Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
MINARDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Arena, Cintola, Di Benedetto, Dina, Fiorenza e Speziale.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
MINARDO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
da dati della Corte dei conti si rileva che lo stato di attuazione
di importanti opere infrastrutturali irrigue nella Regione
siciliana, finanziate con intervento statale, langue;
in particolare si rileva che:
a) il progetto di irrigazione del consorzio bonifica di Trapani -
importo finanziamento 6 milioni di euro del 2005 - stato: lavori
non aggiudicati;
b) il progetto di irrigazione Belice-Garcia di Palermo per 30
milioni di euro - finanziamento del 2006 - stato: in attesa di
nuovo soggetto appaltante;
c) il progetto di irrigazione Salso - Simeto di Siracusa per 4
milioni di euro - finanziamento del 2005 -stato: gara non ancora
bandita;
d) il progetto di irrigazione Dittaino - Ogliastro di Caltagirone
finanziato per 13 milioni di euro nel 2007 - stato: lavori non
ancora aggiudicati;
considerato che i dati sopra citati non sono esaustivi e che in
atto in un solo caso si sono riscontrati lavori in corso;
ritenuto urgente ed indifferibile avviare una azione di verifica
sulle stazioni appaltanti stesse, ovvero i consorzi di bonifica,
per analizzare i motivi che hanno portato a questo stato di cose;
per sapere se non ritengano, alla luce delle considerazioni sopra
esposte, di avviare un'urgente indagine conoscitiva finalizzata
alla verifica delle procedure adottate dagli stessi consorzi di
bonifica nell'emanare i bandi per l'appalto di così importanti
opere pubbliche e conseguentemente adottare provvedimenti per
l'immediato avvio dei cantieri al fine di non pregiudicare la
stessa assegnazione dei fondi statali». (1160)
TORREGROSSA-BOSCO-CORONA
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al suo turno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana
per l'anno finanziario 2009 (Documento numero 136)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2009 (Documento numero 136).
Invito il deputato Questore e relatore, onorevole Ardizzone, a
svolgere la relazione.
ARDIZZONE, deputato questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il Collegio dei Questori prima e il Consiglio
di Presidenza poi, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, hanno
predisposto il rendiconto delle entrate e delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2009, un
atto propedeutico peraltro all'approvazione del bilancio per
l'esercizio finanziario 2010.
La struttura del rendiconto, secondo quanto proprio prevede
l'articolo 27 del Regolamento di contabilità, pone a confronto ogni
singolo articolo del bilancio preventivo con quanto è stato
effettivamente incassato e speso nel corso del 2009.
Il risultato della gestione ha evidenziato un avanzo finanziario
di oltre 4 milioni di euro, nel 2008 era stato invece di 3 milioni
di euro; quindi, possiamo ben dire che abbiamo un avanzo poco
inferiore al milione di euro nel rapporto 2008-2009. Esso
scaturisce da maggiori entrate per un 1 milione 281 euro e minori
spese per 2 milioni 791 euro.
Pertanto, possiamo anche dire che la tanto biasimata Assemblea
regionale siciliana ha avuto la capacità, mi sia consentito di dire
tra virgolette, di produrre un avanzo di amministrazione con una
maggiore entrata e una minore spesa.
Signor Presidente, la relazione è a disposizione di tutti i
parlamentari che ne vogliano prendere visione. Pertanto, mi rimetto
al testo della relazione.
PRESIDENTE. Ringrazio il deputato Questore. Dichiaro aperta la
discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
del Documento contabile numero 136.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa e del Titolo I - Entrate
effettive: capitoli I e II.
Li pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal III
all'VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla Spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Spese effettive: capitoli dal I al
XVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal XIX al
XXIV.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura dell'allegato A - Situazione di cassa al 31 dicembre
2009 "Conto Generale".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo
di esercizio 2009.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
del fondo di riserva per l'integrazione degli stanziamenti di
bilancio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato D - Prospetto delle variazioni agli
stanziamenti di bilancio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal fondo
di riserva.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato F - Prospetto del versamento delle
economie di spesa al Fondo di previdenza per il personale dell'ARS.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale - Situazione
al 31 dicembre 2009.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato H - Fondo di solidarietà fra gli
onorevoli deputati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato I - Rendiconto gestione economo. Anno
2009.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'allegato L - Fondo di previdenza per il
personale dell'ARS
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero Documento numero 136.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
«Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2010» (Documento numero 137)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: «Progetto
di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2010» (Documento numero 137).
Invito il deputato questore e relatore, onorevole Ardizzone, a
svolgere la relazione.
ARDIZZONE, deputato questore e relatore. Mi rimetto al testo della
relazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del Documento contabile numero 137.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal III
all'VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla Spesa.
Si dà lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal I al
XVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo II - Spese in conto capitale: capitoli
dal XIX al XXII.
Li pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal XXIII
al XXVIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa al preventivo per il triennio 2009-2011 e se ne dà
lettura insieme agli annessi allegati.
Pongo in votazione l'intero Documento 137 con gli annessi
allegati.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
ter/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (nn. 470-470 bis-470
ter/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(nn. 471-471 bis/A).
Relatore di maggioranza: onorevole Savona; relatore di minoranza:
onorevole D'Asero.
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, avverto che l'ordine di esame e di votazione
dei singoli articoli del bilancio a legislazione vigente e della
legge finanziaria avverrà così come previsto dall'articolo 121
sexies del Regolamento interno, procedendo nell'ordine con l'esame
degli articoli e delle tabelle del disegno di legge di bilancio,
esame che verrà sospeso prima della sua votazione finale per
passare agli articoli e alle tabelle del disegno di legge
finanziaria ed alla sua votazione finale.
Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà sospesa
per consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni al
bilancio conseguente all'approvazione della legge finanziaria ed
alla Commissione Bilancio di esprimere sulla stessa il parere di
cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno.
Si procederà, quindi, alla votazione della nota di variazioni ed
alla votazione finale della legge di bilancio, come modificata
dalla nota di variazioni.
Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione degli
emendamenti, la Presidenza avverte che, oltre che le disposizioni
generali del Regolamento interno che disciplinano la materia, gli
emendamenti al bilancio ed alla finanziaria devono osservare i
limiti di contenuto previsti dalla legge e dal Regolamento interno
e, per quelli che prevedono maggiori spese, devono recare la
necessaria compensazione.
Nel valutare la compensatività degli emendamenti, la Presidenza
considererà inammissibili gli emendamenti:
a) privi di compensazione;
b) la cui compensazione, in base agli elementi disponibili,
risulti insufficiente;
c) recanti compensazioni manifestamente inidonee sul piano
formale;
d) recanti compensazioni tra variazioni delle tabelle del bilancio
e delle tabelle della finanziaria.
Spetta, invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi di
informazione che dimostrino la eventuale inadeguatezza delle
modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali casi
l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
eventualmente forniti dal Governo.
La Presidenza avverte, altresì, che gli emendamenti al disegno di
legge di bilancio che riguardino le tabelle devono essere riferiti
alle unità previsionali di base. Nel caso in cui un emendamento
contenga il riferimento, oltre che all'unità previsionale, anche ad
uno o più capitoli contenuti all'interno di questa, il riferimento
ad essi deve intendersi sostanzialmente come non apposto.
Ricordo che era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli nella seduta precedente e che era stato stabilito che la
discussione generale si sarebbe svolta all'articolo 1.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo in una
situazione analoga a quella di sabato mattina: i componenti della
Commissione non sono ancora in possesso degli emendamenti al
disegno di legge di bilancio. Prima di iniziare la discussione
generale, mi sembra opportuno che i membri della Commissione
abbiano il tempo di visionare gli emendamenti presentati da tutti i
colleghi che, per altro, non sono pochi. Pertanto, per l'ennesima
volta, suggerisco di dare un po' di tempo in più agli Uffici per
fare stampare le copie degli emendamenti. Non si capisce dove si
voglia arrivare con questa corsa frenata.
Signor Presidente, chiedo cortesemente di mettere i parlamentari
nelle condizioni minime di poter intervenire nella discussione
generale e poter comprendere la portata degli emendamenti. Fino a
questo momento non c'è una copia degli emendamenti e, anche quando
ci venisse consegnata tra qualche minuto, la inviterei a darci il
tempo necessario per una rapida lettura di ciò che si prevede e di
ciò che questa Assemblea è chiamata poi a votare.
Per l'ennesima volta, mi dispiace ripeterlo, sabato avevamo già
detto che martedì sarebbe stato un giorno migliore per tutti, sia
per gli uffici che per i parlamentari.
Quanto le chiedo, signor Presidente, è al fine di potere espletare
il nostro mandato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che gli emendamenti al
bilancio a legislazione vigente sono in distribuzione e sono già
collazionati.
E' giusto e convengo con lei, onorevole Mancuso, sul fatto che i
deputati devono essere messi in condizione di avere un minimo di
tempo indispensabile per rendersi conto degli emendamenti che
saranno esaminati da questa Aula. Ma direi che se il blocco degli
emendamenti venisse distribuito subito, poiché i primi articoli non
presentano grandi emendamenti, si potrebbe iniziare con questi
primi articoli e dare così il tempo ai deputati di prendere
cognizione.
Non c'è dubbio che lei, onorevole Mancuso, ha ragione, e nella
parte più corposa, quella che riguarda gli emendamenti alla
finanziaria, gli uffici dovranno avere il tempo di collazionarli e
farli distribuire e i deputati dovranno avere il tempo necessario,
su quegli emendamenti, per prendere esatta cognizione di ciò che
andranno a votare.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
giusto quanto ha sostenuto l'onorevole Mancuso, e non per una
questione di campanilismo.
Io ricevo in questo momento la copia degli emendamenti al bilancio
e, intanto, dovrò capire se quelli che ho presentato si trovano in
questo blocco. Ho il diritto di capire dove si trovano i miei
emendamenti ed ho bisogno di tempo per leggere questo malloppo.
E' un diritto che credo sia giusto non solo per me, ma anche per i
miei colleghi. Qualcuno di loro sarà disinteressato al problema, ma
credo che ogni deputato debba essere fornito di questo documento.
Al momento, non ho ancora avuto il tempo di leggere questo
documento; è talmente caldo che non riesco neanche a tenerlo in
mano.
Signor Presidente, credo che sia legittima la mia richiesta di
valutare gli emendamenti prima di cominciarne l'esame, di avere a
disposizione dieci o quindici minuti per capire se gli emendamenti
che ho depositato sono contenuti in questo documento.
Infatti, la volta scorsa ho partecipato ad una seduta di
Commissione per seguire i lavori e, ahimè, alcuni miei emendamenti
non sono arrivati, non per colpa della Commissione, forse sarà
stata colpa dei miei uffici, per cui ho bisogno di dieci minuti di
tempo per leggere le carte.
Credo che questa mia richiesta valga per tutti i deputati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza è dell'avviso di
esaminare l'articolo 1, sul quale non ci sono emendamenti e dopo
sospendere mezz'ora.
Ricordo che abbiamo dei tempi da rispettare. La Presidenza
conviene sul fatto che i deputati debbano essere messi nella
condizione minima di avere cognizione del blocco degli emendamenti,
né del resto possiamo dare colpa agli uffici, anzi voglio fare un
elogio agli uffici per la mole di emendamenti che sono stati
presentati e che sono riusciti a portare in Aula collazionati.
Pertanto, non essendo stati presentati emendamenti all'articolo 1,
lo esaminiamo e votiamo, dopodiché sospendiamo per mezz'ora,
quaranta minuti, il tempo necessario per consentire a tutti di
prendere cognizione degli emendamenti, e poi si inizierà.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ricevuto
cinque minuti fa gli emendamenti e, come ha detto il collega
Beninati, i fogli sono ancora caldi.
Signor Presidente, sono un deputato che non ha partecipato alle
sedute della Commissione Bilancio come i colleghi che mi hanno
preceduto.
Mi rendo conto che c'é la necessità di accelerare, però credo che
il vero problema non sia di rinviare o di sospendere dieci minuti o
mezz'ora, in quanto devo essere messo nelle condizioni, devo avere
la possibilità di andarmi a guardare il bilancio, signor
Presidente.
Io credo che mezz'ora sia un lasso di tempo troppo breve e credo
che lei, signor Presidente, debba valutare l'opportunità e, se
l'onorevole Mancuso che ha partecipato a tutte le sedute della
Commissione Bilancio ha questa esigenza, immaginiamo quale esigenza
possa avere un collega, come me, che non ha partecipato a quelle
sedute. Quindi, insisto nella mia richiesta.
E' chiaro che lei, signor Presidente, si determinerà come riterrà
opportuno, ma credo che la mia richiesta sia legittima e che tanti
altri colleghi la avanzeranno.
Pertanto, signor Presidente, la invito a prendere una posizione in
tal senso.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, anche se è già intervenuto, la
ascoltiamo con piacere. Ha facoltà di parlare.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per la
seconda volta perché la prima volta non sono stato felice
nell'esposizione. Vorrei parlare piano perché la voce ci servirà
per queste notti che dovremo affrontare; sarà una lunga maratona e,
quindi, conservare ora la voce significa poterla usare meglio dopo.
Sabato scorso la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
ha stabilito che la discussione generale veniva rinviata
all'articolo 1, prima della sua votazione. Io le ho chiesto tempo
soltanto perché gli avvenimenti che sabato scorso sono stati
stigmatizzati in quest'Aula e diversi interventi di colleghi hanno
fatto sì che ogni parlamentare potesse approfondire lo studio sia
del bilancio che della finanziaria affinché, leggendo gli
emendamenti prima di passare all'articolo 1, la discussione
generale sul testo potesse essere consona e congrua a quanto
emendato dai colleghi.
Questa era la motivazione che le rappresentavo, e non una
motivazione che riguardava il singolo emendamento di ogni singola
rubrica, che è ben poca cosa. Faccio un esempio: abbiamo presentato
al bilancio circa 150 emendamenti che sopprimono la spesa corrente
per 160 milioni di euro e si tratta di consulenze, si tratta di
incarichi, si tratta di sperpero di denaro per 160 milioni di euro.
Quindi vorremmo capire se, dopo la discussione generale, il
Governo ritiene di confermare gli emendamenti che abbiamo
presentato per non buttare il denaro pubblico, oppure ritiene di
confermarne alcuni perché c'è una motivazione e ritirarne altri.
Se così non fosse, se cioè la scelta della Presidenza sarà quella
di andare avanti per forza, andiamo avanti per forza. Però, ripeto,
i parlamentari non sono messi nelle condizioni di poter fare una
discussione generale di confronto con il Governo, perché ciò che
c'è all'interno del bilancio, signor Presidente - l'ho studiato,
non dico attentamente, ma forse qualcosa in più -, lo sperpero
delle spese correnti in quel bilancio è da rabbrividire e, quindi,
vorremmo capire se il Governo conferma questa linea.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza si è già detta
disponibile a dare il tempo che ora stabiliremo perché ci sia un
approfondimento e una presa di visione da parte dei deputati degli
emendamenti presentati.
Riguardo alla discussione generale ed alle questioni che lei ha
posto, certamente condivisibili, se nella seduta di sabato la
discussione generale, mi pare di capire, è stata spostata
all'articolo 1, è ovvio che si farà e i capigruppo o i colleghi che
vorranno intervenire nella discussione generale avranno facoltà di
farlo ed ovviamente il Governo sarà tenuto a dare una risposta ai
quesiti che eventualmente verranno posti da parte dei colleghi
intervenuti in sede di discussione generale.
Per quanto riguarda l'approfondimento da parte dei deputati e il
potere prendere visione degli emendamenti presentati, considerato
che sono le ore 17.15, diamo tempo fino alle 18.30 per prendere
visione degli emendamenti presentati, dopodiché si torna in Aula.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, molto
velocemente, a nome del mio Gruppo vorrei intanto sgomberare il
campo dal semplice pensiero che qualcuno metta in dubbio la
bravura, la velocità, la competenza degli Uffici che hanno fatto
più del loro dovere. Quindi, questo come primo punto fermo per
ieri, per oggi e per domani.
Poi, signor Presidente, nessuno vuole mettere in difficoltà lei
che sta gestendo l'Aula in un momento così delicato e così critico,
ed è per questo che io chiedo invece ai capigruppo della
maggioranza, ai capogruppo di PDL Sicilia, MPA e PD di intervenire
per chiedere loro la sospensione dei lavori perché sono stati
presentati al disegno di legge di bilancio ben 314 emendamenti.
Poiché questi emendamenti sono a disposizione dell'Aula da circa
cinque minuti, invito tutti a valutare con buon senso la
possibilità che si dedichi un minuto per la lettura di ogni
emendamento: quindi sono 314, togliamo i 14 emendamenti che ho
firmato io, ne restato 300.
Signor Presidente, un minuto per 300 emendamenti ammonta a cinque
ore, se vogliamo leggerli; se vogliamo fare finta di leggerli
bastano cinque minuti.
Però, signor Presidente, onorevoli colleghi, cerchiamo di essere
seri.
Io mi aspetto, sotto il profilo politico, un intervento dei
capigruppo di maggioranza, altrimenti devo cominciare a pensare che
ci volete impedire anche solo di leggere gli emendamenti e devo
cominciare a pensare e a temere di trovare cose che è meglio non
leggere
Allora, onde evitare questo, vorrei che i capigruppo di
maggioranza, onorevoli Cracolici, Adamo e Musotto, intervenissero
facendo voti presso la Presidenza per chiedere che ci sia data la
possibilità, quanto meno, di sapere che bilancio votiamo.
PRESIDENTE. E l'onorevole Bonomo.
CORDARO. E l'onorevole Bonomo, chiedo scusa, absit iniuria verbis.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo soltanto perché ho rappresentato già all'assessore per
l'economia che forse c'è una discrepanza che sarebbe il caso di
attenzionare, onde evitare di correre ai ripari successivamente.
Riguarda la famosa tabella H, perché ci sono due vicende. Noi siamo
stati forniti di un bilancio e di una finanziaria e in quest'ultima
c'è una tabella che declina tutte le voci della tabella H,
individuate e specificate nei vari capitoli del bilancio; poi
abbiamo, invece, le voci specifiche del bilancio che sono
completamente differenti.
Allora, delle due l'una: vorremmo capire se dobbiamo prestare fede
alla tabella H di cui alla finanziaria o alla tabella H del
bilancio.
C'è anche un'altra vicenda che mi dispiace dire, ma che è giusto
rappresentare.
Signor Presidente, la vicenda è questa: mentre alcuni di noi hanno
cercato di svolgere il proprio compito in maniera puntuale,
attenendosi al dettato e agli indirizzi della Presidenza
dell'Assemblea regionale siciliana, secondo cui non bisognava
presentare emendamenti di spesa - e così noi abbiamo fatto -, altri
deputati invece, non lo hanno fatto e, addirittura, c'è
un'anomalia, c'è qualche emendamento che non solo è di spesa ma
introduce pure qualche associazione soppressa l'anno scorso dal
Commissario dello Stato. Sicuramente si è trattato di una svista e,
pertanto, invito, magari dopo, l'assessore a mettere mano a questo.
Cerchiamo di regolarizzare, lo dico senza polemica.
Però è giusto fare un lavoro che abbia una sua razionalità e
coerenza con quello che è stato lo spirito che ha mosso la
Commissione Bilancio e i parlamentari stessi che, come me, pur non
essendo componenti di quella Commissione, abbiamo avuto la
pazienza, il dovere e anche l'interesse a partecipare ai lavori
della Commissione stessa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cosa c'è di nuovo
rispetto a quanto abbiamo fatto nei precedenti appuntamenti, quando
abbiamo discusso bilancio e finanziaria?
Pongo la questione, e anche se, ovviamente, capisco che non è del
tutto corretto ciò che sto facendo, mi rispondo da solo: nulla di
nuovo rispetto a quanto abbiamo fatto nel corso di un decennio, di
un ventennio. Però, obiettivamente, di nuovo c'è un aspetto, visto
che stiamo facendo la discussione generale sul bilancio.
PRESIDENTE. No, onorevole Oddo. Mi scusi, lei sta intervenendo
sull'ordine dei lavori.
La discussione generale si farà dopo.
ODDO. Va bene. Allora approfitto, visto che il modello dell'ordine
dei lavori è stato utilizzato anche per parlare di ciò che c'è in
finanziaria, di ciò che c'è nel bilancio, e così via, devo dire che
questo non è ordine dei lavori, signor Presidente.
Quindi, partiamo da qui, altrimenti non ci comprendiamo.
La novità che c'è, però, ed è una novità essenziale, è che sul
bilancio - cosa mai avvenuta - sono stati presentati centinaia e
centinaia di emendamenti per fare in modo che non si inizi la
discussione di merito sul bilancio. Questo io vedo di nuovo ed è un
nuovo modo, evidentemente, per attrezzare le politiche che
ritengono giuste - per carità, io le rispetto - quei colleghi che
hanno sollevato la questione che su centinaia di emendamenti al
bilancio bisogna spendere qualche minuto.
Signor Presidente, devo dire che, effettivamente, sono
complicatissimi e richiedono un approfondimento molto, ma molto
lungo, inoltre richiedono un approfondimento con un consulente
giuridico accanto perché ve ne sono 250-300 circa che mirano al
corpo legislativo del bilancio, di come è strutturato il bilancio,
levando da un capitolo per mettere in un altro capitolo.
Quindi bisognerebbe, anche da questo punto di vista, fare un
seminario di studi per capire realmente come questi emendamenti
sono strutturati perché, guardate, sono veramente impegnativi.
Personalmente li ho guardati, certo trenta secondi e non di più
sicuramente, come dice l'onorevole Beninati, e devo dire che sono
veramente impegnativi. Io non ci ho capito quasi niente perché
hanno segno meno o segno più, e a mio avviso sarebbe un problema
serio continuare stasera con la discussione di merito sul bilancio.
Signor Presidente, ritengo opportuno, quindi, rinviare la
discussione di due giorni, anzi di tre giorni, perché è giusto che
i colleghi che hanno sollevato la questione approfondiscano il meno
e il più rispetto alle cifre in ballo, perché sono cifre di una
dimensione tale che fanno i conti con tutto quanto è accaduto sul
bilancio di questa Regione che, negli anni, ovviamente, è stato
appesantito, è stato distrutto da chi ci ha preceduto e che ora si
cerca di riparare.
Pertanto, signor Presidente, ci vuole un approfondimento di ore, e
non, come lei dice, di tre quarti d'ora. Non si può fare in tre
quarti d'ora. Allora, capite queste cose? Ma chi si vuole prendere
in giro? Si vuole realmente fare ciò che la Conferenza dei
capigruppo ha stabilito e ciò che è stato stabilito in quest'Aula
sabato, durante la seduta? Se non si vuole fare questo e si viene
meno, invece, a quanto stabilito in quella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, mi permetto di sottolineare,
signor Presidente, che bisogna riconvocare, in via del tutto
eccezionale, la Conferenza e capire le ragioni così profonde della
complessità di questi emendamenti che portano i colleghi prima a
decidere una cosa in Conferenza dei capigruppo e poi a chiederne
un'altra parlando sull'ordine dei lavori. Altrimenti, è evidente
che ci stiamo prendendo in giro. Ed io, signor Presidente, che ho
fatto un po' di opposizione nella mia vita ed ora la sto facendo in
maniera diversa, convintamene
GIANNI. Ah
ODDO. Che c'è, onorevole Gianni? Beh, detto da lei lo accetto
Signor Presidente, visto che c'è una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, visto che la Presidenza non considera la
Conferenza come qualcosa per passare il tempo, visto che c'era un
percorso ben delineato e visto che sabato, presiedendo questa Aula,
quel percorso è stato da quest'Aula accettato senza alcun richiamo
e senza alcun intervento sull'ordine dei lavori, ritengo che sia
opportuno, in via del tutto eccezionale, riconvocare la Conferenza
dei capigruppo per capire queste grandi questioni sollevate dai
colleghi, che io rispetto tantissimo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come avevo anticipato, la
Presidenza si determina nel modo seguente: si sospende la seduta
fino alle ore 18.30 per dare tempo ai colleghi di avere un minimo
di approfondimento sugli emendamenti.
Dopodiché daremo tempo, dalle ore 18.30 fino alle 20.00,
contingentando i tempi di intervento per ciascun Gruppo
parlamentare, alla discussione generale unificata sui due disegni
di legge così come recita l'articolo 73 bis, comma 3, del
Regolamento interno dell'Assemblea e con i seguenti tempi: 21
minuti al PD, 16 minuti e trenta secondi al PDL, 15 minuti al
Gruppo Sicilia, 14 minuti e trenta secondi all'MPA, 13 minuti e
trenta secondi all'UDC e 9 minuti e trenta secondi al Gruppo Misto.
Sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 18.30 per
continuare con la discussione generale fino alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle 17.26, è ripresa alle ore 18.36)
La seduta è ripresa
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Romano è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
ter/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(471-471 bis/A)
Onorevoli colleghi, si procede alla discussione unificata dei
disegni di legge di bilancio e finanziaria. Come si è stabilito
prima della sospensione, abbiamo contingentato i tempi di
intervento che ogni Gruppo parlamentare ha a disposizione per la
discussione generale e, ripeto, precisamente: 21 minuti per il PD,
16 minuti e 30 secondi per il PDL, 15 minuti per il Gruppo Sicilia,
14 minuti e 30 secondi per l'MPA, 13 minuti e 30 secondi per l'UDC,
9 minuti e 30 secondi per il Gruppo Misto. Sono aperte le
iscrizioni a parlare sulla discussione generale.
Sospendo nuovamente la seduta.
(La seduta, sospesa alle 18.38, è ripresa alle ore 18.40)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 470-470
bis-470 ter/A
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sono imposta
in questo intervento di mantenere la calma, anche se non è facile
dopo quanto è accaduto in questi giorni durante i lavori svoltisi
in Commissione Bilancio.
Come si può mantenere la calma quando si hanno ancora in mente
alcuni atteggiamenti, che sono discutibili dal punto di vista della
buona creanza, ma sicuramente lo sono dal punto di vista politico?
E mi riferisco a quanto è accaduto in Commissione Bilancio
Mi rendo perfettamente conto che la mia provvisoria appartenenza
al Gruppo Misto, probabilmente, non mi regalerà una particolare
solidarietà da parte dell'Aula. Credo, però, che quanto si é
consumato in Commissione Bilancio - soprattutto quello che è
avvenuto dopo e che io ho puntualmente denunciato attraverso gli
organi di stampa e che l'onorevole Cateno De Luca ha ben
sottolineato nella precedente seduta - sia qualcosa che vada
etichettato come scandaloso.
Anche in questa sede, oggi, voglio ripetere quanto in effetti ho
avuto modo di vedere durante i lavori che si sono tenuti in
Commissione Bilancio, ai quali ho partecipato - voglio precisarlo -
in quanto relatore del disegno di legge finanziaria, per la parte
riguardante la quarta Commissione.
Credo che quanto è accaduto non possa avere una giustificazione e,
sicuramente, deve essere condannato da chiunque abbia rispetto del
ruolo dei gruppi e dei singoli parlamentari: testi che non vengono
consegnati in tempo; altri che vengono riprodotti in maniera
difforme rispetto a quanto è stato concordato; tempi che,
nonostante per intervento del Presidente Cascio siano stati
prorogati di qualche ora, non hanno concesso a tutti noi la
possibilità di esaminare in maniera puntuale un testo tanto ricco
di norme e complesso.
E non credo che queste sviste - così sono state definite - possano
essere addebitate agli Uffici, che anzi ringrazio per il lavoro che
hanno svolto in maniera assolutamente puntuale e sicuramente con
grande spirito di abnegazione.
Signor Presidente, anche se ho molto apprezzato le parole del
Presidente Cascio nella scorsa seduta, il quale ci ha
tranquillizzato circa la correttezza delle procedure, ritengo
opportuno che si faccia chiarezza e chiedo che si insedi una
Commissione parlamentare - se questa è prevista - perché si accerti
la correttezza di quanto si è svolto in Commissione Bilancio.
Ad oggi, il testo che ci è stato consegnato per la valutazione
della Finanziaria contiene, all'interno della tabella
riepilogativa, degli importi afferibili a delle norme che oggi non
sono più presenti, sono sparite nonostante fossero state votate;
cosa che ricorda bene il Governo, così come ricordano bene i
componenti della Commissione.
Devo confessare che qualche idea in merito a ciò che è accaduto io
me la sono fatta. E devo dire che è una finanziaria, un testo che,
attraverso una fitta propaganda a più voci, quelle del PD e del PDL
Sicilia, e quella del presidente Lombardo in particolare - il quale
ha, peraltro, già dato ampia dimostrazione a tutti noi e a buona
parte del mondo come sia abile nel fare della pubblicità
ingannevole - oggi viene definito riformatore e di rigore .
In realtà, non è nient'altro che la sommatoria di interventi a
pioggia, se non clientelari, che sicuramente non traguardano
l'obiettivo del risanamento dei conti e non hanno alcuna
progettualità se non quella di vivacchiare, ricercando costosi
consensi dai singoli deputati, e questo credo che sia il modo
peggiore nel quale potesse cominciare l'iter di una manovra di
bilancio e finanziaria.
Tuttavia, anche se consapevole di parlare in questo momento
trovando il consenso di pochi, o soltanto di coloro i quali fanno
opposizione all'interno di quest'Aula, credo che io non farò
mancare il mio contributo a rendere meno peggiore il testo che ci è
stato sottoposto, proprio perché credo che bisogna mettere
effettivamente fine a tanti sperperi e a tante spese inutili che
sono contenuti nel documento che ci apprestiamo a valutare, che è
appunto il bilancio.
Ho presentato, insieme all'onorevole De Luca, diversi emendamenti,
proprio nel tentativo di dare un contributo a questo testo.
Credo che, rispetto alle problematiche che il Governo ha
annunciato di voler affrontare, quasi nulla è presente: non si
parla di occupazione, di un'occupazione stabile, che abbiamo il
dovere di assicurare a tutti coloro che oggi chiedono un riscatto
economico e sociale.
Quando si parla di lotta per la legalità si parte dal lavoro, il
lavoro che riconosca, appunto, dignità a coloro i quali hanno avuto
delle difficoltà in passato. E io credo che quando ci si riferisce
alla lotta alla mafia, o alla lotta per la legalità, bisogna farlo
con atti concreti, non soltanto con parole vuote che si riproducono
e vengono ridette, di volta in volta, quando avvengono eventi
deprecabili, come quello accaduto nei giorni scorsi di alcuni
manifesti che sono stati portati via durante la notte dall'albero
Falcone', qui a Palermo.
Credo che non siano soltanto quelli i momenti in cui bisogna
indignarsi, ma bisogna operare affinché la legalità diventi parte
quotidiana del nostro vivere.
E questo avviene attraverso una politica del lavoro e della
stabilizzazione che questo Governo oggi, con questo testo, non ha
sicuramente affrontato.
Altri temi di grande importanza, rispetto alle problematiche che
riguardano le attività produttive, sono stati tralasciati, così
come tutta un'altra serie di argomenti che sono stati volutamente
lasciati fuori da questo testo. Avrò modo, durante la discussione
della finanziaria, di poterli approfondire ulteriormente, ma
ritengo che ci siano sicuramente dei momenti assolutamente gravi
che bisogna valutare.
Ecco perché, chiedo a lei, signor Presidente, se il Regolamento
lo prevede, di valutare ciò che è accaduto in seconda Commissione
perché tutti i deputati abbiano la possibilità di avere un testo
che sia stato votato, che piaccia o meno, ma che sia conforme e
rispettoso delle regole, perché oggi sulle regole dobbiamo
ritenerci tutti garanti di un sistema che, se dovesse saltare,
salta per tutti e io credo che sia dovere di questa Aula che
vengano rispettati in maniera pedissequa il Regolamento e lo
Statuto.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, stia pur certa che la regolarità di
quanto è accaduto in Commissione Bilancio è assolutamente fuori
discussione. Comunque, la Presidenza, senza che vi sia bisogno di
una Commissione per verificare l'accaduto ma per il tramite dei
funzionari, sta verificando se ci siano delle difformità o
discrasie e, nel caso in cui fossero riscontrate, la Presidenza ha
i poteri per intervenire.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
in questa discussione generale unificata con riferimento alla
finanziaria ma anche al bilancio, nell'assenza momentanea del
capogruppo, onorevole Maira, che arriverà fra un'ora, abbiamo
stabilito di dividere il tempo a disposizione previsto dal
Regolamento con l'onorevole Gianni, in maniera assolutamente
rispettosa di quanto indicatoci dalla Presidenza.
Mi duole che non sia presente il Presidente della Regione
onorevole Lombardo, perché la discussione della legge finanziaria è
il momento fondamentale dell'anno politico istituzionale e
gestionale di un'Assemblea come la nostra, di un Parlamento come il
nostro.
E credo che questa sia l'ulteriore testimonianza di quanto al
Presidente Lombardo, probabilmente, poco importi anche di un
momento così delicato e importante. Tuttavia, sono fiducioso che
l'assessore Leanza saprà riferirgli, più di altri, quali sono, non
gli umori, ma le idee dell'Aula e, soprattutto, di quei partiti
dell'opposizione che, come l'UDC, nel lavoro di questa finanziaria
non sono stati per nulla interpellati. Probabilmente perché le
nostre esigenze e le nostre istanze, che erano nell'esclusivo
interesse dei siciliani, non potevano trovare albergo nella figura
di questo Presidente della Regione, che dovrebbe essere, e che
vorrebbe essere, sintesi tra mondi contrapposti e diversi, ma che
sintesi non può essere perché, come ha dimostrato in questi primi
due anni di legislatura, egli è uomo di rottura e non di sintesi.
Ma, al di là di questo, noi avanziamo al Presidente Lombardo e a
questo Governo una sfida che è tutta politica, e mi rivolgo
all'onorevole Leanza perché glielo possa riferire, e non per
offendere il mio amico Cimino che è Vicepresidente della Regione,
ma perché l'onorevole Leanza è collega di partito e noi riteniamo
il presidente Lombardo più il capo di un partito che il presidente
di questa Regione.
Noi apporteremo, o cercheremo di apportare, a questa finanziaria,
tre grandi modifiche: la prima riguarda le famiglie siciliane, la
seconda riguarda il lavoro e la terza riguarda l'impresa e il mondo
dello sviluppo. Il nostro, oggi, in questo istante, non può che
essere un voto contrario al bilancio, non può che essere un voto
contrario alla finanziaria.
Qualora, ad esempio, questo Governo, attraverso il suo assessore
per l'economia, potesse spiegarci e poi portare all'attenzione
dell'Aula quell'emendamento che era la riedizione del disegno di
legge per l'abbattimento dell'addizionale Irpef regionale in favore
delle famiglie numerose, delle famiglie monoreddito, delle famiglie
con un reddito inferiore a 20.000 euro annui, che, inopinatamente,
è stato bocciato dalla Commissione, probabilmente questo potrebbe
essere un patto da siglare e un momento di svolta rispetto al fatto
che il nostro partito, l'UDC, non è contrario a questa finanziaria
solo perché è scritta da Lombardo, ma è contrario a questa
finanziaria perché non ha tenuto in alcun conto quelle che sono le
esigenze dei siciliani. Per prima, quella che ho sottolineato
all'Aula e al Governo.
Altro punto fondamentale è che la gente, a cui tanto spesso il
Presidente Lombardo si appella, la gente di Sicilia ci chiede che i
precari vengano stabilizzati.
Noi siamo fortemente convinti che questa finanziaria possa e debba
mettere la parola fine al precariato in Sicilia. La gente ci dice
che il Presidente ha assunto degli impegni in tal senso e, allora,
onori gli impegni assunti
Noi dell'UDC siamo pronti a votare una norma che stabilizzi tutti
i precari siciliani, compresi quegli ex PIP dell'emergenza Palermo
che, per tanti giorni e tante notti, sono stati qui sotto; ma è
necessario che, sotto un profilo di correttezza politico-
istituzionale, la proposta venga dal Governo, e noi saremo pronti a
votarla. Ad oggi non c'è.
In terzo luogo, e concludo, noi vogliamo che si investa - così
come abbiamo sentito da tante parti - sulla formazione dei nostri
giovani, vogliamo che lo sviluppo parta dalla possibilità di
indirizzare tutte le risorse esistenti nelle casse regionali, non a
nuovo precariato, perché così come vogliamo che tutti i precari
vengano stabilizzati, siamo assolutamente contrari alla creazione
di nuovo precariato.
Investite i soldi che ci sono nella formazione dei nostri giovani,
teniamoli in Sicilia, creiamo ragioni di sviluppo serio, facciamo
partire un volano economico reale E allora il nostro partito, il
nostro gruppo parlamentare oggi non può che prendere atto della
disfatta di questo Governo che si è dovuto sbracare - lo dico tra
virgolette - di fronte alle tante richieste, le più disparate,
arrivate dalla destra e dalla sinistra di quello che un tempo era
l'arco istituzionale. Ebbene, siccome una finanziaria così corposa
non l'ho mai vista, onorevole Leanza e cari amici, o siete
veramente convinti che è l'ultima finanziaria della legislatura - e
questo mi lascerebbe pensare un po' -, oppure devo comprendere che
in questo nuovo corso dell'onorevole Lombardo, che in questo nuovo
corso di questa nuova maggioranza, l'assalto alla diligenza non è
più neanche da celare perché è evidente agli occhi dei Siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur dando atto alla
Commissione Bilancio del lavoro svolto, oggi non possiamo non
prendere atto, invece, che su questo Governo, e non come dice il
collega Cordaro, questo bilancio non è frutto della riflessione del
Presidente Lombardo, ma dell'onorevole Cracolici e del Partito
Democratico. Una finanziaria scritta a quattro mani, che si
nasconde dietro delle false e finte riforme, che non ci sono, di
fatto è il tentativo banale di tentare di portare a casa un po' di
cosettine per gli amici, come la tabella H, signor Presidente
E' un bilancio che, purtroppo, la dice lunga sull'incapacità del
Governo di programmazione e di gestione dell'emergenza che
attanaglia la Sicilia in questo momento. E qualunque economista sa
- e non io che sono un medico e so che, purtroppo, ci sono malattie
che vanno aggredite con terapie d'urto - che durante una stagione
di depressione economica vanno immesse sul mercato tutte le
risorse.
Signor Presidente, per la prima volta capita che la Calabria, che
è la regione più scadente d'Italia per capacità amministrativa e di
spesa, ha speso il 26 per cento dei fondi europei, mentre la nostra
Regione ad oggi ha speso il 2,5 per cento a fronte non solo dei
problemi degli ex PIP di Emergenza Palermo , ma dei dipendenti del
CIAPI e di quanti altri negli enti locali aspettano una risposta
dal Governo.
Prendiamo atto che la luna di miele tra il governatore Lombardo,
la CISL e Confindustria è finita Finalmente Finalmente
Confindustria e CISL si sono resi conto che, purtroppo, non si
governa, si vive alla giornata, si naviga a vista, si tenta
disperatamente di mettere pezze alle falle e ai buchi prodotti
dall'incapacità gestionale dello stesso Lombardo.
Ora, noi avremmo voluto fare un sforzo, avremmo voluto votare;
ancorché il bilancio e la finanziaria siano strumenti politici
avremmo fatto lo sforzo, se fossero stati tenuti in considerazione
i settori trainanti e quelli di emergenza che in questo momento ci
sono.
Ma qui non si parla di lavoro, ci sono centinaia di imprese che
falliscono, e nessuna risposta; anzi, in bilancio sono stati tolti
dall'assessore Venturi, che vedo in Aula, 75 milioni di euro in due
tornate, per essere spostati ad altre emergenze.
Mentre, da un lato, si toglie all'industria, dall'altro invece si
vocifera per tentare di imbastire elementi di confusione con la
Confindustria che grida al vento.
Mentre, da un lato, la CISL continua a chiedere lavoro, dall'altro
lato si continua ad avere disoccupazione.
Signor Presidente, anche in tabella H ci sono più di 60 milioni di
euro messi là.
Ma, assessore per l'economia, lei che ha messo tutto quel che
passa per l'Assessorato dell'Economia, faccia passare anche questo,
eviti che ci sia uno spreco ulteriore di quelle poche risorse di
cui si dispone, perché veda, Assessore, noi sappiamo leggere,
sappiamo scrivere, sappiamo parlare, conosciamo i problemi e glieli
vogliamo suggerire ancorché ci troviamo di fronte ad una stranezza
unica nel suo genere. Noi, come partito dell'UDC, siamo contro il
bipolarismo, abbiamo accettato che c'è una legge elettorale
bipolare; all'improvviso, l'onorevole Lombardo con quella faccia
di Caltagirone'- non so se lo sa, a Caltagirone c'è una capacità
particolare di formare facce di stagno - dopo essere stato
indicato, voluto ed eletto da noi, è passato dal centro-destra al
centro-sinistra con l'indifferenza tipica del caltagironese, senza
offesa per gli abitanti di Caltagirone.
Noi non siamo preoccupati, ma la cosa che ci ha dato molto
fastidio è questa disinvoltura con la quale aggredisce i problemi
di tutti i giorni. E' un'aggressione, non è un'attenzione.
Non c'è il tentativo di risolvere i problemi, nemmeno il
tentativo. L'unico tentativo di Lombardo è quello di fare contento
l'onorevole Cracolici e il PD. E comprendiamo anche questo, ci
rendiamo conto che il PD è in difficoltà e non vogliamo mettere il
dito nella piaga. Sappiamo che il PD non vuole andare in campagna
elettorale perché pensa di non riportare in Aula più della metà dei
deputati che attualmente ha; lo sappiamo e comprendiamo.
Però c'è un limite a tutto, onorevole Cimino, vicepresidente della
regione e assessore per l'economia. Noi comprendiamo tutto e
vorremmo tanto che lei e il Governo poteste comprendere i problemi
di questa Regione e dei Siciliani.
So che fino ad oggi non ci avete nemmeno provato. Provateci,
almeno questo
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, sarò
estremamente sintetico anche perché dopo di me interverrà il mio
capogruppo, l'onorevole Leontini, al quale spetta il compito di
fare riflessioni più articolate.
Sarò estremamente sintetico, anche perché credo fermamente nella
virtù della sintesi e nell'assoluta necessità di avviare nel più
breve tempo possibile un'articolata riflessione, un articolato
confronto sul testo degli articoli del bilancio e della
finanziaria. Un bilancio e una finanziaria che oggi sono affrontati
da questa Assemblea dopo quattro mesi di esercizio provvisorio,
cosa certamente non auspicabile all'interno di un percorso
governativo efficiente. Ne prendiamo atto.
Un bilancio e una finanziaria che sono predisposti in un contesto
temporale molto particolare, di gravissima crisi economica
congiunturale a livello internazionale e, quindi, anche a livello
nazionale e regionale. Ne siamo perfettamente consapevoli.
Tuttavia, non riusciamo a capire - come ha detto l'onorevole
Leontini in conferenza stampa qualche giorno fa - come sia
possibile immaginare un aumento delle entrate tributarie del 2,9
per cento, in assoluta difformità rispetto a quanto previsto dal
DPEF, in assoluta difformità rispetto a qualsiasi ragionevole
previsione, non soltanto di economisti, ma anche di semplici
parlamentari.
Ecco perché questo bilancio presenta, a nostro modo di vedere,
alcuni elementi di dubbia veridicità che ci imporranno di ritornare
fra qualche mese in quest'Aula per predisporre un assestamento di
bilancio che andrà a rettificare le previsioni di entrate
certamente non coerenti rispetto a quello che si realizzerà da qui
a qualche mese.
In merito alla finanziaria io mi limiterò a fare alcune brevissime
riflessioni.
Credo che la Commissione Bilancio abbia lavorato con grande
tenacia, con grande caparbietà e con il contributo di tutti i
gruppi parlamentari, e credo che qualche elemento importante sia
stato individuato: penso al credito di imposta, fortemente voluto
dal PDL, dall'onorevole D'Asero e, per onestà intellettuale, anche
voluto dal collega Lupo, e che credo possa costituire un elemento
significativo per favorire nuove assunzioni e per far emergere il
lavoro nero all'interno della nostra regione. Ma è assolutamente
inspiegabile l'esiguità dello stanziamento di 10 milioni di euro
nel 2010, di 30 nel 2011 e nel 2012, aumentati grazie ad un'azione
tenace del Gruppo parlamentare del PDL.
Io ho condiviso, lo dico con grande sincerità, la riduzione dei
compensi che sono stati individuati per i componenti degli organi
amministrativi degli enti in cui la Regione detiene quote sociali e
anche degli organi di controllo e di vigilanza, e anche il percorso
di riduzione degli enti di sottogoverno per cui il PDL si è sempre
battuto.
Credo che sia stato importante anche l'emendamento presentato da
tutto il Gruppo parlamentare del PDL per un contributo
straordinario di 15 milioni di euro alle università statali
siciliane, che viene ad essere elargito in un contesto di
gravissima crisi economica: 17 milioni di euro di riduzione nel
2009 dei finanziamenti, il 20 per cento di ulteriore riduzione nel
2010.
Il PDL ha voluto fare una scelta di campo, molto coraggiosa, a
sostegno del sapere e della formazione in Sicilia.
Vi sono alcune oggettive anomalie, su cui ci confronteremo da qui
a breve, e l'onorevole Mancuso avrà il compito in tal senso di
esternare alcune legittime perplessità. Ma di questo parleremo
successivamente.
Altro elemento importante, fortemente voluto dal Gruppo
parlamentare PDL, riguarda il finanziamento di un milione e mezzo
di euro per la Scuola superiore di eccellenza di Catania, una delle
pochissime realtà in Italia, dopo la Scuola normale di Pisa, il
Sant'Anna di Trieste, Pavia e Lecce, e che rischiava di chiudere.
Abbiamo voluto dare un segnale lungo il percorso di formazione di
eccellenza che anche nella nostra regione si è individuato.
Una riflessione articolata, e mi avvio alla conclusione, credo
meriti l'ennesimo contributo straordinario che è stato invece
richiesto dal Governo per la Fiera del Mediterraneo di Palermo, di
un milione di euro, e per l'ente Fiera di Messina, di 350 mila
euro.
Caro Assessore, io sono parlamentare dal 2006 e in questi quattro
anni ho assistito puntualmente, in sede di approvazione del
bilancio e in sede di assestamento, a contributi straordinari per
una struttura, come per esempio la Fiera del Mediterraneo che, pur
essendo chiusa da un paio d'anni e non svolgendo alcuna attività,
viene mantenuta attraverso i contributi.
Credo che in questo senso il Governo debba necessariamente
prendere atto del fallimento di una stagione che ha visto la
Regione imprenditrice per avviare un serio processo di
privatizzazione. Credo che tutto ciò sia imposto dai tempi e credo
che sia davvero paradossale, nel momento in cui in tutto il mondo,
e anche nel nostro Paese, il sistema fieristico produce indubbi
benefici economici per il territorio su cui insiste, ebbene, in
Sicilia purtroppo abbiamo puntualmente assistito a deficit, a
perdite, a clientele.
Stessa riflessione si deve fare sul sistema termale siciliano,
sulle terme di Sciacca e sulle terme di Acireale, dove bisogna
avviare un serio processo di privatizzazione. Credo che ci sia
l'assoluta necessità di immaginare un nuovo percorso attraverso la
presentazione di un emendamento, predisposto dal collega D'Agostino
e da me condiviso, che va in questa direzione, laddove in Italia si
è avviato un percorso di privatizzazione - penso a Sirmione, penso
a Castrocaro -, si è invertita la rotta e si sono prodotti benefici
enormi per il territorio.
Ecco perché, e mi avvio alla conclusione, questa finanziaria e
questo bilancio certamente non ci soddisfano. Bisogna fare
registrare uno slancio maggiore e scelte più coraggiose,
soprattutto a tutela del sistema economico siciliano.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, la collega Caronia mi ha lasciato
quattro minuti, quindi spero di poter utilizzare il tempo che
gentilmente è stato da lei messo a disposizione del Gruppo Misto.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo ringraziare il
Presidente Lombardo e la sua Giunta perché egli ha lanciato una
sfida a questo Parlamento che io ho colto in pieno e che esplicherò
in questi giorni secondo quelle che sono le linee che avete
ufficializzato nel provvedimento che avete presentato in
Commissione Bilancio e che, per molti aspetti, già evidenziano
alcune battaglie e anche delle sollecitazioni che io ho fatto in
passato.
Questa sfida il sottoscritto l'accoglie, ma l'accoglie con la
massima trasparenza volendo sottolineare alcune questioni
importanti che riguardano il nostro territorio, che riguardano la
nostra attività e riguardano anche le nostre azioni in Parlamento,
che in questi anni hanno, purtroppo, contribuito a mettere in
ginocchio il sistema.
Io chiedo al Governo che in questa ottica di valutazione si
cominci a ridefinire meglio quello che è stato il contributo che è
uscito dalla Commissione Bilancio sul finanziamento del disegno di
legge di riforma degli ATO rifiuti, in quanto uno degli elementi
sui quali questa Assemblea si è confrontata e per il quale il
sottoscritto ha più volte, anche in modo acceso e forse qualche
volta esagerando, portato avanti una battaglia per cercare di
evitare che i comuni dell'Isola vengano mandati in dissesto.
La previsione che esce dalla Commissione Bilancio non ci
accontenta, Assessore, e ribadisco in questa sede che quella
ipotesi di prestito venga trasformata in contributo perché noi
dobbiamo anche pensare al sistema delle autonomie locali come
elemento fondamentale di sviluppo del nostro territorio. A ciò
voglio aggiungere alcuni elementi fondamentali sulla
razionalizzazione, anche se mi preoccupa, Assessore, e su questo io
plaudo alle soluzioni che avete cominciato ad evidenziare, mi
preoccupa che è stato ridotto di circa un miliardo di euro l'avanzo
di amministrazione rispetto all'anno scorso; mi preoccupa che ci
sono alcune entrate in bilancio che voglio approfondire rispetto ad
un andamento dell'economia che certamente non mi fa rendere conto
ancora di alcune previsioni in entrata rispetto a un andamento
generale che non le giustifica.
Su questo fronte io accolgo la sfida e voglio portarla fino in
fondo perché non mi accontento dei provvedimenti che avete
presentato in Commissione Bilancio.
Sono elementi di discontinuità su alcuni fronti e su quelli sfido
ed accetto la sfida, sfido il Governo ad andare fino in fondo,
perché mi rendo conto di quali elementi strutturali vanno
radicalmente modificati. Ma in questa ottica il Governo non può
essere sordo a quelle che sono, comunque, le debolezze del sistema
del momento.
Allora in questo dobbiamo essere equilibrati. Non possiamo
pensare, come in qualche occasione ho visto, che il sistema delle
autonomie locali sia nemico di questo Palazzo e, soprattutto, non
si può pensare che tutto ciò che si è fatto nelle autonomie locali,
compresa la stabilizzazione dei dipendenti, che questi ultimi siano
figli di un dio minore rispetto a coloro che prestano servizio
presso la Regione siciliana. Queste differenziazioni, cari
colleghi, sono già state perpetrate in passato, hanno fatto male
anche ad altri lavoratori che dignitosamente comunque prestano la
loro attività presso i comuni e non è possibile, per quanto mi
riguarda, che si consumi un ulteriore torto nei loro confronti.
Pertanto io accetto questa sfida, lo dico al Parlamento,
provvedimento per provvedimento Utilizzerò le mie legittime
prerogative di parlamentare per andare fino in fondo a questo
segnale di cambiamento che avete voluto lanciare. Voglio rendermi
conto se è un segnale concreto, lo dico alla luce del sole e lo
dico con chiarezza: voglio capire se dietro certi segnali si
nascondono, invece, atti che comunque contrastano con le
dichiarazioni palesate sui media.
Assessore, lei ha parlato di emendamenti che vanno respinti perché
puntano ad assalire la diligenza, e io le dimostrerò qui in Aula
che alcuni provvedimenti, anche se possono dare questo segnale,
sono fondamentali intanto per dare una migliore copertura ad alcune
previsioni di spesa e, soprattutto, per essere coerenti con gli
annunci del Governo Lombardo.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa il
collega Oddo si chiedeva cosa ci fosse di nuovo in questo
Parlamento e in questa atmosfera che caratterizza le nostre
attività odierne. Era una domanda retorica per concludere che non
c'è nulla di nuovo e che si sta recitando un copione al quale il
Parlamento è abituato da molteplici precedenti occasioni.
Io, invece, rispondo con precisione alla domanda dell'onorevole
Oddo.
Come fa l'onorevole Oddo a non tenere conto del fatto che è tutto
nuovo, che è la prima volta che un bilancio viene presentato da una
maggioranza che non è uscita dalle urne, che è presentato da un
Governo che non è espressione di una maggioranza uscita dalle urne?
I bilanci e le finanziarie li presentano i Governi usciti dalle
urne, non le formazioni nuove alle quali il collega Oddo, con il
suo ruolo e con il suo impegno sicuramente contribuisce e fornisce
un contributo determinante. E' questa la novità
Ci troviamo di fronte ad un bilancio che è stato proposto da un
coacervo di pressioni, di indicazioni, di posizioni che non sono
quelle che in questo Parlamento sono entrate perché uscite dalle
urne. E, altra cosa: nei giorni scorsi i giornali hanno scritto a
quattro colonne che il PD detta l'agenda della finanziaria e del
bilancio .
CRACOLICI. Questo lo ha dichiarato il PDL.
LEONTINI. No, lo ha dichiarato anche lei. E in Commissione
Bilancio tutte le volte che questa dettatura non incontrava il
sensibile e docile atteggiamento dell'assessore Cimino, era
ripetuta spesso la frase noi ce ne andiamo, perché o si fa così
oppure non può andare avanti l'esame del bilancio in queste
condizioni .
Allora, la novità è che l'onorevole Oddo ha posto una domanda che
sicuramente rende più vivace il dibattito in questa occasione.
Tutti gli argomenti che sono stati dettati in Commissione dal
Partito Democratico fanno parte di questa finanziaria, e così hanno
titolato i giornali
Ma cominciamo a sottolineare che cosa c'è che non va e perché noi
siamo contrari a questa finanziaria e a questo bilancio. Non perché
siamo opposizione e perché il bilancio è posto da un Governo che
non è l'espressione delle forze uscite dalle urne come maggioranza,
ma perché, badate bene, tra un disegno di legge e l'altro dello
stesso Governo, a distanza di tre mesi, sono cambiati i valori più
importanti delle entrate
Nel disegno di legge n. 470, il disegno di legge precedente, il
Governo indicava tra le entrate tributarie quelle derivanti dal
gettito fiscale e le indicava in una misura che nel disegno di
legge n. 470 bis viene maggiorata del 2,9 per cento. Se noi andiamo
a fare la valutazione comparativa di questi valori con il DPEF, ci
accorgiamo che c'è un contrasto, che sarebbe già esso motivo di
illegittimità perché i valori tendenziali espressi nel DPEF sono in
contrasto con quelli previsti nelle entrate di questo bilancio.
Peraltro, si fa riferimento ad una previsione rosea, ottimistica,
del gettito fiscale che va in contrasto anche con l'andamento
dell'economia regionale, nazionale ed internazionale.
E poiché nei giorni scorsi tra i vari slogan o tra le varie accuse
e requisitorie che il Presidente Lombardo ha lanciato ai precedenti
Governi, avete udito tutti, ce n'è stata una specifica che ha
parlato di falsità dei bilanci derivanti proprio dalla gonfiatura
delle entrate, ove non fosse sufficiente quello che io ho appena
finito di dire, se voi andate a spulciare i capitoli 4.5 e 4.7, che
sono quelli relativi agli introiti derivanti da valorizzazione di
immobili, accade una cosa che poi non ha veramente criterio: accade
che dal disegno di legge n. 470 al disegno di legge n. 470 bis
passiamo da una previsione di 2 milioni di euro ad una previsione
di 200 milioni di euro Come se in questi due mesi il Governo si
fosse reso conto che, attraverso la valorizzazione per fotovoltaico
degli immobili, si potesse introitare una somma che da 2 milioni di
euro può pervenire a 200 milioni di euro (capitoli 4.5 e 4.7).
Se questi non sono dati per i quali le espressioni del
Governatore, onorevole Lombardo, possano attagliarsi in modo
elegante, forbito, idoneo ed adeguato, io penso che noi
sottrarremmo alle giuste definizioni gli argomenti più giusti che
sono quelli di oggi. Il Governatore Lombardo, quegli aggettivi e
quelle definizioni dovrebbe attagliarli al suo bilancio, a questa
manovra.
Ecco perché noi siamo contrari sin dalle premesse, perché è
fondata su entrate che sono gonfiate a dismisura in modo che poi
vedremo nel dibattito come definire, ma certamente non vogliamo
arrivare a definirle false, definiamole destituite di fondamento,
di ogni fondamento.
Non c'è nulla che possa giustificare queste previsioni.
Allora, a fronte di questo, alla mia collega e amica Giulia Adamo
- che vedo impegnata in questi minuti a predisporre manifesti
wanted su deputati nazionali che avrebbero presentato al Governo
nazionale delle interpellanze su queste discrepanze di entrata
(entrate che non esistono, c'è qualcuno che si è preoccupato a
livello nazionale di farlo notare al ministro per l'economia) -
suggerirei che sarebbe più importante fare una bella fotografia
della maggioranza che ha partecipato alla elaborazione di questo
capolavoro. E, siccome non c'è bisogno di andarli a cercare perché
li ha tutti in fotografia, non sono wanted , sarebbe utile
chiedere a questa maggioranza come mai ci sono 160 milioni di spese
correnti ed in conto capitale derivanti da uffici di supporto,
foraggiamento di consulenti, stampa, viaggi per gli assessori e
quant'altro, che noi dimostreremo più tardi con emendamenti che
possono essere tolti da questo bilancio e da questa finanziaria e
che, invece, non sono stati tolti.
Come mai i manifesti non si dedicano a queste risultanze, a questi
comportamenti? Come mai non si dedicano ai protagonisti delle
domeniche di eccellenza , che costano un milione a giornata, le
domeniche di eccellenza inserite in questo testo per promuovere i
prodotti del paniere eno-gastronomico; un milione le domeniche di
eccellenza Non parlo poi di altre spese che, a fronte di quello
che è accaduto, dovremmo oggi vergognarci di inserire, e poi le
riforme, tanto propagandate, ritirate nel giro di due ore
Signor Presidente, lei ricorderà la riforma delle partecipate
affidata ad un decreto successivo che, nei dieci giorni precedenti
il dibattito in Commissione, era stata indicata come il faro
della finanziaria e dell'evidente riformatore; la riforma dei
consorzi di bonifica che, alle ore 13.45, viene definita
dall'onorevole Cracolici e da altri onorevoli colleghi, come uno
degli elementi più importanti dell'intento riformatore del testo,
alle ore 17.20 viene definita, con una definizione anche simpatica,
norma trenino alla quale si agganceranno tanti vagoni di
materiale sporco.
E siccome è una norma trenino enfatica e propagandistica, disse il
buon Cracolici, togliamola perché non sappiamo cosa farcene di
questa norma manifesto che abbiamo inserito nel tessuto del testo.
Così l'assessore Cimino ha ritirato la norma perché il presidente
del gruppo di maggioranza, onorevole Cracolici, tuonava in questa
direzione.
Allora, onorevole Adamo, a queste cose bisogna fare riferimento,
come pure dobbiamo fare riferimento ad un'altra cosa: in quest'Aula
abbiamo dibattuto sulle frane e sulle vittime delle frane,
soprattutto nel territorio del Presidente, nel messinese. Bene,
andiamo a spulciare questo bilancio.
Dopo avere fatto proclami roboanti e dopo che l'assessore pro
tempore onorevole Beninati aveva chiesto alla sua Giunta di
impinguare il capitolo portandolo a 20 milioni di euro, andiamo a
studiarci il bilancio e vediamo che la voce non è stata per niente
toccata, ma ridotta a 6 milioni 400 mila euro. Si tratta delle
somme urgenze, si tratta di somme destinate per le calamità agli
uffici del genio civile per prevenire le conseguenze dei dissesti
idrogeologici.
Abbiamo impegnato quest'Aula per ben cinque ore con due documenti
e un dibattito a piena voce di tutti; abbiamo sentito il
Presidente; abbiamo programmato interventi che dovevano essere una
risposta tempestiva; ma nel bilancio e nella finanziaria, che
queste soluzioni avrebbero dovuto contenere, non troviamo nulla
della propaganda dei mesi precedenti.
Poi, in conclusione, ho ascoltato le preoccupazioni degli
onorevoli Caronia e De Luca e le faccio mie perché la norma sui
monti Peloritani e sull'istituzione del Parco dei monti Peloritani
- io sono stato presente in Commissione 36 ore - non me la ricordo
e non sono affetto dalla stessa sindrome dello smemorato di
Collegno, sono uno che segue con sufficiente attenzione e questa
norma, che io non ho mai sentito essere discussa e votata in
Commissione, si trova nel testo.
Com'è possibile? Io non lo so, non è tra gli appunti, non è nella
memoria di nessun componente della Commissione; per altro, è una
norma priva di copertura finanziaria, è una norma che non può
essere inserita perché l'istituzione di parchi non si può più fare
con la finanziaria in quanto vi é tutta una serie di passaggi
propedeutici che non possono essere elusi, sacrificati e
mortificati con una norma notturna, introdotta di soppiatto in
finanziaria
E allora, se a questo aggiungiamo che la copertura finanziaria
delle norme sui rifiuti da contributo diventa prestito - e noi non
le abbiamo discusse in questi termini -, la norma sui lavoratori
Pumex viene discussa e non la troviamo, la norma sui sottotetti
viene discussa e non la troviamo, io non so la finanziaria da quale
cabina di regia sia stata indotta verso queste forche caudine, che
non rispondono né alle indicazioni date dalla Presidenza alla
vigilia del dibattito e nemmeno al lavoro realmente svolto in
Commissione dai componenti, come hanno riferito gli onorevoli
Caronia e De Luca.
Queste preoccupazioni, alla fine, le riscontriamo esaminando la
tabella H, che avrebbe dovuto essere stata oggetto di una soluzione
di razionalizzazione - concordata, tra l'altro, con l'assessore
Cimino in Commissione Bilancio e con tutti gli altri componenti - e
che troviamo, e questo è un fatto, modificata voce per voce, come
se in Commissione Bilancio noi avessimo dato corso ad interventi
di ritocco della tabella stessa. Avevamo deciso di non toccare la
tabella H, avevamo detto che nulla di nuovo doveva essere aggiunto
e che nessuna modifica doveva essere integrata. Dovevamo lasciare
la situazione a bocce ferme, dovevamo poi concordare come
razionalizzarla e come sopprimere molte voci di sperpero e di
mortificazione del bilancio regionale.
Ci troviamo, invece, una tabella H che è stata modificata.
Noi siamo preoccupati che la Sicilia andrà a sbattere in questa
direzione, e andrà a sbattere per uno strumento che nelle entrate è
inefficace e fallimentare e nelle uscite è un'altra volta
dispersivo, clientelare e finalizzato a fare i comodi dei gruppi
che hanno contribuito a determinarne il contenuto.
Mi lamento del fatto che avevamo parlato di agricoltura con il
Governo, c'era un accordo con l'Assessore, e speriamo che arrivino
le risposte, che ancora non sono intervenute.
Avevamo chiesto tre cose: la proroga delle passività onerose per
dare corso all'articolo 18 della Finanziaria dell'anno scorso,
articolo mortificato perché non fu notificato nemmeno a Bruxelles;
il prestito di esercizio; l'acquisto scorte da Irfis a Crias con un
incremento.
Abbiamo inserito questi tre punti e li abbiamo indicati e
suggeriti come qualificanti di una manovra che, quanto meno,
potrebbe così riscattarsi dal fallimento di un'impostazione che, in
ordine alle entrate e alle spese, è la fotografia di un disordine,
che è disordine politico e disordine di governo. E' il disordine di
una maggioranza che sicuramente non ha la legittimazione popolare.
PRESIDENTE. Per il Gruppo MPA è iscritto a parlare l'onorevole
D'Agostino. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo
preoccupati che il dibattito in Aula sin da sabato non sia stato
improntato sui temi veri di questo bilancio e di questa finanziaria
e, quindi, su dati caratteristici che avrebbero dovuto consentirci
un dibattito, anche animoso, se vogliamo, nella diversità di
opinioni, ma certamente centrato sui veri problemi che emergono
dalle scelte che il Governo, in prima battuta, e la Commissione,
poi, in tema di bilancio e di finanziaria hanno fatto.
Siamo qui, invece, a dovere riscontrare - ed io voglio occuparmene
solo marginalmente - le contestazioni sulle regole. Mi riferisco ai
testi difformi, alle accuse rivolte agli uffici che hanno redatto i
testi del bilancio e della finanziaria, accuse che vanno respinte
al mittente e assolutamente contestate come un'azione che
ovviamente non può essere condivisa. Quindi, massima solidarietà
agli uffici e riconoscimento del grande lavoro che è stato fatto,
prima dal Governo e poi dalla Commissione Bilancio.
Dobbiamo dire che, sentendo parlare di testi difformi, viene da
ridere al solo pensiero.
Certo, sono state ore travagliate, ore anche di confusione, dove
alcune cose possono non essere state comprese perfettamente. Ma è
cosa ben diversa dal dire che abbiamo davanti un testo che non
risponde a quello che è, invece, il discernimento e la volontà che
la Commissione Bilancio, molto spesso all'unanimità, ha voluto
testimoniare in quelle ore difficili e anche faticose, soprattutto
le ultime. E dispiace vedere in questo bilancio, ancora una volta,
emendamenti ostruzionistici o emendamenti in diminuzione in
capitoli mirati; emendamenti che faranno soltanto ridere quando
verranno posti in discussione, semmai lo dovessero essere, ma noi
ci auguriamo che siano ritirati prima.
Come si fa a sentire ancora parlare di necessità di
stabilizzazione di precari, in un momento in cui tutti avremmo il
piacere, se non addirittura il dovere, di occuparci di una simile
materia?
Eppure lo sappiamo, certo che lo sappiamo, cosa possiamo fare. Lo
sa bene l'assessore Cimino che ha fatto a lungo la spola in lunghi
incontri per cercare di capire quale doveva essere il metodo che ci
avrebbe potuto portare a raggiungere un risultato, più o meno
condiviso su quello che si può fare e quello che non si può fare
oggi.
Ma come? Lo diciamo e lo leggiamo, anche nella famosa nota
contestata sul DPEF non approvato, che abbiamo un bilancio in
deficit strutturale e ancora siamo qui a parlare di come dobbiamo
spendere le risorse e dove dobbiamo destinarle? Sono slogan che,
ovviamente, non devono più appartenere a quest'Aula, non devono più
appartenere soprattutto a questa politica.
L'assessore Cimino e il Governo ci hanno portato, per la prima
volta forse, un bilancio che tende a fare chiarezza, che tende alla
verità. E, signori, quando c'è crisi -, e questa Regione, come
tutto il mondo, vive da due anni una crisi strutturale e
congiunturale di ampissimi livelli - e quando si pagano meno tasse,
io credo che ci sia ben poco da riflettere e ben poco da dirci
addosso qui in quest'Aula su quanto minori siano le risorse che
entreranno attraverso la tassazione e, quindi, quanto le entrate
debbano essere previste in diminuzione, se vogliamo essere accorti.
E per questo il bilancio prevede entrate in diminuzione Ma chi
dice che le entrate sono in aumento? Ma quando mai Le entrate sono
in aumento? Le entrate sono in diminuzione perché, purtroppo, le
tasse che pagheranno i contribuenti siciliani saranno di meno, e
ciò perché si è fatta un'azione di pulizia nelle entrate.
Complimenti all'assessore Cimino e a tutto l'Assessorato
dell'economia per questa azione di verità e di pulizia, per esempio
per quanto riguarda gli avanzi di amministrazione e perché non ci
sono più i 950 milioni che speravamo di potere realizzare con la
dismissione dei beni immobili della Regione. E non è questa
un'azione di verità e di pulizia del bilancio?
Poi, per quanto riguarda, invece, la valorizzazione degli
immobili, i famosi 200 milioni che sono stati contestati poco fa,
noi speriamo e ci auguriamo che siano molti di più. Però,
prudentemente, le entrate relative sono state indicate in 200
milioni e ciò significa che, se le cose dovessero andare bene,
meglio così. Forse ci ritroveremo a fine anno con qualche risorsa
in più che ci servirà, speriamo, non solo a tappare i buchi che
ancora ci sono e che costringono l'assessore a prevedere
l'accensione di un mutuo per fare fronte alle esigenze strutturali
del bilancio.
E, però, qui vediamo, dopo avere trovato il disastro per
l'ennesima volta, che i comportamenti stentano a cambiare. I
comportamenti sono gli stessi, come se il disastro non ci fosse,
come se qui dovessimo invocare le magie contabili che poi hanno
permesso oggi di avere una situazione che non ci consente di
trovare una strada giusta, una via di sbocco.
Ma gli slogan sono sempre quelli della formazione, del lavoro,
delle imprese E cosa significano, visto e considerato che se
abbiamo qualche risorsa, signor Presidente, l'abbiamo grazie ai
fondi strutturali e ai fondi FAS che sono, purtroppo, interventi
che possiamo utilizzare solo per investimenti e non per finanziare
la spesa corrente? Su questo dovremmo piuttosto affinare e misurare
le nostre capacità, le nostre intelligenze, la nostra voglia di
rappresentare il territorio.
Allora, basta con gli slogan Basta con questa formazione
professionale di cui abbiamo le tasche piene in questa Regione
siciliana e che anche quest'anno ci costerà oltre 600-650 milioni
di euro e che è un insulto all'intelligenza ed uno spreco di
risorse incredibili 650 milioni tra quelli previsti in bilancio e
quelli previsti dalle spese degli avvisi dei fondi strutturali:
ditemi se questo è un meccanismo virtuoso Eppure ancora continua
ad essere invocato.
Assessore Cimino, a lei dobbiamo riconoscere e fare i complimenti
per la pazienza e per la fermezza che ha avuto in queste settimane,
così come dobbiamo riconoscere l'equilibrio e la saggezza del
presidente Savona; doti che hanno consentito in Commissione di
approvare un bilancio secco, senza che venisse accettato nessun
emendamento, e una finanziaria che, invece, ha aperto al contributo
di tutti i parlamentari che lo hanno voluto, ed è stato un
contributo virtuoso, un contributo ricco di idee e di innovazioni.
Nessuno in quest'Aula può dire che non ha avuto la possibilità di
discutere col presidente Savona e con l'assessore Cimino per
arricchire la finanziaria nel migliore dei modi. Lo hanno
riconosciuto anche altri che hanno preso la parola prima di me; ma,
d'altra parte, non si poteva che riconoscerlo.
Allora, andiamo a guardare questa finanziaria, che è quella che
veramente qualifica e connota la misura di questo bilancio. Abbiamo
messo in finanziaria le misure per il contenimento della spesa del
personale regionale e del settore pubblico in generale; abbiamo
individuato la norma che farà partire la riduzione delle società e
quindi finirà, onorevole Pogliese, questa Regione imprenditrice e
sprecona di risorse.
C'è la norma per tagliare gli oneri amministrativi.
C'è la norma che limita le pensioni per i dipendenti regionali, e
abbiamo, al riguardo, un caso eclatante di poche settimane fa, che
ci ha fatto vergognare in tutta Italia.
Abbiamo le proroghe, che non sono la stabilizzazione, perché è
vero che la stabilizzazione deve riguardare tutti i precari di
questa Regione siciliana e solo quelli regionali, ma anche quelli
degli enti locali, e ce ne occuperemo con un disegno di legge a
parte, se è il caso.
Ci siamo occupati anche delle emergenze in Sicilia perché in
questa finanziaria ci sono tante norme che vanno a riguardare e, in
qualche modo, ad affrontare tempestivamente i problemi delle
calamità naturali. E non c'era bisogno di investire ancora risorse
per combattere il dissesto idrogeologico perché ci ha già pensato
l'assessore Di Mauro qualche settimana fa a finanziare ampiamente,
con due programmi separati, l'emergenza del dissesto idrogeologico
con centinaia di milioni di euro che saranno investiti e che
andranno a favore dei comuni.
E grazie al contributo del Partito Democratico, che va
assolutamente ringraziato per la sua partecipazione e per la sua
qualificante connotazione in Commissione Bilancio e credo anche in
Aula, oggi noi avremo la riforma del servizio idrico e la
ripubblicizzazione del servizio delle acque, che va incontro ai
sentimenti e alle esigenze della maggioranza dei siciliani.
Abbiamo una norma sul credito d'imposta per l'occupazione; abbiamo
una norma che finanzia le zone franche urbane; abbiamo una
sensibilità ai temi sociali che prima mancava e che invece
ritroviamo nella norma sul microcredito e, soprattutto, nella norma
che detassa l'Irpef per i cassaintegrati.
Sono norme giuste, intelligenti, appropriate, che rispondono a
bisogni generali perché, purtroppo, questi non sono più piccoli
bisogni ma, in un momento di crisi come questo, sono bisogni
generali.
Signor Presidente, abbiamo la norma che non regala cinquecento
milioni di euro ai Comuni, ma glieli presta, risolve i problemi
degli ATO rifiuti ma non spreca mezzo miliardo di euro, che sarebbe
un'altra pagina vergognosa di questa Regione nel caso in cui
qualcuno volesse ancora mettere in dubbio questo tipo di
impostazione.
Abbiamo i soldi da dare alle università, perché è giusto darli.
Abbiamo una norma che inizia la riforma della formazione
professionale, assessore Centorrino, in cui sono riposte le
speranze di tanti che hanno in odio questa formazione professionale
che a nulla è servita in questi anni e che continua a sprecare
risorse in modo troppo spesso improduttivo.
Abbiamo tante norme, non c'è in Aula l'assessore Venturi, che
riguardano lo sviluppo economico: stanziamenti per le ASI, il
consolidamento dei confidi, alcune norme che rifinanziano
rilanciando il ruolo dell'IRCAC e della CRIAS.
Altre norme, anche qui volute dal PD, per gli artigiani e,
soprattutto, i 150 milioni di euro per Termini Imerese: questa é
una norma intelligente dal punto di vista tattico e strategico
perché impegna l'Aula a dare la possibilità al Governo di accendere
un mutuo di 150 milioni, qualora ci siano le condizioni per
un'azione di rilancio vero di Termini Imerese. E, nel caso in cui
questa azione di vero rilancio non dovesse esserci, non spenderemo
neanche un euro per una zona che non salvaguardi i posti di lavoro
e senza una azione di rilancio di un piano industriale che deve
essere non decennale, ma ventennale.
E' una mossa astuta, intelligente e ben costruita, che permetterà
al Governo e all'assessore Venturi di sedersi al tavolo con quanti
vorranno sostituirsi alla FIAT con in mano la possibilità di
investire 150 milioni nell'area industriale di Termini Imerese.
Se non avesse quest'arma, il Governo non potrebbe partecipare alle
trattative, non avrebbe alcun potere contrattuale, non avrebbe
alcuna capacità di interdizione e noi avremmo parlato per mesi a
vanvera e a vuoto in quest'Aula approvando ordini del giorno
retorici, ipocriti ed inutili.
Abbiamo un bilancio, dunque, che va finalmente nella direzione
auspicata, quella di fare chiarezza e di fare verità nella storia
di questa Regione. E abbiamo una finanziaria che, grazie
all'apporto della stragrande maggioranza dei deputati, permetterà
di andare incontro, con le poche risorse disponibili strappate
all'assessore Cimino e al presidente Savona, e di affrontare le
emergenze più importanti. Non dire queste cose significa essere
bugiardi ed ipocriti.
Continuare a fare ostruzionismo qui in quest'Aula significa volere
il male della Sicilia, e non solo il male di questo Governo che,
per motivi di opportunismo politico, qualche partito potrebbe
desiderare, voglio dire anche legittimamente.
Bisogna avere, invece, la capacità di guardare avanti in modo
costruttivo riscoprendo proprio quello spirito che abbiamo avuto in
Commissione la settimana passata. Con quello spirito costruttivo
c'è il confronto, c'è il dibattito, c'è lo scontro, ma c'è anche la
sintesi.
Qui stiamo parlando di un momento di emergenza difficile e
importante per la Sicilia, dal quale si esce tutti insieme se lo si
vuole, senza nascondersi dietro il dito.
Signor Presidente, la invito ad essere quanto più tenace, duro e,
soprattutto, veloce nella conduzione dei lavori d'Aula, sperando di
poter esitare stasera stessa almeno il bilancio, per poi avere un
confronto costruttivo da domani sui temi della finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, la
situazione finanziaria della Regione è andata, come è noto,
degradando sempre più nel corso degli ultimi anni, e non per caso,
ma per precise responsabilità politiche e, tra queste, anche da
parte di alcuni che qui sono intervenuti invocando interventi di
razionalizzazione della spesa. Alcuni di coloro che sono
intervenuti, come l'onorevole Leontini, forse dimenticano di avere
fatto parte di governi di questa Regione che negli ultimi dieci
anni, purtroppo, hanno aggravato drammaticamente la condizione dei
conti del bilancio regionale senza che ci fossero interventi di
risanamento e senza che ci fosse un piano organico, un piano
pluriennale adeguato.
La grave crisi dei conti economici della Regione è stata
affrontata dai governi di centro-destra con l'ottica
dell'approssimazione, con l'adozione di strumenti che hanno
tamponato e mai risolto le emergenze. Alcuni di questi strumenti
hanno avuto poi caratteristiche di eccezionalità.
Ne voglio ricordare due: in particolare, la finanziaria del 2009
ha previsto due norme straordinarie, direi: con la prima si obbliga
l'amministrazione regionale ad assumere impegni di spesa per
dodicesimi e con la seconda si dà facoltà al Governo, in presenza
di fattori che mettono a rischio gli equilibri di bilancio durante
l'esercizio finanziario, di limitare gli impegni di spesa e
l'emissione di titoli di pagamento. Si tratta di misure
consigliate, per così dire, l'anno scorso dal Commissario dello
Stato per fare fronte ad un allarme fortissimo che, purtroppo,
riguarda i conti pubblici di questa Regione come conseguenza di
anni ed anni di cattivo governo di centro-destra.
Un'altra norma, in particolare, rende ancora più incerta la
gestione del bilancio che, alla fine, potrebbe anche essere
qualcosa di diverso rispetto a quello per cui è stata approvata: la
possibilità, appunto, di cambiare la destinazione di spesa per
fronteggiare particolari condizioni e, ancora di più, la condizione
di sofferenza legata al rispetto del patto di stabilità nazionale.
Su questo vorrei spendere qualche parola in più perché tira in
causa le responsabilità, le gravi responsabilità politiche del
governo Berlusconi. Dal momento che il governo regionale e il
governo nazionale non hanno trovato alcuna intesa anche per la
Sicilia, in materia di patto di stabilità si applicano le
restrizioni previste per le regioni a statuto ordinario. Ciò non
metterà questa Regione nelle condizioni di attivare il programma
PAR FAS.
E' necessario escludere dal patto di stabilità tutte le spese
finanziate con il PAR FAS, nonché tutte le quote di cofinanziamento
regionale delle iniziative comunitarie, altrimenti questa Regione
non sarà nelle condizioni di attivare gli investimenti produttivi,
gli investimenti strutturali di cui la Sicilia ha bisogno.
E' l'ennesimo inganno del Governo nazionale, il quale prima non ha
trasferito alla Sicilia i fondi FAS che toccavano alla Sicilia per
diritto, adesso non concede alla Sicilia, regione a statuto
speciale, la deroga per utilizzare i fondi FAS potendo attivare gli
investimenti necessari per fare fronte allo sviluppo strutturale
della nostra regione. E vi posso già dire quale sarà la risposta
del ministro Tremonti fra due anni. Verrà a dirci che ci trasferirà
ancora meno fondi FAS perché la Sicilia non sarà stata in grado di
investirli, e tutto questo come risultato di un inganno terribile
che questo Governo nazionale sta perpetrando ai danni della
Sicilia.
Noi chiediamo al Presidente della Regione di intervenire con forza
nei confronti del Governo nazionale per rivendicare la deroga al
patto di stabilità per i fondi FAS e per i fondi europei, per
attivare immediatamente gli investimenti produttivi, ma anche per
rivendicare con forza la deroga al patto di stabilità regionale dei
fondi destinati ai precari stabilizzati negli enti locali.
A noi interessa che i precari possano avere la giusta
stabilizzazione; ma se non si mettono gli enti locali neppure nelle
condizioni di continuare ad erogare gli stipendi persino al
personale che ha già avuto i contratti quinquennali e che va verso
l'inserimento in organico, continuare a parlare di stabilizzazione
di precari è una presa in giro che il PD non può consentire.
Credo che il Governo nazionale debba farsi assolutamente carico di
tutto ciò.
La Sicilia ha bisogno piuttosto di interventi di politica
economica favorevoli da parte del Governo nazionale che, invece,
negli ultimi mesi e in particolare nell'ultima legislatura di
questo governo Berlusconi, ha continuato ad utilizzare i fondi
destinati agli investimenti del Sud per fronteggiare ogni tipo di
spesa del Nord.
In questi giorni si parla molto di agricoltura, mancano le risorse
per fronteggiare la drammatica crisi dell'agricoltura della
Sicilia. Lo sappiamo bene e siamo impegnati come Partito
Democratico per fare fronte a questa drammatica emergenza che
travolge il sistema agricolo siciliano.
Ma perché non dire che, mentre in Sicilia mancano i fondi da
destinare all'agricoltura dei nostri agricoltori e dei nostri
imprenditori agricoli, le quote dei fondi FAS destinate alla
Sicilia sono state utilizzate dal ministro Tremonti per
l'agricoltura del Nord e persino per pagare le multe delle quote
latte degli imprenditori del Nord? Questa è una situazione
drammatica, una situazione gravissima generata dall'irresponsabiltà
del governo nazionale
La Sicilia ha bisogno, invece, di interventi a favore da parte del
Governo nazionale.
Non è qui il caso di fare l'analisi della situazione economica, la
conosciamo tutti. Voglio citare solo tre indici, tre indicatori
economici e sociali.
Il primo. La decrescita del PIL del 2009: in Italia del 5 per
cento, in Sicilia del 5,5 per cento. Siamo colpiti da una
recessione ancora più forte di quella che travolge, purtroppo, il
Paese. E le previsioni della crescita del PIL nel 2010, mentre
vedono una crescita in Italia, purtroppo minimale, dello 0,8 - 1
per cento massimo, in Sicilia si prevede appena la crescita dello
0,2 per cento.
Non c'è ripresa. Passiamo dalla più pesante recessione del
dopoguerra ad una drammatica fase di stagnazione che, purtroppo,
non metterà la Sicilia nelle condizioni di recuperare rapidamente
quella che è stata la decrescita del PIL nel corso del 2009.
Io credo che di questo il nostro Parlamento deve parlare, di
questo dovremmo occuparci discutendo di bilancio e di finanziaria:
occuparci di più dei problemi veri che riguardano la gente e meno
della polemica politica di cui la gente non può più sentire
parlare.
L'ultimo tasso è quello della disoccupazione, la più alta
d'Italia, non più misurabile perché statisticamente rilevabile solo
in base al numero di persone in cerca di lavoro. Sappiamo che c'è
un dato triste che riguarda la nostra regione, ed è quello che
riguarda i cosiddetti scoraggiati, disoccupati - soprattutto donne
- che non cercano neanche più lavoro e che quindi non vengono
neanche considerati ai fini statistici.
La Sicilia uscirà dalla crisi più lentamente rispetto alle regioni
del Nord, perché la crisi incide su quella che è già una condizione
deficitaria della nostra regione e la ripresa è condizionata dalla
situazione di deficit strutturale in cui si trova la nostra
Sicilia.
E' questo, penso, uno degli elementi che dovremmo affrontare nel
nostro dibattito. Parlare, sì, di bilancio e di finanziaria per il
2010, per il prossimo triennio, ma avere anche la capacità di
affrontare il tema dello sviluppo di medio periodo, di come
utilizzare i fondi FAS, i fondi comunitari, per attivare lo
sviluppo strutturale della nostra regione che vive questa
situazione.
E' una crisi economica che travolge tutti i settori:
dall'industria (la Fiat, la ST di Catania), al settore dei servizi
e al settore dell'agricoltura, e a pagare la crisi sono ancora i
più deboli, le piccole e medie imprese, i lavoratori, i lavoratori
precari, i pensionati, i cassintegrati, le famiglie.
Dinanzi a questo drammatico quadro il Partito Democratico ha
scelto di avere un supplemento di senso di responsabilità. Questo è
il dovere di un grande partito riformista che guarda innanzitutto
ai bisogni veri della gente, ai bisogni veri dei cittadini
siciliani, proponendo riforme e interventi a favore dello sviluppo
produttivo, a favore del lavoro e dell'impresa, riforme e
interventi a favore dei soggetti più deboli, delle fasce sociali
più deboli della nostra regione.
Alcune delle proposte del Partito Democratico, numerose a dire il
vero, sono state approvate dalla Commissione Bilancio migliorando
significativamente il disegno di legge presentato dal Governo. Cito
solo alcuni titoli di queste riforme, di cui pure si è parlato in
questi giorni: il credito di imposta per l'occupazione, che -
voglio dirlo con molta chiarezza - ancorché proposto dal
sottoscritto e dall'onorevole D'Asero, ha trovato la condivisione
di tutta la Commissione Bilancio. E penso che questo è un esempio
positivo di come si possa attivare un confronto politico in senso
propositivo, migliorativo, convergendo tra forze politiche per
trovare punti di sintesi che vadano realmente nell'interesse della
Sicilia e dei siciliani.
L'istituzione delle zone franche urbane per agevolare soprattutto
le piccole e medie imprese e la ripresa dell'occupazione nelle aree
più svantaggiate della Sicilia.
Interventi a favore delle cooperative edilizie che potranno
attivare investimenti produttivi significativi, ma anche dare una
risposta adeguata a quanti, purtroppo, in questa Terra vivono
ancora drammaticamente la condizione di non avere un alloggio.
Interventi che riguardano i diversi settori produttivi: gli
artigiani con una previsione che riguarda il credito agevolato,
interventi infrastrutturali per Termini Imerese, che vive una
situazione molto particolare per il rischio di chiusura della FIAT.
E bene ha fatto la Regione a farsi carico, per tempo, questa volta
a differenza del passato, di approntare proposte, al momento
insufficienti, ma comunque significative, per fronteggiare quella
che può essere una gravissima crisi in un'area industriale
importante della nostra Regione, per costruire una prospettiva di
futuro per migliaia e migliaia di lavoratori, di lavoratrici, di
cittadini della nostra Sicilia.
Voglio sottolineare anche un intervento importante che riguarda le
infrastrutture e, in particolare, la possibilità di fare
un'adeguata manutenzione ed anche interventi di costruzione di
strade con 105 milioni di euro destinati alle nove province
siciliane, e questo per iniziativa del Partito Democratico.
La riorganizzazione delle società regionali con tagli alla spesa:
troppo spesso le società regionali partecipate dalla Regione sono
state considerate dal Governo strutture di sottogoverno, piuttosto
che società che devono avere l'obiettivo preciso di fornire servizi
adeguati al territorio, alle imprese, ai cittadini, per favorire lo
sviluppo produttivo della Sicilia. E nell'ambito del riordino delle
società regionali abbiamo voluto includere come attività strategica
quella che riguarda il settore dell'acqua, che è indubbiamente uno
dei settori principali di cui la Regione deve farsi carico.
L'introduzione del sistema CONSIP che può portare enormi risparmi
per la macchina burocratica regionale, l'introduzione dei concorsi
pubblici esclusivamente per titoli nell'ambito delle Aziende
sanitarie provinciali, sono certamente proposte che contribuiscono
a fare equità sociale, a conseguire risparmi e razionalizzazioni di
spesa, ad attivare lo sviluppo produttivo di cui l'Isola ha
bisogno.
Non mancano gli interventi di carattere più specificatamente
sociale: il progetto scuola aperta con l'apertura pomeridiana
delle scuole, soprattutto per attività extrascolastiche, nei
quartieri più svantaggiati della nostra Regione; il bonus da
erogare ai lavoratori in cassa integrazione, in mobilità o che
percepiscono l'indennità di disoccupazione, in sostituzione per
compensare il pagamento dell'addizionale Irpef; l'esenzione del
ticket per le prestazioni diagnostiche specialistiche; gli
interventi socio-sanitari. Penso che queste siano davvero misure di
equità sociale che consideriamo irrinunciabili e che sicuramente i
siciliani apprezzeranno.
Assieme a tutto ciò, l'avvio di un percorso importante per l'acqua
pubblica.
Penso che tutte le forze politiche e sociali della nostra Regione
dovrebbero avere il coraggio di dare vita ad un vero patto politico
e sociale per l'acqua pubblica nella gestione di sovrambito, e
penso alla società Sicilia Acque e, nella gestione degli ATO, agli
Ambiti territoriali ottimali.
In questi anni temo che, purtroppo, la speculazione economica
abbia avuto il sopravvento sugli interessi generali e diffusi dei
siciliani che spesso hanno pagato a caro prezzo un servizio idrico
inadeguato. Per questo è necessario introdurre strumenti di
controllo, un sistema di controllo partecipato. Per questa ragione
proponiamo l'istituzione del Comitato consultivo degli utenti di
cui potranno fare parte i cittadini utenti, organizzazioni
sindacali, anche gestori del servizio, indubbiamente all'interno
delle prerogative dell'Assessorato dell'Energia, che deve
controllare molto attivamente l'attività svolta anche dai gestori
privati nel settore idrico. E questo Comitato consultivo degli
utenti dovrà istituire un tavolo consultivo permanente sulle
tariffe, in quanto i cittadini vogliono sapere perché il costo
dell'acqua continua a crescere in maniera esponenziale senza che
migliori il servizio, ed anche per verificare - questo è un obbligo
del Governo e pure delle autorità d'ambito, delle province e di
tutte le amministrazioni comunali che fanno parte delle autorità
d'ambito - se i soggetti incaricati della gestione del servizio, se
i gestori privati del servizio idrico hanno mantenuto l'impegno
assunto in contratto, hanno rispettato o meno gli obblighi
contrattuali che riguardano i programmi, i piani di investimento e,
se così non è, è chiaro che i contratti non possono rimanere in
vita, ma bisogna trovare un sistema diverso, un ritorno all'acqua
pubblica che sicuramente corrisponde meglio agli interessi generali
e diffusi dei siciliani.
Credo che assieme a tutto questo serva indubbiamente anche uno
sforzo per razionalizzare la spesa, per fare bene, per spendere
bene, per spendere meglio.
Noi abbiamo proposto alcune cose concrete in Commissione Bilancio,
che sono state approvate. Citavo l'adozione del sistema CONSIP che
può conseguire risparmi significativi.
Ho sentito l'onorevole Leontini parlare di entrate, e mi fa
piacere, considerato che il Partito di cui fa parte, negli anni
passati e forse nel decennio passato, più che di entrate ha
preferito occuparsi di spese, e mi sorprende che si accorga
soltanto adesso che siano iscritte in bilancio entrate derivanti
dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare, dimenticando che
l'anno scorso il bilancio della Regione prevedeva ben 950 milioni
di entrate dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare, e
l'anno scorso non l'ho sentito assolutamente intervenire.
Non è vero che il Partito Democratico ha dettato l'agenda al
Governo, sarebbe presuntuoso pensarlo. E' vero che il Partito
Democratico - e di questo ringrazio tutti coloro che hanno
partecipato all'elaborazione delle nostre proposte - ha avuto la
capacità di elaborare, di fare proprie, di proporre le riforme che
servono alla Sicilia e che sicuramente rappresentano un contributo
importante per il miglioramento del testo della finanziaria che
oggi è all'esame dell'Aula e che io mi auguro davvero possa essere
valutato da tutte le forze politiche con senso di responsabilità,
in un confronto chiaro e forte in questa Aula, che abbia anche la
caratteristica, però, di essere un confronto costruttivo
nell'interesse della Sicilia. Credo che serva anche - lo dicevo
prima - un progetto di sviluppo complessivo dell'Isola, che faccia
leva sui fondi strutturali, sui fondi FAS.
Lo dico con grande forza: invito il Governo della Regione, il
Presidente della Regione, a convocare immediatamente le parti
sociali per un confronto vero su quello che è, oggi, il disegno di
legge della finanziaria e il disegno di legge del bilancio, in
quanto questi testi differiscono sostanzialmente e
significativamente dai testi inizialmente presentati dal Governo.
Credo che ciò sia preciso dovere del Governo farlo, penso che il
Governo debba avere anche la capacità di concertare con le parti
sociali questo progetto di sviluppo e, per quanto ci riguarda, le
proposte che abbiamo avanzato, di cui parlavo prima, nascono anche
da questo confronto con le forze produttive, con le forze sociali,
che noi vogliamo pubblicamente ringraziare per avere avanzato le
loro idee, le loro proposte.
Il Partito Democratico, e concludo, valuterà la qualità della
finanziaria dal merito dei contenuti e, in particolare, dalla sua
capacità di rilanciare il processo di riforme economiche e sociali
di cui la Sicilia ha bisogno. Il Partito Democratico valuterà
bilancio e finanziaria con oggettività, con serietà ed
esclusivamente nell'interesse dei siciliani.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare in qualità di relatore di minoranza.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, avremmo concluso gli interventi, ma
le accorderò qualche minuto.
ADAMO. Signor Presidente, allora concederà qualche minuto anche a
me?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per la verità, aveva chiesto di
intervenire l'onorevole Adamo e avevo detto che intervenire dopo il
partito di maggioranza, in base ai tempi, non era consentito.
Se lei vuole, onorevole Adamo, visto che ho concesso al relatore
di minoranza qualche minuto, darò qualche minuto anche a lei.
MANCUSO. E due minuti a noi.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, aiuti la Presidenza.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Onorevole Presidente, la ringrazio. In ogni caso, per un atto di
galanteria sarei subito disposto a dare la parola all'onorevole
Adamo.
ADAMO. La prego, dividiamo due minuti.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in questa mia
veste che, per la verità, sia per il risultato elettorale sia per
il programma che da candidati abbiamo portato avanti, pensavo,
avendo realizzato un risultato elettorale positivo, di appartenere
alla maggioranza che potesse portare avanti una azione politica
seria e responsabile nell'interesse della Sicilia.
Devo dire che il bello della vita ci porta a verificare, invece,
la realtà che ogni giorno ci rimette in discussione e, quindi, non
dico ahimè, ma i fatti e la volontà anche del presidente della
Commissione mi hanno portato ad essere relatore di minoranza dei
disegni di legge del bilancio e della finanziaria. E, quindi, poche
considerazioni personali, ma anche per quello che vuol essere il
senso di un'azione che portiamo avanti sia come parlamentari sia
come appartenenti, in questo caso, alla Commissione Bilancio e,
quindi, al ruolo e al senso di responsabilità che dobbiamo avere
sempre vivo.
Mi dispiace per il nostro assessore nonché Vicepresidente della
Regione, onorevole Cimino, che si è allontanato in questo momento,
il quale forse pensa di fare un cadeaux al Presidente Berlusconi
quando da questa Aula il PD, in maniera forte e chiara, porta
avanti una serie di accuse verso il Governo nazionale, dove io
ritengo che la fragilità che si determina con un'azione di
arroganza che ha riguardato questo Governo nella mancanza di
rispetto di regole ma anche di coerenza, porti ad una realtà
appunto diversa da quella che era l'espressione elettorale.
Questa arroganza determina un momento di fragilità nei confronti
del Governo nazionale dove, probabilmente, poteva esserci una
risposta ai temi in maniera diversa e dove, mi auguro, che la
sensibilità del Governo Berlusconi, del Presidente Berlusconi, sia
sempre quella di capire che in Sicilia sicuramente - non avendo
bisogno di un Partito del Sud, ma esistendo un problema Sud, un
problema necessariamente da affrontare per colmare quel gap
infrastrutturale che la storia, gli anni, i tempi hanno determinato
- con un impegno diverso potrà determinare, invece, un momento di
crescita e di inversione di tendenza.
Ho seguito alcuni interventi e ritengo poco serio pensare di
scaricare valanghe di accuse su chi ha portato avanti precedenti
esperienze politiche e parlamentari.
Io ritengo che ci sia stata nella gestione della cosa pubblica
siciliana la concreta presenza di tante forze politiche che oggi,
magari, pensano di prendere le distanze, come l'MPA.
Dobbiamo seriamente pensare ad una ipotesi in cui, per entrare nel
merito dei problemi, oggi c'è una questione di fondo: la paventata
difficoltà della situazione finanziaria e delle entrate che in
bilancio hanno una voce determinante, che viene fatta su una voce
di stima, dove il trend di fatto congiunturale porta ad una
probabile decurtazione, ad una probabile fase di riduzione delle
entrate, è un argomento che deve farci riflettere.
Non è possibile che qui ognuno reciti a soggetto, che un PD che
magari prima denunciava questi problemi, oggi, invece, pensi di
sostenerne una parte determinandone così, forse per la propria
presenza, una speranza di crescita delle entrate in maniera
diversa.
Il fattore delle entrate è legato ad un andamento complessivo che
oggi le voci di stima portano a dire che subirà una riduzione.
Questo è un elemento che deve farci riflettere perché noi dobbiamo
pur dire che in Sicilia il bilancio ha una sua spesa strutturata,
una sua spesa sociale legata ad una serie di interventi che sono
stati fatti nel tempo e che, di fatto, determinano una voce rigida
di spesa che possiamo anche considerare spesa sociale.
Ma la spesa sociale, per essere tale e per poter essere anche
sostenuta, richiede una spesa produttiva, richiede un momento in
cui deve esserci la possibilità di chi produce risorse per
sostenere la spesa sociale e, sicuramente, questa è quella parte
dell'imprenditoria, quella parte dell'economia che deve trovare
nella possibilità dell'azione di sostegno che la Regione siciliana
deve portare avanti, un momento di concreto supporto.
In questo, io penso a quella che forse è, ed è diventata, una
nuova ipotesi di ragionamento: la legge sul credito di imposta
sugli investimenti, sul credito di imposta sull'occupazione che, in
questa finanziaria, sicuramente è un punto di qualità nel
realizzare un obiettivo, la possibilità - su questo intervengo e su
questo insisto con l'assessore e vicepresidente, onorevole Cimino,
nonché col Governatore, perché sul problema del credito e sul
problema IRAP ci sia un'attenzione diversa.
Noi vogliamo, attraverso quest'altro argomento importante, che ha
visto l'esenzione IRAP per il periodo 2003-2008, per quelle aziende
che hanno incrementato la loro attività, quindi quella parte di
impresa produttiva che sicuramente crea risorse per la spesa
produttiva.
Così come il problema deve essere riproposto: mi si dice che non
c'è da parte del Governo la disponibilità per ragioni finanziarie,
io dico che questo deve diventare, invece, priorità. La possibilità
di dare questo sostegno, attraverso l'esenzione IRAP, per quella
parte di incremento di attività, significa dare la possibilità
concreta di far crescere l'attività produttiva e, quindi, la spesa
produttiva per la Sicilia.
L'altro tema importante é sicuramente il rapporto con le banche.
Un'azienda che ha, oggi, bisogno di risorse finanziarie, di
ossigeno, di polmone finanziario deve avere, da parte delle banche,
una disponibilità diversa su cui oggi non c'è un segnale concreto.
C'è invece un grande segnale di sufficienza, le banche trattano la
micro-impresa siciliana con grande senso di sufficienza. Questo è
un altro argomento a cui guardare per vedere come reagire in
maniera seria.
Sul tema dell'agricoltura abbiamo avuto un momento di confronto
col Governo e abbiamo detto che sul piano dei princìpi e degli
annunci c'è una condivisione, mentre sul piano concreto dei fatti,
no, perché le risorse finanziarie devono essere dirottate verso il
comparto agricolo che è agonizzante, che vede 250 mila partite IVA,
un milione di addetti. Ciò significherebbe dare un minimo di
ossigeno attraverso il credito di esercizio, attraverso la
sospensione delle passività onerose, ed anche attraverso un
intervento per la gestione diretta.
E poi, sul problema dell'acqua ritengo che non si possa cancellare
con un emendamento una ipotesi che ritengo debba essere riformata,
e c'è anche da parte dell'intero Parlamento la volontà di
affrontare il tema. Probabilmente, non è un tema da finanziaria; è
un tema che richiede un intervento legislativo. Ragionevolmente
ritengo che anche su questo l'Assemblea debba potersi esprimere e,
quindi, così come sulle società, abbiamo trovato in Commissione
Bilancio una soluzione, l'onorevole Beninati ci ha portato poi ad
avere questa possibilità di ragionare in termini di proposta di
legge.
Concludo dicendo che, al di là delle posizioni politiche e al di
là della tendenza di ognuno a recitare a soggetto, c'è una grande
necessità: capire che davanti ad una crisi finanziaria che esiste
in senso generale noi, come realtà più fragile, abbiamo il peso
maggiore, dobbiamo avere la capacità di sopportare e mettiamoci in
testa che dobbiamo distinguere, per sostenere la spesa sociale,
dobbiamo avere una attività di impresa ed una spesa produttiva che
dia questa possibilità.
E' chiaro, anche su questo bisogna pensare ad una inversione di
tendenza e, quindi, concludo dicendo che i problemi non si
risolvono solo a colpi di maggioranza, magari di maggioranze
ritrovate dell'ultimo minuto, ma su alcuni temi abbiamo il senso
dell'impegno istituzionale da portare avanti; difendiamolo. Questo
è ciò che la Sicilia si aspetta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa, pertanto, all'articolo
1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione per l'anno
finanziario 2010 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di ogni
altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
(tabella A)».
Onorevoli colleghi, la discussione dell'articolo 1 si sospende per
passare all'esame della Tabella A del bilancio annuale. La
Presidenza avverte che l'approvazione delle unità previsionali di
base della Entrata e dell'articolo 1 avverrà facendo salve le
modifiche agli stessi, conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Avverto che si procederà a votare le unità previsionali di base
dell'Entrata secondo le Amministrazioni competenti ed il titolo.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata - Avanzo
finanziario presunto.
Si passa all'Economia - Entrate correnti, in conto capitale e per
accensione di prestiti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, mi dispiace che ad un'articolata
discussione generale sul bilancio e sulla finanziaria, il Governo
non abbia ritenuto di fare una sintesi su ciò che è stato detto dai
diversi colleghi. E mi soffermo, visto che parliamo dell'articolo
1, proprio sull'Entrata, dove da un lato il capogruppo del Popolo
della Libertà, del mio partito, l'onorevole Leontini, dice in modo
chiaro al Governo che l'iscrizione in bilancio della valorizzazione
degli immobili per duecento milioni di euro, è una iscrizione, al
momento, fantasiosa.
Ma la cosa più grave è l'accusa che il segretario del Partito
Democratico fa allo stesso assessore Cimino. Il segretario del
Partito Democratico, nel suo intervento, richiamando l'onorevole
Leontini, dice: di cosa stai parlando, dei duecento milioni di
euro, quando lo scorso anno l'assessore per il bilancio ne ha
iscritti 900 milioni? Per la verità, poi, gli uffici hanno
rettificato in 150 milioni di euro con le variazioni di bilancio,
quindi l'intervento del segretario del PD era più da comizio
elettorale che non da dato contabile.
Onorevole Lupo, l'assessore è sempre quello: una volta lo tenevamo
noi, non dico per i capelli perché ne ha pochi, oggi lo tenete voi.
E rispetto a questo non vi dovete sorprendere di avere cambiato la
politica d'emblée sulle entrate. La politica non la può cambiare
nessuno rispetto ai conti che questa Regione ha da trent'anni; non
c'è un miracolato o, addirittura, un santo che possa mettere mano a
quei conti.
Si potrebbe fare cosa diversa: a differenza dell'intervento del
rappresentante del Movimento per le Autonomie, contenere la spesa
ma contenerla veramente. Ne parleremo sugli altri articoli.
Lo sperpero di denaro: solo in un assessorato, Presidente della
Regione, un milione di euro per i consulenti. In un solo
assessorato un milione di euro che, sommato a tutti gli altri...
Siamo qui sereni con il silenzio di un partito che sostiene questo
Governo e con il silenzio di quasi tutti quelli che hanno
partecipato, così come ha detto il capogruppo del Movimento per le
Autonomie.
Quindi, rispetto a tutto questo, mi dispiace che il Governo non
abbia replicato a quello che, invece, era un doveroso richiamo al
Parlamento di ciò che è stato l'intervento sull'articolo 1 e sulla
tabella A. Una razionalizzazione, forse una verità in più rispetto
al passato; ma ancora, da qui ad accusare prima Berlusconi e poi
due volte Cimino, ce ne vuole. E non prendiamo lezioni da chi
questo lo ha consentito per anni, è chiaro. E rispetto a questo, al
continuo silenzio del Governo, dimostreremo a quest'Aula che
l'intervento del nostro capogruppo non solo era fondato, ma
riteniamo indispensabile un intervento emendativo del Governo a
questo bilancio per arrivare ad approvarlo.
Senza un intervento emendativo all'entrata e alla spesa, sia
corrente che in conto capitale, riteniamo che l'Aula non sia nelle
condizioni, in questi giorni, di approvare il bilancio della
Regione.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole De Luca, vorrei
ricordare che ai fini dell'economia dei lavori si può intervenire,
a termini di Regolamento, una sola volta su ogni articolo e per
illustrare tutti gli emendamenti.
Vorrei ricordarlo anche all'onorevole De Luca che ha chiesto di
parlare sull'articolo 1. Prego, ha facoltà di parlare.
DE LUCA. Signor Presidente, mi riservo comunque di approfondire la
questione che lei ha detto perché mi auguro che non si crei una
situazione dove ci si impedisce di esprimerci legittimamente sui
nostri emendamenti. Lo voglio dire prima e, quindi, approfondiamo
successivamente la questione perché non vorrei che si instauri una
situazione che francamente non appartiene, invece, al clima
idilliaco che tutti quanti vogliamo instaurare.
Per quanto riguarda l'articolo 1, faccio semplicemente questa
affermazione al Governo e all'Aula: desidero che vi mettiate
d'accordo perché ci sono degli elementi in totale contrasto,
assessore Cimino Se è vero - ma io ritengo di no - che
l'intervento dell'onorevole Lupo possa prendersi come parametro per
quanto riguarda l'individuazione delle entrate, allora,
francamente, c'è qualche cosa che non va. Mettiamoci d'accordo su
alcune espressioni, anche gravi, perché quando da questo pulpito si
sostiene che l'economia è in continua depressione, che le entrate
vengono calcolate in funzione di determinati parametri che sono
totalmente diversi da quelli contenuti in questa relazione, che il
governo Berlusconi non ha messo a disposizione i FAS, questa è
un'altra cosa gravissima.
Allora, quello che c'è nel bilancio che cos'è? Fave o FAS? E'
meglio chiarire queste cose, assessore Cimino, perché poco fa ho
detto che accetto questa sfida riformatrice del Governo, ma
dobbiamo farla tutti assieme parlando un unico linguaggio. E,
naturalmente, quello che ho sentito finora, da questo punto di
vista, non è un linguaggio compatibile con i numeri che sono stati
iscritti in questo bilancio.
Ed è fondamentale, signor Presidente, partire esattamente
dall'articolo 1, perché su questo tutti quanti dobbiamo essere
d'accordo: o l'articolo 1 è autentico oppure, se le dissertazioni
fatte da questo pulpito sono fini a se stesse e propagandistiche,
allora è un conto, se sono veritiere è un altro conto Allora,
prima di votare dobbiamo fermarci e capire realmente se, da questo
punto di vista, noi assistiamo a semplici dichiarazioni politiche
che nulla a che vedere hanno con il testo, oppure ognuno di noi,
come esprime il proprio voto, lo esprime perché ritiene che il
testo, da questo punto di vista, sia autentico.
Questo lo voglio dire perché qualunque ragionamento riformista non
può partire da presupposti non chiari in quanto, alla fine, le
riforme di qualunque natura comunque hanno un termine che è
picciuli da un lato e dall'altro. Ci sono le riforme di
razionalizzazione e di risparmio, ma questa finanziaria contiene
oltre un miliardo e mezzo di spesa, che è la sommatoria delle nuove
entrate previste in bilancio più l'autorizzazione per l'assunzione
di nuovi mutui. E noi parliamo di un miliardo e mezzo.
E' una manovra che in questi tre anni non ho mai visto ed è una
manovra importante perché si tende a dare uno scossone alla
economia stagnante di quest'Isola, e ha fatto bene il Governo a
proporre una finanziaria così vasta; ma i presupposti di questa
finanziaria devono essere chiari. Diversamente, non è pensabile
assistere a discorsi propagandistici, politici, strumentali di chi
contribuisce a scrivere questa finanziaria e poi da qua cancella, o
meglio smentisce i numeri contenuti nella finanziaria stessa.
Questo è un gioco delle parti al quale non si può sottostare,
assolutamente no, perché qui c'è chi ha scritto e chi demolisce,
chi ha suggerito e chi smentisce
Mettiamoci d'accordo sul messaggio che dobbiamo dare alla Sicilia
e ai siciliani perché tra poco qui ci confonderemo le idee, si
stanno confondendo i ruoli di ognuno di noi e non si sta capendo
più da questo punto di vista chi scrive e chi smentisce.
Signor Presidente, io chiedo che l'assessore Cimino intervenga
sull'articolo 1. Ciò é fondamentale per poter continuare a
sostenere l'azione proposta con la finanziaria e, soprattutto, è
fondamentale, Assessore, per smentire - lei deve smentire - chi da
questo pulpito si è permesso di fornire elementi di valutazione
all'Aula che smentiscono il testo che noi stiamo per esaminare.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, diversi degli interventi che testé abbiamo avuto modo di
sentire sono stati interventi che già in Commissione Bilancio
abbiamo avuto modo di approfondire.
Questa vuol essere una manovra equilibrata, una manovra che tenga
conto di un passato difficile nella redazione dei bilanci e delle
finanziarie regionali; difficoltà che oggi, più che mai, viene
fuori dalla ristrettezza del nostro bilancio regionale. Cosa che,
devo dirvi, in Commissione ha trovato i parlamentari attenti a
cercare di portare avanti quelle azioni di rigore ed anche di
innovazione che il Governo ha voluto proporre e che, in alcuni
casi, è stata posta, sia da chi sostiene il Governo ma anche da chi
non lo sostiene, la possibilità di approfondire alcune tematiche e
anche l'opportunità di dare dei tempi, come per la riforma delle
società partecipate o per la riforma della formazione: iniziative
che il Governo ha voluto proporre all'Assemblea e che ritiene
prioritarie perché le riforme sono collegate all'economia della
nostra pubblica amministrazione.
E le riforme che il Governo ha proposto spero possano essere
esitate presto, con il parere vincolante della Commissione, come è
stato richiesto in alcuni casi, o con testi organici della
Commissione Lavoro, come è stato richiesto dal presidente della
quinta Commissione; con iniziative che comunque diano la
possibilità a tutti noi di accelerare questa fase di riforma e di
ricostruzione di un bilancio della Regione che vive un patto di
stabilità europea, un patto di stabilità nazionale, un patto di
stabilità della Sicilia nei confronti dei comuni.
Noi vogliamo accettare le proposte migliorative che vengono
dall'Aula, come è stato ben ribadito da diversi onorevoli colleghi.
Abbiamo predisposto un emendamento per la crisi in agricoltura,
fortemente sostenuto da una parte politica e abbiamo voluto, allo
stesso tempo, sostenere anche alcune iniziative che il Partito
Democratico ha proposto proprio perché questa vuole essere una
finanziaria equilibrata, di rigore, di sviluppo e, soprattutto, di
consapevolezza e di responsabilità che la nostra Regione sta
vivendo.
Sul tema delle entrate - onorevole De Luca, onorevoli colleghi,
voglio essere chiaro -, sulle entrate non vi è alcuna falsità
Vogliamo muoverci in piena trasparenza, in piena azione di
veridicità. Quello che risulta negli atti è dato dagli uffici e dai
dipartimenti interessati, dal consolidato e dalle entrate accertate
e introitate nel 2009, aumentate dagli acconti che sono stati
incassati per il 2010. Su questo vogliamo poter lavorare.
Il bilancio della Regione porterà sicuramente la firma del
Presidente, la firma dell'Assessore per l'economia, ma pure il
pieno apprezzamento di quest'Assemblea che negli anni ha sempre
deliberato il bilancio tenendo conto delle istanze dei Siciliani e,
oggi più che mai, dobbiamo tenere conto di quelle istanze ma anche
del futuro di questa Terra, che non può essere saccheggiata con
spese che, purtroppo, non sono produttive e con spese che, come gli
onorevoli colleghi sanno, stiamo cercando di inserire nel campo
degli investimenti, delle infrastrutture, per aumentare il prodotto
interno lordo del nostro territorio e, soprattutto, per fare
crescere le nostre comunità.
CORONA. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, intervengo brevemente sull'articolo 1
dopo aver ascoltato finalmente l'assessore Cimino. Forse sarebbe
stato più opportuno che fosse intervenuto sabato scorso, quando il
Governo era assente in Aula e abbiamo dovuto rinviare la
discussione generale ad oggi pomeriggio, e prima della discussione
generale, così come ha fatto il presidente della Commissione,
onorevole Savona.
E' la seconda volta che io partecipo ai lavori d'Aula per
l'approvazione del bilancio e della finanziaria e credo che sia
cambiato qualcosa rispetto all'anno scorso, non tanto ma qualcosa.
Innanzitutto, ritengo un fatto certamente negativo avere noi
parlamentari poca possibilità di intervenire concretamente sulle
politiche di spesa della Regione a favore dei Siciliani, come pure
arrivare in zona Cesarini a distanza di quattro, cinque giorni
dalla scadenza del termine massimo, è un fatto negativo. Il
Governo, certo, ha commesso un altro errore, così come ha fatto
l'anno scorso.
Però, questa volta abbiamo apprezzato qualche segnale positivo da
parte dell'assessore Cimino, perché egli è stato assessore l'anno
scorso, nel 2009, quando abbiamo approvato il bilancio, ed anche
quest'anno. C'è il tentativo di ridurre la spesa, così come c'è
stato l'anno scorso.
Non c'è, però, una visione che possa dare respiro alla spesa della
Regione, che possa tenere nel debito conto tutte le istanze, le
speranze e le attese dei Siciliani, che guardano a questo bilancio
e a questa finanziaria come coloro che aspettano la grazia da
qualche santo. Purtroppo, questo bilancio e questa finanziaria si
caricano di significato in tale direzione: basta vedere le tante
manifestazioni, i palazzi istituzionali accerchiati da tanta gente
che, legittimamente, si rivolge alla politica perché questa faccia
un salto di qualità e guardi più agli interessi di chi sta fuori
che a quelli di questo palazzo.
La Commissione Bilancio ha lavorato anche di notte, la notte è
diventata giorno, ed io mi auguro che l'Aula non applichi lo stesso
principio: non possiamo lavorare ventiquattro ore su ventiquattro
sol perchè siamo spinti dalla scadenza del 30 aprile. Abbiamo tutto
il tempo in questi giorni di affrontare le questioni che riguardano
le scelte che dobbiamo fare, tenendo conto delle priorità.
Assistiamo quest'anno, rispetto all'anno scorso, ad un reato, che
certamente potrebbe ascriversi a qualche aula di tribunale, una
sorta di appropriazione indebita da parte del PD, che oggi viene
qui a svolgere un ruolo di maggioranza diverso da quello
assegnatogli dagli elettori siciliani, una sorta di titolo non
ratificato dalla volontà popolare: è un'appropriazione indebita
perché detta le linee e suggerisce i temi.
Allora, questo discorso noi lo vogliamo consacrare con la
votazione di questo bilancio per dimostrare ai siciliani come
concretamente il PD ha dato i suggerimenti e gli assist giusti al
Governo, e poi lo deve sostenere con il proprio voto qui in Aula
per dire ai siciliani che il PD in questa Aula è stato soddisfatto,
anziché i siciliani, con tutti i temi ed i problemi che hanno
sottoposto anche alla politica regionale.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che al
Governo interessi il contributo di tutti i parlamentari, sia quelli
della nuova maggioranza sia quelli della nuova opposizione.
Ho avuto il pregio di parlare dopo l'intervento dell'amico e
collega, onorevole assessore Michele Cimino e, quindi, ho avuto
anche il pregio di ascoltare dalla sua viva voce la pianificazione
e la strategia del disegno di legge che ci apprestiamo a votare e,
quindi, l'anima della finanziaria.
Devo dire, per la verità, che in questo Parlamento c'è un poco di
gioco delle parti, dove spesso si lanciano messaggi trasversali che
difficilmente si capiscono se non si sta più che attenti e se non
si è profondi conoscitori della vita politica siciliana.
Poco fa, per esempio, ho ascoltato l'intervento del bravo
onorevole Lupo, segretario regionale del PD che, parlando dei fondi
FAS, criticava il Governo nazionale e quindi il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi sui ritardi o sulla mancata
assegnazione dei fondi FAS o, comunque, su una diminuzione del
trasferimento delle risorse alla Sicilia. Il paradosso qual è?
Che parla il segretario regionale del partito che oggi, per
volontà del Presidente Lombardo e non degli elettori, è diventato
partito di governo in questa regione, e parla contro il partito del
presidente del Consiglio dei Ministri al quale mi pare, fino a
prova contraria, che appartiene anche l'onorevole Michele Cimino
GIANNI. No, non è vero
CAPUTO. Lei è dell'UDC ed è all'opposizione a Palermo e a Roma,
probabilmente anche in Europa. Quindi, stare in Aula è utile anche
perché si capisce questo clima di grande chiarezza politica che
c'è, dove i trasformismi e la confusione regnano, e regnano
sovrani.
Sono chiamato, come tutti, ad intervenire sull'articolo 1, ma
l'articolo 1 segue la premessa e la relazione a quello che è la
finanziaria.
Io credo, assessore Cimino, che tra quello che avete scritto e
quello che avete detto ci sono notevolissime e gravi
contraddizioni, gravissime contraddizioni. E sono gravi non perché
hanno una valenza politica ma perché hanno una forte ricaduta
economica, perché quello che voi non state facendo in questa
finanziaria e in questo bilancio avrà ripercussioni su tutto quello
che è l'economia e lo sviluppo della Sicilia, una Sicilia che è
terra di crisi, non solo terra di mafia, ma è terra di crisi
economica, è terra di disoccupazione, nuova, attuale e futura. Ha
detto bene l'onorevole Lupo, il dato della disoccupazione è
aumentato in maniera esponenziale. Sarà un caso, ma da quando il
presidente Lombardo ha assunto la guida del governo di questa
Regione, in parallelo è aumentato il numero dei disoccupati in
Sicilia.
Sarà un caso, ma certamente i dati e i tempi corrispondono.
Io vorrei capire se il testo che avete scritto è quello pre-
riunione della Commissione Bilancio o è il testo che è uscito dalla
Commissione Bilancio, ma evidentemente chi lo ha scritto non ha
lavorato in Commissione Bilancio o non ha capito quello che è
uscito dal voto della Commissione Bilancio.
Infatti, quando qui mi si dice che, sull'onda della
razionalizzazione della spesa pubblica, si è proceduto ad incidere
sul sistema delle società partecipate regionali, voglio capire
quali sono le società partecipate regionali che abbiamo cancellato,
modificato, accorpato, riunificato in Commissione Bilancio e quindi
in Aula. Non c'è un provvedimento perché è stato ritirato, perché
non è stato portato.
In termini di lotta alla disoccupazione, cosa è stato inserito in
questa manovra economico-finanziaria? Non c'è una norma seria,
degna di chiamarsi tale che, in caso di concreta applicazione
legislativa ed economica, possa incidere positivamente sull'enorme
flusso della disoccupazione in Sicilia
Onorevole Presidente della Regione, io non vorrei che lei fosse
informato male dai suoi assessori o che non le dicessero quello
che, effettivamente, succede nel governo di questa Regione.
Questa finanziaria, prima ancora che a non votarla saranno i
partiti di opposizione in quest'Aula, è stata bocciata, prima
ancora di arrivare in Commissione Bilancio, da Confindustria. E
Confindustria non è un corpo estraneo in questa regione;
Confindustria, fino a prova contraria, è la prestigiosa
organizzazione imprenditoriale siciliana e nazionale alla quale
appartiene il mio amico e persona che stimo moltissimo, l'attuale
assessore alle attività produttive, Marco Venturi, che
indubbiamente, per voce del suo presidente regionale e
vicepresidente nazionale, il dottor Lo Bello, ha bocciato questa
finanziaria ancor prima che venisse esaminata dalla Commissione e
dall'Aula come una manovra apertamente clientelare che non incide
minimamente sullo sviluppo economico di questa Sicilia.
Signor Presidente, ho concluso, poi naturalmente chiederò la
parola sugli altri articoli a seguire. Ma è chiaro che quello che è
scritto in questa relazione è assolutamente il contrario di quello
che si è fatto. I numeri, la filosofia, la volontà politica non
c'è, e questa è una finanziaria carrozzone, è una finanziaria
clientelare, buona soltanto per far fare campagna elettorale agli
uomini di questo Governo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 1
in particolare vorrei richiamare l'attenzione dell'Assessore e,
soprattutto, del Presidente su una particolarità.
Onorevole Assessore, la prego di essere attento perché, quando lei
parla, io sono sempre attento. Vorrei chiederle in particolar
modo sull'articolo 1, anche se poi è riportato all'articolo 8 e 9 -
onorevole Caputo, non mi distragga l'assessore per l'industria, ex,
perché sto toccando un argomento che riguarda anche lui quando era
assessore -, ho cercato di capire che, in effetti, con l'articolo 8
abbiamo ritoccato tutte le tasse regionali e, sinceramente, fino ad
ora questo non l'ha detto nessuno.
Abbiamo rivisto - forse bisognava farlo prima - e certamente
stiamo aumentando una quantità di tasse, bisogna dirlo, e i
siciliani pagheranno, da questa finanziaria in poi, di più di
quanto pagavano prima. In particolare, ve ne potrei citare
qualcuna, ma certo non sto ora a dirle una per una perché si tratta
di un paio di pagine, si parla di tutto: di autorizzazioni di
collaudo per aggiornamento ed emissione di documenti di
circolazione (parlo degli uffici della motorizzazione), di
omologazione di veicoli, 200 euro, di omologazione per enti
tecnici; si parla di tutto un insieme di cose, perfino,
addirittura, di visite e prove di recipienti, 186 euro, a un certo
punto arriviamo all'articolo 9.
Ho capito che, bene o male, stiamo mettendo questi aumenti, queste
nuove tasse - dobbiamo dirlo e lo ripeto sempre - in più rispetto a
prima per creare correttamente entrate; ebbene, a un certo punto,
all'articolo 9 vedo anche qui ulteriori tasse per le concessioni
governative, in particolare per le cave: un'autorizzazione per
l'esercizio di cava, colleghi, forse non l'avete letto, costa mille
euro. Assessore, le ha guardate queste carte?
CIMINO, assessore per l'economia. Sì.
BENINATI. Allora, mi domando come sia possibile che per
l'autorizzazione di cose di poco conto si paga duecento euro e per
l'autorizzazione all'esercizio di una cava avete previsto solo
mille euro.
Onestamente, l'importanza di una cava rispetto ad una qualunque
autorizzazione di poco conto di un veicolo mi sembra ben altra
cosa, caro Assessore. Forse poteva essere l'occasione, in
determinati settori, per intervenire in maniera più forte.
Ma guardi un po': per autorizzare la costruzione di una
raffineria, Presidente, a lei che non ama molto le raffinerie
perché lei è per l'ambiente, lo sa quanto costa fare la richiesta
per una raffineria in Sicilia? Bene, una autorizzazione di
esercizio costa 6 mila euro. Ora, per delle bombole 280- 200 euro,
per una raffineria seimila euro
Non so, forse hanno sbagliato, ci manca qualche zero Forse
avrebbe avuto più senso prevedere sessantamila euro che metterne
solo seimila. Così noi incoraggiamo le raffinerie, incoraggiamo
tutti.
In questo campo si è avuto un certo ridimensionamento delle cifre,
mentre per tutto il resto abbiamo penalizzato la revisione degli
autoveicoli stessi.
Pertanto, su questo richiamo l'attenzione dell'Assessore. Veda,
anche se sono in una posizione non più di governo e neanche di
maggioranza, però ho dimostrato senso di responsabilità anche
l'altro giorno quando, per caso, passando dalla Commissione, sono
venuto ad agevolare il compito dell'amministrazione e del Governo
stesso.
Però le dico, Presidente, che non capisco più se in questa
finanziaria ci sono norme che procurano entrate. Io mi sono letto
tutti gli articoli, ma di norme che procurano vere entrate, tranne
le tasse, non ne ho viste. E, paradossalmente, insieme a tanti
colleghi di questa Aula, sia di maggioranza che di opposizione,
avevo presentato un emendamento - che mi auguro lei faccia suo in
Aula perché forse è l'unica norma della finanziaria che potrebbe
trovare ingresso qui - che inseriva una, chiamiamola così,
sanatoria, ognuno può chiamarla come vuole, si tratta di una norma
che è stata inserita due volte in finanziaria, prima nel 2003 e poi
riproposta nel 2005, relativa ai cambi di destinazione all'interno
dei sottotetti e dei seminterrati. Si tratta dell'unica norma che
potrebbe procurare entrate alla Regione e ai Comuni e voi non
l'avete neanche tenuta in considerazione
Non capisco, allora, come mai quando c'è qualcosa che procura
entrate non se ne discute neanche, e invece norme di spese qui
dentro ve ne sono a non finire, non ultima - e concludo - anche
quella di cui ha parlato il mio collega Leontini e di cui
certamente sarò un oppositore sotto il profilo della legittimità
dell'atto e del merito. Dobbiamo smetterla, Presidente, di inserire
in finanziaria norme in contrasto con leggi vigenti, lo so che mi
troverò contro gli ambientalisti ma me ne infischio.
Non è possibile che ogni anno con la finanziaria creiamo nuovi
parchi in Sicilia.
E' una vergogna. E' una vergogna perché, alla fine, questi parchi
procurano illusioni di assunzioni, e poi è la Regione che deve
pagare, deve uscire i soldi per finanziare i parchi.
Ebbene, dobbiamo chiudere queste vicende una volta per tutte,
considerato altresì che questa norma - sto accertando con gli
uffici - sembra non abbia avuto il parere, non solo della quarta
Commissione, che pure era necessario, ma, per giunta, pure della
Commissione Bilancio, quindi non ha la copertura economica.
Pertanto, chiedo alla Presidenza dell'Assemblea di ritornare su
questa vicenda stralciandola dal testo ancora prima di discuterla
perché, se entreremo nel merito, ci sarà il resto, anche perché in
Sicilia esiste una norma su come istituire i parchi e con la norma
inserita in finanziaria si vuole fare tutto il contrario: si vuole
prima istituire il parco e poi fare la perimetrazione. Mi sembra il
parco dell'Alcantara - lo dico a tutti - che ad oggi non ha la
perimetrazione perché, a suo tempo, è stato istituito
illegittimamente. Il parco dell'Alcantara - ripeto - è stato
istituito illegittimamente, esiste, e si vuole continuare a fare
così...
Su questo, signor Presidente - e concludo - sarò attento e
proporrò un emendamento soppressivo di questo articolo, che ho già
predisposto, perché credo che questa Assemblea e il Presidente
della Regione, che tanto crede alla trasparenza degli atti, non
possa accettare che avvenga una cosa del genere.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusatemi, onorevoli colleghi, avete un minuto di
tempo per iscrivervi a parlare, dopodiché considererò chiuse le
iscrizioni a parlare. Oltre all'intervento dell'onorevole Caronia,
se c'è qualche altro deputato che deve iscriversi a parlare, lo
faccia.
Onorevole Caronia, ha facoltà di parlare.
MANCUSO. Se c'è premura, ce ne possiamo pure andare
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non abbiamo nessuna premura; è per
un corretto svolgimento dei lavori. Chi vuole parlare, chieda di
farlo; è da un'ora che si aspetta; finisce l'ultimo intervento e
subito dopo c'è un'altra richiesta.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
dilungherò molto ma l'opportunità di essere parlamentare credo che
si possa svolgere soltanto all'interno dell'Aula e, quindi, è
giusto che si dia la parola a tutti. Non è ostruzionismo, ma credo
che siano dei contributi opportuni che il Governo dovrebbe
ascoltare perché vengono da deputati che rappresentano il popolo
siciliano.
Io mi chiedo e chiedo al Governo: in relazione alle entrate, mi
faccio una domanda che sottopongo al Governo, soprattutto alla luce
di una notizia ANSA che è stata diramata e che riguarda la conferma
da parte della Regione di partecipare alla gara per l'acquisto
della società Tirrenia e della collegata Siremar. E' notizia di
qualche minuto fa che le manifestazioni di interesse, che erano
state sedici, si sono ridotte a otto, e tra queste rimane valida
quella della Mediterranea Holding, di cui fa parte la Regione
Sicilia.
Allora, visto che si parla di entrate, visto che sulla spesa non
c'è nessuna voce che riguarda un impegno così importante - faccio
presente che si parla di un miliardo di euro -, mi chiedo, rispetto
alle entrate, quali siano queste entrate, quale sia questo gettito
che possa permettere la partecipazione ad una manifestazione di
interesse, nonché poi al successivo bando di gara per acquistare la
Tirrenia perché nelle entrate non ho visto nessuna voce né tanto
meno nelle spese.
Nonostante, quindi, ci sia la partecipazione ad una gara - o, per
lo meno, alla fase che precede - non riesco a darmi una spiegazione
e, quindi, desidero delle delucidazioni da parte del Governo per
capire.
Rispetto alla questione dei sottotetti, devo dire, Assessore, che
ricordo bene che quella notte, in Commissione Bilancio, la norma
sui sottotetti era stata approvata, ma oggi non la vedo più nel
testo della finanziaria. Sicuramente, come diceva l'onorevole
Beninati, avrebbe prodotto delle entrate per la Regione. Ecco che
adesso il Governo ci annuncia che sarebbe stata ripresentata.
Mi chiedo: il Governo, quando ha dato parere favorevole per
l'approvazione di quella norma, non si è stupito del fatto che
oggi, all'interno dell'articolo 471 bis, la norma non è presente?
Infine, vorrei chiedere pure con quale politica miope il Governo
si sia opposto alla stabilizzazione del personale che si occupa di
V.I.A. V.A.S., ossia quell'ufficio che permette alla Regione di
ottenere circa un miliardo e trecentomilioni di euro nel solo anno
2009, lavoro che viene svolto da questi lavoratori. Ci troviamo
nella condizione che, da quel che ci è stato detto, questo sarà
l'ultimo rinnovo che verrà fatto a questi lavoratori i quali, oggi,
in quarantasette, assicurano alla Regione la possibilità di dare le
autorizzazioni V.I.A. V.A.S. che alla Regione stessa procurano
entrate pari a un miliardo e trecentomilioni di euro.
Allora, mi chiedo come il Governo possa stabilire che questi
lavoratori non dovranno rimanere in servizio e quindi dovrà
formare nuovi soggetti che si occuperanno di queste delicatissime
pratiche e dopo ancora prevedere che nel bilancio ci sia questa
entrata.
Rispetto a questi quesiti gradirei che il Governo potesse fare
chiarezza.
PRESIDENTE. Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata -
Avanzo finanziario presunto.
Onorevoli colleghi, avverto che si procederà a votare le UPB
dell'Entrata secondo le Amministrazioni competenti ed il titolo.
Si passa all'Economia - Entrate correnti, in conto capitale e per
accensione di prestiti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
MANCUSO. E l'IRAP? Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per non alterare l'andamento dei
lavori, avevo prima annunciato che, a norma di Regolamento, si può
intervenire solo una volta su ogni singolo articolo e ho dato a
tutti la possibilità di intervenire per illustrare l'articolo 1,
anche a tempo scaduto.
Ora stiamo votando una parte dell'articolo. Quando ci sarà il voto
sugli articoli, onorevole Mancuso, lei avrà modo e tempo di fare le
dichiarazioni di voto sull'articolo.
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Romano è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei vuole costringere questo
Parlamento a violare il Regolamento. Io chiederò al presidente del
Gruppo parlamentare a cui appartengo di fare convocare ora la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per vedere queste
regole che lei pone su argomenti importantissimi, sulle entrate di
questa Regione, che ne ha poche, prima che si chiuda una UPB
importantissima, quella relativa all'IRAP, su cui il Governo si era
impegnato in Commissione ad istituire l'Ufficio speciale per
monitorare le entrate dell'IRAP, diventata regionale, perché quello
che é scritto in bilancio non corrisponde neanche al 40 per cento
del gettito IRAP dei professionisti e delle imprese iscritto nella
Regione siciliana L'evasione è totale
Eppure il Governo, dopo l'impegno preso con i parlamentari della
Commissione, ne ha fatto non dico carta straccia, non gliene frega
nulla delle entrate vere.
Lo sa quali sono le entrate vere, Presidente della Regione? Sono i
cinque milioni di euro dell'IRPEF, i due milioni di euro dell'IVA e
poi l'IRAP, scritta per somme completamente lontane dalla realtà, e
il Governo non fa nulla. Lei ha fatto votare un articolo che fa
perdere almeno un milione di euro alla Regione siciliana, e non ha
detto nulla, completamente niente
Se questo è il modo in cui volete portare avanti la discussione
con la collaborazione del Parlamento perché avete premura, fate. Vi
dovete rendere conto però che il danno che state producendo, a
cominciare dalle entrate, è enorme.
Dov'è l'Ufficio speciale, assessore Cimino, che tanto aveva
decantato in Commissione, che doveva servire a monitorare gli
iscritti con quella che era l'entrata? Dov'è l'Ufficio speciale che
serve all'entrata della Regione - ne parleremo nel prossimo
articolo per le entrate - per non caricare ogni siciliano, anche il
più poveretto, con le tasse automobilistiche?
Da un lato, tasse automobilistiche per tutti, le mani in tasca a
tutti. Quando si tratta di monitorare l'IRAP, invece, neanche una
parola; soprattutto da chi dice che difende i siciliani, da chi ha
fatto le guerre in quest'Assemblea per anni - io ci sono da qualche
anno, da dieci anni -, le guerre di traverso. Neanche una parola,
neanche una parola
Un miliardo di euro non iscritto nel bilancio, poi saranno
sopravvenienze, saranno tutto quello che vogliamo; ma ritengo che
questa sia una pagina non nera, nerissima.
Iniziamo una lettura del bilancio e una votazione assurda.
Signor Presidente, intanto lei mi ha impedito di fare una
dichiarazione di voto su una UPB importantissima che fa perdere
alla Regione l'iscrizione in quel capitolo di un miliardo di
entrata. Un miliardo Se lei vuole continuare così, io sono ben
disposto ad essere molto puntuale a quello che lei oggi sta
forzando e non ne comprendo le ragioni, non ne comprendo le
ragioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se voi ritenete che vi siano le
condizioni per esaminare i documenti finanziari e andare avanti,
questa Presidenza cercherà di agevolare il percorso per andare
avanti. Se, invece, ritenete che queste condizioni non ci siano,
potete chiedere di convocare la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per stabilire tempi, modalità e consentire
anche alla Presidenza di atteggiarsi sul contingentamento dei
tempi, su come procedere, anche perché il lavoro che abbiamo
davanti non è un lavoro di qualche giorno, dato che sono stati
presentati moltissimi emendamenti.
Purtroppo, non per colpa di questa Presidenza e neppure per colpa
del Parlamento, siamo arrivati agli ultimi giorni per esaminare la
finanziaria e il bilancio e credo che sia interesse di tutti
arrivare alla fine approvando bilancio e finanziaria.
Sarebbe opportuno anche ascoltare il Governo rispetto alle cose
che sono state dette.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulle questioni
regolamentari il Governo purtroppo non ha titolo. La questione è
diversa ed è anche delicata perché si fa appello all'articolo
PRESIDENTE. Ascoltare il Governo sulle domande poste non dal punto
di vista regolamentare.
DE LUCA. Chiedo venia, signor Presidente. Per quanto riguarda la
questione che lei, già per la seconda volta, ha ribadito e che, per
quanto mi riguarda, secondo la mia breve esperienza in questo
Parlamento, è stata sollevata soltanto in occasione del disegno di
legge di riforma degli ATO rifiuti, finora non avevo mai sentito da
questa Presidenza una limitazione connessa al numero di emendamenti
che fanno riferimento ad un unico articolo.
Mai, in questi tre anni, io ho sentito tale limitazione nei
confronti di nessuno, di maggioranza e di opposizione. Anzi, ho
notato, da questo punto di vista, che per prassi si è dato
ampiamente e legittimamente spazio a coloro che erano intervenuti
su ogni singola virgola, perché, per quanto riguarda alcune norme
di questa finanziaria, signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
a tutti gli effetti delle leggi e sui commi di quelle norme, che
sono importanti, il Parlamento si deve esprimere e, per quanto mi
riguarda, intendo esprimermi.
Per riguarda l'interpretazione restrittiva dell'articolo 103,
comma 6, tanto per cominciare a chiamare le cose con nome e
cognome, è meglio trovare un compromesso perché il comma è scritto
male e, da questo punto di vista, l'interpretazione che gli Uffici
o la Presidenza danno della possibilità di intervenire una sola
volta sul singolo articolo è contro la prassi di quest'Aula, non
si è mai applicata in questi termini, e c'è anche una inesattezza
perché la norma regolamentare prevede comunque dieci minuti per
ogni singolo intervento.
Allora, signor Presidente, cerchiamo di trovare una linea chiara
perché, se volete limitare il dibattito, allora dovrei cominciare a
chiedere di verificare il numero legale in questo momento.
Se la vogliamo mettere sul piano dell'ostruzionismo, allora dovrei
chiedere di verificare il numero legale in questo momento.
Ma non è mia intenzione portare avanti una battaglia
ostruzionistica e lo dimostro in questo momento non chiedendo la
verifica del numero legale - ma lo si potrebbe chiedere perché in
questa Aula ci saranno, purtroppo, dovrei aggiungere in modo non
tanto degno, più o meno trenta parlamentari. Non chiedo la verifica
del numero legale, signor Presidente ma chiedo che le mie
prerogative di parlamentare vengano rispettate. Non consento a
nessuno e a nessuna interpretazione restrittiva del Regolamento di
mettermi il bavaglio su questioni importanti.
E, allora, prima che la situazione degeneri, la invito, signor
Presidente, a convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e a stabilire una linea onde evitare che diventi uno
scontro, che non è così per carità, tra chi parla e chi presiede.
Chiariamo una volta per tutte quali sono le regole per i nostri
interventi evitando, lo dico chiaramente, che si metta il bavaglio
sol perché ci sono migliaia di emendamenti. Quelle migliaia di
emendamenti, signor Presidente - e l'ho anche chiarito all'inizio
del mio intervento - sono una risposta alla sollecitazione del
Governo.
Vogliamo contribuire a riscrivere le riforme di questa Terra e
l'Assemblea deve essere messa nelle condizioni, deputato per
deputato, di poter scrivere un proprio pezzo di riforma di questa
Regione.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la ringrazio per il suo intervento.
Ma non è certo colpa di questa Presidenza se siamo al 26 di aprile
DE LUCA. Neanche dei singoli parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 470-470
bis-470 ter/A
PRESIDENTE. Non c'è dubbio che lei, onorevole De Luca,
correttamente avanzava la proposta di una sorta di gentlemen
agreement, come si dice in inglese, per cercare di arrivare a
raggiungere l'obiettivo e la sintesi, da un lato, di consentire un
dibattito consapevole da parte dei deputati ma anche, dall'altro
lato, di consentire alla Presidenza di portare correttamente
all'approvazione il bilancio e la finanziaria.
Ora, tenuto conto che solo per quanto riguarda il bilancio abbiamo
circa trecento emendamenti e tenuto conto, onorevole De Luca, che,
se dovessimo interpretare in maniera estensiva quello che invece
dispone il Regolamento e che per consuetudine si è fatto, e ha
ragione lei, in tempi normali, vuol dire che impiegheremmo cinque
giorni solo per discutere gli emendamenti al bilancio; dopodiché
abbiamo quattromilasettecento emendamenti alla finanziaria.
Allora, la Presidenza ritiene di dare la parola al Governo, perché
è giusto che il Governo risponda ai quesiti importanti che sono
stati posti e ai dubbi che sono stati avanzati, ed è dell'avviso di
concludere questa sera la parte relativa all'Entrata, dove non ci
sono emendamenti, e rinviare poi i lavori a domani mattina, alle
ore 10.00, per continuare l'esame del bilancio.
Se siamo d'accordo e se il Governo intende rispondere alle accuse
che sono state avanzate, io penso che l'Aula potrà essere d'accordo
su questa ipotesi di lavoro.
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, onorevole
Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, secondo me è necessario sicuramente riuscire ad
organizzare i lavori di quest'Assemblea proprio perché il tempo che
abbiamo è breve e il lavoro è notevole.
Qualcuno ha criticato alcuni errori o superficialità che sono
stati commessi nel lavoro della Commissione. Io considero che il
lavoro della Commissione sia stato un lavoro sicuramente pregevole
ma, probabilmente, si vi è stato qualche errore, è dovuto al
protrarsi dei tempi, al lavorare di notte per continuare l'indomani
mattina, non consentendo anche agli stessi Uffici la possibilità di
attenzionare bene le problematiche che erano state poste creando
qualche difficoltà.
Oggi, di fatto, il lavoro dell'Aula trova noi maggiormente
responsabili perché dall'esito di questo provvedimento si ha la
legge di bilancio e finanziaria e non vi è, quindi, l'appello
dell'Assemblea regionale come è per la Commissione Bilancio.
Quindi, è bene contingentare i tempi; è bene poter definire i
percorsi che vogliamo darci. Siamo soltanto nella fase di bilancio
e tra poco - spero già da domani - dovremmo poter esaminare i
singoli articoli della finanziaria.
Voglio tranquillizzare il collega Mancuso, così come ebbi a dire
già in Commissione Bilancio, che non è necessario un Ufficio
speciale per monitorare il gettito IRAP e, come ho avuto modo di
ribadire nel contratto che sarà sottoscritto con il direttore delle
Entrate, tra gli obiettivi che saranno dati, vi sarà proprio quello
di poter attivare un'azione di monitoraggio per il gettito IRAP,
così come lei stesso ha consigliato al Governo e che il Governo
vuole poter attuare nell'ambito della propria azione nel rapporto
diretto con il Dipartimento delle Finanze, senza alcuna necessità
di istituire un nuovo Ufficio speciale, cosa che - devo dire -
verrà fatta con estrema serenità anche perché la stima dell'IRAP ci
viene comunicata direttamente dai dati del Ministero.
PRESIDENTE. Ringraziamo l'assessore per la precisazione. E'
certamente importante la questione sollevata dall'onorevole Mancuso
e la risposta fornita dal Governo riguarda il fatto di monitorare
costantemente, dato che sarebbe grave se alla Regione venissero a
mancare delle cifre rilevanti nelle entrate di bilancio.
Onorevoli colleghi, come stabilito, continuiamo con le tabelle
relative ai singoli Dipartimenti.
Si passa alla Presidenza della Regione - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 1.2.1.4.1 alla UPB 1.5.2.6.2.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Attività produttive - Entrate correnti ed in conto
capitale: dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB 2.2.2.7.2.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa ai Beni culturali e identità siciliana - Entrate correnti
ed in conto capitale: dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.1.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa all'Energia e servizi di pubblica utilità - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 5.2.1.5.2 alla UPB
5.3.2.6.1.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Famiglia, politiche sociali e lavoro - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB
6.4.2.6.1.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Autonomie locali e funzione pubblica - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 7.2.1.4.1 alla UPB
7.3.2.7.2.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Infrastrutture e mobilità - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.1.4.2.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Istruzione e formazione professionale - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 9.2.1.4.1 alla UPB
9.2.2.6.2.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Risorse agricole ed alimentari - Entrate correnti ed
in conto capitale: dalla UPB 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.7.1.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Salute - Entrate correnti ed in conto capitale:
dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB 11.4.1.4.2.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa al Territorio ed ambiente - Entrate correnti ed in conto
capitale: dalla UPB 12.2.1.2.1 alla UPB 12.4.2.6.1.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa al Turismo, sport e spettacolo - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 13.2.1.4.1 alla UPB 13.2.2.6.1.
Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Pongo in votazione l'intera Tabella A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1 del disegno di legge, fatte salve
le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 27 aprile
2010, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012
(nn. 470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: onorevole Savona
Relatore di minoranza: onorevole D'Asero.
2) Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(nn. 471-471 bis/A) (Seguito).
Relatore di maggioranza: onorevole Savona
Relatore di minoranza: onorevole D'Asero.
La seduta è tolta alle ore 21.27
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli