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Resoconto d'Aula della Seduta n. 162 di mercoledì 14 aprile 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA  EDOARDO,   dà  lettura dei processi verbali  delle  sedute
  numeri 160 e 161 del 13 aprile 2010 che, non sorgendo osservazioni,
  si intendono approvati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127,  comma
  9,  del  Regolamento interno, do il preavviso di trenta  minuti  al
  fine  delle  eventuali votazioni mediante procedimento  elettronico
  che dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Apprendi,  Calanducci,
  Campagna,  De  Benedictis, Faraone,  Panepinto e Speziale  sono  in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

    - da parte dell'Assessore per l'economia

   -  n.  938 - Notizie circa il mancato riconoscimento alla  Regione
  siciliana di funzioni e risorse costituzionalmente garantite.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   - da parte dell'Assessore per la salute

   -  n.  474  -  Concessione di aiuti economici ed  assistenziali  a
  favore dei familiari di soggetti in stato vegetativo.
   Firmatari:  Lo Giudice Giuseppe; Maira Raimondo; Cascio Salvatore;
  Dina   Antonino;   Fagone  Fausto;  Ardizzone   Giovanni;   Cordaro
  Salvatore; Ragusa Orazio; Savona Riccardo; Forzese Marco.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è pervenuto ed è stato
  assegnato alla competente Commissione:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO  (V)

   -  Criteri  per  la concessione del contributo buono  scuola   (n.
  82/V)
   pervenuta in data 9  aprile  2010
   inviata in data 13 aprile  2010.
                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è  stato  reso  dalla
  competente Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Norme  in materia di aiuti alle imprese. L.r. 9/2009.  PO  FESR
  2007/2013. Linea di intervento 5.1.3.1  (80/III)
   reso in data 7 aprile 2010.
   inviato in data 13 aprile 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le risorse agricole
  e alimentari, premesso che:

   la società consortile Zena cave gestisce la manutenzione ordinaria
  e  straordinaria  del  lago Biviere di Lentini  (SR),  a  far  data
  dall'anno 2001;

   la  predetta società consortile, in data 2 aprile 2010, ha inviato
  a  tutti  i  dipendenti  una lettera di licenziamento  con  effetto
  immediato,  a causa dei mancati trasferimenti finanziari  da  parte
  della Regione;

   come  conseguenza  di  tale  licenziamento,  il  lago  Biviere  di
  Lentini, attualmente, si trova in stato di totale abbandono e privo
  di ogni elemento di sicurezza, dal momento che, dal 15 aprile c.a.,
  verranno  licenziati anche i lavoratori addetti  alla  sicurezza  e
  alla vigilanza esterna 24 ore su 24;

   i  servizi  essenziali, quali l'erogazione dell'energia elettrica,
  l'illuminazione,   tutte   le  attività   di   misurazione   e   di
  approvvigionamento  dell'acqua sono privi  di  ogni  controllo,  in
  quanto gli operai già licenziati costituiscono il nucleo lavorativo
  indispensabile per garantire i servizi di pulizia, la  manutenzione
  ordinaria e straordinaria, le manovre di chiusura e apertura  delle
  valvole;

   preso  atto che i lavoratori Grasso Vincenzo, Mangiameli Maurizio,
  Fisicaro   Sebastiano,   Nicoletti   Giuseppe   e   Parisi   Angelo
  rappresentano  l'ultimo  e  indispensabile  nucleo  lavorativo  che
  garantiva la continuazione dei predetti servizi che ormai risultano
  sospesi;

   considerato che:

   le  industrie siracusano e gli imprenditori agricoli  di  Lentini,
  Carlentini,  Scordia  e  Militello nonché  quelli  della  Piana  di
  Catania  e  quelli  appartenenti al  Consorzio  di  bonifica  9  di
  Catania,    rischiano    di   rimanere    senza    il    necessario
  approvvigionamento  idrico  e, di conseguenza,  sono  costretti  ad
  emungere l'acqua loro necessaria dalle falde acquifere con grave  e
  irreparabile danno per il sistema idrico del sottosuolo;

   la  Zena  Cave  non  percepisce  dal  2008  il  trasferimento  dei
  finanziamenti  della  Regione, anche a  causa  del  riordino  della
  struttura  dell'Assessorato regionale risorse agricole e alimentari
  e   per  il  trasferimento  di  alcune  competenze  all'Assessorato
  regionale energia;

   la  società consortile Zena Cave afferma di vantare un credito nei
  confronti della Regione di oltre 4 milioni di euro;

   a  causa  di  questo  credito  la  società,  come  precedentemente
  esposto, ha proceduto al licenziamento dei lavoratori;

   per sapere:

   se  risponda  al  vero  quanto denunciato  dai  lavoratori  e  dai
  rappresentanti sindacali dei lavoratori stessi;

   se  siano  a conoscenza che il lago Biviere di Lentini è privo  di
  quei  lavoratori che, fino ad ora, hanno garantito la  sicurezza  e
  l'approvvigionamento dell'acqua ai soggetti richiedenti;

   se  non  ritengano utile, necessario ed improcrastinabile nominare
  ed  inviare  degli ispettori, in modo da verificare  la  gravissima
  situazione  che  si  è venuta a creare presso il  lago  Biviere  di
  Lentini;

   come  pensano di assicurare ai dipendenti licenziati, a  far  data
  dal  2  aprile  2010,  adeguate garanzie per la  continuazione  del
  rapporto di lavoro;

   infine,  a  chi  pensino di affidare la gestione del  servizio  di
  erogazione  delle  acque  e di vigilanza esterna,  considerato  che
  l'assenza  dei lavoratori potrebbe portare alla manomissione  degli
  impianti, alla distruzione degli stessi, alla mancata erogazione  a
  soggetti  aventi  diritto  all'acqua e, soprattutto,  a  spiacevoli
  episodi  tragici  che  potrebbero  comportare  anche  la  morte  di
  soggetti   che,   approfittando  dell'assenza  del   personale   di
  vigilanza,  potrebbero raggiungere il lago di Biviere, lasciato  in
  stato di abbandono». (1143)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   il  gruppo SMA, che gestisce supermercati in Italia e in  Sicilia,
  ha  deciso di smantellare e chiudere due punti vendita in provincia
  di Siracusa;

   in  seguito  alla chiusura di detti centri vendita, 22  lavoratori
  sono  stati  licenziati perdendo il posto di lavoro e con  esso  la
  tranquillità e la sicurezza familiare;

   preso atto che:

   la  società SMA, dopo timide aperture a favore dei lavoratori,  ha
  deciso  di  cambiare  strategia, cancellando  ogni  possibilità  di
  recuperare  qualche  posto di lavoro e di  raggiungere  un  accordo
  sindacale con i rappresentanti dei lavoratori;

   è stata messa, perfino, in discussione anche la possibilità, per i
  lavoratori  licenziati,  di  accedere alla  cassa  integrazione  da
  aggiungere al periodo di mobilità;

   visto che non è stata presa ancora in considerazione l'ipotesi  di
  ricorrere  al prepensionamento di tutti i lavoratori che  hanno  le
  condizioni giuridiche per accedere alla fuoriuscita anticipata  dal
  mondo  del lavoro, in modo da favorire il mantenimento in  servizio
  di tutti coloro che sono stati oggi licenziati;

   per sapere:

   se non ritengano utile e necessario invitare l'Ufficio provinciale
  del  lavoro  di Siracusa e l'Ispettorato provinciale del  lavoro  a
  vigilare,  con la massima attenzione, sulle modalità di svolgimento
  delle  trattative  fra  la  società  SMA  e  i  rappresentanti  dei
  lavoratori,  al fine di assicurare a tutti i dipendenti  licenziati
  il  massimo  delle  possibilità consentite dalle leggi  vigenti  in
  materia di diritti del lavoro fiscali e previdenziali;

   se  non  ritengano  utile  e  improcrastinabile  riconoscere  alla
  società  SMA tutti quegli incentivi, previsti dalla legge, atti  ad
  impedire il licenziamento degli operai e il loro riassorbimento nei
  ranghi della società;

   se  non  ritengano  di  prendere in esame ogni  proposta  utile  e
  legittima,  atta  ad  assicurare, ai 22 lavoratori  licenziati,  un
  futuro   occupazionale   certo  e  tranquillità   alle   rispettive
  famiglie». (1144)

                                           VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la   frazione   di  Sfaranda,  nel  territorio   del   Comune   di
  Castell'Umberto  (ME),  da  oltre due mesi,  è  interessata  da  un
  incessante ed inarrestabile fenomeno franoso;

   a  seguito di detto fenomeno franoso, numerose famiglie sono state
  costrette a lasciare le proprie abitazioni;

   anche  la  chiesa Maria Santissima Annunziata, già precedentemente
  ferita,  presenta  vistose  lesioni a causa  della  frana  che  sta
  interessando la frazione e rischia di essere trascinata a valle;

   preso  atto  che  la  Protezione  civile  ha  già  effettuato   un
  monitoraggio nei luoghi e nelle abitazioni, quantificando i danni e
  prevedendo  gli  interventi necessari alla messa in  sicurezza  del
  sito;

   visto  che ad oggi nessun intervento è stato ancora messo in opera
  da  parte delle autorità regionali e i pochi interventi realizzati,
  quali la pulitura dei corsi d'acqua e la sistemazione delle strade,
  sono  stati affrontati dagli abitanti della frazione, in condizione
  di assoluto volontariato e senza coordinamento alcuno;

   per sapere:
   quali iniziative intenda prendere a tutela della frazione Sfaranda
  nel territorio di Castell'Umberto, interessato da oltre due mesi da
  un movimento franoso;

   se  non ritenga utile nominare un commissario ad acta che abbia il
  compito  di  coordinare e sovrintendere a tutte  le  iniziative  di
  messa in sicurezza del sito;

   se  non  intenda tranquillizzare gli abitanti di Sfaranda, facendo
  conoscere loro quali iniziative il Governo regionale, e per esso la
  Protezione civile, intenda prendere a tutela del sito, in  modo  da
  riportare  la  serenità  in  un  contesto  sociale  particolarmente
  preoccupato;

   infine,  quali iniziative siano state già intraprese per  ospitare
  altri  sfollati, nel malaugurato caso in cui la frana  non  dovesse
  fermarsi». (1145)

                                  VINCIULLO-BUZZANCA-FORMICA-POGLIESE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'Assessore regionale per la salute ha provveduto alla definizione
  del piano regionale sangue e plasma;

   il  piano  de quo è rivolto alla riorganizzazione del servizio  di
  medicina trasfusionale dell'intero territorio siciliano;

   la  rete  trasfusionale regionale risulterebbe costituita da  nove
  strutture   provinciali   di   coordinamento   per   le    attività
  trasfusionali,  all'interno  delle  quali  operano   32   strutture
  trasfusionali   allocate   nelle  nove  province   del   territorio
  regionale;

   anche i SIMT dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa e del p.o.   Di
  Maria' di Avola sono interessati alla riforma regionale;

   considerato che:

   attualmente,   presso   il  servizio  di  medicina   trasfusionale
  dell'ospedale   Umberto I' di Siracusa, i  costi  per  test  e  per
  profilo  risultano essere molto bassi, rappresentando un  vantaggio
  per la collettività;

   il  profilo obbligatorio costituito da quattro parametri EIA (HBs,
  Ag,   HIV-Ab,  HCV-AB  e  TPHA),  a  seguito  della  recente   gara
  consorziata (2009) ha un costo complessivo di 10,09 euro,  compresi
  i  costi  di  manutenzione delle apparecchiature,  dei  servizi  di
  assistenza,  dei  controlli  di qualità  esterna  ed  interna,  dei
  materiali consumabili e di tutte le attrezzature connesse;

   per  i parametri di chimica clinica, previsti dall'articolo 7  del
  d.m.  3  marzo  2005 ( e non 9, come erroneamente si  evince  dalla
  tabella  di  classificazione  e tipologia  delle  attività  redatta
  dall'Assessorato),  vale  a  dire: glicemia,  creatinina,  proteine
  totali,  ferritina, colesterolo e trigliceridi, il costo sostenuto,
  utilizzando  il  service  CONSIP  con  l'aggiunta  del   test   ALT
  (transaminasi) è, allo stato attuale, di appena 0,303 euro;

   detto  decreto, prevedendo il trasferimento degli attuali  servizi
  trasfusionali  ai  centri  di  livello  C  dei  test  EIA  per   la
  qualificazione biologica del sangue e di quelli di chimica clinica,
  comporterà, quasi certamente, un allungamento dei tempi di risposta
  al  donatore  oltre  ad  un innalzamento  del  costo  di  esercizio
  dell'intero servizio;

   in  attuazione  del  decreto de quo, tutte  le  sacche  di  sangue
  dovranno essere quotidianamente trasferite dai centri di livello  A
  a  quelli  di  livello B, per la lavorazione e la produzione  degli
  emocomponenti, comportando un ulteriore motivo di innalzamento  dei
  costi del servizio e dell'intera spesa sanitaria regionale;

   preso atto che:

   allo  stato  attuale,  essendo il piano di  riordino  del  sistema
  trasfusionale  regionale  privo di una  dettagliata  analisi  degli
  attuali  livelli  di qualità e sicurezza del settore  trasfusionale
  siciliano, risulta difficile preventivare un innalzamento  di  tali
  livelli derivante dalla riforma;

   il  programma  per  l'autosufficienza nazionale, pubblicato  sulla
  GURI n. 30 del 29 dicembre 2009, cita, a più riprese, la Sicilia  e
  la sua critica condizione deficitaria;

   la  Tabella 4, allegata al decreto ministeriale, dimostra  che,  a
  fronte di 182.789 unità di globuli rossi trasfusi nel 2008, ne sono
  stati   prodotti,   in   Sicilia,  173.979,  con   la   conseguente
  importazione di 8.810 unità di globuli rossi da altre Regioni, e un
  costo, per le casse della Regione siciliana di 1.347,793 euro;

   le  circolari  ministeriali 30 ottobre 2009, n. 17 e  19  dicembre
  2001,   n.   14,   sull'adeguamento  dei   livelli   di   sicurezza
  trasfusionale  in  presenza di metodiche  atte  alle  indagini  sui
  costituenti virali per HCV (metodica NAT), non fissano un limite di
  produzione di unità di sangue per la centralizzazione dell'attività
  di  diagnostica  con metodica NAT, bensì prendono in considerazione
  il 25 per cento dei centri che raggiungono una produzione superiore
  alle  10.000 unità, come nel caso del SIMT del p.o.  Umberto I'  di
  Siracusa;

   la  circolare  ministeriale 19 dicembre 2001, n. 14,  prevede  che
  l'incremento  del  livello  di  semplificazione  e  del  grado   di
  automazione  delle tecniche NAT  consente una più ampia  diffusione
  di tali metodologie con conseguente riduzione dei costi;

   visto che:

   la  provincia  di  Siracusa ha superato, nel corso  del  2009,  le
  17.000  donazioni  di sangue ed emocomponenti,  con  un  indice  di
  produzione pari a 43 unità per 1.000 abitanti, superiore all'indice
  medio  nazionale  (42  unità/1000) ed  ha  registrato  i  più  alti
  incrementi di donazione;

   il  SIMT  dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa, con oltre  10.500
  donazioni, è il quarto centro siciliano per massa critica  prodotta
  e lavorata;

   il  SIMT  del  p.o.   Di Maria' di Avola è il secondo  centro,  in
  ambito provinciale, per massa critica raccolta e lavorata;

   per sapere se:

   alla  luce  di  quanto ampiamente esposto, non ritengano  utile  e
  necessario,  al  fine di contenere la spesa sanitaria  regionale  e
  garantire   un'adeguata  qualità  del  servizio   di   trasfusione,
  mantenere ai livelli A i compiti di lavorazione e produzione  degli
  emocomponenti  ed  al livello B la qualificazione  biologica  degli
  emocomponenti con test EIA e chimica clinica;

   inoltre, se non ritengano utile per la collettività attribuire  al
  SIMT dell'ospedale  Umberto I' di Siracusa la funzione di livello C
  per  i test NAT e al SIMT del p.o.  Di Maria' di Avola  la funzione
  di  livello  B,  anche in considerazione degli importanti  dati  di
  produzione sopra riportati». (1146)

                              VINCIULLO-BONOMO-DE BENEDICTIS-POGLIESE

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull''ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  rappresentare  il  disagio di un parlamentare. In questa  settimana
  abbiamo  lavorato tutti, come aveva deciso questo Parlamento  e  lo
  stesso Ufficio di Presidenza, agli emendamenti sulla finanziaria  e
  sul bilancio.
   Lo  abbiamo fatto con grande attenzione per arrivare, alla fine di
  questa  settimana, a consegnare al Parlamento un documento che  può
  costituire l'avvio di una discussione e anche un documento che dava
  il tempo a tutto il Parlamento di poter intervenire.
   Come  lei  sa,  a  mezzogiorno sono stati depositati  circa  mille
  emendamenti; ma questo è nella normale attività parlamentare, nella
  prerogativa di ogni parlamentare.
   Mi  sembra,  non  dico  inusuale, perché forse  sotto  il  profilo
  tecnico è corretto, ma la presentazione di un ulteriore emendamento
  del Governo, qualche minuto fa, di altri cinquanta emendamenti,  il
  cosiddetto  Gov 2', mette in difficoltà tutto il Parlamento, perché
  è  assurdo  che,  dopo avere lavorato su un testo,  il  Governo  si
  ripresenti in Commissione con un testo completamente rifatto e dopo
  avere fatto con lei una riunione ed aver indicato una strada.
   Domani  mattina,  alle  ore  10.30,  ci  sarà  la  riunione  della
  Commissione, dove, mi sembra chiaro, i parlamentari devono avere la
  stessa possibilità che hanno avuto nel corso della settimana.
   Io   non   vorrei   che  qualcuno  ritenesse  che  questa   ultima
  presentazione  di emendamenti sia una scorciatoia  per  raggiungere
  chissà  quale  fine  e  chissà  quale  risultato,  scavalcando   le
  prerogative del Parlamento ed anche delle Commissioni.
   Sono  amareggiato  di questo atteggiamento anche  perché  non  c'è
  nessun  rispetto  per la Presidenza del nostro  Parlamento,  nessun
  rispetto delle regole fondamentali delle attività dei parlamentari.
  Non  si può arrivare, sforando anche la zona Cesarini, a presentare
  un  nuovo testo e - io direi - anche una nuova finanziaria,  perché
  si  tratta  di  questo.  Cinquanta emendamenti  sono  un  ulteriore
  schiaffo al lavoro che tutto il Parlamento ha fatto fino a  qualche
  ora fa.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su  un
  argomento  che è rimasto in sospeso, e mi riferisco all'ordine  del
  giorno  numero  272,  discusso in Aula circa due  mesi  fa,  e  che
  riguardava  un  ente della città di Messina, l'Ente Porto,  per  il
  quale, oltretutto, per il suo iter, andava chiesta la liquidazione.
   Signor  Presidente, se lei ricorda, il Presidente della Regione  -
  che  intervenne  immediatamente appena  si  discusse  l'ordine  del
  giorno,  perché in quel momento era assente - effettivamente,  dopo
  una  discussione,  ha  chiesto che venisse sospesa  la  trattazione
  dell'ordine del giorno, in quanto chiedeva del tempo per  valutare,
  attraverso  i tecnici, l'opportunità o meno di liquidare  l'ente  e
  non  so  quale altra soluzione. Penso che sia passata  più  di  una
  settimana, forse sono trascorsi due mesi.
   Signor  Presidente,  oggi  chiedo che si discuta  prima  possibile
  l'ordine  del  giorno numero 272 che è stato sospeso  e  al  quale,
  effettivamente, non si è data alcuna risposta né  in  un  senso  né
  nell'altro.
   Ho  appreso  solo  da  notizie  di stampa  -  e  la  cosa  sarebbe
  gravissima  -  che, nelle more, è stato nominato un commissario  ad
  acta,  paradossalmente  una  persona esterna  dell'Amministrazione,
  guarda caso il vecchio presidente. Non so, e non mi risulta che  la
  I  Commissione  legislativa abbia espresso alcun parere  su  questa
  figura;  oltretutto  lei sa, meglio di me, che  un  commissario  ad
  acta, per legge e per principio giuridico di questa Assemblea, è un
  dirigente della Regione.
   Pertanto, le chiedo - certamente nei dettagli non è sua competenza
  entrare  nel  merito  -  che venga messo di  nuovo  in  discussione
  l'ordine del giorno nella prima seduta utile, anche perché da me fu
  condivisa  la richiesta del Presidente della Regione di sospenderlo
  e,  quindi, di non votarlo, e fu richiesto a me di dire sì o no; io
  dissi  sì,   è  ovvio, dopo 7, 8 o 9 giorni si doveva discutere  di
  nuovo.
   Sono  passati  due mesi e addirittura si è andati avanti  con  una
  nomina di un commissario ad acta. Questo è quanto ho appreso  dalla
  stampa; per il resto, non so nient'altro.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, con gli Uffici faremo tutto quello
  che è nelle nostre possibilità affinché venga rispettata la volontà
  del Parlamento.

   BUZZANCA Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sottoscrivo
  preliminarmente  le  preoccupazioni  espresse  qui   dall'onorevole
  Mancuso  e  le preoccupazioni espresse dall'onorevole  Beninati,  e
  voglio  porre  alla Presidenza un problema che questa Assemblea  ha
  già  affrontato qualche  mese addietro, ed è stata pure  votata  la
  procedura  d'urgenza  per  la trattazione dell'argomento  al  quale
  faccio riferimento.
   Voi sapete che, nel mese di ottobre del 2009, la città di Messina,
  insieme ai comuni di Scaletta Zanclea e di Itala, è stata teatro di
  una  tragedia che ha visto ben 31 morti e ben 6 dispersi. In quella
  occasione  -  primo  firmatario io, cofirmatari altri  parlamentari
  messinesi,  e  non  solo  - si è pensato di  creare  un  meccanismo
  legislativo   che  consentisse  ai  familiari  delle   vittime   la
  possibilità di avere un ristoro sotto il profilo lavorativo.
   Questa  Assemblea, su nostra richiesta, ha votato la procedura  di
  urgenza.
   Correva  il  mese  di ottobre del 2009. Siamo giunti  al  mese  di
  aprile  del  2010  e  l'Aula  non si è ancora  occupata  di  questo
  problema  che, come lei ben sa, afferisce ad un dramma  che  stanno
  vivendo  i familiari di quelle vittime che hanno perso il posto  di
  lavoro, che hanno perso la casa, che hanno perso i loro cari e che,
  in  questo  momento, non vedono alcuna  attenzione da  parte  delle
  istituzioni.
   Noi ci eravamo espressi, lo aveva fatto il Governo, lo aveva fatto
  l'Assemblea. Non capisco, signor Presidente - e mi appello alla sua
  sensibilità - il motivo per il quale questo disegno di legge non  è
  stato ancora calendarizzato.
   Spero  che  questo  avvenga al più presto, spero  che  l'Assemblea
  possa presto occuparsi del problema per non aggiungere al danno  la
  beffa  della mancanza di attenzione verso un problema che, a caldo,
  sembrava  interessare tutti i siciliani e tutti i  parlamentari  di
  questa  Aula  ma che, ahimè, è caduto, o sembra essere caduto,  nel
  dimenticatoio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Discussione del disegno di legge «Disposizioni sulla
    partecipazione della Regione al processo normativo dell'Unione
    europea, sulle procedure di esecuzione degli obblighi derivanti
      dall'appartenenza all'Unione europea e di attuazione delle
                    politiche dell'Unione europea»
                              (379 bis/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la discussione del disegno di legge  numero  379
  bis/A  «Disposizioni sulla partecipazione della Regione al processo
  normativo dell'Unione europea, sulle procedure di esecuzione  degli
  obblighi  derivanti  dall'appartenenza  all'Unione  europea  e   di
  attuazione  delle politiche dell'Unione europea», posto  al  numero
  1).
   Invito  i  componenti la I Commissione, «Affari istituzionali»,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Non  è  presente  alcun  rappresentante del Governo;  ho  chiamato
  l'Assessore per l'economia, che é il rappresentante del Governo con
  delega  alla programmazione. E' impegnato nella scrittura di  altri
  emendamenti, come diceva l'onorevole Mancuso.
   Non  sono  riuscito  a  rintracciare nessun altro  componente  del
  Governo.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Musotto  per  svolgere  la
  relazione.

   MUSOTTO,  relatore. Signor Presidente, io sono per  continuare  il
  nostro  lavoro,  per fare la legge, per far conoscere  ai  colleghi
  questo disegno di legge.

   MANCUSO. Non possiamo inaugurare una stagione senza Governo

   MUSOTTO, relatore. Noi andiamo avanti. Onorevole Mancuso, apprezzo
  questa  sua sensibilità istituzionale che non conoscevo  e  che  va
  crescendo di giorno in giorno.
   Onorevoli   colleghi,  il  disegno  di  legge   che   si   propone
  all'approvazione    dell'Aula    contiene    disposizioni     sulla
  partecipazione  della  Regione  al processo  normativo  dell'Unione
  europea,  sulle  procedure di esecuzione degli  obblighi  derivanti
  dall'appartenenza  all'Unione  europea  e  sugli  strumenti   della
  programmazione dei fondi europei.
   In  particolare,  il provvedimento mira ad introdurre  nel  nostro
  ordinamento la cosiddetta  legge sulla partecipazione della Regione
  all'Unione europea', riproducendo per grandi linee quanto  previsto
  dalla  legge n. 11 del 2005 (cosiddetta legge Buttiglione)  per  la
  legge comunitaria nazionale.
   Si  tratta  di uno strumento normativo di notevole importanza,  di
  cui  gran parte delle altre regioni italiane si sono già dotate,  e
  che  tende  a  dare attuazione, nella Regione, al diritto  ed  alle
  politiche europee.
   La possibilità, per l'Assemblea regionale, di recepire con cadenza
  annuale  il  diritto  dell'Unione europea,  cosiddetto   derivato',
  consente  infatti di evitare dubbi interpretativi,  soprattutto  in
  sede   amministrativa,  che  possono  determinare   situazioni   di
  incertezza per i cittadini e per gli amministratori pubblici.
   L'approvazione   annuale  di  una  legge   comunitaria   regionale
  consente,  inoltre, di prevenire il cosiddetto  potere  sostitutivo
  dello Stato'. Il Titolo V della Costituzione, come modificato dalla
  legge  costituzionale n. 1 del 2001, prevede infatti che  lo  Stato
  possa  intervenire dettando le disposizioni necessarie a conformare
  l'ordinamento  interno a quello europeo, ciò, si badi  bene,  anche
  nelle materie di competenza regionale.
   Inoltre,  la  legge n. 11 del 2005 ha previsto che lo Stato  possa
  esercitare  il  diritto di rivalsa nei confronti di quelle  Regioni
  che,  non  conformandosi  alle norme dell'Unione  europea,  abbiano
  determinato  l'avvio  di una procedura d'infrazione  nei  confronti
  dell'Italia.
   L'introduzione  della   legge  comunitaria  regionale'   consente,
  quindi, di evitare sia il rischio che lo Stato si sostituisca  alla
  Regione, sia il rischio che lo Stato, chiamato a rispondere in sede
  europea    per    una   inadempienza   della   Regione,    eserciti
  successivamente il diritto di rivalsa nei suoi confronti.
   Il  disegno  di  legge contiene, altresì, al Titolo  I,  ulteriori
  disposizioni che regolamentano la partecipazione della Regione alla
  fase  ascendente (formazione del diritto e delle politiche europee)
  e  che  prevedono  obblighi di informazione per  il  Governo  della
  Regione   nei  confronti  dell'Assemblea  regionale,  tanto   sulla
  formazione  degli  atti  che  sulla  definizione  delle   politiche
  europee.
   Particolare   attenzione   meritano,  infine,   le   norme   sulla
  programmazione  dei  fondi  europei contenute  nel  Titolo  II  del
  disegno di legge.
   Queste  tendono  a coniugare i ruoli del Governo e  dell'Assemblea
  nelle  scelte  di  fondo relative all'utilizzo  sia  delle  risorse
  europee  sia  di  quelle  nazionali e regionali,  con  riguardo  ai
  Programmi operativi e agli accordi di programma quadro.
   Prevedendo    tempi   certi   per   l'approvazione,    da    parte
  dell'Assemblea,  degli atti di indirizzo e di programmazione  e  la
  possibilità,  per  il  Governo, di prescindere  da  essi  trascorsi
  termini  precisi,  il disegno di legge mira a rendere  maggiormente
  partecipate  le  scelte  strategiche per il futuro  della  Regione,
  senza tuttavia ingolfare o bloccare l'attività dell'esecutivo  che,
  per sua natura, deve essere quanto più dinamica e reattiva.
   Auspico,  alla luce delle predette considerazioni, che il  disegno
  di  legge  possa  essere positivamente accolto da  tutte  le  forze
  politiche  presenti  in  Parlamento e che possa  essere,  pertanto,
  approvato in tempi rapidi.
   Signor  Presidente, vorrei dirle, oltre a questa relazione che  ho
  voluto  leggere in quanto determina le linee guida del  disegno  di
  legge,  e  per  questo mi dispiace che il Governo sia assente,  che
  questa  è  una  legge che per la prima volta viene  adottata  dalla
  nostra   Assemblea  ed  è  anche  un  riconoscimento  all'Assemblea
  regionale  siciliana,  avendo potestà  legislativa  alla  luce  del
  Trattato di Lisbona entrato in vigore nel dicembre del 2009.
   E'  uno strumento straordinario perché i deputati di questa  Aula,
  che  attentamente mi stanno seguendo, saranno certamente  coinvolti
  in questo processo, che non è soltanto un processo di controllo, ma
  anche un processo di programmazione di questi fondi comunitari che,
  alla  fine, sappiamo perfettamente, anche in questa fase  difficile
  della  formazione  del  bilancio, sono le  uniche  risorse  che  la
  Regione  può  programmare per creare occasioni  di  sviluppo  e  di
  lavoro.
   Ci sono due norme importanti, gli articoli 6 e 9, che impongono al
  Governo  anche un compito di informazione dell'Assemblea  regionale
  siciliana   per   coinvolgere  tutti  i   deputati   nel   processo
  programmatico, di responsabilizzazione, di indirizzo rispetto a ciò
  che è stato fatto ed a ciò che si può fare.
   La  legge  prevede, altresì, una relazione annuale,  una  sessione
  comunitaria,  per cui entro il 30 aprile di ogni  anno  il  Governo
  dovrà  comunicare  all'Aula  le attività  svolte,  le  attività  di
  rilievo  internazionale, gli accordi, le intese e tutte le attività
  promozionali che il Governo ha posto in essere e l'Assemblea  potrà
  assumere le conseguenti determinazioni ed esprimere eventuali  atti
  di indirizzo.
   Abbiamo  presentato  pure degli emendamenti, signor  Presidente  e
  onorevoli  colleghi, alla luce del Trattato di Lisbona.  E'  stato,
  quindi,  un  iter  anche  lento, sofferto; ma  proprio  per  questo
  vorrei,  innanzitutto, ringraziare il Servizio Studi dell'Assemblea
  regionale siciliana, la dottoressa Giudice, la dottoressa Lo Verde,
  naturalmente il funzionario della Commissione, dottore Cantone, per
  la  collaborazione, per l'entusiasmo e per la preparazione con  cui
  hanno seguito questo disegno di legge.
   Vorrei  anche  ringraziare  sentitamente  due  miei  colleghi,  il
  vicepresidente  onorevole  Bruno  Marziano  e  l'onorevole  Massimo
  Ferrara, unici fedelissimi di questa Commissione misconosciuta  cui
  vogliamo sempre di più dare un ruolo e speriamo, con questo disegno
  di  legge,  che  sarà  -  mi  auguro - anche  legge  dell'Assemblea
  regionale   siciliana,  un  ruolo  maggiore,  più  importante,   di
  coinvolgimento  in  un  settore che riteniamo  determinante  per  i
  destini socio-economici della nostra Regione. Quindi, mi auguro che
  anche  le altre forze politiche, collaborando alla formulazione  ed
  al  dibattito,  alla dialettica, concorreranno all'approvazione  di
  questa legge.
   Abbiamo presentato - come ho detto - anche alcuni emendamenti,  di
  cui due saranno ritirati, in quanto abbiamo rivisto poc'anzi con  i
  colleghi e i funzionari, che si tratta di due emendamenti  che  non
  servono  assolutamente  alla comprensione ed  alla  trasparenza  di
  questa legge.
   Queste  sono  le  considerazioni che ritenevo  opportuno  fare  e,
  pertanto, poniamo all'esame dell'Aula questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                          Principi e finalità

   1.  La  Regione,  nel rispetto della Costituzione,  dello  Statuto
  regionale  e  delle norme di procedura stabilite dalle leggi  dello
  Stato,   nell'ambito  delle  proprie  competenze,   concorre   alla
  formazione  degli  atti  e  alla  determinazione  delle   politiche
  dell'Unione   europea,  garantisce  l'adempimento  degli   obblighi
  derivanti   dall'appartenenza  dell'Italia  all'Unione  europea   e
  provvede  all'attuazione ed esecuzione degli accordi internazionali
  sulla   base   dei   principi  di  sussidiarietà,  proporzionalità,
  efficienza,   trasparenza,  partecipazione  democratica   e   leale
  collaborazione  con  lo  Stato,  secondo le  modalità  disciplinate
  dalla presente legge».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 1.1, di natura tecnica:
   «Al  comma  1  dopo  la  parola  concorre   aggiungere  la  parola
   direttamente ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
      Osservazioni della Regione sui progetti di atti dell'Unione
                                europea

   1.  Il  Governo  della  Regione definisce  le  osservazioni  della
  Regione sui progetti di atti dell'Unione europea nonché sugli  atti
  preordinati   alla   formulazione  degli  stessi   e   sulle   loro
  modificazioni.

   2.  Il Governo della Regione riferisce alle competenti commissioni
  legislative   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione europea dell'Assemblea regionale
  siciliana sulle proposte di osservazioni.

   3.  Le  commissioni  legislative competenti e la  Commissione  per
  l'esame  delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea
  esaminano i progetti e gli atti di cui al comma 1 ed esprimono atti
  di  indirizzo  al  Governo della Regione ai fini  della  formazione
  della  posizione  italiana.  L'Assemblea  può,  inoltre,  formulare
  osservazioni  e  trasmetterle  al Presidente  del  Consiglio  o  al
  Ministro per le politiche europee, ai sensi dell'articolo 5,  comma
  3,  della  legge 4 febbraio 2005, n. 11, tramite la Conferenza  dei
  Presidenti delle Assemblee, dei Consigli regionali e delle Province
  autonome.

   4.  L'Assemblea  regionale siciliana può  esprimere  indirizzi  al
  Governo della Regione anche al fine di sollecitare la richiesta  di
  convocazione  della Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo
  Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per il
  raggiungimento  dell'intesa e per l'apposizione  della  riserva  di
  esame  di  cui all'articolo 5, commi 4 e 5, della legge 4  febbraio
  2005, n. 11».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 2.1:
   «Il comma 1 è così modificato:
   sostituire  la  parola  definisce' con le seguenti  e  l'Assemblea
  regionale siciliana concorrono a definire';
   Il comma 3 è così modificato:
   le  parole  da   inoltre,' a  comunitarie' sono  sostituite  dalle
  seguenti    ,altresì,  esprimere  atti  di  indirizzo  al   Governo
  regionale al fine della formazione della posizione italiana';
   «Dopo il comma 3 inserire il seguente:
    L'Assemblea regionale siciliana, inoltre, secondo quanto previsto
  dall'articolo 6 del protocollo sulla applicazione dei  principi  di
  sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione
  europea  (TUE) e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
  trasmette  al  Parlamento della Repubblica le  proprie  valutazioni
  circa  il rispetto del principio di sussidiarietà nelle proposte  e
  negli  atti  dell'Unione europea che abbiano ad oggetto materie  di
  competenza regionale .»

   L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
               Esame del programma legislativo annuale e
       dei documenti di consultazione della Commissione europea

   1. Le commissioni legislative, per le parti di propria competenza,
  e la Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
  dell'Unione europea dell'Assemblea regionale siciliana esaminano  i
  libri  bianchi,  i  libri verdi, le comunicazioni  e  il  programma
  legislativo  annuale  della  Commissione  europea.  Le  commissioni
  possono  formulare osservazioni ed esprimere atti di  indirizzo  al
  Governo  della  Regione.  L'Assemblea può assumere  le  conseguenti
  determinazioni  ed  esprimere gli eventuali  atti  d'indirizzo  che
  contribuiscono alla formazione della posizione italiana».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
       Obblighi di informazione sulla formazione degli atti e la
                              definizione
                  delle politiche dell'Unione europea

   1.  Il  Governo  della  Regione comunica  all'Assemblea  regionale
  siciliana:

   a)  preventivamente il programma dei lavori e, successivamente, le
  risultanze  delle  riunioni  della  Conferenza  permanente  per   i
  rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di  Trento
  e   di   Bolzano  convocata  in  sessione  comunitaria   ai   sensi
  dell'articolo 17 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, delle riunioni
  per   il  raggiungimento  dell'intesa  sui  progetti  e  gli   atti
  dell'Unione europea nelle materie di competenza regionale ai  sensi
  dell'articolo  5,  comma 4, della legge 4  febbraio  2005,  n.  11,
  nonché delle altre riunioni aventi ad oggetto questioni europee;

   b)  preventivamente il programma dei lavori e, successivamente, le
  risultanze  della Conferenza dei Presidenti delle Regioni  e  delle
  Province  autonome  di Trento e di Bolzano che abbiano  ad  oggetto
  questioni europee;

   c)  preventivamente il programma dei lavori e, successivamente, le
  risultanze dei tavoli di coordinamento nazionali sui progetti e gli
  atti  dell'Unione europea nelle materie di competenza regionale  ai
  fini   della   definizione  della  posizione  italiana   ai   sensi
  dell'articolo 5, comma 7, della legge 4 febbraio 2005, n. 11;

   d)  preventivamente il programma dei lavori e, successivamente, le
  risultanze   del   comitato   tecnico   integrato   del    Comitato
  interministeriale  per  gli  affari  comunitari  europei   di   cui
  all'articolo 2, comma 4, della legge 4 febbraio 2005, n. 11;

   e)  le  risultanze delle riunioni della Conferenza Stato - Regioni
  nelle  quali  il  Governo  della  Repubblica  abbia  illustrato  la
  posizione che intende assumere relativamente alle proposte  e  alle
  materie di competenza regionale inserite all'ordine del giorno  del
  Consiglio europeo e del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea,
  ai sensi dell'articolo 5, comma 10, della legge 4 febbraio 2005, n.
  11, e gli esiti delle relative riunioni del Consiglio europeo e del
  Consiglio dei Ministri dell'Unione europea;

   f) preventivamente il programma dei lavori e, successivamente, gli
  esiti  degli  incontri  svolti  dalle delegazioni  governative  che
  partecipano alle attività del Consiglio e della Commissione europea
  ai  sensi  dell'articolo 5, comma 1, della legge 5 giugno 2003,  n.
  131.

   2.  In  relazione  agli  atti di cui al comma  1,  le  commissioni
  dell'Assemblea  regionale siciliana possono formulare  osservazioni
  ed esprimere indirizzi al Governo della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
    Rappresentanti regionali nel Comitato delle Regioni dell'Unione
                                europea

   1.   L'indicazione  dei  rappresentanti  regionali,   titolari   e
  supplenti,  in seno al Comitato delle Regioni dell'Unione  europea,
  quando spetti alla Regione, è effettuata dal Governo della Regione,
  previo   parere  della  Commissione  per  l'esame  delle  questioni
  concernenti l'attività dell'Unione europea dell'Assemblea regionale
  siciliana.

   2.  Il  Governo  della Regione tiene informata la Commissione  per
  l'esame  delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea
  dell'attività  svolta  dai  rappresentanti  regionali  in  seno  al
  predetto Comitato».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 5.1:
   «Al  comma  2  le  parole  tiene informata  sono sostituite  dalle
  seguenti  garantisce un'informazione qualificata e tempestiva ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                       Obblighi di informazione

   1.  Il  Governo  della  Regione comunica  all'Assemblea  regionale
  siciliana l'avvio dei procedimenti di indagine formale sugli  aiuti
  di Stato e delle procedure di infrazione da parte della Commissione
  europea  per  inadempienze  o violazioni degli  obblighi  derivanti
  dall'appartenenza all'Unione europea imputabili alla  Regione,  con
  le   informazioni   sulle   eventuali  conseguenze   di   carattere
  finanziario.

   2.  Le  commissioni  legislative competenti e la  Commissione  per
  l'esame  delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea
  dell'Assemblea  regionale siciliana esaminano  i  predetti  atti  e
  possono  formulare  osservazioni o esprimere  atti  d'indirizzo  al
  Governo della Regione.

   3. I dipartimenti regionali assicurano una verifica costante della
  conformità dell'ordinamento regionale con l'ordinamento dell'Unione
  europea,  anche  ai fini dell'articolo 8, comma 3,  della  legge  4
  febbraio  2005,  n.  11,  e  ne  trasmettono  le  risultanze,   con
  particolare riguardo alle misure da intraprendere, alla  Presidenza
  della Regione.  Gli assessori regionali, per le materie relative al
  proprio  ramo  di  amministrazione, riferiscono  annualmente  sugli
  esiti  di  tale verifica alle competenti commissioni dell'Assemblea
  regionale  siciliana, dando conto anche dello stato  di  attuazione
  dei   provvedimenti  legislativi  di  adeguamento   all'ordinamento
  dell'Unione europea».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
    Adeguamento dell'ordinamento regionale agli obblighi derivanti
                 dall'appartenenza all'Unione europea

   1. Il Governo della Regione, al fine di dare tempestiva attuazione
  alle direttive europee e di conseguire l'obiettivo dell'adeguamento
  dell'ordinamento  regionale  all'ordinamento  dell'Unione  europea,
  presenta  all'Assemblea regionale siciliana i necessari disegni  di
  legge  di settore. Quando sorga l'obbligo in capo agli Stati membri
  di  dare  attuazione agli atti dell'Unione europea entro un termine
  stabilito  dai medesimi, il Governo presenta i predetti disegni  di
  legge  non oltre i tre mesi anteriori alla scadenza, anche al  fine
  di   evitare  che  la  Regione  incorra  nelle  sanzioni   previste
  all'articolo 16 bis della legge 4 febbraio 2005, n. 11».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 7.1:
   «Nel  primo  periodo  dopo  la  parola   attuazione   inserire  le
  seguenti  , nelle materie di competenza regionale, ;
   nel  secondo  periodo  sostituire le parole  all'articolo  16  bis
  della   legge   4   febbraio  2005,  n.   11    con   le   seguenti
   dall'ordinamento   nazionale    e   dall'ordinamento   dell'Unione
  europea ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 7, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
           Contenuto della legge sulla partecipazione della
                      Regione all'Unione europea

   1.  Al fine di garantire il periodico adeguamento dell'ordinamento
  regionale   agli   obblighi  derivanti  dall'emanazione   di   atti
  dell'Unione  europea  o  da sentenze degli  organi  giurisdizionali
  dell'Unione europea, il Governo della Regione, entro il  30  aprile
  di ogni anno, presenta all'Assemblea regionale siciliana un disegno
  di    legge    per    l'adempimento   degli   obblighi    derivanti
  dall'appartenenza  all'Unione  europea  denominato    Legge   sulla
  partecipazione della Regione all'Unione europea' seguito  dall'anno
  di  riferimento.  Nella relazione al disegno di legge,  il  Governo
  della  Regione riferisce sullo stato di conformità dell'ordinamento
  regionale  all'ordinamento dell'Unione europea e,  in  particolare,
  sullo   stato   delle   eventuali  procedure  di   infrazione   per
  inadempienze  e violazione degli obblighi imputabili alla  Regione.
  Da  conto, in particolare, delle direttive in merito alle quali  il
  termine   di   recepimento  è  scaduto  e  lo  Stato  ha   adottato
  provvedimenti  attuativi nell'esercizio del potere  sostitutivo  ai
  sensi dell'articolo 117, quinto comma, della Costituzione.

   2. La legge sulla partecipazione della Regione all'Unione europea:

   a)  reca le disposizioni volte a dare attuazione, nelle materie di
  competenza  regionale, ove non si sia provveduto con i  disegni  di
  legge  di  settore di cui all'articolo 7, comma 1,  alle  direttive
  europee e ad assicurare, ove necessario, la piena applicazione  dei
  regolamenti  europei  e  la conformità ai  principi  sanciti  dalla
  giurisprudenza degli organi giurisdizionali dell'Unione europea;

   b)   contiene  le  disposizioni  necessarie  all'esecuzione  delle
  sentenze   degli   organi  giurisdizionali  e  degli   atti   della
  Commissione o degli altri organi dell'Unione europea che comportino
  obblighi  di adeguamento per la Regione e le opportune disposizioni
  modificative  o  abrogative  di  disposizioni  vigenti  oggetto  di
  procedure d'infrazione;

   c)  contiene,  altresì, le disposizioni modificative o  abrogative
  della  legislazione regionale vigente necessarie  all'attuazione  o
  applicazione degli atti di cui alle lettere a) e b) e  a  garantire
  la    conformità    dell'ordinamento   regionale    all'ordinamento
  dell'Unione europea.

   3.  Alla  legge  sulla  partecipazione  della  Regione  all'Unione
  europea è allegato un elenco contenente:

   a)  le  direttive europee che non necessitino di provvedimenti  di
  attuazione  in  quanto l'ordinamento regionale è  già  conforme  ad
  esse;

   b)  gli atti dell'Unione europea che non necessitino di interventi
  legislativi    con   l'indicazione   dei   relativi   provvedimenti
  amministrativi di attuazione».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 8.1:
   «Al  comma  3, lett. b) dopo la parola  attuazione  aggiungere  le
  parole  adottati o da adottare .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
   Relazione annuale del Governo della Regione sulla partecipazione
        alla formazione degli atti dell'Unione europea ed alla
                            determinazione
    delle politiche dell'Unione europea e sull'attività di rilievo
                            internazionale

   1.  Entro  il  30  aprile di ogni anno, il Governo  della  Regione
  presenta  all'Assemblea regionale siciliana una relazione  relativa
  a:

   a) le attività svolte, anche dai singoli assessori, e le posizioni
  assunte e che intenda assumere nella formazione degli atti e  nella
  determinazione delle politiche dell'Unione europea, nelle sedi  sia
  nazionali che europee;

   b)  le attività di rilievo internazionale, inclusi gli accordi, le
  intese  e  le attività promozionali, posti in essere nell'esercizio
  del potere estero della Regione.

   2.  L'Assemblea  regionale siciliana può assumere  le  conseguenti
  determinazioni ed esprimere gli eventuali atti d'indirizzo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
              Ricorsi dinanzi agli organi giurisdizionali
                          dell'Unione europea

   1.  Nei  casi  in  cui  la  Regione sia  titolare  della  relativa
  legittimazione, il Presidente della Regione propone ricorso dinanzi
  agli  organi giurisdizionali dell'Unione europea avverso  gli  atti
  della  medesima Unione ritenuti illegittimi, previa delibera  della
  Giunta  regionale, udita la Commissione per l'esame delle questioni
  concernenti l'attività dell'Unione europea dell'Assemblea regionale
  siciliana.

   2.  Ai  fini di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 5  giugno
  2003,  n. 131, il Presidente della Regione chiede al Governo  della
  Repubblica  di proporre ricorso dinanzi agli organi giurisdizionali
  dell'Unione   europea   avverso   gli   atti   normativi   ritenuti
  illegittimi,  previa  delibera della  Giunta  regionale,  udita  la
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione europea dell'Assemblea regionale siciliana.

   3.  Nei casi di cui ai commi 1 e 2 l'Assemblea regionale siciliana
  può  approvare  appositi atti d'indirizzo al Governo della  Regione
  per sollecitare l'impugnazione degli atti dell'Unione europea».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 10.1:
   «Ai  commi  1  e  2  la parola  udita  è sostituita  dalla  parola
   sentita ;
   -  al comma 3 sopprimere le parole  Nei casi di cui ai commi  1  e
  2 ;
   -  dopo la parola  siciliana  sono inserite le seguenti  anche  ai
  fini del controllo giuridisdizionale sul rispetto del principio  di
  sussidiarietà di cui all'articolo 5 del TUE ;
   -  le  parole  per sollecitare  sono sostituite dalle  parole   ai
  fini dell'attivazione della procedura per ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 10, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11
   Modifiche all'articolo 50 della legge regionale 6 agosto 2009, n.
  9, in materia di attuazione della programmazione regionale unitaria

   1. All'articolo 50 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, sono
  apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:

   a)  alla  fine  del  comma  1  è  aggiunto  il  seguente  periodo:
   Un'apposita  sezione  del  Documento di programmazione  economico-
  finanziaria  illustra  lo stato di attuazione della  programmazione
  regionale  unitaria, in particolare lo stato  di  attuazione  e  di
  avanzamento dei programmi regionali relativi ai fondi europei,  del
  programma  di  utilizzo  delle  risorse  del  Fondo  per  le   aree
  sottoutilizzate  e in genere dei programmi di spesa  delle  risorse
  aggiuntive   nazionali,  delle  politiche  di  sviluppo   regionali
  finanziate con risorse ordinarie, dando conto del coordinamento fra
  i diversi strumenti';

   b)  dopo  il  comma  1 è aggiunto il seguente:   1  bis.  Ai  fini
  dell'espressione  degli atti d'indirizzo di  cui  al  comma  1,  il
  Governo  della  Regione assicura all'Assemblea regionale  siciliana
  una qualificata e tempestiva informazione circa l'istruttoria degli
  atti  e i relativi negoziati con gli organismi dell'Unione europea,
  statali  e  con  tutti  gli  altri enti  coinvolti  nei  tavoli  di
  trattative,  riferendo periodicamente alla Commissione per  l'esame
  delle  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea e  alle
  competenti   commissioni   legislative   dell'Assemblea   regionale
  siciliana.';

   c) il comma 3 è sostituito dal seguente:  3. I Programmi operativi
  che  attuano  la  programmazione regionale unitaria sono  approvati
  dalla  Giunta regionale previo parere della Commissione per l'esame
  delle  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea e delle
  competenti   commissioni   legislative   dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  da  rendersi  entro 15 giorni  dall'assegnazione  della
  relativa richiesta da parte del Presidente dell'Assemblea.  Laddove
  i  pareri non siano trasmessi nei 15 giorni previsti, il Governo ne
  prescinde.  Le modifiche di carattere finanziario e  di  merito  ai
  Programmi  operativi sono comunicati alla Commissione  per  l'esame
  delle  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea e  alla
  II  Commissione  legislativa   Bilancio'  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.';

   d)  il comma 7 è sostituito dal seguente:  7. Il Governo riferisce
  annualmente   alle  competenti  commissioni  legislative   e   alla
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione    europea    dell'Assemblea    regionale     siciliana
  sull'attuazione o modificazione dei programmi regionali relativi ai
  fondi  europei,  facendo riferimento allo stato di  attuazione  dei
  singoli  programmi  e  dando  conto, per  ciascun  asse  e  ciascun
  obiettivo,  dello  stato di avanzamento degli interventi  attivati,
  degli  impegni  di  spesa e dei corrispondenti  pagamenti  avvenuti
  rispetto  ai  livelli previsti, e in generale di ogni  elemento  di
  conoscenza  e  valutazione  sia quantitativo  che  qualitativo  dei
  programmi.   Le   commissioni  possono  formulare  osservazioni   o
  esprimere  atti  d'indirizzo al Governo della  Regione  e,  ove  ne
  ravvisino  l'opportunità,  riferiscono all'Assemblea  con  apposita
  relazione.'».

   Comunico   che   é   stato   presentato   dall'onorevole   Musotto
  l'emendamento 11.1:
   «Al comma 1 sopprimere le lettere  c' e  d'».

   L'emendamento è  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, lei mi scuserà se  ho  approfittato
  dell'emendamento  e del suo ritiro per esprimere  il  mio  giudizio
  sulla legge e per fare delle considerazioni aggiuntive a quelle del
  presidente Musotto.
   Mi sembrava istituzionalmente scortese fare una sub-relazione dopo
  quella del presidente Musotto, ma vorrei approfittare per esprimere
  il  mio giudizio estremamente positivo, non già perché sono uno dei
  presentatori della legge ma perché, signor Presidente, questa legge
  definisce  un  modello  gestionale nel  rapporto  tra  Esecutivo  e
  Assemblea regionale in una materia di fondamentale importanza  qual
  è  l'utilizzo  dei  fondi europei intesi nella loro  accezione  più
  larga,  cioè dal FESR al Fondo per l'agricoltura, al FEP, al  Fondo
  sociale europeo ed anche al FAS.
   Essa  restituisce all'Assemblea, anche se la portata non è  ancora
  colta dalla gran parte dell'Assemblea, un ruolo di primo piano che,
  da  qualche  anno,  essa ha progressivamente  perduto  a  vantaggio
  dell'Esecutivo,   senza  che,  però,  questa   perdita   di   ruolo
  dell'Assemblea  abbia  rappresentato una  maggiore  celerità  nelle
  scelte del Governo, se è vero che appena qualche mese fa eravamo  a
  due  anni e mezzo dall'avvio della programmazione europea ed ancora
  non si era speso un solo euro.
   Quindi, la perdita di potere di decisione dell'Assemblea regionale
  non  aveva  corrisposto ad una maggiore celerità ed  inoltre,  così
  come  diceva il presidente Musotto e come ha sostenuto il dirigente
  generale   della   programmazione  nel  corso   dell'audizione   in
  Commissione,  su  questa  legge c'è  la  piena  condivisione  della
  programmazione  poiché  essa, in qualche modo,  copre  una  vistosa
  lacuna legislativa.
   Non  è solo la riappropriazione da parte dell'Assemblea regionale,
  del  Parlamento nelle sue articolazioni, da parte della Commissione
  sulle  attività dell'Unione europea che, dopo questa  legge,  potrà
  svolgere una sorta di ruolo di cabina di regia tra le varie branche
  dell'Amministrazione regionale al fine di migliorare e rendere  più
  produttiva l'attività dei vari rami, ma anche per le Commissioni di
  merito, che si vedranno restituita una funzione di controllo  e  di
  indirizzo su tutta la materia dei fondi europei. Oltre che,  signor
  Presidente,  una  vera e propria sfida al modo  di  lavorare  e  di
  produrre di questo Parlamento, delle sue Commissioni, dell'Aula  in
  una  materia che, almeno per i prossimi sei - sette anni, vedrà  il
  Parlamento  impegnato per il corretto utilizzo  di  quelle  risorse
  che, spesso, sono le uniche di cui la Regione dispone.
   Il  Parlamento  deve  avere  la  consapevolezza,  pure  in  questa
  situazione  di  distrazione, che attraverso gli strumenti  previsti
  con  gli articoli 9, 11, quello di cui stiamo parlando, e 12,  sarà
  possibile  individuare  i  punti di  criticità  della  spesa  delle
  risorse  europee  ed  esercitare  un  ruolo  di  indirizzo   e   di
  orientamento al fine di superarli.
   Ritengo  importante  inoltre,  signor  Presidente,  rilevare  come
  l'approvazione  di  questa legge cada in un  momento  assolutamente
  irripetibile  per  il  settennio europeo,  a  poche  settimane  dal
  momento  in  cui  l'Unione  europea consentirà  la  possibilità  di
  rimodulazione del POR Sicilia 2007/2013.
   L'approvazione  di questa legge consentirà di  fare  in  modo  che
  questo  processo di rimodulazione, di accorpamento delle oltre  200
  misure, che rappresentano una parcellizzazione e una frammentazione
  della  spesa, si possa fare di concerto con il ruolo e la  funzione
  del Parlamento.
   Non è sicuramente la panacea di tutti i mali che hanno afflitto  e
  affliggono  l'attuazione della spesa dei fondi  europei,  ma  certo
  mette  il  Parlamento  in  condizione  di  poterne  monitorare  con
  maggiore puntualità gli elementi di criticità e di poterli superare
  in  un rapporto tra Parlamento e Governo che ne coniughi e ne salvi
  i rispettivi ruoli.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marziano, mi sento di  condividere  la  sua
  relazione.   Il   fatto  che  l'Assemblea  riesca   a   partecipare
  attivamente  a  questo processo decisionale mi sembra assolutamente
  utile e produttivo.

   MUSOTTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO,   relatore.  Signor  Presidente,  melius   re   perpensa,
  sull'emendamento 2.1 relativo all'articolo 2, per i commi 1 e 3  va
  bene  il  ritiro;  però,  dopo il comma 3,  inserire  il  seguente:
   L'Assemblea regionale siciliana, inoltre, secondo quanto  previsto
  dall'articolo 6  .
   C'è un problema di adeguamento al Trattato di Lisbona, cioè questo
  comma   riprende  il  Trattato  di  Lisbona  e,  quindi,   dobbiamo
  reinserirlo necessariamente.

   PRESIDENTE.  Dopo il comma 3 inserire il seguente , da  questo  in
  poi.

   MUSOTTO, relatore. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Compreso   al   comma  4,   sostituire   la   parola
   sollecitare'?

   MUSOTTO, relatore. Questo no. Soltanto quello dopo il comma 3.

   PRESIDENTE.  Siccome non abbiamo ancora dato il voto  finale  alla
  legge,  ma  abbiamo  approvato l'articolo 2,  si  può  scrivere  un
  emendamento,  che  consideriamo aggiuntivo  e  lo  votiamo  adesso,
  soltanto  con  questa  parte. Le concedo un minuto  mentre  andiamo
  avanti.

   MUSOTTO, relatore. Grazie.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   mentre   viene    formulato
  l'emendamento aggiuntivo, pongo in votazione l'articolo 11.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12
                      Accordi di programma quadro

   1. I nuovi accordi di programma quadro, sottoscritti dalla data di
  entrata in vigore della presente legge, sono approvati dalla Giunta
  regionale,    previo    parere   delle    competenti    commissioni
  dell'Assemblea  regionale siciliana, da rendersi  entro  15  giorni
  dall'assegnazione della relativa richiesta da parte del  Presidente
  della medesima Assemblea.

   2.  Le  rimodulazioni di carattere finanziario, le  modifiche,  le
  integrazioni e gli atti aggiuntivi agli accordi di programma quadro
  sono   comunicati   alle   competenti  commissioni   dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   3.  Il  Governo  riferisce  annualmente  sull'attuazione  o  sulla
  modificazione  degli  accordi di programma  quadro  in  corso  alle
  competenti  commissioni dell'Assemblea regionale siciliana  e,  con
  particolare riferimento alle politiche finanziate con il Fondo  per
  le  aree sottoutilizzate (FAS), nel quadro della politica regionale
  unitaria  di  programmazione, alla Commissione  per  l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea della medesima
  Assemblea».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  invito   la
  Commissione  a  valutare  l'opportunità, se  occorre,  di  inserire
  qualcosa  che stabilisca non un termine, cioè quando  si  dice   Le
  rimodulazioni   di   carattere  finanziario,  le   modifiche   etc
  aggiuntivi  agli  accordi di programma quadro sono comunicati  alle
  competenti   Commissioni   parlamentari  dell'Assemblea   regionale
  siciliana', mi pongo una domanda: quando?

   MUSOTTO,  relatore. Onorevole Beninati, entro  15  giorni  da  che
  cosa, da quando?

   BENINATI.  Da  quando vengono fatti, altrimenti in teoria  possono
  essere anche dopo due anni.
   O si mette un termine o la norma rischia di non avere significato.
  Mi  permetto di dirlo perché l'iniziativa è lodevole, ma poi non  è
  scritto  entro quando; entro un termine da quando si attiva  questo
  provvedimento, altrimenti potrebbe avvenire dopo tre anni.
   E' una valutazione e la Commissione, se vuole, può prenderne atto.
  Diversamente, va bene così.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  ratio  di
  quest'articolo e quindi del comma 2 va letta alla luce del comma 1;
  siccome alla luce dell'entrata in vigore di questa legge vi  é  una
  serie  di nuovi accordi di programma che vanno comunicati, non  c'è
  una  scadenza temporale perché si tratta di tutti quelli realizzati
  in questo periodo.
   Per  la  procedura  normale  valgono gli  articoli  9  e  11,  che
  definiscono le modalità con cui il Governo deve illustrare,  quindi
  entro  il  30 aprile la comunicazione all'Assemblea per avviare  la
  sessione  comunitaria e tutte le volte che devono essere  approvati
  accordi  di programma quadro o modifiche, alle Commissioni quindici
  giorni prima della loro approvazione.
   Quindi, è come una norma transitoria, non va messa una data  entro
  la quale comunicare.
   Si tratta di tutti i nuovi accordi di programma.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Musotto, Marziano, Minardo e Ferrara l'emendamento aggiuntivo A1:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.  ...  -  L'Assemblea regionale siciliana,  inoltre,  secondo
  quanto  previsto dall'articolo 6 del protocollo sulla  applicazione
  dei  principi  di  sussidiarietà e di proporzionalità  allegato  al
  Trattato  sull'Unione europea (TUE) e al Trattato sul funzionamento
  dell'Unione  europea, trasmette al Parlamento della  Repubblica  le
  proprie   valutazioni   circa   il  rispetto   del   principio   di
  sussidiarietà nelle proposte e negli atti dell'Unione  europea  che
  abbiano ad oggetto materie di competenza regionale .»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                     Annunzio di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero  313  «Iniziative per la piena attuazione  del  trattato  di
  Lisbona   e  dei  protocolli  allegati  sul  ruolo  dei  parlamenti
  regionali  con poteri legislativi nel controllo, sul  rispetto  del
  principio di sussidiarietà», dell'onorevole Musotto:

                   «L'Assemblea regionale siciliana:

   tenuto conto che il disegno di legge n. 379 bis, disciplinando  la
  partecipazione  della  Regione  siciliana  al  processo   normativo
  europeo,  le  procedure  di  esecuzione  degli  obblighi  derivanti
  dall'appartenenza all'Unione europea e quelle di  attuazione  delle
  politiche  europee, assegna all'Assemblea regionale  siciliana   un
  ruolo  centrale  nella determinazione degli indirizzi  generali  di
  tale partecipazione;

   considerato  che  la legge 4 febbraio 2005, n.  11,  valorizza  il
  ruolo  delle  Assemblee  legislative  regionali  e  delle  Province
  autonome nella formazione del diritto dell'Unione europea, anche al
  fine  di avvicinare le istituzioni europee alle realtà territoriali
  e locali;

   considerato  che  la  disciplina dettata dalla predetta  normativa
  nazionale    non   costituisce   solo   esercizio   di   governance
  multilivello,   ma  concorre  alla  definizione  di   un'idea   più
  consapevole e concreta di cittadinanza europea,

   considerato  che l'applicazione del principio di sussidiarietà  di
  cui   all'articolo  5  del  Trattato  sull'Unione   europea,   come
  modificato  dal Trattato di Lisbona entrato in vigore l'1  dicembre
  2009,  impone  che  l'Unione, nei settori  non  di  sua  competenza
  esclusiva,  intervenga   soltanto se ed  in  quanto  gli  obiettivi
  dell'azione  prevista  non  possono  essere  conseguiti  in  misura
  sufficiente  dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello
  regionale e locale ;

   tenuto  conto  che la partecipazione alla formazione  del  diritto
  dell'UE  da parte delle Assemblee legislative regionali costituisce
  un  significativo esempio di applicazione in concreto del principio
  di sussidiarietà;

   tenuto  conto  che  il  nuovo  Protocollo  sull'applicazione   del
  principio   di  sussidiarietà  e  di  proporzionalità,  così   come
  modificato  dal  Trattato di Lisbona, prevede espressamente  che  i
  Parlamenti   nazionali  consultino,  all'occorrenza,  i  Parlamenti
  regionali  europei dotati di poteri legislativi,   in  merito  alla
  verifica  del rispetto del principio di sussidiarietà da  parte  di
  una proposta di atto normativo dell'UE;

   vista  anche la precedente partecipazione dell'Assemblea regionale
  siciliana all'ampia consultazione sulla proposta di regolamento che
  dovrà  dare  attuazione al nuovo diritto di iniziativa  legislativa
  riconosciuto   ad   almeno   un  milione   di   cittadini   europei
  dall'articolo  11  del  Trattato  sull'Unione  europea  così   come
  modificato  a  seguito  dell'entrata  in  vigore  del  trattato  di
  Lisbona,

   ritenuto    essenziale   l'ampio   coinvolgimento   dell'Assemblea
  regionale siciliana, e di tutte le assemblee legislative regionali,
  nel  processo  normativo  europeo, con  particolare  riguardo  alla
  procedura di verifica sul rispetto del principio di sussidiarietà,

        invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   ad intervenire presso il Presidente del Senato della Repubblica ed
  il  Presidente della Camera dei Deputati affinché assicurino che le
  proposte di modifica della legge n. 11 del 2005, segnatamente  A.C.
  2862,  A.C.  2888 e A.C. 3055, attualmente in discussione,  tengano
  conto  di  quanto disposto dal Trattato di Lisbona e  dall'allegato
  Protocollo  sull'applicazione dei princìpi di  sussidiarietà  e  di
  proporzionalità». (313)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunico  che  gli onorevoli Greco e Minardo hanno  dichiarato  di
  apporre la firma all'ordine del giorno numero 313.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Discussione del disegno di legge numeri  508-527/A «Schema di
    progetto di legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai
      sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante
      'Modifiche al decreto legge  16 settembre 2008, numero 143,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, numero
                                 181'»

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  numeri
  508-527/A  «Schema di progetto di legge da proporre  al  Parlamento
  della  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello  Statuto  della
  regione  recante 'Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008,  n.
  143,  convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre  2008,
  n. 181'», posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Invito il relatore, onorevole Marrocco, a svolgere la relazione.

   MARROCCO,  relatore.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  presente  progetto  di legge, da sottoporre,  una  volta  approvato
  dall'Assemblea regionale siciliana, ai sensi dell'articolo 18 dello
  Statuto,   al  Parlamento  della  Repubblica,  propone   importanti
  modifiche  alla normativa nazionale vigente al fine  di  assicurare
  che  le  somme  e  i  proventi dei beni confiscati  nell'ambito  di
  procedimenti  penali o per l'applicazione di misure di prevenzione,
  affluiti  nel Fondo Unico Giustizia, siano destinati allo  sviluppo
  dei territori interessati dai relativi provvedimenti di sequestro e
  di confisca.
   I  beni  confiscati  alle organizzazioni criminali  costituiscono,
  come bene sappiamo, oggi, una significativa e peculiare voce attiva
  del  patrimonio  indisponibile  dello  Stato.  Il  legislatore   ha
  progressivamente  individuato il sequestro e la confisca  dei  beni
  quali  strumenti  per la lotta alla criminalità organizzata.  Essi,
  peraltro,  possono  rappresentare uno strumento di  sviluppo  delle
  comunità locali interessate, specie attraverso un'idonea gestione e
  destinazione  dei suddetti beni ed un'utilizzazione  sociale  degli
  stessi.
   In particolare, per quanto riguarda le somme di denaro sequestrate
  ed  i  proventi  derivanti dai beni confiscati, il  legislatore  ha
  previsto nel tempo varie destinazioni.
   Il  procedimento  vede  in atto coinvolti una  serie  di  soggetti
  pubblici  quali l'Autorità giudiziaria, l'Agenzia del  demanio,  la
  Prefettura,   la   Presidenza  del  Consiglio   con   funzioni   di
  coordinamento attraverso un apposito Commissario straordinario,  le
  amministrazioni e gli enti destinatari o utilizzatori dei  beni,  i
  soggetti   anche   privati  autorizzati   ad   utilizzarli   o   ad
  amministrarli.
   Si  tratta di somme sempre più ingenti: si consideri che così come
  h in notevole crescita il numero dei beni in gestione nonché quello
  dei  beni confiscati (al 31 dicembre 2008 risultavano 3.430  quelli
  in  gestione  su 8.446 beni in totale), con un'accelerazione  nelle
  procedure   di   destinazione   dei  beni   immobili,   altrettanto
  significativa  è  la  percentuale delle procedure  di  sequestro  e
  l'ammontare  complessivo  delle somme  recuperate:  basti  pensare,
  nell'ottobre  2009  quelle  confluite  nel  Fondo  Unico  Giustizia
  risultavano pari a ben 665,7 milioni di euro.
   Si  ricorda,  infatti,  che  con  la  legge  n.  133  del  2008  e
  successivamente con l'articolo 2 del decreto legge n. 143 del 2008,
  convertito  con  modificazioni dalla legge n. 181 del  2008,  si  è
  passati  da un fondo per la legalità nel quale confluivano soltanto
  parte delle somme in questione alla costituzione di un  Fondo Unico
  Giustizia   che, proprio per il fatto di raccogliere una  serie  di
  risorse destinate a quelle finalità e generalmente connesse con  il
  buon   funzionamento   della  giustizia,  è  stato   simbolicamente
  considerato una sorta di  salvadanaio della legalità .
   Con  tale  riforma si è affidata alla società Equitalia  Giustizia
  S.p.A.  la  gestione delle risorse del Fondo.  In  atto,  la  legge
  prevede che affluiscano al Fondo le somme di denaro sequestrate e i
  proventi  derivanti dai beni confiscati nell'ambito di procedimenti
  penali o per l'applicazione di misure di prevenzione. Tali somme  e
  proventi  vengono successivamente restituiti agli aventi diritto  o
  allo Stato dalla società Equitalia Giustizia.
   Il  progetto  di  legge in esame mira a destinare  le  somme  e  i
  proventi  del  Fondo  allo sviluppo delle  comunità  locali  e  dei
  territori  danneggiati dalla criminalità organizzata, con specifico
  riferimento ai territori nei quali il sequestro o la confisca  sono
  stati  operati, con un intervento che mira a coniugare le  esigenze
  di crescita morale, sociale ed economica di uno stesso territorio.
   La   delicatezza  della  materia,  l'importanza  delle   questioni
  affrontate  sotto il profilo sociale, economico e  politico  nonché
  l'indubbio  valore  emblematico del  provvedimento  richiedono  una
  sollecita approvazione del provvedimento da parte dell'Aula.
   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  aggiunta  a  quanto
  espresso nella relazione introduttiva di questo disegno di legge  -
  se  pur  rappresentato da un singolo articolo - vorrei rivolgere  i
  ringraziamenti  alla I Commissione che ha, in tempi brevi,  esitato
  questo  disegno  di legge e rappresentare lo spirito  dello  stesso
  disegno  di  legge  che  ha  sicuramente  una  sua  valenza   anche
  nell'ambito  di  quel richiamo, più volte fatto nell'attualità  del
  dibattito  politico  odierno, rispetto a quel  federalismo  di  cui
  spesso  si  parla, non soltanto per dibattito politico ma  anche  e
  soprattutto  per disegni di legge che sono già stati  tramutati  in
  norma.
   Ed  è  a  questo spirito che si rifà questo disegno di  legge  che
  ovviamente, ci auguriamo, venga approvato in Aula. Grazie.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto  nel
  complimentarmi  per il lavoro svolto dai firmatari del  disegno  di
  legge  in  esame,  chiedo di apporre la firma al disegno  di  legge
  presentato che oggi il Parlamento, sono convinto, approverà.
   La  questione  presentata è assai importante e  attiene  a  quella
  forma  di  risarcimento che la Sicilia deve ottenere per i tremendi
  danni  subiti dalla mafia e dalle organizzazioni criminali di  Cosa
  nostra.  E' vero che in molti casi la mafia colpisce una volta,  ma
  spesso   accade  che  l'antimafia  colpisca  in  modo   altrettanto
  drammatico e devastante.
   La  Sicilia è la Regione che detiene il 51 per cento dei patrimoni
  immobili  confiscati alla mafia nel contesto del panorama nazionale
  e, quindi, anche delle aziende confiscate, del patrimonio mobiliare
  confiscato a Cosa Nostra.
   L'onorevole  Marrocco, che con me divide l'impegno in  Commissione
  Antimafia, sa quanto sforzo e quanto tempo abbiamo impegnato, anche
  incontrando  le  più alte cariche dello Stato e  delle  istituzioni
  nazionali  per  spiegare come fosse indispensabile  l'azione  delle
  Forze  dell'ordine e della Magistratura, dell'enorme sacrificio  in
  termini   di  tributo  di  sangue  e  di  vite  umane  versate   da
  investigatori e magistrati, nel sottrarre a Cosa nostra quello  che
  loro  temono di più. Perché i mafiosi, oggi, non temono il carcere,
  al  carcere  sono  abituati, i mafiosi ci sono cresciuti,  ci  sono
  tornati.  Il  mafioso  che  delinque  mette  in  conto  di   essere
  arrestato,  ma sa che, nonostante il regime del 41 bis,  riesce  lo
  stesso  a determinare il continuo controllo del territorio e  delle
  attività criminali.
   Quello   che  il  mafioso  teme  oggi  -  lo  dicono  gli   stessi
  collaboratori di giustizia - è l'espropriazione dei patrimoni.  Ciò
  infatti,  non  soltanto li rende poveri, ma fa perdere  al  mafioso
  quella che è la forza derivante dal controllo del territorio e  dal
  controllo delle attività economiche impegnate nel territorio.
   Allora  sarebbe, ed è, una grande ingiustizia, la norma  approvata
  dal  Parlamento  nazionale e, quindi, dal Governo che  prevede  che
  anche  i proventi delle confische immobiliari e mobiliari, disposte
  dai  magistrati  e dalle forze dell'ordine in Sicilia,  entrino  in
  questo  fondo unico Equitalia e vengano distribuiti a  regioni  che
  non  conoscono,  per loro fortuna, l'efferatezza della  presenza  e
  delle azioni del crimine mafioso.
   E  allora, se la mafia ha fatto un danno in termini di estorsioni,
  in  termini di perdita dello sviluppo economico, di condizionamento
  dell'attività  economica, di arretratezza sociale  e  culturale  di
  questa  Sicilia,  che  cosa può risarcire la Sicilia?  Soltanto  il
  ritorno  e  l'investimento delle risorse economiche nel  territorio
  siciliano.
   E'  assurdo  e singolare che i proventi confiscati a  Monreale,  a
  Corleone,  a  Santa  Cristina  Gela,  a  San  Giuseppe  Jato,    ad
  Altofonte,  a  Niscemi debbano essere distribuiti con Belluno,  con
  Rovigo, con Trieste, con Treviso che, per loro fortuna, nulla hanno
  subìto in termini di virulenza e di prevaricazione mafiosa.
   Con questo disegno di legge, quindi, che cosa chiediamo?
   Chiediamo che la Sicilia si riappropri, in termini di risarcimento
  danno  e di restituzione e di ritorno economico, di quello  che  la
  mafia ha sottratto con la violenza e con gli omicidi.
   Invito,  quindi,  i  colleghi  ed il Parlamento  a  votare  questo
  disegno  di  legge, che porrà sicuramente al Governo  nazionale  un
  grosso problema di coscienza, quello di difendere la Sicilia  e  di
  dare  ai Siciliani un segnale forte, determinato dalla restituzione
  di  quello  che  la mafia ha sottratto e che la mafia,  oggi,  deve
  restituire.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, dalla  relazione
  del collega Marrocco e, poi, dall'intervento del collega che mi  ha
  preceduto, ho sentito tante belle frasi.
   Ho sentito esprimere concetti  meritevoli di grande attenzione.
   Io  vorrei, se ci riesco, fare un ragionamento molto più  semplice
  perché credo che sia dovere di tutti, in quest'Aula, provare a dire
  sempre ai Siciliani qual è la verità.
   Con  questo non voglio dire che chi mi ha preceduto ha detto  cose
  diverse dalla verità. Voglio semplicemente dire che dobbiamo  avere
  il coraggio, e anche l'intendimento formale, oltre che sostanziale,
  di  dire  ai Siciliani che oggi ci apprestiamo a votare - dire  che
  siamo  tutti  contro  la  mafia è una cosa, direi,  banale,  ovvia.
  Infatti, non soltanto siamo tutti contro la mafia, ma dovremmo fare
  in  modo che, chi a Roma si troverà sui banchi parlamentari  questo
  disegno  di  legge  che si appresta a diventare  legge,  ma  che  è
  soltanto, cosa che, purtroppo, non è stata detta finora, una legge-
  voto  -  é una legge che riguarda competenze esclusive dello  Stato
  centrale,  del Parlamento nazionale, é una legge che potrà  trovare
  effettiva  applicazione soltanto nel momento in cui verrà approvata
  anche dal Parlamento nazionale.
   Allora  le  belle frasi e i bei princìpi espressi negli interventi
  che  mi  hanno preceduto dovranno, amici Marrocco e Caputo, trovare
  viva espressione e concretezza a Roma.
   E  qui nasce la mia perplessità ed io la rassegno a quest'Aula, ma
  la rassegno soprattutto ai Siciliani. Oggi - come brillantemente ha
  ricordato  chi  mi ha preceduto - i soldi e i beni confiscati  alla
  mafia  in  Sicilia  servono,  ad esempio,  anche  per  fare  l'alta
  velocità  in  Piemonte, dobbiamo avere il coraggio  di  dirci  che,
  seppure   quest'Assemblea   regionale  oggi,   votando   certamente
  all'unanimità  questa legge, cercherà di rendere un  servizio  alla
  Sicilia  -  io  vi  devo  dire, senza essere pessimista  ma  perché
  ritengo  di  dover essere concreto e onesto con chi ci  ascolta  e,
  quindi, con i Siciliani - questa legge non verrà mai approvata  dal
  Parlamento nazionale.
   E  sapete perché? Io credo che in cuor vostro voi lo sappiate,  ma
  io ve lo ricordo ugualmente.
   A  Roma il Governo dell'economia è gestito da un leghista prestato
  al  PDL,  che  si  chiama  Giulio  Tremonti,  questo  leghista  non
  permetterà  mai che la gran parte dei proventi dei beni  confiscati
  possa  restare,  così come sarebbe giusto, non fosse  altro  che  a
  titolo  di risarcimento, nella regione che ha visto la confisca  di
  questi beni.
   Allora,  cari amici del PDL (ufficiale o meno ufficiale),  abbiate
  la  buona  creanza  di  fare  voti a  Roma,  presso  il  Presidente
  Berlusconi, presso la Lega e presso coloro che decideranno che fine
  faranno questi soldi, perché io sono fortemente convinto che è  già
  sbagliato che il provento dei beni confiscati venga diviso un terzo
  per  uno,  così come accade allo Stato tra Ministero dell'economia,
  Ministero  della  giustizia  e Ministero  dell'interno.  E  sarebbe
  ancora più sbagliato prendere in giro i Siciliani  dicendo loro che
  abbiamo  votato  una  legge  che  farà  permanere  in  Sicilia   la
  realizzazione  della confisca dei beni e, quindi,  beni  mobili  ed
  immobili, denaro e non.
   Per  quanto ci riguarda sono pronto a prendere impegno, anche  per
  l'UDC  nazionale,  che  farà certamente la sua  parte  affinché  il
  maltolto  resti  in Sicilia, quanto meno a titolo di  risarcimento,
  come accennavo già.
   Sono  parimenti convinto che sarà dura convincere il vostro  amico
  Giulio Tremonti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Romano.  Ne  ha
  facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  intendo
  apporre  la firma a questo disegno di legge e chi vi parla  proprio
  in  queste  ore è una presunta vittima della mafia;  lo  dico  come
  provocazione.
   La  mafia in questi giorni ha ripreso fiato sulla stampa  e  nelle
  aule  di  Tribunale e nelle Procure di questa Sicilia. Se ne  parla
  ancora  tanto  e credo che questo disegno di legge rappresenti  una
  forte,  opportuna,  intelligente  provocazione  che  va  sostenuta,
  onorevole Marrocco, fino in fondo.
   E'  il  completamente di quell'articolato, la  legge  15,  su  cui
  abbiamo lavorato in Commissione antimafia non appena insediati,  ed
  è  una  provocazione  forte  che mira a modificare  quel  maledetto
  emendamento  che  nella  finanziaria  del  2009  esproprierebbe   i
  territori colpiti dalla mafia dei beni e delle ricadute in positivo
  che la confisca stessa avrebbe.
   Quindi,  il  mio  pieno  sostegno, non solo formale  ma  politico,
  confermando  che la lotta alla mafia non è un fatto demagogico,  di
  parte.  Dobbiamo avviare iniziative concrete, forti  perché,  se  è
  vero  che  la  mafia è in grado di infiltrarsi nelle organizzazioni
  cattoliche  ed  anche  in  quelle più piccole,  più  indifese,  più
  deboli,  più  insignificanti nel sistema, nel panorama politico  ed
  istituzionale della Sicilia, almeno così si presume, vuol dire  che
  è possibile che la mafia sia infiltrata dappertutto.
   E  allora,  non dobbiamo consentire che la Sicilia venga  scippata
  con  un  doppio effetto anche di questi ulteriori beni,  di  questa
  ulteriore possibilità.
   E' una provocazione che va sostenuta sul piano politico, ma che va
  sostenuta, soprattutto, sul piano culturale.
   Pertanto,   credo  che  questo  disegno  di  legge  debba   essere
  approvato,  e deve esserlo con lo sforzo e col consenso  di  tutti.
  Credo,  altresì,  che bisogna mettere in moto,  assieme  a  questo,
  tutte  quelle  iniziative, ripartendo dalla legge 15  -  che  dovrà
  trovare copertura di spesa anche nella prossima finanziaria  -  per
  consentire  alle  vittime  della mafia di utilizzare  anche  questi
  strumenti, per combattere sul piano culturale ma anche sul  terreno
  dello  scontro, tutti i giorni, nelle nostre città e  nelle  nostre
  organizzazioni, questo cancro che non può non essere debellato  con
  la forza e la volontà anche di questo Parlamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente
  per  affermare che penso che dobbiamo necessariamente, con  estrema
  consapevolezza, dire che questa è una buona scelta e una strada  in
  salita.  Accetto di buon grado quanto hanno dichiarato i  colleghi,
  dall'onorevole Cordaro e da altri ancora, che hanno motivato, anche
  in maniera decisa, la sostanza di quello che stiamo facendo.
     E'  ovvio che dico che è una strada in salita  perché  le  forze
  politiche   dovrebbero  realmente  organizzarsi,   e   il   Partito
  Democratico si organizzerà in tale direzione, per spiegare non solo
  le  ragioni  che sono facilmente intuibili. Non mi pare che,  tutto
  sommato, siamo dinanzi a norme complesse, ma ad un principio per il
  quale  tutto ciò che è sostanzialmente proventi o somme di  denaro,
  tutto ciò che effettivamente è possibile investire nei territori in
  cui  si sono consumati efferati delitti o, comunque, tutto ciò  che
  Cosa  nostra  in questi anni ha prodotto e, purtroppo, a  tutt'oggi
  produce  (mai  abbassare  la guardia )  con  attività  criminali  e
  illecite  venga, invece, destinato a investimenti.  Tutto  qui.  Ma
  soprattutto c'è una parte che dice  anche alle forze dell'ordine  e
  l'altra parte che dice  alla legge 20 novembre 2008, n. 15 , che  è
  una  legge  nostra. Sostanzialmente, abbiamo tutti  concordato  che
  questa è una norma valida da tale punto di vista e, quindi, occorre
  darle  la opportuna copertura finanziaria. Non si può solo  sperare
  in  questa  operazione,  ma  penso che  dovremmo  dare  l'opportuna
  copertura finanziaria alle legge 15. Infatti, se diciamo che è  una
  buona legge, dobbiamo anche renderne possibile l'attuazione.
   Pertanto,  dovremmo metterci qualche soldino e fare  in  modo  che
  anche questa nostra realtà sia realmente all'avanguardia per quanto
  concerne il concetto che non si deve mai  dimenticare,  e cioè  che
  la  guardia non si abbassa mai e che la politica deve fare  di  più
  rispetto  a quanto ha fatto finora e che non ci si può mai affidare
  solo alla repressione e all'attività degli organi inquirenti.
   Questo è un po' il concetto base.
   Io penso che ogni forza politica ha il dovere, tenendo i piedi per
  terra, di dire che effettivamente questo è un disegno di legge  che
  va  sostenuto, e va sostenuto anche nel Parlamento nazionale e che,
  soprattutto,  deve essere anche oggetto, perché no,  di  iniziativa
  politica. E noi ce ne facciamo carico, in quanto é ovvio che  tutto
  diventa più difficile dinanzi agli atteggiamenti che possono  avere
  i nostri governanti per quanto concerne questo aspetto.
   Non  mi pare che nell'approvare norme che regolano la materia, pur
  quando  ci  possono essere alcune positività nella  regia  unica  -
  chiamiamola  così  -,  da  parte di chi  gestisce,  di  chi  fa  la
  giustizia, è ovvio che si voglia comunque guardare meno alla  norma
  e fare cassa.
   Su  questo  mi pare che, tutto sommato, tutti noi abbiamo  qualche
  dubbio  atroce,  e  quindi  sì all'approvazione  di  tale  proposta
  legislativa. E' peraltro meritoria l'iniziativa da parte nostra, ma
  è  un lavoro che inizia proprio un minuto dopo che avremo approvato
  questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adamo.  Ne  ha
  facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, la legge che sicuramente ci apprestiamo
  a votare con piena convinzione è una legge voto. Sono assolutamente
  d'accordo  con i colleghi che mi hanno preceduto. Bisogna ricordare
  che questa è una legge che noi proponiamo al Governo nazionale; non
  è una legge che possiamo approvare e rendere operativa. E da domani
  comincia  una  battaglia, una trattativa con il  Governo  nazionale
  perché sia poi recepita.
   Va  anche detto che avevamo tentato di introdurre questi princìpi,
  il  principio sacrosanto che dice che i soldi e i fondi sequestrati
  al sistema mafioso non possono che tornare nel territorio dove sono
  stati  sequestrati, intanto in forma risarcitoria, e poi per essere
  investiti  per  rimediare almeno in parte ai danni che  il  sistema
  mafioso ha creato.
   Ma l'emendamento non è passato in finanziaria e, pertanto, abbiamo
  pensato  di trasformarlo in legge, consapevoli però del  fatto  che
  bisognerà battersi.
   Ognuno  di noi dovrà essere pertanto garante con il proprio gruppo
  di riferimento politico al Parlamento nazionale e ci rendiamo conto
  del  fatto  che  questa  è  anzi una  sfida   certamente  elegante,
  sensata,  in linea con i princìpi che sono stati portati avanti  in
  questi anni dal Governo nazionale.
   E'  una  sfida  anche  alla  Lega e al principio  del  federalismo
  fiscale,  se  è  vero che i fondi prodotti in un territorio  devono
  essere in gran parte investiti in questo territorio, non c'è  alcun
  dubbio che i fondi che vengono sequestrati a Palermo, a Trapani,  a
  Catania,  ma  anche  in  Lombardia e in  Calabria,  e  che  vengono
  sequestrati  al sistema della malavita devono essere  investiti  lì
  dove hanno creato il danno.
   Al  di  là dell'approvazione, che noi diamo per scontata, non  c'è
  dubbio  -  e  questo va sottolineato - che comincia  una  battaglia
  politica  che vede impegnati tutti noi, ma vede impegnata in  prima
  linea l'intera Sicilia.

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  io   intanto
  sottoscrivo il disegno di legge che  certamente indica un percorso,
  ed è un percorso - non dobbiamo nascondercelo - irto di difficoltà.
  Siamo  consapevoli, infatti, che si tratta di un disegno di  legge-
  voto; abbiamo la consapevolezza che, attraverso questi strumenti  -
  di  recente le cronache hanno riportato la notizia di ingenti somme
  sequestrate  da  parte  della Magistratura, da  parte  delle  Forze
  dell'Ordine,  e sono somme che certamente ci fanno ben  sperare  -,
  finalmente  si  faccia  sul serio, che si  combatta  nel  cuore  la
  criminalità organizzata di ogni tipo.
   Le  recenti notizie di sequestri anche in Sicilia, anche nella mia
  provincia,  nel messinese, rendono onore alla Magistratura  e  alle
  Forze  di  Polizia  che  concorrono alla individuazione  di  queste
  sacche  di  ricchezza  importanti che  poi  sostanziano  la  mafia,
  sostanziano le organizzazioni criminali e, nel momento in  cui   si
  procede al sequestro, è evidente che si sferra un durissimo colpo.
   Io  condivido le preoccupazioni qui espresse, mi rendo  conto  che
  dobbiamo   adottare   questo  disegno  di   legge-voto   come   una
  raccomandazione  rivolta  al  Governo  centrale.  Ma,  soprattutto,
  dobbiamo  fare  in  modo  che ciascuno di noi,  per  il  ruolo  che
  esercita,  per  la funzione che espleta, si faccia parte  diligente
  perché le forze politiche, che poi ci rappresentano in Parlamento e
  che   ci   rappresentano  nel  Governo,  possano   avere   contezza
  dell'importanza di questo disegno di legge-voto e del  ritorno  che
  si   potrebbe  avere,  dal  punto  di  vista  della  produzione  di
  ricchezza,  in  quelle  popolazioni e per  quelle  popolazioni  che
  subiscono un danno così rilevante.
   Allora  si  potrebbe proporre alla Presidenza  di  inviare  questo
  disegno  di legge-voto perché lo possano votare anche le  assemblee
  di   altre  regioni  che,  al  pari  della  Sicilia,  soffrono  più
  intensamente   il  problema  della  mafia,  piuttosto   che   della
   ndrangheta,  piuttosto che della camorra, perché da questa  unione
  si  possa trarre una forza maggiore, signor Presidente, e si  possa
  raggiungere più agevolmente il risultato che tutti noi auspichiamo,
  avendo  la  certezza  che il disegno di legge stasera  sarà  votato
  all'unanimità  e  avendo  la  consapevolezza  che,  tuttavia,   noi
  dobbiamo  concorrere non soltanto ad una enunciazione di principio,
  ma al conseguimento di un risultato.

   MARROCCO, relatore. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevoli colleghi, se  nessun  altro
  chiede   di  parlare,  dopo  l'intervento  dell'onorevole  Marrocco
  procederemo alla votazione delle due delibere legislative.  Avverto
  che  tra  gli iscritti a parlare c'è ancora l'onorevole  Falcone  e
  dopo il suo intervento passeremo alla votazione dei due disegni  di
  legge.

   MARROCCO, relatore. Signor Presidente, intervengo molto brevemente
  per una precisazione.
   Premesso che eviterei di procedere a lezioni di verità da parte di
  alcuno in quanto sappiamo quanto queste appartengano, comunque,  ad
  una  visione  soggettiva  e,  quindi chiaramente  non  alla  verità
  assoluta, vorrei sottolineare a tutti i nostri colleghi che noi non
  stiamo  sottoponendo  alcunché  al Governo  nazionale.  Noi  stiamo
  sottoponendo,  secondo  quanto  previsto  dal  nostro  Statuto,  al
  Parlamento nazionale di confrontarsi su un argomento.
   Stiamo, cioè, dicendo in termini molto semplici ai nostri colleghi
  parlamentari  di  discutere, seguendo quel filo  logico  legato  al
  federalismo fiscale, su un tema importante che è legato  non  tanto
  alla   confisca  dei  beni  immobili,  quanto  ancor   di   più   a
  quell'insieme  di beni che sono rappresentati da quote  societarie,
  che   sono   rappresentati  dai  cosiddetti   soldi   liquidi   che
  rappresentano  la  gran parte di quelle somme che confluiscono  nel
  fondo che fa riferimento a Equitalia s.p.a..
   Allora,  è su questo che chiediamo ai nostri colleghi, soprattutto
  siciliani, non solo di confrontarsi ma anche di adempiere  al  loro
  dovere  di parlamentare, soprattutto di parlamentare rappresentante
  del territorio della Sicilia. E non solo della Sicilia, ma di tutti
  quei  territori  -  come  è stato benissimo sottolineato  da  altri
  parlamentari  -  che subiscono come la Sicilia una presenza  sempre
  più  forte  e  sempre  più ramificata, che  ha  abbandonato  alcune
  logiche  di  azione legate a periodi storici passati,  che  oggi  è
  presente   soprattutto   nel  mondo  finanziario   attraverso   una
  ramificazione  -  che, tra l'altro, in Sicilia negli  ultimi  tempi
  sembra  essere  sempre  più  lampante  -,  una  ramificazione   che
  appartiene a livelli della nostra società che chiaramente  ci  pone
  in grande allarme.
   Dobbiamo   confrontarci  con  questo  e  chiedere  al   Parlamento
  nazionale  di  discutere e di confrontarci e di  essere  finalmente
  veramente difensori dei territori del nostro Paese.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pronuncio  il  mio
  personale  apprezzamento  a  questo  disegno  di  legge  che  vuole
  rappresentare  una  piattaforma perché poi il Parlamento  nazionale
  possa  esprimersi  su  un  tema così dibattuto.  Il  mio  personale
  apprezzamento  si  manifesta nell'apporre -  assieme  all'onorevole
  Vinciullo  qui  presente - la nostra firma a  questa  proposta  che
  l'Assemblea  regionale  siciliana intende formulare  al  Parlamento
  nazionale.
   Pur non di meno mi  permetto di sollevare alcune perplessità.
   Oggi  la  normativa  dice, in buona sostanza,  che  tutti  i  beni
  confiscati  affluiscono ad un fondo unico, dal quale  poi  prendono
  spunto  e  origine tutti i vari interventi a sostegno  delle  Forze
  armate,  ma non solo, e a sostegno di quella lotta alla criminalità
  che lo Stato Italiano, nella sua centralità, intende perseguire. E'
  chiaro, però, che se rimane così formulato, questo disegno di legge
  -  mi  rivolgo  in  particolare  al presidente  della  Commissione,
  onorevole Minardo - può incappare, incorrere in qualche problema. E
  mi spiego meglio.
   Io  ritengo che, se invece di un fondo unico, proprio sulla scorta
  di  quel  federalismo fiscale a cui faceva riferimento  giustamente
  l'onorevole  Marocco, noi potremmo anche ipotizzare  non  un  fondo
  unico  nazionale  ma un fondo diverso, un fondo -  diciamo  così  -
  regionalizzato,  al quale fare affluire le risorse derivanti  dalle
  azioni  di  polizia, dalle azioni che la giustizia, che  le  nostre
  forze dell'ordine riescono a porre in essere.

   Vorrei,   quindi,   rappresentare  questa  mia  riflessione   alla
  Commissione e a questa Assemblea.
   Se  questi  beni affluiscono comunque al fondo unico di Equitalia,
  che  gestirà  poi il Governo nazionale, sebbene in  un  federalismo
  filtrato  da  un successivo federalismo, il rischio è che  comunque
  non  saranno  riversati  e  non vi sarà quell'assoluta  e  completa
  ricaduta nel nostro territorio regionale.
   Io  direi se non è il caso di riflettere sulla istituzione  di  un
  fondo  separato. Desidero che una tale ipotesi possa  essere  anche
  uno  spunto  di  riflessione  proprio per  poter  affermare  questa
  ricaduta completa nel nostro territorio.
   Era  questo che volevo esprimere, fermo restando che sul  progetto
  originario,  non  soltanto io, ma l'intera Assemblea  non  può  non
  essere  d'accordo con il lavoro della I Commissione.  Non  possiamo
  non essere d'accordo sul fatto che tutto ciò che viene prodotto  in
  Sicilia,  anche, attenzione, lo voglio virgolettare, di  illecito ,
  ritorni  alla  Sicilia  sotto  un  processo  virtuoso,  lecito,  di
  benessere, di sviluppo, di legalità, di miglioramento della qualità
  della vita dei siciliani.
   Questo è un fatto incontrovertibile; però, ripeto, spero che, così
  come  è  impostato, questo schema di proposta di legge possa  avere
  un'applicazione corretta.
   Diversamente,  non  so se è il caso di fermarsi  un  attimo  e  di
  riflettere.  Lungi da me altri pensieri; se dubbi non ce  ne  sono,
  andiamo  avanti  e possiamo approvarlo così come è  stato  proposto
  dalla Commissione.

   MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, vorrei ringraziare l'intera Commissione per  la
  sensibilità  avuta nel lavoro svolto per questo disegno  di  legge,
  così  come  per  il  disegno di legge relativo alla  partecipazione
  della  Regione  al processo normativo dell'Unione  europea,  ed  un
  ringraziamento  va  anche  agli uffici, al  dottore  Palmeri,  alla
  dottoressa  Gerardi e al dottore Scimè, che sicuramente hanno  dato
  quel  contributo importante per rendere i disegni di legge  lineari
  ed efficaci.
   Quello  che  diceva l'onorevole Falcone in ordine alla legge-voto,
  citando  il  fondo  unico  dove vanno a confluire  tutte  le  somme
  confiscate  alla  mafia,  non c'è dubbio  che  si  intravede  anche
  all'interno della stessa proposta di legge, dove si prevede che  le
  somme  che  vanno a confluire nel fondo unico sono  destinate  allo
  sviluppo, e quindi anche nelle regioni dove è avvenuta la confisca.
  Pertanto, in automatico, la destinazione è vincolata per  quel  che
  chiediamo noi e credo che possa rimanere così come è stato proposto
  nel testo esitato dalla I Commissione.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Do lettura dello schema di progetto di legge:

         Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento
                           della Repubblica
             ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
                      Regione recante  Modifiche
              al decreto legge 16 settembre 2008, n. 143,
                              convertito,
          con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n.
                                 181'

                                Art. 1.
           Destinazione delle somme di denaro e dei proventi
                               derivanti
            dai beni confiscati e affluiti nel Fondo unico
                               giustizia

   1.  Dopo l'articolo 2 del decreto legge 16 settembre 2008, n. 143,
  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 13 novembre  2008,  n.
  181, è inserito il seguente:

    Art. 2 bis - Destinazione delle somme e dei proventi affluiti nel
  Fondo   unico  giustizia  -  1.  Nel  rispetto  dei  principi   del
  federalismo  fiscale e in un'ottica di potenziamento delle  risorse
  destinate  alla lotta al sistema mafioso, le somme di  denaro  e  i
  proventi  derivanti dai beni confiscati, affluiti nel  Fondo  unico
  giustizia  di  cui  all'articolo 2, sono  destinati  allo  sviluppo
  economico  delle comunità locali e dei territori danneggiati  dalla
  criminalità organizzata, nelle Regioni dove è avvenuta la confisca.

   2.  Le somme e i proventi di cui al comma 1 sono utilizzati per il
  miglioramento  delle  infrastrutture, per il  sostegno  alle  forze
  dell'ordine e, nella Regione siciliana, per gli interventi  di  cui
  alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15.'.

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  1.1:
   «Alla fine del comma 1 sostituire le parole  nelle Regioni dove  è
  avvenuta  la confisca  con le parole  nelle Regioni dove è  ubicato
  il bene oggetto della confisca ».

   MINARDO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Essendo il disegno di legge composto da un unico articolo,  si  va
  direttamente al voto finale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Laccoto, Di Mauro,  Leanza
  Nicola e Gennuso hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Disposizioni sulla partecipazione della Regione al processo
  normativo dell'Unione europea, sulle procedure di esecuzione degli
     obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea e di
      attuazione delle politiche dell'Unione europea» (379 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Disposizioni  sulla  partecipazione  della
  Regione  al processo normativo dell'Unione europea, sulle  procedure
  di  esecuzione degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione
  europea  e  di attuazione delle politiche dell'Unione europea»  (379
  bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo,  Apprendi,  Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,
  Caputo,  Caronia, Colianni, Corona, Currenti, D'Asero, De Luca,  Di
  Guardo,   Dina,  Donegani,  Falcone,  Federico,  Ferrara,  Formica,
  Forzese,  Galvagno,  Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,
  Lentini,  Leontini, Lo Giudice, Lupo, Mancuso, Marinello, Marinese,
  Marrocco,  Marziano,  Mattarella, Minardo,  Mineo,  Musotto,  Oddo,
  Panarello,  Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia,  Romano,  Ruggirello,
  Savona, Scammacca, Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Calanducci,  Campagna,  Cascio  Salvatore,  De
  Benedictis,  Di  Mauro,  Fagone, Faraone, Gennuso,  Leanza  Nicola,
  Panepinto, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          54

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  gli onorevoli Buzzanca, Cordaro,  Cracolici,
  Maira  e Rinaldi dichiarano di avere votato favorevolmente ma  che,
  per  un  malfunzionamento del sistema elettronico di votazione,  il
  loro voto non risulta registrato.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     +Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
   Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della regione
    recante 'Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008, n. 143,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n.
                           181'» (508-527/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Schema di progetto di legge da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello  Statuto
  della regione recante 'Modifiche al decreto legge 16 settembre 2008,
  n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008,
  n. 181'» (nn. 508-527/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano sì: Adamo, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco, Buzzanca,
  Caputo,  Caronia,  Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici,  Currenti,
  D'Asero,  De  Luca, Di Benedetto, Dina, Falcone, Ferrara,  Formica,
  Forzese, Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona, Lentini, Leontini, Lo
  Giudice,  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello,  Marinese,  Marrocco,
  Mattarella,  Minardo, Mineo, Musotto, Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,
  Raia,  Romano, Ruggirello, Scammacca, Scilla, Termine, Torregrossa,
  Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Calanducci,  Campagna,  Cascio  Salvatore,  De
  Benedictis,  Di  Mauro,  Fagone, Faraone, Gennuso,  Leanza  Nicola,
  Panepinto, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            51
   Votanti             50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          50

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  20  aprile
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.

  II  - Discussione dei disegni di legge:
   1)  -   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
        finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012
        (470-470 bis);

   2)  -   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
        (471-471 bis).

                   La seduta è tolta alle ore 18.07

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica  «Economia»

   BARBAGALLO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  il bilancio e le finanze, premesso che:

   a  tutt'oggi,  nonostante,  i numerosi  solleciti,  il  Ministero
  dell'economia e delle finanze ha sempre pretestuosamente sollevato
  difficoltà in ordine alla concreta attuazione dell'art.  37  dello
  Statuto speciale della Regione siciliana;

   il  diritto  della Regione siciliana a percepire l'imposta  sulla
  quota di reddito prodotta dagli stabilimenti e impianti, siti  nel
  territorio  regionale, di imprese che hanno la sede  legale  fuori
  dallo  stesso,  è stato riaffermato con il decreto legislativo  n.
  241/2005 e con la sentenza della Corte costituzionale n.  145  del
  2008 che ha chiarito la questione riguardante il trasferimento  di
  funzioni e di risorse di cui all'art. 1 del citato decreto;

   considerato che:

   la  Corte  costituzionale, con la sentenza sopra  richiamata,  ha
  fugato  ogni  dubbio interpretativo affermando che il criterio  di
  simmetria  riguarda  la specifica ipotesi di  trasferimento  dallo
  Stato  alla Regione delle funzioni in materia di riscossione delle
  imposte  come conseguenza della devoluzione di quote di competenza
  fiscale dallo Stato, e non l'ipotesi di funzioni diverse da quelle
  della riscossione;

   l'andamento  del  gettito  tributario  di  cui  trattasi  risulta
  caratterizzato  da  un'alta variabilità, come  dimostra  la  stima
  elaborata   dallo   stesso  Ministero  nella  pubblicazione    'La
  regionalizzazione  nelle  entrate  tributarie',  che  riporta  per
  l'anno 2001 un importo pari a 500 milioni di euro, mentre nel 2004
  l'importo stimato scende a circa 200 milioni di euro;

   considerato ancora che detta variabilità non può essere posta  in
  simmetria  con un trasferimento di funzioni (pubblica  istruzione,
  sanità,  assistenza)  alla  Regione,  la  quale  si  troverebbe  a
  sostenere oneri tendenzialmente in aumento;

   ritenuto che:

   il  Ministro Tremonti e gli uffici ministeriali hanno adottato un
  comportamento omissivo che si configura nell'indebito  rifiuto  di
  adottare  un  provvedimento necessario affinché  una  Regione  sia
  posta in grado di esplicare un'attribuzione che costituzionalmente
  ad essa spetta (sentenze Corte costituzionale n. 187 1984 e n. 276
  del 2007);

   la  mancata  attuazione  dell'art.  37  da  parte  del  Ministero
  dell'economia   e   delle   finanze   è   lesiva   del   principio
  costituzionale  di  leale  collaborazione  e  di  buon   andamento
  dell'azione amministrativa;

   per  sapere  quali siano le ragioni per le quali a tutt'oggi  non
  sia  stato presentato ancora ricorso al giudice competente per  il
  riconoscimento di risorse costituzionalmente garantite.» (938)

   Risposta.  -  «In  risposta all'interrogazione  n.  938,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo, si rappresenta quanto segue.
   Il  Decreto Legislativo 3.11.2005 n. 241, in attuazione  dell'art.
  37  dello Statuto speciale della Regione siciliana, ha disposto che
  le   quote  di competenza fiscale dello Stato sono trasferite  alla
  Regione ,  alla  quale  simmetricamente sono trasferite  competenze
  ...  previste dallo statuto fino ad ora esercitate dallo Stato ,  e
  che  alla  definizione  delle  relative  modalità  applicative   si
  provvede  con  decreto dirigenziale del Ministero  dell'Economia  e
  delle finanze, d'intesa con questo Assessorato.
   L'intervento normativo in questione è da interpretarsi  nel  senso
  di  una  riaffermazione del diritto della Regione  alla  percezione
  dell'intera   imposta  sulla  quota  di  reddito   prodotta   dagli
  stabilimenti ed impianti, siti nel territorio regionale, di imprese
  che  hanno  la sede legale fuori dallo stesso, attraverso  modalità
  alternative  rispetto  a  quelle di cui al Decreto  del  Presidente
  della  Repubblica  26  luglio  1965  n.  1074,  non  più  idonee  a
  consentirne la relativa riscossione alla Regione Siciliana.
   In  ordine, poi, all'assunzione degli oneri connessi alle funzioni
  che,  simmetricamente , si prevede di trasferire alla Regione,  era
  stato posto in evidenza che la formula della  simmetria , ossia  di
  un'ordinata  corrispondenza  fra  attribuzione  delle   entrate   e
  trasferimento di funzioni - che, peraltro, trova il suo  fondamento
  nello  stesso  impianto  statutario - costituiva  un'indicazione  a
  carattere programmatico e che restava, quindi, intestato all'Organo
  competente  (Commissione paritetica ex art. 43 Statuto) il  compito
  di  procedere  al completamento del trasferimento di funzioni,  nel
  rispetto  del  principio costituzionale secondo il quale  le  spese
  devono   trovare   capienza  nelle  entrate  e   che   a   garanzia
  dell'autonomia finanziaria riconosciuta a regioni ed  enti  locali,
  l'art.   119   della  Costituzione  prevede  a   loro   favore   il
   finanziamento integrale delle funzioni pubbliche attribuite .
   Giova  ricordare che questa Amministrazione regionale,  nell'ampio
  arco   temporale   già   trascorso,  ha   più   volte   formalmente
  rappresentato agli Uffici ministeriali l'esigenza di promuovere  la
  più  sollecita  adozione del decreto dirigenziale,  al  quale  sono
  subordinati  gli effetti della nuova norma di attuazione  dell'art.
  37,  senza però ottenere alcun riscontro. Anzi la posizione assunta
  dallo  Stato è stata piuttosto avversa, sollevando difficoltà nella
  quantificazione delle entrate spettanti a questa Regione  in  forza
  dell'art.  37,  ai fini della successiva individuazione,  da  parte
  della   Commissione  paritetica,  delle  funzioni   da   trasferire
  simmetricamente subordinando il trasferimento delle risorse ad  una
  complessiva sistemazione finanziaria delle funzioni da attribuirsi.
   Tale  posizione  è  risultata, poi, superata  dall'interpretazione
  dell'art.   1   comma  1  del  D.  lgs  241/05  resa  dalla   Corte
  Costituzionale,  con  la  sentenza  n.  145  del   16.5.2008,   che
  espressamente  afferma,  al paragrafo  4.2,  che  il   criterio  di
  simmetria    ivi  previsto  riguarda solo la specifica  ipotesi  di
  trasferimento,   dallo  Stato  alla  Regione  delle   funzioni   di
  riscossione  delle  imposte, in conseguenza  della  devoluzione  di
  quote  di  competenza fiscale dello Stato e non  ....l'ipotesi  del
  trasferimento di funzioni diverse da quelle della riscossione .
   Infatti,  l'art.  1 del già citato D.lgs 241 del  2005,  nel  dare
  attuazione all'art. 37 dello Statuto, si limita a disporre che, con
  riferimento  all'imposta  relativa  alle  quote  del   reddito   da
  attribuire agli stabilimenti ed impianti, siti nel territorio della
  Regione,  di  imprese  commerciali e  industriali  aventi  la  sede
  centrale  fuori da tale territorio,  sono trasferite alla Regione -
   simmetricamente  al trasferimento del gettito di  tale  imposta  -
  anche  le  competenze previste dallo statuto sino ad ora esercitate
  dallo  Stato , e cioè, esclusivamente le competenze in ordine  alla
  riscossione di tale imposta.
   Pertanto,  appare  evidente  che  in  base  alla  citata  sentenza
  interpretativa,  l'unica  funzione  da  trasferirsi  alla   Regione
  siciliana  simmetricamente  al trasferimento delle quote di gettito
  IRES, è quella relativa alla riscossione del tributo medesimo.
   A  seguito  di ulteriore sollecito inoltrato agli Uffici  statali,
  alla  luce  dell'interpretazione come  sopra  resa  dall'Organo  di
  legittimità costituzionale, la Direzione del Federalismo Fiscale ha
  riscontrato  la  richiesta  regionale,  organizzando  un   incontro
  tecnico  che si è tenuto in Roma il 16 luglio 2008, a cui è seguito
  un successivo incontro il 24 luglio 2008.
   In  occasione dei citati incontri è stato raggiunto un accordo  di
  massima  in ordine al criterio tecnico da utilizzarsi per calcolare
  la  quota  IRES  da attribuire a questa Regione, individuandolo  in
  quello  usato  per la ripartizione dell'IRAP su base  regionale,  e
  alle relative modalità di assegnazione del gettito.
   Riguardo alla richiesta avanzata con l'interrogazione in argomento
  di  conoscere  le  ragioni per le quali questa Amministrazione  non
  abbia ancora messo in atto i previsti rimedi giurisdizionali, giova
  precisare   che  il  Dipartimento  Finanze  e  Credito  di   questo
  Assessorato,  più  volte  ha ulteriormente sollecitato  gli  uffici
  ministeriali  a  porre  in  essere gli  opportuni  adempimenti  per
  consentire  l'emanazione  del  decreto  dirigenziale,  propedeutico
  all'effettivo  trasferimento delle risorse di natura fiscale  dallo
  Stato  alla  Regione Siciliana, indicando un termine  di  tempo  di
  novanta  giorni,  ai  sensi dell'art. 2  della  Legge  241/90  come
  modificato  dagli  artt.  2  e 21 della Legge  15/05  e  sostituito
  dall'art.  3 comma 6 bis, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35,  (relativo
  alla  conclusione  del procedimento), decorso  infruttuosamente  il
  quale,  si  riservava  di ricorrere al giudice  competente  per  il
  riconoscimento delle legittime pretese della Regione Siciliane.
   Il  Ministero  dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento  delle
  Finanze - nel riscontrare le suddette note di diffida, ha trasmesso
  una  prima  bozza del menzionato decreto dirigenziale  al  fine  di
  consentire una preliminare valutazione ravvisando l'opportunità  di
  convocare  un tavolo tecnico, ove saranno congiuntamente affrontate
  le questioni di maggior rilievo.
   Attesa  la  delicatezza che riveste la problematica anche  per  le
  refluenze in termini di oneri finanziari che potrebbero ricadere  a
  carico  di  questa Regione, il Dipartimento Finanze  e  Credito  di
  questo   Assessorato  ritiene  opportuno  effettuare  i   necessari
  approfondimenti sui contenuti dello schema di decreto e al contempo
  ha rimesso al competente Ufficio Legislativo e Legale della Regione
  di esprimere le proprie valutazioni al riguardo.
   Pertanto,  a  tutt'oggi  questa Amministrazione  è  in  attesa  di
  conoscere le valutazioni dell'organo legale, complementari  ad  una
  complessiva e definitiva disamina della problematica  in  discorso,
  volta  al  raggiungimento dell'intesa sulla emanazione del  decreto
  dirigenziale in parola.».

                            L'Assessore per
                              l'economia
                           on. avv. Michele
                                Cimino

   Rubrica  «Salute»

   LO  GIUDICE  - MAIRA ED ALTRI. - «All'Assessore per la  sanità  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
  locali, premesso che:

   il  'Coordinamento per la difesa della scuola pubblica' di Ragusa
  - composto dai signori Lucia Leggio, Rita Mazzotta, Lucia Martedì,
  Francesco  Cavalieri,  Giancarla La Cognata,  Carla  Cau,  Barbara
  Costa   e  Valeria  Catalano  -  ha  formalmente  sollecitato   il
  Presidente  della Regione siciliana ad intervenire a  sostegno  di
  una  ragazza  che da più di tre anni sta vivendo il dramma  che  è
  toccato  ed Eluana Englaro. Si tratta di Sara Di Natale, 25  anni,
  di Ragusa, che da 3 anni vive in stato vegetativo;

   la  famiglia di Sara Di Natale in più occasioni, ma vanamente, si
  è  rivolta alle istituzioni pubbliche della Regione siciliana  per
  avere  aiuti  concreti per la figlia le cui condizioni  di  salute
  richiedono assistenza continua e specializzata;

   la  mamma di Sara di Natale, pur volendo dedicarsi a tempo  pieno
  all'assistenza   della   figlia,  non  può   farlo   per   ragioni
  professionali.    Dipendente   del   Ministero    dell'università,
  dell'istruzione e della ricerca, ha raggiunto 35 anni di  servizio
  ma non ha ancora raggiunto l'età pensionabile prevista dalle norme
  in  vigore.  Aveva  chiesto dunque di potere  andare  in  pensione
  anticipatamente, ma il Ministero non gliel'ha consentito;

   nell'ottobre  2008,  i  familiari  di  Sara,  con  l'ausilio  del
  'Coordinamento  pro diritti H per le famiglie  delle  persone  con
  disabilità grave e gravissima' hanno raccolto quasi 20 mila  firme
  -  consegnate  all'Assessore  per la  sanità  -  per  chiedere  il
  potenziamento del 'Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata ai
  Disabili',   la  creazione  di  'Speciali  Unità  di  Accoglienza'
  dedicate  a  soggetti  in stato vegetativo o di  minima  coscienza
  (SUAP)  e  la  creazione  di un centro per  la  riabilitazione  di
  postcomatosi;

   considerato che:

   secondo il 'Coordinamento per la difesa della scuola pubblica'  a
  molte  famiglie  di disabili della provincia di Ragusa  -  che  si
  sostituiscono quasi completamente allo Stato - è stato  ridotto  o
  annullato  il servizio ADI ('Assistenza domiciliare integrata')  e
  che  nell'anno  2007, sempre in provincia di  Ragusa,  sono  stati
  tagliati fondi alle famiglie per 620 mila euro;

   senza  trattamenti  fisioterapici  i  malati  vanno  incontro  ad
  inevitabili  anchilosi e retrazioni tendinee che provocano  dolori
  atroci;

   la   provincia   di   Ragusa  per  l'anno  2008   ha   avuto   un
  accreditamento per l'assistenza riabilitativa di soli 4 milioni di
  euro,  mentre in altre province siciliane lo stanziamento è  stato
  anche a 20 milioni;

   i  costi  per  la  riabilitazione in  altre  regioni  d'Italia  o
  all'estero sono proibitivi. Ad Innsbruk, in Austria, per  esempio,
  occorrono da 16 mila a 20 mila euro al mese;

   a  Ragusa  manca  un  centro di riabilitazione per  post-comatosi
  attrezzato ed efficiente come quelli che operano nel Nord Italia;

   secondo  uno  studio  del 'Gruppo italiano per  lo  studio  delle
  gravi  cerebrolesioni  acquisite e riabilitazione',  in  Italia  i
  luoghi  di  riabilitazione per i casi di gravi  cerebrolesioni  si
  concentrano nel Centro-Nord (11 in Lombardia, 9 in Emilia Romagna,
  5  in  Piemonte,  7 in Toscana, 5 in Umbria, 4 in Liguria,  2  nel
  Lazio, 0 in Puglia, 1 in Abruzzo, 1 in Campania, 1 in Calabria,  2
  in  Sardegna  e  2  in Sicilia) e in Lombardia i posti  delle  RSA
  (residenze  sanitarie  assistite)  rappresentano  il   50%   della
  disponibilità nazionale;

   visto che:

   l'articolo  2  della  Costituzione italiana  stabilisce  che  'la
  Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo,
  sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
  personalità,  e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili  di
  solidarietà politica, economica e sociale';

   l'articolo  3  della  Costituzione  italiana  stabilisce  che  'è
  compito   della  Repubblica  rimuovere  gli  ostacoli  di   ordine
  economico  e  sociale,  che,  limitando  di  fatto  la  libertà  e
  l'eguaglianza  dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo  della
  persona umana';

   l'articolo  32  della Costituzione italiana  stabilisce  che  'la
  Repubblica   tutela   la   salute   come   fondamentale    diritto
  dell'individuo e interesse della collettività';

   per sapere:

   come   e  in  che  tempi  l'Assessorato  Sanità  e  l'Assessorato
  Famiglia,  politiche sociali e autonomie locali intendano  aiutare
  le famiglie dei soggetti che vivono in stato vegetativo;

   se  sia  disponibile presso l'Assessorato Sanità un registro  dei
  soggetti in stato vegetativo;

   se  e come, nel caso specifico, si intenda intervenire presso  il
  Ministero  dell'istruzione dell'università  e  della  ricerca  per
  verificare  se  sia possibile consentire alla  mamma  di  Sara  Di
  Natale  di  andare in pensione anticipatamente, in  modo  tale  da
  consentirle di assistere a tempo pieno la propria figlia.». (474)

   Risposta.  - «In ordine alla interrogazione n. 474, con  la  quale
  gli onorevoli Lo Giudice, Maira ed altri chiedono notizie circa  la
  concessione  di  aiuti  economici ed  assistenziali  a  favore  dei
  familiari  di  soggetti  in stato vegetativo,  si  rappresenta  per
  quanto  di  competenza che, da informazioni assunte  presso  la  ex
  A.U.S.L.  7  di  Ragusa, la paziente di cui  all'atto  ispettivo  è
  assistita  sul  territorio  ed  il Distretto  Sanitario  di  Ragusa
  fornisce  alla  stessa l'assistenza domiciliare integrata  (A.D.I.)
  garantendo:
     2 accessi settimanali del Medico di Medicina Generale;
      le consulenze specialistiche necessarie, richieste dal predetto
  Medico;
     l'assistenza anestesiologica domiciliare;
     n. 6 interventi riabilitativi settimanali;
     n. 6 interventi di assistenza infermieristica settimanali;
      la  concessione di presidi ed ausili previsti  dalla  normativa
  vigente (letto ortopedico, materasso, sollevatore ecc.);
     servizio sociale di aiuto domestico con due accessi giornalieri.
   L'Azienda  ha  inoltre confermato che continuerà a  prestare  alla
  paziente   la   migliore  assistenza  possibile  e,  in   relazione
  all'eventuale  modificarsi  delle  condizioni  sanitarie  o  socio-
  assistenziali  della  stessa, provvederà  ad  attivare  i  percorsi
  assistenziali ritenuti più appropriati.».

                          L'Assessore per la
                                salute
                           dr. Massimo Russo