Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
158 e 159 del 25 marzo scorso che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi, Fagone e Rinaldi
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norme in materia di promozione delle Associazioni presenti nel
territorio regionale nella formazione dei cittadini alla vita
pubblica» (n. 549)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Romano,
Colianni e Arena in data 26 marzo 2010
«Introduzione della doppia scheda per l'elezione dei sindaci e dei
presidenti di Provincia. Multi preferenze e voto di genere» (n.
550)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lupo, Di
Benedetto e Marziano in data 26 marzo 2010
«Norme per lo scioglimento e il trasferimento delle funzioni delle
IPA ai comuni» (n. 551)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 1 aprile 2010.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio
di disegni di legge alle Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Interventi a compensazione dei danni da peronospora della vite
(Plasmopara viticola)» (n. 548)
- di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Oddo ed
altri in data 26 marzo 2010.
- inviato il 7 aprile 2010.
BILANCIO (II)
«II nota di variazioni al disegno di legge concernente il bilancio
di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
per il triennio 2010/2012» (n. 470 ter)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo), su proposta dell'Assessore per il bilancio
(Cimino), in data 26 marzo 2010.
- inviato il 26 marzo 2010.
- parere I, III, IV, V, VI e UE.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Servizio
regionale siciliano del corpo nazionale soccorso alpino e
speleologico» (n. 543)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 7 aprile 2010
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Interventi per la riqualificazione edilizia» (n. 546)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 26 marzo 2010.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Designazione componente in seno al Consiglio di amministrazione
Ente autonomo regionale Teatro di Messina (81/I)
- pervenuta in data 6 aprile 2010
- inviata in data 7 aprile 2010
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme in materia di aiuti alle imprese. Legge regionale 9/2009. PO
FESR 2007-2013. Linea di intervento 5.1.3.1 (80/III)
- pervenuta in data 24 marzo 2010
- inviata in data 26 marzo 2010.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione
legislativa Attività produttive' (III) nella seduta n. 133 del 23
marzo 2010 ha approvato le seguenti risoluzioni:
- Azioni da adottare per l'approvazione di norme volte ad
attivare i finanziamenti per l'edilizia convenzionata ed agevolata
per la prima casa' (n. 4/III);
- Azioni volte ad agevolare l'inserimento dei distretti
produttivi tra i soggetti destinatari di politiche di
programmazione e sviluppo della Regione' (n. 5/III).
Comunico, altresì, che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V), nella seduta n. 115 del 31 marzo 2010, ha
approvato la seguente risoluzione: Indirizzi valutativi afferenti
l'avviso n. 2 del 2 febbraio 2010 per la chiamata di progetti a
valere sulla linea d'Azione 1.1. Azioni di orientamento al lavoro
rivolte ai giovani al termine del percorso scolastico. Orientamento
al lavoro' (n. 1/V).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che la legge regionale n. 20/2007 stabilisce la data del
31 dicembre 2008 quale termine ultimo per l'inizio dei lavori per
la realizzazione di programmi di edilizia agevolata convenzionata
riservata alle imprese e cooperative edilizie;
considerato che:
le difficoltà riscontrate dalle imprese e cooperative, sia per il
reperimento delle aree sia per il complesso iter burocratico
conseguente, non hanno consentito l'avvio di buona parte degli
interventi in programma entro la data prevista dalla l.r. 20/2007;
l'impossibilità di accedere alla totalità degli interventi
previsti dalla citata legge ha determinato una perdita di oltre 100
milioni di euro destinati alla costruzione di oltre 600 alloggi per
altrettanti nuclei familiari dei soci delle cooperative;
una perdita economica di tale entità ha avuto una pesante ricaduta
sul settore edilizio, già fortemente provato dalla pesante crisi
economica che lo sta colpendo;
alla luce di quanto sopra, appare sempre più evidente la necessità
di approvare una proroga al termine ultimo per l'inizio dei lavori
per la realizzazione di programmi di edilizia agevolata
convenzionata riservati alle imprese e cooperative edilizie, al
fine di consentire una definizione degli adempimenti previsti e la
conseguente apertura dei cantieri;
tenuto conto che:
l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un immediato effetto sul
fronte occupazionale e darebbe un nuovo impulso alla risoluzione
del problema, oramai atavico, dell'edilizia sociale;
la tematica abitativa ha oramai assunto connotati di emergenza
sociale, che non investe più le fasce cosiddette deboli, ma anche
la classe media, proprio per le difficoltà di questa ad accedere al
mercato immobiliare;
gli interventi in questione rappresentano quindi un sistema di
acquisizione del bene casa a prezzi calmierati;
visto che, in più occasioni, le organizzazioni degli edili hanno
manifestato la necessità e l'urgenza di predisporre un disegno di
legge volto alla riapertura dei termini previsti dalla l.r.
20/2007;
il Governo regionale ha scelto di non inserire nel disegno di
legge sul cosiddetto 'Piano Casa' le norme che avrebbero consentito
la riapertura dei termini stabiliti dalla l.r. 20/2007, sprecando
un'utile occasione e approvando un disegno di legge che, così come
strutturato, difficilmente contribuirà al rilancio economico e
occupazionale del settore edile in Sicilia;
per sapere se non ritengano opportuno predisporre un emendamento
di iniziativa governativa volto a prorogare la scadenza del 31
dicembre 2008 prevista dalla legge regionale n. 20/2007 come
termine ultimo per l'inizio dei lavori per la realizzazione di
programmi di edilizia agevolata convenzionata riservati ad imprese
e cooperative edilizie e rilanciare così l'economia legata a un
settore colpito da una crisi inarrestabile». (1118)
VINCIULLO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nel 2008, é stato presentato al comune di Palermo il piano di
lottizzazione dello ZEN per la realizzazione di n. 18 alloggi
sociali della cooperativa Anemone. Tale progetto é firmato
dall'architetto Giuseppe Liga;
il progetto, dopo essere stato istruito dalla competente
commissione urbanistica, è stato inviato al presidente del
consiglio comunale per l'inserimento all'ordine del giorno, ai fini
della relativa determinazione da parte del consiglio comunale
medesimo;
considerato che:
nonostante avesse iniziato il relativo esame e in coerenza con
quanto dallo stesso deliberato, il consiglio ha richiesto ad
integrazione, quali atti fondamentali e necessari alla sua libera e
incondizionata valutazione ed espressione, sia i certificati
antimafia del soggetto richiedente l'autorizzazione alla
lottizzazione, sia quelli riferibili ai proprietari dell'area da
lottizzare, nonché l'adesione al protocollo di legalità che il
consiglio comunale ha adottato quale regola generale di trasparenza
e di contrasto contro la mafia;
ciononostante nessuna di tali richieste é stata riscontrata ed
evasa da parte del soggetto richiedente e, malgrado il consiglio
comunale non fosse inadempiente al riguardo, la Regione siciliana
nominava invece un commissario ad acta per l'adozione dell'atto di
competenza del consiglio comunale;
il commissario ad acta, con strano tempismo e, si suppone, senza
acquisire i documenti richiesti dal consiglio comunale, assumeva la
decisione al riguardo deliberando in accoglimento del piano di
lottizzazione;
visto che:
da indagini condotte dalla magistratura, il professionista che ha
firmato il progetto risulta oggi sottoposto a misure cautelari di
restrizione della libertà personale perché ritenuto il nuovo
reggente della famiglia mafiosa di San Lorenzo;
tale circostanza, riferita alla lottizzazione, fa sorgere a
posteriori più che legittimi dubbi e perplessità sull'iter
adottato, con i poteri sostitutivi, da parte del commissario ad
acta nominato dall'Assessorato regionale Territorio e ambiente in
sostituzione del consiglio comunale di Palermo;
ritenuto che occorre fugare ogni e qualsiasi dubbio e sgombrare il
campo da ipotesi e supposizioni che, se dimostrate vere, sarebbero
invece un grave episodio di turbamento della vita, delle
istituzioni e di condizionamento mafioso delle assemblee elettive;
per sapere:
se il commissario ad acta abbia acquisito o meno i certificati
antimafia richiesti dal consiglio comunale di Palermo;
quale istruttoria tecnico-amministrativa abbia compiuto
l'Assessorato regionale Territorio e ambiente in ordine alla
delibera del consiglio comunale, in quanto tempo, con quali
passaggi documentali e con quali esiti propedeutici al parere
finale;
i motivi che abbiano spinto il commissario ad acta e, per esso,
l'Assessorato regionale Territorio e ambiente alla bocciatura della
delibera». (1119)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
l'articolo 51 del d.lgs. n. 626/94, così come modificato dalla l.
n. 422 del 2000 e dal d.lgs. n. 81 del 2008, definisce
'videoterminalista', il lavoratore che utilizza un'attrezzatura
munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti
ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'art. 54 del
medesimo decreto e s.m.i.;
la legislazione vigente afferma il diritto alla salute dei
lavoratori 'videoterminalisti', in considerazione della delicata
attività che svolgono, prevedendo specifici diritti volti alla
tutela del lavoratore ed imponendo specifiche caratteristiche di
idoneità per luoghi di lavoro in cui essi operano;
considerato che:
la legislazione di cui sopra riconosce al lavoratore
videoterminalista, qualora svolga la sua attività per almeno
quattro ore consecutive, il diritto ad un'interruzione della sua
attività mediante pause ovvero cambiamento di attività;
le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla
contrattazione collettiva anche aziendale;
in assenza di una disposizione contrattuale riguardante
l'interruzione, il lavoratore ha comunque diritto ad una pausa di
quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa
ai videoterminali;
la norma vigente prevede, per i lavoratori 'videoterminalisti',
oltre al diritto all'interruzione dell'attività, una sorveglianza
sanitaria da parte di un medico competente, attraverso accertamenti
preventivi intesi a constatare l'assenza di controindicazioni al
lavoro da svolgere, nonché accertamenti periodici, ogni due o
cinque anni, a seconda dell'età del 'videoterminalista', ai fini di
controllare lo stato di salute dei lavoratori nel tempo;
il lavoratore è sottoposto a controllo oftalmologico a sua
richiesta ogniqualvolta sospetti una sopravvenuta alterazione della
funzione visiva, confermata dal medico competente, oppure
ogniqualvolta l'esito della visita preventiva o periodica ne
evidenzi la necessità;
visto che:
dopo un'attenta analisi tecnico-scientifica, è stata riconosciuta,
ai lavoratori degli uffici postali che utilizzano un'attrezzatura
munita di videoterminali, la qualifica aziendale di
'videoterminalista';
ad oggi, sia i lavoratori che le parti sindacali lamentano la
mancata applicazione del d.lgs. 626/1994 e successive modifiche ed
integrazioni, nelle parti in cui dispone norme a tutela della
salute dei lavoratori 'videoterminalisti' degli uffici postali,
attraverso visite mediche preventive o periodiche, interruzione
dell'attività mediante pausa o cambio di attività;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario verificare, attraverso gli
uffici ispettivi della Regione, la veridicità di quanto più volte
denunciato dai lavoratori e dalle parti sindacali;
se, nel caso fosse vero quanto sopra denunciato, non ritengano
necessario ed urgente intervenire attraverso provvedimenti diretti
a riconoscere a tutti i lavoratori 'videoterminalisti' i loro
legittimi diritti, da troppo tempo ingiustamente ed
inspiegabilmente negati, e affermare il rispetto del d.lgs.
626/1994 e successive modifiche ed integrazioni, al fine di
garantire la costruzione di un ambiente di lavoro salubre e sicuro
e frutto della volontà legislativa rivolta al rispetto della
personalità e della dignità dei lavoratori». (1121)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
l'arresto dell'imprenditore Giuseppe Liga ha messo in luce, almeno
da quanto emergerebbe dalle notizie apparse sui quotidiani locali,
regionali e nazionali, che la Regione siciliana abbia concesso
somme di denaro ad un ente di formazione del movimento cristiano
lavoratori;
il predetto movimento è stato presieduto dallo stesso Liga sino a
quando era apparsa sui mezzi di comunicazione la notizia di
un'indagine a suo carico;
l'indagine della Procura di Palermo attiene a pericolosi e
gravissimi episodi delittuosi in ambito di associazione mafiosa;
considerato che:
la Regione ha intrattenuto rapporti con il Liga a cui,
addirittura, è stato trasmesso in data 19 marzo dalla Presidenza un
'sms' di auguri;
risulta assolutamente necessario conoscere se l'Amministrazione
della Regione abbia concesso appalti, finanziamenti o incarichi a
Giuseppe Liga o alle società ad egli collegate;
ritenuta la gravità dei fatti e delle accuse formulate dalla
Procura della Repubblica del Tribunale di Palermo, che ha ravvisato
ipotesi di reati di mafia;
per sapere:
gli incarichi, gli appalti ed i finanziamenti che sarebbero stati
concessi dalla Regione siciliana a Giuseppe Liga ed alle ditte e/o
società ad egli collegate;
se costui ricopra incarichi in enti o commissioni regionali;
quali rapporti siano stati intrattenuti tra il Liga, la società
Euteco e l'Amministrazione regionale». (1122)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che:
la Regione siciliana ha competenza esclusiva in materia di demanio
marittimo, giusta decreto del Presidente della Repubblica 1 luglio
1977, n. 624;
tale autonomia consente all'Amministrazione regionale di incassare
direttamente i proventi delle concessioni rilasciate a privati per
l'utilizzo e la gestione delle aree marittime demaniali, senza
versarli tutti o in parte allo Stato;
con protocollo n. 4213 del 10 dicembre 2009, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente emanava una direttiva,
inviata anche alla Corte dei conti per la Regione siciliana e alla
Procura generale presso la medesima Corte, in materia di rinnovo
delle concessioni demaniali per finalità turistiche, in osservanza
alla segnalazione del 21 ottobre 2008 dell'Autorità garante della
concorrenza e del mercato, inviata anche ai Presidenti di Camera e
Senato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla
Presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e
regioni;
si tratta di una direttiva di enorme importanza che regolamenta i
criteri per l'assegnazione delle aree demaniali e la scelta del
contraente, che deve essere effettuata nel rispetto delle regole
sulla concorrenza e con criteri di rigorosa trasparenza e
attraverso la massima pubblicizzazione;
in riferimento ad altra nota dello stesso ufficio n. 0050445 del
23 ottobre 2008, inviata al Presidente della Regione siciliana, in
merito all'utilizzo del demanio ed ai relativi canoni concessori di
demanio marittimo per pesca ed acqua colture, venivano indicati i
criteri per la assegnazione delle aree e i margini temporali;
l'Assessorato Territorio, con nota del 24 novembre 2008 diretta al
dipartimento, riscontrava non soltanto i ritardi e le lungaggini
burocratiche nella attivazione degli uffici periferici demaniali,
ma anche il conseguente ricorso al regime di rinnovo delle
concessioni;
la nota veniva restituita con foglio del 30 aprile 2009 senza
alcuna indicazione o direttiva;
se è vero che i pareri e le osservazioni dell'Autorità garante non
sono vincolanti, è anche vero che la Commissione europea ha
notificato al Ministro degli esteri - in data 2 febbraio 2009 - la
costituzione in mora per infrazione, richiamando la attenzione su
alcuni aspetti della normativa italiana in materia di concessione
di demanio pubblico marittimo che potrebbero sollevare questioni di
conformità con i dettami comunitari;
l'incasso della Regione per le concessioni legate al demanio
marittimo è notevolmente inferiore a quelle delle altre Regioni
d'Italia a fronte di una maggiore estensione della costa balneabile
e delle zone di mare. La Sicilia, infatti, ha 929 Km di costa
balneabile ma ha incassi inferiori rispetto all'Emilia Romagna, che
ha 99 km di costa balneabile, al Veneto che ne ha 98 km ed al Lazio
che gode di 277 Km di costa, ed ha ricavato circa 10 milioni di
euro nel 2008;
considerato che:
la questione inerente alla normativa italiana in materia di
concessioni di demanio pubblico marittimo è stata oggetto, da parte
della Comunità europea, di una costituzione in mora per infrazione,
atteso che potrebbero essere sollevate questioni di conformità con
i dettami comunitari in quanto per la concessione dei beni
demaniali marittimi, secondo quanto richiede la Comunità europea e
quanto disciplinato dal codice della navigazione, occorre procedere
attraverso procedure ad evidenza pubblica;
in Sicilia, per motivi di eccezionalità, si è proceduto alla
rinnovazione tacita della concessione;
le tariffe relative all'ammontare dei canoni di concessione che i
privati versano alla Regione per l'utilizzo dei beni demaniali non
sono congrue, in quanto non sono state adeguate all'incremento
previsto dalla legge;
ritenuto che:
tale situazione, oltre a procurare all'ente della Regione un grave
ed irreparabile danno erariale, consente alle società private che
gestiscono le coste marittime un utilizzo di un bene pubblico senza
il giusto ritorno economico per le casse regionali dietro il
pagamento di un canone irrisorio a titolo di corrispettivo;
con la sopra indicata direttiva del dicembre 2009, l'Assessore per
il territorio pro tempore, dottor Mario Milone, aveva evidenziato
che i motivi di eccezionalità, legati al trasferimento delle
competenze e degli uffici del demanio marittimo, sono venuti meno,
e che era necessario attivare tutte le procedure per evitare
ulteriori e gravissimi danni all'erario regionale, con la
conseguenza che tutte le concessioni alla scadenza non dovevano
essere rinnovate tacitamente e che il nuovo affidamento sarebbe
dovuto avvenire con procedure ad evidenza pubblica;
in Sicilia sono state concesse nove mila concessioni;
la Sicilia, proprio per le sue specificità del territorio - è
un'isola - e per le proprie risorse naturali, potrebbe, attraverso
l'affidamento in concessione di beni pubblici, ottenere maggiori
introiti economici;
è necessaria una verifica per controllare se le società che hanno
ottenuto le concessioni hanno effettuato il pagamento del canone
nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge;
per sapere:
se la direttiva dell'Assessore per il territorio pro tempore sia
stata attuata dagli uffici regionali competenti, e se così non
fosse per quali motivazioni;
quali provvedimenti intendano adottare per rendere economicamente
più vantaggioso per la Regione l'adeguamento delle tariffe di
concessioni ai livelli nazionali;
se le società che hanno in concessione l'utilizzo delle coste
marittime siano in regola con il pagamento dei canoni e se le
stesse garantiscano i livelli occupazionali;
quali provvedimenti intendano adottare per adeguare la disciplina
in materia di concessioni del demanio marittimo alle direttive
nazionali e comunitarie;
se siano stati rispettati i criteri di evidenza pubblica nella
assegnazione delle concessioni di demanio pubblico marittimo;
se la Regione continui a operare in regime di proroga». (1124)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con la legge regionale n. 19 del 22 dicembre 2005, l'Assemblea
regionale siciliana ha stabilito ed indicato le linee guida per
l'organizzazione della rete assistenziale per le persone affette da
disturbi autistici;
ai sensi dell'articolo 25, comma 8, della citata legge de qua,
l'Assessore regionale per la sanità, entro centottanta giorni dalla
data di pubblicazione della predetta legge, era stato autorizzato
ad emanare con un proprio decreto le linee guida di un programma
regionale unitario per l'autismo;
in data 1 febbraio 2007, l'Assessore regionale per la sanità ha
emanato il decreto assessoriale recante 'Linee guida di
organizzazione della rete assistenziale per persone affette da
disturbo autistico', così come previsto dalla l.r. 19/2005;
tale decreto recepisce la l.r. 19/2005, la quale prevede che ogni
azienda sanitaria provinciale operante in Sicilia attivi un centro
per l'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo;
il decreto prevede, altresì, che ogni azienda sanitaria
provinciale è, comunque, tenuta a destinare almeno lo 0,1 per cento
delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale alla rete
integrata di servizi per l'autismo;
considerato che:
negli ultimi anni è cresciuto, purtroppo, il numero di bambini
autistici, anche in considerazione di una maggiore attenzione verso
il problema;
non sempre è facile, per i genitori, riconoscere nel proprio
figlio i sintomi della malattia e che, a causa della scarsa
presenza sul territorio di centri per l'autismo e i disturbi
generalizzati dello sviluppo, spesso si sottovalutano la gravità
dei sintomi fino ad arrivare, in alcuni casi, ad ignorare del tutto
la presenza di autistici in famiglia;
nella maggior parte dei casi, i genitori e la famiglia del
soggetto affetto da autismo sono costretti a combattere da soli
contro questo male, a causa della quasi totale assenza di una rete
integrata di servizi per l'autismo, in contrasto con quanto
disposto dalla l.r. 19/2005 e dal relativo decreto attuativo;
visto che:
ad oggi, le istituzioni regionali e le aziende sanitarie
provinciali si sono mostrate, quasi sempre, indifferenti di fronte
ad una malattia che interessa sempre più famiglie in Sicilia, così
come nel resto del Paese;
negli ultimi tempi, anziché procedere alla realizzazione della
rete integrata di servizi per l'autismo, in molte realtà
territoriali si sta assistendo, invece, quasi indifferenti, allo
smantellamento dei servizi pubblici rivolti ai soggetti affetti da
tale malattia;
preso atto che, allo stato attuale, le famiglie che convivono
quotidianamente con il delicato problema dell'autismo lamentano la
mancata applicazione dell'articolo 25, comma 8, della l.r. 19/2005,
tanto è vero che venerdì 2 aprile, giornata mondiale contro
l'autismo, sono state costrette ad organizzare, a Palermo, una
fiaccolata per tutelare i diritti negati ai soggetti autistici e
per portare all'attenzione della società civile e delle forze
politiche la problematica in questione;
per sapere:
se non ritengano opportuno e necessario, alla luce di quanto sopra
esposto, provvedere all'attuazione del d.a. 1 febbraio 2007
indicante il programma regionale unitario per l'autismo, e quindi
all'applicazione immediata di quanto disposto dall'articolo 25,
comma 8, della l.r. 19/2005, ovvero procedere alla creazione di
poli specialistici di servizi per i soggetti autistici nelle
aziende sanitarie provinciali siciliane al fine di assistere le
famiglie nel difficile cammino che le attende a fianco dei loro
figli;
se non reputino urgente, e non più rinviabile, inviare degli
ispettori in tutte le aziende sanitarie provinciali al fine di
verificare lo stato di attuazione della citata legge;
se non ritengano urgente dare indicazioni ai direttori generali
delle aziende sanitarie provinciali operanti in Sicilia, fissando
dei termini, a brevissima scadenza, entro i quali deve trovare
attuazione quanto previsto dalla legge regionale 19/2005». (1126)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, all'Assessore l'economia e all'Assessore per
le attività produttive, premesso che:
alla fine degli anni ottanta, la città di Avola (SR), consapevole
della crisi che investiva il settore agricolo in quegli anni e
della necessità di avviare un processo capace di dare respiro al
settore primario attraverso il rilancio della produzione agro-
alimentare locale, presentava alla Regione siciliana un progetto
per la realizzazione di un centro agro-industriale;
il progetto allora presentato, pur essendo stato finanziato, non è
mai stato portato a termine;
considerato che:
ad oggi nella zona sud della provincia di Siracusa, non esiste
nessun centro di trasformazione dei prodotti agricoli;
oggi come allora, la provincia di Siracusa, ed in particolare il
settore agro-alimentare, necessitano di investimenti e nuove
strutture indispensabili per avviare un processo di rilancio del
territorio e del settore agricolo;
la realizzazione di un centro agro-industriale comporterebbe un
abbassamento dei costi di trasformazione e di commercializzazione
dei prodotti agricoli locali e allo stesso tempo contribuirebbe ad
arginare l'oramai diffuso fenomeno della contraffazione e della
concorrenza sleale che, in Sicilia, così come nell'intero
territorio della provincia di Siracusa, ha causato un inasprimento
della crisi del settore;
visto che:
il progetto del centro agro-industriale di Avola, da anni
bloccato, in attesa di rimodulazione, è stato inserito
nell'obbiettivo strategico del settore agricoltura' nell'ambito
della redazione del piano strategico 'Città per lo sviluppo', un
piano che fa riferimento ad un ambito territoriale che interessa la
zona compresa fra la provincia di Siracusa e quella di Ragusa,
racchiudendo i territori di Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo
Passero, Rosolini, Ispica e Pozzallo;
esiste, oggi, una concreta possibilità di rilanciare il progetto,
anche in considerazione della presenza, nel bilancio regionale, di
circa 19 milioni di euro da poter destinare all'opera;
per sapere:
se intendano adoperarsi, con l'urgenza del caso e vista la crisi
gravissima del comparto agricolo siciliano, per la realizzazione di
un'opera di vitale importanza per la zona sud di Siracusa e per
tutto il territorio provinciale e che tutti gli operatori del
settore agroalimentare attendono ormai da troppi anni;
se, invece, sulla scia dei precedenti fallimenti, intendano
ignorare le necessità di un territorio e di un settore che, se non
riceverà risposte immediate e concrete, sarà travolto da una crisi
che lo investe da anni e che non accenna a placarsi e che, anzi,
cresce in modo esponenziale;
se, infine, non intendano nominare un commissario ad acta al fine
di iniziare e concludere i lavori per la realizzazione del centro
agro-industriale di Avola». (1127)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la Sicilia è la Regione, tra le aree del Mediterraneo, a maggiore
incidenza di talassemia;
dalla valutazione dei dati contenuti nel registro siciliano
talassemia ed emoglobinopatie, emerge la presenza, sul nostro
territorio, di nuovi evidenti casi di emoglobinopatie;
considerato che:
da molti anni le associazioni siciliane di talassemia lamentano
una cronica disattenzione, da parte delle istituzioni regionali e
sanitarie locali, nei confronti di patologie come la talassemia e
la drepanocitosi, molto diffuse in Sicilia;
ancora oggi, l'emoglobinopatico è costretto, in Sicilia, a
confrontarsi con una serie di difficoltà per trovare strutture a
lui dedicate, con un numero di personale medico ed infermieristico
appropriato oltre che con un equipe multidisciplinari capace di
seguire il decorso della malattia;
il più delle volte i pazienti affetti da questa patologia sono
costretti, a causa della carenza di strutture in Sicilia, ad
emigrare verso le Regioni del Nord, che presentano standard di
assistenza adeguata, nonostante operino in territori con
un'incidenza patologica minore;
preso atto che:
i pazienti talassemici per recarsi in altre province sono
costretti a sobbarcarsi ingenti spese e a subire insopportabili
disagi;
comunque la Regione è costretta lo stesso a farsi carico delle
spese per un'appropriata cura dei malati talassemici, a prescindere
dalla Regione che presta le cure;
visto che:
con decreto assessoriale del 4 novembre 2003, l'Assessore per la
sanità pro tempore provvedeva all'istituzione in Sicilia della rete
regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la
terapia della talassemia;
allo stato attuale, la associazioni siciliane di talassemia, che
da anni ormai assistono i malati attraverso una generosa e
appropriata attività di volontariato, lamentano il mancato
completamento della rete siciliana di talassemia, istituita dalla
Regione siciliana con apposito decreto assessoriale;
oggi il 6 per cento della popolazione siciliana è affetto da
patologie come la talassemia e la drepanocitosi e necessita
pertanto di assistenza e cure adeguate;
per sapere se non ritengano opportuno e necessario, alla luce di
quanto sopra, incrementare gli stanziamenti finanziari in favore
dei malati affetti da talassemia, provvedendo, in primis, al
potenziamento di tutti i centri di cura della rete siciliana di
talassemia, attuando così quanto disposto dal decreto assessoriale
de quo e contribuendo ad alleviare i disagi, già consistenti, degli
emaglobinopatici». (1128)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che il numero delle farmacie è stabilito dalla legge
nazionale n. 475/1968, la quale, applicando un calcolo di
valutazione basato sul rapporto farmacie/popolazione, stabilisce un
numero di farmacie pari ad una ogni 4.000 abitanti per i comuni con
popolazione superiore ai 12.500 abitanti, come nel caso della città
di Siracusa;
con d.a. n. 25789 del 15 giugno 1998, l'Assessore regionale per la
salute pro tempore determinava l'attuale pianta organica del comune
di Siracusa, prevedendo, in base al rapporto farmacie/popolazione
(ex articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475), n. 32 sedi
farmaceutiche, di cui n. 29 già assegnate ai legittimi titolari e
n. 3 nuove da assegnare, mediante concorso;
per queste ultime tre sedi vacanti, da assegnare, veniva bandito
relativo concorso il 27 giugno 2007, ad oggi mai espletato;
preso atto che:
la popolazione della città di Siracusa, nell'anno 1998, anno di
approvazione della vigente pianta organica delle sedi farmaceutiche
(d.a. n. 25789/98), era di 126.721 abitanti e pertanto era
sufficiente un numero di 32 farmacie, così come stabilito dal
rapporto farmacie/popolazione disposto dalla legge n. 475/1968
(126.721:4000=32, considerato che la norma in oggetto prevede che
la popolazione eccedente, rispetto ai parametri, è compiuta, ai
fini dell'apertura di una farmacia, qualora sia pari al 50% dei
parametri stessi);
oggi, a causa di un certificato ed inequivocabile fenomeno
migratorio, la popolazione residente nel comune di Siracusa, alla
data del 31 dicembre 2008, è scesa a 123.707 residenti, e pertanto
tale da determinare, ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge n.
362/91, n. 31 sedi, dato peraltro valutato anche nel rispetto del
parametro del 50 per cento per la popolazione eccedente;
il calo della popolazione residente nella città di Siracusa ha
interessato soprattutto i quartieri di Grottasanta ed Akradina,
dove la popolazione residente, per fare un esempio, è diminuita
dall'anno 1995 (anno preso a riferimento per la determinazione
della pianta organica) al 32/12/2009, nei numeri che seguono (vedi
tab. A):
Tab. A
Quartiere di riferimento Popolazione residente
Popolazione residente
al
31/12/1995 al 31/12/2008
Akradina 25.972
24.116
Grottasanta 23.784
21.858
nei quartieri de quibus, tra l'altro, non è prevista dal nuovo
piano regolatore generale della città di Siracusa alcuna zona di
espansione edilizia significativa e tale da modificare
sensibilmente il numero dei cittadini residenti;
le sedi attuali sono 29 e quelle di nuova istituzione già
previste, ma non ancora assegnate, stando ad una originaria e non
più applicabile determinazione della pianta organica delle sedi
farmaceutiche, vecchia di oltre 12 anni, sono 3, per un totale di
32 sedi; di conseguenza, una sede non può non essere considerata
soprannumeraria e pertanto deve essere immediatamente soppressa;
la sede da sopprimere deve, necessariamente, essere individuata
tra le tre nuove farmacie, già previste dal d.a. del 15 giugno
1998, appare logico che deve essere soppressa quella sede che
ricade in quei quartieri soggetti a un rapido, irreversibile e
certificato, in modo incontestabile spopolamento;
rilevato che:
l'articolo 1 del DPR n. 1275/1971 'Regolamento per l'esecuzione
della legge 2 aprile del 1968, n. 475, recante norme concernenti il
servizio farmaceutico', che prevede che 'per la revisione della
pianta organica, prevista dall'art. 2 della legge 1968, n. 475, si
tiene conto dei dati relativi alla popolazione residente in ciascun
comune, nell'anno precedente a quello in cui si procede alla
revisione(...)', e dunque appare del tutto assurdo e inappropriato
espletare un concorso per tre sedi farmaceutiche calcolate sulla
base di dati vecchi di oltre un decennio;
la previsione del legislatore di n. 1 farmacia per ogni 4000
abitanti è funzionale all'efficacia e all'efficienza del servizio
farmaceutico (parametro demografico) e che la stessa previsione di
una pianta organica delle farmacie ed il relativo contingentamento
sono stati posti dal legislatore nella prospettiva di assicurare un
servizio pubblico nell'interesse sia degli utenti che dei
farmacisti gestori;
la natura pianificatoria e programmatica della pianta organica
deve, per un verso, assicurare una razionale distribuzione delle
sedi farmaceutiche sul territorio al fine di garantire un efficace
servizio all'utenza ma, anche, per altro verso, assicurare alle
farmacie un idoneo bacino d'utenza;
considerato che:
l'eventuale rilievo attribuito alle aspettative dei partecipanti
al concorso, tra l'altro mai espletato, secondo il parere
dell'Avvocatura dello Stato (cons. 2182/2007 in risposta a
specifico quesito avanzato dall'ex Assessorato regionale Sanità a
proposito del d.a. n. 25789/98), non costituisce valido motivo di
impedimento alla soppressione di una sede soprannumeraria non
ancora assegnata;
il giudice amministrativo ha dichiarato illegittimo il mancato
provvedimento di soppressione di una sede che risulta
soprannumeraria in base al rapporto con la popolazione residente,
rilevando in proposito che, in tali casi, l'amministrazione non ha
alcun residuo spazio discrezionale tale da rendere possibile e
legittima la mancata soppressione di una sede soprannumeraria
vacante, ritenendo che la legge ne consentirebbe il mantenimento
solo nel caso in cui essa risulti assegnata ad un titolare ed a
tutela del diritto di quest'ultimo, non potendo ritenersi
d'ostacolo alla necessaria soppressione della sede vacante in
soprannumero lo svolgimento del concorso in quanto bandito, ma di
fatto mai espletato (cfr. in proposito TAR Sardegna - sentenza n.
1050 del 5 ottobre 1998);
per sapere:
se non ritengano urgente e inderogabile procedere all'annullamento
del concorso indetto in data 27/06/2007 e diretto all'assegnazione
di 3 nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa;
se non ritengano opportuno e necessario procedere ad una nuova
rivisitazione della pianta organica delle sedi farmaceutiche della
città di Siracusa;
se non reputino logico e rispondente ai principi della buona
amministrazione abolire quella sede farmaceutica che, a causa della
diminuzione accertata e certificata della popolazione da parte
dell'ufficio anagrafe della città di Siracusa, non è nelle
condizioni di assicurare ai titolari di farmacie un idoneo e
necessario bacino di utenza tale da consentire un efficace ed
efficiente servizio per i cittadini della città di Siracusa».
(1129)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'utilizzo di radioisotopi più propriamente detti radionuclidi
nella forma chimica opportuna ha innumerevoli impieghi in ambito
scientifico (radiochimica e chimica nucleare) e che in ambito
medico le radiazioni emesse da numerosi radionuclidi (sotto forma
di radiotraccianti o radiofarmaci) si sono rivelate utili nel
diagnosticare svariate patologie e/o distruggere le cellule
tumorali medicina nucleare;
l'indagine, a mezzo di radioisotopi, risulta infatti di notevole
utilità nella formulazione della diagnosi di malattia di Parkinson
sin dall'esordio delle prime manifestazioni o, al contrario, nella
sua esclusione;
considerato che:
il diritto alla salute è contemplato dalla nostra Carta
costituzionale all'art. 32 e rientra a pieno titolo
nell'ordinamento internazionale espresso dalla 'Carta dei diritti
del malato', adottata dalla CFE in Lussemburgo dal 6 al 9 maggio
1979, così come dall'art. 25 della 'Dichiarazione universale dei
diritti dell'Uomo'; dagli art. 11 e 13 della 'Carta sociale europea
1961'; dall'art. 12 della 'Convenzione internazionale dell'ONU sui
Diritti economici, sociali e culturali' 1966;
la prevenzione sanitaria deve essere garantita per tutelare
soprattutto i soggetti con patologie mediche particolari;
il paziente ha diritto di essere assistito e curato nel rispetto
della dignità umana e nell'ambito delle strutture più vicine e
adeguate al trasporto dello stesso;
la diagnosi strumentale del morbo di Parkinson si avvale
soprattutto di metodi di studio radiologici e nucleari della
malattia;
il ricorso ai radioisotopi è quindi fondamentale per malattie come
il Parkinson, per la sua natura cronica e progressiva;
rilevato che:
le difficoltà di approvvigionamento del radioisotopo necessario
(123Iodio) e la conseguente criticità nell'esecuzione dell'indagine
scientifica SPECT, oltre a procurare gravi difficoltà all'interno
dei reparti di medicina nucleare, generano ovvi sentimenti di
insoddisfazione nei pazienti e nei loro familiari, costretti a
richiedere l'esecuzione della prestazione diagnostica ad di fuori
della nostra Regione, con grave dispendio di denaro pubblico e
privato;
le gravi difficoltà frapposte dalla compagnia aerea 'Alitalia' al
trasporto urgente del radioisotopo necessario per l'esecuzione di
esami scientifici SPECT presso alcune strutture ospedaliere
pubbliche della nostra Regione (ad esempio medicina nucleare del
policlinico 'G. Martino' di Messina) penalizzano la struttura
sanitaria dell'Isola, gravando sulle spese dell'ente Regione;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare in merito alle difficoltà che
la compagnia aerea 'Alitalia' interpone per il servizio di
trasporto urgente di radioisotopi SPECT verso il territorio della
Regione siciliana;
se, in considerazione delle gravi difficoltà di
approvvigionamento, l'Assessorato regionale della salute sia in
condizione di garantire un adeguato servizio di diagnostica nel
territorio regionale delle patologie che richiedano l'impiego dei
radioisotopi descritti». (1131)
ROMANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale, d'ora in
poi indicato come SIMT, di Avola (SR) è diventato, negli ultimi
anni, un punto di riferimento importante e significativo per i
cittadini-utenti della provincia di Siracusa e in modo particolare
per quelli della zona sud della stessa provincia;
il proficuo lavoro svolto sul territorio dallo stesso servizio,
anche di concerto con il supporto delle associazioni di
volontariato, ha determinato un cospicuo e documentato aumento
delle donazioni;
il SIMT di Avola svolge numerose e significative funzioni: dalla
produzione di emocomponenti all'attività di laboratorio, dalla
gestione di ambulatorio trasfusionale al rapporto con i reparti dei
due presidi ospedalieri, il Di Maria di Avola e il Trigona di Noto,
che a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera saranno
dotati di ben 199 posti letto fra acuti e post acuti;
il SIMT di Avola, a differenza di altri SIMT che, ancora oggi,
producono emazie non leucodeplete (tipo 02), è sempre stato pronto
a raccogliere e fare proprie tutte le innovazioni in campo
trasfusionale, come la produzione di emazie con filtrazione in
linea, l'aferesi terapeutica e produttiva, il gel piastrinico,
ecc.;
la mancata lavorazione delle unità di sangue, che si dovranno
obbligatoriamente inviare ad altro centro, non libererebbe nessuna
risorsa umana da dedicare alla raccolta e alla propaganda, in
quanto il frazionamento delle unità è prerogativa del personale
tecnico presente nel servizio e non di quello medico;
preso atto che:
il servizio de quo opera, ormai, da diversi anni, con capillari
controlli di qualità sia sui prodotti trasfusionali che sugli esami
di laboratorio;
con la richiesta di parere n. 79 alla VI Commissione legislativa
permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'ARS, il suddetto SIMT
verrebbe classificato solo di tipo A, con una notevole ed
insopportabile perdita di autonomia lavorativa e di produttività,
dal momento che la lavorazione delle unità raccolte andrebbe
effettuata presso il SIMT di Siracusa, e tutto questo a discapito
della produzione di emocomponenti, come la perdita di plt random e
plasma di tipo B, con un aggravio di spesa per il trasporto degli
stessi;
appare non lineare e non condivisibile la scelta con la quale sono
stati classificati i SIMT della Sicilia, scelta che sarebbe stata
determinata, ora in base al consumo, ora in base alla capacità
lavorativa, ora in base alla collocazione geografica e senza tenere
conto della necessaria ed indispensabile corretta valutazione
quantitativa e qualitativa degli esami sostenuti;
accertato che alcuni SIMT con raccolte e/o consumi di molto
inferiori a quelle di Avola, come Enna, Milazzo, Paternò, Ospedale
Papardo di Messina e Caltagirone, sono stati individuati come tipo
A+B, mentre Avola è stato individuato, inspiegabilmente, solo come
tipo A;
per sapere:
se non ritengano di dover tener conto della significativa presenza
del SIMT di Avola nella gestione di un vasto territorio
comprendente non solo i cinque comuni di Avola, Noto, Pachino,
Rosolini e Portopalo, ma anche altri comuni della provincia di
Siracusa nonché la gestione dei due presidi ospedalieri, e dunque
di doverlo necessariamente classificare almeno di tipo A+B, come è
stato fatto inspiegabilmente per alcuni centri con raccolte e
consumi di molto inferiori a quelli di Avola;
se non ritengano, inoltre, opportuno attribuire il giusto valore
alle legittime attese ed esigenze delle associazioni di
volontariato, collegate al SIMT di Avola, e dare all'utenza una
adeguata risposta trasfusionale, considerato anche che la
tipizzazione ad A+B porterebbe un risparmio derivante anche dalla
mancata utilizzazione di autisti per il trasporto degli
emocomponenti verso il SIMT di Siracusa;
se non ritengano, infine, che il dover trasportare ogni giorno le
unità raccolte dal SIMT di Avola presso quello di Siracusa e
viceversa rappresenti un notevole spreco di risorse umane,
economiche ed anche uno scadimento della qualità dell'emocomponente
stesso, oltre ad una insopportabile mortificazione per personale
del SIMT di Avola». (1132)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia, per
sapere che:
da parte dell'agente della Riscossione Serit Sicilia s.p.a.
vengano promosse procedure cautelari (fermo di autoveicoli e
ipoteche) e procedure esecutive (mobiliari, immobiliari e presso
terzi) anche per il recupero di pubbliche entrate prescritte;
vengano promosse procedure esecutive presso terzi, anche nei casi
di impignorabilità totale o parziale dei crediti pignorati
(pensioni, stipendi, ecc.);
si proceda all'incameramento delle somme pignorate presso terzi
anche in pendenza di giudizio di opposizione e nelle more del
pronunciamento del giudice adìto sulla istanza di sospensiva;
vengono attivate procedure cautelari di fermo di autoveicolo,
anche a fronte di credito di imposta già garantito con iscrizione
ipotecaria, impedendo il normale svolgimento dell'attività di
lavoro del contribuente;
vengano percepiti i diritti per iscrizione di fermo, anche nel
caso in cui il contribuente assolva la propria obbligazione prima
del decorso del termine assegnato con il cosiddetto preavviso di
fermo;
non venga rilasciata contestuale liberatoria di cancellazione di
ipoteca al contribuente che assolva totalmente la propria
obbligazione (compresi oneri accessori e spese di iscrizione e
cancellazione);
non si provveda alla cancellazione dei pignoramenti, entro il
termine di legge (dieci giorni) dalla estinzione o perenzione del
pignoramento stesso;
non si provveda alla cancellazione del fermo di autoveicolo, nei
confronti del contribuente che abbia richiesto e ottenuto la
maggiore rateazione del credito di imposta, con l'effetto di
ostacolare la produzione del reddito attraverso cui poter
provvedere al pagamento;
non si provveda all'annotazione nel sistema informatico dei
provvedimenti di sospensione della riscossione disposti dal giudice
(tributario o ordinario) nei giudizi in cui sia parte l'agente
della riscossione, con l'effetto di promuovere illegittime
procedure esattive;
vengano sollevate sistematiche difficoltà, che impediscono ai
contribuenti di poter conferire con le direzioni d'ufficio, al fine
di evitare l'insorgere di contenzioso;
non si provveda alla riduzione dell'ammontare delle ipoteche,
qualora per effetto di pagamenti e sgravi l'importo del credito di
imposta si sia significativamente ridotto;
si adotti la misura cautelare della iscrizione ipotecaria,
gravando tutti beni immobili di proprietà del contribuente, senza
osservare alcuna proporzione tra importo del credito di imposta e
valore complessivo dei beni ipotecati;
non si provveda al discarico degli interessi di maggiore
rateazione non dovuti, qualora il contribuente assolva al pagamento
in unica soluzione, ovvero il credito di imposta diminuisca per
effetto di sgravi;
si rifiuti la concessione della maggiore rateazione quanto sia
iniziata la procedura esecutiva (cioè quanto il contribuente ne ha
più bisogno), nonostante il legislatore, con modifica dell'art. 19
del DPR n. 602/1973, lo abbia espressamente consentito;
per sapere infine:
se non ritenga opportuno impartire a Serit Sicilia spa direttive
tali da porre rimedio alle problematiche in premessa espresse,
ristabilendo la legittimità d'azione, ove fosse venuta meno, da
parte del concessionario per la riscossione sul territorio
regionale nei confronti dei contribuenti;
se non sia opportuno porre in essere ogni azione amministrativa ed
ispettiva possibile, tesa ad accertare le irregolarità sin qui
eventualmente perpetrate da parte di Serit Sicilia». (1133)
CINTOLA
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che:
il settore del commercio nella Regione siciliana è disciplinato
dalla l.r. 22 dicembre 1999, n. 28, e che, in particolare,
l'articolo 13 detta norme dirette a consentire nei comuni di
derogare agli orari ordinari, previsti dall'art. 12 della stessa
legge, circa l'apertura e chiusura degli esercizi commerciali;
il comma 5 dell'articolo 13 obbliga l'Assessore regionale per le
attività produttive ad individuare con proprio decreto, sentiti
l'osservatorio regionale per il commercio e le province regionali,
i comuni ad economia prevalentemente turistica e le città d'arte;
considerato che:
con d.a. 24 gennaio 2008 - Cooperazione, commercio artigianato e
pesca, sono state approvate le direttive per il riconoscimento dei
comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte e che,
in particolare, alla lettera I dello stesso, si dice che i
provvedimenti di riconoscimento in capo ai comuni dei suddetti
requisiti emanati fino alla pubblicazione del presente
provvedimento decadono automaticamente a partire dall'1 gennaio
2009;
con successivi d.a. - Cooperazione commercio artigianato e pesca,
tale termine è stato successivamente più volte prorogato fissando
ad oggi tale scadenza per il 30 giugno 2010;
in ottemperanza alle suddette direttive sono state inoltrate
istanze da diversi comuni, finalizzate ad ottenere il
riconoscimento di 'comuni ad economia prevalentemente turistica e
città d'arte';
preso atto che:
l'Osservatorio regionale per il commercio, più volte convocato per
esaminare tali richieste, non ha ancora espresso alcun parere, non
essendo stato raggiunto il numero legale necessario alla relativa
trattazione in prima convocazione, sebbene ai sensi dell'articolo
6, comma 3, della l.r. 22 dicembre 1999, n. 28, 'in seconda
convocazione, l'Osservatorio può deliberare qualunque sia il numero
dei componenti intervenuti';
i comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte in
atto riconosciuti sono tali in forza di successivi d.a. -
Cooperazione, commercio artigianato e pesca che prorogano i termini
di scadenza di cui alla lettera I del d.a. 24 gennaio 2008 alla
data del 30 giugno 2010;
tali circostanze determinano un regime fortemente discriminatorio
per quei comuni che, nel rispetto delle direttive emanate, chiedono
il riconoscimento dei requisiti in oggetto e quelli, invece, in
regime di proroga per i quali se ne dovrebbe verificare
l'esistenza;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire con idoneo
provvedimento che determini condizioni di parità di trattamento tra
tutti i comuni richiedenti e ponga fine all'enorme confusione che
si sta generando intorno a tale problematica, onde consentire di
agevolare il settore commerciale che versa in uno stato di crisi
irreversibile». (1134)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per le risorse agricole e
alimentari, premesso che:
il regolamento CE n. 288 della Commissione del 7 aprile 2009,
recante modalità di applicazione del regolamento CE n. 1234/2007
del Consiglio, prevede il finanziamento del programma 'frutta nelle
scuole', finalizzato a sostenere il consumo di prodotti
ortofrutticoli mediante la distribuzione di frutta, verdura e
ortofrutticoli trasformati ai bambini negli Istituti scolastici;
tale programma, voluto dalla Commissione europea, è stato
immediatamente, e con lo stesso spirito, recepito dal Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dal Ministro
delle politiche agricole, alimentari e forestali e dal Ministro del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, che ne hanno
condiviso totalmente la motivazione e ciò a causa dello scarso
consumo di frutta e verdura da parte dei bambini italiani;
preso atto che:
i principali errori alimentari dei più giovani sono individuati
nell'assunzione eccessiva di alimenti di provenienza animale, di
dolciumi, nell'alimentazione monotona e non sufficientemente
variato e nell'assunzione di bevande gassose;
il programma di distribuzione gratuita di frutta nelle scuole,
interamente finanziato, è stato realizzato dal Ministero delle
politiche agricole in sinergia con le regioni e le province
autonome, con la condivisione del Ministero dell'istruzione e del
Ministero del lavoro;
il programma attivato ha coinvolto oltre 700.000 bambini delle
scuole primarie;
la distribuzione del prodotto è stata curata direttamente dal
soggetto aggiudicatario del bando di gara in accordo con gli
istituti scolastici;
per quanto riguarda la seconda annualità del programma 'frutta
nelle scuole', il direttore generale dell'ufficio scolastico
regionale, con nota del 2 marzo 2010, ha invitato le scuole
siciliane ad aderire alla seconda fase del progetto;
atteso che, a quanto lamentano le associazioni di categoria,
sarebbe stata utilizzata frutta, verdura e ortofrutticoli
provenienti dalla Puglia e non, invece, come era logico e
consequenziale dalla Sicilia, anche in considerazione della
gravissima situazione che sta attraversando l'agricoltura
siciliana, ormai giunta al capolinea;
per sapere se:
risponda a verità quanto denunciato dalle associazioni di
categoria dei produttori agricoli siciliani, e cioè che sarebbe
stata utilizzata frutta e verdura non siciliana;
non ritengano utile e improcrastinabile nominare degli ispettori
nelle varie province dell'Isola per accertare se quanto denunciato
sia rispondente al vero oppure no;
non ritengano necessario e urgente intervenire sulla ditta che si
è aggiudicata la distribuzione del prodotto per invitarla, nei
limiti consentiti dalla legge, a distribuire negli istituti
scolastici siciliani prodotti coltivati nella nostra Isola;
infine, non ritengano opportuno verificare se siano stati
utilizzati prodotti ortofrutticoli freschi, nel rispetto del
carattere di stagionalità e di territorialità, privilegiando
prodotti di qualità certificati (DOP, IGP, biologici) e/o prodotti
ottenuti con metodi di produzione integrata certificata, così
com'era nella volontà della Commissione europea». (1136)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
le province di Siracusa, Ragusa, Messina, Enna e Catania si
avvalgono prevalentemente, se non esclusivamente, dell'aeroporto
Fontanarossa di Catania e che tale aeroporto è raggiungibile
unicamente con pullman e auto, poiché non esiste collegamento
ferroviario;
considerato che all'interno dell'accordo di programma tra Stato-
Regione-RFI e Comune di Catania è prevista la realizzazione della
stazione ferroviaria Fontanarossa e del relativo collegamento, di
poche centinaia di metri, con la aerostazione stessa, dal costo di
poco più di 20 milioni di euro, e che tale infrastruttura, pur
modesta per impegno finanziario, potrebbe consentire l'utilizzo del
treno per raggiungere l'aeroporto a centinaia di migliaia di
viaggiatori degli oltre 6 milioni di passeggeri che vi transitano,
fornendo nuova utenza qualificata a tutto il sistema ferroviario
della Sicilia orientale ed interrompendone il declino ed il
processo di dismissione;
preso atto che proprio in questi giorni il Governo nazionale ha
finanziato con ulteriori 100 milioni di euro la costruzione della
tratta metropolitana di Catania che da piazza Stesicoro conduce
sino all'aeroporto e che tale opera, pur utile ed importante, non
può considerarsi sostitutiva dell'altra poiché serve la sola città
di Catania;
per sapere se non ritengano di sollecitare Rete ferroviaria
italiana - Sicilia a dare priorità alla realizzazione della
stazione ferroviaria Fontanarossa e al collegamento con
l'aerostazione che servirebbe l'utenza ferroviaria di tutte e
cinque le province che usufruiscono prevalentemente, se non
esclusivamente, dell'aeroporto Fontanarossa, individuando,
all'interno dell'accordo di programma, le relative risorse
finanziarie necessarie». (1137)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il personale del Consorzio autostrade siciliane (CAS) è in stato
di agitazione perché rivendica, senza avere finora ottenuto
risposte soddisfacenti, la definizione della pianta organica e
l'inquadramento corrispondente alle mansioni svolte;
i cosiddetti trimestrali' hanno, nel contempo, dato luogo a
numerose manifestazioni di protesta per sollecitare una prospettiva
di lavoro stabile;
considerato che:
il commissario straordinario, recentemente nominato, ha ereditato
una situazione pesante per l'inerzia e le iniziative discutibili
della precedente gestione, come denunciato in precedenti atti
parlamentari; in particolare, il presidente del CAS, rimosso nel
2009, mentre denunciava un presunto eccesso di personale di
esazione, contemporaneamente, prospettava ai trimestrali centinaia
di assunzioni a tempo indeterminato, come si evince dal verbale del
22 gennaio 2009 sottoscritto presso la task force regionale;
questo modo di procedere ha determinato la frustrazione delle
legittime aspettative del personale di ruolo ed alimentato enormi
aspettative tra i trimestrali;
nel frattempo, il predetto presidente non compiva alcun atto per
definire il contenzioso esistente né la nuova pianta organica;
dava corso, invece, all'assunzione di personale, attraverso
procedure di mobilità ad personam', in violazione delle norme
vigenti e delle più elementari regole di pubblicità e trasparenza;
questi comportamenti hanno determinato, oltre al caos
organizzativo, la mancata copertura dei posti in organico nel
settore dell'esazione, il blocco del passaggio dei lavoratori part-
time a full-time per consentire l'espletamento del servizio,
l'elusione dell'impegno, previsto dal contratto e dagli accordi
aziendali, di immettere in servizio una parte di trimestrali;
il passaggio di lavoratori dal part-time a full-time ed il
reclutamento a tempo indeterminato dei trimestrali è regolamentato
dal contratto nazionale di lavoro e non può dare luogo ad
interventi discrezionali e, probabilmente, per questa ragione non
ha avuto finora corso, determinando disservizi e un ricorso
eccessivo allo straordinario, sanzionato dall'Ispettorato del
lavoro di Messina;
il commissario straordinario, dopo l'insediamento, ha
commissionato ad esperti la nuova pianta organica che tiene conto
dei parametri definiti tra l'associazione delle aziende
autostradali e dei sindacati nazionali di categoria;
per sapere:
se non valutino necessario porre fine a questa situazione di
stallo che mortifica i diritti dei lavoratori e penalizza la
funzionalità della più importante azienda di proprietà della
Regione;
se non ritengano urgente convocare i sindacati e il commissario
straordinario per concordare, sulla base della proposta degli
esperti, la nuova pianta organica del CAS e dare corso a tutti gli
atti conseguenti per rispettare le legittime aspettative dei
lavoratori part-time e dei trimestrali applicando le norme previste
dal contratto nazionale di lavoro». (1139)
PANARELLO
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che
nell'anno trascorso Trenitalia ha proceduto, con una serie di
successive eliminazioni, a ridisegnare la frequenza e la rete dei
servizi offerti nella Sicilia sud orientale a cui, adesso, si
aggiunge la cancellazione dei convogli durante i festivi e per la
prossima estate sulla tratta Siracusa-Ragusa-Caltanissetta;
considerato che con l'avvicinarsi della stagione stiva e
l'incremento dei flussi turistici è prevedibile un'implementazione
della richiesta, appare incomprensibile e sbagliata la scelta di
Trenitalia di non supportare tale domanda garantendo i servizi
necessari;
osservato che da parte di Trenitalia è stata individuata la
mancanza di un contratto di servizio con la Regione siciliana tra
le motivazioni per la mancata conferma o l'incremento del traffico
ferroviario nelle tratte della Sicilia sud-orientale;
per sapere:
se non ritenga urgente e necessario mettere in regola la Regione
siciliana stipulando rapidamente il contratto di servizio con
Trenitalia, come è stato fatto dalle altre regioni del Paese;
se non valuti di dover aprire una vertenza nazionale per
ricontrattare una inversione di tendenza e una più equilibrata
distribuzione delle risorse che, invece, hanno finora visto un
disinvestimento nelle ferrovie al Sud e molteplici investimenti al
Nord». (1140)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con decreto assessoriale l'Assessore regionale per la salute ha
provveduto all'attuazione del piano regionale sangue e plasma;
il decreto citato è rivolto alla riorganizzazione del servizio di
medicina trasfusionale dell'intero territorio siciliano;
la rete trasfusionale regionale risulterebbe costituita da nove
strutture provinciali di coordinamento per le attività
trasfusionali, all'interno delle quali operano 32 strutture
trasfusionali allocate nelle nove province del territorio
regionale;
anche i SIMT dell'ospedale Umberto I' di Siracusa e del p.o. Di
Maria' di Avola sono interessati alla riforma regionale;
considerato che:
attualmente, presso il servizio di medicina trasfusionale
dell'ospedale Umberto I' di Siracusa, i costi per test e per
profilo risultano essere molto bassi, rappresentando un vantaggio
per la collettività;
il profilo obbligatorio costituito da quattro parametri EIA (HBs,
Ag, HIV-Ab, HCV-AB e TPHA), a seguito della recente gara
consorziata (2009) ha un costo complessivo di 10,09 euro, compresi
i costi di manutenzione delle apparecchiature, dei servizi di
assistenza, dei controlli di qualità esterna ed interna, dei
materiali consumabili e di tutte le attrezzature connesse;
per i parametri di chimica clinica, previsti dall'articolo 7 del
d.m. 3 marzo 2005 ( e non 9, come erroneamente si evince dalla
tabella di classificazione e tipologia delle attività redatta
dall'Assessorato), vale a dire: glicemia, creatinina, proteine
totali, ferritina, colesterolo e trigliceridi, il costo sostenuto,
utilizzando il service CONSIP con l'aggiunta del test ALT
(transaminasi) è, allo stato attuale, di appena 0,303 euro;
detto decreto assessoriale, prevedendo il trasferimento degli
attuali servizi trasfusionali ai centri di livello C dei test EIA
per la qualificazione biologica del sangue e di quelli di chimica
clinica, comporterà, quasi certamente, un allungamento dei tempi di
risposta al donatore oltre ad un innalzamento del costo di
esercizio dell'intero servizio;
in attuazione del decreto assessoriale de quo, tutte le sacche di
sangue dovranno essere quotidianamente trasferite dai centri di
livello A a quelli di livello B, per la lavorazione e la produzione
degli emocomponenti, comportando un ulteriore motivo di
innalzamento dei costi del servizio e dell'intera spesa sanitaria
regionale;
preso atto che:
allo stato attuale, essendo il piano di riordino del sistema
trasfusionale regionale privo di una dettagliata analisi degli
attuali livelli di qualità e sicurezza del settore trasfusionale
siciliano, risulta difficile preventivare un innalzamento di tali
livelli derivante dalla riforma;
il programma per l'autosufficienza nazionale, pubblicato sulla
GURI n. 30 del 29 dicembre 2009, cita, a più riprese, la Sicilia e
la sua critica condizione deficitaria;
la Tabella 4, allegata al decreto ministeriale, dimostra che, a
fronte di 182.789 unità di globuli rossi trasfusi nel 2008, ne sono
stati prodotti, in Sicilia, 173.979, con la conseguente
importazione di 8.810 unità di globuli rossi da altre Regioni, e un
costo, per le casse della Regione siciliana di 1.347,793 euro;
le circolari ministeriali 30 ottobre 2009, n. 17, e 19 dicembre
2001, n. 14, sull'adeguamento dei livelli di sicurezza
trasfusionale in presenza di metodiche atte alle indagini sui
costituenti virali per HCV (metodica NAT), non fissano un limite di
produzione di unità di sangue per la centralizzazione dell'attività
di diagnostica con metodica NAT, bensì prendono in considerazione
il 25 per cento dei centri che raggiungono una produzione superiore
alle 10.000 unità, come nel caso del SIMT del p.o. Umberto I' di
Siracusa;
la circolare ministeriale 19 dicembre 2001, n. 14, prevede che
l'incremento del livello di semplificazione e del grado di
automazione delle tecniche NAT consente una più ampia diffusione
di tali metodologie con conseguente riduzione dei costi;
visto che:
la provincia di Siracusa ha superato, nel corso del 2009, le
17.000 donazioni di sangue ed emocomponenti, con un indice di
produzione pari a 43 unità per 1.000 abitanti, superiore all'indice
medio nazionale (42 unità/1000), ed ha registrato i più alti
incrementi di donazione;
il SIMT dell'ospedale Umberto I' di Siracusa, con oltre 10.500
donazioni, è il quarto centro siciliano per massa critica prodotta
e lavorata;
il SIMT del p.o. Di Maria' di Avola è il secondo centro, in
ambito provinciale, per massa critica raccolta e lavorata;
per sapere se:
alla luce di quanto ampiamente esposto, non ritengano utile e
necessario, al fine di contenere la spesa sanitaria regionale e
garantire un'adeguata qualità del servizio di trasfusione,
mantenere ai livelli A i compiti di lavorazione e produzione degli
emocomponenti ed al livello B la qualificazione biologica degli
emocomponenti con test EIA e chimica clinica;
inoltre, se non ritengano utile per la collettività attribuire al
SIMT dell'ospedale Umberto I' di Siracusa la funzione di livello C
per i test NAT e al SIMT del p.o. Di Maria' di Avola la funzione
di livello B, anche in considerazione degli importanti dati di
produzione sopra riportati». (1142)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la Regione siciliana ha costituito il Parco dei Monti Sicani in
un'area localizzata tra le province di Palermo e Agrigento,
comprendente le competenze territoriali di 6 comuni agrigentini
(Burgio, Bivona, S. Stefano di Quisquina, Sambuca, San Giovanni
Gemini, Cammarata) e 6 del Palermitano (Castronovo di Sicilia,
Palazzo Adriano, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Giuliana,
Prizzi);
in sede di insediamento del Parco, il comitato di proposta
(l'assemblea di base), composta da 22 membri (compreso un tecnico
dell'Assessorato Territorio e ambiente, il suo direttore generale e
sei rappresentanti ambientalisti), ha eletto presidente il Sindaco
di Burgio e quale vicepresidente il Sindaco di Contessa Entellina.
Queste nomine furono immediatamente contestate dal direttore
generale dell'Assessorato Territorio e ambiente, dottoressa Rosanna
Interlandi, che ha inoltrato al competente Assessore una nota sulla
legittimità formale dell'assemblea che ha eletto i vertici del
Parco;
la costituzione del Parco ha creato una serie di reazioni da parte
dei cittadini residenti nei territori interessati per contestare
non soltanto la costituzione dell'area protetta, le sue modalità e
la relativa perimetrazione, ma anche i rischi per la paralisi della
vita economica e sociale del territorio;
la nuova regimentazione dell'area, infatti, inciderebbe
pesantemente sui diritti dei cittadini residenti, impedendo loro di
disporre liberamente, nel rispetto delle norme e secondo le
consuetudini tradizionali, dei propri beni fondiari e più in
generale delle varie opportunità che ha sempre offerto il
territorio. Diritti, questi, che certamente non verrebbero
compensati dai vantaggi che in via generale il parco potrebbe
assicurare in termini di valorizzazione ambientale e
paesaggistica. Anche perché così, come è stata perimetrata, l'area
vincolata del parco interesserebbe vaste superfici di terreni
agricoli di media-elevata potenzialità produttiva e ove operano
imprese agricole le cui attività verrebbero gravemente ostacolate
con irreparabili danni per l'economia locale;
considerato che la conseguenza immediata sarebbe la chiusura delle
attività agricole e agrituristiche, con seguente abbandono delle
campagne e il grave danno socio-economico che metterebbe in
ginocchio l'intera economia dei 12 comuni;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per bloccare
l'attività del parco, per rivedere la perimetrazione delle aree e,
in ogni caso, per assicurare la regolare composizione del consiglio
di amministrazione». (1123)
CAPUTO
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole ed alimentari, premesso che il 18 febbraio 2008 la
Commissione europea ha approvato il programma di sviluppo rurale
(PSR) della Sicilia per il periodo 2007-2013, che consentirà
l'attuazione degli interventi necessari a sostenere lo sviluppo del
settore agricolo, alimentare e forestale, nonché la conservazione e
valorizzazione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile dei
territori rurali della regione nei prossimi 7 anni;
considerato che:
la strategia regionale persegue, da un lato, il rafforzamento del
sistema produttivo e il suo rilancio competitivo, dall'altro
l'integrazione delle componenti territoriali, sociali, economiche e
ambientali e la valorizzazione del ruolo multifunzionale
dell'agricoltura. Il programma incentiva anche l'adozione di
percorsi di progettazione integrata diretti a favorire la maggiore
organicità degli interventi e un maggiore livello di concentrazione
delle risorse disponibili attraverso l'uso combinato di più misure
e/o l'associazione tra più beneficiari;
il programma si articola su quattro 'Assi' e circa 30 'Misure' che
definiscono gli ambiti dell'intervento regionale per le aree rurali
e che è operativa, sull'intero territorio della Regione siciliana,
la misura 121 del suddetto PSR per gli investimenti nelle aziende
agricole;
le categorie di investimento previste dalla misura sono:
l'acquisto di terreni agricoli per un costo non superiore al 10
per cento delle spese ammissibili dell'investimento;
la costruzione, acquisizione (anche mediante leasing con patto di
acquisto) o miglioramento delle strutture aziendali al servizio
della produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione
delle produzioni, ivi comprese quelle serricole;
la realizzazione di nuovi impianti colturali nonché la
ristrutturazione, la riconversione colturale e varietale,
l'espianto, l'ammodernamento e l'adeguamento degli impianti alle
esigenze dei consumatori e ai nuovi orientamenti dei mercati;
l'acquisto, o il leasing con patto di acquisto, di nuove macchine
agricole, macchinari, impianti tecnologici o attrezzature da
impiegare nella produzione, lavorazione, trasformazione e/o
commercializzazione delle produzioni per aumentare la produttività
del lavoro, ridurre i costi di produzione, migliorare la qualità,
migliorare le condizioni di lavoro e/o gli standard di sicurezza;
gli investimenti strutturali e dotazionali per la logistica
aziendale, in particolare gli investimenti per la razionalizzazione
della catena del freddo con interventi innovativi a livello di
stoccaggio, lavorazione e trasporto;
gli investimenti produttivi finalizzati alla tutela e al
miglioramento dell'ambiente;
gli investimenti per il risparmio energetico e gli investimenti
per la produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti di
capacità inferiore a 1 MW) con prevalente approvvigionamento
aziendale e commisurati ai fabbisogni energetici di autoconsumo;
gli investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di
piantagioni arboree a ciclo breve (short rotation), per la
produzione di biomasse a finalità energetica, purché sostenibili
dal punto di vista ambientale;
gli investimenti finalizzati al risparmio idrico e al
miglioramento della qualità delle acque, ivi compresa la
realizzazione di piccoli invasi aziendali ed opere di captazione,
adduzione e distribuzione, nel rispetto della direttiva quadro
sulle acque (2000/60/CE);
gli investimenti per il miglioramento delle condizioni di igiene e
benessere degli animali;
gli investimenti finalizzati al rispetto di requisiti comunitari
di nuova introduzione (come da elenco sotto riportato), nonché al
rispetto di requisiti esistenti solo nel caso di giovani che si
insediano in agricoltura per la prima volta;
gli investimenti finalizzati all'introduzione di sistemi di
qualità, tracciabilità e gestione ambientale;
la realizzazione di punti vendita delle produzioni aziendali;
l'acquisizione di hardware e software connessi agli investimenti,
finalizzati anche all'adozione di tecnologie di informazione e
comunicazione e al commercio elettronico, nonché primo
allacciamento e accesso alla rete;
investimenti immateriali connessi agli investimenti di cui ai
precedenti punti, quali onorari di professionisti e consulenti,
ricerche e analisi di mercato, studi di fattibilità, acquisizione
di brevetti e licenze;
rilevato che l'approvazione da parte degli organi competenti
comporterà un notevole sviluppo economico e sociale delle aree
interessate, derivante non soltanto dal settore agricoltura, ma
anche dallo sviluppo del relativo indotto (ditte meccaniche,
artigiane, imprese edili, forniture di concimi e prodotti per
l'agricoltura, vivaismo ecc.);
considerato ancora che:
in riferimento alla misura 121 del PSR Sicilia come sopra
evidenziata, sono state presentate sull'intero territorio regionale
circa 1000 pratiche per la richiesta di finanziamento strutturale;
la percentuale media di ricevibilità delle sopra menzionate
pratiche si è attestata intorno al 60% per 8 dei 9 ispettorati per
l'agricoltura competenti per territorio;
l'ispettorato provinciale per l'agricoltura di Enna ha avuto una
percentuale di non ricevibilità delle pratiche presso di esso
presentate superiore al 95 per cento;
la provincia regionale di Enna è tra le più arretrate in Italia
dal punto di vista dello sviluppo economico;
parecchi liberi professionisti iscritti all'ordine dei dottori
agronomi e forestali della provincia di Enna hanno subito il
rigetto di tutte le istanze presentate nella medesima provincia,
mentre istanze simili presentate in altre province sono state
dichiarate regolarmente ricevibili;
a seguito di numerosi incontri tra i funzionari ispettivi ed i
rappresentanti dell'ordine e delle organizzazioni di categoria
degli agricoltori, pare registrarsi, da parte dell'ispettorato
provinciale per l'agricoltura di Enna, un atteggiamento ai limiti
dell'ostruzionismo e assolutamente insensibile alle necessità del
territorio e delle aziende agricole che attendono ormai da anni una
misura ad investimento per cercare di migliorare le condizioni
socio-economiche e produttive della provincia di Enna;
in seguito all'atteggiamento poco collaborativo, 'esasperatamente
e incomprensibilmente rigoroso', tenuto da funzionari tenuti a
promuovere, nel pieno rispetto delle regole e della legge, lo
sviluppo rurale e il tentativo di ripresa delle realtà produttive
della Sicilia, non soltanto si andrà incontro alla perdita delle
risorse destinate alla provincia di Enna, ma aumenterà ancora di
più il divario del livello economico e sociale di questa parte di
territorio rispetto al resto della Regione, e più in generale, al
resto del Paese;
per sapere:
quali siano le motivazioni burocratiche e tecniche che avrebbero
indotto l'ispettorato provinciale per l'agricoltura di Enna a
dichiarare irricevibili il 95 per cento delle istanze presentate;
se esista una disposizione univoca da parte dell'amministrazione
centrale per i criteri di analisi ed istruzione delle istanze
sull'intero territorio regionale;
se non ritengano inoltre necessario accertare, anche attraverso
accurata indagine ispettiva o commissione d'inchiesta, eventuali
responsabilità personali di funzionari e dirigenti in ordine
all'incredibile quanto incresciosa vicenda». (1120)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
ARENA-COLIANNI-MUSOTTO-CALANDUCCI-D'AGOSTINO-FEDERICO-GENNUSO-
LENTINI-MINARDO-ROMANO-RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la società Sacco s.a.s. Di Sacco Giuseppe & C. con sede a
Siracusa, gestore di un'area di servizio per la distribuzione di
carburanti Q8 con annesso autolavaggio e bar, ha subito una
persecuzione di processi verbali redatti dalla polizia municipale
di Siracusa e, segnatamente, n. 7342 del 14/7/2009, n. 7348 del
18/8/2009, n. 7350 del 25/8/2009, n. 8704 dell'1/9/2009, per
asserito mancato rispetto della normativa ex artt. 12 e 22 della
l.r. n. 28/1999 relativa alla chiusura settimanale;
in data 14 settembre 2009, la suddetta società ha presentato
istanza di deroga dal turno di chiusura settimanale motivata dalla
vocazione turistica del territorio siracusano, nonché dalla
ubicazione dell'area di servizio dotata anche di un bar;
ciononostante, i sopralluoghi della polizia municipale hanno
continuato a susseguirsi con elevazione di ulteriori verbali: n.
8709 del 15 settembre 2009, n. 8680 del 20/9/2009 e n. 8689 dell'11
ottobre 2009;
in data 15 ottobre 2009 la società ha comunicato al comune, così
come contemplato dall'art. 7 del d.lgs. n. 32 del 1998, la volontà
di aumentare con decorrenza immediata fino al 50 per cento l'orario
minimo di apertura;
nonostante la suddetta comunicazione, la società ha continuato a
ricevere ulteriori sopralluoghi della polizia municipale, di
seguito verbalizzati: n. 8693 del 20/10/09, n. 8696 del 27/10/09,
8699 dell'8/12/09, n. 8700 del 15/12/09, n, 8726 del 24/01/10 e n.
8728 del 2/2/10, anche stavolta per contestata mancanza del
rispetto dell'orario di chiusura;
con ordinanza 2-4 febbraio 2010 è stata disposta la chiusura
immediata dell'impianto di distribuzione carburanti per l'8
febbraio e la chiusura degli impianti funzionanti in forma
automatica ed a lettura ottica per ulteriori 180 giorni;
nonostante la società abbia ottemperato all'ordinanza di cui
sopra, essa ha subito ulteriori processi verbali, e segnatamente il
9, 14, 16, 21 e 23 febbraio 2010, con contestuale contestazione di
reato ex art. 650 c.p. e la irrogazione di una sanzione
amministrativa di 860,66 euro per violazione degli articoli 10 e 22
della l.r. 28/1999;
considerato che:
il provvedimento sanzionatorio nei confronti della società in
oggetto è stato motivato unicamente 'in quanto la Regione Sicilia
osserva le disposizioni impartite dal vigente decreto 14 luglio 203
recante nuove direttive per la predisposizione degli orari degli
impianti di distribuzione dei carburanti emanato dall'Assessorato
della cooperazione del commercio, dell'artigianato e della pesca.
Tale decreto prevede che gli orari e i turni di cui agli articoli 1
e 2 dello stesso non possono derogati per nessuna motivazione';
il provvedimento impugnato dalla società non menzionava le
disposizioni del d.lgs. 11 febbraio 1998, n. 32, concernente
'Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a
norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo
1997, n. 59';
il testo della suddetta disciplina contempla in premessa
espressamente l'esigenza di 'promuovere la competitività delle
imprese nel mercato globale e la razionalizzazione della rete
commerciale (...) Visto il parere della Commissione parlamentare
per le questioni regionali';
in particolare, l'art. 7, relativo all''orario di servizio',
dispone che 'l'orario massimo di servizio può essere aumentato dal
gestore fino al cinquanta per cento dell'orario minimo stabilito.
Ciascun gestore può stabilire autonomamente la modulazione
dell'orario di servizio e del periodo di riposo, nei limiti
prescritti dal presente articolo, previa comunicazione al comune',
così come modificato dal comma 20 dell'art. 83 bis del decreto-
legge 25 giugno 2008, n. 112, aggiunto dalla relativa legge di
conversione (l.n. 133 del 2008);
l'applicazione della suddetta legge nazionale nella Regione
siciliana, con effetto caducatorio nei confronti di difformi
disposizioni normative regionali, diversamente da quanto affermato
dall'amministrazione comunale di Siracusa, è confermata anche dal
parere n. 42162 P dell'8/10/2008 reso dall'Avvocatura dello Stato,
in riscontro alla richiesta dell'Assessorato regionale Industria,
circa la immediata applicabilità alla Regione siciliana dell'art.
83 bis, secondo cui la norma rientra, 'in base alla sua effettiva
riferibilità alla materia della concorrenza, riservata dall'art.
117 Cost., alla competenza esclusiva dello Stato. Tanto determina
il prevalere, ed il conseguente effetto caducatorio diretto della
disciplina di cui al richiamato art. 83 bis. Nei confronti delle
difformi disposizioni normative regionali (pur se attinenti a
materia di competenza primaria della Regione), incidenti sulla
regolamentazione della concorrenza ed alle quali non possa essere
riconosciuta finalità di salvaguardia di interessi diversi ed
ulteriori rispetto a quelli prevalenti, tutelati dalla norma
statale';
pertanto, diversamente da quanto ritenuto dal Comune di Siracusa,
trova applicazione diretta la modifica apportata dall'art. 83 bis
all'articolo 7 relativo all''orario di servizio' e non corrisponde
affatto al vero che la Regione siciliana osserva 'le disposizioni
impartite dal vigente decreto 14 luglio 203 recante nuove direttive
per la predisposizione degli orari degli impianti di distribuzione
dei carburanti, emanato dall'Assessorato della cooperazione del
commercio, dell'artigianato e della pesca';
ritenuto che:
del tutto legittimamente il gestore dell'area di servizio di
distribuzione carburante ha il diritto di aumentare l'orario di
servizio 'fino al cinquanta per cento dell'orario minimo stabilito'
e parimenti ha legittimamente il diritto di 'stabilire
autonomamente la modulazione dell'orario di servizio e del periodo
di riposo, nei limiti prescritti dall'articolo 7 prima citato,
previa comunicazione al Comune';
anche a prescindere dall'articolo 83 bis, la scelta gestionale
dell'Amministrazione di stabilire per tutti gli impianti di
distribuzione di carburanti la disciplina degli orari di esercizio
e delle turnazioni feriali e festive è comunque illegittima, in
quanto introduce surrettiziamente limiti e restrizioni alla libera
concorrenza dell'attività distributiva, ritenendo di poter
disciplinare nel dettaglio le fasce orarie e le turnazioni, in
assenza di una regolamentazione regionale, in contrasto, peraltro,
con le norme istitutive del Trattato CE e con l'art. 41 della
Costituzione;
più in generale, in un'ottica di integrazione tra i due
ordinamenti, la violazione di una norma del diritto comunitario
implica un vizio di legittimità che comporta l'annullabilità
dell'atto amministrativo con esso contrastante (cfr. Cons. Stato,
Sez. V, 8/09/2008 n. 4263; sez. IV, 21/02/2005, n. 579; sez. V,
10/01/2003, n. 35);
atteso che:
la società Sacco s.a.s. Di Sacco Giuseppe & C. ha subito, a causa
del provvedimento di chiusura disposto dall'amministrazione
comunale, un danno grave ed irreparabile, connesso non solo alla
perdita economica ad all'affidamento che l'utenza ripone nella
fruizione del servizio dalla stessa reso rispetto ad altri gestori,
ma anche dalla continua attività ispettiva e, correlativamente,
sanzionatoria subita;
il provvedimento dell'amministrazione comunale di Siracusa si
palesa del tutto illegittimo;
per sapere:
se non ritengano di dover attivare un'apposita azione ispettiva
nei confronti della gestione amministrativa del Comune di Siracusa,
volta a verificare le eventuali responsabilità della mancata
osservanza delle disposizioni normative nazionali e comunitarie
vigenti in materia di distribuzione dei carburanti, onde garantire
il risarcimento dei danni arrecati alla società Sacco s.a.s. di
Sacco Giuseppe & C.;
se e quali iniziative urgenti ed efficaci si intendano adottare al
fine di ristabilire presso l'amministrazione comunale di Siracusa
il rispetto della legge nonché del principio di buon andamento
della pubblica amministrazione, a tutela degli interessi generali
della collettività». (1125)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BONOMO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'interrogazione parlamentare n. 756 del 24 settembre 2009, veniva
posto all'attenzione il mancato rinnovo del consiglio di
amministrazione della fondazione Orchestra sinfonica siciliana,
scaduto in data 8 maggio 2009 e ad oggi non rinnovato, unitamente
al collegio dei revisori dei conti;
con risposta scritta del 16 marzo 2010 l'Assessore regionale per
il turismo - nonché presidente della fondazione Orchestra sinfonica
siciliana, onorevole Nino Strano - replicava alla predetta
interrogazione, riferendo il mancato perfezionamento dell'iter di
rinnovo del c.d.a. all'omessa adozione del decreto del Presidente
della Regione di nomina dei consiglieri di amministrazione,
peraltro già designati, a far data da settembre 2009, da parte
dell'Assessore regionale per il turismo e del Sindaco di Palermo,
secondo quanto statuito dall'art. 12 dello statuto vigente della
fondazione;
considerato che:
l'articolo l della legge regionale n. 22 del 28 marzo 1995 ha
recepito le disposizioni del decreto-legge n. 293/1994, convertito
con modificazioni in legge n. 444/1994 recante la disciplina
generale della proroga, durata e scadenza degli organi
amministrativi;
con parere prot. 17647 del 9.11.2009, l'Ufficio legislativo e
legale della Regione siciliana ha confermato, in punto di diritto,
l'applicazione delle disposizioni della legge n. 444/1994, così
come recepite dall'art. l della legge regionale n. 22/1995, alla
fondazione Orchestra sinfonica siciliana;
che l'articolo 4 del decreto-legge n. 444/1994, così come recepito
dalla legge regionale n. 22/1995, pone in termini di obbligo
perentorio, e non dunque di mera facoltà, il rinnovo degli organi
amministrativi scaduti, entro il decorso dei 45 giorni di proroga
(cfr. 'gli organi amministrativi scaduti debbono essere
ricostituiti');
onde evitare l'inadempienza di chi deve provvedere alla
ricostituzione dell'organo scaduto, l'articolo 6, comma 3, del
decreto-legge n. 444/1994, recepito dall'articolo 1 della legge
regionale n. 22/1995, statuisce espressamente che: 'I titolari
della competenza alla ricostituzione, e nei casi di cui
all'articolo 4, comma 2, i Presidenti degli organi collegiali, sono
responsabili dei danni conseguenti alla decadenza determinata dalla
loro condotta, fatto in ogni caso salva la responsabilità penale
individuale nella condotta omissiva';
rilevato dunque che il perdurare dell'inadempienza in ordine al
mancato rinnovo del c.d.a. della fondazione Orchestra sinfonica
siciliana, in assenza di presupposti legittimanti il ricorso
all'amministrazione straordinaria ex articolo 25 dello statuto,
integra una grave elusione della legge regionale citata, nonché
dello statuto della fondazione medesima;
per sapere:
le ragioni e gli interessi sottesi che ad oggi avrebbero
determinato il mancato rinnovo del consiglio di amministrazione e
del collegio dei revisori dei conti della fondazione Orchestra
sinfonica siciliana;
le ragioni del mancato ricorso all'amministrazione straordinaria
della fondazione, ai sensi di legge, nelle more del rinnovo
dell'organo amministrativo scaduto, a fronte di una attuale
gestione anomala, non conforme allo statuto vigente ed ai principi,
tempi e procedure del decreto legislativo 367/1996, recepiti
dall'articolo 35 della l.r. n. 2 del 2002». (1130)
CAMPAGNA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 31 marzo 2010 il consigliere comunale di Termini Imerese,
Mario Sacco, è stato vittima di un gravissimo atto intimidatorio
consistente nel recapito di una testa mozzata di animale;
il consigliere comunale Sacco è anche il coordinatore cittadino
del PDL e si è occupato della delicatissima vicenda sulla gestione
degli appalti tra il comune di Termini Imerese e la cooperativa
Azzurra srl per la quale il Prefetto di Palermo ha evidenziato la
inopportunità' all'assegnazione di beni confiscati;
considerato che:
l'atto intimidatorio è da ricondurre all'impegno politico ed
all'attività svolta in qualità di consigliere comunale;
l'atto di intimidazione è avvenuto subito dopo il dibattito
consiliare sugli appalti dei servizi sociali;
tale evento crea un grave clima di tensione e preoccupazione anche
per l'incolumità di tutti coloro i quali svolgono le loro funzioni
ed i loro ruoli istituzionali nel rispetto dei valori della
legalità;
ritenuto che l'atto intimidatorio nei confronti del consigliere
comunale è riconducibile al suo impegno politico;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare per
garantire l'incolumità del consigliere Sacco». (1135)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
in data 21 novembre 2008 il Tribunale di Palermo emetteva sentenza
dichiarativa di fallimento della società italiana termale Abano -
Sciacca (SITAS) s.p.a.;
la SITAS è una società partecipata dell'Ente minerario siciliano
(socio al 98 per cento) che a sua volta vanta un credito pari a
circa 240 milioni di euro, oltre ad altri, numerosi e consistenti
creditori privati;
il fallimento della SITAS ha evidenziato, dunque, un patrimonio
immobiliare di notevole valore, anche se molto probabilmente
insufficiente innanzi all'enorme somma vantata dai creditori;
considerato che:
è emerso che gran parte del patrimonio immobiliare è stato
alienato dalla SITAS alla Italia Turismo s.p.a. (1 dicembre 2003)
per un importo di gran lunga inferiore ed inadeguato rispetto al
valore di mercato;
invero, l'ingente patrimonio immobiliare della SITAS s.p.a. era
costituito principalmente da terreni (di ampia estensione) in
Sciacca (AG), litorale marino, con destinazione urbanistica a
insediamenti turistico alberghieri, di importante valore
commerciale;
tale vendita - per un valore inferiore ai prezzi di mercato - tra
l'altro, è stata effettuata durante la procedura esecutiva avviata
da uno dei maggiori creditori privati della SITAS, cioè su terreni
sui quali era in corso una procedura esecutiva con pignoramenti
presso terzi e procedura di vendita giudiziaria;
l'Ente minerario siciliano (EMS), in quanto ente gestore' o
controllore', avrebbe potuto subire un grave danno
dall'alienazione di tali beni, in quanto ha visto diminuito il
patrimonio a garanzia del proprio credito in grave pregiudizio del
credito vantato dall'ente economico stesso a seguito della vendita
a terzi;
la vendita dei terreni effettuata dalla SITAS in favore di Italia
Turismo (Sviluppo Italia Turismo s.p.a.) era finalizzata alla
realizzazione di un progetto a sua volta finanziato con denaro
pubblico in parte dello Stato ed in parte della Regione siciliana
(pari a 7.507.630) a titolo di concessioni di agevolazioni
finanziarie, come da accordo di programma del CIPE e la società
Sviluppo Italia Turismo s.p.a.;
la vendita dei predetti terreni è stata oggetto di azione
revocatoria del maggiore creditore privato della SITAS s.p.a. che,
a seguito della dichiarazione di fallimento, è stato sostituito
dalla curatela fallimentare. Curatela che ha avviato con la società
Italia Turismo s.p.a. (già sviluppo Italia Turismo s.p.a.)
un'ipotesi di transazione per definire in via stragiudiziale il
procedimento instaurato con l'azione di revocatoria;
atteso che:
la situazione patrimoniale della SITAS è di interesse pubblico, in
quanto la SITAS è una società 'partecipata' dall'Ente minerario
siciliano, ente regionale;
l'Ente minerario è creditore di circa 240 milioni di euro e quindi
rappresenta il maggiore creditore della SITAS;
le attività della SITAS, essendo pari a circa 10 milioni di euro,
sono da ritenersi assolutamente insufficienti a coprire l'intero
credito;
ritenuto che:
la Regione negli anni ha disposto pagamenti in favore degli
strumenti di sviluppo economico al fine di ripianare le perdite
delle società per azioni collegate agli enti economici;
la gestione degli enti avrebbe dovuto garantire quantomeno i
livelli minimi di produttività o stadi tollerabili di passività;
con legge regionale n. 5 del 1999 è stata prevista la normativa in
materia di soppressione e liquidazione degli enti economici
regionali;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare al fine di
verificare:
la situazione patrimoniale dell'Ente minerario siciliano a seguito
della dichiarazione di fallimento della Società SITAS s.p.a.;
se la vendita dei terreni di proprietà della SITAS abbia
pregiudicato il credito dell'Ente minerario siciliano;
se vi siano stati interventi finanziari della Regione per
ripianare le perdite delle società per azioni collegate all'EMS;
se la situazione di dissesto abbia pesato sul bilancio regionale;
gli interventi finanziari della Regione in favore per Italia
Turismo s.p.a. a seguito dell'accordo di programma per la
realizzazione di strutture turistico - alberghiere in terreni di
proprietà della SITAS s.p.a.;
se la Regione, a seguito dei debiti assunti dalla SITAS, possa
subire altre conseguenze negative dal fallimento della SITAS o
pregiudizi economici e/o finanziari per l'Ente minerario
siciliano». (1138)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il Consorzio per le autostrade siciliane, nato nel 1997 dalla
unificazione dei tre distinti consorzi concessionari ANAS per la
costruzione e gestione delle autostrade Messina - Catania, Messina
- Palermo e Siracusa - Gela, ha natura giuridica di ente pubblico
regionale non economico, sottoposto a controllo e vigilanza della
Regione siciliana;
in data 18 dicembre 2008, in sede nazionale, tra le organizzazioni
sindacali firmatarie di contratto e gli organismi rappresentativi
delle società concessionarie di autostrade, è stata rinnovata la
parte economica del CCNL per il biennio 1 gennaio 2008 - 31
dicembre 2009;
in data 10 marzo 2009, in ossequio al su citato rinnovo
contrattuale, le organizzazioni sindacali operanti nell'ente
regionale e il CAS medesimo, rappresentato, su delega del
presidente, architetto Dario La Fauci, statuivano, a mezzo di
regolare protocollo a tal uopo sottoscritto, di recepire l'accordo
nazionale, ancorché compatibile con la natura giuridica dell'ente
sottoposto a controllo e vigilanza dalla Regione;
osservato che detto accordo, sottoscritto tra le parti in data 10
marzo 2009, si richiamava integralmente a quello nazionale già
sottoscritto che veniva, per esteso, allegato allo stesso
protocollo firmato in sede regionale per farne parte;
verificato che:
a tutt'oggi, nonostante i ripetuti solleciti da parte delle
organizzazioni sindacali firmatarie di contratto, non si ha alcuna
notizia relativamente allo stato dei fatti;
sempre da comunicazioni delle predette OO.SS., pare che sia stato
regolarmente completato il previsto iter burocratico per
l'attuazione di detto rinnovo contrattuale da parte del Consorzio e
che il provvedimento sia in attesa della definitiva accettazione da
parte degli organismi regionali di competenza;
per sapere se non sia legittimo e doveroso, immediatamente,
effettuare i dovuti accertamenti relativi allo stato dei riferiti
fatti ed eseguite le relative verifiche e valutate le eventuali,
colpevoli responsabilità, disporre rapidamente la sottoscrizione di
tutti gli atti necessari alla fruizione da parte dei dipendenti del
Consorzio autostrade siciliane del rinnovo contrattuale per un
biennio». (1141)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
PICCIOLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che, in data 31 marzo 2010, sono state
presentate le seguenti mozioni:
numero 190 Costituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'ospedale
Civico di Palermo in relazione ai rapporti con la 'MEDLINE
s.r.l.' , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone e Vinciullo;
numero 191 Interventi per l'utilizzazione nelle scuole siciliane,
nella seconda annualità del programma 'Frutta nelle scuole'
previsto dal Regolamento (CE) n. 288/2009 in applicazione del
Regolamento del Consiglio n. 1234/2007, di prodotti di qualità
certificata, impiantati e coltivati in Sicilia , degli onorevoli
Vinciullo, Pogliese, Caputo, Falcone e Buzzanca. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la sanità siciliana, in data 25 marzo 2010, è stata oggetto di un
gravissimo episodio giudiziario che ha determinato l'applicazione
di misure cautelari personali nei confronti dell'ex direttore di
Rianimazione e del responsabile del Servizio di Medicina iperbarica
dell'ospedale Civico di Palermo, per casi di corruzione;
i due medici inquisiti erano già stati raggiunti da un
provvedimento di sospensione dalle funzioni a seguito
dell'applicazione della misura interdittiva da parte del giudice
per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo;
nonostante il divieto imposto dal giudice, dalle indagini è emerso
che uno dei due medici avrebbe continuato ad esercitare le proprie
funzioni;
considerato che:
tale situazione crea un gravissimo danno alla Regione siciliana;
l'articolo 9 dello Statuto siciliano stabilisce che gli Assessori
che compongono la Giunta di Governo sono preposti ai singoli rami
dell'Amministrazione;
in capo ad ogni Assessore vi è pertanto l'obbligo giuridico di
vigilare e controllare sulla regolarità, legittimità e legalità
dell'operato del ramo dell'amministrazione cui sono preposti;
la vicenda giudiziaria ha evidenziato una carenza di controlli
amministrativi, gestionali e finanziari;
ritenuto che sull'intera vicenda occorre acquisire ogni notizia ed
informazione necessarie per fare chiarezza sui mancati controlli
amministrativi, gestionali e finanziari e se vi sia una
responsabilità obiettiva dell'Assessore regionale per la salute,
impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno, una Commissione parlamentare di indagine sulla vicenda che
ha portato allo scandalo per episodi di corruzione presso
l'ospedale Civico di Palermo, garantendo la presenza di almeno un
deputato per ciascun Gruppo parlamentare costituito.
La Commissione dovrà accertare le cause dell'omissione dei
controlli amministrativi, gestionali e finanziari ed i rapporti
commerciali con la società 'MEDLINE s.r.l.'.
L'indagine dovrà assumere tutti gli elementi utili al fine di:
1. verificare l'entità delle risorse economiche che sono state
impiegate dalla Regione per l'acquisto di merce dalla MEDLINE, mai
arrivata all'ospedale Civico di Palermo;
2. valutare eventuali responsabilità oggettive dell'Assessore
preposto;
3. valutare eventuali inefficienze e sprechi, a partire dalle
modalità concernenti il sistema delle procedure di acquisto di
prodotti o merci;
4. valutare e verificare in che modo il personale medico abbia
potuto esercitare le proprie funzioni, nonostante le stesse fossero
state formalmente sospese con provvedimento interdittivo
dell'Autorità giudiziaria penale». (190)
CAPUTO-POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Regolamento (CE) n. 288 della Commissione del 7 aprile 2009,
recante modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1234/2007
del Consiglio, prevede il finanziamento del programma 'Frutta nelle
scuole', finalizzato a sostenere il consumo di prodotti
ortofrutticoli mediante la distribuzione ai bambini, negli istituti
scolastici, di frutta, verdura e prodotti ortofrutticoli
trasformati;
tale programma, voluto dalla Commissione europea, è stato
recepito, immediatamente e con lo stesso spirito, dal Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dal Ministro
delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Ministro del
lavoro e delle politiche sociali e dal Ministro della salute, che
ne hanno condiviso totalmente la motivazione in considerazione
dello scarso consumo di frutta e verdura da parte dei bambini;
preso atto che:
i principali errori alimentari dei più giovani sono individuati
nell'assunzione eccessiva di alimenti di provenienza animale, di
dolciumi, nell'alimentazione monotona e non sufficientemente
variata e nel consumo di bevande gassose;
il programma di distribuzione gratuita di frutta nelle scuole,
interamente finanziato, è stato realizzato dal Ministero delle
politiche agricole, alimentari e forestali, in sinergia con le
Regioni e le Province autonome, con la condivisione del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute;
il programma attivato ha coinvolto oltre 700.000 bambini delle
scuole primarie;
la distribuzione del prodotto è stata curata direttamente dal
soggetto aggiudicatario del bando di gara in accordo con gli
istituti scolastici;
per quanto riguarda la seconda annualità del programma 'Frutta
nelle scuole', il direttore generale dell'Ufficio scolastico
regionale, con nota del 2 marzo 2010, ha invitato le scuole
siciliane ad aderire alla seconda fase del progetto;
atteso che, secondo quanto lamentato dalle associazioni di
categoria, sarebbe stata utilizzata frutta, verdura e
ortofrutticoli provenienti dalla Puglia e non, invece, come sarebbe
stato logico e consequenziale, dalla Sicilia, anche in
considerazione della gravissima situazione che sta attraversando
l'agricoltura siciliana, giunta ormai al capolinea,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le procedure consentite dalla legge perché,
nella seconda annualità del programma 'Frutta nelle scuole',
vengano utilizzati prodotti di qualità certificata (DOP, IGP,
biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata
certificata, impiantati e coltivati in Sicilia». (191)
VINCIULLO-POGLIESE-CAPUTO-FALCONE-BUZZANCA
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 254
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 254, dell'onorevole Di Benedetto
ed altri, approvato nella seduta n. 158 del 25 marzo 2010, è il
seguente: Eventuale impugnazione davanti alla Corte
costituzionale dell'articolo 25 della legge n. 99 del 2009 in
materia di potere sostitutivo del Governo nazionale per la
localizzazione di impianti ad energia nucleare in Sicilia .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del comunicato dei
lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del
13 aprile 2010:
«La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi
il 13 aprile 2010, sotto la presidenza del Presidente dell'ARS,
onorevole Cascio, presenti il Vicepresidente vicario dell'ARS,
onorevole Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, e con la
partecipazione del Vicepresidente della Regione, onorevole Cimino,
e del Presidente della Commissione Bilancio , onorevole Savona, ha
definito all'unanimità la seguente agenda dei lavori parlamentari
fino al 30 aprile p.v., termine ultimo, costituzionalmente
previsto, entro il quale dovranno essere approvati i documenti
finanziari.
- Commissione Bilancio': mercoledì 14 aprile, alle ore 12.00,
scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti ai
documenti finanziari, il cui esame proseguirà nei giorni seguenti
in Commissione per concludersi entro e non oltre la corrente
settimana.
L'Aula terrà seduta:
- martedì 13 aprile, per il dibattito sulle comunicazioni del
Presidente della Regione in ordine alle vicende di carattere
giudiziario riportate dalla stampa che lo riguardano;
- mercoledì 14 aprile, per la discussione del disegno di legge n.
379 bis/A, recante Disposizioni sulla partecipazione della Regione
al processo normativo dell'Unione europea, sulle procedure di
esecuzione degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione
europea e di attuazione delle politiche dell'Unione europea , e del
disegno di legge nn. 508-527/A, recante Schema di progetto di
legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della regione recante 'Modifiche al
decreto legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con
modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181' ;
- da martedì 20 aprile, ore 16.00, e successivamente in seduta
antimeridiana e pomeridiana, per la discussione dei documenti
finanziari fino alla prevista conclusione dei lavori. Alla relativa
organizzazione dei tempi riservati alla discussione generale si
procederà a norma dell'art. 73 bis, comma 3, del Regolamento
interno dell'ARS.
Conclusa la sessione di bilancio, l'Aula riprenderà con la
discussione dei disegni di legge già individuati dalla Conferenza
dei Capigruppo e licenziati per l'Aula».
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 13
aprile 2010, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 190 - Costituzione di una Commissione parlamentare di indagine
sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'ospedale Civico di
Palermo in relazione ai rapporti con la 'MEDLINE s.r.l.'.
CAPUTO - POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO
n. 191 - Interventi per l'utilizzazione nelle scuole siciliane,
nella seconda annualità del programma 'Frutta nelle scuole'
previsto dal Regolamento (CE) n. 288/2009 in applicazione del
Regolamento del Consiglio n. 1234/2007, di prodotti di qualità
certificata, impiantati e coltivati in Sicilia.
VINCIULLO - POGLIESE - CAPUTO - FALCONE - BUZZANCA
III - Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alle
vicende di carattere giudiziario riportate dalla stampa che lo
riguardano.
La seduta è tolta alle ore 16.49
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli