Presidenza del presidente Cascio
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi i deputati
Bonomo, Bosco e Rinaldi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Pogliese è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 24 al 25 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche nella Regione (n. 521)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 22 febbraio 2010
- Istituzione dell'Ufficio del Garante della persona disabile
nella Regione (n. 526)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 23 febbraio 2010
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181
(n. 527)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 22 febbraio 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione degli Ecomusei della Sicilia (n. 511)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 23 febbraio 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana lo scorso 4 novembre 2009 ha
approvato la legge regionale n. 11 recante 'Crediti di imposta per
nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese',
pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione n. 53 del 20
novembre 2009;
considerato che, con tale articolata disciplina, il legislatore
regionale ha inteso dotare il sistema produttivo isolano,
particolarmente colpito dalla crisi economica globale data la sua
cronica fragilità strutturale, di uno strumento normativo, snello,
trasparente, celere ed efficace, in grado di favorire, in maniera
incisiva e più determinante di quanto avvenuto in passato, gli
investimenti nell'Isola, nonché forme diverse di aggregazione tra
imprese che possano generare una serie di efficienze e di
miglioramenti di prodotto e di processo; ciò in quanto le finalità
di sostegno agli insediamenti di nuove strutture produttive
possono, indubbiamente, essere meglio perseguiti mediante
strumenti, quali, per l'appunto, il credito di imposta, da
destinare agli investimenti ed alla crescita dimensionale delle
piccole e medie imprese;
considerato altresì che la legge, avendo avuto, peraltro, un
inedito iter di esame, in ottemperanza all'articolo 49, comma 10,
della legge regionale n. 10/1999, è stata, previamente, oggetto di
notifica alla Commissione europea, che ha dato il 'nulla osta'
alla sua concreta, immediata ed integrale applicazione, fin dal
momento dell'entrata in vigore, dichiarando compatibile con il
Trattato il regime di aiuti;
rilevato inoltre che il regime, per di più, scade il 31 dicembre
2013, dovendo la sua vigenza conformarsi alla durata della 'Carta
italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013',
alla durata degli 'Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato
nel settore agricolo e forestale 2007-2013' ed alla durata del
regolamento del Consiglio relativo al fondo europeo della pesca;
considerato tuttavia che, nonostante il venir in essere
contestuale di tutte le 'inedite' e positive circostanze più sopra
menzionate, che lasciavano ben sperare sulla rapida attuazione
della normativa, a tutt'oggi, non si ha notizia della emanazione
del decreto del dirigente generale del Dipartimento delle finanze
e del credito dell'Assessorato regionale dell'economia, decreto da
emanarsi, peraltro, entro il 31 gennaio di ogni anno,e necessario
per individuare, ai sensi delle finalità della legge, le risorse
da utilizzare sui relativi programmi, con le autorità di gestione
delle risorse FAS e del P.O. FESR 2007-2013;
rilevato che tali gravi dilazioni nell'attuazione della
disciplina si sono verificate nonostante, nello specifico
paragrafo dedicato al credito d'imposta (punto 6.2) del programma
attuativo regionale FAS 2007-2013, risulti che, a fronte di
un'incentivazione complessiva prevista pari a 600 milioni di euro
(120 milioni per ciascun anno), gli investimenti fissi lordi
aumentano complessivamente di oltre 3.200 milioni di euro, con un
incremento percentuale del PIL regionale nel periodo 2009-2013 di
oltre 3.700 milioni di euro rispetto alla situazione senza
agevolazioni, con uno scarto, in termini relativi, dell'1,1% a
fine periodo. Tale moltiplicatore ha un conseguente effetto di
trascinamento anche sulle dinamiche dell'occupazione, con 11.000
occupati in più a fine periodo, (+0,7 per cento, rispetto alla
situazione senza agevolazioni);
considerato pertanto che il grave ed incomprensibile ritardo ha
determinato, nei fatti, la paralisi applicativa della legge,
privando il tessuto imprenditoriale di un beneficio fiscale
particolarmente utile, atteso dalle imprese per agevolare gli
investimenti, assai incisivo ed importante per il tessuto sociale
complessivo nonché per la stessa pubblica amministrazione,
comportando procedure applicative non discrezionali ed
estremamente trasparenti, ridotti costi tecnico-consulenziali e,
soprattutto, tempi di accesso alle agevolazioni sensibilmente
minori rispetto a quelli necessari per fruire degli aiuti
afferenti a regimi agevolativi basati sulla valutazione ex ante
dei progetti;
per sapere:
quali e di che natura siano le ragioni che avrebbero condotto
alla grave stasi applicativa della normativa;
se sia possibile determinare con sufficiente 'approssimazione' i
tempi di adozione e perfezionamento degli atti prodromici alla
concreta entrata in vigore della legge n. 11 del 2009;
quali siano le iniziative immediate che intenda comunque porre in
essere, improrogabilmente, per assicurare il mondo produttivo ed
imprenditoriale siciliano circa la concreta operatività della
disciplina fiscale di vantaggio, introdotta dalla legge regionale
n. 9 del 2009, affinché le imprese possano realizzare, in maniera
celere e concreta, i propri progetti di investimento nell'Isola
anche in funzione dei tempi di messa in opera degli incentivi e
delle risorse pubbliche che si intendono impiegare per le finalità
agevolative.». (1038)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
PANEPINTO - GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
nel territorio del Comune di San Gregorio di Catania (CT), in
località Vigna, sono in fase avanzata i lavori per la costruzione
di un impianto di erogazione di carburante;
tale impianto sorgerà in prossimità dello svincolo di San
Gregorio, sull'autostrada A19 Catania-Messina;
nella stessa area, la Provincia regionale di Catania ha previsto
la realizzazione di una bretella stradale atta a consentire un più
veloce deflusso viario delle auto provenienti dall'autostrada A19
e dirette verso la tangenziale con destinazione finale i paesi
etnei;
tra l'altro, pare che la società proprietaria dell'impianto sia
in possesso della necessaria concessione, rilasciata nel 2007,
dall'allora Assessorato regionale Industria, purché il nuovo
impianto fosse rispondente a quanto disposto dalla l.r. n. 97 del
1982, che regolamenta in Sicilia i nuovi impianti di distribuzione
carburanti. L'area dove dovrebbe sorgere detto impianto, però, è a
pochi metri da una pericolosa curva, motivo di grave rischio per
l'incolumità degli automobilisti in transito nella zona. Ciò è in
netto contrasto con quanto stabilito dalla lettera c, dell'art. 6
della medesima legge n. 97 del 1982, che recita testualmente: 'La
nuova concessione (...) non può essere rilasciata qualora ricorra
una delle seguenti ipotesi (...) impianto posto in prossimità di
incroci, curve o dossi che costituisce pericolo per la
circolazione';
considerato che:
alle numerose richieste di non iniziare i lavori di realizzazione
dell'impianto a causa dell'esistenza del succitato progetto
viario, la società proprietaria dell'area di servizio si è sempre
appellata al diritto del silenzio assenso, sancito dalla l.r. n.
17 del 1994, in riferimento ad una propria richiesta di
autorizzazione dei lavori inviata al Comune di San Gregorio di
Catania;
lo stesso Comune di San Gregorio di Catania non ha mai rilasciato
alcuna licenza edilizia;
visto che il Comune citato, con propria ordinanza prot. 1020 del
19 gennaio 2010, ha intimato alla società proprietaria
dell'impianto di cessare immediatamente i lavori di costruzione
del succitato impianto in forza di varie inadempienze, da parte
della stessa società, con specifico riferimento alla mancanza del
DURC (documento unico di regolarità contributiva),
all'incompletezza della documentazione relativa all'organico
utilizzato per la costruzione dell'impianto, ai tempi previsti per
i lavori ed alle carenze documentali sulla tipologia dei rifiuti
particolari prodotti;
tenuto conto che il persistere della volontà, da parte della
società proprietaria dell'impianto, di portare avanti i lavori
dello stesso potrebbe essere motivo di lunghe e gravose
controversie legali nonché di enormi ritardi nella realizzazione
del raccordo stradale previsto dal progetto della Provincia
regionale di Catania;
per sapere se non ritengano opportuno ed urgente effettuare in
loco una verifica, ad opera degli ispettori dell'Assessorato
Attività produttive, al fine di controllare se i criteri di
realizzazione adottati dalla società proprietaria dell'impianto
siano rispettosi delle normative regionali, in atto esistenti, in
materia di impianti di erogazione di carburante e nello specifico
dell'art. 6 della l.r. n. 97 del 1982.». (1039)
POGLIESE
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che l'azienda ospedaliera universitaria 'Vittorio
Emanuele' di Catania è particolarmente carente di infermieri
professionali e di ausiliari sanitari specializzati;
considerato che:
attualmente operano nella predetta azienda ospedaliera, con
contratto a tempo determinato prorogato al 31 dicembre 2010,
cinque infermieri professionali e cinque ausiliari sanitari
specializzati;
siamo in presenza di oggettive esigenze di servizio;
ritenuto che:
nel rispetto della normativa di riferimento si potrebbe procedere
alla stabilizzazione del predetto personale in possesso dei
requisiti previsti dalla normativa vigente;
con decreto dell'Assessore per la sanità pro tempore del 28
giugno 2009 sono state stabilizzate analoghe figure professionali;
per sapere le ragioni per le quali non siano state avviate le
procedure di stabilizzazione per le predette figure professionali
nel rispetto dei criteri e delle modalità previste dalle direttive
assessoriali emanate al riguardo.». (1040)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che nei giorni 18, 19 e 20
febbraio u.s. si è svolta la famosa Borsa internazionale del
turismo a Milano, in cui la Regione siciliana ha partecipato in
maniera massiccia con una folta delegazione, costituita da
Assessori regionali, dirigenti, funzionari e numerosi componenti
di ufficio di gabinetto dei vari Assessorati;
considerato che alla fine della kermesse, lo stesso Presidente
della Regione, on. Raffaele Lombardo, ha manifestato grosse ed
evidenti perplessità sull'utilità e attualità di eventi come
questo che, se da un lato diventano sempre più dispendiosi,
dall'altro non sempre dimostrano particolari ricadute sotto un
profilo di vera promozione di immagine e di ritorno economico per
la nostra Isola;
preso atto che dai quotidiani regionali è emerso, tra l'altro,
che la manifestazione dei giorni scorsi ha determinato un onere
non indifferente per le casse regionali, in relazione all'acquisto
degli stand, all'allestimento degli stessi, alla pubblicità,
nonché all'organizzazione nel suo complesso, comprese le spese
relative alle missioni per l'intera comitiva al seguito dei vari
Assessori regionali;
per sapere:
a quanto ammonti la spesa complessiva per la partecipazione alla
BIT di Milano;
se corrisponda a verità la notizia che la spesa si aggirerebbe
intorno alla cifra di un milione di euro;
a che titolo e quale sia stato il numero dei partecipanti alla,
forse non più utile, manifestazione di promozione turistica
milanese e quali ricadute abbia avuto in termini di promozione e
diffusione dell'immagine siciliana, nonché di ritorno economico
per la nostra Sicilia;
se non ritengano di dovere, finalmente, procedere all'attivazione
di una 'cabina di regia' sotto la direzione esclusiva della
Presidenza della Regione, onde evitare sprechi e impegni
disorganici tra i vari Assessorati che, a vario titolo, promuovono
la nostra Terra. Si chiede, in particolare, se intendano fornire
per iscritto l'elenco dettagliato delle spese sostenute dalla
Regione siciliana.». (1041)
FALCONE
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 23 febbraio 2010, è stata
presentata la mozione numero 180 Provvedimenti della Regione
siciliana a favore dei lavoratori del servizio 118' , degli
onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Marinese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, ha introdotto la riforma
del sistema sanitario regionale, modificando profondamente la
precedente organizzazione ed intervenendo anche sul servizio di
emergenza urgenza '118' che, secondo il tenore della norma, è
previsto venga affidato ad un organismo di diritto pubblico;
la società costituita si chiama S.E.U.S. (Sicilia emergenza
urgenza sanitaria) ed è partecipata al 51% dalla Regione siciliana
e per il restante 49 per cento, in parti uguali, dalle 17 aziende
sanitarie siciliane. La S.E.U.S. gestirà il 118' e svolgerà fino
al 31 dicembre le funzioni finora appannaggio della S.I.S.E.,
società interamente partecipata dalla Croce Rossa Italiana;
TENUTO CONTO che, in data 29 dicembre 2009, l'Assessore per la
sanità pro tempore ed i rappresentanti della S.E.U.S. hanno
siglato un protocollo d'intesa che stabiliva regole e modalità per
il passaggio e il mantenimento del personale S.I.S.E. alla nuova
società di gestione;
PRESO ATTO che non si è ancora pervenuti ad un accordo per
attivare il processo di mobilità oggetto del protocollo su
indicato e che quindi permane una situazione di incertezza sul
futuro occupazionale dei 3.317 addetti del Servizio '118';
CONSIDERATO che la procedura è stata sospesa e rinviata al 4
marzo prossimo e che questa data risulta essere l'ultimo giorno
utile per il processo di mobilità ex artt. 4 e 24 della l. n. 223
del 1991 concernente interventi urgenti a sostegno
dell'occupazione, che consentirebbero alla S.E.U.S. di usufruire
degli sgravi previsti,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere opportune iniziative al fine di garantire in
tempi certi la mobilità dei lavoratori del Servizio '118'.
Immaginare, infatti, un ulteriore prolungamento della proroga a
favore della S.I.S.E. - per garantire il servizio pubblico di
emergenza urgenza - comporterebbe un 'vulnus' per i lavoratori e
per la Regione stessa.». (180)
MARROCCO - ARICÒ - CURRENTI - MARINESE
PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
sostegno dell'attività
edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-
209-394-404/A)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge: Norme per il sostegno
dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
edilizio (nn. 459-386-209-394-404/A).
Invito i componenti la IV Commissione legislativa a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Comunico che i seguenti emendamenti sono stati ritirati:
1.6, 1.7 (I parte), 2.94, 2.93, 2.73, 2.74, 2.105, 2.103, 2.100,
2.117, 2.120, 2.130, 2.77, 2.142, 3.68, 3.69, 3.78, 3.80, 3.96 (I,
II e III Parte), 3.89 (II e III Parte), 3.101, 3.102, 3.112, 4.12,
4.13, 4.17, 4.21, 4.23, 6.42, 6.41, 6.43, 6.46, 6.47, 7.8, 10.12,
11.5, 11.6, 11.12, 2.119, A. 57, A. 62, A. 59, A. 58, A. 61, A.
60, 12.34, 12.38, 12.31.
L'Assemblea ne prende atto.
Tutti gi altri emendamenti che non risultano inseriti nella
raccolta sono inammissibili.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Finalità
1. La Regione promuove misure per il sostegno del settore
edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della
qualità abitativa, per preservare, mantenere, ricostituire e
rivitalizzare il patrimonio edilizio, per diminuire il rischio
sismico e idrogeologico, per migliorare l'efficienza energetica,
nonché per favorire l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile
e delle tecniche costruttive della bioedilizia».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 1.3:
«Prima dell'articolo 1 inserire la parola TITOLO I Interventi
di riqualificazione ».
- dalla Commissione:
emendamento 1.2 (I parte):
«Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
Art. 1 - l. La Regione, in attuazione dell'intesa tra Stato,
Regioni ed enti locali del 10 aprile 2009 sull'atto concernente
misure per il rilancio dell'economia attraverso l'attività
edilizia, promuove misure straordinarie e urgenti operanti fino al
31 dicembre 2011, finalizzate a sostenere la messa in sicurezza
e/o riduzione del rischio sismico e idrogeologico nonché la
riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dal punto di
vista della qualità architettonica e dell'efficienza energetica
mediante l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e delle
tecniche costruttive della bioedilizia, coerentemente con le
caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e
ambientali ed urbanistici delle zone ove tali immobili sono
ubicati ».
emendamento 1.1:
«All'articolo 1, comma 1, dopo le parole La Regione promuove
misure , aggiungere le seguenti parole: straordinarie e urgenti
operanti fino al 31 dicembre 2011, finalizzate al rilancio
dell'attività economica e .»
- dagli onorevoli Faraone e Cracolici:
emendamento 1.7 (II parte):
«All'articolo 1 dopo le parole rivitalizzare il patrimonio
edilizio esistente aggiungere le parole anche dal punto di vista
della qualità architettonica e dopo le parole bioedilizia
aggiungere le parole coerentemente con le caratteristiche
storiche, architettoniche, paesaggistiche, ambientali ed
urbanistiche delle zone ove tali immobili sono ubicati ».
emendamento 1.8:
«Alla fine del comma 1 sostituire la parola bioedilizia con
edilizia sostenibile ».
- dagli onorevoli Ragusa e Maira:
emendamento 1.4:
«Al comma 1 dopo le parole della qualità abitativa aggiungere
le parole e delle attività produttive e ricettive ».
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:
emendamento 1.9:
«Al comma 1 dopo le parole per favorire l'utilizzo delle fonti
di energia aggiungere le parole e dei sistemi di risparmio
idrico ».
- dagli onorevoli Ruggirello e Musotto:
subemendamento 1.7.1:
«Dopo la parola ubicati' aggiungere le parole e per la
sostenibilità ambientale'».
- dagli onorevoli Mattarella, Picciolo e Laccoto:
subemendamento 1.2.1 all'emendamento 1.2 :
«Cassare le parole operanti fino al 31 dicembre 2011 ».
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
apprendiamo che sono stati presentati dei subemendamenti
all'emendamento del Governo. Ho dato una prima lettura a questi
subemendamenti mentre è ancora in corso la loro distribuzione.
Che questo disegno di legge trattasse materia particolarmente
complessa era noto a tutti.
Ciò è dimostrato dal percorso tortuoso che il disegno di legge ha
avuto in Commissione legislativa, dal suo ritorno in Commissione
dopo il blitz dell'Aula, dalle sedute notturne che non hanno
portato ad alcun risultato, quasi un po' ci trovassimo di fronte
alla tela di Penelope, che di giorno si fa e di notte si disfa.
Oggi apprendiamo che sono state presentate decine di emendamenti.
Ad una prima lettura si tratta, signor Presidente, di emendamenti
particolarmente complessi che impongono, a mio parere, un esame un
po' più approfondito cui l'Aula non può certo procedere in questo
momento.
È chiaro, infatti, che, volendo affrontare l'esame di questo
disegno di legge con estrema attenzione, ma anche con estrema
competenza, trattandosi di questioni che ricadono operativamente
nel territorio, non renderemmo un buon servizio alla Sicilia se
esaminassimo questi emendamenti adesso, in Aula, senza avere avuto
neanche il tempo di capirne la portata, di metterli in
correlazione con tutto il testo e con l'emendamento del Governo.
Pertanto - richiamandomi a ciò che lei, signor Presidente, ha più
volte detto all'Aula e non soltanto all'Aula -, chiedo di rinviare
di qualche giorno la trattazione in Aula del disegno di legge, al
fine di operare un approfondito esame dei subemendamenti
presentati.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, Assessore, stasera stiamo
affrontando una questione estremamente importante, che, in quanto
tale, deve essere affrontata con attenzione. In più, dobbiamo
portare a casa un risultato, e quando dico a casa' intendo dire
ai siciliani.
Ieri abbiamo visto gli emendamenti del Governo (e sappiamo che ne
saranno presentati altri), oggi vediamo che è stata presentata una
mole di emendamenti che certamente ci fa correre il grande rischio
di non vedere applicata la legge che esce da questo Parlamento.
Già adesso, così come è uscita dalla commissione e come è stata
emendata corre seri pericoli ... oggi, addirittura, ho visto
emendamenti fuori sacco del Governo
CRACOLICI. Ci sono poi quelli del sacco
BUZZANCA. Appunto Signor Presidente, per evitare di entrare nel
sacco anche noi o di creare un sacco vuoto, cerchiamo di
affrontare politicamente la questione.
L'ho detto qualche settimana addietro, quando lei ha voluto
rinviare questa legge in Commissione: noi in Commissione ci siamo
riuniti tante volte, anche alla presenza dell'Assessore;
certamente, da parte di questo Parlamento vi è la volontà di
portare a casa questo risultato, di fare questa legge, ma il
percorso che dobbiamo intraprendere deve essere un percorso che
non deve creare difficoltà, ma, al contrario, deve condurre
l'economia siciliana a rimettersi in moto.
Tutti noi dobbiamo fare un passo indietro e, soprattutto, ritengo
che i parlamentari da soli, tutti quanti noi, senza l'apporto di
un tecnico, non riusciremo a formulare un articolato che sia
aderente ai bisogni dei siciliani.
Voglio riprendere ciò che ho detto l'ultima volta in quest'Aula
parlamentare: noi dobbiamo fare in modo che la politica si
riappropri della conduzione di quella che ritengo essere la legge
più importante che possiamo portare avanti.
Questa materia è troppo delicata perchè si faccia ricorso
soltanto a riunioni di maggioranza o di pseudomaggioranza.
Sappiamo di un incontro che ha avuto il Governatore con il
capogruppo dell'MPA o con componenti del gruppo, con l'onorevole
Cracolici e con l'onorevole Faraone, non so se questa sia cronaca
o storia ...
CRACOLICI. Storia
MUSOTTO. Storia con la S maiuscola.
CRACOLICI. Noi facciamo la storia, non la cronaca
BUZZANCA. Voi ormai siete nella storia A questo punto, reitero
l'invito già in precedenza formulato, e ciò nel reale interesse
dei siciliani: il presidente Lombardo prenda in mano la
situazione, si faccia un incontro politico alla presenza dei
capigruppo, qui, in Parlamento per giungere ad una soluzione.
Diversamente, infatti, assisteremo alla solita tiritera :
probabilmente, qualcuno ritirerà qualche emendamento, qualcun
altro sarà tirato per la giacchetta affinché lo faccia;
sostanzialmente non renderemo un servizio ai siciliani.
Signor Presidente, condivido la richiesta fatta dall'onorevole
Caputo, perché ho la voglia di farla questa legge, abbiamo tutti
la volontà di farla questa legge, ce lo chiedono i siciliani, ce
lo chiedono le categorie interessate, le attività produttive.
Questo disegno di legge è entrato in un certo modo, è uscito in un
altro, è rientrato nella Commissione e ritorna qui, in Aula con
emendamenti del Governo che, francamente, faccio fatica a capire.
Assessore, vogliamo approvarla questa legge? Se sì, facciamo in
modo che la politica si riappropri del proprio ruolo e facciamo in
modo che il Governatore finalmente coordini questo percorso che
deve portarci all'armonia e non allo scontro, e che ci sia in atto
uno scontro è evidentissimo. Siamo davanti ad uno scontro,
onorevole Mineo, che dobbiamo evitare, anche con il suo buon
senso.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, Assessore, devo dire che gli
interventi dell'onorevole Caputo ed anche quello dell'onorevole
Buzzanca mi hanno spinto ad intervenire perché credo, onorevole
Buzzanca, che la sua sia una proposta saggia. Aggiungo, anche per
una questione di rispetto delle istituzioni - lo dico a tutti i
colleghi che fanno parte delle Commissioni parlamentari -, che
credo sia giusto, venendo fuori subito dopo e se il Governo è
d'accordo, fare un attimo di sintesi di tutta questa materia.
Certamente, sarebbe mortificante nonché offensivo non coinvolgere
la Commissione nel suo massimo organo, qual è certamente il
Presidente della Commissione. Ricordo, infatti, a tutti voi che il
Presidente e i componenti della Commissione sono stati impegnati
per diverse sedute nel varo di questo disegno di legge e che esso
è, in linea di massima, il testo base su cui si stiamo lavorando.
Sarei ben felice che il Presidente della Regione riuscisse a fare
una sintesi, ma, certamente, onorevole Buzzanca, credo sia giusto
che a questo incontro partecipi il Presidente della Commissione
competente, cioè colui che, nel bene e nel male, ha lavorato per
tirare fuori una legge e che certamente è titolato, anche in
rappresentanza della stessa Commissione, a farne parte.
Ritengo condivisibile la proposta dell'onorevole Buzzanca, ma con
la partecipazione del Presidente della Commissione, e dirò anche
il perché. È da 14 anni che faccio parte di questo Parlamento, ma,
credetemi, mi sto confondendo: io non ho capito di quali
emendamenti oggi stiamo discutendo Ieri sera sono stati
presentati dal Governo degli emendamenti che sono stati
classificati. Alcuni colleghi ed io abbiamo presentato dei
subemendamenti a quegli emendamenti che, però, ancora non vedo.
Ecco perchè sarebbe proprio il caso che ci fosse un momento di
riflessione e che si facesse una ricognizione di tutti i
subemendamenti agli emendamenti del Governo e se il Governo,
legittimamente, avesse presentato in queste ore (entro l'una)
ulteriori aggiustamenti che noi tutti ne fossimo a conoscenza.
Colleghi, la materia è complicata, se noi, per giunta, iniziamo a
discutere di un argomento senza avere cognizione di cosa stiamo
parlando, non credo facciamo un buon lavoro, anche se siamo tutti
d'accordo che la legge va fatta.
Assessore, se noi introduciamo in questo testo anche norme di
urbanistica, staremo qua dentro mesi per approvarlo. Questa è una
legge che va fatta esclusivamente per mettere in moto l'economia
su due principi: ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni di
edifici. Poi, se si vogliono contemplare le residenze e le
attività produttive, se si vogliono prevedere i condoni edilizi, è
una scelta che si può concordare. Tuttavia, se mettiamo tutto un
insieme di procedure, tutto un insieme di appesantimenti, che, a
mio avviso, invece vanno eliminati (addirittura, ho visto qualcosa
che riguarda i 150 metri dal mare, e mi chiedo cosa c'entri tutto
questo con la legge sulla casa), se apriamo queste maglie, noi da
qui non ne usciremo mai Mi rivolgo all'Assessore, che so avere il
mio stesso spirito, anche perché avevo iniziato a formalizzarla io
questa norma: se vogliamo inserire in questo testo tutto un
insieme di modifiche, di problematiche che riguardano
l'urbanistica e via dicendo, io, sinceramente, sono contrario.
Dobbiamo ricondurre il testo alle motivazioni per cui era nato,
alle motivazioni dell'accordo Stato-Regione, limitandolo ad alcune
fattispecie e non andando oltre.
Detto questo, mi avvio alla conclusione. Adesso il tema è se
prevedere la demolizione e la ricostruzione anche per alcune
fattispecie che oggi sono escluse, mi riferisco, ad esempio, alle
case abusive in sanatoria o a quelle condonate, che sono state
escluse dal Governo. Personalmente, invito il Governo a inserirle,
perché anche gli ambientalisti, durante un incontro cui ho
partecipato tempo addietro sostenevano che sarebbe opportuno che
anche le case condonate rientrassero nelle demolizioni e
ricostruzioni. Qui sono state tolte ed è sbagliato. Se vogliamo
inserirle negli ampliamenti è una scelta politica, ma il
Presidente deve decidere cosa vuole fare; infatti, mesi fa fu
deciso di non inserirle negli ampliamenti, mentre oggi tornano in
maniera ancora più spinta: non soltanto si parla di residenze, ma
anche di attività produttive.
E allora, onorevoli colleghi, Assessore, poiché non possiamo
rivedere tutta la materia, penso che noi ci si debba concentrare
soltanto su questi due temi, escludendo tutto il resto.
Se c'é la volontà di fermarci un attimo, di confrontarci con il
Governo, con il Presidente della Commissione, con i capigruppo che
lo vorranno per fissare questi punti, sono convinto che la legge
si possa fare; diversamente, qui, discuteremo di tantissime belle
cose, ma la legge sulla casa difficilmente riusciremo ad
approvarla.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta che
sento parlare, sia fuori che dentro quest'Aula, alcuni colleghi
non posso fare a meno di pormi una domanda: c'è la volontà da
parte di questo Parlamento di licenziare questo disegno di legge?
Il vero problema, a mio avviso, è costituito dalla volontà di
approvarlo, Infatti, a parole, moltissimi dicono che questo
disegno di legge è fondamentale per garantire la ripartenza di un
comparto asfittico, quale quello dell'edilizia, per permettere a
moltissime famiglie di sviluppare, in parte, il volume della
propria abitazione, per consentire la ripresa delle tante attività
legate all'edilizia, ma nei fatti vedo poca volontà di approvarlo.
Addirittura, quando ci sono gruppi come il nostro, che spinge
fortemente affinché si trovi un accordo che porti all'immediata
approvazione del disegno di legge, veniamo criticati, perché,
facendo parte del Governo, secondo alcuni, dovremmo essere contro
il Governo stesso.
Noi abbiamo ritirato alcuni emendamenti che potevano forse
appagare qualcuno di noi e il suo elettorato, e l'abbiamo fatto
perché il buon senso vogliamo dimostrarlo con i fatti. Molti,
invece, non hanno dimostrato buon senso, come appare chiaro dal
corposo numero di emendamenti presentati che difficilmente potrà
trovare accoglimento all'interno di questa legge, e che quindi, in
gran parte, definirei di natura ostruzionistica.
E' vero: non è facile combattere in quest'Aula alcune logiche;
tuttavia ciò che più mi preoccupa è che forse non riusciremo a
dare una risposta ai siciliani che da noi la attendono.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da quando a
livello nazionale è stata lanciata l'idea del piano casa', (quasi
un anno fa), nella nostra Regione, che doveva essere una delle
prime ad approvarlo, considerate le condizioni in cui versa la
nostra economia, la fame di abitazioni in determinati luoghi della
Sicilia, la fragilità del nostro territorio, tutti presupposti
questi che avrebbero dovuto accelerare l'esame da parte del
Governo e poi, successivamente, del Parlamento, abbiamo assistito
alla presentazione e al successivo ritiro di tre proposte di legge
concernenti il piano casa. Con l'ultima assistiamo ormai da
diverso tempo, da diversi giorni, a questo braccio di ferro', a
questa sorta di guerra tra poveri' e si ha quasi l'impressione
che il Palazzo sia sordo alle richieste che vengono dalla
Confindustria, dai sindacati, dal mondo produttivo, alle richieste
che vengono dalle associazioni.
Questo Palazzo dà l'impressione di essere sordo a queste
richieste e di essere invischiato in una serie di guerre interne o
in un braccio di ferro' infinito sul come procedere a proposito
di questo provvedimento legislativo, secondo me e a parere di
tutti, essenziale, affinché, finalmente, non soltanto si diano
risposte, ma riparta il settore edilizio, considerati i problemi
esistenti in tutti gli altri comparti economici.
Mettiamo in campo un provvedimento che mobiliti le risorse dei
privati, che faccia ripartire la macchina Poi, al di là di ciò
che si dice - lo sosteneva poc'anzi il collega Mineo e anche buona
parte dei colleghi che sono qui intervenuti, ma lo abbiamo detto
anche fra di noi - alle parole non seguono i fatti.
In virtù della mia esperienza ormai consolidata (sono deputato di
questo Parlamento da molto tempo insieme con tanti altri
colleghi), posso affermare che nel corso degli ultimi venti,
venticinque anni non c'è mai stata una legge di sistema che
approdasse in Aula senza che vi fosse prima una regia d'Aula, una
regia dei gruppi parlamentari di quest'Aula, di tutti i gruppi
parlamentari, di coloro che ipoteticamente ci stavano e di coloro
che ipoteticamente non ci stavano; ciò per far sì che in Aula
arrivasse un testo snello, efficace, condiviso, un testo che non
si prestasse ai voti segreti e agli assalti' dell'Aula.
Diversamente, sarebbe stata ed è ancora pura follia
Oggi, noi non possiamo correre il rischio di andare avanti su un
testo che, giocoforza, con la mole considerevole di emendamenti e
di subemendamenti che è stata presentata e con la probabile serie
infinita di richieste di voto segreto potrebbe tradursi, nella
migliore delle ipotesi, in un provvedimento legislativo
ingestibile e inapplicabile (sarebbe, quindi, come non averlo
varato) ovvero in un provvedimento legislativo che, intervenendo
su settori delicati, quali quello urbanistico-edilizio e delle
costruzioni, nella situazione in cui versa la nostra regione,
provocherebbe dei veri e propri disastri, ponendo i sindaci in una
situazione di continuo conflitto di interessi o esponendoli al
rischio di andare incontro a denunce, ricorsi al TAR, ai tribunali
o al rischio di provocare ulteriori scempi del territorio.
E' questo che vogliamo: una legge purché sia? Io penso che
nessuno in quest'Aula voglia questo. Penso che chiunque di noi
abbia a cuore che la Sicilia si doti finalmente di una legge
credibile, applicabile e non di una legge qualunque.
A questo proposito, mi chiedo perché inserire nel testo paletti
che non sono giustificabili? Lo diceva poc'anzi il collega
Beninati: mi volete spiegare che senso ha escludere le case
condonate? Si vuole spiegare a quest'Aula che senso ha dire sì ai
capannoni industriali nelle aree ASI e nelle aree artigianali e in
tutte le altre aree dei piani regolatori, quelle a servizi no, per
esempio, per i capannoni in agricoltura no. Ma perché, sono figli
di un Dio minore? Perché c'è un'opposizione ideologica? Perché si
frappongono ostacoli che appaiono subito fittizi e antipolitici,
perché?
Ci sono leggi che coinvolgono le maggioranze di governo; ci sono
leggi che, invece, debbono coinvolgere i parlamentari in quanto
rappresentanti dei cittadini. Ebbene, questa è una di quelle
leggi.
La mia proposta è la seguente, signor Presidente e cari colleghi:
la maggioranza resti fuori, la politica resti fuori, perché se noi
vogliamo colorare' politicamente questo provvedimento
legislativo, significa che vogliamo il male della Sicilia.
Facciamo una legge seria, condivisa, una legge con tre, quattro
articoli e non con nove articoli; una legge fatta' di buon senso
e vi posso assicurare che, così facendo, il 70 per cento, se non
più, dei colleghi è disposto a votarla subito senza emendamenti e
senza voti segreti, perché non si può pensare di rischiare voti
segreti su questa norma.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giunge in Aula una
legge che ha suscitato un appassionato dibattito tra tutti i
gruppi parlamentari, così come è giusto che avvenga in un sistema
democratico; un dibattito che si è svolto nelle sedi opportune e,
soprattutto, in IV Commissione, del quale è stato protagonista il
presidente della stessa, onorevole Fabio Mancuso.
Tutti noi abbiamo partecipato alle riunioni indette dal
Presidente Mancuso e tutti noi abbiamo avanzato la richiesta al
Governo di esaminare tutti gli emendamenti, trarre le conclusioni
e presentare all'Aula una sintesi degli emendamenti.
Lo abbiamo detto tante volte in Commissione, e tanti interventi
di coloro che mi hanno preceduto sono stati in questo senso. Tutti
noi abbiamo detto che in questa legge ci sono dei punti fermi, non
c'è alcuna volontà di andare oltre l'accordo Stato-Regione né
alcuna volontà di procedere a cementificazioni selvagge o a
sanatorie. Abbiamo detto che questo testo legislativo non è una
legge urbanistica, di riordino del sistema urbanistico siciliano,
ma una legge che vuole far ripartire l'economia. L'unica proposta
che tutti i gruppi hanno fatto è stata quella di inserire le
attività produttive.
Il Governo e i tecnici che hanno coadiuvato l'Assessore - e credo
sia giusto dare loro atto del lavoro molto serio e attento che
hanno svolto - hanno accolto le proposte dei gruppi parlamentari e
le hanno trasformate in due, tre proposte che oggi vengono
inserite nel testo.
Noi sensatamente, come ha proposto l'onorevole Formica, possiamo
procedere all'approvazione di questo provvedimento legislativo,
sapendo che il Governo dovrà presentare una legge
sull'urbanistica, ma su questo dobbiamo andare avanti perché
abbiamo - e lo sappiamo - la responsabilità di approvare la legge
di riforma degli ATO rifiuti e i documenti finanziari della
Regione. Non c'è più tempo
Su questa legge abbiamo riflettuto, discusso, e l'abbiamo fatto
nelle sedi opportune; a questo punto dobbiamo semplicemente
procedere.
Il nostro Gruppo, credo responsabilmente, ha ritirato tutti gli
emendamenti, in accordo con quanto avevamo deciso in IV
Commissione: dare cioè al Governo la possibilità di presentare
all'Aula una risposta.
Oggi, questa risposta c'è ed essa non può essere un momento di
battaglia tra noi, ma deve essere un momento di sintesi e di
unione. Votiamola, dunque, votiamola tutti assieme, visto che
tutti abbiamo contribuito a portarla avanti.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento vuole essere propositivo e spero che lo sarà.
Se noi continuiamo di questo passo qui, in Aula, forse, in
qualche modo, partoriremo una legge, ma - come è stato detto
poc'anzi - sarà una legge inattuabile, una legge che non avrà una
sua filosofia, una legge - e spero che non sia così - che potrebbe
nascondere dei trabocchetti.
Presidente Cascio, soprattutto lei che è di Palermo, ricorderà
come nella XIII Legislatura, nella confusione generale e nella
inconsapevolezza della gran parte dei parlamentari, approvando un
determinato articolo, fummo additati il giorno dopo (io messinese)
come coloro che volevano sanare Pizzo Sella. Io, ripeto, essendo
di Messina, non conoscevo affatto quella problematica.
Oggi, non vorrei che, nella inconsapevolezza generale dell'Aula e
pur riconoscendo - almeno spero - la buona fede del Governo e
dell'assessore Gentile, ci ritrovassimo nuovamente di fronte a
questo pericolo e a questa trappola.
Perchè dico questo? Prima di intervenire, ho constatato - avrei
voluto che non fosse così - che il Governo non ha ritirato, nella
serie di riscritture, l'emendamento A 95. L'emendamento in
questione recita: «Nella formazione o revisione del piano
regolatore generale ovvero con l'adozione di apposita variante
urbanistica » - e già qui interveniamo in materia urbanistica -
«ai sensi degli articoli , i comuni individuano gli edifici
esistenti in aree sottoposte a vincoli di inedificabilità assoluta
previsti dalla vigente legislazione e disciplinano le parti del
territorio comunale dove consentire, previa la loro demolizione,
la riedificazione e l'eventuale modifica di destinazione d'uso ...
».
Intanto l'emendamento non ci dice a carico di chi sarebbero gli
interventi di demolizione, se a carico dei comuni o dei privati
...
(interruzioni)
ARDIZZONE ... io sto dicendo che non vorrei che corressimo il
rischio, non sto dicendo che dietro questa norma c'è Pizzo Sella,
per carità, non sto dicendo questo
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Demoliamo
Pizzo Sella ...
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, poi darò la parola al Governo,
se vorrà intervenire.
ARDIZZONE. Come ha detto, Assessore?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Con
questa norma demoliamo Pizzo Sella
ARDIZZONE. Dunque, avevo capito bene: con questa norma demoliamo
Pizzo Sella; quindi, questa è una norma-fotografia
(interruzioni)
ARDIZZONE. Ringrazio la mia memoria, onorevole Cracolici,
ringrazio la mia memoria, che dovrebbe essere anche la sua
memoria.
Stavo dicendo non vorrei che ci fossero delle norme-trappola,
così come è accaduto nel 2001, quando ho votato a favore di
determinate norme, che da messinese non potevo sapere cosa
sottendessero, e mi sono ritrovato su Repubblica, insieme con
altri colleghi - lei, onorevole Cracolici, quella norma non l'ha
votata perché era all'opposizione - come coloro i quali avevano
sanato Pizzo Sella, mentre personalmente non sapevo affatto cosa
fosse Pizzo Sella.
Adesso mi ritrovo a leggere una norma che non so se
effettivamente riguardi o meno Pizzo Sella.
L'assessore Gentile sostiene che questa norma permette di
demolire Pizzo Sella e di ricostruire altrove. E allora, qui si
pone un problema di carattere generale.
Ricordo all'Aula che subito dopo i fatti di Giampilieri, ha
chiesto la procedura d'urgenza su due disegni di legge riguardanti
norme in materia urbanistica e di intervento sul territorio.
Entrambe le richieste furono accolte. In particolare, una
riguardava il disegno di legge n 476 (testo che ha avuto il plauso
del WWF nazionale), che prevedeva proprio la demolizione di tutti
quegli edifici che si trovano in zone a rischio idrogeologico.
Ebbene, quel testo è stato stoppato perchè è stato inviato in II
Commissione in quanto - mi è stato detto - necessita di copertura
finanziaria.
A questo punto, mi si deve spiegare perchè trova ingresso in
quest'Aula una norma che prevede demolizioni e ricostruzioni a
carico dei comuni, che debbono individuare ... ecc. ecc., se non
c'è copertura finanziaria
Allora, onorevoli colleghi, se noi vogliamo affrontare la
questione della tutela del territorio - io credo nella buona fede
in tutti e ha ragione l'onorevole Formica quando sostiene che
questa è una legge che l'Aula deve esitare, ma non può avere padri
né padrini - non dobbiamo consentire ad alcuno di tirarci per la
giacca.
Facciamo, dunque, una buona legge insieme col Governo.
Apprezzo la disponibilità dell'assessore Gentile, ma non mi basta
che siano soltanto i capigruppo a sottoscrivere intese:
individuiamo una modalità, una seduta in commissione, una seduta
allargata, non so, stabiliamo la filosofia' della legge, che deve
essere, a mio avviso, quella ricordata poc'anzi dall'onorevole
Beninati e cioè una filosofia improntata sull'accordo Stato-
Regione, e discutiamo soltanto di incentivare la costruzione di
nuove case.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che su
questo disegno di legge si è svolta la discussione generale, i
colleghi sono intervenuti e hanno espresso le loro opinioni.
Oggi, in alcuni casi, ho sentito opinioni diverse da quelle
espresse durante la discussione generale (questo fa parte del
teatrino della politica), però, adesso, signor Presidente,
stiamo discutendo dell'articolo 1.
Su questo articolo si sta svolgendo la discussione; si
intervenga, si dica se si è d'accordo o meno oppure un capogruppo
richieda il rinvio in Commissione del disegno di legge, ma si
assuma una decisione. Riaprire la discussione generale sul disegno
di legge - ho sentito parlare di Pizzo Sella - è una cosa
simpatica dal punto di vista della letteratura urbanistica, ma
l'articolo 1, e mi rivolgo all'onorevole Ardizzone, riguarda le
finalità della legge e non Pizzo Sella. Quando arriveremo alla
discussione degli articoli 11, 13 e 15 allora discuteremo di Pizzo
Sella.
Suggerirei, quindi, di andare avanti, ma di andare avanti con un
metodo chiaro, anche perché personalmente sono disponibile ad
individuare tutte le sedi opportune dove poter definire una legge
che, proprio per la sua delicatezza, deve essere non soltanto
condivisa, ma necessita della responsabilità di tutti noi.
Desidero ricordare che le leggi urbanistiche, oltre che produrre
effetti di saccheggio del territorio, comportano il rischio di far
impazzire il cittadino, il quale, di fronte ad un'incertezza
normativa o ad un equivoco normativo, sarà costretto a ricorrere
ai giudici amministrativi per avere riconosciuto un proprio
diritto. Conseguentemente, dobbiamo stare attenti anche alle
virgole e, proprio per questo, sono disponibile a discutere in
maniera responsabile con chiunque.
Tuttavia, dobbiamo metterci d'accordo una volta per tutte
Questo disegno di legge è stato varato in Commissione con la
collaborazione dell'ex assessore Beninati, almeno fino
all'articolo 8 o 9; oggi, l'ex assessore Beninati dice che bisogna
ritornare a fare una sintesi, anche se su un ragionamento
corretto, che io condivido: c'è un accordo Stato-Regione e a
quest'accordo dobbiamo attenerci, dobbiamo stabilire i parametri e
valutare se gli articoli che discutiamo - quando li andremo
discutendo - sono coerenti o meno con l'impianto normativo
originario.
Ma dire questo è una cosa, dire che dobbiamo ricominciare tutto
daccapo, e non si capisce bene perché, è un'altra cosa. Se non si
è d'accordo lo si dica
Io avrò mille difetti, ma quando non condivido una norma dichiaro
la mia contrarietà, non dico di essere favorevole adoperandomi per
non farla approvare; o si è contrari a fare le cose, e lo si dice,
o si è favorevoli. Questo diventa un elemento di certezza per
chiunque. Non si può dire che vogliamo fare la legge che i
Siciliani attendono e le categorie interessate ci sollecitano,
chiedendone contestualmente il rinvio dell'esame, perché questa è
una palese contraddizione
MANCUSO, presidente della Commissione. Onorevole Cracolici,
vorrei ricordarle che il rinvio lo ha chiesto lei
CRACOLICI. Io ho suggerito di individuare un metodo di
discussione e cioè quello di discutere gli articoli uno per volta
e se e quando dovessero sorgere dei problemi li affronteremo, ma
non ricominciamo con la discussione generale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, preciso che non abbiamo mai
ricominciato la discussione generale, siamo in fase di discussione
dell'articolo 1.
Presidenza del presidente Cascio
Saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Caio
Plinio II di Como
PRESIDENTE. Porgo un saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico
Commerciale Caio Plinio II di Como che assistono ai lavori
dell'Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 459-386-209-394-
404/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo di esaminare
preliminarmente gli articoli che non presentano criticità,
accantonando temporaneamente gli articoli 2, 3 e 6. Al contempo,
invito Commissione, Governo e Capigruppo a riformulare
integralmente gli articoli 2, 3 e 6.
Comunico che sono stati ritirati i seguenti emendamenti: 2.52,
2.81, 2.47, 2.121, 2.136, 2.138, 2.144; 3.35, 3.66, 3.73, 3.36,
3.93, 3.44; 6.26, 6.27, 6.36, 6.37, 6.50; 9.12, 10.10, 10.9, 12.37
e 12.18.
L'Assemblea ne prende atto.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
sull'articolo 1, che mira soprattutto a dare comunicazione del
ritiro dell'emendamento 1.4 a mia firma e dell'onorevole Ragusa,
perché di natura strettamente urbanistico-edilizia, mi porta
necessariamente a motivare il perché e quindi, apparentemente, ad
aprire un ragionamento di carattere generale su quello che è il
senso della legge, almeno quello che è il senso che il Gruppo
dell'UDC vuole dare a questa legge.
Noi ribadiamo che siamo pronti, a seguito di incontri di natura
tecnica, politica, amministrativa con il Governo, con la
Commissione, con gli altri Presidenti dei Gruppi parlamentari, con
esperti, ad andare avanti su questo disegno di legge, ed anche
rapidamente, a condizione però che il testo ritorni al suo spirito
originario, quello voluto dal legislatore nazionale, anche ai fini
di incentivare l'economia ed alcune attività produttive: quello
cioè di consentire alle famiglie, e soltanto alle famiglie, di
ampliare la propria abitazione cittadina o di campagna del 10, 20
o 30 per cento; per essere chiari, di una o due stanze.
Questi erano lo spirito e la lettera del legislatore nazionale,
questi erano lo spirito e la lettera della prima formulazione del
testo, questi sono lo spirito e la lettera che quest'Aula deve
avere il coraggio di portare avanti.
Naturalmente, questa impostazione ferma dell'UDC esclude che ci
possano essere nell'ambito di questo disegno di legge sanatorie
più o meno occulte, che ci possano essere interpretazioni' del
testo per consentire la realizzazione di insediamenti alberghieri,
di aree commerciali o altro, perché tutto questo non soltanto
riguarda il settore urbanistico-edilizio, ma riguarda attività che
devono necessariamente essere disciplinate da quest'Aula dopo un
attento esame geologico del nostro territorio, come impone ciò
che è accaduto recentemente nella nostra regione.
Se non opereremo con le dovute cautele, altro che Giampilieri,
onorevole Beninati Saremo partecipi di un'ulteriore devastazione
del territorio siciliano e l'UDC non ci sta, e non per falso
moralismo o per un momentaneo atteggiamento di opposizione, ma
perchè riteniamo che questo modo di procedere sia sbagliato.
A sostegno di ciò che diceva l'onorevole Ardizzone, confermato
anche dall'Assessore, al quale chiedo un minuto di attenzione,
perché ne va - mi si consenta la battuta forte - dell'attività non
soltanto del Governo, ma dello stesso Assessore, al quale
riconosciamo un atteggiamento di persona perbene che non vorremmo
fosse modificato, desidero fare un'altra considerazione.
L'assessore Gentile riconosce che l'emendamento A 95,
sostanzialmente, nasconde una sanatoria per Pizzo Sella - così ho
sentito -; l'onorevole Cracolici ritiene che in fin dei conti è
giusto, una volta abbattute quelle ville costruite in buona fede,
consentire la loro allocazione in altro sito del comune di
Palermo; sembrerebbe una cosa semplicissima, un fatto di diritto,
possibilmente meritevole di essere riconosciuto.
L'Assessore e i colleghi che sostengono questo dimenticano, però,
che la settimana scorsa - e per ciò mi insospettisce che questa
ipotesi di emendamento nasca dopo quella pronunzia - il Tribunale
di Palermo ha emesso la prima di una lunga serie di sentenze con
la quale riconosce il diritto al risarcimento per gli abitanti di
Pizzo Sella che hanno costruito in possesso di una regolare
concessione edilizia, data però in difformità alla legge,
riconoscendone la buona fede.
Allora, il progetto è calzante e completo: da un lato, la
giustizia, come è giusto che sia, assegna un risarcimento non
entrando però nel merito delle questioni riguardanti l'aspetto
urbanistico e edilizio, e dall'altro quest'Aula assegna il
terreno. Così abbiamo risolto il problema di Pizzo Sella
Onorevoli colleghi, io penso che noi dobbiamo sempre adottare
comportamenti onesti e richiamarci alla nostra onestà
intellettuale: non è possibile introdurre queste fattispecie in
una legge che deve riguardare soltanto l'ampliamento di una o di
due stanze alle famiglie.
Noi abbiamo detto - e siamo pronti a farlo - che presenteremo un
ordine del giorno, siamo pronti a lavorare in maniera propositiva
per approvare un testo unico delle leggi urbanistico-edilizie nel
più breve tempo possibile, ma su questo disegno di legge
insisteremo affinché vengano corretti gli errori che possiamo aver
commesso negli emendamenti, affinché vengano espunte da questo
testo tutte le norme che non sono strettamente riguardanti il
piano casa'.
CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che l'articolo 1, riguardando le finalità della legge, espliciti
il senso e la ratio di questo provvedimento legislativo che -
ricordo, è stato già varato dalla maggior parte delle regioni;
purtroppo, facciamo eccezione soltanto noi.
Credo che il varo o meno del testo oggi al nostro esame
rappresenti inevitabilmente un momento decisivo di verifica di un
progetto governativo che, superando ogni logica di schieramento e
di appartenenza, intende rivolgersi, circostanza per circostanza,
atto per atto, ad ogni singolo gruppo parlamentare e ad ogni
singolo parlamentare per realizzare - almeno così si dice - le
riforme di cui la Sicilia ha bisogno.
Francamente, non sono in condizione in questo momento di fare
previsioni sulla tenuta di una così singolare e irrituale forma di
Governo, sulla cui formula nutro diversi dubbi e riserve;
tuttavia, considerato che ogni altra possibilità, ahimè, è
preclusa in questo momento, credo sia dovere di ogni singolo
parlamentare valutare e votare secondo coscienza.
Sulla necessità di fare ripartire l'edilizia ritengo, anche
considerando tutte le enunciazioni e tutti i comunicati stampa che
sono stati fatti in questi giorni, che tutti siamo d'accordo e
dunque che il varo di questa legge sia fondamentale. Mi auguro,
quindi, che ci sia coerenza rispetto a questo e, altresì, che
tutti noi si abbia consapevolezza della necessità di varare in
tempi brevi, possibilmente, brevissimi, una legge capace di dare
risposte alle esigenze abitative, produttive e industriali dei
siciliani.
Confesso, però, di nutrire dubbi e preoccupazioni. Dubbi riguardo
alla possibilità che questa legge venga approvata; preoccupazioni
- ed è ciò che più mi affligge - riguardo all'eventualità di
approvare una legge inefficace, e questo sarebbe il peggiore dei
danni.
Quando in commissione di merito abbiamo discusso e poi esitato il
disegno di legge, ci siamo riservati la possibilità di presentare
in Aula emendamenti tesi a migliorarla e ad ampliarla, proprio
affinché fosse efficace.
Pertanto, nonostante questa irrituale e singolare forma di
governo che sostiene il testo che in questo momento ci troviamo a
valutare, ritengo opportuno che ogni deputato faccia le proprie
valutazioni - ed è giusto che le faccia - al fine di migliorarlo e
renderlo efficace.
Ribadisco la necessità di approvare la legge in tempi rapidi,
tuttavia, allo stesso tempo, ritengo sia opportuno valutare in
maniera molto approfondita le indicazioni contenute in alcuni
emendamenti, che, peraltro, devo dire, non ho controfirmato né,
tanto meno, presentato in una nuova veste, perché estremamente
utili ed efficaci.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
quello che ha detto poc'anzi un collega che ha la responsabilità
del governo di una città siciliana che in questi ultimi mesi è
stata particolarmente colpita da eventi atmosferici che l'hanno
messa a dura prova.
Sulla scorta di quelle riflessioni, è vero, signor Presidente,
che dovremmo dare un'accelerazione all'esame del testo, è vero che
si dovrebbe, già stasera, entrare nel merito dell'articolato, ma è
altrettanto vero che da parte della Presidenza arriva un freno,
una battuta d'arresto perchè ci sono articoli abbastanza
controversi. E mi duole anche constatare il ritiro di numerosi
emendamenti e subemendamenti da parte del Gruppo Sicilia, da parte
del Partito Democratico, ma non da parte del Movimento per
l'Autonomia.
Esprimo la mia solidarietà all'assessore Gentile, che è
supportato dall'intero Governo, presente questa sera in pompa
magna. Questo, è chiaro - ci rassicura, perchè dimostra che su
questa legge il Governo è attento, impegnato ed in forma massiccia
presente in Aula
(L'assessore Gentile è l'unico rappresentante del Governo
presente in quel momento in Aula)
E' questo il grado di attenzione, caro onorevole Musotto, che
dimostra il Governo
Vorrei fare un'ulteriore riflessione sull'unica legge di sistema
approvata in due anni: la legge sulla sanità.
Ero in quel periodo segretario della Commissione Sanità, ho
seguito le evoluzioni, ho visto le difficoltà che la commissione
incontrava nell'approvazione del testo e ricordo bene, però, che
maggioranza e opposizione dialogavano. Noi, allora maggioranza,
chiedevamo all'opposizione quale fosse la sua posizione, quale la
forma migliore del nuovo sistema sanitario.
Qui, invece, c'è arroganza - mi si permetta dirlo -, qui vedo una
maggioranza bislacca, secondo le parole della stessa relatrice del
provvedimento -, una maggioranza sicuramente non ortodossa che
decide di andare avanti, di riunirsi, che fissa determinati
paletti, che stabilisce determinate direttive, sostenendo, da un
lato, di voler approvare soltanto un piano casa, mentre,
dall'altro, inserisce in maniera surrettizia norme di natura
urbanistica che possono scompensare l'impalcatura originaria
stabilita nella Conferenza Stato-Regioni, l'accordo tra il Governo
nazionale e le autonomie locali teso a rimettere in sesto e a
ridare fiato all'economia siciliana.
Se parliamo di piano casa, se parliamo di diritto alla casa e se
parliamo anche di rimettere in moto l'economia in questa regione,
era giusta e sacrosanta la proroga dei termini alle cooperative
edilizie, all'edilizia convenzionata, all'edilizia agevolata.
Però, attenzione, non ne voglio parlare nuovamente, sebbene vi sia
una novità, onorevole Mancuso: oggi il governatore Lombardo,
incontrando i responsabili regionali delle organizzazioni di
categoria, ha detto che questa legge deve essere fatta. Nonostante
ciò, il mio subemendamento è stato ritenuto inammissibile dalla
Presidenza. Mi dispiace, ma ne prendo atto e non ne faccio un
dramma, anche perchè sarebbero molte le cose su cui potremmo
disquisire
Allora, è giusto andare avanti, signor Presidente, con il Governo
presente al gran completo, andiamo avanti, però, attenzione: già
dalle parole dell'onorevole Caronia emergono alcune evidenti
contraddizioni, alcune evidenti differenziazioni che più in là
noi, rappresentati del Popolo della libertà, in questa sede
sottolineeremo.
Iniziamo, dunque, approvando l'articolo 1, che riguarda le
finalità della legge, nella speranza che, durante il cammino, gli
obiettivi che si prefigge il provvedimento al nostro esame non
vengano stravolti, non vengano completamente mortificati.
Cerchiamo di assumerci fino in fondo la responsabilità di varare
una legge efficace, snella e, soprattutto, che abbia un ritorno
positivo, nel senso vero della parola, per la Sicilia.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a rispettare i tempi regolamentari
previsti per lo svolgimento dei propri interventi.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo.
Lei, Presidente, l'altra volta, a norma del Regolamento interno,
non mi ha concesso la parola, perché aveva già chiuso le
iscrizioni a parlare, però deve comprendere che sono un
parlamentare alla prima esperienza e che sono anche timido per
natura. Se una volta che voglio intervenire, la Presidenza non me
ne dà la possibilità ... questa sera però mi ha dato la parola,
quindi la ringrazio e le assicuro che concluderò il mio intervento
entro i cinque minuti previsti dal Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, quando lei ha il diritto di
intervenire, la Presidenza, ovviamente, non può che concederle la
parola. In quella occasione, lei non poteva parlare; non è stata
una prevaricazione o un atto di prepotenza da parte della
Presidenza.
SCILLA. Signor Presidente, a volte, dove i regolamenti non
arrivano, occorrerebbe un po' di buon senso, perché si trattava di
una questione importante ed era giusto che svolgessi il mio umile
intervento. Lo dico senza alcuna polemica; era soltanto una
precisazione.
Entrando nel merito della discussione, condivido il ragionamento
svolto poc'anzi dal presidente Adamo, tendente a non rinviare la
discussione del provvedimento, perché è già dimostrato che sarebbe
una presa in giro, visto che, eventualmente, sarebbe la terza
volta che ne rinvieremmo l'esame.
Tutti abbiamo sostenuto che si tratta di un provvedimento
legislativo importantissimo che la Sicilia aspetta, che i
siciliani aspettano e, quindi, come Parlamento, dobbiamo
assolutamente metterci a lavorare per cercare di approvare una
legge che sia la più utile possibile. A mio avviso, infatti, ciò
che dobbiamo maggiormente tenere presente approvando questa legge
è la sua utilità e la sua pronta applicazione, in quanto varando
una normativa complicata, farraginosa, non renderemmo sicuramente
un buon servizio alle nostre imprese, alla nostra economia.
Consentitemi di aggiungere una breve considerazione.
Sono un parlamentare di centrodestra e mi sento un liberale, vivo
e sostengo le attività produttive, lavoro per rendere un servizio
alle nostre piccole e medie imprese; sono convinto che se vogliamo
combattere la disoccupazione, se vogliamo dare un futuro alla
nostra regione, non possiamo predicare in una maniera e
comportarci, poi, nella maniera opposta. Detto questo e
condividendo l'impostazione globale del disegno di legge, mi
domando - e non penso di commettere un peccato di lesa maestà nel
voler comprendere - per quale dannata ragione siano stati esclusi
gli insediamenti turistici, ricettivi e commerciali.
E' sbagliato porsi questa domanda? Significa non volere sostenere
il Governo che, invece, sostengo con convinzione? No, Assessore,
questa è una domanda che pongo nell'ottica di un rapporto
costruttivo.
E ancora: per quale motivo, ad esempio, questi interventi non
possono riguardare il centro storico?
Andiamo avanti, iniziamo l'esame degli articoli, ma, a mio
avviso, la nostra priorità dovrebbe essere quella di offrire la
risposta più positiva possibile alle nostre imprese, alle nostre
attività produttive.
Condivido - lo ribadisco - l'impianto del disegno di legge e sono
d'accordo ad iniziare la discussione, però appare evidente che su
determinati emendamenti bisognerà lavorare per apportare modifiche
che possano permetterci di esitare una normativa che sia davvero
apprezzata e che possa rilanciare sia il settore edilizio che
l'attività di coloro i quali, ampliando i propri capannoni, le
proprie attività, potrebbero offrire qualche posto di lavoro in
più.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente, quando
mi sono iscritto a parlare, non c'era ancora stato il suo
intervento; poi, lei ha chiarito che ci sarà un metodo che
condivideremo affinché il testo sia di facile lettura per chi lo
deve applicare.
Detto questo, desidero soffermarmi su tutta una serie di
interventi che forse - mi permetto dire - non aiutano il dibattito
parlamentare. Mi riferisco all'intervento del giovane amico Mineo
e di qualche altro deputato che ha ritenuto di dire che non
bisogna perdere tempo, che bisogna andare avanti velocemente,
perché magari qualcuno potrebbe ritenere che si voglia fare
ostruzionismo.
Ricordo all'Aula che presentare disegni di legge è una delle
attività dei parlamentari e ricordo, altresì, alla Presidenza e a
tutti i colleghi che il disegno di legge numero 386, il cosiddetto
disegno di legge sul piano casa', è stato esitato dalla IV
Commissione legislativa il 14 aprile del 2009. Quello sullo
smaltimento dei rifiuti, ad esempio, un problema che oggi torna
drammaticamente all'attenzione, era stato esitato nel febbraio
2009.
Tornando al disegno di legge numero 386, dicevo, è stato esitato
il 14 aprile del 2009; poi vi è stata una serie di annunci dei
diversi governi (visto non si può parlare di un solo governo) e
siamo arrivati ad oggi. Non credo che il Parlamento, in
particolare, abbia perso tempo, anzi siamo stati i primi in Italia
a tradurre in un progetto di legge le indicazioni scaturite dalla
Conferenza Stato-Regioni. Quindi - e mi rivolgo ad alcuni dei
colleghi che sono prima intervenuti - inviterei i deputati che
fanno parte della IV Commissione a partecipare alle riunioni della
stessa. Se non partecipano, almeno si informino su quello che
succede; infatti, al Parlamento regionale non si può rimproverare
nulla e neanche alla Presidenza, perché la Presidenza ha agevolato
il percorso del provvedimento, poi il Governo, sia sulla stampa
che con le azioni che ha svolto, non ha permesso che il disegno di
legge 386 approdasse in Aula.
Rispetto a questo assunto, dobbiamo riprendere - e per questo
intervengo - quelli che sono i principi fondamentali non soltanto
di quel disegno di legge, ma dell'accordo che Stato e Regioni
hanno stipulato circa un anno fa e l'emendamento 1.2 si rifà a
quelle ragioni. In sostanza, assessore Gentile, dobbiamo decidere
se questo testo sul piano casa deve essere, come tutti dicono, una
misura urgente per dare un forte sostegno all'economia attraverso
una normativa che deroga ai principi urbanistici oppure deve
essere una legge ordinaria.
Se l'articolo 1 rimane nella sua attuale formulazione, si
tratterà di una legge ordinaria e non c'è assolutamente bisogno di
tutto quello di cui stiamo parlando, in quanto oggi stesso
qualsiasi tecnico può presentare un progetto all'ente locale e
quel progetto seguirà il suo iter normale. Se, invece, vogliamo
che questa legge sul piano casa sia un provvedimento a tempo',
dobbiamo stabilire un termine, il termine che deciderà
quest'Assemblea (io, nell'emendamento, ho indicato il 31 dicembre
2011), ma soprattutto dobbiamo prevedere deroghe a quelli che
sono i principi generali; diversamente non ha alcun senso
continuare a parlare, fare presto, il prima possibile, ma per
applicare cosa? Ciò che ordinariamente è già applicabile?
Già dall'articolo 1, quindi, si comprende la filosofia che ha
ispirato il Governo; per questo motivo, chiedo al Governo di
esprimere parere favorevole all'emendamento 1.2, che è a mia
firma, ma che era stato presentato dai commissari in occasione del
dibattito sul disegno di legge.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato tra
coloro che hanno criticato l'impianto complessivo di questo
disegno di legge, tuttavia, la proposta di mediazione avanzata
dalla Presidenza mi convince. L'articolo 1, integrato
dall'emendamento firmato dal collega Mancuso, presentato in
Commissione anche dal mio amico Faraone, contiene alcune finalità
che dobbiamo cercare di perseguire a qualsiasi costo. Una legge
che non risponde agli obiettivi del risanamento e della sicurezza,
infatti, è una legge che non tiene conto di tutto quello che è
accaduto in Sicilia nell'ultimo mese.
Allora, dobbiamo approfittare del fatto che nei prossimi giorni
ci saranno ulteriori incontri per migliorare la qualità del testo
legislativo, perché non dobbiamo approvare una legge qualsiasi, ma
dobbiamo approvare una buona legge. Da questo punto di vista,
credo siano maturati in quest'Aula una consapevolezza e un senso
delle istituzioni che sono da apprezzare.
Approvando l'articolo 1, così come integrato dall'emendamento
1.2, credo si possa benissimo rinviare i lavori alla prossima
settimana, per dare modo al Governo e agli altri interlocutori di
definire un testo migliore di quello attuale.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia ormai
non brevissima esperienza istituzionale, avendo sempre avuto un
ruolo di opposizione, ho guardato ai provvedimenti cercando di
individuarvi gli aspetti positivi e di valorizzarli. Ci sono stati
dei momenti in cui il mio atteggiamento, nonostante fosse questo
il mio spirito, era ostruzionistico, perché non condividevo nei
contenuti le proposte che chi amministrava o chi governava
presentava.
Vorrei chiamare per nome quello che sta accadendo oggi in
quest'Aula: alcuni parlamentari di alcuni Gruppi politici stanno,
di fatto, facendo ostruzionismo a questo disegno di legge e lo
fanno utilizzando frasi quali nell'interesse della Sicilia ... ,
il testo deve essere sistemato ... .
Non volendo fare il gioco di chi fa ostruzionismo, avrei
preferito non intervenire; tuttavia, poiché siamo in diretta
televisiva ed inoltre quello che diciamo rimane agli atti,
rivolgendomi all'onorevole Ardizzone, voglio dirgli che o lui ha
parlato di una cosa che non conosce o, se la conosce, da avvocato,
è grave che la dica. L'onorevole Ardizzone - e mi rivolgo anche a
lei, Assessore -, facendo riferimento a Pizzo Sella, ha sostenuto
che, addirittura, ci sarebbe un subemendamento presentato dal
Governo che sanerebbe la questione Pizzo Sella e precisamente
quello riguardante la delocalizzazione.
Vorrei informare il collega Ardizzone che l'onorevole Cordaro, il
quale fa parte del suo stesso gruppo parlamentare, ha presentato
proposte di variante urbanistica al piano regolatore generale del
comune di Palermo che prevedevano la sanatoria, rendendo
quell'area conforme allo strumento urbanistico. In più l'onorevole
Ardizzone non sa che quegli immobili non sono più di proprietà
degli abitanti di Pizzo Sella, quindi quel subemendamento
presentato dal Governo, che prevede la delocalizzazione, non
riguarderebbe comunque Pizzo Sella, perché la proprietà di quegli
immobili è del comune di Palermo. E ciò per sentenza della
Cassazione, signor Presidente, non perché lo dica io; la
Cassazione ha sancito che quegli immobili sono di proprietà del
comune di Palermo e il comune di Palermo, amministrato in questo
momento dal sindaco Cammarata, non si fa neanche pagare il canone
dai cittadini che abitano lì abusivamente
Onorevole Ardizzone, lei è un avvocato e dovrebbe sapere che se
la proprietà è del comune quei cittadini non possono utilizzare
l'articolo sulla delocalizzazione. Lei è una persona intelligente,
quindi mente sapendo di mentire, e questo è ostruzionismo
Considerato che su Pizzo Sella il sottoscritto e le forze
democratiche e progressiste della città di Palermo hanno fatto
battaglie per sanare l'obbrobrio che negli anni è stato
realizzato, sentire l'onorevole Ardizzone dire che al comune di
Palermo io sostengo la giunta che aveva predisposto una variante
urbanistica di sanatoria delle ville di Pizzo Sella e che noi con
questo provvedimento saniamo Pizzo Sella, credo sia veramente
troppo
Pertanto, signor Presidente, se lei pensasse di accantonare
alcuni articoli, non l'1 e il 6, perchè è terrorizzato dal fatto
che possano nascondersi in essi provvedimenti che sanano
situazioni insanabili, le assicuro che possiamo andare avanti
tranquillamente, perché abbiamo la coscienza a posto sul lavoro
che abbiamo svolto, sugli emendamenti e sui subemendamenti che
abbiamo presentato.
Se, a prescindere da questa preoccupazione, ritenesse necessario
procedere ad un approfondimento, per noi va bene; tuttavia ciò che
deve terrorizzare non è il testo esitato dalla Commissione, ma
alcuni subemendamenti ad esso presentati.
Per quanto ci riguarda - lo ribadisco - possiamo andare avanti.
Se c'è necessità di approfondire, di coordinare meglio il testo,
va bene, ma - ripeto - noi non siamo assolutamente preoccupati,
anzi, siamo tranquillissimi, considerato che il disegno di legge
non prevede interventi nei centri storici, tiene fuori tutte le
aree boschive, le aree adibite a parco, quelle ad inedificabilità
assoluta.
Detto questo, invito i colleghi che si preoccupano del bene dei
siciliani ad esprimersi con chiarezza sul provvedimento al nostro
esame, così come siamo chiari noi, quando un testo non ci
convince. È successo in passato, l'abbiamo detto con chiarezza:
facciamo ostruzionismo perché il provvedimento non ci convince ;
non condivamo' il nostro ostruzionismo con parole altisonanti.
Se non volete che si approvi questo disegno di legge,
assumetevene la responsabilità e alla luce del sole operate per
non farlo approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, lei ha iniziato il suo intervento
facendo riferimento alla sua breve esperienza parlamentare
cominciata in questa legislatura.
Le rispondo che la mia non lunghissima ma discreta esperienza in
questo Parlamento mi induce a fare la riflessione che ho fatto non
perché abbia il terrore di chissà quale subemendamento, ma perché
voglio portare a termine una buona legge.
Ripeto: poiché ho una certa esperienza sulle dinamiche
parlamentari, il mio intervento era in chiave positiva; poi, se si
vuole cogliere, bene, diversamente ... il Parlamento è sovrano.
Presidenza del presidente Cascio
Per fatto personale
ARDIZZONE. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se si
tratti di Pizzo Sella o meno, ma sono sempre più convinto, anche
dopo l'intervento dell'onorevole Fagone, che ci sia qualcosa che
si nasconde dietro l'emendamento presentato dal Governo.
Ho chiesto che l'assessore Gentile esplicitasse meglio questo
argomento e ho portato
l'esempio ...
(interruzioni)
ARDIZZONE ... no, perché faceva parte della discussione di
carattere generale.
Ho portato la mia esperienza di parlamentare regionale: io mi
sono ritrovato anni addietro come colui che voleva sanare Pizzo
Sella e francamente, onorevole Faraone, della sua attività di
consigliere comunale mi interessa fino ad un certo punto, così
come di ciò che avviene nel contesto palermitano posso saperne
poco, però essere considerato (è accaduto così nel 2003), per una
trappola che era stata fatta, come colui che voleva sanare Pizzo
Sella, francamente non mi sta bene e non voglio ripetere
l'esperienza.
Richiamavo, quindi, l'Aula ad una maggiore attenzione su tutta
questa vicenda, consigliando di andare avanti con cautela.
Francamente che la sua parte politica si sia risentita, onorevole
Faraone, non mi turba affatto.
Io posso dirle che non mento sapendo di mentire. Il mio
intervento era in termini di collaborazione col Governo; infatti,
chiedevo al Governo, e a questo punto lo chiedo pure agli uffici:
cosa c'entra questa norma che riguarda l'inedificabilità assoluta,
questa norma di carattere urbanistico, questa norma di
salvaguardia del territorio? È inutile che mi si dica che ne
riparleremo al momento in cui arriveremo all'emendamento in
questione, perché quando ci arriveremo ci sarà sicuramente
qualcuno che chiederà la verifica del numero legale, la votazione
per scrutinio segreto, ci sarà la distrazione generale, il
maxiemendamento e quant'altro.
Tutti abbiamo detto che dobbiamo varare una legge che appartenga
all'intero Parlamento, una legge che non abbia padri e padrini, e
sottolineo padrini ed è per questo che chiedo soltanto di
conoscere la filosofia generale di questo testo. Io, parlamentare
di Messina, non posso sapere quello che succede a Palermo. Se si
scrive una norma fotografia che magari non riguarda Pizzo Sella,
ma qualche altra nefandezza di questa Sicilia, è giusto che lo si
dica, onorevole Faraone.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
459-386-209-394-404/A
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
svolgere due considerazioni.
La prima. Non posso fare a meno di notare che tutti stanno
abusando del Regolamento e che lei, signor Presidente è, come al
solito, generoso e democratico.
Questa sera voglio farle i complimenti, perchè la discussione che
si è svolta questa sera non ha riguardato l'articolo 1, ma è stata
piuttosto una ripetizione della discussione generale sul disegno
di legge e il nostro Regolamento non prevede che ogni qual volta
si affronti un articolo si possa ritornare sulla discussione
generale, ma prevede che si entri nel merito dell'articolo.
Lei, da generoso e da democratico qual è, ha permesso che ciò
avvenisse; purtroppo, dovrà permetterlo anche a me.
La seconda considerazione riguarda i lavori odierni. Tatticismo
tanto, merito poco, criminalizzazione di alcuni aspetti in maniera
spettacolare. Domani, sui giornali alcuni di noi cercheranno il
rigo che cita l'onorevole Tizio o l'onorevole Caio, tutti, però,
andiamo dicendo, in mezzo al festival delle ipocrisie, che
vogliamo approvare una buona legge, una legge che si ispiri
all'accordo Stato-Regione.
L'accordo Stato-Regione prevede, in maniera assolutamente
centrata, ciò che è previsto in questo disegno di legge. È
condivisibile che altri interventi, a parte la delocalizzazione,
che mi pare una cosa serissima, riguardanti, ad esempio,
importanti attività produttive, si facciano attraverso specifici
disegni di legge. In proposito, anticipo che, per quanto mi
riguarda, ci sto già lavorando insieme con altri colleghi.
Voi tutti vi vantate dell'accordo Stato-Regione. Ma ricordate
come esordì il vostro capo, il divino, l'onnipotente, l'unto del
Signore quando annunciò il famoso piano casa? Io lo ricordo: disse
che il piano casa doveva essere tutto e il contrario di tutto'.
Poi, purtroppo, accadde un evento calamitoso gravissimo quale fu
il terremoto de L'Aquila e si scoprì, attraverso i filoni
d'indagine legati anche e non solo alla Casa dello studente di
quella città, che sarebbe stato meglio essere un po' più prudenti.
Successivamente, un certo presidente di Regione, che non cito per
non essere considerato di parte - si prodigò per addivenire ad un
accordo tra lo Stato e le regioni. Sulle caratteristiche cogenti o
meno di quell'accordo, lasciamo stare, ma in quell'accordo si
comincia a parlare di pacchetto casa', cioè si interviene
sull'edilizia residenziale per cercare di mettere in moto un
segmento della nostra economia che in quel momento, assieme ad
altri settori, a causa della crisi, stava vivendo una situazione
particolarmente difficile.
Signor Presidente, lei sicuramente non avrà avuto modo di
saperlo, sa quanti emendamenti ha presentato il mio amico
onorevole Mancuso, presidente della IV Commissione? Sa quanti
emendamenti ha presentato il Presidente Mancuso, il quale ha detto
che lui quel giorno mancava per problemi personali, ma avrebbe
voluto partecipare a quella Commissione e anche di non aver
gradito quel famoso - così fu definito dalla stampa - colpo di
mano? Ricorda, onorevole Mancuso?
Lui, che giustamente vuole approvare una buona legge (come se gli
altri, invece, ambissero ad una cattiva legge) ha presentato 135
emendamenti ed è il presidente della IV Commissione
Io penso che se non fosse il presidente della IV Commissione ne
avrebbe presentato 300 (ma lui vuole questa legge ); e che tipo di
emendamenti ha presentato? Emendamenti molto corposi, che
disciplinano lo scibile umano. Onorevole Mancuso, dire di volere
un provvedimento mirato e presentare tutti questi emendamenti che
lo stravolgono è contraddittorio.
Quindi, come dicevo all'inizio, molto tatticismo e poca sostanza.
In più, signor Presidente, l'onorevole Ardizzone ha parlato
dell'emendamento A95, che è l'ultimo degli emendamenti aggiuntivi,
e lo interpreta non come un'opportunità per delocalizzare da zone
che, invece, sarebbe possibile destinare ad altro, no, lo
criminalizza, anziché pensare al reale intento di
quell'emendamento, cioè spostare quelle costruzioni nel luogo più
idoneo urbanisticamente
Io sono d'accordo con lei, signor Presidente, e ho chiesto di
intervenire per sostenere la sua proposta. Quello che lei ha detto
è giusto: se determinati articoli presentano dei problemi,
iniziamo da quelli che possono essere approvati speditamente,
rispettiamo tutti il Regolamento ed evitiamo di mettere in atto
tatticismi e forme ostruzionistiche bislacche.
Per fare opposizione bisogna essere abituati a farla, e lei,
presidente Mancuso, non lo è, quindi si contraddice.
Concludendo, colleghi, se davvero vogliamo condurre in porto
questo provvedimento legislativo, andiamo avanti con gli articoli
che non presentano problemi e tralasciamo momentaneamente gli
articoli cui sono presentati emendamenti che, sostanzialmente,
rischiano di farci combinare qualche pasticcio.
Purtroppo, sono convinto che sotto sotto c'è chi ha ancora il
dente avvelenato, perché consapevole di avere sbagliato tutto in
questa legislatura. Se ne faccia una ragione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito con
estrema chiarezza e senza perdere tempo che noi voteremo
l'articolo 1, così come emendato dal presidente della Commissione
e con le modifiche apportate dagli onorevoli Cracolici e Faraone.
Desidero, altresì, rivolgermi al collega Faraone, che fa le
reprimende - è ancora giovane anagraficamente ed è giovane' in
Assemblea - dicendogli che non è corretto azzannare' i colleghi.
Ciascuno di noi ha il diritto di esprimere le proprie convinzioni
e non può essere attaccato per ciò che dice nella piena
legittimità, così come hanno fatto l'onorevole Ardizzone o
l'onorevole Cordaro. Quest'ultimo, in particolare, non è
certamente responsabile di alcuna variante al piano regolatore di
Palermo; se l'avesse fatta, penso che avrebbe fatto una cosa seria
ed onesta anche per gli abitanti di Pizzo Sella, i quali sono
stati ingannati dall'amministrazione comunale di Palermo, che ha
rilasciato singole licenze edilizie illegittime dove, invece, era
necessario procedere ad una lottizzazione, che certamente non deve
essere pagata dai cittadini che lì hanno costruito, ma dal Comune
che ha rilasciato quelle licenze.
Ripeto: noi siamo pronti a votare l'articolo 1 così come
emendato. Noi vogliamo questa legge più di quanto non lo voglia il
PD, dal quale, come si è visto, sono venute fuori alcune forti
contraddizioni interne.
Plaudiamo al Presidente dell'Assemblea, il quale questa sera ha
pensato di togliere alcune castagne dal fuoco al fine di iniziare
in Aula l'iter di questo provvedimento legislativo.
Noi desideriamo andare avanti, perché riteniamo che i cittadini
abbiano necessità di avere questa legge, anzi, riteniamo sia stato
un errore da parte del Governo non aver presentato prima un testo;
siamo, infatti, la regione cenerentola d'Italia nel varo di questa
legge.
Ripeto: da parte nostra c'è la volontà di andare avanti, anche se
il Governo non pare sia molto interessato alla questione,
considerata l'assenza, a parte quella del Presidente della
Regione, al quale possiamo riconoscere tutte le giustificazioni
possibili, degli altri componenti del Governo, i quali hanno il
dovere di stare qui, in Aula, e invece non ci sono.
Queste cose le dicevo anche quando era presidente della Regione
l'onorevole Cuffaro, del mio partito; oggi, più che mai posso
dirle a chi ritiene che si possa gestire il proprio ruolo a
distanza, stando negli assessorati, spesso privi di direttori, di
segretari particolari, di capi di gabinetto, i quali non sono mai
al proprio posto.
È grave che questa sera ci siano qui soltanto i soliti noti:
l'assessore Gentile, l'assessore Leanza e l'assessore Bufardeci,
mentre gli altri fanno altro e non si occupano di una legge
importante come quella che stiamo esaminando. Altro che pensare
all'ostruzionismo di chi sta all'opposizione, pensiamo
all'ostruzionismo di chi sta al Governo e che non sta in Aula a
fare il proprio dovere fino in fondo
Noi siamo per farla questa legge, e presto, e siamo pronti a
votarla purché non sia stravolta in quei contenuti che sono alla
base dell'accordo Stato-Regioni. Dunque, andiamo avanti senza
stravolgimenti assurdi e inconcepibili; sono lieto che l'onorevole
Maira abbia ritirato l'emendamento 1.4, che non era in linea con
le cose che vogliamo portare a compimento.
Basta scherzare con gli interessi della Sicilia e dei siciliani
Basta perché la Sicilia non ne può più di avere un Governo che non
governa, di un Parlamento che si disinteressa dei problemi della
gente e di parlamentari che si accusano a vicenda.
Signor Presidente, lei ha indicato una strada, portiamola avanti.
Votiamo l'articolo 1, passiamo all'articolo 4, dopodiché si faccia
una riunione tra Governo, Commissione e opposizione - non basta
che vi siate accordati in tre, e ve ne accorgete - perché è giusto
che l'intera Assemblea sappia quello che effettivamente si vuol
fare.
Ecco - e concludo - perché dico al Governo che è necessario avere
un po' di attenzione in più nei confronti dell'Assemblea;
l'Assemblea saprà rispondere, saprà isolare chi finge di volere la
legge e poi briga per non farla approvare. Noi dell'UDC la legge
la vogliamo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
nelle scorse settimane abbiamo assistito al balletto mediatico del
Presidente Lombardo con la sua surrettizia maggioranza.
Il presidente Lombardo un giorno ha detto sì al piano
commerciale, un giorno ha detto no, un giorno ha detto sì ai
capannoni, un altro ancora ha fatto retromarcia.
Devo dire, però, che, obiettivamente, su questa vicenda nulla
posso rimproverare al governatore della Sicilia, perché non è
certamente da qui che nasce il problema.
Il problema non nasce da chi in Aula, come l'UDC, ha detto, e
vuole continuare a dire, la verità, (si tratta del recepimento di
una legge nazionale e si chiama piano casa'), nasce da chi,
invece, vuole continuare a dire e a fare falsità, da chi, ad
esempio, ha perso le elezioni ed oggi governa, da chi non è nella
maggioranza, ma esprime opinioni, da chi è all'opposizione e
partecipa ai vertici con il presidente Lombardo.
Queste sono le falsità della politica siciliana, alle quali noi
ci opponiamo perché siamo persone serie e veniamo in questa Aula
per dire soltanto la verità
Allora, signor Presidente, assessore Gentile e colleghi: questo
provvedimento legislativo non si chiama piano commerciale, non si
chiama piano imprenditoriale, si chiama piano casa e noi non
permetteremo, come parlamentari dell'UDC, che con questo testo si
facciano affari' personali o di partito.
Questo deve restare agli atti Se qualcuno ha idee contrarie, si
dovrà confrontare con la politica che sino ad oggi è stata
espressa - e credo lo sarà per lungo tempo - anche in quest'Aula
dall'UDC.
A proposito di falsità, desidero rivolgermi al collega Faraone.
Non ho chiesto la parola per fatto personale' perché mi parevano
risibili le accuse rivoltemi nel corso del suo intervento.
Conosco l'onorevole Faraone ormai da quasi dieci anni e so bene
che lui di falsità se ne intende. Falso è, infatti, ed anche
banale ciò che ha detto a proposito della presentazione da parte
mia di una variante urbanistica al piano regolatore del comune di
Palermo, in quanto, avendo avuto la ventura di essere eletto
presidente del Consiglio comunale di Palermo il primo giorno del
mio insediamento qui, in Assemblea, da semplice consigliere non
avrei mai potuto firmare - come non ho firmato - alcuna variante
urbanistica.
Dunque, lei è un bugiardo, sa di esserlo, ma è giusto che io
glielo rammenti.
Detto questo, ribadisco che noi dell'UDC - come hanno sostenuto
apertamente il capogruppo, onorevole Maira, e l'onorevole Cintola
- siamo per approvare il piano casa', siamo per far ripartire
l'economia siciliana, dando la possibilità di un'occupazione
lecita e legittima.
Noi, come gli altri partiti, siamo per le riforme, siamo per
riforme corrette. Approviamo, quindi, la parte riguardante il
piano casa' e accantoniamo le norme di carattere urbanistico, che
potranno essere inserite in un testo ad hoc da esaminare
successivamente, perchè c'è qualcuno che a parole dice di voler
fare la legge, ma, in realtà, non la vuole affatto.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una
volta oggi siamo impegnati in una discussione che offre l'immagine
di un Parlamento che si avvita su se stesso.
Per la verità, ancora una volta non comprendo le prese di
posizione di alcuni gruppi parlamentari e di alcuni colleghi di
questo Parlamento, allorché - e debbo dire anche molto
strumentalmente - sul piano della comunicazione utilizzano
sapientemente una terminologia facile da recepire, che sintetizza
alcuni concetti certamente cari all'opinione pubblica, che,
tuttavia, non dà l'esatto senso delle cose.
E' vero che nell'accordo Stato-Regioni si parla di un piano
casa', un piano finalizzato a dare la possibilità ai nuclei
familiari di ampliare la propria abitazione; è vero che quel
piano casa ha come elemento preponderante questa possibilità, ma
è altrettanto vero che questa sia esclusiva.
Se non diciamo anche questo, mistifichiamo la realtà. Infatti,
quell'accordo prevede la possibilità, per le regioni, di
orientarsi anche per l'ampliamento delle attività produttive,
lasciando alle singole regioni la possibilità di legiferare su
questa materia. Tanto è vero ciò che dico che le regioni che hanno
già legiferato in proposito lo hanno fatto in questo senso. Anche
le regioni rosse', cari colleghi del PD, hanno dato la
possibilità agli imprenditori di estendere, nel rispetto di alcuni
limiti e a determinate condizioni, la superficie dei loro
stabilimenti. Questo significa dare un aiuto concreto non
soltanto alle imprese, non soltanto all'economia, all'occupazione,
ma anche, cari amici dell'UDC, alle famiglie. Le famiglie,
infatti, non hanno soltanto bisogno della casa in cui abitare, ma
hanno anche bisogno del lavoro per potere andare avanti e le
famiglie sono anche quelle degli imprenditori e non soltanto
quelle astrattamente considerate.
Comprendo che ci possano essere anche motivi di ordine politico
che inducono a sostenere con ostinazione determinate posizioni, ma
qui, più volte, si è fatto appello al buon senso, ed è il buon
senso che deve prevalere.
E' vero che c'è stato un iter che è stato seguito, ma è pur vero
che oggi la situazione rispetto ad un anno fa è cambiata e quindi
è necessario ed opportuno introdurre degli aggiustamenti.
Ripeto: quello che deve prevalere è il buon senso. E buon senso è
stato espresso proprio da lei, signor Presidente, allorché ha
proposto di andare avanti.
Detto questo, aggiungo che per quanto mi riguarda - e con ciò non
voglio né delegittimare il mio Capogruppo, cui rinnovo la mia
fiducia, né negare l'appoggio al Governo, che sostengo con
convinzione facendo parte di questa maggioranza - non potrò non
fare riferimento anzitutto alla mia coscienza, allorché ci sarà da
votare i singoli emendamenti, senza che con questo venga meno la
mia appartenenza politica.
L'errore che si sta commettendo in quest'Aula è quello di
politicizzare troppo questo provvedimento sul piano casa , che
non ha assolutamente nulla a che vedere con un'impostazione
politica di maggioranza, ma che deve essere una legge tendente a
ridare fiato alle famiglie, alle imprese, all'economia, una legge
che faccia ripartire la crescita economica della Sicilia.
LIMOLI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevole Cracolici, mi rivolgo a lei
perché è scattato l'amore, perché ci vogliamo bene Ormai è
diventato il capo assoluto di questo Palazzo Io la mattina quando
lo vedo passeggiare mi inorgoglisco perché so che sono stimato da
lei Ha tanti deputati che gli vanno dietro, gli chiedono
consigli, e lui pontifica come i grandi .
Complimenti, onorevole Cracolici, perché quello che ha fatto lei
non era mai riuscito a nessuno, perché lei ha perduto sempre, però
si trova nei banchi dei vittoriosi . Devo fare un corso
accelerato con lei, onorevole Cracolici
CRACOLICI. Non è vero che ho perduto sempre
LIMOLI. Da quando la conosco io, non ha mai vinto
CRACOLICI. Ci conosciamo da due anni
LIMOLI. E da due anni perde sempre
Signor Presidente dell'Assemblea, dandole atto della sua
sensibilità per aver rinviato l'esame del testo oggi in
discussione, al fine di appianare i problemi che sono sorti, devo
dirle, però, che ogni qualvolta che lei ne ha rinviato l'esame,
l'indomani mi sono ritrovato davanti a nuovi emendamenti e
subemendamenti. Poiché appartengo a quella fascia di popolo
siciliano non eccessivamente acculturato - le ricordo che vengo da
Ramacca, un paese lontano - sono stato costretto ad invitare,
anche a pranzo, architetti, ingegneri, geometri, onorevole Adamo,
per farmi spiegare il significato di quegli emendamenti.
Ieri ho letto sulla stampa, onorevole Mineo, dell'accordo
raggiunto, non si sa se alle ore 18, alle ore 20 o alle ore 22, e
mi ero rasserenato, assessore Leanza, assessore Gentile.
Stamattina leggo che l'accordo non c'è più, perché poi ci sono
stati altri interventi, altre riunioni.
Signor Presidente, ogni volta che ho chiamato dei tecnici per
chiarirmi le idee, invitandoli anche a pranzo, ho pagato tutto di
tasca mia. Con questo nuovo fascicolo di emendamenti, quanto mi
dovrà costare questa legge sul piano casa'?
Ci sono interventi che mi hanno colpito molto; per esempio,
quello dell'onorevole Mineo e quello dell'onorevole Mancuso, e
lei, signor Presidente, dall'alto della sua saggezza, deve
ascoltare la voce del popolo, di coloro che contano meno qui
dentro, ma hanno i numeri fuori da quest'Aula.
Signor Presidente, ha proposto di votare l'articolo 1, di passare
all'esame dell'articolo 4 per poi tornare all'articolo 2. Ma,
secondo lei, quando io tornerò nel mio paese, nella mia provincia
e a Catania, famosa perché ha dato i natali a un grande
personaggio, dopo centinaia e centinaia di chilometri, come farò a
spiegare che su una legge così importante ci siamo limitati ad
approvare l'articolo 1, per poi passare all'articolo 8 e poi
tornare all'articolo 2? Gira la testa
Signor Presidente, mi metta nelle condizioni di capire quello che
stiamo facendo. Credo che anche lei sia in difficoltà, non sa se
sia meglio andare avanti o tornare indietro, anche se apprezzo la
sua tenacia nel cercare di condurre in porto questa legge.
Mi auguro che ci riusciremo, ma, nel frattempo, la prego di
conteggiare tutti i pranzi che ho offerto a quei tecnici, perché
penso che, prima o poi, le porterò tutte le ricevute di pagamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Limoli.
Per quanto riguarda i suoi pranzi si rivolga al suo capogruppo e
veda se riuscirà ad ottenere qualcosa
Si passa all'esame dell'emendamento 1.3 del Governo.
Inviterei il Governo a ritirarlo, in quanto non serve in questa
fase modificare il titolo dell'articolo 1. È un emendamento che
potrà essere presentato successivamente, ai sensi dell'articolo
117 del Regolamento interno.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2 (II parte) della Commissione. Il
parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Il Governo è
contrario, perché la data del 31 dicembre 2011 è in contrasto con
quanto previsto all'articolo 6.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se questo emendamento potesse
essere coordinato con l'articolo 6, comma 4, che invece fa partire
i termini dal momento in cui l'utente sostanzialmente fa istanza
per accedere al beneficio, ed ha 120 giorni di tempo, credo che
potrebbe essere apprezzato favorevolmente dal Governo.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Signor
Presidente, sarebbe opportuno che si riferisse all'articolo 6,
commi 4 e 2.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per
dare la possibilità alla Commissione di scrivere un subemendamento
formulato sulla base dei suggerimenti espressi dal Governo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore
19.08)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 1.2.1: «All'emendamento 1.2 cassare le parole
operanti fino al 31 dicembre 2011'».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.2, così come emendamento. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con l'approvazione di questo emendamento l'articolo 1 è
interamente riscritto; di conseguenza tutti gli altri emendamenti
sono preclusi.
Gli articoli 2 e 3, come anzidetto, sono accantonati.
Si passa, pertanto, all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Oneri concessori
1. Per gli interventi di cui all'articolo 2, gli oneri concessori
sono commisurati al solo ampliamento ridotto del 20 per cento. La
riduzione è pari al 30 per cento nell'ipotesi di edificio o unità
immobiliari destinati a prima abitazione del proprietario o
dell'avente titolo.
2. Per gli interventi di cui all'articolo 3, gli oneri concessori
sono determinati in ragione del 50 per cento.
3. I comuni costituiscono nel proprio bilancio apposito capitolo
di spesa con destinazione vincolata, ove far confluire gli oneri
di concessione incamerati in attuazione della presente legge.
4. Le somme iscritte nel capitolo istituito ai sensi del comma 3
sono finalizzate esclusivamente alla riqualificazione, messa in
sicurezza, risparmio idrico ed energetico del patrimonio edilizio
comunale e alla realizzazione di aree a verde pubblico. Per le
predette finalità ogni anno i comuni, in sede di approvazione dei
bilanci di previsione, qualora risultino iscritte delle somme nel
capitolo di cui al comma 3, presentano e realizzano appositi
progetti, distinti per le diverse categorie di interventi di cui
al presente comma.».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
emendamento 4.1 (I parte):
Il comma 1 è abrogato.
emendamento 4.2:
«Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Per gli interventi di cui all'articolo 2 comma 1 e
dell'articolo 3, il contributo di costruzione è commisurato al
solo ampliamento ridotto del 20 per cento. La riduzione è pari al
60 per cento nell'ipotesi di edificio o unità immobiliari
destinati a prima abitazione del proprietario o dell'avente
titolo. Per gli interventi di cui all'articolo 2, commi 8 e 9, la
realizzazione delle opere è subordinata al versamento alla Regione
di una somma pari al 20 per cento del valore dei locali oggetto di
recupero desumibile dal conseguente incremento della relativa
rendita catastale che deve risultare da perizia giurata ».
emendamento 4.3:
I commi 2 e 3 sono abrogati.
emendamento 4.1 (II parte):
«Il comma 2 è così sostituito:
2. Per gli interventi di cui all'articolo 3 gli oneri concessori
sono determinati in ragione del 50 per cento e sono ulteriormente
ridotti al 30 per cento in caso di edificio o unità immobiliare
destinata a prima abitazione del proprietario o titolare di
diritto reale di godimento sull'immobile ovvero ascendente o
discendente del proprietario in linea retta, coniuge non
legalmente separato che lo adibiscono ad abitazione principale ».
emendamento 4.4:
«Il comma 3 è sostituito con il seguente:
3. Gli oneri concessori accertati ai sensi della presente legge
costituiscono entrate a destinazione vincolata da iscriversi,
nella corrispondente parte della spesa, nel titolo secondo del
bilancio di previsione degli enti locali ».
emendamento 4.6:
«Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
Al capitolo di spesa previsto al comma 3 affluiscono anche i
proventi delle monetizzazioni delle aree e servizi da cedere da
parte dei privati in attuazione di piani di lottizzazione o di
planivolumetrici. A tal fine, in tutte le zone omogenee previste
dai vigenti strumenti urbanistici, si procede, ordinariamente ed a
semplice richiesta dei privati, alla monetizzazione delle aree a
servizio da cedere, qualora la loro superficie non ecceda i mq
200. La superficie monetizzata concorre in ogni caso al computo
della cubatura realizzabile ».
- dagli onorevoli Campagna ed altri:
emendamento 4.15:
«Al comma 1, secondo rigo, dopo la parola ridotto sostituire
del 20 per cento con 30 per cento ; dopo la parola pari
sostituire 30 per cento con 50 per cento ; ed inserire dopo la
parola per cento le seguenti parole Per i soli casi di prima
abitazione non sono dovuti gli oneri concessori ».
- dagli onorevoli Romano e Musotto:
emendamento 4.14:
«Al comma 1 aggiungere:
Per le famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è
composto da più di 5 persone e per quelle che hanno una o più
persone a carico con disabilità riconosciuta dagli organismi
preposti gli oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento
ridotto del 50 per cento ».
emendamento 4.20:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
Per le famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è
composto da più di 5 persone e per quelle che hanno una o più
persone a carico con disabilità riconosciuta dagli organismi
preposti gli oneri concessori di cui all'articolo 3, sono
determinati in ragione del 20 per cento ».
- dagli onorevoli Pogliese e altri:
emendamento 4.18:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2 bis. - La realizzazione di interventi di cui all'articolo 3
relativi a edifici adibiti a prima abitazione di giovani coppie di
età non superiore ai 35 anni ed entro 5 anni dalla data di
matrimonio, dà diritto ad un'ulteriore riduzione degli oneri
concessori del 50 per cento ».
emendamento 4.19:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2 ter. La realizzazione di interventi di cui all'articolo 3
funzionali alla fruibilità di edifici adibiti ad abitazione di
soggetti riconosciuti invalidi dalla Legge in misura non inferiore
al 75 per cento dà diritto ad un'ulteriore riduzione degli oneri
concessori del 100 per cento ».
- dagli onorevoli Marrocco, Currenti ed altri:
emendamento 4.21:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
Per gli interventi di cui all'articolo 3, comma 4, eseguiti con
interventi di bioedilizia, gli oneri concessori non sono dovuti ».
emendamento 4.22:
«Al comma 4 dopo le parole aree a verde pubblico con parcheggi
ad eliminazione di superfetazioni ».
- dall'onorevole Leontini:
emendamento 4.7:
«Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
5. Al fine di consentire la prosecuzione delle attività di
riqualificazione del patrimonio edilizio comunale prevista dal
comma 4, anche oltre i termini di attuazione della presente legge,
al capitolo di spesa previsto al comma 3 dell'articolo 4
affluiscono anche i proventi delle monetizzazioni delle aree a
servizi da cedere da parte dei privati in attuazione di piani di
lottizzazione o di piani volumetrici. A tal fine, in tutte le zone
omogenee dei vigenti strumenti urbanistici si procede,
ordinariamente ed a semplice richiesta dei privati, alla
monetizzazione delle aree di servizio da cedere, qualora la loro
superficie non ecceda i 200 mq. La superficie monetizzata concorre
in ogni caso al computo della cubatura realizzabile ».
- dall'onorevole Beninati:
emendamento 4.8:
(testo identico all'emendamento 4.7).
- dagli onorevoli Gianni e Maira:
emendamento 4.11:
(testo identico all'emendamento 4.7).
- dagli onorevoli Mancuso, Limoli, D'Asero e Corona:
emendamento 4.9:
Sopprimere l'articolo 4.
- dagli onorevoli Ruggirello e Musotto:
emendamento 4.19.1:
«All'emendamento 4.19 aggiungere il seguente comma:
2 quater. Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3,
comprendenti opere finalizzate all'abbattimento delle barriere
architettoniche in edifici o unità immobiliari destinati a prima
abitazione del proprietario o dell'avente titolo, gli oneri
concessori sono ridotti del 75 per cento ».
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento 4.9.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la questione affrontata con l'articolo 4 è
stata oggetto di discussione in Commissione, anche nell'ultima
riunione, quella in cui è stato esitato il disegno di legge e alla
presenza dell'Assessore.
Il tema è il seguente. L'Assemblea, a mio avviso, non può
intervenire, in questo caso diminuendo gli oneri concessori, su
questa materia, in quanto la potestà regolamentare è degli enti
locali. Ciò, se non vado errato, è stato chiarito da numerose
sentenza della Corte Costituzionale. Quindi, noi, intervenendo,
per utilizzare un termine calcistico, a gamba tesa su questioni di
competenza del consiglio comunale, rischiamo di inficiare la
legge.
Per questo motivo, ritengo che una riflessione tecnica vada
fatta, così come è stato detto in Commissione. Pertanto,
rimettiamo la questione alla valutazione del Governo.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevole Mancuso, faccio presente che è
stato presentato un subemendamento che recita possono'.
Seconda osservazione. Lei, presidente Mancuso, sostiene che non
possiamo intervenire abbattendo gli oneri concessori sul premio
volumetrico rispetto alla prima abitazione e per come è formulato
sostanzialmente l'articolo.
Noi non possiamo intervenire - e questo è discutibile, anche a
fronte delle sentenze della Corte Costituzionale - sugli oneri
concessori normali', quelli cioè non legati ad un premio,
onorevole Mancuso. A parte il fatto che scriviamo possono',
ripeto, noi non possiamo intervenire sugli oneri concessori
normali', fuori, cioè, dalla logica del premio volumetrico che
qui stiamo inserendo, trattandosi di un provvedimento che ha
caratteristiche speciali'. Quindi la sua preoccupazione, per
quanto concerne l'approfondimento di atti legati a questo
articolo, è infondata.
Ciononostante, aggiungendo il termine possono' mettiamo al
riparo ulteriormente la norma per quanto concerne la questione
della potestà regolamentare degli enti locali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.9, dell'onorevole
Mancuso. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.12, degli onorevoli Faraone e
Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.13, degli onorevoli Faraone e
Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.1 (I parte) della Commissione. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.2 della Commissione. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.15, degli onorevoli Campagna, Mancuso
ed altri. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 4.14, degli onorevoli Romano e Musotto.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
all'emendamento testé approvato faccio presente - e chiedo al
Governo di prestare maggiore attenzione - che bastava sostituire
una percentuale con un'altra. Io vorrei che il Governo sapesse che
abbiamo approvato qualcosa che, secondo me, sarà di difficile
applicazione. Recita, infatti, l'emendamento 4.14: Per le
famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è composto
di più di cinque persone e per quelle che hanno una o più persone
a carico con disabilità riconosciuta dagli organi preposti gli
oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento ridotto del
50% .
Ormai abbiamo approvato l'emendamento, ma credo che questa norma
sarà difficilmente applicabile.
PRESIDENTE. Avendo approvato l'emendamento 4.14, l'emendamento
4.20 è assorbito.
Si passa all'emendamento 4.17, degli onorevoli Cracolici e De
Benedictis.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.3. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.1 - II parte - della Commissione. Il
parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stiamo
procedendo troppo rapidamente. Questi emendamenti,
sostanzialmente, comportano agevolazioni per coloro si trovano in
una situazione di fragilità, di povertà, ma anche di disabilità,
ed inoltre si riferiscono a chi ha la prima abitazione.
Mi permetterei di chiedere al presentatore dell'emendamento di
spiegarlo, per consentire a quest'Aula di fare le sue valutazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'emendamento si spiega da sé.
Con il parere contrario del Governo, lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.22, degli onorevoli Pogliese ed altri.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.21, degli onorevoli Marrocco, Currenti
ed altri.
MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.18, degli onorevoli Pogliese ed altri.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
Governo, per una questione di logicità, avrebbe dovuto esprimere
parere favorevole su questo emendamento. Si tratta, infatti, di un
emendamento che riguarda le giovani coppie, coloro che si
apprestano ad una vita coniugale che comporta molti oneri. Ridurre
questi oneri sarebbe un atto di buon senso.
Pertanto, invito il Governo a rettificare il proprio parere e
chiedo anche alla Commissione di esprimere parere favorevole.
FORMICA. Signor Presidente, sono dello stesso avviso
dell'onorevole Falcone.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.18. Il parere del
Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.19, degli onorevoli Pogliese, Falcone
ed altri.
Ricordo che a questo emendamento è stato presentato il
subemendamento 4.19.1, a firma degli onorevoli Ruggirello e
Musotto.
PRESIDENTE. Colleghi, temo che i due emendamenti trattino
questioni diverse.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.22, è ripresa alle ore 19.25)
La seduta è ripresa.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onde evitare che possa ingenerarsi
confusione e per accelerare i nostri lavori, anche a nome degli
altri firmatari, ritiro l'emendamento 4.19.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Conseguentemente,
l'emendamento 4.19.1 decade.
L'emendamento 4.20 è assorbito; si passa all'emendamento 4.4, a
firma dell'onorevole Mancuso.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Onorevole Cracolici, non è così, perché l'emendamento
4.20 riguarda l'articolo 3, non l'articolo 2; l'articolo 2 si
riferisce agli ampliamenti, mentre l'articolo 3 alle demolizioni e
ricostruzioni.
Vorrei capire - e lo chiedo ai firmatari degli emendamenti 4.14 e
4.20 - quale sia la logica della differenziazione tra le due
percentuali. Infatti, per gli ampliamenti, nell'emendamento 4.14,
già approvato, viene proposto lo sconto del 50 per cento, mentre
per le demolizioni e le ricostruzioni lo sconto è del 20 per
cento. Qual è la logica di questa differenziazione?
A me sembra una follia, non so cosa dire A mio avviso,
l'emendamento 4.20 non è assorbito. Si ponga in votazione: si
respinga o si approvi.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevole Beninati, i due emendamenti
sono determinati in ragione dell'attenzione che questo Governo ha
inteso porre nei confronti delle famiglie numerose e delle
famiglie con disabili a carico.
Rassicuro l'onorevole Beninati: le percentuali presenti negli
emendamenti, quel 20 e quel 50 per cento, sono le percentuali che
noi intendiamo far pagare.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.20 è assorbito. Si passa agli
emendamenti 4.7, 4.8 e 4.11 aventi contenuto identico.
Assente il firmatario, l'emendamento 4.7 decade.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero far
rilevare che gli emendamenti in questione riguardano aspetti
urbanistici e quindi sarebbe il caso che venissero ritirarti.
MAIRA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.11.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
BENINATI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.6, della Commissione. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 286 Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della
delibera legislativa n. 337 recante Disciplina dell'agriturismo
in Sicilia' approvata nella seduta n. 141 dell'11 febbraio 2010 ,
dell'onorevole Apprendi. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del 1996, ha
ribadito il principio che la promulgazione parziale di una legge
da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 141 dell'11
febbraio 2010, ha approvato la delibera legislativa recante
'Disciplina dell'agriturismo in Sicilia' (disegno di legge n.
337/A);
CONSIDERATO che la citata delibera è stata impugnata in modo
parziale dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con
ricorso proposto alla Corte costituzionale e notificato al
Presidente della Regione in data 19 febbraio ultimo scorso;
RITENUTO che occorre conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente
della Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di
consentire che la Corte costituzionale si pronunci sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 141 dell'11 febbraio 2010,
recante 'Disciplina dell'agriturismo in Sicilia' (disegno di legge
n. 337/A)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
459-386-209-394-404/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, avevamo deciso - e lei due o tre
settimane fa ne aveva dato comunicazione - che intendeva convocare
la seduta per i pomeriggi di martedì, mercoledì e giovedì di ogni
settimana e su questa base noi, dopo un lungo periodo di
allegria', ci siamo organizzati la vita.
L'Aula potrebbe valutare l'eventualità di non tenere seduta
domani di fronte ad un fatto importante, di fronte, ad esempio, ad
un congresso di partito, ad un evento straordinario.
In questi casi, nulla quaestio. Tuttavia, in presenza di fatti
ordinari, potremmo, al limite, anticipare la seduta a domani
mattina, anziché rinviarla al pomeriggio.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'appello che ho rivolto
all'Aula era determinato dalla perplessità che ci potesse essere
il tempo, da qui a domani, di riscrivere gli articoli 2, 3 e 6.
Ovviamente, questo lasso di tempo non sarà sufficiente, quindi,
potremo continuare l'esame degli articoli su cui, invece, c'è
l'accordo del Parlamento.
La seduta è, pertanto, rinviata a domani, giovedì 25 febbraio
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 180 - Provvedimenti della Regione siciliana a favore dei
lavoratori del Servizio '118'.
MARROCCO - ARICO'- CURRENTI - MARINESE
III -Discussione del disegno di legge:
-«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-
404/A) (Seguito)
Relatore: on. Caronia
La seduta è tolta alle ore 19.36