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Resoconto d'Aula della Seduta n. 153 di martedì 16 marzo 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli: D'Asero, Greco e Pogliese
  sono in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per  il Turismo, lo sport e lo spettacolo, le risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

   numero  391  -  Inserimento del porto  di  Palermo  tra  le  rotte
  turistiche della società armatrice  Voyager' di Miami (USA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   numero   756  -  Notizie  sulla  fondazione   Orchestra  Sinfonica
  Siciliana'.
   Firmatario: Campagna Alberto

   numero  876  -  Ricostituzione  del consiglio  di  amministrazione
  dell'ente autonomo regionale  Teatro di Messina'.
   Firmatario: Buzzanca Giuseppe.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

          -   Norme  e interventi per l'attuazione del diritto  allo
  studio  (540)
             di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole
  Caronia in data 15 marzo 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato   alla   competente   Commissione   legislativa   «Attività
  produttive» (III):

   -  Istituzione  dell'elenco delle guide enogastronomiche  e  delle
  risorse  agroalimentari  e dell'elenco dei ristoranti  di  qualità.
  Circuiti gastronomici  (537)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 15 marzo 2010
   Parere IV.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,  premesso  che
  l'Ast  Aeroservizi  s.p.a.,  società di  accesso  con  socio  unico
  dell'Azienda  siciliana trasporti s.p.a., ha fatto  richiesta  alla
  Direzione  aeroportuale ENAC - Palermo della gestione  dei  servizi
  aeroportuali  per  l'assistenza agli  aeromobili  e  ai  passeggeri
  presso l'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo;

   considerato che:

   l'art.  7 della l.r. 6 n. 2009 stabilisce il divieto alle  società
  costituite  o  partecipate dall'Amministrazione  regionale,  nonché
  alle   aziende   regionali  di  procedere   alla   costituzione   o
  partecipazione ad altre società od organismi vari;

   il  comma  2  della  suddetta norma stabilisce,  inoltre,  che  di
  conseguenza gli enti provvedono alla liquidazione delle società  od
  organismi partecipati;

   rilevato che:

   l'articolo  4  dell'oggetto sociale dell'Ast Aeroservizi,  società
  con socio unico dell'Azienda siciliana trasporti, prevede che detta
  società possa svolgere la propria attività esclusivamente in favore
  della  Regione  siciliana  o degli enti pubblici  e  privati  dalla
  stessa controllati o alla stessa collegati;

   in  ragione  di  quanto sopra esposto, rimane del  tutto  preclusa
  all'Ast  Aeroservizi la possibilità che essa operi quale   handler'
  dei   servizi  succitati  in  violazione  della  menzionata   norma
  statutaria  e pertanto che possa legittimamente avviare la  propria
  attività presso lo scalo Falcone e Borsellino di Palermo;

   l'Ast Aeroservizi, nonostante la citata preclusione statutaria, ha
  comunicato alla direzione aeroportuale ENAC di Palermo di avere già
  sottoscritto  un  contratto di 'handling' con la a compagnia  aerea
  Meridiana, già assistita dal consorzio Pae Mas;

   per sapere:

   quali  iniziative  urgenti intenda assumere al fine  di  garantire
  l'applicazione  di quanto previsto all'articolo  7  della  l.r.  n.
  6/2009, che stabilisce anche per l'AST il divieto di procedere alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari, e
  se   non  ritenga  opportuno,  conseguentemente,  intervenire   per
  garantire  le  procedure di liquidazione così come stabilito  dalla
  norma;

   quali  misure intenda porre in essere volte a far rispettare anche
  il dettato statutario dell'AST Aeroservizi, società con socio unico
  dell'Azienda siciliana trasporti, secondo il quale quest'ultima può
  svolgere la propria attività esclusivamente in favore della Regione
  siciliana  o degli enti pubblici e privati dalla stessa controllati
  o alla stessa collegati». (1079)

                                                           CRACOLICI

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   i  confidi siciliani, almeno quelli i cui settori preminenti  sono
  quelli  del  commercio e dell'artigianato, in  questi  ultimi  anni
  stanno  vivendo  una situazione paradossale:  se  da  un  lato  una
  moltitudine di voci (politiche, istituzionali, economiche, ecc.) si
  sono unite in un coro concorde nell'indicarli come unico vero mezzo
  di  sostegno finanziario agevolato per le piccole e medie  imprese,
  capace   di  mitigare  i  presunti  nefasti  effetti  di   Basilea,
  dall'altro una serie sempre più pressante di normative li costringe
  ad assolvere ad adempimenti non propri e spesso inutili;

   considerato che nel clima di costante incertezza in cui i  confidi
  siciliani  sono  stati  costretti a svolgere  il  loro  sempre  più
  confuso ruolo, spicca  per pericolosità' la consumata scadenza  del
  bando  relativo al contributo in conto interessi per  l'anno  2008.
  Tale scadenza é stata anticpata  all'1 marzo rispetto  quella in un
  primo  tempo prevista per il 14 aprile, grazie al fatto che  ancora
  una   volta  l'Assessorato  preposto  ha  disatteso  il  più  volte
  richiesto, concordato e mai applicato tavolo di concertazione con i
  confidi convenzionati, avendo convocato un incontro unilaterale con
  le  sole  banche  dalle quali ha ricevuto assicurazioni  circa  una
  tempestiva e pronta consegna dei tabulati; cosa dimostratasi,  alla
  luce  dei risultati, non veritiera con consegne parziali a  ridosso
  della  scadenza  e,  in  alcuni casi, con  elaborati  tali  da  non
  consentire il caricamento massivo dei dati;

   ritenuto  che ciò comporterà, per migliaia di aziende isolane,  la
  perdita del contributo de quo;

   assunto  che  da  voci  di  corridoio, che  rivestono  dignità  di
  ufficialità   in   quando   diramate  dallo   stesso   Assessorato,
  sembrerebbe   che  l'importo  complessivo  delle   pur   incomplete
  (mancanti  cioè di numerosissime imprese) richieste  di  contributo
  presentate  dai  confidi  sia di gran  lunga  maggiore  alla  somma
  stanziata  in  bilancio per l'anno 2008, che risulta sufficiente  a
  coprire appena il 20 per cento dell'importo necessario;

   a  ciò  si  aggiunge che il contributo in conto interessi relativo
  all'anno  2007,  anche  questo  di competenza  dell'ex  Assessorato
  Bilancio   ora  Assessorato  Economia,  non  abbia  più   copertura
  finanziaria;

   verificato  che i cosiddetti  contributi pregressi',  quelli  cioè
  relativi   agli  anni  2003/2006,  la  cui  competenza  è   dell'ex
  Assessorato  Cooperazione ora Attività produttive,  sono  anch'essi
  stagnanti,  pur godendo di copertura finanziaria, grazie  al  fatto
  che la carenza di personale non consente di istruire le richieste a
  suo  tempo  presentate  dai  confidi, che  dovranno  ritirarle  per
  procedere ad ulteriori analoghe richieste attraverso la piattaforma
  la cui proprietà esclusiva è rivendicata dall'Assessorato Economia,
  che   non  può  (o  non  vuole)  cederla  all'Assessorato  Attività
  produttive  che,  a sua volta dovrà acquistarla sborsando  fior  di
  decine di migliaia di euro;

   ritenuto inoltre che:

   la   costrizione' della raccolta dei più svariati dati imposta  ai
  confidi dall'Assessorato non ha, in molti casi, motivo di essere ed
  ha  comportato  una  triplicazione della  produzione  del  cartaceo
  rendendo,   al  contempo,  elefantiaca  e  dispendiosa   tutta   la
  procedura;

   accertato  che  solo in Sicilia impera la legge del  de  minimis',
  che  impedisce  l'erogazione  ai  confidi  di  contributi  pubblici
  superiori    a    euro   200.000,00,   atti    a    sostenere    la
  patrimonializzazione dei confidi stessi. Nel  resto  d'Italia  tali
  contributi  pubblici  sono concessi senza  alcuna  limitazione  con
  procedure varie;

   osservato che i confidi industriali hanno ricevuto i contributi in
  conto interessi fino all'anno 2006 ;

   per sapere:

   se   intendano  attivare  nella  prossima  sessione  di   bilancio
  politiche  finalizzate alla copertura totale della spesa  derivante
  dalle domande presentate in base alla normativa regionale, che  per
  il  2008  ammonta  a  circa  50 milioni di  euro,  e  nel  contempo
  rivolgere  inoltre  la giusta attenzione del  Governo  regionale  a
  sostegno  del mondo delle piccole e medie imprese, consentendo  non
  solo  il  mantenimento  degli standard occupazionali  ma  anche  il
  rilancio delle attività economiche;

   se  non  ritengano, al fine di non vanificare le legittime  attese
  delle  imprese siciliane, di provvedere alla riapertura dei termini
  per  la  presentazione  delle istanze  per  il  contributo  2008  e
  completare  finalmente,  nel  rispetto  alla  normativa  regionale,
  l'istruttoria   delle  pratiche  relative  agli   anni   precedenti
  prevedendone in finanziaria la conseguente copertura,  al  fine  di
  rispondere  alle  attese degli imprenditori  che  ancora  aspettano
  l'erogazione dei contributi in conto interessi relativi  agli  anni
  dal 2003 al 2007». (1080)

                                                              CORONA

   «All'Assessore per le infrastrutture e le mobilità,  premesso  che
  la  società  INTERBUS  in atto collega attraverso  il  servizio  di
  autolinea  il comune di Floresta (ME) con Messina, attraversando  i
  comuni  di S. Domenica Vittoria, Randazzo, Linguaglossa, Piedimonte
  Etneo, Fiumefreddo e Giardini;

   considerato  che  si apprende che questa società ha  soppresso  la
  corsa  di  sabato delle ore 5.20, che collega anche  il  comune  di
  Randazzo  con  la riviera Jonica ed in particolare con  Giardini  e
  Taormina;

   ritenuto che:

   la  soppressione già attuata, oltre a causare gravissimi disagi ai
  lavoratori  pendolari che svolgono la loro attività nel  Messinese,
  danneggerebbe  le attività economiche dell'intera zona,  in  quanto
  questa  corsa è frequentemente utilizzata dai turisti che  vogliono
  raggiungere da Giardini e Taormina il comune di Randazzo;

   evidenziato  inoltre che la stessa linea collega le  cittadine  di
  cui sopra con l'unico presidio ospedaliero, quello di Taormina;

   per  sapere se intenda convocare la società INTERBUS ed i  sindaci
  delle  cittadine  interessate  al fine  di  assumere  provvedimenti
  finalizzati non solo al mantenimento della corsa ma, se  possibile,
  ad implementarla, per evitare l'isolamento dei comuni montani della
  Valle dell'Alcantara». (1081)

                                                              CORONA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  collegio  dei  revisori dei conti del consorzio  ASI  di  Enna
  risulta decaduto dal 7 gennaio 2009 e non ancora ricostituito dagli
  Assessorati competenti;

   con nota del 13 ottobre 2009 (prot. 40346) l'Assessorato Industria
  ha   comunicato   al  consorzio  ASI  di  Enna  la   determinazione
  dell'importo  del contributo per spese di funzionamento,  esercizio
  finanziario 2009, che veniva quantificata in euro 1.045.642,00;

   con  d.a.  n.  119/Gab  del 19 novembre  2009,  notificato  il  20
  novembre  2009, l'Assessore per l'industria della Regione siciliana
  ha  proceduto  allo  scioglimento  degli  organi  di  gestione  del
  consorzio per l'area di sviluppo industriale di Enna ed alla nomina
  del  geometra Cicero Alfonso, quale commissario, per un periodo non
  superiore a mesi sei,  al fine di provvedere prioritariamente  alla
  predisposizione del bilancio di previsione 2009';

   ritenuto che tale provvedimento di scioglimento appare palesemente
  illegittimo  in quanto avulso da una corretta e serena applicazione
  della  legge  e dei principi di buona amministrazione. Infatti,  se
  pure  tutte  le  sue  premesse  fossero  corrette,  esse  avrebbero
  giustificato l'applicazione del III comma dell'art. 17  della  l.r.
  n.  1 del 4 gennaio 1984, e non certamente del I comma, comportante
  la   gravissima   conseguenza  dello  scioglimento   degli   organi
  amministrativi: infatti, ai sensi del III comma della norma citata,
   l'Assessore regionale per l'industria, in caso di inadempimento da
  parte  degli organi consortili di atti obbligatori per legge o  per
  statuto,  può procedere alla nomina di un commissario ad acta  allo
  scopo  di  provvedere all'immediata adozione dei  provvedimenti  in
  relazione ai quali l'ente si è reso inadempiente';

   considerato che:

   l'intera   vicenda  scaturisce  dalla  mancata  approvazione   del
  bilancio  di  previsione 2009, atto obbligatorio per  legge  e  per
  statuto,  ed è, pertanto, di tutta evidenza che, qualora  vi  fosse
  stato  un inadempimento degli organi con riferimento a detto  atto,
  sarebbe apparsa giustificabile la nomina di un commissario ad acta,
  ma non certo l'operato scioglimento;

   le  premesse  del provvedimento di scioglimento costituiscono  una
  elencazione  dei rilievi mossi nel tempo contro le diverse  ipotesi
  di  formulazione  delle  due  ipotesi  di  redazione  del  bilancio
  preventivo 2009, approvati con deliberazione di consiglio  generale
  - c.g. n. 1 dell'8 aprile 2009 e n. 6 del 24 luglio 2009;

   ambedue tali deliberazioni vennero annullate principalmente perché
  veniva  richiesto  un contributo straordinario  per  consentire  il
  pareggio  di bilancio, motivazione, questa, che veniva ripresa  nel
  decreto  di scioglimento citato. Nello stesso si sostiene, infatti,
  che 'la reiterata richiesta di contributo straordinario non risulta
  supportata  da  nessun onere o impegno straordinario sostenuto  dal
  Consorzio, ma piuttosto da oneri di normale gestione, fra i  quali,
  peraltro, anche quelli non corrisposti al personale ed agli  organi
  nel 2008 ed imputati nel bilancio di previsione 2009'. Detta scelta
  avrebbe  inficiato sia il bilancio consuntivo 2008, sul quale  sono
  stati  computati oneri inferiori a quelli reali, sia in  difformità
  ai  principi  di  universalità e veridicità,  in  quanto  i  valori
  rilevati non rispecchiano la consistenza reale delle operazioni  di
  gestione  effettuate nell'esercizio di riferimento, con conseguente
  sopravvalutazione del risultato dell'esercizio stesso  e  nocumento
  della funzione informativa propria del bilancio consuntivo, sia  il
  preventivo 2009 sul quale risultano imputati gli oneri non rilevati
  in  sede  del  consuntivo 2008 e ciò in contrasto con il  principio
  della competenza finanziaria [...]';

   si  tratta  di  argomenti pretestuosi, in quanto  il  bilancio  di
  previsione dei consorzi ASI della Sicilia è un documento improntato
  al  principio della cassa e della competenza; il mancato  pagamento
  degli  emolumenti  al personale nel mese di dicembre  2008  e  agli
  organi  consortili  da aprile 2008 è stato determinato  in  massima
  parte  dall'ulteriore e immotivato taglio di  circa  130.000  euro,
  operato  dall'Assessorato competente ai trasferimenti per spese  di
  funzionamento 2008, oltre che da un pignoramento presso terzi.  Gli
  stanziamenti del bilancio 2008, inerenti ai capitoli riferiti  agli
  stipendi  del  personale,  oltre che  agli  oneri  previdenziali  e
  assistenziali,  derivano da precisi calcoli esposti  nei  prospetti
  allegati  al  bilancio di previsione 2008. Detti stanziamenti  sono
  ovviamente  reali, perché riportano il totale degli  emolumenti  da
  corrispondere per tredici mensilità al personale in servizio  e  in
  quiescenza per l'anno 2008: è infatti impensabile che, a fronte  di
  un minor contributo assegnato per l'anno 2008, ai fini del pareggio
  di bilancio, l'ente imputasse minori oneri riferiti al personale;

   considerato, pertanto, che le refluenze sul bilancio di previsione
  2009,  per  il  mancato  pagamento degli  emolumenti  del  mese  di
  dicembre  2008, derivano dalla puntuale osservanza della  normativa
  contabile  in  materia  di residui passivi:  infatti,  il  comma  4
  dell'art. 11 della l.r. 8 luglio 1977, n. 47, dispone che è vietata
  la formazione di residui passivi per le spese relative agli organi,
  agli  stipendi e altri assegni fissi al personale, a pensioni e  ad
  assegni  congeneri. Nella sostanza, tutto ciò che rimane da  pagare
  per  mancanza di liquidità, al termine dell'esercizio, nei capitoli
  del  personale  e  degli  organi  consortili,  non  potendo  essere
  impegnato e riportato tra i residui passivi, deve essere oggetto di
  previsione nel bilancio successivo e nei capitoli corrispondenti;

   considerato, inoltre, che:

   il  bilancio  di previsione 2008 e quello consuntivo dello  stesso
  anno,  rispettosi  dei  detti principi,  erano  stati  regolarmente
  approvati;

   il  decreto  citato  è  illegittimo sotto  un  altro  profilo:  in
  violazione  della  normativa citata è stato scelto  un  commissario
  straordinario  privo dei requisiti di legge. In  base  al  I  comma
  dell'art.  17  della  l.r.  n. 1 del 4 gennaio  1984,  infatti,  il
  commissario  straordinario deve essere scelto tra  i  dirigenti  in
  servizio  dell'Amministrazione regionale, mentre  il  geom.  Cicero
  sembra  rivestire la qualifica di funzionario direttivo, e, quindi,
  va  da  sé che non poteva essere nominato; quanto, poi, all'operato
  posto  in essere dal commissario straordinario una volta insediato,
  lo   stesso  appare  improntato  a  tutta  una  serie  di  presunte
  illegittimità  ed  omissioni.  Questi  infatti,  come  primo   atto
  procedeva  con  deliberazione commissariale  n.  1  del  29/12/2009
  all'approvazione del bilancio di previsione 2009. In tale elaborato
  contabile  veniva previsto al cap. 100 delle entrate un  contributo
  per  spese  di funzionamento di cui all'art. 29 lett. B della  l.r.
  1/84   pari   ad   euro   1.772.142,00,  a  fronte   dell'effettiva
  assegnazione, da parte dell'Assessorato Industria, di un contributo
  per spese di funzionamento giusta DRS 1714 del 12/10/2009, pari  ad
  euro  1.045.642,00. Per tale motivazione, oltreché per il fatto  di
  essere  in  contrasto con l'art. 5, comma 10,  del  regolamento  di
  contabilità  (approvato con DPRS n. 729/2006 e s.m.i.) che  obbliga
  al  preventivo  accertamento delle entrate, il  dirigente  generale
  dell'ente   esprimeva  su  tale  atto  un  parere  di   legittimità
  sfavorevole,  osservando contestualmente che l'atto veniva  assunto
  in assenza della relazione del collegio dei revisori dei conti, non
  ancora   nominato.  Il  documento  contabile  non  veniva   inviato
  all'Assessorato  Bilancio dal dirigente responsabile  del  servizio
  ispettivo dell'Assessorato Industria. Ciò in difformità con  quanto
  previsto  dall'art.  32 della l.r. n. 6 del   97  e  s.m.i.  nonché
  dall'art. 52 della l.r. n. 17/2004. L'art. 32 prevede, infatti, che
   i  bilanci di previsione di enti ed aziende regionali, prima della
  approvazione  da parte degli organi di tutela e vigilanza  dovranno
  essere  trasmessi all'Assessorato regionale al Bilancio  e  Finanze
  per  l'acquisizione del competente parere che dovrà essere espresso
  entro  45 giorni dalla data di ricevimento. Trascorso detto termine
  il  parere si intende reso favorevolmente'. L'art. 52 della l.r. n.
  7/2004 conferma l'obbligatorietà dell'invio dei documenti contabili
  all'Assessorato  Bilancio, in caso di parere sfavorevole  reso  dal
  dirigente generale o in assenza del parere dei revisori dei  conti.
  Ambedue tali circostanze ricorrevano in capo al documento contabile
  di che trattasi. Si rileva, in proposito, una evidente disparità di
  trattamento, atteso che sia il bilancio di previsione adottato  dal
  comitato  direttivo dell'ASI di Enna con deliberazione di  C.G.  n.
  1/09  che  quello  adottato dall'ASI di Gela nel mese  di  dicembre
  2009,  venivano  dal servizio ispettivo inviati all'Assessorato  al
  bilancio;

   con  nota  n.  82  del  19/01/2010, il  commissario  straordinario
  rendeva esecutivo il bilancio approvato per decorrenza dei termini,
  ai   sensi  dell'art.  15,  comma  3,  della  l.r.  1/84,   mentre,
  trattandosi di bilancio di previsione, si sarebbe dovuta utilizzare
  la procedura di cui all'art. 15, comma 2, della l.r. 1/84 che, come
  visto,  prevede  l'invio all'Assessorato Bilancio e  l'approvazione
  per decorrenza dei termini decorsi 45 giorni da detto invio;

   nonostante  gli  evidenti  profili  di  illegittimità  che   hanno
  inficiato  l'efficacia di detti atti, il dirigente del  Servizio  7
  ispettivo dell'Assessorato Attività produttive, con nota  n.  171/b
  del 27/1/2010, confermava l'esecutività e legittimità degli stessi;

   tale  circostanza ha comportato una decisa presa di posizione  del
  dirigente   responsabile  dell'ex  servizio  III  del  Dipartimento
  attività produttive, il quale, con una nota riservata personale del
  3/2/2010,  inviata  al  dirigente  generale  dell'Assessorato,   al
  commissario  straordinario del consorzio ASI di Enna,  al  collegio
  dei revisori dei conti  ed al  dirigente del Servizio 7 -  attività
  ispettive, ha contestato l'illegittimità degli atti posti in essere
  ed il concreto rischio di danno patrimoniale;

   nello  specifico, e per estrema sintesi, il dirigente del servizio
  III contesta:

   A)  che,  attraverso  la inusuale procedura di  approvazione   per
  silentium'  del  bilancio di previsione da parte  del  servizio  di
  vigilanza, si sia creato il presupposto giuridico di riconoscimento
  del  diritto  alla  concessione  di  un  contributo  per  spese  di
  funzionamento  ex  art.  29, lett. B), di gran  lunga  superiore  a
  quanto  statuito e quindi condiviso dall'Assessore con il DRS  1714
  del  12/10/2009, ed invero, il commissario straordinario dell'ente,
  con   nota   n.   82  del  19/01/2010,  ha  prontamente   richiesto
  l'erogazione dell'ulteriore tranche di contributo;

   B) che così facendo il commissario straordinario, inopinatamente e
  con l'avvalimento del dirigente del servizio ispettivo, ha allocato
  al cap. 100 delle entrate del bilancio di previsione una posta pari
  ad euro 1.772.142,00, con un incremento di circa il 70% rispetto  a
  quello dell'esercizio 2008, in violazione dell'articolo 4, comma 3,
  del D.P.Reg. 729/2006, circostanza questa precedentemente censurata
  in fase di annullamento della deliberazione n. 6 del 24 luglio 2009
  del  CD  dell'ASI di Enna avente parimenti ad oggetto  approvazione
  del  BP 2010, in quanto anche in quel caso veniva previsto al  cap.
  100 delle entrate un contributo pari a circa 1.700.000,00;

   C) che ciò ha, com'è ovvio, comportato un surrettizio pareggio del
  bilancio  previsionale secondo la strumentale  interpretazione  del
  commissario  straordinario e conseguentemente  l'obbligo  da  parte
  dell'Amministrazione regionale che ha approvato  lo  strumento,  di
  assicurare la provvista finanziaria;

   D)   l'invito  all'organo  di  revisione  contabile  di   valutare
  l'opportunità  di  disporre  azioni  di  natura  accertativa  e  di
  verifica  che  possano mettere nelle condizioni di  pervenire  alla
  diretta  conoscenza  di  fatti dannosi da segnalare  all'inquirente
  contabile e porre in essere azioni cautelari ritenute opportune;

   E) che l'approvazione dell'esercizio provvisorio in dodicesimi sul
  bilancio 2009 potrebbe comportare impegni di spesa illegittimi e di
  fatto nulli;

   atteso che, come si evince dalla prospettazione degli atti e fatti
  citati,  il commissario straordinario del consorzio ASI di Enna  ha
  posto  in  essere,  con il concorso compiacente del  dirigente  del
  servizio  ispettivo, tutta una serie di atti non solo  illegittimi,
  ma  anche  nulli, e ciò in aperto contrasto con gli scopi dati  dal
  decreto  di  nomina  che,  come  visto,  prevedeva  la  prioritaria
  approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio 2009;

   per  sapere,  alla luce delle considerazioni sopra esposte,  quali
  determinazioni si intendano assumere per far luce sugli atti  posti
  in essere nei confronti dell'ASI di Enna e per ridare legittimità a
  tutta l'azione amministrativa». (1078)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            GALVAGNO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso  che il programma operativo FSE della Regione siciliana  è
  stato   l'unico,  tra  gli  oltre  cinquanta  programmi   operativi
  nazionali e regionali, che non è riuscito ad evitare, per la  prima
  annualità 2007, il disimpegno di risorse comunitarie per un importo
  pari  a  55  milioni  di euro (come riferito  dal  Ministero  dello
  sviluppo economico nel rapporto strategico nazionale 2009 trasmesso
  alla  Commissione  europea ai sensi dell'art.  29  del  regolamento
  comunitario n. 1083/2006);

   considerato che:

   per quanto riguarda il PO FESR Sicilia 2007-2013 si è riusciti  ad
  evitare il disimpegno di risorse sulla prima annualità 2007  grazie
  all'effetto  dell'anticipazione nei programmi, che per  regolamento
  la   Commissione   europea  attribuisce  nella  misura   del   7,5%
  dell'importo;

   con   tale   scelta   ci  è  stato  consentito  un   significativo
  abbattimento  dell'importo  di  certificazione  che  per  la  prima
  annualità 2007 era di 356 milioni di euro, superato anche grazie al
  ricorso  ai  fondi comunitari  Jessica' e  Jeremie' ai  quali  sono
  stati attribuiti rispettivamente 140 e 160 milioni di euro;

   considerato ancora che:

   per la seconda annualità 2008, da certificare entro il 31 dicembre
  2010,    non    sarà    più    presente   l'effetto    abbattimento
  dell'anticipazione comunitaria;

   occorre,  pertanto, certificare l'intero ammontare  della  seconda
  annualità del PO FESR pari a oltre 900 milioni di euro;

   ritenuto che:

   per  mantenere  questo  impegno  è  necessaria  una  mobilitazione
  straordinaria   di   tutti  i  dipartimenti   regionali   impegnati
  nell'attuazione del PO FESR, nonostante le difficoltà derivanti dai
  passaggi  di competenze previsti a seguito dell'applicazione  della
  legge regionale n. 19 del 2008;

   le predette considerazioni valgono anche per tutti altri programmi
  comunitari regionali: POFSE 2007-2013, PSR 2007-2013, programma FEP
  di rilievo regionale per la pesca;

   il   disimpegno   automatico  di  ulteriori  risorse   finanziarie
  assegnate alla nostra Regione è assolutamente inammissibile in  una
  fase così difficile per l'economia e l'occupazione in Sicilia;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano state assunte per certificare  tutti  gli
  importi previsti per il 2008 e per evitare il disimpegno automatico
  di ulteriori risorse;

   quali riscontri abbia avuto la richiesta i cui alla delibera della
  Giunta regionale n. 528 del 25 dicembre 2009, con la quale è  stata
  sollecitata  l'erogazione  dell'anticipo  dell'8  per  cento  delle
  risorse  FAS che saranno, purtroppo, trasferite come cassa soltanto
  nel 2012;

   quali iniziative siano state attivate per la creazione di un parco
  progetto in grado di alimentare un adeguato volume di impegni e  di
  pagamenti;

     quali  scelte  siano state effettuate per avere  una  concezione
  unitaria  delle  politiche  di investimento  sul  territorio  della
  Regione e per collegare il programma attuativo regionale dei  fondi
  FAS con i programmi operativi comunitari». (1082)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                          BARBAGALLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   GENNUSO, segretario:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
  di  un socio per la costituzione di una società denominata  Società
  Euromediterranea  per  lo  sviluppo dell'informazione',  avente  ad
  oggetto  lo  svolgimento delle attività informatiche di  competenza
  delle  amministrazioni  regionali,  socio  al  quale  affidare   la
  realizzazione della piattaforma telematica integrata della  Regione
  siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale 3  maggio
  2001, n. 6;

   ai  sensi  della  succitata disciplina, con  bando  approvato  con
  decreto  del  dirigente  generale n. 206  dell'11  marzo  2005,  si
  avviava  la  procedura  selettiva, in forme assimilabili  a  quelle
  dell'appalto-concorso, per l'individuazione del socio di  minoranza
  della società;

   aggiudicatario   della   gara  per  l'individuazione   del   socio
  minoritario risultava l'RTI (raggruppamento temporaneo di  impresa)
  costituito  tra le imprese  AtosOrigin s.p.a.' (oggi Engineering.lt
  s.p.a.) e   Accenture s.p.a.';

   successivamente,  in  data  20  dicembre  2005,  tra  la   Regione
  siciliana  (all'epoca  con  Sicilia  e-Innovazione)  e  la  società
  privata    Sicilia   e-Servizi  Venture  s.c.r.l.',   appositamente
  costituita dall'RTI AtosOrigin s.p.a. (oggi Engineering.lt  s.p.a.)
  e  Accenture  s.p.a., si costituiva la società mista  a  prevalente
  partecipazione pubblica denominata  Sicilia e-Servizi  s.p.a',  con
  capitale intestato, per il 51%, alla  Sicilia e-Innovazione s.p.a.'
  (oggi  Regione siciliana) e, per il restante 49%, al socio  privato
  di minoranza;

   in  attuazione  del citato art. 78 della l.r.  n.  6  del  2001  e
  successive  modifiche  e  integrazioni ed in  conformità  a  quanto
  prestabilito nel suddetto bando pubblico di selezione del socio  di
  minoranza,  la Regione è venuta nella determinazione  di  stipulare
  con  la  società  una  convenzione-quadro  per  la  gestione  delle
  attività   informatiche   di   competenza   delle   amministrazioni
  regionali;

   l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
  obbligava,  in conformità a quanto prestabilito nel suddetto  bando
  pubblico  di  selezione  del  socio di minoranza,  oltre  che  alla
  costituzione  della predetta società mista cui affidare  forniture,
  servizi  e  lavori  per la realizzazione della cosiddetta   Società
  dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario  graduale
  trasferimento  di conoscenze e personale appositamente  formato  ed
  addestrato,  al fine di strutturare e rendere efficace ed  autonoma
  la società Sicilia e- Servizi s.p.a.;

   ritenuto che occorra verificare se risponda al vero che:

   1)  la  società  Sicilia  e-Servizi s.p.a., nonostante  l'avanzato
  stato  di consolidamento delle proprie attività - ed in particolare
  il  fatturato ultimo consolidato 2008, di oltre 40 milioni di euro,
  e  i  contratti acquisiti, da parte dei dipartimenti regionali  nel
  2009, per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi  alla
  programmazione  comunitaria 2007-2013 contrattualizzati  tutti  nel
  mese  di dicembre 2009 - continui ad operare, in dispregio a quanto
  previsto  dal  bando di gara, con assoluta prevalenza di  personale
  'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
  giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei  costi  di
  gestione a carico dell'Amministrazione regionale;

   2)  il  processo di popolamento e ristrutturazione  della  società
  Sicilia  e-Servizi  s.p.a. sia stato bruscamente  interrotto  dagli
  attuali  amministratori della società, generando una condizione  di
  illegittimo e spropositato vantaggio economico per il socio privato
  e  determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione
  di  super  guadagno  e  notevolissimo spreco di  risorse  pubbliche
  rispetto  ai  costi che verrebbero sostenuti con personale  interno
  adeguatamente formato dallo stesso socio privato così come da bando
  di gara;

   3)  in  ragione  di  tale  scenario, l'Amministrazione  regionale,
  mantenendo  tale  stato di cose, abbia determinato una  sostanziale
  quanto   inaccettabile  lievitazione  di  costi  che  non  appaiono
  assolutamente in linea con il mercato attuale;

   4) il socio privato (Engineering s.p.a. ed Accenture s.p.a. per il
  tramite di Sicilia e-Servizi Venture s.c.r.l.) operi il trattamento
  di  dati  sensibili,  personali  e  riservati  tanto  di  tutto  il
  personale  dell'Amministrazione  regionale  (inclusi  Assessori   e
  Presidente)   quanto  della  cittadinanza  siciliana   tutta,   con
  personale   non  legato  da  alcun  patto  di  riservatezza   verso
  l'Amministrazione,  e  che  lo stesso  personale,  legato  in  modo
  subordinato  e  gerarchico al socio privato, venga   rivenduto'  ed
  addebitato a Sicilia e-Servizi s.p.a., e quindi all'Amministrazione
  regionale,  a  tariffe  molto  al  di  sopra  delle  conosciute   e
  paragonabili evidenze attuali di mercato;

   5)  l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
  in  qualità  di  dipendente subordinato della  società  Engineering
  s.p.a.,  operi  (con  ampi  e assoluti  poteri)  in  permanente  ed
  inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli  di
  fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-Servizi
  s.p.a.,  essendo  quest'ultima una società regionale  a  prevalente
  capitale regionale;

   al fine di verificare, alla luce di quanto sopra:

   a)  quali  siano  motivi del mantenimento di  tale  condizione  di
  maggior  favore ed illegittimo guadagno da parte del socio  privato
  cui si consente di operare in pieno conflitto di interessi, per  il
  tramite  dell'amministratore delegato ad esso subordinato, che  sta
  gestendo nel suo privato interesse la società a prevalente capitale
  pubblico Sicilia e-Servizi s.p.a., ritardando artatamente il dovuto
  popolamento  della società come da chiara obbligazione contrattuale
  derivante dalla documentazione di gara e dai documenti contrattuali
  vigenti con l'Amministrazione regionale;

   b)   quale   sia   lo  stato  di  avanzamento  del   processo   di
  strutturazione   della  società  Sicilia  e-Servizi   s.p.a.,   con
  particolare riferimento al fatturato pro-capite per dipendente, ove
  per dipendente si intende solo ed esclusivamente personale iscritto
  a libro matricola della società Sicilia e-Servizi s.p.a.;

   c)  quali  siano  le  tutele  messe in  atto  dall'Amministrazione
  regionale a protezione della privacy dei cittadini siciliani nonché
  del personale dell'Amministrazione regionale nella gestione di dati
  sensibili  -  affidati a Sicilia e-Servizi - avendo  riguardo  alla
  verifica  di tutta la filiera di operatori che trattano tali  dati,
  con  particolare riguardo agli operatori del socio privato che  non
  hanno alcun vincolo di riservatezza nei confronti sia di Sicilia e-
  Servizi s.p.a. che dell'Amministrazione regionale;

   d)  come l'Amministrazione regionale, stante la complessità  della
  filiera  degli  affidamenti diretti operati  da  Sicilia  e-Servizi
  s.p.a.,   stia  provvedendo  al  dovuto  controllo  della  corretta
  provenienza  aziendale  di  tutto  il  personale  coinvolto   nelle
  suddette  attività nonché i loro sottostanti rapporti  contrattuali
  di  lavoro (anche ai fini di una verifica del rispetto delle  leggi
  inerenti  all'interposizione  di mano  d'opera  ed  al  divieto  di
  subappalti non autorizzati);

   e)  se  esista un necessario piano di ottimizzazione  delle  spese
  inerenti  a  tale comparto, anche a mezzo del riacquisto  (previsto
  dall'originario  bando  di  gara) a  valore  nominale  delle  quote
  societarie detenute dal socio di minoranza;

   f)  se  esista un chiaro prospetto riassuntivo inerente allo stato
  delle   forniture,  fino  ad  oggi  consegnate  all'Amministrazione
  regionale  da  Sicilia e-Servizi s.p.a., e della loro accettazione,
  collaudo e corretta funzionalità, completo del valore economico  di
  acquisto  e  dei  pareri di congruità tecnico/economica  rilasciati
  dall'organismo di vigilanza CCSIR;

   g)  quali  siano  le  evidenze  documentali  che  attestino,  come
  richiesto  dal bando di gara, che i sistemi informativi  sviluppati
  dal socio privato siano di esclusiva proprietà dell'Amministrazione
  regionale.  Tali  documenti devono essere  finalizzati  a  tutelare
  pienamente  l'Amministrazione  dalla  rivendita  fraudolenta  della
  suddetta  proprietà regionale da parte del socio privato  in  altri
  contesti nazionali o internazionali;

   h) quali siano i motivi per cui, stante la palese inadempienza del
  socio  privato  in merito alla strutturazione di Sicilia  e-Servizi
  s.p.a.,  l'Amministrazione regionale non si sia ancora  determinata
  ad  escutere la fideiussione di 20 milioni di euro posta  a  tutela
  del rispetto delle obbligazioni in capo al socio privato;

   i)  come  l'Amministrazione regionale possa  consentire  che,  nel
  delicato  periodo precedente il prossimo bando di  gara  necessario
  per  la scelta del nuovo socio privato, sia l'attuale socio privato
  a  gestire  la  sua  stessa fuoriuscita, avendo quest'ultimo  pieni
  poteri nella gestione dell'azienda Sicilia e-Servizi s.p.a.,

        invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  nominare,  a  norma degli articoli 29 e 29 ter del  Regolamento
  interno dell'ARS, una commissione di indagine sulla vicenda». (183)

                              LEONTINI-MANCUSO-FALCONE-CORONA-CAPUTO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  relazione consegnata ai deputati regionali il 18 febbraio 2009
  dal  commissario straordinario dell'Ente Fiera del Mediterraneo  di
  Palermo  nel  corso dell'audizione svoltasi nella  III  Commissione
  legislativa permanente dell'ARS  Attività produttive', proprio  per
  affrontare  la  difficile situazione finanziaria, ha  delineato  un
  quadro decisamente sconfortante;

   l'Ente  Fiera  del Mediterraneo di Palermo si trova  ormai  ad  un
  passo dalla chiusura definitiva e dalla probabile privatizzazione;

   il deficit che riguarda l'Ente supera i 17 milioni di euro, di cui
  3,2  milioni  nei confronti dell'Agenzia delle entrate  e  circa  2
  milioni verso l'INPS, cosa che determina possibili risvolti penali;

   considerato che:

   sono  in corso indagini della magistratura contabile nei confronti
  degli amministratori succedutisi negli ultimi 10 anni;

   i  37  dipendenti non sono impiegati in attività produttive  e  in
  ordine alla loro posizione sono stati avviati numerosi contenziosi;

   il   ricorso  alla  mobilità  è  dì  fatto  impedito  dal  decreto
  legislativo  n.  165  del  2001, che  nega  la  possibilità  per  i
  dipendenti degli enti pubblici economici, come la Fiera, di  essere
  assorbiti da altri enti o amministrazione pubbliche;

   atteso che:

   a  causa dell'inerzia degli organi sociali, ovvero Comune e Camera
  di  commercio,  la  Regione, in qualità di ente  di  vigilanza,  ha
  dovuto affidare la gestione a commissari straordinari;

   non sussistono le condizioni minime di sicurezza e, in mancanza di
  manutenzione, la struttura è al collasso, i rifiuti non vengono più
  ritirati, esistono rilevanti problemi igienico-sanitari e  i  venti
  padiglioni sono al collasso;

   sono  stati  pignorati  mobili,  quadri,  supporti  informatici  e
  perfino le palme con annesso punteruolo rosso;

   molti  beni  sono  in  vendita  giudiziaria,  compresi  quadri  di
  inestimabile  valore sui quali soltanto da poco  la  Sovrintendenza
  pare abbia deciso di esercitare il diritto di prelazione;

   nonostante  l'intervento  della Soprintendenza,  due  dipinti  del
  pittore   Alfonso   Amorelli  sarebbero  stati  svenduti   all'asta
  giudiziaria  per appena 10 mila euro a fronte di un valore  stimato
  di 100 mila euro;

   preso  atto  che  gli assessori regionali succedutisi  nell'ultimo
  anno e mezzo hanno manifestato posizioni tra loro diverse circa  le
  possibili  modalità di recupero e rilancio del polo  fieristico  di
  Palermo,

                   impegna il Governo della Regione

   a riferire in Assemblea circa la posizione che intenda assumere in
  ordine  al  rilancio del polo fieristico di Palermo, garantendo  il
  recupero ed il pieno utilizzo delle strutture esistenti;

   a  disporre,  anche  con fondi della Regione,  il  recupero  e  la
  manutenzione ordinaria e straordinaria dei padiglioni e la messa in
  sicurezza dell'intera area fieristica;

   a  porre  in  essere tutte le iniziative necessarie a salvaguardia
  del posto di lavoro del personale dell'Ente Fiera;

   ad   evitare  che  il  patrimonio  dell'Ente  Fiera  possa  essere
  disperso». (184)

                MUSOTTO-RUGGIRELLO-CALANDUCCI-COLIANNI-ARENA-LENTINI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'Assessore  regionale
  per   le   attività  produttive,  dott.  Marco  Venturi   accendono
  inevitabilmente  una riflessione sul  modus operandi'  del  Governo
  regionale  che,  in ultimo, per bocca di un suo rappresentante,  si
  permette  di  sparare a zero contro la burocrazia  regionale  della
  quale lo stesso Governo costituisce il vertice;

   le  dichiarazioni  rilasciate contro  il  lavoro  della  dirigenza
  regionale   appaiono  sicuramente  mortificanti  e  offensive   nei
  confronti di persone di indiscussa valenza morale e professionale;

   è  compito  della politica e di chi la rappresenta indirizzare  la
  burocrazia e fissare gli obiettivi da raggiungere;

   fin  dal  suo  primo insediamento, il Governo ha già proceduto  al
  cambio  dei  vertici  dell'Amministrazione regionale  per  ben  due
  volte,  e  che  probabilmente va ricercata in questa  strategia  la
  paralisi amministrativa denunciata dall'Assessore Venturi;

   considerato che:

   appare  ben  più grave la posizione di condivisione del Presidente
  della Regione, il quale piuttosto che ricordare che i dirigenti, in
  particolare quelli generali, sono stati nominati dalla sua  Giunta,
  si   allinea  sulle  posizioni  di  denigrazione  della  burocrazia
  regionale,

   è  inverosimile  affidare alla burocrazia  la  responsabilità  del
  ritardo  dello  sviluppo  economico, in  assenza  di  una  politica
  d'indirizzo in tal senso,

                   impegna il Governo della Regione

   a  riferire  all'Assemblea  regionale  siciliana  quali  siano  le
  ragioni   che   inducono  il  Governo,  per   bocca   di   un   suo
  rappresentante, ad inveire contro la burocrazia regionale;

   ad  informare l'Assemblea regionale in merito all'operato medesimo
  dei dirigenti che si oppongono al  buon governo' della Regione,  su
  quali siano i termini di valutazione che il Governo avrebbe sin qui
  adottato   nei   loro   confronti  e   quali   iniziative   intenda
  intraprendere, dopo averli individuati, verso gli stessi». (185)

                                 MAIRA-CORDARO-CASCIO S.-DINA-RAGUSA

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

    Comunicazioni di dimissioni di componente della Commissione per
                                l'esame
      delle questioni  concernenti l'attività dell'Unione europea

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'11 marzo 2010, pervenuta a
  questa Presidenza in pari data e protocollata al numero 2833/AULAPG
  del   15   marzo  successivo,  l'onorevole  Salvatore  Cordaro   ha
  rassegnato  le proprie irrevocabili dimissioni da componente  della
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione europea.
   Alla relativa sostituzione si provvederà  a termini di Regolamento
  interno.
   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cristaudo è in congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito della discussione del disegno di legge «Gestione integrata
                              dei rifiuti
              e bonifica dei siti inquinati» (525-528/A)


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  nn.  525-528/A «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei  siti
  inquinati».
   Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio»,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che la discussione era stata  sospesa
  in sede di esame dell'emendamento 1.11.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario perché prevede spesa.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.12.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  perché  voglio  semplificare la vita  a  tutti  quanti  e,  quindi,
  motivare   qual  è  la  nostra  posizione  in  merito  all'impianto
  complessivo  e alle motivazioni che ci hanno portato  a  presentare
  gli emendamenti abrogativi.
   Voglio fare questa precisazione perché - e mi sono raccordato  già
  con  il  capogruppo del Gruppo Misto, onorevole Caronia  -  abbiamo
  deciso di ritirare gli emendamenti abrogativi, quanto meno per  non
  essere più individuati come la causa di questo male quotidiano  che
  sta ormai soffocando gran parte del nostro territorio.
   A  questo  voglio consegnare una nostra dichiarazione al  fine  di
  motivare quella che è stata la nostra presa di posizione e i nostri
  dubbi  su  alcuni  passaggi, soprattutto in riferimento  ad  alcune
  dichiarazioni che ci attendiamo da parte del Governo, e mi  rivolgo
  in  modo particolare all'assessore Russo. Essendo l'unico presente,
  lei,  assessore  Russo, deve prendersi tutte le responsabilità  del
  caso.  Diversamente  le  perplessità si trasformerebbero  da  parte
  nostra in un legittimo atteggiamento, che è dettato da questi dubbi
  che voglio evidenziarle.
   Noi  intravediamo  in  questa norma, signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il rischio della violazione degli articoli 199 e 200  del
  decreto  legislativo 152/2006  Norme in materia ambientale',  nella
  parte  in  cui  si  prevede  che gli ambiti  territoriali  ottimali
  vengano  delimitati dal piano regionale di gestione dei rifiuti  di
  cui all'articolo 199.
   L'attuale  piano  in  vigore  è quello approvato  con  l'ordinanza
  commissariale   n.  1166  del  18  dicembre  2002,  successivamente
  aggiornato con ordinanza n. 1260 del 30 settembre 2004 che, oltre a
  prevedere una filiera di raccolte e smaltimento dei rifiuti che  si
  conclude con i quattro termovalorizzatori, contiene dei principi in
  totale  contrasto  con quanto ipotizzato dal  presente  disegno  di
  legge.
   E'  appena  il  caso di evidenziare che il piano di  gestione  dei
  rifiuti  è  il  presupposto di qualunque  provvedimento  di  natura
  amministrativa  o legislativa - così impone il decreto  legislativo
  152/2006   -   e   non   viceversa,  per  come  invece   ipotizzato
  dall'articolo 9 del disegno di legge in discussione, che rinvia  ad
  una  fase  successiva l'aggiornamento e/o le modifiche dell'attuale
  piano  regionale di gestione dei rifiuti. Si sta tentando,  con  il
  predetto  disegno di legge, di approvare norme di dettaglio  di  un
  piano di gestione dei rifiuti contenente la strategia operativa che
  a  tutt'oggi  non  esiste, o meglio quello esistente  contiene  una
  strategia  radicalmente  diversa rispetto a  quella  delineata  nel
  disegno di legge in discussione.
   Tutto  ciò,  oltre  ad  essere illogico - prima  si  definisce  la
  strategia, quindi il piano di gestione dei rifiuti, e poi le  norme
  di  dettaglio,  quindi il disegno di legge in discussione  -  è  in
  palese  difformità con quanto previsto dai princìpi  contenuti  nel
  decreto  legislativo n. 152 del 2006, che prevede la  redazione  ed
  approvazione  del  piano regionale di gestione dei  rifiuti  e  poi
  l'emanazione    degli   atti   amministrativi    e/o    legislativi
  consequenziali.
   Noi  notiamo  che c'è anche un rischio di violazione dell'articolo
  195,  lettere m), n) ed o), in relazione al mancato rispetto  delle
  procedure  previste  dall'intesa della Conferenza  Stato-Regioni  e
  contenuta  nelle  linee  guida  per l'individuazione  degli  Ambiti
  territoriali  ottimali per la definizione dei princìpi  delle  gare
  d'appalto e l'individuazione delle forme e dei modi di cooperazione
  fra gli enti locali.
   Notiamo  anche una costante violazione dell'autonomia politica  ed
  organizzativa  degli enti locali, per la mancata  applicazione  del
  comma  7 dell'articolo 200 del decreto legislativo n. 152 del 2006,
  che  presuppone un preventivo diverso piano regionale  di  gestione
  dei   rifiuti   che  tenga  conto  della  particolare  dislocazione
  territoriale dei comuni siciliani, con particolare riferimento alle
  oggettive differenziazioni fra comuni costieri e comuni montani.
   L'applicazione  del  predetto comma  consentirebbe  da  parte  dei
  comuni  di  effettuare direttamente lo spazzamento  e  la  raccolta
  urbana  dei  rifiuti in maniera realmente efficiente,  efficace  ed
  economica,  e  quindi  ad  avere ambiti territoriali  completamente
  diversi.
   C'è    il    rischio   fondato   di   un'irreparabile   violazione
  dell'autonomia  finanziaria  dei  Comuni  in  relazione  a   quanto
  previsto dall'articolo 18 del disegno di legge in discussione,  che
  porterà  al  dissesto finanziario oltre il 50 per cento dei  Comuni
  siciliani, aggravando ulteriormente la situazione emergenziale  che
  si è determinata.
   Rispetto  a  queste  motivazioni, signor Presidente,  ritiriamo  i
  nostri  emendamenti  abrogativi proprio perché  vogliamo  agevolare
  l'approvazione  della  legge,  e  non  comunque  di  questa  legge.
  Attendiamo quindi dal Governo una dichiarazione per quanto riguarda
  la  copertura finanziaria - questa è una cosa che abbiamo posto con
  forza  e  la  ribadiamo  in quest'Aula - e  non  accettiamo  questo
  giudizio  politico  sui Comuni e non accettiamo  assolutamente  che
  venga  approvata questa norma prevista all'articolo 18. Ecco perchè
  desideriamo  che il Governo si assuma le proprie responsabilità  in
  relazione   all'imminente  finanziaria  che  sarà   presentata   in
  quest'Aula.
   Per  quanto  riguarda, invece, e concludo, la ridefinizione  degli
  Ambiti  territoriali  ottimali,  credo  sia  necessario  che  venga
  applicata  la  procedura  prevista  dal  Testo  unico  in   materia
  ambientale  e, soprattutto, che ci sia la possibilità di ridefinire
  gli  Ambiti territoriali ottimali tenendo conto di quella che è  la
  reale situazione territoriale dei Comuni siciliani, con particolare
  riferimento, mi permetto di dire, alla provincia di Messina.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, assessore Russo, onorevoli  colleghi,
  io  ho ascoltato l'intervento dell'onorevole De Luca e credo che lo
  stesso  debba  essere  accolto  di  buon  grado  sulla  scorta  del
  ragionamento di ritirare gli emendamenti soppressivi, perché questo
  potrebbe creare problemi affinché tale norma possa proseguire.
   Abbiamo  detto  la volta scorsa che vi è una esigenza  fondata  di
  accelerare  i lavori, esigenza che si basava anche sull'ipotesi  di
  un  raccordo tra le forze politiche presenti in quest'Aula,  e  per
  tale motivo ci siamo aggiornati ad oggi.
   Però,  signor Presidente, parlando con qualche collega, non  mi  è
  sembrato  che  sia stato fatto un passo in avanti;  anzi,  quasi  a
  volere  dare uno schiaffo morale all'onorevole De Luca, sono  stati
  presentati  ben 69 nuovi subemendamenti, che si vanno ad aggiungere
  a  tutti gli altri, intervenendo puntualmente e dettagliatamente su
  ogni articolo e su ogni emendamento presentato ai vari articoli.
   Ma  la cosa che più colpisce - e lo dico politicamente - è che  su
  69  subemendamenti, la maggior parte vengono presentati dal Partito
  Democratico  da  cui, da questo scranno, la volta  scorsa  venivano
  lanciati strali su coloro che sembravano non volere fare la  legge,
  venivano  indicati  colleghi parlamentari come colpevoli  di  voler
  frenare l'iter legislativo di questa legge.
   Ora,  delle due, l'una  O non ho saputo leggere gli emendamenti  e
  la  firma  posta  in calce agli stessi, travisando completamente  i
  cognomi  di  tutti  i  parlamentari firmatari  dei  subemendamenti,
  oppure, in effetti, una contraddizione in termini esiste.
   Noi  chiediamo,  quindi, all'Aula, ma soprattutto alle  forze  che
  attualmente  governano questa Regione, alle forze  di  maggioranza,
  qual è l'idea sul disegno di legge.
   A  me  fa  piacere  quando  un Gruppo,  sebbene  Misto,  onorevole
  Caronia, dimostri la disponibilità ad andare avanti; ma, dall'altro
  lato,  prendiamo  atto con molto rammarico, con  molto  dispiacere,
  dell'ambiguità di chi, a parole, dice di rafforzare  il  presidente
  Lombardo   sul  processo  riformatore  e,  invece,  in  quest'Aula,
  presenta  decine e decine di subemendamenti che hanno il sapore  di
  non aiutare, ma di frenare.
   Allora,  forse, prima di iniziare, signor Presidente, bisognerebbe
  chiarire alcuni punti, ferma restando la disponibilità da parte del
  Gruppo  parlamentare  PDL  di continuare  con  i  lavori,  che  non
  iniziano certo nel migliore dei modi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  1.12   è   stato
  ritirato dall'onorevole De Luca. Si passa all'emendamento 1.5,  sul
  quale la Commissione e il Governo esprimono parere contrario.

   ARENA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Faraone, De Benedictis
  e altri.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, su questo emendamento devo fare una
  riflessione,  che  peraltro mi è stata annotata  dagli  Uffici,  in
  quanto lo stesso propone l'assimilazione delle isole ecologiche  ai
  centri  di raccolta, che è già sancita, con la conseguenza, quindi,
  che non deve intendersi subordinata al regime autorizzatorio di cui
  all'articolo 208.
   La  collocazione di questa previsione, nel contesto in  cui  viene
  proposta,   appare  impropria  perché  sembrerebbe  riferire   tale
  assimilazione  alla potestà regionale, mentre la  questione  è  già
  stata normata in tal senso dal decreto del Ministero dell'ambiente,
  emanato in attuazione del 183, lettera c).

   PRESIDENTE.  Onorevole  Faraone, alla  luce  dei  chiarimenti  del
  Presidente della Commissione, onorevole Mancuso, sulla scorta degli
  approfondimenti  fatti dagli Uffici, la invito a  ritirare  il  suo
  emendamento.
   Siccome  è materia di competenza esclusiva dello Stato, correremmo
  il rischio, nel ribadirlo, di arrivare all'impugnativa da parte del
  Commissario   dello  Stato.  L'Assessore  aveva   espresso   parere
  favorevole sull'emendamento, perché tutti ci troviamo d'accordo  su
  questo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Signor Presidente, anche a me sono pervenuti,  in
  questo istante, i chiarimenti forniti dagli Uffici che, da un lato,
  evidenziano  il rischio rappresentato dal Presidente e, dall'altro,
  rendono tautologico e ripetitivo l'emendamento.

   FARAONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.14 della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole, nella misura in cui amplia.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1 della Commissione.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo, quindi in votazione l'articolo 1, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                       Competenze della Regione

   1.  Alla  Regione  compete quanto previsto dall'articolo  196  del
  decreto legislativo 152/2006 ed in particolare:

   a)  la  promozione  della  gestione integrata  dei  rifiuti,  come
  complesso  delle attività volte a ridurre la quantità  dei  rifiuti
  prodotti,  nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la  raccolta
  differenziata, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti;

   b) l'approvazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali,
  del piano regionale di gestione dei rifiuti;

   c)  la  verifica di conformità al piano regionale di gestione  dei
  rifiuti dei Piani d'ambito di cui all'articolo 10;

   d)  il rilascio dell'autorizzazione unica per i nuovi impianti  di
  smaltimento   e   di   recupero  dei   rifiuti   sanitari,   nonché
  l'autorizzazione  alle modifiche degli impianti esistenti,  secondo
  le  disposizioni  statali e comunitarie  e  sulla  base  di  quanto
  stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;

   e)  la  predisposizione,  sentita la Conferenza  Regione-Autonomie
  locali,  dello  schema  degli  atti previsti  per  la  costituzione
  dell'Autorità d'Ambito;

   f)  la  determinazione,  sentita la  Conferenza  Regione-Autonomie
  locali,  dei  criteri  per  la  determinazione  di  idonee   misure
  compensative in favore:

   1)   dei   soggetti  proprietari  degli  impianti   di   recupero,
  trattamento   e   smaltimento   da   conferire   in   disponibilità
  all'Autorità  d'Ambito, rapportandole agli investimenti  effettuati
  per  la  realizzazione  degli  impianti  medesimi  ed  ai  relativi
  ammortamenti, nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;

   2)  dei  comuni  interessati dall'impatto  ambientale  determinato
  dalla  localizzazione  degli impianti di  recupero,  trattamento  e
  smaltimento;

   g)  le  funzioni  di approvazione dei progetti e di autorizzazione
  all'esercizio  delle attività relative ad impianti  di  recupero  e
  smaltimento rifiuti, previste dagli articoli 208, 209,  210  e  211
  del decreto legislativo 152/2006;

   h)  la  definizione degli standard minimi da inserire nel bando  e
  nel  capitolato  e l'adozione di uno schema tipo di  contratto  del
  servizio integrato di gestione dei rifiuti;

   i)  l'elaborazione, l'approvazione e l'aggiornamento dei piani per
  la bonifica di aree inquinate;

   j)  la  determinazione degli interventi finanziari  necessari  per
  l'attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti;

   k) la determinazione degli interventi a favore della realizzazione
  di impianti di ricerca e di sperimentazione di cui all'articolo 211
  del decreto legislativo 152/2006;

   l)  le  funzioni  di monitoraggio, programmazione e  controllo  in
  ausilio all'Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui all'articolo
  206 bis del decreto legislativo n. 152/2006;

   m)  l'adozione, nei casi previsti, degli interventi  di  controllo
  sostitutivo;

   n)  l'autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato,  rifiuti
  urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale  di
  produzione degli stessi;

   o) le disposizioni tecniche e le prescrizioni per l'organizzazione
  della gestione dei rifiuti speciali;

   p)  l'attivazione  della raccolta differenziata  dei  rifiuti  non
  pericolosi,  ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente  della
  Repubblica 15 luglio 2003, n. 254.

   2.  L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi  di  pubblica
  utilità definisce con proprio decreto:

   a) le forme di concertazione e di consultazione, anche mediante la
  costituzione  di  un tavolo tecnico istituzionale,  allo  scopo  di
  garantire  la  massima  diffusione e concertazione  non  vincolante
  sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti;

   b)  l'approvazione  delle  linee  guida  in  materia  di  gestione
  integrata  dei  rifiuti  necessarie all'attuazione  della  presente
  legge.

   3.  Fatta  salva  ogni diversa previsione espressa,  l'Assessorato
  regionale dell'energia ed i servizi di pubblica utilità adotta  con
  decreto  del  dirigente generale tutti i provvedimenti  applicativi
  inerenti  alle attribuzioni affidate all'Amministrazione  regionale
  in  forza  della presente legge. In particolare, sono definiti  con
  decreto del dirigente generale:

   a) gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei
  rifiuti  urbani, ai sensi dell'articolo 238 del decreto legislativo
  152/2006, rilasciando parere preventivo alle Autorità d'ambito  che
  ne facciano richiesta. Nel caso in cui un'Autorità d'ambito approvi
  una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la
  Regione  attiva  d'ufficio la verifica dei costi  di  gestione  dei
  rifiuti  dell'autorità  d'ambito e della  loro  congruenza  con  la
  tariffa determinata;

   b) gli standard minimi e massimi della tariffa per lo smaltimento,
  il  trattamento  ed il recupero dei rifiuti urbani  ed  assimilati,
  nonché  delle misure compensative sulla base dei criteri di cui  al
  comma  1,  lettera f), rilasciando parere preventivo alle  Autorità
  d'ambito  che  ne  facciano richiesta. Nel caso in cui  un'Autorità
  d'ambito  approvi  una  tariffa al di fuori  dei  limiti  minimi  e
  massimi  individuati, la Regione attiva d'ufficio la  verifica  dei
  costi   dell'impianto  e  della  loro  congruenza  con  la  tariffa
  determinata;

   c)  gli  standard  minimi e massimi dei servizi  di  gestione  dei
  rifiuti urbani, predisponendo altresì bando, capitolato e contratto
  di  servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure  di
  evidenza pubblica per l'affidamento dei servizi, nonché la  stipula
  dei relativi contratti d'appalto».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione:

   - emendamento 2.1:

   «Al   comma  1,   lettera f),  sostituire i punti  1  e  2  con  i
   seguenti:
    1)  prevedere  i criteri per riconoscere in favore  dei  soggetti
   gestori  o  proprietari degli impianti di recupero, trattamento  e
   smaltimento  da  conferire o in alternativa da utilizzare  per  il
   tramite  della  Autorità d'Ambito, da parte  dell'affidatario  del
   servizio  relativo al ciclo integrato dei rifiuti  misure  per  il
   conferimento o l'utilizzo a ristoro degli investimenti effettuati,
   al  netto  di  eventuali contributi pubblici, per la realizzazione
   degli  impianti esistenti tenuto conto dei relativi  ammortamenti,
   nonché  dei  costi di gestione nelle varie fasi  ivi  compreso  la
   dismissione degli stessi;
   2)  prevedere  i  criteri per riconoscere  in  favore  dei  comuni
   interessati  dalla  presenza  degli  impianti  di  trattamento   e
   smaltimento  misure di ristoro che ai fini della loro applicazione
   in   tariffa   devono   essere  approvati  previa   determinazione
   dell'Autorità  d'Ambito  essendo  i  ristori  da  includere  nella
   tariffa »;

   - emendamento 2.2:

   «Al  comma  1,  lettera  j)  dopo le parole   piano  regionale  di
   gestione  dei rifiuti  aggiungere  che dovranno essere  utilizzati
   solo per ridurre la tariffa sostenuta dai cittadini »;

   - emendamento 2.3:
   «Al  comma  3 dopo le parole  pubblica utilità  aggiungere   ferme
  restando le competenze di cui all'articolo 91 della legge regionale
  n. 6/2001 »;

   - emendamento 2.4:
   «Al  comma 3, lettera a) sostituire le parole  gli standard minimi
  e  massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani  con  i
  criteri  e  standard minimi per la definizione  della  tariffa  per
  assicurare  il  complesso della gestione del  ciclo  integrato  dei
  rifiuti »;

   - emendamento 2.5:
   «Al  comma 3, lettera b) sostituire le parole  gli standard minimi
  e massimi  con  i criteri e standard minimi e massimi »;

   - emendamento 2.6:
   «Al  comma 3, lettera c) sostituire le parole  gli standard minimi
  e massimi  con  i criteri e standard minimi e massimi »;

   - emendamento 2.33:
  «Al comma 1 sostituire il primo alinea con le seguenti parole  Nel
  rispetto  delle  linee  guida  e  dei  criteri  generali  di   cui
  all'articolo  195  del  decreto legislativo  152/2006  la  Regione
  esercita  le  competenze  di  cui all'articolo  196  del  medesimo
  decreto legislativo anche provvedendo alla'»;

   - subemendamento 2.2.1:
   «All'emendamento 2.2 le parole  utilizzate solo  per  ridurre  la'
  sono   sostituite  dalle  seguenti:   finalizzate  alla   riduzione
  della'»;

   - subemendamento 2.32.1 all'emendamento 2.32 (IV parte):
   «Dopo  le  parole   in  particolare' aggiungere  le  parole   sono
  indicati';

   - dal Governo:

   - emendamento 2.32 (I parte):

   «Al  comma  1,  lettera  e)  sostituire le  parole   dell'Autorità
  d'ambito  con  società di regolamentazione del servizio di raccolta
  rifiuti, di cui al successivo articolo 6 »;

   - emendamento 2.32 (II parte):
   «Al   comma   1,  lettera  f),  punto  1)  sostituire  le   parole
   all'Autorità d'ambito  con  S.R.R. »;

   - emendamento 2.32 (III parte):
   «Al  comma 1, lettera n), dopo le parole  degli stessi  aggiungere
  Sper  le ipotesi previste dall'articolo 191 del decreto legislativo
  n. 152/2006 »;

   - emendamento 2.32 (IV parte):
   «Al  comma 3, sostituire le parole  in particolare, sono definiti,
  con decreto del dirigente generale con  in particolare, con decreto
  del dirigente generale »;

   - emendamento 2.32 (V parte):
   «Al comma 3,sostituire  la lettera a) con la seguente:
    a)  sono  rilevati  i  livelli impositivi applicati  nei  singoli
  ambiti territoriali ottimali, al fine di accertare e valutare,  per
  ogni  ambito, la congruenza fra l'imposizione tributaria  applicata
  ed i costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti »;

   - emendamento 2.32 (VI parte):
   «Al comma 3, sostituire la lettera b) con la seguente:
    b)  sono  rilevati  i  livelli applicati  della  tariffa  per  lo
  smaltimento,  il  trattamento  ed il recupero  dei  rifiuti  solidi
  urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative, sulla  base
  dei criteri di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f), al fine  di
  accertare  la  congruenza fra i costi dell'impianto  e  la  tariffa
  determinata »;

   - emendamento 2.32 (VII parte):
   «Al  comma 3, lettera c) prima delle parole  gli standard  minimi
  aggiungere  sono definiti »;

   - dagli onorevoli Caronia, Ruggirello, De Luca:

   - emendamento 2.23:
   Sopprimere l'articolo 2;

   - emendamento 2.24:
   Sopprimere il comma 1;

   - emendamento 2.30:
   Sopprimere il comma 2;

   - emendamento 2.31:
   Sopprimere il comma 3;

   - dagli onorevoli Corona, Bosco, Limoli, Torregrossa:

   - emendamento 2.25:
   «Al comma 1, lettera a) dopo le parole  ad ottimizzare  aggiungere
   la separazione secco umido »;

   - emendamento 2.27:
   «Al  comma  1,  lettera d), dopo la parola  unica  aggiungere   da
  definire  entro  60 giorni, trascorsi i quali scatta  il  silenzio-
  assenso »;

   - emendamento 2.29:
   «Al  comma  1,  lettera  k) dopo le parole  a  favore   aggiungere
   delle nuove tecnologie e »;

   - dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto, Apprendi:

   - emendamento 2.12:
   «Al comma 1, aggiungere la seguente lettera:
    q) l'attivazione dei centri di raccolta nazionali;  »;

   - emendamento 2.13:
   «Sopprimere le lettere a) e b) del comma 3»;

   - emendamento 2.17:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    1. L'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
  utilità  vigila:  sulle  modalità di  affidamento  dei  servizi  di
  raccolta,  smaltimento e conferimento dei rifiuti;  sulla  gestione
  delle   discariche,  centri  di  compostaggio;  sull'efficienza   e
  funzionalità dei centri di raccolta dei consorzi nazionali  per  il
  riciclaggio delle diverse tipologie di rifiuti, inoltre verifica  e
  approva   il  piano  finanziario  preventivo  per  la  raccolta   e
  smaltimento dei RSU di cui dovranno dotarsi entro e non oltre il 31
  gennaio  i  ogni anno tutti i comuni. Piano finanziario  preventivo
  annuale  che  sarà adattato dall'organo esecutivo su  proposta  del
  responsabile del servizio ambientale e del servizio finanziario. Il
  piano  dovrà  indicare  i costi finanziari preventivi  dei  servizi
  forme  e  modalità per la raccolta differenziata e  gli  interventi
  finalizzati  al contenimento e alla riduzione della TARSU  o  della
  TIA.
   2. La previsione dell'entrata della TARSU e della TIA deve coprire
  il  100  per cento dei costi previsti dal piano finanziario con  la
  procedura  prevista dall'art. 193 del TUEL, approvato  con  decreto
  legislativo n. 267/2000, entro il 30 settembre l'organo  consiliare
  provvede  a verificare lo stato di attuazione del piano finanziario
  per  la  raccolta  e smaltimento dei R.S.U. e nel caso  di  aumento
  ulteriore  dei costi provvede a variare in aumento la  TARSU  o  la
  TIA. .»

   - dagli onorevoli Arena, Romano, Musotto:

   - emendamento 2.19:
   «Al comma 1, lettera g) sostituire le parole  le funzioni  con  le
   competenze »;

   - emendamento 2.18:
   «Al comma 1, lettera g), cassare il richiamo all'articolo 209»;

   - emendamento 2.21:
   «Al comma 2, lettera b) dopo la parola  discarica  aggiungere  ivi
   comprese  le  misure applicative del tributo del  conferimento  in
   discarica di cui alla legge n. 549 del 1995 »;

   - emendamento 2.22:
   «Al comma 2 aggiungere la seguente lettera:
    c)  la  ricognizione e l'aggiornamento delle imprese che  operano
  nei  settori  del  recupero dei rifiuti, anche se operanti  con  il
  regime   di   cui  agli  articoli  214  e  seguenti   del   decreto
  legislativo152/2006   ed  ogni  opportuna   valutazione   correlata
  all'offerta  dei  servizi industriali offerti per il  recupero  dei
  rifiuti urbani, assimilati e speciali in funzione dei costi  e  del
  principio  di prossimità  ai luoghi di produzione dei quali  tenere
  conto  anche  per  la  redazione  e  gli  aggiornamenti  dei  Piani
  regionali di cui all'art. 9. »;

   - dagli onorevoli Laccoto, Picciolo, Gucciardi, Vitrano:

   - emendamento 2.15:
   «Al comma 1, cassare la lettera b)»;

   - emendamento 2.16:
   «Al  comma  3, lettera c), dopo le parole  contratto  di  servizio
   tipo   aggiungere   in conformità a quanto previsto  dall'articolo
   203 del decreto legislativo n. 152/2006 »;

   - dagli onorevoli Caputo, Falcone, Vinciullo, Pogliese

   - emendamento 2.7:
   «Al  comma  1, lettera b) sostituire la parola  approvazione   con
    adozione »;

   - dagli onorevoli Oddo, De Benedictis, Raia, Marinello:

   - emendamento 2.8:
   «Sostituire la lettera f), punto 1),  con la seguente:
    f)   dei   soggetti  proprietari  degli  impianti  di   recupero,
   trattamento e smaltimento operanti alla data del 31 dicembre  2009
   nel  territorio  dell'ATO  che saranno  automaticamente  conferiti
   nella  disponibilità  totale  o parziale  dell'Autorità  d'ambito,
   rapportandole all'uso storico dell'impianto ossia alla quantità di
   rifiuti prodotti nel territorio dell'ATO e conferiti nell'impianto
   medesimo, agli investimenti effettuati per la realizzazione  degli
   impianti  stessi ed ai relativi ammortamenti, nonché ai  costi  di
   gestione in fase post operativa .»;

   - dagli onorevoli Di Benedetto, Panarello, Digiacomo, Termine:

   - emendamento 2.10:
   «Al  comma  1,  lettera f), punto 2), dopo le parole   dei  comuni
  interessati    aggiungere   ivi  compresi  quelli  limitrofi   alle
  discariche o la cui area urbana è interessata al transito di  mezzi
  adibiti al trasporto dei rifiuti, »;

   - dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia e Faraone:

   - emendamento 2.11:
   «Al  comma  1, lettera f), punto 2, aggiungere le seguenti  parole
   con  riferimento  sia  al  comune nel cui  territorio  insiste  la
  struttura,  nonché ai comuni vicini, i cui centri  abitati  distino
  dall'impianto meno di quanto disti il centro abitato del comune  in
  cui l'impianto ricade »;

   - dagli onorevoli Rinaldi, Ammatuna, Galvagno, Gucciardi, Vitrano:

   - emendamento 2.28:
   «Al  comma   1,  lettera  h)  dopo le  parole   da  inserire  nel
  aggiungere  eventuale »;

   - emendamento 2.26:
   «Al  comma 3, lettera c) dopo le parole  di evidenza pubblica per
  aggiungere    l'eventuale    e   sostituire    l'affidamento    con
   affidamento »;

   - dagli onorevoli Musotto e Arena:

   - emendamento 2.14:
   «Al comma 2, lettera a) dopo la parola  consultazione  cassare  la
  parola   anche   e  dopo  le parole  tavolo tecnico  istituzionale
  aggiungere  le  parole   di cui fanno parte rappresentati  indicati
  dall'ANCI SICILIA e dall'URPS »;

   - dagli onorevoli Cracolici, Raia, De Benedictis, Apprendi:

   - subemendamento 2.8.1 di riscrittura dell'emendamento 2.8:
   « 1)   dei   soggetti  proprietari  degli  impianti  di  recupero,
   trattamento  e  smaltimento, operanti alla data  del  31  dicembre
   2009,  da  conferire in disponibilità totale o parziale alle  SRR,
   rapportandole  all'uso storico dell'impianto ossia  alla  quantità
   dei   rifiuti  prodotti,  agli  investimenti  effettuati  per   la
   realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi  ammortamenti
   nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;'.»

   Si passa all'emendamento 2.33 della Commissione.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei precisare soltanto  che  si
  tratta  del  solito emendamento relativo alle competenze regionali,
  provinciali  e  comunali, necessario per armonizzare  il  testo  al
  decreto legislativo n. 152/2006.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 2.23 e 2.24 sono stati ritirati dall'onorevole De
  Luca.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CARONIA. Signor Presidente, non è così. Chiedo di parlare per un
  chiarimento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caronia, la Presidenza  aveva  capito  che
  l'onorevole   De   Luca  aveva  ritirato  tutti   gli   emendamenti
  soppressivi presentati al disegno di legge in discussione.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  semplicemente   che   il  ritiro  degli  emendamenti   soppressivi,
  annunciato  poco  fa dall'onorevole De Luca, si  riferiva  soltanto
  agli emendamenti presentati all'articolo 1.
   Ad  ogni modo, l'intendimento del Gruppo Misto, che rappresento in
  qualità  di  Capogruppo, così come concordato anche con l'onorevole
  De Luca, è quello di ritirare tutti gli emendamenti soppressivi che
  sono  stati presentati a tutti gli articoli e a tutti i  commi  del
  disegno di legge, in relazione, però, a quella che sarà la risposta
  del  Governo,  che noi attendiamo, sull'articolo  18,   quello  che
  prevede  l'applicazione dell'articolo 61 della finanziaria.  A  tal
  proposito,  vorrei  ricordare a me stessa e ai  colleghi  che  tale
  articolo prevede, entro 10 giorni dall'entrata in vigore di  quella
  legge  -  ma  che viene trasposta a questo disegno di legge  -,  la
  nomina   dei  commissari  che  devono  individuare  e  attuare   le
  operazioni  necessarie  per monetizzare  i  crediti  legittimamente
  vantati dai singoli Ambiti territoriali ottimali, i quali ormai non
  esistono  più  alla  data del 31 dicembre 2008 e  che,  con  questa
  legge, vengono trasposti al 31 dicembre 2009.
   In   riferimento   a   questo  punto  vorrei  sollecitarne   anche
  l'importanza, già sottolineata dall'onorevole De Luca, affinché  il
  Governo ci possa chiarire in che misura e in che modo intende  dare
  copertura  finanziaria a questa legge; argomento che  non  è  certo
  residuale  ma  credo  sia  fondamentale,  perché  questo   contesto
  normativo,  questa cornice legislativa - che in qualche modo  opera
  un  riordino  e una rivisitazione del sistema della gestione  degli
  ATO,  che  ormai  esistono  in termini diciamo  territoriali,  come
  delimitazione territoriale - credo vada sicuramente  calata  in  un
  contesto   di   copertura   finanziaria.   Se   così   non   fosse,
  l'applicazione  della  norma transitoria  di  questa  legge,  ossia
  l'articolo  18,  farebbe  immediatamente applicare  quanto  dettato
  dall'articolo  61 della legge finanziaria: ossia si  verificherebbe
  un immediato commissariamento, seppure ad acta, di tutti i comuni i
  quali,   al   di  là  della  ricognizione  del  debito,  dovrebbero
  provvedere a saldare il debito contratto. Quindi, siccome si tratta
  di  un'operazione che ammonta a circa un miliardo di  euro,  e  noi
  sappiamo  bene le condizioni nelle quali versano gli  enti  locali,
  non  si  tratta  di  un  elemento  residuale,  ma  di  un  elemento
  fondamentale per fare sì che questa sia una legge utile, reale,  di
  riordino, e che non sia una  legge manifesto .
   Siccome,  a  mio  avviso,  di   leggi manifesto   non  ne  abbiamo
  bisogno, credo che sia necessario provvedere in termini urgenti  ad
  un  riordino  che possa dare, sì, le responsabilità,  ma  anche  la
  possibilità  di gestire un servizio così delicato come è,  appunto,
  quello  della gestione dei rifiuti e sarebbe opportuno che i comuni
  fossero messi nelle condizioni di operare con una certezza,  che  è
  quella   di  non  vedere  un  dissesto  finanziario  nell'arco   di
  pochissimo  tempo.  E,  qualora  il  Governo  fosse  determinato  e
  sensibile  a questa nostra indicazione - che credo sia un'emergenza
  di  cui si è dibattuto a lungo - sarebbe anche necessario prevedere
  un  emendamento che introduca una moratoria - lo ha accennato anche
  l'assessore Russo in Commissione - che allunghi quanto meno  ad  un
  anno  il  termine  entro il quale i commissari  debbano  insediarsi
  all'interno dei comuni.
   Questo  perché,  anche la predisposizione di un  provvedimento  da
  parte  del  Governo,  dando  copertura  finanziaria  attraverso  la
  finanziaria,   farà   sì  che  i  commissari   possano   insediarsi
  immediatamente.

   E'  necessario dare un termine più ampio affinché i commissari  si
  insedino, proprio perché sia data ai comuni la possibilità  di  non
  subire  un  dissesto finanziario sicuro, qualora questa  legge  non
  avesse copertura finanziaria.
   Per  quanto  mi  riguarda, ribadisco la disponibilità  del  Gruppo
  Misto a ritirare tutti gli emendamenti soppressivi presentati,  nel
  caso in cui il Governo ci dia delle certezze in tal senso.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Donegani e Speziale sono in
  congedo per la corrente settimana.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 525-
                                 528/A

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'assessore  Russo,  invito
  l'onorevole  Caronia,  considerato che è già  stato  modificato  il
  comma 1 dell'articolo 2 con l'approvazione dell'emendamento 2.33, a
  ritirare gli emendamenti 2.23 e 2.24.

   CARONIA. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  2.25.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Russo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  pare
  che  siano  state sollevate tre questioni: la prima è quella  della
  moratoria,  la  seconda è quella della copertura finanziaria  e  la
  terza  é  quella - accennata dall'onorevole De Luca, nel corso  del
  suo  intervento  -  relativa ai rapporti fra il  disegno  di  legge
  regionale,  il  numero degli ATO e la possibilità  di  una  diversa
  articolazione degli stessi.
   Procedo  con  ordine.  Sono  particolarmente  grato  all'onorevole
  Caronia per avere portato la discussione sull'articolo 18,  il  che
  mi fa ritenere che quelli precedenti siano già approvati
   Per quanto riguarda la moratoria dell'insediamento dei commissari,
  mi   permetto  sommessamente  di  sconsigliarla  vivamente   perché
  l'articolo  61  della legge 6 del 2009 prevede  la  quantificazione
  della massa attiva e passiva, collegandola ad operazioni di finanza
  assistita  fatte  dalla  Regione siciliana  per  aiutare  i  comuni
  rispetto alla situazione di esposizione debitoria esistente. Quindi
  non tutto l'articolo 61 dà problemi ai Comuni, anzi per una parte è
  un elemento che li aiuta.
   A  voi  come  Parlamento, io, come Governo, non posso proporvi  la
  moratoria dei termini di approvazione del bilancio di una  società,
  che  è  disciplinata dal codice civile, cosa che avevo già detto  e
  che ribadisco. Vediamo, invece, cosa si può fare.
   L'articolo  61  della legge 6/2009 - per la verità, nella  lettura
  che  ne è stata data non c'è nemmeno scritto - è stato interpretato
  in modo compulsivo nella descrizione dei rapporti fra commissari  e
  Comuni,  autorizzando  i  primi  a  svolgere  azioni  esecutive,  i
  cosiddetti decreti ingiuntivi, nei confronti dei secondi. Su questo
  può essere introdotta una moratoria espressa, dicendo ai commissari
  ad acta, nella sostanza, di quantificare la massa attiva e passiva,
  di  fare le transazioni a favore dei Comuni, aggiungo io, che è una
  ipotesi  prevista nella legge, ma di non fare azioni esecutive  nei
  confronti dei Comuni stessi per almeno un anno.
   Se è questo l'intendimento, non ho alcuna difficoltà a predisporre
  un subemendamento nei prossimi giorni, ne avevamo già parlato anche
  in  Commissione e sia il Presidente sia la Commissione tutta mi era
  parsa concorde.
   Per  quanto concerne la copertura finanziaria, cioè il ripiano dei
  debiti  pregressi, non è argomento che attiene a questo disegno  di
  legge. Tuttavia non ho difficoltà a formalizzare, anche sotto forma
  di  dichiarazione,  in modo tale che non siano parole  lasciate  al
  vento  -  peraltro, si tratta di una linea totalmente disposta  dal
  Presidente   della   Regione,   rispetto   alla   quale   io   sono
  sostanzialmente quello che, nella mia arte, si chiamerebbe un  mero
  nuncio,  anche se la condivido pienamente - un impegno del  Governo
  ad   individuare   le  modalità  di  concorso  dell'amministrazione
  regionale  al piano di rientro dell'esposizione degli  enti  locali
  verso le attuali Autorità d'ambito. In tal senso verrà dato mandato
  al  Dipartimento  Bilancio, e per esso al Ragioniere  generale,  di
  raccordarsi con gli Uffici dell'Assemblea per l'elaborazione di  un
  testo normativo costituzionalmente compatibile e congruo rispetto a
  tali  finalità,  da inserire nel disegno di legge  finanziaria  per
  l'esercizio 2010.
   Questa è la dichiarazione che viene formalizzata dal Governo.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  l'ultima  questione   sollevata
  dall'onorevole  De  Luca,  che  è la più  delicata  tecnicamente  e
  perciò, devo confessarvi, anche la più intrigante, relativamente ai
  rapporti previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006, mi  pare
  di avere dato ampia prova nel corso di questi giorni del fatto che,
  personalmente,  rispetto  a  questo decreto,  mi  sento  totalmente
  vincolato.
   Proprio  oggi  il  Commissario dello Stato mi ha trasmesso  alcune
  sentenze della Corte Costituzionale che non faranno la felicità  di
  qualche  deputato, relativamente alla tanto decantata  legge  della
  Regione  Puglia rispetto alla quale è già intervenuto l'arresto  da
  parte  della Corte Costituzionale, laddove si evidenzia che  non  è
  possibile  prevedere affidamenti limitati al servizio di  raccolta,
  trasporto e igiene urbana per una durata non superiore al  restante
  periodo  di  validità: cioè, la Corte Costituzionale  dice  che  il
  servizio deve essere integrato.
   Tuttavia,  questa interlocuzione con il Commissariato dello  Stato
  era  intercorsa per verificare come fosse possibile dare  riscontro
  alle   numerose  sollecitazioni  provenienti  dall'Aula   e   dalla
  Commissione  in  ordine  ad  un ancor  più  accentuato  livello  di
  protagonismo dei comuni.
   La  soluzione  che  immagino  sia possibile  percorrere  è  quella
  contenuta  nell'articolo 200, comma 7, della legge 152 del  2006  -
  che,  anche  se  l'onorevole De Luca non ha citato, era  abbastanza
  identificabile  nello  scritto - che  prevede  la  possibilità,  in
  situazioni   particolarmente  complesse,  di   prevedere   modalità
  organizzative

   CRACOLICI. Assessore, qui si parla per la storia non per l'Aula

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità che  prevede  la  possibilità  di  organizzazione
  alternativa all'autorità d'ambito.
   La  riflessione  che abbiamo fatto è stata questa:  posto  che  si
  prevede all'articolo 15 la possibilità per i comuni che dimostrino,
  sul  piano  finanziario e solo finanziario, di disaggregarsi  dalla
  società   consortile,  nel  caso  in  cui  dimostrino   particolari
  condizioni, allora, sposando la logica dell'articolo 200, comma  7,
  è  parso utile prevedere - e c'è un subemendamento del Governo  che
  sta  per  essere distribuito - che il piano regionale  dei  rifiuti
  debba  effettuare uno studio, da completarsi entro tre anni,  sulla
  possibilità che, a determinate condizioni territoriali, ambientali,
  logistiche,  geomorfologiche, possa  farsi  l'aggregazione  di  una
  società  consortile,  altrimenti operiamo in difformità  da  quanto
  delineato  dalla  Corte Costituzionale, diversa da quella  prevista
  dal disegno di legge.
   Fatto  questo  studio, è possibile che comuni,  che  rappresentino
  almeno  trecentomila abitanti o almeno trenta comuni, possano  dare
  vita  ad una propria società consortile con un limite. Anche questo
  è  utile  per la risposta al quesito posto dall'onorevole  De  Luca
  rispetto ai rapporti col Piano rifiuti, con un limite.
   Vorranno  riconoscere gli onorevoli De Luca e Caronia  -  e,  sono
  certo,  tutta l'Aula - che il disastro degli enti locali nasce  dal
  numero  delle Autorità d'ambito che hanno moltiplicato all'infinito
  i costi: ventisette autorità d'ambito. Allora questa possibilità si
  dà,  ma  nell'emendamento  del Governo  viene  limitata  al  numero
  contenuto,  già adesso, nell'articolo 45 della legge  2  del  2007:
  vale  a  dire  che  al  massimo, sotto  ogni  profilo,  le  società
  consortili non possono superare il numero di 14, numero che  è  già
  previsto  nella  legislazione regionale che, sotto questo  profilo,
  integra il piano regionale dei rifiuti.
   Se gli Uffici possono favorirmi l'emendamento che è stato scritto,
  ne darei lettura.
   Ribadisco:  studio  per  zone  geomorfologiche;   all'esito  dello
  studio, possibilità per i comuni di aggregarsi in modo diverso,  su
  base  volontaria,  per  non più, comunque, di  quattordici  società
  complessive  perché  - ecco, ora lo leggo - vorrei  darvi  l'ultimo
  impressionante  dato  pervenuto ieri - e questa  non  è  storia,  è
  l'attualità - negli uffici della Regione siciliana in  via  Ugo  La
  Malfa n. 72.
   Uno   dei   due   consorzi  commissariati  ha  chiesto,   per   il
  funzionamento di un mese, 3 milioni e mezzo di euro;  3  milioni  e
  mezzo  di euro soltanto  per un mese, moltiplicato per dodici mesi,
  significa quarantadue milioni di euro l'anno che, moltiplicato  per
  ventisette,  tanti quanti sono gli ATO, fa un miliardo 134  milioni
  di euro l'anno.
   Non  è  un  lusso che ci si può permettere. Quindi gli  ATO  vanno
  ridotti e, peraltro, lo avete già disposto.
   Date  queste notizie - perché di questo si tratta e per questo  il
  Governo   ha   assunto   l'impegno   finanziario   -   do   lettura
  dell'emendamento:
    All'articolo 9 è aggiunto, dopo il comma 3, il seguente  comma  3
  bis
   Non   sto   leggendo  l'emendamento,  sto  fornendo  la   risposta
  all'onorevole De Luca.
   Dimenticate  l'incipit  all'articolo 9,  la  soluzione  ipotizzata
  negli  articoli  da 1 a 20, poi decideremo dove metterla,  potrebbe
  essere  la  seguente:  Il piano regionale rifiuti  dovrà,  altresì,
  contenere  uno studio da completare entro 3 anni, decorrenti  dalla
  data  di entrata in vigore della presente legge, volto ad accertare
  le  tipologie  territoriali per le quali  possa  farsi  ricorso  ai
  modelli organizzativi di cui all'articolo 200, comma 7, del decreto
  152  del 2006. All'esito di tale procedura, i Comuni che aggreghino
  almeno 300 mila abitanti o un numero di Comuni non inferiore a  30,
  potranno  costituire una separata società, di  cui  all'articolo  6
  della presente legge, su base volontaria. Il numero complessivo  di
  società,  su base regionale, non potrà comunque eccedere quello  di
  cui all'articolo 45 della legge 2 del 2007 .

   CRACOLICI. Lo affrontiamo all'articolo 9; andiamo all'articolo 2.

   PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento 2.25, dell'onorevole Corona ed
  altri.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il Governo  ha  fatto  una  lunga
  disamina  di  quelle  che dovrebbero essere le eventuali  novazioni
  della  normativa, ma è chiaro che ha fatto delle dichiarazioni  non
  indifferenti  che  riguardano  tutto  l'aspetto  dell'impianto  del
  disegno  di legge; in particolare quello che ha citato il  Governo,
  non   so   se  all'articolo  9  oppure  dobbiamo  già  considerarlo
  all'articolo  5, perché si tratta di questo, rivoluziona  il  testo
  che abbiamo esaminato.
   Ora  c'è  qualcuno  che  dice,  giustamente  -  come  noi  avevano
  auspicato la settimana scorsa -, di andare velocemente avanti,   ma
  io  ritengo  che se c'è l'intenzione di aumentare  gli  ATO  -   si
  tratta di questo - i limiti imposti dall'articolo 45 non consentono
  di superare il numero di quattordici ATO.
   Per concludere, se ci discostiamo da quello che, al momento, è  il
  testo  con  gli  emendamenti,  nel  senso  che  il  testo  con  gli
  emendamenti  ha  una portata che, sotto i diversi profili,  abbiamo
  affrontato.  Se  ci  sono  delle  novità,  è  chiaro  che   dovremo
  affrontarle  e  lo  dovremo fare dall'articolo  1  in  poi,  perché
  l'Assessore  sa meglio di me che in questo disegno  di  legge,   ad
  ogni passo che facciamo, c'è sempre un richiamo alle competenze  di
  cui stiamo parlando,  agli articoli 2, 3 e 4.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica   utilità.   Mi   scuso  se   sono   stato   poco   chiaro
  nell'esposizione. Non viene toccato assolutamente il numero di ATO,
  non viene toccato per nessuna ragione
   Quello  che  si  prevede è l'obbligo che il  piano  regionale  dei
  rifiuti  verifichi se ci sono condizioni per modalità  di  società,
  non di ambito, quindi di gestore, diverse da quelle della legge.
   Non vengono toccati in alcun modo  gli ATO
   Lo studio potrebbe concludersi dicendo  non c'è ragione alcuna per
  discostarsi  dallo stato attuale . L'unica cosa che  può  accadere,
  se  lo  studio  dirà così:  ci possono essere le condizioni  che  i
  comuni  che rappresentino 300 mila abitanti  possano dare  vita  ad
  una  propria società consortile . Non si fa alcun riferimento  agli
  ATO.
   Non solo, ma in riferimento all'articolo 45, non è il numero degli
  ATO,  dice   il numero di società non può essere superiore  a  quel
  numero quattordici .
   Non  cambiano  in  alcun modo gli ATO, non incide  in  alcun  modo
  sull'articolo 5, altrimenti avrei già chiuso questo libro  e  sarei
  andato a casa.

   PRESIDENTE. Ringrazio il Governo per la precisazione.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Le  ricordo  che  stiamo  trattando
  l'emendamento 2.25.

   BENINATI. Signor Presidente, Assessore, purtroppo io non comprendo
  tutti  questi numeri che lei ha avuto il piacere di dare  all'Aula.
  Non ho seguito bene, pertanto le chiedo la cortesia di ripetere. Mi
  sono  confuso  e  non  ho capito i numeri e  gli  articoli.  Non  è
  offensivo, ma non ho capito di che parliamo  Ho sentito fare  anche
  riferimento  al   piano dei rifiuti , quello  su  cui  gli  esperti
  devono dare il responso o lo hanno già dato?

   CRACOLICI. All'articolo 5, onorevole Beninati.

   BENINATI. E' quello su cui  la Giunta precedente fece la  proposta
  di fornire degli esperti o forse è altra materia?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati,  ritengo  che  il  Governo  darà
  all'articolo  5  le opportune notizie. Siamo all'emendamento  2.25,
  dell'onorevole Corona ed altri.
   Il Governo ha introdotto una risposta più  generale riguardo a ciò
  che aveva chiesto l'onorevole De Luca su tutto il disegno di legge,
  ma principalmente ad iniziare dall'articolo 5.

   Torniamo  all'emendamento 2.25, a firma dell'onorevole  Corona  ed
  altri,  che  recita:  Al comma 1, lettera a), dopo  le  parole   ad
  ottimizzare' aggiungere le parole  la separazione secco umido'.

                Richiesta di verifica del numero legale

   CORONA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  la  richiesta   non   risulta
  appoggiata.
   Sapete  fin  dall'inizio che bisogna tenere premuto il tasto.  Nel
  momento in cui il tasto non resta pressato, il programma non rileva
  il  numero  di  chi appoggia la richiesta. Quando si  è  chiusa  la
  rilevazione, ad appoggiare la richiesta erano quattro deputati.

                    (Proteste dai banchi di destra)

   Si  ripete  la  verifica dei richiedenti.  Vi  ricordo  di  tenere
  premuto il tasto.

   (Si associano alla richiesta gli onorevoli Caputo, Dina, Limoli e
                             Torregrossa)

   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la  votazione  per  la  verifica del  numero  legale.  Chiarisco  le
  modalità di registrazione: il deputato può pigiare qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono   presenti:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,   Arena,   Aricò,
  Barbagallo,  Calanducci,  Cimino,  Cintola,  Colianni,   Cracolici,
  D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di  Guardo,  Di
  Mauro,  Faraone,  Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso,  Incardona,
  Laccoto,  Leanza Nicola, Lentini, Marinello, Marrocco,  Mattarella,
  Minardo,  Musotto,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Romano, Ruggirello e Scilla.

   Sono  in  congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco,  Pogliese,
  Scoma, Speziale, Vitrano.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti           46

                   (L'Assemblea è in numero legale)

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.25. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.15, a firma degli onorevoli  Laccoto,
  Picciolo, Gucciardi e Vitrano.
   Su  questo  emendamento c'è una nota degli  Uffici  che  ritengono
  superfluo  l'emendamento stesso, in quanto non si  comprende  quale
  sia il senso di abrogare la lettera b) che si limita a ribadire che
  la  competenza sul piano regionale dei rifiuti è della Regione,  né
  può essere diversamente.
   La  disciplina delle procedure infraregionali di approvazione  del
  piano  è  questione  diversa, che viene affrontata  successivamente
  all'articolo 9.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, sono pronto a ritirare  l'emendamento
  2.15,  ma  c'è  un  contrasto con l'articolo 9,  comma  1,  dove  è
  riportato  che il piano della gestione dei rifiuti viene  approvato
  sentendo le Province, i Comuni e le Autorità d'ambito. Quindi, vi è
  un  contrasto  tra l'articolo 2,  comma 1, che invece  riporta  che
  viene approvato sentita la Conferenza delle Autonomie locali.
   Sono  d'accordo perché resti la Conferenza delle Autonomie locali,
  ma  il  Governo  dovrebbe cassare il comma 1  dell'articolo  9  per
  evitare questo contrasto e anche per semplificare la procedura.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Laccoto comunica  che,
  se  il  Governo  si  impegna, successivamente,  all'articolo  9,  a
  modificarlo  nel senso da lui auspicato, è disponibile  a  ritirare
  l'emendamento a sua firma.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  dato che, immediatamente dopo, vi è il nostro emendamento che vuole
  chiarire   proprio   questa  contraddizione  che   ha   esplicitato
  l'onorevole Laccoto.
   In   effetti,  l'emendamento  che  abbiamo  presentato   tende   a
  sostituire  la  parola   approvazione  con  adozione ,  per  cui  è
  chiaro che vi è una adozione  sentita la Conferenza , ma in effetti
  poi  richiama,  per  l'approvazione, l'articolo 9;  quindi  nessuna
  contraddizione in termini.
   Se,  da  un lato, l'onorevole Laccoto rinuncia al suo emendamento,
  viene  approvato  l'emendamento Caputo ed  altri,  che  risolve  il
  problema, sostituendo la parola  approvazione  con  adozione .
   L'adozione  viene  fatta dalla Regione, sentito  il  parere  della
  Conferenza  Stato-Regioni, dall'altro lato invece, all'articolo  9,
  si approva  sentite le Province, i Comuni e gli ATO .

   LACCOTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.15.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  2.7, a firma degli onorevoli Caputo, Falcone, Vinciullo e Pogliese,
  testé illustrato dall'onorevole Falcone.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Vorrei segnalare l'opportunità di inserire,  oltre
  che  la  parola    approvazione', che è scontata, anche  la  parola
   predisposizione' perché, qualcuno dovrà  preparare questo piano.
   Va  da sé, è pleonastico; ma sarebbe il caso di inserirlo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica    utilità.   Signor   Presidente,   l'opzione    proposta
  dall'onorevole Falcone mi convince perché sul piano  regionale  dei
  rifiuti  è  necessario coinvolgere tutte le istanze rappresentative
  più rilevanti. Quindi, dire che  l'adozione  si fa con le autonomie
  locali  e conservare con l'articolo 9 la possibilità di coinvolgere
  ulteriori  istanze, mi pare una soluzione convincente che,  quindi,
  dovrebbe  superare  anche  la  perplessità  insorta  nell'onorevole
  Laccoto.
   In questi termini il Governo esprime parere favorevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  noi
  dobbiamo evitare di passare da un regime monocratico, quale è stato
  quello   del  vecchio  piano  del  2002  approvato  con  atto   del
  commissario, ad un regime confusionario, come quello che  rischiamo
  di produrre con questa legge.
   La  competenza  della  Regione  é quella  di  approvare  il  piano
  regionale dei rifiuti. Qui stiamo parlando dell'articolo  2,  delle
  competenze.   La  modalità  con  cui  si  arriva  all'approvazione,
   ascolta  i  presidenti di provincia, i comuni  , è  una  procedura
  concertativa che non fa venire meno il principio dell'approvazione.

   FALCONE. Ma è all'articolo 9

   CRACOLICI. Qui stiamo parlando di competenze della Regione   Quale
  organo  approva  il  Piano  regionale  dei  rifiuti?  L'articolo  9
  introduce  le  modalità  con cui si arriva  all'approvazione,  alle
  modifiche,  quindi identifica la procedura che si deve seguire  per
  fare  quelle  cose. Ma qui stiamo parlando delle  competenze  e  la
  Regione  è l'organo competente ad approvare il piano regionale  dei
  rifiuti.
   Stiamo trattando di piano regolatore? Dobbiamo fare l'adozione, le
  osservazioni?
   Stiamo  predisponendo un piano che si fa con atto  amministrativo,
  certo,  e  mi  permetto  di  dire che  la  posizione  del  Governo,
  obiettivamente, mi pare in contraddizione, tanto più che l'articolo
  2 stabilisce le competenze.
   Evitiamo  di  determinare confusione e vi  ricordo  che  il  piano
  regionale dei rifiuti è un atto complesso, tanto più che  il  nuovo
  piano,  che  ci auguriamo nascerà a seguito di questa legge,  dovrà
  abrogare il precedente piano. Quindi, diamo certezza alla procedura
  amministrativa evitando che qualcuno possa utilizzare  dei  cavilli
  per  introdursi, attraverso ricorsi al TAR, e  incasinare  la  vita
  amministrativa di questa Regione.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Signor Presidente, è un problema  semplicemente
  semantico.  Userò  un  esempio: nei  piani  regolatori  la  Regione
  approva, perché il piano regolatore è fatto da qualcun altro.
   Usare  il  termine  approvazione  - e me ne scuso  -  rispetto  ad
  attività  che  svolge  la  stessa Regione, significherebbe  che  la
  Regione  approva  se stessa; quindi, è più congruo,  dal  punto  di
  vista  semantico. Grazie a Dio, in diritto amministrativo, il nomen
  iuris non vincola ma, dal punto di vista semantico, è più corretto.
   Per  questo  ho  detto di sì - ahimè, mio malgrado - all'onorevole
  Falcone,  perché è più corretto dal punto di vista semantico,  dato
  che se l'atto è incardinato in capo alla Regione, lo adotti. Non ha
  nulla  da  approvare  perché non proviene da un  soggetto  terzo  e
  quindi  da  valutare: io lo approvo o la disapprovo.  Viene  da  me
  stesso e, dunque, lo adotto, e non in senso filiale.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  consiglierei all'assessore avvocato Pietro Carmelo Russo, prima  di
  esprimere il parere su un emendamento della minoranza parlamentare,
  di raccordarsi con l'onorevole Cracolici

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Ma perché mi tratta così?

   CAPUTO   perché rischia  di subire in Aula un rimprovero da  parte
  di  chi oggi sta cercando di commettere, col piano dei rifiuti,  lo
  stesso errore che questo Parlamento ha commesso col piano casa

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. A rischiare sono io

   CAPUTO.  Abbiamo fatto il  piano casa , voluto dal PD, dove  c'era
  tutto  tranne  che  la casa. Rischiamo di proseguire  sulla  stessa
  strada,  assessore  Leanza;  riconosco  che  lei  prima  aveva  più
  pazienza  in  quest'Aula, ma comprendo che  l'età  e  il  difficile
  rapporto  che  ha  con  il  suo  Presidente  e  con  questa   nuova
  maggioranza,  la  mette in difficoltà. Io la preferivo  più  sereno
  com'era  prima.  Io  dico: guai a mettere l'ipoteca  da  parte  del
  Partito  Democratico  anche  su questo  disegno  di  legge,  perché
  rischiate il secondo flop della politica delle riforme
   L'assessore Russo ha spiegato chiaramente perché ho presentato con
  i  colleghi un emendamento che sostituisce la parola  approvazione
  con   adozione ,  in quanto è nella logica che la Regione  non  può
  approvare un proprio atto.
   Il  vizio di strafare che qualcuno ha in quest'Aula, che deve fare
  al contempo maggioranza e opposizione, non funziona
   Per la parte che mi riguarda, avviso il Governo che o qui si fa un
  ragionamento complessivo e aperto sul disegno di legge o si rischia
  di fare il secondo aborto di questo Lombardo ter.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, stiamo
  parlando  di  una  materia che lei ben conosce, una  materia  molto
  delicata, e ascoltando l'intervento dell'onorevole Laccoto, la  sua
  osservazione effettivamente mi è sembrata pertinente.
   Poniamo  il  caso che di adozione non se ne parli, e noi  leggiamo
  l'articolo, così come è proposto, il comma b) dell'articolo  2  che
  recita:   l'approvazione, sentita la Conferenza Regione - Autonomie
  locali,  del piano regionale gestione dei rifiuti ; se poi leggiamo
  l'articolo  9  troviamo  qualche  incongruenza,  perché   il  piano
  regionale  gestione dei rifiuti, le modifiche e gli  aggiornamenti,
  sono approvati, sentite le Province, i Comuni  e così via, quindi o
  approviamo  secondo  le  procedure dell'articolo  2  o  si  approva
  secondo le procedure dell'articolo 9.
   Se  parliamo  di  adozione, mi chiedo allora: chi  approva  questo
  piano?  Non  lo  approva nessuno? Lo adotta la  Regione  senza  che
  nessuno  lo approvi? Può essere una novità e la apprendo in  questo
  momento.  Pertanto, credo che una riflessione  in  tal  senso  vada
  fatta per evitare qualche momento di confusione.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto che
  il  disegno  di  legge  è importante e vi è  il  desiderio  di  far
  intervenire tutti e comunque.
   Però, mi rendo anche conto che l'Assemblea si sta avvitando ancora
  una volta su se stessa e una legge di venti articoli non riusciremo
  mai a farla, se non tra quattro, cinque mesi
   Non  è  possibile che su ogni emendamento intervenga  chiunque,  a
  qualsiasi titolo, per cinque minuti, che poi diventano sei o sette.
  Questo significa che non ci sarà mai più una maggioranza che tiene.
  Dico   questo  ai  colleghi  dell'opposizione,  come  lo  dico   ai
  cosiddetti nemici o avversari della maggioranza attuale, perché non
  ci  sarà più la possibilità, continuando su questa strada, di avere
  un  Governo  che  possa governare in Assemblea,  che  l'Aula  possa
  definire un percorso legislativo con la celerità che i problemi  ci
  suggeriscono di potere fare.
   Se  è  possibile,  visto  che noi guadagniamo  quanto  i  deputati
  nazionali  e  i  senatori,  con  regolamenti  che  sono  totalmente
  differenti  dai nostri, credo che la Presidenza possa  convocare  i
  capigruppo,  fare  una riunione apposita e cercare  di  snellire  i
  lavori  con qualche modifica regolamentare che potrebbe  servire  a
  tutti, soprattutto a chi sta aspettando che le leggi vengano varate
  da questo Parlamento.
   Capisco che parlerò a me stesso e non parlerò a chi ha il diritto-
  dovere  di  essere attento; ma noi dobbiamo fare il nostro  dovere,
  fino   in   fondo,  per  cercare  di  approvare  le  leggi,   senza
  ostruzionismo. Allora, indipendentemente da chi ha ragione e da chi
  ha  torto, il fatto vero è che siamo fermi e non ci muoviamo di  un
  passo.
   Sarebbe necessario, ripeto, signor Presidente - lo dico perché  se
  ne faccia portavoce con il Presidente Cascio che oggi non è in Aula
  -  apportare qualche modifica regolamentare, cioè si chiarisca come
  i  Gruppi  parlamentari vengono gestiti, come i  soldi  dei  Gruppi
  vengono investiti, che si capisca che l'Assemblea è una cosa  seria
  e  non il padronato del singolo deputato, di chi intende far valere
  la ragione della propria forza per non fare nulla.
   Onorevole  Presidente Formica, so bene che lei non è  deputato  di
  prima  legislatura e mi rendo conto che avrà subìto  nel  tempo  le
  stesse  cose che sto dicendo io senza averle potute modificare,  ma
  oggi siamo arrivati ad un punto di non ritorno, ad un punto che  la
  gente verrà qui dentro e vorrà sapere da noi come intendiamo ancora
  governare  guadagnando quello che guadagniamo,  senza  produrre  un
  solo giorno effettivo di lavoro per la gente e per la Sicilia,  che
  dobbiamo pure amministrare.
   Bisogna  affrontare  i problemi della gente e  non  continuare  in
  quest'Aula, onorevole Falcone, solo a fare show e cabaret, così che
  alla  fine  ci  sarà un popolo che vi osannerà dalla  mattina  alla
  sera.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace  che
  l'onorevole  Cintola ormai abbia trovato in me un bersaglio  a  cui
  riferirsi. Ciononostante, ritengo che la portata del mio intervento
  voleva  essere di ausilio ad un chiarimento, come è accaduto  anche
  nella  scorsa seduta per quel famoso emendamento sulla  lettera  i)
  dell'articolo 1. Anche una parola può cambiare il senso.
   La  proposta  che  facciamo  è  quella  di  sostituire  la  parola
   approvazione    con   la  parola   adozione ,   assessore   Russo.
  Eventualmente,    poi,   se   vogliamo   ulteriormente    precisare
  coordinando,  già  in  questa  prima  fase,  l'articolo   2   sulle
  competenze, possiamo scrivere  sull'approvazione con i Comuni e  le
  Province ,  così  da  coordinarlo con  l'articolo  9.  Il  resto  è
  polemica sterile che noi non raccogliamo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, nel merito  l'articolo  2  fa  un
  richiamo  generale agli articoli 195 e 196 del decreto  legislativo
  152/2006.
   In  particolare,  per quanto riguarda l'adozione, l'articolo  196,
  precisamente  la  lettera p), è specifico  sulle  competenze  della
  Regione.  Tutto quello che viene dopo, la particolarità di richiamo
  che  ha voluto fare il Governo su questa norma, sono esclusivamente
  delle  norme  di  indirizzo generale, che  non  interferiscono  con
  l'articolo 9, che disciplina invece il rapporto tra enti, che è una
  cosa completamente diversa e che non interferisce sulle competenze,
  chiamiamole   statutarie',  che si rifanno  alla  legge  nazionale.
  L'articolo  9  fa riferimento a tutta un'altra serie di  condizioni
  che riguardano i Comuni, le Province e così via.
   Pertanto, esprimo parere favorevole all'emendamento 2.7, ma è  sul
  nulla.

   PRESIDENTE.  Sono  d'accordo con lei, onorevole  Mancuso:  qui  si
  parla  di  competenze regionali, mentre all'articolo 9 si parla  di
  competenze infraregionali.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.27, a firma degli onorevoli Corona  ed
  altri.

   Il parere della Commissione?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, a parere della Commissione  questa
  valutazione  dovrebbe  essere  inammissibile,  perché   i   termini
  dell'articolo  208  del  decreto  legislativo  152  del  2006   non
  prevedono  quello  che noi vogliamo istituire in Sicilia  come  una
  nuova  norma, dove non è possibile superare sempre il  testo  madre
  che è il 152. In ogni caso il parere della Commissione è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità. Signor Presidente, il parere è  contrario  anche
  perché  definisce  modalità  procedimentali  in  un  enunciato  che
  riguarda competenze totalmente estranee.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.32 (I parte) del Governo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 2.8 e 2.1, che trattano  entrambi  la
  lettera e).
   Si procede con l'emendamento 2.1, della Commissione. Il parere del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  anche  a  seguito   del   parere
  contrario del Governo, la invito a ritirare l'emendamento.

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.8 ed al relativo subemendamento 2.8.1.
   Comunico  che  al  subemendamento 2.8.1 è stato  presentato  dagli
  onorevoli Di Benedetto e Cracolici il subemendamento 2.8.2:

   «Dopo le parole  degli impianti medesimi  aggiungere le parole  al
  netto  delle risorse pubbliche investite per la realizzazione degli
  impianti ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  vorrei  chiedere  ai  firmatari  di  chiarire  se   si
  riferisce ad Ambiti territoriali operativi che hanno proprietà, per
  comprendere  quale è la portata del subemendamento  che  andiamo  a
  votare.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente, mi  limito  ad  illustrare  il
  subemendamento 2.8.2.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, siamo in fase di votazione del
  subemendamento 2.8.2 al subemendamento 2.8.1.
   Mi  pare  che l'onorevole Mancuso si riferisse proprio  al  2.8.1,
  quindi potremmo trattarli insieme.

   ODDO.  Chiedo  di  parlare per un chiarimento  sul  subemendamento
  2.8.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  basta  che   il
  presidente Mancuso dia una lettura, anche veloce, alla lettera f.1,
  nella  parte in cui recita  dei soggetti proprietari degli impianti
  di   recupero,   trattamento   e  smaltimento   da   conferire   in
  disponibilità    all'autorità    d'ambito,    rapportandola    agli
  investimenti   effettuati  per  la  realizzazione  degli   impianti
  medesimi  e  relativi ammortamenti, nonché ai costi di gestione  in
  fase post-operativa .
   L'emendamento  che abbiamo presentato, sostanzialmente,  definisce
  meglio  i criteri per quanto concerne l'individuazione di  ciò  che
  significa   proprietari  di  impianti di  recupero,  trattamento  e
  smaltimento  e, nel contempo, specifica innanzitutto  operanti alla
  data  del  31/12/2009 ,  cioè introduciamo un  arco  temporale  ben
  definito.    Inoltre,    prevede    un'operazione,    secondo    me
  indispensabile,  per individuare e per dare, sì, la  possibilità  a
  questi   di   lavorare,  ma  precisando   conferite  totalmente   o
  parzialmente , perché non si può pretendere per chi  sta  trattando
  rifiuti  che  vengono dal Trentino, tutto si mette  a  disposizione
  dell'Autorità d'ambito.
   Detto  ciò,  mi  pare  che definire meglio i  criteri  per  quanto
  concerne ciò che disciplina l'f.1, sarebbe una cosa buona per tutti
  per  dare  maggiore certezza di come realmente l'autorità  d'ambito
  disporrà  e  farà  lavorare coloro che si  trovano  in  determinate
  condizioni.
   Poi, non viene stravolto lo spirito della lettera f.1, così come è
  scritto  nel testo e, nel contempo, ci dà la possibilità  di  stare
  tutti  più  sereni e di sapere come si può realmente far funzionare
  un sistema e questo è l'intendimento
   Mi  permetto di suggerire al Governo, se è possibile,  che  quando
  scrive   la quantità di rifiuti prodotti , secondo me vale la  pena
  subemendare e scrivere  dei rifiuti trattati .
   Vorrei  anche  una mano dall'onorevole Mancuso  -  che  in  merito
  potrebbe  dare  anche  un  consiglio - perché  rifiuti  prodotti  e
  rifiuti  trattati  mi pare sia leggermente diverso.  Io  scriverei,
  comunque,    trattati . Se vuole, signor Presidente, formalizzo  il
  subemendamento  dove  si  sostituisce  la  parola   prodotti    con
   trattati .

   DI  BENEDETTO.  Chiedo  di  parlare per  illustrare  l'emendamento
  2.8.2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso  mi
  pare assolutamente chiaro: tra i criteri coi quali va calcolato  il
  ristoro  da  dare  ai proprietari degli impianti,  credo  che,  nel
  metodo  di  calcolo,  bisogna  tenere  conto  anche  delle  risorse
  pubbliche che il privato ha utilizzato per realizzare l'impianto  e
  che  vanno  sottratte  al valore dell'impianto  nell'effettuare  il
  ristoro.
   Il privato non può avere ricevuto risorse pubbliche per realizzare
  l'impianto per poi vedersele pagate per cedere l'impianto.  Quindi,
  nel  metodo  di  calcolo, va tenuto conto delle  risorse  pubbliche
  utilizzate nella realizzazione dell'impianto.

   PRESIDENTE.  Pongo, quindi, in votazione il subemendamento  2.8.2.
  Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  sono  pentito  di avere ritirato  il  mio  emendamento
  perché,  oltre  a  trattare tutta la materia  che  stiamo  votando,
  prevedeva anche un punto 2 che era a favore dei Comuni.
   Esprimo,  naturalmente,  il  parere favorevole  della  Commissione
  perché  il  punto 1 richiama effettivamente tutto l'articolo,  però
  ritengo   che  non  stiamo  pensando  ai  Comuni  per   le   misure
  compensative.

                Richiesta di verifica del numero legale

   LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Cascio
                    Salvatore, Falcone e Leontini)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti: Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Calanducci,
  Cimino, Cintola, Colianni, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Faraone,  Federico,   Ferrara,
  Fiorenza,   Galvagno,   Gennuso,   Gucciardi,   Laccoto,   Lentini,
  Marinello, Marinese, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto,  Oddo,
  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello,
  Scilla e Termine.

   Sono  in  congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco,  Pogliese,
  Scoma, Speziale, Vitrano.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            45

   L'Assemblea è in numero legale.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.8.2.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici,  Oddo,
  De   Benedictis   e   Apprendi   il   subemendamento   2.8.1.1   al
  subemendamento 2.8.1:

   «Sostituire, al quinto rigo, la parola  prodotti' con la seguente:
   trattati'».

   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa all'emendamento 2.8.1 così come emendato. Il parere del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.32 (II parte), a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.10, degli  onorevoli  Di  Benedetto,
  Panarello,  Digiacomo e Termine. Comunico che  è  stato  presentato
  dagli  onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Termine  e  Digiacomo  il
  subemendamento  2.10.1.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  anche  questo emendamento sia sufficientemente chiaro.  Il  ristoro
  non va previsto soltanto per i comuni nel cui territorio esiste una
  discarica  ma  anche per comuni che sono estremamente  vicini  alla
  discarica, pur essendo nel territorio di un altro comune.
   Ci  sono anche Comuni il cui centro urbano viene attraversato  dai
  mezzi  per  lo  smaltimento dei rifiuti, per portare i  rifiuti  in
  discarica,  e spesso d'estate - è stato oggetto anche  di  numerose
  interrogazioni - c'è lo scolo dei mezzi per le vie del paese. Credo
  che per questi vada non solo evitato che ciò avvenga, con misure di
  prevenzione, ma vada prevista, in favore dei Comuni, una  forma  di
  ristoro.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  io  condivido la portata dell'emendamento, però dobbiamo cercare di
  stabilire a chi viene assegnato il ristoro, a quali comuni. Perché?
  Capita  che  ci  siano stati dei comuni gestori di  discariche  che
  hanno  avuto  un  pesantissimo impatto  ambientale  e  soltanto  da
  qualche mese tali discariche siano chiuse.
   Ci sono alcuni esempi in Sicilia.
   Allora, è giusto, Assessore, specificare  tutte le discariche  che
  negli ultimi cinque anni   cioè tutti i comuni in cui

   DI BENEDETTO. Quelle che sono in funzione

   FALCONE.  No,  attenzione, onorevole Di Benedetto, ci  sono  delle
  discariche  che  hanno  chiuso alcuni mesi  fa.  Quindi,  è  giusto
  stabilire un termine  negli ultimi 5 anni  o  negli ultimi 2 anni .
  Stabiliamo un termine, Assessore, perché la portata della norma non
  deve  ristorare  soltanto le discariche aperte,  mentre  escludiamo
  alcune discariche chiuse l'altro ieri.
   Signor Presidente, chiederei di accantonare momentaneamente questo
  emendamento in modo da potere presentare un subemendamento per dare
  un  equilibrio  alla portata della norma e un equo  trattamento  ai
  Comuni che hanno subìto l'impatto ambientale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la  seduta  per  qualche
  minuto,  per  permettere  all'onorevole  Falcone  di  formulare  il
  subemendamento.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 18.42)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   comunico  che  è   stato   presentato   il
  subemendamento  2.10.2,  dell'onorevole  Falcone   ed   altri,   al
  subemendamento  2.10.1.

   Si passa al subemendamento 2.10.1. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 2.10.2, dell'onorevole Falcone ed altri
  che così recita:

   «Dopo  le parole  discariche' aggiungere  ancorché chiuse  da  non
  oltre tre anni'».

   CRACOLICI. Alle discariche chiuse dobbiamo dare, le compensazioni?
  Ma di che cosa?

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Cracolici, vorrei spiegare la norma, perché è una norma di equità e
  di  giustizia. Essa ha una portata di equo trattamento: c'è qualche
  comune  che, sino a qualche tempo fa, ha gestito una discarica,  ha
  subìto  un impatto ambientale tanto quanto quelli che adesso  hanno
  discariche  in  funzione. E' giusto, allora,  riconoscere  anche  a
  questi comuni che hanno avuto un pesantissimo impatto ambientale di
  migliaia  di  tonnellate di spazzatura, la  possibilità  di  essere
  ristorati  così  come  quelli che attualmente hanno  discariche  in
  funzione.
   Chiedo che questa norma sia inserita all'interno del testo  e  sia
  votata favorevolmente dall'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco  che
  nella situazione attuale sarebbe opportuno non parlare, però vorrei
  chiedere  all'onorevole Falcone, sinceramente, perché poi  possiamo
  fare tutto.
   Qui stiamo parlando di una fattispecie che, se esiste, è perché  i
  Comuni,  ai sensi dell'ex articolo 13, hanno autorizzato discariche
  nel  proprio territorio per il conferimento dei propri  rifiuti  e,
  successivamente, con atto della Prefettura e atti successivi, anche
  di quelli provenienti da altri Comuni. Ma la decisione di aprire la
  discarica è stata in capo proprio al sindaco di quel Comune.
   Allora, chiederei all'onorevole Falcone - tanto più che il sistema
  delle discariche prevede un contributo cosiddetto  post mortem' per
  la   bonifica,   laddove   poi  si  devono   fare   interventi   di
  rinaturalizzazione delle discariche, e devo dire che non  condivido
  neanche  il subemendamento dell'onorevole Di Benedetto, perché  qui
  stiamo  parlando  di danni ambientali, legati alla  fattispecie  di
  impianti, e non di strade, la strada è una fattispecie per  cui  la
  transitabilità  delle  strade  non  costituisce  motivo  di   danno
  ambientale - e all'onorevole Di Benedetto di ritirare l'emendamento
  e il subemendamento connesso.
   Vorrei arrivare ad una norma asciutta, senza infilarci in dettagli
  che  possono  diventare  ingovernabili perché, poi, come  si  fa  a
  stabilire  quale comune sì, quale comune no? Se una  volta  uno  ha
  transitato  in  una  strada, in un anno, perché quella  strada  era
  interrotta, quella principale, allora ci rientra anche  il  comune.
  Qui si impazzisce
   Limitiamo  alla  questione del danno ambientale,  che  è  dato  da
  fattori misurabili ed accertabili, e non a fattispecie che, invece,
  determinano un'incertezza, paradossalmente, dell'azione legislativa
  e, quindi, dell'azione amministrativa.
   Ripeto,  sarebbe  stato più opportuno stare in silenzio  e  votare
  contro. Però credo sia onesto, da parte di ognuno di noi, dire  che
  c'è un limite all'obiettivo che vogliamo raggiungere.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  di Benedetto, lei è  già  intervenuto  per
  illustrare l'emendamento.

   DI  BENEDETTO.  Dal  mio  Gruppo  mi  viene  chiesto  di  ritirare
  l'emendamento, pertanto si richiede il mio intervento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  transito
  urbano  degli  automezzi é legato ai Comuni  in  cui  è  necessario
  passare  per  raggiungere una discarica  e  che  assistono  non  al
  normale  traffico nel proprio territorio, ma a quello di  tutto  il
  comprensorio  che va in quel comune. Quindi, parliamo del  traffico
  di  decine  e decine di camion al giorno, dalle cinque del  mattino
  fino alle due del pomeriggio, con un danno enorme nei confronti dei
  cittadini.
   Stiamo parlando di questo e non del camion che passa casualmente.
   Le discariche sono un luogo fisso dove 365 giorni l'anno si va   a
  conferire.  Faccio  l'esempio di alcuni  comuni,  in  provincia  di
  Agrigento,  dove la gente sta mettendo in vendita le  proprie  case
  lungo  il  percorso  per  il quale transitano  i  camion  perché  è
  diventato invivibile abitare in quelle vie.
   Di questo stiamo parlando

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  l'onorevole Cracolici ha tentato di fare  ritirare  un
  emendamento  che  non  ha assolutamente alcun  tipo  di  cognizione
  sull'articolo  di  cui stiamo parlando. L'articolo  2  riguarda  le
  competenze della Regione che si rifanno al decreto legislativo 152,
  e in particolare all'articolo 196.
   Alla  lettera f) si dice:  la determinazione dei criteri di idonee
  misure  compensative a favore di  . Cosa c'entra, rispetto  ad  una
  norma  che  dovrebbe regolare in maniera generale le compensazioni,
  inserire  la  specifica dei comuni di transito?  Significa  che  ci
  troveremo  390 Comuni che dichiareranno il transito dei  mezzi  per
  andare in discarica.
   In quale comune, infatti, non si fa la raccolta?

   CRACOLICI. Con l'elicottero

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Anche  con
  l'elicottero,  in  ogni Comune si fa. Mi riferisco  all'emendamento
  2.10  che  recita  la cui area urbana interessata  al  transito  di
  mezzi  adibiti al trasporto dei rifiuti . Non è possibile stabilire
  un criterio
   Se  vogliamo  mettere i 390 comuni e fare una misura compensativa,
  bene, facciamola

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Cracolici,  l'intervento dell'onorevole Mancuso richiama certamente
  alle  competenze previste dall'articolo 196 del decreto legislativo
  152  del  2006, e su questo non vi è dubbio che le competenze  sono
  ben precise.
   Però,  cercare di tacciare come peregrina l'ipotesi  formulata  da
  questo  emendamento,  nel  dettaglio poi illustrata  dall'onorevole
  Falcone, mi sembra ingeneroso.
   Mi sembra scarsamente aderente alla conoscenza che ciascuno di noi
  deve avere del territorio.
   Mi verrebbe facile, signor Presidente, fare l'esempio della realtà
  della  mia  provincia  che  è  Mazzarrà Sant'Andrea,  dove  andiamo
  costantemente a discaricare da anni e dove vediamo che il  percorso
  che  porta  alla  discarica arreca notevoli danni  a  tutto  l'asse
  viario  che collega Mazzarrà allo svincolo autostradale sia ad  est
  che ad ovest.
   Non  è un argomento da trattare con superficialità o licenziare  a
  cuor leggero.
   E'  evidente, però, che se ci atteniamo scrupolosamente al dettato
  normativo, troviamo difficoltà a farlo recepire come norma che,  in
  qualche  maniera,  diventa  norma  che  compensa  un  disagio   che
  realmente esiste.
   Secondo  me,  per superare questo impatto, che stiamo  descrivendo
  con le difficoltà che viviamo, si potrebbe presentare un ordine del
  giorno  con  il  quale si impegna il Governo, con  altra  norma,  a
  prevedere  interventi  che possano dare  ristoro  e  compensare  il
  disagio  reale,  concreto,  in termini di  impatto  ambientale,  in
  termini di viabilità e quindi di vivibilità ai comuni che insistono
  attorno  agli impianti di discarica esistenti e che, molto  spesso,
  rappresentano  un  punto di ricezione di rifiuti  solidi  per  aree
  molto  vaste.  Secondo  me, può essere un meccanismo,  una  via  di
  uscita a questa esigenza concreta che viene da chi conosce bene  il
  territorio ed all'esigenza di attenersi all'interno di un  impianto
  normativo  che, sicuramente, in termini ambientali, è profondamente
  stringente.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del  Governo  sul  subemendamento  2.10.2
  dell'onorevole Falcone?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

                Richiesta di verifica del numero legale

   CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Si associano alla richiesta gli onorevoli Campagna, Corona,
                     Falcone, Ragusa e Vinciullo)

   PRESIDENTE   Essendo   la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Arena,  Calanducci,
  Cimino,  Cintola, Colianni, Cracolici, De Benedictis, Di Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,
  Galvagno,   Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,   Marziano,   Minardo,
  Musotto,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,   Romano,
  Termine.

   Sono  in  congedo: Cristaudo, D'Asero, Donegani, Greco,  Pogliese,
  Scoma, Speziale, Vitrano.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            38

   L'Assemblea non è in numero legale.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Signor
  Presidente, ho inserito la tessera, ma la mia presenza non è  stata
  registrata.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Assessore Bufardeci, anche con il suo voto l'Assemblea non sarebbe
  stata in numero legale.

                          (Proteste in Aula)

   Erano  necessari 41 voti e i presenti erano 38. Anche se inseriamo
  il  voto  dell'Assessore, l'Assemblea, comunque, non  è  in  numero
  legale.

   CRACOLICI. Signor Presidente, potrebbe effettuare una verifica?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si sono svolte tre votazioni  per
  il  numero  legale  e nelle prime due c'è stato abbondantemente  il
  numero  legale; in questa votazione non c'era il numero legale,  la
  verifica  non  si  può  fare. Il sistema è elettronico  e  non  può
  sbagliare;  chi  non  ha votato, come l'assessore  Bufardeci,  l'ha
  subito segnalato.
   Ribadisco  che  l'Assemblea non è in numero legale.  Pertanto,  la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 20.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 20.01)

   La seduta è ripresa
   Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del subemendamento 2.10.2.

                Richiesta di verifica del numero legale

   LIMOLI. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Si associano alla richiesta gli onorevoli Caputo, Leontini,
                     Pogliese, Ragusa e Vinciullo)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Ammatuna, Arena, Bonomo,  Bufardeci,  Calanducci,
  Cimino,   Colianni,   Currenti,  D'Agostino,  De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Ferrara,
  Fiorenza,  Galvagno,  Gennuso,  Laccoto,  Leanza  Nicola,  Lentini,
  Marinello,   Marinese,   Marrocco,  Marziano,   Minardo,   Musotto,
  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Raia, Romano, Ruggirello,  Scilla,
  Termine.

   Sono  in  congedo:  Cristaudo, D'Asero,  Donegani,  Greco,  Scoma,
  Speziale, Vitrano.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            43

   L'Assemblea è in numero legale.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   PRESIDENTE. Pongo, quindi, in votazione il subemendamento  2.10.2.
  Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.10. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 2.11 è superato.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,
  voglio  fare  notare  semplicemente che l'emendamento  2.11  non  è
  incompatibile  con  l'emendamento 2.10, né può  essere  precluso  a
  seguito dell'approvazione di quest'ultimo.

   PRESIDENTE.   La  Presidenza  ribadisce  il  proprio  intendimento
  dichiarando  superato  l'emendamento  2.11.  Se  ci  sarà   qualche
  integrazione   da   fare  all'emendamento  2.10  testé   approvato,
  interverremo ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
   Si passa all'emendamento 2.19. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.18.

   ARENA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  sull'emendamento
  2.18  chiedo  l'attenzione  del  Governo,  ritenendo  inesatto   il
  richiamo  all'articolo  209,  in  quanto  riguarda  il  rinnovo  in
  autocertificazione di imprese munite di certificazioni ambientali.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  condivido  quanto previsto dall'emendamento  2.18,  in
  quanto  l'articolo 209 del decreto legislativo 152 del 2006 prevede
  l'autocertificazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.28. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.2 della Commissione  e  al  relativo
  subemendamento 2.2.1.
   Pongo in votazione in subemendamento 2.2.1. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.2,  come  emendato.  Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.29. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.32 (III parte), del Governo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.34 del  Governo,  soppressivo  della
  lettera o) del comma 1 dell'articolo 2.

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  desidero
  indicare  che  l'emendamento  viene  proposto  sulla  base  di  una
  segnalazione  del  Commissariato dello Stato su conforme  indirizzo
  del  Ministero dell'Ambiente, ritenendosi la materia riservata alla
  competenza statale.

   CRACOLICI. Non facciamo leggi su segnalazione

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.34. Il parere della
  Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.12, degli onorevoli Panepinto ed altri.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  semplicemente  per  sottolineare che, nel  sistema  della  raccolta
  differenziata,  i consorzi di filiera, come CONAI, in  Sicilia  non
  hanno  centri  di  stoccaggio, per cui  può  accadere  che  in  una
  raccolta  differenziata  ottimale, cosiddetta  spinta,  le  materie
  prime  raccolte, la tipologia di rifiuto, da risorsa può  diventare
  un  problema  per  chi  la  fa. Pertanto la  Regione,  tra  le  sue
  competenze,   deve   introdurre  quella   di   attivarsi   per   la
  realizzazione di centri dei consorzi nazionali di filiera.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, se l'emendamento viene riformulato
  facendo  un richiamo all'articolo 195 del decreto legislativo   152
  del  2006,  lettera f), il parere è favorevole. Sono le  competenze
  stabilite dalla legge.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato dalla Commissione  il
  subemendamento 2.12.1, di riscrittura dell'emendamento 2.12:
   «Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:
    q) per gli aspetti di propria competenza l'attivazione dei centri
  di raccolta nazionale individuati ai sensi dell'articolo 195, comma
  1, lettera f)'».

   CRACOLICI. Cosa vuole dire questo in una legge?

   PRESIDENTE. Ci riferiamo alla normativa nazionale.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  2.12.1.  Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 2.12, come emendato. Il  parere
  del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 2.30 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.14. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.20. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.21.

   ARENA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE.  Signor  Presidente, dichiaro di fare  mio  l'emendamento
  2.21 e chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, per  metterla  in  condizione  di
  comprendere  meglio il senso del ritiro dell'emendamento  da  parte
  del   firmatario,   leggo   il  parere  formulato   dagli   Uffici:
   L'emendamento  presenta  profili  problematici  in   ordine   alla
  previsione   per   cui  le  misure  applicative  del   tributo   di
  conferimento  in  discarica possono essere adottate  dall'Assessore
  per l'energia. In effetti esse sono esplicitamente attribuite dalla
  legge  549 del 1995,e  per gli aspetti di competenza della  Regione
  alla legge regionale.
   La  relativa  disciplina è contenuta nell'articolo 2  della  legge
  regionale  6 del 1997  e sue modifiche ed integrazioni.
   Sarebbe opportuno invitare i proponenti al ritiro .

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  alcune  volte
  sembro  quasi  pedante,  ma non è così. E' chiaro  che  la  portata
  dell'emendamento  2.21  potrebbe sembrare  di  tipo  finanziario  e
  tributario, cioè di potestà legislativa attribuita allo Stato.
   Però,  mi  permetto  di richiamare la norma  nazionale,  la  legge
  finanziaria 549 del 1995 che, all'articolo 3, comma 30 recita   con
  legge  della  Regione sono stabilite le modalità di versamento  del
  tributo  e  di presentazione della dichiarazione . Successivamente,
  al comma 33 dello stesso articolo 3, si stabilisce  l'accertamento,
  la  riscossione, i rimborsi, il contenzioso amministrativo e quanto
  non  previsto  dai  commi  24  e  41  del  presente  articolo  sono
  disciplinati con legge della Regione .
   Purtroppo, i gestori di discariche oggi stanno sostenendo un costo
  assolutamente pesante perché tutti coloro, enti pubblici e privati,
  che non hanno potuto effettuare il versamento entro i termini, cioè
  significa  entro l'anno, sono stati sottoposti ad una sanzione  del
  30  per  cento, oltre gli interessi, rispetto al tributo da versare
  alla  Provincia. Oggi ci sono dei Comuni gestori di  discarica  che
  devono pagare una sanzione eccessivamente onerosa.
   L'anno  scorso abbiamo cercato di disciplinare questa  materia  in
  finanziaria,  ma il Commissario dello Stato ha impugnato  la  norma
  sulla  scorta  del ragionamento che tale materia è  assegnata  alla
  potestà  legislativa primaria dello Stato e non  rientra,  in  base
  all'ex  articolo  117  della Costituzione, nelle  competenze  della
  Regione.  Anche se devo dire che, successivamente a  questa  norma,
  nel  1998  la Regione legiferò in merito con la legge 5  del  1998,
  richiamando i decreti legislativi numeri 471, 472 e 473  del  1997,
  che  avevano stabilito determinate sanzioni. La legge  5  del  1998
  disciplinò  di  applicare  il decreto  n.  471,  articolo  13,  che
  prevedeva la sanzione del 30 per cento.
   Alla Regione, nella cornice di cui all'articolo 3 della legge  549
  del 1995, comma 30, spetta la competenza di legiferare in merito ai
  tributi,  nelle  modalità di accertamento, oltre le  linee  che  ha
  tracciato  il  legislatore nazionale. Dovremmo  subemendare  questo
  emendamento.
   Ecco    perché    chiedo   che   l'emendamento   sia    apprezzato
  favorevolmente.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, la Presidenza ribadisce che ci sono
  alcuni profili tecnici che non rendono comprensibile l'emendamento,
  perché  la parola  discarica , che è indicata nello stesso, non  si
  trova al comma 2.

   FALCONE.  Signor  Presidente, lei ha ragione, ma  mi  permetto  di
  sottolineare nuovamente a questa Assemblea il problema del  tributo
  speciale e delle sanzioni, eccessivamente pesanti, che i gestori di
  discariche  sono  costretti a pagare, non per  ritardi  propri,  ma
  perché,  quando  i  comuni e gli ATO hanno conferito  e  non  hanno
  pagato, i gestori non potevano, poi, pagare il tributo. Quindi,  da
  un lato, sono stati danneggiati e, dall'altro, sono stati costretti
  a pagare una sanzione.
   Mi  riservo, se sarà possibile nel corso dell'esame del disegno di
  legge,  di riproporre la questione in un altro momento, chiaramente
  adattandola e uniformandola alla potestà legislativa statale.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, sono certo che il Governo recepirà.
   Si passa all'emendamento 2.22. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 2.31 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2.3, della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.32  (IV  parte)  del  Governo  e  al
  subemendamento 2.32.1 della Commissione:
   «Sostituire la parola   definiti  con la seguente  indicati .
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  2.32.1.  Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia e   i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2.32 (IV parte), come modificato.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.13, dell'onorevole Panepinto ed altri.

   PANEPINTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2.32 (V parte), del Governo. Il  parere
  della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.4, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI.  Signor Presidente, al fine di evitare problemi  futuri
  chiedo  un  attento coordinamento formale del testo del disegno  di
  legge ai sensi dell' articolo 117 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  preciso  che  il  coordinamento
  formale   del  testo  avverrà  ai  sensi  dell'articolo   117   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.32 (VI parte), a firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.5, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.32 (VII parte), del Governo. Il parere
  della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.6, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.16, a firma degli onorevoli  Laccoto,
  Picciolo, Gucciardi, Vitrano.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.26, a firma degli onorevoli  Rinaldi,
  Ammatuna, Galvagno, Gucciardi, Vitrano.  Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.17, a firma degli onorevoli Panepinto,
  Galvagno, Di Benedetto, Apprendi.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente della Commissione e relatore. Per un migliore
  coordinamento,  l'emendamento è condivisibile ma bisogna  spostarlo
  al comma 1 dell'articolo 4.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, credo che debba restare come  comma
  aggiuntivo  in questo articolo perché - il presidente Mancuso  sarà
  d'accordo con me - mentre l'articolo 4 stabilisce le competenze dei
  Comuni  qui,  invece,  si individuano quali sono  i  poteri  e,  se
  vogliamo,  si  limitano i poteri della Regione in  alcuni  aspetti.
  Secondo  me  dovrebbero  essere commi aggiuntivi  all'articolo  che
  disciplinano tutte le competenze della Regione.
   Assessore, capisco che con l'inizio della partita di calcio queste
  sono  torture per gli interisti. Io sono interista non  praticante,
  per   cui  se  il  Presidente  decide,  sospendiamo  l'Aula  e   la
  riprendiamo tra il primo e il secondo tempo.

   PRESIDENTE. Non facciamo commenti fuori luogo

   PANEPINTO.  Assessore,  mi pare che l'impianto  complessivo  della
  norma,  se non dovesse passare questo emendamento da me presentato,
  corre  il  rischio di vedere solo poteri sostitutivi della Regione,
  con  una  forzatura nei confronti dei Comuni i quali -  ho  sentito
  tanti ragionamenti in Aula -  alla fine, per potere partecipare, di
  fatto,  a  quello  che è il costo del servizio  -  mi  consenta  la
  banalizzazione - devono potere preventivare i costi e uscire  fuori
  dall'impostazione  che  le  S.p.A. o le  società  consortili  hanno
  avuto.  Lei mi insegna che mentre i comuni sono tenuti ad approvare
  i  bilanci  preventivi sulla base della valutazione dei  costi  che
  fanno  i  responsabili dei servizi o dei dipartimenti, noi  abbiamo
  avuto   previsioni  di  bilancio  non  ancorate  ad   alcun   piano
  finanziario che i Comuni sono tenuti a fare.
   Devo  dire  che,  spesso, in tanti, troppi  ATO, i  risultati  che
  otteniamo sono una previsione di spesa che non corrisponde  poi  al
  rendiconto  finale che fa la società d'ambito e  si  supera  il  30
  settembre, termine ultimo per valutare gli equilibri rispetto  alle
  poste  in  entrata  ed  uscita, data ultima per  le  variazioni  di
  bilancio, per cui all'1 dicembre ci troviamo già di fronte a debiti
  fuori bilancio.
   Pertanto, ritengo che sia necessario contemperare un'attività  che
  nella  Regione  deve  essere  di vigilanza,  altrimenti  basterebbe
  immaginare una strutturazione diversa dello stesso articolato  dove
  si  delegano  funzioni ai comuni, alla fin fine  così  come  è  per
  alcune materie delegate dalla Regione e per alcune materie delegate
  dallo Stato.
   Se  non  prevediamo  un  passaggio di  responsabilizzazione  degli
  uffici  finanziari di un Comune che devono poter  disporre  a  loro
  volta  di un piano finanziario sui costi, il risultato che si vuole
  raggiungere  con questa legge - che è quello di portare equilibrio,
  responsabilità  e copertura finanziaria - ritengo  che  non  serva,
  Assessore.
   Vorrei  ricordare a me stesso, infatti, che gli ATO rifiuti,  come
  gli  ATO  idrici in Sicilia, in tanti Comuni sono nati in forza  di
  commissari   ad   acta   che,  sostituendo  i  consigli   comunali,
  approvarono  gli  statuti e costituirono  consorzi  o  società,  in
  alcuni  casi consorzi obbligatori. E paradossalmente l'istituzione,
  l'ARRA,  l'agenzia  regionale dei rifiuti e delle  acque,  che  era
  molto  solerte  nella  nomina di commissari  quando  i  comuni  non
  consegnavano gli impianti, era invece molto disattenta  per  quanto
  riguarda  tutto  ciò  che  accadeva  in  termini  di  bilancio,  di
  organizzazione e di personale degli ATO.
   Ma,  dato  che  è sempre la stessa Regione che, in  questo  testo,
  dovrebbe  diventare virtuosa e paradossalmente saranno  sempre  gli
  stessi  responsabili - mi consenta, Assessore,  di  nutrire  grande
  stima e fiducia, non formale ma sostanziale, nei suoi confronti  -,
  devo  dire  che  la  Regione  che lei vuole  portare  a  regime,  a
  regolamentazione,   a   norma,  con  questo   disegno   di   legge,
  allineandola al dettato del decreto legislativo 152 del 2006, è  la
  stessa Regione che non ha mai chiesto i bilanci di un solo ATO, che
  non ha mai verificato se esisteva la copertura finanziaria, che non
  ha  mai  verificato se esisteva  la possibilità di  fare  pagare  i
  comuni insolventi.
   Questa   Regione   ha   dovuto  ricorrere,   senza   legge,   alle
  anticipazioni   e  solo  l'articolo  11  nasce   in   sanatoria   e
  anticipazione di alcuni ATO di una parte di questa Sicilia.
   Alla  fine  io voterò il disegno di legge perché il mio Gruppo  mi
  dirà  di  votarla, perché potrò comprendere lo sforzo e  la  fatica
  vera, seria e professionale che è stata messa in questo disegno  di
  legge.  Però,  signor Presidente, non si può affidare  allo  stesso
   lupo', che è stato silenzioso e omertoso in questi cinque anni, le
  stesse funzioni
   Perché  non  chiediamo ai funzionari che dovevano controllare  gli
  ATO rifiuti?
   Devo  dire  di più: noi abbiamo avuto concessioni e autorizzazioni
  per  discariche  private con fax che partivano dall'ARRA  alle  ore
  22.00   Invece,  ci  sono  ancora  discariche  pubbliche  che   non
  appartengono a privati i quali aspettano ancora l'autorizzazione
   La materia è complessa, Assessore, per cui, alla fine, non possono
  essere sacrificati i Comuni, l'autonomia degli enti locali.

   Gli  amministratori - ci sono quelli di qualità e quelli di minore
  qualità -  hanno una caratteristica: sono eletti dai cittadini.
   Secondo   me,   in   questa  impostazione,   che   è   quella   di
  responsabilizzare   i   funzionari,   i   dirigenti   dei   Comuni,
  semplicemente  pensando  che  c'è una responsabilità  di  carattere
  contabile,  personale e che c'è una prescrizione lunga,  Assessore,
  bisogna  ridistribuire le funzioni secondo il  decreto  legislativo
  152  del 2006 e non diversamente, altrimenti il rischio sarà che  i
  comuni hanno sbagliato tutto e così anche quella stessa Regione che
  oggi  dovrebbe  diventare  brava, attenta,  vigilante,  gli  stessi
  funzionari e - se mi consente - anche lo stesso sistema.
   Ritengo  che,  possibilmente, approveremo una legge in  teoria  di
  qualità, ma sottraendo e svilendo definitivamente le funzioni degli
  enti  locali che in Italia, anche in virtù della riforma del Titolo
  V  della Costituzione, hanno funzioni, hanno legittimità in  quelle
  che sono la gerarchia, i ruoli  e le funzioni degli enti.
   Pertanto,  la  pregherei di valutare o, se vuole,  di  accantonare
  l'emendamento,  diversamente dalla stesura  finale  non  uscirà  la
  riforma  degli  ATO  - se mi consente - ma una riforma  degli  enti
  locali in materia di rifiuti.

   PRESIDENTE.  A  questo punto invito il Governo  ad  accogliere  la
  proposta dell'onorevole Panepinto di accantonare l'emendamento 2.17
  per approfondire la materia ed, eventualmente, di trattarlo in sede
  di esame dell'articolo 4.
   Se non sorgono osservazioni, resta così stabilito.

   MANCUSO,   presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,    affiderei   al    Presidente
  dell'Assemblea,  in  sede  di  coordinamento  formale,   ai   sensi
  dell'articolo   117   del  Regolamento  interno,   l'armonizzazione
  dell'articolo 2  rispetto a quelli che sono i princìpi delle  linee
  guida, in modo da avere un testo più organico.

   PRESIDENTE. Invito gli Uffici  a prenderne nota.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                    (
  E' approvato)

   Onorevoli  collegi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  17
  marzo 2010, alle ore 16. 00 con il seguente  ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  183  «Nomina di una commissione di indagine sul  piano  di
  informatizzazione   della   Regione  siciliana,   con   particolare
  riferimento  agli  affidamenti  alla  società   Sicilia   e-Servizi
  s.p.a.'».

                              LEONTINI - MANCUSO - FALCONE - CORONA

   numero  184   «Rilancio dell'Ente Fiera di Palermo e  salvaguardia
  del posto di lavoro dei suoi dipendenti».

     MUSOTTO - RUGGIRELLO - CALANDUCCI - COLIANNI - ARENA - LENTINI

   numero  185    «Impegno  del  Governo  della  Regione  a  riferire
  all'Assemblea  regionale sulle recenti dichiarazioni dell'Assessore
  per le attività produttive riguardo alla burocrazia regionale».

                         MAIRA - CORDARO - CASCIO S.- DINA - RAGUSA

   III - Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
  (525-528/A) (Seguito);

   2)  «Bilancio  di  previsione della Regione siciliana  per  l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio  2010/2012»
  (470-470 bis);

   3) «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-
  471 bis).

                   La seduta è tolta alle ore 20.43


   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Turismo,  sport  e
  spettacolo»

   CAPUTO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   la  compagnia  armatrice «Voyager» di Miami (USA)  ha  comunicato
  all'agenzia marittima, rappresentata a Palermo dalla F.  Tagliavia
  di Angelo Tagliavia, la decisione di escludere la città di Palermo
  dalle rotte della «Voyager of the Seas»;

   la  decisione  è  scaturita dall'inadeguatezza  della  passerella
  mobile  del terminal dedicato alle navi da crociera del  porto  di
  Palermo che è stato definito «ad alto rischio» perché inadeguato a
  prevenire ipotesi di minacce di atti terroristici in quanto  privo
  di idonee misure di sicurezza;

   le   numerose   richieste   da   parte   dell'agenzia   marittima
  all'autorità portuale ed al prefetto non hanno trovato alcuni tipo
  di  riscontro.  L'agenzia, infatti, più volte, aveva  indicato  un
  percorso  di transito alternativo alla passerella mobile  mediante
  gli  scalandroni  di  bordo delle navi. Il  tutto  senza  ricevere
  risposta;

   la  «Voyager of the Seas» è una mastodontica nave da crociera che
  arrivava   con  frequenza  settimanale  al  porto  del   capoluogo
  siciliano,  per  un  viaggio  lungo  il  Mediterraneo  di  turisti
  americani;

   considerato che:

   la   cancellazione   della   città   di   Palermo   dalla   rotta
  dell'imponente   società  armatrice,  che  è  il  secondo   gruppo
  crocieristico  al mondo, rappresenta una decisione  che  penalizza
  gravemente  la  nostra Regione sia sotto l'aspetto economico,  sia
  sotto quello sociale e culturale;

   sotto  l'aspetto economico si rileva che la compagnia  armatrice,
  solo  per l'anno 2008, ha corrisposto a titolo di tasse una  somma
  pari ad euro 158.385;

   conseguentemente, l'esclusione di Palermo dalle rotte  turistiche
  comporterà  il  venir meno di una considerevole  somma  di  denaro
  percepita  a  titolo di tassa nonché la perdita economica  per  la
  mancata presenza di flussi turistici;

   sotto  l'aspetto sociale e culturale la decisione  della  società
  implica  la  perdita di presenza di turisti americani. L'imponente
  nave  da  crociera,  infatti, viaggerà lungo il  Mediterraneo  con
  approdo  nei porti italiani di Napoli, Livorno e Civitavecchia.  I
  turisti, quindi, non potranno visitare le bellezze architettoniche
  e naturali della nostra Isola;

   ritenuto  che  l'esclusione della città di  Palermo  dalle  rotte
  turistiche  della  «Voyager  of the seas»  ha  delle  ricadute  in
  termini   negativi  sull'economia  siciliana  sia  per   l'aspetto
  finanziario, derivante dalla mancata riscossione della tassa sopra
  detta,  sia  per il grave nocumento economico dovuto alla  mancata
  presenza di numerosi turisti;

   per   sapere  quali  provvedimenti  urgenti  il  Governo  intenda
  adottare al fine di consentire di inserire il porto di Palermo tra
  le rotte turistiche della società armatrice americana.». (391)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 391,  a  firma
  dell'onorevole  Caputo,  si rappresenta  che  la  tematica  esposta
  attiene  ad attività gestionali dell'Autorità Portuale di  Palermo,
  ente  pubblico istituito con legge ai sensi dell'art. 6 della legge
  28  gennaio  1994, n. 84, con compiti di indirizzo, programmazione,
  coordinamento,  promozione  e controllo delle  operazioni  portuali
  esercitate in porto.».

                              L'Assessore
                            Antonino Strano

   CAMPAGNA. - «Al Presidente della Regione, premesso che con  legge
  della  Regione  siciliana  fu  istituita,  nel  1951,  l'Orchestra
  Sinfonica  Siciliana, che, nel 1958, completata  l'assunzione  dei
  musicisti,  iniziò un'intensa attività concertistica destinata  ad
  incidere notevolmente nella realtà musicale siciliana e nazionale;

   premesso,  inoltre, che dal marzo 2003 l'ente autonomo  Orchestra
  Sinfonica  Siciliana  è stato trasformato in fondazione,  in  base
  alle  specifiche disposizioni contenute nell'art. 35  della  legge
  regionale  26  marzo  2002,  n. 2, e in  ottemperanza  al  decreto
  legislativo 29 giugno 1996, n. 367;

   considerato  che  l'8  maggio 2009  è  scaduto  il  consiglio  di
  amministrazione  e  che  da quella data  la  fondazione  opera  in
  assenza dello stesso;

   verificato che il c.d.a. scaduto non ha avuto alcuna proroga  per
  continuare l'ordinaria amministrazione;

   verificato,  inoltre,  che  la  stessa  fondazione  continua   ad
  operare assumendo decisioni certamente di competenza del c.d.a.;

   per   sapere  quando  sarà  formalizzata  la  nomina  del   nuovo
  consiglio  di amministrazione della fondazione Orchestra Sinfonica
  Siciliana  e  se  non  ritenga di avviare un'indagine  tendente  a
  verificare  la legittimità degli atti della stessa fondazione  che
  sono stati varati dalla scadenza del c.d.a. ad oggi.». (756)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 756,  a  firma
  dell'onorevole   Campagna,  si  rappresenta  che,  secondo   quanto
  previsto  dall'art.  12  dello statuto della  Fondazione  Orchestra
  Sinfonica  Siciliana, questa Amministrazione ha  già  provveduto  a
  designare i due componenti del C.d.A. di propria competenza  e  che
  si   ha  notizia  dell'avvenuta  designazione  del  componente   di
  pertinenza del Comune di Palermo. Alla luce di quanto sopra detto e
  nella  considerazione  che  il C.d.A. è nominato  con  decreto  del
  Presidente della Regione, si ritiene che l'iter per la costituzione
  dell'organismo  sia completato e che non rimanga che  attendere  il
  decreto Presidenziale.
   Per  quanto attiene alla verifica di legittimità degli atti  posti
  in  essere  nel  frattempo dal Presidente della  Fondazione  e  dal
  Sovrintendente si rappresenta che gli atti non presentano  vizi  di
  legittimità  e  che sull'argomento si è acquisito  apposito  parere
  dell'Ufficio  Legislativo e Legale della Presidenza  della  Regione
  Siciliana.».

                              L'Assessore
                            Antonino Strano

   BUZZANCA.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   ai  sensi  dell'art. 9 della l.r. n. 4 del 1995, il consiglio  di
  amministrazione dell'ente autonomo regionale 'Teatro  di  Messina'
  dura in carica 4 anni;

   nel  mese  di  maggio  del 2009, decaduto il c.d.a.,  l'Assessore
  regionale  per  i  beni culturali e ambientali e per  la  pubblica
  istruzione  ha  nominato  un commissario straordinario  sino  alla
  ricostituzione dell'organo;

   successivamente,  il  Sindaco di Messina, ai  sensi  dell'art.  7
  della  richiamata  legge, ha nominato il  presidente  del  c.d.a.,
  comunicando,  nel  contempo,  la  designazione  dei  3  membri  al
  competente Assessorato regionale Beni culturali;

   il   Presidente   della  Provincia  di  Messina,  parimenti,   ha
  provveduto a comunicare i nominativi dei 2 rappresentanti  di  sua
  competenza;

   a  tutt'oggi, l'Assessorato regionale, inspiegabilmente,  non  ha
  ancora   provveduto  ad  emanare  il  decreto  di   ricostituzione
  dell'organo;

   l'art.  8  della l.r. n. 5 del 1978, avente ad oggetto le  nomine
  negli  enti  di  diritto pubblico, stabilisce che:  'Salvo  quanto
  previsto  da  speciali  norme,  qualora  per  la  costituzione  di
  consigli,  comitati  o collegi di competenza  degli  organi  della
  Regione  siano previste designazioni o scelte di enti od organismi
  estranei all'Amministrazione regionale, alla relativa costituzione
  si  provvede,  trascorsi quarantacinque  giorni,  o,  in  casi  di
  motivata  urgenza, trascorsi quindici giorni dall'ultima richiesta
  di designazione o scelta, anche in mancanza delle medesime, purché
  possa  procedersi alla nomina di almeno due terzi  dei  componenti
  l'organo  collegiale. L'organo sarà integrato  in  relazione  alle
  designazioni  o scelte successivamente intervenute.  I  componenti
  nominati   in   sede   di   integrazione  cessano   dalla   carica
  contemporaneamente ai componenti nominati in sede di  costituzione
  dell'organo';

   l'Assessorato  regionale, consapevole del  proprio  inadempimento
  (designazione  del  proprio rappresentante),  ma  in  costanza  di
  designazione  di  oltre i due terzi (5 su  6)  dei  componenti  il
  c.d.a., in aperta violazione della richiamata legge regionale,  ha
  comunque   ritenuto  di  poter  'sostituire'  l'organo  statutario
  (c.d.a.) con un commissario straordinario, attribuendogli tutti  i
  poteri previsti alla legge;

   l'Assessore  regionale avrebbe potuto fare ricorso al  potere  di
  nomina  di  un  organo  incaricato  della  gestione  straordinaria
  soltanto  per l'impossibilità di costituire l'organo istituzionale
  derivante  da  omissioni  di un ente diverso,  ma  non  certo  per
  supplire  ad  una  propria omissione, ben potendo provvedere  alla
  nomina  dei rappresentanti del Comune e della Provincia  regionale
  di Messina senza attivare i poteri sostitutivi;

   considerato che tale ritardo, in violazione delle legge n. 4  del
  1995,  lede  il  prestigio  ed  il  decoro  di  un'importantissima
  istituzione  culturale e vanifica il potere degli enti  locali  di
  farsi rappresentare all'interno del c.d.a. da parte di un soggetto
  di fiducia, all'uopo designato;

   per  sapere se non ritengano, con la massima urgenza,  atteso  il
  perdurare  della  situazione  di  grave  omissione  che  determina
  incertezze ai fini della programmazione dell'attività di  gestione
  dell'ente  regionale, di disporre, mediante decreto dell'Assessore
  regionale,  la ricostituzione, seppure parziale, del consiglio  di
  amministrazione   dell'ente   autonomo   regionale   'Teatro    di
  Messina'.». (876)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione n 876,  a  firma
  dell'onorevole   Buzzanca,  concernente   la   ricostituzione   del
  Consiglio di Amministrazione dell'Ente Autonomo regionale Teatro di
  Messina, si rappresenta che con D.A. n. 166/Gab. Beni Culturali del
  16  febbraio  2010 è stato nominato il Consiglio di Amministrazione
  dell'Ente  Autonomo Regionale "Teatro di Messina",  successivamente
  integrato con D.A. n. 6/Gab./Tur. del 3 marzo 2010.».

                              L'Assessore
                            Antonino Strano