Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo:
gli onorevoli Ferrara e Incardona per oggi; l'onorevole Mattarella
dal 9 al 10 marzo 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Misure a sostegno dell'occupazione e contro la
delocalizzazione» (n. 532)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ragusa in
data 3 marzo 2010
- «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche nella Regione» (n. 536)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gianni,
Cordaro, Ragusa, Lo Giudice, Dina, Cascio Salvatore, Maira, Savona,
Cintola, Caputo in data 4 marzo 2010
- «Istituzione dell'elenco delle guide enogastronomiche e delle
risorse agroalimentari e dell'elenco dei ristoranti di qualità.
Circuiti gastronomici» (n. 537)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Apprendi,
Marrocco, Oddo, Corona, Aricò, in data 9 marzo 2010.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e inviati alle competenti Commissioni legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti
agricoli a chilometri zero (n. 534)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Panepinto
in data 4 marzo 2010
inviato in data 8 marzo 2010
- Interventi a sostegno dell'editoria siciliana, dell'informazione
locale e del giornalismo partecipativo (n. 535)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Raia in data
4 marzo 2010
inviato in data 5 marzo 2010
Parere V
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Piano straordinario di interventi per la riqualificazione del
centro storico di Favara (n. 533)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Bosco,
Mancuso, D'Asero, Limoli, Leontini, Corona, Torregrossa, Falcone,
Cordaro, Beninati, Cascio Salvatore, Marrocco, Panepinto, Pogliese,
Gianni, Ardizzone e Ammatuna, in data 4 marzo 2010
inviato in data 5 marzo 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione recante Istituzione di una casa da gioco in Sicilia'
(n. 524)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 marzo 2010
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Iniziative per incentivare e regolamentare in Sicilia la
agroenergia per la produzione di biocarburanti (n. 519), di
iniziativa parlamentare, inviato in data 2 marzo 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi (n. 516),
di iniziativa parlamentare, inviato in data 8 marzo 2010
- Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi (n. 523),
di iniziativa parlamentare, inviato in data 8 marzo 2010.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 3 marzo 2010 l'onorevole Ragusa
ha ritirato il disegno di legge «Interventi in favore dei comuni in
crisi finanziaria» (n. 507).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
state assegnate alla Commissione legislativa Affari Istituzionali
(I):
- Ente autonomo portuale di Messina - Nomina commissario
straordinario (75/I)
pervenuta in data 2 marzo 2010 ed inviata in data 4 marzo 2010
- Azienda sanitaria provinciale di Siracusa. Designazione
componente in seno al collegio sindacale (76/I)
pervenuta in data 4 marzo 2010 ed inviata in data 8 marzo 2010
- Azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania e
Azienda ospedaliera universitaria G. Martino di Messina.
Designazione componenti del collegio sindacale (77/I)
pervenuta in data 4 marzo 2010 ed inviata in data 8 marzo 2010
- Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Vittorio
Emanuele' di Catania. Designazione componente del collegio
sindacale (78/I)
pervenuta in data 4 marzo 2010 ed inviata in data 8 marzo 2010.
Comunicazione di pareri resi dalle Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi dalle
competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Aziende del Servizio sanitario regionale. Designazione
componenti dei collegi sindacali (n. 72/I)
reso in data 3 marzo 2010
inviato in data 8 marzo 2010
- Aziende del Servizio sanitario regionale. Designazione
componenti dei collegi sindacali (n. 73/I)
reso in data 3 marzo 2010
inviato in data 8 marzo 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Decreto attuativo delle disposizioni di cui al Titolo VI della
legge regionale 6 agosto 2009 (n. 74/V)
reso in data 2 marzo 2010
inviato in data 8 marzo 2010.
Comunicazione di parere favorevole sul DUP 2007 - 2013
PRESIDENTE. Comunico, altresì, che la Commissione per l'esame
delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea, nella
seduta del 3 marzo 2010, ha espresso parere favorevole sul
Documento unitario di programmazione della politica regionale della
Regione siciliana (DUP 2007-2013) e che lo stesso è stato inviato
al Presidente della Regione in data 9 marzo 2010.
Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 83, lettera b), del
Regolamento interno, che la Corte Costituzionale, con sentenza n.
67 del 22 febbraio 2010, nel giudizio di legittimità costituzionale
degli articoli 1 e 3, comma 2, del disegno di legge n. 133
approvato dall'Assemblea regionale siciliana il 25 novembre 2008,
recante Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di
cava e sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali da cava
e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio promosso con
ricorso del Commissario dello Stato per la Regione siciliana,
notificato il 1 dicembre 2008, depositato in cancelleria il 9
dicembre ed iscritto al n. 94 del registro ricorsi 2008, ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 1 e 3,
comma 2, del disegno di legge n. 133 approvato dall'Assemblea
regionale siciliana il 25 novembre 2008, recante Norme sulla
proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali da cava e del
piano regionale dei materiali lapidei di pregio .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in Sicilia si continua ad applicare il decreto dell'ex Assessorato
Sanità del 15 febbraio 1992 sul personale dei centri di
riabilitazione accreditati dal Servizio sanitario regionale;
il suddetto decreto non prevede la figura professionale del
pedagogista;
il successivo decreto assessoriale del 17 giugno 2002 (GURS n. 29
del 28 giugno 2002), invece, recependo il DPR 14 gennaio 1997,
prevede obbligatoriamente la presenza nei centri di riabilitazione
di 'personale di area pedagogica', ben differenziato dagli
'Educatori';
rilevato che:
tali centri hanno assunto negli anni figure di 'Educatori
professionali' in aperta violazione del decreto ministeriale 8
ottobre 1998, n. 520, assumendo con tale qualifica laureati in
pedagogia equipollenti ai sensi di legge. Infatti, gli 'Educatori
professionali' sono operatori della sanità in possesso di diploma
universitario di cui al D.M. 520/98 di cui sopra e le equipollenze
a tale diploma universitario sono state sancite dal Ministero della
sanità con decreto del 27 luglio 2000;
considerato che:
non si comprende come si possa tollerare una illegittimità così
diffusa: da un lato, pedagogisti che vengono assunti come
'Educatori professionali', e quindi sottoimpiegati e sottopagati in
aperta violazione del decreto ministeriale 520/98 e, dall'altro,
viene applicato il decreto dell'Assessorato Sanità del 15 febbraio
1992, con la mancata assunzione di pedagogisti in aperta violazione
del successivo decreto dell'Assessorato sanità del 28 giugno 2002,
che li prevede obbligatoriamente;
l'inserimento del pedagogista dirigente di ruolo sanitario non
medico negli standard dei centri di riabilitazione accreditati dal
Servizio sanitario regionale non comporterà aggravio di spesa al
bilancio della Regione siciliana in quanto le rette pagate alle
strutture pubbliche e private accreditate 'sono omnicomprensive di
tutte le prestazioni sanitarie riabilitative previste pro-die per
ogni singolo soggetto';
la prestazione pedagogica è prevista in tali centri dalla
normativa nazionale e regionale;
già in data 7 aprile 2009, la VI Commissione legislativa 'Servizi
sociali e sanitari' dell'ARS, dopo aver ascoltato il preside della
facoltà di scienze della formazione dell'Università degli studi di
Catania, segnalò la vicenda all'allora Assessore regionale per la
sanità;
per sapere:
i motivi ostativi della mancata applicazione del decreto
assessoriale sanità del 17 giugno 2002, pubblicato nella GURS n. 29
del 28 giugno 2002;
quali iniziative intendano intraprendere al fine di assicurare ad
ogni centro di riabilitazione accreditato la figura di un
pedagogista in ottemperanza del suddetto decreto». (1068)
POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la zona industriale di Milazzo (ME) e dei suoi immediati dintorni
è fortemente interessata da fenomeni inquinanti che compromettono
l'atmosfera, il suolo, i prodotti agricoli e, non ultimo, lo stato
di salute delle popolazioni residenti nell'area contigua al polo
industriale, così come emerge dalla analisi del progetto ARTEMISIA
2, attuato in collaborazione con l'ENEA e la Regione siciliana per
valutare gli effetti ambientali e sanitari degli inquinanti
aeriformi emessi da insediamenti produttivi e per indirizzare la
scelta di nuovi siti;
la riduzione integrata dell'inquinamento, attraverso il controllo
delle emissioni degli impianti industriali nell'aria, nell'acqua e
nel terreno è un principio sancito dalla direttiva CE 96/61 sulla
prevenzione e sulla riduzione integrata dell'inquinamento, recepito
in Italia con il decreto legislativo n. 372 del 1999 e costituisce,
pertanto, l'asse portante della legislazione ambientale;
considerato che:
i comuni limitrofi al polo industriale di Milazzo presentano
concentrazioni di 03 in atmosfera abbondantemente superiori al
limite di concentrazione per la protezione della vegetazione
previsto dal d.m. del 15 giugno 1996, che è di 65 ug/m3, con gravi
effetti sulle rese agricole dei territori interessati;
la concentrazione di elementi potenzialmente tossici nei prodotti
agricoli costituisce un rischio elevato per il consumatore, tant'è
che il regolamento CE n. 466/2001 entrato in vigore il 5 aprile
2002, ha definito i tenori massimi di alcuni contaminanti presenti
nei prodotti alimentari, tra i quali il Pb ed il Cd;
secondo quanto affermato dalla stessa Comunità europea,
l'assorbimento di piombo 'può costituire un grave rischio
sanitario, può ostacolare lo sviluppo de/ processo cognitivo e
delle prestazioni intellettuali nei bambini, nonché aumentare la
pressione sanguigna e le patologie cardiovascolari negli adulti',
così come il cadmio 'può essere accumulato nel corpo umano e
comportare disfunzioni rendi, danni a carico dello scheletro e
carenze dell'apparato riproduttore e peraltro non è possibile
escludere una sua eventuale azione cancerogeno';
atteso che:
lo studio di ARTEMISIA 2 ha consentito di rilevare che la
popolazione residente nelle due fasce di comuni più vicine al polo
industriale di Milazzo è caratterizzata da uno stato di salute
peggiore rispetto alla fascia dei comuni più distanti, nonché da
una mortalità significativamente superiore per tumori del polmone,
del fegato e per malattie respiratorie nelle classi di età
inferiori a 65 anni;
altri studi sulla qualità dell'area sono stati condotti
dall'Università degli studi di Messina, riscontrandosi nell'area
milazzese presenze di nichel (cancerogeno), vanadio e sospetta
presenza di random, quest'ultimo un elemento chimico naturale
radioattivo e responsabile di numerosi casi di mortalità;
anche secondo la rete di rilevamento della Provincia di Messina i
dati emergenti indicano una situazione preoccupante; infatti, i
valori superano abbondantemente il limite previsto dal d.m. del
1996, soprattutto nei periodi estivi quando il calore amplifica
ancora di più questo fenomeno;
rilevato che:
tra i comuni del comprensorio milazzese, anche il comune di
Torregrotta risulta interessato dal fenomeno inquinamento,
attraverso l'azione dei venti provenienti dal mare che spingono gli
inquinanti aeriformi verso l'entroterra;
i dati relativi al superamento o meno dei limiti di inquinamento
ambientale vengono attualmente forniti dagli stessi componenti del
polo industriale che sono causa dell'inquinamento attraverso lo
sprigionamento in aria dei loro fumi;
è stato individuato un non corretto funzionamento delle centraline
di rilevamento dei gas in atmosfera;
per sapere:
quali misure siano state sin d'ora adottate per prevenire e
ridurre l'inquinamento dell'aria, del suolo e delle acque
superficiali e sotterranee, nonché per ridurre i rischi per la
salute umana conseguenti ai rilasci degli impianti industriali che
insistono nel comprensorio di Milazzo;
quali iniziative si intendano assumere per una gestione
ecocompatibile dell'ambiente, con particolare riferimento alla
scelta della migliore localizzazione di impianti industriali a
grande impatto sociale;
se non ritengano di dover intervenire con urgenza per dotare i
comuni interessati, compreso il comune di Torregrotta, di strumenti
idonei alla prevenzione degli inquinanti aeriformi, come potrebbe
essere l'installazione di centraline proprie ed autonome in grado
di controllare lo stato di inquinamento del territorio e al fine di
poterlo contrastare;
se non ritengano opportuno avviare iniziative di informazione
sullo stato di salute dell'atmosfera ed attrezzare le aree a
rischio inquinamento di zone verdi, con massicci impianti di
alberi, ponendo un limite allo sproporzionato fenomeno della
cementificazione e come metodo efficace per valutare la presenza di
anomalie nell'equilibrio biologico del nostro territorio;
in che modo, infine, intendano dare risposta alla forte domanda
sociale di recupero dei guasti prodotti all'ambiente dai siti
inquinanti che mettono a rischio la qualità della vita e la vita
stessa di coloro che gravitano attorno al polo industriale di
Milazzo e ai suoi dintorni». (1069)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1039
PRESIDENTE. Preciso che l'interrogazione con richiesta di risposta
orale n. 1039 Costruzione di un impianto di erogazione di
carburante a San Gregorio di Catania (CT) , annunziata nella seduta
numero 145 del 24 febbraio 2010, è da intendersi presentata
dall'onorevole Pogliese.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della dichiarazione
dell'onorevole Mancuso resa nel corso della seduta n. 149 del 4
marzo 2010, concernente la mozione numero 182 Blocco delle
assunzioni nonché delle attività in materia di gare e d'appalti
degli ATO rifiuti, nelle more della riforma regionale
dell'onorevole Nicotra ed altri - già demandata per la
determinazione della data di discussione alla Conferenza dei
Capigruppo - è da considerarsi apposta la firma dello stesso
onorevole Mancuso al suddetto atto di indirizzo politico.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Gestione integrata
dei rifiuti
e bonifica dei siti inquinati» (525-528/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (nn.
525-528/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio», a
prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che nella precedente seduta era stato approvato il
passaggio all'esame degli articoli e che il termine per la
presentazione degli emendamenti era stato fissato per oggi, alle
ore 14.00.
Informo che, al momento, sono stati presentati circa 330
emendamenti.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
sapete, è subentrato nel corso di questi ultimi giorni un evento
che ha suscitato l'attenzione delle forze politiche e, comunque, di
chiunque si interessi di questa materia così complessa com'è quella
dei rifiuti. In particolare, è stata approvata da uno dei rami del
Parlamento una modifica del decreto legislativo 152 del 2006. Di
questo intervento normativo si è diffusa una lettura piuttosto
atecnica, che si riassume nell'affermazione sono stati aboliti gli
ATO .
Gli ATO non sono stati affatto aboliti, non sono stati affatto
abrogati. Gli ATO - acronimo che sta a definire le parole Ambiti
territoriali ottimali - non sono stati abrogati e sono contenuti
nell'articolo 200 del Testo Unico 152 del 2006.
Ciò che è stata abrogata è l'Autorità d'Ambito, vale a dire il
soggetto che governa gli ambiti territoriali ottimali, che sono
rimasti totalmente in piedi, non modificati ed esistenti quali
erano fino ad una settimana fa. La norma nazionale - ripeto -
abroga gli articoli 148 e 201 del Testo unico Matteoli, che
riguardano, dunque, i soggetti di gestione.
Rimane l'obbligo per tutti - e dirò perché per tutti - di
organizzare il servizio secondo princìpi di aggregazione,
integrazione ed efficienza. Non è possibile, è vietato fare
spezzettamenti che rendono diseconomico il servizio.
Devo fare i complimenti a quest'Aula - e lo faccio rivolgendomi al
Presidente - perché, sostanzialmente, nel 2007 l'Assemblea
regionale siciliana ebbe la felice intuizione di anticipare i
contenuti della riforma nazionale, quella di cui parliamo adesso.
L'articolo 45 della legge 2 del 2007, poi rimasto inopinatamente
inapplicato, cosa disse? In Sicilia l'autorità di gestione non è
fatta da società, non può più essere fatta da società, quindi da
soggetti extra enti locali ma deve essere fatta da consorzi di enti
locali.
L'obiettivo del legislatore regionale quale fu già allora? Quello
di cominciare a spostare la barra da una gestione extra comunale a
una gestione comunale perché è chiaro che la capacità di incidenza
sui consorzi di comuni, è chiaro che la capacità di incidenza
dell'ente locale è molto più forte. L'ente locale governa sui
consorzi.
Di conseguenza, anche il disegno di legge, esitato pochi giorni fa
in Commissione, parte dalla legislazione regionale, cioè quella dei
consorzi, completando lo sforzo di portare il pallino nelle mani
dei comuni. Come? Completando il passaggio, cioè trasformando quei
consorzi - scusatemi, l'argomento è abbastanza ostico - da soggetti
gestori, com'era ancora nella legge regionale, a soggetti puramente
regolatori. Come?
Prevedendo che il consorzio - poi vi dirò perchè denominato
società consortile - si limiti a fare la gara per i comuni
consorziati, ma poi l'affidamento dell'appalto a valere di quella
gara avviene comune per comune, in modo tale che ogni comune possa
comprare quello che gli serve, possa spendere quello che ha, non
vada in situazioni di crisi, possa essere padrone del proprio
destino, se così vogliamo dire.
E questa lettura a favore dei comuni è spinta fino al punto che,
decorsi tre anni dalla gara, ogni singolo comune, se riesce a
fornire il servizio o, per meglio dire, se riesce a rendere il
servizio a parità di condizioni, cioè se riesce a fare le stesse
cose con un contenimento della spesa, ebbene quel comune può
organizzarsi da solo.
Quindi, è un disegno di legge molto spinto verso dove il
legislatore nazionale ancora non è arrivato, secondo me,
brutalizzando il concetto. E' molto spinto verso i comuni, è molto
attento alle richieste pervenute dall'ANCI di dare ai comuni della
Sicilia un ruolo fondamentale nella gestione.
Sarei sleale se dicessi che i comuni sono stati ineccepibili sotto
ogni profilo. Non è così, ma non è polemica che va aperta qui ed è
polemica che, probabilmente, non va aperta in nessun luogo.
La questione è quella di risolvere - come dico da qualche tempo -
anche il problema dei rifiuti.
Il problema fondamentale è quello di evitare che il sistema enti
locali vada a carte quarantotto perché i debiti accumulati dagli
ATO - scusate, ho sbagliato a mia volta - dalla società di
gestione, sono una spada, un peso enorme che sta per sganciarsi sui
bilanci dei comuni e questo, non perché lo diciamo noi - lo diciamo
anche noi come Regione siciliana, l'abbiamo messo in una legge,
l'articolo 61 della legge 6 del 2009 - ma perché viene fuori da
leggi nazionali su cui la Regione siciliana non ha potestà
legislativa esclusiva. Vi ho portato le sentenze della Corte
Costituzionale, per chi le vuole leggere, che evidenziano questi
aspetti.
Di conseguenza, noi dobbiamo intervenire per togliere anche i
rifiuti ma, soprattutto, per evitare che i comuni vadano
complessivamente in grave situazione di difficoltà finanziaria,
intervenendo quanto più rapidamente possibile.
L'Amministrazione oggi già potrebbe intervenire persino senza una
legge, lo voglio dire con molta chiarezza. In parte la legge c'è,
l'articolo 45 della legge 2 del 2007; ma questo significherebbe
fiondare sulle casse dei comuni un disastro finanziario.
Se noi facessimo i burocrati ottusi potremmo dire la legge c'è,
applichiamola .
L'articolo 61 della legge 6 del 2009 c'è; la Regione faccia un
piano finanziario che poi i comuni rimborseranno. Non è possibile.
Questa è la legge della Regione, non è possibile; ce lo dobbiamo
dire chiaramente: non è possibile Non è attuabile perché significa
mandare al disastro i comuni.
Ma se non si fa qualcosa d'altro, si fa quello. Il tema è tutto
lì.
Allora, il Governo ha già predisposto dei correttivi estetici al
disegno di legge presentato che consentono di affrontarlo con
serenità. Gli uffici stanno curando la stampa del documento che ho
scritto. Non si riesce ad aprire perché l'ho scritto su carta
riciclata e su un file - devo dare l'esempio - open office che si
può liberamente scaricare sul computer, quindi lo stanno
predisponendo.
L'unica cosa su cui vi prego di porre particolare attenzione è che
lo schema, come vi avevo anticipato, è quello della società
consortile, non del consorzio di diritto pubblico - poi illustrerò,
articolo per articolo, la questione - per evitare di licenziare
tutti i dipendenti che fino ad oggi hanno svolto questo servizio.
Perché?
Perché se si fanno consorzi di diritto pubblico nessun dipendente
delle attuali società può essere assunto presso soggetti di diritto
pubblico se non mediante procedure di evidenza pubblica.
Il Commissario dello Stato non lo farebbe passare mai.
Viceversa, una società consortile fatta dai comuni e consorzi a
tutti gli effetti - tra di voi vi sono molti avvocati - consente
l'utilizzazione di quel personale, che non è detto, però, che debba
rimanere negli uffici - personalmente mi prendo questa
responsabilità -, non é auspicabile che rimanga negli uffici perché
percentuali del 35 per cento di addetti agli uffici e 65 per cento
di addetti alla spazzatura fanno saltare qualunque sistema.
Pertanto, sono convinto che bisogna conservare il posto alle
persone, ma non è detto che bisogna conservargli quel posto ,
tutto qui Ripeto, la discussione può essere tranquillamente
avviata a partire dalle competenze generali, dalle finalità
generali e dalle competenze della Regione, nonché dei comuni e
delle province. Sono i primi articoli che rimangono tali e quali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerata la complessità della
materia e il numero degli emendamenti presentati (324 emendamenti
più quelli del Governo che sono formalmente presentati ma, nella
sostanza, no perché non sono stati ancora stampati), il termine di
presentazione degli emendamenti, ovviamente, non lo consideriamo
scaduto alle ore 14.00 ma lo consideriamo in scadenza e, una volta
che avremo avuto gli emendamenti del Governo, il termine sarà
considerato chiuso alle ore 18.00. Dopodiché il disegno di legge,
con tutti gli emendamenti presentati, tornerà in IV Commissione
domani mattina.
Chiedo alla Commissione e al Governo di riguardare le norme in
virtù degli emendamenti presentati soprattutto dal Governo nella
speranza di riuscire a trovare un'intesa per tornare in Aula domani
pomeriggio o, eventualmente, giovedì pomeriggio.
Credo che una via più veloce di questa sia tecnicamente
impossibile da percorrere.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, le preoccupazioni che vengono da un
ramo del Parlamento sono rinviate alle prossime ore: la Camera dei
Deputati, qualche minuto fa, ha invertito l'ordine dei lavori ed é
rinviato eventualmente a giovedì, il voto di fiducia sulla
conversione del decreto legge.
Su questa posizione il Ministro dell'Ambiente mi sembra molto
chiaro e nelle sue dichiarazioni e nella presa di posizione che
avrà, sia alla Camera che al Senato. Quindi, da qui a dire che già
il Governo nazionale e il Parlamento formalmente hanno preso delle
decisioni, io attenderei giovedì il voto di fiducia alla Camera, e
poi la terza lettura del Senato.
Ma, nella sostanza, l'Assessore ha ragione perché la portata del
disegno di legge nazionale, della piccola norma di abrogazione, non
inficia assolutamente l'impianto normativo della Regione siciliana
dove l'applicazione, la mancata applicazione dell'articolo 45 fino
ad oggi - o, almeno, meno male che c'era perché ha salvato questo
Assessorato in questo Governo ultimo -, ha permesso di togliere
dalle strade quello che è stato un momento difficile per tutti i
Comuni siciliani.
Ma l'applicazione vera di quell'articolo ancora in Sicilia non c'è
stata. Non c'è stata e grazie anche alla disponibilità degli Uffici
della Regione e del Governo la vera applicazione di quella norma,
oggi, porterebbe a dichiarare - non ho remore a dirlo - che quasi
tutti i bilanci comunali degli enti locali sono inficiati da
irregolarità, chiamiamole così, per non dire che i bilanci sono
falsati in quanto nessuno ha allegato ai bilanci stessi i bilanci
delle società partecipate.
Ma, rispetto a questo e alla proposta della Presidenza
dell'Assemblea, per quanto mi riguarda istituzionalmente, signor
Presidente, domani mattina è già prevista la convocazione della IV
Commissione per altre materie, ma è chiaro che avrà un percorso
accelerato quello da lei richiesto. Però non mi sento, da
presidente di Commissione - naturalmente mi confronterò domani
mattina con i commissari - di fare il solito lavoro che non porta a
nulla, dove sotto il profilo politico non c'è una linea che viene
trasmessa alla Commissione per capire il modello e, dall'altro
lato, non vorrei che si procedesse in Commissione a colpi di
maggioranza scegliendo l'emendamento di Mancuso rispetto ad un
emendamento presentato da Ammatuna.
Mi sentirei in imbarazzo, come già è successo con il disegno di
legge sul piano casa dove, poi, alla fine, abbiamo trovato un
accordo generale sulle norme che, in conclusione, sono state
stravolte nella seduta finale.
Quindi, signor Presidente, piuttosto che affidarmi questo compito
da presidente di Commissione, domani mattina inserirò all'ordine
del giorno questo disegno di legge con gli emendamenti presentati
dai colleghi e dal Governo. Ma le assicuro che il disegno di legge
sarà domani sera in Aula, in quanto non saprei assolutamente quale
supporto ulteriore la Commissione possa dare, a meno che, rispetto
alla linea di Governo che verrà rappresentata domani mattina
dall'assessore, le cose cambino e molti emendamenti vengano
ritirati o siano messi in minoranza dalla maggioranza politica,
anche all'interno della Commissione. Potremmo completare il lavoro
nel corso della mattinata, così domani pomeriggio il disegno di
legge sarà riconsegnato all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non intendo rinviare formalmente il
testo in Commissione, ma che la Commissione stessa, insieme al
Governo, valuti la portata degli emendamenti ed esprima un parere.
Non deve essere un supporto, ma l'espressione di un parere formale
in maniera tale che domani pomeriggio, in Aula, questo lavoro sia
molto più spedito.
Forse mi sono espresso male, ma un conto è esaminare il testo in
una Commissione parlamentare, altra cosa è esprimersi in diretta
durante la seduta dell'Aula.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non serve
rimandare informalmente in Commissione gli emendamenti con il
disegno di legge, perché il problema non sono gli emendamenti
presentati dal Governo e dai deputati, in quanto non se ne ravvisa
l'esigenza per una legge sulla quale la Commissione si è espressa
quasi all'unanimità.
Il vero problema è che i sindaci non sono soddisfatti della
pesantezza della legge, che non attribuisce alla Regione il compito
di farsi carico di tutti gli errori che sono stati commessi, delle
assunzioni facili fatte nei tempi passati, dei miliardi che si sono
spesi inutilmente, del fatto che l'immondizia sta coprendo la
Sicilia, e possibilmente daremo lo spettacolo di una nuova Napoli
in Sicilia. Allora il rinvio serve solo per dire agli amici sindaci
di non preoccuparsi perché la legge non sta per essere fatta,
ridiamo alla Commissione un potere che non ha rinviando formalmente
o informalmente il disegno di legge.
Il Governo dovrebbe assumersi la responsabilità dei miliardi che
sono stati spesi inutilmente in Sicilia per la raccolta dei rifiuti
solidi urbani, di cacciare i quattrini e andare avanti come vuole.
Se nessuno si vuole assumere la responsabilità di rinviare il
disegno di legge, di non votarlo, non c'entra la contrapposizione
tra maggioranza e opposizione. Se vogliamo continuare così non
approveremo il piano casa, non approveremo il piano dei rifiuti,
non approveremo niente e avremo fatto vedere di che muscoli siamo
fatti, l'un contro l'altro, senza tenere conto degli interessi
reali della Sicilia e dei siciliani. Facciamo finta di volere
difendere interessi generali e collettivi, mentre invece siamo lì a
pensare quanto è bello essere al governo e avere il potere degli
assessorati, vedovi come siamo di un potere che non c'è, o che
diversamente viene collocato, o vedovi anche di un governo che non
sa governare, che non sa trovare le giuste allocuzioni.
Però, signor Presidente, onorevoli colleghi, se una Commissione
composta da rappresentanti dell'intera Assemblea ha votato
all'unanimità il disegno di legge, e in Aula ho sentito grandi
elogi da parte di diversi deputati rivolti all'assessore per quanto
è riuscito a porre in essere per il Governo e per la sua
preparazione, mi chiedo allora perché andare al rinvio e non
trovare la soluzione qui in Aula, se non per dire, da un lato, che
questo Governo è incapace e che noi invece siamo capaci e,
dall'altro lato, che è inutile il ribaltone.
Parliamo di politica dalla mattina sino alla sera per i contrasti
interni sul potere e per il potere e non ci accorgiamo che intanto
l'immondizia cresce, la Sicilia va indietro e non ci sono gli
elementi necessari e obiettivi per farla andare avanti.
Proprio poco fa, mentre ero qui in Aula, ho ricevuto la telefonata
di un sindaco che mi chiedeva di non approvare questa legge perché,
approvandola, i Comuni pagherebbero tutto loro, e non sono in grado
di farlo.
Se il tema è questo, signor Presidente, lei che prima di essere
Presidente dell'Assemblea, quindi super partes, è stato deputato,
nel 2007 ha votato assieme a me in quest'Aula - lo ricordo bene -
la riduzione degli ATO a nove.
Allora l'iniziativa partì dalla Commissione Bilancio, presidente
l'onorevole Cimino, e non dal Governo. Ora, se l'Assemblea, in
tempi non sospetti, aveva già detto che non si poteva continuare su
quella strada che ha portato a duemila, tremila miliardi di
deficit, e da allora non si è fatto nulla, non è stata applicata la
legge, oggi vogliamo continuare ancora su questa strada? Vogliamo
ancora rinviare?
Domani non parteciperò ai lavori della Commissione perché non
serve, servirebbe un rinvio formale in Commissione. Capisco le
buone intenzioni della Presidenza, ma nella realtà lo scontro è tra
maggioranza e Governo e i capigruppo devono assumersi la
responsabilità, dinanzi alla Sicilia, di quello che vogliono fare
dei rifiuti siciliani. Non so proprio cosa possa fare di più un
presidente di Commissione che ha avuto la capacità, insieme a tutti
i componenti della sua Commissione, di esitare il disegno di legge
nel giro di pochissime ore, avendo avuto una relazione quasi
perfetta da parte del Governo, accettata come un fatto importante,
eclatante anche dalla Sinistra, che aveva presentato un suo disegno
di legge e che ha trovato modo di averne l'allocazione all'interno
del disegno di legge n. 525.
Vorrei fare un momento di riflessione, allontanandomi dalla
ideologia politica dei singoli partiti, e pensando invece che la
Sicilia aspetta risposte serie e concrete, mentre qui dentro c'è
gente che prende 10-12 mila euro al mese e si permette anche di
scherzarci su come se niente fosse, come se niente possa essere
fatto. Non possiamo rinviare nulla, altrimenti dovremo assumerci
responsabilità gravissime di fronte alla Sicilia e ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei esplicitare meglio il mio
pensiero perché evidentemente non sono stato chiaro. Noi possiamo
intraprendere due strade: iniziare subito l'esame del disegno di
legge e degli emendamenti, che sono 324 più quelli del Governo,
senza che sostanzialmente nessuno in Aula conosca la portata degli
emendamenti stessi, e credo che non sia una strada proponibile;
oppure applichiamo l'articolo 112 del Regolamento interno, che
leggo: Gli emendamenti devono essere presentati dattiloscritti e
firmati, di norma prima dell'inizio della discussione generale del
disegno di legge cui si riferiscono, al Presidente dell'Assemblea
che li trasmette alla Commissione e al Governo'.
La Presidenza ha deciso di trasmettere gli emendamenti alla
Commissione e al Governo affinché domani possano essere valutati,
avendo così cognizione del lavoro che andremo a svolgere in Aula.
Soltanto questo, per venire incontro anche alle esigenze sollevate
dall'onorevole Cintola di concludere nel più breve tempo possibile.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sollevare
una questione molto delicata in riferimento a questo disegno di
legge, che riguarda sia il merito che la copertura finanziaria.
Condivido in pieno quanto espresso dall'onorevole Cintola rispetto
alla necessità di un rinvio formale in Commissione perché questo
disegno di legge, dal mio punto di vista anche per la mia
esperienza di amministratore, contiene una serie di elementi, come
ad esempio la norma transitoria che stabilisce un principio. Tanto
è vero che ad oggi, signor Presidente, in Commissione Bilancio
questo disegno di legge è stato stralciato, non è stato discusso e
non ha copertura finanziaria.
Noi stiamo trattando un disegno di legge che, così come proposto,
non vedrà la luce.
Mi auguro che il Governo stia già avviando i dovuti correttivi di
natura finanziaria, e allora il testo deve andare in Commissione
Bilancio.
Questo disegno di legge prevede che la montagna di debiti
accumulati fino ad oggi, non ancora quantificati, assessore Russo,
venga spalmata sui Comuni perché la modalità a cui rinvia è questa,
tanto è vero che non ha alcuna copertura finanziaria.
Su questo aspetto rilevo due profili molto delicati, uno di natura
finanziaria che riguarda il dissesto per legge che apriremmo
immediatamente con questo provvedimento, con questa modalità; un
altro riguarda, invece, anche il merito e, per come le soluzioni
sono state prospettate, rischiamo di ledere quel principio di
capacità di indebitamento di ogni ente. Non possiamo pensare di
immaginare un debito da dilazionare per dieci anni che, a sua
volta, recuperiamo dal fondo per le autonomie locali. Questa
ipotesi, che è stata stralciata in Commissione Bilancio, tocca un
profilo costituzionale e finanziario delle autonomie locali, cioè
la capacità di indebitamento che, secondo dati ufficiali, circa il
90 per cento dei Comuni non ha più. Prevedendo quindi una dilazione
decennale operiamo una finzione perché i Comuni non hanno gli
introiti per potere fare fronte alla eventuale riduzione di
entrata, che è stata prevista dal fondo per le autonomie locali, o
sotto qualunque altra forma.
Noi non possiamo con questo disegno di legge esprimere un giudizio
politico su quella che è stata la gestione degli ATO, dalla
creazione alla gestione, alla lottizzazione - chiamiamola come
vogliamo - perché questo sistema nasce nel Palazzo, è stato gestito
dal Palazzo. Poi si sono, purtroppo, verificati elementi che hanno
portato anche alla mancata vigilanza da parte dei sindaci.
Allora, onorevoli colleghi, credo che questa Assemblea debba
esprimere un giudizio equilibrato sulla questione, che non è
semplicemente il fatto che i sindaci non hanno vigilato, che i
bilanci dei comuni sono oggi formalmente dissestati perché non
abbiamo collegato ai bilanci dei comuni i bilanci delle società
partecipate.
Ma perché, al bilancio della Regione abbiamo mai collegato i
bilanci degli enti e delle società collegate? Vi risulta un
bilancio che questa Assemblea abbia mai approvato dove, in
violazione anche alla norma che disciplina il Documento di
programmazione economico-finanziaria, è mai stato allegato l'elenco
di tutti gli enti, delle società, e la loro situazione economico-
finanziaria?
Allora, cortesemente, smettiamola con l'ipocrisia, perché quando
si parla di questioni così delicate e si dice che i Comuni sono in
dissesto, credo che ognuno di noi una riflessione seria ed
equilibrata la debba fare.
Signor Presidente, ritengo indispensabile, per le motivazioni
espresse dall'onorevole Cintola e per quanto ho evidenziato con il
mio intervento e che comunque continuerò ad evidenziare su ogni
articolo - io non condivido questo disegno di legge in questi
termini né per il merito né per il giudizio politico su questi
dieci anni di sistema - che si valuti la possibilità di rinviare il
disegno di legge in Commissione per fare una valutazione seria,
dignitosa e concreta, affinché questa norma venga realmente
applicata. Non è un provvedimento che serve semplicemente a
metterci una medaglietta, perché abbiamo fatto una riforma. Questo
è un provvedimento delicato, su questo si gioca il futuro della
nostra Terra ma, soprattutto, si gioca il futuro del nostro sistema
delle autonomie locali, e credo che sia un valore autenticamente da
tutelare, in quanto quel sistema, comunque, ha subìto il sistema
degli ATO.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in distribuzione gli emendamenti
presentati, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, al
disegno di legge nn. 459-386-209-394-404/A sul piano casa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine
dei lavori considero opportuna la decisione della Presidenza e
aggiungo che non si tratta di rimettere in discussione il lavoro che
abbiamo fatto, perché la Commissione ha esitato un testo di legge,
ma ci sono numerosi emendamenti che sono stati presentati, che la
Commissione potrà anche leggere ed apprezzarli ma, naturalmente,
resta salvo l'esame dell'Aula a cui questi emendamenti saranno
riportati.
Il fatto nuovo, e voglio circoscriverlo, è quello della
riscrittura, annunciata dal Governo, di emendamenti che ancora non
conosciamo, in relazione a modifiche che il Parlamento nazionale si
appresta a votare, che diamo per scontate per la lettura che
sappiamo fare dei fatti politici, e che comporteranno una rilettura
delle disposizioni che riguardano l'Autorità d'ambito.
A questo proposito è necessaria una attenta valutazione e un
confronto - con l'ausilio dell'assessore - di questa riscrittura,
che ancora non conosciamo, rispetto al testo esitato, anche per
tranquillità del lavoro che la Commissione dovrà svolgere domani,
fatti salvi gli emendamenti che saranno esaminati in Aula o, se del
caso, aggiornati sotto forma di subemendamenti, se si ritenesse di
presentarli, agli emendamenti del Governo
Voglio chiedere, sempre in questa chiave, se fra queste
riscritture del Governo ve ne sono alcune che riguardano i primi
quattro articoli, cioè i principi e le finalità del disegno di
legge e le competenze rispettivamente di Regione, Province e
Comuni. Se non ve ne fossero, allora i primi quattro articoli - che
io ritengo non siano influenzati dalle modifiche dell'abrogazione
della legge 148/2001 e 152/2006 - potrebbero benissimo essere
esaminati dall'Aula in maniera autonoma.
Quindi, se così fosse - lo dico anche al presidente Mancuso e me
ne darà conferma l'assessore -, il lavoro della Commissione
potrebbe non riguardare i primi quattro articoli, anzi questi
potrebbero esaminarsi oggi stesso indipendentemente da eventuali
riscritture del Governo, fermo restando che concordo con le
determinazioni assunte dalla Presidenza in ordine al dare la
possibilità alla Commissione di avere un luogo dove esaminare le
questioni in modo più approfondito.
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che la Presidenza ha già
deciso di applicare l'articolo 112 del Regolamento interno,
trasferendo gli emendamenti alla Commissione e al Governo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Adamo.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito alla
decisione assunta dalla Presidenza, ritengo che dovremmo valutare
la possibilità di un approfondimento in Commissione dell'intero
disegno di legge, perché non ritengo opportuno tornare in Aula con
trecento emendamenti e con la posizione sostanzialmente contraria
dei Comuni.
Non c'è dubbio che il disegno di legge dell'assessore Russo
rappresenta un progresso rispetto al passato, ma è un buon disegno
di legge rispetto a quello che è avvenuto fino ad ora?
Ma non c'è dubbio che l'ATO è stato un tale disastro in termine
economici e organizzativi che dobbiamo anche valutare con rispetto
la possibilità della proposta che molti Comuni avanzano, cioè
quella di distinguere ancora una volta tra raccolta e smaltimento
dei rifiuti, tornando ad affidare la raccolta dei rifiuti ai
Comuni, così come molti Comuni hanno proposto e come era stato
proposto all'inizio degli ATO.
L'ATO è stato imposto ai Comuni, che probabilmente non avranno
sorvegliato bene, e presentarsi ora semplicemente a chiedere il
conto non è possibile anche perché rischiamo di continuare con gli
errori del passato.
Allora, la valutazione che noi chiediamo è quella di potere
restituire ai Comuni, così come chiede l'ANCI, il compito della
raccolta dei rifiuti, fermo restando che per lo smaltimento è
necessario, invece, l'intervento della Regione perché ci vogliono
strutture sovracomunali, ci vogliono investimenti che i Comuni non
possono affrontare. Ma l'idea di mantenere la raccolta dei rifiuti
affidata agli ATO, ai consorzi, diventa assolutamente
improponibile, perché - come dice anche l'assessore - si creano
quelle condizioni di mantenere l'occupazione. Lo stesso assessore
parla del 30 o 40 per cento di impiegati e del 60 per cento di
operai; ma questi costi ricadranno sui cittadini e, naturalmente,
ricadranno sui sindaci che non li hanno scelti.
Ecco quindi perchè la necessità di una riflessione, a nostro
avviso, è motivata e, tra l'altro, troviamo veramente insolito
approvare una legge così importante in appena venti minuti.
La nostra proposta è che il disegno di legge torni formalmente in
Commissione non soltanto per un esame degli emendamenti, ma per un
approfondimento dell'intero testo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla proposta dell'onorevole
Adamo, di rinvio formale del disegno di legge in Commissione, hanno
facoltà di parlare un deputato a favore e uno contro.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, la
proposta lineare, corretta e coerente, formulata da questa
Presidenza, era l'unica che, razionalmente, quest'Aula, se vuole
realmente fare questa legge, doveva assumere. Tra l'altro, è la
conseguenza di un dibattito che c'è stato nella seduta precedente
quando, nel corso della discussione generale, a seguito dei tanti
interventi su questa materia, che è una materia difficile, che
riguarda anche un'emergenza della nostra regione, avevamo avuto una
risposta da parte del Governo che aveva dato serenità, tranquillità
all'Aula e che presupponeva un dibattito e una dialettica che
avrebbero portato a concludere positivamente l'iter legislativo del
disegno di legge sui rifiuti.
A seguito della presentazione di numerosi emendamenti, la
Presidenza ha, autorevolmente e giustamente, fatto riferimento ad
una norma regolamentare, l'articolo 112 del Regolamento interno,
ragione per la quale, nella giornata di domani, questi emendamenti
dovrebbero essere esaminati in maniera selettiva dalla Commissione
preposta, che ha dato, per voce del suo presidente, ampia
disponibilità. E, quindi, ci eravamo avviati verso un percorso di
grande tranquillità e serenità che ci avrebbe portato
all'emanazione di questa legge di cui tutti sentono la necessità, a
cominciare dai sindaci.
A questo punto si è aperto un dibattito su commenti non dovuti,
isolati, che non hanno alcuna valutazione di carattere politico e
che non possono in alcun modo essere presi in considerazione.
Allora, non è che io sia contrario alla proposta della collega
Adamo, sono contrarissimo, perché sarebbe l'apertura di un altro
baratro di discussione, di ritorni in Commissione che non
porterebbe immediatamente, con i tempi ristretti e con le necessità
che tutti manifestano in quest'Aula, all'emanazione della legge.
Quindi, sono contrario alla proposta della collega Adamo di
riportare il disegno di legge in Commissione; mentre sono
assolutamente d'accordo sulla proposta formulata dalla Presidenza.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, dopo
tanta attesa, finalmente si stava tentando di risolvere l'annoso
problema dei rifiuti. Era arrivato in Aula il disegno di legge,
dopo tanta attesa, e la proposta fatta dalla Presidenza, e da noi
condivisa, credo sia il percorso migliore: esaminare domani mattina
gli emendamenti che sono stati presentati da tutti i deputati
insieme alla riscrittura presentata dal Governo. E' ovvio che
quegli emendamenti che sono stati riscritti dal Governo hanno
bisogno di essere esaminati, perché gli emendamenti presentati dai
colleghi riguardano il disegno di legge come era stato esitato
dalla Commissione per l'Aula.
La riscrittura può annullare anche alcuni emendamenti presentati
dai deputati. Quindi, bisogna capire e, pertanto, farei distribuire
subito gli emendamenti di riscrittura del Governo per prenderne
visione, così che anche il singolo deputato possa eventualmente
presentare, nei termini indicati dalla Presidenza, immagino alla
fine di questa discussione, subemendamenti alla riscrittura del
Governo.
La Commissione si potrà riunire domani mattina per esaminare e
dare il parere sugli emendamenti presentati dai colleghi e domani
pomeriggio riportare il disegno di legge in Aula.
PRESIDENTE. Sulla proposta dell'onorevole Adamo è intervenuto
contro l'onorevole Musotto; chi chiede di parlare a favore della
proposta dell'onorevole Adamo?
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe utile un
attimo di attenzione, non per la valenza di quello che andrò a
dire, che possibilmente sarà giudicato di poco conto, ma per
consentire di avere un minimo di ordine nelle cose da fare.
Vorrei motivare brevemente perché sono d'accordo con la proposta
dell'onorevole Adamo, e principalmente per due motivi, ma mi
occorre l'attenzione dell'assessore Russo.
Il Gruppo dell'UDC è d'accordo per il rinvio formale in
Commissione, sostanzialmente per due motivi: il primo nasce in gran
parte dalla novella legislativa votata in via definitiva dalla
Camera dei Deputati venerdì scorso, in base alla quale, modificando
una legge di carattere generale e di natura economico-sociale
dell'ordinamento legislativo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non prendete posto la seduta
non potrà continuare. Onorevole D'Agostino, onorevole Faraone,
onorevole Adamo, non si può continuare così.
MAIRA. E' una maggioranza rissosa al suo interno.
PRESIDENTE. Quanto meno rumorosa.
Assessore Russo, quando finirà di parlare l'onorevole Maira, che
interviene per parlare a favore del rinvio formale in
Commissione, mi piacerebbe conoscere il suo parere.
MAIRA. a seguito di questa novella del legislatore nazionale
credo che in ogni caso l'impianto del disegno di legge oggi
all'esame dell'Assemblea va radicalmente cambiato come filosofia
della struttura degli ATO. Infatti, al di là dell'abolizione degli
ATO, sia idrici che dei rifiuti, per quello che mi è dato leggere e
capire rapidamente, avendo avuto il testo soltanto stamattina tra
le mani, credo che venga individuato un ruolo molto importante per
le Province rispetto a quello che poteva essere il ruolo dei Comuni
nell'ambito del disegno di legge oggi al nostro esame.
Se questo è vero, diventa ancora più importante e ineludibile per
il Governo e, quindi, per l'assessore Russo procedere alla
convocazione, richiesta dall'Unione province siciliane che aveva
avuto un primo contatto con l'assessore Russo il quale si era
impegnato a richiamare i rappresentanti dell'Unione province
siciliane e poi non lo ha più fatto.
Credo che tale passaggio, che è di natura formale e sostanziale
anche alla luce della nuova legge nazionale, debba essere fatto.
Questo non può comportare un rinvio informale a domani, ma comporta
un'ulteriore istruttoria ad hoc della Commissione che non può
concludersi nell'arco di poche ore.
C'è un secondo aspetto che vorrei evidenziare e che ritengo,
modestamente, che sia di profilo molto rilevante; su questo vorrei
l'attenzione del Presidente della Regione, solitamente attento.
E' indubbio che la riforma dell'ATO rifiuti non può essere
scorporata da quello che noi intendiamo fare per quanto riguarda lo
smaltimento dei rifiuti, cioè sul tipo di soluzione tecnica che il
Governo si deve accingere a fare e deve darne comunicazione a
quest'Aula, ritengo in via preventiva, perché soltanto nel momento
in cui sapremo se dobbiamo andare avanti con l'apertura di altre
discariche, se dobbiamo andare avanti con la vicenda dei
termovalorizzatori - uno, dieci, venti, piccoli o grandi, non ha
importanza la dimensione, però ha importanza la scelta tecnica -,
soltanto in quel caso noi potremo parametrare la scelta sul ruolo e
sulla funzione degli ATO rifiuti alla scelta di carattere
definitivo che dobbiamo fare in materia di smaltimento dei rifiuti
urbani.
Se questo non avviene, io vorrei capire cosa faremo degli ATO
rifiuti.
Credo che il Presidente della Regione farebbe cosa buona e giusta
se rendesse edotta l'Assemblea delle scelte che intende fare sulla
base della relazione tecnica acquisita dalla speciale Commissione
tecnica nominata dal Presidente della Regione e che ha fornito
delle soluzioni. Non ha importanza quale soluzione alla fine scelga
il Governo, è importante che l'Aula ne sia messa a conoscenza e che
possa valutare come strutturare gli ATO rifiuti nella misura in cui
vi sia la scelta finale sullo smaltimento dei rifiuti.
Se noi non faremo questo, approveremo una legge che,
probabilmente, dovremo cambiare tra brevissimo tempo e non faremo
una cosa corretta per la popolazione della Sicilia.
Ecco perché chiedo di appoggiare, motivatamente, l'indicazione
della collega Adamo e, cioè, che formalmente questo disegno di
legge torni in Commissione per espletare prioritariamente
l'istruttoria con l'Unione delle Province siciliane e, poi, per
acquisire le conoscenze da parte del Governo, del Presidente della
Regione, su quella che dovrà essere la decisione finale sullo
smaltimento dei rifiuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di chiedere il parere del
Governo ricordo che avevo poc'anzi indicato all'Aula quella che era
una decisione già presa dalla Presidenza ritenendo che il percorso
più veloce e più proficuo potesse essere quello che avevo
comunicato all'inizio della seduta: trasferire gli emendamenti alla
Commissione e al Governo per ritornare successivamente in Aula.
Di fronte alla richiesta formale del capogruppo di un partito che
sostiene il Governo la Presidenza, ovviamente, ascolta gli umori
dell'Aula e sente il parere del Governo.
Io decido quasi sempre autonomamente ma, di fronte alla richiesta
di un partito di maggioranza, mi è sembrato corretto ascoltare
l'Aula e vorrei ascoltare pure il parere del Governo, se questa
richiesta viene mantenuta.
Invito l'assessore Russo ad esprimere il parere del Governo
sull'ipotesi di rinvio formale del disegno di legge con gli
emendamenti in Commissione, che è ben diverso dall'accompagnamento
degli emendamenti come la Presidenza aveva prospettato.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, mi pare che siano emersi
spunti interessanti, peraltro del tutto posti all'attenzione e, in
particolare, quello del maggiore coinvolgimento dei Comuni e quello
della salvaguardia finanziaria che, credetemi, è un incubo, che io
ho, delle amministrazioni locali. Il problema, però, è che l'incubo
del disastro finanziario dei comuni si sta trasferendo sulla
Regione siciliana.
L'Aula è, ovviamente, sovrana. Io desidero semplicemente dirvi che
alla presenza, fra gli altri, dell'onorevole Adamo, dell'onorevole
Mineo e dell'onorevole Greco, alle ore 15.30 di questo pomeriggio,
nella Sala Rossa, davanti a me c'erano dodici sindaci che urlavano
come ossessi perché nell'ATO Palermo 1 vi è, ancora una volta, una
situazione di grave pericolo per l'igiene e la sanità pubblica.
Ancora una volta ho autorizzato la Regione siciliana ad attingere
alla cassa
Tutti voi sapete quello che significa, significa mandati allo
scoperto.
Ripeto, l'Assemblea è sovrana, ma io non potrò più autorizzare in
nessun modo interventi di sostegno ai Comuni rispetto alle esigenze
di emergenza ambientale. Dall'Assessorato dell'economia mi
comunicano che la cassa non è più in condizione di reggere
ulteriori accessi finanziari.
Quindi, per quanto riguarda le richieste dei Comuni, queste sono
state sempre poste all'attenzione - ci sono stati tre incontri con
l'ANCI - e lo saranno ancor di più nel corso del dibattito; per
quanto riguarda la posizione espressa dall'onorevole De Luca, uno
degli interventi - perché il Governo riflette e prova ad
intervenire - è prevedere una gestione liquidatoria che sterilizzi
i crediti.
Quindi - ripeto - l'Assemblea è sovrana, ma la Regione siciliana
non può più permettersi di sostenere i Comuni, e c'è l'urgenza di
inventarsi una soluzione che è contenuta nel disegno di legge.
A questo punto - ripeto - se la questione è quella di esaminare
con particolare dedizione le valutazioni dei Comuni, figurarsi, è
nello spirito del disegno di legge, non c'è alcun problema, ed è un
aiuto e non una osservazione.
Quindi, ovviamente, sposo la proposta del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, il Governo le chiede di ritirare la
sua richiesta formale.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il compito
della politica sia quello di eliminare gli incubi, non di
trasferirli dai Comuni alle Province e dalle Province ai Comuni.
Abbiamo ascoltato con interesse la disponibilità del Governo ad
esaminare le proposte dei Comuni che sono stati esautorati dei loro
poteri e che ora si vedono costretti a spese incredibili che poi
ricadono sui cittadini, su ogni cittadino siciliano.
Pertanto, ritiro la mia proposta per attivare in Aula un dibattito
in cui il Governo dimostri di essere aperto ai cambiamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, resta stabilito che gli
emendamenti saranno valutati dalla Commissione e dal Governo, entro
domani mattina, per esprimere il loro parere, senza un rinvio
formale del disegno di legge in Commissione.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io ho
avuto modo solo adesso di leggere questo testo e sono perplesso
perché vi si dice che il vero problema dei rifiuti in Sicilia, in
questi anni, a prescindere dal criterio di come si gestiranno
ottimizzando, è di natura economica.
Della parola economico in questo testo ho sentito dire in
qualche intervento che si rimanda a qualche articolo successivo.
Comunque, invito tutti i colleghi a leggere bene, a fare una
valutazione e capire di cosa stiamo parlando.
Secondo me, in questo testo ci sono refluenze economiche, perché
quando si scrive competenze della Regione che decide di far fare
cose ma, signori, se noi decidiamo di far fare cose, vorrei capire
come le dovranno fare? Chi gli darà i soldi? Per alcune cose, non
c'è dubbio che a copertura ci sono la TIA o la TARSU, quello che
sarà; ma ci sono altre cose, scritte qui.
Il mio è un intervento proprio sull'ordine dei lavori, secondo il
mio punto di vista, tranne che vogliamo poi riaprire il discorso, e
ricordo a me stesso che oggi è il 9 marzo - anzi lo ricordo al
Presidente e all'Assessore - ed entro il 30 marzo dobbiamo
approvare il bilancio. Ma di cosa stiamo parlando, signor
Presidente?
Questo testo ritornerà in Aula, sarà approvato, dopo di che non
sarà applicabile perché manca la copertura economica, e la
finanziaria e bilancio non sono stati ancora approvati.
Ma forse è necessaria una riflessione, obiettivamente, su come e
quando affrontare questo testo, e lo dico realmente, signor
Presidente. Forse in questi anni passati all'Assemblea ho
dimenticato il motivo per cui uno si trova qui dentro. Questo
testo, alla fine, lo approveremo e, alla fine, il vero problema di
questa legge sarà quello economico; ma non lo dice nessuno?
Il Governo deve dire qualcosa sull'argomento, è una cosa seria.
Su alcuni articoli di questo disegno di legge a cui ho dato
un'occhiata, mi creda, signor Presidente, non più di cinque minuti
fa, secondo me ci vorrebbe la copertura economica per la loro
applicazione. Quindi pongo un problema regolamentare molto serio,
signor Presidente: questo testo, a mio modo di vedere, così com'è,
deve avere necessariamente un avallo da parte della Commissione
Bilancio, altrimenti noi parliamo sì di bellissime cose, di
risolvere - ha ragione, io capisco l'assessore Russo che si è
trovato questo grande problema -; ma non si può risolvere il
problema così, anche perchè il problema lo si risolverà sempre dopo
l'esame della finanziaria.
Noi stiamo perdendo tempo e non dovrei dirlo io che sono in questo
momento in altra parte; dovrebbe dirlo il Governo.
Io forse accelererei e penserei di iniziare l'esame del bilancio,
il cui esercizio provvisorio scade fra meno di venti giorni e,
tolti i sabati e le domeniche, vi sono anche meno giorni lavorativi
e non mi risulta che in Commissione Bilancio si sia già fatto un
lavoro per portare il bilancio in Aula entro il 30 marzo.
Signor Presidente dell'Assemblea, lascio a lei la riflessione su
un problema regolamentare: se questo testo è effettivamente un
testo che può discutersi senza prima avere avuto, quanto meno, un
passaggio in Commissione Bilancio. Io veramente resto sbalordito.
Concludo, signor Presidente. Sono arrivati in questo momento
alcuni emendamenti sul piano casa, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno e, tenuto conto che non sono due o tre
emendamenti ma sono ben nove, visto che gli Uffici avranno
sicuramente già predisposto la stesura dell'articolato che da qui a
breve approveremo, visto che lo stiamo cambiando in alcune parti,
sarebbe opportuno farcelo avere per una lettura, perché non si
tratta - ripeto - di due, tre aggiustamenti.
Ricordo che in passato gli emendamenti presentati ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno erano due, tre; qui in
questo fascicolo ce ne sono nove.
Chiedo, pertanto, che in via preliminare si faccia pervenire
almeno ai capigruppo, se non si vuole distribuire a tutti i novanta
deputati, il testo che è stato preparato per l'approvazione del
disegno di legge e che nessuno di noi conosce.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riguardo al numero elevato di
emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno, devo dire che è stato necessario ricorrere a queste
correzioni, le ho valutate personalmente insieme agli Uffici perché
obiettivamente, in molti punti, com'era immaginabile, visto
l'andamento della discussione in Aula, si è sentita l'esigenza di
intervenire per chiarire molti aspetti della legge che rimanevano
indecifrabili dal testo uscito dalle votazioni del Parlamento. Per
cui posso garantire all'Assemblea che sono stati valutati insieme
agli Uffici. Comunque, gli emendamenti sono in distribuzione ed
eventualmente, uno per uno, possono essere spiegati, non c'è alcun
problema.
Onorevole Beninati, per quanto riguarda la questione a cui lei
faceva riferimento, relativamente all'efficacia di questa norma se
non accompagnata da una copertura finanziaria adeguata, io
condivido con lei, ovviamente, le sue indicazioni, ma voglio
riportarle l'esito dell'ultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in cui si decise che questa norma, assolutamente
urgente, da approvare prima della finanziaria, venisse stralciata
in due testi - il presidente della Commissione onorevole Mancuso
era presente a quella conferenza -; si decise che il testo
normativo sarebbe stato approvato prima della legge finanziaria,
mentre la parte economico-finanziaria sarebbe stata inserita nella
legge finanziaria, sulla quale siamo in obiettivo ritardo. Proprio
questa mattina, incontrando il presidente della Commissione
Bilancio si è stabilito che, entro la fine della settimana
prossima, si ultimerà il lavoro in Commissione Bilancio, per cui
dalla settimana successiva bilancio e finanziaria dovrebbero
approdare in Aula.
Gli Uffici mi ricordano che, formalmente, da domani la finanziaria
e il bilancio della Regione saranno iscritti all'ordine del giorno
dell'Aula.
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Ordinamento della professione di
maestro di sci» (491/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Ordinamento della professione di maestro di sci» (n. 491/A),
posto al numero 2).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, come è successo già precedentemente su
un altro disegno di legge e, segnatamente, quello delle cooperative
edilizie, anche questo disegno di legge che doveva essere assegnato
alla quarta Commissione non lo è stato e non è stato neanche
valutato. Non so con quale criterio sia stato assegnato alla
quinta Commissione.
Intervengo per rilevarlo e mettere a conoscenza la Presidenza per
la correttezza istituzionale dei lavori parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se gli Uffici hanno ritenuto di
assegnarlo alla quinta Commissione, evidentemente la materia
prevalente riguarda la quinta Commissione.
Però, faremo un accertamento d'ufficio.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge n. 491/A
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Fagone, presidente
della Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
FAGONE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, desidero brevemente illustrare un disegno di legge che,
probabilmente, comporta meno oneri ma soprattutto meno sacrifici al
Parlamento, nel senso che questo disegno di legge prevede
semplicemente il recepimento di una legge-quadro nazionale che è
prevista in altre diciassette regioni d'Italia e che vede soltanto
la Sicilia, seppur avendo una serie di impianti sciistici,
sprovvista di una legge che disciplina la normativa del lavoro per
i maestri di sci.
Il disegno di legge è molto semplice, facilmente articolato e non
credo di dovermi dilungare oltre modo. Credo che i componenti della
Commissione l'abbiano attentamente valutato e dispiace che il
presidente della Commissione Ambiente non abbia avuto l'opportunità
di esprimere il proprio parere; potrebbe esprimerlo qui in Aula.
Io mi rimetto anche questa volta alle valutazioni del Governo e,
quindi, per ora non ritengo di aggiungere altro.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
Presidente, questa legge della quale si è fatto portatore
l'onorevole Fagone ritengo colmi un vuoto nell'ambito delle
professioni sportive e dei maestri dello sport siciliani.
Lo sport dello sci, pur non sembrando una disciplina atta alla
Sicilia, a mio avviso può dare molto - come discusso col maestro
Umberto Battaglia e con gli abitanti dei paesi di Piano Battaglia e
dei due versanti dell'Etna - e quindi occorre anche una
regolamentazione ad un settore lasciato così, senza una disciplina,
contrariamente alle altre regioni italiane.
Il Governo non può che essere favorevole a questo tipo di
percorso, onorevole Fagone.
Mi spiace, conoscendo la precisione con la quale coordina i
lavori, onorevole Mancuso, presidente della IV Commissione, che ci
siano stati incidenti di percorso che spero non inficino questo
iter legislativo. Sono sicuro che non sarà un motivo per non andare
avanti.
Attendiamo gli emendamenti, qualora ve ne siano, ma il Governo sin
da oggi dichiara di essere pronto a dare il parere favorevole al
disegno di legge, che - ripeto - può essere un ulteriore elemento
di appeal per una Sicilia che nelle sue offerte diversificate, sul
versante sciistico, può dare qualcosa.
Non a caso, pochi giorni fa, come l'onorevole Fagone, da catanese
ben sa, i campionati italiani di fondo si sono svolti proprio nel
versante di Linguaglossa con grande successo di pubblico e anche di
promozione attraverso Rai sport , che ha ripreso e diffuso le
immagini dell'Etna.
Molti si saranno stupiti del fatto che in Sicilia si pratichi
anche lo sci. Si fa anche lo sci, ma dobbiamo solo avere la forza e
i mezzi per promuovere questo patrimonio eccezionale che è la
nostra Terra.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
dell'esame agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che il termine per la presentazione
degli emendamenti al disegno di legge n. 491/A è fissato per
domani, mercoledì 10 marzo, alle ore 11,30.
piano casa
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-404/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge nn. 459-386-209-394-404/A «Norme per il sostegno
dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
edilizio», posto al numero 3).
Comunico che sono stati presentati dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:
-emendamento 117.1:
«All'articolo 2:
- comma 1, sesto rigo, dopo le parole al momento del rilascio del
titolo abilitativo edilizio aggiungere le parole relativo agli
interventi di cui al presente articolo ;
- comma 6, la parola dello è sostituita con la parola allo »;
-emendamento 117.2:
«All'articolo 3:
- comma 1, dopo le parole dell'istanza aggiungere di cui
all'articolo 6 ;
- comma 5, al primo rigo, le parole su area diversa sono
sostituite dalle parole su area di sedime diversa »;
- emendamento 117.3
«All'articolo 4:
- comma 1, al secondo e al settimo rigo, la parola ridotto' è
sostituita con le parole e ridotti';
- comma 2, sostituire le parole sono determinati in ragione con
le parole sono ridotti ;
- comma 4 dopo le parole ove far confluire sono aggiunte le
seguenti le somme derivanti dal pagamento degli »;
- emendamento 117.4:
«all'articolo 5:
- comma 2, dopo la parola campione' aggiungere le parole degli
interventi'»;
- emendamento 117.5:
«all'articolo 7:
- comma 1, dopo le parole oneri concessori cassare le parole da
previsti fino a n. 10 ;
- sostituire le parole che si sommano con quelli previsti con le
parole che si aggiunge a quella prevista »;
- emendamento 117.6:
«all'articolo 8:
- comma 4 dopo le parole articolo 2 aggiungere le parole comma
5 »;
- emendamento 117.7:
«all'articolo 9:
- comma 2, sostituire le parole di cui alla presente legge con
le parole di cui al comma 1 »;
- emendamento 117.8:
«all'articolo 10:
- comma 2, dopo le parole 2 aprile 1968, n. 1444 la
congiunzione e è sostituita con o »;
- emendamento 117.9:
«all'articolo 11:
- comma 2, lettera b), le parole in detti ambiti sono sostituite
dalle parole ai sensi della presente lettera e le parole
dell'ente parco sono sostituite dalle parole dell'ente
competente ».
Si procede con l'emendamento 117.1. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula. C'è un
problema di incostituzionalità per quanto riguarda gli oneri: qui,
addirittura, diciamo non di determinarli ma di ridurli.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
chiedere al Governo, in merito all'emendamento 117.5, qual è la
motivazione per cui è stato cassato il riferimento normativo degli
articoli 5 e 6 della legge 10/1977?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e per la mobilità.
Onorevoli colleghi, si vanno a sommare le riduzioni previste nel
precedente articolo e, quindi, c'è un'ulteriore riduzione.
PRESIDENTE. La legge Bucalossi é stata abrogata, non si può fare
riferimento ad una norma che non esiste più. E, comunque, i
contenuti sono già presenti nella norma che stiamo votando.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente, cambia
completamente
FARAONE. E' possibile avere illustrato l'emendamento?
PRESIDENTE. L'emendamento 117.8 recita: «All'articolo 10, comma 2,
dopo le parole 2 aprile 1968 la congiunzione e è sostituita con
o .
Ha facoltà di parlare l'assessore Gentile per illustrare
l'emendamento.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. O nei
piani regolatori , anziché e nei piani regolatori delle aree di
sviluppo industriale .
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, l'articolo 10 fa riferimento ai
piani regolatori o ai consorzi ASI. Nel testo originario era
scritto e ; abbiamo preferito scrivere o perché ci sembrava che
l'uno escludesse l'altro, cioè o nei piani regolatori o nei piani
regolatori dei consorzi ASI.
Non possono essere inclusi tutti e due gli strumenti. E' più
chiaro adesso?
FARAONE. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.9. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-404/A).
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, grazie per avermi concesso la parola,
visto che i colleghi sono molto interessati al problema, quanto
meno rimarranno agli atti le parole che dirò, parlo con gli Uffici.
Io credo utile qualche momento di riflessione nel dare, alla fine,
la mia posizione - che ritengo sia in buona parte condivisa, ma
certamente nella libertà che ognuno vuole esprimere, anche perché
si tratta sicuramente di una legge importante, anche sotto il
profilo dei principi snelli e rapidi con cui, devo dire, è stata
oggetto di discussione pure in Commissione.
Capisco il collega Gentile perchè, purtroppo, è inutile negarlo,
questa legge è venuta fuori snaturata , e snaturata per le
motivazioni che ora dirò. E' snaturata perché, purtroppo, anche
sotto il profilo politico, è partita in un modo ed oggi si trova
con una differenza di posizioni politiche all'interno di
quest'Aula. Dunque, è ovvio che il Governo in questa fase ha dovuto
fare, come si dice, un volo pindarico e rivedere alcune posizioni
che fino ad un certo periodo ha condiviso, e poi fatalmente
dall'anno nuovo le ha dovuto rivedere.
Io credo che questa norma, nei suoi nodi principali che, in
effetti, sono gli articoli 2 e 3, aveva una sua - scusate se lo
dico - logica consequenziale che, paradossalmente, anche
l'onorevole Gentile nella sua qualità di assessore di questo
Governo (all'epoca con la vecchia denominazione di Formazione') ha
condiviso, in quanto la norma fu esitata in Giunta e poi rivista in
Commissione con il contributo di molti colleghi. Di fatto, questa
norma è stata completamente snaturata nei suoi originari contenuti,
soprattutto, lo ripeto, nei due articoli fondamentali.
Vorrei chiarire meglio cosa intendo dire.
Signor Presidente, il Governo, senza accorgersene, ha di fatto,
per una parte - mi riferisco all'articolo 2 -, previsto degli
ampliamenti in linea con quanto era uscito dalla Commissione. Ma -
sebbene qui io abbia sentito dire più volte dal Governo e dal
Presidente della Regione che tali ampliamenti bisognava farli non
per cementificare - poi, però, alla fine quegli ampliamenti
inizialmente limitati alle case residenziali, mono e bifamiliari,
di colpo sono stati estesi anche alle attività produttive. Quindi,
non è vero che questa norma è una norma severa. Non è vero.
Abbiamo condiviso - e lo condivido - che si limitasse alle opere
non condonate, ma certamente si è andati oltre i contenuti
dell'articolato proposti dalla Commissione.
Ripeto: non è una norma severa, è una norma che, per motivi
politici, è andata oltre, parlo dell'articolo 2. Gli ampliamenti
sono andati oltre le previsioni.
Demolizioni e ricostruzioni: signor Presidente, mi dispiace dirlo,
e lo ripeto, ma si è fatto un errore strutturale. Anche qui si
parla, si discute che il Presidente della Regione è a tutela
dell'ambiente, quindi vuole riqualificare, si é posto il problema
di tutte le case che ha visto nelle zone franate - bellissime
parole, anzi chiacchiere -, perché a quando a quando', scusate
questa frase non molto corretta in italiano, si può, anzi si
poteva, così come era previsto, nelle demolizioni e ricostruzioni
abbattere tutte le brutture, tra cui buona parte delle opere
soggette a condono. E oltretutto la norma stessa, secondo me, porrà
dei problemi perché si è scritto pure legittimamente realizzate ,
e vorrò vedere se poi legittimamente non sono anche le opere
condonate
Ma comunque, a questo punto, nell'articolo demolizioni e
ricostruzioni si tolgono le zone, le aree e gli immobili soggetti
a condono, mortificando il principio per cui questa norma era stata
creata: buttare giù tutto quello che non va bene, perché - è ovvio
- un'opera condonata non ha i crismi della regolarità, anche se
condonata, e invece, per una questione che non ho capito quale
fosse, qui è subentrata la severità: Condonate? Non se ne parla
Signor Presidente, vorrei aggiungere a riprova di quel che ora
dirò, che nei contenuti della norma vi era un termine che era
limitato al 2003, e aveva una logica in quanto erano quelle opere
che includevano le zone condonate, le aree condonate, o i comuni o
le costruzioni condonate, anche produttive, proprio perché l'ultima
sanatoria è stata il condono del 2003.
Ora, invece, questa norma riapre il termine al 2009.
Signori, ognuno di voi ha una propria competenza, mi volete dire
chi sarà il cittadino che termina un'opera nel 2008, quindi
regolarmente costruita, e dopo la demolisce per ricostruirla? Io
penso nessuno Vi posso dire fin da ora che ciò non accadrà
assolutamente, perché non c'è una logica nell'avere portato questo
termine al 2009 per le demolizioni e le ricostruzioni; è proprio
fuori logica Aveva un senso nel 2003, proprio perché nel 2001 e
nel 2002 sono cambiate le norme sulla sicurezza degli immobili, sui
portatori di handicap, ecc.
Ci sono state tra il 2001 e il 2002 numerose norme che hanno
modificato la realizzazione delle costruzioni. Benissimo, era
proprio l'occasione per applicare questa norma agli immobili
antecedenti al 2003: si demolivano e si ricostruivano secondo le
nuove norme.
Vorrei parlare anche delle anomalie e di alcune contraddizioni .
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la invito a concludere perché ha
superato i 5 minuti che ha a disposizione per dichiarazione di
voto. Lei ne ha presi già nove ed io non posso consentire a venti
deputati iscritti a parlare di farlo per dieci minuti.
BENINATI. Signor Presidente, concludo. Avrei voluto, come ho già
detto nel mio intervento sulla discussione generale, votare
favorevolmente questa legge perché per buona parte mi sento
solidale con il collega Gentile che ha apportato alcune modifiche.
Certo, altre le ha subite, me ne rendo conto. Comunque - non me ne
voglia il Governo e un po' tutti voi - siete riusciti a fare una
norma che, se è vero quel che dice l'ANCE, forse avrà
un'applicazione in Sicilia neanche del 2-2,50 per cento.
Pertanto, alla luce di quanto ho appena detto, siccome le
responsabilità di questi cambiamenti sono addebitabili, me ne
scuso, al Governo, io fin da adesso per le motivazioni che ho detto
mi asterrò dal voto e lo farò con grande amarezza, perché questa
legge poteva rappresentare lo sviluppo per la Sicilia e mi sa tanto
che invece sarà una bella presa in giro per i siciliani
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
FORMICA. Signor Presidente, riponevo molta fiducia su questa
legge; riponevo molta fiducia perché pensavo che attraverso questa
legge si potesse, in qualche modo, fare ripartire l'economia
siciliana che, purtroppo, da troppo tempo e per una serie di cause
interne, nazionali e internazionali, è assolutamente ferma, con
conseguenze disastrose sulle attività produttive, sul mondo
sociale, sull'occupazione, sui cittadini, su chi ha un'attività,
sulle famiglie, sui siciliani.
E riponevo molta fiducia perché attraverso questa norma, ripeto,
inventata, pensata, partorita da Silvio Berlusconi e dal Governo di
centro-destra per cercare di dare una svolta positiva in un momento
di crisi come quello attuale, qui in Sicilia - dove la crisi è
ancora più forte e dove ci sono numerose condizioni del tutto
particolari, date appunto dalla specificità della nostra
condizione: vedi le tante case sanate, vedi la situazione di
assoluta mancanza di strumenti urbanistici, vedi alcune situazioni
di degrado in tutte le nostre terre - io speravo, e in tal senso ho
cercato durante il dibattito di battermi, che questa norma, e
attraverso questa norma, si potessero modificare alcune di queste
storture.
Purtroppo, devo dire che così non è stato.
Abbiamo assistito ad una legge che non ha consentito la follia, e
questa è una follia vera, di dare la possibilità alle case sanate e
con regolare licenza edilizia di essere abbattute, demolite e
ricostruite in una posizione migliore, ricostruite con sistemi
costruttivi migliori, ricostruite in maniera da essere adeguate
alle norme antisismiche. Una follia
Abbiamo assistito al fatto che, per un motivo assolutamente
ideologico, si è impedito di allargare alle attività produttive
piccole, non alle grandi superfici ma alle piccole attività
produttive, alle attività artigianali, a quelle attività che
rappresentano la colonna portante della nostra Terra, perché qui
non abbiamo la grande industria, abbiamo un tessuto connettivo, un
reticolo di piccole e medie industrie a cui si poteva dare, e si
doveva dare, la possibilità di usufruire di questa occasione.
E questo, signor Presidente, per risparmiare territorio perché il
principio ispiratore della legge è verde, è ecologista, non
interviene su nuovi insediamenti ma interviene sull'esistente.
Se oggi io nego la piccola espansione sull'esistente, domani, o
fra qualche anno, dovrò consentire di bruciare altro territorio
sotto la pressione della necessità.
Questa era una legge verde, eppure, per motivi assolutamente
ideologici, incomprensibili, da parte di una Sinistra che, anche
nel corso del dibattito, si è visto che era dibattuta tra coloro i
quali - l'ho detto e lo ripeto - volevano la legge e volevano la
legge del buon senso e altri che hanno fatto prevalere l'aspetto
ideologico. Purtroppo è andata così: molte norme di buon senso non
hanno avuto ingresso in questa legge, non hanno approfittato di
questa occasione e altre norme, invece, che magari non avevano
nessun significato, sono state inserite nella legge.
Ora, per tutti questi motivi molti miei colleghi sono spinti a
votare contro o ad astenersi.
Io ho una posizione diversa: sono contro l'iter che alla fine ha
avuto il risultato, il risultato cui si è giunti, per i motivi che
ho detto. Per me bisognava allargare a ciò che era possibile
allargare per conservare il territorio; non è stato così. Mi auguro
che si possa porre rimedio.
Comunque, di fronte al nulla e di fronte ad una idea, che è stata
una idea di Silvio Berlusconi e del centro-destra, pur con tutte le
osservazioni che ho fatto, alla fine preferisco il poco piuttosto
che il nulla. E, quindi, annuncio il mio voto favorevole.
Presidenza del Vicepresidente Formica
POGLIESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
finalmente siamo giunti al momento conclusivo di un iter
parlamentare molto articolato, molto complesso, che ha visto
esplodere, com'era naturale che fosse, qualche contraddizione
all'interno della nuova maggioranza che sostiene il terzo Governo
Lombardo.
Siamo stati facili profeti nel momento in cui abbiamo immaginato
quello che poi è puntualmente accaduto all'interno di quest'Aula,
laddove questo Parlamento è chiamato a legiferare, certamente non
ad amministrare. Ed è assolutamente fisiologico che all'interno di
questo Parlamento siano esternate le diverse concezioni della vita
e del mondo, che governano le scelte all'interno dei gruppi
parlamentari, ed era assolutamente fisiologico che il Partito
Democratico fosse coerente con i propri valori e i propri princìpi
di riferimento. Era ed è assolutamente fisiologico che il Gruppo
Sicilia e l'MPA siano coerenti con i valori e i principi di
riferimento.
Le contraddizioni sono esplose all'interno di questa nuova
maggioranza anche e, soprattutto, all'interno di questo disegno di
legge che sarà approvato, da qui a breve, dopo un articolato
dibattito parlamentare e con molti mesi di ritardo rispetto a
quanto è accaduto nel resto del nostro Paese.
La Sicilia, lo ricordava prima qualcuno, è l'ultima regione
d'Italia ad approvare questo disegno di legge. Un disegno di legge
che, ricordo a me stesso e a tutti voi, è stato fortemente voluto,
lo ricordava prima l'onorevole Formica, dal Governo centrale e dal
Presidente Berlusconi, e che è stato fortemente voluto dal Gruppo
parlamentare PDL che, nel marzo 2009, primi firmatari il capogruppo
onorevole Leontini e il presidente Mancuso, ha depositato un
disegno di legge in tal senso con sei mesi d'anticipo rispetto a
quello governativo. Un disegno di legge che aveva una duplice
finalità: quella di riqualificare il patrimonio edilizio siciliano
e quella, altresì, di rilanciare un comparto strategico della
nostra economia, quale certamente quello edile che, nel 2009, lo
ricordo per l'ennesima volta - sono dati dell'ANCE - ha conosciuto
una crisi congiunturale senza precedenti con 1.600 imprese che
hanno chiuso i battenti e che sono fallite e con il contestuale
licenziamento di 17.000 operai, tecnici, geometri ed ingegneri.
Ecco perché il piano casa era fortemente atteso, non soltanto dal
comparto edile, ma da tutta la popolazione siciliana per la duplice
finalità che perseguiva.
Prendo atto positivamente di alcuni emendamenti che sono stati
accolti dal Governo, dall'assessore Gentile e da questo Parlamento.
Prendo atto che sono stati accolti questi emendamenti che credo
abbiano contribuito, grazie al Gruppo parlamentare del PDL, a
migliorare un testo esitato dalla Commissione monco, attraverso
l'estensione del limite da 150 a 200 metri cubi per l'ampliamento,
attraverso la possibilità di ampliare anche gli uffici, attraverso
la riduzione degli oneri concessori per le giovani coppie nei primi
cinque anni successivi al matrimonio, attraverso anche la
possibilità di ampliare gli edifici commerciali seppure
limitatamente alla zona D.
Prendo atto altresì negativamente pure di quello che è stato
l'atteggiamento del Governo e di questa maggioranza, credo in
alcuni aspetti assolutamente incoerente e schizofrenico. Mi
riferisco all'atteggiamento assunto sulle tematiche dei centri
storici; mi riferisco all'atteggiamento assunto per quanto riguarda
le cooperative edilizie; mi riferisco alla limitazione delle
attività commerciali esclusivamente alla zona D. Mi riferisco,
infine, lo ricordava prima l'onorevole Beninati, all'impossibilità
di demolire e ricostruire e, quindi, riqualificare gli immobili
condonati.
Un atteggiamento incoerente da parte di questa Assemblea e di
questa maggioranza nel momento in cui si votava contro quella
possibilità sull'articolo 3, si dava la possibilità, invece,
secondo un emendamento formalizzato dal Governo, di potere demolire
e delocalizzare gli immobili ricadenti all'interno di zone di
inedificabilità assoluta.
Si poteva immaginare, per esempio - credo sia stato un percorso
inizialmente intrapreso ma poi in maniera assolutamente
incomprensibile bloccato - di prevedere delle premialità diverse,
con percentuali diverse di ampliamento fra gli immobili oggetto di
condono e quelli, invece, non oggetto di condono. Ma così non è
stato. Ne prendo atto negativamente.
Ecco quindi perché, come ha già detto il collega Beninati, non
posso che astenermi da un disegno di legge che avrei voluto votare
favorevolmente e coerentemente con quelle che erano le finalità
fortemente volute dal Governo centrale, dal Gruppo parlamentare
PDL, che sono state parzialmente smentite e svanite da un testo che
è stato, credo, migliorato grazie al contributo del Gruppo
parlamentare PDL, ma non come noi avremmo voluto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiuse le iscrizioni a
parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarei tentato di
rassegnare alla attenzione sua e di quei pochi colleghi che hanno a
cuore il dibattito soltanto la mia dichiarazione di voto contrario
a questo disegno di legge e poi affidare, come sta diventando una
necessità, ai vari comunicati stampa le motivazioni del voto
contrario. Perché faccio questo appunto?
Lo faccio intanto a me stesso perché poter lavorare in questa Aula
diventa sempre più difficile. E' come se non interessassero a
nessuno i passaggi che avvengono in questa Aula. Tra l'altro, se si
arriva anche ad una condizione di opposizione particolare, come
quella che sta svolgendo l'UDC, capisco perfettamente che per il
Governo e i colleghi non ha alcuna importanza sapere come vota
l'UDC. Però, fortunatamente, l'UDC si rivolge ai siciliani, al
popolo siciliano, e ai colleghi che sono disattenti, e continuano
ad essere disattenti e saranno ancor più disattenti, auguro che
abbiano nel futuro la coscienza di prendere atto che si fa il
proprio dovere e che si lavora per la Sicilia anche ascoltando gli
altri in dissenso.
E' una dichiarazione di presa d'atto di una disattenzione totale
dell'Aula, ma anche del Governo, perché non sta seguendo nessuno e,
comunque, il nostro interlocutore principale sono i siciliani, i
cittadini della Sicilia e a loro ci rivolgeremo.
Perché il nostro voto è contrario? Sia ben chiaro, noi abbiamo
voluto questa legge come tutti in questa Aula. L'abbiamo voluta,
però, conforme a quello che era il senso di una legge, lo spirito
di una legge, la volontà del legislatore nazionale: la volontà
dell'accordo Stato-Regioni, così come è stato stipulato in atto
formale.
Se la legge fosse rimasta quella, noi avremmo potuto dare il
nostro voto positivo.
Non lo possiamo dare stasera, fermo restando che a gran voce
dichiariamo che siamo per la tutela e per agevolare
l'imprenditoria, le categorie produttive, gli artigiani, i
commercianti, le imprese, le aziende, però nella maniera più
conforme a dare risposta a questo tipo di legge che é stato,
invece, snaturato. Fermo restando che abbiamo sempre detto che i
problemi dell'edilizia e dell'urbanistica non potevano risolversi
con questa legge - io pavento qualche impugnativa del Commissario
dello Stato - ma doveva farsi un testo unico, organico, che
mettesse ordine ad una legge vecchia oramai di trent'anni. Non si è
voluto fare, e si sono poste in essere una serie di norme che hanno
violato lo spirito della legge e che consentiranno, abbiamo questa
preoccupazione, di creare i presupposti per fare, attraverso questa
legge, affari poco trasparenti, affari che vanno contro lo spirito
della legge e gli interessi delle categorie produttive.
Ecco perché, tra le altre cose, il nostro no è fermo, convinto
e, nello stesso tempo, ci auguriamo che attraverso questo dibattito
si possa, nel più breve tempo possibile, varare una legge che dia
risposte vere alle imprese e alle categorie produttive.
Questa legge, per le nostre valutazioni che non è proprio il caso
di esprimere in un'Aula disattenta, è una legge che, nei fatti,
sarà di difficile o impossibile applicazione, per cui noi stiamo
varando un disegno di legge che complicherà la vita agli uffici
tecnici comunali, che sarà di difficile applicazione. Stiamo
varando una legge dando un segnale di poco conto, un segnale
soltanto di apparenza alle esigenze della Sicilia ma, di fatto, si
tratta di una legge che non consentirà di dare le risposte che il
piano casa intendeva dare ai siciliani.
Ecco perché il nostro voto è fortemente motivato sul no , fermo
restando che dichiariamo di essere pronti ad affrontare in
qualunque sede, soprattutto in quest'Aula, un dibattito che porti
al varo di norme di edilizia e di urbanistica che diano risposte
vere agli interessi dei siciliani.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare
il Governo, a seguito di un mio intervento abbastanza animato - non
perché io faccia uso di droghe leggere come in qualche comunicato
stampa si stava tentando di sostenere - perché alle mie battaglie
ci credo e perché le faccio in buona fede, in quanto tengo ad
interpretare in modo fedele il voto che gli elettori mi hanno dato.
Quindi la mia animosità, naturalmente, è dettata da questo, non è
dettata neanche da altri intenti che piegano spesso la nostra
volontà quasi ad una sorta di sudditanza che, rispetto al mandato
che abbiamo, non mi appartiene.
Vorrei ringraziare, e quindi dichiaro di votare a favore di
questa norma, nonostante condivida il giudizio già espresso da
alcuni parlamentari che mi hanno preceduto su quella che è
l'applicabilità, sulla percentuale di applicabilità di questa
norma. Non so se sarà del 2 per cento, come sostiene l'onorevole
Beninati, ma ritengo che si potrà applicare neanche nel 10 per
cento del territorio siciliano e, pertanto, non sarà neanche il 10
per cento dei siciliani ad usufruirne.
Signor Presidente, approfitto anche per fare una comunicazione
importante perché non vorrei mettere in difficoltà il Gruppo
parlamentare Movimento per le Autonomie e, soprattutto, il
presidente del mio Gruppo.
Siccome ci siamo trovati poco fa a proporre e, soprattutto, a fare
un intervento di merito sul disegno di legge in materia di
rifiuti, allora, per evitare l'imbarazzo al presidente del mio
Gruppo - ed anche in questo senso mi è stato chiesto di continuare
a ricoprire la carica di vice capogruppo -, poiché ritengo illogico
che il vice capogruppo faccia delle proposte in disaccordo con il
proprio capogruppo, voglio rassegnare in quest'Aula le mie
dimissioni da vice capogruppo dell'MPA, rimanendo naturalmente nel
Gruppo parlamentare MPA.
Lo faccio perché personalmente ho sempre creduto a certe battaglie
e quindi, continuo questa battaglia in riferimento soprattutto a
quella che domani ci attende, sugli ATO. Su questo provvedimento
stiamo accelerando, mettendo realmente in difficoltà un sistema,
che è quello dei comuni.
Domani vorrei essere libero, da questo punto di vista, per
assumere le mie iniziative, per difendere le mie prerogative di
parlamentare e, soprattutto, tenere fede al mandato che mi è stato
conferito dagli elettori, non mi è stato regalato da alcuno e
soprattutto la mia elezione non è frutto di un sistema che, spesso,
rischia di ridurre a camerieri i parlamentari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi arriva in
Aula - dopo otto mesi di attesa da quel 6 marzo dell'anno scorso
quando il Governo varò, appunto, il cosiddetto piano casa - questo
disegno di legge nella sua stesura ormai formale, pronto per essere
votato.
Il disegno di legge di cui noi parliamo, di cui io sono stata,
almeno dell'articolato originario, relatrice, ha subìto delle
notevoli modifiche e, a mio avviso, un totale stravolgimento che ha
snaturato lo spirito e le intenzioni che sono state proprie del
varo del piano casa da parte del Governo nazionale. Rispetto a
questo vorrei proprio precisare ciò che è indicato nell'articolo 1,
quello che è appunto l'articolo 1 di questo disegno di legge.
L'articolo 1 prevede che, in attuazione dell'intesa Stato-Regioni,
sono promosse misure straordinarie che vanno, nell'ordine: messa in
sicurezza, monitoraggio, riqualificazione energetica e
architettonica del patrimonio edilizio esistente.
Credo che, in realtà, da questa legge non vi sia una risposta né
alle drammatiche esigenze del comparto edilizio né si favorisca un
sufficiente intervento di riqualificazione del territorio che non
avrebbe consentito un ulteriore consumo e, soprattutto, esclude la
possibilità dell'utilizzo di questa legge per la maggioranza dei
cittadini siciliani.
Rispetto a queste mie precisazioni, o meglio indicazioni critiche,
io vorrei soffermarmi su alcuni aspetti. Se è vero come è vero che
questo disegno di legge aveva come obiettivo quello di sviluppare
un comparto edilizio che è appunto in forte crisi economica e di
rilanciare un settore chiave della nostra economia, credo che
questo obiettivo non sia stato centrato, proprio perché
l'apposizione di una serie di vincoli, di una eccessiva quantità di
vincoli, ha fatto sì che il tentativo di scongiurare questo momento
di forte crisi non potrà essere raggiunto.
Inoltre, in merito al secondo aspetto, quello della
riqualificazione del patrimonio edilizio, credo che anche questo
sia un obiettivo non raggiunto, perché se la legge aveva come
obiettivo, nella fattispecie, quello di aiutare le famiglie
italiane e siciliane a riqualificare e mettere in sicurezza il
patrimonio e inoltre di rendere più semplici e scorrevoli le
pratiche burocratiche in materia di concessione edilizia, credo che
tutto ciò non sia avvenuto per una semplice ragione, e vorrei
spiegarla.
Innanzitutto, da una disamina dei dati forniti dalla stessa
Regione, in particolare dall'Assessorato Territorio e ambiente, ho
avuto la possibilità di valutare la quantità di immobili, di
patrimonio edilizio esistente, che sono stati oggetto di sanatoria,
e si tratta di circa un milione di edifici oggetto di richiesta di
sanatoria.
Se consideriamo che nei benefici di cui agli articoli 2 e 3, ossia
ampliamento, demolizione e ricostruzione, non sono stati inseriti
quegli immobili legittimamente sanati, abbiamo escluso la quasi
totalità del patrimonio che è stato sanato, e si parla di un
milione di immobili.
Per quanto riguarda l'articolo 3, un intero milione di immobili
verrà escluso; mentre, per quanto riguarda l'articolo 2, ossia
l'ampliamento, quando si fa riferimento a quella fattispecie, cioè
al milione di immobili oggetto di sanatoria edilizia, proprio
all'interno di quel milione l'ottanta per cento ricade nella
tipologia di villetta uni e bifamiliare, che è proprio la tipologia
prevista dall'articolo 2. Pertanto, se con questa legge volevamo
individuare una moltitudine di soggetti che potessero beneficiare
di interventi, io credo che anche questo obiettivo sia fallito.
Inoltre vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea su una
valutazione, su una comparazione che ho avuto modo di fare nei
giorni scorsi, valutando e comparando quelli che sono stati i vari
disegni di legge, poi diventati legge, nelle altre regioni, e
ricordo che la Sicilia, purtroppo, è l'ultima regione che approva
questa legge.
Da questa banalissima valutazione, in riferimento per esempio
all'articolo 2, ho avuto modo di fare queste riflessioni. Sugli
ampliamenti, tra gli edifici ammessi, la Sicilia esclude quelli in
corso di realizzazione; le tipologie di immobili inclusi sono solo
quelle uni e bifamiliari, a differenza delle altre regioni che si
limitano ad individuare solo i limiti di volumi e, quindi, ampliano
la possibilità.
In merito alla possibilità di inserire immobili che fossero non
soltanto residenziali, la Sicilia si limita soltanto alle aree
nella zona D e nelle zone ASI, quindi molto limitativa.
Per quel che riguarda la mutazione di destinazione d'uso, non è
previsto alcun tipo di mutazione di destinazione d'uso nel caso di
ampliamento.
Passando all'articolo 3, in relazione agli edifici ammessi, anche
qui gli edifici
PRESIDENTE. La invito a concludere.
CARONIA. Sarò breve, signor Presidente, però sono relatrice del
disegno di legge e mi corre l'obbligo di dare delle precisazioni.
Rispetto agli edifici che sono stati compresi, gli edifici in
corso di realizzazione vengono esclusi. Per quanto riguarda la
destinazione d'uso, la prevalenza è per uso residenziale e solo
residualmente vengono comprese le attività industriali, soltanto
anche qui di zone ASI e, per quanto riguarda la mutazione di
destinazione d'uso, non viene compresa.
Alla luce di tutti questi limiti che vengono posti, vorrei
sottolineare un ulteriore elemento di criticità e di fragilità di
questa legge, relativo alla semplicità di approccio nella
concessione delle autorizzazioni edilizie.
Vorrei ricordare a me stessa e all'Aula che, affinché questa legge
possa effettivamente produrre dei benefici, dovremo aspettare forse
il 2012. Il perché è presto detto: affinché questa legge entri in
vigore dovremo aspettare altri quattro mesi perché i comuni
individuino le aree che possono essere incluse od escluse da questi
provvedimenti. Tutto ciò farà slittare ulteriormente il tempo.
Allora, se questa era una legge nata con l'obiettivo di dare
immediatamente delle soluzioni al problema della congiuntura, della
crisi, dei problemi legati alla crisi, e di dare delle risposte
immediate in termini di sicurezza e riqualificazione del
patrimonio, perché, se vedremo dei benefici, li vedremo soltanto
nel 2012? Quindi, è già vanificata anche la temporalità della
legge.
Per ultimo, vorrei ricordare che, nella precedente seduta, il
Governo non ha voluto inserire all'interno degli emendamenti la
relazione di fattibilità geologica.
Personalmente, credo che in un momento come quello in cui viviamo,
in presenza di recenti eventi franosi che, tra l'altro, non sono
ancora cessati e che sono ancora in itinere, sia scandaloso non
avere inserito, quanto meno, una relazione di fattibilità geologica
a supporto degli interventi.
Alla luce di tutto quanto detto, mi scuso e sarò breve, esprimo un
giudizio sostanzialmente negativo che non si tradurrà in un voto
contrario solo per rispetto nei confronti di coloro i quali, me
compresa, hanno lavorato alacremente alla realizzazione di questa
legge.
Pertanto, il mio voto sarà di astensione aspettando che il
Governo, così come ha dichiarato, porti immediatamente una legge di
riordino in materia di urbanistica affinché si possa affrontare in
maniera più compiuta questo tema, recuperando le carenze e le
lacune che questo piano casa, che io definisco un'occasione
mancata, purtroppo ci ha dato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poteva essere
un'occasione, doveva essere un'occasione per un comparto difficile
come quello dell'edilizia, invece questo disegno di legge è
diventato, dopo un lavoro fatto con grande attenzione - ne ha dato
merito l'onorevole Caronia poc'anzi - il disegno di legge dei
borghesi, dei furbi; è diventato un disegno di legge che in alcune
parti importanti ha il vizio di incostituzionalità, già più volte
ribadito dalla stessa Corte costituzionale, e questo sotto
l'aspetto tecnico.
In particolare, vorrei fare riflettere i colleghi sull'articolo 1
di questa legge, dove la dicitura borghese di fare gli ampliamenti
solo alle villette mono o bifamiliari assomiglia ad atteggiamenti
di antica memoria, dell'Ottocento circa, dove c'era la possibilità
di fare la dépendance, onorevole Apprendi, nella villetta di
campagna, a chi aveva questa possibilità. Nell'era moderna, penso
che non sono più i signorotti di un tempo ma sono quelle persone
che hanno non solo la possibilità di vivere in una villetta
monofamiliare, ma anche la possibilità economica di dare una spinta
a ciò che è già un privilegio in un momento così tragico per le
abitazioni in Sicilia.
E' la legge dei furbi perché quella dicitura uffici all'articolo
1, a mio avviso porterà a centinaia, se non a migliaia, di
dichiarazioni di cambio di destinazione d'uso negli uffici tecnici
dei comuni siciliani. Migliaia di persone faranno diventare la loro
abitazione, se ne hanno la necessità, uffici; li faranno diventare
uffici per qualche settimana, per poi richiedere l'ulteriore
dichiarazione di cambio di destinazione d'uso e ritornare ad essere
abitazione.
La responsabilità di questo Parlamento è di avere fatto una legge,
appunto, per i furbi.
Poi, non si capisce come, dove e quando sia nato, sia stato
pensato e votato l'articolo 10. Non si capiscono le ragioni di
avere voluto affondare il nostro sottosuolo con una decisione di
costruire dovunque, e non - come hanno richiamato, in modo
puntuale, i mass media -, ma addirittura questo Parlamento ha
votato una legge dove è possibile costruire nel verde agricolo.
Dovunque
Una scelta dissennata, una scelta che non ha tenuto conto di ciò
che può succedere in tutto il sottosuolo della Regione, una scelta
che certamente non può condividere neppure il Commissario dello
Stato. Spero che il Commissario dello Stato stia attento a quella
che è stata una scelta dissennata del Parlamento all'articolo 4,
sugli oneri concessori, potestà esclusiva degli enti locali e dei
consigli comunali, richiamata più volte dalla Corte Costituzionale
in modo preciso e puntuale.
In merito al cosiddetto ex articolo 10, diventato poi articolo 8,
su quello che è l'assalto al verde agricolo in tutta la Sicilia da
parte di tutti in modo indistinto, è una riflessione sul merito che
lascia il tempo che trova. Questa sera, però, in quest'Aula, tra
qualche minuto, alla fine delle dichiarazioni di voto, nascerà in
modo ufficiale, sotto il profilo politico, per la prima volta
estrinsecato con grande forza, il cosiddetto Lombardo ter'.
Questa è una legge che sarà votata dalla maggioranza nuova di
questo Parlamento; sarà votata - questa brutta legge - con
l'apporto fondamentale del Partito Democratico, che è la stampella
e il sostegno del Governo. Senza questo apporto, questa legge
sicuramente non avrebbe avuto alcun tipo di sbocco, anche perché
non ha nulla nel merito.
Il voto di questa sera sancirà, per come è stato l'atteggiamento
nel corso di tutto il dibattito parlamentare, la corsa a chi è
stato più bravo, a chi è stato più incline, a chi si è genuflesso
maggiormente di fronte al Presidente Lombardo. Il Presidente vi ha
valutato, vi ha guardato, soprattutto i parlamentari del Partito
Democratico; ha visto chi si comporta meglio, chi sta più vicino
alla linea di Governo.
Questa valutazione, naturalmente, servirà nei prossimi mesi a
scegliere chi è, o chi sono le persone più affidabili per
raggiungere quello che è un vostro risultato, il risultato di
un'azione di ribaltamento politico del voto popolare, di un'azione
politica in cui si vede, senza bisogno di smentita di alcuno, il
Presidente della Regione che è riuscito, a mio avviso naturalmente,
ad abbindolare chi ritiene che, tra qualche giorno, potrà sedere
tra i banchi del Governo.
Anche noi abbiamo effettuato una valutazione delle genuflessioni
che il Partito Democratico ha fatto, subendo, all'interno di questo
disegno di legge, lo scempio dei territori.
La politica, però, è così: quando il miraggio di poter arrivare a
qualcosa di inavvicinabile, quando il popolo non ci ha dato questa
possibilità e il Presidente della Regione, in questo caso, ce la
dà, comprendo questo tipo di atteggiamento. Auguri a ciò che
stasera inaugurerete, al nuovo Governo in questa Assemblea. Auguro
a qualcuno di voi di essere attore principale, dal Governo
direttamente e non dalle genuflessioni dai banchi dell'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
c'era una grande attesa per questo disegno di legge, una attesa a
volte anche enfatizzata dai proclami del Governo.
Eravamo ai tempi del Lombardo bis', ancora non si profilava il
Lombardo ter', e già questo disegno di legge era entrato in quella
che ormai è leggendaria, nel senso che resterà nella leggenda ma
non nei fatti della storia di questa Sicilia, stagione delle
riforme.
Non era ancora arrivato il Partito Democratico, non c'era
Cracolici, non c'era ancora alcuno.
Si parlava, quindi, di questa stagione delle riforme con
provvedimenti legislativi che avrebbero cambiato il volto della
Sicilia.
C'è la crisi dell'edilizia, c'è la crisi del comparto, le
costruzioni sono ferme, le associazioni di categoria si lamentano,
ed ecco che il Governo corre subito ai ripari e anticipa il disegno
di legge sul Piano casa, che avrebbe avuto il merito e l'obiettivo
di cambiare l'economia siciliana legata al comparto dell'edilizia.
Se ricordate, onorevoli colleghi, si disse che sarebbe stata una
legge agile, con pochi articoli, non più di tre, ma che avrebbe
colpito al cuore la crisi dell'edilizia siciliana; si disse che il
dinamismo del Governo Lombardo avrebbe cambiato anche questo
settore.
Poi - come si sa, fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare della
politica e delle crisi - è nato il Governo Lombardo ter e allora,
pur con la cautela di dire che non era questa la legge di inizio
delle riforme ma certamente una legge che avrebbe solcato il nuovo
corso Lombardo per questa stagione siciliana, tonificata e
corroborata da un PD che, in crisi di astinenza dalla lunga
opposizione, corre ai ripari - il famoso soccorso rosso - per
sostenere, dall'esterno chiaramente, con un accordo di programma,
le difficoltà del Governo Lombardo, nasce il papocchio, qualcuno
direbbe nasce un aborto di legge .
Chi ha seguito da vicino le vicende, a volte anche drammatiche e a
volte burlesche, di questo dibattito parlamentare, si è accorto che
da un disegno di legge finalizzato a rilanciare l'economia legata
all'edilizia stava diventando un disegno di legge di riforma del
settore urbanistico della Sicilia: non più le costruzioni sanate da
recuperare, non più il rilancio dell'edilizia.
Certe volte, quando si va avanti a colpi di ribaltoni, anche la
cultura viene ribaltata.
Immaginate: il PD, che naturalmente dovrebbe essere il partito
delle cooperative rosse - non ai tempi del sacco di Palermo , ma
del mondo della cooperazione, quella sana - e, quindi, chi avrebbe
dovuto difendere le cooperative edilizie che invocavano la proroga?
Il Partito Democratico.
E, invece, a difendere gli interessi del mondo della cooperazione
edilizia è stata la tanta vituperata Destra, che ha difeso la vera
norma che avrebbe salvato l'edilizia, la proroga delle cooperative
edilizie, che avrebbe sbloccato centinaia di alloggi e centinaia di
milioni di euro.
Giustamente, l'ANCI scrive dicendoci che stiamo andando ultra
petita, perché non si era chiesto un testo di riforma
dell'urbanistica, nessuno aveva chiesto capannoni o aveva chiesto
di delocalizzare Pizzo Sella per farla costruire altrove, ma un
testo che servisse a tonificare il settore edilizio in crisi.
Ora, il PDL non può votare questa legge; non la può votare in
senso positivo perché faremmo un torto e ci assumeremmo
responsabilità che devono essere soltanto vostre, di questa
minoranza che ogni giorno si presenta al Palazzo del Governo con il
piattino per chiedere di diventare ufficialmente maggioranza e
cercare di sedersi su queste poltrone, possibilmente scalzando
qualcuno a colpi di deretano.
Questa legge la dovete votare voi, perchè dovete assumervi le
vostre responsabilità, se avete ascoltato gli umori del mondo della
cooperazione che vi ha sempre votato, così come li ha ascoltati il
presidente della Commissione Attività Produttive. Anzi, vi devo
dire che da quel lato consensi non ne troverete più perché avete
tradito, per aspirare ad una poltrona, decenni e decenni di
attenzione verso il mondo della cooperazione, che hanno trovato
nella destra e nel centro-destra l'attenzione di chi ha avuto il
coraggio di parlare lealmente al mondo della cooperazione.
Voi avete preso i voti e li avete traditi. Noi non abbiamo chiesto
nulla e li abbiamo ascoltati. Ebbene, questa legge ve la voterete
voi
Io volevo votare contro, signor Presidente, per dare un segnale.
Ma siccome il Gruppo parlamentare PDL, al quale mi onoro di
appartenere, ha deciso di dare un segnale diverso, noi ci asterremo
dal votare questo disegno di legge; è un'astensione di lealtà e di
unità del Gruppo, ma è, in cuor mio e in cuor nostro, un voto
contrario, è la bocciatura a questo Partito Democratico che si è
venduto sull'altare di un'ambizione di poltrone.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è
dubbio che la legge che stiamo portando al voto finale questa sera
originariamente nasce da un'idea portata avanti dalla maggioranza
di centro-destra del Governo nazionale, che aveva a mente proprio
quei signorotti a cui faceva riferimento l'onorevole Mancuso nel
suo intervento.
Devo dire anche che questa non è una legge di riforma - lo ricorda
l'onorevole Miccichè sulla stampa - e non è una delle norme che fa
parte dell'accordo e dell'intesa che tiene in piedi questo Governo,
per cui, nel ragionare attorno a queste norme, mi approccio in
maniera assolutamente laica, libera da vincoli. E noto una grande
contraddizione all'interno del dibattito che si è sviluppato qui
tra i colleghi del centro-destra.
Da una parte, c'è l'onorevole Beninati, che parla di una norma
dettata da un principio di tipo ecologista che si muoveva, o voleva
muoversi, nell'ambito della salvaguardia del territorio e,
dall'altra parte, c'é l'onorevole D'Agostino, che invece critica
questa norma dicendo che non si possono ampliare gli edifici
condonati, che non sono compresi gli edifici destinati all'attività
produttiva fuori dalla zona D, che non consente di intervenire nel
centro storico; proprio questo, forse, era quello che avevano in
mente.
Ha ragione l'onorevole Caputo quando dice che questa norma è una
norma aborto , perché forse abortita è proprio l'idea di legge che
il centro-destra e il PDL avevano in mente: una legge che doveva
consentire di costruire ovunque, di fare ampliare gli edifici
sanati e quindi abusivi, forse anche di introdurre all'interno
della norma una nuova sanatoria e di costruire senza vincoli sulla
costa, senza il rispetto per le aree urbane, senza il rispetto per
il territorio.
BUZZANCA. C'è anche in Emilia Romagna.
DI BENEDETTO. In Emilia Romagna c'è una norma che è molto diversa
rispetto a quella che proponevate all'interno degli emendamenti che
avete presentato. E in Emilia Romagna, fra l'altro, c'è un modo
diverso di intendere il territorio, la salvaguardia e le regole
edilizie, ed è stato storicamente diverso per un'educazione che in
quella regione c'è stata proprio per il buon governo di quel
territorio.
L'onorevole Mancuso ha detto che questa legge nasce così, grazie
all'apporto del Partito Democratico, ma è proprio grazie
all'apporto del Partito Democratico che questa legge non è
liberticida rispetto al territorio - diciamocele con chiarezza
queste cose - e siamo orgogliosi anche della battaglia che abbiamo
fatto attorno a questa norma, anche se ci sono degli aspetti che
critico profondamente, a partire dall'articolo 8, che consente la
realizzazione di parcheggi nelle aree urbane, questione che non ha
niente a che fare col piano casa ma che, anche grazie alla
richiesta di voto segreto, è stata portata avanti da alcuni
parlamentari che non appartengono certamente al Partito
Democratico. E questa è una delle profonde perplessità che mi
porterebbero a non dare il mio voto favorevole a questa legge,
oltre che per il danno che produce nell'assetto del territorio.
Leggevamo, di recente, di danni alle falde acquifere e ai percorsi
delle acque nelle aree urbane, così come non mi convince il fatto
che la legge estenda la possibilità di ampliamenti attraverso la
demolizione e la ricostruzione di edifici adibiti ad uso diverso da
quello di abitazione per un volume di 400 metri quadrati, non di
400 metri cubi Stiamo parlando di 400 metri quadrati, che è
qualcosa di molto più di 400 metri cubi con l'ampliamento e che,
con altezze uguali a quelle esistenti, possono arrivare anche a 5
metri e, quindi, parliamo di cubature che possono arrivare a 2000
metri cubi.
Queste considerazioni mi porterebbero a dare un voto di
apprezzamento complessivo alla legge, che consente alcuni
interventi positivi, che consente qualche piccolo ampliamento, che
consente il miglioramento delle condizioni di vita all'interno
delle abitazioni, il miglioramento dal punto di vista energetico,
la solidità degli edifici.
Ma questi elementi mi porterebbero, quanto meno, ad esprimere un
voto di astensione.
Invece voterò a favore in adesione ad una scelta politica che, in
un momento politico difficile, ha fatto e sta facendo il Partito
Democratico, facendo tesoro anche di quello che abbiamo ottenuto e
di quello che abbiamo consentito non passasse all'interno di una
legge che non è la migliore possibile, ma è decente; mentre invece
poteva essere una legge devastante e vergognosa per la Sicilia.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, mi
tocca intervenire dopo l'onorevole Di Benedetto e devo dire,
francamente, che mi viene facile dire che il 31 è diventato 47
Ho già avuto modo di dire all'onorevole Cracolici, capogruppo del
Partito Democratico, che poi in quest'Aula si erano invertite le
parti: vi era chi proveniva da tutt'altra ragione che doveva
difendere l'Emilia Romagna e chi, al contrario, veniva da quella
cultura e da quella impostazione politica, che doveva invece
contestare quel percorso.
Certo, è vero - lo riconosce l'onorevole Di Benedetto -, questa
legge è stata partorita dal Governo di centro-destra, presieduto da
Silvio Berlusconi, e noi certamente l'abbiamo vista con molto
favore, anzi avremmo voluto che fosse approvata molto prima.
In Commissione, onorevole Mancuso, abbiamo fatto fino in fondo il
nostro dovere, perché già ad aprile del 2009 avevamo licenziato il
provvedimento perché l'Aula lo esaminasse e lo potesse approvare
con le modifiche che in qualche maniera potevano essere apportate.
Poi, i fatti politici - fatti che sono stati certamente estranei
al percorso tecnico e legislativo di questa norma - hanno creato
delle lungaggini burocratiche e, purtroppo, hanno portato a delle
lungaggini parlamentari, perché non sono mancati i distinguo, non
sono mancati i pareri contrastanti, anche da parte dei tecnici.
Noi abbiamo subìto diverse sollecitazioni, e avremmo voluto che la
legge rispondesse ai bisogni dei siciliani. Tutti quanti noi
abbiamo il contatto diretto con i nostri elettori, con i
concittadini, con le istanze che provengono dal mondo della
produzione, dal mondo delle professioni e le sollecitazioni,
certamente, guardavano ad un progetto di legge e, quindi, ad una
legge che in qualche maniera potesse dare ristoro ai reali bisogni
dei siciliani.
Per esempio, la civilissima Emilia Romagna, già nel luglio del
2009 - quindi molto prima di noi - aveva approvato questa norma e,
addirittura, ha consentito che si potesse applicare a tutte quelle
abitazioni che avevano avuto titolo abilitativo alla data del 31
dicembre 2008.
Quest'Aula ha pensato invece di fare cose diverse. E qui sorge,
Assessori, esponenti del Governo, un legittimo interrogativo:
questa norma è stata partorita all'insegna dei reali interessi dei
siciliani o, al contrario, è una norma frutto di un compromesso tra
le parti, che si è imbruttita nel corso del tempo, che non ha dato
le risposte che volevano i siciliani?
Si è esclusa la possibilità di intervenire anche nel centro
storico, laddove si sarebbe potuto riqualificare un patrimonio,
quello edilizio, che necessita di interventi.
In quest'Aula si è anche sventolata la bandiera della solidarietà,
della necessità di intervenire a favore delle popolazioni
alluvionate facendo ricorso, a sproposito, al nome di Giampilieri.
Noi pensiamo che questa norma oggi non possa servire realmente ai
siciliani.
Io spero che il Commissario dello Stato ne consenta la
promulgazione, che non cassi altre parti; ma certo che è che
attraverso questa norma, che avrebbe dovuto risollevare il
meccanismo dell'economia siciliana, abbiamo visto invece esplodere
le contraddizioni all'interno della maggioranza, di questa nuova
maggioranza del governo Lombardo ter, abbiamo visto esplodere le
contraddizioni all'interno del Partito Democratico, abbiamo visto
anche una posizione differenziata da parte della nuova formazione
sedicente PDL Sicilia.
Noi speriamo che questo percorso serva a quest'Aula, serva ai
siciliani.
Riteniamo che questa legge abbia sì delle parti importanti, ma
abbia anche molte brutture che nascono proprio per quel compromesso
che certamente non è stato messo in opera all'insegna della
necessità che avvertono i siciliani, ma soltanto per compiacere una
parte politica che necessariamente doveva sostenere il Governo.
Allora noi, come Gruppo, abbiamo deciso di astenerci con la
consapevolezza che questa norma contiene certamente delle parti che
possono essere utili per la Sicilia, ma speriamo che la nostra
astensione - che, in un certo senso, è una apertura di credito -
induca il Governo ad affrontare quelle parti che qui sono state
trascurate, e che presto si possa dare corso a quel processo di
completamento che tutti quanti i siciliani auspicano, e si possa
dare ai siciliani, attraverso strumenti legislativi utili, la
possibilità, per dirla in termini calcistici, di una ripartenza
economica.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo di
apprezzare questo disegno di legge in Commissione, sotto certi
aspetti di attaccarlo e, sotto altri, di tentare di modificarlo.
Alla fine devo dire che il mio Partito ha assunto una posizione
che è contraria alla legge ed io, pur non essendo affatto convinto
che sia il meglio che poteva essere fatto, sono convinto che un
minimo di supporto all'economia siciliana lo può dare, un minimo di
sviluppo lavorativo può produrlo.
Non c'è dubbio che poteva essere qualcosa di più e di meglio e mi
rammarico che non sia stata scritta, in termini precisi e puntuali,
la parola certificato di abitabilità e di agibilità , ma solo
titolo abilitativo , che è uguale ad una sanatoria nascosta che
non fa onore né al Governo, né all'Aula, né alla Commissione. Ma,
nonostante ciò, io non mi sento di votare contro la legge né tanto
meno di lavarmi le mani come Ponzio Pilato e astenermi.
Io voterò a favore della legge, con rammarico nei confronti del
mio partito che ha assunto una posizione diversa, augurandomi che
non tutti nel Gruppo possano condividerne le ragioni e
l'impostazione, e dando forse una motivazione differente come
quella che sto dando io.
Meglio una legge ancorché non ottimale ma sufficiente, piuttosto
che nessuna legge.
E' quello che sta avvenendo per i rifiuti, ma è quello che sta
avvenendo ancora per il bilancio non approvato e per la finanziaria
non fatta.
L'ottimo è nemico del bene, del sufficiente, ma noi non arriviamo
neppure al sufficiente, noi non stiamo facendo nulla nei confronti
di quelle persone che vanno a votare e che finge che ci eleggono
per difendere gli interessi di una Sicilia e dei siciliani. Ci
sporchiamo la bocca nel dire questo.
Alla fine, poi, ho ascoltato decine di interventi che sono solo
voi siete maggioranza, noi siamo opposizione , voi siete a
sinistra, noi siamo a destra , voi siete a destra, noi siamo al
centro , voi siete al potere e noi no .
Le cose che ho sentito mi sembrano fuori da qualsiasi ordine di
idee, da qualsiasi ordine di attenzione a quelle che sono le reali
difficoltà in cui si dibatte il tessuto sociale della Sicilia, dei
poveri siciliani, di quelli che cerchiamo di difendere a parole e
che, in effetti, poi trascuriamo nel momento in cui veniamo a fare
lo show.
Sento parlare alcuni che, se fossero al governo, chissà che cosa
avrebbero fatto e sicuramente chissà come si sarebbero comportati.
Ma il fatto vero è che, non essendo al governo, è tutto male quello
che fa il Governo ed è tutto bene quello che fa l'opposizione. Non
è così, non può essere così.
Apprezzo in tal senso la posizione centrale seria che ha assunto
Casini a Roma. Ha detto di no tante volte alle leggi fatte dal
Governo Berlusconi, ma non si è mai preoccupato di mettersi a
favore anche - vedi il legittimo impedimento - di situazioni che
potevano essere guardate con attenzione e al servizio del Paese
prima che delle persone e della loro impostazione ad essere più o
meno vittime del potere lasciato, o arrabbiate per averlo lasciato,
o intenzionate a prenderlo a tutti i costi.
Io dico con chiarezza - anche se, torno a dire, sono rammaricato -
che non è bello dovere votare e muoversi in dissonanza a quelle che
sono le interpretazioni del Partito che magari, come Saverio
Romano, sta fuori dall'Aula e riesce ad avere un quadro, anche
distorto, secondo come gli viene prospettato, perché se c'è
un'altra opposizione, che è intelligente e più forte, come quella
del PDL che si astiene, non ho capito perché il mio partito va
invece all'assalto alla baionetta e vota contro. Per distinguersi
da chi, contro chi?
Io vorrei capire, invece, quanto è meglio poter parlare a favore,
ed essere a favore, non del Governo o della governance, ma a favore
della povera gente, a favore di chi aspetta di avere anche la
speranza di potere creare qualcosa in più per la propria famiglia,
dare una stanza in più, essere in grado di dare un minimo di
sviluppo in più.
Non prenderò altro tempo e ringrazio la Presidenza per avermi
concesso di parlare oltre i termini regolamentari stabiliti e dico
che sono rammaricato perché alcuni colleghi del mio gruppo
potrebbero votare in maniera differente dalle indicazioni del
presidente del Gruppo che mi ha preceduto, nella speranza che altri
colleghi ascoltino la mia voce, nella certezza che io sto votando
non contro qualcuno, ma a favore degli interessi della Sicilia e di
quei siciliani che io amo davvero.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
la legge che ci apprestiamo a votare è una legge che aspettavamo da
tanto tempo, che la Sicilia aspettava da tanto tempo, e tutto mi
sarei aspettato tranne che oggi avrei difeso questa legge contro
gli amici del PDL.
E' strana la vita, è strana la politica.
Una legge voluta dal centro-destra oggi viene rinnegata dal PDL
della Sicilia asserendo delle cose assurde, che il centro-sinistra,
e non la Sinistra, voleva con questa legge fare gli affari più
sporchi, voleva, attraverso questa legge, sanare l'edilizia
abusiva che è stata fatta negli anni, nella nostra Sicilia. Hanno
detto di tutto e di più, nonostante il Partito Democratico, in
maniera trasparente, in maniera assolutamente lucida, abbia dato il
contributo a quello che deve essere un momento di ripresa
dell'economia.
Certo, potevamo fare qualcosa di più, è ovvio. Ma in tutte le
leggi si può sempre fare qualcosa di più. E, per quanto riguarda
due aspetti che non sono stati trattati in questa legge o che erano
stati inseriti attraverso emendamenti e che sono stati rimandati,
c'è l'impegno preciso da parte del Governo, c'è l'impegno preciso
da parte del Partito Democratico a rivederli e ad approfondirli,
sia in Commissione che, successivamente, in Aula: mi riferisco alla
legge per le cooperative e anche ai centri storici, per i quali è
stato assunto l'impegno preciso di inserirli nel prossimo disegno
di legge sull'urbanistica. Il Governo ha assunto tale impegno
perché il problema esiste. La maggior parte dei piccoli Comuni ha
dei centri storici che rappresentano l'intera città e su questo
bisogna, necessariamente, approvare un disegno di legge che
consenta di non escluderli, di non lasciarli fuori da questa
agevolazione e da questo movimento dell'economia che creeremo
attraverso il piano casa .
Io non so chi si genuflette di più all'interno di quest'Assemblea,
se sono quelli del Partito Democratico che hanno dichiarato in
maniera trasparente, alla luce del sole, di dare un contributo a
questo Governo che è nato in una situazione che tutti conosciamo.
Cosa dovevamo fare?
Rimettere la Sicilia nuovamente in dissesto per un anno, con tutti
i problemi che abbiamo in questo momento e che incombono sui
Siciliani?
Dovevamo rimettere nuovamente la Sicilia ad aspettare anni perché
si rimettesse in moto di nuovo la politica per dare risposte alle
loro esigenze? No
Abbiamo scelto consapevolmente, responsabilmente, la strada più
giusta e cioè dare un contributo esterno affinché questo Governo
potesse fare le riforme che i Siciliani aspettano da tanti anni.
E' quello che abbiamo fatto ed è quello che faremo. Lo abbiamo
fatto sulla riforma sanitaria; lo faremo sul piano casa, lo faremo
sulla legge dei rifiuti e lo faremo in tutte quelle riforme che i
Siciliani aspettano da tanti anni per dare una risposta immediata
ai problemi annosi che avviliscono la Sicilia e i Siciliani.
Dicevo, non so chi si genuflette di più in quest'Assemblea, se noi
che abbiamo fatto una scelta trasparente o coloro che gridano qui
contro il Governo, contro il Partito Democratico, per poi
genuflettersi in una stanza al buio un minuto dopo davanti a chi
governa questa Sicilia (anche con la luce, qualcuno mi suggerisce).
Io sono orgoglioso di appartenere al Partito Democratico, di avere
fatto questa scelta responsabile per risolvere i problemi dei
Siciliani attraverso le riforme che stiamo compiendo in questo
breve periodo rispetto a due anni di blocco totale della Regione
siciliana, e certo non per colpa del Partito Democratico ma per
colpa di una implosione della vecchia maggioranza che governava la
Sicilia.
Questo è il Partito Democratico, questo è l'impegno che metterà da
qui in avanti per le riforme che vogliamo fare per la nostra
Sicilia e questo sarà l'impegno di tutti i deputati che hanno a
cuore le sorti dei Siciliani, che hanno a cuore le riforme ma
soprattutto le risposte che la politica deve dare alle persone che
chiedono aiuto alla politica e che, in questo momento, ha bisogno
anche della nuova maggioranza che si è formata per effettuare solo
ed esclusivamente le riforme di cui i Siciliani hanno bisogno.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che il
Movimento per l'Autonomia voterà favorevolmente al disegno di
legge, vorrei fare qualche brevissima considerazione fra le tante
cose dette stasera che somigliano più al gioco delle parti che ad
un commento serio sulla norma. Abbiamo fatto una norma di grande
rigore, abbiamo fatto una norma seria, abbiamo fatto una norma che
poteva essere migliorabile, che poteva essere migliore, nessuno lo
mette in dubbio.
Abbiamo voluto fare una norma che, però, avesse alcune premesse.
Signor Presidente, adesso non parlerò dell'articolato, voglio
sciorinare cinque dati perché dobbiamo incastonare il disegno di
legge in questi cinque dati che, troppo spesso, anche noi, come
Parlamento, sottovalutiamo: in Sicilia ci sono settecentomila
pratiche nei tre turni di condono edilizio; abbiamo il numero di
vani tra i più alti in Italia per abitante; abbiamo il rapporto
verde- abitanti più basso; abbiamo il territorio con un dissesto
idrogeologico che non ha eguali, solo la Calabria ci può stare
dietro; abbiamo un territorio che per un terzo è ad elevato rischio
sismico.
Questi dati devono essere in qualche modo collegati con la
filosofia della legge, non possono e non devono essere scollegati.
Se avessimo assecondato tutta quella politica che ci vedeva
emotivamente coinvolti, e allora dentro le sanatorie, i condoni,
gli ampliamenti, la possibilità di fare questo e quello, avremmo
fatto una legge non buona con queste premesse.
Abbiamo fatto, invece, una legge di rigore; abbiamo fatto una
legge seria che premia la legalità e chi ha costruito legalmente la
propria abitazione. Abbiamo fatto una legge che introduce fattori
innovativi, premialità ambientali, certificazione degli edifici,
sistemi innovativi antisismici a tutela della sicurezza dei
cittadini, prospettive di autosufficienza energetica.
Nei settecento e oltre emendamenti presentati c'era di tutto e di
più, signor Presidente, quasi una follia io giudico taluni
emendamenti, quasi una follia la provocazione di chi pensava di non
volere imbarcare questa norma.
Credo che questo disegno di legge che oggi qui ci accingiamo ad
approvare è un disegno di legge serio, che ha un corpo, un'anima,
un'idea, che è in continuità con le cose che ci siamo detti in
commissione, presidente Mancuso, che ci siamo detti in commissione
per troppo tempo.
Le amarezze personali non possono prevalere sugli interessi
generali della Sicilia e di un Parlamento intero.
Presidente Lombardo, noi dichiariamo il sostegno pieno a questa
legge, consapevoli che abbiamo accantonato molte proposte con
l'impegno di rimandarle ad un futuro disegno di legge, cito
soltanto per ricordarle: delocalizzazione, interventi sui centri
storici e proroga per le cooperative.
I tre argomenti, Presidente Cascio, che abbiamo lasciato da parte
- delocalizzazione, cooperative e centri storici - non possono non
essere l'impegno di questo Governo e la nuova sfida in un disegno
di legge di riordino del quadro urbanistico della nostra Regione,
ormai in ritardo da oltre trentacinque anni dall'entrata in vigore
della legge del '78 e che non può non vedere impegnato ognuno di
noi.
Dichiaro il nostro voto favorevole al disegno di legge sapendo che
ce ne stiamo assumendo la responsabilità, sapendo però che abbiamo
fatto una norma di grande rigore, di esempio a tutti coloro che
potevano pensare che sulla casa e sull'edilizia si potevano
annidare porcherie, falsità e cose trasversali. Dichiaro, quindi,
il voto favorevole dell'MPA e chiedo al Governo l'impegno ad
inserire gli argomenti sospesi nelle prossime iniziative
governative.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi e Governo, è chiaro che ci saremmo aspettati
stasera di dare il voto finale su una legge diversa, su una legge
che poteva rappresentare veramente le istanze, le attese e le ansie
di tanti siciliani.
Avevamo prefigurato una legge che potesse essere un percorso di
riforma teso a qualificare l'edilizia in Sicilia, a mettere in
sicurezza i nostri immobili ma, al contempo, a creare sviluppo
economico in un settore quale quello dell'edilizia che è sempre più
boccheggiante.
In effetti, dagli interventi, e non sono stati pochi, che stasera
abbiamo ascoltato, da qui a qualche minuto andremo a dare il voto
finale ad una legge che, pur non essendo una buona legge, è
comunque una legge.
E' stato detto che rispetto al niente è meglio qualcosa; rispetto
al niente, è meglio un brodino caldo. E' questo, purtroppo, il
profilo del Governo: un brodino caldo. In questa legge sul piano
casa si sintetizza la politica di oltre venti mesi di questo
Governo che oggi ha proclamato tante riforme, ma che, ahimé,
purtroppo, non riesce a fare se non qualche piccola norma che
dovrebbe rappresentare ed interpretare le ansie di tanti siciliani
ma, alla fine, ne annuncia il dolore.
Un grido di dolore e di allarme è stato lanciato in queste ultime
ore, anche rispetto a tante altre cose, rispetto alle assunzioni
facili negli ATO e poi, invece, gridiamo di sanare questi ambiti
territoriali, quando nessuno si impegna, invece, per frenare le
assunzioni e le furberie di tanti amministratori amici degli amici.
Che dire, assessore Centorrino, di quel che succede oggi nella
formazione professionale?
Quante assunzioni in questi ultimi mesi e in queste ultime
settimane sono state fatte
Andiamo a verificare negli uffici provinciali del lavoro cosa
avviene. Io la inviterei, assessore Centorrino, a verificare quante
richieste di assunzioni vengono fatte costantemente e, poi, invece,
si parla di ridurre.
Purtroppo, il nostro Parlamento è ormai abituato a vedere e a
sentirsi dire questo: una legge come questa che doveva
rappresentare uno sbocco per l'edilizia, e invece massacriamo la
cooperazione.
Oltre 40 mila alloggi pronti per essere costruiti, ma soltanto
perché l'MPA, diciamolo chiaramente (quale Partito Democratico ),
qui c'è un Movimento per le Autonomie innanzitutto, che è contro lo
sviluppo edilizio, contro lo sviluppo delle categorie, contro
l'ANCE, contro la Lega delle cooperative, contro Confcooperative
ma, soprattutto, contro i giovani, contro le coppie giovani - non
le coppie di fatto che volete voi, colleghi del Partito
Democratico, noi siamo contro - le coppie giovani che vorrebbero
farsi la prima casa e che, invece, fra un anno vedremo cosa
succederà con questa legge. Non si farà alcunché. Non si riuscirà
ad ampliare alcunché. Non si riuscirà a risanare il degrado anche
in quei centri storici in cui, purtroppo, non è stato consentito il
risanamento edilizio.
C'erano invece tante altre norme urbanistiche. E sulla scorta e
sull'altare di Giampilieri, sulle disgrazie di tanti cittadini si
volevano consentire scempi, lottizzazioni abusive, delocalizzazione
di illegittime concessioni edilizie che, spostate in altro luogo,
potevano avere una sanatoria, una regolarizzazione abusiva.
Questa è la verità di questa legge. Questo abbiamo il dovere di
dirlo.
Questa legge ha anche avuto, grazie alla nostra spinta, alcune
cose importanti. Siamo riusciti a far aumentare la cubatura, siamo
riusciti a dare qualche piccolo segnale che però non ci appaga e
non appaga la Sicilia.
Se pure a malincuore, devo dire che questa legge non ci appassiona
assolutamente.
Non votiamo nemmeno contro per senso di responsabilità. Ci
asterremo, ma è chiaro che tutte le criticità rimangono, come
purtroppo rimangono, a distanza di venti mesi, le criticità di una
amministrazione che non è l'amministrazione nel senso becero del
termine, ma che rappresenta sicuramente un'amministrazione che fa
molto, molto poco, Presidente della Regione, un'amministrazione che
dovrebbe svegliarsi perché i cittadini si sono svegliati da un
brutto sogno.
Speriamo che possa concludersi al più presto.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, come Gruppo parlamentare dell'UDC, avremmo
tanto voluto votare favorevolmente questa legge solo se fosse
rimasta il piano casa .
Avremmo voluto votare questa legge, attesa dai Siciliani che,
quando la vedranno mettere in pratica, resteranno profondamente
delusi dalle restrizioni importanti che essa applica. Purtroppo,
però, non siamo stati messi in condizione di farlo, perché tutte le
proposte migliorative che l'UDC ha portato avanti durante i lavori
sono state respinte e perché, con buona pace dei tanti incontri
evocati anche in Aula tra i capigruppo, tutte le proposte e le
richieste fatte dal capogruppo dell'UDC in questi incontri, sono
state rimandate al mittente prima di acclararne la bontà, prima di
affrontarne il merito.
Questo disegno di legge, che recepiva quanto aveva fatto in un
egregio lavoro la Conferenza Stato-Regioni, doveva occuparsi di
edilizia residenziale e doveva esclusivamente essere rivolto alle
famiglie siciliane.
Ebbene, non è stato dato spazio in questa Regione ai centri
storici di tanti paesi e di tante città che sono, non per colpa dei
cittadini siciliani ma di chi li ha governati, privi del piano
regolatore e che, obtorto collo, hanno dovuto costruire
abusivamente con sanatorie successive.
Non è stata raccolta - e questo è un rammarico ulteriore che credo
non passerà inosservato al Commissario dello Stato - l'ipotesi che
era fattuale, oggettiva, di equiparazione tra chi aveva ottenuto
l'autorizzazione a costruire in maniera regolare e chi aveva
ottenuto una sanatoria, di tal che queste due categorie sono
parificate, è stata fatta una vessazione a carico di questi secondi
cittadini; è stato leso il principio di uguaglianza di rilevanza
costituzionale; è stata fatta, signor Presidente e colleghi, una
brutta, bruttissima legge che ha stravolto lo spirito. E' diventata
una norma urbanistica e, soprattutto grazie alla protesta posta in
essere dall'UDC e dal PDL nella scorsa seduta, che ci ha costretti
ad abbandonare l'Aula, è stata una legge che ha evitato che il
malaffare - avremmo scoperto solo successivamente se questo Governo
era in buona fede o in malafede - e le complicità avessero ingresso
e potessero dissestare, in maniera ancora più stravolgente, il
territorio siciliano.
Abbiamo evitato il misfatto, ma non abbiamo ottenuto quelle
risposte migliorative che avevamo chiesto.
Siccome ho sentito fare anche riferimento alle riforme da qualche
collega che ha parlato prima di me, spero che gli amici del Partito
Democratico - e lo spero vivamente per l'intelligenza dei Siciliani
- non spaccino questa legge come una riforma. Per primo se ne
guarderebbe bene - basta solo per senso estetico, come ci ha
spiegato durante la discussione di questa legge - il Presidente
Lombardo.
Cari amici del Partito Democratico, voi siete nel Governo,
voterete questa legge, non prendete più in giro i Siciliani, ditelo
con chiarezza, perchè votate anche le leggi che non sono riforme,
anzi e soprattutto quelle che non sono riforme ma che hanno, dietro
di loro, degli interessi ben precisi ed altri.
Signor Presidente, il capogruppo onorevole Maira ha dettato la
linea del partito, che è una linea di opposizione. L'UDC anche in
questa legge ha fatto la sua battaglia di opposizione.
La nostra non è opposizione strumentale, Presidente Lombardo,
perché le è certamente noto che, in altri casi e in altri disegni
di legge, noi abbiamo votato a favore delle leggi che sono state
proposte al Parlamento. Ma questa volta non possiamo farlo perché
questa non è una legge sul piano casa.
I deputati dell'UDC hanno fatto e continueranno a fare una
opposizione seria perché non accettano prebende, non accettano
sottogoverni, non accettano posti nei Gabinetti, non fanno i
camerieri a nessuno, neanche a lei, presidente Lombardo.
I deputati dell'UDC sono pronti a discutere con lei solo ed
esclusivamente sul piano politico e lei questo, fino ad oggi, non
lo ha voluto fare. Per questa ragione e anche per questa ragione
noi siamo all'opposizione, per questa ragione e anche per questa
ragione noi voteremo contro questa legge.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-
386-209-394-404/A
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché credo giusto puntualizzare alcune cose su questo che sta
diventando un dibattito suppletivo a quelli che abbiamo già fatto
per giorni. A chi ha un minimo di esperienza di questa Aula
basterebbe constatare la copiosità degli interventi, per capire che
non è del piano casa che si sta parlando, ma di tutt'altro.
Vi sono stati interventi in cui si è parlato di tutto, di
politica, di maggioranza, del Lombardo ter' ed io credo che, se
proprio va fatto un appunto nel merito della legge, molti sono
scontenti di questa legge perché non ha subìto l'assalto alla
diligenza che molti volevano.
Questo è il motivo fondamentale per cui il Partito Democratico,
credo, possa votare a testa alta questa legge. Io non penso che
questa sia una riforma, ma vorrei ricordare a qualcuno che è
intervenuto prima di me che il Partito Democratico ha votato sempre
le leggi che ha ritenuto e alle quali ha potuto dare un contributo,
non adesso, da un mese, da una settimana; lo ha fatto sempre con
coerenza. La stessa coerenza non potete contare molti di voi in
questa Aula che giudicate i disegni di legge e date il voto a
seconda della posizione in cui state.
Il Partito Democratico sta votando oggi come avrebbe fatto e come
ha fatto in disegni di legge analoghi due mesi o dieci mesi fa, gli
atti parlamentari ne fanno fede e voi tutti lo sapete.
D'altra parte, non si spiegherebbe altrimenti - ripeto - il gran
numero di interventi se non con una strumentalità nettamente
politica. Addirittura si sono scomodate categorie fantasiose, si è
pensato che questo piano casa fallisse l'obiettivo di dare
risposte alle attese e alle ansie dei Siciliani, quasi fosse
un'azione psicoterapeutica, oppure si sono invocate le questioni
della formazione professionale nel dibattito sul piano casa.
Addirittura, si è detto che questo piano casa non risolve i
problemi delle coppie di fatto e non dà la seconda casa alle
giovani coppie. Insomma, fatevelo dire, si è sfiorato il ridicolo.
Stiamo alle cose, la legge può essere contestata, alcuni di voi e
molti di noi abbiamo presentato degli emendamenti nel merito,
abbiamo discusso delle cose che ci stanno dentro.
Ma vorrei ricordare a tutti e a me stesso che questa legge nasce
da un accordo Stato-Regioni, non soltanto da un input che io
considero sbagliato da parte del nostro primo Ministro, ma da un
accordo Stato-Regioni che l'ha fortemente ridimensionata e
ricondotta a possibilità ed agibilità.
Quella che era nata dalle parole di Berlusconi era una follia; la
Conferenza Stato-Regioni l'ha condotta ad una praticabilità che è
quella da cui siamo partiti e a cui ci siamo voluto attenere.
Ci sono state - è vero - molte aspettative, molte valutazioni
positive da parte di categorie imprenditoriali di questa regione,
gli operatori di famiglie. Credo che a queste si dovrà dare
risposta, ma nel rispetto della tutela del territorio, di un
principio che non poteva essere quello dello sconvolgimento delle
situazioni esistenti e nemmeno dell'ipotesi di affidare a questo
disegno di legge, che altro non fa che istituire delle deroghe per
aumenti di cubatura in caso di ampliamenti o in caso di demolizioni
e ricostruzioni, e non è una legge urbanistica, non è una legge di
riassetto del territorio Se noi pensassimo di dover intervenire
nel riassetto del territorio e nella riorganizzazione dei disastri
urbanistici di questa regione attraverso demolizioni e
ricostruzioni, io credo che non avremmo idea di che cosa è una
legge e di qual è il compito di un legislatore che è tutto davanti
a noi, perché non abbiamo finito.
Noi abbiamo ancora la possibilità di fare tutte le leggi che
vogliamo per il riassetto del territorio, per la riorganizzazione
delle aree devastate, per correggere le aree devastate dagli abusi.
Certo che lo possiamo fare, per fare una legge urbanistica; è lì
che queste pulsioni, queste tensioni, questa retorica, che ho
sentito oggi volare alto, devono trovare sostegno, e non prendere
ad occasione un disegno di legge - che altro non era che lo
strumento per consentire, in maniera circoscritta e limitata,
taluni interventi - e rimpiangere per quello che non è stato, e
meno male che non è diventato.
La Sicilia arriva per ultima e abbiamo dato alla stessa un disegno
di legge compatibile con le condizioni di assetto di questo
territorio.
Va detto, altresì, che l'ipocrisia non paga, perché le cose che ci
siamo detti qui e che anche gli organi di stampa hanno riportato
per giorni, le sanno tutti.
Tutti sanno che l'impianto della legge è stato esitato da una
conferenza e da un accordo dei capigruppo che, tutti insieme, hanno
deciso le cose che dovevamo fare e quelle che non dovevamo fare.
Oggi, quindi, gridare al lupo, al lupo , mentendo e sapendo di
mentire, non fa onore a nessuno, meno che mai a chi si pone in
questa direzione.
Perplessità ne possiamo avere tutti, io personalmente - se proprio
lo devo dire, nell'ambito del voto finale - avevo pure delle
perplessità. Ma gli interventi degli onorevoli Mancuso e Caputo mi
hanno convinto che questa è una legge da votare assolutamente,
perché tanto apodittiche, tanto tautologiche non sono state le loro
motivazioni, le loro argomentazioni che veramente mi convincono che
forse abbiamo fatto bene a portare in porto questa legge così
com'è.
Credo che alcune cose, poi, gridano vendetta.
Si sta facendo dell'articolo 10 uno strumento di battaglia
politica e credo che sia un pessimo segnale della responsabilità di
questo Parlamento, se vuole davvero fare gli interessi dei
siciliani, utilizzare una norma del genere come grimaldello di
lotta politica a tutti i costi. Ma alcune cose gridano vendetta.
Si è gridato allo scandalo per l'articolo 10, che io non condivido
e contro il quale ho votato al voto segreto. Lo vogliamo ricordare
che il Partito Democratico ha presentato un emendamento per
sopprimere l'articolo 10? Lo vogliamo ricordare che nel dibattito
tutti i deputati del PDL sono intervenuti a favore dell'articolo 10
e, se è passato ed è rimasto in piedi, è per il voto segreto?
Due più due fa quattro anche voi? Oppure pensate che i Siciliani
non sappiano fare due più due? Ci vuole un minimo di decenza in
tutto questo Oppure rivendicare che non è stato possibile fare
quella norma che consente le demolizioni e i trasferimenti delle
costruzioni, ora rimpiangere questo quando si sono sentite
pronunciare, anche dai massimi vertici di quest'Aula, parole che
gridavano all'immoralità, mi sembra veramente che significa essere
immemori di quello che è successo qua ed essere anche irrispettosi
nei confronti dei Siciliani che ascoltano e capiscono.
Credo che abbiamo fatto quello che potevamo fare, credo che quanto
di meglio per il riassetto del territorio vada rimandato ad altra
legge che, qui sì, ci impegna tutti e ci sfida a fare di meglio e
se lasciassimo fuori da questo dibattito ipocrisie e strumentalità
sarebbe un bene per tutti.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei tranquillizzare gli amici
del PD perché stasera questa legge sarà votata pure dal PDL. Noi
del PDL Sicilia non siamo un'entità astratta, siamo parte
integrante del centro-destra, abbiamo i nostri riferimenti
nazionali che sono Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, e se
sosteniamo questo Governo è perchè abbiamo avuto un input
direttamente da Roma.
Ci è stato detto che il Governo Lombardo ter va sostenuto perché
dobbiamo dare risposte alla Sicilia e ai siciliani e in questo
momento gli interessi della nostra Regione sono più importanti
delle beghe politiche che, comunque, penso si potranno risolvere
presto.
Spero un giorno, signor Presidente, di potere chiudere con un mio
intervento i lavori, ma so che questi interventi finora spettano al
capogruppo.
Vedete, la legge sul piano casa sicuramente poteva essere fatta in
maniera migliore. Ma io che sono di estrazione politica e culturale
ben precisa, - sono, l'ho detto nel mio intervento iniziale, un
uomo liberale e faccio parte centro-destra - per esempio, in questa
legge avrei esteso i benefici anche a chi ha avuto il condono
edilizio, avrei aperto anche al centro storico.
Per rispondere al mio amico, onorevole Falcone, che nel suo
ragionamento è giunto fino alla formazione professionale, se noi
dobbiamo dare una risposta alla Sicilia e ai siciliani, se noi
dobbiamo dare posti di lavoro, se noi dobbiamo fare in modo che il
posto di lavoro non sia frutto di raccomandazioni o di clientele,
dobbiamo potenziare le attività produttive, dobbiamo rilanciare il
settore dell'edilizia.
Se la filosofia è questa, questa legge va bene.
Ma è evidente che ci deve essere l'impegno del Governo di portare
in Aula la legge di riforma sull'urbanistica perché la Sicilia non
può più aspettare, le attività produttive hanno bisogno di essere
rilanciate perché noi dobbiamo assicurare posti di lavoro, dobbiamo
assicurare occupazione. Non possiamo più utilizzare la nostra
politica soltanto per parlare di precariato, per parlare di LSU;
dobbiamo lavorare in modo tale da garantire le attività produttive
nell'Isola, a partire, appunto, dal settore dell'edilizia.
Ecco perché questa è una legge che sicuramente darà qualche cosa,
probabilmente - ribadisco -poteva dare ancora di più; ma non
votarla mi sembra assolutamente sbagliato.
E' una legge che, sicuramente, metterà in moto un certo
ragionamento economico e finanziario. Impegniamoci tutti, in
maniera non demagogica, per fare in modo di approvare anche una
legge di riordino urbanistico, per fare in modo che realmente
l'edilizia si possa sbloccare.
Per quanto riguarda l'approvazione della finanziaria diventa
assolutamente importante la proroga per le cooperative edilizie
perché anche lì, se vogliamo realmente creare lavoro, se vogliamo
realmente creare occupazione, dobbiamo essere consequenziali.
Quindi, assessore, avrà il voto favorevole di tutto il PDL
Sicilia, sicuri che abbiamo fatto comunque un buon lavoro. Ma penso
che sia altrettanto doveroso un impegno per fare in modo che
l'edilizia venga realisticamente rilanciata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arena. Ne ha
facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le dichiarazioni di
voto hanno sicuramente offerto un panorama variegato anche dal
punto di vista dell'espressione fraseologica e terminologica, non
solo dal punto di vista concettuale. Si è parlato di brodini
caldi , si è parlato di camerieri , fra l'altro non rendendo onore
alla grande tradizione enogastronomica e alberghiera della nostra
terra. Si sarebbe potuto parlare anche di piatti importanti come la
caponata siciliana piuttosto che il brodino freddo, o di grandi
maitre di sala o chef che portano l'enogastronomia nel mondo.
Invece, si è parlato di tradimenti, di genuflessioni, fino ad
arrivare a momenti alti come quello del principio di uguaglianza di
rango costituzionale, citato poco fa dall'onorevole Cordaro.
Ma in mezzo a tutto questo sciorinare, tra l'altro, molto spesso
di frustrazione d'Aula che è esplosa all'improvviso, ma covando da
tanto tempo, nessuno o pochi hanno parlato ad esempio di riduzione
del rischio sismico, di attenuazione del rischio idrogeologico,
della necessità di un intervento edilizio di ampliamento di edifici
esistenti.
Poc'anzi l'onorevole Buzzanca, deputato molto attento oltre che
bravo sindaco della città di Messina, parlava di una norma che si
era talmente imbruttita fino ad arrivare al punto di non dare le
risposte che i siciliani si attendevano.
Allora, a questo punto, è anche d'obbligo porsi una domanda: quale
era la domanda che i siciliani si attendevano? La cementificazione
indiscriminata? Era per caso la regolarizzazione delle oscenità che
poc'anzi l'avvocato Cordaro - non il deputato - giustificava,
giustificando i tanti abusi edilizi che si sono, purtroppo,
perpetrati nella nostra Terra deturpando il territorio per decine e
decine di anni con il silenzio, la compiacenza e la complicità di
quella classe politica e dirigente che ha affossato la Sicilia?
Ricordo che questa non è una legge urbanistica, anzi auspico un
pronto intervento di questo Governo, del Governo Lombardo e
dell'assessore al ramo, per la rivisitazione di una vecchia legge
urbanistica: se ne parlava proprio l'altro giorno in un convegno
nazionale di ingegneria celebrato nella città di Catania.
Questa è semplicemente la legge sul piano casa , che è stata
votata da tutti coloro i quali, a prescindere da steccati partitico-
politici, vogliono il bene di questa Terra - e questo è un dato
incontrovertibile - si offre oggi col voto finale e da domani alla
valutazione dei siciliani, di tutti coloro i quali potranno godere
di questa legge di riforma, di questa che è una legge ancora una
volta rigorosa, ancora una volta seria, ancora una volta
rispondente a quei criteri e a quelle linee guida che ispirano
l'azione del Governo Lombardo, sin dal suo insediamento.
Qui invece le frustrazioni sono sfociate in regolamenti di conti
fino ad arrivare alle follie. Tra l'altro, l'onorevole Falcone
poc'anzi, a proposito di follie, parlava di partito del
Presidente , di questo Movimento per le Autonomie, dipingendolo
come una sequenza di Poltergeist - Demoniache presenze , famoso
film di Steven Spielberg, dove in pratica i componenti di questo
partito avrebbero, come dei Moloch, distrutto questa terra,
distrutto tutto.
Il Movimento per le Autonomie errori ne avrà fatti tanti,
sicuramente sin dalla sua nascita, ma ne ha recentemente fatto uno:
nominare l'onorevole Falcone vicepresidente della Commissione
Sanità, che mi auguro possa non ripetersi più in futuro. Ma è
sicuramente il partito del popolo siciliano, un partito che ha
espresso il Presidente della Regione siciliana che, con un'azione
rigorosa, con un'azione seria, con un'azione incisiva, oggi, ancora
una volta, dà una risposta concreta e seria al popolo siciliano,
quella risposta che tutti si attendevano
Il fatto poi di avere espunto dalla legge alcuni argomenti come la
delocalizzazione, come le cooperative, come i centri storici, e il
fatto di avere preso coscienza che non è più procrastinabile, caro
Assessore, la rivisitazione, la riedizione di una nuova legge
sull'urbanistica, ancora una volta premia la serietà di questo
Governo.
Poi, per carità, qualcuno ha anche approfittato - come diceva
l'onorevole De Benedictis poco fa, uscendo assolutamente fuori dal
tema di una dichiarazione di voto che avrebbe dovuto vedere
impegnata l'Aula e i deputati solo ed esclusivamente nel commento
positivo o negativo - fino ad arrivare all'ipocrita astensione di
coloro i quali fanno passerella senza avere poi il coraggio di dire
no , perché quando uno è contrario dice no, e non si astiene.
C'è qualcuno che ha approfittato di questo podio per parlare di
altre materie, dall'agricoltura alla formazione professionale, che
poco hanno a che fare con la legge del piano casa . E, al di là
dei brodini caldi , signor Presidente, al di là delle
genuflessioni, al di là di fatti, epiteti e regolamenti di conti
tutti interni ad una degenerazione politica che sempre meno
interessa ad una Sicilia che, invece, vuole risultati, quei
risultati che questo Governo, giorno dopo giorno, incessantemente,
sostenuto da una maggioranza di uomini di buona volontà, ripeto,
che, a prescindere dal colore, a prescindere dal partito e in
maniera acritica, non aprioristica, valutano disegno di legge per
disegno di legge e si impegnano giornalmente per dare finalmente,
una volta per tutte, ciò di cui hanno bisogno questa Sicilia e ai
siciliani, di cui molto spetto si abusa facendo ricorso a questo
inganno delle coscienze che si perpetua nel tempo, ancora oggi.
Il Movimento per le Autonomie, uno, unico e solo, al di là delle
concessioni che qualcuno vuole fare al capogruppo di turno del
Movimento per le Autonomie, esprime compiacimento, esprime
soddisfazione, esprime plauso al Governo regionale e a tutti coloro
i quali hanno creduto e continuano a credere in un progetto di
rigore, in un progetto di trasparenza, in un progetto di lealtà,
questa sì, nei confronti del popolo siciliano.
Presidenza del Vicepresidente Oddo
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, certo la mia permanenza in questa Aula è breve,
ma non mi era capitato finora di assistere ad un dibattito come
quello che abbiamo vissuto per la legge sul piano casa , in cui
c'è stato un contrasto formidabile tra le enunciazioni e le
intenzioni, tra la realtà dei fatti e le cose che si sono dette.
Mi è sembrato di assistere ad un campionario di doppie verità e di
doppie morali. Ho ascoltato - e non faccio i nomi per non eccitare
la piazza - dichiarazioni di colleghi, in particolare del PDL e
dell'UDC, che hanno definito la legge inutile, riduttiva,
inefficace, proprio perché acqua fresca, cioé non interviene sulle
cose concrete. Poi ho ascoltato altri colleghi degli stessi gruppi
politici che l'hanno considerata devastante per il territorio, per
l'ambiente e per il paesaggio.
Ma, al tempo stesso, abbiamo vissuto un paradosso. Abbiamo
assistito all'intervento di alcuni colleghi che, per numero e per
contenuto degli emendamenti che avevano presentato, avrebbero
meritato il premio Attila , si sono poi immediatamente scoperti in
questa Aula ambientalisti duri e puri, conservatori dello stato
dell'arte. Deputati che avevano sommerso la legge di emendamenti
distruttivi, li abbiamo visti trasformati in questa Aula, solo per
ragioni di appartenenza politica, in vestali della tutela della
legge.
Da parte di colleghi che avevano presentato emendamenti per
l'intervento a qualunque titolo nei centri storici, si sono sentite
poi lamentele per le norme che riguardavano l'ampliamento dei
capannoni per le attività produttive in aree D' o nelle aree ASI.
Personalmente, lo voglio dire, io sono tra quelli che ritengono
che proprio perché in Sicilia c'è una forte presenza di capannoni
dismessi, di attività industriali dismesse, questo sia un campo in
cui è bene intervenire. Ma per questo e per altri campi
dell'attività edilizia che presuppongono l'inserimento organico nei
piani urbanistici, ritengo che sia stato giusto avere previsto
l'avvio di nuove iniziative legislative.
Abbiamo visto protestare per l'inserimento nella norma della
possibilità di realizzare i parcheggi sotterranei - norma che io,
personalmente, non ho votato e che non condivido, e che il Gruppo
parlamentare del PD non ha votato -, ma poi sostenere l'inserimento
nei benefici del piano casa di tutte le forme di sanatoria.
Signor Presidente, io sono tra coloro che non hanno presentato
alcun emendamento alla legge, nonostante sia stato sollecitato
decine e decine di volte. Ho deciso di non presentarne e adesso,
pur non considerando perfetta la legge, la voterò perché ritengo
che raggiunge l'obiettivo, come hanno detto anche altri colleghi,
di rimettere in moto un settore senza avviare una nuova fase di
devastazione del territorio.
Ritengo che possiamo approvare questa legge senza doverci
vergognare domani, quando poi usciamo da quest'Aula, perché spesso
avverto, quando sono in quest'Aula, il rischio da Grande
Fratello . Nel Grande Fratello i partecipanti non sanno cosa
avviene fuori da quella casa, ma sanno che tutta la società li
guarda. Noi spesso dimentichiamo cosa facciamo in quest'Aula, ma
dimentichiamo che tutta la società ci guarda.
Riassume la Presidenza il Presidente Cascio
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione, signori
Assessori, onorevoli colleghi, quella di cui parliamo è la legge
che, giustamente, porta il titolo di Norme per il sostegno
dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
edilizio , detta pure piano casa , ma è chiaro che nessuno ha mai
pensato che potesse essere la legge che avrebbe risolto, in un sol
colpo, tutti i problemi dell'emergenza abitativa nella nostra
Regione.
E' una legge che va, comunque, nella direzione giusta, che
risponde ad alcune delle aspettative di tanti, tanti siciliani, che
riguarda, appunto, il piano casa , l'abitazione.
Ho sentito, da parte di colleghi del PDL, da parte di colleghi che
rappresentano la maggioranza a Roma parlare, appunto, dell'esigenze
delle abitazioni nella nostra Regione, che questa legge non
corrisponde alle aspettative diffuse crescenti dei siciliani
rispetto al tema della casa - e questo è verissimo, non poteva
essere questa la legge che rispondeva a tutte le aspettative dei
siciliani rispetto al grande tema della casa -, ma mi pare che i
colleghi del PDL abbiano omesso di dire qualcosa di molto
importante. Per esempio, hanno dimenticato di dire che il Governo
Prodi ha stanziato 550 milioni di euro per affrontare il tema
dell'emergenza abitativa in questo Paese, e di questi 550 milioni
di euro, circa 40 erano destinati alla Sicilia, e con questi 40
milioni di euro la Sicilia, sì, avrebbe potuto affrontare
adeguatamente, almeno in parte, il tema dell'emergenza abitativa.
Il Governo Berlusconi ha ridotto questi 550 milioni di euro a 200
milioni di euro, ha più che dimezzato i fondi destinati nel Paese
all'edilizia pubblica e alla riqualificazione dei quartieri, e di
questi 200 milioni credo che forse 10 sono arrivati nella nostra
Regione.
Questo è il dato vero, politico, di cui io non ho sentito parlare
i colleghi del PDL e questo è invece un dato molto drammatico,
perché la dice lunga su quella che è la disattenzione del Governo
nazionale rispetto ai temi e ai bisogni veri del Mezzogiorno, e
della nostra Regione in particolare.
Certo, avessimo avuto questi fondi avremmo anche potuto fare
molto, molto di più.
Ma questa legge non aveva quest'obiettivo.
Noi, comunque, continueremo a fare la battaglia come Partito
Democratico, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale,
perchè si possano reperire le risorse necessarie per affrontare
soprattutto il tema dell'emergenza abitativa di chi la casa non ce
l'ha.
Ma da qui a dire che questa legge non serve a nulla, o è
addirittura dannosa, ne corre.
Questa è una buona legge. E' una buona legge che noi come Partito
Democratico voteremo, è una buona legge che va incontro alle
aspettative di migliaia e migliaia di siciliani, è una legge che va
nella direzione giusta; non è neanche la legge del piano casa
annunciata dal Presidente Berlusconi - io questo voglio ricordarlo
-, questa è la legge che rispetta lo schema dell'intesa Stato-
Conferenza delle Regioni che - voglio ricordare anche questo - è
presieduta dal presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco
Errani.
Questa è una legge che noi voteremo perché sta all'interno di
quello schema di intesa Stato-Regioni e riflette sostanzialmente le
leggi approvate nelle regioni governate dal Partito Democratico,
dal centro-sinistra, dall'Emilia Romagna alla Toscana, all'Umbria,
alle Marche, al Lazio.
Può essere una buona legge, poteva essere una buona legge
approvata da tutto il Parlamento siciliano se alcune forze
politiche di questo Parlamento non avessero deciso di farla
diventare, invece, l'oggetto dello scontro politico a danno dei
siciliani.
Questo è davvero inaccettabile.
Le vicende politiche, gli scontri tra partiti non possono
diventare argomento che si ripercuote negativamente sugli interessi
della Sicilia e dei Siciliani.
Io ho creduto che fosse urgente approvare questa legge in un
momento drammatico per la vita economica e sociale della nostra
Sicilia, che colpisce migliaia e migliaia di famiglie e di
lavoratori della nostra Regione. In un momento, ripeto, così
drammatico, tutte le forze politiche dovrebbero avere il coraggio e
la capacità di assumersi anche qualche responsabilità in più, se
ciò corrisponde ai bisogni veri della gente che non vive in questo
Palazzo, ma che vive fuori da questo Palazzo, e che magari ha perso
il posto di lavoro nel settore dell'edilizia quest'anno.
E' un piano casa che rispetta l'ambiente, migliora l'efficienza
energetica, prevede adeguate misure di prevenzione sismica. E' una
legge che va nella direzione giusta, che risponde - ripeto - alle
aspettative di moltissimi siciliani. Noi per questo la voteremo.
E' una legge che può aiutare la ripresa economica in un settore
strategico per lo sviluppo della Sicilia come quello dell'edilizia,
che è un settore volano per la crescita economica della nostra
Regione. Il settore dell'edilizia - è bene ricordarlo - ha perso
nel 2009 ventimila posti di lavoro, il 18 per cento. Questa legge
può essere una boccata di ossigeno per le tante piccole e medie
imprese edili che soffrono più delle altre la crisi economica.
Non a caso, l'approvazione del piano casa è il primo punto della
piattaforma delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL ma
anche delle associazioni degli imprenditori, ANCE, CNA, CASA,
CLAAI, Confartigianato, ANIEM, Confapi, Legacoop e Confcooperative,
piattaforma che sarà presentata pubblicamente il 23 marzo nel corso
di una grande manifestazione.
E' una legge che aiuta il contrasto alla crisi economica e sociale
in Sicilia.
Concludo dicendo che il Partito Democratico voterà questa legge,
non per aiutare il Governo Lombardo ma per aiutare la Sicilia e i
siciliani.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Oddo ha rinunciato al suo
intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'ennesima
volta il Partito Democratico vota per gli interessi dei siciliani e
non per sostenere il Governo Lombardo, come se fosse offensivo che
le due cose potessero identificarsi: ci tengono a distinguere
perché sostenere il Governo Lombardo è contro gli interessi dei
siciliani. L'avete detto voi.
E' veramente malinconico ascoltare certe argomentazioni
Nella tradizione favolistica Fedro era riuscito a mantenere
distinti lupus et agnus, perché il lupo e l'agnello erano
differenti.
Nel nostro dibattito politico e parlamentare, l'onorevole Lupo,
che con molta robustezza fino a ieri era lupus, é riuscito ad
identificare nel suo ruolo e nella sua posizione il lupo e
l'agnello, ed è diventato agnello in poco tempo; é riuscito a
modificare una tradizione favolistica millenaria: lupus et agnus
sono insieme.
La legge l'avevamo voluta per primi noi, già nel marzo del 2009.
Sei mesi dopo il Governo ha presentato il suo disegno di legge. Io
sfido i colleghi che sono intervenuti a verificare quanta parte
della legge nostra e quanta parte della legge del Governo è
inserita nel testo che è uscito da quest'Aula: nessuna parte. E'
una cosa nuova, che va contro e in modo difforme alle volontà sia
del primo testo di iniziativa parlamentare sia dell'altro testo di
iniziativa governativa. E' una cosa completamente difforme e
differente, fondata sugli emendamenti volanti in Aula, che non
hanno consentito ai parlamentari, in certi momenti, di apprezzare
il contenuto effettivo di certe previsioni. Ecco perché è stata
stravolta ed ecco perché io qui, in pochi minuti, spiego perché noi
ci asteniamo.
Si vota sì quando si è convinti in modo integrale e appassionato
della bontà di un testo, non si può dire che si hanno delle riserve
però si vota sì.
Quando si hanno delle riserve, o si vota contro o ci si astiene.
Noi riteniamo che la legge sia stata, per certi aspetti,
stravolta, perché non giustifichiamo che le case condonate non
debbano essere oggetto di demolizione e ricostruzione; inoltre
riteniamo che sia una caricatura immaginare la Sicilia abitata da
un popolo di schizofrenici che ha costruito case fino al 2009 e
decide, a gennaio del 2010, di abbatterle.
Questa legge ci consegna questa fotografia dei siciliani.
Noi avevamo previsto che questi interventi potessero riguardare
immobili realizzati prima del 2003; siccome in quest'Aula si fa a
gara a mettere cose che sono caricature, abbiamo inserito gli
immobili costruiti fino al 2009, come se tutti i pazzi siciliani
fossero disponibili ad abbattere e a rendere oggetto di
ricostruzione il proprio immobile costruito tre mesi prima.
Questo si evince dal testo, ecco perché io vorrei suggerire ai
colleghi di smetterla di ritenere che quest'Aula sia l'Aula del
ripiego, l'Aula della quale purchè facciamo qualcosa, facciamola
pure male. Nell'interesse dei siciliani è perdonabile il fare male,
l'importante è che si faccia .
Smettiamola di ritenere che l'Aula sia l'officina degli errori,
l'officina delle cose sbagliate e sballate, perché questa è la
teoria che sta prevalendo.
Noi ci asteniamo perché al collega De Benedictis vogliamo
ricordare che, veramente, due più due fa quattro e diciassette non
è settantuno.
Nel suo intervento, invece, si evince una cosa diversa. Quando in
quest'Aula abbiamo detto che eravamo contrari alla delocalizzazione
degli immobili abusivi di Pizzo Sella e di tutte quelle porzioni di
territorio coperte dal gravame della inedificabilità assoluta, è
stato proprio l'onorevole De Benedictis con il suo Gruppo a
modificare, rielaborare e riportare in Aula il medesimo argomento.
Se il Presidente Lombardo non si fosse convinto che la nostra
posizione forte, nostra e dell'UDC, era finalizzata a ripulire il
disegno di legge di una aberrazione, di una lordura, molto
probabilmente noi ci saremmo trovati ad avere a che fare con la
rielaborazione e la riscrittura di un emendamento, proprio da parte
dell'onorevole De Benedictis e dell'onorevole Cracolici,
finalizzato a mantenere quell'argomento.
Quell'argomento è stato espunto e la legge è stata liberata ed
affrancata da un gravame torbido ed iniquo, che avrebbe
ulteriormente caratterizzato in modo pesante e negativo il testo.
Noi ascriviamo a nostro merito, a quella della nostra iniziativa,
avere liberato il testo da alcune cose assolutamente scriteriate.
Rimane, però, stravolto laddove si prevedono i posteggi sottostanti
aree sottoposte alla inedificabilità per vincolo idrogeologico.
Siamo sicuramente convinti che, laddove l'ampliamento e la
demolizione e la ricostruzione sono finalizzati ad immobili non
destinati esclusivamente ad abitazione, l'apertura a confini privi
di criterio non risponde sicuramente a volontà che erano contenute
nei testi presentati.
Onorevoli colleghi, quello che si vuole perseguire lo si dimostra
con i testi. I testi sono stati presentati da voi e da noi.
Questo testo non contiene nulla di quello che voi avevate scritto
e di quello che il Governo aveva scritto. E' una cosa completamente
diversa Ecco perché noi ci asteniamo. Il nostro è un atteggiamento
costruttivo, una posizione costruttiva, perché vogliamo ottemperare
al nostro proposito iniziale che era quello di sottoporre la
materia all'Aula, in sintonia con quanto il Governo Berlusconi
aveva fatto.
La nostra iniziativa è stata primaria. Il Governo ha atteso sei
mesi; successivamente si è adeguato ed è venuta fuori una materia
che, sottoposta a tutta una serie di alterazioni e di scorrettezze,
non ci può indurre a votare a favore.
Noi ci asterremo ma partecipiamo al voto perché rimaniamo fedeli
al nostro proposito iniziale, che era quello di trattare e
disciplinare la materia.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, finalmente dopo dodici mesi viene
approvato, tra qualche minuto, il disegno di legge sul piano
casa . Un disegno di legge, atteso da tutto il popolo siciliano,
che sicuramente aiuterà a svilupparsi un comparto da diverso tempo
in notevole crisi .
Con questo disegno di legge e attraverso l'Asse 6, che abbiamo
presentato e che tra qualche mese andrà a regime, e attraverso
tutte le opere di infrastrutture che stiamo finanziando, credo che
questo comparto, da tempo in crisi profonda, si possa rilanciare
alla grande.
Non capisco, però, alcune cose.
Questa legge non è stata stravolta, é una legge che ha avuto fatte
delle migliorie. Insieme a tutti i capigruppo abbiamo letto
articolo per articolo, abbiamo riscritto tutti gli articoli, tutti
insieme e, poi, magari, in Aula tutto quello che si era discusso
nella riunione dei capigruppo veniva smentito puntualmente.
Ritengo che questo sia un ottimo disegno di legge che non
stravolgerà sicuramente il territorio e non comporterà nessuna
cementificazione. Possiamo rassicurare tutti i Siciliani che questa
sarà una legge che non intaccherà assolutamente il territorio, e
questo l'abbiamo voluto tutti insieme.
Degli emendamenti presentati, circa seicento, che rischiavano di
stravolgere il disegno di legge, grazie anche alla Presidenza - che
voglio pubblicamente ringraziare insieme agli uffici della
Presidenza che hanno aiutato in questo lavoro -, molti sono stati
dichiarati preclusi, altri accantonati, molti altri ancora
ritirati da diversi colleghi. Colgo l'occasione per ringraziare
pubblicamente tutti quei colleghi che, con senso di responsabilità,
hanno ritirato gli emendamenti che realmente potevano danneggiare
questo disegno di legge.
Tutti insieme abbiamo deciso, anche in commissione, di trattare
solo ciò che era inerente alla casa; tutto quello che riguarda,
invece, la materia urbanistica, abbiamo deciso di rimandarlo ad un
altro disegno di legge che, a breve, l'assessore Di Mauro
presenterà.
Ho sentito parlare malissimo dell'articolo sulla delocalizzazione.
Invece, credo che questo poteva essere il fiore all'occhiello della
legge. La delocalizzazione, vista come l'avevamo pensata noi, cioè
poter utilizzare quelle volumetrie che insistono in aree
inedificabili e tutte quelle volumetrie che erano state realizzate
con regolare concessione, con quell'articolo avevamo previsto di
spostare quelle volumetrie in zone più sicure. Ci crediamo
tantissimo in questo articolo e lo ripresenteremo certamente, a
breve, con il nuovo disegno di legge sull'urbanizzazione.
Abbiamo deciso, tutti insieme, di accantonare tutto quello che
riguardava i centri storici, proprio perché siamo convinti che la
materia dei centri storici sia complessa e si rischiava di creare
una legge poco chiara. Allora abbiamo deciso di rimandare il tutto
ad un nuovo disegno di legge, con coloro i quali hanno maggiore
dimestichezza in materia di urbanistica, per potere trattare questi
argomenti così particolari.
Ringrazio tutto il Parlamento. Credo che, a breve, questo disegno
di legge verrà approvato e sarà una grande risposta, una risposta
che tutto il popolo siciliano attende da diverso tempo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge nn. 459-386-209- 394-404/A «Norme per il
sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
edilizio».
Indìco la votazione per scrutinio nominale. Chiarisco il
significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo,
Bufardeci, Calanducci, Cintola, Colianni, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Donegani, Faraone, Federico, Fiorenza, Formica,
Galvagno, Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Lombardo, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco,
Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Scammacca,
Scilla, Termine, Vitrano.
Votano no: Barbagallo, Caputo, Cascio Salvatore, Cordaro, Dina,
Fagone, Forzese, Maira, Ragusa.
Si astengono: Bosco, Caronia, Corona, D'Asero, Falcone, Leontini,
Limoli, Mancuso, Pogliese, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Mattarella e
Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 76
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 54
Contrari 9
Astenuti 12
(L'Assemblea approva)
BUZZANCA. Dichiaro di essermi astenuto dalla votazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo per evidenziare un problema molto urgente e invito il
Governo a tenerne conto anche nell'emendamento che presenterà sul
piano rifiuti: riguarda l'emergenza rifiuti di alcuni ATO, non più
sostenibile.
Credo che per dare un senso al disegno di legge sugli ATO
bisognerà presentare immediatamente una norma per affrontare
l'emergenza dei rifiuti diventata, ripeto, insostenibile in alcune
zone della Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 10 marzo 2010, alle ore 16.00 con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Ordinamento della professione di maestro di sci» (n. 491/A)
(Seguito)
Relatore: on. Fagone
2) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
inquinati» (nn. 525-528/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
3) - «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
(nn. 470-470 bis)
4) - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(nn. 471- 471 bis).
La seduta è tolta alle ore 20.41
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli