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Resoconto d'Aula della Seduta n. 146 di giovedì 25 febbraio 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   SCAMMACCA  DELLA BRUCA, segretario f.f., dà lettura del  processo
  verbale della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  il Presidente dà il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli
  Bosco, Gianni, Lo Giudice, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la seguente  richiesta  di  parere  è
  pervenuta  dal  Governo  ed  è  stata  assegnata  alla  competente
  Commissione legislativa:

                    CULTURA, FORMAZIONE, LAVORO (V)

   -  Decreto attuativo delle disposizioni di cui al Titolo VI della
  legge regionale 6 agosto 2009, n. 9 (74/V)
   pervenuta  in  data  24  febbraio  2010 ed  inviata  in  data  25
  febbraio  2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   SCAMMACCA DELLA BRUCA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità,  premesso  che con decreto  del  Presidente  della
  Regione   n.   134/2000   è  stato  esteso  l'ambito   territoriale
  dell'I.A.C.P.  di  Acireale  (CT)  per  un  totale  di  26  comuni,
  riducendo  in  modo corrispondente la competenza  dell'I.A.C.P.  di
  Catania;

   visto  che  la  perdurante  opposizione dell'IACP  di  Catania  ha
  impedito  il  subentro dell'Istituto di Acireale nella proprietà  e
  nella  gestione  di  tutti  gli immobili di  edilizia  economica  e
  popolare insistenti nei comuni di ricompresi nelle nuove competenze
  territoriali;

   accertata,  anche per via giudiziaria, la competenza dell'IACP  di
  Acireale  nell'ambito  del  comprensorio  costituito  con  DPRS  n.
  134/2000;

   rilevato che la mancata esecuzione, da parte dell'IACP di Catania,
  di  quanto disposto nel sopra citato DPRS n. 134/2000 determina  un
  danno  all'IACP  di Acireale per il periodo che va  dall'1  ottobre
  2000  al  31  dicembre 2008, quantificato dai  commissari  ad  acta
  inviati   dall'ex   Assessore  per  i  lavori  pubblici   in   euro
  2.063.108,24, più un ulteriore ammontare di euro 774.553,20 per gli
  immobili  di  nuova  costruzione,  tuttora  gestiti  dall'IACP   di
  Catania;

   ricordato  che  un  inopinato finanziamento all'IACP  di  Catania,
  concesso con decreto del dirigente generale dell'ex Assessorato  ai
  lavori  pubblici  per  la  manutenzione  straordinaria  di  edifici
  ricadenti nelle competenze dell'IACP di Acireale, è stato annullato
  dal TAR di Catania (ordinanza n. 180/08), ma che - ciò nonostante -
  l'IACP  di Catania non consente di fatto gli interventi manutentivi
  sugli immobili;

   osservato  che, oltre ai danni e agli impedimenti sopra ricordati,
  l'IACP   di   Acireale  è  messo  nell'impossibilità   di   operare
  correttamente  ed  efficacemente anche per mancanza  di  necessarie
  figure  professionali, impossibili da assumere per  il  divieto  di
  assunzioni posto in base e al rispetto del patto di stabilità;

   considerato che con numerose note l'IACP di Acireale ha richiamato
  l'attenzione della Regione sull'errore di avere incluso l'IACP  tra
  gli  enti pubblici sottoposti a vigilanza e controllo della Regione
  ai  sensi dell'art. 1, commi 1 e 3, della legge regionale n. 10 del
  2000,  visto  che non usufruisce di trasferimenti,  né  diretti  né
  indiretti,  da  parte della Regione, come esplicitamente  richiesto
  dalla legge regionale n. 25 del 2008;

   per  sapere  quali misure intendano adottare, e in che tempi,  per
  risolvere  una vicenda assolutamente chiara sul piano  giuridico  e
  che,  in  mancanza di opportune e tempestive decisioni, rischia  di
  mettere    nell'impossibilità   di    assolvere    alle    funzioni
  dell'Istituto,  creando altresì le condizioni per  possibili  danni
  erariali,   di  cui  sarà  difficile  e  costoso  il   recupero   e
  l'individuazione delle responsabilità». (1043)

                                                                 RAIA

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  premesso che:

   'parent  project' onlus è un'organizzazione diffusa  in  tutto  il
  mondo,  fondata  in  Italia  nel  1996,  come  associazione   onlus
  'Distrofia Muscolare Duchenne & Becker' malattia rara che conduce a
  un  livello di disabilità gravissimo, per questo i ragazzi  affetti
  da tale patologia richiedono assistenza a tutti i livelli;

   si  stima  che  in  Italia ci siano 5.000  persone  affetti  dalla
  malattia,  ma  non  esistono  dati ufficiali  in  quanto  manca  un
  database  dedicato. La malattia, nota fin dalla  seconda  metà  del
  secolo scorso, deve il suo nome al medico francese Duchenne che  la
  descrisse   accuratamente  nel  1868.  Ad  esserne   affetti   sono
  esclusivamente  i maschi, tranne rarissime eccezioni.  La  causa  è
  un'alterazione di un gene localizzato sul cromosoma X che  contiene
  le informazioni per la produzione di una proteina: la distrofina;

   i  primi sintomi si manifestano, generalmente, tra i 2 e i 6 anni;
  la malattia colpisce inizialmente i muscoli profondi delle cosce  e
  delle  anche, provocando un'andatura dondolante; verso gli 11 anni,
  generalmente, i ragazzi colpiti da tale malattia sono  costretti  a
  muoversi su una sedia a rotelle;

   progressivamente,  la  degenerazione dei  muscoli  colpisce  anche
  quelli  respiratori,  diaframma  e  muscoli  intercostali,  fino  a
  rendere  necessaria la ventilazione assistita.  Anche  il  cuore  è
  coinvolto dalla malattia, soprattutto negli ultimi anni di vita;

   in   tutto  questo  la  famiglia  si  trova  a  supportare   tante
  difficoltà,  sforzandosi di mantenere una normale quotidianità  che
  spesso non è facile;

   per  tutti  questi  motivi la parent project si è  prefissata,  da
  circa 10 anni, di raggiungere alcuni obiettivi importanti come:

   a)  raccogliere  fondi  per finanziare la  ricerca  scientifica  e
  migliorare  la  qualità  di  vita delle  persone  affette  da  tali
  patologie;

   b)   diffondere  informazioni  scientifiche  alle  famiglie  e   a
  specialisti,  allo  scopo  di  favorire  l'applicazione  di   nuove
  tecniche e terapie derivanti dalla ricerca;

   c)  promuovere  il  diritto  alla  salute  attraverso  la  ricerca
  scientifica e il sostegno di azioni politiche socio-sanitarie;

   d)  istituire  a  livello nazionale un servizio  specialistico  di
  accoglienza  e  informazione  sulla  malattia,  il  Centro  ascolto
  Duchenne  (CAD), al fine di rispondere ai bisogni e alle  richieste
  specifiche  delle  famiglie e dei servizi sociali  e  sanitari  del
  territorio;

   ad  oggi,  grazie  ad un progetto finanziato dal  Ministero  della
  solidarietà  sociale, previsto dalla legge  n.  383  del  2000,  il
  servizio  specialistico di Centro ascolto Duchenne è stato  avviato
  anche in Sicilia dal marzo 2009;

   l'associazione parent project onlus, grazie ai CAD, è in grado  di
  poter  sviluppare  percorsi e progetti di intervento  specializzati
  rivolti  alla malattia, al fine di consentire un lavoro di sinergia
  tra le famiglie e gli enti istituzionali;

   rilevato che:

   il  CAD si è arricchito di un bene immobile concesso dal Comune di
  Vittoria  (RG), attraverso un bando di concorso vinto per l'appunto
  da  parent project onlus, bene immobile confiscato alla mafia,  che
  oggi  il CAD Sicilia utilizza come sede per l'erogazione di servizi
  socio-sanitari a favore di tutta la comunità siciliana;

   il  CAD  Sicilia,  sino  ad  oggi, è impegnato  a  rilevare  e  ad
  analizzare  i  bisogni  e  le  varie problematiche  delle  famiglie
  siciliane delle varie province, allo scopo di creare una rete socio-
  sanitaria  ben intrecciata e radicata nel territorio, per  il  bene
  esclusivo delle famiglie e dei ragazzi D&B;

   atteso che:

   attualmente  non esiste una cura specifica, ma un  trattamento  da
  parte  di  una  equipe  multidisciplinare,  la  fisiochinesiterapia
  generale  e  respiratoria,  la chirurgia  ortopedica  selettiva,  i
  controlli  cardiologici  e, soprattutto, l'assistenza  respiratoria
  permettono di limitare gli effetti della malattia, di prolungare la
  durata  della  vita  e  di  migliorare le condizioni  generali.  Le
  aspettative di vita, quindi, possono anche raddoppiare rispetto  ai
  15 anni possibili fino ad un decennio fa;

   in  tutto  il mondo sono numerosi i gruppi di ricerca biologica  e
  clinica  che  studiano attivamente la distrofia muscolare  e  negli
  ultimi  anni  le  conoscenze sulle cause  della  malattia  e  sulle
  possibili terapie si sono ampliate considerevolmente;

   i CAD svolgono un lavoro estremamente delicato e importante perché
  rappresentano  degli  spazi di aiuto e osservazione  nei  confronti
  della patologia e dei soggetti interessati;

   considerato che, purtroppo, il progetto ministeriale di  cui  alla
  legge  n.  383  del  2000, che finanzia il Centro ascolto  Duchenne
  (CAD)  Sicilia,  oggi  in grado di fornire un servizio  di  qualità
  altamente  specializzato nella patologia della distrofia  muscolare
  Duchenne & Becker, si concluderà nel mese di maggio 2010;

   per  sapere  quali interventi intendano adottare per continuare  a
  garantire, da giugno 2010, l'esistenza del Centro ascolto  Duchenne
  (CAD)  Sicilia,  al  fine  di garantire con  un  concreto  sostegno
  finanziario   l'unico  spazio  specialistico   di   accoglienza   e
  informazione  sulla  malattia, in grado di poter  fornire  risposte
  alle  famiglie  già  coinvolte e a quelle che  potrebbero  trovarsi
  coinvolte,  a  cui le strutture ospedaliere non sono  in  grado  di
  rispondere per la complessità del problema che, ad oggi,  coinvolge
  oltre  100 famiglie siciliane, le quali hanno trovato nelle  figure
  professionali  del CAD Sicilia un qualificato supporto  ed  ascolto
  attivo delle loro problematiche». (1044)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   con  nota  prot.  5635 del 27 ottobre 2009, il  Consorzio  ASI  di
  Ragusa ha chiesto, a tutti gli enti o associazioni consorziate,  di
  designare  i  rappresentanti  da  indicare  in  seno  al  consiglio
  generale  del consorzio medesimo al fine di provvedere  al  rinnovo
  degli organi statutari;

   con  nota  del  28 dicembre 2009, il Consorzio ASI di  Ragusa,  in
  riferimento  alla nota sopra citata, ha inoltrato,  essendo  questa
  ancora  priva  di  riscontro,  formale  sollecito  agli  enti   e/o
  associazioni  sopra  richiamati per  l'indicazione  dei  rispettivi
  rappresentanti in seno al consiglio generale del consorzio;

   considerato che:

   con  nota  prot.  952  del  16 febbraio  2010  il  presidente  del
  consorzio  per l'ASI di Ragusa ha convocato, per i giorni  25-26-27
  febbraio  2010,  il  consiglio generale con all'ordine  del  giorno
  l'elezione  del  presidente  e l'elezione  di  tre  componenti  del
  consiglio generale in seno al comitato direttivo;

   con  nota  del  23  febbraio 2010, assunta al prot.  n.  1080  del
  Consorzio,  il Sindaco del Comune di Pozzallo (RG) ha revocato  uno
  dei  tre componenti nominati in seno al consiglio generale dell'ASI
  senza  provvedere  alla  sua  sostituzione,  adducendo  motivazioni
  frettolose  e  prive di ogni logica e fondamento  alla  tutela  del
  pubblico interesse;

   con  nota  del  23  febbraio 2010, assunta al prot.  n.  1082  del
  Consorzio,  il  Sindaco del Comune di Modica (RG) ha comunicato  la
  rinuncia  di  un componente dei tre nominati in seno  al  consiglio
  generale   dell'ASI   senza  provvedere  alla   sua   sostituzione,
  riservandosi di indicare un nuovo componente a completamento  della
  terna   non  appena  consumati  gli  opportuni  passaggi  politico-
  amministrativi;

   visto che:

   con  nota  del  23  febbraio 2010, assunta al prot.  n.  1094  del
  Consorzio,  il  dirigente generale del Dipartimento delle  attività
  produttive  della Regione siciliana ha rappresentato  al  Consorzio
  per  l'ASI di Ragusa la necessità di rinviare la convocazione dello
  stesso  a  data da destinarsi, esautorando di fatto il  potere  del
  consiglio generale di eccepire, eventualmente, vizi di forma  o  di
  sostanza;

   i  provvedimenti  ingiustificatamente posti  in  essere  di  fatto
  espropriano   un   intero  territorio  del  diritto   di   eleggere
  democraticamente  i propri rappresentanti in seno  ad  un  ente  di
  diritto pubblico;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  intendano adottare  rispetto  all'arbitraria
  nota   del  dirigente  generale  del  Dipartimento  delle  attività
  produttive;

   quale  principio  giuridico/democratico spinga un  alto  dirigente
  della  Regione  ad  interferire  con  delle  democratiche  elezioni
  regolarmente convocate;

   se  intendano stabilire tempi brevi e certi affinché il territorio
  possa  tranquillamente eleggere i propri rappresentanti in seno  al
  consorzio per l'ASI di Ragusa;

   se  non ritengano improcrastinabile esercitare presso i Comuni  di
  Modica  e  Pozzallo  i poteri sostitutivi, al  fine  di  garantire,
  qualora  ce  ne  fosse  bisogno, il plenum della  rappresentanza  e
  quindi elezioni certe ed immediate. Infatti, appare assurdo che  la
  revoca   o  la  rinuncia,  di  chiara  matrice  politica,   di   un
  rappresentante su 56 componenti aventi diritto, possa  bloccare  il
  regolare  iter (la convocazione è avvenuta con il plenum  nominato)
  del rinnovo degli organi». (1045)

                       MINEO-ADAMO-GRECO-NICOTRA-SCAMACCA DELLA BRUCA

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   l'opera pia 'Regina Elena e Vittorio Emanuele II' di Castellammare
  del  Golfo (TP) si occupa di assistenza a minori e nuclei familiari
  disagiati da lunghissimo tempo e senza di essa numerosi minori  non
  potrebbero ricevere un adeguato sostegno;

   l'opera pia versa in gravi condizioni economiche ed ormai da tempo
  registra  un  arretrato nei pagamenti degli stipendi ai  dipendenti
  che  si  trovano  conseguentemente in  una  situazione  di  estrema
  difficoltà;

   in  particolare, l'arretrato ammonta a 22 mensilità, ovvero  quasi
  due  anni  interi di stipendi non pagati; conseguentemente  si  può
  parlare  di  una  situazione  assolutamente  insostenibile  per   i
  lavoratori  - che devono mantenere le proprie famiglie -  i  quali,
  pur  continuando a lavorare, si trovano di fatto privi della giusta
  retribuzione;

   l'arretrato  è  peraltro  in crescita, essendo  aumentato  dal  24
  febbraio 2009 ad oggi di ulteriori 3 mensilità;

   per  cercare  di  fronteggiare la situazione si  era  tenuto,  nel
  febbraio  di quest'anno, un incontro tra il commissario  dell'opera
  pia,  dottore Pisciotta, ed i rappresentanti sindacali,  nel  corso
  del quale il commissario aveva assunto precisi impegni in ordine al
  riassetto economico della struttura ed al pagamento degli  stipendi
  arretrati,  attraverso intese da realizzare  con  gli  enti  locali
  territoriali  ed in particolare con il Comune di Castellammare  del
  Golfo;

   nonostante gli impegni presi dal commissario come sopra  chiarito,
  l'arretrato  nel  pagamento  degli  stipendi  si  è  aggravato   e,
  incredibile  a  dirsi, sono stati assunti ulteriori dipendenti  pur
  nella  consapevolezza di non riuscire a pagare quelli già in  forza
  alla struttura;

   tale  situazione  crea disagio agli utenti e  alla  comunità,  che
  rischia di non poter più fruire dei servizi dell'opera pia, e mette
  a serio rischio il futuro professionale dei dipendenti dell'ente;

   per sapere:

   se  il  mandato affidato al commissario, sicuramente basato su  un
  programma di interventi condivisi da codesto Assessorato, sia stato
  o meno rispettato;

   se  non  ritenga necessario ed urgente un intervento immediato  al
  fine  di  evitare  il possibile dissesto economico  dell'opera  pia
  'Regina Elena e Vittorio Emanuele II' di Castellammare del Golfo;

   quali  misure  intenda adottare affinché i lavoratori percepiscano
  quanto  loro  dovuto  in  relazione  alle  mensilità  arretrate  ed
  affinché  vengano  pagati  con  regolarità,  potendo  in  tal  modo
  continuare con serenità il loro delicato lavoro;

   se  non valuti necessario intervenire con uno specifico contributo
  straordinario   per  consentire  il  pagamento   degli   emolumenti
  pregressi e degli oneri riflessi». (1047)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   il  Castello  della  Colombaia, ex fortezza difensiva  e  prigione
  costruita  su  di  un isolotto all'ingresso del porto  di  Trapani,
  monumento di rilevanza storica e paesaggistica, simbolo della città
  di  Trapani, rischia seriamente di crollare a causa dello stato  di
  degrado ed abbandono in cui versa;

   è   indispensabile  e  necessario  un  intervento   immediato   di
  ripristino e messa in sicurezza della struttura, nonché di restauro
  al fine di rendere il monumento fruibile per la collettività;

   nella  conferenza di servizi svoltasi il 9 luglio 2003  presso  la
  Direzione generale delle infrastrutture della navigazione marittima
  del  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è stato deciso
  che  l'immobile  perdesse  la natura di bene  demaniale  e  venisse
  ceduto al Comune di Trapani;

   nelle  more della procedura di trasferimento, la Regione siciliana
  avrebbe chiesto il trasferimento al suo patrimonio dello stesso per
  farne in futuro sede di attività sociali e culturali;

   il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti,  nello  scorso
  mese  di  novembre, ha informato l'Amministrazione  provinciale  di
  Trapani  del fatto che l'Agenzia del demanio aveva confermato  che,
  una volta concluso l'iter di classificazione, la proprietà del bene
  sarebbe  passata,  in  virtù dello Statuto speciale,  alla  Regione
  siciliana;

   negli  ultimi mesi sono state avviate diverse iniziative ad  opera
  di   varie  associazioni  anche  di  rilievo  nazionale  mirate   a
  sensibilizzare  ulteriormente le istituzioni  interessate  per  una
  tempestiva conclusione dell'iter amministrativo;

   per sapere:

   se   siano   state   realmente  concluse  le  procedure   per   il
  trasferimento del bene alla Regione siciliana;

   in   caso   contrario,   se  non  ritenga   opportuno   incontrare
  urgentemente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e gli
  altri  organi e/o enti statali che sovrintendono alla procedura  in
  oggetto  per completare l'iter amministrativo e così profittare  di
  tutte le opportunità di finanziamento che potrebbero consentire  la
  redazione  di  un  progetto  per il  recupero  del  castello  della
  Colombaia  di  Trapani,  anche  al fine  di  renderlo  fruibile  ai
  cittadini». (1048)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «All'Assessore  per  la  salute,  premesso  che  il  signor  Guida
  Leonardo,  con ricorso straordinario, ha impugnato la revoca  della
  delibera  (440/2002) di conferma della decisione  del  comitato  di
  gestione dell'ex AUSL 1 di Agrigento di costituire l'ufficio stampa
  e  pubbliche  relazioni e di assegnarne la responsabilità  al  sig.
  Guida in questione;

   visto  che il predetto ricorso straordinario è stato accolto  (con
  decreto  n. 1075 del 26 ottobre 2007) dal Presidente della Regione,
  su  conforme parere del CGA a sezioni riunite, il quale ha ritenuto
  sussistente  l'obbligo per le aziende sanitarie  di  istituire  gli
  uffici stampa e pubbliche relazioni;

   rilevato che:

   a  seguito della notifica del predetto decreto e al fine di  darvi
  esecuzione  l'ex  azienda sanitaria locale n.  1  di  Agrigento  ha
  chiesto  di  essere  autorizzata dall'Assessore  regionale  per  la
  sanità  pro-  tempore a modificare l'atto aziendale e la  dotazione
  organica  dell'azienda  anche in deroga  a  quanto  disposto  dalla
  circolare  n.  436  del  13 febbraio 2007 e dei  limiti  finanziari
  imposti dal piano di rientro, in modo da potervi inserire la figura
  del  giornalista e dell'ufficio stampa, precedentemente esclusi  in
  quanto  non  previsti nei ruoli del SSN e, come tale, mancanti  sia
  delle  specifiche  norme contrattuali che di quelle  relative  alle
  procedure concorsuali;

   l'ex  Assessorato regionale Sanità, pur prendendo  atto  di  dover
  dare  esecuzione al decreto del Presidente della Regione, e  quindi
  di  concedere l'autorizzazione all'ex AUSL 1 di Agrigento, ribadiva
  che  la  figura  del giornalista non è in atto rinvenibile  tra  le
  figure  professionali  dei ruoli del servizio sanitario,  limitando
  quindi al solo caso del ricorrente la riviviscenza della situazione
  antecedente;

   l'ex  AUSL  1  di  Agrigento, anziché attenersi a quanto  disposto
  dall'Assessorato Sanità con deliberazione del direttore generale n.
  172/2009,  assegnava  il signor Guido Leonardo quale  collaboratore
  amministrativo    presso   l'area   risorse   tecnico-patrimoniali,
  spogliandolo  del  ruolo  in precedenza svolto  e  procedendo  alla
  cancellazione dai ruoli INPGI e al contestuale trasferimento  della
  sua posizione previdenziale presso l'INPDAP;

   ritenuti   gli   atti   compiuti  dall'ex  azienda   assolutamente
  illegittimi e pretestuosi in quanto il decreto del Presidente della
  Regione  disponeva che l'azienda ottemperasse 'facendo rivivere  la
  situazione antecedente', ove il signor Leonardo Guida era adibito a
  funzioni  giornalistiche  con  il  ruolo  e  i  compiti   di   capo
  dell'ufficio stampa e pubbliche relazioni, tanto che l'ispettore di
  vigilanza INPGI ne disponeva l'iscrizione d'ufficio presso l'INPGI;

   tenuto  infine conto che in una serie di norme (legge n.  150  del
  2000, legge regionale n. 17 del 2004, la contrattazione collettiva,
  ecc.)   sono   previste  l'istituzione  degli   uffici   stampa   e
  l'individuazione    degli  specifici  profili   professionali,   la
  creazione di appositi capitoli di bilancio, ecc.;

   per sapere:

   quali   ragioni  inducano  i  competenti  uffici  dell'Assessorato
  regionale  Salute  a non dare seguito ad un inequivocabile  decreto
  del  Presidente della Regione, supportato da un parere  del  CGA  a
  sezioni  riunite  e da un sufficiente quadro di norme,  poco  sopra
  citate,   che  prevedono  l'obbligatoria  creazione  di  posti   di
  giornalista nelle dotazioni organiche trasformando i posti  vacanti
  (quindi a costo zero);

   quali  provvedimenti  intenda  assumere  per  il  pronto  e  pieno
  reintegro nelle sue funzioni del signor Leonardo Guida». (1049)

                                                            PANEPINTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   SCAMMACCA DELLA BRUCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   presso  gli uffici dell'Assessorato regionale della salute  svolge
  attività lavorativa personale sanitario attraverso lo strumento del
  distacco di cui alla legge regionale n. 15 del 2004;

   per le casse regionali tale situazione comporta un esborso pari  a
  circa  3,5  milioni  di  euro, oltre alle  somme  di  denaro  delle
  retribuzioni per il personale di ruolo;

   considerato che:

   la   norma   per  consentire  il  distacco  di  personale   presso
  l'Assessorato regionale Salute richiede la carenza degli organici;

   attualmente   risultano   alle   dipendenze   dell'Amministrazione
  regionale duemila dirigenti;

   ritenuto che:

   le  scelte  del  Governo regionale sono state finalizzate  ad  una
  politica  sanitaria che ha effettuato tagli finanziari ed economici
  il  cui  effetto è stato negativo ed ha creato gravi  disservizi  e
  disfunzioni,  mettendo anche in pericolo la salute  e  l'incolumità
  dei cittadini;

   il  distacco di personale sanitario presso gli uffici regionali  è
  in  contrasto con i provvedimenti legislativi ed amministrativi  di
  razionalizzazione della spesa sanitaria approvati  ed  emanati  dal
  Governo regionale;

   tale situazione non appare economicamente vantaggiosa per le casse
  regionali,  atteso che l'Amministrazione dispone  di  personale  di
  ruolo qualificato;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare in  merito  ai
  motivi  che hanno determinato la necessità di richiedere  personale
  medico  e  sanitario  presso gli uffici dell'Assessorato  regionale
  della  Salute,  atteso  che  esiste già  personale  qualificato  di
  ruolo». (1042)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che la situazione del territorio della Regione
  siciliana, sfociata nelle recenti catastrofi ambientali, impone  il
  controllo ed il monitoraggio continuo del territorio;

   considerato che:

   la  Regione siciliana dispone del Corpo forestale che, sulla  base
  del   recente   riordino  degli  Assessorati,  è  alle   dipendenze
  funzionali dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente con  la
  denominazione di 'Comando Regionale del Corpo forestale';

   la  l.r. 27 febbraio 2007, n. 4, pubblicata nella GURS n.  10  del
  2007,  parte  I,  all'art.  25  istituisce  all'interno  del  Corpo
  forestale della Regione siciliana i ruoli del personale che  svolge
  attività     tecnico-scientifica,      tecnico-strumentale       ed
  amministrativa;

   il  D.P. 20 aprile 2007, all'art. 27, esplicita l'articolazione in
  qualifiche  del  ruolo  dei periti che svolgono  attività  tecnico-
  scientifica, tecnico-strumentale ed amministrativa, ed all'art.  43
  nell'allegato  3,  Tabella 'C', prevede la dotazione  organica  dei
  ruoli del personale del Corpo Forestale della Regione siciliana che
  svolge attività amministrativa;

   vista   la   l.r.  16  dicembre  2008,  n.  19,  in   materia   di
  riorganizzazione  degli Assessorati regionali,  nonché  il  D.P.  5
  dicembre 2009, che ne determina la ristrutturazione;

   rilevato che, alla luce delle norme citate ed in conseguenza delle
  stesse,  il personale amministrativo attualmente in servizio  negli
  uffici  centrali  e  periferici del Corpo forestale  della  Regione
  siciliana collocato nella categoria 'C' (equivalente alla qualifica
  di perito) ammonta a circa 50 unità;

   il  neo-costituito  comando regionale del  Corpo  forestale  e  le
  relative  articolazioni periferiche hanno necessità di certezze  in
  merito  al  personale ed alle attività da questo  svolte,  compresa
  quella  amministrativa, da cui non si può prescindere  sia  per  la
  peculiarità,  sia  per  non  distogliere  ulteriormente   personale
  preposto  ad  attività  di  vigilanza e controllo  per  adibirlo  a
  compiti di carattere prettamente amministrativo;

   per   sapere   quali   iniziative  abbia  intrapreso   o   intenda
  intraprendere per l'inquadramento nei ruoli di cui all'art. 43  del
  D.P.  20  aprile  2007 del personale amministrativo attualmente  in
  servizio nel Corpo forestale». (1046)

                                                            ARDIZZONE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

          Determinazione della data di discussione di mozione


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, della mozione numero 180  Provvedimenti della
  Regione  siciliana  a favore dei lavoratori del  servizio   118' ,
  degli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Marinese.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
       sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
             patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge nn. 459-386-209-394-404/A
  «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
  del patrimonio edilizio».
   Ricordo  che  l'esame del disegno di legge era stato sospeso  dopo
  l'approvazione  dell'articolo 4. Onorevoli  colleghi,  avverto  che
  l'orientamento  della  Presidenza è  di  proseguire  l'esame  degli
  articoli al disegno di legge che non presentano criticità.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo  opportuno
  che  stasera,  prima di continuare la discussione  del  disegno  di
  legge,  sia  necessaria la presenza del Governo.  Non  mi  pare  di
  scorgere  alcuno dei componenti, pertanto chiedo il  rinvio  di  un
  quarto  d'ora dei lavori della seduta al fine di consentire che  il
  Governo  venga  in  Aula  per  avere  un  rapporto  dialettico  con
  l'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Ha  ragione, onorevole Falcone. Il  Governo  sta  per
  arrivare.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                                Elenchi

   1.  I  comuni istituiscono e aggiornano l'elenco degli  interventi
  autorizzati ai sensi della presente legge.

   2.  Gli  interventi possono essere autorizzati una sola  volta  ed
  alternativamente sul medesimo immobile».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione:

   emendamento 5.1:
   «Al comma 2 sopprimere le parole  ed alternativamente »;

   emendamento 5.2:
   «Dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:
    2.  I  comuni,  per le finalità del comma 1, per  il  periodo  di
  vigenza   degli  effetti  prodotti  dalla  presente  legge,   hanno
  l'obbligo  di  effettuare  e  documentare  con  apposita  relazione
  annuale  da  inviare  all'Assessorato regionale  del  territorio  e
  dell'ambiente  entro il termine perentorio del  mese  di  febbraio,
  almeno  il  dieci  per cento di controllo a campione  di  cui  agli
  articoli   2   e  3.  Il  controllo  a  campione  deve  effettuarsi
  perentoriamente ogni semestre.
   3.  Nei  casi  di  omissione  da parte dei  comuni,  l'Assessorato
  regionale   del   territorio  e  dell'ambiente  provvede   in   via
  sostitutiva con la nomina di apposito commissario ad acta, il quale
  seleziona  i casi da sottoporre a verifica e controllo a  campione.
  La  mancata o omessa vigilanza da parte dell'Assessorato  regionale
  del   territorio  e  dell'ambiente  vale,  automaticamente,   quale
  giudizio  di merito negativo per il raggiungimento degli  obiettivi
  in  capo ai dirigenti preposti al controllo e vigilanza discendenti
  dalla presente legge e, quindi, determina la conseguente automatica
  riduzione  dell'indennità di posizione e di  risultato  discendente
  dalle vigenti norme contrattuali.
   4. I comuni, entro il termine perentorio di sessanta giorni dal 31
  dicembre  2011,  con  proprio  atto  deliberativo,  allo  scopo  di
  integrare   i   dati   del   quadro   conoscitivo   della   propria
  pianificazione urbanistica, verificano gli ampliamenti  volumetrici
  richiesti ai sensi delle disposizioni di cui alla presente legge  e
  valutano eventuali esigenze di integrazione.»;

   emendamento 5.3:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
    Presso  l Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente  è
  costituita  una banca data informatica, nella quale confluiscono  i
  file,  inviati dai comuni, dei progetti presentati ai  sensi  della
  presente legge .»;

   - dagli onorevoli Faraone e Cracolici:

   emendamento 5.4:
   «Dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:
    1  bis.  I  Comuni, ai fini del primo comma, per  il  periodo  di
  vigenza  degli  effetti prodotti dalla presente  legge,  anche  per
  evitare  che,  mediante  interventi successivi,  siano  superati  i
  limiti  fissati dalla presente legge, hanno l'obbligo di effettuare
  e   documentare   con   apposita  relazione  annuale   da   inviare
  all'Assessorato regionale territorio e ambiente, entro  il  termine
  perentorio  del  mese di febbraio, almeno il  venti  per  cento  di
  controllo  a  campione di cui agli articoli 2 e 3. Il  controllo  a
  campione deve effettuarsi perentoriamente ogni semestre.
     2  bis. Nei casi di omissione da parte dei comuni, l'Assessorato
  regionale territorio e ambiente provvede in via sostitutiva con  la
  nomina di apposito commissario ad acta il quale seleziona i casi da
  sottoporre a verifica e controllo a campione.

     3  bis.  La  mancata o omessa vigilanza da parte  del  comune  o
  dell'assessorato   regionale   territorio   e    ambiente,    vale,
  automaticamente,  quale  giudizio  di  merito   negativo   per   il
  raggiungimento  degli  obiettivi in capo ai dirigenti  preposti  al
  controllo  e vigilanza discendenti dalla presente legge e,  quindi,
  determina  la  conseguente automatica riduzione  dell'indennità  di
  posizione   e   di   risultato   prevista   dalle   vigenti   norme
  contrattuali .»;

   emendamento 5.5:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
    Presso  l Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente  è
  costituita  una banca data informatica, nella quale confluiscono  i
  file,  inviati dai comuni, dei progetti presentati ai  sensi  della
  presente legge .»

   LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Onorevole Limoli, non c'è alcuna votazione  in  corso.
  Lei può chiedere la parola se vuole intervenire; quando ci sarà una
  votazione potrà richiedere la verifica del numero legale.

   FARAONE.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE. Signor Presidente, sull'articolo 5 noi abbiamo presentato
  gli  emendamenti 5.4 e 5.5 e li abbiamo mantenuti perchè consentono
  ai Comuni i controlli.
   Se  questa  legge  non prevede la possibilità  di  esercitare  dei
  controlli, si rischia di far diventare effettivamente pericolosa la
  realizzazione  di  interventi  senza  che  vi  sia   qualcuno   che
  controlli.
     Il  controllo  viene  affidato ai  Comuni  e  l'emendamento  5.4
  stabilisce  proprio  che siano i comuni a  farlo  e,  nello  stesso
  tempo,  che  l'Assessorato avrà il compito di  verificare  che  gli
  stessi   Comuni   esercitino  tali  controlli.  L'emendamento   5.5
  stabilisce, appunto, anche la modalità con cui l'Assessorato  dovrà
  svolgere  tale  ruolo.  Chiedo,  pertanto,  all'assessore   Gentile
  un'opinione  su  questi  due emendamenti  che,  secondo  noi,  sono
  essenziali al buon funzionamento della legge.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  5.1,   a   firma   della
  Commissione. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Onorevole Limoli, la facciamo sull'altro emendamento.

   LIMOLI.  Chiedo di parlare per richiedere la verifica  del  numero
  legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Limoli, la richiesta  la  può  fare  quando
  voteremo  per la seconda volta. In questo momento, non posso  darle
  la parola.

              (Proteste da parte dell'onorevole Limoli )

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.39, è ripresa alle ore 16.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.4, a firma degli  onorevoli
  Faraone e Cracolici.

   Onorevoli  colleghi, volevo fare notare che la parte del  comma  3
  bis  di questo emendamento che recita « vale automaticamente  quale
  giudizio di merito negativo ». La parola  automaticamente  dovrebbe
  essere   sostituita  o  soppressa  con  un  subemendamento,  perché
   automaticamente , inserito nel testo di  una norma non  mi  sembra
  assolutamente appropriato.
   Invito  i  componenti  la  Commissione  ad  approfondire   con   i
  presentatori  e  superare  la  questione  presentando  un  apposito
  emendamento.

   SPEZIALE. Se ne vota uno e poi si coordina il testo.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Faraone
  il subemendamento 5.4.1 all'emendamento 5.4:

   «Il comma 3 bis è così sostituito:
    3  bis.  La  mancata  o  omessa  vigilanza  costituisce,  per  il
  dirigente  preposto,  elemento negativo  di  giudizio  in  sede  di
  valutazione per il raggiungimento degli obiettivi».

   FARAONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per   quanto
  riguarda  il subemendamento e l'emendamento presentati all'articolo
  5,  l'ho già detto nell'intervento di poc'anzi ed invito i colleghi
  a  stare attenti rispetto alla volontà di danneggiare il Governo  e
  di   bocciare  emendamenti  o  articoli  che  sono  importantissimi
  affinché questa legge possa avere un senso.
   Invito  i  colleghi deputati a non lasciarsi prendere dalla  furia
  cieca  di  fare  un  guasto politico nei confronti  del  Governo  e
  valutare nel merito gli emendamenti che vengono presentati.
   Questo   piano  casa , se non ha anche l'aspetto che  riguarda  il
  controllo  di come si fanno questi interventi, rischia di diventare
  una  legge  che  permette ai Comuni di realizzare interventi  senza
  alcun  controllo. L'unico modo per svolgere questo controllo,  dato
  che  si  spera  che gli interventi siano parecchi e quindi  che  il
   piano  casa  abbia efficacia, è quello a campione con una sanzione
  per quei Comuni che non esercitano il controllo.
   Se  noi dovessimo redigere un emendamento in cui si scrive  che  i
  comuni  devono fare controlli a campione senza la previsione  anche
  di penalità quando questi controlli non si esercitano, rischiamo di
  far  diventare questi controlli a campione un fatto  ideale  e  non
  concreto.
   Abbiamo   la   necessità,   e   su  questo   abbiamo   individuato
  l'Assessorato  del territorio e dell'ambiente, perchè  quest'ultimo
  non  può lanciare la pietra e poi nascondere il braccio. Non si può
  avviare  il  provvedimento legislativo e  poi  non  svolgere  alcun
  intervento di controllo.
   Dico,  anticipando il dibattito, che se fra due anni noi dovessimo
  valutare  che  il  provvedimento ha funzionato e  quindi  dovessimo
  prorogarlo, probabilmente avere fatto un'analisi compiuta su come è
  stato  utilizzato è essenziale. Se noi, invece, alla fine di questi
  due  anni, non avremo la possibilità di capire l'incidenza  che  ha
  avuto  la  legge,  è  chiaro che non saremmo  nelle  condizioni  di
  decidere  sia dell'utilità del disegno di legge sia della  ricaduta
  che  ha  avuto sul  territorio, perché, è chiaro, è un  disegno  di
  legge  che  stiamo sperimentando e, bene si è fatto, di renderlo  a
  tempo   perché  il  Governo  possa  fare  il  controllo  su  questi
  interventi

                    (Proteste dai banchi di destra)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciate all'onorevole Faraone  la
  possibilità di svolgere il suo intervento.

   FARAONE.  Signor  Presidente, adesso le chiedo  di  recuperare  il
  tempo   che  ho  perduto,  visto  le  interruzioni.  La  cosa   che
  scandalizza  è  che  i  deputati che ora stanno  tentando  di  fare
  ostruzionismo sono le stesse persone che ieri dicevano che  per  il
  bene  della  Sicilia  bisogna votare questo  provvedimento;  per  i
  bisogni  dei siciliani bisogna che il piano casa decolli  e  adesso
  sono  qui,  alla  mia destra, a gridare per impedirmi  di  svolgere
  l'intervento e guardare nel merito il disegno di legge.
   Tra  l'altro,  signor Presidente, ho partecipato poco  fa  ad  una
  riunione  a  Palazzo  d'Orleans con tutti i presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari e anche alla presenza dei presidenti dei Gruppi UDC  e
  PDL cosiddetto Lealista, durante la quale mi è sembrato di scorgere
  un  atteggiamento  costruttivo  sulla  opportunità  di   concordare
  alcuni rilievi sul testo.
   Devo  riscontrare,  invece, che l'atteggiamento  sinora  tenuto  é
  ostruzionistico.

   CORDARO. E' lei che fa ostruzionismo

   FARAONE.   Onorevole   Cordaro,  non  mi   sembra   utile   questo
  atteggiamento  e  mi piacerebbe che i miei colleghi intervenissero,
  se  hanno  qualcosa da contestare nel merito, e non che impediscano
  di  parlare  e  di discutere su un emendamento che  io  non  reputo
  secondario, ma importantissimo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Vitrano, Laccoto, Digiacomo, Nicotra e Incardona.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                         459-386-209-394-404/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione del subemendamento 5.4.1.

   CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ammatuna, Cintola,
                           Federico e Greco)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci,
  Cintola,  Cracolici, D'Agostino, De Benedictis,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Di Mauro, Donegani, Federico, Ferrara, Galvagno,  Gentile,
  Greco,   Leanza  Edoardo,  Lupo,  Marinello,  Marrocco,   Marziano,
  Mattarella,   Mineo,   Musotto,  Panarello,   Romano,   Ruggirello,
  Scammacca, Scilla e Speziale.

   Sono  in  congedo:  Bosco, Corona, Digiacomo,  Gianni,  Incardona,
  Laccoto,   Lo  Giudice,  Minardo,  Nicotra,  Panepinto,   Picciolo,
  Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale.

   Presenti   35

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  sospesa
  per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.55, è ripresa alle ore 18.13)

                   Presidenza del Presidente Cascio

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Messaggio di solidarietà all'onorevole avvocato Enzo Fragalà
                         brutalmente aggredito

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  credo   di   interpretare   il
  sentimento   comune   di   tutti   i   parlamentari   siciliani   e
  dell'Assemblea   regionale   siciliana   rivolgendo   un   pensiero
  affettuoso all'amico Enzo Fragalà, vittima di una barbara e brutale
  aggressione che lo costringe a combattere tra la vita  e  la  morte
  nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Civico di Palermo.
   Siamo  tutti  vicini  nella  preghiera alla  famiglia  alla  quale
  desideriamo  esprimere  la  nostra  più  sentita  solidarietà   con
  l'auspicio che tutto possa risolversi per il meglio e nel più breve
  tempo   possibile  e  che  Enzo  Fragalà  possa  essere  restituito
  all'affetto dei cari, al mondo della professione e della politica.

                (Tutti i deputati in piedi applaudono)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende la discussione del disegno di legge numeri 459-386-209-
                               394-404/A

   PRESIDENTE.  Comunico che il Governo ha presentato tre emendamenti
  di  riscrittura rispettivamente agli articoli 2, 3 e 6 (denominati:
  2.158, 3.145 e 6.77) e che, se approvati, farebbero decadere  tutti
  i subemendamenti ed emendamenti che erano stati presentati.
   Si   riprende   l'esame   del  subemendamento   5.4.1,   a   firma
  dell'onorevole Faraone.

   Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.4, così  come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 5.2, solo relativamente al comma  4,  a
  firma della Commissione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, sono arrivato in  ritardo  e  me  ne
  scuso.  Ho  ascoltato la proposta del Governo che ha  rassegnato  a
  questa Assemblea nuovi emendamenti e credo che dovremmo chiedere un
  po'  di  tempo per riflettere sugli stessi, almeno per  leggerli  e
  conoscerli e poi apprezzarli con serenità.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Falcone,  gli  emendamenti   sono   stati
  distribuiti e sono interamente di riscrittura degli articoli 2, 3 e
  6; li affronteremo dopo. Intanto, stiamo lavorando sul 5, da qui  a
  quando  affronteremo il 2, il 3 e il 6 il Parlamento avrà avuto  il
  tempo di potere esprimere un parere.

   FARAONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, ieri lei ha convocato  la  Conferenza
  dei Capigruppo per stamattina; la riunione s'è svolta alla presenza
  dell'assessore Gentile, per l'onorevole Falcone era presente il suo
  capogruppo  e  per  il  Gruppo  del PDL  era  presente  l'onorevole
  Beninati.  Pertanto, ognuno di noi è a conoscenza degli emendamenti
  del  Governo  perché  erano  presenti  i  presidenti  di  Gruppo  e
  avrebbero dovuto poi informare l'onorevole Falcone e tutti  noi  di
  quello che è emerso.
   Signor  Presidente, noi faremo tutte le sospensioni del  caso  per
  comprendere di più, ma lei ci aveva chiesto di fare questa riunione
  preliminare questa mattina.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Faraone,  ancora  una  volta   ha   perso
  un'occasione per non parlare.

   Riprende la discussione del disegno di legge numeri 459-386-209-
                               394-404/A

   PRESIDENTE.  Il  parere del Governo sul comma  4  dell'emendamento
  5.2?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  agli emendamenti 5.3  e  5.5  di  identico
  contenuto,  a firma degli onorevoli  Mancuso, Faraone e  Cracolici.
  Il parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
                     Misure di prevenzione sismica

   l.  L'adozione  di sistemi di isolamento e/o dissipazione  sismica
  nelle nuove costruzioni comporta una riduzione pari al 20 per cento
  degli oneri concessori previsti dagli articoli 5 e 6 della legge 28
  gennaio  1977,  n. 10. La medesima riduzione si applica  anche  nel
  caso  di  adozione  di tali sistemi nell'ambito di  interventi  sul
  patrimonio edilizio esistente.

   2.  Il  direttore  dei  lavori comunica  al  comune  in  forma  di
  dichiarazione  sostitutiva,  anche contestualmente  all'inizio  dei
  lavori,  l'utilizzo  di  sistemi  di  isolamento  e/o  dissipazione
  sismica,  comunicando altresì gli estremi del deposito  all'ufficio
  del  Genio Civile e del relativo nulla osta ai sensi della legge  2
  febbraio 1974, n. 64».

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
   emendamenti:

   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 7.6;
   - dagli onorevoli Torregrossa ed altri 7.3;
   - dalla Commissione: 7.1 e 7.2;
   - dagli onorevoli Gianni e Maira: 7.5;
   - dagli onorevoli D'Agostino e Musotto: 7.4;
   - dagli onorevoli Campagna ed altri: 7.9.

   Comunico,   altresì,   che   è  stato   presentato   dal   Governo
  l'emendamento 7.14, di riscrittura dell'articolo 7. Dal momento che
  non  ne  è  possibile  la  trattazione,  dispongo  l'accantonamento
  dell'articolo 7 con i relativi emendamenti.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
            Norme finalizzate al rispetto del decoro urbano

   1.  Ai  fini  del  rispetto del decoro urbano  e  della  riduzione
  dell'impatto  architettonico sul patrimonio edilizio  esistente,  è
  fatto   divieto  di  collocare  cartellonistica  pubblicitaria   di
  qualunque tipo, sia fissa che amovibile, sulle coperture a terrazza
  e/o  a  tetto  ricadenti  in zona omogenea classificata   A'  dallo
  strumento urbanistico vigente.

   2.   Nelle   zone   omogenee  classificate   B'  dallo   strumento
  urbanistico   vigente,   è   consentita   la   collocazione   della
  cartellonistica   pubblicitaria,   a   condizione   che   l'altezza
  complessiva  del cartellone dalla linea di gronda o  dal  piano  di
  calpestio del  lastrico solare non sia superiore a tre metri».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli  Faraone e Cracolici:

   emendamento 8.3:
   «L'articolo 8 è soppresso»;

   - dagli onorevoli Leontini, Bosco e Corona:

   emendamento 8.1:
   «Al comma 2 dopo le parole  a tre metri  aggiungere  o in presenza
  del parapetto, non superiore a quattro metri ».

   Pongo in votazione l'emendamento 8.3. Il parere del Governo?

   GENTILE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 8.1 è superato.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                Norme in  favore del recupero abitativo

   1.  Le  opere realizzate ai sensi di quanto previsto dall'articolo
  20  della  legge  regionale  16 aprile  2003,  n.  4  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  possono  essere  recuperate  ai  fini
  abitativi.

   2.  Il recupero può essere eseguito, previa denunzia di inizio  di
  attività,  mediante l'esecuzione di opere interne e/o mutamento  di
  destinazione   d'uso  e  nel  rispetto  delle  norme   igienico   -
  sanitarie».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli D'Agostino e Musotto: 9.8;
   - dal Governo: 9.7;
   - dagli onorevoli D'Asero e altri: 9.5;
   - dalla Commissione: 9.2, 9.4 e 9.3;
   - dagli onorevoli Beninati e altri: 9.1;
   - dagli onorevoli Campagna e altri: 9.15;
   - dagli onorevoli Torregrossa e altri: 9.9;
   - dagli onorevoli Ragusa e Maira: 9.10;
   - dagli onorevoli Bosco e altri: A 69.
   - dagli onorevoli Rinaldi ed altri: subemendamento 9.7.1.

   Si passa all'emendamento 9.8, a firma degli onorevoli D'Agostino e
  Musotto:
   «L'articolo 9 è soppresso».

   CRACOLICI. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 9.8.

   BENINATI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  apposto  la
  firma  a  questo emendamento perché la legge sta cercando di  darsi
  una   coerenza.  Vedremo  poi  gli  articoli  2  e  3,  quando   li
  esamineremo,   perché   anch'essi  hanno  una   coerenza   rispetto
  all'obiettivo che persegue l'articolo 9.
   Nel 2003, con legge regionale, credo la numero 4, fu stabilito che
  in  Sicilia  si  poteva considerare, ai fini della  volumetria,  la
  chiusura  di  verande con strumenti mobili, le  famose  imposte  in
  alluminio,  al fine di consentire la chiusura delle  parti  non  in
  prospetto. Questo per quanto attiene i balconi.
   Per quanto riguarda, invece, gli aspetti esterni alle abitazioni a
  piano  terra,  dalle ville ad altro, la possibilità di  chiudere  a
  veranda  con  strumenti mobili gli spazi;  cosa  che  la  legge  ha
  consentito   con   il   pagamento  di  una   quota   calcolata   in
  considerazione dei metri quadrati interessati.
   Adesso,  con  questa legge, noi determineremmo che ai  fini  della
  volumetria  che  viene  utilizzata  per  avere  la  premialità,  si
  conterebbe anche questa tipologia di volumetria perseguita  con  un
  sistema di sanatoria, per aumentare la volumetria di premialità sia
  per gli ampliamenti che per le ristrutturazioni e demolizioni.
   Credo  che dovremmo cercare di evitare che con questa legge -  che
  incentiva  la  possibilità di ampliare o ristrutturare  le  proprie
  case,  a seguito di demolizione, laddove questo è possibile  -,  si
  determini  una  condizione surreale per la  quale  ci  sarebbe  chi
  consegue una premialità e chi invece una doppia premialità  Secondo
  un  sistema quindi che chi ha goduto, attraverso un condono, di una
  premialità che altri non hanno goduto, adesso addirittura  utilizza
  quest'altra  premialità a seguito di quel condono per ulteriormente
  accrescere la volumetria premiale
   Credo che questa sia una contraddizione.
   Pertanto,  ho  apposto  la  firma agli emendamenti  dell'onorevole
  Musotto  ed  altri, per un atto di giustizia. Credo  che  la  legge
  funzionerà  meglio  se,  allo  stesso  tempo,  corregge  anche   le
  ingiustizie   che   rischiano  di  esserci   nella   strumentazione
  legislativa. Pertanto, voterò a favore dell'abrogazione.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio capogruppo
  è  stato  un  tantino  disattento nel  leggere le  conclusioni  che
  riguardano  l'articolo 9. L'articolo 20 della legge  del  2003  nel
  titolo  parla di opere interne. Sostanzialmente, con l'articolo  in
  esame,  si  vuole consentire di recuperare solo ai fini  abitativi.
  Trattandosi di immobili già realizzati, ciò significa che  se  devo
  fare  un  condotto  della fognatura o mettere in regola  l'impianto
  elettrico  secondo le norme vigenti, oggi non lo  posso  fare.  Con
  l'articolo  9,  si vuole recuperare solo ai fini abitativi  e,  nel
  secondo comma, si specifica che si tratta di opere interne  e/o  di
  mutamento   di  destinazione  d'uso,  ma  solo  di  manufatti   già
  realizzati.  Per tale ragione, chiedo il mantenimento dell'articolo
  9.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.8

   PRESIDENTE.  Essendo  la richiesta di voto  segreto  appoggiata  a
  termini  di Regolamento dagli onorevoli Beninati, Caputo,  Caronia,
  Cascio   Salvatore,  Cordaro,  D'Asero,  Falcone,  Leanza  Edoardo,
  Limoli,  indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
  9.8, soppressivo dell'articolo 9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Ammatuna,  Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo,  Beninati,
  Bonomo, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Caputo, Caronia,
  Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
  D'Agostino,  D'Asero,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di   Mauro,
  Donegani,  Falcone,  Faraone, Ferrara, Formica,  Greco,  Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lombardo,
  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello, Marinese,  Marrocco,  Marziano,
  Mattarella,  Mineo,  Musotto,  Oddo, Panarello,  Pogliese,  Romano,
  Ruggirello,   Savona,   Scammacca,   Scilla,   Speziale,   Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona,  Lo
  Giudice,  Minardo,  Nicotra,  Panepinto,  Picciolo,  Ragusa,  Raia,
  Rinaldi, Vitrano.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         38
   Favorevoli          34
   Contrari            25

                            (E' approvato)

   Comunico che l'onorevole Adamo fa presente di avere votato ma che,
  a causa di un malfunzionamento del sistema elettronico, il suo voto
  non è stato registrato.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  solo  per  una precisazione. All'articolo 9 erano stati  presentati
  diversi  emendamenti,  fra  i quali anche  uno  a  mia  firma,  che
  introducevano  un  ulteriore comma. Alla  luce  della  soppressione
  dell'articolo  9,  chiedo che questi emendamenti siano  considerati
  come emendamenti aggiuntivi e discussi in seguito.

   PRESIDENTE. Onorevoli Beninati, essendo stato soppresso l'articolo
  9,  questi emendamenti, comunque agganciati all'articolo,  decadono
  come tutti gli altri.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
           Misure compensative per favorire la realizzazione
                 di aree a verde pubblico e parcheggi

   1.  In  tutte  le  aree  di proprietà privata,  per  le  quali  lo
  strumento  urbanistico  vigente preveda la  destinazione  di  verde
  pubblico,  sia di quartiere che territoriale, ed anche  nelle  zone
  agricole  purché  ricadenti all' interno della  perimetrazione  dei
  centri urbani, è consentita la realizzazione, da parte dei privati,
  di  uno  o  più  piani  interrati di proprietà  privata,  destinati
  esclusivamente a parcheggio, a condizione che venga  realizzato  in
  superficie il verde pubblico da cedere gratuitamente al comune.

   2.  Gli interventi di cui al comma 1 possono essere attuati  anche
  parzialmente, per singoli lotti.

   3.  Quanto previsto dal presente articolo si attua con le seguenti
  condizioni e modalità:

   a) l'altezza di interpiano non sia superiore a metri 3,5 e tutti i
  piani  siano  interrati su tutti i fronti, con la  sola  esclusione
  delle rampe di accesso e di eventuali scale ed impianti di servizio
  e/o di emergenza;

   b) la realizzazione del manufatto interrato sia tale da consentire
  che  le  soprastanti  opere  a  verde siano  eseguite  secondo  uno
  specifico progetto del verde che preveda la piantumazione di alberi
  di alto fusto;

   c)  antecedentemente  al rilascio della concessione  edilizia  sia
  stipulato  l'atto  pubblico  di  obbligo  alla  cessione   gratuita
  dell'area  a  verde,  di  vincolo permanente  alla  destinazione  a
  parcheggio nonché l'obbligo a realizzare le opere a verde  come  da
  progetto. L'atto d'obbligo e la relativa trascrizione costituiscono
  parte integrante della concessione edilizia;

   d)  la  mancata realizzazione delle opere a verde entro  sei  mesi
  dalla  ultimazione  dei  parcheggi determina  l'annullamento  della
  concessione  edilizia.  Il medesimo effetto consegue  alla  mancata
  formalizzazione della cessione delle opere a verde entro  tre  mesi
  dalla  realizzazione delle opere stesse. E' in  ogni  caso  vietato
  l'utilizzo dei parcheggi prima della avvenuta cessione delle aree a
  verde.

   4.  Per  le  opere di cui al presente articolo non si  applica  la
  procedura  di  cui all'articolo 2 della legge regionale  31  maggio
  1994, n. 17.

   5.  Il rilascio della concessione edilizia per le opere di cui  al
  presente articolo è a titolo gratuito».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli Cracolici e De Benedictis: 10.13,  soppressivo
  dell'articolo 10;
   -   dall'onorevole   Cracolici:  3.89  (III  parte),   soppressivo
  dell'articolo 10;
   - dall'onorevole Caronia: 10.14, 10.15, 10.16, 10.17;
   - dal Governo: 10.6, 10.8;
   - dalla Commissione: 10.3, 10.4;
   - dagli onorevoli Cintola e altri: 10.1;
   - dagli onorevoli Falcone e altri: 10.7;
   - dagli onorevoli Pogliese e altri: 10.18.
   -   dagli   onorevoli  Faraone  e  Cracolici:  10.12,  soppressivo
  dell'articolo 10.

   Comunico,   altresì,   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti:

   - dal Governo: subemendamento 10.32;
   - dagli onorevoli Rinaldi ed altri: subemendamento 10.14.1;
   - dagli onorevoli Ruggirello e Musotto: subemendamento 10.2.1.

   Si  passa  all'esame degli emendamenti 10.12, 10.13  e  3.89  (III
  parte), soppressivi dell'articolo 10.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  sostenere la validità dell'articolo 10 in discussione, che  ritengo
  possa essere tra gli argomenti più interessanti dell'intero disegno
  di  legge,  perché  mette  in  moto un meccanismo  positivo  legato
  all'edilizia,  può  produrre una serie di vantaggi  per  le  nostre
  realtà abitative creando parcheggi in quelle aree della città  dove
  non  sono presenti. Penso ai centri storici o alle zone B. Facciamo
  un  recupero serio del suolo abbandonato, delle aree agricole,  del
  verde attrezzato delle nostre città, quasi sempre abbandonato a  se
  stesso, all'incuria e al degrado.
   Quest'articolo  prevede la realizzazione di parcheggi  sotterranei
  interamente  interrati, con il recupero del  suolo,  da  restituire
  perfettamente riattrezzato al Comune.
   Ricordo a tutti che la Sicilia è tra le regioni in cui, nei centri
  urbani, il rapporto tra aree attrezzate e numero di abitanti è  tra
  i  più bassi in Italia, 1.5 metri quadrati di verde attrezzato  per
  abitante, contro 12 metri quadrati per abitante dell'Umbria e della
  Toscana, e gli 8 metri quadrati della Lombardia.
   Quest'articolo,  non  solo rimette in moto  l'edilizia,  non  solo
  recupera  un  verde  abbandonato, ma  potremmo  anche  togliere  le
  macchine dalle strade, in applicazione della legge Tognoli che,  in
  Sicilia, è stata sempre disattesa. Pertanto, ritengo che l'articolo
  10  sia tra i più interessanti del testo in esame e dichiaro il mio
  voto contrario alla soppressione dell'articolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  ho presentato l'emendamento soppressivo per due  ragioni:
  la prima è di metodo, la seconda è di merito.
   Per  quanto  riguarda  il metodo, dobbiamo  essere  coerenti.  Non
  possiamo   dire   di   voler  fare  una  legge  per   l'ampliamento
  dell'edilizia abitativa e poi, di fatto, trasformare  questa  legge
  in  una  legge  urbanistica  che  attiene  ad  aspetti  delicati  e
  complessi, per i quali voglio ricordare che la fattispecie  di  cui
  parliamo  è  normata dal decreto ministeriale 1444  del  1968,  che
  stabilisce dei parametri di fabbisogno urbanistico minimale ai fini
  della  pianificazione, compresa la quantità  di  metri  quadri  per
  abitanti necessari non solo per parcheggi, ma per il verde pubblico
  attrezzato,  per i servizi, per le scuole, insomma per  rendere  la
  qualità  urbana di una piccola o di una grande città  in  grado  di
  soddisfare non solo il bisogno abitativo, ma anche la qualità della
  vita.
   Vorrei  ricordare  che  questa norma, nel  metodo,  interviene  su
  fattispecie che non hanno a che fare con l'edilizia residenziale e,
  a  tal proposito, ritengo inappropriato questo articolo all'interno
  del disegno di legge.
   Ma c'è anche un problema di merito, e vorrei che il collega Romano
  avesse  la possibilità di ascoltarmi per provare a convincerlo  del
  contrario

   ROMANO.  Onorevole Cracolici, vorrei ricordarle che  le  zone   A
  sono comunque escluse anche dall'articolo 10.

   CRACOLICI.  Allora,  paradossalmente,  la  situazione  rischia  di
  essere anche peggiore.
   Io  capisco  il  senso dell'intervento dell'onorevole  Romano:  le
  città  moderne  hanno  in  questo momento un  problema  che  appare
  risolvibile, cioè la quantità dei parcheggi nei centri  urbani  che
  non  soddisfa il fabbisogno della popolazione, determinando il caos
  cui  tutti siamo ormai abituati. Ma proprio per il fatto che questo
  articolo, comunque, non verrebbe applicato nelle zone  A , e quindi
  nei  centri  urbani ad alta densità abitativa, lo rende inutile  ai
  fini  del  soddisfacimento del fabbisogno della popolazione,  e  lo
  rende  ancora  più pericoloso per gli effetti che  produce,  tenuto
  conto  che  prevede   la  destinazione di verde  pubblico,  sia  di
  quartiere  che  territoriale, ed anche nelle zone  agricole  purché
  ricadenti  all'  interno della perimetrazione dei  centri  urbani ,
  escludendo però le zone  A .

   ROMANO. Il centro urbano non è il centro storico

   CRACOLICI. Ma il centro urbano è anche nella zona  A , non è  solo
  centro  storico, ma è ancor più esteso. E si dice che,  all'interno
  di  quelle aree, si possono realizzare parcheggi sotterranei e  chi
  li   realizza   si  deve  impegnare  a  realizzare  in  superficie,
  mettendolo al servizio della collettività, verde pubblico.
   Sul  piano  teorico,  questa sarebbe una  bella  idea,  ma  vorrei
  ricordare  che  i vincoli pubblici sulle aree private  -  e  qui  è
  presente  il sindaco di Messina che mi ascolta e spero che convenga
  con   me   -   hanno   una   validità   quinquennale,   e   laddove
  un'amministrazione  prevede  verde pubblico,  verde  attrezzato  in
  un'area  privata  non  realizza  il vincolo  pubblicistico;  questo
  significa  che anche l'esproprio eventuale viene meno e  quindi  il
  bene  ritorna  alla  destinazione  urbanistica  preesistente,  che,
  prevalentemente, è in queste aree quella di verde agricolo.
   Con  l'approvazione  di  questo  articolo  si  determinerebbe   la
  realizzazione  di  parcheggi in fazzoletti più  o  meno  grandi  di
  territorio, con un'operazione che ha una natura fondiaria diversa.
   Io  ritengo inoltre che non potrà essere la Regione a stabilire la
  pianificazione dei comuni, perché questa deve fare capo  ai  comuni
  stessi; il comune deve poter decidere se all'interno di un'area più
  o meno estesa si possano realizzare dei parcheggi, tenuto conto che
  il  parcheggio  è un attrattore di traffico e non un risolutore  di
  traffico, mobilitando macchine dall'esterno verso il parcheggio.
   Se  un'amministrazione comunale decide di determinare una chiusura
  estesa del centro urbano al traffico automobilistico in un'area più
  o  meno  piccola, ad esempio, perché si deve trovare un  parcheggio
  che diventa inopportuno rispetto all'obiettivo che persegue, allora
  io  sono  contrario  anche per una ragione di  principio:  non  può
  essere la Regione a sostituirsi ai Comuni.
   La  Regione deve fare la Regione; anzi, io sogno una Regione -  lo
  dico  oggi  impegnandomi in tal senso - in cui i  piani  regolatori
  siano  approvati dai Comuni che si assumono la responsabilità,  non
  di adottare un piano, ma di approvare un piano.
   Ecco perché penso che la materia urbanistica non sia di competenza
  della  Regione e, pertanto, dichiaro il mio voto contrario a questo
  articolo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, vorrei precisare alcuni  concetti  che,
  purtroppo, non ho sentito nell'intervento dell'onorevole Cracolici.
   Effettivamente, questa norma si deve limitare al  piano casa  e io
  sono il primo a sostenerlo
   La  Commissione si è espressa sull'articolo 10, considerandolo una
  innovazione  al meccanismo delle premialità, di qualunque  cosa  si
  vuole,  su  alcuni  princìpi che riguardano  la  realizzazione  dei
  parcheggi. Ma su questo dobbiamo essere chiari, non è vero  che  ci
  stiamo attenendo pedissequamente alle norme del  piano casa , siamo
  andati in qualche caso anche un po' oltre, abbiamo parlato anche di
  attività  produttive.  Ma  adesso stiamo  discutendo  problemi  che
  interessano tutte le nostre realtà cittadine: i parcheggi.
   In  tutte  quelle  aree  soggette dai  piani  regolatori  a  verde
  pubblico  o  anche  privato,  dove da decenni  i  Comuni  non  sono
  intervenuti, si vuole provare un'innovazione, dando la  possibilità
  di   realizzare  qualcosa  di  utile,  come  appunto  i   parcheggi
  sotterranei,  che  non  creano  alcun  problema  sotto  il  profilo
  ambientale, e il privato che certamente in quelle aree soggette  ad
  esproprio oggi non può fare nulla, in contropartita realizza queste
  opere  a  verde.  Inoltre, la preoccupazione che  qualcuno  ha  che
  queste  opere vengano realizzate creando un obbligo al Comune,  non
  esiste,  perché  alla  fine  l'articolo  precisa  proprio  che  per
  realizzare  queste opere è il Comune che rilascerà  la  concessione
  edilizia,  per cui non c'è nessuna procedura differente se  non  il
  Comune consenziente.
   Quindi,  io  non credo che questa sia un'iniziativa  sconvolgente,
  perché  i parcheggi si realizzano sotto terra, i Comuni vogliono  i
  parcheggi,  e  di  fatto non li realizza nessuno, è  una  occasione
  nuova.  Anche  perché non è un obbligo, perché poi si deve  trovare
  quel privato che è d'accordo a farlo. Personalmente non vedo niente
  di  sconvolgente,  non  stiamo facendo  opere  di  impatto,  stiamo
  facendo  semplicemente  qualcosa di intelligente  per  favorire  la
  realizzazione dei parcheggi nei grossi centri.
   Per  giunta, e concludo, il Comune è l'ultimo a dire la sua perché
  rilascia la concessione, se è d'accordo, e questo è scritto proprio
  nel  comma 4, per cui c'è l'obbligo della concessione edilizia; per
  giunta la norma è scritta - scusatemi se lo dico - in modo talmente
  meticoloso  che  viene  fatto, pure, l'atto  unilaterale  d'obbligo
  perché  quelle  opere  restino sempre parcheggi,  e  non  diventino
  altro, anche perché sottoterra non penso che si possa fare altro.
   Pertanto  non  solo sono d'accordo - purtroppo, in  altri  momenti
  sono  stato  l'artefice  insieme  all'onorevole  Romano  di  questa
  iniziativa  -  ma  è  ovvio  che  non  posso  che  votare  per   il
  mantenimento dell'articolo 10.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi  avventuro
  in   argomentazioni  di  carattere  tecnico  perché,  fra  l'altro,
  brillantemente si è espresso in tal senso l'onorevole Beninati,  di
  cui riconosco l'autorevole professionalità.
   Mi limito a fare una considerazione nel sostenere la validità -  a
  mio  avviso  -  di questo articolo perché ritengo che noi  dobbiamo
  puntualizzare un aspetto, cogliendo il senso di questa norma di cui
  si sta occupando il Parlamento.
   Il  problema  della legge, o del cosiddetto  piano casa ,  ritengo
  che vada interpretato come una opportunità che gli enti locali e la
  Regione  devono  potere  cogliere.  Credo  che  per  una  serie  di
  iniziative  che  contiene e che servono a  far  sì  che  si  creino
  strumenti, vorrei dire che il  piano casa , a questo punto, per  la
  Sicilia rappresenta una opportunità, e questa opportunità va  colta
  nel  momento  in  cui noi rispettiamo i princìpi  di  legalità,  di
  razionalità, di sicurezza.
   Spero  che  ciò  avvenga attraverso una serie  di  iniziative  che
  consentano  di  aprire delle opportunità e di andare incontro  alle
  aspettative  anche di razionalizzazione e, perché no,  di  risposta
  che,  come  in questo caso, i Comuni possono dare venendo  incontro
  alle  problematiche a tutti noi evidenti come, ad esempio, la crisi
  dei  parcheggi.  Sicuramente oggi c'è bisogno di una  norma-quadro.
  Ma,  in  attesa  che  questo Parlamento se  ne  occupi  in  maniera
  complessiva,  in  maniera più determinata, oggi  -  attraverso  una
  serie di norme - abbiamo la reale possibilità di dare risposta, non
  solo  alle  attese  della  gente,  ma  fornendo  reali  e  concrete
  iniziative che da tempo devono e possono essere portate avanti.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere al
  Governo se è favorevole a mantenere l'articolo 10. Se lo si intende
  mantenere, il mio intervento ha un senso; in caso contrario, dovrei
  dire altro ed anche in contrasto con ciò che pensa il Governo.
   Vorrei  anche  chiedere  al Governo se intende  ancora  presentare
  emendamenti, considerato che fino a tre minuti fa mi è pervenuto un
  ulteriore emendamento, a firma del Governo. Non capisco se  si  sta
  facendo in Aula una nuova legge e all'ultimo momento.
   La  nuova  proposta  dell'onorevole Cracolici di  abrogare  questo
  articolo, fatta in Aula e per niente annunciata in Commissione,  la
  cui  composizione  vanta numerosi deputati del Partito  Democratico
  che  hanno  consentito un approfondito esame e la presentazione  di
  molti emendamenti - dato l'interesse che ha suscitato l'articolo in
  se stesso - pone la questione: in Commissione che ci stiamo a fare?
  Perché  non  si  salta  il  passaggio  in  Commissione  e   si   va
  direttamente in Aula, dove tutto è possibile, dove viene  stravolto
  tutto ciò che in Commissione è stato approvato?
   Così  facendo  finirebbe la prassi di aspettare che ci  siano  dei
  disegni  di  legge esitati dalle Commissioni - dopo che  in  quella
  sede sono stati presentati numerosi emendamenti, dopo che in quella
  sede  ci  sono  stati scontri - sui quali, arrivando  in  Aula,  si
  ricomincia ex novo la discussione.
   Quanto   detto   dall'onorevole  Cracolici  in  Aula   mi   sembra
  interessante,  ma  perché  non  l'ha fatto  dire  all'onorevole  De
  Benedictis che pure era in Commissione?
   Come  mai in Commissione non c'è stato nessuno che ha proposto  di
  abrogare l'articolo 10?
   In  Commissione si è esaminato l'articolo 10 e lo si è esitato per
  l'Aula   perché  facesse  parte  del  provvedimento.  Oggi  abbiamo
  modificato, come già è avvenuto prima, gli articoli 8, 9 e  10  che
  sono  stati già abrogati, e mi domando perché quando in Commissione
  abbiamo  preso in esame questi articoli, nessuno ha avuto l'ingegno
  di proporre, con un emendamento, la loro abrogazione
   Oggi  si  sono riuniti i Capigruppo e non so se nella  riunione  è
  uscita  fuori  un'ulteriore modifica  che  ha  portato  già  a  tre
  emendamenti soppressivi di tre articoli.
   La  relatrice stessa, onorevole Caronia, ha presentato emendamenti
  all'articolo  10;  quindi,  da  relatrice,  lo  ha  considerato  un
  argomento importante, tale da avere dignità di essere approvato  in
  Aula. Per cui ritengo che l'articolo 10 debba rimanere, anche se ho
  presentato un emendamento.
   Signor Presidente, non è facile intervenire fra la distrazione dei
  colleghi,  si  potrebbe creare una stanza di  compensazione  per  i
  deputati  che  vogliono parlare di altro  La  distrazione  forse  è
  dettata  dal  fatto che non ci sono intendimenti  personali,  aiuti
  personali  sull'argomento  Si parla del verde attrezzato,  non  c'è
  cubatura da fare, non c'è da alzare palazzi né da fare verande, per
  cui  la  cosa  interessa poco  Stiamo attenti, quando si  tratterà,
  però, di fare le verande e gli appalti per le imprese, in quel caso
  allora saremo pronti e preparati
   Illustrerò  l'emendamento solo dopo avere saputo  dal  Governo  se
  intende  esprimere  parere favorevole alla soppressione.  Se,  poi,
  potesse  annunziare  fin  da  ora quanti  articoli  intende  ancora
  sopprimere, gliene sarei grato, perché mi pare che, di soppressione
  in soppressione, finiremo col sopprimere l'intera legge
   Sono,  quindi,  contrario  in  maniera  totale  alla  soppressione
  dell'articolo e ritengo che esso vada votato, e che vada votato  in
  uno con i relativi emendamenti.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  ho  nessuna
  contrarietà ideologica al mantenimento dell'articolo 10 del disegno
  di  legge  presentato dal Governo, però dico a coloro  che  l'hanno
  presentato  che  se, oggi, da imprenditore, mi  recassi  presso  un
  qualsiasi  Sportello  unico o un qualsiasi  Sportello  unico  degli
  Uffici  urbanistici  dei  comuni   della  Sicilia  e  decidessi  di
  presentare  un  progetto,  così come è  scritto  nell'articolo  del
  disegno  di  legge  attuale, sarebbe un fatto  che  oggi  qualsiasi
  Comune  me  lo  può  approvare senza bisogno di questo  disegno  di
  legge.
   Perché  non realizziamo asili nido? Perché non facciamo interventi
  di servizi per la collettività?
   Per quanto riguarda questo articolo del disegno di legge in esame,
  signor  Presidente, e questo tipo di intervento, pur condividendone
  il  principio, mi sembra un intervento che rischia di scavalcare le
  volontà   urbanistiche  dei  comuni,  nel  senso  che  vi   è   una
  legislazione urbanistica che in  questi anni si è sviluppata e  che
  ha  visto  venire  fuori strumenti, quali i  PRUSST  (programmi  di
  riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del  territorio),
  strumenti  quali  i  contratti e lo scambio nella  realizzazione  e
  nella  convenienza  di  un  privato, nel realizzare  un  intervento
  pubblico.
   Questa è una prassi urbanistica che in tutti i comuni d'Italia  si
  sta  sviluppando  e  che credo debba andare avanti.  Tutto  questo,
  però, prevede il fatto che gli enti locali abbiano un ruolo, mentre
  noi  ci potremmo ritrovare, ad esempio, molti strumenti urbanistici
  di tanti comuni che hanno fatto di aree in verde agricolo luoghi in
  cui  è  possibile pianificare strumenti urbanistici  anche  per  il
  futuro.
   Qualora  inserissimo  questa norma, i  comuni  potrebbero  vedersi
  occupate aree importantissime di verde agricolo, dove magari  c'era
  la  volontà di predisporre una variante per la realizzazione di  un
  asilo nido perché in quell'area era possibile realizzarlo. I comuni
  potranno  vedere, invece, quelle aree in verde agricolo coperte  da
  aree   di  questo  tipo,  in  deroga,  quindi,  ad  ogni  strumento
  urbanistico  e  senza  che i comuni possano interloquire  in  alcun
  modo.
   Signor Presidente, non è in discussione la bontà del provvedimento
  che è stato presentato e che è presente nel disegno di legge, ma il
  problema è che viene imposto ai comuni che si debba fare in  questo
  modo.  E' questo in discussione: i comuni non potranno più disporre
  del  loro  verde agricolo perché si potranno trovare interventi  di
  privati  che, sfruttando questo disegno di legge, possono  chiedere
  questo a prescindere.
   Credo  che  questo  strumento - lo ribadisco -  possa  essere  uno
  strumento  utilizzato  dai comuni e che i comuni  possano  dare  la
  possibilità  ai  privati  di  realizzare  i  parcheggi  sotterranei
  mettendo  il  verde pubblico sopra. E' una modalità di  urbanistica
  concertata   pubblico-privato  che  già  la  legislazione   attuale
  prevede. Credo che l'imposizione sia un errore.

   BONOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BONOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto, se ci
  è consentito, vorrei fare un plauso alla ratio della legge, che non
  si   limita  alla  mera  edificazione  sul  piano  casa   ma   che,
  abbracciando le attività produttive, vuole dare un senso  nuovo  ed
  un impulso all'economia.
   Per quanto riguarda l'articolo specifico, ho sentito una serie  di
  inesattezze soprattutto dal collega Faraone. L'articolo ci dice che
  è  consentito, non è obbligatorio, per cui resta facoltà  piena  ai
  comuni,  resta  facoltà piena agli imprenditori, concordato  con  i
  comuni,   con  i  Consigli  comunali  e  con  i  sindaci,    potere
  intervenire  o meno sulle aree a verde, per poter realizzare,  come
  aree  sottoterra, parcheggi in città, nella aree urbane e  non  nei
  centri  storici  come,  in maniera inesatta, l'onorevole  Cracolici
  tendeva   a  sottolineare,  secondo  me,  in  maniera  strumentale.
  Parliamo,   infatti,    di   aree  urbane   e   suburbane   e   non
  necessariamente,  anzi,  assolutamente,  dei  centri  storici,  dei
  parcheggi  sotterranei con le aree a verde, dove è  possibile,  ove
  consentito e ove concordato con le Amministrazioni comunali  perché
  sono  comunque  delle  proposte  che  le  Amministrazioni  comunali
  accettano o meno insieme all'imprenditore che la propone.
   Per questo, comunque, diamo un voto positivo al disegno di legge e
  chiediamo da ora se è possibile procedere al voto segreto.

   CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
  semplicemente ricordare a me stessa e a tutti voi che,  nell'ambito
  della  discussione  svoltasi in Commissione, è stato  ritenuto  che
  questo emendamento fosse degno di essere inserito nel testo che poi
  la Commissione ha esitato poiché è stato condiviso da quasi tutti i
  parlamentari della Commissione proprio perché è un emendamento che,
  nell'ottica delle finalità di questo disegno di legge, vale a  dire
  di  mettere  in moto il mondo economico che gira attorno  al  mondo
  edilizio,  questa  ci  è sembrata una norma  che  potesse  a  pieno
  cogliere il senso ultimo di questa norma sulla riqualificazione del
  patrimonio edilizio e conseguentemente sulla casa.
   Credo  che  peraltro alcuni punti di forza di  questo  disegno  di
  legge non possiamo non ricordare, e sicuramente, quella che è sotto
  gli  occhi di tutti noi: molte zone delle nostre città, pur essendo
  destinate  a  verde  pubblico  - e io  aggiungo  a  verde  pubblico
  attrezzato - oggetto anche di un mio emendamento che, peraltro,  ho
  visto   anche  accolto  dal  Governo  che  ringrazio  per   questo,
  sarebbero sugli strumenti urbanistici previsti come verde  pubblico
  e verde pubblico attrezzato.
   Molto  spesso, però, rimangono delle zone dove, nel  migliore  dei
  casi,  diventano delle discariche oppure delle zone che non vengono
  poste nella giusta attenzione, proprio perché, visto che non c'è la
  possibilità di costruirvi sopra, non sono di interesse  e,  quindi,
  non  appetibili per l'imprenditore che, giustamente,   persegue  la
  logica del profitto.
   A  mio avviso, questo disegno di legge va incontro a quella che  è
  la   riqualificazione  della  qualità  della  vita   dell'individuo
  all'interno  dei centri urbani. Ecco perché credo sia  fondamentale
  approvare   questo  disegno  di  legge  e  ho  visto  anche   degli
  emendamenti  proposti da vari colleghi che mi sembrano migliorativi
  della  legge  e  della norma, proprio perché  la  ratio  di  questo
  disegno di legge - non dobbiamo dimenticarlo - è quella di favorire
  un  riattivarsi dell'economia che ruota attorno al mondo  edilizio,
  ma  anche quella di riqualificare il patrimonio e la qualità  della
  vita nei centri urbani.
   Infine,  vorrei  ricordare  a  me stessa  e  a  tutti  i  colleghi
  dell'Aula  che  è  consentito ai comuni di dare la  possibilità  al
  privato di effettuare questi interventi, mentre è obbligo di  colui
  il  quale  lo  realizza di volere destinare la superficie  a  verde
  pubblico  e,  mi  permetto di dire, anche a verde attrezzato,  alla
  luce degli emendamenti che, ritengo, potranno essere condivisi.
   Ciò significherà che obbligatoriamente l'imprenditore che realizza
  il parcheggio sotto dovrà necessariamente realizzare un giardino e,
  comunque,   del   verde  pubblico  che  dovrà  essere   con   delle
  caratteristiche ben precise e, nel caso specifico, anche del  verde
  attrezzato,  con  delle strutture, per esempio, sportive  perché  i
  giovani  che  vivono  all'interno  dei  centri  urbani  ne  possano
  usufruire  ed impiegare così il loro tempo in maniera più  proficua
  piuttosto  che  bighellonare o vivere ai margini di qualche  centro
  giochi. Questo è un problema reale da  tenere in conto.
   Dare   dunque   un  impulso  all'imprenditoria  coniugandola   con
  l'interesse al verde pubblico e al verde pubblico attrezzato, credo
  possa  costituire  una  motivazione più  che  sufficiente  per  non
  abrogare questa norma e, quindi, per votarla.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, alla luce del suo intervento,  gli
  emendamenti  10.14, 10.15 e 10.16, a sua firma,  sono  mantenuti  o
  sono ritirati?

   CARONIA, relatore. Sono mantenuti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessori,   onorevoli   colleghi,  devo  ringraziare   l'onorevole
  Cracolici  e  anche  l'onorevole Faraone  che  difendono  i  comuni
  stasera. Ritengo di non sentirmi tutelato, però da questa difesa  -
  sono sindaco anch'io - perché parto da un dato di fatto: il disegno
  di  legge,  al  quarto  comma, reca  non  si  applica  al  presente
  articolo  la procedura di cui all'articolo 2 della legge  regionale
  del 31 maggio 1994, n. 17 , cioè non si applica il silenzio-assenso
  che,  come  voi  sapete,  è  la  bestia  nera  dei  comuni  perché,
  purtroppo,  con  la  grande quantità di richieste  che  afferiscono
  all'urbanistica,  molto  spesso, trascorrono  i  120  giorni  e  il
  silenzio diventa, molto frequentemente, assenso.
   Io  voglio dire anche che, in questo momento, abbiamo una notevole
  confusione perché vi è la possibilità concreta, nel momento in  cui
  vi è un'area destinata a verde pubblico, attrezzata o non, pubblica
  o  privata, su richiesta da parte del privato, di accedere ai piani
  sottostanti al suolo e costruire un parcheggio.
   Questo,  però, traccia un percorso che è molto farraginoso  e  che
  prevede,  innanzi  tutto, una convenzione tra  il  pubblico  ed  il
  privato  e,  poi, non essendovi una norma che lo vieta, ma  neanche
  una  che  lo  consenta, di fatto, andiamo in Consiglio comunale  e,
  molto  spesso, dal Consiglio comunale si ritorna perché si  tratta,
  in  qualche maniera, di norma che potrebbe avere la necessità di un
  approfondimento,  da  parte del CRU, cioè del  Consiglio  Regionale
  dell'Urbanistica.
   Forse  non sarà così, forse la norma non sarà restringente; ma  il
  fatto  è  che  noi assistiamo, nel corso dei mesi e degli  anni,  a
  notevoli  richieste, da parte del privato, di cose di  cui  abbiamo
  bisogno,  come  i parcheggi. I parcheggi possono essere  realizzati
  anche  in  aeree  perimetrali rispetto al centro  e   possono  dare
  ristoro così al problema del traffico.
   E'  esattamente  il  contrario di ciò  che  affermava  l'onorevole
  Cracolici.
   Questa  norma  introduce un principio che consente finalmente  una
  procedura  celere che può mettere in moto l'economia,  e  non  vedo
  perché dobbiamo ostacolarla.
   Non  mi  convince  il  problema che si pone  stasera:  quello  del
  principio.
   Non  possiamo  approvare le leggi arrampicandoci sugli  specchi  o
  arrampicandoci  sul  principio che deve essere la  filosofia  della
  gestione  politica all'interno delle norme che vogliamo  consegnare
  ai  siciliani. Penso sia più giusto che ci guidi il buon  senso  e,
  soprattutto,  sia  opportuno che ci si  muova  in  direzione  della
  possibilità di fare.
   Se  questo non accade, siamo lontani dalla gente, dai suoi bisogni
  e,  arrampicandoci sui princìpi, non facciamo altro  che  difendere
  posizioni personali, di nicchia.
   Dovremmo superare i contrasti all'interno delle diverse formazioni
  politiche facendo un salto di qualità. Guardiamo con fiducia quello
  che può essere il percorso legislativo e non facciamoci imbrigliare
  da  fattori  che  sono  lontani, diversi e  non  appartengono  alla
  capacità legislativa.
   Ritengo  che  la soppressione dell'articolo 10 sia,  quanto  meno,
  inopportuna.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  per  formalizzare  il  voto  favorevole   del   Gruppo
  parlamentare UDC a quanto sostenuto dall'onorevole Romano.
   Noi siamo contro la soppressione dell'articolo 10.
   Però  credo che questo non sia sufficiente perché rispetto a norme
  di  questo  tipo,  di  questa  natura e  rispetto  agli  interventi
  accorati  che sono stati fatti ieri da alcuni deputati del  Partito
  Democratico, ritengo veramente - e lo chiedo a costoro -  di  usare
  meno  demagogia  perché, fatta salva e fatta  mia  l'argomentazione
  dell'onorevole  Buzzanca sul comma 4 - poi era  quello  che  volevo
  dire - e, quindi, la disponibilità dei comuni ad esprimere l'ultima
  parola  su  questi  temi, desidero affermare con assoluta  nettezza
  come  sia  davvero  complicato sostenere, come  ha  fatto  poc'anzi
  l'onorevole Cracolici, che vogliamo approvare una legge di edilizia
  abitativa  che  non  deve  sconfinare  negli  aspetti  urbanistici,
  dimenticando  che  nel  disegno di legge - che  questa  maggioranza
  surrettizia  vuole  votare  -  c'è anche  una  parte  che  riguarda
  insediamenti produttivi e capannoni industriali.
   Come è possibile essere coerenti con l'incoerenza continua?
   Siamo  in  presenza di alcune norme che fanno a pugni:  quando  ci
  convengono,  le  appoggiamo; quando non  ci  convengono,  siamo  in
  disaccordo?
   Questa  è demagogia pura. I parcheggi sono attrattori di traffico
  Questa  mi  mancava,  è  la  battuta  della  serata.  Eliminiamo  i
  parcheggi, e così dove metteremo le macchine? Nelle cucine di casa?
  Dove le mettiamo se non creiamo i parcheggi? L'onorevole Faraone ha
  parlato di asili nido.
   L'articolo   10  titola   Misure  compensative  per  favorire   la
  realizzazione di aree a verde pubblico . Di cosa stiamo parlando?
   Onorevole  Presidente della Regione, Assessore, ho avuto  modo  di
  leggere  un emendamento a firma dell'assessore Gentile,  che  vuole
  modificare la dizione  verde pubblico  aggiungendo le parole  anche
  attrezzato  e devo ritenere che, se così stanno le cose, il Governo
  sia favorevole al mantenimento di questo articolo.
   Se,   dunque,   il  Governo  dice  subito  che  è  favorevole   al
  mantenimento   di   questo  articolo  e  contrario  all'emendamento
  dell'onorevole  Cracolici, facilita i lavori dell'Aula  e  possiamo
  andare  avanti  perché noi, a differenza di altri  che  dicono  con
  infingimenti  di voler approvare il disegno di legge,  lo  vogliamo
  approvare davvero.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo il senso
  dell'emendamento  presentato  dal Governo  e  mi  rendo  conto  che
  l'emendamento tende a dare una risposta ai Comuni che si trovano in
  difficoltà.  Tuttavia,  voglio  dire  al  Governo  e  all'onorevole
  Cordaro  di evitare di utilizzare qualsiasi discussione finalizzata
  strumentalmente  a  rapporti  tra  maggioranza  e  Governo.  Stiamo
  discutendo  una  norma e la norma deve presiedere  a  due  principi
  fondamentali: innanzitutto, la coerenza con il quadro  normativo  e
  costituzionale e, poi, deve essere ispirata dal buon senso.
   Condivido lo spirito della norma, ma, onorevole Cordaro, si da  il
  caso  che  la  materia,  lo dico qui, già  si  può  tranquillamente
  applicare nei comuni senza la necessità della norma. Se vado in  un
  comune,  così come diceva prima il sindaco Buzzanca, e propongo  di
  fare parcheggi in area a verde pubblico, non essendo l'area a verde
  pubblico volume tecnico - abbiamo telefonato anche ad un tecnico  -
  è  nella  competenza propria dei comuni potere già oggi rilasciare,
  eventualmente,  la  concessione che, qui  leggo,  impropriamente  é
  iscritto che la devono rilasciare i comuni. Quale altro ente se non
  il comune può rilasciare la concessione edilizia?
   La  discussione, quindi, lo dico qui, non riguarda la bontà  della
  norma, ma se abbiamo la competenza per normare.
   Secondo  me,  assessore, la competenza fa capo ai Comuni;  c'è  un
  potere  di  regolamentazione che fa capo ai Comuni, che gli  stessi
  possono  inserire  nei regolamenti edilizi e dare  attuazione  alla
  norma.  Non si tratta, quindi, di difendere prerogative dei Comuni;
  anzi,  dal mio punto di vista, la norma così scritta ha profili  di
  dubbia  costituzionalità perché entriamo nell'ambito di  competenze
  che appartengono direttamente ai comuni.
   Assessore  Gentile, le suggerisco quindi di dire che i Comuni,  se
  vogliono, possono, con i propri regolamenti, stabilire quanto segue
  ed  è un potere che, non dimentichiamo, è proprio dei Comuni e  che
  riconosciamo ai Comuni. Altrimenti, posso assicurarle che la norma,
  così  com'è  scritta,  sarà impugnata dal Commissario  dello  Stato
  perché   viola   un  principio  costituzionale:  degli   interventi
  urbanistici sono titolari gli enti locali.
   Comprendo  lo  spirito e, addirittura, sento  l'onorevole  Cordaro
  pensare  che con questa norma si mette in crisi l'ipotetica  futura
  maggioranza. Non esageriamo.
   Si tratta di una discussione semplice su una questione.
   Vorrei suggerire al Governo di sostituire la norma dicendo  che  i
  comuni,  quelli che lo vogliono - perché lo stabiliscono  i  comuni
  stessi  -  e non quelli che non lo vogliono, possono prevedere  nei
  regolamenti edilizi la possibilità che nelle aree a verde  pubblico
  si possano creare dei parcheggi, sulla base di convenzioni naturali
  che  devono  esistere per il privato e per il  comune;  così  com'è
  scritta, invece, la norma viola quel principio di cui parlavo.
   Invito, pertanto, a riscrivere la norma con questo spirito.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Cracolici, tutti abbiamo fatto l'esperienza di consigliere comunale
  o   di   sindaco  e  abbiamo  fatto  tutti  esperienza  in  materia
  amministrativa ed urbanistica.
   Signor  Presidente, onorevole Presidente della Regione,  assessore
  Gentile,   questa   legge  la  vogliamo,  la  vogliamo   fortemente
  approvare. Vogliamo dare ai siciliani una legge che sia  il  frutto
  di  una  valutazione coerente del Parlamento e non il risultato  di
  una  gestione  unilaterale  dell'attività  parlamentare  su  questo
  disegno  di  legge   Quando si eccede, infatti,  il  risultato  non
  arriva più.
   Se  in  quest'Aula  qualcuno  vuole fare  l'assessore  ombra  alle
  infrastrutture e se qui in quest'Aula qualcuno vuole caratterizzare
  e  politicizzare questo disegno di legge, rischia di non portare  a
  casa  il  risultato  perché  demagogia  e  strumentalizzazione   in
  politica non pagano quasi mai
   L'articolo 10, frutto di un forte ragionamento in Commissione,  ha
  visto  la  condivisione  del  Governo e della  stessa  maggioranza-
  minoranza  che sostiene questo Governo che, oggi, in Aula,  propone
  un emendamento soppressivo.
   Vorrei capire la logica di questo disegno di legge da parte  della
  sua  maggioranza, onorevole Presidente, che immagino le vuole tanto
  bene e vuole che lei porti a casa questo grande risultato.
   Sopprimere   una  norma  che  va  in  controtendenza   nel   senso
  favorevole,  che consente di realizzare parcheggi e di  valorizzare
  il  verde  pubblico, significa non avere il senso della  conoscenza
  del  nostro  territorio;  significa  non  capire  come,  oggi,  per
  salvaguardare i centri storici della nostra Sicilia, la prima  cosa
  importante, quasi indispensabile, è potere realizzare parcheggi per
  garantire la salvaguardia dell'ambiente, la salvaguardia dei centri
  storici  e  per  dare  ai  cittadini  la  possibilità  di  muoversi
  utilizzando i mezzi pubblici e senza utilizzare le auto private.
   Vorrei  capire la logica, onorevoli colleghi, a parte  l'ingenuità
  degli  asili  nido  che non c'entra niente, ma è  una  deformazione
  dell'onorevole  Faraone quella di prevedere  le  cose  che  non  ci
  stanno.  Questa  norma consente di valorizzare il  verde  pubblico,
  quindi di recuperare tantissime aree come quelle che ci sono  nelle
  nostre  città, specialmente in periferia, che sono aree  fortemente
  degradate  -  e  Palermo ne ha tantissime  -  e  prevede  anche  la
  possibilità di costruire parcheggi senza creare impatto ambientale.
  Questa è la norma.
   Adesso  non  possiamo  agire sull'onda del tentativo  di  gestione
  politica  di questo disegno di legge da parte di una minoranza  che
  cerca  di  diventare  maggioranza contro  il  consenso  popolare  e
  utilizzando un momento di difficoltà di questo Governo regionale.
   Siamo   perché  l'articolo  10  sia  votato,  siamo  contro   ogni
  iniziativa di proporre la cancellazione di questo articolo  10  che
  difenderemo in Aula, onorevoli colleghi.
   Desidero   dare  un  suggerimento  a  quella  parte  del   Partito
  Democratico che vuole cercare di centralizzare il disegno di legge:
  questa  è  una  norma  che il Parlamento vuole fortemente  e  tutti
  abbiamo  il  dovere e il diritto di contribuire a  migliorarla,  ma
  nessuno  può  arrogarsi il diritto di farla  per  come  ritiene  di
  doverla  fare.  Questa  norma avrà il  consenso  del  Parlamento  e
  diventerà legge. Ma se qualcuno vuole mettere il timbro e il colore
  su   questo   disegno  di  legge,  chiaramente  troverà  fortissimi
  ostacoli.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, intervengo brevemente  perché  altri
  interventi hanno preceduto il mio e già si è detto tanto su  questo
  norma.  Io devo rilevare che, essendo inquilino di questa  Aula  da
  qualche  mese,  ancora non finisco di apprendere  gli  addentellati
  basilari  della politica, delle forme di governo e delle  forme  di
  coalizione e non smetto ancora di imparare. Tuttavia, vorrei per un
  attimo  capire  cosa  succede in questa Aula  parlamentare.  Vorrei
  capire se una norma che è stata licenziata per l'Aula con l'apporto
  di   questo   Governo  viene  poi  osteggiata  con  un  emendamento
  soppressivo  da  un  partito  che si ritiene  sulle  riforme  parte
  integrante  di  questa coalizione  E' chiaro, vi chiedo  scusa,  io
  sono neofita di questa Aula ma, in quanto tale, non ho capito e per
  questo vi chiedo venia.
     Chiedo  quindi  al Governo, che stasera io ringrazio,  ringrazio
  anche   il  Presidente,  avrei  voluto  ringraziare  qualche  altro
  Assessore  per la sua presenza perché hanno colto al  volo  il  mio
  senso di solidarietà, di affetto e di vicinanza che ho rassegnato e
  rappresentato all'assessore Gentile quando su un disegno  di  legge
  così  importante,  ieri, era da solo in Aula, senza  nessuno  altro
  rappresentante del Governo  Questo è forse l'esempio di  chi  vuole
  votare  una  legge, questo è forse l'impulso o lo  stimolo  che  si
  vuole  dare ad una legge che dovrebbe essere anche di sistema?  Non
  mi pare.
   Allora, delle due l'una: o il Governo traccia e demarca una linea,
  dicendo  se vuole mantenere questo articolo e quindi il  PD  poi  -
  cercando  di capire se tutto insieme o una parte dello  stesso,  se
  pure  maggioritario,  onorevole Speziale - è  d'accordo  a  seguire
  questa  strada,  oppure  il  Governo dica  chiaramente  che  non  è
  d'accordo   su  un  emendamento  che  propose  l'allora   assessore
  Beninati,  che fu esitato unanimemente in IV Commissione  e  che  è
  stato  anche  concordato  successivamente,  mi  si  dice,  con   la
  coalizione  di maggioranza che, oggi, purtroppo vede  un  ostacolo,
  una  barriera  frapposta dall'onorevole Cracolici e  dall'onorevole
  Faraone,  i quali hanno adesso un momento di offuscamento ritenendo
  che nel verde pubblico si debbano costruire, invece, asili nido.
   Gli  asili  nido,  comunque,  non si possono  costruire  dove  c'è
   verde',  caro  collega  Faraone, e per noi  che  abbiamo  fatto  i
  consigliere  comunali questi sono elementi basilari per comprendere
  fino  in  fondo,  non la portata di una norma, la  portata  di  una
  questione che va oltre.
   Oggi  noi discutiamo su un articolo facile, non siamo entrati  nel
  cuore  vero  del disegno di legge, perché là, nel cuore, nasceranno
  le  contraddizioni.  Altro che emendamenti presentati  tout  court,
  così  in  maniera  volante stasera in Aula senza  potere  fare  una
  discussione,  senza che gli emendamenti stessi siano il  frutto  di
  una  sintesi che doveva essere fatta non fra tre, quattro o  cinque
  persone,  ma  che  doveva  essere  partecipata  a  tutti  i  Gruppi
  parlamentari. Questo non è accaduto.
   Allora è chiaro, se stiamo perdendo un'ora e oltre per parlare  di
  un articolo e per capire, onorevole Romano, se dobbiamo mantenere o
  dobbiamo  sopprimere questa norma è pure perché il Governo  non  ha
  ancora  detto  nulla  in merito e se ne assume  fino  in  fondo  le
  responsabilità.
   E  questo  Parlamento ne è consapevole, come ne  sono  consapevoli
  anche i siciliani
   Allora  smettiamola  Il Governo dica subito se ha ancora interesse
  a portare avanti la norma. Il Popolo della Libertà la vuole portare
  avanti  e  ha ragione il collega Bonomo quando dice, a nome  di  un
  partito che, seppure piccolo, è una realtà, dice:  per evitare -  e
  mi  avvio alla conclusione - che ci sia confusione o si verifichino
  assalti  alla diligenza votiamo in maniera segreta per  cercare  di
  blindare  questa norma che rappresenterebbe un miglioramento  della
  qualità della vita

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se  questo
  disegno  di  legge  che  stiamo  per approvare  risolverà  tutti  i
  problemi  che  ci  sono in Sicilia in quanto ogni deputato  che  ha
  preso la parola ha usato argomenti che si sono collocati ai massimi
  vertici  della  discussione,  dicendo  che  ci  sarà   una   grande
  economia , che  i siciliani l'aspettano , che  tutti sono dietro la
  porta per questa norma  e allora corriamo a dichiarare che tutti la
  vogliamo.
   Devo  dire che sono perplesso, e queste mie perplessità le ho  già
  evidenziate; però, ciò nonostante, capisco lo sforzo che  si  vuole
  fare  per  venire  incontro ad alcune esigenze  di  una  parte  dei
  siciliani, non di tutto il popolo siciliano. Poi non so, ognuno  di
  noi  ha  riferimenti politici con parti di elettorato, quindi,  non
  vedo  i  cinque  milioni  di  siciliani che  stanno  aspettando  il
  realizzarsi  di  questa  norma. Ma una cosa  la  vogliamo  evitare,
  sicuramente  come  partito democratico:  vogliamo  evitare  che  si
  proceda ad una cementificazione generalizzata. E questo articolo 10
  contiene  in  sé una grande colata di cemento, perché si  parla  di
  verde agricolo all'interno o nelle zone limitrofe della città
   Per tale motivo il Partito Democratico ha chiesto la cancellazione
  dell'articolo  10  e anche noi lo sosterremo con  forza  perché  su
  queste cose ci metteremo di traverso.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente, mi corre
  l'obbligo intanto di segnalare, così come ho fatto per l'articolo 5
  l'incostituzionalità  che  riguardava  l'entrata   a   gamba   tesa
  sull'ordinamento  degli  enti  locali  e  sugli  oneri,   di   fare
  riferimento  anche  a  questo articolo, non  per  dare  ragione  ai
  colleghi Cracolici e Speziale, me ne guarderei bene, in quanto  già
  questa  attività può essere svolta, ed è svolta, diverse volte  dai
  sindaci con un atto di convenzione votato dal Consiglio comunale  e
  poi sottoscritto dai dirigenti.
   Vorrei,  inoltre,  segnalare l'ultimo comma  di  questo  articolo,
  relativo  al  pagamento  degli  oneri  concessori  -  che   non   è
  assolutamente  materia di questo Parlamento -, dove  gli  oneri  di
  urbanizzazione, non si capisce perché, sono a titolo  gratuito.  Ma
  chi dovrebbe stabilirlo?
   Non  l'Assemblea.  Allora, rispetto a questo, il  mio  è  solo  un
  intervento  che non inficia assolutamente l'atteggiamento  politico
  del Gruppo a cui appartengo, onorevole Presidente.
   Ma,  rispetto  al  ruolo  che rivesto in  questo  momento  è  bene
  segnalare  alla  Presidenza, così come è stato  per  l'articolo  5,
  anche l'incongruenza per l'articolo 10.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  intanto volevo comunicare, e me lo conferma  l'assessore
  Gentile, che ci sarebbe un emendamento per sopprimerlo, e  poi  che
  mi  sono  trovato per qualche minuto, stamattina, a partecipare  al
  lavoro  attento e anche un po' faticoso dei presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, di quanti - o chi per loro, i loro delegati  -  hanno
  rivisto  i vari articoli e commi di questa legge che - è  stato  da
  tutti  ribadito  e  ripetuto, anche stasera più volte  -  si  vuole
  approvare. Credo che la riscrittura di alcuni articoli,  sui  quali
  insistevano  emendamenti  contrastanti,  concordata  razionalmente,
  permetterà di arrivare ad una approvazione in tempi brevi.
   Su questo argomento si può essere d'accordo o contrari.
   Io,  da non competente in una materia che richiede, indubbiamente,
  una conoscenza approfondita, a scanso dei mille errori nei quali ci
  si  può  imbattere, ho fatto marcia indietro per molti punti  ed  è
  anche  del tutto lecito e comprensibile che, al di là della ricerca
  delle  occasioni  per confliggere politicamente,  deputati  di  uno
  schieramento  diverso  o  nello stesso schieramento,  nello  stesso
  partito, la pensino in maniera diametralmente opposta.
   Ho  sentito  gli interventi dell'onorevole Buzzanca e, poi,  anche
  dell'onorevole  Mancuso  che, da sindaci  e  per  l'esperienza  che
  indubbiamente hanno acquisito, hanno espresso posizioni  del  tutto
  opposte. Pertanto voglio dirvi, piuttosto che scaraventarci su ogni
  cosa individuando elementi di coerenza o meno - ripeto - visto  che
  questo  metodo  della   riflessione razionale  su  punti  delicati,
  stamattina,  ha  dato  i  suoi  frutti,  io  credo  che  si  possa,
  esprimendo  essenzialmente  come  la  pensiamo,  arrivare  ad   una
  conclusione.
   Su questo argomento e su questa materia non so se io voterò. Penso
  che voterò.
   Il  Governo,  comunque, visto che comunque non si farebbero  danni
  irreparabili  -  anzi, tutt'altro - si affida  all'Assemblea,  alla
  scelta che i deputati faranno.
   Credo che questa sia la scelta più saggia ed utile per la Sicilia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Vitrano è in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 25 al 26 febbraio 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                         459-386-209-394-404/A

   PRESIDENTE. L'onorevole Bonomo aveva preannunciato la richiesta di
  voto segreto.

   BONOMO. La ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 10.13, a firma dell'onorevole Cracolici,
  che così recita:
   « L'articolo 10 è abrogato».

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Si  procede  alla verifica della  richiesta  di  voto
  segreto, se risulta appoggiata a termini di Regolamento.

   (La  richiesta di voto segreto risulta appoggiata dagli  onorevoli
  Beninati, Bufardeci, Buzzanca, Cascio Salvatore, Cordaro,  D'Asero,
  Di Guardo e Di Mauro)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  10.13,  a firma degli  onorevoli  Cracolici  e  De
  Benedictis, soppressivo dell'articolo 10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi, Arena,  Aricò,  Barbagallo,
  Beninati,   Bonomo,  Bufardeci,  Buzzanca,  Calanducci,  Campagna,
  Caputo,  Caronia,  Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro,  Cracolici,
  Cristaudo,  Currenti,  D'Agostino,  D'Asero,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Donegani,  Fagone,   Falcone,
  Faraone,  Federico,  Ferrara, Galvagno, Greco,  Gucciardi,  Leanza
  Edoardo,  Leanza  Nicola, Lentini, Limoli, Lupo,  Maira,  Mancuso,
  Marinello,  Marinese,  Marrocco,  Marziano,  Mattarella,  Musotto,
  Oddo,  Panarello, Pogliese, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
  Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa.

   Si astiene: il Presidente della Regione onorevole Lombardo.

   Sono in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona,  Lo
  Giudice,  Minardo,  Nicotra, Panepinto,  Picciolo,  Ragusa,  Raia,
  Rinaldi, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  62
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          26
   Contrari            34
   Astenuto             1

                           (Non è approvato)

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                         459-386-209-394-404/A

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.6, a firma del Governo:
   «Prima  dell'articolo 10 aggiungere  TITOLO  II  -  Interventi  in
  materia di verde pubblico e risparmio energetico ».

   GENTILE,  assessore  per  le infrastrutture  e  per  la  mobilità.
  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea  ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.2, della Commissione, al quale è stato
  presentato  il  subemendamento  10.2.1,  a  firma  degli  onorevoli
  Ruggirello e  Musotto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  siccome  stiamo
  discutendo su una legge anche abbastanza complicata per chi come me
  non  è  un  addetto ai lavori, non è né geometra, né ingegnere,  né
  architetto,  era l'onorevole Limoli che ha avuto queste consulenze,
  io  non  ho  avuto  questo supporto. Pertanto,  chiedo  che  quando
  perverranno   degli   emendamenti  o   dei   subemendamenti,   così
  immediatamente ex abrupto, avrebbero detto i latini, fermiamoci  un
  minuto  per avere il tempo materiale di visionarli. C'è chi  non  è
  così scolarizzato.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, questo emendamento fa parte  di  un
  fascicolo che è stato distribuito ieri, lei ha avuto 24 ore.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  10.2.1.  Il  parere  del
  Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Mi rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Contrario.

   RUGGIRELLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.2, a firma della Commissione, che così
  recita:

   «L'articolo 10  è così sostituito:

    6.  In deroga agli strumenti urbanistici ed in deroga alla  Legge
  122/89  in  tutte le aree di proprietà privata con  destinazione  a
  verde  pubblico e comunque nei terreni ricadenti all'interno  della
  perimetrazione  del centro urbano è consentita la realizzazione  da
  parte   dei   privati  di  uno  o  più  piani  interrati  destinati
  esclusivamente a parcheggio, alle seguenti condizioni:
   a)  la superficie massima impegnabile a parcheggi deve essere pari
  al  50  per  cento della superficie complessiva destinata  a  verde
  pubblico dal vigente strumento urbanistico.
   b)  Il solaio di copertura-piano di calpestio del parcheggio dovrà
  essere  sistemato con modalità a tetto-giardino, con  l'obbligo  da
  parte dei soggetti proprietari di attrezzare a verde tutta l'intera
  superficie dell'area con destinazione a verde pubblico .»

   Il parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Si  procede alla verifica della  richiesta  di  voto
  segreto, se risulta appoggiata a termini di Regolamento.

   (La  richiesta di voto segreto risulta appoggiata dagli  onorevoli
  Buzzanca,  Campagna, Caronia, Cascio Salvatore,  Cordaro,  D'Asero,
  Falcone e Leanza Edoardo,)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 10.2, a firma della Commissione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Ammatuna,  Apprendi, Arena, Aricò,  Barbagallo,  Bonomo,
  Bufardeci,  Calanducci,  Cintola, Cracolici, Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  De  Benedictis,   Di  Guardo,  Di  Mauro,   Donegani,
  Faraone,  Ferrara,  Galvagno, Greco,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lentini,  Lombardo, Lupo, Marinello, Marinese,  Marrocco,
  Marziano,   Mattarella,   Musotto,   Oddo,   Panarello,    Romano,
  Ruggirello, Scammacca, Scilla, Scoma, Speziale, Termine.

   Sono in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona,  Lo
  Giudice,  Minardo,  Nicotra, Panepinto,  Picciolo,  Ragusa,  Raia,
  Rinaldi, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

    Presenti              54
    Votanti               42
    Maggioranza      22
    Favorevoli           4
    Contrari              38

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 10.14, a firma dell'onorevole Caronia:

   «Aggiungere, dopo il comma 4, il seguente:
    5.  Al fine di supportare l'aumento del carico insediativo urbano
  e  migliorare la mobilità dei propri centri abitati, i comuni  sono
  autorizzati  a  realizzare, anche in variante  al  piano  parcheggi
  adottato  o  al  vigente  strumento  urbanistico,  appositi   spazi
  destinati a parcheggio .»

   Comunico   che   all'emendamento  10.14  è  stato  presentato   il
  subemendamento 10.14.1, a firma degli onorevoli Rinaldi, Mattarella
  e Picciolo. Il parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                              (Non  è
  approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 10.14, a firma  dell'onorevole
  Caronia. Il parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Contrario.

   CARONIA. Signor Presidente, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 10.32, a firma  del
  Governo   e   che   è  stato  ritirato,  riscritto   e   sostituito
  dall'emendamento 10.32.1 Gov che verrà votato per  parti  separate.
  Ne do lettura:

   «1.  Al  comma  1  dopo le parole  verde pubblico'  aggiungere  le
  seguenti parole  anche attrezzato';
   2.  Al  comma  3,  lettera c) dopo le parole  dell'area  a  verde'
  aggiungere le seguenti parole  pubblico anche attrezzato';
   3.  Al  comma  3,  lettera c) dopo le parole  le  opere  a  verde'
  aggiungere le seguenti parole  pubblico anche attrezzato';
   4.  Al  comma  3,  lettera  b)  dopo le  parole   opere  a  verde'
  aggiungere le seguenti parole  pubblico anche attrezzato'».

   Onorevole  Caronia,  l'emendamento  del  Governo  10.32.1  Gov  si
  dovrebbe votare per parti separate, contiene quattro commi,  tranne
  che  lei  non ritiri anche gli emendamenti 10.15 e 10.16, nel  qual
  caso noi voteremmo questo emendamento in un'unica soluzione.

   CARONIA. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'emendamento del Governo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, intervengo anche se  ero  contrario
  all'articolo,   che  senso  ha  scrivere   verde   pubblico   anche
  attrezzato ?  Qual è quell'imprenditore che, avendo un'opzione  tra
  verde  pubblico o verde attrezzato, sceglie l'attrezzato  piuttosto
  che il pubblico?
   Intendo dire che il costo di costruzione di un verde attrezzato  è
  molto  più impegnativo di un'area verde. Allora, dobbiamo  scrivere
  in  modo  che le cose si realizzino. Perché se uno dice  decida  di
  dare  un  paio  di scarpe oppure un intero negozio di scarpe ,  non
  credo che ci sarà qualcuno che darà  il negozio  La mia proposta è,
  se  il  Governo  è  d'accordo,  di  trasformare  il   pubblico   in
   attrezzato  evitare di far finta che qualcuno possa  fare  le  due
  cose sapendo che ne farà comunque una sola. Anche perché i costi di
  realizzazione  del  verde pubblico sono molto inferiori  di  quello
   attrezzato'.  Scriviamo le cose che vogliamo davvero  fare  e  non
  facciamo finta.

   PRESIDENTE.  Assessore Gentile, mantiene l'emendamento  o  intende
  recepire le indicazioni del capogruppo Cracolici?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,   presidente  della  Regione.  Ho  sentito  le   ragioni
  dell'onorevole Cracolici. Nessuno si fa male se si  vota  contro  e
  non casca il mondo, non creda che noi ce la prendiamo.
   Se passerà la tesi contraria non sarà un dramma.

   PRESIDENTE.  Il Governo mantiene l'emendamento, così sembra  abbia
  deciso.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, per una volta - e da  qualche  tempo
  accade  assai  raramente  -  mi  trovo  d'accordo  con  l'onorevole
  Cracolici, il quale sottopone all'attenzione dell'Aula un passaggio
  di  buon  senso. Siccome credo sia interesse di tutti fare in  modo
  che l'imprenditore danaroso faccia anche qualche opera pubblica, il
  più  possibile di ampio respiro, nell'interesse delle città  e  dei
  cittadini, se eliminiamo la parola  anche  con un subemendamento  e
  trasformiamo  il  subemendamento del  Governo  in   verde  pubblico
  attrezzato ,  credo che faremmo la cosa migliore, non  soltanto  ai
  fini  della  legge,  ma  soprattutto  per  quello  che  può  essere
  l'effetto della legge sulle città siciliane.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, comprendo  che  l'onorevole  Cordaro
  voglia  cercare  di  dare un assist all'onorevole  Cracolici,  però
  ritengo,  a  differenza di qualche collega,  che  questa  volta  il
  Governo  abbia  ragione  per un motivo molto  semplice:  perché  il
  riferimento   della   parola   anche'  va  riferito   alla   parola
   attrezzato . Ciò significa che, intanto, si crea del  verde  e  se
  poi qualche imprenditore munito di  buon senso e con la sensibilità
  di  porre  anche attenzione al territorio e al contesto  urbano  lo
  vuole  abbellire  arredandolo con qualche  elemento  di  svago,  di
  divertimento, di gioco per i bambini, attrezzandolo, io  credo  che
  questo  non  può  essere un elemento di deturpamento  ambientale  o
  urbanistico.
   Ritengo  dunque  che  se  abbiamo presentato  un  emendamento,  lo
  dobbiamo sostenere.
   Non  è  un  emendamento presentato dall'onorevole  Falcone,  è  un
  emendamento presentato da un membro del Governo ed é giusto che  lo
  si  sostenga. E vorrei dire all'onorevole Cracolici, su queste cose
  non  impantaniamoci. Andiamo avanti, non stiamo lavorando su chissà
  quali  cose.  Invito,  quindi, l'Aula ad apprezzare  favorevolmente
  l'emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  stasera  avevo
  evitato,  finora, di intervenire perché volevo vedere  fino  a  che
  punto  arrivava  la follia degli atteggiamenti e  degli  interventi
  rispetto alla norma che stiamo esaminando.
   Signor  Presidente, stiamo perdendo due ore sull'articolo 10,  che
  riguarda  le  aree  a verde nelle città: o non capisco  io,  signor
  Presidente,  o  il mondo sta andando alla rovescia  Per  trent'anni
  abbiamo assistito ad una Sinistra che ci ha bombardato dicendo  che
  bisognava,  come è giusto che sia, fare tutto ciò che  è  possibile
  fare,  per consentire alle nostre città di avere i parcheggi  e  le
  aree  attrezzate; per trenta o quaranta anni siamo stati bombardati
  da  una richiesta costante che la Destra, la cosiddetta Destra, era
  per  la distruzione degli ambienti urbani, per la distruzione delle
  città, che voleva fare e disfare i piani regolatori, che non  aveva
  concezione urbanistica, che non aveva la mentalità di preservare il
  territorio.
   Oggi,  c'è  una  norma,  a  mio  avviso  giusta,  che  prevede  la
  possibilità, finalmente, nelle nostre città di costruire le aeree a
  verde, di costruire parcheggi e aree attrezzate, e noi siamo qui da
  due  ore  per  cercare di impedire che questa norma sacrosanta  sia
  votata?
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, possiamo  continuare  con
  questo  metodo?  E  come faremo ad andare avanti quando  andremo  a
  discutere   gli  articoli  2  e  3  ed  entreremo  nel   vivo   del
  provvedimento,   senza   un'effettiva   condivisione   dei    punti
  essenziali?
   Come faremo ad evitare che si commettano degli scempi?
   Come  si  fa,  nel caso in specie, a contestare l'emendamento  del
  Governo  che  dà anche la possibilità, a fronte di una  norma  che,
  comunque, si è visto che deve essere deliberata dai Comuni, che  ha
  bisogno  della  concessione edilizia e che, quindi, ha  bisogno  di
  tutti  i  controlli  pubblici  del  caso,  quando  invece  possiamo
  facilmente  costatare che in qualsiasi città d'Europa e  del  mondo
  civilizzato ci imbattiamo costantemente in parcheggi sotterranei  e
  sopraelevati e aree a verde pubblico? Addirittura, a New York e  in
  molti  Stati americani ci sono strutture orrende, con dei parcheggi
  costruiti  con  tubi innocenti  Appena c'è uno spazio  ne  piazzano
  uno   Quelli sì che sono obbrobri. Eppure, per venire incontro alle
  esigenze  del  traffico e per evitare che ci  siano  condizioni  di
  invivibilità, si fanno anche queste cose.
   E  qui  si disquisisce da ore anche sulla parola  anche  o se  può
  essere verde semplice o verde attrezzato? Ci dovremmo vergognare.
   Signor  Presidente, le chiedo, al fine di evitare che si  continui
  in  questo modo, di non entrare nel vivo del disegno di legge,  dei
  suoi articoli più complessi, altrimenti rischiamo di fare un grosso
  pasticcio.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  deciso  di
  non  intervenire e ritenevo giusto evitare interventi a ripetizione
  che  finiscono  per  dare  la  sensazione  e  la  certezza  di   un
  ostruzionismo  sfegatato  che  non  serve  a  questo  provvedimento
  legislativo.
   Non mi rendo conto di come si possa argomentare sul verde pubblico
  e  sul  verde  attrezzato che significa potere usufruire  di  verde
  pubblico  e di verde attrezzato e quindi aumentare la disponibilità
  delle aree che possono essere utilizzate per fare dei parcheggi.
   Quando  non si capiscono certe cose, direi ad alcuni colleghi  che
  prendono  la parola e danno ragione all'onorevole Cracolici,  tanto
  per  dire che anche l'onorevole Cracolici può avere ragione,  prima
  di riflettere su quello che dicono e poi eventualmente dare ragione
  all'onorevole Cracolici.
   Perché  verde  pubblico  significa una cosa,  e  verde  attrezzato
  significa che aggiungi una disponibilità maggiore.
   Ecco  perché dico: attenzione all'UDC in special modo  a  dare  la
  sensazione  che  facciamo finta di volere la legge e  poi,  invece,
  facciamo  discorsi  ostruzionistici e privi  di  significato  e  di
  senso   Ora  lo  dico  con  estrema chiarezza:  prima  di  parlare,
  ascoltare, comprendere e poi ubbidire e combattere.
   Le parole  anche attrezzato  assolvono ad un compito importante  e
  specifico:  aumentare le aree che possono essere utilizzate  per  i
  parcheggi. Cosa importante e significativa.
   L'intervento  dell'onorevole Formica è in questo senso  giusto  ed
  appropriato, così come ritengo giusto ed appropriato che il Governo
  -  che  si crogiola ancora di parlare con i singoli deputati  senza
  sentire  i  deputati  che si avvicendano nella  tribuna  e  con  un
  assessore fantasma, incapace di intendere e di volere
   Signor  Presidente, vorrei che l'assessore Gentile ascoltasse  con
  attenzione i deputati che intervengono dalla tribuna. Mi auguro che
  l'assessore non si perda nei meandri di chi l'ha contestato  perché
  lei  sta  allargando il terreno sul quale ampliare e fare costruire
  il verde attrezzato.
   Mi  auguro che abbia apprezzato e possa apprezzare il senso  degli
  emendamenti  successivi  che sono a  mia  firma  e  che  danno  una
  maggiore  certezza,  sia  nel rilascio della  concessione  che  nel
  divieto  di potere avere il certificato di abitabilità per  far  sì
  che  il  comune possa accedere nel caso in cui non si facessero  le
  opere  richieste  e  prendersi la proprietà  di  quanto  fatto  dai
  privati,  nel  caso in cui essi non mantenessero  gli  impegni  che
  hanno sottoscritto.
   Pertanto sono favorevole all'emendamento del Governo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  tutti  siamo
  d'accordo  vorrei  avere un attimo di attenzione  perché  questa  è
  materia complessa. Effettivamente, la proposta del Governo tende ad
  affermare che chi realizza questo verde lo faccia attrezzato; però,
  così   come  è  formulato,  l'emendamento  può  ingenerare  qualche
  problema  in quanto per le destinazioni urbanistiche non è  che  il
  verde  pubblico debba essere obbligatoriamente attrezzato,  è  solo
  verde pubblico.
   Allora  bisogna  lasciare - poi lo formalizzerà il  Governo  -  le
  parole   verde  pubblico , senza aggiungere la parola  attrezzato ;
  laddove  invece  si  dice  ... a condizione che sia  realizzato  in
  superficie  il  verde pubblico  , lì si deve aggiungere  la  parola
   attrezzato .
   In tal modo, si specifica un obbligo a colui che realizza il verde
  di farlo  attrezzato .
   Se  è  questa  la volontà del Governo, basta  aggiungere  solo  la
  parola   attrezzato   dopo il secondo  verde  pubblico .  Tutto  il
  resto si può cassare.

   CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo
  all'emendamento  al  nostro esame, visto  e  considerato  che  come
  oggetto  ha, sostanzialmente, l'emendamento che avevo presentato  e
  che   poi  ho  ritirato,  credo  che  l'indicazione  data  poc'anzi
  dall'onorevole  Beninati  probabilmente verrà  rivista  in  quanto,
  all'interno degli strumenti urbanistici, i retinati che individuano
  le  zone di verde pubblico non sono assimilabili a quelle di  verde
  pubblico  attrezzato, sono due cose diverse, tant'è che all'interno
  delle carte si individua un retinato diverso.
   Si  tratta,  di un retinato diverso e, quindi, di due  fattispecie
  diverse.
   Il  senso  di  questa precisazione, perché così  la  definirei,  è
  quello  di includere all'interno dei possibili interventi anche  la
  realizzazione di verde attrezzato, cioè di attrezzature che possono
  essere realizzate in superficie rispetto a delle zone che, appunto,
  hanno destinazione determinata dagli strumenti urbanistici affinché
  si  possano realizzare quelle strutture, come per esempio  impianti
  sportivi, campi di calcio, di tennis, e quanto altro.
   Ritengo  che  la  ratio  dell'emendamento  è  proprio  quella   di
  estendere la possibilità all'imprenditore che intende realizzare  i
  parcheggi  di creare anche delle strutture adibite per attività  di
  svago,  di  sport,  di  impegno  e  di  tutto  quello  di  cui,  in
  particolare,  necessitano i giovani che abitano le nostre  città  e
  che,  molto  spesso, non trovano luoghi adeguati dove  svolgere  la
  loro attività ricreativa.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   GENTILE,  assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
  Mantengo l'emendamento così com'è. Favorevole.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.32.1, del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole Cintola  ed
  altri:
   «Sostituire il comma 3, lettera d), con il seguente:
    La mancata realizzazione delle opere a verde entro sei mesi dalla
  ultimazione  dei  parcheggi determina il diniego del  rilascio  del
  certificato di agibilità e autorizza il comune ad intraprendere  le
  iniziative  per  l'acquisizione dei manufatti. Il medesimo  effetto
  consegue alla mancata formalizzazione della cessione delle opere  a
  verde  entro  tre mesi dalla realizzazione delle opere  stesse  per
  fatto e colpa dell'istante. E' in ogni caso vietato l'utilizzo  dei
  parcheggi prima della avvenuta cessione delle aree a verde .»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   GENTILE,  assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 10.7 e 10.18 sono preclusi.

   Si passa all'emendamento 10.9, dell'onorevole Musotto.

   MUSOTTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  10.8 del  Governo,  che  così  recita:
  «Sopprimere il comma 5».
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 10.17 e 10.18 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 10.3, a firma della della Commissione:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    All'emendamento 17, dopo il comma 4 dell'art. 9 bis,  è  aggiunto
  il seguente comma:
    5.  Al fine di supportare l'aumento del carico insediativo urbano
  e  migliorare la mobilità dei propri centri abitati, i comuni  sono
  autorizzati  a  realizzare, anche in variante  al  piano  parcheggi
  adottato  o da adottare ai sensi della normativa vigente,  appositi
  spazi destinati a parcheggio' .»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   GENTILE,  assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 10.4 è precluso.

   CRACOLICI.   Preannuncio   il  voto  contrario   del   Gruppo   PD
  all'articolo 10.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 10 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questo
  Parlamento stasera abbia ben lavorato per la definizione di  questo
  disegno di legge.
   Come  dicevo poc'anzi ancora non siamo entrati, signor Presidente,
  nel cuore della norma. La volontà di tutti noi credo sia quella  di
  approvarla anche in tempi celeri. E allora atteso che il Governo ha
  rappresentato  a questo Parlamento due emendamenti, un  emendamento
  di  riscrittura di due articoli, degli articoli 2 e 3, e credo  che
  essi  meritino  un  approfondimento, una lettura  approfondita  per
  cercare di capire se agli stessi dovranno essere presentati dei sub
  emendamenti.
   E qui non per ripetere, ma i latini dicevano repetita iuvant, ieri
  è  successo un fatto nuovo, e mi fa piacere che il Presidente della
  Regione  sia  in Aula, al quale chiedo formalmente di sapere  se  è
  stata una mia impressione o se il comunicato o le agenzie di stampa
  hanno  dato  con chiarezza notizia di quanto è avvenuto  a  Palazzo
  d'Orleans  ieri:  laddove  si  dice che  ad  una  riunione  tra  il
  Presidente   della  Regione  e  i  rappresentati  regionali   delle
  organizzazioni di categoria (mi riferisco all'ANCI, alla Lega COOP,
  alla Confcooperative), si sarebbe raggiunto un accordo tendente  ad
  avviare,  a sbloccare la vexata quaestio della proroga dei  termini
  alle  cooperative  edilizie; proroga dei  termini,   per  la  quale
  l'allora  assessore  Di  Mauro  aveva  preso  un  impegno   formale
  nell'esercizio provvisorio, una proroga dei termini  su  cui  altri
  assessori precedenti all'assessore Di Mauro avevano preso  impegno,
  su  cui  tutti avevamo calendarizzato in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentare una norma da portare in Aula.  Purtroppo,
  oggi non ne vediamo traccia.
   Non  sto  parlando di una norma stravolgente, ma di una norma  che
  consentirebbe di sbloccare immediatamente oltre 100 milioni di euro
  perché permetterebbe di realizzare con i fondi dei privati e con un
  contributo  in conto interessi già previsto nel bilancio  regionale
  ben  40-45.000  alloggi  per  quelle giovani  coppie,  o  per  quei
  cittadini  siciliani che vorrebbero avere una casa e che non  hanno
  le forze economiche e finanziarie per poterla realizzare.
   Io  dico  che  un atto di buon senso sia quello delle  cooperative
  edilizie;  lo ripeto da oltre un anno. E non riesco  a  capire   il
  motivo  per cui ancora ci si ostina a fare melina attorno a  questa
  vicenda.
   Chiedo scusa se su questo io insisto, e forse mi ripeto, onorevole
  Maira,  ma  penso che sia un  fatto sociale importante, atteso  che
  sarebbe  un  bel modo per fare ripartire un'economia  stagnante  ed
  asfittica come la nostra.
   Infatti,  il piano casa non risolverà le condizioni in  cui  versa
  l'economia  edilizia siciliana; con il piano casa  noi  consentiamo
  gli  ampliamenti  di  alcune abitazioni, ma non  mettiamo  in  moto
  l'economia abitativa, l'economia edilizia.
   Diciamocelo con tutta franchezza; lo dobbiamo dire questo.
   Allora  se  vogliamo  fare nostro questo accordo  tra  il  Governo
  nazionale e le Regioni, dobbiamo anche pensare che possiamo mettere
  in  moto  l'economia siciliana con questa ulteriore norma  di  buon
  senso concedendo una proroga dei termini alle cooperative edilizie,
  in  modo da dare così una risposta a  tutte  quelle cooperative che
  attendono ancora.
   Chiedo,   quindi,  al  Governo  e  al  Presidente   dell'Assemblea
  regionale  di  fermarci un attimo per consentire un approfondimento
  degli articoli 2 e 3, soprattutto alla luce della presentazione  da
  parte del Governo dell'emendamento di riscrittura.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, la sua è una proposta  formale  di
  rinvio a martedì?

   FALCONE. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, c'è la  proposta  dell'onorevole
  Falcone di rinviare la seduta a martedì prossimo per consentire  ai
  deputati   di  potere  prendere  visione  e  presentare   eventuali
  emendamenti agli articoli 2 e 3. Su tale  proposta possono  parlare
  un deputato a favore e uno contro.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Faraone, prima di darle la  parola,  vorrei
  fare  una  controproposta: vale a dire prima di rinviare a martedì,
  propongo  di  esaminare stasera l'articolo 11, sul  quale  non  c'è
  problema.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Faraone.

   FARAONE.  Signor  Presidente, lei poco fa mi ha  detto  che  avevo
  perso  un'occasione  per non parlare e invece mi  rendo  conto  che
  l'occasione che poco fa avevo per parlare era un'occasione vera  in
  quanto  ripeto quello che ho detto poco fa: lei ha detto le  stesse
  parole  di  ieri,  lei  ieri  ha detto: andate  in  conferenza  dei
  capigruppo  per  la  riscrittura. E  noi,  signor   Presidente,  lo
  abbiamo fatto, quindi gli emendamenti  che ci sono

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, glielo dico ancora una volta: si  è
  tenuta   una  riunione  in  seguito  alla  quale,  presenti  alcuni
  capigruppo,  alcuni presidenti di commissione e  alcuni  assessori,
  una  seduta informale, è stato stilato un maxi emendamento che,  se
  approvato, preclude e fa decadere tutti gli altri emendamenti  fino
  a  quel  momento  presentati. Se c'è anche  un  solo  deputato  non
  presente alla riunione che vuole presentare dei subemendamenti agli
  emendamenti,  io  non  lo posso fermare: questo  me  lo  impone  il
  Regolamento, non è una mia parola data e non mantenuta
   Questo lo impone il nostro Regolamento.

   FARAONE. Signor Presidente, non è in discussione il fatto che  lei
  non  possa  fermare  nessuno.  Lei  può  fare  presentare  tutti  i
  subemendamenti che vuole perché è il Regolamento che  lo  consente,
  ma  io  sto  dicendo  un'altra cosa:  non  è  logico  avallare  una
  sospensione  della seduta se il lavoro è stato fatto e chiunque  sa
  che  c'erano tutti i capigruppo; io altrimenti le continuo a  dire,
  Presidente,  che quello che si vuole fare si deve chiamare  con  il
  suo vero nome e cioè ostruzionismo; qui, infatti, si vuole impedire
  che  il disegno di legge venga approvato, perché il lavoro è  stato
  fatto,   c'erano  i  capigruppo,  chi  vuole  può  presentare   dei
  subemendamenti al testo che abbiamo già elaborato per cui a  nostro
  parere ci sono le condizioni perché si vada avanti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, fermiamoci  un  attimo.  Intanto  mi
  dispiace che l'onorevole Faraone che è conosciuto in questa Aula  e
  fuori  da  qui per i suoi toni pacati e distensivi, stasera  assuma
  quasi una sorta di atteggiamento di provocazione.  Mi dispiace.
   Io  dico una cosa: è vero che si è tenuta una riunione alla quale,
  pur  con tutta la stima e la competenza professionale che riconosco
  abbia   l'onorevole  Beninati,  devo  dire  comunque  che  non   ha
  partecipato il capogruppo, l'onorevole Leontini. Allora, al  di  là
  di  quella che è la considerazione regolamentare non mi pare  -  lo
  dico  all'onorevole  Faraone - che si  sia  raggiunto  un  accordo,
  altrimenti questo accordo mi sarebbe stato notificato e  su  questo
  accordo  avremmo  ritirato  i  nostri emendamenti  e  avremmo  così
  continuato a discutere.
   Purtroppo, noi abbiamo il diritto e il dovere di parlare, ma anche
  di  ragionare. Solo così possiamo fare crescere e dare  una  spinta
  vera  alla  Sicilia.  Altri,  invece, mi  sembra  che  si  vogliono
  trincerare sotto forme e sotto proclami che veramente hanno  sapori
  di strumentalizzazione, di demagogia.
   Oggi  stiamo dimostrando come vogliamo votare gli articoli. Altri,
  come  il Partito Democratico, ha dimostrato, da un lato, di  essere
  assieme  al  Movimento per le Autonomie e al Gruppo  Sicilia  sulle
  riforme,  salvo poi il fatto di fare votare emendamenti soppressivi
  del provvedimento.
   Questa  è  una  cosa che noi vogliamo denunciare e  lo  diciamo  a
  chiare lettere: vi dovete mettere d'accordo, siete con il Governo o
  contro  il  Governo?  Se non siete direttamente  interessati  nella
  gestione  attiva  non lo siete nemmeno in questa Aula  parlamentare
  perché  avete  proposto  due emendamenti soppressivi  e  grazie  al
  rapporto del Popolo della libertà noi li abbiamo respinti
   Noi  lo  rivendichiamo con forza. E' un nostro modo di operare.  E
  allora diciamo di andare avanti, non raccogliamo le provocazioni.
   Signor  Presidente, ribadisco quindi la necessità di  fermarci  un
  attimo e di ragionare.
   Non  stiamo  facendo  un  reato di una  lesa  maestà,  non  stiamo
  commettendo  alcun  reato, vogliamo soltanto esercitare  il  nostro
  diritto  di  essere parlamentari, e quindi di partecipare  all'iter
  legislativo.

   PRESIDENTE.  Sulla  proposta di rinvio dell'onorevole  Falcone  ha
  parlato  contro l'onorevole Faraone. Ora un deputato a  favore.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Limoli.

   LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza voler entrare
  nel  merito di ciò che stasera si è ascoltato in Aula -  perché  ho
  capito pochissimo, soprattutto quando ho cercato di comprendere chi
  è  animato da spirito riformista e chi invece rema contro - mi sono
  confuso  soprattutto nell'ascoltare i tanti interventi del  Partito
  Democratico  e,  in  particolare, quello del mio  amico,  onorevole
  Cracolici, che per me è la bandiera del riformismo in Sicilia.
   Caro  Presidente  dell'Assemblea, a  lui  sta  veramente  a  cuore
  l'interesse supremo di tutti i siciliani.
   Però  poi  questo spirito del mio amico, onorevole  Cracolici,  si
  scontra con lo spirito del Governo. Ed è qui che mi sono confuso.
   Poi  c'è stata una rappresentazione pleonastica che ha fotografato
  perfettamente  il  mio stato confusionale: c'era un  emendamento  a
  firma   degli   onorevoli  Ruggirello  e  Musotto  e  lei,   signor
  Presidente, che tanta saggezza sta dimostrando anche stasera  -  il
  Signore  deve  benedirla -, ha chiesto il  parere  al  Governo.  Il
  Governo  ha  espresso  il  voto contrario ed  anche  il  presidente
  Mancuso.
   Allora,  subito dopo, ho visto che mentre lei, signor  Presidente,
  stava  passando  alla votazione si sono accesi  tanti  lampeggianti
  verdi  su  quel tavolo - io non mi sono mai seduto là, chissà  cosa
  c'è,  e  lei, onorevole Cracolici, è sempre più vicino, ma  non  ci
  arriverà  là,  ascolti  ciò che le dico - ed immediatamente,  forse
  avendo  letto  bene  chi  erano  i firmatari  dell'emendamento,  il
  Governo ha detto:  no, un momento .
   Lei  ha insistito, nuovamente, e quindi il Governo ha risposto  di
  rimettersi  all'Aula, mentre il presidente Mancuso ha mantenuto  il
  suo  voto  contrario. Alla fine, i due presentatori hanno  ritirato
  l'emendamento.  Si potrebbe fare anche un film su  questa  vicenda.
  Avremo  tanto tempo per parlare delle riforme di questo Parlamento,
  della nuova maggioranza che c'è, dovremmo parlarne nelle piazze più
  che qua.
   Signor Presidente, hanno portato la riscrittura di tre articoli.
   Ebbene,  ieri,  ho  detto che ho dovuto pagare tanti  tecnici  per
  farmi  spiegare gli emendamenti e le ho anche detto che non  voglio
  più  pagare,  in  quanto  se ogni giorno spunteranno  sempre  nuovi
  emendamenti,  mi dovrò vendere la casa per potere  pagare  tutti  i
  tecnici e gli esperti
   Signor  Presidente,  desidero  sapere  se  è  un  mio  diritto  di
  parlamentare chiederle, nella sua qualità di Presidente  di  questa
  Assemblea,  di essere messo nelle condizioni di studiare  bene  ciò
  che  il  Governo  ha  portato in Aula per la   sessantesima  volta,
  perché vorrei presentare dei subemendamenti.
   Siccome non ho questa facilità nel comprendere bene ciò che  leggo
  e, poi, nel capire bene ciò che devo controdedurre, le chiedo se il
  Regolamento  dell'Assemblea  mi  riconosce  questo  diritto,  senza
  entrare nel merito di nulla, per il momento.
   Pertanto,  a nome del mio Gruppo parlamentare, il PDL,  chiedo  di
  rinviare la seduta alla settimana prossima perché desidero  che  mi
  sia  riconosciuto il tempo necessario per svolgere al meglio il mio
  ruolo.

   PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio della seduta si sono espressi
  un deputato a favore ed uno contro. La pongo in votazione.
   Chi  è  favorevole alla proposta di rinvio della seduta a  martedì
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                       (L'Assemblea non approva)

   Onorevoli colleghi, continuiamo i nostri lavori parlamentari.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
            Norme in materia di rendimento energetico degli
                                edifici

   1.  Al  fine di assicurare il rendimento energetico degli edifici,
  per  le nuove costruzioni trovano applicazione le disposizioni  del
  protocollo ITACA 2009 e successive modifiche e integrazioni.

   2.  La  Regione,  entro tre mesi dalla data di entrata  in  vigore
  della  presente  legge, richiede,  ai sensi del  regio  decreto  21
  giugno  1942,  n.  929, la registrazione di un marchio  di  qualità
  ambientale ed energetica per gli edifici realizzati con  i  criteri
  di   cui  alla  presente  legge,  da  esporre  con  apposita  targa
  all'esterno dell'edificio, sia pubblico che privato, a  fianco  del
  numero civico.

   3. I concessionari del marchio di qualità provvedono alla corretta
  tenuta  della  targa  esposta  all'esterno  dell'edificio  e   alla
  documentazione a corredo.

   4.  I  comuni  istituiscono un registro contenente l'elenco  degli
  edifici  che godono della certificazione energetica e del  relativo
  marchio. Gli elenchi sono resi pubblici e sono pubblicati nei  siti
  web di ogni comune.

   5.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge, la Regione promuove una Conferenza di servizi a cui
  partecipano  le Soprintendenze per i beni culturali e ambientali  e
  la  rappresentanza  dell'ANCI  Sicilia,  al  fine  di  definire   i
  contenuti   relativi   alla  realizzazione  degli   interventi   di
  installazione di impianti fotovoltaici negli edifici ricadenti  nei
  centri  storici,  mediante  l'esclusiva utilizzazione  di  impianti
  tecnologici innovativi, a basso o nullo impatto ambientale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione: 11.1 e subemendamento 11.1.1;
   -  dagli onorevoli Faraone e Cracolici: A 57, A 62, A 59, A 58,  A
  61, A 60;
   - dal Governo: 11.2, 11.13;
   - dall'onorevole Leontini: 11.3;
   - dagli onorevoli Ragusa e Maira: 11.4.

   Si  passa al subemendamento 11.1.1, a firma della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione.  Non  capisco  perché  il
  Governo sia contrario.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  E'  in
  contrasto con la ratio della norma.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente  della  Regione.  Onorevole  Mancuso,  è  in
  contrasto  con la ratio, con la filosofia, con l'impostazione,  con
  la strategia della norma.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 11.1, a firma della Commissione:
   «L'articolo 11 è così sostituito:

    Art.   11.   -   Rendimento  energetico  degli  edifici   1.   La
  progettazione e la realizzazione degli edifici di nuova costruzione
  e  delle  opere  di ristrutturazione degli edifici  esistenti  deve
  avvenire in modo da contenere 121 necessità di consumo di energia e
  di  acqua.  in  relazione  al  progresso  tecnologico  ed  in  modo
  efficiente  rispetto  ai  costi  da  sostenere,  nel  rispetto  dei
  requisiti  minimi  di  rendimento e delle  prescrizioni  specifiche
  previste  dalla  presente legge e/o dei criteri di cui  al  decreto
  dell'assessore regionale per i 1avori pubblici di cui all'art. 7  e
  tenuto conto dei seguenti ulteriori criteri:
   a)  nel  caso  di  nuova  realizzazione  devono  essere  applicati
  integralmente  i  requisiti minimi di rendimento e le  prescrizioni
  specifiche previste dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192
  e  successive modifiche ed integrazioni, attuativo della  Direttiva
  2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia;
   b)  nel  caso di ristrutturazione di edifici esistenti è  prevista
  una  applicazione  integrale a tutto l'edificio  nel  caso  di:  1)
  ristrutturazione  integrale  degli  elementi  edilizi   costituenti
  l'involucro  di  edifici  di  superficie  superiore  a  1000  metri
  quadrati;
   2)  demolizione e ricostruzione di edifici esistenti di superficie
  superiore a 1000 metri quadrati;
   c) nel caso di ampliamento volumetricamente superiore al venti per
  cento  dell'edificio esistente, qualora dall'intervento risulti  un
  aumento  di  superficie utile superiore ai  15  metri  quadrati,  è
  prevista   una   applicazione  integrale  limitatamente   al   solo
  ampliamento dell'edificio;
   d)  nel  caso di ristrutturazioni totali o parziali e manutenzione
  straordinaria dell'involucro dell'edificio diversi da quelli di cui
  alle  lettere a), b), c), l'applicazione è limitata al rispetto  di
  specifiche prescrizioni.
   9   quinquies  -  Intesa  paesaggistica  ai  fini  del   risparmio
  energetico
   l. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la
  Regione  promuove una  conferenza di servizi o a   cui  partecipano
  le Sovrintendenze e la rappresentanza dell'ANCI Sicilia, al fine di
  definire e stabilire i contenuti relativi alla realizzazione  degli
  interventi di installazioni di impianti fotovoltaici negli  edifici
  ricadenti nei centri storici mediante l'esclusiva utilizzazione  di
  impianti   tecnologici   innovativi  a  basso   o   nullo   impatto
  ambientale .»

   Il parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.13, a firma del  Governo,  che  così
  recita:

   «1.  Al  comma  1  le parole  protocollo ITACA 2009  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni  sono sostituite dalle seguenti  parole
   decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e s.m.i. e del  decreto
  26 giugno 2009 .
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.2, a firma  del  Governo,  che  così
  recita:
   «Al  comma  5 sopprimere le parole da  a cui partecipano   fino  a
   Sicilia ».
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti 11.3, dell'onorevole Leontini e 11.4,  a
  firma  degli  onorevoli Ragusa e Maira, di identico  contenuto.  Il
  parere del Governo?

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  A  mio
  avviso,  signor  Presidente,  i due emendamenti  sono  preclusi  in
  quanto si è già votato l'emendamento 11.2 del Governo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli uffici hanno verificato quanto
  affermato dall'Assessore e, pertanto, gli emendamenti 11.3  e  11.4
  sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento 11.2.
   Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                        Ambito di applicazione

   1.  Le  disposizioni di cui agli articoli 2 e 3,  in  deroga  alle
  previsioni  dei  regolamenti edilizi e degli strumenti  urbanistici
  comunali,  si  applicano anche agli edifici soggetti  a  specifiche
  forme  di  vincolo, a condizione che gli interventi possano  essere
  autorizzati  ai sensi della normativa vigente dagli  enti  preposti
  alla tutela del vincolo stesso.

   2.  Gli  interventi  previsti  dalla presente  legge  non  possono
  riguardare:

   a)  le  zone  di  tutela  naturalistica, il  sistema  forestale  e
  boschivo, gli invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi di  acqua  e
  le  zone di tutela della costa e dell'arenile, come perimetrati nel
  piano  territoriale paesistico regionale (PTPR)  ovvero  nei  piani
  provinciali e comunali che abbiano provveduto a darne attuazione;

   b)  le zone interne alle aree  A' e  B' dei parchi regionali e  le
  aree delle riserve naturali, ad esclusione dei territori ricompresi
  all'interno  delle  zone   D' dei parchi  regionali  e  delle  pre-
  riserve.  Per gli interventi realizzabili in detti ambiti i  limiti
  massimi  di  incremento volumetrico previsto  sono  ridotti  di  un
  terzo.  Detti  interventi sono soggetti al  preventivo  nulla  osta
  dell'ente parco;

   c)  le fasce di rispetto dei territori costieri, dei boschi, delle
  foreste e dei parchi archeologici;

   d)  le  aree  interessate da vincolo assoluto di  inedificabilità,
  salvo quanto previsto dall'articolo 10;

   e) le zone del demanio statale, regionale, provinciale e comunale;

   f) gli immobili oggetto di condono edilizio nonché di ordinanza di
  demolizione, salvo quanto previsto dall'articolo 3;

   g)  gli  immobili privati situati su aree demaniali  di  proprietà
  dello Stato, Regione, provincia e comune;

   h)  gli immobili tutelati ai sensi di quanto previsto dalla  parte
  II  del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni
  culturali e del paesaggio;

   i)  gli  immobili privati ricadenti nelle aree a pericolosità  e/o
  rischio  idrogeologico, elevato o molto elevato, come  classificate
  nel vigente Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico di
  cui all'articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6;

   j)  le  zone   A'  come  definite e  perimetrate  dagli  strumenti
  urbanistici    ai   sensi   di   quanto   previsto   dal    decreto
  interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;

   k)  le  aree  di danno degli stabilimenti a rischio  di  incidente
  rilevante,  ricomprese  in  quelle ad elevato  rischio  ambientale,
  qualora  gli  edifici risultino non compatibili con  i  criteri  di
  sicurezza  definiti  dal decreto 9 maggio  2001  del  Ministro  dei
  lavori pubblici».

   Preannuncio  che è stato presentato dal Governo un emendamento  di
  riscrittura.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  l'articolo 12 si dovrebbe trattare dopo avere trattato gli articoli
  2 e 3.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, effettivamente è così e, pertanto,
  non siamo pronti per proseguire con i lavori d'Aula.

   La  seduta è rinviata a martedì, 2 marzo 2010, alle ore 16.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  - Comunicazioni.

   II - Discussione del disegno di legge:

   «Norme   per   il   sostegno   dell'attività   edilizia    e    la
  riqualificazione  del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
  404/A) (Seguito)

   Relatore: onorevole Caronia

                   La seduta è tolta alle ore 20.41

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli