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Resoconto d'Aula della Seduta n. 149 di giovedì 04 marzo 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Barbagallo,  Bonomo,
  Bosco,   Buzzanca,  Calanducci,  Currenti,  D'Agostino,  Digiacomo,
  Fagone,  Federico,  Fiorenza, Forzese, Greco,  Marinese,  Marrocco,
  Panepinto, Scammacca della Bruca e Torregrossa sono in congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Apprendi è  in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 4 al 5 marzo 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   l'associazione  'S.O.S. - Il Telefono Azzurro ONLUS'  gestisce  il
  servizio  telefonico  nazionale  d'emergenza  114,  finalizzato   a
  ricevere segnalazioni riguardanti situazioni di rischio per bambini
  ed  adolescenti, a fornire assistenza psicologica e ad identificare
  il   migliore  strumento  di  intervento  attraverso   la   stretta
  collaborazione con i servizi presenti nel territorio;

   il  servizio  di emergenza si basa sull'attività di  due  centrali
  operative, una delle quali ha sede a Palermo;

   nella  sede siciliana prestano servizio 37 operatori specializzati
  nella  gestione  dei  casi di emergenza:  si  tratta  di  personale
  altamente  qualificato,  in possesso di titoli  specifici  (lauree,
  master,  ecc.)  nonché di una pluriennale esperienza  professionale
  che garantisce elevati standard qualitativi all'utenza;

   considerato che:

   il  31  dicembre  2009  il Ministero per le  pari  opportunità  ha
  concesso  all'associazione la proroga della gestione  del  servizio
  fino  ad  aprile  2010, ma gli operatori delle  centrali  operative
  saranno   tutti   sostituiti  da  volontari  del  servizio   civile
  nazionale;

   l'ente   'Telefono  Azzurro'  ha  dichiarato,  infatti,  la   'non
  sostenibilità economica del progetto';

   i  suddetti  operatori hanno inscenato una protesta a  difesa  del
  loro  posto di lavoro nonché della professionalità acquisita  negli
  anni,  che deve essere salvaguardata soprattutto a garanzia  di  un
  efficace aiuto ai minori in stato di disagio o pericolo;

   considerato, inoltre, che:

   con decreto dell'Assessore per la famiglia le politiche sociali  e
  il  lavoro  del  23 gennaio 2009 è stata approvata  la  convenzione
  stipulata con l'associazione 'Telefono Azzurro' per la gestione del
  servizio nel territorio regionale;

   l'articolo  16  della  legge regionale 18 dicembre  2000,  n.  26,
  prevede   l'erogazione   di   un   contributo   annuo   in   favore
  dell'associazione  'Telefono  Azzurro'  al  fine  di  garantire  la
  prosecuzione del programma di lotta alla pedofilia;

   per  sapere se non ritengano opportuno sospendere l'erogazione  di
  qualsivoglia  contributo  a carico del bilancio  della  Regione  in
  favore  della associazione 'S.O.S. Telefono Azzurro' qualora  i  37
  operatori esperti siano sostituiti da personale privo di esperienza
  e  di  titoli, non adeguatamente formato e preparato alla  gestione
  dell'aiuto in favore di minori». (1051)

                                              LUPO-GUCCIARDI-GALVAGNO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e per la mobilità, premesso che:

   la   Provincia   regionale   di   Trapani   ha   concluso   l'iter
  amministrativo   dell'intervento  'Variante   alla   SS   115   Sud
  Occidentale Sicula' compresa tra lo svincolo 'Birgi' sulla  A29/dir
  ed  il  collegamento  alla  strada statale  115  al  Km  48+000  in
  corrispondenza dell'abitato di Mazara del Vallo;

   la  realizzazione dell'opera di cui trattasi, che è  compresa  tra
  gli  abitati di Trapani e Mazara del Vallo, è stata ritenuta  opera
  di  primaria  importanza  sotto  il  profilo  economico-sociale   e
  turistico  dalla Provincia regionale di Trapani, e rappresenta  una
  soluzione  strategica alla viabilità provinciale, visti  anche  gli
  elevati livelli di traffico e di incidentalità dell'attuale  strada
  statale;

   mediante la realizzazione di tale infrastruttura si giungerà  alla
  chiusura dell'anello autostradale costiero, previsto nella proposta
  di   piano  regionale  dei  trasporti,  ed  alla  connessione   tra
  l'autostrada  A  29  (Palermo - Mazara del  Vallo)  e  la  A29  dir
  (Palermo-Trapani);

   tale  infrastruttura permetterà di realizzare un collegamento  con
  l'aeroporto  di  Trapani-Birgi, aumentando l'accessibilità  a  tale
  infrastruttura, nonché al porto di Trapani;

   l'opera  è stata, a suo tempo, inserita dal Governo della  Regione
  siciliana  nell'accordo di programma quadro stipulato tra  Stato  e
  Regione,  relativo alla viabilità stradale, fra gli  interventi  da
  attuare  prioritariamente di concerto con  l'ANAS,  competente  per
  legge ad intervenire;
   considerato  che tale intervento è stato ricompreso fin  dal  2001
  nella  legge  obiettivo  di  cui  alla  delibera  CIPE  n  121/2001
  pubblicata  nella  Gazzetta ufficiale n.  68  del  21  marzo  2002,
  supplemento ordinario n. 51;

   con  delibera  di  Giunta  n. 323 del mese  di  novembre  2009  la
  Provincia regionale di Trapani si è impegnata ad attivare sul piano
  istituzionale  tutte  le iniziative e le procedure  occorrenti  per
  ottenere,  da  parte  della  Regione  siciliana,  il  finanziamento
  integrale dei lavori di detta infrastruttura nell'ambito dei  fondi
  FAS  (fondo  aree  sottoutilizzate) di cui alla deliberazione  CIPE
  03/2006  anche  in relazione all'istanza presentata  al  Presidente
  della  Regione siciliana, con nota prot. n. 61825/5 del  2  ottobre
  2008;

   gli  strumenti di programmazione (FESR, FAS) agevolano il percorso
  per  il  reperimento  delle  risorse  finanziarie  agli  interventi
  progettuali   che   risultano  muniti  di  tutti  gli   adempimenti
  amministrativi propedeutici alla realizzazione dell'opera pubblica;

   negli  ultimi  20  mesi  il Governo nazionale  ha  depauperato  le
  potenzialità previste originariamente nei fondi FAS, svilendone  la
  portata  ed  il significato, avendo impegnato diversi  miliardi  di
  euro per provvedimenti estranei alle finalità del fondo per le aree
  sottoutilizzate;

   per sapere:

   se  non  ritengano  indispensabile  e  ragionevole  attivarsi  nei
  confronti   del   Governo  nazionale  al  fine  di  provvedere   al
  finanziamento  dell'opera 'Variante alla  SS  115  Sud  Occidentale
  Sicula'  compresa  tra  lo svincolo 'Birgi'  sulla  A29/dir  ed  il
  collegamento alla strada statale 115 al Km 48+000 in corrispondenza
  dell'abitato di Mazara del Vallo;

   se  non  ritengano  opportuno intraprendere  tutte  le  iniziative
  politico-istituzionali idonee a sensibilizzare l'attuale  Esecutivo
  nazionale   stante   la  perdurante  assunzione  di   provvedimenti
  'antimeridionalisti'». (1052)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari  e all'Assessore per  i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana, premesso che:

   la  pesca  del tonno, che si svolge a Favignana (TP) nei  mesi  di
  maggio e giugno, è sempre stata una delle attrattive più importanti
  dell'intero  comparto  turistico  siciliano:  migliaia  di  turisti
  vengono da ogni parte della Terra per potere ammirare e vivere,  in
  prima  persona,  l'esperienza unica al mondo  della   tonnara',  il
  sistema di pesca del tonno che si tramanda da intere generazioni  e
  che  vede  l'isola  di  Favignana come uno  degli  ultimi  baluardi
  nell'adozione di tale tipo di pesca;

   ancora  oggi, centinaia di famiglie vivono, nell'isola  trapanese,
  dei   proventi   della  pesca  del  tonno,  anche  se   i   sistemi
  computerizzati  adottati  da altre marinerie,  come,  per  esempio,
  quella  giapponese, ed adottati in pieno oceano per intercettare  i
  branchi  di  tonno, riducono sempre di più i pesci che superano  lo
  Stretto di Gibilterra e che poi finiscono nelle camere della  morte
  delle mattanze trapanesi;

   considerato che:

   la  storia  recente  della Tonnara Florio di  Favignana  ha  visto
  spesso  contrapposti  i  pescatori ai legittimi  proprietari  dello
  stabilimento isolano;

   per dirimere ogni controversia e per attuare una vera politica  di
  interventi  in favore dei pescatori di tonno siciliani, la  Regione
  si  è  dotata di uno strumento legislativo, la l.r. n. 25 del 1998,
  con  la  quale  si stabiliscono provvedimenti economici  in  favore
  proprio  dei   tonnaroli' siciliani, al fine di  garantire  sia  la
  continuità  di  questo tradizionale strumento  di  pesca,  sia  per
  assicurare,  comunque, aiuti economici ai pescatori nelle  stagioni
  di bassa produttività;

   visto che:

   l'articolo  1  della suddetta legge individua  i  Comuni  nei  cui
  territori  si  trovano tonnare attive quali soggetti erogatori  dei
  contributi regionali, il tutto tramite convenzioni con  cooperative
  di  pescatori  o  soggetti  economici che operano  negli  specifici
  settori di attività';

   il Comune di Favignana, con propria delibera del 12 marzo 2009, ha
  rescisso la convenzione con la cooperativa  La Mattanza', stipulata
  in  data  14  marzo 2000 ed in esecuzione di quanto previsto  dalla
  legge  citata  in  quanto  la  suddetta  convenzione  non  dava  la
  possibilità  di verificare e di controllare la reale  effettuazione
  della pesca del tonno;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire presso
  il Comune di Favignana perché venga stipulata una nuova convenzione
  che   preveda  l'erogazione  dei  contributi  regionali   vincolati
  all'effettivo  svolgimento  della pesca  del  tonno  da  parte  dei
  pescatori favignanesi;

   se  non  ritengano  utile stabilire a priori, con  il   Comune  di
  Favignana,  le  condizioni ottimali attuative  di  quanto  previsto
  dalla  l.r.  n.  25  del  1998, al fine  di  garantire  l'effettivo
  utilizzo  dei fondi regionali per gli scopi previsti dalla suddetta
  normativa». (1053)

                  ADAMO - MARROCCO - GUCCIARDI - FERRARA - RUGGIRELLO

   «All'Assessore per la salute, premesso che risulta dall'anno  2005
  che  esiste  un finanziamento per la realizzazione della  rete  dei
  medici di medicina generale e ad oggi non è stato realizzato nulla,
  ponendo   la  Sicilia  all'ultimo  posto  delle  regioni   maggiori
  relativamente  all'adeguamento delle  strutture  ai  dettami  della
  sanità elettronica;

   considerato  che tali progetti hanno il loro fattore  di  successo
  nel coinvolgimento dei medici di medicina generale;

   per sapere:

   come  mai,  avendo  in  Italia  esperienze  di  realizzazioni  già
  funzionanti, quali il progetto SIS Lombardia, Sole Emilia Romagna o
  il  progetto Abruzzo, non si sia pensato al riutilizzo degli stessi
  sistemi;

   quali  azioni  si  siano intraprese per coinvolgere  i  medici  di
  medicina  generale  e  i  pediatri di  libera  scelta  responsabili
  principali   del  popolamento  dei  dati  del   patient   summary',
  strumento  ormai indispensabile per una continuità di  cura  e  per
  l'abbattimento di ricoveri causati da non conoscenza  di  patologie
  in capo al paziente;

   come  mai, ad oggi, non siano state rese pubbliche tali iniziative
  e non si abbia alcuna notizia di procedure di evidenza pubblica per
  la  realizzazione dei vari progetti, mentre risulta che  su  alcuni
  progetti  esistano delle realizzazioni in fase di collaudo affidate
  tramite gara privata». (1064)

                                                                MAIRA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   i  titolari  di  cariche  di  governo, nell'esercizio  delle  loro
  funzioni, devono dedicarsi esclusivamente alla cura degli interessi
  pubblici ed astenersi dal porre in essere atti e dal partecipare  a
  deliberazioni collegiali in situazione di conflitto di interessi;

   il  titolare di cariche di governo, nello svolgimento del  proprio
  incarico, non può ricoprire cariche o uffici ovvero svolgere  altre
  funzioni  comunque  denominate in enti di diritto  pubblico,  anche
  economici, né esercitare compiti di gestione in società aventi fini
  di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale;

   la  legge  regionale 20 giugno 1997, n. 19 e s.m.i., disciplina  i
  criteri e le procedure per le nomine e le designazioni degli organi
  di  cui all'articolo 1 della legge regionale 28 marzo 1995,  n.  2,
  ivi comprese le camere di commercio;

   la  lettera  a) del comma 1 dell'articolo 3 della legge  regionale
  22/95  recita che    non possono ricoprire incarichi  di  cui  alla
  presente legge i membri del Parlamento nazionale ed europeo,  della
  Giunta e dell'Assemblea regionale siciliana';

   considerato che:

   l'atto  di  nomina del dottor Marco Venturi ad Assessore regionale
  appare  in  palese contrasto con le norme statali  e  regionali  in
  materia di incompatibilità con l'ufficio di componente del Governo,
  essendo  lo  stesso  ancora presidente in carica  della  camera  di
  commercio di Caltanissetta;

   appare  altresì in palese contrasto con quanto disposto dal quadro
  normativo  in  materia la posizione che il dottore Venturi  ricopre
  come  amministratore  della  Sidercem,  un'azienda  di  ricerca   e
  sperimentazione sui materiali di costruzione;

   il  ruolo  di  Assessore regionale per le attività  produttive  di
  fatto  pone  il  dottore  Venturi come controllore  di  se  stesso,
  essendo  al  suo assessorato affidato il controllo e  la  vigilanza
  sulle camere di commercio;

   appare  inficiata  da  illegittimità  procedurale  la  nomina   ad
  Assessore regionale del dottore Venturi, poiché lo stesso non ha di
  fatto rimosso le cause di incompatibilità, nonostante l'annuncio di
   autosospensione'  dalla  carica  di  presidente  della  camera  di
  commercio  e  non  risulta avere rimesso gli incarichi  all'interno
  delle società di cui risulta tutt'oggi amministratore;

   per sapere:

   se non ritenga opportuno valutare la posizione di palese conflitto
  d'interessi  del  dottore  Venturi  con  la  carica  di   Assessore
  regionale,  anche alla luce di annunci sempre più  forti  volti  al
  rispetto delle regole e la difesa della legalità;

   se  non sia indifferibile il termine di opzione e rimozione  delle
  cause di incompatibilità che di fatto dovrebbero generare imbarazzo
  nell'attività amministrativa volta al buon governo;

   se  non  creda  che  questa situazione  sia  in  antitesi  con  il
  principio  di imparzialità, oltre ad essere in contrasto con  tutte
  le norme di riferimento in materia». (1065)

    MAIRA - CORDARO - LIMOLI - LO GIUDICE - ARDIZZONE - RAGUSA - DINA
       - SAVONA - LEONTINI -  POGLIESE - CAMPAGNA - GIANNI - FAGONE -
   FORZESE - CASCIO SALVATORE - FALCONE - MANCUSO - D'ASERO - CARONIA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  all'Assessore per l'energia e i  servizi  di  pubblica
  utilità  e  all'Assessore per le attività produttive, premesso  che
  con  d.a. n. 50/Gab del 4 settembre 2002, il territorio dei  Comuni
  di Condirò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo
  del Mela, San Pier Niceto e Santa Lucia del Mela è stato dichiarato
  area   ad   elevato  rischio  di  crisi  ambientale  in   relazione
  all'impatto  conseguente alla presenza di insediamenti  industriali
  di  notevoli  dimensioni  (centrale termoelettrica,  raffineria  di
  petrolio,  ecc.).  Con lo stesso provvedimento  è  stata,  inoltre,
  istituita  la Commissione Stato-Regione-Provincia-enti locali,  con
  il  compito  di  predisporre il piano di risanamento  ambientale  e
  rilancio  economico  del  comprensorio del  Mela,  integrata  nella
  composizione con il successivo d.a. n. 883 del 16 luglio 2003;

   considerato che il Ministero dell'ambiente, con decreto 11  agosto
  2006  avente ad oggetto  Nuova perimetrazione del sito di  bonifica
  di   interesse   nazionale   di  Area  industriale   di   Milazzo',
  testualmente ammette che la perimetrazione del sito è provvisoria e
  che l'inquinamento è da addebitarsi:
   -  all'inquinamento atmosferico del suolo, del sottosuolo e  delle
  falde  derivante  dall'utilizzo di prodotti petroliferi  sia  della
  Raffineria che della centrale termoelettrica;
   -  dagli  effetti, eventuali, derivanti dall'incendio del deposito
  frigoriferi di Messina ambiente a Giammoro;
   - dalla lavorazione dell'amianto nell'area ex Sacelit;

   verificato che il d.lgs. 152 del 2006 prevede, nella parte  quarta
  e  specificatamente  al titolo V, gli obblighi  e  le  modalità  di
  bonifica,  ed  in  particolare l'articolo 242,  comma  2,  che   il
  responsabile  dell'inquinamento, attuate le  necessarie  misure  di
  prevenzione,  svolge, nelle zone interessate dalla  contaminazione,
  un'indagine preliminare sui parametri oggetto dell'inquinamento  e,
  ove   accerti  che  il  livello  delle  concentrazioni  soglia   di
  contaminazione (Csc) non sia stato superato, provvede al ripristino
  della    zona   contaminata,   dandone   notizia,   con    apposita
  autocertificazione,  al  Comune  e alla  Provincia  competenti  per
  territorio entro quarantotto ore dalla comunicazione';

   verificato,  inoltre, che lo stesso d.lgs.  n.  152  del  2006  al
  successivo   comma  4  dell'articolo  244  prevede   che:   Se   il
  responsabile  non sia individuabile e non provveda il  proprietario
  del   sito  né  altro  soggetto  interessato,  gli  interventi  che
  risultassero  necessari  ai  sensi delle  disposizioni  di  cui  al
  presente  titolo sono adottati dall'amministrazione  competente  in
  conformità a quanto disposto dall'articolo 250, ed inoltre  prevede
  le  procedure per gli interventi di messa in sicurezza, il  sistema
  sanzionatorio  e gli interventi di messa in sicurezza  d'emergenza,
  definendo  ulteriormente alla lettera t) le condizioni di emergenza
  tra le quali:

   1) concentrazioni  attuali  o  potenziali  dei  vapori  in   spazi
       confinati prossime ai livelli di esplosività o idonee a causare
       effetti nocivi acuti alla salute;
  2) presenza di quantità significative di prodotto in fase separata
  sul suolo o in corsi di acqua superficiali o nella falda;
  3) contaminazione di pozzi ad utilizzo idropotabile o per scopi
  agricoli;
  4) pericolo di incendi ed esplosioni;

   accertato che nella zona presuntivamente individuata come SIN  non
  sono  state effettuate indagini, specialmente in quelle  parti  ove
  storicamente non sono state svolte attività ovvero non  sono  state
  svolte attività inquinanti da considerare quali punti di bianco per
  le  attività varie, per verificare se in tali terreni si abbia o no
  il  superamento delle CSC. Né tanto meno si sono confrontati i dati
  di tali terreni con i dati di terreni consimili considerabili quali
  punti  di  bianco  esterni  al SIN siti  certamente  utili  se  non
  inquinati all'avvio di attività imprenditoriali;

   considerato  che, in presenza di inquinamento, anche  le  ditte  o
  qualunque  altro soggetto - anche se svolge attività non inquinanti
  -  si  troverebbe nelle condizioni di dover sborsare  considerevoli
  somme pur non essendo assolutamente responsabili di un inquinamento
  diffuso  e  che nell'area di cui sopra solamente la ditta  Edipower
  sta provvedendo al risanamento con una spesa di circa 35 milioni di
  euro  in  quanto gli atti amministrativi e autorizzativi  necessari
  sono  stati svolti dal Comune di san Filippo del Mela, prima  della
  solita dichiarazione di emergenza o di interesse nazionale;

   verificato che per le attività di disinquinamento della zona  sono
  state  perse  le  somme (andate in perenzione) e  previste  a  tale
  riguardo pari a 4.500.000 euro;

   per  sapere  se non ritengano di avviare una indagine  conoscitiva
  finalizzata  all'accertamento  delle  modalità  di  gestione  delle
  procedure  fin qui adottate e come sia stato possibile avallare  da
  parte   della   pubblica  amministrazione  una   tale    somma   di
  incompetenze', che rischia concretamente di provocare un gravissimo
  e  persino  irreparabile danno economico ad aziende  estranee  alla
  formazione  dell'inquinamento, anche alla luce  del  fatto  che  in
  mancanza  di  responsabili la Regione siciliana  sarà  costretta  a
  rimborsare  le  somme  sborsate dai singoli privati  con  la  magra
  consolazione  di potersi rivalere sul proprietario  precedente  dei
  terreni, ovverosia l'ASI». (1066)

                                                               CORONA

   «All'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   il  decreto assessoriale 01/pesca del 21 gennaio 2010 consente  la
  pesca del novellame per il 2010;

   questa  tecnica  di  pesca  non viene  praticata  da  nessuno  dei
  pescatori  della  provincia di Ragusa in  considerazione  dei  suoi
  effetti  distruttivi dei fondali marini e sull'equilibrio biomarino
  delle coste;

   ritenuto che:

   ai  danni  derivanti  dall'impatto  ambientale  nell'esercizio  di
  questa  pratica di pesca non sono, peraltro, riscontrabili vantaggi
  economici che altrimenti vi sono attraverso l'adozione di  tecniche
  tradizionali;

   lo svolgimento di tale pesca costituisce un ulteriore aggravio nel
  quadro delle operazioni di controllo in mare poste in essere  dagli
  organismi preposti, vista la propensione dei pescatori di novellame
  a non rispettare la regolamentazione loro imposta;

   per sapere:

   se   non  ritenga  opportuno  rivedere  il  decreto  e  ogni  atto
  concernente la regolamentazione della pesca del novellame  al  fine
  di  inserire  l'area marina di Scoglitti (RG) tra le zone  di  mare
  dove  detta  tecnica è vietata al fine di tutelare l'interesse  dei
  pescatori e dell'intero comparto, oltre che i consumatori;

   quali  iniziative  intenda  assumere, anche  di  concerto  con  il
  Ministero  delle  politiche agricole, alimentari e  forestali,  con
  l'obiettivo  di  provvedere ad azioni mirate al  ripopolamento  dei
  nostri mari». (1067)

                                                            DIGIACOMO

   PRESIDENTE.  Preciso  che  l'interrogazione  numero  1066   è   da
  intendersi presentata con richiesta di risposta scritta.
   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   il  3 dicembre 2008, il sottoscritto interrogante assieme ad altri
  deputati   regionali,   ha  presentato  una  interrogazione   sulla
  situazione del Teatro Massimo Bellini di Catania;

   a  seguito  di tale iniziativa l'Assessore regionale  per  i  beni
  culturali pro tempore, con nota prot. n. 1305 del 10 marzo 2009, ha
  dato  incarico a due dirigenti (il dottor Cosimo Aiello e il dottor
  Giovanni   Angileri)  di  effettuare  un'ispezione  e  di  produrre
  'celermente  una relazione per verificare la corretta  funzionalità
  amministrativa' del predetto Teatro;

   considerato che:

   l'avvocato Pier Carmelo Russo (all'epoca segretario generale della
  Presidenza  della Regione), con nota prot. n. 66200 del  22  luglio
  2009, ha chiesto di conoscere le risultanze dell'ispezione, anche a
  seguito  della  nota  della  Corte dei conti  riguardante  presunte
  irregolarità nella gestione dell'ente;

   a  tutt'oggi  non  è  stato reso pubblico il contenuto  dell'esito
  dell'ispezione effettuata;

   considerato ancora che:

   l'ispezione,  come  è  noto, ha avuto  inizio  e  deve  avere  una
  conclusione,  alla luce della disciplina generale sul  procedimento
  amministrativo di cui alla legge n. 241 del 1990 e alla l.r. n.  10
  del 1991 e successive modifiche, nel rispetto dell'esigenza di buon
  andamento delle pubbliche amministrazioni;

   dopo  un anno dall'incarico l'inosservanza dei termini (celermente
  non  può  significare tutto questo tempo) può assumere rilievo  sia
  sotto  il  profilo  disciplinare  sia  stato  quello  di  eventuali
  sanzioni conseguenti all'inadempimento;

   le  relazioni  conclusive  sull'esito  dell'ispezione  prescindono
  dall'attuale  situazione  del Teatro Massimo  Bellini  di  Catania,
  poiché  si  fa  riferimento specifico ad eventuali  inadempienze  o
  violazioni di legge riguardanti l'esercizio 2008;

   ritenuto che:

   qualora siano state individuate, nelle dichiarazioni di coloro che
  sono stati sentiti dai due ispettori regionali, ipotesi di reato di
  natura   penale   o   contabile  devono  essere  conseguenzialmente
  informate le autorità giurisdizionali competenti (come ribadito dal
  Procuratore  regionale alla Corte dei conti per la Sicilia  con  la
  nota di prot. Segr. Part. 249138 del 27 settembre 2004);

   nella  seduta  n.  77  del 25 marzo 2009, l'Assessore  per  i  ben
  culturali  pro  tempore  ha  fornito  risposta  alla  sopra  citata
  interrogazione,  nella  quale si faceva riferimento  soltanto  alla
  nomina dei due ispettori regionali;

   alla  luce  di quanto brevemente esposto si potrebbero configurare
  ipotesi  di  omissioni  e di violazioni di  legge  per  la  mancata
  conclusione   del   procedimento  amministrativo   o   per    altre
  inadempienze;

   per  sapere  quali siano le ragioni per le quali non  siano  state
  ancora rassegnate le conclusioni dell'attività ispettiva svolta dai
  predetti  dirigenti regionali ovvero per conoscere,  qualora  siano
  state rassegnate, le risultanze dell'ispezione in oggetto». (1050)

                              BARBAGALLO-POGLIESE-RAIA-MANCUSO-LIMOLI

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la  STmicroelectronics ha venduto la Numonyx  alla  multinazionale
  americana  Micron Technology senza nessuna clausola di salvaguardia
  per i 402 lavoratori;

   dopo  la  cessione  della Numonyx i vertici  aziendali  hanno  già
  dichiarato  che  ci  sono esuberi di personale  nelle  due  aziende
  (Micron/Numonyx) e che questi problemi saranno affrontati  dopo  la
  chiusura dell'operazione di vendita;

   considerato che:

   STmicroelectronics riceverà circa 450 milioni di denaro  pubblico,
  da  utilizzare attraverso la joint venture con Sharp ed Enel  Green
  Power per il fotovoltaico;

   Numonyx riceverà 180 milioni di euro, di fondi, pubblici,  per  la
  ricerca e lo sviluppo tecnologico;

   ritenuto che:

   la  Regione siciliana parteciperà al finanziamento pubblico con un
  importo di 17 milioni di euro già deliberato;

   la  scelta della STmicroelectronics avrebbe effetti disastrosi per
  la nostra economia;

   è  inaccettabile  che  la  STmicroelectronics  venda  una  propria
  azienda  senza  dare nessuna garanzia occupazionale  e  crei  nuove
  aziende (3 Sun Fotovoltaico) annunciando nuove assunzioni;

   per  sapere quali iniziative siano state assunte per salvaguardare
  i 402 lavoratori della Numonyx alla luce del contratto di programma
  (STmicroelectronics/Numonyx) che prevede un investimento totale  di
  1 miliardo e 700 milioni». (1061)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   non  è  stato rinnovato il contratto a 57 operai del consorzio  di
  bonifica 9 di Catania;

   questi lavoratori hanno prestato servizio dal 2006 al 2009;

   considerato che:

   sono  stati  bloccati  i  fondi  consortili  per  l'assunzione  di
  personale nonostante il consorzio di bonifica 9 di Catania abbia un
  organico incompleto;

   il  lavoro  di manutenzione dell'impiantistica, delle cabalette  e
  dei  mezzi  di trasporto è stato espletato dai predetti operai  con
  contratti stagionali;

   ritenuto che:

   il  mancato  rinnovo  contrattuale  dei  57  lavoratori  di  fatto
  compromette  la  distribuzione dell'acqua  irrigua  con  gravissime
  ripercussioni per gli agricoltori;

   non  ci  sono spese aggiuntive per la Regione poiché gli  stipendi
  verrebbero   pagati  con  le  risorse  finanziarie   dello   stesso
  consorzio;

   le    figure   professionali   (acquaioli,   autisti,   saldatori,
  carpentieri,  escavatoristi  etc.)  sono  previste  nel   POV   del
  consorzio di bonifica 9 di Catania;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per  evitare  il
  licenziamento  dei 57 lavoratori del consorzio  di  bonifica  9  di
  Catania e per non compromettere la stagione irrigua». (1062)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   come  è noto, il 2010 è l'anno europeo della lotta alla povertà  e
  all'esclusione sociale;

   la direttiva del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del
  22  dicembre  2009  prevedeva la presentazione e  la  selezione  di
  azioni  progettuali  di  contrasto alla  povertà  e  all'esclusione
  sociale,   che   potevano  essere  realizzate  da   amministrazioni
  pubbliche  o  dagli enti no-profit, sia a livello territoriale  che
  nazionale, attraverso la realizzazione di una o più delle  seguenti
  azioni:

   a. realizzazione  di  progetti pilota per  la  sperimentazione  di
      strategie  per il suo contrasto e per la promozione  di  azioni
      educative, anche nelle scuole, riguardo al fenomeno della povertà;
  b. realizzazione di eventi nazionali e locali di accrescimento
  della conoscenza, sensibilizzazione della società civile e
  identificazione di buone pratiche, che promuovano anche la
  partecipazione diretta delle persone in condizioni di povertà;
  c. indagini, studi e ricerche per il miglioramento della conoscenza
  dei fenomeni, nell'ambito delle quali saranno centrali le analisi
  volte a migliorare le attività di monitoraggio e valutazione delle
  politiche, in particolare mediante lo studio dell'impatto delle
  misure di contrasto della povertà e lo sviluppo e la promozione
  nell'utilizzo di più sofisticati indicatori di povertà ed
  esclusione sociale (es. indicatori territoriali del benessere, di
  mobilità intergenerazionale, etc.);
  d. promozione di reti di osservatori territoriali pubblici o in
  partnership con organismi privati con l'obiettivo di favorire e
  incentivare lo scambio di prassi e metodologie e definire standard
  comuni nella produzione di informazione, dati e indicatori sulle
  situazioni di povertà e di supportare la formulazione delle
  politiche locali di inclusione;

   il  termine  per  la presentazione delle proposte  è  scaduto  l'1
  febbraio 2010;

   il contributo massimo attribuibile a ciascun progetto è non più di
  euro 40.000 (quarantamila/00);

   per sapere:

   se  abbiano avviato progettualità su uno dei temi di cui ai  punti
  sopra riportati;

   se  abbiano  ritenuto  di avviare informazione  sull'anno  europeo
  della lotta alla povertà e all'esclusione sociale». (1063)

                                                                ARENA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 287

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione da parte del
  Governo  dell'ordine del giorno numero 291 «Iniziative  a  sostegno
  dell'emittenza radiotelevisiva locale», a firma dell'onorevole Lupo
  ed  altri  nella seduta d'Assemblea n. 148 del 3 marzo 2010,  è  da
  intendersi  precluso  l'ordine del giorno  numero  287  «Interventi
  urgenti   per   far  revocare  la  soppressione  delle  provvidenze
  all'editoria,  alla radio e alle TV locali», a firma dell'onorevole
  Caputo  ed  altri, depositato nella seduta n. 146 del  25  febbraio
  2010, in quanto di analogo contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.
       Comunicazioni di dimissioni da componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 2 marzo 2010, pervenuta  a
  questa Presidenza in pari data e protocollata al numero 2496/AULAPG
  del  4 marzo successivo, l'onorevole Paolo Ruggirello ha rassegnato
  le  dimissioni  da componente della Commissione per  l'esame  delle
  questioni   concernenti l'attività dell'Unione europea a  far  data
  dal 2 marzo 2010.
   Alla  relativa sostituzione si provvederà a termini di Regolamento
  interno.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Costituzione dell'Intergruppo  Famiglia e solidarietà

   PRESIDENTE.  Informo  che,  con  nota  del  24   febbraio    2010,
  pervenuta a questa Presidenza il 26 febbraio successivo e trasmessa
  con  prot.  n. 7554/GAB del 3 marzo 2010 alla Segreteria  generale,
  l'onorevole  Fortunato Romano ha comunicato, allegando il  relativo
  verbale,  l'avvenuta  costituzione   dell'Intergruppo   Famiglia  e
  solidarietà ,  composto  dallo  stesso  onorevole  Romano  e  dagli
  onorevoli Barbagallo, Bosco, Maira  e Marrocco.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Copia  della relativa documentazione si trova presso i Servizi  di
  Ragioneria  e Lavori d'Aula.

          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   -  numero 181 «Interventi a sostegno della pesca del tonno rosso»,
  degli onorevoli Gennuso, Ruggirello, Minardo, Calanducci e Musotto;

   -  numero  182 «Blocco delle assunzioni nonchè delle  attività  in
  materia  di  gare  ed appalti degli ATO rifiuti, nelle  more  della
  riforma   regionale»,  degli  onorevoli  Nicotra,  Adamo,    Aricò,
  Cristaudo,  Currenti, Greco, Incardona, Marinese, Marrocco,  Mineo,
  Scammacca Della Bruca e Scilla.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Gestione integrata dei rifiuti
                              e bonifica
                  dei siti inquinati» (nn. 525-528/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  l'esame  del disegno di legge  numeri  525-528/A
   Gestione  integrata  dei rifiuti e bonifica dei  siti  inquinati ,
  posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Mancuso,  presidente  della
  Commissione e relatore, per svolgere la relazione.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con qualche  mese  di  ritardo  ci
  accingiamo  a discutere una norma indispensabile per la Sicilia  in
  un  momento particolare, non solo sotto il profilo che riguarda  la
  gestione,  lo  smaltimento  e la raccolta  dei  rifiuti,  ma  anche
  l'organizzazione del sistema rifiuti in Sicilia.
   Purtroppo  tutta  una  serie di negatività  e  incongruenze,  mala
  gestio sul tema hanno portato oggi a parlare non esclusivamente del
  disegno  di legge, di cui di qui a poco ci accingeremo a  discutere
  gli  aspetti  particolari, ma anche di una  situazione  degli  enti
  locali  che effettivamente ha da segnalare anche a questa Assemblea
  un allarme sotto il profilo della gestione dei bilanci comunali.
   Per  questo  motivo  è  urgente che il  nostro  Parlamento,  senza
  perdere  ulteriore  tempo,  si accinga  immediatamente  a  valutare
  queste  norme che la Commissione, quasi all'unanimità -  c'è  stata
  solo l'astensione dell'onorevole Raia, non sul merito ma sul numero
  degli  ATO  -,  ha elaborato con celerità, vista la  situazione  di
  allarme in tutta la Sicilia che, come ho detto, da un lato riguarda
  il servizio e, dall'altro, i bilanci degli enti locali.
   A  mio  avviso,  il  Governo ha fatto un buon lavoro  di  raccordo
  rispetto alle norme che fino a questo momento sono state utilizzate
  e rispetto a quelle che vogliono essere le innovazioni.
   Mi  permetto  di  dire che forse c'è una piccola  forzatura  nelle
  norme  di  intervento immediato. Ma forse è quel che ci  vuole  per
  avviare  lo  start up di una nuova legge per essere  poi  assorbita
  direttamente dai cosiddetti consorzi: un'azione di commissariamento
  -  chiamiamola così - per avviare le gestioni future  e  tutta  una
  serie  di incongruenze e di fatti rilevanti, sotto diversi aspetti,
  passate. Rispetto a questo la Commissione ha valutato, in linea  di
  massima, quali possono essere le linee di intervento che, peraltro,
  mirano soprattutto ad una nuova qualità del servizio, ad una  nuova
  efficienza, ad una nuova efficacia.
   E  l'efficienza  e l'efficacia di questo servizio  sono  attuabili
  esclusivamente  se c'è una politica che, in poche  parole,  preveda
   meno rifiuti in discarica, più raccolta differenziata .
   Questo  è  il leit motiv di quella che vuol essere la legge  e  di
  quello  per  cui devono sforzarsi non solo gli enti locali,  ma  la
  cultura di tutti i Siciliani in questo nuovo approccio metodico, ma
  anche culturale.
   E'  chiaro  che  c'è  una responsabilizzazione  di  quella  che  è
  l'azione rispetto al passato.
   La nuova responsabilizzazione è in capo ai comuni, ai sindaci, che
  sottoscriveranno  i  contratti di servizio che  deriveranno  da  un
  contratto   nuovo  di  appalto,  che  varrà  per   tutto   l'ambito
  territoriale,  dove  saranno distribuite le competenze  rispetto  a
  quello  che  è  stato in precedenza, competenze ben  specifiche  in
  questa legge per le province, per la regione stessa e per i comuni.
   Ad  una  prima sommaria lettura potrebbe sembrare che  ci  sia  un
  aggravio   di  responsabilità,  anche  economico-finanziaria,   nei
  confronti  dei comuni. Ma se, come hanno pensato il  Governo  e  la
  Commissione,  questa responsabilità degli enti locali  farà  valere
  una  cultura  nuova, non ci saranno preoccupazioni per  quello  che
  poi, nel richiamo della legge, deve essere la copertura finanziaria
  dei costi affrontati per ogni comune.
   Una  novità  rispetto  al passato è che il contratto  generale  di
  appalto  prevede i cosiddetti servizi essenziali.  Il  Governo  poi
  sarà  sicuramente molto più specifico su questo punto. A latere  ci
  saranno dei servizi che possono essere richiesti dagli enti  locali
  dietro   un   corrispettivo  di  servizio  ulteriore  e   dove   la
  responsabilità di questo ulteriore servizio sarà in capo,  appunto,
  all'efficienza del comune richiedente.
   Secondo me - non voglio dilungarmi troppo, signor Presidente -  il
  dibattito che poi l'Aula dovrà affrontare riguarderà in primo luogo
  la questione del personale, che la Commissione non ha chiarito fino
  in  fondo  e  su cui, nello stesso tempo, anche il Governo  non  ha
  avuto  una  linea di indirizzo. Nel testo originario era l'articolo
  17,  ora  credo  sia  l'articolo  18  nel  testo  finale.  C'è   la
  salvaguardia dei cosiddetti operatori ecologici in tutti gli ambiti
  territoriali ottimali ed è rimasta aperta la finestra che  riguarda
  gli operatori cosiddetti amministrativi, che sono all'interno degli
  ambiti territoriali ottimali.
   Al momento, la legge non prevede una certezza, al momento la legge
  non  prevede  quello  che effettivamente potrebbe  essere  il  loro
  futuro con un lavoro a tempo indeterminato e rispetto a questo  sia
  il  Governo  che  questa  Commissione hanno  lasciato  all'Aula  la
  riflessione  di  un'azione  che,  sicuramente,  non  deve   gravare
  ulteriormente sulle casse regionali, ma deve armonizzare il sistema
  anche con l'utilizzo di quelle risorse umane.
   Per  finire,  un plauso personale, questo anche da  presidente  di
  Commissione,  alla  mozione  che  oggi  è  all'ordine  del  giorno,
  presentata  dal Gruppo Sicilia, con cui si richiama  il  Governo  a
  quella che deve essere una politica al momento di stop, chiamiamolo
  così, delle assunzioni, dei contratti di servizio che molti ATO  in
  queste  settimane si stanno affrettando a depositare presso i  loro
  uffici.
     Mi  sembra quanto meno inopportuno, signor Assessore, che  molti
  oggi  prevedano  il  futuro di un ambito  territoriale  che  domani
  potrebbe non esserci più.
   Quindi, è opportuna questa mozione, a cui poi apporrò anche la mia
  firma,  e  mi auguro che la riflessione di questa Assemblea,  spero
  celere,  nel corso di questo pomeriggio e della prossima settimana,
  possa  dare speranza ad un comparto che presenta, in via  generale,
  sprechi, assunzioni senza limite e costi che avrebbero potuto,  con
  un'azione  mirata  e  responsabile di amministratori  responsabili,
  avere  forse un impatto minore con quanto sta succedendo in  questi
  giorni in Sicilia.
   Da  parte  della  Commissione auguro a tutto  il  Parlamento  buon
  lavoro.
   Noi  abbiamo  fatto la nostra parte e riteniamo che  l'urgenza  di
  questa  legge  deve essere il faro che ci porti ad una  conclusione
  già nella prossima settimana.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, signor Assessore,  onorevoli  colleghi,
  l'inserimento all'ordine del giorno di questa legge  tanto attesa -
  poco  fa lo faceva rilevare il presidente Mancuso -, perchè da  più
  di  un  anno aspettiamo un intervento legislativo organico  in  una
  materia  tanto delicata che tanti dissesti, non solo ambientali  ma
  anche  finanziari, sta determinando nella nostra Regione, ci coglie
  un po' impreparati, nel senso che siamo stati impegnati con l'altro
  disegno di legge, esitato nell'intero articolato ieri sera e ancora
  in  attesa del voto finale. Pertanto non ci attendevamo che potesse
  essere  posto  immediatamente all'esame dell'Aula. Non  per  questo
  vogliamo sottrarci ad un confronto serio, articolato, di dialogo  e
  di  approfondimento;  però, nello stesso  tempo,  vorremmo  che  la
  discussione  generale su questo disegno di legge non passasse  come
  un  mero  atto  rituale,  bensì fosse preso in  considerazione  dai
  singoli Gruppi e si desse agli stessi la possibilità di intervenire
  in maniera compiuta, attenta e approfondita.
   La  richiesta  che  rivolgo  alla  Presidenza  è  di  rinviare  la
  discussione  generale all'articolo 1, fissando un  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti e stasera dedicarci ad un argomento
  più leggero, quale potrebbe essere il disegno di legge iscritto  al
  numero 2), quello che disciplina la professione di maestro di sci.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, anche in relazione  a  quanto  ha
  detto  l'onorevole Dina, informo che la Presidenza  è  orientata  a
  fissare  un congruo termine per la presentazione degli emendamenti,
  alla mattina di martedì prossimo.
   Nulla  vieta,  vista  l'importanza e  l'urgenza  della  legge,  di
  iniziare la discussione generale del disegno di legge e vedere se è
  possibile  concluderla. Comunque è buona prassi di questa Assemblea
  continuare all'articolo 1 la discussione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende la discussione del disegno di legge «Gestione integrata
                              dei rifiuti
            e bonifica dei siti inquinati» (nn. 525-528/A)

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  intervengo perché mi accorgo questa sera che finalmente il  Governo
  dà una spinta propulsiva verso le riforme, tanto attese.
   Il disegno di legge in oggetto ha visto quest'Aula o, comunque, il
  Governo  andare un po' avanti e un po' indietro. Più  indietro  che
  avanti, devo dire.
   Il disegno di legge, secondo me, deve iniziare subito il suo corso
  perché  quello  che stiamo vivendo e quello che sta  succedendo  in
  tutta  la  Sicilia e in tutti i Comuni siciliani,  non  è  normale,
  considerato  che  oggi i sindaci sono lasciati soli  e  ognuno  per
  conto  proprio si lamenta e si parla addosso. Anche perché,  voglio
  ricordare  all'Aula  e  ai  colleghi tutti,  mentre  prima  vi  era
  un'associazione dei Comuni siciliani attenta alle problematiche che
  interessavano  i  comuni,  oggi  abbiamo  un'associazione   che   è
  completamente  assente,  per  cui è compito  di  questo  Parlamento
  intervenire immediatamente.
   Signor  Presidente, Assessore, intervengo per dire che  noi  siamo
  pronti  qui  ad affrontare un ampio dibattito perché il disegno  di
  legge  in  discussione interessa tutta la Sicilia, interessa  tutti
  noi,  per   cercare di risolvere tutte le questioni che  riguardano
  gli ATO.
   Siamo pronti a confrontarci, ripeto, per cercare di migliorare  il
  testo  e di risolvere tutti i problemi che hanno i comuni e, a  tal
  fine,  invito  i colleghi tutti a sforzarsi di evitare  di  perdere
  tempo.  Andiamo avanti spediti, perché la mia impressione è che  da
  qui  a  poco,  signor Presidente, ci sarà qualcuno che  metterà  di
  nuovo il freno a questo disegno di  legge.
   Auspico  che questo non succeda, signor Assessore, e la invito  ad
  andare  avanti. Noi siamo qui per questo. Io spero che  non  accada
  che  qualcuno metta di nuovo il freno a mano sul percorso di questo
  disegno di legge.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che siamo di
  fronte ad un disegno di legge che vede un signor assessore che l'ha
  preparato  e  una signora commissione che, in tempi brevissimi,  ha
  acclarato,  in  quasi  tutte  le sue parti,  il  lavoro  fatto  dal
  Governo.
   Se  la  stessa Commissione ha espresso un parere favorevole, quasi
  unanime - anche se confermo che c'era quel pizzico di astensione da
  parte dell'onorevole Raia, non sul contenuto in generale ma per una
  specifica  questione che poi sarà lei stessa a trattare al  momento
  opportuno  -,  dico  che  ci troviamo nelle condizioni  ideali  per
  potere fare un lavoro con l'urgenza che il problema merita e con la
  capacità  di  portarlo a termine, magari tenendo conto  che  i  due
  pareri  unanimi di Governo e Commissione debbano portare l'Aula  ad
  avere   un  atteggiamento  piuttosto  veloce  e  favorevole,  senza
  stroncare   il   dibattito,  senza  tentare  di   mortificare   gli
  interventi, senza tentare né di allargare il dibattito - perché non
  serve a nessuno - né di doverlo accelerare in termini tali che  non
  siano di reale e forte pertinenza da parte dell'Assemblea.
   Il  problema  in se stesso, per quel che è già avvenuto  in  altra
  regione  d'Italia  e per quel che è avvenuto e che  ancora  avviene
  nella nostra Sicilia, non può essere mandato alle calende greche
   Il  problema deve essere per forza affrontato e definito in  tempi
  brevi  e celeri, come il lavoro che la stessa Commissione ha  posto
  in essere.
   La  Commissione ha posto in essere questo disegno di  legge  anche
  stralciando   le  norme  di  carattere  finanziario,   rimandandole
  all'approvazione  del  bilancio e della  finanziaria  da  parte  di
  questa  stessa Assemblea, tentando di agevolare un percorso che  ci
  porti speditamente a chiudere uno dei capitoli più bui della storia
  della nostra Sicilia.
   Il  solo  pensiero  delle assunzioni fatte  e  svolte  in  termini
  inequivocabilmente  delittuosi - vorrei  dire  -  contro  qualsiasi
  regola,  contro qualsiasi forma di civile convivenza  e  di  serena
  valutazione, perché ha pagato lo Stato, pagherà ancora lo  Stato  e
  ci  sarà  la difficoltà di comprendere e capire, senza potere  dire
  che  possiamo obbedire e combattere - sarebbero frasi che non  sono
  di nostra pertinenza - ma che hanno portato, addirittura, in alcune
  occasioni  ad  avere tantissimi dipendenti e poi spese  inutili,  o
  quasi,  con  gli appalti a caldo, i noli a caldo, con quelle  altre
  indicazioni  che  hanno portato magari a scioperi perché  mancavano
  50.000  euro  per  potere fornire guanti e  scarpette  adeguate  ai
  dipendenti che dovevano pur fare qualche lavoro.
   Lasciando perdere che c'è tanta materia lì, di comprendere  quanti
  nipoti,  figli  e  cugini  e parenti di amministratori  sono  stati
  assunti,  impropriamente e vergognosamente, aumentando le spese  in
  maniera  pesante  e  insulsa e portando  alla  fine  i  conti  alla
  Regione: un miliardo di euro, pari a duemila miliardi delle vecchie
  lire, che danno il senso di una misura stracolma e superata.
   Il    termine   reale   è   se   adesso   quest'Assemblea   vuole,
  coraggiosamente e velocemente, portare a termine questo disegno  di
  legge e dare una svolta, non più rinviabile, ai temi che riguardano
  la salute pubblica e un approccio diverso alla raccolta dei rifiuti
  solidi urbani, un approccio diverso alla raccolta con il   porta  a
  porta', un approccio diverso ad una diversa impostazione che  possa
  essere l'impostazione che contraddistingue quanto avviene in Italia
  e, purtroppo, non è avvenuto in terra meridionale e a Napoli prima,
  e  non  vorrei che ripetessimo, anche se i fatti sono già successi,
  anche in Sicilia.
   Ecco  perché  ritengo, sposando anche quanto detto  dall'onorevole
  dell'UDC  che  mi  ha  preceduto, che è  necessario  anche  stasera
  iniziare il dibattito e non chiuderlo, se è proprio necessario  non
  chiuderlo,  e  tenere conto che ci possa essere un'appendice  anche
  per martedì.
   Ma  se  potessimo  chiudere tutto stasera, con la  chiusura  della
  discussione generale e rimandare, con tempi congrui, l'esame  degli
  emendamenti non sarebbe male. Significherebbe dare un volano  forte
  tentare  di chiudere - come è giusto che sia - quest'altro  disegno
  di   legge  prima  di arrivare al bilancio e alla finanziaria,  che
  altro  non farebbero se non bloccare il percorso di questo  disegno
  di legge perché non potremo mai votarlo, se prima non avremo votato
  bilancio  e finanziaria, e poter dare così la necessaria  copertura
  finanziaria alla legge di cui conosciamo le cifre, ma per la  quale
  non  abbiamo  dove  attingere le risorse finanziarie  dal  bilancio
  della Regione siciliana.
   Se  noi  continuiamo  in una atmosfera che  può  essere  benissimo
  comprensiva  delle  esigenze del Governo, delle  esigenze  espresse
  dalla  Commissione e delle esigenze che pervengono dall'Aula  nella
  sua interezza, ma guardando al miglioramento  del disegno di legge,
  laddove  questo  è possibile e necessario, ritengo  che  faremo  un
  lavoro  serio,  effettivamente importante, e potremo  approvare  la
  legge  sul piano casa, pur con tutto quanto è avvenuto, con  quello
  che  pure ha provocato - io amo dire che quello che è avvenuto ieri
  sera,  alla fine, ha comportato il ritiro dell'emendamento  e  sono
  contento di avervi contribuito restando in Aula e parlando in  quel
  senso  perché  il  Governo ritornasse indietro - martedì  prossimo,
  ripeto,  approvare  la legge sul piano casa e, perché  no,  martedì
  stesso  licenziare anche il disegno di legge sui rifiuti.
   Questo,  indipendentemente se è il Governo che lo farà o finga  di
  fregiarsi non so di cosa per  dire che lo sta facendo. L'importante
  è  che lo faccia l'Assemblea, e che lo faccia al servizio di quella
  comunità,  la Regione siciliana e i siciliani. Spesso ci sporchiamo
  la  bocca  dicendo che vogliamo difenderli ma, alla fine, spesso  e
  volentieri  ci  facciamo tirare da altre situazioni  che  sono  più
  politiche che effettivamente importanti, per quello che serve  alla
  gente e, quindi, ci fa perdere di mira l'obiettivo finale.
   Io  ritengo di avere dato anche oggi, oltre che in commissione, il
  mio  modesto personale contributo ad un lavoro che non  può  essere
  rinviato,  ad  una  intenzionalità che è  stata  espressa,  e  dico
  finalmente. Io non ho da dare alcuna patente a nessuno, ma do  atto
  ad un assessore che ha fatto vedere che, prima di essere assessore,
  é  un  tecnico che stava lavorando al servizio di un'idea e  di  un
  dovere, quello di rendere un servizio alla nostra terra di Sicilia,
  che  continuiamo  ad  amare  ma che spesso  dimentichiamo,   perché
  amarla significa anche concretizzare le cose che servono.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  oggi
  arriva in Aula, dopo mesi e mesi di intense discussioni e anche  di
  scontri,  un  disegno di legge tra i più attesi dalla Sicilia,  che
  arriva  a corollario di un sistema dei rifiuti che ormai ha toccato
  livelli  insostenibili e di allarme sociale, oltre che economico  e
  giudiziario.
   Lo  sfascio degli ATO e l'esperienza ormai negativa delle  società
  d'ambito,  nate per gestire in maniera armonica il ciclo  integrato
  dei rifiuti  io mi interrompo per non disturbare i colleghi del  PD
  che parlano, signor Presidente

   PRESIDENTE.   Continui,  onorevole  Caputo.  Onorevoli   colleghi,
  lasciamo svolgere serenamente il dibattito.

   CAPUTO.  Non vorrei disturbare il Partito Democratico che vive  un
  momento di tensione e, quindi, abbiamo grande comprensione nei suoi
  confronti.
   Stavo  dicendo  che  questo disegno di legge non dovrebbe ma  deve
  porre fine ad un sistema che ha fatto il suo tempo ancora prima  di
  iniziare.
     Oggi  leggevo una casistica giornalistica, riportata anche dalla
  nostra  rassegna stampa, e non c'è provincia in cui il sistema  dei
  rifiuti non abbia determinato uno sfascio insostenibile: cassonetti
  bruciati;  la  raccolta  differenziata  a  livelli  infinitesimali;
  discariche  -  compresa  quella  di  Bellolampo  a  Palermo  -  con
  grossissimi  problemi di salvaguardia ambientale; ditte  sottoposte
  ad  indagini;  l'ombra  degli  affari  mafiosi  su  alcune  società
  d'ambito  e, in ogni caso, sulla gestione degli enormi  flussi   di
  denaro  che  arrivano  dal sistema integrato  dei  rifiuti;  comuni
  fortemente  indebitati - lo sa bene l'assessore Russo -  che  hanno
  visto i loro bilanci ormai disastrati dal sempre più impressionante
  aumento del costo di smaltimento dei rifiuti e poi, per fare fronte
  alla  copertura  delle anticipazioni, che sono  stati  costretti  a
  chiedere  alla  Regione  per  evitare  il  dissesto  delle  società
  d'ambito.
   Un sistema che è fallito, e non è fallito per una parte politica o
  perché  è  stato  pensato  così;  è fallito  perché  nella  pratica
  attuazione ha devastato, piuttosto che avere gestito.
   Adesso questo disegno di legge deve rivedere interamente, non solo
  la  filosofia,  ma la gestione dei rifiuti in tutto  il  territorio
  della Sicilia.
   Oggi  leggevo  una dichiarazione dell'assessore  Russo,  il  quale
  anticipava di volere dare vita ad un'altra discarica.
   Assessore, non glielo consiglio per l'esperienza che ho  di  avere
  fondato un ATO che, negli anni e per molti anni, è stato visto come
  un  ATO  pilota  in tutto il comprensorio, perché ha  acquistato  i
  mezzi  con i finanziamenti europei, perché ha aperto una discarica,
  ha  aperto  le  isole  ecologiche, ha dato lavoro  a  centinaia  di
  persone,  ha  attivato la raccolta differenziata.  Non  crei  altre
  discariche   in   Sicilia   La  gestione  dei  rifiuti   attraverso
  l'apertura  delle discariche ha creato solo uno sfascio  ambientale
  con  dei  costi insostenibili per la gestione, per il recupero,  la
  salvaguardia e il riutilizzo delle stesse.
   La  politica  dello  smaltimento dei  rifiuti  a  cielo  aperto  è
  superata in ogni parte d'Europa.
   Noi  dobbiamo  prendere atto che abbiamo bisogno  di  costruire  i
  termovalorizzatori, non possiamo essere la Cenerentola  dell'Europa
  in  tema  di  gestione dei servizi di smaltimento e riutilizzo  dei
  rifiuti
   Questo  disegno  di legge - che mi auguro venga affrontato  subito
  come discussione generale e che in pochissimi giorni, a partire  da
  martedì  prossimo,  venga  esitato - deve  essere  propedeutico  ad
  un'altra  riforma,  quella della individuazione  e  avviamento  del
  sistema di distruzione dei rifiuti attraverso i termovalorizzatori.
  Questa è una telenovela, un'altra delle tante telenovele alle quali
  ci sta abituando, purtroppo, il governatore di questa Regione, dato
  che  oggi  dice  una cosa e domani ne dice esattamente  un'altra  e
  contraria sulla stessa cosa. Dobbiamo smetterla con questo discorso
  dei termovalorizzatori. Dobbiamo attivarli e realizzarli.
   Siamo  l'ultimo  Paese d'Europa che ancora utilizza  il  buco  per
  terra dove mettere i rifiuti.
   E  poi  assistiamo  alla  denuncia  sistematica  dei  sindaci  per
  problemi di inquinamento ambientale; assistiamo, ancora una  volta,
  alle  continue  denunce, alle province costrette a  denunciare  chi
  gestisce i rifiuti e poi ai continui pericoli di inquinamento delle
  falde acquifere per l'assorbimento del percolato.
   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  auguro  che  questo
  disegno  di  legge  trovi la parola fine,  nel  senso  positivo,  e
  diventi  legge in pochissimi giorni, perché è un disegno  di  legge
  atteso, e mi auguro che non finisca come quello sul piano casa  che
  è  diventato  una  specie di legge omnibus dove inserire  qualunque
  cosa che il Governo, all'ultimo minuto, ha bisogno di inserire.
   Io  sono  convinto  che l'assessore Russo non  lo  permetterà,  lo
  conosco  per la sua scrupolosità, correttezza e impegno,  e  questo
  dovrà  essere  un testo che parli solo e unicamente di  rifiuti  in
  Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Minardo  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende la discussione del disegno di legge «Gestione integrata
                              dei rifiuti
            e bonifica dei siti inquinati» (nn. 525-528/A)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  stasera  arriva
  finalmente  in  Aula una delle questioni che questo Parlamento,  ma
  pure questa Sicilia, aspettava ormai da troppo tempo.
   In  tutti questi anni abbiamo potuto verificare quello che è stato
  il  percorso amministrativo, e non solo, della nuova organizzazione
  dei rifiuti. Abbiamo potuto constatare quali sono stati i risultati
  e le ricadute in termini economici, e non solo, ma anche in termini
  sociali,  del  passaggio dalla gestione in economia  alla  gestione
  secondo ambiti territoriali ottimali.
   In  quest'Aula  ci  sono  diversi parlamentari  che  hanno  potuto
  inaugurare  momenti  di grande esaltazione personale  quando  hanno
  assunto  la  responsabilità  massima  cittadina,  mi  riferisco  ai
  sindaci.  E  questi colleghi parlamentari hanno potuto sperimentare
  quali  e  quanti siano stati i risultati, nella maggior  parte  dei
  casi  non  positivi  né  favorevoli  per  i  nostri  contesti,  nel
  passaggio alla nuova gestione.
   Da  diversi anni si avvertiva l'esigenza di riformare queste norme
  per  dare  alla  Sicilia  una legge che sia  capace  di  affrontare
  concretamente i problemi, che sia capace di ispirarsi concretamente
  a  princìpi  di  economicità e, al contempo,  di  efficienza  e  di
  efficacia.
   Purtroppo,  devo dire che in questi anni questi tre princìpi  sono
  venuti meno. In questi anni, ed è una constatazione ormai di  tutti
  -  che,  in  pochissimi  casi,  ma  è  giusto  dirli  ed  è  giusto
  circoscriverli, per le cose che dirò in seguito, vi sono stati  dei
  segmenti di gestione innovativa, secondo la legge che spero da  qui
  a brevissimo andremo a modificare.
   Ho  avuto  l'onore  di sostituire un collega e di  partecipare  ai
  lavori della Commissione IV per  licenziare il disegno di legge che
  stasera  arriva  in  quest'Aula  e  devo  dire  che,  in  linea  di
  principio, noi siamo convinti che questa sia l'esigenza, una  delle
  primarie esigenze, a prescindere che qualcuno dica dalla stampa che
  questa   non   è   una   priorità,  a   prescindere   che   qualche
  sottosegretario  di  Stato dica dai giornali che  il  problema  dei
  rifiuti  non è una esigenza per la Sicilia e lo si può  rinviare  a
  dopo  la  finanziaria. Se dobbiamo rinviarlo, lo faremo  solo  dopo
  avere votato tutti gli articoli dell'intero articolato, e solo  per
  un fatto tecnico di copertura finanziaria.
   Ma questo rappresenta, invece, una priorità del nostro Parlamento.
   Alla  Presidenza  dell'Assemblea regionale siciliana  chiederò,  a
  nome  del  PDL,  che il termine congruo per la presentazione  degli
  emendamenti  non  sia quello di martedì, ma sia  almeno  quello  di
  mercoledì.  Sappiamo quello che diciamo, onorevole Cintola,  e  non
  sono  ventiquattro ore la differenza, ma diventa un  fatto  tecnico
  perché  il martedì i parlamentari ritornano a Palermo - la  maggior
  parte  non siamo di Palermo -, e così avremo la possibilità  di  un
  raccordo nei partiti per presentare emendamenti che siano congrui e
  che abbiano delle caratteristiche di ritorno certo, positivo.
   Alcuni  piccoli flash, assessore Russo, la ringrazio per l'impegno
  che ha profuso e che ritengo utile ed importante in questa norma.
   Una  norma,  però, sulla quale dobbiamo stare attenti per  evitare
  che  crei  dei grossi apparati che non sempre, poi, riusciranno  ad
  ottimizzare  il servizio. Mi riferisco, innanzitutto, alla  volontà
  di modificare l'articolo 45 della legge 2/2007, la finanziaria, che
  prevedeva  la  riduzione  degli ambiti territoriali  da  27  a  14,
  stabilendo  in  linea generale che vi fosse un ambito  territoriale
  che  coincidesse con la provincia di appartenenza, che  ci  fossero
  poi  tre  ambiti  territoriali virtuosi e un  ambito  territoriale,
  possibilmente, per le Isole.
   Noi  non vogliamo che si ritorni a questa norma; diciamo però  che
  il   PDL   ritiene  che  nove  ambiti  territoriali  siano   pochi.
  Attenzione,  noi  non  dobbiamo cadere e scadere,  sulla  scorta  e
  sull'altare delle riforme, nell'equivoco di buttare l'acqua  sporca
  con il bambino
   Non possiamo rischiare - parlerò ancora per due minuti, mi accingo
  alla  conclusione  - di mettere a dura prova la  società  siciliana
  riuscendo ad eliminare con un colpo di penna - una volta  si  usava
  il compasso - ciò che di buono c'è in questo territorio.
   Assessore Russo, in maniera serena noi invitiamo il Governo a fare
  una riflessione. Non dobbiamo avere delle posizioni ideologicamente
  di  appartenenza,  dobbiamo invece concorrere tutti  insieme,  anzi
  auspico che l'intero Parlamento si impegni su questa legge.
   E' chiaro che è una legge importante che avrà risvolti e risultati
  negli anni futuri.
   Allora,  questa è una prima cosa e dobbiamo rifletterci,  dobbiamo
  riflettere sugli ambiti territoriali.
   Altra  cosa  è l'articolo 4, che è innovativo e dà una  soluzione,
  onorevole Di Guardo.
   Abbiamo  avuto i sindaci - lei ha scritto anche un  libro  che  ho
  letto  - che gestivano in economia il servizio, i sindaci che erano
  dei padri di famiglia e sapevano centellinare le risorse perché  ad
  un  centesimo,  a  mille  lire - allora c'era  la  lira  -   doveva
  corrispondere un certo servizio.
   Ma c'è un problema in questa norma, è chiaro. Infatti, è una norma
  fatta sulla scorta del decreto legislativo numero 152 del 2006 che,
  da  un  lato,  prevede,  all'articolo 15, che  l'affidamento  viene
  assegnato agli ambiti territoriali ottimali. La gestione, a seguito
  della stipula del contratto, viene assegnata ai comuni .
   Attenzione   Immaginate che questo venga fatto  per  cinque  anni,
  immaginate  una  provincia come quella di  Catania  o  di  Palermo,
  immaginate che appalto miliardario dovremo fare, immaginate  quanto
  verrebbe  a costare un appalto così grande, così corposo. Si  parla
  di 15 miliardi di euro
   Concludo,  signor  Presidente,  ma  dobbiamo  anche  parlare   del
  personale,  delle  norme  transitorie,  dobbiamo  capire  come   il
  personale  viene  dismesso e transita. E  transitano  soltanto  gli
  operatori  ecologici  o anche gli amministrativi?  Dobbiamo  capire
  quali sono le competenze vere dell'ATO, atteso che l'ATO ha già una
  competenza di vigilanza e non una competenza gestionale.
   Mi  fermo  qui.  Sono tante le cose, ma scenderei  nel  dettaglio,
  perché  dobbiamo  dare una legge vera, concreta,  e  da  parte  del
  Popolo  della Libertà c'è la volontà chiara, e lo dimostreremo,  di
  dare   un   contributo   fattivo  affinché   questa   legge   abbia
  un'accelerazione, ma sia anche concretamente incisiva per il nostro
  territorio.

   PRESIDENTE. Grazie del contributo, onorevole Falcone. Lei sa  bene
  che  è  consuetudine  di quest'Aula continuare  con  profitto,  con
  impegno  la  discussione  e  poi  sui  singoli  articoli  ci   sarà
  l'occasione  di  approfondire.  L'Aula  avrà  tutto  il  tempo   di
  approfondire un disegno di legge importante come questo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  finalmente  è
  arrivato il disegno di legge per la gestione integrata dei  rifiuti
  in  Sicilia, dopo un sofferto lavoro che ha visto creare gli ATO in
  Sicilia con un numero sproporzionato rispetto a quello delle  altre
  regioni e che ha visto in questi anni, dalla creazione di 27 ATO ad
  oggi,  un  ammontare enorme di debiti nei confronti  dei  Comuni  e
  della nostra Regione siciliana che hanno gestito questo servizio.
   Finalmente, arriva un buon disegno. Ho dato una lettura  veloce  a
  quelli che sono i princìpi di questo disegno di legge e dico subito
  che è un buon disegno di legge; ho soltanto alcuni dubbi che vorrei
  sottoporre all'attenzione dell'Assessore.
   Assessore, dico subito che rispetto all'impostazione che  è  stata
  data  a  questo  disegno  di  legge avrei  preferito  una  raccolta
  differenziata,  così  definita  porta a  porta',  direttamente  dai
  comuni  perché, per l'esperienza che ho maturato nella  mia  città,
  l'appalto  dato ad alcune cooperative o ad alcune società  che  non
  avevano  competenza  nel  merito, ha  creato  più  disfunzioni  che
  servizi efficienti.
   Stiamo  sciogliendo gli ATO che, attraverso la loro organizzazione
  fatta  dal consiglio di amministrazione, gestivano il servizio  che
  veniva dato in appalto direttamente a queste società, adesso invece
  saranno i comuni ad avere questa facoltà. Ogni comune potrà dare il
  servizio  della  gestione dei rifiuti in appalto ad altre  società,
  con contratti di appalto.
   Personalmente,  l'avrei  fatto  direttamente,  senza  dare  questa
  facoltà  di  fare  gestire il servizio  ad  altri,  ma  è  una  mia
  impostazione; avrei visto una raccolta diretta da parte dei  comuni
  con  la  raccolta   porta  a  porta', per  effettuare  la  raccolta
  differenziata  e  poi  avrei individuato  attraverso  un  consorzio
  libero  di comuni, l'area dove effettuare la discarica del  residuo
  rispetto ai prodotti trattati per la raccolta differenziata. Ma  se
  l'impostazione è questa, va bene.
   L'altra  cosa che vorrei chiedere riguarda l'articolo 7, comma  4,
  nel  punto  in  cui  dice:  la società d'ambito  ha  un  patrimonio
  costituito   dal   fondo  di  dotazione  nonché   dagli   eventuali
  conferimenti  effettuati  dagli  enti  locali  consorziati  .   Dal
  momento  in cui realizziamo la società d'ambito e quindi tutti  gli
  enti  locali che faranno parte di questo consorzio, all'attivazione
  del servizio - vedo che ci sono tempi celeri, entro 45 giorni -, da
  chi verrà pagata la gestione materiale?
   Il  fondo che verrà dato da tutti gli enti locali, saranno i beni,
  saranno le attrezzature, sarà il personale, ma le anticipazioni per
  fare  funzionare il servizio fino a quando non entrerà in  funzione
  la  riscossione della tariffa che metteremo in moto, saranno  fatte
  dai comuni, dalla Regione o dal consorzio stesso? Sarà quantificata
  questa cifra per poter affrontare l'avvio del servizio?
   Poi,  vorrei  ancora chiedere, relativamente all'articolo  15  che
  disciplina l'affidamento del servizio, lettera b), comma 3, dove si
  dice   riassuma  a  proprio carico il personale a qualsiasi  titolo
  trasferito alle Società ed ai consorzi d'ambito esistenti alla data
  di  approvazione della presente legge, o corrisponda alla  Autorità
  d'ambito i relativi oneri . Ciò significa, signor Assessore, che se
  oggi  faccio delle assunzioni, domani questi assunti hanno  diritto
  di essere trasferiti? O mettiamo un paletto agli assunti che per il
  momento sono presso le società che effettuano il servizio?
   L'altra  cosa  che  vorrei  chiederle,  e  questo  riguarda  anche
  l'articolo  18,  dove  ci  sono  le  norme  finali  e  transitorie,
  esattamente  dove  recita:  Sulla base dei criteri  concertati  fra
  l'Amministrazione  regionale  e  le  organizzazioni  sindacali,   i
  commissari   straordinari   provvedono  alla   individuazione   del
  personale  da  trasferire  alle Autorità d'ambito,  nell'osservanza
  delle   procedure  di  informazione  e  di  consultazione  con   le
  rappresentanze sindacali dei lavoratori dipendenti. I dipendenti da
  trasferire  sono  individuati  fra quelli  in  servizio  presso  le
  società o presso i consorzi  .
   Anche  qui  ci  sono  dei paletti o tutti quelli  che,  alla  data
  dell'entrata in vigore, che sono assunti presso la società  possono
  essere trasferiti in questa società d'ambito?
   In ultimo, Assessore, vorrei chiederle se i servizi che elenchiamo
  sempre  all'articolo 18, i servizi di scerbamento, di  sferramento,
  che  sono  servizi  dedicati  e che il comune  dovrà  fare  propri,
  saranno fatti sempre attraverso l'appalto o attraverso i dipendenti
  comunali?
   Al  Presidente dell'Assemblea, invece, vorrei chiedere se entro il
  termine di presentazione degli emendamenti sarà valida la firma  di
  un  solo  deputato o se occorreranno quattro firme,  visto  che  la
  discussione generale finisce adesso? Chiariamolo, così evitiamo  di
  fare confusione.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, occorreranno quattro firme.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  Assessore,  onorevoli   colleghi,
  affrontare  oggi  il tema dei rifiuti in Sicilia, mentre  siamo  in
  piena emergenza, rappresenta un piccolo passo avanti.
   Il  problema  è che forse in quest'Aula non ci si rende  conto  di
  qual é l'emergenza attuale in molti Comuni della Sicilia.  Siamo in
  condizioni

   DINA. E' il Governo che non se ne rende conto

   LACCOTO.  Onorevole Dina, le faccio la genesi  degli  ATO,  se  mi
  consente io ero sindaco.
   Questi  ATO  sono nati in Sicilia con un'ordinanza del Commissario
  per  l'emergenza rifiuti, allora Presidente della Regione,  che  ha
  imposto  ai Comuni le società per azioni, unico esempio in  Italia,
  obbligandoci  a  degli statuti che non erano modificabili  e  se  i
  Comuni  non  li  avessero  adottati,  avrebbero  avuto,  attraverso
  l'Agenzia  dei rifiuti, i commissari pronti ad adottare gli statuti
  ed a fare le società per azioni.
   Questo  è  stato  il  primo  errore grave  -  non  so  da  chi  fu
  consigliato l'allora Commissario per l'emergenza rifiuti -, che  ha
  portato  alla gravità di questi momenti. Ora é chiaro che  ci  sono
  responsabilità  di  tutti; il ritardo con cui  si  affronta  questo
  disegno  di legge e il riordino dell'emergenza rifiuti non possiamo
  certo addebitarlo all'attuale assessore.
   Ma  ora  dobbiamo  affrontare, senza fare il  gioco  delle  parti,
  quella che è una vera emergenza, è l'emergenza delle emergenze
   Allora,  il problema è questo: io ritengo che ogni gruppo politico
  debba  avere sicuramente la disponibilità per approfondire il testo
  e gli emendamenti, ma nel contempo occorre fare presto.
   Ho  fatto un conto, Assessore: oggi, i tempi di applicazione delle
  nuove  norme,  se  non  prevediamo un procedimento  transitorio  di
  emergenza, saranno di almeno sei mesi.
   Ma i Comuni e i cittadini non possono più affrontare questi tempi;
  ci  troviamo  di  fronte  alla  situazione  di  discariche  chiuse,
  discariche  di  privati o di società miste fatte  in  fantasia  con
  alcuni enti locali, che impediscono agli ATO di scaricare i rifiuti
  perché vogliono prima le somme dagli enti locali. Questo ha portato
  al  dissanguamento  delle casse dei Comuni che,  in  pochi  giorni,
  hanno dovuto versare migliaia e migliaia di euro alle discariche.
   Questo è caos, questa è emergenza.
   Allora,  il  Governo e l'Assemblea hanno il dovere  di  affrontare
  serenamente,  ma  con urgenza, questo problema.  Non  possiamo  più
  dividerci  su  questo  o  su quello, non voglio  più  riesumare  le
  responsabilità  storiche di queste vicende perché  a  me  interessa
  affrontare  la questione odierna. E la questione va affrontata  con
  urgenza,  sapendo  pure  che  vi sono diverse  realtà  con  diversi
  problemi.
   Assessore,   su  questa  vicenda  c'è  da  stare  molto   attenti,
  altrimenti  sarà  l'ennesimo fallimento.  Esistono delle  diversità
  degli  ATO  in  Sicilia.  Le faccio un  esempio:  in  provincia  di
  Messina l'ATO 2 e l'ATO 1 hanno affidato la gestione dei rifiuti  a
  privati per sette anni.
   Nell'ATO  2  è stato dato anche l'incarico di riscuotere  la  TIA,
  non  da  parte  degli enti locali; TIA che, tra  l'altro,  è  stata
  dichiarata  illegittima dai Tribunali, dal Consiglio  di  giustizia
  amministrativa, dai Tribunali amministrativi.
   Quindi,  dobbiamo  stare attenti nei passaggi  che  faremo  a  non
  addossare  tutti  i debiti, così come è scritto, ai  Comuni  perché
  sarebbe,  tra  l'altro, una forzatura che porterebbe  i  Comuni  al
  dissesto finanziario.
   Allora, vi sono due aspetti. Intanto, l'aspetto principale  è  che
  dobbiamo  trovare  una soluzione perché la Regione  non  metta  più
  somme  a vuoto, senza risolvere, anche temporaneamente, i problemi.
  L'altro  problema è che dobbiamo far sì che questa  benedetta  TIA,
  dichiarata  illegittima, anche nel disegno di legge sia  modificata
  in  TARSU e si dia la possibilità ai Comuni di riscuotere almeno le
  somme che devono essere riscosse.
   Un  altro aspetto è che occorre porsi in quest'Aula il problema su
  quale  sarà  il percorso da fare da qui alla materiale applicazione
  della  legge.  Sappiamo  che questo  è  un  testo  su  cui  poi  si
  discuterà,   si   presenteranno   emendamenti,   avremo   modo   di
  approfondirlo;  ma  da  qui a quando approveremo  il  bilancio.  E,
  quindi, il problema principale di questo disegno di legge è mettere
  un  punto col passato e per fare ciò bisogna trovare un equilibrio,
  sia  esso con i mutui, siamo d'accordo, ma l'equilibrio va  trovato
  anche  tra una somma che venga addebitata alla Regione ed una somma
  che  venga  addebitata   agli enti locali,  perché  altrimenti  non
  troveremo alcuna soluzione.
   Concludo,  signor  Presidente, dicendo che il problema  che  pongo
  oggi  al Governo è quello di trovare un percorso virtuoso,  per  lo
  meno di emergenza, da qui a quando potrà trovare reale applicazione
  la  norma. Altrimenti l'emergenza continuerà, noi bruceremo milioni
  e  milioni  di  euro, arricchiremo le discariche dei privati  o  di
  quelle  fantomatiche società miste pubblico-privato senza risolvere
  il   problema.   Quindi,   bisognerà  che  con   un   provvedimento
  straordinario, alla fine, con una norma transitoria, si  trovi  una
  soluzione  adeguata  a quello che è un momento  emergenziale  della
  Sicilia.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signor  Assessore,
  spiace  sinceramente celebrare una seduta così importante, per  una
  materia  altrettanto  importante, in un'Aula con  gli  spalti,  per
  rubare un gergo calcistico a me tanto caro, desolatamente vuoti.
   Questo  potrebbe  -  ma  il condizionale è d'obbligo  e  la  prova
  d'appello   deve   essere  sempre  concessa  -   essere   anche   e
  rappresentare l'esatta misura di quanto, molto spesso, Presidente e
  colleghi,  non si comprenda appieno la delicatezza del momento,  la
  delicatezza  della  materia trattata e mi sia consentito  anche  di
  dissentire  sommessamente ma a voce alta, al  tempo  stesso,  dalla
  richiesta  di  un  rinvio  che, a mio  avviso,  appare  quanto  mai
  inopportuno. Inopportuno perché non si può parlare di rinvio se  si
  pensa  seriamente  che siamo oggi, nell'anno 2010,  in  un  ritardo
  storico rispetto ad una legge che doveva arrivare in quest'Aula  da
  tempo.
   Quindi  un ringraziamento alla Presidenza di questa Assemblea  per
  la   sensibilità,   l'intelligenza,  la   lungimiranza   dimostrata
  nell'avere consentito stasera ai famosi uomini di buona volontà  di
  potere dibattere e discutere su questo argomento.
   Inizialmente,  mi  sia anche consentito di esprimere  a  nome  mio
  personale,  del  Movimento  per le Autonomie  e  della  Commissione
  Territorio e Ambiente - è stato più volte dibattuto in Commissione,
  oggi  vero  e  proprio laboratorio politico, non  solo  all'interno
  dell'Assemblea  ma  sicuramente in questa  Regione  -  la  piena  e
  massima solidarietà nei confronti dell'assessore Pier Carmelo Russo
  per quanto è occorso nelle scorse settimane.
   Noi  sappiamo  che  questa straordinaria figura di  tecnico,  oggi
  prestato   alla   politica,  a  cui  tra  l'altro   va   anche   un
  ringraziamento  personale per avere, proprio in  quella  ottica  di
  democrazia  partecipata  a me molto cara,  instaurato  un  rapporto
  dialettico  proficuo, costante, continuo, interattivo e sicuramente
  costruttivo  con  tutti  i componenti della Commissione  che  hanno
  lavorato  con  grande  serietà, arrivando  sicuramente  in  maniera
  sofferta, ma utile, al parto di un disegno di legge che mi permetto
  definire  assolutamente  positivo, forte,  organico,  intelligente,
  concreto  e  sicuramente rispondente alle esigenze di un territorio
  che non può più aspettare.
   E'  sotto  gli  occhi  di  tutti lo scempio  che  giornalmente  si
  registra  in  questo  territorio, è sotto gli  occhi  di  tutti  la
  lamentela  continua  di quanti, amministratori  locali,  cittadini,
  operatori  della politica e non, giornalmente vivono la difficoltà,
  così come tutti i siciliani vivono le difficoltà.
   L'onorevole  Laccoto, che mi ha preceduto,  ha  citato  la  famosa
  ordinanza, se non ricordo male era la 2983 del 1999, ma  non  è  la
  serata per potersi inerpicare su sentieri dietrologici che,  a  mio
  avviso, lasciano il tempo che trovano. E', invece, una serata nella
  quale  impegnarsi  in un dibattito generale per segnalare  le  cose
  positive, tante, e le ombre, pochissime, vicino allo zero, nessuna,
  che  presenta questo disegno di legge con il caposaldo fondamentale
  rappresentato da questo potere di gestione e controllo  restituito,
  finalmente, ai Comuni. Quegli stessi Comuni che, forse, in  qualche
  caso dissennato e scellerato, hanno visto un concorso di colpa, per
  rubare  un  termine all'infortunistica stradale, nell'indebitamento
  di  cui  poi oggi vediamo riportate cifre assolutamente allucinanti
  nelle cronache dei giornali.
   C'è  stata qualche leggerezza. C'è stata in passato, forse con  la
  pressione  della piazza, anche qualche bonaria complicità,  che  io
  definirei colposa e non dolosa, dei Comuni che, però, hanno  subìto
  e  sono stati stritolati da questo perverso, cervellotico, astruso,
  sicuramente  non rispondente alle esigenze del territorio,  sistema
  che  era  stato partorito da questo maledetto decreto  Ronchi  che,
  poi,  ha portato al disastro. Un disastro che in Sicilia ha causato
  tutto ciò a cui ci troviamo di fronte.
   Allora  dobbiamo  partire  - condenserò  in  sessanta  secondi  lo
  sforamento del tempo a mia disposizione, signor Presidente -  dalla
  famosa  autosufficienza progressiva degli  ATO,  così  é  riportato
  testualmente, al comma 2 dell'articolo 1, che la Regione  tenta  di
  instaurare  con questo disegno di legge all'interno di un  processo
  virtuoso di normalizzazione della materia.
   Non  ci  aspettiamo  che il disegno di legge possa  immediatamente
  risolvere   i  gravi problemi, ma siamo profondamente convinti  che
  questa sia la strada giusta.
   Poc'anzi, con l'assessore Pier Carmelo Russo - è sempre un piacere
  parlare con lui, non solo di politica e non solo di diritto, ma lui
  è  uno  scienziato  del diritto -, si tentava  di  approfondire  la
  materia  relativa ad una determinazione della Camera  dei  Deputati
  che,  proprio  in  questi giorni, ha visto una  pronunzia  negativa
  sugli ATO.
   Quindi, gli ATO devono sparire. E l'assessore Pier Carmelo  Russo,
  il  Governo  e  la  Commissione  sono profondamente  convinti  che,
  nonostante   l'orientamento  di  carattere  nazionale,   l'impianto
  normativo  di  questo disegno di legge, ripeto completo,  omogeneo,
  funzionale  e  rispondente  alle  esigenze  dei  cittadini,   saprà
  sicuramente venire incontro alle esigenze e anche alle novità.
   Prima  di  concludere, mi permetto di segnalare  una  delle  tante
  novità, sicuramente importanti: il contratto per adesione che vedrà
  i  Comuni,  sul modello Consip, aderire e soprattutto,  proprio  in
  virtù  di  quella  autosufficienza di cui ho parlato  poco  fa,  il
  comune, dopo tre anni, se si renderà conto che la manovra che lo ha
  portato   all'adesione  sarà  antieconomica,  potrà   eventualmente
  pensare  di  gestire in proprio o rinegoziare  con  il  gestore  il
  prezzo pattuito.
   E'  importante oggi, e concludo, verificare che questo disegno  di
  legge che si ispira alla normalizzazione della materia dei rifiuti,
  che  si  ispira ad un livellamento della tassa da pagare, sia  essa
  TARSU o TIA, che si ispira a far finire quella vergognosa questione
  e vicenda oscena che ha visto prezzi altissimi e sempre diversi per
  lo  smaltimento  in  discarica, sia un  disegno  di  legge  che  il
  Movimento per le Autonomie definisce vincente, un disegno di  legge
  che  il  Movimento  per le Autonomie e il sottoscritto  definiscono
  utile alla definitiva risoluzione della questione.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   anche   io
  intervengo  per  parlare di questa riforma,  credo  la  prima  vera
  riforma cui metteremo mano, tanto attesa dai siciliani.
   Voglio  ringraziare  la  Commissione  per  i  tempi  molto   brevi
  impiegati   per   esitare   due  disegni   di   legge,   presentati
  rispettivamente  dal  Governo  il  15  febbraio   e   dal   Partito
  Democratico il 17 febbraio.
   Avere  esitato i due disegni di legge portandoli in  Aula  per  la
  discussione  in  così breve tempo, dà merito, una volta  tanto,  al
  Parlamento siciliano di essere attento ai bisogni dell'Isola.
   Voglio ringraziare l'assessore Russo, il Governo, per avere  avuto
  la  forza  di revocare quello scellerato appalto per la costruzione
  dei  quattro termovalorizzatori. Infatti, se non ricordiamo le cose
  accadute,  parliamo  sempre del dopo e non  di  quanto  è  successo
  prima.
   C'è un grande ritardo - è vero, lo ha detto qualche collega che mi
  ha  preceduto  -  nell'affrontare  direttamente  la  questione  dei
  rifiuti da parte del Governo Lombardo; ma è pur vero che il Governo
  Lombardo, in questa fase, ha dovuto affrontare il danno creato  dal
  precedente Governo, ha dovuto pensare a come cambiare la  filosofia
  per  lo smaltimento dei rifiuti. Una filosofia che vedeva conferire
  nel  termovalorizzatore qualsiasi rifiuto, indipendentemente  dalla
  sua  natura,  nel senso che nei termovalorizzatori  si  metteva  il
  legno,  la  plastica,  la  carta, tutto  ciò  che  era  considerato
  rifiuto, in generale, da parte dei cittadini.
   Avere  cambiato  la  filosofia  della  raccolta  dei  rifiuti   ha
  certamente  impegnato  il Governo partendo -  lo  ripeto  ancora  -
  dall'annullare     l'appalto    per    la     realizzazione     dei
  termovalorizzatori,  che  in  sé  conteneva  tante,  tante,   tante
  contraddizioni. Da qui dobbiamo partire.
   La  vicenda degli ATO è una vicenda triste e non capisco come  mai
  alcuni  colleghi si ostinino a difendere la gran parte dei  sindaci
  che sono, non solo complici, ma artefici del disastro degli ATO.
   I  sindaci  che  sono stati nei consorzi sono  stati  essi  stessi
  attori  dei  disastri  degli ATO; hanno determinato  le  assunzioni
  facili; hanno gonfiato gli organici; non hanno messo in riscossione
  la  TARSU.  Perché  non  lo hanno fatto? Solo  per  clientela:  non
  chiedere  le  tasse dovute ai cittadini diventa  clientela  per  la
  prossima elezione.
   Adesso  chi  pagherà questo danno? Lo pagheranno i  cittadini  che
  sono  stati presi in giro da quegli stessi sindaci - adesso i costi
  sono  diventati  altissimi, si sono triplicati  -  e  pagheranno  i
  lavoratori  di  quelle  cooperative o i  lavoratori  assunti  dalle
  agenzie  interinali, in periodi elettorali, con la promessa  di  un
  posto di lavoro; lavoratori che adesso non potranno essere assunti.
  E  voglio  vedere  questi  sindaci ed amministratori  che  si  sono
  sbracciati,  durante  le campagne elettorali, per  provvedere  alle
  assunzioni di questo personale.
   Abbiamo  una  grande scommessa e, se si chiede qualche  giorno  di
  riflessione, credo sia necessario concederlo perché - come ha detto
  qualche  collega  -  occorre approfondire il disegno  di  legge  e,
  piuttosto   che   partorire  una  legge  che  può  creare   qualche
  difficoltà,   impiegare  qualche  giornata  in  più  può   aiutarci
  certamente  a  renderlo  un  atto  che  può  essere  accolto  dalla
  popolazione  anche  con  grande entusiasmo. I  cittadini,  infatti,
  vogliono che si tolga l'immondizia dalle strade, davanti alle case,
  davanti alle scuole, davanti ai negozi.
   E   allora  questa  grande  scommessa,  Assessore,  ci  vedrà   sì
  protagonisti perché sappiamo che stiamo toccando interessi,  grandi
  interessi  - quello delle discariche gestite in una certa  maniera,
  quello  dei  noli  a  caldo, quello delle assunzioni  facili  -  e,
  quindi,  sarà un tragitto pieno di ostacoli. A noi la  capacità  di
  dare   una  risposta  seria  perché  sarà  veramente  un  risultato
  importante  se  saremo capaci di rendere partecipi i  siciliani  di
  questo sforzo che il nostro Parlamento saprà fare.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  sentito
  fare  da molti colleghi di tutti gli schieramenti e forze politiche
  apprezzamenti,  che condivido, nei confronti di  questa  iniziativa
  del Governo che, non soltanto oggi, attraverso la presentazione  di
  questo  disegno  di legge esitato dalla Commissione  ma  anche  con
  iniziative  dei  mesi trascorsi, sembra avere dato  una  svolta,  o
  voler  dare  una  svolta, al dramma della gestione dei  rifiuti  in
  Sicilia.
   L'azione  di un Governo, quindi, è importante e viene riconosciuta
  da  tutti  quanti  nella qualità della gestione e negli  esiti  che
  questa può produrre sul sistema dei rifiuti in Sicilia.
   Onorevole Arena, bisognerebbe ricordare che, se tanto mi dà tanto,
  noi veniamo da un sistema disastroso in presenza di un Governo - il
  Governo  Cuffaro  -  che  ha istituito la  famigerata  Agenzia  dei
  rifiuti e delle acque che ha gestito questo percorso per anni e che
  tutti  i  mali  che  qui ci stiamo sforzando di elencare  non  sono
  piovuti per destino cinico e baro, né per colpa del decreto  Ronchi
  che  ha  generato,  in altre regioni e con altri  governi  e  altre
  amministrazioni locali, risultati ben diversi.
   Mi  sembra  doveroso,  quando parliamo del  disastro  a  cui  oggi
  assistiamo, sapere anche riconoscere le responsabilità, di  Governo
  e non, che hanno portato al disastro stesso. Lo dico altrimenti non
  comprendiamo le storie, non comprendiamo gli errori e non  possiamo
  evitarli,  perché  c'è  stata una precisa  omissione,  una  precisa
  volontà, in tutti i sensi - nell'uno e nell'altro - nel condurre un
  sistema  o nel non condurlo. Il che é ugualmente colpevole  dinanzi
  ai  risultati  che  oggi  siamo costretti  ad  elencare.  In  quale
  contesto ci muoviamo in questo momento?
   Ci  muoviamo in un contesto che, attraverso una perversa  sinergia
  tra   malgoverno   e  malaffare,  ha  portato  ad  una   situazione
  finanziaria  disastrosa.  Dico  malgoverno  e  malaffare  perché  i
  confini  sono spesso sovrapposti, perché sicuramente c'è  una  idea
  degli   ATO   che  prevedeva  che  dovevano  essere  essenzialmente
  sottogoverno  e,  come tali, dovevano essere occasioni  clientelari
  del malgoverno e come tali molti Comuni sono stati e adesso vengono
  elevati al rango di vittime.
   Sono  stati  però vittime e carnefici allo stesso  tempo,  se  non
  complici,  di questa disastrosa gestione che ha prodotto,  in  capo
  agli  stessi  Comuni  e,  quindi, ai  cittadini  -  perché,  quando
  parliamo  di  Comuni  e di sistemi sembra che  parliamo  di  entità
  astratte,  invece  parliamo di persone - che, in qualche  modo,  si
  dovranno  accollare i risultati di questa mala gestione, di  questa
  disfunzione,  e  cioé  debiti  per  oltre  600  milioni  di   euro.
  Complessivamente,  il sistema ha generato, fino a  questo  momento,
  debiti per circa un miliardo.
   Tanto  per  essere precisi: quando, nel 2007, la Regione siciliana
  ha firmato il piano di rientro per la sanità con il Ministero della
  salute,  l'entità  del disavanzo 2006 era meno di  900  milioni  di
  euro,  per  una  gestione che, complessivamente,  era  di  circa  8
  miliardi di euro.
   Qui  parliamo di numeri ben diversi e, quindi, in proporzione,  il
  disavanzo del sistema di gestione dei rifiuti è assai più  ampio  e
  si  è  prodotto  in tempi brevissimi; c'è stata una  anomalia,  una
  patologia  del sistema. Il peggio che la politica poteva  dare,  il
  peggio  che l'Amministrazione regionale poteva dare, il peggio  che
  le   amministrazioni,  le  peggiori  amministrazioni  tra   queste,
  potevano dare, lo hanno dato nella gestione dei rifiuti in Sicilia,
  in questi anni.
   Adesso  siamo  di fronte ad un morto e dobbiamo correre.  Dobbiamo
  farlo  per  vari  motivi,  intanto perché  rischiamo  di  avere  la
  spazzatura  in  casa.  Se  accendiamo  la  televisione  sempre  più
  frequentemente  vediamo  immagini  di  spazzatura  che  non   viene
  raccolta.
   Non  è,  ancora  una  volta, la cattiveria  di  qualcuno,  sono  i
  risultati  inevitabili - come dire, che scattano  precisi  come  il
  meccanismo  di  un orologio - di una gestione che  non  poteva  non
  portare  a  tutto  questo per tante ragioni  che  nell'economia  di
  questo discorso non posso rievocare. Ma, soprattutto - e questo  ci
  è stato detto dall'assessore in IV Commissione, durante l'esame del
  testo  -  una  sentenza della Corte dei Conti del  maggio  2008  ci
  ricorda   che  dei  bilanci  dei  Comuni  -  lo  dico  in   maniera
  semplificata - fanno parte anche i bilanci delle aziende speciali e
  partecipate.
   Ciò  significa  che  il disastro economico  degli  ATO  non  è  di
  qualcuno o di qualcun altro, ma è il disastro economico dei  Comuni
  e,  quindi,  rischia  di  collassare non  il  sistema  di  gestione
  integrata dei rifiuti - che, poi, non c'è mai stato un sistema  dei
  rifiuti in Sicilia -, ma rischiano di collassare le amministrazioni
  comunali, tutte o quasi tutte.
   Ecco  perché mi sarei aspettato che parlamentari attenti,  che  si
  battono  il  petto  con la retorica del popolo  siciliano  in  ogni
  occasione,  fossero  oggi  qui a dire  Presidente,  facciamo  prima
  possibile  perché siamo pronti, perché sappiamo  che  questo  è  un
  problema urgente; perché sappiamo che i comuni rischiano di  andare
  al collasso; perché sappiamo che questo produce danni all'economia,
  alle  imprese, ai lavoratori, non soltanto del sistema dei  rifiuti
  ma ai lavoratori delle stesse amministrazioni comunali perché su di
  essi grava il deficit degli ATO .
   Noi  dobbiamo correre, e dobbiamo farlo sapendo che  è  una  corsa
  difficile,  che dobbiamo cercare di aggiustare un treno  in  corsa;
  dobbiamo  farlo con una complicazione che oggi si aggiunge,  che  è
  quella  del  Parlamento nazionale che sta abrogando -  l'operazione
  non  è  compiuta,  ma  è ragionevole presupporre  che  questo  sarà
  l'esito  -  gli  articoli 148 e 201 del testo  unico,  del  decreto
  legislativo numero 152 del 2006 che, sostanzialmente, elimina dallo
  scenario le Autorità d'ambito.
   Questo ci impone un supplemento di riflessione, ma non ci consente
  di  fermare  una corsa al salvataggio di questo sistema  nel  quale
  saremo  coinvolti tutti quanti. Chi naturalmente  ne  ha  avuto  la
  responsabilità  per anni, ma adesso noi - perché questo,  oggi,  ci
  riguarda  -  visto che la soluzione passa da noi che siamo  qui,  e
  passa  con  una cogenza che significa migliaia di euro di disavanzo
  ogni giorno che passa.
   Il  sistema,  infatti, va avanti ed è pieno di falle,  l'acqua  si
  perde e il disavanzo cresce.
   Ecco  perché  dobbiamo correre. Dobbiamo correre anche  perché  se
  fosse  soltanto un problema di carattere finanziario sarebbe  quasi
  poca   cosa;  ma  abbiamo  un  sistema  industriale  e  un  sistema
  ambientale   compromessi   da  tutto  questo   con   una   raccolta
  differenziata a livelli ridicoli. Il 7 per cento non è il frutto di
  una scelta piuttosto che di un'altra, soltanto.
   Va  detto  che  siamo  contrari  a quanto  l'onorevole  Caputo  ha
  affermato  sostenendo che dobbiamo costruire i  termovalorizzatori,
  non  solo  perché questa è una scelta sbagliata in sé ma perché  ci
  impedisce  di crescere in qualità, secondo quello che  una  regione
  moderna  dovrebbe  fare oggi, e cioè comportarsi come  l'Europa  ci
  invita  a  fare,  mettendo al centro - e questo, concludendo,  deve
  essere  l'obiettivo della nostra legge - la raccolta  differenziata
  perché   genera   economia,   rispetto  e   tutela   dell'ambiente,
  possibilità  di  avere  una  filiera  con  sviluppo  occupazionale,
  possibilità di creare impresa e lavoro dal recupero della  materia.
  Questo  fa  dei  rifiuti quella risorsa che possiamo  rendere  alla
  nostra collettività e questo dobbiamo farlo voltando pagina.
   Mi  auguro  che  questo disegno di legge venga affrontato  con  la
  consapevolezza, con l'intenzione e anche con la capacità  di  mezzi
  che  ci metta in condizione di dare una svolta al sistema separando
  nettamente  la  governance  dalla  gestione;  che  ci  metta  nelle
  condizioni di affidare ai Comuni quella responsabilità che vogliono
  -  non che devono avere ma che vogliono, ed è giusto che abbiano  -
  per evitare alibi di ogni sorta e, auspicabilmente, per rendere  un
  servizio  più  efficiente e, soprattutto, per dettare  regole,  che
  sono   state   le  grandi  assenti  di  questi  anni.  E,   quindi,
  autorizzazioni,  controlli, regole e, soprattutto, in  conclusione,
  un sistema che produca una economia sana e pulita.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, credo  che
  stasera  stiamo  facendo bene ad avere portato oggi  in  Aula  e  a
  discutere  il  disegno di legge sui rifiuti.  Mi  dispiace  che  su
  questo  disegno  di  legge  non si veda la  sensibilità  dal  resto
  dell'Aula dato che ci sono pochi deputati presenti. Eppure, il tema
  richiederebbe e richiede un dibattito perché chiaramente, da un po'
  di  tempo  a  questa parte, parliamo di emergenza, di  urgenza,  di
  tutte  quelle  cose  dovrebbero in  qualche  modo  far  arrivare  a
  chiudere un percorso ed una fase.
   Devo  dire  che  l'Assessore ha avuto  coraggio  ad  impostare  il
  disegno  di  legge con una filosofia totalmente diversa rispetto  a
  quella a cui eravamo stati abituati fino ad ora.
   Il mio distinguo, richiamato dal presidente della Commissione e da
  qualche  altro  collega parlamentare, non era né sull'emergenza  né
  sul  fatto che bisognava rallentare e non era neanche sul fatto che
  non  bisognava cambiare passo. Il mio distinguo era - tanto è  vero
  che,  la  volta  precedente, la Commissione  aveva  accelerato  nel
  portare  avanti  il  disegno  di legge  mandato  immediatamente  in
  Commissione Bilancio e poi tornato in IV Commissione - solamente su
  alcune impostazioni.
   Penso,  infatti,  che,  nel momento in cui stiamo  riscrivendo  un
  modello  che riguarderà la Sicilia da qui ai prossimi anni, bisogna
  farlo  dando  anche alcuni segnali alla Sicilia, dando  anche  quei
  segnali  corretti, dal mio punto di vista, perché chi si è distinto
  nel  caos,  chi  ha  lavorato normalmente, visto  che  altri  hanno
  lavorato  in maniera diversa, potesse in qualche modo essere  visto
  non  uguale agli altri. Sto parlando di ATO, di quegli ATO  che  si
  sono distinti nella gestione chiaramente.
   Il  mio  distinguo  era  su  questo: sul  messaggio  politico  che
  dovevamo  mandare  alla  Sicilia e sul fatto  che  vi  erano  stati
  territori che avevano lavorato in maniera diversa.
   Ora, é chiaro che l'impostazione che dobbiamo dare va riscritta, e
  ha  fatto bene l'Assessore - e noi abbiamo contribuito, anche  come
  Partito Democratico - a inserire alcuni articoli.
   Credo  però che la cosa che più si nota è quella impostazione  che
  c'era  stata precedentemente nel disegno di legge, che ha visto  il
  disastro  nel  quale siamo, e che partiva dal fatto  che  il  piano
  regionale  dei rifiuti vedeva il cuore dentro il quale si ragionava
  nei quattro termovalorizzatori.
   Ora,  avere  messo le mani su questo aspetto e avere  cambiato  la
  filosofia  ha  fatto sì che ci fosse un'impostazione  assolutamente
  diversa,   perché   i  quattro  termovalorizzatori   vedevano   una
  impostazione totalmente difforme dalle norme europee e dalle  norme
  nazionali  e non è il decreto Ronchi che ha condotto la Sicilia  al
  disastro  perché lo stesso decreto Ronchi, nel resto d'Italia,  non
  ha  condotto al disastro, anzi ha fatto sì che ci fosse un'economia
  assolutamente diversa.
   Allora, io penso che bisogna riscrivere, così come si sta cercando
  di  fare,  questa impostazione e questa filosofia diverse  puntando
  sulla  raccolta differenziata, puntando sul raggiungimento di  quei
  livelli  europei di differenziata, ma anche sul fatto che i rifiuti
  vanno visti come una risorsa perché possono creare occupazione,  ma
  possono creare anche la tutela dell'ambiente, un'economia verde.
   E,  quindi,   tutte  quelle cose che, credo, qui  vadano  messe  e
  focalizzate il più possibile.
   Avremo modo di approfondire gli altri emendamenti, ma credo che il
  messaggio  che  bisogna mandare alla Sicilia sia  anche  quello  di
  avere  cambiato  pagina, di avere cambiato  assolutamente  linea  e
  indirizzo sui quali la Regione siciliana si vuole muovere.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  devo
  dire  che da mesi attendevamo la riforma degli ATO. Oggi, in  Aula,
  rivolgo un plauso sia al Governo sia all'ottimo lavoro svolto dalla
  Commissione.  Devo dire che l'onorevole Mancuso,  presidente  della
  Commissione,  nella sua relazione ha toccato un tasto  dolente  per
  noi, quello di avere presentato una mozione, come PDL Sicilia,  che
  riguarda temi molto gravi.
   E'  sotto gli occhi di tutti il dissesto finanziario dei 27 ATO in
  Sicilia - lo diceva poc'anzi qualche collega - arrivando a sfiorare
  quasi  il  miliardo  di euro di debiti, e qui dobbiamo  mettere  un
  punto.
   Un  miliardo  di debiti di euro é una cifra enorme  che  le  casse
  regionali non possono sostenere.
   Mi  dispiace non vedere la possibilità di ripianare i  debiti  dei
  Comuni  virtuosi, ma ho avuto  rassicurazioni dall'assessore  Russo
  che   questo   verrà  reinserito  nel  testo  con  un   emendamento
  governativo  per  non  dare  la possibilità  ai  Comuni  che  hanno
  indebitato  gli  ATO,  che hanno causato  tutto  quello  che  hanno
  causato,   di  vedere  ripianati  i  propri  debiti.  Lì   dobbiamo
  intervenire,  per i Comuni virtuosi che hanno cercato di  sostenere
  l'attività  degli  ATO, che hanno cercato di  pagare  le  legittime
  spettanze dei lavoratori, che hanno cercato di fare la loro parte.
   Oggi, purtroppo, signor Presidente, assistiamo in tutta la Sicilia
  al   fatto   che   tante  amministrazioni  comunali  pensano   che,
  intervenendo  con questo disegno di legge, la Regione  ripianerà  i
  loro debiti.
   Questo,  purtroppo  per  loro, dobbiamo  scongiurarlo  e  dobbiamo
  scongiurarlo per noi.
   Per  loro  non  sarà  possibile esaudire questo  desiderio  perché
  dobbiamo  capire,  fin da subito, cosa consentirà  di  fare  questo
  disegno di legge, e sicuramente non sarà ripianare i debiti.
   E' notizia di stampa di questi giorni quello che sta succedendo in
  alcuni  ATO: l'assunzione di personale, in quanto pensano di  poter
  sanare  alcuni  assunti  in  questi giorni,  perché  ritengono  che
  possibilmente,  con questo disegno di legge, poi  il  personale  in
  esubero  verrà  forse  trasferito ai Comuni  di  appartenenza,  pur
  salvaguardando il contratto con il quale erano stati assunti.
   Signor Presidente, questo non sarà possibile.
   Invito  il  Governo - che, forse, preparerà anche  per  questo  un
  emendamento,  altrimenti lo farà il PDL Sicilia - a dare  una  data
  certa alle assunzioni e a salvaguardare le assunzioni fatte fino  a
  quella  data. Non possiamo sicuramente salvaguardare le  assunzioni
  fatte  in questi giorni quasi in una sorta di arrembaggio da  parte
  di alcuni ATO.
   E poi, devo dire che plaudo anche all'articolo 4, al ritorno della
  gestione  in  capo  ai Comuni. E' ben specificato  nei  vari  commi
  dell'articolo 4 quello che un po' tutti i sindaci dei Comuni più  o
  meno grandi lamentano: la mancanza di controllo sulla gestione  dei
  rifiuti.  Il  controllo  viene  ripristinato:  domani,  i   sindaci
  potranno   stabilire,  con  loro  convenzioni,   la   politica   di
  smaltimento  dei  rifiuti  e  avranno il  controllo  diretto  dello
  smaltimento dei rifiuti all'interno del proprio comune.
   Possiamo  guardare, quindi, con notevole favore e  sposare  questo
  disegno  di  legge auspicando che sia esitato nel più  breve  tempo
  possibile.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci  troviamo
  ad  affrontare  questa vicenda sicuramente in un momento  di  grave
  emergenza ma, ritengo, con la giusta celerità
   Il  nuovo Governo Lombardo si è insediato, tutto sommato, da  poco
  tempo   e   credo  che  bisogna  dargli  atto  di  avere   proposto
  immediatamente una riforma degli ATO rifiuti in Sicilia, che ha una
  sua  organicità,  e  credo che va dato atto  e  merito  all'interno
  Parlamento, a partire dal lavoro della IV Commissione svolto con la
  dovuta  celerità e dalle intenzioni che ho sentito  manifestare  in
  Aula  da parte dei colleghi di volere procedere velocemente al varo
  della norma.
   Credo  che  ciò avviene perché, forse, sta nascendo  un  senso  di
  responsabilità a fronte del dramma che viviamo: più di un  miliardo
  di  debiti,  città  sporche, cittadini scontenti che  pagano  tasse
  elevatissime  e  un sistema che, di fatto, non si regge  ma  che  è
  frutto  di una costruzione - dobbiamo dircelo, e dirci queste  cose
  serve ad evitare errori futuri -.
   Il sistema non nasce per caso; é un percorso costruito ad arte che
  partiva  dal  bisogno del territorio e dei cittadini di raccogliere
  la  spazzatura  e  che ha trasformato il bisogno  in  un  pezzo  di
  sistema di potere clientelare e di malaffare, perché di questo si è
  trattato in Sicilia.
   Si  è partiti dall'espropriare il Parlamento delle competenze  sul
  piano  regionale dei rifiuti, mai approdato in quest'Aula ma che  è
  stato approvato da un Commissario.
   Si  è  partiti modificando il precedente piano che prevedeva prima
  sette, poi nove ATO portandoli a 27. Si è intervenuti per costruire
  un  sistema di insediamento del potere negli ambiti territoriali  e
  per  fare affari attraverso i termovalorizzatori, dove non esisteva
  la   filosofia   del   riciclaggio  e  del   rispetto   ambientale,
  scontrandosi  col territorio sulla localizzazione e sull'ubicazione
  dei  termovalorizzatori, pensando di incenerire il tal quale (tanto
  viene raccolto, tanto viene incenerito), viste le potenzialità  che
  avevano  i termovalorizzatori in quel progetto, in quel disegno,  e
  considerando  di fatto anche il sistema degli ATO come  l'occasione
  per  fare  bassa  clientela  legata alle assunzioni,  con  progetti
  costruiti ad arte per aggirare la legge.
   Penso,  per  esempio, a quel che è successo all'ATO di  Agrigento,
  dove  si assume personale a tempo fin quando i lavoratori in  prova
  non acquisiscono il diritto alla stabilizzazione e si fa un accordo
  in  tal  senso presso l'Ufficio del lavoro; questo in  vigenza  del
  blocco delle assunzioni
   Il nostro Parlamento è dovuto intervenire più volte  Abbiamo visto
  l'articolo  45  della  finanziaria 2007 assolutamente  inapplicato,
  anche  lì  - devo dire - con ritardi da parte del Governo Lombardo,
  dei primi governi Lombardo, con decreti predisposti, emessi e, poi,
  ritirati.
   Credo che finalmente stiamo arrivando a una svolta
   Siamo  dovuti  intervenire con legge per dire  che  negli  ATO  si
  assumeva attraverso procedure di evidenza pubblica e con le  regole
  prescritte   dagli   enti  locali,  su  mio   emendamento,   sempre
  all'interno  dell'articolo  45. E siamo  dovuti  intervenire  nella
  finanziaria  2009 quando il disastro in Sicilia già c'era,  ed  era
  manifesto.  Gli  ATO  avevano fatto i bandi  per  nuove  assunzioni
  all'interno dell'ambito per personale amministrativo, e con  legge,
  con  la  finanziaria  2009,  abbiamo di nuovo  dovuto  bloccare  le
  assunzioni.
   Questo  è  quello  che  è girato, che gira e continua  ad  esserci
  all'interno  degli ATO. Diciamocelo chiaramente:  ci  sono  tuttora
  grosse sacche di resistenza.
   Questa  Aula avrà pressioni, e ha tuttora pressioni, su  approvare
  questa norma o non approvarla, su questo numero o su quel numero di
  ATO,  sul salvare le virtù o non guardare alle virtù, con una serie
  di spinte,  non ti preoccupare, poi vediamo, poi riusciamo a fare .
   Qui  bisogna  avere  un'alta dirittura morale  Dobbiamo  avere  la
  dignità  di riappropriarci realmente del fatto di volere  fare  gli
  interessi  dei siciliani, di recuperare le storture che  la  classe
  politica  ha perpetrato negli anni passati a danno della Sicilia  e
  dei siciliani.
   Rivolgo  un  appello  al  Parlamento, all'Assessore,  al  Governo,
  perché  si abbia alta dignità morale nell'affrontare questo disegno
  di  legge,  perché  si riesca a farlo con grande  equilibrio  senza
  scendere   ad   accettare  forme  di  mantenimento   di   privilegi
  consolidati.
   Badate,   quando   parliamo  di  soggetti  che  hanno   fatto   la
  differenziata dobbiamo avere un parametro, c'è l'articolo 45  della
  legge finanziaria 2007.
   Quei  parametri in Sicilia non li ha rispettati nessuno   Di  cosa
  stiamo parlando?
   Gli ATO sono tutti indebitati e, se non direttamente, devono soldi
  alle  società  a  cui hanno affidato i servizi,  i  lavoratori  non
  percepiscono da mesi il loro salario. Questa è la realtà, tutto  il
  resto  è  solo un modo per camuffare il mantenimento di  situazioni
  insostenibili.
   Assessore,  io  ho qualche perplessità sul numero  degli  ATO,  in
  quanto  il perimetro non può essere quello provinciale ma va  visto
  sulla base dei rifiuti prodotti, della popolazione e degli impianti
  esistenti.  Forse sarebbe il caso che sia il piano  dei  rifiuti  a
  stabilire quanti devono essere gli ATO in Sicilia. Però una cosa  è
  certa:  quest'Aula deve fissare il numero massimo  di  ATO  che  io
  ritengo  debba essere inferiore a nove; ma se dobbiamo arrivare  al
  numero  massimo,  non  possiamo discostarci  da  quella  che  è  la
  proposta numerica che viene in Parlamento.
   Io  credo  che  l'impianto  sia  positivo  -  e  concludo,  signor
  Presidente -, cioé quello di togliere la gestione agli ATO  facendo
  in  modo  che  assumano solo il ruolo di general contractor   e  di
  vigilanza;  ma  anche in questo caso, Assessore, occorre  eliminare
  quel  residuo  di società di scopo che continuano a mantenere  e  a
  gestire  il  presente, perché è in contraddizione e  in  violazione
  della  legge  112 ed é il mantenimento, all'interno  di  un  grande
  appalto che riguarda l'ATO, di piccole sacche di conservazione. Per
  gestire un impiantino di cinque dipendenti continueremo a mantenere
  in  piedi  una  società,  un  consiglio  d'amministrazione,  uffici
  amministrativi, una sede, ed è assolutamente ingiustificato.
   Dobbiamo  sapere  volare alto e respirare  alto,  dando  l'esempio
  reale  a  questa  Terra  che può contare su un  Parlamento  che  fa
  finalmente e veramente gli interessi della nostra Sicilia.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se  gli
  amici  e  colleghi  del PDL e dell'UDC dichiareranno  sul  giornale
  domani   mattina   che  hanno  abbandonato  l'Aula   in   occasione
  dell'impegno  del dibattito e della discussione sugli ATO.  Sarebbe
  stato  veramente  opportuno  che,  a  parte  qualche  residuale  ma
  importante amico, fossero presenti ad un dibattito come questo.
   Lo  dico  per la polemica che in questi giorni alcuni amici  hanno
  voluto  porre  in essere in maniera strumentale su temi  di  grande
  portata.
   Amici  e  colleghi parlamentari, su questo tema vorrei  sottoporre
  una  riflessione per riportarci alla verità dei fatti, a cominciare
  da quanto dichiarato dall'onorevole Caputo che, sino a qualche anno
  fa, era il più grande assertore degli ATO, forse ne dirigeva uno, e
  adesso  ha  scoperto che gli ATO non vanno più. Così come,  per  la
  verità,   vorrei  ricordare  all'amico  Apprendi  e  all'amico   De
  Benedictis,  che  quella  degli ATO  è  una  vicenda  assolutamente
  trasversale,  il modello Enna in mano alla Sinistra  è  un  esempio
  tangibile  di  come l'ATO abbia prodotto una clonazione  sul  piano
  delle  modalità che, poi, ha portato al disastro in questa Sicilia.
  E non vorrei smentire o deludere qualche amico.
   Non  vorrei  smentire  nessuno, ma guardate  che  i  Comuni  hanno
  gestito gli ATO anche ieri.
   Da  questo  punto  di vista, Assessore, condivido  in  gran  parte
  l'iniziativa  che  viene  presa finalmente  da  questo  Governo  in
  maniera forte, decisiva - diciamoci con molta chiarezza, amici, gli
  ATO  erano  gestiti ieri anche dai Comuni, in quanto gli ATO  erano
  l'assemblea  dei Comuni, gli ATO erano coloro i quali eleggevano  e
  potevano sfiduciare i consigli di amministrazione.
   La  verità vera in questa vicenda - e in quest'Aula è il caso  che
  noi  chiediamo scusa ai Siciliani, che la politica chieda scusa  ai
  Siciliani  -  è che la politica ha vissuto una sorta  di  patologia
  autoimmunitaria, ha finito per attaccare se stessa,  una  sorta  di
  schizofrenia: i sindaci eleggevano i consiglieri di amministrazione
  e  poi  si  rivoltavano contro coloro i quali essi  stessi  avevano
  eletto. Perché? Perché vi era una patologia della politica,  perché
  i  consigli  di  amministrazione e i presidenti erano  figli  della
  politica  e  non  erano figli dei sindaci, perché i  sindaci  erano
  coloro i quali dovevano sottostare ad una politica che determinava,
  come dire, la gestione degli stessi ATO.
   Amici  miei,  non  vorrei che adesso succeda la stessa  cosa:  per
  quanto  la  governance sia direttamente ad appannaggio dei  sindaci
  non vorrei che creassimo dei parlamentini.
   Onestamente,  lo dico all'Assessore (bentornato onorevole  Caputo,
  si  era  sentita la sua mancanza ), mi sono chiesto, mentre leggevo
  questo importante disegno di legge che va chiuso immediatamente:  è
  mai  possibile immaginare che i 108 Comuni che fanno parte dell'ATO
  Messina facciano un'assemblea e decidano, in una assemblea  di  180
  Comuni,  come  governare  il  sistema  della  nettezza  urbana  nel
  territorio di Messina? Signor Presidente, Assessore, onestamente ho
  qualche  perplessità  al  riguardo e mi permetto  sommessamente  di
  suggerire  un'ipotesi di lavoro che distingua l'ambito territoriale
  dall'ambito ottimale.
   L'ambito territoriale, a mio avviso, deve continuare ad essere  la
  Provincia  perché  dobbiamo  avere una identificazione  dell'ambito
  territoriale,  fermo  restando il fatto  che  penso  che  le  isole
  abbiano   caratteristiche  a  sé.  Gli  ambiti  ottimali,   invece,
  potrebbero  essere  aggregazioni con premialità che  autonomamente,
  legittimamente,  fanno i Comuni amministrati i  quali  decidono  di
  creare  ambiti ottimali comunali, poi sovracontrollati  dall'ambito
  territoriale Provincia, evitando così assemblee di 108  persone  ma
  riducendo  gli  ATO  ad  ambiti sicuramente più  ristretti.  E'  un
  problema che pongo.
   Vado  alla conclusione velocemente perché avremo altre possibilità
  di affrontare i problemi di gestione.
   C'è   un   problema  di  anticipazioni,  Assessore:  mentre   oggi
  discutiamo   in  quest'Aula  della  problematica,  io  penso   agli
  operatori ecologici di Enna, di Agrigento, di Trapani che in questo
  momento  sono  in  sciopero, penso ai padri di famiglia  che  hanno
  tentato di darsi fuoco e sono saliti sui tetti della mia città. E i
  più  disgraziati sono gli operatori ecologici pagati  800  euro  al
  mese, mentre i costi di gestione sono lievitati perché vi sono  ATO
  nei  quali  il 40-50 per cento dei costi di gestione è  determinato
  dalle assunzioni di personale amministrativo.
   E' impossibile  Sarebbe nefasto, sarebbe una grave colpa di cui si
  macchierebbe questo Parlamento se, in maniera dissoluta, dicesse  a
  tutti coloro i quali sono stati assunti dai loro padrini e dai loro
  padroni  elettorali che saranno garantiti tutti oggi da un  sistema
  che sana interamente il problema. Allora, Assessore, proprio perché
  ci  apprestiamo  immediatamente a chiudere  la  vicenda  degli  ATO
  aprendo   una  fase  nuova,  penso  che  occorre  prevedere   delle
  anticipazioni ai Comuni, magari delle trimestralità, perché intanto
  possano  pagare immediatamente i mesi e mesi non pagati  ai  nostri
  operai.  Dopodiché  affronteremo il  problema  della  spesa  e  del
  contenimento della spesa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  mio   è
  soltanto un intervento che si aggiunge a quelli dei colleghi e  per
  i quali non dirò quello che hanno già detto i miei colleghi.
   Dico   solo  che  mi  pare  che  in  quest'Aula  entra   uno   dei
  provvedimenti  legislativi  per  i  quali  abbiamo  aperto   questa
  stagione,  l'abbiamo chiamata la stagione delle riforme.  Questa  è
  una  di quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno, ed è una delle
  riforme  che  facciamo  non per spirito di modernizzazione  ma  nel
  pieno  di  una  tragedia che abbiamo ereditato e  che  ci  è  stata
  consegnata da scelte che sono state consumate in questi anni e  che
  sono sotto gli occhi di tutti.
   Noi   facciamo   un   bel   parlare  di   termovalorizzatori,   di
  inceneritori, ma non diciamo una sola verità. In Sicilia, in questo
  momento,  ci  sono ogni giorno dai mille ai cinquemila inceneritori
  mobili:  sono  i  cassonetti ai quali si dà fuoco  per  cercare  di
  togliere, illusoriamente, l'immondizia dalle strade.
   La Sicilia ha una crisi finanziaria nel sistema dei rifiuti con un
  grande  rischio, quello che la Regione venga considerata  come  una
  sorta  di  bancomat e con un grande rischio che si sta determinando
  anche  per un atteggiamento di irresponsabilità crescente,  in  uno
  schema  secondo il quale la questione dei rifiuti è  una  questione
  della  Regione e, quindi, vediamo che succede, un po' di  proteste,
  forse  qualcuno pagherà, dimenticando che questo sistema ci porterà
  al collasso, alla tragedia.
   Io  credo  che, assieme alla tragedia del modello del  sistema  di
  quello  che  è  stato  considerato il rifiuto,  l'ennesimo  sistema
  attraverso  cui costruire l'intermediazione politica e affaristica,
  la vicenda che, in questi giorni, sta emergendo in alcuni ATO della
  Sicilia,  a  partire  da  quello della  provincia  di  Palermo.  Mi
  riferisco  al  COINRES nel quale, oltre a un'azienda  che  è  stata
  ingolfata,  in maniera incredibile, di una quantità di persone  che
  nessuna  azienda che ha come prospettiva quella di  essere  gestita
  secondo  una logica economica può reggere, malgrado questo  abbiamo
  assistito ad una gestione che io definisco criminale e criminogena,
  attraverso  la quale si è utilizzato il sistema dei noli  a  caldo,
  non  per garantire il servizio in quel territorio, ma probabilmente
  per  garantire altro sistema di relazioni, di affari, di interessi,
  anche di natura poco lecita.
   Di questo non solo voglio ringraziare l'assessore, ma credo che il
  nostro  Parlamento gli debba anche solidarietà. Una volta si diceva
  che  siamo  animali  politici,  siamo  abituati  alla  lotta  e  io
  considero  la  battaglia  politica uno  strumento  al  quale  siamo
  abituati.
   Ma  per  chi  proviene  da  un'altra attività,  essere  in  questa
  centifruga dello scontro affaristico quotidiano, anche con elementi
  di drammaticità e di emergenza, capisco che cambia la vita.
   Ma  assieme a questo, se riusciremo a fare la riforma -  oggi  c'è
  poca partecipazione, sono sicuro che la prossima settimana qualcuno
  chiederà  il  rinvio  del  disegno  di  legge  in  commissione  per
  approfondimenti -, assisteremo ad un altro teatrino  e,  poi,  alla
  fine di questo disegno di legge, immagino che ci sarà qualcuno  che
  racconterà  perché ormai viviamo in un mondo alla rovescia.
   Oggi ho letto alcune agenzie di stampa secondo cui noi - per altre
  questioni,  mi  riferisco  al  piano casa  -  saremmo  diventati  i
  difensori di interessi loschi. Comprendo che chi ha un know how  in
  interessi  loschi,  capisce e interpreta i  fatti  degli  interessi
  loschi e, probabilmente, li interpreta anche per gli altri.
   Ma  qui il mondo si sta rovesciando e, quindi, immagino che  anche
  sui  rifiuti  ci  apprestiamo  a  vivere  questa  tragedia,  questa
  commedia, a partire dalla vicenda dei termovalorizzatori.
   Mi  auguro che nel dispositivo di questa legge si veda di fare  in
  modo  di dire, con le parole che la politica deve usare, la verità.
  Il  modello  che  abbiamo  ereditato è  fallito  consegnandoci  una
  situazione con punti oscuri enormi. La vicenda delle quattro  gare,
  di  come  sono state fatte queste quattro gare, la ragione  che  ha
  portato  all'annullamento  da  parte  del  Consiglio  di  giustizia
  europea  di  quella modalità di affidamento, il  fatto  che  quella
  modalità  di  affidamento ha riguardato  un  periodo,  il  2007,  e
  abbiamo  dovuto aspettare oltre due anni per avviare le  procedure,
  che   ancora  non  si  capisce  quali  sono:  se  vi  è  stata  una
  dichiarazione di nullità o una colpevole dichiarazione  di  revoca,
  con l'obiettivo di alimentare un contenzioso.
   E'  chiaro  che  mentre discutiamo, cose assai gravi  si  annidano
  nella  vicenda dei termovalorizzatori e mi auguro che non sia  solo
  la  politica  a  fare  luce, a fare chiarezza su  una  vicenda  che
  pagheranno cara anche i nostri figli.
   Questo  disegno  di  legge deve mettere  dei  punti  non  in  modo
  ideologico.  I rifiuti non possono essere un affare. I rifiuti  non
  possono essere l'occasione che qualcuno ha immaginato di avere,  di
  utilizzare  quella vicenda e anche quel sistema di smaltimento  per
  costruire  un  nuovo  equilibrio  politico-economico  nella  nostra
  Regione, e forse non solo politico ed economico.
   Credo  che in questa legge, se riusciremo a farla nella chiarezza,
  efficienza  del  sistema,  responsabilità di chi è poi  chiamato  a
  gestire in prima persona il servizio, è inutile prenderci in  giro,
  bisogna mettere al centro del sistema il Comune, il Sindaco.
   In  una  Terra  come  la  nostra, dove i poteri  democratici  sono
  deboli,  una  delle  poche certezze di garanzia  delle  istituzioni
  democratiche  è  la  funzione del sindaco. Se i  cittadini  trovano
  l'immondizia  per strada non se la prendono con il  signor  ATO'  -
  perché non sanno neanche chi è il  signor ATO' -, ma sanno chi è il
  sindaco  e  vanno a bussare alla porta del sindaco. E noi dobbiamo,
  in qualche modo, riconnettere responsabilità e funzione operativa.
   Allo  stesso  tempo, la Regione deve essere al servizio  di  tutti
  quegli  elementi che possano consentire alla Sicilia di smaltire  i
  suoi  rifiuti, a partire dal sistema di raccolta differenziata  che
  non  deve  essere la cenerentola ma il baricentro  del  sistema  di
  smaltimento,    per   chiudere   anche   con    i    processi    di
  termovalorizzazione,  che non è però obbligatorio  fare  attraverso
  nuovi  impianti.  Esistono già degli impianti in Sicilia,  possiamo
  utilizzare questi senza avere né conflitti né contenziosi.
   Se  si  usa  il buonsenso, se si usa la logica delle cose  che  si
  possono  fare senza pensare che i rifiuti debbano essere il  grande
  affare del secolo, credo che potremo ottenere due risultati: levare
  l'immondizia  dalle strade rendendo le nostre città  più  pulite  e
  consentendo anche in Sicilia di vivere il rifiuto come una  risorsa
  e non solo come un problema.
   Se  riusciremo a farlo con questa legge, credo che avremo reso  un
  bel servizio alla Sicilia e credo che questa stagione delle riforme
  si  qualificherà non per i titoli, ma per i contenuti delle riforme
  stesse.

   PRESIDENTE. Ringrazio l'Aula che, nonostante tutto, ha  dato  vita
  ad  un ampio e articolato dibattito. Dò la parola all'Assessore per
  la replica.

   PIETRO  CARMELO  RUSSO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Desidero in primo luogo ringraziare  tutti  voi
  perché in occasione di una recente emozionante occorrenza che mi ha
  riguardato  ho  sentito voi, tutti voi, indistintamente,  vicini  e
  molto cari e di ciò volevo ringraziarvi.
   Devo  dire  che  si dice di me che io abbia un pessimo  carattere;
  probabilmente è vero, però mi piace la poesia.
   Il  dibattito che ho seguito mi ha sollecitato nel ricordo i versi
  iniziali  di  una  splendida poesia del  600 di un autore  inglese,
  Andrew Marvell, e il cui titolo è  To his coy mistress'-  Alla  sua
  amante  ritrosa'.  Posto che questa Assemblea è una  bella  signora
  posso  rivolgere  quei versi all'Assemblea:  Se  avessimo  tempo  e
  mondo,  mia  Signora,  la vostra ritrosia non sarebbe  delitto,  ma
  tempo  e  mondo non ne abbiamo, e quindi - continua Marvell  -  voi
  meritate tanto cerimoniale né io vorrei amarvi a minor prezzo .
   Perché  non  abbiamo  tempo? Ve la leggo,  questa  è  una  lettera
  sgradevolissima che sta per partire per una provincia siciliana,  a
  mia firma, poco fa

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Gradevolissima o
  gradevolissima?

   PIETRO  CARMELO  RUSSO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Sgradevolissima, perché il tempo produce  effetti
  a prescindere dalla nostra volontà.
   Un  ente  pubblico come il Comune non solo non è un  soggetto  che
  persegue   profitti  attraverso  le  proprie  società  di   servizi
  pubblici, servizi che esso è comunque tenuto ad assicurare,  ma  in
  quanto  tenuto  alla  direzione e al coordinamento,  attraverso  le
  proprie strutture organizzative, di tutti gli organismi partecipati
  potrebbe    ben    ritenersi    soggetto    comunque    all'obbligo
  dell'assunzione in via sussidiaria dei debiti delle controllate con
  le conseguenti responsabilità.
   Alla  luce  di  quanto sopra non sembra rispondere a  princìpi  di
  corretta  amministrazione  percorrere  la  strada  della  procedura
  concorsuale  -  fallimento o liquidazione coatta  amministrativa  -
  che, per quanto possa apparire più tutelante per gli amministratori
  dell'ente,  non  sembra rispondere a criteri di imparzialità  e  di
  tutela del principio di affidabilità e buona fede che ogni pubblica
  amministrazione  è tenuta ad osservare nei rapporti  con  i  propri
  fornitori.
   Ne  consegue che, ove si voglia seguire la strada che, per  quanto
  detto  sopra,  appare doverosa, di pagare il quantun dovuto  per  i
  debiti  contratti e non onorati dalla propria società  partecipata,
  la spesa relativa non può che essere assunta in bilancio attraverso
  procedura  ordinaria  di  iscrizione  in  bilancio,  attraverso  il
  reperimento  di  risorse ordinarie vuoi in sede di approvazione  di
  bilancio  di  previsione del Comune, vuoi in sede di  riequilibrio,
  vuoi  infine in sede di assestamento previa variazione  (Corte  dei
  Conti Lazio, sezione di controllo, delibera 46/2008).

   VINCIULLO.  Abbiamo  iniziato con  la  poesia  e  finiamo  con  la
  tragedia

   PIETRO  CARMELO  RUSSO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità. Ci sono al riguardo, come si  direbbe nella  sua
  arte, onorevole Caputo, indizi gravi, precisi e concordanti.
   Ma  quello che desideravo esporre all'Assemblea è il mio  stupore,
  perché  ho  parlato  con  tanti di voi e, signor  Presidente,  sono
  disponibile  a  rinnovare sera per sera  la  parte  che  adesso  mi
  accingo a fare del mio intervento. Sono stupito perché ho chiesto a
  molti  di  voi, molti, se avessero conoscenza o anche semplicemente
  notizia di questo documento.
   E'  sufficiente digitare su uno più diffusi motori di  ricerca  di
  Internet queste parole  Commissione',  rifiuti',  Barbieri' e,  tra
  virgolette, la data '27 febbraio 2008' e lo vedrete comparire,  non
  è  particolarmente difficile e mi stupisco che tutti coloro  con  i
  quali  ho parlato non lo conoscano, perché è veramente un documento
  illuminante.  Ancora  una  volta mi  limiterò  a  leggerne  qualche
  tratto,  é un documento di 304 facciate, 58 riguardano la  Sicilia.
  Io  ve ne ho portato solo un breve estratto, pensavo lo conosceste,
  pensavo me ne parlaste. Ve ne parlerò io.
   «Si  continuano  a registrare, infatti, attività  di  affiliati  a
   Cosa  nostra   o  di imprese da essa controllate  che  preesistono
  all'interessamento verso i rifiuti, ma possono essere  utili  nella
  prospettiva   di   una   violazione  organizzata  della   normativa
  ambientale.  In  tal modo l'organizzazione mafiosa si  insinua  nel
  settore,  ma  lo fa continuando a svolgere attività da essa  create
  altrimenti, ad esempio il settore dei trasporti movimento-terra.
   Si   sta  assistendo,  come  già  rilevato  dalla  Commissione  di
  inchiesta  sul  ciclo  dei  rifiuti,  istituita  nel  corso   della
  precedente  legislatura,  e  nella  relazione  territoriale   sulla
  Sicilia  del 21 dicembre 2005, ad una migrazione delle imprese,  in
  passato  dedite al movimento terra, verso l'albo dei  trasportatori
  di  rifiuti - è del 28 febbraio 2008, ripeto, appena due anni fa -.
  A  tale riguardo si è osservato come  l'organizzazione mafiosa  sia
  incisivamente  intervenuta per acquisire il  controllo  dell'intero
  ciclo  economico dello smaltimento dei rifiuti urbani in  tutta  la
  Sicilia .  Sul punto il predetto magistrato - era un procuratore  -
  cita  alcuni  casi rilevanti. Tra questi anzitutto, quello  che  ha
  visto  la  cooperazione  di  mafiosi,  politici,  professionisti  e
  imprenditori,  anche non siciliani, per aggiudicarsi  il  monopolio
  degli appalti della discarica di Bellolampo per la progettazione  e
  la realizzazione di un inceneritore.
   Sarebbe  appunto  l'impegno in un progetto a lungo  termine,  come
  quello  relativo all'inceneritore, che attesterebbe  l'orientamento
  di    Cosa   nostra   ad  affrontare  il  discorso  globale   della
  trasformazione dei rifiuti in tutta la Sicilia.
   L'organizzazione   avrebbe   anche   progettato   di   intervenire
  sull'intero  piano  regionale  di  organizzazione  dei  servizi  di
  smaltimento  dei  rifiuti  urbani per plasmarlo  secondo  i  propri
  interessi.  L'organizzazione criminosa predisponeva essa  stessa  i
  progetti  e  i  piani che poi venivano accettati a  scatola  chiusa
  dagli enti pubblici e fatti propri.
   E'   del  tutto  plausibile,  quindi,  che   Cosa  nostra    abbia
  cominciato  ad  attribuire una valenza strategica  al  settore  dei
  rifiuti ed abbia di conseguenza immaginato una gestione complessiva
  del  ciclo.  D'altro  canto, essa è in partenza meno  specializzata
  della Camorra e ha cominciato a muoversi in tempi successivi.
   A  favorire  questa progressiva intronizzazione  della  Mafia  nel
  settore  dei rifiuti anche una serie di scelte amministrative  che,
  pur  se  non  esclusive  della Regione siciliana,  e  pur  trovando
  radicamento  e  giustificazione nel regime emergenziale,  hanno  di
  fatto  agevolato  la penetrazione dell'impresa  mafiosa.  In  primo
  luogo,  come  si è già visto, la frequente e pressocché sistematica
  elusione di regole di evidenza pubblica soprattutto da parte  degli
  ATO.  L'affidamento  di appalti a soggetti scelti  senza  procedure
  concorsuali  è  stato talora il frutto non dell'emergenza,  ma  del
  connubio affaristico criminale tra amministratori e mafiosi.»
   Non si tratta  del documento di un'associazione sovversiva, ma del
  verbale della Commissione bicamerale del Senato della Repubblica  e
  della  Camera dei Deputati. Ecco perché vi dico che sono  d'accordo
  con  chi  dice  che i rifiuti non sono il problema che  noi  stiamo
  affrontando.
   Il  problema  che  noi  stiamo affrontando è quello  del  disastro
  finanziario  degli enti locali che produce disoccupazione,  produce
  sofferenza, produce impossibilità di una vita dignitosa da parte di
  tutti  i  cittadini  siciliani. Sono questi i problemi  che  stiamo
  affrontando  e  sono quelli che ho appena letto  della  Commissione
  Bicamerale  e sui quali qualche problema comincio ad averlo.  Ed  è
  una relazione, quest'ultima, affrontata all'unanimità.
   Vorrei adesso passare all'esame brevissimo delle sollecitazioni di
  merito  che  sono  venute dal dibattito. Ribadisco  che  l'impianto
  normativo  è in grado di reggere l'urto della eventuale,  ma  ormai
  pressocchè certa, soppressione entro dodici mesi degli ATO da parte
  del Governo nazionale.
   Il  tutto  potrebbe  essere facilmente  sostituito,  da  una  idea
  appuntata  qui  in  due  battute  con  l'onorevole  Falcone  e  con
  l'onorevole Raia, potrebbe essere risolto facilmente prevedendo  la
  possibilità  dei  Comuni,  tenuti al  centro  della  mia  linea  di
  pensiero,  di  associarsi  in  consorzi  volontari  per  bacini  di
  residenti  predeterminati,  in  modo  tale  da  non  fare  quaranta
  consorzi  e,  se non vi fosse l'adesione volontaria,  entro  trenta
  giorni la Regione interverrebbe in via sostitutiva ad aggregare gli
  stessi  Comuni  su  base provinciale o sub provinciale.  Questo  lo
  chiarirà il dibattito d'Aula.
   Quindi,  su  questo  c'è  una  apertura  totale  del  Governo  nel
  ragionare come se. Come se, cioè, la norma di abrogazione degli ATO
  fosse già in vigore.
   Infatti,  noi  dobbiamo fare i conti con quello  che  c'è.  Dovete
  essere bravi voi a votare le leggi che sono più snelle e adeguabili
  momento per momento, ed io, come assessore tecnico - ammesso che la
  categoria esista - a pormi al servizio dell'Aula a fare l'amanuense
  o,  se  volete un'immagine agiografica da libro  Cuore', il piccolo
  scrivano, non fiorentino bensì bagherese.
   Quindi,   il  problema  anche  in  questo  caso  si  risolve   con
  semplicità.
   ATO  virtuosi.  Sono  totalmente tetragono  a  riferire  categorie
  etiche  a  soggetti  imprenditoriali. La virtù è  concetto  che  mi
  lascia perplesso se riferito a soggetti imprenditoriali.
   La  virtù è nel capire se siamo in presenza, se vi sono - e io non
  so  se  vi  siano - soggetti imprenditoriali che possano essere  la
  punta  di  lancia  di  una riforma, l'esempio cui  parametrare  gli
  altri,  lo  sprone  per  l'adeguamento delle attività,  ma  tenendo
  presente un argomento fondamentale: tutti questi soggetti -  tranne
  il  consorzio  nelle  cui  terre ho il  discutibile  privilegio  di
  vivere,  sono terre meravigliose, o almeno lo erano - sono soggetti
  imprenditoriali.  Se dovessero partecipare ad una gara,  dovrebbero
  essere  in  possesso  dei requisiti minimi  per  la  partecipazione
  fissati  dal  codice  degli  appalti, requisiti  minimi  volti  per
  l'appunto a definire la qualità di un soggetto imprenditoriale.
   A  quei  parametri  va  parametrata,  se  vogliamo  insistere  sul
  concetto, la virtù. Se lo si ritiene.
   Come  vedete, c'è una totale apertura alla discussione, e non  può
  essere diversamente su un ragionamento di questo tipo.
   Raccolta  differenziata porta a porta nei Comuni, se  non  ricordo
  male   ne   parlava  l'onorevole  Rinaldi.  L'idea  è   quella   di
  strutturare,  ed è un compito che graziosamente la  Commissione  ha
  affidato  al  Governo,  e  non  sarà un  compito  leggerissimo,  di
  elaborare  un capitolato generale e un capitolato speciale.  L'idea
  sarebbe  quella  di  prevedere  un  capitolato  articolato  in  due
  sottoinsiemi: servizi essenziali e servizi ulteriori, obbligando  i
  soggetti  consorziati  all'acquisto  dalla  gara  unica,  se   così
  vogliamo  dire,  dei soli servizi essenziali con la possibilità  di
  acquistare   i   servizi  aggiuntivi  in  relazione  alle   risorse
  disponibili e ai livelli di organizzazione posseduti.
   L'esempio  che io faccio è: Taormina può avere bisogno  di  pulire
  tre volte al giorno le fioriere; Roccacannuccia le fioriere non  le
  ha.  Non vincolare i comuni, dopo che li riportiamo al centro della
  gestione,  ad un acquisto obbligatorio, sempre quello, perché  così
  non avremmo ridato la gestione di un bel nulla.
   Occorre  invece  definire  quali  sono  i  livelli  essenziali  di
  attività  -  qua si vede la mia esperienza sanitaria  -  e  sono  i
  livelli  essenziali di assistenza riferiti al mondo della  nettezza
  urbana.  Cioè, definire quali sono i livelli essenziali di pulizia,
  se  così li vogliamo chiamare, e solo quelli vengono comprati,  per
  di più con la possibilità per i comuni di liberarsi anche da questo
  se  vi  è  uno  scostamento molto basso, il 5 per  cento,  ed  essi
  dimostrano  di essere in grado, a parità di condizioni, di  rendere
  le stesse prestazioni a minor costo.
   C'è, quindi, un sistema fortemente flessibile già nell'impianto  e
  lo  si può rendere ancor più flessibile a patto e condizione di non
  renderlo  evanescente.  Questo è un problema  fondamentale,  quello
  dell'autonomia  cui si correla responsabilità: non  ci  può  essere
  autonomia  se  non corrisponde responsabilità, non  ci  può  essere
  responsabilità se non c'è autonomia. E' una dìade di  concetti  che
  stanno e cadono assieme.
   Per quanto riguarda i fondi per l'avvio - che meraviglia non avere
  sentito  in  quest'Aula  gli  anglismi  da  manager  pubblici    Mi
  aspettavo  lo  start  up, invece ho sentito parlare  di  fondi  per
  l'avvio.  Sono  lietissimo  che si parli  in  italiano  -  é  molto
  difficile  che  nell'attuale situazione finanziaria la  Regione  li
  possa erogare. Cosa possiamo fare? Perdinci
   Possiamo applicare la legge: l'articolo 61 della legge 6 del 2009.
   Perché, scusatemi, non si riesce ad intervenire con operazioni  di
  finanza assistita che questo Parlamento aveva saggiamente approvato
  nel  2009,  prevedendo  di  fare  la  ricognizione  dei  debiti   e
  intervenire con finanza assistita con un'operazione finanziaria che
  è  già possibile da tempo? Perché non ci si è riusciti? Perché  non
  siamo  riusciti  a  certificare la massa attiva  e  passiva  e  gli
  istituti di credito ci hanno detto:  se non riuscite a certificarla
  non interverremo mai
   E  perché  non  siamo riusciti a certificare  la  massa  attiva  e
  passiva? Perché, ma guarda un po', gli ATO non approvano i  bilanci
  dal 2007. E perché gli ATO non approvano i bilanci dal 2007?
   Perché  i  Comuni, che di quegli ATO sono soci,  si  rifiutano  di
  approvarli  perché, dopo avere generato le spese,  sanno  benissimo
  che  quelle  spese  - per quello che vi ho letto  all'inizio  -  si
  ribalterebbero come una clava sui bilanci dei comuni disastrandoli.
   Allora,  diciamoci  le  cose per come  stanno   Nella  qualità  di
  assessore  per  l'energia ho già diffidato gli ATO ad  approvare  i
  bilanci e ho cercato in numerosissimi incontri con i Comuni di  far
  capire  che  è  opportuno che non arrivino i  commissari  perché  i
  commissari  fanno la somma delle fatture, tirano una  riga,  da  un
  lato c'è il dare e dall'altro c'è l'avere.
   Se  vi  sono contenziosi tra Comuni e ATO, i Comuni, nella qualità
  di  soci,  devono approvare i bilanci contestando  i  crediti  o  i
  debiti  che  ritengono di dovere contestare,  iscrivendo  un  fondo
  rischi per i crediti in contestazione e consentendo alla Regione di
  aiutare per l'eliminazione della massa passiva precedente. Questo è
  l'aiuto per l'avvio.
   Se  noi riusciamo a dipanare la matassa dell'esposizione debitoria
  esistente,  che  è la zavorra che grava su questa gestione,  avremo
  fatto un altro passo molto, molto importante.
   E questi sono i contenuti di quella lettera assai sgradevole.
   Personale: su questo devo darvi qualche informazione ulteriore.
   Stiamo lavorando - ed è una delle non numerose volte che accade  -
  quotidianamente  col  Commissario  dello  Stato.  Oggi  c'è   stata
  un'intensa   riunione   dalle  9.00   alle   14.00,   c'è   massima
  disponibilità e stiamo lavorando bene.
   Il personale è un problema che va affrontato. Nel disegno di legge
  che  avete visto, e con questo rispondo all'onorevole Colianni,  si
  fa  riferimento  -  lo diceva il Presidente della  IV  Commissione,
  onorevole Mancuso - al personale inserito nei servizi operativi.
   E' stata affidata all'Aula una riflessione ulteriore.
   Ma  quello  su  cui il Commissariato dello Stato è  molto  deciso,
  anche perché c'è una pletora di sentenze della Corte Costituzionale
  al  riguardo,  è  sulla  impossibilità del transito  di  personale,
  assunto  in  assenza  di pubblico concorso, a soggetti  di  diritto
  pubblico quali sono i consorzi.
   Significa  che  licenziamo  tutti? No,  anche  su  quello  c'è  un
  ragionamento proficuo avviato.
   Il  personale può essere inserito - e non me ne voglia l'onorevole
  Di  Benedetto, talvolta questi escamotage possono essere utili - in
  società  di  scopo che fanno riferimento ad ogni  consorzio  e  che
  hanno  semplicemente l'obiettivo di mantenere il personale -  quali
  siano  le  tipologie,  poi lo vedrà l'Aula - nella  permanenza  del
  proprio  contratto e non prevedere, come immagino  nessuno  di  noi
  intenda, - di gasare le persone che lavorano.
   Questo  non  significa,  tuttavia,  che  tutto  vada  bene.   Come
  certamente  avrete  notato  nel  disegno  di  legge,  non   vengono
  salvaguardati  coloro i quali non siano stati assunti  se  non  con
  procedure regolari, o che siano stati assunti in forza di sentenze,
  ma solo se abbiano acquisito efficacia di cosa giudicata.
   Cosa stiamo facendo?
   Vedo  che talvolta la comunicazione giornalistica è insufficiente.
  Non  me  ne  vogliano gli amici giornalisti, ma ci sono livelli  di
  tecnicalità  che  non  riesco talvolta a fare passare.  Come  avete
  avuto  notizia, stiamo facendo ordinanze presidenziali di emergenza
  urgenza  attingendo alla cassa della Regione siciliana. Si chiamano
  mandati  allo scoperto e li facciamo - e li firmo io,  li  propongo
  io,  e  non  è  una  cosa priva di emozione ordinare  mandati  allo
  scoperto -.
   Perché stiamo facendo tale scelta?
   Sto  facendo  la  scelta di dire: che faccio, rimango  attonito  a
  guardare? No
   E  il  problema  sapete qual è? Che il primo soggetto  che  ha  il
  potere  di  fare  queste  ordinanze di emergenza  e  urgenza  è  il
  Sindaco.
   Io  non  posso  sentire dire da un sindaco, come pure  ho  sentito
  qualche  giorno fa in una trasmissione televisiva:   Le  scuole  le
  abbiamo  dovute chiudere perché dovevamo fare la disinfestazione  e
  la  disinfestazione  la  dobbiamo fare perché  vicino  alle  scuole
  c'erano dei cassonetti traboccanti, ma io i cassonetti non li posso
  spostare perchè ci  deve pensare il Commissario della Regione .
   Perdinci,  due  cassonetti non li puoi  spostare  perché  ci  deve
  pensare la Regione? Scusate la passione che ci metto
   Chiudo  facendo riferimento alla mozione, che deciderà sul  blocco
  delle procedure di gara e delle assunzioni. Deciderà il Parlamento,
  ovviamente,  se approvarla. Personalmente, la prendo  già  come  un
  impegno.
   Le  assunzioni, come accennava l'onorevole Di Benedetto, non  sono
  solo  bloccate, ma l'articolo 61 della legge 6 del 2009, che questo
  Parlamento  ha approvato, ha addirittura annullato le procedure  di
  assunzione  in  corso. Quindi gli ATO non si devono  permettere  di
  sognarsi una cosa del genere
   Devo confessare - lo dico, seppure siamo, non so, in eurovisione -
  che  forse ho ecceduto nei miei poteri nei giorni scorsi.  Io  sono
  l'assessore  per l'energia, non sono l'assessore per  le  autonomie
  locali,  ma, avuta notizia che un ATO stava assumendo, ho diffidato
  i comuni e l'ATO dal procedere a quelle assunzioni.
   Forse   non   lo  potevo  fare;  io  l'ho  fatto  e  lo  rivendico
  orgogliosamente. Quelle assunzioni non sono state fatte   E  quindi
  domani - dico   domani  -  partirà una circolare in cui si ricorda,
  altra  nota  sgradevolissima - dice il mio capo  di  gabinetto   al
  solito,  sei solo contro tutti ,  non è così  gli ho detto,  l'Aula
  è  un  luogo meraviglioso , lui parlava di una lettera che sto  per
  mandare ad una serie cospicua di indirizzi -.
   Per  quanto riguarda le gare, attenzione, questo dipende  da  voi,
  dipende da noi.
   Le  gare,  quelle già espletate, si possono mantenere,  a  termini
  dell'articolo  125  del  codice  degli  appalti,   per   il   tempo
  strettamente necessario a fare quelle nuove. Ripeto, per  il  tempo
  strettamente necessario a fare quelle nuove
   Se gli ATO interrompono adesso le procedure di gara, possono farlo
  per  un  tempo limitatissimo, ai sensi dell'articolo 125 del codice
  degli appalti.
   Però  possono  e  devono inserire nel bando di gara  una  clausola
  risolutiva espressa:  cari concorrenti, si fa la gara, ma  sappiate
  che,  se arriva la riforma, io posso recedere pagandovi una  penale
  negoziata in precedenza .
   Ecco  come trasparenza di gara - per quello che vi ho letto  della
  Commissione  Bicamerale  -  e   salvaguardia  dell'assetto  venturo
  possono   agevolmente  convivere  insieme.   Tra   un   affidamento
  prorogato, rispetto a una gara di cui non ho contezza, e  una  gara
  con maggiori livelli di attenzione che dedichiamo, devo dire che in
  assoluto preferisco questa seconda soluzione.
   Ho finito, grazie per la pazienza.

   PRESIDENTE.  Ringrazio  il Governo con cui mi  complimento  perché
  raramente  abbiamo  avuto un assessore che abbia saputo  illustrare
  con tale competenza la materia all'Aula.
   Ho  lasciato  tutto il tempo disponibile perché era  utile  per  i
  parlamentari apprendere quante più notizie possibile al fine  anche
  di contribuire positivamente  con gli emendamenti alle legge.
   Onorevoli  colleghi,  dichiaro chiusa la  discussione  generale  e
  pongo  in  votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo   che  il  termine  ultimo  per  la  presentazione   degli
  emendamenti  è  fissato per martedì 9 marzo 2010, alle  ore  14.00.
  Ricordo  altresì che, a partire da ora, gli emendamenti  richiedono
  la firma di quattro deputati.

   La seduta è rinviata a martedì, 9 marzo 2010,  alle ore 16.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
  (nn. 525-528/A) (Seguito)

   2) «Ordinamento della professione di maestro di sci» (n. 491/A)

   3)   «Norme   per   il  sostegno  dell'attività  edilizia   e   la
  riqualificazione  del  patrimonio edilizio»  (nn.  459-386-209-394-
  404/A) (Seguito).

                   La seduta è tolta alle ore 19.25.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli