Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 152 di giovedì 11 marzo 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   SCOMA,  segretario  f.f,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Ardizzone, Bonomo, Digiacomo, Ferrara, Fiorenza, Forzese, Galvagno,
  Gianni,  Lo Giudice, Marrocco, Marziano, Pogliese, Scammacca  della
  Bruca e Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Modifica  dell'articolo 12 della legge regionale 14 aprile  2009,
  n.  5,  recante   Norme  per  il riordino  del  Servizio  sanitario
  regionale'» (538)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Gennuso,
  Colianni, Calanducci in data 10 marzo 2010;

   «Istituzione e finanziamento di Zone Franche Urbane» (539)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Cracolici,   Ammatuna,   Digiacomo,   Apprendi,   Barbagallo,    De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Donegani, Faraone,  Ferrara,  Galvagno,
  Gucciardi,   Laccoto,   Marinello,  Marziano,   Mattarella,   Oddo,
  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale,  Termine,
  Vitrano in data 10 marzo 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato   alla   competente   Commissione   legislativa    Attività
  produttive' (III):

   «Disposizioni in materia di energia nucleare» (506)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 10 marzo 2010
   parere IV.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati  resi  dalla
  competente Commissione legislativa  Affari Istituzionali' (I):

   «Ente   autonomo   portuale  di  Messina  -   Nomina   commissario
  straordinario» (75/I)
   reso in data 9 marzo 2010.
   inviato in data 11 marzo 2010;

   «Azienda   sanitaria   provinciale   di   Siracusa.   Designazione
  componente in seno al collegio sindacale» (76/I)
   reso in data 9 marzo 2010.
   inviato in data 11 marzo 2010;

   «Azienda  ospedaliera  per l'emergenza  Cannizzaro  di  Catania  e
  Azienda   ospedaliera   universitaria  G.   Martino   di   Messina.
  Designazione componenti del collegio sindacale» (77/I)
   reso in data 9 marzo 2010.
   inviato in data 11 marzo 2010;

   «Azienda ospedaliera universitaria  Policlinico Vittorio Emanuele'
  di Catania. Designazione componente del collegio sindacale» (78/I)
   reso in data 9 marzo 2010.
   inviato in data 11 marzo 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   SCOMA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   l'accordo  chimico  di  programma  della  provincia  di  Siracusa,
  siglato  nel 2005, prevedeva, tra l'altro, la realizzazione  di  un
  rigassificatore nella zona industriale di Melilli;

   alla  luce  di  quanto  sopra, la società IONIO  GAS  (società  di
  progetto  in  joint venture che vede la partecipazione  al  50  per
  cento  di ERG e SHELL) ha presentato un progetto per la costruzione
  di un terminale di rigassificazione a Melilli;

   visto che:

   il  progetto  della IONIO GAS ha ricevuto tutte le  autorizzazioni
  previste  dalla legge sia in termini di impatto ambientale  sia  in
  termini  di  sicurezza generale. Nello specifico,  il  progetto  in
  questione  ha  ottenuto, tra l'altro, il nulla osta  da  parte  del
  comitato   tecnico   regionale  ed  il  parere   favorevole   della
  commissione valutazione ambientale del Ministero dell'ambiente;

   l'investimento complessivo dichiarato dalla società  IONIO  GAS  è
  pari  a  circa  800 milioni di euro, di cui il 10  per  cento  sarà
  interamente investito sul territorio di Priolo, Melilli ed Augusta,
  al  fine  di migliorare, con interventi mirati nel sociale e  nelle
  attività  economiche, la qualità della vita in una delle  zone  più
  inquinate della Terra;

   tali  investimenti  sono vitali per l'area industriale  e  per  la
  difesa  dei livelli occupazionali della zona di Priolo, Melilli  ed
  Augusta,  soprattutto in un momento economico di enorme  difficoltà
  come quello che la Sicilia sta vivendo;

   considerato che:

   per   completare  l'iter  procedurale  ed  avviare  i  lavori   di
  costruzione del rigassificatore necessita l'autorizzazione da parte
  della  Regione  siciliana e la preventiva definizione  in  apposita
  conferenza   dei   servizi,  da  convocare  a  cura  dell'Assessore
  regionale per l'energia e dei servizi di pubblica utilità;

   la  società IONIO GAS ha fatto chiaramente sapere che non  ha  più
  intenzione di attendere ancora oltre, dopo ben due anni  di  attesa
  per la sola autorizzazione regionale;

   alla  luce  di  quanto  sopra,  se entro  aprile  la  Regione  non
  convocherà  la  conferenza dei servizi,  la  SHELL  abbandonerà  il
  progetto;

   per   sapere   se   non  ritengano  urgente  ed  improcrastinabile
  convocare,  entro il mese di marzo, la conferenza  di  servizi  che
  ratifichi tutte le autorizzazioni già ottenute dalla società  IONIO
  GAS,   al  fine  di  sbloccare  immediatamente  questo  vitale   ed
  importantissimo investimento». (1075)

                              ADAMO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   con il decreto assessoriale n. 303/IX del 6 aprile 2009 sono stati
  resi   operativi   gli   interventi  di   riorganizzazione   e   di
  verticalizzazione della rete scolastica in Sicilia;

   con detto decreto assessoriale, la Direzione didattica Pascoli  di
  Augusta  veniva autorizzata alla verticalizzazione, con  decorrenza
  dall'anno scolastico 2010/2011, relativa trasformazione in Istituto
  Comprensivo ed istituzione delle relative classi di scuola media;

   considerato che:

   il  Comune  di  Augusta faceva ricorso al T.A.R.  di  Catania  per
  chiedere  l'annullamento del decreto assessoriale de  quo,  con  il
  quale,   come  detto,  era  prevista  la  verticalizzazione   della
  direzione  didattica Pascoli di Augusta in istituto  comprensivo  ,
  con istituzione della scuola media;

   il dirigente generale del Dipartimento di pubblica istruzione, con
  nota   del   22   luglio   2009,  inviava   dettagliata   relazione
  all'Avvocatura dello Stato di Catania, chiedendo la costituzione in
  giudizio e la difesa del proprio operato che si appalesava corretto
  e privo di vizi;

   con  nota  dell'8 febbraio 2010, il Sindaco del Comune di  Augusta
  rappresentava  la mancanza delle condizioni minime  previste  dalla
  normativa  di  riferimento  per l'intervento  di  verticalizzazione
  della  direzione  didattica di cui in premessa ed, in  particolare,
  contestava   il  numero  insufficiente  di  alunni  e  la   mancata
  disponibilità di locali idonei ad ospitare il costituendo  istituto
  comprensivo,  come se, fino ad allora, l'istituto scolastico  fosse
  stato utilizzato ad altri scopi;

   visto  che ad oggi, il T.A.R. di Catania non si è ancora  espresso
  sull'oggetto del contendere e che sarebbe stato utile ed  opportuno
  aspettare la conclusione del gravame prima di modificare il decreto
  assessoriale 303/IX/09 che istituiva l'istituto comprensivo Pascoli
  di Augusta;

   per sapere:

   quali  siano  state le motivazioni che avrebbero hanno  spinto  il
  neoassessore   regionale   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale  a  revocare il provvedimento del  suo  predecessore,
  emanando  il  D.A. 162/IX/10 di sospensione della verticalizzazione
  della direzione didattica Pascoli di Augusta ;

   se  non  si  ritenga  utile ed indispensabile  annullare,  in  via
  cautelativa, il provvedimento di sospensione degli effetti del D.A.
  303/IX del 6 aprile 4/09 ed attendere prima la pronuncia del TAR di
  Catania,  al  fine  di evitare l'instaurarsi e  l'insorgere  di  un
  odioso contenzioso con i genitori che hanno iscritto i propri figli
  alla  prima classe della scuola media Pascoli di Augusta  in  forza
  del  D.A.  303/IX  /09 che a pochi giorni dalla  conclusione  delle
  iscrizioni, si vuole privare di ogni valore legale;

   se  non  ritengano urgente ridare la serenità dovuta  agli  alunni
  delle  quinte  classi  dell'istituto Pascoli  di  Augusta  che  già
  guardavano  con  serenità al proprio futuro, insieme  agli  attuali
  compagni  di  classe,  e che oggi, alla loro tenerissima  età,  con
  tutti  i  rischi  connessi, si vedono scippati di questo  diritto».
  (1077)

                                                   VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   SCOMA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   in  data  25  febbraio 2010, a margine di una riunione tenutasi  a
  Roma fra le segreterie nazionali di FISASCATCISL e UILTUCS-UIL e  i
  rappresentanti americani della JCPC (commissione congiunta  per  il
  personale  civile), per discutere del piano di inquadramento  unico
  del   personale  civile  italiano  dipendente  delle  Forze  armate
  statunitensi, il presidente della JCPC comunicava che per  esigenze
  di   riduzione/ristrutturazione  della  forza  lavoro   la   marina
  americana  avrebbe dovuto effettuare la riduzione di 150  posizioni
  lavorative  (fra italiani e americani) nelle basi di  Napoli  e  di
  Sigonella (CT) entro il 2010;

   detta riduzione taglierebbe 62 posti di lavoro a Sigonella;

   la  comunicazione della riduzione di 150 posizioni lavorative è da
  ritenersi gravemente irrituale;

   ogni  anno  in  settembre,  nel  corso  della  riunione  per   gli
  adeguamenti   salariali,  la  stessa  commissione   comunica   alle
  organizzazioni sindacali la previsione per l'anno seguente;

   nel  corso  dell'ultima riunione di settembre 2009, il  presidente
  della  commissione comunicava ufficialmente che per tutto  il  2010
  non erano previsti tagli di posizioni in organico;

   la  comunicazione della riduzione di personale  di  cui  sopra  fu
  prontamente  diffusa  da  emittenti locali  (Teletna)  e  nazionali
  (TGCOM),  prima  ancora che il personale ne fosse  informato  dalle
  organizzazioni sindacali;

   in   data   successiva,  nei  primi  giorni  di  marzo  2010,   le
  rappresentanze sindacali furono convocate dall'ufficio personale di
  base che consegnò le liste delle posizioni da abolire;

   il  comunicato  diffuso  dagli  americani  a  tutti  i  lavoratori
  indicava che i comandi avrebbero tenuto conto e praticato tutte  le
  procedure  possibili per minimizzare l'impatto di  detta  riduzione
  sui  dipendenti, cercando un ricollocamento interno o il  passaggio
  allo Stato per quelli coperti dalla legge n. 98 del 1971 ovvero  il
  licenziamento  di  dipendenti  che,  avendo  maturato  il  diritto,
  possano essere collocati in pensione;

   considerato   che   le  organizzazioni  sindacali   immediatamente
  indissero lo stato di agitazione;

   atteso che:

   le  organizzazioni sindacali sono state convocate il 10 marzo 2010
  all'ambasciata USA a Roma;

   è  da  considerare l'ipotesi che la riduzione potrebbe coinvolgere
  personale  coperto dai benefici della legge n. 98 del 1971,  ma  in
  ogni  caso, considerata la scarsa presenza di Ministeri in zona,  i
  lavoratori siciliani sarebbero pesantemente discriminati rispetto a
  tutti i dipendenti italiani delle basi americane dislocate in tutta
  Italia;

   per sapere quali iniziative urgenti intendano attuare a tutela dei
  lavoratori siciliani della base NATO di Sigonella». (1076)

                          POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  molto
  brevemente, abbiamo avuto modo di leggere un intervento  autorevole
  dell'assessore Venturi sulla stampa quotidiana di ieri e  di  oggi.
  L'intervento  era molto profondo e anche molto delicato  e  toccava
  temi, appunto, molto delicati.
   Abbiamo, altresì, avuto modo di apprendere - sempre dalle medesime
  testate - che il Presidente Lombardo concorda con le considerazioni
  dell'assessore Venturi e, siccome queste considerazioni  riguardano
  la  burocrazia  regionale,  una non bene identificata  né  definita
  burocrazia regionale che peraltro, già per tre volte, il Presidente
  Lombardo ha avuto modo di modificare nella sua dirigenza e, quindi,
  nelle  sue  massime espressioni, in ragione della  delicatezza  del
  tema  affrontato dall'intervento autorevole dell'assessore Venturi,
  a  nome  del  Gruppo  parlamentare UDC, le  chiedo  formalmente  di
  chiedere  al  Presidente  della Regione  e  all'assessore  Venturi,
  assessore per le attività produttive, di riferire in Aula in merito
  a  chi  sono i burocrati che formano l'azione amministrativa  e  di
  governo  della  Regione e, eventualmente, quali sono le  iniziative
  che  il  Governo  intende  intraprendere - qualora  dovesse  essere
  accertato che è così - contro questi burocrati.
   Chiediamo  su  questo  punto un dibattito d'Aula.  Grazie,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei sa perfettamente quali sono gli
  strumenti  che  quest'Aula mette a disposizione  dei  deputati:  le
  interrogazioni, le interpellanze e le mozioni. Il deputato è libero
  di utilizzare gli strumenti che il Regolamento concede e consente.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, il collega ha soltanto  chiesto
  di poter fare un dibattito d'Aula.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ieri,  è  stato
  annunciato,  in Aula, il disegno di legge numero 537  di  cui  sono
  firmatario.  Le  chiedo  di inviarlo alla  III  Commissione  perché
  riguarda   attività produttive , nello specifico,  ristoranti,  che
  dobbiamo  cercare di normalizzare. In Sicilia, vogliamo  creare  un
  circuito  di ristoranti di qualità per dare una spinta  al  settore
  gastronomico.
   Chiedo,  quindi,  formalmente che questo disegno  di  legge  possa
  essere  assegnato,  per  l'esame, alla  III  Commissione   Attività
  produttive .

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rivolgo un  invito,
  una  preghiera  alla sempre attenta Presidenza di questa  Assemblea
  relativamente allo svolgimento dei lavori d'Aula settimanali.
   Ho  registrato,  in  più  di  un'occasione,  la  difficoltà  della
  celebrazione  di sedute pomeridiane nella giornata di  giovedì.  Le
  rivolgo  il  mio invito, anche per il futuro, affinché  lei  voglia
  prevedere  inizi  mattutini. In una giornata come  quella  odierna,
  infatti, anche trattandosi di una legge così importante, visto  che
  non   c'è   stata  la  concomitanza  di  riunioni  di   Commissioni
  legislative,  sarebbe  stato più auspicabile  -  questa  è  la  mia
  personale  convinzione - un inizio mattutino, anche per  consentire
  ai  deputati  che provengono da più lontano - penso a quelli  della
  provincia di Messina, di Catania, di Siracusa, un po' da  tutta  la
  Sicilia  eccetto  i  palermitani -  un  più,  non  dico  comodo  ma
  fruttuoso impiego delle ore di permanenza a Palermo.
   Signor  Presidente,  spero che la Presidenza  voglia  prendere  in
  considerazione questa richiesta che ritengo sia condivisa da  altri
  deputati.

   PRESIDENTE. Onorevole Arena, la sua richiesta era stata già fatta,
  qualche  settimana fa, dal Presidente del suo Gruppo  parlamentare,
  onorevole   Musotto.   In  quella  circostanza   risposi   che   la
  determinazione degli orari delle sedute dell'Aula e, quindi,  anche
  delle riunioni delle Commissioni, era stata decisa dalla Presidenza
  ed   approvata   dalla   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.
   Il  calendario, quindi, rimane così fissato fino alla  fine  della
  sessione finanziaria, certamente, fino alla fine del mese di marzo.
  Successivamente,   la   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  si  riunirà e, se lo riterrà,  potrà  modificare  gli
  orari  di  seduta del Parlamento, prevedendo il giovedì mattina  al
  posto  del giovedì pomeriggio. Non sarà, ovviamente, preclusa  tale
  possibilità.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto  che  la
  richiesta avanzata mi sembra contraddittoria, dal momento  che,  da
  un lato, si dice che si lavora poco in quest'Aula e, dall'altro, si
  dice, al contrario, che dovremmo riunirci ancora meno.
   Al  di  là  di  questo, credo - alla luce dell'incontro  tenutosi,
  ieri,  in Commissione, a seguito del rinvio soltanto informale  del
  disegno di legge sui rifiuti, rinvio che purtroppo, mio malgrado, è
  andato  a vuoto e non ha avuto un proficuo risultato, se non quello
  di una iniziale esposizione e di un confronto che abbiamo avuto con
  l'Assessore  su alcuni degli emendamenti di riscrittura  presentati
  dal  Governo -, che la volontà finale della Commissione  sia  stata
  quella di rinviare tutto all'Aula, anche perché la Commissione  non
  poteva  entrare  nel merito degli emendamenti, considerato  che  si
  trattava, ripeto, di un rinvio informale, nonostante, ieri sera, ci
  sia  stato un incontro tra i Presidenti dei Gruppi parlamentari  ed
  il Presidente della Regione e mi pare che questo ulteriore incontro
  non abbia sortito alcun effetto.
   Ciò significa, a mio avviso, che stasera non possiamo non iniziare
  l'esame  degli articoli.  Dovremmo iniziare a discutere  l'articolo
  1,   magari,   subordinando   l'inizio   della   discussione   alla
  esplicitazione che il Governo volesse fare, in Aula, sugli articoli
  di riscrittura.
   Mi  spiego. Da un lato, stasera, si potrebbe andare avanti, atteso
  che non c'è stato alcun tipo di problema, in questo senso, anche da
  parte  della  Commissione  e si è detto che,  ancora  oggi,  nessun
  Gruppo  parlamentare ha ritenuto opportuno ritirare gli emendamenti
  che  aveva presentato; dall'altro lato, però, è giusto che iniziamo
  l'esame  degli articoli dopo, previo un chiarimento che l'Assessore
  vorrà  fare  circa  questi  emendamenti  perché,  magari,  chi  era
  presente in Commissione ha potuto apprendere quali erano la portata
  ed il tenore di questi emendamenti, mentre i deputati che non erano
  presenti in Commissione, non essendone venuti a conoscenza, sarebbe
  giusto  che  ne venissero informati per poi proseguire utilmente  i
  lavori.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Seguito della discussione del disegno di legge  «Gestione
                         integrata dei rifiuti
              e bonifica dei siti inquinati» (525-528/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione del disegno di legge  numeri  525-528/A
  «Gestione  integrata  dei rifiuti e bonifica dei  siti  inquinati»,
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissioni a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.
   Onorevoli  colleghi,  prima  di procedere  all'esame  dei  singoli
  articoli del disegno di legge, al fine di rendere più agevole e più
  chiaro   il  lavoro  che  stiamo  per  affrontare,  desidero   dare
  comunicazione  delle decisioni adottate da questa Presidenza  sugli
  emendamenti presentati.
   Tali  decisioni, con il supporto degli Uffici, sono state  assunte
  avendo presente:
   -  la  determinazione della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  comunicata nella seduta numero 144 del  23  febbraio
  u.s.,  con  la  quale si è disposto di limitare l'esame  alle  sole
  questioni  di carattere ordinamentale, rinviando quelle comportanti
  spesa all'esame dei documenti finanziari;
    - il rispetto delle norme del Regolamento interno che prescrivono
  il  numero  di firme necessario per la presentazione di emendamenti
  una volta che sia cominciata la discussione generale (art. 112).
   Sulla  base  di  tali considerazioni, la Presidenza ha  dichiarato
  inammissibili  gli  emendamenti non ricompresi  nel  fascicolo  del
  disegno di legge per  mancanza del numero necessario di firme ed ha
  disposto  l'invio  in  Commissione Bilancio degli  emendamenti  che
  presentano profili di carattere finanziario.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Laccoto e Fagone.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                               525-528/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge numeri 525-528/A.
   Si passa all'articolo1. Ne do lettura:

                               «Titolo I
                     Oggetto finalità e competenze

                              Articolo 1
                          Oggetto e finalità

   1.  Oggetto  della presente legge è la disciplina  della  gestione
  integrata  dei  rifiuti e la messa in sicurezza,  la  bonifica,  il
  ripristino  ambientale  dei  siti  inquinati,  nel  rispetto  della
  salvaguardia  e tutela della salute pubblica, dei valori  naturali,
  ambientali   e   paesaggistici,  in  maniera  coordinata   con   le
  disposizioni  del  decreto legislativo 3  aprile  2006,  n.  152  e
  successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive
  comunitarie  in  materia di rifiuti. Finalità della presente  legge
  sono le seguenti:

   a) prevenire la produzione di rifiuti e ridurre la pericolosità;

   b)  promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali  da
  ridurre  all'origine  la  produzione di  rifiuti,  soprattutto  non
  riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;

   c)  promuovere  l'informazione e la partecipazione dei  cittadini,
  attraverso  adeguate  forme di comunicazione,  rivolte  anche  agli
  studenti delle scuole di ogni ordine e grado;

   d)  promuovere  il riutilizzo, il riciclaggio ed il  recupero  dei
  rifiuti urbani e speciali;

   e)  promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani
  e di quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria il
  sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità
  e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;

   f)  incrementare l'implementazione di tecnologie impiantistiche  a
  basso  impatto ambientale, che consentano un risparmio  di  risorse
  naturali;

   g)    ridurre    la   movimentazione   dei   rifiuti    attraverso
  l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
  produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione
  della salute e dell'ambiente;

   h) favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;

   i) riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio
  erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi;

   l)  valorizzare  la partecipazione dei cittadini, con  particolare
  riferimento  a  forme  di  premialità economiche  in  funzione  dei
  livelli di raccolta differenziata raggiunti;

   m)  rendere  compatibile l'equilibrio economico  del  servizio  di
  gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili
  e  con  le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della
  TIA,  avuto  riguardo  alla necessità di  tutelare  con  misure  di
  perequazione le fasce sociali più deboli e di ridurre l'evasione  e
  la elusione fiscale in materia.

   2.  Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione assicura  lo
  smaltimento  dei  rifiuti  urbani  non  pericolosi  attraverso  una
  progressiva  autosufficienza  degli  Ambiti  Territoriali  Ottimali
  (A.T.O.)  di cui all'articolo 200 del decreto legislativo 152/2006.
  Per  i  rifiuti speciali prodotti dalle aziende commerciali e dalle
  industrie  si  applica,  per  quanto  possibile  ed  ambientalmente
  conveniente, il principio della vicinanza del luogo di produzione a
  quello di smaltimento, tenendo conto del contesto geografico, delle
  eventuali  condizioni  di crisi ambientale  o  della  necessità  di
  impianti specializzati. Il conferimento dei rifiuti avviene  previo
  decreto emanato dal competente Dipartimento regionale delle acque e
  dei  rifiuti,  che  verifichi l'esistenza di  tutte  le  condizioni
  necessarie al conferimento stesso.

   3.  Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano
  le  disposizioni contenute nel decreto legislativo 152/2006 e nella
  normativa statale e comunitaria vigente».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione:

   emendamento 1.1:

   «Al  comma  2  dopo  le parole  specializzati  aggiungere   tenuto
  conto anche dei costi posti a carico delle aziende interessate »;

   - dagli onorevoli Caronia, Ruggirello, De Luca:

   emendamento 1.6:

   «Sopprimere l'articolo 1»;

   emendamento 1.7:

   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 1.12:

   «Sopprimere il comma 2»;

   emendamento 1.13:

   «Sopprimere il comma 3»;

   - dagli onorevoli Corona, Bosco,  Limoli, Torregrossa:

   emendamento 1.8:

   «Al  comma  1,  lettera  d) dopo la parola   speciali   aggiungere
   creando  un sistema industriale diretto all'utilizzo del materiale
  recuperato »;

   emendamento 1.9:

   «Al  comma  1,  lettera  f) dopo la parola   naturali   aggiungere
   favoriscano la separazione secco umido ed il recupero  energetico.
  Favorire,  altresì,  la  modifica e  l'ampliamento  degli  impianti
  attualmente  esistenti  e  la  realizzazione  degli  impianti   già
  autorizzati »;

   emendamento 1.11:

   «Al  comma  1,  lettera  m) dopo la parola   TIA   aggiungere   ed
  occorrendo attraverso anticipazioni su fatture »;

   - dagli onorevoli Faraone, De Benedictis, Panarello, Apprendi:

   emendamento 1.2:

   «Al   comma 1, lettera e), dopo le parole  il sistema di  raccolta
  porta  a  porta  aggiungere  ed iniziative riconosciute innovative,
  ad alto contenuto culturale, legale e sociale, sviluppate e gestite
  totalmente  da soggetti giuridici che al 31 dicembre  2009  abbiano
  sede legale in Sicilia »;

   emendamento 1.4:

   «Al  comma  2,  dopo le parole  del decreto legislativo  152/2006
  aggiungere   assimilando le  isole ecologiche' e gli  ecopunto'  ai
  centri comunali di raccolta »;

   - dagli onorevoli Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone, Vinciullo:

   emendamento 1.10:

   «Al comma 1 sostituire la lettera f) con la seguente:
    f) Incrementare l'implementazione di tecnologie impiantistiche  a
  basso  impatto  ambientale che consentono un risparmio  di  risorse
  naturali  o siano diretti al recupero energetico. Favorire altresì,
  la modifica e l'ampliamento degli impianti attualmente esistenti  e
  la realizzazione degli impianti già autorizzati »;

   - dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto e Apprendi:

   emendamento 1.3:

   «Al comma 1, sostituire il punto i) con il seguente:
    i)  ai  comuni spetta la titolarità di organizzare la raccolta  e
  smaltimento dei rifiuti i servizi direttamente e in forma associata
  con altri comuni.
   I   comuni  promuovono  la  raccolta  differenziata  nel   proprio
  territorio  e  adottano i necessari provvedimenti per la  riduzione
  della TARSU o della TIA »;

   - dagli onorevoli Arena, Romano e Musotto:

   emendamento 1.5:

   «Al comma 2 sostituire la parola  smaltimento  con  gestione ».

   Si passa all'emendamento 1.6.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  1
  definisce  l'oggetto  e  le finalità di questo  disegno  di  legge.
  Abbiamo proposto un emendamento soppressivo perché le finalità  che
  vengono così descritte in questo testo non sono complete; manca una
  serie di effetti che scaturiranno sicuramente da questo testo.
   Il  primo degli elementi fondamentali che, nelle finalità,  manca,
  mi  pare sia la stabilizzazione del personale assunto con qualunque
  procedura  -  ne  parleremo successivamente, quando  sarà  trattato
  l'apposito articolo - che non tiene conto, neppure da questo  punto
  di vista, delle assunzioni fatte fino a qualche giorno fa.
   Nelle   finalità,   dunque,   onorevole   Cracolici,   manca    la
  stabilizzazione assoluta, indiscriminata, fino a qualunque  momento
  fatta,  anche  contro  il  divieto delle assunzioni,  di  tutto  il
  personale che, fino a ieri, è stato assunto nel sistema degli  ATO.
  Questa  finalità  manca  nell'articolo 1 e  invito  l'Assessore  ad
  inserirla. Per gli altri, poi, approfondiremo i vari profili.
   Signor Presidente, non possiamo approvare una norma carente di una
  finalità così fondamentale.
   Manca anche un'altra finalità. Mi riferisco a ciò che in gergo  si
  dice  affossare oltre il 70 per cento dei comuni siciliani . Questo
  è un obiettivo consequenziale.
   Applicando,  in  questo momento, l'articolo  61  della  precedente
  finanziaria,   manca,  nelle  finalità  del   disegno   di   legge,
  l'affossamento dei comuni siciliani.
   Perché questo aspetto non viene assolutamente evidenziato?
   E'  un  interrogativo  che  vi pongo,  considerato  che  la  norma
  transitoria,  nonostante sia stata riscritta,  fa  espresso  rinvio
  all'articolo 61, sempre della finanziaria, tanto è vero che  questo
  disegno di legge non ha copertura finanziaria.
   Ciò  significa  che,  attualmente, applicando  l'articolo  91,  ci
  rifaremo  semplicemente ed esclusivamente alle  casse  dei  comuni.
  Questa è formalmente la situazione.
   Allora,  considerato che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari ha fatto una differenziazione che, in questo  momento,
  continuo  a non capire, oggi formalmente sto affrontando  un  testo
  che,  all'articolo 1, manca di un'altra finalità, quella di mandare
  in dissesto circa il settanta per cento dei comuni siciliani
   Manca,  inoltre,  un ulteriore elemento che non  è  scritto  nelle
  finalità. Stiamo prevedendo un  intervento per tagliare la testa ai
  ventisette mostri che sono i ventisette ATO. Oggi, quest'Aula,  per
  cancellare un peccato originale, parla solo di mostri e parla anche
  della  causa  di  questi mostri che, per il modo  in  cui  è  stato
  articolato questo disegno di legge, sembrano essere solo i  comuni;
  come se i comuni avessero legiferato in merito e avessero inventato
  gli  ATO; come se i sindaci, dall'inizio, avessero fatto parte  del
  tavolo    regionale   della   lottizzazione   dei    Consigli    di
  amministrazione   degli  ATO;  come  se  i   sindaci,   soprattutto
  all'inizio,  avessero definito le direzioni  generali  e  le  varie
  assunzioni che si sono fatte.
   Manca  questa finalità, cari colleghi. Sapete qual è? La creazione
  di  altri  nove mostri; ne cancelliamo ventisette e, poi,  dobbiamo
  vedere  quali sono i nuovi mostri virtuosi o virtuali  e  a  questi
  nove mostri ne aggiungiamo altri.
   Allora,  signor Presidente, Assessore, dobbiamo aggiungere  questo
  ulteriore  elemento  fondamentale: l'Assemblea cancella  ventisette
  mostri,  ne inventa altri nove, tanto è vero che, da una previsione
  originaria, in cui era prevista la formula consortile, disciplinata
  dal  testo  unico degli enti locali, come è a noi  tutti  noto,  un
  emendamento del Governo reintroduce, invece, una società consortile
  per  azioni. Poi, quando arriveremo a trattare l'apposito articolo,
  ci renderemo conto di cosa significa questo.
   Abbiamo detto in quest'Aula che abbiamo sostenuto uno dei problemi
  degli  ATO. Successivamente, però,  se ne sono andati per i  cavoli
  loro ,  per non utilizzare altri termini, cioè si sono inventati  i
  mostri,   dopodiché,  queste  macchine  sono  andate   a   velocità
  supersonica, portando, di fatto, al baratro un sistema.  E  questo,
  per i motivi che ho esposto, è sbagliato.
   E'  stato, però, aggiunto anche che era la forma giuridica  quella
  che  ha  consentito  a questi mostri di andare avanti  secondo  una
  direzione.
   Stiamo riproponendo - attenzione, colleghi - non nel testo  ma  in
  quello  che sarà un emendamento - lo approfondiremo - proposto  dal
  Governo,  una  forma  societaria  a  cui  si  applicano  le  regole
  civilistiche  e, in questo momento - poi, sicuramente,  ci  saranno
  ancora    subemendamenti,   ci   saranno   ulteriori    emendamenti
  modificativi - stiamo costituendo una società per azioni a  cui  si
  applicheranno le norme civilistiche e, quindi, tutte le motivazioni
  che  abbiamo  sostenuto in quest'Aula rispetto a  quelle  che  sono
  state le dinamiche degli ATO.
   Sostanzialmente, le stiamo reintroducendo con una  differenza:  al
  posto  di  avere  ventisette società, ne avremo  nove  ma  con  una
  logica,  alla  fine,  privatistica perché continueranno  ad  andare
  sempre  -  lo  ribadisco  -  per  i fatti  loro,  proprio  per  non
  utilizzare altri termini.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, ci   accingiamo  a  discutere  un
  disegno  di legge importantissimo, battezzato da qualcuno  come  la
  prima legge di riforma varata da quest'Aula.
   Considerato   l'intervento  ostruzionistico  di  un  collega   del
  Movimento  per  le Autonomie, rispetto a quella che,  invece,  deve
  essere l'azione

                           (Brusio in Aula)

   Non  ho  detto del Gruppo del Movimento per l'Autonomia ma  di  un
  collega  del  Movimento  per  l'Autonomia,  rispetto,  invece,   ad
  un'azione  che  deve  vedere  il  Parlamento,  in  modo  sinergico,
  ragionare su questo disegno di legge.
   Signor  Presidente, le chiedo, considerata la scarsa  presenza  in
  Aula  della  cosiddetta maggioranza, nel rispetto anche  di  questa
  Commissione, di sospendere per qualche minuto la seduta  perché  so
  che  i  colleghi  sono  presenti  nel  Palazzo  per  dare  loro  la
  possibilità  di  partecipare  tutti a questa  attività  di  riforma
  importantissima. Qualora non si presentassero, sarebbe  un  segnale
  politico  di  cui  tenere  conto e noi non possiamo  approvare  una
  riforma con la presenza sparuta di Gruppi parlamentari che hanno la
  responsabilità  politica,  oggi,  su  fatti  che,  certamente,   in
  Sicilia, sono rilevanti.
   Signor  Presidente, al di là dell'utilizzo di metodi regolamentari
  diversi  per richiamare, eventualmente, prima del voto in  Aula,  i
  colleghi,  la  invito  a sospendere i lavori soltanto  per  qualche
  minuto.  Sono  certo che i colleghi verranno in  Aula  tra  qualche
  minuto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Bosco  e  Speziale  hanno
  chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                               525-528/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numeri 525-528/A. Onorevole Mancuso, come lei sa  il  numero
  legale  è  sempre  presunto  fino a quando  non  c'è  una  verifica
  contraria.  Sinceramente,  non mi sento  di  sospendere  la  seduta
  soltanto  in  virtù  della  richiesta  di  un  deputato,  anche  se
  autorevolissimo presidente di Commissione.
   Propongo di andare avanti. Se, poi, la mancanza del numero  legale
  venisse  rilevata, lei sa perfettamente cosa sarebbe  previsto  dal
  nostro Regolamento.
   Si  passa  all'emendamento 1.6, a firma degli  onorevoli  Caronia,
  Ruggirello e De Luca.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   DE  LUCA.  Chiedo  che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  anche  dagli  onorevoli  Caronia,  Cascio   Salvatore,
  Cordaro,  Corona,  Dina,  Maira, Mineo,  indìco  la  votazione  per
  scrutinio nominale dell'emendamento 1.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Vota sì: De Luca.

   Votano  no:  Adamo,  Ammatuna, Arena, Aricò, Barbagallo,  Cintola,
  Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis,  Falcone,
  Gucciardi, Lentini, Marinello, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto,
  Oddo, Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Romano, Termine.

   Sono  in  congedo:  Ardizzone, Beninati, Bonomo, Bosco,  Campagna,
  Digiacomo,  Fagone, Ferrara, Fiorenza, Forzese,  Galvagno,  Gianni,
  Greco, Laccoto, Lo Giudice, Marrocco, Marziano, Picciolo, Pogliese,
  Scammacca, Speziale, Vinciullo.

   Si astiene: Ruggirello.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti     .. 35

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Sospendo,  pertanto la seduta ed avverto che la stessa  riprenderà
  alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.54, è ripresa alle ore 18.07)

                 Presidenza del Vicepresidente FORMICA


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Comunicazione relativa a cessazione di appartenenza a Gruppo
                             parlamentare
                      e adesione ad altro Gruppo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in data  odierna,  è
  pervenuta  alla  Presidenza dell'Assemblea e,  per  conoscenza,  al
  Presidente  del  Gruppo  parlamentare Movimento  per  le  Autonomie
  (MPA),  una lettera, datata 11 marzo 2010, con la quale l'onorevole
  Cateno  De  Luca,  a  seguito  di ampie considerazioni,  manifesta,
  innanzitutto,    l'intendimento   di   voler   fugare    potenziali
  interpretazioni circa la sua attuale posizione ricoperta in seno al
  Gruppo parlamentare dell'MPA.
   E,  proprio  in relazione all'approfondita disamina  del  contesto
  politico-parlamentare in cui è maturata la sua personale decisione,
  lo  stesso dichiara, con effetto immediato, il passaggio al  Gruppo
  Misto,  nell'intento,  fra  l'altro, di  voler  ricondurre  la  sua
  vicenda   alla    forma  parlamentare',  così  come  previsto   dal
  Regolamento interno dell'Assemblea.
   Nel rappresentare, peraltro, che il testo integrale della nota  in
  questione  trovasi  agli  atti  di  questa  Presidenza,  ne  deriva
  pertanto che, con decorrenza odierna, l'onorevole De Luca cessa  di
  far  parte  del Gruppo parlamentare MPA per aderire contestualmente
  al Gruppo Misto.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  eravamo  in  fase  di   votazione
  dell'emendamento 1.6.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, in effetti, la seduta  era  stata
  sospesa  per  mancanza del numero legale in fase di  votazione  ma,
  vista la situazione e preso atto della comunicazione pervenuta alla
  Presidenza, do brevemente la parola all'onorevole De Luca.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo doveroso,
  considerato  che  la Presidenza ha fatto un breve sunto  della  mia
  comunicazione,  prendere la parola per darne lettura  integralmente
  all'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, le ho dato la  parola  sull'ordine
  dei  lavori;  avrà  modo di intervenire successivamente  su  questo
  argomento, del quale, tra l'altro, la Presidenza ha fatto  un'ampia
  sintesi.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  merito  alla
  prosecuzione dei lavori vorrei sottolineare la sostanziale  assenza
  -  lo  abbiamo  già verificato formalmente - della maggioranza  dei
  parlamentari.  E mi dispiace evidenziarlo perché, come  è  avvenuto
  già  per  qualche  altro provvedimento, vi è stata  grande  enfasi,
  abbiamo fatto grandi comunicati, grandi processi ed espresso grandi
  giudizi in assoluta libertà, sulla stampa in modo particolare.
   Ritenevo   che,   a  seguito  di  questa  enfasi,  quindi,   anche
  dell'impegno  che sembrava profuso nell'affrontare definitivamente,
  velocemente  e  seriamente la questione, ogni  Gruppo  parlamentare
  fosse consequenziale rispetto agli annunci e alle premesse fatte su
  questo disegno di legge.
   Devo,  purtroppo,  prendere  atto  che  stasera  non  è  così   e,
  considerato che siamo arrivati alle ore 18,15 di giovedì - anche se
  potremmo proseguire fino a domenica e, per quanto mi riguarda  sono
  disponibile -, chiedo formalmente alla Presidenza che si  tenga  in
  considerazione  il fatto che l'Assemblea, questa sera,  non  sembra
  nella piena consapevolezza di affrontare seriamente il percorso che
  dovrebbe  portarci,  senza alcuna riserva  e  remora,  a  risolvere
  realmente la questione.
   Aggiungo  che, ieri, è stato affrontato in sede di Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  un  tema  che  non  è  stato
  risolto  -  ha  partecipato  anche  il  Ragioniere  generale  della
  Regione,   dottor   Emanuele  -  per  quanto   riguarda   l'aspetto
  finanziario,  sul  quale  c'è stata solo  una  presa  di  posizione
  dell'onorevole Cracolici, che si è opposto a quanto stabilito, cioè
  di  affrontare,  prima, la parte normativa e,  dopo,  la  questione
  finanziaria,  come  se  le  leggi si approvassero  così,  a  futura
  memoria,  sotto il profilo della copertura finanziaria solo  perché
  qualcuno   ha  stabilito  che  deve  creare  un  successivo   spot,
  probabilmente giornalistico, per dire di aver fatto la riforma.
   Bene,  ancora  su  questo  argomento,  non  è  stata  data  alcuna
  risposta:  si è detto semplicemente e categoricamente  che  non  si
  applicherà l'articolo 61 della finanziaria dello scorso  anno,  che
  prevedeva,  entro dieci giorni dall'entrata in vigore della  legge,
  la  nomina  di  commissari ad acta per monetizzare i debiti  che  i
  Comuni hanno nei confronti degli ATO.
   Ciò  significa che, entro dieci giorni, manderemo i Commissari,  a
  carico   dei   bilanci   comunali,  per  porre   in   liquidazione,
  sostanzialmente  in  dissesto finanziario, circa  il  settanta  per
  cento dei Comuni.
   Soltanto per presunzione, si continua a sostenere, da un lato, che
  non c'è la necessità della copertura finanziaria e, dall'altro, che
  questa  norma  non  si applicherà. La norma transitoria,  onorevoli
  colleghi,  figura  anche nell'emendamento presentato  dal  Governo,
  dove  è  previsto  il riferimento specifico all'articolo  61  della
  finanziaria. Allora - e concludo - si dica chiaramente che si vuole
  procedere,  in  termini  definitivi,  in  un  senso:  quel   senso,
  comunque, che personalmente non posso accettare.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                               525-528/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  1.6, con il parere contrario del Governo e della Commissione.

   DE  LUCA.  Chiedo  che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento   anche  dagli  onorevoli  Caronia,  Cascio   Salvatore,
  Cordaro,  Corona, D'Asero, Dina, Maira e Ragusa, indìco la votazione
  per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Vota sì: De Luca.

   Votano  no:  Adamo,  Ammatuna, Arena, Aricò, Calanducci,  Cintola,
  Colianni,  Cracolici,  Currenti,  D'Agostino,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Di  Mauro, Faraone,  Federico,  Gucciardi,
  Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lupo,  Mancuso,
  Marinello, Marinese, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto,  Nicotra,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Raia, Rinaldi,  Romano,  Ruggirello,
  Scilla, Termine, Torregrossa.

   Sono  in  congedo:  Ardizzone, Beninati, Bonomo, Bosco,  Campagna,
  Digiacomo,  Fagone, Ferrara, Fiorenza, Forzese,  Galvagno,  Gianni,
  Greco,   Lo   Giudice,  Marrocco,  Marziano,  Picciolo,   Pogliese,
  Scammacca, Speziale, Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:
   Presenti            51
   Votanti             42
   Maggioranza         22
   Favorevoli            1
   Contrari            41
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.7.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  sull'articolo  1,  abbiamo già avuto modo di  esprimere  le  nostre
  perplessità  su  una  serie di lacune che, rispetto  alle  finalità
  della  norma,  sono state evidenziate quando si  è  discusso  della
  soppressione dell'intero articolo.
   Rispetto  al  comma 1, vorrei ulteriormente precisare  che  stiamo
  abbinando, in relazione all'obiettivo che avevamo, cioè  quello  di
   uccidere   questi  ventisette  mostri  rappresentati   dagli   ATO
  Rifiuti, una procedura anche per quanto riguarda le bonifiche.
   A  mio  avviso,  invece, dovremmo fare una riflessione  di  natura
  diversa.  Dico  ciò perché la bonifica dei siti inquinanti,  per  i
  quali  si sono spesi miliardi di lire, poi, anche di euro,  che  ha
  portato   nelle  gestioni  commissariali  a  tutta  una  serie   di
  interventi anche a pioggia - e i risultati sono sotto gli occhi  di
  tutti,  soprattutto quelle statistiche in merito - non  può  essere
  abbinata  ad una norma che ha ben altra finalità e, più che  altro,
  ben altra urgenza.
   Non  sono d'accordo ad affrontare con l'impeto dell'urgenza  anche
  il  tema  delle  bonifiche dei siti inquinanti, signor  Presidente,
  piuttosto è meglio prevedere un apposito provvedimento urgente  che
  disciplini   in  modo  organico  anche  questa  materia.   Vogliamo
  evidenziare,  infatti, che la materia, rispetto  agli  investimenti
  effettuati   e   rispetto  ai  risultati  attesi,  purtroppo,   per
  un'assenza  reale  ed effettiva di regolamentazione,  non  ha  dato
  assolutamente i risultati sperati.
   Eppure,  nella  fase  emergenziale, mi sembra che  gli  interventi
  effettuati sono stati oltre 1.400 .
   Mi  sembra  che  un sito particolare, onorevole Buzzanca,  su  cui
  c'era  stato un impegno assunto formalmente dal precedente  Governo
  Cuffaro,  era quello della zona Falcata, per il quale  erano  stati
  previsti 50 milioni di euro per demolire il famoso mostro - che non
  era  altro  che  l'inceneritore -, una delle tante  vergogne  della
  città  di  Messina  ed una ulteriore ingente somma  necessaria  per
  cancellare  un'altra vergogna delle scelte politiche messinesi,  la
  bonifica della zona della degassifica, che non si fece mai.
   Ciò  denota  che, rispetto ad una norma già lacunosa,  rispetto  a
  delle  risorse  investite  e rispetto anche  a  risultati  che  non
  abbiamo  avuto  - per me, infatti, basta citare la  vergogna  della
  città di Messina, onorevole Buzzanca - non si porti oggi avanti  la
  logica   di  affrontare,  sotto  la  scia  dell'emergenza,   quella
  riferita, invece, a regolamentare definitivamente gli ATO rifiuti -
  un  tema  così delicato non merita assolutamente di essere trattato
  come semplice appendice di un testo che ha tutt'altro obiettivo.
   Ecco  perché  abbiamo  formulato questo  emendamento  che  qualche
  collega  ha  pensato  fosse   ostruzionistico.  Non  è  così,  cari
  colleghi.
   Signor  Presidente, desideriamo che venga espunto questo principio
  e  tutto ciò che fa riferimento agli interventi di bonifica,  anzi,
  invito gli assessori presenti a predisporre un apposito disegno  di
  legge  a  cui  dare una corsia preferenziale ma ad una  condizione,
  onorevole Buzzanca, che sia previsto che i primi 50 milioni di euro
  vadano alla città di Messina per la zona Falcata, per la quale sono
  stati assunti impegni non mantenuti.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato uno  di
  quelli  che  l'altro  ieri  pomeriggio manifestava  l'inutilità  di
  portare  in Commissione, anche informalmente, il disegno  di  legge
  perché  ci saremmo trovati ad assistere allo spettacolo che  già  è
  cominciato.
   A  questo spettacolo non voglio più assistere perché non mi  sento
  di  chiedere  né  votazioni segrete né per scrutinio  nominale  che
  hanno  tutta  l'impressione di ostruzionismo e, di  fronte  ad  una
  Sicilia  sommersa  dai  rifiuti e che lo  sarà  ancor  di  più  nei
  prossimi giorni, continuiamo a crogiolarci come se questa fosse una
  fucina  per interventi extrapolari e non per interventi che servono
  alla gente.
   Non  mi  sento di chiedere, quindi, di stare qui a sorreggere  una
  maggioranza  che  non  ha i numeri per essere maggioranza.  E'  qui
  presente  l'onorevole Leanza, presente spesso come assessore,  poi,
  manca  la  Giunta al completo che ha anche assessori  deputati  che
  hanno  il  dovere di essere presenti perché questo è un disegno  di
  legge  importante  sul  quale non possiamo  crogiolarci  a  fare  i
  furbetti e i bulletti di quartiere. In quest'Aula, infatti,  ce  ne
  sono  parecchi di bulli che fanno finta di essere figli di  papà  e
  che   chiedono   soltanto  il  rinvio  continuo  e  incessante   di
  problematiche come queste che interessano la gente, i cittadini.
   Ritengo  possibile  che qui si perdano ore e  giorni  ma  non  per
  sopprimere un articolo o un comma, semmai per migliorare il disegno
  di  legge  -  se  va migliorato - o per approvarne uno  diversa  da
  quello che il Governo ha presentato.
   Allora,  con  gli emendamenti reali che andavano visti  in  questa
  sede,  quella dell'Aula, non già avendo preso ventiquattro  ore  di
  tempo per far finta di parlare sull'argomento e per poi tornare  in
  Aula  e  averne  altre  ventiquattro perché questo  è  un  continuo
  stillicidio a rincorrere una legge, non la bontà di una legge o  la
  modifica  di  una legge che può essere migliorabile e modificabile,
  come ha detto l'Assessore anche in Commissione.
   E'  stato  detto - ma, forse, non a chiare note - che i commissari
  nominati dalla Procura della Repubblica per l'AMIA hanno comunicato
  ufficialmente  all'assessore  Pier  Carmelo  Russo  che,  entro   i
  prossimi  giorni, chiuderanno la discarica di Bellolampo o,  quanto
  meno, porranno in essere condizioni tali che la discarica possa non
  essere utilizzata come lo è per ora. Ciò sta a significare che  c'è
  un pericolo imminente non indifferente.
   Se ci crogioliamo ancora a fare i furbetti o i bulli di quartiere,
  non  avremo  risolto  nessun problema per la Sicilia,  non  per  il
  Governo, non per questa maggioranza asfittica che non c'è, che  non
  esiste, contro la quale ci possiamo battere quanto vogliamo ma  non
  avremo tenuto conto degli interessi della Sicilia.
   Considerato  che non posso continuare né a votare  contro  il  mio
  Gruppo  parlamentare né a votare in difformità  allo  stesso  né  a
  sostenere  una  maggioranza che non esiste,  mi  vedo  costretto  a
  lasciare quest'Aula ed a manifestare la vergogna di un'Aula che non
  si  sta occupando dei problemi della Sicilia ma che si occupa  solo
  di fare show e teatrini da questo scranno.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei non è stato citato; non vi sono
  gli estremi a norma di Regolamento.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  un  plauso  alla
  Presidenza per il rispetto rigido, ossequioso e severo delle regole
  di quest'Assemblea.
   Senza  annoiare quest'Aula, rimanendo al di sotto della  metà  dei
  cinque  minuti  che  sono  concessi per il mio  intervento,  vorrei
  apportare delle piccole rettifiche relativamente all'emendamento  e
  alla  eventuale  soppressione  del comma  1  anche  perché,  avendo
  sentito parlare dei Consorzi, anzi della bonifica relativa solo  al
  territorio di Messina, vorrei ricordare a quest'Aula, prima  che  a
  me  stesso,  che  l'oggetto  e  le  finalità  dell'articolo  1  non
  riguardano  la  città di Messina o il territorio di Messina  ma  un
  grave  problema che affligge, da tempo immemorabile,  questa  Terra
  che  si aspetterebbe, da tempo immemorabile, una risposta pronta  e
  immediata da quest'Assemblea legislativa.
   Quanto agli sproloqui - che definire bestemmie sarebbe sicuramente
  riduttivo    -   relativi   proprio   all'espressione   concettuale
   bonifica ,  inserita  al  punto 1 dell'articolo  1,  ritengo  che,
  quando  si  parla di gestione integrata dei rifiuti e di  messa  in
  sicurezza - che sono concettualmente legati proprio alla bonifica -
  sappiamo  che  di bonifica parla, in maniera tecnica e  sicuramente
  puntuale,  il  decreto  legislativo numero 152  del  2006;  quindi,
  piuttosto  che continuare nell'interesse sbandierato  a  parole  ma
  praticato  poco  da chi pensa di non volere fare ostruzionismo  ma,
  invece,  lo  fa,  potremmo,  ad  esempio,  invitare  il  Governo  a
  ripensare   alla   presenza  di  bonifica  proprio   al   comma   1
  dell'articolo 1.
   Perché?  Perché di bonifica parla già abbondantemente  il  decreto
  legislativo  numero 152 del 2006 e, quindi, se fossimo stati  mossi
  da  uno  spirito critico ma costruttivo, avremmo potuto dire   caro
  Governo, forse sei ridondante, forse sei ripetitivo, questa materia
  della bonifica è già abbondantemente trattata .
   Invece, addolora il sottoscritto e addolora sicuramente - oltre  a
  scuotere la coscienza parlamentare del Gruppo del Movimento per  le
  Autonomie - verificare come la mancanza del numero legale in  prima
  votazione    sia    seguita   da   atteggiamenti    dichiaratamente
  ostruzionistici  da  parte  di chi, invece  -  e  concludo,  signor
  Presidente  -  si  dichiara a favore della  risoluzione  di  questi
  problemi.
   Quando,  poco fa, commentavamo con il presidente della Commissione
   Territorio  e  ambiente  che è stato per qualche  mese  impegnato,
  insieme  agli  altri  colleghi, così come  altri  per  carità,  nel
  tentativo di approfondire queste tematiche, si parlava, in  maniera
  generale, di una considerazione  alla Catalano , abbastanza  ovvia,
  cioè che, se manca qualcosa, piuttosto che abbattere, piuttosto che
  sopprimere,  piuttosto che abrogare, sarebbe, anche  dal  punto  di
  vista dell'educazione parlamentare, molto più corretto invitare  il
  Governo   a   reintegrare,   a  reinserire,   a   rimaterializzare,
  all'interno di quella norma lacunosa, tutto ciò che manca.
   Invece,  tutto  questo non si vede e, quindi, il  mio  intervento,
  signor   Presidente,   è  solamente  una  dichiarazione   di   voto
  anticipata,  per  dichiarare il voto contrario ad una  soppressione
  assolutamente   insensata,  oltre  che   irrazionale,   oltre   che
  politicamente basata sul nulla ma, soprattutto, frutto e figlia  di
  considerazioni assolutamente imprecise perché, quando si  parla  di
  bonifica, non si può non ricordare che di bonifica - lo ripeto fino
  alla   noia  -  è  pieno  tecnicamente  e  con  delle  esplicazioni
  concettuali  talmente  chiare  da non  potere  fare  dichiarare  lo
  scandalo  da  parte  di nessuno il già citato  decreto  legislativo
  numero 152 del 2006.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione  e  relatore.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo  soltanto  per  trenta
  secondi  perché,  dopo  avere ascoltato  l'intervento  del  collega
  Cintola,  ritengo che il lavoro dell'onorevole Cintola  all'interno
  della Commissione e in questo Parlamento sia indispensabile.
   Chiedo,  pertanto,  all'onorevole  Cintola  di  rivedere  la   sua
  posizione  e  di  sedersi nuovamente nei banchi  della  Commissione
  perché  l'apporto  del  suo lavoro ritengo sia  indispensabile  per
  tutto il Parlamento.

   PRESIDENTE.   E'  un  invito  che  anche  la  Presidenza   rivolge
  all'onorevole Cintola.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  fare  due  piccole precisazioni a proposito della  bonifica  e
  della situazione finanziaria degli enti locali.
   Per  quanto  riguarda la bonifica, purtroppo,  forse  la  colpa  è
  quella  di  seguire attentamente i lavori della Corte di  Giustizia
  europea ancor prima che emetta le sentenze e, dunque, durante tutti
  i  lavori  della  Corte  di  Giustizia. Se  questi  lavori  fossero
  seguiti,  si saprebbe che, nei giorni scorsi, è stata adottata  una
  importantissima  sentenza  che sarà particolarmente  utile  per  la
  Regione siciliana.
   La  Corte  di  Giustizia  ha scolpito,  per  la  prima  volta,  il
  principio che l'inquinamento ambientale ad opera delle imprese  non
  è  gratis, ma dà diritto al risarcimento del danno in favore  delle
  popolazioni danneggiate. Eliminiamo, dunque, pure - eliminate,  per
  meglio  dire -  la parola  bonifica . Private la Regione  siciliana
  dello   strumento   legislativo  per  attivare   le   pratiche   di
  risarcimento  del  danno  per  l'inquinamento  che,  negli   ultimi
  quarant'anni, la Regione stessa ha subìto anche a Messina.
   Fatelo pure
   Per  quanto  concerne la questione degli enti locali,  adesso,  in
  assenza  di  questa  riforma, gli enti locali  vanno  al  disastro.
  Adesso  infatti,  in  assenza  di  questa  riforma,  continuano  ad
  accumularsi   debiti  che  saranno  sempre  più  onerosi   per   le
  amministrazioni comunali.
   Chi, dunque, si oppone a questa riforma - non a questo disegno  di
  legge  -  è complice del disastro degli enti locali, e non  chi  la
  vuole portare avanti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente per esprimere alcune considerazioni.
   Fermo  restando  che,  personalmente ma  anche  come  Gruppo,  non
  esprimiamo un parere favorevole all'emendamento soppressivo  perché
  riteniamo  che,  forse,  da  un  lato,  il  Governo  abbia  un  po'
  eccessivamente  puntualizzato i compiti, i  principi;  in  effetti,
  però,  eliminando  in  tronco  tutti i  principi,  rischieremmo  di
  decapitare  la  testa  della norma; è chiaro ma  sono  stupito  per
  quello  che  sento dire in quest'Aula da parte di  qualche  collega
  parlamentare.
   E'  come  se  avessimo,  per un attimo, invertito  i  ruoli  e  le
  posizioni. Dico ciò perché è come se, in quest'Aula, si volesse  il
  supporto  pieno,  ampio, completo da parte di tutta  l'opposizione,
  fermo  restando che questo disegno di legge o altre norme non  sono
  di responsabilità del Governo e della maggioranza.
   Paradossalmente, siamo qui il giovedì sera - e siamo disponibili a
  lavorare  in Aula anche il venerdì, il sabato  e la domenica  e  lo
  dimostriamo - mentre, altri deputati della maggioranza che, invece,
  sono     in    vacanza,    vengono    assolti,    vengono     quasi
  deresponsabilizzati.
   E, allora, vorrei capire.
   Potrebbe essere presente anche un solo deputato ma rappresenta  la
  minoranza, l'opposizione, chiamiamola come volete; di fatto,  però,
  questa maggioranza non ha i numeri.
   Mi  sorprendo  oggi, leggendo non la norma, signor Presidente,  ma
  una  dichiarazione  gravissima fatta  da  un  assessore  di  questo
  Governo. Mi sorprendo quando l'attacco di un assessore è diretto  a
  chi?  A qualche funzionario, a qualche dirigente, tra l'altro,  non
  più  del suo assessorato perché, oggi, abbiamo letto che si fa nome
  e  cognome  di un dirigente dell'assessorato all'energia, assessore
  Russo,  non è l'assessore Venturi che attacca il dirigente del  suo
  assessorato.
   Si tratta di un fatto grave.
   Ha ragione, quindi, l'onorevole Cordaro che chiede che l'assessore
  riferisca  perché dobbiamo, finalmente dire, a distanza di  qualche
  mese,  chi rema contro il Governo Lombardo. Vorremmo capirlo. Altro
  che  si  parla  e si dice:  ci sono quattro bulli, ci sono  quattro
  ragazzini .  Vogliamo capire, la Sicilia vuole capire se  veramente
  questa  maggioranza è maggioranza o se, invece, è un modo  come  un
  altro  di  mettere  persone e parlamentari  di  diverse  estrazioni
  politiche che, molte volte, hanno idee diverse, insieme.
   Allora,  diciamo  che  non  siamo  contrari  a  questa  norma  ma,
  attenzione,  non  siamo  noi ad avere la responsabilità  dell'Aula;
  possiamo avere la responsabilità di essere con voi, di contribuire,
  laddove consentito. Devo dirvi però - e tutto il Parlamento lo sa -
  che  il  PDL  e  l'UDC vengono costantemente messi  da  parte,  nel
  momento in cui c'è da concertare, da concordare un percorso comune.
  Non ho visto una cabina di regia.
   Volete  sapere  quali sono, a mio avviso, il  grave  problema,  la
  carenza,  il  vulnus di questo Governo? La mancanza  di  una  regia
  d'Aula;  la  mancanza di un coordinamento delle forze politiche  di
  maggioranza o di minoranza. Sta qua il vulnus, sta qua la  mancanza
  poi e l'incapacità di fare delle riforme vere.
   Attenzione,  a  nome del PDL, dico all'assessore Russo  che  siamo
  stati  disponibili.  Abbiamo detto di avere le  nostre  perplessità
  sull'aspetto   finanziario,  sebbene   il   Presidente   della   IV
  Commissione, onorevole Mancuso, ami richiamare l'attenzione, chi  è
  attento,   chi   è   disattento,  sono  tra  i   più   ritardatari,
  personalmente e anche politicamente, però, vorrei capire perché, se
  c'è  qualche  ritardo  da  parte di qualcuno,  è  giusto  che  quel
  qualcuno  venga acculturato, che a quel qualcuno vengano  trasmessi
  gli addentellati, l'ABC della politica o delle norme.
   Bene,  questo non succede; non succede nemmeno con quelle persone,
  come   me,   che,   molte   volte,  non  riescono   a   comprendere
  immediatamente. A mio avviso, qui, non succede nemmeno  con  quelle
  persone che hanno una certa esperienza in Parlamento.
   Allora, concludo dicendo che siamo qui e siamo contro, non  perché
  sia  contro personalmente al collega De Luca ma perché ritengo  che
  la norma debba proseguire.
   E'  chiaro,  però, che non sta a noi mantenere necessariamente  la
  presenza d'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.8.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2.

   FARAONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.10. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.9 è, pertanto, precluso.
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  1.15: «E' soppressa la lettera i) del comma 1».

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, non è un emendamento nel merito  ma
  un emendamento tecnico.
   La  normativa che stiamo affrontando, a differenza del Piano casa,
  si ricollega ad una normativa generale dello Stato, cioè al decreto
  legislativo  numero  152 del 2006 e dobbiamo, per  forza  di  cose,
  armonizzare la nostra legge al decreto legislativo nazionale.
   La responsabilizzazione degli enti - Regione, Comune e Provincia -
  è  disciplinata dall'articolo 178 del decreto legislativo  152  del
  2006,  quindi, le responsabilità non possono essere né più né  meno
  di  quelle previste già, appunto, dall'articolo 178.
   Qualsiasi   dicitura  mettiamo  alla  lettera   i),   quindi,   la
  responsabilità  dei comuni è quella dell'articolo 178  del  decreto
  legislativo 152 del 2006.
   E'un   emendamento   tecnico,   dunque,   non   nel   merito.   Le
  responsabilità  dei comuni sono, così come richiamate  all'articolo
  178 del decreto legislativo numero152 del 2006.

   PRESIDENTE. Si tratta, quindi, di una norma tecnica.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.15. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica   utilità.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la
  precisazione   del   Presidente   Mancuso   è   importante   perché
  metodologica,  cioè  riguarda il fatto che il  decreto  legislativo
  numero  152 del 2006 - e vorrei che questo fosse un discorso  fatto
  una  volta  e per sempre - è norma vincolante anche per  quest'Aula
  poiché si tratta di potestà primaria affidata allo Stato.
   E,  quindi, eccessivi allentamenti dell'ordito della norma statale
  esporrebbero  il  testo  a  rischi di   impugnativa  da  parte  del
  Commissario dello Stato.
   Ho  voluto richiamare l'attenzione dell'Aula su questo aspetto che
  è  un  impianto fondamentale  che ci troveremo spesso ad affrontare
  e,  quindi, sarà cura del Governo, nei prossimi giorni, farvi avere
  copia di una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 61  del
  2009,  in cui questo principio è scolpito in modo chiarissimo,  per
  trasmetterla alla Presidenza affinché sia distribuita.

   Per  questa ragione, il parere del Governo sull'emendamento  della
  Commissione è favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che,  se
  l'aspetto  è  tecnico,  come  è stato detto,  è  chiaro  che  nulla
  quaestio ma ho qualche perplessità, assessore Russo, per un  motivo
  molto   semplice.   Con  questo  impianto  normativo,   andiamo   a
  modificare, di fatto, la gestione o scorporiamo;  da un lato, diamo
  all'articolo 15 la competenza al bando della gara, cioè alla  gara,
  cioè  chi bandisce l'appalto e, dall'altro, con la lettera  i)  del
  comma  primo,  diamo  ai  comuni la  titolarità  alla  stipula  del
  contratto ma, al contempo, la titolarità del servizio.
   Allora,  se siamo d'accordo, dobbiamo trovare un punto,  in  medio
  stat  virtus;  allora,  non dobbiamo anche  qui  sopprimere  e  non
  facciamo nulla.
   Assessore, cerchiamo di capirci. Ho letto un emendamento  a  firma
  dell'onorevole Panepinto e altri. Se sopprimiamo la  lettera  i)  e
  poi inseriamo l'emendamento  dell'onorevole Panepinto, mi sta bene,
  nel  senso che stiamo riconoscendo, in capo ai comuni non  soltanto
  la  responsabilità ma  anche la titolarità perché abbiamo detto che
  è giusto ma dico di fare attenzione.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  insieme  al  Governo,   si   può
  riformulare  dicendo,  alla fine della lettera  i)  che,  ai  sensi
  dell'articolo   178   del   decreto   legislativo    152/06,     la
  responsabilizzazione è quella dell'articolo 178.
   Possiamo richiamare l'articolo 178.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità.  D'accordo.

   PANEPINTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  l'articolo  1 introduce i principi fondamentali, l'architettura  di
  questo  disegno  di legge. Il decreto legislativo  numero  152  del
  2006,   codice  dell'ambiente,  sostanzialmente,  in  tante  norme,
  all'articolo  198  e  così via dicendo, stabilisce  quali  sono  le
  funzioni   ed   i   compiti  dei  comuni  che   chiama   spesso   a
  corresponsabilità con quelli che ieri erano le società d'ambito  ed
  oggi sono le società a responsabilità limitata, in questo testo.
   Se,  personalmente,  ritengo  che vi sia  un'attività  sostitutiva
  d'imperio, in molte norme, comprendo l'emergenza ma questa, spesso,
  non  fa produrre ottimi impianti legislativi, per cui, secondo  me,
  presidente  Mancuso,  sopprimere  completamente  perché   c'è   una
  contraddizione nell'intervento che lei fa, i comuni

   MANCUSO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Lo  abbiamo
  modificato e lo abbiamo riscritto.

   PANEPINTO.  Ma non lo abbiamo votato. Bisogna scrivere  una  norma
  che  assegni  funzioni ai comuni; i comuni non  possono  essere  la
  causa  di  tutto e poi non avere nessuna funzione perché, comunque,
  costituita  la  società consortile, i comuni  devono  continuare  a
  mantenere un ruolo. Alla fine, infatti, se in un sistema di società
  consortili,  c'è un sistema di alleanze all'interno  della  società
  consortile,  non è detto che tutto ciò che fa la maggioranza  e  la
  società  consortile si ispiri ai principi di efficienza,  efficacia
  ed  economicità,  che sono la causa dei noti mostri  attuali  o  di
  parte di essi, di cui parla l'onorevole De Luca.
   Anche rispetto ad una sentenza della Corte Costituzionale e,  devo
  dire,  c'è stata una riforma del Titolo V che da dignità agli  enti
  locali territoriali allo stesso modo degli altri sovraordinati,  la
  prego,   assessore,   assieme  al  Presidente  della   Commissione,
  attenendoci   a  quelle  che  sono  le  disposizioni   del   codice
  dell'ambiente,  vediamo di definire esattamente  il  perimetro,  le
  funzioni,  le  competenze  e  i ruoli  dei  comuni,  possibilmente,
  accantonando questo punto i) che è una cosa banalissima ma  che,  a
  futura  memoria,  è  importante perché, nell'impianto  complessivo,
  rischiamo  di fare uscire massacrati non gli ATO che hanno  gestito
  male risorse e che oggi portano i rifiuti almeno all'altezza di  un
  terzo  piano ma complessivamente facciamo uscire massacrati anni  e
  anni  di  lotte  per  le autonomie locali e la  legittimazione  del
  principio   dell'autodeterminazione  dei  territori  attraverso   i
  comuni.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il punto  specifico
  di  cui  stiamo discutendo non è una cosa di poco conto e pregherei
  il  Governo, la Commissione e l'Aula di prestare un momento di vera
  attenzione  per una formulazione che non provochi equivoci  per  il
  futuro.
   Dico ciò non soltanto perché non possiamo considerare l'articolo 1
  una  norma  cornice perché è una norma che ha dirette refluenze  di
  carattere giuridico.
   Mi permetto di portare all'attenzione dell'Aula e, quindi, anche a
  quella  del  collega  Panepinto che, poc'anzi, è  intervenuto,  una
  esperienza professionale, se me lo consentite.
     Quest'Aula,  possibilmente, tranne per chi  esercita  la  libera
  professione  intensamente,  non  è  a  conoscenza  di   un   enorme
  contenzioso che, in questo momento, sommerge i nostri Tribunali  ed
  i   nostri  Giudici  di  pace,  proprio  sulla  collocazione  della
  responsabilità civilistica dei comuni rispetto a quella  degli  ATO
  ed a quella delle ditte che, materialmente, svolgono il servizio di
  pulizia delle strade e di raccolta dei rifiuti urbani.
   Mi  riferisco,  ad esempio, a tutte quelle cause di responsabilità
  per  incidenti avvenuti ai cittadini che scivolano su un  sacchetto
  di plastica o su una buccia di banana lasciata durante gli scioperi
  o  lasciata  fuori dai cassonetti; mi riferisco alle responsabilità
  di  carattere  ambientale che possono riguardare gli eccessi  nella
  mancata pulizia delle città.
   Ebbene, contrariamente a quello che si può immaginare, oggi c'è un
  contrasto  giurisprudenziale molto intenso tra la  Cassazione  e  i
  Giudici  di  merito.  E' un contrasto che persiste  anche  dopo  le
  pronunce della Cassazione, cioè, mentre la Cassazione dice che,  in
  ogni  caso,  la  responsabilità deve andare in capo  ai  comuni,  i
  Giudici  di  merito,   cioè i Tribunali, le  Corti  d'appello  e  i
  Giudici di pace, affermano, invece, che il comune non può avere una
  responsabilità  diretta  perché non  è  chiamato  ad  una  custodia
  assoluta  del proprio territorio ma può essere chiamato  a  custode
  soltanto per gli aspetti da sé diretti.
   Faccio  un esempio. Se c'è uno sciopero, un'astensione dal lavoro,
  il comune non può avere alcuna responsabilità perché, teoricamente,
  la  dovrebbe avere l'ATO e, dopo l'ATO, la società che gestisce  la
  pulizia,  fermo  restando  che - e questo  è  uno  dei  motivi  del
  contrasto giurisprudenziale - l'ATO può fare rilevare di non  avere
  il  potere di intervento in via di urgenza e contingente come lo ha
  il sindaco.
   In  giurisprudenza, anche a causa della imperfetta norma che  è  a
  monte  delle responsabilità da individuare tra i vari soggetti  che
  si  occupano di rifiuti urbani, la confusione è enorme. Non  vorrei
  che quest'Aula contribuisse, con una legge di riforma, ad aumentare
  la confusione.
   Credo,  anzi,  che,  per quello che ci compete,  sia  arrivato  il
  momento  della chiarezza e saremmo una  Regione pilota   da  questo
  punto di vista. Cosa intendo dire?
   Se  la norma restasse così, sarebbe una norma con un carattere  di
  coinvolgimento di responsabilità di natura civilistica; se, invece,
  la  riconnettessimo  a  quelle che sono le funzioni  amministrative
  pure  del  soggetto e del comune, del soggetto gestore  che  stiamo
  andando ad individuare e delle aziende che erogano materialmente il
  servizio,   contribuiremmo  a  fare  chiarezza  sul   piano   della
  responsabilità. Questa norma non può restare così
   Il  suggerimento di agganciare la norma all'articolo 178 mi sembra
  sia  questo,  e già limita eventuali equivoci. Se non lo  facciamo,
  non   operiamo   in   maniera  corretta   sotto   l'aspetto   della
  responsabilità  perché, in questa materia, le  responsabilità  sono
  molteplici e quotidiane.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
  che,  oggi, qui tutti abbiamo la consapevolezza che questa  Regione
  si  deve  dotare  di  una  nuova legge che regola  il  sistema  dei
  rifiuti.  Siamo  tutti  convinti che  la  legge  precedente  non  è
  riuscita a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata.
   I  ventisette  ATO non hanno creato le condizioni  per  ridurre  i
  costi  dei  servizi della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento,
  non  hanno tutelato l'ambiente, non hanno creato le condizioni  per
  il  raggiungimento di obiettivi che finivano anche per riutilizzare
  il sistema dei rifiuti trasformandoli in fatti economici.
   Allora,  qui  ricordo  come,  all'inizio  di  questa  legislatura,
  essendo  componente  della  Commissione  Attività  produttive',  ho
  partecipato,  per la prima volta, in Sala Rossa, ad  una  audizione
  congiunta tra la IV Commissione, presieduta dal presidente Mancuso,
  e  la  III Commissione, presieduta dal collega Caputo, al  fine  di
  fare  una  riflessione  con  i  sindaci  e  i  rappresentanti   dei
  ventisette   ATO,   nella  convinzione  di   affrontare   un   tema
  importantissimo per la nostra Regione.
   Qui  è  chiaro  che attorno a questa legge ci sono  aspettative  e
  interessi  che sono di tutti i 392 comuni che - ripeto, nessuno  di
  noi,  né  il  Governo  né questo Parlamento -  può  permettersi  di
  criminalizzare additandoli come gli unici responsabili del  sistema
  fallimentare che è stato ideato bene da questa Regione ma che, poi,
  concretamente, essa non è riuscita a fare realizzare nei termini in
  cui ci si era prefissi.
   Oggi,  qui  non  possiamo  correre  lo  stesso  rischio;  dobbiamo
  utilizzare questa esperienza negativa per approvare un buon disegno
  di  legge  nell'interesse dei cittadini e non solo, anche  dei  392
  comuni  che hanno problemi seri da affrontare rendendo un  servizio
  qualificato  alla  propria cittadinanza, alle proprie  comunità  ma
  anche nei confronti del sistema delle imprese che, certamente, sono
  coinvolte  anche  attorno  a  questo problema  della  gestione  dei
  rifiuti. Basti pensare a tutti i rifiuti speciali che sono prodotti
  dal sistema di attività produttive.
   Se  ognuno  di  noi  qui  ha  la propria  idea  ed  è  riuscito  a
  trasformarla,  perché  avere presentato 300 emendamenti  su  questo
  disegno  di  legge - mi riferisco sia al Governo  sia  ai  colleghi
  parlamentari  - significa che qualcuno vuole dare un contributo  in
  termini di miglioramento di questa legge.
   Allora,  a me, come parlamentare, non basta ascoltare l'autorevole
  parere  dell'assessore  o  del  presidente  della  Commissione   in
  relazione  ad  un  emendamento dicendo, con una sola  parola   sono
  contrario o sono favorevole , se non vengono spiegati i motivi  per
  cui si esprime un voto contrario.
   Se  qui  assistiamo  ad  un atteggiamento di  questo  tipo,  siamo
  partiti  male perché noi tutti abbiamo tutti interesse ad approvare
  un buon disegno di legge, forse, come diceva il collega Mancuso, il
  più importante per la nostra Regione. Attraverso questo disegno  di
  legge, infatti, possiamo risolvere i problemi economici dei comuni,
  delle  aziende,  dei cittadini che si sono visti  quadruplicare  le
  tariffe o le tasse in relazione alla raccolta dei rifiuti
   Dobbiamo  mettere al centro, come diceva il collega  Panepinto,  i
  comuni  e loro soltanto possono contribuire a creare un sistema  di
  servizio   qualificato  perché  hanno,  certamente,   il   maggiore
  interesse rispetto alla Regione che deve coordinare nello  svolgere
  un  servizio  qualificato  nei confronti  del  miglioramento  della
  qualità della vita.
   Non  possiamo  consentire che tanti comuni della  Sicilia  abbiano
  avuto  problemi  seri legati al sistema dei rifiuti  dal  punto  di
  vista igienico-sanitario. Non possiamo consentire tutto questo.
   Allora,  credo  che  il  Governo  non  possa  venire  qui  a  fare
  riscritture e a non tenere conto che si tratta dei suggerimenti del
  Parlamento.  Bisogna fare una riflessione a 360 gradi.  Certamente,
  non   sono   tra   quelli  che  sostengono  in   maniera   speciosa
  l'abolizione di tutti gli articoli di questo disegno di  legge,  ma
  sono  tra  quelli che sostengono che questo disegno di legge  debba
  essere  il migliore possibile e, poi, debba essere applicato  senza
  criminalizzare nessuno, nell'interesse dei siciliani.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.  Dichiaro  di  ritirare
  l'emendamento 15.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dalla   Commissione   il
  subemendamento 1.15.1:

   «Al  comma  1,  lettera i) dopo la parola  diversi  aggiungere  le
  parole  ai sensi dell'art. 198 del decreto legislativo 152/2006 ».

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Per  il  prosieguo  del  dibattito,
  ricordo,  comunque, che il Regolamento prevede - lo dico  per  lei,
  onorevole  De  Luca, in modo tale che regoli i suoi  interventi  in
  funzione della norma - che si può intervenire una sola volta  sugli
  emendamenti di uno stesso articolo, anche se si è firmatari di  più
  emendamenti. Questo è un emendamento aggiuntivo ed è la terza volta
  che lei interviene, onorevole De Luca.

   DE  LUCA. Signor Presidente, lei è squisito, non le si addice; non
  lo faccia.

   PRESIDENTE.  Glielo  dico  affinché  regoli  e  programmi  i  suoi
  interventi.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  soppressione
  potenziale  di  questa  lettera  che,  poi,  è  stato  spiegato   è
  ridondante  in quanto la norma nazionale già lo prevede,  introduce
  un  profilo importante che è quello, comunque, della responsabilità
  e  quella che è la formulazione proposta dall'autorevole presidente
  Mancuso è da me condivisa in pieno.
   Signor  Presidente,  chiedo  anche la sua  attenzione  rispetto  a
  questo  tema  della responsabilità, vorrei richiamare  l'attenzione
  del  Parlamento  e della Presidenza e, soprattutto, dell'Assessore,
  in   riferimento  all'accertamento  del  tributo  speciale  per  il
  deposito in discarica dei rifiuti solidi.
   Abbiamo  in bilancio, in entrata, circa 28 milioni di euro  l'anno
  che  le  discariche dovrebbero versare alla Regione; una  parte  di
  questa imposta deve essere versata dalla Regione alle Province.
   Già  da una piccola analisi - ma l'Assessore, credo, ci potrà dare
  un  dato effettivo, anzi, chiedo che riferisca all'Aula - in questo
  momento, ora spiegherò pure il motivo, come stanno le cose rispetto
  a  questa  impostazione secondo la quale, per legge, le  discariche
  dovrebbero  automaticamente versare alla Regione e  la  Regione  ne
  accerta l'entrata. Mi riferisco esattamente al capitolo 16.07,  per
  chi  vuole verificare, che fa riferimento ad una parte delle  somme
  che i Comuni versano alle discariche -  siamo al paradosso rispetto
  a questo tema.
   I  Comuni  pagano  le  discariche,  pagheranno  circa  15  euro  -
  assessore, non so quanto sia esattamente l'importo, adesso  lei  lo
  preciserà se per quintale o per tonnellata -, 15 euro a tonnellata.
  E  guardate  che  si tratta di una cifra enorme perché  incide  per
  circa  il 10 per cento del costo complessivo, il 15 per cento delle
  somme  che  versiamo alle discariche che hanno anche  il  coraggio,
  spesso,  di chiudere i cancelli e di fare lobby, di fare  cartelli,
  quelli sì, rispetto, poi, alle difficoltà dei Comuni.
   Allora,  l'Assemblea regionale deve sapere -  l'assessore  lo  sa,
  perché  già  abbiamo avuto modo di parlarne - che ci ritroviamo  di
  fronte  al  paradosso, signor Presidente, che  vengono  estorte  le
  risorse  ai  Comuni, dopodiché si incassano queste risorse  e,  per
  legge,  devono  essere versate alla Regione, la  quale  ne  accerta
  l'entrata.  Mi  fermo qui perché non vorrei fare una  verifica  dei
  residui attivi, di come sono state iscritte queste risorse, e  così
  via;  mi  fermo  qui,  su questo tema, solo per  una  questione  di
  decenza, signor Presidente.
   Perché,  dunque,  ho  introdotto questo tema, considerato  che  si
  parla  di responsabilità? Di chi è la responsabilità? Di chi  è  la
  responsabilità   di  questa  scellerata  vicenda?   Perché   questo
  provvedimento non contiene una sanzione?
   Assessore, dobbiamo sanzionare questi signori che trattengono  per
  un  solo  giorno  i  soldi  dei cittadini; li  dobbiamo  sanzionare
  revocando  l'autorizzazione  che poi è  diventato  il  sistema,  il
  cartello  che ha messo in ginocchio la Sicilia da questo  punto  di
  vista.
   Perché  non si parla della lobby delle discariche in quest'Aula  e
  su   questo   disegno   di  legge?  Lo  dobbiamo   introdurre   qui
  nell'articolo1.   Assessore,   dobbiamo   inserire   una   sanzione
  specifica,  e  non  solo, ma dobbiamo anche  prevedere  che,  entro
  trenta  giorni e non oltre, dall'entrata in vigore di questa legge,
  questi  signori versino alla Regione tutti i soldi  che  non  hanno
  versato  finora  e  non  sono solo i 28 milioni  di  euro  riferiti
  all'anno corrente, sia chiaro, anche da questo punto di vista.
   Allora,  se  dobbiamo fare un'operazione-verità  su  questo  tema,
  signor  Presidente,  sono pienamente d'accordo,  anzi,  accetto  la
  sollecitazione dell'assessore, del Governo e di questo  Parlamento,
  proprio  perché dobbiamo cominciare a parlare di cose serie  e  non
  fare ostruzionismo.
   Su  questo  tema attendo, dunque, la risposta dell'assessore,  una
  formulazione immediata - perché io non ne ho il potere  -,  ripeto,
  immediata. Aggiungiamo una semplice lettera, Assessore, che  faccia
  riferimento ai due casi specifici che ho evidenziato: uno  riguarda
  la  situazione attuale, il mancato versamento di queste risorse  da
  parte  dei  titolari  di quelle discariche che ricattano  i  Comuni
  chiudendo  i  cancelli perché non arrivano le risorse;  il  secondo
  tema,  signor  Presidente, riguarda - e concludo - la revoca  delle
  autorizzazioni.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente della Commissione e relatore.  Solo  per  una
  precisazione  tecnica  in  modo che,  poi,  gli  Uffici,  ai  sensi
  dell'articolo  117  del  Regolamento interno,  possano  intervenire
  nella  riscrittura corretta. Il richiamo all'articolo 198 è proprio
  sulla   responsabilità  dei  comuni  sull'azione  che  essi  devono
  svolgere secondo il comma 1.
   Deleghiamo,  quindi,  gli Uffici, ai sensi dell'articolo  117  del
  Regolamento  interno, a formulare meglio in lingua italiana  quello
  che l'Aula stasera sta decidendo.
   Spero che il Governo sia d'accordo in tal senso.

   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mancuso. Ovviamente, ai  sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento interno,  quindi,  in  sede  di
  riformulazione del provvedimento, si terrà conto di quanto  da  lei
  richiesto.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che si  stia
  un poco esagerando con questo disegno di legge, nel senso che sento
  da  tutte  le parti politiche che questo disegno di legge, appunto,
  sarebbe la salvezza della Sicilia e che, approvandolo, salviamo gli
  interessi della Sicilia e dei siciliani.
   Penso  che dobbiamo ricondurre il discorso a cose più serie. Penso
  che  la  Sicilia  abbia  bisogno di altro,  signor  Presidente;  la
  Sicilia ha bisogno di lavoro e dobbiamo iniziare a portare in  Aula
  quelle  riforme  che possono davvero cambiare le  sorti  di  questa
  Regione.
   Ad  esempio, una delle riforme che ritengo fondamentali  è  quella
  che  riguarda  la  burocrazia. Quella sì che è  una  legge  che  ci
  dobbiamo intestare e che dobbiamo assolutamente accelerare.
   Per quanto riguarda la norma sulla riforma degli ATO, penso che il
  punto in questione sia  assolutamente fondamentale, assessore; se è
  vero, infatti, che la gestione degli ATO è fallita, su questo siamo
  tutti  d'accordo:  hanno prodotto debiti; hanno  creato  carrozzoni
  politici;  a  tutti i livelli si sono fatte le campagne  elettorali
  utilizzando queste strutture; sono state fatte assunzioni  di  ogni
  genere e di ogni livello.
   Se dobbiamo fare una riforma, questa riforma deve avere una svolta
  reale  ed  è  quella del ruolo delle amministrazioni  comunali:  le
  amministrazioni comunali non possono essere relegate ad un soggetto
  che  non è assolutamente fondamentale nella gestione della raccolta
  dei rifiuti.
   Allora, bisogna sicuramente intervenire su questo punto, sul comma
  1 della lettera i).
   Non  conosco bene l'articolo 198 del decreto legislativo  152/2006
  che  ha  citato  il  presidente Mancuso ma,  secondo  me,  dobbiamo
  partire  da  questo perché costituisce un asse portante  di  questa
  norma.  Dobbiamo  capire qual è, oggi, il ruolo  dei  comuni,  cosa
  devono fare e quali sono le loro responsabilità.
   Il  Governo,  quindi,  si attivi per chiarire  esattamente  questo
  punto perché, almeno per quanto mi riguarda, lo ritengo strategico,
  considerato  che, nel momento in cui, a livello nazionale,  abbiamo
  avuto l'abolizione degli ATO, come ambiti territoriali

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. No.

   SCILLA. No, perché ancora la legge deve essere approvata o  perché
  lei ha notizie diverse?

   PRESIDENTE.     Onorevole    Scilla,    l'assessore     interverrà
  successivamente.

   SCILLA.   Signor  Presidente,  dobbiamo  comprendere  che   stiamo
  parlando  di  una cosa seria. Stiamo parlando di una  cosa  che  ha
  creato  una  montagna  di debiti che, alla fine,  pagano  i  nostri
  concittadini siciliani.
   Se dobbiamo intervenire, quindi, dobbiamo approvare sicuramente il
  disegno  di  legge,  dobbiamo  sicuramente  accelerare  e  dobbiamo
  evitare di fare speculazione politica.
   Mi  rivolgo al collega Falcone, per quanto riguarda la maggioranza
  in  Aula, c'è una normale dialettica politica ma, quando andiamo  a
  votare,  il risultato è netto. Questo però non vuol dire avere  una
  maggioranza in Aula, lavorare tanto per dire che una cosa si fa.
   Assessore,  al  di  là  della filosofia e di alcuni  ragionamenti,
  dobbiamo  capire  concretamente - e questo lo  riteniamo  un  punto
  strategico  -  qual è il ruolo, qual è la funzione, quali  sono  le
  responsabilità che hanno le amministrazioni locali.
   Evidentemente,   sicuramente  si   può   lavorare   in   un'ottica
  consortile.  Il  problema  non  è  se  ne  creeremo  nove.  Bisogna
  guardare, ad esempio, le specificità delle province: una cosa è  la
  provincia di Messina, un'altra è quella di Palermo, un'altra ancora
  è quella di Trapani.
   Dobbiamo capire quali sono gli assetti territoriali.
   Non  si  tratta, quindi, di un aspetto da portare avanti così,  in
  maniera  veloce; è un aspetto che, per quanto mi riguarda, dobbiamo
  analizzare  bene perché, per me, e penso per la parte politica  che
  rappresento, il PDL Sicilia, il ruolo dei comuni in questa  riforma
  è un ruolo prioritario, fondamentale e strategico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
  disegno  di  legge stia vivendo un tormento particolare  che  rende
  difficoltoso se andare avanti e se capire le cose di cui ci  stiamo
  occupando.  Ci  saranno ragioni legittime -  non  voglio  giudicare
  nessuno  degli  interventi finora svolti - ma  occorre  capire;  se
  questo disegno di legge è considerato importante, urgente da questo
  Parlamento e da questo Governo, allora, lo approviamo; se,  invece,
  è  un  vezzo  intellettuale dove  ognuno di noi  pensa  di  potersi
  sbizzarrire  su  quello  che sarebbe il  mondo  migliore  possibile
  logorandoci  in una estenuante discussione che diventa  defatigante
  per  ognuno di noi, vi dico subito che è meglio fermarsi qui perché
  è  evidente che un disegno di legge si approva se c'è la voglia  di
  farlo e se la voglia è condivisa.
   Per  quanto  ci  riguarda, riteniamo che, dopo il disastro  che  è
  sotto gli occhi di tutti, la Sicilia si aspetta una legge che provi
  a  cambiare  lo stato dell'esistente. Se questo non è  un  giudizio
  condiviso  da  parte  del  Parlamento e  da  parte  di  quelli  che
  sostengono, in particolare, il Governo, dico  signori non ce lo  ha
  prescritto  il medico  e, certamente, non saremo noi a diventare  i
  paladini di una legge che questo Parlamento non vuole.
   Ci  si  dica  allora come dobbiamo andare avanti perché  una  cosa
  sono,   ripeto,   le  tecniche  e  le  tattiche   parlamentari   di
  ostruzionismo che abbiamo fatto tutti e ne conosciamo  le  modalità
  ma  altra  cosa  è se, fra di noi, anche in chi a parole  vuole  la
  legge, opera per non farla.
   Se è così fermiamoci, lo ripeto, fermiamoci
   Il  Governo  chiarisca se è suo intendimento portare  a  casa  una
  legge  che  parli di un problema drammatico che c'è in Sicilia.  Il
  Parlamento chiarisca se questa è una ragione condivisa, altrimenti,
  ne   prendiamo  atto,  ci  fermiamo  qui  e,  poi,  vedremo  quando
  approvarla.
   Con  questa  formulazione della lettera i), non ho più  capito  di
  cosa  stiamo  parlando; c'era, infatti, un emendamento  soppressivo
  che  è  stato  ritirato  per specificare una  norma  di  una  legge
  esistente. Mi sembrava una cosa così ovvia, scontata, che si fa  in
  un  centesimo di secondo, invece, sento qui discutere di ruolo  dei
  comuni, fondamentale, riportiamo tutto ai comuni.
   Sinceramente, c'è un testo; un testo si fa con gli emendamenti; se
  ci  sono  altre  cose, si presenta un emendamento  sostituire  quel
  comma con un altro comma . Ma di cosa stiamo discutendo?
   Ecco  perché così diventa difficile. Questo è un disegno di  legge
  complesso,  delicato.  Lo  approviamo,  purtroppo,  nel  pieno   di
  un'emergenza drammatica, lo approviamo con l'immondizia davanti  la
  porta  di  ognuno di noi, quindi, dobbiamo avere la  responsabilità
  che operiamo in un confine dato. Ci sono leggi dello Stato; ci sono
  leggi  che  obbligano  ad un sistema di competenze  alle  quali  la
  legislazione  della  Sicilia  è  di  tipo  concorrente  ma  non   è
  sostitutiva, quindi, stabiliamo il confine nel quale ognuno di  noi
  opera o diventa veramente una fatica enorme.
   Ecco   perché  mi  rivolgo  ai  colleghi  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari per dire:  o valutiamo che ci fermiamo qui, non perché
  è  giovedì,  capisco che è giovedì e siamo tutti  stanchi  però  ci
  dobbiamo  capire  perché qui non si tratta del  giovedì  perché  il
  problema  è il giovedì ma, se poi martedì ricominciamo da  giovedì,
  abbiamo giocato a rinviare soltanto i giorni della settimana .
   Ritengo  che sarebbe necessario approvare il disegno di  legge  in
  questo  Parlamento, per dare una risposta ad un'emergenza che  c'è.
  Se  non  è  condiviso,  ne prendiamo atto e  non  si  fa  nulla  ma
  smettiamola di tormentarci per fare finta di fare una cosa che  non
  si  vuole fare. Ne prendiamo atto e, a quel punto, arriveremo  alla
  finanziaria e poi si vedrà.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, le ho consentito  di  parlare  più
  volte  ma  ci sono ancora molti  iscritti a parlare: gli  onorevoli
  Buzzanca, Adamo, Incardona, Maira e anche il presidente del  Gruppo
  parlamentare MPA.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  molto
  brevemente.    Ho   ascoltato   molto   attentamente   l'intervento
  dell'onorevole Cracolici, così come ho ascoltato con attenzione gli
  interventi dei colleghi che mi hanno preceduto ed è innegabile  che
  ci  sia  una  forte  tensione  all'interno  della  maggioranza  che
  sostiene  questo Governo ed è una legittima precisazione  da  parte
  dell'opposizione  che,  in quest'Aula, è rappresentata  dal  Popolo
  della Libertà e che, comunque, molto responsabilmente, sta tentando
  di continuare a trattare questo disegno di legge.
   Certo, è specioso l'intervento di qualcuno che si cimenta circa il
  decreto  legislativo  numero  152 del  2006,  l'articolo  198,  che
  stabilisce   un  principio  molto  semplice  che  è  quello   della
  proporzionalità.  Ciascuno  ha il proprio  ruolo,  ciascuno  ha  la
  propria  competenza e mi pare che sia dettato da quella legge  che,
  certamente, è una legge alla quale dobbiamo prestare rispetto e che
  dobbiamo osservare.
   E'  evidente, però, che non possiamo pensare che il Governo  e  la
  propria maggioranza non si assumano le loro responsabilità.
   Bisogna   andare  avanti  su  questo  disegno  di  legge,  bisogna
  continuare anche all'interno di questo dibattito acceso, se  volete
  anche specioso, perché no, onorevole Cracolici.
   I  siciliani,  infatti,  aspettano questa legge,  la  aspettano  i
  comuni e la aspettiamo tutti quanti noi.
   Ricordo  a tutti che la Commissione della quale mi onoro  di  fare
  parte  -  la  IV  -  presieduta dall'onorevole  Mancuso,  in  tempi
  lontani, ha già esitato questa norma che, tuttavia, ha avuto - come
  di solito sta succedendo in questi ultimi mesi - alterne vicende.
   Dico che, con molta attenzione, assessore, guarderò la norma, l'ho
  seguita  in  Commissione insieme a lei; alcuni  emendamenti  da  me
  proposti non sono stati approvati, altri emendamenti fanno parte di
  questo disegno di legge.
   Devo  dirle  che,  sostanzialmente, condivido  questo  disegno  di
  legge. Vi è uno sforzo importante da parte dell'Assessore che,  dal
  punto  di  vista tecnico, ha fatto un buon lavoro. Non  nascondiamo
  alcune   lacune;  ci  rendiamo  conto  che,  in  Aula,  può  essere
  migliorato. Non a caso, abbiamo proposto alcuni emendamenti.
   Abbiamo la preoccupazione della copertura finanziaria; abbiamo  la
  preoccupazione che attiene al passato, al pregresso e, quindi, alla
  massa   di  debiti  che,  purtroppo,  gli  ATO,  con  una  gestione
  scellerata   hanno  portato  avanti.  Abbiamo,   però,   anche   la
  consapevolezza che, andando avanti così, quel miliardo  e  settanta
  milioni  di  euro  che  rappresenta il debito  al  momento  attuale
  crescerà  anche di più. Cerchiamo, quindi, di mettere da  parte  le
  beghe  e  ciascuno  faccia in quest'Aula il proprio  ruolo  perché,
  onorevole Cracolici, lei deve fare il suo ruolo.
   Non  possiamo più nascondere ai siciliani che c'è una  maggioranza
  in   quest'Aula  della  quale  fa  parte  il  Partito  Democratico,
  sostenuto dall' MPA e da quella parte che si è staccata dal PDL.
   Ma a chi vogliamo farlo credere?
   Questo  non  giova  alla chiarezza della politica,  non  giova  ai
  siciliani,  non  giova  ai  lavori  d'Aula  e,  quindi,  non  serve
  all'approvazione di questo disegno di legge.
   Se  vogliamo  approvarlo, scandiamo i tempi  ma  continuiamo.  Non
  cerchiamo pretesti che, poi, si annidano all'interno dei Gruppi. Vi
  sono  differenze  all'interno del Partito Democratico,  all'interno
  del cosiddetto PDL Sicilia, all'interno dell'MPA.
   Lo vediamo chiaramente, ma così non si può andare avanti.
   Dovete  assumervi l'onore e l'onere del Governo e,  quindi,  avete
  l'obbligo di assumervi la responsabilità di legiferare e  di  farlo
  in  maniera corretta e coerente. Se così non è, l'Aula ne  prenderà
  atto. L'Aula capirà da che parte sta l'interesse dei siciliani e da
  che  parte sta - mi consenta il termine forte, signor Presidente  -
  l'interesse  di bottega. Dobbiamo capirlo; dobbiamo renderci  conto
  di  questo. Se non lo facciamo, è chiaro che non abbiamo a cuore la
  sorte dei siciliani.
   Questa è una norma che deve essere approvata subito e per la quale
  ci batteremo perché abbiamo la consapevolezza che, al contrario, in
  Sicilia, presto, si morirà di rifiuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adamo.  Ne  ha
  facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di  legge
  che  ci  apprestiamo ad esaminare è di estrema  importanza  per  la
  Sicilia.   Di   questo,  tutto  il  PDL  Sicilia  è   perfettamente
  consapevole.  E'  un disegno di legge che rimedia  al  grave  danno
  fatto  da un'altra legge, purtroppo, quella sugli ATO approvata  in
  Sicilia.
   In  quel  periodo,  ero  Presidente della Provincia  regionale  di
  Trapani e ho dovuto coordinare l'azione che i sindaci hanno  subìto
  e  molti  sindaci  si  rifiutarono  di  aderire  all'ATO  e  furono
  commissariati.  Non c'è stata una scelta da parte  dei  sindaci  ed
  oggi, purtroppo, gli stessi sono costretti a pagare un prezzo molto
  caro.
   Questo  era  il senso dell'intervento dell'onorevole  Scilla  che,
  forse, non è stato capito appieno.
   Era un ribadire l'importanza della legge che interviene, invece, a
  favore dei sindaci.
   Vorrei,   altresì,   ricordare   agli   amici   della   precedente
  legislatura, gli ex di Forza Italia, che fu proprio Forza Italia  a
  presentare  un  disegno  di legge che, per  le  grandi  linee,  era
  proprio  il  testo di legge che, oggi, ci apprestiamo a  discutere,
  che  presentammo  allora  e  che fu  inserito,  per  errore,  nella
  finanziaria  e  che, poi, non potemmo portare a termine  perché  la
  legislatura si interruppe.
   E' un disegno di legge che, già dalla precedente legislatura, l'ex
  Forza  Italia e, oggi, con orgoglio, il PDL Sicilia sono felici  di
  portare avanti. E' un disegno di legge che, finalmente, sopprime  i
  Consigli   di  amministrazione  e  da  ai  sindaci  il  potere   e,
  soprattutto,  la responsabilità. E credo che questa  sia  un'azione
  che  debba  essere  riproposta  anche  in  altri  campi.  Separare,
  infatti,  il  potere  dalla responsabilità è  gravissimo  e,  molto
  spesso, in molte occasioni, i Consigli di amministrazione, nominati
  con  criteri  politici, si sostituiscono ai sindaci e finisce  ogni
  forma di controllo vero e concreto da parte dei cittadini.
   Sosterremo, quindi, con forza questo disegno di legge, certi  che,
  nel  corso  della  discussione,  possano  intervenire  riflessioni,
  piccoli   aggiustamenti,  ma  ne  condividiamo  l'impianto   e   lo
  sosterremo con forza e lealtà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché,  ancora  una  volta, mi sembra che  il  dibattito  si  stia
  svolgendo  su  binari che non sono propri del ruolo del  Parlamento
  della   Regione  siciliana.  Intanto,  non  c'è  nessuno  scandalo,
  ritengo,  se,  in  Aula, si manifestano diverse  opinioni.  C'è  il
  diritto di dibattere in Aula; l'Aula ha il diritto di esprimere  la
  propria  opinione e ciascun deputato ha il diritto di esprimere  la
  propria  opinione.  E'  vero  che  è  stato  espresso  un  voto  in
  Commissione;  è vero che c'è stata una legge votata in Commissione;
  abbiamo  detto  anche perché, c'era anche una urgenza.  Ne  abbiamo
  anche  apprezzato l'impianto generale che condivido  ma,  al  tempo
  stesso,  però, mi spiace registrare, ancora una volta, che,  quando
  si  viene  qui a prendere la parola su questo podio, si dice  e  si
  ripete un luogo comune che si è diffuso.
   E'  vero  che  in politica, spesso, bisogna cercare un  colpevole,
  addebitare  a qualcuno la responsabilità. Ebbene, la responsabilità
  la  politica  la  addebita agli ATO per i rifiuti  che  sono  sulle
  strade; ma non è così, onorevole Cracolici, non è così. Io non sono
  per condannare i pochi ed assolvere i molti sol perché si tratta di
  una   differenza  numerica  consistente  e,  in  particolare,   per
  assolvere i sindaci.
   La  verità  è  che  le  somme stanziate per il  recupero,  per  lo
  smaltimento  e  per la gestione dei rifiuti non sono arrivate  agli
  ATO.  Ci sono state, indubbiamente, delle discrasie nella gestione;
  ci  sono state assunzioni che non dovevano farsi, ma ci sono  anche
  esempi di ATO virtuosi, di ATO che hanno saputo lavorare, che hanno
  saputo risparmiare.
   Non  è,  pertanto,  la  legge in sé che  non  ha  funzionato  come
  impianto  generale;  c'è stato un errore di fondo,  quello  di  non
  attribuire direttamente, con norma nazionale.
   Come  è  stato  detto,  la competenza della Regione  siciliana  si
  inquadra  nella cosiddetta competenza concorrente con quella  dello
  Stato.  Ebbene, non c'è stata una norma che ha attribuito un potere
  impositivo  agli  ATO e, quindi, la possibilità di  riscuotere,  di
  occuparsi anche della riscossione.
   Quella  che  ci  accingiamo  ad approvare,  quindi,  è  una  norma
  importante - è stato detto - e si deve andare avanti nel  voto,  si
  deve andare avanti nel procedimento che  porta al varo della legge.
   Non  bisogna continuare a confondere le idee, altrimenti non  solo
  diventa  una  legge  approvata   nell'emergenza  ma  è  una   legge
  approvata su pregiudizi, soltanto per motivi di comunicazione,  per
  motivi  mediatici, o meglio, alcune scelte fatte  solo  per  motivi
  mediatici,  certamente non produrranno una buona legge, produrranno
  ancora  una volta una legge che non avrà gli effetti che noi  tutti
  auspichiamo.
   Una  cosa,  comunque,  non ci siamo ancora detti  fino  in  fondo.
  Quando l'assessore Russo è venuto in IV Commissione ad esporre e  a
  presentare il disegno di legge che il Governo ha proposto, ha detto
  bene  quando ha detto che un nodo centrale del disegno di  legge  è
  quello dei debiti che i Comuni hanno nei confronti degli ATO, oltre
  alla  questione relativa al personale, di cui ci dobbiamo  comunque
  occupare, che è stato, nel frattempo, impegnato in questa attività.
   Questi  due  nodi, quindi, sono i nodi fondamentali  attraverso  i
  quali  passa  anche  la  capacità di questo  disegno  di  legge  di
  produrre  effettivamente gli effetti che noi auspichiamo:  fare  in
  modo  che  i rifiuti non rimangano nelle strade, che non  rimangano
  tra le nostre case.
   Ebbene,   quando   diciamo  che  ci  occuperemo  della   copertura
  finanziaria proprio per dare la possibilità ai Comuni di provvedere
  al  pagamento dei loro debiti, di stendere in qualche modo un  velo
  pietoso  anche sulle attività dei sindaci che hanno speso le  somme
  destinate  allo smaltimento e alla gestione dei rifiuti  per  altre
  attività, magari qualche volta per feste, festini e altro, anche in
  questo  caso, se non affrontiamo questo problema, è chiaro che  non
  avremo risolto nessuno dei problemi che oggi vorremmo affrontare.
   Non  è  vero  che solo con il varo della legge, cioè senza  questo
  aspetto,  senza  la  copertura,  senza  il  superamento  di  questo
  problema, si avranno gli effetti positivi che tutti speriamo.
   Su  questo  tema  dovremmo  riflettere;  su  questo  tema  bisogna
  immediatamente  che  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  e  la  Commissione Bilancio diano  delle  indicazioni
  precise,  non una riunione informale come, d'altra parte,  è  stato
  detto   e   denunciato   proprio  qui,  da  questo   podio,   anche
  dall'onorevole Cintola.
   Se  c'è  da  riflettere, quindi, si rifletta.  E'  chiaro  che  il
  disegno  di  legge  bisogna approvarlo, bisogna  andare  avanti  ma
  occorre approvare un disegno di legge che sia effettivamente,  poi,
  foriero di buoni risultati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  ci  sarebbe
  motivo   di   parlare  se,  attraverso  l'intervento  del   collega
  Cracolici, non avessimo ravvisato la necessità di precisare  alcune
  cose. Naturalmente, le preciso a nome del Gruppo parlamentare UDC.
   L'UDC è notoriamente partito di opposizione in questa fase storica
  della  politica siciliana. L'UDC ha, più volte, detto  che  intende
  svolgere   un   ruolo   di  opposizione  costruttiva,   di   votare
  provvedimenti legislativi condivisi e condivisibili, di migliorare,
  in  ogni  caso,  i  disegni di legge e di non  votare  le  proposte
  legislative su cui non c'è una volontà convinta di voto.
   Su questo disegno di legge, l'UDC ha detto, sin dal primo momento,
  che è un disegno di legge che lo convince; necessariamente, quindi,
  bisogna accelerarne l'iter e la definizione in Aula.
   Abbiamo  cercato  di  migliorarlo  in  Commissione;  abbiamo  dato
  qualche   suggerimento  normativo;  abbiamo  visto  che  i   nostri
  suggerimenti sono stati accolti - ritengo perché ragionevoli - e si
  è  svolta una riunione fiume in Commissione, ieri, dalle 11.00 alle
  17.00,  alle  16  e, poi, dopo l'Aula, c'è stata una  riunione  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari con la presenza dell'assessore e
  del Presidente della Commissione e del Presidente della Regione.
   Credo,   anche  in  quella  occasione,  con  buoni  risultati   di
  comprensione e di condivisione.
   E,  allora, ribadisco che l'UDC è pienamente convinto - ne  ha  la
  volontà  - di procedere rapidamente ad approvare questo disegno  di
  legge che ritiene importante e che ritiene, checché ne possano dire
  i  messaggi propagandistici, la prima legge di riforma del Lombardo
  ter.
   Fino ad ora, infatti, leggi di riforma non ne abbiamo approvate.
   Intendiamo partecipare a questa legge di riforma, ma siano  chiare
  alcune  cose: abbiamo la volontà di fare le riforme, ma nessuno  ci
  può  chiedere  anche l'obbligo di mantenere i numeri di  Aula.  Non
  compete a noi, compete alla maggioranza, se c'è una maggioranza.
   Abbiamo la volontà di definire questo provvedimento legislativo ma
  non  ci  si venga a chiedere di capire i contrasti all'interno  dei
  Gruppi perché è il Governo che deve mantenere la sua maggioranza.
   E  se devo dare un'interpretazione delle battute, degli interventi
  di  oggi  ma anche di quelli di ieri, signor Presidente,  si  metta
  d'accordo la maggioranza.
   Comprendo   la   preoccupazione   dell'onorevole   Cracolici,   ma
  l'onorevole  Cracolici  deve  chiamare  a  raccolta  i  Gruppi   di
  maggioranza e ci dica quello che dobbiamo fare.
   L'UDC  è  pronta  ad  andare avanti; ma se, per esempio,  stasera,
  dobbiamo stancamente continuare sino alle ore 21.00, e anche oltre,
  soltanto con diatribe di posizione, lanciandoci messaggi in  codice
  ma,  soprattutto,  prendendo atto dei messaggi  in  codice  che  ci
  lancia la maggioranza,  è perfettamente inutile, signor Presidente.
   Allora  si rinvii a martedì; la maggioranza registri i suoi numeri
  e  le  sue  intenzioni in modo che, martedì, si possa  speditamente
  lavorare.
   Ribadisco  che  l'UDC è pronta ad andare avanti se la  maggioranza
  risolve  stasera  i suoi problemi. Anche stasera  siamo  pronti  ad
  andare  avanti  senza  limiti di orario;  però,  non  tocca  a  noi
  superare i momenti di difficoltà della maggioranza.
   Noi  siamo opposizione e restiamo opposizione, seppure opposizione
  costruttiva.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  componenti  del
  Governo,   il   giusto   intervento   e   l'esternazione   motivata
  dell'onorevole  Cracolici ha dato, ancora un volta, la  possibilità
  di   perdere   un'altra  mezz'ora,  un'altra  ora   di   tempo,   a
  dimostrazione  che  stiamo ripercorrendo un  percorso  della  legge
  sulla  casa,  dove  tutti abbiamo detto che la volevamo  approvare,
  però,  per arrivare al traguardo abbiamo dovuto perdere due  sedute
  d'Aula.
   Per  quel  che  riguarda i rifiuti, pensavo  che  eravamo  in  una
  posizione  privilegiata,  migliore, in  quanto  avevamo  avuto  una
  discussione generale breve, lineare, sintetica e condivisa da tutti
  i  Gruppi, avendo come interlocutore il rappresentante del Governo,
  l'assessore Russo che ci aveva dato anche la possibilità  di  farci
  conoscere a fondo un disegno di legge da tutti condiviso, bisognoso
  solo  di  piccole  modifiche  ma, soprattutto,  da  tutti  ritenuto
  necessario,  urgente ed anche sufficiente per  dare  risposte  alla
  grande emergenza rifiuti che attanaglia la Sicilia.
   Abbiamo  avuto  riunioni costruttive, positive, all'interno  anche
  della   Commissione  Territorio  ed  ambiente.  E,  giustamente   e
  correttamente, il collega Maira ricordava anche la riunione  finale
  di  ieri  sera  con  il Presidente della Regione,  con  l'assessore
  Russo, in cui tutti i presidenti dei Gruppi presenti in Aula  hanno
  concordato  sulla necessità di approvare questo disegno  di  legge.
  Nei  comportamenti reali, poi, però, sembrerebbe che non si  voglia
  approvare il disegno di legge.
   Per  quanto  ci  riguarda, ritengo che non ci  siano  problemi  di
  tenuta  della  maggioranza. E dico anche al collega Cracolici  che,
  per  quanto ci riguarda, per quanto riguarda il Gruppo PDL Sicilia,
  riteniamo  di  essere  coerenti  e coesi  e,  soprattutto,  abbiamo
  proposto  solo  dei  piccoli  emendamenti  che  sono  assolutamente
  irrisori  e  che  non vanno ad attaccare la ratio  del  disegno  di
  legge. E, quindi,  si può e si deve procedere in tal senso.
   Ritengo che, prima o dopo, occorrerà mettere mano a modificare  il
  Regolamento per quel che riguarda i lavori d'Aula perché non si può
  permettere che, su ogni singolo emendamento, si possano fare decine
  di  interventi,  si  possa intervenire solo ed  esclusivamente  con
  intenti ostruzionistici.
   Per quanto ci riguarda ribadisco ancora una volta, e sottolineo la
  nostra  posizione,  che  il nostro Gruppo parlamentare,  al  di  là
  dell'episodio  che  è  stato  chiarito  con  l'onorevole  De  Luca,
  presente in Aula, sostiene questo disegno di legge e manifesta  una
  volontà precisa perché questo disegno di legge vada fino in fondo e
  diventi strumento legislativo della Regione siciliana.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono ancora iscritti a
  parlare  gli  onorevoli  Laccoto, Rinaldi  e  Di  Benedetto.  Fermo
  restando   che   adesso  darò  la  parola  ai  colleghi   iscritti,
  ovviamente, alla luce delle considerazioni che ci sono state e  che
  sono state avanzate da più parti ed anche da autorevoli esponenti e
  presidenti   di  Gruppi  parlamentari  di  quest'Aula,   dopo   gli
  interventi  dei  colleghi ancora iscritti a  parlare,  rinvierei  a
  martedì  prossimo, pregando, nel frattempo, sempre alla luce  delle
  considerazioni  che sono state fatte, di cercare  di  fare  seguire
  coerenza alle dichiarazioni. Perché?
   Lo dico perché voglio ricordare a tutti  - e la Presidenza non può
  non  farlo notare - che il dibattito si sta svolgendo non tanto nel
  merito   di  un  emendamento  presentato,  da  tutti  accettato   e
  condiviso, ma su tematiche inerenti il merito della norma stessa.
   Farei,  pertanto,  concludere  i  colleghi  che  sono  iscritti  a
  parlare,  dopodiché rinvieremo i lavori d'Aula a martedì  prossimo,
  sperando che, nel frattempo, ci sia un cammino più virtuoso.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  molto
  brevemente e prendo spunto da quello che ha già detto la Presidenza
  in  merito  al  fatto  che un emendamento si è trasformato  in  una
  occasione  di discussione generale con manifestazione di  posizioni
  politiche.
   Se  l'assessore ha la bontà di ascoltarmi un attimo,  vorrei  dire
  che   ho  ascoltato  gli  interventi  precedenti,  anche  illustri,
  compreso  quello dell'onorevole Buzzanca. Vorrei, però, partire  da
  quella che è la realtà oggi in Sicilia.
   Abbiamo   una  emergenza  rifiuti  che  facciamo  finta   di   non
  comprendere, di non capire; in questo momento siamo ad un passo,  e
  forse  oltre,  da  quella che è stata l'emergenza  a  Napoli  o  in
  Campania.  Penso  che  un Parlamento responsabile  che  non  voglia
  essere  additato  per irresponsabilità abbia l'obbligo  di  portare
  avanti  norme che, prima di tutto, superino l'emergenza in cui  noi
  ci troviamo.
   In  fondo,  le posizioni che sento, quelle degli onorevoli  Adamo,
  Incardona e di altri presidenti di Gruppi parlamentari, partono  da
  un presupposto.
   I problemi sono due: uno riguarda la riforma della legge e bisogna
  andare avanti; l'altro, al quale mi associo, è quello per il  quale
  questa  emergenza  non  è  dovuta  a  responsabilità  ai  comuni  -
  ricordiamocelo -, questa emergenza è dovuta alla creazione  di  ATO
  che  non avevano nessuna formazione aderente al territorio, nessuna
  formazione  di libertà verso gli enti locali, nessuna libertà  data
  agli enti locali. Pertanto, quando oggi ci presentiamo ai cittadini
  con una riforma degli ATO, dobbiamo pur fare questa riforma urgente
  partendo da un altro presupposto. In questa legge dobbiamo inserire
  necessariamente - a me non interessano le questioni tecniche, se la
  vedano  i  tecnici, se la veda il Governo - una norma per  superare
  l'emergenza di questi giorni.
   Questa è la sintesi della discussione di stasera in quest'Aula.
   Credo che siamo tutti d'accordo, non potrebbe che essere così;  al
  di  là  delle parole e al di là della demagogia più o meno  spinta,
  tutti  siamo d'accordo a fare una riforma degli ATO. Ma  in  questa
  riforma deve essere contenuta una norma chiara e precisa che superi
  l'emergenza di questi giorni.
   Le obiezioni di carattere economico e tecnico non possono impedire
  che,  in  questa  fase, assieme alla riforma  vera  e  propria,  si
  inserisca questa norma.
   E,  allora,  io  dico: il Governo presenti entro martedì,  assieme
  alla  riforma  che  ha già presentato, una norma  che  consenta  di
  superare l'emergenza di questi giorni. Su questo credo che, poi, la
  responsabilità sarà di tutti coloro che vorranno impedire  che  sia
  approvata una riforma necessaria ed urgente. Questa, a mio  avviso,
  é la sintesi della discussione che si è fatta, forse partendo da un
  emendamento  ma che, poi, è diventata la discussione prolungata  di
  questa sera.
   Se  ciò serve a chiarire le posizioni, se serve a fare capire  che
  l'emergenza  di  questi giorni è frutto della  norma  a  suo  tempo
  varata, una norma illogica e irresponsabile, per cui certamente non
  possiamo  essere additati noi come responsabili, forse il dibattito
  sarà  servito ad accelerare la riforma questa sera, anche rinviando
  alla settimana prossima ma con le idee più chiare su quello che  si
  deve  fare  e su come deve essere affrontata l'emergenza  anche  di
  questi giorni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, intervengo soltanto per un minuto  per
  richiamare  l'attenzione della Presidenza, visto che ormai  abbiamo
  deciso  di  rinviare il dibattito a martedì prossimo e  considerato
  che  eravamo  arrivati alla discussione degli  articoli  e  che  la
  discussione  generale era stata chiusa, come lei ha ricordato  poco
  fa,  visto che gli articoli sono tanti e così pure gli emendamenti,
  la prego, a partire da martedì prossimo, di far attenere i deputati
  che   interverranno  sui  singoli  emendamenti   all'argomento   in
  discussione, cioè all'argomento degli emendamenti.
   Se qualche deputato prenderà la parola con la scusa di intervenire
  su  un emendamento per aprire poi un dibattito come quello che  c'è
  stato  oggi, la prego di intervenire a norma del Regolamento  e  di
  richiamarlo all'argomento all'ordine del giorno; in caso contrario,
  la  prego di togliere la seduta perché, così facendo, arriveremo  a
  Pasqua senza concludere l'esame di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, lei sa che questa Presidenza  si  è
  prodigata  per  cercare  di  mantenere  la  discussione  nell'alveo
  dell'argomento  in  esame,  e  sa pure  che,  per  quanti  richiami
  puntuali  la Presidenza possa fare, non può comprimere il dibattito
  oltre un certo limite.
   Certamente, sulla base delle considerazioni che ho espresso  prima
  -  lei  me  ne ha dato atto - cercheremo di incanalare il dibattito
  verso una efficacia del dibattito stesso, altrimenti rimane fine  a
  se stesso.

   PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo e sento
  una  profonda diversità tra quelli che sono i principi enunciati  e
  quello  che  è,  poi, l'atteggiamento concreto che viene  praticato
  all'interno dell'Aula.
   L'onorevole Buzzanca dice:  C'è la maggioranza? Esca fuori  questa
  maggioranza
   Onorevole  Buzzanca, c'è una maggioranza sul voto  delle  riforme,
  per  cui  sarà nostro compito assicurare una maggioranza d'Aula  in
  occasione  del voto sulle riforme. Ma, probabilmente, il contenuto,
  quello  che  deve  stare all'interno delle riforme,  è  oggetto  di
  discussione di quest'Aula.
   Se  lei  guarda  l'elenco  degli emendamenti,  non  c'è  un  testo
  interamente  condiviso da questa maggioranza; vi  sono  emendamenti
  che modificano, che correggono il testo.
   Dico  ancora di più, e mi rivolgo all'onorevole Adamo che  afferma
  di condividere il testo e che si produrranno piccoli aggiustamenti:
  onorevole Adamo, c'è l'emendamento 5.17, a sua firma, che sconvolge
  l'assetto della norma prevedendo che i Comuni non devono o  possono
  decidere   di  non  associarsi  negli  ATO,  che  possono  muoversi
  liberamente,  fare  gli  appalti da soli  o  associarsi  con  altri
  Comuni.  Allora, di cosa stiamo parlando? Forse c'è una  differenza
  di  fondo  su  come  intendiamo la legge? Quale legge  pensiamo  di
  approvare?
   Assicuriamo,   dunque,  la  maggioranza  d'Aula,  ma  affrontiamo,
  all'interno   della  stessa,  la  discussione  sugli   emendamenti,
  ragioniamo, votiamo e costruiamo insieme delle buone norme.
   Questo,  ritengo,  é il punto fondamentale. Vediamo,  come  dicevo
  nella  discussione generale, di volare alto evitando  di  difendere
  piccoli  interessi,  piccole questioni che  pure  ci  sono  tra  un
  emendamento e l'altro. Se, infatti, su qualche interesse si  blinda
  una maggioranza trasversale, è chiaro che sull'impianto complessivo
  del  disegno  di  legge non ci può essere una maggioranza  seria  e
  dignitosa in quest'Aula. Si suscitano pulsioni, spinte. Questa è la
  ragione.
   Allora, Assessore, credo che occorre approvare una legge seria che
  guardi concretamente agli interessi della Sicilia, alle emergenze e
  non ai piccoli interessi che pur si trascinano.
   Girando per i corridoi in questo Palazzo ho avuto l'impressione di
  assistere  ad  alcune scene che in passato condannavamo  da  questa
  tribuna, delle quali accusavamo l'allora governatore Cuffaro: scene
  di  presenze, di spinte, eccetera. E, allora, riappropriamoci della
  nostra  dignità e approviamo un disegno di legge che sia  realmente
  per l'emergenza, che risolva i problemi e non presti il fianco alla
  tirate di giacchetta.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione  e  relatore..  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  intervengo  solo  per esprimere  rammarico  sulla  sua
  decisione,  comprendendo ciò che è successo in Aula, in quanto,  se
  facciamo  riferimento a quello che è stato lo sforzo del Parlamento
  e   delle  Commissioni,  questo  Parlamento  e  le  Commissioni  si
  sforzano, da un anno e mezzo, a partire dal disegno di legge numero
  280, di portare la riforma non solo in Aula ma  a disposizione  dei
  siciliani.
   Questa sera abbiamo vissuto i quattordici mesi che ci lasciano  da
  quel  disegno di legge che - vorrei ricordare ai colleghi  -  giace
  impolverato in Commissione Bilancio.
   Rispetto  a questo e alla mancanza di sensibilità verso una  Terra
  che  sta  bruciando  in ogni campanile, noi prendiamo  -  dico  noi
  perché   mi   sento   anch'io  concorde  con  la   sua   decisione,
  naturalmente, dopo avere ascoltato tutti - ancora tempo rispetto ad
  una  legge  che, invece, doveva avere la corsia preferenziale,  non
  solo nel  merito ma anche nella nostra mente.
   In  Aula,  invece,  prevale la logica della squadriglia;  in  Aula
  prevale la logica di posizionamento nell'eventuale Governo  che  si
  deve,  più o meno, ancora formare; in Aula prevale una lotta  senza
  quartiere  dove  nessuno,  ad  oggi, è  entrato  nel  merito  della
  riforma.
   Signor  Presidente, sono rammaricato, quindi, per la  decisione  e
  spero la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, per  la
  prossima  settimana  -  lo proporrò al  mio Gruppo  parlamentare  -
  annulli tutte le convocazioni delle Commissioni e che si tenga Aula
  nei  giorni  di martedì, mercoledì e giovedì, sia in seduta  diurna
  sia,  se  serve, pomeridiana e notturna affinché questo disegno  di
  legge  possa  raggiungere l'obiettivo o, quanto  meno,  possa  fare
  capire  ai  siciliani  quali sono le forze politiche  che  vogliono
  veramente  riformare  e  quali  sono,  invece,  quelle  che  ancora
  vogliono  restaurare.  Rispetto a questo  rassegno  a  lei,  signor
  Presidente,  queste mie considerazioni nel rispetto e nel rammarico
  della sua decisione, che ha dovuto prendere obtorto collo rispetto,
  appunto, a quello cui abbiamo assistito in Aula.
   Per  quanto  mi  riguarda, signor Presidente - e  concludo  -  non
  assisteremo   più   inermi  a  questo  modo  di   procedere   delle
   squadrette'  che  si  sono costituite qui,  in  Parlamento,  senza
  offesa  per i colleghi parlamentari. Non è, infatti, il disegno  di
  legge  adatto per fare battaglie sottostanti a quello che,  invece,
  deve essere il più alto ragionamento delle riforme vere in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, ovviamente  terremo  conto  della
  sollecitazione venuta da lei, come da altri deputati,  per  cercare
  di portare a termine, nel modo più veloce possibile, questo disegno
  di  legge,  tenuto  conto  anche del fatto  che  già  la  settimana
  prossima  la  Commissione Bilancio dovrebbe  iniziare  a  lavorare.
  Troveremo comunque una soluzione per dare, vista l'urgenza,  quanto
  più spazio possibile alla trattazione di questo disegno di legge.
   Pongo in votazione il subemendamento 1.15.1, della Commissione. Il
  parere del Governo?

   RUSSO  PIER  CARMELO,  assessore per  l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.3 è precluso.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Per  essere
  precisi, l'emendamento 1.3 è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Donegani è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                               525-528/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge numeri 525-528/A.
   Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 1.11.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non sia
  corretto  procedere nei nostri lavori perché questa  Presidenza  ha
  annunciato che, subito dopo gli interventi degli onorevoli Laccoto,
  Rinaldi e Di Benedetto, la seduta sarebbe stata rinviata a martedì,
  alle  ore  16.00, e così molti deputati sono andati  via.  Ritengo,
  pertanto,  opportuno che si rispetti la decisione della Presidenza,
  già comunicata all'Aula e rinviare i lavori a martedì.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, ho già preso la decisione di  rinviare
  la seduta. Comunque, ha facoltà di parlare.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei  entrare
  nel  merito  della decisione presa dalla Presidenza, ci mancherebbe
  altro.  Capisco  che la Presidenza ha assunto una  decisione  e  la
  rispetto.  Vorrei  entrare nel merito di quanti,  come  l'onorevole
  Mancuso, amico mio, hanno utilizzato il paragone delle  squadrette'
  o, comunque, si sono ispirati alle squadrette.
   Personalmente non faccio parte di alcuna squadretta  e  credo  che
  molti  colleghi,  in  quest'Aula,  non  facciano  parte  di  alcuna
  squadra;  fanno parte semplicemente di una cultura di coerenza,  di
  lealtà nei rapporti, anche fra avversari e, soprattutto, di merito.
   Devo  dire  con  molta semplicità che - anche  se  sono  anni  che
  ascolto perché mi piace, a volte, ascoltare e poco, invece, parlare
  -,  questa  sera  abbiamo dato un cattivo  esempio  di  cosa  possa
  significare  una discussione di merito vera e seria. Non  c'entrano
  niente  le   squadrette', onorevole Mancuso, e  mi  rivolgo  a  lei
  perché  la ritengo un amico e, quindi, posso permettermi, da questo
  punto di vista, di prendere spunto da quanto da lei affermato.
   E  anche  la  questione  delle   squadrette',  se  vista  come  un
  confronto   vero  fra  coloro  che,  come  noi  -  parlo   di   me,
  evidentemente non impegno nessuno -, hanno scelto il patto  per  le
  riforme, è un'effettiva riforma; é inutile che ci si venga  a  dire
  che  siamo semplicemente nella situazione in cui stiamo affrontando
  l'emergenza.
   Stiamo  riformando un sistema che ha dato cattivo esempio di  come
  deve seriamente funzionare una realtà che, nella nostra Isola,  può
  produrre, speriamo mai, guai seri.
   Stiamo  cercando di centrarlo, cogliendo tutti i  limiti  di  quel
  sistema e, quando sento dire che non ci sono particolarismi, vorrei
  che  seriamente tutti dimostrassimo che non ci sono particolarismi.
  E mi indigno quando sento dire che siamo tutti innamorati di questo
  testo  e  che  vogliamo  che vada avanti e,  poi,  sostanzialmente,
  giochiamo  con  logiche che non hanno niente  da  spartire  con  un
  Parlamento come quello siciliano - rispetto anche alla sua  storia,
  permettetemi di dire non è retorica -.
   Mi indigno perché il problema non è se sospendere adesso o meno  -
  ci  mancherebbe -, se finiamo un articolo o se ne finiamo  due.  Il
  problema  è che i cittadini siciliani devono guardare con  maggiore
  attenzione  e con maggiori elementi di conoscenza questo  gioco  al
  massacro.
   Signor  Presidente, nel segnalare questo non vorrei  assolutamente
  che  tanti  di  noi siano accomunati a quello che  è  un  gioco  al
  massacro rispetto alle questioni vere da affrontare.
   Personalmente,  non sto al gioco al massacro, ma  sto  al  merito.
  Vogliamo  migliorare questo testo, vogliamo confrontarci su  alcune
  questioni  che  hanno anche un carattere filosofico  rispetto  alla
  filosofia vera che deve avere questa norma? Bene.
   Penso,  però, che dovremmo smetterla, ma non perché mi scandalizzi
  la  formula  x  di un modo di fare opposizione. Non mi  scandalizza
  assolutamente. Mi scandalizza un fatto: dire una cosa e poi operare
  in  maniera esattamente contraria a ciò che si dice, affermando che
  le  squadrette' ci sono solo quando fa comodo.
   Le  squadrette, onorevole Mancuso, sono all'interno pure della sua
  squadra, come lei ben sa, e sono  squadrette sfasciste'.

   FALCONE. L'onorevole Mancuso è un provocatore

   ODDO. Bravo, é un provocatore l'onorevole Mancuso, ha ragione.
    Squadrette sfasciste' che mettono semplicemente un ostacolo  ogni
  mezz'ora,  mentre  invece  cercano di  alimentare  qualcosa  che  è
  normale:  il confronto democratico fra coloro che hanno  deciso  di
  dire   bene,  ci  vuole  un  patto per le  riforme  perché  eravamo
  arrivati al punto che tutti conoscete .
   Smettiamola,  dunque, di fare ragionamenti che non  stanno  né  in
  cielo  né  in  terra  e,  se è vero che non  siamo  affezionati  ai
  particolarismi,  cerchiamo invece di rendere alla Sicilia  qualcosa
  che credo sia necessario, ancor prima di pensare a fare slittare  o
  meno  altri  appuntamenti, perché sappiamo tutti che  la  fase  che
  dovremo  affrontare,  l'esame del bilancio e della  finanziaria,  è
  molto più delicata di quanto sappiamo.
   Allora,  con onestà intellettuale, con ragionevolezza e  con  buon
  senso,  se  è  possibile andiamo avanti. Poi, chi metterà  in  moto
  tutti  i  giochetti  possibili e immaginabili  se  ne  assumerà  la
  responsabilità.  Ma è bene che i siciliani lo sappiano,  altrimenti
  questo  gioco  pirandelliano diventerà il grottesco  di  una  fase,
  secondo  me,  particolarmente interessante  della  vita  di  questo
  Parlamento.
   Personalmente,  non  voglio vedere per forza  il  bicchiere  mezzo
  vuoto,  voglio  vederlo mezzo pieno e ritengo che  stiamo  mettendo
  mano  ad  aspetti  importantissimi che riguardano il  futuro  della
  nostra  Regione  e  il futuro di alcuni servizi indispensabili  che
  dovrebbero essere garantiti ai cittadini siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16
  marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  -Comunicazioni.

  II  - Discussione dei disegni di legge:
       1)  -   «Gestione  integrata dei rifiuti e bonifica  dei  siti
            inquinati» (525-528/A) (Seguito);
  2)  -  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
  (470-470 bis);
  3)  - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
  (471-471 bis).

                   La seduta è tolta alle ore 20.14.

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli