Presidenza del presidente Cascio
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi.
.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
BILANCIO (II)
- «Istituzione e finanziamento di zone franche urbane» (539)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 16 marzo 2010.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Misure a sostegno dell'occupazione e contro la
delocalizzazione» (532)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 16 marzo 2010.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153
del Regolamento interno, delle mozioni:
- n. 183 «Nomina di una commissione di indagine sul piano di
informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi
s.p.a.'», degli onorevoli Leontini, Mancuso, Falcone e Corona;
- n. 184 «Rilancio dell'Ente Fiera di Palermo e salvaguardia del
posto di lavoro dei suoi dipendenti», degli onorevoli Musotto,
Ruggirello, Calanducci, Colianni, Arena e Lentini;
- n. 185 «Impegno del Governo della Regione a riferire
all'Assemblea regionale sulle recenti dichiarazioni
dell'Assessore per le attività produttive riguardo alla burocrazia
regionale», degli onorevoli Maira, Cordaro, Cascio Salvatore, Dina
e Ragusa.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, é demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge
«Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
(525-528/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (525-
528/A).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione era stata sospesa
dopo l'approvazione dell'articolo 2.
Comunico che gli emendamenti 2.32.1, 2.4 e 2.5 sono da ritenersi
preclusi.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Competenze delle province
l. Le province esercitano le funzioni di cui all'articolo 197 del
decreto legislativo 152/2006 e in particolare:
a) il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il
monitoraggio ad essi conseguenti;
b) il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di
intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso
l'accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla
parte quarta del decreto legislativo 152/2006;
c) la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per
l'applicazione delle procedure semplificate;
d) l'individuazione, sulla base delle previsioni del piano
territoriale di coordinamento di cui all'articolo 20, comma 2, del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e
delle previsioni di cui all'articolo 199, comma 3, lettere d) e h),
del decreto legislativo 152/2006, nonché sentiti l'Autorità
d'ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli
impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee
alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei
rifiuti. Le province istituiscono, ai sensi della legge 23 marzo
2001, n. 93, l'Osservatorio provinciale sui rifiuti, per coadiuvare
le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo
dell'Osservatorio regionale sui rifiuti, provvedendo ai relativi
adempimenti utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente;
e) la tenuta del registro delle imprese e degli enti sottoposti
alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 del
decreto legislativo 152/2006, integrando tale registro con i dati
relativi agli impianti comunque autorizzati ed operativi presenti
sul proprio territorio, ed inviano i relativi dati all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, all'Assessorato regionale
dell'energia e dei servizi di pubblica utilità ed all'Agenzia
regionale per la protezione dell'Ambiente (A.R.P.A. Sicilia);
f) la stipula, previa approvazione dell'Assessorato regionale
dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, di accordi
interprovinciali per la gestione di determinate tipologie di
rifiuti, al fine del raggiungimento di una maggiore funzionalità ed
efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile all'interno
dei confini dell'ATO;
g) la redazione dell'elenco delle imprese e degli enti sottoposti
alle procedure semplificate di cui all'articolo 214 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. II presidente della provincia adotta le ordinanze di cui
all'articolo 191 del decreto legislativo 152/2006 e successive
modifiche ed integrazioni, per tutte le tematiche che esulino dal
territorio di un singolo comune e che ricadano nell'ambito del
territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.
3. Per le attività di propria competenza la provincia si avvale
del supporto tecnico scientifico dell'ARPA Sicilia, rimborsando i
soli costi sostenuti dalla predetta Agenzia e con espresso divieto
del ricorso a soggetti esterni.
4. La Provincia invia ogni trimestre alla Regione le informazioni
e i dati autorizzativi ed ogni anno redige ed invia alla Regione
una relazione sulle attività svolte».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 3.14:
«Al comma 1, lettera d) sostituire le parole l'Autorità
d'ambito con la società di regolamentazione, di cui al
successivo articolo 6, territorialmente competente »;
emendamento 3.18:
«Al comma 1, lettera d) la parola istituiscono è sostituita
con le parole possono istituire »;
- dalla Commissione:
emendamento 3.1:
«Al comma 2 dopo le parole modifiche ed integrazioni
aggiungere nonché »;
emendamento 3.15:
«Al comma 1 il primo alinea è sostituito dal seguente periodo:
La provincia esercita le funzioni di cui all'articolo 197 del
decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo nell'ambito della
propria competenza alle seguenti funzioni: »;
emendamento 3.16:
«Al comma 1 cassare la lettera g)»;
emendamento 3.17:
«All'articolo 3, comma 3, le parole si avvale sono sostituite
da può avvalersi »;
- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca:
emendamento 3.9:
«Sopprimere l'articolo 3»;
emendamento 3.10:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 3.11:
«Sopprimere il comma 2»;
emendamento 3.12:
«Sopprimere il comma 3»;
emendamento 3.13:
«Sopprimere il comma 4»;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Di Guardo e Termine:
emendamento 3.2:
«Al comma 1, lettera d), ultimo capoverso dopo le parole
strumentali e finanziarie aggiungere la parola già e
sopprimere le parole a legislazione vigente. »;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia, Faraone:
emendamento 3.3:
«Al comma 1, cassare la lettera f)»;
emendamento 3.4:
«Al comma 1 aggiungere la lettera g):
g) la redazione dell'elenco delle imprese e degli enti
sottoposti alle procedure semplificate di cui all'art. 214 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. »;
emendamento 3.5:
«Al comma 3 cassare le parole e con espresso divieto del
ricorso a soggetti esterni »;
- dagli onorevoli Arena, Romano e Musotto:
emendamento 3.7:
«Al comma 1, lettera f) aggiungere il seguente comma:
Le province nell'ambito dei suddetti accordi interprovinciali
danno priorità all'organizzazione di apposite discariche a
pubblica gestione per lo smaltimento dei rifiuti di amianto in
matrice cementizia o resinoide provenienti da costruzioni e
demolizioni, applicando corrispettivi di accesso e conferimento
pari al costo della gestione, limitate al ricevimento dei soli
rifiuti prodotti nell'ambito della regione siciliana. I relativi
progetti sono approvati dall'Autorità competente con priorità
rispetto ad altri impianti ed i termini per il rilascio dei
rispettivi pareri di competenza degli enti territoriali o
regionali non territoriali sono ridotti alla metà. Laddove
l'approvazione del progetto comporti necessità di variante allo
strumento urbanistico, il parere del sindaco e del dirigente
dell'Ufficio tecnico comunale preso in conferenza sostituisce, in
deroga alla Legge regionale 71/1978, l'adozione in Consiglio
comunale, fermo restando la ratifica di quest'ultimo a pena di
decadenza, entro trenta giorni dalla conferenza in cui è stato
reso il parere. »;
emendamento 3.6:
«Al comma 3, alla fine del periodo, dopo le parole soggetti
esterni aggiungere le parole salve apposite convenzioni con
altre strutture pubbliche o universitarie che si impegnino a
stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni alle
medesime condizioni praticate dall'ARPA Sicilia. »;
emendamento 3.8:
«Aggiungere il seguente comma:
5. E' abrogato l'articolo 160 della legge regionale n.
25/1993 ».
Gli emendamenti 3.9 e 3.10 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
LIMOLI. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, richieda la verifica del numero
legale nella sede della prima votazione utile.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.15. Onorevole Mancuso,
desidera illustrarlo?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, l'emendamento 3.15 si rifà anche agli emendamenti
all'articolo 1 e all'articolo 2 per consentire una certa armonia
tra il testo di questo disegno di legge e il decreto legislativo
numero 152. Ciò per raggiungere quelle che sono le finalità delle
competenze già istituite con il richiamato decreto legislativo
numero 152.
In questo senso, abbiamo preparato anche gli emendamenti
pertinenti l'articolo 4, laddove si richiamano le competenze dei
comuni e dove, in sostanza, non c'è nessuna differenza rispetto al
testo che il Governo stesso ha presentato; abbiamo concordato
l'emendamento con il Governo, appunto per armonizzare il disegno di
legge regionale con la normativa dello Stato, il decreto
legislativo n. 152.
Ritengo che questo possa bastare, diversamente, posso anche
approfondire l'argomento
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso.
Pongo in votazione l'emendamento 3.15. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.14 del Governo. Il parere della
Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.18 del Governo.
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 3.3 é ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.7. Onorevole Arena, le chiedo di
illustrarlo, considerato che si tratta di un emendamento abbastanza
articolato.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 1, lettera
f), insieme al collega Musotto e al collega Romano, abbiamo pensato
di aggiungere il seguente comma che è articolato, sì, ma parte da
una considerazione fondamentale, che è quella, molto spesso, della
difficoltà nel territorio di smaltire rifiuti di amianto in matrice
cementizia o resinoide.
Da questo punto di vista, chiedo al Governo di fermarsi e anche di
valutare se è utile oggi pensare a una siffatta previsione, proprio
sulla base di accordi provinciali (naturalmente i soggetti
protagonisti sono le province), per tentare di arrivare alla
istituzione di discariche - naturalmente a pubblica gestione - che
possano agevolare la risoluzione di tale problema.
Un problema che, naturalmente, a mio avviso, andrebbe affrontato
con un apposito comma all'interno di questa legge che - come ho più
volte avuto modo di ribadire - risponde in maniera concreta,
incisiva e diretta alle esigenze del territorio.
Quello stesso territorio che, però, proprio per quanto riguarda la
celerità - e quindi invito i colleghi parlamentari, il Presidente e
l'onorevole assessore a soffermarsi e a porre attenzione sulla
seconda parte dell'articolato
(dai banchi dell'Aula: non onorevole , solo assessore )
ARENA. Onorevoli si nasce, non si diventa, questa è una mia
personale valutazione
Dicevo, quindi, di porre attenzione alla seconda parte
dell'articolato comma, laddove si parla della necessità di
velocizzare la procedura: ci sono, infatti, dei riferimenti,
chiaramente, allo strumento urbanistico. Questo, appunto, è il
riferimento, leggo testualmente, alla parte in cui si prevede che
laddove l'approvazione del progetto comporti necessità di variante
allo strumento urbanistico, il parere del sindaco e del dirigente
dell'ufficio tecnico comunale preso in conferenza sostituisce, in
deroga alla legge regionale numero 71/1978, l'adozione in Consiglio
comunale - che naturalmente dovrebbe arrivare e sopraggiungere - a
pena di decadenza, entro e non oltre il trentesimo giorno dalla
conferenza in cui è stato reso il parere .
Auspico, quindi, un'attenta valutazione da parte del Governo, da
parte dell'Aula e, naturalmente, il voto positivo per l'emendamento
3.7 che rende sicuramente, ripeto, più omogenea, più incisiva e più
rispondente alle concrete esigenze del territorio una legge che già
funziona.
Magari sarebbe il caso che qualcuno se ne accorgesse e, quindi,
partecipasse con la propria presenza ai lavori dell'Aula.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Nel merito,
l'emendamento del collega, che peraltro si rifà anche nella logica
all'emendamento che ha ritirato l'onorevole Cracolici, affronta un
argomento che, a mio avviso, riguarda le competenze della Regione.
Gli accordi interprovinciali, rispetto alla proposta degli
onorevoli Arena e Musotto, vanno al di là di quella che può essere
la competenza rigida di una provincia. Peraltro, condividevamo
anche l'emendamento ritirato dall'onorevole Cracolici in merito
agli accordi interprovinciali, ma in questo caso sentiremo qual è
la proposta del Governo, sentiremo qual è il senso della lettera f,
per poi apprezzare o meno l'emendamento presentato anche
dall'onorevole Arena.
Se rimane la lettera f, così come ha previsto il Regolamento, è
chiaro che può essere preso in considerazione anche quello
dell'onorevole Arena, secondo, però, una logica che il Governo ci
dirà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
evidenziare brevemente che, a mio avviso, l'emendamento 3.7 ha una
valenza di tipo regionale. Ha una sua importanza perché, da un
lato, stabilisce accordi interprovinciali, cioè tra varie province,
e, quindi, ha una connotazione, appunto, di livello superiore a
quello provinciale; dall'altro lato, riguarda l'accelerazione, la
semplificazione, se vogliamo, dell'attività burocratica
relativamente alle autorizzazioni.
Allora, non può rientrare, non è questa la sede per affrontare
questa materia, onorevole Arena. E' un emendamento che va tenuto in
forte considerazione, assessore Russo, ma, secondo me, non
rientrerebbe all'interno dell'articolo 3.
C'è, però, una questione che avrei piacere di segnalare
all'Assessore. E' quella relativa al problema della pulizia di quei
luoghi di competenza della provincia. Nessuno ne parla. In maniera
molto semplificata, mi riferisco alle strade provinciali. Oggi non
ci sono strade provinciali dell'isola che non siano invase dai
rifiuti. La competenza è delle province, ma non c'è un capitolo di
spesa ben preciso...
ARENA. Quello verrà dopo...
FALCONE. Sì, sì, ma ci stiamo arrivando. Allora, attenzioniamo
determinati aspetti. In questo articolo, tra l'altro, avendo
approvato l'emendamento del Governo e della Commissione che regola
l'articolo 197 del decreto legislativo n. 152, mi sembrerebbe che
in quel cappelletto, siano ricomprese e sintetizzate, appunto, le
competenze della provincia. Tutto il resto mi sembrerebbe
superfluo, potremo anche finire qui.
Quindi, dico di riflettere bene su questo emendamento, non mi
sembra attinente la stessa materia e, pertanto, non credo possa
essere collocato in questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, penso sia
utile un attimo riflettere su due aspetti.
Relativamente al primo aspetto, quando si parla di accordi
interprovinciali e di tipologia di rifiuti, se non erro, parliamo
anche di rifiuti speciali. Questo è il primo punto su cui,
assessore, vorrei un attimo capire bene cosa stiamo normando,
perché la lettera f dice una cosa precisa, riferendosi alla
tipologia di rifiuti , su un accordo interprovinciale. Non so se
sto leggendo bene o se, invece, sto interpretando male
Seconda questione: se si parla di tipologia di rifiuti, siamo ai
rifiuti speciali, e, quindi, è l'argomento che introduce
l'emendamento del collega Arena. Dobbiamo oltretutto stare attenti
a due questioni.
Per quanto riguarda la prima, a proposito dei rifiuti speciali,
il problema posto è dei tempi di autorizzazione ma, fino ad oggi,
non mi risulta che sia stato questo il problema Il problema è
semmai un altro. E cioè quanti impianti di questo tipo si
organizzano per lo smaltimento o l'interramento. Seconda questione.
Attenzione a sostituire il parere di un consiglio comunale, che non
è tale, bensì una delibera e che, di fatto, adotta una variante. Mi
pare una cosa estremamente pericolosa e glielo dico subito e
francamente, onorevole Arena.
Noi sostituiamo alla delibera di attuazione del consiglio
comunale, variante articolo 5, un parere di un sindaco.
Stiamo attenti Il parere di un sindaco - seppure si tratti,
onorevole Buzzanca, del sindaco più illuminato di questo mondo - è
sempre il parere di un sindaco
Altra cosa è un organo consiliare che approfondisce la questione,
che è sovrano in Sicilia per quanto concerne l'aspetto urbanistico
e che, comunque, valuta la necessità o meno di andare a variante
per quanto concerne un impianto di questo tipo.
Quindi, mi permetto in maniera molto umile di dire all'onorevole
Arena che è meglio che questo emendamento venga ritirato.
Nel contempo, chiedo al Governo se la locuzione tipologia di
rifiuti sia esaustiva di quel che si vuole dire o se, un domani,
possa porre problemi di interpretazione.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. La complessità delle questioni affrontate, in
così breve volgere di tempo, mi suggerisce di chiedere
all'onorevole Arena e agli onorevoli proponenti l'emendamento di
valutare la possibilità di accantonarlo, così come accaduto già in
altre consimili occasioni.
Preannuncio, altresì, signor Presidente, che quando arriveremo
alla lettera g, dovrei fare una segnalazione.
PRESIDENTE. Accoglie la proposta dell'assessore relativa
all'accantonamento?
ARENA. Accolgo la proposta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'emendamento 3.7.
Si passa all'emendamento 3.4.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Se è possibile, per quanto riguarda la lettera g,
si dovrebbe intervenire in sede di coordinamento ex articolo 117,
perché è reiterativa di una parte della lettera e.
PRESIDENTE. Assessore, al riguardo ci sarebbe l'emendamento 3.16
che così recita: «All'articolo 3 è cassata la lettera g) del comma
1». Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.11 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.12, a firma dell'onorevole
De Luca.
DE LUCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.17, a firma dell'onorevole Mancuso.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.5, a firma degli onorevoli Cracolici e
De Benedictis.
DE BENEDICTIS. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.6.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ribadire
l'importanza dell'emendamento in esame che non penso abbia bisogno
di essere illustrato. Non penso neppure debba essere caldeggiato.
Ritengo che stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni
con strutture pubbliche universitarie possa sicuramente completare
l'articolato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.6. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.13, a firma dell'onorevole
De Luca.
DE LUCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.8.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le chiederei, per prassi legislativa, di prevedere per
le abrogazioni, e tutto quello che naturalmente non riguarda
direttamente l'articolo stesso, di postergare le decisioni,
appunto, ad un ultimo articolo, così come di solito avviene in
Aula.
Per l'eventuale abrogazione di una previsione normativa, infatti,
ci vuole sicuramente maggiore riflessione e bisogna prevederne la
soppressione alla fine dell'articolato, appunto, con un nuovo
articolo. Il Governo poi valuterà tutte le proposte di abrogazione
di norme.
Le chiedo, quindi, di accantonare l'emendamento e rinviarlo in un
eventuale ultimo articolo che rechi la proposta di abrogazione di
norme: quando abroghiamo una norma, è chiaro che gli effetti sono
tali che tutta l'Assemblea deve rendersi conto.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, l'articolo 160 riguarda
competenze delle province regionali in riferimento alla
salvaguardia e alla pulizia di parti esterne ai territori urbani e
del litorale e delle spiagge.
Io non ho niente in contrario che vengano sottratte alla
provincia, ma contemporaneamente dovremmo dire chi esercita queste
funzioni e dovremmo trasferirle alle SRR, perché diversamente
rischieremmo di lasciare parte del territorio scoperto.
Dovremmo fare un trasferimento di competenze piuttosto che
un'abrogazione della norma.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli assessori,
la volontà di abrogare l'articolo 160 della legge regionale n. 25
del 1993 nasce, anche in questo caso come poc'anzi, da una palese,
lampante esigenza manifestata dal nostro territorio, di cui, tra
l'altro, si è anche abbondantemente dibattuto in un'Aula a fari
spenti , proprio ieri sera con l'onorevole Falcone, e con altri
parlamentari, con l'assessore Russo: riguarda solo e semplicemente
la necessità di prevederla. Diceva poc'anzi l'onorevole Di
Benedetto che non si abroga se non si pensa ad una soluzione.
Non sarebbe peregrino, ad esempio, pensare che ai comuni su cui
insistono le famose strade provinciali, o spazi extraurbani,
tornino o comunque abbiano per la prima volta le competenze per
potere provvedere a quanto recitato dalla legge.
Perché dico questo? Perché noi sappiamo che le province regionali
non sono solite poi rimpinguare i capitoli destinati allo scopo, o
addirittura in molti casi non li creano assolutamente e, quindi,
abbiamo una previsione legislativa non efficace nei fatti da una
modalità operativa che dovrebbe, invece, vedere le province
coinvolte o prevedere il capitolo di spesa. In realtà ciò non
esiste. O questi capitoli non ci sono o, se ci sono, sono privi di
dotazione finanziaria.
Quindi, ritengo assolutamente necessaria una rivisitazione
legislativa, attraverso l'abrogazione dell'articolo 160 della legge
regionale 25 del 1993 che fino ad oggi ha dato risultati
fallimentari in quanto abbiamo in Sicilia decine, se non vogliamo
parlare di centinaia, di testimonianze, con un coinvolgimento
uniforme nel territorio, sia nella Sicilia orientale che nella
Sicilia occidentale, nei termini di un servizio che non viene
effettuato, molto spesso - appunto - per mancanza di dotazione
finanziaria.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo posto
precedentemente il problema della pulizia in relazione alle
competenze che molte volte non vengono esercitate dalle province.
E, però, ho non poche perplessità sull'idea di abrogare una norma
senza trovare l'alternativa.
E' vero che le province non esercitano, di fatto, queste
competenze di pulizia, di rimozione dei rifiuti solidi, ingombranti
cioè tutto ciò che occorre per tenere in buono stato l'ambiente, il
territorio. Tra l'altro, l'articolo 160, in maniera chiara -
prescrive obbligatoriamente - obbliga, cioè, le province a
determinate funzioni. Quindi, se noi in questo momento andassimo ad
abrogare questa norma senza prevedere l'alternativa, onorevole
Arena, rischieremmo di non fare un buon servizio. Dico, allora,
che aderisco alla proposta del presidente Mancuso di accantonare
questo emendamento.
Signor Presidente, fermiamoci un attimo: sono dell'avviso di
esaminare l'emendamento nella parte finale che riguarda le norme
transitorie e le eventuali abrogazioni. Tra l'altro, mi sembra che
l'onorevole Di Benedetto avesse parlato di trasferire queste
competenze alle SRR. Ma se le trasferissimo alle SRR, dovremmo
pensare che questo servizio viene messo a carico dei cittadini,
perché necessita di un tributo, necessita il pagamento dello stesso
servizio in capo ai cittadini, quindi andremmo ad ingarbugliare la
materia.
Pertanto, propongo di rifletterci un attimo: soprassediamo su
questo emendamento, lo accantoniamo e vediamo di modulare un testo
che possa conciliare le aspettative e le competenze delle province
con quelle del territorio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dispongo che l'emendamento 3.8 sia
espunto dall'articolo 3 e lo trasferiamo alla fine dell'articolato,
all'articolo 19 bis, che sarà l'articolo che contiene abrogazioni e
modifiche di norme.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'emendamento 3.7. Assessore, se siamo in condizioni di
andare avanti, visto che non ci sono altri emendamenti all'articolo
3, lo riprendiamo mi riferisco all'emendamento 3.7, quello a firma
dell'onorevole Arena ed altri, e che è l'ultimo emendamento rimasto
prima di votare l'articolo 3. Siamo in grado di procedere con
l'esame?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Avverto l'esigenza di un approfondimento. Lo
affido all'Aula.
PRESIDENTE. No, è un emendamento un po' complesso. Allora
accantoniamo l'emendamento 3.7 con l'articolo 3.
DE LUCA. Ci sono due emendamenti accantonati
PRESIDENTE. No, solo il 3.7. L'emendamento 3.8 è stato trasferito
all'articolo 19 bis del disegno di legge, che recherà norme di
abrogazioni e modifiche di disposizioni legislative.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Competenze dei comuni
1. I comuni concorrono alla gestione integrata dei rifiuti urbani
e assimilati, secondo quanto previsto dall'articolo 198 del decreto
legislativo 152/2006, in raccordo con le Autorità d'ambito che
esercitano le relative competenze ai sensi dell'articolo 200 del
citato decreto legislativo 152/2006. I comuni approvano, altresì, i
progetti di bonifica dei siti inquinati.
2. Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:
a) stipulano il contratto di appalto per l'affidamento del
servizio di gestione integrata dei rifiuti con i soggetti
individuati con le modalità di cui all'articolo 15 dalle Autorità
d'ambito, relativamente al territorio di ogni singolo comune;
b) assicurano il controllo del pieno adempimento dell'esecuzione
del contratto di servizio nel territorio comunale;
c) provvedono al pagamento del corrispettivo per l'espletamento
del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio
comunale, assicurando l'integrale copertura dei relativi costi,
congruamente definendo a tal fine, sino all'emanazione del
regolamento ministeriale di cui all'articolo 238 del decreto
legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la
tariffa d'igiene ambientale (TIA) o la tassa per lo smaltimento dei
rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci
le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità, secondo le
modalità di cui all'articolo 6, comma 6;
d) provvedono, altresì, all'adozione della delibera di cui
all'articolo 159, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di
gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del
vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine
cronologico;
e) adottano, ove necessario, la delibera di cui all'articolo 194,
comma 1, lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti
degli amministratori dell' Autorità d'ambito;
f) adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata
in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di
gestione dei rifiuti di cui all'articolo 9 ed al piano d'ambito di
cui all'articolo 10;
g) adottano disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella
gestione dei rifiuti;
h) determinano ed approvano la TARSU ed approvano la TIA
determinata dall'Autorità d'ambito;
i) provvedono all'abbattimento delle barriere architettoniche nel
conferimento dei rifiuti;
j) esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle
diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni
per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei
rifiuti cimiteriali;
k) emanano le ordinanze per l'ottimizzazione delle forme di
conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di
imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;
l) regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali non
pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e
dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme
vigenti, ove non disciplinati dalla Regione;
m) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le
Autorità d'ambito, all'interno degli strumenti di pianificazione
urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la
raccolta differenziata e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei
rifiuti;
n) promuovono attività educative, formative e di comunicazione
ambientale a sostegno della raccolta differenziata;
o) verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata
e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore, attraverso
un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle
associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.
3. I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di
partecipazione all'Autorità d'ambito possono promuovere la
valutazione, da parte dell'Assessorato regionale dell'energia e dei
rifiuti, dei costi stimati nel piano d'ambito per l'espletamento
del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L'Assessorato
medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni
dalla richiesta, prorogabili per una sola volta per ulteriori
sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie. Trascorsi
i predetti termini, i costi del servizio si intendono
definitivamente assentiti, fatta salva la potestà per le singole
amministrazioni comunali di impugnazione della relativa delibera o
del silenzio-assenso in sede giurisdizionale o con ricorso
straordinario al Presidente della Regione.
4. II sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192
del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed
integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell'ambito del
territorio comunale.
5. Nell'ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il
controllo sulla qualità e l'economicità del servizio espletato per
la gestione integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con
l'Autorità d'ambito e con il gestore del servizio, tutte le misure
necessarie ad assicurare l'efficienza e l'efficacia del servizio e
l'equilibrio economico e finanziario della gestione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 4.35 (I parte):
«Al comma 1 sostituire le parole Autorità d'ambito con società
consortili di regolamentazione »;
emendamento 4.35 (II parte):
«Al comma 2, lettera a), sostituire le parole Autorità
d'ambito con delle società consortili »;
emendamento 4.35 (III parte):
«Al comma 2, lettera e) sostituire le parole dell'Autorità
d'ambito con delle società consortili »;
emendamento 4.35 (IV parte):
«Al comma 2, lettera h) sostituire le parole ed approvano la
TIA determinata dall'Autorità d'ambito con e la Tariffa di
igiene ambientale con le modalità e nei limiti previsti
dall'articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006; »;
emendamento 4.35 (V parte):
«Al comma 2 lettera m) sostituire le parole Autorità d'ambito
con società consortili tra enti locali di cui al successivo
articolo 6 »;
emendamento 4.35 (VI parte):
«Al comma 3 sostituire le parole all'Autorità d'ambito con
alla società consortile di regolamentazione d'ambito »;
emendamento (VII parte):
«Al comma 5 sostituire le parole con l'Autorità d'ambito con
Scon la società consortile di regolamentazione »;
- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca:
emendamento 4.23:
«Sopprimere l'articolo 4»;
emendamento 4.24:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 4.25:
«Sopprimere il comma 2»;
emendamento 4.31:
«Il comma 3 è soppresso»;
emendamento 4.32:
«Il comma 4 è soppresso»;
emendamento 4.34:
«Il comma 5 è soppresso»;
- dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto e Apprendi:
emendamento 4.8:
«Sostituire l'articolo 4 con il seguente:
Art. 4
Competenze dei comuni
1. I comuni provvedono alla gestione integrata dei rifiuti urbani
e assimilati, secondo quanto previsto dall'art. 198 del decreto
legislativo 152/2006, di concerto con le Autorità d'ambito. I
comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti possono
provvedere direttamente allo spazzamento delle aree urbane e alla
raccolta differenziata.
2. Per le finalità di cui al comma 1 gli altri comuni:
a) stipulano il contratto di appalto per l'affidamento del
servizio di gestione integrata dei rifiuti con i soggetti
individuati con le modalità di cui all'articolo 15 dalle Autorità
d'ambito;
b) assicurano il controllo del pieno adempimento dell'esecuzione
del contratto di servizio nel territorio comunale;
c) provvedono ad approvare il piano finanziario preventivo per la
raccolta e smaltimento dei R.S.U. di cui all'ultimo comma dell'art.
3;
d) provvedono al pagamento de corrispettivo per l'espletamento del
servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale,
assicurando l'integrale copertura dei relativi costi, congruamente
definendo a tal fine, sino all'emanazione del regolamento
ministeriale dei cui all'articolo 238 del decreto legislativo n.
152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa
d'igiene ambientale (TIA) o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani (TARSU), ovvero provvedendo nei propri bilanci le
risorse necessarie e vincolandole a dette finalità, secondo le
modalità di cui all'articolo 6, comma 6;
e) provvedono, altresì, all'adozione della delibera di cui
all'articolo 159, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di
gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del
vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine
cronologico;
f) entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge
adottano, ove necessario, la delibera di cui all'articolo 194,
comma 1 lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
per i debiti maturati nei confronti delle società d'ambito;
g) adeguano il regolamento comunale per l'avvio o l'ampliamento
della raccolta differenziata in conformità alle linee guida
allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti di cui
all'articolo 9 ed al piano d'ambito di cui all'articolo 10;
3. Il sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192
del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed
integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell'ambito del
territorio comunale. Nell'ambito del proprio territorio, ciascun
comune esercita il controllo sulla qualità e l'economicità del
servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti,
attivando, di concerto con l'Autorità d'ambito e con il gestore del
servizio, tutte le misure necessarie ad assicurare l'efficienza e
l'efficacia del servizio e l'equilibrio economico e finanziario
della gestione. »;
- dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo:
emendamento 4.9:
«Al comma 1 cassare il periodo da in raccordo fino a
152/2006 »;
emendamento 4.12:
«Al comma 2, lettera a), sopprimere il periodo dalle autorità
d'ambito, relativamente al territorio di ogni singolo comune »;
emendamento 4.15:
«Al comma 2, lettera e), sopprimere il periodo avviando la
conseguente azione di responsabilità nei confronti degli
amministratori dell'autorità d'ambito »;
emendamento 4.18:
«Al comma 2, lettera m), sopprimere le parole autorità
d'ambito »;
emendamento 4.21:
«Al comma 3 le parole autorità d'ambito sono sostituite dalle
parole organismo di regolazione di cui all'articolo 5 della
presente legge »;
- dall'onorevole Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone, Formica e
Vinciullo:
emendamento 4.5:
«Al comma 2 cassare la lettera a)»;
emendamento 4.6:
«Al comma 2 cassare la lettera c)»;
emendamento 4.7:
«Al comma 2, lettera d) dopo le parole provvedono, altresì,
aggiungere sino alla sostituzione della TARSU con la TIA »;
emendamento 4.29:
«Al comma 2, sostituire la lettera m) con la seguente:
m) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le
autorità d'ambito, all'interno degli strumenti di pianificazione
urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessarie per la
raccolta differenziata e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei
rifiuti. Favorendo la progettazione di un sistema industriale che
preveda anche la modifica e l'ampliamento degli impianti
attualmente esistenti e la realizzazione degli impianti già
autorizzati »;
- dalla Commissione:
emendamento 4.1:
«Al comma 1 dopo le parole i comuni approvano aggiungere per la
parte di competenza »;
emendamento 4.2:
«Al comma 2, lettera b) dopo le parole territorio comunale
aggiungere in ordine alle fasi di spazzamento, raccolta ed avvio
dei rifiuti agli impianti di trattamento e recupero »;
emendamento 4.3:
«Al comma 2, lettera g) dopo le parole adottano aggiungere per
quanto di competenza »;
emendamento 4.4:
«Al comma 4 dopo le parole il sindaco aggiungere ad esclusione
degli impianti posti al servizio di più comuni »;
emendamento 4.37:
«Al comma 1 il primo alinea è sostituito con il seguente periodo:
I comuni esercitano le funzioni di cui all'articolo 198 del
decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo, nell'ambito della
propria competenza, alle finalità di cui al comma 2 »;
emendamento 4.38:
«Al comma 1 è soppresso l'ultimo periodo»;
emendamento 4.39:
«All'articolo 4, comma 2, è soppressa la lettera c)»;
emendamento 4.40:
«All'articolo 4, comma 2, cassare la lettera h)»;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia e Faraone:
emendamento 4.11:
«Al comma 1 sostituire le parole Approvano, altresì, i progetti
di bonifica dei siti inquinati con Esprimono altresì parere sui
progetti di bonifica dei siti inquinati, che la Regione approva »;
- dagli onorevoli Faraone, Cracolici, Panarello, Apprendi e altri:
emendamento 4.10:
«Al comma 1, dopo le parole i progetti di bonifica dei siti
inquinati aggiungere le parole: e la realizzazione e
l'adeguamento dei centri di raccolta dandone comunicazione alla
Regione ed alla Provincia competente. »;
- dagli onorevoli Rinaldi, Ammatuna, Galvagno, Gucciardi e
Vitrano:
emendamento 4.26:
«Al comma 2, la lettera a), sostituire la parola stipulano con
possono stipulare .
Al comma 2, alla lettera b), dopo le parole dell'esecuzione del
aggiungere le parole l'eventuale »;
emendamento 4.27:
«Al comma 2, alla lettera a) sostituire la parola stipulano con
possono stipulare »;
emendamento 4.28:
«Alla lettera b) dopo le parole dell'esecuzione del aggiungere
la parola l'eventuale »;
- dagli onorevoli Arena, Musotto e Romano:
emendamento 4.13:
«Al comma 2, lettera c), sostituire la parola smaltimento con la
parola gestione »;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Di Guardo e Termine:
emendamento 4.16:
«Al comma 2, sostituire la lettera h) con la seguente:
h) determinano, riscuotono, e approvano la TARSU, approvano e
riscuotono la TIA determinata dall'Autorità d'ambito »;
emendamento 4.17:
«Al comma 2, lettera k), alla fine aggiungere le parole nel
rispetto delle indicazioni di cui alla lettera l) del comma 3,
articolo 9, della presente legge »;
emendamento 4.19:
«Al comma 2, lettera n), alla fine aggiungere le parole secondo
le regole dettate ai sensi dell'articolo 9, comma 3, lettera n)
della presente legge »;
emendamento 4.20:
«Al comma 2, lettera o), sostituire le parole attraverso un
comitato indipendente fino a comitati cittadini con le parole
attraverso il proprio ufficio tecnico »;
subemendamento 4.20.1:
«All'articolo 4, comma 2, lettera o), alla fine del comma
aggiungere le parole e/o attraverso il proprio ufficio tecnico »;
- dagli onorevoli Corona, Bosco, Limoli e Torregrossa:
emendamento 4.30:
«Al comma 2, lettera m) aggiungere dopo le parole per la raccolta
differenziata le parole per la separazione secco umido .
Alla fine del comma aggiungere le parole anche mediante la
progettazione di un sistema industriale. Favorendo altresì, nel
rispetto della progettazione dell'autorità d'ambito la modifica e
l'ampliamento degli impianti attualmente esistenti e la
realizzazione degli impianti già autorizzati »;
emendamento 4.33:
«Al comma 5, dopo la parola gestione aggiungere le parole
favorendo la realizzazione di impianti diretti alla separazione
secco-umido, al recupero energetico che non siano in contrasto con
gli obiettivi prefissati dall'autorità d'ambito. Favorendo,
altresì, la progettazione e l'utilizzo di nuove tecnologie sempre
che non siano in contrasto con gli obiettivi regionali e
dell'autorità d'ambito »;
- dagli onorevoli Laccoto, Mattarella e altri:
subemendamento 4.8.1:
«E' abrogata la lettera f)».
L'emendamento 4.23 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.8, a firma Panepinto ed altri.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ritirato
l'emendamento abrogativo, ma desidero che il Governo, prima di
entrare nel merito della discussione, chiarisca la portata
dell'emendamento 4.35, in quanto modifica sostanzialmente la
previsione originaria, ma non la modifica semplicemente in modo
terminologico, perché introduce un nuovo modello di organizzazione
delle società di cui dovrebbero fare parte i Comuni.
Siccome la previsione originaria è completamente modificata
dall'emendamento 4.35, credo che sia opportuno che il Governo
spieghi, intanto, il perché di questa modifica, che non è da poco.
Stiamo parlando di una logica totalmente diversa e questo,
naturalmente, rimette in discussione quelle che possono essere, non
solo le competenze dei Comuni, ma quanto meno il ruolo dei Comuni
stessi all'interno di questa nuova strategia.
Pertanto, chiederei, signor Presidente, in modo inusuale, che
prima il Governo chiarisca qual è la strategia sull'articolo 4, in
funzione dell'emendamento 4.35, perché molti emendamenti potrebbero
essere, appunto, ritirati a seconda di come il Governo si esprimerà
su questa nuova impostazione.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, la
trasformazione della dizione non è terminologica ma è un ritorno
alle origini, nel senso che quest'Aula, già nel 2007, aveva
sapientemente anticipato ciò che nel resto del territorio nazionale
sta per accadere e non è ancora accaduto, vale a dire rafforzare il
ruolo dei Comuni nell'organizzazione complessiva. Tanto è vero che,
con l'articolo 45 della legge regionale 2 del 2007, quest'Aula
aveva già previsto che dal modello Autorità d'ambito' sic et
simpliciter, contenuto nel decreto Matteoli, si passasse ad una
organizzazione consortile, proprio per potenziare quanto più
possibile il ruolo dei Comuni.
In questa logica, stante che anche il legislatore nazionale -
come, peraltro, in occasione precedente è accaduto e non accadeva
però da tempo - si è posto nella logica già individuata dal
legislatore regionale, è parso opportuno rafforzare il ruolo dei
Comuni tornando al modello consorzio'.
Perché fra consorzio di diritto pubblico' e società consortile'
si è scelta quest'ultima? Perché solo la società consortile poteva
dare la possibilità di salvaguardare i livelli occupazionali,
perché il consorzio di diritto pubblico non avrebbe potuto assumere
direttamente le persone che già lavorano nelle società d'ambito in
quanto, essendo un soggetto di diritto pubblico, avrebbe dovuto
fare procedure di concorso con posti riservati per non più del 50
per cento: e, quindi, sarebbe stato, dal punto di vista sociale,
particolarmente d'impatto.
Tuttavia, per garantire l'assoluta predominanza degli enti locali
nell'organizzazione, come si vedrà meglio in dettaglio all'articolo
6 del disegno di legge, le società consortili possono essere
partecipate esclusivamente, nelle proporzioni che il disegno di
legge individua, dai Comuni ed in minima percentuale dalla
Provincia; nessun altro soggetto diverso dai Comuni e dalla
Provincia - né pubblico né privato - potrà partecipare alla società
consortile; i ruoli di presidenza sono riservati anch'essi agli
enti locali, così come quelli di amministrazione e di titolarità
nelle assemblee.
Dunque, è a tutti gli effetti - lo dice lo stesso nome - un
consorzio costituito in forma di società all'esclusivo fine di cui
abbiamo detto.
Peraltro - e in questo do una valutazione a proposito della
proposta di abrogazione dell'articolo 160 - trasferire alla società
le competenze dell'articolo 160, vi dico sin da subito, che mi
lascia perplesso per due ordini di motivi: il primo, perché le
società consortili, secondo me, non devono essere - se non vogliamo
ripetere il disastro e adesso ve ne parlerò in due battute -
soggetti di gestione di nulla; il secondo motivo è perché, se
portassimo competenze alle società consortili, dovremmo trovare la
relativa copertura finanziaria.
A proposito del disastro volevo farvi il bollettino di
aggiornamento, se il Presidente mi concede altri due secondi.
Arriva oggi da Messina comunicazione di sospensione delle attività
in un ATO, in uno degli ATO disponibili, per perdurante chiusura
della discarica di Motta S. Anastasia.
Mi arriva dall'ATO Palermo 1 una richiesta di anticipazione per un
mese di attività, per la modica cifra di 4 milioni di euro, che
moltiplicato per 12 mesi, sono 48 Erano le cose che vi dicevo
ieri.
Abbiamo visto il bilancio COINRES - si sta formando - che prevede
38 milioni di euro per l'anno 2008 cui, a seguito di una recente
sentenza del giudice del lavoro di Termini Imerese, se ne
aggiungono altri 8 per un complessivo di 46 milioni di euro.
Come vedete, la stima di un miliardo 134 milioni fatta ieri corre
il rischio di essere approssimata per difetto.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente onorevoli colleghi, prendo atto che il
Governo ha ritenuto opportuno cambiare tipologia di soggetto
giuridico e, quindi, è stato suggerito nell'emendamento di
individuare una forma societaria consortile.
Però, rispetto alle motivazioni, Assessore, ritengo che sia il
caso di approfondire le ragioni che lei ha intanto comunicato
all'Aula, con riferimento all'articolo 18 del decreto legge 112 del
2008 perché credo che, da questo punto di vista, a questa soluzione
che lei sta prospettando, si applichino - appunto, alla società
consortile - anche il codice dei contratti e le norme in merito al
reclutamento del personale.
Pertanto, se la motivazione - tranne che io abbia capito male - è
quella di pensare a come salvaguardare automaticamente il personale
attualmente in servizio presso queste strutture, e mi pare che si
parlasse di 9 mila, 10 mila, 8 mila, 7 mila - non sappiamo - unità,
ma comunque anche su questo ci sarà da discutere, ebbene, io già
dico chiaramente che sono fermamente contrario a questa soluzione,
cioè quella di pensare a un modello societario solo e semplicemente
perché c'è una situazione da affrontare. Situazione che, fra
l'altro, va comunque sviscerata nei suoi dettagli in quanto, se è
vero come si sostiene che fino a qualche mese addietro si è
continuato a reclutare del personale, francamente non sono
disponibile ad andare contro il voto che ho espresso nelle leggi
finanziarie che, come noto, hanno portato al totale blocco delle
assunzioni.
Perché faccio questo ragionamento, Assessore? Perché non posso
immaginare di accettare un modello societario che sia proposto
proprio per risolvere quella questione Di conseguenza, suggerirei,
signor Presidente, se anche l'Assessore è d'accordo, perché
l'articolo 4 è gran parte della riforma, che l'articolo in
questione venga accantonato perché dall'esame di esso dipenderanno
una serie di modifiche, di atteggiamenti dell'Aula, e anche del
sottoscritto, con riguardo agli emendamenti proposti.
Ribadisco, di conseguenza, l'opportunità che noi, sull'articolo 4,
possiamo avere un quadro più completo, perché le finalità di alcune
modifiche, per quanto mi riguarda, non mi convincono, questo ve lo
voglio dire chiaramente.
Quindi, se è possibile, signor Presidente - e se il Governo è
d'accordo - accantoniamo l'articolo 4 e andiamo avanti, anche se
lei, Assessore, sicuramente avrà da chiarire ulteriormente
l'articolato, però io sento la necessità di approfondire ora
l'articolo 4, alla luce dell'emendamento che ha presentato il
Governo e anche delle motivazioni che ha esposto.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero
segnalare che al Governo non era sfuggita l'esistenza
dell'articolo 18 del decreto legge n. 112 del 2008 che, tanto per
intenderci, è quello che obbliga le società pubbliche a procedere
con assunzioni mediante concorso.
Ancora una volta, l'Aula aveva anticipato il legislatore
nazionale introducendo quest'obbligo già con il menzionato
articolo 45 della legge n. 2 del 2007.
L'onorevole De Luca non ha nessuna difficoltà a convincermi del
fatto che questo è un aspetto fondamentale. E' ovvio che la
società consortile non è un modello pensato per rispondere solo a
quella esigenza, è il modello più diffuso. Ad esempio, vorrei
richiamare la vostra attenzione sulla società omologa che esiste
in Toscana, però non ho ritenuto di proporre all'Aula un nome
siffatto, perché qui ha una declinazione un poco particolare.
Quella società si chiama Toscana ricicla , figuratevi cosa
sarebbe successo se l'avessimo chiamata Sicilia ricicla Penso
che non sarebbe stato granché elegante
DE BENEDICTIS. Riciclaggio Sicilia
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Immediatamente, avrebbero detto persino per
legge, lo fanno
Vorrei, se è possibile, rasserenare il dibattito sin da subito e,
quindi, mi pare che si possa proseguire, perché volevo richiamare
l'attenzione sul testo dell'articolo 18 citato, che opportunamente
l'onorevole De Luca ha richiamato, in particolare il comma 8, che
ripropone una formula già presente nel disegno di legge originario:
ciò per segnalare che c'è una scelta precisa del Governo che, se
si vuole può essere ulteriormente esplicitata, ma c'è già, nella
parte in cui si dice che l'assunzione ha luogo a condizione che
l'originario rapporto di lavoro dipendente o le progressioni di
carriera siano stati costituiti o realizzati nel rispetto della
normativa di riferimento o in forza di pronuncia giurisdizionale
che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata .
Se si ritiene che questo non sia sufficiente, scriviamo pure che
siano stati costituiti in forza di pubblico concorso, ai sensi
dell'articolo 45 del 2007 o trasferiti dai comuni alle province o
alle regioni , è persino ovvio, ma su questo non c'è discussione da
parte del Governo che anzi è stato, se mi permettete, il primo e
più fervido assertore di questa come di altre soluzioni dedicate
alla moralizzazione dell'utilizzazione dei rapporti di lavoro in
questo contesto.
Per converso, onorevole De Luca, onorevoli deputati, non mi pare
equo, congruo, etico che persone assunte in forza di norme vigenti
in un dato periodo storico, siano buttate, in sì grande quantità,
al ciglio di una strada
Quelli che hanno acquisito il posto di lavoro in modo - non ho
paura delle parole - fraudolento o che siano stati ingannati da chi
gliel'ha fatto conquistare in modo illegittimo pagheranno debiti,
probabilmente non loro, perché si tratta di gente presa in giro;
viceversa, coloro che sono stati assunti nel rispetto delle leggi,
ho qualche difficoltà a immaginare - ma forse è un limite
soggettivo - che possano essere licenziati.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le segnalo, intanto, la delicatezza non solo degli
emendamenti ma anche delle proposte dei colleghi, come l'onorevole
De Luca ha voluto porre in premessa prima di parlare, nello
specifico, delle possibili variazioni dell'articolo 4.
La portata di molti emendamenti, considerata la campagna pre-
disegno di legge comunista - nel senso di vicinanza ai Comuni, non
nel senso di parte politica - ha portato, forse, ad esorbitare le
proposte emendative dei colleghi in quanto, signor Presidente, lei
si è accorto, sicuramente meglio di me, che alcuni emendamenti
recano il peso, non sulle competenze proprie dei Comuni, così come
richiamate dal decreto legislativo 152 e così come abbiamo già
stabilito con l'articolo 2 e 3, ma cercano di stravolgere il testo,
senza guardare, appunto, al citato decreto legislativo.
Le faccio un esempio: molte proposte emendative, compreso il primo
emendamento, il 4.8, riguardano ancora una serie di proposte
governative che vanno direttamente all'articolo 15, parlo di
riscossioni, di TIA, di TARSU; altre riguardano restrizioni di
competenze, non in conformità al decreto legislativo n. 152; altre
ancora propongono una forma di organizzazione che non è neanche
prevista nel decreto legislativo n. 152 e che non è prevedibile, in
quanto il disegno di legge che oggi è in Aula deve tenere conto di
un principio che è quello fondamentale della legge, cioè
l'integrazione della gestione dei rifiuti. Segnatamente a ciò,
faccio riferimento anche all'emendamento dell'onorevole Panepinto,
dove nella formulazione svolge una premessa e che riguarda una
particolarità che non è possibile accogliere, a proposito dei
Comuni inferiori a 10 mila abitanti, perché va contro a quelle che
sono le proposte, non solo di integrazione, ma anche di
organizzazione, così come ha previsto il Governo in questo stesso
disegno di legge.
La proposta dell'onorevole De Luca non è, quindi, peregrina, nel
senso che, al di là di tutta una serie di incongruenze, al di là di
epurare gli emendamenti di una serie di previsioni che dobbiamo
trasferire in altri articoli, è bene che una riflessione si faccia
prima che commettiamo un errore votando un articolo che,
certamente, poi, metterebbe in difficoltà l'intero impianto
normativo.
Voglio ricordare a me stesso, Assessore, che l'articolo 4 è come
l'articolo 3, così come l'articolo 2, richiamandoci ai princìpi
generali del decreto legislativo 152, e, in particolare, a una
serie di previsioni, ma da qui ad attribuire ai Comuni
particolarità in questo articolo mi sembra troppo.
Se dovessimo attribuire ai Comuni particolarità sull'azione di
governo dei Comuni stessi, naturalmente in conformità al decreto
legislativo e all'impianto che vuole dare il Governo, dobbiamo
pensare ad un articolo a parte, perché questo deve essere un
articolo di princìpi generali, così come prevede la legge, deve
essere in linea all'articolo 2 e all'articolo 3.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
non tedierò né l'Aula, né lei, né la Commissione nelle ragioni
dell'emendamento, che è sostitutivo dell'articolo 4 e si ricollega
ad altro emendamento che è stato trasferito dall'articolo 2
all'articolo 4, su proposta del presidente Mancuso, se non ricordo
male.
Non sono nemmeno d'accordo di rinviare la trattazione, perché ogni
articolo del disegno di legge presenta difficoltà, per cui pensare
di andare a fare una corsa a ostacoli', farebbe correre il rischio
di arrivare solo velocemente, accantonando tutto il resto,
all'articolo che stabilisce che la legge entra in vigore dopo
quindici giorni dalla pubblicazione Però, non c'è dubbio,
Assessore, che un minimo di approfondimento sulle questioni che
vengono poste da me e da altri deputati, su quale sia il ruolo e la
funzione dei comuni, va comunque fatto.
Voglio fare solo questa considerazione: i comuni in Sicilia - ma
penso in tutta Italia - hanno una esperienza di consorzi, sono
abituati, comunque, a svolgere funzioni in comunione con altri enti
territoriali solo utilizzando risorse.
Nel caso dei rifiuti e della relativa raccolta, credo che una
funzione, sia per quanto riguarda la parte economica sia per quanto
riguarda alcuni servizi che possono essere affidati direttamente ai
comuni, vada appunto prevista, per cui, non insistendo sulla
integrità dell'emendamento, la prego, Assessore, di potere
riscriverne i contenuti, sostanzialmente accogliendo quelle parti
che hanno un senso e una logica.
Assessore Russo, qui ci sono due scuole di pensiero: una prima che
considera responsabili di tutto il disastro dei rifiuti i comuni,
un'altra scuola di pensiero che, anziché un'assoluzione in toto,
ritiene che sia giusto comunque che alcuni compiti ai comuni vadano
pur dati. E ciò nella considerazione che trattasi di una riforma
che dovrà durare ancora anni, perché non credo che il Parlamento
sarà chiamato a riformare a breve quanto approverà in questi
giorni.
Non è la rivendicazione sindacale o parziale proveniente da chi,
comunque, riveste una funzione negli enti locali, ma è perché sono
i comuni i soggetti che andranno a costituire i consorzi. Per cui i
comuni non possono essere chiamati a vigilare, ad iscrivere in
bilancio le somme necessarie e a non partecipare al contempo a
tutto ciò che è l'attività preparatoria stessa del piano d'ambito e
legata alle società consortili costituende.
Anche la questione dei bilanci dei comuni, se non raccordati ai
bilanci delle consortili, rischia di determinare sempre una
differenza tra quanto dovrà pagarsi e quanto iscritto in bilancio:
perché, comunque, bisogna fare un allineamento con i tempi e i modi
che sono previsti dal decreto legislativo 267, rispetto ai tempi e
modalità previsti in questa riforma. Diversamente, Assessore, lei
correrà il rischio di ritrovarsi ancora con società che non saranno
più quelle d'ambito, ma saranno consortili, e maturare la stessa
incapacità, perché parliamo di bilanci di competenza e non di
cassa, come avveniva, appunto, per le società d'ambito. E
continuare ad avere differenze nell'allineamento delle poste di
bilancio.
Assessore, la prego di valutare che è così, perché lei avrà
società consortili che faranno bilanci consuntivi e comuni che
faranno bilanci di previsione.
Presidenza del presidente Cascio
Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della scuola
Lombardo Radice' di Catania
e del Liceo francese Boulloche'
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli studenti e ai
docenti della scuola Lombardo Radice' di Catania e del Liceo
francese Boulloche'.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola per ribadire in trenta secondi l'appello che faccio alla
Presidenza per modificare il Regolamento. E' impossibile quello che
avviene
Non è possibile, cioè, che avvenga in Aula, che su un emendamento
presentato da un collega, intervenga tutta l'Aula, il che sta a
significare che noi una legge non la faremo più
Se è vero che abbiamo gli stessi emolumenti, prebende e
quant'altro come i deputati nazionali e i senatori, anche perché
lei deputato nazionale credo che lo sia stato, a maggior ragione le
chiedo di tentare con i Capigruppo e con la Commissione apposita
per il Regolamento dell'Assemblea, di modificare, appunto, le norme
regolamentari interne, così da riportare, quindi, io dico, la
validità del fatto che ci siano le Commissioni legislative. Le
Commissioni, infatti, è come se non ci fossero più, perché non
esiste più nulla di ciò che è stato presentato in Commissione
Il Governo? Si adegua anch'esso - sbagliando, indovinando - a
quanto avviene in Aula e presenta gli emendamenti, regolarmente,
come se le Commissioni non esistessero più E, allora, l'Aula è
diventata la cassa di risonanza di 90 interventi su 90 emendamenti,
il che significa che su ogni emendamento ci sono 90 interventi, e
questo non produce nessun risultato positivo per l'Assemblea di cui
lei, signor Presidente, modera il dibattito e che io ritengo sia
l'organo più importante e in base al quale la Sicilia dovrebbe
andare avanti, mentre, invece, fa passi notevolmente indietro.
Ho chiesto anche un suo intervento sui Gruppi parlamentari per
quelle che sono le loro competenze, di farsi un bel giro' e poter
comprendere come sono combinate tutte le finanze dei Gruppi: il
Gruppo misto che non c'è più, dei soldi prestati al Gruppo misto e
che poi non ritornano più in Assemblea, cioè di dare il senso di
un'attenta valutazione prima che ci metta le mani la Magistratura
un giorno o l'altro.
Bisogna tentare, inoltre, di ridare senso e significato al ruolo
del deputato che appartiene al Gruppo parlamentare, degli elementi
che stanno all'interno del Gruppo, delle spese effettuate dai
Gruppi e come si fanno insomma, tutto questo per ridare all'Aula la
dignità di un Parlamento che, credo, ogni giorno decada sempre di
più.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'impostazione
dell'articolo 4 è fondamentale per questo disegno di legge che,
certamente, avrà ripercussioni sulla gestione ordinaria dei comuni,
nonché su quella straordinaria, cioè su alcune regole che vengono
qui fissate.
Credo, anche per riprendere quanto diceva il collega Panepinto,
che, in effetti, qui ci sia una discrasia nell'ambito delle
condizioni del bilancio ordinario dei comuni, sia esso preventivo
che consuntivo.
Assessore, il meccanismo che è avvenuto finora all'interno degli
ATO è stato proprio questo. Noi dobbiamo consentire ai comuni di
poter incidere sui problemi riguardanti i bilanci, chiamiamoli ora,
dei consorzi. Perché? Perché quando al comma 3, dell'articolo 4, da
una parte, diciamo che solo i comuni che raggiungono il 20 per
cento possono rivolgersi all'Assessorato per avere una congruità o
meno di quelle che sono le tariffe (siano esse TIA, poi si vedrà,
io sorvolo sul problema), evidentemente c'è anche una discrasia con
quelli che sono gli oneri degli stessi comuni: cioè, in questa
fase, abbiamo caricato tutta la responsabilità ai comuni che devono
rispondere, nei propri bilanci, con somme vincolate all'esercizio
delle funzioni del servizio di raccolta.
Dall'altra parte, però, credo che dobbiamo analogamente mettere in
condizione i comuni di avere un ruolo decisionale in queste
vicende. Altrimenti, ci troveremmo, perché il meccanismo è anche
perverso, ad avere i comuni in dissesto Tra l'altro, lei sa qual è
la mia opinione personale su questa norma Io aspetto ancora di
capire qual è la possibilità che la norma ci darà di affrontare il
problema della mancanza di risorse finanziarie in questa fase per
potere affrontare il momento dell'emergenza.
Lei ha citato poc'anzi l'ATO della provincia di Messina. Le posso
assicurare che gli ATO sono già due, i cui gestori hanno
praticamente rescisso il contratto: sono due, dunque, in una città
con una popolazione di circa 300 mila abitanti e che, in questa
fase, si ritrova senza servizio di igiene, senza il pagamento degli
stipendi al personale addetto. E non è una cosa semplice poter
caricare tutto sui comuni
Perché vede - lo ripeto fino alla nausea - i comuni hanno subìto
questo sistema degli ATO da parte del Commissario per l'emergenza
rifiuti. Ora, affrontare un nodo così gravoso, e capisco che anche
per lei è un compito altrettanto gravoso, può farci riflettere
anche sul modello delle Marche. Ma questo modello delle Marche, è
tale in un altro contesto Parliamoci chiaramente, perché l'ho
visto. Il contesto in cui ha operato la Sicilia è un contesto
completamente diverso rispetto a quello delle Marche
Mi sono permesso, quindi, di presentare un subemendamento
all'emendamento 4.8 del collega Panepinto, in cui sostanzialmente
prevedo che oggi i comuni, tout court, non possano accollarsi i
debiti pregressi, senza affrontare seriamente questo stesso
problema in Finanziaria. E ciò perché sarebbe una follia E' un
sistema che salta e, quando salta il sistema dei comuni, salta - a
ruota - il sistema delle province, salta a ruota il sistema della
Regione Non illudiamoci che questa vicenda possiamo affrontarla
così superficialmente, con la voglia solo di dire che abbiamo
operato in un certo senso
Devo dire che su questa vicenda dei comuni, delle competenze dei
comuni, bisogna un attimo approfondire e soffermarsi ancor di più,
non caricando gli errori del passato anche per il futuro.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il
problema non sia quello di accantonare un articolo, ma quello di
fare chiarezza. Perchè una cosa è avere in mente un problema e
volerlo risolvere, quali sono gli obiettivi che dobbiamo
raggiungere, altra cosa è quella di immaginare che possiamo fare
una legge non tenendo conto del quadro normativo vigente e dei
limiti cui anche questa Assemblea regionale non può non essere
sottoposta.
E dico ciò, non soltanto perché qualunque disegno di legge va
sottoposto all'esame del Commissario dello Stato - che ha già fatto
sapere, e lo sappiamo anche direttamente da altri pronunciamenti,
quali sono le condizioni entro cui ci possiamo muoverci -, ma
perché tutto deve avere una congruità che noi stessi possiamo
leggere e darci con il quadro normativo nazionale.
Noi abbiamo note, rispetto alla questione dirimente e cruciale
della responsabilità che vogliamo affidare ai comuni, stanti le
condizioni vigenti, le disfunzioni del sistema e la
deresponsabilizzazione dei comuni stessi che non è che altra cosa
dall'immaginare gli enti locali vittima di qualcun altro. I comuni
sono semmai vittime di loro stessi
Ma detto questo, qui l'impianto normativo proposto nel disegno di
legge esitato dalla Commissione di merito sostanzialmente consente,
lo dico con una battuta, di governare l'intero sistema all'interno
dell'ATO con una possibilità chiara, per ciascun comune, di
individuare il proprio prodotto e di pagarlo assumendosene la
responsabilità
Oltre questo, lo ricordo a tutta l'Aula, noi non possiamo andare,
perché sono inderogabili - e, ripeto, inderogabili - i princìpi di
unicità della gestione e di gestione integrata del servizio. Altri
elementi, quindi, che volessero introdurre diversità di
impostazione, quantunque benemeriti, comprensibili, non sono dati a
quest'Aula
Allora, se noi dobbiamo accantonare quest'articolo per tali
ragioni, penso che dobbiamo accantonare il nostro mestiere di
legislatore e farne un altro Non possiamo accantonare l'articolo
4, signor Presidente, perché non abbiamo chiari i limiti della
nostra azione legislativa e le competenze entro cui ci possiamo
muoverci e vogliamo piuttosto credere di poter affidare ai comuni,
con meno di diecimila abitanti, competenze che in nessun caso
possiamo dare loro.
Ripeto, non possiamo derogare al principio di affidamento di
unicità del servizio e di affidamento della gestione integrata del
servizio. Possiamo trovare le forme per corresponsabilizzare al
massimo i comuni.
Non ho paura nel dire che la formulazione che oggi stiamo
discutendo, è nel testo base quella che più di ogni altra, fra le
legislazioni regionali in campo nazionale, si avanza in questa
direzione. Non possiamo rischiare di andare oltre certi limiti.
Il problema non si risolve accantonando l'articolo 4, affrontando
gli articoli 5 e 6, perché ogni articolo, da questo punto di vista,
ha la sua problematicità. Noi stiamo definendo le competenze dei
comuni che non possono non essere quelle affidate dal decreto
legislativo n. 152 del 2006. Altre non ne possiamo immaginare
Pertanto, vorrei che il Governo, opportunamente non distratto
dall'onorevole De Luca, su questo esprimesse il suo parere. Qui non
si tratta, infatti, torno a dirlo, di prendere tempo per ragionare
di una cosa che può essere modificata, si tratta di prendere atto
di quelli che sono i nostri limiti, entro questi muoverci e andare
avanti, senza immaginare soluzioni improponibili
L'articolo 4 può essere approvato, anzi io credo che debba essere
approvato, perché altrimenti i nodi verranno al pettine con gli
articoli 5 e 6, senza la chiarezza necessaria che è la fissazione
delle competenze, non a caso individuata all'inizio del disegno di
legge, altrimenti non potremo poi affrontare il seguito del testo.
Semmai ci fermiamo, non per esaminare l'articolo 5, per chiarire
questi aspetti, per riflettere, ma naturalmente non possiamo
prendere tempo per cercare di capire cose che vorremmo non capire.
Non è così. Le cose sono chiare o si capiscono o rischiamo di fare
una legge che poi non produrrà i suoi effetti.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo perché credo che questo articolo sia quello più
importante di questo disegno di legge, in quanto ne è il cuore.
E anche rispetto agli interventi che mi hanno preceduto, avevo già
esposto in precedenza quale era la mia opinione relativamente alla
organizzazione del servizio. Immaginavo, cioè, che ci potesse
essere una legge che semplificasse le procedure che fino ad ora
hanno contraddistinto la raccolta dei rifiuti e, forse, anche i
siciliani si aspettano questo: vale a dire una legge che
semplifichi le competenze degli attori che gestiranno il servizio
dei rifiuti in Sicilia.
E, invece, ci stiamo complicando la vita Ci stiamo complicando la
vita perché continuiamo ad arrovellarci, a presentare emendamenti e
subemendamenti che vanno in direzione forse opposta a quello che
era lo spirito di questo disegno di legge.
Io immagino una legge, glielo semplifico assessore, pur con tutte
le difficoltà che ci sono, anche quelle esposte dall'onorevole De
Benedictis: è ovvio che la legge preveda che il servizio sia dato
in appalto, ma i sindaci, la maggior parte dei sindaci dei comuni
siciliani, ci chiedono di potere effettuare questo servizio di
raccolta in maniera diretta. Occorre tentarci, quindi, anche con i
limiti e i divieti che aveva detto poco fa chi mi ha preceduto, che
ci proietta e costringe ad andare in quella direzione, che è la
legge sugli appalti, trovando, quindi, una soluzione per dare anche
una speranza ai sindaci, così da potere effettuare il servizio di
raccolta dei rifiuti in maniera diretta. E attribuendo, invece,
alle province il compito di individuare, all'interno delle
rispettive aree territoriali nell'ambito dell'ATO, quelle
discariche che possano essere considerate tali. E, per completare,
dare infine il compito alla Regione di sovrintendere e controllare
che questo servizio funzioni nel modo indicato dal testo normativo.
Un modello normativo, dunque, che veda i comuni che effettuano la
raccolta, la provincia che coordina attraverso il Presidente della
società consortile e che individua le aree dove si possono fare le
discariche e la Regione, infine, che abbia il compito di
controllare che ciò avvenga così come definito.
Se lei, Assessore, riuscisse in qualche modo a trovare una sintesi
di mediazione e di equilibrio tra l'esigenza rappresentata da
parte dei sindaci dei comuni e quanto la legge ci impone, invece,
di fare una raccolta differenziata integrata e, quindi, di darla in
appalto, ebbene faremmo una cosa giusta anche per chi, in questo
momento, da noi si attende una risposta concreta.
L'altra questione è quella delle emergenze. Andare a trovare,
cioè, una soluzione per oggi, come pure per l'emergenza, con i dati
che lei ha fornito, di ieri e avantieri, in ordine al debito che
ogni giorno aumenta e che si fa sempre più grave per le tasche dei
siciliani: tutto ciò impone una sintesi su questo disegno di legge
e ci impone anche una urgenza nel definire il testo di legge in
tempi immediati.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà, sono
d'accordo con l'onorevole Cintola per il quale è assolutamente
necessario che si metta mano ad un lavoro serio delle Commissioni.
Ritengo improponibile questa modalità di andare avanti in Aula. Io
non so, probabilmente avremmo dovuto come partiti politici
autoregolamentarci. Non stiamo dando, alla gente e ai siciliani un
buon esempio di amministrazione regionale.
Signor Presidente, quando la politica, non sa fare il suo lavoro
di contenimento, penso che siano le regole che devono cambiare,
devono supplire al deficit di politica. Io ho imparato, forse dalla
cosiddetta prima Repubblica', ma comunque quando esistevano i
partiti, che c'erano i Capigruppo che parlavano, c'era qualcuno che
si assumeva la responsabilità della posizione assunta dal partito e
il dibattito veniva, in qualche maniera, reso possibile ed
esaustivo all'interno degli stessi Gruppi parlamentari.
Questa riflessione, che può sembrare lontana dal dibattito in
corso, penso che invece sia assolutamente indispensabile. Io mi
permetterò di fare soltanto una riflessione sull'articolo 4, dopo
di che mi riprometto di non intervenire più in quest'Aula,
demandando di farlo a chi ha il compito dentro il mio partito di
affrontare questa problematica: sarò disponibile a dare quelle che
possono essere le piccole competenze e conoscenze a chi è chiamato
ad intervenire.
Gli altri colleghi potranno fare quello che riterranno. Si
potranno mettere anche qualche fiore all'occhiello, pensando di
essere protagonisti del nulla Sicuramente l'unica cosa in cui
riusciranno è fare andare avanti con un incedere lento i lavori di
questo Parlamento, non facendo certamente il bene della Sicilia.
Detto questo, signor Presidente, Assessore, io conosco molto bene
un modello che è stato il primo modello dell'ATO siciliano, che è
stato il modello Enna, poi esportato. E vorrei ricordare a questo
Parlamento quello che è accaduto quando alcuni dipendenti - in
virtù della legge Ronchi - dovevano transitare dai comuni agli ATO.
In un solo giorno, diventarono tutti e cinquanta inabili al lavoro,
si diedero ammalati, qualcuno certificò, ahimè, tutto questo e dopo
che furono ritenuti inabili, restarono a carico dei comuni
Ecco, lì inizia il vero grande problema. Qui inizia il dissesto
dei comuni ed è lì che qualcuno, signor Presidente, Assessore,
dovrebbe pagare invece di rimanere costantemente impunito E
sarebbe il caso, che piuttosto che sanare politicamente le
malefatte, cercare chi le ha determinate
Dico ciò se è vero che, poi, essendo il lavoro incomprimibile,
alcune società di gestione hanno assunto lo stesso personale,
avendo una volta il legittimo utile di impresa e la seconda volta
assumendo con la legge n. 407: tramite la quale hanno avuto, io
dico, il poco legittimo utile determinato dagli sgravi degli oneri
contributivi e consentendo arricchimenti facili in Sicilia. Fermo
restando che, poi, si sono apprestati immediatamente a ricomprare
le aziende per renderle pubbliche, quando il giocattolo non
funzionava più e non conveniva più
Dunque, Assessore, io penso che i comuni hanno avuto sempre la
responsabilità politica di governare gli ATO. E vorrei dire al mio
amico De Luca, e anche all'amico Laccoto, che dobbiamo avere il
coraggio di dire che i comuni sono e sono stati i responsabili in
Sicilia: dobbiamo avere il coraggio di dire che le assemblee le
abbiamo presiedute noi, ci sono andati i nostri sindaci e che essi
non hanno riconosciuto quello che la politica ha generato. E cioè
che i consigli di amministrazione sono assolutamente politicizzati
Se è vero questo, Assessore, mi chiedo se il problema è cambiare
soltanto la natura giuridica di una società che può modificare
l'indirizzo
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, il suo tempo è scaduto.
COLIANNI. Ho dichiarato che non interverrò mai più in quest'Aula
PRESIDENTE. Per oggi
COLIANNI A meno che l'onorevole De Luca non parli per 5 volte di
seguito, solo allora interverrò Ho detto che non interverrò più,
perché su questo tema ho già dichiarato pubblicamente che non
intendo farlo per rimettere le riflessioni al mio Capogruppo e a
chi, del Gruppo parlamentare, si occuperà di tali problemi.
Assessore, le chiedo solo una cosa, le chiedo se è immaginabile -
dovendo salvare questo personale che è stato assunto e che
rappresenta uno dei temi importanti di questa riforma - che per le
società che devono gestire i servizi, anziché farlo con il
personale già facente parte dell'organico (dal momento che in quei
Comuni il personale è ridondante da un punto di vista di risorse
umane), si preveda, pertanto, l'aggiunta di servizi esternalizzati
dagli stessi Comuni. Ciò al fine di fare in modo che la gara
d'appalto non sia viziata da una presenza di personale ridondante
che aumenta enormemente i costi di gestione, consentendo,
piuttosto, alle comunità amministrate di potere, in qualche misura,
dare altri servizi ambientali.
Un'ultima cosa che intendo dire riguarda la sanatoria. Signor
Presidente, Assessore, in Sicilia non ha pagato il 40 per cento
degli utenti; il 40 per cento non ha pagato quanto dovuto per il
servizio di raccolta dei rifiuti La politica, purtroppo, ha
determinato tutto ciò e l'inaffidabilità del governo nella gestione
degli ATO.
Mi chiedo se sia possibile, in virtù di un indirizzo regionale,
fare in modo che attraverso una sanatoria i cittadini possano
pagare l'80 per cento, magari il 100 per cento distribuito nel
tempo, perché possa recuperarsi così almeno il 30 per cento delle
risorse necessarie per rendere il sistema efficiente.
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, rispetto alla esigenza di
regolamentare i lavori nelle Commissioni, e rispondo così anche
all'onorevole Cintola, voglio ricordarle che ho già formulato due
circolari indirizzate ai Presidenti di Commissione e due richiami
verbali in Aula rispetto a questa stessa esigenza.
COLIANNI. Signor Presidente, se la politica non è capace di
trovare una sintesi, cambiamo il Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, io applico il Regolamento e ne
accompagno l'utilizzo a degli auspici della Presidenza, se poi
nelle Commissioni a volte i lavori si fanno troppo frettolosamente,
allora, probabilmente si fa un cattivo lavoro, ed io non posso
farci niente.
Bisogna anche ricordare che, a volte, le Commissioni hanno
lavorato per troppo tempo su un determinato disegno di legge e c'è
stato qualcuno che, da fuori il Parlamento, ha accusato le
Commissioni legislative di eccessiva lentezza nell'elaborazione dei
testi da esitare per l'Aula. Per cui bisogna mettersi d'accordo,
insomma Quando le Commissioni lavorano per troppo tempo qualcuno
le accusa di fare melina in Commissione, quando le stesse elaborano
i provvedimenti troppo velocemente, poi si rischia il collasso in
Aula come sta succedendo adesso
Bisogna dunque trovare una soluzione di compromesso. Io non posso
comprimere la libertà di intervento dei singoli deputati.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è quasi con
difficoltà che i parlamentari che vogliono esercitare le rispettive
funzioni possono accingersi a salire su questo pulpito, in quanto
il rischio è quello di essere bacchettati Il rischio è quello di
essere indicati all'opinione pubblica come coloro che vogliono
bloccare questo o altri disegni di legge. Da un lato, infatti, si
dice che le Commissioni non hanno funzionato e non funzionano,
salvo poi verificare che una certa Commissione, la IV Commissione,
ha lavorato su questo disegno di legge esitando un testo, credo,
snello e agile.
Abbiamo anche fatto degli apprezzamenti sull'operato
dell'assessore Pier Carmelo Russo, in quanto con l'assessore Russo
ci siamo confrontati in Commissione ed è stato pertanto licenziato
un testo che possiamo ritenere apprezzabile nel suo complesso.
E' chiaro, tuttavia, che se giungendo in Aula i deputati
presentano numerosissimi emendamenti e subemendamenti, la cosa più
grave è che questi emendamenti e subemendamenti provengono dai
partiti che dovrebbero costituire la maggioranza cosiddetta delle
riforme': che di riforme, forse, ha una cosa, si sta istituendo in
questo Parlamento una nuova prassi parlamentare Vale a dire, nel
momento in cui non sono presenti più i Capigruppo, soprattutto dei
partiti di maggioranza, assenti per lo più in Aula, e i vari
deputati dei partiti che compongono questa maggioranza vengono in
Aula, questi ultimi parlano e, addirittura, rivoluzionano l'iter di
approvazione del testo in esame, smentendo i percorsi che la stessa
maggioranza di governo aveva assunto
A questo punto la responsabilità, allora, di chi è? Signor
Presidente, mi sembra quindi del tutto contraddittorio questo modo
di procedere. Ho sentito poc'anzi qualche collega che, addirittura,
aveva ipotizzato e immaginato nuovi percorsi.
Ma, allora, dovremmo prendere questo testo, buttarlo nel cestino e
chiedere la cortesia all'assessore Russo di ritornare in
Commissione: poi di ritornare in Aula e presentare un nuovo disegno
di legge E, allora, forse, per il 2013, l'assessore Pier Carmelo
Russo riuscirà a presentare una proposta di legge, ad approvare un
disegno di legge di questa natura
Vorrei, invece, ribadire che, forse, stiamo finalmente entrando
nel merito vero della questione. L'articolo 4 è tra gli articoli
più importanti di questo disegno di legge, che è un testo
normativo, se dobbiamo dirla tutta - e ve lo dice uno che è
dell'opposizione - equilibrato.
Noi non possiamo pensare di responsabilizzare oltremodo i comuni,
nel senso che li stiamo responsabilizzando nel momento in cui diamo
agli stessi la possibilità di stipulare dei contratti di appalto,
di verificarne lo svolgimento del servizio, e anche di prevederne
la riscossione.
E' chiaro che ci vuole un'autorità terza che è la società, la SRR,
vale a dire la Società per la regolamentazione del servizio di
gestione dei rifiuti, che poi deve avere altre competenze, le
proprie competenze. Qui non possiamo pensare di iniziare a dividere
e a differenziare le varie funzioni.
Io credo che questi problemi, questi interrogativi, queste
perplessità non arrivano dall'opposizione, ma sono tutte della
maggioranza, sono tutte di una maggioranza che forse non ha avuto
una cabina di regia che avrebbe dovuto avere.
Mi sorprende, allora, che uno o più parlamentari invochino il
Regolamento interno. Ma per che cosa, se si arriva in Aula e si
presentano circa 400 emendamenti e subemendamenti?
Signor Presidente, io dico di andare avanti e di porre in
votazione i vari emendamenti; cerchiamo di apprezzare l'articolo 4
e non scivoliamo, invece, su idee o proclami che nulla hanno a che
fare con l'approvazione del disegno di legge, perché servirebbero
domani soltanto per avere dei titoli di qualche giornale e
dichiarazioni del tipo io ho fatto questo, io quell'altro .
Magari cercando di additare l'opposizione e considerarla colpevole
di avere frenato e bloccato un disegno di legge, quando, invece,
proprio dall'opposizione, si sta collaborando e si sta venendo in
soccorso affinché il testo possa essere approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco una
riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
presso la Sala lettura deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore
19.53)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, come in
tutte le sceneggiate che si rispettino, quando inizia una puntata
si fa il riepilogo delle precedenti. E io vorrei, restando ben al
di sotto dei cinque minuti che mi sono consentiti dal Regolamento,
fare il riepilogo delle puntate precedenti
La settimana scorsa abbiamo ricevuto, come Gruppi parlamentari,
una richiesta formulata dal Governo e dalla maggioranza che lo
sostiene, perché era necessario fare una sintesi, fare il punto su
quello che si doveva portare in Aula questa settimana, per una
rapida approvazione della nuova legge sugli ATO. La risposta di
questa sintesi è stata, non già il ritiro degli emendamenti
presentati nella settimana precedente, ma la presentazione di
ulteriori, sessantanove emendamenti, quasi tutti sottoscritti dai
colleghi della maggioranza che sostiene il Governo Lombardo.
Il Gruppo parlamentare dell'UDC ha dichiarato e ribadisce la sua
volontà ferma di definire, nel più breve tempo possibile, se del
caso anche tra oggi e domani, questo disegno di legge per
approvarlo compiutamente e trasformarlo, appunto, in legge della
Regione.
Il Gruppo parlamentare dell'UDC non ha mai esercitato, infatti,
alcun ostruzionismo su un tema così delicato.
E vorrei rassicurare i tanti colleghi che sono intervenuti, di
fatto dimostrando il controsenso di quanto affermavano, perché
quando in un Gruppo parlamentare intervengono cinque deputati, è
chiaro che quel richiamo alla unicità delle posizioni e alla linea
designata e disegnata all'interno dell'Aula dal Capogruppo, ebbene
finisce per essere tautologicamente contraddittorio.
Ciò non è accaduto per l'UDC. C'è un solo intervento, infatti:
poc'anzi è intervenuto sull'ordine dei lavori - e a mio avviso
correttamente - l'onorevole Cintola per sollevare un problema di
metodo. Infatti, non può certamente continuare ad essere questo
l'andazzo.
Onorevoli colleghi, siccome stiamo affrontando un tema
delicatissimo, mi rivolgo all'assessore Pier Carmelo Russo, che
ringrazio per avere con onestà intellettuale sostenuto un disegno
di legge che coraggiosamente dice alcune cose, chiedo alla
maggioranza che sostiene questo Governo, e cioè ai Gruppi
parlamentari del PDL Sicilia, del PD e del MPA, di spiegarci che
cosa intendano fare di questo disegno di legge, perché in
quest'Aula abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto
Ci dicano, questa sera, se vogliono confermare i princìpi
sostenuti dall'assessore Russo, e cioè la centralità delle
province; ci dicano se, invece, vogliono trasferire le competenze
ai comuni; ci dicano se vogliono salvare gli ATO virtuosi; ci
dicano se vogliono seppellirli; ci spieghino qual è la sintesi, che
attraverso questa maggioranza (che ha almeno manifestato tre
correnti di pensiero sul tema), il Governo dovrebbe portare avanti.
Noi, altrimenti, come Gruppo parlamentare dell'UDC, dovremo
prendere atto che, anche su temi così delicati, questa maggioranza
(che qualcuno prima di me ha correttamente definito asfittica, io
dico assolutamente contraddittoria), non fa altro che litigare su
aspetti della politica, ponendo in secondo piano le esigenze, gli
interessi e i reali problemi della gente.
Abbiamo sospeso l'Aula; c'è stata una riunione dei Capigruppo; è
stata data la possibilità dal Presidente dell'Assemblea di riunire
i Gruppi parlamentari, quanto meno è stata data questa possibilità
ai Gruppi del PD e del PDL Sicilia che abbiamo visto riunirsi. Ci
dicano ora, anche attraverso l'interlocutore politico, visto che è
presente l'onorevole Leanza, qual è la sintesi della riunione che
si è tenuta. E' chiaro che, a seconda dell'esito di quella riunione
e della sintesi che verrà proposta all'Aula, il Gruppo parlamentare
dell'UDC si comporterà di conseguenza: essendo ancora in attesa di
comprendere quali siano le intenzioni del Governo, non potrà farlo
fino ad allora, perché siamo tuttora fermi a riunioni più o meno
segrete e, al di là della buona intenzione dell'assessore Russo e
non del Governo, ma dell'assessore Russo in persona, non ci viene
spiegato che cosa si vuol fare di questo disegno di legge.
Credo che sia necessario, e vedo appunto che l'assessore Leanza si
consulta in diretta con l'onorevole Cracolici, che ci venga detta
una parola definitiva, di chiarezza, perché altrimenti, signor
Presidente, è necessario che ciascuno si assuma le conseguenti
responsabilità.
Noi siamo qui per fare l'opposizione, la stiamo facendo in maniera
costruttiva, nessuno di noi ha mai pensato di intralciare l'iter di
questo disegno di legge: non ci venite a raccontare la barzelletta
che questa riforma non si approva per l'ostruzionismo
dell'opposizione Ad oggi, questa riforma, ammesso che tale sia,
non si approva perché maggioranza non ce n'è
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
rappresentanti del Governo, mentre parlava l'onorevole Cordaro e
nella lunghissima attesa della doppia riunione del PD e della
riunione dei colleghi del Gruppo Sicilia, riflettevo su una
circostanza: da quando è arrivato in Aula questo disegno di legge,
abbiamo dedicato cinque o sei sedute al suo esame, alla riforma del
sistema dei rifiuti, così come è oggettivamente conosciuto e noto.
In cinque o sei sedute abbiamo approvato l articolo 1, che era
meramente descrittivo, quindi, l'articolo 2: il 3 è stato
accantonato e siamo fermi all'articolo 4. E tempo ne abbiamo, non
ne hanno più i siciliani né i comuni, ma noi l'abbiamo certamente
Ora, siamo fermi all'articolo 4, a fronte di un'opposizione che ha
dimostrato grande apertura e collaborazione, ma a fronte di una
maggioranza che si sta squagliando come neve al sole, una
maggioranza che ormai litiga su tutto e non va d'accordo su nulla.
Trenta deputati, trentacinque deputati, quaranta deputati hanno
almeno ventidue opinioni diverse sullo stesso articolo Questo è un
dato preoccupante, non per noi, ma per la Sicilia, perché ci fa
capire che questa non è la stagione delle riforme, è l'inizio della
stagione delle confusioni e della paralisi della Sicilia
Voi non siete in condizioni di proseguire, e siamo all'inizio di
un disegno di legge che, secondo le vostre dichiarazioni, doveva
andare velocemente e cambiare il sistema dei rifiuti in Sicilia.
Qui noi stiamo impantanando il dibattito politico sui rifiuti e,
come qualcuno oggi ha detto - e parlo di presidenti di Società
d'ambito o di alti funzionari dell'ex Agenzia rifiuti, che
indubbiamente s'intendono di questi problemi - state facendo una
legge dove i rifiuti non ci sono assolutamente Peggio del piano
casa
Signor Presidente, credo che qui ci sia bisogno di un colpo d'ala,
perché se questa maggioranza - mi rivolgo al Governo e
all'assessore Pier Carmelo Russo per evitare omonimie - e questo
stesso Governo non sono in condizione di portare in Aula il disegno
di legge in esame, è meglio che lo ritiriate e cerchiate tempi
migliori e maggioranze migliori, perché voglio dirvi che noi siamo
già arrivati a fine marzo e, ancora, non si parla minimamente né di
Finanziaria né di bilancio Stiamo condannando la Sicilia ad altri
mesi di esercizio provvisorio
La vostra incapacità di essere uniti e di avere una visione
univoca dei problemi sta danneggiando irrimediabilmente la Sicilia;
vi state impantanando in un'Aula parlamentare su una legge sui
rifiuti, disegno legislativo che non vi vede completamente
d'accordo e bastava vedere plasticamente una maggioranza riunita in
tre stanze diverse, affrontando tre temi diversi sullo stesso
disegno, con l'unico risultato - assessore Leanza, lei che è sempre
cordiale e affettuoso - che di bilancio e di Finanziaria non se ne
parlerà per un po' Perché con i tempi d'esame di questo disegno di
legge - sei sedute per due articoli - impiegheremo tre mesi per
arrivarne a capo E non credo che ci siano inviti a ritirare gli
emendamenti o a sintesi che possano funzionare, perché qui non
avete la visione univoca di quello che significa governare la
Sicilia Voi non siete forza di governo Voi siete un'armata
Brancaleone, unita soltanto dal collante del potere attuale e dal
desiderio di conquistare qualche poltrona
Credo che noi dobbiamo seriamente preoccuparci e dire ai siciliani
che, per colpa di questa eterogenea e confusionaria maggioranza, ci
saranno altri mesi di esercizio provvisorio, il che significa
impossibilità di garantire sviluppo e occupazione in questa
Sicilia.
E' bene che ce lo diciamo cari colleghi: questo andazzo, questi
tempi e questa inconsistenza bloccheranno il Parlamento e
allontaneranno l'approvazione della Finanziaria e del bilancio.
L'unica vera riforma del Governo Lombardo qual è stata? Quella di
creare e istituzionalizzare l'esercizio provvisorio in Sicilia.
Questa è la vera riforma Ci siete riusciti Avete cambiato le
regole della finanza pubblica e condannato la Sicilia alla
precarietà finanziaria
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
PRESIDENTE. Eravamo arrivati all'emendamento 4.8 dell'onorevole
Panepinto.
PANEPINTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il subemendamento 4.8.1 e l'emendamento 2.17 sono, pertanto,
preclusi.
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è brutto comunicarlo, però, la richiamavo ad una regola
di par condicio. Ieri sera abbiamo fatto in fretta e furia perché
molti colleghi avevano la premura di raggiungere la televisione
per una squadra importante. Le volevo ricordare che questa sera ce
n'è un'altra di squadra importante, solo per par condicio Lo
faccio da juventino convinto Non mi nascondo né di esserlo, né di
richiederlo.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, desidero ribadire quanto espresso da me e dall'onorevole
De Luca nella seduta di ieri: è stata data da parte nostra una
disponibilità, nei confronti del Governo, a ritirare degli
emendamenti che avevamo presentato su tutto l'articolato, a
condizione che l'Esecutivo, in qualche modo, ci desse una certa
rassicurazione e una fondatezza sul fatto che ci fosse una
copertura finanziaria su questo disegno di legge.
Alla luce di questo nostro atteggiamento di collaborazione, e che
ha visto, appunto, il ritiro degli emendamenti su tutto
l'articolato, devo dire che, con grande disappunto, vedo oggi dei
problemi, nella maggioranza che sostiene questo Governo, e,
comunque, si dibatte molto a lungo su quella che era l'opportunità
di ritirare o meno gli emendamenti.
Mi chiedo, allora, se questo è l'inizio di un comportamento che ci
vedrà, da qui a breve, a dover varare un bilancio, con una
situazione patrimoniale sicuramente non ottimale: mi chiedo, come
si suol dire, se il buongiorno si vede dal mattino, sicuramente non
sarà un buongiorno
Anche perché vorrei ricordare a me stessa e all'Aula che la buona
parte degli emendamenti che sono stati presentati all'articolo 4,
oggetto appunto della sospensione, sono degli emendamenti che
modificano in maniera profonda il significato di questa legge e,
chiaramente, il modo con il quale il Governo vuole riordinare la
materia. E, allora, credo che questo sia un momento che è soltanto
il primo degli ostacoli che stiamo trovando nell'approvazione di
questo disegno di legge: già abbiamo provato, in effetti, ciò che
sarà, a mio avviso, l'impasse che contraddistinguerà l'intero corso
dei lavori d'Aula. Mi riferisco al clima con cui questa
maggioranza, per motivi di opportunità, sui quali non mi voglio
intrattenere e dilungarmi, oggi si ritrova a dovere affrontare una
problematica, così come è avvenuto per il disegno di legge sul
piano casa, e che vede delle discrepanze, delle discrasie profonde
nel modo di intendere e vedere la politica, ma anche il modo di
amministrare.
Ed ecco che credo che questo sia il primo di una serie di
incidenti, se vogliamo così chiamarli, che già hanno denotato come
all'interno di questa maggioranza che sostiene il Governo ci siano,
appunto, delle profonde differenze.
Credo che con queste premesse, il resto del disegno di legge che
andremo a varare, sarà sicuramente complesso e di difficile
prosecuzione e mi auguro, invece, che si vada avanti in maniera
spedita perché, così come da parte mia e dell'onorevole De Luca,
c'è stata la disponibilità a ritirare gli emendamenti presentati.
Mi auguro che anche questa maggioranza, che tanto auspica il varo
di riforme e su questo patto addirittura sostiene il Governo, metta
assolutamente da parte le esigenze che sono state riportate negli
emendamenti e, quindi, li ritiri, per procedere così a una spedita
votazione di questo disegno di legge che, come ci viene detto,
diventa fondamentale. A questo punto, non vedo come non possa
esserlo per coloro i quali sostengono il Governo.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nutrivamo la
stessa speranza che poc'anzi ha espresso la collega Caronia, però
il fatto che la Presidenza, ritornando in Aula, non ha potuto
notificare a noi tutti che cosa avessero prodotto le riunioni
svolte nei minuti precedenti, frustra e delude le speranze
dell'onorevole Caronia, del nostro Gruppo parlamentare e di tutti
coloro che ritenevano che l'interruzione dei lavori d'Aula dovesse
servire, appunto, a trovare un criterio e un metodo per andare
avanti speditamente.
All'interno della Conferenza dei Capigruppo, ascoltando le varie
voci, si era fatta prevalere l'esigenza, da parte della
maggioranza, di riunirsi per scegliere al proprio interno il modo
per proseguire più celermente.
Noi abbiamo preso atto, il Presidente dell'Assemblea, più
correttamente, ha preso atto e consentito, anche su richiesta
dell'Assessore Leanza, che la maggioranza si riunisse.
E' finita la Conferenza dei Capigruppo e si è riunita la
maggioranza. E' finita la riunione della maggioranza e si è riunito
il Gruppo del PD. Torniamo in Aula e stiamo riprocedendo all'esame
degli emendamenti, uno alla volta. Nessuno ha notificato quali gli
esiti di queste riunioni.
Se ci fosse stata, da parte dei Gruppi parlamentari riunitisi, una
notifica al Presidente, il Presidente medesimo avrebbe potuto
notificare all'Aula l'esito di tali riunioni, anche perché, come
diceva correttamente il collega Cordaro, avevamo chiesto noi alla
maggioranza di riunirsi, su intervento dell'onorevole Oddo, per
sapere, poi, eventualmente come orientarci: molti emendamenti
attengono, infatti, materia comune, addirittura alcuni con analoga
o identica formulazione. Quindi, il diritto a mantenerli o a
ritirarli è alla stessa stregua.
Noi dovremmo conoscere, pertanto, quali sono le intenzioni della
maggioranza. Se questo non è possibile, ritorniamo in Aula
esattamente con la motivazione opposta a quella per cui abbiamo
interrotto i lavori parlamentari: avevamo sospeso i lavori con una
finalità, rientriamo e stiamo facendo esattamente quello che
volevamo evitare avendo, infatti, deciso di sospendere la seduta.
Pertanto, noi riteniamo che così non si debba continuare. Se
quanti della maggioranza e il PD ci vorranno notificare cosa è
stato concordato, noi potremo, eventualmente, chiedere di poterci
riunire con i nostri Gruppi e decidere come poi, più speditamente,
proseguire insieme i lavori. Se non facciamo questo passaggio,
rischiamo di procedere argomento per argomento, emendamento per
emendamento, esattamente nella situazione delineatasi prima della
interruzione dei lavori.
PRESIDENTE. Mi pare che sia prevalso - non c'è stata nessuna
comunicazione ufficiale da parte della Presidenza - un orientamento
al ritiro di buona parte degli emendamenti, però, poiché
proseguiremo emendamento per emendamento, nel caso in cui ci
dovesse essere qualcosa non ben comprensibile, eventualmente
LEONTINI. Quindi, è stato notificato alla Presidenza l'esito delle
riunioni?
PRESIDENTE. Non ho avuto alcuna comunicazione. Ho ripreso l'Aula,
ma non c'è nessun obbligo di comunicare alla Presidenza l'esito di
tali riunioni... proseguiamo i lavori e vedremo.
LIMOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi onorevole Leontini,
ma perché non mi fa parlare? Lei sa quanto io tenga alla sua
attenzione, oltre a quella dell'onorevole Mineo in assoluto a
quella del mio amico, onorevole Cracolici, che appena è arrivato mi
ha ordinato entriamo in Aula '. Eravamo tutti in attesa, là ad
aspettare l'arrivo del Signore, di un arcangelo mandato dal cielo
ed è spuntato l'onorevole Cracolici Possiamo entrare tutti dentro
e tutti lo abbiamo fatto perché l'onorevole Cracolici, egregio
signor Presidente, oggi è il faro illuminante di una - come si
chiama - maggioranza', onorevole Musotto? Io, nell'ascoltare
tanti colleghi che sono intervenuti...
CRACOLICI. Poi mi dice di che cosa stiamo parlando perché non l'ho
ancora capito bene
LIMOLI. Capisco che all'onorevole Cracolici non piaccia molto
sentirsi dire la verità, ma io parlo da umile rappresentante del
popolo siciliano, parlo in nome e per conto di esso Lontano dai
partiti, perché questa è una legge che dovrebbe vedere anche
l'onorevole De Benedictis ora è un po' nervoso E mi considero,
dicevo, signor Presidente, un po' sfortunato, perché quando c'è
stato il dibattito sul piano casa io ho rassegnato alla Presidenza
delle mie doglianze, anche delle spese che ho dovuto sostenere, non
capendo molto di ciò che stava succedendo attorno al disegno di
legge.
Su questo disegno di legge, concernente la disciplina degli ATO
rifiuti, analogamente, nell'ascoltare tanti interventi, con molta
attenzione, devo dire che la confusione è altrettanto enorme. Non
arrivo a comprenderne lo svolgimento, signor assessore, e devo dire
pubblicamente che lei è un assessore competente, preparato, e anche
una persona perbene, perché con coerenza, sta sostenendo l'impianto
di una sua proposta.
Purtroppo, però, mi aspettavo di sentire, dai rappresentanti della
maggioranza, degli interventi che servissero a convincere un po'
tutti della bontà delle tesi.
Sono intervenuti per conto del Partito Democratico tanti colleghi,
tanti parlamentari che hanno sostenuto una tesi non solamente
contraria, ma addirittura antitetica all'altra
Desidererei sapere, pertanto, signor Presidente, la prego di
aiutarmi, visto che i partiti e la politica devono rimanere fuori
dal confronto su questo tema, io sto parlando da siciliano, cosa
vado a dire poi nel mio territorio se non capisco su cosa stiamo
confrontandoci
Se lei mi aiuta a capire meglio qual è l'anima di questo disegno
di legge, perché l'assessore Russo - quello più piccolino'
rispetto a quello più alto' - anche ieri, devo dire, ha dovuto
sostenere un intervento in cui parlava pure di semantica nei
confronti dell'onorevole Cracolici, il quale pensa di poter dettare
a lei, signor Presidente, anche il modo con cui si debba svolgere
il dibattito, perché si è confuso; l'onorevole Cracolici,
probabilmente, si è convinto veramente di essere il capo non solo
di una maggioranza - che poi dovrà spiegare qual è - ma anche il
capo del Parlamento, ha una sua confusione Le auguro, onorevole
Cracolici, di potere parlare in nome e per conto del suo Gruppo
parlamentare, visto che lei ha parlato sulla stampa di elettrochoc
dato alla politica siciliana
CRACOLICI. Per lei ci vuole l'elettroencefalogramma, perché
rischiamo di averlo piatto Ma tanto ci divertiremo: siamo qui per
il teatro
LIMOLI. Non pensavo che lei avesse inaugurato un negozio di
elettromedicali visto che si interessa di elettrochoc
CRACOLICI. Per lei è sempre aperto
LIMOLI. Lei l'elettrochoc dovrà farlo al suo elettorato, onorevole
Cracolici.
Signor Presidente, il mio intervento è tutto collegato all'ordine
dei lavori, perché io che ho aspettato tante ore con rispetto, con
garbo e anche con educazione nei confronti delle Istituzioni,
l'esito di tante riunioni che si sono tenute, ebbene pensavo di
dovere sapere, prima che lei riprendesse la seduta, su quale base
questa maggioranza avesse trovato un accordo al suo interno.
Mi pare che questo non ci sia, perché credo che allo stesso
interno del Partito Democratico, le posizioni contrastanti e
antitetiche che c'erano prima continuano ad esserci. Probabilmente,
perché l'onorevole Cracolici, in questo periodo, si è allontanato
dalla realtà. Lei, signor Presidente, ha letto sicuramente su
Repubblica - ma Repubblica è un giornale nazionale, lo leggono
tutti - un articolo che notiziava di finanziamenti clandestini Ora
si sta puntando ad un matrimonio di cui era giunta finalmente
l'occasione storica per eliminare dalla Giunta di Governo le
controfigure, perché ora di controfigure l'onorevole Cracolici non
ne ha più di bisogno Ora ha bisogno di spendersi in prima persona
Pregherei l'onorevole Cracolici, visto che parla di controfigure,
di chiamarle per nome e cognome. Io, nelle cose che dico e nei miei
pensieri, sono sempre di una chiarezza estrema, mi auguro solamente
che l'onorevole Cracolici, quando questo matrimonio avverrà, mi dia
il grande privilegio di poter essere invitato come testimone o come
paggetto, anche perchè sto comprandomi un vestitino
Ho terminato il mio intervento, signor Presidente, ma le chiedo
solamente, se è possibile, prima di procedere con l'ordine dei
lavori, di avere una sintesi della maggioranza fatta propria dal
Governo, così da potermi esprimere in proposito.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero chiarire,
con estrema semplicità, la situazione che pensavamo di avere già
chiarito, informalmente, al termine della riunione.
Noi riteniamo che questo sia un buon disegno di legge e che il
modo migliore di portarlo velocemente all'approvazione sia quello
di ritirare tutti gli emendamenti. Pensavamo di contribuire con
degli emendamenti all'esame del testo, ma abbiamo accolto anche la
proposta dell'UDC di ritirare gli emendamenti e di affidarci alla
proposta dell'Assessore e che riteniamo tecnicamente valida, utile
e indispensabile per sistemare i conti e il buco di bilancio che il
modello degli ATO ha provocato in questi anni.
Quindi, da questo punto di vista, ribadisco ciò che pensavo di
avere chiarito. Interventi a questo punto ostruzionistici sarebbero
incomprensibili, perché ci si batte quando si contesta con forza e
con passione qualcosa che si detesta Siccome su questo disegno di
legge, tutti abbiamo detto che siamo d'accordo e c'è stato chiesto
di avere un comportamento lineare e comprensibile, abbiamo ritirato
tutti gli emendamenti e ci affidiamo soltanto alla voce del
Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
PRESIDENTE. L'emendamento 4.24 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto
Si passa all'emendamento 4.37. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 4.9 è precluso. L'emendamento 4.35 del Governo (I
parte) è analogamente precluso.
L'emendamento 4.11 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.38. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 4.1 è precluso.
Gli emendamenti 4.10, 4.25, 4.5, 4.26, 4.27 e 4.12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.35 del Governo (II parte). Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 4.28 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Con
l'emendamento in esame, si richiamano le competenze dei comuni,
nulla di più, perché gli impianti li controllano altri organi, non
i comuni.
La previsione, quindi, svolge la specifica di quelli che devono
essere i controlli dei comuni: gli altri controlli sono dell'ARPA,
del NOE, della Provincia Secondo me, la specifica è opportuna,
altrimenti ci confondiamo, magari qualche sindaco va a controllare
anche siti su cui non può vigilare.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Il comma 2 lettera b) precisa il periodo
assicurano il controllo del pieno adempimento dell'esecuzione del
contratto nel territorio comunale , quindi, ci si riferisce al
contratto di servizio. Siccome il contratto di servizio è distinto
per comune, non può che riguardare, appunto, gli adempimenti del
comune stesso.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ripeto, siccome conosco i sindaci - li conosco molto
bene, faccio l'esempio su me stesso - se non specifichiamo, è vero
quanto sostiene l'assessore, ma se c'è un impianto nel comune, ed è
quindi un impianto comunale, non ha competenza il sindaco,
assolutamente.
La competenza può essere, ripeto, dell'ARPA, del NOE, cioè
dell'Arma dei carabinieri, e della Provincia. Se noi non
specifichiamo questo, qualche sindaco potrà intervenire mi affido
all'apprezzamento dell'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 4.6 e 4.39 di identico contenuto. Il
parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Ho la
preoccupazione che questo disegno di legge avrà qualche problema
non indifferente. Comunque sia, resta il problema della lettera c)
e, specialmente, di tutti gli articoli che riguardano il 238, cioè
la tariffa: se non li maneggiamo' con cura, rischiamo di inficiare
tutto l'impianto normativo.
A mio avviso, la lettera c) può essere annoverata e, quindi,
specificata in modo preciso e puntuale nell'ambito dell'articolo
15, cioè per tutto quanto riguarda la tariffa, in un articolo ad
hoc. E non dove poi sia gli esecutori, cioè i gestori, sia anche
in questo caso i sindaci, vanno a riprendere tutta una serie di
norme che potrebbero vanificare la previsione: è chiarissimo quanto
è scritto, forse anche a tutti i parlamentari, ma stiamo
trasferendo l'applicazione di questo disegno di legge ai territori,
agli enti locali, e per raggiungere obiettivamente quanto noi
proponiamo, più semplifichiamo i contenuti e meglio è.
Per quanto mi riguarda, se la lettera c) la trasferiamo
all'articolo 15, ritengo che si faccia una buona cosa per tutto il
lavoro svolto. La stessa cosa poi la ritroveremo all'articolo 6, in
quest'ultimo ci saranno gli stessi richiami, sempre al 238, e,
quindi, ritengo che l'azione della riscossione e tariffazione debba
essere specificata in un unico articolo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, siccome è un passaggio
veramente importante, la scelta può essere quella o di concentrarla
in un solo articolo o di ribadirla più d'una volta.
Ho fatto riferimento a un'ordinanza della Corte costituzionale di
cui oggi scrive La Sicilia di Catania e dice esattamente che fino a
quando non c'è la nuova tariffa integrata, la riscossione della TIA
e della TARSU è svolta dai sindaci. Non è che stia dicendo nulla di
più, sto nei fatti copiando o anticipando un'ordinanza della Corte
costituzionale. Non c'è nulla di innovativo nella previsione:
quindi, mi rimetto all'Aula, esprimendo tuttavia parere contrario
all'emendamento dico che se si ripetesse un paio di volte nel
disegno di legge, non fa male, perché è un concetto abbastanza
articolato.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.6
e 4.39. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 4.13.
MUSOTTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.7, a firma dell'onorevole Buzzanca.
BUZZANCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.15, a firma dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.35 (III parte), a firma del Governo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, pago lo scotto
dell'inesperienza, molti emendamenti del Governo sono semplicemente
di sostituzione dei termini da Autorità d'ambito a SRR . Non so
se questo tipo di intervento sia possibile farlo ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, piuttosto che mantenere gli
emendamenti. Chiedo alla Presidenza che ne valuti il contenuto per
procedervi eventualmente in sede di coordinamento del testo...
PRESIDENTE. Da qui in poi, quindi, per tutto l'articolato, le
parole Autorità d'ambito si intendono sostituite con quelle
società consortile .
CRACOLICI. Non in tutta la legge, là dove ci sono gli emendamenti
PRESIDENTE. Ovviamente, è chiaro, là dove è citato nel singolo
emendamento.
Pongo in votazione l'emendamento 4.35 (III parte). Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 4.3. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.16.
DI BENEDETTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.40.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento è analogo a quanto
detto in precedenza: secondo la linea del Governo, maggiori sono i
riferimenti negli articoli, e meglio è. Per quanto mi riguarda,
invece, io adotterei sempre la linea della semplificazione, nel
senso che tutto ciò che riguarda la tariffa dovrebbe essere
riferito all'articolo 15; siccome c'è la fretta di andare avanti
nei lavori, e di ripeterlo più volte in diversi articoli, poi,
vediamo cosa ne esce fuori
Suggerirei, pertanto, di cassare la lettera h).
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Scusatemi, c'è un emendamento del Governo, 4.35
(IV parte), che riguarda la stessa materia.
PRESIDENTE. Sarà messo subito dopo in votazione. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.35 (IV parte), del Governo. Il parere
della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.17.
DI BENEDETTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.18.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.35 (V parte). Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.29. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.30.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusatemi,
il mio intervento è del tutto irrituale, ma comprendete per un
momento lo sconforto. Mi arriva in questo istante un sms: un Comune
ha fatto ricorso contro l'Assessorato per le anticipazioni erogate
al fine di togliere la spazzatura dalla strada Chiaro Siamo a
questo
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di darle la parola, onorevole Corona, preciso
che l'emendamento 4.30, a sua firma, sopravvive soltanto per la
prima parte, limitatamente, cioè, al primo comma, perché il secondo
è stato già bocciato da un altro emendamento.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto di
quanto mi si dice e suppongo che il secondo comma sia stato
bocciato con l'emendamento a firma dell'onorevole Buzzanca.
A me dispiace vedere qui l'assessore Russo sconfortato, però credo
che questo Governo, soprattutto collaborato dalla Commissione (che
certamente su questa materia dei rifiuti ha già affrontato a tempo
debito e giustamente un'ipotesi di rivisitazione della normativa
regionale), non ha voluto sino ad oggi, almeno fino a qualche ora
fa, quando ha proposto di fare una riunione con i capigruppo della
maggioranza e la stessa Commissione, svolgere una riflessione su
questi emendamenti non ha tenuto un filo logico Io mi auguro che
la linea emersa in questi ultimi minuti sia portata avanti sino
alla fine dell'approvazione del disegno di legge.
Anche se mi auguro, tuttavia, che ci sarà un ripensamento. Noi
abbiamo tutto l'interesse, come parlamentari, di fare una buona
legge che rinnovi il sistema di gestione dei rifiuti e,
soprattutto, che risolva i problemi legati al riciclo dei rifiuti.
Io ho visto qui, invece, che da parte dell'Assessore ma soprattutto
anche da parte della Commissione, non si intende accogliere alcun
tipo di emendamento dei novanta deputati, che hanno presentato
oltre 400 proposte emendative
E, allora, c'è una chiusura preconcetta nei confronti di ciascuno
di noi che ha tentato di fare il nostro dovere nel proporre,
appunto, emendamenti aggiuntivi rispetto a un disegno di legge che,
certamente, riteniamo che così come era stato proposto dal Governo,
non potesse risolvere il problema dei rifiuti nella nostra regione.
Dico ciò, anche perché si è tentato, più volte, nel corso del
dibattito, di addossare responsabilità forse a chi non le aveva, ai
comuni della nostra regione. Il Governo e l'Assessore, più volte,
hanno ribadito che i 392 comuni della nostra regione hanno
responsabilità gravissime nei confronti del fallimento degli ATO,
dei ventisette ATO rifiuti.
Io credo che la responsabilità vada ripartita tra chi ha varato
questa legge - e quindi la Regione siciliana, questo Parlamento - e
i Comuni, ma soprattutto che queste responsabilità debbano essere
indirizzate nella direzione giusta, nel tentare cioè di intervenire
nei confronti dei cittadini, tutti i cittadini, tutta la
popolazione, ma anche il mondo delle imprese che debbono
concorrere, appunto, attraverso un disegno organico che preveda il
recupero industriale del sistema dei rifiuti, separando il secco
dall'umido; e tentando di fare economia, recuperando energie dai
rifiuti.
Se questo non si vuol fare, non s'intende dare la possibilità a
quanto c'è di buono nel sistema di rivalutarlo e rilanciarlo, di
adeguarlo a un disegno complessivo che dobbiamo cercare di dare in
questa regione per evitare, appunto, di subìre quanto è avvenuto in
Campania nell'ultimo periodo e che poi, grazie all'intervento
straordinario, siamo riusciti come Governo nazionale a risolvere.
Dobbiamo pensare, nell'esaminare questo disegno di legge, di
privilegiare un aspetto, soprattutto, di prevenzione, non dobbiamo
pensare alle emergenze come in questo momento sta facendo
l'Assessore. Le emergenze, infatti, debbono essere prevenute e,
allora, dobbiamo creare un sistema che possa cercare di realizzare
quelle economie che abbattano i costi e che diano un servizio
apprezzato dai cittadini. Non dobbiamo pensare a una TARSU o a una
TIA che vada a incidere sulle tasche dei cittadini e delle imprese,
senza tener conto di migliorare un servizio che è importantissimo e
che interessa tutte le famiglie, tutta la popolazione della nostra
regione.
Assessore, io mi aspettavo che avesse un po' più di attenzione nei
confronti dei parlamentari. Mi riferisco anche agli emendamenti
precedenti che, tra l'altro, erano in questa direzione, quello
dell'onorevole Buzzanca era quasi identico al mio. Noi dobbiamo
cercare, piuttosto, attraverso la raccolta e lo smaltimento dei
rifiuti, di perseguire delle economie. Se questo non si vuol fare,
si dica chiaramente che tutto questo sistema deve gravare sulle
tasche dei cittadini Questo è uno scippo che stiamo tentando di
fare ai cittadini che hanno già altri problemi da affrontare
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità Ho chiesto all'onorevole Caputo e all'onorevole
Cracolici di essermi per un attimo accanto, perché siccome sto per
esprimere parere favorevole a questo emendamento, l'onorevole
Caputo mi deve redarguire violentemente, rivolgendosi all'onorevole
Cracolici che mi dice cosa devo fare Siccome stavo per esprimere
parere favorevole, me ne dolgo
PRESIDENTE. Il Governo ha, quindi, espresso parere favorevole. Il
parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Abbiamo votato l'emendamento 4.30, limitatamente alla
prima parte. L'ho detto tre volte, onorevole De Benedictis Si
tratta del primo comma, perché la seconda parte dell'emendamento è
preclusa.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Noi abbiamo bocciato l'emendamento 4.29. Il 4.30 si
compone di due parti, la seconda di queste, poiché è la ripetizione
pedissequa del 4.29, è preclusa. Quindi, se abbiamo potuto dare un
parere, l'abbiamo dato alla prima parte che trovo, tuttavia,
incongrua.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, è la quinta volta che lo
ribadisco: il secondo comma dell'emendamento 4.30 è già precluso,
per cui abbiamo votato limitatamente al primo comma.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Scusate, se io posso essere caduto in un
equivoco, ma qui davanti a me ho un documento in cui come
emendamento 4.30 vedo solo un riferimento al comma due, lettera m).
Non ho altro.
PRESIDENTE. Al comma due, lettera m) aggiungere dopo le parole
per la raccolta differenziata le parole per la separazione secco
umido : è questo che abbiamo approvato. Onorevole De Benedictis non
c'è stato, mi pare, alcun tipo di equivoco.
Si passa, quindi, all'emendamento 4.19.
DI BENEDETTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.20.
DI BENEDETTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al subemendamento
4.20.1.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al punto o),
nel testo dell'articolato, si dice che i comuni verificano lo stato
di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del
servizio, che è una competenza assai tecnica. Viene detto, sempre
nell'articolato, che tale competenza è svolta insieme a un comitato
di rappresentanti di associazioni ambientaliste, consumatori e
cittadini. Io ho presentato l'emendamento per dire che si assolva a
tale funzione anche con gli uffici del comune, perché è giusto che
su questa materia, gli uffici comunali siano di conforto o al
comitato o si sostituiscano ad esso. Il subemendamento 4.20.1 è
quello fuori sacco che ho appena illustrato: va, comunque, inteso
con riferimento ai propri uffici , perché bisogna poi vedere
concretamente qual è l'ufficio comunale responsabile.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, ritengo, in effetti, che quanto
sostiene l'onorevole Di Benedetto abbia un senso, ma va anch'esso
subemendato, perché qui stiamo creando un'ulteriore pletorica
indagine di verifica di comitati indipendenti. Dobbiamo capire da
chi sono composti questi stessi comitati, se da cittadini
indipendenti o meno: rischiamo, cioè, anziché uno snellimento
nell'attività gestionale e anche di controllo, quindi successiva,
di produrre un appesantimento, assessore Russo. Mi permetterei
quindi di presentare un subemendamento. Se possiamo accantonarlo un
attimo, sarei dell'avviso di prevedere eventualmente che le
verifiche le faccia esclusivamente l'Ufficio tecnico e non un
comitato indipendente costituito da rappresentanti delle
associazioni ambientaliste, dei consumatori e dei comitati civici.
Immaginatevi un comune piccolo, dobbiamo andare a cercare gente che
vi partecipi, quanto alle associazioni ambientaliste, se caso mai
non ce ne fossero, si dovrebbero costituire, per poi farne
insediare i rappresentanti in questi comitati per giungere,
infine, a un comitato superiore indipendente, dobbiamo pure capire
se i rappresentanti siano iscritti a partiti politici o meno E,
allora, assessore Russo, se possiamo presentare un subemendamento
soppressivo o soltanto che preveda che la verifica competa
all'Ufficio tecnico...
DI BENEDETTO. Dichiaro di ritirare il subemendamento a mia firma.
FALCONE. Desidero ribadire soltanto per una precisazione. Ho
chiesto l'accantonamento, preannunciando un subemendamento
soppressivo di questa lettera o).
Assessore Russo, vorrei il suo conforto. Se, però, rimane in vita
la lettera o), rimarrebbe in vita questo organismo pletorico che io
mi permetto definire inutile e anche nocivo. Rischia di creare dei
problemi. Verifichiamo, assessore Russo, se possiamo accantonare
questo emendamento, nella consapevolezza di poter presentare un
subemendamento soppressivo della lettera o).
CRACOLICI. Basta presentare un emendamento aggiungendo la parola
anche .
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
seguente emendamento 4.41:
«Alla lettera o) del comma 2 dell'articolo 4, dopo la parola
gestore , aggiungere la parola anche ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto il subemendamento 4.20.1 è
precluso. Si passa all'emendamento 4.21.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 4.31 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto. Si
passa all'emendamento 4.35 (VI parte).
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.32.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
4.4.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
4.34.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
4.33.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.35 (VII parte). Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, desidero raccomandare agli
Uffici che, in sede di coordinamento, alla lettera m), siccome
abbiamo approvato un emendamento sbagliato, di scrivere la parola
anche .
PRESIDENTE. La parola anche era alla lettera o), del comma 2,
onorevole De Benedictis, dopo la parola gestore . Con l'articolo
117 del Regolamento, tuttavia, porremo rimedio a questo errore
formale o tecnico, ammesso che ci sia stato. Nel senso che nella
raccolta differenziata non c'è soltanto il secco o umido . Pongo
in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
Richiesta di verifica del numero legale
CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bosco, Caronia, Corona,
Leontini e Limoli)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo,
Calanducci, Cintola, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Federico,
Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Leanza Lino,
Lentini, Leontini, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Scammacca, Scilla,
Termine, Vitrano.
Richiedenti: Bosco, Caronia, Corona, Leontini, Limoli.
Sono in congedo: Aricò, Donegani, Gennuso, Speziale.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 51
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
528/A
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 4, così come
risultante nel testo emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si riprende, pertanto, l'articolo 3 e l'esame dell'emendamento
3.7, in precedenza accantonati.
ARENA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 3.7.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo, quindi, in
votazione l'articolo, 3 così come risultante nel testo emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata
dei rifiuti
1. Gli Ambiti territoriali ottimali (ATO) coincidono con il
territorio di ciascuna provincia e sono di seguito individuati:
a) ATO l - PALERMO;
b) ATO 2 - CATANIA;
c) ATO 3 - MESSINA;
d) ATO 4 - AGRIGENTO;
e) ATO 5 - CALTANISSETTA;
f) ATO 6 - ENNA;
g) ATO 7 - RAGUSA;
h) ATO 8 - SIRACUSA;
i) ATO 9 - TRAPANI.
2. I comuni appartenenti all'ATO possono richiedere il passaggio
ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall'articolo 200, comma
6, del decreto legislativo 152/2006. La richiesta è corredata da
delibera favorevole da parte dell'ATO di appartenenza e dell'ATO di
destinazione. Il passaggio è disposto mediante decreto
dell'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed
è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della
richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso
del termine».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 5.21:
«Al comma 1, prima delle parole Gli ambiti territoriali ottimali
aggiungere In attuazione dell'articolo 45 della legge regionale n.
2/2007 »;
- dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca:
emendamento 5.13:
«Sopprimere l'articolo 5»;
emendamento 5.14:
«Il comma 1 è soppresso»;
emendamento 5.16:
«Il comma 2 è soppresso»;
- dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo:
emendamento 5.4:
«L'articolo 5 è sostituito dal seguente:
1. Il servizio di gestione integrata dei rifiuti è organizzato dai
comuni su bacini territoriali adeguati, in relazione alla
popolazione residente, alla presenza di impianti di smaltimento dei
rifiuti, alla contiguità territoriale. La popolazione servita in
ciascun bacino territoriale non può essere inferiore a
centocinquantamila abitanti.
2. I comuni, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, con atto motivato del sindaco, previa deliberazione
del consiglio comunale, propongono alla Regione la istituzione di
un bacino territoriale, nel rispetto dei principi di cui al comma
1. Entro trenta giorni dalla richiesta, ovvero dalla scadenza del
termine per la sua proposizione, con decreto del Presidente della
Regione sono istituiti i bacini territoriali»;
emendamento 5.9:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
3. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
pervenire alla sua omogenea attuazione in tutto il territorio
regionale e fino all'allineamento dei risultati di raccolta
differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
quanto disposto all'articolo 200, comma 1, lettera f) del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono altresì confermati in
aggiunta ai nove ATO provinciali, previo accertamento del
Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti, gli ATO esistenti
nei quali le percentuali di raccolta differenziata conseguita nel
2009 risultano superiori al doppio della media conseguita negli
altri attuali ATO della medesima provincia e comunque non inferiori
al 15%, calcolate ai sensi della circolare ex A.R.R.A. del 30
aprile 2008, pubblicata nella GURS 16 maggio 2008, n. 22 »;
- dagli onorevoli Musotto e Arena:
emendamento 5.5:
«Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Gli ATO sono:
ATO 1 - PALERMO CITTA';
ATO 2 - PALERMO PROVINCIA;
ATO 3 - CATANIA CITTA';
ATO 4 - CATANIA PROVINCIA;
ATO 5 - MESSINA CITTA';
ATO 6 - MESSINA PROVINCIA;
ATO 7 - AGRIGENTO;
ATO 8 - CALTANISSETTA;
ATO 9 - ENNA;
ATO 10 - RAGUSA;
ATO 11 - SIRACUSA;
ATO 12 - TRAPANI.
Dopo il comma 1 così sostituito è aggiunto il seguente:
1 bis. Gli ATO 1, 3 e 5 coincidono con il territorio della
relativa città. Gli ATO 2, 4 e 6 coincidono con il territorio della
relativa provincia ad eccezione del comune capoluogo. Gli ATO 7, 8,
9, 10, 11 e 12 coincidono integralmente con il territorio della
relativa provincia.
In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
pervenire alla sua omogenea attuazione in tutto il territorio
regionale e fino all'allineamento dei risultati di raccolta
differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
quanto disposto dall'art. 200 comma 1 lett. F) del d. lgs. 3 aprile
2006 n. 152, sono altresì confermati all'interno di essi, previo
accertamento del Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti,
gli ATO esistenti nei quali le percentuali di raccolta
differenziata conseguita nel 2008 risultino superiori al doppio
della media conseguita negli altri ATO della medesima provincia e
comunque non inferiori al 15 per cento, calcolato ai sensi della
circolare ARRA del 30 aprile 2008 pubblicata nella GURS del 16
maggio 2008 n. 22 »;
- dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia, Faraone e
Panarello:
emendamento 5.8
«Il comma 1 è sostituito dai seguenti:
1. Per l'esercizio delle funzioni previste nella parte IV del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni, nel territorio della Regione la gestione integrata
dei rifiuti è organizzata sulla base di Ambiti territoriali
ottimali (ATO) coincidenti con i territori delle nove Province
regionali, fatto salvo quanto previsto al successivo comma.
2. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
pervenire alla sua omogenea attuazione in tutto il territorio
regionale e fino all'allineamento dei risultati di raccolta
differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
quanto disposto all'articolo 200, comma 1, lettera f) del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono altresì confermati
all'interno di essi, previo accertamento del Dipartimento regionale
per le acque ed i rifiuti, gli ATO esistenti nei quali si
verifichino entrambe le seguenti condizioni:
a) siano in regola con gli obblighi contributivi, previdenziali,
assistenziali e fiscali;
b) abbiano realizzato nel 2008 una percentuale di raccolta
differenziata superiore al doppio della media conseguita negli
altri attuali ATO della medesima provincia e comunque non inferiore
al 15%, calcolata ai sensi della circolare ex A.R.R.A. del 30
aprile 2008, pubblicata nella GURS 16 maggio 2008, n. 22.
3. All'interno di ogni ATO non possono essere istituite ulteriori
ripartizioni amministrative assicurare l'efficienza e l'efficacia
del servizio e l'equilibrio economico e finanziario della sua
gestione »;
- dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese, Caputo:
emendamento 5.15:
«Il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. Gli ambiti territoriali ottimali (ATO) coincidono col numero
delle province, tranne nelle tre province metropolitane dove, per
le caratteristiche territoriali e la popolazione, possono essere
individuati altri ATO considerati virtuosi. Gli ATO virtuosi sono
quelli che, nell'esperienza precedente, hanno chiuso i loro bilanci
in pareggio, hanno effettuato la raccolta differenziata con
percentuali superiori al 25 per cento degli rsu raccolti, nonché
siano in regola con i pagamenti contributivi e assicurativi del
personale. Rappresenta ulteriore caratteristica premiale di cui
sopra la competenza su parte del territorio superiore al 35 per
cento dell'intera provincia di appartenenza »;
-dagli onorevoli Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone, Formica e
Vinciullo:
emendamento 5.1:
«Al comma 1, dopo la lettera i) aggiungere la lettera l) ATO 10 -
isole minori »;
emendamento 5.2:
«Al comma 2, dopo la parola destinazione aggiungere previo
nulla osta della Provincia regionale di appartenenza »;
- dagli onorevoli Caputo, Falcone, Pogliese e Vinciullo:
emendamento 5.3:
«Aggiungere il seguente comma:
La gestione integrata dei rifiuti nelle aree metropolitane di
Palermo, Messina e Catania, è esercitata autonomamente, evitando di
ricomprendere la presenza delle suddette città negli ambiti
individuati dall'articolo 1 »;
dagli onorevoli Musotto e Ruggirello:
emendamento 5.11:
«Aggiungere il seguente comma:
3. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
pervenire alla sua omogenea attuazione in tutto il territorio
regionale e fino all'allineamento dei risultati di raccolta
differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
quanto disposto dall'art. 200 comma 1 lett. f) del decreto
legislativo 3 aprile 2006 n. 152, sono altresì confermati
all'interno di essi, previo accertamento del Dipartimento regionale
per le acque ed i rifiuti, gli ATO esistenti nei quali le
percentuali di raccolta differenziata conseguita nel 2008 risultino
superiori al doppio della media conseguita negli altri ATO della
medesima provincia e comunque non inferiori al 15 per cento,
calcolato ai sensi della circolare ARRA del 30 aprile 2008
pubblicata nella GURS del 16 maggio 2008 n. 22 »;
- dagli onorevoli Cascio Salvatore e Maira:
emendamento 5.20:
«Aggiungere il seguente comma:
3. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
pervenire alla sua omogenea attuazione in tutto il territorio
regionale e fino all'allineamento dei risultati di raccolta
differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità
a quanto disposto dall'art. 200 comma 1 lett. f) del d. lgs. 3
aprile 2006 n. 152, sono altresì confermati all'interno di essi,
previo accertamento del Dipartimento regionale per le acque ed i
rifiuti, gli ATO esistenti nei quali le percentuali di raccolta
differenziata conseguita nel 2008 risultino superiori al doppio
della media conseguita negli altri ATO della medesima provincia e
comunque non inferiori al 15 per cento, calcolato ai sensi della
circolare ARRA del 30 aprile 2008 pubblicata nella GURS del 16
maggio 2008 n. 22 »;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Di Guardo e Termine:
emendamento 5.6:
«Al comma 2, dopo le parole ad un diverso ATO aggiungere le
parole confinante con il proprio territorio »;
emendamento 5.7:
«Aggiungere il seguente comma:
1 bis. In deroga a quanto previsto dal comma precedente e nel
rispetto di quanto previsto dall'articolo 200 comma 1 del decreto
legislativo. 3 aprile 2009, n. 152, i comuni singoli e associati,
confinanti territorialmente, entro trenta giorni dalla
pubblicazione della presente legge, possono deliberare la
costituzione di nuovi ATO, nella misura massima di tre, purché
rispettino i seguenti vincoli:
a) abbiano, singolarmente o consorziati, una popolazione non
inferiore a 300.000 abitanti
b) una quantità di RSU raccolti nel 2008 non inferiore a 150.000
tonnellate
c) almeno un quarto dei comuni consorziati superiori ai 5.000
abitanti, abbia raggiunto, almeno per il 50%, gli obiettivi di
raccolta differenziata fissati dal comma 2 dell'articolo 45 della
legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2 »;
subemendamento 5.8.2:
«Al comma 2, dopo le parole della presente legge , aggiungere le
parole e comunque per un periodo non superiore a mesi 12 »;
subemendamento 5.8.3:
«Al comma 2, lettera a), aggiungere: non avere al 31/12/2009
posizioni debitorie superiori ad euro 500.000 »;
subemendamento 5.8.1:
«Sostituire al comma 2 il contenuto della lettera b) con le
seguenti parole: abbiano rispettato almeno per il 90% gli
obiettivi di raccolta differenziata fissati dal comma 2
dell'articolo 45 della l.r. 8 febbraio 2007, n. 2 »;
subemendamento 5.7.1:
«Sostituire il termine ATO con il termine SRR ; cassare la
lettera b)»;
- dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto, Apprendi e
altri:
emendamento 5.10:
«Al comma 4 aggiungere il seguente:
Ai sensi dell'art. 31 del T.U.E.L. approvato dal decreto
legislativo n. 267 del 18.8.2000 i comuni dopo un anno dall'entrata
in vigore della presente legge possono costituire consorzio
diversi. I comuni per uscire dal consorzio e costituirne un altro
devono motivarne la ragione.
I comuni per costruire un ATO diverso da quello provinciale devono
essere almeno dieci di cui 1/3 classificati comuni montani o
parzialmente montani.
L'assessorato all'energia e ai servizi pubblici entro sei mesi
dall'entrata in vigore della presente legge deve emanare un
regolamento che disciplina la costituzione e i rapporti di
fuoriuscita da quello provinciale »;
- dagli onorevoli Adamo e Aricò:
emendamento 5.17:
«Aggiungere il seguente comma:
I comuni possono scegliere di non aderire all'ambito territoriale
ottimale (ATO) di riferimento. In questo caso, i comuni hanno
l'obbligo di adempiere autonomamente, o in cogestione semplice o
articolata con altri comuni limitrofi, alla raccolta e allo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani secondo le normative
nazionali e regionali, in atto vigenti, che regolamentano la
materia »;
- dagli onorevoli Adamo, Aricò, Cristaudo ed altri:
subemendamento 5.17.1:
«L'emendamento 5.17 è così riscritto:
I Comuni possono, singolarmente o consociandosi con altri Comuni,
presentare all'ATO di riferimento un proprio progetto di gestione
autonoma del servizio che comprovi una notevole economicità
gestionale nella raccolta dei rifiuti solidi urbani ».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
intervenire sull'articolo 5, perché come l'articolo 4 rappresenta
la parte più importante del disegno di legge, proprio perché
iniziamo a discutere su quello che è l'organo che dovrà
disciplinare il nuovo sistema.
Dobbiamo anche dire che, in questo articolo, non si tratta degli
ATO, attenzione, sono gli ambiti territoriali ottimali all'interno
dei quali devono essere individuati gli organi che poi gestiranno
il nuovo sistema C'è stata poc'anzi una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari su questo aspetto, proprio per discutere
quale dovrà essere l'iter legislativo, quali gli emendamenti che
dovremmo ritirare e quali, invece, gli emendamenti, se ve ne
fossero, che dobbiamo mantenere.
Noi poniamo un problema, e lo dico all'Assessore, ma lo dico anche
all'intera Aula. All'interno degli ambiti territoriali ottimali,
che per me va bene indicare in numero di nove, facendoli coincidere
con le province, dobbiamo capire che c'è un problema di
individuazione dei soggetti e del loro numero che, appunto,
all'interno degli ambiti stessi, dovranno gestire il sistema dei
rifiuti. Mi riferisco all'acronimo SRR . Quante devono essere le
società consortili per la regolamentazione della gestione dei
rifiuti? In un primo testo si parlava di nove, con riferimento,
cioè, agli ambiti territoriali che coincidevano con le province e
con altrettanti enti gestori. Successivamente, c'è stata una nuova
idea, che era quella di estenderli.
Non possiamo, lo abbiamo detto la volta precedente nella
discussione generale, buttare l'acqua sporca col bambino , noi
dobbiamo recuperare sì i gap che la legge precedente ha dimostrato,
dobbiamo ridurre sì quelle che sono le distanze con l'efficienza
del servizio e con la riduzione dei costi. Dobbiamo certamente
annullare tutto ciò che era perversione del sistema, ma non
possiamo anche ammazzare o eliminare quelle che sono le realtà,
non chiamiamoli più ATO, ma quegli enti, comunque quelle società
virtuose.
In questo senso, vorremmo capire qual è la volontà della
maggioranza.
Noi siamo favorevoli affinché gli enti virtuosi, le realtà
virtuose vengano mantenute. Ce ne sono Non per fare Cicero pro
domo mea cioè parlare di un ATO che è Calatambiente', appunto un
ATO virtuoso.
Abbiamo posto anche dei paletti, abbiamo presentato degli
emendamenti che facessero da peculiarità, da caratteristica, che
contraddistinguessero quella che è l'accezione, appunto, di
virtuoso.
Cosa significa questo aggettivo? Esso deve sintetizzare alcuni
concetti:
a) una percentuale di differenziazione della raccolta dei
rifiuti;
b) un pareggio nei bilanci presentati negli anni;
c) una regolarità nei pagamenti contributivi, dei contributi
previdenziali per i dipendenti.
Un mio emendamento, in tal senso, prevede la competenza di questi
enti su una porzione territoriale e provinciale che sia superiore
al trentacinque per cento. Ad esempio, abbiamo Calatambiente', che
serve una porzione provinciale che è di circa il quarantadue per
cento della provincia di Catania e che, in questi anni, non ha
manifestato scantonamenti', mi si consenta il termine, come altre
realtà.
Chiedo al Governo, come pure all'Aula, senza fare differenza, tra
maggioranza ed opposizione, tra maggioranza e minoranza, tra un
partito e un altro, di guardare e valorizzare quelle realtà che,
negli anni, hanno dimostrato un'efficienza nel servizio,
un'economicità dei costi, anche manifestando un'attività
imprenditoriale tale che ha consentito loro di acquisire, di
realizzare, di completare un'impiantistica che poi, alla fine, le
ha fatto diventare società per azioni, con una caratterizzazione,
appunto, imprenditoriale.
Alla fine dell'anno i bilanci non si chiudevano con Mamma
Regione' o Mamma Comune' che interveniva a soccorso delle perdite,
ma potevano tracciare un segno positivo, nel senso di portare in
equilibrio i rispettivi bilanci.
DE LUCA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ci
dobbiamo mettere d'accordo sul modo di procedere. Abbiamo già
violato le procedure previste dall'articolo 200 del decreto
legislativo 152 del 2006, non volendo pensare ad altro
Questo articolo, l'ho detto ieri, prevede, infatti, una procedura,
rinviando agli articoli 195 e 199, per quanto riguarda
l'individuazione degli ambiti territoriali ottimali. Qui si
vogliono introdurre dei virtuosismi e delle acrobazie che
continuano a violare quella che è una procedura disciplinata dal
Testo Unico nazionale.
Su questo dobbiamo essere chiari, perché noi abbiamo,
correttamente, ritirato gli emendamenti abrogativi. Però, anche su
questo aspetto, non è stato chiarito ancora qual è la volontà di
alcuni Gruppi parlamentari in merito agli emendamenti presentati:
se si ritiene di voler introdurre qualche virtuosismo o qualche
ulteriore elemento per recuperare, in modo errato, comunque, degli
ambiti territoriali ottimali, in aggiunta a quelli già previsti dal
Governo, ciò vuol dire, signor Presidente, che devo cambiare
opinione sull'atteggiamento di collaborazione assunto rispetto al
Governo e a questa stessa norma.
Vi è, infatti, una serie di emendamenti che mirano ad introdurre
dei princìpi per recuperare degli ambiti territoriali ottimali. Il
Governo, l'assessore al ramo, ci dicano, una volta per tutte, cosa
si vuol fare, perché già la procedura prevista dall'articolo 5 non
rispecchia assolutamente la disciplina degli articoli 200, 195 e
199 del citato decreto gli ambiti territoriali ottimali non si
fanno in provetta , per come abbiamo già fatto nella finanziaria
2007 e per come stiamo facendo ora.
E' prevista una procedura, una concertazione e, allora, abbiamo
già accettato questa violenza, se poi vogliamo passarci il tempo ed
introdurre tutta una serie di elementi, perché magari ci sono gli
ambiti territoriali ottimali più simpatici o meno simpatici,
pensando anche di introdurre aspetti parziali come la
differenziata insomma, perché non fare allora riferimento a tutta
un'altra serie di elementi, come alla circostanza degli ambiti
territoriali ottimali che hanno avuto delle agevolazioni in passato
e che hanno consentito loro di poter evitare determinate
problematiche che, invece, altri ATO hanno subìto?
E, allora, non introduciamo altri elementi di differenziazione
perché su questo, per quanto mi riguarda, io non ci sto Assessore:
dico ciò, signor Presidente, in funzione della collaborazione che
io e la collega Caronia abbiamo dimostrato a differenza di tutti
gli altri.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di legge è già
inficiato con la votazione dell'articolo 4, senza aver cassato la
lettera h) e modificata la lettera i), lo si vedrà poi, quando il
testo si voterà nella sua stesura finale, mettendo insieme gli
articoli 4, 6 e 15.
Considerato che le argomentazioni dell'onorevole De Luca non sono
campate in aria, anzi, hanno profili che devono essere approfonditi
per migliorare la norma, le chiedo, signor Presidente, di rinviare
i lavori, quanto meno, a domani per occupare la mattinata a cercare
di riformulare l'articolo 5, perché se dovessimo approvarlo così
come è formulato, è chiaro che tutto l'impianto del disegno di
legge, al momento solo tecnico, e non supportato sotto il profilo
economico e finanziario, avrebbe delle ripercussioni proprio
nell'applicabilità e potrebbe, pertanto, succedere quello che
qualche minuto fa ci ha rassegnato l'Assessore. Nel senso, cioè,
che potremmo ritrovarci in Aula, magari tra qualche settimana, con
un sms in cui o un presidente di provincia o un sindaco, di
qualsiasi comune, metterà la legge sotto il giudizio di chi
dovrebbe dare una valutazione e il lavoro svolto per lunghi giorni
svanirà.
Quindi, chiedo alla Presidenza dell'Assemblea, con l'accordo del
Governo, di consentire a noi tutti una riflessione su come
migliorare la formulazione dell'articolo 5 per superare quella che
sembrerebbe una volontà forte dell'Assemblea rispetto a quanto
stabilito dall'articolo 200, secondo comma, del citato decreto
legislativo 152 del 2006. Ritengo, in tal senso, che una migliore
formulazione possa offrire all'Aula non soltanto la serenità di
certezze, ma certamente di non essere utilizzata dagli enti locali
contro l'impianto stesso della norma.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei, in
primo luogo, rassicurare il Presidente Mancuso che non tifo per
nessuna squadra, quindi l'intervento non è finalizzato ad impedirle
di vedere la partita Ho la sensazione di vivere un déjà vu .
Ieri c'è stato un suo intervento veemente ed accurato: lei ha
detto di porre attenzione, guai ad ampliare il numero degli ATO,
eccetera ed io ho replicato di operare la distinzione tra l'ATO e,
altra cosa, il soggetto gestore.
Ancora una volta, posso rassicurarla - ieri l'ho detto e qui lo
ribadisco - che il Governo non intende recedere, in alcun modo, dal
fatto che gli ATO siano una nozione geografica e non c'entrano
nulla - e questo lo dico anche all'onorevole De Luca - con la
virtù, non fosse altro perché non mi piace il concetto della virtù
applicata a una legge Gli ATO sono soltanto la definizione
geografica del luogo fisico dove si svolge, appunto, la gestione
integrata. Non attengono al soggetto gestore e, per quanto riguarda
il Governo, nove sono e nove devono essere
Ribadisco, per questo mi riferivo alla sensazione di déjà vu ,
che la norma in questione altro non è, se lo si vuole lo si
esplicita in trenta secondi con un emendamento tecnico, che
l'attuazione di una norma già esistente, che è l'articolo 45 della
legge 2 del 2007, che ha stabilito, appunto, che gli ambiti possono
essere fino a quattordici.
Avremmo potuto scrivere la parola quattordici , essa è
sostituita, invece, con la parola nove .
Non c'è alcuna virtù, alcun virtuosismo, nulla di tutto questo Mi
pareva, fra l'altro, che l'onorevole Arena segnalasse l'imminente
volontà di ritirare l'emendamento che prevedeva città metropolitane
e altro ancora.
Non c'è nulla di tutto questo, dicevo, quando si parla di ATO,
anche perché sarebbe un ossimoro concettuale, una contraddizione
nei termini, riferire la virtù ad un luogo fisico
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 5.13.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'esame
dell'emendamento 5.4.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, il Governo mi ha rassicurato su una procedura di cui
ero già certo, in quanto le dichiarazioni di ieri sera, non solo mi
hanno rassicurato, ma mi hanno tranquillizzato.
Il mio riferimento, invece, era diverso. Naturalmente se si
desidera andare avanti con i lavori, come lei crede, signor
Presidente...
CRACOLICI. Ci sono solo cinque emendamenti da valutare
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Non è questo il
problema, è un altro: se si va avanti e questa procedura viene
adottata, nella responsabilità di presidente di questa Commissione,
devo fare delle dichiarazioni a proposito del mancato
coinvolgimento degli enti locali, come appresso indicate.
La individuazione per legge della delimitazione degli ATO (che
pure alcune regioni hanno fatto) introduce una modalità che è
diversa dalla lettera e dai princìpi del decreto legislativo 152
del 2006 (articoli 195, 199 e 200) che riconduce la loro
delimitazione al Piano regionale dei rifiuti, con procedure che
prevedono il coinvolgimento di comuni e province. Considerato che
gli interventi in quest'Aula, ma anche fuori di essa, a proposito
dei sindaci, stanno dicendo di tutto e di più, alla fine dobbiamo
vedere chi avrà difeso i comuni e chi, invece, fa passare
tranquillamente tutta una serie di norme in contrasto a tale
prospettazione.
Entrambi tali princìpi, dicevo (delimitazione nell'ambito del
Piano e procedura di coinvolgimento degli Enti locali), sono
sostanzialmente elusi dalla delimitazione operata ex legge. Anche
quando il decreto legislativo 152 del 2006, all'art. 200, comma 7,
autorizza le Regioni a darsi modelli alternativi agli ATO, ciò può
avvenire in relazione all'adozione di piani regionali che
dimostrino la propria adeguatezza rispetto agli obiettivi ed alle
linee guida nazionali in materia, a seguito dell'approvazione dei
piani stessi. Una procedura - in qualche modo - richiamata
nell'emendamento 9.34 del Governo, lo vedremo dopo, in relazione
alla possibilità ivi contemplata di collegare lo specifico studio
nell'ambito del piano regionale, di costituire ulteriore società
per ambiti di almeno 300.000 abitanti o trenta comuni.
In riferimento all'articolo 45 della legge regionale n. 2 del
2007, per quanto attiene il Presidente di questa Commissione, il
richiamo appare improprio.
Quella norma, infatti, rimetteva ad un decreto del Presidente
della Regione la delimitazione degli ATO dopo una procedura più
rispondente alle prescrizioni del decreto legislativo n. 152 del
2006.
Si potrebbe quanto meno riformulare l'emendamento, ponendo in
premessa la nuova delimitazione introdotta dalla legge, con
riferimento alle previsioni di cui all'articolo 200, lettera f).
Per quanto riguarda il comma 2, bisogna tenere presente che il
rinvio operato nell'attuale formulazione dell'articolo, a quanto
previsto nell'articolo 200, comma 6 del decreto legislativo n. 152
del 2006, può risultare equivoco in quanto la disciplina che qui si
introduce, differisce in maniera significativa da quella
richiamata.
Questo era dovuto a tutta l'Assemblea.
Signor Presidente, su queste considerazioni, che desidero far
risultare nel resoconto stenografico, ritengo ancora una volta
necessaria un'approfondita riflessione da parte del Governo sulla
formulazione del mancato coinvolgimento di tutti gli enti locali.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, il
richiamo che il presidente della Commissione ha fatto all'articolo
45 della legge n. 2 del 2007 - vi chiedo attenzione, sto trovando
il modo per superare l'impasse rapidamente - ha dato luogo alla
pubblicazione in Gazzetta del decreto presidenziale di
delimitazione degli ambiti ed è esattamente il decreto
presidenziale n. 327 del 2008.
Questo documento c'è già e potrebbe essere acquisito nel testo di
questa norma e, quindi, sarebbe quella la delimitazione.
L'unica differenza, è bene che l'Aula lo sappia, è che si prevede
un ATO in più - sollecitato da più parti - che è quello delle isole
minori.
COLIANNI. E' cosa buona e giusta
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi di
pubblica utilità. Se c'è questa poderosa riserva - mi avete chiesto
di fare l'assessore tecnico, cerco di farlo nel modo meno peggiore
possibile - in ordine all'esigenza di rispettare la previsione
dell'articolo 200 del decreto legislativo 152 del 2006, vorrei
richiamare l'attenzione sul fatto che essa è stata correttamente
definita con una norma che regge, appunto, l'impianto complessivo
nel senso che - se non ci sono gli ATO - tutto cade, tutto è
travolto.
Se l'interesse, come immagino che sia, è quello di procedere
sollecitamente nell'approvazione del disegno di legge, possiamo
bene accollarci, a mio modo di vedere, il riferimento all'articolo
45 e i provvedimenti adottati in sua attuazione, pubblicati e mai
impugnati, riservandoci di modificare - come pure è possibile -
rispetto alla dimensione esclusivamente provinciale, il riferimento
geografico degli ATO. Questa è la soluzione che posso offrire per
andare, immediatamente, avanti nei lavori.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Commissione, Assessore, dobbiamo evitare in Aula di ricercare vie
che ci mettono in una condizione di difficoltà ad interpretare le
cose.
In atto vige, nel territorio della regione, un piano dei rifiuti,
adottato con procedura e ordinanza del Commissario per l'emergenza
rifiuti nel 2002. Questo piano ha definito ventisette ambiti
territoriali, ed in vigenza di esso - siccome con il varo del
disegno di legge non modificheremmo il piano medesimo, limitandoci
piuttosto a stabilire la previsione di farne uno nuovo - dovremmo
riconfermare i ventisette ATO originariamente previsti; già nella
legislazione regionale, tuttavia, abbiamo introdotto, pure in
vigenza del piano del 2002, una modifica che ha ridotto gli
ambiti territoriali da ventisette fino ad un massimo di .
Lo dico perché su tali questioni, capisco che c'è una passione,
diciamo giurisprudenziale e un dibattito culturale
sull'interpretazione delle norme, che è il vecchio vizio dei
cultori del diritto, ma le norme, appunto, si interpretano, non
si leggono e basta: vorrei ricordare che noi stiamo disciplinando
una materia che è già regolamentata, non stiamo partendo da zero,
per cui c'è già un piano e su di esso si individuano gli ambiti,
che ne sono suoi figli . Noi, dicevo, abbiamo un piano, c'è stato
un fallimento del sistema degli ambiti che abbiamo già ridotto nel
2007: adesso stiamo individuando l'ambito territoriale ottimale,
ripeto le parole dell'assessore perché - se le ha dette - ci
eviterà poi le vie fantasiose.
L'Assessore ha ripetuto che l'ambito territoriale ottimale
previsto dall'articolo 5 è un'entità geografica non gestionale e la
cui attività sarà demandata a un successivo articolo.
Vorrei ricordare che, oltre al piano regionale dei rifiuti, esiste
una legge che in Sicilia non ha mai trovato grande fortuna, la
legge 9 del 1986, che ha individuato nelle province regionali il
soggetto giuridico, non solo geografico, che in qualche modo
delinea la dimensione e la competenza nell'ambito, appunto,
provinciale. Con tutto il rispetto verso tutti i cultori, gli
studiosi, gli esperti di pareri, vorrei semplicemente dire che la
norma che stiamo esaminando e che a me convince, così com'è, va
definita o all'ambito geografico, e solo alle province, oppure, se
consideriamo le isole minori, in quale geografia andremmo a
collocarle? Diversamente, in altri termini, è un problema di
gestione, non un problema di ATO. Se esiste, infatti, un problema
eventuale di un soggetto gestore specifico per le isole minori, non
si tratta, quindi, di un problema di ambito geografico.
Ecco perché, ascoltate le dichiarazioni dell'onorevole Mancuso,
rispettabili e legittime, con altrettanta legittimità e con
altrettanto rispetto ritengo che questo Parlamento sia nelle
condizioni di operare, così come sta operando, anche perché il
Parlamento siciliano ha già operato con la legge 2 del 2007, avendo
modificato, appunto, gli ambiti territoriali ottimali in vigenza di
un piano regionale dei rifiuti.
Da questo punto di vista, quindi, penso che l'individuazione
geografica dei nove ATO, così come vengono individuati
dall'articolo 5, sia una questione corretta.
Altra cosa, invece, e mi rivolgo all'onorevole Falcone, saranno i
soggetti che avranno l'autorità non di gestione, nel senso
tradizionale, ma di gestire le modalità con cui affidare il
servizio nell'ambito dell'ATO. Io mi limiterei, pertanto, a fissare
poche certezze, però visto che ne abbiamo poche, evitiamo di
infilarci in altre questioni che ci confondono le idee, perché già
la materia è complicata, se assumiamo pure fantasiose ipotesi
giuridiche non ne usciremmo più
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza è orientata ad
aggiornare i lavori a domani, vista l'ora e la complessità
dell'argomento.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, giovedì 18 marzo 2010,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
inquinati» (nn. 525-528/A) (Seguito)
2) - «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
(nn. 470-470 bis)
3) - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(nn. 471-471 bis).
La seduta è tolta alle ore 21.32
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli