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Resoconto d'Aula della Seduta n. 158 di giovedì 25 marzo 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   BOSCO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Ammatuna,   Beninati,
  Buzzanca,  Calanducci, Campagna, Dina, Forzese, Rinaldi e Vinciullo
  sono in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   «Interventi  per  la  riqualificazione  edilizia»  (n.  546),   di
  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Mancuso in  data
  24 marzo 2010.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                                 legge
                     alla Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato e inviato alla competente Commissione  Bilancio' (II):

   «Proroga  dell'esercizio provvisorio del  bilancio  della  Regione
  siciliana  per l'anno finanziario 2010 e delle misure occupazionali
  di cui alla legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13» (n. 547)
   -  di  iniziativa  governativa  presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (LOMBARDO) e l'Assessore regionale per l'economia (CIMINO)
  in data 25 marzo 2010.
   - inviato il 25 marzo 2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Norme  in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche
  nella Regione»  (n. 536)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 24 marzo 2010, con parere V

                                               CULTURA, FORMAZIONE E
  LAVORO (V)

   «Semplificazione  dell'ordinamento  dei  beni  culturali  e   del
  paesaggio» (n. 545)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 24 marzo 2010, con parere I e IV

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   «Modifica dell'articolo 12 della legge regionale 14 aprile  2009,
  n. 5»  (n. 538)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 24 marzo 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa in data 24 marzo  2010
  ha  chiesto  di apporre la firma al disegno di legge n. 541   Norme
  atte a favorire il consumo di prodotti agricoli a chilometri zero'.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di delibere della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le delibere della  Giunta
  regionale - Primo bimestre 2010.
   Copie  delle  medesime e il relativo elenco recante  l'oggetto  di
  ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la Chiesa Madre di lentini, in provincia di Siracusa, intitolata a
  Santa Maria La Cava e a S.Alfio, già basilica e sede vescovile,  ha
  subìto  gravissimi  danni  in seguito al  terremoto  del  13  e  16
  dicembre del 1990, che ha colpito la Sicilia sud-orientale;

   il  Presidente  della  Repubblica, in data 31  dicembre  1991,  ha
  promulgato  la  legge n. 433 del 1991 che, fra  l'altro,  stanziava
  significativi finanziamenti per consolidare e/o ristrutturare tutti
  gli immobili colpiti da detto evento calamitoso;

   inoltre, la sopra citata chiesta è stata inserita tra gli immobili
  di  rilevante  pregio artistico ed architettonico,  destinatari  di
  detti fondi;

   in  seguito alle varie rimodulazioni che si sono susseguite  negli
  anni,  sono  ancora  disponibili le  somme  necessarie  per  potere
  consolidare e ristrutturare l'edificio religioso di cui sopra;

   preso atto che:

   con decreto del Presidente della Regione del 2 luglio 1996 è stato
  approvato  il disciplinare d'incarico, stipulato l'11  marzo  1996,
  con  il  quale  l'Assessore alla Presidenza pro  tempore  conferiva
  l'incarico  di  redazione del progetto esecutivo, di direzione  dei
  lavori  e  studi preliminari dell'intervento nella Chiesa Madre  in
  Lentini, per l'importo di lire 800 milioni;

   i  professionisti  incaricati elaborarono  un  progetto  superiore
  all'importo  finanziato e, pertanto, fu loro richiesto di  limitare
  il progetto all'importo finanziato;

   il progetto, così rimodulato, è stato eseguito, tanto è vero che i
  lavori  sono  stati collaudati dall'ingegnere Giuseppe  Cacciatore,
  con atto di collaudo del 19 marzo 2004;

   di  conseguenza, essendo stato eseguito un progetto  stralcio,  la
  Chiesa Madre di Lentini è stata consegnata alla Curia arcivescovile
  di Siracusa ancora non ultimata;

   il  progetto  originariamente prevedeva un impegno finanziario  di
  lire 1.800.000.000;

   di detto progetto è stato finanziato un primo stralcio, utilizzato
  per  i  lavori di consolidamento, per un importo a base  d'asta  di
  circa  800.000.000  di  lire e di questi sono stati  effettivamente
  spesi, a seguito di ribasso, 517.000.ooo di lire;

   per   la  parte  non  eseguita  del  progetto  iniziale  è   stato
  successivamente  richiesto  uno stralcio  delle  priorità,  tenendo
  conto  di una disponibilità di euro 500.000,00, così come si evince
  dall'ultimo piano di rimodulazione dei fondi della legge 43/91;

   considerato che:

   la comunità di lentini, da anni, giustamente, reclama la immediata
  riapertura  della Chiesa madre, ancora oggi puntellata  e  non  del
  tutto agibile, a causa della collocazione di reti di protezione dei
  soffitti pericolanti per possibile distacco degli stucchi  e  delle
  cornici in gesso;

   la  Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali della  provincia
  di  Siracusa, con prot. n. 2946/80P, ha fatto pervenire,  tanto  al
  Dipartimento  regionale della Protezione civile di Palermo,  quanto
  al  Servizio  regionale  di Protezione civile  della  provincia  di
  Siracusa,   uno   stralcio   funzionale   del   progetto   per   il
  consolidamento  ed  il restauro degli stucchi e  delle  cornici  in
  gesso  interni alla Chiesa Madre, così come ripetutamente richiesti
  dal Dipartimento regionale della Protezione civile;

   tale progetto, dell'importo complessivo di euro 986.435,42, di cui
  811.409,85 per l'esecuzione di lavori, ed euro 175.025,57 per somme
  a disposizione, è immediatamente esecutivo;

   accertato che:

   il direttore generale della Protezione civile, ingegnere Salvatore
  Cocina, con proprio d.d.g. n. 1778 del 22 dicembre 2009, firmava il
  decreto  di  finanziamento per i lavori di recupero e conservazione
  della  Chiesa  Madre  di  Lentini,  per  un  importo  pari  a  euro
  1.025.000,00, impegnandoli sul cap. 516007;

   la Ragioneria centrale della Presidenza, con proprio provvedimento
  n.  581  del  30  dicembre  2009, restituiva,  non  registrato,  il
  provvedimento  de  quo  con  i  relativi  allegati    pregando   di
  provvedere in merito alle osservazioni esposte';

   le  motivazioni  addotte  sono  le seguenti:   si  restituisce  il
  provvedimento in oggetto meglio descritto stante che  non  è  stato
  predisposto l'impegno delle somme relativo all'intervento ai  sensi
  dell'articolo 64 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,  così
  come  comunicato dall'Assessorato regionale Bilancio e Finanze   n.
  16 del 10 agosto 1999;

   visto che:

   già  con  precedente interrogazione n. 155 del 2 ottobre 2008  era
  stata  sollevata, dal sottoscritto interrogante,  la  necessità  di
  procedere all'immediata attivazione di tutti i provvedimenti atti a
  finanziare  i  lavori di consolidamento e di restauro della  Chiesa
  Madre di Lentini;

   nonostante  permangano  le disponibilità  delle  somme  necessarie
  all'intervento,  ad  oggi, il direttore generale  della  Protezione
  civile  non  ha  ancora proceduto a firmare  il  nuovo  decreto  di
  finanziamento, in modo da assicurare, al più presto,  l'inizio  dei
  lavori  e  disattendendo, di conseguenza,  quanto  stabilito  dalla
  Ragioneria centrale della Presidenza;

   per sapere:

   quali siano state le motivazioni che, ad oggi, dopo novanta giorni
  dalla  restituzione del d.d.g. n. 1778 del 22 dicembre 2009,  hanno
  impedito al nuovo direttore generale di firmare il provvedimento di
  finanziamento  dei  lavori di consolidamento e  di  restauro  della
  Chiesa  Madre  di  Lentini, rispondendo,  così,  alle  osservazioni
  formulate dalla  Ragioneria centrale della Presidenza;

   se  non  ritenga necessario e non più procrastinabile  intervenire
  nei  confronti del direttore generale, nei limiti consentiti  dalla
  legge, per chiedere la firma del decreto de quo, onde impedire che,
  a  causa anche della vetustà delle impalcature, possa accadere  una
  disgrazia all'interno della chiesa;

   se  non  ritenga,  con l'urgenza del caso, di  attivare  tutte  le
  procedure idonee per consentire la riapertura della chiesa e la sua
  fruizione  totale tanto ai devoti, quanto a tutti quei turisti  che
  si  recano  a Lentini per ammirare uno degli edifici religiosi  più
  significativi  della provincia di Siracusa, non solo perché  legato
  al  culto  di  S.  Alfio,  ma  anche perché  già  basilica  e  sede
  vescovile». (1116)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione  professionale, premesso che la scuola e  la  formazione
  professionale  sono  il  mezzo attraverso  cui  i  giovani  vengono
  preparati  alla vita adulta, ad affrontare il mondo  del  lavoro  e
  quindi educati a diventare cittadini consapevoli;

   ritenuto che l'acquisizione della consapevolezza dei propri limiti
  rappresenta un aspetto fondamentale nell'istruzione degli studenti,
  i  quali vanno dotati anche delle basilari nozioni di sicurezza,  e
  nello  specifico l tematiche relative e della sicurezza nei  luoghi
  di lavoro;

   sottolineato  che  il  Governo nazionale  e  il  Parlamento  hanno
  ravvisato  la  necessità di imprimere una forte accelerazione  alla
  divulgazione  della materia sicurezza, prevedendo la programmazione
  di  una materia di studio ad hoc anche presso le scuole e gli  enti
  di formazione;

   considerato che la Regione siciliana non ha ancora avviato  nessun
  protocollo  d'intesa  che  lasci sperare  una  presa  di  posizione
  fattiva  rispetto  all'opportunità  di  inserire,  nell'ambito  del
  percorso   curriculare  della  formazione,  anche  il  tema   della
  sicurezza;

   rilevato   che  a  livello  nazionale  è  operativo  il   progetto
  S.I.L.O.S. che, in collaborazione con Inail (per quanto riguarda il
  ruolo  dello  Stato nella difesa della sicurezza  dei  lavoratori),
  Anmil  (per quel che concerne il vissuto personale di chi è rimasto
  vittima  di  un  incidente sul lavoro) e Ministero  della  pubblica
  istruzione, ha già avviato collaborazioni e protocolli d'intesa con
  le  regioni,  inserendo l'educazione alla sicurezza nelle  proposte
  curriculari formative;

   per sapere:

   se  corrisponda  al  vero  che  la  Regione  siciliana  non  abbia
  stipulato nessun protocollo d'intesa con il progetto S.I.L.O.S. per
  la  divulgazione  e  la formazione consapevole  degli  studenti  in
  materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;

   se   non   ritengano  estremamente  prioritario   avviare   azioni
  sinergiche con S.I.L.O.S. per istruire anche i nostri giovani sulle
  tematiche  connesse  tra lavoro e sicurezza, attivando  un  circolo
  virtuoso di innovazione didattica e partecipativa». (1117)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              D'ASERO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

         Comunicazione relativa alle mozioni numeri 188 e 189

   PRESIDENTE. Comunico che, in riferimento alle mozioni n. 188 e  n.
  189, dell'onorevole Limoli ed altri, annunziate nella seduta n. 157
  del  24  marzo  2010  ed  in  lettura nell'odierna  seduta  per  la
  determinazione della data di discussione,  preciso che i rispettivi
  titoli sono i seguenti:

   -  numero 188 «Rispetto della normativa in materia di pareri delle
  Commissioni legislative dell'ARS»;
   -  numero  189  «Osservanza della normativa in materia  di  pareri
  delle Commissioni legislative dell'ARS».

   L'Assemblea ne prende atto.

          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno delle mozioni:

   numero  188  «Rispetto della normativa in materia di pareri  delle
  Commissioni   legislative   dell'ARS»,  degli   onorevoli   Limoli,
  Leontini, Mancuso, Bosco;

   numero 189 «Osservanza della normativa in materia di pareri  delle
  Commissioni   legislative   dell'ARS»,  degli   onorevoli   Limoli,
  Leontini, Mancuso, Bosco.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

  Seguito della discussione del disegno di legge «Gestione integrata
                              dei rifiuti
            e bonifica dei siti inquinati» (nn.  525-528/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numeri  525-528/A «Gestione integrata dei rifiuti  e  bonifica  dei
  siti inquinati».
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, avverto che per dichiarazione  di  voto  sarà
  iscritto a parlare un deputato per ciascun Gruppo, salvo che non si
  chieda di prendere la parola in dissenso al Gruppo parlamentare  di
  appartenenza.
   Per   consentire   la   formulazione  di  emendamenti   ai   sensi
  dell'articolo  117 del Regolamento interno, sospendo brevemente  la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.07)

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scammacca Della Bruca ha
  chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 525-
                                 528/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che le  dichiarazioni  di
  voto sul disegno di legge nn. 525-528 saranno svolte da un deputato
  per ciascun Gruppo parlamentare per economia dei lavori.
   Se ci saranno degli interventi in dissenso, ovviamente si potranno
  svolgere...

   BARGAGALLO  rispetto alla linea del Gruppo.

   APPRENDI. Credo che si limiti la possibilità di esplicitare  anche
  i concetti propri.


   Presidenza del presidente Cascio


   MUSOTTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  al  di
  là  del  fatto di appartenere al Gruppo MPA, quindi al partito  del
  Presidente  della  Regione, credo che sia  un'occasione  per  poter
  esprimere  una grande soddisfazione per questa legge che oggi  sarà
  votata dall'intera Aula.
   In  questa  occasione  credo che ci sia  stato  il  trionfo  della
  dialettica, ci sono state tesi opposte, c'è stato un confronto,  ci
  sono  stati  anche  momenti  in cui le divisioni  di  posizione  di
  deputati  che hanno presentato gli emendamenti si sono confrontate,
  sono  state  discusse e sotto la sua autorevole, prestigiosa  e  di
  grande     professionalità    presidenza,     signor     Presidente
  dell'Assemblea,  e anche con il conforto della preparazione,  della
  chiarezza dell'assessore Russo, credo che siamo riusciti a fare una
  legge  di  cui realmente la Sicilia sentiva il bisogno, i siciliani
  ne   avevano  bisogno,  i  siciliani  come  cittadini.   E   quindi
  l'espressione  di compiacimento da parte mia, al di  là  del  fatto
  politico, anche come rappresentante del popolo siciliano, eletto da
  tanti  cittadini  che, con il problema annoso  della  raccolta  dei
  rifiuti,  hanno un rapporto quotidiano, quando si esce  di  casa  e
  quando,  quotidianamente, abbiamo il problema  della  gestione  dei
  rifiuti  che si raccolgono. Purtroppo, nelle grandi città  e  anche
  nella  nostra città, nella nostra capitale, abbiamo quotidianamente
  l'impatto  con cumuli di rifiuti lasciati per le strade, con  tutte
  le  conseguenze di carattere igienico, dannoso per  la  salute  dei
  cittadini.
   Tra l'altro, chi vi parla, avendo amministrato un ente locale,  ha
  avuto  sempre  la  gestione del rapporto con i sindaci  che,  quasi
  quotidianamente,  venivano a presentare allarmate  lagnanze  quando
  c'era il problema di dover individuare nel territorio le discariche
  per  autorizzare la raccolta dei rifiuti. E' sempre stato  uno  dei
  problemi che da anni la nostra Terra, le nostre amministrazioni  si
  sono  portate  dietro  ed  è importante che  finalmente  sia  stato
  affrontato. Tra l'altro, il Governo aveva annunziato più volte  che
  questa  era una delle emergenze da affrontare, che poteva realmente
  costituire  una  legge di riforma  e questo é un fatto  di  grande,
  straordinaria importanza.
   Non  posso  non  sottolineare  il  contributo  corale  dell'intera
  Assemblea  regionale  siciliana e di tutti i  gruppi,  di  tutti  i
  parlamentari che si sono impegnati fino in fondo nella elaborazione
  e   nell'aggiustamento  del  primigenio  disegno  di  legge,  dalla
  Commissione di merito a tutti i deputati.
   Quindi, una grande soddisfazione.
   Credo  che  sia un fatto estremamente positivo che ben fa  sperare
  per   il   futuro   in   questo  clima  di  grande   partecipazione
  responsabile,  al  di  là delle appartenenze  dei  gruppi  e  delle
  appartenenze  politiche.  Oltre alla  soddisfazione,  naturalmente,
  voglio  sottolineare il fatto di avere diminuito  da  ventisette  a
  nove   -   dieci  con  le  isole  minori  -  le  società   per   la
  regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti, le  SRR,  ma
  in  particolar  modo credo che sia importante - ed è  un  fatto  da
  rimarcare e da sottolineare - avere corresponsabilmente individuato
  e  portato  i sindaci a rendersi protagonisti e gestori,  in  prima
  persona,  di  questo  servizio, che é uno dei servizi  primari  che
  sottolineano, che qualificano la qualità della vita, la capacità di
  gestione, il sapere bene amministrare in tutti gli enti locali, dal
  piccolo al grande comune.
   E   anche  quella  della  raccolta  differenziata  è  una  vecchia
  questione  che sempre ci siamo portati  dietro, perché si  riteneva
  che la nostra cultura, la nostra civiltà, i nostri concittadini non
  fossero adusi a confrontarsi con il problema della  differenziata',
  mentre per tanti altri paesi dell'Europa, ma anche per tante  città
  e   cittadine  italiane,  in  fondo,  è  entrato  nella  cultura  e
  nell'abitudine  quotidiana,  per cui anche  le  nuove  generazioni,
  soprattutto i ragazzi, i bambini sono particolarmente sensibili  al
  fatto di dover differenziare il vetro dall'umido, dalla plastica  o
  da  altri  rifiuti  nocivi,  credo  che  sia  un  fatto  di  grande
  partecipazione.
   Tra l'altro, questo è un disegno di legge che, certamente, è stato
  seguito  con  attenzione, oltre che dai mezzi di comunicazione,  da
  tutti i cittadini attraverso i giornali, attraverso la televisione.
  Quindi  è  un  fatto  essere riusciti a traguardare  e,  quindi,  a
  superare   un   traguardo   che,  in   alcuni   momenti,   sembrava
  irraggiungibile.  Abbiamo avuto polemiche sugli  ATO  virtuosi;  ma
  oggi  in una sua dichiarazione il Presidente della Regione ha detto
  molto correttamente, con molta chiarezza, che non è un problema che
  è stato totalmente accantonato perché quelle realtà, dove realmente
  le   società  di  gestione  degli  ATO  hanno  funzionato  e  hanno
  funzionato  bene, hanno dato risposte espletando  un  servizio  nel
  miglior  modo possibile, saranno tenute in considerazione,  saranno
  coinvolte  ulteriormente,  con  la possibilità,  tra  l'altro,  dei
  comuni  di  potersi svincolare da un ATO e partecipare ad  un'altra
  società dopo un certo periodo di tempo.
   La  gestione  degli appalti, che viene centralizzata  agli  Uffici
  regionali  per  l'espletamento  di gare  per  l'appalto  di  lavori
  pubblici   (UREGA),  è  importante  soprattutto   come   fatto   di
  trasparenza,  di  legalità,  di dettare  le  regole  per  quel  che
  riguarda  le  tariffe,  per  quel che  riguarda  l'espletamento  di
  appalti di un certo rilievo, di un certo risalto dal punto di vista
  delle  risorse  finanziarie che vengono  impiegate.  Quindi,  avere
  centralizzato agli UREGA è un fatto, ripeto, di grande  trasparenza
  e  di  legalità,  che  permetterà di mettere a  regime  un  sistema
  complesso e complicato. Ma credo che l'assessore Russo, dopo  avere
  guidato  questa prima fase, espleterà il suo mandato per  quel  che
  riguarda, poi, tutti i momenti attuativi
   C'è,  poi,  il  problema  occupazionale  che,  indubbiamente,  era
  necessario risolvere, anche di fronte a chi ha lavoro, a chi chiede
  lavoro,  perché credo che nella nostra società, nella nostra  terra
  di Sicilia il vero unico grande male è quello della disoccupazione.
  E io spero che ci saranno momenti in cui si potrà trovare anche una
  soluzione  per  coloro i quali sono rimasti  fuori. Ma  era  giusto
  mettere  dei paletti che la legge ha dovuto determinare, e  che  ha
  determinato, con delle norme che sono limpide, precise, e  che  non
  danno adito ad intendimenti o ad interpretazioni equivoche.
   Naturalmente, è un tema drammatico, e di questo credo la Regione e
  i  comuni si dovranno fare carico perchè quando c'è gente  che  non
  lavora - e, purtroppo, nella nostra terra di Sicilia ce n'è tanta -
  ,  bisognerà anche di questo tenere conto e dare delle risposte chi
  aveva trovato lavoro, seppur in maniera saltuaria.
   L'avere stabilito il rapporto 90 a 10 è un fatto di grande  equità
  perché non si può avere nelle SRR - società per la regolamentazione
  del servizio di gestione dei rifiuti - più personale amministrativo
  rispetto a coloro i quali, poi, fanno la raccolta e quotidianamente
  svolgono questo lavoro.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia  un  momento
  importante  per la nostra Regione, ma soprattutto per questa  Aula,
  che   ha   tanta   storia   e,  soprattutto,   una   responsabilità
  particolarmente  pesante. E' un traguardo  importante  che  ben  fa
  sperare per il futuro e per le tante emergenze, per i tanti momenti
  difficili che, certamente, tutti noi dovremo affrontare, primi  fra
  tutti la finanziaria e il bilancio.

   MINEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il Gruppo
  PDL Sicilia esprime la gratitudine per come il nostro assessore  ha
  condotto i lavori in un confronto leale e costruttivo con  tutti  i
  gruppi  e,  soprattutto, per quello che è la nuova legge sugli  ATO
  rifiuti.
   C'è  stato  un  confronto aspro, duro in  Aula  ma,  comunque,  un
  confronto leale che ha visto protagonisti tutti i deputati, nessuno
  escluso  e,  soprattutto,  ha  visto  dei  protagonisti  in   senso
  positivo, uno fra tutti il Presidente della Regione che,  con  atto
  di  grande  coraggio, ieri ha ritirato una parte di un  emendamento
  che  avrebbe sicuramente creato dei contrasti in Aula,  dando  quel
  senso  di  sicurezza  che c'è un Governo che  sa  decidere  e  che,
  comunque, è ben condotto.
   Ringrazio l'onorevole assessore Russo - non è onorevole,  ma  come
  persona  lo è - con il quale abbiamo avuto dei confronti,  talvolta
  amari,  che  si sono dilungati ma che ha chiarito a  tutti  noi  il
  percorso   che  dovevamo  intraprendere.  Ringrazio  il  Presidente
  dell'Assemblea e dichiaro che il nostro Gruppo voterà positivamente
  il disegno di legge.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del  Gruppo
  Misto  desideriamo  esprimere  sicuramente  soddisfazione  per   le
  indicazioni che ci vengono date dal Governo in merito, soprattutto,
  alla  richiesta fatta, e accolta, della certezza di  una  copertura
  finanziaria rispetto ad una legge che sicuramente avrà una serie di
  incertezze  che,  a  quanto ci dice il Governo, saranno  fugate  in
  sede di bilancio e di finanziaria.
   Noi ci auguriamo che il Governo, anche oggi, nel momento finale in
  cui  approveremo il disegno di legge, ci rassicurerà  ulteriormente
  sulla  possibilità  che questa norma trovi una  adeguata  copertura
  finanziaria. E quando dico  adeguata' mi riferisco almeno al 50 per
  cento, quantificato in 500 milioni di euro; somma che permetterà ai
  comuni di non andare in dissesto.
   La  battaglia  che, personalmente e insieme agli altri  componenti
  del  Gruppo  Misto,  abbiamo portato avanti  nella  discussione  su
  questo  disegno di legge, credo che sia approdata ad una  certezza,
  che  oggi spero il Governo possa reiterare: quella - ripeto - della
  copertura finanziaria; aspetto che non è secondario né marginale in
  quanto,  peraltro,  vorrei,  anche su  questo,  una  rassicurazione
  definitiva da parte del Governo sulla opportunità che si  inserisca
  come tempi, come moratoria rispetto al termine, affinché si mandino
  commissari ad acta nei comuni per la ricognizione del debito e  per
  il  successivo  adempimento. Ritengo sia  necessario  che  oggi  il
  Governo ci dia ulteriori rassicurazioni in tal senso. Se così fosse
  -  così come, d'altronde, oggi e in questi giorni ha già annunciato
  - ritengo di potere dichiarare il voto favorevole a questa legge.
   Vorrei soltanto fare un ultimo cenno ad uno degli aspetti che  noi
  riteniamo particolarmente importanti.
   Io  credo  che sia merito di quest'Aula avere introdotto  un  tema
  fondamentale,  come  quello del riordino  in  materia  di  rifiuti,
  proprio  perché  vorrei ricordare a me stessa e  all'Aula  che  nel
  Documento  di  programmazione economico-finanziaria,  che  è  stato
  bocciato  dall'Aula, il Governo non aveva inserito tra le  priorità
  la problematica dei rifiuti.
   Quindi, se oggi l'Aula voterà un disegno di legge che ha visto  la
  partecipazione  di numerosi deputati alla stesura di  un  testo  di
  legge che possa guardare al futuro, credo che ciò vada riconosciuto
  all'Aula proprio perché, ripeto, all'interno di quelle che erano le
  priorità del Governo, questa non era una delle voci citate.
   Per  ultimo, vorrei sottolineare un elemento che, a mio avviso,  è
  estremamente importante: questa deve essere una norma che guarda al
  futuro  e credo che sia stato opportuno da parte del Governo  avere
  ritirato  ieri  l'emendamento  che  introduceva  delle  deroghe  al
  principio  di  fare  una  legge snella,  di  riforma  assoluta  del
  comparto.
   Ripeto,   credo   che   sia   stato   opportuno   il   ritiro   di
  quell'emendamento  non  tanto perché  credo  che,  in  un  ATO  per
  provincia,  soprattutto  città  come  Palermo,  Catania  e  Messina
  probabilmente  vivranno qualche difficoltà nel  dovere  gestire  la
  problematica  dei rifiuti in maniera assolutamente unitaria;  però,
  credo  che,  per quanto riguarda l'ipotesi di introdurre  ulteriori
  ATO  in  deroga  al principio, il Governo abbia fatto assolutamente
  cosa buona e giusta nell'averlo ritirato.
   Ad ogni modo, il mio voto sarà favorevole.

   BONOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BONOMO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, parlerò
  a  nome del Gruppo Misto ma rappresento Alleanza per l'Italia, e  a
  nome di Alleanza per l'Italia parlerò.
   Ritengo che questa legge, come già quella sul  piano casa , che ha
  avuto il voto unanime dell'Aula, sia la naturale conseguenza di  un
  nuovo  modo di intendere la linea politica in questa Aula  e  nella
  Regione Sicilia.
   In questi ultimi dieci anni noi ci eravamo illusi come cittadini -
  ci  eravamo  fatti illudere - che, tramite le promesse del  Governo
  nazionale e dei leader di centro-destra che si sono succeduti nelle
  campagne  elettorali,  ci saremmo ritrovati tutti  sicuramente  più
  ricchi  e non avremmo avuto problemi nel guardare al nostro futuro.
  Ma,  ahimé,  oggi,  nel  2010, i consuntivi  ci  dicono  che  siamo
  certamente   più   poveri.  Siamo  poveri  certamente   nell'ottica
  economica  e delle fasce sociali più deboli; ma ci siamo  ritrovati
  in  Sicilia  sicuramente più poveri nel campo  dell'etica  e  della
  morale.  Etica  e  morale che non hanno di  certo  accompagnato  la
  stesura  delle  leggi, la loro applicazione  e  la  gestione  della
  nostra regione negli ultimi dieci anni.
   Questo  nuovo modo di reinterpretare la linea politica con rigore,
  serietà  ed  onestà  intellettuale  vede  certamente  Alleanza  per
  l'Italia appoggiare il nuovo scenario delle riforme.
   Un  plauso  va  sicuramente a tutti i gruppi  politici  che  hanno
  partecipato  alla  stesura di questa legge,  e  sono  tutti  gruppi
  politici  rappresentati in quest'Aula, al di là di qualche  piccola
  cornacchia  che  gracchia  fuori da quest'Aula  e  che  rappresenta
  minoranze, seppur importanti, nella nostra regione.
   Noi  abbiamo  affrontato il problema dal punto di vista  normativo
  nella  prima fase, ed è un problema affrontato, ripeto, con rigore,
  con   onestà  intellettuale  e  con  serietà.  E,  a  breve,  nella
  finanziaria sicuramente, come già il Governo ha preso l'impegno, ma
  come la maggioranza può certificare, ci sarà anche la copertura sul
  piano finanziario perché questa copertura è necessaria.
   Vanno  sottolineati  sicuramente i punti seri  della  riforma  che
  hanno portato ad una sincope nei costi, e questi sono certamente la
  riduzione del numero degli ATO - che, ricordo a tutti, è passato da
  ventisette  a  nove più 1, le nove province più  le  isole  minori,
  quindi  a 10 - che conterrà sicuramente i costi della politica,  ma
  responsabilizzerà certamente meglio gli enti locali, a questo punto
  individuati, provincia per provincia, nel sistema dei Comuni.
   E'  stata  istituita  una precisa scaletta  temporale  all'interno
  della  quale  la  raccolta differenziata  dovrà  per  legge  essere
  attuata  e  passeremo, fino al 2015, al 50 per  cento  di  raccolta
  differenziata.
   Oggi  sembra  una  chimera.  Ma con l'impegno,  la  serietà  e  la
  certezza  che  tutti noi metteremo nell'attuare  la  legge,  questa
  chimera dovrà diventare realtà.
   Si  punta  nella  legge  alla  prevenzione  nella  produzione  dei
  rifiuti.
   La  prevenzione  nella  produzione  dei  rifiuti  è  già  in  fase
  attuativa nelle regioni del Nord; anche la Sicilia lo farà e  potrà
  farlo  attraverso l'incentivazione nella raccolta  differenziata  e
  attraverso   l'informazione,  che  significa   partecipazione   dei
  cittadini attraverso adeguate premianti forme di comunicazione, che
  partono  sicuramente  dalle scuole di ogni  ordine  e  grado,  come
  abbiamo  previsto nella legge, ma che vanno attraverso la  raccolta
   porta a porta' nelle famiglie.
   I sistemi di premialità e di penalizzazione introdotti dalla legge
  certamente ci consentiranno di raggiungere quella virtuosità a  cui
  la Sicilia ambisce e che alla Sicilia spetta nella riconversione di
  questo sistema politico anche in sistema etico e morale.
   La  legge  spinge pure a favorire impianti per lo smaltimento  dei
  rifiuti  a  basso impatto ambientale. Bene, su tutto  ciò  ci  sarà
  sicuramente  un  intervento, sia in questa ma anche nelle  prossime
  finanziarie,  a  che  gli  impianti di  nuova  costruzione  per  lo
  smaltimento dei rifiuti ottemperino, oltre alle normative  europee,
  anche  e  ancora  di più alle esigenze di una terra già  abbastanza
  martoriata  dalle discariche e che stava per essere  martoriata  da
  quattro  mega  inceneritori - così li chiamo  io  -  che  avrebbero
  comunque  portato  altra  dissoluzione  etica,  morale,  ma   anche
  pragmatica, nel nostro territorio.
   Va   riconosciuto,  comunque,  il  ruolo  dei  Comuni  come  ruolo
  importante;   i   Comuni  che  hanno  la  responsabilità   e   sono
  riresponsabilizzati  sia nel grado di soddisfazione  dei  cittadini
  per  quel  che  riguarda la raccolta dei rifiuti,  ma  anche  nella
  raccolta economica per adeguare i conti economici delle società  di
  gestione,  riappropriandosi del ruolo di controllori e  di  gestori
  anche dei conti economici delle società.
   Bene,  per i motivi sopra esposti e nell'ottica e nella logica  di
  una   riconversione  etica,  morale  della  politica  della  nostra
  Regione, Alleanza per l'Italia annuncia il suo voto favorevole e dà
  un  plauso prima di tutto all'Aula e, quindi, ai colleghi deputati,
  ma anche al Governo ed alla Presidenza di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira  a  nome
  dell'UDC. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor   Presidente,   Assessore,   onorevoli   colleghi,
  preannunzio, così come ho già fatto anche durante il dibattito  sul
  disegno di legge, il voto favorevole dell'UDC.
   Il  voto favorevole ha alcune motivazioni. Intanto, parliamo di un
  disegno  di legge che non mi sento di definire riforma.  Riforma  è
  qualcosa  di  più complesso, di più importante, di più  definitivo,
  mentre  questo  è un disegno di legge che affronta l'emergenza  dei
  rifiuti  in Sicilia. E, da questo punto di vista, credo che abbiamo
  fatto bene a decidere di votare positivamente.
   Lo  votiamo  anche perché il Governo, nella persona dell'assessore
  Russo,  con  sensibilità, ha recepito alcuni  suggerimenti  che  il
  Gruppo  UDC  ha  dato  e  ne ha anche dato  un  riconoscimento  non
  riservato,  un  riconoscimento ufficiale e, quindi,  ha  consentito
  all'UDC  di  svolgere un ruolo di opposizione  costruttiva,  che  è
  quello che noi ci eravamo prefissi.
   Ciò  non  toglie che, pur dando un voto favorevole, noi non  siamo
  acritici su questo disegno di legge, e lo siamo su alcuni punti che
  riteniamo fondamentali: uno di natura tecnica ed uno, più generale,
  di natura politica.
   Sotto  l'aspetto  tecnico,  certamente  avremmo  fatto  una   cosa
  migliore  se avessimo ancorato questo disegno di legge alla  scelta
  definitiva  sulle modalità di smaltimento dei rifiuti.  Si  dibatte
  ancora  sul  piano  dei  rifiuti, se  deve  essere  un  sistema  di
  termovalorizzatori piccoli o grandi, se deve essere un  sistema  di
  discariche.  Si è ritenuto - secondo me furbescamente - sbagliando,
  che  la soluzione fosse quella della differenziata, come se con  la
  raccolta   differenziata   avessimo  risolto   i   problemi   dello
  smaltimento dei rifiuti. Non è così. Non lo può essere.
   E, tra l'altro, mi si consenta di affermare - non vorrei essere un
  profeta  di  sventura ma, purtroppo, credo che  il  tempo  mi  darà
  ragione  -  che  siamo stati molto ottimisti  nel  momento  in  cui
  abbiamo detto che arriveremo in tempi brevi, entro il 2015, ad  una
  raccolta  differenziata  pari al 65 per cento. Mi chiedo, e  vorrei
  che  se  lo chiedesse pure il Governo, abbiamo letto le statistiche
  nazionali sulla raccolta differenziata?
   Il  Governo  é  a conoscenza che i dati ufficiali sul  sistema  di
  raccolta differenziata portano le Regioni del centro-nord, cioè  le
  regioni  più  organizzate  e più sensibili,  al  35  per  cento  di
  raccolta  differenziata, oggi? E' a conoscenza il Governo che,  per
  arrivare  al  35  per  cento,  le  regioni  del  centro-nord  hanno
  impiegato sette, otto anni?
   E  noi riteniamo, con i problemi che ha la Sicilia, e che non sono
  risolti  da  questo  disegno di legge, in  appena  cinque  anni  di
  raggiungere  il  65  per  cento e, quindi, essere  la  regione  più
  virtuosa d'Italia sul piano della raccolta differenziata?  Io credo
  che siamo stati molto generosi con noi stessi.
   Allora,  questa  scelta  di non scegliere  il  tipo  di  soluzione
  definitiva per lo smaltimento dei rifiuti, credo che sia un atto di
  furbizia che non risolverà il problema.
   Questa  legge sui rifiuti testimonia, peraltro, di un Governo  che
  non  ha una chiara maggioranza politica. Mi si permetta di dire,  e
  porterò  anche  un esempio a supporto della mia dichiarazione,  che
  questo  è  un  Governo da inciucio politico;  é  un  Governo  sotto
  ricatto,  naturalmente  politico, di una parte  del  Parlamento,  o
  meglio di una parte del Partito Democratico.
   Mi   riferisco,   e   concludo  con  questa   mia   dichiarazione,
  all'articolo  6 bis, che trattava la salvezza degli  ATO  virtuosi.
  Siccome  non  mi  permetto di entrare nel merito perché  per  certi
  versi  potremmo  anche essere d'accordo, mi preme  sottolineare  un
  aspetto, che è quello politico.
   Nel  momento in cui ci si apprestava alla discussione generale sul
  disegno  di  legge, ricordo a me stesso e a chi era  presente,  che
  abbiamo  fatto una riunione, qui in Assemblea regionale  siciliana,
  nella sala di competenza del Presidente della Regione, presenti  il
  Governo,  nella  persona del Presidente e dell'assessore  Russo,  e
  tutti i capigruppo dell'Assemblea.
   In  quella sede, il collega Cracolici portò avanti il discorso  di
  salvare gli ATO cosiddetti virtuosi.
   Si  levò  un  coro di dissenso, un dissenso motivato,  rispetto  a
  quella proposta. Si spiegò perché falsamente si potevano dichiarare
  virtuosi quegli ATO, perché possibilmente erano favoriti dall'avere
  le  discariche a pochi chilometri dalle città, o perché avevano  un
  sistema   di  compattamento  che  consentiva  loro,  non  solo   di
  risparmiare,  ma addirittura di incassare denaro, e  si  disse  che
  erano virtuosi per fatti fortuiti.
   Nel  momento in cui il Governo ha tirato fuori questo emendamento,
  è la riprova, ove ve ne fosse stato bisogno, che questo Governo non
  ha  una  maggioranza politica. Questo è un Governo  tirato  per  la
  giacca che, di volta in volta, deve cedere qualcosa per trovare  la
  sua maggioranza in Aula.
   Non è un Governo che ha natura e struttura politica.
   Ciò  comporta che noi andiamo a tentoni, ciò comporta che le leggi
  che  stiamo  varando non sono leggi di riforma, ma  sono  leggi  di
  opportunismo e di opportunità, sono leggi che consentono al Governo
  di tirare a campare di settimana in settimana.
   Lo  scoglio, noi lo incontreremo proprio quando discuteremo  degli
  strumenti finanziari: bilancio e finanziaria sui quali mi  riservo,
  nel  momento  in  cui, tra pochi minuti, discuteremo dell'esercizio
  provvisorio, di fare alcune altre affermazioni, in nome e per conto
  dell'UDC,  che  serviranno ulteriormente a dimostrare  come  questo
  Governo non abbia una maggioranza politica in quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso  per  il
  Gruppo parlamentare PDL.
   Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questa  doveva
  essere  una  riforma, poteva essere un'occasione vera - come  aveva
  rappresentato  il  Governo  -  per  varare,  insieme   alla   nuova
  maggioranza, una svolta per la Sicilia.
   E'  stato  un piccolo passo avanti, un moderato passo  avanti  per
  iniziare  un  percorso che, forse, porterà ad una  vera  e  propria
  riforma.
   La  vera  riforma  era già stata varata dalla Commissione  con  il
  disegno  di  legge  numero 280, pur con le  tante  polemiche  della
  cosiddetta,  allora,  maggioranza  trasversale,  oggi   maggioranza
  parlamentare . Ricordo che il disegno di legge numero 280 era stato
  varato   dalla  maggioranza  trasversale,  Partito  Democratico   e
  Movimento per le Autonomie. Oggi, quella maggioranza trasversale  e
  le  geometrie  variabili  sono diventate  maggioranza  parlamentare
  aggiungendo  un  pezzo  di ex appartenenti al  PDL,  il  cosiddetto
  Gruppo  PDL  Sicilia.  E questa maggioranza,  nella  difficoltà  di
  barcamenarsi  per  fare  -  come  richiama  da  questo  pulpito  il
  segretario  regionale  del  Partito  Democratico  -  il  bene   dei
  Siciliani,  ha aiutato, insieme a tutto il Parlamento, un  percorso
  che  è  -  come  ho detto - il primo passo di una  vera  e  propria
  riforma.
   Una  legge  che,  con  l'aiuto di un tecnico,  al  quale  vanno  i
  ringraziamenti  del  Popolo della Libertà,  l'avvocato  Russo,  che
  mirano - non è solo avvocato, lei è qualcosa in più   .

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  all'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità. O in meno, a seconda dei punti di vista.

   MANCUSO. In più, per qualche altro in meno.
   Rispetto  ad  una  legge che, sotto il profilo  tecnico,  è  stata
  supportata  dall'avvocato Russo, oggi assessore per l'energia.  Una
  legge,  i cui risultati vedremo tra qualche settimana, innanzitutto
  sull'organizzazione  che  i territori devono  darsi  con  le  nuove
  società   consortili   all'interno   di   questi,   ormai,   ambiti
  territoriali   ottimali,   che  sono   diventati   mere   posizioni
  geografiche  per  tutto il territorio siciliano e,  dall'altro,  la
  tanta richiesta e attiva partecipazione diretta dei Sindaci.
   I Sindaci avranno la responsabilità, non solo della gestione delle
  società consortili, ma anche la responsabilità nei territori  della
  vigilanza  di  quello  che  deve essere il  servizio  svolto  e  la
  cosiddetta riscossione a fronte del servizio svolto.
   Una  legge  che,  nella  parte finale, con  rammarico  ha  portato
  colleghi  parlamentari a dissentire sulla norma  cosiddetta   salva
  ATO  virtuosi . E laddove ieri mi sono permesso di  dire,  nel  mio
  intervento, che la norma  salva ATO virtuosi  avrebbe salvato degli
  ambiti  territoriali che virtuosi sicuramente non  sono,  ho  fatto
  riferimento  al  comune di Palermo. E, come  ho  detto  in  qualche
  intervento  prima  di  quello di ieri sera,  si  doveva  avere  più
  coraggio ad indicare i due ambiti territoriali virtuosi che abbiamo
  in  Sicilia  -  i  due  o al massimo i tre  -,  e  mi  riferisco  a
  Calatambiente, a Sciacca e alla Valle del Belice. Si  doveva  avere
  il  coraggio di indicarli in una norma, si doveva avere il coraggio
  di  difenderli in quella norma, si doveva avere il coraggio di dare
  la  possibilità a quelle realtà di continuare un'esperienza,  anche
  se  trasferendo  il  know-how  non a funzionari,  a  dirigenti  che
  avevano fatto bene il loro compito, ma direttamente ai sindaci.
   Così  non  è  stato per mera volontà del Governo, che ha  ritirato
  quell'emendamento ma non ne ha proposto altro.
   Rispetto  a  questo,  ritengo  che la nuova  organizzazione  delle
  società  e,  nello stesso tempo, anche la ricerca di  know-how  dei
  cosiddetti  ATO virtuosi, è possibile recuperarla nelle  norme  che
  devono supportare l'azione della riforma vera dei rifiuti, cioè gli
  interventi  che il Governo proporrà in finanziaria, gli  interventi
  di  natura economico-finanziaria, gli interventi che possono -  con
  un'azione di moratoria per diversi ambiti territoriali, che già  il
  Governo  ha  peraltro preannunziato in Commissione - consentire  di
  raggiungere  quello che serve alla gestione integrata dei  rifiuti,
  il   cosiddetto  management  per  aggiungere  l'ottimizzazione  del
  servizio.
   Se dovessimo dare un giudizio politico solo a questo primo passo e
  se  dovessimo leggere attentamente le dichiarazioni trionfalistiche
  di  oggi,  è  chiaro  che  il  nostro  dissenso  supera  i  limiti.
  Riteniamo,  infatti,  che  non basta questa  norma  per  avere  sui
  giornali termini e modi propri di una rivoluzione.
   Noi  riteniamo  che  questa norma dovrà  essere  supportata  nelle
  prossime  settimane dal bilancio. Dopo un periodo di collaudo,  che
  certamente  l'Assessore seguirà con attenzione e noi gli  auguriamo
  che lo possa seguire dalla direzione che gli spetta, con l'auspicio
  di  vedere  anche in finanziaria, signor Presidente della  Regione,
  considerato che ho l'opportunità di segnalarlo, un dipartimento che
  si occupi esclusivamente dei rifiuti, e non come oggi è previsto.
   Se  la nostra riflessione avesse dovuto essere affidata al trionfo
  sui giornali oppure alle mere dichiarazioni solo per avere fatto un
  primo  passo,  il  nostro  giudizio non poteva  essere  favorevole.
  Invece,  con  molta  cautela, il Popolo della Libertà  ritiene  che
  questo primo step rappresenta un passo avanti verso una riforma che
  può venire da qui a qualche mese.
   Il nostro voto favorevole a questo primo passo non mancherà, con i
  distinguo  di molti deputati del nostro Gruppo che, in  modo  molto
  aperto, lo hanno dichiarato, soprattutto sulla norma relativa  agli
  ATO  virtuosi.  Ma  riteniamo  che,  anche  rispetto  al  complesso
  generale,  non sarebbe neanche l'occasione giusta per rappresentare
  un forte dissenso.
   Quindi,  grazie  alla Presidenza dell'Assemblea regionale  che  ha
  permesso, con la Conferenza dei Capigruppo, di poter avviare questo
  percorso,  dove la divisione tra norme tecniche e norme finanziarie
  ha  consentito  al Governo di organizzarsi in maniera  seria  senza
  perdere tempo, considerato che il Governo - da qui a qualche minuto
  ne  parleremo - purtroppo, non ha ancora consegnato il Documento di
  programmazione  economico-finanziaria, dove avremmo voluto  leggere
  qualcosa  di positivo sui rifiuti - ma così non è stato -  e  dove,
  certamente,   il  bilancio  porterà  delle  poste  importanti   per
  risolvere   gli  annosi  problemi  che  scellerati  amministratori,
  purtroppo,   hanno  consegnato  oggi  alle  decisioni   di   questo
  Parlamento.
   Il   Popolo  della  Libertà,  con  grande  moderazione   e   senza
  entusiasmo,  voterà questa legge. La voterà con l'auspicio  che  il
  Governo   batta   un  colpo  già  nelle  prossime   settimane   per
  raggiungere, quanto meno, il secondo passo e poi avviarci alla vera
  riforma sui rifiuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cracolici  per
  dichiarazione di voto a nome del Gruppo del Partito Democratico. Ne
  ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  io non posso nascondere  un  certo  rammarico
  perché questa legge avrebbe potuto fare di più se avesse scelto  di
  salvare  alcune esperienze importanti, significative,  molte  delle
  quali abbiamo avuto modo di apprezzare, soprattutto in queste  ore,
  che in qualche modo costituiscono l'esempio della nostra Terra. Una
  di  queste esperienze è la città di Palermo che, per i dati che  ci
  ha  raccontato ieri il sindaco, costituisce sicuramente  una  delle
  esperienze  migliori  non solo della Sicilia,  ma  forse  d'Italia,
  considerato che è stato dato un grande risalto alla notizia  che  a
  Palermo siamo ad una raccolta differenziata del 79 per cento.
   Forse  dice  la  verità il sindaco di Palermo,  nel  senso  che  è
  differenziata  perché  la  gran  parte  dei  rifiuti  viene  invece
  incenerita, e non nei termovalorizzatori realizzati a Palermo o  in
  giro  per  la Sicilia, ma direttamente nei cassonetti sparsi  nella
  città   Quindi, a Palermo si è realizzato un grande primato:  siamo
  riusciti  a fare la più alta raccolta differenziata e, allo  stesso
  tempo, abbiamo un sistema di incenerimento che smaltisce in diretta
  i rifiuti a Palermo.
   Se  questa legge ha un merito è di essere riuscita a fare anche  i
  miracoli, visto che i palermitani, e credo tutti noi e tutti quelli
  che  frequentano Palermo, hanno invece la possibilità di vedere una
  cartolina illustrata con colori diversi rispetto a quello che viene
  raccontato,  o  che si tenta di nascondere, agli  occhi  non  della
  Sicilia ma degli italiani.
   Voglio  partire  da questo per dire perché stiamo  facendo  questa
  riforma.
   Io  la chiamo riforma perché, vedete, anch'io sono convinto che le
  parole  vanno  utilizzate sempre con una certa moderazione;  ma  in
  questi anni abbiamo assistito al fatto che è stata attribuita  alla
  parola   riforme   o  riforma  un concetto che ha  fatto  arretrare
  processi  di  innovazione, di modernizzazione. Forse possiamo  dire
  con  una  certa sobrietà, senza enfasi, ci mancherebbe, che nessuna
  legge risolve i problemi in sé.
   C'è poi un problema di gestione delle leggi.
   Certamente  questa legge si può definire riforma perché  mette  un
  punto, mette un punto rispetto allo stato in cui è stata portata  e
  lo stato che si è determinato nella nostra Regione: oggi la Sicilia
  è  una  pattumiera volante e orizzontale, non c'è città  grande  in
  Sicilia dove il sistema sostanzialmente non sia saltato in aria.
   Io  ho 48 anni e a mia memoria non avevo ricordi di una città o di
  una regione che, in larga parte del suo territorio, è stata ridotta
  allo stato in cui è.
   Quindi,  noi stiamo facendo una riforma nel pieno di una emergenza
  che, come mi ricorda l'onorevole Laccoto, non è finita; anzi, ce ne
  sono  altre per le quali ancora devono essere trovate soluzioni.  E
  certamente questa legge, lo voglio dire ora perché sono sicuro  che
  anche  quelli  che stasera stanno dichiarando il loro voto,  domani
  quando  la  legge  sarà  pubblicata in Gazzetta  Ufficiale,  e  poi
  dopodomani  quando  i  rifiuti  saranno  ancora  nei  cassonetti  e
  bruciati  per  le strade siciliane, gli stessi che  stasera  stanno
  votando  a favore dichiareranno:  avete visto, è fallita la riforma
  perché  non  ha  fatto il miracolo di togliere  l'immondizia  dalle
  strade .
   Non  c'è  riforma che tenga, se pensiamo che le riforme servono  a
  fare i miracoli.
   Un punto, però, questa legge lo ottiene: mette la parola  fine  al
  sistema  degenerativo,  colpevolmente  degenerativo,  che  è  stato
  costruito nella nostra Regione.
   Mette  la  parola   fine   ai  termovalorizzatori  non  perché   i
  termovalorizzatori  siano  il male, ma perché  il  sistema  si  era
  costruito baricentrandolo su quel modello, e su quel modello  si  è
  determinato il risultato che è sotto gli occhi di tutti.  La  legge
  avvia la decisione legislativa - e non più un atto di impegno - che
  il  sistema  che  si  costruirà in Sicilia  sarà  baricentrato  sul
  sistema della raccolta.
   Mette  la  parola   fine , che io considero importante  in  questa
  Terra,   al  fatto  che  i  rifiuti  non  possono  più  essere   un
  sottogoverno, così come sono stati ridotti in Sicilia gli ATO, cioè
  strumenti  di  sottogoverno del sistema  politico  che  prescindeva
  dalla  capacità di gestire in termini economici, industriali  e  di
  efficienza anche finanziaria il servizio.
   Mette la parola  fine   a questi meccanismi degenerativi.
   Certo, in un sistema devastato qual è stato il sistema di gestione
  degli  ATO in Sicilia, voglio qui ribadire - anche per la  pelosità
  con  cui  questo dibattito si è fatto in questa Aula - che ci  sono
  state  alcune  esperienze che, nel disastro generale, hanno  saputo
  alzare la testa e dare dignità alla funzione pubblica per la  quale
  sono  stati  chiamati a svolgere quell'incarico: mi riferisco  alla
  questione  degli ATO virtuosi; ATO che in questi anni, ripeto,  nel
  disastro generale, hanno mantenuto un livello di economicità  e  un
  livello  di  efficienza  del  servizio,  ATO  che  non  hanno   mai
  trasformato  la  gestione  del  servizio  in  quei  territori,   da
  Caltagirone  a Sciacca, a Termini Imerese, a Mazara  e  ad  Alcamo,
  sistemi  nei  quali non c'è stato un solo giorno di emergenza,  non
  c'è stato un cassonetto che è rimasto pieno per più di ventiquattro
  ore.
   Quest'Aula,  forse perché voleva nascondere la virtuosità  (perché
  la  virtuosità  di  pochi  dimostrava il  fallimento  delle  classi
  dirigenti  dei  molti), ha voluto fare di ogni erba un  fascio.  Ha
  voluto privare la possibilità che quegli esempi positivi servissero
  comunque  anche  per  gli altri, quasi come  -  con  una  sorte  di
  egualitarismo  parolaio di maniera - per dimostrare che  tutti  non
  sono stati efficienti alla stessa maniera. No, non è così e non può
  essere così
   Quello  che  fa  specie  è  che adesso,  andando  in  giro  per  i
  territori,  scopriremo che molti di quelli che si sono  battuti  in
  quest'Aula  perché  il  famoso  emendamento  del  Governo   venisse
  bocciato  -  ricordo che si è chiesto lo scrutinio  segreto  perché
  così  si  determinava  il risultato di impedire  l'approvazione  di
  quella norma - adesso diranno che non hanno voluto salvare l'ATO di
  Sciacca piuttosto che quello di Caltagirone: insomma, la politica è
  commedia   E  mi  rivolgo all'onorevole Mancuso  che  ha  lealmente
  condotto una battaglia de visu contro la possibilità di riconoscere
  il modello degli ATO virtuosi.

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. La norma

   CRACOLICI.  Sì,  la  norma;  ma le norme  si  cambiano,  onorevole
  Mancuso.
   Però  non è consentito che l'onorevole Mancuso parli a nome di  un
  partito  e,  contemporaneamente, molti esponenti  del  suo  partito
  vanno  nei territori a dire che non si sono voluti salvare gli  ATO
  virtuosi: questa è commedia, questo è inganno agli elettori.
   Noi voteremo convintamente questa legge perché la consideriamo  un
  punto  di svolta nel senso che si dimostra e si può dimostrare  che
  in  Sicilia si può cambiare; non è vero che noi siciliani siamo  un
  popolo  senza speranza, che siamo abituati così, che non c'è  nulla
  da fare.
   No,  si  può  cambiare, si può essere uguali agli  altri,  si  può
  essere normali, si può gestire la cosa pubblica avendo in mente che
  alla fine quel che conta sono i diritti dei cittadini a cui andiamo
  a  chiedere  i voti, non i diritti di pochi che magari  pensano  di
  arricchirsi in nome dei cittadini.
   Ripeto,  si  può  cambiare, questa legge disegna  un  modello  che
  consente il cambiamento.
   Ma  è  certo,  però, che questa legge andrà gestita  e  governata,
  innanzitutto  dai  nuovi ATO e dalle società che  si  costituiranno
  attorno  agli  ATO  che abbiamo definito, ed  è  la  partita  della
  gestione che farà la differenza.
   Io  penso  che  con  questa legge usciamo anche dal  grande  gioco
  dell'irresponsabilità di questi anni in cui, alla fine,  i  rifiuti
  sono diventati come il condominio o il pianerottolo di casa nostra.
   Ci sono due modelli che si confrontano molto spesso: c'è chi pensa
  che  il pianerottolo non è di nessuno e quindi se ne frega,  e  chi
  invece  pensa  che il pianerottolo è anche proprio e quindi  se  ne
  occupa.  Noi  pensiamo  che il pianerottolo  sia  anche  nostro,  e
  dobbiamo  combattere  con chi pensa che il pianerottolo  non  è  di
  nessuno: e in questi anni i rifiuti sono stati la terra di nessuno
   Io  penso che questa legge potrà dire ai siciliani che non solo  è
  possibile cambiare ma, se si vuole, si può concretamente cambiare a
  partire  dall'avere città più pulite e fare diventare i  rifiuti  -
  come tante volte si dice senza realizzarlo - anche una risorsa  per
  dare lavoro e per creare ricchezza.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore per l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, Pietro Carmelo Russo.

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero ringraziare tutti e
  soffermarmi  brevemente non sui contenuti tecnici  del  disegno  di
  legge - vi ho torturato già abbastanza - quanto su una riflessione,
  banale se volete.
   Abbiamo  deciso  di cambiare il modello organizzativo  rispetto  a
  quello che abbiamo fino ad oggi conosciuto, perché quel modello  si
  è rivelato incongruo rispetto alle esigenze della Regione siciliana
  e,  in  particolare,  dei  suoi comuni.  Però  quel  modello  aveva
  funzionato  discretamente, in alcuni casi bene, in  altre  zone  di
  Italia;  il  che  significa che si può fare la migliore  legge  del
  mondo,  ma  il  problema è come si applica e come  ci  si  rapporta
  rispetto ad essa.
   Il  fatto  che  su questo disegno di legge ci sia un  accordo,  un
  assenso dell'Aula responsabilizza tutti a farla funzionare nel modo
  migliore possibile.
   Esauriti questi brevi cenni, vorrei ringraziare in particolare  il
  Presidente  dell'Assemblea  che  ha  cercato,  spesso  inutilmente,
  spesso vanamente, di contingentare i miei interventi; il presidente
  della  quarta  Commissione legislativa, onorevole Mancuso,  con  il
  quale  abbiamo  lavorato  duramente,  in  ogni  senso;  gli  Uffici
  dell'Assemblea regionale, e in particolare il dottore Di  Gregorio,
  amanuense come me rispetto a questa Aula; tutti i Capigruppo e  gli
  assistenti  parlamentari, che ho costretto a farmi tante  fotocopie
  continuamente, perché sono disordinato e me ne scuso.
   Ringrazio  tutti  i deputati per le parole che,  pressocché  nella
  totalità, hanno ritenuto di rivolgermi, e fra tutti ringrazio molto
  meno  il Presidente Lombardo che ha voluto buttarmi in questa fossa
  dei leoni.
   Se  mi  permettete,  vorrei rivolgervi un  pensiero  assolutamente
  personale: io ho cominciato la mia esperienza di assessore in  modo
  problematico,  anche con qualche momento di dolore per  me,  e  non
  solo  per me. Tutti mi avete riconosciuto la tenacia, e quella  non
  mi manca, e non è un caso.
   Proprio  questa  tenacia,  la forza  di  sedersi  a  ragionare,  a
  lavorare,  a  scrivere e a spingere, viene fuori da un  bambino  di
  dodici anni, al quale rivolgo oggi il mio pensiero, un bambino  che
  a dodici anni cominciò a mantenersi da solo perché voleva studiare,
  era  il  1936. A quel bambino di dodici anni, grazie  al  quale  io
  qualcosa in più ho fatto, e che ha sofferto quando io ho cominciato
  a fare l'assessore, perché si è trovato coinvolto in una storia non
  gradevole,  a  quel bambino di dodici anni, di una famiglia  povera
  dell'entroterra siciliano, è a lui che in questo istante va il  mio
  pensiero e il mio abbraccio. Mi scuserete di questo.

                              (Applausi)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  i  seguenti  emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
  interno:

   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis:

   emendamento 117.1:
   «All'articolo   4,   comma   2,  lettera   m)   dopo   la   parola
   differenziata  aggiungere la parola  anche »;

   - dalla Commissione:

   emendamento 117.2:
   «All'articolo  16 prima delle parole  al fine di uniformare   sono
  inserite  le  parole   nel  rispetto  delle  linee  guida  di   cui
  all'articolo 195 del decreto legislativo 152/2006 »;

   emendamento 117.3:
   «All'articolo  2,  comma 1, lett. o) le parole dopo   rifiuti  non
  pericolosi'  sono  sostituite  dalle parole   come  definiti  dalla
  vigente normativa'.
   Al  comma  3,  lett. c) sostituire le parole  sono  definiti'  con
   sono indicati'»;

   emendamento 117.4:
   «All'articolo  3,  comma  1,  lettera  d)  sostituire  le   parole
   Osservatorio   regionale  sui  rifiuti    con   le   parole    del
  Dipartimento regionale Acqua e rifiuti »;

   - dal Governo:

   emendamento 117.5:
   «All'articolo 1, comma 2 cassare la parola  progressiva »;

   emendamento 117.6:
   «All'articolo  2,  comma  1,  lettera  d)  sostituire  la   parola
   sanitari  con la parola  speciali ;
   Alla lettera o) sostituire le parole  ai sensi dell'articolo 5 del
  D.P.R. n. 254 del 2003  con le seguenti parole  come definiti dalla
  normativa vigente ;
   Al  comma  3,  lettera c) sostituire la parola  definiti   con  la
  parola  indicati »;

   emendamento 117.7:
   «All'articolo  3,  comma  1,  lettera  d)  sostituire  le   parole
   Osservatorio   regionale  sui  rifiuti    con   le   parole    del
  Dipartimento regionale Acqua e rifiuti »;

   emendamento 117.8:
   «All'articolo  4,  comma 2, lett. c) dopo le  parole   tariffa  di
  igiene ambientale  aggiungere le parole  di cui all'articolo 49 del
  decreto legislativo n. 22 del 1997; e cassare le parole  secondo le
  modalità di cui all'articolo 6, comma 6 ;
   Al  comma  2,  lett.  e) dopo le parole  lett. b)   aggiungere  le
  parole  e c) ;
   Al comma 2 cassare la lettera h);
   Al  comma  3  cassare le parole da  della relativa delibera   sino
  alla fine del comma»;

   emendamento 117.9:
   «All'articolo  6, comma 4, dopo le parole  eletti   aggiungere  le
  parole  fra i soci ;
   Al  comma 5 sostituire le parole  al quale è parametrato   con  le
  parole  di riferimento  e dopo la parola  ambientale  aggiungere le
  parole   di cui all'articolo 49 del decreto legislativo n.  22  del
  1997 »;

   emendamento 117.10:
   «All'articolo 6 bis, alla fine del comma 1 aggiungere le parole  e
  s.m.i. ;
   Al comma 2 cassare la parola  bancaria  e le parole  della tariffa
  di igiene ambientale e ;
   Al  comma  3,  prima delle parole  centro abitato   aggiungere  le
  parole  perimetro del »;

   emendamento 117.11:
   «All'articolo 7, comma 6 sostituire le parole dopo  rifiuti,  sino
  alla  fine  del  comma con le parole  secondo le  modalità  di  cui
  all'articolo 202 del decreto legislativo 152/2006 ;
   Il comma 10 è soppresso;
   Al  comma  11  dopo  la  parola   interne   sopprimere  le  parole
   all'ATO   e  cassare le parole  fra personale assegnato  ad  altri
  ATO ;
   Al  comma  12  sostituire le parole dopo  intervento  sostitutivo
  sino alla fine del comma con le seguenti parole  con le modalità di
  cui all'articolo »;

   emendamento 117.12:
   «All'articolo  9,  comma 3, lett. r) sostituire le  parole   degli
  ATO  con le parole  delle SRR ;
   Al comma 4 sostituire le parole da  in recepimento  sino alla fine
  del  comma  con le parole  secondo i principi fissati  dalle  norme
  comunitarie »;

   emendamento 117.13:
   «All'articolo   12,  comma  1  dopo  le  parole   in   conformità
  sostituire  le  successive sino alla fine del comma con  le  parole
   alla normativa comunitaria e ai principi da questa desumibili ;
   Al comma 2 sopprimere le parole  di cui alle lett. b) e c)  sino a
   2008/98/CE »;

   emendamento 117.14:
   «All'articolo  15, comma 1 dopo le parole  n. 133   aggiungere  le
  parole  s.m.i. ;
   Al  comma  3 sostituire le parole  singolo comune  con  le  parole
   singoli comuni »;

   emendamento 117.15:
   «All'articolo  18,  comma  6  dopo  le  parole   sono  inquadrati
  aggiungere le parole  previa risoluzione del precedente rapporto di
  lavoro ».

   Si passa all'emendamento 117.1. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.6. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.8. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.9. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.10. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.11. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.12. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.13. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.14. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.15. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                  Comunicazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordine
  del giorno:

   -   numero   254  «Eventuale  impugnazione  davanti   alla   Corte
  costituzionale dell'articolo 25 della legge delega  n.  99/2009  in
  materia  di  potere  sostitutivo  del  Governo  nazionale  per   la
  localizzazione  di impianti ad energia nucleare in Sicilia»,  degli
  onorevoli  Di Benedetto, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,
  De  Benedictis,  Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone,  Ferrara,
  Fiorenza,  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale,   Termine,   Vitrano,   Cristaudo,   Nicotra,   Federico,
  Vinciullo, De Luca, Minardo, Gennuso, Ragusa, Romano, Gianni;

   -   numero   301  «Interventi  per  scongiurare  il   rischio   di
  infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo  mafioso  nel
  ciclo dei rifiuti», degli onorevoli Gennuso e Calanducci;

   -  numero  309  «Distanza di rispetto dai centri  abitati  per  le
  discariche   di   nuova  istituzione  e  per  quelle   oggetto   di
  ampliamento»,   degli  onorevoli  Di  Guardo,  Di   Benedetto,   De
  Benedictis, Oddo e Cracolici.
   Ne do lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   ricordato  che, nella seduta d'Assemblea n. 133 del 19-20  gennaio
  2010, è stato approvato l'ordine del giorno n. 232, con il quale si
  impegna   il   Governo  della  Regione  ad  esprimere  la   propria
  contrarietà  verso qualunque ipotesi di realizzazione  di  centrali
  nucleari in Sicilia;

   tenuto   conto  che,  in  sede  di  Conferenza  Stato-Regioni,   i
  rappresentanti  della  Regione siciliana  hanno  fatto  presente  e
  difeso   la   deliberazione   adottata   dall'Assemblea   regionale
  siciliana,   manifestando   il   diniego   verso   ogni   eventuale
  insediamento di impianti nucleari o depositi di scorie nell'Isola;

   considerato  che  il  Presidente  della  Commissione  parlamentare
  'Territorio,   ambiente  e  beni  ambientali'  del   Senato   della
  Repubblica,  affermando che in passato il Governo  regionale  aveva
  espresso  disponibilità ad esaminare la proposta  di  una  centrale
  nucleare,  ha confermato l'ipotesi di realizzare un impianto  nella
  zona di Palma di Montechiaro (AG), in quanto area a rischio sismico
  zero;

   tenuto  conto altresì che la legge 23 luglio 2009, n. 99, all'art.
  25,   consente   al  Governo  nazionale  l'esercizio   dei   poteri
  sostitutivi  in  caso di mancato raggiungimento  di  intese  con  i
  diversi enti locali coinvolti;

   ritenuto  che  tale  norma consentirebbe al Governo  nazionale  di
  decidere in merito alla realizzazione ed alla localizzazione  degli
  impianti   ad   energia  nucleare  nonché  sullo   stoccaggio   del
  combustibile  e  sul  deposito dei rifiuti  radioattivi,  anche  in
  assenza di consenso da parte delle Regioni e dei Comuni;

   ritenuto infine che, anche per tali ragioni, la delega di cui alla
  suddetta  legge  risulterebbe essere  in  palese  violazione  delle
  prerogative statutarie siciliane,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  impugnare davanti alla Corte costituzionale la delega  di  cui
  alla legge in questione, nonché il relativo decreto legislativo  di
  attuazione,  in  quanto  lesivi  dei  poteri  dell'autonomia  della
  Regione siciliana». (254)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che occorre evitare di utilizzare in modo indiscriminato
  la categoria dell'ecomafia per accomunarvi tutte le tipologie - tra
  loro  sensibilmente  differenti  -  di  illecito  nel  settore  dei
  rifiuti;

   considerato  che, oltre che poco appropriato dal  punto  di  vista
  della  descrizione  compiuta  delle  fenomenologie  criminose,   il
  ricorso ideologico a tale concetto rischia di incidere anche  sulla
  corretta  modulazione  delle strategie di prevenzione  e  contrasto
  degli illeciti attinenti alla gestione dei rifiuti;

   rilevato che occorre tenere presente che esiste un ampio ventaglio
  di  attività  illecite che, pur facendo riferimento ad attività  di
  tipo  organizzato,  non sono immediatamente riferibili  a  contesti
  mafiosi;

   considerato  che  si tratta, il più delle volte, di  imprese  che,
  mosse principalmente dall'obiettivo di ridurre i costi connessi  al
  regolare  smaltimento,  danno vita a circuiti  illeciti,  dove,  in
  particolare,  prosperano soggetti, veri e propri  'broker',  dediti
  all' intermediazione criminale nel settore;

   rilevato  che,  secondo  quanto  riportato  nella  Relazione   per
  l'inaugurazione  dell'anno  giudiziario,  svoltasi  a  Palermo  nel
  gennaio 2007, le 'organizzazioni' citate in tale contesto, non sono
  sempre mafiose o collegate alla mafia;

   ritenuto   che   la   'Procura  di  Palermo  segnala   un'indagine
  particolarmente  complessa, che ha consentito  di  individuare  una
  struttura  organizzata  nel  settore dell'illecito  smaltimento  di
  rifiuti sanitari e di altri rifiuti pericolosi (vernici)';

   considerato che:

   dagli  accertamenti svolti in sinergia con le autorità giudiziarie
  competenti  per  territorio,  è emersa,  appunto,  una  sistematica
  violazione  della normativa in materia di smaltimento  dei  rifiuti
  che vede come protagonisti soggetti imprenditoriali non collegati -
  quanto  meno,  allo  stato  delle conoscenze  investigative  -  con
  sodalizi mafiosi;

   cercando  di  cogliere  le  linee di  sviluppo  più  avanzate  dei
  fenomeni criminali in questi ultimi anni, si sta assistendo  ad  un
  progressivo  ampliamento del raggio di interesse di  'Cosa  Nostra'
  nel settore dei rifiuti;

   ritenuto che, se fino a qualche tempo fa si poteva attribuire alla
  camorra  una sorta di primogenitura nella gestione delle  fasi  più
  redditizie del ciclo dei rifiuti, oggi invece lo scenario può dirsi
  mutato,  registrando  l'ingresso  a  pieno  titolo  delle  famiglie
  mafiose siciliane nel 'business' dei rifiuti;

   rilevato che:

   si  continua a registrare, infatti, lo svolgimento di attività  di
  affiliati  a  'Cosa Nostra' o di imprese da esse  controllate,  che
  preesistono  all'interessamento verso i rifiuti, ma possono  essere
  utili  nella  prospettiva  di  una violazione  'organizzata'  delle
  normative ambientali;

   il  Procuratore aggiunto della Direzione distrettuale Antimafia di
  Palermo,  dottor Roberto Scarpinato, nell'audizione del 12  ottobre
  2007, ha osservato come 'l'organizzazione mafiosa sia incisivamente
  intervenuta per acquisire il controllo dell'intero ciclo  economico
  dello smaltimento dei rifiuti urbani in tutta la Sicilia';

   considerato   che  quel  che  colpisce  maggiormente  dell'attuale
  evoluzione del sistema mafioso collegato alla gestione dei rifiuti,
  è l'estrema duttilità dell'impresa mafiosa, capace di inserirsi nel
  circuito internazionale delle imprese più qualificate del settore e
  agganciarsi  a raggruppamenti di imprese, utilizzando, anche  nelle
  procedure  concorsuali, come 'front-company', soggetti dal  marchio
  di  indiscussa  affidabilità tecnologica, così sfuggendo  anche  ai
  controlli della legislazione antimafia,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad   un'operazione   di  'screening',  intesa   come   limitazione
  dell'accesso,  che tenga fuori 'ex ante' o faccia  individuare  'ex
  post' le aziende che abbiano, in vario modo, contatto con la mafia»
  (301).

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che la riforma del sistema di raccolta e smaltimento  dei
  rifiuti, almeno fino al 2020, prevede l'uso delle discariche;

   visti  i  nefasti effetti delle discariche esistenti in prossimità
  o,  addirittura, a ridosso dei centri abitati e più volte segnalati
  da cittadini, amministratori e politici;

   al  fine  di  rimuovere gli attuali guasti di carattere  igienico-
  sanitario e di non ripetere errori di ubicazione già rilevati;

   considerato  che,  nella seduta d'Assemblea n. 157  del  24  marzo
  2010, è stata approvata una norma che impone la distanza minima  di
  5  Km  dai  centri abitati per gli impianti necessari alla gestione
  integrata dei rifiuti,

                   impegna il Governo della Regione

   a  intendere  estesa  tale previsione agli  eventuali  ampliamenti
  delle discariche esistenti». (309)

   Si  procede  con  l'ordine del giorno numero 254.  Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità. Il
  Governo lo accetta come raccomandazione.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  trattandosi
  di  un argomento di particolare rilevanza, chiedo che l'ordine  del
  giorno  venga posto in votazione. Riguarda, infatti, gli  strumenti
  che  il  Governo mette in atto per poter mantenere e  sostenere  un
  voto che il Parlamento siciliano ha già espresso.
   Noi  ci  siamo  già dichiarati contro l'insediamento  di  centrali
  nucleari in Sicilia, con il parere favorevole del Governo e con  le
  dichiarazioni  positive  da parte del Presidente  Lombardo.  Adesso
  chiediamo di mettere in atto gli strumenti perché ciò avvenga,  nel
  rispetto dell'orientamento che la Sicilia ha preso, e gli strumenti
  sono quelli dell'impugnativa della norma nazionale.
   Bisogna  adoperarsi  perché  venga  rispettato  il  voto  che   il
  Parlamento siciliano ha già espresso

   PRESIDENTE.    Infatti   il   Governo   l'aveva    accolto    come
  raccomandazione.
   Lei  insiste  per  la  votazione? Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, preciso che l'ordine del giorno numero  254  è
  stato approvato col voto contrario del Gruppo PDL e del Gruppo  PDL
  Sicilia e con l'astensione dei deputati del Gruppo UDC.
   Si passa all'ordine del giorno numero 301. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 309. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  prima di passare alla votazione  finale  del
  disegno  di  legge, vorrei fare un ringraziamento agli Uffici,  che
  non   è   formale   o  di  circostanza,  ma  è  un   ringraziamento
  assolutamente  sentito  anche perché,  alla  luce  del  grandissimo
  lavoro  che l'Assemblea ha fatto in queste ultime settimane,  senza
  il  supporto pronto e intelligente degli Uffici, probabilmente  non
  avremmo portato al traguardo questa legge.
   Abbiamo fatto più di trenta ore di dibattito in nove sedute d'Aula
  ed  abbiamo esaminato centinaia di emendamenti, e tutto questo  con
  il  supporto degli Uffici e con una velocità di risposta eccellente
  da  parte  del  Governo.  Quindi, il mio  ringraziamento  va  anche
  all'assessore Russo, per essere stato sempre pronto e veloce  anche
  nel potere dare il parere da parte del Governo.
   Inoltre,  volevo  ricordare  a  chi,  a  volte  con  un   po'   di
  superficialità,   parla  di  un  Parlamento   lento,   che   questo
  Parlamento, senza aver approvato ancora il bilancio - siamo  al  25
  di marzo e non abbiamo ancora un bilancio, ma soltanto un esercizio
  provvisorio  -  ha già approvato sette leggi tra cui alcune  norme,
  come  quella che approviamo oggi, come il piano casa, come la legge
  di  riforma  delle  Camere di Commercio, la legge  di  riforma  del
  settore  degli agriturismo e tante altre, che non definisco epocali
  per evitare di utilizzare una parola grossa, ma che certamente sono
  leggi di riforma assolutamente significative.
   Di  questo, quindi, volevo ringraziare l'intero Parlamento per  la
  buona  volontà  dimostrata in questi due mesi e  mezzo  dall'inizio
  dell'anno  e, per così dire, testimoniare che un Parlamento,  anche
  senza  risorse  economiche, può portare a compimento delle  riforme
  importanti.


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati »
                            (nn. 525-528/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge nn. 525-528/A «Gestione integrata dei rifiuti e
  bonifica dei siti inquinati».
   Indìco  la  votazione finale per scrutinio nominale.  Chiarisco  il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi  vota
  no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo, Bonomo,  Caronia,
  Cimino,  Cintola, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici,  Cristaudo,
  Currenti,   D'Agostino,  D'Asero,  De  Benedictis,  Di   Benedetto,
  Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Fagone, Faraone, Federico, Ferrara,
  Formica,  Galvagno, Gennuso, Greco, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,
  Lentini,  Leontini,  Lombardo,  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello,
  Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo,  Musotto,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,  Raia,
  Rinaldi,    Ruggirello,   Savona,   Scilla,   Speziale,    Termine,
  Torregrossa.

   Vota no: Limoli.

   Si astiene: Falcone.

   Sono   in   congedo:  Ammatuna,  Beninati,  Buzzanca,  Calanducci,
  Campagna, Dina, Forzese, Gianni, Scammacca, Vinciullo e Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            63
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          60
   Contrario            1
   Astenuto             1

                         (L'Assemblea approva)

   Preciso che l'onorevole Caputo e l'assessore per le infrastrutture
  e  per  la  mobilità, onorevole Gentile hanno dichiarato  di  avere
  votato  favorevolmente  ma,  per un  malfunzionamento  del  sistema
  elettronico, il loro voto non è stato registrato.

   Onorevoli  colleghi,  prima  di  convocare  la  nuova  seduta  per
  l'approvazione  dell'esercizio  provvisorio,  voglio  dare   alcune
  comunicazioni al Parlamento in modo tale che ognuno di  noi  sappia
  quali saranno i lavori delle Commissioni e dell'Aula nel corso  del
  prossimo mese.
   Al  termine dei nostri lavori, nell'imminenza della pausa pasquale
  e  prima  di  aggiornare la seduta a martedì  13  aprile,  desidero
  brevemente  informare l'Assemblea sull'agenda dei  prossimi  lavori
  parlamentari.
   Innanzitutto,  nella Conferenza dei Capigruppo che  la  Presidenza
  convocherà lo stesso 13 aprile, verrà definita la nuova agenda  dei
  lavori  per  pervenire  all'approvazione dei  documenti  finanziari
  della Regione entro il termine costituzionale del 30 aprile 2010.
   A  tal fine, nelle more dell'approvazione del nuovo calendario dei
  lavori,  invito  la  Commissione  Bilancio   e  le  Commissioni  di
  merito,  per  le  parti di rispettiva competenza,  ad  iniziare  da
  subito  l'esame  dei suddetti documenti finanziari onde  pervenire,
  nel  più  breve tempo possibile, all'approvazione di un  testo  per
  l'Aula.
   Contestualmente  e  compatibilmente all'esame in  Commissione  dei
  disegni  di  legge di bilancio e finanziaria, sarà dato seguito  al
  deliberato  della  Conferenza dei Capigruppo iscrivendo  all'ordine
  del  giorno la discussione dei disegni di legge n. 379/bis A (legge
  comunitaria)  e  nn.  508-527/A  (legge-voto  in  materia  di  beni
  confiscati alla mafia).
   Onde  consentire quanto finora anticipato, la Presidenza  si  farà
  carico  di  proporre  alla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari di addivenire al contingentamento dei tempi, ai  sensi
  dell'articolo 98 quinquies, comma 6, del Regolamento interno.

   La  seduta è rinviata ad oggi, 25 marzo 2010, alle ore 18.25,  con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)  -  «Proroga  dell'esercizio provvisorio del  bilancio  della
        Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e delle misure
        occupazionali di cui alla legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13»
        (n. 547/A)
                   Relatore: on. Savona

   2)  -  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
        finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
        (nn. 470-470 bis)

   3)  -  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
        (nn.  471-471 bis)

                   La seduta è tolta alle ore 18.22

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli