualità  di
  approvare  una legge inefficace, e questo sarebbe il peggiore  dei
  danni.
   Quando in commissione di merito abbiamo discusso e poi esitato il
  disegno  di legge, ci siamo riservati la possibilità di presentare
  in  Aula  emendamenti tesi a migliorarla e ad  ampliarla,  proprio
  affinché fosse efficace.
   Pertanto,  nonostante  questa  irrituale  e  singolare  forma  di
  governo che sostiene il testo che in questo momento ci troviamo  a
  valutare,  ritengo opportuno che ogni deputato faccia  le  proprie
  valutazioni - ed è giusto che le faccia - al fine di migliorarlo e
  renderlo efficace.
   Ribadisco  la  necessità di approvare la legge in  tempi  rapidi,
  tuttavia,  allo  stesso tempo, ritengo sia opportuno  valutare  in
  maniera  molto  approfondita le indicazioni  contenute  in  alcuni
  emendamenti,  che,  peraltro, devo dire, non ho controfirmato  né,
  tanto  meno,  presentato in una nuova veste,  perché  estremamente
  utili ed efficaci.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  ascoltato
  quello  che  ha detto poc'anzi un collega che ha la responsabilità
  del  governo  di una città siciliana che in questi ultimi  mesi  è
  stata  particolarmente colpita da eventi atmosferici  che  l'hanno
  messa a dura prova.
   Sulla  scorta  di quelle riflessioni, è vero, signor  Presidente,
  che dovremmo dare un'accelerazione all'esame del testo, è vero che
  si dovrebbe, già stasera, entrare nel merito dell'articolato, ma è
  altrettanto  vero che da parte della Presidenza arriva  un  freno,
  una   battuta   d'arresto  perchè  ci  sono  articoli   abbastanza
  controversi.  E  mi duole anche constatare il ritiro  di  numerosi
  emendamenti e subemendamenti da parte del Gruppo Sicilia, da parte
  del  Partito  Democratico,  ma non  da  parte  del  Movimento  per
  l'Autonomia.
   Esprimo   la  mia  solidarietà  all'assessore  Gentile,   che   è
  supportato  dall'intero Governo, presente  questa  sera  in  pompa
  magna.  Questo,  è chiaro - ci rassicura, perchè dimostra  che  su
  questa legge il Governo è attento, impegnato ed in forma massiccia
  presente in Aula

       (L'assessore Gentile è l'unico rappresentante del Governo
                   presente in quel momento in Aula)

   E'  questo  il  grado di attenzione, caro onorevole Musotto,  che
  dimostra il Governo
   Vorrei  fare un'ulteriore riflessione sull'unica legge di sistema
  approvata in due anni: la legge sulla sanità.
   Ero  in  quel  periodo  segretario della Commissione  Sanità,  ho
  seguito  le  evoluzioni, ho visto le difficoltà che la commissione
  incontrava nell'approvazione del testo e ricordo bene,  però,  che
  maggioranza  e  opposizione dialogavano. Noi, allora  maggioranza,
  chiedevamo all'opposizione quale fosse la sua posizione, quale  la
  forma migliore del nuovo sistema sanitario.
   Qui, invece, c'è arroganza - mi si permetta dirlo -, qui vedo una
  maggioranza bislacca, secondo le parole della stessa relatrice del
  provvedimento  -,  una maggioranza sicuramente non  ortodossa  che
  decide  di  andare  avanti,  di riunirsi,  che  fissa  determinati
  paletti, che stabilisce determinate direttive, sostenendo,  da  un
  lato,   di  voler  approvare  soltanto  un  piano  casa,   mentre,
  dall'altro,   inserisce  in maniera surrettizia  norme  di  natura
  urbanistica  che  possono  scompensare  l'impalcatura   originaria
  stabilita nella Conferenza Stato-Regioni, l'accordo tra il Governo
  nazionale  e  le autonomie locali teso a rimettere in  sesto  e  a
  ridare fiato all'economia siciliana.
   Se  parliamo di piano casa, se parliamo di diritto alla casa e se
  parliamo  anche di rimettere in moto l'economia in questa regione,
  era  giusta  e sacrosanta la proroga dei termini alle  cooperative
  edilizie,   all'edilizia  convenzionata,  all'edilizia  agevolata.
  Però, attenzione, non ne voglio parlare nuovamente, sebbene vi sia
  una  novità,  onorevole  Mancuso: oggi  il  governatore  Lombardo,
  incontrando  i  responsabili  regionali  delle  organizzazioni  di
  categoria, ha detto che questa legge deve essere fatta. Nonostante
  ciò,  il  mio subemendamento è stato ritenuto inammissibile  dalla
  Presidenza.  Mi  dispiace, ma ne prendo atto e non  ne  faccio  un
  dramma,  anche  perchè  sarebbero molte le cose  su  cui  potremmo
  disquisire
   Allora, è giusto andare avanti, signor Presidente, con il Governo
  presente  al gran completo, andiamo avanti, però, attenzione:  già
  dalle  parole  dell'onorevole  Caronia  emergono  alcune  evidenti
  contraddizioni, alcune evidenti differenziazioni  che  più  in  là
  noi,  rappresentati  del  Popolo della  libertà,  in  questa  sede
  sottolineeremo.
   Iniziamo,  dunque,  approvando  l'articolo  1,  che  riguarda  le
  finalità della legge, nella speranza che, durante il cammino,  gli
  obiettivi  che  si prefigge il provvedimento al nostro  esame  non
  vengano   stravolti,   non   vengano  completamente   mortificati.
  Cerchiamo  di assumerci fino in fondo la responsabilità di  varare
  una  legge  efficace, snella e, soprattutto, che abbia un  ritorno
  positivo, nel senso vero della parola, per la Sicilia.

   PRESIDENTE.  Invito i colleghi a rispettare i tempi regolamentari
  previsti per lo svolgimento dei propri interventi.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo.
  Lei,  Presidente, l'altra volta, a norma del Regolamento  interno,
  non  mi  ha  concesso  la  parola,  perché  aveva  già  chiuso  le
  iscrizioni   a  parlare,  però  deve  comprendere  che   sono   un
  parlamentare  alla prima esperienza e che sono  anche  timido  per
  natura. Se una volta che voglio intervenire, la Presidenza non  me
  ne  dà  la possibilità ... questa sera però mi ha dato la  parola,
  quindi la ringrazio e le assicuro che concluderò il mio intervento
  entro i cinque minuti previsti dal Regolamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla,  quando  lei  ha  il  diritto  di
  intervenire, la Presidenza, ovviamente, non può che concederle  la
  parola.  In quella occasione, lei non poteva parlare; non è  stata
  una  prevaricazione  o  un  atto  di  prepotenza  da  parte  della
  Presidenza.

   SCILLA.  Signor  Presidente,  a volte,  dove  i  regolamenti  non
  arrivano, occorrerebbe un po' di buon senso, perché si trattava di
  una  questione importante ed era giusto che svolgessi il mio umile
  intervento.  Lo  dico  senza  alcuna polemica;  era  soltanto  una
  precisazione.
   Entrando  nel merito della discussione, condivido il ragionamento
  svolto  poc'anzi dal presidente Adamo, tendente a non rinviare  la
  discussione del provvedimento, perché è già dimostrato che sarebbe
  una  presa  in  giro, visto che, eventualmente, sarebbe  la  terza
  volta che ne rinvieremmo l'esame.
   Tutti  abbiamo  sostenuto  che  si  tratta  di  un  provvedimento
  legislativo  importantissimo  che  la  Sicilia  aspetta,   che   i
  siciliani   aspettano   e,  quindi,  come   Parlamento,   dobbiamo
  assolutamente  metterci a lavorare per cercare  di  approvare  una
  legge  che sia la più utile possibile. A mio avviso, infatti,  ciò
  che  dobbiamo maggiormente tenere presente approvando questa legge
  è  la  sua utilità e la sua pronta applicazione, in quanto varando
  una  normativa complicata, farraginosa, non renderemmo sicuramente
  un buon servizio alle nostre imprese, alla nostra economia.
   Consentitemi di aggiungere una breve considerazione.
   Sono un parlamentare di centrodestra e mi sento un liberale, vivo
  e  sostengo le attività produttive, lavoro per rendere un servizio
  alle nostre piccole e medie imprese; sono convinto che se vogliamo
  combattere  la  disoccupazione, se vogliamo dare  un  futuro  alla
  nostra   regione,  non  possiamo  predicare  in  una   maniera   e
  comportarci,   poi,  nella  maniera  opposta.   Detto   questo   e
  condividendo  l'impostazione globale  del  disegno  di  legge,  mi
  domando - e non penso di commettere un peccato di lesa maestà  nel
  voler  comprendere - per quale dannata ragione siano stati esclusi
  gli insediamenti turistici, ricettivi e commerciali.
   E' sbagliato porsi questa domanda? Significa non volere sostenere
  il  Governo  che, invece, sostengo con convinzione? No, Assessore,
  questa  è  una  domanda  che  pongo  nell'ottica  di  un  rapporto
  costruttivo.
   E  ancora:  per  quale motivo, ad esempio, questi interventi  non
  possono riguardare il centro storico?
   Andiamo  avanti,  iniziamo  l'esame degli  articoli,  ma,  a  mio
  avviso,  la  nostra priorità dovrebbe essere quella di offrire  la
  risposta  più positiva possibile alle nostre imprese, alle  nostre
  attività produttive.
   Condivido - lo ribadisco - l'impianto del disegno di legge e sono
  d'accordo ad iniziare la discussione, però appare evidente che  su
  determinati emendamenti bisognerà lavorare per apportare modifiche
  che  possano permetterci di esitare una normativa che sia  davvero
  apprezzata  e  che  possa rilanciare sia il settore  edilizio  che
  l'attività  di  coloro i quali, ampliando i propri  capannoni,  le
  proprie  attività, potrebbero offrire qualche posto di  lavoro  in
  più.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  quando
  mi  sono  iscritto  a  parlare, non  c'era  ancora  stato  il  suo
  intervento;  poi,  lei  ha chiarito che  ci  sarà  un  metodo  che
  condivideremo affinché il testo sia di facile lettura per  chi  lo
  deve applicare.
   Detto  questo,  desidero  soffermarmi  su  tutta  una  serie   di
  interventi che forse - mi permetto dire - non aiutano il dibattito
  parlamentare. Mi riferisco all'intervento del giovane amico  Mineo
  e  di  qualche  altro deputato che ha ritenuto  di  dire  che  non
  bisogna  perdere  tempo,  che bisogna andare  avanti  velocemente,
  perché  magari  qualcuno  potrebbe ritenere  che  si  voglia  fare
  ostruzionismo.
   Ricordo  all'Aula  che presentare disegni di legge  è  una  delle
  attività dei parlamentari e ricordo, altresì, alla Presidenza e  a
  tutti i colleghi che il disegno di legge numero 386, il cosiddetto
  disegno  di  legge  sul   piano casa', è stato  esitato  dalla  IV
  Commissione  legislativa  il  14 aprile  del  2009.  Quello  sullo
  smaltimento  dei rifiuti, ad esempio, un problema che  oggi  torna
  drammaticamente  all'attenzione, era stato  esitato  nel  febbraio
  2009.
   Tornando al disegno di legge numero 386, dicevo, è stato  esitato
  il  14  aprile del 2009; poi vi è stata una serie di  annunci  dei
  diversi  governi (visto non si può parlare di un solo  governo)  e
  siamo   arrivati  ad  oggi.  Non  credo  che  il  Parlamento,   in
  particolare, abbia perso tempo, anzi siamo stati i primi in Italia
  a  tradurre in un progetto di legge le indicazioni scaturite dalla
  Conferenza  Stato-Regioni. Quindi - e mi  rivolgo  ad  alcuni  dei
  colleghi  che  sono prima intervenuti - inviterei i  deputati  che
  fanno parte della IV Commissione a partecipare alle riunioni della
  stessa.  Se  non partecipano, almeno si informino  su  quello  che
  succede;  infatti, al Parlamento regionale non si può rimproverare
  nulla e neanche alla Presidenza, perché la Presidenza ha agevolato
  il  percorso  del provvedimento, poi il Governo, sia sulla  stampa
  che con le azioni che ha svolto, non ha permesso che il disegno di
  legge 386 approdasse in Aula.
   Rispetto  a  questo assunto, dobbiamo riprendere - e  per  questo
  intervengo - quelli che sono i principi fondamentali non  soltanto
  di  quel  disegno  di legge, ma dell'accordo che Stato  e  Regioni
  hanno  stipulato circa un anno fa e l'emendamento 1.2  si  rifà  a
  quelle  ragioni. In sostanza, assessore Gentile, dobbiamo decidere
  se questo testo sul piano casa deve essere, come tutti dicono, una
  misura  urgente per dare un forte sostegno all'economia attraverso
  una  normativa  che  deroga ai principi  urbanistici  oppure  deve
  essere una legge ordinaria.
   Se  l'articolo  1  rimane  nella  sua  attuale  formulazione,  si
  tratterà di una legge ordinaria e non c'è assolutamente bisogno di
  tutto  quello  di  cui  stiamo parlando,  in  quanto  oggi  stesso
  qualsiasi  tecnico  può presentare un progetto all'ente  locale  e
  quel  progetto  seguirà il suo iter normale. Se, invece,  vogliamo
  che  questa  legge sul piano casa sia un provvedimento  a  tempo',
  dobbiamo   stabilire   un  termine,  il   termine   che   deciderà
  quest'Assemblea  (io, nell'emendamento, ho indicato il 31 dicembre
  2011),  ma  soprattutto dobbiamo  prevedere deroghe a  quelli  che
  sono   i  principi  generali;  diversamente  non  ha  alcun  senso
  continuare  a  parlare, fare presto, il prima  possibile,  ma  per
  applicare cosa? Ciò che ordinariamente è già applicabile?
   Già  dall'articolo 1, quindi, si comprende la  filosofia  che  ha
  ispirato  il  Governo;  per questo motivo, chiedo  al  Governo  di
  esprimere  parere  favorevole all'emendamento 1.2,  che  è  a  mia
  firma, ma che era stato presentato dai commissari in occasione del
  dibattito sul disegno di legge.

   BARBAGALLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato tra
  coloro  che  hanno  criticato  l'impianto  complessivo  di  questo
  disegno  di  legge,  tuttavia, la proposta di mediazione  avanzata
  dalla    Presidenza   mi   convince.   L'articolo   1,   integrato
  dall'emendamento  firmato  dal  collega  Mancuso,  presentato   in
  Commissione anche dal mio amico Faraone, contiene alcune  finalità
  che  dobbiamo cercare di perseguire a qualsiasi costo.  Una  legge
  che non risponde agli obiettivi del risanamento e della sicurezza,
  infatti,  è  una legge che non tiene conto di tutto quello  che  è
  accaduto in Sicilia nell'ultimo mese.
   Allora,  dobbiamo approfittare del fatto che nei prossimi  giorni
  ci  saranno ulteriori incontri per migliorare la qualità del testo
  legislativo, perché non dobbiamo approvare una legge qualsiasi, ma
  dobbiamo  approvare  una buona legge. Da questo  punto  di  vista,
  credo  siano maturati in quest'Aula una consapevolezza e un  senso
  delle istituzioni che sono da apprezzare.
   Approvando  l'articolo  1,  così come integrato  dall'emendamento
  1.2,  credo  si  possa benissimo rinviare i lavori  alla  prossima
  settimana, per dare modo al Governo e agli altri interlocutori  di
  definire un testo migliore di quello attuale.

   FARAONE.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia  ormai
  non  brevissima esperienza istituzionale, avendo sempre  avuto  un
  ruolo  di  opposizione, ho guardato ai provvedimenti  cercando  di
  individuarvi gli aspetti positivi e di valorizzarli. Ci sono stati
  dei  momenti in cui il mio atteggiamento, nonostante fosse  questo
  il  mio  spirito, era ostruzionistico, perché non condividevo  nei
  contenuti  le  proposte  che  chi  amministrava  o  chi  governava
  presentava.
   Vorrei  chiamare  per  nome  quello che  sta  accadendo  oggi  in
  quest'Aula: alcuni parlamentari di alcuni Gruppi politici  stanno,
  di  fatto,  facendo ostruzionismo a questo disegno di legge  e  lo
  fanno  utilizzando frasi quali  nell'interesse della Sicilia ... ,
   il testo deve essere sistemato ... .
   Non  volendo  fare  il  gioco  di  chi  fa  ostruzionismo,  avrei
  preferito  non  intervenire; tuttavia,  poiché  siamo  in  diretta
  televisiva  ed  inoltre  quello  che  diciamo  rimane  agli  atti,
  rivolgendomi all'onorevole Ardizzone, voglio dirgli che o  lui  ha
  parlato di una cosa che non conosce o, se la conosce, da avvocato,
  è  grave che la dica. L'onorevole Ardizzone - e mi rivolgo anche a
  lei,  Assessore -, facendo riferimento a Pizzo Sella, ha sostenuto
  che,  addirittura,  ci  sarebbe un subemendamento  presentato  dal
  Governo  che  sanerebbe la questione Pizzo  Sella  e  precisamente
  quello riguardante la delocalizzazione.
   Vorrei informare il collega Ardizzone che l'onorevole Cordaro, il
  quale  fa  parte del suo stesso gruppo parlamentare, ha presentato
  proposte di variante urbanistica al piano regolatore generale  del
  comune   di   Palermo  che  prevedevano  la  sanatoria,   rendendo
  quell'area conforme allo strumento urbanistico. In più l'onorevole
  Ardizzone  non  sa che quegli immobili non sono più  di  proprietà
  degli   abitanti   di  Pizzo  Sella,  quindi  quel  subemendamento
  presentato  dal  Governo,  che prevede  la  delocalizzazione,  non
  riguarderebbe comunque Pizzo Sella, perché la proprietà di  quegli
  immobili  è  del  comune  di Palermo. E  ciò  per  sentenza  della
  Cassazione,  signor  Presidente,  non  perché  lo  dica   io;   la
  Cassazione  ha  sancito che quegli immobili sono di proprietà  del
  comune  di Palermo e il comune di Palermo, amministrato in  questo
  momento dal sindaco Cammarata, non si fa neanche pagare il  canone
  dai cittadini che abitano lì abusivamente
   Onorevole Ardizzone, lei è un avvocato e dovrebbe sapere  che  se
  la  proprietà  è del comune quei cittadini non possono  utilizzare
  l'articolo sulla delocalizzazione. Lei è una persona intelligente,
  quindi mente sapendo di mentire, e questo è ostruzionismo
   Considerato  che  su  Pizzo  Sella il  sottoscritto  e  le  forze
  democratiche  e  progressiste della città di Palermo  hanno  fatto
  battaglie   per  sanare  l'obbrobrio  che  negli  anni   è   stato
  realizzato,  sentire l'onorevole Ardizzone dire che al  comune  di
  Palermo  io sostengo la giunta che aveva predisposto una  variante
  urbanistica di sanatoria delle ville di Pizzo Sella e che noi  con
  questo  provvedimento  saniamo Pizzo Sella,  credo  sia  veramente
  troppo
   Pertanto,  signor  Presidente, se  lei  pensasse  di  accantonare
  alcuni  articoli, non l'1 e il 6, perchè è terrorizzato dal  fatto
  che   possano  nascondersi  in  essi  provvedimenti   che   sanano
  situazioni  insanabili,  le assicuro che  possiamo  andare  avanti
  tranquillamente,  perché abbiamo la coscienza a posto  sul  lavoro
  che  abbiamo  svolto, sugli emendamenti e sui  subemendamenti  che
  abbiamo presentato.
   Se,  a prescindere da questa preoccupazione, ritenesse necessario
  procedere ad un approfondimento, per noi va bene; tuttavia ciò che
  deve  terrorizzare  non è il testo esitato dalla  Commissione,  ma
  alcuni subemendamenti ad esso presentati.
   Per  quanto ci riguarda - lo ribadisco - possiamo andare  avanti.
  Se  c'è  necessità di approfondire, di coordinare meglio il testo,
  va  bene,  ma  - ripeto - noi non siamo assolutamente preoccupati,
  anzi,  siamo tranquillissimi, considerato che il disegno di  legge
  non  prevede interventi nei centri storici, tiene fuori  tutte  le
  aree  boschive, le aree adibite a parco, quelle ad inedificabilità
  assoluta.
   Detto  questo, invito i colleghi che si preoccupano del bene  dei
  siciliani ad esprimersi con chiarezza sul provvedimento al  nostro
  esame,  così  come  siamo  chiari noi,  quando  un  testo  non  ci
  convince.  È  successo in passato, l'abbiamo detto con  chiarezza:
   facciamo  ostruzionismo perché il provvedimento non ci convince ;
  non  condivamo' il nostro ostruzionismo con parole altisonanti.
   Se   non   volete  che  si  approvi  questo  disegno  di   legge,
  assumetevene  la responsabilità e alla luce del sole  operate  per
  non farlo approvare.

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, lei ha iniziato il suo  intervento
  facendo   riferimento  alla  sua  breve  esperienza   parlamentare
  cominciata in questa legislatura.
   Le  rispondo che la mia non lunghissima ma discreta esperienza in
  questo Parlamento mi induce a fare la riflessione che ho fatto non
  perché  abbia il terrore di chissà quale subemendamento, ma perché
  voglio portare a termine una buona legge.
   Ripeto:   poiché   ho  una  certa  esperienza   sulle   dinamiche
  parlamentari, il mio intervento era in chiave positiva; poi, se si
  vuole cogliere, bene, diversamente ... il Parlamento è sovrano.


   Presidenza del presidente Cascio


                          Per fatto personale

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  so  se  si
  tratti  di Pizzo Sella o meno, ma sono sempre più convinto,  anche
  dopo  l'intervento dell'onorevole Fagone, che ci sia qualcosa  che
  si nasconde dietro l'emendamento presentato dal Governo.
   Ho  chiesto  che l'assessore Gentile esplicitasse  meglio  questo
  argomento e ho portato
  l'esempio ...

                            (interruzioni)

   ARDIZZONE  ...  no,  perché  faceva parte  della  discussione  di
  carattere generale.
   Ho  portato  la mia esperienza di parlamentare regionale:  io  mi
  sono  ritrovato anni addietro come colui che voleva  sanare  Pizzo
  Sella  e  francamente, onorevole Faraone, della  sua  attività  di
  consigliere  comunale mi interessa fino ad un  certo  punto,  così
  come  di  ciò  che avviene nel contesto palermitano posso  saperne
  poco, però essere considerato (è accaduto così nel 2003), per  una
  trappola  che era stata fatta, come colui che voleva sanare  Pizzo
  Sella,   francamente  non  mi  sta  bene  e  non  voglio  ripetere
  l'esperienza.
   Richiamavo,  quindi, l'Aula ad una maggiore attenzione  su  tutta
  questa vicenda, consigliando di andare avanti con cautela.
   Francamente che la sua parte politica si sia risentita, onorevole
  Faraone, non mi turba affatto.
   Io  posso  dirle  che  non  mento  sapendo  di  mentire.  Il  mio
  intervento era in termini di collaborazione col Governo;  infatti,
  chiedevo al Governo, e a questo punto lo chiedo pure agli  uffici:
  cosa c'entra questa norma che riguarda l'inedificabilità assoluta,
  questa   norma   di   carattere  urbanistico,  questa   norma   di
  salvaguardia  del  territorio? È inutile che mi  si  dica  che  ne
  riparleremo  al  momento  in  cui  arriveremo  all'emendamento  in
  questione,   perché  quando  ci  arriveremo  ci  sarà  sicuramente
  qualcuno  che chiederà la verifica del numero legale, la votazione
  per  scrutinio  segreto,  ci  sarà  la  distrazione  generale,  il
  maxiemendamento e quant'altro.
   Tutti  abbiamo detto che dobbiamo varare una legge che appartenga
  all'intero Parlamento, una legge che non abbia padri e padrini,  e
  sottolineo  padrini  ed  è  per  questo  che  chiedo  soltanto  di
  conoscere  la filosofia generale di questo testo. Io, parlamentare
  di  Messina, non posso sapere quello che succede a Palermo. Se  si
  scrive  una norma fotografia che magari non riguarda Pizzo  Sella,
  ma  qualche altra nefandezza di questa Sicilia, è giusto che lo si
  dica, onorevole Faraone.


   Presidenza del presidente Cascio


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
                         459-386-209-394-404/A

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  svolgere due considerazioni.
   La  prima.  Non  posso  fare a meno di notare  che  tutti  stanno
  abusando del Regolamento e che lei, signor Presidente è,  come  al
  solito, generoso e democratico.
   Questa sera voglio farle i complimenti, perchè la discussione che
  si è svolta questa sera non ha riguardato l'articolo 1, ma è stata
  piuttosto  una ripetizione della discussione generale sul  disegno
  di  legge e il nostro Regolamento non prevede che ogni qual  volta
  si  affronti  un  articolo  si possa ritornare  sulla  discussione
  generale, ma prevede che si entri nel merito dell'articolo.
   Lei,  da  generoso e da democratico qual è, ha permesso  che  ciò
  avvenisse; purtroppo, dovrà permetterlo anche a me.
   La  seconda  considerazione riguarda i lavori odierni. Tatticismo
  tanto, merito poco, criminalizzazione di alcuni aspetti in maniera
  spettacolare.  Domani, sui giornali alcuni di noi  cercheranno  il
  rigo  che cita l'onorevole Tizio o l'onorevole Caio, tutti,  però,
  andiamo  dicendo,  in  mezzo  al  festival  delle  ipocrisie,  che
  vogliamo  approvare  una  buona legge, una  legge  che  si  ispiri
  all'accordo Stato-Regione.
   L'accordo   Stato-Regione  prevede,  in   maniera   assolutamente
  centrata,  ciò  che  è  previsto in questo  disegno  di  legge.  È
  condivisibile  che  altri interventi, a parte la delocalizzazione,
  che   mi   pare  una  cosa  serissima,  riguardanti,  ad  esempio,
  importanti  attività produttive, si facciano attraverso  specifici
  disegni  di  legge.  In proposito, anticipo  che,  per  quanto  mi
  riguarda, ci sto già lavorando insieme con altri colleghi.
   Voi  tutti  vi  vantate dell'accordo Stato-Regione. Ma  ricordate
  come  esordì il vostro capo, il divino, l'onnipotente, l'unto  del
  Signore quando annunciò il famoso piano casa? Io lo ricordo: disse
  che  il  piano casa doveva essere  tutto e il contrario di tutto'.
  Poi,  purtroppo, accadde un evento calamitoso gravissimo quale  fu
  il  terremoto  de  L'Aquila  e  si  scoprì,  attraverso  i  filoni
  d'indagine  legati  anche e non solo alla Casa dello  studente  di
  quella città, che sarebbe stato meglio essere un po' più prudenti.
   Successivamente, un certo presidente di Regione, che non cito per
  non essere considerato di parte - si prodigò per addivenire ad  un
  accordo tra lo Stato e le regioni. Sulle caratteristiche cogenti o
  meno  di  quell'accordo, lasciamo stare, ma  in  quell'accordo  si
  comincia  a  parlare  di   pacchetto  casa',  cioè  si  interviene
  sull'edilizia  residenziale per cercare  di  mettere  in  moto  un
  segmento  della  nostra economia che in quel momento,  assieme  ad
  altri  settori, a causa della crisi, stava vivendo una  situazione
  particolarmente difficile.
   Signor  Presidente,  lei  sicuramente  non  avrà  avuto  modo  di
  saperlo,  sa  quanti  emendamenti  ha  presentato  il  mio   amico
  onorevole  Mancuso,  presidente della IV  Commissione?  Sa  quanti
  emendamenti ha presentato il Presidente Mancuso, il quale ha detto
  che  lui  quel giorno mancava per problemi personali,  ma  avrebbe
  voluto  partecipare  a quella Commissione  e  anche  di  non  aver
  gradito  quel famoso - così fu definito dalla stampa  -  colpo  di
  mano? Ricorda, onorevole Mancuso?
   Lui, che giustamente vuole approvare una buona legge (come se gli
  altri,  invece, ambissero ad una cattiva legge) ha presentato  135
  emendamenti ed è il presidente della IV Commissione
   Io  penso che se non fosse il presidente della IV Commissione  ne
  avrebbe presentato 300 (ma lui vuole questa legge ); e che tipo di
  emendamenti   ha  presentato?  Emendamenti  molto   corposi,   che
  disciplinano lo scibile umano. Onorevole Mancuso, dire  di  volere
  un  provvedimento mirato e presentare tutti questi emendamenti che
  lo stravolgono è contraddittorio.
   Quindi, come dicevo all'inizio, molto tatticismo e poca sostanza.
   In  più,  signor  Presidente, l'onorevole  Ardizzone  ha  parlato
  dell'emendamento A95, che è l'ultimo degli emendamenti aggiuntivi,
  e  lo interpreta non come un'opportunità per delocalizzare da zone
  che,  invece,  sarebbe  possibile  destinare  ad  altro,  no,   lo
  criminalizza,    anziché   pensare    al    reale    intento    di
  quell'emendamento, cioè spostare quelle costruzioni nel luogo  più
  idoneo urbanisticamente
   Io  sono  d'accordo con lei, signor Presidente, e ho  chiesto  di
  intervenire per sostenere la sua proposta. Quello che lei ha detto
  è   giusto:  se  determinati  articoli  presentano  dei  problemi,
  iniziamo  da  quelli  che  possono essere approvati  speditamente,
  rispettiamo  tutti il Regolamento ed evitiamo di mettere  in  atto
  tatticismi e forme ostruzionistiche bislacche.
   Per  fare  opposizione bisogna essere abituati a  farla,  e  lei,
  presidente Mancuso, non lo è, quindi si contraddice.
   Concludendo,  colleghi,  se davvero vogliamo  condurre  in  porto
  questo  provvedimento legislativo, andiamo avanti con gli articoli
  che  non  presentano  problemi e tralasciamo  momentaneamente  gli
  articoli  cui  sono  presentati emendamenti che,  sostanzialmente,
  rischiano di farci combinare qualche pasticcio.
   Purtroppo,  sono convinto che sotto sotto c'è chi  ha  ancora  il
  dente  avvelenato, perché consapevole di avere sbagliato tutto  in
  questa legislatura. Se ne faccia una ragione.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito  con
  estrema   chiarezza  e  senza  perdere  tempo  che  noi   voteremo
  l'articolo  1, così come emendato dal presidente della Commissione
  e con le modifiche apportate dagli onorevoli Cracolici e Faraone.
   Desidero,  altresì,  rivolgermi al collega  Faraone,  che  fa  le
  reprimende  -  è ancora giovane anagraficamente ed è  giovane'  in
  Assemblea  - dicendogli che non è corretto  azzannare' i colleghi.
  Ciascuno  di noi ha il diritto di esprimere le proprie convinzioni
  e   non  può  essere  attaccato  per  ciò  che  dice  nella  piena
  legittimità,  così  come  hanno  fatto  l'onorevole  Ardizzone   o
  l'onorevole   Cordaro.  Quest'ultimo,  in   particolare,   non   è
  certamente responsabile di alcuna variante al piano regolatore  di
  Palermo; se l'avesse fatta, penso che avrebbe fatto una cosa seria
  ed  onesta  anche per gli abitanti di Pizzo Sella,  i  quali  sono
  stati  ingannati dall'amministrazione comunale di Palermo, che  ha
  rilasciato singole licenze edilizie illegittime dove, invece,  era
  necessario procedere ad una lottizzazione, che certamente non deve
  essere  pagata dai cittadini che lì hanno costruito, ma dal Comune
  che ha rilasciato quelle licenze.
   Ripeto:  noi  siamo  pronti  a  votare  l'articolo  1  così  come
  emendato. Noi vogliamo questa legge più di quanto non lo voglia il
  PD,  dal  quale, come si è visto, sono venute fuori  alcune  forti
  contraddizioni interne.
   Plaudiamo al Presidente dell'Assemblea, il quale questa  sera  ha
  pensato  di togliere alcune castagne dal fuoco al fine di iniziare
  in Aula l'iter di questo provvedimento legislativo.
   Noi  desideriamo andare avanti, perché riteniamo che i  cittadini
  abbiano necessità di avere questa legge, anzi, riteniamo sia stato
  un errore da parte del Governo non aver presentato prima un testo;
  siamo, infatti, la regione cenerentola d'Italia nel varo di questa
  legge.
   Ripeto: da parte nostra c'è la volontà di andare avanti, anche se
  il   Governo  non  pare  sia  molto  interessato  alla  questione,
  considerata  l'assenza,  a  parte  quella  del  Presidente   della
  Regione,  al  quale possiamo riconoscere tutte le  giustificazioni
  possibili,  degli altri componenti del Governo, i quali  hanno  il
  dovere di stare qui, in Aula, e invece non ci sono.
   Queste  cose le dicevo anche quando era presidente della  Regione
  l'onorevole  Cuffaro, del mio partito; oggi,  più  che  mai  posso
  dirle  a  chi  ritiene che si possa gestire  il  proprio  ruolo  a
  distanza, stando negli assessorati, spesso privi di direttori,  di
  segretari particolari, di capi di gabinetto, i quali non sono  mai
  al proprio posto.
   È  grave  che  questa sera ci siano qui soltanto i  soliti  noti:
  l'assessore  Gentile, l'assessore Leanza e l'assessore  Bufardeci,
  mentre  gli  altri  fanno altro e non si  occupano  di  una  legge
  importante  come quella che stiamo esaminando. Altro  che  pensare
  all'ostruzionismo    di   chi   sta   all'opposizione,    pensiamo
  all'ostruzionismo di chi sta al Governo e che non sta  in  Aula  a
  fare il proprio dovere fino in fondo
   Noi  siamo  per  farla questa legge, e presto, e siamo  pronti  a
  votarla  purché non sia stravolta in quei contenuti che sono  alla
  base  dell'accordo  Stato-Regioni. Dunque,  andiamo  avanti  senza
  stravolgimenti assurdi e inconcepibili; sono lieto che l'onorevole
  Maira  abbia ritirato l'emendamento 1.4, che non era in linea  con
  le cose che vogliamo portare a compimento.
   Basta  scherzare con gli interessi della Sicilia e dei siciliani
  Basta perché la Sicilia non ne può più di avere un Governo che non
  governa,  di un Parlamento che si disinteressa dei problemi  della
  gente e di parlamentari che si accusano a vicenda.
   Signor Presidente, lei ha indicato una strada, portiamola avanti.
  Votiamo l'articolo 1, passiamo all'articolo 4, dopodiché si faccia
  una  riunione tra Governo, Commissione e opposizione -  non  basta
  che vi siate accordati in tre, e ve ne accorgete - perché è giusto
  che  l'intera Assemblea sappia quello che effettivamente  si  vuol
  fare.
   Ecco - e concludo - perché dico al Governo che è necessario avere
  un   po'  di  attenzione  in  più  nei  confronti  dell'Assemblea;
  l'Assemblea saprà rispondere, saprà isolare chi finge di volere la
  legge  e poi briga per non farla approvare. Noi dell'UDC la  legge
  la vogliamo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  nelle scorse settimane abbiamo assistito al balletto mediatico del
  Presidente Lombardo con la sua surrettizia maggioranza.
   Il   presidente  Lombardo  un  giorno  ha  detto  sì   al   piano
  commerciale,  un  giorno ha detto no, un giorno  ha  detto  sì  ai
  capannoni, un altro ancora ha fatto retromarcia.
   Devo  dire,  però, che, obiettivamente, su questa  vicenda  nulla
  posso  rimproverare  al governatore della Sicilia,  perché  non  è
  certamente da qui che nasce il problema.
   Il  problema  non nasce da chi in Aula, come l'UDC, ha  detto,  e
  vuole continuare a dire, la verità, (si tratta del recepimento  di
  una  legge  nazionale  e si chiama  piano casa'),  nasce  da  chi,
  invece,  vuole  continuare a dire e a fare  falsità,  da  chi,  ad
  esempio, ha perso le elezioni ed oggi governa, da chi non è  nella
  maggioranza,  ma  esprime  opinioni, da chi  è  all'opposizione  e
  partecipa ai vertici con il presidente Lombardo.
   Queste  sono le falsità della politica siciliana, alle quali  noi
  ci  opponiamo perché siamo persone serie e veniamo in questa  Aula
  per dire soltanto la verità
   Allora,  signor Presidente, assessore Gentile e colleghi:  questo
  provvedimento legislativo non si chiama piano commerciale, non  si
  chiama  piano  imprenditoriale, si chiama piano  casa  e  noi  non
  permetteremo, come parlamentari dell'UDC, che con questo testo  si
  facciano  affari' personali o di partito.
   Questo deve restare agli atti  Se qualcuno ha idee contrarie,  si
  dovrà  confrontare  con  la politica che  sino  ad  oggi  è  stata
  espressa  -  e credo lo sarà per lungo tempo - anche in quest'Aula
  dall'UDC.
   A proposito di falsità, desidero rivolgermi al collega Faraone.
   Non ho chiesto la parola  per fatto personale' perché mi parevano
  risibili le accuse rivoltemi nel corso del suo intervento.
   Conosco  l'onorevole Faraone ormai da quasi dieci anni e so  bene
  che  lui  di  falsità se ne intende. Falso è,  infatti,  ed  anche
  banale  ciò che ha detto a proposito della presentazione da  parte
  mia di una variante urbanistica al piano regolatore del comune  di
  Palermo,  in  quanto,  avendo avuto la ventura  di  essere  eletto
  presidente  del Consiglio comunale di Palermo il primo giorno  del
  mio  insediamento qui, in Assemblea, da semplice  consigliere  non
  avrei  mai potuto firmare - come non ho firmato - alcuna  variante
  urbanistica.
   Dunque,  lei  è  un bugiardo, sa di esserlo, ma è giusto  che  io
  glielo rammenti.
   Detto  questo, ribadisco che noi dell'UDC - come hanno  sostenuto
  apertamente il capogruppo, onorevole Maira, e l'onorevole  Cintola
  -  siamo  per  approvare il  piano casa', siamo per far  ripartire
  l'economia  siciliana,  dando  la  possibilità  di  un'occupazione
  lecita e legittima.
   Noi,  come  gli  altri partiti, siamo per le riforme,  siamo  per
  riforme  corrette.  Approviamo, quindi, la  parte  riguardante  il
   piano casa' e accantoniamo le norme di carattere urbanistico, che
  potranno   essere  inserite  in  un  testo  ad  hoc  da  esaminare
  successivamente, perchè c'è qualcuno che a parole  dice  di  voler
  fare la legge, ma, in realtà, non la vuole affatto.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ancora  una
  volta oggi siamo impegnati in una discussione che offre l'immagine
  di un Parlamento che si avvita su se stesso.
   Per  la  verità,  ancora  una volta non  comprendo  le  prese  di
  posizione  di alcuni gruppi parlamentari e di alcuni  colleghi  di
  questo   Parlamento,  allorché  -  e  debbo   dire   anche   molto
  strumentalmente   -  sul  piano  della  comunicazione   utilizzano
  sapientemente una terminologia facile da recepire, che  sintetizza
  alcuni  concetti  certamente  cari  all'opinione  pubblica,   che,
  tuttavia, non dà l'esatto senso delle cose.
   E'  vero  che  nell'accordo Stato-Regioni si parla di  un   piano
  casa',  un  piano  finalizzato a dare  la  possibilità  ai  nuclei
  familiari  di  ampliare la propria abitazione;  è  vero  che  quel
   piano casa  ha come elemento preponderante questa possibilità, ma
  è altrettanto vero che questa sia esclusiva.
   Se  non  diciamo anche questo, mistifichiamo la realtà.  Infatti,
  quell'accordo   prevede  la  possibilità,  per  le   regioni,   di
  orientarsi  anche  per  l'ampliamento delle  attività  produttive,
  lasciando  alle  singole regioni la possibilità di  legiferare  su
  questa materia. Tanto è vero ciò che dico che le regioni che hanno
  già  legiferato in proposito lo hanno fatto in questo senso. Anche
  le   regioni   rosse',  cari  colleghi  del  PD,  hanno  dato   la
  possibilità agli imprenditori di estendere, nel rispetto di alcuni
  limiti  e  a  determinate  condizioni,  la  superficie  dei   loro
  stabilimenti.   Questo  significa  dare  un  aiuto  concreto   non
  soltanto alle imprese, non soltanto all'economia, all'occupazione,
  ma  anche,  cari  amici  dell'UDC,  alle  famiglie.  Le  famiglie,
  infatti, non hanno soltanto bisogno della casa in cui abitare,  ma
  hanno  anche  bisogno del lavoro per potere  andare  avanti  e  le
  famiglie  sono  anche  quelle degli imprenditori  e  non  soltanto
  quelle astrattamente considerate.
   Comprendo  che ci possano essere anche motivi di ordine  politico
  che inducono a sostenere con ostinazione determinate posizioni, ma
  qui,  più  volte, si è fatto appello al buon senso, ed è  il  buon
  senso che deve prevalere.
   E'  vero che c'è stato un iter che è stato seguito, ma è pur vero
  che  oggi la situazione rispetto ad un anno fa è cambiata e quindi
  è necessario ed opportuno introdurre degli aggiustamenti.
   Ripeto: quello che deve prevalere è il buon senso. E buon senso è
  stato  espresso  proprio  da lei, signor Presidente,  allorché  ha
  proposto di andare avanti.
   Detto questo, aggiungo che per quanto mi riguarda - e con ciò non
  voglio  né  delegittimare il mio Capogruppo, cui  rinnovo  la  mia
  fiducia,  né  negare  l'appoggio  al  Governo,  che  sostengo  con
  convinzione  facendo parte di questa maggioranza - non  potrò  non
  fare riferimento anzitutto alla mia coscienza, allorché ci sarà da
  votare  i singoli emendamenti, senza che con questo venga meno  la
  mia appartenenza politica.
   L'errore  che  si  sta  commettendo in  quest'Aula  è  quello  di
  politicizzare  troppo questo provvedimento sul  piano  casa ,  che
  non  ha  assolutamente  nulla  a che  vedere  con  un'impostazione
  politica  di maggioranza, ma che deve essere una legge tendente  a
  ridare fiato alle famiglie, alle imprese, all'economia, una  legge
  che faccia ripartire la crescita economica della Sicilia.

   LIMOLI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI. Signor Presidente, onorevole Cracolici, mi rivolgo a  lei
  perché  è  scattato  l'amore, perché ci  vogliamo  bene   Ormai  è
  diventato il capo assoluto di questo Palazzo  Io la mattina quando
  lo  vedo passeggiare mi inorgoglisco perché so che sono stimato da
  lei   Ha  tanti  deputati  che  gli  vanno  dietro,  gli  chiedono
  consigli, e lui pontifica come i  grandi .
   Complimenti, onorevole Cracolici, perché quello che ha fatto  lei
  non era mai riuscito a nessuno, perché lei ha perduto sempre, però
  si   trova  nei  banchi  dei   vittoriosi .  Devo  fare  un  corso
  accelerato con lei, onorevole Cracolici

   CRACOLICI. Non è vero che ho perduto sempre

   LIMOLI. Da quando la conosco io, non ha mai vinto

   CRACOLICI. Ci conosciamo da due anni

   LIMOLI. E da due anni perde sempre
   Signor   Presidente  dell'Assemblea,  dandole  atto   della   sua
  sensibilità   per  aver  rinviato  l'esame  del  testo   oggi   in
  discussione, al fine di appianare i problemi che sono sorti,  devo
  dirle,  però,  che ogni qualvolta che lei ne ha rinviato  l'esame,
  l'indomani  mi  sono  ritrovato  davanti  a  nuovi  emendamenti  e
  subemendamenti.  Poiché  appartengo  a  quella  fascia  di  popolo
  siciliano non eccessivamente acculturato - le ricordo che vengo da
  Ramacca,  un  paese  lontano - sono stato costretto  ad  invitare,
  anche  a pranzo, architetti, ingegneri, geometri, onorevole Adamo,
  per farmi spiegare il significato di quegli emendamenti.
   Ieri   ho  letto  sulla  stampa,  onorevole  Mineo,  dell'accordo
  raggiunto, non si sa se alle ore 18, alle ore 20 o alle ore 22,  e
  mi   ero   rasserenato,  assessore  Leanza,   assessore   Gentile.
  Stamattina  leggo che l'accordo non c'è più, perché  poi  ci  sono
  stati altri interventi, altre riunioni.
   Signor  Presidente, ogni volta che ho chiamato  dei  tecnici  per
  chiarirmi le idee, invitandoli anche a pranzo, ho pagato tutto  di
  tasca  mia. Con questo nuovo fascicolo di emendamenti,  quanto  mi
  dovrà costare questa legge sul  piano casa'?
   Ci  sono  interventi  che mi hanno colpito  molto;  per  esempio,
  quello  dell'onorevole  Mineo e quello dell'onorevole  Mancuso,  e
  lei,   signor  Presidente,  dall'alto  della  sua  saggezza,  deve
  ascoltare  la  voce  del popolo, di coloro che  contano  meno  qui
  dentro, ma hanno i numeri fuori da quest'Aula.
   Signor Presidente, ha proposto di votare l'articolo 1, di passare
  all'esame  dell'articolo  4 per poi tornare  all'articolo  2.  Ma,
  secondo  lei, quando io tornerò nel mio paese, nella mia provincia
  e  a  Catania,  famosa  perché  ha  dato  i  natali  a  un  grande
  personaggio, dopo centinaia e centinaia di chilometri, come farò a
  spiegare  che  su una legge così importante ci siamo  limitati  ad
  approvare  l'articolo  1, per poi passare  all'articolo  8  e  poi
  tornare all'articolo 2? Gira la testa
   Signor Presidente, mi metta nelle condizioni di capire quello che
  stiamo facendo. Credo che anche lei sia in difficoltà, non  sa  se
  sia meglio andare avanti o tornare indietro, anche se apprezzo  la
  sua tenacia nel cercare di condurre in porto questa legge.
   Mi  auguro  che  ci riusciremo, ma, nel frattempo,  la  prego  di
  conteggiare  tutti i pranzi che ho offerto a quei tecnici,  perché
  penso che, prima o poi, le porterò tutte le ricevute di pagamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Limoli.
   Per quanto riguarda i suoi pranzi si rivolga al suo capogruppo  e
  veda se riuscirà ad ottenere qualcosa
   Si passa all'esame dell'emendamento 1.3 del Governo.
   Inviterei  il Governo a ritirarlo, in quanto non serve in  questa
  fase  modificare  il titolo dell'articolo 1. È un emendamento  che
  potrà  essere  presentato successivamente, ai sensi  dell'articolo
  117 del Regolamento interno.

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.2 (II parte) della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Il Governo è
  contrario, perché la data del 31 dicembre 2011 è in contrasto  con
  quanto previsto all'articolo 6.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, se  questo  emendamento  potesse
  essere coordinato con l'articolo 6, comma 4, che invece fa partire
  i  termini dal momento in cui l'utente sostanzialmente fa  istanza
  per  accedere al beneficio, ed ha 120 giorni di tempo,  credo  che
  potrebbe essere apprezzato favorevolmente dal Governo.

   GENTILE,  assessore  per  le infrastrutture  e  mobilità.  Signor
  Presidente,  sarebbe  opportuno che si riferisse  all'articolo  6,
  commi 4 e 2.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per
  dare la possibilità alla Commissione di scrivere un subemendamento
  formulato sulla base dei suggerimenti espressi dal Governo.
   La seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore
                                19.08)

   La seduta è ripresa.

   Comunico   che   è   stato   presentato  dalla   Commissione   il
  subemendamento  1.2.1:  «All'emendamento  1.2  cassare  le  parole
   operanti fino al 31 dicembre 2011'».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.2, così come emendamento.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con   l'approvazione  di  questo  emendamento  l'articolo   1   è
  interamente  riscritto; di conseguenza tutti gli altri emendamenti
  sono preclusi.
   Gli articoli 2 e 3, come anzidetto, sono accantonati.
   Si passa, pertanto, all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Oneri concessori

   1. Per gli interventi di cui all'articolo 2, gli oneri concessori
  sono commisurati al solo ampliamento ridotto del 20 per cento.  La
  riduzione è pari al 30 per cento nell'ipotesi di edificio o  unità
  immobiliari  destinati  a  prima  abitazione  del  proprietario  o
  dell'avente titolo.

   2. Per gli interventi di cui all'articolo 3, gli oneri concessori
  sono determinati in ragione del 50 per cento.

   3.  I comuni costituiscono nel proprio bilancio apposito capitolo
  di  spesa con destinazione vincolata, ove far confluire gli  oneri
  di concessione incamerati in attuazione della presente legge.

   4. Le somme iscritte nel capitolo istituito ai sensi del comma  3
  sono  finalizzate esclusivamente alla riqualificazione,  messa  in
  sicurezza, risparmio idrico ed energetico del patrimonio  edilizio
  comunale  e  alla realizzazione di aree a verde pubblico.  Per  le
  predette finalità ogni anno i comuni, in sede di approvazione  dei
  bilanci di previsione, qualora risultino iscritte delle somme  nel
  capitolo  di  cui  al  comma 3, presentano e  realizzano  appositi
  progetti, distinti per le diverse categorie di interventi  di  cui
  al presente comma.».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione:

   emendamento 4.1 (I parte):
   Il comma 1 è abrogato.

   emendamento 4.2:
   «Sostituire il comma 1 con il seguente:
    1.  Per  gli  interventi  di  cui  all'articolo  2  comma  1   e
  dell'articolo  3,  il contributo di costruzione è  commisurato  al
  solo ampliamento ridotto del 20 per cento. La riduzione è pari  al
  60   per  cento  nell'ipotesi  di  edificio  o  unità  immobiliari
  destinati  a  prima  abitazione  del  proprietario  o  dell'avente
  titolo. Per gli interventi di cui all'articolo 2, commi 8 e 9,  la
  realizzazione delle opere è subordinata al versamento alla Regione
  di una somma pari al 20 per cento del valore dei locali oggetto di
  recupero  desumibile  dal  conseguente incremento  della  relativa
  rendita catastale che deve risultare da perizia giurata ».

   emendamento 4.3:
   I commi 2 e 3 sono abrogati.

   emendamento 4.1 (II parte):
   «Il comma 2 è così sostituito:
    2. Per gli interventi di cui all'articolo 3 gli oneri concessori
  sono  determinati in ragione del 50 per cento e sono ulteriormente
  ridotti  al  30 per cento in caso di edificio o unità  immobiliare
  destinata  a  prima  abitazione del  proprietario  o  titolare  di
  diritto  reale  di  godimento sull'immobile  ovvero  ascendente  o
  discendente   del  proprietario  in  linea  retta,   coniuge   non
  legalmente separato che lo adibiscono ad abitazione principale ».

   emendamento 4.4:
   «Il comma 3 è sostituito con il seguente:
    3.  Gli oneri concessori accertati ai sensi della presente legge
  costituiscono  entrate  a  destinazione vincolata  da  iscriversi,
  nella  corrispondente parte della spesa, nel  titolo  secondo  del
  bilancio di previsione degli enti locali ».

   emendamento 4.6:
   «Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
    Al  capitolo  di spesa previsto al comma 3 affluiscono  anche  i
  proventi  delle monetizzazioni delle aree e servizi da  cedere  da
  parte  dei  privati in attuazione di piani di lottizzazione  o  di
  planivolumetrici.  A tal fine, in tutte le zone omogenee  previste
  dai vigenti strumenti urbanistici, si procede, ordinariamente ed a
  semplice richiesta dei privati, alla monetizzazione delle  aree  a
  servizio  da  cedere, qualora la loro superficie non ecceda  i  mq
  200.  La  superficie monetizzata concorre in ogni caso al  computo
  della cubatura realizzabile ».

   - dagli onorevoli Campagna ed altri:

   emendamento 4.15:
   «Al  comma  1, secondo rigo, dopo la parola  ridotto   sostituire
   del  20  per  cento  con  30 per cento ; dopo  la  parola   pari
  sostituire  30 per cento  con  50 per cento ; ed inserire dopo  la
  parola   per cento  le seguenti parole  Per i soli casi  di  prima
  abitazione non sono dovuti gli oneri concessori ».

   - dagli onorevoli Romano e Musotto:

   emendamento 4.14:
   «Al comma 1 aggiungere:
    Per le famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è
  composto  da  più di 5 persone e per quelle che hanno  una  o  più
  persone  a  carico  con  disabilità riconosciuta  dagli  organismi
  preposti gli oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento
  ridotto del 50 per cento ».

   emendamento 4.20:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
    Per le famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è
  composto  da  più di 5 persone e per quelle che hanno  una  o  più
  persone  a  carico  con  disabilità riconosciuta  dagli  organismi
  preposti  gli  oneri  concessori  di  cui  all'articolo  3,   sono
  determinati in ragione del 20 per cento ».

   - dagli onorevoli Pogliese e altri:

   emendamento 4.18:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
    2  bis.  - La realizzazione di interventi di cui all'articolo  3
  relativi a edifici adibiti a prima abitazione di giovani coppie di
  età  non  superiore  ai  35 anni ed entro 5  anni  dalla  data  di
  matrimonio,  dà  diritto  ad un'ulteriore  riduzione  degli  oneri
  concessori del 50 per cento ».

   emendamento 4.19:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
    2  ter.  La  realizzazione di interventi di cui  all'articolo  3
  funzionali  alla  fruibilità di edifici adibiti ad  abitazione  di
  soggetti riconosciuti invalidi dalla Legge in misura non inferiore
  al  75  per cento dà diritto ad un'ulteriore riduzione degli oneri
  concessori del 100 per cento ».

   - dagli onorevoli Marrocco, Currenti ed altri:

   emendamento 4.21:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
    Per gli interventi di cui all'articolo 3, comma 4, eseguiti  con
  interventi di bioedilizia, gli oneri concessori non sono dovuti ».

   emendamento 4.22:
   «Al comma 4 dopo le parole  aree a verde pubblico  con  parcheggi
  ad eliminazione di superfetazioni ».

   - dall'onorevole Leontini:

   emendamento 4.7:
   «Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
    5.  Al  fine  di  consentire la prosecuzione delle  attività  di
  riqualificazione  del  patrimonio edilizio comunale  prevista  dal
  comma 4, anche oltre i termini di attuazione della presente legge,
  al  capitolo  di  spesa  previsto  al  comma  3  dell'articolo   4
  affluiscono  anche i proventi delle monetizzazioni  delle  aree  a
  servizi  da cedere da parte dei privati in attuazione di piani  di
  lottizzazione o di piani volumetrici. A tal fine, in tutte le zone
  omogenee   dei   vigenti   strumenti   urbanistici   si   procede,
  ordinariamente   ed  a  semplice  richiesta  dei   privati,   alla
  monetizzazione delle aree di servizio da cedere, qualora  la  loro
  superficie non ecceda i 200 mq. La superficie monetizzata concorre
  in ogni caso al computo della cubatura realizzabile ».

   - dall'onorevole Beninati:

   emendamento 4.8:
   (testo identico all'emendamento 4.7).

   - dagli onorevoli Gianni e Maira:

   emendamento 4.11:
   (testo identico all'emendamento 4.7).

   - dagli onorevoli Mancuso, Limoli, D'Asero e Corona:

   emendamento 4.9:
   Sopprimere l'articolo 4.

   - dagli onorevoli Ruggirello e Musotto:

   emendamento 4.19.1:
   «All'emendamento 4.19 aggiungere il seguente comma:
    2  quater.  Per  gli  interventi di cui agli  articoli  2  e  3,
  comprendenti  opere  finalizzate all'abbattimento  delle  barriere
  architettoniche in edifici o unità immobiliari destinati  a  prima
  abitazione  del  proprietario  o  dell'avente  titolo,  gli  oneri
  concessori sono ridotti del 75 per cento ».

   MANCUSO,  presidente  della Commissione. Chiedo  di  parlare  per
  illustrare l'emendamento 4.9.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, la questione affrontata con  l'articolo  4  è
  stata  oggetto  di  discussione in Commissione, anche  nell'ultima
  riunione, quella in cui è stato esitato il disegno di legge e alla
  presenza dell'Assessore.
   Il  tema  è  il  seguente. L'Assemblea, a  mio  avviso,  non  può
  intervenire,  in questo caso diminuendo gli oneri  concessori,  su
  questa  materia, in quanto la potestà regolamentare è  degli  enti
  locali.  Ciò,  se  non vado errato, è stato chiarito  da  numerose
  sentenza  della  Corte Costituzionale. Quindi, noi,  intervenendo,
  per utilizzare un termine calcistico, a gamba tesa su questioni di
  competenza  del  consiglio  comunale, rischiamo  di  inficiare  la
  legge.
   Per  questo  motivo,  ritengo che una  riflessione  tecnica  vada
  fatta,   così  come  è  stato  detto  in  Commissione.   Pertanto,
  rimettiamo la questione alla valutazione del Governo.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevole Mancuso, faccio presente che è
  stato presentato un subemendamento che recita  possono'.
   Seconda  osservazione. Lei, presidente Mancuso, sostiene che  non
  possiamo  intervenire abbattendo gli oneri concessori  sul  premio
  volumetrico rispetto alla prima abitazione e per come è  formulato
  sostanzialmente l'articolo.
   Noi  non  possiamo intervenire - e questo è discutibile, anche  a
  fronte  delle  sentenze della Corte Costituzionale -  sugli  oneri
  concessori   normali',  quelli  cioè  non  legati  ad  un  premio,
  onorevole  Mancuso.  A  parte il fatto  che  scriviamo   possono',
  ripeto,  noi  non  possiamo  intervenire  sugli  oneri  concessori
   normali',  fuori, cioè, dalla logica del premio  volumetrico  che
  qui  stiamo  inserendo,  trattandosi di un  provvedimento  che  ha
  caratteristiche   speciali'. Quindi  la  sua  preoccupazione,  per
  quanto   concerne  l'approfondimento  di  atti  legati  a   questo
  articolo, è infondata.
   Ciononostante,  aggiungendo  il  termine   possono'  mettiamo  al
  riparo  ulteriormente  la norma per quanto concerne  la  questione
  della potestà regolamentare degli enti locali.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 4.9, dell'onorevole
  Mancuso. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  4.12,  degli  onorevoli  Faraone   e
  Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  4.13,  degli  onorevoli  Faraone   e
  Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.1 (I parte)  della  Commissione.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  4.2 della Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.15, degli onorevoli Campagna, Mancuso
  ed altri. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa agli emendamenti 4.14, degli onorevoli Romano e Musotto.
  Lo pongo in votazione.
  Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
  all'emendamento  testé approvato faccio presente  -  e  chiedo  al
  Governo  di  prestare maggiore attenzione - che bastava sostituire
  una percentuale con un'altra. Io vorrei che il Governo sapesse che
  abbiamo  approvato  qualcosa che, secondo me,  sarà  di  difficile
  applicazione.  Recita,  infatti,  l'emendamento  4.14:    Per   le
  famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è composto
  di  più di cinque persone e per quelle che hanno una o più persone
  a  carico  con  disabilità riconosciuta dagli organi preposti  gli
  oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento ridotto  del
  50% .
   Ormai  abbiamo approvato l'emendamento, ma credo che questa norma
  sarà difficilmente applicabile.

   PRESIDENTE.  Avendo  approvato l'emendamento 4.14,  l'emendamento
  4.20 è assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 4.17, degli onorevoli  Cracolici  e  De
  Benedictis.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.3. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.1 - II parte - della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  stiamo
  procedendo     troppo     rapidamente.     Questi     emendamenti,
  sostanzialmente, comportano agevolazioni per coloro si trovano  in
  una  situazione di fragilità, di povertà, ma anche di  disabilità,
  ed inoltre si riferiscono a chi ha la prima abitazione.
   Mi  permetterei  di chiedere al presentatore dell'emendamento  di
  spiegarlo, per consentire a quest'Aula di fare le sue valutazioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'emendamento si spiega da sé.
   Con il parere contrario del Governo, lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.22, degli onorevoli Pogliese ed altri.
  Lo pongo in votazione.
  Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.21, degli onorevoli Marrocco, Currenti
  ed altri.

   MARROCCO.  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.18, degli onorevoli Pogliese ed altri.
  Lo pongo in votazione.
  Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  Governo,  per una questione di logicità, avrebbe dovuto  esprimere
  parere favorevole su questo emendamento. Si tratta, infatti, di un
  emendamento  che  riguarda  le  giovani  coppie,  coloro  che   si
  apprestano ad una vita coniugale che comporta molti oneri. Ridurre
  questi oneri sarebbe un atto di buon senso.
   Pertanto,  invito  il Governo a rettificare il proprio  parere  e
  chiedo anche alla Commissione di esprimere parere favorevole.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   sono   dello   stesso    avviso
  dell'onorevole Falcone.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.18. Il parere  del
  Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.19, degli onorevoli Pogliese, Falcone
  ed altri.
   Ricordo   che   a  questo  emendamento  è  stato  presentato   il
  subemendamento  4.19.1,  a  firma  degli  onorevoli  Ruggirello  e
  Musotto.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  temo  che  i  due  emendamenti   trattino
  questioni diverse.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.22, è ripresa alle ore 19.25)

   La seduta è ripresa.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onde evitare che possa  ingenerarsi
  confusione  e per accelerare i nostri lavori, anche a  nome  degli
  altri firmatari, ritiro l'emendamento 4.19.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende  atto.   Conseguentemente,
  l'emendamento 4.19.1 decade.
   L'emendamento 4.20 è assorbito; si passa all'emendamento  4.4,  a
  firma dell'onorevole Mancuso.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Onorevole Cracolici, non è così, perché  l'emendamento
  4.20  riguarda  l'articolo 3, non l'articolo 2;  l'articolo  2  si
  riferisce agli ampliamenti, mentre l'articolo 3 alle demolizioni e
  ricostruzioni.
   Vorrei capire - e lo chiedo ai firmatari degli emendamenti 4.14 e
  4.20  -  quale  sia la logica della differenziazione  tra  le  due
  percentuali. Infatti, per gli ampliamenti, nell'emendamento  4.14,
  già  approvato, viene proposto lo sconto del 50 per cento,  mentre
  per  le   demolizioni e le ricostruzioni lo sconto è  del  20  per
  cento. Qual è la logica di questa differenziazione?
   A  me  sembra  una  follia,  non so  cosa  dire   A  mio  avviso,
  l'emendamento  4.20  non è assorbito. Si ponga  in  votazione:  si
  respinga o si approvi.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor Presidente, onorevole Beninati, i due emendamenti
  sono determinati in ragione dell'attenzione che questo Governo  ha
  inteso  porre  nei  confronti  delle  famiglie  numerose  e  delle
  famiglie con disabili a carico.
   Rassicuro  l'onorevole  Beninati: le percentuali  presenti  negli
  emendamenti, quel 20 e quel 50 per cento, sono le percentuali  che
  noi intendiamo far pagare.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  4.20  è  assorbito.  Si  passa   agli
  emendamenti 4.7, 4.8 e 4.11 aventi contenuto identico.
   Assente il firmatario, l'emendamento 4.7 decade.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  desidero  far
  rilevare  che  gli  emendamenti  in questione  riguardano  aspetti
  urbanistici e quindi sarebbe il caso che venissero ritirarti.

   MAIRA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.11.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BENINATI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.8.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.6, della Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                     Comunicazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  n.  286  Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della
  delibera  legislativa n. 337 recante  Disciplina  dell'agriturismo
  in  Sicilia' approvata nella seduta n. 141 dell'11 febbraio 2010 ,
  dell'onorevole Apprendi.  Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  Corte  costituzionale, nella sentenza n.  205  del  1996,  ha
  ribadito  il principio che la promulgazione parziale di una  legge
  da  parte  del  Presidente della Regione ha  come  conseguenza  la
  consumazione del potere di promulgazione dello stesso  Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   la  citata  giurisprudenza costituzionale ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea  regionale  siciliana, nella seduta  n.  141  dell'11
  febbraio  2010,  ha  approvato  la  delibera  legislativa  recante
  'Disciplina  dell'agriturismo in Sicilia'  (disegno  di  legge  n.
  337/A);

   CONSIDERATO  che  la citata delibera è stata  impugnata  in  modo
  parziale dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con
  ricorso  proposto  alla  Corte  costituzionale  e  notificato   al
  Presidente della Regione in data 19 febbraio ultimo scorso;

   RITENUTO  che  occorre  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  sia  promulgata,  sia pur parzialmente,  dal  Presidente
  della  Regione,  con  l'altra  che  discende  dall'opportunità  di
  consentire  che  la Corte costituzionale si pronunci  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
  legislativa  approvata nella seduta n. 141 dell'11 febbraio  2010,
  recante 'Disciplina dell'agriturismo in Sicilia' (disegno di legge
  n. 337/A)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
                         459-386-209-394-404/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, avevamo deciso - e lei  due  o  tre
  settimane fa ne aveva dato comunicazione - che intendeva convocare
  la  seduta per i pomeriggi di martedì, mercoledì e giovedì di ogni
  settimana  e  su  questa  base  noi,  dopo  un  lungo  periodo  di
   allegria', ci siamo organizzati la vita.
   L'Aula  potrebbe  valutare l'eventualità  di  non  tenere  seduta
  domani di fronte ad un fatto importante, di fronte, ad esempio, ad
  un congresso di partito, ad un evento straordinario.
   In  questi casi, nulla quaestio. Tuttavia, in presenza  di  fatti
  ordinari,  potremmo,  al limite, anticipare  la  seduta  a  domani
  mattina, anziché rinviarla al pomeriggio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  l'appello  che   ho   rivolto
  all'Aula  era determinato dalla perplessità che ci potesse  essere
  il tempo, da qui a domani, di riscrivere gli articoli 2, 3 e 6.
   Ovviamente,  questo lasso di tempo non sarà sufficiente,  quindi,
  potremo  continuare  l'esame degli articoli su  cui,  invece,  c'è
  l'accordo del Parlamento.
   La  seduta  è, pertanto, rinviata a domani, giovedì  25  febbraio
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni.

  II  -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
       N. 180 -  Provvedimenti della Regione siciliana a favore  dei
              lavoratori del Servizio '118'.

                              MARROCCO - ARICO'- CURRENTI - MARINESE

      III  -Discussione del disegno di legge:

       -«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
        riqualificazione del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-
        404/A) (Seguito)
            Relatore: on. Caronia

                   La seduta è tolta alle ore 19.36