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Resoconto d'Aula della Seduta n. 166 di lunedì 26 aprile 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   MINARDO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Arena, Cintola, Di Benedetto, Dina, Fiorenza e Speziale.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   MINARDO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   da dati della Corte dei conti si rileva che lo stato di attuazione
  di   importanti   opere  infrastrutturali  irrigue  nella   Regione
  siciliana, finanziate con intervento statale, langue;

   in particolare si rileva che:

   a) il progetto di irrigazione del consorzio bonifica di Trapani  -
  importo  finanziamento 6 milioni di euro del 2005 -  stato:  lavori
  non aggiudicati;

   b)  il  progetto  di irrigazione Belice-Garcia di Palermo  per  30
  milioni  di  euro - finanziamento del 2006 - stato:  in  attesa  di
  nuovo soggetto appaltante;

   c)  il  progetto di irrigazione Salso - Simeto di Siracusa  per  4
  milioni  di  euro - finanziamento del 2005 -stato: gara non  ancora
  bandita;

   d)  il progetto di irrigazione Dittaino - Ogliastro di Caltagirone
  finanziato  per  13  milioni di euro nel 2007 - stato:  lavori  non
  ancora aggiudicati;

   considerato che i dati sopra citati non sono esaustivi  e  che  in
  atto in un solo caso si sono riscontrati lavori in corso;

   ritenuto  urgente ed indifferibile avviare una azione di  verifica
  sulle  stazioni appaltanti stesse, ovvero i consorzi  di  bonifica,
  per analizzare i motivi che hanno portato a questo stato di cose;

   per  sapere se non ritengano, alla luce delle considerazioni sopra
  esposte,  di  avviare  un'urgente indagine conoscitiva  finalizzata
  alla  verifica  delle procedure adottate dagli stessi  consorzi  di
  bonifica  nell'emanare  i bandi per l'appalto  di  così  importanti
  opere  pubbliche  e  conseguentemente  adottare  provvedimenti  per
  l'immediato  avvio  dei  cantieri al fine di  non  pregiudicare  la
  stessa assegnazione dei fondi statali». (1160)

                                             TORREGROSSA-BOSCO-CORONA

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al suo turno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
                               siciliana
          per l'anno finanziario 2009 (Documento numero 136)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Rendiconto  delle  entrate  e delle spese dell'Assemblea  regionale
  siciliana per l'anno finanziario 2009 (Documento numero 136).
   Invito  il  deputato Questore e relatore, onorevole  Ardizzone,  a
  svolgere la relazione.

   ARDIZZONE,   deputato  questore  e  relatore.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, il Collegio dei Questori prima e il  Consiglio
  di Presidenza poi, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, hanno
  predisposto   il   rendiconto   delle   entrate   e   delle   spese
  dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2009,  un
  atto  propedeutico  peraltro  all'approvazione  del  bilancio   per
  l'esercizio finanziario 2010.
   La  struttura  del  rendiconto,  secondo  quanto  proprio  prevede
  l'articolo 27 del Regolamento di contabilità, pone a confronto ogni
  singolo  articolo  del  bilancio  preventivo  con  quanto  è  stato
  effettivamente incassato e speso nel corso del 2009.
   Il  risultato della gestione ha evidenziato un avanzo  finanziario
  di  oltre 4 milioni di euro, nel 2008 era stato invece di 3 milioni
  di  euro;  quindi,  possiamo ben dire che abbiamo  un  avanzo  poco
  inferiore   al  milione  di  euro  nel  rapporto  2008-2009.   Esso
  scaturisce da maggiori entrate per un 1 milione 281 euro  e  minori
  spese per 2 milioni 791 euro.
   Pertanto,  possiamo  anche dire che la tanto  biasimata  Assemblea
  regionale siciliana ha avuto la capacità, mi sia consentito di dire
  tra  virgolette, di produrre un avanzo di amministrazione  con  una
  maggiore entrata e una minore spesa.
   Signor  Presidente,  la  relazione è a  disposizione  di  tutti  i
  parlamentari che ne vogliano prendere visione. Pertanto, mi rimetto
  al testo della relazione.

   PRESIDENTE.  Ringrazio il deputato Questore.  Dichiaro  aperta  la
  discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  del Documento contabile numero 136.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa e del Titolo I - Entrate
  effettive: capitoli I e II.

   Li pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal  III
  all'VIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa alla Spesa.
   Si  dà lettura del Titolo I - Spese effettive: capitoli dal  I  al
  XVIII.
   Li  pongo   congiuntamente in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono  approvati)

   Si dà lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal XIX al
  XXIV.
   Li  pongo   congiuntamente in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono  approvati)

   Si dà lettura dell'allegato A - Situazione di cassa al 31 dicembre
  2009 "Conto Generale".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà   lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo
  di esercizio 2009.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
  del  fondo  di  riserva  per l'integrazione degli  stanziamenti  di
  bilancio.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura dell'allegato D - Prospetto delle variazioni  agli
  stanziamenti di bilancio.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal  fondo
  di riserva.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà   lettura  dell'allegato F - Prospetto del versamento delle
  economie di spesa al Fondo di previdenza per il personale dell'ARS.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà   lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale - Situazione
  al 31 dicembre 2009.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà   lettura  dell'allegato H - Fondo di solidarietà  fra  gli
  onorevoli deputati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si  dà lettura dell'allegato I - Rendiconto gestione economo. Anno
  2009.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  dell'allegato L -  Fondo  di  previdenza  per  il
  personale dell'ARS
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'intero Documento numero 136.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   «Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
         per l'anno finanziario 2010»  (Documento numero 137)

   PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: «Progetto
  di  bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per  l'anno
  finanziario 2010» (Documento numero 137).
   Invito  il  deputato questore e relatore, onorevole  Ardizzone,  a
  svolgere la relazione.

   ARDIZZONE, deputato questore e relatore. Mi rimetto al testo della
  relazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame del Documento contabile numero 137.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.

   Si dà lettura del Fondo iniziale di cassa.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole rimanga seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione. Chi è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Partite di giro: capitoli dal  III
  all'VIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione. Chi è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa alla Spesa.
   Si  dà  lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal  I  al
  XVIII.
   Li  pongo  congiuntamente  in votazione. Chi è favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà  lettura del Titolo II - Spese in conto capitale:  capitoli
  dal XIX al XXII.
   Li  pongo  in  votazione. Chi è favorevole rimanga seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal XXIII
  al XXVIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione. Chi è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  passa  al  preventivo per il triennio 2009-2011  e  se  ne  dà
  lettura insieme agli annessi allegati.
   Pongo   in  votazione  l'intero  Documento  137  con  gli  annessi
  allegati.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
   bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
  ter/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
                            (471-471 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione  dei  disegni  di  legge  «Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario  2010  e
  bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (nn. 470-470 bis-470
  ter/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
  (nn. 471-471 bis/A).
   Relatore  di maggioranza: onorevole Savona; relatore di minoranza:
  onorevole D'Asero.
   Invito  i  componenti la Commissione Bilancio a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, avverto che l'ordine di esame e di  votazione
  dei  singoli articoli del bilancio a legislazione vigente  e  della
  legge  finanziaria  avverrà  così come previsto  dall'articolo  121
  sexies  del Regolamento interno, procedendo nell'ordine con l'esame
  degli  articoli e delle tabelle del disegno di legge  di  bilancio,
  esame  che  verrà  sospeso  prima della sua  votazione  finale  per
  passare  agli  articoli  e  alle  tabelle  del  disegno  di   legge
  finanziaria ed alla sua votazione finale.
   Approvato  il  disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà  sospesa
  per  consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni  al
  bilancio  conseguente all'approvazione della legge  finanziaria  ed
  alla  Commissione Bilancio di esprimere sulla stessa il  parere  di
  cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno.
   Si  procederà, quindi, alla votazione della nota di variazioni  ed
  alla  votazione  finale  della legge di bilancio,  come  modificata
  dalla nota di variazioni.
   Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione degli
  emendamenti,  la Presidenza avverte che, oltre che le  disposizioni
  generali  del Regolamento interno che disciplinano la materia,  gli
  emendamenti  al  bilancio ed alla finanziaria  devono  osservare  i
  limiti  di contenuto previsti dalla legge e dal Regolamento interno
  e,  per  quelli  che  prevedono maggiori spese,  devono  recare  la
  necessaria compensazione.
   Nel  valutare  la compensatività degli emendamenti, la  Presidenza
  considererà inammissibili gli emendamenti:
   a) privi di compensazione;
   b)  la  cui  compensazione,  in base  agli  elementi  disponibili,
  risulti insufficiente;
   c)   recanti  compensazioni  manifestamente  inidonee  sul   piano
  formale;
   d) recanti compensazioni tra variazioni delle tabelle del bilancio
  e delle tabelle della finanziaria.
   Spetta,  invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi  di
  informazione  che  dimostrino  la  eventuale  inadeguatezza   delle
  modalità  di compensazione previste dall'emendamento. In tali  casi
  l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
  eventualmente forniti dal Governo.
   La  Presidenza avverte, altresì, che gli emendamenti al disegno di
  legge  di bilancio che riguardino le tabelle devono essere riferiti
  alle  unità  previsionali di base. Nel caso in cui  un  emendamento
  contenga il riferimento, oltre che all'unità previsionale, anche ad
  uno  o più capitoli contenuti all'interno di questa, il riferimento
  ad essi deve intendersi sostanzialmente come non apposto.
   Ricordo  che  era  stato  approvato il passaggio  all'esame  degli
  articoli nella seduta precedente e che era stato stabilito  che  la
  discussione generale si sarebbe svolta all'articolo 1.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo in una
  situazione analoga a quella  di sabato mattina: i componenti  della
  Commissione  non  sono  ancora  in possesso  degli  emendamenti  al
  disegno  di  legge  di bilancio. Prima di iniziare  la  discussione
  generale,  mi  sembra  opportuno che  i  membri  della  Commissione
  abbiano il tempo di visionare gli emendamenti presentati da tutti i
  colleghi  che, per altro, non sono pochi. Pertanto, per  l'ennesima
  volta,  suggerisco di dare un po' di tempo in più agli  Uffici  per
  fare  stampare le copie degli emendamenti. Non si capisce  dove  si
  voglia arrivare con questa corsa frenata.
   Signor  Presidente, chiedo cortesemente di mettere i  parlamentari
  nelle  condizioni  minime  di poter intervenire  nella  discussione
  generale e poter comprendere la portata degli emendamenti.  Fino  a
  questo  momento non c'è una copia degli emendamenti e, anche quando
  ci  venisse consegnata tra qualche minuto, la inviterei a darci  il
  tempo necessario per una rapida lettura di ciò che si prevede e  di
  ciò che questa Assemblea è chiamata poi a votare.
   Per  l'ennesima volta, mi dispiace ripeterlo, sabato  avevamo  già
  detto  che martedì sarebbe stato un giorno migliore per tutti,  sia
  per gli uffici che per i parlamentari.
   Quanto le chiedo, signor Presidente, è al fine di potere espletare
  il nostro mandato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che  gli  emendamenti  al
  bilancio  a legislazione vigente sono in distribuzione e  sono  già
  collazionati.
   E'  giusto e convengo con lei, onorevole Mancuso, sul fatto che  i
  deputati  devono essere messi in condizione di avere un  minimo  di
  tempo  indispensabile  per  rendersi conto  degli  emendamenti  che
  saranno  esaminati da questa Aula. Ma direi che se il blocco  degli
  emendamenti venisse distribuito subito, poiché i primi articoli non
  presentano  grandi  emendamenti, si potrebbe  iniziare  con  questi
  primi  articoli  e  dare  così il tempo  ai  deputati  di  prendere
  cognizione.
   Non  c'è  dubbio che lei, onorevole Mancuso, ha ragione,  e  nella
  parte  più  corposa,  quella  che  riguarda  gli  emendamenti  alla
  finanziaria, gli uffici dovranno avere il tempo di collazionarli  e
  farli  distribuire e i deputati dovranno avere il tempo necessario,
  su  quegli emendamenti, per prendere esatta cognizione di  ciò  che
  andranno a votare.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  sia
  giusto  quanto  ha sostenuto l'onorevole Mancuso,  e  non  per  una
  questione di campanilismo.
   Io ricevo in questo momento la copia degli emendamenti al bilancio
  e,  intanto, dovrò capire se quelli che ho presentato si trovano in
  questo  blocco.  Ho  il diritto di capire dove si  trovano  i  miei
  emendamenti ed ho bisogno di tempo per leggere questo malloppo.
   E' un diritto che credo sia giusto non solo per me, ma anche per i
  miei colleghi. Qualcuno di loro sarà disinteressato al problema, ma
  credo  che  ogni deputato debba essere fornito di questo documento.
  Al  momento,  non  ho  ancora  avuto il  tempo  di  leggere  questo
  documento;  è  talmente caldo che non riesco neanche a  tenerlo  in
  mano.
   Signor  Presidente, credo che sia legittima la  mia  richiesta  di
  valutare gli emendamenti prima di cominciarne l'esame, di  avere  a
  disposizione dieci o quindici minuti per capire se gli  emendamenti
  che ho depositato sono contenuti in questo documento.
   Infatti,  la  volta  scorsa  ho  partecipato  ad  una  seduta   di
  Commissione  per seguire i lavori e, ahimè, alcuni miei emendamenti
  non  sono  arrivati,  non per colpa della Commissione,  forse  sarà
  stata colpa dei miei uffici, per cui ho bisogno di dieci minuti  di
  tempo per leggere le carte.
   Credo che questa mia richiesta valga per tutti i deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Presidenza  è  dell'avviso  di
  esaminare  l'articolo 1, sul quale non ci sono emendamenti  e  dopo
  sospendere mezz'ora.
   Ricordo  che  abbiamo  dei  tempi  da  rispettare.  La  Presidenza
  conviene  sul  fatto  che  i deputati debbano  essere  messi  nella
  condizione minima di avere cognizione del blocco degli emendamenti,
  né  del resto possiamo dare colpa agli uffici, anzi voglio fare  un
  elogio  agli  uffici  per  la mole di emendamenti  che  sono  stati
  presentati e che sono riusciti a portare in Aula collazionati.
   Pertanto, non essendo stati presentati emendamenti all'articolo 1,
  lo  esaminiamo  e  votiamo,  dopodiché  sospendiamo  per  mezz'ora,
  quaranta  minuti,  il tempo necessario per consentire  a  tutti  di
  prendere cognizione degli emendamenti, e poi si inizierà.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  ricevuto
  cinque  minuti  fa  gli emendamenti e, come  ha  detto  il  collega
  Beninati, i fogli sono ancora caldi.
   Signor  Presidente, sono un deputato che non ha  partecipato  alle
  sedute  della  Commissione  Bilancio come i colleghi che  mi  hanno
  preceduto.
   Mi  rendo conto che c'é la necessità di accelerare, però credo che
  il vero problema non sia di rinviare o di sospendere dieci minuti o
  mezz'ora, in quanto devo essere messo nelle condizioni, devo  avere
  la   possibilità   di  andarmi  a  guardare  il  bilancio,   signor
  Presidente.
   Io  credo che mezz'ora sia un lasso di tempo troppo breve e  credo
  che  lei,  signor  Presidente, debba valutare l'opportunità  e,  se
  l'onorevole  Mancuso  che ha partecipato a tutte  le  sedute  della
  Commissione Bilancio ha questa esigenza, immaginiamo quale esigenza
  possa  avere un collega, come me, che non ha partecipato  a  quelle
  sedute. Quindi, insisto nella mia richiesta.
   E'  chiaro che lei, signor Presidente, si determinerà come riterrà
  opportuno, ma credo che la mia richiesta sia legittima e che  tanti
  altri colleghi la avanzeranno.
   Pertanto, signor Presidente, la invito a prendere una posizione in
  tal senso.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, anche se è  già  intervenuto,  la
  ascoltiamo con piacere. Ha facoltà di parlare.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per  la
  seconda  volta  perché  la  prima  volta  non  sono  stato   felice
  nell'esposizione. Vorrei parlare piano perché la  voce  ci  servirà
  per queste notti che dovremo affrontare; sarà una lunga maratona e,
  quindi, conservare ora la voce significa poterla usare meglio dopo.
   Sabato scorso la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  ha   stabilito   che  la  discussione  generale   veniva   rinviata
  all'articolo  1, prima della sua votazione. Io le ho chiesto  tempo
  soltanto  perché  gli  avvenimenti che  sabato  scorso  sono  stati
  stigmatizzati in quest'Aula e diversi interventi di colleghi  hanno
  fatto  sì che ogni parlamentare potesse approfondire lo studio  sia
  del   bilancio   che  della  finanziaria  affinché,  leggendo   gli
  emendamenti   prima  di  passare  all'articolo  1,  la  discussione
  generale  sul  testo  potesse essere consona  e  congrua  a  quanto
  emendato dai colleghi.
   Questa  era  la  motivazione  che  le  rappresentavo,  e  non  una
  motivazione che riguardava il singolo  emendamento di ogni  singola
  rubrica, che è ben poca cosa. Faccio un esempio: abbiamo presentato
  al  bilancio circa 150 emendamenti che sopprimono la spesa corrente
  per  160  milioni di euro e si tratta di consulenze, si  tratta  di
  incarichi, si tratta di sperpero di denaro per 160 milioni di euro.
   Quindi  vorremmo  capire  se,  dopo la  discussione  generale,  il
  Governo   ritiene  di  confermare  gli  emendamenti   che   abbiamo
  presentato  per  non buttare il denaro pubblico, oppure ritiene  di
  confermarne alcuni perché c'è una motivazione e ritirarne altri.
   Se  così non fosse, se cioè la scelta della Presidenza sarà quella
  di andare avanti per forza, andiamo avanti per forza. Però, ripeto,
  i  parlamentari non sono messi nelle condizioni di poter  fare  una
  discussione  generale di confronto con il Governo, perché  ciò  che
  c'è  all'interno del bilancio, signor Presidente -  l'ho  studiato,
  non  dico  attentamente, ma forse qualcosa in più  -,  lo  sperpero
  delle  spese correnti in quel bilancio è da rabbrividire e, quindi,
  vorremmo capire se il Governo conferma questa linea.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, la  Presidenza  si  è  già  detta
  disponibile a dare il tempo che ora stabiliremo perché  ci  sia  un
  approfondimento e una presa di visione da parte dei deputati  degli
  emendamenti presentati.
   Riguardo  alla discussione generale ed alle questioni che  lei  ha
  posto,  certamente  condivisibili, se nella  seduta  di  sabato  la
  discussione   generale,  mi  pare  di  capire,  è  stata   spostata
  all'articolo 1, è ovvio che si farà e i capigruppo o i colleghi che
  vorranno intervenire nella discussione generale avranno facoltà  di
  farlo  ed ovviamente il Governo sarà tenuto a dare una risposta  ai
  quesiti  che  eventualmente verranno posti da  parte  dei  colleghi
  intervenuti in sede di discussione generale.
   Per  quanto riguarda l'approfondimento da parte dei deputati e  il
  potere  prendere visione degli emendamenti presentati,  considerato
  che  sono  le  ore 17.15, diamo tempo fino alle 18.30 per  prendere
  visione degli emendamenti presentati, dopodiché si torna in Aula.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  molto
  velocemente,  a  nome del mio Gruppo vorrei intanto  sgomberare  il
  campo  dal  semplice  pensiero  che qualcuno  metta  in  dubbio  la
  bravura,  la  velocità, la competenza degli Uffici che hanno  fatto
  più  del  loro  dovere. Quindi, questo come primo punto  fermo  per
  ieri, per oggi e per domani.
   Poi,  signor  Presidente, nessuno vuole mettere in difficoltà  lei
  che sta gestendo l'Aula in un momento così delicato e così critico,
  ed   è  per  questo  che  io  chiedo  invece  ai  capigruppo  della
  maggioranza, ai capogruppo di PDL Sicilia, MPA e PD di  intervenire
  per  chiedere  loro  la sospensione dei lavori  perché  sono  stati
  presentati  al  disegno di legge di bilancio ben  314  emendamenti.
  Poiché  questi emendamenti sono a disposizione dell'Aula  da  circa
  cinque  minuti,   invito  tutti  a  valutare  con  buon  senso   la
  possibilità  che  si  dedichi un minuto  per  la  lettura  di  ogni
  emendamento:  quindi  sono 314, togliamo i 14  emendamenti  che  ho
  firmato io, ne restato 300.
   Signor  Presidente, un minuto per 300 emendamenti ammonta a cinque
  ore,  se  vogliamo  leggerli; se vogliamo fare  finta  di  leggerli
  bastano cinque minuti.
   Però,  signor Presidente, onorevoli colleghi, cerchiamo di  essere
  seri.
   Io  mi  aspetto,  sotto  il profilo politico,  un  intervento  dei
  capigruppo di maggioranza, altrimenti devo cominciare a pensare che
  ci  volete  impedire anche solo di leggere gli emendamenti  e  devo
  cominciare  a pensare e a temere di trovare cose che è  meglio  non
  leggere
   Allora,   onde   evitare  questo,  vorrei  che  i  capigruppo   di
  maggioranza,  onorevoli Cracolici, Adamo e Musotto,  intervenissero
  facendo  voti presso la Presidenza per chiedere che ci sia data  la
  possibilità, quanto meno, di sapere che bilancio votiamo.

   PRESIDENTE. E l'onorevole Bonomo.

   CORDARO. E l'onorevole Bonomo, chiedo scusa, absit iniuria verbis.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  soltanto perché ho rappresentato già all'assessore  per
  l'economia  che forse c'è una discrepanza che sarebbe  il  caso  di
  attenzionare,  onde  evitare di correre ai ripari  successivamente.
  Riguarda la famosa tabella H, perché ci sono due vicende. Noi siamo
  stati forniti di un bilancio e di una finanziaria e in quest'ultima
  c'è  una  tabella  che  declina tutte  le  voci  della  tabella  H,
  individuate  e  specificate  nei vari capitoli  del  bilancio;  poi
  abbiamo,   invece,  le  voci  specifiche  del  bilancio  che   sono
  completamente differenti.
   Allora, delle due l'una: vorremmo capire se dobbiamo prestare fede
  alla  tabella  H  di  cui alla finanziaria o  alla  tabella  H  del
  bilancio.
   C'è  anche un'altra vicenda che mi dispiace dire, ma che è  giusto
  rappresentare.
   Signor Presidente, la vicenda è questa: mentre alcuni di noi hanno
  cercato  di  svolgere  il  proprio  compito  in  maniera  puntuale,
  attenendosi   al   dettato  e  agli  indirizzi   della   Presidenza
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  secondo  cui  non  bisognava
  presentare emendamenti di spesa - e così noi abbiamo fatto -, altri
  deputati   invece,   non  lo  hanno  fatto  e,   addirittura,   c'è
  un'anomalia,  c'è qualche emendamento che non solo è  di  spesa  ma
  introduce  pure  qualche associazione soppressa l'anno  scorso  dal
  Commissario dello Stato. Sicuramente si è trattato di una svista e,
  pertanto, invito, magari dopo, l'assessore a mettere mano a questo.
  Cerchiamo di regolarizzare, lo dico senza polemica.
   Però  è  giusto  fare un lavoro che abbia una  sua  razionalità  e
  coerenza  con  quello  che  è stato lo  spirito  che  ha  mosso  la
  Commissione Bilancio e i parlamentari stessi che, come me, pur  non
  essendo   componenti  di  quella  Commissione,  abbiamo  avuto   la
  pazienza,  il  dovere e anche l'interesse a partecipare  ai  lavori
  della Commissione stessa.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, cosa c'è  di  nuovo
  rispetto a quanto abbiamo fatto nei precedenti appuntamenti, quando
  abbiamo discusso bilancio e finanziaria?
   Pongo la questione, e anche se, ovviamente, capisco che non è  del
  tutto  corretto ciò che sto facendo, mi rispondo da solo: nulla  di
  nuovo rispetto a quanto abbiamo fatto nel corso di un decennio,  di
  un  ventennio. Però, obiettivamente, di nuovo c'è un aspetto, visto
  che stiamo facendo la discussione generale sul bilancio.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Oddo.  Mi scusi, lei sta  intervenendo
  sull'ordine dei lavori.
   La discussione generale si farà dopo.

   ODDO. Va bene. Allora approfitto, visto che il modello dell'ordine
  dei  lavori è stato utilizzato anche per parlare di ciò che c'è  in
  finanziaria, di ciò che c'è nel bilancio, e così via, devo dire che
  questo non è ordine dei lavori, signor Presidente.
   Quindi, partiamo da qui, altrimenti non ci comprendiamo.
   La  novità  che c'è, però, ed è una novità essenziale, è  che  sul
  bilancio  -  cosa mai avvenuta - sono stati presentati centinaia  e
  centinaia  di  emendamenti per fare in modo che  non  si  inizi  la
  discussione di merito sul bilancio. Questo io vedo di nuovo ed è un
  nuovo   modo,  evidentemente,  per  attrezzare  le  politiche   che
  ritengono  giuste - per carità, io le rispetto - quei colleghi  che
  hanno  sollevato  la questione che su centinaia di  emendamenti  al
  bilancio bisogna spendere qualche minuto.
   Signor   Presidente,   devo   dire   che,   effettivamente,   sono
  complicatissimi  e richiedono un approfondimento  molto,  ma  molto
  lungo,  inoltre  richiedono un approfondimento  con  un  consulente
  giuridico  accanto perché ve ne sono 250-300 circa  che  mirano  al
  corpo  legislativo del bilancio, di come è strutturato il bilancio,
  levando da un capitolo per mettere in un altro capitolo.
   Quindi  bisognerebbe,  anche da questo punto  di  vista,  fare  un
  seminario  di  studi  per capire realmente come questi  emendamenti
  sono  strutturati  perché,  guardate, sono  veramente  impegnativi.
  Personalmente li ho guardati, certo trenta secondi  e  non  di  più
  sicuramente, come dice l'onorevole Beninati, e devo dire  che  sono
  veramente  impegnativi.  Io non ci ho capito  quasi  niente  perché
  hanno  segno  meno o segno più, e a mio avviso sarebbe un  problema
  serio continuare stasera con la discussione di merito sul bilancio.
   Signor   Presidente,  ritengo  opportuno,  quindi,   rinviare   la
  discussione di due giorni, anzi di tre giorni, perché è giusto  che
  i colleghi che hanno sollevato la questione approfondiscano il meno
  e  il  più rispetto alle cifre in ballo, perché sono cifre  di  una
  dimensione  tale che fanno i conti con tutto quanto è accaduto  sul
  bilancio  di  questa Regione che, negli anni, ovviamente,  è  stato
  appesantito, è stato distrutto da chi ci ha preceduto e che ora  si
  cerca di riparare.
   Pertanto, signor Presidente, ci vuole un approfondimento di ore, e
  non,  come  lei dice, di tre quarti d'ora. Non si può fare  in  tre
  quarti  d'ora. Allora, capite queste cose? Ma chi si vuole prendere
  in  giro?  Si  vuole  realmente fare  ciò  che  la  Conferenza  dei
  capigruppo  ha stabilito e ciò che è stato stabilito in  quest'Aula
  sabato,  durante la seduta? Se non si vuole fare questo e si  viene
  meno,   invece,  a  quanto  stabilito  in  quella  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, mi permetto di  sottolineare,
  signor  Presidente,  che  bisogna riconvocare,  in  via  del  tutto
  eccezionale, la Conferenza e capire le ragioni così profonde  della
  complessità  di questi emendamenti che portano i colleghi  prima  a
  decidere  una cosa in Conferenza dei capigruppo e poi  a  chiederne
  un'altra  parlando sull'ordine dei lavori.  Altrimenti, è  evidente
  che  ci stiamo prendendo in giro. Ed io, signor Presidente, che  ho
  fatto un po' di opposizione nella mia vita ed ora la sto facendo in
  maniera diversa, convintamene

   GIANNI. Ah

   ODDO. Che c'è, onorevole Gianni? Beh, detto da lei lo accetto
   Signor Presidente, visto che c'è una Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari,  visto  che la Presidenza  non  considera  la
  Conferenza come qualcosa per passare il tempo, visto che  c'era  un
  percorso ben delineato e visto che sabato, presiedendo questa Aula,
  quel  percorso è stato da quest'Aula accettato senza alcun richiamo
  e  senza  alcun intervento sull'ordine dei lavori, ritengo che  sia
  opportuno,  in via del tutto eccezionale, riconvocare la Conferenza
  dei  capigruppo  per capire queste grandi questioni  sollevate  dai
  colleghi, che io rispetto tantissimo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, così come  avevo  anticipato,  la
  Presidenza  si determina nel modo seguente: si sospende  la  seduta
  fino  alle ore 18.30 per dare tempo ai colleghi di avere un  minimo
  di approfondimento sugli emendamenti.
   Dopodiché   daremo  tempo,  dalle  ore  18.30  fino  alle   20.00,
  contingentando   i   tempi  di  intervento   per   ciascun   Gruppo
  parlamentare, alla discussione generale unificata sui  due  disegni
  di  legge  così  come  recita  l'articolo  73  bis,  comma  3,  del
  Regolamento  interno  dell'Assemblea e con  i  seguenti  tempi:  21
  minuti  al  PD,  16 minuti e trenta secondi al PDL,  15  minuti  al
  Gruppo  Sicilia, 14 minuti e trenta secondi all'MPA,  13  minuti  e
  trenta secondi all'UDC e 9 minuti e trenta secondi al Gruppo Misto.
   Sospendo  la seduta avvertendo che riprenderà alle ore  18.30  per
  continuare con la discussione generale fino alle ore 20.00.

       (La seduta, sospesa alle 17.26, è ripresa alle ore 18.36)

   La seduta è ripresa


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Romano è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
   bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
  ter/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
                            (471-471 bis/A)

   Onorevoli  colleghi,  si  procede alla discussione  unificata  dei
  disegni  di  legge di bilancio e finanziaria. Come si  è  stabilito
  prima   della  sospensione,  abbiamo  contingentato  i   tempi   di
  intervento  che ogni Gruppo parlamentare ha a disposizione  per  la
  discussione generale e, ripeto, precisamente: 21 minuti per il  PD,
  16 minuti e 30 secondi per il PDL, 15 minuti per il Gruppo Sicilia,
  14 minuti e 30 secondi per l'MPA, 13 minuti e 30 secondi per l'UDC,
  9  minuti  e  30  secondi  per  il Gruppo  Misto.  Sono  aperte  le
  iscrizioni a parlare sulla discussione generale.
   Sospendo nuovamente la seduta.

       (La seduta, sospesa alle 18.38, è ripresa alle ore 18.40)

   La seduta è ripresa.

    Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 470-470
                             bis-470 ter/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sono imposta
  in  questo intervento di mantenere la calma, anche se non è  facile
  dopo  quanto è accaduto in questi giorni durante i lavori  svoltisi
  in Commissione Bilancio.
   Come  si  può mantenere la calma quando si hanno ancora  in  mente
  alcuni atteggiamenti, che sono discutibili dal punto di vista della
  buona  creanza, ma sicuramente lo sono dal punto di vista politico?
  E mi riferisco a quanto è accaduto in Commissione Bilancio
   Mi  rendo  perfettamente conto che la mia provvisoria appartenenza
  al  Gruppo  Misto, probabilmente, non mi regalerà  una  particolare
  solidarietà  da  parte  dell'Aula. Credo, però,  che  quanto  si  é
  consumato  in  Commissione  Bilancio -  soprattutto  quello  che  è
  avvenuto  dopo  e che io ho puntualmente denunciato attraverso  gli
  organi  di  stampa  e  che  l'onorevole  Cateno  De  Luca  ha   ben
  sottolineato  nella  precedente seduta  -  sia  qualcosa  che  vada
  etichettato come scandaloso.
   Anche  in questa sede, oggi, voglio ripetere quanto in effetti  ho
  avuto  modo  di  vedere  durante i lavori che  si  sono  tenuti  in
  Commissione Bilancio, ai quali ho partecipato - voglio precisarlo -
  in  quanto relatore del disegno di legge finanziaria, per la  parte
  riguardante la quarta Commissione.
   Credo che quanto è accaduto non possa avere una giustificazione e,
  sicuramente, deve essere condannato da chiunque abbia rispetto  del
  ruolo  dei gruppi e dei singoli parlamentari: testi che non vengono
  consegnati  in  tempo;  altri  che vengono  riprodotti  in  maniera
  difforme   rispetto  a  quanto  è  stato  concordato;  tempi   che,
  nonostante  per  intervento  del  Presidente  Cascio  siano   stati
  prorogati  di  qualche  ora, non hanno  concesso  a  tutti  noi  la
  possibilità  di esaminare in maniera puntuale un testo tanto  ricco
  di norme e complesso.
   E non credo che queste sviste - così sono state definite - possano
  essere addebitate agli Uffici, che anzi ringrazio per il lavoro che
  hanno  svolto  in maniera assolutamente puntuale e sicuramente  con
  grande spirito di abnegazione.
   Signor  Presidente,  anche se ho molto apprezzato  le  parole  del
  Presidente   Cascio   nella  scorsa  seduta,   il   quale   ci   ha
  tranquillizzato  circa  la  correttezza  delle  procedure,  ritengo
  opportuno  che  si  faccia chiarezza e chiedo  che  si  insedi  una
  Commissione parlamentare - se questa è prevista - perché si accerti
  la correttezza di quanto si è svolto in Commissione Bilancio.
   Ad  oggi,  il  testo che ci è stato consegnato per la  valutazione
  della    Finanziaria    contiene,   all'interno    della    tabella
  riepilogativa, degli importi afferibili a delle norme che oggi  non
  sono  più  presenti, sono sparite nonostante fossero state  votate;
  cosa  che  ricorda  bene  il Governo, così come  ricordano  bene  i
  componenti della Commissione.
   Devo confessare che qualche idea in merito a ciò che è accaduto io
  me  la sono fatta. E devo dire che è una finanziaria, un testo che,
  attraverso una fitta propaganda a più voci, quelle del PD e del PDL
  Sicilia, e quella del presidente Lombardo in particolare - il quale
  ha,  peraltro, già dato ampia dimostrazione a tutti noi e  a  buona
  parte   del   mondo  come  sia  abile  nel  fare  della  pubblicità
  ingannevole - oggi viene definito  riformatore  e di  rigore .
   In  realtà,  non è nient'altro che la sommatoria di  interventi  a
  pioggia,  se  non  clientelari,  che  sicuramente  non  traguardano
  l'obiettivo   del  risanamento  dei  conti  e  non   hanno   alcuna
  progettualità  se  non  quella di vivacchiare,  ricercando  costosi
  consensi  dai  singoli deputati, e questo credo  che  sia  il  modo
  peggiore  nel  quale potesse cominciare l'iter di  una  manovra  di
  bilancio e finanziaria.
   Tuttavia,  anche  se  consapevole di  parlare  in  questo  momento
  trovando  il consenso di pochi, o soltanto di coloro i quali  fanno
  opposizione  all'interno  di quest'Aula,  credo  che  io  non  farò
  mancare il mio contributo a rendere meno peggiore il testo che ci è
  stato   sottoposto,  proprio  perché  credo  che  bisogna   mettere
  effettivamente  fine a tanti sperperi e a tante spese  inutili  che
  sono  contenuti nel documento che ci apprestiamo a valutare, che  è
  appunto il bilancio.
   Ho presentato, insieme all'onorevole De Luca, diversi emendamenti,
  proprio nel tentativo di dare un contributo a questo testo.
   Credo   che,  rispetto  alle  problematiche  che  il  Governo   ha
  annunciato  di  voler affrontare, quasi nulla è  presente:  non  si
  parla  di  occupazione, di un'occupazione stabile, che  abbiamo  il
  dovere  di assicurare a tutti coloro che oggi chiedono un  riscatto
  economico e sociale.
   Quando  si parla di lotta per la legalità si parte dal lavoro,  il
  lavoro che riconosca, appunto, dignità a coloro i quali hanno avuto
  delle  difficoltà in passato. E io credo che quando ci si riferisce
  alla  lotta alla mafia, o alla lotta per la legalità, bisogna farlo
  con atti concreti, non soltanto con parole vuote che si riproducono
  e  vengono  ridette,  di  volta in volta, quando  avvengono  eventi
  deprecabili,  come  quello accaduto nei  giorni  scorsi  di  alcuni
  manifesti  che sono stati portati via durante la notte  dall'albero
   Falcone', qui a Palermo.
   Credo  che  non  siano soltanto quelli i momenti  in  cui  bisogna
  indignarsi,  ma bisogna operare affinché la legalità diventi  parte
  quotidiana del nostro vivere.
   E  questo  avviene  attraverso una politica  del  lavoro  e  della
  stabilizzazione che questo Governo oggi, con questo testo,  non  ha
  sicuramente affrontato.
   Altri  temi di grande importanza, rispetto alle problematiche  che
  riguardano  le  attività produttive, sono stati  tralasciati,  così
  come  tutta  un'altra serie di argomenti che sono stati volutamente
  lasciati  fuori da questo testo. Avrò modo, durante la  discussione
  della  finanziaria,  di  poterli  approfondire  ulteriormente,   ma
  ritengo  che  ci siano sicuramente dei momenti assolutamente  gravi
  che bisogna valutare.
   Ecco  perché, chiedo a lei, signor  Presidente, se il  Regolamento
  lo  prevede,  di valutare ciò che è accaduto in seconda Commissione
  perché  tutti i deputati abbiano la possibilità di avere  un  testo
  che  sia  stato votato, che piaccia o meno, ma che sia  conforme  e
  rispettoso   delle  regole,  perché  oggi  sulle  regole   dobbiamo
  ritenerci  tutti  garanti di un sistema che,  se  dovesse  saltare,
  salta  per  tutti  e  io credo che sia dovere di  questa  Aula  che
  vengano  rispettati  in  maniera pedissequa  il  Regolamento  e  lo
  Statuto.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, stia pur certa che la regolarità di
  quanto  è  accaduto  in Commissione Bilancio è assolutamente  fuori
  discussione. Comunque, la Presidenza, senza che vi sia  bisogno  di
  una  Commissione per verificare l'accaduto ma per  il  tramite  dei
  funzionari,  sta  verificando  se  ci  siano  delle  difformità   o
  discrasie e, nel caso in cui fossero riscontrate, la Presidenza  ha
  i poteri per intervenire.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  in  questa  discussione  generale unificata  con  riferimento  alla
  finanziaria  ma  anche  al  bilancio, nell'assenza  momentanea  del
  capogruppo,  onorevole  Maira,  che arriverà  fra  un'ora,  abbiamo
  stabilito  di  dividere  il  tempo  a  disposizione  previsto   dal
  Regolamento   con  l'onorevole  Gianni,  in  maniera  assolutamente
  rispettosa di quanto indicatoci dalla Presidenza.
   Mi  duole  che  non  sia  presente  il  Presidente  della  Regione
  onorevole Lombardo, perché la discussione della legge finanziaria è
  il   momento   fondamentale  dell'anno  politico  istituzionale   e
  gestionale di un'Assemblea come la nostra, di un Parlamento come il
  nostro.
   E  credo  che  questa sia l'ulteriore testimonianza di  quanto  al
  Presidente  Lombardo,  probabilmente,  poco  importi  anche  di  un
  momento  così  delicato e importante. Tuttavia, sono fiducioso  che
  l'assessore Leanza saprà riferirgli, più di altri, quali sono,  non
  gli  umori,  ma le idee dell'Aula e, soprattutto, di  quei  partiti
  dell'opposizione che, come l'UDC, nel lavoro di questa  finanziaria
  non  sono  stati  per nulla interpellati. Probabilmente  perché  le
  nostre  esigenze  e  le  nostre istanze, che  erano  nell'esclusivo
  interesse dei siciliani, non potevano trovare albergo nella  figura
  di  questo  Presidente della Regione, che dovrebbe  essere,  e  che
  vorrebbe essere, sintesi tra mondi contrapposti e diversi,  ma  che
  sintesi  non può essere perché, come ha dimostrato in questi  primi
  due anni di legislatura, egli è uomo di rottura e non di sintesi.
   Ma,  al di là di questo, noi avanziamo al Presidente Lombardo e  a
  questo  Governo  una  sfida  che è tutta  politica,  e  mi  rivolgo
  all'onorevole  Leanza  perché glielo  possa  riferire,  e  non  per
  offendere  il mio amico Cimino che è Vicepresidente della  Regione,
  ma  perché l'onorevole Leanza è collega di partito e  noi riteniamo
  il  presidente Lombardo più il capo di un partito che il presidente
  di questa Regione.
   Noi  apporteremo, o cercheremo di apportare, a questa finanziaria,
  tre  grandi modifiche: la prima riguarda le famiglie siciliane,  la
  seconda riguarda il lavoro e la terza riguarda l'impresa e il mondo
  dello  sviluppo. Il nostro, oggi, in questo istante,  non  può  che
  essere  un voto contrario al bilancio, non può che essere  un  voto
  contrario alla finanziaria.
   Qualora,  ad esempio, questo Governo, attraverso il suo  assessore
  per  l'economia,  potesse  spiegarci e poi  portare  all'attenzione
  dell'Aula  quell'emendamento che era la riedizione del  disegno  di
  legge per l'abbattimento dell'addizionale Irpef regionale in favore
  delle famiglie numerose, delle famiglie monoreddito, delle famiglie
  con  un reddito inferiore a 20.000 euro annui, che, inopinatamente,
  è  stato  bocciato dalla Commissione, probabilmente questo potrebbe
  essere un patto da siglare e un momento di svolta rispetto al fatto
  che  il nostro partito, l'UDC, non è contrario a questa finanziaria
  solo  perché  è  scritta  da Lombardo,  ma  è  contrario  a  questa
  finanziaria perché non ha tenuto in alcun conto quelle che sono  le
  esigenze  dei  siciliani.  Per prima, quella  che  ho  sottolineato
  all'Aula e al Governo.
   Altro  punto  fondamentale è che la gente, a cui tanto  spesso  il
  Presidente Lombardo si appella, la gente di Sicilia ci chiede che i
  precari vengano stabilizzati.
   Noi siamo fortemente convinti che questa finanziaria possa e debba
  mettere  la parola fine al precariato in Sicilia. La gente ci  dice
  che  il Presidente ha assunto degli impegni in tal senso e, allora,
  onori gli impegni assunti
   Noi  dell'UDC siamo pronti a votare una norma che stabilizzi tutti
  i  precari siciliani, compresi quegli ex PIP dell'emergenza Palermo
  che,  per  tanti giorni e tante notti, sono stati qui sotto;  ma  è
  necessario   che,   sotto  un  profilo  di  correttezza   politico-
  istituzionale, la proposta venga dal Governo, e noi saremo pronti a
  votarla. Ad oggi non c'è.
   In  terzo  luogo, e concludo, noi vogliamo che si investa  -  così
  come  abbiamo sentito da tante parti - sulla formazione dei  nostri
  giovani,  vogliamo  che  lo  sviluppo parta  dalla  possibilità  di
  indirizzare tutte le risorse esistenti nelle casse regionali, non a
  nuovo  precariato, perché così come vogliamo che  tutti  i  precari
  vengano  stabilizzati, siamo assolutamente contrari alla  creazione
  di nuovo precariato.
   Investite i soldi che ci sono nella formazione dei nostri giovani,
  teniamoli  in Sicilia, creiamo ragioni di sviluppo serio,  facciamo
  partire  un volano economico reale  E allora il nostro partito,  il
  nostro  gruppo  parlamentare oggi non può che prendere  atto  della
  disfatta di questo Governo che si è dovuto  sbracare  - lo dico tra
  virgolette  -  di  fronte alle tante richieste, le  più  disparate,
  arrivate  dalla destra e dalla sinistra di quello che un tempo  era
  l'arco  istituzionale. Ebbene, siccome una finanziaria così corposa
  non  l'ho  mai  vista,  onorevole Leanza  e  cari  amici,  o  siete
  veramente convinti che è l'ultima finanziaria della legislatura - e
  questo mi lascerebbe pensare un po' -, oppure devo comprendere  che
  in  questo nuovo corso dell'onorevole Lombardo, che in questo nuovo
  corso  di questa nuova maggioranza, l'assalto alla diligenza non  è
  più neanche da celare perché è evidente agli occhi dei Siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur dando atto alla
  Commissione  Bilancio  del lavoro svolto,  oggi  non  possiamo  non
  prendere  atto, invece, che su questo Governo, e non come  dice  il
  collega Cordaro, questo bilancio non è frutto della riflessione del
  Presidente  Lombardo, ma dell'onorevole  Cracolici  e  del  Partito
  Democratico.  Una  finanziaria  scritta  a  quattro  mani,  che  si
  nasconde  dietro delle false e finte riforme, che non ci  sono,  di
  fatto è il tentativo banale di tentare di portare a casa un po'  di
  cosettine per gli amici, come la tabella H, signor Presidente
   E'  un bilancio che, purtroppo, la dice lunga sull'incapacità  del
  Governo   di  programmazione  e  di  gestione  dell'emergenza   che
  attanaglia la Sicilia in questo momento. E qualunque economista  sa
  - e non io che sono un medico e so che, purtroppo, ci sono malattie
  che  vanno aggredite con terapie d'urto - che durante una  stagione
  di  depressione  economica  vanno  immesse  sul  mercato  tutte  le
  risorse.
   Signor Presidente, per la prima volta capita che la Calabria,  che
  è la regione più scadente d'Italia per capacità amministrativa e di
  spesa, ha speso il 26 per cento dei fondi europei, mentre la nostra
  Regione  ad  oggi ha speso il 2,5 per cento a fronte non  solo  dei
  problemi degli ex PIP di  Emergenza Palermo , ma dei dipendenti del
  CIAPI  e  di quanti altri negli enti locali aspettano una  risposta
  dal Governo.
   Prendiamo  atto che la luna di miele tra il governatore  Lombardo,
  la   CISL   e   Confindustria  è  finita   Finalmente    Finalmente
  Confindustria  e  CISL si sono resi conto che,  purtroppo,  non  si
  governa,  si  vive  alla  giornata, si naviga  a  vista,  si  tenta
  disperatamente  di  mettere pezze alle falle e  ai  buchi  prodotti
  dall'incapacità gestionale dello stesso Lombardo.
   Ora,  noi  avremmo voluto fare un sforzo, avremmo  voluto  votare;
  ancorché  il  bilancio  e la finanziaria siano  strumenti  politici
  avremmo  fatto lo sforzo, se fossero stati tenuti in considerazione
  i  settori trainanti e quelli di emergenza che in questo momento ci
  sono.
   Ma  qui  non si parla di lavoro, ci sono centinaia di imprese  che
  falliscono, e nessuna risposta; anzi, in bilancio sono stati  tolti
  dall'assessore Venturi, che vedo in Aula, 75 milioni di euro in due
  tornate, per essere spostati ad altre emergenze.
   Mentre, da un lato, si toglie all'industria, dall'altro invece  si
  vocifera  per  tentare di imbastire elementi di confusione  con  la
  Confindustria che grida al vento.
   Mentre, da un lato, la CISL continua a chiedere lavoro, dall'altro
  lato si continua ad avere disoccupazione.
   Signor Presidente, anche in tabella H ci sono più di 60 milioni di
  euro messi là.
   Ma,  assessore  per l'economia, lei che ha messo  tutto  quel  che
  passa per l'Assessorato dell'Economia, faccia passare anche questo,
  eviti  che  ci sia uno spreco ulteriore di quelle poche risorse  di
  cui  si  dispone,  perché veda, Assessore,  noi  sappiamo  leggere,
  sappiamo scrivere, sappiamo parlare, conosciamo i problemi e glieli
  vogliamo  suggerire ancorché ci troviamo di fronte ad una stranezza
  unica  nel suo genere. Noi, come partito dell'UDC, siamo contro  il
  bipolarismo,  abbiamo  accettato  che  c'è  una  legge   elettorale
  bipolare;  all'improvviso, l'onorevole Lombardo con quella   faccia
  di  Caltagirone'- non so se lo sa, a Caltagirone c'è  una  capacità
  particolare  di  formare  facce  di  stagno  -  dopo  essere  stato
  indicato,  voluto ed eletto da noi, è passato dal centro-destra  al
  centro-sinistra con l'indifferenza tipica del caltagironese,  senza
  offesa per gli abitanti di Caltagirone.
   Noi  non  siamo  preoccupati, ma la cosa  che  ci  ha  dato  molto
  fastidio  è questa disinvoltura con la quale aggredisce i  problemi
  di tutti i giorni. E' un'aggressione, non è un'attenzione.
   Non  c'è  il  tentativo  di  risolvere  i  problemi,  nemmeno   il
  tentativo. L'unico tentativo di Lombardo è quello di fare  contento
  l'onorevole  Cracolici  e il PD. E comprendiamo  anche  questo,  ci
  rendiamo conto che il PD è in difficoltà e non vogliamo mettere  il
  dito  nella piaga. Sappiamo che il PD non vuole andare in  campagna
  elettorale perché pensa di non riportare in Aula più della metà dei
  deputati che attualmente ha; lo sappiamo e comprendiamo.
   Però c'è un limite a tutto, onorevole Cimino, vicepresidente della
  regione  e  assessore  per  l'economia. Noi  comprendiamo  tutto  e
  vorremmo  tanto che lei e il Governo poteste comprendere i problemi
  di questa Regione e dei Siciliani.
   So  che  fino  ad  oggi  non ci avete nemmeno provato.  Provateci,
  almeno questo

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  sarò
  estremamente  sintetico anche perché dopo di me interverrà  il  mio
  capogruppo,  l'onorevole Leontini, al quale spetta  il  compito  di
  fare riflessioni più articolate.
   Sarò  estremamente sintetico, anche perché credo fermamente  nella
  virtù  della sintesi e nell'assoluta necessità di avviare  nel  più
  breve  tempo  possibile  un'articolata riflessione,  un  articolato
  confronto   sul   testo  degli  articoli  del  bilancio   e   della
  finanziaria. Un bilancio e una finanziaria che oggi sono affrontati
  da  questa  Assemblea  dopo quattro mesi di esercizio  provvisorio,
  cosa   certamente  non  auspicabile  all'interno  di  un   percorso
  governativo efficiente. Ne prendiamo atto.
   Un  bilancio e una finanziaria che sono predisposti in un contesto
  temporale   molto   particolare,  di  gravissima  crisi   economica
  congiunturale a livello internazionale e, quindi, anche  a  livello
  nazionale e regionale. Ne siamo perfettamente consapevoli.
   Tuttavia,  non  riusciamo  a capire - come  ha  detto  l'onorevole
  Leontini  in  conferenza  stampa  qualche  giorno  fa  -  come  sia
  possibile  immaginare un aumento delle entrate tributarie  del  2,9
  per  cento,  in assoluta difformità rispetto a quanto previsto  dal
  DPEF,  in  assoluta  difformità rispetto  a  qualsiasi  ragionevole
  previsione,  non  soltanto  di economisti,  ma  anche  di  semplici
  parlamentari.
   Ecco  perché  questo bilancio presenta, a nostro modo  di  vedere,
  alcuni elementi di dubbia veridicità che ci imporranno di ritornare
  fra  qualche mese in quest'Aula per predisporre un assestamento  di
  bilancio   che  andrà  a  rettificare  le  previsioni  di   entrate
  certamente non coerenti rispetto a quello che si realizzerà da  qui
  a qualche mese.
   In merito alla finanziaria io mi limiterò a fare alcune brevissime
  riflessioni.
   Credo  che  la  Commissione  Bilancio abbia  lavorato  con  grande
  tenacia,  con  grande  caparbietà e con il contributo  di  tutti  i
  gruppi  parlamentari, e credo che qualche elemento  importante  sia
  stato  individuato: penso al credito di imposta, fortemente  voluto
  dal  PDL, dall'onorevole D'Asero e, per onestà intellettuale, anche
  voluto  dal collega Lupo, e che credo possa costituire un  elemento
  significativo per favorire nuove assunzioni e per far  emergere  il
  lavoro  nero  all'interno della nostra regione. Ma è  assolutamente
  inspiegabile  l'esiguità dello stanziamento di 10 milioni  di  euro
  nel  2010, di 30 nel 2011 e nel 2012, aumentati grazie ad un'azione
  tenace del Gruppo parlamentare del PDL.
   Io  ho  condiviso, lo dico con grande sincerità, la riduzione  dei
  compensi  che sono stati individuati per i componenti degli  organi
  amministrativi degli enti in cui la Regione detiene quote sociali e
  anche degli organi di controllo e di vigilanza, e anche il percorso
  di  riduzione degli enti di sottogoverno per cui il PDL si è sempre
  battuto.
   Credo  che sia stato importante anche l'emendamento presentato  da
  tutto   il   Gruppo   parlamentare  del  PDL  per   un   contributo
  straordinario  di  15  milioni  di  euro  alle  università  statali
  siciliane,  che  viene  ad  essere  elargito  in  un  contesto   di
  gravissima  crisi  economica: 17 milioni di euro di  riduzione  nel
  2009 dei finanziamenti, il 20 per cento di ulteriore riduzione  nel
  2010.
   Il  PDL  ha  voluto fare una scelta di campo, molto coraggiosa,  a
  sostegno del sapere e della formazione in Sicilia.
   Vi  sono alcune oggettive anomalie, su cui ci confronteremo da qui
  a  breve,  e  l'onorevole Mancuso avrà il compito in tal  senso  di
  esternare  alcune  legittime perplessità. Ma  di  questo  parleremo
  successivamente.
   Altro   elemento   importante,  fortemente   voluto   dal   Gruppo
  parlamentare PDL, riguarda il finanziamento di un milione  e  mezzo
  di euro per la Scuola superiore di eccellenza di Catania, una delle
  pochissime  realtà in Italia, dopo la Scuola normale  di  Pisa,  il
  Sant'Anna  di Trieste, Pavia e Lecce, e che rischiava di  chiudere.
  Abbiamo  voluto dare un segnale lungo il percorso di formazione  di
  eccellenza che anche nella nostra regione si è individuato.
   Una  riflessione  articolata, e mi avvio alla  conclusione,  credo
  meriti  l'ennesimo  contributo straordinario  che  è  stato  invece
  richiesto dal Governo per la Fiera del Mediterraneo di Palermo,  di
  un  milione  di euro, e per l'ente Fiera di Messina,  di  350  mila
  euro.
   Caro  Assessore, io sono parlamentare dal 2006 e in questi quattro
  anni  ho  assistito  puntualmente,  in  sede  di  approvazione  del
  bilancio  e in sede di assestamento, a contributi straordinari  per
  una  struttura, come per esempio la Fiera del Mediterraneo che, pur
  essendo  chiusa da un paio d'anni e non svolgendo alcuna  attività,
  viene mantenuta attraverso i contributi.
   Credo  che  in  questo  senso  il  Governo  debba  necessariamente
  prendere  atto  del  fallimento di una stagione  che  ha  visto  la
  Regione   imprenditrice   per  avviare   un   serio   processo   di
  privatizzazione. Credo che tutto ciò sia imposto dai tempi e  credo
  che  sia davvero paradossale, nel momento in cui in tutto il mondo,
  e  anche  nel  nostro Paese, il sistema fieristico produce  indubbi
  benefici  economici  per il territorio su cui insiste,  ebbene,  in
  Sicilia  purtroppo  abbiamo puntualmente  assistito  a  deficit,  a
  perdite, a clientele.
   Stessa  riflessione  si deve fare sul sistema  termale  siciliano,
  sulle  terme  di  Sciacca e sulle terme di Acireale,  dove  bisogna
  avviare  un  serio processo di privatizzazione. Credo  che  ci  sia
  l'assoluta necessità di immaginare un nuovo percorso attraverso  la
  presentazione di un emendamento, predisposto dal collega D'Agostino
  e da me condiviso, che va in questa direzione, laddove in Italia si
  è  avviato un percorso di privatizzazione - penso a Sirmione, penso
  a Castrocaro -, si è invertita la rotta e si sono prodotti benefici
  enormi per il territorio.
   Ecco  perché,  e mi avvio alla conclusione, questa  finanziaria  e
  questo   bilancio  certamente  non  ci  soddisfano.  Bisogna   fare
  registrare   uno   slancio  maggiore  e  scelte   più   coraggiose,
  soprattutto a tutela del sistema economico siciliano.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, la collega Caronia  mi  ha  lasciato
  quattro  minuti,  quindi  spero di poter utilizzare  il  tempo  che
  gentilmente è stato da lei messo a disposizione del Gruppo Misto.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io  devo  ringraziare  il
  Presidente  Lombardo e la sua Giunta perché egli  ha  lanciato  una
  sfida a questo Parlamento che io ho colto in pieno e che esplicherò
  in  questi  giorni  secondo quelle che  sono  le  linee  che  avete
  ufficializzato   nel   provvedimento  che   avete   presentato   in
  Commissione  Bilancio  e  che, per molti aspetti,  già  evidenziano
  alcune  battaglie e anche delle sollecitazioni che io ho  fatto  in
  passato.
   Questa  sfida  il  sottoscritto l'accoglie, ma l'accoglie  con  la
  massima   trasparenza   volendo   sottolineare   alcune   questioni
  importanti  che riguardano il nostro territorio, che riguardano  la
  nostra  attività e riguardano anche le nostre azioni in Parlamento,
  che  in  questi  anni hanno, purtroppo, contribuito  a  mettere  in
  ginocchio il sistema.
   Io  chiedo  al  Governo  che in questa ottica  di  valutazione  si
  cominci a ridefinire meglio quello che è stato il contributo che  è
  uscito dalla Commissione Bilancio sul finanziamento del disegno  di
  legge   di  riforma degli ATO rifiuti, in quanto uno degli elementi
  sui  quali  questa Assemblea si è confrontata e  per  il  quale  il
  sottoscritto  ha  più volte, anche in modo acceso e  forse  qualche
  volta   esagerando,  portato avanti una battaglia  per  cercare  di
  evitare che i comuni dell'Isola vengano mandati in dissesto.
   La   previsione  che  esce  dalla  Commissione  Bilancio  non   ci
  accontenta,  Assessore,  e  ribadisco in  questa  sede  che  quella
  ipotesi  di  prestito  venga trasformata in contributo  perché  noi
  dobbiamo  anche  pensare  al sistema delle  autonomie  locali  come
  elemento  fondamentale  di sviluppo del nostro  territorio.  A  ciò
  voglio    aggiungere    alcuni    elementi    fondamentali    sulla
  razionalizzazione, anche se mi preoccupa, Assessore, e su questo io
  plaudo  alle  soluzioni  che avete cominciato  ad  evidenziare,  mi
  preoccupa che è stato ridotto di circa un miliardo di euro l'avanzo
  di  amministrazione rispetto all'anno scorso; mi preoccupa  che  ci
  sono alcune entrate in bilancio che voglio approfondire rispetto ad
  un  andamento dell'economia che certamente non mi fa rendere  conto
  ancora  di  alcune previsioni in entrata rispetto  a  un  andamento
  generale che non le giustifica.
   Su  questo  fronte io accolgo la sfida e voglio portarla  fino  in
  fondo   perché  non  mi  accontento  dei  provvedimenti  che  avete
  presentato in Commissione Bilancio.
   Sono  elementi di discontinuità su alcuni fronti e su quelli sfido
  ed  accetto  la  sfida, sfido il Governo ad andare fino  in  fondo,
  perché   mi  rendo  conto  di  quali  elementi  strutturali   vanno
  radicalmente  modificati. Ma in questa ottica il  Governo  non  può
  essere  sordo a quelle che sono, comunque, le debolezze del sistema
  del momento.
   Allora   in  questo  dobbiamo  essere  equilibrati.  Non  possiamo
  pensare,  come in qualche occasione ho visto, che il sistema  delle
  autonomie  locali sia nemico di questo Palazzo e, soprattutto,  non
  si può pensare che tutto ciò che si è fatto nelle autonomie locali,
  compresa la stabilizzazione dei dipendenti, che questi ultimi siano
  figli  di  un  dio  minore rispetto a coloro che prestano  servizio
  presso   la   Regione  siciliana.  Queste  differenziazioni,   cari
  colleghi,  sono già state perpetrate in passato, hanno  fatto  male
  anche  ad altri lavoratori che dignitosamente comunque prestano  la
  loro  attività  presso i comuni e non è possibile,  per  quanto  mi
  riguarda, che si consumi un ulteriore torto nei loro confronti.
   Pertanto   io   accetto  questa  sfida,  lo  dico  al  Parlamento,
  provvedimento  per  provvedimento   Utilizzerò  le  mie   legittime
  prerogative  di  parlamentare per andare fino  in  fondo  a  questo
  segnale  di cambiamento che avete voluto lanciare. Voglio  rendermi
  conto  se  è un segnale concreto, lo dico alla luce del sole  e  lo
  dico  con  chiarezza:  voglio capire se  dietro  certi  segnali  si
  nascondono,   invece,  atti  che  comunque   contrastano   con   le
  dichiarazioni palesate sui media.
   Assessore, lei ha parlato di emendamenti che vanno respinti perché
  puntano  ad assalire la diligenza, e io le dimostrerò qui  in  Aula
  che  alcuni  provvedimenti, anche se possono dare  questo  segnale,
  sono fondamentali intanto per dare una migliore copertura ad alcune
  previsioni  di  spesa e, soprattutto, per essere coerenti  con  gli
  annunci del Governo Lombardo.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poco  fa  il
  collega  Oddo  si  chiedeva  cosa  ci  fosse  di  nuovo  in  questo
  Parlamento  e  in  questa  atmosfera  che  caratterizza  le  nostre
  attività odierne. Era una domanda retorica per concludere  che  non
  c'è  nulla di nuovo e che si sta recitando un copione al  quale  il
  Parlamento è abituato da  molteplici precedenti occasioni.
   Io,  invece,  rispondo con precisione alla domanda  dell'onorevole
  Oddo.
   Come  fa l'onorevole Oddo a non tenere conto del fatto che è tutto
  nuovo, che è la prima volta che un bilancio viene presentato da una
  maggioranza  che  non è uscita dalle urne, che è presentato  da  un
  Governo che non è espressione di una maggioranza uscita dalle urne?
   I  bilanci  e le finanziarie li presentano i Governi usciti  dalle
  urne,  non le formazioni nuove alle quali il collega Oddo,  con  il
  suo  ruolo e con il suo impegno sicuramente contribuisce e fornisce
  un contributo determinante. E' questa la novità
   Ci  troviamo di fronte ad un bilancio che è stato proposto  da  un
  coacervo  di pressioni, di indicazioni, di posizioni che  non  sono
  quelle  che  in questo Parlamento sono entrate perché uscite  dalle
  urne.  E, altra cosa: nei giorni scorsi i giornali hanno scritto  a
  quattro colonne che  il PD detta l'agenda della finanziaria  e  del
  bilancio .

   CRACOLICI. Questo lo ha dichiarato il PDL.

   LEONTINI.  No,  lo  ha  dichiarato anche  lei.  E  in  Commissione
  Bilancio  tutte  le  volte che questa dettatura non  incontrava  il
  sensibile   e  docile  atteggiamento  dell'assessore  Cimino,   era
  ripetuta  spesso la frase  noi ce ne andiamo, perché o si  fa  così
  oppure  non  può  andare  avanti l'esame  del  bilancio  in  queste
  condizioni .
   Allora, la novità è che l'onorevole Oddo ha posto una domanda  che
  sicuramente  rende  più vivace il dibattito  in  questa  occasione.
  Tutti  gli  argomenti  che sono stati dettati  in  Commissione  dal
  Partito Democratico fanno parte di questa finanziaria, e così hanno
  titolato i giornali
   Ma  cominciamo a sottolineare che cosa c'è che non va e perché noi
  siamo contrari a questa finanziaria e a questo bilancio. Non perché
  siamo  opposizione e perché il bilancio è posto da un  Governo  che
  non è l'espressione delle forze uscite dalle urne come maggioranza,
  ma  perché,  badate bene, tra un disegno di legge e  l'altro  dello
  stesso Governo, a distanza di tre mesi, sono cambiati i valori  più
  importanti delle entrate
   Nel  disegno  di legge n. 470, il disegno di legge precedente,  il
  Governo  indicava  tra le entrate tributarie quelle  derivanti  dal
  gettito  fiscale  e le indicava in una misura che  nel  disegno  di
  legge n. 470 bis viene maggiorata del 2,9 per cento. Se noi andiamo
  a  fare la valutazione comparativa di questi valori con il DPEF, ci
  accorgiamo  che  c'è un contrasto, che sarebbe già esso  motivo  di
  illegittimità perché i valori tendenziali espressi nel DPEF sono in
  contrasto con quelli previsti nelle entrate di questo bilancio.
   Peraltro,  si fa riferimento ad una previsione rosea, ottimistica,
  del  gettito  fiscale  che va in contrasto  anche  con  l'andamento
  dell'economia regionale, nazionale ed internazionale.
   E poiché nei giorni scorsi tra i vari slogan o tra le varie accuse
  e requisitorie che il Presidente Lombardo ha lanciato ai precedenti
  Governi,  avete  udito  tutti, ce n'è stata una  specifica  che  ha
  parlato  di  falsità dei bilanci derivanti proprio dalla gonfiatura
  delle  entrate, ove non fosse sufficiente quello che io  ho  appena
  finito di dire, se voi andate a spulciare i capitoli 4.5 e 4.7, che
  sono  quelli relativi agli introiti derivanti da valorizzazione  di
  immobili, accade una cosa che poi non ha veramente criterio: accade
  che  dal  disegno di legge n. 470 al  disegno di legge n.  470  bis
  passiamo  da una previsione di 2 milioni di euro ad una  previsione
  di  200  milioni di euro  Come se in questi due mesi il Governo  si
  fosse reso conto che, attraverso la valorizzazione per fotovoltaico
  degli immobili, si potesse introitare una somma che da 2 milioni di
  euro può pervenire a 200 milioni di euro  (capitoli 4.5 e 4.7).
   Se   questi  non  sono  dati  per  i  quali  le  espressioni   del
  Governatore,  onorevole  Lombardo,  possano  attagliarsi  in   modo
  elegante,   forbito,  idoneo  ed  adeguato,  io   penso   che   noi
  sottrarremmo alle giuste definizioni gli argomenti più  giusti  che
  sono  quelli  di oggi. Il Governatore Lombardo, quegli aggettivi  e
  quelle  definizioni dovrebbe attagliarli al suo bilancio, a  questa
  manovra.
   Ecco  perché  noi  siamo  contrari sin dalle  premesse,  perché  è
  fondata  su entrate che sono gonfiate a dismisura in modo  che  poi
  vedremo  nel  dibattito come definire, ma certamente  non  vogliamo
  arrivare  a  definirle false, definiamole destituite di fondamento,
  di ogni fondamento.
   Non c'è nulla che possa giustificare queste previsioni.
   Allora, a fronte di questo, alla mia collega e amica Giulia  Adamo
  -  che  vedo  impegnata  in questi minuti a  predisporre  manifesti
   wanted  su deputati nazionali che avrebbero presentato al  Governo
  nazionale  delle  interpellanze su queste  discrepanze  di  entrata
  (entrate  che  non esistono, c'è qualcuno che si  è  preoccupato  a
  livello  nazionale  di farlo notare al ministro per  l'economia)  -
  suggerirei  che  sarebbe più importante fare una  bella  fotografia
  della  maggioranza che ha partecipato alla elaborazione  di  questo
  capolavoro. E, siccome non c'è bisogno di andarli a cercare  perché
  li  ha  tutti  in  fotografia,  non sono   wanted ,  sarebbe  utile
  chiedere a questa maggioranza come mai ci sono 160 milioni di spese
  correnti  ed  in  conto capitale derivanti da uffici  di  supporto,
  foraggiamento  di consulenti, stampa, viaggi per  gli  assessori  e
  quant'altro,  che  noi dimostreremo più tardi con  emendamenti  che
  possono  essere tolti da questo bilancio e da questa finanziaria  e
  che, invece, non sono stati tolti.
   Come mai i manifesti non si dedicano a queste risultanze, a questi
  comportamenti?  Come  mai  non si dedicano  ai  protagonisti  delle
   domeniche  di eccellenza , che costano un milione a  giornata,  le
  domeniche  di eccellenza inserite in questo testo per promuovere  i
  prodotti  del paniere eno-gastronomico; un milione le domeniche  di
  eccellenza   Non parlo poi di altre spese che, a fronte  di  quello
  che  è  accaduto, dovremmo oggi vergognarci di inserire, e  poi  le
  riforme, tanto propagandate, ritirate nel giro di due ore
   Signor  Presidente,  lei  ricorderà la riforma  delle  partecipate
  affidata  ad un decreto successivo che, nei dieci giorni precedenti
  il  dibattito  in Commissione, era stata indicata  come  il   faro
  della  finanziaria  e  dell'evidente riformatore;  la  riforma  dei
  consorzi   di   bonifica  che,  alle  ore  13.45,  viene   definita
  dall'onorevole  Cracolici e da altri onorevoli colleghi,  come  uno
  degli  elementi più importanti dell'intento riformatore del  testo,
  alle ore 17.20 viene definita, con una definizione anche simpatica,
   norma  trenino   alla  quale  si  agganceranno  tanti  vagoni   di
  materiale sporco.
   E siccome è una norma trenino enfatica e propagandistica, disse il
  buon  Cracolici,   togliamola perché non sappiamo cosa  farcene  di
  questa  norma manifesto che abbiamo inserito nel tessuto del testo.
  Così  l'assessore Cimino ha ritirato la norma perché il  presidente
  del  gruppo di maggioranza, onorevole Cracolici, tuonava in  questa
  direzione.
   Allora,  onorevole Adamo, a queste cose bisogna fare  riferimento,
  come pure dobbiamo fare riferimento ad un'altra cosa: in quest'Aula
  abbiamo  dibattuto  sulle  frane  e  sulle  vittime  delle   frane,
  soprattutto  nel  territorio del Presidente, nel  messinese.  Bene,
  andiamo a spulciare questo bilancio.
   Dopo  avere  fatto  proclami roboanti e dopo che  l'assessore  pro
  tempore  onorevole  Beninati  aveva  chiesto  alla  sua  Giunta  di
  impinguare il capitolo portandolo a 20 milioni di euro,  andiamo  a
  studiarci il bilancio e vediamo che la voce non è stata per  niente
  toccata,  ma  ridotta a 6 milioni 400 mila euro.  Si  tratta  delle
  somme  urgenze, si tratta di somme destinate per le  calamità  agli
  uffici  del  genio civile per prevenire le conseguenze dei dissesti
  idrogeologici.
   Abbiamo  impegnato quest'Aula per ben cinque ore con due documenti
  e   un  dibattito  a  piena  voce  di  tutti;  abbiamo  sentito  il
  Presidente; abbiamo programmato interventi che dovevano essere  una
  risposta  tempestiva;  ma  nel bilancio e  nella  finanziaria,  che
  queste  soluzioni  avrebbero dovuto contenere, non  troviamo  nulla
  della propaganda dei mesi precedenti.
   Poi,   in  conclusione,  ho  ascoltato  le  preoccupazioni   degli
  onorevoli  Caronia e De Luca e le faccio mie perché  la  norma  sui
  monti  Peloritani e sull'istituzione del Parco dei monti Peloritani
  -  io sono stato presente in Commissione 36 ore - non me la ricordo
  e  non  sono  affetto  dalla  stessa sindrome  dello  smemorato  di
  Collegno,  sono uno che segue con sufficiente attenzione  e  questa
  norma,  che  io  non  ho mai sentito essere discussa  e  votata  in
  Commissione, si trova nel testo.
   Com'è  possibile? Io non lo so, non è tra gli appunti, non è nella
  memoria  di nessun componente della Commissione; per altro,  è  una
  norma  priva  di  copertura finanziaria, è una norma  che  non  può
  essere inserita perché l'istituzione di parchi non si può più  fare
  con  la  finanziaria  in quanto vi é tutta una  serie  di  passaggi
  propedeutici   che   non  possono  essere  elusi,   sacrificati   e
  mortificati  con  una norma notturna, introdotta  di  soppiatto  in
  finanziaria
   E  allora,  se  a questo aggiungiamo che la copertura  finanziaria
  delle norme sui rifiuti da contributo diventa prestito - e noi  non
  le  abbiamo  discusse in questi termini -, la norma sui  lavoratori
  Pumex  viene  discussa e non la troviamo, la norma  sui  sottotetti
  viene discussa e non la troviamo, io non so la finanziaria da quale
  cabina di regia sia stata indotta verso queste forche caudine,  che
  non  rispondono  né  alle indicazioni date  dalla  Presidenza  alla
  vigilia  del  dibattito  e nemmeno al lavoro  realmente  svolto  in
  Commissione  dai  componenti,  come hanno  riferito  gli  onorevoli
  Caronia e De Luca.
   Queste  preoccupazioni, alla fine, le riscontriamo  esaminando  la
  tabella H, che avrebbe dovuto essere stata oggetto di una soluzione
  di  razionalizzazione  - concordata, tra l'altro,  con  l'assessore
  Cimino in Commissione Bilancio e con tutti gli altri componenti - e
  che  troviamo, e questo è un fatto, modificata voce per voce,  come
  se  in  Commissione Bilancio noi avessimo dato corso ad  interventi
  di  ritocco della tabella stessa. Avevamo deciso di non toccare  la
  tabella  H, avevamo detto che nulla di nuovo doveva essere aggiunto
  e  che  nessuna modifica doveva essere integrata. Dovevamo lasciare
  la   situazione  a  bocce  ferme,  dovevamo  poi  concordare   come
  razionalizzarla  e  come sopprimere molte voci  di  sperpero  e  di
  mortificazione del bilancio regionale.
   Ci troviamo, invece, una tabella H che è stata modificata.
   Noi  siamo  preoccupati che la Sicilia andrà a sbattere in  questa
  direzione, e andrà a sbattere per uno strumento che nelle entrate è
  inefficace   e  fallimentare  e  nelle  uscite  è  un'altra   volta
  dispersivo,  clientelare e finalizzato a fare i comodi  dei  gruppi
  che hanno contribuito a determinarne il contenuto.
   Mi  lamento  del fatto che avevamo parlato di agricoltura  con  il
  Governo,  c'era un accordo con l'Assessore, e speriamo che arrivino
  le risposte, che ancora non sono intervenute.
   Avevamo  chiesto tre cose: la proroga delle passività onerose  per
  dare  corso  all'articolo  18 della Finanziaria  dell'anno  scorso,
  articolo  mortificato perché non fu notificato nemmeno a Bruxelles;
  il prestito di esercizio; l'acquisto scorte da Irfis a Crias con un
  incremento.
   Abbiamo  inserito  questi  tre  punti  e  li  abbiamo  indicati  e
  suggeriti  come  qualificanti  di una  manovra  che,  quanto  meno,
  potrebbe così riscattarsi dal fallimento di un'impostazione che, in
  ordine  alle entrate e alle spese, è la fotografia di un disordine,
  che è disordine politico e disordine di governo. E' il disordine di
  una maggioranza che sicuramente non ha la legittimazione popolare.

   PRESIDENTE.  Per  il  Gruppo MPA è iscritto a parlare  l'onorevole
  D'Agostino. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   siamo
  preoccupati  che il dibattito in Aula sin da sabato non  sia  stato
  improntato sui temi veri di questo bilancio e di questa finanziaria
  e,  quindi, su dati caratteristici che avrebbero dovuto consentirci
  un  dibattito,  anche  animoso,  se vogliamo,  nella  diversità  di
  opinioni,  ma  certamente centrato sui veri problemi  che  emergono
  dalle  scelte  che il Governo, in prima battuta, e la  Commissione,
  poi, in tema di bilancio e di finanziaria hanno fatto.
   Siamo qui, invece, a dovere riscontrare - ed io voglio occuparmene
  solo marginalmente - le contestazioni sulle regole. Mi riferisco ai
  testi difformi, alle accuse rivolte agli uffici che hanno redatto i
  testi  del bilancio e della finanziaria, accuse che vanno  respinte
  al   mittente   e  assolutamente  contestate  come  un'azione   che
  ovviamente  non  può essere condivisa. Quindi, massima  solidarietà
  agli  uffici e riconoscimento del grande lavoro che è stato  fatto,
  prima dal Governo e poi dalla Commissione Bilancio.
   Dobbiamo  dire che,  sentendo parlare di testi difformi, viene  da
  ridere al solo pensiero.
   Certo,  sono state ore travagliate, ore anche di confusione,  dove
  alcune cose possono non essere state comprese perfettamente.  Ma  è
  cosa   ben  diversa dal dire che abbiamo davanti un testo  che  non
  risponde a quello che è, invece, il discernimento e la volontà  che
  la  Commissione  Bilancio,  molto spesso all'unanimità,  ha  voluto
  testimoniare in quelle ore difficili e anche faticose,  soprattutto
  le  ultime. E dispiace vedere in questo bilancio, ancora una volta,
  emendamenti   ostruzionistici  o  emendamenti  in  diminuzione   in
  capitoli  mirati;  emendamenti che faranno soltanto  ridere  quando
  verranno posti in discussione, semmai lo dovessero essere,  ma  noi
  ci auguriamo che siano ritirati prima.
   Come   si   fa   a   sentire  ancora  parlare  di   necessità   di
  stabilizzazione di precari, in un momento in cui tutti  avremmo  il
  piacere,  se non addirittura il dovere, di occuparci di una  simile
  materia?
   Eppure lo sappiamo, certo che lo sappiamo, cosa possiamo fare.  Lo
  sa  bene l'assessore Cimino che ha fatto a lungo la spola in lunghi
  incontri per cercare di capire quale doveva essere il metodo che ci
  avrebbe  potuto  portare a raggiungere un risultato,  più  o   meno
  condiviso  su quello che si può fare e quello che non si  può  fare
  oggi.
   Ma  come?  Lo  diciamo  e  lo leggiamo, anche  nella  famosa  nota
  contestata  sul  DPEF  non approvato, che abbiamo  un  bilancio  in
  deficit  strutturale e ancora siamo qui a parlare di come  dobbiamo
  spendere  le  risorse e dove dobbiamo destinarle? Sono slogan  che,
  ovviamente, non devono più appartenere a quest'Aula, non devono più
  appartenere soprattutto a questa politica.
   L'assessore  Cimino e il Governo ci hanno portato,  per  la  prima
  volta forse, un bilancio che tende a fare chiarezza, che tende alla
  verità.   E,  signori, quando c'è crisi -, e questa  Regione,  come
  tutto  il  mondo,  vive  da  due  anni  una  crisi  strutturale   e
  congiunturale di ampissimi livelli - e quando si pagano meno tasse,
  io  credo  che  ci sia ben poco da riflettere e ben poco  da  dirci
  addosso  qui  in quest'Aula su quanto minori siano le  risorse  che
  entreranno  attraverso la tassazione e, quindi, quanto  le  entrate
  debbano essere previste in diminuzione, se vogliamo essere accorti.
   E  per  questo il bilancio prevede entrate in diminuzione  Ma  chi
  dice che le entrate sono in aumento? Ma quando mai  Le entrate sono
  in  aumento?  Le entrate sono in diminuzione perché, purtroppo,  le
  tasse  che pagheranno i contribuenti siciliani saranno di  meno,  e
  ciò perché si è fatta un'azione di pulizia nelle entrate.
   Complimenti   all'assessore  Cimino  e   a   tutto   l'Assessorato
  dell'economia per questa azione di verità e di pulizia, per esempio
  per  quanto riguarda gli avanzi di amministrazione e perché non  ci
  sono  più i 950 milioni che speravamo di potere realizzare  con  la
  dismissione  dei  beni  immobili della  Regione.  E  non  è  questa
  un'azione di verità e di pulizia del bilancio?
   Poi,   per  quanto  riguarda,  invece,  la  valorizzazione   degli
  immobili, i famosi 200 milioni che sono stati contestati  poco  fa,
  noi  speriamo  e  ci  auguriamo  che  siano  molti  di  più.  Però,
  prudentemente,  le  entrate relative sono  state  indicate  in  200
  milioni  e  ciò  significa che, se le cose dovessero  andare  bene,
  meglio  così. Forse ci ritroveremo a fine anno con qualche  risorsa
  in  più  che ci servirà, speriamo, non solo a tappare i  buchi  che
  ancora   ci   sono  e  che  costringono  l'assessore  a   prevedere
  l'accensione di un  mutuo per fare fronte alle esigenze strutturali
  del bilancio.
   E,   però,  qui  vediamo,  dopo  avere  trovato  il  disastro  per
  l'ennesima  volta,  che  i comportamenti  stentano  a  cambiare.  I
  comportamenti  sono gli stessi, come se il disastro non  ci  fosse,
  come  se  qui dovessimo invocare le magie contabili che  poi  hanno
  permesso  oggi  di  avere una situazione che  non  ci  consente  di
  trovare una strada giusta, una via di sbocco.
   Ma  gli  slogan sono sempre quelli della formazione,  del  lavoro,
  delle  imprese   E  cosa significano, visto e  considerato  che  se
  abbiamo  qualche  risorsa, signor Presidente, l'abbiamo  grazie  ai
  fondi  strutturali  e ai fondi FAS che sono, purtroppo,  interventi
  che  possiamo utilizzare solo per investimenti e non per finanziare
  la spesa corrente? Su questo dovremmo piuttosto affinare e misurare
  le  nostre  capacità, le nostre intelligenze, la nostra  voglia  di
  rappresentare il territorio.
   Allora,   basta  con  gli  slogan   Basta  con  questa  formazione
  professionale  di  cui abbiamo le tasche piene  in  questa  Regione
  siciliana  e che anche quest'anno ci costerà oltre 600-650  milioni
  di  euro  e  che  è un insulto all'intelligenza ed  uno  spreco  di
  risorse incredibili  650 milioni tra quelli previsti in bilancio  e
  quelli  previsti  dalle spese degli avvisi dei  fondi  strutturali:
  ditemi  se questo è un meccanismo virtuoso  Eppure ancora  continua
  ad essere invocato.
   Assessore  Cimino, a lei dobbiamo riconoscere e fare i complimenti
  per la pazienza e per la fermezza che ha avuto in queste settimane,
  così  come  dobbiamo riconoscere l'equilibrio  e  la  saggezza  del
  presidente  Savona;  doti che hanno consentito  in  Commissione  di
  approvare  un  bilancio secco, senza che venisse  accettato  nessun
  emendamento, e una finanziaria che, invece, ha aperto al contributo
  di  tutti  i  parlamentari  che lo hanno  voluto,  ed  è  stato  un
  contributo virtuoso, un contributo ricco di idee e di innovazioni.
   Nessuno in quest'Aula può dire che non ha avuto la possibilità  di
  discutere  col  presidente  Savona e  con  l'assessore  Cimino  per
  arricchire  la  finanziaria  nel  migliore  dei  modi.   Lo   hanno
  riconosciuto anche altri che hanno preso la parola prima di me; ma,
  d'altra parte, non si poteva che riconoscerlo.
   Allora,  andiamo a guardare questa finanziaria, che è  quella  che
  veramente qualifica e connota la misura di questo bilancio. Abbiamo
  messo in finanziaria le misure per il contenimento della spesa  del
  personale  regionale  e del settore pubblico in  generale;  abbiamo
  individuato la norma che farà partire la riduzione delle società  e
  quindi  finirà, onorevole Pogliese, questa Regione imprenditrice  e
  sprecona di risorse.
   C'è la norma per tagliare gli oneri amministrativi.
   C'è la norma che limita le pensioni per i dipendenti regionali,  e
  abbiamo, al riguardo, un caso eclatante di poche settimane fa,  che
  ci ha fatto vergognare in tutta Italia.
   Abbiamo  le  proroghe, che non sono la stabilizzazione,  perché  è
  vero  che  la  stabilizzazione deve riguardare tutti i  precari  di
  questa  Regione siciliana e solo quelli regionali, ma anche  quelli
  degli  enti  locali, e ce ne occuperemo con un disegno di  legge  a
  parte, se è il caso.
   Ci  siamo  occupati  anche delle emergenze in  Sicilia  perché  in
  questa finanziaria ci sono tante norme che vanno a riguardare e, in
  qualche  modo,  ad  affrontare  tempestivamente  i  problemi  delle
  calamità naturali. E non c'era bisogno di investire ancora  risorse
  per  combattere il dissesto idrogeologico perché ci ha già  pensato
  l'assessore  Di Mauro qualche settimana fa a finanziare ampiamente,
  con  due programmi separati, l'emergenza del dissesto idrogeologico
  con  centinaia  di  milioni di euro che  saranno  investiti  e  che
  andranno a favore dei comuni.
   E   grazie   al  contributo  del  Partito  Democratico,   che   va
  assolutamente ringraziato per la sua partecipazione e  per  la  sua
  qualificante connotazione in Commissione Bilancio e credo anche  in
  Aula,  oggi  noi  avremo  la  riforma  del  servizio  idrico  e  la
  ripubblicizzazione  del servizio delle acque, che  va  incontro  ai
  sentimenti e alle esigenze della maggioranza dei siciliani.
   Abbiamo una norma sul credito d'imposta per l'occupazione; abbiamo
  una  norma  che  finanzia  le  zone  franche  urbane;  abbiamo  una
  sensibilità  ai  temi  sociali  che  prima  mancava  e  che  invece
  ritroviamo nella norma sul microcredito e, soprattutto, nella norma
  che detassa l'Irpef per i cassaintegrati.
   Sono  norme  giuste, intelligenti, appropriate, che  rispondono  a
  bisogni  generali  perché, purtroppo, questi non sono  più  piccoli
  bisogni  ma,  in  un  momento di crisi come  questo,  sono  bisogni
  generali.
   Signor  Presidente,  abbiamo la norma che non  regala  cinquecento
  milioni  di  euro ai Comuni, ma  glieli presta, risolve i  problemi
  degli ATO rifiuti ma non spreca mezzo miliardo di euro, che sarebbe
  un'altra  pagina  vergognosa di questa  Regione  nel  caso  in  cui
  qualcuno   volesse  ancora  mettere  in  dubbio  questo   tipo   di
  impostazione.
   Abbiamo i soldi da dare alle università, perché è giusto darli.
   Abbiamo   una  norma  che  inizia  la  riforma  della   formazione
  professionale,  assessore  Centorrino,  in  cui  sono  riposte   le
  speranze di tanti che hanno in odio questa formazione professionale
  che  a  nulla  è servita in questi anni e che continua  a  sprecare
  risorse in modo troppo spesso improduttivo.
   Abbiamo  tante  norme,  non c'è in Aula l'assessore  Venturi,  che
  riguardano  lo  sviluppo economico: stanziamenti  per  le  ASI,  il
  consolidamento   dei   confidi,  alcune  norme   che   rifinanziano
  rilanciando il ruolo dell'IRCAC e della CRIAS.
   Altre  norme,  anche  qui  volute dal PD,  per  gli  artigiani  e,
  soprattutto,  i 150 milioni di euro per Termini Imerese:  questa  é
  una  norma  intelligente dal punto di vista  tattico  e  strategico
  perché impegna l'Aula a dare la possibilità al Governo di accendere
  un  mutuo  di  150  milioni, qualora ci  siano  le  condizioni  per
  un'azione di rilancio vero di Termini Imerese. E, nel caso  in  cui
  questa  azione di vero rilancio non dovesse esserci, non spenderemo
  neanche un euro per una zona che non salvaguardi i posti di  lavoro
  e  senza  una azione di rilancio di un piano industriale  che  deve
  essere non decennale, ma ventennale.
   E'  una mossa astuta, intelligente e ben costruita, che permetterà
  al  Governo e all'assessore Venturi di sedersi al tavolo con quanti
  vorranno  sostituirsi  alla  FIAT con in  mano  la  possibilità  di
  investire 150 milioni nell'area industriale di Termini Imerese.
   Se non avesse quest'arma, il Governo non potrebbe partecipare alle
  trattative,  non  avrebbe  alcun potere contrattuale,  non  avrebbe
  alcuna  capacità di interdizione e noi avremmo parlato per  mesi  a
  vanvera  e  a  vuoto  in quest'Aula approvando  ordini  del  giorno
  retorici, ipocriti ed inutili.
   Abbiamo  un  bilancio, dunque, che va finalmente  nella  direzione
  auspicata,  quella di fare chiarezza e di fare verità nella  storia
  di   questa   Regione.  E  abbiamo  una  finanziaria  che,   grazie
  all'apporto  della stragrande maggioranza dei deputati,  permetterà
  di  andare  incontro,  con le poche risorse  disponibili  strappate
  all'assessore  Cimino e al presidente Savona, e  di  affrontare  le
  emergenze  più  importanti. Non dire queste cose  significa  essere
  bugiardi ed ipocriti.
   Continuare a fare ostruzionismo qui in quest'Aula significa volere
  il  male  della Sicilia, e non solo il male di questo Governo  che,
  per  motivi  di  opportunismo politico,  qualche  partito  potrebbe
  desiderare, voglio dire anche legittimamente.
   Bisogna  avere,  invece, la capacità di guardare  avanti  in  modo
  costruttivo riscoprendo proprio quello spirito che abbiamo avuto in
  Commissione  la  settimana passata. Con quello spirito  costruttivo
  c'è il confronto, c'è il dibattito, c'è lo scontro, ma c'è anche la
  sintesi.
   Qui  stiamo  parlando  di  un momento  di  emergenza  difficile  e
  importante per la Sicilia, dal quale si esce tutti insieme se lo si
  vuole, senza nascondersi dietro il dito.
   Signor Presidente, la invito ad essere quanto più tenace, duro  e,
  soprattutto, veloce nella conduzione dei lavori d'Aula, sperando di
  poter  esitare stasera stessa almeno il bilancio, per poi avere  un
  confronto costruttivo da domani sui temi della finanziaria.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, la
  situazione  finanziaria  della  Regione  è  andata,  come  è  noto,
  degradando sempre più nel corso degli ultimi anni, e non per  caso,
  ma  per  precise responsabilità politiche e, tra queste,  anche  da
  parte  di  alcuni che qui sono intervenuti invocando interventi  di
  razionalizzazione   della  spesa.  Alcuni  di   coloro   che   sono
  intervenuti, come l'onorevole Leontini, forse dimenticano di  avere
  fatto  parte  di governi di questa Regione che negli  ultimi  dieci
  anni, purtroppo, hanno aggravato drammaticamente la condizione  dei
  conti  del  bilancio regionale senza che ci fossero  interventi  di
  risanamento  e  senza  che  ci fosse un piano  organico,  un  piano
  pluriennale adeguato.
   La   grave  crisi  dei  conti  economici  della  Regione  è  stata
  affrontata    dai   governi   di   centro-destra    con    l'ottica
  dell'approssimazione,  con  l'adozione  di  strumenti   che   hanno
  tamponato  e  mai risolto le emergenze. Alcuni di questi  strumenti
  hanno avuto poi caratteristiche di eccezionalità.
   Ne  voglio ricordare due: in particolare, la finanziaria del  2009
  ha previsto due norme straordinarie, direi: con la prima si obbliga
  l'amministrazione  regionale  ad  assumere  impegni  di  spesa  per
  dodicesimi  e con la seconda si dà facoltà al Governo, in  presenza
  di  fattori che mettono a rischio gli equilibri di bilancio durante
  l'esercizio  finanziario,  di  limitare  gli  impegni  di  spesa  e
  l'emissione   di   titoli  di  pagamento.  Si  tratta   di   misure
  consigliate,  per  così dire, l'anno scorso dal  Commissario  dello
  Stato  per  fare  fronte ad un allarme fortissimo  che,  purtroppo,
  riguarda  i  conti pubblici di questa Regione come  conseguenza  di
  anni ed anni di cattivo governo di centro-destra.
   Un'altra  norma,  in  particolare, rende  ancora  più  incerta  la
  gestione  del  bilancio  che,  alla  fine,  potrebbe  anche  essere
  qualcosa di diverso rispetto a quello per cui è stata approvata: la
  possibilità,  appunto,  di cambiare la destinazione  di  spesa  per
  fronteggiare particolari condizioni e, ancora di più, la condizione
  di sofferenza legata al rispetto del patto di stabilità nazionale.
   Su  questo  vorrei spendere qualche parola in più perché  tira  in
  causa  le  responsabilità,  le gravi responsabilità  politiche  del
  governo  Berlusconi.  Dal momento che il  governo  regionale  e  il
  governo  nazionale  non hanno trovato alcuna intesa  anche  per  la
  Sicilia,  in  materia  di  patto  di  stabilità  si  applicano   le
  restrizioni  previste per le regioni a statuto ordinario.  Ciò  non
  metterà  questa Regione nelle condizioni di attivare  il  programma
  PAR FAS.
   E'  necessario  escludere dal patto di stabilità  tutte  le  spese
  finanziate con il PAR FAS, nonché tutte le quote di cofinanziamento
  regionale  delle iniziative comunitarie, altrimenti questa  Regione
  non  sarà nelle condizioni di attivare gli investimenti produttivi,
  gli investimenti strutturali di cui la Sicilia ha bisogno.
   E' l'ennesimo inganno del Governo nazionale, il quale prima non ha
  trasferito alla Sicilia i fondi FAS che toccavano alla Sicilia  per
  diritto,  adesso  non  concede  alla  Sicilia,  regione  a  statuto
  speciale, la deroga per utilizzare i fondi FAS potendo attivare gli
  investimenti  necessari per fare fronte allo  sviluppo  strutturale
  della  nostra regione. E vi posso già dire quale sarà  la  risposta
  del ministro Tremonti fra due anni. Verrà a dirci che ci trasferirà
  ancora meno fondi FAS perché la Sicilia non sarà stata in grado  di
  investirli,  e tutto questo come risultato di un inganno  terribile
  che  questo  Governo  nazionale  sta  perpetrando  ai  danni  della
  Sicilia.
   Noi chiediamo al Presidente della Regione di intervenire con forza
  nei  confronti del Governo nazionale per rivendicare la  deroga  al
  patto  di  stabilità  per i fondi FAS e per i  fondi  europei,  per
  attivare  immediatamente gli investimenti produttivi, ma anche  per
  rivendicare con forza la deroga al patto di stabilità regionale dei
  fondi destinati ai precari stabilizzati negli enti locali.
   A   noi   interessa  che  i  precari  possano  avere   la   giusta
  stabilizzazione; ma se non si mettono gli enti locali neppure nelle
  condizioni  di  continuare  ad  erogare  gli  stipendi  persino  al
  personale che ha già avuto i contratti quinquennali e che va  verso
  l'inserimento  in organico, continuare a parlare di stabilizzazione
  di precari è una presa in giro che il PD non può consentire.
   Credo che il Governo nazionale debba farsi assolutamente carico di
  tutto ciò.
   La   Sicilia  ha  bisogno  piuttosto  di  interventi  di  politica
  economica  favorevoli da parte del Governo nazionale  che,  invece,
  negli  ultimi  mesi  e  in particolare nell'ultima  legislatura  di
  questo  governo  Berlusconi, ha continuato ad  utilizzare  i  fondi
  destinati agli investimenti del Sud per fronteggiare ogni  tipo  di
  spesa del Nord.
   In questi giorni si parla molto di agricoltura, mancano le risorse
  per   fronteggiare  la  drammatica  crisi  dell'agricoltura   della
  Sicilia.   Lo   sappiamo  bene  e  siamo  impegnati  come   Partito
  Democratico  per  fare  fronte a questa  drammatica  emergenza  che
  travolge il sistema agricolo siciliano.
   Ma  perché  non  dire che, mentre in Sicilia mancano  i  fondi  da
  destinare  all'agricoltura  dei nostri  agricoltori  e  dei  nostri
  imprenditori  agricoli,  le  quote dei  fondi  FAS  destinate  alla
  Sicilia   sono   state   utilizzate  dal  ministro   Tremonti   per
  l'agricoltura  del Nord e persino per pagare le multe  delle  quote
  latte   degli  imprenditori  del  Nord?  Questa  è  una  situazione
  drammatica, una situazione gravissima generata dall'irresponsabiltà
  del governo nazionale
   La Sicilia ha bisogno, invece, di interventi a favore da parte del
  Governo nazionale.
   Non è qui il caso di fare l'analisi della situazione economica, la
  conosciamo  tutti.  Voglio citare solo tre indici,  tre  indicatori
  economici e sociali.
   Il  primo.  La decrescita del PIL del 2009: in Italia  del  5  per
  cento,  in  Sicilia  del  5,5  per cento.   Siamo  colpiti  da  una
  recessione  ancora più forte di quella che travolge, purtroppo,  il
  Paese.  E  le  previsioni della crescita del PIL nel  2010,  mentre
  vedono  una crescita in Italia, purtroppo minimale, dello 0,8  -  1
  per  cento massimo, in Sicilia si prevede appena la crescita  dello
  0,2 per cento.
   Non  c'è  ripresa.  Passiamo  dalla  più  pesante  recessione  del
  dopoguerra  ad  una drammatica fase di stagnazione che,  purtroppo,
  non  metterà  la Sicilia nelle condizioni di recuperare rapidamente
  quella che è stata la decrescita del PIL nel corso del 2009.
   Io  credo  che  di  questo il nostro Parlamento deve  parlare,  di
  questo  dovremmo occuparci discutendo di bilancio e di finanziaria:
  occuparci di più dei problemi veri che riguardano la gente  e  meno
  della  polemica  politica  di cui la  gente  non  può  più  sentire
  parlare.
   L'ultimo  tasso  è  quello  della  disoccupazione,  la  più   alta
  d'Italia, non più misurabile perché statisticamente rilevabile solo
  in  base al numero di persone in cerca di lavoro. Sappiamo che  c'è
  un  dato  triste che riguarda la nostra regione, ed  è  quello  che
  riguarda i cosiddetti scoraggiati, disoccupati - soprattutto  donne
  -  che  non  cercano  neanche più lavoro e che quindi  non  vengono
  neanche considerati ai fini statistici.
   La Sicilia uscirà dalla crisi più lentamente rispetto alle regioni
  del Nord, perché la crisi incide su quella che è già una condizione
  deficitaria della nostra regione e la ripresa è condizionata  dalla
  situazione  di  deficit  strutturale in  cui  si  trova  la  nostra
  Sicilia.
   E'  questo, penso, uno degli elementi che dovremmo affrontare  nel
  nostro dibattito. Parlare, sì, di  bilancio e di finanziaria per il
  2010,  per  il  prossimo triennio, ma avere anche  la  capacità  di
  affrontare  il  tema  dello  sviluppo di  medio  periodo,  di  come
  utilizzare  i  fondi  FAS,  i  fondi comunitari,  per  attivare  lo
  sviluppo   strutturale  della  nostra  regione  che   vive   questa
  situazione.
   E'   una   crisi   economica  che  travolge   tutti   i   settori:
  dall'industria (la Fiat, la ST di Catania), al settore dei  servizi
  e  al  settore dell'agricoltura, e a pagare la crisi sono ancora  i
  più  deboli, le piccole e medie imprese, i lavoratori, i lavoratori
  precari, i pensionati, i cassintegrati, le famiglie.
   Dinanzi  a  questo   drammatico quadro il Partito  Democratico  ha
  scelto di avere un supplemento di senso di responsabilità. Questo è
  il  dovere  di un grande partito riformista che guarda innanzitutto
  ai  bisogni  veri  della  gente,  ai  bisogni  veri  dei  cittadini
  siciliani, proponendo riforme e interventi a favore dello  sviluppo
  produttivo,  a  favore  del  lavoro  e  dell'impresa,   riforme   e
  interventi  a  favore dei soggetti più deboli, delle fasce  sociali
  più deboli della nostra regione.
   Alcune delle proposte del Partito Democratico, numerose a dire  il
  vero,  sono  state approvate dalla Commissione Bilancio migliorando
  significativamente il disegno di legge presentato dal Governo. Cito
  solo  alcuni titoli di queste riforme, di cui pure si è parlato  in
  questi  giorni:  il  credito di imposta per  l'occupazione,  che  -
  voglio   dirlo   con  molta  chiarezza  -  ancorché  proposto   dal
  sottoscritto  e dall'onorevole D'Asero, ha trovato la  condivisione
  di  tutta la Commissione Bilancio. E penso che questo è un  esempio
  positivo  di come si possa attivare un confronto politico in  senso
  propositivo,  migliorativo, convergendo  tra  forze  politiche  per
  trovare punti di sintesi che vadano realmente nell'interesse  della
  Sicilia e dei siciliani.
   L'istituzione delle zone franche urbane per agevolare  soprattutto
  le piccole e medie imprese e la ripresa dell'occupazione nelle aree
  più svantaggiate della Sicilia.
   Interventi  a  favore  delle  cooperative  edilizie  che  potranno
  attivare  investimenti produttivi significativi, ma anche dare  una
  risposta  adeguata  a  quanti, purtroppo, in  questa  Terra  vivono
  ancora drammaticamente la condizione di non avere un alloggio.
   Interventi  che  riguardano  i  diversi  settori  produttivi:  gli
  artigiani  con  una  previsione che riguarda il credito  agevolato,
  interventi  infrastrutturali  per Termini  Imerese,  che  vive  una
  situazione molto particolare per il rischio di chiusura della FIAT.
  E  bene ha fatto la Regione a farsi carico, per tempo, questa volta
  a  differenza  del  passato,  di approntare  proposte,  al  momento
  insufficienti,  ma comunque significative, per fronteggiare  quella
  che   può  essere  una  gravissima  crisi  in  un'area  industriale
  importante  della nostra Regione, per costruire una prospettiva  di
  futuro  per  migliaia e migliaia di lavoratori, di lavoratrici,  di
  cittadini della nostra Sicilia.
   Voglio sottolineare anche un intervento importante che riguarda le
  infrastrutture   e,   in  particolare,  la  possibilità   di   fare
  un'adeguata  manutenzione  ed anche interventi  di  costruzione  di
  strade  con  105  milioni  di  euro destinati  alle  nove  province
  siciliane, e questo per iniziativa del Partito Democratico.
   La  riorganizzazione delle società regionali con tagli alla spesa:
  troppo  spesso le società regionali partecipate dalla Regione  sono
  state  considerate dal Governo strutture di sottogoverno, piuttosto
  che società che devono avere l'obiettivo preciso di fornire servizi
  adeguati al territorio, alle imprese, ai cittadini, per favorire lo
  sviluppo produttivo della Sicilia. E nell'ambito del riordino delle
  società regionali abbiamo voluto includere come attività strategica
  quella che riguarda il settore dell'acqua, che è indubbiamente  uno
  dei settori principali di cui la Regione deve farsi carico.
   L'introduzione del sistema CONSIP che può portare enormi  risparmi
  per  la macchina burocratica regionale, l'introduzione dei concorsi
  pubblici  esclusivamente  per  titoli  nell'ambito  delle   Aziende
  sanitarie  provinciali, sono certamente proposte che contribuiscono
  a fare equità sociale, a conseguire risparmi e razionalizzazioni di
  spesa,  ad  attivare  lo  sviluppo produttivo  di  cui  l'Isola  ha
  bisogno.
   Non  mancano  gli  interventi  di carattere  più  specificatamente
  sociale:  il  progetto   scuola aperta  con l'apertura  pomeridiana
  delle  scuole,  soprattutto  per  attività  extrascolastiche,   nei
  quartieri  più  svantaggiati  della nostra  Regione;  il  bonus  da
  erogare  ai  lavoratori in cassa integrazione, in  mobilità  o  che
  percepiscono  l'indennità di disoccupazione,  in  sostituzione  per
  compensare  il  pagamento dell'addizionale Irpef;  l'esenzione  del
  ticket   per   le  prestazioni  diagnostiche  specialistiche;   gli
  interventi socio-sanitari. Penso che queste siano davvero misure di
  equità sociale che consideriamo irrinunciabili e che sicuramente  i
  siciliani apprezzeranno.
   Assieme a tutto ciò, l'avvio di un percorso importante per l'acqua
  pubblica.
   Penso  che tutte le forze politiche e sociali della nostra Regione
  dovrebbero avere il coraggio di dare vita ad un vero patto politico
  e  sociale  per  l'acqua pubblica nella gestione di  sovrambito,  e
  penso alla società Sicilia Acque e, nella gestione degli ATO,  agli
  Ambiti territoriali ottimali.
   In  questi  anni  temo  che, purtroppo, la speculazione  economica
  abbia  avuto il sopravvento sugli interessi generali e diffusi  dei
  siciliani che spesso hanno pagato a caro prezzo un servizio  idrico
  inadeguato.  Per  questo  è  necessario  introdurre  strumenti   di
  controllo, un sistema di controllo partecipato. Per questa  ragione
  proponiamo  l'istituzione del Comitato consultivo degli  utenti  di
  cui   potranno   fare  parte  i  cittadini  utenti,  organizzazioni
  sindacali,  anche  gestori del servizio, indubbiamente  all'interno
  delle   prerogative   dell'Assessorato   dell'Energia,   che   deve
  controllare  molto attivamente l'attività svolta anche dai  gestori
  privati  nel  settore  idrico. E questo Comitato  consultivo  degli
  utenti  dovrà  istituire  un  tavolo  consultivo  permanente  sulle
  tariffe,  in  quanto i cittadini vogliono sapere  perché  il  costo
  dell'acqua  continua a crescere in maniera esponenziale  senza  che
  migliori il servizio, ed anche per verificare - questo è un obbligo
  del  Governo  e pure delle autorità d'ambito, delle province  e  di
  tutte  le  amministrazioni comunali che fanno parte delle  autorità
  d'ambito - se i soggetti incaricati della gestione del servizio, se
  i  gestori  privati  del servizio idrico hanno mantenuto  l'impegno
  assunto   in  contratto,  hanno  rispettato  o  meno  gli  obblighi
  contrattuali che riguardano i programmi, i piani di investimento e,
  se  così  non  è, è chiaro che i contratti non possono rimanere  in
  vita,  ma  bisogna trovare un sistema diverso, un ritorno all'acqua
  pubblica che sicuramente corrisponde meglio agli interessi generali
  e diffusi dei siciliani.

   Credo  che  assieme a tutto questo serva indubbiamente  anche  uno
  sforzo  per  razionalizzare la spesa, per fare bene,  per  spendere
  bene, per spendere meglio.
   Noi abbiamo proposto alcune cose concrete in Commissione Bilancio,
  che  sono state approvate. Citavo l'adozione del sistema CONSIP che
  può conseguire risparmi significativi.
   Ho  sentito  l'onorevole Leontini parlare  di  entrate,  e  mi  fa
  piacere,  considerato che il Partito di cui fa  parte,  negli  anni
  passati  e  forse  nel  decennio passato, più  che  di  entrate  ha
  preferito  occuparsi  di  spese, e  mi  sorprende  che  si  accorga
  soltanto  adesso  che siano iscritte in bilancio entrate  derivanti
  dalla  valorizzazione del patrimonio immobiliare, dimenticando  che
  l'anno  scorso il bilancio della Regione prevedeva ben 950  milioni
  di  entrate  dalla  valorizzazione del  patrimonio  immobiliare,  e
  l'anno scorso non l'ho sentito assolutamente intervenire.
   Non  è  vero  che  il Partito Democratico ha dettato  l'agenda  al
  Governo,  sarebbe  presuntuoso pensarlo. E'  vero  che  il  Partito
  Democratico  -  e  di  questo  ringrazio  tutti  coloro  che  hanno
  partecipato  all'elaborazione delle nostre proposte - ha  avuto  la
  capacità di elaborare, di fare proprie, di proporre le riforme  che
  servono  alla Sicilia e che sicuramente rappresentano un contributo
  importante  per  il miglioramento del testo della  finanziaria  che
  oggi  è all'esame dell'Aula e che io mi auguro davvero possa essere
  valutato  da  tutte le forze politiche con senso di responsabilità,
  in  un confronto chiaro e forte in questa Aula, che abbia anche  la
  caratteristica,   però,   di   essere  un   confronto   costruttivo
  nell'interesse  della Sicilia. Credo che serva anche  -  lo  dicevo
  prima  - un progetto di sviluppo complessivo dell'Isola, che faccia
  leva sui fondi strutturali, sui fondi FAS.
   Lo  dico  con  grande forza: invito il Governo della  Regione,  il
  Presidente  della  Regione,  a convocare  immediatamente  le  parti
  sociali per un confronto vero su quello che è, oggi, il disegno  di
  legge  della  finanziaria e il disegno di legge  del  bilancio,  in
  quanto     questi    testi    differiscono    sostanzialmente     e
  significativamente dai testi inizialmente presentati dal Governo.
   Credo  che ciò sia preciso dovere del Governo farlo, penso che  il
  Governo  debba avere anche la capacità di concertare con  le  parti
  sociali  questo progetto di sviluppo e, per quanto ci riguarda,  le
  proposte che abbiamo avanzato, di cui parlavo prima, nascono  anche
  da  questo confronto con le forze produttive, con le forze sociali,
  che  noi  vogliamo pubblicamente ringraziare per avere avanzato  le
  loro idee, le loro proposte.
   Il  Partito  Democratico, e concludo, valuterà  la  qualità  della
  finanziaria dal merito dei contenuti e, in particolare,  dalla  sua
  capacità di rilanciare il processo di riforme economiche e  sociali
  di  cui  la  Sicilia  ha  bisogno. Il Partito Democratico  valuterà
  bilancio   e   finanziaria   con  oggettività,   con   serietà   ed
  esclusivamente nell'interesse dei siciliani.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare in qualità di relatore di minoranza.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, avremmo concluso gli interventi, ma
  le accorderò qualche minuto.

   ADAMO. Signor Presidente, allora concederà qualche minuto anche  a
  me?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per la verità, aveva  chiesto  di
  intervenire l'onorevole Adamo e avevo detto che intervenire dopo il
  partito di maggioranza, in base ai tempi, non era consentito.
   Se  lei  vuole, onorevole Adamo, visto che ho concesso al relatore
  di minoranza qualche minuto, darò qualche minuto anche a lei.

   MANCUSO. E due minuti a noi.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, aiuti la Presidenza.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Onorevole  Presidente, la ringrazio. In ogni caso, per un  atto  di
  galanteria  sarei  subito disposto a dare la  parola  all'onorevole
  Adamo.

   ADAMO. La prego, dividiamo due minuti.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  in  questa  mia
  veste  che, per la verità, sia per il risultato elettorale sia  per
  il  programma  che  da candidati abbiamo portato  avanti,  pensavo,
  avendo  realizzato un risultato elettorale positivo, di appartenere
  alla  maggioranza  che potesse portare avanti una  azione  politica
  seria e responsabile nell'interesse della Sicilia.
   Devo  dire che il bello della vita ci porta a verificare,  invece,
  la  realtà che ogni giorno ci rimette in discussione e, quindi, non
  dico  ahimè,  ma  i  fatti e la volontà anche del presidente  della
  Commissione  mi hanno portato ad essere relatore di  minoranza  dei
  disegni di legge del bilancio e della finanziaria. E, quindi, poche
  considerazioni  personali, ma anche per quello che vuol  essere  il
  senso  di  un'azione che portiamo avanti sia come parlamentari  sia
  come  appartenenti,  in questo caso, alla Commissione  Bilancio  e,
  quindi,  al  ruolo e al senso di responsabilità che dobbiamo  avere
  sempre vivo.
   Mi  dispiace  per il nostro assessore nonché Vicepresidente  della
  Regione,  onorevole Cimino, che si è allontanato in questo momento,
  il  quale  forse pensa di fare un cadeaux al Presidente  Berlusconi
  quando  da  questa  Aula il PD, in maniera forte  e  chiara,  porta
  avanti  una  serie  di accuse verso il Governo nazionale,  dove  io
  ritengo  che  la  fragilità  che  si  determina  con  un'azione  di
  arroganza  che  ha  riguardato questo  Governo  nella  mancanza  di
  rispetto  di  regole  ma anche di coerenza,  porti  ad  una  realtà
  appunto diversa da quella che era l'espressione elettorale.
   Questa  arroganza determina un momento di fragilità nei  confronti
  del  Governo  nazionale  dove, probabilmente,  poteva  esserci  una
  risposta  ai  temi  in maniera diversa e dove, mi  auguro,  che  la
  sensibilità del Governo Berlusconi, del Presidente Berlusconi,  sia
  sempre  quella di capire che in Sicilia sicuramente  -  non  avendo
  bisogno  di  un Partito del Sud, ma esistendo un problema  Sud,  un
  problema  necessariamente  da  affrontare  per  colmare  quel   gap
  infrastrutturale che la storia, gli anni, i tempi hanno determinato
  -  con un impegno diverso potrà determinare, invece, un momento  di
  crescita e di inversione di tendenza.
   Ho  seguito  alcuni  interventi e ritengo poco  serio  pensare  di
  scaricare  valanghe di accuse su chi ha portato  avanti  precedenti
  esperienze politiche e parlamentari.
   Io  ritengo  che ci sia stata nella gestione della  cosa  pubblica
  siciliana  la concreta presenza di tante forze politiche che  oggi,
  magari, pensano di prendere le distanze, come l'MPA.
   Dobbiamo seriamente pensare ad una ipotesi in cui, per entrare nel
  merito  dei problemi, oggi c'è una questione di fondo: la paventata
  difficoltà  della  situazione finanziaria e delle  entrate  che  in
  bilancio  hanno una voce determinante, che viene fatta su una  voce
  di  stima,  dove  il  trend  di fatto congiunturale  porta  ad  una
  probabile  decurtazione, ad una probabile fase di  riduzione  delle
  entrate, è un argomento che deve farci riflettere.
   Non  è  possibile che qui ognuno reciti a soggetto, che un PD  che
  magari  prima  denunciava questi problemi, oggi, invece,  pensi  di
  sostenerne  una  parte determinandone così, forse  per  la  propria
  presenza,  una  speranza  di  crescita  delle  entrate  in  maniera
  diversa.
   Il  fattore delle entrate è legato ad un andamento complessivo che
  oggi  le  voci  di stima portano a dire che subirà  una  riduzione.
  Questo  è un elemento che deve farci riflettere perché noi dobbiamo
  pur  dire  che in Sicilia il bilancio ha una sua spesa strutturata,
  una  sua  spesa sociale legata ad una serie di interventi che  sono
  stati  fatti nel tempo e che, di fatto, determinano una voce rigida
  di spesa che possiamo anche considerare spesa sociale.
   Ma  la  spesa  sociale, per essere tale e per poter  essere  anche
  sostenuta,  richiede una spesa produttiva, richiede un  momento  in
  cui  deve  esserci  la  possibilità  di  chi  produce  risorse  per
  sostenere  la  spesa sociale e, sicuramente, questa è quella  parte
  dell'imprenditoria,  quella parte dell'economia  che  deve  trovare
  nella  possibilità dell'azione di sostegno che la Regione siciliana
  deve portare avanti, un momento di concreto supporto.
   In  questo,  io  penso a quella che forse è, ed è  diventata,  una
  nuova  ipotesi  di  ragionamento: la legge sul credito  di  imposta
  sugli investimenti, sul credito di imposta sull'occupazione che, in
  questa   finanziaria,  sicuramente  è  un  punto  di  qualità   nel
  realizzare un obiettivo, la possibilità - su questo intervengo e su
  questo  insisto con l'assessore e vicepresidente, onorevole Cimino,
  nonché  col  Governatore, perché sul problema  del  credito  e  sul
  problema IRAP ci sia un'attenzione diversa.
   Noi vogliamo, attraverso quest'altro argomento importante, che  ha
  visto l'esenzione IRAP per il periodo 2003-2008, per quelle aziende
  che  hanno  incrementato la loro attività, quindi quella  parte  di
  impresa  produttiva  che  sicuramente crea  risorse  per  la  spesa
  produttiva.
   Così  come il problema deve essere riproposto: mi si dice che  non
  c'è  da parte del Governo la disponibilità per ragioni finanziarie,
  io dico che questo deve diventare, invece, priorità. La possibilità
  di  dare  questo sostegno, attraverso l'esenzione IRAP, per  quella
  parte  di  incremento  di attività, significa dare  la  possibilità
  concreta di far crescere l'attività produttiva e, quindi, la  spesa
  produttiva per la Sicilia.
   L'altro tema importante é sicuramente il rapporto con le banche.
   Un'azienda  che  ha,  oggi,  bisogno di  risorse  finanziarie,  di
  ossigeno, di polmone finanziario deve avere, da parte delle banche,
  una disponibilità diversa su cui oggi non c'è un segnale concreto.
   C'è invece un grande segnale di sufficienza, le banche trattano la
  micro-impresa siciliana con grande senso di sufficienza.  Questo  è
  un  altro  argomento  a  cui guardare per vedere  come  reagire  in
  maniera seria.
   Sul  tema  dell'agricoltura abbiamo avuto un momento di  confronto
  col  Governo  e  abbiamo detto che sul piano dei princìpi  e  degli
  annunci c'è una condivisione, mentre sul piano concreto dei  fatti,
  no, perché le risorse finanziarie devono essere dirottate verso  il
  comparto agricolo che è agonizzante, che vede 250 mila partite IVA,
  un  milione  di  addetti. Ciò significherebbe  dare  un  minimo  di
  ossigeno   attraverso  il  credito  di  esercizio,  attraverso   la
  sospensione  delle  passività  onerose,  ed  anche  attraverso   un
  intervento per la gestione diretta.
   E poi, sul problema dell'acqua ritengo che non si possa cancellare
  con  un emendamento una ipotesi che ritengo debba essere riformata,
  e   c'è  anche  da  parte  dell'intero  Parlamento  la  volontà  di
  affrontare il tema. Probabilmente, non è un tema da finanziaria;  è
  un  tema  che  richiede un intervento legislativo.  Ragionevolmente
  ritengo che anche su questo l'Assemblea debba potersi esprimere  e,
  quindi,  così  come sulle società, abbiamo trovato  in  Commissione
  Bilancio una soluzione, l'onorevole Beninati ci ha portato  poi  ad
  avere  questa  possibilità di ragionare in termini di  proposta  di
  legge.
   Concludo dicendo che, al di là delle posizioni politiche e  al  di
  là  della tendenza di ognuno a recitare a soggetto, c'è una  grande
  necessità:  capire che davanti ad una crisi finanziaria che  esiste
  in  senso  generale noi, come realtà più fragile, abbiamo  il  peso
  maggiore, dobbiamo avere la capacità di sopportare e mettiamoci  in
  testa  che  dobbiamo distinguere, per sostenere la  spesa  sociale,
  dobbiamo avere una attività di impresa ed una spesa produttiva  che
  dia questa possibilità.
   E'  chiaro,  anche su questo bisogna pensare ad una inversione  di
  tendenza  e,  quindi,  concludo  dicendo  che  i  problemi  non  si
  risolvono  solo  a  colpi  di maggioranza,  magari  di  maggioranze
  ritrovate  dell'ultimo minuto, ma su alcuni temi abbiamo  il  senso
  dell'impegno istituzionale da portare avanti; difendiamolo.  Questo
  è ciò che la Sicilia si aspetta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa, pertanto,  all'articolo
  1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                   Stato di previsione dell'entrata

   1.   L'ammontare  delle  entrate  che  si  prevede  di  accertare,
  riscuotere   e  versare  nelle  casse  della  Regione  per   l'anno
  finanziario 2010 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di  ogni
  altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
  (tabella A)».

   Onorevoli colleghi, la discussione dell'articolo 1 si sospende per
  passare  all'esame  della  Tabella  A  del  bilancio  annuale.   La
  Presidenza  avverte che l'approvazione delle unità previsionali  di
  base  della  Entrata  e dell'articolo 1 avverrà  facendo  salve  le
  modifiche  agli  stessi, conseguenti all'approvazione  della  legge
  finanziaria.
   Avverto  che si procederà a votare le unità previsionali  di  base
  dell'Entrata secondo le Amministrazioni competenti ed il titolo.
   Si   passa   allo  Stato  di  previsione  dell'Entrata  -   Avanzo
  finanziario presunto.
   Si  passa all'Economia - Entrate correnti, in conto capitale e per
  accensione di prestiti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.3.8.3.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  mi dispiace  che  ad  un'articolata
  discussione generale sul bilancio e sulla finanziaria,  il  Governo
  non abbia ritenuto di fare una sintesi su ciò che è stato detto dai
  diversi  colleghi. E mi soffermo, visto che parliamo  dell'articolo
  1,  proprio sull'Entrata, dove da un lato il capogruppo del  Popolo
  della Libertà, del mio partito, l'onorevole Leontini, dice in  modo
  chiaro al Governo che l'iscrizione in bilancio della valorizzazione
  degli  immobili per duecento milioni di euro, è una iscrizione,  al
  momento, fantasiosa.
   Ma  la  cosa  più grave è l'accusa che il segretario  del  Partito
  Democratico  fa  allo stesso assessore Cimino.  Il  segretario  del
  Partito  Democratico,  nel suo intervento, richiamando  l'onorevole
  Leontini,  dice:   di cosa stai parlando, dei duecento  milioni  di
  euro,  quando  lo  scorso anno l'assessore per il  bilancio  ne  ha
  iscritti  900  milioni?   Per  la verità,  poi,  gli  uffici  hanno
  rettificato  in 150 milioni di euro con le variazioni di  bilancio,
  quindi  l'intervento  del segretario del  PD  era  più  da  comizio
  elettorale che non da dato contabile.
   Onorevole Lupo, l'assessore è sempre quello: una volta lo tenevamo
  noi, non dico per i capelli perché ne ha pochi, oggi lo tenete voi.
  E  rispetto a questo non vi dovete sorprendere di avere cambiato la
  politica  d'emblée sulle entrate. La politica non la  può  cambiare
  nessuno rispetto ai conti che questa Regione ha da trent'anni;  non
  c'è un miracolato o, addirittura, un santo che possa mettere mano a
  quei conti.
   Si  potrebbe  fare cosa diversa: a differenza dell'intervento  del
  rappresentante del  Movimento per le Autonomie, contenere la  spesa
  ma contenerla veramente. Ne parleremo sugli altri articoli.
   Lo  sperpero  di denaro: solo in un assessorato, Presidente  della
  Regione,  un  milione  di  euro  per  i  consulenti.  In  un   solo
  assessorato un milione di euro che, sommato a tutti gli altri...
   Siamo qui sereni con il silenzio di un partito che sostiene questo
  Governo  e  con  il  silenzio  di  quasi  tutti  quelli  che  hanno
  partecipato, così come ha detto il capogruppo del Movimento per  le
  Autonomie.
   Quindi,  rispetto a tutto questo, mi dispiace che il  Governo  non
  abbia  replicato a quello che, invece, era un doveroso richiamo  al
  Parlamento di ciò che è stato l'intervento sull'articolo 1 e  sulla
  tabella  A. Una razionalizzazione, forse una verità in più rispetto
  al  passato; ma ancora, da qui ad accusare prima Berlusconi  e  poi
  due  volte  Cimino,  ce ne vuole. E non prendiamo  lezioni  da  chi
  questo lo ha consentito per anni, è chiaro. E rispetto a questo, al
  continuo  silenzio  del  Governo,  dimostreremo  a  quest'Aula  che
  l'intervento  del  nostro  capogruppo  non  solo  era  fondato,  ma
  riteniamo  indispensabile un intervento emendativo  del  Governo  a
  questo bilancio per arrivare ad approvarlo.
   Senza  un  intervento emendativo all'entrata  e  alla  spesa,  sia
  corrente che in conto capitale, riteniamo che l'Aula non sia  nelle
  condizioni,  in  questi  giorni, di  approvare  il  bilancio  della
  Regione.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole De Luca,  vorrei
  ricordare  che ai fini dell'economia dei lavori si può intervenire,
  a  termini  di Regolamento, una sola volta su ogni articolo  e  per
  illustrare tutti gli emendamenti.
   Vorrei  ricordarlo anche all'onorevole De Luca che ha  chiesto  di
  parlare sull'articolo 1. Prego, ha facoltà di parlare.

   DE LUCA. Signor Presidente, mi riservo comunque di approfondire la
  questione  che lei ha detto  perché mi auguro che non si  crei  una
  situazione  dove  ci si impedisce di esprimerci legittimamente  sui
  nostri  emendamenti. Lo voglio dire prima e, quindi,  approfondiamo
  successivamente la questione perché non vorrei che si instauri  una
  situazione  che  francamente  non  appartiene,  invece,  al   clima
  idilliaco che tutti quanti vogliamo instaurare.
   Per  quanto  riguarda  l'articolo 1, faccio  semplicemente  questa
  affermazione  al  Governo  e all'Aula:  desidero  che  vi  mettiate
  d'accordo  perché  ci  sono  degli elementi  in  totale  contrasto,
  assessore  Cimino   Se  è  vero  -  ma  io  ritengo  di  no  -  che
  l'intervento dell'onorevole Lupo possa prendersi come parametro per
  quanto    riguarda   l'individuazione   delle   entrate,    allora,
  francamente, c'è qualche cosa che non va.  Mettiamoci d'accordo  su
  alcune espressioni, anche gravi, perché quando da questo pulpito si
  sostiene  che l'economia è in continua depressione, che le  entrate
  vengono  calcolate  in funzione di determinati parametri  che  sono
  totalmente diversi da quelli contenuti in questa relazione, che  il
  governo  Berlusconi non ha messo a disposizione  i  FAS,  questa  è
  un'altra cosa gravissima.
   Allora,  quello  che c'è nel bilancio che cos'è? Fave  o  FAS?  E'
  meglio  chiarire queste cose, assessore Cimino, perché poco  fa  ho
  detto  che  accetto  questa  sfida  riformatrice  del  Governo,  ma
  dobbiamo  farla  tutti  assieme parlando un  unico  linguaggio.  E,
  naturalmente,  quello che ho sentito finora,  da  questo  punto  di
  vista, non è un linguaggio compatibile con i numeri che sono  stati
  iscritti in questo bilancio.
   Ed   è   fondamentale,  signor  Presidente,  partire   esattamente
  dall'articolo  1,  perché su questo tutti  quanti  dobbiamo  essere
  d'accordo:  o  l'articolo 1 è autentico oppure, se le dissertazioni
  fatte  da  questo pulpito sono fini a se stesse e propagandistiche,
  allora  è  un  conto, se sono veritiere è un altro  conto   Allora,
  prima  di votare dobbiamo fermarci e capire realmente se, da questo
  punto  di  vista, noi assistiamo a semplici dichiarazioni politiche
  che  nulla a che vedere hanno con il testo, oppure ognuno  di  noi,
  come  esprime  il proprio voto, lo esprime perché  ritiene  che  il
  testo, da questo punto di vista, sia autentico.
   Questo lo voglio dire perché qualunque ragionamento riformista non
  può  partire  da presupposti non chiari in quanto,  alla  fine,  le
  riforme  di  qualunque  natura comunque  hanno  un  termine  che  è
   picciuli   da  un  lato  e  dall'altro.  Ci  sono  le  riforme  di
  razionalizzazione  e  di risparmio, ma questa finanziaria  contiene
  oltre un miliardo e mezzo di spesa, che è la sommatoria delle nuove
  entrate  previste in bilancio più l'autorizzazione per l'assunzione
  di nuovi mutui. E noi parliamo di un miliardo e mezzo.
   E'  una manovra che in questi tre anni non ho mai visto ed  è  una
  manovra  importante  perché  si tende  a  dare  uno  scossone  alla
  economia  stagnante di quest'Isola, e ha fatto bene  il  Governo  a
  proporre  una  finanziaria così vasta; ma i presupposti  di  questa
  finanziaria  devono essere chiari. Diversamente,  non  è  pensabile
  assistere a discorsi propagandistici, politici, strumentali di  chi
  contribuisce a scrivere questa finanziaria e poi da qua cancella, o
  meglio  smentisce  i  numeri  contenuti nella  finanziaria  stessa.
  Questo  è  un  gioco  delle parti al quale non si  può  sottostare,
  assolutamente  no, perché qui c'è chi ha scritto e  chi  demolisce,
  chi ha suggerito e chi smentisce
   Mettiamoci d'accordo sul messaggio che dobbiamo dare alla  Sicilia
  e  ai  siciliani perché tra poco qui ci confonderemo  le  idee,  si
  stanno  confondendo i ruoli di ognuno di noi e non si  sta  capendo
  più da questo punto di vista chi scrive e chi smentisce.
   Signor  Presidente,  io chiedo che l'assessore  Cimino  intervenga
  sull'articolo  1.  Ciò  é  fondamentale  per  poter  continuare   a
  sostenere  l'azione proposta con la finanziaria e,  soprattutto,  è
  fondamentale, Assessore, per smentire - lei deve smentire - chi  da
  questo  pulpito  si è permesso di fornire elementi  di  valutazione
  all'Aula che smentiscono il testo che noi stiamo per esaminare.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, diversi degli interventi che testé abbiamo avuto modo  di
  sentire  sono  stati  interventi che già  in  Commissione  Bilancio
  abbiamo avuto modo di approfondire.
   Questa vuol essere una manovra equilibrata, una manovra che  tenga
  conto  di un passato difficile nella redazione dei bilanci e  delle
  finanziarie  regionali; difficoltà che oggi,  più  che  mai,  viene
  fuori  dalla ristrettezza del nostro bilancio regionale. Cosa  che,
  devo  dirvi,  in  Commissione ha trovato i parlamentari  attenti  a
  cercare  di  portare  avanti quelle azioni di rigore  ed  anche  di
  innovazione  che  il Governo ha voluto proporre e  che,  in  alcuni
  casi, è stata posta, sia da chi sostiene il Governo ma anche da chi
  non lo sostiene, la possibilità di approfondire alcune tematiche  e
  anche  l'opportunità di dare dei tempi, come per la  riforma  delle
  società  partecipate o per la riforma della formazione:  iniziative
  che  il  Governo  ha voluto proporre all'Assemblea  e  che  ritiene
  prioritarie  perché  le riforme sono collegate  all'economia  della
  nostra pubblica amministrazione.
   E  le  riforme  che  il Governo ha proposto spero  possano  essere
  esitate presto, con il parere vincolante della Commissione, come  è
  stato  richiesto  in  alcuni  casi,  o  con  testi  organici  della
  Commissione  Lavoro,  come è stato richiesto dal  presidente  della
  quinta   Commissione;  con  iniziative  che   comunque   diano   la
  possibilità a tutti noi di accelerare questa fase di riforma  e  di
  ricostruzione  di un bilancio della Regione che vive  un  patto  di
  stabilità  europea, un patto di stabilità nazionale,  un  patto  di
  stabilità della Sicilia nei confronti dei comuni.
   Noi  vogliamo  accettare  le  proposte  migliorative  che  vengono
  dall'Aula, come è stato ben ribadito da diversi onorevoli colleghi.
   Abbiamo  predisposto un emendamento per la crisi  in  agricoltura,
  fortemente  sostenuto da una parte politica e abbiamo voluto,  allo
  stesso  tempo,  sostenere anche alcune iniziative  che  il  Partito
  Democratico  ha  proposto proprio perché questa  vuole  essere  una
  finanziaria equilibrata, di rigore, di sviluppo e, soprattutto,  di
  consapevolezza  e  di  responsabilità che  la  nostra  Regione  sta
  vivendo.
   Sul  tema  delle entrate - onorevole De Luca, onorevoli  colleghi,
  voglio  essere  chiaro -, sulle entrate non vi  è  alcuna  falsità
  Vogliamo  muoverci  in  piena  trasparenza,  in  piena  azione   di
  veridicità. Quello che risulta negli atti è dato dagli uffici e dai
  dipartimenti interessati, dal consolidato e dalle entrate accertate
  e  introitate  nel  2009, aumentate dagli acconti  che  sono  stati
  incassati per il 2010. Su questo vogliamo poter lavorare.
   Il  bilancio  della  Regione  porterà  sicuramente  la  firma  del
  Presidente,  la  firma dell'Assessore per l'economia,  ma  pure  il
  pieno  apprezzamento di quest'Assemblea che negli  anni  ha  sempre
  deliberato il bilancio tenendo conto delle istanze dei Siciliani e,
  oggi  più che mai, dobbiamo tenere conto di quelle istanze ma anche
  del  futuro  di  questa Terra, che non può essere saccheggiata  con
  spese che, purtroppo, non sono produttive e con spese che, come gli
  onorevoli  colleghi  sanno, stiamo cercando di inserire  nel  campo
  degli investimenti, delle infrastrutture, per aumentare il prodotto
  interno  lordo  del  nostro  territorio e,  soprattutto,  per  fare
  crescere le nostre comunità.

   CORONA. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, intervengo brevemente sull'articolo  1
  dopo  aver  ascoltato finalmente l'assessore Cimino. Forse  sarebbe
  stato più opportuno che fosse intervenuto sabato scorso, quando  il
  Governo   era  assente  in  Aula  e  abbiamo  dovuto  rinviare   la
  discussione  generale ad oggi pomeriggio, e prima della discussione
  generale,  così  come  ha  fatto il presidente  della  Commissione,
  onorevole Savona.
   E'  la  seconda  volta  che  io partecipo  ai  lavori  d'Aula  per
  l'approvazione  del bilancio e della finanziaria e  credo  che  sia
  cambiato qualcosa rispetto all'anno scorso, non tanto ma qualcosa.
   Innanzitutto,  ritengo  un  fatto certamente  negativo  avere  noi
  parlamentari  poca  possibilità di intervenire concretamente  sulle
  politiche di spesa della Regione a favore dei Siciliani, come  pure
  arrivare  in  zona  Cesarini a distanza di quattro,  cinque  giorni
  dalla  scadenza  del  termine massimo,  è  un  fatto  negativo.  Il
  Governo,  certo, ha commesso un altro errore, così  come  ha  fatto
  l'anno scorso.
   Però, questa volta abbiamo apprezzato qualche segnale positivo  da
  parte  dell'assessore Cimino, perché egli è stato assessore  l'anno
  scorso,  nel 2009, quando abbiamo approvato il bilancio,  ed  anche
  quest'anno.  C'è il tentativo di ridurre la spesa,  così  come  c'è
  stato l'anno scorso.
   Non c'è, però, una visione che possa dare respiro alla spesa della
  Regione,  che  possa tenere nel debito conto tutte le  istanze,  le
  speranze  e le attese dei Siciliani, che guardano a questo bilancio
  e  a  questa  finanziaria come coloro che aspettano  la  grazia  da
  qualche  santo. Purtroppo, questo bilancio e questa finanziaria  si
  caricano  di significato in tale direzione: basta vedere  le  tante
  manifestazioni, i palazzi istituzionali accerchiati da tanta  gente
  che,  legittimamente, si rivolge alla politica perché questa faccia
  un  salto  di qualità e guardi più agli interessi di chi sta  fuori
  che a quelli di questo palazzo.
   La  Commissione Bilancio ha lavorato anche di notte,  la  notte  è
  diventata giorno, ed io mi auguro che l'Aula non applichi lo stesso
  principio:  non possiamo lavorare ventiquattro ore su  ventiquattro
  sol perchè siamo spinti dalla scadenza del 30 aprile. Abbiamo tutto
  il tempo in questi giorni di affrontare le questioni che riguardano
  le scelte che dobbiamo fare, tenendo conto delle priorità.
   Assistiamo quest'anno, rispetto all'anno scorso, ad un reato,  che
  certamente  potrebbe ascriversi a qualche aula  di  tribunale,  una
  sorta  di  appropriazione indebita da parte del PD, che oggi  viene
  qui   a   svolgere  un  ruolo  di  maggioranza  diverso  da  quello
  assegnatogli  dagli  elettori siciliani, una sorta  di  titolo  non
  ratificato  dalla  volontà  popolare: è un'appropriazione  indebita
  perché detta le linee e suggerisce i temi.
   Allora,  questo  discorso  noi  lo  vogliamo  consacrare  con   la
  votazione  di  questo  bilancio per dimostrare  ai  siciliani  come
  concretamente il PD ha dato i suggerimenti e gli assist  giusti  al
  Governo,  e poi lo deve sostenere con il proprio voto qui  in  Aula
  per dire ai siciliani che il PD in questa Aula è stato soddisfatto,
  anziché  i  siciliani,  con tutti i temi ed i  problemi  che  hanno
  sottoposto anche alla politica regionale.

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che  al
  Governo interessi il contributo di tutti i parlamentari, sia quelli
  della nuova maggioranza sia quelli della nuova opposizione.
   Ho  avuto  il  pregio  di parlare dopo l'intervento  dell'amico  e
  collega,  onorevole assessore Michele Cimino e,  quindi,  ho  avuto
  anche  il pregio di ascoltare dalla sua viva voce la pianificazione
  e  la strategia del disegno di legge che ci apprestiamo a votare e,
  quindi, l'anima della finanziaria.
   Devo dire, per la verità, che in questo Parlamento c'è un poco  di
  gioco delle parti, dove spesso si lanciano messaggi trasversali che
  difficilmente si capiscono se non si sta più che attenti e  se  non
  si è profondi conoscitori della vita politica siciliana.
   Poco   fa,  per  esempio,  ho  ascoltato  l'intervento  del  bravo
  onorevole Lupo, segretario regionale del PD che, parlando dei fondi
  FAS,  criticava  il  Governo nazionale e quindi il  presidente  del
  Consiglio   Silvio   Berlusconi  sui  ritardi   o   sulla   mancata
  assegnazione  dei  fondi FAS o, comunque, su  una  diminuzione  del
  trasferimento delle risorse alla Sicilia. Il paradosso qual è?
   Che  parla  il  segretario regionale del  partito  che  oggi,  per
  volontà  del Presidente Lombardo e non degli elettori, è  diventato
  partito di governo in questa regione, e parla contro il partito del
  presidente  del  Consiglio dei Ministri al quale mi  pare,  fino  a
  prova contraria, che appartiene anche l'onorevole Michele Cimino

   GIANNI. No, non è vero

   CAPUTO.  Lei è dell'UDC ed è all'opposizione a Palermo e  a  Roma,
  probabilmente anche in Europa. Quindi, stare in Aula è utile  anche
  perché  si  capisce questo clima di grande chiarezza  politica  che
  c'è,  dove  i  trasformismi  e  la confusione  regnano,  e  regnano
  sovrani.
   Sono  chiamato,  come  tutti, ad intervenire sull'articolo  1,  ma
  l'articolo  1 segue la premessa e la relazione a quello  che  è  la
  finanziaria.
   Io  credo,  assessore Cimino, che tra quello che avete  scritto  e
  quello   che   avete   detto   ci  sono   notevolissime   e   gravi
  contraddizioni, gravissime contraddizioni. E sono gravi non  perché
  hanno  una  valenza  politica ma perché hanno  una  forte  ricaduta
  economica,  perché  quello  che voi non  state  facendo  in  questa
  finanziaria e in questo bilancio avrà ripercussioni su tutto quello
  che  è  l'economia e lo sviluppo della Sicilia, una Sicilia  che  è
  terra  di  crisi,  non solo terra di mafia, ma  è  terra  di  crisi
  economica,  è terra di disoccupazione, nuova, attuale e futura.  Ha
  detto  bene  l'onorevole  Lupo,  il  dato  della  disoccupazione  è
  aumentato  in maniera esponenziale. Sarà un caso, ma da  quando  il
  presidente  Lombardo  ha assunto la guida  del  governo  di  questa
  Regione,  in  parallelo è aumentato il numero  dei  disoccupati  in
  Sicilia.
   Sarà un caso, ma certamente i dati e i tempi corrispondono.
   Io  vorrei  capire  se il testo che avete scritto  è  quello  pre-
  riunione della Commissione Bilancio o è il testo che è uscito dalla
  Commissione  Bilancio, ma evidentemente chi lo ha  scritto  non  ha
  lavorato  in  Commissione Bilancio o non ha  capito  quello  che  è
  uscito dal voto della Commissione Bilancio.
   Infatti,   quando   qui   mi   si  dice   che,   sull'onda   della
  razionalizzazione della spesa pubblica, si è proceduto ad  incidere
  sul  sistema  delle  società partecipate regionali,  voglio  capire
  quali sono le società partecipate regionali che abbiamo cancellato,
  modificato, accorpato, riunificato in Commissione Bilancio e quindi
  in  Aula. Non c'è un provvedimento perché è stato ritirato,  perché
  non è stato portato.
   In  termini di lotta alla disoccupazione, cosa è stato inserito in
  questa  manovra  economico-finanziaria? Non c'è  una  norma  seria,
  degna  di  chiamarsi  tale  che, in caso di  concreta  applicazione
  legislativa  ed economica, possa incidere positivamente sull'enorme
  flusso della disoccupazione in Sicilia
   Onorevole  Presidente della Regione, io non vorrei che  lei  fosse
  informato  male  dai suoi assessori o che non le  dicessero  quello
  che, effettivamente, succede nel governo di questa Regione.
   Questa  finanziaria,  prima ancora che a  non  votarla  saranno  i
  partiti  di  opposizione  in quest'Aula, è  stata  bocciata,  prima
  ancora  di  arrivare in Commissione Bilancio, da  Confindustria.  E
  Confindustria   non  è  un  corpo  estraneo  in   questa   regione;
  Confindustria,   fino   a  prova  contraria,   è   la   prestigiosa
  organizzazione  imprenditoriale siciliana e  nazionale  alla  quale
  appartiene  il mio amico e persona che stimo moltissimo,  l'attuale
  assessore   alle   attività   produttive,   Marco   Venturi,    che
  indubbiamente,   per   voce   del  suo   presidente   regionale   e
  vicepresidente  nazionale, il dottor Lo Bello, ha  bocciato  questa
  finanziaria  ancor prima che venisse esaminata dalla Commissione  e
  dall'Aula  come una manovra apertamente clientelare che non  incide
  minimamente sullo sviluppo economico di questa Sicilia.
   Signor  Presidente,  ho  concluso, poi  naturalmente  chiederò  la
  parola sugli altri articoli a seguire. Ma è chiaro che quello che è
  scritto in questa relazione è assolutamente il contrario di  quello
  che  si  è  fatto. I numeri, la filosofia, la volontà politica  non
  c'è,  e  questa  è  una finanziaria carrozzone, è  una  finanziaria
  clientelare,  buona soltanto per far fare campagna elettorale  agli
  uomini di questo Governo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  1
  in  particolare  vorrei richiamare l'attenzione  dell'Assessore  e,
  soprattutto, del Presidente su una particolarità.
   Onorevole Assessore, la prego di essere attento perché, quando lei
  parla,  io  sono sempre attento.   Vorrei chiederle  in  particolar
  modo sull'articolo 1, anche se poi è riportato all'articolo 8 e 9 -
  onorevole Caputo, non mi distragga l'assessore per l'industria, ex,
  perché sto toccando un argomento che riguarda anche lui quando  era
  assessore -, ho cercato di capire che, in effetti, con l'articolo 8
  abbiamo ritoccato tutte le tasse regionali e, sinceramente, fino ad
  ora questo non l'ha detto nessuno.
   Abbiamo  rivisto  -  forse bisognava farlo prima  -  e  certamente
  stiamo  aumentando  una  quantità di  tasse,  bisogna  dirlo,  e  i
  siciliani  pagheranno, da questa finanziaria  in  poi,  di  più  di
  quanto   pagavano  prima.  In  particolare,  ve  ne  potrei  citare
  qualcuna, ma certo non sto ora a dirle una per una perché si tratta
  di  un  paio  di  pagine, si parla di tutto: di  autorizzazioni  di
  collaudo   per   aggiornamento  ed   emissione  di   documenti   di
  circolazione   (parlo   degli  uffici  della  motorizzazione),   di
  omologazione  di  veicoli,  200  euro,  di  omologazione  per  enti
  tecnici;   si   parla  di  tutto  un  insieme  di  cose,   perfino,
  addirittura, di visite e prove di recipienti, 186 euro, a un  certo
  punto arriviamo all'articolo 9.
   Ho capito che, bene o male, stiamo mettendo questi aumenti, queste
  nuove tasse - dobbiamo dirlo e lo ripeto sempre - in più rispetto a
  prima  per creare correttamente entrate; ebbene, a un certo  punto,
  all'articolo  9  vedo anche qui ulteriori tasse per le  concessioni
  governative,  in  particolare  per le cave:  un'autorizzazione  per
  l'esercizio di cava, colleghi, forse non l'avete letto, costa mille
  euro. Assessore, le ha guardate queste carte?

   CIMINO, assessore per l'economia. Sì.

   BENINATI.   Allora,  mi  domando  come  sia  possibile   che   per
  l'autorizzazione di cose di poco conto si paga duecento euro e  per
  l'autorizzazione  all'esercizio di una  cava  avete  previsto  solo
  mille euro.
   Onestamente,  l'importanza di una cava rispetto ad  una  qualunque
  autorizzazione  di  poco conto di un veicolo mi  sembra  ben  altra
  cosa,   caro   Assessore.  Forse  poteva  essere  l'occasione,   in
  determinati settori, per intervenire in maniera più forte.
   Ma   guardi  un  po':  per  autorizzare  la  costruzione  di   una
  raffineria,  Presidente,  a lei che non  ama  molto  le  raffinerie
  perché  lei è per l'ambiente, lo sa quanto costa fare la  richiesta
  per  una  raffineria  in  Sicilia?  Bene,  una  autorizzazione   di
  esercizio costa 6 mila euro. Ora, per delle bombole 280- 200  euro,
  per una raffineria seimila euro
   Non  so,  forse  hanno  sbagliato, ci manca  qualche  zero   Forse
  avrebbe  avuto più senso prevedere sessantamila euro  che  metterne
  solo  seimila.  Così  noi incoraggiamo le raffinerie,  incoraggiamo
  tutti.
   In questo campo si è avuto un certo ridimensionamento delle cifre,
  mentre  per tutto il resto  abbiamo penalizzato la revisione  degli
  autoveicoli stessi.
   Pertanto,  su  questo richiamo l'attenzione dell'Assessore.  Veda,
  anche  se  sono in una posizione non più di governo  e  neanche  di
  maggioranza,  però  ho  dimostrato senso  di  responsabilità  anche
  l'altro  giorno quando, per caso, passando dalla Commissione,  sono
  venuto  ad agevolare il compito dell'amministrazione e del  Governo
  stesso.
   Però  le  dico,  Presidente, che non  capisco  più  se  in  questa
  finanziaria ci sono norme che procurano entrate. Io mi  sono  letto
  tutti  gli articoli, ma di norme che procurano vere entrate, tranne
  le  tasse,  non  ne ho viste. E, paradossalmente, insieme  a  tanti
  colleghi  di  questa Aula, sia di maggioranza che  di  opposizione,
  avevo  presentato un emendamento - che mi auguro lei faccia suo  in
  Aula  perché  forse è l'unica norma della finanziaria che  potrebbe
  trovare  ingresso  qui  -  che  inseriva  una,  chiamiamola   così,
  sanatoria, ognuno può chiamarla come vuole, si tratta di una  norma
  che è stata inserita due volte in finanziaria, prima nel 2003 e poi
  riproposta  nel 2005, relativa ai cambi di destinazione all'interno
  dei  sottotetti e dei seminterrati. Si tratta dell'unica norma  che
  potrebbe  procurare  entrate alla Regione e ai  Comuni  e  voi  non
  l'avete neanche tenuta in considerazione
   Non  capisco,  allora,  come mai quando c'è qualcosa  che  procura
  entrate  non  se ne discute neanche, e invece norme  di  spese  qui
  dentro  ve  ne sono a non finire, non ultima - e concludo  -  anche
  quella  di  cui  ha  parlato  il mio  collega  Leontini  e  di  cui
  certamente  sarò  un oppositore sotto il profilo della  legittimità
  dell'atto e del merito. Dobbiamo smetterla, Presidente, di inserire
  in  finanziaria norme in contrasto con leggi vigenti, lo so che  mi
  troverò contro gli ambientalisti ma me ne infischio.
   Non  è  possibile che ogni anno con la finanziaria  creiamo  nuovi
  parchi in Sicilia.
   E'  una vergogna. E' una vergogna perché, alla fine, questi parchi
  procurano  illusioni  di assunzioni, e poi è la  Regione  che  deve
  pagare, deve uscire i soldi per finanziare i parchi.
   Ebbene,  dobbiamo  chiudere queste vicende una  volta  per  tutte,
  considerato  altresì  che questa norma -  sto  accertando  con  gli
  uffici  -  sembra non abbia avuto il parere, non solo della  quarta
  Commissione,  che pure era necessario, ma, per giunta,  pure  della
  Commissione Bilancio, quindi non ha la copertura economica.
   Pertanto,  chiedo alla Presidenza dell'Assemblea di  ritornare  su
  questa  vicenda stralciandola dal testo ancora prima di  discuterla
  perché, se entreremo nel merito, ci sarà il resto, anche perché  in
  Sicilia esiste una norma su come istituire i parchi e con la  norma
  inserita in finanziaria si vuole fare tutto il contrario: si  vuole
  prima istituire il parco e poi fare la perimetrazione. Mi sembra il
  parco  dell'Alcantara - lo dico a tutti - che ad  oggi  non  ha  la
  perimetrazione   perché,   a   suo   tempo,   è   stato   istituito
  illegittimamente.  Il  parco dell'Alcantara  -  ripeto  -  è  stato
  istituito  illegittimamente, esiste, e si vuole continuare  a  fare
  così...
   Su  questo,  signor  Presidente - e  concludo  -  sarò  attento  e
  proporrò un emendamento soppressivo di questo articolo, che ho  già
  predisposto,  perché  credo che questa Assemblea  e  il  Presidente
  della  Regione,  che tanto crede alla trasparenza degli  atti,  non
  possa accettare che avvenga una cosa del genere.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Scusatemi, onorevoli colleghi,  avete  un  minuto  di
  tempo  per  iscrivervi a parlare, dopodiché considererò  chiuse  le
  iscrizioni a parlare. Oltre all'intervento dell'onorevole  Caronia,
  se  c'è  qualche altro deputato che deve iscriversi a  parlare,  lo
  faccia.
   Onorevole Caronia, ha facoltà di parlare.

   MANCUSO. Se c'è premura, ce ne possiamo pure andare

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non abbiamo nessuna premura; è  per
  un  corretto svolgimento dei lavori. Chi vuole parlare,  chieda  di
  farlo;  è  da un'ora che si aspetta; finisce l'ultimo intervento  e
  subito dopo c'è un'altra richiesta.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   non   mi
  dilungherò molto ma l'opportunità di essere parlamentare credo  che
  si  possa  svolgere  soltanto all'interno dell'Aula  e,  quindi,  è
  giusto che si dia la parola a tutti. Non è ostruzionismo, ma  credo
  che   siano  dei  contributi  opportuni  che  il  Governo  dovrebbe
  ascoltare  perché vengono da deputati che rappresentano  il  popolo
  siciliano.
   Io  mi  chiedo e chiedo al Governo: in relazione alle entrate,  mi
  faccio una domanda che sottopongo al Governo, soprattutto alla luce
  di una notizia ANSA che è stata diramata e che riguarda la conferma
  da  parte  della  Regione di partecipare alla gara  per  l'acquisto
  della  società  Tirrenia e della collegata Siremar. E'  notizia  di
  qualche  minuto  fa che le manifestazioni di interesse,  che  erano
  state  sedici,  si sono ridotte a otto, e tra queste rimane  valida
  quella  della  Mediterranea Holding, di cui  fa  parte  la  Regione
  Sicilia.
   Allora,  visto che si parla di entrate, visto che sulla spesa  non
  c'è  nessuna voce che riguarda un impegno così importante -  faccio
  presente che si parla di un miliardo di euro -, mi chiedo, rispetto
  alle  entrate, quali siano queste entrate, quale sia questo gettito
  che  possa  permettere la partecipazione ad una  manifestazione  di
  interesse, nonché poi al successivo bando di gara per acquistare la
  Tirrenia  perché nelle entrate non ho visto nessuna voce  né  tanto
  meno nelle spese.
   Nonostante, quindi,  ci sia la partecipazione ad una gara - o, per
  lo meno, alla fase che precede - non riesco a darmi una spiegazione
  e,  quindi,  desidero delle delucidazioni da parte del Governo  per
  capire.
   Rispetto alla questione dei sottotetti, devo dire, Assessore,  che
  ricordo  bene che quella notte, in Commissione Bilancio,  la  norma
  sui  sottotetti era stata approvata, ma  oggi non la vedo  più  nel
  testo  della  finanziaria.  Sicuramente,  come  diceva  l'onorevole
  Beninati, avrebbe prodotto delle entrate per la Regione.  Ecco  che
  adesso il Governo ci annuncia che sarebbe stata ripresentata.
   Mi  chiedo:  il  Governo,  quando ha dato  parere  favorevole  per
  l'approvazione  di  quella norma, non si è stupito  del  fatto  che
  oggi, all'interno dell'articolo 471 bis, la norma non è presente?
   Infine,  vorrei chiedere pure con quale politica miope il  Governo
  si  sia opposto alla stabilizzazione del personale che si occupa di
  V.I.A.  V.A.S.,  ossia quell'ufficio che permette alla  Regione  di
  ottenere circa un miliardo e trecentomilioni di euro nel solo  anno
  2009,  lavoro  che viene svolto da questi lavoratori.  Ci  troviamo
  nella  condizione  che, da quel che ci è stato detto,  questo  sarà
  l'ultimo rinnovo che verrà fatto a questi lavoratori i quali, oggi,
  in quarantasette, assicurano alla Regione la possibilità di dare le
  autorizzazioni  V.I.A.  V.A.S. che alla  Regione  stessa  procurano
  entrate pari a un miliardo e trecentomilioni di euro.
   Allora,  mi  chiedo  come il Governo possa  stabilire  che  questi
  lavoratori   non  dovranno  rimanere in  servizio  e  quindi  dovrà
  formare  nuovi  soggetti che si occuperanno di queste delicatissime
  pratiche  e  dopo ancora prevedere che nel bilancio ci  sia  questa
  entrata.
   Rispetto  a  questi quesiti gradirei che il Governo  potesse  fare
  chiarezza.

   PRESIDENTE.  Si  passa  allo  Stato di previsione  dell'Entrata  -
  Avanzo finanziario presunto.
   Onorevoli  colleghi,  avverto che si procederà  a  votare  le  UPB
  dell'Entrata secondo le Amministrazioni competenti ed il titolo.
   Si  passa all'Economia - Entrate correnti, in conto capitale e per
  accensione di prestiti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   MANCUSO. E l'IRAP? Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per non alterare l'andamento  dei
  lavori, avevo prima annunciato che, a norma di Regolamento, si  può
  intervenire  solo una volta su ogni singolo articolo e  ho  dato  a
  tutti  la  possibilità di intervenire per illustrare l'articolo  1,
  anche a tempo scaduto.
   Ora stiamo votando una parte dell'articolo. Quando ci sarà il voto
  sugli articoli, onorevole Mancuso, lei avrà modo e tempo di fare le
  dichiarazioni di voto sull'articolo.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Romano è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  lei  vuole   costringere   questo
  Parlamento a violare il Regolamento. Io chiederò al presidente  del
  Gruppo  parlamentare  a  cui appartengo di fare  convocare  ora  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per vedere queste
  regole che lei pone su argomenti importantissimi, sulle entrate  di
  questa  Regione,  che  ne ha poche, prima che  si  chiuda  una  UPB
  importantissima, quella relativa all'IRAP, su cui il Governo si era
  impegnato  in  Commissione  ad  istituire  l'Ufficio  speciale  per
  monitorare le entrate dell'IRAP, diventata regionale, perché quello
  che  é  scritto in bilancio non corrisponde neanche al 40 per cento
  del  gettito IRAP dei professionisti e delle imprese iscritto nella
  Regione siciliana  L'evasione è totale
   Eppure  il Governo, dopo l'impegno preso con i parlamentari  della
  Commissione, ne ha fatto non dico carta straccia, non gliene  frega
  nulla delle entrate vere.
   Lo sa quali sono le entrate vere, Presidente della Regione? Sono i
  cinque milioni di euro dell'IRPEF, i due milioni di euro dell'IVA e
  poi l'IRAP, scritta per somme completamente lontane dalla realtà, e
  il  Governo  non fa nulla. Lei ha fatto votare un articolo  che  fa
  perdere almeno un milione di euro alla Regione siciliana, e non  ha
  detto nulla, completamente niente
   Se  questo  è  il modo in cui volete portare avanti la discussione
  con la collaborazione del Parlamento perché avete premura, fate. Vi
  dovete  rendere  conto però che il danno che  state  producendo,  a
  cominciare dalle entrate, è enorme.
   Dov'è  l'Ufficio  speciale,  assessore  Cimino,  che  tanto  aveva
  decantato  in  Commissione, che doveva  servire  a  monitorare  gli
  iscritti con quella che era l'entrata? Dov'è l'Ufficio speciale che
  serve  all'entrata  della  Regione  -  ne  parleremo  nel  prossimo
  articolo per le entrate - per non caricare ogni siciliano, anche il
  più poveretto, con le tasse automobilistiche?
   Da  un lato, tasse automobilistiche per tutti, le mani in tasca  a
  tutti.  Quando si tratta di monitorare l'IRAP, invece, neanche  una
  parola; soprattutto da chi dice che difende i siciliani, da chi  ha
  fatto le guerre in quest'Assemblea per anni - io ci sono da qualche
  anno,  da dieci anni -, le guerre di traverso. Neanche una  parola,
  neanche una parola
   Un  miliardo  di  euro  non  iscritto nel  bilancio,  poi  saranno
  sopravvenienze, saranno tutto quello che vogliamo; ma  ritengo  che
  questa sia una pagina non nera, nerissima.
   Iniziamo una lettura del bilancio e una votazione assurda.
   Signor  Presidente,  intanto  lei  mi  ha  impedito  di  fare  una
  dichiarazione  di voto su una UPB importantissima  che  fa  perdere
  alla  Regione  l'iscrizione  in quel capitolo  di  un  miliardo  di
  entrata.  Un  miliardo  Se lei vuole continuare così, io  sono  ben
  disposto  ad  essere  molto puntuale a  quello  che  lei  oggi  sta
  forzando  e  non  ne  comprendo le ragioni,  non  ne  comprendo  le
  ragioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se voi ritenete che vi  siano  le
  condizioni  per  esaminare i documenti finanziari e andare  avanti,
  questa  Presidenza  cercherà di agevolare il  percorso  per  andare
  avanti.  Se, invece, ritenete che queste condizioni non  ci  siano,
  potete  chiedere  di  convocare la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  per stabilire tempi,  modalità  e  consentire
  anche  alla  Presidenza  di  atteggiarsi sul  contingentamento  dei
  tempi,  su  come  procedere, anche perché  il  lavoro  che  abbiamo
  davanti  non  è  un lavoro di qualche giorno, dato che  sono  stati
  presentati moltissimi  emendamenti.
   Purtroppo, non per colpa di questa Presidenza e neppure per  colpa
  del Parlamento, siamo arrivati agli ultimi giorni  per esaminare la
  finanziaria  e  il  bilancio e credo che  sia  interesse  di  tutti
  arrivare alla fine approvando bilancio e finanziaria.
   Sarebbe  opportuno anche ascoltare il Governo rispetto  alle  cose
  che sono state dette.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulle  questioni
  regolamentari  il Governo purtroppo non ha titolo. La  questione  è
  diversa ed è anche delicata perché si fa appello all'articolo

   PRESIDENTE. Ascoltare il Governo sulle domande poste non dal punto
  di vista regolamentare.

   DE  LUCA. Chiedo venia, signor Presidente. Per quanto riguarda  la
  questione che lei, già per la seconda volta, ha ribadito e che, per
  quanto  mi  riguarda,  secondo la mia breve  esperienza  in  questo
  Parlamento, è stata sollevata soltanto in occasione del disegno  di
  legge di riforma degli ATO rifiuti, finora non avevo mai sentito da
  questa Presidenza una limitazione connessa al numero di emendamenti
  che fanno riferimento ad un unico articolo.
   Mai,  in  questi  tre  anni, io ho sentito  tale  limitazione  nei
  confronti  di  nessuno, di maggioranza e di opposizione.  Anzi,  ho
  notato,  da  questo  punto  di vista, che  per  prassi  si  è  dato
  ampiamente  e legittimamente spazio a coloro che erano  intervenuti
  su  ogni singola virgola, perché, per quanto riguarda alcune  norme
  di  questa finanziaria, signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
  a  tutti  gli effetti delle leggi e sui commi di quelle norme,  che
  sono  importanti, il Parlamento si deve esprimere e, per quanto  mi
  riguarda, intendo esprimermi.
   Per  riguarda  l'interpretazione  restrittiva  dell'articolo  103,
  comma  6,  tanto  per  cominciare a chiamare le  cose  con  nome  e
  cognome, è meglio trovare un compromesso perché il comma è  scritto
  male  e, da questo punto di vista, l'interpretazione che gli Uffici
  o  la  Presidenza danno della possibilità di intervenire  una  sola
  volta  sul singolo articolo  è contro la prassi di quest'Aula,  non
  si  è mai applicata in questi termini, e c'è anche una  inesattezza
  perché  la  norma regolamentare prevede comunque dieci  minuti  per
  ogni singolo intervento.
   Allora,  signor Presidente, cerchiamo di trovare una linea  chiara
  perché, se volete limitare il dibattito, allora dovrei cominciare a
  chiedere di verificare il numero legale in questo momento.
   Se la vogliamo mettere sul piano dell'ostruzionismo, allora dovrei
  chiedere di verificare il numero legale in questo momento.
   Ma   non   è   mia   intenzione  portare  avanti   una   battaglia
  ostruzionistica  e lo dimostro in questo momento non  chiedendo  la
  verifica  del numero legale - ma lo si potrebbe chiedere perché  in
  questa  Aula ci saranno, purtroppo, dovrei aggiungere in  modo  non
  tanto degno, più o meno trenta parlamentari. Non chiedo la verifica
  del   numero  legale,  signor  Presidente  ma  chiedo  che  le  mie
  prerogative  di  parlamentare vengano rispettate.  Non  consento  a
  nessuno e a nessuna interpretazione restrittiva del Regolamento  di
  mettermi il bavaglio su questioni importanti.
   E,  allora,  prima che la situazione degeneri, la  invito,  signor
  Presidente,  a convocare una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari e a stabilire una linea onde evitare che  diventi  uno
  scontro,  che non è così per carità, tra chi parla e chi  presiede.
  Chiariamo  una volta per tutte quali sono le regole  per  i  nostri
  interventi evitando, lo dico chiaramente, che si metta il  bavaglio
  sol  perché  ci  sono migliaia di emendamenti. Quelle  migliaia  di
  emendamenti,  signor Presidente - e l'ho anche chiarito  all'inizio
  del  mio  intervento  - sono una risposta alla  sollecitazione  del
  Governo.
   Vogliamo  contribuire a riscrivere le riforme di  questa  Terra  e
  l'Assemblea  deve  essere  messa  nelle  condizioni,  deputato  per
  deputato,  di poter scrivere un proprio pezzo di riforma di  questa
  Regione.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la ringrazio per il suo intervento.
  Ma  non è certo colpa di questa Presidenza se siamo al 26 di aprile

   DE LUCA. Neanche dei singoli parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 470-470
                             bis-470 ter/A

   PRESIDENTE.   Non   c'è  dubbio  che  lei,  onorevole   De   Luca,
  correttamente  avanzava  la  proposta di  una  sorta  di  gentlemen
  agreement,  come  si  dice in inglese, per cercare  di  arrivare  a
  raggiungere l'obiettivo e la sintesi, da un lato, di consentire  un
  dibattito  consapevole da parte dei deputati ma  anche,  dall'altro
  lato,  di  consentire  alla  Presidenza  di  portare  correttamente
  all'approvazione il bilancio e la finanziaria.
   Ora, tenuto conto che solo per quanto riguarda il bilancio abbiamo
  circa trecento emendamenti e tenuto conto, onorevole De Luca,  che,
  se  dovessimo interpretare in maniera estensiva quello  che  invece
  dispone  il  Regolamento e che per consuetudine si è  fatto,  e  ha
  ragione  lei, in tempi normali, vuol dire che impiegheremmo  cinque
  giorni  solo  per discutere gli emendamenti al bilancio;  dopodiché
  abbiamo quattromilasettecento emendamenti alla finanziaria.
   Allora, la Presidenza ritiene di dare la parola al Governo, perché
  è  giusto  che il Governo risponda ai quesiti importanti  che  sono
  stati posti e ai dubbi che sono stati avanzati, ed è dell'avviso di
  concludere questa sera la parte relativa all'Entrata, dove  non  ci
  sono  emendamenti, e rinviare poi i lavori a domani  mattina,  alle
  ore 10.00, per continuare l'esame del bilancio.
   Se siamo d'accordo e se  il Governo intende rispondere alle accuse
  che sono state avanzate, io penso che l'Aula potrà essere d'accordo
  su questa ipotesi di lavoro.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'economia,  onorevole
  Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   secondo  me  è  necessario  sicuramente   riuscire   ad
  organizzare i lavori di quest'Assemblea proprio perché il tempo che
  abbiamo è breve e il lavoro è notevole.
   Qualcuno  ha  criticato  alcuni errori o superficialità  che  sono
  stati  commessi nel lavoro della Commissione. Io considero  che  il
  lavoro  della Commissione sia stato un lavoro sicuramente pregevole
  ma,  probabilmente,  si  vi è stato qualche  errore,  è  dovuto  al
  protrarsi dei tempi, al lavorare di notte per continuare l'indomani
  mattina, non consentendo anche agli stessi Uffici la possibilità di
  attenzionare  bene le problematiche che erano state  poste  creando
  qualche difficoltà.
   Oggi,  di  fatto,  il  lavoro  dell'Aula  trova  noi  maggiormente
  responsabili  perché dall'esito di questo provvedimento  si  ha  la
  legge  di  bilancio  e  finanziaria e non vi è,  quindi,  l'appello
  dell'Assemblea  regionale  come  è  per  la  Commissione  Bilancio.
  Quindi,  è  bene  contingentare i tempi; è bene  poter  definire  i
  percorsi  che vogliamo darci. Siamo soltanto nella fase di bilancio
  e  tra  poco  -  spero già da domani - dovremmo poter  esaminare  i
  singoli articoli della finanziaria.

   Voglio  tranquillizzare il collega Mancuso, così come ebbi a  dire
  già  in  Commissione  Bilancio, che non  è  necessario  un  Ufficio
  speciale  per monitorare il gettito IRAP e, come ho avuto  modo  di
  ribadire nel contratto che sarà sottoscritto con il direttore delle
  Entrate, tra gli obiettivi che saranno dati, vi sarà proprio quello
  di  poter  attivare un'azione di monitoraggio per il gettito  IRAP,
  così  come  lei stesso ha consigliato al Governo e che  il  Governo
  vuole  poter attuare nell'ambito della propria azione nel  rapporto
  diretto  con il Dipartimento delle Finanze, senza alcuna  necessità
  di  istituire  un nuovo Ufficio speciale, cosa che -  devo  dire  -
  verrà fatta con estrema serenità anche perché la stima dell'IRAP ci
  viene comunicata direttamente dai dati del Ministero.

   PRESIDENTE.  Ringraziamo  l'assessore  per  la  precisazione.   E'
  certamente importante la questione sollevata dall'onorevole Mancuso
  e  la  risposta fornita dal Governo riguarda il fatto di monitorare
  costantemente, dato che sarebbe grave se alla Regione  venissero  a
  mancare delle cifre rilevanti nelle entrate di bilancio.
   Onorevoli  colleghi, come stabilito, continuiamo  con  le  tabelle
  relative ai singoli Dipartimenti.
   Si  passa alla Presidenza della Regione - Entrate correnti  ed  in
  conto capitale: dalla UPB 1.2.1.4.1 alla UPB 1.5.2.6.2.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa alle Attività produttive - Entrate correnti ed in  conto
  capitale: dalla  UPB 2.2.1.4.1 alla UPB 2.2.2.7.2.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si passa ai Beni culturali e identità siciliana - Entrate correnti
  ed in conto capitale: dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.1.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa  all'Energia  e servizi di pubblica  utilità  -  Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale: dalla  UPB  5.2.1.5.2  alla  UPB
  5.3.2.6.1.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa  alla  Famiglia, politiche sociali e  lavoro  -  Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale: dalla  UPB  6.2.1.4.1  alla  UPB
  6.4.2.6.1.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa  alle  Autonomie locali e funzione  pubblica  -  Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale: dalla  UPB  7.2.1.4.1  alla  UPB
  7.3.2.7.2.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa alle Infrastrutture e mobilità - Entrate correnti ed  in
  conto capitale: dalla UPB 8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.1.4.2.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa  alla  Istruzione e formazione professionale  -  Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale: dalla  UPB  9.2.1.4.1  alla  UPB
  9.2.2.6.2.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si passa alle Risorse agricole ed alimentari - Entrate correnti ed
  in conto capitale: dalla UPB 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.7.1.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa  alla  Salute - Entrate correnti ed in  conto  capitale:
  dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB 11.4.1.4.2.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa al Territorio ed ambiente - Entrate correnti ed in conto
  capitale: dalla UPB 12.2.1.2.1 alla UPB 12.4.2.6.1.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Si  passa al Turismo, sport e spettacolo - Entrate correnti ed  in
  conto capitale: dalla UPB 13.2.1.4.1 alla UPB 13.2.2.6.1.
   Pongo  in votazione le UPB. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Pongo in votazione l'intera Tabella A.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in votazione l'articolo 1 del disegno di legge, fatte salve
  le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  27  aprile
  2010, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)   Bilancio  di  previsione della Regione siciliana  per  l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio  2010/2012
  (nn. 470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)

   Relatore di maggioranza: onorevole Savona
   Relatore di minoranza: onorevole D'Asero.

   2)    Disposizioni  programmatiche e correttive per  l'anno  2010
  (nn. 471-471 bis/A) (Seguito).

   Relatore di maggioranza: onorevole Savona
   Relatore di minoranza: onorevole D'Asero.

                   La seduta è tolta alle ore 21.27

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli