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Resoconto d'Aula della Seduta n. 150 di martedì 09 marzo 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo:
   gli onorevoli Ferrara e Incardona per oggi; l'onorevole Mattarella
  dal 9 al 10 marzo 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -    «Misure    a   sostegno   dell'occupazione   e   contro    la
  delocalizzazione» (n. 532)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Ragusa  in
  data 3 marzo 2010

   -  «Norme  in  materia  di  tutela  delle  minoranze  linguistiche
  storiche nella Regione» (n. 536)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Gianni,
  Cordaro, Ragusa, Lo Giudice, Dina, Cascio Salvatore, Maira, Savona,
  Cintola, Caputo in data 4 marzo 2010

   -  «Istituzione dell'elenco delle guide enogastronomiche  e  delle
  risorse  agroalimentari  e dell'elenco dei ristoranti  di  qualità.
  Circuiti gastronomici» (n. 537)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Apprendi,
  Marrocco, Oddo, Corona, Aricò, in data 9 marzo 2010.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati e inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Norme  per  orientare  e  sostenere il  consumo  dei  prodotti
  agricoli a chilometri zero (n. 534)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Panepinto
  in data 4 marzo 2010
   inviato in data 8 marzo 2010

   - Interventi a sostegno dell'editoria siciliana, dell'informazione
  locale e del giornalismo partecipativo (n. 535)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Raia in data
  4 marzo 2010
   inviato in data 5 marzo 2010
   Parere V

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Piano  straordinario di interventi per la riqualificazione  del
  centro storico di Favara (n. 533)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Bosco,
  Mancuso,  D'Asero, Limoli, Leontini, Corona, Torregrossa,  Falcone,
  Cordaro, Beninati, Cascio Salvatore, Marrocco, Panepinto, Pogliese,
  Gianni, Ardizzone e Ammatuna, in data 4 marzo 2010
   inviato in data 5 marzo 2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  della Regione recante  Istituzione di una casa da gioco in Sicilia'
  (n. 524)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 marzo 2010

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Iniziative  per  incentivare  e  regolamentare  in  Sicilia  la
  agroenergia  per  la  produzione  di  biocarburanti  (n.  519),  di
  iniziativa parlamentare, inviato in data 2 marzo 2010

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi (n.  516),
  di iniziativa parlamentare, inviato in data 8 marzo 2010

   -  Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi (n.  523),
  di iniziativa parlamentare, inviato in data 8 marzo 2010.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che in data 3 marzo 2010 l'onorevole  Ragusa
  ha ritirato il disegno di legge «Interventi in favore dei comuni in
  crisi finanziaria» (n. 507).

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che le seguenti richieste  di  parere  sono
  state  assegnate alla Commissione legislativa Affari  Istituzionali
  (I):

   -   Ente   autonomo  portuale  di  Messina  -  Nomina  commissario
  straordinario (75/I)
   pervenuta in data 2 marzo 2010 ed inviata in data 4 marzo 2010

   -   Azienda   sanitaria  provinciale  di  Siracusa.   Designazione
  componente in seno al collegio sindacale (76/I)
   pervenuta in data 4 marzo 2010 ed inviata in data 8 marzo 2010

   -  Azienda  ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro  di  Catania  e
  Azienda   ospedaliera   universitaria  G.   Martino   di   Messina.
  Designazione componenti del collegio sindacale (77/I)
   pervenuta in data 4 marzo 2010 ed inviata in data 8 marzo 2010

   -   Azienda   ospedaliera   universitaria   Policlinico   Vittorio
  Emanuele'   di   Catania.  Designazione  componente  del   collegio
  sindacale (78/I)
   pervenuta in data 4 marzo 2010 ed inviata in data 8 marzo 2010.

            Comunicazione di pareri resi dalle Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati  resi  dalle
  competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Aziende   del   Servizio  sanitario  regionale.   Designazione
  componenti dei collegi sindacali (n. 72/I)
   reso in data 3 marzo 2010
   inviato in data 8 marzo 2010

   -   Aziende   del   Servizio  sanitario  regionale.   Designazione
  componenti dei collegi sindacali (n. 73/I)
   reso in data 3 marzo 2010
   inviato in data 8 marzo 2010

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Decreto attuativo delle disposizioni di cui al Titolo VI  della
  legge regionale 6 agosto 2009 (n. 74/V)
   reso in data 2 marzo 2010
   inviato in data 8 marzo 2010.

        Comunicazione di parere favorevole sul DUP  2007 - 2013

   PRESIDENTE.  Comunico,  altresì, che la  Commissione  per  l'esame
  delle  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea,  nella
  seduta  del  3  marzo  2010,  ha  espresso  parere  favorevole  sul
  Documento unitario di programmazione della politica regionale della
  Regione  siciliana (DUP 2007-2013) e che lo stesso è stato  inviato
  al Presidente della Regione in data 9 marzo 2010.

         Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 83, lettera  b),  del
  Regolamento  interno, che la Corte Costituzionale, con sentenza  n.
  67 del 22 febbraio 2010, nel giudizio di legittimità costituzionale
  degli  articoli  1  e  3,  comma 2, del disegno  di  legge  n.  133
  approvato  dall'Assemblea regionale siciliana il 25 novembre  2008,
  recante  Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio  di
  cava e sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali da cava
  e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio  promosso con
  ricorso  del  Commissario  dello Stato per  la  Regione  siciliana,
  notificato  il  1  dicembre 2008, depositato in  cancelleria  il  9
  dicembre  ed  iscritto  al  n. 94 del  registro  ricorsi  2008,  ha
  dichiarato  l'illegittimità costituzionale degli articoli  1  e  3,
  comma  2,  del  disegno  di  legge n. 133 approvato  dall'Assemblea
  regionale  siciliana  il  25 novembre 2008,  recante   Norme  sulla
  proroga    delle   autorizzazioni   all'esercizio   di    cava    e
  sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali da cava e  del
  piano regionale dei materiali lapidei di pregio .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in Sicilia si continua ad applicare il decreto dell'ex Assessorato
  Sanità   del  15  febbraio  1992  sul  personale  dei   centri   di
  riabilitazione accreditati dal Servizio sanitario regionale;

   il  suddetto  decreto  non  prevede la  figura  professionale  del
  pedagogista;

   il  successivo decreto assessoriale del 17 giugno 2002 (GURS n. 29
  del  28  giugno  2002), invece, recependo il DPR 14  gennaio  1997,
  prevede  obbligatoriamente la presenza nei centri di riabilitazione
  di   'personale  di  area  pedagogica',  ben  differenziato   dagli
  'Educatori';

   rilevato che:

   tali   centri  hanno  assunto  negli  anni  figure  di  'Educatori
  professionali'  in  aperta violazione del  decreto  ministeriale  8
  ottobre  1998,  n.  520, assumendo con tale qualifica  laureati  in
  pedagogia  equipollenti ai sensi di legge. Infatti, gli  'Educatori
  professionali' sono operatori della sanità in possesso  di  diploma
  universitario di cui al D.M. 520/98 di cui sopra e le  equipollenze
  a tale diploma universitario sono state sancite dal Ministero della
  sanità con decreto del 27 luglio 2000;

   considerato che:

   non  si  comprende come si possa tollerare una illegittimità  così
  diffusa:   da  un  lato,  pedagogisti  che  vengono  assunti   come
  'Educatori professionali', e quindi sottoimpiegati e sottopagati in
  aperta  violazione del decreto ministeriale 520/98  e,  dall'altro,
  viene  applicato il decreto dell'Assessorato Sanità del 15 febbraio
  1992, con la mancata assunzione di pedagogisti in aperta violazione
  del  successivo decreto dell'Assessorato sanità del 28 giugno 2002,
  che li prevede obbligatoriamente;

   l'inserimento  del  pedagogista dirigente di ruolo  sanitario  non
  medico negli standard dei centri di riabilitazione accreditati  dal
  Servizio  sanitario regionale non comporterà aggravio di  spesa  al
  bilancio  della  Regione siciliana in quanto le rette  pagate  alle
  strutture pubbliche e private accreditate  'sono omnicomprensive di
  tutte  le prestazioni sanitarie riabilitative previste pro-die  per
  ogni singolo soggetto';

   la   prestazione  pedagogica  è  prevista  in  tali  centri  dalla
  normativa nazionale e regionale;

   già  in data 7 aprile 2009, la VI Commissione legislativa 'Servizi
  sociali e sanitari' dell'ARS, dopo aver ascoltato il preside  della
  facoltà di scienze della formazione dell'Università degli studi  di
  Catania, segnalò la vicenda all'allora Assessore regionale  per  la
  sanità;

   per sapere:

   i   motivi   ostativi  della  mancata  applicazione  del   decreto
  assessoriale sanità del 17 giugno 2002, pubblicato nella GURS n. 29
  del 28 giugno 2002;

   quali iniziative intendano intraprendere al fine di assicurare  ad
  ogni   centro  di  riabilitazione  accreditato  la  figura  di   un
  pedagogista in ottemperanza del suddetto decreto». (1068)

                                       POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  zona industriale di Milazzo (ME) e dei suoi immediati dintorni
  è  fortemente  interessata da fenomeni inquinanti che compromettono
  l'atmosfera, il suolo, i prodotti agricoli e, non ultimo, lo  stato
  di  salute delle popolazioni residenti nell'area contigua  al  polo
  industriale, così come emerge dalla analisi del progetto  ARTEMISIA
  2,  attuato in collaborazione con l'ENEA e la Regione siciliana per
  valutare   gli  effetti  ambientali  e  sanitari  degli  inquinanti
  aeriformi  emessi da insediamenti produttivi e per  indirizzare  la
  scelta di nuovi siti;

   la  riduzione integrata dell'inquinamento, attraverso il controllo
  delle emissioni degli impianti industriali nell'aria, nell'acqua  e
  nel  terreno è un principio sancito dalla direttiva CE 96/61  sulla
  prevenzione e sulla riduzione integrata dell'inquinamento, recepito
  in Italia con il decreto legislativo n. 372 del 1999 e costituisce,
  pertanto, l'asse portante della legislazione ambientale;

   considerato che:

   i  comuni  limitrofi  al  polo industriale di  Milazzo  presentano
  concentrazioni  di  03 in atmosfera abbondantemente   superiori  al
  limite  di  concentrazione  per  la  protezione  della  vegetazione
  previsto dal d.m. del 15 giugno 1996, che è di 65 ug/m3, con  gravi
  effetti sulle rese agricole dei territori interessati;

   la  concentrazione di elementi potenzialmente tossici nei prodotti
  agricoli costituisce un rischio elevato per il consumatore,  tant'è
  che  il  regolamento CE n. 466/2001 entrato in vigore il  5  aprile
  2002,  ha definito i tenori massimi di alcuni contaminanti presenti
  nei prodotti alimentari, tra i quali il Pb ed il Cd;

   secondo   quanto   affermato   dalla  stessa   Comunità   europea,
  l'assorbimento   di  piombo  'può  costituire  un   grave   rischio
  sanitario,  può  ostacolare lo sviluppo de/  processo  cognitivo  e
  delle  prestazioni intellettuali nei bambini, nonché  aumentare  la
  pressione  sanguigna e le patologie cardiovascolari negli  adulti',
  così  come  il  cadmio 'può essere accumulato  nel  corpo  umano  e
  comportare  disfunzioni  rendi, danni a carico  dello  scheletro  e
  carenze  dell'apparato  riproduttore e  peraltro  non  è  possibile
  escludere una sua eventuale azione cancerogeno';

   atteso che:

   lo  studio  di  ARTEMISIA  2  ha consentito  di  rilevare  che  la
  popolazione residente nelle due fasce di comuni più vicine al  polo
  industriale  di  Milazzo è caratterizzata da uno  stato  di  salute
  peggiore  rispetto alla fascia dei comuni più distanti,  nonché  da
  una  mortalità significativamente superiore per tumori del polmone,
  del  fegato  e  per  malattie  respiratorie  nelle  classi  di  età
  inferiori a 65 anni;

   altri   studi   sulla  qualità  dell'area  sono   stati   condotti
  dall'Università  degli  studi di Messina, riscontrandosi  nell'area
  milazzese  presenze  di nichel (cancerogeno),  vanadio  e  sospetta
  presenza  di  random,  quest'ultimo un  elemento  chimico  naturale
  radioattivo e responsabile di numerosi casi di mortalità;

   anche secondo la rete di rilevamento della Provincia di Messina  i
  dati  emergenti  indicano una situazione preoccupante;  infatti,  i
  valori  superano abbondantemente il limite previsto  dal  d.m.  del
  1996,  soprattutto  nei periodi estivi quando il  calore  amplifica
  ancora di più questo fenomeno;

   rilevato che:

   tra  i  comuni  del  comprensorio milazzese, anche  il  comune  di
  Torregrotta   risulta   interessato  dal   fenomeno   inquinamento,
  attraverso l'azione dei venti provenienti dal mare che spingono gli
  inquinanti aeriformi verso l'entroterra;

   i  dati  relativi al superamento o meno dei limiti di inquinamento
  ambientale vengono attualmente forniti dagli stessi componenti  del
  polo  industriale  che sono causa dell'inquinamento  attraverso  lo
  sprigionamento in aria dei loro fumi;

   è stato individuato un non corretto funzionamento delle centraline
  di rilevamento dei gas in atmosfera;

   per sapere:

   quali  misure  siano  state  sin d'ora adottate  per  prevenire  e
  ridurre   l'inquinamento  dell'aria,  del  suolo  e   delle   acque
  superficiali  e  sotterranee, nonché per ridurre i  rischi  per  la
  salute umana conseguenti ai rilasci degli impianti industriali  che
  insistono nel comprensorio di Milazzo;

   quali   iniziative   si  intendano  assumere  per   una   gestione
  ecocompatibile  dell'ambiente,  con  particolare  riferimento  alla
  scelta  della  migliore  localizzazione di impianti  industriali  a
  grande impatto sociale;

   se  non  ritengano di dover intervenire con urgenza per  dotare  i
  comuni interessati, compreso il comune di Torregrotta, di strumenti
  idonei  alla prevenzione degli inquinanti aeriformi, come  potrebbe
  essere  l'installazione di centraline proprie ed autonome in  grado
  di controllare lo stato di inquinamento del territorio e al fine di
  poterlo contrastare;

   se  non  ritengano  opportuno avviare iniziative  di  informazione
  sullo  stato  di  salute dell'atmosfera ed  attrezzare  le  aree  a
  rischio  inquinamento  di  zone verdi,  con  massicci  impianti  di
  alberi,  ponendo  un  limite  allo  sproporzionato  fenomeno  della
  cementificazione e come metodo efficace per valutare la presenza di
  anomalie nell'equilibrio biologico del nostro territorio;

   in  che  modo, infine, intendano dare risposta alla forte  domanda
  sociale  di  recupero  dei guasti prodotti  all'ambiente  dai  siti
  inquinanti che mettono a rischio la qualità della vita  e  la  vita
  stessa  di  coloro  che gravitano attorno al  polo  industriale  di
  Milazzo e ai suoi dintorni». (1069)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1039

   PRESIDENTE. Preciso che l'interrogazione con richiesta di risposta
  orale  n.  1039   Costruzione  di un  impianto  di  erogazione   di
  carburante a San Gregorio di Catania (CT) , annunziata nella seduta
  numero  145  del  24  febbraio 2010,  è  da  intendersi  presentata
  dall'onorevole Pogliese.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.   Comunico   che,   a  seguito   della   dichiarazione
  dell'onorevole Mancuso resa  nel corso della seduta n.  149  del  4
  marzo  2010,  concernente  la  mozione  numero  182   Blocco  delle
  assunzioni  nonché delle attività  in materia di gare  e  d'appalti
  degli   ATO   rifiuti,   nelle   more  della   riforma   regionale
  dell'onorevole   Nicotra  ed  altri   -  già   demandata   per   la
  determinazione  della  data  di  discussione  alla  Conferenza  dei
  Capigruppo  -  è  da  considerarsi  apposta la firma  dello  stesso
  onorevole Mancuso  al  suddetto atto di indirizzo politico.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Seguito della discussione del disegno di legge «Gestione integrata
                              dei rifiuti
              e bonifica dei siti inquinati» (525-528/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (nn.
  525-528/A), posto al numero 1).
   Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio»,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Ricordo  che  nella  precedente  seduta  era  stato  approvato  il
  passaggio  all'esame  degli  articoli  e  che  il  termine  per  la
  presentazione  degli emendamenti era stato fissato per  oggi,  alle
  ore 14.00.
   Informo   che,  al  momento,  sono  stati  presentati  circa   330
  emendamenti.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come
  sapete,  è  subentrato nel corso di questi ultimi giorni un  evento
  che ha suscitato l'attenzione delle forze politiche e, comunque, di
  chiunque si interessi di questa materia così complessa com'è quella
  dei  rifiuti. In particolare, è stata approvata da uno dei rami del
  Parlamento  una modifica del decreto legislativo 152 del  2006.  Di
  questo  intervento  normativo si è diffusa  una  lettura  piuttosto
  atecnica, che si riassume nell'affermazione  sono stati aboliti gli
  ATO .
   Gli  ATO  non  sono stati affatto aboliti, non sono stati  affatto
  abrogati.  Gli ATO - acronimo che sta a definire le parole   Ambiti
  territoriali  ottimali  - non sono stati abrogati e sono  contenuti
  nell'articolo 200 del Testo Unico 152 del 2006.
   Ciò  che  è stata abrogata è l'Autorità d'Ambito, vale a  dire  il
  soggetto  che  governa gli ambiti territoriali ottimali,  che  sono
  rimasti  totalmente  in piedi, non modificati  ed  esistenti  quali
  erano  fino  ad  una settimana fa. La norma nazionale  -  ripeto  -
  abroga  gli  articoli  148  e  201 del Testo  unico  Matteoli,  che
  riguardano, dunque, i soggetti di gestione.
   Rimane  l'obbligo  per  tutti  - e dirò  perché  per  tutti  -  di
  organizzare   il   servizio  secondo  princìpi   di   aggregazione,
  integrazione  ed  efficienza.  Non  è  possibile,  è  vietato  fare
  spezzettamenti che rendono diseconomico il servizio.
   Devo fare i complimenti a quest'Aula - e lo faccio rivolgendomi al
  Presidente   -   perché,  sostanzialmente,  nel  2007   l'Assemblea
  regionale  siciliana  ebbe  la felice intuizione  di  anticipare  i
  contenuti della riforma nazionale, quella di cui parliamo adesso.
   L'articolo  45  della legge 2 del 2007, poi rimasto inopinatamente
  inapplicato,  cosa disse? In Sicilia l'autorità di gestione  non  è
  fatta  da  società, non può più essere fatta da società, quindi  da
  soggetti extra enti locali ma deve essere fatta da consorzi di enti
  locali.
   L'obiettivo del legislatore regionale quale fu già allora?  Quello
  di cominciare a spostare la barra da una gestione extra comunale  a
  una  gestione comunale perché è chiaro che la capacità di incidenza
  sui  consorzi  di  comuni, è chiaro che la  capacità  di  incidenza
  dell'ente  locale  è  molto più forte. L'ente  locale  governa  sui
  consorzi.
   Di conseguenza, anche il disegno di legge, esitato pochi giorni fa
  in Commissione, parte dalla legislazione regionale, cioè quella dei
  consorzi,  completando lo sforzo di portare il pallino  nelle  mani
  dei  comuni. Come? Completando il passaggio, cioè trasformando quei
  consorzi - scusatemi, l'argomento è abbastanza ostico - da soggetti
  gestori, com'era ancora nella legge regionale, a soggetti puramente
  regolatori. Come?
   Prevedendo  che  il  consorzio - poi  vi  dirò  perchè  denominato
  società  consortile  -  si  limiti a fare  la  gara  per  i  comuni
  consorziati, ma poi l'affidamento dell'appalto a valere  di  quella
  gara  avviene comune per comune, in modo tale che ogni comune possa
  comprare  quello che gli serve, possa spendere quello che  ha,  non
  vada  in  situazioni  di crisi, possa essere  padrone  del  proprio
  destino, se così vogliamo dire.
   E  questa lettura a favore dei comuni è spinta fino al punto  che,
  decorsi  tre  anni  dalla gara, ogni singolo comune,  se  riesce  a
  fornire  il  servizio o, per meglio dire, se riesce  a  rendere  il
  servizio  a parità di condizioni, cioè se riesce a fare  le  stesse
  cose  con  un  contenimento della spesa,  ebbene  quel  comune  può
  organizzarsi da solo.
   Quindi,  è  un  disegno  di  legge  molto  spinto  verso  dove  il
  legislatore   nazionale   ancora  non  è  arrivato,   secondo   me,
  brutalizzando il concetto. E' molto spinto verso i comuni, è  molto
  attento alle richieste pervenute dall'ANCI di dare ai comuni  della
  Sicilia un ruolo fondamentale nella gestione.
   Sarei sleale se dicessi che i comuni sono stati ineccepibili sotto
  ogni profilo. Non è così, ma non è polemica che va aperta qui ed  è
  polemica che, probabilmente, non va aperta in nessun luogo.
   La questione è quella di risolvere - come dico da qualche tempo  -
  anche il problema dei rifiuti.
   Il  problema fondamentale è quello di evitare che il sistema  enti
  locali  vada  a carte quarantotto perché i debiti accumulati  dagli
  ATO  -  scusate,  ho  sbagliato a mia  volta  -  dalla  società  di
  gestione, sono una spada, un peso enorme che sta per sganciarsi sui
  bilanci dei comuni e questo, non perché lo diciamo noi - lo diciamo
  anche  noi  come Regione siciliana, l'abbiamo messo in  una  legge,
  l'articolo  61  della legge 6 del 2009 - ma perché viene  fuori  da
  leggi  nazionali  su  cui  la  Regione  siciliana  non  ha  potestà
  legislativa  esclusiva.  Vi  ho portato  le  sentenze  della  Corte
  Costituzionale,  per chi le vuole leggere, che  evidenziano  questi
  aspetti.
   Di  conseguenza,  noi dobbiamo intervenire per  togliere  anche  i
  rifiuti   ma,   soprattutto,  per  evitare  che  i  comuni   vadano
  complessivamente  in  grave situazione di  difficoltà  finanziaria,
  intervenendo quanto più rapidamente possibile.
   L'Amministrazione oggi già potrebbe intervenire persino senza  una
  legge,  lo voglio dire con molta chiarezza. In parte la legge  c'è,
  l'articolo  45  della  legge 2 del 2007; ma questo  significherebbe
  fiondare sulle casse dei comuni un disastro finanziario.
   Se  noi facessimo i burocrati ottusi potremmo dire  la legge  c'è,
  applichiamola .
   L'articolo  61  della legge 6 del 2009 c'è; la Regione  faccia  un
  piano  finanziario che poi i comuni rimborseranno. Non è possibile.
  Questa  è  la legge della Regione, non è possibile; ce lo  dobbiamo
  dire chiaramente: non è possibile  Non è attuabile perché significa
  mandare al disastro i comuni.
   Ma  se  non si fa qualcosa d'altro, si fa quello. Il tema è  tutto
  lì.
   Allora,  il Governo ha già predisposto dei correttivi estetici  al
  disegno  di  legge  presentato che consentono  di  affrontarlo  con
  serenità. Gli uffici stanno curando la stampa del documento che  ho
  scritto.  Non  si  riesce ad aprire perché l'ho  scritto  su  carta
  riciclata e su un file - devo dare l'esempio - open office  che  si
  può   liberamente   scaricare  sul  computer,  quindi   lo   stanno
  predisponendo.
   L'unica cosa su cui vi prego di porre particolare attenzione è che
  lo  schema,  come  vi  avevo anticipato,  è  quello  della  società
  consortile, non del consorzio di diritto pubblico - poi illustrerò,
  articolo  per  articolo, la questione - per evitare  di  licenziare
  tutti  i  dipendenti che fino ad oggi hanno svolto questo servizio.
  Perché?
   Perché  se si fanno consorzi di diritto pubblico nessun dipendente
  delle attuali società può essere assunto presso soggetti di diritto
  pubblico se non mediante procedure di evidenza pubblica.
   Il Commissario dello Stato non lo farebbe passare mai.
   Viceversa,  una società consortile fatta dai comuni e  consorzi  a
  tutti  gli  effetti - tra di voi vi sono molti avvocati -  consente
  l'utilizzazione di quel personale, che non è detto, però, che debba
  rimanere   negli   uffici   -  personalmente   mi   prendo   questa
  responsabilità -, non é auspicabile che rimanga negli uffici perché
  percentuali del 35 per cento di addetti agli uffici e 65 per  cento
  di addetti alla spazzatura fanno saltare qualunque sistema.
   Pertanto,  sono  convinto  che bisogna conservare  il  posto  alle
  persone,  ma  non  è detto che bisogna conservargli   quel  posto ,
  tutto  qui   Ripeto,  la  discussione  può  essere  tranquillamente
  avviata   a  partire  dalle  competenze  generali,  dalle  finalità
  generali  e  dalle competenze della Regione, nonché  dei  comuni  e
  delle province. Sono i primi articoli che rimangono tali e quali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, considerata la complessità  della
  materia  e  il numero degli emendamenti presentati (324 emendamenti
  più  quelli del Governo che sono formalmente presentati  ma,  nella
  sostanza, no perché non sono stati ancora stampati), il termine  di
  presentazione  degli emendamenti, ovviamente, non  lo  consideriamo
  scaduto alle ore 14.00 ma lo consideriamo in scadenza e, una  volta
  che  avremo  avuto  gli emendamenti del Governo,  il  termine  sarà
  considerato chiuso alle ore 18.00. Dopodiché il disegno  di  legge,
  con  tutti  gli  emendamenti presentati, tornerà in IV  Commissione
  domani mattina.
   Chiedo  alla  Commissione e al Governo di riguardare le  norme  in
  virtù  degli  emendamenti presentati soprattutto dal Governo  nella
  speranza di riuscire a trovare un'intesa per tornare in Aula domani
  pomeriggio o, eventualmente, giovedì pomeriggio.
   Credo   che   una  via  più  veloce  di  questa  sia  tecnicamente
  impossibile da percorrere.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, le preoccupazioni che vengono da un
  ramo del Parlamento sono rinviate alle prossime ore: la Camera  dei
  Deputati, qualche minuto fa, ha invertito l'ordine dei lavori ed  é
  rinviato  eventualmente  a  giovedì,  il  voto  di  fiducia   sulla
  conversione del decreto legge.
   Su  questa  posizione il Ministro dell'Ambiente  mi  sembra  molto
  chiaro  e  nelle sue dichiarazioni e nella presa di  posizione  che
  avrà, sia alla Camera che al Senato. Quindi, da qui a dire che  già
  il  Governo nazionale e il Parlamento formalmente hanno preso delle
  decisioni, io attenderei giovedì il voto di fiducia alla Camera,  e
  poi la terza lettura del Senato.
   Ma,  nella sostanza, l'Assessore ha ragione perché la portata  del
  disegno di legge nazionale, della piccola norma di abrogazione, non
  inficia  assolutamente l'impianto normativo della Regione siciliana
  dove  l'applicazione, la mancata applicazione dell'articolo 45 fino
  ad  oggi - o, almeno, meno male che c'era perché ha salvato  questo
  Assessorato  in  questo Governo ultimo -, ha permesso  di  togliere
  dalle  strade quello che è stato un momento difficile per  tutti  i
  Comuni siciliani.
   Ma l'applicazione vera di quell'articolo ancora in Sicilia non c'è
  stata. Non c'è stata e grazie anche alla disponibilità degli Uffici
  della  Regione e del Governo la vera applicazione di quella  norma,
  oggi,  porterebbe a dichiarare - non ho remore a dirlo - che  quasi
  tutti  i  bilanci  comunali  degli enti locali  sono  inficiati  da
  irregolarità,  chiamiamole così, per non dire che  i  bilanci  sono
  falsati  in quanto nessuno ha allegato ai bilanci stessi i  bilanci
  delle società partecipate.
   Ma,   rispetto   a   questo  e  alla  proposta  della   Presidenza
  dell'Assemblea,  per  quanto mi riguarda istituzionalmente,  signor
  Presidente, domani mattina è già prevista la convocazione della  IV
  Commissione  per  altre materie, ma è chiaro che avrà  un  percorso
  accelerato  quello  da  lei  richiesto.  Però  non  mi  sento,   da
  presidente  di  Commissione - naturalmente  mi  confronterò  domani
  mattina con i commissari - di fare il solito lavoro che non porta a
  nulla,  dove sotto il profilo politico non c'è una linea che  viene
  trasmessa  alla  Commissione per capire il  modello  e,  dall'altro
  lato,  non  vorrei  che  si procedesse in Commissione  a  colpi  di
  maggioranza  scegliendo  l'emendamento di Mancuso  rispetto  ad  un
  emendamento presentato da Ammatuna.
   Mi  sentirei in imbarazzo, come già è successo con il  disegno  di
  legge  sul  piano  casa dove, poi, alla fine,  abbiamo  trovato  un
  accordo  generale  sulle  norme che,  in  conclusione,  sono  state
  stravolte nella seduta finale.
   Quindi,  signor Presidente, piuttosto che affidarmi questo compito
  da  presidente  di Commissione, domani mattina inserirò  all'ordine
  del  giorno  questo disegno di legge con gli emendamenti presentati
  dai  colleghi e dal Governo. Ma le assicuro che il disegno di legge
  sarà  domani sera in Aula, in quanto non saprei assolutamente quale
  supporto  ulteriore la Commissione possa dare, a meno che, rispetto
  alla  linea  di  Governo  che  verrà rappresentata  domani  mattina
  dall'assessore,  le  cose  cambino  e  molti  emendamenti   vengano
  ritirati  o  siano  messi in minoranza dalla maggioranza  politica,
  anche  all'interno della Commissione. Potremmo completare il lavoro
  nel  corso  della mattinata, così domani pomeriggio il  disegno  di
  legge sarà riconsegnato all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non intendo rinviare formalmente il
  testo  in  Commissione, ma che la Commissione  stessa,  insieme  al
  Governo, valuti la portata degli emendamenti ed esprima un  parere.
  Non  deve essere un supporto, ma l'espressione di un parere formale
  in  maniera tale che domani pomeriggio, in Aula, questo lavoro  sia
  molto più spedito.
   Forse  mi sono espresso male, ma un conto è esaminare il testo  in
  una  Commissione parlamentare, altra cosa è esprimersi  in  diretta
  durante la seduta dell'Aula.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   serve
  rimandare  informalmente  in Commissione  gli  emendamenti  con  il
  disegno  di  legge,  perché il problema non  sono  gli  emendamenti
  presentati dal Governo e dai deputati, in quanto non se ne  ravvisa
  l'esigenza  per una legge sulla quale la Commissione si è  espressa
  quasi all'unanimità.
   Il  vero  problema  è  che  i sindaci non sono  soddisfatti  della
  pesantezza della legge, che non attribuisce alla Regione il compito
  di  farsi carico di tutti gli errori che sono stati commessi, delle
  assunzioni facili fatte nei tempi passati, dei miliardi che si sono
  spesi  inutilmente,  del  fatto che l'immondizia  sta  coprendo  la
  Sicilia,  e possibilmente daremo lo spettacolo di una nuova  Napoli
  in Sicilia. Allora il rinvio serve solo per dire agli amici sindaci
  di  non  preoccuparsi  perché la legge non sta  per  essere  fatta,
  ridiamo alla Commissione un potere che non ha rinviando formalmente
  o informalmente il disegno di legge.
   Il  Governo dovrebbe assumersi la responsabilità dei miliardi  che
  sono stati spesi inutilmente in Sicilia per la raccolta dei rifiuti
  solidi urbani, di cacciare i quattrini e andare avanti come vuole.
   Se  nessuno  si  vuole assumere la responsabilità di  rinviare  il
  disegno  di  legge, di non votarlo, non c'entra la contrapposizione
  tra  maggioranza  e  opposizione. Se vogliamo continuare  così  non
  approveremo  il piano casa, non approveremo il piano  dei  rifiuti,
  non  approveremo niente e avremo fatto vedere di che muscoli  siamo
  fatti,  l'un  contro  l'altro, senza tenere conto  degli  interessi
  reali  della  Sicilia  e dei siciliani. Facciamo  finta  di  volere
  difendere interessi generali e collettivi, mentre invece siamo lì a
  pensare  quanto è bello essere al governo e avere il  potere  degli
  assessorati,  vedovi come siamo di un potere che  non  c'è,  o  che
  diversamente viene collocato, o vedovi anche di un governo che  non
  sa governare, che non sa trovare le giuste allocuzioni.
   Però,  signor  Presidente, onorevoli colleghi, se una  Commissione
  composta   da  rappresentanti  dell'intera  Assemblea   ha   votato
  all'unanimità  il  disegno di legge, e in Aula  ho  sentito  grandi
  elogi da parte di diversi deputati rivolti all'assessore per quanto
  è  riuscito  a  porre  in  essere per  il  Governo  e  per  la  sua
  preparazione,  mi  chiedo allora perché  andare  al  rinvio  e  non
  trovare la soluzione qui in Aula, se non per dire, da un lato,  che
  questo  Governo  è  incapace  e che  noi  invece  siamo  capaci  e,
  dall'altro lato, che è inutile il ribaltone.
   Parliamo  di politica dalla mattina sino alla sera per i contrasti
  interni  sul potere e per il potere e non ci accorgiamo che intanto
  l'immondizia  cresce, la Sicilia va indietro  e  non  ci  sono  gli
  elementi necessari e obiettivi per farla andare avanti.
   Proprio poco fa, mentre ero qui in Aula, ho ricevuto la telefonata
  di un sindaco che mi chiedeva di non approvare questa legge perché,
  approvandola, i Comuni pagherebbero tutto loro, e non sono in grado
  di farlo.
   Se  il  tema è questo, signor Presidente, lei che prima di  essere
  Presidente  dell'Assemblea, quindi super partes, è stato  deputato,
  nel  2007 ha votato assieme a me in quest'Aula - lo ricordo bene  -
  la riduzione degli ATO a nove.
   Allora  l'iniziativa partì dalla Commissione Bilancio,  presidente
  l'onorevole  Cimino,  e non dal Governo. Ora,  se  l'Assemblea,  in
  tempi non sospetti, aveva già detto che non si poteva continuare su
  quella  strada  che  ha  portato  a duemila,  tremila  miliardi  di
  deficit, e da allora non si è fatto nulla, non è stata applicata la
  legge,  oggi vogliamo continuare ancora su questa strada?  Vogliamo
  ancora rinviare?
   Domani  non  parteciperò  ai lavori della Commissione  perché  non
  serve,  servirebbe  un  rinvio formale in Commissione.  Capisco  le
  buone intenzioni della Presidenza, ma nella realtà lo scontro è tra
  maggioranza   e  Governo  e  i  capigruppo  devono   assumersi   la
  responsabilità, dinanzi alla Sicilia, di quello che  vogliono  fare
  dei  rifiuti siciliani. Non so proprio cosa possa fare  di  più  un
  presidente di Commissione che ha avuto la capacità, insieme a tutti
  i  componenti della sua Commissione, di esitare il disegno di legge
  nel  giro  di  pochissime  ore, avendo avuto  una  relazione  quasi
  perfetta  da parte del Governo, accettata come un fatto importante,
  eclatante anche dalla Sinistra, che aveva presentato un suo disegno
  di  legge e che ha trovato modo di averne l'allocazione all'interno
  del disegno di legge n. 525.
   Vorrei  fare  un  momento  di  riflessione,  allontanandomi  dalla
  ideologia  politica dei singoli partiti, e pensando invece  che  la
  Sicilia  aspetta risposte serie e concrete, mentre qui  dentro  c'è
  gente  che  prende 10-12 mila euro al mese e si permette  anche  di
  scherzarci  su  come se niente fosse, come se niente  possa  essere
  fatto.  Non  possiamo rinviare nulla, altrimenti dovremo  assumerci
  responsabilità gravissime di fronte alla Sicilia e ai siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei esplicitare meglio  il  mio
  pensiero  perché evidentemente non sono stato chiaro. Noi  possiamo
  intraprendere  due strade: iniziare subito l'esame del  disegno  di
  legge  e  degli emendamenti, che sono 324 più quelli  del  Governo,
  senza  che sostanzialmente nessuno in Aula conosca la portata degli
  emendamenti  stessi,  e credo che non sia una  strada  proponibile;
  oppure  applichiamo  l'articolo 112 del  Regolamento  interno,  che
  leggo:   Gli emendamenti devono essere presentati dattiloscritti  e
  firmati, di norma prima dell'inizio della discussione generale  del
  disegno  di  legge cui si riferiscono, al Presidente dell'Assemblea
  che li trasmette alla Commissione e al Governo'.
   La  Presidenza  ha  deciso  di trasmettere  gli  emendamenti  alla
  Commissione  e al Governo affinché domani possano essere  valutati,
  avendo  così cognizione del lavoro che andremo a svolgere in  Aula.
  Soltanto  questo, per venire incontro anche alle esigenze sollevate
  dall'onorevole Cintola di concludere nel più breve tempo possibile.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sollevare
  una  questione  molto delicata in riferimento a questo  disegno  di
  legge, che riguarda sia il merito che la copertura finanziaria.
   Condivido in pieno quanto espresso dall'onorevole Cintola rispetto
  alla  necessità di un rinvio formale in Commissione  perché  questo
  disegno  di  legge,  dal  mio  punto di  vista  anche  per  la  mia
  esperienza di amministratore, contiene una serie di elementi,  come
  ad  esempio la norma transitoria che stabilisce un principio. Tanto
  è  vero  che  ad  oggi, signor Presidente, in Commissione  Bilancio
  questo disegno di legge è stato stralciato, non è stato discusso  e
  non ha copertura finanziaria.
   Noi  stiamo trattando un disegno di legge che, così come proposto,
  non vedrà la luce.
   Mi  auguro che il Governo stia già avviando i dovuti correttivi di
  natura  finanziaria, e allora il testo deve andare  in  Commissione
  Bilancio.
   Questo  disegno  di  legge  prevede  che  la  montagna  di  debiti
  accumulati fino ad oggi, non ancora quantificati, assessore  Russo,
  venga spalmata sui Comuni perché la modalità a cui rinvia è questa,
  tanto è vero che non ha alcuna copertura finanziaria.
   Su questo aspetto rilevo due profili molto delicati, uno di natura
  finanziaria  che  riguarda  il dissesto  per  legge  che  apriremmo
  immediatamente  con questo provvedimento, con questa  modalità;  un
  altro  riguarda, invece, anche il merito e, per come  le  soluzioni
  sono  state  prospettate,  rischiamo di ledere  quel  principio  di
  capacità  di  indebitamento di ogni ente. Non possiamo  pensare  di
  immaginare  un  debito da dilazionare per dieci  anni  che,  a  sua
  volta,  recuperiamo  dal  fondo per  le  autonomie  locali.  Questa
  ipotesi,  che è stata stralciata in Commissione Bilancio, tocca  un
  profilo  costituzionale e finanziario delle autonomie locali,  cioè
  la  capacità di indebitamento che, secondo dati ufficiali, circa il
  90 per cento dei Comuni non ha più. Prevedendo quindi una dilazione
  decennale  operiamo  una finzione perché i  Comuni  non  hanno  gli
  introiti  per  potere  fare  fronte  alla  eventuale  riduzione  di
  entrata, che è stata prevista dal fondo per le autonomie locali,  o
  sotto qualunque altra forma.
   Noi non possiamo con questo disegno di legge esprimere un giudizio
  politico  su  quella  che  è  stata la gestione  degli  ATO,  dalla
  creazione  alla  gestione, alla lottizzazione  -  chiamiamola  come
  vogliamo - perché questo sistema nasce nel Palazzo, è stato gestito
  dal  Palazzo. Poi si sono, purtroppo, verificati elementi che hanno
  portato anche alla mancata vigilanza da parte dei sindaci.
   Allora,  onorevoli  colleghi, credo  che  questa  Assemblea  debba
  esprimere  un  giudizio  equilibrato sulla  questione,  che  non  è
  semplicemente  il  fatto che i sindaci non hanno  vigilato,  che  i
  bilanci  dei  comuni  sono oggi formalmente dissestati  perché  non
  abbiamo  collegato  ai bilanci dei comuni i bilanci  delle  società
  partecipate.
   Ma  perché,  al  bilancio della Regione abbiamo  mai  collegato  i
  bilanci  degli  enti  e  delle società  collegate?  Vi  risulta  un
  bilancio  che  questa  Assemblea  abbia  mai  approvato  dove,   in
  violazione  anche  alla  norma  che  disciplina  il  Documento   di
  programmazione economico-finanziaria, è mai stato allegato l'elenco
  di  tutti  gli enti, delle società, e la loro situazione economico-
  finanziaria?
   Allora,  cortesemente, smettiamola con l'ipocrisia, perché  quando
  si  parla di questioni così delicate e si dice che i Comuni sono in
  dissesto,  credo  che  ognuno  di  noi  una  riflessione  seria  ed
  equilibrata la debba fare.
   Signor  Presidente,  ritengo indispensabile,  per  le  motivazioni
  espresse dall'onorevole Cintola e per quanto ho evidenziato con  il
  mio  intervento  e che comunque continuerò ad evidenziare  su  ogni
  articolo  -  io  non condivido questo disegno di  legge  in  questi
  termini  né  per  il merito né per il giudizio politico  su  questi
  dieci anni di sistema - che si valuti la possibilità di rinviare il
  disegno  di  legge  in Commissione per fare una valutazione  seria,
  dignitosa   e  concreta,  affinché  questa  norma  venga  realmente
  applicata.  Non  è  un  provvedimento  che  serve  semplicemente  a
  metterci una medaglietta, perché abbiamo fatto una riforma.  Questo
  è  un  provvedimento delicato, su questo si gioca il  futuro  della
  nostra Terra ma, soprattutto, si gioca il futuro del nostro sistema
  delle autonomie locali, e credo che sia un valore autenticamente da
  tutelare,  in quanto quel sistema, comunque, ha subìto  il  sistema
  degli ATO.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale ha chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che  sono  in  distribuzione  gli  emendamenti
  presentati,  ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,  al
  disegno di legge nn. 459-386-209-394-404/A sul piano casa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sull'ordine
  dei  lavori  considero  opportuna la decisione  della  Presidenza  e
  aggiungo che non si tratta di rimettere in discussione il lavoro che
  abbiamo  fatto, perché la Commissione ha esitato un testo di  legge,
  ma  ci  sono numerosi emendamenti che sono stati presentati, che  la
  Commissione  potrà  anche leggere ed apprezzarli  ma,  naturalmente,
  resta  salvo  l'esame  dell'Aula a cui  questi  emendamenti  saranno
  riportati.
   Il   fatto   nuovo,  e  voglio  circoscriverlo,  è   quello   della
  riscrittura, annunciata dal Governo, di emendamenti che  ancora  non
  conosciamo, in relazione a modifiche che il Parlamento nazionale  si
  appresta  a  votare,  che  diamo per scontate  per  la  lettura  che
  sappiamo  fare dei fatti politici, e che comporteranno una rilettura
  delle disposizioni che riguardano l'Autorità d'ambito.
   A  questo  proposito  è necessaria una attenta  valutazione  e  un
  confronto  -  con l'ausilio dell'assessore - di questa riscrittura,
  che  ancora  non conosciamo, rispetto al testo esitato,  anche  per
  tranquillità  del lavoro che la Commissione dovrà svolgere  domani,
  fatti salvi gli emendamenti che saranno esaminati in Aula o, se del
  caso, aggiornati sotto forma di subemendamenti, se si ritenesse  di
  presentarli, agli emendamenti del Governo
   Voglio   chiedere,  sempre  in  questa  chiave,  se   fra   queste
  riscritture  del Governo ve ne sono alcune che riguardano  i  primi
  quattro  articoli,  cioè i principi e le finalità  del  disegno  di
  legge  e  le  competenze  rispettivamente di  Regione,  Province  e
  Comuni. Se non ve ne fossero, allora i primi quattro articoli - che
  io  ritengo  non siano influenzati dalle modifiche dell'abrogazione
  della  legge  148/2001  e  152/2006 - potrebbero  benissimo  essere
  esaminati dall'Aula in maniera autonoma.
   Quindi, se così fosse - lo dico anche al presidente Mancuso  e  me
  ne  darà  conferma  l'assessore  -,  il  lavoro  della  Commissione
  potrebbe  non  riguardare  i primi quattro  articoli,  anzi  questi
  potrebbero  esaminarsi oggi stesso indipendentemente  da  eventuali
  riscritture  del  Governo,  fermo  restando  che  concordo  con  le
  determinazioni  assunte  dalla Presidenza  in  ordine  al  dare  la
  possibilità  alla Commissione di avere un luogo dove  esaminare  le
  questioni in modo più approfondito.

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che la Presidenza  ha  già
  deciso   di  applicare  l'articolo  112  del  Regolamento  interno,
  trasferendo gli emendamenti alla Commissione e al Governo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Adamo.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  merito  alla
  decisione  assunta dalla Presidenza, ritengo che dovremmo  valutare
  la  possibilità  di  un approfondimento in Commissione  dell'intero
  disegno di legge, perché non ritengo opportuno tornare in Aula  con
  trecento  emendamenti e con la posizione sostanzialmente  contraria
  dei Comuni.
   Non  c'è  dubbio  che  il  disegno di legge  dell'assessore  Russo
  rappresenta un progresso rispetto al passato, ma è un buon  disegno
  di legge rispetto a quello che è avvenuto fino ad ora?
   Ma  non  c'è dubbio che l'ATO è stato un tale disastro in  termine
  economici e organizzativi che dobbiamo anche valutare con  rispetto
  la  possibilità  della  proposta che molti  Comuni  avanzano,  cioè
  quella  di  distinguere ancora una volta tra raccolta e smaltimento
  dei  rifiuti,  tornando  ad affidare la  raccolta  dei  rifiuti  ai
  Comuni,  così  come  molti Comuni hanno proposto e come  era  stato
  proposto all'inizio degli ATO.
   L'ATO  è  stato imposto ai Comuni, che probabilmente  non  avranno
  sorvegliato  bene, e presentarsi ora semplicemente  a  chiedere  il
  conto non è possibile anche perché rischiamo di continuare con  gli
  errori del passato.
   Allora,  la  valutazione  che noi chiediamo  è  quella  di  potere
  restituire  ai  Comuni, così come chiede l'ANCI, il  compito  della
  raccolta  dei  rifiuti, fermo restando che  per  lo  smaltimento  è
  necessario,  invece, l'intervento della Regione perché ci  vogliono
  strutture sovracomunali, ci vogliono investimenti che i Comuni  non
  possono  affrontare. Ma l'idea di mantenere la raccolta dei rifiuti
  affidata    agli    ATO,   ai   consorzi,   diventa   assolutamente
  improponibile,  perché - come dice anche l'assessore  -  si  creano
  quelle  condizioni di mantenere l'occupazione. Lo stesso  assessore
  parla  del  30  o 40 per cento di impiegati e del 60 per  cento  di
  operai;  ma  questi costi ricadranno sui cittadini e, naturalmente,
  ricadranno sui sindaci che non li hanno scelti.
   Ecco  quindi  perchè  la  necessità di una riflessione,  a  nostro
  avviso,  è  motivata  e, tra l'altro, troviamo  veramente  insolito
  approvare una legge così importante in appena venti minuti.
   La  nostra proposta è che il disegno di legge torni formalmente in
  Commissione non soltanto per un esame degli emendamenti, ma per  un
  approfondimento dell'intero testo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sulla  proposta  dell'onorevole
  Adamo, di rinvio formale del disegno di legge in Commissione, hanno
  facoltà di parlare un deputato a favore e uno contro.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  la
  proposta   lineare,  corretta  e  coerente,  formulata  da   questa
  Presidenza,  era l'unica che, razionalmente, quest'Aula,  se  vuole
  realmente  fare questa legge, doveva assumere. Tra  l'altro,  è  la
  conseguenza  di un dibattito che c'è stato nella seduta  precedente
  quando,  nel corso della discussione generale, a seguito dei  tanti
  interventi  su  questa  materia, che è una materia  difficile,  che
  riguarda anche un'emergenza della nostra regione, avevamo avuto una
  risposta da parte del Governo che aveva dato serenità, tranquillità
  all'Aula  e  che  presupponeva un dibattito e  una  dialettica  che
  avrebbero portato a concludere positivamente l'iter legislativo del
  disegno di legge sui rifiuti.
   A   seguito  della  presentazione  di  numerosi  emendamenti,   la
  Presidenza  ha, autorevolmente e giustamente, fatto riferimento  ad
  una  norma  regolamentare, l'articolo 112 del Regolamento  interno,
  ragione  per la quale, nella giornata di domani, questi emendamenti
  dovrebbero  essere esaminati in maniera selettiva dalla Commissione
  preposta,  che  ha  dato,  per  voce  del  suo  presidente,   ampia
  disponibilità. E, quindi, ci eravamo avviati verso un  percorso  di
  grande   tranquillità   e   serenità   che   ci   avrebbe   portato
  all'emanazione di questa legge di cui tutti sentono la necessità, a
  cominciare dai sindaci.
   A  questo  punto si è aperto un dibattito su commenti non  dovuti,
  isolati,  che non hanno alcuna valutazione di carattere politico  e
  che non possono in alcun  modo essere presi in considerazione.
   Allora,  non  è  che io sia contrario alla proposta della  collega
  Adamo,  sono contrarissimo, perché sarebbe l'apertura di  un  altro
  baratro   di  discussione,  di  ritorni  in  Commissione  che   non
  porterebbe immediatamente, con i tempi ristretti e con le necessità
  che tutti manifestano in quest'Aula, all'emanazione della legge.
   Quindi,  sono  contrario  alla proposta  della  collega  Adamo  di
  riportare   il  disegno  di  legge  in  Commissione;  mentre   sono
  assolutamente d'accordo sulla proposta formulata dalla Presidenza.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che,  dopo
  tanta  attesa,  finalmente si stava tentando di risolvere  l'annoso
  problema  dei  rifiuti. Era arrivato in Aula il disegno  di  legge,
  dopo  tanta attesa, e la proposta fatta dalla Presidenza, e da  noi
  condivisa, credo sia il percorso migliore: esaminare domani mattina
  gli  emendamenti  che  sono stati presentati da  tutti  i  deputati
  insieme  alla  riscrittura presentata dal  Governo.  E'  ovvio  che
  quegli  emendamenti  che  sono stati riscritti  dal  Governo  hanno
  bisogno di essere esaminati, perché gli emendamenti presentati  dai
  colleghi  riguardano  il disegno di legge come  era  stato  esitato
  dalla Commissione per l'Aula.
   La  riscrittura può annullare anche alcuni emendamenti  presentati
  dai deputati. Quindi, bisogna capire e, pertanto, farei distribuire
  subito  gli  emendamenti di riscrittura del Governo  per  prenderne
  visione,  così  che  anche il singolo deputato possa  eventualmente
  presentare,  nei termini indicati dalla Presidenza,  immagino  alla
  fine  di  questa  discussione, subemendamenti alla riscrittura  del
  Governo.
   La  Commissione  si potrà riunire domani mattina per  esaminare  e
  dare  il parere sugli emendamenti presentati dai colleghi e  domani
  pomeriggio riportare il disegno di legge in Aula.

   PRESIDENTE.  Sulla  proposta dell'onorevole  Adamo  è  intervenuto
  contro  l'onorevole Musotto; chi chiede di parlare a  favore  della
  proposta dell'onorevole Adamo?

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe  utile  un
  attimo  di  attenzione, non per la valenza di quello  che  andrò  a
  dire,  che  possibilmente sarà giudicato  di  poco  conto,  ma  per
  consentire di avere un  minimo di ordine nelle cose da fare.
   Vorrei  motivare brevemente perché sono d'accordo con la  proposta
  dell'onorevole  Adamo,  e principalmente  per  due  motivi,  ma  mi
  occorre l'attenzione dell'assessore Russo.
   Il   Gruppo  dell'UDC  è  d'accordo  per  il  rinvio  formale   in
  Commissione, sostanzialmente per due motivi: il primo nasce in gran
  parte  dalla  novella  legislativa votata in via  definitiva  dalla
  Camera dei Deputati venerdì scorso, in base alla quale, modificando
  una  legge  di  carattere  generale e di  natura  economico-sociale
  dell'ordinamento legislativo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se non prendete posto  la  seduta
  non  potrà  continuare.  Onorevole D'Agostino,  onorevole  Faraone,
  onorevole Adamo, non si può continuare così.

   MAIRA. E' una maggioranza rissosa al suo interno.

   PRESIDENTE. Quanto meno rumorosa.
   Assessore  Russo, quando finirà di parlare l'onorevole Maira,  che
  interviene   per    parlare  a  favore  del   rinvio   formale   in
  Commissione, mi piacerebbe conoscere il suo parere.

   MAIRA.   a  seguito  di  questa novella del legislatore  nazionale
  credo  che  in  ogni  caso l'impianto del  disegno  di  legge  oggi
  all'esame  dell'Assemblea va radicalmente cambiato  come  filosofia
  della  struttura degli ATO. Infatti, al di là dell'abolizione degli
  ATO, sia idrici che dei rifiuti, per quello che mi è dato leggere e
  capire  rapidamente, avendo avuto il testo soltanto stamattina  tra
  le  mani, credo che venga individuato un ruolo molto importante per
  le Province rispetto a quello che poteva essere il ruolo dei Comuni
  nell'ambito del disegno di legge oggi al nostro esame.
   Se  questo è vero, diventa ancora più importante e ineludibile per
  il   Governo  e,  quindi,  per  l'assessore  Russo  procedere  alla
  convocazione,  richiesta dall'Unione province siciliane  che  aveva
  avuto  un  primo  contatto con l'assessore Russo il  quale  si  era
  impegnato  a  richiamare  i  rappresentanti  dell'Unione   province
  siciliane e poi non lo ha più fatto.
   Credo  che  tale passaggio, che è di natura formale e  sostanziale
  anche  alla  luce della nuova legge nazionale, debba essere  fatto.
  Questo non può comportare un rinvio informale a domani, ma comporta
  un'ulteriore  istruttoria  ad hoc della  Commissione  che  non  può
  concludersi nell'arco di poche ore.
   C'è  un  secondo  aspetto che vorrei evidenziare  e  che  ritengo,
  modestamente, che sia di profilo molto rilevante; su questo  vorrei
  l'attenzione del Presidente della Regione, solitamente attento.
   E'  indubbio  che  la  riforma dell'ATO  rifiuti  non  può  essere
  scorporata da quello che noi intendiamo fare per quanto riguarda lo
  smaltimento dei rifiuti, cioè sul tipo di soluzione tecnica che  il
  Governo  si  deve  accingere a fare e deve  darne  comunicazione  a
  quest'Aula, ritengo in via preventiva, perché soltanto nel  momento
  in  cui  sapremo se dobbiamo andare avanti con l'apertura di  altre
  discariche,   se  dobbiamo  andare  avanti  con  la   vicenda   dei
  termovalorizzatori - uno, dieci, venti, piccoli o  grandi,  non  ha
  importanza  la dimensione, però ha importanza la scelta tecnica  -,
  soltanto in quel caso noi potremo parametrare la scelta sul ruolo e
  sulla   funzione  degli  ATO  rifiuti  alla  scelta  di   carattere
  definitivo che dobbiamo fare in materia di smaltimento dei  rifiuti
  urbani.
   Se  questo  non  avviene, io vorrei capire cosa faremo  degli  ATO
  rifiuti.
   Credo  che il Presidente della Regione farebbe cosa buona e giusta
  se  rendesse edotta l'Assemblea delle scelte che intende fare sulla
  base  della  relazione tecnica acquisita dalla speciale Commissione
  tecnica  nominata  dal Presidente della Regione e  che  ha  fornito
  delle soluzioni. Non ha importanza quale soluzione alla fine scelga
  il Governo, è importante che l'Aula ne sia messa a conoscenza e che
  possa valutare come strutturare gli ATO rifiuti nella misura in cui
  vi sia la scelta finale sullo smaltimento dei rifiuti.
   Se   noi   non   faremo  questo,  approveremo   una   legge   che,
  probabilmente, dovremo cambiare tra brevissimo tempo e  non  faremo
  una cosa corretta per la popolazione della Sicilia.
   Ecco  perché  chiedo  di appoggiare, motivatamente,  l'indicazione
  della  collega  Adamo e, cioè, che formalmente  questo  disegno  di
  legge   torni   in   Commissione  per  espletare   prioritariamente
  l'istruttoria con l'Unione delle Province siciliane  e,  poi,   per
  acquisire le conoscenze da parte del Governo, del Presidente  della
  Regione,  su  quella  che  dovrà essere la decisione  finale  sullo
  smaltimento dei rifiuti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di chiedere il  parere  del
  Governo ricordo che avevo poc'anzi indicato all'Aula quella che era
  una  decisione già presa dalla Presidenza ritenendo che il percorso
  più   veloce  e  più  proficuo  potesse  essere  quello  che  avevo
  comunicato all'inizio della seduta: trasferire gli emendamenti alla
  Commissione e al Governo per ritornare successivamente in  Aula.
   Di  fronte alla richiesta formale del capogruppo di un partito che
  sostiene  il Governo la Presidenza, ovviamente, ascolta  gli  umori
  dell'Aula e sente il parere del Governo.
   Io  decido quasi sempre autonomamente ma, di fronte alla richiesta
  di  un  partito  di  maggioranza, mi è sembrato corretto  ascoltare
  l'Aula  e  vorrei ascoltare pure il parere del Governo,  se  questa
  richiesta viene mantenuta.
   Invito  l'assessore  Russo  ad esprimere  il  parere  del  Governo
  sull'ipotesi  di  rinvio  formale del  disegno  di  legge  con  gli
  emendamenti  in Commissione, che è ben diverso dall'accompagnamento
  degli emendamenti come la Presidenza aveva prospettato.

   RUSSO  Pietro  Carmelo, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Signor Presidente, mi  pare  che  siano  emersi
  spunti interessanti, peraltro del tutto posti all'attenzione e,  in
  particolare, quello del maggiore coinvolgimento dei Comuni e quello
  della salvaguardia finanziaria che, credetemi, è un incubo, che  io
  ho, delle amministrazioni locali. Il problema, però, è che l'incubo
  del  disastro  finanziario  dei comuni  si  sta  trasferendo  sulla
  Regione siciliana.
   L'Aula è, ovviamente, sovrana. Io desidero semplicemente dirvi che
  alla  presenza, fra gli altri, dell'onorevole Adamo, dell'onorevole
  Mineo  e dell'onorevole Greco, alle ore 15.30 di questo pomeriggio,
  nella  Sala Rossa, davanti a me c'erano dodici sindaci che urlavano
  come ossessi perché nell'ATO Palermo 1 vi è, ancora una volta,  una
  situazione  di  grave pericolo per l'igiene e la  sanità  pubblica.
  Ancora  una volta ho autorizzato la Regione siciliana ad  attingere
  alla cassa
   Tutti  voi  sapete  quello che significa, significa  mandati  allo
  scoperto.
   Ripeto, l'Assemblea è sovrana, ma io non potrò più autorizzare  in
  nessun modo interventi di sostegno ai Comuni rispetto alle esigenze
  di   emergenza   ambientale.  Dall'Assessorato   dell'economia   mi
  comunicano  che  la  cassa  non  è più  in  condizione  di  reggere
  ulteriori accessi finanziari.
   Quindi,  per quanto riguarda le richieste dei Comuni, queste  sono
  state sempre poste all'attenzione - ci sono stati tre incontri  con
  l'ANCI  -  e  lo saranno ancor di più nel corso del dibattito;  per
  quanto  riguarda la posizione espressa dall'onorevole De Luca,  uno
  degli   interventi  -  perché  il  Governo  riflette  e  prova   ad
  intervenire - è prevedere una gestione liquidatoria che  sterilizzi
  i crediti.
   Quindi  -  ripeto - l'Assemblea è sovrana, ma la Regione siciliana
  non  può più permettersi di sostenere i Comuni, e c'è l'urgenza  di
  inventarsi una soluzione che è contenuta nel disegno di  legge.
   A  questo  punto - ripeto - se la questione è quella di  esaminare
  con  particolare dedizione le valutazioni dei Comuni, figurarsi,  è
  nello spirito del disegno di legge, non c'è alcun problema, ed è un
  aiuto e non una osservazione.
   Quindi,    ovviamente,   sposo   la   proposta   del    Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, il Governo le chiede di ritirare  la
  sua richiesta formale.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il compito
  della  politica  sia  quello  di  eliminare  gli  incubi,  non   di
  trasferirli  dai Comuni alle Province e dalle Province  ai  Comuni.
  Abbiamo  ascoltato con interesse la disponibilità  del  Governo  ad
  esaminare le proposte dei Comuni che sono stati esautorati dei loro
  poteri   e che ora si vedono costretti a spese incredibili che  poi
  ricadono sui cittadini, su ogni cittadino siciliano.
   Pertanto, ritiro la mia proposta per attivare in Aula un dibattito
  in cui il Governo dimostri di essere aperto ai cambiamenti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  resta   stabilito   che   gli
  emendamenti saranno valutati dalla Commissione e dal Governo, entro
  domani  mattina,  per  esprimere il loro parere,  senza  un  rinvio
  formale del disegno di legge in Commissione.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io  ho
  avuto  modo  solo adesso di leggere questo testo e  sono  perplesso
  perché  vi si dice che il vero problema dei rifiuti in Sicilia,  in
  questi  anni,  a  prescindere dal criterio di  come  si  gestiranno
  ottimizzando, è di natura economica.
   Della  parola   economico   in questo testo  ho  sentito  dire  in
  qualche  intervento  che si rimanda a qualche articolo  successivo.
  Comunque,  invito  tutti  i colleghi a leggere  bene,  a  fare  una
  valutazione e capire di cosa stiamo parlando.
   Secondo me, in questo testo ci sono refluenze economiche,   perché
  quando si scrive   competenze della Regione che decide di far  fare
  cose  ma, signori, se noi decidiamo di far fare cose, vorrei capire
  come  le dovranno fare? Chi gli darà i soldi? Per alcune cose,  non
  c'è  dubbio che a copertura ci sono la  TIA o la TARSU, quello  che
  sarà; ma ci sono altre cose, scritte qui.
   Il  mio è un intervento proprio sull'ordine dei lavori, secondo il
  mio punto di vista, tranne che vogliamo poi riaprire il discorso, e
  ricordo  a  me  stesso che oggi è il 9 marzo - anzi lo  ricordo  al
  Presidente  e  all'Assessore  -  ed  entro  il  30  marzo  dobbiamo
  approvare   il  bilancio.  Ma  di  cosa  stiamo  parlando,   signor
  Presidente?
   Questo  testo ritornerà in Aula, sarà approvato, dopo di  che  non
  sarà  applicabile  perché  manca  la  copertura  economica,  e   la
  finanziaria e bilancio non sono stati ancora approvati.
   Ma  forse è necessaria una riflessione, obiettivamente, su come  e
  quando  affrontare  questo  testo,  e  lo  dico  realmente,  signor
  Presidente.   Forse  in  questi  anni  passati   all'Assemblea   ho
  dimenticato  il  motivo  per cui uno si trova  qui  dentro.  Questo
  testo, alla fine, lo approveremo e, alla fine, il vero problema  di
  questa legge sarà quello economico; ma non lo dice nessuno?
   Il Governo deve dire  qualcosa sull'argomento, è una cosa seria.
   Su  alcuni  articoli  di questo disegno di legge  a  cui  ho  dato
  un'occhiata, mi creda, signor Presidente, non più di cinque  minuti
  fa,  secondo  me  ci vorrebbe la copertura economica  per  la  loro
  applicazione. Quindi pongo un problema regolamentare  molto  serio,
  signor  Presidente: questo testo, a mio modo di vedere, così com'è,
  deve  avere  necessariamente un avallo da parte  della  Commissione
  Bilancio,  altrimenti  noi  parliamo  sì  di  bellissime  cose,  di
  risolvere  -  ha  ragione, io capisco l'assessore Russo  che  si  è
  trovato  questo  grande  problema -; ma non  si  può  risolvere  il
  problema così, anche perchè il problema lo si risolverà sempre dopo
  l'esame della  finanziaria.
   Noi stiamo perdendo tempo e non dovrei dirlo io che sono in questo
  momento in altra parte; dovrebbe dirlo il Governo.
   Io  forse accelererei e penserei di iniziare l'esame del bilancio,
  il  cui  esercizio provvisorio scade fra meno di  venti  giorni  e,
  tolti i sabati e le domeniche, vi sono anche meno giorni lavorativi
  e  non  mi risulta che in Commissione Bilancio si sia già fatto  un
  lavoro per portare il bilancio in Aula entro il 30 marzo.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, lascio a lei la riflessione  su
  un  problema  regolamentare:  se questo testo è  effettivamente  un
  testo  che può discutersi senza prima avere avuto, quanto meno,  un
  passaggio in Commissione Bilancio. Io veramente  resto sbalordito.
   Concludo,  signor  Presidente. Sono  arrivati  in  questo  momento
  alcuni  emendamenti sul piano casa, ai sensi dell'articolo 117  del
  Regolamento  interno  e,  tenuto conto  che  non  sono  due  o  tre
  emendamenti  ma  sono  ben  nove,  visto  che  gli  Uffici  avranno
  sicuramente già predisposto la stesura dell'articolato che da qui a
  breve  approveremo, visto che lo stiamo cambiando in alcune  parti,
  sarebbe  opportuno  farcelo avere per una lettura,  perché  non  si
  tratta - ripeto - di due, tre aggiustamenti.
   Ricordo  che  in  passato  gli  emendamenti  presentati  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno erano due,  tre;  qui  in
  questo fascicolo ce ne sono nove.
   Chiedo,  pertanto,  che  in via preliminare  si  faccia  pervenire
  almeno ai capigruppo, se non si vuole distribuire a tutti i novanta
  deputati,  il  testo  che è stato preparato per l'approvazione  del
  disegno di legge e che nessuno di noi conosce.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riguardo  al  numero  elevato  di
  emendamenti  presentati ai sensi dell'articolo 117 del  Regolamento
  interno,  devo  dire  che  è stato necessario  ricorrere  a  queste
  correzioni, le ho valutate personalmente insieme agli Uffici perché
  obiettivamente,   in  molti  punti,  com'era  immaginabile,   visto
  l'andamento  della discussione in Aula, si è sentita l'esigenza  di
  intervenire  per chiarire molti aspetti della legge che  rimanevano
  indecifrabili dal testo uscito dalle votazioni del Parlamento.  Per
  cui  posso garantire all'Assemblea che sono stati valutati  insieme
  agli  Uffici.  Comunque, gli emendamenti sono in  distribuzione  ed
  eventualmente, uno per uno, possono essere spiegati, non c'è  alcun
  problema.
   Onorevole  Beninati, per quanto riguarda la questione  a  cui  lei
  faceva riferimento, relativamente all'efficacia di questa norma  se
  non   accompagnata  da  una  copertura  finanziaria  adeguata,   io
  condivido  con  lei,  ovviamente, le  sue  indicazioni,  ma  voglio
  riportarle l'esito dell'ultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari  in  cui  si  decise che questa  norma,  assolutamente
  urgente,  da approvare prima della finanziaria, venisse  stralciata
  in  due  testi - il presidente della Commissione onorevole  Mancuso
  era  presente  a  quella  conferenza -;  si  decise  che  il  testo
  normativo  sarebbe  stato approvato prima della legge  finanziaria,
  mentre la parte economico-finanziaria sarebbe stata inserita  nella
  legge  finanziaria, sulla quale siamo in obiettivo ritardo. Proprio
  questa   mattina,  incontrando  il  presidente  della   Commissione
  Bilancio  si  è  stabilito  che,  entro  la  fine  della  settimana
  prossima,  si ultimerà il lavoro in Commissione Bilancio,  per  cui
  dalla   settimana  successiva  bilancio  e  finanziaria  dovrebbero
  approdare in Aula.
   Gli Uffici mi ricordano che, formalmente, da domani la finanziaria
  e  il bilancio della Regione saranno iscritti all'ordine del giorno
  dell'Aula.

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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Discussione del disegno di legge «Ordinamento della professione di
  maestro di sci» (491/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Ordinamento  della  professione di maestro  di  sci»  (n.  491/A),
  posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle commissioni.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, come è successo già precedentemente su
  un altro disegno di legge e, segnatamente, quello delle cooperative
  edilizie, anche questo disegno di legge che doveva essere assegnato
  alla  quarta  Commissione non lo è stato  e  non  è  stato  neanche
  valutato.  Non  so  con  quale criterio sia  stato  assegnato  alla
  quinta Commissione.
   Intervengo per rilevarlo e mettere a conoscenza la Presidenza  per
  la correttezza istituzionale dei lavori parlamentari.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, se gli Uffici  hanno  ritenuto  di
  assegnarlo  alla  quinta  Commissione,  evidentemente  la   materia
  prevalente riguarda la quinta Commissione.
   Però, faremo un accertamento d'ufficio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 491/A

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Fagone,  presidente
  della Commissione e relatore, per svolgere la relazione.

   FAGONE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, desidero brevemente illustrare un disegno di legge che,
  probabilmente, comporta meno oneri ma soprattutto meno sacrifici al
  Parlamento,   nel  senso  che  questo  disegno  di  legge   prevede
  semplicemente  il recepimento di una legge-quadro nazionale  che  è
  prevista  in altre diciassette regioni d'Italia e che vede soltanto
  la   Sicilia,  seppur  avendo  una  serie  di  impianti  sciistici,
  sprovvista di una legge che disciplina la normativa del lavoro  per
  i maestri di sci.
   Il  disegno di legge è molto semplice, facilmente articolato e non
  credo di dovermi dilungare oltre modo. Credo che i componenti della
  Commissione  l'abbiano  attentamente valutato  e  dispiace  che  il
  presidente della Commissione Ambiente non abbia avuto l'opportunità
  di esprimere il proprio parere; potrebbe esprimerlo qui in Aula.
   Io  mi rimetto anche questa volta alle valutazioni del Governo  e,
  quindi, per ora non ritengo di aggiungere altro.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
  Presidente,   questa  legge  della  quale  si  è  fatto   portatore
  l'onorevole  Fagone  ritengo  colmi  un  vuoto  nell'ambito   delle
  professioni sportive  e dei maestri dello sport siciliani.
   Lo  sport  dello sci, pur non sembrando una disciplina  atta  alla
  Sicilia,  a  mio avviso può dare molto - come discusso col  maestro
  Umberto Battaglia e con gli abitanti dei paesi di Piano Battaglia e
  dei   due   versanti  dell'Etna  -  e  quindi  occorre  anche   una
  regolamentazione ad un settore lasciato così, senza una disciplina,
  contrariamente alle altre regioni italiane.
   Il  Governo  non  può  che  essere favorevole  a  questo  tipo  di
  percorso, onorevole Fagone.
   Mi  spiace,  conoscendo  la precisione con  la  quale  coordina  i
  lavori, onorevole Mancuso, presidente della IV Commissione, che  ci
  siano  stati  incidenti di percorso che spero non  inficino  questo
  iter legislativo. Sono sicuro che non sarà un motivo per non andare
  avanti.
   Attendiamo gli emendamenti, qualora ve ne siano, ma il Governo sin
  da  oggi  dichiara di essere pronto a dare il parere favorevole  al
  disegno  di legge, che - ripeto - può essere un ulteriore  elemento
  di  appeal per una Sicilia che nelle sue offerte diversificate, sul
  versante sciistico, può dare qualcosa.
   Non  a caso, pochi giorni fa, come l'onorevole Fagone, da catanese
  ben  sa, i campionati italiani di fondo si sono svolti proprio  nel
  versante di Linguaglossa con grande successo di pubblico e anche di
  promozione  attraverso  Rai sport , che ha  ripreso  e  diffuso  le
  immagini dell'Etna.
   Molti  si  saranno  stupiti del fatto che in Sicilia  si  pratichi
  anche lo sci. Si fa anche lo sci, ma dobbiamo solo avere la forza e
  i  mezzi  per  promuovere questo patrimonio eccezionale  che  è  la
  nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Non  avendo alcun altro chiesto di parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  dell'esame agli articoli.
   Chi  è favorevole  resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che il termine per la  presentazione
  degli  emendamenti  al  disegno di legge n.  491/A  è  fissato  per
  domani, mercoledì 10 marzo, alle ore 11,30.

    piano casa

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
       sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del
           patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-404/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge    nn.   459-386-209-394-404/A   «Norme   per   il   sostegno
  dell'attività   edilizia  e  la  riqualificazione  del   patrimonio
  edilizio», posto al numero 3).
   Comunico   che  sono  stati  presentati  dal  Governo,  ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:

   -emendamento 117.1:

   «All'articolo 2:
   - comma 1, sesto rigo, dopo le parole  al momento del rilascio del
  titolo  abilitativo edilizio  aggiungere le parole   relativo  agli
  interventi di cui al presente articolo ;
   - comma 6, la parola  dello  è sostituita con la parola  allo »;

   -emendamento 117.2:

   «All'articolo 3:
   -  comma  1,  dopo  le  parole  dell'istanza  aggiungere   di  cui
  all'articolo 6 ;
   -  comma  5,  al  primo  rigo, le parole  su  area  diversa   sono
  sostituite dalle parole  su area di sedime  diversa »;

   - emendamento 117.3

   «All'articolo 4:
   -  comma  1,  al secondo e al settimo rigo, la parola  ridotto'  è
  sostituita con le parole  e ridotti';
   -  comma 2, sostituire le parole  sono determinati in ragione  con
  le parole  sono ridotti ;
   -  comma  4  dopo le parole  ove far confluire  sono  aggiunte  le
  seguenti  le somme derivanti dal pagamento degli »;

   - emendamento 117.4:

   «all'articolo 5:
   -   comma 2, dopo la parola  campione' aggiungere le parole  degli
  interventi'»;

   - emendamento 117.5:

   «all'articolo 7:
   -  comma 1, dopo le parole  oneri concessori  cassare le parole da
   previsti  fino a  n. 10 ;
   - sostituire le parole  che si sommano con quelli previsti  con le
  parole  che si aggiunge a quella prevista »;

   - emendamento 117.6:

   «all'articolo 8:
   -  comma 4 dopo le parole  articolo 2  aggiungere le parole  comma
  5 »;

   - emendamento 117.7:

   «all'articolo 9:
   -  comma 2, sostituire le parole  di cui alla presente legge   con
  le parole  di cui al comma 1 »;

   - emendamento 117.8:
   «all'articolo 10:
   -   comma  2,   dopo  le  parole   2  aprile  1968,  n.  1444   la
  congiunzione  e  è sostituita con  o »;

   - emendamento 117.9:

   «all'articolo 11:
   - comma 2, lettera b), le parole  in detti ambiti  sono sostituite
  dalle  parole   ai  sensi  della  presente  lettera   e  le  parole
   dell'ente   parco    sono  sostituite  dalle   parole    dell'ente
  competente ».

   Si procede con l'emendamento 117.1. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula. C'è un
  problema di incostituzionalità per quanto riguarda gli oneri:  qui,
  addirittura, diciamo non di determinarli ma di ridurli.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   CARONIA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
  chiedere  al Governo, in merito all'emendamento 117.5,  qual  è  la
  motivazione per cui è stato cassato il riferimento normativo  degli
  articoli 5 e 6 della legge 10/1977?

   GENTILE,  assessore  per  le infrastrutture  e  per  la  mobilità.
  Onorevoli  colleghi, si vanno a sommare le riduzioni  previste  nel
  precedente articolo e,  quindi, c'è un'ulteriore riduzione.

   PRESIDENTE. La legge Bucalossi é stata abrogata, non si  può  fare
  riferimento  ad  una  norma  che non esiste  più.  E,  comunque,  i
  contenuti sono già presenti nella norma che stiamo votando.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.6. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.8. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,  presidente della Commissione. Signor Presidente,  cambia
  completamente

   FARAONE. E' possibile avere illustrato l'emendamento?

   PRESIDENTE. L'emendamento 117.8 recita: «All'articolo 10, comma 2,
  dopo le parole  2 aprile 1968  la congiunzione  e  è sostituita con
   o .
   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Gentile  per   illustrare
  l'emendamento.

   GENTILE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.   O  nei
  piani  regolatori , anziché  e nei piani regolatori delle  aree  di
  sviluppo industriale .
   PRESIDENTE.  Onorevole Faraone, l'articolo 10  fa  riferimento  ai
  piani  regolatori  o  ai  consorzi ASI. Nel  testo  originario  era
  scritto  e ; abbiamo preferito scrivere  o  perché ci sembrava  che
  l'uno  escludesse l'altro, cioè o nei piani regolatori o nei  piani
  regolatori dei consorzi ASI.
   Non  possono  essere inclusi  tutti e due gli  strumenti.  E'  più
  chiaro adesso?

   FARAONE. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.9. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
  del patrimonio edilizio» (nn. 459-386-209-394-404/A).


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, grazie per avermi concesso la parola,
  visto  che  i  colleghi sono molto interessati al problema,  quanto
  meno rimarranno agli atti le parole che dirò, parlo con gli Uffici.
   Io credo utile qualche momento di riflessione nel dare, alla fine,
  la  mia  posizione - che ritengo sia in buona parte  condivisa,  ma
  certamente  nella libertà che ognuno vuole esprimere, anche  perché
  si  tratta  sicuramente  di una legge importante,  anche  sotto  il
  profilo  dei principi snelli e rapidi con cui, devo dire,  è  stata
  oggetto di discussione pure in Commissione.
   Capisco  il collega Gentile perchè, purtroppo, è inutile  negarlo,
  questa  legge  è  venuta  fuori  snaturata ,  e  snaturata  per  le
  motivazioni  che  ora dirò. E' snaturata perché,  purtroppo,  anche
  sotto  il  profilo politico, è partita in un modo ed oggi si  trova
  con   una   differenza  di  posizioni  politiche   all'interno   di
  quest'Aula. Dunque, è ovvio che il Governo in questa fase ha dovuto
  fare,  come si dice, un volo pindarico e rivedere alcune  posizioni
  che  fino  ad  un  certo  periodo ha condiviso,  e  poi  fatalmente
  dall'anno nuovo le ha dovuto rivedere.
   Io  credo  che  questa  norma, nei suoi nodi  principali  che,  in
  effetti,  sono  gli articoli 2 e 3, aveva una sua - scusate  se  lo
  dico   -   logica   consequenziale  che,   paradossalmente,   anche
  l'onorevole  Gentile  nella  sua qualità  di  assessore  di  questo
  Governo (all'epoca con la vecchia denominazione di  Formazione') ha
  condiviso, in quanto la norma fu esitata in Giunta e poi rivista in
  Commissione  con il contributo di molti colleghi. Di fatto,  questa
  norma è stata completamente snaturata nei suoi originari contenuti,
  soprattutto, lo ripeto, nei due articoli fondamentali.
   Vorrei chiarire meglio cosa intendo dire.
   Signor  Presidente, il Governo, senza accorgersene, ha  di  fatto,
  per  una  parte  -  mi riferisco all'articolo 2 -,  previsto  degli
  ampliamenti in linea con quanto era uscito dalla Commissione. Ma  -
  sebbene  qui  io  abbia sentito dire più volte dal  Governo  e  dal
  Presidente della Regione che tali ampliamenti bisognava  farli  non
  per  cementificare  -  poi,  però,  alla  fine  quegli  ampliamenti
  inizialmente  limitati alle case residenziali, mono e  bifamiliari,
  di  colpo sono stati estesi anche alle attività produttive. Quindi,
  non è vero che questa norma è una norma severa. Non è vero.
   Abbiamo  condiviso - e lo condivido - che si limitasse alle  opere
  non  condonate,  ma  certamente  si  è  andati  oltre  i  contenuti
  dell'articolato proposti  dalla Commissione.
   Ripeto:  non  è  una  norma severa, è una norma  che,  per  motivi
  politici,  è  andata oltre, parlo dell'articolo 2. Gli  ampliamenti
  sono andati oltre le previsioni.
   Demolizioni e ricostruzioni: signor Presidente, mi dispiace dirlo,
  e  lo  ripeto,  ma si è fatto un errore strutturale. Anche  qui  si
  parla,  si  discute  che il Presidente della  Regione  è  a  tutela
  dell'ambiente, quindi vuole riqualificare, si é posto  il  problema
  di  tutte  le  case  che ha visto nelle zone franate  -  bellissime
  parole,  anzi  chiacchiere -, perché  a quando a  quando',  scusate
  questa  frase  non  molto corretta in italiano,  si  può,  anzi  si
  poteva,  così  come era previsto, nelle demolizioni e ricostruzioni
  abbattere  tutte  le  brutture, tra cui  buona  parte  delle  opere
  soggette a condono. E oltretutto la norma stessa, secondo me, porrà
  dei  problemi perché si è scritto pure  legittimamente realizzate ,
  e  vorrò  vedere  se  poi legittimamente non sono  anche  le  opere
  condonate
   Ma   comunque,  a  questo  punto,  nell'articolo   demolizioni   e
  ricostruzioni  si tolgono le zone, le aree e gli immobili  soggetti
  a condono, mortificando il principio per cui questa norma era stata
  creata: buttare giù tutto quello che non va bene, perché - è  ovvio
  -  un'opera  condonata non ha i crismi della regolarità,  anche  se
  condonata,  e  invece, per una questione che non  ho  capito  quale
  fosse, qui è subentrata la severità:  Condonate? Non se ne parla
   Signor  Presidente, vorrei aggiungere a riprova di  quel  che  ora
  dirò,  che  nei  contenuti della norma vi era un  termine  che  era
  limitato  al 2003, e aveva una logica in quanto erano quelle  opere
  che includevano le zone condonate, le aree condonate, o i comuni  o
  le costruzioni condonate, anche produttive, proprio perché l'ultima
  sanatoria è stata il condono del 2003.
   Ora, invece, questa norma riapre il termine al 2009.
   Signori,  ognuno di voi ha una propria competenza, mi volete  dire
  chi  sarà  il  cittadino  che  termina un'opera  nel  2008,  quindi
  regolarmente  costruita, e dopo la demolisce per  ricostruirla?  Io
  penso  nessuno   Vi  posso  dire fin da ora  che  ciò  non  accadrà
  assolutamente, perché non c'è una logica nell'avere portato  questo
  termine  al 2009 per le demolizioni e le ricostruzioni;  è  proprio
  fuori  logica  Aveva un senso nel 2003, proprio perché nel  2001  e
  nel 2002 sono cambiate le norme sulla sicurezza degli immobili, sui
  portatori di handicap, ecc.
   Ci  sono  state  tra il 2001 e il 2002 numerose  norme  che  hanno
  modificato  la  realizzazione  delle  costruzioni.  Benissimo,  era
  proprio  l'occasione  per  applicare  questa  norma  agli  immobili
  antecedenti  al 2003: si demolivano e si ricostruivano  secondo  le
  nuove norme.
   Vorrei parlare anche delle anomalie e di alcune contraddizioni .

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la invito a concludere  perché  ha
  superato  i  5  minuti che ha a disposizione per  dichiarazione  di
  voto.  Lei ne ha presi già nove ed io non posso consentire a  venti
  deputati iscritti a parlare di farlo per dieci minuti.

   BENINATI. Signor Presidente, concludo. Avrei voluto, come  ho  già
  detto   nel  mio  intervento  sulla  discussione  generale,  votare
  favorevolmente  questa  legge  perché  per  buona  parte  mi  sento
  solidale  con il collega Gentile che ha apportato alcune modifiche.
  Certo, altre le ha subite, me ne rendo conto. Comunque - non me  ne
  voglia  il Governo e un po' tutti voi - siete riusciti a  fare  una
  norma   che,   se  è  vero  quel  che  dice  l'ANCE,   forse   avrà
  un'applicazione in Sicilia neanche del 2-2,50 per cento.

   Pertanto,  alla  luce  di  quanto  ho  appena  detto,  siccome  le
  responsabilità  di  questi  cambiamenti sono  addebitabili,  me  ne
  scuso, al Governo, io fin da adesso per le motivazioni che ho detto
  mi  asterrò  dal voto e lo farò con grande amarezza, perché  questa
  legge poteva rappresentare lo sviluppo per la Sicilia e mi sa tanto
  che invece sarà una bella presa in giro per i siciliani

   FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   FORMICA.  Signor  Presidente, riponevo  molta  fiducia  su  questa
  legge;  riponevo molta fiducia perché pensavo che attraverso questa
  legge  si  potesse,  in  qualche modo,  fare  ripartire  l'economia
  siciliana che, purtroppo, da troppo tempo e per una serie di  cause
  interne,  nazionali  e internazionali, è assolutamente  ferma,  con
  conseguenze  disastrose  sulle  attività  produttive,   sul   mondo
  sociale,  sull'occupazione, sui cittadini, su chi  ha  un'attività,
  sulle famiglie, sui siciliani.
     E riponevo molta fiducia perché attraverso questa norma, ripeto,
  inventata, pensata, partorita da Silvio Berlusconi e dal Governo di
  centro-destra per cercare di dare una svolta positiva in un momento
  di  crisi  come quello attuale, qui in Sicilia - dove  la  crisi  è
  ancora  più  forte  e  dove ci sono numerose condizioni  del  tutto
  particolari,   date   appunto  dalla   specificità   della   nostra
  condizione:  vedi  le  tante case sanate,  vedi  la  situazione  di
  assoluta  mancanza di strumenti urbanistici, vedi alcune situazioni
  di degrado in tutte le nostre terre - io speravo, e in tal senso ho
  cercato  durante  il  dibattito di battermi, che  questa  norma,  e
  attraverso questa norma, si potessero modificare alcune  di  queste
  storture.
   Purtroppo, devo dire che così non è stato.
   Abbiamo assistito ad una legge che non ha consentito la follia,  e
  questa è una follia vera, di dare la possibilità alle case sanate e
  con  regolare  licenza  edilizia di essere  abbattute,  demolite  e
  ricostruite  in  una  posizione migliore, ricostruite  con  sistemi
  costruttivi  migliori, ricostruite in maniera  da  essere  adeguate
  alle norme antisismiche. Una follia
   Abbiamo  assistito  al  fatto  che, per  un  motivo  assolutamente
  ideologico,  si  è  impedito di allargare alle attività  produttive
  piccole,  non  alle  grandi  superfici  ma  alle  piccole  attività
  produttive,  alle  attività  artigianali,  a  quelle  attività  che
  rappresentano  la colonna portante della nostra Terra,  perché  qui
  non abbiamo la grande industria, abbiamo un tessuto connettivo,  un
  reticolo  di piccole e medie industrie a cui si poteva dare,  e  si
  doveva dare, la possibilità di usufruire di questa occasione.
   E  questo, signor Presidente, per risparmiare territorio perché il
  principio  ispiratore  della  legge  è  verde,  è  ecologista,  non
  interviene su nuovi insediamenti ma interviene sull'esistente.
   Se  oggi  io nego la piccola espansione sull'esistente, domani,  o
  fra  qualche  anno, dovrò consentire di bruciare  altro  territorio
  sotto la pressione della necessità.
   Questa  era  una  legge  verde, eppure, per  motivi  assolutamente
  ideologici,  incomprensibili, da parte di una Sinistra  che,  anche
  nel corso del dibattito, si è visto che era dibattuta tra coloro  i
  quali  -  l'ho detto e lo ripeto - volevano la legge e volevano  la
  legge  del  buon senso e altri che hanno fatto prevalere  l'aspetto
  ideologico. Purtroppo è andata così: molte norme di buon senso  non
  hanno  avuto  ingresso in questa legge, non hanno  approfittato  di
  questa  occasione  e  altre norme, invece, che magari  non  avevano
  nessun significato, sono state inserite nella legge.
   Ora,  per  tutti questi motivi molti miei colleghi sono  spinti  a
  votare contro o ad astenersi.
   Io  ho una posizione diversa: sono contro l'iter che alla fine  ha
  avuto il risultato, il risultato cui si è giunti, per i motivi  che
  ho  detto.  Per  me  bisognava allargare a ciò  che  era  possibile
  allargare per conservare il territorio; non è stato così. Mi auguro
  che si possa porre rimedio.
   Comunque, di fronte al nulla e di fronte ad una idea, che è  stata
  una idea di Silvio Berlusconi e del centro-destra, pur con tutte le
  osservazioni  che ho fatto, alla fine preferisco il poco  piuttosto
  che il nulla. E, quindi, annuncio il mio voto favorevole.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   POGLIESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  finalmente   siamo  giunti  al  momento  conclusivo  di   un   iter
  parlamentare  molto  articolato,  molto  complesso,  che  ha  visto
  esplodere,  com'era  naturale  che  fosse,  qualche  contraddizione
  all'interno  della nuova maggioranza che sostiene il terzo  Governo
  Lombardo.
   Siamo  stati facili profeti nel momento in cui abbiamo  immaginato
  quello  che  poi è puntualmente accaduto all'interno di quest'Aula,
  laddove  questo Parlamento è chiamato a legiferare, certamente  non
  ad  amministrare. Ed è assolutamente fisiologico che all'interno di
  questo Parlamento siano esternate le diverse concezioni della  vita
  e  del  mondo,  che  governano  le scelte  all'interno  dei  gruppi
  parlamentari,  ed  era  assolutamente fisiologico  che  il  Partito
  Democratico fosse coerente con i propri valori e i propri  princìpi
  di  riferimento. Era ed è assolutamente fisiologico che  il  Gruppo
  Sicilia  e  l'MPA  siano  coerenti con i valori  e  i  principi  di
  riferimento.
   Le   contraddizioni  sono  esplose  all'interno  di  questa  nuova
  maggioranza anche e, soprattutto, all'interno di questo disegno  di
  legge  che  sarà  approvato,  da qui a breve,  dopo  un  articolato
  dibattito  parlamentare  e con molti mesi  di  ritardo  rispetto  a
  quanto è accaduto nel resto del nostro Paese.
   La  Sicilia,  lo  ricordava  prima qualcuno,  è  l'ultima  regione
  d'Italia ad approvare questo disegno di legge. Un disegno di  legge
  che,  ricordo a me stesso e a tutti voi, è stato fortemente voluto,
  lo  ricordava prima l'onorevole Formica, dal Governo centrale e dal
  Presidente  Berlusconi, e che è stato fortemente voluto dal  Gruppo
  parlamentare PDL che, nel marzo 2009, primi firmatari il capogruppo
  onorevole  Leontini  e  il  presidente Mancuso,  ha  depositato  un
  disegno  di  legge in tal senso con sei mesi d'anticipo rispetto  a
  quello  governativo.  Un disegno di legge  che  aveva  una  duplice
  finalità:  quella di riqualificare il patrimonio edilizio siciliano
  e  quella,  altresì,  di  rilanciare un comparto  strategico  della
  nostra  economia, quale certamente quello edile che, nel  2009,  lo
  ricordo  per l'ennesima volta - sono dati dell'ANCE - ha conosciuto
  una  crisi  congiunturale senza precedenti con  1.600  imprese  che
  hanno  chiuso  i  battenti e che sono fallite e con il  contestuale
  licenziamento di 17.000 operai, tecnici, geometri ed ingegneri.
   Ecco perché il piano casa era fortemente atteso, non soltanto  dal
  comparto edile, ma da tutta la popolazione siciliana per la duplice
  finalità che perseguiva.
   Prendo  atto  positivamente di alcuni emendamenti che  sono  stati
  accolti dal Governo, dall'assessore Gentile e da questo Parlamento.
   Prendo  atto che sono stati accolti questi emendamenti  che  credo
  abbiano  contribuito,  grazie al Gruppo  parlamentare  del  PDL,  a
  migliorare  un  testo esitato dalla Commissione  monco,  attraverso
  l'estensione  del limite da 150 a 200 metri cubi per l'ampliamento,
  attraverso  la possibilità di ampliare anche gli uffici, attraverso
  la riduzione degli oneri concessori per le giovani coppie nei primi
  cinque   anni  successivi  al  matrimonio,  attraverso   anche   la
  possibilità   di   ampliare   gli   edifici   commerciali   seppure
  limitatamente alla zona D.
   Prendo  atto  altresì negativamente pure di  quello  che  è  stato
  l'atteggiamento  del  Governo  e di questa  maggioranza,  credo  in
  alcuni   aspetti  assolutamente  incoerente  e  schizofrenico.   Mi
  riferisco  all'atteggiamento assunto  sulle  tematiche  dei  centri
  storici; mi riferisco all'atteggiamento assunto per quanto riguarda
  le  cooperative  edilizie;  mi  riferisco  alla  limitazione  delle
  attività  commerciali  esclusivamente alla zona  D.  Mi  riferisco,
  infine,  lo ricordava prima l'onorevole Beninati, all'impossibilità
  di  demolire  e ricostruire e, quindi, riqualificare  gli  immobili
  condonati.
   Un  atteggiamento  incoerente da parte di questa  Assemblea  e  di
  questa  maggioranza  nel  momento in cui si  votava  contro  quella
  possibilità  sull'articolo  3,  si  dava  la  possibilità,  invece,
  secondo un emendamento formalizzato dal Governo, di potere demolire
  e  delocalizzare  gli  immobili ricadenti all'interno  di  zone  di
  inedificabilità assoluta.
   Si  poteva  immaginare, per esempio - credo sia stato un  percorso
  inizialmente   intrapreso   ma   poi   in   maniera   assolutamente
  incomprensibile  bloccato - di prevedere delle premialità  diverse,
  con percentuali diverse di ampliamento fra gli immobili oggetto  di
  condono  e  quelli, invece, non oggetto di condono. Ma così  non  è
  stato. Ne prendo atto negativamente.
   Ecco  quindi  perché, come ha già detto il collega  Beninati,  non
  posso  che astenermi da un disegno di legge che avrei voluto votare
  favorevolmente  e  coerentemente con quelle che erano  le  finalità
  fortemente  volute  dal Governo centrale, dal  Gruppo  parlamentare
  PDL, che sono state parzialmente smentite e svanite da un testo che
  è   stato,  credo,  migliorato  grazie  al  contributo  del  Gruppo
  parlamentare PDL, ma non come noi avremmo voluto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dichiaro chiuse le  iscrizioni  a
  parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarei tentato  di
  rassegnare alla attenzione sua e di quei pochi colleghi che hanno a
  cuore  il dibattito soltanto la mia dichiarazione di voto contrario
  a  questo disegno di legge e poi affidare, come sta diventando  una
  necessità,  ai  vari  comunicati stampa  le  motivazioni  del  voto
  contrario. Perché faccio questo appunto?
   Lo faccio intanto a me stesso perché poter lavorare in questa Aula
  diventa  sempre  più  difficile. E' come se  non  interessassero  a
  nessuno i passaggi che avvengono in questa Aula. Tra l'altro, se si
  arriva  anche  ad  una condizione di opposizione particolare,  come
  quella  che sta svolgendo l'UDC, capisco perfettamente che  per  il
  Governo  e  i  colleghi non ha alcuna importanza sapere  come  vota
  l'UDC.  Però,  fortunatamente, l'UDC si rivolge  ai  siciliani,  al
  popolo  siciliano, e ai colleghi che sono disattenti, e  continuano
  ad  essere  disattenti e saranno ancor più disattenti,  auguro  che
  abbiano  nel  futuro la coscienza di prendere atto  che  si  fa  il
  proprio dovere e che si lavora per la Sicilia anche ascoltando  gli
  altri in dissenso.
   E'  una  dichiarazione di presa d'atto di una disattenzione totale
  dell'Aula, ma anche del Governo, perché non sta seguendo nessuno e,
  comunque,  il  nostro interlocutore principale sono i siciliani,  i
  cittadini della Sicilia e a loro ci rivolgeremo.
   Perché  il  nostro voto è contrario? Sia ben chiaro,  noi  abbiamo
  voluto  questa  legge come tutti in questa Aula. L'abbiamo  voluta,
  però,  conforme a quello che era il senso di una legge, lo  spirito
  di  una  legge,  la volontà del legislatore nazionale:  la  volontà
  dell'accordo  Stato-Regioni, così come è stato  stipulato  in  atto
  formale.
   Se  la  legge  fosse rimasta quella, noi avremmo  potuto  dare  il
  nostro voto positivo.
   Non  lo  possiamo  dare stasera, fermo restando che  a  gran  voce
  dichiariamo   che   siamo   per   la   tutela   e   per   agevolare
  l'imprenditoria,   le  categorie  produttive,  gli   artigiani,   i
  commercianti,  le  imprese,  le aziende,  però  nella  maniera  più
  conforme  a  dare  risposta a questo tipo di  legge  che  é  stato,
  invece,  snaturato. Fermo restando che abbiamo sempre detto  che  i
  problemi  dell'edilizia e dell'urbanistica non potevano  risolversi
  con  questa  legge - io pavento qualche impugnativa del Commissario
  dello  Stato  -  ma  doveva  farsi un testo  unico,  organico,  che
  mettesse ordine ad una legge vecchia oramai di trent'anni. Non si è
  voluto fare, e si sono poste in essere una serie di norme che hanno
  violato lo spirito della legge e che consentiranno, abbiamo  questa
  preoccupazione, di creare i presupposti per fare, attraverso questa
  legge,  affari poco trasparenti, affari che vanno contro lo spirito
  della legge  e gli interessi delle categorie produttive.
   Ecco  perché, tra le altre cose, il nostro  no  è fermo,  convinto
  e, nello stesso tempo, ci auguriamo che attraverso questo dibattito
  si  possa, nel più breve tempo possibile, varare una legge che  dia
  risposte vere alle imprese e alle categorie produttive.
   Questa legge, per le nostre valutazioni che non è proprio il  caso
  di  esprimere  in un'Aula disattenta, è una legge che,  nei  fatti,
  sarà  di  difficile o impossibile applicazione, per cui noi  stiamo
  varando  un  disegno di legge che complicherà la vita  agli  uffici
  tecnici  comunali,  che  sarà  di  difficile  applicazione.  Stiamo
  varando  una  legge  dando un segnale di  poco  conto,  un  segnale
  soltanto di apparenza alle esigenze della Sicilia ma, di fatto,  si
  tratta  di una legge che non consentirà di dare le risposte che  il
   piano casa  intendeva dare ai siciliani.
   Ecco  perché il nostro voto è fortemente motivato sul  no ,  fermo
  restando  che  dichiariamo  di  essere  pronti  ad  affrontare   in
  qualunque  sede, soprattutto in quest'Aula, un dibattito che  porti
  al  varo  di norme di edilizia e di urbanistica che diano  risposte
  vere agli interessi dei siciliani.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare
  il Governo, a seguito di un mio intervento abbastanza animato - non
  perché  io  faccia uso di droghe leggere come in qualche comunicato
  stampa  si  stava tentando di sostenere - perché alle mie battaglie
  ci  credo  e  perché le faccio in buona fede, in  quanto  tengo  ad
  interpretare in modo fedele il voto che gli elettori mi hanno dato.
  Quindi la mia animosità, naturalmente, è dettata da questo,  non  è
  dettata  neanche  da altri intenti che  piegano  spesso  la  nostra
  volontà  quasi ad una sorta di sudditanza che, rispetto al  mandato
  che abbiamo, non mi appartiene.
   Vorrei  ringraziare,  e quindi dichiaro di   votare  a  favore  di
  questa  norma,  nonostante condivida il giudizio  già  espresso  da
  alcuni  parlamentari  che  mi  hanno  preceduto  su  quella  che  è
  l'applicabilità,  sulla  percentuale  di  applicabilità  di  questa
  norma.  Non  so se sarà del 2 per cento, come sostiene  l'onorevole
  Beninati,  ma  ritengo che si potrà applicare neanche  nel  10  per
  cento del territorio siciliano e, pertanto, non sarà neanche il  10
  per cento dei siciliani ad usufruirne.
   Signor  Presidente,  approfitto anche per fare  una  comunicazione
  importante  perché  non  vorrei mettere  in  difficoltà  il  Gruppo
  parlamentare   Movimento  per  le  Autonomie  e,  soprattutto,   il
  presidente del mio Gruppo.
   Siccome ci siamo trovati poco fa a proporre e, soprattutto, a fare
  un  intervento  di  merito sul  disegno  di  legge  in  materia  di
  rifiuti,  allora,  per evitare l'imbarazzo al  presidente  del  mio
  Gruppo  - ed anche in questo senso mi è stato chiesto di continuare
  a ricoprire la carica di vice capogruppo -, poiché ritengo illogico
  che  il vice capogruppo faccia delle proposte in disaccordo con  il
  proprio  capogruppo,  voglio  rassegnare  in  quest'Aula   le   mie
  dimissioni da vice capogruppo dell'MPA, rimanendo naturalmente  nel
  Gruppo parlamentare MPA.
   Lo faccio perché personalmente ho sempre creduto a certe battaglie
  e  quindi,  continuo questa battaglia in riferimento soprattutto  a
  quella  che  domani ci attende, sugli ATO. Su questo  provvedimento
  stiamo  accelerando, mettendo realmente in difficoltà  un  sistema,
  che è quello dei comuni.
   Domani  vorrei  essere  libero, da  questo  punto  di  vista,  per
  assumere  le  mie iniziative, per difendere le mie  prerogative  di
  parlamentare e, soprattutto, tenere fede al mandato che mi è  stato
  conferito  dagli  elettori, non mi è stato  regalato  da  alcuno  e
  soprattutto la mia elezione non è frutto di un sistema che, spesso,
  rischia di ridurre a camerieri i parlamentari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  oggi  arriva  in
  Aula  -  dopo otto mesi di attesa da quel 6 marzo dell'anno  scorso
  quando  il Governo varò, appunto, il cosiddetto piano casa - questo
  disegno di legge nella sua stesura ormai formale, pronto per essere
  votato.
   Il  disegno  di legge di cui noi parliamo, di cui io  sono  stata,
  almeno  dell'articolato  originario,  relatrice,  ha  subìto  delle
  notevoli modifiche e, a mio avviso, un totale stravolgimento che ha
  snaturato  lo  spirito e le intenzioni che sono state  proprie  del
  varo  del  piano  casa da parte del Governo nazionale.  Rispetto  a
  questo vorrei proprio precisare ciò che è indicato nell'articolo 1,
  quello che è appunto l'articolo 1 di questo disegno di legge.
   L'articolo 1 prevede che, in attuazione dell'intesa Stato-Regioni,
  sono promosse misure straordinarie che vanno, nell'ordine: messa in
  sicurezza,    monitoraggio,    riqualificazione    energetica     e
  architettonica del patrimonio edilizio esistente.
   Credo  che, in realtà, da questa legge non vi sia una risposta  né
  alle drammatiche esigenze del comparto edilizio né si favorisca  un
  sufficiente intervento di riqualificazione del territorio  che  non
  avrebbe consentito un ulteriore consumo e, soprattutto, esclude  la
  possibilità  dell'utilizzo di questa legge per la  maggioranza  dei
  cittadini siciliani.
   Rispetto a queste mie precisazioni, o meglio indicazioni critiche,
  io  vorrei soffermarmi su alcuni aspetti. Se è vero come è vero che
  questo  disegno di legge aveva come obiettivo quello di  sviluppare
  un  comparto edilizio che è appunto in forte crisi economica  e  di
  rilanciare  un  settore  chiave della nostra  economia,  credo  che
  questo   obiettivo   non   sia  stato  centrato,   proprio   perché
  l'apposizione di una serie di vincoli, di una eccessiva quantità di
  vincoli, ha fatto sì che il tentativo di scongiurare questo momento
  di forte crisi non potrà essere raggiunto.
   Inoltre,   in   merito   al   secondo   aspetto,   quello    della
  riqualificazione  del patrimonio edilizio, credo che  anche  questo
  sia  un  obiettivo  non raggiunto, perché se la  legge  aveva  come
  obiettivo,  nella  fattispecie,  quello  di  aiutare  le   famiglie
  italiane  e  siciliane a riqualificare e mettere  in  sicurezza  il
  patrimonio  e  inoltre  di  rendere più semplici  e  scorrevoli  le
  pratiche burocratiche in materia di concessione edilizia, credo che
  tutto  ciò  non  sia  avvenuto per una semplice ragione,  e  vorrei
  spiegarla.
   Innanzitutto,  da  una  disamina dei  dati  forniti  dalla  stessa
  Regione, in particolare dall'Assessorato Territorio e ambiente,  ho
  avuto  la  possibilità  di  valutare la quantità  di  immobili,  di
  patrimonio edilizio esistente, che sono stati oggetto di sanatoria,
  e  si tratta di circa un milione di edifici oggetto di richiesta di
  sanatoria.
   Se consideriamo che nei benefici di cui agli articoli 2 e 3, ossia
  ampliamento,  demolizione e ricostruzione, non sono stati  inseriti
  quegli  immobili  legittimamente sanati, abbiamo escluso  la  quasi
  totalità  del  patrimonio che è stato sanato,  e  si  parla  di  un
  milione di immobili.
   Per  quanto  riguarda l'articolo 3, un intero milione di  immobili
  verrà  escluso;  mentre, per quanto riguarda  l'articolo  2,  ossia
  l'ampliamento, quando si fa riferimento a quella fattispecie,  cioè
  al  milione  di  immobili  oggetto di sanatoria  edilizia,  proprio
  all'interno  di  quel  milione l'ottanta  per  cento  ricade  nella
  tipologia di villetta uni e bifamiliare, che è proprio la tipologia
  prevista  dall'articolo 2. Pertanto, se con questa  legge  volevamo
  individuare  una moltitudine di soggetti che potessero  beneficiare
  di interventi, io credo che anche questo obiettivo sia fallito.
   Inoltre  vorrei  richiamare  l'attenzione  dell'Assemblea  su  una
  valutazione,  su  una comparazione che ho avuto modo  di  fare  nei
  giorni scorsi, valutando e comparando quelli che sono stati i  vari
  disegni  di  legge,  poi diventati legge, nelle  altre  regioni,  e
  ricordo  che la Sicilia, purtroppo, è l'ultima regione che  approva
  questa legge.
   Da  questa  banalissima  valutazione, in riferimento  per  esempio
  all'articolo  2,  ho  avuto modo di fare queste riflessioni.  Sugli
  ampliamenti, tra gli edifici ammessi, la Sicilia esclude quelli  in
  corso di realizzazione; le tipologie di immobili inclusi sono  solo
  quelle  uni e bifamiliari, a differenza delle altre regioni che  si
  limitano ad individuare solo i limiti di volumi e, quindi, ampliano
  la possibilità.
   In  merito  alla possibilità di inserire immobili che fossero  non
  soltanto  residenziali,  la Sicilia si limita  soltanto  alle  aree
  nella zona D e nelle zone ASI, quindi molto limitativa.
   Per  quel che riguarda la mutazione di destinazione d'uso,  non  è
  previsto alcun tipo di mutazione di destinazione d'uso nel caso  di
  ampliamento.
   Passando all'articolo 3, in relazione agli edifici ammessi,  anche
  qui gli edifici

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   CARONIA.  Sarò  breve, signor Presidente, però sono relatrice  del
  disegno di legge e mi corre l'obbligo di dare delle precisazioni.
   Rispetto  agli  edifici che sono stati compresi,  gli  edifici  in
  corso  di  realizzazione vengono esclusi. Per  quanto  riguarda  la
  destinazione  d'uso,  la prevalenza è per uso residenziale  e  solo
  residualmente  vengono  comprese le attività industriali,  soltanto
  anche  qui  di  zone  ASI e, per quanto riguarda  la  mutazione  di
  destinazione d'uso, non viene compresa.
   Alla  luce  di  tutti  questi  limiti che  vengono  posti,  vorrei
  sottolineare  un ulteriore elemento di criticità e di fragilità  di
  questa   legge,   relativo  alla  semplicità  di  approccio   nella
  concessione delle autorizzazioni edilizie.
   Vorrei ricordare a me stessa e all'Aula che, affinché questa legge
  possa effettivamente produrre dei benefici, dovremo aspettare forse
  il  2012. Il perché è presto detto: affinché questa legge entri  in
  vigore  dovremo  aspettare  altri  quattro  mesi  perché  i  comuni
  individuino le aree che possono essere incluse od escluse da questi
  provvedimenti. Tutto ciò farà slittare ulteriormente il tempo.
   Allora,  se  questa  era una legge nata con  l'obiettivo  di  dare
  immediatamente delle soluzioni al problema della congiuntura, della
  crisi,  dei  problemi legati alla crisi, e di dare  delle  risposte
  immediate   in   termini   di  sicurezza  e  riqualificazione   del
  patrimonio,  perché, se vedremo dei benefici, li  vedremo  soltanto
  nel  2012?  Quindi,  è  già vanificata anche la  temporalità  della
  legge.
   Per  ultimo,  vorrei  ricordare che, nella precedente  seduta,  il
  Governo  non  ha  voluto inserire all'interno degli emendamenti  la
  relazione di fattibilità geologica.
   Personalmente, credo che in un momento come quello in cui viviamo,
  in  presenza di recenti eventi franosi che, tra l'altro,  non  sono
  ancora  cessati  e che sono ancora in itinere, sia  scandaloso  non
  avere inserito, quanto meno, una relazione di fattibilità geologica
  a supporto degli interventi.
   Alla luce di tutto quanto detto, mi scuso e sarò breve, esprimo un
  giudizio  sostanzialmente negativo che non si tradurrà in  un  voto
  contrario  solo per rispetto nei confronti di coloro  i  quali,  me
  compresa,  hanno lavorato alacremente alla realizzazione di  questa
  legge.
   Pertanto,  il  mio  voto  sarà  di astensione  aspettando  che  il
  Governo, così come ha dichiarato, porti immediatamente una legge di
  riordino in materia di urbanistica affinché si possa affrontare  in
  maniera  più  compiuta questo tema, recuperando  le  carenze  e  le
  lacune  che  questo  piano  casa,  che  io  definisco  un'occasione
  mancata, purtroppo ci ha dato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  poteva  essere
  un'occasione, doveva essere un'occasione per un comparto  difficile
  come  quello  dell'edilizia,  invece  questo  disegno  di  legge  è
  diventato, dopo un lavoro fatto con grande attenzione - ne ha  dato
  merito  l'onorevole  Caronia poc'anzi - il  disegno  di  legge  dei
  borghesi, dei furbi; è diventato un disegno di legge che in  alcune
  parti  importanti ha il vizio di incostituzionalità, già più  volte
  ribadito   dalla  stessa  Corte  costituzionale,  e  questo   sotto
  l'aspetto tecnico.
   In particolare, vorrei fare riflettere i colleghi sull'articolo  1
  di  questa legge, dove la dicitura borghese di fare gli ampliamenti
  solo  alle  villette mono o bifamiliari assomiglia ad atteggiamenti
  di  antica memoria, dell'Ottocento circa, dove c'era la possibilità
  di  fare  la  dépendance,  onorevole Apprendi,  nella  villetta  di
  campagna,  a chi aveva questa possibilità. Nell'era moderna,  penso
  che  non  sono più i signorotti di un tempo ma sono quelle  persone
  che  hanno  non  solo  la  possibilità di vivere  in  una  villetta
  monofamiliare, ma anche la possibilità economica di dare una spinta
  a  ciò  che è già un  privilegio in un momento così tragico per  le
  abitazioni in Sicilia.
   E' la legge dei furbi perché quella dicitura  uffici  all'articolo
  1,  a  mio  avviso  porterà a centinaia,  se  non  a  migliaia,  di
  dichiarazioni di cambio di destinazione d'uso negli uffici  tecnici
  dei comuni siciliani. Migliaia di persone faranno diventare la loro
  abitazione, se ne hanno la necessità, uffici; li faranno  diventare
  uffici  per  qualche  settimana,  per  poi  richiedere  l'ulteriore
  dichiarazione di cambio di destinazione d'uso e ritornare ad essere
  abitazione.
   La responsabilità di questo Parlamento è di avere fatto una legge,
  appunto, per i furbi.
   Poi,  non  si  capisce  come, dove e quando sia  nato,  sia  stato
  pensato  e  votato l'articolo 10. Non si capiscono  le  ragioni  di
  avere  voluto  affondare il nostro sottosuolo con una decisione  di
  costruire  dovunque,  e  non  -  come  hanno  richiamato,  in  modo
  puntuale,  i  mass  media -, ma addirittura  questo  Parlamento  ha
  votato  una  legge dove è possibile costruire nel  verde  agricolo.
  Dovunque
   Una  scelta dissennata, una scelta che non ha tenuto conto di  ciò
  che  può succedere in tutto il sottosuolo della Regione, una scelta
  che  certamente  non può condividere neppure il  Commissario  dello
  Stato.  Spero che il Commissario dello Stato stia attento a  quella
  che  è  stata una scelta dissennata del Parlamento all'articolo  4,
  sugli  oneri concessori, potestà esclusiva degli enti locali e  dei
  consigli comunali,  richiamata più volte dalla Corte Costituzionale
  in modo preciso e puntuale.
   In  merito al cosiddetto ex articolo 10, diventato poi articolo 8,
  su  quello che è l'assalto al verde agricolo in tutta la Sicilia da
  parte di tutti in modo indistinto, è una riflessione sul merito che
  lascia  il tempo che trova. Questa sera, però,  in quest'Aula,  tra
  qualche  minuto, alla fine delle dichiarazioni di voto, nascerà  in
  modo  ufficiale,  sotto il profilo politico,  per  la  prima  volta
  estrinsecato con grande forza, il cosiddetto  Lombardo ter'.
   Questa  è  una  legge che sarà votata dalla maggioranza  nuova  di
  questo  Parlamento;  sarà  votata  -  questa  brutta  legge  -  con
  l'apporto  fondamentale del Partito Democratico, che è la stampella
  e  il  sostegno  del  Governo. Senza questo apporto,  questa  legge
  sicuramente  non avrebbe avuto alcun tipo di sbocco,  anche  perché
  non ha nulla nel merito.
   Il  voto  di questa sera sancirà, per come è stato l'atteggiamento
  nel  corso  di tutto il dibattito parlamentare, la corsa  a  chi  è
  stato  più  bravo, a chi è stato più incline, a chi si è genuflesso
  maggiormente di fronte al Presidente Lombardo. Il Presidente vi  ha
  valutato,  vi ha guardato, soprattutto i parlamentari  del  Partito
  Democratico;  ha visto chi si comporta meglio, chi sta  più  vicino
  alla linea di Governo.
   Questa  valutazione,  naturalmente, servirà nei  prossimi  mesi  a
  scegliere  chi  è,  o  chi  sono  le  persone  più  affidabili  per
  raggiungere  quello  che  è un vostro risultato,  il  risultato  di
  un'azione  di ribaltamento politico del voto popolare, di un'azione
  politica  in cui si vede, senza bisogno di smentita di  alcuno,  il
  Presidente della Regione che è riuscito, a mio avviso naturalmente,
  ad  abbindolare chi ritiene che, tra qualche giorno,  potrà  sedere
  tra i banchi del Governo.
   Anche  noi  abbiamo effettuato una valutazione delle genuflessioni
  che il Partito Democratico ha fatto, subendo, all'interno di questo
  disegno di legge, lo scempio dei territori.
   La politica, però, è così: quando il miraggio di poter arrivare  a
  qualcosa di inavvicinabile, quando il popolo non ci ha dato  questa
  possibilità  e il Presidente della Regione, in questo caso,  ce  la
  dà,  comprendo  questo  tipo di atteggiamento.  Auguri  a  ciò  che
  stasera inaugurerete, al nuovo Governo in questa Assemblea.  Auguro
  a  qualcuno  di  voi  di  essere  attore  principale,  dal  Governo
  direttamente e non dalle genuflessioni dai banchi dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  c'era  una grande attesa per questo disegno di legge, una attesa  a
  volte anche enfatizzata dai proclami del Governo.
   Eravamo  ai  tempi del  Lombardo bis', ancora non si profilava  il
   Lombardo ter', e già questo disegno di legge era entrato in quella
  che  ormai  è leggendaria, nel senso che resterà nella leggenda  ma
  non  nei  fatti  della  storia di questa  Sicilia,  stagione  delle
  riforme.
   Non   era  ancora  arrivato  il  Partito  Democratico,  non  c'era
  Cracolici, non c'era ancora alcuno.
   Si   parlava,  quindi,  di  questa  stagione  delle  riforme   con
  provvedimenti  legislativi che avrebbero cambiato  il  volto  della
  Sicilia.
   C'è  la  crisi  dell'edilizia,  c'è  la  crisi  del  comparto,  le
  costruzioni sono ferme, le associazioni di categoria si  lamentano,
  ed ecco che il Governo corre subito ai ripari e anticipa il disegno
  di  legge sul Piano casa, che avrebbe avuto il merito e l'obiettivo
  di cambiare l'economia siciliana legata al comparto dell'edilizia.
   Se  ricordate, onorevoli colleghi, si disse che sarebbe stata  una
  legge  agile,  con pochi articoli, non più di tre, ma  che  avrebbe
  colpito al cuore la crisi dell'edilizia siciliana; si disse che  il
  dinamismo  del  Governo  Lombardo  avrebbe  cambiato  anche  questo
  settore.
   Poi - come si sa, fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare della
  politica  e delle crisi - è nato il Governo Lombardo ter e  allora,
  pur  con  la cautela di dire che non era questa la legge di  inizio
  delle  riforme ma certamente una legge che avrebbe solcato il nuovo
  corso   Lombardo  per  questa  stagione  siciliana,  tonificata   e
  corroborata  da  un  PD  che, in crisi  di  astinenza  dalla  lunga
  opposizione,  corre  ai ripari - il famoso  soccorso  rosso  -  per
  sostenere,  dall'esterno chiaramente, con un accordo di  programma,
  le  difficoltà  del Governo Lombardo, nasce il papocchio,  qualcuno
  direbbe nasce un  aborto di legge .
   Chi ha seguito da vicino le vicende, a volte anche drammatiche e a
  volte burlesche, di questo dibattito parlamentare, si è accorto che
  da  un  disegno di legge finalizzato a rilanciare l'economia legata
  all'edilizia  stava diventando un disegno di legge di  riforma  del
  settore urbanistico della Sicilia: non più le costruzioni sanate da
  recuperare, non più il rilancio dell'edilizia.
   Certe  volte, quando si va avanti a colpi di ribaltoni,  anche  la
  cultura viene ribaltata.
   Immaginate:  il  PD, che naturalmente dovrebbe essere  il  partito
  delle  cooperative rosse - non ai tempi del  sacco di Palermo ,  ma
  del  mondo della cooperazione, quella sana - e, quindi, chi avrebbe
  dovuto difendere le cooperative edilizie che invocavano la proroga?
  Il Partito Democratico.
   E,  invece, a difendere gli interessi del mondo della cooperazione
  edilizia è stata la tanta vituperata Destra, che ha difeso la  vera
  norma  che avrebbe salvato l'edilizia, la proroga delle cooperative
  edilizie, che avrebbe sbloccato centinaia di alloggi e centinaia di
  milioni di euro.
   Giustamente,  l'ANCI  scrive dicendoci che  stiamo  andando  ultra
  petita,   perché   non  si  era  chiesto  un   testo   di   riforma
  dell'urbanistica, nessuno aveva chiesto capannoni o  aveva  chiesto
  di  delocalizzare Pizzo Sella per farla costruire  altrove,  ma  un
  testo che servisse a tonificare il settore edilizio in crisi.
   Ora,  il  PDL  non può votare questa legge; non la può  votare  in
  senso   positivo   perché  faremmo  un  torto  e   ci   assumeremmo
  responsabilità  che  devono  essere  soltanto  vostre,  di   questa
  minoranza che ogni giorno si presenta al Palazzo del Governo con il
  piattino  per  chiedere  di diventare ufficialmente  maggioranza  e
  cercare  di  sedersi  su  queste poltrone, possibilmente  scalzando
  qualcuno a colpi di deretano.
   Questa  legge  la  dovete votare voi, perchè dovete  assumervi  le
  vostre responsabilità, se avete ascoltato gli umori del mondo della
  cooperazione che vi ha sempre votato, così come li ha ascoltati  il
  presidente  della Commissione Attività Produttive.  Anzi,  vi  devo
  dire  che  da quel lato consensi non ne troverete più perché  avete
  tradito,  per  aspirare  ad  una poltrona,  decenni  e  decenni  di
  attenzione  verso  il mondo della cooperazione, che  hanno  trovato
  nella  destra e nel centro-destra l'attenzione di chi ha  avuto  il
  coraggio di parlare lealmente al mondo della cooperazione.
   Voi avete preso i voti e li avete traditi. Noi non abbiamo chiesto
  nulla  e  li abbiamo ascoltati. Ebbene, questa legge ve la voterete
  voi
   Io volevo votare contro, signor Presidente, per dare un segnale.
   Ma  siccome  il  Gruppo parlamentare PDL, al  quale  mi  onoro  di
  appartenere, ha deciso di dare un segnale diverso, noi ci asterremo
  dal votare questo disegno di legge; è un'astensione di lealtà e  di
  unità  del  Gruppo,  ma è, in cuor mio e in cuor  nostro,  un  voto
  contrario, è la bocciatura a questo Partito Democratico  che  si  è
  venduto sull'altare di un'ambizione di poltrone.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  c'è
  dubbio che la legge che stiamo portando al voto finale questa  sera
  originariamente  nasce da un'idea portata avanti dalla  maggioranza
  di  centro-destra del Governo nazionale, che aveva a mente  proprio
  quei  signorotti a cui faceva riferimento l'onorevole  Mancuso  nel
  suo intervento.
   Devo dire anche che questa non è una legge di riforma - lo ricorda
  l'onorevole Miccichè sulla stampa - e non è una delle norme che  fa
  parte dell'accordo e dell'intesa che tiene in piedi questo Governo,
  per  cui,  nel  ragionare attorno a queste norme, mi  approccio  in
  maniera  assolutamente laica, libera da vincoli. E noto una  grande
  contraddizione  all'interno del dibattito che si è  sviluppato  qui
  tra i colleghi del centro-destra.
   Da  una  parte, c'è l'onorevole Beninati, che parla di  una  norma
  dettata da un principio di tipo ecologista che si muoveva, o voleva
  muoversi,   nell'ambito  della  salvaguardia  del   territorio   e,
  dall'altra  parte, c'é l'onorevole D'Agostino, che  invece  critica
  questa  norma  dicendo  che  non si possono  ampliare  gli  edifici
  condonati, che non sono compresi gli edifici destinati all'attività
  produttiva fuori dalla zona D, che non consente di intervenire  nel
  centro  storico; proprio questo, forse, era quello che  avevano  in
  mente.
   Ha  ragione l'onorevole Caputo quando dice che questa norma è  una
   norma aborto , perché forse abortita è proprio l'idea di legge che
  il  centro-destra e il PDL avevano in mente: una legge  che  doveva
  consentire  di  costruire  ovunque, di fare  ampliare  gli  edifici
  sanati  e  quindi  abusivi, forse anche di  introdurre  all'interno
  della  norma una nuova sanatoria e di costruire senza vincoli sulla
  costa, senza il rispetto per le aree urbane, senza il rispetto  per
  il territorio.

   BUZZANCA. C'è anche in Emilia Romagna.

   DI  BENEDETTO. In Emilia Romagna c'è una norma che è molto diversa
  rispetto a quella che proponevate all'interno degli emendamenti che
  avete  presentato. E in Emilia Romagna, fra l'altro,  c'è  un  modo
  diverso  di  intendere il territorio, la salvaguardia e  le  regole
  edilizie, ed è stato storicamente diverso per un'educazione che  in
  quella  regione  c'è  stata proprio per il  buon  governo  di  quel
  territorio.
   L'onorevole  Mancuso ha detto che questa legge nasce così,  grazie
  all'apporto   del   Partito  Democratico,  ma  è   proprio   grazie
  all'apporto  del  Partito  Democratico  che  questa  legge  non   è
  liberticida  rispetto  al  territorio - diciamocele  con  chiarezza
  queste  cose - e siamo orgogliosi anche della battaglia che abbiamo
  fatto  attorno a questa norma, anche se ci sono degli  aspetti  che
  critico  profondamente, a partire dall'articolo 8, che consente  la
  realizzazione di parcheggi nelle aree urbane, questione che non  ha
  niente  a  che  fare  col  piano casa  ma che,  anche  grazie  alla
  richiesta  di  voto  segreto,  è stata  portata  avanti  da  alcuni
  parlamentari   che   non   appartengono   certamente   al   Partito
  Democratico.  E  questa  è una delle profonde  perplessità  che  mi
  porterebbero  a  non dare il mio voto favorevole  a  questa  legge,
  oltre che per il danno che produce nell'assetto del territorio.
   Leggevamo, di recente, di danni alle falde acquifere e ai percorsi
  delle  acque nelle aree urbane, così come non mi convince il  fatto
  che  la  legge estenda la possibilità di ampliamenti attraverso  la
  demolizione e la ricostruzione di edifici adibiti ad uso diverso da
  quello  di abitazione per un volume di 400 metri quadrati,  non  di
  400  metri  cubi   Stiamo parlando di 400  metri  quadrati,  che  è
  qualcosa  di molto più di 400 metri cubi con l'ampliamento  e  che,
  con  altezze uguali a quelle esistenti, possono arrivare anche a  5
  metri  e, quindi, parliamo di cubature che possono arrivare a  2000
  metri cubi.
   Queste   considerazioni  mi  porterebbero  a  dare  un   voto   di
  apprezzamento   complessivo  alla  legge,   che   consente   alcuni
  interventi positivi, che consente qualche piccolo ampliamento,  che
  consente  il  miglioramento delle condizioni  di  vita  all'interno
  delle  abitazioni, il miglioramento dal punto di vista  energetico,
  la solidità degli edifici.
   Ma  questi elementi mi porterebbero, quanto meno, ad esprimere  un
  voto di astensione.
   Invece voterò a favore in adesione ad una scelta politica che,  in
  un  momento  politico difficile, ha fatto e sta facendo il  Partito
  Democratico, facendo tesoro anche di quello che abbiamo ottenuto  e
  di  quello che abbiamo consentito non passasse all'interno  di  una
  legge  che non è la migliore possibile, ma è decente; mentre invece
  poteva essere una legge devastante e vergognosa per la Sicilia.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  mi
  tocca  intervenire  dopo  l'onorevole Di  Benedetto  e  devo  dire,
  francamente, che mi viene facile dire che il 31 è diventato 47
   Ho  già avuto modo di dire all'onorevole Cracolici, capogruppo del
  Partito  Democratico, che poi in quest'Aula si erano  invertite  le
  parti:  vi  era  chi  proveniva da tutt'altra  ragione  che  doveva
  difendere  l'Emilia Romagna e chi, al contrario, veniva  da  quella
  cultura  e  da  quella  impostazione politica,  che  doveva  invece
  contestare quel percorso.
   Certo,  è  vero - lo riconosce l'onorevole Di Benedetto -,  questa
  legge è stata partorita dal Governo di centro-destra, presieduto da
  Silvio  Berlusconi,  e  noi certamente l'abbiamo  vista  con  molto
  favore, anzi avremmo voluto che fosse approvata molto prima.
   In  Commissione, onorevole Mancuso, abbiamo fatto fino in fondo il
  nostro dovere, perché già ad aprile del 2009 avevamo licenziato  il
  provvedimento  perché l'Aula lo esaminasse e lo  potesse  approvare
  con le modifiche che in qualche maniera potevano essere apportate.
   Poi,  i  fatti politici - fatti che sono stati certamente estranei
  al  percorso  tecnico e legislativo di questa norma - hanno  creato
  delle  lungaggini burocratiche e, purtroppo, hanno portato a  delle
  lungaggini  parlamentari, perché non sono mancati i distinguo,  non
  sono mancati i pareri contrastanti, anche da parte dei tecnici.
   Noi abbiamo subìto diverse sollecitazioni, e avremmo voluto che la
  legge  rispondesse  ai  bisogni dei  siciliani.  Tutti  quanti  noi
  abbiamo  il  contatto  diretto  con  i  nostri  elettori,   con   i
  concittadini,  con  le  istanze  che  provengono  dal  mondo  della
  produzione,  dal  mondo  delle  professioni  e  le  sollecitazioni,
  certamente,  guardavano ad un progetto di legge e, quindi,  ad  una
  legge  che in qualche maniera potesse dare ristoro ai reali bisogni
  dei siciliani.
   Per  esempio,  la civilissima Emilia Romagna, già nel  luglio  del
  2009 - quindi molto prima di noi - aveva approvato questa norma  e,
  addirittura, ha consentito che si potesse applicare a tutte  quelle
  abitazioni  che avevano avuto titolo abilitativo alla data  del  31
  dicembre 2008.
   Quest'Aula  ha pensato invece di fare cose diverse. E  qui  sorge,
  Assessori,  esponenti  del  Governo,  un  legittimo  interrogativo:
  questa norma è stata partorita all'insegna dei reali interessi  dei
  siciliani o, al contrario, è una norma frutto di un compromesso tra
  le  parti, che si è imbruttita nel corso del tempo, che non ha dato
  le risposte che volevano i siciliani?
   Si  è  esclusa  la  possibilità di intervenire  anche  nel  centro
  storico,  laddove  si sarebbe potuto riqualificare  un  patrimonio,
  quello edilizio, che necessita di interventi.
   In quest'Aula si è anche sventolata la bandiera della solidarietà,
  della   necessità   di  intervenire  a  favore  delle   popolazioni
  alluvionate facendo ricorso, a sproposito, al nome di Giampilieri.

   Noi pensiamo che questa norma oggi non possa servire realmente  ai
  siciliani.
   Io   spero   che  il  Commissario  dello  Stato  ne  consenta   la
  promulgazione,  che  non cassi altre parti;  ma  certo  che  è  che
  attraverso   questa  norma,  che  avrebbe  dovuto  risollevare   il
  meccanismo dell'economia siciliana, abbiamo visto invece  esplodere
  le  contraddizioni all'interno della maggioranza, di  questa  nuova
  maggioranza  del governo Lombardo ter, abbiamo visto  esplodere  le
  contraddizioni all'interno del Partito Democratico,  abbiamo  visto
  anche  una  posizione differenziata da parte della nuova formazione
  sedicente PDL Sicilia.
   Noi  speriamo  che  questo percorso serva a quest'Aula,  serva  ai
  siciliani.
   Riteniamo  che  questa legge abbia sì delle parti  importanti,  ma
  abbia anche molte brutture che nascono proprio per quel compromesso
  che  certamente  non  è  stato  messo in  opera  all'insegna  della
  necessità che avvertono i siciliani, ma soltanto per compiacere una
  parte politica che necessariamente doveva sostenere il Governo.
   Allora  noi,  come  Gruppo, abbiamo deciso  di  astenerci  con  la
  consapevolezza che questa norma contiene certamente delle parti che
  possono  essere  utili per la Sicilia, ma speriamo  che  la  nostra
  astensione  - che, in un certo senso, è una apertura di  credito  -
  induca  il  Governo ad affrontare quelle parti che qui  sono  state
  trascurate,  e  che presto si possa dare corso a quel  processo  di
  completamento che tutti quanti i siciliani auspicano,  e  si  possa
  dare  ai  siciliani,  attraverso strumenti  legislativi  utili,  la
  possibilità,  per  dirla in termini calcistici, di  una  ripartenza
  economica.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto  modo  di
  apprezzare  questo  disegno di legge in  Commissione,  sotto  certi
  aspetti di attaccarlo e, sotto altri, di tentare di modificarlo.
   Alla  fine  devo dire che il mio Partito ha assunto una  posizione
  che  è contraria alla legge ed io, pur non essendo affatto convinto
  che  sia  il meglio che poteva essere fatto, sono convinto  che  un
  minimo di supporto all'economia siciliana lo può dare, un minimo di
  sviluppo lavorativo può produrlo.
   Non c'è dubbio che poteva essere qualcosa di più e di meglio e  mi
  rammarico che non sia stata scritta, in termini precisi e puntuali,
  la  parola   certificato di abitabilità e di  agibilità ,  ma  solo
   titolo  abilitativo , che è uguale ad una sanatoria  nascosta  che
  non  fa onore né al Governo, né all'Aula, né alla Commissione.  Ma,
  nonostante ciò, io non mi sento di votare contro la legge né  tanto
  meno di lavarmi le mani come Ponzio Pilato e astenermi.
   Io  voterò  a favore della legge, con rammarico nei confronti  del
  mio  partito che ha assunto una posizione diversa, augurandomi  che
  non   tutti   nel  Gruppo  possano  condividerne   le   ragioni   e
  l'impostazione,  e  dando  forse una  motivazione  differente  come
  quella che sto dando io.
   Meglio  una legge ancorché non ottimale ma sufficiente,  piuttosto
  che nessuna legge.
   E'  quello  che sta avvenendo per i rifiuti, ma è quello  che  sta
  avvenendo ancora per il bilancio non approvato e per la finanziaria
  non fatta.
   L'ottimo  è nemico del bene, del sufficiente, ma noi non arriviamo
  neppure  al sufficiente, noi non stiamo facendo nulla nei confronti
  di  quelle  persone che vanno a votare e che finge che ci  eleggono
  per  difendere  gli  interessi di una Sicilia e dei  siciliani.  Ci
  sporchiamo la bocca nel dire questo.
   Alla  fine, poi, ho ascoltato decine di interventi che  sono  solo
   voi  siete  maggioranza,  noi siamo  opposizione ,   voi  siete  a
  sinistra,  noi siamo a destra ,  voi siete a destra, noi  siamo  al
  centro ,  voi siete al potere e noi no .
   Le  cose  che ho sentito mi sembrano fuori da qualsiasi ordine  di
  idee,  da qualsiasi ordine di attenzione a quelle che sono le reali
  difficoltà in cui si dibatte il tessuto sociale della Sicilia,  dei
  poveri  siciliani, di quelli che cerchiamo di difendere a parole  e
  che,  in effetti, poi trascuriamo nel momento in cui veniamo a fare
  lo show.
   Sento  parlare alcuni che, se fossero al governo, chissà che  cosa
  avrebbero  fatto e sicuramente chissà come si sarebbero comportati.
  Ma il fatto vero è che, non essendo al governo, è tutto male quello
  che  fa il Governo ed è tutto bene quello che fa l'opposizione. Non
  è così, non può essere così.
   Apprezzo  in tal senso la posizione centrale seria che ha  assunto
  Casini  a  Roma.  Ha detto di no tante volte alle leggi  fatte  dal
  Governo  Berlusconi,  ma  non si è mai preoccupato  di  mettersi  a
  favore  anche  - vedi il legittimo impedimento - di situazioni  che
  potevano  essere  guardate con attenzione e al servizio  del  Paese
  prima  che delle persone e della loro impostazione ad essere più  o
  meno vittime del potere lasciato, o arrabbiate per averlo lasciato,
  o intenzionate a prenderlo a tutti i costi.
   Io dico con chiarezza - anche se, torno a dire, sono rammaricato -
  che non è bello dovere votare e muoversi in dissonanza a quelle che
  sono  le  interpretazioni  del Partito  che  magari,  come  Saverio
  Romano,  sta  fuori dall'Aula e riesce ad avere  un  quadro,  anche
  distorto,  secondo  come  gli  viene  prospettato,  perché  se  c'è
  un'altra  opposizione, che è intelligente e più forte, come  quella
  del  PDL  che  si astiene, non ho capito perché il mio  partito  va
  invece  all'assalto alla baionetta e vota contro. Per  distinguersi
  da chi, contro chi?
   Io  vorrei capire, invece, quanto è meglio poter parlare a favore,
  ed essere a favore, non del Governo o della governance, ma a favore
  della  povera  gente, a favore di chi aspetta  di  avere  anche  la
  speranza  di potere creare qualcosa in più per la propria famiglia,
  dare  una  stanza  in più, essere in grado di dare  un   minimo  di
  sviluppo in più.
   Non  prenderò  altro  tempo e ringrazio la Presidenza  per  avermi
  concesso di parlare oltre i termini regolamentari stabiliti e  dico
  che   sono  rammaricato  perché  alcuni  colleghi  del  mio  gruppo
  potrebbero  votare  in  maniera differente  dalle  indicazioni  del
  presidente del Gruppo che mi ha preceduto, nella speranza che altri
  colleghi  ascoltino la mia voce, nella certezza che io sto  votando
  non contro qualcuno, ma a favore degli interessi della Sicilia e di
  quei siciliani che io amo davvero.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  la legge che ci apprestiamo a votare è una legge che aspettavamo da
  tanto  tempo, che la Sicilia aspettava da tanto tempo, e  tutto  mi
  sarei  aspettato tranne che oggi avrei difeso questa  legge  contro
  gli amici del PDL.
   E' strana la vita, è strana la politica.
   Una  legge voluta dal centro-destra oggi viene rinnegata  dal  PDL
  della Sicilia asserendo delle cose assurde, che il centro-sinistra,
  e  non  la  Sinistra, voleva con questa legge fare gli  affari  più
  sporchi,    voleva,  attraverso  questa  legge,  sanare  l'edilizia
  abusiva  che è stata fatta negli anni, nella nostra Sicilia.  Hanno
  detto  di  tutto  e di più, nonostante il Partito  Democratico,  in
  maniera trasparente, in maniera assolutamente lucida, abbia dato il
  contributo  a  quello  che  deve  essere  un  momento  di   ripresa
  dell'economia.
   Certo,  potevamo fare qualcosa di più, è ovvio.  Ma  in  tutte  le
  leggi  si  può sempre fare qualcosa di più. E, per quanto  riguarda
  due aspetti che non sono stati trattati in questa legge o che erano
  stati  inseriti attraverso emendamenti e che sono stati  rimandati,
  c'è  l'impegno preciso da parte del Governo, c'è l'impegno  preciso
  da  parte  del  Partito Democratico a rivederli e ad approfondirli,
  sia in Commissione che, successivamente, in Aula: mi riferisco alla
  legge  per le cooperative e anche ai centri storici, per i quali  è
  stato  assunto l'impegno preciso di inserirli nel prossimo  disegno
  di  legge  sull'urbanistica. Il Governo  ha  assunto  tale  impegno
  perché  il problema esiste. La maggior parte dei piccoli Comuni  ha
  dei  centri  storici che rappresentano l'intera città e  su  questo
  bisogna,  necessariamente,  approvare  un  disegno  di  legge   che
  consenta  di  non  escluderli, di non  lasciarli  fuori  da  questa
  agevolazione  e  da  questo  movimento dell'economia  che  creeremo
  attraverso il  piano casa .
   Io non so chi si genuflette di più all'interno di quest'Assemblea,
  se  sono  quelli  del Partito Democratico che hanno  dichiarato  in
  maniera  trasparente, alla luce del sole, di dare un  contributo  a
  questo  Governo che è nato in una situazione che tutti  conosciamo.
  Cosa dovevamo fare?
   Rimettere la Sicilia nuovamente in dissesto per un anno, con tutti
  i  problemi  che  abbiamo in questo momento  e  che  incombono  sui
  Siciliani?
   Dovevamo rimettere nuovamente la Sicilia ad aspettare anni  perché
  si  rimettesse in moto di nuovo la politica per dare risposte  alle
  loro esigenze? No
   Abbiamo  scelto consapevolmente, responsabilmente, la  strada  più
  giusta  e  cioè dare un contributo esterno affinché questo  Governo
  potesse fare le riforme che i Siciliani aspettano da tanti anni.
   E'  quello  che abbiamo fatto ed è quello che faremo.  Lo  abbiamo
  fatto  sulla riforma sanitaria; lo faremo sul piano casa, lo faremo
  sulla  legge dei rifiuti e lo faremo in tutte quelle riforme che  i
  Siciliani  aspettano da tanti anni per dare una risposta  immediata
  ai problemi annosi che avviliscono la Sicilia e i Siciliani.
   Dicevo, non so chi si genuflette di più in quest'Assemblea, se noi
  che  abbiamo fatto una scelta trasparente o coloro che gridano  qui
  contro   il  Governo,  contro  il  Partito  Democratico,  per   poi
  genuflettersi  in una stanza al buio un minuto dopo davanti  a  chi
  governa questa Sicilia (anche con la luce, qualcuno mi suggerisce).
   Io sono orgoglioso di appartenere al Partito Democratico, di avere
  fatto  questa  scelta  responsabile per risolvere  i  problemi  dei
  Siciliani  attraverso  le riforme che stiamo  compiendo  in  questo
  breve  periodo  rispetto a due anni di blocco totale della  Regione
  siciliana,  e  certo non per colpa del Partito Democratico  ma  per
  colpa di una implosione della vecchia maggioranza che governava  la
  Sicilia.
   Questo è il Partito Democratico, questo è l'impegno che metterà da
  qui  in  avanti  per  le riforme che vogliamo fare  per  la  nostra
  Sicilia  e  questo sarà l'impegno di tutti i deputati che  hanno  a
  cuore  le  sorti  dei Siciliani, che hanno a cuore  le  riforme  ma
  soprattutto le risposte che la politica deve dare alle persone  che
  chiedono  aiuto alla politica e che, in questo momento, ha  bisogno
  anche della nuova maggioranza che si è formata per effettuare  solo
  ed esclusivamente le riforme di cui i Siciliani hanno bisogno.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, premesso  che  il
  Movimento  per  l'Autonomia voterà  favorevolmente  al  disegno  di
  legge,  vorrei fare qualche brevissima considerazione fra le  tante
  cose  dette stasera che somigliano più al gioco delle parti che  ad
  un  commento serio sulla norma. Abbiamo fatto una norma  di  grande
  rigore, abbiamo fatto una norma seria, abbiamo fatto una norma  che
  poteva essere migliorabile, che poteva essere migliore, nessuno  lo
  mette in dubbio.
   Abbiamo voluto fare una norma che, però, avesse alcune premesse.
   Signor  Presidente,  adesso  non parlerò  dell'articolato,  voglio
  sciorinare  cinque dati perché dobbiamo incastonare il  disegno  di
  legge  in  questi cinque dati che, troppo spesso, anche  noi,  come
  Parlamento,  sottovalutiamo:  in  Sicilia  ci  sono  settecentomila
  pratiche  nei tre turni di condono edilizio; abbiamo il  numero  di
  vani  tra  i  più alti in Italia per abitante; abbiamo il  rapporto
  verde-  abitanti più basso; abbiamo il territorio con  un  dissesto
  idrogeologico  che  non ha eguali, solo la Calabria  ci  può  stare
  dietro; abbiamo un territorio che per un terzo è ad elevato rischio
  sismico.
   Questi  dati  devono  essere  in qualche  modo  collegati  con  la
  filosofia della legge, non possono e non devono essere scollegati.
   Se  avessimo  assecondato  tutta quella  politica  che  ci  vedeva
  emotivamente  coinvolti, e allora dentro le sanatorie,  i  condoni,
  gli  ampliamenti, la possibilità di fare questo e  quello,  avremmo
  fatto una legge non buona con queste premesse.
   Abbiamo  fatto,  invece, una legge di rigore;  abbiamo  fatto  una
  legge seria che premia la legalità e chi ha costruito legalmente la
  propria  abitazione. Abbiamo fatto una legge che introduce  fattori
  innovativi,  premialità ambientali, certificazione  degli  edifici,
  sistemi  innovativi   antisismici  a  tutela  della  sicurezza  dei
  cittadini, prospettive di autosufficienza energetica.
   Nei settecento e oltre emendamenti presentati c'era di tutto e  di
  più,   signor  Presidente,  quasi  una  follia  io  giudico  taluni
  emendamenti, quasi una follia la provocazione di chi pensava di non
  volere imbarcare questa norma.
   Credo  che  questo disegno di legge che oggi qui ci accingiamo  ad
  approvare  è un disegno di legge serio, che ha un corpo,  un'anima,
  un'idea,  che  è  in continuità con le cose che ci siamo  detti  in
  commissione, presidente Mancuso, che ci siamo detti in  commissione
  per troppo tempo.
   Le  amarezze  personali  non  possono  prevalere  sugli  interessi
  generali della Sicilia e di un Parlamento intero.
   Presidente  Lombardo, noi dichiariamo il sostegno pieno  a  questa
  legge,  consapevoli  che  abbiamo accantonato  molte  proposte  con
  l'impegno  di  rimandarle  ad  un futuro  disegno  di  legge,  cito
  soltanto  per ricordarle: delocalizzazione, interventi  sui  centri
  storici e proroga per le cooperative.
   I  tre argomenti, Presidente Cascio, che abbiamo lasciato da parte
  -  delocalizzazione, cooperative e centri storici - non possono non
  essere  l'impegno di questo Governo e la nuova sfida in un  disegno
  di  legge  di riordino del quadro urbanistico della nostra Regione,
  ormai  in ritardo da oltre trentacinque anni dall'entrata in vigore
  della  legge del '78 e che non può non vedere impegnato  ognuno  di
  noi.
   Dichiaro il nostro voto favorevole al disegno di legge sapendo che
  ce  ne stiamo assumendo la responsabilità, sapendo però che abbiamo
  fatto  una  norma di grande rigore, di esempio a tutti  coloro  che
  potevano  pensare  che  sulla  casa  e  sull'edilizia  si  potevano
  annidare  porcherie, falsità e cose trasversali. Dichiaro,  quindi,
  il  voto  favorevole  dell'MPA e chiedo  al  Governo  l'impegno  ad
  inserire   gli   argomenti   sospesi  nelle   prossime   iniziative
  governative.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi  e Governo, è chiaro che ci  saremmo  aspettati
  stasera  di dare il voto finale su una legge diversa, su una  legge
  che poteva rappresentare veramente le istanze, le attese e le ansie
  di tanti siciliani.
   Avevamo  prefigurato una legge che potesse essere un  percorso  di
  riforma  teso  a qualificare l'edilizia in Sicilia,  a  mettere  in
  sicurezza  i  nostri immobili ma, al contempo,  a  creare  sviluppo
  economico in un settore quale quello dell'edilizia che è sempre più
  boccheggiante.
   In  effetti, dagli interventi, e non sono stati pochi, che stasera
  abbiamo  ascoltato, da qui a qualche minuto andremo a dare il  voto
  finale  ad  una  legge  che, pur non essendo  una  buona  legge,  è
  comunque una legge.
   E'  stato detto che rispetto al niente è meglio qualcosa; rispetto
  al  niente,  è  meglio un brodino caldo. E' questo,  purtroppo,  il
  profilo  del Governo: un brodino caldo. In questa legge sul   piano
  casa   si  sintetizza  la politica di oltre venti  mesi  di  questo
  Governo  che  oggi  ha  proclamato tante riforme,  ma  che,  ahimé,
  purtroppo,  non  riesce  a fare se non qualche  piccola  norma  che
  dovrebbe  rappresentare ed interpretare le ansie di tanti siciliani
  ma, alla fine, ne annuncia il dolore.
   Un  grido di dolore e di allarme è stato lanciato in queste ultime
  ore,  anche  rispetto a tante altre cose, rispetto alle  assunzioni
  facili  negli  ATO e poi, invece, gridiamo di sanare questi  ambiti
  territoriali,  quando nessuno si impegna, invece,  per  frenare  le
  assunzioni e le furberie di tanti amministratori amici degli amici.
   Che  dire,  assessore Centorrino, di quel che succede  oggi  nella
  formazione professionale?
   Quante  assunzioni  in  questi ultimi  mesi  e  in  queste  ultime
  settimane sono state fatte
   Andiamo  a  verificare negli uffici provinciali  del  lavoro  cosa
  avviene. Io la inviterei, assessore Centorrino, a verificare quante
  richieste di assunzioni vengono fatte costantemente e, poi, invece,
  si parla di ridurre.
   Purtroppo,  il nostro Parlamento è ormai abituato  a  vedere  e  a
  sentirsi   dire   questo:  una  legge  come   questa   che   doveva
  rappresentare  uno sbocco per l'edilizia, e invece  massacriamo  la
  cooperazione.
   Oltre  40  mila alloggi pronti per essere costruiti,  ma  soltanto
  perché  l'MPA,  diciamolo chiaramente (quale Partito Democratico ),
  qui c'è un Movimento per le Autonomie innanzitutto, che è contro lo
  sviluppo  edilizio,  contro  lo sviluppo  delle  categorie,  contro
  l'ANCE,  contro  la Lega delle cooperative, contro  Confcooperative
  ma,  soprattutto, contro i giovani, contro le coppie giovani -  non
  le   coppie   di  fatto  che  volete  voi,  colleghi  del   Partito
  Democratico,  noi siamo contro - le coppie giovani  che  vorrebbero
  farsi  la  prima  casa  e che, invece, fra  un  anno  vedremo  cosa
  succederà  con questa legge. Non si farà alcunché. Non si  riuscirà
  ad  ampliare alcunché. Non si riuscirà a risanare il degrado  anche
  in quei centri storici in cui, purtroppo, non è stato consentito il
  risanamento edilizio.
   C'erano  invece tante altre norme urbanistiche. E sulla  scorta  e
  sull'altare  di Giampilieri, sulle disgrazie di tanti cittadini  si
  volevano consentire scempi, lottizzazioni abusive, delocalizzazione
  di  illegittime concessioni edilizie che, spostate in altro  luogo,
  potevano avere una sanatoria, una regolarizzazione abusiva.
   Questa  è  la verità di questa legge. Questo abbiamo il dovere  di
  dirlo.
   Questa  legge  ha anche avuto, grazie alla nostra  spinta,  alcune
  cose  importanti. Siamo riusciti a far aumentare la cubatura, siamo
  riusciti  a dare qualche piccolo segnale che però non ci  appaga  e
  non appaga la Sicilia.
   Se pure a malincuore, devo dire che questa legge non ci appassiona
  assolutamente.
   Non  votiamo  nemmeno  contro  per  senso  di  responsabilità.  Ci
  asterremo,  ma  è  chiaro  che tutte le criticità  rimangono,  come
  purtroppo rimangono, a distanza di venti mesi, le criticità di  una
  amministrazione  che non è l'amministrazione nel senso  becero  del
  termine, ma che rappresenta sicuramente un'amministrazione  che  fa
  molto, molto poco, Presidente della Regione, un'amministrazione che
  dovrebbe  svegliarsi  perché i cittadini si sono  svegliati  da  un
  brutto sogno.
   Speriamo che possa concludersi al più presto.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi,  come  Gruppo parlamentare  dell'UDC,  avremmo
  tanto  voluto  votare  favorevolmente questa legge  solo  se  fosse
  rimasta il  piano casa .
   Avremmo  voluto  votare questa legge, attesa  dai  Siciliani  che,
  quando  la  vedranno  mettere in pratica, resteranno  profondamente
  delusi  dalle  restrizioni importanti che essa applica.  Purtroppo,
  però, non siamo stati messi in condizione di farlo, perché tutte le
  proposte migliorative che l'UDC ha portato avanti durante i  lavori
  sono  state  respinte e perché, con buona pace dei  tanti  incontri
  evocati  anche  in Aula tra i capigruppo, tutte le  proposte  e  le
  richieste  fatte dal capogruppo dell'UDC in questi  incontri,  sono
  state rimandate al mittente prima di acclararne la bontà, prima  di
  affrontarne il merito.
   Questo  disegno di legge, che recepiva quanto aveva  fatto  in  un
  egregio  lavoro  la Conferenza Stato-Regioni, doveva  occuparsi  di
  edilizia  residenziale e doveva esclusivamente essere rivolto  alle
  famiglie siciliane.
   Ebbene,  non  è  stato  dato spazio in questa  Regione  ai  centri
  storici di tanti paesi e di tante città che sono, non per colpa dei
  cittadini  siciliani  ma di chi li ha governati,  privi  del  piano
  regolatore   e   che,   obtorto  collo,  hanno   dovuto   costruire
  abusivamente con sanatorie successive.
   Non è stata raccolta - e questo è un rammarico ulteriore che credo
  non  passerà inosservato al Commissario dello Stato - l'ipotesi che
  era  fattuale,  oggettiva, di equiparazione tra chi aveva  ottenuto
  l'autorizzazione  a  costruire  in maniera  regolare  e  chi  aveva
  ottenuto  una  sanatoria,  di tal che  queste  due  categorie  sono
  parificate, è stata fatta una vessazione a carico di questi secondi
  cittadini;  è  stato leso il principio di uguaglianza di  rilevanza
  costituzionale;  è stata fatta, signor Presidente e  colleghi,  una
  brutta, bruttissima legge che ha stravolto lo spirito. E' diventata
  una norma urbanistica e, soprattutto grazie alla protesta posta  in
  essere  dall'UDC e dal PDL nella scorsa seduta, che ci ha costretti
  ad  abbandonare  l'Aula, è stata una legge che ha  evitato  che  il
  malaffare - avremmo scoperto solo successivamente se questo Governo
  era in buona fede o in malafede - e le complicità avessero ingresso
  e  potessero  dissestare, in maniera ancora  più  stravolgente,  il
  territorio siciliano.
   Abbiamo  evitato  il  misfatto, ma  non  abbiamo  ottenuto  quelle
  risposte migliorative che avevamo chiesto.
   Siccome  ho sentito fare anche riferimento alle riforme da qualche
  collega che ha parlato prima di me, spero che gli amici del Partito
  Democratico - e lo spero vivamente per l'intelligenza dei Siciliani
  -  non  spaccino  questa legge come una riforma. Per  primo  se  ne
  guarderebbe  bene  -  basta solo per senso  estetico,  come  ci  ha
  spiegato  durante la discussione di questa legge  -  il  Presidente
  Lombardo.
   Cari  amici  del  Partito  Democratico,  voi  siete  nel  Governo,
  voterete questa legge, non prendete più in giro i Siciliani, ditelo
  con  chiarezza, perchè votate anche le leggi che non sono  riforme,
  anzi e soprattutto quelle che non sono riforme ma che hanno, dietro
  di loro, degli interessi ben precisi ed altri.
   Signor  Presidente, il capogruppo onorevole Maira  ha  dettato  la
  linea  del partito, che è una linea di opposizione. L'UDC anche  in
  questa legge ha fatto la sua battaglia di opposizione.
   La  nostra  non  è  opposizione strumentale, Presidente  Lombardo,
  perché  le è certamente noto che, in altri casi e in altri  disegni
  di  legge,  noi abbiamo votato a favore delle leggi che sono  state
  proposte  al Parlamento. Ma questa volta non possiamo farlo  perché
  questa non è una legge sul piano casa.
   I  deputati  dell'UDC  hanno  fatto e  continueranno  a  fare  una
  opposizione  seria  perché non accettano  prebende,  non  accettano
  sottogoverni,  non  accettano posti  nei  Gabinetti,  non  fanno  i
  camerieri a nessuno, neanche a lei, presidente Lombardo.
   I  deputati  dell'UDC  sono pronti a discutere  con  lei  solo  ed
  esclusivamente sul piano politico e lei questo, fino ad  oggi,  non
  lo  ha  voluto fare. Per questa ragione e anche per questa  ragione
  noi  siamo  all'opposizione, per questa ragione e anche per  questa
  ragione noi voteremo contro questa legge.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cracolici è in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 459-
                           386-209-394-404/A

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  perché  credo  giusto puntualizzare alcune cose su questo  che  sta
  diventando un dibattito suppletivo a quelli che abbiamo  già  fatto
  per  giorni.  A  chi  ha  un minimo di esperienza  di  questa  Aula
  basterebbe constatare la copiosità degli interventi, per capire che
  non è del piano casa che si sta parlando, ma di tutt'altro.
   Vi  sono  stati  interventi  in cui si  è  parlato  di  tutto,  di
  politica,  di maggioranza, del  Lombardo ter' ed io credo  che,  se
  proprio  va  fatto  un appunto nel merito della legge,  molti  sono
  scontenti  di  questa  legge perché non ha  subìto  l'assalto  alla
  diligenza che molti volevano.
   Questo  è  il  motivo fondamentale per cui il Partito Democratico,
  credo,  possa  votare a testa alta questa legge. Io non  penso  che
  questa  sia  una  riforma, ma vorrei ricordare  a  qualcuno  che  è
  intervenuto prima di me che il Partito Democratico ha votato sempre
  le leggi che ha ritenuto e alle quali ha potuto dare un contributo,
  non  adesso, da un mese, da una settimana; lo ha fatto  sempre  con
  coerenza.  La stessa coerenza non potete contare molti  di  voi  in
  questa  Aula  che giudicate i disegni di legge e  date  il  voto  a
  seconda della posizione in cui state.
   Il  Partito Democratico sta votando oggi come avrebbe fatto e come
  ha fatto in disegni di legge analoghi due mesi o dieci mesi fa, gli
  atti parlamentari ne fanno fede e voi tutti lo sapete.
   D'altra  parte, non si spiegherebbe altrimenti - ripeto - il  gran
  numero  di  interventi  se  non  con una  strumentalità  nettamente
  politica. Addirittura si sono scomodate categorie fantasiose, si  è
  pensato  che  questo   piano  casa  fallisse  l'obiettivo  di  dare
  risposte  alle  attese  e  alle ansie dei  Siciliani,  quasi  fosse
  un'azione  psicoterapeutica, oppure si sono invocate  le  questioni
  della  formazione  professionale  nel  dibattito  sul  piano  casa.
  Addirittura,  si  è  detto  che questo piano  casa  non  risolve  i
  problemi  delle  coppie  di fatto e non dà  la  seconda  casa  alle
  giovani coppie. Insomma, fatevelo dire, si è sfiorato il ridicolo.
   Stiamo alle cose, la legge può essere contestata, alcuni di voi  e
  molti  di  noi  abbiamo  presentato degli emendamenti  nel  merito,
  abbiamo discusso delle cose che ci stanno dentro.
   Ma  vorrei ricordare a tutti e a me stesso che questa legge  nasce
  da  un  accordo  Stato-Regioni, non soltanto da  un  input  che  io
  considero sbagliato da parte del nostro primo Ministro,  ma  da  un
  accordo   Stato-Regioni  che  l'ha  fortemente   ridimensionata   e
  ricondotta a possibilità ed agibilità.
   Quella che era nata dalle parole di Berlusconi era una follia;  la
  Conferenza Stato-Regioni l'ha condotta ad una praticabilità  che  è
  quella da cui siamo partiti e a cui ci siamo voluto attenere.
   Ci  sono  state  -  è vero - molte aspettative, molte  valutazioni
  positive  da parte di categorie imprenditoriali di questa  regione,
  gli  operatori  di  famiglie. Credo che  a  queste  si  dovrà  dare
  risposta,  ma  nel  rispetto della tutela  del  territorio,  di  un
  principio  che non poteva essere quello dello sconvolgimento  delle
  situazioni  esistenti e nemmeno dell'ipotesi di affidare  a  questo
  disegno di legge, che altro non fa che istituire delle deroghe  per
  aumenti di cubatura in caso di ampliamenti o in caso di demolizioni
  e  ricostruzioni, e non è una legge urbanistica, non è una legge di
  riassetto  del  territorio  Se noi pensassimo di dover  intervenire
  nel  riassetto del territorio e nella riorganizzazione dei disastri
  urbanistici   di   questa   regione   attraverso   demolizioni    e
  ricostruzioni,  io credo che non avremmo idea di  che  cosa  è  una
  legge  e di qual è il compito di un legislatore che è tutto davanti
  a noi, perché non abbiamo finito.
   Noi  abbiamo  ancora  la possibilità di fare tutte  le  leggi  che
  vogliamo  per  il riassetto del territorio, per la riorganizzazione
  delle aree devastate, per correggere le aree devastate dagli abusi.
   Certo che lo possiamo fare, per fare una legge urbanistica;  è  lì
  che  queste  pulsioni,  queste tensioni, questa  retorica,  che  ho
  sentito  oggi volare alto, devono trovare sostegno, e non  prendere
  ad  occasione  un  disegno di legge - che  altro  non  era  che  lo
  strumento  per  consentire,  in maniera  circoscritta  e  limitata,
  taluni  interventi - e rimpiangere per quello che non  è  stato,  e
  meno male che non è diventato.
   La Sicilia arriva per ultima e abbiamo dato alla stessa un disegno
  di  legge  compatibile  con  le condizioni  di  assetto  di  questo
  territorio.
   Va detto, altresì, che l'ipocrisia non paga, perché le cose che ci
  siamo  detti  qui e che anche gli organi di stampa hanno  riportato
  per giorni, le sanno tutti.
   Tutti  sanno  che l'impianto della legge è stato  esitato  da  una
  conferenza e da un accordo dei capigruppo che, tutti insieme, hanno
  deciso  le  cose che dovevamo fare e quelle che non dovevamo  fare.
  Oggi,  quindi, gridare  al lupo, al lupo , mentendo  e  sapendo  di
  mentire,  non  fa onore a nessuno, meno che mai a chi  si  pone  in
  questa direzione.
   Perplessità ne possiamo avere tutti, io personalmente - se proprio
  lo  devo  dire,  nell'ambito del voto finale  -  avevo  pure  delle
  perplessità. Ma gli interventi degli onorevoli Mancuso e Caputo  mi
  hanno  convinto  che  questa è una legge da  votare  assolutamente,
  perché tanto apodittiche, tanto tautologiche non sono state le loro
  motivazioni, le loro argomentazioni che veramente mi convincono che
  forse  abbiamo  fatto  bene a portare in porto  questa  legge  così
  com'è.
   Credo che alcune cose, poi, gridano vendetta.
   Si  sta  facendo  dell'articolo  10  uno  strumento  di  battaglia
  politica e credo che sia un pessimo segnale della responsabilità di
  questo  Parlamento,  se  vuole  davvero  fare  gli  interessi   dei
  siciliani,   utilizzare una norma del genere  come  grimaldello  di
  lotta politica a tutti i costi. Ma alcune cose gridano vendetta.
   Si è gridato allo scandalo per l'articolo 10, che io non condivido
  e  contro il quale ho votato al voto segreto. Lo vogliamo ricordare
  che  il  Partito  Democratico  ha  presentato  un  emendamento  per
  sopprimere  l'articolo 10? Lo vogliamo ricordare che nel  dibattito
  tutti i deputati del PDL sono intervenuti a favore dell'articolo 10
  e, se è passato ed è rimasto in piedi, è per il voto segreto?
   Due  più  due fa quattro anche voi? Oppure pensate che i Siciliani
  non  sappiano  fare due più due? Ci vuole un minimo di  decenza  in
  tutto  questo   Oppure rivendicare che non è stato  possibile  fare
  quella  norma  che consente le demolizioni e i trasferimenti  delle
  costruzioni,   ora  rimpiangere  questo  quando  si  sono   sentite
  pronunciare,  anche dai massimi vertici di quest'Aula,  parole  che
  gridavano all'immoralità, mi sembra veramente che significa  essere
  immemori  di quello che è successo qua ed essere anche irrispettosi
  nei confronti dei Siciliani che ascoltano e capiscono.
   Credo che abbiamo fatto quello che potevamo fare, credo che quanto
  di  meglio per il riassetto del territorio vada rimandato ad  altra
  legge  che, qui sì, ci impegna tutti e ci sfida a fare di meglio  e
  se  lasciassimo fuori da questo dibattito ipocrisie e strumentalità
  sarebbe un bene per tutti.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, innanzitutto vorrei tranquillizzare gli  amici
  del  PD  perché stasera questa legge sarà votata pure dal PDL.  Noi
  del   PDL  Sicilia  non  siamo  un'entità  astratta,  siamo   parte
  integrante   del   centro-destra,  abbiamo  i  nostri   riferimenti
  nazionali  che  sono  Silvio Berlusconi e  Gianfranco  Fini,  e  se
  sosteniamo  questo  Governo  è  perchè  abbiamo  avuto   un   input
  direttamente da Roma.
   Ci  è  stato detto che il Governo Lombardo ter va sostenuto perché
  dobbiamo  dare  risposte alla Sicilia e ai siciliani  e  in  questo
  momento  gli  interessi della nostra Regione  sono  più  importanti
  delle  beghe  politiche che, comunque, penso si potranno  risolvere
  presto.
   Spero un giorno, signor Presidente, di potere chiudere con un  mio
  intervento i lavori, ma so che questi interventi finora spettano al
  capogruppo.
   Vedete, la legge sul piano casa sicuramente poteva essere fatta in
  maniera migliore. Ma io che sono di estrazione politica e culturale
  ben  precisa,  - sono, l'ho detto nel mio intervento  iniziale,  un
  uomo liberale e faccio parte centro-destra - per esempio, in questa
  legge  avrei  esteso  i benefici anche a chi ha  avuto  il  condono
  edilizio, avrei aperto anche al centro storico.
   Per  rispondere  al  mio amico, onorevole  Falcone,  che  nel  suo
  ragionamento  è giunto fino alla formazione professionale,  se  noi
  dobbiamo  dare  una  risposta alla Sicilia e ai siciliani,  se  noi
  dobbiamo dare posti di lavoro, se noi dobbiamo fare in modo che  il
  posto  di  lavoro non sia frutto di raccomandazioni o di clientele,
  dobbiamo potenziare le attività produttive, dobbiamo rilanciare  il
  settore dell'edilizia.
   Se la filosofia è questa, questa legge va bene.
   Ma  è evidente che ci deve essere l'impegno del Governo di portare
  in  Aula la legge di riforma sull'urbanistica perché la Sicilia non
  può  più aspettare, le attività produttive hanno bisogno di  essere
  rilanciate perché noi dobbiamo assicurare posti di lavoro, dobbiamo
  assicurare  occupazione.  Non possiamo  più  utilizzare  la  nostra
  politica  soltanto per parlare di precariato, per parlare  di  LSU;
  dobbiamo  lavorare in modo tale da garantire le attività produttive
  nell'Isola, a partire, appunto, dal settore dell'edilizia.
   Ecco  perché questa è una legge che sicuramente darà qualche cosa,
  probabilmente  -  ribadisco -poteva dare  ancora  di  più;  ma  non
  votarla mi sembra assolutamente sbagliato.
   E'   una  legge  che,  sicuramente,  metterà  in  moto  un   certo
  ragionamento  economico  e  finanziario.  Impegniamoci  tutti,   in
  maniera  non  demagogica, per fare in modo di approvare  anche  una
  legge  di  riordino  urbanistico, per fare in  modo  che  realmente
  l'edilizia si possa sbloccare.
   Per  quanto  riguarda  l'approvazione  della  finanziaria  diventa
  assolutamente  importante la proroga per  le  cooperative  edilizie
  perché  anche lì, se vogliamo realmente creare lavoro, se  vogliamo
  realmente creare occupazione, dobbiamo essere consequenziali.
   Quindi,  assessore,  avrà  il  voto favorevole  di  tutto  il  PDL
  Sicilia, sicuri che abbiamo fatto comunque un buon lavoro. Ma penso
  che  sia  altrettanto  doveroso un impegno per  fare  in  modo  che
  l'edilizia venga realisticamente rilanciata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Arena.  Ne  ha
  facoltà.

   ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le dichiarazioni  di
  voto  hanno  sicuramente offerto un panorama  variegato  anche  dal
  punto  di vista dell'espressione fraseologica e terminologica,  non
  solo  dal  punto  di  vista concettuale. Si è parlato  di   brodini
  caldi , si è parlato di  camerieri , fra l'altro non rendendo onore
  alla  grande tradizione enogastronomica e alberghiera della  nostra
  terra. Si sarebbe potuto parlare anche di piatti importanti come la
  caponata  siciliana piuttosto che il brodino freddo,  o  di  grandi
  maitre di sala o chef che portano l'enogastronomia nel mondo.
   Invece,  si  è  parlato di tradimenti, di genuflessioni,  fino  ad
  arrivare a momenti alti come quello del principio di uguaglianza di
  rango costituzionale, citato poco fa dall'onorevole Cordaro.
   Ma  in  mezzo a tutto questo sciorinare, tra l'altro, molto spesso
  di  frustrazione d'Aula che è esplosa all'improvviso, ma covando da
  tanto  tempo, nessuno o pochi hanno parlato ad esempio di riduzione
  del  rischio  sismico,  di attenuazione del rischio  idrogeologico,
  della necessità di un intervento edilizio di ampliamento di edifici
  esistenti.
   Poc'anzi  l'onorevole Buzzanca, deputato molto attento  oltre  che
  bravo  sindaco della città di Messina, parlava di una norma che  si
  era  talmente imbruttita fino ad arrivare al punto di non  dare  le
  risposte che i siciliani si attendevano.
   Allora, a questo punto, è anche d'obbligo porsi una domanda: quale
  era  la domanda che i siciliani si attendevano? La cementificazione
  indiscriminata? Era per caso la regolarizzazione delle oscenità che
  poc'anzi  l'avvocato  Cordaro  - non il  deputato  -  giustificava,
  giustificando  i  tanti  abusi  edilizi  che  si  sono,  purtroppo,
  perpetrati nella nostra Terra deturpando il territorio per decine e
  decine  di anni con il silenzio, la compiacenza e la complicità  di
  quella classe politica e dirigente che ha affossato la Sicilia?
   Ricordo  che questa non è una legge urbanistica, anzi  auspico  un
  pronto  intervento  di  questo  Governo,  del  Governo  Lombardo  e
  dell'assessore al ramo, per la rivisitazione di una  vecchia  legge
  urbanistica:  se ne parlava proprio l'altro giorno in  un  convegno
  nazionale di ingegneria celebrato nella città di Catania.
   Questa  è  semplicemente la legge sul  piano casa ,  che  è  stata
  votata da tutti coloro i quali, a prescindere da steccati partitico-
  politici,  vogliono il bene di questa Terra - e questo  è  un  dato
  incontrovertibile - si offre oggi col voto finale e da domani  alla
  valutazione dei siciliani, di tutti coloro i quali potranno  godere
  di  questa  legge di riforma, di questa che è una legge ancora  una
  volta   rigorosa,  ancora  una  volta  seria,  ancora   una   volta
  rispondente  a  quei  criteri e a quelle linee guida  che  ispirano
  l'azione del Governo Lombardo, sin dal suo insediamento.
   Qui  invece le frustrazioni sono sfociate in regolamenti di  conti
  fino  ad  arrivare  alle follie. Tra l'altro,  l'onorevole  Falcone
  poc'anzi,   a   proposito  di  follie,  parlava  di   partito   del
  Presidente ,  di  questo  Movimento per le Autonomie,  dipingendolo
  come  una  sequenza di  Poltergeist - Demoniache presenze ,  famoso
  film  di  Steven Spielberg, dove in pratica i componenti di  questo
  partito  avrebbero,  come  dei  Moloch,  distrutto  questa   terra,
  distrutto tutto.
   Il  Movimento  per  le  Autonomie  errori  ne  avrà  fatti  tanti,
  sicuramente sin dalla sua nascita, ma ne ha recentemente fatto uno:
  nominare   l'onorevole  Falcone  vicepresidente  della  Commissione
  Sanità,  che  mi  auguro possa non ripetersi più in  futuro.  Ma  è
  sicuramente  il  partito del popolo siciliano, un  partito  che  ha
  espresso  il Presidente della Regione siciliana che, con  un'azione
  rigorosa, con un'azione seria, con un'azione incisiva, oggi, ancora
  una  volta,  dà una risposta concreta e seria al popolo  siciliano,
  quella risposta che tutti si attendevano
   Il fatto poi di avere espunto dalla legge alcuni argomenti come la
  delocalizzazione, come le cooperative, come i centri storici, e  il
  fatto di avere preso coscienza che non è più procrastinabile,  caro
  Assessore,  la  rivisitazione, la riedizione  di  una  nuova  legge
  sull'urbanistica,  ancora una volta premia  la  serietà  di  questo
  Governo.
   Poi,  per  carità, qualcuno ha anche approfittato  -  come  diceva
  l'onorevole De Benedictis poco fa, uscendo assolutamente fuori  dal
  tema  di  una  dichiarazione  di voto  che  avrebbe  dovuto  vedere
  impegnata  l'Aula e i deputati solo ed esclusivamente nel  commento
  positivo  o negativo - fino ad arrivare all'ipocrita astensione  di
  coloro i quali fanno passerella senza avere poi il coraggio di dire
   no , perché quando uno è contrario dice no, e non si astiene.
   C'è  qualcuno che ha approfittato di questo podio per  parlare  di
  altre materie, dall'agricoltura alla formazione professionale,  che
  poco  hanno a che fare con la legge del  piano casa . E, al  di  là
  dei    brodini   caldi ,  signor  Presidente,  al   di   là   delle
  genuflessioni,  al di là di fatti, epiteti e regolamenti  di  conti
  tutti  interni  ad  una  degenerazione  politica  che  sempre  meno
  interessa  ad  una  Sicilia  che,  invece,  vuole  risultati,  quei
  risultati  che questo Governo, giorno dopo giorno, incessantemente,
  sostenuto  da  una maggioranza di uomini di buona volontà,  ripeto,
  che,  a  prescindere dal colore, a prescindere  dal  partito  e  in
  maniera  acritica, non aprioristica, valutano disegno di legge  per
  disegno  di  legge e si impegnano giornalmente per dare finalmente,
  una  volta per tutte, ciò di cui hanno bisogno questa Sicilia e  ai
  siciliani,  di cui molto spetto si abusa facendo ricorso  a  questo
  inganno delle coscienze che si perpetua nel tempo, ancora oggi.
   Il  Movimento per le Autonomie, uno, unico e solo, al di là  delle
  concessioni  che  qualcuno vuole fare al capogruppo  di  turno  del
  Movimento   per   le  Autonomie,  esprime  compiacimento,   esprime
  soddisfazione, esprime plauso al Governo regionale e a tutti coloro
  i  quali  hanno  creduto e continuano a credere in un  progetto  di
  rigore,  in  un progetto di trasparenza, in un progetto di  lealtà,
  questa sì, nei confronti del popolo siciliano.

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, certo la mia permanenza in questa Aula è breve,
  ma  non  mi  era capitato finora di assistere ad un dibattito  come
  quello  che abbiamo vissuto per la legge sul  piano casa ,  in  cui
  c'è  stato  un  contrasto  formidabile tra  le  enunciazioni  e  le
  intenzioni, tra la realtà dei fatti e le cose che si sono dette.
   Mi è sembrato di assistere ad un campionario di doppie verità e di
  doppie  morali. Ho ascoltato - e non faccio i nomi per non eccitare
  la  piazza  - dichiarazioni di colleghi, in particolare del  PDL  e
  dell'UDC,   che   hanno  definito  la  legge  inutile,   riduttiva,
  inefficace, proprio perché acqua fresca, cioé non interviene  sulle
  cose  concrete. Poi ho ascoltato altri colleghi degli stessi gruppi
  politici che l'hanno considerata devastante per il territorio,  per
  l'ambiente e per il paesaggio.
   Ma,  al  tempo  stesso,  abbiamo  vissuto  un  paradosso.  Abbiamo
  assistito all'intervento di alcuni colleghi che, per numero  e  per
  contenuto  degli  emendamenti  che  avevano  presentato,  avrebbero
  meritato il premio  Attila , si sono poi immediatamente scoperti in
  questa  Aula  ambientalisti duri e puri, conservatori  dello  stato
  dell'arte.  Deputati che avevano sommerso la legge  di  emendamenti
  distruttivi, li abbiamo visti trasformati in questa Aula, solo  per
  ragioni  di  appartenenza politica, in vestali della  tutela  della
  legge.
   Da  parte  di  colleghi  che  avevano presentato  emendamenti  per
  l'intervento a qualunque titolo nei centri storici, si sono sentite
  poi  lamentele  per  le  norme che riguardavano  l'ampliamento  dei
  capannoni per le attività produttive in aree  D' o nelle aree ASI.
   Personalmente,  lo voglio dire, io sono tra quelli  che  ritengono
  che  proprio perché in Sicilia c'è una forte presenza di  capannoni
  dismessi, di attività industriali dismesse, questo sia un campo  in
  cui   è   bene  intervenire.  Ma  per  questo  e  per  altri  campi
  dell'attività edilizia che presuppongono l'inserimento organico nei
  piani  urbanistici,  ritengo che sia stato  giusto  avere  previsto
  l'avvio di nuove iniziative legislative.
   Abbiamo  visto  protestare  per l'inserimento  nella  norma  della
  possibilità di realizzare i parcheggi sotterranei - norma  che  io,
  personalmente, non ho votato e che non condivido, e che  il  Gruppo
  parlamentare del PD non ha votato -, ma poi sostenere l'inserimento
  nei benefici del  piano casa  di tutte le forme di sanatoria.
   Signor  Presidente,  io sono tra coloro che non  hanno  presentato
  alcun  emendamento  alla legge, nonostante  sia  stato  sollecitato
  decine  e  decine di volte. Ho deciso di non presentarne e  adesso,
  pur  non  considerando perfetta la legge, la voterò perché  ritengo
  che  raggiunge l'obiettivo, come hanno detto anche altri  colleghi,
  di  rimettere  in moto un settore senza avviare una nuova  fase  di
  devastazione del territorio.
   Ritengo   che  possiamo  approvare  questa  legge  senza   doverci
  vergognare domani, quando poi usciamo da quest'Aula, perché  spesso
  avverto,   quando  sono  in  quest'Aula,  il  rischio  da    Grande
  Fratello .  Nel   Grande Fratello  i partecipanti  non  sanno  cosa
  avviene  fuori  da quella casa, ma sanno che tutta  la  società  li
  guarda.  Noi  spesso dimentichiamo cosa facciamo in quest'Aula,  ma
  dimentichiamo che tutta la società ci guarda.

              Riassume la Presidenza il Presidente Cascio

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, signor Presidente della Regione, signori
  Assessori,  onorevoli colleghi, quella di cui parliamo è  la  legge
  che,  giustamente,  porta  il titolo  di   Norme  per  il  sostegno
  dell'attività   edilizia  e  la  riqualificazione  del   patrimonio
  edilizio , detta pure  piano casa , ma è chiaro che nessuno ha  mai
  pensato che potesse essere la legge che avrebbe risolto, in un  sol
  colpo,  tutti  i  problemi dell'emergenza  abitativa  nella  nostra
  Regione.
   E'  una  legge  che  va,  comunque, nella  direzione  giusta,  che
  risponde ad alcune delle aspettative di tanti, tanti siciliani, che
  riguarda, appunto, il  piano casa , l'abitazione.
   Ho sentito, da parte di colleghi del PDL, da parte di colleghi che
  rappresentano la maggioranza a Roma parlare, appunto, dell'esigenze
  delle  abitazioni  nella  nostra  Regione,  che  questa  legge  non
  corrisponde  alle  aspettative  diffuse  crescenti  dei   siciliani
  rispetto  al  tema  della casa - e questo è verissimo,  non  poteva
  essere  questa  la legge che rispondeva a tutte le aspettative  dei
  siciliani  rispetto al grande tema della casa -, ma mi pare  che  i
  colleghi  del  PDL  abbiano  omesso  di  dire  qualcosa  di   molto
  importante. Per esempio, hanno dimenticato di dire che  il  Governo
  Prodi  ha  stanziato  550 milioni di euro per  affrontare  il  tema
  dell'emergenza abitativa in questo Paese, e di questi  550  milioni
  di  euro,  circa 40 erano destinati alla Sicilia, e con  questi  40
  milioni   di   euro  la  Sicilia,  sì,  avrebbe  potuto  affrontare
  adeguatamente, almeno in parte, il tema dell'emergenza abitativa.
   Il  Governo Berlusconi ha ridotto questi 550 milioni di euro a 200
  milioni  di euro, ha più che dimezzato i fondi destinati nel  Paese
  all'edilizia pubblica e alla riqualificazione dei quartieri,  e  di
  questi  200  milioni credo che forse 10 sono arrivati nella  nostra
  Regione.
   Questo  è il dato vero, politico, di cui io non ho sentito parlare
  i  colleghi  del  PDL e questo è invece un dato  molto  drammatico,
  perché  la dice lunga su quella che è la disattenzione del  Governo
  nazionale  rispetto  ai temi e ai bisogni veri del  Mezzogiorno,  e
  della nostra Regione in particolare.
   Certo,  avessimo  avuto  questi fondi avremmo  anche  potuto  fare
  molto, molto di più.
   Ma questa legge non aveva quest'obiettivo.
   Noi,  comunque,  continueremo a fare  la  battaglia  come  Partito
  Democratico, tanto a livello nazionale quanto a livello  regionale,
  perchè  si  possano reperire le risorse necessarie  per  affrontare
  soprattutto il tema dell'emergenza abitativa di chi la casa non  ce
  l'ha.
   Ma  da  qui  a  dire  che questa legge non  serve  a  nulla,  o  è
  addirittura dannosa, ne corre.
   Questa  è una buona legge. E' una buona legge che noi come Partito
  Democratico  voteremo,  è  una buona legge  che  va  incontro  alle
  aspettative di migliaia e migliaia di siciliani, è una legge che va
  nella  direzione  giusta; non è neanche la  legge  del  piano  casa
  annunciata  dal Presidente Berlusconi - io questo voglio ricordarlo
  -,  questa  è  la  legge che rispetta lo schema dell'intesa  Stato-
  Conferenza  delle Regioni che - voglio ricordare anche questo  -  è
  presieduta  dal  presidente  della Regione  Emilia  Romagna,  Vasco
  Errani.
   Questa  è  una  legge che noi voteremo perché sta  all'interno  di
  quello schema di intesa Stato-Regioni e riflette sostanzialmente le
  leggi  approvate  nelle regioni governate dal Partito  Democratico,
  dal  centro-sinistra, dall'Emilia Romagna alla Toscana, all'Umbria,
  alle Marche, al Lazio.
   Può  essere  una  buona  legge,  poteva  essere  una  buona  legge
  approvata  da  tutto  il  Parlamento  siciliano  se  alcune   forze
  politiche  di  questo  Parlamento  non  avessero  deciso  di  farla
  diventare,  invece, l'oggetto dello scontro politico  a  danno  dei
  siciliani.
   Questo è davvero inaccettabile.
   Le   vicende  politiche,  gli  scontri  tra  partiti  non  possono
  diventare argomento che si ripercuote negativamente sugli interessi
  della Sicilia e dei Siciliani.
   Io  ho  creduto  che fosse urgente approvare questa  legge  in  un
  momento  drammatico  per la vita economica e sociale  della  nostra
  Sicilia,  che  colpisce  migliaia  e  migliaia  di  famiglie  e  di
  lavoratori  della  nostra  Regione. In  un  momento,  ripeto,  così
  drammatico, tutte le forze politiche dovrebbero avere il coraggio e
  la  capacità di assumersi anche qualche responsabilità in  più,  se
  ciò  corrisponde ai bisogni veri della gente che non vive in questo
  Palazzo, ma che vive fuori da questo Palazzo, e che magari ha perso
  il posto di lavoro nel settore dell'edilizia quest'anno.
   E'  un  piano  casa che rispetta l'ambiente, migliora l'efficienza
  energetica, prevede adeguate misure di prevenzione sismica. E'  una
  legge  che va nella direzione giusta, che risponde - ripeto -  alle
  aspettative di moltissimi siciliani. Noi per questo la voteremo.
   E'  una  legge che può aiutare la ripresa economica in un  settore
  strategico per lo sviluppo della Sicilia come quello dell'edilizia,
  che  è  un  settore volano per la crescita economica  della  nostra
  Regione.  Il settore dell'edilizia - è bene ricordarlo -  ha  perso
  nel  2009 ventimila posti di lavoro, il 18 per cento. Questa  legge
  può  essere  una boccata di ossigeno per le tante piccole  e  medie
  imprese edili che soffrono più delle altre la crisi economica.
   Non  a  caso, l'approvazione del piano casa è il primo punto della
  piattaforma  delle organizzazioni sindacali CGIL,  CISL  e  UIL  ma
  anche  delle  associazioni  degli imprenditori,  ANCE,  CNA,  CASA,
  CLAAI, Confartigianato, ANIEM, Confapi, Legacoop e Confcooperative,
  piattaforma che sarà presentata pubblicamente il 23 marzo nel corso
  di una grande manifestazione.
   E' una legge che aiuta il contrasto alla crisi economica e sociale
  in Sicilia.
   Concludo  dicendo che il Partito Democratico voterà questa  legge,
  non  per aiutare il Governo Lombardo ma per aiutare la Sicilia e  i
  siciliani.

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Oddo ha  rinunciato  al  suo
  intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  l'ennesima
  volta il Partito Democratico vota per gli interessi dei siciliani e
  non  per sostenere il Governo Lombardo, come se fosse offensivo che
  le  due  cose  potessero  identificarsi: ci tengono  a  distinguere
  perché  sostenere  il Governo Lombardo è contro gli  interessi  dei
  siciliani. L'avete detto voi.
   E' veramente malinconico ascoltare certe argomentazioni
   Nella  tradizione  favolistica  Fedro  era  riuscito  a  mantenere
  distinti  lupus  et  agnus,  perché  il  lupo  e  l'agnello   erano
  differenti.
   Nel  nostro  dibattito politico e parlamentare, l'onorevole  Lupo,
  che  con  molta  robustezza fino a ieri era lupus,  é  riuscito  ad
  identificare  nel  suo  ruolo  e nella  sua  posizione  il  lupo  e
  l'agnello,  ed  è  diventato agnello in poco tempo;  é  riuscito  a
  modificare  una tradizione favolistica millenaria: lupus  et  agnus
  sono insieme.
   La  legge l'avevamo voluta per primi noi, già nel marzo del  2009.
  Sei mesi dopo il Governo ha presentato il suo disegno di legge.  Io
  sfido  i  colleghi che sono intervenuti a verificare  quanta  parte
  della  legge  nostra  e  quanta parte della  legge  del  Governo  è
  inserita  nel testo che è uscito da quest'Aula: nessuna  parte.  E'
  una  cosa nuova, che va contro e in modo difforme alle volontà  sia
  del primo testo di iniziativa parlamentare sia dell'altro testo  di
  iniziativa  governativa.  E'  una  cosa  completamente  difforme  e
  differente,  fondata sugli emendamenti volanti  in  Aula,  che  non
  hanno  consentito ai parlamentari, in certi momenti, di  apprezzare
  il  contenuto  effettivo di certe previsioni. Ecco perché  è  stata
  stravolta ed ecco perché io qui, in pochi minuti, spiego perché noi
  ci asteniamo.
   Si  vota  sì quando si è convinti in modo integrale e appassionato
  della bontà di un testo, non si può dire che si hanno delle riserve
  però si vota sì.
   Quando si hanno delle riserve, o si vota contro o ci si astiene.
   Noi   riteniamo  che  la  legge  sia  stata,  per  certi  aspetti,
  stravolta,  perché  non giustifichiamo che le  case  condonate  non
  debbano  essere  oggetto  di demolizione e  ricostruzione;  inoltre
  riteniamo  che sia una caricatura immaginare la Sicilia abitata  da
  un  popolo  di schizofrenici che ha costruito case fino al  2009  e
  decide, a gennaio del 2010, di abbatterle.
   Questa legge ci consegna questa fotografia dei siciliani.
   Noi  avevamo  previsto che questi interventi potessero  riguardare
  immobili realizzati prima del 2003; siccome in quest'Aula si  fa  a
  gara  a  mettere  cose  che sono caricature, abbiamo  inserito  gli
  immobili  costruiti fino al 2009, come se tutti i  pazzi  siciliani
  fossero   disponibili  ad  abbattere  e  a   rendere   oggetto   di
  ricostruzione il proprio immobile costruito tre mesi prima.

   Questo  si  evince dal testo, ecco perché io vorrei  suggerire  ai
  colleghi  di  smetterla di ritenere che quest'Aula sia  l'Aula  del
  ripiego,  l'Aula della quale  purchè facciamo qualcosa,  facciamola
  pure male. Nell'interesse dei siciliani è perdonabile il fare male,
  l'importante è che si faccia .
   Smettiamola  di ritenere che l'Aula sia l'officina  degli  errori,
  l'officina  delle  cose sbagliate e sballate, perché  questa  è  la
  teoria che sta prevalendo.
   Noi   ci  asteniamo  perché  al  collega  De  Benedictis  vogliamo
  ricordare che, veramente, due più due fa quattro e diciassette  non
  è settantuno.
   Nel suo intervento, invece, si evince una cosa diversa. Quando  in
  quest'Aula abbiamo detto che eravamo contrari alla delocalizzazione
  degli immobili abusivi di Pizzo Sella e di tutte quelle porzioni di
  territorio  coperte dal gravame della inedificabilità  assoluta,  è
  stato  proprio  l'onorevole  De Benedictis  con  il  suo  Gruppo  a
  modificare, rielaborare e riportare in Aula il medesimo  argomento.
  Se  il  Presidente  Lombardo non si fosse convinto  che  la  nostra
  posizione  forte, nostra e dell'UDC, era finalizzata a ripulire  il
  disegno  di  legge  di  una  aberrazione,  di  una  lordura,  molto
  probabilmente  noi ci saremmo trovati ad avere a che  fare  con  la
  rielaborazione e la riscrittura di un emendamento, proprio da parte
  dell'onorevole   De   Benedictis   e   dell'onorevole    Cracolici,
  finalizzato a mantenere quell'argomento.
   Quell'argomento  è  stato espunto e la legge è stata  liberata  ed
  affrancata   da   un  gravame  torbido  ed  iniquo,   che   avrebbe
  ulteriormente caratterizzato in modo pesante e negativo  il  testo.
  Noi  ascriviamo a nostro merito, a quella della nostra  iniziativa,
  avere  liberato il testo da alcune cose assolutamente  scriteriate.
  Rimane, però, stravolto laddove si prevedono i posteggi sottostanti
  aree sottoposte alla inedificabilità per vincolo idrogeologico.
   Siamo  sicuramente  convinti  che,  laddove  l'ampliamento  e   la
  demolizione  e  la ricostruzione sono finalizzati ad  immobili  non
  destinati esclusivamente ad abitazione, l'apertura a confini  privi
  di  criterio non risponde sicuramente a volontà che erano contenute
  nei testi presentati.
   Onorevoli colleghi, quello che si vuole perseguire lo si  dimostra
  con i testi. I testi sono stati presentati da voi e da noi.
   Questo  testo non contiene nulla di quello che voi avevate scritto
  e di quello che il Governo aveva scritto. E' una cosa completamente
  diversa  Ecco perché noi ci asteniamo. Il nostro è un atteggiamento
  costruttivo, una posizione costruttiva, perché vogliamo ottemperare
  al  nostro  proposito  iniziale che era  quello  di  sottoporre  la
  materia  all'Aula,  in  sintonia con quanto il  Governo  Berlusconi
  aveva fatto.
   La  nostra  iniziativa è stata primaria. Il Governo ha atteso  sei
  mesi;  successivamente si è adeguato ed è venuta fuori una  materia
  che, sottoposta a tutta una serie di alterazioni e di scorrettezze,
  non ci può indurre a votare a favore.
   Noi  ci  asterremo ma partecipiamo al voto perché rimaniamo fedeli
  al  nostro  proposito  iniziale,  che  era  quello  di  trattare  e
  disciplinare la materia.

   GENTILE, assessore  per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, finalmente dopo dodici  mesi  viene
  approvato,  tra  qualche minuto, il disegno  di  legge  sul   piano
  casa .  Un  disegno di legge, atteso da tutto il popolo  siciliano,
  che  sicuramente aiuterà a svilupparsi un comparto da diverso tempo
  in notevole crisi .
   Con  questo  disegno di legge e attraverso l'Asse 6,  che  abbiamo
  presentato  e  che  tra qualche mese andrà a regime,  e  attraverso
  tutte le opere di infrastrutture che stiamo finanziando, credo  che
  questo  comparto,  da tempo in crisi profonda, si possa  rilanciare
  alla grande.
   Non capisco, però,  alcune cose.
   Questa legge non è stata stravolta, é una legge che ha avuto fatte
  delle  migliorie.  Insieme  a  tutti  i  capigruppo  abbiamo  letto
  articolo per articolo, abbiamo riscritto tutti gli articoli,  tutti
  insieme  e,  poi, magari, in Aula tutto quello che si era  discusso
  nella riunione dei capigruppo veniva smentito puntualmente.
   Ritengo  che  questo  sia  un ottimo  disegno  di  legge  che  non
  stravolgerà  sicuramente  il territorio e  non  comporterà  nessuna
  cementificazione. Possiamo rassicurare tutti i Siciliani che questa
  sarà  una  legge che non intaccherà assolutamente il territorio,  e
  questo l'abbiamo voluto tutti insieme.
   Degli  emendamenti presentati, circa seicento, che rischiavano  di
  stravolgere il disegno di legge, grazie anche alla Presidenza - che
  voglio   pubblicamente  ringraziare  insieme  agli   uffici   della
  Presidenza  che hanno aiutato in questo lavoro -, molti sono  stati
  dichiarati    preclusi,  altri  accantonati,  molti  altri   ancora
  ritirati  da  diversi colleghi. Colgo l'occasione  per  ringraziare
  pubblicamente tutti quei colleghi che, con senso di responsabilità,
  hanno  ritirato gli emendamenti che realmente potevano  danneggiare
  questo disegno di  legge.
   Tutti  insieme abbiamo deciso, anche in commissione,  di  trattare
  solo  ciò  che  era inerente alla casa; tutto quello che  riguarda,
  invece, la materia urbanistica, abbiamo deciso di rimandarlo ad  un
  altro   disegno  di  legge  che,  a  breve,  l'assessore  Di  Mauro
  presenterà.
   Ho sentito parlare malissimo dell'articolo sulla delocalizzazione.
  Invece, credo che questo poteva essere il fiore all'occhiello della
  legge. La delocalizzazione, vista come l'avevamo pensata noi,  cioè
  poter   utilizzare   quelle  volumetrie  che  insistono   in   aree
  inedificabili e tutte quelle volumetrie che erano state  realizzate
  con  regolare concessione, con quell'articolo avevamo  previsto  di
  spostare   quelle  volumetrie  in  zone  più  sicure.  Ci  crediamo
  tantissimo  in  questo articolo e lo ripresenteremo  certamente,  a
  breve, con il nuovo disegno di legge sull'urbanizzazione.
   Abbiamo  deciso,  tutti insieme, di accantonare tutto  quello  che
  riguardava i centri storici, proprio perché siamo convinti  che  la
  materia  dei centri storici sia complessa e si rischiava di  creare
  una  legge poco chiara. Allora abbiamo deciso di rimandare il tutto
  ad  un  nuovo  disegno di legge, con coloro i quali hanno  maggiore
  dimestichezza in materia di urbanistica, per potere trattare questi
  argomenti così particolari.
   Ringrazio tutto il Parlamento. Credo che, a breve, questo  disegno
  di  legge  verrà approvato e sarà una grande risposta, una risposta
  che tutto il popolo siciliano attende da diverso tempo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione
           del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  nn. 459-386-209- 394-404/A  «Norme  per  il
  sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
  edilizio».
   Indìco   la   votazione  per  scrutinio  nominale.   Chiarisco   il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi  vota
  no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Arena,  Aricò,  Bonomo,
  Bufardeci,  Calanducci,  Cintola,  Colianni,  Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  De  Benedictis, De Luca, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di Mauro, Donegani, Faraone, Federico, Fiorenza,  Formica,
  Galvagno,  Gennuso,  Gentile,  Greco,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lentini,  Lombardo, Lupo, Marinello,  Marinese,  Marrocco,
  Marziano,   Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Panarello,
  Panepinto,  Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Scammacca,
  Scilla, Termine, Vitrano.

   Votano  no:  Barbagallo, Caputo, Cascio Salvatore, Cordaro,  Dina,
  Fagone, Forzese, Maira, Ragusa.

   Si  astengono: Bosco, Caronia, Corona, D'Asero, Falcone, Leontini,
  Limoli, Mancuso, Pogliese, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Cracolici, Ferrara,  Incardona,  Mattarella  e
  Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            76
   Votanti             75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          54
   Contrari              9
   Astenuti            12

                         (L'Assemblea approva)

   BUZZANCA. Dichiaro di essermi astenuto dalla votazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo  per evidenziare un problema molto urgente e  invito  il
  Governo  a tenerne conto anche nell'emendamento che presenterà  sul
  piano rifiuti: riguarda l'emergenza rifiuti di alcuni ATO, non  più
  sostenibile.
   Credo  che  per  dare  un  senso al disegno  di  legge  sugli  ATO
  bisognerà   presentare  immediatamente  una  norma  per  affrontare
  l'emergenza dei rifiuti diventata, ripeto, insostenibile in  alcune
  zone della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 10 marzo 2010, alle ore 16.00 con il seguente ordine  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  - Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)  - «Ordinamento della professione di maestro di sci» (n. 491/A)
        (Seguito)
                   Relatore: on. Fagone

   2)  -  «Gestione  integrata  dei rifiuti  e  bonifica  dei  siti
        inquinati» (nn. 525-528/A) (Seguito)
                   Relatore: on. Mancuso

   3)  - «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
        finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
        (nn. 470-470 bis)

   4)  - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
        (nn.  471- 471 bis).

                   La seduta è tolta alle ore 20.41

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli