Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli: D'Asero, Greco e Pogliese
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per il Turismo, lo sport e lo spettacolo, le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
numero 391 - Inserimento del porto di Palermo tra le rotte
turistiche della società armatrice Voyager' di Miami (USA).
Firmatario: Caputo Salvino
numero 756 - Notizie sulla fondazione Orchestra Sinfonica
Siciliana'.
Firmatario: Campagna Alberto
numero 876 - Ricostituzione del consiglio di amministrazione
dell'ente autonomo regionale Teatro di Messina'.
Firmatario: Buzzanca Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
- Norme e interventi per l'attuazione del diritto allo
studio (540)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole
Caronia in data 15 marzo 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione legislativa «Attività
produttive» (III):
- Istituzione dell'elenco delle guide enogastronomiche e delle
risorse agroalimentari e dell'elenco dei ristoranti di qualità.
Circuiti gastronomici (537)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 15 marzo 2010
Parere IV.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che
l'Ast Aeroservizi s.p.a., società di accesso con socio unico
dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., ha fatto richiesta alla
Direzione aeroportuale ENAC - Palermo della gestione dei servizi
aeroportuali per l'assistenza agli aeromobili e ai passeggeri
presso l'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo;
considerato che:
l'art. 7 della l.r. 6 n. 2009 stabilisce il divieto alle società
costituite o partecipate dall'Amministrazione regionale, nonché
alle aziende regionali di procedere alla costituzione o
partecipazione ad altre società od organismi vari;
il comma 2 della suddetta norma stabilisce, inoltre, che di
conseguenza gli enti provvedono alla liquidazione delle società od
organismi partecipati;
rilevato che:
l'articolo 4 dell'oggetto sociale dell'Ast Aeroservizi, società
con socio unico dell'Azienda siciliana trasporti, prevede che detta
società possa svolgere la propria attività esclusivamente in favore
della Regione siciliana o degli enti pubblici e privati dalla
stessa controllati o alla stessa collegati;
in ragione di quanto sopra esposto, rimane del tutto preclusa
all'Ast Aeroservizi la possibilità che essa operi quale handler'
dei servizi succitati in violazione della menzionata norma
statutaria e pertanto che possa legittimamente avviare la propria
attività presso lo scalo Falcone e Borsellino di Palermo;
l'Ast Aeroservizi, nonostante la citata preclusione statutaria, ha
comunicato alla direzione aeroportuale ENAC di Palermo di avere già
sottoscritto un contratto di 'handling' con la a compagnia aerea
Meridiana, già assistita dal consorzio Pae Mas;
per sapere:
quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di garantire
l'applicazione di quanto previsto all'articolo 7 della l.r. n.
6/2009, che stabilisce anche per l'AST il divieto di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari, e
se non ritenga opportuno, conseguentemente, intervenire per
garantire le procedure di liquidazione così come stabilito dalla
norma;
quali misure intenda porre in essere volte a far rispettare anche
il dettato statutario dell'AST Aeroservizi, società con socio unico
dell'Azienda siciliana trasporti, secondo il quale quest'ultima può
svolgere la propria attività esclusivamente in favore della Regione
siciliana o degli enti pubblici e privati dalla stessa controllati
o alla stessa collegati». (1079)
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
i confidi siciliani, almeno quelli i cui settori preminenti sono
quelli del commercio e dell'artigianato, in questi ultimi anni
stanno vivendo una situazione paradossale: se da un lato una
moltitudine di voci (politiche, istituzionali, economiche, ecc.) si
sono unite in un coro concorde nell'indicarli come unico vero mezzo
di sostegno finanziario agevolato per le piccole e medie imprese,
capace di mitigare i presunti nefasti effetti di Basilea,
dall'altro una serie sempre più pressante di normative li costringe
ad assolvere ad adempimenti non propri e spesso inutili;
considerato che nel clima di costante incertezza in cui i confidi
siciliani sono stati costretti a svolgere il loro sempre più
confuso ruolo, spicca per pericolosità' la consumata scadenza del
bando relativo al contributo in conto interessi per l'anno 2008.
Tale scadenza é stata anticpata all'1 marzo rispetto quella in un
primo tempo prevista per il 14 aprile, grazie al fatto che ancora
una volta l'Assessorato preposto ha disatteso il più volte
richiesto, concordato e mai applicato tavolo di concertazione con i
confidi convenzionati, avendo convocato un incontro unilaterale con
le sole banche dalle quali ha ricevuto assicurazioni circa una
tempestiva e pronta consegna dei tabulati; cosa dimostratasi, alla
luce dei risultati, non veritiera con consegne parziali a ridosso
della scadenza e, in alcuni casi, con elaborati tali da non
consentire il caricamento massivo dei dati;
ritenuto che ciò comporterà, per migliaia di aziende isolane, la
perdita del contributo de quo;
assunto che da voci di corridoio, che rivestono dignità di
ufficialità in quando diramate dallo stesso Assessorato,
sembrerebbe che l'importo complessivo delle pur incomplete
(mancanti cioè di numerosissime imprese) richieste di contributo
presentate dai confidi sia di gran lunga maggiore alla somma
stanziata in bilancio per l'anno 2008, che risulta sufficiente a
coprire appena il 20 per cento dell'importo necessario;
a ciò si aggiunge che il contributo in conto interessi relativo
all'anno 2007, anche questo di competenza dell'ex Assessorato
Bilancio ora Assessorato Economia, non abbia più copertura
finanziaria;
verificato che i cosiddetti contributi pregressi', quelli cioè
relativi agli anni 2003/2006, la cui competenza è dell'ex
Assessorato Cooperazione ora Attività produttive, sono anch'essi
stagnanti, pur godendo di copertura finanziaria, grazie al fatto
che la carenza di personale non consente di istruire le richieste a
suo tempo presentate dai confidi, che dovranno ritirarle per
procedere ad ulteriori analoghe richieste attraverso la piattaforma
la cui proprietà esclusiva è rivendicata dall'Assessorato Economia,
che non può (o non vuole) cederla all'Assessorato Attività
produttive che, a sua volta dovrà acquistarla sborsando fior di
decine di migliaia di euro;
ritenuto inoltre che:
la costrizione' della raccolta dei più svariati dati imposta ai
confidi dall'Assessorato non ha, in molti casi, motivo di essere ed
ha comportato una triplicazione della produzione del cartaceo
rendendo, al contempo, elefantiaca e dispendiosa tutta la
procedura;
accertato che solo in Sicilia impera la legge del de minimis',
che impedisce l'erogazione ai confidi di contributi pubblici
superiori a euro 200.000,00, atti a sostenere la
patrimonializzazione dei confidi stessi. Nel resto d'Italia tali
contributi pubblici sono concessi senza alcuna limitazione con
procedure varie;
osservato che i confidi industriali hanno ricevuto i contributi in
conto interessi fino all'anno 2006 ;
per sapere:
se intendano attivare nella prossima sessione di bilancio
politiche finalizzate alla copertura totale della spesa derivante
dalle domande presentate in base alla normativa regionale, che per
il 2008 ammonta a circa 50 milioni di euro, e nel contempo
rivolgere inoltre la giusta attenzione del Governo regionale a
sostegno del mondo delle piccole e medie imprese, consentendo non
solo il mantenimento degli standard occupazionali ma anche il
rilancio delle attività economiche;
se non ritengano, al fine di non vanificare le legittime attese
delle imprese siciliane, di provvedere alla riapertura dei termini
per la presentazione delle istanze per il contributo 2008 e
completare finalmente, nel rispetto alla normativa regionale,
l'istruttoria delle pratiche relative agli anni precedenti
prevedendone in finanziaria la conseguente copertura, al fine di
rispondere alle attese degli imprenditori che ancora aspettano
l'erogazione dei contributi in conto interessi relativi agli anni
dal 2003 al 2007». (1080)
CORONA
«All'Assessore per le infrastrutture e le mobilità, premesso che
la società INTERBUS in atto collega attraverso il servizio di
autolinea il comune di Floresta (ME) con Messina, attraversando i
comuni di S. Domenica Vittoria, Randazzo, Linguaglossa, Piedimonte
Etneo, Fiumefreddo e Giardini;
considerato che si apprende che questa società ha soppresso la
corsa di sabato delle ore 5.20, che collega anche il comune di
Randazzo con la riviera Jonica ed in particolare con Giardini e
Taormina;
ritenuto che:
la soppressione già attuata, oltre a causare gravissimi disagi ai
lavoratori pendolari che svolgono la loro attività nel Messinese,
danneggerebbe le attività economiche dell'intera zona, in quanto
questa corsa è frequentemente utilizzata dai turisti che vogliono
raggiungere da Giardini e Taormina il comune di Randazzo;
evidenziato inoltre che la stessa linea collega le cittadine di
cui sopra con l'unico presidio ospedaliero, quello di Taormina;
per sapere se intenda convocare la società INTERBUS ed i sindaci
delle cittadine interessate al fine di assumere provvedimenti
finalizzati non solo al mantenimento della corsa ma, se possibile,
ad implementarla, per evitare l'isolamento dei comuni montani della
Valle dell'Alcantara». (1081)
CORONA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il collegio dei revisori dei conti del consorzio ASI di Enna
risulta decaduto dal 7 gennaio 2009 e non ancora ricostituito dagli
Assessorati competenti;
con nota del 13 ottobre 2009 (prot. 40346) l'Assessorato Industria
ha comunicato al consorzio ASI di Enna la determinazione
dell'importo del contributo per spese di funzionamento, esercizio
finanziario 2009, che veniva quantificata in euro 1.045.642,00;
con d.a. n. 119/Gab del 19 novembre 2009, notificato il 20
novembre 2009, l'Assessore per l'industria della Regione siciliana
ha proceduto allo scioglimento degli organi di gestione del
consorzio per l'area di sviluppo industriale di Enna ed alla nomina
del geometra Cicero Alfonso, quale commissario, per un periodo non
superiore a mesi sei, al fine di provvedere prioritariamente alla
predisposizione del bilancio di previsione 2009';
ritenuto che tale provvedimento di scioglimento appare palesemente
illegittimo in quanto avulso da una corretta e serena applicazione
della legge e dei principi di buona amministrazione. Infatti, se
pure tutte le sue premesse fossero corrette, esse avrebbero
giustificato l'applicazione del III comma dell'art. 17 della l.r.
n. 1 del 4 gennaio 1984, e non certamente del I comma, comportante
la gravissima conseguenza dello scioglimento degli organi
amministrativi: infatti, ai sensi del III comma della norma citata,
l'Assessore regionale per l'industria, in caso di inadempimento da
parte degli organi consortili di atti obbligatori per legge o per
statuto, può procedere alla nomina di un commissario ad acta allo
scopo di provvedere all'immediata adozione dei provvedimenti in
relazione ai quali l'ente si è reso inadempiente';
considerato che:
l'intera vicenda scaturisce dalla mancata approvazione del
bilancio di previsione 2009, atto obbligatorio per legge e per
statuto, ed è, pertanto, di tutta evidenza che, qualora vi fosse
stato un inadempimento degli organi con riferimento a detto atto,
sarebbe apparsa giustificabile la nomina di un commissario ad acta,
ma non certo l'operato scioglimento;
le premesse del provvedimento di scioglimento costituiscono una
elencazione dei rilievi mossi nel tempo contro le diverse ipotesi
di formulazione delle due ipotesi di redazione del bilancio
preventivo 2009, approvati con deliberazione di consiglio generale
- c.g. n. 1 dell'8 aprile 2009 e n. 6 del 24 luglio 2009;
ambedue tali deliberazioni vennero annullate principalmente perché
veniva richiesto un contributo straordinario per consentire il
pareggio di bilancio, motivazione, questa, che veniva ripresa nel
decreto di scioglimento citato. Nello stesso si sostiene, infatti,
che 'la reiterata richiesta di contributo straordinario non risulta
supportata da nessun onere o impegno straordinario sostenuto dal
Consorzio, ma piuttosto da oneri di normale gestione, fra i quali,
peraltro, anche quelli non corrisposti al personale ed agli organi
nel 2008 ed imputati nel bilancio di previsione 2009'. Detta scelta
avrebbe inficiato sia il bilancio consuntivo 2008, sul quale sono
stati computati oneri inferiori a quelli reali, sia in difformità
ai principi di universalità e veridicità, in quanto i valori
rilevati non rispecchiano la consistenza reale delle operazioni di
gestione effettuate nell'esercizio di riferimento, con conseguente
sopravvalutazione del risultato dell'esercizio stesso e nocumento
della funzione informativa propria del bilancio consuntivo, sia il
preventivo 2009 sul quale risultano imputati gli oneri non rilevati
in sede del consuntivo 2008 e ciò in contrasto con il principio
della competenza finanziaria [...]';
si tratta di argomenti pretestuosi, in quanto il bilancio di
previsione dei consorzi ASI della Sicilia è un documento improntato
al principio della cassa e della competenza; il mancato pagamento
degli emolumenti al personale nel mese di dicembre 2008 e agli
organi consortili da aprile 2008 è stato determinato in massima
parte dall'ulteriore e immotivato taglio di circa 130.000 euro,
operato dall'Assessorato competente ai trasferimenti per spese di
funzionamento 2008, oltre che da un pignoramento presso terzi. Gli
stanziamenti del bilancio 2008, inerenti ai capitoli riferiti agli
stipendi del personale, oltre che agli oneri previdenziali e
assistenziali, derivano da precisi calcoli esposti nei prospetti
allegati al bilancio di previsione 2008. Detti stanziamenti sono
ovviamente reali, perché riportano il totale degli emolumenti da
corrispondere per tredici mensilità al personale in servizio e in
quiescenza per l'anno 2008: è infatti impensabile che, a fronte di
un minor contributo assegnato per l'anno 2008, ai fini del pareggio
di bilancio, l'ente imputasse minori oneri riferiti al personale;
considerato, pertanto, che le refluenze sul bilancio di previsione
2009, per il mancato pagamento degli emolumenti del mese di
dicembre 2008, derivano dalla puntuale osservanza della normativa
contabile in materia di residui passivi: infatti, il comma 4
dell'art. 11 della l.r. 8 luglio 1977, n. 47, dispone che è vietata
la formazione di residui passivi per le spese relative agli organi,
agli stipendi e altri assegni fissi al personale, a pensioni e ad
assegni congeneri. Nella sostanza, tutto ciò che rimane da pagare
per mancanza di liquidità, al termine dell'esercizio, nei capitoli
del personale e degli organi consortili, non potendo essere
impegnato e riportato tra i residui passivi, deve essere oggetto di
previsione nel bilancio successivo e nei capitoli corrispondenti;
considerato, inoltre, che:
il bilancio di previsione 2008 e quello consuntivo dello stesso
anno, rispettosi dei detti principi, erano stati regolarmente
approvati;
il decreto citato è illegittimo sotto un altro profilo: in
violazione della normativa citata è stato scelto un commissario
straordinario privo dei requisiti di legge. In base al I comma
dell'art. 17 della l.r. n. 1 del 4 gennaio 1984, infatti, il
commissario straordinario deve essere scelto tra i dirigenti in
servizio dell'Amministrazione regionale, mentre il geom. Cicero
sembra rivestire la qualifica di funzionario direttivo, e, quindi,
va da sé che non poteva essere nominato; quanto, poi, all'operato
posto in essere dal commissario straordinario una volta insediato,
lo stesso appare improntato a tutta una serie di presunte
illegittimità ed omissioni. Questi infatti, come primo atto
procedeva con deliberazione commissariale n. 1 del 29/12/2009
all'approvazione del bilancio di previsione 2009. In tale elaborato
contabile veniva previsto al cap. 100 delle entrate un contributo
per spese di funzionamento di cui all'art. 29 lett. B della l.r.
1/84 pari ad euro 1.772.142,00, a fronte dell'effettiva
assegnazione, da parte dell'Assessorato Industria, di un contributo
per spese di funzionamento giusta DRS 1714 del 12/10/2009, pari ad
euro 1.045.642,00. Per tale motivazione, oltreché per il fatto di
essere in contrasto con l'art. 5, comma 10, del regolamento di
contabilità (approvato con DPRS n. 729/2006 e s.m.i.) che obbliga
al preventivo accertamento delle entrate, il dirigente generale
dell'ente esprimeva su tale atto un parere di legittimità
sfavorevole, osservando contestualmente che l'atto veniva assunto
in assenza della relazione del collegio dei revisori dei conti, non
ancora nominato. Il documento contabile non veniva inviato
all'Assessorato Bilancio dal dirigente responsabile del servizio
ispettivo dell'Assessorato Industria. Ciò in difformità con quanto
previsto dall'art. 32 della l.r. n. 6 del 97 e s.m.i. nonché
dall'art. 52 della l.r. n. 17/2004. L'art. 32 prevede, infatti, che
i bilanci di previsione di enti ed aziende regionali, prima della
approvazione da parte degli organi di tutela e vigilanza dovranno
essere trasmessi all'Assessorato regionale al Bilancio e Finanze
per l'acquisizione del competente parere che dovrà essere espresso
entro 45 giorni dalla data di ricevimento. Trascorso detto termine
il parere si intende reso favorevolmente'. L'art. 52 della l.r. n.
7/2004 conferma l'obbligatorietà dell'invio dei documenti contabili
all'Assessorato Bilancio, in caso di parere sfavorevole reso dal
dirigente generale o in assenza del parere dei revisori dei conti.
Ambedue tali circostanze ricorrevano in capo al documento contabile
di che trattasi. Si rileva, in proposito, una evidente disparità di
trattamento, atteso che sia il bilancio di previsione adottato dal
comitato direttivo dell'ASI di Enna con deliberazione di C.G. n.
1/09 che quello adottato dall'ASI di Gela nel mese di dicembre
2009, venivano dal servizio ispettivo inviati all'Assessorato al
bilancio;
con nota n. 82 del 19/01/2010, il commissario straordinario
rendeva esecutivo il bilancio approvato per decorrenza dei termini,
ai sensi dell'art. 15, comma 3, della l.r. 1/84, mentre,
trattandosi di bilancio di previsione, si sarebbe dovuta utilizzare
la procedura di cui all'art. 15, comma 2, della l.r. 1/84 che, come
visto, prevede l'invio all'Assessorato Bilancio e l'approvazione
per decorrenza dei termini decorsi 45 giorni da detto invio;
nonostante gli evidenti profili di illegittimità che hanno
inficiato l'efficacia di detti atti, il dirigente del Servizio 7
ispettivo dell'Assessorato Attività produttive, con nota n. 171/b
del 27/1/2010, confermava l'esecutività e legittimità degli stessi;
tale circostanza ha comportato una decisa presa di posizione del
dirigente responsabile dell'ex servizio III del Dipartimento
attività produttive, il quale, con una nota riservata personale del
3/2/2010, inviata al dirigente generale dell'Assessorato, al
commissario straordinario del consorzio ASI di Enna, al collegio
dei revisori dei conti ed al dirigente del Servizio 7 - attività
ispettive, ha contestato l'illegittimità degli atti posti in essere
ed il concreto rischio di danno patrimoniale;
nello specifico, e per estrema sintesi, il dirigente del servizio
III contesta:
A) che, attraverso la inusuale procedura di approvazione per
silentium' del bilancio di previsione da parte del servizio di
vigilanza, si sia creato il presupposto giuridico di riconoscimento
del diritto alla concessione di un contributo per spese di
funzionamento ex art. 29, lett. B), di gran lunga superiore a
quanto statuito e quindi condiviso dall'Assessore con il DRS 1714
del 12/10/2009, ed invero, il commissario straordinario dell'ente,
con nota n. 82 del 19/01/2010, ha prontamente richiesto
l'erogazione dell'ulteriore tranche di contributo;
B) che così facendo il commissario straordinario, inopinatamente e
con l'avvalimento del dirigente del servizio ispettivo, ha allocato
al cap. 100 delle entrate del bilancio di previsione una posta pari
ad euro 1.772.142,00, con un incremento di circa il 70% rispetto a
quello dell'esercizio 2008, in violazione dell'articolo 4, comma 3,
del D.P.Reg. 729/2006, circostanza questa precedentemente censurata
in fase di annullamento della deliberazione n. 6 del 24 luglio 2009
del CD dell'ASI di Enna avente parimenti ad oggetto approvazione
del BP 2010, in quanto anche in quel caso veniva previsto al cap.
100 delle entrate un contributo pari a circa 1.700.000,00;
C) che ciò ha, com'è ovvio, comportato un surrettizio pareggio del
bilancio previsionale secondo la strumentale interpretazione del
commissario straordinario e conseguentemente l'obbligo da parte
dell'Amministrazione regionale che ha approvato lo strumento, di
assicurare la provvista finanziaria;
D) l'invito all'organo di revisione contabile di valutare
l'opportunità di disporre azioni di natura accertativa e di
verifica che possano mettere nelle condizioni di pervenire alla
diretta conoscenza di fatti dannosi da segnalare all'inquirente
contabile e porre in essere azioni cautelari ritenute opportune;
E) che l'approvazione dell'esercizio provvisorio in dodicesimi sul
bilancio 2009 potrebbe comportare impegni di spesa illegittimi e di
fatto nulli;
atteso che, come si evince dalla prospettazione degli atti e fatti
citati, il commissario straordinario del consorzio ASI di Enna ha
posto in essere, con il concorso compiacente del dirigente del
servizio ispettivo, tutta una serie di atti non solo illegittimi,
ma anche nulli, e ciò in aperto contrasto con gli scopi dati dal
decreto di nomina che, come visto, prevedeva la prioritaria
approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio 2009;
per sapere, alla luce delle considerazioni sopra esposte, quali
determinazioni si intendano assumere per far luce sugli atti posti
in essere nei confronti dell'ASI di Enna e per ridare legittimità a
tutta l'azione amministrativa». (1078)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che il programma operativo FSE della Regione siciliana è
stato l'unico, tra gli oltre cinquanta programmi operativi
nazionali e regionali, che non è riuscito ad evitare, per la prima
annualità 2007, il disimpegno di risorse comunitarie per un importo
pari a 55 milioni di euro (come riferito dal Ministero dello
sviluppo economico nel rapporto strategico nazionale 2009 trasmesso
alla Commissione europea ai sensi dell'art. 29 del regolamento
comunitario n. 1083/2006);
considerato che:
per quanto riguarda il PO FESR Sicilia 2007-2013 si è riusciti ad
evitare il disimpegno di risorse sulla prima annualità 2007 grazie
all'effetto dell'anticipazione nei programmi, che per regolamento
la Commissione europea attribuisce nella misura del 7,5%
dell'importo;
con tale scelta ci è stato consentito un significativo
abbattimento dell'importo di certificazione che per la prima
annualità 2007 era di 356 milioni di euro, superato anche grazie al
ricorso ai fondi comunitari Jessica' e Jeremie' ai quali sono
stati attribuiti rispettivamente 140 e 160 milioni di euro;
considerato ancora che:
per la seconda annualità 2008, da certificare entro il 31 dicembre
2010, non sarà più presente l'effetto abbattimento
dell'anticipazione comunitaria;
occorre, pertanto, certificare l'intero ammontare della seconda
annualità del PO FESR pari a oltre 900 milioni di euro;
ritenuto che:
per mantenere questo impegno è necessaria una mobilitazione
straordinaria di tutti i dipartimenti regionali impegnati
nell'attuazione del PO FESR, nonostante le difficoltà derivanti dai
passaggi di competenze previsti a seguito dell'applicazione della
legge regionale n. 19 del 2008;
le predette considerazioni valgono anche per tutti altri programmi
comunitari regionali: POFSE 2007-2013, PSR 2007-2013, programma FEP
di rilievo regionale per la pesca;
il disimpegno automatico di ulteriori risorse finanziarie
assegnate alla nostra Regione è assolutamente inammissibile in una
fase così difficile per l'economia e l'occupazione in Sicilia;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per certificare tutti gli
importi previsti per il 2008 e per evitare il disimpegno automatico
di ulteriori risorse;
quali riscontri abbia avuto la richiesta i cui alla delibera della
Giunta regionale n. 528 del 25 dicembre 2009, con la quale è stata
sollecitata l'erogazione dell'anticipo dell'8 per cento delle
risorse FAS che saranno, purtroppo, trasferite come cassa soltanto
nel 2012;
quali iniziative siano state attivate per la creazione di un parco
progetto in grado di alimentare un adeguato volume di impegni e di
pagamenti;
quali scelte siano state effettuate per avere una concezione
unitaria delle politiche di investimento sul territorio della
Regione e per collegare il programma attuativo regionale dei fondi
FAS con i programmi operativi comunitari». (1082)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
GENNUSO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
di un socio per la costituzione di una società denominata Società
Euromediterranea per lo sviluppo dell'informazione', avente ad
oggetto lo svolgimento delle attività informatiche di competenza
delle amministrazioni regionali, socio al quale affidare la
realizzazione della piattaforma telematica integrata della Regione
siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6;
ai sensi della succitata disciplina, con bando approvato con
decreto del dirigente generale n. 206 dell'11 marzo 2005, si
avviava la procedura selettiva, in forme assimilabili a quelle
dell'appalto-concorso, per l'individuazione del socio di minoranza
della società;
aggiudicatario della gara per l'individuazione del socio
minoritario risultava l'RTI (raggruppamento temporaneo di impresa)
costituito tra le imprese AtosOrigin s.p.a.' (oggi Engineering.lt
s.p.a.) e Accenture s.p.a.';
successivamente, in data 20 dicembre 2005, tra la Regione
siciliana (all'epoca con Sicilia e-Innovazione) e la società
privata Sicilia e-Servizi Venture s.c.r.l.', appositamente
costituita dall'RTI AtosOrigin s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.)
e Accenture s.p.a., si costituiva la società mista a prevalente
partecipazione pubblica denominata Sicilia e-Servizi s.p.a', con
capitale intestato, per il 51%, alla Sicilia e-Innovazione s.p.a.'
(oggi Regione siciliana) e, per il restante 49%, al socio privato
di minoranza;
in attuazione del citato art. 78 della l.r. n. 6 del 2001 e
successive modifiche e integrazioni ed in conformità a quanto
prestabilito nel suddetto bando pubblico di selezione del socio di
minoranza, la Regione è venuta nella determinazione di stipulare
con la società una convenzione-quadro per la gestione delle
attività informatiche di competenza delle amministrazioni
regionali;
l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
obbligava, in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando
pubblico di selezione del socio di minoranza, oltre che alla
costituzione della predetta società mista cui affidare forniture,
servizi e lavori per la realizzazione della cosiddetta Società
dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario graduale
trasferimento di conoscenze e personale appositamente formato ed
addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed autonoma
la società Sicilia e- Servizi s.p.a.;
ritenuto che occorra verificare se risponda al vero che:
1) la società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l'avanzato
stato di consolidamento delle proprie attività - ed in particolare
il fatturato ultimo consolidato 2008, di oltre 40 milioni di euro,
e i contratti acquisiti, da parte dei dipartimenti regionali nel
2009, per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi alla
programmazione comunitaria 2007-2013 contrattualizzati tutti nel
mese di dicembre 2009 - continui ad operare, in dispregio a quanto
previsto dal bando di gara, con assoluta prevalenza di personale
'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei costi di
gestione a carico dell'Amministrazione regionale;
2) il processo di popolamento e ristrutturazione della società
Sicilia e-Servizi s.p.a. sia stato bruscamente interrotto dagli
attuali amministratori della società, generando una condizione di
illegittimo e spropositato vantaggio economico per il socio privato
e determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione
di super guadagno e notevolissimo spreco di risorse pubbliche
rispetto ai costi che verrebbero sostenuti con personale interno
adeguatamente formato dallo stesso socio privato così come da bando
di gara;
3) in ragione di tale scenario, l'Amministrazione regionale,
mantenendo tale stato di cose, abbia determinato una sostanziale
quanto inaccettabile lievitazione di costi che non appaiono
assolutamente in linea con il mercato attuale;
4) il socio privato (Engineering s.p.a. ed Accenture s.p.a. per il
tramite di Sicilia e-Servizi Venture s.c.r.l.) operi il trattamento
di dati sensibili, personali e riservati tanto di tutto il
personale dell'Amministrazione regionale (inclusi Assessori e
Presidente) quanto della cittadinanza siciliana tutta, con
personale non legato da alcun patto di riservatezza verso
l'Amministrazione, e che lo stesso personale, legato in modo
subordinato e gerarchico al socio privato, venga rivenduto' ed
addebitato a Sicilia e-Servizi s.p.a., e quindi all'Amministrazione
regionale, a tariffe molto al di sopra delle conosciute e
paragonabili evidenze attuali di mercato;
5) l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
in qualità di dipendente subordinato della società Engineering
s.p.a., operi (con ampi e assoluti poteri) in permanente ed
inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli di
fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-Servizi
s.p.a., essendo quest'ultima una società regionale a prevalente
capitale regionale;
al fine di verificare, alla luce di quanto sopra:
a) quali siano motivi del mantenimento di tale condizione di
maggior favore ed illegittimo guadagno da parte del socio privato
cui si consente di operare in pieno conflitto di interessi, per il
tramite dell'amministratore delegato ad esso subordinato, che sta
gestendo nel suo privato interesse la società a prevalente capitale
pubblico Sicilia e-Servizi s.p.a., ritardando artatamente il dovuto
popolamento della società come da chiara obbligazione contrattuale
derivante dalla documentazione di gara e dai documenti contrattuali
vigenti con l'Amministrazione regionale;
b) quale sia lo stato di avanzamento del processo di
strutturazione della società Sicilia e-Servizi s.p.a., con
particolare riferimento al fatturato pro-capite per dipendente, ove
per dipendente si intende solo ed esclusivamente personale iscritto
a libro matricola della società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
c) quali siano le tutele messe in atto dall'Amministrazione
regionale a protezione della privacy dei cittadini siciliani nonché
del personale dell'Amministrazione regionale nella gestione di dati
sensibili - affidati a Sicilia e-Servizi - avendo riguardo alla
verifica di tutta la filiera di operatori che trattano tali dati,
con particolare riguardo agli operatori del socio privato che non
hanno alcun vincolo di riservatezza nei confronti sia di Sicilia e-
Servizi s.p.a. che dell'Amministrazione regionale;
d) come l'Amministrazione regionale, stante la complessità della
filiera degli affidamenti diretti operati da Sicilia e-Servizi
s.p.a., stia provvedendo al dovuto controllo della corretta
provenienza aziendale di tutto il personale coinvolto nelle
suddette attività nonché i loro sottostanti rapporti contrattuali
di lavoro (anche ai fini di una verifica del rispetto delle leggi
inerenti all'interposizione di mano d'opera ed al divieto di
subappalti non autorizzati);
e) se esista un necessario piano di ottimizzazione delle spese
inerenti a tale comparto, anche a mezzo del riacquisto (previsto
dall'originario bando di gara) a valore nominale delle quote
societarie detenute dal socio di minoranza;
f) se esista un chiaro prospetto riassuntivo inerente allo stato
delle forniture, fino ad oggi consegnate all'Amministrazione
regionale da Sicilia e-Servizi s.p.a., e della loro accettazione,
collaudo e corretta funzionalità, completo del valore economico di
acquisto e dei pareri di congruità tecnico/economica rilasciati
dall'organismo di vigilanza CCSIR;
g) quali siano le evidenze documentali che attestino, come
richiesto dal bando di gara, che i sistemi informativi sviluppati
dal socio privato siano di esclusiva proprietà dell'Amministrazione
regionale. Tali documenti devono essere finalizzati a tutelare
pienamente l'Amministrazione dalla rivendita fraudolenta della
suddetta proprietà regionale da parte del socio privato in altri
contesti nazionali o internazionali;
h) quali siano i motivi per cui, stante la palese inadempienza del
socio privato in merito alla strutturazione di Sicilia e-Servizi
s.p.a., l'Amministrazione regionale non si sia ancora determinata
ad escutere la fideiussione di 20 milioni di euro posta a tutela
del rispetto delle obbligazioni in capo al socio privato;
i) come l'Amministrazione regionale possa consentire che, nel
delicato periodo precedente il prossimo bando di gara necessario
per la scelta del nuovo socio privato, sia l'attuale socio privato
a gestire la sua stessa fuoriuscita, avendo quest'ultimo pieni
poteri nella gestione dell'azienda Sicilia e-Servizi s.p.a.,
invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a nominare, a norma degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'ARS, una commissione di indagine sulla vicenda». (183)
LEONTINI-MANCUSO-FALCONE-CORONA-CAPUTO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la relazione consegnata ai deputati regionali il 18 febbraio 2009
dal commissario straordinario dell'Ente Fiera del Mediterraneo di
Palermo nel corso dell'audizione svoltasi nella III Commissione
legislativa permanente dell'ARS Attività produttive', proprio per
affrontare la difficile situazione finanziaria, ha delineato un
quadro decisamente sconfortante;
l'Ente Fiera del Mediterraneo di Palermo si trova ormai ad un
passo dalla chiusura definitiva e dalla probabile privatizzazione;
il deficit che riguarda l'Ente supera i 17 milioni di euro, di cui
3,2 milioni nei confronti dell'Agenzia delle entrate e circa 2
milioni verso l'INPS, cosa che determina possibili risvolti penali;
considerato che:
sono in corso indagini della magistratura contabile nei confronti
degli amministratori succedutisi negli ultimi 10 anni;
i 37 dipendenti non sono impiegati in attività produttive e in
ordine alla loro posizione sono stati avviati numerosi contenziosi;
il ricorso alla mobilità è dì fatto impedito dal decreto
legislativo n. 165 del 2001, che nega la possibilità per i
dipendenti degli enti pubblici economici, come la Fiera, di essere
assorbiti da altri enti o amministrazione pubbliche;
atteso che:
a causa dell'inerzia degli organi sociali, ovvero Comune e Camera
di commercio, la Regione, in qualità di ente di vigilanza, ha
dovuto affidare la gestione a commissari straordinari;
non sussistono le condizioni minime di sicurezza e, in mancanza di
manutenzione, la struttura è al collasso, i rifiuti non vengono più
ritirati, esistono rilevanti problemi igienico-sanitari e i venti
padiglioni sono al collasso;
sono stati pignorati mobili, quadri, supporti informatici e
perfino le palme con annesso punteruolo rosso;
molti beni sono in vendita giudiziaria, compresi quadri di
inestimabile valore sui quali soltanto da poco la Sovrintendenza
pare abbia deciso di esercitare il diritto di prelazione;
nonostante l'intervento della Soprintendenza, due dipinti del
pittore Alfonso Amorelli sarebbero stati svenduti all'asta
giudiziaria per appena 10 mila euro a fronte di un valore stimato
di 100 mila euro;
preso atto che gli assessori regionali succedutisi nell'ultimo
anno e mezzo hanno manifestato posizioni tra loro diverse circa le
possibili modalità di recupero e rilancio del polo fieristico di
Palermo,
impegna il Governo della Regione
a riferire in Assemblea circa la posizione che intenda assumere in
ordine al rilancio del polo fieristico di Palermo, garantendo il
recupero ed il pieno utilizzo delle strutture esistenti;
a disporre, anche con fondi della Regione, il recupero e la
manutenzione ordinaria e straordinaria dei padiglioni e la messa in
sicurezza dell'intera area fieristica;
a porre in essere tutte le iniziative necessarie a salvaguardia
del posto di lavoro del personale dell'Ente Fiera;
ad evitare che il patrimonio dell'Ente Fiera possa essere
disperso». (184)
MUSOTTO-RUGGIRELLO-CALANDUCCI-COLIANNI-ARENA-LENTINI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'Assessore regionale
per le attività produttive, dott. Marco Venturi accendono
inevitabilmente una riflessione sul modus operandi' del Governo
regionale che, in ultimo, per bocca di un suo rappresentante, si
permette di sparare a zero contro la burocrazia regionale della
quale lo stesso Governo costituisce il vertice;
le dichiarazioni rilasciate contro il lavoro della dirigenza
regionale appaiono sicuramente mortificanti e offensive nei
confronti di persone di indiscussa valenza morale e professionale;
è compito della politica e di chi la rappresenta indirizzare la
burocrazia e fissare gli obiettivi da raggiungere;
fin dal suo primo insediamento, il Governo ha già proceduto al
cambio dei vertici dell'Amministrazione regionale per ben due
volte, e che probabilmente va ricercata in questa strategia la
paralisi amministrativa denunciata dall'Assessore Venturi;
considerato che:
appare ben più grave la posizione di condivisione del Presidente
della Regione, il quale piuttosto che ricordare che i dirigenti, in
particolare quelli generali, sono stati nominati dalla sua Giunta,
si allinea sulle posizioni di denigrazione della burocrazia
regionale,
è inverosimile affidare alla burocrazia la responsabilità del
ritardo dello sviluppo economico, in assenza di una politica
d'indirizzo in tal senso,
impegna il Governo della Regione
a riferire all'Assemblea regionale siciliana quali siano le
ragioni che inducono il Governo, per bocca di un suo
rappresentante, ad inveire contro la burocrazia regionale;
ad informare l'Assemblea regionale in merito all'operato medesimo
dei dirigenti che si oppongono al buon governo' della Regione, su
quali siano i termini di valutazione che il Governo avrebbe sin qui
adottato nei loro confronti e quali iniziative intenda
intraprendere, dopo averli individuati, verso gli stessi». (185)
MAIRA-CORDARO-CASCIO S.-DINA-RAGUSA
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazioni di dimissioni di componente della Commissione per
l'esame
delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'11 marzo 2010, pervenuta a
questa Presidenza in pari data e protocollata al numero 2833/AULAPG
del 15 marzo successivo, l'onorevole Salvatore Cordaro ha
rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni da componente della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea.
Alla relativa sostituzione si provvederà a termini di Regolamento
interno.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Gestione integrata
dei rifiuti
e bonifica dei siti inquinati» (525-528/A)
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 525-528/A «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
inquinati».
Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio», a
prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione era stata sospesa
in sede di esame dell'emendamento 1.11.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario perché prevede spesa.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.12.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
perché voglio semplificare la vita a tutti quanti e, quindi,
motivare qual è la nostra posizione in merito all'impianto
complessivo e alle motivazioni che ci hanno portato a presentare
gli emendamenti abrogativi.
Voglio fare questa precisazione perché - e mi sono raccordato già
con il capogruppo del Gruppo Misto, onorevole Caronia - abbiamo
deciso di ritirare gli emendamenti abrogativi, quanto meno per non
essere più individuati come la causa di questo male quotidiano che
sta ormai soffocando gran parte del nostro territorio.
A questo voglio consegnare una nostra dichiarazione al fine di
motivare quella che è stata la nostra presa di posizione e i nostri
dubbi su alcuni passaggi, soprattutto in riferimento ad alcune
dichiarazioni che ci attendiamo da parte del Governo, e mi rivolgo
in modo particolare all'assessore Russo. Essendo l'unico presente,
lei, assessore Russo, deve prendersi tutte le responsabilità del
caso. Diversamente le perplessità si trasformerebbero da parte
nostra in un legittimo atteggiamento, che è dettato da questi dubbi
che voglio evidenziarle.
Noi intravediamo in questa norma, signor Presidente, onorevoli
colleghi, il rischio della violazione degli articoli 199 e 200 del
decreto legislativo 152/2006 Norme in materia ambientale', nella
parte in cui si prevede che gli ambiti territoriali ottimali
vengano delimitati dal piano regionale di gestione dei rifiuti di
cui all'articolo 199.
L'attuale piano in vigore è quello approvato con l'ordinanza
commissariale n. 1166 del 18 dicembre 2002, successivamente
aggiornato con ordinanza n. 1260 del 30 settembre 2004 che, oltre a
prevedere una filiera di raccolte e smaltimento dei rifiuti che si
conclude con i quattro termovalorizzatori, contiene dei principi in
totale contrasto con quanto ipotizzato dal presente disegno di
legge.
E' appena il caso di evidenziare che il piano di gestione dei
rifiuti è il presupposto di qualunque provvedimento di natura
amministrativa o legislativa - così impone il decreto legislativo
152/2006 - e non viceversa, per come invece ipotizzato
dall'articolo 9 del disegno di legge in discussione, che rinvia ad
una fase successiva l'aggiornamento e/o le modifiche dell'attuale
piano regionale di gestione dei rifiuti. Si sta tentando, con il
predetto disegno di legge, di approvare norme di dettaglio di un
piano di gestione dei rifiuti contenente la strategia operativa che
a tutt'oggi non esiste, o meglio quello esistente contiene una
strategia radicalmente diversa rispetto a quella delineata nel
disegno di legge in discussione.
Tutto ciò, oltre ad essere illogico - prima si definisce la
strategia, quindi il piano di gestione dei rifiuti, e poi le norme
di dettaglio, quindi il disegno di legge in discussione - è in
palese difformità con quanto previsto dai princìpi contenuti nel
decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede la redazione ed
approvazione del piano regionale di gestione dei rifiuti e poi
l'emanazione degli atti amministrativi e/o legislativi
consequenziali.
Noi notiamo che c'è anche un rischio di violazione dell'articolo
195, lettere m), n) ed o), in relazione al mancato rispetto delle
procedure previste dall'intesa della Conferenza Stato-Regioni e
contenuta nelle linee guida per l'individuazione degli Ambiti
territoriali ottimali per la definizione dei princìpi delle gare
d'appalto e l'individuazione delle forme e dei modi di cooperazione
fra gli enti locali.
Notiamo anche una costante violazione dell'autonomia politica ed
organizzativa degli enti locali, per la mancata applicazione del
comma 7 dell'articolo 200 del decreto legislativo n. 152 del 2006,
che presuppone un preventivo diverso piano regionale di gestione
dei rifiuti che tenga conto della particolare dislocazione
territoriale dei comuni siciliani, con particolare riferimento alle
oggettive differenziazioni fra comuni costieri e comuni montani.
L'applicazione del predetto comma consentirebbe da parte dei
comuni di effettuare direttamente lo spazzamento e la raccolta
urbana dei rifiuti in maniera realmente efficiente, efficace ed
economica, e quindi ad avere ambiti territoriali completamente
diversi.
C'è il rischio fondato di un'irreparabile violazione
dell'autonomia finanziaria dei Comuni in relazione a quanto
previsto dall'articolo 18 del disegno di legge in discussione, che
porterà al dissesto finanziario oltre il 50 per cento dei Comuni
siciliani, aggravando ulteriormente la situazione emergenziale che
si è determinata.
Rispetto a queste motivazioni, signor Presidente, ritiriamo i
nostri emendamenti abrogativi proprio perché vogliamo agevolare
l'approvazione della legge, e non comunque di questa legge.
Attendiamo quindi dal Governo una dichiarazione per quanto riguarda
la copertura finanziaria - questa è una cosa che abbiamo posto con
forza e la ribadiamo in quest'Aula - e non accettiamo questo
giudizio politico sui Comuni e non accettiamo assolutamente che
venga approvata questa norma prevista all'articolo 18. Ecco perchè
desideriamo che il Governo si assuma le proprie responsabilità in
relazione all'imminente finanziaria che sarà presentata in
quest'Aula.
Per quanto riguarda, invece, e concludo, la ridefinizione degli
Ambiti territoriali ottimali, credo sia necessario che venga
applicata la procedura prevista dal Testo unico in materia
ambientale e, soprattutto, che ci sia la possibilità di ridefinire
gli Ambiti territoriali ottimali tenendo conto di quella che è la
reale situazione territoriale dei Comuni siciliani, con particolare
riferimento, mi permetto di dire, alla provincia di Messina.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, assessore Russo, onorevoli colleghi,
io ho ascoltato l'intervento dell'onorevole De Luca e credo che lo
stesso debba essere accolto di buon grado sulla scorta del
ragionamento di ritirare gli emendamenti soppressivi, perché questo
potrebbe creare problemi affinché tale norma possa proseguire.
Abbiamo detto la volta scorsa che vi è una esigenza fondata di
accelerare i lavori, esigenza che si basava anche sull'ipotesi di
un raccordo tra le forze politiche presenti in quest'Aula, e per
tale motivo ci siamo aggiornati ad oggi.
Però, signor Presidente, parlando con qualche collega, non mi è
sembrato che sia stato fatto un passo in avanti; anzi, quasi a
volere dare uno schiaffo morale all'onorevole De Luca, sono stati
presentati ben 69 nuovi subemendamenti, che si vanno ad aggiungere
a tutti gli altri, intervenendo puntualmente e dettagliatamente su
ogni articolo e su ogni emendamento presentato ai vari articoli.
Ma la cosa che più colpisce - e lo dico politicamente - è che su
69 subemendamenti, la maggior parte vengono presentati dal Partito
Democratico da cui, da questo scranno, la volta scorsa venivano
lanciati strali su coloro che sembravano non volere fare la legge,
venivano indicati colleghi parlamentari come colpevoli di voler
frenare l'iter legislativo di questa legge.
Ora, delle due, l'una O non ho saputo leggere gli emendamenti e
la firma posta in calce agli stessi, travisando completamente i
cognomi di tutti i parlamentari firmatari dei subemendamenti,
oppure, in effetti, una contraddizione in termini esiste.
Noi chiediamo, quindi, all'Aula, ma soprattutto alle forze che
attualmente governano questa Regione, alle forze di maggioranza,
qual è l'idea sul disegno di legge.
A me fa piacere quando un Gruppo, sebbene Misto, onorevole
Caronia, dimostri la disponibilità ad andare avanti; ma, dall'altro
lato, prendiamo atto con molto rammarico, con molto dispiacere,
dell'ambiguità di chi, a parole, dice di rafforzare il presidente
Lombardo sul processo riformatore e, invece, in quest'Aula,
presenta decine e decine di subemendamenti che hanno il sapore di
non aiutare, ma di frenare.
Allora, forse, prima di iniziare, signor Presidente, bisognerebbe
chiarire alcuni punti, ferma restando la disponibilità da parte del
Gruppo parlamentare PDL di continuare con i lavori, che non
iniziano certo nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.12 è stato
ritirato dall'onorevole De Luca. Si passa all'emendamento 1.5, sul
quale la Commissione e il Governo esprimono parere contrario.
ARENA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Faraone, De Benedictis
e altri.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, su questo emendamento devo fare una
riflessione, che peraltro mi è stata annotata dagli Uffici, in
quanto lo stesso propone l'assimilazione delle isole ecologiche ai
centri di raccolta, che è già sancita, con la conseguenza, quindi,
che non deve intendersi subordinata al regime autorizzatorio di cui
all'articolo 208.
La collocazione di questa previsione, nel contesto in cui viene
proposta, appare impropria perché sembrerebbe riferire tale
assimilazione alla potestà regionale, mentre la questione è già
stata normata in tal senso dal decreto del Ministero dell'ambiente,
emanato in attuazione del 183, lettera c).
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, alla luce dei chiarimenti del
Presidente della Commissione, onorevole Mancuso, sulla scorta degli
approfondimenti fatti dagli Uffici, la invito a ritirare il suo
emendamento.
Siccome è materia di competenza esclusiva dello Stato, correremmo
il rischio, nel ribadirlo, di arrivare all'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato. L'Assessore aveva espresso parere
favorevole sull'emendamento, perché tutti ci troviamo d'accordo su
questo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, anche a me sono pervenuti, in
questo istante, i chiarimenti forniti dagli Uffici che, da un lato,
evidenziano il rischio rappresentato dal Presidente e, dall'altro,
rendono tautologico e ripetitivo l'emendamento.
FARAONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.14 della Commissione. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole, nella misura in cui amplia.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1 della Commissione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, quindi in votazione l'articolo 1, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Competenze della Regione
1. Alla Regione compete quanto previsto dall'articolo 196 del
decreto legislativo 152/2006 ed in particolare:
a) la promozione della gestione integrata dei rifiuti, come
complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti
prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta
differenziata, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti;
b) l'approvazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali,
del piano regionale di gestione dei rifiuti;
c) la verifica di conformità al piano regionale di gestione dei
rifiuti dei Piani d'ambito di cui all'articolo 10;
d) il rilascio dell'autorizzazione unica per i nuovi impianti di
smaltimento e di recupero dei rifiuti sanitari, nonché
l'autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, secondo
le disposizioni statali e comunitarie e sulla base di quanto
stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;
e) la predisposizione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie
locali, dello schema degli atti previsti per la costituzione
dell'Autorità d'Ambito;
f) la determinazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie
locali, dei criteri per la determinazione di idonee misure
compensative in favore:
1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero,
trattamento e smaltimento da conferire in disponibilità
all'Autorità d'Ambito, rapportandole agli investimenti effettuati
per la realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi
ammortamenti, nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;
2) dei comuni interessati dall'impatto ambientale determinato
dalla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e
smaltimento;
g) le funzioni di approvazione dei progetti e di autorizzazione
all'esercizio delle attività relative ad impianti di recupero e
smaltimento rifiuti, previste dagli articoli 208, 209, 210 e 211
del decreto legislativo 152/2006;
h) la definizione degli standard minimi da inserire nel bando e
nel capitolato e l'adozione di uno schema tipo di contratto del
servizio integrato di gestione dei rifiuti;
i) l'elaborazione, l'approvazione e l'aggiornamento dei piani per
la bonifica di aree inquinate;
j) la determinazione degli interventi finanziari necessari per
l'attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti;
k) la determinazione degli interventi a favore della realizzazione
di impianti di ricerca e di sperimentazione di cui all'articolo 211
del decreto legislativo 152/2006;
l) le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo in
ausilio all'Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui all'articolo
206 bis del decreto legislativo n. 152/2006;
m) l'adozione, nei casi previsti, degli interventi di controllo
sostitutivo;
n) l'autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti
urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di
produzione degli stessi;
o) le disposizioni tecniche e le prescrizioni per l'organizzazione
della gestione dei rifiuti speciali;
p) l'attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non
pericolosi, ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 15 luglio 2003, n. 254.
2. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità definisce con proprio decreto:
a) le forme di concertazione e di consultazione, anche mediante la
costituzione di un tavolo tecnico istituzionale, allo scopo di
garantire la massima diffusione e concertazione non vincolante
sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti;
b) l'approvazione delle linee guida in materia di gestione
integrata dei rifiuti necessarie all'attuazione della presente
legge.
3. Fatta salva ogni diversa previsione espressa, l'Assessorato
regionale dell'energia ed i servizi di pubblica utilità adotta con
decreto del dirigente generale tutti i provvedimenti applicativi
inerenti alle attribuzioni affidate all'Amministrazione regionale
in forza della presente legge. In particolare, sono definiti con
decreto del dirigente generale:
a) gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei
rifiuti urbani, ai sensi dell'articolo 238 del decreto legislativo
152/2006, rilasciando parere preventivo alle Autorità d'ambito che
ne facciano richiesta. Nel caso in cui un'Autorità d'ambito approvi
una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la
Regione attiva d'ufficio la verifica dei costi di gestione dei
rifiuti dell'autorità d'ambito e della loro congruenza con la
tariffa determinata;
b) gli standard minimi e massimi della tariffa per lo smaltimento,
il trattamento ed il recupero dei rifiuti urbani ed assimilati,
nonché delle misure compensative sulla base dei criteri di cui al
comma 1, lettera f), rilasciando parere preventivo alle Autorità
d'ambito che ne facciano richiesta. Nel caso in cui un'Autorità
d'ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti minimi e
massimi individuati, la Regione attiva d'ufficio la verifica dei
costi dell'impianto e della loro congruenza con la tariffa
determinata;
c) gli standard minimi e massimi dei servizi di gestione dei
rifiuti urbani, predisponendo altresì bando, capitolato e contratto
di servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure di
evidenza pubblica per l'affidamento dei servizi, nonché la stipula
dei relativi contratti d'appalto».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
- emendamento 2.1:
«Al comma 1, lettera f), sostituire i punti 1 e 2 con i
seguenti:
1) prevedere i criteri per riconoscere in favore dei soggetti
gestori o proprietari degli impianti di recupero, trattamento e
smaltimento da conferire o in alternativa da utilizzare per il
tramite della Autorità d'Ambito, da parte dell'affidatario del
servizio relativo al ciclo integrato dei rifiuti misure per il
conferimento o l'utilizzo a ristoro degli investimenti effettuati,
al netto di eventuali contributi pubblici, per la realizzazione
degli impianti esistenti tenuto conto dei relativi ammortamenti,
nonché dei costi di gestione nelle varie fasi ivi compreso la
dismissione degli stessi;
2) prevedere i criteri per riconoscere in favore dei comuni
interessati dalla presenza degli impianti di trattamento e
smaltimento misure di ristoro che ai fini della loro applicazione
in tariffa devono essere approvati previa determinazione
dell'Autorità d'Ambito essendo i ristori da includere nella
tariffa »;
- emendamento 2.2:
«Al comma 1, lettera j) dopo le parole piano regionale di
gestione dei rifiuti aggiungere che dovranno essere utilizzati
solo per ridurre la tariffa sostenuta dai cittadini »;
- emendamento 2.3:
«Al comma 3 dopo le parole pubblica utilità aggiungere ferme
restando le competenze di cui all'articolo 91 della legge regionale
n. 6/2001 »;
- emendamento 2.4:
«Al comma 3, lettera a) sostituire le parole gli standard minimi
e massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani con i
criteri e standard minimi per la definizione della tariffa per
assicurare il complesso della gestione del ciclo integrato dei
rifiuti »;
- emendamento 2.5:
«Al comma 3, lettera b) sostituire le parole gli standard minimi
e massimi con i criteri e standard minimi e massimi »;
- emendamento 2.6:
«Al comma 3, lettera c) sostituire le parole gli standard minimi
e massimi con i criteri e standard minimi e massimi »;
- emendamento 2.33:
«Al comma 1 sostituire il primo alinea con le seguenti parole Nel
rispetto delle linee guida e dei criteri generali di cui
all'articolo 195 del decreto legislativo 152/2006 la Regione
esercita le competenze di cui all'articolo 196 del medesimo
decreto legislativo anche provvedendo alla'»;
- subemendamento 2.2.1:
«All'emendamento 2.2 le parole utilizzate solo per ridurre la'
sono sostituite dalle seguenti: finalizzate alla riduzione
della'»;
- subemendamento 2.32.1 all'emendamento 2.32 (IV parte):
«Dopo le parole in particolare' aggiungere le parole sono
indicati';
- dal Governo:
- emendamento 2.32 (I parte):
«Al comma 1, lettera e) sostituire le parole dell'Autorità
d'ambito con società di regolamentazione del servizio di raccolta
rifiuti, di cui al successivo articolo 6 »;
- emendamento 2.32 (II parte):
«Al comma 1, lettera f), punto 1) sostituire le parole
all'Autorità d'ambito con S.R.R. »;
- emendamento 2.32 (III parte):
«Al comma 1, lettera n), dopo le parole degli stessi aggiungere
Sper le ipotesi previste dall'articolo 191 del decreto legislativo
n. 152/2006 »;
- emendamento 2.32 (IV parte):
«Al comma 3, sostituire le parole in particolare, sono definiti,
con decreto del dirigente generale con in particolare, con decreto
del dirigente generale »;
- emendamento 2.32 (V parte):
«Al comma 3,sostituire la lettera a) con la seguente:
a) sono rilevati i livelli impositivi applicati nei singoli
ambiti territoriali ottimali, al fine di accertare e valutare, per
ogni ambito, la congruenza fra l'imposizione tributaria applicata
ed i costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti »;
- emendamento 2.32 (VI parte):
«Al comma 3, sostituire la lettera b) con la seguente:
b) sono rilevati i livelli applicati della tariffa per lo
smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti solidi
urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative, sulla base
dei criteri di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f), al fine di
accertare la congruenza fra i costi dell'impianto e la tariffa
determinata »;
- emendamento 2.32 (VII parte):
«Al comma 3, lettera c) prima delle parole gli standard minimi
aggiungere sono definiti »;
- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello, De Luca:
- emendamento 2.23:
Sopprimere l'articolo 2;
- emendamento 2.24:
Sopprimere il comma 1;
- emendamento 2.30:
Sopprimere il comma 2;
- emendamento 2.31:
Sopprimere il comma 3;
- dagli onorevoli Corona, Bosco, Limoli, Torregrossa:
- emendamento 2.25:
«Al comma 1, lettera a) dopo le parole ad ottimizzare aggiungere
la separazione secco umido »;
- emendamento 2.27:
«Al comma 1, lettera d), dopo la parola unica aggiungere da
definire entro 60 giorni, trascorsi i quali scatta il silenzio-
assenso »;
- emendamento 2.29:
«Al comma 1, lettera k) dopo le parole a favore aggiungere
delle nuove tecnologie e »;
- dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto, Apprendi:
- emendamento 2.12:
«Al comma 1, aggiungere la seguente lettera:
q) l'attivazione dei centri di raccolta nazionali; »;
- emendamento 2.13:
«Sopprimere le lettere a) e b) del comma 3»;
- emendamento 2.17:
«Aggiungere il seguente articolo:
1. L'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità vigila: sulle modalità di affidamento dei servizi di
raccolta, smaltimento e conferimento dei rifiuti; sulla gestione
delle discariche, centri di compostaggio; sull'efficienza e
funzionalità dei centri di raccolta dei consorzi nazionali per il
riciclaggio delle diverse tipologie di rifiuti, inoltre verifica e
approva il piano finanziario preventivo per la raccolta e
smaltimento dei RSU di cui dovranno dotarsi entro e non oltre il 31
gennaio i ogni anno tutti i comuni. Piano finanziario preventivo
annuale che sarà adattato dall'organo esecutivo su proposta del
responsabile del servizio ambientale e del servizio finanziario. Il
piano dovrà indicare i costi finanziari preventivi dei servizi
forme e modalità per la raccolta differenziata e gli interventi
finalizzati al contenimento e alla riduzione della TARSU o della
TIA.
2. La previsione dell'entrata della TARSU e della TIA deve coprire
il 100 per cento dei costi previsti dal piano finanziario con la
procedura prevista dall'art. 193 del TUEL, approvato con decreto
legislativo n. 267/2000, entro il 30 settembre l'organo consiliare
provvede a verificare lo stato di attuazione del piano finanziario
per la raccolta e smaltimento dei R.S.U. e nel caso di aumento
ulteriore dei costi provvede a variare in aumento la TARSU o la
TIA. .»
- dagli onorevoli Arena, Romano, Musotto:
- emendamento 2.19:
«Al comma 1, lettera g) sostituire le parole le funzioni con le
competenze »;
- emendamento 2.18:
«Al comma 1, lettera g), cassare il richiamo all'articolo 209»;
- emendamento 2.21:
«Al comma 2, lettera b) dopo la parola discarica aggiungere ivi
comprese le misure applicative del tributo del conferimento in
discarica di cui alla legge n. 549 del 1995 »;
- emendamento 2.22:
«Al comma 2 aggiungere la seguente lettera:
c) la ricognizione e l'aggiornamento delle imprese che operano
nei settori del recupero dei rifiuti, anche se operanti con il
regime di cui agli articoli 214 e seguenti del decreto
legislativo152/2006 ed ogni opportuna valutazione correlata
all'offerta dei servizi industriali offerti per il recupero dei
rifiuti urbani, assimilati e speciali in funzione dei costi e del
principio di prossimità ai luoghi di produzione dei quali tenere
conto anche per la redazione e gli aggiornamenti dei Piani
regionali di cui all'art. 9. »;
- dagli onorevoli Laccoto, Picciolo, Gucciardi, Vitrano:
- emendamento 2.15:
«Al comma 1, cassare la lettera b)»;
- emendamento 2.16:
«Al comma 3, lettera c), dopo le parole contratto di servizio
tipo aggiungere in conformità a quanto previsto dall'articolo
203 del decreto legislativo n. 152/2006 »;
- dagli onorevoli Caputo, Falcone, Vinciullo, Pogliese
- emendamento 2.7:
«Al comma 1, lettera b) sostituire la parola approvazione con
adozione »;
- dagli onorevoli Oddo, De Benedictis, Raia, Marinello:
- emendamento 2.8:
«Sostituire la lettera f), punto 1), con la seguente:
f) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero,
trattamento e smaltimento operanti alla data del 31 dicembre 2009
nel territorio dell'ATO che saranno automaticamente conferiti
nella disponibilità totale o parziale dell'Autorità d'ambito,
rapportandole all'uso storico dell'impianto ossia alla quantità di
rifiuti prodotti nel territorio dell'ATO e conferiti nell'impianto
medesimo, agli investimenti effettuati per la realizzazione degli
impianti stessi ed ai relativi ammortamenti, nonché ai costi di
gestione in fase post operativa .»;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Panarello, Digiacomo, Termine:
- emendamento 2.10:
«Al comma 1, lettera f), punto 2), dopo le parole dei comuni
interessati aggiungere ivi compresi quelli limitrofi alle
discariche o la cui area urbana è interessata al transito di mezzi
adibiti al trasporto dei rifiuti, »;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia e Faraone:
- emendamento 2.11:
«Al comma 1, lettera f), punto 2, aggiungere le seguenti parole
con riferimento sia al comune nel cui territorio insiste la
struttura, nonché ai comuni vicini, i cui centri abitati distino
dall'impianto meno di quanto disti il centro abitato del comune in
cui l'impianto ricade »;
- dagli onorevoli Rinaldi, Ammatuna, Galvagno, Gucciardi, Vitrano:
- emendamento 2.28:
«Al comma 1, lettera h) dopo le parole da inserire nel
aggiungere eventuale »;
- emendamento 2.26:
«Al comma 3, lettera c) dopo le parole di evidenza pubblica per
aggiungere l'eventuale e sostituire l'affidamento con
affidamento »;
- dagli onorevoli Musotto e Arena:
- emendamento 2.14:
«Al comma 2, lettera a) dopo la parola consultazione cassare la
parola anche e dopo le parole tavolo tecnico istituzionale
aggiungere le parole di cui fanno parte rappresentati indicati
dall'ANCI SICILIA e dall'URPS »;
- dagli onorevoli Cracolici, Raia, De Benedictis, Apprendi:
- subemendamento 2.8.1 di riscrittura dell'emendamento 2.8:
« 1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero,
trattamento e smaltimento, operanti alla data del 31 dicembre
2009, da conferire in disponibilità totale o parziale alle SRR,
rapportandole all'uso storico dell'impianto ossia alla quantità
dei rifiuti prodotti, agli investimenti effettuati per la
realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti
nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;'.»
Si passa all'emendamento 2.33 della Commissione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare soltanto che si
tratta del solito emendamento relativo alle competenze regionali,
provinciali e comunali, necessario per armonizzare il testo al
decreto legislativo n. 152/2006.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 2.23 e 2.24 sono stati ritirati dall'onorevole De
Luca.
L'Assemblea ne prende atto.
CARONIA. Signor Presidente, non è così. Chiedo di parlare per un
chiarimento.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la Presidenza aveva capito che
l'onorevole De Luca aveva ritirato tutti gli emendamenti
soppressivi presentati al disegno di legge in discussione.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
semplicemente che il ritiro degli emendamenti soppressivi,
annunciato poco fa dall'onorevole De Luca, si riferiva soltanto
agli emendamenti presentati all'articolo 1.
Ad ogni modo, l'intendimento del Gruppo Misto, che rappresento in
qualità di Capogruppo, così come concordato anche con l'onorevole
De Luca, è quello di ritirare tutti gli emendamenti soppressivi che
sono stati presentati a tutti gli articoli e a tutti i commi del
disegno di legge, in relazione, però, a quella che sarà la risposta
del Governo, che noi attendiamo, sull'articolo 18, quello che
prevede l'applicazione dell'articolo 61 della finanziaria. A tal
proposito, vorrei ricordare a me stessa e ai colleghi che tale
articolo prevede, entro 10 giorni dall'entrata in vigore di quella
legge - ma che viene trasposta a questo disegno di legge -, la
nomina dei commissari che devono individuare e attuare le
operazioni necessarie per monetizzare i crediti legittimamente
vantati dai singoli Ambiti territoriali ottimali, i quali ormai non
esistono più alla data del 31 dicembre 2008 e che, con questa
legge, vengono trasposti al 31 dicembre 2009.
In riferimento a questo punto vorrei sollecitarne anche
l'importanza, già sottolineata dall'onorevole De Luca, affinché il
Governo ci possa chiarire in che misura e in che modo intende dare
copertura finanziaria a questa legge; argomento che non è certo
residuale ma credo sia fondamentale, perché questo contesto
normativo, questa cornice legislativa - che in qualche modo opera
un riordino e una rivisitazione del sistema della gestione degli
ATO, che ormai esistono in termini diciamo territoriali, come
delimitazione territoriale - credo vada sicuramente calata in un
contesto di copertura finanziaria. Se così non fosse,
l'applicazione della norma transitoria di questa legge, ossia
l'articolo 18, farebbe immediatamente applicare quanto dettato
dall'articolo 61 della legge finanziaria: ossia si verificherebbe
un immediato commissariamento, seppure ad acta, di tutti i comuni i
quali, al di là della ricognizione del debito, dovrebbero
provvedere a saldare il debito contratto. Quindi, siccome si tratta
di un'operazione che ammonta a circa un miliardo di euro, e noi
sappiamo bene le condizioni nelle quali versano gli enti locali,
non si tratta di un elemento residuale, ma di un elemento
fondamentale per fare sì che questa sia una legge utile, reale, di
riordino, e che non sia una legge manifesto .
Siccome, a mio avviso, di leggi manifesto non ne abbiamo
bisogno, credo che sia necessario provvedere in termini urgenti ad
un riordino che possa dare, sì, le responsabilità, ma anche la
possibilità di gestire un servizio così delicato come è, appunto,
quello della gestione dei rifiuti e sarebbe opportuno che i comuni
fossero messi nelle condizioni di operare con una certezza, che è
quella di non vedere un dissesto finanziario nell'arco di
pochissimo tempo. E, qualora il Governo fosse determinato e
sensibile a questa nostra indicazione - che credo sia un'emergenza
di cui si è dibattuto a lungo - sarebbe anche necessario prevedere
un emendamento che introduca una moratoria - lo ha accennato anche
l'assessore Russo in Commissione - che allunghi quanto meno ad un
anno il termine entro il quale i commissari debbano insediarsi
all'interno dei comuni.
Questo perché, anche la predisposizione di un provvedimento da
parte del Governo, dando copertura finanziaria attraverso la
finanziaria, farà sì che i commissari possano insediarsi
immediatamente.
E' necessario dare un termine più ampio affinché i commissari si
insedino, proprio perché sia data ai comuni la possibilità di non
subire un dissesto finanziario sicuro, qualora questa legge non
avesse copertura finanziaria.
Per quanto mi riguarda, ribadisco la disponibilità del Gruppo
Misto a ritirare tutti gli emendamenti soppressivi presentati, nel
caso in cui il Governo ci dia delle certezze in tal senso.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Donegani e Speziale sono in
congedo per la corrente settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 525-
528/A
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Russo, invito
l'onorevole Caronia, considerato che è già stato modificato il
comma 1 dell'articolo 2 con l'approvazione dell'emendamento 2.33, a
ritirare gli emendamenti 2.23 e 2.24.
CARONIA. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
2.25.
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare
che siano state sollevate tre questioni: la prima è quella della
moratoria, la seconda è quella della copertura finanziaria e la
terza é quella - accennata dall'onorevole De Luca, nel corso del
suo intervento - relativa ai rapporti fra il disegno di legge
regionale, il numero degli ATO e la possibilità di una diversa
articolazione degli stessi.
Procedo con ordine. Sono particolarmente grato all'onorevole
Caronia per avere portato la discussione sull'articolo 18, il che
mi fa ritenere che quelli precedenti siano già approvati
Per quanto riguarda la moratoria dell'insediamento dei commissari,
mi permetto sommessamente di sconsigliarla vivamente perché
l'articolo 61 della legge 6 del 2009 prevede la quantificazione
della massa attiva e passiva, collegandola ad operazioni di finanza
assistita fatte dalla Regione siciliana per aiutare i comuni
rispetto alla situazione di esposizione debitoria esistente. Quindi
non tutto l'articolo 61 dà problemi ai Comuni, anzi per una parte è
un elemento che li aiuta.
A voi come Parlamento, io, come Governo, non posso proporvi la
moratoria dei termini di approvazione del bilancio di una società,
che è disciplinata dal codice civile, cosa che avevo già detto e
che ribadisco. Vediamo, invece, cosa si può fare.
L'articolo 61 della legge 6/2009 - per la verità, nella lettura
che ne è stata data non c'è nemmeno scritto - è stato interpretato
in modo compulsivo nella descrizione dei rapporti fra commissari e
Comuni, autorizzando i primi a svolgere azioni esecutive, i
cosiddetti decreti ingiuntivi, nei confronti dei secondi. Su questo
può essere introdotta una moratoria espressa, dicendo ai commissari
ad acta, nella sostanza, di quantificare la massa attiva e passiva,
di fare le transazioni a favore dei Comuni, aggiungo io, che è una
ipotesi prevista nella legge, ma di non fare azioni esecutive nei
confronti dei Comuni stessi per almeno un anno.
Se è questo l'intendimento, non ho alcuna difficoltà a predisporre
un subemendamento nei prossimi giorni, ne avevamo già parlato anche
in Commissione e sia il Presidente sia la Commissione tutta mi era
parsa concorde.
Per quanto concerne la copertura finanziaria, cioè il ripiano dei
debiti pregressi, non è argomento che attiene a questo disegno di
legge. Tuttavia non ho difficoltà a formalizzare, anche sotto forma
di dichiarazione, in modo tale che non siano parole lasciate al
vento - peraltro, si tratta di una linea totalmente disposta dal
Presidente della Regione, rispetto alla quale io sono
sostanzialmente quello che, nella mia arte, si chiamerebbe un mero
nuncio, anche se la condivido pienamente - un impegno del Governo
ad individuare le modalità di concorso dell'amministrazione
regionale al piano di rientro dell'esposizione degli enti locali
verso le attuali Autorità d'ambito. In tal senso verrà dato mandato
al Dipartimento Bilancio, e per esso al Ragioniere generale, di
raccordarsi con gli Uffici dell'Assemblea per l'elaborazione di un
testo normativo costituzionalmente compatibile e congruo rispetto a
tali finalità, da inserire nel disegno di legge finanziaria per
l'esercizio 2010.
Questa è la dichiarazione che viene formalizzata dal Governo.
Per quanto riguarda, invece, l'ultima questione sollevata
dall'onorevole De Luca, che è la più delicata tecnicamente e
perciò, devo confessarvi, anche la più intrigante, relativamente ai
rapporti previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006, mi pare
di avere dato ampia prova nel corso di questi giorni del fatto che,
personalmente, rispetto a questo decreto, mi sento totalmente
vincolato.
Proprio oggi il Commissario dello Stato mi ha trasmesso alcune
sentenze della Corte Costituzionale che non faranno la felicità di
qualche deputato, relativamente alla tanto decantata legge della
Regione Puglia rispetto alla quale è già intervenuto l'arresto da
parte della Corte Costituzionale, laddove si evidenzia che non è
possibile prevedere affidamenti limitati al servizio di raccolta,
trasporto e igiene urbana per una durata non superiore al restante
periodo di validità: cioè, la Corte Costituzionale dice che il
servizio deve essere integrato.
Tuttavia, questa interlocuzione con il Commissariato dello Stato
era intercorsa per verificare come fosse possibile dare riscontro
alle numerose sollecitazioni provenienti dall'Aula e dalla
Commissione in ordine ad un ancor più accentuato livello di
protagonismo dei comuni.
La soluzione che immagino sia possibile percorrere è quella
contenuta nell'articolo 200, comma 7, della legge 152 del 2006 -
che, anche se l'onorevole De Luca non ha citato, era abbastanza
identificabile nello scritto - che prevede la possibilità, in
situazioni particolarmente complesse, di prevedere modalità
organizzative
CRACOLICI. Assessore, qui si parla per la storia non per l'Aula
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità che prevede la possibilità di organizzazione
alternativa all'autorità d'ambito.
La riflessione che abbiamo fatto è stata questa: posto che si
prevede all'articolo 15 la possibilità per i comuni che dimostrino,
sul piano finanziario e solo finanziario, di disaggregarsi dalla
società consortile, nel caso in cui dimostrino particolari
condizioni, allora, sposando la logica dell'articolo 200, comma 7,
è parso utile prevedere - e c'è un subemendamento del Governo che
sta per essere distribuito - che il piano regionale dei rifiuti
debba effettuare uno studio, da completarsi entro tre anni, sulla
possibilità che, a determinate condizioni territoriali, ambientali,
logistiche, geomorfologiche, possa farsi l'aggregazione di una
società consortile, altrimenti operiamo in difformità da quanto
delineato dalla Corte Costituzionale, diversa da quella prevista
dal disegno di legge.
Fatto questo studio, è possibile che comuni, che rappresentino
almeno trecentomila abitanti o almeno trenta comuni, possano dare
vita ad una propria società consortile con un limite. Anche questo
è utile per la risposta al quesito posto dall'onorevole De Luca
rispetto ai rapporti col Piano rifiuti, con un limite.
Vorranno riconoscere gli onorevoli De Luca e Caronia - e, sono
certo, tutta l'Aula - che il disastro degli enti locali nasce dal
numero delle Autorità d'ambito che hanno moltiplicato all'infinito
i costi: ventisette autorità d'ambito. Allora questa possibilità si
dà, ma nell'emendamento del Governo viene limitata al numero
contenuto, già adesso, nell'articolo 45 della legge 2 del 2007:
vale a dire che al massimo, sotto ogni profilo, le società
consortili non possono superare il numero di 14, numero che è già
previsto nella legislazione regionale che, sotto questo profilo,
integra il piano regionale dei rifiuti.
Se gli Uffici possono favorirmi l'emendamento che è stato scritto,
ne darei lettura.
Ribadisco: studio per zone geomorfologiche; all'esito dello
studio, possibilità per i comuni di aggregarsi in modo diverso, su
base volontaria, per non più, comunque, di quattordici società
complessive perché - ecco, ora lo leggo - vorrei darvi l'ultimo
impressionante dato pervenuto ieri - e questa non è storia, è
l'attualità - negli uffici della Regione siciliana in via Ugo La
Malfa n. 72.
Uno dei due consorzi commissariati ha chiesto, per il
funzionamento di un mese, 3 milioni e mezzo di euro; 3 milioni e
mezzo di euro soltanto per un mese, moltiplicato per dodici mesi,
significa quarantadue milioni di euro l'anno che, moltiplicato per
ventisette, tanti quanti sono gli ATO, fa un miliardo 134 milioni
di euro l'anno.
Non è un lusso che ci si può permettere. Quindi gli ATO vanno
ridotti e, peraltro, lo avete già disposto.
Date queste notizie - perché di questo si tratta e per questo il
Governo ha assunto l'impegno finanziario - do lettura
dell'emendamento:
All'articolo 9 è aggiunto, dopo il comma 3, il seguente comma 3
bis
Non sto leggendo l'emendamento, sto fornendo la risposta
all'onorevole De Luca.
Dimenticate l'incipit all'articolo 9, la soluzione ipotizzata
negli articoli da 1 a 20, poi decideremo dove metterla, potrebbe
essere la seguente: Il piano regionale rifiuti dovrà, altresì,
contenere uno studio da completare entro 3 anni, decorrenti dalla
data di entrata in vigore della presente legge, volto ad accertare
le tipologie territoriali per le quali possa farsi ricorso ai
modelli organizzativi di cui all'articolo 200, comma 7, del decreto
152 del 2006. All'esito di tale procedura, i Comuni che aggreghino
almeno 300 mila abitanti o un numero di Comuni non inferiore a 30,
potranno costituire una separata società, di cui all'articolo 6
della presente legge, su base volontaria. Il numero complessivo di
società, su base regionale, non potrà comunque eccedere quello di
cui all'articolo 45 della legge 2 del 2007 .
CRACOLICI. Lo affrontiamo all'articolo 9; andiamo all'articolo 2.
PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento 2.25, dell'onorevole Corona ed
altri.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha fatto una lunga
disamina di quelle che dovrebbero essere le eventuali novazioni
della normativa, ma è chiaro che ha fatto delle dichiarazioni non
indifferenti che riguardano tutto l'aspetto dell'impianto del
disegno di legge; in particolare quello che ha citato il Governo,
non so se all'articolo 9 oppure dobbiamo già considerarlo
all'articolo 5, perché si tratta di questo, rivoluziona il testo
che abbiamo esaminato.
Ora c'è qualcuno che dice, giustamente - come noi avevano
auspicato la settimana scorsa -, di andare velocemente avanti, ma
io ritengo che se c'è l'intenzione di aumentare gli ATO - si
tratta di questo - i limiti imposti dall'articolo 45 non consentono
di superare il numero di quattordici ATO.
Per concludere, se ci discostiamo da quello che, al momento, è il
testo con gli emendamenti, nel senso che il testo con gli
emendamenti ha una portata che, sotto i diversi profili, abbiamo
affrontato. Se ci sono delle novità, è chiaro che dovremo
affrontarle e lo dovremo fare dall'articolo 1 in poi, perché
l'Assessore sa meglio di me che in questo disegno di legge, ad
ogni passo che facciamo, c'è sempre un richiamo alle competenze di
cui stiamo parlando, agli articoli 2, 3 e 4.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Mi scuso se sono stato poco chiaro
nell'esposizione. Non viene toccato assolutamente il numero di ATO,
non viene toccato per nessuna ragione
Quello che si prevede è l'obbligo che il piano regionale dei
rifiuti verifichi se ci sono condizioni per modalità di società,
non di ambito, quindi di gestore, diverse da quelle della legge.
Non vengono toccati in alcun modo gli ATO
Lo studio potrebbe concludersi dicendo non c'è ragione alcuna per
discostarsi dallo stato attuale . L'unica cosa che può accadere,
se lo studio dirà così: ci possono essere le condizioni che i
comuni che rappresentino 300 mila abitanti possano dare vita ad
una propria società consortile . Non si fa alcun riferimento agli
ATO.
Non solo, ma in riferimento all'articolo 45, non è il numero degli
ATO, dice il numero di società non può essere superiore a quel
numero quattordici .
Non cambiano in alcun modo gli ATO, non incide in alcun modo
sull'articolo 5, altrimenti avrei già chiuso questo libro e sarei
andato a casa.
PRESIDENTE. Ringrazio il Governo per la precisazione.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo che stiamo trattando
l'emendamento 2.25.
BENINATI. Signor Presidente, Assessore, purtroppo io non comprendo
tutti questi numeri che lei ha avuto il piacere di dare all'Aula.
Non ho seguito bene, pertanto le chiedo la cortesia di ripetere. Mi
sono confuso e non ho capito i numeri e gli articoli. Non è
offensivo, ma non ho capito di che parliamo Ho sentito fare anche
riferimento al piano dei rifiuti , quello su cui gli esperti
devono dare il responso o lo hanno già dato?
CRACOLICI. All'articolo 5, onorevole Beninati.
BENINATI. E' quello su cui la Giunta precedente fece la proposta
di fornire degli esperti o forse è altra materia?
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, ritengo che il Governo darà
all'articolo 5 le opportune notizie. Siamo all'emendamento 2.25,
dell'onorevole Corona ed altri.
Il Governo ha introdotto una risposta più generale riguardo a ciò
che aveva chiesto l'onorevole De Luca su tutto il disegno di legge,
ma principalmente ad iniziare dall'articolo 5.
Torniamo all'emendamento 2.25, a firma dell'onorevole Corona ed
altri, che recita: Al comma 1, lettera a), dopo le parole ad
ottimizzare' aggiungere le parole la separazione secco umido'.
Richiesta di verifica del numero legale
CORONA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la richiesta non risulta
appoggiata.
Sapete fin dall'inizio che bisogna tenere premuto il tasto. Nel
momento in cui il tasto non resta pressato, il programma non rileva
il numero di chi appoggia la richiesta. Quando si è chiusa la
rilevazione, ad appoggiare la richiesta erano quattro deputati.
(Proteste dai banchi di destra)
Si ripete la verifica dei richiedenti. Vi ricordo di tenere
premuto il tasto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Caputo, Dina, Limoli e
Torregrossa)
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per la verifica del numero legale. Chiarisco le
modalità di registrazione: il deputato può pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò,
Barbagallo, Calanducci, Cimino, Cintola, Colianni, Cracolici,
D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Incardona,
Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Marinello, Marrocco, Mattarella,
Minardo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Romano, Ruggirello e Scilla.
Sono in congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco, Pogliese,
Scoma, Speziale, Vitrano.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 46
(L'Assemblea è in numero legale)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.25. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.15, a firma degli onorevoli Laccoto,
Picciolo, Gucciardi e Vitrano.
Su questo emendamento c'è una nota degli Uffici che ritengono
superfluo l'emendamento stesso, in quanto non si comprende quale
sia il senso di abrogare la lettera b) che si limita a ribadire che
la competenza sul piano regionale dei rifiuti è della Regione, né
può essere diversamente.
La disciplina delle procedure infraregionali di approvazione del
piano è questione diversa, che viene affrontata successivamente
all'articolo 9.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, sono pronto a ritirare l'emendamento
2.15, ma c'è un contrasto con l'articolo 9, comma 1, dove è
riportato che il piano della gestione dei rifiuti viene approvato
sentendo le Province, i Comuni e le Autorità d'ambito. Quindi, vi è
un contrasto tra l'articolo 2, comma 1, che invece riporta che
viene approvato sentita la Conferenza delle Autonomie locali.
Sono d'accordo perché resti la Conferenza delle Autonomie locali,
ma il Governo dovrebbe cassare il comma 1 dell'articolo 9 per
evitare questo contrasto e anche per semplificare la procedura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Laccoto comunica che,
se il Governo si impegna, successivamente, all'articolo 9, a
modificarlo nel senso da lui auspicato, è disponibile a ritirare
l'emendamento a sua firma.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
dato che, immediatamente dopo, vi è il nostro emendamento che vuole
chiarire proprio questa contraddizione che ha esplicitato
l'onorevole Laccoto.
In effetti, l'emendamento che abbiamo presentato tende a
sostituire la parola approvazione con adozione , per cui è
chiaro che vi è una adozione sentita la Conferenza , ma in effetti
poi richiama, per l'approvazione, l'articolo 9; quindi nessuna
contraddizione in termini.
Se, da un lato, l'onorevole Laccoto rinuncia al suo emendamento,
viene approvato l'emendamento Caputo ed altri, che risolve il
problema, sostituendo la parola approvazione con adozione .
L'adozione viene fatta dalla Regione, sentito il parere della
Conferenza Stato-Regioni, dall'altro lato invece, all'articolo 9,
si approva sentite le Province, i Comuni e gli ATO .
LACCOTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.15.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
2.7, a firma degli onorevoli Caputo, Falcone, Vinciullo e Pogliese,
testé illustrato dall'onorevole Falcone.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Vorrei segnalare l'opportunità di inserire, oltre
che la parola approvazione', che è scontata, anche la parola
predisposizione' perché, qualcuno dovrà preparare questo piano.
Va da sé, è pleonastico; ma sarebbe il caso di inserirlo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, l'opzione proposta
dall'onorevole Falcone mi convince perché sul piano regionale dei
rifiuti è necessario coinvolgere tutte le istanze rappresentative
più rilevanti. Quindi, dire che l'adozione si fa con le autonomie
locali e conservare con l'articolo 9 la possibilità di coinvolgere
ulteriori istanze, mi pare una soluzione convincente che, quindi,
dovrebbe superare anche la perplessità insorta nell'onorevole
Laccoto.
In questi termini il Governo esprime parere favorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che noi
dobbiamo evitare di passare da un regime monocratico, quale è stato
quello del vecchio piano del 2002 approvato con atto del
commissario, ad un regime confusionario, come quello che rischiamo
di produrre con questa legge.
La competenza della Regione é quella di approvare il piano
regionale dei rifiuti. Qui stiamo parlando dell'articolo 2, delle
competenze. La modalità con cui si arriva all'approvazione,
ascolta i presidenti di provincia, i comuni , è una procedura
concertativa che non fa venire meno il principio dell'approvazione.
FALCONE. Ma è all'articolo 9
CRACOLICI. Qui stiamo parlando di competenze della Regione Quale
organo approva il Piano regionale dei rifiuti? L'articolo 9
introduce le modalità con cui si arriva all'approvazione, alle
modifiche, quindi identifica la procedura che si deve seguire per
fare quelle cose. Ma qui stiamo parlando delle competenze e la
Regione è l'organo competente ad approvare il piano regionale dei
rifiuti.
Stiamo trattando di piano regolatore? Dobbiamo fare l'adozione, le
osservazioni?
Stiamo predisponendo un piano che si fa con atto amministrativo,
certo, e mi permetto di dire che la posizione del Governo,
obiettivamente, mi pare in contraddizione, tanto più che l'articolo
2 stabilisce le competenze.
Evitiamo di determinare confusione e vi ricordo che il piano
regionale dei rifiuti è un atto complesso, tanto più che il nuovo
piano, che ci auguriamo nascerà a seguito di questa legge, dovrà
abrogare il precedente piano. Quindi, diamo certezza alla procedura
amministrativa evitando che qualcuno possa utilizzare dei cavilli
per introdursi, attraverso ricorsi al TAR, e incasinare la vita
amministrativa di questa Regione.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, è un problema semplicemente
semantico. Userò un esempio: nei piani regolatori la Regione
approva, perché il piano regolatore è fatto da qualcun altro.
Usare il termine approvazione - e me ne scuso - rispetto ad
attività che svolge la stessa Regione, significherebbe che la
Regione approva se stessa; quindi, è più congruo, dal punto di
vista semantico. Grazie a Dio, in diritto amministrativo, il nomen
iuris non vincola ma, dal punto di vista semantico, è più corretto.
Per questo ho detto di sì - ahimè, mio malgrado - all'onorevole
Falcone, perché è più corretto dal punto di vista semantico, dato
che se l'atto è incardinato in capo alla Regione, lo adotti. Non ha
nulla da approvare perché non proviene da un soggetto terzo e
quindi da valutare: io lo approvo o la disapprovo. Viene da me
stesso e, dunque, lo adotto, e non in senso filiale.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
consiglierei all'assessore avvocato Pietro Carmelo Russo, prima di
esprimere il parere su un emendamento della minoranza parlamentare,
di raccordarsi con l'onorevole Cracolici
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Ma perché mi tratta così?
CAPUTO perché rischia di subire in Aula un rimprovero da parte
di chi oggi sta cercando di commettere, col piano dei rifiuti, lo
stesso errore che questo Parlamento ha commesso col piano casa
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. A rischiare sono io
CAPUTO. Abbiamo fatto il piano casa , voluto dal PD, dove c'era
tutto tranne che la casa. Rischiamo di proseguire sulla stessa
strada, assessore Leanza; riconosco che lei prima aveva più
pazienza in quest'Aula, ma comprendo che l'età e il difficile
rapporto che ha con il suo Presidente e con questa nuova
maggioranza, la mette in difficoltà. Io la preferivo più sereno
com'era prima. Io dico: guai a mettere l'ipoteca da parte del
Partito Democratico anche su questo disegno di legge, perché
rischiate il secondo flop della politica delle riforme
L'assessore Russo ha spiegato chiaramente perché ho presentato con
i colleghi un emendamento che sostituisce la parola approvazione
con adozione , in quanto è nella logica che la Regione non può
approvare un proprio atto.
Il vizio di strafare che qualcuno ha in quest'Aula, che deve fare
al contempo maggioranza e opposizione, non funziona
Per la parte che mi riguarda, avviso il Governo che o qui si fa un
ragionamento complessivo e aperto sul disegno di legge o si rischia
di fare il secondo aborto di questo Lombardo ter.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, stiamo
parlando di una materia che lei ben conosce, una materia molto
delicata, e ascoltando l'intervento dell'onorevole Laccoto, la sua
osservazione effettivamente mi è sembrata pertinente.
Poniamo il caso che di adozione non se ne parli, e noi leggiamo
l'articolo, così come è proposto, il comma b) dell'articolo 2 che
recita: l'approvazione, sentita la Conferenza Regione - Autonomie
locali, del piano regionale gestione dei rifiuti ; se poi leggiamo
l'articolo 9 troviamo qualche incongruenza, perché il piano
regionale gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti,
sono approvati, sentite le Province, i Comuni e così via, quindi o
approviamo secondo le procedure dell'articolo 2 o si approva
secondo le procedure dell'articolo 9.
Se parliamo di adozione, mi chiedo allora: chi approva questo
piano? Non lo approva nessuno? Lo adotta la Regione senza che
nessuno lo approvi? Può essere una novità e la apprendo in questo
momento. Pertanto, credo che una riflessione in tal senso vada
fatta per evitare qualche momento di confusione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto che
il disegno di legge è importante e vi è il desiderio di far
intervenire tutti e comunque.
Però, mi rendo anche conto che l'Assemblea si sta avvitando ancora
una volta su se stessa e una legge di venti articoli non riusciremo
mai a farla, se non tra quattro, cinque mesi
Non è possibile che su ogni emendamento intervenga chiunque, a
qualsiasi titolo, per cinque minuti, che poi diventano sei o sette.
Questo significa che non ci sarà mai più una maggioranza che tiene.
Dico questo ai colleghi dell'opposizione, come lo dico ai
cosiddetti nemici o avversari della maggioranza attuale, perché non
ci sarà più la possibilità, continuando su questa strada, di avere
un Governo che possa governare in Assemblea, che l'Aula possa
definire un percorso legislativo con la celerità che i problemi ci
suggeriscono di potere fare.
Se è possibile, visto che noi guadagniamo quanto i deputati
nazionali e i senatori, con regolamenti che sono totalmente
differenti dai nostri, credo che la Presidenza possa convocare i
capigruppo, fare una riunione apposita e cercare di snellire i
lavori con qualche modifica regolamentare che potrebbe servire a
tutti, soprattutto a chi sta aspettando che le leggi vengano varate
da questo Parlamento.
Capisco che parlerò a me stesso e non parlerò a chi ha il diritto-
dovere di essere attento; ma noi dobbiamo fare il nostro dovere,
fino in fondo, per cercare di approvare le leggi, senza
ostruzionismo. Allora, indipendentemente da chi ha ragione e da chi
ha torto, il fatto vero è che siamo fermi e non ci muoviamo di un
passo.
Sarebbe necessario, ripeto, signor Presidente - lo dico perché se
ne faccia portavoce con il Presidente Cascio che oggi non è in Aula
- apportare qualche modifica regolamentare, cioè si chiarisca come
i Gruppi parlamentari vengono gestiti, come i soldi dei Gruppi
vengono investiti, che si capisca che l'Assemblea è una cosa seria
e non il padronato del singolo deputato, di chi intende far valere
la ragione della propria forza per non fare nulla.
Onorevole Presidente Formica, so bene che lei non è deputato di
prima legislatura e mi rendo conto che avrà subìto nel tempo le
stesse cose che sto dicendo io senza averle potute modificare, ma
oggi siamo arrivati ad un punto di non ritorno, ad un punto che la
gente verrà qui dentro e vorrà sapere da noi come intendiamo ancora
governare guadagnando quello che guadagniamo, senza produrre un
solo giorno effettivo di lavoro per la gente e per la Sicilia, che
dobbiamo pure amministrare.
Bisogna affrontare i problemi della gente e non continuare in
quest'Aula, onorevole Falcone, solo a fare show e cabaret, così che
alla fine ci sarà un popolo che vi osannerà dalla mattina alla
sera.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
l'onorevole Cintola ormai abbia trovato in me un bersaglio a cui
riferirsi. Ciononostante, ritengo che la portata del mio intervento
voleva essere di ausilio ad un chiarimento, come è accaduto anche
nella scorsa seduta per quel famoso emendamento sulla lettera i)
dell'articolo 1. Anche una parola può cambiare il senso.
La proposta che facciamo è quella di sostituire la parola
approvazione con la parola adozione , assessore Russo.
Eventualmente, poi, se vogliamo ulteriormente precisare
coordinando, già in questa prima fase, l'articolo 2 sulle
competenze, possiamo scrivere sull'approvazione con i Comuni e le
Province , così da coordinarlo con l'articolo 9. Il resto è
polemica sterile che noi non raccogliamo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel merito l'articolo 2 fa un
richiamo generale agli articoli 195 e 196 del decreto legislativo
152/2006.
In particolare, per quanto riguarda l'adozione, l'articolo 196,
precisamente la lettera p), è specifico sulle competenze della
Regione. Tutto quello che viene dopo, la particolarità di richiamo
che ha voluto fare il Governo su questa norma, sono esclusivamente
delle norme di indirizzo generale, che non interferiscono con
l'articolo 9, che disciplina invece il rapporto tra enti, che è una
cosa completamente diversa e che non interferisce sulle competenze,
chiamiamole statutarie', che si rifanno alla legge nazionale.
L'articolo 9 fa riferimento a tutta un'altra serie di condizioni
che riguardano i Comuni, le Province e così via.
Pertanto, esprimo parere favorevole all'emendamento 2.7, ma è sul
nulla.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei, onorevole Mancuso: qui si
parla di competenze regionali, mentre all'articolo 9 si parla di
competenze infraregionali.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.27, a firma degli onorevoli Corona ed
altri.
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, a parere della Commissione questa
valutazione dovrebbe essere inammissibile, perché i termini
dell'articolo 208 del decreto legislativo 152 del 2006 non
prevedono quello che noi vogliamo istituire in Sicilia come una
nuova norma, dove non è possibile superare sempre il testo madre
che è il 152. In ogni caso il parere della Commissione è contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, il parere è contrario anche
perché definisce modalità procedimentali in un enunciato che
riguarda competenze totalmente estranee.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.32 (I parte) del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 2.8 e 2.1, che trattano entrambi la
lettera e).
Si procede con l'emendamento 2.1, della Commissione. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, anche a seguito del parere
contrario del Governo, la invito a ritirare l'emendamento.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.8 ed al relativo subemendamento 2.8.1.
Comunico che al subemendamento 2.8.1 è stato presentato dagli
onorevoli Di Benedetto e Cracolici il subemendamento 2.8.2:
«Dopo le parole degli impianti medesimi aggiungere le parole al
netto delle risorse pubbliche investite per la realizzazione degli
impianti ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei chiedere ai firmatari di chiarire se si
riferisce ad Ambiti territoriali operativi che hanno proprietà, per
comprendere quale è la portata del subemendamento che andiamo a
votare.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, mi limito ad illustrare il
subemendamento 2.8.2.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, siamo in fase di votazione del
subemendamento 2.8.2 al subemendamento 2.8.1.
Mi pare che l'onorevole Mancuso si riferisse proprio al 2.8.1,
quindi potremmo trattarli insieme.
ODDO. Chiedo di parlare per un chiarimento sul subemendamento
2.8.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, basta che il
presidente Mancuso dia una lettura, anche veloce, alla lettera f.1,
nella parte in cui recita dei soggetti proprietari degli impianti
di recupero, trattamento e smaltimento da conferire in
disponibilità all'autorità d'ambito, rapportandola agli
investimenti effettuati per la realizzazione degli impianti
medesimi e relativi ammortamenti, nonché ai costi di gestione in
fase post-operativa .
L'emendamento che abbiamo presentato, sostanzialmente, definisce
meglio i criteri per quanto concerne l'individuazione di ciò che
significa proprietari di impianti di recupero, trattamento e
smaltimento e, nel contempo, specifica innanzitutto operanti alla
data del 31/12/2009 , cioè introduciamo un arco temporale ben
definito. Inoltre, prevede un'operazione, secondo me
indispensabile, per individuare e per dare, sì, la possibilità a
questi di lavorare, ma precisando conferite totalmente o
parzialmente , perché non si può pretendere per chi sta trattando
rifiuti che vengono dal Trentino, tutto si mette a disposizione
dell'Autorità d'ambito.
Detto ciò, mi pare che definire meglio i criteri per quanto
concerne ciò che disciplina l'f.1, sarebbe una cosa buona per tutti
per dare maggiore certezza di come realmente l'autorità d'ambito
disporrà e farà lavorare coloro che si trovano in determinate
condizioni.
Poi, non viene stravolto lo spirito della lettera f.1, così come è
scritto nel testo e, nel contempo, ci dà la possibilità di stare
tutti più sereni e di sapere come si può realmente far funzionare
un sistema e questo è l'intendimento
Mi permetto di suggerire al Governo, se è possibile, che quando
scrive la quantità di rifiuti prodotti , secondo me vale la pena
subemendare e scrivere dei rifiuti trattati .
Vorrei anche una mano dall'onorevole Mancuso - che in merito
potrebbe dare anche un consiglio - perché rifiuti prodotti e
rifiuti trattati mi pare sia leggermente diverso. Io scriverei,
comunque, trattati . Se vuole, signor Presidente, formalizzo il
subemendamento dove si sostituisce la parola prodotti con
trattati .
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento
2.8.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso mi
pare assolutamente chiaro: tra i criteri coi quali va calcolato il
ristoro da dare ai proprietari degli impianti, credo che, nel
metodo di calcolo, bisogna tenere conto anche delle risorse
pubbliche che il privato ha utilizzato per realizzare l'impianto e
che vanno sottratte al valore dell'impianto nell'effettuare il
ristoro.
Il privato non può avere ricevuto risorse pubbliche per realizzare
l'impianto per poi vedersele pagate per cedere l'impianto. Quindi,
nel metodo di calcolo, va tenuto conto delle risorse pubbliche
utilizzate nella realizzazione dell'impianto.
PRESIDENTE. Pongo, quindi, in votazione il subemendamento 2.8.2.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sono pentito di avere ritirato il mio emendamento
perché, oltre a trattare tutta la materia che stiamo votando,
prevedeva anche un punto 2 che era a favore dei Comuni.
Esprimo, naturalmente, il parere favorevole della Commissione
perché il punto 1 richiama effettivamente tutto l'articolo, però
ritengo che non stiamo pensando ai Comuni per le misure
compensative.
Richiesta di verifica del numero legale
LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Cascio
Salvatore, Falcone e Leontini)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Calanducci,
Cimino, Cintola, Colianni, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Federico, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gucciardi, Laccoto, Lentini,
Marinello, Marinese, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Oddo,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello,
Scilla e Termine.
Sono in congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco, Pogliese,
Scoma, Speziale, Vitrano.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 45
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.8.2.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici, Oddo,
De Benedictis e Apprendi il subemendamento 2.8.1.1 al
subemendamento 2.8.1:
«Sostituire, al quinto rigo, la parola prodotti' con la seguente:
trattati'».
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.8.1 così come emendato. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.32 (II parte), a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.10, degli onorevoli Di Benedetto,
Panarello, Digiacomo e Termine. Comunico che è stato presentato
dagli onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Termine e Digiacomo il
subemendamento 2.10.1.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
anche questo emendamento sia sufficientemente chiaro. Il ristoro
non va previsto soltanto per i comuni nel cui territorio esiste una
discarica ma anche per comuni che sono estremamente vicini alla
discarica, pur essendo nel territorio di un altro comune.
Ci sono anche Comuni il cui centro urbano viene attraversato dai
mezzi per lo smaltimento dei rifiuti, per portare i rifiuti in
discarica, e spesso d'estate - è stato oggetto anche di numerose
interrogazioni - c'è lo scolo dei mezzi per le vie del paese. Credo
che per questi vada non solo evitato che ciò avvenga, con misure di
prevenzione, ma vada prevista, in favore dei Comuni, una forma di
ristoro.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
io condivido la portata dell'emendamento, però dobbiamo cercare di
stabilire a chi viene assegnato il ristoro, a quali comuni. Perché?
Capita che ci siano stati dei comuni gestori di discariche che
hanno avuto un pesantissimo impatto ambientale e soltanto da
qualche mese tali discariche siano chiuse.
Ci sono alcuni esempi in Sicilia.
Allora, è giusto, Assessore, specificare tutte le discariche che
negli ultimi cinque anni cioè tutti i comuni in cui
DI BENEDETTO. Quelle che sono in funzione
FALCONE. No, attenzione, onorevole Di Benedetto, ci sono delle
discariche che hanno chiuso alcuni mesi fa. Quindi, è giusto
stabilire un termine negli ultimi 5 anni o negli ultimi 2 anni .
Stabiliamo un termine, Assessore, perché la portata della norma non
deve ristorare soltanto le discariche aperte, mentre escludiamo
alcune discariche chiuse l'altro ieri.
Signor Presidente, chiederei di accantonare momentaneamente questo
emendamento in modo da potere presentare un subemendamento per dare
un equilibrio alla portata della norma e un equo trattamento ai
Comuni che hanno subìto l'impatto ambientale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche
minuto, per permettere all'onorevole Falcone di formulare il
subemendamento.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 18.42)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato il
subemendamento 2.10.2, dell'onorevole Falcone ed altri, al
subemendamento 2.10.1.
Si passa al subemendamento 2.10.1. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2.10.2, dell'onorevole Falcone ed altri
che così recita:
«Dopo le parole discariche' aggiungere ancorché chiuse da non
oltre tre anni'».
CRACOLICI. Alle discariche chiuse dobbiamo dare, le compensazioni?
Ma di che cosa?
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, vorrei spiegare la norma, perché è una norma di equità e
di giustizia. Essa ha una portata di equo trattamento: c'è qualche
comune che, sino a qualche tempo fa, ha gestito una discarica, ha
subìto un impatto ambientale tanto quanto quelli che adesso hanno
discariche in funzione. E' giusto, allora, riconoscere anche a
questi comuni che hanno avuto un pesantissimo impatto ambientale di
migliaia di tonnellate di spazzatura, la possibilità di essere
ristorati così come quelli che attualmente hanno discariche in
funzione.
Chiedo che questa norma sia inserita all'interno del testo e sia
votata favorevolmente dall'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che
nella situazione attuale sarebbe opportuno non parlare, però vorrei
chiedere all'onorevole Falcone, sinceramente, perché poi possiamo
fare tutto.
Qui stiamo parlando di una fattispecie che, se esiste, è perché i
Comuni, ai sensi dell'ex articolo 13, hanno autorizzato discariche
nel proprio territorio per il conferimento dei propri rifiuti e,
successivamente, con atto della Prefettura e atti successivi, anche
di quelli provenienti da altri Comuni. Ma la decisione di aprire la
discarica è stata in capo proprio al sindaco di quel Comune.
Allora, chiederei all'onorevole Falcone - tanto più che il sistema
delle discariche prevede un contributo cosiddetto post mortem' per
la bonifica, laddove poi si devono fare interventi di
rinaturalizzazione delle discariche, e devo dire che non condivido
neanche il subemendamento dell'onorevole Di Benedetto, perché qui
stiamo parlando di danni ambientali, legati alla fattispecie di
impianti, e non di strade, la strada è una fattispecie per cui la
transitabilità delle strade non costituisce motivo di danno
ambientale - e all'onorevole Di Benedetto di ritirare l'emendamento
e il subemendamento connesso.
Vorrei arrivare ad una norma asciutta, senza infilarci in dettagli
che possono diventare ingovernabili perché, poi, come si fa a
stabilire quale comune sì, quale comune no? Se una volta uno ha
transitato in una strada, in un anno, perché quella strada era
interrotta, quella principale, allora ci rientra anche il comune.
Qui si impazzisce
Limitiamo alla questione del danno ambientale, che è dato da
fattori misurabili ed accertabili, e non a fattispecie che, invece,
determinano un'incertezza, paradossalmente, dell'azione legislativa
e, quindi, dell'azione amministrativa.
Ripeto, sarebbe stato più opportuno stare in silenzio e votare
contro. Però credo sia onesto, da parte di ognuno di noi, dire che
c'è un limite all'obiettivo che vogliamo raggiungere.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole di Benedetto, lei è già intervenuto per
illustrare l'emendamento.
DI BENEDETTO. Dal mio Gruppo mi viene chiesto di ritirare
l'emendamento, pertanto si richiede il mio intervento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il transito
urbano degli automezzi é legato ai Comuni in cui è necessario
passare per raggiungere una discarica e che assistono non al
normale traffico nel proprio territorio, ma a quello di tutto il
comprensorio che va in quel comune. Quindi, parliamo del traffico
di decine e decine di camion al giorno, dalle cinque del mattino
fino alle due del pomeriggio, con un danno enorme nei confronti dei
cittadini.
Stiamo parlando di questo e non del camion che passa casualmente.
Le discariche sono un luogo fisso dove 365 giorni l'anno si va a
conferire. Faccio l'esempio di alcuni comuni, in provincia di
Agrigento, dove la gente sta mettendo in vendita le proprie case
lungo il percorso per il quale transitano i camion perché è
diventato invivibile abitare in quelle vie.
Di questo stiamo parlando
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, l'onorevole Cracolici ha tentato di fare ritirare un
emendamento che non ha assolutamente alcun tipo di cognizione
sull'articolo di cui stiamo parlando. L'articolo 2 riguarda le
competenze della Regione che si rifanno al decreto legislativo 152,
e in particolare all'articolo 196.
Alla lettera f) si dice: la determinazione dei criteri di idonee
misure compensative a favore di . Cosa c'entra, rispetto ad una
norma che dovrebbe regolare in maniera generale le compensazioni,
inserire la specifica dei comuni di transito? Significa che ci
troveremo 390 Comuni che dichiareranno il transito dei mezzi per
andare in discarica.
In quale comune, infatti, non si fa la raccolta?
CRACOLICI. Con l'elicottero
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Anche con
l'elicottero, in ogni Comune si fa. Mi riferisco all'emendamento
2.10 che recita la cui area urbana interessata al transito di
mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti . Non è possibile stabilire
un criterio
Se vogliamo mettere i 390 comuni e fare una misura compensativa,
bene, facciamola
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, l'intervento dell'onorevole Mancuso richiama certamente
alle competenze previste dall'articolo 196 del decreto legislativo
152 del 2006, e su questo non vi è dubbio che le competenze sono
ben precise.
Però, cercare di tacciare come peregrina l'ipotesi formulata da
questo emendamento, nel dettaglio poi illustrata dall'onorevole
Falcone, mi sembra ingeneroso.
Mi sembra scarsamente aderente alla conoscenza che ciascuno di noi
deve avere del territorio.
Mi verrebbe facile, signor Presidente, fare l'esempio della realtà
della mia provincia che è Mazzarrà Sant'Andrea, dove andiamo
costantemente a discaricare da anni e dove vediamo che il percorso
che porta alla discarica arreca notevoli danni a tutto l'asse
viario che collega Mazzarrà allo svincolo autostradale sia ad est
che ad ovest.
Non è un argomento da trattare con superficialità o licenziare a
cuor leggero.
E' evidente, però, che se ci atteniamo scrupolosamente al dettato
normativo, troviamo difficoltà a farlo recepire come norma che, in
qualche maniera, diventa norma che compensa un disagio che
realmente esiste.
Secondo me, per superare questo impatto, che stiamo descrivendo
con le difficoltà che viviamo, si potrebbe presentare un ordine del
giorno con il quale si impegna il Governo, con altra norma, a
prevedere interventi che possano dare ristoro e compensare il
disagio reale, concreto, in termini di impatto ambientale, in
termini di viabilità e quindi di vivibilità ai comuni che insistono
attorno agli impianti di discarica esistenti e che, molto spesso,
rappresentano un punto di ricezione di rifiuti solidi per aree
molto vaste. Secondo me, può essere un meccanismo, una via di
uscita a questa esigenza concreta che viene da chi conosce bene il
territorio ed all'esigenza di attenersi all'interno di un impianto
normativo che, sicuramente, in termini ambientali, è profondamente
stringente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul subemendamento 2.10.2
dell'onorevole Falcone?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
Richiesta di verifica del numero legale
CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Campagna, Corona,
Falcone, Ragusa e Vinciullo)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Calanducci,
Cimino, Cintola, Colianni, Cracolici, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Minardo,
Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Romano,
Termine.
Sono in congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco, Pogliese,
Scoma, Speziale, Vitrano.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 38
L'Assemblea non è in numero legale.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, ho inserito la tessera, ma la mia presenza non è stata
registrata.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Assessore Bufardeci, anche con il suo voto l'Assemblea non sarebbe
stata in numero legale.
(Proteste in Aula)
Erano necessari 41 voti e i presenti erano 38. Anche se inseriamo
il voto dell'Assessore, l'Assemblea, comunque, non è in numero
legale.
CRACOLICI. Signor Presidente, potrebbe effettuare una verifica?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si sono svolte tre votazioni per
il numero legale e nelle prime due c'è stato abbondantemente il
numero legale; in questa votazione non c'era il numero legale, la
verifica non si può fare. Il sistema è elettronico e non può
sbagliare; chi non ha votato, come l'assessore Bufardeci, l'ha
subito segnalato.
Ribadisco che l'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 20.01)
La seduta è ripresa
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del subemendamento 2.10.2.
Richiesta di verifica del numero legale
LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Caputo, Leontini,
Pogliese, Ragusa e Vinciullo)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Arena, Bonomo, Bufardeci, Calanducci,
Cimino, Colianni, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,
Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Romano, Ruggirello, Scilla,
Termine.
Sono in congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco, Scoma,
Speziale, Vitrano.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 43
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
PRESIDENTE. Pongo, quindi, in votazione il subemendamento 2.10.2.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.10. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
L'emendamento 2.11 è superato.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
voglio fare notare semplicemente che l'emendamento 2.11 non è
incompatibile con l'emendamento 2.10, né può essere precluso a
seguito dell'approvazione di quest'ultimo.
PRESIDENTE. La Presidenza ribadisce il proprio intendimento
dichiarando superato l'emendamento 2.11. Se ci sarà qualche
integrazione da fare all'emendamento 2.10 testé approvato,
interverremo ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Si passa all'emendamento 2.19. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.18.
ARENA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
2.18 chiedo l'attenzione del Governo, ritenendo inesatto il
richiamo all'articolo 209, in quanto riguarda il rinnovo in
autocertificazione di imprese munite di certificazioni ambientali.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, condivido quanto previsto dall'emendamento 2.18, in
quanto l'articolo 209 del decreto legislativo 152 del 2006 prevede
l'autocertificazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.28. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.2 della Commissione e al relativo
subemendamento 2.2.1.
Pongo in votazione in subemendamento 2.2.1. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.2, come emendato. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.29. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.32 (III parte), del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.34 del Governo, soppressivo della
lettera o) del comma 1 dell'articolo 2.
RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
indicare che l'emendamento viene proposto sulla base di una
segnalazione del Commissariato dello Stato su conforme indirizzo
del Ministero dell'Ambiente, ritenendosi la materia riservata alla
competenza statale.
CRACOLICI. Non facciamo leggi su segnalazione
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.34. Il parere della
Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.12, degli onorevoli Panepinto ed altri.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente per sottolineare che, nel sistema della raccolta
differenziata, i consorzi di filiera, come CONAI, in Sicilia non
hanno centri di stoccaggio, per cui può accadere che in una
raccolta differenziata ottimale, cosiddetta spinta, le materie
prime raccolte, la tipologia di rifiuto, da risorsa può diventare
un problema per chi la fa. Pertanto la Regione, tra le sue
competenze, deve introdurre quella di attivarsi per la
realizzazione di centri dei consorzi nazionali di filiera.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, se l'emendamento viene riformulato
facendo un richiamo all'articolo 195 del decreto legislativo 152
del 2006, lettera f), il parere è favorevole. Sono le competenze
stabilite dalla legge.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 2.12.1, di riscrittura dell'emendamento 2.12:
«Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:
q) per gli aspetti di propria competenza l'attivazione dei centri
di raccolta nazionale individuati ai sensi dell'articolo 195, comma
1, lettera f)'».
CRACOLICI. Cosa vuole dire questo in una legge?
PRESIDENTE. Ci riferiamo alla normativa nazionale.
Pongo in votazione il subemendamento 2.12.1. Il parere del
Governo?
RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.12, come emendato. Il parere
del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.30 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.14. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.20. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.21.
ARENA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Signor Presidente, dichiaro di fare mio l'emendamento
2.21 e chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, per metterla in condizione di
comprendere meglio il senso del ritiro dell'emendamento da parte
del firmatario, leggo il parere formulato dagli Uffici:
L'emendamento presenta profili problematici in ordine alla
previsione per cui le misure applicative del tributo di
conferimento in discarica possono essere adottate dall'Assessore
per l'energia. In effetti esse sono esplicitamente attribuite dalla
legge 549 del 1995,e per gli aspetti di competenza della Regione
alla legge regionale.
La relativa disciplina è contenuta nell'articolo 2 della legge
regionale 6 del 1997 e sue modifiche ed integrazioni.
Sarebbe opportuno invitare i proponenti al ritiro .
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alcune volte
sembro quasi pedante, ma non è così. E' chiaro che la portata
dell'emendamento 2.21 potrebbe sembrare di tipo finanziario e
tributario, cioè di potestà legislativa attribuita allo Stato.
Però, mi permetto di richiamare la norma nazionale, la legge
finanziaria 549 del 1995 che, all'articolo 3, comma 30 recita con
legge della Regione sono stabilite le modalità di versamento del
tributo e di presentazione della dichiarazione . Successivamente,
al comma 33 dello stesso articolo 3, si stabilisce l'accertamento,
la riscossione, i rimborsi, il contenzioso amministrativo e quanto
non previsto dai commi 24 e 41 del presente articolo sono
disciplinati con legge della Regione .
Purtroppo, i gestori di discariche oggi stanno sostenendo un costo
assolutamente pesante perché tutti coloro, enti pubblici e privati,
che non hanno potuto effettuare il versamento entro i termini, cioè
significa entro l'anno, sono stati sottoposti ad una sanzione del
30 per cento, oltre gli interessi, rispetto al tributo da versare
alla Provincia. Oggi ci sono dei Comuni gestori di discarica che
devono pagare una sanzione eccessivamente onerosa.
L'anno scorso abbiamo cercato di disciplinare questa materia in
finanziaria, ma il Commissario dello Stato ha impugnato la norma
sulla scorta del ragionamento che tale materia è assegnata alla
potestà legislativa primaria dello Stato e non rientra, in base
all'ex articolo 117 della Costituzione, nelle competenze della
Regione. Anche se devo dire che, successivamente a questa norma,
nel 1998 la Regione legiferò in merito con la legge 5 del 1998,
richiamando i decreti legislativi numeri 471, 472 e 473 del 1997,
che avevano stabilito determinate sanzioni. La legge 5 del 1998
disciplinò di applicare il decreto n. 471, articolo 13, che
prevedeva la sanzione del 30 per cento.
Alla Regione, nella cornice di cui all'articolo 3 della legge 549
del 1995, comma 30, spetta la competenza di legiferare in merito ai
tributi, nelle modalità di accertamento, oltre le linee che ha
tracciato il legislatore nazionale. Dovremmo subemendare questo
emendamento.
Ecco perché chiedo che l'emendamento sia apprezzato
favorevolmente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, la Presidenza ribadisce che ci sono
alcuni profili tecnici che non rendono comprensibile l'emendamento,
perché la parola discarica , che è indicata nello stesso, non si
trova al comma 2.
FALCONE. Signor Presidente, lei ha ragione, ma mi permetto di
sottolineare nuovamente a questa Assemblea il problema del tributo
speciale e delle sanzioni, eccessivamente pesanti, che i gestori di
discariche sono costretti a pagare, non per ritardi propri, ma
perché, quando i comuni e gli ATO hanno conferito e non hanno
pagato, i gestori non potevano, poi, pagare il tributo. Quindi, da
un lato, sono stati danneggiati e, dall'altro, sono stati costretti
a pagare una sanzione.
Mi riservo, se sarà possibile nel corso dell'esame del disegno di
legge, di riproporre la questione in un altro momento, chiaramente
adattandola e uniformandola alla potestà legislativa statale.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, sono certo che il Governo recepirà.
Si passa all'emendamento 2.22. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 2.31 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.3, della Commissione. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.32 (IV parte) del Governo e al
subemendamento 2.32.1 della Commissione:
«Sostituire la parola definiti con la seguente indicati .
Pongo in votazione il subemendamento 2.32.1. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.32 (IV parte), come modificato.
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.13, dell'onorevole Panepinto ed altri.
PANEPINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.32 (V parte), del Governo. Il parere
della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.4, a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Signor Presidente, al fine di evitare problemi futuri
chiedo un attento coordinamento formale del testo del disegno di
legge ai sensi dell' articolo 117 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che il coordinamento
formale del testo avverrà ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.32 (VI parte), a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.32 (VII parte), del Governo. Il parere
della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.6, a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.16, a firma degli onorevoli Laccoto,
Picciolo, Gucciardi, Vitrano.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.26, a firma degli onorevoli Rinaldi,
Ammatuna, Galvagno, Gucciardi, Vitrano. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.17, a firma degli onorevoli Panepinto,
Galvagno, Di Benedetto, Apprendi.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Per un migliore
coordinamento, l'emendamento è condivisibile ma bisogna spostarlo
al comma 1 dell'articolo 4.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, credo che debba restare come comma
aggiuntivo in questo articolo perché - il presidente Mancuso sarà
d'accordo con me - mentre l'articolo 4 stabilisce le competenze dei
Comuni qui, invece, si individuano quali sono i poteri e, se
vogliamo, si limitano i poteri della Regione in alcuni aspetti.
Secondo me dovrebbero essere commi aggiuntivi all'articolo che
disciplinano tutte le competenze della Regione.
Assessore, capisco che con l'inizio della partita di calcio queste
sono torture per gli interisti. Io sono interista non praticante,
per cui se il Presidente decide, sospendiamo l'Aula e la
riprendiamo tra il primo e il secondo tempo.
PRESIDENTE. Non facciamo commenti fuori luogo
PANEPINTO. Assessore, mi pare che l'impianto complessivo della
norma, se non dovesse passare questo emendamento da me presentato,
corre il rischio di vedere solo poteri sostitutivi della Regione,
con una forzatura nei confronti dei Comuni i quali - ho sentito
tanti ragionamenti in Aula - alla fine, per potere partecipare, di
fatto, a quello che è il costo del servizio - mi consenta la
banalizzazione - devono potere preventivare i costi e uscire fuori
dall'impostazione che le S.p.A. o le società consortili hanno
avuto. Lei mi insegna che mentre i comuni sono tenuti ad approvare
i bilanci preventivi sulla base della valutazione dei costi che
fanno i responsabili dei servizi o dei dipartimenti, noi abbiamo
avuto previsioni di bilancio non ancorate ad alcun piano
finanziario che i Comuni sono tenuti a fare.
Devo dire che, spesso, in tanti, troppi ATO, i risultati che
otteniamo sono una previsione di spesa che non corrisponde poi al
rendiconto finale che fa la società d'ambito e si supera il 30
settembre, termine ultimo per valutare gli equilibri rispetto alle
poste in entrata ed uscita, data ultima per le variazioni di
bilancio, per cui all'1 dicembre ci troviamo già di fronte a debiti
fuori bilancio.
Pertanto, ritengo che sia necessario contemperare un'attività che
nella Regione deve essere di vigilanza, altrimenti basterebbe
immaginare una strutturazione diversa dello stesso articolato dove
si delegano funzioni ai comuni, alla fin fine così come è per
alcune materie delegate dalla Regione e per alcune materie delegate
dallo Stato.
Se non prevediamo un passaggio di responsabilizzazione degli
uffici finanziari di un Comune che devono poter disporre a loro
volta di un piano finanziario sui costi, il risultato che si vuole
raggiungere con questa legge - che è quello di portare equilibrio,
responsabilità e copertura finanziaria - ritengo che non serva,
Assessore.
Vorrei ricordare a me stesso, infatti, che gli ATO rifiuti, come
gli ATO idrici in Sicilia, in tanti Comuni sono nati in forza di
commissari ad acta che, sostituendo i consigli comunali,
approvarono gli statuti e costituirono consorzi o società, in
alcuni casi consorzi obbligatori. E paradossalmente l'istituzione,
l'ARRA, l'agenzia regionale dei rifiuti e delle acque, che era
molto solerte nella nomina di commissari quando i comuni non
consegnavano gli impianti, era invece molto disattenta per quanto
riguarda tutto ciò che accadeva in termini di bilancio, di
organizzazione e di personale degli ATO.
Ma, dato che è sempre la stessa Regione che, in questo testo,
dovrebbe diventare virtuosa e paradossalmente saranno sempre gli
stessi responsabili - mi consenta, Assessore, di nutrire grande
stima e fiducia, non formale ma sostanziale, nei suoi confronti -,
devo dire che la Regione che lei vuole portare a regime, a
regolamentazione, a norma, con questo disegno di legge,
allineandola al dettato del decreto legislativo 152 del 2006, è la
stessa Regione che non ha mai chiesto i bilanci di un solo ATO, che
non ha mai verificato se esisteva la copertura finanziaria, che non
ha mai verificato se esisteva la possibilità di fare pagare i
comuni insolventi.
Questa Regione ha dovuto ricorrere, senza legge, alle
anticipazioni e solo l'articolo 11 nasce in sanatoria e
anticipazione di alcuni ATO di una parte di questa Sicilia.
Alla fine io voterò il disegno di legge perché il mio Gruppo mi
dirà di votarla, perché potrò comprendere lo sforzo e la fatica
vera, seria e professionale che è stata messa in questo disegno di
legge. Però, signor Presidente, non si può affidare allo stesso
lupo', che è stato silenzioso e omertoso in questi cinque anni, le
stesse funzioni
Perché non chiediamo ai funzionari che dovevano controllare gli
ATO rifiuti?
Devo dire di più: noi abbiamo avuto concessioni e autorizzazioni
per discariche private con fax che partivano dall'ARRA alle ore
22.00 Invece, ci sono ancora discariche pubbliche che non
appartengono a privati i quali aspettano ancora l'autorizzazione
La materia è complessa, Assessore, per cui, alla fine, non possono
essere sacrificati i Comuni, l'autonomia degli enti locali.
Gli amministratori - ci sono quelli di qualità e quelli di minore
qualità - hanno una caratteristica: sono eletti dai cittadini.
Secondo me, in questa impostazione, che è quella di
responsabilizzare i funzionari, i dirigenti dei Comuni,
semplicemente pensando che c'è una responsabilità di carattere
contabile, personale e che c'è una prescrizione lunga, Assessore,
bisogna ridistribuire le funzioni secondo il decreto legislativo
152 del 2006 e non diversamente, altrimenti il rischio sarà che i
comuni hanno sbagliato tutto e così anche quella stessa Regione che
oggi dovrebbe diventare brava, attenta, vigilante, gli stessi
funzionari e - se mi consente - anche lo stesso sistema.
Ritengo che, possibilmente, approveremo una legge in teoria di
qualità, ma sottraendo e svilendo definitivamente le funzioni degli
enti locali che in Italia, anche in virtù della riforma del Titolo
V della Costituzione, hanno funzioni, hanno legittimità in quelle
che sono la gerarchia, i ruoli e le funzioni degli enti.
Pertanto, la pregherei di valutare o, se vuole, di accantonare
l'emendamento, diversamente dalla stesura finale non uscirà la
riforma degli ATO - se mi consente - ma una riforma degli enti
locali in materia di rifiuti.
PRESIDENTE. A questo punto invito il Governo ad accogliere la
proposta dell'onorevole Panepinto di accantonare l'emendamento 2.17
per approfondire la materia ed, eventualmente, di trattarlo in sede
di esame dell'articolo 4.
Se non sorgono osservazioni, resta così stabilito.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, affiderei al Presidente
dell'Assemblea, in sede di coordinamento formale, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'armonizzazione
dell'articolo 2 rispetto a quelli che sono i princìpi delle linee
guida, in modo da avere un testo più organico.
PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prenderne nota.
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(
E' approvato)
Onorevoli collegi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 17
marzo 2010, alle ore 16. 00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 183 «Nomina di una commissione di indagine sul piano di
informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società Sicilia e-Servizi
s.p.a.'».
LEONTINI - MANCUSO - FALCONE - CORONA
numero 184 «Rilancio dell'Ente Fiera di Palermo e salvaguardia
del posto di lavoro dei suoi dipendenti».
MUSOTTO - RUGGIRELLO - CALANDUCCI - COLIANNI - ARENA - LENTINI
numero 185 «Impegno del Governo della Regione a riferire
all'Assemblea regionale sulle recenti dichiarazioni dell'Assessore
per le attività produttive riguardo alla burocrazia regionale».
MAIRA - CORDARO - CASCIO S.- DINA - RAGUSA
III - Discussione dei disegni di legge:
1) «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
(525-528/A) (Seguito);
2) «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
(470-470 bis);
3) «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-
471 bis).
La seduta è tolta alle ore 20.43
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Turismo, sport e
spettacolo»
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
la compagnia armatrice «Voyager» di Miami (USA) ha comunicato
all'agenzia marittima, rappresentata a Palermo dalla F. Tagliavia
di Angelo Tagliavia, la decisione di escludere la città di Palermo
dalle rotte della «Voyager of the Seas»;
la decisione è scaturita dall'inadeguatezza della passerella
mobile del terminal dedicato alle navi da crociera del porto di
Palermo che è stato definito «ad alto rischio» perché inadeguato a
prevenire ipotesi di minacce di atti terroristici in quanto privo
di idonee misure di sicurezza;
le numerose richieste da parte dell'agenzia marittima
all'autorità portuale ed al prefetto non hanno trovato alcuni tipo
di riscontro. L'agenzia, infatti, più volte, aveva indicato un
percorso di transito alternativo alla passerella mobile mediante
gli scalandroni di bordo delle navi. Il tutto senza ricevere
risposta;
la «Voyager of the Seas» è una mastodontica nave da crociera che
arrivava con frequenza settimanale al porto del capoluogo
siciliano, per un viaggio lungo il Mediterraneo di turisti
americani;
considerato che:
la cancellazione della città di Palermo dalla rotta
dell'imponente società armatrice, che è il secondo gruppo
crocieristico al mondo, rappresenta una decisione che penalizza
gravemente la nostra Regione sia sotto l'aspetto economico, sia
sotto quello sociale e culturale;
sotto l'aspetto economico si rileva che la compagnia armatrice,
solo per l'anno 2008, ha corrisposto a titolo di tasse una somma
pari ad euro 158.385;
conseguentemente, l'esclusione di Palermo dalle rotte turistiche
comporterà il venir meno di una considerevole somma di denaro
percepita a titolo di tassa nonché la perdita economica per la
mancata presenza di flussi turistici;
sotto l'aspetto sociale e culturale la decisione della società
implica la perdita di presenza di turisti americani. L'imponente
nave da crociera, infatti, viaggerà lungo il Mediterraneo con
approdo nei porti italiani di Napoli, Livorno e Civitavecchia. I
turisti, quindi, non potranno visitare le bellezze architettoniche
e naturali della nostra Isola;
ritenuto che l'esclusione della città di Palermo dalle rotte
turistiche della «Voyager of the seas» ha delle ricadute in
termini negativi sull'economia siciliana sia per l'aspetto
finanziario, derivante dalla mancata riscossione della tassa sopra
detta, sia per il grave nocumento economico dovuto alla mancata
presenza di numerosi turisti;
per sapere quali provvedimenti urgenti il Governo intenda
adottare al fine di consentire di inserire il porto di Palermo tra
le rotte turistiche della società armatrice americana.». (391)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 391, a firma
dell'onorevole Caputo, si rappresenta che la tematica esposta
attiene ad attività gestionali dell'Autorità Portuale di Palermo,
ente pubblico istituito con legge ai sensi dell'art. 6 della legge
28 gennaio 1994, n. 84, con compiti di indirizzo, programmazione,
coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali
esercitate in porto.».
L'Assessore
Antonino Strano
CAMPAGNA. - «Al Presidente della Regione, premesso che con legge
della Regione siciliana fu istituita, nel 1951, l'Orchestra
Sinfonica Siciliana, che, nel 1958, completata l'assunzione dei
musicisti, iniziò un'intensa attività concertistica destinata ad
incidere notevolmente nella realtà musicale siciliana e nazionale;
premesso, inoltre, che dal marzo 2003 l'ente autonomo Orchestra
Sinfonica Siciliana è stato trasformato in fondazione, in base
alle specifiche disposizioni contenute nell'art. 35 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, e in ottemperanza al decreto
legislativo 29 giugno 1996, n. 367;
considerato che l'8 maggio 2009 è scaduto il consiglio di
amministrazione e che da quella data la fondazione opera in
assenza dello stesso;
verificato che il c.d.a. scaduto non ha avuto alcuna proroga per
continuare l'ordinaria amministrazione;
verificato, inoltre, che la stessa fondazione continua ad
operare assumendo decisioni certamente di competenza del c.d.a.;
per sapere quando sarà formalizzata la nomina del nuovo
consiglio di amministrazione della fondazione Orchestra Sinfonica
Siciliana e se non ritenga di avviare un'indagine tendente a
verificare la legittimità degli atti della stessa fondazione che
sono stati varati dalla scadenza del c.d.a. ad oggi.». (756)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 756, a firma
dell'onorevole Campagna, si rappresenta che, secondo quanto
previsto dall'art. 12 dello statuto della Fondazione Orchestra
Sinfonica Siciliana, questa Amministrazione ha già provveduto a
designare i due componenti del C.d.A. di propria competenza e che
si ha notizia dell'avvenuta designazione del componente di
pertinenza del Comune di Palermo. Alla luce di quanto sopra detto e
nella considerazione che il C.d.A. è nominato con decreto del
Presidente della Regione, si ritiene che l'iter per la costituzione
dell'organismo sia completato e che non rimanga che attendere il
decreto Presidenziale.
Per quanto attiene alla verifica di legittimità degli atti posti
in essere nel frattempo dal Presidente della Fondazione e dal
Sovrintendente si rappresenta che gli atti non presentano vizi di
legittimità e che sull'argomento si è acquisito apposito parere
dell'Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione
Siciliana.».
L'Assessore
Antonino Strano
BUZZANCA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
ai sensi dell'art. 9 della l.r. n. 4 del 1995, il consiglio di
amministrazione dell'ente autonomo regionale 'Teatro di Messina'
dura in carica 4 anni;
nel mese di maggio del 2009, decaduto il c.d.a., l'Assessore
regionale per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione ha nominato un commissario straordinario sino alla
ricostituzione dell'organo;
successivamente, il Sindaco di Messina, ai sensi dell'art. 7
della richiamata legge, ha nominato il presidente del c.d.a.,
comunicando, nel contempo, la designazione dei 3 membri al
competente Assessorato regionale Beni culturali;
il Presidente della Provincia di Messina, parimenti, ha
provveduto a comunicare i nominativi dei 2 rappresentanti di sua
competenza;
a tutt'oggi, l'Assessorato regionale, inspiegabilmente, non ha
ancora provveduto ad emanare il decreto di ricostituzione
dell'organo;
l'art. 8 della l.r. n. 5 del 1978, avente ad oggetto le nomine
negli enti di diritto pubblico, stabilisce che: 'Salvo quanto
previsto da speciali norme, qualora per la costituzione di
consigli, comitati o collegi di competenza degli organi della
Regione siano previste designazioni o scelte di enti od organismi
estranei all'Amministrazione regionale, alla relativa costituzione
si provvede, trascorsi quarantacinque giorni, o, in casi di
motivata urgenza, trascorsi quindici giorni dall'ultima richiesta
di designazione o scelta, anche in mancanza delle medesime, purché
possa procedersi alla nomina di almeno due terzi dei componenti
l'organo collegiale. L'organo sarà integrato in relazione alle
designazioni o scelte successivamente intervenute. I componenti
nominati in sede di integrazione cessano dalla carica
contemporaneamente ai componenti nominati in sede di costituzione
dell'organo';
l'Assessorato regionale, consapevole del proprio inadempimento
(designazione del proprio rappresentante), ma in costanza di
designazione di oltre i due terzi (5 su 6) dei componenti il
c.d.a., in aperta violazione della richiamata legge regionale, ha
comunque ritenuto di poter 'sostituire' l'organo statutario
(c.d.a.) con un commissario straordinario, attribuendogli tutti i
poteri previsti alla legge;
l'Assessore regionale avrebbe potuto fare ricorso al potere di
nomina di un organo incaricato della gestione straordinaria
soltanto per l'impossibilità di costituire l'organo istituzionale
derivante da omissioni di un ente diverso, ma non certo per
supplire ad una propria omissione, ben potendo provvedere alla
nomina dei rappresentanti del Comune e della Provincia regionale
di Messina senza attivare i poteri sostitutivi;
considerato che tale ritardo, in violazione delle legge n. 4 del
1995, lede il prestigio ed il decoro di un'importantissima
istituzione culturale e vanifica il potere degli enti locali di
farsi rappresentare all'interno del c.d.a. da parte di un soggetto
di fiducia, all'uopo designato;
per sapere se non ritengano, con la massima urgenza, atteso il
perdurare della situazione di grave omissione che determina
incertezze ai fini della programmazione dell'attività di gestione
dell'ente regionale, di disporre, mediante decreto dell'Assessore
regionale, la ricostituzione, seppure parziale, del consiglio di
amministrazione dell'ente autonomo regionale 'Teatro di
Messina'.». (876)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n 876, a firma
dell'onorevole Buzzanca, concernente la ricostituzione del
Consiglio di Amministrazione dell'Ente Autonomo regionale Teatro di
Messina, si rappresenta che con D.A. n. 166/Gab. Beni Culturali del
16 febbraio 2010 è stato nominato il Consiglio di Amministrazione
dell'Ente Autonomo Regionale "Teatro di Messina", successivamente
integrato con D.A. n. 6/Gab./Tur. del 3 marzo 2010.».
L'Assessore
Antonino Strano