Presidenza del vicepresidente Formica
MARROCCO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali
delle sedute numeri 14 e 15 del 30 luglio 2008 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ricordo che, ai fini della rilevazione delle
presenze, ciascun deputato deve inserire la propria tessera
nell'apposito alloggiamento.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli De Benedictis e Raia
hanno chiesto congedo per la presente seduta e gli onorevoli Di
Benedetto, Termine e Marinese per l'intera settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Interventi a sostegno del personale militare colpito da
gravi forme tumorali, insorte dopo aver operato in aree
fortemente degradate dal punto di vista ambientale, nonché
dei loro familiari superstiti (numero 167)
presentato dall'onorevole Gennuso in data 31 luglio 2008
Misure di sostegno al polo turistico della Val di Noto
(numero 168)
presentato dall'onorevole Gennuso in data 31 luglio
2008
Istituzione della Conferenza permanente per la
programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale (numero
173)
presentato dal Presidente della Regione (Lombardo) su
proposta dell'Assessore regionale per la sanità (Russo)
in data 4 agosto 2008
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di
contestuale invio alle competenti Commissioni
legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Disposizioni concernenti la Fondazione Federico II
(numero 170)
presentato dagli onorevoli Cascio Francesco, Formica
in data 31 luglio 2008
inviato in data 1 agosto 2008
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Valorizzazione delle vinacce per le finalità nutrizionali,
energetiche ed agronomiche (numero 172)
presentato dagli onorevoli Caputo, Mancuso in data 1 agosto
2008
inviato in data 1 agosto 2008
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disposizioni in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf (numero
171)
presentato dall'onorevole Mancuso in data 31 luglio 2008
inviato in data 1 agosto 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Interventi per la valorizzazione e la conservazione dei
centri storici di comuni della Val di Noto (numero 169)
presentato dagli onorevoli Minardo, Leanza Nicola,
D'Agostino, Ruggirello, De Luca, Giuseppe, D'Antoni, Arena,
Caronia, Romano, Lentini in data 31 luglio 2008
inviato in data 1 agosto 2008
Annunzio di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
BILANCIO (II)
Norme per la nomina del revisore contabile di Riscossione
Sicilia S.p.A. (165)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 1 agosto 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Disposizioni regionali per le attività fisiche e motorie
finalizzate al miglioramento della qualità della vita e del
benessere. (84)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 agosto 2008
PARERE VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
o inselvatichita in aree naturali protette. (103)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 agosto 2008
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico di diritto pubblico (159)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 1 agosto 2008
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione,
considerato che, con la legge regionale 28 dicembre 2004, n.
17, all'art. 119, comma 1, è stato previsto che il personale
eccedente di ruolo delle aziende autonome delle terme di Sciacca
e Acireale (...) confluisce in un ruolo speciale ad esaurimento
della Regione siciliana(...);
ricordato che, con la successiva legge regionale 19 aprile
2007, n. 11, l'art. 1, comma 3, modificava l'articolo di cui
sopra, cassando la parola eccedente e creando, quindi, le
condizioni per il passaggio di tutto il personale nel ruolo
speciale con la possibilità, tuttavia, di comandare parte di
questo personale per assicurare il minimo di attività necessaria
al mantenimento delle strutture delle Terme;
appreso da articoli di giornale ('La Sicilia' di domenica 29
giugno 2008) che, su sollecitazione del sindaco di Acireale,
sarebbero stati manifestati dubbi da parte del Presidente della
Regione sull'intera procedura di trasformazione delle terme e
sarebbe stato annunciato un provvedimento amministrativo che
intanto servirà a rinviare la fuga dei lavoratori dall'azienda
termale ;
ricordato che la legge può essere modificata solo da altra
legge e che i provvedimenti amministrativi non possono svuotare,
vanificare o distorcere la volontà del legislatore;
per sapere:
quali ulteriori atti normativi o autorizzativi occorrano per
dare il via alla concreta istituzione del ruolo speciale;
quali ragioni renderebbero necessaria una modifica della
legislazione vigente;
come intenda assicurare certezza di prospettive sia alle
società che gestiscono le terme di Acireale e di Sciacca sia ai
lavoratori in attesa di essere immessi nel ruolo speciale». (83)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
RAIA - DI GUARDO - DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e All'Assessore per il territorio
e per l'ambiente,
premesso che il 25 ottobre del 2007 un violentissimo
nubifragio ha colpito numerosi comuni della fascia ionica della
provincia di Messina, provocando ingenti danni e determinando una
condizione di rischio per l'incolumità pubblica, particolarmente
evidente nella frazione di Giampilieri Superiore del comune di
Messina, interessata da un vasto movimento franoso che minaccia
l'abitato e la strada provinciale;
considerato che:
successivamente è stato dichiarato lo stato di calamità;
l'ARS ha deliberato uno stanziamento per consentire interventi
di messa in sicurezza delle aree a rischio;
a Giampilieri Superiore è stato effettuato un intervento di
modeste dimensioni da parte del genio civile di Messina;
a distanza di dieci mesi dall'evento calamitoso non sono stati
effettuati gli interventi ritenuti necessari dalla protezione
civile e dal comune di Messina per la messa in sicurezza
dell'area ritenuta a rischio;
eventuali piogge anche di intensità inferiore al predetto
nubifragio possono avere conseguenze catastrofiche;
la condizione di evidente pericolo per l'abitato di Giampilieri
Superiore ha determinato comprensibile preoccupazione nella
comunità locale;
per sapere:
se non valutino opportuno prevedere un immediato intervento di
messa in sicurezza dell'abitato di Giampilieri Superiore a carico
e con le procedure della protezione civile;
se non ritengano necessario programmare, utilizzando le risorse
regionali, statali e comunitarie, un intervento strutturale per
consolidare la collina soprastante l'abitato della predetta
frazione e la strada provinciale di collegamento;
se non considerino utile sollecitate gli enti preposti affinché
in tempi rapidi siano risarciti i cittadini che hanno subito
danni alle abitazioni o dalle attività produttive». (86)
PANARELLO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza
premesso che il comma 14 dell'art. 53 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, recante 'Norme generali sull'ordinamento del
lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche' prevede
l'obbligo della comunicazione dell'elenco dei collaboratori
esterni e dei soggetti cui sono affidati incarichi di consulenza
al dipartimento nazionale della Funzione pubblica entro il 30
giugno di ciascun anno;
considerato che;
tra le sei regioni che non hanno comunicato gli elenchi del
2006 c'è anche la Regione siciliana;
la stessa Corte dei conti della Sicilia, di recente, ha
denunciato un'incontrollata gestione di incarichi esterni e
consulenze;
ritenuto che:
la Regione siciliana dovrebbe far ricorso ad incarichi di
studio e consulenti esterni soltanto quando alcune funzioni non
possono essere svolte dal personale in servizio;
le amministrazioni che omettono le comunicazioni di cui alla
normativa sopra richiamata non possono conferire nuovi incarichi
fino a quando non abbiano adempiuto gli obblighi di legge;
per sapere le ragioni per le quali non sia stato applicato il
decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001». (81)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione siciliana e all' Assessore per
l'industria, premesso che:
non si hanno più notizie del piano energetico regionale
nonostante, il 24 ottobre 2006, sia stata approvata una specifica
mozione;
è stata ampiamente disattesa la volontà dell'Assemblea
regionale siciliana su una questione strategica per lo sviluppo
della nostra Regione;
considerato che il dibattito attuale in materia di politica
energetica e ambientale impone l'adozione del piano energetico
nazionale;
ritenuto che:
in attesa di tale approvazione è stato stabilito di sospendere
tutte le procedure autorizzative per la localizzazione di
impianti di qualsiasi natura per la produzione energetica;
la questione, in particolare, del pagamento delle quote delle
accise sulla produzione di carburanti in Sicilia merita un
dibattito all'Assemblea regionale siciliana senza scorciatoie
demagogiche finalizzate a sterili contrapposizioni con gli
industriali e il Governo nazionale;
per sapere quali siano le ragioni per le quali, fino ad oggi,
non sia stato possibile definire il piano energetico regionale».
(82)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
da notizie diffuse, si apprende che vi sarebbe l'intenzione da
parte di Trenitalia Cargo di procedere all'interruzione dei
collegamenti tra la Sardegna e la Sicilia;
l'assunzione di tale scelta comporterebbe conseguenze assai
negative nell'apparato produttivo siciliano, e in primo luogo nel
settore lapideo, che vive costantemente dell'approvvigionamento
delle materie prime dalla Sardegna;
il comparto interessato, qualora si verificasse la sospensione
dei collegamenti, si troverebbe costretto a considerare, quale
unica soluzione per la movimentazione dei marmi, la rete stradale
mediante l'utilizzo di mezzi adatti ai trasporti eccezionali,
pena la definitiva chiusura dell'intero comparto lapideo;
il transito per via stradale dei mezzi sopracitati per il
trasporto di massi pesanti, come sempre accaduto in questi casi,
determina gravi conseguenze alla rete stradale interessata;
in seguito al diffondersi delle notizie circa l'interruzione
delle tratte sono state avviate iniziative presso la Presidenza
della Regione Sardegna affinchè possa essere evitata tale ipotesi
allo scopo di tutelare l'apparato produttivo coinvolto;
per sapere se l'Assessore sia a conoscenza di quanto sopra
descritto e se non ritenga necessario, qualora fosse assunta la
scelta di interrompere i collegamenti con la Sardegna, porre in
essere ogni iniziativa utile presso il compartimento Trenitalia
Cargo per garantire la continuità delle tratte, scongiurando in
tal modo una crisi dell'apparato produttivo lapideo». (84)
DIGIACOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
dal 1989 ha sede presso l'università di Catania una scuola
superiore sorta in seguito alla costituzione in consorzio delle
università di Messina e Catania, la Regione siciliana, la
provincia e il comune di Catania con il sostegno di importanti
aziende di livello internazionale operanti nel settore
dell'innovazione tecnologica come la SGS Thompson;
questa importante scuola, in ragione della sua struttura, si è
occupata in questi anni della formazione di eccellenza nel campo
scientifico, consentendo agli studenti che vi accedono, dopo
rigorosa selezione di merito, il conseguimento di diplomi
attraverso lo svolgimento di appositi corsi oltre ai normali
titoli accademici;
la SSC ha anche attivato nel corso degli anni diversi corsi per
il conseguimento di master in diverse discipline;
questa scuola, il cui ordinamento è ispirato a quello della
Normale di Pisa, storica struttura d'eccellenza nel panorama
universitario italiano, insieme all'ISUFI di Lecce, rappresenta
l'unica
istituzione universitaria con questa impostazione nel Meridione
d'Italia;
gli studenti che hanno frequentato la SSC provenivano da tutta
la Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Basilicata,
nonché dai Paesi del Mediterraneo come l'Egitto;
rilevato che il mancato riconoscimento dell'autonomia
universitaria a questa scuola e i tagli alla spesa pubblica in
materia di istruzione e ricerca rendono difficile il reperimento
dei finanziamenti necessari, rischiando di provocare la chiusura
di questa struttura e determinando un grave danno alla ricerca in
Italia e nel Sud;
ritenuto che:
il prestigioso ruolo svolto nella formazione scientifica e il
contributo ai processi d'innovazione tecnologica reso dalle
istituzioni scolastiche ed universitarie costituiscono in
assoluto il valore più importante affinché in Sicilia si
determini un reale e concreto sviluppo;
la chiusura delle strutture per la formazione di eccellenza
esistenti al Sud, ed in particolare in Sicilia, non potrà che
acuire quel fenomeno di emigrazione intellettuale di tante
ragazze e ragazzi che scelgono altre sedi di formazione lasciando
la nostra Isola sempre più povera su questo fronte;
il Governo regionale debba compiere ogni sforzo possibile
affinché nessuna delle strutture che operano in Sicilia nella
formazione di alto profilo scientifico venga cancellata per
assenza di adeguate risorse;
per sapere:
se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra descritto e
quali iniziative abbia predisposto o intenda assumere per evitare
la chiusura della SSC;
se non ritenga necessario ed urgente attivare ogni misura
possibile, anche presso il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, allo scopo di reperire le
risorse finanziarie necessarie a scongiurare la chiusura della
scuola superiore presso l'università di Catania (SSC), garantendo
in tal modo la continuità dell'attività di formazione». (85)
RAIA - PANARELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
il Presidente della Regione ha provveduto a trasmettere al
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti la terna dei
designati per la nomina a presidente dell'autorità portuale di
Augusta;
le professionalità indicate sono al di fuori della provincia di
Siracusa e ciò non è elemento ininfluente rispetto alla
delicatezza dell'incarico che si assume, soprattutto in
considerazione del ruolo a cui assolve il porto di Augusta
nell'intero apparato produttivo isolano;
nella provincia di Siracusa esistono
professionalità in grado di ricoprire l'importante incarico, ma
non si comprendono le ragioni per cui sia stato delegittimato il
territorio aretuseo, privilegiando competenze di Catania e
Palermo.
per sapere:
se tali nomine siano state concordate con i rappresentanti
istituzionali della provincia di Siracusa;
quali criteri siano stati adottati nel procedere alla
designazione della terna per la nomina a presidente dell'autorità
portuale di Augusta e quali ragioni abbiano spinto ad escludere
in via prioritaria le competenze presenti nella provincia di
Siracusa e se in tal senso abbiano finito col prevalere logiche
di appartenenza politica». (87)
MARZIANO-DE BENEDICTIS-BONOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
il testo unico sulle disposizioni legislative in materia di
istruzione garantisce 'il diritto all'educazione e all'istruzione
della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna e
nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine
e grado' e la presenza di 'attività di sostegno mediante
l'assegnazione di docenti specializzati';
con circolare n. 19 dell'1 febbraio 2008, il Ministero della
pubblica istruzione, dell'università e della ricerca, in
attuazione al decreto interministeriale che contiene gli
obiettivi di spesa fissati dalla legge finanziaria 2008, ha
determinato gli organici del personale docente per l'anno
scolastico 2008/2009, tagliando 10.000 insegnati di sostegno, di
cui 1.727 solo in Sicilia, operando, in un solo anno, riduzioni
previste per il triennio;
secondo il decreto ministeriale, i direttori generali
regionali, sentite le regioni, gli enti locali e le altri
istituzioni pubbliche competenti, individuano di comune accordo
le modalità di distribuzione delle risorse di personale e
materiali utili all'integrazione dell'alunno disabile anche
attraverso la costituzione di reti di scuole e assicurano la
distribuzione degli insegnanti di sostegno correlata alla
effettiva presenza di alunni disabili, tenendo conto delle
risorse messe a disposizione dalle regioni e dagli enti locali;
rilevato che:
il decremento degli organici non riguarda tutte le regioni ma,
in alcuni casi, ci sono stati anche degli incrementi (Emilia
Romagna 964, Lombardia 811, Toscana 675, Veneto 310, Piemonte
207);
nell'ultimo anno scolastico sono stati 20.524 gli alunni
disabili in Sicilia, seguiti da 12.789 insegnati insegnanti di
sostegno;
rimanendo invariato il numero di disabili, il numero dei
docenti di sostegno subirà una sensibile riduzione che potrebbe
essere ancora più marcata nei prossimi anni dato che la normativa
prevede un tetto per il numero di posti assegnati;
le organizzazioni sindacali hanno già chiesto l'intervento
della Regione per bloccare i tagli degli insegnanti di sostegno;
ritenuto che i tagli non andrebbero ad intaccare soltanto i
posti di lavoro, ma sarebbe leso il diritto allo studio di oltre
20.000 disabili e che migliaia di famiglie sarebbero private di
un supporto essenziale in un territorio che, spesso, non offre
altre risorse per favorire l'integrazione scolastica e sociale;
per sapere:
quali interventi, anche presso il Governo nazionale, intendano
intraprendere per evitare la drastica riduzione degli insegnanti
di sostegno in Sicilia;
se i criteri utilizzati per la ripartizione dei tagli nelle
province corrisponda alle reali esigenze del territorio,
considerate le notevoli differenze registrate (212 unità a
Trapani, 166 a Messina, 94 a Palermo), per evitare ingiuste
disparità». (88)
RINALDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
l'università degli studi di Palermo si è avvalsa del servizio
di vigilanza con la FIDELITER, una società cooperativa di
vigilanza privata fino alla scadenza naturale di tale appalto;
tale cooperativa, causa la mancata aggiudicazione dell'ultima
gara d'appalto bandita dall'università degli studi di Palermo,
dal 23 settembre 2007 ha posto in mobilità i 65 dipendenti con
profilo professionale di guardia particolare giurata;
considerato che:
tale grave provvedimento viene assunto per i seguenti motivi:
scadenza dell'appalto bandito dall'università degli studi di
Palermo;
mancata aggiudicazione della gara bandita dall'università degli
studi di Palermo;
impossibilità di collocazione alternativa in seno all'azienda
per mancanza di ulteriori clienti;
65 famiglie si ritrovano senza di che sopravvivere;
atteso che:
i suddetti lavoratori hanno esercitano il ruolo di guardia
giurata armata presso l'università degli studi di Palermo da
oltre 25 anni;
nel corso degli anni si è instaurato un rapporto di fiducia con
i membri del rettorato e del policlinico universitario;
ritenuto che:
gli studenti dell'ateneo palermitano, provenienti da tutta la
Sicilia, hanno diritto alla giusta salvaguardia da eventuali atti
vandalici;
ci sono studenti che abitano al pensionato all'interno
dell'università degli studi di Palermo;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per assicurare la
continuità del posto di lavoro ai 65 lavoratori che si ritrovano
senza occupazione dopo 25 anni di servizio;
se non sia il caso di convocare un tavolo tecnico di lavoro che
permetta di trovare immediate soluzioni al grave problema dei
suddetti lavoratori». (89)
CAPUTO
Le interrogazioni testé annunziate saranno trasmesse al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'art. 45 della l.r. n. 2 del 2007, rubricato 'Individuazione
dei nuovi ambiti territoriali ottimali per la gestione dei
rifiuti urbani' ha disposto la costituzione di nuovi ambiti
territoriali ottimali per la cui gestione i comuni si dovranno
costituire in consorzio dotato di personalità giuridica, ed ha
conferito al Presidente della Regione il potere di disciplinare
la fase transitoria dal pregresso regime degli ATO a quello dei
consorzi, sempre in attuazione dell'articolata disciplina recata
dal citato articolo 45;
con il decreto 20 maggio 2008, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana 6 giugno 2008, n. 25, il
Presidente della Regione, pur asserendo di agire in guisa
attuativa della citata disposizione di legge, in verità, ne ha
violato la lettera e la ratio;
numerose appaiono le incongruenze e le violazioni di legge
contenute nel decreto, che appare inadeguato, peraltro, a
risolvere le problematiche più delicate derivanti dalla pregressa
gestione degli ATO;
considerato che:
il decreto suddetto dispone, per un verso, che l'autorità
d'ambito abbia un proprio fondo di dotazione e sia dotata di
personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa,
amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica,
come prescritto dalla legge e, per altro verso, ha apertamente
violato la detta norma prevedendo che il fondo di dotazione dei
consorzi debba essere alimentato automaticamente dai comuni soci,
ai quali è stato imposto l'obbligo di istituire due capitoli di
bilancio ai quali devono essere assegnate le somme necessarie a
colmare le perdite subite dai consorzi anche a causa della
mancata riscossione della TIA;
tali disposizioni impongono ai consorzi, enti dotati di
personalità giuridica normati dal codice civile e, segnatamente,
dalla parte relativa alle società per azioni, una disciplina che,
invece, è propria delle società di persone ove, come noto, i soci
sono solidamente responsabili;
atteso che:
il Presidente della Regione, con il citato decreto, esorbitando
dalle proprie attribuzioni istituzionali, ha violato sia
l'articolo 45 della l.r. n. 2 del 2007, sia l'ordinaria
disciplina del codice civile, non derogabile nè modificabile con
legge regionale;
sotto altro profilo, il decreto del Presidente della Regione ha
violato apertamente la disciplina recata dall'art. 45 della l.r.
n. 2 del 2007 anche nella parte in cui l'appena citata norma
regionale dispone che ogni consorzio subentra nei rapporti attivi
e passivi delle società d'ambito esistenti: infatti, il decreto,
al punto 27, ha disposto che la situazione debitoria di ciascuna
società d'ambito al 31 dicembre 2008, come accertato dal relativo
presidente, dovrà essere ripartita tra i comuni facenti parte
della società d'ambito medesima, e sarà considerata in automatico
'debito accertato al singolo comune';
anche nel suddetto caso è da rilevare la violazione
dell'ordinario regime del funzionamento delle società per azioni
e della responsabilità dei relativi soci poiché, come noto, gli
ATO da liquidare sono amministrati da società per azioni di
diritto comune, secondo la disciplina recata dal codice civile;
considerato, inoltre, che:
nel decreto si prevede la nomina del commissario ad acta per il
caso di inadempimento dei comuni rispetto all'assurda imposizione
dell'obbligo di accollarsi i debiti degli ATO da porre in
liquidazione e delle costituende autorità d'ambito;
la disciplina imposta con il precitato decreto presidenziale
viola l'autonomia degli enti locali, pur costituzionalmente
garantita, stante che la nomina di un commissario ad acta con
poteri sostitutivi delle attribuzioni degli enti locali può
essere disposta solo con legge che contempli tassativamente
l'inadempimento legittimante il commissariamento;
la disciplina recata dal citato decreto presidenziale, cui è
seguita la circolare emanata dall'Agenzia regionale per i rifiuti
e le acque secondo la quale gli ATO virtuosi potrebbero rimanere
in vita, fa intravedere la possibilità di un doppio regime
giuridico (consorzi e ATO SPA) in contrasto con le previsioni
della legge 2/2007 e con la normativa vigente;
ritenuto che:
l'accollo automatico dei debiti degli ATO in capo ai comuni
provocherà, inevitabilmente, il loro dissesto finanziario;
si conferisce, inopinatamente, al presidente dell'ATO
l'autorità di quantificare in modo autoritativo il debito da
trasferire ai comuni, cui viene sottratta del tutto la propria
autonomia;
inoltre, ciò determinerà una sorta di sanatoria generalizzata
rispetto alle eventuali irregolarità nell'adozione degli atti
degli ATO che hanno generato negli anni l'immensa mole di debiti,
quantificabile per difetto in circa 600 milioni di euro;
la disciplina contenuta nel decreto è alquanto superficiale
poiché nulla dice circa i numerosi contenziosi fra comuni e ATO e
fra comuni e società di gestione;
il decreto è poi assolutamente carente nella definizione di un
altro delicato aspetto, rilevato dalla relazione sugli ATO svolta
dalla sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione
siciliana e relativo all'applicabilità dell'IVA sulla TARSU che,
in sostanza, comporta l'esazione di un'imposta su una tassa, con
il conseguente aumento della pressione fiscale a carico dei
cittadini;
rilevato che:
alcuni ATO hanno applicato la TIA senza le delibere dei
consigli comunali, e, pertanto, con procedure illegittime;
numerose sentenze delle Commissioni tributarie di I e di II
grado hanno sancito l'illegittimità delle TIA non deliberate dai
consigli comunali;
numerosi cittadini non hanno pagato la TIA, perchè considerata
una illegittima tassazione;
per conoscere:
se, alla luce delle considerazioni sopra esposte, il Presidente
della Regione non ritenga di dover rivedere il decreto 20 maggio
2008 nella parte in cui prevede l'automatico addebito ai comuni
dei debiti accumulati dagli ATO rifiuti;
se e quali procedure siano state avviate affinché tutti gli
atti finora adottati dagli ATO siano sottoposti al controllo che
ne attesti la regolarità evitando, in tal modo, che siano i
comuni, e in definitiva i cittadini, a pagare le conseguenze di
gestioni non sempre oculate;
se non ritenga, inoltre, di dover emendare il decreto 20 maggio
2008, prevedendo specificatamente l'applicazione delle ordinarie
procedure di liquidazione che accertino la situazione
patrimoniale, contabile e finanziaria delle società di gestione;
come possa conciliarsi il decreto del Presidente della Regione
con i più elementari principi in materia di obbligazioni
pecuniarie nella parte in cui accolla i debiti degli ATO ai
comuni prendendo in considerazione, in alcuni casi, crediti dei
gestori sub-iudice, illegittimi e/o inesigibili;
se, infine, anche alla luce della recente sentenza emessa dalla
Commissione regionale tributaria di secondo grado, il Governo
della Regione non ritenga di dover prendere i consequenziali ed
opportuni provvedimenti sul piano legislativo, modificando la
legge ancor prima di portare al dissesto i comuni e di continuare
a far gravare pesantemente le incongruenze amministrative della
gestione dei rifiuti in Sicilia sulle tasche dei cittadini». (12)
LACCOTO - GUCCIARDI -GALVAGNO-
AMMATUNA-BONOMO-FIORENZA- LUPO
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
MARROCCO, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la continuità territoriale, intesa come capacità
di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi cittadini
residenti in territori meno favoriti, si inserisce nel quadro più
generale di garanzia dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini e
di coesione di natura economica e sociale, promosso in sede
europea. Il trasporto, infatti, se da un lato si configura come
attività di tipo economico, dall'altro, come elemento essenziale
del 'diritto alla mobilità' previsto all'articolo 16 della
Costituzione, costituisce un servizio di interesse economico
generale e, quindi, tale da dover essere garantito a tutti i
cittadini, indipendentemente dalla loro dislocazione
geografica;
Viste le condizioni di assoluta precarietà delle vie di
comunicazione che collegano la provincia di Ragusa al resto della
Regione ed all'intero Paese. Ad avvalorare questa tesi vi è uno
studio della camera di commercio di Ragusa secondo cui: 'Pesante
è il deficit di infrastrutture di cui soffre la provincia di
Ragusa in particolare. L'indice di dotazione è, infatti, circa la
metà del dato medio nazionale, con gravi carenze in tutte le
categorie infrastrutturali. (...) Il sistema produttivo locale
sembra, infatti, risentire della carenza di un sistema di
trasporti su rotaia esteso ed efficiente, nonché di un moderno
sistema viario che colleghi Ragusa con i territori delle province
vicine. Analogamente penalizzanti, sia in termini di strutture
che di linee di transito, soprattutto per il trasporto merci,
sono anche gli aeroporti';
Preso atto che:
è in vigore la legge 9 agosto 2002, n. 12, recante 'Nuove norme
sui collegamenti marittimi con le isole minori della Sicilia.
Disposizioni finanziarie nel settore dei trasporti', in
conformità agli indirizzi stabiliti dal regolamento CEE n.
3577/92 del 7 dicembre 1992 e al decreto legislativo 11 settembre
2000, n. 296, relativo all'individuazione della rete dei servizi
secondo criteri di economicità ed efficienza, nel rispetto delle
esigenze generali di mobilità;
si fa riferimento al regolamento CEE n. 2408 del 23 luglio 1992
- avente per oggetto l'accesso dei vettori aerei della Comunità
alle rotte interne alla Comunità stessa per lo svolgimento di
servizi aerei di linea e non di linea - il quale consente a
ciascuno Stato membro di imporre oneri di servizio pubblico sui
servizi aerei di linea interni al suo territorio, effettuati
verso l'aeroporto di una regione periferica o in via di sviluppo
ovvero su una rotta a bassa densità di traffico verso un
qualsiasi aeroporto regionale, qualora tale rotta sia considerata
essenziale per lo sviluppo economico della Regione;
Atteso che l'attuale precarietà del sistema di collegamento
della provincia di Ragusa rende il trasporto di merci e persone
particolarmente penalizzante per lo sviluppo turistico e
commerciale dell'intera provincia e dei territori limitrofi, si
rendono improcrastinabili degli interventi, da parte delle
istituzioni competenti, di natura straordinaria. Sarebbe
auspicabile, dunque, un intervento del Governo regionale a favore
della costituzione di 'tratte aeree a costi agevolati' presso
l'aeroporto di Comiso, al fine di dare una concreta spinta
all'intero territorio ibleo verso il superamento di quel gap in
termini di costi e difficoltà oggettive dovute all'allocazione
geografica dello stesso territorio,
impegna il Presidente della Regione
ed, in particolare,
l'Assessore per il turismo e i trasporti
ad assumere tutte le iniziative necessarie per verificare la
concreta possibilità di inserire le principali rotte aeree
nazionali ed internazionali che faranno scalo presso l'aeroporto
di Comiso tra le tratte aeree beneficianti di aiuto tramite gli
oneri di servizio pubblico previste dalle norme sopra citate».
(27)
RAGUSA - LO GIUDICE - CORDARO -
CASCIO SALVATORE
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che in questi giorni si è tenuta in Sicilia la
riunione del tavolo di concertazione relativo all'istituzione
delle zone franche urbane (ZFU), al quale hanno partecipato la
maggior parte delle sigle sindacali ed imprenditoriali insieme al
Governo dell'Isola;
Considerato che le zone individuate sono: Brancaccio a Palermo,
Librino a Catania ed Augusta in provincia di Siracusa e, nel caso
in cui il Governo nazionale per il tramite del CIPE autorizzi una
quarta zona franca per l'Isola, il tavolo si pronuncerebbe
favorevolmente per Gela in provincia di Caltanissetta;
Rilevato che:
l'istituzione delle ZFU, sulla scorta dell'esperienza francese,
è finalizzata all'attuazione di forme specifiche di fiscalità di
vantaggio, temporalmente circoscritte e coerenti con la normativa
e gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato. In
tal modo, le imprese beneficerebbero di esenzioni o riduzioni sia
di tipo contributivo (definizione di un elevato credito
d'imposta), che di tipo fiscale, quali l'esonero (per 5 anni)
dall'imposta sul reddito d'impresa o l'abbattimento delle
aliquote ICI sui fabbricati, per citare solo alcune delle
possibili soluzioni;
tale forma di fiscalità di vantaggio è finalizzata allo
sviluppo economico e sociale di aree del Mezzogiorno
caratterizzate da fenomeni di particolare degrado ed esclusione
sociale, anche tramite interventi di recupero urbano, secondo
quanto previsto dai commi 340 e 341 della legge finanziaria 2007
(l. n. 296 del 2007);
Constatato che:
rispetto alle intenzioni del legislatore nazionale
precedentemente enunciate, sarebbe dimostrato, dalla ricorrenza
di tutti i presupposti stabiliti dal legislatore, che il
comprensorio siciliano composto dai comuni di Monreale, Corleone,
San Giuseppe Jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi,
Mezzojuso, meriterebbe di essere annoverato tra le zone
individuate e sottoposte alla valutazione del CIPE e che il
medesimo territorio rappresenta luogo ideale ove sperimentare con
ottime possibilità di successo le agevolazioni previste
attraverso l'istituzione della zona franca urbana, ed anzi, una
sua candidatura offrirebbe un chiaro e netto segnale di
attenzione da parte dei Governi regionale e nazionale nei
confronti di un territorio fortemente esposto al degrado
economico e sociale,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni possibile iniziativa volta ad inserire
nel novero delle potenziali zone franche urbane siciliane anche
il territorio composto dai comuni di Monreale, Corleone, San
Giuseppe Jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi, Mezzojuso».
(28)
CAPUTO - CURRENTI - ARICO' -
MARROCCO - SCILLA - VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il Presidente della Regione, nella qualità di commissario
straordinario per l'emergenza rifiuti, ha promosso la
costituzione di 27 ambiti territoriali ottimali nel territorio
siciliano;
l'articolo 45 della legge regionale n. 2 del 2007 ha disposto
la trasformazione degli ATO, con la riduzione del loro numero e
la liquidazione delle società d'ambito;
la nuova organizzazione prevede la creazione di consorzi
obbligatori tra i comuni dell'ATO;
il consorzio è dotato di personalità giuridica e costituisce
l'autorità d'ambito di cui all'articolo 201, comma 2, del d. lgs.
n. 152/2006;
lo stesso articolo 45 della legge regionale n. 2 del 2007 ha
disposto il termine di 90 giorni entro i quali l'agenzia
regionale per i rifiuti avrebbe dovuto individuare i nuovi ATO in
numero non superiore a 14, in modo da assicurarne l'efficacia,
l'efficienza, la funzionalità e l'economicità;
Considerato che:
l'applicazione della nuova normativa si impone a seguito dei
notevoli squilibri che l'istituzione e la gestione degli ATO ha
determinato in questi anni nella Regione;
la ratio ispiratrice degli ATO mirava alla gestione del ciclo
integrato dei rifiuti in un bacino territoriale ampio al fine di
realizzare economie di scala, migliorando il servizio a costi
inferiori;
la pratica applicazione di tale modello gestionale ha
completamente fallito i propri obiettivi;
Ritenuto che:
la creazione degli ATO ha di fatto generato una cesura tra
comuni e relative popolazioni e società incaricate di svolgere il
servizio;
le società d'ambito sono delle società per azioni, regolate
dalle norme del codice civile, le quali tuttavia svolgono un
servizio di preminente interesse pubblico, che non può essere
sottratto ad una gestione pubblicistica in grado di effettuare
una comparazione degli interessi coinvolti e privilegiare quelli
generali;
lo svolgimento del servizio si è rivelato molto oneroso per la
creazione di ben 27 nuovi enti che assorbono ingenti risorse in
danno dei comuni soci;
a pochi anni dalla loro istituzione, gli ATO rifiuti hanno
accumulato una notevole quantità di debiti, che la Confindustria
Sicilia ha calcolato in 300 milioni di euro, ma che oggi si ha
motivo di ritenere siano lievitati dal momento che in media
ciascun ATO ha accumulato almeno 20 milioni di euro di debiti ed
ogni giorno tale cifra aumenta vertiginosamente;
non vi sono dati certificati poiché il monitoraggio circa le
esposizioni debitorie effettuato dall'ARRA non ha sortito
risultati assolutamente attendibili;
molti ATO, infatti, non hanno ancora risposto alle richieste o
hanno fornito dati parziali;
si calcola, tuttavia, che almeno 13 dei 27 ATO siano in grave
difficoltà, tra cui sicuramente rientrano quelli delle province
di Messina, Catania, Palermo, Agrigento, ATO PA2, COINRES, oltre
all'azienda AMIA;
gli oneri di gestione sono inevitabilmente scaricati sugli
utenti, ai quali viene imposto di pagare tasse o tariffe, laddove
istituite, di importo raddoppiato o addirittura triplicato a
fronte di un peggioramento del servizio;
le tariffe (TIA) vengono calcolate in acconto ed i cittadini
non possono sapere quale sia l'effettiva tariffa corrispondente
da pagare poiché in molti casi manca l'approvazione dei conti
consuntivi delle società d'ambito da parte dell'assemblea dei
soci;
l'improprio trasferimento della potestà impositiva agli ATO ha
generato una rivolta da parte di molti utenti che hanno
contestato, con ricorsi sempre più numerosi, l'illegittimità
delle tariffe;
l'ammontare dell'onere a carico degli utenti non è, inoltre,
omogeneo sul territorio regionale anche a causa di gare espletate
troppo frettolosamente e non sempre con criteri di economicità e
trasparenza;
Considerato, inoltre, che:
la situazione debitoria degli ATO è riconducibile ad una
gestione non sempre attenta ed oculata e non rispondente ai
canoni di legge;
ciò determina l'impossibilità per le società di espletare
regolarmente i servizi e pagare tutti fornitori, nonché il
personale;
Confindustria Sicilia ha annunciato che dall'1 luglio c.a. le
imprese creditrici saranno costrette a sospendere il pagamento
degli stipendi ai circa 7 mila dipendenti, con possibili
conseguenze per la prosecuzione del servizio;
si profila, pertanto, una situazione di emergenza;
Premesso, ancora, che:
in questi anni, gli ATO hanno assorbito il personale delle
ditte private che avevano in appalto i servizi ancor prima
dell'individuazione del gestore, così come prevedeva lo statuto
tipo degli ATO delineato con l'ordinanza del commissario per
l'emergenza rifiuti; la forma giuridica di tali enti non
consente, peraltro, un controllo del loro operato secondo i
principi del diritto pubblico;
nell'attuale fase di transizione, dopo l'entrata in vigore
dell'articolo 45 della l.r. n. 2 del 2007, che prevede la
liquidazione degli ATO, risultano altre assunzioni di personale a
tempo indeterminato senza tener conto del personale precario
degli enti locali col rischio che i nuovi ATO nascano appesantiti
da piante organiche sovradimensionate;
il ritardo nell'esecuzione della legge suddetta sta, pertanto,
aggravando ulteriormente una situazione già critica ed ai limiti
della legalità;
Rilevato inoltre, che:
l'istituzione degli ATO non ha portato ad alcun incremento
della raccolta differenziata, che si attesta intorno al 6 per
cento, dato sempre più lontano non solo da tutti gli obiettivi
fissati dalla legge, ma anche dalla media nazionale che viaggia
verso il 30 per cento;
con deliberazione n. 6/2007, la Corte dei conti ha approvato la
relazione sulla gestione dell'emergenza rifiuti nelle regioni
commissariate;
la deliberazione contiene una sezione dedicata alla Sicilia
nella quale la Corte boccia senza mezzi termini la gestione
operata dal commissario delegato alla predisposizione ed adozione
del piano di gestione dei rifiuti, individuato nella persona del
Presidente della Regione siciliana;
Considerato, ancora, che:
i rilievi riguardano l'intero fronte delle competenze assegnate
al commissario da numerose ordinanze;
in primo luogo, si sottolinea la notevole lentezza
dell'attività programmatoria, a dispetto del carattere di
emergenza che avrebbe dovuto consentire un'accelerazione
nell'adozione delle decisioni;
i ritardi sono la conseguenza di ripetuti mutamenti di
strategia che hanno reso inutili intere fasi procedimentali già
esperite, nonché di errori di valutazione sui tempi necessari e
sulla stessa durata dell'emergenza;
Premesso, altresì, che:
la Corte ha sottolineato le gravi anomalie connesse all'avviso
pubblico per la stipula delle convenzioni riguardanti la
realizzazione dei termo-valorizzatori;
il commissario, infatti, non ha esperito la gara conformemente
alle direttive europee in tema di appalti pubblici, rivolgendosi
direttamente ad operatori industriali disponibili ad impegnarsi
in siti idonei servendosi di impianti industriali o di cui
avessero la disponibilità gestionale, esistenti nel territorio
della Regione;
in tal modo sono stati favoriti gli operatori che prima
dell'avviso erano a conoscenza della situazione fattuale e,
probabilmente, avevano già preparato gli studi di fattibilità
tecnico-finanziaria;
l'urgenza, posta a base di scelte discutibili, sembra aver
fornito un comodo alibi alla restrizione della concorrenza nelle
procedure di affidamento delle opere ma anche a modalità
operative improntate a carenza di istruttoria, approssimazione e
travisamento dei fatti, determinando una infinita serie di
ricorsi col paradossale risultato di un rallentamento
dell'attività che, seguendo le ordinarie procedure, sarebbe stato
evitato;
Considerato, infine, che:
la Corte dei conti non manca, poi, di stigmatizzare
l'incompleta attuazione del piano rifiuti per quel che riguarda
la situazione impiantistica: dei 183 centri comunali di raccolta
previsti, solo 31 sono operanti, 35 sono gli impianti di
compostaggio inseriti nel piano ed uno soltanto è stato
completato; nessuno dei 26 impianti di selezione della frazione
secca è attivo e uno solo è stato realizzato;
tale stato di cose spiega la bassissima percentuale di raccolta
differenziata dei rifiuti: il conferimento in discarica rimane il
sistema principale, se non esclusivo, di smaltimento di rifiuti
solidi urbani;
tutto ciò è avvenuto nonostante gli ingenti finanziamenti
statali e comunitari: la Corte stima in 154 milioni di euro le
risorse finanziarie nazionali e in 240 milioni di euro quelle
europee, le somme erogate in funzione della raccolta
differenziata,
impegna il Governo della Regione
ad accelerare e definire con urgenza le procedure necessarie
alla definizione dei nuovi ambiti territoriali ottimali così come
delineati dall'art. 45 della legge regionale n. 2 del 2007;
a porre in essere, nelle more, tutte le procedure a garanzia
del regolare svolgimento del servizio;
a vigilare su nuove ed illegittime assunzioni di personale che
le società d'ambito in via di scioglimento stanno operando al di
fuori di ogni controllo;
a riferire all'Assemblea regionale siciliana circa i pesanti
rilievi che la Corte dei conti ha esposto sulla gestione
commissariale dei rifiuti;
a riferire all'ARS circa la situazione della raccolta
differenziata dei rifiuti, il loro riciclo e riuso e le reali
prospettive nell'ottica della gestione integrata;
a tenere in doverosa considerazione i rilievi mossi dalla Corte
dei conti in data 14 maggio 2008». (29)
CAPUTO - ARICO' - CURRENTI -
MARROCCO - SCILLA - VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il territorio della città di Monreale ha una forte vocazione
turistica grazie all'immenso ed imponente patrimonio monumentale
rappresentato dal Duomo, dal Chiostro dei Benedettini, dal
Complesso monumentale Guglielmo, dall'Abbazia di San Martino
delle Scale. Oltre a questo patrimonio monumentale, il comune di
Monreale rientra tra i comuni più grandi d'Europa per la vasta
estensione territoriale, tanto che esso ha ben cinque frazioni
con elevata densità popolare che nel periodo estivo subisce un
notevole incremento;
la città di Monreale registra un'alta densità di presenza
turistica ogni anno proprio per la presenza dell'enorme
patrimonio monumentale;
Considerato che:
la città di Monreale, pur in possesso di un notevole e prezioso
patrimonio monumentale, sotto l'aspetto dell'istruzione e
formazione professionale è priva di un istituto scolastico
professionale ad indirizzo 'turistico-alberghiero' essendo dotata
dell'istituto classico con all'interno l'istituenda sezione del
liceo scientifico;
sarebbe opportuno dotare il territorio dell'intero comune di un
istituto professionale con indirizzo 'turistico-alberghiero' in
modo tale da soddisfare non solamente le esigenze dei residenti
di avere un istituto professionale turistico-alberghiero in loco
piuttosto che recarsi fuori dal territorio di residenza, ma anche
la possibilità di avere un istituto professionale altamente
qualificato;
Ritenuto che:
l'istituto scolastico potrebbe essere ubicato all'interno di
immobili che insistono nel territorio del comune e che
attualmente sono in disuso o in totale stato di abbandono;
in particolare, in località Fiumelato, si trova un immobile per
il quale la Regione siciliana ha già speso la somma di ben oltre
tre milioni di euro e che si trova in stato di totale abbandono
ed è oggetto di continui atti vandalici;
l'istituzione di un plesso scolastico con indirizzo turistico
alberghiero consentirebbe di rivalutare un edificio attualmente
degradato e abbandonato;
tutto ciò consentirebbe la realizzazione di un importante 'polo
scolastico' per la formazione professionale di personale
altamente specializzato nel settore del turismo e della
ricettività alberghiera,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni possibile iniziativa finalizzata ad
istituire l'istituto scolastico turistico-alberghiero all'interno
dell'immobile sito in Fiumelato, territorio del comune di
Monreale». (30)
CAPUTO - ARICO' - VINCIULLO -
MARROCCO - SCILLA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che è da tempo scaduta la convenzione che regola il
'servizio urgenza emergenza sanitario' - SUES-118;
Considerato che:
con delibera n. 2/2008, la sezione di controllo della Corte dei
conti aveva chiesto chiarimenti in ordine agli impegni assunti
nel piano di rientro della spesa sanitaria;
l'Assessore per la sanità aveva proposto in Giunta di Governo
la delibera di proroga di un anno della attuale convenzione con
la Croce rossa italiana;
Ritenuto che:
la Commissione 'Affari sociali' dell'ARS aveva sollevato
numerose critiche alla proposta di proroga, invitando l'Assessore
a procedere, se ritenuto opportuno , con atto amministrativo a
sua firma;
la decisione di prorogare il servizio è stata ribadita
dall'Assessore per la sanità in Aula, durante il dibattito sullo
stato della sanità in Sicilia;
valutato che la Corte dei conti in piu' occasioni aveva
manifestato perplessità in ordine alla possibilità di procedere
ad una proroga del servizio pubblico, invece di indire un appalto
pubblico di servizi;
Considerato altresì che:
a seguito di un'analoga vicenda, avente a soggetto di
riferimento la Regione Toscana , la Corte di giustizia delle
Comunità europee con sentenza n.C-119/06 del 29 novembre 2007, ha
statuito che l'accordo concluso da una regione e dalle sue
aziende sanitarie locali con diverse associazioni di
volontariato, ai fini dell'affidamento dei servizi di trasporto
sanitario a tali associazioni, è da considerarsi appalto pubblico
ai sensi dell'art 1, lettera a) della direttiva 92/50', cioè un
contratto a titolo oneroso;
queste disposizioni imporrebbero, in particolare, la
pubblicazione di un bando di gara nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea. Anche perchè, al fine di disciplinare meglio
la delicata materia, la Corte di giustizia delle Comunità europee
ha sancito una interpretazione estensiva della nozione di appalto
pubblico, che include anche gli accordi quadro stipulati tra
Regione e associazioni di volontariato al fine di evitare che si
eludano gli obblighi fissati dalle direttive in materia di
appalti pubblici;
di conseguenza, alla luce dell'indicata sentenza e di altre
successive emesse da alcuni TAR, appare altamente probabile la
necessità di non procedere ad una proroga ma, nel rispetto delle
norme sugli appalti pubblici di servizi, ad un apposito bando di
gara europeo nel rigoroso rispetto delle leggi in materia,
impegna il Governo della Regione
e, per esso,
l'Assessore per la sanità
a non procedere alla proroga del servizio urgenza emergenza
sanitario', SUES - 118 e a disporre un bando pubblico per
l'appalto di servizi». (31)
CAPUTO - ARICO' - CURRENTI -
MARROCCO - VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 22
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con risposta in
Commissione n. 22 Mancata osservanza della legge sul
collocamento obbligatorio , all'ordine del giorno della seduta
della V Commissione legislativa permanente Cultura, formazione e
lavoro' del 29 luglio 2008, attesa l'assenza dell'interrogante,
onorevole Caputo, si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge numero 101/A
«Norme urgenti per la continuità territoriale ed il turismo nelle
isole minori»
PRESIDENTE Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge « Norme urgenti per la continuità territoriale ed il
turismo nelle isole minori
(n. 101/A) (Seguito)Relatore: on. Mancuso posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge n. 101/A «Norme urgenti per la continuità territoriale ed
il turismo nelle isole minori», posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione generale del
disegno di legge, nella precedente seduta, era stata rinviata in
sede di discussione dell'articolo 1.
Si passa, pertanto, all'articolo 1. Invito il deputato
segretario a darne lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Articolo 1.
Collegamenti con le isole minori
1. Al fine di assicurare la continuità dei servizi di
collegamento marittimo con le isole minori, di cui alla legge
regionale 9 agosto 2002, n. 12 e successive modifiche e
integrazioni, la dotazione finanziaria dell'U.P.B. 12.3.1.3.1 -
capitolo 476520 - è incrementata di 5.000 migliaia di euro, per
l'esercizio finanziario 2008 e di 27.000 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2009 e 2010.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2008, con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2 - capitolo 215704
- accantonamento codice 1002 - del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi finanziari
2009 e 2010 la relativa spesa, pari a 27.000 migliaia di euro
annui, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per
il triennio 2008-2010, U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento codice 1002 quanto a 19.500 migliaia di euro e
accantonamento codice 1003 quanto a 7.500 migliaia di euro».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Articolo 2.
Interventi per l'incremento turistico nelle isole
minori
l. Al fine di incrementare il turismo e consentire la
realizzazione di manifestazioni prevalentemente nelle isole
minori, la dotazione finanziaria dell'U.P.B. 12.2.1.3.1 -
capitolo 472514 - per l'esercizio finanziario 2008 è incrementata
di 2.000 migliaia di euro.
2. All'onere di cui al comma l, si provvede con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento codice 1002 - del bilancio della Regione per l'
esercizio finanziario medesimo».
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli
Lupo ed altri, l'emendamento 2.1 soppressivo dell'intero
articolo. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo procedendo troppo
velocemente, in quanto, al fine delle votazioni mediante
procedimento elettronico, non sono trascorsi i trenta minuti ai
sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, a parte l'irritualità dei trenta
minuti, ritengo che il motivo sia sostanziale, nel senso che non
si può presentare un articolato che prevede due milioni di euro
per le manifestazioni prevalentemente nelle isole minori. Vi è
una contraddizione in termini, vi è una contraddizione rispetto a
una programmazione regionale.
Se è vero che l'Assessore regionale per il turismo non ha
trovato dei fondi nel capitolo per le manifestazioni, è
altrettanto vero che ci sembra improponibile, dopo avere anche
ritenuto giustissimo l'articolo 1 riguardante il collegamento con
le isole minori, dare due milioni di euro prevalentemente -
così come recita l'articolo - alle isole minori .
Noi non siamo contrari alla manifestazione, ma siamo
assolutamente contrari alla dizione prevalentemente nelle isole
minori . C'è un problema molto serio ed è un problema che ha del
paradosso rispetto ad una concezione di programmazione a livello
regionale: non esistono soltanto le isole minori, vi sono delle
località turistiche che hanno moltissimi posti letto più delle
isole minori.
Noi siamo d'accordo nel contribuire ad alleviare quelli che
possono essere problemi di servizio per le isole minori, ma non
siamo assolutamente d'accordo per quanto riguarda la dizione
prevalentemente nelle isole minori . Pertanto, ritengo che il
Governo debba ritirare l'articolo oppure predisporre un
subemendamento per cassare prevalentemente nelle isole
minori . Su questo potremmo trovare un punto d'incontro;
diversamente, saremo costretti a dichiarare un voto contrario per
un punto che sicuramente non ci convince.
PRESIDENTE. Se ho ben capito, l'onorevole Laccoto ha avanzato
al Governo la proposta di ritirare l'articolo 2 oppure di
modificarlo.
BUFARDECI, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto voglio
esprimere il mio personale compiacimento e di tutto il Governo
per la rapida approvazione dell'articolo 1 che riveste
sicuramente un significato molto rilevante per le esigenze della
nostra Regione nel garantire la possibilità di istruire,
predisporre, bandire ed esitare la gara nei termini previsti, che
sono quelli del 31 ottobre, per poter poi, definito l'iter,
assicurare tutte le percorrenze, così come previste nell'ambito
della rete, a far data dall'1 novembre di quest'anno.
Ciò detto, vengo alla richiesta specifica che l'onorevole
Laccoto ha operato in ordine all'articolo 2 e dico subito che,
per quanto attiene al prevalentemente , non posso che fare una
premessa: parliamo di somma comunque assolutamente irrisoria per
quelle che sono le esigenze che il settore turistico, ai fini
dell'incremento ed ai fini delle necessità complessive nel
periodo più importante per la nostra regione per promuovere le
nostre bellezze, per attrarre i turisti, è chiaro che parlare
complessivamente di questa risorsa è risorsa veramente risibile.
L'idea che aveva avuto il Governo era quello di prevedere
questa somma, proprio perché non poteva richiedere ed ampliare
l'importo secondo quelli che sarebbero le esigenze e i desiderata
più generali, di assegnarle esclusivamente o prevalentemente alle
isole minori.
Purtuttavia, colgo il senso dell'intervento dell'onorevole
Laccoto e posso affermare senz'altro che il Governo è disponibile
a predisporre immediatamente un subemendamento per cassare
l'avverbio prevalentemente e, quindi, assegnare la somma alla
interezza della Regione siciliana.
Ovviamente, il Governo terrà bene a mente anche la ragione che
ha portato alla redazione di questo articolo e, quindi, cercherà
in ogni ipotesi di curare anche uno stanziamento adeguato alle
isole minori, ma cassare prevalentemente è cosa che il Governo
condivide e, quindi, si accoglie il suggerimento dell'onorevole
Laccoto e preannuncio che il Governo presenterà un subemendamento
per la soppressione dell'avverbio prevalentemente .
Per il resto, il testo del disegno di legge è fin troppo chiaro
e, quindi, mi aspetto, anche in questo caso, una rapida
definizione dell'iter normativo.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la richiesta da lei avanzata era
sull'avverbio prevalentemente .
Onorevole Speziale, abbiamo già delle difficoltà a condurre i
lavori.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito la
Presidenza a procedere alla votazione dell'emendamento 2.1,
considerato anche che l'articolo 2 avrebbe dovuto essere
stralciato dal testo poiché tratta una materia estranea
all'oggetto del disegno di legge. E lo dico anche all'onorevole
Laccoto.
Nel testo della legge e nel primo articolo si parla di
trasporti per le isole minori - non attinenti alle iniziative
legate alle manifestazioni - e capisco che l'Assessore si sia
trovato scoperto' perché non vi sono le risorse adeguate ma
l'articolo 2 era già inammissibile. Tuttavia, dopo questa
forzatura, le chiederei di procedere con la votazione.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
le argomentazioni dell'onorevole Laccoto, accolte interamente dal
Governo, vadano nella direzione giusta.
Siamo in presenza di una stagione turistica di grandissima
difficoltà per gli operatori e privare tantissimi Comuni
siciliani di quelle manifestazioni turistiche che possono essere
effettuate con l'approvazione di questo articolo, secondo me, è
un grandissimo peccato.
Ritengo, quindi, che l'articolo 2 vada approvato e debbo dare
atto al Governo di avere accolto positivamente le argomentazioni
dell'onorevole Laccoto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Beninati, Cimino, Scoma
e Scammacca della Bruca hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme urgenti per
la continuità territoriale ed il turismo nelle isole minori»
(101/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno
di legge numero 101/A, posto al n. 1) del II punto dell'ordine
del giorno.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato, dal
Governo, l'emendamento 2.2, in distribuzione, che va incontro
alla richiesta dell'onorevole Laccoto e che recita: All'articolo
2 comma 1 sopprimere le parole prevalentemente nelle isole
minori' .
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il
senso della mia richiesta è quello di togliere non la parola
prevalentemente ma anche le parole alle isole minori . Questo
è il problema. Dal momento che, nel capitolo di spesa, non ci
sono le somme disponibili, mi sembra opportuno che le
manifestazioni siano distribuite in tutta la Sicilia, con una
programmazione, non già alle isole minori, per essere molto
chiari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.13)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 2.1 appoggiata a termini di Regolamento
dagli onorevoli Speziale, Faraone, Di Guardo, Marinello,
Gucciardi, Lupo, Picciolo e Ferrara, indico la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano: Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone, Arena,
Aricò, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caronia,
Cascio, Colianni, Cordaro, Corona, Cristaudo, Correnti,
D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De Luca, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, fagone, faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gennuso, Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto,
Leanza Edoardo, Leanza Lino, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marrocco, Marziano,
Minardo, Mineo, Musotto, Panarello, Panepinto, Picciolo, Ragusa,
Rinaldi, Romano, Ruggirello, Scilla, Speziale, Torregrossa,
Vinciullo, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 25
Contrari 42
Astenuto 1
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 2.2, presentato dal Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Art. 3.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la votazione
finale del disegno di legge avverrà successivamente.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge numero «Norme per
il recupero e il riconoscimento della valenza storica dei mercati
sulle aree pubbliche» (36/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno di
legge numero 36/A Norme per il recupero e il riconoscimento
della valenza storica dei mercati sulle aree pubbliche , posto al
n. 2) del II punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso
nella seduta numero 14, dopo l'illustrazione della relazione.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
volevo svolgere un intervento di carattere generale su questa
iniziativa legislativa, fermo restando che, per quanto riguarda
la mia assenza nel corso della seduta precedente, senza volere
fare polemica, mi corre l'obbligo precisare che ero stato
convocato per la Conferenza Stato-Regione, a proposito
dell'iniziativa che ormai il Governo assume in materia di
internazionalizzazione.
Una convocazione di Commissione, alle ore 9.30 del giorno
successivo, non mi avrebbe consentito, in buona sostanza, di
partecipare ai lavori dell'Assemblea.
Aggiungo, peraltro, che del citato impegno avevo dato
tempestivamente comunicazione alla Presidenza, proprio per
consentire una partecipazione attiva del Governo ai lavori sul
disegno di legge.
Entrando nel merito della questione, vorrei rappresentare che,
a suo tempo, la Regione siciliana era intervenuta a proposito dei
centri storici, delle attività commerciali, facendosi carico di
promuoverne l'immagine e l'accessibilità.
Onorevole Apprendi, non riesco, però, a comprendere e lo dico
anche per cercare, unitamente alla Commissione, di venire a capo
di un testo, in assoluta sintonia con l'attività legislativa che
si è svolta precedentemente e, in special modo, mi riferisco
all'articolo 9 della legge 10 del 2005 che, testualmente, al
comma 1, recita: Al fine di migliorare la fruibilità turistica
del territorio siciliano e, in particolare, per promuovere
l'immagine e l'accessibilità dei centri storici e negli ambiti
urbani a vocazione turistica, l'assessore regionale promuove la
costituzione e l'attività dei centri commerciali naturali .
A questo proposito, anche per informare correttamente
l'Assemblea, devo dire che, nel POR 2007/2013 è indicato
l'obiettivo operativo 5.1.3 in cui sono state previste linee di
intervento volte alla riqualificazione delle aree interessate
alla realizzazione di servizi comuni, alla promozione di
produzioni locali nell'ambito dei centri commerciali naturali ed
aiuti alle piccole e medie imprese commerciali, così come
classificate dal decreto assessoriale del 1997.
A seguito di ciò, è stata convocata un'apposita Commissione -
l'Osservatorio - in data 9 settembre 2008, proprio per definire i
contorni di ciò che si intende con centro commerciale naturale
che, ovviamente, è una sorta di via di mezzo tra un centro
commerciale storico ed un centro commerciale diventato tale per
una sorta di vocazione turistica che, negli anni più recenti, è
di forte attenzione.
Poco vale indicare una questione che riguarda gli anni, poco se
parliamo di un centro commerciale storico che possa essere la
Vucciria' - come ho letto nella relazione svolta dall'onorevole
Apprendi.
Il dato vero è che abbiamo legiferato per una serie di
situazioni che vedono le attività commerciali costituire una
sorta di centro commerciale naturale che ha insieme le
caratteristiche storiche e culturali.
Comprendo lo sforzo compiuto dai colleghi parlamentari, ma mi
sembra che si voglia sottoporre all'Assemblea un atto legislativo
ripetitivo di ciò che era previsto nella vecchia norma di legge,
cioè l'articolo 9 della legge numero 10 del 2005.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Art. 1.
Finalità
1. La Regione persegue la finalità della promozione,
valorizzazione e conservazione, anche della memoria, dei mercati
storici su aree pubbliche dei centri storici, e del commercio ad
essi collegato, attraverso il riconoscimento del loro valore
storico, socio-economico e culturale».
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione l
seguente emendamento:
Emendamento 1.1:
Al comma 1, dopo le parole e conservazione , sopprimere le
parole anche della memoria .
CAPUTO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Art. 2
Riconoscimento del mercato storico
1. Possono essere riconosciuti mercati storici quelli che si
svolgono da almeno cento anni sullo stesso sito e di cui sia
documentalmente attestata la speciale rilevanza culturale e socio-
economica per le comunità locali.
2. La disciplina dei requisiti e delle procedure per il
riconoscimento è adottata con proprio provvedimento
dall'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca.
3. I comuni istituiscono uno speciale Albo dei mercati storici
e provvedono alla individuazione dei mercati storici presenti nel
proprio territorio, iscrivendoli nello stesso. L'inserimento
nell'albo comunale comporta l'attribuzione dello status di
Mercato storico .
4. L'iniziativa per il riconoscimento è attribuita ai seguenti
soggetti:
a) comuni, province e camere di commercio;
b) istituzioni culturali, accademiche e scolastiche;
c) agenzie di promozione turistica;
d) operatori commerciali in aree pubbliche e loro associazioni
di categoria».
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ribadisco che stiamo
esaminando una norma ripetitiva di una legge esistente.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, ci sono modi e luoghi da, da
parte dei parlamentari ma, soprattutto del Governo, per far
presenti - ove necessario - le proprie perplessità, i propri
suggerimenti in merito ai provvedimenti che il Parlamento
esamina.
Oggi, siamo in fase di discussione ed approvazione del disegno
di legge. Se il Governo manifesta la volontà di ritirare il
disegno di legge, la Presidenza dovrà sottoporre la proposta ad
un voto d'Aula.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se
possibile, chiedo una breve sospensione della seduta.
SPEZIALE. Il Governo parla ad una voce.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo delle difficoltà legate
all'inizio della legislatura. Non è, ovviamente, una cosa
piacevole assistere, in Aula, ad un Governo che manifesta il suo
stupore, di fronte ad un provvedimento di legge che ha avuto un
iter, passando per le varie fasi e, quindi, in Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari e nelle Commissioni di merito.
Appare, quantomeno, in maniera chiara, una disattenzione
rispetto ai lavori del Parlamento stesso e, di fronte a tali
difficoltà, preghiamo il Governo, intanto, di mettersi d'accordo
su ciò che vuole presentare in maniera univoca e, quindi, cercare
di agevolare i lavori del Parlamento e non di frapporre
ostacoli.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto,
le faccio i complimenti perché non è facile condurre i lavori
d'Aula in queste condizioni che non sono quelle di una attività
tra noi parlamentari ma anche quelle politico-amministrative
evidenziate, oggi, dal Governo.
La invito, nel rispetto del Parlamento, a continuare
sull'ordine dei lavori, così come prevede il Regolamento.
Condivido l'invito formulato dall'assessore Antinoro per un
raccordo tra Commissione e Governo ma ciò era già stato fatto più
volte anche nella seduta precedente e la trattazione di questo
testo è già stato rinviato di circa 8 giorni, affinché si potesse
arrivare, oggi, ad una definizione di questo provvedimento.
Signor Presidente, la ringrazio, quindi, per il suo sforzo
volto a mettere il Parlamento nelle condizioni di proseguire i
lavori, qualora ci saranno, da parte del Governo, delle posizioni
negative rispetto ad alcuni articoli ultronei, così come ha detto
l'assessore. Ciò sarà verificato dagli Uffici perché, se vi sono
delle posizioni ultronee, è chiaro che una legge non può
sostituirne un'altra già esistente.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso
che, in questo momento, si sia creata, in vari modi, un po' di
confusione.
Signor Presidente, chiedo di sospendere la seduta per cinque
minuti per consentire all'assessore di accordarsi con la
Commissione, così da verificare quali siano le condizioni
migliori per potere andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18,33, è ripresa alle ore 19.03)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
36/A
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati, dalla
Commissione, i seguenti emendamenti: 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5 e
2.6:
Emendamento 2.1:
Sostituire il titolo dell'articolo 2 con il seguente: Requisiti
del mercato storico e istituzione dell'Albo .
Emendamento 2.2:
Sostituire il comma 2 con il seguente: 2. I Comuni individuano i
luoghi identificati come sede tradizionale dei mercati storici .
Emendamento 2.3:
Sostituire il comma 3 con il seguente: 3. I Comuni istituiscono
l'Albo dei Mercati storici. L'inserimento nell'Albo comunale
comporta l'attribuzione dello status di Mercato storico' .
Emendamento 2.4:
Al comma 4, sopprimere la lettera c).
Emendamento 2.5:
Alla lettera d) del comma 4, sopprimere le parole di categoria .
Emendamento 2.6:
Dopo il comma 4, aggiungere il seguente comma:
5. I Comuni, nell'adozione dei propri strumenti urbanistici,
prevedono misure volte alla valorizzazione dei mercati satirici e
al mantenimento degli stessi nella loro sede .
CAPUTO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirare gli
emendamenti da 2.1 a 2.6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dall'onorevole
Caputo, l'emendamento 2.10:
L'articolo 2 è sostituito dal seguente:
Art. 2
Riconoscimento del mercato storico
1. La disciplina dei requisiti e delle procedure per il
riconoscimento dei mercati storici è adottata entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge con decreto
congiunto dell'Assessore regionale della cooperazione, del
commercio, dell'artigianato e della pesca e dell'Assessore
regionale ai beni culturali, ambientali e pubblica istruzione.
2. L'iniziativa per il riconoscimento è attribuita ai seguenti
soggetti:
a) regione, comuni, province e camere di commercio;
b) istituzioni culturali, accademiche e scolastiche;
c) operatori commerciali in aree pubbliche e loro associazioni
di categoria. .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Invito il deputato
segretario a darne lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Art. 3.
Promozione e valorizzazione dei mercati storici
1. La Regione favorisce iniziative di promozione e
valorizzazione dei mercati storici riconosciuti, con il
coinvolgimento e la partecipazione dei soggetti indicati al comma
4 dell'articolo 2».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Art. 4.
Mantenimento della sede storica del
mercato
1. I Comuni, attraverso i propri strumenti procedono alla
individuazione nel territorio comunale, dei luoghi identificati
come sede tradizionale dei mercati storici. Essi, nell'adozione
dei propri strumenti urbanistici, prevedono misure volte alla
valorizzazione dei mercati storici e al mantenimento degli stessi
nella loro sede storica».
Comunico che è stato presentato, dalla Commissione,
l'emendamento 4.1:
Sopprimere l'articolo 4 .
CAPUTO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Invito il deputato segretario
a darne lettura.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Art. 5.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 36/A
avverrà successivamente.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Norma
transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di cava»
(133/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno di
legge numero 133/A Norma transitoria sulle autorizzazioni
all'esercizio di cava , posto al numero 3) del II punto
dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevole colleghi, questo Governo aveva chiesto il
rinvio del disegno di legge in argomento nella seduta della
settimana scorsa. Avendo approfondito la questione relativa alla
proroga della coltivazione delle cave e sorgendo un ulteriore
dubbio sul problema della valutazione di incidenza o meno, chiedo
alla Commissione di poter rinviare l'argomento alla sessione
autunnale.
PRESIDENTE. Su questa richiesta dovrà pronunciarsi l'Aula.
La richiesta del Governo è chiara, ma la Presidenza non può
pronunciarsi se non sottoponendo la richiesta stessa ad un voto
d'Aula.
Se vi sono deputati che vogliono intervenire a favore o contro
il rinvio, possiamo procedere; diversamente, la richiesta del
Governo sarà votata dall'Aula.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, pongo in
votazione, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno, la
richiesta del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario, si alzi.
(E' approvata all'unanimità)
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, ritengo inutile perpetrare a
domani, a dopodomani, ad altre sedute d'Aula i nostri lavori se
non vi sono altri disegni di legge da esaminare.
Tra l'altro, oggi, il Governo non si è presentato in
Commissione Bilancio'.
A questo punto, appare strano postergare ancora questa seduta,
per giorni e giorni, inutilmente.
Credo sia molto più proficuo procedere alla votazione finale
dei disegni di legge già approvati nell'articolato e chiudere la
sessione estiva. Penso che anche gli altri colleghi siano
d'accordo con me.
La invito, signor Presidente, se è possibile, a consultare i
Presidenti dei gruppi parlamentari per verificare se è possibile
procedere in tal senso.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la Presidenza non può accogliere
la sua richiesta per due ordini di motivi. Vi sono state una
serie di Conferenze dei Presidenti dei gruppi parlamentari che
hanno stabilito che, ove vi fossero stati dei disegni di legge in
discussione nelle Commissioni, quest'Aula, durante la sessione
estiva, sarebbe stata abilitata a discuterli.
All'ordine del giorno della Commissione Bilancio, peraltro, vi
sono tre disegni di legge pronti per la discussione e la stessa
Commissione si riunirà al termine della seduta. Era stata già
programmata per la giornata di domani una riunione della
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari nella quale si
dovrà stabilire l'ordine delle discussioni e delle votazioni.
CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ho chiesto di parlare sul disegno di legge
numero 133/A per ribadire che condividiamo la richiesta del
Governo purché vi sia un impegno ad esaminare il disegno di legge
alla prima seduta di settembre.
Ad integrazione di quanto da lei affermato, signor Presidente,
aggiungo che, oggi, la Commissione Attività produttive' ha
esitato, con voto favorevole e all'unanimità, un disegno di
legge sulle fideiussioni alle imprese agricole ed artigiane che
non prevede alcun impegno di spesa e che consente di velocizzare
le procedure di aiuto a queste aziende, e che già domani potrebbe
essere discusso in Aula.
PRESIDENTE. Chiarisco che il voto dell'Aula è da intendersi nel
senso interpretato dal Presidente della Commissione, onorevole
Caputo.
Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari è convocata per domani, alle ore 16,30.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 6
agosto 2008, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 27 - Modifiche alla legge 9 agosto 2002, n. 12 in
riferimento al regolamento CEE n. 2408 del 23 luglio
1992, in materia di agevolazioni per i trasporti
aerei.
RAGUSA - LO GIUDICE - CORDARO
CASCIO SALVATORE
N. 28 - Inserimento tra le zone franche urbane siciliane
del territorio composto dai comuni di Monreale,
Corleone, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Piana
degli Albanesi e Mezzojuso.
CAPUTO - CURRENTI - ARICò -
MARROCCO - SCILLA - VINCIULLO
N. 29 - Avvio di idonee procedure a garanzia del
regolare svolgimento del servizio di raccolta dei
rifiuti.
CAPUTO - ARICò - CURRENTI -
MARROCCO - SCILLA -VINCIULLO
N. 30 - Istituzione di un plesso scolastico con
indirizzo turistico-alberghiero nel comune di
Monreale.
CAPUTO - ARICò - VINCIULLO
MARROCCO - SCILLA
N. 31 - Sostituzione del provvedimento governativo di
proroga del servizio di urgenza sanitario del 118
con una procedura ad evidenza pubblica.
CAPUTO - ARICò - CURRENTI
MARROCCO - VINCIULLO
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Interventi in favore della sicurezza dei voli negli
aeroporti siciliani (n. 131/A)
2) - Norme urgenti per la continuità territoriale ed il turismo
nelle isole minori
(n. 101/A)
3) - Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza
storica dei mercati sulle aree pubbliche (n. 36/A)
IV - Elezione di cinque componenti della Commissione di
garanzia per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore
19.14.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli