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Resoconto d'Aula della Seduta n. 154 di mercoledì 17 marzo 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

       PRESIDENTE.  Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi.
  .

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                             BILANCIO (II)

   - «Istituzione e finanziamento di zone franche urbane» (539)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 16 marzo 2010.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -    «Misure   a   sostegno   dell'occupazione   e   contro    la
  delocalizzazione» (532)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 16 marzo 2010.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),  e  153
  del Regolamento interno, delle mozioni:

   -  n.  183  «Nomina di una commissione di indagine sul  piano  di
  informatizzazione   della  Regione  siciliana,   con   particolare
  riferimento  agli  affidamenti  alla  società  'Sicilia  e-Servizi
  s.p.a.'», degli onorevoli Leontini, Mancuso, Falcone e Corona;

   -  n. 184 «Rilancio dell'Ente Fiera di Palermo e salvaguardia del
  posto  di  lavoro  dei suoi dipendenti», degli onorevoli  Musotto,
  Ruggirello, Calanducci, Colianni, Arena e Lentini;

   -   n.   185  «Impegno  del  Governo  della  Regione  a  riferire
  all'Assemblea     regionale    sulle    recenti      dichiarazioni
  dell'Assessore per le attività produttive riguardo alla burocrazia
  regionale», degli onorevoli Maira, Cordaro, Cascio Salvatore, Dina
  e Ragusa.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, é demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


            Seguito della discussione del disegno di legge
    «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati»
                              (525-528/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (525-
  528/A).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

   Onorevoli  colleghi, ricordo che la discussione era stata  sospesa
  dopo l'approvazione dell'articolo 2.
   Comunico  che gli emendamenti 2.32.1, 2.4 e 2.5 sono da  ritenersi
  preclusi.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                       Competenze delle province

   l.  Le province esercitano le funzioni di cui all'articolo 197 del
  decreto legislativo 152/2006 e in particolare:

   a)  il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed  il
  monitoraggio ad essi conseguenti;

   b)  il  controllo periodico su tutte le attività di  gestione,  di
  intermediazione   e   di  commercio  dei  rifiuti,   ivi   compreso
  l'accertamento  delle  violazioni delle disposizioni  di  cui  alla
  parte quarta del decreto legislativo 152/2006;

   c)  la  verifica  ed  il  controllo  dei  requisiti  previsti  per
  l'applicazione delle procedure semplificate;

   d)   l'individuazione,  sulla  base  delle  previsioni  del  piano
  territoriale di coordinamento di cui all'articolo 20, comma 2,  del
  decreto  legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove  già  adottato,  e
  delle previsioni di cui all'articolo 199, comma 3, lettere d) e h),
  del   decreto  legislativo  152/2006,  nonché  sentiti   l'Autorità
  d'ambito  ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione  degli
  impianti  di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non  idonee
  alla  localizzazione di impianti di recupero e di  smaltimento  dei
  rifiuti.  Le province istituiscono, ai sensi della legge  23  marzo
  2001, n. 93, l'Osservatorio provinciale sui rifiuti, per coadiuvare
  le   funzioni   di   monitoraggio,   programmazione   e   controllo
  dell'Osservatorio  regionale sui rifiuti, provvedendo  ai  relativi
  adempimenti utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie
  disponibili a legislazione vigente;

   e)  la  tenuta del registro delle imprese e degli enti  sottoposti
  alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 del
  decreto legislativo 152/2006, integrando tale registro con  i  dati
  relativi  agli impianti comunque autorizzati ed operativi  presenti
  sul  proprio territorio, ed inviano i relativi dati all'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente, all'Assessorato regionale
  dell'energia  e  dei  servizi di pubblica  utilità  ed  all'Agenzia
  regionale per la protezione dell'Ambiente (A.R.P.A. Sicilia);

   f)  la  stipula,  previa  approvazione dell'Assessorato  regionale
  dell'energia  e  dei  servizi  di  pubblica  utilità,  di   accordi
  interprovinciali  per  la  gestione  di  determinate  tipologie  di
  rifiuti, al fine del raggiungimento di una maggiore funzionalità ed
  efficienza  della gestione dei rifiuti non perseguibile all'interno
  dei confini dell'ATO;

   g)  la redazione dell'elenco delle imprese e degli enti sottoposti
  alle  procedure  semplificate di cui all'articolo 214  del  decreto
  legislativo  3  aprile  2006,  n. 152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2.  II  presidente  della provincia adotta  le  ordinanze  di  cui
  all'articolo  191  del  decreto legislativo 152/2006  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, per tutte le tematiche che esulino  dal
  territorio  di  un  singolo comune e che ricadano  nell'ambito  del
  territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.

   3.  Per  le attività di propria competenza la provincia si  avvale
  del  supporto tecnico scientifico dell'ARPA Sicilia, rimborsando  i
  soli  costi sostenuti dalla predetta Agenzia e con espresso divieto
  del ricorso a soggetti esterni.

   4.  La Provincia invia ogni trimestre alla Regione le informazioni
  e  i  dati autorizzativi ed ogni anno redige ed invia alla  Regione
  una relazione sulle attività svolte».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:

   emendamento 3.14:
   «Al  comma  1,  lettera  d)  sostituire  le  parole   l'Autorità
  d'ambito   con   la  società  di  regolamentazione,  di  cui   al
  successivo articolo 6, territorialmente competente »;

   emendamento 3.18:
   «Al  comma  1, lettera d) la parola  istituiscono  è  sostituita
  con le parole  possono istituire »;

   - dalla Commissione:

   emendamento 3.1:
   «Al   comma   2  dopo  le  parole   modifiche  ed  integrazioni
  aggiungere  nonché »;

   emendamento 3.15:
   «Al  comma 1 il primo alinea è sostituito dal seguente  periodo:
   La  provincia esercita le funzioni di cui all'articolo  197  del
  decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo nell'ambito  della
  propria competenza alle seguenti funzioni: »;

   emendamento 3.16:
   «Al comma 1 cassare la lettera g)»;

   emendamento 3.17:
   «All'articolo 3, comma 3, le parole  si avvale  sono  sostituite
  da  può avvalersi »;
   - dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca:

   emendamento 3.9:
   «Sopprimere l'articolo 3»;

   emendamento 3.10:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 3.11:
   «Sopprimere il comma 2»;

   emendamento 3.12:
   «Sopprimere il comma 3»;

   emendamento 3.13:
   «Sopprimere il comma 4»;

   - dagli onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Di Guardo e Termine:

   emendamento 3.2:
   «Al  comma  1,  lettera  d),  ultimo capoverso  dopo  le  parole
   strumentali  e  finanziarie   aggiungere  la  parola    già    e
  sopprimere le parole  a legislazione vigente. »;

   - dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia, Faraone:

   emendamento 3.3:
   «Al comma 1, cassare la lettera f)»;

   emendamento 3.4:
   «Al comma 1 aggiungere la lettera g):
    g)   la  redazione  dell'elenco  delle  imprese  e  degli  enti
  sottoposti  alle procedure semplificate di cui all'art.  214  del
  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. »;

   emendamento 3.5:
   «Al  comma  3  cassare  le parole  e con  espresso  divieto  del
   ricorso a soggetti esterni »;

   - dagli onorevoli Arena, Romano e Musotto:

   emendamento 3.7:
   «Al comma 1, lettera f) aggiungere il seguente comma:
    Le  province  nell'ambito dei suddetti accordi interprovinciali
  danno  priorità  all'organizzazione  di  apposite  discariche   a
  pubblica  gestione per lo smaltimento dei rifiuti di  amianto  in
  matrice  cementizia  o  resinoide provenienti  da  costruzioni  e
  demolizioni,  applicando corrispettivi di accesso e  conferimento
  pari  al  costo della gestione, limitate al ricevimento dei  soli
  rifiuti  prodotti nell'ambito della regione siciliana. I relativi
  progetti  sono  approvati dall'Autorità competente  con  priorità
  rispetto  ad  altri  impianti ed i termini per  il  rilascio  dei
  rispettivi  pareri  di  competenza  degli  enti  territoriali   o
  regionali  non  territoriali  sono  ridotti  alla  metà.  Laddove
  l'approvazione del progetto comporti necessità di  variante  allo
  strumento  urbanistico,  il parere del sindaco  e  del  dirigente
  dell'Ufficio tecnico comunale preso in conferenza sostituisce, in
  deroga  alla  Legge  regionale 71/1978, l'adozione  in  Consiglio
  comunale,  fermo restando la ratifica di quest'ultimo a  pena  di
  decadenza,  entro trenta giorni dalla conferenza in cui  è  stato
  reso il parere. »;

   emendamento 3.6:
   «Al  comma  3,  alla fine del periodo, dopo le parole   soggetti
  esterni   aggiungere  le parole  salve apposite  convenzioni  con
  altre  strutture  pubbliche o universitarie che  si  impegnino  a
  stipulare  accordi  economici di consulenza  e  prestazioni  alle
  medesime condizioni praticate dall'ARPA Sicilia. »;

   emendamento 3.8:
   «Aggiungere il seguente comma:
    5.  E'  abrogato  l'articolo  160  della  legge  regionale   n.
  25/1993 ».

   Gli emendamenti 3.9 e 3.10 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LIMOLI. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Limoli,  richieda la  verifica  del  numero
  legale nella sede della prima votazione utile.
   Si  passa  all'esame  dell'emendamento  3.15.  Onorevole  Mancuso,
  desidera illustrarlo?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  l'emendamento  3.15 si  rifà  anche  agli  emendamenti
  all'articolo  1 e all'articolo 2 per consentire una  certa  armonia
  tra  il  testo di questo disegno di legge e il decreto  legislativo
  numero  152. Ciò per raggiungere quelle che sono le finalità  delle
  competenze  già  istituite  con il richiamato  decreto  legislativo
  numero 152.
   In   questo   senso,  abbiamo  preparato  anche  gli   emendamenti
  pertinenti  l'articolo 4, laddove si  richiamano le competenze  dei
  comuni e dove, in sostanza, non c'è nessuna differenza rispetto  al
  testo  che  il  Governo  stesso ha presentato;  abbiamo  concordato
  l'emendamento con il Governo, appunto per armonizzare il disegno di
  legge   regionale  con  la  normativa  dello  Stato,   il   decreto
  legislativo n. 152.
   Ritengo  che  questo  possa  bastare,  diversamente,  posso  anche
  approfondire l'argomento

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso.
   Pongo in votazione l'emendamento 3.15. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.14  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.18 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.2. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.3 é ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento  3.7. Onorevole  Arena,  le  chiedo  di
  illustrarlo, considerato che si tratta di un emendamento abbastanza
  articolato.

   ARENA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 1, lettera
  f), insieme al collega Musotto e al collega Romano, abbiamo pensato
  di  aggiungere il seguente comma che è articolato, sì, ma parte  da
  una considerazione fondamentale, che è quella, molto spesso,  della
  difficoltà nel territorio di smaltire rifiuti di amianto in matrice
  cementizia o resinoide.
   Da questo punto di vista, chiedo al Governo di fermarsi e anche di
  valutare se è utile oggi pensare a una siffatta previsione, proprio
  sulla   base  di  accordi  provinciali  (naturalmente  i   soggetti
  protagonisti  sono  le  province), per  tentare  di  arrivare  alla
  istituzione di discariche - naturalmente a pubblica gestione -  che
  possano agevolare la risoluzione di tale problema.
   Un  problema che, naturalmente, a mio avviso, andrebbe  affrontato
  con un apposito comma all'interno di questa legge che - come ho più
  volte  avuto  modo  di  ribadire - risponde  in  maniera  concreta,
  incisiva e diretta alle esigenze del territorio.
   Quello stesso territorio che, però, proprio per quanto riguarda la
  celerità - e quindi invito i colleghi parlamentari, il Presidente e
  l'onorevole  assessore  a soffermarsi e a  porre  attenzione  sulla
  seconda parte dell'articolato

      (dai banchi dell'Aula: non  onorevole , solo  assessore  )

   ARENA.  Onorevoli  si  nasce, non si diventa,  questa  è  una  mia
  personale valutazione
   Dicevo,   quindi,   di   porre  attenzione  alla   seconda   parte
  dell'articolato  comma,  laddove  si  parla  della   necessità   di
  velocizzare  la  procedura:  ci  sono,  infatti,  dei  riferimenti,
  chiaramente,  allo  strumento urbanistico. Questo,  appunto,  è  il
  riferimento, leggo testualmente, alla parte in cui si  prevede  che
   laddove l'approvazione del progetto comporti necessità di variante
  allo  strumento urbanistico, il parere del sindaco e del  dirigente
  dell'ufficio  tecnico comunale preso in conferenza sostituisce,  in
  deroga alla legge regionale numero 71/1978, l'adozione in Consiglio
  comunale - che naturalmente dovrebbe arrivare e sopraggiungere -  a
  pena  di  decadenza, entro e non oltre il trentesimo  giorno  dalla
  conferenza in cui è stato reso il parere .
   Auspico,  quindi, un'attenta valutazione da parte del Governo,  da
  parte dell'Aula e, naturalmente, il voto positivo per l'emendamento
  3.7 che rende sicuramente, ripeto, più omogenea, più incisiva e più
  rispondente alle concrete esigenze del territorio una legge che già
  funziona.
   Magari  sarebbe il caso che qualcuno se ne accorgesse  e,  quindi,
  partecipasse con la propria presenza ai lavori dell'Aula.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Nel  merito,
  l'emendamento del collega, che peraltro si rifà anche nella  logica
  all'emendamento che ha ritirato l'onorevole Cracolici, affronta  un
  argomento che, a mio avviso, riguarda le competenze della Regione.
   Gli   accordi  interprovinciali,  rispetto  alla  proposta   degli
  onorevoli Arena e Musotto, vanno al di là di quella che può  essere
  la  competenza  rigida  di  una provincia. Peraltro,  condividevamo
  anche  l'emendamento  ritirato dall'onorevole Cracolici  in  merito
  agli  accordi interprovinciali, ma in questo caso sentiremo qual  è
  la proposta del Governo, sentiremo qual è il senso della lettera f,
  per   poi   apprezzare  o  meno  l'emendamento   presentato   anche
  dall'onorevole Arena.
   Se  rimane  la lettera f, così come ha previsto il Regolamento,  è
  chiaro   che  può  essere  preso  in  considerazione  anche  quello
  dell'onorevole Arena, secondo, però, una logica che il  Governo  ci
  dirà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  evidenziare brevemente che, a mio avviso,  l'emendamento 3.7 ha una
  valenza  di  tipo regionale. Ha una sua importanza  perché,  da  un
  lato, stabilisce accordi interprovinciali, cioè tra varie province,
  e,  quindi,  ha una connotazione, appunto, di livello  superiore  a
  quello  provinciale; dall'altro lato, riguarda l'accelerazione,  la
  semplificazione,    se    vogliamo,    dell'attività    burocratica
  relativamente alle autorizzazioni.
   Allora,  non  può rientrare, non è questa la sede  per  affrontare
  questa materia, onorevole Arena. E' un emendamento che va tenuto in
  forte   considerazione,  assessore  Russo,  ma,  secondo  me,   non
  rientrerebbe all'interno dell'articolo 3.
   C'è,   però,   una  questione  che  avrei  piacere  di   segnalare
  all'Assessore. E' quella relativa al problema della pulizia di quei
  luoghi  di competenza della provincia. Nessuno ne parla. In maniera
  molto semplificata, mi riferisco alle strade provinciali. Oggi  non
  ci  sono  strade  provinciali dell'isola che non siano  invase  dai
  rifiuti. La competenza è delle province, ma non c'è un capitolo  di
  spesa ben preciso...

   ARENA. Quello verrà dopo...

   FALCONE.  Sì,  sì,  ma ci stiamo arrivando. Allora,  attenzioniamo
  determinati  aspetti.  In  questo  articolo,  tra  l'altro,  avendo
  approvato l'emendamento del Governo e della Commissione che  regola
  l'articolo  197 del decreto legislativo n. 152, mi sembrerebbe  che
  in  quel cappelletto, siano ricomprese e sintetizzate, appunto,  le
  competenze   della  provincia.  Tutto  il  resto   mi   sembrerebbe
  superfluo, potremo anche finire qui.
   Quindi,  dico  di  riflettere bene su questo emendamento,  non  mi
  sembra  attinente la stessa materia e, pertanto,  non  credo  possa
  essere collocato in questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, penso  sia
  utile un attimo riflettere su due aspetti.
     Relativamente  al  primo aspetto, quando  si  parla  di  accordi
  interprovinciali e di tipologia di rifiuti, se non  erro,  parliamo
  anche  di  rifiuti  speciali. Questo  è  il  primo  punto  su  cui,
  assessore,  vorrei  un  attimo capire bene  cosa  stiamo  normando,
  perché  la  lettera  f  dice  una cosa  precisa,  riferendosi  alla
   tipologia di rifiuti , su un accordo interprovinciale. Non  so  se
  sto  leggendo bene o se, invece, sto interpretando male
   Seconda  questione: se si parla di tipologia di rifiuti, siamo  ai
  rifiuti   speciali,   e,  quindi,  è  l'argomento   che   introduce
  l'emendamento del collega Arena. Dobbiamo oltretutto stare  attenti
  a due questioni.
   Per   quanto riguarda la prima, a proposito dei rifiuti  speciali,
  il  problema posto è dei tempi di autorizzazione ma, fino ad  oggi,
  non  mi  risulta che sia stato questo il problema   Il  problema  è
  semmai  un  altro.  E  cioè  quanti  impianti  di  questo  tipo  si
  organizzano per lo smaltimento o l'interramento. Seconda questione.
  Attenzione a sostituire il parere di un consiglio comunale, che non
  è tale, bensì una delibera e che, di fatto, adotta una variante. Mi
  pare  una  cosa  estremamente pericolosa e  glielo  dico  subito  e
  francamente, onorevole Arena.
   Noi   sostituiamo  alla  delibera  di  attuazione  del   consiglio
  comunale, variante articolo 5, un parere di un sindaco.
   Stiamo  attenti   Il  parere di un sindaco -  seppure  si  tratti,
  onorevole Buzzanca, del sindaco più illuminato di questo mondo -  è
  sempre il parere di un sindaco
   Altra  cosa è un organo consiliare che approfondisce la questione,
  che  è sovrano in Sicilia per quanto concerne l'aspetto urbanistico
  e  che,  comunque, valuta la necessità o meno di andare a  variante
  per quanto concerne un impianto di questo tipo.
   Quindi,  mi  permetto in maniera molto umile di dire all'onorevole
  Arena che è meglio che questo emendamento venga ritirato.
   Nel  contempo,  chiedo  al Governo se la locuzione   tipologia  di
  rifiuti   sia esaustiva di quel che si vuole dire o se, un  domani,
  possa porre problemi di interpretazione.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  La complessità delle questioni  affrontate,  in
  così   breve   volgere   di  tempo,  mi  suggerisce   di   chiedere
  all'onorevole  Arena e agli onorevoli proponenti  l'emendamento  di
  valutare la possibilità di accantonarlo, così come accaduto già  in
  altre consimili occasioni.
   Preannuncio,  altresì,  signor Presidente, che  quando  arriveremo
  alla lettera g, dovrei fare una segnalazione.

   PRESIDENTE.   Accoglie   la   proposta   dell'assessore   relativa
  all'accantonamento?

   ARENA. Accolgo la proposta.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'emendamento  3.7.
   Si passa all'emendamento 3.4.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Se è possibile, per quanto riguarda la lettera g,
  si  dovrebbe intervenire in sede di coordinamento ex articolo  117,
  perché è reiterativa di una parte della lettera e.

   PRESIDENTE.  Assessore, al riguardo ci sarebbe l'emendamento  3.16
  che  così recita: «All'articolo 3 è cassata la lettera g) del comma
  1». Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.11 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 3.12, a firma dell'onorevole
  De Luca.

   DE LUCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 3.17, a firma dell'onorevole Mancuso.

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 3.5, a firma degli onorevoli Cracolici  e
  De Benedictis.

   DE BENEDICTIS. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 3.6.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, desidero  ribadire
  l'importanza dell'emendamento in esame che non penso abbia  bisogno
  di  essere  illustrato. Non penso neppure debba essere caldeggiato.
  Ritengo che stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni
  con  strutture pubbliche universitarie possa sicuramente completare
  l'articolato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 3.6. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 3.13, a firma dell'onorevole
  De Luca.

   DE LUCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.8.

        MANCUSO,  presidente della Commissione e relatore. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, le chiederei, per prassi legislativa, di prevedere  per
  le  abrogazioni,  e  tutto  quello che  naturalmente  non  riguarda
  direttamente   l'articolo  stesso,  di  postergare  le   decisioni,
  appunto,  ad  un  ultimo articolo, così come di solito  avviene  in
  Aula.
   Per  l'eventuale abrogazione di una previsione normativa, infatti,
  ci  vuole sicuramente maggiore riflessione e bisogna prevederne  la
  soppressione  alla  fine dell'articolato,  appunto,  con  un  nuovo
  articolo.  Il Governo poi valuterà tutte le proposte di abrogazione
  di norme.
   Le  chiedo, quindi, di accantonare l'emendamento e rinviarlo in un
  eventuale  ultimo articolo che rechi la proposta di abrogazione  di
  norme:  quando abroghiamo una norma, è chiaro che gli effetti  sono
  tali che tutta l'Assemblea deve rendersi conto.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   BENEDETTO.   Signor  Presidente,  l'articolo   160   riguarda
   competenze   delle   province  regionali   in   riferimento   alla
  salvaguardia e alla pulizia di parti esterne ai territori urbani  e
  del litorale e delle spiagge.
   Io   non  ho  niente  in  contrario  che  vengano  sottratte  alla
  provincia, ma contemporaneamente dovremmo dire chi esercita  queste
  funzioni  e  dovremmo  trasferirle alle  SRR,  perché  diversamente
  rischieremmo di lasciare parte del territorio scoperto.
   Dovremmo  fare  un  trasferimento  di  competenze  piuttosto   che
  un'abrogazione della norma.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli assessori,
  la  volontà di abrogare l'articolo 160 della legge regionale n.  25
  del  1993 nasce, anche in questo caso come poc'anzi, da una palese,
  lampante  esigenza manifestata dal nostro territorio, di  cui,  tra
  l'altro,  si è anche abbondantemente dibattuto in un'Aula  a   fari
  spenti ,  proprio ieri sera con l'onorevole Falcone,  e  con  altri
  parlamentari,  con l'assessore Russo: riguarda solo e semplicemente
  la   necessità  di  prevederla.  Diceva  poc'anzi  l'onorevole   Di
  Benedetto che non si abroga se non si pensa ad una soluzione.
   Non  sarebbe peregrino, ad esempio, pensare che ai comuni  su  cui
  insistono  le  famose  strade  provinciali,  o  spazi  extraurbani,
  tornino  o  comunque abbiano per la prima volta le  competenze  per
  potere provvedere a quanto recitato dalla legge.
   Perché  dico questo? Perché noi sappiamo che le province regionali
  non sono solite poi rimpinguare i capitoli destinati allo scopo,  o
  addirittura  in molti casi non li creano assolutamente  e,  quindi,
  abbiamo  una previsione legislativa non efficace nei fatti  da  una
  modalità   operativa  che  dovrebbe,  invece,  vedere  le  province
  coinvolte  o  prevedere il capitolo di spesa.  In  realtà  ciò  non
  esiste. O questi capitoli non ci sono o, se ci sono, sono privi  di
  dotazione finanziaria.
   Quindi,   ritengo   assolutamente  necessaria  una   rivisitazione
  legislativa, attraverso l'abrogazione dell'articolo 160 della legge
  regionale   25  del  1993  che  fino  ad  oggi  ha  dato  risultati
  fallimentari  in quanto abbiamo in Sicilia decine, se non  vogliamo
  parlare  di  centinaia,  di testimonianze,  con  un  coinvolgimento
  uniforme  nel  territorio, sia nella Sicilia  orientale  che  nella
  Sicilia  occidentale,  nei termini di un  servizio  che  non  viene
  effettuato,  molto  spesso - appunto - per  mancanza  di  dotazione
  finanziaria.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avevo   posto
  precedentemente  il  problema  della  pulizia  in  relazione   alle
  competenze  che molte volte non vengono esercitate dalle  province.
  E,  però, ho non poche perplessità sull'idea di abrogare una  norma
  senza trovare l'alternativa.
   E'   vero  che  le  province  non  esercitano,  di  fatto,  queste
  competenze di pulizia, di rimozione dei rifiuti solidi, ingombranti
  cioè tutto ciò che occorre per tenere in buono stato l'ambiente, il
  territorio.   Tra  l'altro, l'articolo 160,  in  maniera  chiara  -
  prescrive   obbligatoriamente   -  obbliga,  cioè,  le  province  a
  determinate funzioni. Quindi, se noi in questo momento andassimo ad
  abrogare  questa  norma  senza prevedere  l'alternativa,  onorevole
  Arena,  rischieremmo di non fare un buon servizio.   Dico,  allora,
  che  aderisco  alla proposta del presidente Mancuso di  accantonare
  questo emendamento.
   Signor  Presidente,  fermiamoci un  attimo:  sono  dell'avviso  di
  esaminare  l'emendamento nella parte finale che riguarda  le  norme
  transitorie e le eventuali abrogazioni. Tra l'altro, mi sembra  che
  l'onorevole  Di  Benedetto  avesse  parlato  di  trasferire  queste
  competenze  alle  SRR. Ma se le trasferissimo  alle  SRR,  dovremmo
  pensare  che  questo servizio viene messo a carico  dei  cittadini,
  perché necessita di un tributo, necessita il pagamento dello stesso
  servizio in capo ai cittadini, quindi andremmo ad ingarbugliare  la
  materia.
   Pertanto,  propongo  di  rifletterci un attimo:  soprassediamo  su
  questo emendamento, lo accantoniamo e vediamo di modulare un  testo
  che  possa conciliare le aspettative e le competenze delle province
  con quelle del territorio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dispongo che l'emendamento 3.8 sia
  espunto dall'articolo 3 e lo trasferiamo alla fine dell'articolato,
  all'articolo 19 bis, che sarà l'articolo che contiene abrogazioni e
  modifiche di norme.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Si passa all'emendamento 3.7. Assessore, se siamo in condizioni di
  andare avanti, visto che non ci sono altri emendamenti all'articolo
  3, lo riprendiamo  mi riferisco all'emendamento 3.7, quello a firma
  dell'onorevole Arena ed altri, e che è l'ultimo emendamento rimasto
  prima  di  votare  l'articolo 3. Siamo in grado  di  procedere  con
  l'esame?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Avverto l'esigenza di  un  approfondimento.  Lo
  affido all'Aula.

   PRESIDENTE.  No,  è  un  emendamento  un  po'  complesso.   Allora
  accantoniamo l'emendamento 3.7 con l'articolo 3.

   DE LUCA. Ci sono due emendamenti accantonati

   PRESIDENTE. No, solo il 3.7. L'emendamento 3.8 è stato  trasferito
  all'articolo  19  bis del disegno di legge, che  recherà  norme  di
  abrogazioni e modifiche di disposizioni legislative.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                         Competenze dei comuni

   1.  I comuni concorrono alla gestione integrata dei rifiuti urbani
  e assimilati, secondo quanto previsto dall'articolo 198 del decreto
  legislativo  152/2006,  in raccordo con le  Autorità  d'ambito  che
  esercitano  le relative competenze ai sensi dell'articolo  200  del
  citato decreto legislativo 152/2006. I comuni approvano, altresì, i
  progetti di bonifica dei siti inquinati.

   2. Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:

   a)  stipulano  il  contratto  di  appalto  per  l'affidamento  del
  servizio   di  gestione  integrata  dei  rifiuti  con  i   soggetti
  individuati  con le modalità di cui all'articolo 15 dalle  Autorità
  d'ambito, relativamente al territorio di ogni singolo comune;

   b)  assicurano  il controllo del pieno adempimento dell'esecuzione
  del contratto di servizio nel territorio comunale;

   c)  provvedono  al pagamento del corrispettivo per  l'espletamento
  del  servizio  di  gestione integrata dei  rifiuti  nel  territorio
  comunale,  assicurando l'integrale copertura  dei  relativi  costi,
  congruamente   definendo  a  tal  fine,  sino  all'emanazione   del
  regolamento  ministeriale  di  cui  all'articolo  238  del  decreto
  legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni,  la
  tariffa d'igiene ambientale (TIA) o la tassa per lo smaltimento dei
  rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci
  le  risorse necessarie e vincolandole a dette finalità, secondo  le
  modalità di cui all'articolo 6, comma 6;

   d)   provvedono,  altresì,  all'adozione  della  delibera  di  cui
  all'articolo  159, comma 2, lettera c) del decreto  legislativo  18
  agosto  2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio  di
  gestione  integrata  dei  rifiuti e  garantendo  il  permanere  del
  vincolo   di   impignorabilità,  mediante   pagamenti   in   ordine
  cronologico;

   e)  adottano, ove necessario, la delibera di cui all'articolo 194,
  comma 1, lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
  avviando  la  conseguente  azione di responsabilità  nei  confronti
  degli amministratori dell' Autorità d'ambito;

   f) adottano il  regolamento comunale per la raccolta differenziata
  in  conformità  alle  linee guida allegate al  piano  regionale  di
  gestione dei rifiuti di cui all'articolo 9 ed al piano d'ambito  di
  cui all'articolo 10;

   g)  adottano  disposizioni per la tutela igienico-sanitaria  nella
  gestione dei rifiuti;

   h)   determinano  ed  approvano  la  TARSU  ed  approvano  la  TIA
  determinata dall'Autorità d'ambito;

   i)  provvedono all'abbattimento delle barriere architettoniche nel
  conferimento dei rifiuti;

   j)  esercitano  le  funzioni atte a garantire  la  raccolta  delle
  diverse  frazioni di rifiuti urbani e prescrivono  le  disposizioni
  per  la  corretta  gestione dei rifiuti  urbani  pericolosi  e  dei
  rifiuti cimiteriali;

   k)  emanano  le  ordinanze  per l'ottimizzazione  delle  forme  di
  conferimento,   raccolta  e  trasporto  dei  rifiuti   primari   di
  imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;

   l)  regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali  non
  pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta  e
  dello  smaltimento  sulla  base dei  criteri  fissati  dalle  norme
  vigenti, ove non disciplinati dalla Regione;

   m)  prevedono,  di  concerto  con la Regione,  le  province  e  le
  Autorità  d'ambito, all'interno degli strumenti  di  pianificazione
  urbanistica,  le  infrastrutture e la logistica necessaria  per  la
  raccolta  differenziata e per lo smaltimento, riciclo e  riuso  dei
  rifiuti;

   n)  promuovono  attività educative, formative e  di  comunicazione
  ambientale a sostegno della raccolta differenziata;

   o)  verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata
  e  la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore, attraverso
  un   comitato  indipendente  costituito  da  rappresentanti   delle
  associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.

   3.  I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote  di
  partecipazione   all'Autorità  d'ambito   possono   promuovere   la
  valutazione, da parte dell'Assessorato regionale dell'energia e dei
  rifiuti,  dei  costi stimati nel piano d'ambito per  l'espletamento
  del  servizio  di  gestione  integrata dei  rifiuti.  L'Assessorato
  medesimo  assume  le proprie determinazioni entro  sessanta  giorni
  dalla  richiesta,  prorogabili per una  sola  volta  per  ulteriori
  sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie. Trascorsi
  i   predetti   termini,   i   costi  del  servizio   si   intendono
  definitivamente assentiti, fatta salva la potestà  per  le  singole
  amministrazioni comunali di impugnazione della relativa delibera  o
  del   silenzio-assenso  in  sede  giurisdizionale  o  con   ricorso
  straordinario al Presidente della Regione.

   4.  II sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e  192
  del   decreto  legislativo  152/2006  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell'ambito del
  territorio comunale.

   5.  Nell'ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il
  controllo  sulla qualità e l'economicità del servizio espletato per
  la  gestione  integrata  dei rifiuti, attivando,  di  concerto  con
  l'Autorità d'ambito e con il gestore del servizio, tutte le  misure
  necessarie ad assicurare l'efficienza e l'efficacia del servizio  e
  l'equilibrio economico e finanziario della gestione».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:

   emendamento 4.35 (I parte):
   «Al  comma 1 sostituire le parole  Autorità d'ambito  con  società
   consortili di  regolamentazione »;

   emendamento 4.35 (II parte):
   «Al   comma  2,  lettera  a),  sostituire  le  parole   Autorità
  d'ambito  con  delle società consortili »;

   emendamento 4.35 (III parte):
   «Al  comma  2,  lettera  e) sostituire le parole   dell'Autorità
  d'ambito  con  delle società consortili »;

   emendamento 4.35 (IV parte):
   «Al  comma  2, lettera h) sostituire le parole  ed approvano  la
  TIA  determinata  dall'Autorità d'ambito  con  e  la  Tariffa  di
  igiene   ambientale  con  le  modalità  e  nei  limiti   previsti
  dall'articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006; »;

   emendamento 4.35 (V parte):
   «Al  comma 2 lettera m) sostituire le parole  Autorità d'ambito
  con   società  consortili tra enti locali di  cui  al  successivo
  articolo 6 »;

   emendamento 4.35 (VI parte):
   «Al  comma  3  sostituire le parole  all'Autorità d'ambito   con
   alla società consortile di regolamentazione d'ambito »;

   emendamento (VII parte):
   «Al  comma 5 sostituire le parole  con l'Autorità d'ambito   con
  Scon la società consortile di regolamentazione »;

   - dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca:

   emendamento 4.23:
   «Sopprimere l'articolo 4»;

   emendamento 4.24:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 4.25:
   «Sopprimere il comma 2»;

   emendamento 4.31:
   «Il comma 3 è soppresso»;

   emendamento 4.32:
   «Il comma 4 è soppresso»;

   emendamento 4.34:
   «Il comma 5 è soppresso»;

   - dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto e Apprendi:

   emendamento 4.8:
   «Sostituire l'articolo 4 con il seguente:

                                 Art. 4
                         Competenze dei comuni

   1.  I comuni provvedono alla gestione integrata dei rifiuti urbani
  e  assimilati,  secondo quanto previsto dall'art. 198  del  decreto
  legislativo  152/2006,  di concerto con  le  Autorità  d'ambito.  I
  comuni  con  popolazione  inferiore a  diecimila  abitanti  possono
  provvedere direttamente allo spazzamento delle aree urbane  e  alla
  raccolta differenziata.
   2. Per le finalità di cui al comma 1 gli altri comuni:
   a)  stipulano  il  contratto  di  appalto  per  l'affidamento  del
  servizio   di  gestione  integrata  dei  rifiuti  con  i   soggetti
  individuati  con le modalità di cui all'articolo 15 dalle  Autorità
  d'ambito;
   b)  assicurano  il controllo del pieno adempimento dell'esecuzione
  del contratto di servizio nel territorio comunale;
   c)  provvedono ad approvare il piano finanziario preventivo per la
  raccolta e smaltimento dei R.S.U. di cui all'ultimo comma dell'art.
  3;
   d) provvedono al pagamento de corrispettivo per l'espletamento del
  servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale,
  assicurando  l'integrale copertura dei relativi costi, congruamente
  definendo   a   tal  fine,  sino  all'emanazione  del   regolamento
  ministeriale  dei cui all'articolo 238 del decreto  legislativo  n.
  152/2006  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  la   tariffa
  d'igiene ambientale (TIA) o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti
  solidi  urbani  (TARSU), ovvero provvedendo nei propri  bilanci  le
  risorse  necessarie  e  vincolandole a dette finalità,  secondo  le
  modalità di cui all'articolo 6, comma 6;
   e)   provvedono,  altresì,  all'adozione  della  delibera  di  cui
  all'articolo  159, comma 2, lettera c) del decreto  legislativo  18
  agosto  2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio  di
  gestione  integrata  dei  rifiuti e  garantendo  il  permanere  del
  vincolo   di   impignorabilità,  mediante   pagamenti   in   ordine
  cronologico;
   f)  entro  60  giorni dall'entrata in vigore della presente  legge
  adottano,  ove  necessario, la delibera di  cui  all'articolo  194,
  comma 1 lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267,
  per i debiti maturati nei confronti delle società d'ambito;
   g)  adeguano  il regolamento comunale per l'avvio o  l'ampliamento
  della   raccolta  differenziata  in  conformità  alle  linee  guida
  allegate  al  piano  regionale  di  gestione  dei  rifiuti  di  cui
  all'articolo 9 ed al piano d'ambito di cui all'articolo 10;
   3.  Il sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e  192
  del   decreto  legislativo  152/2006  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell'ambito del
  territorio  comunale. Nell'ambito del proprio  territorio,  ciascun
  comune  esercita  il  controllo sulla qualità e  l'economicità  del
  servizio   espletato  per  la  gestione  integrata   dei   rifiuti,
  attivando, di concerto con l'Autorità d'ambito e con il gestore del
  servizio,  tutte le misure necessarie ad assicurare l'efficienza  e
  l'efficacia  del  servizio e l'equilibrio economico  e  finanziario
  della gestione. »;

   - dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo:

   emendamento 4.9:
   «Al   comma  1  cassare  il  periodo  da   in  raccordo   fino   a
   152/2006 »;

   emendamento 4.12:
   «Al  comma  2,  lettera a), sopprimere il periodo  dalle  autorità
   d'ambito, relativamente al territorio di ogni singolo comune »;

   emendamento 4.15:
   «Al  comma  2,  lettera  e), sopprimere il  periodo   avviando  la
   conseguente   azione   di  responsabilità  nei   confronti   degli
   amministratori dell'autorità d'ambito »;

   emendamento 4.18:
   «Al   comma   2,  lettera  m),  sopprimere  le  parole    autorità
   d'ambito »;

   emendamento 4.21:
   «Al  comma  3 le parole  autorità d'ambito  sono sostituite  dalle
   parole   organismo  di  regolazione di cui  all'articolo  5  della
   presente legge »;

   -  dall'onorevole Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone,  Formica  e
   Vinciullo:

   emendamento 4.5:
   «Al comma 2 cassare la lettera a)»;

   emendamento 4.6:
   «Al comma 2 cassare la lettera c)»;

   emendamento 4.7:
   «Al  comma  2,  lettera  d) dopo le parole  provvedono,  altresì,
   aggiungere  sino alla sostituzione della TARSU con la TIA »;

   emendamento 4.29:
   «Al comma 2, sostituire la lettera m) con la seguente:
   m)  prevedono,  di  concerto  con la Regione,  le  province  e  le
   autorità  d'ambito, all'interno degli strumenti di  pianificazione
   urbanistica,  le infrastrutture e la logistica necessarie  per  la
   raccolta  differenziata e per lo smaltimento, riciclo e riuso  dei
   rifiuti. Favorendo la progettazione di un sistema industriale  che
   preveda   anche   la  modifica  e  l'ampliamento  degli   impianti
   attualmente  esistenti  e  la  realizzazione  degli  impianti  già
   autorizzati »;

   - dalla Commissione:

   emendamento 4.1:
   «Al comma 1 dopo le parole  i comuni approvano  aggiungere  per la
   parte di competenza »;

   emendamento 4.2:
   «Al  comma  2,  lettera  b) dopo le parole   territorio  comunale
   aggiungere  in ordine alle fasi di spazzamento, raccolta ed  avvio
   dei rifiuti agli impianti di trattamento e recupero »;

   emendamento 4.3:
   «Al  comma 2, lettera g) dopo le parole  adottano  aggiungere  per
   quanto di competenza »;

   emendamento  4.4:
   «Al  comma 4 dopo le parole  il sindaco  aggiungere  ad esclusione
   degli impianti posti al servizio di più comuni »;

   emendamento 4.37:
   «Al  comma 1 il primo alinea è sostituito con il seguente periodo:
    I  comuni  esercitano  le funzioni di cui  all'articolo  198  del
   decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo, nell'ambito  della
   propria competenza, alle finalità di cui al comma 2 »;

   emendamento 4.38:
   «Al comma 1 è soppresso l'ultimo periodo»;

   emendamento 4.39:
   «All'articolo 4, comma 2, è soppressa la lettera c)»;

   emendamento 4.40:
   «All'articolo 4, comma 2, cassare la lettera h)»;

   - dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Raia e Faraone:

   emendamento 4.11:
   «Al  comma 1 sostituire le parole  Approvano, altresì, i  progetti
   di bonifica dei siti inquinati  con   Esprimono altresì parere sui
   progetti di bonifica dei siti inquinati, che la Regione approva »;

   - dagli onorevoli Faraone, Cracolici, Panarello, Apprendi e altri:

   emendamento 4.10:
   «Al  comma  1,  dopo  le parole  i progetti di bonifica  dei  siti
   inquinati   aggiungere   le  parole:    e   la   realizzazione   e
   l'adeguamento  dei  centri di raccolta dandone comunicazione  alla
   Regione ed alla Provincia competente. »;

   -   dagli  onorevoli  Rinaldi,  Ammatuna,  Galvagno,  Gucciardi  e
   Vitrano:

   emendamento 4.26:
   «Al  comma 2, la lettera a), sostituire la parola  stipulano   con
   possono stipulare .
   Al  comma 2, alla lettera b), dopo le parole  dell'esecuzione del
   aggiungere le parole  l'eventuale »;

   emendamento 4.27:
   «Al  comma 2, alla lettera a) sostituire la parola  stipulano  con
   possono stipulare »;

   emendamento 4.28:
   «Alla  lettera b) dopo le parole  dell'esecuzione del   aggiungere
   la parola  l'eventuale »;

   - dagli onorevoli Arena,  Musotto e Romano:

   emendamento 4.13:
   «Al comma 2, lettera c), sostituire la parola  smaltimento  con la
   parola  gestione »;

   - dagli onorevoli Di Benedetto,  Panepinto,  Di Guardo e Termine:

   emendamento 4.16:
   «Al comma 2, sostituire la lettera h) con la seguente:
    h)  determinano,  riscuotono, e approvano la TARSU,  approvano  e
   riscuotono la TIA determinata dall'Autorità d'ambito »;

   emendamento 4.17:
   «Al  comma  2,  lettera k), alla fine aggiungere  le  parole   nel
   rispetto  delle indicazioni di cui alla lettera l)  del  comma  3,
   articolo 9, della presente legge »;

   emendamento 4.19:
   «Al  comma 2, lettera n), alla fine aggiungere le parole   secondo
   le  regole  dettate ai sensi dell'articolo 9, comma 3, lettera  n)
   della presente legge »;

   emendamento 4.20:
   «Al  comma  2,  lettera  o), sostituire le parole   attraverso  un
   comitato  indipendente  fino a  comitati cittadini  con le  parole
    attraverso il proprio ufficio tecnico »;

   subemendamento 4.20.1:
   «All'articolo  4,  comma  2,  lettera  o),  alla  fine  del  comma
   aggiungere le parole  e/o attraverso il proprio ufficio tecnico »;

   - dagli onorevoli Corona, Bosco,  Limoli e Torregrossa:

   emendamento 4.30:
   «Al comma 2, lettera m) aggiungere dopo le parole  per la raccolta
  differenziata  le parole  per la separazione secco umido .
   Alla  fine  del  comma  aggiungere le parole   anche  mediante  la
  progettazione  di  un sistema industriale. Favorendo  altresì,  nel
  rispetto  della progettazione dell'autorità d'ambito la modifica  e
  l'ampliamento   degli   impianti   attualmente   esistenti   e   la
  realizzazione degli impianti già autorizzati »;

   emendamento 4.33:
   «Al  comma  5,  dopo  la  parola  gestione  aggiungere  le  parole
   favorendo  la  realizzazione di impianti diretti alla  separazione
  secco-umido, al recupero energetico che non siano in contrasto  con
  gli   obiettivi   prefissati  dall'autorità  d'ambito.   Favorendo,
  altresì,  la progettazione e l'utilizzo di nuove tecnologie  sempre
  che   non  siano  in  contrasto  con  gli  obiettivi  regionali   e
  dell'autorità d'ambito »;

   - dagli onorevoli Laccoto, Mattarella e altri:

   subemendamento 4.8.1:
   «E' abrogata la lettera f)».

   L'emendamento  4.23 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.8, a firma Panepinto ed altri.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  ritirato
  l'emendamento  abrogativo, ma desidero che  il  Governo,  prima  di
  entrare   nel  merito  della  discussione,  chiarisca  la   portata
  dell'emendamento  4.35,  in  quanto  modifica  sostanzialmente   la
  previsione  originaria, ma non la modifica  semplicemente  in  modo
  terminologico,  perché introduce un nuovo modello di organizzazione
  delle società di cui dovrebbero fare parte i Comuni.
   Siccome   la  previsione  originaria  è  completamente  modificata
  dall'emendamento  4.35,  credo che sia  opportuno  che  il  Governo
  spieghi, intanto, il perché di questa modifica, che non è da poco.
   Stiamo  parlando  di  una  logica  totalmente  diversa  e  questo,
  naturalmente, rimette in discussione quelle che possono essere, non
  solo  le competenze dei Comuni, ma quanto meno il ruolo dei  Comuni
  stessi all'interno di questa nuova strategia.
   Pertanto,  chiederei,  signor Presidente, in  modo  inusuale,  che
  prima il Governo chiarisca qual è la strategia sull'articolo 4,  in
  funzione dell'emendamento 4.35, perché molti emendamenti potrebbero
  essere, appunto, ritirati a seconda di come il Governo si esprimerà
  su questa nuova impostazione.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica   utilità.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,   la
  trasformazione della dizione non è terminologica ma  è  un  ritorno
  alle  origini,  nel  senso  che quest'Aula,  già  nel  2007,  aveva
  sapientemente anticipato ciò che nel resto del territorio nazionale
  sta per accadere e non è ancora accaduto, vale a dire rafforzare il
  ruolo dei Comuni nell'organizzazione complessiva. Tanto è vero che,
  con  l'articolo  45  della legge regionale 2 del  2007,  quest'Aula
  aveva  già  previsto  che dal modello  Autorità  d'ambito'  sic  et
  simpliciter,  contenuto nel decreto Matteoli, si  passasse  ad  una
  organizzazione  consortile,  proprio  per  potenziare  quanto   più
  possibile il ruolo dei Comuni.
   In  questa  logica,  stante che anche il legislatore  nazionale  -
  come,  peraltro, in occasione precedente è accaduto e non  accadeva
  però  da  tempo  -  si  è posto nella logica  già  individuata  dal
  legislatore  regionale, è parso opportuno rafforzare il  ruolo  dei
  Comuni tornando al modello  consorzio'.
   Perché  fra  consorzio di diritto pubblico' e  società consortile'
  si  è scelta quest'ultima? Perché solo la società consortile poteva
  dare  la  possibilità  di  salvaguardare i  livelli  occupazionali,
  perché il consorzio di diritto pubblico non avrebbe potuto assumere
  direttamente le persone che già lavorano nelle società d'ambito  in
  quanto,  essendo  un soggetto di diritto pubblico,  avrebbe  dovuto
  fare  procedure di concorso con posti riservati per non più del  50
  per  cento:  e, quindi, sarebbe stato, dal punto di vista  sociale,
  particolarmente d'impatto.
   Tuttavia, per garantire l'assoluta predominanza degli enti  locali
  nell'organizzazione, come si vedrà meglio in dettaglio all'articolo
  6  del  disegno  di  legge,  le società consortili  possono  essere
  partecipate  esclusivamente, nelle proporzioni che  il  disegno  di
  legge   individua,  dai  Comuni  ed  in  minima  percentuale  dalla
  Provincia;  nessun  altro  soggetto  diverso  dai  Comuni  e  dalla
  Provincia - né pubblico né privato - potrà partecipare alla società
  consortile;  i  ruoli di presidenza sono riservati  anch'essi  agli
  enti  locali,  così come quelli di amministrazione e di  titolarità
  nelle assemblee.
   Dunque,  è  a  tutti gli effetti - lo dice lo  stesso  nome  -  un
  consorzio costituito in forma di società all'esclusivo fine di  cui
  abbiamo detto.
   Peraltro  -  e  in  questo do una valutazione  a  proposito  della
  proposta di abrogazione dell'articolo 160 - trasferire alla società
  le  competenze  dell'articolo 160, vi dico sin da  subito,  che  mi
  lascia  perplesso  per due ordini di motivi: il  primo,  perché  le
  società consortili, secondo me, non devono essere - se non vogliamo
  ripetere  il  disastro  e adesso ve ne parlerò  in  due  battute  -
  soggetti  di  gestione di nulla; il secondo  motivo  è  perché,  se
  portassimo competenze alle società consortili, dovremmo trovare  la
  relativa copertura finanziaria.
   A   proposito   del  disastro  volevo  farvi  il   bollettino   di
  aggiornamento,  se  il  Presidente mi concede  altri  due  secondi.
  Arriva  oggi da Messina comunicazione di sospensione delle attività
  in  un  ATO, in uno degli ATO disponibili, per perdurante  chiusura
  della discarica di Motta S. Anastasia.
   Mi arriva dall'ATO Palermo 1 una richiesta di anticipazione per un
  mese  di  attività, per la modica cifra di 4 milioni di  euro,  che
  moltiplicato  per  12 mesi, sono 48  Erano le cose  che  vi  dicevo
  ieri.
   Abbiamo  visto il bilancio COINRES - si sta formando - che prevede
  38  milioni  di euro per l'anno 2008 cui, a seguito di una  recente
  sentenza  del  giudice  del  lavoro  di  Termini  Imerese,  se   ne
  aggiungono altri 8 per un complessivo di 46 milioni di euro.
   Come  vedete, la stima di un miliardo 134 milioni fatta ieri corre
  il rischio di essere approssimata per difetto.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente onorevoli colleghi, prendo atto che il
  Governo  ha  ritenuto  opportuno  cambiare  tipologia  di  soggetto
  giuridico   e,  quindi,  è  stato  suggerito  nell'emendamento   di
  individuare una forma societaria consortile.
   Però,  rispetto alle motivazioni, Assessore,  ritengo che  sia  il
  caso  di  approfondire  le ragioni che lei  ha  intanto  comunicato
  all'Aula, con riferimento all'articolo 18 del decreto legge 112 del
  2008 perché credo che, da questo punto di vista, a questa soluzione
  che  lei  sta  prospettando, si applichino - appunto, alla  società
  consortile - anche il codice dei contratti e le norme in merito  al
  reclutamento del personale.
   Pertanto, se la motivazione - tranne che io abbia capito male -  è
  quella di pensare a come salvaguardare automaticamente il personale
  attualmente in servizio presso queste strutture, e mi pare  che  si
  parlasse di 9 mila, 10 mila, 8 mila, 7 mila - non sappiamo - unità,
  ma  comunque anche su questo ci sarà da discutere, ebbene,  io  già
  dico  chiaramente che sono fermamente contrario a questa soluzione,
  cioè quella di pensare a un modello societario solo e semplicemente
  perché  c'è  una  situazione  da affrontare.  Situazione  che,  fra
  l'altro, va comunque sviscerata nei suoi dettagli in quanto,  se  è
  vero  come  si  sostiene  che fino a qualche  mese  addietro  si  è
  continuato  a  reclutare  del  personale,  francamente   non   sono
  disponibile  ad andare contro il voto che ho espresso  nelle  leggi
  finanziarie  che, come noto, hanno portato al totale  blocco  delle
  assunzioni.
   Perché  faccio  questo ragionamento, Assessore? Perché  non  posso
  immaginare  di  accettare un modello societario  che  sia  proposto
  proprio per risolvere quella questione  Di conseguenza, suggerirei,
  signor   Presidente,  se  anche  l'Assessore  è  d'accordo,  perché
  l'articolo  4  è  gran  parte  della  riforma,  che  l'articolo  in
  questione  venga accantonato perché dall'esame di esso dipenderanno
  una  serie  di modifiche, di atteggiamenti dell'Aula, e  anche  del
  sottoscritto, con riguardo agli emendamenti proposti.
   Ribadisco, di conseguenza, l'opportunità che noi, sull'articolo 4,
  possiamo avere un quadro più completo, perché le finalità di alcune
  modifiche, per quanto mi riguarda, non mi convincono, questo ve  lo
  voglio dire chiaramente.
   Quindi,  se  è  possibile, signor Presidente - e se il  Governo  è
  d'accordo  - accantoniamo l'articolo 4 e andiamo avanti,  anche  se
  lei,   Assessore,   sicuramente  avrà  da  chiarire   ulteriormente
  l'articolato,  però  io  sento  la necessità  di  approfondire  ora
  l'articolo  4,  alla  luce dell'emendamento che  ha  presentato  il
  Governo e anche delle motivazioni che ha esposto.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia e  i  servizi  di
  pubblica  utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero
  segnalare   che   al   Governo   non  era   sfuggita   l'esistenza
  dell'articolo 18 del decreto legge n. 112 del 2008 che, tanto  per
  intenderci, è quello che obbliga le società pubbliche a  procedere
  con assunzioni mediante concorso.
   Ancora   una   volta,  l'Aula  aveva  anticipato  il  legislatore
  nazionale   introducendo  quest'obbligo  già  con  il   menzionato
  articolo 45 della legge n. 2 del 2007.
   L'onorevole  De Luca non ha nessuna difficoltà a convincermi  del
  fatto  che  questo  è un aspetto fondamentale.  E'  ovvio  che  la
  società consortile non è un modello pensato per rispondere solo  a
  quella  esigenza,  è  il modello più diffuso. Ad  esempio,  vorrei
  richiamare  la vostra attenzione sulla società omologa che  esiste
  in  Toscana,  però  non ho ritenuto di proporre all'Aula  un  nome
  siffatto,  perché  qui  ha una declinazione un  poco  particolare.
  Quella  società  si  chiama   Toscana  ricicla ,  figuratevi  cosa
  sarebbe  successo se l'avessimo chiamata  Sicilia ricicla    Penso
  che non sarebbe stato granché elegante

   DE BENEDICTIS.  Riciclaggio Sicilia

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Immediatamente, avrebbero  detto   persino  per
  legge, lo fanno
   Vorrei, se è possibile, rasserenare il dibattito sin da subito  e,
  quindi,  mi  pare che si possa proseguire, perché volevo richiamare
  l'attenzione  sul testo dell'articolo 18 citato, che opportunamente
  l'onorevole De Luca ha richiamato, in particolare il comma  8,  che
  ripropone una formula già presente nel disegno di legge originario:
  ciò  per segnalare che c'è una scelta precisa del Governo  che,  se
  si  vuole  può essere ulteriormente esplicitata, ma c'è già,  nella
  parte  in  cui si dice che  l'assunzione ha luogo a condizione  che
  l'originario  rapporto di lavoro dipendente o  le  progressioni  di
  carriera  siano  stati costituiti o realizzati nel  rispetto  della
  normativa  di  riferimento o in forza di pronuncia  giurisdizionale
  che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata  .
   Se  si ritiene che questo non sia sufficiente, scriviamo pure  che
  siano  stati  costituiti in forza di pubblico  concorso,  ai  sensi
  dell'articolo 45 del 2007 o trasferiti dai comuni alle  province  o
  alle regioni , è persino ovvio, ma su questo non c'è discussione da
  parte  del Governo che anzi è stato, se mi permettete, il  primo  e
  più  fervido  assertore di questa come di altre soluzioni  dedicate
  alla  moralizzazione dell'utilizzazione dei rapporti di  lavoro  in
  questo contesto.
   Per  converso, onorevole De Luca, onorevoli deputati, non mi  pare
  equo,  congruo, etico che persone assunte in forza di norme vigenti
  in  un  dato periodo storico, siano buttate, in sì grande quantità,
  al ciglio di una strada
   Quelli  che hanno acquisito il posto di lavoro in modo  -  non  ho
  paura delle parole - fraudolento o che siano stati ingannati da chi
  gliel'ha  fatto conquistare in modo illegittimo pagheranno  debiti,
  probabilmente  non loro, perché si tratta di gente presa  in  giro;
  viceversa, coloro che sono stati assunti nel rispetto delle  leggi,
  ho  qualche  difficoltà  a  immaginare  -  ma  forse  è  un  limite
  soggettivo -  che possano essere licenziati.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  le  segnalo, intanto, la delicatezza  non  solo  degli
  emendamenti  ma anche delle proposte dei colleghi, come l'onorevole
  De  Luca  ha  voluto  porre  in premessa prima  di  parlare,  nello
  specifico, delle possibili variazioni dell'articolo 4.
   La  portata  di  molti emendamenti, considerata la  campagna  pre-
  disegno di legge comunista - nel senso di vicinanza ai Comuni,  non
  nel  senso di parte politica - ha portato, forse, ad esorbitare  le
  proposte emendative dei colleghi in quanto, signor Presidente,  lei
  si  è  accorto,  sicuramente meglio di me, che  alcuni  emendamenti
  recano il peso, non sulle competenze proprie dei Comuni, così  come
  richiamate  dal  decreto legislativo 152 e così  come  abbiamo  già
  stabilito con l'articolo 2 e 3, ma cercano di stravolgere il testo,
  senza guardare, appunto, al citato decreto legislativo.
   Le faccio un esempio: molte proposte emendative, compreso il primo
  emendamento,  il  4.8,  riguardano ancora  una  serie  di  proposte
  governative  che  vanno  direttamente  all'articolo  15,  parlo  di
  riscossioni,  di  TIA,  di TARSU; altre riguardano  restrizioni  di
  competenze, non in conformità al decreto legislativo n. 152;  altre
  ancora  propongono una forma di organizzazione che  non  è  neanche
  prevista nel decreto legislativo n. 152 e che non è prevedibile, in
  quanto il disegno di legge che oggi è in Aula deve tenere conto  di
  un   principio  che  è  quello  fondamentale  della   legge,   cioè
  l'integrazione  della  gestione dei rifiuti.  Segnatamente  a  ciò,
  faccio  riferimento anche all'emendamento dell'onorevole Panepinto,
  dove  nella  formulazione svolge una premessa e  che  riguarda  una
  particolarità  che  non  è possibile accogliere,  a  proposito  dei
  Comuni inferiori a 10 mila abitanti, perché va contro a quelle  che
  sono   le   proposte,  non  solo  di  integrazione,  ma  anche   di
  organizzazione, così come ha previsto il Governo in  questo  stesso
  disegno di legge.
   La  proposta dell'onorevole De Luca non è, quindi, peregrina,  nel
  senso che, al di là di tutta una serie di incongruenze, al di là di
  epurare  gli  emendamenti di una serie di previsioni  che  dobbiamo
  trasferire in altri articoli, è bene che una riflessione si  faccia
  prima   che   commettiamo  un  errore  votando  un  articolo   che,
  certamente,   poi,  metterebbe  in  difficoltà  l'intero   impianto
  normativo.
   Voglio  ricordare a me stesso, Assessore, che l'articolo 4 è  come
  l'articolo  3,  così come l'articolo 2, richiamandoci  ai  princìpi
  generali  del  decreto legislativo 152, e, in  particolare,  a  una
  serie   di   previsioni,  ma  da  qui  ad  attribuire   ai   Comuni
  particolarità in questo articolo mi sembra troppo.
   Se  dovessimo  attribuire ai Comuni particolarità  sull'azione  di
  governo  dei Comuni stessi, naturalmente in conformità  al  decreto
  legislativo  e  all'impianto che vuole dare  il  Governo,  dobbiamo
  pensare  ad  un  articolo a parte, perché  questo  deve  essere  un
  articolo  di  princìpi generali, così come prevede la  legge,  deve
  essere in linea all'articolo 2 e all'articolo 3.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
  non  tedierò  né  l'Aula, né lei, né la Commissione  nelle  ragioni
  dell'emendamento, che è sostitutivo dell'articolo 4 e si  ricollega
  ad  altro  emendamento  che  è  stato  trasferito  dall'articolo  2
  all'articolo 4, su proposta del presidente Mancuso, se non  ricordo
  male.
   Non sono nemmeno d'accordo di rinviare la trattazione, perché ogni
  articolo del disegno di legge presenta difficoltà, per cui  pensare
  di andare a fare una  corsa a ostacoli', farebbe correre il rischio
  di   arrivare  solo  velocemente,  accantonando  tutto  il   resto,
  all'articolo  che  stabilisce che la legge  entra  in  vigore  dopo
  quindici   giorni  dalla  pubblicazione   Però,  non  c'è   dubbio,
  Assessore,  che  un minimo di approfondimento sulle  questioni  che
  vengono poste da me e da altri deputati, su quale sia il ruolo e la
  funzione dei comuni, va comunque fatto.
   Voglio fare solo questa considerazione: i comuni in Sicilia  -  ma
  penso  in  tutta  Italia - hanno una esperienza di  consorzi,  sono
  abituati, comunque, a svolgere funzioni in comunione con altri enti
  territoriali solo utilizzando risorse.
   Nel  caso  dei  rifiuti e della relativa raccolta, credo  che  una
  funzione, sia per quanto riguarda la parte economica sia per quanto
  riguarda alcuni servizi che possono essere affidati direttamente ai
  comuni,  vada  appunto  prevista, per  cui,  non  insistendo  sulla
  integrità   dell'emendamento,  la  prego,  Assessore,   di   potere
  riscriverne  i contenuti, sostanzialmente accogliendo quelle  parti
  che hanno un senso e una logica.
   Assessore Russo, qui ci sono due scuole di pensiero: una prima che
  considera  responsabili di tutto il disastro dei rifiuti i  comuni,
  un'altra  scuola di pensiero che, anziché un'assoluzione  in  toto,
  ritiene che sia giusto comunque che alcuni compiti ai comuni vadano
  pur  dati.  E ciò nella considerazione che trattasi di una  riforma
  che  dovrà  durare ancora anni, perché non credo che il  Parlamento
  sarà  chiamato  a  riformare  a breve quanto  approverà  in  questi
  giorni.
   Non  è la rivendicazione sindacale o parziale proveniente da  chi,
  comunque, riveste una funzione negli enti locali, ma è perché  sono
  i comuni i soggetti che andranno a costituire i consorzi. Per cui i
  comuni  non  possono essere chiamati a vigilare,  ad  iscrivere  in
  bilancio  le  somme necessarie e a non partecipare  al  contempo  a
  tutto ciò che è l'attività preparatoria stessa del piano d'ambito e
  legata alle società consortili costituende.
   Anche  la  questione dei bilanci dei comuni, se non raccordati  ai
  bilanci  delle  consortili,  rischia  di  determinare  sempre   una
  differenza tra quanto dovrà pagarsi e quanto iscritto in  bilancio:
  perché, comunque, bisogna fare un allineamento con i tempi e i modi
  che sono previsti dal decreto legislativo 267, rispetto ai tempi  e
  modalità  previsti in questa riforma. Diversamente, Assessore,  lei
  correrà il rischio di ritrovarsi ancora con società che non saranno
  più  quelle d'ambito, ma saranno consortili, e maturare  la  stessa
  incapacità,  perché  parliamo di bilanci di  competenza  e  non  di
  cassa,   come  avveniva,  appunto,  per  le  società  d'ambito.   E
  continuare  ad  avere differenze nell'allineamento delle  poste  di
  bilancio.
   Assessore,  la  prego  di valutare che è  così,  perché  lei  avrà
  società  consortili  che faranno bilanci consuntivi  e  comuni  che
  faranno bilanci di previsione.


   Presidenza del presidente Cascio


      Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della scuola
                      Lombardo Radice' di Catania
                   e del Liceo francese  Boulloche'

   PRESIDENTE.  Rivolgo un indirizzo di saluto  agli  studenti  e  ai
  docenti  della  scuola  Lombardo Radice' di  Catania  e  del  Liceo
  francese  Boulloche'.


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  la
  parola  per  ribadire in trenta secondi l'appello che  faccio  alla
  Presidenza per modificare il Regolamento. E' impossibile quello che
  avviene
   Non  è possibile, cioè, che avvenga in Aula, che su un emendamento
  presentato  da un collega, intervenga tutta l'Aula, il  che  sta  a
  significare che noi una legge non la faremo più
   Se   è  vero  che  abbiamo  gli  stessi  emolumenti,  prebende   e
  quant'altro  come i deputati nazionali e i senatori,  anche  perché
  lei deputato nazionale credo che lo sia stato, a maggior ragione le
  chiedo  di  tentare con i Capigruppo e con la Commissione  apposita
  per il Regolamento dell'Assemblea, di modificare, appunto, le norme
  regolamentari  interne,  così da riportare,  quindi,  io  dico,  la
  validità  del  fatto  che ci siano le Commissioni  legislative.  Le
  Commissioni,  infatti,  è come se non ci fossero  più,  perché  non
  esiste più nulla di ciò che è stato presentato in Commissione
   Il  Governo?  Si  adegua anch'esso - sbagliando, indovinando  -  a
  quanto  avviene  in Aula e presenta gli emendamenti,  regolarmente,
  come  se  le Commissioni non esistessero più  E, allora,  l'Aula  è
  diventata la cassa di risonanza di 90 interventi su 90 emendamenti,
  il  che significa che su ogni emendamento ci sono 90 interventi,  e
  questo non produce nessun risultato positivo per l'Assemblea di cui
  lei,  signor  Presidente, modera il dibattito e che io ritengo  sia
  l'organo  più  importante e in base al quale  la  Sicilia  dovrebbe
  andare avanti, mentre, invece, fa passi notevolmente indietro.
   Ho  chiesto  anche  un suo intervento sui Gruppi parlamentari  per
  quelle che sono le loro competenze, di farsi un  bel giro' e  poter
  comprendere  come sono combinate tutte le finanze  dei  Gruppi:  il
  Gruppo misto che non c'è più, dei soldi prestati al Gruppo misto  e
  che  poi  non ritornano più in Assemblea, cioè di dare il senso  di
  un'attenta valutazione prima che ci  metta le mani  la Magistratura
  un giorno o l'altro.
   Bisogna  tentare, inoltre, di ridare senso e significato al  ruolo
  del  deputato che appartiene al Gruppo parlamentare, degli elementi
  che  stanno  all'interno  del Gruppo, delle  spese  effettuate  dai
  Gruppi e come si fanno insomma, tutto questo per ridare all'Aula la
  dignità  di un Parlamento che, credo, ogni giorno decada sempre  di
  più.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'impostazione
  dell'articolo  4 è fondamentale per questo disegno  di  legge  che,
  certamente, avrà ripercussioni sulla gestione ordinaria dei comuni,
  nonché  su quella straordinaria, cioè su alcune regole che  vengono
  qui fissate.
   Credo,  anche  per riprendere quanto diceva il collega  Panepinto,
  che,  in  effetti,  qui  ci  sia  una discrasia  nell'ambito  delle
  condizioni  del bilancio ordinario dei comuni, sia esso  preventivo
  che  consuntivo.
   Assessore,  il meccanismo che è avvenuto finora all'interno  degli
  ATO  è  stato proprio questo. Noi dobbiamo consentire ai comuni  di
  poter incidere sui problemi riguardanti i bilanci, chiamiamoli ora,
  dei consorzi. Perché? Perché quando al comma 3, dell'articolo 4, da
  una  parte,  diciamo che solo i comuni che raggiungono  il  20  per
  cento possono rivolgersi all'Assessorato per  avere una congruità o
  meno  di quelle che sono le tariffe (siano esse TIA, poi si  vedrà,
  io sorvolo sul problema), evidentemente c'è anche una discrasia con
  quelli  che  sono  gli oneri degli stessi comuni: cioè,  in  questa
  fase, abbiamo caricato tutta la responsabilità ai comuni che devono
  rispondere,  nei propri bilanci, con somme vincolate  all'esercizio
  delle funzioni del servizio di raccolta.
   Dall'altra parte, però, credo che dobbiamo analogamente mettere in
  condizione  i  comuni  di  avere un  ruolo  decisionale  in  queste
  vicende.  Altrimenti, ci troveremmo, perché il meccanismo  è  anche
  perverso, ad avere i comuni in dissesto  Tra l'altro, lei sa qual è
  la  mia  opinione personale su questa norma  Io aspetto  ancora  di
  capire qual è la possibilità che la norma ci darà di affrontare  il
  problema  della mancanza di risorse finanziarie in questa fase  per
  potere affrontare il momento dell'emergenza.
   Lei  ha citato poc'anzi l'ATO della provincia di Messina. Le posso
  assicurare  che  gli  ATO  sono  già  due,  i  cui  gestori   hanno
  praticamente rescisso il contratto: sono due, dunque, in una  città
  con  una  popolazione di circa 300 mila abitanti e che,  in  questa
  fase, si ritrova senza servizio di igiene, senza il pagamento degli
  stipendi  al  personale addetto. E non è una  cosa  semplice  poter
  caricare tutto sui comuni
   Perché  vede - lo ripeto fino alla nausea - i comuni hanno  subìto
  questo  sistema degli ATO da parte del Commissario per  l'emergenza
  rifiuti. Ora, affrontare un nodo così gravoso, e capisco che  anche
  per  lei  è  un  compito altrettanto gravoso, può farci  riflettere
  anche  sul modello delle Marche. Ma questo modello delle Marche,  è
  tale  in  un  altro contesto  Parliamoci chiaramente,  perché  l'ho
  visto.  Il  contesto  in cui ha operato la Sicilia  è  un  contesto
  completamente diverso rispetto a quello delle Marche
   Mi    sono  permesso,  quindi,  di  presentare  un  subemendamento
  all'emendamento  4.8 del collega Panepinto, in cui  sostanzialmente
  prevedo  che  oggi i comuni, tout court, non possano  accollarsi  i
  debiti   pregressi,  senza  affrontare  seriamente  questo   stesso
  problema  in  Finanziaria. E ciò perché sarebbe una follia   E'  un
  sistema che salta e, quando salta il sistema dei comuni, salta -  a
  ruota  - il sistema delle province, salta a ruota il sistema  della
  Regione   Non  illudiamoci che questa vicenda possiamo  affrontarla
  così  superficialmente,  con la voglia solo  di  dire  che  abbiamo
  operato in un certo senso
   Devo  dire che su questa vicenda dei comuni, delle competenze  dei
  comuni, bisogna un attimo approfondire e soffermarsi ancor di  più,
  non caricando gli errori del passato anche per il futuro.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il
  problema  non sia quello di accantonare un articolo, ma  quello  di
  fare  chiarezza.  Perchè una cosa è avere in mente  un  problema  e
  volerlo   risolvere,   quali  sono  gli  obiettivi   che   dobbiamo
  raggiungere,  altra cosa è quella di immaginare che  possiamo  fare
  una  legge  non  tenendo conto del quadro normativo vigente  e  dei
  limiti   cui  anche questa Assemblea regionale non può  non  essere
  sottoposta.
   E  dico  ciò,  non soltanto perché qualunque disegno di  legge  va
  sottoposto all'esame del Commissario dello Stato - che ha già fatto
  sapere,  e  lo sappiamo anche direttamente da altri pronunciamenti,
  quali  sono  le  condizioni entro cui ci possiamo  muoverci  -,  ma
  perché  tutto  deve  avere una congruità che  noi  stessi  possiamo
  leggere e darci con il quadro normativo nazionale.
   Noi  abbiamo  note, rispetto alla questione dirimente  e  cruciale
  della  responsabilità che vogliamo affidare ai  comuni,  stanti  le
  condizioni   vigenti,   le   disfunzioni   del   sistema    e    la
  deresponsabilizzazione dei comuni stessi che non è che  altra  cosa
  dall'immaginare gli enti locali vittima di qualcun altro. I  comuni
  sono semmai vittime di loro stessi
   Ma  detto questo, qui l'impianto normativo proposto nel disegno di
  legge esitato dalla Commissione di merito sostanzialmente consente,
  lo  dico con una battuta, di governare l'intero sistema all'interno
  dell'ATO  con  una  possibilità  chiara,  per  ciascun  comune,  di
  individuare  il  proprio  prodotto e di  pagarlo  assumendosene  la
  responsabilità
   Oltre  questo, lo ricordo a tutta l'Aula, noi non possiamo andare,
  perché sono inderogabili - e,  ripeto, inderogabili - i princìpi di
  unicità della gestione e di gestione integrata del servizio.  Altri
  elementi,   quindi,   che   volessero   introdurre   diversità   di
  impostazione, quantunque benemeriti, comprensibili, non sono dati a
  quest'Aula
   Allora,  se  noi  dobbiamo  accantonare  quest'articolo  per  tali
  ragioni,  penso  che  dobbiamo accantonare il  nostro  mestiere  di
  legislatore  e farne un altro  Non possiamo accantonare  l'articolo
  4,  signor  Presidente, perché non abbiamo chiari  i  limiti  della
  nostra  azione  legislativa e le competenze entro cui  ci  possiamo
  muoverci e vogliamo piuttosto credere di poter affidare ai  comuni,
  con  meno  di  diecimila abitanti, competenze che  in  nessun  caso
  possiamo dare loro.
   Ripeto,  non  possiamo  derogare al principio  di  affidamento  di
  unicità del servizio e di affidamento della gestione integrata  del
  servizio.  Possiamo  trovare le forme per  corresponsabilizzare  al
  massimo i comuni.
   Non  ho  paura  nel  dire  che  la formulazione  che  oggi  stiamo
  discutendo, è nel testo base quella che più di ogni altra,  fra  le
  legislazioni  regionali in campo nazionale,  si  avanza  in  questa
  direzione. Non possiamo rischiare di andare oltre certi limiti.
   Il  problema non si risolve accantonando l'articolo 4, affrontando
  gli articoli 5 e 6, perché ogni articolo, da questo punto di vista,
  ha  la  sua problematicità. Noi stiamo definendo le competenze  dei
  comuni  che  non   possono non essere quelle affidate  dal  decreto
  legislativo n. 152 del 2006. Altre non ne possiamo immaginare
   Pertanto,  vorrei  che  il Governo, opportunamente  non  distratto
  dall'onorevole De Luca, su questo esprimesse il suo parere. Qui non
  si  tratta, infatti, torno a dirlo, di prendere tempo per ragionare
  di  una cosa che può essere modificata, si tratta di prendere  atto
  di  quelli che sono i nostri limiti, entro questi muoverci e andare
  avanti, senza immaginare soluzioni improponibili
   L'articolo 4 può essere approvato, anzi io credo che debba  essere
  approvato,  perché altrimenti i nodi verranno al  pettine  con  gli
  articoli  5  e 6, senza la chiarezza necessaria che è la fissazione
  delle competenze, non a caso individuata all'inizio del disegno  di
  legge, altrimenti non potremo poi affrontare il seguito del testo.
   Semmai  ci fermiamo, non per esaminare l'articolo 5, per  chiarire
  questi  aspetti,  per  riflettere,  ma  naturalmente  non  possiamo
  prendere tempo per cercare di capire cose che vorremmo non  capire.
  Non  è così. Le cose sono chiare o si capiscono o rischiamo di fare
  una legge che poi non produrrà i suoi effetti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  intervengo  perché  credo  che  questo  articolo  sia  quello   più
  importante di questo disegno di legge, in quanto ne è il cuore.
   E anche rispetto agli interventi che mi hanno preceduto, avevo già
  esposto in precedenza quale era la mia opinione relativamente  alla
  organizzazione  del  servizio. Immaginavo,  cioè,  che  ci  potesse
  essere  una  legge che semplificasse le procedure che fino  ad  ora
  hanno  contraddistinto la raccolta dei rifiuti e,  forse,  anche  i
  siciliani   si  aspettano  questo:  vale  a  dire  una  legge   che
  semplifichi  le competenze degli attori che gestiranno il  servizio
  dei rifiuti in Sicilia.
   E, invece, ci stiamo complicando la vita  Ci stiamo complicando la
  vita perché continuiamo ad arrovellarci, a presentare emendamenti e
  subemendamenti che vanno in direzione forse opposta  a  quello  che
  era lo spirito di questo disegno di legge.
   Io  immagino una legge, glielo semplifico assessore, pur con tutte
  le  difficoltà che ci sono, anche quelle esposte dall'onorevole  De
  Benedictis: è ovvio che la legge preveda che il servizio  sia  dato
  in  appalto, ma i sindaci, la maggior parte dei sindaci dei  comuni
  siciliani,  ci  chiedono di potere effettuare  questo  servizio  di
  raccolta in maniera diretta. Occorre tentarci, quindi, anche con  i
  limiti e i divieti che aveva detto poco fa chi mi ha preceduto, che
  ci  proietta e costringe ad andare in quella direzione,  che  è  la
  legge sugli appalti, trovando, quindi, una soluzione per dare anche
  una  speranza ai sindaci, così da potere effettuare il servizio  di
  raccolta  dei  rifiuti  in maniera diretta. E attribuendo,  invece,
  alle   province  il  compito  di  individuare,  all'interno   delle
  rispettive   aree   territoriali   nell'ambito   dell'ATO,   quelle
  discariche  che possano essere considerate tali. E, per completare,
  dare  infine il compito alla Regione di sovrintendere e controllare
  che questo servizio funzioni nel modo indicato dal testo normativo.
   Un  modello normativo, dunque, che veda i comuni che effettuano la
  raccolta, la provincia che coordina attraverso il Presidente  della
  società consortile e che individua le aree dove si possono fare  le
  discariche   e  la  Regione,  infine,  che  abbia  il  compito   di
  controllare che ciò avvenga così come definito.
   Se lei, Assessore, riuscisse in qualche modo a trovare una sintesi
  di  mediazione  e   di equilibrio tra l'esigenza  rappresentata  da
  parte  dei sindaci dei comuni e quanto la legge ci impone,  invece,
  di fare una raccolta differenziata integrata e, quindi, di darla in
  appalto,  ebbene faremmo una cosa giusta anche per chi,  in  questo
  momento, da noi si attende una risposta concreta.
   L'altra  questione  è quella delle emergenze.  Andare  a  trovare,
  cioè, una soluzione per oggi, come pure per l'emergenza, con i dati
  che  lei  ha fornito, di ieri e avantieri, in ordine al debito  che
  ogni giorno aumenta e che si fa sempre più grave per le tasche  dei
  siciliani: tutto ciò impone una sintesi su questo disegno di  legge
  e  ci  impone anche una urgenza nel definire il testo di  legge  in
  tempi immediati.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà,  sono
  d'accordo  con  l'onorevole Cintola per il  quale  è  assolutamente
  necessario che si metta mano ad un lavoro serio delle Commissioni.
   Ritengo improponibile questa modalità di andare avanti in Aula. Io
  non   so,   probabilmente  avremmo  dovuto  come  partiti  politici
  autoregolamentarci. Non stiamo dando, alla gente e ai siciliani  un
  buon esempio di amministrazione regionale.
   Signor  Presidente, quando la politica,  non sa fare il suo lavoro
  di  contenimento,  penso che siano le regole che  devono  cambiare,
  devono supplire al deficit di politica. Io ho imparato, forse dalla
  cosiddetta   prima  Repubblica', ma comunque  quando  esistevano  i
  partiti, che c'erano i Capigruppo che parlavano, c'era qualcuno che
  si assumeva la responsabilità della posizione assunta dal partito e
  il   dibattito  veniva,  in  qualche  maniera,  reso  possibile  ed
  esaustivo all'interno degli stessi Gruppi parlamentari.
   Questa  riflessione,  che può sembrare lontana  dal  dibattito  in
  corso,  penso  che invece sia assolutamente indispensabile.  Io  mi
  permetterò di fare soltanto una riflessione sull'articolo  4,  dopo
  di  che  mi  riprometto  di  non  intervenire  più  in  quest'Aula,
  demandando  di farlo a chi ha il compito dentro il mio  partito  di
  affrontare questa problematica: sarò disponibile a dare quelle  che
  possono  essere le piccole competenze e conoscenze a chi è chiamato
  ad intervenire.
   Gli  altri  colleghi  potranno  fare  quello  che  riterranno.  Si
  potranno  mettere  anche qualche fiore all'occhiello,  pensando  di
  essere  protagonisti  del nulla  Sicuramente l'unica  cosa  in  cui
  riusciranno è fare andare avanti con un incedere lento i lavori  di
  questo Parlamento, non facendo certamente il bene della Sicilia.
   Detto questo, signor Presidente, Assessore, io conosco molto  bene
  un  modello che è stato il primo modello dell'ATO siciliano, che  è
  stato  il modello Enna, poi esportato. E vorrei ricordare a  questo
  Parlamento  quello  che è accaduto quando alcuni  dipendenti  -  in
  virtù della legge Ronchi - dovevano transitare dai comuni agli ATO.
  In un solo giorno, diventarono tutti e cinquanta inabili al lavoro,
  si diedero ammalati, qualcuno certificò, ahimè, tutto questo e dopo
  che furono ritenuti inabili, restarono a carico dei comuni
   Ecco,  lì  inizia il vero grande problema. Qui inizia il  dissesto
  dei  comuni  ed  è  lì che qualcuno, signor Presidente,  Assessore,
  dovrebbe  pagare  invece  di  rimanere  costantemente  impunito   E
  sarebbe   il  caso,  che  piuttosto  che  sanare  politicamente  le
  malefatte, cercare chi le ha determinate
   Dico  ciò  se  è  vero che, poi, essendo il lavoro incomprimibile,
  alcune  società  di  gestione hanno assunto  lo  stesso  personale,
  avendo  una volta il legittimo utile di impresa e la seconda  volta
  assumendo  con  la legge n. 407: tramite la quale hanno  avuto,  io
  dico,  il poco legittimo utile determinato dagli sgravi degli oneri
  contributivi  e consentendo arricchimenti facili in Sicilia.  Fermo
  restando  che, poi, si sono apprestati immediatamente a  ricomprare
  le  aziende  per  renderle  pubbliche,  quando  il  giocattolo  non
  funzionava più e non conveniva più
   Dunque,  Assessore, io penso che i comuni hanno  avuto  sempre  la
  responsabilità politica di governare gli ATO. E vorrei dire al  mio
  amico  De  Luca, e anche all'amico Laccoto, che dobbiamo  avere  il
  coraggio  di dire che i comuni sono e sono stati i responsabili  in
  Sicilia:  dobbiamo avere il coraggio di dire che  le  assemblee  le
  abbiamo presiedute noi, ci sono andati i nostri sindaci e che  essi
  non  hanno riconosciuto quello che la politica ha generato. E  cioè
  che i consigli di amministrazione sono assolutamente politicizzati
   Se  è  vero questo, Assessore, mi chiedo se il problema è cambiare
  soltanto  la  natura  giuridica di una società che  può  modificare
  l'indirizzo

   PRESIDENTE. Onorevole Colianni, il suo tempo è scaduto.

   COLIANNI. Ho dichiarato che non interverrò mai più in quest'Aula

   PRESIDENTE. Per oggi

   COLIANNI  A meno che l'onorevole De Luca non parli per 5 volte  di
  seguito, solo allora interverrò   Ho detto che non interverrò  più,
  perché  su  questo  tema  ho già dichiarato pubblicamente  che  non
  intendo  farlo per rimettere le riflessioni al mio Capogruppo  e  a
  chi, del Gruppo parlamentare, si occuperà di tali problemi.
   Assessore, le chiedo solo una cosa, le chiedo se è immaginabile  -
  dovendo  salvare  questo  personale  che  è  stato  assunto  e  che
  rappresenta uno dei temi importanti di questa riforma - che per  le
  società  che  devono  gestire  i  servizi,  anziché  farlo  con  il
  personale già facente parte dell'organico (dal momento che in  quei
  Comuni  il  personale è ridondante da un punto di vista di  risorse
  umane), si preveda, pertanto, l'aggiunta  di servizi esternalizzati
  dagli  stessi  Comuni. Ciò al fine di fare  in  modo  che  la  gara
  d'appalto  non sia viziata da una presenza di personale  ridondante
  che   aumenta   enormemente  i  costi  di  gestione,   consentendo,
  piuttosto, alle comunità amministrate di potere, in qualche misura,
  dare altri servizi ambientali.
   Un'ultima  cosa  che  intendo dire riguarda la  sanatoria.  Signor
  Presidente,  Assessore, in Sicilia non ha pagato il  40  per  cento
  degli  utenti; il 40 per cento non ha pagato quanto dovuto  per  il
  servizio  di  raccolta  dei  rifiuti  La  politica,  purtroppo,  ha
  determinato tutto ciò e l'inaffidabilità del governo nella gestione
  degli ATO.
   Mi  chiedo  se sia possibile, in virtù di un indirizzo  regionale,
  fare  in  modo  che  attraverso una sanatoria i  cittadini  possano
  pagare  l'80  per  cento, magari il 100 per cento  distribuito  nel
  tempo,  perché possa recuperarsi così almeno il 30 per cento  delle
  risorse necessarie per rendere il sistema efficiente.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Colianni,  rispetto  alla   esigenza   di
  regolamentare  i  lavori nelle Commissioni, e rispondo  così  anche
  all'onorevole  Cintola, voglio ricordarle che ho già formulato  due
  circolari  indirizzate ai Presidenti di Commissione e due  richiami
  verbali in Aula  rispetto a questa stessa esigenza.

   COLIANNI.  Signor  Presidente, se la  politica  non  è  capace  di
  trovare una sintesi, cambiamo il Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Onorevole Colianni, io applico il  Regolamento  e  ne
  accompagno  l'utilizzo  a degli auspici della  Presidenza,  se  poi
  nelle Commissioni a volte i lavori si fanno troppo frettolosamente,
  allora,  probabilmente si fa un cattivo lavoro,  ed  io  non  posso
  farci niente.
   Bisogna  anche  ricordare  che,  a  volte,  le  Commissioni  hanno
  lavorato per troppo tempo su un determinato disegno di legge e  c'è
  stato  qualcuno  che,  da  fuori  il  Parlamento,  ha  accusato  le
  Commissioni legislative di eccessiva lentezza nell'elaborazione dei
  testi  da  esitare per l'Aula. Per cui bisogna mettersi  d'accordo,
  insomma   Quando le Commissioni lavorano per troppo tempo  qualcuno
  le accusa di fare melina in Commissione, quando le stesse elaborano
  i  provvedimenti troppo velocemente, poi si rischia il collasso  in
  Aula come sta succedendo adesso
   Bisogna dunque trovare una soluzione di compromesso. Io non  posso
  comprimere la libertà di intervento dei singoli deputati.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  quasi  con
  difficoltà che i parlamentari che vogliono esercitare le rispettive
  funzioni  possono accingersi a salire su questo pulpito, in  quanto
  il  rischio è quello di essere bacchettati  Il rischio è quello  di
  essere  indicati  all'opinione pubblica come  coloro  che  vogliono
  bloccare  questo o altri disegni di legge. Da un lato, infatti,  si
  dice  che  le  Commissioni non hanno funzionato e  non  funzionano,
  salvo  poi verificare che una certa Commissione, la IV Commissione,
  ha  lavorato  su questo disegno di legge esitando un testo,  credo,
  snello e agile.
   Abbiamo    anche    fatto    degli   apprezzamenti    sull'operato
  dell'assessore Pier Carmelo Russo, in quanto con l'assessore  Russo
  ci  siamo confrontati in Commissione ed è stato pertanto licenziato
  un testo che possiamo ritenere apprezzabile nel suo complesso.
   E'   chiaro,  tuttavia,  che  se  giungendo  in  Aula  i  deputati
  presentano numerosissimi emendamenti e subemendamenti, la cosa  più
  grave  è  che  questi emendamenti e subemendamenti  provengono  dai
  partiti che dovrebbero costituire la maggioranza cosiddetta   delle
  riforme': che di riforme, forse, ha una cosa, si sta istituendo  in
  questo  Parlamento una nuova prassi parlamentare  Vale a dire,  nel
  momento in cui non sono presenti più i Capigruppo, soprattutto  dei
  partiti  di  maggioranza, assenti per lo più  in  Aula,  e  i  vari
  deputati  dei partiti che compongono questa maggioranza vengono  in
  Aula, questi ultimi parlano e, addirittura, rivoluzionano l'iter di
  approvazione del testo in esame, smentendo i percorsi che la stessa
  maggioranza di governo aveva assunto
   A  questo  punto  la  responsabilità, allora,  di  chi  è?  Signor
  Presidente, mi sembra quindi del tutto contraddittorio questo  modo
  di procedere. Ho sentito poc'anzi qualche collega che, addirittura,
  aveva ipotizzato e immaginato nuovi percorsi.
   Ma, allora, dovremmo prendere questo testo, buttarlo nel cestino e
  chiedere   la   cortesia  all'assessore  Russo  di   ritornare   in
  Commissione: poi di ritornare in Aula e presentare un nuovo disegno
  di  legge  E, allora, forse, per il 2013, l'assessore Pier  Carmelo
  Russo riuscirà a presentare una proposta di legge, ad approvare  un
  disegno di legge di questa natura
   Vorrei,  invece,  ribadire che, forse, stiamo finalmente  entrando
  nel  merito  vero della questione. L'articolo 4 è tra gli  articoli
  più  importanti  di  questo  disegno  di  legge,  che  è  un  testo
  normativo,  se  dobbiamo dirla tutta - e  ve  lo  dice  uno  che  è
  dell'opposizione - equilibrato.
   Noi  non possiamo pensare di responsabilizzare oltremodo i comuni,
  nel senso che li stiamo responsabilizzando nel momento in cui diamo
  agli  stessi la possibilità di stipulare dei contratti di  appalto,
  di  verificarne lo svolgimento del servizio, e anche di  prevederne
  la riscossione.
   E' chiaro che ci vuole un'autorità terza che è la società, la SRR,
  vale  a  dire  la Società per la regolamentazione del  servizio  di
  gestione  dei  rifiuti,  che poi deve avere  altre  competenze,  le
  proprie competenze. Qui non possiamo pensare di iniziare a dividere
  e a differenziare le varie funzioni.
   Io   credo  che  questi  problemi,  questi  interrogativi,  queste
  perplessità  non  arrivano dall'opposizione, ma  sono  tutte  della
  maggioranza, sono tutte di una maggioranza che forse non  ha  avuto
  una cabina di regia che avrebbe dovuto avere.
   Mi  sorprende,  allora,  che uno o più parlamentari  invochino  il
  Regolamento  interno. Ma per che cosa, se si arriva in  Aula  e  si
  presentano circa 400 emendamenti e subemendamenti?
   Signor  Presidente,  io  dico  di andare  avanti  e  di  porre  in
  votazione i vari emendamenti; cerchiamo di apprezzare l'articolo  4
  e  non scivoliamo, invece, su idee o proclami che nulla hanno a che
  fare  con  l'approvazione del disegno di legge, perché servirebbero
  domani  soltanto  per  avere  dei  titoli  di  qualche  giornale  e
  dichiarazioni  del  tipo   io ho fatto  questo,  io  quell'altro  .
  Magari  cercando di additare l'opposizione e considerarla colpevole
  di  avere  frenato e bloccato un disegno di legge,  quando, invece,
  proprio  dall'opposizione, si sta collaborando e si sta venendo  in
  soccorso affinché il testo possa essere approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco  una
  riunione  della Conferenza dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  presso la Sala lettura deputati.

        (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore
                                19.53)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, come in
  tutte  le sceneggiate che si rispettino, quando inizia una  puntata
  si  fa il riepilogo delle precedenti. E io vorrei, restando ben  al
  di  sotto dei cinque minuti che mi sono consentiti dal Regolamento,
  fare il riepilogo delle puntate precedenti
   La  settimana  scorsa abbiamo ricevuto, come Gruppi  parlamentari,
  una  richiesta  formulata dal Governo e dalla  maggioranza  che  lo
  sostiene, perché era necessario fare una sintesi, fare il punto  su
  quello  che  si  doveva portare in Aula questa settimana,  per  una
  rapida  approvazione della nuova legge sugli ATO.  La  risposta  di
  questa  sintesi  è  stata,  non  già il  ritiro  degli  emendamenti
  presentati  nella  settimana precedente,  ma  la  presentazione  di
  ulteriori,  sessantanove emendamenti, quasi tutti sottoscritti  dai
  colleghi della maggioranza che sostiene il Governo Lombardo.
   Il  Gruppo parlamentare dell'UDC ha dichiarato e ribadisce la  sua
  volontà  ferma di definire, nel più breve tempo possibile,  se  del
  caso  anche  tra  oggi  e  domani,  questo  disegno  di  legge  per
  approvarlo  compiutamente e trasformarlo, appunto, in  legge  della
  Regione.
   Il  Gruppo  parlamentare dell'UDC non ha mai esercitato,  infatti,
  alcun ostruzionismo su un tema così delicato.
   E  vorrei  rassicurare i tanti colleghi che sono  intervenuti,  di
  fatto  dimostrando  il  controsenso di quanto  affermavano,  perché
  quando  in  un Gruppo parlamentare intervengono cinque deputati,  è
  chiaro che quel richiamo alla unicità delle posizioni e alla  linea
  designata e disegnata all'interno dell'Aula dal Capogruppo,  ebbene
  finisce per essere tautologicamente contraddittorio.
   Ciò  non  è  accaduto per l'UDC. C'è un solo intervento,  infatti:
  poc'anzi  è  intervenuto sull'ordine dei lavori - e  a  mio  avviso
  correttamente  - l'onorevole Cintola per sollevare un  problema  di
  metodo.  Infatti,  non può certamente continuare ad  essere  questo
  l'andazzo.
   Onorevoli   colleghi,   siccome   stiamo   affrontando   un   tema
  delicatissimo,  mi  rivolgo all'assessore Pier Carmelo  Russo,  che
  ringrazio  per avere con onestà intellettuale sostenuto un  disegno
  di   legge  che  coraggiosamente  dice  alcune  cose,  chiedo  alla
  maggioranza  che  sostiene  questo  Governo,  e  cioè   ai   Gruppi
  parlamentari  del PDL Sicilia, del PD e del MPA, di  spiegarci  che
  cosa  intendano  fare  di  questo  disegno  di  legge,  perché   in
  quest'Aula abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto
   Ci   dicano,  questa  sera,  se  vogliono  confermare  i  princìpi
  sostenuti   dall'assessore  Russo,  e  cioè  la  centralità   delle
  province;  ci dicano se, invece, vogliono trasferire le  competenze
  ai  comuni;  ci  dicano se vogliono salvare gli  ATO  virtuosi;  ci
  dicano se vogliono seppellirli; ci spieghino qual è la sintesi, che
  attraverso  questa  maggioranza  (che  ha  almeno  manifestato  tre
  correnti di pensiero sul tema), il Governo dovrebbe portare avanti.
   Noi,   altrimenti,  come  Gruppo  parlamentare  dell'UDC,  dovremo
  prendere  atto che, anche su temi così delicati, questa maggioranza
  (che  qualcuno prima di me ha correttamente definito asfittica,  io
  dico  assolutamente contraddittoria), non fa altro che litigare  su
  aspetti  della politica, ponendo in secondo piano le esigenze,  gli
  interessi e i reali problemi della gente.
   Abbiamo  sospeso l'Aula; c'è stata una riunione dei Capigruppo;  è
  stata  data la possibilità dal Presidente dell'Assemblea di riunire
  i  Gruppi parlamentari, quanto meno è stata data questa possibilità
  ai  Gruppi del PD e del PDL Sicilia che abbiamo visto riunirsi.  Ci
  dicano ora, anche attraverso l'interlocutore politico, visto che  è
  presente  l'onorevole Leanza, qual è la sintesi della riunione  che
  si è tenuta. E' chiaro che, a seconda dell'esito di quella riunione
  e della sintesi che verrà proposta all'Aula, il Gruppo parlamentare
  dell'UDC si comporterà di conseguenza: essendo ancora in attesa  di
  comprendere quali siano le intenzioni del Governo, non potrà  farlo
  fino  ad allora, perché siamo tuttora fermi a riunioni più  o  meno
  segrete  e, al di là della buona intenzione dell'assessore Russo  e
  non  del Governo, ma dell'assessore Russo in persona, non ci  viene
  spiegato che cosa si vuol fare di questo disegno di legge.
   Credo che sia necessario, e vedo appunto che l'assessore Leanza si
  consulta  in diretta con l'onorevole Cracolici, che ci venga  detta
  una  parola  definitiva,  di chiarezza, perché  altrimenti,  signor
  Presidente,  è  necessario che ciascuno si  assuma  le  conseguenti
  responsabilità.
   Noi siamo qui per fare l'opposizione, la stiamo facendo in maniera
  costruttiva, nessuno di noi ha mai pensato di intralciare l'iter di
  questo  disegno di legge: non ci venite a raccontare la barzelletta
  che   questa   riforma   non   si   approva   per   l'ostruzionismo
  dell'opposizione  Ad oggi, questa riforma, ammesso  che  tale  sia,
  non si approva perché maggioranza non ce n'è

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevoli
  rappresentanti  del Governo, mentre parlava l'onorevole  Cordaro  e
  nella  lunghissima  attesa della doppia riunione  del  PD  e  della
  riunione  dei  colleghi  del  Gruppo  Sicilia,  riflettevo  su  una
  circostanza: da quando è arrivato in Aula questo disegno di  legge,
  abbiamo dedicato cinque o sei sedute al suo esame, alla riforma del
  sistema dei rifiuti, così come è oggettivamente conosciuto e  noto.
  In  cinque  o sei sedute abbiamo approvato l articolo  1,  che  era
  meramente  descrittivo,  quindi,  l'articolo  2:  il  3   è   stato
  accantonato  e siamo fermi all'articolo 4. E tempo ne abbiamo,  non
  ne hanno più i siciliani né i comuni, ma noi l'abbiamo certamente
   Ora, siamo fermi all'articolo 4, a fronte di un'opposizione che ha
  dimostrato  grande apertura e collaborazione, ma a  fronte  di  una
  maggioranza  che  si  sta  squagliando  come  neve  al  sole,   una
  maggioranza che ormai litiga su tutto e non va d'accordo su  nulla.
  Trenta  deputati,  trentacinque deputati, quaranta  deputati  hanno
  almeno ventidue opinioni diverse sullo stesso articolo  Questo è un
  dato  preoccupante, non per noi, ma per la Sicilia,  perché  ci  fa
  capire che questa non è la stagione delle riforme, è l'inizio della
  stagione delle confusioni e della paralisi della Sicilia
   Voi  non siete in condizioni di proseguire, e siamo all'inizio  di
  un  disegno  di legge che, secondo le vostre dichiarazioni,  doveva
  andare velocemente e cambiare il sistema dei rifiuti in Sicilia.
   Qui  noi stiamo impantanando il dibattito politico sui rifiuti  e,
  come  qualcuno  oggi  ha detto - e parlo di presidenti  di  Società
  d'ambito  o  di  alti  funzionari  dell'ex  Agenzia  rifiuti,   che
  indubbiamente  s'intendono di questi problemi - state  facendo  una
  legge  dove i rifiuti non ci sono assolutamente  Peggio  del  piano
  casa
   Signor Presidente, credo che qui ci sia bisogno di un colpo d'ala,
  perché   se   questa  maggioranza  -   mi  rivolgo  al  Governo   e
  all'assessore Pier Carmelo Russo per evitare omonimie  -  e  questo
  stesso Governo non sono in condizione di portare in Aula il disegno
  di  legge  in  esame, è meglio che lo ritiriate e  cerchiate  tempi
  migliori e maggioranze migliori, perché voglio dirvi che noi  siamo
  già arrivati a fine marzo e, ancora, non si parla minimamente né di
  Finanziaria né di bilancio  Stiamo condannando la Sicilia ad  altri
  mesi di esercizio provvisorio
   La  vostra  incapacità  di essere uniti e  di  avere  una  visione
  univoca dei problemi sta danneggiando irrimediabilmente la Sicilia;
  vi  state  impantanando in un'Aula parlamentare su  una  legge  sui
  rifiuti,   disegno  legislativo  che  non  vi  vede   completamente
  d'accordo e bastava vedere plasticamente una maggioranza riunita in
  tre  stanze  diverse,  affrontando tre temi  diversi  sullo  stesso
  disegno, con l'unico risultato - assessore Leanza, lei che è sempre
  cordiale e affettuoso - che di bilancio e di Finanziaria non se  ne
  parlerà per un po'  Perché con i tempi d'esame di questo disegno di
  legge  -  sei sedute per due articoli - impiegheremo tre  mesi  per
  arrivarne  a  capo  E non credo che ci siano inviti a ritirare  gli
  emendamenti  o  a sintesi che possano funzionare,  perché  qui  non
  avete  la  visione  univoca di quello che  significa  governare  la
  Sicilia   Voi  non  siete  forza di governo   Voi  siete  un'armata
  Brancaleone, unita soltanto dal collante del potere attuale  e  dal
  desiderio di conquistare qualche poltrona
   Credo che noi dobbiamo seriamente preoccuparci e dire ai siciliani
  che, per colpa di questa eterogenea e confusionaria maggioranza, ci
  saranno  altri  mesi  di esercizio provvisorio,  il  che  significa
  impossibilità  di  garantire  sviluppo  e  occupazione  in   questa
  Sicilia.
   E'  bene  che ce lo diciamo cari colleghi: questo andazzo,  questi
  tempi   e   questa  inconsistenza  bloccheranno  il  Parlamento   e
  allontaneranno l'approvazione della Finanziaria e del bilancio.
   L'unica vera riforma del Governo Lombardo qual è stata? Quella  di
  creare  e  istituzionalizzare l'esercizio provvisorio  in  Sicilia.
  Questa  è  la  vera riforma  Ci siete riusciti  Avete  cambiato  le
  regole  della  finanza  pubblica  e  condannato  la  Sicilia   alla
  precarietà finanziaria


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   PRESIDENTE.  Eravamo arrivati all'emendamento  4.8  dell'onorevole
  Panepinto.

   PANEPINTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il  subemendamento  4.8.1  e l'emendamento  2.17  sono,  pertanto,
  preclusi.

                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, è brutto comunicarlo, però, la richiamavo ad una regola
  di  par  condicio. Ieri sera abbiamo fatto in fretta e furia perché
  molti  colleghi avevano la premura di  raggiungere  la  televisione
  per una squadra importante. Le volevo ricordare che questa sera  ce
  n'è  un'altra  di  squadra importante, solo per  par  condicio   Lo
  faccio da juventino convinto  Non mi nascondo né di esserlo, né  di
  richiederlo.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  componenti  del
  Governo,  desidero ribadire quanto espresso da me e  dall'onorevole
  De  Luca  nella  seduta di ieri: è stata data da parte  nostra  una
  disponibilità,   nei  confronti  del  Governo,  a  ritirare   degli
  emendamenti  che  avevamo  presentato  su  tutto  l'articolato,   a
  condizione  che  l'Esecutivo, in qualche modo, ci desse  una  certa
  rassicurazione  e  una  fondatezza  sul  fatto  che  ci  fosse  una
  copertura finanziaria su questo disegno di legge.
   Alla luce di questo nostro atteggiamento di collaborazione, e  che
  ha   visto,   appunto,  il  ritiro  degli  emendamenti   su   tutto
  l'articolato, devo dire che, con grande disappunto, vedo  oggi  dei
  problemi,  nella  maggioranza  che  sostiene  questo  Governo,   e,
  comunque,  si dibatte molto a lungo su quella che era l'opportunità
  di ritirare o meno gli emendamenti.
   Mi chiedo, allora, se questo è l'inizio di un comportamento che ci
  vedrà,  da  qui  a  breve,  a dover varare  un  bilancio,  con  una
  situazione  patrimoniale sicuramente non ottimale: mi chiedo,  come
  si suol dire, se il buongiorno si vede dal mattino, sicuramente non
  sarà un buongiorno
   Anche  perché vorrei ricordare a me stessa e all'Aula che la buona
  parte  degli emendamenti che sono stati presentati all'articolo  4,
  oggetto  appunto  della  sospensione, sono  degli  emendamenti  che
  modificano  in maniera profonda il significato di questa  legge  e,
  chiaramente,  il modo con il quale il Governo vuole  riordinare  la
  materia.  E, allora, credo che questo sia un momento che è soltanto
  il  primo  degli ostacoli che stiamo trovando nell'approvazione  di
  questo  disegno di legge: già abbiamo provato, in effetti, ciò  che
  sarà, a mio avviso, l'impasse che contraddistinguerà l'intero corso
  dei   lavori   d'Aula.  Mi  riferisco  al  clima  con  cui   questa
  maggioranza,  per motivi di opportunità, sui quali  non  mi  voglio
  intrattenere e dilungarmi, oggi si ritrova a dovere affrontare  una
  problematica,  così  come è avvenuto per il disegno  di  legge  sul
  piano  casa, e che vede delle discrepanze, delle discrasie profonde
  nel  modo  di intendere e vedere la politica, ma anche il  modo  di
  amministrare.
   Ed  ecco  che  credo  che  questo sia il primo  di  una  serie  di
  incidenti, se vogliamo così chiamarli, che già hanno denotato  come
  all'interno di questa maggioranza che sostiene il Governo ci siano,
  appunto, delle profonde differenze.
   Credo  che con queste premesse, il resto del disegno di legge  che
  andremo  a  varare,  sarà  sicuramente  complesso  e  di  difficile
  prosecuzione  e  mi auguro, invece, che si vada avanti  in  maniera
  spedita  perché, così come da parte mia e dell'onorevole  De  Luca,
  c'è stata la disponibilità a ritirare gli emendamenti presentati.
   Mi  auguro che anche questa maggioranza, che tanto auspica il varo
  di riforme e su questo patto addirittura sostiene il Governo, metta
  assolutamente  da parte le esigenze che sono state riportate  negli
  emendamenti e, quindi, li ritiri, per procedere così a una  spedita
  votazione  di  questo disegno di legge che, come  ci  viene  detto,
  diventa  fondamentale.  A questo punto, non  vedo  come  non  possa
  esserlo per coloro i quali sostengono il Governo.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  nutrivamo  la
  stessa  speranza che poc'anzi ha espresso la collega Caronia,  però
  il  fatto  che  la Presidenza, ritornando in Aula,  non  ha  potuto
  notificare  a  noi  tutti che cosa avessero  prodotto  le  riunioni
  svolte   nei  minuti  precedenti,  frustra  e  delude  le  speranze
  dell'onorevole Caronia, del nostro Gruppo parlamentare e  di  tutti
  coloro  che ritenevano che l'interruzione dei lavori d'Aula dovesse
  servire,  appunto,  a trovare un criterio e un  metodo  per  andare
  avanti speditamente.
   All'interno della Conferenza dei Capigruppo, ascoltando  le  varie
  voci,   si   era  fatta  prevalere  l'esigenza,  da   parte   della
  maggioranza, di riunirsi per scegliere al proprio interno  il  modo
  per proseguire più celermente.
   Noi   abbiamo  preso  atto,  il  Presidente  dell'Assemblea,   più
  correttamente,  ha  preso  atto e consentito,  anche  su  richiesta
  dell'Assessore Leanza, che la maggioranza si riunisse.
   E'  finita  la  Conferenza  dei  Capigruppo  e  si  è  riunita  la
  maggioranza. E' finita la riunione della maggioranza e si è riunito
  il  Gruppo del PD. Torniamo in Aula e stiamo riprocedendo all'esame
  degli emendamenti, uno alla volta. Nessuno ha notificato quali  gli
  esiti di queste riunioni.
   Se ci fosse stata, da parte dei Gruppi parlamentari riunitisi, una
  notifica  al  Presidente,  il Presidente  medesimo  avrebbe  potuto
  notificare  all'Aula l'esito di tali riunioni, anche  perché,  come
  diceva  correttamente il collega Cordaro, avevamo chiesto noi  alla
  maggioranza  di  riunirsi, su intervento dell'onorevole  Oddo,  per
  sapere,  poi,  eventualmente  come  orientarci:  molti  emendamenti
  attengono, infatti, materia comune, addirittura alcuni con  analoga
  o  identica  formulazione.  Quindi, il diritto  a  mantenerli  o  a
  ritirarli è alla stessa stregua.
   Noi  dovremmo conoscere, pertanto, quali sono le intenzioni  della
  maggioranza.  Se  questo  non  è  possibile,  ritorniamo  in   Aula
  esattamente  con  la motivazione opposta a quella per  cui  abbiamo
  interrotto i  lavori parlamentari: avevamo sospeso i lavori con una
  finalità,  rientriamo  e  stiamo  facendo  esattamente  quello  che
  volevamo evitare avendo, infatti, deciso di sospendere la seduta.
   Pertanto,  noi  riteniamo  che così non si  debba  continuare.  Se
  quanti  della  maggioranza e il PD ci vorranno  notificare  cosa  è
  stato  concordato, noi potremo, eventualmente, chiedere di  poterci
  riunire  con i nostri Gruppi e decidere come poi, più speditamente,
  proseguire  insieme  i  lavori. Se non facciamo  questo  passaggio,
  rischiamo  di  procedere argomento per argomento,  emendamento  per
  emendamento, esattamente nella situazione delineatasi  prima  della
  interruzione dei lavori.

   PRESIDENTE.  Mi  pare  che sia prevalso - non  c'è  stata  nessuna
  comunicazione ufficiale da parte della Presidenza - un orientamento
  al   ritiro   di  buona  parte  degli  emendamenti,  però,   poiché
  proseguiremo  emendamento  per emendamento,  nel  caso  in  cui  ci
  dovesse essere qualcosa non ben comprensibile, eventualmente

   LEONTINI. Quindi, è stato notificato alla Presidenza l'esito delle
  riunioni?

   PRESIDENTE. Non ho avuto alcuna comunicazione. Ho ripreso  l'Aula,
  ma  non c'è nessun obbligo di comunicare alla Presidenza l'esito di
  tali riunioni... proseguiamo i lavori e vedremo.

   LIMOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi  onorevole Leontini,
  ma  perché  non  mi  fa parlare? Lei sa quanto io  tenga  alla  sua
  attenzione,  oltre  a quella dell'onorevole Mineo   in  assoluto  a
  quella del mio amico, onorevole Cracolici, che appena è arrivato mi
  ha  ordinato   entriamo in Aula '. Eravamo tutti in attesa,  là  ad
  aspettare  l'arrivo del Signore, di un arcangelo mandato dal  cielo
  ed  è spuntato l'onorevole Cracolici  Possiamo entrare tutti dentro
  e  tutti  lo  abbiamo fatto  perché l'onorevole Cracolici,  egregio
  signor  Presidente, oggi è il faro illuminante di  una  -  come  si
  chiama  -    maggioranza', onorevole Musotto?   Io,  nell'ascoltare
  tanti colleghi che sono intervenuti...

   CRACOLICI. Poi mi dice di che cosa stiamo parlando perché non l'ho
  ancora capito bene

   LIMOLI.  Capisco  che all'onorevole Cracolici  non  piaccia  molto
  sentirsi  dire  la verità, ma io parlo da umile rappresentante  del
  popolo  siciliano, parlo in nome e per conto di esso   Lontano  dai
  partiti,  perché  questa  è una legge che  dovrebbe  vedere   anche
  l'onorevole  De Benedictis ora è un po'  nervoso  E  mi  considero,
  dicevo,  signor  Presidente, un po' sfortunato, perché  quando  c'è
  stato  il dibattito sul piano casa io ho rassegnato alla Presidenza
  delle mie doglianze, anche delle spese che ho dovuto sostenere, non
  capendo  molto  di ciò che stava succedendo attorno al  disegno  di
  legge.
   Su  questo  disegno di legge, concernente la disciplina degli  ATO
  rifiuti,  analogamente, nell'ascoltare tanti interventi, con  molta
  attenzione,  devo dire che la confusione è altrettanto enorme.  Non
  arrivo a comprenderne lo svolgimento, signor assessore, e devo dire
  pubblicamente che lei è un assessore competente, preparato, e anche
  una persona perbene, perché con coerenza, sta sostenendo l'impianto
  di una sua proposta.
   Purtroppo, però, mi aspettavo di sentire, dai rappresentanti della
  maggioranza,  degli interventi che servissero a convincere  un  po'
  tutti della bontà delle tesi.
   Sono intervenuti per conto del Partito Democratico tanti colleghi,
  tanti  parlamentari  che  hanno sostenuto una  tesi  non  solamente
  contraria, ma addirittura antitetica all'altra
   Desidererei  sapere,  pertanto, signor  Presidente,  la  prego  di
  aiutarmi,  visto che i partiti e la politica devono rimanere  fuori
  dal  confronto  su questo tema, io sto parlando da siciliano,  cosa
  vado  a  dire poi nel mio territorio se non capisco su cosa  stiamo
  confrontandoci
   Se  lei  mi aiuta a capire meglio qual è l'anima di questo disegno
  di  legge,  perché  l'assessore  Russo  -  quello  più   piccolino'
  rispetto  a  quello più  alto' - anche ieri, devo dire,  ha  dovuto
  sostenere  un  intervento  in cui parlava  pure  di  semantica  nei
  confronti dell'onorevole Cracolici, il quale pensa di poter dettare
  a  lei,  signor Presidente, anche il modo con cui si debba svolgere
  il   dibattito,   perché  si  è  confuso;  l'onorevole   Cracolici,
  probabilmente, si è convinto veramente di essere il capo  non  solo
  di  una  maggioranza - che poi dovrà spiegare qual è - ma anche  il
  capo  del  Parlamento, ha una sua confusione  Le auguro,  onorevole
  Cracolici,  di  potere parlare in nome e per conto del  suo  Gruppo
  parlamentare, visto che lei ha parlato sulla stampa di  elettrochoc
  dato alla politica siciliana

   CRACOLICI.  Per  lei  ci  vuole  l'elettroencefalogramma,   perché
  rischiamo di averlo piatto  Ma tanto ci divertiremo: siamo qui  per
  il teatro

   LIMOLI.  Non  pensavo  che  lei avesse inaugurato  un  negozio  di
  elettromedicali visto che si interessa di elettrochoc

   CRACOLICI. Per lei è sempre aperto

   LIMOLI. Lei l'elettrochoc dovrà farlo al suo elettorato, onorevole
  Cracolici.
   Signor  Presidente, il mio intervento è tutto collegato all'ordine
  dei  lavori, perché io che ho aspettato tante ore con rispetto, con
  garbo  e  anche  con  educazione nei confronti  delle  Istituzioni,
  l'esito  di  tante riunioni che si sono tenute, ebbene  pensavo  di
  dovere  sapere, prima che lei riprendesse la seduta, su quale  base
  questa maggioranza avesse trovato un accordo al suo interno.
   Mi  pare  che  questo  non ci sia, perché credo  che  allo  stesso
  interno  del  Partito  Democratico,  le  posizioni  contrastanti  e
  antitetiche che c'erano prima continuano ad esserci. Probabilmente,
  perché  l'onorevole Cracolici, in questo periodo, si è  allontanato
  dalla  realtà.  Lei,  signor Presidente, ha  letto  sicuramente  su
  Repubblica  -  ma  Repubblica è un giornale nazionale,  lo  leggono
  tutti - un articolo che notiziava di finanziamenti clandestini  Ora
  si  sta  puntando  ad  un matrimonio di cui era  giunta  finalmente
  l'occasione  storica  per  eliminare dalla  Giunta  di  Governo  le
  controfigure, perché ora di controfigure l'onorevole Cracolici  non
  ne ha più di bisogno  Ora ha bisogno di spendersi in prima persona
   Pregherei  l'onorevole Cracolici, visto che parla di controfigure,
  di chiamarle per nome e cognome. Io, nelle cose che dico e nei miei
  pensieri, sono sempre di una chiarezza estrema, mi auguro solamente
  che l'onorevole Cracolici, quando questo matrimonio avverrà, mi dia
  il grande privilegio di poter essere invitato come testimone o come
  paggetto, anche perchè sto comprandomi un vestitino
   Ho  terminato il mio intervento, signor Presidente, ma  le  chiedo
  solamente,  se  è  possibile, prima di procedere con  l'ordine  dei
  lavori,  di  avere una sintesi della maggioranza fatta propria  dal
  Governo, così da potermi esprimere in proposito.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero  chiarire,
  con  estrema semplicità, la situazione che pensavamo di  avere  già
  chiarito, informalmente, al termine della riunione.
   Noi  riteniamo che questo sia un buon disegno di legge  e  che  il
  modo  migliore di portarlo velocemente all'approvazione sia  quello
  di  ritirare  tutti gli emendamenti. Pensavamo di  contribuire  con
  degli emendamenti all'esame del testo, ma abbiamo accolto anche  la
  proposta  dell'UDC di ritirare gli emendamenti e di affidarci  alla
  proposta dell'Assessore e che riteniamo tecnicamente valida,  utile
  e indispensabile per sistemare i conti e il buco di bilancio che il
  modello degli ATO ha provocato in questi anni.
   Quindi,  da  questo punto di vista, ribadisco ciò che  pensavo  di
  avere chiarito. Interventi a questo punto ostruzionistici sarebbero
  incomprensibili, perché ci si batte quando si contesta con forza  e
  con passione qualcosa che si detesta  Siccome su questo disegno  di
  legge,  tutti abbiamo detto che siamo d'accordo e c'è stato chiesto
  di avere un comportamento lineare e comprensibile, abbiamo ritirato
  tutti  gli  emendamenti  e  ci affidiamo  soltanto  alla  voce  del
  Governo.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso  è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.24 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto
   Si passa all'emendamento 4.37. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  4.9 è precluso. L'emendamento 4.35 del  Governo  (I
  parte) è analogamente precluso.
   L'emendamento 4.11 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.38. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 4.1 è precluso.
   Gli  emendamenti 4.10, 4.25, 4.5, 4.26, 4.27 e 4.12 sono ritirati.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.35 del Governo (II parte). Lo pongo in
  votazione.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

   L'emendamento 4.28 è ritirato.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della   Commissione   e   relatore.    Con
  l'emendamento  in  esame, si richiamano le competenze  dei  comuni,
  nulla di più, perché gli impianti li controllano altri organi,  non
  i comuni.
   La  previsione, quindi, svolge la specifica di quelli  che  devono
  essere  i controlli dei comuni: gli altri controlli sono dell'ARPA,
  del  NOE,  della Provincia  Secondo me, la specifica  è  opportuna,
  altrimenti  ci confondiamo, magari qualche sindaco va a controllare
  anche siti su cui non può vigilare.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Il  comma  2  lettera  b)  precisa  il  periodo
   assicurano il controllo del pieno adempimento dell'esecuzione  del
  contratto  nel  territorio comunale , quindi, ci  si  riferisce  al
  contratto di servizio. Siccome il contratto di servizio è  distinto
  per  comune,  non può che riguardare, appunto, gli adempimenti  del
  comune stesso.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  ripeto, siccome conosco i sindaci - li  conosco  molto
  bene, faccio l'esempio su me stesso - se non specifichiamo, è  vero
  quanto sostiene l'assessore, ma se c'è un impianto nel comune, ed è
  quindi   un  impianto  comunale,  non  ha  competenza  il  sindaco,
  assolutamente.
   La  competenza  può  essere,  ripeto,  dell'ARPA,  del  NOE,  cioè
  dell'Arma   dei  carabinieri,  e  della  Provincia.  Se   noi   non
  specifichiamo questo, qualche sindaco potrà intervenire  mi  affido
  all'apprezzamento dell'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 4.6 e 4.39 di identico contenuto.  Il
  parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Ho   la
  preoccupazione  che questo disegno di legge avrà  qualche  problema
  non indifferente. Comunque sia, resta il problema della lettera  c)
  e,  specialmente, di tutti gli articoli che riguardano il 238, cioè
  la tariffa: se non li  maneggiamo' con cura, rischiamo di inficiare
  tutto l'impianto normativo.
   A  mio  avviso,  la  lettera c) può essere annoverata  e,  quindi,
  specificata  in  modo preciso e puntuale nell'ambito  dell'articolo
  15,  cioè  per tutto quanto riguarda la tariffa, in un articolo  ad
  hoc.  E  non dove poi sia gli esecutori, cioè i gestori, sia  anche
  in  questo  caso i sindaci, vanno a riprendere tutta una  serie  di
  norme che potrebbero vanificare la previsione: è chiarissimo quanto
  è   scritto,  forse  anche  a  tutti  i  parlamentari,  ma   stiamo
  trasferendo l'applicazione di questo disegno di legge ai territori,
  agli  enti  locali,  e  per raggiungere obiettivamente  quanto  noi
  proponiamo, più semplifichiamo i contenuti e meglio è.
   Per   quanto   mi  riguarda,  se  la  lettera  c)  la  trasferiamo
  all'articolo 15, ritengo che si faccia una buona cosa per tutto  il
  lavoro svolto. La stessa cosa poi la ritroveremo all'articolo 6, in
  quest'ultimo  ci  saranno gli stessi richiami, sempre  al  238,  e,
  quindi, ritengo che l'azione della riscossione e tariffazione debba
  essere specificata in un unico articolo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica   utilità.  Signor  Presidente,  siccome  è  un  passaggio
  veramente importante, la scelta può essere quella o di concentrarla
  in un solo articolo o di ribadirla più d'una volta.
   Ho  fatto riferimento a un'ordinanza della Corte costituzionale di
  cui oggi scrive La Sicilia di Catania e dice esattamente che fino a
  quando non c'è la nuova tariffa integrata, la riscossione della TIA
  e della TARSU è svolta dai sindaci. Non è che stia dicendo nulla di
  più,  sto nei fatti copiando o anticipando un'ordinanza della Corte
  costituzionale.  Non  c'è  nulla di  innovativo  nella  previsione:
  quindi,  mi rimetto all'Aula, esprimendo tuttavia parere  contrario
  all'emendamento   dico che se si ripetesse un  paio  di  volte  nel
  disegno  di  legge,  non fa male, perché è un  concetto  abbastanza
  articolato.

   PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti  4.6
  e 4.39. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 4.13.

   MUSOTTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.7, a firma dell'onorevole Buzzanca.

   BUZZANCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.15, a firma dell'onorevole Gucciardi.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.35 (III parte), a firma del Governo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica    utilità.   Signor   Presidente,    pago    lo    scotto
  dell'inesperienza, molti emendamenti del Governo sono semplicemente
  di  sostituzione dei termini da  Autorità d'ambito  a  SRR . Non so
  se   questo  tipo  di  intervento  sia  possibile  farlo  ai  sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento, piuttosto  che  mantenere  gli
  emendamenti. Chiedo alla Presidenza che ne valuti il contenuto  per
  procedervi eventualmente in sede di coordinamento del testo...

   PRESIDENTE.  Da  qui  in poi, quindi, per tutto  l'articolato,  le
  parole   Autorità  d'ambito   si intendono  sostituite  con  quelle
   società consortile .

   CRACOLICI. Non in tutta la legge, là dove ci sono gli emendamenti

   PRESIDENTE.  Ovviamente, è chiaro, là dove è  citato  nel  singolo
  emendamento.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  4.35  (III  parte).  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'emendamento 4.3. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.16.

   DI BENEDETTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.40.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'intervento è  analogo  a  quanto
  detto in precedenza: secondo la linea del Governo, maggiori sono  i
  riferimenti  negli  articoli, e meglio è. Per quanto  mi  riguarda,
  invece,  io  adotterei  sempre la linea della semplificazione,  nel
  senso  che  tutto  ciò  che  riguarda la  tariffa  dovrebbe  essere
  riferito  all'articolo 15; siccome c'è la fretta di  andare  avanti
  nei  lavori,  e  di ripeterlo più volte in diversi  articoli,  poi,
  vediamo cosa ne esce fuori
   Suggerirei, pertanto, di cassare la lettera h).

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità. Scusatemi, c'è un emendamento del Governo,  4.35
  (IV parte), che riguarda la stessa materia.

   PRESIDENTE.  Sarà messo subito dopo in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.35 (IV parte), del Governo. Il  parere
  della Commissione?

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e relatore.  Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.17.

   DI BENEDETTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.18.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.35 (V parte). Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.29. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.30.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusatemi,
  il  mio  intervento  è del tutto irrituale, ma comprendete  per  un
  momento lo sconforto. Mi arriva in questo istante un sms: un Comune
  ha  fatto ricorso contro l'Assessorato per le anticipazioni erogate
  al  fine  di togliere la spazzatura dalla strada  Chiaro   Siamo  a
  questo

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima di darle la parola, onorevole  Corona,  preciso
  che  l'emendamento 4.30,  a sua firma, sopravvive soltanto  per  la
  prima parte, limitatamente, cioè, al primo comma, perché il secondo
  è stato già bocciato da un altro emendamento.

   CORONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  atto  di
  quanto  mi  si  dice  e suppongo che il  secondo  comma  sia  stato
  bocciato con l'emendamento a firma dell'onorevole Buzzanca.
   A me dispiace vedere qui l'assessore Russo sconfortato, però credo
  che  questo Governo, soprattutto collaborato dalla Commissione (che
  certamente su questa materia dei rifiuti ha già affrontato a  tempo
  debito  e  giustamente un'ipotesi di rivisitazione della  normativa
  regionale),  non ha voluto sino ad oggi, almeno fino a qualche  ora
  fa,  quando ha proposto di fare una riunione con i capigruppo della
  maggioranza  e  la stessa Commissione, svolgere una riflessione  su
  questi emendamenti  non ha tenuto un filo logico  Io mi auguro  che
  la  linea  emersa in questi ultimi minuti sia portata  avanti  sino
  alla fine dell'approvazione del disegno di legge.
   Anche  se  mi  auguro, tuttavia, che ci sarà un ripensamento.  Noi
  abbiamo  tutto  l'interesse, come parlamentari, di fare  una  buona
  legge   che   rinnovi  il  sistema  di  gestione  dei  rifiuti   e,
  soprattutto, che risolva i problemi legati al riciclo dei  rifiuti.
  Io ho visto qui, invece, che da parte dell'Assessore ma soprattutto
  anche  da parte della Commissione, non si intende accogliere  alcun
  tipo  di  emendamento  dei novanta deputati, che  hanno  presentato
  oltre 400 proposte emendative
   E,  allora, c'è una chiusura preconcetta nei confronti di ciascuno
  di  noi  che  ha  tentato di fare il nostro  dovere  nel  proporre,
  appunto, emendamenti aggiuntivi rispetto a un disegno di legge che,
  certamente, riteniamo che così come era stato proposto dal Governo,
  non potesse risolvere il problema dei rifiuti nella nostra regione.
  Dico  ciò,  anche  perché si è tentato, più volte,  nel  corso  del
  dibattito, di addossare responsabilità forse a chi non le aveva, ai
  comuni  della nostra regione. Il Governo e l'Assessore, più  volte,
  hanno  ribadito  che  i  392  comuni  della  nostra  regione  hanno
  responsabilità gravissime nei confronti del fallimento  degli  ATO,
  dei ventisette ATO rifiuti.
   Io  credo  che la responsabilità vada ripartita tra chi ha  varato
  questa legge - e quindi la Regione siciliana, questo Parlamento - e
  i  Comuni, ma soprattutto che queste responsabilità debbano  essere
  indirizzate nella direzione giusta, nel tentare cioè di intervenire
  nei   confronti  dei  cittadini,  tutti  i  cittadini,   tutta   la
  popolazione,   ma  anche  il  mondo  delle  imprese   che   debbono
  concorrere, appunto, attraverso un disegno organico che preveda  il
  recupero  industriale del sistema dei rifiuti, separando  il  secco
  dall'umido;  e tentando di fare economia, recuperando  energie  dai
  rifiuti.
   Se  questo  non si vuol fare, non s'intende dare la possibilità  a
  quanto  c'è  di buono nel sistema di rivalutarlo e rilanciarlo,  di
  adeguarlo a un disegno complessivo che dobbiamo cercare di dare  in
  questa regione per evitare, appunto, di subìre quanto è avvenuto in
  Campania  nell'ultimo  periodo  e che  poi,  grazie  all'intervento
  straordinario, siamo riusciti come Governo nazionale a risolvere.
   Dobbiamo  pensare,  nell'esaminare questo  disegno  di  legge,  di
  privilegiare un aspetto, soprattutto, di prevenzione, non  dobbiamo
  pensare   alle  emergenze  come  in  questo  momento  sta   facendo
  l'Assessore.  Le  emergenze, infatti, debbono essere  prevenute  e,
  allora,  dobbiamo creare un sistema che possa cercare di realizzare
  quelle  economie  che  abbattano i costi e che  diano  un  servizio
  apprezzato dai cittadini. Non dobbiamo pensare a una TARSU o a  una
  TIA che vada a incidere sulle tasche dei cittadini e delle imprese,
  senza tener conto di migliorare un servizio che è importantissimo e
  che  interessa tutte le famiglie, tutta la popolazione della nostra
  regione.
   Assessore, io mi aspettavo che avesse un po' più di attenzione nei
  confronti  dei  parlamentari. Mi riferisco anche  agli  emendamenti
  precedenti  che,  tra  l'altro, erano in questa  direzione,  quello
  dell'onorevole  Buzzanca era quasi identico al  mio.  Noi  dobbiamo
  cercare,  piuttosto, attraverso la raccolta e  lo  smaltimento  dei
  rifiuti, di perseguire delle economie. Se questo non si vuol  fare,
  si  dica  chiaramente che tutto questo sistema deve  gravare  sulle
  tasche  dei  cittadini  Questo è uno scippo che stiamo tentando  di
  fare ai cittadini che hanno già altri problemi da affrontare

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità Ho chiesto all'onorevole Caputo  e  all'onorevole
  Cracolici di essermi per un attimo accanto, perché siccome sto  per
  esprimere  parere  favorevole  a  questo  emendamento,  l'onorevole
  Caputo mi deve redarguire violentemente, rivolgendosi all'onorevole
  Cracolici  che mi dice cosa devo fare  Siccome stavo per  esprimere
  parere favorevole, me ne dolgo

   PRESIDENTE. Il Governo ha, quindi, espresso parere favorevole.  Il
  parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Abbiamo votato l'emendamento 4.30, limitatamente  alla
  prima  parte.  L'ho  detto tre volte, onorevole De  Benedictis   Si
  tratta del primo comma, perché la seconda parte dell'emendamento  è
  preclusa.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Noi abbiamo bocciato l'emendamento 4.29. Il 4.30 si
  compone di due parti, la seconda di queste, poiché è la ripetizione
  pedissequa del 4.29, è preclusa. Quindi, se abbiamo potuto dare  un
  parere,  l'abbiamo  dato  alla prima  parte  che  trovo,  tuttavia,
  incongrua.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, è la  quinta  volta  che  lo
  ribadisco:  il secondo comma dell'emendamento 4.30 è già  precluso,
  per cui abbiamo votato limitatamente al primo comma.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Scusate,  se  io  posso  essere  caduto  in  un
  equivoco,  ma  qui  davanti  a  me ho  un  documento  in  cui  come
  emendamento 4.30 vedo solo un riferimento al comma due, lettera m).
  Non ho altro.

   PRESIDENTE.  Al  comma due, lettera m) aggiungere dopo  le  parole
   per la raccolta differenziata  le parole  per la separazione secco
  umido : è questo che abbiamo approvato. Onorevole De Benedictis non
  c'è stato, mi pare, alcun tipo di equivoco.
   Si passa, quindi, all'emendamento 4.19.

   DI BENEDETTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.20.

   DI BENEDETTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al subemendamento
  4.20.1.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al punto o),
  nel testo dell'articolato, si dice che i comuni verificano lo stato
  di  attuazione  della  raccolta  differenziata  e  la  qualità  del
  servizio,  che è una competenza assai tecnica. Viene detto,  sempre
  nell'articolato, che tale competenza è svolta insieme a un comitato
  di  rappresentanti  di  associazioni ambientaliste,  consumatori  e
  cittadini. Io ho presentato l'emendamento per dire che si assolva a
  tale funzione anche con gli uffici del comune, perché è giusto  che
  su  questa  materia, gli uffici comunali siano  di  conforto  o  al
  comitato  o  si sostituiscano ad esso. Il subemendamento  4.20.1  è
  quello  fuori sacco  che ho appena illustrato: va, comunque, inteso
  con  riferimento  ai   propri uffici , perché  bisogna  poi  vedere
  concretamente qual è l'ufficio comunale responsabile.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi  di
  pubblica utilità.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  ritengo,  in  effetti,  che  quanto
  sostiene  l'onorevole Di Benedetto abbia un senso, ma va  anch'esso
  subemendato,  perché  qui  stiamo  creando  un'ulteriore  pletorica
  indagine  di verifica di comitati indipendenti. Dobbiamo capire  da
  chi   sono   composti  questi  stessi  comitati,  se  da  cittadini
  indipendenti  o  meno:  rischiamo, cioè,  anziché  uno  snellimento
  nell'attività  gestionale e anche di controllo, quindi  successiva,
  di  produrre  un  appesantimento, assessore Russo.  Mi  permetterei
  quindi di presentare un subemendamento. Se possiamo accantonarlo un
  attimo,  sarei  dell'avviso  di  prevedere  eventualmente  che   le
  verifiche  le  faccia esclusivamente l'Ufficio  tecnico  e  non  un
  comitato   indipendente   costituito   da   rappresentanti    delle
  associazioni ambientaliste, dei consumatori e dei comitati  civici.
  Immaginatevi un comune piccolo, dobbiamo andare a cercare gente che
  vi  partecipi, quanto alle associazioni ambientaliste, se caso  mai
  non  ce  ne  fossero,  si  dovrebbero  costituire,  per  poi  farne
  insediare  i  rappresentanti  in  questi  comitati   per  giungere,
  infine, a un comitato superiore indipendente, dobbiamo pure  capire
  se  i  rappresentanti siano iscritti a partiti politici o meno   E,
  allora,  assessore Russo, se possiamo presentare un  subemendamento
  soppressivo  o  soltanto  che  preveda  che  la  verifica   competa
  all'Ufficio tecnico...

   DI BENEDETTO. Dichiaro di ritirare il subemendamento a mia firma.

   FALCONE.  Desidero  ribadire soltanto  per  una  precisazione.  Ho
  chiesto    l'accantonamento,   preannunciando   un   subemendamento
  soppressivo di questa lettera o).
   Assessore Russo, vorrei il suo conforto. Se, però, rimane in  vita
  la lettera o), rimarrebbe in vita questo organismo pletorico che io
  mi  permetto definire inutile e anche nocivo. Rischia di creare dei
  problemi.  Verifichiamo, assessore Russo, se  possiamo  accantonare
  questo  emendamento,  nella consapevolezza di poter  presentare  un
  subemendamento soppressivo della lettera o).

   CRACOLICI. Basta presentare un emendamento aggiungendo  la  parola
   anche .

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato dalla Commissione  il
  seguente emendamento 4.41:

   «Alla  lettera  o)  del comma 2 dell'articolo 4,  dopo  la  parola
   gestore , aggiungere la parola  anche ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  a  questo punto il subemendamento  4.20.1  è
  precluso. Si passa all'emendamento 4.21.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  4.31  è ritirato. L'Assemblea ne  prende  atto.  Si
  passa all'emendamento 4.35 (VI parte).
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.32.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  4.4.

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  4.34.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'assemblea ne prende atto. Si  passa all'emendamento
  4.33.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.35 (VII parte). Lo pongo in votazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  desidero  raccomandare  agli
  Uffici  che,  in  sede di coordinamento, alla lettera  m),  siccome
  abbiamo  approvato un emendamento sbagliato, di scrivere la  parola
   anche .

   PRESIDENTE.  La parola  anche  era alla lettera o), del  comma  2,
  onorevole  De Benedictis, dopo la parola  gestore . Con  l'articolo
  117  del  Regolamento, tuttavia, porremo rimedio  a  questo  errore
  formale  o  tecnico, ammesso che ci sia stato. Nel senso che  nella
  raccolta differenziata non c'è soltanto il  secco  o  umido . Pongo
  in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.

                Richiesta di verifica del numero legale

   CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.

  (Alla richiesta si associano gli onorevoli Bosco, Caronia, Corona,
                          Leontini e Limoli)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Arena,  Barbagallo,
  Calanducci, Cintola, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino,  De
  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Federico,
  Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Lino,
  Lentini,  Leontini, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco,  Marziano,
  Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,
  Picciolo,  Raia,  Rinaldi, Romano, Ruggirello,  Scammacca,  Scilla,
  Termine, Vitrano.

   Richiedenti: Bosco, Caronia, Corona, Leontini, Limoli.

   Sono in congedo: Aricò, Donegani, Gennuso, Speziale.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti           51

   L'Assemblea è in numero legale.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'articolo  4,  così  come
  risultante nel testo emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si  riprende,  pertanto,  l'articolo 3 e l'esame  dell'emendamento
  3.7, in precedenza accantonati.

   ARENA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 3.7.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo,   quindi,   in
  votazione  l'articolo, 3 così come risultante nel  testo  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
        Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata
                              dei rifiuti

   1.  Gli  Ambiti  territoriali ottimali  (ATO)  coincidono  con  il
  territorio di ciascuna provincia e sono di seguito individuati:

   a) ATO l - PALERMO;

   b) ATO 2 - CATANIA;

   c) ATO 3 - MESSINA;

   d) ATO 4 - AGRIGENTO;

   e) ATO 5 - CALTANISSETTA;

   f) ATO 6 - ENNA;

   g) ATO 7 - RAGUSA;

   h) ATO 8 - SIRACUSA;

   i) ATO 9 - TRAPANI.

   2.  I  comuni appartenenti all'ATO possono richiedere il passaggio
  ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall'articolo 200, comma
  6,  del  decreto legislativo 152/2006. La richiesta è corredata  da
  delibera favorevole da parte dell'ATO di appartenenza e dell'ATO di
  destinazione.   Il   passaggio   è   disposto   mediante    decreto
  dell'Assessore  regionale per l'energia ed i  servizi  di  pubblica
  utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed
  è  adottato  entro  centottanta giorni  dalla  presentazione  della
  richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso
  del termine».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:

   emendamento 5.21:
   «Al comma 1, prima delle parole  Gli ambiti territoriali ottimali
  aggiungere  In attuazione dell'articolo 45 della legge regionale n.
  2/2007 »;

   - dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca:

   emendamento 5.13:
   «Sopprimere l'articolo 5»;

   emendamento 5.14:
   «Il comma 1 è soppresso»;

   emendamento 5.16:
   «Il comma 2 è soppresso»;

   - dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo:

   emendamento 5.4:
   «L'articolo 5 è sostituito dal seguente:
   1. Il servizio di gestione integrata dei rifiuti è organizzato dai
  comuni   su   bacini  territoriali  adeguati,  in  relazione   alla
  popolazione residente, alla presenza di impianti di smaltimento dei
  rifiuti,  alla contiguità territoriale. La popolazione  servita  in
  ciascun   bacino   territoriale  non   può   essere   inferiore   a
  centocinquantamila abitanti.
   2.  I  comuni, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore  della
  presente legge, con atto motivato del sindaco, previa deliberazione
  del  consiglio comunale, propongono alla Regione la istituzione  di
  un  bacino territoriale, nel rispetto dei principi di cui al  comma
  1.  Entro trenta giorni dalla richiesta, ovvero dalla scadenza  del
  termine  per la sua proposizione, con decreto del Presidente  della
  Regione sono istituiti i bacini territoriali»;

   emendamento 5.9:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
    3. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
  pervenire  alla  sua  omogenea attuazione in  tutto  il  territorio
  regionale  e  fino  all'allineamento  dei  risultati  di   raccolta
  differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
  quanto  disposto all'articolo 200, comma 1, lettera f) del  decreto
  legislativo  3  aprile  2006, n. 152, sono  altresì  confermati  in
  aggiunta   ai   nove  ATO  provinciali,  previo  accertamento   del
  Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti, gli ATO esistenti
  nei  quali le percentuali di raccolta differenziata conseguita  nel
  2009  risultano  superiori al doppio della media  conseguita  negli
  altri attuali ATO della medesima provincia e comunque non inferiori
  al  15%,  calcolate  ai sensi della circolare ex  A.R.R.A.  del  30
  aprile 2008, pubblicata nella GURS 16 maggio 2008, n. 22 »;

   - dagli onorevoli Musotto e Arena:

   emendamento 5.5:
   «Sostituire il comma 1 con il seguente:
    1. Gli ATO sono:
   ATO 1 - PALERMO CITTA';
   ATO 2 - PALERMO PROVINCIA;
   ATO 3 - CATANIA CITTA';
   ATO 4 - CATANIA PROVINCIA;
   ATO 5 - MESSINA CITTA';
   ATO 6 - MESSINA PROVINCIA;
   ATO 7 - AGRIGENTO;
   ATO 8 - CALTANISSETTA;
   ATO 9 - ENNA;
   ATO 10 - RAGUSA;
   ATO 11 - SIRACUSA;
   ATO 12 - TRAPANI.

   Dopo il comma 1 così sostituito è aggiunto il seguente:
    1  bis.  Gli  ATO  1,  3 e 5 coincidono con il  territorio  della
  relativa città. Gli ATO 2, 4 e 6 coincidono con il territorio della
  relativa provincia ad eccezione del comune capoluogo. Gli ATO 7, 8,
  9,  10,  11  e 12 coincidono integralmente con il territorio  della
  relativa provincia.
   In  sede  di prima applicazione della presente legge, al  fine  di
  pervenire  alla  sua  omogenea attuazione in  tutto  il  territorio
  regionale  e  fino  all'allineamento  dei  risultati  di   raccolta
  differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
  quanto disposto dall'art. 200 comma 1 lett. F) del d. lgs. 3 aprile
  2006  n.  152, sono altresì confermati all'interno di essi,  previo
  accertamento del Dipartimento regionale per le acque ed i  rifiuti,
  gli   ATO   esistenti   nei  quali  le  percentuali   di   raccolta
  differenziata  conseguita nel 2008 risultino  superiori  al  doppio
  della  media conseguita negli altri ATO della medesima provincia  e
  comunque  non inferiori al 15 per cento, calcolato ai  sensi  della
  circolare  ARRA  del 30 aprile 2008 pubblicata nella  GURS  del  16
  maggio 2008 n. 22 »;

   -  dagli  onorevoli  Cracolici, De  Benedictis,  Raia,  Faraone  e
   Panarello:

   emendamento 5.8
   «Il comma 1 è sostituito dai seguenti:
    1.  Per  l'esercizio delle funzioni previste nella parte  IV  del
  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
  integrazioni,  nel  territorio della Regione la gestione  integrata
  dei  rifiuti  è  organizzata  sulla  base  di  Ambiti  territoriali
  ottimali  (ATO)  coincidenti con i territori  delle  nove  Province
  regionali, fatto salvo quanto previsto al successivo comma.
    2. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
  pervenire  alla  sua  omogenea attuazione in  tutto  il  territorio
  regionale  e  fino  all'allineamento  dei  risultati  di   raccolta
  differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
  quanto  disposto all'articolo 200, comma 1, lettera f) del  decreto
  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  sono  altresì   confermati
  all'interno di essi, previo accertamento del Dipartimento regionale
  per  le  acque  ed  i  rifiuti,  gli ATO  esistenti  nei  quali  si
  verifichino entrambe le seguenti condizioni:
   a)  siano  in regola con gli obblighi contributivi, previdenziali,
  assistenziali e fiscali;
   b)  abbiano  realizzato  nel  2008  una  percentuale  di  raccolta
  differenziata  superiore  al doppio della  media  conseguita  negli
  altri attuali ATO della medesima provincia e comunque non inferiore
  al  15%,  calcolata  ai sensi della circolare ex  A.R.R.A.  del  30
  aprile 2008, pubblicata nella GURS 16 maggio 2008, n. 22.
   3.  All'interno di ogni ATO non possono essere istituite ulteriori
  ripartizioni  amministrative assicurare l'efficienza e  l'efficacia
  del  servizio  e  l'equilibrio economico e  finanziario  della  sua
  gestione »;

   - dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese, Caputo:

   emendamento 5.15:
   «Il comma 1 è sostituito dal seguente:
    1.  Gli ambiti territoriali ottimali (ATO) coincidono col  numero
  delle  province, tranne nelle tre province metropolitane dove,  per
  le  caratteristiche territoriali e la popolazione,  possono  essere
  individuati  altri ATO considerati virtuosi. Gli ATO virtuosi  sono
  quelli che, nell'esperienza precedente, hanno chiuso i loro bilanci
  in   pareggio,  hanno  effettuato  la  raccolta  differenziata  con
  percentuali  superiori al 25 per cento degli rsu  raccolti,  nonché
  siano  in  regola  con i pagamenti contributivi e assicurativi  del
  personale.  Rappresenta ulteriore caratteristica  premiale  di  cui
  sopra  la  competenza su parte del territorio superiore al  35  per
  cento dell'intera provincia di appartenenza »;

   -dagli  onorevoli Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone,  Formica  e
      Vinciullo:

   emendamento 5.1:
   «Al comma 1, dopo la lettera i) aggiungere la lettera  l) ATO 10 -
   isole minori »;

   emendamento 5.2:
   «Al  comma  2,  dopo  la parola  destinazione  aggiungere   previo
   nulla osta della Provincia regionale di appartenenza »;

   - dagli onorevoli Caputo, Falcone, Pogliese e Vinciullo:

   emendamento 5.3:
   «Aggiungere il seguente comma:
    La  gestione  integrata dei rifiuti nelle aree  metropolitane  di
  Palermo, Messina e Catania, è esercitata autonomamente, evitando di
  ricomprendere  la  presenza  delle  suddette  città  negli   ambiti
  individuati dall'articolo 1 »;

   dagli onorevoli Musotto e Ruggirello:

   emendamento 5.11:
   «Aggiungere il seguente comma:
    3. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
  pervenire  alla  sua  omogenea attuazione in  tutto  il  territorio
  regionale  e  fino  all'allineamento  dei  risultati  di   raccolta
  differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in conformità a
  quanto  disposto  dall'art.  200  comma  1  lett.  f)  del  decreto
  legislativo   3  aprile  2006  n.  152,  sono  altresì   confermati
  all'interno di essi, previo accertamento del Dipartimento regionale
  per  le  acque  ed  i  rifiuti,  gli ATO  esistenti  nei  quali  le
  percentuali di raccolta differenziata conseguita nel 2008 risultino
  superiori  al doppio della media conseguita negli altri  ATO  della
  medesima  provincia  e  comunque non inferiori  al  15  per  cento,
  calcolato  ai  sensi  della  circolare  ARRA  del  30  aprile  2008
  pubblicata nella GURS del 16 maggio 2008 n. 22 »;

   - dagli onorevoli Cascio Salvatore e Maira:

   emendamento 5.20:
   «Aggiungere il seguente comma:
    3. In sede di prima applicazione della presente legge, al fine di
   pervenire  alla  sua  omogenea attuazione in tutto  il  territorio
   regionale  e  fino  all'allineamento  dei  risultati  di  raccolta
   differenziata negli ATO provinciali di riferimento, in  conformità
   a  quanto  disposto dall'art. 200 comma 1 lett. f) del d.  lgs.  3
   aprile  2006 n. 152, sono altresì confermati all'interno di  essi,
   previo accertamento del Dipartimento regionale per le acque  ed  i
   rifiuti,  gli ATO esistenti nei quali le percentuali  di  raccolta
   differenziata  conseguita nel 2008 risultino superiori  al  doppio
   della media conseguita negli altri ATO della medesima provincia  e
   comunque  non inferiori al 15 per cento, calcolato ai sensi  della
   circolare  ARRA del 30 aprile 2008 pubblicata nella  GURS  del  16
   maggio 2008 n. 22 »;

   - dagli onorevoli Di Benedetto, Panepinto, Di Guardo e Termine:

   emendamento 5.6:
   «Al  comma  2,  dopo le parole  ad un diverso ATO   aggiungere  le
   parole  confinante con il proprio territorio »;

   emendamento 5.7:
   «Aggiungere il seguente comma:
    1  bis.  In deroga a quanto previsto dal comma precedente  e  nel
  rispetto  di quanto previsto dall'articolo 200 comma 1 del  decreto
  legislativo.  3 aprile 2009, n. 152, i comuni singoli e  associati,
  confinanti    territorialmente,   entro   trenta    giorni    dalla
  pubblicazione   della   presente  legge,  possono   deliberare   la
  costituzione  di  nuovi ATO, nella misura massima  di  tre,  purché
  rispettino i seguenti vincoli:
   a)  abbiano,  singolarmente  o consorziati,  una  popolazione  non
  inferiore a 300.000 abitanti
   b)  una  quantità di RSU raccolti nel 2008 non inferiore a 150.000
  tonnellate
   c)  almeno  un  quarto dei comuni consorziati superiori  ai  5.000
  abitanti,  abbia  raggiunto, almeno per il 50%,  gli  obiettivi  di
  raccolta  differenziata fissati dal comma 2 dell'articolo 45  della
  legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2 »;

   subemendamento 5.8.2:
   «Al comma 2, dopo le parole  della presente legge , aggiungere  le
   parole  e comunque per un periodo non superiore a mesi 12 »;

   subemendamento 5.8.3:
   «Al  comma  2,  lettera a), aggiungere:  non avere  al  31/12/2009
   posizioni debitorie superiori ad euro 500.000 »;

   subemendamento 5.8.1:
   «Sostituire  al  comma  2 il contenuto della  lettera  b)  con  le
   seguenti  parole:   abbiano  rispettato  almeno  per  il  90%  gli
   obiettivi   di  raccolta  differenziata  fissati   dal   comma   2
   dell'articolo 45 della l.r. 8 febbraio 2007, n. 2 »;

   subemendamento 5.7.1:
   «Sostituire  il  termine  ATO  con il termine   SRR ;  cassare  la
   lettera b)»;

   -  dagli  onorevoli Panepinto, Galvagno, Di Benedetto, Apprendi  e
   altri:

   emendamento 5.10:
   «Al comma 4 aggiungere il seguente:
    Ai   sensi  dell'art.  31  del  T.U.E.L.  approvato  dal  decreto
  legislativo n. 267 del 18.8.2000 i comuni dopo un anno dall'entrata
  in   vigore  della  presente  legge  possono  costituire  consorzio
  diversi.  I comuni per uscire dal consorzio e costituirne un  altro
  devono motivarne la ragione.
   I comuni per costruire un ATO diverso da quello provinciale devono
  essere  almeno  dieci  di  cui 1/3 classificati  comuni  montani  o
  parzialmente montani.
   L'assessorato  all'energia e ai servizi pubblici  entro  sei  mesi
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge  deve  emanare  un
  regolamento  che  disciplina  la  costituzione  e  i  rapporti   di
  fuoriuscita da quello provinciale »;

   - dagli onorevoli Adamo e Aricò:

   emendamento 5.17:

   «Aggiungere il seguente comma:
    I comuni possono scegliere di non aderire all'ambito territoriale
   ottimale  (ATO)  di riferimento. In questo caso,  i  comuni  hanno
   l'obbligo  di adempiere autonomamente, o in cogestione semplice  o
   articolata  con  altri  comuni limitrofi,  alla  raccolta  e  allo
   smaltimento  dei  rifiuti  solidi  urbani  secondo  le   normative
   nazionali  e  regionali,  in atto vigenti,  che  regolamentano  la
   materia »;

    - dagli onorevoli Adamo, Aricò, Cristaudo ed altri:

   subemendamento 5.17.1:

   «L'emendamento 5.17 è così riscritto:
    I Comuni possono, singolarmente o consociandosi con altri Comuni,
   presentare all'ATO di riferimento un proprio progetto di  gestione
   autonoma  del  servizio  che  comprovi  una  notevole  economicità
   gestionale nella raccolta dei rifiuti solidi urbani ».

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  intervenire  sull'articolo 5, perché come l'articolo 4  rappresenta
  la  parte  più  importante  del disegno di  legge,  proprio  perché
  iniziamo   a  discutere  su  quello  che  è  l'organo   che   dovrà
  disciplinare il nuovo sistema.
   Dobbiamo  anche dire che, in questo articolo, non si tratta  degli
  ATO,  attenzione, sono gli ambiti territoriali ottimali all'interno
  dei  quali  devono essere individuati gli organi che poi gestiranno
  il  nuovo  sistema C'è stata poc'anzi una Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari su questo aspetto, proprio per  discutere
  quale  dovrà  essere l'iter legislativo, quali gli emendamenti  che
  dovremmo  ritirare  e  quali, invece, gli  emendamenti,  se  ve  ne
  fossero, che dobbiamo mantenere.
   Noi poniamo un problema, e lo dico all'Assessore, ma lo dico anche
  all'intera  Aula.  All'interno degli ambiti territoriali  ottimali,
  che per me va bene indicare in numero di nove, facendoli coincidere
  con   le   province,  dobbiamo  capire  che  c'è  un  problema   di
  individuazione  dei  soggetti  e  del  loro  numero  che,  appunto,
  all'interno  degli ambiti stessi, dovranno  gestire il sistema  dei
  rifiuti.  Mi riferisco all'acronimo  SRR . Quante devono essere  le
  società  consortili  per  la regolamentazione  della  gestione  dei
  rifiuti?  In  un  primo testo si parlava di nove, con  riferimento,
  cioè,  agli ambiti territoriali che coincidevano con le province  e
  con  altrettanti enti gestori. Successivamente, c'è stata una nuova
  idea, che era quella di estenderli.
   Non   possiamo,  lo  abbiamo  detto  la  volta  precedente   nella
  discussione  generale, buttare  l'acqua sporca  col  bambino ,  noi
  dobbiamo recuperare sì i gap che la legge precedente ha dimostrato,
  dobbiamo  ridurre  sì quelle che sono le distanze con  l'efficienza
  del  servizio  e  con  la riduzione dei costi. Dobbiamo  certamente
  annullare  tutto  ciò  che  era perversione  del  sistema,  ma  non
  possiamo  anche  ammazzare  o eliminare quelle che sono le  realtà,
  non  chiamiamoli più ATO, ma quegli enti, comunque  quelle  società
  virtuose.
   In   questo  senso,  vorremmo  capire  qual  è  la  volontà  della
  maggioranza.
   Noi  siamo  favorevoli  affinché  gli  enti  virtuosi,  le  realtà
  virtuose  vengano mantenute. Ce ne sono  Non per fare   Cicero  pro
  domo mea  cioè parlare di un ATO che è  Calatambiente', appunto  un
  ATO virtuoso.
   Abbiamo   posto  anche  dei  paletti,  abbiamo  presentato   degli
  emendamenti  che  facessero da peculiarità, da caratteristica,  che
  contraddistinguessero  quella  che  è  l'accezione,   appunto,   di
  virtuoso.
   Cosa  significa  questo aggettivo? Esso deve  sintetizzare  alcuni
  concetti:
     a)  una  percentuale  di  differenziazione  della  raccolta  dei
  rifiuti;
    b) un pareggio nei bilanci presentati negli anni;
     c)  una  regolarità nei pagamenti contributivi,  dei  contributi
  previdenziali per i dipendenti.
   Un  mio emendamento, in tal senso, prevede la competenza di questi
  enti  su  una porzione territoriale e provinciale che sia superiore
  al trentacinque per cento. Ad esempio, abbiamo  Calatambiente', che
  serve  una  porzione provinciale che è di circa il quarantadue  per
  cento  della  provincia di Catania e che, in questi  anni,  non  ha
  manifestato  scantonamenti', mi si consenta il termine, come  altre
  realtà.
   Chiedo al Governo, come pure all'Aula, senza fare differenza,  tra
  maggioranza  ed  opposizione, tra maggioranza e minoranza,  tra  un
  partito  e  un altro, di guardare e valorizzare quelle realtà  che,
  negli   anni,   hanno   dimostrato  un'efficienza   nel   servizio,
  un'economicità   dei   costi,   anche   manifestando    un'attività
  imprenditoriale  tale  che  ha consentito  loro  di  acquisire,  di
  realizzare, di completare un'impiantistica che poi, alla  fine,  le
  ha  fatto  diventare società per azioni, con una caratterizzazione,
  appunto, imprenditoriale.
   Alla  fine  dell'anno  i  bilanci non  si  chiudevano  con   Mamma
  Regione' o  Mamma Comune' che interveniva a soccorso delle perdite,
  ma  potevano tracciare un segno positivo, nel senso di  portare  in
  equilibrio i rispettivi bilanci.

   DE LUCA . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ci
  dobbiamo  mettere  d'accordo sul  modo di  procedere.  Abbiamo  già
  violato   le  procedure  previste  dall'articolo  200  del  decreto
  legislativo 152 del 2006, non volendo pensare ad altro
   Questo articolo, l'ho detto ieri, prevede, infatti, una procedura,
  rinviando   agli   articoli  195  e  199,   per   quanto   riguarda
  l'individuazione  degli  ambiti  territoriali  ottimali.   Qui   si
  vogliono   introdurre   dei  virtuosismi  e  delle  acrobazie   che
  continuano  a  violare quella che è una procedura disciplinata  dal
  Testo Unico nazionale.
   Su   questo   dobbiamo   essere  chiari,   perché   noi   abbiamo,
  correttamente, ritirato gli emendamenti abrogativi. Però, anche  su
  questo  aspetto, non è stato chiarito ancora qual è la  volontà  di
  alcuni  Gruppi parlamentari in merito agli emendamenti  presentati:
  se  si  ritiene di voler introdurre qualche virtuosismo  o  qualche
  ulteriore elemento per recuperare, in modo errato, comunque,  degli
  ambiti territoriali ottimali, in aggiunta a quelli già previsti dal
  Governo,  ciò  vuol  dire,  signor Presidente,  che  devo  cambiare
  opinione  sull'atteggiamento di collaborazione assunto rispetto  al
  Governo e a questa stessa norma.
   Vi  è,  infatti, una serie di emendamenti che mirano ad introdurre
  dei princìpi per recuperare degli ambiti territoriali ottimali.  Il
  Governo, l'assessore al ramo, ci dicano, una volta per tutte,  cosa
  si  vuol fare, perché già la procedura prevista dall'articolo 5 non
  rispecchia assolutamente la disciplina degli articoli  200,  195  e
  199  del  citato decreto  gli ambiti territoriali ottimali  non  si
  fanno  in   provetta , per come abbiamo già fatto nella finanziaria
  2007 e per come stiamo facendo ora.
   E'  prevista  una procedura, una concertazione e, allora,  abbiamo
  già accettato questa violenza, se poi vogliamo passarci il tempo ed
  introdurre tutta una serie di elementi, perché magari ci  sono  gli
  ambiti  territoriali  ottimali  più  simpatici  o  meno  simpatici,
  pensando   anche   di   introdurre   aspetti   parziali   come   la
  differenziata  insomma, perché non fare allora riferimento a  tutta
  un'altra  serie  di  elementi, come alla circostanza  degli  ambiti
  territoriali ottimali che hanno avuto delle agevolazioni in passato
  e   che   hanno   consentito  loro  di  poter  evitare  determinate
  problematiche che, invece, altri ATO hanno subìto?
   E,  allora,  non  introduciamo altri elementi di  differenziazione
  perché  su questo, per quanto mi riguarda, io non ci sto Assessore:
  dico  ciò, signor Presidente, in funzione della collaborazione  che
  io  e  la collega Caronia abbiamo dimostrato a differenza di  tutti
  gli altri.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, questo disegno  di  legge  è  già
  inficiato  con la votazione dell'articolo 4, senza aver cassato  la
  lettera  h) e modificata la lettera i), lo si vedrà poi, quando  il
  testo  si  voterà  nella sua stesura finale, mettendo  insieme  gli
  articoli 4, 6 e 15.
   Considerato che le argomentazioni dell'onorevole De Luca non  sono
  campate in aria, anzi, hanno profili che devono essere approfonditi
  per  migliorare la norma, le chiedo, signor Presidente, di rinviare
  i lavori, quanto meno, a domani per occupare la mattinata a cercare
  di  riformulare  l'articolo 5, perché se dovessimo approvarlo  così
  come  è  formulato, è chiaro che tutto l'impianto  del  disegno  di
  legge,  al momento solo tecnico, e non supportato sotto il  profilo
  economico  e  finanziario,  avrebbe  delle  ripercussioni   proprio
  nell'applicabilità  e  potrebbe,  pertanto,  succedere  quello  che
  qualche  minuto fa ci ha rassegnato l'Assessore. Nel  senso,  cioè,
  che  potremmo ritrovarci in Aula, magari tra qualche settimana, con
  un  sms  in  cui  o  un presidente di provincia o  un  sindaco,  di
  qualsiasi  comune,  metterà  la legge  sotto  il  giudizio  di  chi
  dovrebbe dare una valutazione  e il lavoro svolto per lunghi giorni
  svanirà.
   Quindi,  chiedo alla Presidenza dell'Assemblea, con l'accordo  del
  Governo,  di  consentire  a  noi  tutti  una  riflessione  su  come
  migliorare la formulazione dell'articolo 5 per superare quella  che
  sembrerebbe  una  volontà forte dell'Assemblea  rispetto  a  quanto
  stabilito  dall'articolo  200, secondo comma,  del  citato  decreto
  legislativo 152 del 2006. Ritengo, in tal senso, che una   migliore
  formulazione  possa offrire all'Aula non soltanto  la  serenità  di
  certezze, ma certamente di non essere utilizzata dagli enti  locali
  contro l'impianto stesso della norma.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei, in
  primo  luogo,  rassicurare il Presidente Mancuso che non  tifo  per
  nessuna squadra, quindi l'intervento non è finalizzato ad impedirle
  di vedere la partita  Ho la sensazione di vivere un  déjà vu .
   Ieri  c'è  stato  un suo intervento veemente ed accurato:  lei  ha
  detto  di  porre attenzione, guai ad ampliare il numero degli  ATO,
  eccetera ed io ho replicato di operare la distinzione tra  l'ATO e,
  altra cosa, il soggetto gestore.
   Ancora  una volta, posso rassicurarla - ieri l'ho detto e  qui  lo
  ribadisco - che il Governo non intende recedere, in alcun modo, dal
  fatto  che  gli  ATO siano una nozione geografica e  non  c'entrano
  nulla  -  e  questo lo dico anche all'onorevole De Luca  -  con  la
  virtù, non fosse altro perché non  mi piace il concetto della virtù
  applicata  a  una  legge   Gli  ATO sono  soltanto  la  definizione
  geografica  del luogo fisico dove si svolge, appunto,  la  gestione
  integrata. Non attengono al soggetto gestore e, per quanto riguarda
  il Governo, nove sono e nove devono essere
   Ribadisco,  per questo mi riferivo alla sensazione di   déjà  vu ,
  che  la  norma  in  questione altro non è, se lo  si  vuole  lo  si
  esplicita  in  trenta  secondi  con  un  emendamento  tecnico,  che
  l'attuazione di una norma già esistente, che è l'articolo 45  della
  legge 2 del 2007, che ha stabilito, appunto, che gli ambiti possono
  essere fino a quattordici.
   Avremmo   potuto  scrivere  la  parola    quattordici ,   essa   è
  sostituita, invece, con la parola  nove .
   Non c'è alcuna virtù, alcun virtuosismo, nulla di tutto questo  Mi
  pareva,  fra  l'altro, che l'onorevole Arena segnalasse l'imminente
  volontà di ritirare l'emendamento che prevedeva città metropolitane
  e altro ancora.
   Non  c'è  nulla di tutto questo, dicevo, quando si parla  di  ATO,
  anche  perché  sarebbe un ossimoro concettuale, una  contraddizione
  nei termini, riferire la virtù ad un luogo fisico

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento  5.13.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Si  passa   all'esame
  dell'emendamento 5.4.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  il Governo mi ha rassicurato su una procedura  di  cui
  ero già certo, in quanto le dichiarazioni di ieri sera, non solo mi
  hanno rassicurato, ma mi hanno tranquillizzato.
   Il  mio  riferimento,  invece,  era diverso.  Naturalmente  se  si
  desidera  andare  avanti  con  i lavori,  come  lei  crede,  signor
  Presidente...

   CRACOLICI. Ci sono solo cinque emendamenti da valutare

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Non è questo  il
  problema,  è  un  altro: se si va avanti e questa  procedura  viene
  adottata, nella responsabilità di presidente di questa Commissione,
  devo   fare   delle   dichiarazioni   a   proposito   del   mancato
  coinvolgimento degli enti locali, come appresso indicate.
   La  individuazione per legge della delimitazione  degli  ATO  (che
  pure  alcune  regioni hanno fatto) introduce  una  modalità  che  è
  diversa  dalla  lettera e dai princìpi del decreto legislativo  152
  del   2006  (articoli  195,  199  e  200)  che  riconduce  la  loro
  delimitazione  al  Piano regionale dei rifiuti, con  procedure  che
  prevedono  il coinvolgimento di comuni e province. Considerato  che
  gli  interventi in quest'Aula, ma anche fuori di essa, a  proposito
  dei  sindaci, stanno dicendo di tutto e di più, alla fine  dobbiamo
  vedere  chi  avrà  difeso  i  comuni  e  chi,  invece,  fa  passare
  tranquillamente  tutta  una  serie di norme  in  contrasto  a  tale
  prospettazione.
   Entrambi  tali  princìpi,  dicevo (delimitazione  nell'ambito  del
  Piano  e  procedura  di  coinvolgimento degli  Enti  locali),  sono
  sostanzialmente elusi dalla delimitazione operata ex  legge.  Anche
  quando il decreto legislativo 152 del 2006, all'art. 200, comma  7,
  autorizza le Regioni a darsi modelli alternativi agli ATO,  ciò può
  avvenire   in   relazione  all'adozione  di  piani  regionali   che
  dimostrino la propria adeguatezza rispetto agli obiettivi  ed  alle
  linee  guida nazionali in materia, a seguito dell'approvazione  dei
  piani  stessi.  Una  procedura  -  in  qualche  modo  -  richiamata
  nell'emendamento  9.34 del Governo, lo vedremo dopo,  in  relazione
  alla  possibilità ivi contemplata di collegare lo specifico  studio
  nell'ambito  del  piano regionale, di costituire ulteriore  società
  per ambiti di almeno 300.000 abitanti o trenta comuni.
   In  riferimento  all'articolo 45 della legge regionale  n.  2  del
  2007,  per  quanto attiene il Presidente di questa Commissione,  il
  richiamo appare improprio.
   Quella  norma,  infatti,  rimetteva ad un decreto  del  Presidente
  della  Regione  la delimitazione degli ATO dopo una  procedura  più
  rispondente alle prescrizioni del decreto legislativo  n.  152  del
  2006.
   Si  potrebbe  quanto  meno riformulare l'emendamento,  ponendo  in
  premessa  la  nuova  delimitazione  introdotta  dalla  legge,   con
  riferimento alle previsioni di cui all'articolo 200, lettera f).
   Per  quanto  riguarda il comma 2, bisogna tenere presente  che  il
  rinvio  operato nell'attuale formulazione dell'articolo,  a  quanto
  previsto nell'articolo 200, comma 6 del decreto legislativo n.  152
  del 2006, può risultare equivoco in quanto la disciplina che qui si
  introduce,   differisce   in  maniera   significativa   da   quella
  richiamata.
   Questo era dovuto a tutta l'Assemblea.
   Signor  Presidente,  su queste considerazioni,  che  desidero  far
  risultare  nel  resoconto stenografico,  ritengo ancora  una  volta
  necessaria  un'approfondita riflessione da parte del Governo  sulla
  formulazione del  mancato coinvolgimento di tutti gli enti locali.

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi  di
  pubblica  utilità.   Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,   il
  richiamo  che il presidente della Commissione ha fatto all'articolo
  45  della  legge n. 2 del 2007 - vi chiedo attenzione, sto trovando
  il  modo  per superare l'impasse rapidamente - ha dato  luogo  alla
  pubblicazione   in   Gazzetta   del   decreto   presidenziale    di
  delimitazione   degli   ambiti  ed   è   esattamente   il   decreto
  presidenziale n. 327 del 2008.
   Questo documento c'è già e potrebbe essere acquisito nel testo  di
  questa norma e, quindi, sarebbe quella la delimitazione.
   L'unica  differenza, è bene che l'Aula lo sappia, è che si prevede
  un ATO in più - sollecitato da più parti - che è quello delle isole
  minori.

   COLIANNI. E' cosa buona e giusta

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e per i servizi  di
  pubblica utilità. Se c'è questa poderosa riserva - mi avete chiesto
  di  fare l'assessore tecnico, cerco di farlo nel modo meno peggiore
  possibile  -  in  ordine all'esigenza di rispettare  la  previsione
  dell'articolo  200  del decreto legislativo 152  del  2006,  vorrei
  richiamare  l'attenzione sul fatto che essa è  stata  correttamente
  definita  con  una norma che regge, appunto, l'impianto complessivo
  nel  senso  che  -  se non ci sono gli ATO - tutto  cade,  tutto  è
  travolto.
   Se  l'interesse,  come  immagino che sia, è  quello  di  procedere
  sollecitamente  nell'approvazione del disegno  di  legge,  possiamo
  bene  accollarci, a mio modo di vedere, il riferimento all'articolo
  45  e i provvedimenti adottati in sua attuazione, pubblicati e  mai
  impugnati,  riservandoci di modificare -  come pure è  possibile  -
  rispetto alla dimensione esclusivamente provinciale, il riferimento
  geografico  degli ATO. Questa è la soluzione che posso offrire  per
  andare, immediatamente, avanti nei lavori.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevole   Presidente   della
  Commissione,  Assessore, dobbiamo evitare in Aula di ricercare  vie
  che  ci mettono in una condizione di difficoltà ad interpretare  le
  cose.
   In  atto vige, nel territorio della regione, un piano dei rifiuti,
  adottato  con procedura e ordinanza del Commissario per l'emergenza
  rifiuti  nel  2002.  Questo  piano ha  definito  ventisette  ambiti
  territoriali,  ed  in vigenza di esso - siccome  con  il  varo  del
  disegno  di legge non modificheremmo il piano medesimo, limitandoci
  piuttosto  a stabilire la previsione di farne uno nuovo -  dovremmo
  riconfermare i ventisette ATO originariamente previsti;  già  nella
  legislazione  regionale,  tuttavia, abbiamo  introdotto,   pure  in
  vigenza  del  piano  del  2002,  una modifica che  ha  ridotto  gli
  ambiti territoriali da ventisette  fino  ad un massimo di .
   Lo  dico  perché su tali questioni, capisco che c'è una  passione,
  diciamo     giurisprudenziale    e    un    dibattito     culturale
  sull'interpretazione  delle  norme, che  è  il  vecchio  vizio  dei
  cultori   del diritto, ma  le norme, appunto, si interpretano,  non
  si  leggono  e basta: vorrei ricordare che noi stiamo disciplinando
  una  materia che è già regolamentata, non stiamo partendo da  zero,
  per  cui  c'è già un piano e su di esso si individuano gli  ambiti,
  che  ne sono suoi  figli . Noi, dicevo, abbiamo un piano, c'è stato
  un  fallimento del sistema degli ambiti che abbiamo già ridotto nel
  2007:  adesso  stiamo individuando l'ambito territoriale  ottimale,
  ripeto  le  parole dell'assessore perché - se le ha  dette  -    ci
  eviterà poi le vie fantasiose.
   L'Assessore   ha  ripetuto  che  l'ambito  territoriale   ottimale
  previsto dall'articolo 5 è un'entità geografica non gestionale e la
  cui attività sarà demandata a un successivo articolo.
   Vorrei ricordare che, oltre al piano regionale dei rifiuti, esiste
  una  legge  che in Sicilia non ha mai trovato grande  fortuna,   la
  legge   9 del 1986, che ha individuato nelle province regionali  il
  soggetto  giuridico,  non  solo geografico,  che  in  qualche  modo
  delinea   la  dimensione  e  la  competenza  nell'ambito,  appunto,
  provinciale.  Con  tutto il rispetto verso  tutti  i  cultori,  gli
  studiosi, gli esperti di pareri, vorrei semplicemente dire  che  la
  norma  che  stiamo esaminando e che a me convince,  così com'è,  va
  definita o all'ambito geografico, e solo alle province, oppure,  se
  consideriamo  le  isole  minori,  in  quale  geografia  andremmo  a
  collocarle?  Diversamente,  in altri  termini,  è  un  problema  di
  gestione,  non un problema di ATO. Se esiste, infatti, un  problema
  eventuale di un soggetto gestore specifico per le isole minori, non
  si tratta, quindi, di un problema di ambito geografico.
     Ecco  perché, ascoltate le dichiarazioni dell'onorevole Mancuso,
  rispettabili  e  legittime,  con  altrettanta  legittimità  e   con
  altrettanto  rispetto  ritengo  che  questo  Parlamento  sia  nelle
  condizioni  di  operare,  così come sta operando, anche  perché  il
  Parlamento siciliano ha già operato con la legge 2 del 2007, avendo
  modificato, appunto, gli ambiti territoriali ottimali in vigenza di
  un piano regionale dei rifiuti.
   Da  questo  punto  di  vista, quindi, penso  che  l'individuazione
  geografica   dei   nove   ATO,   così  come   vengono   individuati
  dall'articolo 5, sia una questione corretta.
   Altra cosa, invece, e mi rivolgo all'onorevole Falcone, saranno  i
  soggetti  che  avranno  l'autorità  non  di  gestione,  nel   senso
  tradizionale,  ma  di  gestire  le modalità  con  cui  affidare  il
  servizio nell'ambito dell'ATO. Io mi limiterei, pertanto, a fissare
  poche  certezze,  però  visto  che ne abbiamo  poche,  evitiamo  di
  infilarci in altre questioni che ci confondono le idee, perché  già
  la  materia  è  complicata, se assumiamo  pure  fantasiose  ipotesi
  giuridiche non ne usciremmo più

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, la  Presidenza  è  orientata  ad
  aggiornare  i  lavori  a  domani,  vista  l'ora  e  la  complessità
  dell'argomento.
   Pertanto,  la seduta è rinviata a domani, giovedì 18  marzo  2010,
  alle ore 16.00, con il  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:
   1)  -   «Gestione  integrata dei rifiuti  e  bonifica  dei  siti
        inquinati» (nn. 525-528/A) (Seguito)

   2)  -  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
        finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
        (nn. 470-470 bis)

   3)  -  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
        (nn.  471-471 bis).

                   La seduta è tolta alle ore 21.32

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             Il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli