Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
SCAMMACCA DELLA BRUCA, segretario f.f., dà lettura del processo
verbale della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, il Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Bosco, Gianni, Lo Giudice, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è
pervenuta dal Governo ed è stata assegnata alla competente
Commissione legislativa:
CULTURA, FORMAZIONE, LAVORO (V)
- Decreto attuativo delle disposizioni di cui al Titolo VI della
legge regionale 6 agosto 2009, n. 9 (74/V)
pervenuta in data 24 febbraio 2010 ed inviata in data 25
febbraio 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che con decreto del Presidente della
Regione n. 134/2000 è stato esteso l'ambito territoriale
dell'I.A.C.P. di Acireale (CT) per un totale di 26 comuni,
riducendo in modo corrispondente la competenza dell'I.A.C.P. di
Catania;
visto che la perdurante opposizione dell'IACP di Catania ha
impedito il subentro dell'Istituto di Acireale nella proprietà e
nella gestione di tutti gli immobili di edilizia economica e
popolare insistenti nei comuni di ricompresi nelle nuove competenze
territoriali;
accertata, anche per via giudiziaria, la competenza dell'IACP di
Acireale nell'ambito del comprensorio costituito con DPRS n.
134/2000;
rilevato che la mancata esecuzione, da parte dell'IACP di Catania,
di quanto disposto nel sopra citato DPRS n. 134/2000 determina un
danno all'IACP di Acireale per il periodo che va dall'1 ottobre
2000 al 31 dicembre 2008, quantificato dai commissari ad acta
inviati dall'ex Assessore per i lavori pubblici in euro
2.063.108,24, più un ulteriore ammontare di euro 774.553,20 per gli
immobili di nuova costruzione, tuttora gestiti dall'IACP di
Catania;
ricordato che un inopinato finanziamento all'IACP di Catania,
concesso con decreto del dirigente generale dell'ex Assessorato ai
lavori pubblici per la manutenzione straordinaria di edifici
ricadenti nelle competenze dell'IACP di Acireale, è stato annullato
dal TAR di Catania (ordinanza n. 180/08), ma che - ciò nonostante -
l'IACP di Catania non consente di fatto gli interventi manutentivi
sugli immobili;
osservato che, oltre ai danni e agli impedimenti sopra ricordati,
l'IACP di Acireale è messo nell'impossibilità di operare
correttamente ed efficacemente anche per mancanza di necessarie
figure professionali, impossibili da assumere per il divieto di
assunzioni posto in base e al rispetto del patto di stabilità;
considerato che con numerose note l'IACP di Acireale ha richiamato
l'attenzione della Regione sull'errore di avere incluso l'IACP tra
gli enti pubblici sottoposti a vigilanza e controllo della Regione
ai sensi dell'art. 1, commi 1 e 3, della legge regionale n. 10 del
2000, visto che non usufruisce di trasferimenti, né diretti né
indiretti, da parte della Regione, come esplicitamente richiesto
dalla legge regionale n. 25 del 2008;
per sapere quali misure intendano adottare, e in che tempi, per
risolvere una vicenda assolutamente chiara sul piano giuridico e
che, in mancanza di opportune e tempestive decisioni, rischia di
mettere nell'impossibilità di assolvere alle funzioni
dell'Istituto, creando altresì le condizioni per possibili danni
erariali, di cui sarà difficile e costoso il recupero e
l'individuazione delle responsabilità». (1043)
RAIA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
'parent project' onlus è un'organizzazione diffusa in tutto il
mondo, fondata in Italia nel 1996, come associazione onlus
'Distrofia Muscolare Duchenne & Becker' malattia rara che conduce a
un livello di disabilità gravissimo, per questo i ragazzi affetti
da tale patologia richiedono assistenza a tutti i livelli;
si stima che in Italia ci siano 5.000 persone affetti dalla
malattia, ma non esistono dati ufficiali in quanto manca un
database dedicato. La malattia, nota fin dalla seconda metà del
secolo scorso, deve il suo nome al medico francese Duchenne che la
descrisse accuratamente nel 1868. Ad esserne affetti sono
esclusivamente i maschi, tranne rarissime eccezioni. La causa è
un'alterazione di un gene localizzato sul cromosoma X che contiene
le informazioni per la produzione di una proteina: la distrofina;
i primi sintomi si manifestano, generalmente, tra i 2 e i 6 anni;
la malattia colpisce inizialmente i muscoli profondi delle cosce e
delle anche, provocando un'andatura dondolante; verso gli 11 anni,
generalmente, i ragazzi colpiti da tale malattia sono costretti a
muoversi su una sedia a rotelle;
progressivamente, la degenerazione dei muscoli colpisce anche
quelli respiratori, diaframma e muscoli intercostali, fino a
rendere necessaria la ventilazione assistita. Anche il cuore è
coinvolto dalla malattia, soprattutto negli ultimi anni di vita;
in tutto questo la famiglia si trova a supportare tante
difficoltà, sforzandosi di mantenere una normale quotidianità che
spesso non è facile;
per tutti questi motivi la parent project si è prefissata, da
circa 10 anni, di raggiungere alcuni obiettivi importanti come:
a) raccogliere fondi per finanziare la ricerca scientifica e
migliorare la qualità di vita delle persone affette da tali
patologie;
b) diffondere informazioni scientifiche alle famiglie e a
specialisti, allo scopo di favorire l'applicazione di nuove
tecniche e terapie derivanti dalla ricerca;
c) promuovere il diritto alla salute attraverso la ricerca
scientifica e il sostegno di azioni politiche socio-sanitarie;
d) istituire a livello nazionale un servizio specialistico di
accoglienza e informazione sulla malattia, il Centro ascolto
Duchenne (CAD), al fine di rispondere ai bisogni e alle richieste
specifiche delle famiglie e dei servizi sociali e sanitari del
territorio;
ad oggi, grazie ad un progetto finanziato dal Ministero della
solidarietà sociale, previsto dalla legge n. 383 del 2000, il
servizio specialistico di Centro ascolto Duchenne è stato avviato
anche in Sicilia dal marzo 2009;
l'associazione parent project onlus, grazie ai CAD, è in grado di
poter sviluppare percorsi e progetti di intervento specializzati
rivolti alla malattia, al fine di consentire un lavoro di sinergia
tra le famiglie e gli enti istituzionali;
rilevato che:
il CAD si è arricchito di un bene immobile concesso dal Comune di
Vittoria (RG), attraverso un bando di concorso vinto per l'appunto
da parent project onlus, bene immobile confiscato alla mafia, che
oggi il CAD Sicilia utilizza come sede per l'erogazione di servizi
socio-sanitari a favore di tutta la comunità siciliana;
il CAD Sicilia, sino ad oggi, è impegnato a rilevare e ad
analizzare i bisogni e le varie problematiche delle famiglie
siciliane delle varie province, allo scopo di creare una rete socio-
sanitaria ben intrecciata e radicata nel territorio, per il bene
esclusivo delle famiglie e dei ragazzi D&B;
atteso che:
attualmente non esiste una cura specifica, ma un trattamento da
parte di una equipe multidisciplinare, la fisiochinesiterapia
generale e respiratoria, la chirurgia ortopedica selettiva, i
controlli cardiologici e, soprattutto, l'assistenza respiratoria
permettono di limitare gli effetti della malattia, di prolungare la
durata della vita e di migliorare le condizioni generali. Le
aspettative di vita, quindi, possono anche raddoppiare rispetto ai
15 anni possibili fino ad un decennio fa;
in tutto il mondo sono numerosi i gruppi di ricerca biologica e
clinica che studiano attivamente la distrofia muscolare e negli
ultimi anni le conoscenze sulle cause della malattia e sulle
possibili terapie si sono ampliate considerevolmente;
i CAD svolgono un lavoro estremamente delicato e importante perché
rappresentano degli spazi di aiuto e osservazione nei confronti
della patologia e dei soggetti interessati;
considerato che, purtroppo, il progetto ministeriale di cui alla
legge n. 383 del 2000, che finanzia il Centro ascolto Duchenne
(CAD) Sicilia, oggi in grado di fornire un servizio di qualità
altamente specializzato nella patologia della distrofia muscolare
Duchenne & Becker, si concluderà nel mese di maggio 2010;
per sapere quali interventi intendano adottare per continuare a
garantire, da giugno 2010, l'esistenza del Centro ascolto Duchenne
(CAD) Sicilia, al fine di garantire con un concreto sostegno
finanziario l'unico spazio specialistico di accoglienza e
informazione sulla malattia, in grado di poter fornire risposte
alle famiglie già coinvolte e a quelle che potrebbero trovarsi
coinvolte, a cui le strutture ospedaliere non sono in grado di
rispondere per la complessità del problema che, ad oggi, coinvolge
oltre 100 famiglie siciliane, le quali hanno trovato nelle figure
professionali del CAD Sicilia un qualificato supporto ed ascolto
attivo delle loro problematiche». (1044)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
con nota prot. 5635 del 27 ottobre 2009, il Consorzio ASI di
Ragusa ha chiesto, a tutti gli enti o associazioni consorziate, di
designare i rappresentanti da indicare in seno al consiglio
generale del consorzio medesimo al fine di provvedere al rinnovo
degli organi statutari;
con nota del 28 dicembre 2009, il Consorzio ASI di Ragusa, in
riferimento alla nota sopra citata, ha inoltrato, essendo questa
ancora priva di riscontro, formale sollecito agli enti e/o
associazioni sopra richiamati per l'indicazione dei rispettivi
rappresentanti in seno al consiglio generale del consorzio;
considerato che:
con nota prot. 952 del 16 febbraio 2010 il presidente del
consorzio per l'ASI di Ragusa ha convocato, per i giorni 25-26-27
febbraio 2010, il consiglio generale con all'ordine del giorno
l'elezione del presidente e l'elezione di tre componenti del
consiglio generale in seno al comitato direttivo;
con nota del 23 febbraio 2010, assunta al prot. n. 1080 del
Consorzio, il Sindaco del Comune di Pozzallo (RG) ha revocato uno
dei tre componenti nominati in seno al consiglio generale dell'ASI
senza provvedere alla sua sostituzione, adducendo motivazioni
frettolose e prive di ogni logica e fondamento alla tutela del
pubblico interesse;
con nota del 23 febbraio 2010, assunta al prot. n. 1082 del
Consorzio, il Sindaco del Comune di Modica (RG) ha comunicato la
rinuncia di un componente dei tre nominati in seno al consiglio
generale dell'ASI senza provvedere alla sua sostituzione,
riservandosi di indicare un nuovo componente a completamento della
terna non appena consumati gli opportuni passaggi politico-
amministrativi;
visto che:
con nota del 23 febbraio 2010, assunta al prot. n. 1094 del
Consorzio, il dirigente generale del Dipartimento delle attività
produttive della Regione siciliana ha rappresentato al Consorzio
per l'ASI di Ragusa la necessità di rinviare la convocazione dello
stesso a data da destinarsi, esautorando di fatto il potere del
consiglio generale di eccepire, eventualmente, vizi di forma o di
sostanza;
i provvedimenti ingiustificatamente posti in essere di fatto
espropriano un intero territorio del diritto di eleggere
democraticamente i propri rappresentanti in seno ad un ente di
diritto pubblico;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare rispetto all'arbitraria
nota del dirigente generale del Dipartimento delle attività
produttive;
quale principio giuridico/democratico spinga un alto dirigente
della Regione ad interferire con delle democratiche elezioni
regolarmente convocate;
se intendano stabilire tempi brevi e certi affinché il territorio
possa tranquillamente eleggere i propri rappresentanti in seno al
consorzio per l'ASI di Ragusa;
se non ritengano improcrastinabile esercitare presso i Comuni di
Modica e Pozzallo i poteri sostitutivi, al fine di garantire,
qualora ce ne fosse bisogno, il plenum della rappresentanza e
quindi elezioni certe ed immediate. Infatti, appare assurdo che la
revoca o la rinuncia, di chiara matrice politica, di un
rappresentante su 56 componenti aventi diritto, possa bloccare il
regolare iter (la convocazione è avvenuta con il plenum nominato)
del rinnovo degli organi». (1045)
MINEO-ADAMO-GRECO-NICOTRA-SCAMACCA DELLA BRUCA
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
l'opera pia 'Regina Elena e Vittorio Emanuele II' di Castellammare
del Golfo (TP) si occupa di assistenza a minori e nuclei familiari
disagiati da lunghissimo tempo e senza di essa numerosi minori non
potrebbero ricevere un adeguato sostegno;
l'opera pia versa in gravi condizioni economiche ed ormai da tempo
registra un arretrato nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti
che si trovano conseguentemente in una situazione di estrema
difficoltà;
in particolare, l'arretrato ammonta a 22 mensilità, ovvero quasi
due anni interi di stipendi non pagati; conseguentemente si può
parlare di una situazione assolutamente insostenibile per i
lavoratori - che devono mantenere le proprie famiglie - i quali,
pur continuando a lavorare, si trovano di fatto privi della giusta
retribuzione;
l'arretrato è peraltro in crescita, essendo aumentato dal 24
febbraio 2009 ad oggi di ulteriori 3 mensilità;
per cercare di fronteggiare la situazione si era tenuto, nel
febbraio di quest'anno, un incontro tra il commissario dell'opera
pia, dottore Pisciotta, ed i rappresentanti sindacali, nel corso
del quale il commissario aveva assunto precisi impegni in ordine al
riassetto economico della struttura ed al pagamento degli stipendi
arretrati, attraverso intese da realizzare con gli enti locali
territoriali ed in particolare con il Comune di Castellammare del
Golfo;
nonostante gli impegni presi dal commissario come sopra chiarito,
l'arretrato nel pagamento degli stipendi si è aggravato e,
incredibile a dirsi, sono stati assunti ulteriori dipendenti pur
nella consapevolezza di non riuscire a pagare quelli già in forza
alla struttura;
tale situazione crea disagio agli utenti e alla comunità, che
rischia di non poter più fruire dei servizi dell'opera pia, e mette
a serio rischio il futuro professionale dei dipendenti dell'ente;
per sapere:
se il mandato affidato al commissario, sicuramente basato su un
programma di interventi condivisi da codesto Assessorato, sia stato
o meno rispettato;
se non ritenga necessario ed urgente un intervento immediato al
fine di evitare il possibile dissesto economico dell'opera pia
'Regina Elena e Vittorio Emanuele II' di Castellammare del Golfo;
quali misure intenda adottare affinché i lavoratori percepiscano
quanto loro dovuto in relazione alle mensilità arretrate ed
affinché vengano pagati con regolarità, potendo in tal modo
continuare con serenità il loro delicato lavoro;
se non valuti necessario intervenire con uno specifico contributo
straordinario per consentire il pagamento degli emolumenti
pregressi e degli oneri riflessi». (1047)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
il Castello della Colombaia, ex fortezza difensiva e prigione
costruita su di un isolotto all'ingresso del porto di Trapani,
monumento di rilevanza storica e paesaggistica, simbolo della città
di Trapani, rischia seriamente di crollare a causa dello stato di
degrado ed abbandono in cui versa;
è indispensabile e necessario un intervento immediato di
ripristino e messa in sicurezza della struttura, nonché di restauro
al fine di rendere il monumento fruibile per la collettività;
nella conferenza di servizi svoltasi il 9 luglio 2003 presso la
Direzione generale delle infrastrutture della navigazione marittima
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è stato deciso
che l'immobile perdesse la natura di bene demaniale e venisse
ceduto al Comune di Trapani;
nelle more della procedura di trasferimento, la Regione siciliana
avrebbe chiesto il trasferimento al suo patrimonio dello stesso per
farne in futuro sede di attività sociali e culturali;
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nello scorso
mese di novembre, ha informato l'Amministrazione provinciale di
Trapani del fatto che l'Agenzia del demanio aveva confermato che,
una volta concluso l'iter di classificazione, la proprietà del bene
sarebbe passata, in virtù dello Statuto speciale, alla Regione
siciliana;
negli ultimi mesi sono state avviate diverse iniziative ad opera
di varie associazioni anche di rilievo nazionale mirate a
sensibilizzare ulteriormente le istituzioni interessate per una
tempestiva conclusione dell'iter amministrativo;
per sapere:
se siano state realmente concluse le procedure per il
trasferimento del bene alla Regione siciliana;
in caso contrario, se non ritenga opportuno incontrare
urgentemente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e gli
altri organi e/o enti statali che sovrintendono alla procedura in
oggetto per completare l'iter amministrativo e così profittare di
tutte le opportunità di finanziamento che potrebbero consentire la
redazione di un progetto per il recupero del castello della
Colombaia di Trapani, anche al fine di renderlo fruibile ai
cittadini». (1048)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per la salute, premesso che il signor Guida
Leonardo, con ricorso straordinario, ha impugnato la revoca della
delibera (440/2002) di conferma della decisione del comitato di
gestione dell'ex AUSL 1 di Agrigento di costituire l'ufficio stampa
e pubbliche relazioni e di assegnarne la responsabilità al sig.
Guida in questione;
visto che il predetto ricorso straordinario è stato accolto (con
decreto n. 1075 del 26 ottobre 2007) dal Presidente della Regione,
su conforme parere del CGA a sezioni riunite, il quale ha ritenuto
sussistente l'obbligo per le aziende sanitarie di istituire gli
uffici stampa e pubbliche relazioni;
rilevato che:
a seguito della notifica del predetto decreto e al fine di darvi
esecuzione l'ex azienda sanitaria locale n. 1 di Agrigento ha
chiesto di essere autorizzata dall'Assessore regionale per la
sanità pro- tempore a modificare l'atto aziendale e la dotazione
organica dell'azienda anche in deroga a quanto disposto dalla
circolare n. 436 del 13 febbraio 2007 e dei limiti finanziari
imposti dal piano di rientro, in modo da potervi inserire la figura
del giornalista e dell'ufficio stampa, precedentemente esclusi in
quanto non previsti nei ruoli del SSN e, come tale, mancanti sia
delle specifiche norme contrattuali che di quelle relative alle
procedure concorsuali;
l'ex Assessorato regionale Sanità, pur prendendo atto di dover
dare esecuzione al decreto del Presidente della Regione, e quindi
di concedere l'autorizzazione all'ex AUSL 1 di Agrigento, ribadiva
che la figura del giornalista non è in atto rinvenibile tra le
figure professionali dei ruoli del servizio sanitario, limitando
quindi al solo caso del ricorrente la riviviscenza della situazione
antecedente;
l'ex AUSL 1 di Agrigento, anziché attenersi a quanto disposto
dall'Assessorato Sanità con deliberazione del direttore generale n.
172/2009, assegnava il signor Guido Leonardo quale collaboratore
amministrativo presso l'area risorse tecnico-patrimoniali,
spogliandolo del ruolo in precedenza svolto e procedendo alla
cancellazione dai ruoli INPGI e al contestuale trasferimento della
sua posizione previdenziale presso l'INPDAP;
ritenuti gli atti compiuti dall'ex azienda assolutamente
illegittimi e pretestuosi in quanto il decreto del Presidente della
Regione disponeva che l'azienda ottemperasse 'facendo rivivere la
situazione antecedente', ove il signor Leonardo Guida era adibito a
funzioni giornalistiche con il ruolo e i compiti di capo
dell'ufficio stampa e pubbliche relazioni, tanto che l'ispettore di
vigilanza INPGI ne disponeva l'iscrizione d'ufficio presso l'INPGI;
tenuto infine conto che in una serie di norme (legge n. 150 del
2000, legge regionale n. 17 del 2004, la contrattazione collettiva,
ecc.) sono previste l'istituzione degli uffici stampa e
l'individuazione degli specifici profili professionali, la
creazione di appositi capitoli di bilancio, ecc.;
per sapere:
quali ragioni inducano i competenti uffici dell'Assessorato
regionale Salute a non dare seguito ad un inequivocabile decreto
del Presidente della Regione, supportato da un parere del CGA a
sezioni riunite e da un sufficiente quadro di norme, poco sopra
citate, che prevedono l'obbligatoria creazione di posti di
giornalista nelle dotazioni organiche trasformando i posti vacanti
(quindi a costo zero);
quali provvedimenti intenda assumere per il pronto e pieno
reintegro nelle sue funzioni del signor Leonardo Guida». (1049)
PANEPINTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
presso gli uffici dell'Assessorato regionale della salute svolge
attività lavorativa personale sanitario attraverso lo strumento del
distacco di cui alla legge regionale n. 15 del 2004;
per le casse regionali tale situazione comporta un esborso pari a
circa 3,5 milioni di euro, oltre alle somme di denaro delle
retribuzioni per il personale di ruolo;
considerato che:
la norma per consentire il distacco di personale presso
l'Assessorato regionale Salute richiede la carenza degli organici;
attualmente risultano alle dipendenze dell'Amministrazione
regionale duemila dirigenti;
ritenuto che:
le scelte del Governo regionale sono state finalizzate ad una
politica sanitaria che ha effettuato tagli finanziari ed economici
il cui effetto è stato negativo ed ha creato gravi disservizi e
disfunzioni, mettendo anche in pericolo la salute e l'incolumità
dei cittadini;
il distacco di personale sanitario presso gli uffici regionali è
in contrasto con i provvedimenti legislativi ed amministrativi di
razionalizzazione della spesa sanitaria approvati ed emanati dal
Governo regionale;
tale situazione non appare economicamente vantaggiosa per le casse
regionali, atteso che l'Amministrazione dispone di personale di
ruolo qualificato;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare in merito ai
motivi che hanno determinato la necessità di richiedere personale
medico e sanitario presso gli uffici dell'Assessorato regionale
della Salute, atteso che esiste già personale qualificato di
ruolo». (1042)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che la situazione del territorio della Regione
siciliana, sfociata nelle recenti catastrofi ambientali, impone il
controllo ed il monitoraggio continuo del territorio;
considerato che:
la Regione siciliana dispone del Corpo forestale che, sulla base
del recente riordino degli Assessorati, è alle dipendenze
funzionali dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente con la
denominazione di 'Comando Regionale del Corpo forestale';
la l.r. 27 febbraio 2007, n. 4, pubblicata nella GURS n. 10 del
2007, parte I, all'art. 25 istituisce all'interno del Corpo
forestale della Regione siciliana i ruoli del personale che svolge
attività tecnico-scientifica, tecnico-strumentale ed
amministrativa;
il D.P. 20 aprile 2007, all'art. 27, esplicita l'articolazione in
qualifiche del ruolo dei periti che svolgono attività tecnico-
scientifica, tecnico-strumentale ed amministrativa, ed all'art. 43
nell'allegato 3, Tabella 'C', prevede la dotazione organica dei
ruoli del personale del Corpo Forestale della Regione siciliana che
svolge attività amministrativa;
vista la l.r. 16 dicembre 2008, n. 19, in materia di
riorganizzazione degli Assessorati regionali, nonché il D.P. 5
dicembre 2009, che ne determina la ristrutturazione;
rilevato che, alla luce delle norme citate ed in conseguenza delle
stesse, il personale amministrativo attualmente in servizio negli
uffici centrali e periferici del Corpo forestale della Regione
siciliana collocato nella categoria 'C' (equivalente alla qualifica
di perito) ammonta a circa 50 unità;
il neo-costituito comando regionale del Corpo forestale e le
relative articolazioni periferiche hanno necessità di certezze in
merito al personale ed alle attività da questo svolte, compresa
quella amministrativa, da cui non si può prescindere sia per la
peculiarità, sia per non distogliere ulteriormente personale
preposto ad attività di vigilanza e controllo per adibirlo a
compiti di carattere prettamente amministrativo;
per sapere quali iniziative abbia intrapreso o intenda
intraprendere per l'inquadramento nei ruoli di cui all'art. 43 del
D.P. 20 aprile 2007 del personale amministrativo attualmente in
servizio nel Corpo forestale». (1046)
ARDIZZONE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Determinazione della data di discussione di mozione
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 180 Provvedimenti della
Regione siciliana a favore dei lavoratori del servizio 118' ,
degli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Marinese.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge nn. 459-386-209-394-404/A
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
del patrimonio edilizio».
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso dopo
l'approvazione dell'articolo 4. Onorevoli colleghi, avverto che
l'orientamento della Presidenza è di proseguire l'esame degli
articoli al disegno di legge che non presentano criticità.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo opportuno
che stasera, prima di continuare la discussione del disegno di
legge, sia necessaria la presenza del Governo. Non mi pare di
scorgere alcuno dei componenti, pertanto chiedo il rinvio di un
quarto d'ora dei lavori della seduta al fine di consentire che il
Governo venga in Aula per avere un rapporto dialettico con
l'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Falcone. Il Governo sta per
arrivare.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Elenchi
1. I comuni istituiscono e aggiornano l'elenco degli interventi
autorizzati ai sensi della presente legge.
2. Gli interventi possono essere autorizzati una sola volta ed
alternativamente sul medesimo immobile».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
emendamento 5.1:
«Al comma 2 sopprimere le parole ed alternativamente »;
emendamento 5.2:
«Dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:
2. I comuni, per le finalità del comma 1, per il periodo di
vigenza degli effetti prodotti dalla presente legge, hanno
l'obbligo di effettuare e documentare con apposita relazione
annuale da inviare all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente entro il termine perentorio del mese di febbraio,
almeno il dieci per cento di controllo a campione di cui agli
articoli 2 e 3. Il controllo a campione deve effettuarsi
perentoriamente ogni semestre.
3. Nei casi di omissione da parte dei comuni, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente provvede in via
sostitutiva con la nomina di apposito commissario ad acta, il quale
seleziona i casi da sottoporre a verifica e controllo a campione.
La mancata o omessa vigilanza da parte dell'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente vale, automaticamente, quale
giudizio di merito negativo per il raggiungimento degli obiettivi
in capo ai dirigenti preposti al controllo e vigilanza discendenti
dalla presente legge e, quindi, determina la conseguente automatica
riduzione dell'indennità di posizione e di risultato discendente
dalle vigenti norme contrattuali.
4. I comuni, entro il termine perentorio di sessanta giorni dal 31
dicembre 2011, con proprio atto deliberativo, allo scopo di
integrare i dati del quadro conoscitivo della propria
pianificazione urbanistica, verificano gli ampliamenti volumetrici
richiesti ai sensi delle disposizioni di cui alla presente legge e
valutano eventuali esigenze di integrazione.»;
emendamento 5.3:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
Presso l Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente è
costituita una banca data informatica, nella quale confluiscono i
file, inviati dai comuni, dei progetti presentati ai sensi della
presente legge .»;
- dagli onorevoli Faraone e Cracolici:
emendamento 5.4:
«Dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:
1 bis. I Comuni, ai fini del primo comma, per il periodo di
vigenza degli effetti prodotti dalla presente legge, anche per
evitare che, mediante interventi successivi, siano superati i
limiti fissati dalla presente legge, hanno l'obbligo di effettuare
e documentare con apposita relazione annuale da inviare
all'Assessorato regionale territorio e ambiente, entro il termine
perentorio del mese di febbraio, almeno il venti per cento di
controllo a campione di cui agli articoli 2 e 3. Il controllo a
campione deve effettuarsi perentoriamente ogni semestre.
2 bis. Nei casi di omissione da parte dei comuni, l'Assessorato
regionale territorio e ambiente provvede in via sostitutiva con la
nomina di apposito commissario ad acta il quale seleziona i casi da
sottoporre a verifica e controllo a campione.
3 bis. La mancata o omessa vigilanza da parte del comune o
dell'assessorato regionale territorio e ambiente, vale,
automaticamente, quale giudizio di merito negativo per il
raggiungimento degli obiettivi in capo ai dirigenti preposti al
controllo e vigilanza discendenti dalla presente legge e, quindi,
determina la conseguente automatica riduzione dell'indennità di
posizione e di risultato prevista dalle vigenti norme
contrattuali .»;
emendamento 5.5:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
Presso l Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente è
costituita una banca data informatica, nella quale confluiscono i
file, inviati dai comuni, dei progetti presentati ai sensi della
presente legge .»
LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, non c'è alcuna votazione in corso.
Lei può chiedere la parola se vuole intervenire; quando ci sarà una
votazione potrà richiedere la verifica del numero legale.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, sull'articolo 5 noi abbiamo presentato
gli emendamenti 5.4 e 5.5 e li abbiamo mantenuti perchè consentono
ai Comuni i controlli.
Se questa legge non prevede la possibilità di esercitare dei
controlli, si rischia di far diventare effettivamente pericolosa la
realizzazione di interventi senza che vi sia qualcuno che
controlli.
Il controllo viene affidato ai Comuni e l'emendamento 5.4
stabilisce proprio che siano i comuni a farlo e, nello stesso
tempo, che l'Assessorato avrà il compito di verificare che gli
stessi Comuni esercitino tali controlli. L'emendamento 5.5
stabilisce, appunto, anche la modalità con cui l'Assessorato dovrà
svolgere tale ruolo. Chiedo, pertanto, all'assessore Gentile
un'opinione su questi due emendamenti che, secondo noi, sono
essenziali al buon funzionamento della legge.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1, a firma della
Commissione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, la facciamo sull'altro emendamento.
LIMOLI. Chiedo di parlare per richiedere la verifica del numero
legale.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, la richiesta la può fare quando
voteremo per la seconda volta. In questo momento, non posso darle
la parola.
(Proteste da parte dell'onorevole Limoli )
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.39, è ripresa alle ore 16.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.4, a firma degli onorevoli
Faraone e Cracolici.
Onorevoli colleghi, volevo fare notare che la parte del comma 3
bis di questo emendamento che recita « vale automaticamente quale
giudizio di merito negativo ». La parola automaticamente dovrebbe
essere sostituita o soppressa con un subemendamento, perché
automaticamente , inserito nel testo di una norma non mi sembra
assolutamente appropriato.
Invito i componenti la Commissione ad approfondire con i
presentatori e superare la questione presentando un apposito
emendamento.
SPEZIALE. Se ne vota uno e poi si coordina il testo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Faraone
il subemendamento 5.4.1 all'emendamento 5.4:
«Il comma 3 bis è così sostituito:
3 bis. La mancata o omessa vigilanza costituisce, per il
dirigente preposto, elemento negativo di giudizio in sede di
valutazione per il raggiungimento degli obiettivi».
FARAONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda il subemendamento e l'emendamento presentati all'articolo
5, l'ho già detto nell'intervento di poc'anzi ed invito i colleghi
a stare attenti rispetto alla volontà di danneggiare il Governo e
di bocciare emendamenti o articoli che sono importantissimi
affinché questa legge possa avere un senso.
Invito i colleghi deputati a non lasciarsi prendere dalla furia
cieca di fare un guasto politico nei confronti del Governo e
valutare nel merito gli emendamenti che vengono presentati.
Questo piano casa , se non ha anche l'aspetto che riguarda il
controllo di come si fanno questi interventi, rischia di diventare
una legge che permette ai Comuni di realizzare interventi senza
alcun controllo. L'unico modo per svolgere questo controllo, dato
che si spera che gli interventi siano parecchi e quindi che il
piano casa abbia efficacia, è quello a campione con una sanzione
per quei Comuni che non esercitano il controllo.
Se noi dovessimo redigere un emendamento in cui si scrive che i
comuni devono fare controlli a campione senza la previsione anche
di penalità quando questi controlli non si esercitano, rischiamo di
far diventare questi controlli a campione un fatto ideale e non
concreto.
Abbiamo la necessità, e su questo abbiamo individuato
l'Assessorato del territorio e dell'ambiente, perchè quest'ultimo
non può lanciare la pietra e poi nascondere il braccio. Non si può
avviare il provvedimento legislativo e poi non svolgere alcun
intervento di controllo.
Dico, anticipando il dibattito, che se fra due anni noi dovessimo
valutare che il provvedimento ha funzionato e quindi dovessimo
prorogarlo, probabilmente avere fatto un'analisi compiuta su come è
stato utilizzato è essenziale. Se noi, invece, alla fine di questi
due anni, non avremo la possibilità di capire l'incidenza che ha
avuto la legge, è chiaro che non saremmo nelle condizioni di
decidere sia dell'utilità del disegno di legge sia della ricaduta
che ha avuto sul territorio, perché, è chiaro, è un disegno di
legge che stiamo sperimentando e, bene si è fatto, di renderlo a
tempo perché il Governo possa fare il controllo su questi
interventi
(Proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciate all'onorevole Faraone la
possibilità di svolgere il suo intervento.
FARAONE. Signor Presidente, adesso le chiedo di recuperare il
tempo che ho perduto, visto le interruzioni. La cosa che
scandalizza è che i deputati che ora stanno tentando di fare
ostruzionismo sono le stesse persone che ieri dicevano che per il
bene della Sicilia bisogna votare questo provvedimento; per i
bisogni dei siciliani bisogna che il piano casa decolli e adesso
sono qui, alla mia destra, a gridare per impedirmi di svolgere
l'intervento e guardare nel merito il disegno di legge.
Tra l'altro, signor Presidente, ho partecipato poco fa ad una
riunione a Palazzo d'Orleans con tutti i presidenti dei Gruppi
parlamentari e anche alla presenza dei presidenti dei Gruppi UDC e
PDL cosiddetto Lealista, durante la quale mi è sembrato di scorgere
un atteggiamento costruttivo sulla opportunità di concordare
alcuni rilievi sul testo.
Devo riscontrare, invece, che l'atteggiamento sinora tenuto é
ostruzionistico.
CORDARO. E' lei che fa ostruzionismo
FARAONE. Onorevole Cordaro, non mi sembra utile questo
atteggiamento e mi piacerebbe che i miei colleghi intervenissero,
se hanno qualcosa da contestare nel merito, e non che impediscano
di parlare e di discutere su un emendamento che io non reputo
secondario, ma importantissimo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Vitrano, Laccoto, Digiacomo, Nicotra e Incardona.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
459-386-209-394-404/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione del subemendamento 5.4.1.
CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ammatuna, Cintola,
Federico e Greco)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci,
Cintola, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Donegani, Federico, Ferrara, Galvagno, Gentile,
Greco, Leanza Edoardo, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Mineo, Musotto, Panarello, Romano, Ruggirello,
Scammacca, Scilla e Speziale.
Sono in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona,
Laccoto, Lo Giudice, Minardo, Nicotra, Panepinto, Picciolo,
Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Vitrano.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale.
Presenti 35
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è sospesa
per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.55, è ripresa alle ore 18.13)
Presidenza del Presidente Cascio
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Messaggio di solidarietà all'onorevole avvocato Enzo Fragalà
brutalmente aggredito
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo di interpretare il
sentimento comune di tutti i parlamentari siciliani e
dell'Assemblea regionale siciliana rivolgendo un pensiero
affettuoso all'amico Enzo Fragalà, vittima di una barbara e brutale
aggressione che lo costringe a combattere tra la vita e la morte
nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Civico di Palermo.
Siamo tutti vicini nella preghiera alla famiglia alla quale
desideriamo esprimere la nostra più sentita solidarietà con
l'auspicio che tutto possa risolversi per il meglio e nel più breve
tempo possibile e che Enzo Fragalà possa essere restituito
all'affetto dei cari, al mondo della professione e della politica.
(Tutti i deputati in piedi applaudono)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numeri 459-386-209-
394-404/A
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato tre emendamenti
di riscrittura rispettivamente agli articoli 2, 3 e 6 (denominati:
2.158, 3.145 e 6.77) e che, se approvati, farebbero decadere tutti
i subemendamenti ed emendamenti che erano stati presentati.
Si riprende l'esame del subemendamento 5.4.1, a firma
dell'onorevole Faraone.
Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.4, così come emendato. Il
parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.2, solo relativamente al comma 4, a
firma della Commissione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, sono arrivato in ritardo e me ne
scuso. Ho ascoltato la proposta del Governo che ha rassegnato a
questa Assemblea nuovi emendamenti e credo che dovremmo chiedere un
po' di tempo per riflettere sugli stessi, almeno per leggerli e
conoscerli e poi apprezzarli con serenità.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, gli emendamenti sono stati
distribuiti e sono interamente di riscrittura degli articoli 2, 3 e
6; li affronteremo dopo. Intanto, stiamo lavorando sul 5, da qui a
quando affronteremo il 2, il 3 e il 6 il Parlamento avrà avuto il
tempo di potere esprimere un parere.
FARAONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, ieri lei ha convocato la Conferenza
dei Capigruppo per stamattina; la riunione s'è svolta alla presenza
dell'assessore Gentile, per l'onorevole Falcone era presente il suo
capogruppo e per il Gruppo del PDL era presente l'onorevole
Beninati. Pertanto, ognuno di noi è a conoscenza degli emendamenti
del Governo perché erano presenti i presidenti di Gruppo e
avrebbero dovuto poi informare l'onorevole Falcone e tutti noi di
quello che è emerso.
Signor Presidente, noi faremo tutte le sospensioni del caso per
comprendere di più, ma lei ci aveva chiesto di fare questa riunione
preliminare questa mattina.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, ancora una volta ha perso
un'occasione per non parlare.
Riprende la discussione del disegno di legge numeri 459-386-209-
394-404/A
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul comma 4 dell'emendamento
5.2?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 5.3 e 5.5 di identico
contenuto, a firma degli onorevoli Mancuso, Faraone e Cracolici.
Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Misure di prevenzione sismica
l. L'adozione di sistemi di isolamento e/o dissipazione sismica
nelle nuove costruzioni comporta una riduzione pari al 20 per cento
degli oneri concessori previsti dagli articoli 5 e 6 della legge 28
gennaio 1977, n. 10. La medesima riduzione si applica anche nel
caso di adozione di tali sistemi nell'ambito di interventi sul
patrimonio edilizio esistente.
2. Il direttore dei lavori comunica al comune in forma di
dichiarazione sostitutiva, anche contestualmente all'inizio dei
lavori, l'utilizzo di sistemi di isolamento e/o dissipazione
sismica, comunicando altresì gli estremi del deposito all'ufficio
del Genio Civile e del relativo nulla osta ai sensi della legge 2
febbraio 1974, n. 64».
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 7.6;
- dagli onorevoli Torregrossa ed altri 7.3;
- dalla Commissione: 7.1 e 7.2;
- dagli onorevoli Gianni e Maira: 7.5;
- dagli onorevoli D'Agostino e Musotto: 7.4;
- dagli onorevoli Campagna ed altri: 7.9.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 7.14, di riscrittura dell'articolo 7. Dal momento che
non ne è possibile la trattazione, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 7 con i relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Norme finalizzate al rispetto del decoro urbano
1. Ai fini del rispetto del decoro urbano e della riduzione
dell'impatto architettonico sul patrimonio edilizio esistente, è
fatto divieto di collocare cartellonistica pubblicitaria di
qualunque tipo, sia fissa che amovibile, sulle coperture a terrazza
e/o a tetto ricadenti in zona omogenea classificata A' dallo
strumento urbanistico vigente.
2. Nelle zone omogenee classificate B' dallo strumento
urbanistico vigente, è consentita la collocazione della
cartellonistica pubblicitaria, a condizione che l'altezza
complessiva del cartellone dalla linea di gronda o dal piano di
calpestio del lastrico solare non sia superiore a tre metri».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Faraone e Cracolici:
emendamento 8.3:
«L'articolo 8 è soppresso»;
- dagli onorevoli Leontini, Bosco e Corona:
emendamento 8.1:
«Al comma 2 dopo le parole a tre metri aggiungere o in presenza
del parapetto, non superiore a quattro metri ».
Pongo in votazione l'emendamento 8.3. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 8.1 è superato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Norme in favore del recupero abitativo
1. Le opere realizzate ai sensi di quanto previsto dall'articolo
20 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive
modifiche ed integrazioni, possono essere recuperate ai fini
abitativi.
2. Il recupero può essere eseguito, previa denunzia di inizio di
attività, mediante l'esecuzione di opere interne e/o mutamento di
destinazione d'uso e nel rispetto delle norme igienico -
sanitarie».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli D'Agostino e Musotto: 9.8;
- dal Governo: 9.7;
- dagli onorevoli D'Asero e altri: 9.5;
- dalla Commissione: 9.2, 9.4 e 9.3;
- dagli onorevoli Beninati e altri: 9.1;
- dagli onorevoli Campagna e altri: 9.15;
- dagli onorevoli Torregrossa e altri: 9.9;
- dagli onorevoli Ragusa e Maira: 9.10;
- dagli onorevoli Bosco e altri: A 69.
- dagli onorevoli Rinaldi ed altri: subemendamento 9.7.1.
Si passa all'emendamento 9.8, a firma degli onorevoli D'Agostino e
Musotto:
«L'articolo 9 è soppresso».
CRACOLICI. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 9.8.
BENINATI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apposto la
firma a questo emendamento perché la legge sta cercando di darsi
una coerenza. Vedremo poi gli articoli 2 e 3, quando li
esamineremo, perché anch'essi hanno una coerenza rispetto
all'obiettivo che persegue l'articolo 9.
Nel 2003, con legge regionale, credo la numero 4, fu stabilito che
in Sicilia si poteva considerare, ai fini della volumetria, la
chiusura di verande con strumenti mobili, le famose imposte in
alluminio, al fine di consentire la chiusura delle parti non in
prospetto. Questo per quanto attiene i balconi.
Per quanto riguarda, invece, gli aspetti esterni alle abitazioni a
piano terra, dalle ville ad altro, la possibilità di chiudere a
veranda con strumenti mobili gli spazi; cosa che la legge ha
consentito con il pagamento di una quota calcolata in
considerazione dei metri quadrati interessati.
Adesso, con questa legge, noi determineremmo che ai fini della
volumetria che viene utilizzata per avere la premialità, si
conterebbe anche questa tipologia di volumetria perseguita con un
sistema di sanatoria, per aumentare la volumetria di premialità sia
per gli ampliamenti che per le ristrutturazioni e demolizioni.
Credo che dovremmo cercare di evitare che con questa legge - che
incentiva la possibilità di ampliare o ristrutturare le proprie
case, a seguito di demolizione, laddove questo è possibile -, si
determini una condizione surreale per la quale ci sarebbe chi
consegue una premialità e chi invece una doppia premialità Secondo
un sistema quindi che chi ha goduto, attraverso un condono, di una
premialità che altri non hanno goduto, adesso addirittura utilizza
quest'altra premialità a seguito di quel condono per ulteriormente
accrescere la volumetria premiale
Credo che questa sia una contraddizione.
Pertanto, ho apposto la firma agli emendamenti dell'onorevole
Musotto ed altri, per un atto di giustizia. Credo che la legge
funzionerà meglio se, allo stesso tempo, corregge anche le
ingiustizie che rischiano di esserci nella strumentazione
legislativa. Pertanto, voterò a favore dell'abrogazione.
GALVAGNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio capogruppo
è stato un tantino disattento nel leggere le conclusioni che
riguardano l'articolo 9. L'articolo 20 della legge del 2003 nel
titolo parla di opere interne. Sostanzialmente, con l'articolo in
esame, si vuole consentire di recuperare solo ai fini abitativi.
Trattandosi di immobili già realizzati, ciò significa che se devo
fare un condotto della fognatura o mettere in regola l'impianto
elettrico secondo le norme vigenti, oggi non lo posso fare. Con
l'articolo 9, si vuole recuperare solo ai fini abitativi e, nel
secondo comma, si specifica che si tratta di opere interne e/o di
mutamento di destinazione d'uso, ma solo di manufatti già
realizzati. Per tale ragione, chiedo il mantenimento dell'articolo
9.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di voto segreto appoggiata a
termini di Regolamento dagli onorevoli Beninati, Caputo, Caronia,
Cascio Salvatore, Cordaro, D'Asero, Falcone, Leanza Edoardo,
Limoli, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
9.8, soppressivo dell'articolo 9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo, Beninati,
Bonomo, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Caputo, Caronia,
Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Di Mauro,
Donegani, Falcone, Faraone, Ferrara, Formica, Greco, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lombardo,
Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Mineo, Musotto, Oddo, Panarello, Pogliese, Romano,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Speziale, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona, Lo
Giudice, Minardo, Nicotra, Panepinto, Picciolo, Ragusa, Raia,
Rinaldi, Vitrano.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 25
(E' approvato)
Comunico che l'onorevole Adamo fa presente di avere votato ma che,
a causa di un malfunzionamento del sistema elettronico, il suo voto
non è stato registrato.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
solo per una precisazione. All'articolo 9 erano stati presentati
diversi emendamenti, fra i quali anche uno a mia firma, che
introducevano un ulteriore comma. Alla luce della soppressione
dell'articolo 9, chiedo che questi emendamenti siano considerati
come emendamenti aggiuntivi e discussi in seguito.
PRESIDENTE. Onorevoli Beninati, essendo stato soppresso l'articolo
9, questi emendamenti, comunque agganciati all'articolo, decadono
come tutti gli altri.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Misure compensative per favorire la realizzazione
di aree a verde pubblico e parcheggi
1. In tutte le aree di proprietà privata, per le quali lo
strumento urbanistico vigente preveda la destinazione di verde
pubblico, sia di quartiere che territoriale, ed anche nelle zone
agricole purché ricadenti all' interno della perimetrazione dei
centri urbani, è consentita la realizzazione, da parte dei privati,
di uno o più piani interrati di proprietà privata, destinati
esclusivamente a parcheggio, a condizione che venga realizzato in
superficie il verde pubblico da cedere gratuitamente al comune.
2. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere attuati anche
parzialmente, per singoli lotti.
3. Quanto previsto dal presente articolo si attua con le seguenti
condizioni e modalità:
a) l'altezza di interpiano non sia superiore a metri 3,5 e tutti i
piani siano interrati su tutti i fronti, con la sola esclusione
delle rampe di accesso e di eventuali scale ed impianti di servizio
e/o di emergenza;
b) la realizzazione del manufatto interrato sia tale da consentire
che le soprastanti opere a verde siano eseguite secondo uno
specifico progetto del verde che preveda la piantumazione di alberi
di alto fusto;
c) antecedentemente al rilascio della concessione edilizia sia
stipulato l'atto pubblico di obbligo alla cessione gratuita
dell'area a verde, di vincolo permanente alla destinazione a
parcheggio nonché l'obbligo a realizzare le opere a verde come da
progetto. L'atto d'obbligo e la relativa trascrizione costituiscono
parte integrante della concessione edilizia;
d) la mancata realizzazione delle opere a verde entro sei mesi
dalla ultimazione dei parcheggi determina l'annullamento della
concessione edilizia. Il medesimo effetto consegue alla mancata
formalizzazione della cessione delle opere a verde entro tre mesi
dalla realizzazione delle opere stesse. E' in ogni caso vietato
l'utilizzo dei parcheggi prima della avvenuta cessione delle aree a
verde.
4. Per le opere di cui al presente articolo non si applica la
procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 31 maggio
1994, n. 17.
5. Il rilascio della concessione edilizia per le opere di cui al
presente articolo è a titolo gratuito».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 10.13, soppressivo
dell'articolo 10;
- dall'onorevole Cracolici: 3.89 (III parte), soppressivo
dell'articolo 10;
- dall'onorevole Caronia: 10.14, 10.15, 10.16, 10.17;
- dal Governo: 10.6, 10.8;
- dalla Commissione: 10.3, 10.4;
- dagli onorevoli Cintola e altri: 10.1;
- dagli onorevoli Falcone e altri: 10.7;
- dagli onorevoli Pogliese e altri: 10.18.
- dagli onorevoli Faraone e Cracolici: 10.12, soppressivo
dell'articolo 10.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dal Governo: subemendamento 10.32;
- dagli onorevoli Rinaldi ed altri: subemendamento 10.14.1;
- dagli onorevoli Ruggirello e Musotto: subemendamento 10.2.1.
Si passa all'esame degli emendamenti 10.12, 10.13 e 3.89 (III
parte), soppressivi dell'articolo 10.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sostenere la validità dell'articolo 10 in discussione, che ritengo
possa essere tra gli argomenti più interessanti dell'intero disegno
di legge, perché mette in moto un meccanismo positivo legato
all'edilizia, può produrre una serie di vantaggi per le nostre
realtà abitative creando parcheggi in quelle aree della città dove
non sono presenti. Penso ai centri storici o alle zone B. Facciamo
un recupero serio del suolo abbandonato, delle aree agricole, del
verde attrezzato delle nostre città, quasi sempre abbandonato a se
stesso, all'incuria e al degrado.
Quest'articolo prevede la realizzazione di parcheggi sotterranei
interamente interrati, con il recupero del suolo, da restituire
perfettamente riattrezzato al Comune.
Ricordo a tutti che la Sicilia è tra le regioni in cui, nei centri
urbani, il rapporto tra aree attrezzate e numero di abitanti è tra
i più bassi in Italia, 1.5 metri quadrati di verde attrezzato per
abitante, contro 12 metri quadrati per abitante dell'Umbria e della
Toscana, e gli 8 metri quadrati della Lombardia.
Quest'articolo, non solo rimette in moto l'edilizia, non solo
recupera un verde abbandonato, ma potremmo anche togliere le
macchine dalle strade, in applicazione della legge Tognoli che, in
Sicilia, è stata sempre disattesa. Pertanto, ritengo che l'articolo
10 sia tra i più interessanti del testo in esame e dichiaro il mio
voto contrario alla soppressione dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, ho presentato l'emendamento soppressivo per due ragioni:
la prima è di metodo, la seconda è di merito.
Per quanto riguarda il metodo, dobbiamo essere coerenti. Non
possiamo dire di voler fare una legge per l'ampliamento
dell'edilizia abitativa e poi, di fatto, trasformare questa legge
in una legge urbanistica che attiene ad aspetti delicati e
complessi, per i quali voglio ricordare che la fattispecie di cui
parliamo è normata dal decreto ministeriale 1444 del 1968, che
stabilisce dei parametri di fabbisogno urbanistico minimale ai fini
della pianificazione, compresa la quantità di metri quadri per
abitanti necessari non solo per parcheggi, ma per il verde pubblico
attrezzato, per i servizi, per le scuole, insomma per rendere la
qualità urbana di una piccola o di una grande città in grado di
soddisfare non solo il bisogno abitativo, ma anche la qualità della
vita.
Vorrei ricordare che questa norma, nel metodo, interviene su
fattispecie che non hanno a che fare con l'edilizia residenziale e,
a tal proposito, ritengo inappropriato questo articolo all'interno
del disegno di legge.
Ma c'è anche un problema di merito, e vorrei che il collega Romano
avesse la possibilità di ascoltarmi per provare a convincerlo del
contrario
ROMANO. Onorevole Cracolici, vorrei ricordarle che le zone A
sono comunque escluse anche dall'articolo 10.
CRACOLICI. Allora, paradossalmente, la situazione rischia di
essere anche peggiore.
Io capisco il senso dell'intervento dell'onorevole Romano: le
città moderne hanno in questo momento un problema che appare
risolvibile, cioè la quantità dei parcheggi nei centri urbani che
non soddisfa il fabbisogno della popolazione, determinando il caos
cui tutti siamo ormai abituati. Ma proprio per il fatto che questo
articolo, comunque, non verrebbe applicato nelle zone A , e quindi
nei centri urbani ad alta densità abitativa, lo rende inutile ai
fini del soddisfacimento del fabbisogno della popolazione, e lo
rende ancora più pericoloso per gli effetti che produce, tenuto
conto che prevede la destinazione di verde pubblico, sia di
quartiere che territoriale, ed anche nelle zone agricole purché
ricadenti all' interno della perimetrazione dei centri urbani ,
escludendo però le zone A .
ROMANO. Il centro urbano non è il centro storico
CRACOLICI. Ma il centro urbano è anche nella zona A , non è solo
centro storico, ma è ancor più esteso. E si dice che, all'interno
di quelle aree, si possono realizzare parcheggi sotterranei e chi
li realizza si deve impegnare a realizzare in superficie,
mettendolo al servizio della collettività, verde pubblico.
Sul piano teorico, questa sarebbe una bella idea, ma vorrei
ricordare che i vincoli pubblici sulle aree private - e qui è
presente il sindaco di Messina che mi ascolta e spero che convenga
con me - hanno una validità quinquennale, e laddove
un'amministrazione prevede verde pubblico, verde attrezzato in
un'area privata non realizza il vincolo pubblicistico; questo
significa che anche l'esproprio eventuale viene meno e quindi il
bene ritorna alla destinazione urbanistica preesistente, che,
prevalentemente, è in queste aree quella di verde agricolo.
Con l'approvazione di questo articolo si determinerebbe la
realizzazione di parcheggi in fazzoletti più o meno grandi di
territorio, con un'operazione che ha una natura fondiaria diversa.
Io ritengo inoltre che non potrà essere la Regione a stabilire la
pianificazione dei comuni, perché questa deve fare capo ai comuni
stessi; il comune deve poter decidere se all'interno di un'area più
o meno estesa si possano realizzare dei parcheggi, tenuto conto che
il parcheggio è un attrattore di traffico e non un risolutore di
traffico, mobilitando macchine dall'esterno verso il parcheggio.
Se un'amministrazione comunale decide di determinare una chiusura
estesa del centro urbano al traffico automobilistico in un'area più
o meno piccola, ad esempio, perché si deve trovare un parcheggio
che diventa inopportuno rispetto all'obiettivo che persegue, allora
io sono contrario anche per una ragione di principio: non può
essere la Regione a sostituirsi ai Comuni.
La Regione deve fare la Regione; anzi, io sogno una Regione - lo
dico oggi impegnandomi in tal senso - in cui i piani regolatori
siano approvati dai Comuni che si assumono la responsabilità, non
di adottare un piano, ma di approvare un piano.
Ecco perché penso che la materia urbanistica non sia di competenza
della Regione e, pertanto, dichiaro il mio voto contrario a questo
articolo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, vorrei precisare alcuni concetti che,
purtroppo, non ho sentito nell'intervento dell'onorevole Cracolici.
Effettivamente, questa norma si deve limitare al piano casa e io
sono il primo a sostenerlo
La Commissione si è espressa sull'articolo 10, considerandolo una
innovazione al meccanismo delle premialità, di qualunque cosa si
vuole, su alcuni princìpi che riguardano la realizzazione dei
parcheggi. Ma su questo dobbiamo essere chiari, non è vero che ci
stiamo attenendo pedissequamente alle norme del piano casa , siamo
andati in qualche caso anche un po' oltre, abbiamo parlato anche di
attività produttive. Ma adesso stiamo discutendo problemi che
interessano tutte le nostre realtà cittadine: i parcheggi.
In tutte quelle aree soggette dai piani regolatori a verde
pubblico o anche privato, dove da decenni i Comuni non sono
intervenuti, si vuole provare un'innovazione, dando la possibilità
di realizzare qualcosa di utile, come appunto i parcheggi
sotterranei, che non creano alcun problema sotto il profilo
ambientale, e il privato che certamente in quelle aree soggette ad
esproprio oggi non può fare nulla, in contropartita realizza queste
opere a verde. Inoltre, la preoccupazione che qualcuno ha che
queste opere vengano realizzate creando un obbligo al Comune, non
esiste, perché alla fine l'articolo precisa proprio che per
realizzare queste opere è il Comune che rilascerà la concessione
edilizia, per cui non c'è nessuna procedura differente se non il
Comune consenziente.
Quindi, io non credo che questa sia un'iniziativa sconvolgente,
perché i parcheggi si realizzano sotto terra, i Comuni vogliono i
parcheggi, e di fatto non li realizza nessuno, è una occasione
nuova. Anche perché non è un obbligo, perché poi si deve trovare
quel privato che è d'accordo a farlo. Personalmente non vedo niente
di sconvolgente, non stiamo facendo opere di impatto, stiamo
facendo semplicemente qualcosa di intelligente per favorire la
realizzazione dei parcheggi nei grossi centri.
Per giunta, e concludo, il Comune è l'ultimo a dire la sua perché
rilascia la concessione, se è d'accordo, e questo è scritto proprio
nel comma 4, per cui c'è l'obbligo della concessione edilizia; per
giunta la norma è scritta - scusatemi se lo dico - in modo talmente
meticoloso che viene fatto, pure, l'atto unilaterale d'obbligo
perché quelle opere restino sempre parcheggi, e non diventino
altro, anche perché sottoterra non penso che si possa fare altro.
Pertanto non solo sono d'accordo - purtroppo, in altri momenti
sono stato l'artefice insieme all'onorevole Romano di questa
iniziativa - ma è ovvio che non posso che votare per il
mantenimento dell'articolo 10.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi avventuro
in argomentazioni di carattere tecnico perché, fra l'altro,
brillantemente si è espresso in tal senso l'onorevole Beninati, di
cui riconosco l'autorevole professionalità.
Mi limito a fare una considerazione nel sostenere la validità - a
mio avviso - di questo articolo perché ritengo che noi dobbiamo
puntualizzare un aspetto, cogliendo il senso di questa norma di cui
si sta occupando il Parlamento.
Il problema della legge, o del cosiddetto piano casa , ritengo
che vada interpretato come una opportunità che gli enti locali e la
Regione devono potere cogliere. Credo che per una serie di
iniziative che contiene e che servono a far sì che si creino
strumenti, vorrei dire che il piano casa , a questo punto, per la
Sicilia rappresenta una opportunità, e questa opportunità va colta
nel momento in cui noi rispettiamo i princìpi di legalità, di
razionalità, di sicurezza.
Spero che ciò avvenga attraverso una serie di iniziative che
consentano di aprire delle opportunità e di andare incontro alle
aspettative anche di razionalizzazione e, perché no, di risposta
che, come in questo caso, i Comuni possono dare venendo incontro
alle problematiche a tutti noi evidenti come, ad esempio, la crisi
dei parcheggi. Sicuramente oggi c'è bisogno di una norma-quadro.
Ma, in attesa che questo Parlamento se ne occupi in maniera
complessiva, in maniera più determinata, oggi - attraverso una
serie di norme - abbiamo la reale possibilità di dare risposta, non
solo alle attese della gente, ma fornendo reali e concrete
iniziative che da tempo devono e possono essere portate avanti.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere al
Governo se è favorevole a mantenere l'articolo 10. Se lo si intende
mantenere, il mio intervento ha un senso; in caso contrario, dovrei
dire altro ed anche in contrasto con ciò che pensa il Governo.
Vorrei anche chiedere al Governo se intende ancora presentare
emendamenti, considerato che fino a tre minuti fa mi è pervenuto un
ulteriore emendamento, a firma del Governo. Non capisco se si sta
facendo in Aula una nuova legge e all'ultimo momento.
La nuova proposta dell'onorevole Cracolici di abrogare questo
articolo, fatta in Aula e per niente annunciata in Commissione, la
cui composizione vanta numerosi deputati del Partito Democratico
che hanno consentito un approfondito esame e la presentazione di
molti emendamenti - dato l'interesse che ha suscitato l'articolo in
se stesso - pone la questione: in Commissione che ci stiamo a fare?
Perché non si salta il passaggio in Commissione e si va
direttamente in Aula, dove tutto è possibile, dove viene stravolto
tutto ciò che in Commissione è stato approvato?
Così facendo finirebbe la prassi di aspettare che ci siano dei
disegni di legge esitati dalle Commissioni - dopo che in quella
sede sono stati presentati numerosi emendamenti, dopo che in quella
sede ci sono stati scontri - sui quali, arrivando in Aula, si
ricomincia ex novo la discussione.
Quanto detto dall'onorevole Cracolici in Aula mi sembra
interessante, ma perché non l'ha fatto dire all'onorevole De
Benedictis che pure era in Commissione?
Come mai in Commissione non c'è stato nessuno che ha proposto di
abrogare l'articolo 10?
In Commissione si è esaminato l'articolo 10 e lo si è esitato per
l'Aula perché facesse parte del provvedimento. Oggi abbiamo
modificato, come già è avvenuto prima, gli articoli 8, 9 e 10 che
sono stati già abrogati, e mi domando perché quando in Commissione
abbiamo preso in esame questi articoli, nessuno ha avuto l'ingegno
di proporre, con un emendamento, la loro abrogazione
Oggi si sono riuniti i Capigruppo e non so se nella riunione è
uscita fuori un'ulteriore modifica che ha portato già a tre
emendamenti soppressivi di tre articoli.
La relatrice stessa, onorevole Caronia, ha presentato emendamenti
all'articolo 10; quindi, da relatrice, lo ha considerato un
argomento importante, tale da avere dignità di essere approvato in
Aula. Per cui ritengo che l'articolo 10 debba rimanere, anche se ho
presentato un emendamento.
Signor Presidente, non è facile intervenire fra la distrazione dei
colleghi, si potrebbe creare una stanza di compensazione per i
deputati che vogliono parlare di altro La distrazione forse è
dettata dal fatto che non ci sono intendimenti personali, aiuti
personali sull'argomento Si parla del verde attrezzato, non c'è
cubatura da fare, non c'è da alzare palazzi né da fare verande, per
cui la cosa interessa poco Stiamo attenti, quando si tratterà,
però, di fare le verande e gli appalti per le imprese, in quel caso
allora saremo pronti e preparati
Illustrerò l'emendamento solo dopo avere saputo dal Governo se
intende esprimere parere favorevole alla soppressione. Se, poi,
potesse annunziare fin da ora quanti articoli intende ancora
sopprimere, gliene sarei grato, perché mi pare che, di soppressione
in soppressione, finiremo col sopprimere l'intera legge
Sono, quindi, contrario in maniera totale alla soppressione
dell'articolo e ritengo che esso vada votato, e che vada votato in
uno con i relativi emendamenti.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho nessuna
contrarietà ideologica al mantenimento dell'articolo 10 del disegno
di legge presentato dal Governo, però dico a coloro che l'hanno
presentato che se, oggi, da imprenditore, mi recassi presso un
qualsiasi Sportello unico o un qualsiasi Sportello unico degli
Uffici urbanistici dei comuni della Sicilia e decidessi di
presentare un progetto, così come è scritto nell'articolo del
disegno di legge attuale, sarebbe un fatto che oggi qualsiasi
Comune me lo può approvare senza bisogno di questo disegno di
legge.
Perché non realizziamo asili nido? Perché non facciamo interventi
di servizi per la collettività?
Per quanto riguarda questo articolo del disegno di legge in esame,
signor Presidente, e questo tipo di intervento, pur condividendone
il principio, mi sembra un intervento che rischia di scavalcare le
volontà urbanistiche dei comuni, nel senso che vi è una
legislazione urbanistica che in questi anni si è sviluppata e che
ha visto venire fuori strumenti, quali i PRUSST (programmi di
riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio),
strumenti quali i contratti e lo scambio nella realizzazione e
nella convenienza di un privato, nel realizzare un intervento
pubblico.
Questa è una prassi urbanistica che in tutti i comuni d'Italia si
sta sviluppando e che credo debba andare avanti. Tutto questo,
però, prevede il fatto che gli enti locali abbiano un ruolo, mentre
noi ci potremmo ritrovare, ad esempio, molti strumenti urbanistici
di tanti comuni che hanno fatto di aree in verde agricolo luoghi in
cui è possibile pianificare strumenti urbanistici anche per il
futuro.
Qualora inserissimo questa norma, i comuni potrebbero vedersi
occupate aree importantissime di verde agricolo, dove magari c'era
la volontà di predisporre una variante per la realizzazione di un
asilo nido perché in quell'area era possibile realizzarlo. I comuni
potranno vedere, invece, quelle aree in verde agricolo coperte da
aree di questo tipo, in deroga, quindi, ad ogni strumento
urbanistico e senza che i comuni possano interloquire in alcun
modo.
Signor Presidente, non è in discussione la bontà del provvedimento
che è stato presentato e che è presente nel disegno di legge, ma il
problema è che viene imposto ai comuni che si debba fare in questo
modo. E' questo in discussione: i comuni non potranno più disporre
del loro verde agricolo perché si potranno trovare interventi di
privati che, sfruttando questo disegno di legge, possono chiedere
questo a prescindere.
Credo che questo strumento - lo ribadisco - possa essere uno
strumento utilizzato dai comuni e che i comuni possano dare la
possibilità ai privati di realizzare i parcheggi sotterranei
mettendo il verde pubblico sopra. E' una modalità di urbanistica
concertata pubblico-privato che già la legislazione attuale
prevede. Credo che l'imposizione sia un errore.
BONOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BONOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto, se ci
è consentito, vorrei fare un plauso alla ratio della legge, che non
si limita alla mera edificazione sul piano casa ma che,
abbracciando le attività produttive, vuole dare un senso nuovo ed
un impulso all'economia.
Per quanto riguarda l'articolo specifico, ho sentito una serie di
inesattezze soprattutto dal collega Faraone. L'articolo ci dice che
è consentito, non è obbligatorio, per cui resta facoltà piena ai
comuni, resta facoltà piena agli imprenditori, concordato con i
comuni, con i Consigli comunali e con i sindaci, potere
intervenire o meno sulle aree a verde, per poter realizzare, come
aree sottoterra, parcheggi in città, nella aree urbane e non nei
centri storici come, in maniera inesatta, l'onorevole Cracolici
tendeva a sottolineare, secondo me, in maniera strumentale.
Parliamo, infatti, di aree urbane e suburbane e non
necessariamente, anzi, assolutamente, dei centri storici, dei
parcheggi sotterranei con le aree a verde, dove è possibile, ove
consentito e ove concordato con le Amministrazioni comunali perché
sono comunque delle proposte che le Amministrazioni comunali
accettano o meno insieme all'imprenditore che la propone.
Per questo, comunque, diamo un voto positivo al disegno di legge e
chiediamo da ora se è possibile procedere al voto segreto.
CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
semplicemente ricordare a me stessa e a tutti voi che, nell'ambito
della discussione svoltasi in Commissione, è stato ritenuto che
questo emendamento fosse degno di essere inserito nel testo che poi
la Commissione ha esitato poiché è stato condiviso da quasi tutti i
parlamentari della Commissione proprio perché è un emendamento che,
nell'ottica delle finalità di questo disegno di legge, vale a dire
di mettere in moto il mondo economico che gira attorno al mondo
edilizio, questa ci è sembrata una norma che potesse a pieno
cogliere il senso ultimo di questa norma sulla riqualificazione del
patrimonio edilizio e conseguentemente sulla casa.
Credo che peraltro alcuni punti di forza di questo disegno di
legge non possiamo non ricordare, e sicuramente, quella che è sotto
gli occhi di tutti noi: molte zone delle nostre città, pur essendo
destinate a verde pubblico - e io aggiungo a verde pubblico
attrezzato - oggetto anche di un mio emendamento che, peraltro, ho
visto anche accolto dal Governo che ringrazio per questo,
sarebbero sugli strumenti urbanistici previsti come verde pubblico
e verde pubblico attrezzato.
Molto spesso, però, rimangono delle zone dove, nel migliore dei
casi, diventano delle discariche oppure delle zone che non vengono
poste nella giusta attenzione, proprio perché, visto che non c'è la
possibilità di costruirvi sopra, non sono di interesse e, quindi,
non appetibili per l'imprenditore che, giustamente, persegue la
logica del profitto.
A mio avviso, questo disegno di legge va incontro a quella che è
la riqualificazione della qualità della vita dell'individuo
all'interno dei centri urbani. Ecco perché credo sia fondamentale
approvare questo disegno di legge e ho visto anche degli
emendamenti proposti da vari colleghi che mi sembrano migliorativi
della legge e della norma, proprio perché la ratio di questo
disegno di legge - non dobbiamo dimenticarlo - è quella di favorire
un riattivarsi dell'economia che ruota attorno al mondo edilizio,
ma anche quella di riqualificare il patrimonio e la qualità della
vita nei centri urbani.
Infine, vorrei ricordare a me stessa e a tutti i colleghi
dell'Aula che è consentito ai comuni di dare la possibilità al
privato di effettuare questi interventi, mentre è obbligo di colui
il quale lo realizza di volere destinare la superficie a verde
pubblico e, mi permetto di dire, anche a verde attrezzato, alla
luce degli emendamenti che, ritengo, potranno essere condivisi.
Ciò significherà che obbligatoriamente l'imprenditore che realizza
il parcheggio sotto dovrà necessariamente realizzare un giardino e,
comunque, del verde pubblico che dovrà essere con delle
caratteristiche ben precise e, nel caso specifico, anche del verde
attrezzato, con delle strutture, per esempio, sportive perché i
giovani che vivono all'interno dei centri urbani ne possano
usufruire ed impiegare così il loro tempo in maniera più proficua
piuttosto che bighellonare o vivere ai margini di qualche centro
giochi. Questo è un problema reale da tenere in conto.
Dare dunque un impulso all'imprenditoria coniugandola con
l'interesse al verde pubblico e al verde pubblico attrezzato, credo
possa costituire una motivazione più che sufficiente per non
abrogare questa norma e, quindi, per votarla.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, alla luce del suo intervento, gli
emendamenti 10.14, 10.15 e 10.16, a sua firma, sono mantenuti o
sono ritirati?
CARONIA, relatore. Sono mantenuti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, devo ringraziare l'onorevole
Cracolici e anche l'onorevole Faraone che difendono i comuni
stasera. Ritengo di non sentirmi tutelato, però da questa difesa -
sono sindaco anch'io - perché parto da un dato di fatto: il disegno
di legge, al quarto comma, reca non si applica al presente
articolo la procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale
del 31 maggio 1994, n. 17 , cioè non si applica il silenzio-assenso
che, come voi sapete, è la bestia nera dei comuni perché,
purtroppo, con la grande quantità di richieste che afferiscono
all'urbanistica, molto spesso, trascorrono i 120 giorni e il
silenzio diventa, molto frequentemente, assenso.
Io voglio dire anche che, in questo momento, abbiamo una notevole
confusione perché vi è la possibilità concreta, nel momento in cui
vi è un'area destinata a verde pubblico, attrezzata o non, pubblica
o privata, su richiesta da parte del privato, di accedere ai piani
sottostanti al suolo e costruire un parcheggio.
Questo, però, traccia un percorso che è molto farraginoso e che
prevede, innanzi tutto, una convenzione tra il pubblico ed il
privato e, poi, non essendovi una norma che lo vieta, ma neanche
una che lo consenta, di fatto, andiamo in Consiglio comunale e,
molto spesso, dal Consiglio comunale si ritorna perché si tratta,
in qualche maniera, di norma che potrebbe avere la necessità di un
approfondimento, da parte del CRU, cioè del Consiglio Regionale
dell'Urbanistica.
Forse non sarà così, forse la norma non sarà restringente; ma il
fatto è che noi assistiamo, nel corso dei mesi e degli anni, a
notevoli richieste, da parte del privato, di cose di cui abbiamo
bisogno, come i parcheggi. I parcheggi possono essere realizzati
anche in aeree perimetrali rispetto al centro e possono dare
ristoro così al problema del traffico.
E' esattamente il contrario di ciò che affermava l'onorevole
Cracolici.
Questa norma introduce un principio che consente finalmente una
procedura celere che può mettere in moto l'economia, e non vedo
perché dobbiamo ostacolarla.
Non mi convince il problema che si pone stasera: quello del
principio.
Non possiamo approvare le leggi arrampicandoci sugli specchi o
arrampicandoci sul principio che deve essere la filosofia della
gestione politica all'interno delle norme che vogliamo consegnare
ai siciliani. Penso sia più giusto che ci guidi il buon senso e,
soprattutto, sia opportuno che ci si muova in direzione della
possibilità di fare.
Se questo non accade, siamo lontani dalla gente, dai suoi bisogni
e, arrampicandoci sui princìpi, non facciamo altro che difendere
posizioni personali, di nicchia.
Dovremmo superare i contrasti all'interno delle diverse formazioni
politiche facendo un salto di qualità. Guardiamo con fiducia quello
che può essere il percorso legislativo e non facciamoci imbrigliare
da fattori che sono lontani, diversi e non appartengono alla
capacità legislativa.
Ritengo che la soppressione dell'articolo 10 sia, quanto meno,
inopportuna.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire per formalizzare il voto favorevole del Gruppo
parlamentare UDC a quanto sostenuto dall'onorevole Romano.
Noi siamo contro la soppressione dell'articolo 10.
Però credo che questo non sia sufficiente perché rispetto a norme
di questo tipo, di questa natura e rispetto agli interventi
accorati che sono stati fatti ieri da alcuni deputati del Partito
Democratico, ritengo veramente - e lo chiedo a costoro - di usare
meno demagogia perché, fatta salva e fatta mia l'argomentazione
dell'onorevole Buzzanca sul comma 4 - poi era quello che volevo
dire - e, quindi, la disponibilità dei comuni ad esprimere l'ultima
parola su questi temi, desidero affermare con assoluta nettezza
come sia davvero complicato sostenere, come ha fatto poc'anzi
l'onorevole Cracolici, che vogliamo approvare una legge di edilizia
abitativa che non deve sconfinare negli aspetti urbanistici,
dimenticando che nel disegno di legge - che questa maggioranza
surrettizia vuole votare - c'è anche una parte che riguarda
insediamenti produttivi e capannoni industriali.
Come è possibile essere coerenti con l'incoerenza continua?
Siamo in presenza di alcune norme che fanno a pugni: quando ci
convengono, le appoggiamo; quando non ci convengono, siamo in
disaccordo?
Questa è demagogia pura. I parcheggi sono attrattori di traffico
Questa mi mancava, è la battuta della serata. Eliminiamo i
parcheggi, e così dove metteremo le macchine? Nelle cucine di casa?
Dove le mettiamo se non creiamo i parcheggi? L'onorevole Faraone ha
parlato di asili nido.
L'articolo 10 titola Misure compensative per favorire la
realizzazione di aree a verde pubblico . Di cosa stiamo parlando?
Onorevole Presidente della Regione, Assessore, ho avuto modo di
leggere un emendamento a firma dell'assessore Gentile, che vuole
modificare la dizione verde pubblico aggiungendo le parole anche
attrezzato e devo ritenere che, se così stanno le cose, il Governo
sia favorevole al mantenimento di questo articolo.
Se, dunque, il Governo dice subito che è favorevole al
mantenimento di questo articolo e contrario all'emendamento
dell'onorevole Cracolici, facilita i lavori dell'Aula e possiamo
andare avanti perché noi, a differenza di altri che dicono con
infingimenti di voler approvare il disegno di legge, lo vogliamo
approvare davvero.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo il senso
dell'emendamento presentato dal Governo e mi rendo conto che
l'emendamento tende a dare una risposta ai Comuni che si trovano in
difficoltà. Tuttavia, voglio dire al Governo e all'onorevole
Cordaro di evitare di utilizzare qualsiasi discussione finalizzata
strumentalmente a rapporti tra maggioranza e Governo. Stiamo
discutendo una norma e la norma deve presiedere a due principi
fondamentali: innanzitutto, la coerenza con il quadro normativo e
costituzionale e, poi, deve essere ispirata dal buon senso.
Condivido lo spirito della norma, ma, onorevole Cordaro, si da il
caso che la materia, lo dico qui, già si può tranquillamente
applicare nei comuni senza la necessità della norma. Se vado in un
comune, così come diceva prima il sindaco Buzzanca, e propongo di
fare parcheggi in area a verde pubblico, non essendo l'area a verde
pubblico volume tecnico - abbiamo telefonato anche ad un tecnico -
è nella competenza propria dei comuni potere già oggi rilasciare,
eventualmente, la concessione che, qui leggo, impropriamente é
iscritto che la devono rilasciare i comuni. Quale altro ente se non
il comune può rilasciare la concessione edilizia?
La discussione, quindi, lo dico qui, non riguarda la bontà della
norma, ma se abbiamo la competenza per normare.
Secondo me, assessore, la competenza fa capo ai Comuni; c'è un
potere di regolamentazione che fa capo ai Comuni, che gli stessi
possono inserire nei regolamenti edilizi e dare attuazione alla
norma. Non si tratta, quindi, di difendere prerogative dei Comuni;
anzi, dal mio punto di vista, la norma così scritta ha profili di
dubbia costituzionalità perché entriamo nell'ambito di competenze
che appartengono direttamente ai comuni.
Assessore Gentile, le suggerisco quindi di dire che i Comuni, se
vogliono, possono, con i propri regolamenti, stabilire quanto segue
ed è un potere che, non dimentichiamo, è proprio dei Comuni e che
riconosciamo ai Comuni. Altrimenti, posso assicurarle che la norma,
così com'è scritta, sarà impugnata dal Commissario dello Stato
perché viola un principio costituzionale: degli interventi
urbanistici sono titolari gli enti locali.
Comprendo lo spirito e, addirittura, sento l'onorevole Cordaro
pensare che con questa norma si mette in crisi l'ipotetica futura
maggioranza. Non esageriamo.
Si tratta di una discussione semplice su una questione.
Vorrei suggerire al Governo di sostituire la norma dicendo che i
comuni, quelli che lo vogliono - perché lo stabiliscono i comuni
stessi - e non quelli che non lo vogliono, possono prevedere nei
regolamenti edilizi la possibilità che nelle aree a verde pubblico
si possano creare dei parcheggi, sulla base di convenzioni naturali
che devono esistere per il privato e per il comune; così com'è
scritta, invece, la norma viola quel principio di cui parlavo.
Invito, pertanto, a riscrivere la norma con questo spirito.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, tutti abbiamo fatto l'esperienza di consigliere comunale
o di sindaco e abbiamo fatto tutti esperienza in materia
amministrativa ed urbanistica.
Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, assessore
Gentile, questa legge la vogliamo, la vogliamo fortemente
approvare. Vogliamo dare ai siciliani una legge che sia il frutto
di una valutazione coerente del Parlamento e non il risultato di
una gestione unilaterale dell'attività parlamentare su questo
disegno di legge Quando si eccede, infatti, il risultato non
arriva più.
Se in quest'Aula qualcuno vuole fare l'assessore ombra alle
infrastrutture e se qui in quest'Aula qualcuno vuole caratterizzare
e politicizzare questo disegno di legge, rischia di non portare a
casa il risultato perché demagogia e strumentalizzazione in
politica non pagano quasi mai
L'articolo 10, frutto di un forte ragionamento in Commissione, ha
visto la condivisione del Governo e della stessa maggioranza-
minoranza che sostiene questo Governo che, oggi, in Aula, propone
un emendamento soppressivo.
Vorrei capire la logica di questo disegno di legge da parte della
sua maggioranza, onorevole Presidente, che immagino le vuole tanto
bene e vuole che lei porti a casa questo grande risultato.
Sopprimere una norma che va in controtendenza nel senso
favorevole, che consente di realizzare parcheggi e di valorizzare
il verde pubblico, significa non avere il senso della conoscenza
del nostro territorio; significa non capire come, oggi, per
salvaguardare i centri storici della nostra Sicilia, la prima cosa
importante, quasi indispensabile, è potere realizzare parcheggi per
garantire la salvaguardia dell'ambiente, la salvaguardia dei centri
storici e per dare ai cittadini la possibilità di muoversi
utilizzando i mezzi pubblici e senza utilizzare le auto private.
Vorrei capire la logica, onorevoli colleghi, a parte l'ingenuità
degli asili nido che non c'entra niente, ma è una deformazione
dell'onorevole Faraone quella di prevedere le cose che non ci
stanno. Questa norma consente di valorizzare il verde pubblico,
quindi di recuperare tantissime aree come quelle che ci sono nelle
nostre città, specialmente in periferia, che sono aree fortemente
degradate - e Palermo ne ha tantissime - e prevede anche la
possibilità di costruire parcheggi senza creare impatto ambientale.
Questa è la norma.
Adesso non possiamo agire sull'onda del tentativo di gestione
politica di questo disegno di legge da parte di una minoranza che
cerca di diventare maggioranza contro il consenso popolare e
utilizzando un momento di difficoltà di questo Governo regionale.
Siamo perché l'articolo 10 sia votato, siamo contro ogni
iniziativa di proporre la cancellazione di questo articolo 10 che
difenderemo in Aula, onorevoli colleghi.
Desidero dare un suggerimento a quella parte del Partito
Democratico che vuole cercare di centralizzare il disegno di legge:
questa è una norma che il Parlamento vuole fortemente e tutti
abbiamo il dovere e il diritto di contribuire a migliorarla, ma
nessuno può arrogarsi il diritto di farla per come ritiene di
doverla fare. Questa norma avrà il consenso del Parlamento e
diventerà legge. Ma se qualcuno vuole mettere il timbro e il colore
su questo disegno di legge, chiaramente troverà fortissimi
ostacoli.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, intervengo brevemente perché altri
interventi hanno preceduto il mio e già si è detto tanto su questo
norma. Io devo rilevare che, essendo inquilino di questa Aula da
qualche mese, ancora non finisco di apprendere gli addentellati
basilari della politica, delle forme di governo e delle forme di
coalizione e non smetto ancora di imparare. Tuttavia, vorrei per un
attimo capire cosa succede in questa Aula parlamentare. Vorrei
capire se una norma che è stata licenziata per l'Aula con l'apporto
di questo Governo viene poi osteggiata con un emendamento
soppressivo da un partito che si ritiene sulle riforme parte
integrante di questa coalizione E' chiaro, vi chiedo scusa, io
sono neofita di questa Aula ma, in quanto tale, non ho capito e per
questo vi chiedo venia.
Chiedo quindi al Governo, che stasera io ringrazio, ringrazio
anche il Presidente, avrei voluto ringraziare qualche altro
Assessore per la sua presenza perché hanno colto al volo il mio
senso di solidarietà, di affetto e di vicinanza che ho rassegnato e
rappresentato all'assessore Gentile quando su un disegno di legge
così importante, ieri, era da solo in Aula, senza nessuno altro
rappresentante del Governo Questo è forse l'esempio di chi vuole
votare una legge, questo è forse l'impulso o lo stimolo che si
vuole dare ad una legge che dovrebbe essere anche di sistema? Non
mi pare.
Allora, delle due l'una: o il Governo traccia e demarca una linea,
dicendo se vuole mantenere questo articolo e quindi il PD poi -
cercando di capire se tutto insieme o una parte dello stesso, se
pure maggioritario, onorevole Speziale - è d'accordo a seguire
questa strada, oppure il Governo dica chiaramente che non è
d'accordo su un emendamento che propose l'allora assessore
Beninati, che fu esitato unanimemente in IV Commissione e che è
stato anche concordato successivamente, mi si dice, con la
coalizione di maggioranza che, oggi, purtroppo vede un ostacolo,
una barriera frapposta dall'onorevole Cracolici e dall'onorevole
Faraone, i quali hanno adesso un momento di offuscamento ritenendo
che nel verde pubblico si debbano costruire, invece, asili nido.
Gli asili nido, comunque, non si possono costruire dove c'è
verde', caro collega Faraone, e per noi che abbiamo fatto i
consigliere comunali questi sono elementi basilari per comprendere
fino in fondo, non la portata di una norma, la portata di una
questione che va oltre.
Oggi noi discutiamo su un articolo facile, non siamo entrati nel
cuore vero del disegno di legge, perché là, nel cuore, nasceranno
le contraddizioni. Altro che emendamenti presentati tout court,
così in maniera volante stasera in Aula senza potere fare una
discussione, senza che gli emendamenti stessi siano il frutto di
una sintesi che doveva essere fatta non fra tre, quattro o cinque
persone, ma che doveva essere partecipata a tutti i Gruppi
parlamentari. Questo non è accaduto.
Allora è chiaro, se stiamo perdendo un'ora e oltre per parlare di
un articolo e per capire, onorevole Romano, se dobbiamo mantenere o
dobbiamo sopprimere questa norma è pure perché il Governo non ha
ancora detto nulla in merito e se ne assume fino in fondo le
responsabilità.
E questo Parlamento ne è consapevole, come ne sono consapevoli
anche i siciliani
Allora smettiamola Il Governo dica subito se ha ancora interesse
a portare avanti la norma. Il Popolo della Libertà la vuole portare
avanti e ha ragione il collega Bonomo quando dice, a nome di un
partito che, seppure piccolo, è una realtà, dice: per evitare - e
mi avvio alla conclusione - che ci sia confusione o si verifichino
assalti alla diligenza votiamo in maniera segreta per cercare di
blindare questa norma che rappresenterebbe un miglioramento della
qualità della vita
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se questo
disegno di legge che stiamo per approvare risolverà tutti i
problemi che ci sono in Sicilia in quanto ogni deputato che ha
preso la parola ha usato argomenti che si sono collocati ai massimi
vertici della discussione, dicendo che ci sarà una grande
economia , che i siciliani l'aspettano , che tutti sono dietro la
porta per questa norma e allora corriamo a dichiarare che tutti la
vogliamo.
Devo dire che sono perplesso, e queste mie perplessità le ho già
evidenziate; però, ciò nonostante, capisco lo sforzo che si vuole
fare per venire incontro ad alcune esigenze di una parte dei
siciliani, non di tutto il popolo siciliano. Poi non so, ognuno di
noi ha riferimenti politici con parti di elettorato, quindi, non
vedo i cinque milioni di siciliani che stanno aspettando il
realizzarsi di questa norma. Ma una cosa la vogliamo evitare,
sicuramente come partito democratico: vogliamo evitare che si
proceda ad una cementificazione generalizzata. E questo articolo 10
contiene in sé una grande colata di cemento, perché si parla di
verde agricolo all'interno o nelle zone limitrofe della città
Per tale motivo il Partito Democratico ha chiesto la cancellazione
dell'articolo 10 e anche noi lo sosterremo con forza perché su
queste cose ci metteremo di traverso.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente, mi corre
l'obbligo intanto di segnalare, così come ho fatto per l'articolo 5
l'incostituzionalità che riguardava l'entrata a gamba tesa
sull'ordinamento degli enti locali e sugli oneri, di fare
riferimento anche a questo articolo, non per dare ragione ai
colleghi Cracolici e Speziale, me ne guarderei bene, in quanto già
questa attività può essere svolta, ed è svolta, diverse volte dai
sindaci con un atto di convenzione votato dal Consiglio comunale e
poi sottoscritto dai dirigenti.
Vorrei, inoltre, segnalare l'ultimo comma di questo articolo,
relativo al pagamento degli oneri concessori - che non è
assolutamente materia di questo Parlamento -, dove gli oneri di
urbanizzazione, non si capisce perché, sono a titolo gratuito. Ma
chi dovrebbe stabilirlo?
Non l'Assemblea. Allora, rispetto a questo, il mio è solo un
intervento che non inficia assolutamente l'atteggiamento politico
del Gruppo a cui appartengo, onorevole Presidente.
Ma, rispetto al ruolo che rivesto in questo momento è bene
segnalare alla Presidenza, così come è stato per l'articolo 5,
anche l'incongruenza per l'articolo 10.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intanto volevo comunicare, e me lo conferma l'assessore
Gentile, che ci sarebbe un emendamento per sopprimerlo, e poi che
mi sono trovato per qualche minuto, stamattina, a partecipare al
lavoro attento e anche un po' faticoso dei presidenti dei Gruppi
parlamentari, di quanti - o chi per loro, i loro delegati - hanno
rivisto i vari articoli e commi di questa legge che - è stato da
tutti ribadito e ripetuto, anche stasera più volte - si vuole
approvare. Credo che la riscrittura di alcuni articoli, sui quali
insistevano emendamenti contrastanti, concordata razionalmente,
permetterà di arrivare ad una approvazione in tempi brevi.
Su questo argomento si può essere d'accordo o contrari.
Io, da non competente in una materia che richiede, indubbiamente,
una conoscenza approfondita, a scanso dei mille errori nei quali ci
si può imbattere, ho fatto marcia indietro per molti punti ed è
anche del tutto lecito e comprensibile che, al di là della ricerca
delle occasioni per confliggere politicamente, deputati di uno
schieramento diverso o nello stesso schieramento, nello stesso
partito, la pensino in maniera diametralmente opposta.
Ho sentito gli interventi dell'onorevole Buzzanca e, poi, anche
dell'onorevole Mancuso che, da sindaci e per l'esperienza che
indubbiamente hanno acquisito, hanno espresso posizioni del tutto
opposte. Pertanto voglio dirvi, piuttosto che scaraventarci su ogni
cosa individuando elementi di coerenza o meno - ripeto - visto che
questo metodo della riflessione razionale su punti delicati,
stamattina, ha dato i suoi frutti, io credo che si possa,
esprimendo essenzialmente come la pensiamo, arrivare ad una
conclusione.
Su questo argomento e su questa materia non so se io voterò. Penso
che voterò.
Il Governo, comunque, visto che comunque non si farebbero danni
irreparabili - anzi, tutt'altro - si affida all'Assemblea, alla
scelta che i deputati faranno.
Credo che questa sia la scelta più saggia ed utile per la Sicilia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vitrano è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 25 al 26 febbraio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
459-386-209-394-404/A
PRESIDENTE. L'onorevole Bonomo aveva preannunciato la richiesta di
voto segreto.
BONOMO. La ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.13, a firma dell'onorevole Cracolici,
che così recita:
« L'articolo 10 è abrogato».
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica della richiesta di voto
segreto, se risulta appoggiata a termini di Regolamento.
(La richiesta di voto segreto risulta appoggiata dagli onorevoli
Beninati, Bufardeci, Buzzanca, Cascio Salvatore, Cordaro, D'Asero,
Di Guardo e Di Mauro)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.13, a firma degli onorevoli Cracolici e De
Benedictis, soppressivo dell'articolo 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo,
Beninati, Bonomo, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna,
Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro, Cracolici,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Donegani, Fagone, Falcone,
Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno, Greco, Gucciardi, Leanza
Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lupo, Maira, Mancuso,
Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Musotto,
Oddo, Panarello, Pogliese, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa.
Si astiene: il Presidente della Regione onorevole Lombardo.
Sono in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona, Lo
Giudice, Minardo, Nicotra, Panepinto, Picciolo, Ragusa, Raia,
Rinaldi, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 62
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 26
Contrari 34
Astenuto 1
(Non è approvato)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
459-386-209-394-404/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.6, a firma del Governo:
«Prima dell'articolo 10 aggiungere TITOLO II - Interventi in
materia di verde pubblico e risparmio energetico ».
GENTILE, assessore per le infrastrutture e per la mobilità.
Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.2, della Commissione, al quale è stato
presentato il subemendamento 10.2.1, a firma degli onorevoli
Ruggirello e Musotto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome stiamo
discutendo su una legge anche abbastanza complicata per chi come me
non è un addetto ai lavori, non è né geometra, né ingegnere, né
architetto, era l'onorevole Limoli che ha avuto queste consulenze,
io non ho avuto questo supporto. Pertanto, chiedo che quando
perverranno degli emendamenti o dei subemendamenti, così
immediatamente ex abrupto, avrebbero detto i latini, fermiamoci un
minuto per avere il tempo materiale di visionarli. C'è chi non è
così scolarizzato.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, questo emendamento fa parte di un
fascicolo che è stato distribuito ieri, lei ha avuto 24 ore.
Pongo in votazione il subemendamento 10.2.1. Il parere del
Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Contrario.
RUGGIRELLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.2, a firma della Commissione, che così
recita:
«L'articolo 10 è così sostituito:
6. In deroga agli strumenti urbanistici ed in deroga alla Legge
122/89 in tutte le aree di proprietà privata con destinazione a
verde pubblico e comunque nei terreni ricadenti all'interno della
perimetrazione del centro urbano è consentita la realizzazione da
parte dei privati di uno o più piani interrati destinati
esclusivamente a parcheggio, alle seguenti condizioni:
a) la superficie massima impegnabile a parcheggi deve essere pari
al 50 per cento della superficie complessiva destinata a verde
pubblico dal vigente strumento urbanistico.
b) Il solaio di copertura-piano di calpestio del parcheggio dovrà
essere sistemato con modalità a tetto-giardino, con l'obbligo da
parte dei soggetti proprietari di attrezzare a verde tutta l'intera
superficie dell'area con destinazione a verde pubblico .»
Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica della richiesta di voto
segreto, se risulta appoggiata a termini di Regolamento.
(La richiesta di voto segreto risulta appoggiata dagli onorevoli
Buzzanca, Campagna, Caronia, Cascio Salvatore, Cordaro, D'Asero,
Falcone e Leanza Edoardo,)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.2, a firma della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo, Bonomo,
Bufardeci, Calanducci, Cintola, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, De Benedictis, Di Guardo, Di Mauro, Donegani,
Faraone, Ferrara, Galvagno, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Lombardo, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco,
Marziano, Mattarella, Musotto, Oddo, Panarello, Romano,
Ruggirello, Scammacca, Scilla, Scoma, Speziale, Termine.
Sono in congedo: Bosco, Corona, Digiacomo, Gianni, Incardona, Lo
Giudice, Minardo, Nicotra, Panepinto, Picciolo, Ragusa, Raia,
Rinaldi, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 4
Contrari 38
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.14, a firma dell'onorevole Caronia:
«Aggiungere, dopo il comma 4, il seguente:
5. Al fine di supportare l'aumento del carico insediativo urbano
e migliorare la mobilità dei propri centri abitati, i comuni sono
autorizzati a realizzare, anche in variante al piano parcheggi
adottato o al vigente strumento urbanistico, appositi spazi
destinati a parcheggio .»
Comunico che all'emendamento 10.14 è stato presentato il
subemendamento 10.14.1, a firma degli onorevoli Rinaldi, Mattarella
e Picciolo. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è
approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.14, a firma dell'onorevole
Caronia. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Contrario.
CARONIA. Signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 10.32, a firma del
Governo e che è stato ritirato, riscritto e sostituito
dall'emendamento 10.32.1 Gov che verrà votato per parti separate.
Ne do lettura:
«1. Al comma 1 dopo le parole verde pubblico' aggiungere le
seguenti parole anche attrezzato';
2. Al comma 3, lettera c) dopo le parole dell'area a verde'
aggiungere le seguenti parole pubblico anche attrezzato';
3. Al comma 3, lettera c) dopo le parole le opere a verde'
aggiungere le seguenti parole pubblico anche attrezzato';
4. Al comma 3, lettera b) dopo le parole opere a verde'
aggiungere le seguenti parole pubblico anche attrezzato'».
Onorevole Caronia, l'emendamento del Governo 10.32.1 Gov si
dovrebbe votare per parti separate, contiene quattro commi, tranne
che lei non ritiri anche gli emendamenti 10.15 e 10.16, nel qual
caso noi voteremmo questo emendamento in un'unica soluzione.
CARONIA. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'emendamento del Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, intervengo anche se ero contrario
all'articolo, che senso ha scrivere verde pubblico anche
attrezzato ? Qual è quell'imprenditore che, avendo un'opzione tra
verde pubblico o verde attrezzato, sceglie l'attrezzato piuttosto
che il pubblico?
Intendo dire che il costo di costruzione di un verde attrezzato è
molto più impegnativo di un'area verde. Allora, dobbiamo scrivere
in modo che le cose si realizzino. Perché se uno dice decida di
dare un paio di scarpe oppure un intero negozio di scarpe , non
credo che ci sarà qualcuno che darà il negozio La mia proposta è,
se il Governo è d'accordo, di trasformare il pubblico in
attrezzato evitare di far finta che qualcuno possa fare le due
cose sapendo che ne farà comunque una sola. Anche perché i costi di
realizzazione del verde pubblico sono molto inferiori di quello
attrezzato'. Scriviamo le cose che vogliamo davvero fare e non
facciamo finta.
PRESIDENTE. Assessore Gentile, mantiene l'emendamento o intende
recepire le indicazioni del capogruppo Cracolici?
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Ho sentito le ragioni
dell'onorevole Cracolici. Nessuno si fa male se si vota contro e
non casca il mondo, non creda che noi ce la prendiamo.
Se passerà la tesi contraria non sarà un dramma.
PRESIDENTE. Il Governo mantiene l'emendamento, così sembra abbia
deciso.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, per una volta - e da qualche tempo
accade assai raramente - mi trovo d'accordo con l'onorevole
Cracolici, il quale sottopone all'attenzione dell'Aula un passaggio
di buon senso. Siccome credo sia interesse di tutti fare in modo
che l'imprenditore danaroso faccia anche qualche opera pubblica, il
più possibile di ampio respiro, nell'interesse delle città e dei
cittadini, se eliminiamo la parola anche con un subemendamento e
trasformiamo il subemendamento del Governo in verde pubblico
attrezzato , credo che faremmo la cosa migliore, non soltanto ai
fini della legge, ma soprattutto per quello che può essere
l'effetto della legge sulle città siciliane.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, comprendo che l'onorevole Cordaro
voglia cercare di dare un assist all'onorevole Cracolici, però
ritengo, a differenza di qualche collega, che questa volta il
Governo abbia ragione per un motivo molto semplice: perché il
riferimento della parola anche' va riferito alla parola
attrezzato . Ciò significa che, intanto, si crea del verde e se
poi qualche imprenditore munito di buon senso e con la sensibilità
di porre anche attenzione al territorio e al contesto urbano lo
vuole abbellire arredandolo con qualche elemento di svago, di
divertimento, di gioco per i bambini, attrezzandolo, io credo che
questo non può essere un elemento di deturpamento ambientale o
urbanistico.
Ritengo dunque che se abbiamo presentato un emendamento, lo
dobbiamo sostenere.
Non è un emendamento presentato dall'onorevole Falcone, è un
emendamento presentato da un membro del Governo ed é giusto che lo
si sostenga. E vorrei dire all'onorevole Cracolici, su queste cose
non impantaniamoci. Andiamo avanti, non stiamo lavorando su chissà
quali cose. Invito, quindi, l'Aula ad apprezzare favorevolmente
l'emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera avevo
evitato, finora, di intervenire perché volevo vedere fino a che
punto arrivava la follia degli atteggiamenti e degli interventi
rispetto alla norma che stiamo esaminando.
Signor Presidente, stiamo perdendo due ore sull'articolo 10, che
riguarda le aree a verde nelle città: o non capisco io, signor
Presidente, o il mondo sta andando alla rovescia Per trent'anni
abbiamo assistito ad una Sinistra che ci ha bombardato dicendo che
bisognava, come è giusto che sia, fare tutto ciò che è possibile
fare, per consentire alle nostre città di avere i parcheggi e le
aree attrezzate; per trenta o quaranta anni siamo stati bombardati
da una richiesta costante che la Destra, la cosiddetta Destra, era
per la distruzione degli ambienti urbani, per la distruzione delle
città, che voleva fare e disfare i piani regolatori, che non aveva
concezione urbanistica, che non aveva la mentalità di preservare il
territorio.
Oggi, c'è una norma, a mio avviso giusta, che prevede la
possibilità, finalmente, nelle nostre città di costruire le aeree a
verde, di costruire parcheggi e aree attrezzate, e noi siamo qui da
due ore per cercare di impedire che questa norma sacrosanta sia
votata?
Signor Presidente, onorevoli colleghi, possiamo continuare con
questo metodo? E come faremo ad andare avanti quando andremo a
discutere gli articoli 2 e 3 ed entreremo nel vivo del
provvedimento, senza un'effettiva condivisione dei punti
essenziali?
Come faremo ad evitare che si commettano degli scempi?
Come si fa, nel caso in specie, a contestare l'emendamento del
Governo che dà anche la possibilità, a fronte di una norma che,
comunque, si è visto che deve essere deliberata dai Comuni, che ha
bisogno della concessione edilizia e che, quindi, ha bisogno di
tutti i controlli pubblici del caso, quando invece possiamo
facilmente costatare che in qualsiasi città d'Europa e del mondo
civilizzato ci imbattiamo costantemente in parcheggi sotterranei e
sopraelevati e aree a verde pubblico? Addirittura, a New York e in
molti Stati americani ci sono strutture orrende, con dei parcheggi
costruiti con tubi innocenti Appena c'è uno spazio ne piazzano
uno Quelli sì che sono obbrobri. Eppure, per venire incontro alle
esigenze del traffico e per evitare che ci siano condizioni di
invivibilità, si fanno anche queste cose.
E qui si disquisisce da ore anche sulla parola anche o se può
essere verde semplice o verde attrezzato? Ci dovremmo vergognare.
Signor Presidente, le chiedo, al fine di evitare che si continui
in questo modo, di non entrare nel vivo del disegno di legge, dei
suoi articoli più complessi, altrimenti rischiamo di fare un grosso
pasticcio.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo deciso di
non intervenire e ritenevo giusto evitare interventi a ripetizione
che finiscono per dare la sensazione e la certezza di un
ostruzionismo sfegatato che non serve a questo provvedimento
legislativo.
Non mi rendo conto di come si possa argomentare sul verde pubblico
e sul verde attrezzato che significa potere usufruire di verde
pubblico e di verde attrezzato e quindi aumentare la disponibilità
delle aree che possono essere utilizzate per fare dei parcheggi.
Quando non si capiscono certe cose, direi ad alcuni colleghi che
prendono la parola e danno ragione all'onorevole Cracolici, tanto
per dire che anche l'onorevole Cracolici può avere ragione, prima
di riflettere su quello che dicono e poi eventualmente dare ragione
all'onorevole Cracolici.
Perché verde pubblico significa una cosa, e verde attrezzato
significa che aggiungi una disponibilità maggiore.
Ecco perché dico: attenzione all'UDC in special modo a dare la
sensazione che facciamo finta di volere la legge e poi, invece,
facciamo discorsi ostruzionistici e privi di significato e di
senso Ora lo dico con estrema chiarezza: prima di parlare,
ascoltare, comprendere e poi ubbidire e combattere.
Le parole anche attrezzato assolvono ad un compito importante e
specifico: aumentare le aree che possono essere utilizzate per i
parcheggi. Cosa importante e significativa.
L'intervento dell'onorevole Formica è in questo senso giusto ed
appropriato, così come ritengo giusto ed appropriato che il Governo
- che si crogiola ancora di parlare con i singoli deputati senza
sentire i deputati che si avvicendano nella tribuna e con un
assessore fantasma, incapace di intendere e di volere
Signor Presidente, vorrei che l'assessore Gentile ascoltasse con
attenzione i deputati che intervengono dalla tribuna. Mi auguro che
l'assessore non si perda nei meandri di chi l'ha contestato perché
lei sta allargando il terreno sul quale ampliare e fare costruire
il verde attrezzato.
Mi auguro che abbia apprezzato e possa apprezzare il senso degli
emendamenti successivi che sono a mia firma e che danno una
maggiore certezza, sia nel rilascio della concessione che nel
divieto di potere avere il certificato di abitabilità per far sì
che il comune possa accedere nel caso in cui non si facessero le
opere richieste e prendersi la proprietà di quanto fatto dai
privati, nel caso in cui essi non mantenessero gli impegni che
hanno sottoscritto.
Pertanto sono favorevole all'emendamento del Governo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se tutti siamo
d'accordo vorrei avere un attimo di attenzione perché questa è
materia complessa. Effettivamente, la proposta del Governo tende ad
affermare che chi realizza questo verde lo faccia attrezzato; però,
così come è formulato, l'emendamento può ingenerare qualche
problema in quanto per le destinazioni urbanistiche non è che il
verde pubblico debba essere obbligatoriamente attrezzato, è solo
verde pubblico.
Allora bisogna lasciare - poi lo formalizzerà il Governo - le
parole verde pubblico , senza aggiungere la parola attrezzato ;
laddove invece si dice ... a condizione che sia realizzato in
superficie il verde pubblico , lì si deve aggiungere la parola
attrezzato .
In tal modo, si specifica un obbligo a colui che realizza il verde
di farlo attrezzato .
Se è questa la volontà del Governo, basta aggiungere solo la
parola attrezzato dopo il secondo verde pubblico . Tutto il
resto si può cassare.
CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo
all'emendamento al nostro esame, visto e considerato che come
oggetto ha, sostanzialmente, l'emendamento che avevo presentato e
che poi ho ritirato, credo che l'indicazione data poc'anzi
dall'onorevole Beninati probabilmente verrà rivista in quanto,
all'interno degli strumenti urbanistici, i retinati che individuano
le zone di verde pubblico non sono assimilabili a quelle di verde
pubblico attrezzato, sono due cose diverse, tant'è che all'interno
delle carte si individua un retinato diverso.
Si tratta, di un retinato diverso e, quindi, di due fattispecie
diverse.
Il senso di questa precisazione, perché così la definirei, è
quello di includere all'interno dei possibili interventi anche la
realizzazione di verde attrezzato, cioè di attrezzature che possono
essere realizzate in superficie rispetto a delle zone che, appunto,
hanno destinazione determinata dagli strumenti urbanistici affinché
si possano realizzare quelle strutture, come per esempio impianti
sportivi, campi di calcio, di tennis, e quanto altro.
Ritengo che la ratio dell'emendamento è proprio quella di
estendere la possibilità all'imprenditore che intende realizzare i
parcheggi di creare anche delle strutture adibite per attività di
svago, di sport, di impegno e di tutto quello di cui, in
particolare, necessitano i giovani che abitano le nostre città e
che, molto spesso, non trovano luoghi adeguati dove svolgere la
loro attività ricreativa.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
Mantengo l'emendamento così com'è. Favorevole.
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.32.1, del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole Cintola ed
altri:
«Sostituire il comma 3, lettera d), con il seguente:
La mancata realizzazione delle opere a verde entro sei mesi dalla
ultimazione dei parcheggi determina il diniego del rilascio del
certificato di agibilità e autorizza il comune ad intraprendere le
iniziative per l'acquisizione dei manufatti. Il medesimo effetto
consegue alla mancata formalizzazione della cessione delle opere a
verde entro tre mesi dalla realizzazione delle opere stesse per
fatto e colpa dell'istante. E' in ogni caso vietato l'utilizzo dei
parcheggi prima della avvenuta cessione delle aree a verde .»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 10.7 e 10.18 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 10.9, dell'onorevole Musotto.
MUSOTTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.8 del Governo, che così recita:
«Sopprimere il comma 5».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 10.17 e 10.18 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 10.3, a firma della della Commissione:
«Aggiungere il seguente articolo:
All'emendamento 17, dopo il comma 4 dell'art. 9 bis, è aggiunto
il seguente comma:
5. Al fine di supportare l'aumento del carico insediativo urbano
e migliorare la mobilità dei propri centri abitati, i comuni sono
autorizzati a realizzare, anche in variante al piano parcheggi
adottato o da adottare ai sensi della normativa vigente, appositi
spazi destinati a parcheggio' .»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 10.4 è precluso.
CRACOLICI. Preannuncio il voto contrario del Gruppo PD
all'articolo 10.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
Parlamento stasera abbia ben lavorato per la definizione di questo
disegno di legge.
Come dicevo poc'anzi ancora non siamo entrati, signor Presidente,
nel cuore della norma. La volontà di tutti noi credo sia quella di
approvarla anche in tempi celeri. E allora atteso che il Governo ha
rappresentato a questo Parlamento due emendamenti, un emendamento
di riscrittura di due articoli, degli articoli 2 e 3, e credo che
essi meritino un approfondimento, una lettura approfondita per
cercare di capire se agli stessi dovranno essere presentati dei sub
emendamenti.
E qui non per ripetere, ma i latini dicevano repetita iuvant, ieri
è successo un fatto nuovo, e mi fa piacere che il Presidente della
Regione sia in Aula, al quale chiedo formalmente di sapere se è
stata una mia impressione o se il comunicato o le agenzie di stampa
hanno dato con chiarezza notizia di quanto è avvenuto a Palazzo
d'Orleans ieri: laddove si dice che ad una riunione tra il
Presidente della Regione e i rappresentati regionali delle
organizzazioni di categoria (mi riferisco all'ANCI, alla Lega COOP,
alla Confcooperative), si sarebbe raggiunto un accordo tendente ad
avviare, a sbloccare la vexata quaestio della proroga dei termini
alle cooperative edilizie; proroga dei termini, per la quale
l'allora assessore Di Mauro aveva preso un impegno formale
nell'esercizio provvisorio, una proroga dei termini su cui altri
assessori precedenti all'assessore Di Mauro avevano preso impegno,
su cui tutti avevamo calendarizzato in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentare una norma da portare in Aula. Purtroppo,
oggi non ne vediamo traccia.
Non sto parlando di una norma stravolgente, ma di una norma che
consentirebbe di sbloccare immediatamente oltre 100 milioni di euro
perché permetterebbe di realizzare con i fondi dei privati e con un
contributo in conto interessi già previsto nel bilancio regionale
ben 40-45.000 alloggi per quelle giovani coppie, o per quei
cittadini siciliani che vorrebbero avere una casa e che non hanno
le forze economiche e finanziarie per poterla realizzare.
Io dico che un atto di buon senso sia quello delle cooperative
edilizie; lo ripeto da oltre un anno. E non riesco a capire il
motivo per cui ancora ci si ostina a fare melina attorno a questa
vicenda.
Chiedo scusa se su questo io insisto, e forse mi ripeto, onorevole
Maira, ma penso che sia un fatto sociale importante, atteso che
sarebbe un bel modo per fare ripartire un'economia stagnante ed
asfittica come la nostra.
Infatti, il piano casa non risolverà le condizioni in cui versa
l'economia edilizia siciliana; con il piano casa noi consentiamo
gli ampliamenti di alcune abitazioni, ma non mettiamo in moto
l'economia abitativa, l'economia edilizia.
Diciamocelo con tutta franchezza; lo dobbiamo dire questo.
Allora se vogliamo fare nostro questo accordo tra il Governo
nazionale e le Regioni, dobbiamo anche pensare che possiamo mettere
in moto l'economia siciliana con questa ulteriore norma di buon
senso concedendo una proroga dei termini alle cooperative edilizie,
in modo da dare così una risposta a tutte quelle cooperative che
attendono ancora.
Chiedo, quindi, al Governo e al Presidente dell'Assemblea
regionale di fermarci un attimo per consentire un approfondimento
degli articoli 2 e 3, soprattutto alla luce della presentazione da
parte del Governo dell'emendamento di riscrittura.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, la sua è una proposta formale di
rinvio a martedì?
FALCONE. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è la proposta dell'onorevole
Falcone di rinviare la seduta a martedì prossimo per consentire ai
deputati di potere prendere visione e presentare eventuali
emendamenti agli articoli 2 e 3. Su tale proposta possono parlare
un deputato a favore e uno contro.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, prima di darle la parola, vorrei
fare una controproposta: vale a dire prima di rinviare a martedì,
propongo di esaminare stasera l'articolo 11, sul quale non c'è
problema.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Faraone.
FARAONE. Signor Presidente, lei poco fa mi ha detto che avevo
perso un'occasione per non parlare e invece mi rendo conto che
l'occasione che poco fa avevo per parlare era un'occasione vera in
quanto ripeto quello che ho detto poco fa: lei ha detto le stesse
parole di ieri, lei ieri ha detto: andate in conferenza dei
capigruppo per la riscrittura. E noi, signor Presidente, lo
abbiamo fatto, quindi gli emendamenti che ci sono
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, glielo dico ancora una volta: si è
tenuta una riunione in seguito alla quale, presenti alcuni
capigruppo, alcuni presidenti di commissione e alcuni assessori,
una seduta informale, è stato stilato un maxi emendamento che, se
approvato, preclude e fa decadere tutti gli altri emendamenti fino
a quel momento presentati. Se c'è anche un solo deputato non
presente alla riunione che vuole presentare dei subemendamenti agli
emendamenti, io non lo posso fermare: questo me lo impone il
Regolamento, non è una mia parola data e non mantenuta
Questo lo impone il nostro Regolamento.
FARAONE. Signor Presidente, non è in discussione il fatto che lei
non possa fermare nessuno. Lei può fare presentare tutti i
subemendamenti che vuole perché è il Regolamento che lo consente,
ma io sto dicendo un'altra cosa: non è logico avallare una
sospensione della seduta se il lavoro è stato fatto e chiunque sa
che c'erano tutti i capigruppo; io altrimenti le continuo a dire,
Presidente, che quello che si vuole fare si deve chiamare con il
suo vero nome e cioè ostruzionismo; qui, infatti, si vuole impedire
che il disegno di legge venga approvato, perché il lavoro è stato
fatto, c'erano i capigruppo, chi vuole può presentare dei
subemendamenti al testo che abbiamo già elaborato per cui a nostro
parere ci sono le condizioni perché si vada avanti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, fermiamoci un attimo. Intanto mi
dispiace che l'onorevole Faraone che è conosciuto in questa Aula e
fuori da qui per i suoi toni pacati e distensivi, stasera assuma
quasi una sorta di atteggiamento di provocazione. Mi dispiace.
Io dico una cosa: è vero che si è tenuta una riunione alla quale,
pur con tutta la stima e la competenza professionale che riconosco
abbia l'onorevole Beninati, devo dire comunque che non ha
partecipato il capogruppo, l'onorevole Leontini. Allora, al di là
di quella che è la considerazione regolamentare non mi pare - lo
dico all'onorevole Faraone - che si sia raggiunto un accordo,
altrimenti questo accordo mi sarebbe stato notificato e su questo
accordo avremmo ritirato i nostri emendamenti e avremmo così
continuato a discutere.
Purtroppo, noi abbiamo il diritto e il dovere di parlare, ma anche
di ragionare. Solo così possiamo fare crescere e dare una spinta
vera alla Sicilia. Altri, invece, mi sembra che si vogliono
trincerare sotto forme e sotto proclami che veramente hanno sapori
di strumentalizzazione, di demagogia.
Oggi stiamo dimostrando come vogliamo votare gli articoli. Altri,
come il Partito Democratico, ha dimostrato, da un lato, di essere
assieme al Movimento per le Autonomie e al Gruppo Sicilia sulle
riforme, salvo poi il fatto di fare votare emendamenti soppressivi
del provvedimento.
Questa è una cosa che noi vogliamo denunciare e lo diciamo a
chiare lettere: vi dovete mettere d'accordo, siete con il Governo o
contro il Governo? Se non siete direttamente interessati nella
gestione attiva non lo siete nemmeno in questa Aula parlamentare
perché avete proposto due emendamenti soppressivi e grazie al
rapporto del Popolo della libertà noi li abbiamo respinti
Noi lo rivendichiamo con forza. E' un nostro modo di operare. E
allora diciamo di andare avanti, non raccogliamo le provocazioni.
Signor Presidente, ribadisco quindi la necessità di fermarci un
attimo e di ragionare.
Non stiamo facendo un reato di una lesa maestà, non stiamo
commettendo alcun reato, vogliamo soltanto esercitare il nostro
diritto di essere parlamentari, e quindi di partecipare all'iter
legislativo.
PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio dell'onorevole Falcone ha
parlato contro l'onorevole Faraone. Ora un deputato a favore. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Limoli.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza voler entrare
nel merito di ciò che stasera si è ascoltato in Aula - perché ho
capito pochissimo, soprattutto quando ho cercato di comprendere chi
è animato da spirito riformista e chi invece rema contro - mi sono
confuso soprattutto nell'ascoltare i tanti interventi del Partito
Democratico e, in particolare, quello del mio amico, onorevole
Cracolici, che per me è la bandiera del riformismo in Sicilia.
Caro Presidente dell'Assemblea, a lui sta veramente a cuore
l'interesse supremo di tutti i siciliani.
Però poi questo spirito del mio amico, onorevole Cracolici, si
scontra con lo spirito del Governo. Ed è qui che mi sono confuso.
Poi c'è stata una rappresentazione pleonastica che ha fotografato
perfettamente il mio stato confusionale: c'era un emendamento a
firma degli onorevoli Ruggirello e Musotto e lei, signor
Presidente, che tanta saggezza sta dimostrando anche stasera - il
Signore deve benedirla -, ha chiesto il parere al Governo. Il
Governo ha espresso il voto contrario ed anche il presidente
Mancuso.
Allora, subito dopo, ho visto che mentre lei, signor Presidente,
stava passando alla votazione si sono accesi tanti lampeggianti
verdi su quel tavolo - io non mi sono mai seduto là, chissà cosa
c'è, e lei, onorevole Cracolici, è sempre più vicino, ma non ci
arriverà là, ascolti ciò che le dico - ed immediatamente, forse
avendo letto bene chi erano i firmatari dell'emendamento, il
Governo ha detto: no, un momento .
Lei ha insistito, nuovamente, e quindi il Governo ha risposto di
rimettersi all'Aula, mentre il presidente Mancuso ha mantenuto il
suo voto contrario. Alla fine, i due presentatori hanno ritirato
l'emendamento. Si potrebbe fare anche un film su questa vicenda.
Avremo tanto tempo per parlare delle riforme di questo Parlamento,
della nuova maggioranza che c'è, dovremmo parlarne nelle piazze più
che qua.
Signor Presidente, hanno portato la riscrittura di tre articoli.
Ebbene, ieri, ho detto che ho dovuto pagare tanti tecnici per
farmi spiegare gli emendamenti e le ho anche detto che non voglio
più pagare, in quanto se ogni giorno spunteranno sempre nuovi
emendamenti, mi dovrò vendere la casa per potere pagare tutti i
tecnici e gli esperti
Signor Presidente, desidero sapere se è un mio diritto di
parlamentare chiederle, nella sua qualità di Presidente di questa
Assemblea, di essere messo nelle condizioni di studiare bene ciò
che il Governo ha portato in Aula per la sessantesima volta,
perché vorrei presentare dei subemendamenti.
Siccome non ho questa facilità nel comprendere bene ciò che leggo
e, poi, nel capire bene ciò che devo controdedurre, le chiedo se il
Regolamento dell'Assemblea mi riconosce questo diritto, senza
entrare nel merito di nulla, per il momento.
Pertanto, a nome del mio Gruppo parlamentare, il PDL, chiedo di
rinviare la seduta alla settimana prossima perché desidero che mi
sia riconosciuto il tempo necessario per svolgere al meglio il mio
ruolo.
PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio della seduta si sono espressi
un deputato a favore ed uno contro. La pongo in votazione.
Chi è favorevole alla proposta di rinvio della seduta a martedì
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(L'Assemblea non approva)
Onorevoli colleghi, continuiamo i nostri lavori parlamentari.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Norme in materia di rendimento energetico degli
edifici
1. Al fine di assicurare il rendimento energetico degli edifici,
per le nuove costruzioni trovano applicazione le disposizioni del
protocollo ITACA 2009 e successive modifiche e integrazioni.
2. La Regione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, richiede, ai sensi del regio decreto 21
giugno 1942, n. 929, la registrazione di un marchio di qualità
ambientale ed energetica per gli edifici realizzati con i criteri
di cui alla presente legge, da esporre con apposita targa
all'esterno dell'edificio, sia pubblico che privato, a fianco del
numero civico.
3. I concessionari del marchio di qualità provvedono alla corretta
tenuta della targa esposta all'esterno dell'edificio e alla
documentazione a corredo.
4. I comuni istituiscono un registro contenente l'elenco degli
edifici che godono della certificazione energetica e del relativo
marchio. Gli elenchi sono resi pubblici e sono pubblicati nei siti
web di ogni comune.
5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, la Regione promuove una Conferenza di servizi a cui
partecipano le Soprintendenze per i beni culturali e ambientali e
la rappresentanza dell'ANCI Sicilia, al fine di definire i
contenuti relativi alla realizzazione degli interventi di
installazione di impianti fotovoltaici negli edifici ricadenti nei
centri storici, mediante l'esclusiva utilizzazione di impianti
tecnologici innovativi, a basso o nullo impatto ambientale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione: 11.1 e subemendamento 11.1.1;
- dagli onorevoli Faraone e Cracolici: A 57, A 62, A 59, A 58, A
61, A 60;
- dal Governo: 11.2, 11.13;
- dall'onorevole Leontini: 11.3;
- dagli onorevoli Ragusa e Maira: 11.4.
Si passa al subemendamento 11.1.1, a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Non capisco perché il
Governo sia contrario.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' in
contrasto con la ratio della norma.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevole Mancuso, è in
contrasto con la ratio, con la filosofia, con l'impostazione, con
la strategia della norma.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.1, a firma della Commissione:
«L'articolo 11 è così sostituito:
Art. 11. - Rendimento energetico degli edifici 1. La
progettazione e la realizzazione degli edifici di nuova costruzione
e delle opere di ristrutturazione degli edifici esistenti deve
avvenire in modo da contenere 121 necessità di consumo di energia e
di acqua. in relazione al progresso tecnologico ed in modo
efficiente rispetto ai costi da sostenere, nel rispetto dei
requisiti minimi di rendimento e delle prescrizioni specifiche
previste dalla presente legge e/o dei criteri di cui al decreto
dell'assessore regionale per i 1avori pubblici di cui all'art. 7 e
tenuto conto dei seguenti ulteriori criteri:
a) nel caso di nuova realizzazione devono essere applicati
integralmente i requisiti minimi di rendimento e le prescrizioni
specifiche previste dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192
e successive modifiche ed integrazioni, attuativo della Direttiva
2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia;
b) nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti è prevista
una applicazione integrale a tutto l'edificio nel caso di: 1)
ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti
l'involucro di edifici di superficie superiore a 1000 metri
quadrati;
2) demolizione e ricostruzione di edifici esistenti di superficie
superiore a 1000 metri quadrati;
c) nel caso di ampliamento volumetricamente superiore al venti per
cento dell'edificio esistente, qualora dall'intervento risulti un
aumento di superficie utile superiore ai 15 metri quadrati, è
prevista una applicazione integrale limitatamente al solo
ampliamento dell'edificio;
d) nel caso di ristrutturazioni totali o parziali e manutenzione
straordinaria dell'involucro dell'edificio diversi da quelli di cui
alle lettere a), b), c), l'applicazione è limitata al rispetto di
specifiche prescrizioni.
9 quinquies - Intesa paesaggistica ai fini del risparmio
energetico
l. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la
Regione promuove una conferenza di servizi o a cui partecipano
le Sovrintendenze e la rappresentanza dell'ANCI Sicilia, al fine di
definire e stabilire i contenuti relativi alla realizzazione degli
interventi di installazioni di impianti fotovoltaici negli edifici
ricadenti nei centri storici mediante l'esclusiva utilizzazione di
impianti tecnologici innovativi a basso o nullo impatto
ambientale .»
Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.13, a firma del Governo, che così
recita:
«1. Al comma 1 le parole protocollo ITACA 2009 e successive
modifiche ed integrazioni sono sostituite dalle seguenti parole
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e s.m.i. e del decreto
26 giugno 2009 .
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.2, a firma del Governo, che così
recita:
«Al comma 5 sopprimere le parole da a cui partecipano fino a
Sicilia ».
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 11.3, dell'onorevole Leontini e 11.4, a
firma degli onorevoli Ragusa e Maira, di identico contenuto. Il
parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. A mio
avviso, signor Presidente, i due emendamenti sono preclusi in
quanto si è già votato l'emendamento 11.2 del Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli uffici hanno verificato quanto
affermato dall'Assessore e, pertanto, gli emendamenti 11.3 e 11.4
sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento 11.2.
Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3, in deroga alle
previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici
comunali, si applicano anche agli edifici soggetti a specifiche
forme di vincolo, a condizione che gli interventi possano essere
autorizzati ai sensi della normativa vigente dagli enti preposti
alla tutela del vincolo stesso.
2. Gli interventi previsti dalla presente legge non possono
riguardare:
a) le zone di tutela naturalistica, il sistema forestale e
boschivo, gli invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi di acqua e
le zone di tutela della costa e dell'arenile, come perimetrati nel
piano territoriale paesistico regionale (PTPR) ovvero nei piani
provinciali e comunali che abbiano provveduto a darne attuazione;
b) le zone interne alle aree A' e B' dei parchi regionali e le
aree delle riserve naturali, ad esclusione dei territori ricompresi
all'interno delle zone D' dei parchi regionali e delle pre-
riserve. Per gli interventi realizzabili in detti ambiti i limiti
massimi di incremento volumetrico previsto sono ridotti di un
terzo. Detti interventi sono soggetti al preventivo nulla osta
dell'ente parco;
c) le fasce di rispetto dei territori costieri, dei boschi, delle
foreste e dei parchi archeologici;
d) le aree interessate da vincolo assoluto di inedificabilità,
salvo quanto previsto dall'articolo 10;
e) le zone del demanio statale, regionale, provinciale e comunale;
f) gli immobili oggetto di condono edilizio nonché di ordinanza di
demolizione, salvo quanto previsto dall'articolo 3;
g) gli immobili privati situati su aree demaniali di proprietà
dello Stato, Regione, provincia e comune;
h) gli immobili tutelati ai sensi di quanto previsto dalla parte
II del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni
culturali e del paesaggio;
i) gli immobili privati ricadenti nelle aree a pericolosità e/o
rischio idrogeologico, elevato o molto elevato, come classificate
nel vigente Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico di
cui all'articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6;
j) le zone A' come definite e perimetrate dagli strumenti
urbanistici ai sensi di quanto previsto dal decreto
interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;
k) le aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente
rilevante, ricomprese in quelle ad elevato rischio ambientale,
qualora gli edifici risultino non compatibili con i criteri di
sicurezza definiti dal decreto 9 maggio 2001 del Ministro dei
lavori pubblici».
Preannuncio che è stato presentato dal Governo un emendamento di
riscrittura.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'articolo 12 si dovrebbe trattare dopo avere trattato gli articoli
2 e 3.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, effettivamente è così e, pertanto,
non siamo pronti per proseguire con i lavori d'Aula.
La seduta è rinviata a martedì, 2 marzo 2010, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (numeri 459-386-209-394-
404/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Caronia
La seduta è tolta alle ore 20.41
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli