Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 160 di martedì 13 aprile 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle  sedute
  158  e  159 del 25 marzo scorso che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi, Fagone e  Rinaldi
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme  in  materia di promozione delle Associazioni presenti  nel
  territorio  regionale  nella formazione  dei  cittadini  alla  vita
  pubblica»  (n. 549)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Romano,
  Colianni e Arena in data 26  marzo 2010

   «Introduzione della doppia scheda per l'elezione dei sindaci e dei
  presidenti  di  Provincia. Multi preferenze e voto di  genere»  (n.
  550)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lupo, Di
  Benedetto e Marziano in  data 26 marzo 2010

   «Norme per lo scioglimento e il trasferimento delle funzioni delle
  IPA ai comuni» (n. 551)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
  data 1 aprile 2010.

         Comunicazione di presentazione e di contestuale invio
           di disegni di legge alle Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Interventi  a compensazione dei danni da peronospora  della  vite
  (Plasmopara viticola)» (n. 548)
   -  di  iniziativa parlamentare  presentato dall'onorevole Oddo  ed
  altri in data 26 marzo 2010.
   - inviato il 7 aprile 2010.

                             BILANCIO (II)

   «II nota di variazioni al disegno di legge concernente il bilancio
  di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
  per il triennio 2010/2012» (n. 470 ter)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo),  su proposta dell'Assessore  per  il  bilancio
  (Cimino), in data 26 marzo 2010.
   - inviato il 26 marzo  2010.
   - parere I, III, IV, V, VI e UE.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Disposizioni   per  favorire  l'attività  svolta   dal   Servizio
  regionale   siciliano  del  corpo  nazionale  soccorso   alpino   e
  speleologico»  (n. 543)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 7 aprile 2010

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Interventi per la riqualificazione edilizia»  (n. 546)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 26 marzo 2010.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Designazione  componente in seno al Consiglio  di  amministrazione
  Ente autonomo regionale Teatro di Messina  (81/I)
   - pervenuta in data 6 aprile 2010
   - inviata in data 7 aprile  2010

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Norme in materia di aiuti alle imprese. Legge regionale 9/2009. PO
  FESR 2007-2013. Linea di intervento 5.1.3.1  (80/III)
   - pervenuta in data 24 marzo  2010
   - inviata in data 26 marzo  2010.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la  Commissione
  legislativa  Attività produttive' (III) nella seduta n. 133 del  23
  marzo 2010 ha approvato le seguenti risoluzioni:

   -   Azioni  da  adottare  per l'approvazione  di  norme  volte  ad
  attivare  i finanziamenti per l'edilizia convenzionata ed agevolata
  per la prima casa' (n. 4/III);
   -    Azioni   volte  ad  agevolare  l'inserimento  dei   distretti
  produttivi   tra   i   soggetti   destinatari   di   politiche   di
  programmazione e sviluppo della Regione' (n. 5/III).

   Comunico,   altresì,  che  la  Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V), nella seduta n. 115 del 31 marzo 2010, ha
  approvato  la seguente risoluzione:  Indirizzi valutativi afferenti
  l'avviso  n.  2 del 2 febbraio 2010 per la chiamata di  progetti  a
  valere  sulla linea d'Azione 1.1. Azioni di orientamento al  lavoro
  rivolte ai giovani al termine del percorso scolastico. Orientamento
  al lavoro' (n. 1/V).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive  e  all'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità,
  premesso  che la legge regionale n. 20/2007 stabilisce la data  del
  31  dicembre 2008 quale termine ultimo per l'inizio dei lavori  per
  la  realizzazione di programmi di edilizia agevolata  convenzionata
  riservata alle imprese e cooperative edilizie;

   considerato che:

   le  difficoltà riscontrate dalle imprese e cooperative, sia per il
  reperimento  delle  aree  sia  per il  complesso  iter  burocratico
  conseguente,  non  hanno consentito l'avvio di  buona  parte  degli
  interventi in programma entro la data prevista dalla l.r. 20/2007;

   l'impossibilità   di  accedere  alla  totalità  degli   interventi
  previsti dalla citata legge ha determinato una perdita di oltre 100
  milioni di euro destinati alla costruzione di oltre 600 alloggi per
  altrettanti nuclei familiari dei soci delle cooperative;

   una perdita economica di tale entità ha avuto una pesante ricaduta
  sul  settore  edilizio, già fortemente provato dalla pesante  crisi
  economica che lo sta colpendo;

   alla luce di quanto sopra, appare sempre più evidente la necessità
  di  approvare una proroga al termine ultimo per l'inizio dei lavori
  per   la   realizzazione   di  programmi  di   edilizia   agevolata
  convenzionata  riservati  alle imprese e cooperative  edilizie,  al
  fine di consentire una definizione degli adempimenti previsti e  la
  conseguente apertura dei cantieri;

   tenuto conto che:

   l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un immediato effetto  sul
  fronte  occupazionale e darebbe un nuovo impulso  alla  risoluzione
  del problema, oramai atavico, dell'edilizia sociale;

   la  tematica  abitativa ha oramai assunto connotati  di  emergenza
  sociale,  che non investe più le fasce cosiddette deboli, ma  anche
  la classe media, proprio per le difficoltà di questa ad accedere al
  mercato immobiliare;

   gli  interventi in questione rappresentano quindi  un  sistema  di
  acquisizione del bene casa a prezzi calmierati;

   visto  che, in più occasioni, le organizzazioni degli edili  hanno
  manifestato la necessità e l'urgenza di predisporre un  disegno  di
  legge  volto  alla  riapertura  dei  termini  previsti  dalla  l.r.
  20/2007;

   il  Governo  regionale ha scelto di non inserire  nel  disegno  di
  legge sul cosiddetto 'Piano Casa' le norme che avrebbero consentito
  la  riapertura dei termini stabiliti dalla l.r. 20/2007,  sprecando
  un'utile occasione e approvando un disegno di legge che, così  come
  strutturato,  difficilmente contribuirà  al  rilancio  economico  e
  occupazionale del settore edile in Sicilia;

   per  sapere  se non ritengano opportuno predisporre un emendamento
  di  iniziativa  governativa volto a prorogare la  scadenza  del  31
  dicembre  2008  prevista  dalla legge  regionale  n.  20/2007  come
  termine  ultimo  per  l'inizio dei lavori per la  realizzazione  di
  programmi di edilizia agevolata convenzionata riservati ad  imprese
  e  cooperative edilizie e rilanciare così l'economia  legata  a  un
  settore colpito da una crisi inarrestabile». (1118)

                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nel  2008,  é  stato presentato al comune di Palermo il  piano  di
  lottizzazione  dello  ZEN per la realizzazione  di  n.  18  alloggi
  sociali   della  cooperativa  Anemone.  Tale  progetto  é   firmato
  dall'architetto Giuseppe Liga;

   il   progetto,   dopo  essere  stato  istruito  dalla   competente
  commissione   urbanistica,  è  stato  inviato  al  presidente   del
  consiglio comunale per l'inserimento all'ordine del giorno, ai fini
  della  relativa  determinazione da  parte  del  consiglio  comunale
  medesimo;

   considerato che:

   nonostante  avesse iniziato il relativo esame e  in  coerenza  con
  quanto  dallo  stesso  deliberato, il  consiglio  ha  richiesto  ad
  integrazione, quali atti fondamentali e necessari alla sua libera e
  incondizionata  valutazione  ed  espressione,  sia  i   certificati
  antimafia   del   soggetto   richiedente   l'autorizzazione    alla
  lottizzazione,  sia quelli riferibili ai proprietari  dell'area  da
  lottizzare,  nonché  l'adesione al protocollo di  legalità  che  il
  consiglio comunale ha adottato quale regola generale di trasparenza
  e di contrasto contro la mafia;

   ciononostante  nessuna di tali richieste é  stata  riscontrata  ed
  evasa  da  parte del soggetto richiedente e, malgrado il  consiglio
  comunale  non fosse inadempiente al riguardo, la Regione  siciliana
  nominava invece un commissario ad acta per l'adozione dell'atto  di
  competenza del consiglio comunale;

   il  commissario ad acta, con strano tempismo e, si suppone,  senza
  acquisire i documenti richiesti dal consiglio comunale, assumeva la
  decisione  al  riguardo deliberando in accoglimento  del  piano  di
  lottizzazione;

   visto che:

   da  indagini condotte dalla magistratura, il professionista che ha
  firmato  il progetto risulta oggi sottoposto a misure cautelari  di
  restrizione  della  libertà  personale  perché  ritenuto  il  nuovo
  reggente della famiglia mafiosa di San Lorenzo;

   tale  circostanza,  riferita  alla  lottizzazione,  fa  sorgere  a
  posteriori   più  che  legittimi  dubbi  e  perplessità   sull'iter
  adottato,  con  i poteri sostitutivi, da parte del  commissario  ad
  acta  nominato dall'Assessorato regionale Territorio e ambiente  in
  sostituzione del consiglio comunale di Palermo;

   ritenuto che occorre fugare ogni e qualsiasi dubbio e sgombrare il
  campo  da ipotesi e supposizioni che, se dimostrate vere, sarebbero
  invece   un   grave  episodio  di  turbamento  della  vita,   delle
  istituzioni e di condizionamento mafioso delle assemblee elettive;

   per sapere:

   se  il  commissario ad acta abbia acquisito o meno  i  certificati
  antimafia richiesti dal consiglio comunale di Palermo;

   quale    istruttoria   tecnico-amministrativa    abbia    compiuto
  l'Assessorato  regionale  Territorio  e  ambiente  in  ordine  alla
  delibera  del  consiglio  comunale,  in  quanto  tempo,  con  quali
  passaggi  documentali  e  con quali esiti  propedeutici  al  parere
  finale;

   i  motivi  che abbiano spinto il commissario ad acta e, per  esso,
  l'Assessorato regionale Territorio e ambiente alla bocciatura della
  delibera». (1119)

                                                              FARAONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   l'articolo 51 del d.lgs. n. 626/94, così come modificato dalla  l.
  n.   422   del  2000  e  dal  d.lgs.  n.  81  del  2008,  definisce
  'videoterminalista',  il  lavoratore che  utilizza  un'attrezzatura
  munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti
  ore  settimanali, dedotte le interruzioni di cui  all'art.  54  del
  medesimo decreto e s.m.i.;

   la  legislazione  vigente  afferma  il  diritto  alla  salute  dei
  lavoratori  'videoterminalisti', in considerazione  della  delicata
  attività  che  svolgono, prevedendo specifici  diritti  volti  alla
  tutela  del  lavoratore ed imponendo specifiche caratteristiche  di
  idoneità per luoghi di lavoro in cui essi operano;

   considerato che:

   la   legislazione   di   cui   sopra   riconosce   al   lavoratore
  videoterminalista,  qualora  svolga  la  sua  attività  per  almeno
  quattro  ore consecutive, il diritto ad un'interruzione  della  sua
  attività mediante pause ovvero cambiamento di attività;

   le   modalità   di   tali   interruzioni  sono   stabilite   dalla
  contrattazione collettiva anche aziendale;

   in   assenza   di   una   disposizione  contrattuale   riguardante
  l'interruzione, il lavoratore ha comunque diritto ad una  pausa  di
  quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa
  ai videoterminali;

   la  norma  vigente  prevede, per i lavoratori 'videoterminalisti',
  oltre  al  diritto all'interruzione dell'attività, una sorveglianza
  sanitaria da parte di un medico competente, attraverso accertamenti
  preventivi  intesi  a constatare l'assenza di controindicazioni  al
  lavoro  da  svolgere,  nonché accertamenti periodici,  ogni  due  o
  cinque anni, a seconda dell'età del 'videoterminalista', ai fini di
  controllare lo stato di salute dei lavoratori nel tempo;

   il  lavoratore  è  sottoposto  a  controllo  oftalmologico  a  sua
  richiesta ogniqualvolta sospetti una sopravvenuta alterazione della
  funzione   visiva,   confermata  dal  medico   competente,   oppure
  ogniqualvolta  l'esito  della  visita  preventiva  o  periodica  ne
  evidenzi la necessità;

   visto che:

   dopo un'attenta analisi tecnico-scientifica, è stata riconosciuta,
  ai  lavoratori  degli uffici postali che utilizzano un'attrezzatura
  munita    di    videoterminali,   la   qualifica    aziendale    di
  'videoterminalista';

   ad  oggi,  sia  i lavoratori che le parti sindacali  lamentano  la
  mancata applicazione del d.lgs. 626/1994 e successive modifiche  ed
  integrazioni,  nelle  parti in cui dispone  norme  a  tutela  della
  salute  dei  lavoratori 'videoterminalisti' degli  uffici  postali,
  attraverso  visite  mediche preventive o  periodiche,  interruzione
  dell'attività mediante pausa o cambio di attività;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente e necessario verificare, attraverso  gli
  uffici  ispettivi della Regione, la veridicità di quanto più  volte
  denunciato dai lavoratori e dalle parti sindacali;

   se,  nel  caso  fosse vero quanto sopra denunciato, non  ritengano
  necessario ed urgente intervenire attraverso provvedimenti  diretti
  a  riconoscere  a  tutti  i lavoratori 'videoterminalisti'  i  loro
  legittimi    diritti,    da   troppo   tempo    ingiustamente    ed
  inspiegabilmente  negati,  e  affermare  il  rispetto  del   d.lgs.
  626/1994  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  al  fine  di
  garantire la costruzione di un ambiente di lavoro salubre e  sicuro
  e  frutto  della  volontà  legislativa rivolta  al  rispetto  della
  personalità e della dignità dei lavoratori». (1121)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità  e  all'Assessore per il territorio  e  l'ambiente,
  premesso che:

   l'arresto dell'imprenditore Giuseppe Liga ha messo in luce, almeno
  da  quanto emergerebbe dalle notizie apparse sui quotidiani locali,
  regionali  e  nazionali,  che la Regione siciliana  abbia  concesso
  somme  di  denaro ad un ente di formazione del movimento  cristiano
  lavoratori;

   il predetto movimento è stato presieduto dallo stesso Liga sino  a
  quando  era  apparsa  sui  mezzi di  comunicazione  la  notizia  di
  un'indagine a suo carico;

   l'indagine  della  Procura  di  Palermo  attiene  a  pericolosi  e
  gravissimi episodi delittuosi in ambito di associazione mafiosa;

   considerato che:

   la   Regione  ha  intrattenuto  rapporti  con  il  Liga   a   cui,
  addirittura, è stato trasmesso in data 19 marzo dalla Presidenza un
  'sms' di auguri;

   risulta  assolutamente necessario conoscere  se  l'Amministrazione
  della  Regione abbia concesso appalti, finanziamenti o incarichi  a
  Giuseppe Liga o alle società ad egli collegate;

   ritenuta  la  gravità  dei fatti e delle  accuse  formulate  dalla
  Procura della Repubblica del Tribunale di Palermo, che ha ravvisato
  ipotesi di reati di mafia;

   per sapere:

   gli  incarichi, gli appalti ed i finanziamenti che sarebbero stati
  concessi dalla Regione siciliana a Giuseppe Liga ed alle ditte  e/o
  società ad egli collegate;

   se costui ricopra incarichi in enti o commissioni regionali;

   quali  rapporti siano stati intrattenuti tra il Liga,  la  società
  Euteco e l'Amministrazione regionale». (1122)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   la Regione siciliana ha competenza esclusiva in materia di demanio
  marittimo, giusta decreto del Presidente della Repubblica 1  luglio
  1977, n. 624;

   tale autonomia consente all'Amministrazione regionale di incassare
  direttamente i proventi delle concessioni rilasciate a privati  per
  l'utilizzo  e  la  gestione delle aree marittime  demaniali,  senza
  versarli tutti o in parte allo Stato;

   con  protocollo  n.  4213  del  10  dicembre  2009,  l'Assessorato
  regionale  del  territorio e dell'ambiente emanava  una  direttiva,
  inviata anche alla Corte dei conti per la Regione siciliana e  alla
  Procura  generale presso la medesima Corte, in materia  di  rinnovo
  delle  concessioni demaniali per finalità turistiche, in osservanza
  alla  segnalazione del 21 ottobre 2008 dell'Autorità garante  della
  concorrenza e del mercato, inviata anche ai Presidenti di Camera  e
  Senato,  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   e   alla
  Presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra  Stato  e
  regioni;

   si tratta di una direttiva di enorme importanza che regolamenta  i
  criteri  per  l'assegnazione delle aree demaniali e la  scelta  del
  contraente,  che deve essere effettuata nel rispetto  delle  regole
  sulla   concorrenza  e  con  criteri  di  rigorosa  trasparenza   e
  attraverso la massima pubblicizzazione;

   in  riferimento ad altra nota dello stesso ufficio n. 0050445  del
  23  ottobre 2008, inviata al Presidente della Regione siciliana, in
  merito all'utilizzo del demanio ed ai relativi canoni concessori di
  demanio  marittimo per pesca ed acqua colture, venivano indicati  i
  criteri per la assegnazione delle aree e i margini temporali;

   l'Assessorato Territorio, con nota del 24 novembre 2008 diretta al
  dipartimento,  riscontrava non soltanto i ritardi e  le  lungaggini
  burocratiche  nella attivazione degli uffici periferici  demaniali,
  ma  anche  il  conseguente  ricorso  al  regime  di  rinnovo  delle
  concessioni;

   la  nota  veniva  restituita con foglio del 30 aprile  2009  senza
  alcuna indicazione o direttiva;

   se è vero che i pareri e le osservazioni dell'Autorità garante non
  sono  vincolanti,  è  anche  vero che  la  Commissione  europea  ha
  notificato al Ministro degli esteri - in data 2 febbraio 2009 -  la
  costituzione  in mora per infrazione, richiamando la attenzione  su
  alcuni  aspetti della normativa italiana in materia di  concessione
  di demanio pubblico marittimo che potrebbero sollevare questioni di
  conformità con i dettami comunitari;

   l'incasso  della  Regione  per le concessioni  legate  al  demanio
  marittimo  è  notevolmente inferiore a quelle delle  altre  Regioni
  d'Italia a fronte di una maggiore estensione della costa balneabile
  e  delle  zone  di mare. La Sicilia, infatti, ha 929  Km  di  costa
  balneabile ma ha incassi inferiori rispetto all'Emilia Romagna, che
  ha 99 km di costa balneabile, al Veneto che ne ha 98 km ed al Lazio
  che  gode  di 277 Km di costa, ed ha ricavato circa 10  milioni  di
  euro nel 2008;

   considerato che:

   la  questione  inerente  alla normativa  italiana  in  materia  di
  concessioni di demanio pubblico marittimo è stata oggetto, da parte
  della Comunità europea, di una costituzione in mora per infrazione,
  atteso che potrebbero essere sollevate questioni di conformità  con
  i  dettami  comunitari  in  quanto  per  la  concessione  dei  beni
  demaniali marittimi, secondo quanto richiede la Comunità europea  e
  quanto disciplinato dal codice della navigazione, occorre procedere
  attraverso procedure ad evidenza pubblica;

   in  Sicilia,  per  motivi di eccezionalità, si  è  proceduto  alla
  rinnovazione tacita della concessione;

   le tariffe relative all'ammontare dei canoni di concessione che  i
  privati versano alla Regione per l'utilizzo dei beni demaniali  non
  sono  congrue,  in  quanto  non sono state adeguate  all'incremento
  previsto dalla legge;

   ritenuto che:

   tale situazione, oltre a procurare all'ente della Regione un grave
  ed  irreparabile danno erariale, consente alle società private  che
  gestiscono le coste marittime un utilizzo di un bene pubblico senza
  il  giusto  ritorno  economico per le  casse  regionali  dietro  il
  pagamento di un canone irrisorio a titolo di corrispettivo;

   con la sopra indicata direttiva del dicembre 2009, l'Assessore per
  il  territorio pro tempore, dottor Mario Milone, aveva  evidenziato
  che  i  motivi  di  eccezionalità, legati  al  trasferimento  delle
  competenze e degli uffici del demanio marittimo, sono venuti  meno,
  e  che  era  necessario  attivare tutte le  procedure  per  evitare
  ulteriori   e  gravissimi  danni  all'erario  regionale,   con   la
  conseguenza  che  tutte le concessioni alla scadenza  non  dovevano
  essere  rinnovate  tacitamente e che il nuovo  affidamento  sarebbe
  dovuto avvenire con procedure ad evidenza pubblica;

   in Sicilia sono state concesse nove mila concessioni;

   la  Sicilia,  proprio per le sue specificità del  territorio  -  è
  un'isola  - e per le proprie risorse naturali, potrebbe, attraverso
  l'affidamento  in  concessione di beni pubblici, ottenere  maggiori
  introiti economici;

   è  necessaria una verifica per controllare se le società che hanno
  ottenuto  le concessioni hanno effettuato il pagamento  del  canone
  nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge;

   per sapere:

   se  la direttiva dell'Assessore per il territorio pro tempore  sia
  stata  attuata  dagli uffici regionali competenti, e  se  così  non
  fosse per quali motivazioni;

   quali  provvedimenti intendano adottare per rendere economicamente
  più  vantaggioso  per  la Regione l'adeguamento  delle  tariffe  di
  concessioni ai livelli nazionali;

   se  le  società  che hanno in concessione l'utilizzo  delle  coste
  marittime  siano  in regola con il pagamento dei  canoni  e  se  le
  stesse garantiscano i livelli occupazionali;

   quali  provvedimenti intendano adottare per adeguare la disciplina
  in  materia  di  concessioni del demanio marittimo  alle  direttive
  nazionali e comunitarie;

   se  siano  stati  rispettati i criteri di evidenza pubblica  nella
  assegnazione delle concessioni di demanio pubblico marittimo;

   se la Regione continui a operare in regime di proroga». (1124)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  la  legge  regionale n. 19 del 22 dicembre 2005,  l'Assemblea
  regionale  siciliana ha stabilito ed indicato le  linee  guida  per
  l'organizzazione della rete assistenziale per le persone affette da
  disturbi autistici;

   ai  sensi  dell'articolo 25, comma 8, della citata legge  de  qua,
  l'Assessore regionale per la sanità, entro centottanta giorni dalla
  data  di  pubblicazione della predetta legge, era stato autorizzato
  ad  emanare  con un proprio decreto le linee guida di un  programma
  regionale unitario per l'autismo;

   in  data  1 febbraio 2007, l'Assessore regionale per la sanità  ha
  emanato   il   decreto  assessoriale  recante   'Linee   guida   di
  organizzazione  della  rete assistenziale per  persone  affette  da
  disturbo autistico', così come previsto dalla l.r. 19/2005;

   tale  decreto recepisce la l.r. 19/2005, la quale prevede che ogni
  azienda sanitaria provinciale operante in Sicilia attivi un  centro
  per l'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo;

   il   decreto   prevede,  altresì,  che  ogni   azienda   sanitaria
  provinciale è, comunque, tenuta a destinare almeno lo 0,1 per cento
  delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale alla rete
  integrata di servizi per l'autismo;

   considerato che:

   negli  ultimi  anni è cresciuto, purtroppo, il numero  di  bambini
  autistici, anche in considerazione di una maggiore attenzione verso
  il problema;

   non  sempre  è  facile,  per i genitori, riconoscere  nel  proprio
  figlio  i  sintomi  della  malattia e che,  a  causa  della  scarsa
  presenza  sul  territorio  di centri per  l'autismo  e  i  disturbi
  generalizzati  dello sviluppo, spesso si sottovalutano  la  gravità
  dei sintomi fino ad arrivare, in alcuni casi, ad ignorare del tutto
  la presenza di autistici in famiglia;

   nella  maggior  parte  dei  casi, i genitori  e  la  famiglia  del
  soggetto  affetto  da autismo sono costretti a combattere  da  soli
  contro questo male, a causa della quasi totale assenza di una  rete
  integrata  di  servizi  per  l'autismo,  in  contrasto  con  quanto
  disposto dalla l.r. 19/2005 e dal relativo decreto attuativo;

   visto che:

   ad   oggi,   le  istituzioni  regionali  e  le  aziende  sanitarie
  provinciali si sono mostrate, quasi sempre, indifferenti di  fronte
  ad  una malattia che interessa sempre più famiglie in Sicilia, così
  come nel resto del Paese;

   negli  ultimi  tempi,  anziché procedere alla realizzazione  della
  rete   integrata  di  servizi  per  l'autismo,  in   molte   realtà
  territoriali  si  sta assistendo, invece, quasi indifferenti,  allo
  smantellamento dei servizi pubblici rivolti ai soggetti affetti  da
  tale malattia;

   preso  atto  che,  allo stato attuale, le famiglie  che  convivono
  quotidianamente con il delicato problema dell'autismo lamentano  la
  mancata applicazione dell'articolo 25, comma 8, della l.r. 19/2005,
  tanto  è  vero  che  venerdì  2 aprile,  giornata  mondiale  contro
  l'autismo,  sono  state costrette ad organizzare,  a  Palermo,  una
  fiaccolata  per tutelare i diritti negati ai soggetti  autistici  e
  per  portare  all'attenzione della società  civile  e  delle  forze
  politiche la problematica in questione;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno e necessario, alla luce di quanto sopra
  esposto,  provvedere  all'attuazione  del  d.a.  1  febbraio   2007
  indicante il programma regionale unitario per l'autismo,  e  quindi
  all'applicazione  immediata  di quanto disposto  dall'articolo  25,
  comma  8,  della l.r. 19/2005, ovvero procedere alla  creazione  di
  poli  specialistici  di  servizi per  i  soggetti  autistici  nelle
  aziende  sanitarie provinciali siciliane al fine  di  assistere  le
  famiglie  nel  difficile cammino che le attende a fianco  dei  loro
  figli;

   se  non  reputino  urgente,  e non più rinviabile,  inviare  degli
  ispettori  in  tutte le aziende sanitarie provinciali  al  fine  di
  verificare lo stato di attuazione della citata legge;

   se  non  ritengano urgente dare indicazioni ai direttori  generali
  delle  aziende sanitarie provinciali operanti in Sicilia,  fissando
  dei  termini,  a  brevissima scadenza, entro i quali  deve  trovare
  attuazione quanto previsto dalla legge regionale 19/2005». (1126)

                                                            VINCIULLO

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, all'Assessore l'economia e all'Assessore per
  le attività produttive, premesso che:

   alla  fine degli anni ottanta, la città di Avola (SR), consapevole
  della  crisi  che investiva il settore agricolo in  quegli  anni  e
  della  necessità di avviare un processo capace di dare  respiro  al
  settore  primario  attraverso il rilancio  della  produzione  agro-
  alimentare  locale, presentava alla Regione siciliana  un  progetto
  per la realizzazione di un centro agro-industriale;

   il progetto allora presentato, pur essendo stato finanziato, non è
  mai stato portato a termine;

   considerato che:

   ad  oggi  nella zona sud della provincia di Siracusa,  non  esiste
  nessun centro di trasformazione dei prodotti agricoli;

   oggi  come allora, la provincia di Siracusa, ed in particolare  il
  settore  agro-alimentare,  necessitano  di  investimenti  e   nuove
  strutture  indispensabili per avviare un processo di  rilancio  del
  territorio e del settore agricolo;

   la  realizzazione  di un centro agro-industriale comporterebbe  un
  abbassamento  dei  costi di trasformazione e di commercializzazione
  dei prodotti agricoli locali e allo stesso tempo contribuirebbe  ad
  arginare  l'oramai  diffuso fenomeno della contraffazione  e  della
  concorrenza   sleale  che,  in  Sicilia,  così   come   nell'intero
  territorio  della provincia di Siracusa, ha causato un inasprimento
  della crisi del settore;

   visto che:

   il   progetto  del  centro  agro-industriale  di  Avola,  da  anni
  bloccato,   in   attesa   di  rimodulazione,   è   stato   inserito
  nell'obbiettivo  strategico  del settore  agricoltura'  nell'ambito
  della  redazione del piano strategico 'Città per lo  sviluppo',  un
  piano che fa riferimento ad un ambito territoriale che interessa la
  zona  compresa  fra  la provincia di Siracusa e quella  di  Ragusa,
  racchiudendo i territori di Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo
  Passero, Rosolini, Ispica e Pozzallo;

   esiste,  oggi, una concreta possibilità di rilanciare il progetto,
  anche in considerazione della presenza, nel bilancio regionale,  di
  circa 19 milioni di euro da poter destinare all'opera;

   per sapere:

   se  intendano adoperarsi, con l'urgenza del caso e vista la  crisi
  gravissima del comparto agricolo siciliano, per la realizzazione di
  un'opera  di  vitale importanza per la zona sud di Siracusa  e  per
  tutto  il  territorio  provinciale e che tutti  gli  operatori  del
  settore agroalimentare attendono ormai da troppi anni;

   se,  invece,  sulla  scia  dei  precedenti  fallimenti,  intendano
  ignorare le necessità di un territorio e di un settore che, se  non
  riceverà risposte immediate e concrete, sarà travolto da una  crisi
  che  lo  investe da anni e che non accenna a placarsi e che,  anzi,
  cresce in modo esponenziale;

   se,  infine, non intendano nominare un commissario ad acta al fine
  di  iniziare e concludere i lavori per la realizzazione del  centro
  agro-industriale di Avola». (1127)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  Sicilia è la Regione, tra le aree del Mediterraneo, a maggiore
  incidenza di talassemia;

   dalla  valutazione  dei  dati  contenuti  nel  registro  siciliano
  talassemia  ed  emoglobinopatie, emerge  la  presenza,  sul  nostro
  territorio, di nuovi evidenti casi di emoglobinopatie;

   considerato che:

   da  molti  anni le associazioni siciliane di talassemia  lamentano
  una  cronica disattenzione, da parte delle istituzioni regionali  e
  sanitarie  locali, nei confronti di patologie come la talassemia  e
  la drepanocitosi, molto diffuse in Sicilia;

   ancora  oggi,  l'emoglobinopatico  è  costretto,  in  Sicilia,   a
  confrontarsi  con una serie di difficoltà per trovare  strutture  a
  lui  dedicate, con un numero di personale medico ed infermieristico
  appropriato  oltre  che con un equipe multidisciplinari  capace  di
  seguire il decorso della malattia;

   il  più  delle  volte i pazienti affetti da questa patologia  sono
  costretti,  a  causa  della  carenza di strutture  in  Sicilia,  ad
  emigrare  verso  le  Regioni del Nord, che presentano  standard  di
  assistenza   adeguata,   nonostante  operino   in   territori   con
  un'incidenza patologica minore;

   preso atto che:

   i   pazienti  talassemici  per  recarsi  in  altre  province  sono
  costretti  a  sobbarcarsi ingenti spese e a  subire  insopportabili
  disagi;

   comunque  la  Regione è costretta lo stesso a farsi  carico  delle
  spese per un'appropriata cura dei malati talassemici, a prescindere
  dalla Regione che presta le cure;

   visto che:

   con  decreto assessoriale del 4 novembre 2003, l'Assessore per  la
  sanità pro tempore provvedeva all'istituzione in Sicilia della rete
  regionale  per  la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi  e  la
  terapia della talassemia;

   allo  stato attuale, la associazioni siciliane di talassemia,  che
  da  anni  ormai  assistono  i  malati  attraverso  una  generosa  e
  appropriata   attività  di  volontariato,  lamentano   il   mancato
  completamento  della rete siciliana di talassemia, istituita  dalla
  Regione siciliana con apposito decreto assessoriale;

   oggi  il  6  per cento della popolazione siciliana  è  affetto  da
  patologie  come  la  talassemia  e  la  drepanocitosi  e  necessita
  pertanto di assistenza e cure adeguate;

   per  sapere se non ritengano opportuno e necessario, alla luce  di
  quanto  sopra, incrementare gli stanziamenti finanziari  in  favore
  dei  malati  affetti  da  talassemia, provvedendo,  in  primis,  al
  potenziamento  di  tutti i centri di cura della rete  siciliana  di
  talassemia,  attuando così quanto disposto dal decreto assessoriale
  de quo e contribuendo ad alleviare i disagi, già consistenti, degli
  emaglobinopatici». (1128)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  il  numero delle farmacie è  stabilito  dalla  legge
  nazionale   n.  475/1968,  la  quale,  applicando  un  calcolo   di
  valutazione basato sul rapporto farmacie/popolazione, stabilisce un
  numero di farmacie pari ad una ogni 4.000 abitanti per i comuni con
  popolazione superiore ai 12.500 abitanti, come nel caso della città
  di Siracusa;

   con d.a. n. 25789 del 15 giugno 1998, l'Assessore regionale per la
  salute pro tempore determinava l'attuale pianta organica del comune
  di  Siracusa,  prevedendo, in base al rapporto farmacie/popolazione
  (ex  articolo  1  della legge 2 aprile 1968, n. 475),  n.  32  sedi
  farmaceutiche, di cui n. 29 già assegnate ai legittimi  titolari  e
  n. 3 nuove da assegnare, mediante concorso;

   per  queste ultime tre sedi vacanti, da assegnare, veniva  bandito
  relativo concorso il 27 giugno 2007, ad oggi mai espletato;

   preso atto che:

   la  popolazione della città di Siracusa, nell'anno 1998,  anno  di
  approvazione della vigente pianta organica delle sedi farmaceutiche
  (d.a.  n.  25789/98),  era  di  126.721  abitanti  e  pertanto  era
  sufficiente  un  numero  di 32 farmacie, così  come  stabilito  dal
  rapporto  farmacie/popolazione disposto  dalla  legge  n.  475/1968
  (126.721:4000=32, considerato che la norma in oggetto  prevede  che
  la  popolazione  eccedente, rispetto ai parametri, è  compiuta,  ai
  fini  dell'apertura di una farmacia, qualora sia pari  al  50%  dei
  parametri stessi);

   oggi,  a  causa  di  un  certificato  ed  inequivocabile  fenomeno
  migratorio,  la popolazione residente nel comune di Siracusa,  alla
  data  del 31 dicembre 2008, è scesa a 123.707 residenti, e pertanto
  tale da determinare, ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge  n.
  362/91,  n. 31 sedi, dato peraltro valutato anche nel rispetto  del
  parametro del 50 per cento per la popolazione eccedente;

   il  calo  della popolazione residente nella città di  Siracusa  ha
  interessato  soprattutto  i quartieri di Grottasanta  ed  Akradina,
  dove  la  popolazione residente, per fare un esempio,  è  diminuita
  dall'anno  1995  (anno  preso a riferimento per  la  determinazione
  della  pianta organica) al 32/12/2009, nei numeri che seguono (vedi
  tab. A):

   Tab. A
   Quartiere    di  riferimento                Popolazione  residente
  Popolazione residente
                                                                   al
  31/12/1995                                    al 31/12/2008
   Akradina                                                    25.972
  24.116
   Grottasanta                                                 23.784
  21.858

   nei  quartieri  de quibus, tra l'altro, non è prevista  dal  nuovo
  piano  regolatore generale della città di Siracusa alcuna  zona  di
  espansione    edilizia   significativa   e   tale   da   modificare
  sensibilmente il numero dei cittadini residenti;

   le  sedi  attuali  sono  29  e quelle  di  nuova  istituzione  già
  previste, ma non ancora assegnate, stando ad una originaria  e  non
  più  applicabile  determinazione della pianta organica  delle  sedi
  farmaceutiche, vecchia di oltre 12 anni, sono 3, per un  totale  di
  32  sedi;  di  conseguenza, una sede non può non essere considerata
  soprannumeraria e pertanto deve essere immediatamente soppressa;

   la  sede  da  sopprimere deve, necessariamente, essere individuata
  tra  le  tre  nuove farmacie, già previste dal d.a. del  15  giugno
  1998,  appare  logico  che deve essere soppressa  quella  sede  che
  ricade  in  quei  quartieri soggetti a un rapido,  irreversibile  e
  certificato, in modo incontestabile spopolamento;

   rilevato che:

   l'articolo  1  del DPR n. 1275/1971 'Regolamento per  l'esecuzione
  della legge 2 aprile del 1968, n. 475, recante norme concernenti il
  servizio  farmaceutico', che prevede che 'per  la  revisione  della
  pianta organica, prevista dall'art. 2 della legge 1968, n. 475,  si
  tiene conto dei dati relativi alla popolazione residente in ciascun
  comune,  nell'anno  precedente a quello  in  cui  si  procede  alla
  revisione(...)', e dunque appare del tutto assurdo e  inappropriato
  espletare  un  concorso per tre sedi farmaceutiche calcolate  sulla
  base di dati vecchi di oltre un decennio;

   la  previsione  del  legislatore di n. 1 farmacia  per  ogni  4000
  abitanti  è funzionale all'efficacia e all'efficienza del  servizio
  farmaceutico (parametro demografico) e che la stessa previsione  di
  una  pianta organica delle farmacie ed il relativo contingentamento
  sono stati posti dal legislatore nella prospettiva di assicurare un
  servizio   pubblico  nell'interesse  sia  degli  utenti   che   dei
  farmacisti gestori;

   la  natura  pianificatoria e programmatica della  pianta  organica
  deve,  per  un verso, assicurare una razionale distribuzione  delle
  sedi  farmaceutiche sul territorio al fine di garantire un efficace
  servizio  all'utenza  ma, anche, per altro verso,  assicurare  alle
  farmacie un idoneo bacino d'utenza;

   considerato che:

   l'eventuale  rilievo attribuito alle aspettative dei  partecipanti
  al   concorso,  tra  l'altro  mai  espletato,  secondo  il   parere
  dell'Avvocatura  dello  Stato  (cons.  2182/2007  in   risposta   a
  specifico quesito avanzato dall'ex Assessorato regionale  Sanità  a
  proposito  del d.a. n. 25789/98), non costituisce valido motivo  di
  impedimento  alla  soppressione di  una  sede  soprannumeraria  non
  ancora assegnata;

   il  giudice  amministrativo ha dichiarato illegittimo  il  mancato
  provvedimento   di   soppressione   di   una   sede   che   risulta
  soprannumeraria  in base al rapporto con la popolazione  residente,
  rilevando in proposito che, in tali casi, l'amministrazione non  ha
  alcun  residuo  spazio discrezionale tale da  rendere  possibile  e
  legittima  la  mancata  soppressione di  una  sede  soprannumeraria
  vacante,  ritenendo che la legge ne consentirebbe  il  mantenimento
  solo  nel  caso in cui essa risulti assegnata ad un titolare  ed  a
  tutela   del   diritto  di  quest'ultimo,  non  potendo   ritenersi
  d'ostacolo  alla  necessaria soppressione  della  sede  vacante  in
  soprannumero lo svolgimento del concorso in quanto bandito,  ma  di
  fatto  mai espletato (cfr. in proposito TAR Sardegna - sentenza  n.
  1050 del 5 ottobre 1998);

   per sapere:

   se non ritengano urgente e inderogabile procedere all'annullamento
  del  concorso indetto in data 27/06/2007 e diretto all'assegnazione
  di 3 nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa;

   se  non  ritengano opportuno e necessario procedere ad  una  nuova
  rivisitazione della pianta organica delle sedi farmaceutiche  della
  città di Siracusa;

   se  non  reputino  logico e rispondente ai  principi  della  buona
  amministrazione abolire quella sede farmaceutica che, a causa della
  diminuzione  accertata  e certificata della  popolazione  da  parte
  dell'ufficio  anagrafe  della  città  di  Siracusa,  non  è   nelle
  condizioni  di  assicurare ai titolari  di  farmacie  un  idoneo  e
  necessario  bacino  di  utenza tale da consentire  un  efficace  ed
  efficiente  servizio  per  i cittadini della  città  di  Siracusa».
  (1129)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'utilizzo  di  radioisotopi più propriamente  detti  radionuclidi
  nella  forma chimica opportuna ha innumerevoli impieghi  in  ambito
  scientifico  (radiochimica  e chimica nucleare)  e  che  in  ambito
  medico  le radiazioni emesse da numerosi radionuclidi (sotto  forma
  di  radiotraccianti  o  radiofarmaci) si sono  rivelate  utili  nel
  diagnosticare  svariate  patologie  e/o  distruggere   le   cellule
  tumorali medicina nucleare;

   l'indagine,  a mezzo di radioisotopi, risulta infatti di  notevole
  utilità  nella formulazione della diagnosi di malattia di Parkinson
  sin  dall'esordio delle prime manifestazioni o, al contrario, nella
  sua esclusione;

   considerato che:

   il   diritto   alla  salute  è  contemplato  dalla  nostra   Carta
  costituzionale   all'art.   32   e   rientra   a    pieno    titolo
  nell'ordinamento internazionale espresso dalla 'Carta  dei  diritti
  del  malato', adottata dalla CFE in Lussemburgo dal 6 al  9  maggio
  1979,  così  come dall'art. 25 della 'Dichiarazione universale  dei
  diritti dell'Uomo'; dagli art. 11 e 13 della 'Carta sociale europea
  1961'; dall'art. 12 della 'Convenzione internazionale dell'ONU  sui
  Diritti economici, sociali e culturali' 1966;

   la  prevenzione  sanitaria  deve  essere  garantita  per  tutelare
  soprattutto i soggetti con patologie mediche particolari;

   il  paziente ha diritto di essere assistito e curato nel  rispetto
  della  dignità  umana e nell'ambito delle strutture  più  vicine  e
  adeguate al trasporto dello stesso;

   la   diagnosi  strumentale  del  morbo  di  Parkinson  si   avvale
  soprattutto  di  metodi  di  studio radiologici  e  nucleari  della
  malattia;

   il ricorso ai radioisotopi è quindi fondamentale per malattie come
  il Parkinson, per la sua natura cronica e progressiva;

   rilevato che:

   le  difficoltà  di approvvigionamento del radioisotopo  necessario
  (123Iodio) e la conseguente criticità nell'esecuzione dell'indagine
  scientifica  SPECT, oltre a procurare gravi difficoltà  all'interno
  dei  reparti  di  medicina nucleare, generano  ovvi  sentimenti  di
  insoddisfazione  nei  pazienti e nei loro  familiari,  costretti  a
  richiedere l'esecuzione della prestazione diagnostica ad  di  fuori
  della  nostra  Regione, con grave dispendio di  denaro  pubblico  e
  privato;

   le  gravi difficoltà frapposte dalla compagnia aerea 'Alitalia' al
  trasporto  urgente del radioisotopo necessario per l'esecuzione  di
  esami   scientifici  SPECT  presso  alcune  strutture   ospedaliere
  pubbliche  della nostra Regione (ad esempio medicina  nucleare  del
  policlinico  'G.  Martino'  di Messina)  penalizzano  la  struttura
  sanitaria dell'Isola, gravando sulle spese dell'ente Regione;

   per sapere:

   quali iniziative intendano adottare in merito alle difficoltà  che
  la   compagnia  aerea  'Alitalia'  interpone  per  il  servizio  di
  trasporto  urgente di radioisotopi SPECT verso il territorio  della
  Regione siciliana;

   se,    in    considerazione    delle    gravi    difficoltà     di
  approvvigionamento,  l'Assessorato regionale della  salute  sia  in
  condizione  di  garantire un adeguato servizio di  diagnostica  nel
  territorio  regionale delle patologie che richiedano l'impiego  dei
  radioisotopi descritti». (1131)

                                                               ROMANO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale, d'ora in
  poi  indicato  come SIMT, di Avola (SR) è diventato,  negli  ultimi
  anni,  un  punto  di riferimento importante e significativo  per  i
  cittadini-utenti della provincia di Siracusa e in modo  particolare
  per quelli della zona sud della stessa provincia;

   il  proficuo  lavoro svolto sul territorio dallo stesso  servizio,
  anche   di   concerto  con  il  supporto  delle   associazioni   di
  volontariato,  ha  determinato un cospicuo  e  documentato  aumento
  delle donazioni;

   il  SIMT di Avola svolge numerose e significative funzioni:  dalla
  produzione  di  emocomponenti all'attività  di  laboratorio,  dalla
  gestione di ambulatorio trasfusionale al rapporto con i reparti dei
  due presidi ospedalieri, il Di Maria di Avola e il Trigona di Noto,
  che a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera saranno
  dotati di ben 199 posti letto fra acuti e post acuti;

   il  SIMT  di  Avola, a differenza di altri SIMT che, ancora  oggi,
  producono emazie non leucodeplete (tipo 02), è sempre stato  pronto
  a  raccogliere  e  fare  proprie  tutte  le  innovazioni  in  campo
  trasfusionale,  come  la produzione di emazie  con  filtrazione  in
  linea,  l'aferesi  terapeutica e produttiva,  il  gel  piastrinico,
  ecc.;

   la  mancata  lavorazione delle unità di sangue,  che  si  dovranno
  obbligatoriamente inviare ad altro centro, non libererebbe  nessuna
  risorsa  umana  da  dedicare alla raccolta e  alla  propaganda,  in
  quanto  il  frazionamento delle unità è prerogativa  del  personale
  tecnico presente nel servizio e non di quello medico;

   preso atto che:

   il  servizio  de quo opera, ormai, da diversi anni, con  capillari
  controlli di qualità sia sui prodotti trasfusionali che sugli esami
  di laboratorio;

   con  la  richiesta di parere n. 79 alla VI Commissione legislativa
  permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'ARS, il suddetto  SIMT
  verrebbe  classificato  solo  di  tipo  A,  con  una  notevole   ed
  insopportabile  perdita di autonomia lavorativa e di  produttività,
  dal  momento  che  la  lavorazione delle  unità  raccolte  andrebbe
  effettuata  presso il SIMT di Siracusa, e tutto questo a  discapito
  della produzione di emocomponenti, come la perdita di plt random  e
  plasma  di tipo B, con un aggravio di spesa per il trasporto  degli
  stessi;

   appare non lineare e non condivisibile la scelta con la quale sono
  stati  classificati i SIMT della Sicilia, scelta che sarebbe  stata
  determinata,  ora  in base al consumo, ora in  base  alla  capacità
  lavorativa, ora in base alla collocazione geografica e senza tenere
  conto  della  necessaria  ed  indispensabile  corretta  valutazione
  quantitativa e qualitativa degli esami sostenuti;

   accertato  che  alcuni  SIMT con raccolte  e/o  consumi  di  molto
  inferiori a quelle di Avola, come Enna, Milazzo, Paternò,  Ospedale
  Papardo di Messina e Caltagirone, sono stati individuati come  tipo
  A+B,  mentre Avola è stato individuato, inspiegabilmente, solo come
  tipo A;

   per sapere:

   se non ritengano di dover tener conto della significativa presenza
  del   SIMT   di  Avola  nella  gestione  di  un  vasto   territorio
  comprendente  non  solo  i cinque comuni di Avola,  Noto,  Pachino,
  Rosolini  e  Portopalo, ma anche altri comuni  della  provincia  di
  Siracusa  nonché la gestione dei due presidi ospedalieri, e  dunque
  di doverlo necessariamente classificare almeno di tipo A+B, come  è
  stato  fatto  inspiegabilmente per alcuni  centri  con  raccolte  e
  consumi di molto inferiori a quelli di Avola;

   se  non  ritengano, inoltre, opportuno attribuire il giusto valore
  alle   legittime   attese   ed  esigenze  delle   associazioni   di
  volontariato,  collegate al SIMT di Avola, e  dare  all'utenza  una
  adeguata   risposta  trasfusionale,  considerato   anche   che   la
  tipizzazione ad A+B porterebbe un risparmio derivante  anche  dalla
  mancata   utilizzazione   di  autisti  per   il   trasporto   degli
  emocomponenti verso il SIMT di Siracusa;

   se  non ritengano, infine, che il dover trasportare ogni giorno le
  unità  raccolte  dal  SIMT di Avola presso  quello  di  Siracusa  e
  viceversa   rappresenti  un  notevole  spreco  di  risorse   umane,
  economiche ed anche uno scadimento della qualità dell'emocomponente
  stesso,  oltre  ad una insopportabile mortificazione per  personale
  del SIMT di Avola». (1132)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,  per
  sapere che:

   da  parte  dell'agente  della  Riscossione  Serit  Sicilia  s.p.a.
  vengano  promosse  procedure  cautelari  (fermo  di  autoveicoli  e
  ipoteche)  e procedure esecutive (mobiliari, immobiliari  e  presso
  terzi) anche per il recupero di pubbliche entrate prescritte;

   vengano promosse procedure esecutive presso terzi, anche nei  casi
  di   impignorabilità  totale  o  parziale  dei  crediti   pignorati
  (pensioni, stipendi, ecc.);

   si  proceda  all'incameramento delle somme pignorate presso  terzi
  anche  in  pendenza di giudizio di opposizione  e  nelle  more  del
  pronunciamento del giudice adìto sulla istanza di sospensiva;

   vengono  attivate  procedure cautelari di  fermo  di  autoveicolo,
  anche  a  fronte di credito di imposta già garantito con iscrizione
  ipotecaria,  impedendo  il  normale  svolgimento  dell'attività  di
  lavoro del contribuente;

   vengano  percepiti i diritti per iscrizione di  fermo,  anche  nel
  caso  in cui il contribuente assolva la propria obbligazione  prima
  del  decorso  del termine assegnato con il cosiddetto preavviso  di
  fermo;

   non  venga rilasciata contestuale liberatoria di cancellazione  di
  ipoteca   al   contribuente  che  assolva  totalmente  la   propria
  obbligazione  (compresi oneri accessori e  spese  di  iscrizione  e
  cancellazione);

   non  si  provveda  alla cancellazione dei pignoramenti,  entro  il
  termine  di legge (dieci giorni) dalla estinzione o perenzione  del
  pignoramento stesso;

   non  si provveda alla cancellazione del fermo di autoveicolo,  nei
  confronti  del  contribuente  che abbia  richiesto  e  ottenuto  la
  maggiore  rateazione  del  credito di  imposta,  con  l'effetto  di
  ostacolare   la  produzione  del  reddito  attraverso   cui   poter
  provvedere al pagamento;

   non  si  provveda  all'annotazione  nel  sistema  informatico  dei
  provvedimenti di sospensione della riscossione disposti dal giudice
  (tributario  o  ordinario) nei giudizi in cui  sia  parte  l'agente
  della   riscossione,   con  l'effetto  di  promuovere   illegittime
  procedure esattive;

   vengano  sollevate  sistematiche difficoltà,  che  impediscono  ai
  contribuenti di poter conferire con le direzioni d'ufficio, al fine
  di evitare l'insorgere di contenzioso;

   non  si  provveda  alla riduzione dell'ammontare  delle  ipoteche,
  qualora per effetto di pagamenti e sgravi l'importo del credito  di
  imposta si sia significativamente ridotto;

   si   adotti  la  misura  cautelare  della  iscrizione  ipotecaria,
  gravando  tutti beni immobili di proprietà del contribuente,  senza
  osservare  alcuna proporzione tra importo del credito di imposta  e
  valore complessivo dei beni ipotecati;

   non   si   provveda  al  discarico  degli  interessi  di  maggiore
  rateazione non dovuti, qualora il contribuente assolva al pagamento
  in  unica  soluzione, ovvero il credito di imposta  diminuisca  per
  effetto di sgravi;

   si  rifiuti  la concessione della maggiore rateazione  quanto  sia
  iniziata la procedura esecutiva (cioè quanto il contribuente ne  ha
  più bisogno), nonostante il legislatore, con modifica dell'art.  19
  del DPR n. 602/1973, lo abbia espressamente consentito;

   per sapere infine:

   se  non  ritenga opportuno impartire a Serit Sicilia spa direttive
  tali  da  porre  rimedio alle problematiche in  premessa  espresse,
  ristabilendo  la  legittimità d'azione, ove fosse venuta  meno,  da
  parte   del   concessionario  per  la  riscossione  sul  territorio
  regionale nei confronti dei contribuenti;

   se non sia opportuno porre in essere ogni azione amministrativa ed
  ispettiva  possibile,  tesa ad accertare le  irregolarità  sin  qui
  eventualmente perpetrate da parte di Serit Sicilia». (1133)

                                                              CINTOLA

   «All'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   il  settore  del commercio nella Regione siciliana è  disciplinato
  dalla  l.r.  22  dicembre  1999, n.  28,  e  che,  in  particolare,
  l'articolo  13  detta  norme dirette a  consentire  nei  comuni  di
  derogare  agli orari ordinari, previsti dall'art. 12  della  stessa
  legge, circa l'apertura e chiusura degli esercizi commerciali;

   il  comma 5 dell'articolo 13 obbliga l'Assessore regionale per  le
  attività  produttive  ad individuare con proprio  decreto,  sentiti
  l'osservatorio regionale per il commercio e le province  regionali,
  i comuni ad economia prevalentemente turistica e le città d'arte;

   considerato che:

   con  d.a. 24 gennaio 2008 - Cooperazione, commercio artigianato  e
  pesca, sono state approvate le direttive per il riconoscimento  dei
  comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte e  che,
  in  particolare,  alla  lettera I  dello  stesso,  si  dice  che  i
  provvedimenti  di  riconoscimento in capo ai  comuni  dei  suddetti
  requisiti   emanati   fino   alla   pubblicazione   del    presente
  provvedimento  decadono  automaticamente a partire  dall'1  gennaio
  2009;

   con  successivi d.a. - Cooperazione commercio artigianato e pesca,
  tale  termine è stato successivamente più volte prorogato  fissando
  ad oggi tale scadenza per il 30 giugno 2010;

   in  ottemperanza  alle  suddette direttive  sono  state  inoltrate
  istanze   da   diversi   comuni,   finalizzate   ad   ottenere   il
  riconoscimento di 'comuni ad economia prevalentemente  turistica  e
  città d'arte';

   preso atto che:

   l'Osservatorio regionale per il commercio, più volte convocato per
  esaminare tali richieste, non ha ancora espresso alcun parere,  non
  essendo  stato raggiunto il numero legale necessario alla  relativa
  trattazione  in prima convocazione, sebbene ai sensi  dell'articolo
  6,  comma  3,  della  l.r. 22 dicembre 1999,  n.  28,  'in  seconda
  convocazione, l'Osservatorio può deliberare qualunque sia il numero
  dei componenti intervenuti';

   i  comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte  in
  atto  riconosciuti  sono  tali  in  forza  di  successivi  d.a.   -
  Cooperazione, commercio artigianato e pesca che prorogano i termini
  di  scadenza  di cui alla lettera I del d.a. 24 gennaio  2008  alla
  data del 30 giugno 2010;

   tali  circostanze determinano un regime fortemente discriminatorio
  per quei comuni che, nel rispetto delle direttive emanate, chiedono
  il  riconoscimento  dei requisiti in oggetto e quelli,  invece,  in
  regime   di   proroga  per  i  quali  se  ne  dovrebbe   verificare
  l'esistenza;

   per  sapere  se  non  ritenga  opportuno  intervenire  con  idoneo
  provvedimento che determini condizioni di parità di trattamento tra
  tutti  i comuni richiedenti e ponga fine all'enorme confusione  che
  si  sta  generando intorno a tale problematica, onde consentire  di
  agevolare  il settore commerciale che versa in uno stato  di  crisi
  irreversibile». (1134)

                                                           RUGGIRELLO

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione professionale e all'Assessore per le risorse agricole  e
  alimentari, premesso che:

   il  regolamento  CE n. 288 della Commissione del  7  aprile  2009,
  recante  modalità di applicazione del regolamento CE  n.  1234/2007
  del Consiglio, prevede il finanziamento del programma 'frutta nelle
  scuole',   finalizzato   a  sostenere  il   consumo   di   prodotti
  ortofrutticoli  mediante  la distribuzione  di  frutta,  verdura  e
  ortofrutticoli trasformati ai bambini negli Istituti scolastici;

   tale   programma,  voluto  dalla  Commissione  europea,  è   stato
  immediatamente,  e  con  lo stesso spirito, recepito  dal  Ministro
  dell'istruzione,  dell'università e  della  ricerca,  dal  Ministro
  delle politiche agricole, alimentari e forestali e dal Ministro del
  lavoro,  della  salute  e delle politiche  sociali,  che  ne  hanno
  condiviso  totalmente  la motivazione e ciò a  causa  dello  scarso
  consumo di frutta e verdura da parte dei bambini italiani;

   preso atto che:

   i  principali  errori alimentari dei più giovani sono  individuati
  nell'assunzione  eccessiva di alimenti di provenienza  animale,  di
  dolciumi,   nell'alimentazione  monotona  e  non   sufficientemente
  variato e nell'assunzione di bevande gassose;

   il  programma  di distribuzione gratuita di frutta  nelle  scuole,
  interamente  finanziato,  è stato realizzato  dal  Ministero  delle
  politiche  agricole  in  sinergia con  le  regioni  e  le  province
  autonome, con la condivisione del Ministero dell'istruzione  e  del
  Ministero del lavoro;

   il  programma  attivato ha coinvolto oltre 700.000  bambini  delle
  scuole primarie;

   la  distribuzione  del  prodotto è stata curata  direttamente  dal
  soggetto  aggiudicatario  del bando di  gara  in  accordo  con  gli
  istituti scolastici;

   per  quanto  riguarda la seconda annualità del  programma  'frutta
  nelle   scuole',  il  direttore  generale  dell'ufficio  scolastico
  regionale,  con  nota  del  2 marzo 2010,  ha  invitato  le  scuole
  siciliane ad aderire alla seconda fase del progetto;

   atteso  che,  a  quanto  lamentano le associazioni  di  categoria,
  sarebbe   stata   utilizzata  frutta,  verdura   e   ortofrutticoli
  provenienti  dalla  Puglia  e  non,  invece,  come  era  logico   e
  consequenziale   dalla  Sicilia,  anche  in  considerazione   della
  gravissima   situazione   che   sta   attraversando   l'agricoltura
  siciliana, ormai giunta al capolinea;

   per sapere se:

   risponda   a  verità  quanto  denunciato  dalle  associazioni   di
  categoria  dei  produttori agricoli siciliani, e cioè  che  sarebbe
  stata utilizzata frutta e verdura non siciliana;

   non  ritengano utile e improcrastinabile nominare degli  ispettori
  nelle  varie province dell'Isola per accertare se quanto denunciato
  sia rispondente al vero oppure no;

   non ritengano necessario e urgente intervenire sulla ditta che  si
  è  aggiudicata  la  distribuzione del prodotto per  invitarla,  nei
  limiti   consentiti  dalla  legge,  a  distribuire  negli  istituti
  scolastici siciliani prodotti coltivati nella nostra Isola;

   infine,   non  ritengano  opportuno  verificare  se  siano   stati
  utilizzati  prodotti  ortofrutticoli  freschi,  nel  rispetto   del
  carattere   di  stagionalità  e  di  territorialità,  privilegiando
  prodotti  di qualità certificati (DOP, IGP, biologici) e/o prodotti
  ottenuti  con  metodi  di  produzione integrata  certificata,  così
  com'era nella volontà della Commissione europea». (1136)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   le  province  di  Siracusa, Ragusa, Messina,  Enna  e  Catania  si
  avvalgono  prevalentemente,  se non esclusivamente,  dell'aeroporto
  Fontanarossa  di  Catania  e  che tale  aeroporto  è  raggiungibile
  unicamente  con  pullman  e auto, poiché  non  esiste  collegamento
  ferroviario;

   considerato che all'interno dell'accordo di programma  tra  Stato-
  Regione-RFI  e Comune di Catania è prevista la realizzazione  della
  stazione  ferroviaria Fontanarossa e del relativo collegamento,  di
  poche centinaia di metri, con la aerostazione stessa, dal costo  di
  poco  più  di  20  milioni di euro, e che tale infrastruttura,  pur
  modesta per impegno finanziario, potrebbe consentire l'utilizzo del
  treno  per  raggiungere  l'aeroporto a  centinaia  di  migliaia  di
  viaggiatori  degli oltre 6 milioni di passeggeri che vi transitano,
  fornendo  nuova  utenza qualificata a tutto il sistema  ferroviario
  della  Sicilia  orientale  ed  interrompendone  il  declino  ed  il
  processo di dismissione;

   preso  atto  che proprio in questi giorni il Governo nazionale  ha
  finanziato  con ulteriori 100 milioni di euro la costruzione  della
  tratta  metropolitana  di Catania che da piazza  Stesicoro  conduce
  sino  all'aeroporto e che tale opera, pur utile ed importante,  non
  può  considerarsi sostitutiva dell'altra poiché serve la sola città
  di Catania;

   per  sapere  se  non  ritengano  di sollecitare  Rete  ferroviaria
  italiana  -  Sicilia  a  dare  priorità  alla  realizzazione  della
  stazione   ferroviaria   Fontanarossa   e   al   collegamento   con
  l'aerostazione  che  servirebbe l'utenza  ferroviaria  di  tutte  e
  cinque  le  province  che  usufruiscono  prevalentemente,  se   non
  esclusivamente,    dell'aeroporto    Fontanarossa,    individuando,
  all'interno   dell'accordo  di  programma,  le   relative   risorse
  finanziarie necessarie». (1137)

                                                             MARZIANO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il  personale del Consorzio autostrade siciliane (CAS) è in  stato
  di   agitazione  perché  rivendica,  senza  avere  finora  ottenuto
  risposte  soddisfacenti,  la definizione della  pianta  organica  e
  l'inquadramento corrispondente alle mansioni svolte;

   i  cosiddetti   trimestrali' hanno, nel  contempo,  dato  luogo  a
  numerose manifestazioni di protesta per sollecitare una prospettiva
  di lavoro stabile;

   considerato che:

   il  commissario straordinario, recentemente nominato, ha ereditato
  una  situazione  pesante per l'inerzia e le iniziative  discutibili
  della  precedente  gestione,  come denunciato  in  precedenti  atti
  parlamentari;  in particolare, il presidente del CAS,  rimosso  nel
  2009,  mentre  denunciava  un  presunto  eccesso  di  personale  di
  esazione,  contemporaneamente, prospettava ai trimestrali centinaia
  di assunzioni a tempo indeterminato, come si evince dal verbale del
  22 gennaio 2009 sottoscritto presso la task force regionale;

   questo  modo  di  procedere ha determinato la  frustrazione  delle
  legittime  aspettative del personale di ruolo ed alimentato  enormi
  aspettative tra i trimestrali;

   nel  frattempo, il predetto presidente non compiva alcun atto  per
  definire il contenzioso esistente né la nuova pianta organica;

   dava   corso,  invece,  all'assunzione  di  personale,  attraverso
  procedure  di  mobilità   ad personam', in violazione  delle  norme
  vigenti e delle più elementari regole di pubblicità e trasparenza;

   questi   comportamenti   hanno   determinato,   oltre   al    caos
  organizzativo,  la  mancata copertura dei  posti  in  organico  nel
  settore dell'esazione, il blocco del passaggio dei lavoratori part-
  time  a  full-time  per  consentire  l'espletamento  del  servizio,
  l'elusione  dell'impegno, previsto dal contratto  e  dagli  accordi
  aziendali, di immettere in servizio una parte di trimestrali;

   il  passaggio  di  lavoratori  dal part-time  a  full-time  ed  il
  reclutamento  a tempo indeterminato dei trimestrali è regolamentato
  dal  contratto  nazionale  di  lavoro  e  non  può  dare  luogo  ad
  interventi  discrezionali e, probabilmente, per questa ragione  non
  ha  avuto  finora  corso,  determinando  disservizi  e  un  ricorso
  eccessivo  allo  straordinario,  sanzionato  dall'Ispettorato   del
  lavoro di Messina;

   il    commissario    straordinario,   dopo   l'insediamento,    ha
  commissionato ad esperti la nuova pianta organica che  tiene  conto
  dei   parametri   definiti   tra   l'associazione   delle   aziende
  autostradali e dei sindacati nazionali di categoria;

   per sapere:

   se  non  valutino  necessario porre fine a  questa  situazione  di
  stallo  che  mortifica  i  diritti dei lavoratori  e  penalizza  la
  funzionalità  della  più  importante  azienda  di  proprietà  della
  Regione;

   se  non  ritengano urgente convocare i sindacati e il  commissario
  straordinario  per  concordare, sulla  base  della  proposta  degli
  esperti, la nuova pianta organica del CAS e dare corso a tutti  gli
  atti  conseguenti  per  rispettare  le  legittime  aspettative  dei
  lavoratori part-time e dei trimestrali applicando le norme previste
  dal contratto nazionale di lavoro». (1139)

                                                            PANARELLO

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,  premesso  che
  nell'anno  trascorso  Trenitalia ha proceduto,  con  una  serie  di
  successive eliminazioni, a ridisegnare la frequenza e la  rete  dei
  servizi  offerti  nella Sicilia sud orientale  a  cui,  adesso,  si
  aggiunge la cancellazione dei convogli durante i festivi e  per  la
  prossima estate sulla tratta Siracusa-Ragusa-Caltanissetta;

   considerato   che  con  l'avvicinarsi  della  stagione   stiva   e
  l'incremento  dei flussi turistici è prevedibile un'implementazione
  della  richiesta, appare incomprensibile e sbagliata la  scelta  di
  Trenitalia  di  non  supportare tale domanda garantendo  i  servizi
  necessari;

   osservato  che  da  parte  di Trenitalia è  stata  individuata  la
  mancanza  di un contratto di servizio con la Regione siciliana  tra
  le  motivazioni per la mancata conferma o l'incremento del traffico
  ferroviario nelle tratte della Sicilia sud-orientale;

   per sapere:

   se  non  ritenga urgente e necessario mettere in regola la Regione
  siciliana  stipulando  rapidamente il  contratto  di  servizio  con
  Trenitalia, come è stato fatto dalle altre regioni del Paese;

   se   non  valuti  di  dover  aprire  una  vertenza  nazionale  per
  ricontrattare  una  inversione di tendenza e  una  più  equilibrata
  distribuzione  delle  risorse che, invece, hanno  finora  visto  un
  disinvestimento nelle ferrovie al Sud e molteplici investimenti  al
  Nord». (1140)

                                                        DE BENEDICTIS

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  decreto assessoriale l'Assessore regionale per la  salute  ha
  provveduto all'attuazione del piano regionale sangue e plasma;

   il  decreto citato è rivolto alla riorganizzazione del servizio di
  medicina trasfusionale dell'intero territorio siciliano;

   la  rete  trasfusionale regionale risulterebbe costituita da  nove
  strutture   provinciali   di   coordinamento   per   le    attività
  trasfusionali,  all'interno  delle  quali  operano   32   strutture
  trasfusionali   allocate   nelle  nove  province   del   territorio
  regionale;

   anche i SIMT dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa e del p.o.   Di
  Maria' di Avola sono interessati alla riforma regionale;

   considerato che:

   attualmente,   presso   il  servizio  di  medicina   trasfusionale
  dell'ospedale   Umberto I' di Siracusa, i  costi  per  test  e  per
  profilo  risultano essere molto bassi, rappresentando un  vantaggio
  per la collettività;

   il  profilo obbligatorio costituito da quattro parametri EIA (HBs,
  Ag,   HIV-Ab,  HCV-AB  e  TPHA),  a  seguito  della  recente   gara
  consorziata (2009) ha un costo complessivo di 10,09 euro,  compresi
  i  costi  di  manutenzione delle apparecchiature,  dei  servizi  di
  assistenza,  dei  controlli  di qualità  esterna  ed  interna,  dei
  materiali consumabili e di tutte le attrezzature connesse;

   per  i parametri di chimica clinica, previsti dall'articolo 7  del
  d.m.  3  marzo  2005 ( e non 9, come erroneamente si  evince  dalla
  tabella  di  classificazione  e tipologia  delle  attività  redatta
  dall'Assessorato),  vale  a  dire: glicemia,  creatinina,  proteine
  totali,  ferritina, colesterolo e trigliceridi, il costo sostenuto,
  utilizzando  il  service  CONSIP  con  l'aggiunta  del   test   ALT
  (transaminasi) è, allo stato attuale, di appena 0,303 euro;

   detto  decreto  assessoriale, prevedendo  il  trasferimento  degli
  attuali  servizi trasfusionali ai centri di livello C dei test  EIA
  per  la  qualificazione biologica del sangue e di quelli di chimica
  clinica, comporterà, quasi certamente, un allungamento dei tempi di
  risposta  al  donatore  oltre  ad  un  innalzamento  del  costo  di
  esercizio dell'intero servizio;

   in  attuazione del decreto assessoriale de quo, tutte le sacche di
  sangue  dovranno essere quotidianamente trasferite  dai  centri  di
  livello A a quelli di livello B, per la lavorazione e la produzione
  degli   emocomponenti,   comportando   un   ulteriore   motivo   di
  innalzamento  dei costi del servizio e dell'intera spesa  sanitaria
  regionale;

   preso atto che:

   allo  stato  attuale,  essendo il piano di  riordino  del  sistema
  trasfusionale  regionale  privo di una  dettagliata  analisi  degli
  attuali  livelli  di qualità e sicurezza del settore  trasfusionale
  siciliano, risulta difficile preventivare un innalzamento  di  tali
  livelli derivante dalla riforma;

   il  programma  per  l'autosufficienza nazionale, pubblicato  sulla
  GURI n. 30 del 29 dicembre 2009, cita, a più riprese, la Sicilia  e
  la sua critica condizione deficitaria;

   la  Tabella 4, allegata al decreto ministeriale, dimostra  che,  a
  fronte di 182.789 unità di globuli rossi trasfusi nel 2008, ne sono
  stati   prodotti,   in   Sicilia,  173.979,  con   la   conseguente
  importazione di 8.810 unità di globuli rossi da altre Regioni, e un
  costo, per le casse della Regione siciliana di 1.347,793 euro;

   le  circolari ministeriali 30 ottobre 2009, n. 17, e  19  dicembre
  2001,   n.   14,   sull'adeguamento  dei   livelli   di   sicurezza
  trasfusionale  in  presenza di metodiche  atte  alle  indagini  sui
  costituenti virali per HCV (metodica NAT), non fissano un limite di
  produzione di unità di sangue per la centralizzazione dell'attività
  di  diagnostica  con metodica NAT, bensì prendono in considerazione
  il 25 per cento dei centri che raggiungono una produzione superiore
  alle  10.000 unità, come nel caso del SIMT del p.o.  Umberto I'  di
  Siracusa;

   la  circolare  ministeriale 19 dicembre 2001, n. 14,  prevede  che
  l'incremento  del  livello  di  semplificazione  e  del  grado   di
  automazione  delle tecniche NAT  consente una più ampia  diffusione
  di tali metodologie con conseguente riduzione dei costi;

   visto che:

   la  provincia  di  Siracusa ha superato, nel corso  del  2009,  le
  17.000  donazioni  di sangue ed emocomponenti,  con  un  indice  di
  produzione pari a 43 unità per 1.000 abitanti, superiore all'indice
  medio  nazionale  (42  unità/1000), ed ha  registrato  i  più  alti
  incrementi di donazione;

   il  SIMT  dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa, con oltre  10.500
  donazioni, è il quarto centro siciliano per massa critica  prodotta
  e lavorata;

   il  SIMT  del  p.o.   Di Maria' di Avola è il secondo  centro,  in
  ambito provinciale, per massa critica raccolta e lavorata;

   per sapere se:

   alla  luce  di  quanto ampiamente esposto, non ritengano  utile  e
  necessario,  al  fine di contenere la spesa sanitaria  regionale  e
  garantire   un'adeguata  qualità  del  servizio   di   trasfusione,
  mantenere ai livelli A i compiti di lavorazione e produzione  degli
  emocomponenti  ed  al livello B la qualificazione  biologica  degli
  emocomponenti con test EIA e chimica clinica;

   inoltre, se non ritengano utile per la collettività attribuire  al
  SIMT dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa la funzione di livello C
  per  i test NAT e al SIMT del p.o.  Di Maria' di Avola  la funzione
  di  livello  B,  anche in considerazione degli importanti  dati  di
  produzione sopra riportati». (1142)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  Regione siciliana ha costituito il Parco dei Monti  Sicani  in
  un'area  localizzata  tra  le  province  di  Palermo  e  Agrigento,
  comprendente  le  competenze territoriali di 6  comuni  agrigentini
  (Burgio,  Bivona,  S. Stefano di Quisquina, Sambuca,  San  Giovanni
  Gemini,  Cammarata)  e  6 del Palermitano (Castronovo  di  Sicilia,
  Palazzo  Adriano,  Contessa Entellina, Chiusa  Sclafani,  Giuliana,
  Prizzi);

   in  sede  di  insediamento  del Parco,  il  comitato  di  proposta
  (l'assemblea di base), composta da 22 membri (compreso  un  tecnico
  dell'Assessorato Territorio e ambiente, il suo direttore generale e
  sei  rappresentanti ambientalisti), ha eletto presidente il Sindaco
  di  Burgio e quale vicepresidente il Sindaco di Contessa Entellina.
  Queste   nomine  furono  immediatamente  contestate  dal  direttore
  generale dell'Assessorato Territorio e ambiente, dottoressa Rosanna
  Interlandi, che ha inoltrato al competente Assessore una nota sulla
  legittimità  formale  dell'assemblea che ha eletto  i  vertici  del
  Parco;

   la costituzione del Parco ha creato una serie di reazioni da parte
  dei  cittadini  residenti nei territori interessati per  contestare
  non soltanto la costituzione dell'area protetta, le sue modalità  e
  la relativa perimetrazione, ma anche i rischi per la paralisi della
  vita economica e sociale del territorio;

   la    nuova   regimentazione   dell'area,   infatti,   inciderebbe
  pesantemente sui diritti dei cittadini residenti, impedendo loro di
  disporre  liberamente,  nel  rispetto  delle  norme  e  secondo  le
  consuetudini  tradizionali,  dei propri  beni  fondiari  e  più  in
  generale   delle  varie  opportunità  che  ha  sempre  offerto   il
  territorio.   Diritti,  questi,  che  certamente   non   verrebbero
  compensati  dai  vantaggi  che in via generale  il  parco  potrebbe
  assicurare    in   termini   di   valorizzazione    ambientale    e
  paesaggistica. Anche perché così, come è stata perimetrata,  l'area
  vincolata  del  parco  interesserebbe vaste  superfici  di  terreni
  agricoli  di  media-elevata potenzialità produttiva e  ove  operano
  imprese  agricole le cui attività verrebbero gravemente  ostacolate
  con irreparabili danni per l'economia locale;

   considerato che la conseguenza immediata sarebbe la chiusura delle
  attività  agricole e agrituristiche, con seguente  abbandono  delle
  campagne  e  il  grave  danno  socio-economico  che  metterebbe  in
  ginocchio l'intera economia dei 12 comuni;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare  per  bloccare
  l'attività del parco, per rivedere la perimetrazione delle aree  e,
  in ogni caso, per assicurare la regolare composizione del consiglio
  di amministrazione». (1123)

                                                               CAPUTO

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  ed  alimentari,  premesso che  il  18  febbraio  2008  la
  Commissione  europea ha approvato il programma di  sviluppo  rurale
  (PSR)  della  Sicilia  per  il periodo  2007-2013,  che  consentirà
  l'attuazione degli interventi necessari a sostenere lo sviluppo del
  settore agricolo, alimentare e forestale, nonché la conservazione e
  valorizzazione   dell'ambiente  e  lo  sviluppo   sostenibile   dei
  territori rurali della regione nei prossimi 7 anni;

   considerato che:

   la  strategia regionale persegue, da un lato, il rafforzamento del
  sistema  produttivo  e  il  suo  rilancio  competitivo,  dall'altro
  l'integrazione delle componenti territoriali, sociali, economiche e
  ambientali   e   la   valorizzazione  del   ruolo   multifunzionale
  dell'agricoltura.  Il  programma  incentiva  anche  l'adozione   di
  percorsi  di progettazione integrata diretti a favorire la maggiore
  organicità degli interventi e un maggiore livello di concentrazione
  delle  risorse disponibili attraverso l'uso combinato di più misure
  e/o l'associazione tra più beneficiari;

   il programma si articola su quattro 'Assi' e circa 30 'Misure' che
  definiscono gli ambiti dell'intervento regionale per le aree rurali
  e  che è operativa, sull'intero territorio della Regione siciliana,
  la  misura 121 del suddetto PSR per gli investimenti nelle  aziende
  agricole;

   le categorie di investimento previste dalla misura sono:

   l'acquisto  di terreni agricoli per un costo non superiore  al  10
  per cento delle spese ammissibili dell'investimento;

   la  costruzione, acquisizione (anche mediante leasing con patto di
  acquisto)  o  miglioramento delle strutture aziendali  al  servizio
  della produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione
  delle produzioni, ivi comprese quelle serricole;

   la   realizzazione   di   nuovi  impianti  colturali   nonché   la
  ristrutturazione,   la   riconversione   colturale   e   varietale,
  l'espianto,  l'ammodernamento e l'adeguamento degli  impianti  alle
  esigenze dei consumatori e ai nuovi orientamenti dei mercati;

   l'acquisto, o il leasing con patto di acquisto, di nuove  macchine
  agricole,  macchinari,  impianti  tecnologici  o  attrezzature   da
  impiegare   nella   produzione,  lavorazione,  trasformazione   e/o
  commercializzazione delle produzioni per aumentare la  produttività
  del  lavoro, ridurre i costi di produzione, migliorare la  qualità,
  migliorare le condizioni di lavoro e/o gli standard di sicurezza;

   gli  investimenti  strutturali  e  dotazionali  per  la  logistica
  aziendale, in particolare gli investimenti per la razionalizzazione
  della  catena  del freddo con interventi innovativi  a  livello  di
  stoccaggio, lavorazione e trasporto;

   gli   investimenti  produttivi  finalizzati  alla  tutela   e   al
  miglioramento dell'ambiente;

   gli  investimenti  per il risparmio energetico e gli  investimenti
  per  la  produzione  di energia da fonti rinnovabili  (impianti  di
  capacità  inferiore  a  1  MW)  con  prevalente  approvvigionamento
  aziendale e commisurati ai fabbisogni energetici di autoconsumo;

   gli  investimenti  per  la  realizzazione  di  nuovi  impianti  di
  piantagioni  arboree  a  ciclo  breve  (short  rotation),  per   la
  produzione  di  biomasse a finalità energetica, purché  sostenibili
  dal punto di vista ambientale;

   gli   investimenti   finalizzati  al   risparmio   idrico   e   al
  miglioramento   della  qualità  delle  acque,   ivi   compresa   la
  realizzazione  di piccoli invasi aziendali ed opere di  captazione,
  adduzione  e  distribuzione, nel rispetto  della  direttiva  quadro
  sulle acque (2000/60/CE);

   gli investimenti per il miglioramento delle condizioni di igiene e
  benessere degli animali;

   gli  investimenti finalizzati al rispetto di requisiti  comunitari
  di  nuova introduzione (come da elenco sotto riportato), nonché  al
  rispetto  di  requisiti esistenti solo nel caso di giovani  che  si
  insediano in agricoltura per la prima volta;

   gli  investimenti  finalizzati  all'introduzione  di  sistemi   di
  qualità, tracciabilità e gestione ambientale;

   la realizzazione di punti vendita delle produzioni aziendali;

   l'acquisizione di hardware e software connessi agli  investimenti,
  finalizzati  anche  all'adozione di tecnologie  di  informazione  e
  comunicazione   e   al   commercio   elettronico,   nonché    primo
  allacciamento e accesso alla rete;

   investimenti  immateriali connessi agli  investimenti  di  cui  ai
  precedenti  punti,  quali onorari di professionisti  e  consulenti,
  ricerche  e  analisi di mercato, studi di fattibilità, acquisizione
  di brevetti e licenze;

   rilevato  che  l'approvazione  da parte  degli  organi  competenti
  comporterà  un  notevole sviluppo economico e  sociale  delle  aree
  interessate,  derivante  non soltanto dal settore  agricoltura,  ma
  anche  dallo  sviluppo  del  relativo  indotto  (ditte  meccaniche,
  artigiane,  imprese  edili, forniture di  concimi  e  prodotti  per
  l'agricoltura, vivaismo ecc.);

   considerato ancora che:

   in  riferimento  alla  misura  121  del  PSR  Sicilia  come  sopra
  evidenziata, sono state presentate sull'intero territorio regionale
  circa 1000 pratiche per la richiesta di finanziamento strutturale;

   la  percentuale  media  di  ricevibilità  delle  sopra  menzionate
  pratiche si è attestata intorno al 60% per 8 dei 9 ispettorati  per
  l'agricoltura competenti per territorio;

   l'ispettorato provinciale per l'agricoltura di Enna ha  avuto  una
  percentuale  di  non  ricevibilità delle pratiche  presso  di  esso
  presentate superiore al 95 per cento;

   la  provincia regionale di Enna è tra le più arretrate  in  Italia
  dal punto di vista dello sviluppo economico;

   parecchi  liberi  professionisti iscritti all'ordine  dei  dottori
  agronomi  e  forestali  della provincia di  Enna  hanno  subito  il
  rigetto  di  tutte le istanze presentate nella medesima  provincia,
  mentre  istanze  simili  presentate in altre  province  sono  state
  dichiarate regolarmente ricevibili;

   a  seguito  di numerosi incontri tra i funzionari ispettivi  ed  i
  rappresentanti  dell'ordine  e delle  organizzazioni  di  categoria
  degli  agricoltori,  pare  registrarsi, da  parte  dell'ispettorato
  provinciale per l'agricoltura di Enna, un atteggiamento  ai  limiti
  dell'ostruzionismo e  assolutamente insensibile alle necessità  del
  territorio e delle aziende agricole che attendono ormai da anni una
  misura  ad  investimento  per cercare di migliorare  le  condizioni
  socio-economiche e produttive della provincia di Enna;

   in  seguito all'atteggiamento poco collaborativo, 'esasperatamente
  e  incomprensibilmente  rigoroso', tenuto da  funzionari  tenuti  a
  promuovere,  nel  pieno rispetto delle regole  e  della  legge,  lo
  sviluppo  rurale e il tentativo di ripresa delle realtà  produttive
  della  Sicilia, non soltanto si andrà incontro alla  perdita  delle
  risorse  destinate alla provincia di Enna, ma aumenterà  ancora  di
  più  il divario del livello economico e sociale di questa parte  di
  territorio  rispetto al resto della Regione, e più in generale,  al
  resto del Paese;

   per sapere:

   quali  siano le motivazioni burocratiche e tecniche che  avrebbero
  indotto  l'ispettorato  provinciale per  l'agricoltura  di  Enna  a
  dichiarare irricevibili il 95 per cento delle istanze presentate;

   se  esista  una disposizione univoca da parte dell'amministrazione
  centrale  per  i  criteri  di analisi ed istruzione  delle  istanze
  sull'intero territorio regionale;

   se  non  ritengano inoltre necessario accertare, anche  attraverso
  accurata  indagine  ispettiva o commissione d'inchiesta,  eventuali
  responsabilità  personali  di  funzionari  e  dirigenti  in  ordine
  all'incredibile quanto incresciosa vicenda». (1120)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

       ARENA-COLIANNI-MUSOTTO-CALANDUCCI-D'AGOSTINO-FEDERICO-GENNUSO-
                                    LENTINI-MINARDO-ROMANO-RUGGIRELLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la  società  Sacco  s.a.s.  Di Sacco Giuseppe  &  C.  con  sede  a
  Siracusa,  gestore di un'area di servizio per la  distribuzione  di
  carburanti  Q8  con  annesso autolavaggio  e  bar,  ha  subito  una
  persecuzione  di processi verbali redatti dalla polizia  municipale
  di  Siracusa  e, segnatamente, n. 7342 del 14/7/2009, n.  7348  del
  18/8/2009,  n.  7350  del  25/8/2009, n.  8704  dell'1/9/2009,  per
  asserito  mancato rispetto della normativa ex artt. 12 e  22  della
  l.r. n. 28/1999 relativa alla chiusura settimanale;

   in  data  14  settembre  2009, la suddetta società  ha  presentato
  istanza di deroga dal turno di chiusura settimanale motivata  dalla
  vocazione   turistica  del  territorio  siracusano,  nonché   dalla
  ubicazione dell'area di servizio dotata anche di un bar;

   ciononostante,  i  sopralluoghi  della  polizia  municipale  hanno
  continuato  a susseguirsi con elevazione di ulteriori  verbali:  n.
  8709 del 15 settembre 2009, n. 8680 del 20/9/2009 e n. 8689 dell'11
  ottobre 2009;

   in  data 15 ottobre 2009 la società ha comunicato al comune,  così
  come  contemplato dall'art. 7 del d.lgs. n. 32 del 1998, la volontà
  di aumentare con decorrenza immediata fino al 50 per cento l'orario
  minimo di apertura;

   nonostante  la suddetta comunicazione, la società ha continuato  a
  ricevere  ulteriori  sopralluoghi  della  polizia  municipale,   di
  seguito  verbalizzati: n. 8693 del 20/10/09, n. 8696 del  27/10/09,
  8699 dell'8/12/09, n. 8700 del 15/12/09, n, 8726 del 24/01/10 e  n.
  8728  del  2/2/10,  anche  stavolta  per  contestata  mancanza  del
  rispetto dell'orario di chiusura;

   con  ordinanza  2-4  febbraio 2010 è stata  disposta  la  chiusura
  immediata  dell'impianto  di  distribuzione  carburanti   per   l'8
  febbraio  e  la  chiusura  degli  impianti  funzionanti  in   forma
  automatica ed a lettura ottica per ulteriori 180 giorni;

   nonostante  la  società  abbia ottemperato  all'ordinanza  di  cui
  sopra, essa ha subito ulteriori processi verbali, e segnatamente il
  9,  14, 16, 21 e 23 febbraio 2010, con contestuale contestazione di
  reato   ex   art.  650  c.p.  e  la  irrogazione  di  una  sanzione
  amministrativa di 860,66 euro per violazione degli articoli 10 e 22
  della l.r. 28/1999;

   considerato che:

   il  provvedimento  sanzionatorio nei confronti  della  società  in
  oggetto  è stato motivato unicamente 'in quanto la Regione  Sicilia
  osserva le disposizioni impartite dal vigente decreto 14 luglio 203
  recante  nuove direttive per la predisposizione degli  orari  degli
  impianti  di  distribuzione dei carburanti emanato dall'Assessorato
  della  cooperazione del commercio, dell'artigianato e della  pesca.
  Tale decreto prevede che gli orari e i turni di cui agli articoli 1
  e 2 dello stesso non possono derogati per nessuna motivazione';

   il   provvedimento  impugnato  dalla  società  non  menzionava  le
  disposizioni  del  d.lgs.  11 febbraio  1998,  n.  32,  concernente
  'Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei  carburanti,  a
  norma  dell'articolo 4, comma 4, lettera c), della legge  15  marzo
  1997, n. 59';

   il   testo   della  suddetta  disciplina  contempla  in   premessa
  espressamente  l'esigenza  di 'promuovere  la  competitività  delle
  imprese  nel  mercato  globale  e la razionalizzazione  della  rete
  commerciale  (...)  Visto il parere della Commissione  parlamentare
  per le questioni regionali';

   in  particolare,  l'art.  7,  relativo all''orario  di  servizio',
  dispone che 'l'orario massimo di servizio può essere aumentato  dal
  gestore  fino al cinquanta per cento dell'orario minimo  stabilito.
  Ciascun   gestore  può  stabilire  autonomamente   la   modulazione
  dell'orario  di  servizio  e  del periodo  di  riposo,  nei  limiti
  prescritti dal presente articolo, previa comunicazione al  comune',
  così  come  modificato dal comma 20 dell'art. 83 bis  del  decreto-
  legge  25  giugno  2008, n. 112, aggiunto dalla relativa  legge  di
  conversione (l.n. 133 del 2008);

   l'applicazione  della  suddetta  legge  nazionale  nella   Regione
  siciliana,  con  effetto  caducatorio  nei  confronti  di  difformi
  disposizioni normative regionali, diversamente da quanto  affermato
  dall'amministrazione comunale di Siracusa, è confermata  anche  dal
  parere  n. 42162 P dell'8/10/2008 reso dall'Avvocatura dello Stato,
  in  riscontro alla richiesta dell'Assessorato regionale  Industria,
  circa  la  immediata applicabilità alla Regione siciliana dell'art.
  83  bis,  secondo cui la norma rientra, 'in base alla sua effettiva
  riferibilità  alla  materia della concorrenza, riservata  dall'art.
  117  Cost., alla competenza esclusiva dello Stato. Tanto  determina
  il  prevalere, ed il conseguente effetto caducatorio diretto  della
  disciplina  di  cui al richiamato art. 83 bis. Nei confronti  delle
  difformi  disposizioni  normative regionali  (pur  se  attinenti  a
  materia  di  competenza  primaria della Regione),  incidenti  sulla
  regolamentazione della concorrenza ed alle quali non  possa  essere
  riconosciuta  finalità  di salvaguardia  di  interessi  diversi  ed
  ulteriori  rispetto  a  quelli  prevalenti,  tutelati  dalla  norma
  statale';

   pertanto,  diversamente da quanto ritenuto dal Comune di Siracusa,
  trova  applicazione diretta la modifica apportata dall'art. 83  bis
  all'articolo 7 relativo all''orario di servizio' e non  corrisponde
  affatto  al  vero che la Regione siciliana osserva 'le disposizioni
  impartite dal vigente decreto 14 luglio 203 recante nuove direttive
  per  la predisposizione degli orari degli impianti di distribuzione
  dei  carburanti,  emanato dall'Assessorato  della cooperazione  del
  commercio, dell'artigianato e della pesca';

   ritenuto che:

   del  tutto  legittimamente  il gestore dell'area  di  servizio  di
  distribuzione  carburante ha il diritto di  aumentare  l'orario  di
  servizio 'fino al cinquanta per cento dell'orario minimo stabilito'
  e   parimenti   ha   legittimamente  il   diritto   di   'stabilire
  autonomamente la modulazione dell'orario di servizio e del  periodo
  di  riposo,  nei  limiti prescritti dall'articolo 7  prima  citato,
  previa comunicazione al Comune';

   anche  a  prescindere dall'articolo 83 bis, la  scelta  gestionale
  dell'Amministrazione  di  stabilire  per  tutti  gli  impianti   di
  distribuzione di carburanti la disciplina degli orari di  esercizio
  e  delle  turnazioni feriali e festive è comunque  illegittima,  in
  quanto  introduce surrettiziamente limiti e restrizioni alla libera
  concorrenza   dell'attività  distributiva,   ritenendo   di   poter
  disciplinare  nel  dettaglio le fasce orarie e  le  turnazioni,  in
  assenza  di una regolamentazione regionale, in contrasto, peraltro,
  con  le  norme  istitutive del Trattato CE e con  l'art.  41  della
  Costituzione;

   più   in  generale,  in  un'ottica  di  integrazione  tra  i   due
  ordinamenti,  la  violazione di una norma del  diritto  comunitario
  implica  un  vizio  di  legittimità  che  comporta  l'annullabilità
  dell'atto  amministrativo con esso contrastante (cfr. Cons.  Stato,
  Sez.  V,  8/09/2008 n. 4263; sez. IV, 21/02/2005, n. 579;  sez.  V,
  10/01/2003, n. 35);

   atteso che:

   la  società Sacco s.a.s. Di Sacco Giuseppe & C. ha subito, a causa
  del   provvedimento   di   chiusura  disposto  dall'amministrazione
  comunale,  un danno grave ed irreparabile, connesso non  solo  alla
  perdita  economica  ad  all'affidamento che l'utenza  ripone  nella
  fruizione del servizio dalla stessa reso rispetto ad altri gestori,
  ma  anche  dalla  continua attività ispettiva e,  correlativamente,
  sanzionatoria subita;

   il  provvedimento  dell'amministrazione comunale  di  Siracusa  si
  palesa del tutto illegittimo;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dover attivare un'apposita azione  ispettiva
  nei confronti della gestione amministrativa del Comune di Siracusa,
  volta  a  verificare  le  eventuali  responsabilità  della  mancata
  osservanza  delle  disposizioni normative nazionali  e  comunitarie
  vigenti  in materia di distribuzione dei carburanti, onde garantire
  il  risarcimento  dei danni arrecati alla società Sacco  s.a.s.  di
  Sacco Giuseppe & C.;

   se e quali iniziative urgenti ed efficaci si intendano adottare al
  fine  di  ristabilire presso l'amministrazione comunale di Siracusa
  il  rispetto  della  legge nonché del principio di  buon  andamento
  della  pubblica amministrazione, a tutela degli interessi  generali
  della collettività». (1125)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                               BONOMO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'interrogazione parlamentare n. 756 del 24 settembre 2009, veniva
  posto   all'attenzione  il  mancato  rinnovo   del   consiglio   di
  amministrazione  della  fondazione Orchestra  sinfonica  siciliana,
  scaduto  in  data 8 maggio 2009 e ad oggi non rinnovato, unitamente
  al collegio dei revisori dei conti;

   con  risposta scritta del 16 marzo 2010 l'Assessore regionale  per
  il turismo - nonché presidente della fondazione Orchestra sinfonica
  siciliana,   onorevole  Nino  Strano  -  replicava  alla   predetta
  interrogazione, riferendo il mancato perfezionamento  dell'iter  di
  rinnovo  del c.d.a. all'omessa adozione del decreto del  Presidente
  della   Regione  di  nomina  dei  consiglieri  di  amministrazione,
  peraltro  già  designati, a far data da settembre  2009,  da  parte
  dell'Assessore regionale per il turismo e del Sindaco  di  Palermo,
  secondo  quanto statuito dall'art. 12 dello statuto  vigente  della
  fondazione;

   considerato che:

   l'articolo  l  della legge regionale n. 22 del 28  marzo  1995  ha
  recepito  le disposizioni del decreto-legge n. 293/1994, convertito
  con  modificazioni  in  legge  n. 444/1994  recante  la  disciplina
  generale   della   proroga,   durata  e   scadenza   degli   organi
  amministrativi;

   con  parere  prot.  17647 del 9.11.2009, l'Ufficio  legislativo  e
  legale  della Regione siciliana ha confermato, in punto di diritto,
  l'applicazione  delle disposizioni della legge  n.  444/1994,  così
  come  recepite  dall'art. l della legge regionale n. 22/1995,  alla
  fondazione Orchestra sinfonica siciliana;

   che l'articolo 4 del decreto-legge n. 444/1994, così come recepito
  dalla  legge  regionale  n. 22/1995, pone  in  termini  di  obbligo
  perentorio,  e non dunque di mera facoltà, il rinnovo degli  organi
  amministrativi scaduti, entro il decorso dei 45 giorni  di  proroga
  (cfr.   'gli   organi   amministrativi   scaduti   debbono   essere
  ricostituiti');

   onde   evitare   l'inadempienza  di  chi  deve   provvedere   alla
  ricostituzione  dell'organo scaduto, l'articolo  6,  comma  3,  del
  decreto-legge  n. 444/1994, recepito dall'articolo  1  della  legge
  regionale  n.  22/1995, statuisce espressamente  che:  'I  titolari
  della   competenza  alla  ricostituzione,  e  nei   casi   di   cui
  all'articolo 4, comma 2, i Presidenti degli organi collegiali, sono
  responsabili dei danni conseguenti alla decadenza determinata dalla
  loro  condotta,  fatto in ogni caso salva la responsabilità  penale
  individuale nella condotta omissiva';

   rilevato  dunque che il perdurare dell'inadempienza in  ordine  al
  mancato  rinnovo  del  c.d.a. della fondazione Orchestra  sinfonica
  siciliana,  in  assenza  di  presupposti  legittimanti  il  ricorso
  all'amministrazione  straordinaria ex articolo  25  dello  statuto,
  integra  una  grave elusione della legge regionale  citata,  nonché
  dello statuto della fondazione medesima;

   per sapere:

   le   ragioni  e  gli  interessi  sottesi  che  ad  oggi  avrebbero
  determinato  il mancato rinnovo del consiglio di amministrazione  e
  del  collegio  dei  revisori dei conti della  fondazione  Orchestra
  sinfonica siciliana;

   le  ragioni  del mancato ricorso all'amministrazione straordinaria
  della  fondazione,  ai  sensi  di legge,  nelle  more  del  rinnovo
  dell'organo  amministrativo  scaduto,  a  fronte  di  una   attuale
  gestione anomala, non conforme allo statuto vigente ed ai principi,
  tempi  e  procedure  del  decreto  legislativo  367/1996,  recepiti
  dall'articolo 35 della l.r. n. 2 del 2002». (1130)

                                                             CAMPAGNA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data 31 marzo 2010 il consigliere comunale di Termini Imerese,
  Mario  Sacco,  è stato vittima di un gravissimo atto  intimidatorio
  consistente nel recapito di una testa mozzata di animale;

   il  consigliere  comunale Sacco è anche il coordinatore  cittadino
  del  PDL e si è occupato della delicatissima vicenda sulla gestione
  degli  appalti  tra il comune di Termini Imerese e  la  cooperativa
  Azzurra  srl per la quale il Prefetto di Palermo ha evidenziato  la
   inopportunità' all'assegnazione di beni confiscati;

   considerato che:

   l'atto  intimidatorio  è  da ricondurre  all'impegno  politico  ed
  all'attività svolta in qualità di consigliere comunale;

   l'atto  di  intimidazione  è avvenuto  subito  dopo  il  dibattito
  consiliare sugli appalti dei servizi sociali;

   tale evento crea un grave clima di tensione e preoccupazione anche
  per  l'incolumità di tutti coloro i quali svolgono le loro funzioni
  ed  i  loro  ruoli  istituzionali nel  rispetto  dei  valori  della
  legalità;

   ritenuto  che  l'atto intimidatorio nei confronti del  consigliere
  comunale è riconducibile al suo impegno politico;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo intenda  adottare  per
  garantire l'incolumità del consigliere Sacco». (1135)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   in data 21 novembre 2008 il Tribunale di Palermo emetteva sentenza
  dichiarativa di fallimento della società italiana termale  Abano  -
  Sciacca (SITAS) s.p.a.;

   la  SITAS  è una società partecipata dell'Ente minerario siciliano
  (socio  al  98 per cento) che a sua volta vanta un credito  pari  a
  circa  240  milioni di euro, oltre ad altri, numerosi e consistenti
  creditori privati;

   il  fallimento  della SITAS ha evidenziato, dunque, un  patrimonio
  immobiliare  di  notevole  valore,  anche  se  molto  probabilmente
  insufficiente innanzi all'enorme somma vantata dai creditori;

   considerato che:

   è  emerso  che  gran  parte  del patrimonio  immobiliare  è  stato
  alienato  dalla SITAS alla Italia Turismo s.p.a. (1 dicembre  2003)
  per  un  importo di gran lunga inferiore ed inadeguato rispetto  al
  valore di mercato;

   invero,  l'ingente patrimonio immobiliare della SITAS  s.p.a.  era
  costituito  principalmente  da terreni  (di  ampia  estensione)  in
  Sciacca  (AG),  litorale  marino, con  destinazione  urbanistica  a
  insediamenti   turistico   alberghieri,   di   importante    valore
  commerciale;

   tale vendita - per un valore inferiore ai prezzi di mercato -  tra
  l'altro, è stata effettuata durante la procedura esecutiva  avviata
  da  uno dei maggiori creditori privati della SITAS, cioè su terreni
  sui  quali  era  in corso una procedura esecutiva con  pignoramenti
  presso terzi e procedura di vendita giudiziaria;

   l'Ente  minerario  siciliano (EMS), in  quanto  ente   gestore'  o
   controllore',    avrebbe   potuto   subire    un    grave    danno
  dall'alienazione  di  tali beni, in quanto ha  visto  diminuito  il
  patrimonio a garanzia del proprio credito in grave pregiudizio  del
  credito  vantato dall'ente economico stesso a seguito della vendita
  a terzi;

   la  vendita dei terreni effettuata dalla SITAS in favore di Italia
  Turismo  (Sviluppo  Italia  Turismo s.p.a.)  era  finalizzata  alla
  realizzazione  di  un  progetto a sua volta finanziato  con  denaro
  pubblico  in parte dello Stato ed in parte della Regione  siciliana
  (pari   a  7.507.630)  a  titolo  di  concessioni  di  agevolazioni
  finanziarie,  come da accordo di programma del CIPE  e  la  società
  Sviluppo Italia Turismo s.p.a.;

   la  vendita  dei  predetti  terreni  è  stata  oggetto  di  azione
  revocatoria del maggiore creditore privato della SITAS s.p.a.  che,
  a  seguito  della  dichiarazione di fallimento, è stato  sostituito
  dalla curatela fallimentare. Curatela che ha avviato con la società
  Italia   Turismo  s.p.a.  (già  sviluppo  Italia  Turismo   s.p.a.)
  un'ipotesi  di  transazione per definire in via  stragiudiziale  il
  procedimento instaurato con l'azione di revocatoria;

   atteso che:

   la situazione patrimoniale della SITAS è di interesse pubblico, in
  quanto  la  SITAS  è una società 'partecipata' dall'Ente  minerario
  siciliano, ente regionale;

   l'Ente minerario è creditore di circa 240 milioni di euro e quindi
  rappresenta il maggiore creditore della SITAS;

   le  attività della SITAS, essendo pari a circa 10 milioni di euro,
  sono  da  ritenersi assolutamente insufficienti a coprire  l'intero
  credito;

   ritenuto che:

   la  Regione  negli  anni  ha disposto pagamenti  in  favore  degli
  strumenti  di  sviluppo economico al fine di ripianare  le  perdite
  delle società per azioni collegate agli enti economici;

   la  gestione  degli  enti  avrebbe dovuto garantire  quantomeno  i
  livelli minimi di produttività o stadi tollerabili di passività;

   con legge regionale n. 5 del 1999 è stata prevista la normativa in
  materia   di  soppressione  e  liquidazione  degli  enti  economici
  regionali;

   per  sapere  quali  provvedimenti intendano adottare  al  fine  di
  verificare:

   la situazione patrimoniale dell'Ente minerario siciliano a seguito
  della dichiarazione di fallimento della Società SITAS s.p.a.;

   se   la  vendita  dei  terreni  di  proprietà  della  SITAS  abbia
  pregiudicato il credito dell'Ente minerario siciliano;

   se   vi  siano  stati  interventi  finanziari  della  Regione  per
  ripianare le perdite delle società per azioni collegate all'EMS;

   se la situazione di dissesto abbia pesato sul bilancio regionale;

   gli  interventi  finanziari della Regione  in  favore  per  Italia
  Turismo  s.p.a.  a  seguito  dell'accordo  di  programma   per   la
  realizzazione  di strutture turistico - alberghiere in  terreni  di
  proprietà della SITAS s.p.a.;

   se  la  Regione, a seguito dei debiti assunti dalla  SITAS,  possa
  subire  altre  conseguenze negative dal fallimento  della  SITAS  o
  pregiudizi   economici   e/o  finanziari   per   l'Ente   minerario
  siciliano». (1138)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il  Consorzio  per le autostrade siciliane, nato  nel  1997  dalla
  unificazione dei tre distinti consorzi concessionari  ANAS  per  la
  costruzione e gestione delle autostrade Messina - Catania,  Messina
  -  Palermo e Siracusa - Gela, ha natura giuridica di ente  pubblico
  regionale  non economico, sottoposto a controllo e vigilanza  della
  Regione siciliana;

   in data 18 dicembre 2008, in sede nazionale, tra le organizzazioni
  sindacali  firmatarie di contratto e gli organismi  rappresentativi
  delle  società concessionarie di autostrade, è stata  rinnovata  la
  parte  economica  del  CCNL per il biennio  1  gennaio  2008  -  31
  dicembre 2009;

   in   data  10  marzo  2009,  in  ossequio  al  su  citato  rinnovo
  contrattuale,   le  organizzazioni  sindacali  operanti   nell'ente
  regionale   e  il  CAS  medesimo,  rappresentato,  su  delega   del
  presidente,  architetto  Dario La Fauci,  statuivano,  a  mezzo  di
  regolare  protocollo a tal uopo sottoscritto, di recepire l'accordo
  nazionale,  ancorché compatibile con la natura giuridica  dell'ente
  sottoposto a controllo e vigilanza dalla Regione;

   osservato che detto accordo, sottoscritto tra le parti in data  10
  marzo  2009,  si  richiamava integralmente a quello  nazionale  già
  sottoscritto   che  veniva,  per  esteso,  allegato   allo   stesso
  protocollo firmato in sede regionale per farne parte;

   verificato che:

   a  tutt'oggi,  nonostante  i ripetuti  solleciti  da  parte  delle
  organizzazioni sindacali firmatarie di contratto, non si ha  alcuna
  notizia relativamente allo stato dei fatti;

   sempre da comunicazioni delle predette OO.SS., pare che sia  stato
  regolarmente   completato   il  previsto   iter   burocratico   per
  l'attuazione di detto rinnovo contrattuale da parte del Consorzio e
  che il provvedimento sia in attesa della definitiva accettazione da
  parte degli organismi regionali di competenza;

   per  sapere  se  non  sia  legittimo e  doveroso,  immediatamente,
  effettuare  i dovuti accertamenti relativi allo stato dei  riferiti
  fatti  ed  eseguite le relative verifiche e valutate le  eventuali,
  colpevoli responsabilità, disporre rapidamente la sottoscrizione di
  tutti gli atti necessari alla fruizione da parte dei dipendenti del
  Consorzio  autostrade  siciliane del rinnovo  contrattuale  per  un
  biennio». (1141)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             PICCIOLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data 31  marzo  2010,  sono  state
  presentate le seguenti mozioni:

   numero  190   Costituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di
  indagine  sulla  vicenda  giudiziaria che ha  coinvolto  l'ospedale
  Civico  di  Palermo  in  relazione  ai  rapporti  con  la  'MEDLINE
  s.r.l.' , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone e Vinciullo;

   numero 191  Interventi per l'utilizzazione nelle scuole siciliane,
  nella   seconda  annualità  del  programma  'Frutta  nelle  scuole'
  previsto  dal  Regolamento  (CE) n. 288/2009  in  applicazione  del
  Regolamento  del  Consiglio n. 1234/2007, di  prodotti  di  qualità
  certificata,  impiantati e coltivati in Sicilia ,  degli  onorevoli
  Vinciullo, Pogliese, Caputo, Falcone e Buzzanca. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  sanità siciliana, in data 25 marzo 2010, è stata oggetto di un
  gravissimo  episodio giudiziario che ha determinato  l'applicazione
  di  misure  cautelari personali nei confronti dell'ex direttore  di
  Rianimazione e del responsabile del Servizio di Medicina iperbarica
  dell'ospedale Civico di Palermo, per casi di corruzione;

   i   due   medici  inquisiti  erano  già  stati  raggiunti  da   un
  provvedimento   di   sospensione   dalle   funzioni    a    seguito
  dell'applicazione  della misura interdittiva da parte  del  giudice
  per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo;

   nonostante il divieto imposto dal giudice, dalle indagini è emerso
  che  uno dei due medici avrebbe continuato ad esercitare le proprie
  funzioni;

   considerato che:

   tale situazione crea un gravissimo danno alla Regione siciliana;

   l'articolo 9 dello Statuto siciliano stabilisce che gli  Assessori
  che  compongono la Giunta di Governo sono preposti ai singoli  rami
  dell'Amministrazione;

   in  capo  ad  ogni Assessore vi è pertanto l'obbligo giuridico  di
  vigilare  e  controllare sulla regolarità, legittimità  e  legalità
  dell'operato del ramo dell'amministrazione cui sono preposti;

   la  vicenda  giudiziaria ha evidenziato una carenza  di  controlli
  amministrativi, gestionali e finanziari;

   ritenuto che sull'intera vicenda occorre acquisire ogni notizia ed
  informazione  necessarie per fare chiarezza sui  mancati  controlli
  amministrativi,  gestionali  e  finanziari  e   se   vi   sia   una
  responsabilità obiettiva dell'Assessore regionale per la salute,

       impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
  interno, una Commissione parlamentare di indagine sulla vicenda che
  ha   portato  allo  scandalo  per  episodi  di  corruzione   presso
  l'ospedale Civico di Palermo, garantendo la presenza di  almeno  un
  deputato per ciascun Gruppo parlamentare costituito.
   La   Commissione  dovrà  accertare  le  cause  dell'omissione  dei
  controlli  amministrativi, gestionali e finanziari  ed  i  rapporti
  commerciali con la società 'MEDLINE s.r.l.'.
   L'indagine dovrà assumere tutti gli elementi utili al fine di:

   1.  verificare  l'entità delle risorse economiche che  sono  state
  impiegate dalla Regione per l'acquisto di merce dalla MEDLINE,  mai
  arrivata all'ospedale Civico di Palermo;
   2.  valutare  eventuali  responsabilità  oggettive  dell'Assessore
  preposto;
   3.  valutare  eventuali inefficienze e sprechi,  a  partire  dalle
  modalità  concernenti  il sistema delle procedure  di  acquisto  di
  prodotti o merci;
   4.  valutare  e verificare in che modo il personale  medico  abbia
  potuto esercitare le proprie funzioni, nonostante le stesse fossero
  state    formalmente   sospese   con   provvedimento   interdittivo
  dell'Autorità giudiziaria penale». (190)

                                    CAPUTO-POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Regolamento (CE) n. 288 della Commissione del 7  aprile  2009,
  recante  modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1234/2007
  del Consiglio, prevede il finanziamento del programma 'Frutta nelle
  scuole',   finalizzato   a  sostenere  il   consumo   di   prodotti
  ortofrutticoli mediante la distribuzione ai bambini, negli istituti
  scolastici,   di   frutta,   verdura  e   prodotti   ortofrutticoli
  trasformati;

   tale   programma,  voluto  dalla  Commissione  europea,  è   stato
  recepito,  immediatamente  e con lo stesso  spirito,  dal  Ministro
  dell'istruzione,  dell'università e  della  ricerca,  dal  Ministro
  delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Ministro  del
  lavoro  e delle politiche sociali e dal Ministro della salute,  che
  ne  hanno  condiviso  totalmente la motivazione  in  considerazione
  dello scarso consumo di frutta e verdura da parte dei bambini;

   preso atto che:

   i  principali  errori alimentari dei più giovani sono  individuati
  nell'assunzione  eccessiva di alimenti di provenienza  animale,  di
  dolciumi,   nell'alimentazione  monotona  e  non   sufficientemente
  variata e nel consumo di bevande gassose;

   il  programma  di distribuzione gratuita di frutta  nelle  scuole,
  interamente  finanziato,  è stato realizzato  dal  Ministero  delle
  politiche  agricole, alimentari e forestali,  in  sinergia  con  le
  Regioni  e  le Province autonome, con la condivisione del Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Ministero del
  lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute;

   il  programma  attivato ha coinvolto oltre 700.000  bambini  delle
  scuole primarie;

   la  distribuzione  del  prodotto è stata curata  direttamente  dal
  soggetto  aggiudicatario  del bando di  gara  in  accordo  con  gli
  istituti scolastici;

   per  quanto  riguarda la seconda annualità del  programma  'Frutta
  nelle   scuole',  il  direttore  generale  dell'Ufficio  scolastico
  regionale,  con  nota  del  2 marzo 2010,  ha  invitato  le  scuole
  siciliane ad aderire alla seconda fase del progetto;

   atteso  che,  secondo  quanto  lamentato  dalle  associazioni   di
  categoria,   sarebbe   stata   utilizzata   frutta,    verdura    e
  ortofrutticoli provenienti dalla Puglia e non, invece, come sarebbe
  stato   logico   e   consequenziale,  dalla   Sicilia,   anche   in
  considerazione  della gravissima situazione che  sta  attraversando
  l'agricoltura siciliana, giunta ormai al capolinea,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte  le procedure consentite dalla  legge  perché,
  nella  seconda  annualità  del  programma  'Frutta  nelle  scuole',
  vengano  utilizzati  prodotti  di qualità  certificata  (DOP,  IGP,
  biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata
  certificata, impiantati e coltivati in Sicilia». (191)

                           VINCIULLO-POGLIESE-CAPUTO-FALCONE-BUZZANCA

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 254

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo  dell'ordine del giorno n. 254, dell'onorevole Di  Benedetto
  ed  altri,  approvato nella seduta n. 158 del 25 marzo 2010,  è  il
  seguente:     Eventuale    impugnazione    davanti    alla    Corte
  costituzionale  dell'articolo 25 della legge  n.  99  del  2009  in
  materia  di  potere  sostitutivo  del  Governo  nazionale  per   la
  localizzazione di impianti ad energia nucleare in Sicilia .
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


         Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do lettura  del  comunicato  dei
  lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  del
  13 aprile 2010:

   «La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  riunitasi
  il  13  aprile  2010, sotto la presidenza del Presidente  dell'ARS,
  onorevole  Cascio,  presenti  il Vicepresidente  vicario  dell'ARS,
  onorevole Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo,  e  con  la
  partecipazione del Vicepresidente della Regione, onorevole  Cimino,
  e del Presidente della Commissione  Bilancio , onorevole Savona, ha
  definito  all'unanimità la seguente agenda dei lavori  parlamentari
  fino   al   30  aprile  p.v.,  termine  ultimo,  costituzionalmente
  previsto,  entro  il  quale dovranno essere approvati  i  documenti
  finanziari.

   -  Commissione   Bilancio': mercoledì 14 aprile, alle  ore  12.00,
  scadrà  il  termine  per  la  presentazione  degli  emendamenti  ai
  documenti  finanziari, il cui esame proseguirà nei giorni  seguenti
  in  Commissione  per  concludersi entro e  non  oltre  la  corrente
  settimana.

   L'Aula terrà seduta:

   -  martedì  13  aprile, per il dibattito sulle  comunicazioni  del
  Presidente  della  Regione  in ordine  alle  vicende  di  carattere
  giudiziario riportate dalla stampa che lo riguardano;
   -  mercoledì 14 aprile, per la discussione del disegno di legge n.
  379 bis/A, recante  Disposizioni sulla partecipazione della Regione
  al  processo  normativo  dell'Unione europea,  sulle  procedure  di
  esecuzione  degli  obblighi derivanti dall'appartenenza  all'Unione
  europea e di attuazione delle politiche dell'Unione europea , e del
  disegno  di  legge nn. 508-527/A, recante  Schema  di  progetto  di
  legge   da  proporre  al  Parlamento  della  Repubblica  ai   sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto della regione recante 'Modifiche  al
  decreto   legge   16  settembre  2008,  n.  143,  convertito,   con
  modificazioni dalla legge 13 novembre 2008, n. 181' ;

   -  da  martedì 20 aprile, ore 16.00, e successivamente  in  seduta
  antimeridiana  e  pomeridiana,  per la  discussione  dei  documenti
  finanziari fino alla prevista conclusione dei lavori. Alla relativa
  organizzazione  dei  tempi riservati alla discussione  generale  si
  procederà  a  norma  dell'art. 73 bis,  comma  3,  del  Regolamento
  interno dell'ARS.

   Conclusa  la  sessione  di  bilancio,  l'Aula  riprenderà  con  la
  discussione  dei disegni di legge già individuati dalla  Conferenza
  dei Capigruppo e licenziati per l'Aula».

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  ad  oggi,  martedì  13
  aprile 2010,  alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -  Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  190 - Costituzione di una Commissione parlamentare di indagine
  sulla  vicenda giudiziaria che ha  coinvolto l'ospedale  Civico  di
  Palermo in relazione ai rapporti con la 'MEDLINE s.r.l.'.

                              CAPUTO - POGLIESE - FALCONE - VINCIULLO

   n.  191  -  Interventi per l'utilizzazione nelle scuole siciliane,
  nella   seconda  annualità  del  programma  'Frutta  nelle  scuole'
  previsto  dal  Regolamento  (CE) n. 288/2009  in  applicazione  del
  Regolamento  del  Consiglio n. 1234/2007, di  prodotti  di  qualità
  certificata, impiantati e coltivati in Sicilia.

                   VINCIULLO - POGLIESE - CAPUTO - FALCONE - BUZZANCA

   III  -  Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine  alle
  vicende  di  carattere giudiziario riportate dalla  stampa  che  lo
  riguardano.

                   La seduta è tolta alle ore 16.49

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli