Presidenza del vicepresidente Formica
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Barbagallo, Bonomo,
Bosco, Buzzanca, Calanducci, Currenti, D'Agostino, Digiacomo,
Fagone, Federico, Fiorenza, Forzese, Greco, Marinese, Marrocco,
Panepinto, Scammacca della Bruca e Torregrossa sono in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Apprendi è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 4 al 5 marzo 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
l'associazione 'S.O.S. - Il Telefono Azzurro ONLUS' gestisce il
servizio telefonico nazionale d'emergenza 114, finalizzato a
ricevere segnalazioni riguardanti situazioni di rischio per bambini
ed adolescenti, a fornire assistenza psicologica e ad identificare
il migliore strumento di intervento attraverso la stretta
collaborazione con i servizi presenti nel territorio;
il servizio di emergenza si basa sull'attività di due centrali
operative, una delle quali ha sede a Palermo;
nella sede siciliana prestano servizio 37 operatori specializzati
nella gestione dei casi di emergenza: si tratta di personale
altamente qualificato, in possesso di titoli specifici (lauree,
master, ecc.) nonché di una pluriennale esperienza professionale
che garantisce elevati standard qualitativi all'utenza;
considerato che:
il 31 dicembre 2009 il Ministero per le pari opportunità ha
concesso all'associazione la proroga della gestione del servizio
fino ad aprile 2010, ma gli operatori delle centrali operative
saranno tutti sostituiti da volontari del servizio civile
nazionale;
l'ente 'Telefono Azzurro' ha dichiarato, infatti, la 'non
sostenibilità economica del progetto';
i suddetti operatori hanno inscenato una protesta a difesa del
loro posto di lavoro nonché della professionalità acquisita negli
anni, che deve essere salvaguardata soprattutto a garanzia di un
efficace aiuto ai minori in stato di disagio o pericolo;
considerato, inoltre, che:
con decreto dell'Assessore per la famiglia le politiche sociali e
il lavoro del 23 gennaio 2009 è stata approvata la convenzione
stipulata con l'associazione 'Telefono Azzurro' per la gestione del
servizio nel territorio regionale;
l'articolo 16 della legge regionale 18 dicembre 2000, n. 26,
prevede l'erogazione di un contributo annuo in favore
dell'associazione 'Telefono Azzurro' al fine di garantire la
prosecuzione del programma di lotta alla pedofilia;
per sapere se non ritengano opportuno sospendere l'erogazione di
qualsivoglia contributo a carico del bilancio della Regione in
favore della associazione 'S.O.S. Telefono Azzurro' qualora i 37
operatori esperti siano sostituiti da personale privo di esperienza
e di titoli, non adeguatamente formato e preparato alla gestione
dell'aiuto in favore di minori». (1051)
LUPO-GUCCIARDI-GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e per la mobilità, premesso che:
la Provincia regionale di Trapani ha concluso l'iter
amministrativo dell'intervento 'Variante alla SS 115 Sud
Occidentale Sicula' compresa tra lo svincolo 'Birgi' sulla A29/dir
ed il collegamento alla strada statale 115 al Km 48+000 in
corrispondenza dell'abitato di Mazara del Vallo;
la realizzazione dell'opera di cui trattasi, che è compresa tra
gli abitati di Trapani e Mazara del Vallo, è stata ritenuta opera
di primaria importanza sotto il profilo economico-sociale e
turistico dalla Provincia regionale di Trapani, e rappresenta una
soluzione strategica alla viabilità provinciale, visti anche gli
elevati livelli di traffico e di incidentalità dell'attuale strada
statale;
mediante la realizzazione di tale infrastruttura si giungerà alla
chiusura dell'anello autostradale costiero, previsto nella proposta
di piano regionale dei trasporti, ed alla connessione tra
l'autostrada A 29 (Palermo - Mazara del Vallo) e la A29 dir
(Palermo-Trapani);
tale infrastruttura permetterà di realizzare un collegamento con
l'aeroporto di Trapani-Birgi, aumentando l'accessibilità a tale
infrastruttura, nonché al porto di Trapani;
l'opera è stata, a suo tempo, inserita dal Governo della Regione
siciliana nell'accordo di programma quadro stipulato tra Stato e
Regione, relativo alla viabilità stradale, fra gli interventi da
attuare prioritariamente di concerto con l'ANAS, competente per
legge ad intervenire;
considerato che tale intervento è stato ricompreso fin dal 2001
nella legge obiettivo di cui alla delibera CIPE n 121/2001
pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002,
supplemento ordinario n. 51;
con delibera di Giunta n. 323 del mese di novembre 2009 la
Provincia regionale di Trapani si è impegnata ad attivare sul piano
istituzionale tutte le iniziative e le procedure occorrenti per
ottenere, da parte della Regione siciliana, il finanziamento
integrale dei lavori di detta infrastruttura nell'ambito dei fondi
FAS (fondo aree sottoutilizzate) di cui alla deliberazione CIPE
03/2006 anche in relazione all'istanza presentata al Presidente
della Regione siciliana, con nota prot. n. 61825/5 del 2 ottobre
2008;
gli strumenti di programmazione (FESR, FAS) agevolano il percorso
per il reperimento delle risorse finanziarie agli interventi
progettuali che risultano muniti di tutti gli adempimenti
amministrativi propedeutici alla realizzazione dell'opera pubblica;
negli ultimi 20 mesi il Governo nazionale ha depauperato le
potenzialità previste originariamente nei fondi FAS, svilendone la
portata ed il significato, avendo impegnato diversi miliardi di
euro per provvedimenti estranei alle finalità del fondo per le aree
sottoutilizzate;
per sapere:
se non ritengano indispensabile e ragionevole attivarsi nei
confronti del Governo nazionale al fine di provvedere al
finanziamento dell'opera 'Variante alla SS 115 Sud Occidentale
Sicula' compresa tra lo svincolo 'Birgi' sulla A29/dir ed il
collegamento alla strada statale 115 al Km 48+000 in corrispondenza
dell'abitato di Mazara del Vallo;
se non ritengano opportuno intraprendere tutte le iniziative
politico-istituzionali idonee a sensibilizzare l'attuale Esecutivo
nazionale stante la perdurante assunzione di provvedimenti
'antimeridionalisti'». (1052)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari e all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, premesso che:
la pesca del tonno, che si svolge a Favignana (TP) nei mesi di
maggio e giugno, è sempre stata una delle attrattive più importanti
dell'intero comparto turistico siciliano: migliaia di turisti
vengono da ogni parte della Terra per potere ammirare e vivere, in
prima persona, l'esperienza unica al mondo della tonnara', il
sistema di pesca del tonno che si tramanda da intere generazioni e
che vede l'isola di Favignana come uno degli ultimi baluardi
nell'adozione di tale tipo di pesca;
ancora oggi, centinaia di famiglie vivono, nell'isola trapanese,
dei proventi della pesca del tonno, anche se i sistemi
computerizzati adottati da altre marinerie, come, per esempio,
quella giapponese, ed adottati in pieno oceano per intercettare i
branchi di tonno, riducono sempre di più i pesci che superano lo
Stretto di Gibilterra e che poi finiscono nelle camere della morte
delle mattanze trapanesi;
considerato che:
la storia recente della Tonnara Florio di Favignana ha visto
spesso contrapposti i pescatori ai legittimi proprietari dello
stabilimento isolano;
per dirimere ogni controversia e per attuare una vera politica di
interventi in favore dei pescatori di tonno siciliani, la Regione
si è dotata di uno strumento legislativo, la l.r. n. 25 del 1998,
con la quale si stabiliscono provvedimenti economici in favore
proprio dei tonnaroli' siciliani, al fine di garantire sia la
continuità di questo tradizionale strumento di pesca, sia per
assicurare, comunque, aiuti economici ai pescatori nelle stagioni
di bassa produttività;
visto che:
l'articolo 1 della suddetta legge individua i Comuni nei cui
territori si trovano tonnare attive quali soggetti erogatori dei
contributi regionali, il tutto tramite convenzioni con cooperative
di pescatori o soggetti economici che operano negli specifici
settori di attività';
il Comune di Favignana, con propria delibera del 12 marzo 2009, ha
rescisso la convenzione con la cooperativa La Mattanza', stipulata
in data 14 marzo 2000 ed in esecuzione di quanto previsto dalla
legge citata in quanto la suddetta convenzione non dava la
possibilità di verificare e di controllare la reale effettuazione
della pesca del tonno;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire presso
il Comune di Favignana perché venga stipulata una nuova convenzione
che preveda l'erogazione dei contributi regionali vincolati
all'effettivo svolgimento della pesca del tonno da parte dei
pescatori favignanesi;
se non ritengano utile stabilire a priori, con il Comune di
Favignana, le condizioni ottimali attuative di quanto previsto
dalla l.r. n. 25 del 1998, al fine di garantire l'effettivo
utilizzo dei fondi regionali per gli scopi previsti dalla suddetta
normativa». (1053)
ADAMO - MARROCCO - GUCCIARDI - FERRARA - RUGGIRELLO
«All'Assessore per la salute, premesso che risulta dall'anno 2005
che esiste un finanziamento per la realizzazione della rete dei
medici di medicina generale e ad oggi non è stato realizzato nulla,
ponendo la Sicilia all'ultimo posto delle regioni maggiori
relativamente all'adeguamento delle strutture ai dettami della
sanità elettronica;
considerato che tali progetti hanno il loro fattore di successo
nel coinvolgimento dei medici di medicina generale;
per sapere:
come mai, avendo in Italia esperienze di realizzazioni già
funzionanti, quali il progetto SIS Lombardia, Sole Emilia Romagna o
il progetto Abruzzo, non si sia pensato al riutilizzo degli stessi
sistemi;
quali azioni si siano intraprese per coinvolgere i medici di
medicina generale e i pediatri di libera scelta responsabili
principali del popolamento dei dati del patient summary',
strumento ormai indispensabile per una continuità di cura e per
l'abbattimento di ricoveri causati da non conoscenza di patologie
in capo al paziente;
come mai, ad oggi, non siano state rese pubbliche tali iniziative
e non si abbia alcuna notizia di procedure di evidenza pubblica per
la realizzazione dei vari progetti, mentre risulta che su alcuni
progetti esistano delle realizzazioni in fase di collaudo affidate
tramite gara privata». (1064)
MAIRA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
i titolari di cariche di governo, nell'esercizio delle loro
funzioni, devono dedicarsi esclusivamente alla cura degli interessi
pubblici ed astenersi dal porre in essere atti e dal partecipare a
deliberazioni collegiali in situazione di conflitto di interessi;
il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio
incarico, non può ricoprire cariche o uffici ovvero svolgere altre
funzioni comunque denominate in enti di diritto pubblico, anche
economici, né esercitare compiti di gestione in società aventi fini
di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale;
la legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 e s.m.i., disciplina i
criteri e le procedure per le nomine e le designazioni degli organi
di cui all'articolo 1 della legge regionale 28 marzo 1995, n. 2,
ivi comprese le camere di commercio;
la lettera a) del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale
22/95 recita che non possono ricoprire incarichi di cui alla
presente legge i membri del Parlamento nazionale ed europeo, della
Giunta e dell'Assemblea regionale siciliana';
considerato che:
l'atto di nomina del dottor Marco Venturi ad Assessore regionale
appare in palese contrasto con le norme statali e regionali in
materia di incompatibilità con l'ufficio di componente del Governo,
essendo lo stesso ancora presidente in carica della camera di
commercio di Caltanissetta;
appare altresì in palese contrasto con quanto disposto dal quadro
normativo in materia la posizione che il dottore Venturi ricopre
come amministratore della Sidercem, un'azienda di ricerca e
sperimentazione sui materiali di costruzione;
il ruolo di Assessore regionale per le attività produttive di
fatto pone il dottore Venturi come controllore di se stesso,
essendo al suo assessorato affidato il controllo e la vigilanza
sulle camere di commercio;
appare inficiata da illegittimità procedurale la nomina ad
Assessore regionale del dottore Venturi, poiché lo stesso non ha di
fatto rimosso le cause di incompatibilità, nonostante l'annuncio di
autosospensione' dalla carica di presidente della camera di
commercio e non risulta avere rimesso gli incarichi all'interno
delle società di cui risulta tutt'oggi amministratore;
per sapere:
se non ritenga opportuno valutare la posizione di palese conflitto
d'interessi del dottore Venturi con la carica di Assessore
regionale, anche alla luce di annunci sempre più forti volti al
rispetto delle regole e la difesa della legalità;
se non sia indifferibile il termine di opzione e rimozione delle
cause di incompatibilità che di fatto dovrebbero generare imbarazzo
nell'attività amministrativa volta al buon governo;
se non creda che questa situazione sia in antitesi con il
principio di imparzialità, oltre ad essere in contrasto con tutte
le norme di riferimento in materia». (1065)
MAIRA - CORDARO - LIMOLI - LO GIUDICE - ARDIZZONE - RAGUSA - DINA
- SAVONA - LEONTINI - POGLIESE - CAMPAGNA - GIANNI - FAGONE -
FORZESE - CASCIO SALVATORE - FALCONE - MANCUSO - D'ASERO - CARONIA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso che
con d.a. n. 50/Gab del 4 settembre 2002, il territorio dei Comuni
di Condirò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo
del Mela, San Pier Niceto e Santa Lucia del Mela è stato dichiarato
area ad elevato rischio di crisi ambientale in relazione
all'impatto conseguente alla presenza di insediamenti industriali
di notevoli dimensioni (centrale termoelettrica, raffineria di
petrolio, ecc.). Con lo stesso provvedimento è stata, inoltre,
istituita la Commissione Stato-Regione-Provincia-enti locali, con
il compito di predisporre il piano di risanamento ambientale e
rilancio economico del comprensorio del Mela, integrata nella
composizione con il successivo d.a. n. 883 del 16 luglio 2003;
considerato che il Ministero dell'ambiente, con decreto 11 agosto
2006 avente ad oggetto Nuova perimetrazione del sito di bonifica
di interesse nazionale di Area industriale di Milazzo',
testualmente ammette che la perimetrazione del sito è provvisoria e
che l'inquinamento è da addebitarsi:
- all'inquinamento atmosferico del suolo, del sottosuolo e delle
falde derivante dall'utilizzo di prodotti petroliferi sia della
Raffineria che della centrale termoelettrica;
- dagli effetti, eventuali, derivanti dall'incendio del deposito
frigoriferi di Messina ambiente a Giammoro;
- dalla lavorazione dell'amianto nell'area ex Sacelit;
verificato che il d.lgs. 152 del 2006 prevede, nella parte quarta
e specificatamente al titolo V, gli obblighi e le modalità di
bonifica, ed in particolare l'articolo 242, comma 2, che il
responsabile dell'inquinamento, attuate le necessarie misure di
prevenzione, svolge, nelle zone interessate dalla contaminazione,
un'indagine preliminare sui parametri oggetto dell'inquinamento e,
ove accerti che il livello delle concentrazioni soglia di
contaminazione (Csc) non sia stato superato, provvede al ripristino
della zona contaminata, dandone notizia, con apposita
autocertificazione, al Comune e alla Provincia competenti per
territorio entro quarantotto ore dalla comunicazione';
verificato, inoltre, che lo stesso d.lgs. n. 152 del 2006 al
successivo comma 4 dell'articolo 244 prevede che: Se il
responsabile non sia individuabile e non provveda il proprietario
del sito né altro soggetto interessato, gli interventi che
risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al
presente titolo sono adottati dall'amministrazione competente in
conformità a quanto disposto dall'articolo 250, ed inoltre prevede
le procedure per gli interventi di messa in sicurezza, il sistema
sanzionatorio e gli interventi di messa in sicurezza d'emergenza,
definendo ulteriormente alla lettera t) le condizioni di emergenza
tra le quali:
1) concentrazioni attuali o potenziali dei vapori in spazi
confinati prossime ai livelli di esplosività o idonee a causare
effetti nocivi acuti alla salute;
2) presenza di quantità significative di prodotto in fase separata
sul suolo o in corsi di acqua superficiali o nella falda;
3) contaminazione di pozzi ad utilizzo idropotabile o per scopi
agricoli;
4) pericolo di incendi ed esplosioni;
accertato che nella zona presuntivamente individuata come SIN non
sono state effettuate indagini, specialmente in quelle parti ove
storicamente non sono state svolte attività ovvero non sono state
svolte attività inquinanti da considerare quali punti di bianco per
le attività varie, per verificare se in tali terreni si abbia o no
il superamento delle CSC. Né tanto meno si sono confrontati i dati
di tali terreni con i dati di terreni consimili considerabili quali
punti di bianco esterni al SIN siti certamente utili se non
inquinati all'avvio di attività imprenditoriali;
considerato che, in presenza di inquinamento, anche le ditte o
qualunque altro soggetto - anche se svolge attività non inquinanti
- si troverebbe nelle condizioni di dover sborsare considerevoli
somme pur non essendo assolutamente responsabili di un inquinamento
diffuso e che nell'area di cui sopra solamente la ditta Edipower
sta provvedendo al risanamento con una spesa di circa 35 milioni di
euro in quanto gli atti amministrativi e autorizzativi necessari
sono stati svolti dal Comune di san Filippo del Mela, prima della
solita dichiarazione di emergenza o di interesse nazionale;
verificato che per le attività di disinquinamento della zona sono
state perse le somme (andate in perenzione) e previste a tale
riguardo pari a 4.500.000 euro;
per sapere se non ritengano di avviare una indagine conoscitiva
finalizzata all'accertamento delle modalità di gestione delle
procedure fin qui adottate e come sia stato possibile avallare da
parte della pubblica amministrazione una tale somma di
incompetenze', che rischia concretamente di provocare un gravissimo
e persino irreparabile danno economico ad aziende estranee alla
formazione dell'inquinamento, anche alla luce del fatto che in
mancanza di responsabili la Regione siciliana sarà costretta a
rimborsare le somme sborsate dai singoli privati con la magra
consolazione di potersi rivalere sul proprietario precedente dei
terreni, ovverosia l'ASI». (1066)
CORONA
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che:
il decreto assessoriale 01/pesca del 21 gennaio 2010 consente la
pesca del novellame per il 2010;
questa tecnica di pesca non viene praticata da nessuno dei
pescatori della provincia di Ragusa in considerazione dei suoi
effetti distruttivi dei fondali marini e sull'equilibrio biomarino
delle coste;
ritenuto che:
ai danni derivanti dall'impatto ambientale nell'esercizio di
questa pratica di pesca non sono, peraltro, riscontrabili vantaggi
economici che altrimenti vi sono attraverso l'adozione di tecniche
tradizionali;
lo svolgimento di tale pesca costituisce un ulteriore aggravio nel
quadro delle operazioni di controllo in mare poste in essere dagli
organismi preposti, vista la propensione dei pescatori di novellame
a non rispettare la regolamentazione loro imposta;
per sapere:
se non ritenga opportuno rivedere il decreto e ogni atto
concernente la regolamentazione della pesca del novellame al fine
di inserire l'area marina di Scoglitti (RG) tra le zone di mare
dove detta tecnica è vietata al fine di tutelare l'interesse dei
pescatori e dell'intero comparto, oltre che i consumatori;
quali iniziative intenda assumere, anche di concerto con il
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con
l'obiettivo di provvedere ad azioni mirate al ripopolamento dei
nostri mari». (1067)
DIGIACOMO
PRESIDENTE. Preciso che l'interrogazione numero 1066 è da
intendersi presentata con richiesta di risposta scritta.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
il 3 dicembre 2008, il sottoscritto interrogante assieme ad altri
deputati regionali, ha presentato una interrogazione sulla
situazione del Teatro Massimo Bellini di Catania;
a seguito di tale iniziativa l'Assessore regionale per i beni
culturali pro tempore, con nota prot. n. 1305 del 10 marzo 2009, ha
dato incarico a due dirigenti (il dottor Cosimo Aiello e il dottor
Giovanni Angileri) di effettuare un'ispezione e di produrre
'celermente una relazione per verificare la corretta funzionalità
amministrativa' del predetto Teatro;
considerato che:
l'avvocato Pier Carmelo Russo (all'epoca segretario generale della
Presidenza della Regione), con nota prot. n. 66200 del 22 luglio
2009, ha chiesto di conoscere le risultanze dell'ispezione, anche a
seguito della nota della Corte dei conti riguardante presunte
irregolarità nella gestione dell'ente;
a tutt'oggi non è stato reso pubblico il contenuto dell'esito
dell'ispezione effettuata;
considerato ancora che:
l'ispezione, come è noto, ha avuto inizio e deve avere una
conclusione, alla luce della disciplina generale sul procedimento
amministrativo di cui alla legge n. 241 del 1990 e alla l.r. n. 10
del 1991 e successive modifiche, nel rispetto dell'esigenza di buon
andamento delle pubbliche amministrazioni;
dopo un anno dall'incarico l'inosservanza dei termini (celermente
non può significare tutto questo tempo) può assumere rilievo sia
sotto il profilo disciplinare sia stato quello di eventuali
sanzioni conseguenti all'inadempimento;
le relazioni conclusive sull'esito dell'ispezione prescindono
dall'attuale situazione del Teatro Massimo Bellini di Catania,
poiché si fa riferimento specifico ad eventuali inadempienze o
violazioni di legge riguardanti l'esercizio 2008;
ritenuto che:
qualora siano state individuate, nelle dichiarazioni di coloro che
sono stati sentiti dai due ispettori regionali, ipotesi di reato di
natura penale o contabile devono essere conseguenzialmente
informate le autorità giurisdizionali competenti (come ribadito dal
Procuratore regionale alla Corte dei conti per la Sicilia con la
nota di prot. Segr. Part. 249138 del 27 settembre 2004);
nella seduta n. 77 del 25 marzo 2009, l'Assessore per i ben
culturali pro tempore ha fornito risposta alla sopra citata
interrogazione, nella quale si faceva riferimento soltanto alla
nomina dei due ispettori regionali;
alla luce di quanto brevemente esposto si potrebbero configurare
ipotesi di omissioni e di violazioni di legge per la mancata
conclusione del procedimento amministrativo o per altre
inadempienze;
per sapere quali siano le ragioni per le quali non siano state
ancora rassegnate le conclusioni dell'attività ispettiva svolta dai
predetti dirigenti regionali ovvero per conoscere, qualora siano
state rassegnate, le risultanze dell'ispezione in oggetto». (1050)
BARBAGALLO-POGLIESE-RAIA-MANCUSO-LIMOLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la STmicroelectronics ha venduto la Numonyx alla multinazionale
americana Micron Technology senza nessuna clausola di salvaguardia
per i 402 lavoratori;
dopo la cessione della Numonyx i vertici aziendali hanno già
dichiarato che ci sono esuberi di personale nelle due aziende
(Micron/Numonyx) e che questi problemi saranno affrontati dopo la
chiusura dell'operazione di vendita;
considerato che:
STmicroelectronics riceverà circa 450 milioni di denaro pubblico,
da utilizzare attraverso la joint venture con Sharp ed Enel Green
Power per il fotovoltaico;
Numonyx riceverà 180 milioni di euro, di fondi, pubblici, per la
ricerca e lo sviluppo tecnologico;
ritenuto che:
la Regione siciliana parteciperà al finanziamento pubblico con un
importo di 17 milioni di euro già deliberato;
la scelta della STmicroelectronics avrebbe effetti disastrosi per
la nostra economia;
è inaccettabile che la STmicroelectronics venda una propria
azienda senza dare nessuna garanzia occupazionale e crei nuove
aziende (3 Sun Fotovoltaico) annunciando nuove assunzioni;
per sapere quali iniziative siano state assunte per salvaguardare
i 402 lavoratori della Numonyx alla luce del contratto di programma
(STmicroelectronics/Numonyx) che prevede un investimento totale di
1 miliardo e 700 milioni». (1061)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
non è stato rinnovato il contratto a 57 operai del consorzio di
bonifica 9 di Catania;
questi lavoratori hanno prestato servizio dal 2006 al 2009;
considerato che:
sono stati bloccati i fondi consortili per l'assunzione di
personale nonostante il consorzio di bonifica 9 di Catania abbia un
organico incompleto;
il lavoro di manutenzione dell'impiantistica, delle cabalette e
dei mezzi di trasporto è stato espletato dai predetti operai con
contratti stagionali;
ritenuto che:
il mancato rinnovo contrattuale dei 57 lavoratori di fatto
compromette la distribuzione dell'acqua irrigua con gravissime
ripercussioni per gli agricoltori;
non ci sono spese aggiuntive per la Regione poiché gli stipendi
verrebbero pagati con le risorse finanziarie dello stesso
consorzio;
le figure professionali (acquaioli, autisti, saldatori,
carpentieri, escavatoristi etc.) sono previste nel POV del
consorzio di bonifica 9 di Catania;
per sapere quali iniziative siano state assunte per evitare il
licenziamento dei 57 lavoratori del consorzio di bonifica 9 di
Catania e per non compromettere la stagione irrigua». (1062)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
come è noto, il 2010 è l'anno europeo della lotta alla povertà e
all'esclusione sociale;
la direttiva del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del
22 dicembre 2009 prevedeva la presentazione e la selezione di
azioni progettuali di contrasto alla povertà e all'esclusione
sociale, che potevano essere realizzate da amministrazioni
pubbliche o dagli enti no-profit, sia a livello territoriale che
nazionale, attraverso la realizzazione di una o più delle seguenti
azioni:
a. realizzazione di progetti pilota per la sperimentazione di
strategie per il suo contrasto e per la promozione di azioni
educative, anche nelle scuole, riguardo al fenomeno della povertà;
b. realizzazione di eventi nazionali e locali di accrescimento
della conoscenza, sensibilizzazione della società civile e
identificazione di buone pratiche, che promuovano anche la
partecipazione diretta delle persone in condizioni di povertà;
c. indagini, studi e ricerche per il miglioramento della conoscenza
dei fenomeni, nell'ambito delle quali saranno centrali le analisi
volte a migliorare le attività di monitoraggio e valutazione delle
politiche, in particolare mediante lo studio dell'impatto delle
misure di contrasto della povertà e lo sviluppo e la promozione
nell'utilizzo di più sofisticati indicatori di povertà ed
esclusione sociale (es. indicatori territoriali del benessere, di
mobilità intergenerazionale, etc.);
d. promozione di reti di osservatori territoriali pubblici o in
partnership con organismi privati con l'obiettivo di favorire e
incentivare lo scambio di prassi e metodologie e definire standard
comuni nella produzione di informazione, dati e indicatori sulle
situazioni di povertà e di supportare la formulazione delle
politiche locali di inclusione;
il termine per la presentazione delle proposte è scaduto l'1
febbraio 2010;
il contributo massimo attribuibile a ciascun progetto è non più di
euro 40.000 (quarantamila/00);
per sapere:
se abbiano avviato progettualità su uno dei temi di cui ai punti
sopra riportati;
se abbiano ritenuto di avviare informazione sull'anno europeo
della lotta alla povertà e all'esclusione sociale». (1063)
ARENA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 287
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione da parte del
Governo dell'ordine del giorno numero 291 «Iniziative a sostegno
dell'emittenza radiotelevisiva locale», a firma dell'onorevole Lupo
ed altri nella seduta d'Assemblea n. 148 del 3 marzo 2010, è da
intendersi precluso l'ordine del giorno numero 287 «Interventi
urgenti per far revocare la soppressione delle provvidenze
all'editoria, alla radio e alle TV locali», a firma dell'onorevole
Caputo ed altri, depositato nella seduta n. 146 del 25 febbraio
2010, in quanto di analogo contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazioni di dimissioni da componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 2 marzo 2010, pervenuta a
questa Presidenza in pari data e protocollata al numero 2496/AULAPG
del 4 marzo successivo, l'onorevole Paolo Ruggirello ha rassegnato
le dimissioni da componente della Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea a far data
dal 2 marzo 2010.
Alla relativa sostituzione si provvederà a termini di Regolamento
interno.
L'Assemblea ne prende atto.
Costituzione dell'Intergruppo Famiglia e solidarietà
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 24 febbraio 2010,
pervenuta a questa Presidenza il 26 febbraio successivo e trasmessa
con prot. n. 7554/GAB del 3 marzo 2010 alla Segreteria generale,
l'onorevole Fortunato Romano ha comunicato, allegando il relativo
verbale, l'avvenuta costituzione dell'Intergruppo Famiglia e
solidarietà , composto dallo stesso onorevole Romano e dagli
onorevoli Barbagallo, Bosco, Maira e Marrocco.
L'Assemblea ne prende atto.
Copia della relativa documentazione si trova presso i Servizi di
Ragioneria e Lavori d'Aula.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
- numero 181 «Interventi a sostegno della pesca del tonno rosso»,
degli onorevoli Gennuso, Ruggirello, Minardo, Calanducci e Musotto;
- numero 182 «Blocco delle assunzioni nonchè delle attività in
materia di gare ed appalti degli ATO rifiuti, nelle more della
riforma regionale», degli onorevoli Nicotra, Adamo, Aricò,
Cristaudo, Currenti, Greco, Incardona, Marinese, Marrocco, Mineo,
Scammacca Della Bruca e Scilla.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Gestione integrata dei rifiuti
e bonifica
dei siti inquinati» (nn. 525-528/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge numeri 525-528/A
Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati ,
posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Mancuso, presidente della
Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con qualche mese di ritardo ci
accingiamo a discutere una norma indispensabile per la Sicilia in
un momento particolare, non solo sotto il profilo che riguarda la
gestione, lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti, ma anche
l'organizzazione del sistema rifiuti in Sicilia.
Purtroppo tutta una serie di negatività e incongruenze, mala
gestio sul tema hanno portato oggi a parlare non esclusivamente del
disegno di legge, di cui di qui a poco ci accingeremo a discutere
gli aspetti particolari, ma anche di una situazione degli enti
locali che effettivamente ha da segnalare anche a questa Assemblea
un allarme sotto il profilo della gestione dei bilanci comunali.
Per questo motivo è urgente che il nostro Parlamento, senza
perdere ulteriore tempo, si accinga immediatamente a valutare
queste norme che la Commissione, quasi all'unanimità - c'è stata
solo l'astensione dell'onorevole Raia, non sul merito ma sul numero
degli ATO -, ha elaborato con celerità, vista la situazione di
allarme in tutta la Sicilia che, come ho detto, da un lato riguarda
il servizio e, dall'altro, i bilanci degli enti locali.
A mio avviso, il Governo ha fatto un buon lavoro di raccordo
rispetto alle norme che fino a questo momento sono state utilizzate
e rispetto a quelle che vogliono essere le innovazioni.
Mi permetto di dire che forse c'è una piccola forzatura nelle
norme di intervento immediato. Ma forse è quel che ci vuole per
avviare lo start up di una nuova legge per essere poi assorbita
direttamente dai cosiddetti consorzi: un'azione di commissariamento
- chiamiamola così - per avviare le gestioni future e tutta una
serie di incongruenze e di fatti rilevanti, sotto diversi aspetti,
passate. Rispetto a questo la Commissione ha valutato, in linea di
massima, quali possono essere le linee di intervento che, peraltro,
mirano soprattutto ad una nuova qualità del servizio, ad una nuova
efficienza, ad una nuova efficacia.
E l'efficienza e l'efficacia di questo servizio sono attuabili
esclusivamente se c'è una politica che, in poche parole, preveda
meno rifiuti in discarica, più raccolta differenziata .
Questo è il leit motiv di quella che vuol essere la legge e di
quello per cui devono sforzarsi non solo gli enti locali, ma la
cultura di tutti i Siciliani in questo nuovo approccio metodico, ma
anche culturale.
E' chiaro che c'è una responsabilizzazione di quella che è
l'azione rispetto al passato.
La nuova responsabilizzazione è in capo ai comuni, ai sindaci, che
sottoscriveranno i contratti di servizio che deriveranno da un
contratto nuovo di appalto, che varrà per tutto l'ambito
territoriale, dove saranno distribuite le competenze rispetto a
quello che è stato in precedenza, competenze ben specifiche in
questa legge per le province, per la regione stessa e per i comuni.
Ad una prima sommaria lettura potrebbe sembrare che ci sia un
aggravio di responsabilità, anche economico-finanziaria, nei
confronti dei comuni. Ma se, come hanno pensato il Governo e la
Commissione, questa responsabilità degli enti locali farà valere
una cultura nuova, non ci saranno preoccupazioni per quello che
poi, nel richiamo della legge, deve essere la copertura finanziaria
dei costi affrontati per ogni comune.
Una novità rispetto al passato è che il contratto generale di
appalto prevede i cosiddetti servizi essenziali. Il Governo poi
sarà sicuramente molto più specifico su questo punto. A latere ci
saranno dei servizi che possono essere richiesti dagli enti locali
dietro un corrispettivo di servizio ulteriore e dove la
responsabilità di questo ulteriore servizio sarà in capo, appunto,
all'efficienza del comune richiedente.
Secondo me - non voglio dilungarmi troppo, signor Presidente - il
dibattito che poi l'Aula dovrà affrontare riguarderà in primo luogo
la questione del personale, che la Commissione non ha chiarito fino
in fondo e su cui, nello stesso tempo, anche il Governo non ha
avuto una linea di indirizzo. Nel testo originario era l'articolo
17, ora credo sia l'articolo 18 nel testo finale. C'è la
salvaguardia dei cosiddetti operatori ecologici in tutti gli ambiti
territoriali ottimali ed è rimasta aperta la finestra che riguarda
gli operatori cosiddetti amministrativi, che sono all'interno degli
ambiti territoriali ottimali.
Al momento, la legge non prevede una certezza, al momento la legge
non prevede quello che effettivamente potrebbe essere il loro
futuro con un lavoro a tempo indeterminato e rispetto a questo sia
il Governo che questa Commissione hanno lasciato all'Aula la
riflessione di un'azione che, sicuramente, non deve gravare
ulteriormente sulle casse regionali, ma deve armonizzare il sistema
anche con l'utilizzo di quelle risorse umane.
Per finire, un plauso personale, questo anche da presidente di
Commissione, alla mozione che oggi è all'ordine del giorno,
presentata dal Gruppo Sicilia, con cui si richiama il Governo a
quella che deve essere una politica al momento di stop, chiamiamolo
così, delle assunzioni, dei contratti di servizio che molti ATO in
queste settimane si stanno affrettando a depositare presso i loro
uffici.
Mi sembra quanto meno inopportuno, signor Assessore, che molti
oggi prevedano il futuro di un ambito territoriale che domani
potrebbe non esserci più.
Quindi, è opportuna questa mozione, a cui poi apporrò anche la mia
firma, e mi auguro che la riflessione di questa Assemblea, spero
celere, nel corso di questo pomeriggio e della prossima settimana,
possa dare speranza ad un comparto che presenta, in via generale,
sprechi, assunzioni senza limite e costi che avrebbero potuto, con
un'azione mirata e responsabile di amministratori responsabili,
avere forse un impatto minore con quanto sta succedendo in questi
giorni in Sicilia.
Da parte della Commissione auguro a tutto il Parlamento buon
lavoro.
Noi abbiamo fatto la nostra parte e riteniamo che l'urgenza di
questa legge deve essere il faro che ci porti ad una conclusione
già nella prossima settimana.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
l'inserimento all'ordine del giorno di questa legge tanto attesa -
poco fa lo faceva rilevare il presidente Mancuso -, perchè da più
di un anno aspettiamo un intervento legislativo organico in una
materia tanto delicata che tanti dissesti, non solo ambientali ma
anche finanziari, sta determinando nella nostra Regione, ci coglie
un po' impreparati, nel senso che siamo stati impegnati con l'altro
disegno di legge, esitato nell'intero articolato ieri sera e ancora
in attesa del voto finale. Pertanto non ci attendevamo che potesse
essere posto immediatamente all'esame dell'Aula. Non per questo
vogliamo sottrarci ad un confronto serio, articolato, di dialogo e
di approfondimento; però, nello stesso tempo, vorremmo che la
discussione generale su questo disegno di legge non passasse come
un mero atto rituale, bensì fosse preso in considerazione dai
singoli Gruppi e si desse agli stessi la possibilità di intervenire
in maniera compiuta, attenta e approfondita.
La richiesta che rivolgo alla Presidenza è di rinviare la
discussione generale all'articolo 1, fissando un termine per la
presentazione degli emendamenti e stasera dedicarci ad un argomento
più leggero, quale potrebbe essere il disegno di legge iscritto al
numero 2), quello che disciplina la professione di maestro di sci.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche in relazione a quanto ha
detto l'onorevole Dina, informo che la Presidenza è orientata a
fissare un congruo termine per la presentazione degli emendamenti,
alla mattina di martedì prossimo.
Nulla vieta, vista l'importanza e l'urgenza della legge, di
iniziare la discussione generale del disegno di legge e vedere se è
possibile concluderla. Comunque è buona prassi di questa Assemblea
continuare all'articolo 1 la discussione.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge «Gestione integrata
dei rifiuti
e bonifica dei siti inquinati» (nn. 525-528/A)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
intervengo perché mi accorgo questa sera che finalmente il Governo
dà una spinta propulsiva verso le riforme, tanto attese.
Il disegno di legge in oggetto ha visto quest'Aula o, comunque, il
Governo andare un po' avanti e un po' indietro. Più indietro che
avanti, devo dire.
Il disegno di legge, secondo me, deve iniziare subito il suo corso
perché quello che stiamo vivendo e quello che sta succedendo in
tutta la Sicilia e in tutti i Comuni siciliani, non è normale,
considerato che oggi i sindaci sono lasciati soli e ognuno per
conto proprio si lamenta e si parla addosso. Anche perché, voglio
ricordare all'Aula e ai colleghi tutti, mentre prima vi era
un'associazione dei Comuni siciliani attenta alle problematiche che
interessavano i comuni, oggi abbiamo un'associazione che è
completamente assente, per cui è compito di questo Parlamento
intervenire immediatamente.
Signor Presidente, Assessore, intervengo per dire che noi siamo
pronti qui ad affrontare un ampio dibattito perché il disegno di
legge in discussione interessa tutta la Sicilia, interessa tutti
noi, per cercare di risolvere tutte le questioni che riguardano
gli ATO.
Siamo pronti a confrontarci, ripeto, per cercare di migliorare il
testo e di risolvere tutti i problemi che hanno i comuni e, a tal
fine, invito i colleghi tutti a sforzarsi di evitare di perdere
tempo. Andiamo avanti spediti, perché la mia impressione è che da
qui a poco, signor Presidente, ci sarà qualcuno che metterà di
nuovo il freno a questo disegno di legge.
Auspico che questo non succeda, signor Assessore, e la invito ad
andare avanti. Noi siamo qui per questo. Io spero che non accada
che qualcuno metta di nuovo il freno a mano sul percorso di questo
disegno di legge.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che siamo di
fronte ad un disegno di legge che vede un signor assessore che l'ha
preparato e una signora commissione che, in tempi brevissimi, ha
acclarato, in quasi tutte le sue parti, il lavoro fatto dal
Governo.
Se la stessa Commissione ha espresso un parere favorevole, quasi
unanime - anche se confermo che c'era quel pizzico di astensione da
parte dell'onorevole Raia, non sul contenuto in generale ma per una
specifica questione che poi sarà lei stessa a trattare al momento
opportuno -, dico che ci troviamo nelle condizioni ideali per
potere fare un lavoro con l'urgenza che il problema merita e con la
capacità di portarlo a termine, magari tenendo conto che i due
pareri unanimi di Governo e Commissione debbano portare l'Aula ad
avere un atteggiamento piuttosto veloce e favorevole, senza
stroncare il dibattito, senza tentare di mortificare gli
interventi, senza tentare né di allargare il dibattito - perché non
serve a nessuno - né di doverlo accelerare in termini tali che non
siano di reale e forte pertinenza da parte dell'Assemblea.
Il problema in se stesso, per quel che è già avvenuto in altra
regione d'Italia e per quel che è avvenuto e che ancora avviene
nella nostra Sicilia, non può essere mandato alle calende greche
Il problema deve essere per forza affrontato e definito in tempi
brevi e celeri, come il lavoro che la stessa Commissione ha posto
in essere.
La Commissione ha posto in essere questo disegno di legge anche
stralciando le norme di carattere finanziario, rimandandole
all'approvazione del bilancio e della finanziaria da parte di
questa stessa Assemblea, tentando di agevolare un percorso che ci
porti speditamente a chiudere uno dei capitoli più bui della storia
della nostra Sicilia.
Il solo pensiero delle assunzioni fatte e svolte in termini
inequivocabilmente delittuosi - vorrei dire - contro qualsiasi
regola, contro qualsiasi forma di civile convivenza e di serena
valutazione, perché ha pagato lo Stato, pagherà ancora lo Stato e
ci sarà la difficoltà di comprendere e capire, senza potere dire
che possiamo obbedire e combattere - sarebbero frasi che non sono
di nostra pertinenza - ma che hanno portato, addirittura, in alcune
occasioni ad avere tantissimi dipendenti e poi spese inutili, o
quasi, con gli appalti a caldo, i noli a caldo, con quelle altre
indicazioni che hanno portato magari a scioperi perché mancavano
50.000 euro per potere fornire guanti e scarpette adeguate ai
dipendenti che dovevano pur fare qualche lavoro.
Lasciando perdere che c'è tanta materia lì, di comprendere quanti
nipoti, figli e cugini e parenti di amministratori sono stati
assunti, impropriamente e vergognosamente, aumentando le spese in
maniera pesante e insulsa e portando alla fine i conti alla
Regione: un miliardo di euro, pari a duemila miliardi delle vecchie
lire, che danno il senso di una misura stracolma e superata.
Il termine reale è se adesso quest'Assemblea vuole,
coraggiosamente e velocemente, portare a termine questo disegno di
legge e dare una svolta, non più rinviabile, ai temi che riguardano
la salute pubblica e un approccio diverso alla raccolta dei rifiuti
solidi urbani, un approccio diverso alla raccolta con il porta a
porta', un approccio diverso ad una diversa impostazione che possa
essere l'impostazione che contraddistingue quanto avviene in Italia
e, purtroppo, non è avvenuto in terra meridionale e a Napoli prima,
e non vorrei che ripetessimo, anche se i fatti sono già successi,
anche in Sicilia.
Ecco perché ritengo, sposando anche quanto detto dall'onorevole
dell'UDC che mi ha preceduto, che è necessario anche stasera
iniziare il dibattito e non chiuderlo, se è proprio necessario non
chiuderlo, e tenere conto che ci possa essere un'appendice anche
per martedì.
Ma se potessimo chiudere tutto stasera, con la chiusura della
discussione generale e rimandare, con tempi congrui, l'esame degli
emendamenti non sarebbe male. Significherebbe dare un volano forte
tentare di chiudere - come è giusto che sia - quest'altro disegno
di legge prima di arrivare al bilancio e alla finanziaria, che
altro non farebbero se non bloccare il percorso di questo disegno
di legge perché non potremo mai votarlo, se prima non avremo votato
bilancio e finanziaria, e poter dare così la necessaria copertura
finanziaria alla legge di cui conosciamo le cifre, ma per la quale
non abbiamo dove attingere le risorse finanziarie dal bilancio
della Regione siciliana.
Se noi continuiamo in una atmosfera che può essere benissimo
comprensiva delle esigenze del Governo, delle esigenze espresse
dalla Commissione e delle esigenze che pervengono dall'Aula nella
sua interezza, ma guardando al miglioramento del disegno di legge,
laddove questo è possibile e necessario, ritengo che faremo un
lavoro serio, effettivamente importante, e potremo approvare la
legge sul piano casa, pur con tutto quanto è avvenuto, con quello
che pure ha provocato - io amo dire che quello che è avvenuto ieri
sera, alla fine, ha comportato il ritiro dell'emendamento e sono
contento di avervi contribuito restando in Aula e parlando in quel
senso perché il Governo ritornasse indietro - martedì prossimo,
ripeto, approvare la legge sul piano casa e, perché no, martedì
stesso licenziare anche il disegno di legge sui rifiuti.
Questo, indipendentemente se è il Governo che lo farà o finga di
fregiarsi non so di cosa per dire che lo sta facendo. L'importante
è che lo faccia l'Assemblea, e che lo faccia al servizio di quella
comunità, la Regione siciliana e i siciliani. Spesso ci sporchiamo
la bocca dicendo che vogliamo difenderli ma, alla fine, spesso e
volentieri ci facciamo tirare da altre situazioni che sono più
politiche che effettivamente importanti, per quello che serve alla
gente e, quindi, ci fa perdere di mira l'obiettivo finale.
Io ritengo di avere dato anche oggi, oltre che in commissione, il
mio modesto personale contributo ad un lavoro che non può essere
rinviato, ad una intenzionalità che è stata espressa, e dico
finalmente. Io non ho da dare alcuna patente a nessuno, ma do atto
ad un assessore che ha fatto vedere che, prima di essere assessore,
é un tecnico che stava lavorando al servizio di un'idea e di un
dovere, quello di rendere un servizio alla nostra terra di Sicilia,
che continuiamo ad amare ma che spesso dimentichiamo, perché
amarla significa anche concretizzare le cose che servono.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, oggi
arriva in Aula, dopo mesi e mesi di intense discussioni e anche di
scontri, un disegno di legge tra i più attesi dalla Sicilia, che
arriva a corollario di un sistema dei rifiuti che ormai ha toccato
livelli insostenibili e di allarme sociale, oltre che economico e
giudiziario.
Lo sfascio degli ATO e l'esperienza ormai negativa delle società
d'ambito, nate per gestire in maniera armonica il ciclo integrato
dei rifiuti io mi interrompo per non disturbare i colleghi del PD
che parlano, signor Presidente
PRESIDENTE. Continui, onorevole Caputo. Onorevoli colleghi,
lasciamo svolgere serenamente il dibattito.
CAPUTO. Non vorrei disturbare il Partito Democratico che vive un
momento di tensione e, quindi, abbiamo grande comprensione nei suoi
confronti.
Stavo dicendo che questo disegno di legge non dovrebbe ma deve
porre fine ad un sistema che ha fatto il suo tempo ancora prima di
iniziare.
Oggi leggevo una casistica giornalistica, riportata anche dalla
nostra rassegna stampa, e non c'è provincia in cui il sistema dei
rifiuti non abbia determinato uno sfascio insostenibile: cassonetti
bruciati; la raccolta differenziata a livelli infinitesimali;
discariche - compresa quella di Bellolampo a Palermo - con
grossissimi problemi di salvaguardia ambientale; ditte sottoposte
ad indagini; l'ombra degli affari mafiosi su alcune società
d'ambito e, in ogni caso, sulla gestione degli enormi flussi di
denaro che arrivano dal sistema integrato dei rifiuti; comuni
fortemente indebitati - lo sa bene l'assessore Russo - che hanno
visto i loro bilanci ormai disastrati dal sempre più impressionante
aumento del costo di smaltimento dei rifiuti e poi, per fare fronte
alla copertura delle anticipazioni, che sono stati costretti a
chiedere alla Regione per evitare il dissesto delle società
d'ambito.
Un sistema che è fallito, e non è fallito per una parte politica o
perché è stato pensato così; è fallito perché nella pratica
attuazione ha devastato, piuttosto che avere gestito.
Adesso questo disegno di legge deve rivedere interamente, non solo
la filosofia, ma la gestione dei rifiuti in tutto il territorio
della Sicilia.
Oggi leggevo una dichiarazione dell'assessore Russo, il quale
anticipava di volere dare vita ad un'altra discarica.
Assessore, non glielo consiglio per l'esperienza che ho di avere
fondato un ATO che, negli anni e per molti anni, è stato visto come
un ATO pilota in tutto il comprensorio, perché ha acquistato i
mezzi con i finanziamenti europei, perché ha aperto una discarica,
ha aperto le isole ecologiche, ha dato lavoro a centinaia di
persone, ha attivato la raccolta differenziata. Non crei altre
discariche in Sicilia La gestione dei rifiuti attraverso
l'apertura delle discariche ha creato solo uno sfascio ambientale
con dei costi insostenibili per la gestione, per il recupero, la
salvaguardia e il riutilizzo delle stesse.
La politica dello smaltimento dei rifiuti a cielo aperto è
superata in ogni parte d'Europa.
Noi dobbiamo prendere atto che abbiamo bisogno di costruire i
termovalorizzatori, non possiamo essere la Cenerentola dell'Europa
in tema di gestione dei servizi di smaltimento e riutilizzo dei
rifiuti
Questo disegno di legge - che mi auguro venga affrontato subito
come discussione generale e che in pochissimi giorni, a partire da
martedì prossimo, venga esitato - deve essere propedeutico ad
un'altra riforma, quella della individuazione e avviamento del
sistema di distruzione dei rifiuti attraverso i termovalorizzatori.
Questa è una telenovela, un'altra delle tante telenovele alle quali
ci sta abituando, purtroppo, il governatore di questa Regione, dato
che oggi dice una cosa e domani ne dice esattamente un'altra e
contraria sulla stessa cosa. Dobbiamo smetterla con questo discorso
dei termovalorizzatori. Dobbiamo attivarli e realizzarli.
Siamo l'ultimo Paese d'Europa che ancora utilizza il buco per
terra dove mettere i rifiuti.
E poi assistiamo alla denuncia sistematica dei sindaci per
problemi di inquinamento ambientale; assistiamo, ancora una volta,
alle continue denunce, alle province costrette a denunciare chi
gestisce i rifiuti e poi ai continui pericoli di inquinamento delle
falde acquifere per l'assorbimento del percolato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro che questo
disegno di legge trovi la parola fine, nel senso positivo, e
diventi legge in pochissimi giorni, perché è un disegno di legge
atteso, e mi auguro che non finisca come quello sul piano casa che
è diventato una specie di legge omnibus dove inserire qualunque
cosa che il Governo, all'ultimo minuto, ha bisogno di inserire.
Io sono convinto che l'assessore Russo non lo permetterà, lo
conosco per la sua scrupolosità, correttezza e impegno, e questo
dovrà essere un testo che parli solo e unicamente di rifiuti in
Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Minardo è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge «Gestione integrata
dei rifiuti
e bonifica dei siti inquinati» (nn. 525-528/A)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera arriva
finalmente in Aula una delle questioni che questo Parlamento, ma
pure questa Sicilia, aspettava ormai da troppo tempo.
In tutti questi anni abbiamo potuto verificare quello che è stato
il percorso amministrativo, e non solo, della nuova organizzazione
dei rifiuti. Abbiamo potuto constatare quali sono stati i risultati
e le ricadute in termini economici, e non solo, ma anche in termini
sociali, del passaggio dalla gestione in economia alla gestione
secondo ambiti territoriali ottimali.
In quest'Aula ci sono diversi parlamentari che hanno potuto
inaugurare momenti di grande esaltazione personale quando hanno
assunto la responsabilità massima cittadina, mi riferisco ai
sindaci. E questi colleghi parlamentari hanno potuto sperimentare
quali e quanti siano stati i risultati, nella maggior parte dei
casi non positivi né favorevoli per i nostri contesti, nel
passaggio alla nuova gestione.
Da diversi anni si avvertiva l'esigenza di riformare queste norme
per dare alla Sicilia una legge che sia capace di affrontare
concretamente i problemi, che sia capace di ispirarsi concretamente
a princìpi di economicità e, al contempo, di efficienza e di
efficacia.
Purtroppo, devo dire che in questi anni questi tre princìpi sono
venuti meno. In questi anni, ed è una constatazione ormai di tutti
- che, in pochissimi casi, ma è giusto dirli ed è giusto
circoscriverli, per le cose che dirò in seguito, vi sono stati dei
segmenti di gestione innovativa, secondo la legge che spero da qui
a brevissimo andremo a modificare.
Ho avuto l'onore di sostituire un collega e di partecipare ai
lavori della Commissione IV per licenziare il disegno di legge che
stasera arriva in quest'Aula e devo dire che, in linea di
principio, noi siamo convinti che questa sia l'esigenza, una delle
primarie esigenze, a prescindere che qualcuno dica dalla stampa che
questa non è una priorità, a prescindere che qualche
sottosegretario di Stato dica dai giornali che il problema dei
rifiuti non è una esigenza per la Sicilia e lo si può rinviare a
dopo la finanziaria. Se dobbiamo rinviarlo, lo faremo solo dopo
avere votato tutti gli articoli dell'intero articolato, e solo per
un fatto tecnico di copertura finanziaria.
Ma questo rappresenta, invece, una priorità del nostro Parlamento.
Alla Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana chiederò, a
nome del PDL, che il termine congruo per la presentazione degli
emendamenti non sia quello di martedì, ma sia almeno quello di
mercoledì. Sappiamo quello che diciamo, onorevole Cintola, e non
sono ventiquattro ore la differenza, ma diventa un fatto tecnico
perché il martedì i parlamentari ritornano a Palermo - la maggior
parte non siamo di Palermo -, e così avremo la possibilità di un
raccordo nei partiti per presentare emendamenti che siano congrui e
che abbiano delle caratteristiche di ritorno certo, positivo.
Alcuni piccoli flash, assessore Russo, la ringrazio per l'impegno
che ha profuso e che ritengo utile ed importante in questa norma.
Una norma, però, sulla quale dobbiamo stare attenti per evitare
che crei dei grossi apparati che non sempre, poi, riusciranno ad
ottimizzare il servizio. Mi riferisco, innanzitutto, alla volontà
di modificare l'articolo 45 della legge 2/2007, la finanziaria, che
prevedeva la riduzione degli ambiti territoriali da 27 a 14,
stabilendo in linea generale che vi fosse un ambito territoriale
che coincidesse con la provincia di appartenenza, che ci fossero
poi tre ambiti territoriali virtuosi e un ambito territoriale,
possibilmente, per le Isole.
Noi non vogliamo che si ritorni a questa norma; diciamo però che
il PDL ritiene che nove ambiti territoriali siano pochi.
Attenzione, noi non dobbiamo cadere e scadere, sulla scorta e
sull'altare delle riforme, nell'equivoco di buttare l'acqua sporca
con il bambino
Non possiamo rischiare - parlerò ancora per due minuti, mi accingo
alla conclusione - di mettere a dura prova la società siciliana
riuscendo ad eliminare con un colpo di penna - una volta si usava
il compasso - ciò che di buono c'è in questo territorio.
Assessore Russo, in maniera serena noi invitiamo il Governo a fare
una riflessione. Non dobbiamo avere delle posizioni ideologicamente
di appartenenza, dobbiamo invece concorrere tutti insieme, anzi
auspico che l'intero Parlamento si impegni su questa legge.
E' chiaro che è una legge importante che avrà risvolti e risultati
negli anni futuri.
Allora, questa è una prima cosa e dobbiamo rifletterci, dobbiamo
riflettere sugli ambiti territoriali.
Altra cosa è l'articolo 4, che è innovativo e dà una soluzione,
onorevole Di Guardo.
Abbiamo avuto i sindaci - lei ha scritto anche un libro che ho
letto - che gestivano in economia il servizio, i sindaci che erano
dei padri di famiglia e sapevano centellinare le risorse perché ad
un centesimo, a mille lire - allora c'era la lira - doveva
corrispondere un certo servizio.
Ma c'è un problema in questa norma, è chiaro. Infatti, è una norma
fatta sulla scorta del decreto legislativo numero 152 del 2006 che,
da un lato, prevede, all'articolo 15, che l'affidamento viene
assegnato agli ambiti territoriali ottimali. La gestione, a seguito
della stipula del contratto, viene assegnata ai comuni .
Attenzione Immaginate che questo venga fatto per cinque anni,
immaginate una provincia come quella di Catania o di Palermo,
immaginate che appalto miliardario dovremo fare, immaginate quanto
verrebbe a costare un appalto così grande, così corposo. Si parla
di 15 miliardi di euro
Concludo, signor Presidente, ma dobbiamo anche parlare del
personale, delle norme transitorie, dobbiamo capire come il
personale viene dismesso e transita. E transitano soltanto gli
operatori ecologici o anche gli amministrativi? Dobbiamo capire
quali sono le competenze vere dell'ATO, atteso che l'ATO ha già una
competenza di vigilanza e non una competenza gestionale.
Mi fermo qui. Sono tante le cose, ma scenderei nel dettaglio,
perché dobbiamo dare una legge vera, concreta, e da parte del
Popolo della Libertà c'è la volontà chiara, e lo dimostreremo, di
dare un contributo fattivo affinché questa legge abbia
un'accelerazione, ma sia anche concretamente incisiva per il nostro
territorio.
PRESIDENTE. Grazie del contributo, onorevole Falcone. Lei sa bene
che è consuetudine di quest'Aula continuare con profitto, con
impegno la discussione e poi sui singoli articoli ci sarà
l'occasione di approfondire. L'Aula avrà tutto il tempo di
approfondire un disegno di legge importante come questo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente è
arrivato il disegno di legge per la gestione integrata dei rifiuti
in Sicilia, dopo un sofferto lavoro che ha visto creare gli ATO in
Sicilia con un numero sproporzionato rispetto a quello delle altre
regioni e che ha visto in questi anni, dalla creazione di 27 ATO ad
oggi, un ammontare enorme di debiti nei confronti dei Comuni e
della nostra Regione siciliana che hanno gestito questo servizio.
Finalmente, arriva un buon disegno. Ho dato una lettura veloce a
quelli che sono i princìpi di questo disegno di legge e dico subito
che è un buon disegno di legge; ho soltanto alcuni dubbi che vorrei
sottoporre all'attenzione dell'Assessore.
Assessore, dico subito che rispetto all'impostazione che è stata
data a questo disegno di legge avrei preferito una raccolta
differenziata, così definita porta a porta', direttamente dai
comuni perché, per l'esperienza che ho maturato nella mia città,
l'appalto dato ad alcune cooperative o ad alcune società che non
avevano competenza nel merito, ha creato più disfunzioni che
servizi efficienti.
Stiamo sciogliendo gli ATO che, attraverso la loro organizzazione
fatta dal consiglio di amministrazione, gestivano il servizio che
veniva dato in appalto direttamente a queste società, adesso invece
saranno i comuni ad avere questa facoltà. Ogni comune potrà dare il
servizio della gestione dei rifiuti in appalto ad altre società,
con contratti di appalto.
Personalmente, l'avrei fatto direttamente, senza dare questa
facoltà di fare gestire il servizio ad altri, ma è una mia
impostazione; avrei visto una raccolta diretta da parte dei comuni
con la raccolta porta a porta', per effettuare la raccolta
differenziata e poi avrei individuato attraverso un consorzio
libero di comuni, l'area dove effettuare la discarica del residuo
rispetto ai prodotti trattati per la raccolta differenziata. Ma se
l'impostazione è questa, va bene.
L'altra cosa che vorrei chiedere riguarda l'articolo 7, comma 4,
nel punto in cui dice: la società d'ambito ha un patrimonio
costituito dal fondo di dotazione nonché dagli eventuali
conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati . Dal
momento in cui realizziamo la società d'ambito e quindi tutti gli
enti locali che faranno parte di questo consorzio, all'attivazione
del servizio - vedo che ci sono tempi celeri, entro 45 giorni -, da
chi verrà pagata la gestione materiale?
Il fondo che verrà dato da tutti gli enti locali, saranno i beni,
saranno le attrezzature, sarà il personale, ma le anticipazioni per
fare funzionare il servizio fino a quando non entrerà in funzione
la riscossione della tariffa che metteremo in moto, saranno fatte
dai comuni, dalla Regione o dal consorzio stesso? Sarà quantificata
questa cifra per poter affrontare l'avvio del servizio?
Poi, vorrei ancora chiedere, relativamente all'articolo 15 che
disciplina l'affidamento del servizio, lettera b), comma 3, dove si
dice riassuma a proprio carico il personale a qualsiasi titolo
trasferito alle Società ed ai consorzi d'ambito esistenti alla data
di approvazione della presente legge, o corrisponda alla Autorità
d'ambito i relativi oneri . Ciò significa, signor Assessore, che se
oggi faccio delle assunzioni, domani questi assunti hanno diritto
di essere trasferiti? O mettiamo un paletto agli assunti che per il
momento sono presso le società che effettuano il servizio?
L'altra cosa che vorrei chiederle, e questo riguarda anche
l'articolo 18, dove ci sono le norme finali e transitorie,
esattamente dove recita: Sulla base dei criteri concertati fra
l'Amministrazione regionale e le organizzazioni sindacali, i
commissari straordinari provvedono alla individuazione del
personale da trasferire alle Autorità d'ambito, nell'osservanza
delle procedure di informazione e di consultazione con le
rappresentanze sindacali dei lavoratori dipendenti. I dipendenti da
trasferire sono individuati fra quelli in servizio presso le
società o presso i consorzi .
Anche qui ci sono dei paletti o tutti quelli che, alla data
dell'entrata in vigore, che sono assunti presso la società possono
essere trasferiti in questa società d'ambito?
In ultimo, Assessore, vorrei chiederle se i servizi che elenchiamo
sempre all'articolo 18, i servizi di scerbamento, di sferramento,
che sono servizi dedicati e che il comune dovrà fare propri,
saranno fatti sempre attraverso l'appalto o attraverso i dipendenti
comunali?
Al Presidente dell'Assemblea, invece, vorrei chiedere se entro il
termine di presentazione degli emendamenti sarà valida la firma di
un solo deputato o se occorreranno quattro firme, visto che la
discussione generale finisce adesso? Chiariamolo, così evitiamo di
fare confusione.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, occorreranno quattro firme.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
affrontare oggi il tema dei rifiuti in Sicilia, mentre siamo in
piena emergenza, rappresenta un piccolo passo avanti.
Il problema è che forse in quest'Aula non ci si rende conto di
qual é l'emergenza attuale in molti Comuni della Sicilia. Siamo in
condizioni
DINA. E' il Governo che non se ne rende conto
LACCOTO. Onorevole Dina, le faccio la genesi degli ATO, se mi
consente io ero sindaco.
Questi ATO sono nati in Sicilia con un'ordinanza del Commissario
per l'emergenza rifiuti, allora Presidente della Regione, che ha
imposto ai Comuni le società per azioni, unico esempio in Italia,
obbligandoci a degli statuti che non erano modificabili e se i
Comuni non li avessero adottati, avrebbero avuto, attraverso
l'Agenzia dei rifiuti, i commissari pronti ad adottare gli statuti
ed a fare le società per azioni.
Questo è stato il primo errore grave - non so da chi fu
consigliato l'allora Commissario per l'emergenza rifiuti -, che ha
portato alla gravità di questi momenti. Ora é chiaro che ci sono
responsabilità di tutti; il ritardo con cui si affronta questo
disegno di legge e il riordino dell'emergenza rifiuti non possiamo
certo addebitarlo all'attuale assessore.
Ma ora dobbiamo affrontare, senza fare il gioco delle parti,
quella che è una vera emergenza, è l'emergenza delle emergenze
Allora, il problema è questo: io ritengo che ogni gruppo politico
debba avere sicuramente la disponibilità per approfondire il testo
e gli emendamenti, ma nel contempo occorre fare presto.
Ho fatto un conto, Assessore: oggi, i tempi di applicazione delle
nuove norme, se non prevediamo un procedimento transitorio di
emergenza, saranno di almeno sei mesi.
Ma i Comuni e i cittadini non possono più affrontare questi tempi;
ci troviamo di fronte alla situazione di discariche chiuse,
discariche di privati o di società miste fatte in fantasia con
alcuni enti locali, che impediscono agli ATO di scaricare i rifiuti
perché vogliono prima le somme dagli enti locali. Questo ha portato
al dissanguamento delle casse dei Comuni che, in pochi giorni,
hanno dovuto versare migliaia e migliaia di euro alle discariche.
Questo è caos, questa è emergenza.
Allora, il Governo e l'Assemblea hanno il dovere di affrontare
serenamente, ma con urgenza, questo problema. Non possiamo più
dividerci su questo o su quello, non voglio più riesumare le
responsabilità storiche di queste vicende perché a me interessa
affrontare la questione odierna. E la questione va affrontata con
urgenza, sapendo pure che vi sono diverse realtà con diversi
problemi.
Assessore, su questa vicenda c'è da stare molto attenti,
altrimenti sarà l'ennesimo fallimento. Esistono delle diversità
degli ATO in Sicilia. Le faccio un esempio: in provincia di
Messina l'ATO 2 e l'ATO 1 hanno affidato la gestione dei rifiuti a
privati per sette anni.
Nell'ATO 2 è stato dato anche l'incarico di riscuotere la TIA,
non da parte degli enti locali; TIA che, tra l'altro, è stata
dichiarata illegittima dai Tribunali, dal Consiglio di giustizia
amministrativa, dai Tribunali amministrativi.
Quindi, dobbiamo stare attenti nei passaggi che faremo a non
addossare tutti i debiti, così come è scritto, ai Comuni perché
sarebbe, tra l'altro, una forzatura che porterebbe i Comuni al
dissesto finanziario.
Allora, vi sono due aspetti. Intanto, l'aspetto principale è che
dobbiamo trovare una soluzione perché la Regione non metta più
somme a vuoto, senza risolvere, anche temporaneamente, i problemi.
L'altro problema è che dobbiamo far sì che questa benedetta TIA,
dichiarata illegittima, anche nel disegno di legge sia modificata
in TARSU e si dia la possibilità ai Comuni di riscuotere almeno le
somme che devono essere riscosse.
Un altro aspetto è che occorre porsi in quest'Aula il problema su
quale sarà il percorso da fare da qui alla materiale applicazione
della legge. Sappiamo che questo è un testo su cui poi si
discuterà, si presenteranno emendamenti, avremo modo di
approfondirlo; ma da qui a quando approveremo il bilancio. E,
quindi, il problema principale di questo disegno di legge è mettere
un punto col passato e per fare ciò bisogna trovare un equilibrio,
sia esso con i mutui, siamo d'accordo, ma l'equilibrio va trovato
anche tra una somma che venga addebitata alla Regione ed una somma
che venga addebitata agli enti locali, perché altrimenti non
troveremo alcuna soluzione.
Concludo, signor Presidente, dicendo che il problema che pongo
oggi al Governo è quello di trovare un percorso virtuoso, per lo
meno di emergenza, da qui a quando potrà trovare reale applicazione
la norma. Altrimenti l'emergenza continuerà, noi bruceremo milioni
e milioni di euro, arricchiremo le discariche dei privati o di
quelle fantomatiche società miste pubblico-privato senza risolvere
il problema. Quindi, bisognerà che con un provvedimento
straordinario, alla fine, con una norma transitoria, si trovi una
soluzione adeguata a quello che è un momento emergenziale della
Sicilia.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
spiace sinceramente celebrare una seduta così importante, per una
materia altrettanto importante, in un'Aula con gli spalti, per
rubare un gergo calcistico a me tanto caro, desolatamente vuoti.
Questo potrebbe - ma il condizionale è d'obbligo e la prova
d'appello deve essere sempre concessa - essere anche e
rappresentare l'esatta misura di quanto, molto spesso, Presidente e
colleghi, non si comprenda appieno la delicatezza del momento, la
delicatezza della materia trattata e mi sia consentito anche di
dissentire sommessamente ma a voce alta, al tempo stesso, dalla
richiesta di un rinvio che, a mio avviso, appare quanto mai
inopportuno. Inopportuno perché non si può parlare di rinvio se si
pensa seriamente che siamo oggi, nell'anno 2010, in un ritardo
storico rispetto ad una legge che doveva arrivare in quest'Aula da
tempo.
Quindi un ringraziamento alla Presidenza di questa Assemblea per
la sensibilità, l'intelligenza, la lungimiranza dimostrata
nell'avere consentito stasera ai famosi uomini di buona volontà di
potere dibattere e discutere su questo argomento.
Inizialmente, mi sia anche consentito di esprimere a nome mio
personale, del Movimento per le Autonomie e della Commissione
Territorio e Ambiente - è stato più volte dibattuto in Commissione,
oggi vero e proprio laboratorio politico, non solo all'interno
dell'Assemblea ma sicuramente in questa Regione - la piena e
massima solidarietà nei confronti dell'assessore Pier Carmelo Russo
per quanto è occorso nelle scorse settimane.
Noi sappiamo che questa straordinaria figura di tecnico, oggi
prestato alla politica, a cui tra l'altro va anche un
ringraziamento personale per avere, proprio in quella ottica di
democrazia partecipata a me molto cara, instaurato un rapporto
dialettico proficuo, costante, continuo, interattivo e sicuramente
costruttivo con tutti i componenti della Commissione che hanno
lavorato con grande serietà, arrivando sicuramente in maniera
sofferta, ma utile, al parto di un disegno di legge che mi permetto
definire assolutamente positivo, forte, organico, intelligente,
concreto e sicuramente rispondente alle esigenze di un territorio
che non può più aspettare.
E' sotto gli occhi di tutti lo scempio che giornalmente si
registra in questo territorio, è sotto gli occhi di tutti la
lamentela continua di quanti, amministratori locali, cittadini,
operatori della politica e non, giornalmente vivono la difficoltà,
così come tutti i siciliani vivono le difficoltà.
L'onorevole Laccoto, che mi ha preceduto, ha citato la famosa
ordinanza, se non ricordo male era la 2983 del 1999, ma non è la
serata per potersi inerpicare su sentieri dietrologici che, a mio
avviso, lasciano il tempo che trovano. E', invece, una serata nella
quale impegnarsi in un dibattito generale per segnalare le cose
positive, tante, e le ombre, pochissime, vicino allo zero, nessuna,
che presenta questo disegno di legge con il caposaldo fondamentale
rappresentato da questo potere di gestione e controllo restituito,
finalmente, ai Comuni. Quegli stessi Comuni che, forse, in qualche
caso dissennato e scellerato, hanno visto un concorso di colpa, per
rubare un termine all'infortunistica stradale, nell'indebitamento
di cui poi oggi vediamo riportate cifre assolutamente allucinanti
nelle cronache dei giornali.
C'è stata qualche leggerezza. C'è stata in passato, forse con la
pressione della piazza, anche qualche bonaria complicità, che io
definirei colposa e non dolosa, dei Comuni che, però, hanno subìto
e sono stati stritolati da questo perverso, cervellotico, astruso,
sicuramente non rispondente alle esigenze del territorio, sistema
che era stato partorito da questo maledetto decreto Ronchi che,
poi, ha portato al disastro. Un disastro che in Sicilia ha causato
tutto ciò a cui ci troviamo di fronte.
Allora dobbiamo partire - condenserò in sessanta secondi lo
sforamento del tempo a mia disposizione, signor Presidente - dalla
famosa autosufficienza progressiva degli ATO, così é riportato
testualmente, al comma 2 dell'articolo 1, che la Regione tenta di
instaurare con questo disegno di legge all'interno di un processo
virtuoso di normalizzazione della materia.
Non ci aspettiamo che il disegno di legge possa immediatamente
risolvere i gravi problemi, ma siamo profondamente convinti che
questa sia la strada giusta.
Poc'anzi, con l'assessore Pier Carmelo Russo - è sempre un piacere
parlare con lui, non solo di politica e non solo di diritto, ma lui
è uno scienziato del diritto -, si tentava di approfondire la
materia relativa ad una determinazione della Camera dei Deputati
che, proprio in questi giorni, ha visto una pronunzia negativa
sugli ATO.
Quindi, gli ATO devono sparire. E l'assessore Pier Carmelo Russo,
il Governo e la Commissione sono profondamente convinti che,
nonostante l'orientamento di carattere nazionale, l'impianto
normativo di questo disegno di legge, ripeto completo, omogeneo,
funzionale e rispondente alle esigenze dei cittadini, saprà
sicuramente venire incontro alle esigenze e anche alle novità.
Prima di concludere, mi permetto di segnalare una delle tante
novità, sicuramente importanti: il contratto per adesione che vedrà
i Comuni, sul modello Consip, aderire e soprattutto, proprio in
virtù di quella autosufficienza di cui ho parlato poco fa, il
comune, dopo tre anni, se si renderà conto che la manovra che lo ha
portato all'adesione sarà antieconomica, potrà eventualmente
pensare di gestire in proprio o rinegoziare con il gestore il
prezzo pattuito.
E' importante oggi, e concludo, verificare che questo disegno di
legge che si ispira alla normalizzazione della materia dei rifiuti,
che si ispira ad un livellamento della tassa da pagare, sia essa
TARSU o TIA, che si ispira a far finire quella vergognosa questione
e vicenda oscena che ha visto prezzi altissimi e sempre diversi per
lo smaltimento in discarica, sia un disegno di legge che il
Movimento per le Autonomie definisce vincente, un disegno di legge
che il Movimento per le Autonomie e il sottoscritto definiscono
utile alla definitiva risoluzione della questione.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io
intervengo per parlare di questa riforma, credo la prima vera
riforma cui metteremo mano, tanto attesa dai siciliani.
Voglio ringraziare la Commissione per i tempi molto brevi
impiegati per esitare due disegni di legge, presentati
rispettivamente dal Governo il 15 febbraio e dal Partito
Democratico il 17 febbraio.
Avere esitato i due disegni di legge portandoli in Aula per la
discussione in così breve tempo, dà merito, una volta tanto, al
Parlamento siciliano di essere attento ai bisogni dell'Isola.
Voglio ringraziare l'assessore Russo, il Governo, per avere avuto
la forza di revocare quello scellerato appalto per la costruzione
dei quattro termovalorizzatori. Infatti, se non ricordiamo le cose
accadute, parliamo sempre del dopo e non di quanto è successo
prima.
C'è un grande ritardo - è vero, lo ha detto qualche collega che mi
ha preceduto - nell'affrontare direttamente la questione dei
rifiuti da parte del Governo Lombardo; ma è pur vero che il Governo
Lombardo, in questa fase, ha dovuto affrontare il danno creato dal
precedente Governo, ha dovuto pensare a come cambiare la filosofia
per lo smaltimento dei rifiuti. Una filosofia che vedeva conferire
nel termovalorizzatore qualsiasi rifiuto, indipendentemente dalla
sua natura, nel senso che nei termovalorizzatori si metteva il
legno, la plastica, la carta, tutto ciò che era considerato
rifiuto, in generale, da parte dei cittadini.
Avere cambiato la filosofia della raccolta dei rifiuti ha
certamente impegnato il Governo partendo - lo ripeto ancora -
dall'annullare l'appalto per la realizzazione dei
termovalorizzatori, che in sé conteneva tante, tante, tante
contraddizioni. Da qui dobbiamo partire.
La vicenda degli ATO è una vicenda triste e non capisco come mai
alcuni colleghi si ostinino a difendere la gran parte dei sindaci
che sono, non solo complici, ma artefici del disastro degli ATO.
I sindaci che sono stati nei consorzi sono stati essi stessi
attori dei disastri degli ATO; hanno determinato le assunzioni
facili; hanno gonfiato gli organici; non hanno messo in riscossione
la TARSU. Perché non lo hanno fatto? Solo per clientela: non
chiedere le tasse dovute ai cittadini diventa clientela per la
prossima elezione.
Adesso chi pagherà questo danno? Lo pagheranno i cittadini che
sono stati presi in giro da quegli stessi sindaci - adesso i costi
sono diventati altissimi, si sono triplicati - e pagheranno i
lavoratori di quelle cooperative o i lavoratori assunti dalle
agenzie interinali, in periodi elettorali, con la promessa di un
posto di lavoro; lavoratori che adesso non potranno essere assunti.
E voglio vedere questi sindaci ed amministratori che si sono
sbracciati, durante le campagne elettorali, per provvedere alle
assunzioni di questo personale.
Abbiamo una grande scommessa e, se si chiede qualche giorno di
riflessione, credo sia necessario concederlo perché - come ha detto
qualche collega - occorre approfondire il disegno di legge e,
piuttosto che partorire una legge che può creare qualche
difficoltà, impiegare qualche giornata in più può aiutarci
certamente a renderlo un atto che può essere accolto dalla
popolazione anche con grande entusiasmo. I cittadini, infatti,
vogliono che si tolga l'immondizia dalle strade, davanti alle case,
davanti alle scuole, davanti ai negozi.
E allora questa grande scommessa, Assessore, ci vedrà sì
protagonisti perché sappiamo che stiamo toccando interessi, grandi
interessi - quello delle discariche gestite in una certa maniera,
quello dei noli a caldo, quello delle assunzioni facili - e,
quindi, sarà un tragitto pieno di ostacoli. A noi la capacità di
dare una risposta seria perché sarà veramente un risultato
importante se saremo capaci di rendere partecipi i siciliani di
questo sforzo che il nostro Parlamento saprà fare.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito
fare da molti colleghi di tutti gli schieramenti e forze politiche
apprezzamenti, che condivido, nei confronti di questa iniziativa
del Governo che, non soltanto oggi, attraverso la presentazione di
questo disegno di legge esitato dalla Commissione ma anche con
iniziative dei mesi trascorsi, sembra avere dato una svolta, o
voler dare una svolta, al dramma della gestione dei rifiuti in
Sicilia.
L'azione di un Governo, quindi, è importante e viene riconosciuta
da tutti quanti nella qualità della gestione e negli esiti che
questa può produrre sul sistema dei rifiuti in Sicilia.
Onorevole Arena, bisognerebbe ricordare che, se tanto mi dà tanto,
noi veniamo da un sistema disastroso in presenza di un Governo - il
Governo Cuffaro - che ha istituito la famigerata Agenzia dei
rifiuti e delle acque che ha gestito questo percorso per anni e che
tutti i mali che qui ci stiamo sforzando di elencare non sono
piovuti per destino cinico e baro, né per colpa del decreto Ronchi
che ha generato, in altre regioni e con altri governi e altre
amministrazioni locali, risultati ben diversi.
Mi sembra doveroso, quando parliamo del disastro a cui oggi
assistiamo, sapere anche riconoscere le responsabilità, di Governo
e non, che hanno portato al disastro stesso. Lo dico altrimenti non
comprendiamo le storie, non comprendiamo gli errori e non possiamo
evitarli, perché c'è stata una precisa omissione, una precisa
volontà, in tutti i sensi - nell'uno e nell'altro - nel condurre un
sistema o nel non condurlo. Il che é ugualmente colpevole dinanzi
ai risultati che oggi siamo costretti ad elencare. In quale
contesto ci muoviamo in questo momento?
Ci muoviamo in un contesto che, attraverso una perversa sinergia
tra malgoverno e malaffare, ha portato ad una situazione
finanziaria disastrosa. Dico malgoverno e malaffare perché i
confini sono spesso sovrapposti, perché sicuramente c'è una idea
degli ATO che prevedeva che dovevano essere essenzialmente
sottogoverno e, come tali, dovevano essere occasioni clientelari
del malgoverno e come tali molti Comuni sono stati e adesso vengono
elevati al rango di vittime.
Sono stati però vittime e carnefici allo stesso tempo, se non
complici, di questa disastrosa gestione che ha prodotto, in capo
agli stessi Comuni e, quindi, ai cittadini - perché, quando
parliamo di Comuni e di sistemi sembra che parliamo di entità
astratte, invece parliamo di persone - che, in qualche modo, si
dovranno accollare i risultati di questa mala gestione, di questa
disfunzione, e cioé debiti per oltre 600 milioni di euro.
Complessivamente, il sistema ha generato, fino a questo momento,
debiti per circa un miliardo.
Tanto per essere precisi: quando, nel 2007, la Regione siciliana
ha firmato il piano di rientro per la sanità con il Ministero della
salute, l'entità del disavanzo 2006 era meno di 900 milioni di
euro, per una gestione che, complessivamente, era di circa 8
miliardi di euro.
Qui parliamo di numeri ben diversi e, quindi, in proporzione, il
disavanzo del sistema di gestione dei rifiuti è assai più ampio e
si è prodotto in tempi brevissimi; c'è stata una anomalia, una
patologia del sistema. Il peggio che la politica poteva dare, il
peggio che l'Amministrazione regionale poteva dare, il peggio che
le amministrazioni, le peggiori amministrazioni tra queste,
potevano dare, lo hanno dato nella gestione dei rifiuti in Sicilia,
in questi anni.
Adesso siamo di fronte ad un morto e dobbiamo correre. Dobbiamo
farlo per vari motivi, intanto perché rischiamo di avere la
spazzatura in casa. Se accendiamo la televisione sempre più
frequentemente vediamo immagini di spazzatura che non viene
raccolta.
Non è, ancora una volta, la cattiveria di qualcuno, sono i
risultati inevitabili - come dire, che scattano precisi come il
meccanismo di un orologio - di una gestione che non poteva non
portare a tutto questo per tante ragioni che nell'economia di
questo discorso non posso rievocare. Ma, soprattutto - e questo ci
è stato detto dall'assessore in IV Commissione, durante l'esame del
testo - una sentenza della Corte dei Conti del maggio 2008 ci
ricorda che dei bilanci dei Comuni - lo dico in maniera
semplificata - fanno parte anche i bilanci delle aziende speciali e
partecipate.
Ciò significa che il disastro economico degli ATO non è di
qualcuno o di qualcun altro, ma è il disastro economico dei Comuni
e, quindi, rischia di collassare non il sistema di gestione
integrata dei rifiuti - che, poi, non c'è mai stato un sistema dei
rifiuti in Sicilia -, ma rischiano di collassare le amministrazioni
comunali, tutte o quasi tutte.
Ecco perché mi sarei aspettato che parlamentari attenti, che si
battono il petto con la retorica del popolo siciliano in ogni
occasione, fossero oggi qui a dire Presidente, facciamo prima
possibile perché siamo pronti, perché sappiamo che questo è un
problema urgente; perché sappiamo che i comuni rischiano di andare
al collasso; perché sappiamo che questo produce danni all'economia,
alle imprese, ai lavoratori, non soltanto del sistema dei rifiuti
ma ai lavoratori delle stesse amministrazioni comunali perché su di
essi grava il deficit degli ATO .
Noi dobbiamo correre, e dobbiamo farlo sapendo che è una corsa
difficile, che dobbiamo cercare di aggiustare un treno in corsa;
dobbiamo farlo con una complicazione che oggi si aggiunge, che è
quella del Parlamento nazionale che sta abrogando - l'operazione
non è compiuta, ma è ragionevole presupporre che questo sarà
l'esito - gli articoli 148 e 201 del testo unico, del decreto
legislativo numero 152 del 2006 che, sostanzialmente, elimina dallo
scenario le Autorità d'ambito.
Questo ci impone un supplemento di riflessione, ma non ci consente
di fermare una corsa al salvataggio di questo sistema nel quale
saremo coinvolti tutti quanti. Chi naturalmente ne ha avuto la
responsabilità per anni, ma adesso noi - perché questo, oggi, ci
riguarda - visto che la soluzione passa da noi che siamo qui, e
passa con una cogenza che significa migliaia di euro di disavanzo
ogni giorno che passa.
Il sistema, infatti, va avanti ed è pieno di falle, l'acqua si
perde e il disavanzo cresce.
Ecco perché dobbiamo correre. Dobbiamo correre anche perché se
fosse soltanto un problema di carattere finanziario sarebbe quasi
poca cosa; ma abbiamo un sistema industriale e un sistema
ambientale compromessi da tutto questo con una raccolta
differenziata a livelli ridicoli. Il 7 per cento non è il frutto di
una scelta piuttosto che di un'altra, soltanto.
Va detto che siamo contrari a quanto l'onorevole Caputo ha
affermato sostenendo che dobbiamo costruire i termovalorizzatori,
non solo perché questa è una scelta sbagliata in sé ma perché ci
impedisce di crescere in qualità, secondo quello che una regione
moderna dovrebbe fare oggi, e cioè comportarsi come l'Europa ci
invita a fare, mettendo al centro - e questo, concludendo, deve
essere l'obiettivo della nostra legge - la raccolta differenziata
perché genera economia, rispetto e tutela dell'ambiente,
possibilità di avere una filiera con sviluppo occupazionale,
possibilità di creare impresa e lavoro dal recupero della materia.
Questo fa dei rifiuti quella risorsa che possiamo rendere alla
nostra collettività e questo dobbiamo farlo voltando pagina.
Mi auguro che questo disegno di legge venga affrontato con la
consapevolezza, con l'intenzione e anche con la capacità di mezzi
che ci metta in condizione di dare una svolta al sistema separando
nettamente la governance dalla gestione; che ci metta nelle
condizioni di affidare ai Comuni quella responsabilità che vogliono
- non che devono avere ma che vogliono, ed è giusto che abbiano -
per evitare alibi di ogni sorta e, auspicabilmente, per rendere un
servizio più efficiente e, soprattutto, per dettare regole, che
sono state le grandi assenti di questi anni. E, quindi,
autorizzazioni, controlli, regole e, soprattutto, in conclusione,
un sistema che produca una economia sana e pulita.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, credo che
stasera stiamo facendo bene ad avere portato oggi in Aula e a
discutere il disegno di legge sui rifiuti. Mi dispiace che su
questo disegno di legge non si veda la sensibilità dal resto
dell'Aula dato che ci sono pochi deputati presenti. Eppure, il tema
richiederebbe e richiede un dibattito perché chiaramente, da un po'
di tempo a questa parte, parliamo di emergenza, di urgenza, di
tutte quelle cose dovrebbero in qualche modo far arrivare a
chiudere un percorso ed una fase.
Devo dire che l'Assessore ha avuto coraggio ad impostare il
disegno di legge con una filosofia totalmente diversa rispetto a
quella a cui eravamo stati abituati fino ad ora.
Il mio distinguo, richiamato dal presidente della Commissione e da
qualche altro collega parlamentare, non era né sull'emergenza né
sul fatto che bisognava rallentare e non era neanche sul fatto che
non bisognava cambiare passo. Il mio distinguo era - tanto è vero
che, la volta precedente, la Commissione aveva accelerato nel
portare avanti il disegno di legge mandato immediatamente in
Commissione Bilancio e poi tornato in IV Commissione - solamente su
alcune impostazioni.
Penso, infatti, che, nel momento in cui stiamo riscrivendo un
modello che riguarderà la Sicilia da qui ai prossimi anni, bisogna
farlo dando anche alcuni segnali alla Sicilia, dando anche quei
segnali corretti, dal mio punto di vista, perché chi si è distinto
nel caos, chi ha lavorato normalmente, visto che altri hanno
lavorato in maniera diversa, potesse in qualche modo essere visto
non uguale agli altri. Sto parlando di ATO, di quegli ATO che si
sono distinti nella gestione chiaramente.
Il mio distinguo era su questo: sul messaggio politico che
dovevamo mandare alla Sicilia e sul fatto che vi erano stati
territori che avevano lavorato in maniera diversa.
Ora, é chiaro che l'impostazione che dobbiamo dare va riscritta, e
ha fatto bene l'Assessore - e noi abbiamo contribuito, anche come
Partito Democratico - a inserire alcuni articoli.
Credo però che la cosa che più si nota è quella impostazione che
c'era stata precedentemente nel disegno di legge, che ha visto il
disastro nel quale siamo, e che partiva dal fatto che il piano
regionale dei rifiuti vedeva il cuore dentro il quale si ragionava
nei quattro termovalorizzatori.
Ora, avere messo le mani su questo aspetto e avere cambiato la
filosofia ha fatto sì che ci fosse un'impostazione assolutamente
diversa, perché i quattro termovalorizzatori vedevano una
impostazione totalmente difforme dalle norme europee e dalle norme
nazionali e non è il decreto Ronchi che ha condotto la Sicilia al
disastro perché lo stesso decreto Ronchi, nel resto d'Italia, non
ha condotto al disastro, anzi ha fatto sì che ci fosse un'economia
assolutamente diversa.
Allora, io penso che bisogna riscrivere, così come si sta cercando
di fare, questa impostazione e questa filosofia diverse puntando
sulla raccolta differenziata, puntando sul raggiungimento di quei
livelli europei di differenziata, ma anche sul fatto che i rifiuti
vanno visti come una risorsa perché possono creare occupazione, ma
possono creare anche la tutela dell'ambiente, un'economia verde.
E, quindi, tutte quelle cose che, credo, qui vadano messe e
focalizzate il più possibile.
Avremo modo di approfondire gli altri emendamenti, ma credo che il
messaggio che bisogna mandare alla Sicilia sia anche quello di
avere cambiato pagina, di avere cambiato assolutamente linea e
indirizzo sui quali la Regione siciliana si vuole muovere.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, devo
dire che da mesi attendevamo la riforma degli ATO. Oggi, in Aula,
rivolgo un plauso sia al Governo sia all'ottimo lavoro svolto dalla
Commissione. Devo dire che l'onorevole Mancuso, presidente della
Commissione, nella sua relazione ha toccato un tasto dolente per
noi, quello di avere presentato una mozione, come PDL Sicilia, che
riguarda temi molto gravi.
E' sotto gli occhi di tutti il dissesto finanziario dei 27 ATO in
Sicilia - lo diceva poc'anzi qualche collega - arrivando a sfiorare
quasi il miliardo di euro di debiti, e qui dobbiamo mettere un
punto.
Un miliardo di debiti di euro é una cifra enorme che le casse
regionali non possono sostenere.
Mi dispiace non vedere la possibilità di ripianare i debiti dei
Comuni virtuosi, ma ho avuto rassicurazioni dall'assessore Russo
che questo verrà reinserito nel testo con un emendamento
governativo per non dare la possibilità ai Comuni che hanno
indebitato gli ATO, che hanno causato tutto quello che hanno
causato, di vedere ripianati i propri debiti. Lì dobbiamo
intervenire, per i Comuni virtuosi che hanno cercato di sostenere
l'attività degli ATO, che hanno cercato di pagare le legittime
spettanze dei lavoratori, che hanno cercato di fare la loro parte.
Oggi, purtroppo, signor Presidente, assistiamo in tutta la Sicilia
al fatto che tante amministrazioni comunali pensano che,
intervenendo con questo disegno di legge, la Regione ripianerà i
loro debiti.
Questo, purtroppo per loro, dobbiamo scongiurarlo e dobbiamo
scongiurarlo per noi.
Per loro non sarà possibile esaudire questo desiderio perché
dobbiamo capire, fin da subito, cosa consentirà di fare questo
disegno di legge, e sicuramente non sarà ripianare i debiti.
E' notizia di stampa di questi giorni quello che sta succedendo in
alcuni ATO: l'assunzione di personale, in quanto pensano di poter
sanare alcuni assunti in questi giorni, perché ritengono che
possibilmente, con questo disegno di legge, poi il personale in
esubero verrà forse trasferito ai Comuni di appartenenza, pur
salvaguardando il contratto con il quale erano stati assunti.
Signor Presidente, questo non sarà possibile.
Invito il Governo - che, forse, preparerà anche per questo un
emendamento, altrimenti lo farà il PDL Sicilia - a dare una data
certa alle assunzioni e a salvaguardare le assunzioni fatte fino a
quella data. Non possiamo sicuramente salvaguardare le assunzioni
fatte in questi giorni quasi in una sorta di arrembaggio da parte
di alcuni ATO.
E poi, devo dire che plaudo anche all'articolo 4, al ritorno della
gestione in capo ai Comuni. E' ben specificato nei vari commi
dell'articolo 4 quello che un po' tutti i sindaci dei Comuni più o
meno grandi lamentano: la mancanza di controllo sulla gestione dei
rifiuti. Il controllo viene ripristinato: domani, i sindaci
potranno stabilire, con loro convenzioni, la politica di
smaltimento dei rifiuti e avranno il controllo diretto dello
smaltimento dei rifiuti all'interno del proprio comune.
Possiamo guardare, quindi, con notevole favore e sposare questo
disegno di legge auspicando che sia esitato nel più breve tempo
possibile.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo
ad affrontare questa vicenda sicuramente in un momento di grave
emergenza ma, ritengo, con la giusta celerità
Il nuovo Governo Lombardo si è insediato, tutto sommato, da poco
tempo e credo che bisogna dargli atto di avere proposto
immediatamente una riforma degli ATO rifiuti in Sicilia, che ha una
sua organicità, e credo che va dato atto e merito all'interno
Parlamento, a partire dal lavoro della IV Commissione svolto con la
dovuta celerità e dalle intenzioni che ho sentito manifestare in
Aula da parte dei colleghi di volere procedere velocemente al varo
della norma.
Credo che ciò avviene perché, forse, sta nascendo un senso di
responsabilità a fronte del dramma che viviamo: più di un miliardo
di debiti, città sporche, cittadini scontenti che pagano tasse
elevatissime e un sistema che, di fatto, non si regge ma che è
frutto di una costruzione - dobbiamo dircelo, e dirci queste cose
serve ad evitare errori futuri -.
Il sistema non nasce per caso; é un percorso costruito ad arte che
partiva dal bisogno del territorio e dei cittadini di raccogliere
la spazzatura e che ha trasformato il bisogno in un pezzo di
sistema di potere clientelare e di malaffare, perché di questo si è
trattato in Sicilia.
Si è partiti dall'espropriare il Parlamento delle competenze sul
piano regionale dei rifiuti, mai approdato in quest'Aula ma che è
stato approvato da un Commissario.
Si è partiti modificando il precedente piano che prevedeva prima
sette, poi nove ATO portandoli a 27. Si è intervenuti per costruire
un sistema di insediamento del potere negli ambiti territoriali e
per fare affari attraverso i termovalorizzatori, dove non esisteva
la filosofia del riciclaggio e del rispetto ambientale,
scontrandosi col territorio sulla localizzazione e sull'ubicazione
dei termovalorizzatori, pensando di incenerire il tal quale (tanto
viene raccolto, tanto viene incenerito), viste le potenzialità che
avevano i termovalorizzatori in quel progetto, in quel disegno, e
considerando di fatto anche il sistema degli ATO come l'occasione
per fare bassa clientela legata alle assunzioni, con progetti
costruiti ad arte per aggirare la legge.
Penso, per esempio, a quel che è successo all'ATO di Agrigento,
dove si assume personale a tempo fin quando i lavoratori in prova
non acquisiscono il diritto alla stabilizzazione e si fa un accordo
in tal senso presso l'Ufficio del lavoro; questo in vigenza del
blocco delle assunzioni
Il nostro Parlamento è dovuto intervenire più volte Abbiamo visto
l'articolo 45 della finanziaria 2007 assolutamente inapplicato,
anche lì - devo dire - con ritardi da parte del Governo Lombardo,
dei primi governi Lombardo, con decreti predisposti, emessi e, poi,
ritirati.
Credo che finalmente stiamo arrivando a una svolta
Siamo dovuti intervenire con legge per dire che negli ATO si
assumeva attraverso procedure di evidenza pubblica e con le regole
prescritte dagli enti locali, su mio emendamento, sempre
all'interno dell'articolo 45. E siamo dovuti intervenire nella
finanziaria 2009 quando il disastro in Sicilia già c'era, ed era
manifesto. Gli ATO avevano fatto i bandi per nuove assunzioni
all'interno dell'ambito per personale amministrativo, e con legge,
con la finanziaria 2009, abbiamo di nuovo dovuto bloccare le
assunzioni.
Questo è quello che è girato, che gira e continua ad esserci
all'interno degli ATO. Diciamocelo chiaramente: ci sono tuttora
grosse sacche di resistenza.
Questa Aula avrà pressioni, e ha tuttora pressioni, su approvare
questa norma o non approvarla, su questo numero o su quel numero di
ATO, sul salvare le virtù o non guardare alle virtù, con una serie
di spinte, non ti preoccupare, poi vediamo, poi riusciamo a fare .
Qui bisogna avere un'alta dirittura morale Dobbiamo avere la
dignità di riappropriarci realmente del fatto di volere fare gli
interessi dei siciliani, di recuperare le storture che la classe
politica ha perpetrato negli anni passati a danno della Sicilia e
dei siciliani.
Rivolgo un appello al Parlamento, all'Assessore, al Governo,
perché si abbia alta dignità morale nell'affrontare questo disegno
di legge, perché si riesca a farlo con grande equilibrio senza
scendere ad accettare forme di mantenimento di privilegi
consolidati.
Badate, quando parliamo di soggetti che hanno fatto la
differenziata dobbiamo avere un parametro, c'è l'articolo 45 della
legge finanziaria 2007.
Quei parametri in Sicilia non li ha rispettati nessuno Di cosa
stiamo parlando?
Gli ATO sono tutti indebitati e, se non direttamente, devono soldi
alle società a cui hanno affidato i servizi, i lavoratori non
percepiscono da mesi il loro salario. Questa è la realtà, tutto il
resto è solo un modo per camuffare il mantenimento di situazioni
insostenibili.
Assessore, io ho qualche perplessità sul numero degli ATO, in
quanto il perimetro non può essere quello provinciale ma va visto
sulla base dei rifiuti prodotti, della popolazione e degli impianti
esistenti. Forse sarebbe il caso che sia il piano dei rifiuti a
stabilire quanti devono essere gli ATO in Sicilia. Però una cosa è
certa: quest'Aula deve fissare il numero massimo di ATO che io
ritengo debba essere inferiore a nove; ma se dobbiamo arrivare al
numero massimo, non possiamo discostarci da quella che è la
proposta numerica che viene in Parlamento.
Io credo che l'impianto sia positivo - e concludo, signor
Presidente -, cioé quello di togliere la gestione agli ATO facendo
in modo che assumano solo il ruolo di general contractor e di
vigilanza; ma anche in questo caso, Assessore, occorre eliminare
quel residuo di società di scopo che continuano a mantenere e a
gestire il presente, perché è in contraddizione e in violazione
della legge 112 ed é il mantenimento, all'interno di un grande
appalto che riguarda l'ATO, di piccole sacche di conservazione. Per
gestire un impiantino di cinque dipendenti continueremo a mantenere
in piedi una società, un consiglio d'amministrazione, uffici
amministrativi, una sede, ed è assolutamente ingiustificato.
Dobbiamo sapere volare alto e respirare alto, dando l'esempio
reale a questa Terra che può contare su un Parlamento che fa
finalmente e veramente gli interessi della nostra Sicilia.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se gli
amici e colleghi del PDL e dell'UDC dichiareranno sul giornale
domani mattina che hanno abbandonato l'Aula in occasione
dell'impegno del dibattito e della discussione sugli ATO. Sarebbe
stato veramente opportuno che, a parte qualche residuale ma
importante amico, fossero presenti ad un dibattito come questo.
Lo dico per la polemica che in questi giorni alcuni amici hanno
voluto porre in essere in maniera strumentale su temi di grande
portata.
Amici e colleghi parlamentari, su questo tema vorrei sottoporre
una riflessione per riportarci alla verità dei fatti, a cominciare
da quanto dichiarato dall'onorevole Caputo che, sino a qualche anno
fa, era il più grande assertore degli ATO, forse ne dirigeva uno, e
adesso ha scoperto che gli ATO non vanno più. Così come, per la
verità, vorrei ricordare all'amico Apprendi e all'amico De
Benedictis, che quella degli ATO è una vicenda assolutamente
trasversale, il modello Enna in mano alla Sinistra è un esempio
tangibile di come l'ATO abbia prodotto una clonazione sul piano
delle modalità che, poi, ha portato al disastro in questa Sicilia.
E non vorrei smentire o deludere qualche amico.
Non vorrei smentire nessuno, ma guardate che i Comuni hanno
gestito gli ATO anche ieri.
Da questo punto di vista, Assessore, condivido in gran parte
l'iniziativa che viene presa finalmente da questo Governo in
maniera forte, decisiva - diciamoci con molta chiarezza, amici, gli
ATO erano gestiti ieri anche dai Comuni, in quanto gli ATO erano
l'assemblea dei Comuni, gli ATO erano coloro i quali eleggevano e
potevano sfiduciare i consigli di amministrazione.
La verità vera in questa vicenda - e in quest'Aula è il caso che
noi chiediamo scusa ai Siciliani, che la politica chieda scusa ai
Siciliani - è che la politica ha vissuto una sorta di patologia
autoimmunitaria, ha finito per attaccare se stessa, una sorta di
schizofrenia: i sindaci eleggevano i consiglieri di amministrazione
e poi si rivoltavano contro coloro i quali essi stessi avevano
eletto. Perché? Perché vi era una patologia della politica, perché
i consigli di amministrazione e i presidenti erano figli della
politica e non erano figli dei sindaci, perché i sindaci erano
coloro i quali dovevano sottostare ad una politica che determinava,
come dire, la gestione degli stessi ATO.
Amici miei, non vorrei che adesso succeda la stessa cosa: per
quanto la governance sia direttamente ad appannaggio dei sindaci
non vorrei che creassimo dei parlamentini.
Onestamente, lo dico all'Assessore (bentornato onorevole Caputo,
si era sentita la sua mancanza ), mi sono chiesto, mentre leggevo
questo importante disegno di legge che va chiuso immediatamente: è
mai possibile immaginare che i 108 Comuni che fanno parte dell'ATO
Messina facciano un'assemblea e decidano, in una assemblea di 180
Comuni, come governare il sistema della nettezza urbana nel
territorio di Messina? Signor Presidente, Assessore, onestamente ho
qualche perplessità al riguardo e mi permetto sommessamente di
suggerire un'ipotesi di lavoro che distingua l'ambito territoriale
dall'ambito ottimale.
L'ambito territoriale, a mio avviso, deve continuare ad essere la
Provincia perché dobbiamo avere una identificazione dell'ambito
territoriale, fermo restando il fatto che penso che le isole
abbiano caratteristiche a sé. Gli ambiti ottimali, invece,
potrebbero essere aggregazioni con premialità che autonomamente,
legittimamente, fanno i Comuni amministrati i quali decidono di
creare ambiti ottimali comunali, poi sovracontrollati dall'ambito
territoriale Provincia, evitando così assemblee di 108 persone ma
riducendo gli ATO ad ambiti sicuramente più ristretti. E' un
problema che pongo.
Vado alla conclusione velocemente perché avremo altre possibilità
di affrontare i problemi di gestione.
C'è un problema di anticipazioni, Assessore: mentre oggi
discutiamo in quest'Aula della problematica, io penso agli
operatori ecologici di Enna, di Agrigento, di Trapani che in questo
momento sono in sciopero, penso ai padri di famiglia che hanno
tentato di darsi fuoco e sono saliti sui tetti della mia città. E i
più disgraziati sono gli operatori ecologici pagati 800 euro al
mese, mentre i costi di gestione sono lievitati perché vi sono ATO
nei quali il 40-50 per cento dei costi di gestione è determinato
dalle assunzioni di personale amministrativo.
E' impossibile Sarebbe nefasto, sarebbe una grave colpa di cui si
macchierebbe questo Parlamento se, in maniera dissoluta, dicesse a
tutti coloro i quali sono stati assunti dai loro padrini e dai loro
padroni elettorali che saranno garantiti tutti oggi da un sistema
che sana interamente il problema. Allora, Assessore, proprio perché
ci apprestiamo immediatamente a chiudere la vicenda degli ATO
aprendo una fase nuova, penso che occorre prevedere delle
anticipazioni ai Comuni, magari delle trimestralità, perché intanto
possano pagare immediatamente i mesi e mesi non pagati ai nostri
operai. Dopodiché affronteremo il problema della spesa e del
contenimento della spesa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio è
soltanto un intervento che si aggiunge a quelli dei colleghi e per
i quali non dirò quello che hanno già detto i miei colleghi.
Dico solo che mi pare che in quest'Aula entra uno dei
provvedimenti legislativi per i quali abbiamo aperto questa
stagione, l'abbiamo chiamata la stagione delle riforme. Questa è
una di quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno, ed è una delle
riforme che facciamo non per spirito di modernizzazione ma nel
pieno di una tragedia che abbiamo ereditato e che ci è stata
consegnata da scelte che sono state consumate in questi anni e che
sono sotto gli occhi di tutti.
Noi facciamo un bel parlare di termovalorizzatori, di
inceneritori, ma non diciamo una sola verità. In Sicilia, in questo
momento, ci sono ogni giorno dai mille ai cinquemila inceneritori
mobili: sono i cassonetti ai quali si dà fuoco per cercare di
togliere, illusoriamente, l'immondizia dalle strade.
La Sicilia ha una crisi finanziaria nel sistema dei rifiuti con un
grande rischio, quello che la Regione venga considerata come una
sorta di bancomat e con un grande rischio che si sta determinando
anche per un atteggiamento di irresponsabilità crescente, in uno
schema secondo il quale la questione dei rifiuti è una questione
della Regione e, quindi, vediamo che succede, un po' di proteste,
forse qualcuno pagherà, dimenticando che questo sistema ci porterà
al collasso, alla tragedia.
Io credo che, assieme alla tragedia del modello del sistema di
quello che è stato considerato il rifiuto, l'ennesimo sistema
attraverso cui costruire l'intermediazione politica e affaristica,
la vicenda che, in questi giorni, sta emergendo in alcuni ATO della
Sicilia, a partire da quello della provincia di Palermo. Mi
riferisco al COINRES nel quale, oltre a un'azienda che è stata
ingolfata, in maniera incredibile, di una quantità di persone che
nessuna azienda che ha come prospettiva quella di essere gestita
secondo una logica economica può reggere, malgrado questo abbiamo
assistito ad una gestione che io definisco criminale e criminogena,
attraverso la quale si è utilizzato il sistema dei noli a caldo,
non per garantire il servizio in quel territorio, ma probabilmente
per garantire altro sistema di relazioni, di affari, di interessi,
anche di natura poco lecita.
Di questo non solo voglio ringraziare l'assessore, ma credo che il
nostro Parlamento gli debba anche solidarietà. Una volta si diceva
che siamo animali politici, siamo abituati alla lotta e io
considero la battaglia politica uno strumento al quale siamo
abituati.
Ma per chi proviene da un'altra attività, essere in questa
centifruga dello scontro affaristico quotidiano, anche con elementi
di drammaticità e di emergenza, capisco che cambia la vita.
Ma assieme a questo, se riusciremo a fare la riforma - oggi c'è
poca partecipazione, sono sicuro che la prossima settimana qualcuno
chiederà il rinvio del disegno di legge in commissione per
approfondimenti -, assisteremo ad un altro teatrino e, poi, alla
fine di questo disegno di legge, immagino che ci sarà qualcuno che
racconterà perché ormai viviamo in un mondo alla rovescia.
Oggi ho letto alcune agenzie di stampa secondo cui noi - per altre
questioni, mi riferisco al piano casa - saremmo diventati i
difensori di interessi loschi. Comprendo che chi ha un know how in
interessi loschi, capisce e interpreta i fatti degli interessi
loschi e, probabilmente, li interpreta anche per gli altri.
Ma qui il mondo si sta rovesciando e, quindi, immagino che anche
sui rifiuti ci apprestiamo a vivere questa tragedia, questa
commedia, a partire dalla vicenda dei termovalorizzatori.
Mi auguro che nel dispositivo di questa legge si veda di fare in
modo di dire, con le parole che la politica deve usare, la verità.
Il modello che abbiamo ereditato è fallito consegnandoci una
situazione con punti oscuri enormi. La vicenda delle quattro gare,
di come sono state fatte queste quattro gare, la ragione che ha
portato all'annullamento da parte del Consiglio di giustizia
europea di quella modalità di affidamento, il fatto che quella
modalità di affidamento ha riguardato un periodo, il 2007, e
abbiamo dovuto aspettare oltre due anni per avviare le procedure,
che ancora non si capisce quali sono: se vi è stata una
dichiarazione di nullità o una colpevole dichiarazione di revoca,
con l'obiettivo di alimentare un contenzioso.
E' chiaro che mentre discutiamo, cose assai gravi si annidano
nella vicenda dei termovalorizzatori e mi auguro che non sia solo
la politica a fare luce, a fare chiarezza su una vicenda che
pagheranno cara anche i nostri figli.
Questo disegno di legge deve mettere dei punti non in modo
ideologico. I rifiuti non possono essere un affare. I rifiuti non
possono essere l'occasione che qualcuno ha immaginato di avere, di
utilizzare quella vicenda e anche quel sistema di smaltimento per
costruire un nuovo equilibrio politico-economico nella nostra
Regione, e forse non solo politico ed economico.
Credo che in questa legge, se riusciremo a farla nella chiarezza,
efficienza del sistema, responsabilità di chi è poi chiamato a
gestire in prima persona il servizio, è inutile prenderci in giro,
bisogna mettere al centro del sistema il Comune, il Sindaco.
In una Terra come la nostra, dove i poteri democratici sono
deboli, una delle poche certezze di garanzia delle istituzioni
democratiche è la funzione del sindaco. Se i cittadini trovano
l'immondizia per strada non se la prendono con il signor ATO' -
perché non sanno neanche chi è il signor ATO' -, ma sanno chi è il
sindaco e vanno a bussare alla porta del sindaco. E noi dobbiamo,
in qualche modo, riconnettere responsabilità e funzione operativa.
Allo stesso tempo, la Regione deve essere al servizio di tutti
quegli elementi che possano consentire alla Sicilia di smaltire i
suoi rifiuti, a partire dal sistema di raccolta differenziata che
non deve essere la cenerentola ma il baricentro del sistema di
smaltimento, per chiudere anche con i processi di
termovalorizzazione, che non è però obbligatorio fare attraverso
nuovi impianti. Esistono già degli impianti in Sicilia, possiamo
utilizzare questi senza avere né conflitti né contenziosi.
Se si usa il buonsenso, se si usa la logica delle cose che si
possono fare senza pensare che i rifiuti debbano essere il grande
affare del secolo, credo che potremo ottenere due risultati: levare
l'immondizia dalle strade rendendo le nostre città più pulite e
consentendo anche in Sicilia di vivere il rifiuto come una risorsa
e non solo come un problema.
Se riusciremo a farlo con questa legge, credo che avremo reso un
bel servizio alla Sicilia e credo che questa stagione delle riforme
si qualificherà non per i titoli, ma per i contenuti delle riforme
stesse.
PRESIDENTE. Ringrazio l'Aula che, nonostante tutto, ha dato vita
ad un ampio e articolato dibattito. Dò la parola all'Assessore per
la replica.
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Desidero in primo luogo ringraziare tutti voi
perché in occasione di una recente emozionante occorrenza che mi ha
riguardato ho sentito voi, tutti voi, indistintamente, vicini e
molto cari e di ciò volevo ringraziarvi.
Devo dire che si dice di me che io abbia un pessimo carattere;
probabilmente è vero, però mi piace la poesia.
Il dibattito che ho seguito mi ha sollecitato nel ricordo i versi
iniziali di una splendida poesia del 600 di un autore inglese,
Andrew Marvell, e il cui titolo è To his coy mistress'- Alla sua
amante ritrosa'. Posto che questa Assemblea è una bella signora
posso rivolgere quei versi all'Assemblea: Se avessimo tempo e
mondo, mia Signora, la vostra ritrosia non sarebbe delitto, ma
tempo e mondo non ne abbiamo, e quindi - continua Marvell - voi
meritate tanto cerimoniale né io vorrei amarvi a minor prezzo .
Perché non abbiamo tempo? Ve la leggo, questa è una lettera
sgradevolissima che sta per partire per una provincia siciliana, a
mia firma, poco fa
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Gradevolissima o
gradevolissima?
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Sgradevolissima, perché il tempo produce effetti
a prescindere dalla nostra volontà.
Un ente pubblico come il Comune non solo non è un soggetto che
persegue profitti attraverso le proprie società di servizi
pubblici, servizi che esso è comunque tenuto ad assicurare, ma in
quanto tenuto alla direzione e al coordinamento, attraverso le
proprie strutture organizzative, di tutti gli organismi partecipati
potrebbe ben ritenersi soggetto comunque all'obbligo
dell'assunzione in via sussidiaria dei debiti delle controllate con
le conseguenti responsabilità.
Alla luce di quanto sopra non sembra rispondere a princìpi di
corretta amministrazione percorrere la strada della procedura
concorsuale - fallimento o liquidazione coatta amministrativa -
che, per quanto possa apparire più tutelante per gli amministratori
dell'ente, non sembra rispondere a criteri di imparzialità e di
tutela del principio di affidabilità e buona fede che ogni pubblica
amministrazione è tenuta ad osservare nei rapporti con i propri
fornitori.
Ne consegue che, ove si voglia seguire la strada che, per quanto
detto sopra, appare doverosa, di pagare il quantun dovuto per i
debiti contratti e non onorati dalla propria società partecipata,
la spesa relativa non può che essere assunta in bilancio attraverso
procedura ordinaria di iscrizione in bilancio, attraverso il
reperimento di risorse ordinarie vuoi in sede di approvazione di
bilancio di previsione del Comune, vuoi in sede di riequilibrio,
vuoi infine in sede di assestamento previa variazione (Corte dei
Conti Lazio, sezione di controllo, delibera 46/2008).
VINCIULLO. Abbiamo iniziato con la poesia e finiamo con la
tragedia
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Ci sono al riguardo, come si direbbe nella sua
arte, onorevole Caputo, indizi gravi, precisi e concordanti.
Ma quello che desideravo esporre all'Assemblea è il mio stupore,
perché ho parlato con tanti di voi e, signor Presidente, sono
disponibile a rinnovare sera per sera la parte che adesso mi
accingo a fare del mio intervento. Sono stupito perché ho chiesto a
molti di voi, molti, se avessero conoscenza o anche semplicemente
notizia di questo documento.
E' sufficiente digitare su uno più diffusi motori di ricerca di
Internet queste parole Commissione', rifiuti', Barbieri' e, tra
virgolette, la data '27 febbraio 2008' e lo vedrete comparire, non
è particolarmente difficile e mi stupisco che tutti coloro con i
quali ho parlato non lo conoscano, perché è veramente un documento
illuminante. Ancora una volta mi limiterò a leggerne qualche
tratto, é un documento di 304 facciate, 58 riguardano la Sicilia.
Io ve ne ho portato solo un breve estratto, pensavo lo conosceste,
pensavo me ne parlaste. Ve ne parlerò io.
«Si continuano a registrare, infatti, attività di affiliati a
Cosa nostra o di imprese da essa controllate che preesistono
all'interessamento verso i rifiuti, ma possono essere utili nella
prospettiva di una violazione organizzata della normativa
ambientale. In tal modo l'organizzazione mafiosa si insinua nel
settore, ma lo fa continuando a svolgere attività da essa create
altrimenti, ad esempio il settore dei trasporti movimento-terra.
Si sta assistendo, come già rilevato dalla Commissione di
inchiesta sul ciclo dei rifiuti, istituita nel corso della
precedente legislatura, e nella relazione territoriale sulla
Sicilia del 21 dicembre 2005, ad una migrazione delle imprese, in
passato dedite al movimento terra, verso l'albo dei trasportatori
di rifiuti - è del 28 febbraio 2008, ripeto, appena due anni fa -.
A tale riguardo si è osservato come l'organizzazione mafiosa sia
incisivamente intervenuta per acquisire il controllo dell'intero
ciclo economico dello smaltimento dei rifiuti urbani in tutta la
Sicilia . Sul punto il predetto magistrato - era un procuratore -
cita alcuni casi rilevanti. Tra questi anzitutto, quello che ha
visto la cooperazione di mafiosi, politici, professionisti e
imprenditori, anche non siciliani, per aggiudicarsi il monopolio
degli appalti della discarica di Bellolampo per la progettazione e
la realizzazione di un inceneritore.
Sarebbe appunto l'impegno in un progetto a lungo termine, come
quello relativo all'inceneritore, che attesterebbe l'orientamento
di Cosa nostra ad affrontare il discorso globale della
trasformazione dei rifiuti in tutta la Sicilia.
L'organizzazione avrebbe anche progettato di intervenire
sull'intero piano regionale di organizzazione dei servizi di
smaltimento dei rifiuti urbani per plasmarlo secondo i propri
interessi. L'organizzazione criminosa predisponeva essa stessa i
progetti e i piani che poi venivano accettati a scatola chiusa
dagli enti pubblici e fatti propri.
E' del tutto plausibile, quindi, che Cosa nostra abbia
cominciato ad attribuire una valenza strategica al settore dei
rifiuti ed abbia di conseguenza immaginato una gestione complessiva
del ciclo. D'altro canto, essa è in partenza meno specializzata
della Camorra e ha cominciato a muoversi in tempi successivi.
A favorire questa progressiva intronizzazione della Mafia nel
settore dei rifiuti anche una serie di scelte amministrative che,
pur se non esclusive della Regione siciliana, e pur trovando
radicamento e giustificazione nel regime emergenziale, hanno di
fatto agevolato la penetrazione dell'impresa mafiosa. In primo
luogo, come si è già visto, la frequente e pressocché sistematica
elusione di regole di evidenza pubblica soprattutto da parte degli
ATO. L'affidamento di appalti a soggetti scelti senza procedure
concorsuali è stato talora il frutto non dell'emergenza, ma del
connubio affaristico criminale tra amministratori e mafiosi.»
Non si tratta del documento di un'associazione sovversiva, ma del
verbale della Commissione bicamerale del Senato della Repubblica e
della Camera dei Deputati. Ecco perché vi dico che sono d'accordo
con chi dice che i rifiuti non sono il problema che noi stiamo
affrontando.
Il problema che noi stiamo affrontando è quello del disastro
finanziario degli enti locali che produce disoccupazione, produce
sofferenza, produce impossibilità di una vita dignitosa da parte di
tutti i cittadini siciliani. Sono questi i problemi che stiamo
affrontando e sono quelli che ho appena letto della Commissione
Bicamerale e sui quali qualche problema comincio ad averlo. Ed è
una relazione, quest'ultima, affrontata all'unanimità.
Vorrei adesso passare all'esame brevissimo delle sollecitazioni di
merito che sono venute dal dibattito. Ribadisco che l'impianto
normativo è in grado di reggere l'urto della eventuale, ma ormai
pressocchè certa, soppressione entro dodici mesi degli ATO da parte
del Governo nazionale.
Il tutto potrebbe essere facilmente sostituito, da una idea
appuntata qui in due battute con l'onorevole Falcone e con
l'onorevole Raia, potrebbe essere risolto facilmente prevedendo la
possibilità dei Comuni, tenuti al centro della mia linea di
pensiero, di associarsi in consorzi volontari per bacini di
residenti predeterminati, in modo tale da non fare quaranta
consorzi e, se non vi fosse l'adesione volontaria, entro trenta
giorni la Regione interverrebbe in via sostitutiva ad aggregare gli
stessi Comuni su base provinciale o sub provinciale. Questo lo
chiarirà il dibattito d'Aula.
Quindi, su questo c'è una apertura totale del Governo nel
ragionare come se. Come se, cioè, la norma di abrogazione degli ATO
fosse già in vigore.
Infatti, noi dobbiamo fare i conti con quello che c'è. Dovete
essere bravi voi a votare le leggi che sono più snelle e adeguabili
momento per momento, ed io, come assessore tecnico - ammesso che la
categoria esista - a pormi al servizio dell'Aula a fare l'amanuense
o, se volete un'immagine agiografica da libro Cuore', il piccolo
scrivano, non fiorentino bensì bagherese.
Quindi, il problema anche in questo caso si risolve con
semplicità.
ATO virtuosi. Sono totalmente tetragono a riferire categorie
etiche a soggetti imprenditoriali. La virtù è concetto che mi
lascia perplesso se riferito a soggetti imprenditoriali.
La virtù è nel capire se siamo in presenza, se vi sono - e io non
so se vi siano - soggetti imprenditoriali che possano essere la
punta di lancia di una riforma, l'esempio cui parametrare gli
altri, lo sprone per l'adeguamento delle attività, ma tenendo
presente un argomento fondamentale: tutti questi soggetti - tranne
il consorzio nelle cui terre ho il discutibile privilegio di
vivere, sono terre meravigliose, o almeno lo erano - sono soggetti
imprenditoriali. Se dovessero partecipare ad una gara, dovrebbero
essere in possesso dei requisiti minimi per la partecipazione
fissati dal codice degli appalti, requisiti minimi volti per
l'appunto a definire la qualità di un soggetto imprenditoriale.
A quei parametri va parametrata, se vogliamo insistere sul
concetto, la virtù. Se lo si ritiene.
Come vedete, c'è una totale apertura alla discussione, e non può
essere diversamente su un ragionamento di questo tipo.
Raccolta differenziata porta a porta nei Comuni, se non ricordo
male ne parlava l'onorevole Rinaldi. L'idea è quella di
strutturare, ed è un compito che graziosamente la Commissione ha
affidato al Governo, e non sarà un compito leggerissimo, di
elaborare un capitolato generale e un capitolato speciale. L'idea
sarebbe quella di prevedere un capitolato articolato in due
sottoinsiemi: servizi essenziali e servizi ulteriori, obbligando i
soggetti consorziati all'acquisto dalla gara unica, se così
vogliamo dire, dei soli servizi essenziali con la possibilità di
acquistare i servizi aggiuntivi in relazione alle risorse
disponibili e ai livelli di organizzazione posseduti.
L'esempio che io faccio è: Taormina può avere bisogno di pulire
tre volte al giorno le fioriere; Roccacannuccia le fioriere non le
ha. Non vincolare i comuni, dopo che li riportiamo al centro della
gestione, ad un acquisto obbligatorio, sempre quello, perché così
non avremmo ridato la gestione di un bel nulla.
Occorre invece definire quali sono i livelli essenziali di
attività - qua si vede la mia esperienza sanitaria - e sono i
livelli essenziali di assistenza riferiti al mondo della nettezza
urbana. Cioè, definire quali sono i livelli essenziali di pulizia,
se così li vogliamo chiamare, e solo quelli vengono comprati, per
di più con la possibilità per i comuni di liberarsi anche da questo
se vi è uno scostamento molto basso, il 5 per cento, ed essi
dimostrano di essere in grado, a parità di condizioni, di rendere
le stesse prestazioni a minor costo.
C'è, quindi, un sistema fortemente flessibile già nell'impianto e
lo si può rendere ancor più flessibile a patto e condizione di non
renderlo evanescente. Questo è un problema fondamentale, quello
dell'autonomia cui si correla responsabilità: non ci può essere
autonomia se non corrisponde responsabilità, non ci può essere
responsabilità se non c'è autonomia. E' una dìade di concetti che
stanno e cadono assieme.
Per quanto riguarda i fondi per l'avvio - che meraviglia non avere
sentito in quest'Aula gli anglismi da manager pubblici Mi
aspettavo lo start up, invece ho sentito parlare di fondi per
l'avvio. Sono lietissimo che si parli in italiano - é molto
difficile che nell'attuale situazione finanziaria la Regione li
possa erogare. Cosa possiamo fare? Perdinci
Possiamo applicare la legge: l'articolo 61 della legge 6 del 2009.
Perché, scusatemi, non si riesce ad intervenire con operazioni di
finanza assistita che questo Parlamento aveva saggiamente approvato
nel 2009, prevedendo di fare la ricognizione dei debiti e
intervenire con finanza assistita con un'operazione finanziaria che
è già possibile da tempo? Perché non ci si è riusciti? Perché non
siamo riusciti a certificare la massa attiva e passiva e gli
istituti di credito ci hanno detto: se non riuscite a certificarla
non interverremo mai
E perché non siamo riusciti a certificare la massa attiva e
passiva? Perché, ma guarda un po', gli ATO non approvano i bilanci
dal 2007. E perché gli ATO non approvano i bilanci dal 2007?
Perché i Comuni, che di quegli ATO sono soci, si rifiutano di
approvarli perché, dopo avere generato le spese, sanno benissimo
che quelle spese - per quello che vi ho letto all'inizio - si
ribalterebbero come una clava sui bilanci dei comuni disastrandoli.
Allora, diciamoci le cose per come stanno Nella qualità di
assessore per l'energia ho già diffidato gli ATO ad approvare i
bilanci e ho cercato in numerosissimi incontri con i Comuni di far
capire che è opportuno che non arrivino i commissari perché i
commissari fanno la somma delle fatture, tirano una riga, da un
lato c'è il dare e dall'altro c'è l'avere.
Se vi sono contenziosi tra Comuni e ATO, i Comuni, nella qualità
di soci, devono approvare i bilanci contestando i crediti o i
debiti che ritengono di dovere contestare, iscrivendo un fondo
rischi per i crediti in contestazione e consentendo alla Regione di
aiutare per l'eliminazione della massa passiva precedente. Questo è
l'aiuto per l'avvio.
Se noi riusciamo a dipanare la matassa dell'esposizione debitoria
esistente, che è la zavorra che grava su questa gestione, avremo
fatto un altro passo molto, molto importante.
E questi sono i contenuti di quella lettera assai sgradevole.
Personale: su questo devo darvi qualche informazione ulteriore.
Stiamo lavorando - ed è una delle non numerose volte che accade -
quotidianamente col Commissario dello Stato. Oggi c'è stata
un'intensa riunione dalle 9.00 alle 14.00, c'è massima
disponibilità e stiamo lavorando bene.
Il personale è un problema che va affrontato. Nel disegno di legge
che avete visto, e con questo rispondo all'onorevole Colianni, si
fa riferimento - lo diceva il Presidente della IV Commissione,
onorevole Mancuso - al personale inserito nei servizi operativi.
E' stata affidata all'Aula una riflessione ulteriore.
Ma quello su cui il Commissariato dello Stato è molto deciso,
anche perché c'è una pletora di sentenze della Corte Costituzionale
al riguardo, è sulla impossibilità del transito di personale,
assunto in assenza di pubblico concorso, a soggetti di diritto
pubblico quali sono i consorzi.
Significa che licenziamo tutti? No, anche su quello c'è un
ragionamento proficuo avviato.
Il personale può essere inserito - e non me ne voglia l'onorevole
Di Benedetto, talvolta questi escamotage possono essere utili - in
società di scopo che fanno riferimento ad ogni consorzio e che
hanno semplicemente l'obiettivo di mantenere il personale - quali
siano le tipologie, poi lo vedrà l'Aula - nella permanenza del
proprio contratto e non prevedere, come immagino nessuno di noi
intenda, - di gasare le persone che lavorano.
Questo non significa, tuttavia, che tutto vada bene. Come
certamente avrete notato nel disegno di legge, non vengono
salvaguardati coloro i quali non siano stati assunti se non con
procedure regolari, o che siano stati assunti in forza di sentenze,
ma solo se abbiano acquisito efficacia di cosa giudicata.
Cosa stiamo facendo?
Vedo che talvolta la comunicazione giornalistica è insufficiente.
Non me ne vogliano gli amici giornalisti, ma ci sono livelli di
tecnicalità che non riesco talvolta a fare passare. Come avete
avuto notizia, stiamo facendo ordinanze presidenziali di emergenza
urgenza attingendo alla cassa della Regione siciliana. Si chiamano
mandati allo scoperto e li facciamo - e li firmo io, li propongo
io, e non è una cosa priva di emozione ordinare mandati allo
scoperto -.
Perché stiamo facendo tale scelta?
Sto facendo la scelta di dire: che faccio, rimango attonito a
guardare? No
E il problema sapete qual è? Che il primo soggetto che ha il
potere di fare queste ordinanze di emergenza e urgenza è il
Sindaco.
Io non posso sentire dire da un sindaco, come pure ho sentito
qualche giorno fa in una trasmissione televisiva: Le scuole le
abbiamo dovute chiudere perché dovevamo fare la disinfestazione e
la disinfestazione la dobbiamo fare perché vicino alle scuole
c'erano dei cassonetti traboccanti, ma io i cassonetti non li posso
spostare perchè ci deve pensare il Commissario della Regione .
Perdinci, due cassonetti non li puoi spostare perché ci deve
pensare la Regione? Scusate la passione che ci metto
Chiudo facendo riferimento alla mozione, che deciderà sul blocco
delle procedure di gara e delle assunzioni. Deciderà il Parlamento,
ovviamente, se approvarla. Personalmente, la prendo già come un
impegno.
Le assunzioni, come accennava l'onorevole Di Benedetto, non sono
solo bloccate, ma l'articolo 61 della legge 6 del 2009, che questo
Parlamento ha approvato, ha addirittura annullato le procedure di
assunzione in corso. Quindi gli ATO non si devono permettere di
sognarsi una cosa del genere
Devo confessare - lo dico, seppure siamo, non so, in eurovisione -
che forse ho ecceduto nei miei poteri nei giorni scorsi. Io sono
l'assessore per l'energia, non sono l'assessore per le autonomie
locali, ma, avuta notizia che un ATO stava assumendo, ho diffidato
i comuni e l'ATO dal procedere a quelle assunzioni.
Forse non lo potevo fare; io l'ho fatto e lo rivendico
orgogliosamente. Quelle assunzioni non sono state fatte E quindi
domani - dico domani - partirà una circolare in cui si ricorda,
altra nota sgradevolissima - dice il mio capo di gabinetto al
solito, sei solo contro tutti , non è così gli ho detto, l'Aula
è un luogo meraviglioso , lui parlava di una lettera che sto per
mandare ad una serie cospicua di indirizzi -.
Per quanto riguarda le gare, attenzione, questo dipende da voi,
dipende da noi.
Le gare, quelle già espletate, si possono mantenere, a termini
dell'articolo 125 del codice degli appalti, per il tempo
strettamente necessario a fare quelle nuove. Ripeto, per il tempo
strettamente necessario a fare quelle nuove
Se gli ATO interrompono adesso le procedure di gara, possono farlo
per un tempo limitatissimo, ai sensi dell'articolo 125 del codice
degli appalti.
Però possono e devono inserire nel bando di gara una clausola
risolutiva espressa: cari concorrenti, si fa la gara, ma sappiate
che, se arriva la riforma, io posso recedere pagandovi una penale
negoziata in precedenza .
Ecco come trasparenza di gara - per quello che vi ho letto della
Commissione Bicamerale - e salvaguardia dell'assetto venturo
possono agevolmente convivere insieme. Tra un affidamento
prorogato, rispetto a una gara di cui non ho contezza, e una gara
con maggiori livelli di attenzione che dedichiamo, devo dire che in
assoluto preferisco questa seconda soluzione.
Ho finito, grazie per la pazienza.
PRESIDENTE. Ringrazio il Governo con cui mi complimento perché
raramente abbiamo avuto un assessore che abbia saputo illustrare
con tale competenza la materia all'Aula.
Ho lasciato tutto il tempo disponibile perché era utile per i
parlamentari apprendere quante più notizie possibile al fine anche
di contribuire positivamente con gli emendamenti alle legge.
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione generale e
pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che il termine ultimo per la presentazione degli
emendamenti è fissato per martedì 9 marzo 2010, alle ore 14.00.
Ricordo altresì che, a partire da ora, gli emendamenti richiedono
la firma di quattro deputati.
La seduta è rinviata a martedì, 9 marzo 2010, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
(nn. 525-528/A) (Seguito)
2) «Ordinamento della professione di maestro di sci» (n. 491/A)
3) «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-
404/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 19.25.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli