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Resoconto d'Aula della Seduta n. 16 di martedì 05 agosto 2008
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   MARROCCO,  segretario  f.f.,  dà lettura  dei  processi  verbali
  delle  sedute numeri 14 e 15 del 30 luglio 2008 che, non sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ricordo  che,  ai  fini  della  rilevazione   delle
  presenze,  ciascun  deputato  deve inserire  la  propria  tessera
  nell'apposito alloggiamento.

                               Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli De  Benedictis  e  Raia
  hanno  chiesto congedo per la presente seduta e gli onorevoli  Di
  Benedetto, Termine e Marinese per l'intera settimana.
    L'Assemblea  ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

      Interventi  a  sostegno  del personale  militare  colpito  da
     gravi  forme  tumorali,  insorte dopo  aver  operato  in  aree
     fortemente  degradate  dal punto di vista  ambientale,  nonché
     dei loro familiari superstiti  (numero 167)
        presentato dall'onorevole Gennuso in data 31 luglio 2008

      Misure  di  sostegno al polo turistico  della  Val  di  Noto
     (numero 168)
            presentato  dall'onorevole Gennuso in  data  31  luglio
     2008

      Istituzione    della    Conferenza    permanente    per    la
     programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale   (numero
     173)
        presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Lombardo)  su
        proposta  dell'Assessore  regionale per la  sanità  (Russo)
        in data 4 agosto 2008

         Annunzio di  presentazione di disegni di legge e di
           contestuale  invio alle competenti Commissioni
                             legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                           AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      Disposizioni  concernenti la  Fondazione  Federico  II
     (numero 170)
       presentato  dagli onorevoli Cascio Francesco,  Formica
       in data 31 luglio 2008
       inviato in data  1 agosto  2008

                           ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      Valorizzazione  delle  vinacce per le finalità  nutrizionali,
     energetiche ed agronomiche  (numero 172)
       presentato dagli onorevoli Caputo, Mancuso  in data 1 agosto
       2008
       inviato in data  1 agosto  2008

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      Disposizioni   in  favore  dello  svolgimento   dell'attività
     sportiva  connessa all'esercizio del gioco del  golf   (numero
     171)
       presentato dall'onorevole Mancuso   in data 31 luglio 2008
       inviato in data  1 agosto  2008

                        CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

        Interventi  per  la valorizzazione e la  conservazione  dei
       centri storici di comuni della Val di  Noto  (numero 169)
       presentato   dagli   onorevoli   Minardo,   Leanza   Nicola,
       D'Agostino, Ruggirello, De Luca, Giuseppe, D'Antoni,  Arena,
       Caronia, Romano, Lentini  in data 31 luglio 2008
       inviato in data  1 agosto  2008

       Annunzio di invio di disegni di legge alle competenti
       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                                  BILANCIO (II)

       Norme  per  la nomina del revisore contabile di  Riscossione
      Sicilia S.p.A.   (165)
         di iniziativa parlamentare
         inviato in data 1 agosto  2008

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      Disposizioni  regionali  per le attività  fisiche  e  motorie
     finalizzate al miglioramento della qualità della  vita  e  del
     benessere.   (84)
                di iniziativa parlamentare
                inviato in data 5 agosto  2008
                PARERE VI

                              ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      Norme  di  controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
     o inselvatichita in aree naturali protette.   (103)
                di iniziativa parlamentare
                inviato in data 5 agosto  2008

                           SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       Disciplina  degli istituti di ricovero e  cura  a  carattere
      scientifico di diritto pubblico   (159)
               di iniziativa parlamentare
               inviato in data 1 agosto 2008

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   MARROCCO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione,

   considerato  che,  con la legge regionale 28 dicembre  2004,  n.
  17,  all'art.  119, comma 1, è stato previsto  che  il  personale
  eccedente di ruolo delle aziende autonome delle terme di  Sciacca
  e  Acireale  (...) confluisce in un ruolo speciale ad esaurimento
  della Regione siciliana(...);

   ricordato  che,  con  la successiva legge  regionale  19  aprile
  2007,  n.  11,  l'art. 1, comma 3, modificava l'articolo  di  cui
  sopra,  cassando  la  parola  eccedente  e  creando,  quindi,  le
  condizioni  per  il  passaggio di tutto il  personale  nel  ruolo
  speciale  con  la  possibilità, tuttavia, di comandare  parte  di
  questo  personale per assicurare il minimo di attività necessaria
  al mantenimento delle strutture delle Terme;

   appreso  da  articoli di giornale ('La Sicilia' di  domenica  29
  giugno  2008)  che,  su sollecitazione del sindaco  di  Acireale,
  sarebbero  stati manifestati dubbi da parte del Presidente  della
  Regione  sull'intera procedura di trasformazione  delle  terme  e
  sarebbe  stato  annunciato  un provvedimento  amministrativo  che
  intanto  servirà  a rinviare la fuga dei lavoratori  dall'azienda
  termale ;

   ricordato  che  la  legge può essere modificata  solo  da  altra
  legge  e che i provvedimenti amministrativi non possono svuotare,
  vanificare o distorcere la volontà del legislatore;

   per sapere:

   quali  ulteriori  atti normativi o autorizzativi  occorrano  per
  dare il via alla concreta istituzione del ruolo speciale;

   quali   ragioni  renderebbero  necessaria  una  modifica   della
  legislazione vigente;

   come   intenda  assicurare  certezza  di  prospettive  sia  alle
  società che gestiscono le terme di Acireale e di Sciacca  sia  ai
  lavoratori in attesa di essere immessi nel ruolo speciale». (83)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   RAIA - DI GUARDO - DI BENEDETTO

   «Al  Presidente della Regione e All'Assessore per il  territorio
  e per l'ambiente,

      premesso   che  il  25  ottobre  del  2007  un  violentissimo
  nubifragio  ha colpito numerosi comuni della fascia ionica  della
  provincia di Messina, provocando ingenti danni e determinando una
  condizione  di rischio per l'incolumità pubblica, particolarmente
  evidente  nella frazione di Giampilieri Superiore del  comune  di
  Messina,  interessata da un vasto movimento franoso che  minaccia
  l'abitato e la strada provinciale;

   considerato che:

   successivamente è stato dichiarato lo stato di calamità;

   l'ARS  ha  deliberato uno stanziamento per consentire interventi
  di messa in sicurezza delle aree a rischio;

   a  Giampilieri  Superiore è stato effettuato  un  intervento  di
  modeste dimensioni da parte del genio civile di Messina;

   a  distanza di dieci mesi dall'evento calamitoso non sono  stati
  effettuati  gli  interventi ritenuti necessari  dalla  protezione
  civile  e  dal  comune  di  Messina per  la  messa  in  sicurezza
  dell'area ritenuta a rischio;

   eventuali  piogge  anche  di  intensità  inferiore  al  predetto
  nubifragio possono avere conseguenze catastrofiche;

   la  condizione di evidente pericolo per l'abitato di Giampilieri
  Superiore  ha  determinato  comprensibile  preoccupazione   nella
  comunità locale;

   per sapere:

   se  non valutino opportuno prevedere un immediato intervento  di
  messa in sicurezza dell'abitato di Giampilieri Superiore a carico
  e con le procedure della protezione civile;

   se  non ritengano necessario programmare, utilizzando le risorse
  regionali,  statali e comunitarie, un intervento strutturale  per
  consolidare  la  collina  soprastante  l'abitato  della  predetta
  frazione e la strada provinciale di collegamento;

   se  non considerino utile sollecitate gli enti preposti affinché
  in  tempi  rapidi  siano risarciti i cittadini che  hanno  subito
  danni alle abitazioni o dalle attività produttive». (86)

   PANARELLO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   MARROCCO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  alla  Presidenza
  premesso che il comma 14 dell'art. 53 del decreto legislativo  30
  marzo 2001, n. 165, recante 'Norme generali sull'ordinamento  del
  lavoro  alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche'  prevede
  l'obbligo   della  comunicazione  dell'elenco  dei  collaboratori
  esterni  e dei soggetti cui sono affidati incarichi di consulenza
  al  dipartimento nazionale della Funzione pubblica  entro  il  30
  giugno di ciascun anno;

   considerato che;

   tra  le  sei  regioni che non hanno comunicato gli  elenchi  del
  2006 c'è anche la Regione siciliana;

   la  stessa  Corte  dei  conti  della  Sicilia,  di  recente,  ha
  denunciato  un'incontrollata  gestione  di  incarichi  esterni  e
  consulenze;

   ritenuto che:

   la  Regione  siciliana  dovrebbe far  ricorso  ad  incarichi  di
  studio  e consulenti esterni soltanto quando alcune funzioni  non
  possono essere svolte dal personale in servizio;

   le  amministrazioni che omettono le comunicazioni  di  cui  alla
  normativa  sopra richiamata non possono conferire nuovi incarichi
  fino a quando non abbiano adempiuto gli obblighi di legge;

   per  sapere  le ragioni per le quali non sia stato applicato  il
  decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001». (81)

   BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione siciliana e  all'  Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   non   si  hanno  più  notizie  del  piano  energetico  regionale
  nonostante, il 24 ottobre 2006, sia stata approvata una specifica
  mozione;

   è   stata   ampiamente   disattesa  la  volontà   dell'Assemblea
  regionale  siciliana su una questione strategica per lo  sviluppo
  della nostra Regione;

   considerato  che  il  dibattito attuale in materia  di  politica
  energetica  e  ambientale impone l'adozione del piano  energetico
  nazionale;

   ritenuto che:

   in  attesa  di tale approvazione è stato stabilito di sospendere
  tutte  le  procedure  autorizzative  per  la  localizzazione   di
  impianti di qualsiasi natura per la produzione energetica;

   la  questione, in particolare, del pagamento delle  quote  delle
  accise  sulla  produzione  di carburanti  in  Sicilia  merita  un
  dibattito  all'Assemblea  regionale siciliana  senza  scorciatoie
  demagogiche  finalizzate  a  sterili  contrapposizioni  con   gli
  industriali e il Governo nazionale;

   per  sapere quali siano le ragioni per le quali, fino  ad  oggi,
  non  sia stato possibile definire il piano energetico regionale».
  (82)

   BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   da  notizie diffuse, si apprende che vi sarebbe l'intenzione  da
  parte  di  Trenitalia  Cargo  di procedere  all'interruzione  dei
  collegamenti tra la Sardegna e la Sicilia;

   l'assunzione  di  tale  scelta comporterebbe  conseguenze  assai
  negative nell'apparato produttivo siciliano, e in primo luogo nel
  settore  lapideo,  che vive costantemente dell'approvvigionamento
  delle materie prime dalla Sardegna;

   il  comparto  interessato, qualora si verificasse la sospensione
  dei  collegamenti,  si troverebbe costretto a considerare,  quale
  unica soluzione per la movimentazione dei marmi, la rete stradale
  mediante  l'utilizzo  di  mezzi adatti ai trasporti  eccezionali,
  pena la definitiva chiusura dell'intero comparto lapideo;

   il  transito  per  via  stradale dei mezzi  sopracitati  per  il
  trasporto di massi pesanti, come sempre accaduto in questi  casi,
  determina gravi conseguenze alla rete stradale interessata;

   in  seguito  al  diffondersi delle notizie circa  l'interruzione
  delle  tratte sono state avviate iniziative presso la  Presidenza
  della Regione Sardegna affinchè possa essere evitata tale ipotesi
  allo scopo di tutelare l'apparato produttivo coinvolto;

   per  sapere  se  l'Assessore sia a conoscenza  di  quanto  sopra
  descritto  e se non ritenga necessario, qualora fosse assunta  la
  scelta  di interrompere i collegamenti con la Sardegna, porre  in
  essere  ogni iniziativa utile presso il compartimento  Trenitalia
  Cargo  per garantire la continuità delle tratte, scongiurando  in
  tal modo una crisi dell'apparato produttivo lapideo». (84)

   DIGIACOMO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali  e  ambientali e per la pubblica  istruzione,  premesso
  che:

   dal  1989  ha  sede  presso l'università di Catania  una  scuola
  superiore  sorta in seguito alla costituzione in consorzio  delle
  università  di  Messina  e  Catania,  la  Regione  siciliana,  la
  provincia  e  il comune di Catania con il sostegno di  importanti
  aziende   di   livello   internazionale  operanti   nel   settore
  dell'innovazione tecnologica come la SGS Thompson;

   questa importante scuola, in ragione della sua struttura,  si  è
  occupata in questi anni della formazione di eccellenza nel  campo
  scientifico,  consentendo agli studenti  che  vi  accedono,  dopo
  rigorosa  selezione  di  merito,  il  conseguimento  di   diplomi
  attraverso  lo  svolgimento di appositi corsi  oltre  ai  normali
  titoli accademici;

   la  SSC ha anche attivato nel corso degli anni diversi corsi per
  il conseguimento di master in diverse discipline;

   questa  scuola,  il cui ordinamento è ispirato  a  quello  della
  Normale  di  Pisa,  storica struttura d'eccellenza  nel  panorama
  universitario  italiano, insieme all'ISUFI di Lecce,  rappresenta
  l'unica
   istituzione universitaria con questa impostazione nel  Meridione
  d'Italia;

   gli  studenti che hanno frequentato la SSC provenivano da  tutta
  la  Sicilia,  dalla  Calabria, dalla  Puglia,  dalla  Basilicata,
  nonché dai Paesi del Mediterraneo come l'Egitto;

   rilevato    che   il   mancato   riconoscimento   dell'autonomia
  universitaria  a questa scuola e i tagli alla spesa  pubblica  in
  materia  di istruzione e ricerca rendono difficile il reperimento
  dei  finanziamenti necessari, rischiando di provocare la chiusura
  di questa struttura e determinando un grave danno alla ricerca in
  Italia e nel Sud;

   ritenuto che:

   il  prestigioso ruolo svolto nella formazione scientifica  e  il
  contributo  ai  processi  d'innovazione  tecnologica  reso  dalle
  istituzioni   scolastiche  ed  universitarie   costituiscono   in
  assoluto  il  valore  più  importante  affinché  in  Sicilia   si
  determini un reale e concreto sviluppo;

   la  chiusura  delle  strutture per la formazione  di  eccellenza
  esistenti  al  Sud, ed in particolare in Sicilia, non  potrà  che
  acuire  quel  fenomeno  di  emigrazione  intellettuale  di  tante
  ragazze e ragazzi che scelgono altre sedi di formazione lasciando
  la nostra Isola sempre più povera su questo fronte;

   il  Governo  regionale  debba  compiere  ogni  sforzo  possibile
  affinché  nessuna  delle strutture che operano in  Sicilia  nella
  formazione  di  alto  profilo scientifico  venga  cancellata  per
  assenza di adeguate risorse;

   per sapere:

   se  il  Governo  sia  a conoscenza di quanto sopra  descritto  e
  quali iniziative abbia predisposto o intenda assumere per evitare
  la chiusura della SSC;

   se  non  ritenga  necessario  ed urgente  attivare  ogni  misura
  possibile,    anche    presso   il   Ministero   dell'istruzione,
  dell'università  e  della  ricerca, allo  scopo  di  reperire  le
  risorse  finanziarie necessarie a scongiurare la  chiusura  della
  scuola superiore presso l'università di Catania (SSC), garantendo
  in tal modo la continuità dell'attività di formazione». (85)

   RAIA - PANARELLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   il  Presidente  della  Regione ha provveduto  a  trasmettere  al
  Ministro  delle  infrastrutture e  dei  trasporti  la  terna  dei
  designati  per la nomina a presidente dell'autorità  portuale  di
  Augusta;

   le  professionalità indicate sono al di fuori della provincia di
  Siracusa   e  ciò  non  è  elemento  ininfluente  rispetto   alla
  delicatezza   dell'incarico  che  si   assume,   soprattutto   in
  considerazione  del  ruolo  a cui assolve  il  porto  di  Augusta
  nell'intero apparato produttivo isolano;

   nella        provincia        di       Siracusa         esistono
  professionalità in grado di ricoprire l'importante  incarico,  ma
  non si comprendono le ragioni per cui sia stato delegittimato  il
  territorio  aretuseo,  privilegiando  competenze  di  Catania   e
  Palermo.

   per sapere:

   se  tali  nomine  siano  state concordate con  i  rappresentanti
  istituzionali della provincia di Siracusa;

   quali   criteri   siano  stati  adottati  nel   procedere   alla
  designazione della terna per la nomina a presidente dell'autorità
  portuale  di Augusta e quali ragioni abbiano spinto ad  escludere
  in  via  prioritaria  le competenze presenti nella  provincia  di
  Siracusa  e se in tal senso abbiano finito col prevalere  logiche
  di appartenenza politica». (87)

   MARZIANO-DE BENEDICTIS-BONOMO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali  e  ambientali e per la pubblica  istruzione,  premesso
  che:

   il  testo  unico sulle disposizioni legislative  in  materia  di
  istruzione garantisce 'il diritto all'educazione e all'istruzione
  della  persona  handicappata nelle sezioni di  scuola  materna  e
  nelle  classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine
  e  grado'  e  la  presenza  di  'attività  di  sostegno  mediante
  l'assegnazione di docenti specializzati';

   con  circolare  n. 19 dell'1 febbraio 2008, il  Ministero  della
  pubblica   istruzione,  dell'università  e  della   ricerca,   in
  attuazione   al  decreto  interministeriale  che   contiene   gli
  obiettivi  di  spesa  fissati dalla legge  finanziaria  2008,  ha
  determinato  gli  organici  del  personale  docente  per   l'anno
  scolastico 2008/2009, tagliando 10.000 insegnati di sostegno,  di
  cui  1.727  solo in Sicilia, operando, in un solo anno, riduzioni
  previste per il triennio;

   secondo   il   decreto   ministeriale,  i   direttori   generali
  regionali,  sentite  le  regioni, gli  enti  locali  e  le  altri
  istituzioni  pubbliche competenti, individuano di comune  accordo
  le  modalità  di  distribuzione  delle  risorse  di  personale  e
  materiali  utili  all'integrazione  dell'alunno  disabile   anche
  attraverso  la  costituzione di reti di scuole  e  assicurano  la
  distribuzione   degli  insegnanti  di  sostegno  correlata   alla
  effettiva  presenza  di  alunni  disabili,  tenendo  conto  delle
  risorse messe  a disposizione dalle regioni e dagli enti locali;

   rilevato che:

   il  decremento degli organici non riguarda tutte le regioni  ma,
  in  alcuni  casi,  ci  sono stati anche degli incrementi  (Emilia
  Romagna  964,  Lombardia 811, Toscana 675, Veneto  310,  Piemonte
  207);

   nell'ultimo  anno  scolastico  sono  stati  20.524  gli   alunni
  disabili  in  Sicilia, seguiti da 12.789 insegnati insegnanti  di
  sostegno;

   rimanendo  invariato  il  numero  di  disabili,  il  numero  dei
  docenti  di sostegno subirà una sensibile riduzione che  potrebbe
  essere ancora più marcata nei prossimi anni dato che la normativa
  prevede un tetto per il numero di posti assegnati;

   le  organizzazioni  sindacali  hanno  già  chiesto  l'intervento
  della Regione per bloccare i tagli degli insegnanti di sostegno;

   ritenuto  che  i  tagli non andrebbero ad intaccare  soltanto  i
  posti  di lavoro, ma sarebbe leso il diritto allo studio di oltre
  20.000  disabili e che migliaia di famiglie sarebbero private  di
  un  supporto essenziale in un territorio che, spesso,  non  offre
  altre risorse per favorire l'integrazione scolastica e sociale;

   per sapere:

   quali  interventi, anche presso il Governo nazionale,  intendano
  intraprendere per evitare la drastica riduzione degli  insegnanti
  di sostegno in Sicilia;

   se  i  criteri  utilizzati per la ripartizione dei  tagli  nelle
  province   corrisponda  alle  reali  esigenze   del   territorio,
  considerate  le  notevoli  differenze  registrate  (212  unità  a
  Trapani,  166  a  Messina, 94 a Palermo),  per  evitare  ingiuste
  disparità». (88)

   RINALDI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso che:

   l'università  degli studi di Palermo si è avvalsa  del  servizio
  di  vigilanza  con  la  FIDELITER,  una  società  cooperativa  di
  vigilanza privata fino alla scadenza naturale di tale appalto;

   tale  cooperativa,  causa la mancata aggiudicazione  dell'ultima
  gara  d'appalto bandita dall'università degli studi  di  Palermo,
  dal  23  settembre 2007 ha posto in mobilità i 65 dipendenti  con
  profilo professionale di guardia particolare giurata;

   considerato che:

   tale grave provvedimento viene assunto per i seguenti motivi:

   scadenza  dell'appalto bandito dall'università  degli  studi  di
  Palermo;

   mancata aggiudicazione della gara bandita dall'università  degli
  studi di Palermo;

   impossibilità  di  collocazione alternativa in seno  all'azienda
  per mancanza di ulteriori clienti;

   65 famiglie si ritrovano senza di che sopravvivere;

   atteso che:

   i  suddetti  lavoratori hanno esercitano  il  ruolo  di  guardia
  giurata  armata  presso l'università degli studi  di  Palermo  da
  oltre 25 anni;

   nel  corso degli anni si è instaurato un rapporto di fiducia con
  i membri del rettorato e del policlinico universitario;

   ritenuto che:

   gli  studenti dell'ateneo palermitano, provenienti da  tutta  la
  Sicilia, hanno diritto alla giusta salvaguardia da eventuali atti
  vandalici;

   ci   sono   studenti  che  abitano  al  pensionato   all'interno
  dell'università degli studi di Palermo;

   per sapere:

   quali   iniziative   intendano  adottare   per   assicurare   la
  continuità del posto di lavoro ai 65 lavoratori che si  ritrovano
  senza occupazione dopo 25 anni di servizio;

   se  non sia il caso di convocare un tavolo tecnico di lavoro che
  permetta  di  trovare immediate soluzioni al grave  problema  dei
  suddetti lavoratori». (89)

   CAPUTO

   Le   interrogazioni  testé  annunziate  saranno   trasmesse   al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  interpellanza presentata.

   MARROCCO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'art.  45  della  l.r. n. 2 del 2007, rubricato 'Individuazione
  dei  nuovi  ambiti  territoriali ottimali  per  la  gestione  dei
  rifiuti  urbani'  ha  disposto la costituzione  di  nuovi  ambiti
  territoriali  ottimali per la cui gestione i comuni  si  dovranno
  costituire  in consorzio dotato di personalità giuridica,  ed  ha
  conferito  al  Presidente della Regione il potere di disciplinare
  la  fase transitoria dal pregresso regime degli ATO a quello  dei
  consorzi, sempre in attuazione dell'articolata disciplina  recata
  dal citato articolo 45;

   con  il  decreto  20  maggio  2008,  pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della  Regione siciliana 6  giugno  2008,  n.  25,  il
  Presidente  della  Regione,  pur  asserendo  di  agire  in  guisa
  attuativa  della citata disposizione di legge, in verità,  ne  ha
  violato la lettera e la ratio;

   numerose  appaiono  le  incongruenze e le  violazioni  di  legge
  contenute  nel  decreto,  che  appare  inadeguato,  peraltro,   a
  risolvere le problematiche più delicate derivanti dalla pregressa
  gestione degli ATO;

   considerato che:

   il  decreto  suddetto  dispone, per  un  verso,  che  l'autorità
  d'ambito  abbia  un proprio fondo di dotazione e  sia  dotata  di
  personalità  giuridica  pubblica e  di  autonomia  organizzativa,
  amministrativa,  patrimoniale, contabile, gestionale  e  tecnica,
  come  prescritto dalla legge e, per altro verso,  ha  apertamente
  violato  la detta norma prevedendo che il fondo di dotazione  dei
  consorzi debba essere alimentato automaticamente dai comuni soci,
  ai  quali è stato imposto l'obbligo di istituire due capitoli  di
  bilancio  ai quali devono essere assegnate le somme necessarie  a
  colmare  le  perdite  subite dai consorzi  anche  a  causa  della
  mancata riscossione della TIA;

   tali   disposizioni  impongono  ai  consorzi,  enti  dotati   di
  personalità  giuridica normati dal codice civile e, segnatamente,
  dalla parte relativa alle società per azioni, una disciplina che,
  invece, è propria delle società di persone ove, come noto, i soci
  sono solidamente responsabili;

   atteso che:

   il  Presidente della Regione, con il citato decreto, esorbitando
  dalle   proprie  attribuzioni  istituzionali,  ha   violato   sia
  l'articolo   45  della  l.r.  n.  2  del  2007,  sia  l'ordinaria
  disciplina del codice civile, non derogabile nè modificabile  con
  legge regionale;

   sotto altro profilo, il decreto del Presidente della Regione  ha
  violato apertamente la disciplina recata dall'art. 45 della  l.r.
  n.  2  del  2007 anche nella parte in cui l'appena  citata  norma
  regionale dispone che ogni consorzio subentra nei rapporti attivi
  e  passivi delle società d'ambito esistenti: infatti, il decreto,
  al  punto 27, ha disposto che la situazione debitoria di ciascuna
  società d'ambito al 31 dicembre 2008, come accertato dal relativo
  presidente,  dovrà  essere ripartita tra i comuni  facenti  parte
  della società d'ambito medesima, e sarà considerata in automatico
  'debito accertato al singolo comune';

   anche   nel   suddetto   caso  è  da  rilevare   la   violazione
  dell'ordinario regime del funzionamento delle società per  azioni
  e  della responsabilità dei relativi soci poiché, come noto,  gli
  ATO  da  liquidare  sono amministrati da società  per  azioni  di
  diritto comune, secondo la disciplina recata dal codice civile;

   considerato, inoltre, che:

   nel decreto si prevede la nomina del commissario ad acta per  il
  caso di inadempimento dei comuni rispetto all'assurda imposizione
  dell'obbligo  di  accollarsi  i debiti  degli  ATO  da  porre  in
  liquidazione e delle costituende autorità d'ambito;

   la  disciplina  imposta  con il precitato decreto  presidenziale
  viola  l'autonomia  degli  enti  locali,  pur  costituzionalmente
  garantita,  stante che la nomina di un commissario  ad  acta  con
  poteri  sostitutivi  delle attribuzioni  degli  enti  locali  può
  essere  disposta  solo  con  legge che  contempli  tassativamente
  l'inadempimento legittimante il commissariamento;

   la  disciplina  recata dal citato decreto presidenziale,  cui  è
  seguita la circolare emanata dall'Agenzia regionale per i rifiuti
  e  le acque secondo la quale gli ATO virtuosi potrebbero rimanere
  in  vita,  fa  intravedere la possibilità  di  un  doppio  regime
  giuridico  (consorzi e ATO SPA) in contrasto  con  le  previsioni
  della legge 2/2007 e con la normativa vigente;

   ritenuto che:

   l'accollo  automatico dei debiti degli ATO  in  capo  ai  comuni
  provocherà, inevitabilmente, il loro dissesto finanziario;

   si    conferisce,   inopinatamente,   al   presidente   dell'ATO
  l'autorità  di  quantificare in modo autoritativo  il  debito  da
  trasferire  ai comuni, cui viene sottratta del tutto  la  propria
  autonomia;

   inoltre,  ciò  determinerà una sorta di sanatoria  generalizzata
  rispetto  alle  eventuali irregolarità nell'adozione  degli  atti
  degli ATO che hanno generato negli anni l'immensa mole di debiti,
  quantificabile per difetto in circa 600 milioni di euro;

   la  disciplina  contenuta  nel decreto è  alquanto  superficiale
  poiché nulla dice circa i numerosi contenziosi fra comuni e ATO e
  fra comuni e società di gestione;

   il  decreto è poi assolutamente carente nella definizione di  un
  altro delicato aspetto, rilevato dalla relazione sugli ATO svolta
  dalla  sezione di controllo della Corte dei conti per la  Regione
  siciliana e relativo all'applicabilità dell'IVA sulla TARSU  che,
  in  sostanza, comporta l'esazione di un'imposta su una tassa, con
  il  conseguente  aumento della pressione  fiscale  a  carico  dei
  cittadini;

   rilevato che:

   alcuni  ATO  hanno  applicato  la  TIA  senza  le  delibere  dei
  consigli comunali, e, pertanto, con procedure illegittime;

   numerose  sentenze delle Commissioni tributarie di  I  e  di  II
  grado hanno sancito l'illegittimità delle TIA non deliberate  dai
  consigli comunali;

   numerosi  cittadini non hanno pagato la TIA, perchè  considerata
  una illegittima tassazione;

   per conoscere:

   se,  alla luce delle considerazioni sopra esposte, il Presidente
  della  Regione non ritenga di dover rivedere il decreto 20 maggio
  2008  nella parte in cui prevede l'automatico addebito ai  comuni
  dei debiti accumulati dagli ATO rifiuti;

   se  e  quali  procedure siano state avviate affinché  tutti  gli
  atti finora adottati dagli ATO siano sottoposti al controllo  che
  ne  attesti  la  regolarità evitando, in tal modo,  che  siano  i
  comuni,  e in definitiva i cittadini, a pagare le conseguenze  di
  gestioni non sempre oculate;

   se  non ritenga, inoltre, di dover emendare il decreto 20 maggio
  2008,  prevedendo specificatamente l'applicazione delle ordinarie
  procedure   di   liquidazione   che   accertino   la   situazione
  patrimoniale, contabile e finanziaria delle società di gestione;

   come  possa conciliarsi il decreto del Presidente della  Regione
  con   i  più  elementari  principi  in  materia  di  obbligazioni
  pecuniarie  nella  parte in cui accolla i  debiti  degli  ATO  ai
  comuni  prendendo in considerazione, in alcuni casi, crediti  dei
  gestori sub-iudice, illegittimi e/o inesigibili;

   se,  infine, anche alla luce della recente sentenza emessa dalla
  Commissione  regionale tributaria di secondo  grado,  il  Governo
  della  Regione non ritenga di dover prendere i consequenziali  ed
  opportuni  provvedimenti  sul piano legislativo,  modificando  la
  legge ancor prima di portare al dissesto i comuni e di continuare
  a  far  gravare pesantemente le incongruenze amministrative della
  gestione dei rifiuti in Sicilia sulle tasche dei cittadini». (12)

   LACCOTO - GUCCIARDI -GALVAGNO-

   AMMATUNA-BONOMO-FIORENZA- LUPO

   Avverto  che,  trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  la continuità territoriale, intesa come  capacità
  di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi cittadini
  residenti in territori meno favoriti, si inserisce nel quadro più
  generale di garanzia dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini e
  di  coesione  di  natura economica e sociale,  promosso  in  sede
  europea.  Il trasporto, infatti, se da un lato si configura  come
  attività  di tipo economico, dall'altro, come elemento essenziale
  del  'diritto  alla  mobilità'  previsto  all'articolo  16  della
  Costituzione,  costituisce  un servizio  di  interesse  economico
  generale  e,  quindi, tale da dover essere garantito  a  tutti  i
  cittadini,    indipendentemente   dalla       loro   dislocazione
  geografica;

   Viste  le  condizioni  di  assoluta  precarietà  delle  vie   di
  comunicazione che collegano la provincia di Ragusa al resto della
  Regione ed all'intero Paese. Ad avvalorare questa tesi vi  è  uno
  studio  della camera di commercio di Ragusa secondo cui: 'Pesante
  è  il  deficit  di infrastrutture di cui soffre la  provincia  di
  Ragusa in particolare. L'indice di dotazione è, infatti, circa la
  metà  del  dato medio nazionale, con gravi carenze  in  tutte  le
  categorie  infrastrutturali. (...) Il sistema  produttivo  locale
  sembra,  infatti,  risentire  della  carenza  di  un  sistema  di
  trasporti  su rotaia esteso ed efficiente, nonché di  un  moderno
  sistema viario che colleghi Ragusa con i territori delle province
  vicine.  Analogamente penalizzanti, sia in termini  di  strutture
  che  di  linee  di transito, soprattutto per il trasporto  merci,
  sono anche gli aeroporti';

   Preso atto che:

   è  in vigore la legge 9 agosto 2002, n. 12, recante 'Nuove norme
  sui  collegamenti  marittimi con le isole minori  della  Sicilia.
  Disposizioni   finanziarie  nel  settore   dei   trasporti',   in
  conformità  agli  indirizzi  stabiliti  dal  regolamento  CEE  n.
  3577/92 del 7 dicembre 1992 e al decreto legislativo 11 settembre
  2000,  n. 296, relativo all'individuazione della rete dei servizi
  secondo criteri di economicità ed efficienza, nel rispetto  delle
  esigenze generali di mobilità;

   si  fa riferimento al regolamento CEE n. 2408 del 23 luglio 1992
  -  avente  per oggetto l'accesso dei vettori aerei della Comunità
  alle  rotte  interne alla Comunità stessa per lo  svolgimento  di
  servizi  aerei  di  linea e non di linea - il  quale  consente  a
  ciascuno  Stato membro di imporre oneri di servizio pubblico  sui
  servizi  aerei  di  linea  interni al suo territorio,  effettuati
  verso  l'aeroporto di una regione periferica o in via di sviluppo
  ovvero  su  una  rotta  a  bassa densità  di  traffico  verso  un
  qualsiasi aeroporto regionale, qualora tale rotta sia considerata
  essenziale per lo sviluppo economico della Regione;

   Atteso  che  l'attuale  precarietà del sistema  di  collegamento
  della  provincia di Ragusa rende il trasporto di merci e  persone
  particolarmente   penalizzante  per  lo  sviluppo   turistico   e
  commerciale  dell'intera provincia e dei territori limitrofi,  si
  rendono  improcrastinabili  degli  interventi,  da  parte   delle
  istituzioni   competenti,  di   natura   straordinaria.   Sarebbe
  auspicabile, dunque, un intervento del Governo regionale a favore
  della  costituzione  di 'tratte aeree a costi  agevolati'  presso
  l'aeroporto  di  Comiso,  al fine di  dare  una  concreta  spinta
  all'intero territorio ibleo verso il superamento di quel  gap  in
  termini  di  costi e difficoltà oggettive dovute  all'allocazione
  geografica dello stesso territorio,

                 impegna il Presidente della Regione
                         ed, in particolare,
               l'Assessore per il turismo e i trasporti

   ad  assumere  tutte le iniziative necessarie per  verificare  la
  concreta  possibilità  di  inserire  le  principali  rotte  aeree
  nazionali  ed internazionali che faranno scalo presso l'aeroporto
  di  Comiso tra le tratte aeree beneficianti di aiuto tramite  gli
  oneri  di  servizio pubblico previste dalle norme sopra  citate».
  (27)

   RAGUSA - LO GIUDICE - CORDARO -

   CASCIO SALVATORE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  in  questi  giorni si  è  tenuta  in  Sicilia  la
  riunione  del  tavolo  di concertazione relativo  all'istituzione
  delle  zone  franche urbane (ZFU), al quale hanno partecipato  la
  maggior parte delle sigle sindacali ed imprenditoriali insieme al
  Governo dell'Isola;

   Considerato che le zone individuate sono: Brancaccio a  Palermo,
  Librino a Catania ed Augusta in provincia di Siracusa e, nel caso
  in cui il Governo nazionale per il tramite del CIPE autorizzi una
  quarta  zona  franca  per  l'Isola, il  tavolo  si  pronuncerebbe
  favorevolmente per Gela in provincia di Caltanissetta;

   Rilevato che:

   l'istituzione delle ZFU, sulla scorta dell'esperienza  francese,
  è  finalizzata all'attuazione di forme specifiche di fiscalità di
  vantaggio, temporalmente circoscritte e coerenti con la normativa
  e  gli  orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato.  In
  tal modo, le imprese beneficerebbero di esenzioni o riduzioni sia
  di   tipo   contributivo  (definizione  di  un  elevato   credito
  d'imposta),  che di tipo fiscale, quali l'esonero  (per  5  anni)
  dall'imposta   sul  reddito  d'impresa  o  l'abbattimento   delle
  aliquote  ICI  sui  fabbricati,  per  citare  solo  alcune  delle
  possibili soluzioni;

   tale   forma  di  fiscalità  di  vantaggio  è  finalizzata  allo
  sviluppo   economico   e   sociale  di   aree   del   Mezzogiorno
  caratterizzate da fenomeni di particolare degrado  ed  esclusione
  sociale,  anche  tramite interventi di recupero  urbano,  secondo
  quanto previsto dai commi 340 e 341 della legge finanziaria  2007
  (l. n. 296 del 2007);

   Constatato che:

   rispetto    alle    intenzioni   del    legislatore    nazionale
  precedentemente  enunciate, sarebbe dimostrato, dalla  ricorrenza
  di   tutti  i  presupposti  stabiliti  dal  legislatore,  che  il
  comprensorio siciliano composto dai comuni di Monreale, Corleone,
  San   Giuseppe   Jato,  San  Cipirello,  Piana  degli   Albanesi,
  Mezzojuso,   meriterebbe  di  essere  annoverato  tra   le   zone
  individuate  e  sottoposte alla valutazione del  CIPE  e  che  il
  medesimo territorio rappresenta luogo ideale ove sperimentare con
  ottime   possibilità   di   successo  le  agevolazioni   previste
  attraverso l'istituzione della zona franca urbana, ed  anzi,  una
  sua   candidatura  offrirebbe  un  chiaro  e  netto  segnale   di
  attenzione  da  parte  dei  Governi  regionale  e  nazionale  nei
  confronti   di  un  territorio  fortemente  esposto  al   degrado
  economico e sociale,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in essere ogni possibile iniziativa volta ad  inserire
  nel  novero delle potenziali zone franche urbane siciliane  anche
  il  territorio  composto  dai comuni di Monreale,  Corleone,  San
  Giuseppe  Jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi,  Mezzojuso».
  (28)

   CAPUTO - CURRENTI - ARICO' -

   MARROCCO - SCILLA - VINCIULLO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  Presidente  della  Regione,  nella  qualità  di  commissario
  straordinario   per   l'emergenza   rifiuti,   ha   promosso   la
  costituzione  di 27 ambiti territoriali ottimali  nel  territorio
  siciliano;

   l'articolo  45 della legge regionale n. 2 del 2007  ha  disposto
  la  trasformazione degli ATO, con la riduzione del loro numero  e
  la liquidazione delle società d'ambito;

   la   nuova  organizzazione  prevede  la  creazione  di  consorzi
  obbligatori tra i comuni dell'ATO;

   il  consorzio  è dotato di personalità giuridica  e  costituisce
  l'autorità d'ambito di cui all'articolo 201, comma 2, del d. lgs.
  n. 152/2006;

   lo  stesso  articolo 45 della legge regionale n. 2 del  2007  ha
  disposto  il  termine  di  90  giorni  entro  i  quali  l'agenzia
  regionale per i rifiuti avrebbe dovuto individuare i nuovi ATO in
  numero  non  superiore a 14, in modo da assicurarne  l'efficacia,
  l'efficienza, la funzionalità e l'economicità;

   Considerato che:

   l'applicazione  della nuova normativa si impone  a  seguito  dei
  notevoli squilibri che l'istituzione e la gestione degli  ATO  ha
  determinato in questi anni nella Regione;

   la  ratio  ispiratrice degli ATO mirava alla gestione del  ciclo
  integrato dei rifiuti in un bacino territoriale ampio al fine  di
  realizzare  economie di scala, migliorando il  servizio  a  costi
  inferiori;

   la   pratica   applicazione  di  tale  modello   gestionale   ha
  completamente fallito i propri obiettivi;

   Ritenuto che:

   la  creazione  degli  ATO ha di fatto generato  una  cesura  tra
  comuni e relative popolazioni e società incaricate di svolgere il
  servizio;

   le  società  d'ambito  sono delle società per  azioni,  regolate
  dalle  norme  del  codice civile, le quali tuttavia  svolgono  un
  servizio  di  preminente interesse pubblico, che non  può  essere
  sottratto  ad  una gestione pubblicistica in grado di  effettuare
  una  comparazione degli interessi coinvolti e privilegiare quelli
  generali;

   lo  svolgimento del servizio si è rivelato molto oneroso per  la
  creazione  di ben 27 nuovi enti che assorbono ingenti risorse  in
  danno dei comuni soci;

   a  pochi  anni  dalla loro istituzione, gli  ATO  rifiuti  hanno
  accumulato  una notevole quantità di debiti, che la Confindustria
  Sicilia  ha calcolato in 300 milioni di euro, ma che oggi  si  ha
  motivo  di  ritenere  siano lievitati dal momento  che  in  media
  ciascun ATO ha accumulato almeno 20 milioni di euro di debiti  ed
  ogni giorno tale cifra aumenta vertiginosamente;

   non  vi  sono dati certificati poiché il monitoraggio  circa  le
  esposizioni  debitorie  effettuato  dall'ARRA  non   ha   sortito
  risultati assolutamente attendibili;

   molti  ATO, infatti, non hanno ancora risposto alle richieste  o
  hanno fornito dati parziali;

   si  calcola, tuttavia, che almeno 13 dei 27 ATO siano  in  grave
  difficoltà,  tra cui sicuramente rientrano quelli delle  province
  di  Messina, Catania, Palermo, Agrigento, ATO PA2, COINRES, oltre
  all'azienda AMIA;

   gli  oneri  di  gestione  sono inevitabilmente  scaricati  sugli
  utenti, ai quali viene imposto di pagare tasse o tariffe, laddove
  istituite,  di  importo  raddoppiato o addirittura  triplicato  a
  fronte di un peggioramento del servizio;

   le  tariffe  (TIA) vengono calcolate in acconto ed  i  cittadini
  non  possono  sapere quale sia l'effettiva tariffa corrispondente
  da  pagare  poiché in molti casi manca l'approvazione  dei  conti
  consuntivi  delle  società d'ambito da parte  dell'assemblea  dei
  soci;

   l'improprio  trasferimento della potestà impositiva agli ATO  ha
  generato  una  rivolta  da  parte  di  molti  utenti  che   hanno
  contestato,  con  ricorsi  sempre più  numerosi,  l'illegittimità
  delle tariffe;

   l'ammontare  dell'onere a carico degli utenti  non  è,  inoltre,
  omogeneo sul territorio regionale anche a causa di gare espletate
  troppo frettolosamente e non sempre con criteri di economicità  e
  trasparenza;

   Considerato, inoltre, che:

   la  situazione  debitoria  degli  ATO  è  riconducibile  ad  una
  gestione  non  sempre  attenta ed oculata e  non  rispondente  ai
  canoni di legge;

   ciò  determina  l'impossibilità  per  le  società  di  espletare
  regolarmente  i  servizi  e  pagare tutti  fornitori,  nonché  il
  personale;

   Confindustria  Sicilia ha annunciato che dall'1 luglio  c.a.  le
  imprese  creditrici saranno costrette a sospendere  il  pagamento
  degli   stipendi  ai  circa  7  mila  dipendenti,  con  possibili
  conseguenze per la prosecuzione del servizio;

   si profila, pertanto, una situazione di emergenza;

   Premesso, ancora, che:

   in  questi  anni,  gli ATO hanno assorbito  il  personale  delle
  ditte  private  che  avevano in appalto  i  servizi  ancor  prima
  dell'individuazione del gestore, così come prevedeva  lo  statuto
  tipo  degli  ATO  delineato con l'ordinanza del  commissario  per
  l'emergenza  rifiuti;  la  forma  giuridica  di  tali  enti   non
  consente,  peraltro,  un  controllo del loro  operato  secondo  i
  principi del diritto pubblico;

   nell'attuale  fase  di  transizione, dopo  l'entrata  in  vigore
  dell'articolo  45  della  l.r. n. 2  del  2007,  che  prevede  la
  liquidazione degli ATO, risultano altre assunzioni di personale a
  tempo  indeterminato  senza tener conto  del  personale  precario
  degli enti locali col rischio che i nuovi ATO nascano appesantiti
  da piante organiche sovradimensionate;

   il  ritardo nell'esecuzione della legge suddetta sta,  pertanto,
  aggravando ulteriormente una situazione già critica ed ai  limiti
  della legalità;

   Rilevato inoltre, che:

   l'istituzione  degli  ATO  non ha portato  ad  alcun  incremento
  della  raccolta differenziata, che si attesta intorno  al  6  per
  cento,  dato  sempre più lontano non solo da tutti gli  obiettivi
  fissati  dalla legge, ma anche dalla media nazionale che  viaggia
  verso il 30 per cento;

   con deliberazione n. 6/2007, la Corte dei conti ha approvato  la
  relazione  sulla  gestione dell'emergenza rifiuti  nelle  regioni
  commissariate;

   la  deliberazione  contiene una sezione  dedicata  alla  Sicilia
  nella  quale  la  Corte boccia senza mezzi  termini  la  gestione
  operata dal commissario delegato alla predisposizione ed adozione
  del  piano di gestione dei rifiuti, individuato nella persona del
  Presidente della Regione siciliana;

   Considerato, ancora, che:

   i  rilievi riguardano l'intero fronte delle competenze assegnate
  al commissario da numerose ordinanze;

   in   primo   luogo,   si   sottolinea   la   notevole   lentezza
  dell'attività  programmatoria,  a  dispetto  del   carattere   di
  emergenza   che   avrebbe   dovuto  consentire   un'accelerazione
  nell'adozione delle decisioni;

   i   ritardi  sono  la  conseguenza  di  ripetuti  mutamenti   di
  strategia  che hanno reso inutili intere fasi procedimentali  già
  esperite,  nonché di errori di valutazione sui tempi necessari  e
  sulla stessa durata dell'emergenza;

   Premesso, altresì, che:

   la  Corte  ha sottolineato le gravi anomalie connesse all'avviso
  pubblico   per  la  stipula  delle  convenzioni  riguardanti   la
  realizzazione dei termo-valorizzatori;

   il  commissario, infatti, non ha esperito la gara  conformemente
  alle  direttive europee in tema di appalti pubblici, rivolgendosi
  direttamente  ad operatori industriali disponibili ad  impegnarsi
  in  siti  idonei  servendosi di impianti  industriali  o  di  cui
  avessero  la  disponibilità gestionale, esistenti nel  territorio
  della Regione;

   in  tal  modo  sono  stati  favoriti  gli  operatori  che  prima
  dell'avviso  erano  a  conoscenza della  situazione  fattuale  e,
  probabilmente,  avevano già preparato gli  studi  di  fattibilità
  tecnico-finanziaria;

   l'urgenza,  posta  a  base  di scelte discutibili,  sembra  aver
  fornito un comodo alibi alla restrizione della concorrenza  nelle
  procedure  di  affidamento  delle  opere  ma  anche  a   modalità
  operative improntate a carenza di istruttoria, approssimazione  e
  travisamento  dei  fatti,  determinando  una  infinita  serie  di
  ricorsi   col   paradossale   risultato   di   un   rallentamento
  dell'attività che, seguendo le ordinarie procedure, sarebbe stato
  evitato;

   Considerato, infine, che:

   la   Corte   dei   conti  non  manca,  poi,   di   stigmatizzare
  l'incompleta  attuazione del piano rifiuti per quel che  riguarda
  la  situazione impiantistica: dei 183 centri comunali di raccolta
  previsti,  solo  31  sono  operanti,  35  sono  gli  impianti  di
  compostaggio  inseriti  nel  piano  ed  uno  soltanto   è   stato
  completato;  nessuno dei 26 impianti di selezione della  frazione
  secca è attivo e uno solo è stato realizzato;

   tale  stato di cose spiega la bassissima percentuale di raccolta
  differenziata dei rifiuti: il conferimento in discarica rimane il
  sistema  principale, se non esclusivo, di smaltimento di  rifiuti
  solidi urbani;

   tutto  ciò  è  avvenuto  nonostante  gli  ingenti  finanziamenti
  statali  e comunitari: la Corte stima in 154 milioni di  euro  le
  risorse  finanziarie nazionali e in 240 milioni  di  euro  quelle
  europee,   le   somme   erogate  in   funzione   della   raccolta
  differenziata,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  accelerare  e  definire con urgenza le procedure  necessarie
  alla definizione dei nuovi ambiti territoriali ottimali così come
  delineati dall'art. 45 della legge regionale n. 2 del 2007;

   a  porre  in  essere, nelle more, tutte le procedure a  garanzia
  del regolare svolgimento del servizio;

   a  vigilare su nuove ed illegittime assunzioni di personale  che
  le  società d'ambito in via di scioglimento stanno operando al di
  fuori di ogni controllo;

   a  riferire  all'Assemblea regionale siciliana circa  i  pesanti
  rilievi  che  la  Corte  dei  conti  ha  esposto  sulla  gestione
  commissariale dei rifiuti;

   a   riferire   all'ARS  circa  la  situazione   della   raccolta
  differenziata  dei rifiuti, il loro riciclo e riuso  e  le  reali
  prospettive nell'ottica della gestione integrata;

   a  tenere in doverosa considerazione i rilievi mossi dalla Corte
  dei conti in data 14 maggio 2008». (29)

   CAPUTO - ARICO' - CURRENTI -

   MARROCCO - SCILLA - VINCIULLO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  territorio  della città di Monreale ha una  forte  vocazione
  turistica  grazie all'immenso ed imponente patrimonio monumentale
  rappresentato  dal  Duomo,  dal  Chiostro  dei  Benedettini,  dal
  Complesso  monumentale  Guglielmo, dall'Abbazia  di  San  Martino
  delle Scale. Oltre a questo patrimonio monumentale, il comune  di
  Monreale  rientra tra i comuni più grandi d'Europa per  la  vasta
  estensione  territoriale, tanto che esso ha ben  cinque  frazioni
  con  elevata densità popolare che nel periodo estivo  subisce  un
  notevole incremento;

   la  città  di  Monreale  registra un'alta  densità  di  presenza
  turistica   ogni   anno  proprio  per  la  presenza   dell'enorme
  patrimonio monumentale;

   Considerato che:

   la  città di Monreale, pur in possesso di un notevole e prezioso
  patrimonio   monumentale,  sotto  l'aspetto   dell'istruzione   e
  formazione  professionale  è  priva  di  un  istituto  scolastico
  professionale ad indirizzo 'turistico-alberghiero' essendo dotata
  dell'istituto classico con all'interno l'istituenda  sezione  del
  liceo scientifico;

   sarebbe opportuno dotare il territorio dell'intero comune di  un
  istituto  professionale con indirizzo 'turistico-alberghiero'  in
  modo  tale  da soddisfare non solamente le esigenze dei residenti
  di  avere un istituto professionale turistico-alberghiero in loco
  piuttosto che recarsi fuori dal territorio di residenza, ma anche
  la  possibilità  di  avere  un istituto  professionale  altamente
  qualificato;

   Ritenuto che:

   l'istituto  scolastico  potrebbe essere ubicato  all'interno  di
  immobili   che  insistono  nel  territorio  del  comune   e   che
  attualmente sono in disuso o in totale stato di abbandono;

   in  particolare, in località Fiumelato, si trova un immobile per
  il  quale la Regione siciliana ha già speso la somma di ben oltre
  tre  milioni di euro e che si trova in stato di totale  abbandono
  ed è oggetto di continui atti vandalici;

   l'istituzione  di  un plesso scolastico con indirizzo  turistico
  alberghiero  consentirebbe di rivalutare un edificio  attualmente
  degradato e abbandonato;

   tutto  ciò consentirebbe la realizzazione di un importante 'polo
  scolastico'   per  la  formazione  professionale   di   personale
  altamente   specializzato  nel  settore  del  turismo   e   della
  ricettività alberghiera,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  ogni possibile iniziativa  finalizzata  ad
  istituire l'istituto scolastico turistico-alberghiero all'interno
  dell'immobile  sito  in  Fiumelato,  territorio  del  comune   di
  Monreale». (30)

   CAPUTO - ARICO' - VINCIULLO -

   MARROCCO - SCILLA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  è da tempo scaduta la convenzione che  regola  il
  'servizio urgenza emergenza sanitario' - SUES-118;

   Considerato che:

   con  delibera n. 2/2008, la sezione di controllo della Corte dei
  conti  aveva  chiesto chiarimenti in ordine agli impegni  assunti
  nel piano di rientro della spesa sanitaria;

   l'Assessore  per la sanità aveva proposto in Giunta  di  Governo
  la  delibera di proroga di un anno della attuale convenzione  con
  la Croce rossa italiana;

   Ritenuto che:

   la   Commissione  'Affari  sociali'  dell'ARS  aveva   sollevato
  numerose critiche alla proposta di proroga, invitando l'Assessore
  a  procedere,  se ritenuto opportuno , con atto amministrativo  a
  sua firma;

   la   decisione  di  prorogare  il  servizio  è  stata   ribadita
  dall'Assessore per la sanità in Aula, durante il dibattito  sullo
  stato della sanità in Sicilia;

   valutato  che  la  Corte  dei  conti  in  piu'  occasioni  aveva
  manifestato  perplessità in ordine alla possibilità di  procedere
  ad una proroga del servizio pubblico, invece di indire un appalto
  pubblico di servizi;

   Considerato altresì che:

   a   seguito   di  un'analoga  vicenda,  avente  a  soggetto   di
  riferimento  la  Regione Toscana , la Corte  di  giustizia  delle
  Comunità europee con sentenza n.C-119/06 del 29 novembre 2007, ha
  statuito  che  l'accordo  concluso da una  regione  e  dalle  sue
  aziende   sanitarie   locali   con   diverse   associazioni    di
  volontariato, ai fini dell'affidamento dei servizi  di  trasporto
  sanitario a tali associazioni, è da considerarsi appalto pubblico
  ai  sensi dell'art 1, lettera a) della direttiva 92/50', cioè  un
  contratto a titolo oneroso;

   queste    disposizioni   imporrebbero,   in   particolare,    la
  pubblicazione  di  un  bando  di gara  nella  Gazzetta  ufficiale
  dell'Unione europea. Anche perchè, al fine di disciplinare meglio
  la delicata materia, la Corte di giustizia delle Comunità europee
  ha sancito una interpretazione estensiva della nozione di appalto
  pubblico,  che  include anche gli accordi  quadro  stipulati  tra
  Regione e associazioni di volontariato al fine di evitare che  si
  eludano  gli  obblighi  fissati dalle  direttive  in  materia  di
  appalti pubblici;

   di  conseguenza,  alla luce dell'indicata sentenza  e  di  altre
  successive  emesse da alcuni TAR, appare altamente  probabile  la
  necessità di non procedere ad una proroga ma, nel rispetto  delle
  norme sugli appalti pubblici di servizi, ad un apposito bando  di
  gara europeo nel rigoroso rispetto delle leggi in materia,

                  impegna il Governo della Regione
                            e, per esso,
                      l'Assessore per la sanità

   a  non  procedere  alla proroga del servizio  urgenza  emergenza
  sanitario',  SUES  -  118  e a disporre  un  bando  pubblico  per
  l'appalto di servizi». (31)

   CAPUTO - ARICO' - CURRENTI -

   MARROCCO - VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
  di discussione.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 22

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'interrogazione  con  risposta   in
  Commissione   n.   22   Mancata  osservanza   della   legge   sul
  collocamento  obbligatorio , all'ordine del giorno  della  seduta
  della V Commissione legislativa permanente  Cultura, formazione e
  lavoro'   del 29 luglio 2008, attesa l'assenza dell'interrogante,
  onorevole  Caputo,  si intende trasformata in interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9,  del Regolamento interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito della discussione del disegno di legge numero 101/A
  «Norme urgenti per la continuità territoriale ed il turismo nelle
                            isole minori»
    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  «  Norme  urgenti  per la continuità  territoriale  ed  il
  turismo nelle isole minori
  (n. 101/A) (Seguito)Relatore: on. Mancuso  posto al numero 1).
   Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  n. 101/A «Norme urgenti per la continuità territoriale  ed
  il turismo nelle isole minori», posto al numero 1).
   Invito   i  componenti  la  IV  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che la  discussione  generale  del
  disegno di legge, nella precedente seduta, era stata rinviata  in
  sede di discussione dell'articolo 1.
   Si   passa,   pertanto,  all'articolo  1.  Invito  il   deputato
  segretario a darne  lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                            «Articolo 1.
                  Collegamenti con le isole minori

   1.   Al  fine  di  assicurare  la  continuità  dei  servizi   di
  collegamento  marittimo con le isole minori, di  cui  alla  legge
  regionale  9  agosto  2002,  n.  12  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, la dotazione finanziaria dell'U.P.B.  12.3.1.3.1  -
  capitolo  476520 - è incrementata di 5.000 migliaia di euro,  per
  l'esercizio  finanziario 2008 e di 27.000 migliaia  di  euro  per
  ciascuno degli esercizi finanziari 2009 e 2010.

   2.  Agli  oneri  di cui al comma 1 si provvede, per  l'esercizio
  finanziario  2008,  con  parte  delle  disponibilità  dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2 - capitolo 215704
   -  accantonamento codice 1002 - del bilancio della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario  medesimo. Per gli  esercizi  finanziari
  2009  e  2010 la relativa spesa, pari a 27.000 migliaia  di  euro
  annui, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per
  il  triennio  2008-2010, U.P.B. 4.2.1.5.2  -  capitolo  215704  -
  accantonamento  codice 1002 quanto a 19.500 migliaia  di  euro  e
  accantonamento codice 1003 quanto a 7.500 migliaia di euro».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  2. Invito il deputato  segretario  a
  darne lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                            «Articolo 2.
          Interventi per l'incremento turistico nelle isole
                               minori

   l.   Al  fine  di  incrementare  il  turismo  e  consentire   la
  realizzazione  di  manifestazioni  prevalentemente  nelle   isole
  minori,   la  dotazione  finanziaria  dell'U.P.B.  12.2.1.3.1   -
  capitolo 472514 - per l'esercizio finanziario 2008 è incrementata
  di 2.000 migliaia di euro.

   2.  All'onere  di  cui al comma l, si provvede con  parte  delle
  disponibilità   dell'U.P.B.  4.2.1.5.2  -   capitolo   215704   -
  accantonamento  codice 1002 - del bilancio della Regione  per  l'
  esercizio finanziario medesimo».

   PRESIDENTE.  Comunico  che è stato presentato,  dagli  onorevoli
  Lupo   ed   altri,  l'emendamento  2.1  soppressivo   dell'intero
  articolo.  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.

   SPEZIALE.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  stiamo   procedendo   troppo
  velocemente,   in  quanto,  al  fine  delle  votazioni   mediante
  procedimento elettronico, non sono trascorsi i trenta  minuti  ai
  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno.

       LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, a parte l'irritualità  dei  trenta
  minuti, ritengo che il motivo sia sostanziale, nel senso che  non
  si  può presentare un articolato che prevede due milioni di  euro
  per  le manifestazioni prevalentemente nelle isole minori.  Vi  è
  una contraddizione in termini, vi è una contraddizione rispetto a
  una programmazione regionale.
   Se  è  vero  che  l'Assessore regionale per il  turismo  non  ha
  trovato   dei  fondi  nel  capitolo  per  le  manifestazioni,   è
  altrettanto  vero che ci sembra improponibile, dopo  avere  anche
  ritenuto giustissimo l'articolo 1 riguardante il collegamento con
  le  isole  minori,  dare due milioni di euro  prevalentemente   -
  così come recita l'articolo -  alle isole minori .
   Noi   non   siamo   contrari  alla  manifestazione,   ma   siamo
  assolutamente contrari alla dizione  prevalentemente nelle  isole
  minori . C'è un problema molto serio ed è un problema che ha  del
  paradosso rispetto ad una concezione di programmazione a  livello
  regionale:  non esistono soltanto le isole minori, vi sono  delle
  località  turistiche che hanno moltissimi posti letto  più  delle
  isole minori.
   Noi  siamo  d'accordo  nel contribuire ad alleviare  quelli  che
  possono essere problemi di servizio per le isole minori,  ma  non
  siamo  assolutamente  d'accordo per quanto  riguarda  la  dizione
   prevalentemente nelle isole minori . Pertanto,  ritengo  che  il
  Governo   debba   ritirare  l'articolo  oppure   predisporre   un
  subemendamento    per  cassare    prevalentemente   nelle   isole
  minori .   Su   questo  potremmo  trovare  un  punto  d'incontro;
  diversamente, saremo costretti a dichiarare un voto contrario per
  un punto che sicuramente non ci convince.

   PRESIDENTE.  Se ho ben capito, l'onorevole Laccoto  ha  avanzato
  al  Governo  la  proposta  di ritirare  l'articolo  2  oppure  di
  modificarlo.

   BUFARDECI,  assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  voglio
  esprimere  il mio personale compiacimento e di tutto  il  Governo
  per   la   rapida  approvazione  dell'articolo  1   che   riveste
  sicuramente un significato molto rilevante per  le esigenze della
  nostra   Regione  nel  garantire  la  possibilità  di   istruire,
  predisporre, bandire ed esitare la gara nei termini previsti, che
  sono  quelli  del  31  ottobre, per poter poi,  definito  l'iter,
  assicurare  tutte le percorrenze, così come previste  nell'ambito
  della rete, a far data dall'1 novembre di quest'anno.
   Ciò  detto,  vengo  alla  richiesta  specifica  che  l'onorevole
  Laccoto  ha  operato in ordine all'articolo 2 e dico subito  che,
  per  quanto attiene al  prevalentemente , non posso che fare  una
  premessa: parliamo di somma comunque assolutamente irrisoria  per
  quelle  che  sono le esigenze che il settore turistico,  ai  fini
  dell'incremento  ed  ai  fini  delle  necessità  complessive  nel
  periodo  più  importante per la nostra regione per promuovere  le
  nostre  bellezze,  per attrarre i turisti, è chiaro  che  parlare
  complessivamente di questa risorsa è risorsa veramente risibile.
   L'idea  che  aveva  avuto  il Governo era  quello  di  prevedere
  questa  somma, proprio perché non poteva  richiedere ed  ampliare
  l'importo secondo quelli che sarebbero le esigenze e i desiderata
  più generali, di assegnarle esclusivamente o prevalentemente alle
  isole minori.
   Purtuttavia,   colgo  il  senso  dell'intervento  dell'onorevole
  Laccoto e posso affermare senz'altro che il Governo è disponibile
  a   predisporre  immediatamente  un  subemendamento  per  cassare
  l'avverbio   prevalentemente  e, quindi, assegnare la somma  alla
  interezza della Regione siciliana.
   Ovviamente,  il Governo terrà bene a mente anche la ragione  che
  ha  portato alla redazione di questo articolo e, quindi, cercherà
  in  ogni  ipotesi di curare anche uno stanziamento adeguato  alle
  isole  minori, ma cassare  prevalentemente  è cosa che il Governo
  condivide  e,  quindi, si accoglie il suggerimento dell'onorevole
  Laccoto e preannuncio che il Governo presenterà un subemendamento
  per la soppressione dell'avverbio  prevalentemente .
   Per  il resto, il testo del disegno di legge è fin troppo chiaro
  e,   quindi,  mi  aspetto,  anche  in  questo  caso,  una  rapida
  definizione dell'iter normativo.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la richiesta da lei avanzata  era
  sull'avverbio  prevalentemente .
   Onorevole  Speziale, abbiamo già delle difficoltà a  condurre  i
  lavori.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  invito  la
  Presidenza  a  procedere  alla  votazione  dell'emendamento  2.1,
  considerato   anche  che  l'articolo  2  avrebbe  dovuto   essere
  stralciato   dal   testo  poiché  tratta  una  materia   estranea
  all'oggetto  del disegno di legge. E lo dico anche  all'onorevole
  Laccoto.
   Nel  testo  della  legge  e  nel  primo  articolo  si  parla  di
  trasporti  per  le isole minori - non attinenti  alle  iniziative
  legate  alle  manifestazioni - e capisco che l'Assessore  si  sia
  trovato   scoperto'  perché non vi sono le risorse  adeguate   ma
  l'articolo  2  era  già  inammissibile.  Tuttavia,  dopo   questa
  forzatura, le chiederei di procedere con la votazione.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che
  le argomentazioni dell'onorevole Laccoto, accolte interamente dal
  Governo, vadano nella direzione giusta.
   Siamo  in  presenza  di  una stagione turistica  di  grandissima
  difficoltà   per  gli  operatori  e  privare  tantissimi   Comuni
  siciliani di quelle manifestazioni turistiche che possono  essere
  effettuate con l'approvazione di questo articolo, secondo  me,  è
  un grandissimo peccato.
   Ritengo,  quindi, che l'articolo 2 vada approvato e  debbo  dare
  atto  al Governo di avere accolto positivamente le argomentazioni
  dell'onorevole Laccoto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Beninati, Cimino,  Scoma
  e  Scammacca  della  Bruca hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione del disegno di legge «Norme urgenti per
    la continuità territoriale ed il turismo nelle isole minori»
                               (101/A

   PRESIDENTE.  Riprende il seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  numero 101/A, posto al n. 1) del II punto  dell'ordine
  del giorno.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato,   dal
  Governo,  l'emendamento 2.2, in distribuzione, che   va  incontro
  alla richiesta dell'onorevole Laccoto e che recita:  All'articolo
  2  comma  1  sopprimere  le parole  prevalentemente  nelle  isole
  minori' .

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  il
  senso  della  mia richiesta è quello di togliere  non  la  parola
   prevalentemente  ma anche le parole  alle isole minori .  Questo
  è  il  problema. Dal momento che, nel capitolo di spesa,  non  ci
  sono   le   somme  disponibili,  mi  sembra  opportuno   che   le
  manifestazioni  siano distribuite in tutta la  Sicilia,  con  una
  programmazione,  non  già  alle isole minori,  per  essere  molto
  chiari.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1.

   SPEZIALE.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.13)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta di votazione  per  scrutinio
  segreto  dell'emendamento 2.1 appoggiata a termini di Regolamento
  dagli   onorevoli   Speziale,  Faraone,  Di  Guardo,   Marinello,
  Gucciardi, Lupo, Picciolo e Ferrara, indico la votazione.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano:  Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone,  Arena,
  Aricò,  Bonomo,  Bosco, Bufardeci, Buzzanca,  Campagna,  Caronia,
  Cascio,   Colianni,   Cordaro,   Corona,   Cristaudo,   Correnti,
  D'Agostino, D'Antoni, D'Asero, De Luca, Digiacomo, Di Guardo,  Di
  Mauro,   Dina,  fagone,  faraone,  Federico,  Ferrara,  Fiorenza,
  Galvagno, Gennuso, Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,
  Leanza  Edoardo,  Leanza  Lino,  Lentini,  Leontini,  Limoli,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Maira, Mancuso, Marinello,  Marrocco,  Marziano,
  Minardo, Mineo, Musotto, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Ragusa,
  Rinaldi,   Romano,  Ruggirello,  Scilla,  Speziale,  Torregrossa,
  Vinciullo, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti              69
   Votanti               68
   Maggioranza      35
   Favorevoli          25
   Contrari              42
   Astenuto               1

                      (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'emendamento 2.2, presentato dal Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a  darne
  lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                              «Art. 3.

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la   votazione
  finale del disegno di legge avverrà successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione del disegno di legge numero «Norme per
  il recupero e il riconoscimento della valenza storica dei mercati
                    sulle aree pubbliche» (36/A)

   PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno  di
  legge  numero  36/A   Norme per il recupero e  il  riconoscimento
  della valenza storica dei mercati sulle aree pubbliche , posto al
  n. 2) del II punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti  la   III  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  l'esame  del disegno di legge  era  stato  sospeso
  nella seduta numero 14, dopo l'illustrazione della relazione.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  volevo  svolgere  un intervento di carattere generale  su  questa
  iniziativa  legislativa, fermo restando che, per quanto  riguarda
  la  mia  assenza nel corso della seduta precedente, senza  volere
  fare  polemica,  mi  corre  l'obbligo  precisare  che  ero  stato
  convocato   per   la   Conferenza  Stato-Regione,   a   proposito
  dell'iniziativa  che  ormai  il  Governo  assume  in  materia  di
  internazionalizzazione.
   Una  convocazione  di  Commissione, alle  ore  9.30  del  giorno
  successivo,  non  mi  avrebbe consentito, in buona  sostanza,  di
  partecipare ai lavori dell'Assemblea.
   Aggiungo,   peraltro,  che  del  citato   impegno   avevo   dato
  tempestivamente  comunicazione  alla  Presidenza,   proprio   per
  consentire  una partecipazione attiva del Governo ai  lavori  sul
  disegno di legge.
   Entrando  nel merito della questione, vorrei rappresentare  che,
  a suo tempo, la Regione siciliana era intervenuta a proposito dei
  centri  storici, delle attività commerciali, facendosi carico  di
  promuoverne l'immagine e l'accessibilità.
   Onorevole  Apprendi, non riesco, però, a comprendere e  lo  dico
  anche per cercare, unitamente alla Commissione, di venire a  capo
  di  un testo, in assoluta sintonia con l'attività legislativa che
  si  è  svolta  precedentemente e, in special modo,  mi  riferisco
  all'articolo  9  della  legge 10 del 2005 che,  testualmente,  al
  comma  1,  recita:  Al fine di migliorare la fruibilità turistica
  del  territorio  siciliano  e,  in  particolare,  per  promuovere
  l'immagine  e  l'accessibilità dei centri storici e negli  ambiti
  urbani  a vocazione turistica, l'assessore regionale promuove  la
  costituzione e l'attività dei centri commerciali naturali .
   A   questo   proposito,   anche  per   informare   correttamente
  l'Assemblea,  devo  dire  che,  nel  POR  2007/2013  è   indicato
  l'obiettivo operativo 5.1.3 in cui sono state previste  linee  di
  intervento  volte  alla riqualificazione delle  aree  interessate
  alla   realizzazione  di  servizi  comuni,  alla  promozione   di
  produzioni locali nell'ambito dei centri commerciali naturali  ed
  aiuti  alle  piccole  e  medie  imprese  commerciali,  così  come
  classificate dal decreto assessoriale del 1997.
   A  seguito  di ciò, è stata convocata un'apposita Commissione  -
  l'Osservatorio - in data 9 settembre 2008, proprio per definire i
  contorni  di ciò che si intende con  centro commerciale naturale
  che,  ovviamente,  è  una sorta di via di  mezzo  tra  un  centro
  commerciale storico ed un centro commerciale diventato  tale  per
  una  sorta di vocazione turistica che, negli anni più recenti,  è
  di forte attenzione.
   Poco vale indicare una questione che riguarda gli anni, poco  se
  parliamo  di  un centro commerciale storico che possa  essere  la
   Vucciria'  - come ho letto nella relazione svolta dall'onorevole
  Apprendi.
   Il  dato  vero  è  che  abbiamo  legiferato  per  una  serie  di
  situazioni  che  vedono  le attività commerciali  costituire  una
  sorta   di   centro  commerciale  naturale  che  ha  insieme   le
  caratteristiche storiche e culturali.
   Comprendo  lo sforzo compiuto dai colleghi parlamentari,  ma  mi
  sembra che si voglia sottoporre all'Assemblea un atto legislativo
  ripetitivo di ciò che era previsto nella vecchia norma di  legge,
  cioè l'articolo 9 della legge numero 10 del 2005.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 1. Invito il deputato segretario a  darne
  lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                              «Art. 1.
                              Finalità

   1.   La   Regione   persegue  la  finalità   della   promozione,
  valorizzazione e conservazione, anche della memoria, dei  mercati
  storici su aree pubbliche dei centri storici, e del commercio  ad
  essi  collegato,  attraverso il riconoscimento  del  loro  valore
  storico, socio-economico e culturale».

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione  l
  seguente emendamento:

   Emendamento 1.1:

    Al  comma  1,  dopo le parole  e conservazione , sopprimere  le
  parole  anche della memoria .

     CAPUTO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a  darne
  lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                               «Art. 2
                     Riconoscimento del mercato storico

   1.  Possono  essere riconosciuti mercati storici quelli  che  si
  svolgono  da  almeno cento anni sullo stesso sito e  di  cui  sia
  documentalmente attestata la speciale rilevanza culturale e socio-
  economica per le comunità locali.

   2.  La  disciplina  dei  requisiti  e  delle  procedure  per  il
  riconoscimento    è    adottata   con    proprio    provvedimento
  dall'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato e della pesca.

   3.  I  comuni istituiscono uno speciale Albo dei mercati storici
  e provvedono alla individuazione dei mercati storici presenti nel
  proprio  territorio,  iscrivendoli  nello  stesso.  L'inserimento
  nell'albo  comunale  comporta  l'attribuzione  dello  status   di
  Mercato storico .

   4.  L'iniziativa per il riconoscimento è attribuita ai  seguenti
  soggetti:

   a) comuni, province e camere di commercio;

   b) istituzioni culturali, accademiche e scolastiche;

   c) agenzie di promozione turistica;

   d)  operatori  commerciali in aree pubbliche e loro associazioni
  di categoria».

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ribadisco che stiamo
  esaminando una norma ripetitiva di una legge esistente.

   PRESIDENTE.  Onorevole assessore, ci sono modi e luoghi  da,  da
  parte  dei  parlamentari ma, soprattutto  del  Governo,  per  far
  presenti  -  ove  necessario - le proprie perplessità,  i  propri
  suggerimenti  in  merito  ai  provvedimenti  che  il   Parlamento
  esamina.
   Oggi,  siamo in fase di discussione ed approvazione del  disegno
  di  legge.  Se  il Governo manifesta la volontà  di  ritirare  il
  disegno  di legge, la Presidenza dovrà sottoporre la proposta  ad
  un voto d'Aula.

   ANTINORO,  assessore  per  i  beni culturali,  ambientali  e  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO,  assessore  per  i  beni culturali,  ambientali  e  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  se
  possibile, chiedo una breve sospensione della seduta.

   SPEZIALE. Il Governo parla ad una voce.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo delle difficoltà  legate
  all'inizio  della  legislatura.  Non  è,  ovviamente,  una   cosa
  piacevole assistere, in Aula, ad un Governo che manifesta il  suo
  stupore,  di fronte ad un provvedimento di legge che ha avuto  un
  iter,  passando  per le varie fasi e, quindi, in  Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari e nelle Commissioni di merito.
   Appare,   quantomeno,  in  maniera  chiara,  una   disattenzione
  rispetto  ai  lavori del Parlamento stesso e, di  fronte  a  tali
  difficoltà, preghiamo il Governo, intanto, di mettersi  d'accordo
  su ciò che vuole presentare in maniera univoca e, quindi, cercare
  di  agevolare  i  lavori  del Parlamento  e   non   di  frapporre
  ostacoli.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  innanzitutto,
  le  faccio  i complimenti perché non è facile condurre  i  lavori
  d'Aula  in queste condizioni che non sono quelle di una  attività
  tra  noi  parlamentari  ma  anche quelle  politico-amministrative
  evidenziate, oggi, dal Governo.
   La   invito,   nel   rispetto  del  Parlamento,   a   continuare
  sull'ordine dei lavori, così come prevede il Regolamento.
     Condivido  l'invito formulato dall'assessore Antinoro  per  un
  raccordo tra Commissione e Governo ma ciò era già stato fatto più
  volte  anche nella seduta precedente e la trattazione  di  questo
  testo è già stato rinviato di circa 8 giorni, affinché si potesse
  arrivare, oggi, ad una definizione di questo provvedimento.
   Signor  Presidente,  la ringrazio, quindi,  per  il  suo  sforzo
  volto  a  mettere il Parlamento nelle condizioni di proseguire  i
  lavori, qualora ci saranno, da parte del Governo, delle posizioni
  negative rispetto ad alcuni articoli ultronei, così come ha detto
  l'assessore. Ciò sarà verificato dagli Uffici perché, se vi  sono
  delle  posizioni  ultronee,  è  chiaro  che  una  legge  non  può
  sostituirne un'altra  già esistente.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  penso
  che,  in questo momento, si sia creata, in vari modi, un  po'  di
  confusione.
   Signor  Presidente, chiedo di sospendere la  seduta  per  cinque
  minuti   per  consentire  all'assessore  di  accordarsi  con   la
  Commissione,  così  da  verificare  quali  siano  le   condizioni
  migliori per potere andare avanti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  per  cinque
  minuti.

   (La seduta,  sospesa alle ore 18,33, è ripresa alle ore 19.03)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                36/A

   PRESIDENTE.   Comunico   che  sono   stati   presentati,   dalla
  Commissione, i seguenti emendamenti: 2.1, 2.2, 2.3,  2.4,  2.5  e
  2.6:

  Emendamento 2.1:
  Sostituire  il titolo dell'articolo 2 con il seguente:  Requisiti
  del mercato storico e istituzione dell'Albo .

  Emendamento 2.2:
  Sostituire il comma 2 con il seguente:  2. I Comuni individuano i
  luoghi identificati come sede tradizionale dei mercati storici .

  Emendamento 2.3:
  Sostituire  il comma 3 con il seguente:  3. I Comuni istituiscono
  l'Albo  dei  Mercati  storici. L'inserimento  nell'Albo  comunale
  comporta l'attribuzione dello status di  Mercato storico' .

  Emendamento 2.4:
  Al comma 4, sopprimere la lettera c).

  Emendamento 2.5:
  Alla lettera d) del comma 4, sopprimere le parole  di categoria .

  Emendamento 2.6:
  Dopo il comma 4, aggiungere il seguente comma:
   5. I Comuni, nell'adozione dei propri strumenti urbanistici,
  prevedono misure volte alla valorizzazione dei mercati satirici e
  al mantenimento degli stessi nella loro sede .

   CAPUTO,  presidente della Commissione. Dichiaro di ritirare  gli
  emendamenti da 2.1 a 2.6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato,  dall'onorevole
  Caputo, l'emendamento 2.10:

    L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

                                                       Art. 2
                            Riconoscimento del mercato storico
  1.  La  disciplina  dei  requisiti e  delle  procedure  per  il
  riconoscimento  dei  mercati storici è adottata  entro  novanta
  giorni  dall'entrata in vigore della presente legge con decreto
  congiunto  dell'Assessore  regionale  della  cooperazione,  del
  commercio,  dell'artigianato  e della  pesca  e  dell'Assessore
  regionale ai beni culturali, ambientali e pubblica istruzione.

  2.  L'iniziativa per il riconoscimento è attribuita ai seguenti
  soggetti:

  a) regione, comuni, province e camere di commercio;

  b) istituzioni culturali, accademiche e scolastiche;

  c)  operatori commerciali in aree pubbliche e loro associazioni
  di categoria.  .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'articolo  3.  Invito  il   deputato
  segretario a darne lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                            «Art. 3.
           Promozione e valorizzazione dei mercati storici

   1.   La   Regione   favorisce   iniziative   di   promozione   e
  valorizzazione   dei   mercati  storici  riconosciuti,   con   il
  coinvolgimento e la partecipazione dei soggetti indicati al comma
  4 dell'articolo 2».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Invito il deputato segretario a
  darne lettura.

   MARROCCO, segretario f.f.:

                            «Art. 4.
                     Mantenimento  della  sede  storica   del
             mercato

   1.  I  Comuni,  attraverso  i propri  strumenti  procedono  alla
  individuazione  nel territorio comunale, dei luoghi  identificati
  come  sede  tradizionale dei mercati storici. Essi, nell'adozione
  dei  propri  strumenti urbanistici, prevedono misure  volte  alla
  valorizzazione dei mercati storici e al mantenimento degli stessi
  nella loro sede storica».

   Comunico che è stato presentato, dalla Commissione,
  l'emendamento 4.1:
    Sopprimere l'articolo 4 .

   CAPUTO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Invito il deputato segretario
  a darne lettura.

  MARROCCO, segretario f.f.:

                              «Art. 5.
                             Norma finale

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 36/A
  avverrà successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Formica


        Seguito della discussione del disegno di legge «Norma
       transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di cava»
                               (133/A)

   PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno  di
  legge   numero  133/A   Norma  transitoria  sulle  autorizzazioni
  all'esercizio  di  cava ,  posto  al  numero  3)  del  II   punto
  dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.

   SORBELLO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, onorevole colleghi, questo Governo aveva  chiesto  il
  rinvio  del  disegno  di legge in argomento  nella  seduta  della
  settimana scorsa. Avendo approfondito la questione relativa  alla
  proroga  della  coltivazione delle cave e sorgendo  un  ulteriore
  dubbio sul problema della valutazione di incidenza o meno, chiedo
  alla  Commissione  di  poter rinviare l'argomento  alla  sessione
  autunnale.

   PRESIDENTE. Su questa richiesta dovrà pronunciarsi l'Aula.
   La  richiesta  del  Governo è chiara, ma la Presidenza  non  può
  pronunciarsi se non sottoponendo la richiesta stessa ad  un  voto
  d'Aula.
   Se  vi  sono deputati che vogliono intervenire a favore o contro
  il  rinvio,  possiamo procedere; diversamente, la  richiesta  del
  Governo sarà votata dall'Aula.
   Non   avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  pongo   in
  votazione, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno, la
  richiesta del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario, si alzi.

                    (E' approvata all'unanimità)


   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  ritengo  inutile  perpetrare   a
  domani, a dopodomani, ad altre sedute d'Aula i nostri lavori   se
  non vi sono altri disegni di legge da esaminare.
   Tra   l'altro,   oggi,  il  Governo  non  si  è  presentato   in
  Commissione  Bilancio'.
   A  questo punto, appare strano postergare ancora questa  seduta,
  per giorni e giorni, inutilmente.
   Credo  sia  molto  più proficuo procedere alla votazione  finale
  dei disegni di legge già approvati nell'articolato e chiudere  la
  sessione  estiva.   Penso  che anche  gli  altri  colleghi  siano
  d'accordo con me.
   La  invito,  signor Presidente, se è possibile, a  consultare  i
  Presidenti dei gruppi parlamentari per verificare se è  possibile
  procedere in tal senso.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la Presidenza non può  accogliere
  la  sua  richiesta per due ordini di motivi. Vi  sono  state  una
  serie  di  Conferenze dei Presidenti dei gruppi parlamentari  che
  hanno stabilito che, ove vi fossero stati dei disegni di legge in
  discussione  nelle Commissioni, quest'Aula, durante  la  sessione
  estiva, sarebbe stata abilitata a discuterli.
   All'ordine  del giorno della Commissione Bilancio, peraltro,  vi
  sono  tre disegni di legge pronti per la discussione e la  stessa
  Commissione  si riunirà al termine della seduta.  Era  stata  già
  programmata  per  la  giornata  di  domani  una  riunione   della
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari nella quale  si
  dovrà stabilire l'ordine delle discussioni e delle votazioni.

   CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, ho chiesto di parlare sul disegno  di  legge
  numero  133/A  per  ribadire che condividiamo  la  richiesta  del
  Governo purché vi sia un impegno ad esaminare il disegno di legge
  alla prima seduta di settembre.
   Ad  integrazione di quanto da lei affermato, signor  Presidente,
  aggiungo  che,  oggi,  la  Commissione  Attività  produttive'  ha
  esitato,  con  voto favorevole e all'unanimità,   un  disegno  di
  legge  sulle fideiussioni alle imprese agricole ed artigiane  che
  non  prevede alcun impegno di spesa e che consente di velocizzare
  le procedure di aiuto a queste aziende, e che già domani potrebbe
  essere discusso in Aula.

   PRESIDENTE. Chiarisco che il voto dell'Aula è da intendersi  nel
  senso  interpretato  dal Presidente della Commissione,  onorevole
  Caputo.
   Comunico   che   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari è convocata per domani, alle ore 16,30.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  6
  agosto 2008, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  - Comunicazioni

       II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
     lettera d)
     e  153 del Regolamento interno, delle mozioni:

     N. 27 -    Modifiche  alla legge 9 agosto  2002,  n.  12  in
            riferimento al regolamento CEE n. 2408 del 23  luglio
            1992,  in  materia di agevolazioni  per  i  trasporti
            aerei.

                                    RAGUSA - LO GIUDICE - CORDARO
                                                 CASCIO SALVATORE

     N. 28 -    Inserimento tra le zone franche urbane  siciliane
             del  territorio  composto dai  comuni  di  Monreale,
             Corleone,  San  Giuseppe Jato, San Cipirello,  Piana
             degli Albanesi e Mezzojuso.

                                      CAPUTO - CURRENTI - ARICò -
                                    MARROCCO - SCILLA - VINCIULLO

     N. 29 -      Avvio  di  idonee  procedure  a  garanzia   del
             regolare  svolgimento del servizio di  raccolta  dei
             rifiuti.

                                      CAPUTO - ARICò - CURRENTI -
                                     MARROCCO - SCILLA -VINCIULLO

     N. 30   -      Istituzione  di  un  plesso  scolastico   con
             indirizzo   turistico-alberghiero  nel   comune   di
             Monreale.

                                       CAPUTO - ARICò - VINCIULLO
                                                MARROCCO - SCILLA

     N. 31  -      Sostituzione del provvedimento governativo  di
             proroga  del servizio di urgenza sanitario  del  118
             con una procedura ad evidenza pubblica.

                                        CAPUTO - ARICò - CURRENTI
                                             MARROCCO - VINCIULLO

      III  -  VOTAZIONE FINALE DEI  DISEGNI  DI  LEGGE:
       1)  -  Interventi in favore della sicurezza dei voli negli
          aeroporti siciliani  (n. 131/A)

       2)  -  Norme urgenti per la continuità territoriale ed il turismo
          nelle isole minori
          (n. 101/A)

       3)  - Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza
          storica dei mercati sulle aree pubbliche  (n. 36/A)

       IV   -  Elezione  di cinque componenti della Commissione  di
     garanzia  per  la trasparenza, l'imparzialità delle  pubbliche
     amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                                 La seduta è tolta alle ore
                               19.14.

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli