Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
SCOMA, segretario f.f, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Ardizzone, Bonomo, Digiacomo, Ferrara, Fiorenza, Forzese, Galvagno,
Gianni, Lo Giudice, Marrocco, Marziano, Pogliese, Scammacca della
Bruca e Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Modifica dell'articolo 12 della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, recante Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale'» (538)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gennuso,
Colianni, Calanducci in data 10 marzo 2010;
«Istituzione e finanziamento di Zone Franche Urbane» (539)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lupo,
Cracolici, Ammatuna, Digiacomo, Apprendi, Barbagallo, De
Benedictis, Di Benedetto, Donegani, Faraone, Ferrara, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Mattarella, Oddo,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine,
Vitrano in data 10 marzo 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione legislativa Attività
produttive' (III):
«Disposizioni in materia di energia nucleare» (506)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 10 marzo 2010
parere IV.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi dalla
competente Commissione legislativa Affari Istituzionali' (I):
«Ente autonomo portuale di Messina - Nomina commissario
straordinario» (75/I)
reso in data 9 marzo 2010.
inviato in data 11 marzo 2010;
«Azienda sanitaria provinciale di Siracusa. Designazione
componente in seno al collegio sindacale» (76/I)
reso in data 9 marzo 2010.
inviato in data 11 marzo 2010;
«Azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania e
Azienda ospedaliera universitaria G. Martino di Messina.
Designazione componenti del collegio sindacale» (77/I)
reso in data 9 marzo 2010.
inviato in data 11 marzo 2010;
«Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Vittorio Emanuele'
di Catania. Designazione componente del collegio sindacale» (78/I)
reso in data 9 marzo 2010.
inviato in data 11 marzo 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
SCOMA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
l'accordo chimico di programma della provincia di Siracusa,
siglato nel 2005, prevedeva, tra l'altro, la realizzazione di un
rigassificatore nella zona industriale di Melilli;
alla luce di quanto sopra, la società IONIO GAS (società di
progetto in joint venture che vede la partecipazione al 50 per
cento di ERG e SHELL) ha presentato un progetto per la costruzione
di un terminale di rigassificazione a Melilli;
visto che:
il progetto della IONIO GAS ha ricevuto tutte le autorizzazioni
previste dalla legge sia in termini di impatto ambientale sia in
termini di sicurezza generale. Nello specifico, il progetto in
questione ha ottenuto, tra l'altro, il nulla osta da parte del
comitato tecnico regionale ed il parere favorevole della
commissione valutazione ambientale del Ministero dell'ambiente;
l'investimento complessivo dichiarato dalla società IONIO GAS è
pari a circa 800 milioni di euro, di cui il 10 per cento sarà
interamente investito sul territorio di Priolo, Melilli ed Augusta,
al fine di migliorare, con interventi mirati nel sociale e nelle
attività economiche, la qualità della vita in una delle zone più
inquinate della Terra;
tali investimenti sono vitali per l'area industriale e per la
difesa dei livelli occupazionali della zona di Priolo, Melilli ed
Augusta, soprattutto in un momento economico di enorme difficoltà
come quello che la Sicilia sta vivendo;
considerato che:
per completare l'iter procedurale ed avviare i lavori di
costruzione del rigassificatore necessita l'autorizzazione da parte
della Regione siciliana e la preventiva definizione in apposita
conferenza dei servizi, da convocare a cura dell'Assessore
regionale per l'energia e dei servizi di pubblica utilità;
la società IONIO GAS ha fatto chiaramente sapere che non ha più
intenzione di attendere ancora oltre, dopo ben due anni di attesa
per la sola autorizzazione regionale;
alla luce di quanto sopra, se entro aprile la Regione non
convocherà la conferenza dei servizi, la SHELL abbandonerà il
progetto;
per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile
convocare, entro il mese di marzo, la conferenza di servizi che
ratifichi tutte le autorizzazioni già ottenute dalla società IONIO
GAS, al fine di sbloccare immediatamente questo vitale ed
importantissimo investimento». (1075)
ADAMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
con il decreto assessoriale n. 303/IX del 6 aprile 2009 sono stati
resi operativi gli interventi di riorganizzazione e di
verticalizzazione della rete scolastica in Sicilia;
con detto decreto assessoriale, la Direzione didattica Pascoli di
Augusta veniva autorizzata alla verticalizzazione, con decorrenza
dall'anno scolastico 2010/2011, relativa trasformazione in Istituto
Comprensivo ed istituzione delle relative classi di scuola media;
considerato che:
il Comune di Augusta faceva ricorso al T.A.R. di Catania per
chiedere l'annullamento del decreto assessoriale de quo, con il
quale, come detto, era prevista la verticalizzazione della
direzione didattica Pascoli di Augusta in istituto comprensivo ,
con istituzione della scuola media;
il dirigente generale del Dipartimento di pubblica istruzione, con
nota del 22 luglio 2009, inviava dettagliata relazione
all'Avvocatura dello Stato di Catania, chiedendo la costituzione in
giudizio e la difesa del proprio operato che si appalesava corretto
e privo di vizi;
con nota dell'8 febbraio 2010, il Sindaco del Comune di Augusta
rappresentava la mancanza delle condizioni minime previste dalla
normativa di riferimento per l'intervento di verticalizzazione
della direzione didattica di cui in premessa ed, in particolare,
contestava il numero insufficiente di alunni e la mancata
disponibilità di locali idonei ad ospitare il costituendo istituto
comprensivo, come se, fino ad allora, l'istituto scolastico fosse
stato utilizzato ad altri scopi;
visto che ad oggi, il T.A.R. di Catania non si è ancora espresso
sull'oggetto del contendere e che sarebbe stato utile ed opportuno
aspettare la conclusione del gravame prima di modificare il decreto
assessoriale 303/IX/09 che istituiva l'istituto comprensivo Pascoli
di Augusta;
per sapere:
quali siano state le motivazioni che avrebbero hanno spinto il
neoassessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale a revocare il provvedimento del suo predecessore,
emanando il D.A. 162/IX/10 di sospensione della verticalizzazione
della direzione didattica Pascoli di Augusta ;
se non si ritenga utile ed indispensabile annullare, in via
cautelativa, il provvedimento di sospensione degli effetti del D.A.
303/IX del 6 aprile 4/09 ed attendere prima la pronuncia del TAR di
Catania, al fine di evitare l'instaurarsi e l'insorgere di un
odioso contenzioso con i genitori che hanno iscritto i propri figli
alla prima classe della scuola media Pascoli di Augusta in forza
del D.A. 303/IX /09 che a pochi giorni dalla conclusione delle
iscrizioni, si vuole privare di ogni valore legale;
se non ritengano urgente ridare la serenità dovuta agli alunni
delle quinte classi dell'istituto Pascoli di Augusta che già
guardavano con serenità al proprio futuro, insieme agli attuali
compagni di classe, e che oggi, alla loro tenerissima età, con
tutti i rischi connessi, si vedono scippati di questo diritto».
(1077)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
SCOMA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
in data 25 febbraio 2010, a margine di una riunione tenutasi a
Roma fra le segreterie nazionali di FISASCATCISL e UILTUCS-UIL e i
rappresentanti americani della JCPC (commissione congiunta per il
personale civile), per discutere del piano di inquadramento unico
del personale civile italiano dipendente delle Forze armate
statunitensi, il presidente della JCPC comunicava che per esigenze
di riduzione/ristrutturazione della forza lavoro la marina
americana avrebbe dovuto effettuare la riduzione di 150 posizioni
lavorative (fra italiani e americani) nelle basi di Napoli e di
Sigonella (CT) entro il 2010;
detta riduzione taglierebbe 62 posti di lavoro a Sigonella;
la comunicazione della riduzione di 150 posizioni lavorative è da
ritenersi gravemente irrituale;
ogni anno in settembre, nel corso della riunione per gli
adeguamenti salariali, la stessa commissione comunica alle
organizzazioni sindacali la previsione per l'anno seguente;
nel corso dell'ultima riunione di settembre 2009, il presidente
della commissione comunicava ufficialmente che per tutto il 2010
non erano previsti tagli di posizioni in organico;
la comunicazione della riduzione di personale di cui sopra fu
prontamente diffusa da emittenti locali (Teletna) e nazionali
(TGCOM), prima ancora che il personale ne fosse informato dalle
organizzazioni sindacali;
in data successiva, nei primi giorni di marzo 2010, le
rappresentanze sindacali furono convocate dall'ufficio personale di
base che consegnò le liste delle posizioni da abolire;
il comunicato diffuso dagli americani a tutti i lavoratori
indicava che i comandi avrebbero tenuto conto e praticato tutte le
procedure possibili per minimizzare l'impatto di detta riduzione
sui dipendenti, cercando un ricollocamento interno o il passaggio
allo Stato per quelli coperti dalla legge n. 98 del 1971 ovvero il
licenziamento di dipendenti che, avendo maturato il diritto,
possano essere collocati in pensione;
considerato che le organizzazioni sindacali immediatamente
indissero lo stato di agitazione;
atteso che:
le organizzazioni sindacali sono state convocate il 10 marzo 2010
all'ambasciata USA a Roma;
è da considerare l'ipotesi che la riduzione potrebbe coinvolgere
personale coperto dai benefici della legge n. 98 del 1971, ma in
ogni caso, considerata la scarsa presenza di Ministeri in zona, i
lavoratori siciliani sarebbero pesantemente discriminati rispetto a
tutti i dipendenti italiani delle basi americane dislocate in tutta
Italia;
per sapere quali iniziative urgenti intendano attuare a tutela dei
lavoratori siciliani della base NATO di Sigonella». (1076)
POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, molto
brevemente, abbiamo avuto modo di leggere un intervento autorevole
dell'assessore Venturi sulla stampa quotidiana di ieri e di oggi.
L'intervento era molto profondo e anche molto delicato e toccava
temi, appunto, molto delicati.
Abbiamo, altresì, avuto modo di apprendere - sempre dalle medesime
testate - che il Presidente Lombardo concorda con le considerazioni
dell'assessore Venturi e, siccome queste considerazioni riguardano
la burocrazia regionale, una non bene identificata né definita
burocrazia regionale che peraltro, già per tre volte, il Presidente
Lombardo ha avuto modo di modificare nella sua dirigenza e, quindi,
nelle sue massime espressioni, in ragione della delicatezza del
tema affrontato dall'intervento autorevole dell'assessore Venturi,
a nome del Gruppo parlamentare UDC, le chiedo formalmente di
chiedere al Presidente della Regione e all'assessore Venturi,
assessore per le attività produttive, di riferire in Aula in merito
a chi sono i burocrati che formano l'azione amministrativa e di
governo della Regione e, eventualmente, quali sono le iniziative
che il Governo intende intraprendere - qualora dovesse essere
accertato che è così - contro questi burocrati.
Chiediamo su questo punto un dibattito d'Aula. Grazie, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei sa perfettamente quali sono gli
strumenti che quest'Aula mette a disposizione dei deputati: le
interrogazioni, le interpellanze e le mozioni. Il deputato è libero
di utilizzare gli strumenti che il Regolamento concede e consente.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, il collega ha soltanto chiesto
di poter fare un dibattito d'Aula.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri, è stato
annunciato, in Aula, il disegno di legge numero 537 di cui sono
firmatario. Le chiedo di inviarlo alla III Commissione perché
riguarda attività produttive , nello specifico, ristoranti, che
dobbiamo cercare di normalizzare. In Sicilia, vogliamo creare un
circuito di ristoranti di qualità per dare una spinta al settore
gastronomico.
Chiedo, quindi, formalmente che questo disegno di legge possa
essere assegnato, per l'esame, alla III Commissione Attività
produttive .
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rivolgo un invito,
una preghiera alla sempre attenta Presidenza di questa Assemblea
relativamente allo svolgimento dei lavori d'Aula settimanali.
Ho registrato, in più di un'occasione, la difficoltà della
celebrazione di sedute pomeridiane nella giornata di giovedì. Le
rivolgo il mio invito, anche per il futuro, affinché lei voglia
prevedere inizi mattutini. In una giornata come quella odierna,
infatti, anche trattandosi di una legge così importante, visto che
non c'è stata la concomitanza di riunioni di Commissioni
legislative, sarebbe stato più auspicabile - questa è la mia
personale convinzione - un inizio mattutino, anche per consentire
ai deputati che provengono da più lontano - penso a quelli della
provincia di Messina, di Catania, di Siracusa, un po' da tutta la
Sicilia eccetto i palermitani - un più, non dico comodo ma
fruttuoso impiego delle ore di permanenza a Palermo.
Signor Presidente, spero che la Presidenza voglia prendere in
considerazione questa richiesta che ritengo sia condivisa da altri
deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Arena, la sua richiesta era stata già fatta,
qualche settimana fa, dal Presidente del suo Gruppo parlamentare,
onorevole Musotto. In quella circostanza risposi che la
determinazione degli orari delle sedute dell'Aula e, quindi, anche
delle riunioni delle Commissioni, era stata decisa dalla Presidenza
ed approvata dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Il calendario, quindi, rimane così fissato fino alla fine della
sessione finanziaria, certamente, fino alla fine del mese di marzo.
Successivamente, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si riunirà e, se lo riterrà, potrà modificare gli
orari di seduta del Parlamento, prevedendo il giovedì mattina al
posto del giovedì pomeriggio. Non sarà, ovviamente, preclusa tale
possibilità.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che la
richiesta avanzata mi sembra contraddittoria, dal momento che, da
un lato, si dice che si lavora poco in quest'Aula e, dall'altro, si
dice, al contrario, che dovremmo riunirci ancora meno.
Al di là di questo, credo - alla luce dell'incontro tenutosi,
ieri, in Commissione, a seguito del rinvio soltanto informale del
disegno di legge sui rifiuti, rinvio che purtroppo, mio malgrado, è
andato a vuoto e non ha avuto un proficuo risultato, se non quello
di una iniziale esposizione e di un confronto che abbiamo avuto con
l'Assessore su alcuni degli emendamenti di riscrittura presentati
dal Governo -, che la volontà finale della Commissione sia stata
quella di rinviare tutto all'Aula, anche perché la Commissione non
poteva entrare nel merito degli emendamenti, considerato che si
trattava, ripeto, di un rinvio informale, nonostante, ieri sera, ci
sia stato un incontro tra i Presidenti dei Gruppi parlamentari ed
il Presidente della Regione e mi pare che questo ulteriore incontro
non abbia sortito alcun effetto.
Ciò significa, a mio avviso, che stasera non possiamo non iniziare
l'esame degli articoli. Dovremmo iniziare a discutere l'articolo
1, magari, subordinando l'inizio della discussione alla
esplicitazione che il Governo volesse fare, in Aula, sugli articoli
di riscrittura.
Mi spiego. Da un lato, stasera, si potrebbe andare avanti, atteso
che non c'è stato alcun tipo di problema, in questo senso, anche da
parte della Commissione e si è detto che, ancora oggi, nessun
Gruppo parlamentare ha ritenuto opportuno ritirare gli emendamenti
che aveva presentato; dall'altro lato, però, è giusto che iniziamo
l'esame degli articoli dopo, previo un chiarimento che l'Assessore
vorrà fare circa questi emendamenti perché, magari, chi era
presente in Commissione ha potuto apprendere quali erano la portata
ed il tenore di questi emendamenti, mentre i deputati che non erano
presenti in Commissione, non essendone venuti a conoscenza, sarebbe
giusto che ne venissero informati per poi proseguire utilmente i
lavori.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Gestione
integrata dei rifiuti
e bonifica dei siti inquinati» (525-528/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge numeri 525-528/A
«Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»,
posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissioni a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Onorevoli colleghi, prima di procedere all'esame dei singoli
articoli del disegno di legge, al fine di rendere più agevole e più
chiaro il lavoro che stiamo per affrontare, desidero dare
comunicazione delle decisioni adottate da questa Presidenza sugli
emendamenti presentati.
Tali decisioni, con il supporto degli Uffici, sono state assunte
avendo presente:
- la determinazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, comunicata nella seduta numero 144 del 23 febbraio
u.s., con la quale si è disposto di limitare l'esame alle sole
questioni di carattere ordinamentale, rinviando quelle comportanti
spesa all'esame dei documenti finanziari;
- il rispetto delle norme del Regolamento interno che prescrivono
il numero di firme necessario per la presentazione di emendamenti
una volta che sia cominciata la discussione generale (art. 112).
Sulla base di tali considerazioni, la Presidenza ha dichiarato
inammissibili gli emendamenti non ricompresi nel fascicolo del
disegno di legge per mancanza del numero necessario di firme ed ha
disposto l'invio in Commissione Bilancio degli emendamenti che
presentano profili di carattere finanziario.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Laccoto e Fagone.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
525-528/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numeri 525-528/A.
Si passa all'articolo1. Ne do lettura:
«Titolo I
Oggetto finalità e competenze
Articolo 1
Oggetto e finalità
1. Oggetto della presente legge è la disciplina della gestione
integrata dei rifiuti e la messa in sicurezza, la bonifica, il
ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della
salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali,
ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le
disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive
comunitarie in materia di rifiuti. Finalità della presente legge
sono le seguenti:
a) prevenire la produzione di rifiuti e ridurre la pericolosità;
b) promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da
ridurre all'origine la produzione di rifiuti, soprattutto non
riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;
c) promuovere l'informazione e la partecipazione dei cittadini,
attraverso adeguate forme di comunicazione, rivolte anche agli
studenti delle scuole di ogni ordine e grado;
d) promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei
rifiuti urbani e speciali;
e) promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani
e di quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria il
sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità
e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;
f) incrementare l'implementazione di tecnologie impiantistiche a
basso impatto ambientale, che consentano un risparmio di risorse
naturali;
g) ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso
l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione
della salute e dell'ambiente;
h) favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;
i) riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio
erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi;
l) valorizzare la partecipazione dei cittadini, con particolare
riferimento a forme di premialità economiche in funzione dei
livelli di raccolta differenziata raggiunti;
m) rendere compatibile l'equilibrio economico del servizio di
gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili
e con le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della
TIA, avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di
perequazione le fasce sociali più deboli e di ridurre l'evasione e
la elusione fiscale in materia.
2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione assicura lo
smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso una
progressiva autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali
(A.T.O.) di cui all'articolo 200 del decreto legislativo 152/2006.
Per i rifiuti speciali prodotti dalle aziende commerciali e dalle
industrie si applica, per quanto possibile ed ambientalmente
conveniente, il principio della vicinanza del luogo di produzione a
quello di smaltimento, tenendo conto del contesto geografico, delle
eventuali condizioni di crisi ambientale o della necessità di
impianti specializzati. Il conferimento dei rifiuti avviene previo
decreto emanato dal competente Dipartimento regionale delle acque e
dei rifiuti, che verifichi l'esistenza di tutte le condizioni
necessarie al conferimento stesso.
3. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano
le disposizioni contenute nel decreto legislativo 152/2006 e nella
normativa statale e comunitaria vigente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
emendamento 1.1:
«Al comma 2 dopo le parole specializzati aggiungere tenuto
conto anche dei costi posti a carico delle aziende interessate »;
- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello, De Luca:
emendamento 1.6:
«Sopprimere l'articolo 1»;
emendamento 1.7:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 1.12:
«Sopprimere il comma 2»;
emendamento 1.13:
«Sopprimere il comma 3»;
- dagli onorevoli Corona, Bosco, Limoli, Torregrossa:
emendamento 1.8:
«Al comma 1, lettera d) dopo la parola speciali aggiungere
creando un sistema industriale diretto all'utilizzo del materiale
recuperato »;
emendamento 1.9:
«Al comma 1, lettera f) dopo la parola naturali aggiungere
favoriscano la separazione secco umido ed il recupero energetico.
Favorire, altresì, la modifica e l'ampliamento degli impianti
attualmente esistenti e la realizzazione degli impianti già
autorizzati »;
emendamento 1.11:
«Al comma 1, lettera m) dopo la parola TIA aggiungere ed
occorrendo attraverso anticipazioni su fatture »;
- dagli onorevoli Faraone, De Benedictis, Panarello, Apprendi:
emendamento 1.2:
«Al comma 1, lettera e), dopo le parole il sistema di raccolta
porta a porta aggiungere ed iniziative riconosciute innovative,
ad alto contenuto culturale, legale e sociale, sviluppate e gestite
totalmente da soggetti giuridici che al 31 dicembre 2009 abbiano
sede legale in Sicilia »;
emendamento 1.4:
«Al comma 2, dopo le parole del decreto legislativo 152/2006
aggiungere assimilando le isole ecologiche' e gli ecopunto' ai
centri comunali di raccolta »;
- dagli onorevoli Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone, Vinciullo:
emendamento 1.10:
«Al comma 1 sostituire la lettera f) con la seguente:
f) Incrementare l'implementazione di tecnologie impiantistiche a
basso impatto ambientale che consentono un risparmio di risorse
naturali o siano diretti al recupero energetico. Favorire altresì,
la modifica e l'ampliamento degli impianti attualmente esistenti e
la realizzazione degli impianti già autorizzati »;
- dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto e Apprendi:
emendamento 1.3:
«Al comma 1, sostituire il punto i) con il seguente:
i) ai comuni spetta la titolarità di organizzare la raccolta e
smaltimento dei rifiuti i servizi direttamente e in forma associata
con altri comuni.
I comuni promuovono la raccolta differenziata nel proprio
territorio e adottano i necessari provvedimenti per la riduzione
della TARSU o della TIA »;
- dagli onorevoli Arena, Romano e Musotto:
emendamento 1.5:
«Al comma 2 sostituire la parola smaltimento con gestione ».
Si passa all'emendamento 1.6.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1
definisce l'oggetto e le finalità di questo disegno di legge.
Abbiamo proposto un emendamento soppressivo perché le finalità che
vengono così descritte in questo testo non sono complete; manca una
serie di effetti che scaturiranno sicuramente da questo testo.
Il primo degli elementi fondamentali che, nelle finalità, manca,
mi pare sia la stabilizzazione del personale assunto con qualunque
procedura - ne parleremo successivamente, quando sarà trattato
l'apposito articolo - che non tiene conto, neppure da questo punto
di vista, delle assunzioni fatte fino a qualche giorno fa.
Nelle finalità, dunque, onorevole Cracolici, manca la
stabilizzazione assoluta, indiscriminata, fino a qualunque momento
fatta, anche contro il divieto delle assunzioni, di tutto il
personale che, fino a ieri, è stato assunto nel sistema degli ATO.
Questa finalità manca nell'articolo 1 e invito l'Assessore ad
inserirla. Per gli altri, poi, approfondiremo i vari profili.
Signor Presidente, non possiamo approvare una norma carente di una
finalità così fondamentale.
Manca anche un'altra finalità. Mi riferisco a ciò che in gergo si
dice affossare oltre il 70 per cento dei comuni siciliani . Questo
è un obiettivo consequenziale.
Applicando, in questo momento, l'articolo 61 della precedente
finanziaria, manca, nelle finalità del disegno di legge,
l'affossamento dei comuni siciliani.
Perché questo aspetto non viene assolutamente evidenziato?
E' un interrogativo che vi pongo, considerato che la norma
transitoria, nonostante sia stata riscritta, fa espresso rinvio
all'articolo 61, sempre della finanziaria, tanto è vero che questo
disegno di legge non ha copertura finanziaria.
Ciò significa che, attualmente, applicando l'articolo 91, ci
rifaremo semplicemente ed esclusivamente alle casse dei comuni.
Questa è formalmente la situazione.
Allora, considerato che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha fatto una differenziazione che, in questo momento,
continuo a non capire, oggi formalmente sto affrontando un testo
che, all'articolo 1, manca di un'altra finalità, quella di mandare
in dissesto circa il settanta per cento dei comuni siciliani
Manca, inoltre, un ulteriore elemento che non è scritto nelle
finalità. Stiamo prevedendo un intervento per tagliare la testa ai
ventisette mostri che sono i ventisette ATO. Oggi, quest'Aula, per
cancellare un peccato originale, parla solo di mostri e parla anche
della causa di questi mostri che, per il modo in cui è stato
articolato questo disegno di legge, sembrano essere solo i comuni;
come se i comuni avessero legiferato in merito e avessero inventato
gli ATO; come se i sindaci, dall'inizio, avessero fatto parte del
tavolo regionale della lottizzazione dei Consigli di
amministrazione degli ATO; come se i sindaci, soprattutto
all'inizio, avessero definito le direzioni generali e le varie
assunzioni che si sono fatte.
Manca questa finalità, cari colleghi. Sapete qual è? La creazione
di altri nove mostri; ne cancelliamo ventisette e, poi, dobbiamo
vedere quali sono i nuovi mostri virtuosi o virtuali e a questi
nove mostri ne aggiungiamo altri.
Allora, signor Presidente, Assessore, dobbiamo aggiungere questo
ulteriore elemento fondamentale: l'Assemblea cancella ventisette
mostri, ne inventa altri nove, tanto è vero che, da una previsione
originaria, in cui era prevista la formula consortile, disciplinata
dal testo unico degli enti locali, come è a noi tutti noto, un
emendamento del Governo reintroduce, invece, una società consortile
per azioni. Poi, quando arriveremo a trattare l'apposito articolo,
ci renderemo conto di cosa significa questo.
Abbiamo detto in quest'Aula che abbiamo sostenuto uno dei problemi
degli ATO. Successivamente, però, se ne sono andati per i cavoli
loro , per non utilizzare altri termini, cioè si sono inventati i
mostri, dopodiché, queste macchine sono andate a velocità
supersonica, portando, di fatto, al baratro un sistema. E questo,
per i motivi che ho esposto, è sbagliato.
E' stato, però, aggiunto anche che era la forma giuridica quella
che ha consentito a questi mostri di andare avanti secondo una
direzione.
Stiamo riproponendo - attenzione, colleghi - non nel testo ma in
quello che sarà un emendamento - lo approfondiremo - proposto dal
Governo, una forma societaria a cui si applicano le regole
civilistiche e, in questo momento - poi, sicuramente, ci saranno
ancora subemendamenti, ci saranno ulteriori emendamenti
modificativi - stiamo costituendo una società per azioni a cui si
applicheranno le norme civilistiche e, quindi, tutte le motivazioni
che abbiamo sostenuto in quest'Aula rispetto a quelle che sono
state le dinamiche degli ATO.
Sostanzialmente, le stiamo reintroducendo con una differenza: al
posto di avere ventisette società, ne avremo nove ma con una
logica, alla fine, privatistica perché continueranno ad andare
sempre - lo ribadisco - per i fatti loro, proprio per non
utilizzare altri termini.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ci accingiamo a discutere un
disegno di legge importantissimo, battezzato da qualcuno come la
prima legge di riforma varata da quest'Aula.
Considerato l'intervento ostruzionistico di un collega del
Movimento per le Autonomie, rispetto a quella che, invece, deve
essere l'azione
(Brusio in Aula)
Non ho detto del Gruppo del Movimento per l'Autonomia ma di un
collega del Movimento per l'Autonomia, rispetto, invece, ad
un'azione che deve vedere il Parlamento, in modo sinergico,
ragionare su questo disegno di legge.
Signor Presidente, le chiedo, considerata la scarsa presenza in
Aula della cosiddetta maggioranza, nel rispetto anche di questa
Commissione, di sospendere per qualche minuto la seduta perché so
che i colleghi sono presenti nel Palazzo per dare loro la
possibilità di partecipare tutti a questa attività di riforma
importantissima. Qualora non si presentassero, sarebbe un segnale
politico di cui tenere conto e noi non possiamo approvare una
riforma con la presenza sparuta di Gruppi parlamentari che hanno la
responsabilità politica, oggi, su fatti che, certamente, in
Sicilia, sono rilevanti.
Signor Presidente, al di là dell'utilizzo di metodi regolamentari
diversi per richiamare, eventualmente, prima del voto in Aula, i
colleghi, la invito a sospendere i lavori soltanto per qualche
minuto. Sono certo che i colleghi verranno in Aula tra qualche
minuto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Bosco e Speziale hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
525-528/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numeri 525-528/A. Onorevole Mancuso, come lei sa il numero
legale è sempre presunto fino a quando non c'è una verifica
contraria. Sinceramente, non mi sento di sospendere la seduta
soltanto in virtù della richiesta di un deputato, anche se
autorevolissimo presidente di Commissione.
Propongo di andare avanti. Se, poi, la mancanza del numero legale
venisse rilevata, lei sa perfettamente cosa sarebbe previsto dal
nostro Regolamento.
Si passa all'emendamento 1.6, a firma degli onorevoli Caronia,
Ruggirello e De Luca.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento anche dagli onorevoli Caronia, Cascio Salvatore,
Cordaro, Corona, Dina, Maira, Mineo, indìco la votazione per
scrutinio nominale dell'emendamento 1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Vota sì: De Luca.
Votano no: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Barbagallo, Cintola,
Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Falcone,
Gucciardi, Lentini, Marinello, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto,
Oddo, Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Romano, Termine.
Sono in congedo: Ardizzone, Beninati, Bonomo, Bosco, Campagna,
Digiacomo, Fagone, Ferrara, Fiorenza, Forzese, Galvagno, Gianni,
Greco, Laccoto, Lo Giudice, Marrocco, Marziano, Picciolo, Pogliese,
Scammacca, Speziale, Vinciullo.
Si astiene: Ruggirello.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .. 35
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo, pertanto la seduta ed avverto che la stessa riprenderà
alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.54, è ripresa alle ore 18.07)
Presidenza del Vicepresidente FORMICA
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione relativa a cessazione di appartenenza a Gruppo
parlamentare
e adesione ad altro Gruppo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in data odierna, è
pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea e, per conoscenza, al
Presidente del Gruppo parlamentare Movimento per le Autonomie
(MPA), una lettera, datata 11 marzo 2010, con la quale l'onorevole
Cateno De Luca, a seguito di ampie considerazioni, manifesta,
innanzitutto, l'intendimento di voler fugare potenziali
interpretazioni circa la sua attuale posizione ricoperta in seno al
Gruppo parlamentare dell'MPA.
E, proprio in relazione all'approfondita disamina del contesto
politico-parlamentare in cui è maturata la sua personale decisione,
lo stesso dichiara, con effetto immediato, il passaggio al Gruppo
Misto, nell'intento, fra l'altro, di voler ricondurre la sua
vicenda alla forma parlamentare', così come previsto dal
Regolamento interno dell'Assemblea.
Nel rappresentare, peraltro, che il testo integrale della nota in
questione trovasi agli atti di questa Presidenza, ne deriva
pertanto che, con decorrenza odierna, l'onorevole De Luca cessa di
far parte del Gruppo parlamentare MPA per aderire contestualmente
al Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, eravamo in fase di votazione
dell'emendamento 1.6.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, in effetti, la seduta era stata
sospesa per mancanza del numero legale in fase di votazione ma,
vista la situazione e preso atto della comunicazione pervenuta alla
Presidenza, do brevemente la parola all'onorevole De Luca.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo doveroso,
considerato che la Presidenza ha fatto un breve sunto della mia
comunicazione, prendere la parola per darne lettura integralmente
all'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le ho dato la parola sull'ordine
dei lavori; avrà modo di intervenire successivamente su questo
argomento, del quale, tra l'altro, la Presidenza ha fatto un'ampia
sintesi.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito alla
prosecuzione dei lavori vorrei sottolineare la sostanziale assenza
- lo abbiamo già verificato formalmente - della maggioranza dei
parlamentari. E mi dispiace evidenziarlo perché, come è avvenuto
già per qualche altro provvedimento, vi è stata grande enfasi,
abbiamo fatto grandi comunicati, grandi processi ed espresso grandi
giudizi in assoluta libertà, sulla stampa in modo particolare.
Ritenevo che, a seguito di questa enfasi, quindi, anche
dell'impegno che sembrava profuso nell'affrontare definitivamente,
velocemente e seriamente la questione, ogni Gruppo parlamentare
fosse consequenziale rispetto agli annunci e alle premesse fatte su
questo disegno di legge.
Devo, purtroppo, prendere atto che stasera non è così e,
considerato che siamo arrivati alle ore 18,15 di giovedì - anche se
potremmo proseguire fino a domenica e, per quanto mi riguarda sono
disponibile -, chiedo formalmente alla Presidenza che si tenga in
considerazione il fatto che l'Assemblea, questa sera, non sembra
nella piena consapevolezza di affrontare seriamente il percorso che
dovrebbe portarci, senza alcuna riserva e remora, a risolvere
realmente la questione.
Aggiungo che, ieri, è stato affrontato in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, un tema che non è stato
risolto - ha partecipato anche il Ragioniere generale della
Regione, dottor Emanuele - per quanto riguarda l'aspetto
finanziario, sul quale c'è stata solo una presa di posizione
dell'onorevole Cracolici, che si è opposto a quanto stabilito, cioè
di affrontare, prima, la parte normativa e, dopo, la questione
finanziaria, come se le leggi si approvassero così, a futura
memoria, sotto il profilo della copertura finanziaria solo perché
qualcuno ha stabilito che deve creare un successivo spot,
probabilmente giornalistico, per dire di aver fatto la riforma.
Bene, ancora su questo argomento, non è stata data alcuna
risposta: si è detto semplicemente e categoricamente che non si
applicherà l'articolo 61 della finanziaria dello scorso anno, che
prevedeva, entro dieci giorni dall'entrata in vigore della legge,
la nomina di commissari ad acta per monetizzare i debiti che i
Comuni hanno nei confronti degli ATO.
Ciò significa che, entro dieci giorni, manderemo i Commissari, a
carico dei bilanci comunali, per porre in liquidazione,
sostanzialmente in dissesto finanziario, circa il settanta per
cento dei Comuni.
Soltanto per presunzione, si continua a sostenere, da un lato, che
non c'è la necessità della copertura finanziaria e, dall'altro, che
questa norma non si applicherà. La norma transitoria, onorevoli
colleghi, figura anche nell'emendamento presentato dal Governo,
dove è previsto il riferimento specifico all'articolo 61 della
finanziaria. Allora - e concludo - si dica chiaramente che si vuole
procedere, in termini definitivi, in un senso: quel senso,
comunque, che personalmente non posso accettare.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
525-528/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
1.6, con il parere contrario del Governo e della Commissione.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento anche dagli onorevoli Caronia, Cascio Salvatore,
Cordaro, Corona, D'Asero, Dina, Maira e Ragusa, indìco la votazione
per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Vota sì: De Luca.
Votano no: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Calanducci, Cintola,
Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lupo, Mancuso,
Marinello, Marinese, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello,
Scilla, Termine, Torregrossa.
Sono in congedo: Ardizzone, Beninati, Bonomo, Bosco, Campagna,
Digiacomo, Fagone, Ferrara, Fiorenza, Forzese, Galvagno, Gianni,
Greco, Lo Giudice, Marrocco, Marziano, Picciolo, Pogliese,
Scammacca, Speziale, Vinciullo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 51
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 1
Contrari 41
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.7.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
sull'articolo 1, abbiamo già avuto modo di esprimere le nostre
perplessità su una serie di lacune che, rispetto alle finalità
della norma, sono state evidenziate quando si è discusso della
soppressione dell'intero articolo.
Rispetto al comma 1, vorrei ulteriormente precisare che stiamo
abbinando, in relazione all'obiettivo che avevamo, cioè quello di
uccidere questi ventisette mostri rappresentati dagli ATO
Rifiuti, una procedura anche per quanto riguarda le bonifiche.
A mio avviso, invece, dovremmo fare una riflessione di natura
diversa. Dico ciò perché la bonifica dei siti inquinanti, per i
quali si sono spesi miliardi di lire, poi, anche di euro, che ha
portato nelle gestioni commissariali a tutta una serie di
interventi anche a pioggia - e i risultati sono sotto gli occhi di
tutti, soprattutto quelle statistiche in merito - non può essere
abbinata ad una norma che ha ben altra finalità e, più che altro,
ben altra urgenza.
Non sono d'accordo ad affrontare con l'impeto dell'urgenza anche
il tema delle bonifiche dei siti inquinanti, signor Presidente,
piuttosto è meglio prevedere un apposito provvedimento urgente che
disciplini in modo organico anche questa materia. Vogliamo
evidenziare, infatti, che la materia, rispetto agli investimenti
effettuati e rispetto ai risultati attesi, purtroppo, per
un'assenza reale ed effettiva di regolamentazione, non ha dato
assolutamente i risultati sperati.
Eppure, nella fase emergenziale, mi sembra che gli interventi
effettuati sono stati oltre 1.400 .
Mi sembra che un sito particolare, onorevole Buzzanca, su cui
c'era stato un impegno assunto formalmente dal precedente Governo
Cuffaro, era quello della zona Falcata, per il quale erano stati
previsti 50 milioni di euro per demolire il famoso mostro - che non
era altro che l'inceneritore -, una delle tante vergogne della
città di Messina ed una ulteriore ingente somma necessaria per
cancellare un'altra vergogna delle scelte politiche messinesi, la
bonifica della zona della degassifica, che non si fece mai.
Ciò denota che, rispetto ad una norma già lacunosa, rispetto a
delle risorse investite e rispetto anche a risultati che non
abbiamo avuto - per me, infatti, basta citare la vergogna della
città di Messina, onorevole Buzzanca - non si porti oggi avanti la
logica di affrontare, sotto la scia dell'emergenza, quella
riferita, invece, a regolamentare definitivamente gli ATO rifiuti -
un tema così delicato non merita assolutamente di essere trattato
come semplice appendice di un testo che ha tutt'altro obiettivo.
Ecco perché abbiamo formulato questo emendamento che qualche
collega ha pensato fosse ostruzionistico. Non è così, cari
colleghi.
Signor Presidente, desideriamo che venga espunto questo principio
e tutto ciò che fa riferimento agli interventi di bonifica, anzi,
invito gli assessori presenti a predisporre un apposito disegno di
legge a cui dare una corsia preferenziale ma ad una condizione,
onorevole Buzzanca, che sia previsto che i primi 50 milioni di euro
vadano alla città di Messina per la zona Falcata, per la quale sono
stati assunti impegni non mantenuti.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato uno di
quelli che l'altro ieri pomeriggio manifestava l'inutilità di
portare in Commissione, anche informalmente, il disegno di legge
perché ci saremmo trovati ad assistere allo spettacolo che già è
cominciato.
A questo spettacolo non voglio più assistere perché non mi sento
di chiedere né votazioni segrete né per scrutinio nominale che
hanno tutta l'impressione di ostruzionismo e, di fronte ad una
Sicilia sommersa dai rifiuti e che lo sarà ancor di più nei
prossimi giorni, continuiamo a crogiolarci come se questa fosse una
fucina per interventi extrapolari e non per interventi che servono
alla gente.
Non mi sento di chiedere, quindi, di stare qui a sorreggere una
maggioranza che non ha i numeri per essere maggioranza. E' qui
presente l'onorevole Leanza, presente spesso come assessore, poi,
manca la Giunta al completo che ha anche assessori deputati che
hanno il dovere di essere presenti perché questo è un disegno di
legge importante sul quale non possiamo crogiolarci a fare i
furbetti e i bulletti di quartiere. In quest'Aula, infatti, ce ne
sono parecchi di bulli che fanno finta di essere figli di papà e
che chiedono soltanto il rinvio continuo e incessante di
problematiche come queste che interessano la gente, i cittadini.
Ritengo possibile che qui si perdano ore e giorni ma non per
sopprimere un articolo o un comma, semmai per migliorare il disegno
di legge - se va migliorato - o per approvarne uno diversa da
quello che il Governo ha presentato.
Allora, con gli emendamenti reali che andavano visti in questa
sede, quella dell'Aula, non già avendo preso ventiquattro ore di
tempo per far finta di parlare sull'argomento e per poi tornare in
Aula e averne altre ventiquattro perché questo è un continuo
stillicidio a rincorrere una legge, non la bontà di una legge o la
modifica di una legge che può essere migliorabile e modificabile,
come ha detto l'Assessore anche in Commissione.
E' stato detto - ma, forse, non a chiare note - che i commissari
nominati dalla Procura della Repubblica per l'AMIA hanno comunicato
ufficialmente all'assessore Pier Carmelo Russo che, entro i
prossimi giorni, chiuderanno la discarica di Bellolampo o, quanto
meno, porranno in essere condizioni tali che la discarica possa non
essere utilizzata come lo è per ora. Ciò sta a significare che c'è
un pericolo imminente non indifferente.
Se ci crogioliamo ancora a fare i furbetti o i bulli di quartiere,
non avremo risolto nessun problema per la Sicilia, non per il
Governo, non per questa maggioranza asfittica che non c'è, che non
esiste, contro la quale ci possiamo battere quanto vogliamo ma non
avremo tenuto conto degli interessi della Sicilia.
Considerato che non posso continuare né a votare contro il mio
Gruppo parlamentare né a votare in difformità allo stesso né a
sostenere una maggioranza che non esiste, mi vedo costretto a
lasciare quest'Aula ed a manifestare la vergogna di un'Aula che non
si sta occupando dei problemi della Sicilia ma che si occupa solo
di fare show e teatrini da questo scranno.
DE LUCA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei non è stato citato; non vi sono
gli estremi a norma di Regolamento.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un plauso alla
Presidenza per il rispetto rigido, ossequioso e severo delle regole
di quest'Assemblea.
Senza annoiare quest'Aula, rimanendo al di sotto della metà dei
cinque minuti che sono concessi per il mio intervento, vorrei
apportare delle piccole rettifiche relativamente all'emendamento e
alla eventuale soppressione del comma 1 anche perché, avendo
sentito parlare dei Consorzi, anzi della bonifica relativa solo al
territorio di Messina, vorrei ricordare a quest'Aula, prima che a
me stesso, che l'oggetto e le finalità dell'articolo 1 non
riguardano la città di Messina o il territorio di Messina ma un
grave problema che affligge, da tempo immemorabile, questa Terra
che si aspetterebbe, da tempo immemorabile, una risposta pronta e
immediata da quest'Assemblea legislativa.
Quanto agli sproloqui - che definire bestemmie sarebbe sicuramente
riduttivo - relativi proprio all'espressione concettuale
bonifica , inserita al punto 1 dell'articolo 1, ritengo che,
quando si parla di gestione integrata dei rifiuti e di messa in
sicurezza - che sono concettualmente legati proprio alla bonifica -
sappiamo che di bonifica parla, in maniera tecnica e sicuramente
puntuale, il decreto legislativo numero 152 del 2006; quindi,
piuttosto che continuare nell'interesse sbandierato a parole ma
praticato poco da chi pensa di non volere fare ostruzionismo ma,
invece, lo fa, potremmo, ad esempio, invitare il Governo a
ripensare alla presenza di bonifica proprio al comma 1
dell'articolo 1.
Perché? Perché di bonifica parla già abbondantemente il decreto
legislativo numero 152 del 2006 e, quindi, se fossimo stati mossi
da uno spirito critico ma costruttivo, avremmo potuto dire caro
Governo, forse sei ridondante, forse sei ripetitivo, questa materia
della bonifica è già abbondantemente trattata .
Invece, addolora il sottoscritto e addolora sicuramente - oltre a
scuotere la coscienza parlamentare del Gruppo del Movimento per le
Autonomie - verificare come la mancanza del numero legale in prima
votazione sia seguita da atteggiamenti dichiaratamente
ostruzionistici da parte di chi, invece - e concludo, signor
Presidente - si dichiara a favore della risoluzione di questi
problemi.
Quando, poco fa, commentavamo con il presidente della Commissione
Territorio e ambiente che è stato per qualche mese impegnato,
insieme agli altri colleghi, così come altri per carità, nel
tentativo di approfondire queste tematiche, si parlava, in maniera
generale, di una considerazione alla Catalano , abbastanza ovvia,
cioè che, se manca qualcosa, piuttosto che abbattere, piuttosto che
sopprimere, piuttosto che abrogare, sarebbe, anche dal punto di
vista dell'educazione parlamentare, molto più corretto invitare il
Governo a reintegrare, a reinserire, a rimaterializzare,
all'interno di quella norma lacunosa, tutto ciò che manca.
Invece, tutto questo non si vede e, quindi, il mio intervento,
signor Presidente, è solamente una dichiarazione di voto
anticipata, per dichiarare il voto contrario ad una soppressione
assolutamente insensata, oltre che irrazionale, oltre che
politicamente basata sul nulla ma, soprattutto, frutto e figlia di
considerazioni assolutamente imprecise perché, quando si parla di
bonifica, non si può non ricordare che di bonifica - lo ripeto fino
alla noia - è pieno tecnicamente e con delle esplicazioni
concettuali talmente chiare da non potere fare dichiarare lo
scandalo da parte di nessuno il già citato decreto legislativo
numero 152 del 2006.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per trenta
secondi perché, dopo avere ascoltato l'intervento del collega
Cintola, ritengo che il lavoro dell'onorevole Cintola all'interno
della Commissione e in questo Parlamento sia indispensabile.
Chiedo, pertanto, all'onorevole Cintola di rivedere la sua
posizione e di sedersi nuovamente nei banchi della Commissione
perché l'apporto del suo lavoro ritengo sia indispensabile per
tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. E' un invito che anche la Presidenza rivolge
all'onorevole Cintola.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per fare due piccole precisazioni a proposito della bonifica e
della situazione finanziaria degli enti locali.
Per quanto riguarda la bonifica, purtroppo, forse la colpa è
quella di seguire attentamente i lavori della Corte di Giustizia
europea ancor prima che emetta le sentenze e, dunque, durante tutti
i lavori della Corte di Giustizia. Se questi lavori fossero
seguiti, si saprebbe che, nei giorni scorsi, è stata adottata una
importantissima sentenza che sarà particolarmente utile per la
Regione siciliana.
La Corte di Giustizia ha scolpito, per la prima volta, il
principio che l'inquinamento ambientale ad opera delle imprese non
è gratis, ma dà diritto al risarcimento del danno in favore delle
popolazioni danneggiate. Eliminiamo, dunque, pure - eliminate, per
meglio dire - la parola bonifica . Private la Regione siciliana
dello strumento legislativo per attivare le pratiche di
risarcimento del danno per l'inquinamento che, negli ultimi
quarant'anni, la Regione stessa ha subìto anche a Messina.
Fatelo pure
Per quanto concerne la questione degli enti locali, adesso, in
assenza di questa riforma, gli enti locali vanno al disastro.
Adesso infatti, in assenza di questa riforma, continuano ad
accumularsi debiti che saranno sempre più onerosi per le
amministrazioni comunali.
Chi, dunque, si oppone a questa riforma - non a questo disegno di
legge - è complice del disastro degli enti locali, e non chi la
vuole portare avanti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per esprimere alcune considerazioni.
Fermo restando che, personalmente ma anche come Gruppo, non
esprimiamo un parere favorevole all'emendamento soppressivo perché
riteniamo che, forse, da un lato, il Governo abbia un po'
eccessivamente puntualizzato i compiti, i principi; in effetti,
però, eliminando in tronco tutti i principi, rischieremmo di
decapitare la testa della norma; è chiaro ma sono stupito per
quello che sento dire in quest'Aula da parte di qualche collega
parlamentare.
E' come se avessimo, per un attimo, invertito i ruoli e le
posizioni. Dico ciò perché è come se, in quest'Aula, si volesse il
supporto pieno, ampio, completo da parte di tutta l'opposizione,
fermo restando che questo disegno di legge o altre norme non sono
di responsabilità del Governo e della maggioranza.
Paradossalmente, siamo qui il giovedì sera - e siamo disponibili a
lavorare in Aula anche il venerdì, il sabato e la domenica e lo
dimostriamo - mentre, altri deputati della maggioranza che, invece,
sono in vacanza, vengono assolti, vengono quasi
deresponsabilizzati.
E, allora, vorrei capire.
Potrebbe essere presente anche un solo deputato ma rappresenta la
minoranza, l'opposizione, chiamiamola come volete; di fatto, però,
questa maggioranza non ha i numeri.
Mi sorprendo oggi, leggendo non la norma, signor Presidente, ma
una dichiarazione gravissima fatta da un assessore di questo
Governo. Mi sorprendo quando l'attacco di un assessore è diretto a
chi? A qualche funzionario, a qualche dirigente, tra l'altro, non
più del suo assessorato perché, oggi, abbiamo letto che si fa nome
e cognome di un dirigente dell'assessorato all'energia, assessore
Russo, non è l'assessore Venturi che attacca il dirigente del suo
assessorato.
Si tratta di un fatto grave.
Ha ragione, quindi, l'onorevole Cordaro che chiede che l'assessore
riferisca perché dobbiamo, finalmente dire, a distanza di qualche
mese, chi rema contro il Governo Lombardo. Vorremmo capirlo. Altro
che si parla e si dice: ci sono quattro bulli, ci sono quattro
ragazzini . Vogliamo capire, la Sicilia vuole capire se veramente
questa maggioranza è maggioranza o se, invece, è un modo come un
altro di mettere persone e parlamentari di diverse estrazioni
politiche che, molte volte, hanno idee diverse, insieme.
Allora, diciamo che non siamo contrari a questa norma ma,
attenzione, non siamo noi ad avere la responsabilità dell'Aula;
possiamo avere la responsabilità di essere con voi, di contribuire,
laddove consentito. Devo dirvi però - e tutto il Parlamento lo sa -
che il PDL e l'UDC vengono costantemente messi da parte, nel
momento in cui c'è da concertare, da concordare un percorso comune.
Non ho visto una cabina di regia.
Volete sapere quali sono, a mio avviso, il grave problema, la
carenza, il vulnus di questo Governo? La mancanza di una regia
d'Aula; la mancanza di un coordinamento delle forze politiche di
maggioranza o di minoranza. Sta qua il vulnus, sta qua la mancanza
poi e l'incapacità di fare delle riforme vere.
Attenzione, a nome del PDL, dico all'assessore Russo che siamo
stati disponibili. Abbiamo detto di avere le nostre perplessità
sull'aspetto finanziario, sebbene il Presidente della IV
Commissione, onorevole Mancuso, ami richiamare l'attenzione, chi è
attento, chi è disattento, sono tra i più ritardatari,
personalmente e anche politicamente, però, vorrei capire perché, se
c'è qualche ritardo da parte di qualcuno, è giusto che quel
qualcuno venga acculturato, che a quel qualcuno vengano trasmessi
gli addentellati, l'ABC della politica o delle norme.
Bene, questo non succede; non succede nemmeno con quelle persone,
come me, che, molte volte, non riescono a comprendere
immediatamente. A mio avviso, qui, non succede nemmeno con quelle
persone che hanno una certa esperienza in Parlamento.
Allora, concludo dicendo che siamo qui e siamo contro, non perché
sia contro personalmente al collega De Luca ma perché ritengo che
la norma debba proseguire.
E' chiaro, però, che non sta a noi mantenere necessariamente la
presenza d'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.8.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.
FARAONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.10. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.9 è, pertanto, precluso.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
1.15: «E' soppressa la lettera i) del comma 1».
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non è un emendamento nel merito ma
un emendamento tecnico.
La normativa che stiamo affrontando, a differenza del Piano casa,
si ricollega ad una normativa generale dello Stato, cioè al decreto
legislativo numero 152 del 2006 e dobbiamo, per forza di cose,
armonizzare la nostra legge al decreto legislativo nazionale.
La responsabilizzazione degli enti - Regione, Comune e Provincia -
è disciplinata dall'articolo 178 del decreto legislativo 152 del
2006, quindi, le responsabilità non possono essere né più né meno
di quelle previste già, appunto, dall'articolo 178.
Qualsiasi dicitura mettiamo alla lettera i), quindi, la
responsabilità dei comuni è quella dell'articolo 178 del decreto
legislativo 152 del 2006.
E'un emendamento tecnico, dunque, non nel merito. Le
responsabilità dei comuni sono, così come richiamate all'articolo
178 del decreto legislativo numero152 del 2006.
PRESIDENTE. Si tratta, quindi, di una norma tecnica.
Pongo in votazione l'emendamento 1.15. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
precisazione del Presidente Mancuso è importante perché
metodologica, cioè riguarda il fatto che il decreto legislativo
numero 152 del 2006 - e vorrei che questo fosse un discorso fatto
una volta e per sempre - è norma vincolante anche per quest'Aula
poiché si tratta di potestà primaria affidata allo Stato.
E, quindi, eccessivi allentamenti dell'ordito della norma statale
esporrebbero il testo a rischi di impugnativa da parte del
Commissario dello Stato.
Ho voluto richiamare l'attenzione dell'Aula su questo aspetto che
è un impianto fondamentale che ci troveremo spesso ad affrontare
e, quindi, sarà cura del Governo, nei prossimi giorni, farvi avere
copia di una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 61 del
2009, in cui questo principio è scolpito in modo chiarissimo, per
trasmetterla alla Presidenza affinché sia distribuita.
Per questa ragione, il parere del Governo sull'emendamento della
Commissione è favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, se
l'aspetto è tecnico, come è stato detto, è chiaro che nulla
quaestio ma ho qualche perplessità, assessore Russo, per un motivo
molto semplice. Con questo impianto normativo, andiamo a
modificare, di fatto, la gestione o scorporiamo; da un lato, diamo
all'articolo 15 la competenza al bando della gara, cioè alla gara,
cioè chi bandisce l'appalto e, dall'altro, con la lettera i) del
comma primo, diamo ai comuni la titolarità alla stipula del
contratto ma, al contempo, la titolarità del servizio.
Allora, se siamo d'accordo, dobbiamo trovare un punto, in medio
stat virtus; allora, non dobbiamo anche qui sopprimere e non
facciamo nulla.
Assessore, cerchiamo di capirci. Ho letto un emendamento a firma
dell'onorevole Panepinto e altri. Se sopprimiamo la lettera i) e
poi inseriamo l'emendamento dell'onorevole Panepinto, mi sta bene,
nel senso che stiamo riconoscendo, in capo ai comuni non soltanto
la responsabilità ma anche la titolarità perché abbiamo detto che
è giusto ma dico di fare attenzione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, insieme al Governo, si può
riformulare dicendo, alla fine della lettera i) che, ai sensi
dell'articolo 178 del decreto legislativo 152/06, la
responsabilizzazione è quella dell'articolo 178.
Possiamo richiamare l'articolo 178.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. D'accordo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
l'articolo 1 introduce i principi fondamentali, l'architettura di
questo disegno di legge. Il decreto legislativo numero 152 del
2006, codice dell'ambiente, sostanzialmente, in tante norme,
all'articolo 198 e così via dicendo, stabilisce quali sono le
funzioni ed i compiti dei comuni che chiama spesso a
corresponsabilità con quelli che ieri erano le società d'ambito ed
oggi sono le società a responsabilità limitata, in questo testo.
Se, personalmente, ritengo che vi sia un'attività sostitutiva
d'imperio, in molte norme, comprendo l'emergenza ma questa, spesso,
non fa produrre ottimi impianti legislativi, per cui, secondo me,
presidente Mancuso, sopprimere completamente perché c'è una
contraddizione nell'intervento che lei fa, i comuni
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo abbiamo
modificato e lo abbiamo riscritto.
PANEPINTO. Ma non lo abbiamo votato. Bisogna scrivere una norma
che assegni funzioni ai comuni; i comuni non possono essere la
causa di tutto e poi non avere nessuna funzione perché, comunque,
costituita la società consortile, i comuni devono continuare a
mantenere un ruolo. Alla fine, infatti, se in un sistema di società
consortili, c'è un sistema di alleanze all'interno della società
consortile, non è detto che tutto ciò che fa la maggioranza e la
società consortile si ispiri ai principi di efficienza, efficacia
ed economicità, che sono la causa dei noti mostri attuali o di
parte di essi, di cui parla l'onorevole De Luca.
Anche rispetto ad una sentenza della Corte Costituzionale e, devo
dire, c'è stata una riforma del Titolo V che da dignità agli enti
locali territoriali allo stesso modo degli altri sovraordinati, la
prego, assessore, assieme al Presidente della Commissione,
attenendoci a quelle che sono le disposizioni del codice
dell'ambiente, vediamo di definire esattamente il perimetro, le
funzioni, le competenze e i ruoli dei comuni, possibilmente,
accantonando questo punto i) che è una cosa banalissima ma che, a
futura memoria, è importante perché, nell'impianto complessivo,
rischiamo di fare uscire massacrati non gli ATO che hanno gestito
male risorse e che oggi portano i rifiuti almeno all'altezza di un
terzo piano ma complessivamente facciamo uscire massacrati anni e
anni di lotte per le autonomie locali e la legittimazione del
principio dell'autodeterminazione dei territori attraverso i
comuni.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il punto specifico
di cui stiamo discutendo non è una cosa di poco conto e pregherei
il Governo, la Commissione e l'Aula di prestare un momento di vera
attenzione per una formulazione che non provochi equivoci per il
futuro.
Dico ciò non soltanto perché non possiamo considerare l'articolo 1
una norma cornice perché è una norma che ha dirette refluenze di
carattere giuridico.
Mi permetto di portare all'attenzione dell'Aula e, quindi, anche a
quella del collega Panepinto che, poc'anzi, è intervenuto, una
esperienza professionale, se me lo consentite.
Quest'Aula, possibilmente, tranne per chi esercita la libera
professione intensamente, non è a conoscenza di un enorme
contenzioso che, in questo momento, sommerge i nostri Tribunali ed
i nostri Giudici di pace, proprio sulla collocazione della
responsabilità civilistica dei comuni rispetto a quella degli ATO
ed a quella delle ditte che, materialmente, svolgono il servizio di
pulizia delle strade e di raccolta dei rifiuti urbani.
Mi riferisco, ad esempio, a tutte quelle cause di responsabilità
per incidenti avvenuti ai cittadini che scivolano su un sacchetto
di plastica o su una buccia di banana lasciata durante gli scioperi
o lasciata fuori dai cassonetti; mi riferisco alle responsabilità
di carattere ambientale che possono riguardare gli eccessi nella
mancata pulizia delle città.
Ebbene, contrariamente a quello che si può immaginare, oggi c'è un
contrasto giurisprudenziale molto intenso tra la Cassazione e i
Giudici di merito. E' un contrasto che persiste anche dopo le
pronunce della Cassazione, cioè, mentre la Cassazione dice che, in
ogni caso, la responsabilità deve andare in capo ai comuni, i
Giudici di merito, cioè i Tribunali, le Corti d'appello e i
Giudici di pace, affermano, invece, che il comune non può avere una
responsabilità diretta perché non è chiamato ad una custodia
assoluta del proprio territorio ma può essere chiamato a custode
soltanto per gli aspetti da sé diretti.
Faccio un esempio. Se c'è uno sciopero, un'astensione dal lavoro,
il comune non può avere alcuna responsabilità perché, teoricamente,
la dovrebbe avere l'ATO e, dopo l'ATO, la società che gestisce la
pulizia, fermo restando che - e questo è uno dei motivi del
contrasto giurisprudenziale - l'ATO può fare rilevare di non avere
il potere di intervento in via di urgenza e contingente come lo ha
il sindaco.
In giurisprudenza, anche a causa della imperfetta norma che è a
monte delle responsabilità da individuare tra i vari soggetti che
si occupano di rifiuti urbani, la confusione è enorme. Non vorrei
che quest'Aula contribuisse, con una legge di riforma, ad aumentare
la confusione.
Credo, anzi, che, per quello che ci compete, sia arrivato il
momento della chiarezza e saremmo una Regione pilota da questo
punto di vista. Cosa intendo dire?
Se la norma restasse così, sarebbe una norma con un carattere di
coinvolgimento di responsabilità di natura civilistica; se, invece,
la riconnettessimo a quelle che sono le funzioni amministrative
pure del soggetto e del comune, del soggetto gestore che stiamo
andando ad individuare e delle aziende che erogano materialmente il
servizio, contribuiremmo a fare chiarezza sul piano della
responsabilità. Questa norma non può restare così
Il suggerimento di agganciare la norma all'articolo 178 mi sembra
sia questo, e già limita eventuali equivoci. Se non lo facciamo,
non operiamo in maniera corretta sotto l'aspetto della
responsabilità perché, in questa materia, le responsabilità sono
molteplici e quotidiane.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
che, oggi, qui tutti abbiamo la consapevolezza che questa Regione
si deve dotare di una nuova legge che regola il sistema dei
rifiuti. Siamo tutti convinti che la legge precedente non è
riuscita a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata.
I ventisette ATO non hanno creato le condizioni per ridurre i
costi dei servizi della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento,
non hanno tutelato l'ambiente, non hanno creato le condizioni per
il raggiungimento di obiettivi che finivano anche per riutilizzare
il sistema dei rifiuti trasformandoli in fatti economici.
Allora, qui ricordo come, all'inizio di questa legislatura,
essendo componente della Commissione Attività produttive', ho
partecipato, per la prima volta, in Sala Rossa, ad una audizione
congiunta tra la IV Commissione, presieduta dal presidente Mancuso,
e la III Commissione, presieduta dal collega Caputo, al fine di
fare una riflessione con i sindaci e i rappresentanti dei
ventisette ATO, nella convinzione di affrontare un tema
importantissimo per la nostra Regione.
Qui è chiaro che attorno a questa legge ci sono aspettative e
interessi che sono di tutti i 392 comuni che - ripeto, nessuno di
noi, né il Governo né questo Parlamento - può permettersi di
criminalizzare additandoli come gli unici responsabili del sistema
fallimentare che è stato ideato bene da questa Regione ma che, poi,
concretamente, essa non è riuscita a fare realizzare nei termini in
cui ci si era prefissi.
Oggi, qui non possiamo correre lo stesso rischio; dobbiamo
utilizzare questa esperienza negativa per approvare un buon disegno
di legge nell'interesse dei cittadini e non solo, anche dei 392
comuni che hanno problemi seri da affrontare rendendo un servizio
qualificato alla propria cittadinanza, alle proprie comunità ma
anche nei confronti del sistema delle imprese che, certamente, sono
coinvolte anche attorno a questo problema della gestione dei
rifiuti. Basti pensare a tutti i rifiuti speciali che sono prodotti
dal sistema di attività produttive.
Se ognuno di noi qui ha la propria idea ed è riuscito a
trasformarla, perché avere presentato 300 emendamenti su questo
disegno di legge - mi riferisco sia al Governo sia ai colleghi
parlamentari - significa che qualcuno vuole dare un contributo in
termini di miglioramento di questa legge.
Allora, a me, come parlamentare, non basta ascoltare l'autorevole
parere dell'assessore o del presidente della Commissione in
relazione ad un emendamento dicendo, con una sola parola sono
contrario o sono favorevole , se non vengono spiegati i motivi per
cui si esprime un voto contrario.
Se qui assistiamo ad un atteggiamento di questo tipo, siamo
partiti male perché noi tutti abbiamo tutti interesse ad approvare
un buon disegno di legge, forse, come diceva il collega Mancuso, il
più importante per la nostra Regione. Attraverso questo disegno di
legge, infatti, possiamo risolvere i problemi economici dei comuni,
delle aziende, dei cittadini che si sono visti quadruplicare le
tariffe o le tasse in relazione alla raccolta dei rifiuti
Dobbiamo mettere al centro, come diceva il collega Panepinto, i
comuni e loro soltanto possono contribuire a creare un sistema di
servizio qualificato perché hanno, certamente, il maggiore
interesse rispetto alla Regione che deve coordinare nello svolgere
un servizio qualificato nei confronti del miglioramento della
qualità della vita.
Non possiamo consentire che tanti comuni della Sicilia abbiano
avuto problemi seri legati al sistema dei rifiuti dal punto di
vista igienico-sanitario. Non possiamo consentire tutto questo.
Allora, credo che il Governo non possa venire qui a fare
riscritture e a non tenere conto che si tratta dei suggerimenti del
Parlamento. Bisogna fare una riflessione a 360 gradi. Certamente,
non sono tra quelli che sostengono in maniera speciosa
l'abolizione di tutti gli articoli di questo disegno di legge, ma
sono tra quelli che sostengono che questo disegno di legge debba
essere il migliore possibile e, poi, debba essere applicato senza
criminalizzare nessuno, nell'interesse dei siciliani.
MANCUSO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirare
l'emendamento 15.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 1.15.1:
«Al comma 1, lettera i) dopo la parola diversi aggiungere le
parole ai sensi dell'art. 198 del decreto legislativo 152/2006 ».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per il prosieguo del dibattito,
ricordo, comunque, che il Regolamento prevede - lo dico per lei,
onorevole De Luca, in modo tale che regoli i suoi interventi in
funzione della norma - che si può intervenire una sola volta sugli
emendamenti di uno stesso articolo, anche se si è firmatari di più
emendamenti. Questo è un emendamento aggiuntivo ed è la terza volta
che lei interviene, onorevole De Luca.
DE LUCA. Signor Presidente, lei è squisito, non le si addice; non
lo faccia.
PRESIDENTE. Glielo dico affinché regoli e programmi i suoi
interventi.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la soppressione
potenziale di questa lettera che, poi, è stato spiegato è
ridondante in quanto la norma nazionale già lo prevede, introduce
un profilo importante che è quello, comunque, della responsabilità
e quella che è la formulazione proposta dall'autorevole presidente
Mancuso è da me condivisa in pieno.
Signor Presidente, chiedo anche la sua attenzione rispetto a
questo tema della responsabilità, vorrei richiamare l'attenzione
del Parlamento e della Presidenza e, soprattutto, dell'Assessore,
in riferimento all'accertamento del tributo speciale per il
deposito in discarica dei rifiuti solidi.
Abbiamo in bilancio, in entrata, circa 28 milioni di euro l'anno
che le discariche dovrebbero versare alla Regione; una parte di
questa imposta deve essere versata dalla Regione alle Province.
Già da una piccola analisi - ma l'Assessore, credo, ci potrà dare
un dato effettivo, anzi, chiedo che riferisca all'Aula - in questo
momento, ora spiegherò pure il motivo, come stanno le cose rispetto
a questa impostazione secondo la quale, per legge, le discariche
dovrebbero automaticamente versare alla Regione e la Regione ne
accerta l'entrata. Mi riferisco esattamente al capitolo 16.07, per
chi vuole verificare, che fa riferimento ad una parte delle somme
che i Comuni versano alle discariche - siamo al paradosso rispetto
a questo tema.
I Comuni pagano le discariche, pagheranno circa 15 euro -
assessore, non so quanto sia esattamente l'importo, adesso lei lo
preciserà se per quintale o per tonnellata -, 15 euro a tonnellata.
E guardate che si tratta di una cifra enorme perché incide per
circa il 10 per cento del costo complessivo, il 15 per cento delle
somme che versiamo alle discariche che hanno anche il coraggio,
spesso, di chiudere i cancelli e di fare lobby, di fare cartelli,
quelli sì, rispetto, poi, alle difficoltà dei Comuni.
Allora, l'Assemblea regionale deve sapere - l'assessore lo sa,
perché già abbiamo avuto modo di parlarne - che ci ritroviamo di
fronte al paradosso, signor Presidente, che vengono estorte le
risorse ai Comuni, dopodiché si incassano queste risorse e, per
legge, devono essere versate alla Regione, la quale ne accerta
l'entrata. Mi fermo qui perché non vorrei fare una verifica dei
residui attivi, di come sono state iscritte queste risorse, e così
via; mi fermo qui, su questo tema, solo per una questione di
decenza, signor Presidente.
Perché, dunque, ho introdotto questo tema, considerato che si
parla di responsabilità? Di chi è la responsabilità? Di chi è la
responsabilità di questa scellerata vicenda? Perché questo
provvedimento non contiene una sanzione?
Assessore, dobbiamo sanzionare questi signori che trattengono per
un solo giorno i soldi dei cittadini; li dobbiamo sanzionare
revocando l'autorizzazione che poi è diventato il sistema, il
cartello che ha messo in ginocchio la Sicilia da questo punto di
vista.
Perché non si parla della lobby delle discariche in quest'Aula e
su questo disegno di legge? Lo dobbiamo introdurre qui
nell'articolo1. Assessore, dobbiamo inserire una sanzione
specifica, e non solo, ma dobbiamo anche prevedere che, entro
trenta giorni e non oltre, dall'entrata in vigore di questa legge,
questi signori versino alla Regione tutti i soldi che non hanno
versato finora e non sono solo i 28 milioni di euro riferiti
all'anno corrente, sia chiaro, anche da questo punto di vista.
Allora, se dobbiamo fare un'operazione-verità su questo tema,
signor Presidente, sono pienamente d'accordo, anzi, accetto la
sollecitazione dell'assessore, del Governo e di questo Parlamento,
proprio perché dobbiamo cominciare a parlare di cose serie e non
fare ostruzionismo.
Su questo tema attendo, dunque, la risposta dell'assessore, una
formulazione immediata - perché io non ne ho il potere -, ripeto,
immediata. Aggiungiamo una semplice lettera, Assessore, che faccia
riferimento ai due casi specifici che ho evidenziato: uno riguarda
la situazione attuale, il mancato versamento di queste risorse da
parte dei titolari di quelle discariche che ricattano i Comuni
chiudendo i cancelli perché non arrivano le risorse; il secondo
tema, signor Presidente, riguarda - e concludo - la revoca delle
autorizzazioni.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Solo per una
precisazione tecnica in modo che, poi, gli Uffici, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, possano intervenire
nella riscrittura corretta. Il richiamo all'articolo 198 è proprio
sulla responsabilità dei comuni sull'azione che essi devono
svolgere secondo il comma 1.
Deleghiamo, quindi, gli Uffici, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, a formulare meglio in lingua italiana quello
che l'Aula stasera sta decidendo.
Spero che il Governo sia d'accordo in tal senso.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mancuso. Ovviamente, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, quindi, in sede di
riformulazione del provvedimento, si terrà conto di quanto da lei
richiesto.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che si stia
un poco esagerando con questo disegno di legge, nel senso che sento
da tutte le parti politiche che questo disegno di legge, appunto,
sarebbe la salvezza della Sicilia e che, approvandolo, salviamo gli
interessi della Sicilia e dei siciliani.
Penso che dobbiamo ricondurre il discorso a cose più serie. Penso
che la Sicilia abbia bisogno di altro, signor Presidente; la
Sicilia ha bisogno di lavoro e dobbiamo iniziare a portare in Aula
quelle riforme che possono davvero cambiare le sorti di questa
Regione.
Ad esempio, una delle riforme che ritengo fondamentali è quella
che riguarda la burocrazia. Quella sì che è una legge che ci
dobbiamo intestare e che dobbiamo assolutamente accelerare.
Per quanto riguarda la norma sulla riforma degli ATO, penso che il
punto in questione sia assolutamente fondamentale, assessore; se è
vero, infatti, che la gestione degli ATO è fallita, su questo siamo
tutti d'accordo: hanno prodotto debiti; hanno creato carrozzoni
politici; a tutti i livelli si sono fatte le campagne elettorali
utilizzando queste strutture; sono state fatte assunzioni di ogni
genere e di ogni livello.
Se dobbiamo fare una riforma, questa riforma deve avere una svolta
reale ed è quella del ruolo delle amministrazioni comunali: le
amministrazioni comunali non possono essere relegate ad un soggetto
che non è assolutamente fondamentale nella gestione della raccolta
dei rifiuti.
Allora, bisogna sicuramente intervenire su questo punto, sul comma
1 della lettera i).
Non conosco bene l'articolo 198 del decreto legislativo 152/2006
che ha citato il presidente Mancuso ma, secondo me, dobbiamo
partire da questo perché costituisce un asse portante di questa
norma. Dobbiamo capire qual è, oggi, il ruolo dei comuni, cosa
devono fare e quali sono le loro responsabilità.
Il Governo, quindi, si attivi per chiarire esattamente questo
punto perché, almeno per quanto mi riguarda, lo ritengo strategico,
considerato che, nel momento in cui, a livello nazionale, abbiamo
avuto l'abolizione degli ATO, come ambiti territoriali
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. No.
SCILLA. No, perché ancora la legge deve essere approvata o perché
lei ha notizie diverse?
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, l'assessore interverrà
successivamente.
SCILLA. Signor Presidente, dobbiamo comprendere che stiamo
parlando di una cosa seria. Stiamo parlando di una cosa che ha
creato una montagna di debiti che, alla fine, pagano i nostri
concittadini siciliani.
Se dobbiamo intervenire, quindi, dobbiamo approvare sicuramente il
disegno di legge, dobbiamo sicuramente accelerare e dobbiamo
evitare di fare speculazione politica.
Mi rivolgo al collega Falcone, per quanto riguarda la maggioranza
in Aula, c'è una normale dialettica politica ma, quando andiamo a
votare, il risultato è netto. Questo però non vuol dire avere una
maggioranza in Aula, lavorare tanto per dire che una cosa si fa.
Assessore, al di là della filosofia e di alcuni ragionamenti,
dobbiamo capire concretamente - e questo lo riteniamo un punto
strategico - qual è il ruolo, qual è la funzione, quali sono le
responsabilità che hanno le amministrazioni locali.
Evidentemente, sicuramente si può lavorare in un'ottica
consortile. Il problema non è se ne creeremo nove. Bisogna
guardare, ad esempio, le specificità delle province: una cosa è la
provincia di Messina, un'altra è quella di Palermo, un'altra ancora
è quella di Trapani.
Dobbiamo capire quali sono gli assetti territoriali.
Non si tratta, quindi, di un aspetto da portare avanti così, in
maniera veloce; è un aspetto che, per quanto mi riguarda, dobbiamo
analizzare bene perché, per me, e penso per la parte politica che
rappresento, il PDL Sicilia, il ruolo dei comuni in questa riforma
è un ruolo prioritario, fondamentale e strategico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
disegno di legge stia vivendo un tormento particolare che rende
difficoltoso se andare avanti e se capire le cose di cui ci stiamo
occupando. Ci saranno ragioni legittime - non voglio giudicare
nessuno degli interventi finora svolti - ma occorre capire; se
questo disegno di legge è considerato importante, urgente da questo
Parlamento e da questo Governo, allora, lo approviamo; se, invece,
è un vezzo intellettuale dove ognuno di noi pensa di potersi
sbizzarrire su quello che sarebbe il mondo migliore possibile
logorandoci in una estenuante discussione che diventa defatigante
per ognuno di noi, vi dico subito che è meglio fermarsi qui perché
è evidente che un disegno di legge si approva se c'è la voglia di
farlo e se la voglia è condivisa.
Per quanto ci riguarda, riteniamo che, dopo il disastro che è
sotto gli occhi di tutti, la Sicilia si aspetta una legge che provi
a cambiare lo stato dell'esistente. Se questo non è un giudizio
condiviso da parte del Parlamento e da parte di quelli che
sostengono, in particolare, il Governo, dico signori non ce lo ha
prescritto il medico e, certamente, non saremo noi a diventare i
paladini di una legge che questo Parlamento non vuole.
Ci si dica allora come dobbiamo andare avanti perché una cosa
sono, ripeto, le tecniche e le tattiche parlamentari di
ostruzionismo che abbiamo fatto tutti e ne conosciamo le modalità
ma altra cosa è se, fra di noi, anche in chi a parole vuole la
legge, opera per non farla.
Se è così fermiamoci, lo ripeto, fermiamoci
Il Governo chiarisca se è suo intendimento portare a casa una
legge che parli di un problema drammatico che c'è in Sicilia. Il
Parlamento chiarisca se questa è una ragione condivisa, altrimenti,
ne prendiamo atto, ci fermiamo qui e, poi, vedremo quando
approvarla.
Con questa formulazione della lettera i), non ho più capito di
cosa stiamo parlando; c'era, infatti, un emendamento soppressivo
che è stato ritirato per specificare una norma di una legge
esistente. Mi sembrava una cosa così ovvia, scontata, che si fa in
un centesimo di secondo, invece, sento qui discutere di ruolo dei
comuni, fondamentale, riportiamo tutto ai comuni.
Sinceramente, c'è un testo; un testo si fa con gli emendamenti; se
ci sono altre cose, si presenta un emendamento sostituire quel
comma con un altro comma . Ma di cosa stiamo discutendo?
Ecco perché così diventa difficile. Questo è un disegno di legge
complesso, delicato. Lo approviamo, purtroppo, nel pieno di
un'emergenza drammatica, lo approviamo con l'immondizia davanti la
porta di ognuno di noi, quindi, dobbiamo avere la responsabilità
che operiamo in un confine dato. Ci sono leggi dello Stato; ci sono
leggi che obbligano ad un sistema di competenze alle quali la
legislazione della Sicilia è di tipo concorrente ma non è
sostitutiva, quindi, stabiliamo il confine nel quale ognuno di noi
opera o diventa veramente una fatica enorme.
Ecco perché mi rivolgo ai colleghi Presidenti dei Gruppi
parlamentari per dire: o valutiamo che ci fermiamo qui, non perché
è giovedì, capisco che è giovedì e siamo tutti stanchi però ci
dobbiamo capire perché qui non si tratta del giovedì perché il
problema è il giovedì ma, se poi martedì ricominciamo da giovedì,
abbiamo giocato a rinviare soltanto i giorni della settimana .
Ritengo che sarebbe necessario approvare il disegno di legge in
questo Parlamento, per dare una risposta ad un'emergenza che c'è.
Se non è condiviso, ne prendiamo atto e non si fa nulla ma
smettiamola di tormentarci per fare finta di fare una cosa che non
si vuole fare. Ne prendiamo atto e, a quel punto, arriveremo alla
finanziaria e poi si vedrà.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le ho consentito di parlare più
volte ma ci sono ancora molti iscritti a parlare: gli onorevoli
Buzzanca, Adamo, Incardona, Maira e anche il presidente del Gruppo
parlamentare MPA.
E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente. Ho ascoltato molto attentamente l'intervento
dell'onorevole Cracolici, così come ho ascoltato con attenzione gli
interventi dei colleghi che mi hanno preceduto ed è innegabile che
ci sia una forte tensione all'interno della maggioranza che
sostiene questo Governo ed è una legittima precisazione da parte
dell'opposizione che, in quest'Aula, è rappresentata dal Popolo
della Libertà e che, comunque, molto responsabilmente, sta tentando
di continuare a trattare questo disegno di legge.
Certo, è specioso l'intervento di qualcuno che si cimenta circa il
decreto legislativo numero 152 del 2006, l'articolo 198, che
stabilisce un principio molto semplice che è quello della
proporzionalità. Ciascuno ha il proprio ruolo, ciascuno ha la
propria competenza e mi pare che sia dettato da quella legge che,
certamente, è una legge alla quale dobbiamo prestare rispetto e che
dobbiamo osservare.
E' evidente, però, che non possiamo pensare che il Governo e la
propria maggioranza non si assumano le loro responsabilità.
Bisogna andare avanti su questo disegno di legge, bisogna
continuare anche all'interno di questo dibattito acceso, se volete
anche specioso, perché no, onorevole Cracolici.
I siciliani, infatti, aspettano questa legge, la aspettano i
comuni e la aspettiamo tutti quanti noi.
Ricordo a tutti che la Commissione della quale mi onoro di fare
parte - la IV - presieduta dall'onorevole Mancuso, in tempi
lontani, ha già esitato questa norma che, tuttavia, ha avuto - come
di solito sta succedendo in questi ultimi mesi - alterne vicende.
Dico che, con molta attenzione, assessore, guarderò la norma, l'ho
seguita in Commissione insieme a lei; alcuni emendamenti da me
proposti non sono stati approvati, altri emendamenti fanno parte di
questo disegno di legge.
Devo dirle che, sostanzialmente, condivido questo disegno di
legge. Vi è uno sforzo importante da parte dell'Assessore che, dal
punto di vista tecnico, ha fatto un buon lavoro. Non nascondiamo
alcune lacune; ci rendiamo conto che, in Aula, può essere
migliorato. Non a caso, abbiamo proposto alcuni emendamenti.
Abbiamo la preoccupazione della copertura finanziaria; abbiamo la
preoccupazione che attiene al passato, al pregresso e, quindi, alla
massa di debiti che, purtroppo, gli ATO, con una gestione
scellerata hanno portato avanti. Abbiamo, però, anche la
consapevolezza che, andando avanti così, quel miliardo e settanta
milioni di euro che rappresenta il debito al momento attuale
crescerà anche di più. Cerchiamo, quindi, di mettere da parte le
beghe e ciascuno faccia in quest'Aula il proprio ruolo perché,
onorevole Cracolici, lei deve fare il suo ruolo.
Non possiamo più nascondere ai siciliani che c'è una maggioranza
in quest'Aula della quale fa parte il Partito Democratico,
sostenuto dall' MPA e da quella parte che si è staccata dal PDL.
Ma a chi vogliamo farlo credere?
Questo non giova alla chiarezza della politica, non giova ai
siciliani, non giova ai lavori d'Aula e, quindi, non serve
all'approvazione di questo disegno di legge.
Se vogliamo approvarlo, scandiamo i tempi ma continuiamo. Non
cerchiamo pretesti che, poi, si annidano all'interno dei Gruppi. Vi
sono differenze all'interno del Partito Democratico, all'interno
del cosiddetto PDL Sicilia, all'interno dell'MPA.
Lo vediamo chiaramente, ma così non si può andare avanti.
Dovete assumervi l'onore e l'onere del Governo e, quindi, avete
l'obbligo di assumervi la responsabilità di legiferare e di farlo
in maniera corretta e coerente. Se così non è, l'Aula ne prenderà
atto. L'Aula capirà da che parte sta l'interesse dei siciliani e da
che parte sta - mi consenta il termine forte, signor Presidente -
l'interesse di bottega. Dobbiamo capirlo; dobbiamo renderci conto
di questo. Se non lo facciamo, è chiaro che non abbiamo a cuore la
sorte dei siciliani.
Questa è una norma che deve essere approvata subito e per la quale
ci batteremo perché abbiamo la consapevolezza che, al contrario, in
Sicilia, presto, si morirà di rifiuti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha
facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge
che ci apprestiamo ad esaminare è di estrema importanza per la
Sicilia. Di questo, tutto il PDL Sicilia è perfettamente
consapevole. E' un disegno di legge che rimedia al grave danno
fatto da un'altra legge, purtroppo, quella sugli ATO approvata in
Sicilia.
In quel periodo, ero Presidente della Provincia regionale di
Trapani e ho dovuto coordinare l'azione che i sindaci hanno subìto
e molti sindaci si rifiutarono di aderire all'ATO e furono
commissariati. Non c'è stata una scelta da parte dei sindaci ed
oggi, purtroppo, gli stessi sono costretti a pagare un prezzo molto
caro.
Questo era il senso dell'intervento dell'onorevole Scilla che,
forse, non è stato capito appieno.
Era un ribadire l'importanza della legge che interviene, invece, a
favore dei sindaci.
Vorrei, altresì, ricordare agli amici della precedente
legislatura, gli ex di Forza Italia, che fu proprio Forza Italia a
presentare un disegno di legge che, per le grandi linee, era
proprio il testo di legge che, oggi, ci apprestiamo a discutere,
che presentammo allora e che fu inserito, per errore, nella
finanziaria e che, poi, non potemmo portare a termine perché la
legislatura si interruppe.
E' un disegno di legge che, già dalla precedente legislatura, l'ex
Forza Italia e, oggi, con orgoglio, il PDL Sicilia sono felici di
portare avanti. E' un disegno di legge che, finalmente, sopprime i
Consigli di amministrazione e da ai sindaci il potere e,
soprattutto, la responsabilità. E credo che questa sia un'azione
che debba essere riproposta anche in altri campi. Separare,
infatti, il potere dalla responsabilità è gravissimo e, molto
spesso, in molte occasioni, i Consigli di amministrazione, nominati
con criteri politici, si sostituiscono ai sindaci e finisce ogni
forma di controllo vero e concreto da parte dei cittadini.
Sosterremo, quindi, con forza questo disegno di legge, certi che,
nel corso della discussione, possano intervenire riflessioni,
piccoli aggiustamenti, ma ne condividiamo l'impianto e lo
sosterremo con forza e lealtà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché, ancora una volta, mi sembra che il dibattito si stia
svolgendo su binari che non sono propri del ruolo del Parlamento
della Regione siciliana. Intanto, non c'è nessuno scandalo,
ritengo, se, in Aula, si manifestano diverse opinioni. C'è il
diritto di dibattere in Aula; l'Aula ha il diritto di esprimere la
propria opinione e ciascun deputato ha il diritto di esprimere la
propria opinione. E' vero che è stato espresso un voto in
Commissione; è vero che c'è stata una legge votata in Commissione;
abbiamo detto anche perché, c'era anche una urgenza. Ne abbiamo
anche apprezzato l'impianto generale che condivido ma, al tempo
stesso, però, mi spiace registrare, ancora una volta, che, quando
si viene qui a prendere la parola su questo podio, si dice e si
ripete un luogo comune che si è diffuso.
E' vero che in politica, spesso, bisogna cercare un colpevole,
addebitare a qualcuno la responsabilità. Ebbene, la responsabilità
la politica la addebita agli ATO per i rifiuti che sono sulle
strade; ma non è così, onorevole Cracolici, non è così. Io non sono
per condannare i pochi ed assolvere i molti sol perché si tratta di
una differenza numerica consistente e, in particolare, per
assolvere i sindaci.
La verità è che le somme stanziate per il recupero, per lo
smaltimento e per la gestione dei rifiuti non sono arrivate agli
ATO. Ci sono state, indubbiamente, delle discrasie nella gestione;
ci sono state assunzioni che non dovevano farsi, ma ci sono anche
esempi di ATO virtuosi, di ATO che hanno saputo lavorare, che hanno
saputo risparmiare.
Non è, pertanto, la legge in sé che non ha funzionato come
impianto generale; c'è stato un errore di fondo, quello di non
attribuire direttamente, con norma nazionale.
Come è stato detto, la competenza della Regione siciliana si
inquadra nella cosiddetta competenza concorrente con quella dello
Stato. Ebbene, non c'è stata una norma che ha attribuito un potere
impositivo agli ATO e, quindi, la possibilità di riscuotere, di
occuparsi anche della riscossione.
Quella che ci accingiamo ad approvare, quindi, è una norma
importante - è stato detto - e si deve andare avanti nel voto, si
deve andare avanti nel procedimento che porta al varo della legge.
Non bisogna continuare a confondere le idee, altrimenti non solo
diventa una legge approvata nell'emergenza ma è una legge
approvata su pregiudizi, soltanto per motivi di comunicazione, per
motivi mediatici, o meglio, alcune scelte fatte solo per motivi
mediatici, certamente non produrranno una buona legge, produrranno
ancora una volta una legge che non avrà gli effetti che noi tutti
auspichiamo.
Una cosa, comunque, non ci siamo ancora detti fino in fondo.
Quando l'assessore Russo è venuto in IV Commissione ad esporre e a
presentare il disegno di legge che il Governo ha proposto, ha detto
bene quando ha detto che un nodo centrale del disegno di legge è
quello dei debiti che i Comuni hanno nei confronti degli ATO, oltre
alla questione relativa al personale, di cui ci dobbiamo comunque
occupare, che è stato, nel frattempo, impegnato in questa attività.
Questi due nodi, quindi, sono i nodi fondamentali attraverso i
quali passa anche la capacità di questo disegno di legge di
produrre effettivamente gli effetti che noi auspichiamo: fare in
modo che i rifiuti non rimangano nelle strade, che non rimangano
tra le nostre case.
Ebbene, quando diciamo che ci occuperemo della copertura
finanziaria proprio per dare la possibilità ai Comuni di provvedere
al pagamento dei loro debiti, di stendere in qualche modo un velo
pietoso anche sulle attività dei sindaci che hanno speso le somme
destinate allo smaltimento e alla gestione dei rifiuti per altre
attività, magari qualche volta per feste, festini e altro, anche in
questo caso, se non affrontiamo questo problema, è chiaro che non
avremo risolto nessuno dei problemi che oggi vorremmo affrontare.
Non è vero che solo con il varo della legge, cioè senza questo
aspetto, senza la copertura, senza il superamento di questo
problema, si avranno gli effetti positivi che tutti speriamo.
Su questo tema dovremmo riflettere; su questo tema bisogna
immediatamente che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e la Commissione Bilancio diano delle indicazioni
precise, non una riunione informale come, d'altra parte, è stato
detto e denunciato proprio qui, da questo podio, anche
dall'onorevole Cintola.
Se c'è da riflettere, quindi, si rifletta. E' chiaro che il
disegno di legge bisogna approvarlo, bisogna andare avanti ma
occorre approvare un disegno di legge che sia effettivamente, poi,
foriero di buoni risultati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ci sarebbe
motivo di parlare se, attraverso l'intervento del collega
Cracolici, non avessimo ravvisato la necessità di precisare alcune
cose. Naturalmente, le preciso a nome del Gruppo parlamentare UDC.
L'UDC è notoriamente partito di opposizione in questa fase storica
della politica siciliana. L'UDC ha, più volte, detto che intende
svolgere un ruolo di opposizione costruttiva, di votare
provvedimenti legislativi condivisi e condivisibili, di migliorare,
in ogni caso, i disegni di legge e di non votare le proposte
legislative su cui non c'è una volontà convinta di voto.
Su questo disegno di legge, l'UDC ha detto, sin dal primo momento,
che è un disegno di legge che lo convince; necessariamente, quindi,
bisogna accelerarne l'iter e la definizione in Aula.
Abbiamo cercato di migliorarlo in Commissione; abbiamo dato
qualche suggerimento normativo; abbiamo visto che i nostri
suggerimenti sono stati accolti - ritengo perché ragionevoli - e si
è svolta una riunione fiume in Commissione, ieri, dalle 11.00 alle
17.00, alle 16 e, poi, dopo l'Aula, c'è stata una riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari con la presenza dell'assessore e
del Presidente della Commissione e del Presidente della Regione.
Credo, anche in quella occasione, con buoni risultati di
comprensione e di condivisione.
E, allora, ribadisco che l'UDC è pienamente convinto - ne ha la
volontà - di procedere rapidamente ad approvare questo disegno di
legge che ritiene importante e che ritiene, checché ne possano dire
i messaggi propagandistici, la prima legge di riforma del Lombardo
ter.
Fino ad ora, infatti, leggi di riforma non ne abbiamo approvate.
Intendiamo partecipare a questa legge di riforma, ma siano chiare
alcune cose: abbiamo la volontà di fare le riforme, ma nessuno ci
può chiedere anche l'obbligo di mantenere i numeri di Aula. Non
compete a noi, compete alla maggioranza, se c'è una maggioranza.
Abbiamo la volontà di definire questo provvedimento legislativo ma
non ci si venga a chiedere di capire i contrasti all'interno dei
Gruppi perché è il Governo che deve mantenere la sua maggioranza.
E se devo dare un'interpretazione delle battute, degli interventi
di oggi ma anche di quelli di ieri, signor Presidente, si metta
d'accordo la maggioranza.
Comprendo la preoccupazione dell'onorevole Cracolici, ma
l'onorevole Cracolici deve chiamare a raccolta i Gruppi di
maggioranza e ci dica quello che dobbiamo fare.
L'UDC è pronta ad andare avanti; ma se, per esempio, stasera,
dobbiamo stancamente continuare sino alle ore 21.00, e anche oltre,
soltanto con diatribe di posizione, lanciandoci messaggi in codice
ma, soprattutto, prendendo atto dei messaggi in codice che ci
lancia la maggioranza, è perfettamente inutile, signor Presidente.
Allora si rinvii a martedì; la maggioranza registri i suoi numeri
e le sue intenzioni in modo che, martedì, si possa speditamente
lavorare.
Ribadisco che l'UDC è pronta ad andare avanti se la maggioranza
risolve stasera i suoi problemi. Anche stasera siamo pronti ad
andare avanti senza limiti di orario; però, non tocca a noi
superare i momenti di difficoltà della maggioranza.
Noi siamo opposizione e restiamo opposizione, seppure opposizione
costruttiva.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, il giusto intervento e l'esternazione motivata
dell'onorevole Cracolici ha dato, ancora un volta, la possibilità
di perdere un'altra mezz'ora, un'altra ora di tempo, a
dimostrazione che stiamo ripercorrendo un percorso della legge
sulla casa, dove tutti abbiamo detto che la volevamo approvare,
però, per arrivare al traguardo abbiamo dovuto perdere due sedute
d'Aula.
Per quel che riguarda i rifiuti, pensavo che eravamo in una
posizione privilegiata, migliore, in quanto avevamo avuto una
discussione generale breve, lineare, sintetica e condivisa da tutti
i Gruppi, avendo come interlocutore il rappresentante del Governo,
l'assessore Russo che ci aveva dato anche la possibilità di farci
conoscere a fondo un disegno di legge da tutti condiviso, bisognoso
solo di piccole modifiche ma, soprattutto, da tutti ritenuto
necessario, urgente ed anche sufficiente per dare risposte alla
grande emergenza rifiuti che attanaglia la Sicilia.
Abbiamo avuto riunioni costruttive, positive, all'interno anche
della Commissione Territorio ed ambiente. E, giustamente e
correttamente, il collega Maira ricordava anche la riunione finale
di ieri sera con il Presidente della Regione, con l'assessore
Russo, in cui tutti i presidenti dei Gruppi presenti in Aula hanno
concordato sulla necessità di approvare questo disegno di legge.
Nei comportamenti reali, poi, però, sembrerebbe che non si voglia
approvare il disegno di legge.
Per quanto ci riguarda, ritengo che non ci siano problemi di
tenuta della maggioranza. E dico anche al collega Cracolici che,
per quanto ci riguarda, per quanto riguarda il Gruppo PDL Sicilia,
riteniamo di essere coerenti e coesi e, soprattutto, abbiamo
proposto solo dei piccoli emendamenti che sono assolutamente
irrisori e che non vanno ad attaccare la ratio del disegno di
legge. E, quindi, si può e si deve procedere in tal senso.
Ritengo che, prima o dopo, occorrerà mettere mano a modificare il
Regolamento per quel che riguarda i lavori d'Aula perché non si può
permettere che, su ogni singolo emendamento, si possano fare decine
di interventi, si possa intervenire solo ed esclusivamente con
intenti ostruzionistici.
Per quanto ci riguarda ribadisco ancora una volta, e sottolineo la
nostra posizione, che il nostro Gruppo parlamentare, al di là
dell'episodio che è stato chiarito con l'onorevole De Luca,
presente in Aula, sostiene questo disegno di legge e manifesta una
volontà precisa perché questo disegno di legge vada fino in fondo e
diventi strumento legislativo della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono ancora iscritti a
parlare gli onorevoli Laccoto, Rinaldi e Di Benedetto. Fermo
restando che adesso darò la parola ai colleghi iscritti,
ovviamente, alla luce delle considerazioni che ci sono state e che
sono state avanzate da più parti ed anche da autorevoli esponenti e
presidenti di Gruppi parlamentari di quest'Aula, dopo gli
interventi dei colleghi ancora iscritti a parlare, rinvierei a
martedì prossimo, pregando, nel frattempo, sempre alla luce delle
considerazioni che sono state fatte, di cercare di fare seguire
coerenza alle dichiarazioni. Perché?
Lo dico perché voglio ricordare a tutti - e la Presidenza non può
non farlo notare - che il dibattito si sta svolgendo non tanto nel
merito di un emendamento presentato, da tutti accettato e
condiviso, ma su tematiche inerenti il merito della norma stessa.
Farei, pertanto, concludere i colleghi che sono iscritti a
parlare, dopodiché rinvieremo i lavori d'Aula a martedì prossimo,
sperando che, nel frattempo, ci sia un cammino più virtuoso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente e prendo spunto da quello che ha già detto la Presidenza
in merito al fatto che un emendamento si è trasformato in una
occasione di discussione generale con manifestazione di posizioni
politiche.
Se l'assessore ha la bontà di ascoltarmi un attimo, vorrei dire
che ho ascoltato gli interventi precedenti, anche illustri,
compreso quello dell'onorevole Buzzanca. Vorrei, però, partire da
quella che è la realtà oggi in Sicilia.
Abbiamo una emergenza rifiuti che facciamo finta di non
comprendere, di non capire; in questo momento siamo ad un passo, e
forse oltre, da quella che è stata l'emergenza a Napoli o in
Campania. Penso che un Parlamento responsabile che non voglia
essere additato per irresponsabilità abbia l'obbligo di portare
avanti norme che, prima di tutto, superino l'emergenza in cui noi
ci troviamo.
In fondo, le posizioni che sento, quelle degli onorevoli Adamo,
Incardona e di altri presidenti di Gruppi parlamentari, partono da
un presupposto.
I problemi sono due: uno riguarda la riforma della legge e bisogna
andare avanti; l'altro, al quale mi associo, è quello per il quale
questa emergenza non è dovuta a responsabilità ai comuni -
ricordiamocelo -, questa emergenza è dovuta alla creazione di ATO
che non avevano nessuna formazione aderente al territorio, nessuna
formazione di libertà verso gli enti locali, nessuna libertà data
agli enti locali. Pertanto, quando oggi ci presentiamo ai cittadini
con una riforma degli ATO, dobbiamo pur fare questa riforma urgente
partendo da un altro presupposto. In questa legge dobbiamo inserire
necessariamente - a me non interessano le questioni tecniche, se la
vedano i tecnici, se la veda il Governo - una norma per superare
l'emergenza di questi giorni.
Questa è la sintesi della discussione di stasera in quest'Aula.
Credo che siamo tutti d'accordo, non potrebbe che essere così; al
di là delle parole e al di là della demagogia più o meno spinta,
tutti siamo d'accordo a fare una riforma degli ATO. Ma in questa
riforma deve essere contenuta una norma chiara e precisa che superi
l'emergenza di questi giorni.
Le obiezioni di carattere economico e tecnico non possono impedire
che, in questa fase, assieme alla riforma vera e propria, si
inserisca questa norma.
E, allora, io dico: il Governo presenti entro martedì, assieme
alla riforma che ha già presentato, una norma che consenta di
superare l'emergenza di questi giorni. Su questo credo che, poi, la
responsabilità sarà di tutti coloro che vorranno impedire che sia
approvata una riforma necessaria ed urgente. Questa, a mio avviso,
é la sintesi della discussione che si è fatta, forse partendo da un
emendamento ma che, poi, è diventata la discussione prolungata di
questa sera.
Se ciò serve a chiarire le posizioni, se serve a fare capire che
l'emergenza di questi giorni è frutto della norma a suo tempo
varata, una norma illogica e irresponsabile, per cui certamente non
possiamo essere additati noi come responsabili, forse il dibattito
sarà servito ad accelerare la riforma questa sera, anche rinviando
alla settimana prossima ma con le idee più chiare su quello che si
deve fare e su come deve essere affrontata l'emergenza anche di
questi giorni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, intervengo soltanto per un minuto per
richiamare l'attenzione della Presidenza, visto che ormai abbiamo
deciso di rinviare il dibattito a martedì prossimo e considerato
che eravamo arrivati alla discussione degli articoli e che la
discussione generale era stata chiusa, come lei ha ricordato poco
fa, visto che gli articoli sono tanti e così pure gli emendamenti,
la prego, a partire da martedì prossimo, di far attenere i deputati
che interverranno sui singoli emendamenti all'argomento in
discussione, cioè all'argomento degli emendamenti.
Se qualche deputato prenderà la parola con la scusa di intervenire
su un emendamento per aprire poi un dibattito come quello che c'è
stato oggi, la prego di intervenire a norma del Regolamento e di
richiamarlo all'argomento all'ordine del giorno; in caso contrario,
la prego di togliere la seduta perché, così facendo, arriveremo a
Pasqua senza concludere l'esame di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, lei sa che questa Presidenza si è
prodigata per cercare di mantenere la discussione nell'alveo
dell'argomento in esame, e sa pure che, per quanti richiami
puntuali la Presidenza possa fare, non può comprimere il dibattito
oltre un certo limite.
Certamente, sulla base delle considerazioni che ho espresso prima
- lei me ne ha dato atto - cercheremo di incanalare il dibattito
verso una efficacia del dibattito stesso, altrimenti rimane fine a
se stesso.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha
facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo e sento
una profonda diversità tra quelli che sono i principi enunciati e
quello che è, poi, l'atteggiamento concreto che viene praticato
all'interno dell'Aula.
L'onorevole Buzzanca dice: C'è la maggioranza? Esca fuori questa
maggioranza
Onorevole Buzzanca, c'è una maggioranza sul voto delle riforme,
per cui sarà nostro compito assicurare una maggioranza d'Aula in
occasione del voto sulle riforme. Ma, probabilmente, il contenuto,
quello che deve stare all'interno delle riforme, è oggetto di
discussione di quest'Aula.
Se lei guarda l'elenco degli emendamenti, non c'è un testo
interamente condiviso da questa maggioranza; vi sono emendamenti
che modificano, che correggono il testo.
Dico ancora di più, e mi rivolgo all'onorevole Adamo che afferma
di condividere il testo e che si produrranno piccoli aggiustamenti:
onorevole Adamo, c'è l'emendamento 5.17, a sua firma, che sconvolge
l'assetto della norma prevedendo che i Comuni non devono o possono
decidere di non associarsi negli ATO, che possono muoversi
liberamente, fare gli appalti da soli o associarsi con altri
Comuni. Allora, di cosa stiamo parlando? Forse c'è una differenza
di fondo su come intendiamo la legge? Quale legge pensiamo di
approvare?
Assicuriamo, dunque, la maggioranza d'Aula, ma affrontiamo,
all'interno della stessa, la discussione sugli emendamenti,
ragioniamo, votiamo e costruiamo insieme delle buone norme.
Questo, ritengo, é il punto fondamentale. Vediamo, come dicevo
nella discussione generale, di volare alto evitando di difendere
piccoli interessi, piccole questioni che pure ci sono tra un
emendamento e l'altro. Se, infatti, su qualche interesse si blinda
una maggioranza trasversale, è chiaro che sull'impianto complessivo
del disegno di legge non ci può essere una maggioranza seria e
dignitosa in quest'Aula. Si suscitano pulsioni, spinte. Questa è la
ragione.
Allora, Assessore, credo che occorre approvare una legge seria che
guardi concretamente agli interessi della Sicilia, alle emergenze e
non ai piccoli interessi che pur si trascinano.
Girando per i corridoi in questo Palazzo ho avuto l'impressione di
assistere ad alcune scene che in passato condannavamo da questa
tribuna, delle quali accusavamo l'allora governatore Cuffaro: scene
di presenze, di spinte, eccetera. E, allora, riappropriamoci della
nostra dignità e approviamo un disegno di legge che sia realmente
per l'emergenza, che risolva i problemi e non presti il fianco alla
tirate di giacchetta.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore.. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, intervengo solo per esprimere rammarico sulla sua
decisione, comprendendo ciò che è successo in Aula, in quanto, se
facciamo riferimento a quello che è stato lo sforzo del Parlamento
e delle Commissioni, questo Parlamento e le Commissioni si
sforzano, da un anno e mezzo, a partire dal disegno di legge numero
280, di portare la riforma non solo in Aula ma a disposizione dei
siciliani.
Questa sera abbiamo vissuto i quattordici mesi che ci lasciano da
quel disegno di legge che - vorrei ricordare ai colleghi - giace
impolverato in Commissione Bilancio.
Rispetto a questo e alla mancanza di sensibilità verso una Terra
che sta bruciando in ogni campanile, noi prendiamo - dico noi
perché mi sento anch'io concorde con la sua decisione,
naturalmente, dopo avere ascoltato tutti - ancora tempo rispetto ad
una legge che, invece, doveva avere la corsia preferenziale, non
solo nel merito ma anche nella nostra mente.
In Aula, invece, prevale la logica della squadriglia; in Aula
prevale la logica di posizionamento nell'eventuale Governo che si
deve, più o meno, ancora formare; in Aula prevale una lotta senza
quartiere dove nessuno, ad oggi, è entrato nel merito della
riforma.
Signor Presidente, sono rammaricato, quindi, per la decisione e
spero la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, per la
prossima settimana - lo proporrò al mio Gruppo parlamentare -
annulli tutte le convocazioni delle Commissioni e che si tenga Aula
nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, sia in seduta diurna
sia, se serve, pomeridiana e notturna affinché questo disegno di
legge possa raggiungere l'obiettivo o, quanto meno, possa fare
capire ai siciliani quali sono le forze politiche che vogliono
veramente riformare e quali sono, invece, quelle che ancora
vogliono restaurare. Rispetto a questo rassegno a lei, signor
Presidente, queste mie considerazioni nel rispetto e nel rammarico
della sua decisione, che ha dovuto prendere obtorto collo rispetto,
appunto, a quello cui abbiamo assistito in Aula.
Per quanto mi riguarda, signor Presidente - e concludo - non
assisteremo più inermi a questo modo di procedere delle
squadrette' che si sono costituite qui, in Parlamento, senza
offesa per i colleghi parlamentari. Non è, infatti, il disegno di
legge adatto per fare battaglie sottostanti a quello che, invece,
deve essere il più alto ragionamento delle riforme vere in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ovviamente terremo conto della
sollecitazione venuta da lei, come da altri deputati, per cercare
di portare a termine, nel modo più veloce possibile, questo disegno
di legge, tenuto conto anche del fatto che già la settimana
prossima la Commissione Bilancio dovrebbe iniziare a lavorare.
Troveremo comunque una soluzione per dare, vista l'urgenza, quanto
più spazio possibile alla trattazione di questo disegno di legge.
Pongo in votazione il subemendamento 1.15.1, della Commissione. Il
parere del Governo?
RUSSO PIER CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.3 è precluso.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Per essere
precisi, l'emendamento 1.3 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Donegani è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
525-528/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numeri 525-528/A.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 1.11.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non sia
corretto procedere nei nostri lavori perché questa Presidenza ha
annunciato che, subito dopo gli interventi degli onorevoli Laccoto,
Rinaldi e Di Benedetto, la seduta sarebbe stata rinviata a martedì,
alle ore 16.00, e così molti deputati sono andati via. Ritengo,
pertanto, opportuno che si rispetti la decisione della Presidenza,
già comunicata all'Aula e rinviare i lavori a martedì.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, ho già preso la decisione di rinviare
la seduta. Comunque, ha facoltà di parlare.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei entrare
nel merito della decisione presa dalla Presidenza, ci mancherebbe
altro. Capisco che la Presidenza ha assunto una decisione e la
rispetto. Vorrei entrare nel merito di quanti, come l'onorevole
Mancuso, amico mio, hanno utilizzato il paragone delle squadrette'
o, comunque, si sono ispirati alle squadrette.
Personalmente non faccio parte di alcuna squadretta e credo che
molti colleghi, in quest'Aula, non facciano parte di alcuna
squadra; fanno parte semplicemente di una cultura di coerenza, di
lealtà nei rapporti, anche fra avversari e, soprattutto, di merito.
Devo dire con molta semplicità che - anche se sono anni che
ascolto perché mi piace, a volte, ascoltare e poco, invece, parlare
-, questa sera abbiamo dato un cattivo esempio di cosa possa
significare una discussione di merito vera e seria. Non c'entrano
niente le squadrette', onorevole Mancuso, e mi rivolgo a lei
perché la ritengo un amico e, quindi, posso permettermi, da questo
punto di vista, di prendere spunto da quanto da lei affermato.
E anche la questione delle squadrette', se vista come un
confronto vero fra coloro che, come noi - parlo di me,
evidentemente non impegno nessuno -, hanno scelto il patto per le
riforme, è un'effettiva riforma; é inutile che ci si venga a dire
che siamo semplicemente nella situazione in cui stiamo affrontando
l'emergenza.
Stiamo riformando un sistema che ha dato cattivo esempio di come
deve seriamente funzionare una realtà che, nella nostra Isola, può
produrre, speriamo mai, guai seri.
Stiamo cercando di centrarlo, cogliendo tutti i limiti di quel
sistema e, quando sento dire che non ci sono particolarismi, vorrei
che seriamente tutti dimostrassimo che non ci sono particolarismi.
E mi indigno quando sento dire che siamo tutti innamorati di questo
testo e che vogliamo che vada avanti e, poi, sostanzialmente,
giochiamo con logiche che non hanno niente da spartire con un
Parlamento come quello siciliano - rispetto anche alla sua storia,
permettetemi di dire non è retorica -.
Mi indigno perché il problema non è se sospendere adesso o meno -
ci mancherebbe -, se finiamo un articolo o se ne finiamo due. Il
problema è che i cittadini siciliani devono guardare con maggiore
attenzione e con maggiori elementi di conoscenza questo gioco al
massacro.
Signor Presidente, nel segnalare questo non vorrei assolutamente
che tanti di noi siano accomunati a quello che è un gioco al
massacro rispetto alle questioni vere da affrontare.
Personalmente, non sto al gioco al massacro, ma sto al merito.
Vogliamo migliorare questo testo, vogliamo confrontarci su alcune
questioni che hanno anche un carattere filosofico rispetto alla
filosofia vera che deve avere questa norma? Bene.
Penso, però, che dovremmo smetterla, ma non perché mi scandalizzi
la formula x di un modo di fare opposizione. Non mi scandalizza
assolutamente. Mi scandalizza un fatto: dire una cosa e poi operare
in maniera esattamente contraria a ciò che si dice, affermando che
le squadrette' ci sono solo quando fa comodo.
Le squadrette, onorevole Mancuso, sono all'interno pure della sua
squadra, come lei ben sa, e sono squadrette sfasciste'.
FALCONE. L'onorevole Mancuso è un provocatore
ODDO. Bravo, é un provocatore l'onorevole Mancuso, ha ragione.
Squadrette sfasciste' che mettono semplicemente un ostacolo ogni
mezz'ora, mentre invece cercano di alimentare qualcosa che è
normale: il confronto democratico fra coloro che hanno deciso di
dire bene, ci vuole un patto per le riforme perché eravamo
arrivati al punto che tutti conoscete .
Smettiamola, dunque, di fare ragionamenti che non stanno né in
cielo né in terra e, se è vero che non siamo affezionati ai
particolarismi, cerchiamo invece di rendere alla Sicilia qualcosa
che credo sia necessario, ancor prima di pensare a fare slittare o
meno altri appuntamenti, perché sappiamo tutti che la fase che
dovremo affrontare, l'esame del bilancio e della finanziaria, è
molto più delicata di quanto sappiamo.
Allora, con onestà intellettuale, con ragionevolezza e con buon
senso, se è possibile andiamo avanti. Poi, chi metterà in moto
tutti i giochetti possibili e immaginabili se ne assumerà la
responsabilità. Ma è bene che i siciliani lo sappiano, altrimenti
questo gioco pirandelliano diventerà il grottesco di una fase,
secondo me, particolarmente interessante della vita di questo
Parlamento.
Personalmente, non voglio vedere per forza il bicchiere mezzo
vuoto, voglio vederlo mezzo pieno e ritengo che stiamo mettendo
mano ad aspetti importantissimi che riguardano il futuro della
nostra Regione e il futuro di alcuni servizi indispensabili che
dovrebbero essere garantiti ai cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16
marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
inquinati» (525-528/A) (Seguito);
2) - «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
(470-470 bis);
3) - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(471-471 bis).
La seduta è tolta alle ore 20.14.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli