Presidenza del presidente Cascio
COLIANNI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Aricò, Bonomo, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Currenti, Di Guardo,
De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Fagone, Fiorenza, Forzese,
Gennuso, Incardona, Laccoto, Lo Giudice, Marinello, Marziano,
Panarello, Picciolo, Pogliese, Romano, Scammacca, Scilla, Speziale,
Termine e Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
assegnato alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Introduzione della doppia scheda per l'elezione dei sindaci e dei
presidenti di Provincia. Multi preferenze e voto di genere (n.
550)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 22 aprile 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni, in data 22 aprile
2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 501
Norme in materia di ripubblicizzazione del servizio idrico in
Sicilia'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Piano regionale sangue e plasma 2010-2012 - riassetto e
rifunzionalizzazione della rete trasfusionale (n. 79/VI)
reso in data 20 aprile 2010.
inviato in data 21 aprile 2010.
Comunicazione di una nota pervenuta da parte del deputato
nazionale Salvatore Torrisi
PRESIDENTE. Informo che, in data 20 aprile 2010 è pervenuta a
questa Presidenza, da parte dell'avvocato Salvatore Torrisi,
deputato nazionale, una nota personale in merito al discorso del
Presidente della Regione onorevole Lombardo, pronunziato nella
seduta n. 161 del 13 aprile 2010.
Questa Presidenza, astenendosi da valutazioni di merito che non
attengono al proprio ruolo istituzionale, non può che ribadire le
prerogative dell'Assemblea e dei deputati regionali.
Ciò premesso, eventuali rimostranze potranno dunque essere fatte
valere nelle sedi appropriate, non ultima quella parlamentare
nazionale, atteso che l'onorevole Torrisi riveste appunto la carica
di componente della Camera dei deputati.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori e per porre la questione sospensiva, ai
sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno, sul II punto
dell'ordine del giorno
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per porre la questione sospensiva in quanto, a mio
avviso, non si può affrontare la discussione generale dei disegni
di legge di bilancio e finanziaria in questo momento, tenuto conto
che non disponiamo ancora dei testi né del bilancio né della
finanziaria. Peraltro, anche se si dice che i testi sono pronti,
gli Uffici stanno procedendo ancora al loro perfezionamento e
rielaborazione. E questo è il primo motivo.
Oltre a questo, c'é un'altra motivazione: giorni fa c'è stato un
incontro tra lei, signor Presidente, il presidente della
Commissione Bilancio e l'assessore per l'economia Cimino, a seguito
del quale fu stabilito un binario sul quale ci si doveva muovere
per l'elaborazione della finanziaria. A seguito di quell'incontro,
infatti, il testo Gov 1 fu corretto con delle scritte in
grassetto che recavano la dicitura stralciato su tutti gli
argomenti che lei, signor Presidente, aveva indicato come esterni,
aggiuntivi e, quindi, non consoni al testo della finanziaria, e che
dovevano essere stralciati.
In effetti, successivamente, le sue indicazioni sono state
disattese perché in Commissione Bilancio tutte le parti stralciate
sono state reinserite e tutti gli argomenti che dovevano essere
espunti sono stati reintrodotti. Si tratta di un testo
omnicomprensivo che contiene tutti gli articoli che proprio lei,
signor Presidente, aveva indicato da espungere perché non consoni
alla fattispecie della finanziaria rigorosamente indicata, non
soltanto nella sua dichiarazione, ma a seguito poi di
quell'incontro avvenuto con il Governo e con il presidente della
Commissione Bilancio.
Noi poniamo la questione sospensiva proprio per dirimere questo
punto fondamentale, perché tutti gli argomenti aggiuntivi rispetto
alla traccia fornita dalla Presidenza secondo noi dovrebbero
tornare all'esame della Commissione, trattandosi di argomenti di
merito che devono essere approfonditi. Ripeto, si tratta di
un'argomentazione che non è ex novo, non è nemmeno astratta, ma fa
riferimento al testo che ci è stato dato in Commissione e che
conteneva un appunto, in carattere grassetto, nel quale c'era
scritto che alcuni argomenti dovevano essere stralciati.
Tutti questi argomenti sono stati, invece, reintrodotti e fanno
parte del testo e, considerato che non disponiamo ancora del
documento, ritengo non sia possibile iniziare la discussione
generale e proseguire i lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, dichiaro inammissibile la
questione, non è ammissibile sospendere l'iter di approvazione
della finanziaria.
Nel merito della questione che lei ha posto, voglio ricordare che
la Presidenza ha stralciato dal disegno di legge denominato Gov1
alcune settimane fa tutti una serie di argomenti, credo una
quindicina in tutto. Fermo restando che il lavoro della Commissione
Bilancio fatto in questi ultimi giorni è un lavoro su cui la
Commissione si è determinata e sul quale la Presidenza, ovviamente,
ritiene di riservarsi di utilizzare le prerogative che le
competono, nel disegno di legge oggi all'esame dell'Aula gli
emendamenti stralciati dalla Presidenza non sono ricomparsi; ve ne
sono tanti altri ma riguardanti materie diverse.
La Presidenza non aveva allegato un elenco dettagliato degli
emendamenti che potevano andare all'esame della Commissione
Bilancio ed un elenco delle materie da stralciare, aveva delineato
un percorso, un recinto entro il quale era giusto che la
Commissione si muovesse. Dopodiché, la Commissione ha lavorato e,
probabilmente, ha un po' allargato ad altre materie il testo che
oggi ci troviamo ad affrontare.
Pertanto non posso accogliere la questione sospensiva e credo che
sia più utile andare avanti con la discussione generale, in quanto
non possiamo permetterci di non utilizzare bene il tempo che
abbiamo a disposizione.
Detto questo, la Presidenza si riserva, entro lunedì, prima di
iniziare l'esame e la votazione sull'articolato e quindi sugli
emendamenti, di fare una valutazione ulteriore anche sul lavoro
della Commissione Bilancio e sul testo che arriva in Aula, frutto
del lavoro in Commissione.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è apprezzabile
quanto rappresentato dalla Presidenza, anche perché non è
assolutamente colpa di questa Assemblea se il Governo ci ha portato
a dover affrontare argomenti così delicati in zona Cesarini. Il
Governo, irresponsabilmente, ha trascinato l'Assemblea in una
situazione paradossale, ed anche in Commissione Bilancio ha avuto
un atteggiamento dilatorio su tutta una serie di attività
riguardanti, appunto, il bilancio e la finanziaria.
Certamente, anche se lei, sotto il profilo istituzionale, ritiene
che l'Assemblea non deve assolutamente perdere un minuto di tempo,
questo, oltre che apprezzabile, è anche condiviso; ma la natura di
un atteggiamento serio da parte dei singoli parlamentari nei
confronti dei siciliani deve essere supportata da quello che è lo
strumento che oggi dobbiamo valutare, non solo nel merito ma anche
sotto il profilo politico, la portata che avranno il bilancio prima
e la finanziaria dopo, che la Commissione ha esitato.
Signor Presidente, senza volere fare nessuna polemica e senza
nessuna intenzione di diluire i tempi, in questo momento non
abbiamo nulla, non abbiamo nulla neanche per fare una valutazione
politica e intervenire sulla discussione generale. Non siamo nelle
condizioni di poter valutare il testo nella sua complessità, perché
la confusione in Commissione Bilancio è stata tantissima. Abbiamo
lavorato 48 ore senza interruzione, e molti di noi, anche con una
breve pausa questa notte, sono tornati puntualmente alle ore 9,00,
ma ad ora non abbiamo a disposizione un testo sul quale poter fare
una riflessione politica e una riflessione tecnica nel merito,
perché non sappiamo cosa è stato approvato dalla Commissione
Bilancio.
E questo glielo dice chi è stato presente dall'inizio alla fine
dei lavori.
Quindi, al di là di tutto questo, penso che il Parlamento converrà
sull'ipotesi di rinviare, quanto meno di un paio d'ore, per
permettere agli Uffici di consegnare i documenti, leggerli,
studiarli e fare velocemente una riflessione politica su ciò che è
venuto fuori. In questo momento non potrei dire che sul turismo non
c'è nulla, non posso confutarlo perché non ho il documento a
disposizione, così come non posso dire se alle attività produttive
gli emendamenti apportati hanno messo in difficoltà quel settore
indispensabile, perché non ho con me il documento definitivo
approvato. Non vorrei anticipare nulla di una cosa che
assolutamente non conosce nessuno in questo Parlamento.
Sarebbe cosa saggia e giusta dare tempo agli Uffici di lavorare,
anche per evitare che presentino un documento non conforme. Prima
di arrivare in Aula, ci è stato comunicato che il testo della
finanziaria, che stamattina è stato inviato via e-mail ai Gruppi
parlamentari, e quindi trasmesso ai deputati, è stato ancora una
volta modificato.
Per quanto riguarda il bilancio, invece, qualche copia del testo è
stata distribuita.
Signor Presidente, tenuto conto che lei è una persona saggia e
giusta, la pregherei di mettere i parlamentari nelle condizioni di
poter intervenire, in questo momento politico difficoltoso, sul
merito del bilancio e della finanziaria. Al buio mi pare che non si
possa fare un buon lavoro.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sconcertato,
e non c'è altro termine da poter utilizzare In Commissione
Bilancio, abbiamo lavorato ininterrottamente per oltre quaranta
ore; ognuno di noi ha cercato di contribuire, senza fare
ostruzionismo, e di partecipare al dibattito cercando di dare un
contributo alla redazione di un testo che fosse il più possibile in
linea con quelli che erano stati gli annunci.
In nottata ho ricevuto un testo provvisorio che francamente mi
inquieta, perché ci sono norme non approvate dalla Commissione
Bilancio e ci sono anche espressioni di volontà che non
corrispondono a quanto noi abbiamo votato in Commissione Bilancio
Questa è una denunzia che faccio pubblicamente a quest'Aula e
pongo formalmente, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento
interno, la questione pregiudiziale nei confronti di un testo che
non esiste e, soprattutto, nei confronti di una vergogna che si è
perpetrata fino a questo momento.
Non è pensabile che oggi si inizi la discussione generale su un
testo che non esiste, anche perché non voglio pensare, signor
Presidente, che quest'Aula possa avviare una discussione generale
su quelle bozze ancora da revisionare e da correggere.
Voglio fare solo un esempio per tutti, ma non voglio neanche
suscitare un dibattito puntuale dato che tutto l'insieme delle
norme va visto in termini definitivi, perché se ne capisca anche la
logica.
Signor Presidente, noi abbiamo avuto anche uno scontro con qualche
collega in Commissione Bilancio, per quanto riguarda la norma che
finanzia il disegno di legge di riforma degli ATO rifiuti. La norma
è stata approvata con il finanziamento a fondo perduto, perché
questa era la volontà e così è stato approvato dalla Commissione, e
vi è stato un acceso scontro fra me ed un collega sul fatto che non
si era d'accordo nel dare 500 milioni di euro a fondo perduto ai
Comuni. Ebbene, nelle bozze provvisorie sono stati aggiunti due
commi dove quel fondo perduto è stato trasformato in prestito
decennale, dopo che si era votato e dopo non so quale tipo di
consultazione.
Allora io a questo gioco non posso stare
Pongo formalmente la questione pregiudiziale perché non è
pensabile che discutiamo del nulla e, soprattutto, signor
Presidente, non essendo in possesso dei testi, non mi rendo conto
di quali emendamenti si possano fare.
Anticipo all'Aula che ho presentato già 1.200 emendamenti, non ho
neanche dormito stanotte per predisporli; ma non è un ricatto
perché ho dimostrato la mia lealtà e correttezza in Commissione
Bilancio ritirando, uno per uno, i 527 emendamenti presentati.
Pertanto non si può sicuramente imputare al sottoscritto manovre
ostruzionistiche, ma non si può neanche pensare che il sottoscritto
sia poco intelligente.
Signor Presidente, se vogliamo realmente approvare un testo serio,
veritiero e autentico, che rispecchi la volontà espressa dalla
Commissione Bilancio - e a tal proposito chiedo anche un colloquio
privato con lei - ritengo necessario che il testo ritorni in
Commissione perché venga reinterpretato autenticamente, soprattutto
in modo che tutti noi componenti della Commissione ci guardiamo in
faccia, e lunedì pomeriggio iniziare realmente il percorso che ci
porti, entro la prossima settimana, all'approvazione definitiva dei
documenti finanziari.
Io sono d'accordo ad approvare il testo entro venerdì, ma non sono
assolutamente d'accordo ad approvare un testo che non corrisponde
alla volontà che è stata espressa in Commissione Bilancio e,
soprattutto, non accetto che ci siano norme che hanno anche
coperture fantasma. Infatti, vorrei capire cosa significano le
coperture a futura memoria di una serie di norme.
Cosa vuol dire, per esempio, la copertura finanziaria del PAR FAS
2000-2006, se ancora la ricognizione non è stata effettuata, se
ancora risultano impegnate tutte queste somme? Che ci sia uno
scienziato che me lo spieghi in questa Aula una volta per tutte
Non voglio continuare a citare i singoli casi, signor Presidente,
perché le coperture virtuali mi hanno stancato; io ho subìto anche
attacchi in Commissione Bilancio perché difendevo dei territori, a
cui sono state negate somme che, legittimamente, devono avere.
Ribadisco, pertanto, la mia richiesta di porre la questione
pregiudiziale e chiedo che questo testo ritorni immediatamente in
Commissione Bilancio; nonostante tutto io continuerò ad esercitare
la mia prerogativa di parlamentare - che nessuno può cancellare,
comunque - e presenterò, fino all'ultimo secondo, emendamenti che
saranno discussi uno per uno in Aula, sviscerando, virgola per
virgola, la composizione dei singoli testi.
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli interventi che
hanno preceduto il mio mettono in campo una riflessione seria e un
problema di rispetto di questa Assemblea e dei deputati,
dell'opportunità per tutti di avere un testo su cui ragionare e su
cui confrontarsi.
Signor Presidente, anche alla luce delle sue dichiarazioni,
secondo cui vorrebbe mettere in campo lunedì prossimo la sua
prerogativa istituzionale di riesaminare il testo, ritengo
fondamentale avere un testo definitivo su cui deve svolgersi la
discussione generale; altrimenti ci ritroveremmo, paradossalmente,
a ragionare su articoli che già lunedì, quando lei eserciterà la
sua prerogativa, potrebbero non esserci più. Allora, buon senso,
rispetto e serenità
La Commissione Bilancio ha fatto un lavoro estremamente difficile,
pesante dal punto di vista fisico e mentale, non c'è stato
ostruzionismo, c'è stata la volontà di lavorare tutti insieme su un
testo, e questa stessa serenità la vorremmo ritrovare anche in Aula
perché non serve a nessuno mettere in campo confronti estremi.
Oggi chiediamo semplicemente il rinvio della discussione generale
all'articolo 1 e, nel frattempo, avremo un testo su cui
confrontarsi in maniera serena e seria, un testo che la Presidenza
potrà valutare e liberare da incoerenze, e su cui potere presentare
eventuali emendamenti.
Questa corsa ora non serve più, servirebbe solo ad un confronto
strenuo in Aula; ma di tutto abbiamo bisogno, tranne che di
confronti di questo tenore.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto ed,
effettivamente, devo anch'io constatare come oggi arriviamo in
quest'Aula per trattare il più importante strumento finanziario,
quello che dovrebbe rappresentare lo strumento cardine per
l'attività dell'ente Regione e, purtroppo, dobbiamo dire tutti la
stessa: non possiamo che constatare che siamo in quest'Aula privi
del documento.
Ho ascoltato, altresì, quello che qualche collega ha avuto la
necessità di sottolineare circa la differenza tra il testo
licenziato dalla Commissione Bilancio e quello oggi dovrebbe
arrivare qui. Se ciò fosse vero, mi sembrerebbe una questione molto
delicata, e comunque è necessario sottolineare a quest'Aula che la
Presidenza aveva dato dei limiti, aveva posto dei paletti, molto
chiari, alle materie che potevano affluire a questa manovra
finanziaria.
Quindi, anche per quello che lei ha detto, signor Presidente,
sarebbe opportuno che, forse, oggi si soprassedesse sulla
discussione generale per consentire ai parlamentari di buona
volontà che oggi, da tutta la Sicilia, sono arrivati a Palermo di
cercare di leggere le norme esitate dalla Commissione Bilancio dopo
38 ore ininterrotte di lavoro. E chi, come me, pur non appartenendo
alla stessa Commissione di merito, però ha sentito il piacere,
oltre che il dovere, di partecipare alla stessa, si rende conto del
lavoro importante, impegnativo che tutti i parlamentari hanno
svolto, ma che anche gli uffici hanno potuto svolgere e a cui, a
mio avviso, va un sincero apprezzamento.
Attenzione, é stato fatto in poche ore, forse, quello che in
qualche ramo del Parlamento nazionale viene fatto in diversi giorni
o mesi, e ne abbiamo convenuto anche con il presidente della
Commissione, onorevole Savona. Non è giusto, però, che oggi noi
parlamentari non possiamo essere messi nelle condizioni di leggere
quello che abbiamo potuto apprezzare per poter fare le giuste,
necessarie ed opportune considerazioni.
Certo, chi vi parla non è come l'onorevole De Luca che ha
presentato già milleduecento emendamenti senza leggere il testo,
senza sapere che cosa dobbiamo emendare. Può anche darsi, però, ed
è legittimo, che vi siano degli emendamenti aggiuntivi. Chi vi
parla aveva già, anche in prima battuta, in sede di Commissione,
preparato circa ottanta, novanta emendamenti, alla fine ne ha
presentati molti di meno, quelli che non prevedevano spesa, quelli
che volevano rappresentare una ridefinizione, magari nello
stanziamento dei fondi, un chiarimento normativo, astenendosi dal
far affluire emendamenti che potevano rappresentare un ostacolo ad
una necessaria manovra finanziaria.
Chi vi parla è anche fra coloro che ritengono che questa manovra
finanziaria non doveva essere una manovra finanziaria strictu
sensu, cioè molto limitata nelle materie da discutere, ma una
manovra finanziaria ampia che potesse inserire - magari non con
delle leggi di riforma, ma con uno strumento finanziario anche
riformatore - delle iniziative in alcuni settori stagnanti da
diversi anni, che gridano, non aspettano ma gridano, delle norme
attuative, delle norme di sblocco.
E' chiaro che vi sono delle norme importanti che potranno
determinare una boccata di ossigeno in questa Isola, ma vi sono
anche altre norme che possono lasciare qualche dubbio, possono fare
residuare qualche perplessità, non soltanto a quest'Aula ma, forse,
domani, anche a chi dovrà verificare la legittimità degli atti che
questo Parlamento dovrà, e potrà, esitare.
Forse è il momento, ma in maniera pacata, signor Presidente, di
fare tutti un attimo di riflessione; non sarebbe male. Ciò si lega
ad un principio di ragionevolezza, si lega ad un principio di buon
senso, si lega anche ad un principio di collaborazione che c'è
stato in Commissione Bilancio - e qui dobbiamo dirlo -, non ci sono
state contrapposizioni in Commissione Bilancio nelle ore trascorse,
nelle nottate che sono state non consumate ma impegnate
proficuamente per dare a questo Parlamento uno strumento
importante, dopo mesi e mesi di stagnazione legislativa.
Finalmente forse si è imboccata una buona strada. Allora, è giusto
che, se si è imboccata veramente una buona strada, è altrettanto
necessario che non si facciano forzature né, tanto meno,
contrapposizioni sterili che poi, domani, non avranno una buona,
utile e positiva ricaduta, ma rischierebbero di decelerare
un'accelerazione ingiustificata.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
stamattina io ero convinto di non fare nessun intervento e di
arrivare in Aula, così come era stato programmato, per ricevere i
testi legislativi e sedermi nel mio ufficio, con i miei
collaboratori, per preparare gli emendamenti ai disegni di legge
finanziaria e bilancio. Testi molto sacri, talmente sacri che non
sono neanche arrivati, sono ancora in fase di elaborazione.
Mi pare, però, che questa mattina cominciamo molto male, perché
arriviamo in Aula con tempi contingentati: entro le ore 20,00 di
questa sera scade il termine per la presentazione degli
emendamenti, ma non ci sono i testi, tranne quello del bilancio,
consegnato ai presidenti dei Gruppi parlamentari.
Troppo poco per un ragionamento complessivo. E non si può fare
finta che non sia successo nulla stamattina perché faremmo un torto
all'Aula, un torto a noi stessi e mortificheremmo un collega
deputato che non lo merita.
Oggi, si è verificato un evento grave che ha il diritto e il
dovere di essere confermato o confutato, perché c'è una
pregiudiziale caduta, in questo momento, nella percezione del
Presidente dell'Assemblea e degli onorevoli colleghi di questo
Parlamento e del Governo.
Signor Presidente, siccome le riconosciamo tutti, in maniera
incondizionata e leale, la capacità dimostrata fino ad oggi, e
credo che continuerà così per gli anni a venire e per la vita
politica che potranno continuare ad avere questo Parlamento e
questo Governo - che presenta segni di cedimento sia dal punto di
vista di governo che dal punto di vista della tenuta della
maggioranza parlamentare -, oggi, a parte il fatto che siamo
arrivati quasi a mezzogiorno e ancora non sono pervenuti i testi,
non capisco su cosa dobbiamo discutere, cosa dobbiamo incardinare,
che riflessione politica, all'interno dei Gruppi, dobbiamo fare su
due atti che sono squisitamente politici.
Qui non si tratta né del piano casa né delle norme sui rifiuti.
Qui c'è la valutazione, signor Presidente, onorevoli colleghi, e la
discussione sull'atto politico per eccellenza della vita
parlamentare, il bilancio e la finanziaria.
Su questi due documenti finanziari, che non ci sono, è caduta come
un macigno la pregiudiziale posta dall'onorevole Cateno De Luca,
che sappiamo tutti essere un personaggio che, indubbiamente, quando
dice una cosa sa perché la dice, evidentemente perché l'ha
verificata; non è un parlamentare aduso a dare degli spot
parlamentari senza avere un retroterra già verificato.
In ogni caso, a fronte della dichiarazione di un collega, che
merita sicuramente attendibilità in base al principio di buona
fede, io apprendo, come abbiamo appreso tutti, che il testo che sta
per arrivare in Aula è stato rivisto - sono le parole di un collega
parlamentare - da altri dopo che è stato approvato in Commissione
Bilancio, e credo che abbiamo tutti il dovere e il diritto di
conoscere se quello che ha detto l'onorevole De Luca risponde a
verità o se l'onorevole De Luca si sia sbagliato.
Ma credo che, prima di qualunque ragionamento, dobbiamo prendere
atto di due cose: una di natura temporale, che consiste nel fatto
che in Aula non ci sono i documenti e, se non ci sono i documenti,
non può scattare ragionevolmente nessun termine per presentare gli
emendamenti fino alle ore 20.00 - chiedo al Presidente un attimo di
attenzione - perché credo che oggi la pianificazione dei tempi
parlamentari sia saltata.
Non abbiamo un testo sul quale ragionare e, considerato che si
tratta di un testo che ha e che impone determinazioni di carattere
politico prima e di natura procedurale o emendamentale dopo, non
possiamo, signor Presidente, fare scattare oggi qualunque termine
per la presentazione degli emendamenti.
Una cosa, infatti, è avere un testo stamattina alle ore 10.00,
altra cosa è averlo probabilmente alle ore 13.00, in attesa che
finisca la discussione perché so che molti colleghi si sono
avvicendati e, fra l'altro, non abbiamo la presenza dell'assessore
Cimino o del Presidente della Regione.
Si tratta, quindi, di un ragionamento monco perché non è
suffragato dalla presenza degli assessori competenti o del
Presidente della Regione.
Ma c'è un altro ragionamento, ed invito i colleghi a non prenderlo
sotto gamba: mi riferisco alla denuncia, suffragata dal richiamo
regolamentare, dell'onorevole Cateno De Luca. E le chiedo, signor
Presidente, a norma di Regolamento e a tutela delle garanzie
parlamentari, di verificare, attraverso i suoi uffici prima, se
quanto affermato dall'onorevole De Luca sia vero, e cioè che, dopo
la votazione di ieri in Commissione Bilancio, qualcuno ha rimesso
mano al testo, non nel senso di uniformarlo ma nel senso di
modificarlo, integrarlo o stravolgerlo.
E' una denuncia pesante quella che ha fatto l'onorevole De Luca
perché arriva da un collega, componente della Commissione Bilancio,
che ha lavorato, devo dire, con dedizione in quella Commissione.
Allora, signor Presidente, non credo, vista l'ora e viste le
mancate condizioni tecniche ma anche politiche, che si possa
rispettare il termine delle ore 20.00 di stasera per presentare gli
emendamenti.
Le chiedo ufficialmente, a tutela della prerogativa dei
parlamentari e a tutela del buon andamento dei lavori parlamentari,
di rivedere il calendario dei lavori.
Noi non possiamo, ammesso che arrivi il testo, uscendo alle ore
14.00 dall'Aula, cominciare a lavorare sugli emendamenti perché
abbiamo bisogno di consultarci con i Gruppi, di guardare i testi,
di fare un ragionamento politico e di presentare gli emendamenti.
Pertanto chiedo formalmente, fermo restando la pregiudiziale posta
dall'onorevole De Luca, che condivido e sottoscrivo in pieno, di
rinviare a lunedì tutti i termini che lei aveva stabilito, a
seguito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Oggi non possiamo fare scadere nessun termine di presentazione
degli emendamenti alle ore 20.00 perché credo che la pianificazione
della tempistica parlamentare sia saltata, fermo restando che, se
non avrò assicurazioni sul fatto che quanto affermato
dall'onorevole De Luca sia fondato o meno, questo è un sospetto che
ricade su tutti i lavori parlamentari, e lo porrò subito come
pregiudiziale su ogni argomento, su ogni articolo che sarà
presentato per la discussione in questo Parlamento.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico.
Abbiamo ascoltato con particolare attenzione e con altrettanta
preoccupazione la denuncia pubblica formulata in quest'Aula
dall'onorevole De Luca.
Io auspico, per il bene di questa Istituzione, che ciò che ha
sostenuto l'onorevole De Luca non sia vero o che sia frutto di una
svista o comunque di un errore in buona fede.
Signor Presidente, lei, però, ha il dovere di intervenire, e dico
questo per due ragioni: la prima è che lei deve esercitare il suo
ruolo di garanzia nell'interesse di quest'Aula, dei deputati e
dell'intera istituzione e, poi, lo dico perché ritengo
assolutamente necessario, essendo accaduto che questa finanziaria è
stata trasformata, per volontà di questo Governo, che non so se è
riuscito a cambiarla anche da ieri notte ad oggi, dopo che era
stata approvata, ma che certamente l'ha resa una legge omnibus,
dove c'è di tutto e di più
(l'onorevole Cordaro interrompe il suo intervento)
PRESIDENTE. La ascolto, onorevole Cordaro, ma ho bisogno di
consultarmi con gli Uffici mentre voi parlate; devo riuscire,
purtroppo, a fare due cose contemporaneamente.
CORDARO. Ci mancherebbe, signor Presidente, non volevo
interrompere questo dialogo che sicuramente era produttivo e
concreto.
Come dicevo, credo che lei debba intervenire non solo per
esercitare le sue funzioni di garanzia a tutela del Parlamento e
dell'Istituzione, ma anche e soprattutto che lei debba esercitare
le sue prerogative politiche e istituzionali per rendere questa
legge finanziaria, che il Governo ha voluto legge omnibus, quella
legge finanziaria snella che lei ha auspicato in queste settimane
in Aula e sulla stampa affinché si possa trattare davvero di una
norma che utilizzi le risorse esistenti, ma quelle reali e non
quelle ipotetiche, per le esigenze vere dei bisogni dei siciliani.
Allora, soltanto dopo che, così come noi le chiediamo, lei avrà
utilizzato le sue prerogative - e questo è l'auspicio - rendendo
snella e vera questa finanziaria, il Parlamento sarà in grado di
presentare emendamenti e, quindi, noi potremo finalmente esercitare
le nostre prerogative istituzionali che, in questo momento,
peraltro, non possiamo adottare perché siamo privi di un testo da
confrontare.
Allora, per tutte queste cose, andando a concludere, credo che la
proposta formulata dall'amico, onorevole Dina, non sia soltanto una
proposta politicamente corretta ma anche una proposta di buon
senso.
Signor Presidente, aggiorni i lavori d'Aula a lunedì prossimo, dia
il tempo al Parlamento di capire cosa sia successo questa notte,
dia il tempo di leggere il testo della finanziaria, o del progetto
di finanziaria, che definitivamente il Governo ha immaginato di
mandare in quest'Aula, dia il tempo alla Commissione Bilancio di
esercitare il suo ruolo e, quindi, ai parlamentari di porre in
essere tutte quelle azioni che ritengono conducenti e utili ai fini
di rendere una legge veramente utile ai bisogni della Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono ancora alcuni iscritti a
parlare sulla questione pregiudiziale posta dall'onorevole De Luca.
Sono dell'avviso che la questione pregiudiziale non si possa
accettare per la semplice ragione che, se la questione
pregiudiziale dovesse essere posta in votazione e passare, non
potremmo più discutere, in questa sessione, il bilancio e la
finanziaria; per cui, chiaramente, è inammissibile.
Per quanto riguarda, invece, i lavori della Commissione Bilancio,
ovviamente, non ho dubbi - ho totale fiducia rispetto al lavoro
del presidente della Commissione, della Commissione stessa, e dei
funzionari - sulla qualità dei lavori svolti in Commissione.
Pur tuttavia, vista la confusione della notte concitata di giovedì
o di mercoledì sera, se dovesse essere sfuggito qualcosa, sarà cura
della stessa Presidenza valutare insieme agli Uffici e provvedere
al riguardo. Risolveremo il problema in maniera assolutamente
serena.
Detto ciò, approfittando dell'assenza dell'assessore per il
bilancio, assenza, per la verità, anche questa inspiegabile visto
che siamo in sessione di bilancio, convoco la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari nel mio studio e sospendo,
pertanto, la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.48, è ripresa alle ore 12.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marinese è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi presso il mio studio, ha stabilito
all'unanimità, anche in considerazione della complessità dei lavori
svolti dal Parlamento la scorsa settimana, di modificare
leggermente il calendario dei lavori nel modo qui di seguito
indicato:
- il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012
(nn. 470-470 bis-470 ter) è spostato a domenica 25 aprile 2010,
alle ore 19.00;
- il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di
legge Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(nn. 471-471 bis) è spostato a lunedì 26 aprile 2010, alle ore
12.00;
- lunedì 26 aprile 2010, alle ore 16.00, l'Aula affronterà la
discussione unificata dei due disegni di legge e l'esame del
disegno di legge di bilancio per l'anno 2010 (nn. 470-470 bis-470
ter/A) sino alla sua conclusione nella stessa giornata di lunedì;
- da martedì 27 aprile 2010, alle ore 16.00, l'Aula esaminerà il
disegno di legge finanziaria (nn. 471-471 bis/A) sino alla
conclusione dello stesso nei giorni a seguire.
Così rimane stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e bilancio
pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470 ter);
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
bis)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e bilancio
pluriennale per il triennio 2010/2012» (470-470 bis-470 ter);
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
bis).
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore
di maggioranza, onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di procedere con la
relazione volevo fare un appunto a quanto dichiarato dall'onorevole
De Luca, e cioé che per quest'Aula mi sembra inconsueto che si
possano fare simili dichiarazioni senza avere ancora verificato il
contenuto dei testi, dato che io stesso ho avuto il testo della
finanziaria due minuti fa.
Gli Uffici hanno terminato i lavori in Commissione questa mattina
alle ore 05.30, e non credo di avere dato disposizione di
distribuire i testi senza avere ancora la possibilità che siano
collazionati.
Le accuse dell'onorevole De Luca sono, secondo me, infondate.
Certo, può anche succedere - avendo lavorato due giorni
ininterrottamente in Commissione - che ci sia un errore, può
capitare a tutti, anche se conosco la scrupolosità dei funzionari.
Più tardi ci attiveremo per controllare ulteriormente, tuttavia
tutto può succedere.
Le sue dichiarazioni sono gravi e se restano tali, e ci muoveremo
a tutela, in modo chiaro, per mettere fine a questo capitolo
increscioso.
Passo, quindi, alla relazione.
Il quadro tendenziale di finanza pubblica delineato dall'ultimo
documento di programmazione economico-finanziario - da lì partiamo
- relativo al periodo 2010-2013 evidenzia un graduale e progressivo
peggioramento di tutti i principali saldi di bilancio che risultano
essere negativi per effetto dell'incidenza di diversi fattori, tra
i quali assumono un peso non indifferente anche per la loro
persistenza: la contrazione delle entrate tributarie, la maggiore
compartecipazione alla spesa sanitaria, il continuo incremento dei
livelli di spesa di parte corrente e il mancato sviluppo di
politiche di sostegno per attrarre investimenti esterni nell'isola.
Da lì si é rimarcata tutta una serie di manovre all'interno,
cercando di modificare i saldi e ricordando la capacità di cassa
che la Regione ha avuto in questo periodo e che ha ancora.
Signor Presidente, per agevolare i lavori, mi rimetto al testo
della relazione scritta del disegno di legge, che deposito agli
atti di questa seduta.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo sottolineare
l'assenza del Governo ad una seduta come quella di oggi: é la prima
volta nella storia del Parlamento siciliano, da quando sono
deputato, che l'Aula si riunisce di sabato e per problemi che il
Presidente dell'Assemblea ha ritenuto validi e importanti,
indipendentemente dal Regolamento, che può essere superato nel
momento stesso in cui l'Assemblea stessa prende atto della
convocazione del Presidente.
Non posso tollerare, però, interventi fatti solo ed esclusivamente
per curare le proprie piccole faccende personali, che rischiano di
diventare faccende, non dico penali, ma al limite della decenza in
questa Assemblea.
Personalmente, non ho partecipato ad alcuna riunione della
Commissione, però ho saputo e letto che sono stati superati molti
ostacoli in Commissione; poi si viene in Aula, dopo avere con una
mano messo in tasca non so che cosa, solo a fare finta di
discutere, nella consapevolezza che i misfatti, se ci sono, e cioè
se la Commissione non ha lavorato bene, se la finanziaria ed il
bilancio non sono all'altezza, è frutto non solo di un Governo, che
può essere incapace di dare soluzione ai problemi - io sono
all'opposizione e lo posso anche dire - ma anche di chi in
Commissione ha esitato quel bilancio.
Io capisco che chi ha votato a favore si è assunto la
responsabilità di portare in Aula un bilancio ed una finanziaria
nei quali ha creduto e, quindi, viene qui a difenderli. E' giusto e
corretto.
Ma poi c'è, invece, chi si astiene, e solo in alcuni momenti vota
contro. E allora dovremmo cominciare a comprendere il perché delle
astensioni, il perchè dei voti contrari, il perché di attacchi
sfegatati.
Credo che questa Assemblea abbia bisogno di riflessioni profonde,
perché altrimenti nessuno - e io per primo - è pronto a chiudere
l'Assemblea e ad andare a nuove elezioni. Se questo è il disegno,
lo si faccia subito, perché non ne paghino le conseguenze gli
onesti siciliani.
La realtà è ormai questa, è una realtà assurda e incomprensibile:
da un lato, si attacca e, dall'altro lato, si prende tanto quanto è
necessario, si sperpera anche, perché no, il denaro pubblico nella
tabella I - ora non più tabella H - dicendo si deve tenere conto
di chi lavora, di chi non lavora, dobbiamo fare tutto purché sia
dalla mia parte, purché dia soddisfazione per quello che voglio io
per me e per i miei amici . Così funziona
E' un'assurdità istituzionale, categoricamente nefanda per la
Sicilia e per la storia di questa Assemblea, che sta toccando il
fondo, signor Presidente. Basta guardare le presenze in Aula.
Lei è qui, signor Presidente, a curarsi del problema della sua
Istituzione, come è giusto che sia, con grande spirito di
sacrificio e grande nobiltà, mentre c'è un Governo assente, non c'è
un solo assessore che senta il bisogno di stare in Aula, di sabato
mattina, per tentare di dare un impulso, di dare un sostegno, di
dare una motivazione seria al lavoro che si sta svolgendo e per il
quale lei, signor Presidente, si sta spendendo al di là
dell'appartenenza politica, svolgendo il suo ruolo super partes.
Però io sono veramente infuriato quando sento dire qui, in Aula,
che la Commissione Bilancio ha esitato qualcosa che non è stato
discusso, mettendo in forse il lavoro dei funzionari, che sono i
notai della seduta e che non si possono consentire di fare cose di
questo genere, persone perbene, persone che hanno lavorato una vita
intera; quando gli stessi commissari vengono messi sotto accusa dai
loro stessi colleghi per avere fatto chissà che cosa, se non si
grida allo scandalo, al di là del fatto che sabato solo quindici
deputati sono presenti, e magari poi, signor Presidente, troverà
sessanta firme che attestano una presenza irriverente o indecorosa.
Quello che sta avvenendo è assurdo: stiamo dilapidando noi stessi
in modo indegno e certamente non consono a quello che i siciliani
si aspettano dai deputati regionali siciliani, pagati come veniamo
pagati per non svolgere il compito che ci viene affidato. Io non so
quanto potrà durare ancora uno stillicidio di questo genere ma, mi
lasci dire, signor Presidente, che mi vergogno di quello che
avviene perché a quei poveri, a quelli che protestano per le strade
o a quelli che non hanno più la forza di protestare, noi non
rendiamo nessun servizio.
Chiedo scusa se ho insistito per prendere la parola, ma era più
forte di me, un fatto di coscienza mi ha portato a parlare, e non
un fatto di appartenenza politica ad una fazione o ad un partito.
Non potevo non dire le cose che sento perché, in base a queste
cose, io do risposte serie a chi mi ha dato l'idea di continuare a
fare un percorso a difesa degli interessi della Sicilia tutta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la questione posta dall'onorevole
De Luca è stata abbondantemente chiarita, qualora ce ne fosse stato
bisogno, sia dal presidente della Commissione Bilancio sia con gli
Uffici, per cui tutto quello che è nella bozza distribuita ai
deputati è argomento trattato ed approvato dalla Commissione
Bilancio.
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione generale e
pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ribadisco che la discussione generale unificata si svolgerà in
fase di esame dell'articolo 1 del bilancio.
La seduta è rinviata a lunedì, 26 aprile alle ore 16.00, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012
(nn. 470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010 (nn.
471-471 bis/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
III - Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2009 (Doc. n. 136)
Relatori: i deputati Questori
IV - Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2010 (Doc. n. 137)
Relatori: i deputati Questori
La seduta è tolta alle ore 12.38
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
Relazione dell'onorevole Savona, presidente della Commissione e
relatore di maggioranza
Onorevoli colleghi,
il quadro tendenziale di finanza pubblica delineato dall'ultimo
documento di programmazione economico-finanziario relativo al
periodo 2010-2013 evidenzia un graduale e progressivo peggioramento
di tutti i principali saldi di bilancio che risultano essere
negativi per effetto dell'incidenza di diversi fattori, tra i quali
assumono un peso non indifferente anche per la loro persistenza:
a) la contrazione delle entrate tributarie per effetto
dell'andamento non positivo dell'economia;
b) la maggiore compartecipazione alla spesa sanitaria, prevista
dai commi 830 e 831 dell'articolo 1 della legge Finanziaria statale
per l'anno 2007 posta a carico della Regione;
c) il continuo incremento dei livelli di spesa di parte corrente;
d) il mancato sviluppo di politiche di sostegno per attrarre
investimenti esterni nell'isola.
In tale contesto si inserisce la manovra finanziaria relativa al
triennio 2010-2012, appena presentata dal Governo con il bilancio
di previsione e la legge concernente Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010' la cui finalità è quella di colmare il
deficit tendenziale che risulta essere pari, per l'anno 2010, a
1.732 milioni di euro.
La manovra 2010, nel considerare le indicazioni per il risanamento
dei conti pubblici contenute nei documenti contabili, ha
rigorosamente adottato, nella costruzione del bilancio a
legislazione vigente, il criterio delle risorse acquisibili nel
periodo 2010-2012, con la conseguenza che a fronte di limitate
risorse finanziarie, è stato necessario fissare dei limiti agli
stanziamenti dei capitoli di spesa riconducendo questi ultimi a un
livello inferiore dei pagamenti di spesa registrati nell'esercizio
2008. Tale operazione non ha, ovviamente, interessato tutti i
capitoli di bilancio, infatti sono stati esclusi tutti i capitoli
relativi al personale, quelli concernenti il pagamento degli oneri
del servizio del debito finanziario, e quelli relativi ad
interventi la cui spesa è autorizzata da specifiche norme che ne
determinano la quantificazione.
Di conseguenza, le amministrazioni regionali dovranno adottare,
sin dal corrente esercizio, tutte le necessarie iniziative, già
comunque previste da specifiche norme nazionali e regionali,
(articolo 27 della legge regionale n. 23 del 2002; comma 1,
articolo 9, legge regionale n. 2 del 2007, articoli 4, 5 e 6 legge
regionale n. 6 del 2009) affinché sia evitata l'assunzione di
obbligazioni non in linea con gli stanziamenti di bilancio, i
quali, è noto, rappresentano il limite insuperabile di spesa
autorizzata.
Poste queste necessarie premesse, si ritiene utile fornire una
trattazione separata dei contenuti dei suddetti documenti
finanziari.
Il bilancio a legislazione vigente
Il bilancio annuale di previsione per l'anno 2010, redatto secondo
lo schema introdotto dal comma 6 dell'articolo 1 della legge
regionale n. 47 del 1977 e successive modifiche ed integrazioni e
secondo la nuova struttura organizzativa dell'amministrazione
regionale prevista dal Titolo II della legge regionale n. 19/2008,
presenta, a legislazione vigente, un totale delle entrate e delle
spese pari a 27.196.181 migliaia di euro.
Tra le entrate si distinguono entrate correnti per 14.602.126
migliaia di euro ed entrate in conto capitale per 3.859.722
migliaia di euro. L'avanzo finanziario presunto è pari a 8.038.333
migliaia di euro, di cui 7.058.730 migliaia di euro relativo ai
fondi corrispondenti ai trasferimenti dallo Stato e dalla UE ed
agli altri fondi a destinazione vincolata.
Le spese correnti, al netto del fondo accantonamento avanzo, sono
pari a 14.693.618 migliaia di euro, mentre le spese in conto
capitale ammontano a 10.682.936 migliaia di euro; il rimborso di
prestiti già contratti incide per 840.024 migliaia di euro.
Il bilancio a legislazione vigente registra un risparmio pubblico
(entrate correnti meno spese correnti) negativo pari a 91.482
migliaia di euro determinato da una stima decrescente
sull'andamento delle entrate tributarie, quale effetto indiretto
dell'attuale crisi economica, a fronte di sempre più consolidati
fabbisogni finanziari, ed un saldo netto da impiegare (differenza
tra entrate finali e spese finali) pari a 144.024 migliaia di euro,
al netto delle entrate per l'accensione di prestiti e delle uscite
per il rimborso di quelli contratti in precedenza, (vedasi il
quadro generale riassuntivo allegato al bilancio). Per quanto
riguarda il ricorso al mercato finanziario, in base
all'autorizzazione prevista per l'anno 2010, dal comma 3
dell'articolo l della 1egge regionale n. 6/2009, è stato iscritto
l'importo di 696.000 migliaia di euro.
Le entrate tributarie previste nel bilancio 2010, valutate tenendo
conto dell'attuale scenario economico dei dati di effettivo
gettito, si attestano su valori superiori rispetto ai valori
riportati nel Quadro Tendenziale del DPEF 2010/2013.
Diversamente dagli anni scorsi, la manovra per il triennio 2010-
2012, non contempla previsioni di maggiori entrate derivanti dal
processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare, ciò in
quanto il Governo della Regione ha elaborato in materia una nuova
strategia dei processi di valorizzazione del patrimonio regionale.
Infatti, nella nuova ottica il patrimonio immobiliare della Regione
non deve essere più concepito come valorizzazione e vendita nel
breve periodo' ma deve essere finalizzato, secondo una logica di
medio-breve periodo', a:
1) trasferimento degli assets patrimoniali al Fondo di quiescenza
secondo quanto previsto dall'articolo 15 della 1egge regionale n. 6
del 2009;
2) utilizzazione degli assets patrimoniali per finalità
produttive, ricettive e etc.
Si evidenzia, inoltre, che tra le previsioni di entrata sono state
iscritte quelle relative ai finanziamenti comunitari e nazionali
inerenti ai Programmi operativi 2007/2013 e le risorse FAS 2007-
2013.
La costruzione dello stato di previsione della spesa è stata
effettuata secondo un indirizzo per il quale, fatta eccezione per i
capitoli inerenti alle spese obbligatorie per il personale in
servizio e in quiescenza e quelle relative al pagamento degli oneri
del servizio del debito finanziario, si è operato un allineamento
degli stanziamenti a livelli inferiori ai corrispondenti pagamenti
registrati nel 2008.
In particolare:
- le spese per il personale in servizio sia a tempo indeterminato
che a tempo determinato ed in quiescenza, i relativi capitoli sono
stati stimati in base alle somme effettivamente erogabili nel 2009.
Di conseguenza, sono stati adeguati gli stanziamenti relativi agli
oneri sociali ed IRAP calcolati tenendo conto delle vigenti
aliquote. Gli oneri relativi ai rinnovi contrattuali in scadenza
sono stati previsti tenendo conto dell'erogazione della sola
vacanza contrattuale in base a quanto previsto dai vigenti
CC.CC.R.L.
- Le spese relative all'aggregato economico consumi intermedi, tra
i quali sono compresi le spese per acquisto di beni di consumo,
utenze, manutenzioni, missioni ed acquisto di servizi hanno
registrato riduzioni del 20 per cento circa.
- Gli stanziamenti in favore dei teatri ed enti regionali ed
organismi vari sono stati ricondotti a livelli inferiori alle spese
sostenute nell'esercizio 2008.
- L'aggregato di spesa relativo ai trasferimenti correnti in
favore di amministrazioni pubbliche che comprende sia i
trasferimenti agli enti locali ed alle aziende sanitarie ed
ospedaliere, conferma gli stanziamenti di bilancio autorizzati per
l'anno in corso. In particolare, la quota di cofinanziamento
regionale del fondo sanitario, in base alla legislazione vigente,
trova integrale copertura attraverso la dotazione finanziaria del
capitolo 413302, pari a 4.052.803 migliaia di euro.
Gli stanziamenti dei fondi di riserva (capitoli 215701 e 613903)
sono stati dimensionati in relazione ai vincoli di contenimento
delle spese e registrano un complessivo stanziamento di 279 milioni
di euro a fronte di una previsione 2009 di 325 milioni di euro. I
fondi relativi alle regolazioni contabili (capitoli 219202 e
219205) tengono conto della stima dell'andamento delle entrate
tributarie e registrano un complessivo stanziamento di 765 milioni
di euro a fronte di una previsione 2009 di 952 milioni di euro.
Inoltre, per effetto della manovra prevista dal disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010', la
dotazione complessiva dei fondi in argomento registra un incremento
di 58.164 migliaia di euro.
Per gli anni 2011 e 2012 la manovra complessiva realizzata prevede
una forte riduzione dei fondi di riserva e dei fondi per le
regolazioni contabili, con la conseguenza che le criticità
evidenziate per l'anno 2010 non trovano soluzioni nel medio
periodo, ciò a dimostrazione delle difficoltà, sia di ordine
finanziario che economico i cui riflessi sono ricondotti nella
manovra contenuta nei documenti finanziari in argomento.
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
Per l'anno di previsione 2010, la manovra trova la sua completa
definizione con le disposizioni contenute nel disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010', che
indubbiamente sconta gli effetti di circostanze negative di varia
origine come ad esempio le disposizioni statali in materia di
maggiore compartecipazione regionale alla spesa sanitaria, la ormai
cronica carenza di politiche strutturali di settore nonché
l'attuale persistere nella nostra Regione dell'acuirsi della grave
crisi finanziaria che investe tutti i settori dell'economia
occidentale.
Pur nell'ambito di una situazione economica particolarmente
significativa la manovra finanziaria per l'anno 2010 cerca di
rispondere all'attuale congiuntura, rendendo più rigorose e
incisive le misure di contenimento e di razionalizzazione della
spesa, cercando di offrire al tessuto economico isolano una serie
di strumenti e di iniziative, soprattutto sotto il profilo degli
investimenti che pur con le limitate risorse disponibili, anche
attraverso il reperimento di nuove entrate, tentano di rinvigorire
la struttura delle piccole e medie imprese, sostenendole al fine di
agevolarne la ripresa ed il superamento del grave momento
congiunturale.
Ci riferiamo in primis all'introduzione del credito d'imposta per
l'occupazione che, in ragione della grave crisi occupazionale che
attraversa la nostra Regione, già estremamente fragile per croniche
carenze strutturali, intende riproporre ed aggiornare la misura
agevolativi del bonus fiscale per la nuova occupazione già
introdotto con la legge finanziaria del 2008 e non più rifinanziata
dal Parlamento nazionale.
La suddetta misura fiscale, in particolare, favorisce l'assunzione
di lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati e disabili,
applicando il Regolamento 800 del 2000 che consente l'attivazione
dell'agevolazione con la comunicazione agli uffici della
Commissione europea e senza la preventiva notifica.
In tal modo la misura è immediatamente applicabile e costituisce
senza dubbio un notevole incentivo alla crescita occupazionale
nella nostra Regione. In più bisogna sottolineare che le risorse
per l'attuazione del bonus sono di fonte comunitaria ed in
particolare provengono dal Fondo Sociale Europeo 2007-2013.
Il presente disegno di legge incide su differenziati comparti
della struttura economica siciliana al fine di introdurre misure
che pur con limitate risorse possano introdurre elementi di
modernizzazione sia a livello amministrativo che nel tessuto
produttivo.
Si vuole a tal fine disegnare, sia pur a grandi linee, il
complesso delle iniziative normative che compongono il disegno di
legge che si presenta all'Aula, sul quale la Commissione bilancio
ha svolto, sugli originari testi governativi, un intenso lavoro di
approfondimento, licenziando, dopo un intenso dibattito, un nuovo e
complesso dispositivo che interviene su diversi settori della
società e dell'economia siciliana.
Le disposizioni in esame hanno innanzitutto introdotto misure di
contenimento della spesa del settore pubblico regionale
introducendo giusti correttivi e idonei controlli alle politiche di
bilancio cui è assoggettata l'amministrazione regionale, al fine
del rispetto del patto di stabilità interno.
Nell'ambito dell'Amministrazione regionale inoltre sono state
approvate norme che prevedono il contenimento dei compensi ai
componenti degli organi di amministrazione di controllo degli
istituti delle aziende e degli organismi del settore pubblico
allargato, fissando nel contempo una riduzione dei fondi per il
trattamento accessorio del personale. In tale contesto un'apposita
norma introduce un limite alla retribuzione massima pensionabile
per i dirigenti regionali.
Nell'ottica della razionalizzazione e riorganizzazione del settore
pubblico allargato si è provveduto ad adottare misure adeguate per
la riduzione delle società a totale e maggioritaria partecipazione
della Regione concentrando la presenza della mano pubblica in
settori ritenuti strategici.
E' stato inoltre introdotto un programma per la misurazione degli
oneri amministrativi, al fine della semplificazione procedurale e
della modernizzazione dell'attività amministrativa anche con
l'ausilio della tecnologia informatica.
Addivenendo a quanto concordato in sede di esame della riforma del
settore dei rifiuti le disposizioni finanziarie in esame hanno
introdotto interventi in favore dei comuni per il ripiano dei
redditi prevedendo un articolato piano di rientro al fine di
superare la grave crisi ambientale che colpisce gran parte dei
comuni siciliani.
Senza dubbio di grande importanza è la riforma del servizio
integrato del servizio idrico condotta all'insegna della
pubblicizzazione di una risorsa fondamentale per il benessere
pubblico.
La normativa che si sottopone al vostro esame non ha mancato di
introdurre misure urgenti di sostegno per l'occupazione
introducendo contestualmente, in ottemperanza alle più recenti
disposizioni nazionali, un quadro certo della dotazione organica
dell'amministrazione regionale.
Nel settore socio-assistenziale in una regione che ha un livello
di povertà fra i più alti d'Italia il disegno di legge introduce,
pur con le limitate risorse disponibili, interventi di sostegno
alle famiglie e sgravi tributari ai lavoratori in cassa
integrazione o in stato di disoccupazione e mobilità.
Sulla linea del sostegno all'occupazione già percorsa con
l'introduzione del credito d'imposta sopra tratteggiato la
normativa istituisce e finanzia le zone franche urbane al fine di
contrastare i fenomeni di esclusione sociale e favorire
l'integrazione sociale e culturale delle popolazioni che abitano
nei quartieri più degradati.
Nel settore della istruzione, della formazione e della ricerca la
finanziaria 2010 prevede interventi di formazione permanente e
formazione continua finanziabile con le risorse del fondo sociale
europeo unitamente ad un piano di attività extrascolastiche, per le
scuole, in aree a rischio, sono altresì autorizzate misure di
sostegno alle università ed alle scuole superiori di eccellenza.
La normativa non manca di introdurre interventi nel settore
agricolo per riparare ad esempio ai danni della peronospora della
vite mentre viene promossa la realizzazione dell'accordo di filiera
vitivinicola tra tutti i soggetti interessati, al fine di
rafforzare il sistema vitivinicolo isolano e renderlo più
competitivo sui mercati internazionali.
L'Amministrazione regionale è altresì autorizzata a promuovere
idonee misure finanziarie finalizzate alla ripresa economica e
produttiva delle imprese agricole con l'introduzione di un Fondo di
solidarietà regionale con una dotazione di 8.500 migliaia di euro
destinato ad anticipare ed integrare a titolo di cofinanziamento le
somme trasferite alla Regione con i piani di prelievo e riparto
dell'analogo Fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto
legislativo n. 102 del 2004.
Il disegno di legge intende inoltre favorire l'incremento dei
processi produttivi mediante l'accelerazione e la facilitazione di
accesso al credito, agevolando l'impiego degli strumenti finanziari
offerti dalla più recente normativa comunitaria di sostegno allo
sviluppo ed alla piccola, media e microimpresa.
Viene in questo contesto introdotto un sistema più adeguato per
favorire i processi di patrimonializzazione dei confidi al fine di
agevolare l'accesso al credito e ridurre la polverizzazione degli
operatori in un sistema che ha urgente bisogno di intermediari
finanziari solidi e capaci di favorire i processi produttivi.
Nell'ambito del rilancio del settore industriale è senza dubbio da
evidenziare l'ingente intervento finanziario, pari a 150.000
migliaia di euro, che la Regione è autorizzata ad attuare per la
realizzazione di opere ed interventi dichiarati indifferibili ed
urgenti con la sottoscrizione di appositi accordi di programma.
In linea con le iniziative di sostegno al mondo produttivo la
normativa in esame introduce un'articolata serie di disposizioni
per il rilancio del settore cooperativistico e dell'artigianato,
anche attraverso il ripianamento delle esposizioni debitorie delle
imprese del comparto.
In diverse parti della complessa disciplina proposta il disegno di
legge interviene in favore delle famiglie e delle politiche sociali
come già più sopra evidenziato aiutando i minori, affetti da
disabilità, all'interno della famiglia, e sostenendo nel contempo i
soggetti deboli in contesti difficili ed in primis le donne vittime
di maltrattamenti.
Nell'ambito delle misure di sostegno dei settori più deboli della
popolazione la normativa introduce l'abbattimento del ticket
sanitario per la partecipazione al costo delle prestazioni
diagnostiche specialistiche.
Ritengo che le disposizioni che ho sommariamente illustrato e che
sicuramente saranno arricchite dal dibattito che seguirà ed in cui
si articolerà l'esame della complessa disciplina in questione,
rappresentano, in massima misura, l'impegno del Governo e
dell'Assemblea intera al fine di favorire, pur nella difficilissima
situazione economica, sociale ed occupazionale, il rilancio
produttivo delle imprese della nostra Isola, con il sostegno ai
settori in crisi, senza dimenticare nel contempo di alleviare le
condizioni sociali delle famiglie.