Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127,
comma 9, del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti
al fine delle eventuali votazioni mediante procedimento
elettronico che dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Forzese, Scoma e Speziale.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione dei disegni di legge: «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(471-471 bis/A).
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione unificata dei disegni di legge: «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(471-471 bis/A).
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto
nell'apposito banco
Si passa allo Stato di previsione della Spesa.
Do lettura dell'articolo 2:
Art. 2.
Stato di previsione della spesa
Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2010, in conformità dello
stato di previsione della spesa annesso alla presente legge
(tabella B).
Onorevoli colleghi, la discussione si sospende per passare
all'esame della Tabella B del bilancio annuale.
Onorevoli colleghi, avverto che l'approvazione delle unità
previsionali di base della spesa e dell'articolo 2 avverrà facendo
salve le modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria. Avverte inoltre che si procederà nell'esame delle
U.P.B. della spesa secondo l'amministrazione ed il dipartimento o
ufficio equiparato cui compete la gestione delle stesse.
Si passa alla Presidenza della Regione - dalla UPB 1.1.1.1.2 alla
UPB 1.8.2.6.88:
1. Gabinetto, uffici di diretta collaborazione all'opera del
Presidente e alle dirette dipendenze del Presidente
2. Segreteria Generale
3. Ufficio Legislativo e legale
4. Dipartimento regionale della protezione civile
5. Dipartimento regionale della programmazione
6. Dipartimento regionale di Bruxelles e degli affari
extraregionali
7. Uffici speciali
8. Ufficio del garante per la tutela dei diritti fondamentali dei
detenuti.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Corona, Limoli: Tab B.265,
Tab B.267, Tab B.269, Tab B.115, Tab B.117, Tab B.118, Tab B.122,
Tab B.124, Tab B.126, Tab B.130, Tab B.131;
- dall'onorevole Caronia: Tab B.266, Tab B.270, Tab B.271, Tab
B.108, Tab B.109, Tab B.110, Tab B.111, Tab B.113, Tab B.114, Tab
B.116, Tab B.120, Tab B.121, Tab B.123, Tab B.125, Tab B.127,
Tab B.128, Tab B.129;
- dal Governo: Tab B.112;
- dagli onorevoli Leontini, Beninati, D'Asero, Mancuso: Tab
B.119;
- dagli onorevoli Laccoto, Picciolo, Panarello, Gucciardi,
Galvagno, Vitrano e Ammatuna: Tab B.1;
- dagli onorevoli Lupo, Marziano, Cracolici e Panepinto: Tab
B.272.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
chiedere se la discussione generale sull'articolo 2 la facciamo
dopo avere approvato la tabella o prima?
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se si intende farla ora sulla
tabella, la si può fare ora sulla Tabella, altrimenti si rinvia
all'approvazione che sia di discussione generale ma anche di sunto
di tutto ciò che si è fatto all'articolo 1, al momento di approvare
l'articolo 1.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedevo questo perché per noi
sarebbe utile farla dopo per vedere quali sono gli emendamenti che
il Governo accoglie; farla. in questo momento, in una situazione
dove il nostro intervento - quello principale - sugli emendamenti è
sulla spesa per un risparmio di 160 milioni di euro... Speriamo che
il lavoro che svolgiamo questa mattina serva appunto a snellire
quello che è un bilancio appesantito di molte voci inopportune.
Chiedo di rinviare a dopo la discussione generale sull'articolo 2.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2010» (471-471 bis/A).
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione
unificata dei disegni di legge: «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e bilancio
pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470 ter/A);
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
bis/A).
Si procede con l'emendamento Tab B. 265.
DINA. Sarebbe il caso che i firmatari dell'emendamento lo
illustrassero perché si leggono cifre indecifrabili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di iniziare vorrei ripetere
quanto detto ieri. Dovremmo darci un modus operandi. Abbiamo 300
emendamenti all'articolo 2 e siamo stretti tra ciò che prevede il
Regolamento dell'ARS, secondo cui per ogni articolo si può
intervenire una sola volta e non sarebbe possibile illustrare tutti
gli emendamenti all'articolo.
Teoricamente, in base al Regolamento, tutti e 300 gli emendamenti
sono ad un solo articolo, all'articolo 2, e quindi si potrebbe
intervenire una sola volta per illustrare tutti gli emendamenti.
La Presidenza si rende conto che non si può coartare in una
materia così importante, come il bilancio, la possibilità che i
singoli deputati possano intervenire per illustrare quanto meno gli
argomenti più importanti. Pertanto, si dovrebbe trovare una via
d'uscita che contemperi le due esigenze: da un lato l'esigenza del
Parlamento di non essere coartato - posto che non è certamente
colpa del Parlamento se l'esame del bilancio e della finanziaria è
arrivato oggi all'esame dell'Aula, e dall'altro, il rispetto dei
tempi che prevede anche il Regolamento per arrivare
all'approvazione del bilancio e della finanziaria nei tempi utili.
Bisogna, quindi, scegliere, pertanto, quali sono gli emendamenti
più importanti su cui si vuole intervenire in quanto intervenire su
ogni emendamento non è possibile.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che l'Aula debba procedere con
un minimo di ordine. Come è noto è facoltà di ogni deputato
presentare emendamenti alla bozza di bilancio. Ma come è noto la
bozza di bilancio che noi esaminiamo è relativa alle singole unità
previsionali di base.
Il Presidente ha dichiarato all'inizio dell'esame di questo
bilancio che gli emendamenti che venivano riferiti ai singoli
capitoli sarebbero comunque stati considerati alle singole unità
previsionali di base, cosa del tutto legittima, però, Presidente,
le chiedo di sommare alle singole unità revisionali di base i
singoli emendamenti relativi ai capitoli in modo che si esprima una
singola votazione, perché non si possono fare emendamenti ai
capitoli.
Quindi se c'è una UPB, la 1.1.2 ad esempio, e ci sono dieci
emendamenti ai capitoli dell'1.1.2 l'Aula tratterà i dieci
emendamenti come se fosse un unico emendamento altrimenti sono da
dichiarare improponibili, perché come è noto la facoltà del
parlamentare è relativa alla singola UPB non al singolo capitolo.
Ora noi possiamo interpretare tutti i regolamenti come vogliamo,
però, siccome non possiamo come dire utilizzare il Regolamento come
conviene, allora se si va secondo le procedure, queste sono le
procedure.
Gli emendamenti ai singoli capitoli, ancorché come dire relativi a
UPB chiedo quindi che vengano considerati i singoli emendamenti
come un unico emendamento e l'Aula si esprimerà secondo le regole
che sono fissate dal Regolamento. E' evidente che se non si fa
così, altrimenti noi introduciamo un precedente che è quello che
il Parlamentare interviene sul capitolo, capitolo per capitolo,
mentre è facoltà di ridurre o aumentare la previsione al UPB.
Quindi ci dica la Presidenza su questo come intende procedere,
perchè in un modo dobbiamo andare avanti, cioè stabiliamo una
regola, visto che c'è quella scritta, mi pare l'unica che ci possa
mettere tutti d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la Presidenza si è già espressa
su questo e ovviamente il Regolamento prevede che si possa
intervenire solo sull'UPB. Tuttavia, avremo l'elasticità necessaria
di intervenire caso per caso, nel senso di vedere se ci sono
emendamenti accorpabili oppure no. Poi li consideriamo assieme.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che la
discussione comincia a essere interessante perchè il partito
democratico fa il richiamo non so a quale Regolamento, ma mi sembra
anche giusto, perché in una democrazia parlamentare rispettare le
regole e le prassi è la prima cosa.
Signor Presidente, prima di andare avanti, cortesemente, chiedo
agli uffici se possono riferire al Parlamento se la prassi che ha
oggi invocato l'onorevole Cracolici sia stata rispettata negli
ultimi vent'anni. Se così fosse, forse avrebbe ragione l'onorevole
Cracolici. A me pare, dalla poca esperienza che ho in questo
Parlamento che fino a ieri, a memoria, gli interventi sono stati
fatti invece articolo per articolo, cioè UPB per UPB e sono stati
sempre ammessi dalla Presidenza, soprattutto quelli
dell'opposizione, non dico quale, soprattutto quelli delle
opposizioni, sono stati sempre accettati.
Ora richiamarsi a un intervento a gamba tesa alla Presidenza,
dicendo che si deve accorpare, non è possibile votare,
eventualmente il suggerimento di non renderlo ammissibile
l'intervento del Parlamentare mi sembra troppo, quindi è opportuno;
è opportuno invece che qualcuno ci detti le regole, che si riunisca
la Conferenza dei capigruppo in una riunione lunga, articolata ma
decisiva, su quello che è il metodo, se no qui staremo forse tutta
la giornata ad ascoltare le regole dettate dall'ultimo che sale su
questo podio.
Signor Presidente, questo Parlamento del Regolamento è stato
sempre garante, delle prassi parlamentari sempre la Presidenza,
questo richiamo a chiudersi in trincea, non si capisce ancora la
motivazione da parte di taluni parlamentari perché venga fatto.
Ancora non è dato capire. L'unica cosa che comprendiamo che
giornalmente vi sono le fiction delle pagine di giornali, ogni
mattina, su cose completamente diverse da quelle scritte sia in
bilancio che in finanziaria. Siccome non abbiamo la potenza di
inserirci nelle attività giornalistiche e neanche vogliamo
influenzarle, vogliamo avere la facoltà parlamentare di esprimere
il nostro giudizio su tutte le bugie che vengono dette giornalmente
nella carta stampata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che gli emendamenti
seguiranno la normale prassi di esame.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2010» (471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione unificata dei
disegni di legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio
2010-2012» (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A).
Siamo all'emendamento Tab. B.265. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono contrario
all'emendamento che è stato posto in votazione, perché se penso
alle considerazioni fatte dall'onorevole Mancuso, ora e soprattutto
ieri, non posso non rilevare l'assoluta strumentalità
dell'emendamento che risponde ovviamente all'intento di determinare
un ritardo nella discussione sul bilancio e sulla finanziaria, con
l'intento evidente di non fare approvare il bilancio alla scadenza
prevista. D'altro canto, l'onorevole Mancuso è in sintonia con quei
deputati nazionali del PDL che si sono rivolti al ministro
Tremonti, rispettosi, naturalmente, e sostenitori dell'Autonomia
siciliana, perché intervenga nella nostra discussione sul bilancio
per mettere sotto tutela il Parlamento siciliano.
Credo, quindi, che chiunque stia attento alle prerogative del
Parlamento siciliano e dei singoli parlamentari si dovrebbe
preoccupare molto più di questo attacco inusitato che viene fatto
al Parlamento siciliano.
Onorevole Dina, lei non è preoccupato dell'iniziativa dei
parlamentari nazionali del PDL?
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, ho già fatto una forzatura per
farla intervenire, tenuto conto che eravamo già in fase di
votazione; pertanto la invito a concludere il suo intervento.
CRACOLICI. Signor Presidente, Lei non sta facendo nessuna
forzatura perché il Regolamento interno prevede l'intervento per
dichiarazione di voto. Casomai sta facendo una forzatura al
contrario.
MANCUSO. Signor Presidente, allora si può intervenire per
dichiarazione di voto anche dopo aver chiesto il parere al Governo
ed alla Commissione?
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, eravamo già in fase di votazione
PANARELLO. Signor Presidente, volevo soltanto sottolineare -
perché si sappia - che l'onorevole Mancuso, che ha assunto questa
funzione, dovrebbe essere contento, perché non lo conosceva nessuno
ed adesso lo citano tutti. ..
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, concluda la sua dichiarazione di
voto.
PANARELLO. Signor Presidente, volevo sottolineare che chi
strumentalmente evidenzia la necessità di tutelare le prerogative
dei parlamentari è la stessa persona - in questo caso l'onorevole
Mancuso - che è in sintonia con questo attacco inusitato che alcuni
parlamentari del suo partito hanno fatto alla Istituzione
regionale.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Mineo, siamo in fase di votazione; al
prossimo emendamento ci organizzeremo per tempo e verrà data a
tutti l'opportunità di intervenire.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Cracolici, ma così si apre
però la strada a mille dichiarazioni di voto su ogni emendamento.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
apparire come chi che vuole peggiorare il clima già complicato e
difficile di quest'Aula. Però, ripeto, ieri sera c'eravamo lasciati
dopo l'approvazione dell'articolo 1, privo di emendamenti, avvenuta
al termine di un dibattito di due o tre ore. Adesso siamo in
presenza di un articolo in cui ci sono diversi emendamenti - che,
ripeto, sono tutti legittimi ci mancherebbe - ma in un momento così
complesso l'unica strada maestra rimane il Regolamento che alla
fine diventa lo spartiacque per i conflitti politici.
E nel momento in cui ora stiamo esaminando i singoli articoli e i
singoli capitoli delle UPB, è evidente che in questo modo non
stiamo rispettando il Regolamento e non aiuteremo la composizione
politica del conflitto.
Ecco perché, non solo mi esprimo nel merito - tra l'altro, non ho
neppure sentito di cosa parliamo in questo emendamento - ma mi
esprimo anche nel metodo, contro questo modo di affrontare le
questioni. Dopodiché, vorrei ricordare che ieri sera, in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di cui fanno parte anche i
colleghi, era stato concordato un percorso che prevedeva
addirittura, per oggi alle ore 16.00, di aprire la discussione
sulla finanziaria.
Di prassi, il bilancio della Regione siciliana a legislazione
invariata, è un atto molto ristretto nella tempistica; qui siamo
appena all'articolo 2 e vi sono già centinaia di emendamenti. Tutto
lascia prevedere, insomma, che per fine settimana non avremo finito
neppure il bilancio.
Credo che la Presidenza, senza urtare la sensibilità di nessuno,
possa fare un richiamo a tutti noi, in modo da rimettere al centro
le procedure, perché altrimenti qui si impazzisce E siamo appena
all'inizio, figuriamoci tra sette, otto ore, quando saremo ancora
fermi al centoventesimo emendamento, con un livello di logoramento
- anche personale - complicato. Ecco perché ora mi esprimo contro
questo emendamento.
Detto questo e vista la situazione, suggerirei alla Presidenza di
dirci qual è il metodo che intende adottare, perché è chiaro che
siamo di fronte ad un muro contro muro che, obiettivamente, non
consente nessuna possibile discussione di merito. Allora, l'unica
strada è il Regolamento interno, e invito formalmente la Presidenza
al rispetto delle procedure.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è intenzione della Presidenza,
dopo l'approvazione di questo articolo, sospendere brevemente i
lavori per convocare immediatamente la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, perché credo che, a questo punto, sia
l'unico modo per stabilire un percorso rapido da seguire, tenuto
conto che gli animi sono troppo accesi.
Stiamo appena iniziando, abbiamo trecento emendamenti da discutere
ed un tempo molto ristretto per esaminarli. Bisogna, quindi,
trovare un punto d'incontro.
Appellarsi alle regole, onorevole Cracolici, ha un senso quando si
ha un tempo lungo a disposizione e una norma all'esame che non sia
la legge di bilancio e la finanziaria. Essendoci queste variabili
in campo, ci fermiamo cinque, dieci minuti, il tempo di fare una
rapida Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella sala
attigua, e stabiliamo insieme il percorso da seguire.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
MANCUSO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutto possono
pretendere i nuovi pseudo-parlamentari della maggioranza, tutto
Tranne di fare votare emendamenti indecenti, senza avere i numeri
in Aula, se vogliono farlo, lo facciano con la presenza dei
parlamentari in Aula, e non con la presenza di qualche parlamentare
che, non solo si vuole assumere la responsabilità politica di
quello che sta succedendo, ma addirittura vuole coinvolgere l'altra
parte del Parlamento che è in Aula e ha lavorato.
Già da ieri le abbiamo chiesto una Conferenza dei capigruppo,
perché qualcuno vuole prevaricare con arroganza, non solo il
Regolamento, ma vuole imporre le regole. Il capogruppo del PD, è
già intervenuto quattro volte tra ieri e oggi, e vuole imporci un
suo regolamento che è personale.
Allora, preannuncio il ritiro della richiesta di votazione per
scrutinio nominale, considerato che Lei ha convocato la Conferenza
dei capigruppo, così diamo anche il tempo a qualche collega che
aveva altre cose da fare, di arrivare in Aula.
Signor Presidente, non si può più tornare indietro dopo le
decisione assunte, di far esprimere dichiarazioni di voto, dopo
avere ottenuto il parere contrario del Governo e della Commissione,
a due esponenti del partito democratico.
Questa è una prassi che si è aperta, di cui tutto il Parlamento
deve tenere conto, e se vale per loro si figuri per noi che non
siamo maggioranza, e non sosteniamo questo Governo.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento TAB. B 265
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
dell'onorevole Mancuso appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Caronia, Cordaro, Corona, Gianni, Leontini, Limoli e Lo
Giudice, si passa alla votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento TAB B 265.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 35
Maggioranza 18
Favorevoli 0
Contrari 35
(L'Assemblea non approva)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei
Presidente dei Gruppi parlamentari
(La seduta, sospesa alle ore 11.14, è ripresa alle ore 12.20)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Donegani
è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito che l'esame del
Bilancio si protrarrà fino a domani, mercoledì 28 aprile 2010,
alle ore 12.00. Ora in cui sarà comunque approvato. I lavori
dell'Aula proseguiranno nella giornata di oggi per concludersi alle
ore 22.00 e riprenderanno domani alle ore 10.00.
Domani a partire dalle ore 16.00 si procederà all'esame del
disegno di legge Finanziaria. Ove la Presidenza dovesse accertare
domani mattina l'esistenza ancora di numerosi emendamenti relativi
al disegno di legge bilancio, porrà in votazione gli stessi
emendamenti senza dare più la parola ai deputati.
Così resta stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2010» (471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Riprende la discussione unificata dei disegni
di legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-
2012» (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A).
Si passa all'emendamento, posto a pagina 4, TAB B.266. E'
inammissibile.
Si passa all'emendamento TAB B.267. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Un istante, onorevole Mancuso.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
ritornare sugli stessi argomenti. Se le chiedo un metodo di voto
perché, ogni volta, si devono perdere venti o trenta minuti? Gli
uffici devono essere pronti come lo siamo noi. Non riesco a
comprendere. Ogni volta, per fare una votazione, è necessario non
so quanto tempo. Se ci sono difficoltà
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, il tempo di verificare.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo di intervenire, non
sull'emendamento ma sull'UPB, perché il Governo, senza entrare nel
merito a delle spese superflue che sono iscritte in bilancio,
segnatamente poc'anzi ha dato un parere contrario sulle
pubblicazioni che riguardano la Regione Sicilia e sono circa due
miliardi delle vecchie lire.
Sulla pubblicazione della Regione Sicilia per l'evoluzione non so
di quale argomento senza alcuna motivazione, vi è stato il parere
contrario anche della Commissione.
C'è un parere contrario su quattro miliardi delle vecchie lire per
le spese del cerimoniale.
Se questa non è una spesa che, chiaramente, deve essere contenuta
secondo un atteggiamento consono del Governo possiamo continuare,
ma è chiaro che ci si devono assumere la responsabilità di un
bilancio che, assolutamente, non ha alcun freno alla spesa.
Non è un bilancio, così come hanno dichiarato l'onorevole
Cracolici, l'onorevole Lupo, l'onorevole D'Agostino, in tutti i
loro interventi, asciutto dove non c'è nulla.
Abbiamo votato già un emendamento in cui c'è uno sperpero di un
milione di euro - non si capisce su quali pubblicazioni -, ora
stiamo votando un altro emendamento per le spese del cerimoniale di
due milioni e trecentomila euro.
Se questo è l'andamento delle cose e l'atteggiamento dello spreco,
che invece è frenato, noi chiediamo il palese nominale solo per
stigmatizzare chi sono i Parlamentari che invece di ridurre la
spesa la vogliono incentivare in capitoli che certamente, in questo
momento, che il Governo decide anche di attivare un mutuo di 690
milioni di euro, secondo quale criterio lo attiva, per coprire
forse queste spese e più avanti, beh, ne vedremo delle belle.
Al momento, quindi, il Governo, la Commissione ed i parlamentari
che lo voteranno stanno attenzionando e votando una spesa per 6
miliardi delle vecchie lire per cerimonia e pubblicazioni.
Stiamo votando questo, sicuramente indispensabili alla vita del
Governo.
Non siamo nel periodo delle vacche magre', siamo certamente nel
periodo delle vacche grasse' , dove l'esempio che il Governo dà in
Aula è quello di sperperare il denaro pubblico.
E' bene che i siciliani comprendano l'atteggiamento di chi, la
mattina dichiara una cosa sul giornale ed invece in Aula viene a
fare un'altra cosa.
Sei miliardi delle vecchie lire per pubblicazioni e per cerimonie
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, stamattina l'onorevole Mancuso menziona sempre i
giornali, come se i giornali non riescano a rappresentare la realtà
dei fatti o non leggano le carte prima di scrivere.
E non tutti i giornali possono definirsi amici del Governo o che
comunque sostengono la nostra linea di rigore.
Vorrei ribadire che sull'emendamento che l'onorevole Mancuso
segnala, nel 2009 il capitolo era di quattro milioni e quest'anno
il capitolo è stato ridotto a due milioni e trecentomila euro
secondo delle esigenze di spese di gestione necessarie per le
attività che la Presidenza della Regione porta avanti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, non riesco a comprendere quali siano
queste spese di gestione, non stiamo parlando di gestione.
Abbiamo fino ad ora affrontato due argomenti: uno riguardava spese
di pubblicizzazione e pubblicità alle attività della Regione, un
milione 160 mila euro, l'altro riguardava spese per il cerimoniale,
due milioni 100 mila euro, complessivamente arriviamo in questi due
capitoli a 6 miliardi e mezzo delle vecchie lire per pubblicità e
cerimoniale; non sono spese di gestione.
Siccome il Governo quest'anno, nel proporre il bilancio, ha
sottoposto alcune voci di gestione, alcune voci importanti, a tagli
molto congrui, pesanti, sanguinosi per certi aspetti, non è
compatibile con le scelte fatte in altre direzioni il mantenimento
di spese finalizzate alla mera propaganda e pubblicità.
Se alla vigilia del dibattito sulla Finanziaria e sul Bilancio, il
Governo preannuncia a tutto il mondo che il dibattito deve essere
caratterizzato da una solidarietà dell'Aula, del Parlamento, dei
gruppi politici verso scelte francescane nel senso della misura, la
razionalizzazione, il contenimento della spesa, la bonifica di
mille rivoli di spesa clientelare che nel passato tutti siamo stati
bravi a denunciare, a vituperare e a stigmatizzare, io credo che
questi due capitoli possano essere capitoli simbolici di questa
volontà e di quest'atteggiamento. E allora sono due capitoli sui
quali abbattere una scure che riduca le propagande e riduca le
spese inutili.
Che possa essere, sicuramente, un segnale importante.
Per altro, si tratta di un centro di spesa in capo a una sola
persona e a una sola istituzione. E a me sembra che due capitoli
che soltanto in queste due voci assegnino alla Presidenza della
Regione, per cerimoniale e pubblicità delle proprie attività, sei
miliardi e cinquecento milioni delle vecchie lire, cioè tre milioni
e duecentocinquanta mila euro, mi sembra un'esagerazione
sconclusionata e scriteriata, con il significato complessivo che si
è voluto attribuire alla manovra di bilancio e finanziaria.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento B 267 con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
MANCUSO. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.
(Il Presidente procede alla verifica dei richiedenti. Aderiscono
gli onorevoli Bosco, Campagna, Corona, Leontini, Limoli, Ragusa,
Torregrossa e Vinciullo)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento B267
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento B267. Spiego il significato del voto. Chi vota sì
preme il pulsante verde. Chi vota no, preme il pulsante rosso. Chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Lo pongo in votazione con il parere contrario del Governo e della
Commissione. Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Si procede alla votazione)
Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 58
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 4
Contrari 44
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti B 269 e B270 che sono di identico
contenuto.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
richiamare l'attenzione su questo emendamento, il quale come
indicazione così reca: Speciali indennità di presenza per il
personale degli uffici della Presidenza della Regione .
Io credo che in un momento in cui stiamo affrontando un bilancio
che, come ci viene detto da più giorni, è un bilancio di lacrime e
sangue, un bilancio nel quale stiamo tagliando il buono socio
sanitario, un bilancio nel quale stiamo prevedendo tagli gravissimi
nei confronti della pubblica istruzione (stiamo azzerando il
capitolo che riguarda il funzionamento delle scuole di ogni ordine
e grado), credo che sia scandaloso aumentare di 230 mila euro un
capitolo che riguarda gli uffici della Presidenza della Regione.
La valutazione che ho fatto - e che evidentemente hanno condiviso
anche altri colleghi che hanno presentato l'emendamento che precede
questo - è quella di mantenere l'importo previsto l'anno scorso di
un milione e ottocento ventimila euro, a fronte dell'aumento che
viene apportato oggi per arrivare a due mila e cinquanta euro.
Ricordo bene, signor Presidente, le parole che sono state
proferite durante le riunioni delle commissioni di merito. In
questo senso faccio riferimento alla IV Commissione, dalla quale
sono stata incaricata di essere presente per suo conto alle
riunioni della commissione Bilancio per l'esame del disegno di
legge sulla finanziaria. Ricordo bene le parole dell'Assessore
quando ci sottopose la manovra correttiva. La nota di variazione a
cui fa riferimento il precedente stanziamento diceva appunto di
decurtare 230 mila euro da questo capitolo poiché - come veniva
riferito - bisogna spalmare un taglio su tutte le voci di capitolo
poiché le condizioni drammatiche nelle quali versava il bilancio
della Regione richiedevano dei sacrifici che venivano equamente
distribuiti su tutti i capitoli.
Io mi chiedo se questa equità è valsa anche nel momento in cui il
buono socio sanitario per il valore di sette milioni di euro è
stato tranciato, abolito, annullato.
E come si può invece aumentare un capitolo come questo, che
appunto riguarda una dotazione già cospicua? Stiamo parlando di un
milione ottocento ventimila euro
A questo proposito chiedo al Governo che faccia esso stesso questi
sacrifici che vorrebbe far sopportare ai cittadini siciliani. Che
cominci con il dare l'esempio decurtando di duecento trenta mila
euro questo capitolo Che dimostri con i fatti come si vuole
aiutare la Sicilia, non soltanto con gli slogan
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario
PRESIDENTE. Metto congiuntamente in votazione gli emendamenti TAb.
B269 e Tab. B270 di identico contenuto.
LEONTINI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(Il Presidente verifica i richiedenti. Aderiscono gli
onorevoli Bosco, Campagna, Cordaro, Corona, Dina,
Torregrossa e Vinciullo)
Votazione per scrutinio nominale degli emendamenti Tab.
B.269 e Tab. B.270
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale degli
emendamenti Tab. B.269 e Tab. B.270. Spiego il significato del
voto. Chi vota sì, preme pulsante verde; chi vota no, preme
pulsante rosso; chi si astiene, preme pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 48
Votanti 41
Favorevoli 1
Contrari 40
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamenti TAB.109.
Lo metto in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è contrario si alzi. Chi è
favorevole resti seduto;
(Non è approvato)
CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Non le posso dare la parola perché la richiesta deve
essere fatta prima che siano espressi i pareri.
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MANCUSO. Presidente, poco fa lei ha creato un precedente che vale
per tutto il Parlamento. Qua c'è un modo solo per andare avanti.
Lei ha permesso a due colleghi parlamentari del Partito democratico
di fare dichiarazioni di voto dopo che il Governo e la Commissione
hanno espresso il parere su un emendamento.
Non può tornare indietro su quello che ha fatto mezzora fa. Se
vuole verificare quello che dico, prenda il resoconto parlamentare
e vedrà che ciò che le ho detto è successo.
Se qualcuno le chiede di fare una dichiarazione di voto dopo che
il Governo e la Commissione hanno espresso il parere, lei non può
tornare indietro. Ormai questa è la prassi.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, posto che ci può essere anche un
errore da parte della Presidenza, ma non è stato così. In questo
caso avevo pure dichiarato aperta la votazione. Sul prossimo
emendamento potrà intervenire.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende l'esame del disegno di legge numeri 470-470 bis- 470
ter/A
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti TAB. B110 e TAB. B.111 di
identico contenuto.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, per sua informazione le dico che
sono di uguale contenuto. Quindi, li valuteremo insieme.
CARONIA. Signor Presidente, la ringrazio. Mi dispiace che non c'è
stata l'opportunità di poter parlare del precedente, pur tuttavia
questo emendamento non si discosta, nella ratio, più di tanto da
quello che lo precedeva, in quanto da questo emendamento si evince
come per Utenze e servizi ausiliari viene predisposto un aumento
pari a 3 migliaia di euro.
Allora mi chiedo: visto e considerato che nell'anno 2009
l'importo che era stato destinato era di 803 mila euro, una
decurtazione di 300 mila euro per poi ritornare a 636, se questa
tecnica dello spezzettare, dello spalmare, assessorato per
assessorato gli incrementi che vogliono essere dati per ampliare la
platea dei soggetti che poi, di fatto, si occupano della pulizia,
cioè gli ausiliari, se diventa questa una prerogativa di ciascun
assessore, vorrei capire qual è il metodo ed il criterio
utilizzato.
(Per il brusio davanti il banco del Governo, l'onorevole Caronia
si interrompe)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vi affollate al banco del
Governo, perché impedite al deputato e al Governo di avere
cognizione di ciò di cui si sta discutendo.
Continui onorevole Caronia.
CARONIA. Grazie, Presidente. Dicendo che vorrei capire qual è la
ratio e qual è la motivazione per la quale un assessorato come
questo, che è quello della Presidenza, prevede che si possa
aumentare del 50 per cento l'importo che riguardava la voce Utenze
e servizi ausiliari . Altri assessorati aumentano l'80, chi il 70
senza nessun tipo di criterio e senza nessun controllo.
Allora mi chiedo. Se alle famose società che si occupano della
sanificazione, faccio l'esempio di Multiservizi, così come vedremo
nel seguito anche Biosfera, è stato inizialmente imposto un taglio
così come a tutte le altre, com'è possibile che con la nota di
variazione solo ad alcune questo taglio non viene più fatto mentre
ad altre resta? E faccio riferimento ai teatri. Ad esempio, i
teatri sono stati decurtati di somme importanti, mentre la
Multiserivizi e la Biosfera sono state rimpinguate esattamente come
l'anno scorso.
Vorrei capire, allora, chi è il buono e chi è il cattivo. Qual è
la ragione, qual è la motivazione, qual è il criterio per il quale
alcuni vanno penalizzati ed altri no. Lavoratori sono in una
società e lavoratori sono nell'altra.
Desidererei che il Governo rispetto a questo potesse dare qualche
indicazione più precisa, perché credo che proprio su queste somme,
anche se potrebbero sembrare banali, 200, 300, 400, 50, si sommano
tante risorse che possano servire, ripeto, per attività ben più
importanti che riguardano il benessere di tutti i cittadini, il
benessere dei siciliani e che possano effettivamente convergere in
una politica che affronti i problemi. E non configurarsi
semplicemente come uno stillicidio. Questo navigare a vista non fa
bene a nessuno, sicuramente non alla Sicilia.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che dovremo
fare, rispetto a quello che ha affermato l'onorevole Caronia, un
ragionamento molto più complessivo, molto più articolato. Che parte
da un programma che ha preannunciato il Governo. Che è quello,
anche esplicitato ieri, che era quello della razionalizzazione
delle partecipate per poi arrivare a quello che oggi stiamo
discutendo (utenze, servizi, servizi ausiliari, servizi di
pulizia). Ci accorgeremmo come, in questo bilancio, purtroppo, mio
malgrado, troviamo che soprattutto alcuni servizi di pulizia non
soltanto vengono razionalizzati, non soltanto non vengono ridotti,
ma vengono addirittura aumentati fino al punto di essere
raddoppiati. E mi riferisco anche alla Multiservizi, un ente o
realtà elefantiaca che in Sicilia, purtroppo, registra
costantemente disavanzi e in merito alla quale come soluzione il
Governo non trova altro che procedere ad un rimpinguamento di
fondi.
E, allora, se andiamo a vedere, capitolo per capitolo, per unità
operativa, ci accorgeremmo come stiamo aumentando nei vari
assessorati gli incrementi, gli incentivi, le risorse a questa
società. Salvo poi, dall'altro lato, ad aumentare ulteriormente i
fondi per servizi, per utenze, come capita nella Presidenza. E, se
andiamo a vedere, possiamo calcolare che si arriva a circa otto
milioni di euro, sette milioni ottocentomila euro in più per
aumenti dei servizi ausiliari che la Regione deve sostenere
nell'anno 2010.
E, allora, delle due l'una: o la razionalizzazione che è stata
invocata e che è stata proclamata in quest'Aula non sta trovando
sede, oppure abbiamo letto male noi le carte, assessore Cimino.
Delle due l'una Lo vorremmo capire. E, allora, se qua c'è stato un
lavoro proficuo di alcuni parlamentari per cercare di trovare
insieme una strategia comune che possa razionalizzare le spese e
possa mettere in rete quelle energie, quelle risorse economiche per
quei settori in più che necessitano - ad esempio, in Commissione
Bilancio, ci siamo visti escludere un emendamento presentato al
Governo che era un sostegno alla povertà: sei milioni ottocento
mila euro alla povertà perché non avevamo fondi e perché non era
chiaro il criterio - e poi, invece,riusciamo a dare sette milioni
e ottocento mila euro per servizi vari.
Ci vuole, allora, un po' di buon senso. Infatti, andando a
rivedere nei vari capitoli e nei vari assessorati ci accorgeremmo
come puntualmente alla Multiservizi diamo ulteriori somme per fare
la stessa cosa. Qua c'è l'assessore Leanza che in Commissione
Sanità, signor Presidente, dinanzi ad una mia opposizione di forma
sull'incremento del capitolo della Multiservizi disse: non ci sono
problemi, lo ritiriamo . E lo ritirò. Ma l'assessore Leanza, che
non è nuovo a questo Parlamento, sapeva che poi avrebbe fatto la
furbata. E, così, la fece la furbata, riferendo quell'emendamento e
quell'aumento di spesa nella variazione del bilancio E così nella
sanità e nelle politiche sociali ci ritroviamo un emendamento
ritirato dall'assessore Leanza in Commissione Sanità, ce lo
ritroviamo poi nel Bilancio quando andiamo a consegnare
all'attenzione dell'Aula. Questo non è permesso. Questo non è
possibile e per questo motivo noi lo censuriamo chiaramente. Questa
non è una correttezza d'Aula.
Signor Presidente, dobbiamo capire se questi lavori li dobbiamo
fare andare avanti. E li dobbiamo fare andare avanti, caro
Presidente Savona Lei sa che io sono perché si faccia andare
avanti l'Aula, io sono un assertore perché il bilancio e la
Finanziaria li dobbiamo approvare, però dobbiamo anche renderci
conto che non possiamo fare né giochetti né furbate né sotterfugi.
Fermiamoci un attimo. Se l'onorevole Caronia dice che c'è questo
emendamento io le credo, apprezziamolo un attimo e diamo anche un
attimo di strategia di riduzione, di razionalizzazione delle spese.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, credo che stiamo avviando la
discussione su questo bilancio partendo un pochino male, nel senso
che mi rendo conto che questi capitoli riguardano la Presidenza
della Regione, ma questo non ci deve portare a incrementare voci di
spesa e a non procedere a una decurtazione, così come viene
proposta da parte del Governo, in altre direzioni.
Perché qui dobbiamo ribadire ancora una volta la necessità che la
nostra spesa deve essere finalizzata, oltre che razionalizzata.
Deve essere finalizzata verso gli interessi di tutti i siciliani e
non certamente non si può portare avanti un metodo che è quello di
stabilire un principio, il cosiddetto usum delfini, non possiamo
pensare di realizzare privilegi per alcuni e ad altri si vengono
negati i diritti. Questo mi sembra di capire in questi primi
capitoli che noi stiamo cercando di approvare.
I parlamentari responsabilmente hanno presentato una serie di
emendamenti in direzione della razionalizzazione, della riduzione
della spesa e della sua finalizzazione, del miglior utilizzo della
spesa nell'interesse di tutti i siciliani per consentire a questa
Regione di fare - attraverso questo bilancio - un qualcosa in più
rispetto al passato. Cioè, recuperiamo da un lato somme necessarie
per renderli produttive, per creare occupazione, per creare
sviluppo.
Da quello che vedo, siamo partiti veramente male, Presidente
Seppure, per esempio, sappiamo benissimo che il Presidente della
Regione è uno che sta nei suoi uffici tantissimo, che lavora con
grande impegno per risolvere, tentare di risolvere i problemi di
questa regione siciliana, sappiamo anche che fa le ore piccole,
ritengo che incrementare un capitolo per pagare le indennità di
presenza del personale significa forse anche costringere o
schiavizzare il personale della Regione che va oltre i normali
orari previsti dai contratti di lavoro.
Dobbiamo evitare ciò. Noi possiamo stare nel Palazzo per cercare
di lavorare da parlamentari e da governo perché siamo pagati per
questo, ma non certamente possiamo pretendere che tutto il
personale ci segua nei nostri orari e che possa portare avanti con
disinvoltura, anche superando problemi e logiche familiari che
certamente non consentono a tutti di fare le ore piccole, anche se
vengono retribuiti.
Allora, è meglio creare dei turni senza che si proceda a pagare
costi eccessivi per la nostra Regione e si incrementi questo
capitolo.
Io credo che spendere soldi per il marketing di questa Regione,
per pubblicizzare iniziative, per sostenere convegni e seminari è
un fatto certamente importante, però vanno spesi nella direzione
giusta. Cioè queste somme debbono essere utilizzate per ottenere
dei ritorni in termini scientifici e di promozione del nostro
territorio.
Da quello che vedo rispetto all'anno scorso, questa miriade di
somme che sono state utilizzate in questa direzione sono state,
penso, utilizzate in malo modo. Forse abbiamo soddisfatto qualche
aspettativa di qualche amico. Abbiamo dato un contributo per
portare avanti una iniziativa che può essere più o meno nobile, ma
alla fine per la nostra regione non ha prodotto assolutamente nulla
né in termini di incremento di flussi turistici né in termini di
promozione della nostra Regione e del nostro territorio.
Allora, Presidente, andando avanti di questo passo noi abbiamo
perso tempo nel procedere a lavorare nell'interesse di questa
Regione tentando di decurtare somme che non riteniamo utili per lo
sviluppo della nostra Regione.
Il Governo non può continuare a mantenere le proprie posizioni
senza ascoltare nessuno. Io non vedo perchè i parlamentari - che
hanno fatto un lavoro egregio ed importante per portare avanti in
questa direzione quelle che possono essere le scelte che noi
possiamo condividere, di razionalizzare la spesa - adesso non sono
messi nelle condizioni in quest'Aula di essere ascoltati e quanto
meno di avere una risposta positiva da parte del Governo e della
Commissione.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo chiedendo
al Governo che fa orecchie da mercante, quanto meno, di spiegarci
qual è la differenza tra la somma presentata a novembre con il
bilancio, con il disegno di legge 470 e cosa è successo nei due
mesi successivi. Questa spesa è aumentata di trecentomila euro.
E' una cosa normale che l'Assemblea e i parlamentari conoscano,
sappiano. Non stiamo dicendo di ridurre la somma e mettere in
difficoltà l'azione di amministrazione ordinaria. Vorremmo sapere
come - per esempio, con questo emendamento, così quanto meno ne
chiuderemmo molti altri se il Governo volesse quanto meno spiegare
ai parlamentari - ci sono tutte quante queste differenze che, con
le note di variazione, una serie di apporti economici forse non
incongruenti, ma non si riesce a capire. In questo caso specifico
.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non intervenite ai banchi del
Governo mentre parlano i deputati. Così impedite al Governo di
ascoltare ciò che i deputati dicono e all'oratore di fare ascoltare
al Governo ciò che intende proporre. Onorevole D'Agostino,
onorevole De Benedictis. Prego, onorevole Mancuso.
MANCUSO. Quindi, volevo comprendere perché questa somma è
aumentata nel giro di due mesi del cento per cento, perché la
previsione era di trecentotrentaseimila euro, la previsione dopo
due mesi diventa di seicentotrentaseimila euro.
Si può comprendere nei due mesi Ma è meglio che non intervengo.
Non intervengo più.
PANARELLO. Meglio, meglio
PRESIDENTE. Non ascolti l'onorevole Panarello, onorevole Mancuso.
MANCUSO. Non perdete nulla, capisco.
PRESIDENTE. E' una sua opinione personale.
MANCUSO. Si figuri se io posso controvertere quelle che sono, come
possiamo chiamarle, le dinamiche del Governo. Ormai sta andando
alla deriva trasportata, non so se da naufraghi o da chi vuole
salvare qualcosa. Quindi, i nostri interventi non servono più di
tanto. Solo nel bilancio. Sono interventi per risanare una
situazione per come ha richiesto il Governo. Per come ha richiesto
il Governo. Ma il Governo non è attento, sta parlando sicuramente
con gli uffici. Non è il problema di questo capitolo.
Per accelerare quella che è la nostra attività e quindi chiudere
una partita su tutte le variazioni che sono state apportate con
l'aumento del cento per cento dell'UPB, e del capitolo in
particolare, se ci spiega le ragioni bene. E' impossibile che un
bilancio venga variato del cento per cento della somma prevista.
Ciò non vale solo per questo capitolo, ma per tutti i capitoli per
i quali è stata fatta questa attività. Addirittura ci sono capitoli
dove l'aumento è anche del trecento per cento o del quattrocento
per cento.
Un'attività che poi non si riesce a comprendere anche perché,
signor Presidente, noi abbiamo avuto l'opportunità di valutare in
Commissione il disegno di legge n. 470, suggerendo anche tutta una
serie di correttivi, ma non abbiamo avuto l'opportunità di valutare
il disegno di legge n. 470/bis, cioè le note di variazione, in
quanto il testo è arrivato con molto ritardo.
Rispetto a questo, spero il che il Governo faccia un intervento
compiuto su quelle che sono le somme in variazione che ha voluto
apportare al disegno di legge n. 470.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
TAB.B.110 e TAB.B.111. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere del
Governo è contrario perché trattasi di spese per le utenze e i
servizi ausiliari, e negli interventi finanziaria bisogna tener
conto delle previsione fatte nel 2009; di fatto, il Governo ha già
ridotto la previsione per il 2010 del venti per cento, dato che su
803 milioni di euro previsti nel 2009, la previsione attuale è di
636 milioni di euro. Sebbene si apprezza l'intervento di chi vuole
ridurre maggiormente, vi sono delle iniziative che possono anche
rappresentare un consolidato rispetto ad un'attività che è poi
connessa ai servizi ausiliari della Presidenza della Regione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TAB.B.108. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, le ricordo che stiamo trattando la
stessa U.P.B. sulla quale è già intervenuta.
CARONIA. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.108.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TAB.B.271. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TAB.B.115.
MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo sapere
di cosa si occupa questa Società internazionale per la medicina
umanitaria, l'International Association for Humanitarian Medicine
(IAKM) Broke Chisholm, tenuto conto che prevediamo uno stanziamento
pari a 192 mila euro. Nell'ottica di una riduzione, abbiamo
ritenuto doveroso presentare questo emendamento che prevede
l'azzeramento di questo contributo.
PRESIDENTE. Non avendo nessun altro chiesto di intervenire, lo
pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti Tab.B.114 e Tab.B.113 sono preclusi.
Si passa all'emendamento Tab.B.112.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento Tab
B.112.1.
CIMINO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.112, del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per una precisazione sull'andamento dei lavori.
L'emendamento TAB.B.115 è stato già posto in votazione ed
approvato dall'Aula, così come anche l'emendamento TAB.B.112.
ODDO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
all'intervento dell'onorevole Mancuso, non mi sono accorto di una
cosa che abbiamo fatto, e che assolutamente inaccettabile: noi
abbiamo tolto qualsiasi contributo ad un'Associazione
internazionale umanitaria, che si occupa di interventi a sostegno
dei bambini disabili. Credo che la furia emendativa debba essere
tenuta a bada
Siete bravissimi, da questo punto di vista, perché confesso che
non mi sono accorto che stavamo togliendo la possibilità, a
quell'Associazione, di continuare un lavoro attento e di alto
profilo umanitario, qualcosa a cui nel passato abbiamo tenuto
tutti, compresi gli ex governanti di questa Regione.
Continuiamo così, signor Presidente, e sarà una bella pagina di
storia che scriveremo, per quanto concerne il bilancio di questa
Regione.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima abbiamo
avuto le lezioni sul Regolamento dell'onorevole Cracolici, ora le
lezioni di moralità dell'onorevole Oddo: vediamo ancora quante ne
dobbiamo vedere
Considerato che l'onorevole Oddo ha votato anche lui
l'emendamento, ed ora si vuole tirare fuori, forse conosce bene
come vengono spesi questi soldi. Ma può anche dirlo a tutti i
parlamentari, piuttosto che fare un intervento a posteriori, senza
dare la possibilità a questo Parlamento di capire, perché lezioni
di moralità non ne prendiamo assolutamente da nessuno.
Questo Parlamento è pronto a tornare indietro e, se l'onorevole
Oddo le conosce, ci venga a spiegare bene le attività che vengono
svolte da questa società, dato che il Governo non ha detto nulla ed
ha dato anche il proprio parere favorevole all'emendamento.
Ripeto, noi siamo pronti a tornare indietro, scrivendo nome e
cognome di tutti quelli che ritengono di difendere diversi
privilegi, quindi l'onorevole Oddo ci venga a dire quali sono le
operazioni umanitarie svolte da questa associazione internazionale,
ma non faccia lezioni di moralità dopo che abbiamo votato.
Considerato che il vostro ruolo dell'opposizione è finito, perché
adesso è quello di incrementare la spesa, fortunatamente un freno a
questa attività dissennata lo cominciamo a mettere noi; perché
l'unico obiettivo che prima era coperto da un'attività di
opposizione, ora invece diventa palese da un'attività di Governo.
Il Governo neppure la conosce quest'Associazione. E mi chiedo se
non la conosce il Governo, come mai la conosce l'onorevole Oddo. Ce
lo spieghi e noi torniamo indietro.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei cercare di
dare un contributo ai lavori d'Aula, perché se noi andiamo avanti
di questo passo, emendamento per emendamento, senza fare una
cernita di quelli che possono essere apprezzati favorevolmente,
difficilmente riusciremo ad andare avanti speditamente e
proficuamente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, in merito si è già espressa la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Si passa all'emendamento TAB.B.116, dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero rivolgere
l'attenzione del Governo su quest'emendamento soprattutto per avere
un chiarimento, perchè non conosco questo CINSEDO, che ha sede a
Roma, che vede la partecipazione della Regione con una quota,
maggiorata rispetto all'anno scorso di 44 mila euro. Considerato
che già si parla di una cifra di una certa rilevanza, cioè 215 mila
euro - poc'anzi sentivo dire che è una cifra irrisoria -, ma per
chi guadagna 500 euro al mese ed ha il problema di arrivare alla
terza settimana, 44 mila euro costituiscono anni e anni di lavoro.
Io me lo pongo questo problema, e lo pongo anche al Governo. E
relativamente a questo, quella manovra correttiva, che aveva visto
la decurtazione di 44 mila euro su questo capitolo, oggi non la
vede più, anzi vede il ripristino dell'intero importo.
Tenuto conto che si tratta di un contributo per un Centro
interregionale di studi, e sullo studio siamo tutti d'accordo,
credo che in questo momento le emergenze della Sicilia siano di
altra natura e quindi ritengo che sarebbe più opportuno utilizzare
anche queste risorse per andare a costruire un piccolo tesoretto
che possa servire magari per le scuole che - ribadisco - rimarranno
senza la possibilità di fare l'attività ordinaria, assessore
Centorrino. Ricordo bene l'emendamento che Lei ha presentato,
quindi invito il Governo a soprassedere su quest'importo.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi spiace che l'onorevole Caronia non conosca il CINSEDO,
che ha sede in via Parigi a Roma, ed ha per soci le Regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, praticamente la Conferenza
dei Presidenti di Regione. La cifra stanziata è una quota
associativa indispensabile e obbligatoria per far parte della
Conferenza dei Presidenti di regione, che è poi necessaria per le
trattative con il Governo del Paese, creata con la Conferenza degli
assessori regionali e con la Conferenza dei Presidenti di regione,
che poi interloquiscono con il Ministero degli Affari regionali.
Pertanto, il parere del Governo sull'emendamento è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.116. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TAB.B.117. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tanto ci sarà
l'intervento successivo, tardivo, perché sicuramente qualcuno vi
informerà delle cose di cui parliamo, anche se sarebbe bene essere
informati tutti contemporaneamente, così eviteremmo la tensione.
Onorevole Assessore Cimino, al capitolo 104538 della U.P.B. che
stiamo trattando, la previsione di spesa è di 600 mila euro, e
siccome il capitolo si occupa di convenzioni per studi e ricerche,
sarebbe opportuno che il Governo fornisse dei chiarimenti in
merito.
Sia due anni fa che l'anno scorso gli stanziamenti per gli studi e
le ricerche attivati dalla Presidenza non hanno riguardato
minimamente queste somme, anzi l'anno scorso mi pare che questo
capitolo non sia stato proprio utilizzato.
Qualora Lei dovesse avere notizie più specifiche, sarebbe
opportuno che le rendesse all'Aula, altrimenti questo capitolo è
mero spreco, non essendo neppure stato utilizzato dalla Presidenza,
tenuto conto che negli assessorati ci sono anche dei tecnici
preposti.
CIMINO, assessore per l'economia. Ribadisco il parere contrario
del Governo sull'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che il
Governo ribadisca il suo parere negativo, ma in un momento in cui
c'è una riduzione, se un capitolo raddoppia rispetto alla
previsione dell'anno prima, vorremmo capire che succede, altrimenti
rischiamo di confonderci.
Il bilancio ha avuto un generalizzato taglio, poi alcuni capitoli
con la nota di variazione sono stati corretti perché ci sono spese
obbligatorie rispetto ad impegni fatti l'anno prima però, nel caso
specifico, essendo un capitolo non connesso ad attività in senso
stretto a spese di funzionamento o gestionali, vorremmo sapere di
che cosa parliamo.
Altrimenti presentiamo un sub emendamento all'emendamento
dell'onorevole Leontini che limiti la previsione all'impegnato
dell'anno scorso.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei precisare che ci sono delle convenzioni che sono
state già attivate. Queste iniziative sono importanti, soprattutto
per alcune tematiche che riguardano la questione del federalismo
fiscale, molto attuale nella nostra giurisprudenza.
Se si ritiene di dover ridurre parzialmente questa cifra, il
Governo si rimette all'Aula, tenendo conto però che è
indispensabile in questo momento il coinvolgimento delle
Università, con queste iniziative che poi sono, di fatto,
importanti per il lavoro che si viene a svolgere nelle nuove
iniziative legislative.
Potremmo predisporre un sub emendamento che porti la cifra a 400
mila euro.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici il seguente subemendamento TAB.B.117.1, sostitutivo
dell'emendamento TAB.B.117:
«Sostituire la parola 1 con le parole 400 ».
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Tab B.117, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Tab B.118, degli onorevoli
Leontini ed altri. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Voglio soltanto dire che su
questo capitolo grava la cabina di regia e che già sono state
impegnate queste risorse, quindi, attualmente, non vi è questa
dotazione finanziaria perché già sono state trasferite nelle
competenze dei vari assessorati che fanno parte della cabina di
regia della promozione.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, l'onesta intellettuale del Governo è
da apprezzare, perché il Governo cosa ha fatto? Ad una votazione
d'Aula che bocciava la cabina di regia e ad un intervento del
Presidente dell'Assemblea (della scorsa finanziaria stiamo
parlando) che stralciava il ritorno della cabina di regia su questa
finanziaria, il Governo ha sopperito, per via amministrativa, a
fare la cabina di regia. E ora con grande semplicità il Governo ci
dice: la cabina di regia ha speso i soldi. Ma quale cabina di
regia? Ma se il Parlamento ha detto no alla cabina di regia per due
volte Ma che significa Quando il Parlamento dice no alla cabina
di regia poi in via amministrativa non solo si fa la cabina di
regia e si spendono pure i soldi? Ma questo che modo di
amministrare è?
E il Governo con onestà intellettuale ci dice: guardate la cabina
di regia che voi non avete voluto, noi l'abbiamo fatta lo stesso e
abbiamo speso i soldi E che modo è questo Qui c'è presente
l'Assessore per il turismo, gli chieda quanto ha speso nella cabina
di regia. Neanche una lira, ancora sta gridando l'assessore Strano
Io abito nelle vicinanze a circa 40 Km da casa sua, sento che grida
la mattina alle 5. Non riesce ad avere una lira per la promozione
turistica della Sicilia, perché la cabina di regia ha speso i
soldi. Una cabina che non esiste, che questo Parlamento non ha
voluto. E loro l'hanno fatta ugualmente, presieduta non so da chi,
mi sembra da un assessore, con poteri che nessuno gli ha dato e
hanno proseguito a fare sperpero di denaro, ancora una volta
Chi ha speso il denaro, quindi, si assume le responsabilità. Gli
lasciamo per quello che ha speso 4 milioni di euro e gli altri 4
milioni, per favore, che li si possa assegnare all'Assessorato del
turismo, assessore per l'economia, che ne abbiamo bisogno per la
promozione di quest'isola, perché nel 2009 non abbiamo fatto nulla
e quello che si poteva fare con questi fondi non si può fare con i
due bandi che l'assessore ha fatto in queste ore.
Al di là, quindi, di quello che è stato e di quello che oggi si
vuole sanare, cabina di regia, assessore Cimino, non esiste, è
un'invenzione perché quest'Assemblea la cabina di regia l'ha
bocciata.
Il Presidente di quest'Assemblea ha stralciato l'ulteriore volontà
del Governo di mettere una cabina di regia. Spiegateci com'è che
fate a superare la legge, com'è che fate a superare tutto quello
che questo Parlamento non vuole e vedrete in questo bilancio che
non è la prima volta alle norme cui questo Parlamento ha detto di
no. Il Governo si è comportato in maniera difforme nel senso che ha
agito per via amministrativa e nella finanziaria, vedremo invece,
parlo del fondo Jeremy, parlo dei fondi Fas che, invece, ci
chiederà a noi, al contrario, di dare le direttive. Ha agito -
ripeto - per via amministrativa sul fondo Jeremy e sui fondi Fas e,
ora, non so per quale motivo, c'è una norma che vuole essere
autorizzata. Vedremo Intanto la cabina di regia non esiste e
l'emendamento, ritengo, che il Parlamento per giustizia debba
approvarlo perché hanno agito su questi fondi soggetti che,
certamente, non erano legittimati a farlo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
alla presenza dell'amico, onorevole Strano, in Aula, perché vede,
Assessore, lei troverà più avanti qualcosa che il Governo,
purtroppo, capisco che bisogna tagliare e siccome conosco la sua
sensibilità su un tema che riguarda Taormina Arte parliamo di
Taormina dove lei è legato da affetti, ma anche da un giusto
riconoscimento per questa iniziativa.
Ebbene, più avanti, visto che questi 8 milioni di euro, forse,
sono esagerati per quella iniziativa o, quanto meno, se
effettivamente questi fondi, non potendo Taormina Arte trovare
risorse, quale migliore occasione (e ho presentato a questo
proposito un emendamento che incrementa il capitolo Taormina Arte
di 3 milioni e duecento mila euro) visto che questo fondo oggi nel
bilancio ha un appostamento di 1 milione e novecento mila euro,
alla luce di ciò il mio emendamento mira alla dimunzione della
stessa cifra per far sì che venga assegnata alla manifestazione
STaormina Arte .
Credo che il Governo non possa che essere più che d'accordo ed
essere contento che qualcuno si sia occupato di questo problema
perché, obiettivamente, credo che un'attenzione su questo, lei
proprio, onorevole Strano, che è assessore per il turismo, se
effettivamente scarsità di risorse vi sono, sarebbe utile togliere
questo milione di euro per aggiungerlo agli otto milioni per
Taormina arte . Pertanto, se oggi approviamo l'emendamento
dell'onorevole Mancuso, questa somma la possiamo destinare proprio
ad una iniziativa che, purtroppo nel capitolo, quando è stata
operata la previsione del bilancio, è stata tagliata.
E aggiungo, pure, non perché faccio parte della città di Messina,
ma proprio cioè susseguente a questo un ulteriore incremento del
capitolo di spesa da assegnare al Teatro Vittorio Emanuele a cui
tutti noi riconosciamo che è stato fatto uno scippo, sono stati
tolti i soldi anno scorso. Tutti lo diciamo. E allora, quale
migliore occasione per porre l'attenzione su questi emendamenti che
coprono l'incremento di spesa attraverso questo fondo che forse in
un momento di difficoltà economica risulta essere esagerato che
resti questa grande cifra per fare promozione quando dall'altro
lato togliamo soldi a Taormina Arte e ai teatri.
Forse il Governo deve fare un attimo di attenzione su questo
argomento. Pertanto, che ben venga questo emendamento
dell'onorevole Mancuso, pur sapendo che questa cifra, se si
recupera, va destinata ad attività del turismo, possibilmente a
Taormina Arte , possibilmente al Teatro Vittorio Emanuele. E se ce
ne sono altre che ben vengano.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente onorevoli colleghi, assessore Cimino,
questo emendamento evidenzia un malcostume che in questi anni è
imperato nella regione siciliana, cioè quello di procedere a fare
impegni senza le coperture finanziarie.
Questo è un problema del sistema, però, voglio anche precisarlo,
io ho presentato già delle norme fondamentali, sono già state
accolte in commissione bilancio e ne ho proposto un'altra in
finanziaria che prevede la decadenza dei dirigenti che procedono ad
impegni senza la relativa copertura finanziaria perché se qua
strutturalmente ci sono due miliardi e mezzo di differenza tra
accertato e impegnato è perché quando questo Parlamento approva i
bilanci e chi si occupa della gestione va ben oltre la volontà del
Parlamento, violentando quello che è un dibattito e quindi anche un
provvedimento di ordine generale sulle singole spese.
Allora, questo è il tema che io invece ora voglio evidenziare
approfittando esattamente di una questione delicata che è emersa.
Qua è successo la stessa cosa. Ma io posso prendermela con chi ha
comunque fatto questi impegni seguendo una prassi, onorevole
Mancuso?
Siccome il mio emendamento in finanziaria prevede la decadenza di
quel dirigente che ha fatto l'impegno senza la copertura
finanziaria per tre anni non potrà più ricoprire posizioni
analoghe, allora mi permetto di dire una cosa, non voglio inguaiare
per quanto mi riguarda chi ha fatto questo gesto perché è un gesto
di mala prassi, di questa regione. Allora propongo questo,
Presidente, lo propongo anche a chi ha giustamente sollevato la
questione. Chiedo all'assessore Cimino, che lo invito ad
ascoltarmi, se fa una verifica veloce con gli uffici e cerchiamo di
capire quanto realmente si è impegnato qui onestamente, cioè se si
è impegnato quattro milioni, allora cerchiamo di arrivare a una
linea ragionevole.
Noi, se sono d'accordo i proponenti, facciamo un sub emendamento e
quindi diamo la copertura, ormai, a chi si è assunto la
responsabilità ultra petita e di conseguenza, concordo che è una
questione che condivido in pieno, tanto è vero che l'emendamento da
me presentato mira a stroncare una volta per tutte questo modo di
agire.
Allora, si dia copertura finanziaria ormai per quanto riguarda gli
impegni che sono stati formulati e di conseguenza la differenza e
riprendo così quanto detto dal collega Beninati, il capitolo di
Taormina Arte va ripristinato in toto. Questa era già una richiesta
che mi ero riservato di fare, deve essere ripristinato in toto, se
c'erano tre milioni tre milioni vanno messi, perché da questo punto
di vista dobbiamo essere onesti, assessore, su quelle che sono
comunque attività che sul territorio sono state, da questo punto di
vista, ritenute meritevoli in modo bipartisan.
Per chiudere questo ragionamento, assessore, le rivolgo un altro
appello Quando io in Commissione bilancio ho sollevato il problema
della copertura finanziaria anche delle delibere di Giunta, vede,
questo è un problema connesso anche a quel fenomeno.
Ora: vogliamo fare una riforma seria dei conti della regione?
Basta un semplice emendamento, basta scrivere che la delibera di
giunta se non c'è copertura finanziaria è inefficace, una volta per
tutte, così la finiamo di modificare la volontà del Parlamento.
E allora rispetto anche a questo principio, assessore, lei oggi ha
avuto una prova provata di quello che io sostenevo in Commissione
bilancio e cioè che spesso voi fate delibere illegittime, ma non
voi Governo, per carità, ma le Giunte che negli anni si sono, da
questo punto di vista, verificate.
Allora, anche da questo punto di vista dico che oltre a un
problema riferito ai singoli dirigenti che non possono fare
impegni senza la relativa finanziaria credo che oggi, assessore,
lei debba accogliere questo suggerimento ed è una tutela per tutti
gli assessori che se non c'è la copertura finanziaria, la delibera
che fate è inefficace, non produce effetti, come qualunque comune
di quest'Isola, dove da questo punto di vista è richiesto il parere
preventivo del nostro piccolo ragionerie di provincia.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ci sono altri iscritti a parlare, assessore Cimino, se
fa un chiarimento il Governo è meglio.
CIMINO, assessore per l'economia. Probabilmente sono stato poco
felice nell'esprimere le mie considerazioni. Voglio ribadire come
questa cifra accantonata nel capitolo della Presidenza della
Regione scaturiva dalla volontà di concentrare l'attività di
promozione in una strategia unica tra il Governo e i vari assessori
regionali. Cosa che come bene è stata ricordata già nella passata
finanziaria avevamo individuato l'opportunità di una cabina di
regia. Cosa che è stata realizzata in via amministrativa. Queste
risorse, gli assessori potrebbero programmarle unitamente secondo
una regia comune, in modo tale da non avere più partecipazioni
nelle stesse iniziative.
Comunque, approfondendo l'emendamento dell'onorevole Leontini ed
altri che riduce questo stanziamento si condivide e si può
apprezzare.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Si era raggiunto un accordo, perché vuole parlare
onorevole Dina? Anche l'onorevole Falcone vuole intervenire? Una
volta che si raggiunge un clima di accordo di massima, dobbiamo
guastarlo?
Onorevoli colleghi, alle 14.00 pausa pranzo e alle 15.00 si
riprende, questo per comunicazione.
Onorevole Dina ha facoltà di parlare.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che la serie
di emendamenti a raffica proposti da alcuni colleghi, piuttosto che
appalesarsi come momento ostruzionistico, stanno veramente
realizzando un momento verità, di conoscenza dei singoli capitoli.
E' molto costruttivo, assessore Leanza.
Le parlo con molta serenità. Non sono l'unico, pur essendo qui da
molto tempo, a non conoscere, e manifesto la mia ignoranza sui
tanti capitoli di un bilancio che nasconde tra le sue pieghe
momenti di sprechi, momenti di privilegi per alcuni, momenti di
penalizzazione per altri, ma sicuramente tanti sprechi che
dovrebbero farci riflettere. Perché quando appostiamo otto milioni
di euro per le promozioni e poi pensiamo che per la legge sul
credito d'imposta per l'occupazione abbiamo appostato solo dieci
milioni limitando e coartando l'opportunità di far decollare un
settore cos' importante, questo ci deve indurre a riflettere
serenamente.
Pertanto, su tutti gli emendamenti che saranno proposti, invito i
colleghi, ad un approfondimento serio per cercare un'utile
allocazione. L'allocazione che va nella giusta direzione che tutti
auspichiamo al di là delle posizioni che qui intendiamo porre in
essere e con le quali intendiamo distinguerci.
E allora tornando anche all'emendamento che ha azzerato un
capitolo importante, ritengo, quello di un'associazione umanitaria,
anche là mi rivolgo al Governo, assessore Cimino, un momento di
attenzione in più, di esame, di approfondimento, sarebbe stato
utile all'Aula per atteggiarsi diversamente rispetto a
quell'emendamento che sicuramente nasce da un momento di ignoranza
reale delle finalità di quel capitolo e di quell'intervento.
Per evitare quindi di incappare in scelte scellerate, di
soppressione, o in scelte scialacquatrici, chiedo di mantenere
appostamenti che mirino a evitare privilegi, e cercare di dare
serietà alle ulteriori allocazioni credo sia un dovere di tutti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che in
merito a questo emendamento, una considerazione non può non farsi
perché fra tutte le unità previsionali di base quello che stiamo
affrontando è il più consistente tra i capitoli delle U.P.B.
E se il Governo ha deciso di appostare 8 milioni di euro io penso
che non lo abbia fatto a caso, ma lo ha fatto anche in ragione di
un fatto che vi è stata nel passato una confusione e ancora oggi,
assessore Cimino, vi è una confusione tra gli assessorati. Una
confusione di strategia, una diversificazione o una duplicazione di
iniziative che vengono, a seconda dei casi o di chi li propone,
finanziate o disattese perché vi è magari una logica di
persecuzione o di privilegi.
Giustamente, io dico che il Governo in questo articolo, in questo
capitolo ha voluto allocare delle spese. Certo, dispiace sapere che
vengono impegnate o vengono spesi dei soldi delle risorse senza una
copertura finanziaria, non so se è vero, lo vorremmo capire,
collega De Luca. Cerco di fare una considerazione e una linea
intermedia. Il Governo ha posto questa allocazione di spesa. Per me
potrebbe anche rimanere, con una precisazione.
L'onorevole Beninati prima di me ha fatto due proposte chiare. Ha
detto che ci sono due iniziative necessarie da fare che sono TAO
Arte' e il finanziamento del Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
Tra l'altro, ho trovato un emendamento in tal senso. Se questi 8
milioni, nello spirito di coordinamento della strategia dei vari
assessorati, fossero già indirizzati ad alcune iniziative, credo
che faremmo cosa buona e utile. Non c'è bisogno di togliere o di
togliere soldi qua per metterli in altro capitolo perché già se ci
fosse l'impegno dell'assessore Cimino, sentendosi magari col
Presidente Lombardo, potremmo risolvere già oggi senza apprezzare
favorevolmente questo emendamento, ma apprezzandolo nella sostanza,
non nella forma, cioè individuando alcune iniziative, come quelle
di cui ho parlato, e che prima di me ne aveva parlato l'onorevole
Beninati, al fine di poter trovare una soluzione. Perché,
altrimenti, se viene meno un appostamento così importante di 8
milioni di euro verrebbe meno l'intera impalcatura del bilancio.
Immaginiamoci tutti gli altri emendamenti: li dovremmo apprezzare
favorevolmente. Cerchiamo di andare alla sostanza piuttosto che
alla forma.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, l'emendamento non toglie tutti gli 8
milioni di euro, ma soltanto 4 milioni di euro. La Presidenza
ritiene, dopo avere ascoltato tutti gli interventi, che su questo
emendamento ci possa essere l'apprezzamento favorevole di tutti.
Poi alla fine, siccome i problemi emersi dalla discussione sono
gravi, si vedrà di dare risposta ai vari problemi che sono emersi
durante la discussione.
Pongo in votazione l'emendamento Tab. B.118. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento Tab B.119 é precluso.
Si passa all'emendamento Tab B.120, dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, desideravo illustrare questo
emendamento che fa riferimento al capitolo 104525 che dice spese
per missioni effettuate per conto della Regione dal personale di
pubblica sicurezza nell'ambito dei servizi di scorta del Presidente
della Regione .
Fermo restando che da una valutazione dei dati che vengono
dall'anno scorso in cui l'importo destinato era di 150 mila euro,
nonostante gli appelli da parte del Presidente del rigore, del
volere essere il primo a volere dare l'esempio affinché si faccia
una finanziaria ed un bilancio assolutamente asciutto, lineare, con
pochi appesantimenti, questo capitolo è stato raddoppiato. Quindi
da 150 mila si passa a 300 mila euro.
Credo che visto che questo peraltro è un dato storico perché si
attesta anche negli anni precedenti, anzi addirittura nel 2008 era
di 117 mila euro, considerato che la nostra è una terra difficile,
per carità, capisco tutto, però è pur vero che comunque duplicare
l'importo oggi mi sembra immotivato, anche perché mi faccio una
domanda: il Presidente della Regione sicuramente nei suoi
spostamenti incontra tanta gente, ed è giusto che incontri tanta
gente, a questo punto perché è come se questa norma lo volesse
ulteriormente blindare. Credo che il Presidente della Regione
proprio perché si dice vicino alla gente deve starci il più
possibile, per carità, con tutte le cautele del caso, è giusto e
viene previsto dalla legge, però ritengo che questo aumento sia
oltre che uno spreco dal punto di vista economico un cattivo
segnale.
Ritengo che sia opportuno decurtarlo di 150 mila euro perché il
Presidente stesso dia per primo l'esempio di un rigore che tutti
noi vogliamo applicare. Voglio dare soltanto un'informazione
all'Aula, gli emendamenti che avevo presentati e che sono stati
bocciati dalla maggioranza di quest'Aula avrebbero portato già un
risparmio di 4 milioni, i 4 milioni di cui abbiamo parlato
poc'anzi. Credo che se alla fine tante gocce costituiscono il
mare, oggi potremmo fare tante cose, probabilmente cercando di
avere un atteggiamento più rigoroso verso noi stessi e verso gli
altri.
CIMINO, assessore per l'economia. L'onorevole Mancuso penso che
intervenendo su questo argomento interverrà a favore del Governo
perché possiamo intervenire su tutto, ma questa spesa è la scorta
del Presidente della Regione e le esigenze di raddoppiare questa
spesa sono esigenze obbligatorie e che nascono dal fatto che il
Presidente della Regione ha una scorta potenziata rispetto anche al
passato.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Invito la collega Caronia a ritirare l'emendamento perché
ritengo che a consuntivo forse non si spenderà neanche quella
cifra, ma non possiamo neanche nel bilancio della Regione non
prevedere quella somma in quanto in un momento particolare dove
anche le dichiarazioni del Presidente in quest'Aula hanno fatto
presagire tutta una serie di situazioni di cui dobbiamo tenere
conto e non possiamo neanche essere strumentalizzati su un'attività
svolta da ragazzi che meritano da parte nostra, ma non era
l'intenzione dell'onorevole Caronia, l'incoraggiamento a che
quell'attività la svolgano - e la svolgono peraltro le assicuro per
esperienza personale anche se sono sotto pagati.
CARONIA. Il mio emendamento non era contro il personale della
scorta.
MANCUSO. Ritengo che quella somma possa essere prevista, sono
certo che non sarà spesa per intero. Invito l'onorevole Caronia a
ritirare l'emendamento.
CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento TAB B.122.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevole colleghi, onorevole
assessore, avevamo previsto la somma che Lei aveva indicato nel 470
bis. Non credo che abbiamo bisogno di altri tavoli e sedie, di
arredi ne abbiamo già tanti, ne volete comprate altri per 360 mila
euro. Se si acquista qualche sedia in meno nel 2010, non fa niente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.122. Il parere
del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento TAB B.123, di identico contenuto
all'emendamento TAB B.124.
Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento TAB.B.125.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a questo
emendamento vorrei affrontare il tema della manovra correttiva che
è stata apportata dal Governo, con quelle famose indicazioni che ci
ha dato in fase di discussione della prima versione del Bilancio,
nel mese di dicembre.
Le parole che furono proferite, e le motivazioni che furono
addotte per questi tagli su alcuni capitoli, a mio avviso, erano
assolutamente indiscriminate. E' stato detto che la Regione non
naviga in buone acque, e bisogna assolutamente recuperare somme,
quindi, era necessario un sacrificio collettivo, che sarebbe stato
spalmato su tutti.
Valutando attentamente questo capitolo, la decurtazione che era
stata apportata alla convenzione con Multiservizi, per i servizi
svolti all'interno degli Assessorati, riporta esattamente allo
stanziamento iniziale del 2009, pari a 214.000 euro, con
l'incremento di 43.000 euro.
E' chiaro che la Multiservizi paga del personale, verso il quale
va massimo rispetto e grande attenzione, ma con quale criterio, per
esempio, all'Orchestra Sinfonica di Palermo sono stati decurtati
due milioni di euro? Anche lì c'è del personale da pagare. Non
ritento giusto, solamente perché si tratta di cultura, destinare
queste somme ad una sorte molto più ingloriosa. Se si è figli di un
Dio minore, allora che il Governo ce lo dica
Tra lavoratori di una Fondazione che fa musica e che diffonde
determinati valori della cultura musicale, e dipendenti della
Multiservizi, a mio avviso, nulla cambia. I lavoratori hanno
diritto di lavorare nell'uno e nell'altro caso. Non comprendo,
pertanto, la motivazione per cui alla Multiservizi viene riportato
il finanziamento così come era nell'anno precedente, mentre a molti
altri, e faccio un esempio per tutti, quello dell'Orchestra
Sinfonica di Palermo, viene decurtato di ben 2 milioni di euro.
Non sono queste le motivazioni che mi hanno spinto a fare questi
emendamenti, che possono diventare anche motivo di attacco semplice
nei miei confronti, però credo che quando si fa una manovra di
rigore, si dice così, lo si grida ai quattro venti. Il rigore vale
per tutti o per nessuno. Non ci sono figli e figliastri
Credo che sia giusto e corretto che il Governo ci dia delle
indicazioni chiare.
Per me diventa la cartina tornasole, capire su quali misure si può
intervenire, e su quali no, perché la pubblica istruzione sia stata
messa alla pubblica gogna, perché la cultura sia stata messa alla
pubblica gogna, e perché altre cose no. Vorrei capire qual è il
quadro, la cornice all'interno della quale ci muoviamo.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Condivido l'intervento dell'onorevole Baronia, perché
tutte le volte che si richiede al Governo l'intervento non è una
richiesta strumentale. Si chiede di fornire un'indicazione,
affinché si comprenda qual è la strategia complessiva, e la
strategia riguarda sia le cose da mettere che quelle da togliere.
L'anima di questo bilancio, di questa manovra, deve essere il
Governo a definirla
Siccome dalla congerie di norme che sono state infiltrate,
inserite e aggiunte in finanziaria, e da quello che risulta in
bilancio, non si capisce quale sia la vera finalità perché, fra il
dire ed il fare, abbiamo riscontrato delle contraddizioni.
Alla vigilia, avevamo abituato il nostro pensiero all'idea che si
dovesse collaborare, tutti insieme, alle riduzioni di abbattimenti,
ma ci sono capitoli che gridano vendetta, e ci sono capitoli nei
quali ci si fa i bagni, quelli dello sperpero, delle spese inutili
che non servono a nulla.
L'abbattimento lo condivideremo tutte le volte che si
presenteranno emendamenti di questo tipo, non lo condivideremo
tutte le altre volte, così da da sapere, per i passaggi successivi,
quali sono gli emendamenti che saranno destinati ad un dibattito
più approfondito e quelli per i quali sarà implicito il voto
contrario del Governo.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ritengo che
il lavoro che stiamo portando avanti è quello di attenzionare le
singole voci di bilancio con il contributo di tutti i colleghi,
apprezzando anche alcuni emendamenti come quello poc'anzi esitato
favorevolmente, che porta una riduzione di 4 milioni di euro su una
voce importante per la comunicazione, l'attività degli Assessorati
regionali.
Di fatto l'obiettivo della manovra è quello di riuscire a
salvaguardare chi - come bene ha detto l'onorevole Caronia - sia
nella Multiservizi che nell'Orchestra Sinfonica, vanta dei diritti;
per questo, piano piano, nella consapevolezza di volere attivare un
percorso di rigore ma anche di equilibrio, affronteremo anche
queste vicende. Sulla Multiservizi, tra l'altro, vi è una
convenzione in essere, si tratta di 214 mila euro indispensabili
per poter proseguire quest'attività lavorativa e ritengo che il
Governo fa bene a sostenere quest'attività, anche perché su ogni
euro che noi togliamo rischiamo di inficiare un percorso che già la
Multiservizi ha attivato. Penso che questo possa essere messo in
atto a breve anche con le altre istituzioni presenti nel nostro
bilancio, nella consapevolezza che le difficoltà ci sono e un conto
è parlare di 214 mila euro, un conto è parlare di 22 milioni di
euro.
Sono situazioni ben diverse che spero pian piano possiamo seguire
insieme.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.125. Il parere
del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.126, personale di protezione
civile.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, Lei forse per indicare il capitolo ha
detto Protezione civile e il Governo, magari non approfondendo di
quale capitolo si tratta, ha subito detto di no.
In questo capitolo il Governo stesso aveva previsto 300 mila euro
per una parte di protezione civile della pubblica amministrazione e
un'altra parte sono i Fondi destinati all'associazione di
volontariato e non alle spese obbligatorie, che è un altro capitolo
di bilancio.
A mio avviso, magari 500 mila euro in più con le note di
variazione, da distribuire senza un progetto ben preciso, sono un
po' troppi - stiamo spendendo già troppo per il personale a tempo
determinato nel capitolo relativo - però, dato che fino a oggi non
abbiamo dato mai un contributo per i volontari - qui c'è
l'onorevole Apprendi che ne sa di più -, se c'è quest'impegno del
Governo a contribuire alle spese di straordinario, all'attività che
hanno fatto nel territorio e dove la Regione non è riuscita a
dargli mai nulla, noi possiamo essere d'accordo.
Ma per le varie associazioni di volontariato - che per carità
fanno il loro lavoro, e senza scopo di lucro - mi sembra un
intervento un po' eccessivo. Ci sono invece interventi
istituzionali che devono essere supportati, quindi rispetto a
questo io ritengo che la somma di 800 mila euro è troppo e deve
rimanere quanto previsto dal Governo già nella prima bozza del 470
a 300 mila euro, ed evitare una spesa esorbitante. Se c'è una
rimodulazione sul capitolo di intervento per i Vigili del fuoco,
assolutamente dimenticati negli interventi di questa Regione, io
potrei anche essere d'accordo.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci sia
un po' di confusione, perché parlare del Corpo nazionale dei Vigili
del fuoco e parlare del volontariato sono due cose ben diverse. Il
primo prende le competenze dallo Stato, e la Regione siciliana non
mi risulta che fino ad adesso abbia potuto erogare somme per il
pagamento degli straordinari degli stessi. Tant'è che nella ultima
ordinanza di Protezione civile romana, il già direttore Esimio
dott. Cocina, ha detto che la maggior parte delle spese che sono
state fatte per il personale, sono state quelle del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco, dimenticandosi di dire che questo personale,
pagato sempre con fondi nazionali, faceva turni di ventiquattro
ore. Quindi, ha sminuito nella sua dichiarazione il lavoro rispetto
al compenso che prendevano i Vigili del fuoco.
Altra cosa il volontariato, cari colleghi, che ha una storia in
Italia, in Sicilia, una componente importantissima della protezione
civile, senza la quale tutto l'asse della protezione civile viene
meno ad un impegno che giornalmente presta nel territorio.
Allora, se vogliamo demagogia la possiamo fare. Mi pare che in
questa Aula ci sono delle contraddizioni incredibili, prima si
parla di promozione turistica, ma la promozione turistica non la fa
l'Assessore al turismo, poi si è detto che dovevamo fare una
sanatoria per chi aveva già speso nella promozione e, infine,
riconosciamo alla Multiservizi un ruolo fondamentale nella Regione
siciliana.
Ma sappiamo bene come avvengono le assunzioni nella Multiservizi,
e sappiamo come avvengono le assunzioni nelle società collegate
alla Regione siciliana. Poiché tutta la politica prende i voti, la
sostiene, e poi al volontariato leviamo 500 mila euro.
Onorevoli colleghi, fate come volete, io anticipo che non voterò
assolutamente questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.19, è ripresa alle ore 16.11)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cintola è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2010» (471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione
unificata dei disegni di legge: «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e bilancio
pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470 ter/A) e
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
bis/A).
Si riprende l'esame dell'emendamento Tab.B.126.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole assessore Cimino,
onorevoli colleghi, vorrei chiedere ai firmatari di ritirare questo
emendamento, che prevede la soppressione di 500 mila euro da
assegnare all'Associazione di Protezione civile.
Volevo ricordare che sono stato io - e me ne assumo la
responsabilità - di chiedere al Governo di incrementare le quote
destinate alla Protezione civile. E lo dico, non in qualità di
deputato, ma di ex assessore alla Protezione civile della città di
Siracusa.
Dovete sapere che la Protezione civile dei nostri territori ha
dimostrato, soprattutto in occasione del terremoto dell'Aquila, di
essere la migliore Protezione civile su tutto il territorio
nazionale.
Ricordo anche all'onorevole Mancuso che la cucina di campo che ha
fornito migliaia di pasti ai terremotati dell'Aquila era una cucina
di campo della Protezione civile di Siracusa, e che già
precedentemente il Governo aveva soppresso un ulteriore contributo
che veniva concesso alle associazioni di protezione civile, pari a
2 milioni e 800 mila euro. Di fronte al fatto che il Governo aveva
soppresso quei contributi, sono stato proprio io, in Commissione
Bilancio, a chiedere al Governo di incrementare questa quota, che
andrà alle centinaia di associazioni di protezione civile sparse su
tutto il territorio regionale e che suppliscono alle varie mancanze
degli enti locali, e che costituiscono il nerbo portante della
Protezione civile, non solo comunale ma regionale, anzi oserei
anche dire nazionale, dal momento che la Protezione civile della
Regione Sicilia si è recata anche ad Haiti.
Pertanto, nel continuare a dichiararmi favorevole allo
stanziamento deciso in Commissione Bilancio, ribadisco la richiesta
ai firmatari di ritirare l'emendamento.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le finalità di
questo stanziamento, che hanno visto protagonisti gli interventi
dell'onorevole Apprendi e dell'onorevole Vinciullo, qualora
andassero alle associazioni di protezione civile, mi guarderei bene
dall'intervenire per sopprimerne l'assegnazione. Ma purtroppo non è
così
Se l'onorevole Vinciullo e l'onorevole Apprendi volessero
incrementare il fondo per le associazioni di protezione civile,
dato che il Governo ha soppresso il capitolo, precisamente il
capitolo 117701, che l'anno scorso prevedeva 250 mila euro, ed
impegnati solo 68 mila euro.
Questo capitolo si occupa esclusivamente dal pagamento dello
straordinario dei soggetti delle pubbliche amministrazioni e
dell'antincendio. L'anno scorso un milione di euro erano congrui,
per forza di cose, per i fatti accaduti in Abruzzo.
Rispetto a questo la congruità di 300 mila euro per spese
straordinarie, nella speranza che non succeda nulla, mi pare che
sia una somma importantissima, qualora succedesse qualcosa - ma
ritengo che questo non se lo augura nessuno - una variazione di
bilancio, ce lo insegnano le gazzette ufficiali, non si nega a
nessuno.
Invece, se si vogliono aiutare - come è stato detto dall'onorevole
Apprendi e dall'onorevole Vinciullo - le associazioni, allora si
rimpingui il capitolo delle associazioni di volontariato che - lo
ripeto - è il capitolo 117701; e non lo sto ripetendo perché sono
uno studioso del bilancio, ma perché in questa pausa ho avuto
l'opportunità non solo di foraggiarmi sotto il profilo fisico, ma
anche sotto il profilo culturale perché mi sono confrontato con gli
Uffici, che mi hanno dato questa precise informazioni.
Pertanto, insisto sull'emendamento e spero che il Governo convenga
che 800 mila euro, quando ancora non sappiamo se ci saranno
calamità naturali - speriamo di no - mi sembrano un po' troppi di
straordinari. Quel capitolo gestisce solo lo straordinario di due
tipi di soggetti: quelli che fanno riferimento alle pubbliche
amministrazioni e l'antincendio.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
sarebbe opportuno, per il prosieguo, che su tutta questa serie di
emendamenti, dei quali molti si somigliano, se non altro nello
spirito, il Governo dia delle delucidazioni all'inizio, che spieghi
le ragioni che portano alle determinazioni della posta in bilancio
con le variazioni che sono state votate, quanto meno nei casi più
importanti. Altrimenti, come stiamo dimostrando, proseguiremo con
un dibattito che molto spesso non ha motivo di esistere, se ci
fosse chiarezza da parte di tutti.
Ciò che ha scandalizzato l'onorevole Mancuso e i firmatari di
quell'emendamento è stato il passaggio da 300 a 800 mila euro di
previsione per questo capitolo. Sarebbe bastato che l'assessore
Cimino spiegasse che le previsioni del 2009, cioè di quello stesso
bilancio che invece l'onorevole Mancuso ha votato, i firmatari di
questo emendamento hanno votato, non più tardi di alcuni mesi fa,
prevedeva la spesa di un milione di euro, non degli attuali 800
mila euro previsti.
Nel merito, voglio dire che, se l'onorevole Mancuso sa che non ci
saranno calamità o non ci sarà bisogno di questi straordinari, sono
molto contento e lo possiamo elevare a vate del Parlamento, a
profeta del Parlamento. Siccome, onorevole Mancuso, credo che
questo lei non lo possa sapere, può convenire statisticamente che,
siccome abbiamo speso 993 mila di quel milione di euro previsto nel
2009 per questo capito e, come ricordava il Presidente, non
soltanto per la calamità dell'Abruzzo, ma anche per altre calamità
cui le pubbliche amministrazione della Regione con il proprio
personale hanno concorso in aiuto, è ragionevole immaginare che la
Regione conservi una posta che almeno sia proporzionale agli otto
dodicesimi, visto che tanto ci rimane da qui fino alla fine
dell'anno, di quello che abbiamo speso in quella circostanza.
Se fa questo ragionamento, che è semplicemente equo, onorevole
Mancuso, si accorgerà che non ha senso quell'emendamento che
prevede di portare a 300 mila le somme di questo capitolo, ma ha
senso lasciarle ad un ordine di grandezza che è quello che in
questo momento il bilancio prevede.
Credo che le precisazioni che sto fornendo potrebbero essere utili
per questa serie di emendamenti e, ripeto, sarebbe opportuno che il
Governo fornisse in anticipo dei chiarimenti.
Chiedo, infine, ai firmatari di ritirare l'emendamento Tab B.126
perché, a mio avviso, è sbagliato sia nel metodo che nel merito.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, voglio essere molto chiaro, anche se, dal testo che è
stato distribuito, si evince tutto l'iter delle varie voci di
bilancio.
Nella previsione fatta dal Governo, era prevista per questo
capitolo la voce di 300 mila euro. In Commissione bilancio, avendo
avuto modo di ascoltare le iniziative di alcuni deputati che
nell'ambito della protezione civile hanno avuto una certa
esperienza ed anche una certa conoscenza, si è ritenuto di ampliare
questo stanziamento ad 800 mila euro.
L'emendamento dell'onorevole Mancuso è in linea con quanto il
Governo aveva, di fatto, già previsto. Nel momento in cui si
ritiene di diminuire questa voce, una previsione che vuole dare a
tutti noi la possibilità, nel momento in cui vi è l'esigenza,
l'urgenza e la necessità di attivare queste risorse - perché, come
ha ben ricordato l'onorevole Apprendi, sono risorse tese per la
materia dell'antincendio, dell'emergenza, per i lavoratori della
protezione civile - lo si può anche accettare. Ma io non sono molto
convinto sul fatto di spostarlo, perché di fatto il Dipartimento,
ha una propria organizzazione, e in questo capitolo si parla
chiaramente di spese sia per il personale dipendente, ma anche per
il volontariato, che è impegnato nelle attività di emergenza.
Quindi quel volontariato che noi siamo chiamati ad attivare nei
territori, nei momenti più difficili della nostra Regione. Se
vogliamo ridurre questa postazione di 200 mila euro, ben venga e si
ringrazia l'onorevole Mancuso per avere sostenuto l'ipotesi del
Governo sin dall'inizio.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono permesso,
insieme ad altri colleghi, di presentare un subemendamento affinché
questi 500 mila euro non vengano cancellati. L'onorevole Vinciullo,
in Commissione Bilancio, aveva proposto ed ottenuto di incrementare
il capitolo, e dobbiamo dire che, in effetti, è vero che il
personale dipendente delle pubbliche amministrazioni ha un peso
specifico nella protezione civile negli interventi di emergenza e
urgenza, ma un peso straordinario ce l'ha anche il volontariato -
non lo dobbiamo dimenticare - che interviene in tutte le emergenze,
da Messina all'Abruzzo.
Il subemendamento presentato è un segnale di equilibrio e di
responsabilità, perché sposta i 500 mila euro da un capitolo che
potrebbe essere utilizzato sia per personale dipendente che per il
volontariato, solo al volontariato, che di recente è stato un po'
penalizzato.
Chiedo al Governo che su questo subemendamento esprima il suo
parere favorevole.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
emendamento, del quale chiedo il ritiro, faccia riferimento, come
giustamente ha detto l'onorevole Mancuso, a due voci: la parola
volontariato è messa in maniera impropria E' legata al contributo
di straordinario che si dà per il servizio antincendio ai forestali
ed ad altri
MANCUSO. Ai forestali, no
ROMANO. Alla Protezione civile ed ad altri, a pagare le trasferte
e lo straordinario ai dipendenti della Pubblica Amministrazione che
sono chiamati ad intervenire professionalmente in caso di
emergenza.
La somma spesa l'anno scorso per questo capitolo è di 1.200.000,00
euro.
MANCUSO. Non è vero
ROMANO. Lo dicono gli Uffici, lo dice il dirigente Lo Monaco. E
resta un debito da pagare, perché c'era un milione di euro, e ne
sono stati spesi di più. Verifichiamolo
Quel milione di euro, diminuito ad ottocento mila euro, con
l'emendamento dell'onorevole Mancuso lo si vuole portare a trecento
mila euro. Ed allora, credo che questa sia una voce importante, che
vada difesa a tutela del territorio e per dare il senso all'impegno
della Protezione civile, quella non volontaristica, sulla quale
dobbiamo lavorare in un altro momento, ma quella che ha
professionalità e competenze.
Credo che questo emendamento vada ritirato, con senso di
responsabilità, perché dopo andrebbe spiegato a tutti gli
strutturati della Protezione civile, il come ed il perché
dovrebbero intervenire a Giampilieri, piuttosto che a San
Fratello,perché ci sono le trasferte, le spese per la benzina,
ecc..
Onorevole Mancuso, si informi; io ho parlato col dirigente Lo
Monaco, non più tardi di mezz'ora fa, e c'è la voce precisa. Va
spiegato, perché noi riduciamo questa voce di 700 mila euro
rispetto al bilancio 2009.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, a me sembra surreale quello che taluni colleghi affermano
da questo scranno.
Il Governo ha fatto una previsione di pagamento di ore di
straordinario - non di benzina o di trasferte, come ha detto
l'onorevole Romano - per 300 mila euro. Se vedete lo storico di
questo capitolo, nel 2008 è pari 0 , nel 2009 ci sono stati due
eventi, anzi più di due (uno riguarda l'Abruzzo e l'altro
Giampilieri e le zone limitrofe) e si è arrivati al pagamento di
straordinario di 993 mila euro.
Poi vedremo quante persone sono state pagate a titolo di
straordinario per l'importo di 993 mila euro; spero siano qualche
migliaio, non qualche decina; spero siano qualche migliaio di
persone, non qualche decina, qualche tecnico più preparato degli
altri.
La previsione del Governo, quindi, era corretta. Se è vero quello
che si è detto ora qui, cioè che l'onorevole Vinciullo è
intervenuto, così come è scritto negli atti, con ulteriori 500
mila euro che riguardavano invece il contributo alle associazioni,
questi soldi devono andare al contributo alle associazioni, non
allo straordinario. Mi sembra una cosa normale a meno che non
vogliamo approfittare dell'errore che è stato fatto in Commissione,
cioè di un capitolo utilizzato invece secondo la volontà
dell'onorevole Vinciullo, con soldi che devono andare in un altro
capitolo.
Signor Presidente, componenti del Governo, ritengo che la
previsione del Governo sia esatta di 300 mila euro. Se serve un
milione - per l'onorevole De Benedictis, due milioni -, ci saranno
le variazioni di bilancio e si stanzieranno, anche se per me già
300 mila euro di straordinario sono una cosa fuori dal mondo, fuori
dal mondo, 300 mila euro, 600 milioni di straordinario; ne abbiamo
pagato due miliardi per il 2009. Chi ha poi curiosità, vada a
vedere.
Rispetto, invece, ai 500 mila euro - dato che non si può fare una
variazione - signor Presidente, ritengo che tutte queste somme che
stiamo diminuendo dal capitolo, poi il Governo saprà, secondo le
indicazioni dell'onorevole Vinciullo, appostarle nel capitolo che
aiuta le associazioni di protezione civile perché sono state difese
da tutti i parlamentari, da Pino Apprendi a Vinciullo, a Falcone.
Il capitolo ad ora, in questo momento, è soppresso. Non c'è una
lira; non c'è neanche una lira per tutte le associazioni di
volontariato in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, credo che il Governo non abbia
difficoltà a prendere impegni su questo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento Tab
B.126.1. che ritengo sia la sintesi del dibattito svolto e credo
che possa essere accettato da tutti. Il subemendamento prevede di
ridurre il capitolo da 800 a 600 mila euro, quindi, una diminuzione
di 200 mila euro.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti Tab B.127 e Tab B.128 sono ritirati. L'Assemblea
ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab B. 129.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà,
rispetto a questo capitolo, avevo da porre un interrogativo al
Governo in quanto non mi era chiara la dicitura e soprattutto la
destinazione, considerato che nel 2009 era stata stanziata una
somma molto più alta che è poi stata decurtata notevolmente. Si
tratta di una materia piuttosto delicata che riguarda gli
arbitraggi, i risarcimenti, l'assistenza legale. Nel 2009,
l'importo era di euro 1.395.000 a fronte di una previsione per il
2010 di soli 40.000 euro. In realtà, ci sarebbe da prevedere una
diminuzione, se vogliamo considerare il passato ma, visto che si
tratta di una materia estremamente importante, sottopongo
l'emendamento all'attenzione del Governo poiché si tratta di
risarcimenti, arbitraggi; sembrano delle spese obbligatorie,
oggettivamente, visto che c'è stato un decremento consistente mi
riferisco a quello che c'è scritto nel bilancio, al di là
dell'emendamento
CIMINO, assessore per l'economia. Vorrei fare una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il capitolo in cui l'onorevole Caronia chiede di
intervenire, l'112513, ha una previsione per il 2010 di 40.000
euro; lei ne vuole togliere 139.000. Queste risorse sono necessarie
per le liti nonché per l'assistenza legale nell'ambito
dell'attività di programmazione.
CARONIA. L'emendamento che avevo presentato, in realtà, in termini
numerici, l'ho scritto in maniera approssimativa. Per quanto
riguarda la domanda, ho sollevato la problematica relativamente al
fatto che c'era stato un forte decremento rispetto al 2009. Nel
2009, questo capitolo riportava 1.395.000 euro ma, siccome adesso
siamo a 40.000 euro, visto che si tratta di spese obbligatorie ma
relative ad un argomento piuttosto delicato, in realtà, questo
emendamento aveva più che altro l'obiettivo di capire per quale
ragione ci fosse stato un decremento così importante e, quindi
eventualmente, di sollevare il problema.
PRESIDENTE. Alla luce di questo approfondimento, l'emendamento è
dichiarato improponibile. Ciò è chiaro perché, nel capitolo, ci
sono 40.000 euro e si pretende di diminuirlo di 139.000.
Si passa all'emendamento Tab B. 272.
APPRENDI. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare che
si tratta del capitolo che riguarda la cooperazione decentrata allo
sviluppo e interventi di solidarietà internazionale. In
particolare, negli anni scorsi, sono già stati avviati degli
interventi di cooperazione decentrata allo sviluppo. Voglio essere
più chiaro: mi riferisco alla realizzazione di ospedali in Africa,
di scuole, di pozzi. Adesso o questi interventi si completano in
quanto sono programmi pluriennali o la Regione rischia di avere
investito male, anche negli anni passati, le risorse per avviare la
realizzazione di queste opere. Peraltro, la nostra Regione è
perennemente, purtroppo, meta di viaggi di persone in grande
difficoltà, di un fenomeno di immigrazione che tristemente spesso
si conclude anche con decessi nell'ambito del Canale di Sicilia.
Ritengo, quindi, doveroso da parte della Regione siciliana favorire
e sostenere la prosecuzione di questi interventi di solidarietà
internazionale e di cooperazione decentrata allo sviluppo con la
realizzazione di queste opere umanitarie.
Aggiungo, peraltro, che non condivido assolutamente la scelta del
Governo regionale di sopprimere l'Ufficio speciale della
cooperazione allo sviluppo che negli anni scorsi aveva lavorato
bene realizzando alcuni significativi interventi positivi di
cooperazione internazionale; l'Ufficio del Presidente della Regione
invece ha ritenuto di dovere sopprimere credo facendo un grosso
errore.
Intanto, quindi, sostengo il rifinanziamento di questo capitolo
per la cooperazione decentrata allo sviluppo. Si tratta di
interventi che tutte le Regioni d'Italia portano avanti, anche in
sintonia con quella che è la politica generale del Governo
nazionale che peraltro ha subito una forte riduzione degli
interventi di spesa. Mai come quest'anno, dunque, è importante che
parte degli interventi ricada anche sul bilancio della Regione,
certo in misura anche contenuta; non si tratta di spese dell'altro
mondo ma credo che sarebbe assolutamente sbagliato lasciare
incomplete le opere che sono già state avviate, che si stanno
realizzando, ripeto, dopo che sono stati autorizzati interventi di
spesa negli anni passati.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente,
probabilmente, questo emendamento è meglio accantonarlo per
riscriverne il testo visto che la fonte di finanziamento è
costituita da fonti dello Stato vincolate; sebbene si riconosce
l'importanza dell'iniziativa, quindi, dovremmo creare un'altra
copertura, non questa del capitolo 183739.
Se possiamo accantonarlo magari creando le condizioni, grazie al
fatto che stiamo riducendo qualche cosa per poter sostenere questa
iniziativa che è stata qui presentata.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si può non
apprezzare questo emendamento dove il Governo però, non solo sulla
parte contabile, deve dare assicurazioni, mi sembra ben poca cosa
ora trovare un milione di euro; deve dare assicurazioni su quello
che è il programma perché, l'anno scorso, su un milione e mezzo di
euro, ne abbiamo spesi soltanto 67 mila. C'è stata, quindi, una
disattenzione verso questa importante attività e noi non soltanto
sosteniamo questa proposta dell'onorevole Lupo ma riteniamo che il
Governo, senza accantonare, con il capitolo che tutti conosciamo,
possa dare copertura finanziaria immediatamente.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
Mancuso ritengo abbia riportato nell'alveo giusto questa
considerazione circa un servizio ed un ufficio, quindi, un'attività
in cui noi crediamo, cioè la cooperazione decentrata. C'è un
problema, quindi, di definizione dell'Ufficio, il fatto di lasciare
in piedi l'Ufficio e, poi, anche quello relativo alla parte
finanziaria, quindi, di copertura finanziaria al progetto sulla
cooperazione decentrata. In questo, pertanto, ci ritroviamo
d'accordo con l'onorevole Lupo.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, intervengo per comunicare che appongo
la mia firma all'emendamento - lo avevo già dichiarato - e poi
volevo aggiungere che questa somma va messa a bando perché non solo
l'anno scorso ne è stata spesa soltanto una minima parte ma negli
anni precedenti queste somme venivano impiegate per varie sagre
paesane che nulla hanno a che fare con la cooperazione
internazionale. Credo, quindi, che vada attenzionato questo settore
che è strategico ed importante per le cose che diceva l'onorevole
Lupo nei confronti di queste popolazioni che, ahimè, non solo
vivono nella povertà ma, molto spesso, oltre alla povertà,
subiscono gravi calamità naturali oppure effetti della guerra
devastanti per le popolazioni.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso possa essere
importante precisare che quest'Aula ha approvato all'unanimità una
mozione quando discutemmo del tema dell'immigrazione che tra
l'altro esprimeva l'impegno nei confronti del Governo a
rifinanziare interventi di solidarietà internazionale e di
cooperazione decentrata. Penso che tutti noi, quindi, ci sentiamo
anche moralmente impegnati a mantenere l'impegno preso.
PRESIDENTE. La Presidenza ha ascoltato un po' le varie proposte
che ci sono state in merito e ritiene che, così come si è proceduto
finora, nel senso che si è riusciti ad avere una serie di risparmi
e, quindi, ad avere delle somme che possiamo riallocare in base a
ciò che è emerso dal dibattito sulle cose più importanti da fare e
anche per ciò che il Governo ha richiesto.
Ritengo di accantonare l'emendamento Tab B. 272 con l'impegno del
Governo, così come si è fatto in altre occasioni; spero che il
Governo mi ascolti e, comunque, lo faremo presente al momento
opportuno. Lo ripeto, lo accantoniamo con l'impegno dal parte del
Governo, così come è accaduto su altre questioni e, domani, al
momento di vedere come riallocare le risorse, alla fine del
dibattito sul bilancio, quindi, vedremo come riallocare queste
somme per dare corso a ciò che è emerso dal dibattito.
Momentaneamente, è accantonato.
Si passa all'emendamento Tab B.130.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.48, è ripresa alle ore
16.49)
La seduta è ripresa.
Si passa all'Amministrazione Attività produttive'.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Corona, Limoli: Tab B.215,
Tab B.216, Tab B.217, Tab B.218, Tab B.219, Tab B.220, Tab B.222,
Tab B.223.
Si passa all'emendamento Tab B. 215. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.217.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.219.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.218.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.131.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottolineare
che i capitoli 212017 e 212018, destinati al rinnovo biennale del
contratto collettivo di lavoro dei lavoratori regionali, sono stati
decurtati di quasi 18 milioni di euro, mentre qui da circa mezz'ora
stiamo approvando tutti i capitoli che riguardano i compensi ai
Co.Co.Co, ai Gabinetti degli assessori, compresi gli oneri
differiti.
Credo vada fatta una riflessione su questo. Se il Governo dice che
i capitoli relativi al rinnovo del biennio dei lavoratori regionali
saranno coperti, non ho difficoltà ad andare avanti ma non vorrei
che alla fine ci ritrovassimo col rinnovo dei compensi di Co.Co.Co.
di spese di viaggio per i componenti di Uffici di Gabinetto e senza
i soldi invece per rinnovare i contratti ai lavoratori regionali
che ne hanno pienamente diritto.
Chiedo che si faccia una verifica.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, effettivamente,
forse il Governo si distrae. Questo emendamento prevede la voce
consulenti. Gli Assessori, per legge, possono nominare tre
consulenti, né uno in più né uno in meno e c'è la cifra già
destinata: 2.000 euro al mese che per 12 fa 24.000 euro lordi e
24.000 per 3 fa 70.000 circa.
Obiettivamente, perché sono previsti 100.000 euro?
Sei si porta la cifra a 80.000 non è una cosa dell'altro mondo,
quindi, si potrebbe anche accogliere l'emendamento perché, nello
spirito che l'onorevole Lupo dice, 100.000 non si spenderanno ma se
ne spenderanno al massimo 80.000.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Direi di aggiungere l'I.V.A. e
anche la previdenza e, per questo, si arriva a 100.000 euro.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come lei ha
notato, signor Presidente, su questi emendamenti, non abbiamo fatto
neanche un intervento. Poi, ritengo giustamente, il Segretario
regionale del Partito Democratico si è accorto che qualcosa non
funziona perché, voglio dire ai colleghi che quello che abbiamo
visto in questi primi emendamenti, prima UPB del primo Assessorato,
è veramente poca cosa rispetto a quello che ci aspetta in avanti,
anzi, devo dire che l'Assessorato delle attività produttive
utilizza poco questi strumenti e anche a buon prezzo; ora che
andremo avanti, vi accorgerete che c'è chi li utilizza di più e
neanche a buon prezzo.
Quindi, la politica che voleva finire con i contratti a tempo
determinato, con i Co.Co.Co., Co.Co.Pro., con tutte queste sigle
che ho anche difficoltà, anche se non sono in inglese, a
pronunciare e con tutti gli esperti, abbiamo anche Assessori
tecnici che sono esperti e mi chiedono esperti per milioni di euro.
Abbiamo di tutto, c'è di tutto. Questo non è un bilancio come
stamattina si presentava nelle pagine dei giornali. Non ce l'ho con
i giornalisti, onorevole Cimino, ce l'ho con chi fa dichiarazioni
sul fatto che questo è un bilancio di lacrime e sangue.
Ma dove?
Ma quando?
Questo è un bilancio che certamente pesa su quelle che sono le
scelte ad personam soggettive delle professionalità e dei soggetti
esterni all'Amministrazione per farli lavorare e dimentica quelli
che sono i contratti collettivi nazionali di lavoro; anzi, lei
onorevole Lupo, saprà che nella finanziaria, in queste ore, tanta
polemica c'è stata sul fatto che anche il fondo di quiescenza, per
chi lavora in questa Regione, è portato all'anno prossimo, quindi,
quei 59 milioni di euro li portiamo all'anno prossimo con la buona
pace di questo Parlamento.
Noi siamo contrari perché il Fondo di quiescenza mi sembra che
doveva essere accantonato già da quest'anno così come prevede la
legge che abbiamo votato l'anno scorso e con l'impegno che abbiamo
preso con gli impiegati di questa Regione e il lavoro che stiamo
facendo e, secondo me, serve anche a recuperare quella norma che
abbiamo votato l'anno scorso e che può essere accolta, magari, tra
qualche ora.
Quindi, non ci allarmiamo più di tanto perché - lo ripeto ai
colleghi - è ben poca cosa; quello che chiedeva l'onorevole Lupo
era una cosa saggia, che la politica delle spese doveva essere
equilibrata.
Vedrete che abbiamo votato, per il Presidente della Regione, 100
mila euro di viaggi.
Mi sembra una cifra congrua, importante. Ci sono assessori,
invece, che viaggiano molto di più.
Non c'è una linea che unisce gli assessorati e non c'è un tetto
sulle spese, ognuno ha messo le cifre che ha voluto, senza nessun
limite.
Questa è la filosofia del bilancio, non delle lacrime del sangue
Le lacrime del sangue sono certamente le tasche dei siciliani che
con l'articolo 8 della Finanziaria, che dobbiamo rivedere, andiamo
a prendere i soldi per finanziare queste cose.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.222.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si procede con la Rubrica Beni culturali ed identità siciliana'.
Si passa all'emendamento Tab B.106. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevole assessore Cimino, onorevoli
colleghi, questa è la prima incongruenza sulle spese di viaggio.
Il Presidente della Regione, che è la massima autorità di questa
Regione, mi sembra che ha usufruito di un importante stanziamento
in bilancio. Bene, l'assessore prevede di viaggiare più del
Presidente della Regione e, secondo noi, se facesse qualche
viaggetto in meno sarebbe utile alle casse di questa Regione.
Onorevole Cracolici, la spesa c'è, e 250 milioni di lire sono
tanti, non credo che possiamo spendere questa cifra. Mi sembra
esagerato E' stato inserito quanto aveva previsto il Governo nel
bilancio di previsione, nel disegno di legge n. 470. Quindi,
insistiamo sull'emendamento che dovrebbe dare, quanto meno, una
linea di rigore al Governo, altrimenti chiunque può mettere la
cifra che vuole, senza nessun problema: se questa è la deriva a cui
ci vuole portare il Governo, certamente non può essere la deriva di
quest'Aula.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
spese che riguardano i viaggi degli assessori non possono essere
casuali, occasionali, a seconda del clima dell'Aula. Sarebbe giusto
che il Governo proponesse una quota uguale per tutti gli
assessorati, circa 80 mila euro, che mi pare somma un'equa somma.
Possiamo anche formalizzare questa proposta con un emendamento, ma
vorrei che il Governo intervenisse nel merito.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
sottolineare che un minuto fa l'Aula ha approvato la somma di 70
mila euro di spese di viaggio per l'assessore per le Attività
produttive. Penso che possiamo tenere conto di un ordine di
grandezza simile per tutti gli assessorati perchè, a mio avviso c'è
una differenza eccessiva fra un assessorato e l'altro.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi dichiaro favorevole alla proposta avanzata
dall'onorevole Di Benedetto, di equiparare tutte le spese per tutti
gli assessori a 70 mila euro, anche se da assessore delegato alla
Conferenza Stato-Regioni avrei preferito qualcosa in più. Ma va
bene così La proposta sarà formalizzata in un apposito
emendamento.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato il
subemendamento Tab B.106.1:
«sostituire le parole 16 con le parole 70 ».
E' inteso che questa linea, che è dettata dal Governo, e che è
emersa dal dibattito d'Aula, si applicherà per tutti gli altri
assessorati.
Pongo in votazione il subemendamento del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, all'inizio avevamo stabilito, per
l'eterogenesi dei fini di procedere per UPB, e non per capitoli;
quindi, una volta approvato un emendamento che riguarda una UPB,
tutti gli altri sono assorbiti o decaduti.
MANCUSO Signor Presidente, questo non è possibile.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, l'avevamo sostenuto anche noi.
Si passa all'emendamento Tab.B.107.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per maggiore
chiarezza, a prescindere dalle UPB, a prescindere dai capitoli,
penso sia necessario chiarire il significato del voto, cioè che lo
stanziamento per le spese dei viaggi degli assessori sono tutte
uguali ad euro settantamila.
Adesso, invece, stiamo parlando dello stanziamento per i
consulenti, ed ecco che già facciamo una sperequazione. Non penso
che l'assessore ai beni culturali possa pagare i consulenti meno di
quanto li paga l'assessore Venturi, perché consulenti sono gli uni
e consulenti sono gli altri.
Se abbiamo dato centomila euro ai consulenti di Venturi, non
capisco perché Lei ne destina 91 a quelli di Armao.
Bisogno uniformare lo stanziamento, e tre consulenti per assessore
devono avere tutti la stessa cifra, e me ne dispiace, questo vale
anche per Lei, onorevole assessore Cimino, perché non è possibile
che i suoi consulenti poi, valgono duecentomila euro.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei chiarire che queste variazioni, spesso,
scaturiscono dal consolidato, e alcuni assessori non hanno attivato
consulenti, perché l'assessore può nominare tre consulenti, ma può
anche nominarne anche due.
Condivido, comunque, l'ipotesi dell'onorevole Bennati, e visto
anche che lui è stato assessore, evidentemente sa che con
novantamila euro si può lavorare ugualmente.
PRESIDENTE Onorevole Cimino, allora si può arrivare ad una intesa
come quella che abbiamo fatto per i viaggi e cioè ad uniformare? E
se è così, ad uniformare a quanto? E' intendimento del Governo dare
un parere favorevole per portare tutte le spese dei consulenti a
100.000,00 euro?
CRACOLICI. Tutte le spese per i consulenti valgono 90.000,00 euro.
PRESIDENTE. Si, onorevole Cracolici, 90.000,00 euro, ma dobbiamo
formalizzarlo di volta in volta con un subemendamento.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
Tab.B.107.1 all'emendamento Tab.B.107, che modifica la cifra in
90.000,00 euro. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Tab.B.88.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di questa
questione è stato investito l'ex Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro e l'attuale Presidente della Regione, onorevole
Lombardo. E' la famosa storia degli addetti stampa
Ma questi capitoli prevedono dei contratti a tempo determinato,
che non c'entrano con la storia che ha investito i due Presidenti
della Regione. Sono altri addetti stampa, quindi spesa in più,
oltre quelli che abbiamo già stabilizzato, ce ne sono altri. Se
volete sapere il capitolo con cui paghiamo quelli vi posso pure
dire il numero. Ma questi sono altri
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, questo capitolo non comprende solo
gli addetti stampa. In molti assessorati, quasi tutti, si è dato
corso a dei mini giornali, a volte on-line, che vengono finanziati
con queste somme, abbastanza insufficienti tra l'altro.
Questo, solo per aprire un'informativa.
MANCUSO. Se si vuole continuare a spendere, ulteriormente, per
attività di informazione, prevedendo per ogni assessorato 50.000
euro o 80.000 o 110.000 o 130.000, noi siamo contrari.
Siamo favorevoli alla previsione che il Governo ha dato con il
disegno di legge n. 470, perché i nostri emendamenti non azzerano
il capitolo ma fanno riferimento alla previsione del Governo in
prima istanza, quando ha presentato il bilancio nel novembre del
2009; poi, sono state aggiunte delle cifre, e non si capisce il
perché
CIMINO, assessore per l'economia. Condivido quanto detto
dall'onorevole Mancuso.
PRESIDENTE. E quindi stabiliamo una cifra per tutti?
CIMINO, assessore per l'economia. Si signor Presidente, 60 mila
euro per tutti.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, il Governo si potrebbe attestare
a 50 mila euro.
CIMINO, assessore per l'economia. Stabiliamo quanto era la
previsione della Commissione bilancio.
PRESIDENTE.. Onorevole Mancuso, se lei condivide, le chiedo di
ritirare il suo emendamento, con l'avvertenza che per tutti gli
altri Dipartimenti, ove fosse prevista una somma più alta,
bisognerà riportarla a 50 mila euro.
MANCUSO. Signor Presidente, io posso ritirare tutti gli
emendamenti, non ho alcun problema. Mi è stato spiegato meglio qual
è questo tipo di attività, quindi i siti on line, e noi spendiamo
migliaia di euro per questa attività. Poi, magari, approfondiamo
l'argomento quando parliamo di Sicilia e-servizi, per capire come
vengo spesi questi soldi.
Quindi, per me non c'è un limite minimo o massimo. Io ho sollevato
un problema di cui il Governo dovrebbe farsi carico. Può stanziare
anche duecento mila euro, ma questo bilancio non è lacrime e
sangue. Questo bilancio è un bilancio sereno, come si è sempre
fatto da trent'anni a questa parte.
Dichiaro di ritirare l'emendamento Tab.B.88
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che diceva
l'onorevole Mancuso è un po' diverso. Se noi approviamo questo
emendamento lasciamo la previsione, e poi con gli altri
Dipartimenti vediamo di volta in volta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento Tab.B.94.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio un
intervento generale sui tre emendamenti che fanno parte della
stessa UPB. Non si comprende perché c'è una richiesta ulteriore del
Governo, mi pare di uno stanziamento di circa 12, 13 milioni di
euro da un mese all'altro. Se ci spiega perché rispetto alla
previsione del novembre del 2009, è stata aumentata di circa 10
milioni di euro e anche di più, per comprendere qual è questa
differenza. Se c'è una spiegazione logica all'attività del Governo,
noi siamo pronti a ritirarli gli emendamenti
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che, a
mio avviso, l'emendamento Tab.B.94 non è sbagliato, nel senso che o
c'è un rapporto in essere con delle obbligazioni nei confronti di
persone che lavorano, contratti per i quali esistono delle
obbligazioni, e quindi ci sono delle spese obbligatorie, o non ci
può essere una previsione ad organetto. Aggiungo - ed è questo il
senso del mio intervento - che vorrei capire anche sulla base di
quale mandato il Governo, in particolare l'Assessore al ramo,
annuncia una privatizzazione della gestione dei siti culturali.
E' evidente che stiamo procedendo con grande confusione e con
rischi di duplicazione di costi per la Regione. Forse l'Assessore
Armao non sa che per la gestione dei siti culturali spediamo una
serie di risorse, tra le quali quelle di questo capitolo, quindi mi
pare del tutto ovvio che il Governo debba fissare un indirizzo
certo.
Esistono dei rapporti in essere con Beni culturali S.p.A., che è
un altro tema che riguarderà la riorganizzazione delle società per
quanto attiene i servizi gestiti direttamente o attraverso società
dalla Regione controllata. Decidiamo che se dobbiamo privatizzare,
licenziamo le persone che lavorano in quelle società. Se questo è
l'orientamento del Governo, lo dichiari; ma noi preferiremmo, in
quel caso, licenziare l'Assessore che ipotizza uno scenario di
duplicazione dei costi dell'Amministrazione regionale. Credo che
nell'emendamento debba essere chiarito un punto: questo capitolo è
frutto di obbligazioni? Se ci sono obbligazioni non ci possono
essere variazioni, perché ci sono spese obbligatorie e quindi va
coperto in quanto spese obbligatorie. Se non ci sono obbligazioni,
allora quella previsione in più è una maggiorazione che non si
comprende.
Forse con quella maggiorazione si vogliono fare privatizzazioni
ulteriori?
Il Governo dovrebbe spiegarlo meglio in Aula, prima di approvare
l'emendamento, perché lo ritengo un nodo abbastanza delicato.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, comprendo gli interventi dei colleghi parlamentari: la
somma nel bilancio di previsione 2010 era di 38.292.000 e, con la
variazione della Giunta, è stata aumentata perché vi era stata
sottostima rispetto alle convenzioni in essere. Subito dopo un
incontro con le organizzazioni sindacali, sono state attenzionate
alcune problematiche attinenti a convenzioni per la custodia e la
conservazione dei beni culturali e, per portare a regime questa
attività della struttura che sovrintende ai beni culturali della
Regione, è stato necessario poter ampliare questa copertura.
Come diceva l'onorevole Cracolici, il collega Armao sta
affrontando la problematica anche per creare le condizioni per
migliorare questo servizio e so che si è ancora in una fase di
studio e di approfondimento. In finanziaria è stato inserito un
articolo che dà la possibilità all'Assessore per l'economia, con il
Presidente della Regione, di presentare una proposta di
razionalizzazione delle strutture societarie con in coinvolgimento
della Commissione Bilancio e penso che questo sarà tra gli
argomenti che il Governo dovrà sottoporre all'Aula perché viene
facile evidenziare come la cifra posta in bilancio sia sicuramente
evidente e per questo vi è la necessità, anche in questo settore,
di mostrare attenzione per un'opera di razionalizzazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il Governo
faccia bene a valorizzare le risorse interne prima di ricorrere
all'utilizzo di risorse esterne, se questo è l'indirizzo. Allora,
farebbe bene l'Assessore al ramo a venire in Aula a dire che
rinuncia al ricorso alle risorse esterne, cioè confermiamo la
previsione di spesa dell'anno scorso, se ci sono oneri aggiuntivi
del personale che, però, non corrispondono a nuove assunzioni, io
sono anche per confermare gli oneri aggiuntivi, se questi
rispondono ad aumenti contrattuali, a diritti dei lavoratori.
Ma deve essere chiaro: 1) che non ci sono assunzioni in più
rispetto a quelle dell'anno scorso perché questa è la finanziaria
votata l'anno scorso che bloccava le assunzioni; 2) che a fronte
della conferma delle risorse finanziarie, che sono cospicue, perché
parliamo di quasi cinquanta milioni di euro, non possono esserci
ulteriori oneri che derivano dal ricorso a terzi e non va bene
neanche che si dica ma tanto il ricorso a terzi non comporta oneri
aggiuntivi , perché privatizzare la gestione dei musei e dei siti
archeologici, addirittura, qualcuno dice l'Assessore sosterrebbe
può comportare vantaggi economici per la Regione perché
l'Assessore, al contempo, dovrebbe dirci cosa ne facciamo dei
lavoratori della Beni Culturali S.p.A.'.
Non è sufficiente, infatti, dire che potremmo avere degli introiti
dall'affidamento della gestione globale dei siti archeologici e dei
musei a terzi se poi non sappiamo come utilizzare il personale
della Beni Culturali S.p.A.', a maggior ragione visto che la
finanziaria prevede anche un articolo che parla della
riorganizzazione delle società regionali.
Il buon senso vorrebbe, intanto, che si avessero le idee più
chiare su qual è l'intendimento del Governo sulla riorganizzazione
delle società regionali, fissare il perimetro delle attività che
il Governo intende gestire con risorse proprie, anche utilizzando
bene il personale delle società partecipate e, poi, in un secondo
momento, affrontare il tema delle esternalizzazioni rispetto al
quale io sono assolutamente contrario.
PRESIDENTE. Sarebbe utile una precisazione del Governo.
CIMINO, assessore per l'economia Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, volevo ribadire che questa cifra conferma il dato del
2009. Non è prevista nessuna nuova assunzione, non è prevista
nessuna nuova opportunità. Questa è la cifra che viene al
consolidato del 2009 e, sicuramente, tutte le altre iniziative
troveranno il Parlamento non solo informato ma attore nelle scelte
che si andranno a determinare.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, si riferisce alla cifra 47.866?
CIMINO, assessore per l'economia. Sì, signor Presidente: 47.866.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non so se ha ascoltato la precisazione del Governo il
quale riferisce che lo stanziamento in bilancio di 47.866 è la
cifra storica del consolidato, non c'è aggiunto alcunché.
MANCUSO. Signor Presidente, non è la cifra storica ma quella
impegnata nel 2008 e prevista nel 2008, non è quella storica perché
quella storica del 2008 è di 25 milioni di euro, quindi
l'operazione è stata fatta nel 2009, attenzione
Noi siamo d'accordo su quello che ha detto il Governo: è una cifra
consolidata che deve rispettare quelli che sono stati gli impegni
presi nel 2009.
L'unica cosa che chiediamo e che non abbiamo sentito dal Governo è
che deve frenare le attività che ha posto in essere nel 2009; non
l'abbiamo sentito questo impegno, perché quello che ha detto
l'onorevole Cracolici mi pare una cosa chiarissima, perchè nulla
vieta nel 2010 un'altra operazione come quella che è avvenuta nel
2009, con gli annunci che il Governo ha fatto.
L'operazione nel 2009 è stata fatta con personale che già questa
Regione, per le proprie attività, conosceva benissimo e che era
giusto inglobare in quelle che sono attività di servizio e, quindi,
anche retribuite secondo l'esigenza.
Quello che il Governo ha annunciato è un'altra cosa. Se questi 47
milioni di euro e 886 servono a continuare quel lavoro che
l'Assessore Leanza ha fatto con grande scrupolo, senza aggiungere
null'altro agli annunci dell'Assessore Armao, bene.
Noi possiamo anche ritirare l'emendamento ma il Governo deve
prendere un impegno in Aula rispetto a questo.
Noi riteniamo che quello che è stato fatto, anche se un po'
forzato nel 2009 - un'operazione che ha portato molto lavoro a
tantissimi soggetti nella nostra Sicilia - può avere un futuro
anche di stabilizzazione, raggiungere questa finalità. Però,
l'impegno deve essere preso.
L'Assessore Cimino, nelle sue dichiarazioni, è sempre un po' vago,
si lascia una porta aperta forse per non dispiacere i suoi colleghi
di Giunta ma questi sono argomenti che proprio lui deve mutuare dal
suo collega romano che non deve criticare eventualmente se
controlla i conti della Regione, li deve mutuare perché l'Assessore
per l'economia ha certamente una responsabilità anche sulle
dichiarazioni di Governo che un po' sviano quella che è, invece, la
tenuta di un bilancio che ha gravi problemi.
Si è aggravata la spesa, anche in questo caso, non di poco e oggi
dobbiamo arginare. Quindi, se il Governo ci fa sentire forte questo
impegno noi siamo pronti a ritirare l'emendamento che quanto
dichiarato nei giornali, cioè sulla privatizzazione di diversi beni
culturali, che in questo momento possono essere fruiti con
l'operazione che si era fatta nel 2009, noi siamo per confermare
quello che è stato fatto e, certamente, per ragionare su quello che
il Governo vorrà fare.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto anche
della presenza dell'onorevole Leanza che, in effetti, è in una
doppia veste anche quale Assessore per i Beni culturali precedente
ed oggi Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
per porre un problema - e vorrei che l'onorevole Cimino fosse
attento sull'argomento - perché su questa vicenda, dove io non
entro nel merito se i 47 milioni sono tali, è stato chiarito che si
tratta di una spesa che tiene conto di tutto ciò che ruota attorno
alla società Beni Culturali S.p.A.' che si è fatta carico di tutto
un insieme di figure, dai catalogatori a tutto il resto.
Allora, io domando all'Assessore, non capisco perché noi abbiamo
presentato giorni fa - e buona parte dei deputati della Provincia
di Messina ne sono tutti firmatari - un emendamento che, guarda
caso, rientra in questa fattispecie che sono quegli operatori che
noi dicevamo sarebbero andati ai musei, in particolare in quello di
Lipari - e mi riferisco alla Pumex - che, guarda caso, non hanno
più l'opportunità di lavorare perché norme internazionali, europee,
l'Unesco, chiunque, gli hanno chiuso gli stabilimenti.
Pertanto, assessore Leanza, tenuto conto che con atti
amministrativi si è fatto quanto si è fatto, che oggi ci troviamo
un calderone' di 47 milioni di euro a disposizione per tutte
queste fattispecie, noi abbiamo provato - e mi risulta da voci che
questo emendamento difficilmente in Aula avrà la possibilità di
essere discusso - allora dico: perché il Governo - so che
l'assessore Leanza su questa tematica ha dato disponibilità - non
prende un impegno e con delibera di Giunta che si può fare trova la
soluzione definitiva per queste persone.
Effettivamente, il problema non è stabilizzare o trovare posto a
persone che hanno perso il lavoro in società private, questa è una
fattispecie differente, queste erano persone che lavoravano in
aziende floride e per il vincolo giusto, legittimo dell'UNESCO, che
non ha nulla a che vedere quindi con condizioni di precarietà di
lavoro, hanno perso il posto di lavoro ed è da due anni che si
discute sull'argomento.
Signor Presidente Formica, lei nel 2007 si era fatto carico di
risolvere questo problema, io nel 2009 mi ero fatto carico di
risolvere questo problema, l'assessore Leanza se n'è fatto carico,
il Presidente della Regione, tutti ci facciamo carico di questo
problema, poi arriva sempre un problema che non lo risolve.
Assessore Leanza, io chiedo, alla luce di quanto io dico, siccome
non so se questa norma - e lo dico a tutti i colleghi di Messina -
potrà essere ristoro per questa gente, dove il professore Lo Nigro
aveva trovato l'emendamento uguale a quello dell'anno scorso per il
Museo di Centuripe e fu fatto in finanziaria, quest'anno sembra che
in finanziaria questo emendamento non si possa discutere, non si sa
perché ma è la stessa cosa, precisa e uguale.
Se questo non si farà, chiederò un impegno del Governo affinché
trovi una soluzione conclusiva in una delibera di Giunta e queste
persone transitino in questo capitolo, in questa problematica.
PRESIDENTE. Per concludere: Governo, a fronte di una sua
disponibilità, di un impegno ad escludere che ci possano essere
attività di privatizzazione per il futuro - che era quanto chiedeva
l'onorevole Mancuso - e a fronte dell'impegno riguardo ai
lavoratori della Pumex che non abbisognano di alcuna norma di legge
ma di un semplice atto di Giunta perché tutto ciò che riguardava il
prosieguo della stabilizzazione - chiamiamola così - di questi
lavoratori era stato già fatto anche dalla CRI, Commissione
regionale per l'impiego, serve solo una delibera di Giunta.
A fronte di questi due impegni mi è parso di capire che
l'onorevole Mancuso è disponibile a ritirare l'emendamento.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ribadisco come la questione è alquanto articolata. Per
quanto riguarda i fondi necessari per la società dei beni culturali
di 50 milioni, sono le risorse necessarie per confermare l'attività
dell'anno in corso.
Per quanto riguarda, invece, la considerazione che hanno fatto gli
onorevoli colleghi, voglio ribadire che, proprio in finanziaria, vi
è un articolo che è stato esitato e che ha riscritto la proposta
del Governo che è l'articolo che provvede a creare una
razionalizzazione nell'ambito delle strutture societarie della
Regione ed anche, quindi, per le cosiddette partecipazioni della
Regione.
Secondo quanto stabilito dall'articolo della finanziaria, che io
spero già da domani si possa cominciare ad esitare, il Governo si
impegna a portare in Commissione bilancio - che, se non erro, con
parere vincolante, dovrà apprezzare questo tipo di percorso - la
valorizzazione e la razionalizzazione delle strutture societarie e
ciò, quindi, anche per quanto concerne la valorizzazione del
personale dentro le strutture.
Per quanto riguarda le ulteriori problematiche.- lei mi sollecita
il problema della Pumex - il Presidente della V Commissione ha
sollecitato che la problematica del lavoro e del precariato venga
attenzionata in modo unitario dalla Commissione V e per questo il
Governo ha ritirato degli emendamenti in tal senso.
Se alcune iniziative potranno essere affrontate anche con atto
amministrativo, atto di Governo, sarà mia cura fare attenzionare
questo problema anche al Governo regionale.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
si parla della vicenda dei lavoratori ex Pumex, forse è meglio
essere chiari; non credo che il Presidente della V Commissione
abbia sollecitato alcunché a proposito dei lavoratori ex Pumex. Se
ha fatto una sollecitazione per quanto riguarda i lavoratori degli
enti locali, gli LSU, gli articolisti, gli ASU, i PUC, eccetera, è
una sua responsabilità perché io la pensavo diversamente e lo
voglio dire.
L'onorevole Fagone avrà avuto le sue motivazioni, in ogni caso lo
ha fatto a titolo personale.
Detto questo, a me preme molto, invece, che si faccia chiarezza
sulla vicenda dei lavoratori ex Pumex, assessore Cimino e assessore
Leanza, anche perché non vorrei che, nella dialettica naturale tra
maggioranza e opposizione a proposito del bilancio, si mettessero
in mezzo i lavoratori ex Pumex che non c'entrano niente.
L'onorevole Bennati, dopo avere fatto, diciamo così, la sua
battaglia legittima di opposizione, adesso, ha introdotto questo
elemento.
Il Presidente Formica ha detto, ed è una sua autorevole opinione:
Non c'è bisogno di una norma ; a differenza di quello che sostiene
l'onorevole Beninati.
L'onorevole Beninati sostiene che ci vuole una norma, la V
Commissione, da me presieduta, si è attivata per inserire nella
finanziaria una norma; Assessore Cimino, la Commissione Bilancio,
nella sua autonomia e con le sue motivazione, ha deciso di non
approvare questa norma.
Noi dobbiamo sapere se, come dice il presidente Formica, non c'è
bisogno di una norma ma è possibile dare una risposta a queste
persone attraverso un atto amministrativo in una delibera di Giunta
e allora andiamo in questa direzione.
Se lei mi dice che è così faremo un ordine del giorno in cui
impegniamo la Giunta a deliberare per dare una risposta a persone
che hanno perso il lavoro perché la Regione non ha rinnovato la
concessione all'azienda per fini molto nobili e cioè per evitare
che le Eolie uscissero dal patrimonio dell'Unesco, ma questo, che è
un grande fatto positivo per le Eolie e che io condivido, non può
essere penalizzante per i lavoratori.
Pertanto, sarebbe utile una risposta in questo senso proprio per
evitare che si mettano in mezzo gli interessi ed i diritti di
lavoratori che non devono essere strumentalizzati - su questo credo
che siamo d'accordo, onorevole Bennati - nella dialettica tra
maggioranza e opposizione a proposito del bilancio e della
finanziaria.
Vorrei una risposta certa su questo punto perché, se non è
sufficiente una delibera di Giunta, io ho riproposto l'emendamento,
si dia copertura e si operi in questa direzione.
PRESIDENTE. Vorrei dare un supporto al Governo: non è che d'emblée
la Giunta potrebbe, con un proprio atto amministrativo, assimilare
lavoratori
In questo caso, però, non avviene all'improvviso ma vi è tutta la
procedura prevista dalla legge che è stata seguita, e cioè un
deliberato della Commissione regionale per l'impiego che ha
stabilito il percorso, promuovendo questi lavoratori e
trasformandoli in ASU a disposizione del Comune che può cederli al
Museo di Lipari. Questo era il percorso stabilito.
Se la Giunta di Governo, con una propria delibera, stabilisce che
la società Beni culturali S.p.A.' ha un aumento di risorse pari ad
x', la Beni culturali S.p.A.' può procedere ad incamerare questi
lavoratori, non perché lo decide la Giunta ma perché c'è stato un
percorso concordato con le forze sindacali e in Commissione
regionale per l'impiego.
Tutta la fase propedeutica è stata fatta. Non capisco perché
questo problema si ripropone e ancora non sia stata trovata una
soluzione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega che mi
ha preceduto ha detto che bisogna essere chiari, io le dico,
invece, che bisogna essere chiarissimi.
Rimandare la questione del personale e soprattutto la questione
dei lavoratori della Pumex in V Commissione, mi sembra che voglia
dire di rimandare il problema e non affrontarlo.
A proposito della Finanziaria, siccome è stato inserito un
emendamento che prevede la sistemazione e la stabilizzazione di
alcuni precari regionali attraverso delle Tabelle, dico di inserire
tutti e quindi anche i lavoratori della Pumex oppure tutta la
questione del personale ritorni in V Commissione.
Non possiamo avere dei figli minori come i lavoratori della Pumex
che vengono rinviati in Commissione ed altri lavoratori che sono
presenti fisicamente anche qui, che incitano il Governo a
promuovere la stabilizzazione attraverso un emendamento che è stato
posto in Finanziaria e quindi stabilizzarli. O lo facciamo per
tutti o non lo facciamo per nessuno.
Invito il Governo ad essere chiarissimo sulla questione. O si
intraprende la strada fin qui posta anche da lei, attraverso la
delibera di Giunta o mandiamo tutta la questione che riguarda il
personale, non solo una parte, in V Commissione.
PRESIDENTE. Il Governo è stato da più parti sollecitato: dia una
risposta chiara per evitare di continuare a fare intervenire i
colleghi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei anch'io
sottolineare l'importanza di affrontare il tema dei lavoratori
della Pumex, che si ritrovano in una condizione drammatica perché
l'Unesco ha preso la decisione che tutti conosciamo.
Voglio anche sottolineare che a Lipari ci sono diversi siti
archeologici e museali oggi chiusi. Mi sembra assurdo che rimangano
chiusi.
Da un lato c'è l'intervento dell'Unesco per valorizzare il
patrimonio naturale rappresentato dall'isola di Lipari e dall'altro
la Regione che non si fa carico di valorizzare i siti e il valore
culturale dei siti archeologici e museali.
I lavoratori della Pumex, invece, potrebbero essere utilizzati
proficuamente e produttivamente, attraverso le soluzioni che il
Governo deve impegnarsi a trovare.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo si impegna a dare una soluzione a questo tema
da qui alle prossime ore.
Ritengo che non è possibile pensare alla semplice delibera di
Giunta su un argomento di questo genere.
Direi che è il caso che con la Finanziaria si possa affrontare
questo argomento e, se vi è il coinvolgimento dell'Assemblea
regionale, si possa dare risposta a questo settore.
Penso che la semplice delibera di Giunta, non sia una delibera, di
fatto, che possa sanare questo problema.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
pensavo di aver capito bene il suo ragionamento e pensavo che lei,
assessore Cimino, volesse dire all'Aula che il problema che abbiamo
sollevato e di cui lei certamente è a conoscenza - e che conosce
molto bene l'Assessore Nicola Leanza - lo conosciamo un po' tutti
perché tante volte ce ne siamo occupati, è una questione che viene
da lontano. Tante volte abbiamo creato meccanismi di illusione nel
personale della ex Pumex, che vedeva quasi la soluzione, che
riteneva che fosse veramente a portata di mano. Vi erano
innumerevoli dichiarazioni dell'assessore Leanza che facevano
capire che il problema fosse risolto.
Il Governo, qualche minuto fa, ha detto, raccogliendo la
preoccupazione dell'onorevole Nino Beninati, che sollecitava una
riposta, che avrebbe proceduto - era anche la sollecitazione che
veniva dalla Presidenza - con atto amministrativo, in soldoni, con
una delibera di Giunta che consentiva a questi lavoratori di
entrare all'interno dei Beni culturali S.p.A.' e con un incremento
di risorse da destinare a quest'ultima.
Mi pare che ora la posizione del Governo sia leggermente diversa.
Quindi, stiamo introducendo, piuttosto che elementi di chiarezza,
elementi di confusione.
Lei ha la strada, Assessore, è chiarissima: è un'autostrada. Noi
abbiamo presentato un emendamento. D'altronde non stiamo inventando
nulla di nuovo. Come diceva Beninati, è accaduto l'anno scorso per
il museo di Centuripe e, quindi, è un percorso che, da un punto di
vista del Regolamento di quest'Aula, può essere certamente
accettato. C'è un emendamento ben preciso, a firma di molti
parlamentari messinesi.
Assessore, faccia proprio l'emendamento, garantisca quella
copertura finanziaria e noi chiudiamo, secondo me, un capitolo che,
al contrario, rischia di farci arrotolare, di farci aggrovigliare e
di complicare ancor più il percorso di questa sessione di bilancio
che - mi consenta una breve riflessione, caro assessore - è una
sessione che, certamente, non sta facendo scrivere una pagina
gloriosa a questo Governo e che, al contrario, sta suscitando
moltissime perplessità, moltissimi dubbi, non solo in noi
parlamentari, ma anche in chi ci ascolta. E, se noi vogliamo in
qualche maniera, dimostrare, al di là dei proclami, delle
dichiarazioni, al di là della stampa, al di là dell'Ansa e chi più
ne ha più ne metta che vogliamo davvero voltare pagina, che il
Governo vuole dare un contributo alla crescita dell'economia in
Sicilia, incominciamo a dare qualche piccolo esempio; introduciamo
qualche goccia in questo Oceano, che è in tempesta, caro assessore
Cimino, per cui facciamo chiarezza e aspettiamo da lei una risposta
precisa.
Non ci è dato continuare a prendere in giro quei lavoratori che
abbiamo incontrato ufficialmente in Commissione, ai quali abbiamo
detto chiaro e tondo che avremmo trovato una soluzione e che oggi,
certamente, ci stanno ascoltando e capiscono che questa soluzione
non c'è, che è più lontana e che soltanto una parola chiara del
Governo può contribuire a risolvere il problema.
Aspettiamo, allora, Assessore, una sua parola chiara e speriamo
che venga e che dia ai lavoratori la possibilità di stare più
tranquilli piuttosto che vivere in questo precariato che rischia di
non finire mai.
PRESIDENTE. In attesa che il Governo dia una risposta ai quesiti
che sono stati posti, passiamo ad esaminare il Tab B.93 .
MANCUSO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Abbiamo tre emendamenti uguali che sono il TAB B89, il TAB B91 e
il TAB B92, a pagina 212 per il Governo ed a pagina 46 del
bozzone.
MANCUSO. Dichiaro di ritirare il TAB B92.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti TAB B89 e TAB B91. Li pongo
congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TAB B90, a pagina 218 per il Governo, a
pagina 47 del bozzone.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'esame di due emendamenti contemporaneamente, il TAB
B96 e il TAB B97, di identico contenuto. Si trovano a pagina 53 e
54 del bozzone ed a pagina 221 per il Governo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, vorrei precisare che si tratta di
rifinanziare il capitolo per il restauro del materiale
bibliografico ed archivistico, così come già previsto per l'anno
2008.
Nel corso del 2009 il capitolo è stato definanziato e questo
rappresenta anche un danno per la Regione, nel senso che il
capitolo viene utilizzato per il restauro del materiale
bibliografico ed archivistico che rappresenta un autentico
patrimonio di questa Regione siciliana, quindi l'abbandono di
questa attività provoca di fatto anche il deterioramento di un
patrimonio culturale assolutamente significativo, quindi la
proposta tende a ripristinare ciò che era già lo stanziamento in
essere nel 2008.
PRESIDENTE. Onorevole Governo, penso che vista l'alta finalità e
la cifra che è di 300 mila euro, l'Aula sia d'accordo su questo
tipo di emendamento. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole a rimpinguare di 100
mila euro in più questa cifra.
PRESIDENTE. Sono 300 mila euro.
CRACOLICI. Quindi lo portiamo a 300 mila euro tutto?
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Lupo, è più 300 mila rispetto
a quanto?
LUPO. Quello attuale è 200 mila euro e più 300 mila euro diventa
500 mila euro, esattamente come nel 2008.
PRESIDENTE. Quindi, lo riportiamo al 2008, per avere chiarezza i
deputati che devono votare.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
A questi emendamenti l'intera Aula ha chiesto di apporre la firma.
L'Assemblea ne prende atto.
A questo punto il TAB B98, TAB B100, TAB B99, TAB B95 sono
preclusi.
Si passa all'emendamento TAB B101, a pagina 58 del bozzone ed a
pagina 227 per il Governo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che il Governo
accolga l'emendamento perché tutti quanti i contributi vanno in
diminuzione, tranne questo che va in aumento. Mi pare Galleria
d'Arte Moderna di Palermo. Ho detto, tutti i contributi dell'UPB
vanno in diminuzione per tutti quanti, solo questo va in aumento.
Se c'è un motivo ben preciso scelto dal Governo, bene, altrimenti
se non c'è motivo lo distribuiamo per tutti gli altri aventi
diritto.
PRESIDENTE. In effetti, l'Aula si è pronunciata più volte
sull'uniformità.
MANCUSO. Penso che si riferisce alla pubblicizzazione, già da
qualche settimana, all'annuncio della cosiddetta Fondazione Riso ,
si chiama così.
CARONIA. Non c'entra niente
MANCUSO. Fondazione Riso, si mi sembra sia così. Mi sembra che sia
scritto anche in finanziaria.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questo
riguarda l'intervento a favore del Museo regionale di arte moderna
e contemporanea di Palermo. E' un museo che sta rilevando grande
attenzione perché, di fatto, ha già attivato delle iniziative molto
interessanti, di attrazione sia di investimenti ma anche di
operatori del mondo della cultura.
Per questo, il Governo vuole mantenere questo finanziamento,
indispensabile per un percorso che negli anni, già con l'assessore
Leanza, ed oggi con l'assessore Armao, sta dando vita ad iniziative
molto importanti, anche a favore delle scolaresche che vanno a
visitare questa nuova struttura e che sta rappresentando un
coinvolgimento nuovo ed apprezzato in tutta Italia, nel mondo
dell'arte moderna.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, ringrazio per l'attenzione, ma
sull'argomento, sull'arte contemporanea, qualche anno fa, ho fatto
un disegno di legge, che poi è diventato legge, che è il
riconoscimento, l'onorevole Apprendi so che è molto attento a
questo tema, di Fiumara d'Arte.
Fiumara d'Arte è arte contemporanea. Ed è una cosa che forse i
colleghi sconoscono, forse la più importante che c'è nel
Mezzogiorno d'Italia per le iniziative che si svolgono in questa
realtà.
RINALDI. Sicuramente in Sicilia
BENINATI. Sicuramente in Sicilia. Veda Assessore, non solo
condivido lo spirito con cui lei aumenta correttamente gli importi
a cose importanti di arte contemporanea però, forse voi non sapete
che nella tabella H - ora vi dico una cifra per la quale resterete
sconvolti - è da due anni che combatto perché questo riconoscimento
e finanziamento venga dato a Fiumara d'Arte che, ripeto, si trova
nella valle dell'Alesa, quindi opere d'arte, c'è un atelier, era un
albergo che è diventato quasi un museo.
Ebbene, lo sapete quanto ha come bilancio, perché abbiamo fatto
una legge per dare una fruizione di questi beni? Trentamila euro
E' una vergogna istituzionale
Ed allora dico, l'altro anno e quest'anno, ho presentato un
emendamento, assessore Cimino, e lo dico anche all'assessore Armao
che è arrivato adesso, alla tabella H, su Fiumara d'Arte, ed ho
fatto un aumento dignitoso, come doveva esser fatto quando questa
legge nacque, di mettere almeno 150.000 euro, perché era una cifra
che serviva per la manutenzione e la fruizione di questi beni.
Stiamo parlando di un territorio che è tutta una vallata. Tutti ne
sentono parlare: l'inaugurazione della piramide. Tutti sanno cosa
c'è lì, tutti conosciamo l'importanza di quel territorio e di quel
riconoscimento di Fiumara d'Arte. Ebbene, ogni anno questo
contributo diminuisce sistematicamente. Quest'anno nella Tabella H,
oggi Tabella 1, se guardate nei rigagnoli della voce, ci sono 31
mila euro.
Assessore Cimino, ho presentato i giusti emendamenti a questa
voce. Io sposo la sua tesi di rafforzare questa realtà, però mi
creda, ecco lo dico anche perché l'Assessore alla formazione è
stato presente a Messina all'inaugurazione della Piramide, tutti
conosciamo che c'è fiumara d'Arte, ebbene, mettiamo 31 mila euro.
Io guardate, mi vergogno da deputato, ve lo dico chiaramente, gli
mettiamo i soldi o vi mettete i soldi; personalmente più che fare
emendamenti, non posso
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per accelerare i lavori e venire
incontro agli umori dell'Aula, propongo che ci sia un
subemendamento che porti da 540 a 400 mila euro che mi sembra in
linea con ciò con cui si è atteggiata l'Aula finora, in maniera
tale che vi siano anche risorse poi per venire incontro ad opere
meritevoli.
Se l'Aula è d'accordo, il Governo è d'accordo, il presentatore
dell'emendamento è d'accordo, farei un subemendamento che porti da
540 a 400 mila euro.
Comunico che è stato presentato il subemendamento TAB B101.1 che
così recita: La cifra di 540' è sostituita dalla seguente 400'.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento TAB B340, pagina 60. Dal momento che
questo emendamento introduce la norma sostanziale, lo trasferiamo
alla finanziaria.
Si passa all'emendamento TAB B104, pagina 62 del bozzone e pagina
252 per il Governo.
MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, stiamo parlando di uno dei posti,
forse, più belli del mondo: Ortigia, la città di Siracusa.
L'emendamento, come quello di prima, naturalmente, serve ad
attenzionare quella che fino a questo momento - devo dire no da
qualche ora a questa parte - è stata l'attenzione verso siti
importanti come quello di Ortigia e la disattenzione verso altri
siti, direi tutti gli altri.
Infatti, ci sono siti che usufruiscono di contratti di programma,
di FERS, di misure del Piano Operativo Regionale e, in questo caso,
anche di fondi diretti del bilancio regionale. Ci sono altri siti
che, invece, non usufruiscono di alcun contratto di programma, di
alcun POR, di alcun FERS e neanche un euro del bilancio regionale.
Allora, il Governo deve decidere una linea. In questo caso lascia
perdere tutti gli altri siti archeologici, tutto quello che c'è di
bello in questa Sicilia, prende una risorsa nell'UPB e la individua
solo per un sito, che è uno dei più belli del mondo.
DE BENEDICTIS. C'è la legge
MANCUSO. Cosa significa c'è la legge?'. Non riesco a
comprendere. C'è la legge anche per gli scavi archeologici del
Mendolito. C'è la legge per la Valle dei Templi. C'è la legge per
Selinunte, c'è la legge per tutto quello che c'è intorno alla
Sicilia. Io comprendo l'onorevole De Benedictis che è di Siracusa.
Quello lo ripeto, è uno dei posti più belli del mondo. Io dico
un'altra cosa. Io dico che su Ortigia dobbiamo forse investire
cinque milioni di euro, non un milione e seicentomila, ma non ci
possiamo dimenticare di tutta la Sicilia. Cioè, tutti i fondi del
bilancio regionale in un'unica voce. Se questa è la linea del
Governo si assuma la responsabilità. Figuriamoci se sono contro
Ortigia.
Pongo una questione che ritengo il Governo debba affrontare. Sono
disposto a ritirare l'emendamento, ma questa azione deve servire
anche ad aggiungere somme all'interno del bilancio per altri siti
importanti.
In questo momento mi tornano in mente i siti che dovranno ospitare
la Venere di Morgantina, che hanno bisogno di restauri urgentissimi
e per i quali non c'è neanche un euro. Sto parlando di bilancio
regionale, Assessore, non sto parlando di tutti gli altri fondi.
Rispetto a questo ritengo che il Governo debba fare un
ragionamento e debba decidere. Ortigia è uno dei posti più belli
del mondo ma tutti i fondi del bilancio non possono essere chiusi
in un unico capitolo.
Siccome mi sembra che già stiamo lavorando bene sui fondi a
disposizione, Presidente, ricominciamo? Ripeto, posso ritirare
l'emendamento ma il Governo ci dia la certezza che interverrà anche
per gli altri capitoli importanti soprattutto per quello sugli
scavi archeologici e per il raggiungimento di tutti gli obiettivi
su cui le Sovrintendenze, in questo momento, stanno penando e che
l'intero Parlamento vuole.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo qualche
battuta intanto per ringraziare l'onorevole Mancuso, così come
credo anche la collega Caronia, il collega Limoli ai quali chiedo
di ritirare questo emendamento.
Non è un atto di provincialismo o di difesa ad oltranza del
territorio elettorale o di non so che cosa. Ha detto bene
l'onorevole Mancuso: Ortigia è bellissima, ma l'onorevole Mancuso
dimentica, pur essendo una persona molto attenta, che esiste una
legge apposita per Ortigia proprio perché ha una sua caratteristica
particolare, senza per questo mettere da parte tutte le bellezze
della Sicilia che sono tantissime e che meritano attenzione, anche
perché possono diventare una fonte di ricchezza e di turismo.
L'Assessore Armao che va in giro e sta osservando tutta la
Sicilia, sicuramente, si farà carico di chiedere un ulteriore
finanziamento al Governo per andare a guardare le cose più
importanti. Magari ci sarà una lista di priorità. Tra le priorità
non v'è dubbio che Ortigia è la priorità delle priorità.
Mi sono permesso, quindi chiedo all'Assessore Armao ed al Governo,
di formulare un subemendamento dove chiedo di aumentare di un
milione di euro per gli anni 2010, 2011, 2012 che sarà oggetto di
discussione successivamente e che, quindi, avendo illustrato fin da
ora, chiedo al Governo di dare un'occhiata.
Ringrazio i colleghi se vorranno ritirare questo emendamento che
sicuramente era provocatorio e che doveva servire ad attenzionare
il Governo su un tema importante come i beni culturali.
PRESIDENTE. Prima dell'intervento dell'onorevole Vinciullo e degli
altri onorevoli, anche dell'onorevole Oddo, proporrei, visto che ci
sono diversi emendamenti, alcuni che propongono di diminuire questa
cifra e altri invece che propongono di aumentarli, se invece li
ritirassimo tutti sia quelli in diminuzione che quelli in aumento,
ritengo che sulla base del ragionamento fatto dall'onorevole
Mancuso e cioè sul fatto che questa Presidenza, assieme al Governo
e assieme a tutta l'Aula, sta cercando di mettere da parte una
cifra ricavandola dal bilancio, da destinare poi alle cose che
l'Aula riterrà più importanti, farei questo invito: ritiriamo
tutti, sia quelli in aumento, sia quelli in diminuzione. Se la
proposta viene accettata da tutti i presentatori, così resta
stabilito.
DE LUCA. Io non sono d'accordo per i miei emendamenti.
PRESIDENTE. Si passa all'Energia e servizi di pubblica utilità -
dalla UPB 5.1.1.1.1 alla UPB 5.3.2.6.99:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale acqua e rifiuti
3. Dipartimento regionale energia.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Caronia: Tab B.132, Tab B.133, Tab B.134, Tab
B.135, Tab B.138, Tab B.139, Tab B.141, Tab B.142, Tab B.143, Tab
B.144, Tab B.146, Tab B.147, Tab B.148, Tab B.149, Tab B.150, Tab
B.151, Tab B.152, Tab B.153;
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Corona, Limoli: Tab B.136,
Tab B.137, Tab B.140;
- dagli onorevoli Galvagno, Termini, Rinaldi e Ammatuna: Tab
B.145;
- dagli onorevoli De Luca e Caronia: Tab B.324, Tab B.325;
- dal Governo: Tab B.154.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ho firmato
degli emendamenti che uniformavano per gli assessori la questione
concernente missioni, viaggi, eccetera.
Ho firmato l'emendamento come voleva l'onorevole Beninati, per
creare una situazione di equilibrio. Abbiamo fatto un emendamento
di equilibrio per tutti gli Assessori, già da prima.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dal Governo i
seguenti emendamenti: TAB B342, TAB B343, TAB B344.
Tali emendamenti, di fatto, intervengono sulle spese per le
attività di informazione di tutti gli Assessorati, sulle spese per
consulenti esperti di tutti gli Assessorati, sulle spese per i
viaggi dell'Assessore. I tre emendamenti in questione, in pratica,
uniformano queste spese così come l'Aula aveva stabilito. Gli
emendamenti, sostanzialmente, operano diminuendo in alcuni casi le
cifre che c'erano a disposizione di quei capitoli, in altri casi
aumentando di 10, 11 mila euro perché vuol dire che erano più bassi
e questo vale per tutti e tre i comparti di cui stiamo parlando:
Attività di informazione, consulenti esperti e viaggi
dell'Assessore.
Pongo in votazione l'emendamento TAB B342.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento TAB B 343. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento TAB B 344. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
A questo punto gli emendamenti che intervenivano su queste materie
si intendono tutti decaduti.
Onorevole Caronia, ovviamente, l'emendamento TAB B132, alla luce
di quello che abbiamo approvato, si intende ritirato, così come gli
emendamenti TAB B133 e TAB B134.
L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un motivo per
cui dalla rubrica dei beni culturali siamo passati all'energia, c'è
un motivo ben preciso?
PRESIDENTE. Abbiamo completato i beni culturali e siamo passati
all'energia.
MANCUSO. Noi siamo passati dai beni culturali, abbiamo saltato
l'assessorato all'economia e stiamo parlando dell'assessorato
all'energia. C'è un motivo?
PRESIDENTE. L'economia si vota sempre per ultima.
Si passa all'emendamento Tab B.141. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è
approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.142. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è
approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.144. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è
approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.143.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando
del capitolo 24.25.44.
Io in realtà, rispetto a questo avevo un interrogativo per questo
ho fatto questo emendamento, perché si parla del potenziamento
dell'ufficio idrografico per il rischio idrogeologico.
Da un'analisi che ho fatto in maniera molto semplicistica
attraverso Internet, il dipartimento dell'acqua e dei rifiuti ha
convertito questo ufficio ad osservatorio, cambiando anche le
competenze, per cui siccome credo che il tema sia estremamente
importante io l'ho diminuito in maniera devo dire bonariamente
strumentale a 51 mila euro, però se si tratta di un ufficio che è
un osservatorio sul rischio idrogeologico, io credo che andrebbe
invece attenzionato,visto e considerato che le finalità per il
quale questo ufficio è stato istituito, poi si è trasformato in
osservatorio.
Hanno delle caratteristiche di estrema importanza e lo voglio dire
proprio perché proprio in questi giorni apprendiamo, dalla stampa,
che l'Assessorato - mi dispiace che l'Assessore non sia presente,
non lo vedo - che l'Assessore al territorio ha predisposto un
ulteriore graduatoria o, comunque, elenco di Comuni che potranno
fare delle opere di consolidamento.
Questa, sicuramente, sarà una materia, l'onorevole Beninati che mi
ha dato lumi in merito a questa materia, sicuramente lo farà meglio
di me, però, io volevo evidenziare un aspetto: rispetto al rischio
idrogeologico ci sono una serie di questioni aperte che, oggi,
secondo me, questo Governo deve tenere in qualche considerazione.
Mi spiego meglio.
Nel momento in cui noi andiamo ad individuare un ufficio o
osservatorio che oggi sia, che si occupa della prevenzione del
rischio, è necessario che ci sia un raccordo tra quello che questo
osservatorio fa e le graduatorie e i fondi, tutto ciò che viene
destinato alla prevenzione del rischio; diversamente le azioni che
vengono poste in essere rischiano di essere a macchia di leopardo
se va bene o, addirittura, non congruenti con quelle che sono le
reali emergenze del nostro territorio.
A tal proposito, io vorrei sollecitare l'attenzione del Governo
perché, su questo tema, purtroppo, viene attenzionato soltanto
quando succedono le tragedie e, siccome si parla di prevenzione, la
parola prevenzione mi indica che va fatta una politica di
programmazione, programmazione che riguarda lo studio ma anche
l'individuazione di quelle che sono le effettive esigenze e
necessità.
A tal proposito, io preannunzio che ho fatto un mio emendamento,
l'ho fatto insieme all'onorevole Beninati, che riguarda, appunto,
l'individuazione di somme da stanziare per un fondo regionale che,
ai tempi in cui l'onorevole Beninati era assessore, fu predisposto
per individuare, attraverso l'azione sinergica dei dipartimenti al
territorio, alla protezione civile e al genio civile, azioni che
sono effettivamente mirate.
Quindi, io credo che, siccome stiamo parlando di un tema di una
delicatezza estrema, i finanziamenti a pioggia che vengono erogati
ai Comuni che presentano progettualità, se non passano da una
attenta valutazione di quello che è il rischio con i soggetti che
oggettivamente valutano il rischio in maniera quotidiana, credo che
sarebbe una perdita di soldi.
E allora, a questo punto, ecco il senso del mio emendamento.
Se non deve servire a nulla, a questo punto, depotenziamolo, ma se
così non fosse attenzioniamolo in maniera adeguata.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sicuramente l'intervento dell'onorevole Caronia è un
intervento che è d'interesse del Governo perché vuole attivare un
percorso di coordinamento e di collaborazione con le
Amministrazione comunali.
Voglio ribadire, oltremodo, che questo capitolo che riguarda il
potenziamento dell'ufficio ideografico regionale e l'avviamento del
centro funzionale di prevenzione del rischio idrogeologico, vi era
una previsione di 16 mila euro e, con le note di variazione, è
stata potenziata di ulteriori 51 mila euro proprio per le esigenze
di poter rendere questo servizio, questo ufficio, maggiormente
confacente.
Siccome siamo in una fase iniziale di esperienza ritengo che in
questa fase possiamo mantenere questa cifra con la certezza che
aggiornandoci, al più presto, possiamo anche potenziarlo.
PRESIDENTE. In base a questa raccomandazione del Governo,
onorevole Caronia ritira l'emendamento?
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab B.146.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.220.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo illustro per
far conoscere queste guardianie delle guardie giurate che costano
così tanto. Da cosa dipende se il capitolo si riferisce al
pagamento di questo guardie giurate. Per quanti anni ancora
dobbiamo pagarli?
Chiedo che il Governo ci dia delle delucidazioni per comprendere
meglio qual è l'attività e il pagamento di queste risorse umane.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si può
comprendere quali sono le guardie giurate che paghiamo 2 miliardi
di lire. Il Governo non vuole spiegare all'Aula per quale motivo,
nel bilancio, ci sono delle somme per 2 miliardi di lire di
guardiania.
Saranno cose di 30-40 anni fa. E' una cosa sine die.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho capito che l'onorevole Mancuso gradiva una
spiegazione.
Nell'anno precedente la cifra era di 1.250. Sono iniziative di
guardiania svolte negli anni passati e che adesso stiamo
continuando a mantenere per la sicurezza nei siti minerari.
E' un percorso che negli anni è stato garantito e riteniamo che
anche attualmente debba essere mantenuto.
Non si tratta di nuove iniziative ma di iniziative che nel tempo
sono state ripetute e quest'anno sono state ridotte rispetto alla
postazione di bilancio.
FALCONE. Chiedo di palare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso essere
soddisfatto della risposta molto generica che il Governo ha dato,
per un motivo molto semplice.
Non abbiamo presentato alcun emendamento ma al capitolo 213307, vi
è un'ulteriore spesa di vigilanza che riguarda Spese per la
vigilanza e la custodia e la manutenzione di 2 milioni e 600 mila
euro in più. Arriviamo così a 3 milioni di euro.
Con questo capitolo di spesa si dimostra che in effetti aveva
ragione l'onorevole Mancuso quando dice che questo non è un
bilancio di lacrime e sangue ma è un bilancio che sta incrementando
considerevolmente la spesa che riguarda i servizi aggiuntivi,
pulizia, custodia, vigilanza, Multiservizi Biosphera.
Sono rasserenato perché non abbiamo problemi. Possiamo dire
benissimo alla Sicilia che i soldi li spenderemo. Ma soltanto
questo. Certo se abbiamo queste risposte così generiche vuol dire
che tutto va bene. Però è giusto che noi lo facciamo rilevare, pur
non avendo presentato alcun emendamento, perché significa che il
Governo ha esigenza di queste somme, di questi fondi e, quindi, è
giusto acconsentire a ciò.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, senza alcuna
polemica, però voglio far notare che è la copertura finanziaria del
capitolo 21.33.07, come citava l'onorevole Falcone, che riguarda la
vigilanza, la custodia, la manutenzione delle dighe e degli
adduttori, altra cosa è quella che riguarda il capitolo 24.25.26,
che riguarda i siti minerari. Se l'Assemblea ritiene che queste
nostre strutture che rappresentano patrimonio della Regione e
anche sono strutture vulnerabili e che meritano la sicurezza non
debbano avere un momento di garanzia e di vigilanza, il dato è
diverso. Ma qui stiamo parlando di due casi ben diversi: uno è il
Corpo delle miniere, con le miniere annesse; altro è il tema della
vigilanza sulle dighe e sugli adduttori.
PRESIDENTE. Ritengo che la precisazione del Governo sia stata
molto puntuale.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche
all'onorevole Lupo che sull'argomento ha posto alcuni problemi. In
particolare, mi rivolgo a Sicilia Acque . Ora, non so se questo
articolo è rimasto per vecchie conoscenze di questa vigilanza che
noi facevamo alle dighe. L'onorevole Cimino ha risposto anche ad
una domanda dell'onorevole Falcone che dice: guarda che anche nel
capitolo 21.33.07 c'è un'ulteriore custodia e custodia delle dighe
e delle opere connesse, che sono gli adduttori.
Ora domando e dico: ma se sulle dighe noi non abbiamo più
competenza, in quanto la competenza è di Sicilia Acque, ma come mai
facciamo ancora la vigilanza delle dighe? Questa è una domanda che
effettivamente mi lascia perplesso. Mi auguro che la Regione non
stia facendo una vigilanza con propri fondi a qualcosa che è di
Sicilia Acqua, perché questo sarebbe un serio problema. Per cui
ecco, questa copertura di ben 3 milioni di euro, se così fosse che
Sicilia Acque effettivamente ha le dighe, come mi risulta che
abbia, io come presidente di Commissione mi ricordo la
trasformazione, Sicilia Acque si prese tutte le opere adduttorie e
le dighe, non comprendo obiettivamente più la Regione perché dia i
soldi per la vigilanza di cose che non sono neanche nostre. Sono di
Sicilia Acque.
Mi auguro che così non è perché altrimenti il Governo rimedi ad
una svista che forse ci tramandiamo e che obiettivamente non
andrebbe più pagata.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola a tutti, perché darò la parola
a tutti, vi voglio ricordare che noi stiamo trattando il Tab. B 220
e il capitolo 24, 25 e 26 dell'onorevole Mancuso che riguarda la
vigilanza per i siti minerari.
Poi è stato introdotto l'altro argomento sull'altro capitolo
dall'onorevole Falcone che ha ingenerato una serie di interventi.
Quindi, in questa fase ci limitiamo al 24, 25, 26, fermo restando
che il Governo rispetto a ciò che è stato chiesto dall'Aula dovrà
dare una risposta, anche in riferimento al dubbio dell'onorevole
Beninati. Quindi se i colleghi sono d'accordo metterei in votazione
il Tab. B 220 che riguarda i siti minerari.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
Presidenza del Presidente CASCIO
CIMINO, assessore per l'economia. Onorevole Leontini, il capitolo
213307 è dell'energia, quello delle dighe, questo qui fa parte
anche dell'energia.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Per questo ho sollevato il dubbio, perché volevo che il
Governo precisasse. Spesso l'assessore Cimino che è assessore al
bilancio non può con precisione rispondere a tutti i quesiti.
Non appartiene a noi spendere. Questi due capitoli costituiscono
per il Governo due possibilità di risparmiare e razionalizzare la
spesa.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi viene
ribadito come, diverse dighe, circa 25, sono rimaste nella
disponibilità della Regione, nello specifico: la diga Poma, la diga
Rosa Spina ed altre.
Ho chiesto una delucidazione al dipartimento per sapere con
chiarezza quali sono le dighe su cui la Regione, ancora oggi, opera
questa vigilanza e questa custodia, ma circa 25 dighe sono nella
disponibilità della Regione. In più, per quanto riguarda l'altro
capitolo, è un capitolo, come ho ribadito, che tiene conto di
questa vigilanza e dei siti minerari che nel passato ha sempre
operato in questo senso ed ad oggi si ritiene di voler mantenere.
Se è necessario approfondire l'argomento lo si può anche
accantonare.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, signor assessore, relativamente al
problema della guardiana dei siti minerari, ma più in particolare
mi riferisco agli aspetti della sicurezza, mi sento di condividere
che, certamente, la spesa potrebbe essere razionalizzata, ma mi
sarei aspettato ed avrei immaginato che fosse stato attenzionato il
problema della sicurezza per quanto riguarda il recupero e la messa
in sicurezza degli impianti, penso per esempio alla miniera di
Pasquasia, impianti che sono iperpieni di amianto e che certamente
vanno messi in sicurezza sia come guardiania ma, soprattutto,
attraverso progettualità che ne possano recuperare la funzionalità
e possano essere utilizzati per una ripresa delle attività di
estrattive o se questo non dovesse essere la progettualità del
Governo, certamente, come archeologia industriale.
Ed allora, la invito, laddove vi sia un ripensamento, per quanto
riguarda la modalità, per assicurare la sicurezza che, comunque, va
assicurata, sarebbe veramente delittuoso il solo pensare che
luoghi assolutamente pericolosi, luoghi pieno di amianto in questa
Sicilia, possano non essere attenzionati sul piano della guardiana.
Ma vorrei, altrettanto, dirle che se risparmio c'è, mi sento di
proporle che questo risparmio venga indirizzato verso la messa in
sicurezza sul piano del progetto e sul piano del recupero della
sicurezza ambientale.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole assessore Cimino, onorevoli
colleghi, perché non si pensa di tracciare finalmente un nuovo
percorso e, laddove è possibile, utilizzare il personale precario?
Se così non è, noi dobbiamo rivedere questo bilancio, siamo
costretti a ripetere in questa sessione che non si tiene conto
della reale esigenza di contrarre la spesa, ma deve servire a
qualcosa o a qualcuno. Questo non possiamo accettarlo
Pertanto, riteniamo che il Governo debba chiarire come intende
muoversi, così noi ci regoleremo di conseguenza, perché questo
possa essere un simbolo dell'inversione di tendenza.
Tutti quanti, da questo scranno, riconosciamo l'esigenza di dare
respiro ad alcuni progetti, ai precari innanzitutto, e poi quando
vi è la possibilità concreta di dare una risposta, andate a
rivedere altrove e a pareggiare chissà chi, e chissà con quale
risorse.
Certo, ci rendiamo conto che in questo caso si tratta soltanto di
un milione e 152 mila euro, nel caso precedente erano 2 milioni e
500 mila euro. Sommando e spulciando all'interno del bilancio,
chissà quante di queste voci potrebbero dare ristoro ai precari.
Allora, onorevole assessore, prenda in considerazione questa
possibilità.
CIMINO, assessore per l'economia. Il Governo dichiara di
condividere la proposta dell'onorevole Buzzanca.
BUZZANCA. La ringrazio, onorevole assessore, e aspetto che Lei dia
concretezza alla condivisione della mia impostazione.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in
considerazione dell'intervento dell'onorevole Buzzanca, chiedo
l'accantonamento degli emendamenti TAB.B.220 e TAB.B.222.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni,
dispongo l'accantonamento degli emendamenti TAB.B.220 e TAB.B.222,
e di tutti gli altri emendamenti presentati alla stessa Rubrica.
L'emendamento Tab B.223, facendo riferimento alla Tabella H, verrà
trattato successivamente.
Si passa all'emendamento Tab B.154, del Governo.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei precisare che si tratta si spese obbligatorie, di
piccola entità ma indispensabili, segnalate dall'assessore
regionale dell'energia.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE . Si procede con la Rubrica Famiglia, politiche sociali
e lavoro - dalla UPB 6.1.1.1.1 alla UPB 6.4.2.6.99:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale famiglia e politiche sociali
3. Dipartimento regionale lavoro
4. Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le
attività formative.
Onorevoli colleghi, ricordo che è stato già approvato un
emendamento del Governo che equiparava le spese per i consulenti,
per i viaggi e per l'informazione ad una stessa cifra per tutti gli
assessorati. Pertanto, gli emendamenti Tab B.187, Tab B188 e Tab
B.189 sono assorbiti da ciò che è già stato deliberato.
Si passa all'emendamento Tab B.190. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TAB.B.191. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere del
Governo è contrario anche perché la copertura finanziaria che viene
data all'emendamento, di fatto non si può dare perché è nelle
disponibilità dello Stato ed è un fondo vincolato per le politiche
sociali che non può essere da noi derogato per altre iniziative.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti Tab B.23 e Tab B.331, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento Tab B.327.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come si sono
svolti finora i lavori d'Aula, dove su argomenti condivisi anche
dal Governo si era addivenuti ad una soluzione, prego il Governo di
dare il proprio assenso di massima anche a questa proposta,
predisponendo un subemendamento che preveda una cifra accettabile -
che io ritengo possa essere di due milioni di euro - che, a sentire
anche gli umori dell'Aula potrebbe dare il proprio assenso.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiedo
l'accantonamento dell'emendamento TAB.B.327 perché, trattandosi di
spesa, alla fine dei lavori possiamo vedere di trovare le
condizioni per coprire parzialmente iniziative così meritevoli.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni dispongo l'accantonamento
dell'emendamento Tab.B.327.
L'emendamento TAB.B.199, facendo riferimento alla Tabella H, verrà
trattato successivamente.
Si passa all'emendamento TAB.B.192.
LEONTINI. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento TAB.B.200.
MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che l'emendamento è presentato solo per accendere i riflettori
sull'argomento, in quanto dare un contributo di 16 mila euro per
gli imprenditori siciliani che combattono la mafia per installare,
presso i luoghi di lavoro, il rilievo audio-visivo mi sembra una
cifra non solo irrisoria ma anche immeritata per tutti quegli
imprenditori che in questo momento stanno lottando in modo serio.
L'emendamento tende ad azzerare il capitolo, ma certamente
nell'ottica di rimpinguarlo con una somma importante, magari a
conclusione del bilancio, non solo per agevolare gli imprenditori -
ormai è cronaca giornaliera quello che avviene nell'attività di
polizia giudiziaria - ma perché quelle attività di rilievo nelle
strade hanno anche permesso di aiutare le attività investigative in
altri fronti.
Pertanto, invito il Governo ad accettare questo emendamento, o se
preferisce lo ritiriamo, però nell'ottica di incrementarlo a favore
di quegli imprenditori che vogliono installare questo tipo di
rilievi, tanto importanti anche per l'attività di polizia
giudiziaria.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
soltanto per rafforzare l'intervento dell'onorevole Mancuso ed
anche i lavori d'Aula e di Commissione che abbiamo svolto. Poc'anzi
ho ricordato all'Assessore Leanza che purtroppo i lavori della
Commissione Sanità e Servizi sociali sono stati assolutamente
disattesi, e non soltanto sull'emendamento che prevedeva l'aumento
di 102 mila euro relativamente alla Multiservizi, che era stato
ritirato e poi ripresentato.
Non ho fatto neppure questioni, e non voglio rientrarci sulle
questioni, però voglio dire che in effetti su queste vicende
estorsive del racket, così come abbiamo detto in Commissione
Servizi sociali, ci doveva essere un'attenzione maggiore.
Prego il Governo di guardare con molta serenità a questa vicenda
che, come ha detto l'onorevole Mancuso, è una vicenda seria, che
non può essere licenziata o liquidata con una cifra simbolica di 16
mila euro, che non convince nessuno o che viene vista come un
insulto a chi ha un problema. Allora accantoniamo questo
emendamento, ragioniamoci un attimo e vediamo se in effetti
possiamo incrementare questa somma, magari con 300 o 400 mila euro,
in maniera tale da dare un segnale vero e comunque un primo segnale
concreto di impegno in questo settore.
Non mi pare che il mio intervento voglia essere polemico, ma
costruttivo per agevolare un impegno del Governo nei confronti di
un settore che ha veramente necessità di attenzione.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per accelerare i
lavori d'Aula, se il Governo è d'accordo, propongo di accantonare
l'emendamento, in modo tale da valutare con serenità se è il caso
di mettere una giusta dotazione finanziaria, così come i colleghi
hanno proposto.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli emendamenti
presentati alla Rubrica che riguarda il mio assessorato, prevedono
tutti impegni di spesa minimi, però sono impegni di spesa volti al
contrasto alla povertà, al contrasto del sistema mafioso, volti in
qualche modo a tutelare i meno abbienti.
Non voglio fare una battaglia, ci mancherebbe altro, c'è il
Governo ben rappresentato dall'assessore Cimino, però noi abbiamo
presentato tutti gli emendamenti approvati all'unanimità dalle
varie Commissioni che sono, ovviamente, rivolti a persone che oggi
vivono un momento di disagio assoluto.
Sono favorevole alla proposta di accantonamento dell'emendamento
Tab B.200.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché conosco la vicenda, avendo provveduto nel mio Comune ad
installare un sistema di video sorveglianza nell'Azienda di un
imprenditore che in questo momento sta collaborando con le forze di
Polizia e con l'Autorità Giudiziaria. Per cui, ritengo opportuno
che il Governo, senza fare la corsa a chi mette di più, possa
valutare di rimpinguare questo capitolo, considerato che diventa
importante potere avere rilevamenti e, quindi, dare sicurezza agli
imprenditori, alle famiglie, ma dare anche strumenti concreti alle
forze dell'ordine per potere meglio vigilare su chi sta mettendo a
rischio, oltre la propria vita, anche la propria attività.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
colleghi, mi rendo conto che adesso siamo tutti d'accordo, e ci può
anche stare che l'assessore Cimino, nel suo lavoro così ampio, può
avere dimenticato questa norma.
Però mi fa specie, onorevole Leanza, che Lei, dopo averla letta,
ci venga a spiegare che in una norma antimafia avete inserito uno
stanziamento di 16 mila euro. Forse sarebbe stato un gesto di
onestà intellettuale dire: abbiamo fatto una stupidaggine, abbiamo
sbagliato, ce lo siamo dimenticati, in questa Aula molto spesso
disordinata e disattenta.
Signor Presidente, mi appello a Lei e spero che il Governo ci
ascolti: fermate la macchina per un attimo
In questi anni molte Camere di Commercio, tra le quali quella di
Palermo, hanno messo a disposizione degli imprenditori che
denunziavano il racket delle estorsioni, delle agevolazioni
importanti per installare servizi di video-sorveglianza.
Allora, rispetto a queste cose, noi vogliamo fare politica
concreta di antimafia e il Governo prevede solo 16 mila euro
Questo è scandaloso
Chiedo, pertanto, di accantonare questo emendamento.
Signor Presidente, ma è possibile parlare delle singole Rubriche
senza gli assessori competenti? Capisco che c'è l'assessore Cimino,
ma non possiamo chiedergli né la onniscienza.
Detto questo, torno al merito della questione, ribadendo la
necessità di un accantonamento, magari di una rapida valutazione,
anche attraverso le Camere di Commercio, di quella che può essere
una cifra seria per attivare un servizio così importante e
strategico per il riscatto della Sicilia.
L'UDC, su questo tema, non solo non porrà questioni, ma è pronto a
votarlo favorevolmente.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione è molto
seria e, francamente, di farmi dare lezioni su questo campo da
altri colleghi, mi sembra oltremodo oltraggioso.
Volevo semplicemente dire che noi abbiamo presentato un
emendamento che prevede un incremento di 800 mila euro, a firma
dell'onorevole Musotto.
Allora, il tema non è chi fa, non stiamo facendo una gara, perché
è chiaro che su questa materia siamo assolutamente in linea, mi
auguro, oltre che con le parole, soprattutto con i fatti.
I fatti sono questi: il Governo ha chiesto, in maniera chiara,
nella persona del suo Assessore, che ha piena cognizione e piena
competenza rispetto a questa vicenda, 800 mila euro in maniera
dettagliata, come risulta dagli atti nella VI Commissione dove
abbiamo parlato - forse c'era anche l'onorevole Cordaro - e dove
abbiamo presentato tutte le cose.
Siccome si tratta di materie molto importanti, in cui è facile
attirare l'attenzione dei colleghi dicendo di voler contrastare la
mafia, la povertà, la disoccupazione, mi sembrava assolutamente
scortese nei confronti di un Governo che su questa finanziaria ha
mantenuto un clima di assoluto rigore, però ho chiesto
all'assessore Cimino di utilizzare al massimo questo tipo di
sistema.
E' chiaro che quello di cui stiamo parlando è un argomento
talmente importante che l'unità dell'Aula non può non trovarsi.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole assessore Cimino,
onorevole assessore Leanza, onorevoli colleghi, non intendo fare
lezione a nessuno su questa vicenda, però, volevo ricordare
all'assessore Leanza che in Commissione Sanità e Salute abbiamo
approvato due emendamenti che stanziavano esattamente un milione di
euro e poi 800 mila euro per venire incontro alle necessità delle
vittime delle richieste estorsive.
In fase di approvazione degli emendamenti, in Commissione
Bilancio, purtroppo, la Commissione non è stata nelle condizioni di
approvare i due emendamenti che erano stati presentati dal Governo.
Signor Presidente, oggi ho presentato quattro emendamenti sulla
vicenda: due che riportano esattamente la quota che era stata
stabilita in Commissione Sanità, esattamente un milione di euro per
il capitolo 183717 e un milione di euro per il capitolo 184103, che
sono le spese rimborso degli oneri fiscali per le vittime di azioni
criminose.
Però, siccome mi rendo conto che ci potrebbero essere delle
difficoltà da parte del Governo a stanziare una somma che mi sembra
equa e giusta, quella appunto di 2 milioni di euro nei confronti di
un fenomeno che, negli ultimi mesi, si sta notevolmente ampliando
su tutto il territorio regionale, abbiamo presentato, insieme ad
altri colleghi, altri due emendamenti che, sempre sugli stessi
capitoli, prevedono lo stanziamento di 500 mila più altri 500 mila.
Non sono d'accordo sul fatto che un fenomeno così importante venga
accantonato. Chiedo al Governo e all'Assemblea regionale siciliana
di esprimersi, di tenere in considerazione questi quattro
emendamenti presentati in ordine cronologico prima di quelli del
Governo che stanzia 800 mila euro e di considerare che, ad oggi,
abbiamo, con i vari emendamenti approvati, risparmiato oltre 6
milioni di euro e quindi c'è esattamente la capienza affinché
vengano approvati questi due emendamenti che stanziano due milioni
di euro a favore di coloro i quali sono vittime della criminalità
mafiosa.
Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, non ha senso
approvare una legge contro la mafia, contro la criminalità mafiosa,
andare sui giornali, alla televisione, dicendo che la Sicilia è
contro il fenomeno se, poi, quando si tratta di dare concreta
attuazione ad una legge regionale che abbiamo approvato qualche
settimana fa, ci tiriamo indietro e non siamo disposti nemmeno a
trovare 2 milioni di euro a favore di una legge che ha
caratterizzato la vita breve di questa legislatura.
Ecco il motivo per cui chiedo al Presidente di porre in votazione
i due emendamenti.
CRACOLICI. Chiedo di palare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
ringraziare la provocazione dell'onorevole Leontini ed altri che
hanno fatto un emendamento che azzera un capitolo che
obiettivamente presenta un elemento di ridicolaggine per avere
previsto 16 mila euro.
Grazie a questa provocazione stiamo affrontando un tema più
generale che per la verità non è solo quel capitolo ma riguarda
l'attuazione di una legge voluta da questo Parlamento.
Non voglio nascondermi dietro ad un dito e dico che c'è stata,
secondo me, una sottovalutazione politica da parte di questo
Governo nel fare di questa parte della legge, con i capitoli
relativi all'attuazione della legge sul fenomeno estorsivo,
antiracket e della lotta alla mafia, un aspetto meramente
burocratico, secondo una tecnica tutta ragionieristica, senza anima
politica.
Credo che, da questo punto di vista, questa proposta ci dice che
una testa politica, nel proporre anche gli atti finanziari, è
sempre necessaria per accompagnare qualunque atto
dell'amministrazione.
C'è un elemento che certamente nessuno può accettare, non solo
perché stiamo parlando di lotta alla mafia ma perché stiamo
parlando di una delle leggi che questa legislatura e questo
Parlamento hanno considerato uno dei fiori all'occhiello sin
dall'inizio della propria attività legislativa, cioè la legge che
introduceva misure assolutamente innovative.
Ne cito una per tutte: le zone franche per la legalità
costituiscono il primo e, in questo momento, unico sistema
legislativo che in tutta Italia, fino ad oggi, non è stato ancora
copiato e la Sicilia potrebbe essere considerata il fiore
all'occhiello della legislazione innovativa.
Chiedo al Governo: su tutte queste misure, cioè sull'emendamento
Tab B.200 dell'onorevole Leontini, sugli emendamenti per i quali,
personalmente, ho presentato un subemendamento che, invece, di
zero, prevede 300 mila euro, sugli emendamenti relativi alle misure
a sostegno dell'attività antiestorsiva, sugli emendamenti
dell'onorevole Musotto, Vinciullo ed altri, fermiamoci ed
affrontiamo questa parte con il senso della politica che non è solo
un aspetto meramente ragionieristico.
Fermiamoci e alla fine del percorso diamo attuazione a questa
legge, una legge di cui questo Parlamento deve sentirsi
orgoglioso.
Ecco perché sia quel capitolo che altri vediamo delle economie
nella situazione finanziaria difficile però mi permetto di dire che
forse tra le tante emergenze questa lo è più delle altre. Quindi,
suggerirei di fermarsi, visto che comunque andiamo a domani.
Stasera si comprende come finanziare al meglio questa legge.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
l'onorevole Cracolici sia stato distratto in Commissione Bilancio.
Questi emendamenti se li è trovati totalmente in Commissione
Bilancio ma forse non erano importanti in quel momento per
discuterli. Questi emendamenti, come le dicevo, arrivavano dalla VI
Commissione, quindi, istituzionalmente dalla VI Commissione, vuol
dire che la sottovalutazione non appartiene a questo Governo,
onorevole Cracolici ma, certamente, appartiene a chi ha chiuso gli
occhi nel momento in cui doveva aprirli in maniera molto forte e
molto seria.
Questo è un dato di fatto. Sulle zone franche, ancora una volta,
lei è stato disattento. C'è un emendamento che, ovviamente, non è
passato nella finanziaria per attivare le zone franche perché in
quel modo le zone franche non possono essere attivate. I 250 mila
euro non possono essere attivati, dopodiché le posso anche dire che
abbiamo incontrato tutte le associazioni. Stiamo facendo in modo
che la parte che riguarda questa legge, per la prima volta, non
venga gestita da un punto di vista meramente burocratico ma possa
rappresentare una vera lotta di contrasto alla illegalità e alla
mafia in maniera convinta e seria.
La prego, quindi, prima di giudicare e prima di dare indicazioni
di un certo tipo, è opportuno che uno si rilegga e utilizzando la
moviola vada indietro nel tempo per vedere se questi emendamenti
meritavano attenzione o no.
Le dico di più: oltre questa legge ce n'è un'altra che questo
Parlamento ha approvato e che riguarda la famiglia che tutti quanti
certamente discutiamo. Tutta la legge sulla famiglia è per
memoria. Ovviamente, ne parleremo qua, magari ne parleremo davanti
ad una televisione o ad un giornale ma poi la legge sulla famiglia
non sarà neanche finanziata. Questo è il modo di fare politica.
Allora, questo problema a me non lo può porre, a questo Governo
non lo potete porre. I 16 mila euro erano nel bozzone precedente,
tagliato tout court. Quanto è intervenuta la politica, la stessa ha
previsto le risorse e ha previsto le risorse giuste, in punta di
piedi ma le risorse giuste, senza speculazioni, senza demagogia e,
soprattutto, senza qualunquismo in un livello importante come la
lotta alla mafia, dove non ci sono i primi della classe ma c'è
semplicemente il bisogno che una classe dirigente cominci veramente
a rimboccarsi le maniche ed a fare un supplemento di responsabilità
quando tratta di queste materie. Abbiamo discusso ciò in tutte le
materie, in tutti i campi e, soprattutto, nella Commissione
referente.
Oggi abbiamo tre emergenze e lo dico fin dal primo giorno:
l'emergenza lavoro, il contrasto alla povertà, l'emergenza povertà
e l'emergenza mafia. Sono tre momenti fondamenti. In questa
finanziaria, questo Parlamento, se vuole, si può ritrovare a fare
delle cose serie, non con le parole ma con i fatti.
(Applausi)
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, dopo
la ola che c'è stata, ritorniamo a considerare la questione così
come noi volevamo che venisse considerata con l'emendamento
provocatorio e ringrazio il collega Cracolici per averlo
sottolineato perché non poteva che avere questa finalità, un
emendamento che sopprime una previsione irrisoria, assolutamente
incongrua e inadeguata a segnalare una sensibilità sull'argomento.
Abbiamo presentato tutti gli emendamenti con questa finalità. Il
nostro interlocutore, poiché la maggior parte degli emendamenti
sono di iniziativa parlamentare, è il Governo. Le scelte che il
Governo di suo propone o accoglie dall'Aula, vengono fatte sue,
sostenute ed evidenziate, quindi, dal Governo stesso.
In questa materia, i due versanti della legge, quindi, le due
finalità, sono diverse e lo sottolineava l'onorevole Cracolici. C'è
una parte della legge che riguarda gli interventi di natura
preventiva, la lotta fatta prima per evitare le infiltrazioni, per
evitare gli attacchi alla imprenditoria, alla economia, alle
istituzioni delle organizzazioni mafiose. C'è un altro versante
della legge che è quello che a posteriori determina il grado di
solidarietà delle istituzioni e sociale nei confronti di chi è già
destinatario della criminalità organizzata.
Penso che l'assessore Leanza, al quale non fa difetto alcuna
sensibilità, tantomeno su questo argomento, ci mancherebbe altro -
non vorrei su questo evidenziare aspetti che non sono di nostra
convinzione - quantomeno debba accettare da parte nostra una
riserva, una sottolineatura di metodo perché il metodo è sbagliato.
Siccome noi facciamo salva la buona fede, riteniamo che si debba
accogliere una correzione del metodo.
La prima correzione è il Governo, non affidandosi a iniziative
parlamentari, evidenzia una propria azione, quindi, secondo me,
l'assessore Leanza avrebbe fatto meglio a dire che questa è una
proposta del Governo e non dell'onorevole Musotto perché, in tal
caso, sarebbe di iniziativa parlamentare.
Dico che deve accettare la correzione di metodo perché,
nell'affidarsi all'iniziativa dell'onorevole Musetto, si è
sbagliato capitolo perché il capitolo è diverso; il capitolo cui fa
riferimento l'onorevole Musotto è quello riguardante il Fondo di
solidarietà per le vittime di richieste estorsive ed è un'altra
cosa; non riguarda la lotta preventiva alla mafia.
Abbiamo fatto la provocazione su un altro capitolo, il 184101,
quello che prevede che nei confronti di imprenditori la cui
capacità di difesa dagli attacchi mafiosi debba essere rafforzata,
incrementata, secondo un criterio non irrisorio ma congruo e
adeguato.
In questo caso, quindi, gli errori di metodo sono due: il primo è
quello di affidarsi ad una iniziativa parlamentare e non
attirandosi direttamente evidenziando sicuramente un percorso un
po' più complicato e contorto; il secondo è quello di avere
sbagliato intervento su uno dei versanti della legge che invece è
di fondamentale importanza perché la sottrazione delle note, dei
biglietti all'albero Falcone è stata resa possibile proprio da
strumenti che verrebbero attivati dall'incremento di questo
capitolo. Altro conto è l'iniziativa dell'onorevole Musotto che
riguarda la solidarietà alle vittime di attività estorsive da parte
della criminalità organizzata; sono due cose diverse.
Noi avevamo, invece, in un primo tempo, segnato e sottolineato la
necessità di intervenire sulla parte preventiva. Mi riferisco a ciò
di cui ha parlato anche l'onorevole Cracolici, cioè la lotta
preventiva, l'organizzazione preventiva, la civiltà, la cultura, il
rafforzamento delle Istituzioni, la società e il suo tessuto;
quello è invece tessuto già colpito, tessuto già attaccato, nei
confronti del quale interviene l'Istituzione con la difesa.
Qui c'è, invece, la prevenzione, l'argine, la capacità di
prevenire attraverso tutta una serie di strumenti. Allora, il
Governo sia umile e accetti il fatto che c'è stato un errore di
metodo perché l'iniziativa parlamentare attiene ad un altro
versante.
Con questo nostro emendamento, abbiamo inteso avanzare una
provocazione ed intendiamo, invece, incrementare questo capitolo,
signor Presidente, che è il capitolo della lotta preventiva. E' il
capitolo baluardo, il capitolo vessillo, il capitolo che segnala la
sensibilità diffusa di un Parlamento, di un'Istituzione, di un
Governo; è il capitolo più importante della legge.
Su questo, quindi, dobbiamo evitare di fare riferimento
all'azzeramento ma, partendo dall'azzeramento provocatorio,
dobbiamo cercare di incrementarlo in modo congruo, così da
segnalare che tutti insieme, Parlamento e Governo, stiamo attivando
una congrua politica di solidarietà e di prevenzione contro
l'attacco mafioso.
(Applausi dai banchi della destra)
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, mi
permetto di suggerire un approccio diverso rispetto a quello che
stiamo facendo perché, rispetto ad un ragionamento così importante,
non ci rendiamo conto che la legge antimafia è fatta di processi
educazionali e preventivi; è fatta di vigilanza, di repressione, di
associazionismo e, quindi, di difesa di una complessità che non può
vedere una trattazione, assessore.
Non è immaginabile e non è possibile che un ragionamento
sull'antimafia si faccia in questo Parlamento pensando di ragionare
capitolo su capitolo e, magari, chi se la spara più grossa ha più
ragione e chi mette più soldi ha più ragione.
E, allora, la prego, assessore, se possiamo farlo, di cassare
tutte le voci che in atto sono previste nel bilancio ed inserirle
nella finanziaria. La proposta, assessore, è che si possa avere
un'unica voce - la legge regionale antimafia - e, in questa unica
voce, potere inserire una congrua somma di 2, 3, 4, 5 milioni -
quello che questo Parlamento vorrà - e, con successivi decreti, in
maniera assolutamente razionale, equa, ottimizzando quello che la
legge già prevede - e il dibattito parlamentare a suo tempo ha
determinato - per fare in modo che vi sia una razionale spesa
anziché assistere, ad ogni voce, ad emendamenti che aumentano le
somme senza che vi sia una riflessione complessiva.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
intervengo intanto per chiedere scusa per il tono che ho
utilizzato. Chiedo scusa, quindi, all'Aula. Accetto ciò che ha
affermato l'onorevole Leontini; lo accetto ma vorrei , però, volevo
dare una giustificazione.
Non avendo trovato, perché impegnato in altra sede, domenica, il
Presidente, il mio assessore, il Governo, mi sono rivolto
all'onorevole Musotto, in qualità di Presidente di Gruppo
parlamentare - quindi, capisco che, in qualche modo, la regola non
è stata rispettata ma il presidente Musotto si è immediatamente
dimostrato disponibile ed ha fatto questa cosa. Mi assumo la
responsabilità come Governo, non c'entra nessuno, lo ha fatto il
Governo l'ha fatto. Abbiamo presentato gli emendamenti.
Per quanto riguarda le questioni in campo - il presidente Leontini
è stato assessore - ci troviamo di fronte ad una legge approvata da
questo Parlamento nel novembre di due anni fa.
Allora, questa legge di fatto nel capitolo 184103 non ha prodotto
spesa, nel senso c'è un passaggio importante, tutta una trafila che
viene dalla Prefettura ma non ha prodotto molta spesa.
Quando prevedevo la somma di 800 mila euro nella UPB, il
presidente Leontini sa che, all'interno della UPB, rispetto alla
richiesta, al bilancio e alla domanda, l'assessore può, nella
stessa UPB, lavorare per cercare di venire incontro alle esigenze
complessive altrimenti ci troveremmo continuamente ad aggiungere 30
mila euro, 30 mila euro e così via di seguito.
Vi posso assicurare che l'operazione prevedeva questo. Come potete
vedere, sono tutte all'interno della stessa UPB e quindi
l'operazione consisteva in questo: ne prevediamo l'appostamento in
maniera tale che poi ne possiamo effettuare un utilizzo all'interno
della stessa UPB. E' una questione, chiamatela così, di geometria,
di tecnica parlamentare, di tecnica di governo ma così funziona.
Per quanto riguarda le zone franche, un'altra questione molto
seria, abbiamo due milioni e mezzo di euro non spesi perché la
richiesta deve avere l'avallo da Bruxelles. Rispetto a questo, vi è
stata una previsione in finanziaria - da Bruxelles, ci è stato
detto che non occorre l'autorizzazione - e nella finanziaria
abbiamo un emendamento che toglie questa parte.
A quel punto, abbiamo 2 milioni e mezzo di euro per le zone
franche, per la legalità e sono molto importanti. Quindi, in questa
direzione, volevo dare l'informazione. Prendo atto che da un punto
di vista formale c'è stato un errore ma non una sottovalutazione.
Sottovalutazione su questi temi non ce ne possono essere,
soprattutto da parte di chi è al banco del Governo, di chi riveste
cariche istituzionali, anche per evitare di dare cattivi esempi e
soprattutto non abbassare mai la guardia. La guardia non si può mai
abbassare. Non si è mai arrivati; siamo sempre ad un punto di
partenza.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere intanto all'assessore Leanza la nostra simpatia e stima
ancorché siamo all'opposizione, quindi, è un suggerimento. Qui,
puntualmente, l'onorevole Vinciullo ha sottolineato un tema
importante. Non dobbiamo sottovalutare - come giustamente ha
riferito l'assessore Leanza - ma dobbiamo fare delle proposte
operative. Probabilmente nel PON sicurezza e anche in altri
finanziamenti c'è la possibilità di prendere una quantità
considerevole di risorse per affrontare con certezza e serenità il
tema che, come giustamente sottolineavano l'assessore Leanza e gli
altri colleghi, è all'attenzione di tutti
Quindi, il mio, assessore, non è solo un apprezzamento
dell'intervento ma anche un suggerimento. Laddove lei, nella sua
capacità, riuscisse a trovare le risorse nel PON sicurezza o altro,
dovrebbe fare una cosa molto più corposa e poi, insieme, in questa
Commissione - io non ho firmato gli emendamenti dell'onorevole
Vinciullo, non potevo perché intanto non sono componente effettivo
- verificare quali sono i momenti, le città, i luoghi nei quali
rapportare l'intervento pubblico delle Istituzioni per far sentire
forte la presenza dello Stato e della Regione.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, i temi posti sono estremamente attuali e sono tra quelli
che qualificano l'azione di un Governo ma l'azione anche di un
Parlamento. Sulla questione della video sorveglianza, vorrei
soltanto dare un contributo estremamente importante. Quando abbiamo
recuperato la Cantina sociale Kaggio, confiscata ai boss Riina,
Provenzano e Brusca, Sua Eccellenza il Prefetto si pose il problema
di salvaguardare quel bene immobile confiscato a quell'azienda che
rappresentava il simbolo dello strapotere mafioso nel territorio
tra Monreale, Corleone, San Giuseppe, San Cipirello, Piana degli
Albanesi, Camporeale e Roccamena. Sua Eccellenza il Prefetto intuì
immediatamente che per salvaguardare quel bene che era stato
recuperato con somme del PON sicurezza e sottratto con forza alla
mafia del territorio, bisognava creare un sistema di controllo e di
sorveglianza e allora chiese - lo ricorderà oggi l'Assessore
Venturi, ieri l'imprenditore Venturi - a Confindustria di sostenere
lo sforzo per impiantare un sistema di video sorveglianza a
salvaguardia della cantina Kaggio. Confindustria rispose benissimo
in sostituzione del Governo della Regione che non aveva le risorse
per impiantare un sistema di video sorveglianza. Basta questo
esempio concreto in uno dei territori dove è più forte
l'oppressione mafiosa per capire come sia indispensabile creare un
fondo che garantisca l'istallazione di un sistema di sorveglianza e
di video controllo nelle attività commerciali a rischio e nelle
attività sottratte alla mafia.
Chi è palermitano come noi ricorda che, quando hanno incendiato
l'azienda dell'imprenditore GuaJana, a Palermo, non è stato
possibile individuare il colpevole perché l'impianto di video
sorveglianza da tempo non funzionava. L'imprenditore, infatti, a
causa della crisi economica, aveva dovuto disattivare l'impianto
per impiegare altrove le risorse dell'azienda. Se lì l'imprenditore
avesse avuto la possibilità di tenere attivo l'impianto di
sorveglianza, probabilmente, l'azienda non avrebbe preso fuoco o
sicuramente le forze dell'ordine avrebbero individuato chi aveva
provocato l'atto incendiario intimidatorio.
Sul problema della lotta alla mafia, sul fronte degli interventi
successivi, come ha detto il presidente Leontini, sul sostegno alle
vittime che subiscono le estorsioni e che subiscono l'usura, vi è
un dato dei giorni scorsi perché forse gli esempi in politica
rendono più di qualunque ragionamento.
L'imprenditore Tommaso Mario Raimondi, imprenditore palermitano
della borgata di Aquino, sotto Monreale, rimase vittima prima degli
estorsori e poi degli usurai, la sua azienda finì nelle mani dei
mafiosi della borgata di Brancaccio. Da proprietario diventò un
soggetto estromesso dall'azienda. Girò ramingo per tutti gli enti
siciliani per avere un sostegno economico, non poteva avere quello
della Prefettura perché bisognava aspettare la chiusura
dell'indagine del processo come parte civile; chiese, quindi, di
potere vendere un rene per potere salvare quello che restava della
sua azienda.
L'onorevole Presidente della Regione, ne ho dato atto, uno dei
pochissimi casi in cui ho dato atto, chiamò l'imprenditore su un
suggerimento che mi sono permesso di dargli e diede un contributo a
quest'imprenditore per pagare le tasse esattoriali perché avevano
pignorato quel poco che rimaneva dell'azienda.
Questo dimostra come gli imprenditori che oggi hanno il coraggio
nel denunciare gli estorsori a fronte di quelli che girano gli
occhi e preferiscono pagare pur di denunziare e preferiscono pure
farsi denunziare per favoreggiamento pur di non dire che hanno
subito richieste estorsive hanno bisogno del sostegno anche
economico della Regione.
Ebbene, vi devo dire e lo sanno gli assessori competenti, lo sa
l'Ufficio speciale presso l'Assessorato alla famiglia, ieri, oggi
alle autonomie locali, che molti imprenditori sono ancora in attesa
del risarcimento perché le somme in bilancio sono purtroppo
inferiori rispetto alla domanda di assistenza da parte delle
vittime estorsive.
Ecco perché è un gesto di grande coraggio e di grande
intelligenza, è un segnale forte di questo Parlamento mettere
maggiori risorse in questo campo, per sostenere l'azione della
magistratura e delle forze dell'ordine ma anche per convincere gli
imprenditori che denunciare conviene perchè lo Stato, anche sotto
l'aspetto economico, li difende e li assiste.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, dopo questo lungo dibattito, che è stato sicuramente
molto utile, volevo precisare che abbiamo già presentato un
emendamento sull'UPB 62.135, di 600 mila euro mentre, per quanto
riguarda il capitolo 184103, abbiamo due milioni e mezzo di euro a
disposizione, per cui l'emendamento dell'onorevole Vinciullo è da
intendersi assorbito
(Applausi)
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Cracolici, Oddo,
Lupo e Panepinto, il subemendamento Tab B.200.1.
GIANNI. Dichiaro di apporre la firma agli emendamenti Tab B.12,
Tab B.11, Tab B.18 e Tab B.19.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab B.336, del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti sullo stesso argomento sono assorbiti.
Si passa all'emendamento Tab B.14.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Vinciullo, tutto ciò che è nel capitolo 183717, essendo nella
stessa UPB, viene distribuito in base alla richiesta che c'è.
Quindi, di fatto, con i 600 mila euro che abbiamo previsto, in
qualche modo raggiungiamo gli obiettivi che ci siamo prefissati.
E poi abbiamo due milioni e mezzo nelle zone franche della
legalità.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi siccome
l'emendamento del Governo stanzia due milioni e mezzo di euro per
gli stessi capitoli da me proposti, cioè il capitolo 183717 e
184103, se l'emendamento del Governo assorbe gli emendamenti da me
presentati insieme ad altri colleghi, sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti non numerati, a
firma degli onorevoli Caputo, Pugliese ed altri, di cui alle pagine
116 e 117 del fascicolo degli emendamenti, sono rinviati al disegno
di legge Finanziaria
CORDARO. Dichiaro di apporre la firma agli emendamenti non
numerati di pagina 116 e 117.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab B.332. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già la Commissione
Bilancio, a questo capitolo, aveva aggiunto 200 mila euro. Qui ogni
giorno che passa c'è una proliferazione di queste trasferte,
addirittura siamo passati da 200 ad altri 500 mila euro, quindi, in
quattro giorni un miliardo e 400 milioni di lire, pari oggi a 700
mila euro. Mi sembrano un po' troppi, anche se sono Ispettori del
lavoro. Cerchiamo magari di armonizzare le attività
dell'Ispettorato del lavoro all'interno della provincia con compiti
di monitoraggio su quelle che sono le attività esterne.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, per le politiche sociali
e per il lavoro. Onorevole Mancuso, questo emendamento serve a
potenziare, a dare la possibilità all'Ispettore del lavoro di poter
fare le verifiche. L'anno scorso lo stanziamento era un milione e
mezzo di euro, con i 500 mila euro arriviamo ad 1 milione e 400
mila euro, quindi, al di sotto della potenzialità dell'anno scorso.
Sapete bene che in questo momento è importantissimo che gli
Ispettori svolgano il loro lavoro e, così come siamo rispetto
all'anno scorso c'è un decremento, nonostante la Commissione abbia
previsto 200 mila euro in più.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore Cimino, signori assessori, io già in V Commissione, avevo
posto sull'argomento - che devo dire non disapprovo come linea di
principio - un ulteriore aumento. Certo, non so quale somma
effettivamente sia giusta per questi Ispettori, però il problema
che pongo, onorevole assessore, e Lei ha condiviso, è un altro. Mi
risulta che ultimamente, in un momento di tanta difficoltà, proprio
per un'accelerazione data dall'assessorato, e in particolar modo
dal Direttore - che oltretutto stimo come persona - stiamo
accelerando questi sopralluoghi in tante Aziende, ma con un
criterio quasi premiale, nel senso che più controlli si fanno
meglio è.
Nello stesso tempo, però, assessore Leanza, noi non ci rendiamo
conto del danno che facciamo a queste Aziende, perché le visite non
devono essere per andare a controllare il pelo nell'uovo', le
visite dovrebbero essere, almeno le prime, per informare queste
persone di mettersi in regola.
La maggior parte di queste visite, oggi, stanno procurando alle
piccole e medie aziende tantissimi problemi, perché c'è la voglia
di rispettare le direttive dell'assessorato che, effettivamente,
dice di andare avanti, e che anzi ci saranno premi ed altro; da un
altro lato noi andiamo però a colpire le piccole e medie imprese,
in questo particolare momento di difficoltà, con multe salate di
30, 40, o 50 mila euro.
Pertanto, sarebbe opportuno un po' di cautela, perché altrimenti,
da un lato facciamo bene a dare riconoscimento a queste persone, ma
dall'altro lato danneggiamo le aziende perché ad un artigiano,
quando arriva qualcuno e gli fa una prima verifica, è solo per
punirlo, quindi gli stiamo facendo un danno. Le prime visite
dovrebbero servire per avvertirlo di mettersi in regola, di
sistemare le carte, ma non certamente per massacrare questa gente.
E' un fatto squisitamente politico Pertanto, invito il Governo,
nel condividere l'aumento della spesa, a dare una direttiva ai
propri Uffici, può darla tranquillamente, indicando un meccanismo
non solo di punizione ma anche di informazione, alle prime visite,
altrimenti noi guadagneremo un po' di multe che poi, alla fine, non
verranno neanche pagato e mortificheremo tutte le piccole e medie
imprese.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire su questo argomento poiché ho presentato un
emendamento, che sarà oggetto di discussione in finanziaria,
proprio per attribuire maggiori somme a questo capitolo, e
precisamente per il raggiungimento di 2 milioni e 600 mila euro.
Questo argomento è stato lungamente dibattuto in V Commissione,
dove peraltro da ormai due anni vi è un disegno di legge presentato
dall'onorevole Formica, il numero 138, che riguarda la normativa
relativa agli ispettori del lavoro.
Oggi, in Sicilia, ci sono soltanto 220 ispettori del lavoro e
peraltro, questi ispettori, che svolgono funzioni di ispettori del
lavoro, vengono semplicemente pagati con il rimborso spese per i
mezzi che utilizzano, ma non viene corrisposta alcuna indennità di
funzione a coloro i quali svolgono questo delicato compito.
Credo che per fare una politica seria, una politica del lavoro per
l'emersione del lavoro nero e per dare legalità a tutti coloro i
quali lavorano, e per dare anche certezza nei confronti ...
Signor Presidente, non riesco a parlare e nemmeno a sentire la mia
voce.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo ancora ad un decimo del
lavoro che dobbiamo fare per quanto riguarda il bilancio, e non
parliamo di finanziaria. Vi chiedo di stare seduti, in silenzio e
di dimezzare i tempi d'intervento o di limitarli a quelli
effettivamente importanti per cominciare ad ipotizzare un traguardo
che non sarà breve.
Siamo al 28 aprile e vorrei che ognuno di voi facesse un piccolo
esame di coscienza.
Onorevole Caronia, continui pure il suo intervento.
CARONIA. Signor Presidente, mi avvio velocemente alla conclusione
se mi viene data la possibilità di parlare.
Dicevo, semplicemente che, rispetto a questo capitolo, sarebbe
opportuno una implementazione ulteriore e affido queste mie
considerazioni al Governo perché - ripeto - il numero di ispettori
al lavoro che oggi espletano questa funzione, facendolo senza
nessun tipo di indennità è talmente esiguo che necessita
l'intervento, oltre che legislativo, anche di tipo finanziario.
Questo tema lo riproporrò in finanziaria però mi sembrava
opportuno ricordarlo in questa fase.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo anch'io che sia
fondamentale rafforzare l'attività ispettiva in materia di lavoro.
Voglio ricordare che questa Regione ha il tasso di lavoro nero più
alto d'Italia e, quindi, servono misure d'intervento urgenti.
L'onorevole Caronia parlava del disegno di legge n. 138 che giace
in Commissione Lavoro, approvato all'unanimità dopo un confronto
intenso, anche vivace, ma produttivo, e approvato anche in
Commissione Lavoro all'unanimità.
La cosa urgente da fare è quella di destinare le risorse
necessarie per intensificare l'attività degli ispettori, tenendo
conto che 96 nuovi ispettori attendono di essere immessi nei ruoli
dopo avere completato l'azione formativa, che peraltro è costato
parecchi milioni di euro.
Quindi, è un intervento urgente, e credo che il Governo, anche
dopo il dibattito che c'è stato sul tema della legalità, debba
davvero fare uno sforzo aggiuntivo, tenendo conto che è anche
opportuno riconoscere agli ispettori del lavoro un'adeguata
indennità considerato il disagio che vivono nella loro attività
lavorativa e considerati anche i rischi che purtroppo corrono.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'argomento che stiamo trattando prescinde dalla necessità che
tutti noi avvertiamo, onorevole Lupo, di fare in modo che i
controlli siano capillari e che si possa - soprattutto quando si
pensa al lavoro nero, alla emersione del lavoro nero - fare in modo
che vi sia un vero e proprio accanimento nei confronti di coloro i
quali si macchiano di una colpa così grave.
Però penso che il problema posto dall'onorevole Beninati sia
diverso, ed io mi sento di condividere ciò che lui ha espresso,
signor Presidente, tendente ad evitare che ci possano essere
eccessi, ad evitare l'accanimento.
Se noi non ci rendiamo conto che spesso accade che gli ispettori
inviati a controllare le aziende non hanno la consapevolezza che
magari dietro un foglio di carta c'è un problema, c'è un'ansia, c'è
un uomo, c'è una donna, c'è una burocrazia che non sempre consente
di andare celermente verso la soluzione dei problemi, allora noi
certamente siamo lontani dalla realtà.
Fermo restando che noi riteniamo giusto che vi sia un incremento
del numero degli ispettori, per consentire una capillarizzazione
dei controlli, mi sento di invitare l'onorevole Leanza ad emanare
una direttiva finalizzata a differenziare i tempi di intervento,
una prima fase attraverso la quale si va a rilevare quale è
l'entità della eventuale violazione, tenendo conto delle diverse
difficoltà che ci sono, ed un'altra fase di repressione vera e
propria.
Quindi, è una misura che noi dobbiamo stabilire e non penso che
questo passi per una norma, ma passi da una direttiva che deve
impartire l'assessorato al lavoro.
LUPO. E' materia regolamentata da legge nazionale
BUZZANCA. È materia regolamentata da legge nazionale, la ringrazio
onorevole Lupo, ma io ritengo che una regolamentazione che nasce da
una direttiva che può impartire l'assessorato competente non sia un
crimine del quale noi ci stiamo macchiando.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta
che voglio parlare per fatto professionale, non personale, nel
senso che ho apprezzato e condivido l'emendamento del Governo.
Ritengo che sostenere l'attività ispettiva da parte di persone
che, in questa nostra Regione, a volte hanno fatto gli ispettori
del lavoro non avendo neanche i soldi per pagarsi la benzina delle
macchine proprie con le quali vanno a fare le attività ispettive,
devo dire che sono onestamente allibito delle dichiarazioni che ha
fatto prima l'onorevole Beninati ed il sostegno dato dall'onorevole
Buzzanca.
Non vorrei che sta andando a finire che la colpa della crisi, in
questa nostra Regione, è degli ispettori, pochi, disorganizzati e
che cercano quanto meno di mettere le imprese nelle condizioni di
essere alla pari, perché ci sono imprese che fanno il loro lavoro
pagando i contributi ai dipendenti, mettendoli in regola,
garantendo la sicurezza sul lavoro, e ce ne sono altre che non
mettono in regola, che non pagano i contributi, che non pagano i
salari.
E quasi, quasi dobbiamo vergognarci che ci siano delle funzioni
professionali a tutela della legalità e della sicurezza nei luoghi
di lavoro. Io sono indignato, che in un Parlamento si dica che
bisogna andarci piano per far rispettare la legge.
Onorevole Beninati, lei è stato assessore dei precedenti Governi,
ha usato argomenti che, spero, siano stati frutto della stanchezza
di dieci ore di lavoro. Ma se lei è convinto di quello che ha
detto, non è degno di fare né l'assessore né il deputato, in questo
Parlamento.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Prima di dare la parola agli altri deputati iscritti a
parlare, do la parola al Governo, per vedere se ci tira fuori da
questa palude.
Ha facoltà di parlare l'assessore Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, stiamo cercando di portare avanti, con grande difficoltà
e forse per la prima volta nell'attività della votazione del
bilancio e della finanziaria, un bilancio della Regione che viene
così attentamente spulciato e ci dà l'opportunità, anche nei
singoli capitoli, di intervenire. Interventi che, devo dire con
estrema franchezza, stanno migliorando l'attività che è stata prima
proposta dal Governo, poi dalla Commissione Bilancio, e si vuole
creare quell'azione di equilibrio per andare avanti.
Ritengo che su tematiche così importanti come quella di questi
momenti e quella di poc'anzi non bisogna cadere nelle
strumentalizzazioni e nelle divisioni.
Le parole dell'onorevole Bennati, che io voglio concepire come un
momento di attenzione da parte di chi fa questo difficile lavoro,
anche nella possibilità di creare le condizioni oltre che nella
giusta repressione, anche nella giusta attività di prevenzione e di
consiglio sulle normative esistenti, per evitare il lavoro nero e
agevolare quindi quel percorso che è quello della pena che dovrebbe
essere, come mi insegna l'avvocato Cordaro, di riabilitazione, di
prevenzione e anche di repressione. Noi, come Governo, abbiamo
fatto un emendamento ulteriormente all'attività della Commissione
Bilancio. La prego di volere esitare favorevolmente questo
provvedimento e andare avanti senza creare le condizioni per delle
polemiche su cose che sicuramente il Parlamento, invece, condivide
pienamente e non ha voglia e motivo di dividersi su cose che sono
patrimonio comune della nostra Regione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di
prestare un attimo di attenzione, senza gridare ma senza fare
neppure alcun tipo di demagogia. Non si può predicare bene e
razzolare male o, perlomeno, se si tenta di farlo bisogna avere
comunque buona memoria.
L'onorevole Lupo ha detto correttamente - e gliene do atto - che
in questo Parlamento e in questa legislatura giace - non si capisce
perché giace ancora - un disegno di legge che rammenteranno tutti i
colleghi e rammenterà soprattutto il Presidente Cascio perché è
stato portato più volte in Conferenza dei capigruppo - mi riferisco
al disegno di legge sugli ispettori del lavoro - che,
inopinatamente, senza alcuna motivazione il Governo ha stoppato in
Commissione Bilancio più volte. Debbo ricordare, come affermava
l'onorevole Lupo, che quel provvedimento è stato approvato ed
esitato all'unanimità in Commissione Bilancio, dopo un confronto
aspro e con l'apporto di tutte le forze politiche per migliorarlo.
Ora, non si può venire a dire in quest'Aula che si sta facendo
tutto quanto è nei poteri del Governo per cercare di porre un
argine a quello che è il fattore principe della lotta contro il
lavoro nero.
Siccome abbiamo ascoltato diverse interpretazioni da parte di
diversi colleghi, io non mi sentirei di criminalizzare neppure
l'intervento dell'onorevole Beninati perché vorrei ricordare che
alcune direttive emanate consentivano già e consigliavano già alle
varie sedi provinciali degli ispettorati di operare una campagna di
informazione capillare per cercare di mettere in condizione le
ditte, soprattutto quelle più piccole, che non hanno gli strumenti
spesso per accedere alle informazioni, in maniera tale da indurle a
mettersi in regola e a rispettare la legge traendone anche i
vantaggi perché spesso il problema è che non conoscono le norme e
perdono anche i vantaggi che le norme stesse mettono a disposizione
delle imprese.
Tutto questo però - e lo dico al Governo - non lo si può fare fino
a quando non si inseriscono le risorse giuste, non si prevedono le
risorse giuste in bilancio. Noi non possiamo continuare a non
riconoscere la qualifica degli ispettori. Non possiamo continuare a
non fornire agli ispettorati le somme necessarie per mettere
persino la benzina e, contemporaneamente, prevedere che si faccia
un'efficace opera di prevenzione, quando invece assistiamo,
purtroppo, a dei concorsi espletati che prevedono l'immissione in
ruolo di almeno cento nuovi ispettori ed assistiamo al rifiuto da
parte di questi ispettori di essere messi in ruolo proprio perché
non è prevista non solo nessuna indennità ma sapendo bene che non
hanno neanche le spese per andare a fare le missioni.
Ripeto, non si può predicare bene e razzolare male e mi meraviglio
che la Sinistra, che su questo tema dovrebbe essere molto, ma molto
sensibile, non abbia fatto - sino ad ora - quanto in suo potere,
visto che siete maggioranza, per cercare di fare approvare queste
norme.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando di
numeri, quindi del bilancio, ed io mi vorrei attenere per una parte
ai numeri, per l'altra parte - sommessamente - alle accuse lanciate
dall'onorevole Cracolici. Vorrei farlo riflettere.
I numeri: la somma impegnata nel 2009 per queste missioni,
significa l'attività svolta nel 2009, è di 386 mila euro, a prova
di smentita.
La somma prevista era di un milione e qualcosa, la somma impegnata
è di 386 mila euro. A meno che i documenti che ci forniscono non
siano farlocchi Ma io non credo che i documenti siano
farlocchi
Allora, rispetto a questa somma di 386 mila euro impegnata,
abbiamo previsto 746 mila euro, poi aumentate di 200 mila euro, ora
aumentati di 500 mila euro. Ora, non vorrei ricordarmi come si
fanno le attività ispettive sul cosiddetto lavoro nero . Mi pare
che forse l'attività che hanno prodotto di più, sotto il profilo
della denuncia all'autorità giudiziaria, viene fatta da tre
soggetti, in squadre miste.
Rispetto a questo le giornate-uomo che vengono calcolate agli
impiegati civili come ai militari di qualche corpo di appartenenza
o di qualche arma di appartenenza, mi sembra che c'è una
discrepanza ma di gran lunga superiore ai civili comportamenti dei
bilanci. Questo della Regione mi pare un po' più largo di mano, un
po' più disponibile alle attività di missione e alle attività che
vengono svolte.
Lo stesso uomo, la giornata-uomo di un impiegato regionale, la
giornata-uomo, facciamo un esempio, di un finanziere, che
accompagna anche l'ispettore, non ha queste importanti entrate ed
io vorrei capire come vengono pagate e retribuite queste azioni.
Quello che ha detto l'onorevole Beninati, forse detto in maniera
forte in Parlamento, forse per non richiamare le attività della
Polizia giudiziaria, perché se da un lato c'è il lavoro nero , non
dimentichiamoci tutti noi che, dall'altro lato, nella Pubblica
Amministrazione in generale, in maniera che nessuno generi nei
confronti di qualche soggetto qualche cosa di particolare, c'è un
reato che si chiama corruzione .
MUSOTTO. O concussione
MANCUSO. O, addirittura, ci può essere la concussione. Bravo,
avvocato Musotto E quando il richiamo dell'onorevole Beninati era
dare delle direttive, erano delle direttive che danno delle regole,
in modo da evitare, da un lato, il lavoro nero e, dall'altro, i
reati tipici della Pubblica Amministrazione.
Quindi, qua indegno non c'è nessuno, onorevole Cracolici. Qua si
esprimono delle posizioni parlamentari, forse a volte esprimendosi
male, a volte, ma nessuno ha l'intenzione di fare passare dei
messaggi subdoli che si può fare quello che si vuole.
Oggi, la Regione Calabria, con gli ispettori, con l'Arma dei
Carabinieri e con la Guardia di Finanza, ha fatto un intervento del
genere importante, hanno arrestato tante persone che sfruttavano il
lavoro degli immigrati in quella terra.
Spero che, tra qualche giorno, possiamo leggere lo stesso delle
attività che noi paghiamo profumatamente per le missioni per questo
lavoro.
Quindi, ha detto bene il Governo, su questo non ci possiamo
dividere e non possiamo neanche sperperare. Eventualmente, se il
lavoro degli ispettori diventa così importante e lo dobbiamo pagare
profumatamente perché c'è un ritorno, da un lato, sociale e,
dall'altro, economico, ritengo che le solite variazioni di bilancio
non fanno male a nessuno.
Per quale motivo dobbiamo prevedere oggi quella che è stata una
spesa di quasi 400 mila euro nel 2009. Per quale motivo?
Perché dobbiamo mettere tutto oggi, se c'è una attività e questa
attività viene giustificata e serve insieme a quelli che sono i
cosiddetti gruppi misti presso le aziende o presso, addirittura,
datori di lavoro che tali non sono, allora è giusto poi incentivare
il capitolo di bilancio.
Questo lo ricordo prima a me stesso che sono parlamentare perché
il Governo già lo ha detto. E' un bilancio, una finanziaria di
lacrime e di sangue per tutti.
GIANNI. Non è per tutti .
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tranquillo,
però o quello che ha detto l'onorevole Beninati, poi supportato
dall'onorevole Buzzanca, è stato frutto di un fraintendimento
oppure c'è schizofrenia in questa Aula, in questo Parlamento.
Appena 15 minuti fa, 20 minuti fa, contro la mafia, sulla legalità
ci si è strappate le vesti a chi la sparava più grossa perché poi
aveva ragione chi diceva che, a volte, si eccede senza poi entrare
nel merito delle cose perché credo che l'atteggiamento antimafia
debba essere complessivo nel Parlamento, nell'Amministrazione,
giorno dopo giorno, è un modo di essere, un modo di comportarsi e,
quindi, al di là di quanto mettiamo per la videosorveglianza, non
possiamo, onorevoli colleghi, dobbiamo dare il preavviso, essere
morbidi. Ma su che cosa? Di che cosa stiamo parlando?
Ci sono le leggi da applicare e me lo insegnate voi che siete
molto più esperti di me Noi non possiamo arrivare a pensare che
gli ispettori prima devono dare una sorta di ammorbidimento alla
situazione. E' quello che creerebbe eventualmente il problema.
Peraltro, ho chiesto all'onorevole Cracolici, che è stato
ispettore dell'INPS, ma in questo capitolo cosa è prevista oltre
la missione? . Nulla. La missione viene pagata se si fa.
Quindi, non c'è un pagamento che, peraltro, penso che non debba
essere dovuto un pagamento in più rispetto a quello che è lo
stipendio che tutti i dipendenti pubblici guadagnano giorno dopo
giorno, non si può dare prima lo stipendio e poi qualcosa in più
per fare quello che è legge e dovere fare. A Napoli si usa dire e
ora che mi dai? Ora, per lavorare cosa mi dai in più? .
Questo non è possibile Quindi, quello che dovremmo pagare sono le
missioni e condivido anch'io l'atteggiamento del Governo. Ma per
carità Non parliamo di queste cose.
A proposito di atteggiamento schizofrenico vorrei ricordare che
nel piano casa c'era una parte che riguardava la possibilità che i
comitati paritetici territoriali, che hanno quella funzione di cui
parlava l'onorevole Beninati, che era quella di consulenza a
titolo gratuito per far sì, appunto, che le aziende, i cantieri, si
mettessero in regola. Ma lo fanno i sindacati e lo fanno a titolo
gratuito. E quella sì che poteva essere una norma, che non abbiamo
voluto nel piano casa.
Non ci può essere altra alternativa, e lo dico veramente con molta
pacatezza' direbbe un mio importante riferimento nazionale. Non si
può transigere: la legge è legge e va applicata per quella che è;
non ci possono essere altre strade perché, peraltro, onorevoli
colleghi, i morti li contiamo ogni giorno per strada.
I cantieri non sono in regola, le aziende non pagano, molte
aziende sono fuori legge.
Qualche tempo fa, ad una Festa dell'unità, ho detto una cosa che
ha fatto scandalo e che ripeto.
Ho detto che molti commercianti sapete perché pagano il pizzo?
Perché incassano il pizzo. In che modo? Danno una busta paga, in
regola, con tutto ciò che bisogna pagare, danno l'assegno e
l'indomani il dipendente porta una quota dell'assegno che ha
incassato e lì c'è la corruzione, il malaffare, c'è il migliore
affare per il commerciante e per molte aziende.
Ben venga, allora, un aumento degli ispettori del lavoro, ben
vengano i controlli, ben venga la repressione.
Ciascuno deve fare i conti con la legge.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rivolgere un
invito all'intera Assemblea perché ho la preoccupazione che questo
dibattito, che è partito con toni molti alti sulla lotta alla mafia
ed alla criminalità, si stia immiserendo portando fuori da
quest'Aula l'impressione - ed è soltanto l'impressione che è quello
che cercherò di dire dopo - che c'è chi vuole combattere veramente
l'illegalità, in questo caso, e chi invece è pronto, sull'altare di
pseudo-difficoltà delle imprese, a cancellare le leggi.
Credo che non sia questo. Fermo restando che non mi permetto di
dare l'interpretazione autentica perché non mi compete, non lo
farei, anche per rispetto degli interventi dell'onorevole Buzzanca
e dell'onorevole Beninati, mi permetto - per fare capire il mio
concetto - di portare una testimonianza professionale.
Vorrei che l'Assessore preposto al ramo mi ascoltasse perché
alcune cose le deve fare lui, sul piano amministrativo.
L'aumento degli ispettori del lavoro, ben venga. Maggiore impegno
di spesa è necessario, a condizione, però, che questo maggiore
impegno numerico ed economico degli ispettori del lavoro serva a
migliorare il servizio delle ispezioni.
L'Assessore dovrebbe sapere - se non lo sa si informi - che quando
avvengono ispezioni, soprattutto quelle congiunte con INPS e INAIL,
le imprese che vengono riscontrate come non in regola hanno una
incidenza di danno economico elevatissimo di decine, decine e
decine di migliaia di euro.
Non ci sono, infatti, ispezioni con delle contestazioni che
comportano una contestazione di mille o duemila euro.
Parliamo sempre di decine di migliaia di euro.
Quali sono le conseguenze di queste contestazioni? Parlo solamente
dell'aspetto civilistico ed amministrativo. L'immediata iscrizione
a ruolo della presunta omessa contribuzione e della sanzione
amministrativa che comporta dal fermo amministrativo, cosa ancora
più grave al blocco dell'incasso di ogni tipo di erogazione che
proviene dalla pubblica amministrazione.
Ciò significa, mettere in ginocchio le imprese e le aziende; lì
hanno ragione i colleghi Beninati e Buzzanca.
Se questo stato di cose non portasse ad essere cancellato nella
stragrande maggioranza dei casi dalle opposizioni, in sede
giurisdizionale, che fanno le aziende e le imprese, avrebbe senso.
Ma se l'assessore ha la bontà di andare a controllare le
statistiche si accorgerà che il 50, 60, 70 per cento dei verbali,
soprattutto quelli congiunti vengono annullati dall'autorità
giudiziaria, perchè errati.
Se questo è vero - ed è vero, ve lo dico sul piano professionale -
qualcosa non funziona, e allora bisognerà pur trovare un sistema
amministrativo per monitorare prima e per consentire una forma di
addebito dopo nei confronti degli ispettori, perché gli ispettori
che devono far rispettare la legge e le aziende e le imprese che
devono rispettare la legge e quest'Aula che deve creare le
condizioni per rispettare la legge non può obliterare che con
questo modo di fare a volte facilone a volte le aziende vanno con i
piedi all'aria perché questa è la constatazione vera.
Allora, fermo restando che occorre aumentare gli ispettori, fermo
restando che occorre una maggiore spesa e do ragione a Cracolici
tranne per quanto riguarda l'aspetto dell'indennità, perché non
serve, aveva cominciato bene e poi gli piglia la foga e va fuori il
binario del discorso, va bene che gli ispettori del lavoro
perseguano la legalità, però occorre trovare un sistema affinché le
visite ispettive non diventino meri fatti di persecuzione nei
confronti delle imprese e delle aziende, perché, poi, quando
l'autorità giudiziaria annulla i verbali, dopo il danno fatto, quel
danno non si recupera più e abbiamo voglia di emanare norme per
aumentare le imprese.
Assessore, trovi il sistema di controllo amministrativo e trovi il
sistema di punizione , lo dico tra virgolette per quegli ispettori
che, per eccesso di zelo o per ignoranza, nella falsa intenzione di
applicare correttamente la legge, creano le condizioni, con
verifica ex post, di avere rovinato le aziende.
Io credo che questo debba essere il messaggio che deve uscire da
quest'Aula e nient'altro.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Caputo,
Incardona, Musotto, Vinciullo, Di Benedetto ed altri. C'è una
proposta del Governo che rimpingua quest'emendamento con un milione
di euro.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'argomento che stiamo trattando sia molto importante e che,
ovviamente, non deve essere né sottovalutato né, in qualche modo,
essere preso alla leggera.
Noi partiamo da un presupposto fondamentale: l'impresa è una
risorsa e l'impresa è una risorsa, se c'è impresa c'è occupazione,
c'è sviluppo e quindi questo deve essere sempre tenuto nella
massima considerazione.
Ma vorrei sottolineare che gli ispettori del lavoro non sono i
nemici dell'impresa, né possono essere i nemici dell'impresa.
Le parole dette dall'onorevole Maira alla fine - e in qualche modo
vorrei interpretare le preoccupazioni dell'onorevole Beninati e
dell'onorevole Buzzanca - sono quelle che ognuno, ogni collega,
ogni cittadini che non è a contatto con questa realtà direttamente,
se non tocca con mano, ha all'inizio.
Vi posso assicurare che gli ispettori del lavoro della Sicilia
sono certamente persone che, da questo punto di vista, fanno per
intero il loro dovere e che sono sottodimensionati dal punto di
vista del numero, delle risorse e delle opportunità di fare bene il
proprio lavoro.
Volevo solo informare quest'Assemblea - lo diceva qualcuno poco fa
in maniera molto seria, l'onorevole Mancuso - per i fatti che sono
successi in questi giorni a Reggio Calabria.
Il Governo nazionale ha predisposto, con una delibera del
Consiglio dei Ministri, ispezioni in quattro regioni d'Italia. Dopo
i fatti di Rosarno, in quattro regioni d'Italia, Campania, Puglia,
Calabria e Sicilia, debbono essere effettuate cinquemila ispezioni
oltre quelle che ovviamente vengono fatte annualmente, in modo
particolare nel campo dell'agricoltura e dell'edilizia.
Ovviamente, l'obiettivo è quello di puntare ad evitare, togliere e
fare emergere il lavoro nero e, comunque, tutto ciò che di peggio
ci sia in questo modo di fare le cose.
Ciò che diceva poco fa il presidente Mancuso fra poco arriveranno
in Sicilia.
Vorrei dire a questa Assemblea, in maniera molto seria, pensate a
quello che succederà quando in una impresa arriva l'ispettore
dell'Inps, dell'Inail, del Lavoro, la Guardia di Finanzia, i
Carabinieri, l'AUSL, i Nas, è qualcosa di veramente importante.
In questa condizione l'obbligo di un governo è quello di
prevenire, far capire assolutamente cosa c'è di bisogno per le
nostre imprese per mettersi in regola.
L'altro giorno abbiamo invitato, per esempio in agricoltura, il
lavoro accessorio, che voi sapete è una formula precisa, legittima
per potere garantire la possibilità di potere tenere il personale
in regola e tante altre formule, dalla sicurezza al fatto che
tenere le persone in un certo modo conviene.
L'ispettore del lavoro, in molti casi, è un consulente, in molti
casi, una persona che aiuta, non posso pensare e non lo immagino
che sia una persona che cerca in qualche modo di estorcere o,
peggio ancora, di fare qualcosa di complicato.
Siccome è un ragionamento molto serio, io ho fatto più di una
riunione con gli ispettori del lavoro, ci siamo prefissati una data
all'inizio del mese di maggio per stare una intera giornata per
verificare quelle statistiche di cui parlava l'onorevole Maira, per
verificare in che modo si può migliorare la qualità del lavoro, in
che modo si può fare la stessa cosa in maniera tale da non mettere
in difficoltà le piccole imprese e quelle imprese che, da un punto
di vista solo formale, minimamente formale, rischiano di chiudere.
Ma non dimentichiamo che la lotta all'emersione del lavoro nero,
la lotta alla illegalità, va combattuta e in maniera seria dagli
ispettori del lavoro e poi dalla polizia.
Volevo completare rispetto all'incremento: io non ho mai dubbi
quando parla in questa Aula il presidente, onorevole Mancuso,
rispetto alle cifre che dice. Mi ero preoccupato, in effetti le
somme impegnate sono 963.839. Poi l'onorevole Mancuso lui li aveva
preso nello stesso testo, anche se le somme pagate sono leggermente
di meno.
Allora il milione e cento mila euro che noi abbiamo chiesto
complessivamente è la stessa cifra dell'anno scorso, serve, in
qualche modo, anche a pagare la benzina e a fare in modo che nella
stessa UPB si possano affittare le macchine o fare attività
corretta, allora in questo senso abbiamo chiesto questo aiuto.
Poi troverete, fra poco, un altro emendamento sul contingente dei
carabinieri che, come voi sapete, fanno queste ispezioni che sono
due milioni e mezzo di euro in meno rispetto all'anno scorso.
Il Governo ha firmato un emendamento di un milione di euro che non
bastano, però ci accontentiamo anche di questo sforzo.
Quindi, non dividiamoci su questo, manteniamoci uniti perché, da
un lato, bisogna preservare l'impresa, dall'altro lato, bisogna
assolutamente garantire la legalità.
PRESIDENTE. Scusi, assessore Leanza, mi dica qual è l'emendamento
che dovremmo apprezzare?
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. La proposta del Governo un milione e cento mila euro.
Più duecento mila euro, va bene.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là dei toni
accesi e di qualche replica sicuramente fuor di luogo, questo
articolo ha avuto il pregio di gettare un momento di grande
attenzione su un tema delicatissimo.
Vorrei rassegnare a questo Parlamento soltanto qualche dato: in
Sicilia ci sono più di 175 mila cantieri aperti. I controlli
coprono il 6-7 per cento di questi cantieri, con la conseguenza che
in Sicilia la scarsità di questi controlli è dovuta esclusivamente
all'esiguo ed insufficiente numero degli Ispettori del lavoro e non
certamente al loro impegno, con la conseguenza che la Sicilia è
teatro, costantemente, di incidenti sul lavoro molto spesso con
esisti letali. Per non parlare dell'altissima percentuale di lavoro
nero, di sfruttamento minorile e di sfruttamento di soggetti
emigranti proprio a causa dell'insufficienza del sistema dei
controlli affidati agli ispettorati del lavoro.
Ricordo che lo scorso anno l'Assessore al lavoro del tempo avviò
una selezione, pagata dalla Regione, con un progetto per formare
nuovi soggetti da destinare al sistema dei controlli dei territori.
Sono stati decine i soggetti selezionati, ma soltanto pochi, alla
fine della selezione, hanno chiesto di essere avviati a svolgere il
ruolo di Ispettori del lavoro. Per non parlare della presenza
mafiosa che condiziona i luoghi di lavoro ed i cantieri di lavoro,
specialmente quelli dell'edilizia e dell'agricoltura; presenza
mafiosa favorita e certamente non scoraggiata dalla limitatezza
del sistema dei controlli.
A questo punto, allora, per incidere sia in termini di elevazione
dei sistemi di sicurezza, per assicurare un sistema di controllo
più capillare che garantisca la certezza e la sicurezza sui luoghi
di lavoro, il rispetto delle norme previdenziali ed assicurative ed
anche per circoscrivere e limitare il condizionamento mafioso dei
luoghi di lavoro, credo sia necessario aumentare ulteriormente il
capitolo posto sul bilancio che, nonostante la disponibilità oggi
resa al Governo con un milione di euro, è assolutamente
insufficiente.
Credo che vada data grande attenzione al successivo emendamento
presentato dall'onorevole Musotto, al quale e per il quale chiedo
agli uffici di potere, fin d'ora, apporre anche la mia firma, che
prevede un aumento anche per il contingente dell'Arma dei
Carabinieri preposto al sistema del controllo sui luoghi di lavoro
e sul rispetto delle norme assicurative e previdenziali.
Ancora una volta, la riduzione del capitolo rispetto allo scorso
anno rende più difficile anche al contingente dei Carabinieri
distaccato presso gli uffici dell'Ispettorato del lavoro di
svolgere quelle funzioni delicati, necessarie ed inscindibili che
servono a garantire il rispetto della legalità nei luoghi di
lavoro.
Ecco perchè chiedo, non soltanto che venga aumentato lo
stanziamento per gli uffici dell'Ispettorato del lavoro, ma chiedo
che venga aumentato, e in questo senso anticipo la presentazione di
un subemendamento, il finanziamento per il contingente dell'Arma
dei Carabinieri distaccato con funzioni di controllo sui luoghi di
lavoro.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento che
si sta trattando richiede una particolare attenzione non solo
perché c'è in gioco un bene essenziale, qual è il rispetto della
legalità, il rispetto alla vita per chi lavora ma anche, com'è
stato sottolineato ed evidenziato dall'onorevole Maira, dagli
onorevoli Buzzanca e Beninati, l'altro interesse che è quello
dell'impresa a vivere la propria attività ed i controlli che
subiscono, a viverli anche loro con estrema serenità.
Ebbene, intanto, annuncio di apporre la firma all'emendamento
presentato dall'onorevole Caronia che vuole portare a 2 milioni e
400 mila euro l'entità delle somme che sono nel capitolo di cui
stiamo discutendo, ma non per le cose che qui, poc'anzi, ha detto
l'onorevole Caputo, cioé perché non ci sono fondi per i carabinieri
perché, anzi, questo Fondo ha avuto una funzione essenzialmente
legata alle indennità erogate a favore dei carabinieri che
accompagnano in questa attività gli ispettori del lavoro, ma per
dare la possibilità a quegli ispettori del lavoro che sono stati
formati ma che non hanno, poi, svolto effettivamente la funzione
per la quale sono stati formati, di chiedere di essere assegnati a
delle sedie e svolgere il lavoro di ispettore del lavoro.
Quindi, espletare la loro funzione per avere un incremento anche
del loro stipendio che però non può essere considerato
un'indennità, così come la vorrebbe collegata, e qui rispondo
all'onorevole Formica, il disegno di legge numero 138, in quanto
quest'ultimo non è stato inopinatamente osteggiato, non è stato
portato avanti perché in esso si parlava, intanto, della creazione
di un ruolo degli ispettori del lavoro che ex legge numero 10 del
2000 della Regione siciliana non può essere creato.
Onorevole Musotto, stiamo facendo riferimento al disegno di legge
numero 138 in cui si parla della creazione di un ruolo per gli
ispettori del lavoro che non è previsto nella legge numero 10 del
2000, che è la legge quadro sul personale, sull'attribuzione delle
funzioni, sulle qualifiche e, quindi, è la legge cui bisogna fare
riferimento anche in Sicilia perché è una legge regionale per
creare, poi, i ruoli per prevedere alcune funzioni, per prevedere
delle indennità.
Siccome non è previsto, ma non era possibile che quel disegno di
legge continuasse il proprio iter. Questo era un primo motivo.
Un secondo motivo, per cui il disegno di legge numero 138 non
poteva seguire l'iter, caro onorevole Lupo, dovrebbe ricordarlo,
era il fatto che in quel disegno di legge si parlava di
attribuzione delle funzioni di agente di polizia giudiziaria
all'ispettore del lavoro.
E' una cosa assolutamente impossibile, questo è un potere che
risiede nello Stato e la Regione siciliana non può attribuire né
indennità, né funzioni di agente di polizia giudiziaria perché,
altrimenti, qui di che cosa stiamo parlando; proprio per essere
deputati, caro onorevole Cracolici, e per parlare da questo podio,
innanzitutto, bisogna conoscere le regole dell'ordinamento
costituzionale che ci sono, che esistono nella nostra Regione
siciliana.
Noi non siamo uno Stato, noi non siamo una Regione indipendente,
siamo una Regione autonoma, a Statuto autonomo, e quindi ci
muoviamo all'interno dell'ordinamento giuridico dello Stato.
Se questo principio non viene ancora compreso, significa che
quando parliamo di leggi, quando parliamo di ordine costituzionale,
quando parliamo di poteri dello Stato, della Regione, non abbiamo
titolo per parlare se non comprendiamo alcuni principi
fondamentali.
Quindi, quando si parla di attribuire funzioni che rientrano nel
potere dello Stato dobbiamo stare attenti.
Allora, questo era un altro motivo per cui quella legge non poteva
andare avanti così come era scritta.
Però, c'era anche un altro motivo di ordine finanziario per cui
quel disegno di legge non poteva andare aventi. Era previsto che il
dieci per cento delle entrate della legge, delle attività di
ispezione venissero, poi, destinate alle indennità degli ispettori
del lavoro.
Intanto, non è un'entrata certa perché potrebbe accadere per
ipotesi, e questo è il rilievo che ha fatto il Commissario dello
Stato, no che ha fatto il Governo, poco fa il Governo è stato
accusato, di avere, inopinatamente, bloccato quel disegno di legge.
Il Commissario dello Stato ha fatto un rilievo preciso ed ha detto
che su questo punto, siccome non erano certe le entrate, non era
prevista la copertura finanziaria.
Quelle somme, le somme che si recuperano dai controlli eseguiti
dagli ispettori del lavoro devono andare in un fondo comune, in un
fondo generale, non possono essere destinate così in percentuale
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, deve concludere.
INCARDONA. Sto finendo, solo due minuti.
Allora, c'erano delle circostanze precise e dei motivi di ordine
giuridico che impedivano che quel disegno di legge potesse andare
avanti.
Invece, annuncio sin d'ora l'apposizione della mia firma anche
all'emendamento che è stato già presentato dall'onorevole Caronia
sulla finanziaria che prevede, viceversa, una indennità di funzione
per le attività svolte dagli ispettori del lavoro in Sicilia; è
altra cosa dal formare un ruolo, è altra cosa dall'attribuire
funzioni di polizia giudiziaria che non possiamo attribuire ad
alcuno, significa però incentivare i dipendenti regionali, quelli
che già sono stati formati, a svolgere le funzioni di ispettori del
lavoro e, quindi, ad incrementare anche quella attività di
controllo.
Ma, attenzione, se pensiamo di dovere assicurare la legalità nei
cantieri di lavoro solo con i controlli è un errore gravissimo
perché la prima misura che occorre per fare rispettare la legge è
la prevenzione e, quindi, informazione e formazione, anche per gli
imprenditori; infatti solo con i controlli non ci può essere il
pieno rispetto della legge perché altrimenti diventano
assolutamente vessatori, come qualcuno ha detto.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con grande buon
senso stiamo lavorando su un progetto che abbiamo concordato nella
riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
sull'annuncio della Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana
che ha proposto un ordine dei lavori che ci portasse a votare il
bilancio domani alle 12.
Sono le ore 21.15 ed abbiamo esaminato soltanto cento emendamenti
su quattrocento.
Quindi, mi sembra che il progetto che abbiamo ideato e concordato
pienamente con grande saggezza non possa essere realizzato.
Però, vorrei ricordare a noi stessi, dagli interventi straordinari
che abbiamo sentito in quest'Aula, ma più che gli argomenti
dell'emendamento, straordinario, perché sono buono con i miei
colleghi, dicevo più che argomenti che riguardavano gli
emendamenti, abbiamo fatto argomenti di discussione generale.
Abbiamo parlato dei grandi sistemi, dei valori che ci motivano nel
far politica, alle leggi che abbiamo già fatto, alle leggi che
faremo.
Signor Presidente, penso che sia venuto il momento di fare anche
appello alla responsabilità di ciascuno di noi ed al bilancio che
dobbiamo approvare.
Quindi, signor Presidente, mi affido alla sua autorevole direzione
della Presidenza per evitare che si vada fuori le righe, che si
perda tempo, ma soprattutto affinché si rispettino i tempi del
programma che ci siamo dati.
Se abbiamo detto che domani, entro le dodici, dobbiamo approvare
il bilancio, domani entro le dodici dobbiamo approvare il bilancio,
altrimenti, non siamo persone che rispettiamo la parola e il senso
di responsabilità anche nei confronti degli elettori.
Caro onorevole Gianni, in dieci anni di Parlamento europeo,
abbiamo approvato dieci bilanci cominciando alle ore 10.00 e
terminando massimo alle ore 14.00 per tre giorni. Stiamo parlando
dell'Unione Europea.
DINA. Insieme a Lombardo.
MUSOTTO. Grazie, onorevole Dina. Quindi, signor Presidente, non
possiamo andare avanti così, dobbiamo darci dei tempi certi,
naturalmente io per prima, oppure non concluderemo niente.
Signor Presidente, mi affido soprattutto alla sua autorevole
direzione. Vediamo di contingentare i tempi, cerchiamo di evitare
di parlare ammatola' e soprattutto di evitare di parlare su
argomenti che non riguardano gli emendamenti ed il bilancio della
Regione siciliana.
(Applausi)
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sia io che
l'onorevole Gianni annunciamo che apponiamo la firma
all'emendamento dell'onorevole Lupo, in quanto riteniamo che la
somma sia quella giusta. Assessore Cimino le faccio una proposta,
nel considerare che c'è anche un emendamento da parte del Governo,
da parte dei deputati, fra cui il sottoscritto, di oneri di
funzionamento del contingente dell'Arma dei carabinieri, sarei
dell'idea di accantonare i due emendamenti e fare in modo che il
Governo presenti una proposta che possa recepire le istanze
dell'Assemblea.
Per fatto personale
BENINATI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo sono
convinto di non essere stato ben interpretato nelle mie parole
perché, effettivamente, molti colleghi che sono intervenuti dopo
hanno spiegato e penso avessero capito bene la portata del mio
intervento che voleva essere, al contrario di come purtroppo è
stato interpretato, come se volessi sostenere il lavoro nero in
questa Terra, come se volessi sostenere attività illecite.
Io non penso di dovermi discolpare da nessuna cosa perché, vedete,
penso che ognuno di voi mi conosce in questa Assemblea, per cui mi
dispiace di aver sentito parole che certamente sono convinto che
saranno state solo oggetto di un momento di smarrimento di chi le
ha dette, altrimenti sarei costretto, se ciò non fosse, non solo a
rimetterle al mittente ma anche con gli interessi. Li rimetto con
diciassettemila voti che ho preso l'ultima volta e che
effettivamente non mi hanno dato qua la patente di dignità o non
dignità a quest'Aula. La dignità l'ho presa negli anni per la mia
attività, per il mio modo di comportarmi sempre, per cui penso di
non dovere aggiungere nient'altro.
Certo, mi dispiace molto, dopo quindici anni che faccio parte di
questa Assemblea, essere stato offeso in questo modo, per cui su
questo, onorevole Cracolici, devo dirle che oggi comprendo, a
distanza di tanti anni, la differenza che c'è molte volte,
purtroppo, fra noi e voi o lei. Io una cosa del genere non l'avrei
mai detta ad un collega di questa Assemblea. Mai. Anche se potevo
averne le giuste ragioni.
Io, pertanto, ho voluto fare questo intervento perché qualunque
cosa abbia potuto dire e penso sia stata interpretata bene da
tutti, non era certamente per sostenere qualcosa che nulla io avevo
e volevo dire.
L'onorevole Leanza, sa cosa volevo dire in Commissione, lo sa
benissimo, lo sanno tutti. Io volevo dire quello che ho detto. Non
devo più ripeterlo. Però, credetemi, una cosa del genere
sinceramente ho voluto dirla anche perché, dopo quindici anni che
sono in questa Assemblea, non penso che nessuno mi possa dire se
sono dignitoso o indignitoso per stare qua.
La rimetto e la rilancio al mittente - lo ripeto - con gli
interessi di diciassettemila persone che mi hanno votato in questa
Assemblea.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Beninati. Io credo che una seduta
lunga e complicata come questa abbia potuto produrre dei momenti di
nervosismo. Sono convinto che l'onorevole Cracolici probabilmente,
in un momento particolare, non abbia controllato, come è solito
fare il suo pensiero.
Sono convinto di interpretare il pensiero dell'onorevole Cracolici
nel volere passare sopra a questo incidente di percorso che è
frutto semplicemente della stanchezza, del lavoro fatto in questi
giorni. Stia assolutamente certo che tutto il Parlamento conosce la
sua serietà, la sua correttezza, per cui credo che si possa
ritenere superato l'incidente andando oltre.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
470-470 bis-470 ter/A
GIANNI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò rapidissimo
perché come lei sa io ho già firmato l'emendamento della collega
Caronia, soltanto per dire questo, che su questo specifico
argomento più volte ci siamo misurati. Non vi è dubbio che
l'Ispettore del Lavoro abbia una funzione enorme. Avevamo anche
preparato qualche disegno di legge. L'unica cosa che chiedo al
Governo, atteso che conosco la sensibilità dell'Assessore, di
prendere qui un impegno, di fare una legge di settore, una legge
specifica, precisa, puntuale, anche perché ci sono molti ispettori
del lavoro che sono stati trasferiti dal Governo nazionale a quello
regionale, dallo Stato alla Regione e che ancora non sono stati
messi nella giusta regola, dove dovrebbero essere messi.
Quindi, se il Governo prende questo impegno, credo che potremmo
ritenerci soddisfatti in quanto abbiamo già più volte affrontato,
ma il Governo, il Presidente della V Commissione, potrebbero dare
una risposta certa a queste persone che sfidano, a volte, anche
l'incolumità perché fanno un lavoro importante.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo ancora all'emendamento TAB
B348 del Governo. Io ho quattro emendamenti. Uno è del Governo, a
firma dell'assessore Cimino che mette in questa tabella 200 mila
euro, un altro è quello dell'onorevole Musotto, 500 mila euro, un
altro è dell'onorevole Lupo, 1 milione ed un altro è
dell'onorevole Caputo, 2 milioni.
Vorrei che il Governo esprimesse un parere su uno di questi
emendamenti.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mantengo
l'emendamento di 200 mila euro nella consapevolezza che il
dibattito è stato molto importante e sicuramente l'Assessore Leanza
proporrà all'Aula un testo organico sulla materia.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro preclusi gli altri emendamenti.
Onorevoli colleghi, c'è ancora molto lavoro da fare. La Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari riunita questa mattina,
informalmente, dal vicepresidente onorevole Formica, ha stabilito
che l'Aula avrebbe lavorato fino alle ore 22.00 di questa sera, ma
non mi sento di andare oltre. Non mi sento di andare oltre
Interrompo adesso
Non mi pare ci siano le condizioni per continuare. O da domani si
comincia con un atteggiamento nuovo o questa finanziaria la faremo
l'anno prossimo, probabilmente
Se questa notte può portare consiglio a tutti i parlamentari ed ai
gruppi politici, domani mattina alle 9.30 ci rivediamo e cominciamo
con un altro passo, altrimenti è inutile che ci proviamo.
Vorrei ricordarvi che siamo a 100 emendamenti su 400 al bilancio,
fatto il bilancio abbiamo una norma finanziaria che arriva in Aula
con ben 145 articoli approvati dalla Commissione Bilancio', sulla
quale c'è un giudizio degli Uffici, pendente in queste ore, dopo di
che abbiamo 4.700 emendamenti di cui 700 aggiuntivi, poi abbiamo un
ulteriore maxiemendamento del Governo, molto corposo, sul quale ci
sarà - credo - un dibattito impegnativo.
Allora, se immaginiamo di iniziare con un altro passo,
prendendoci questa notte di riflessione e tentare, durante la
notte, di dialogare sulle ragioni che possono determinare punti di
contatto, bene, altrimenti andiamo incontro ad un rischio che è
molto concreto.
Detto ciò, la seduta è rinviata a domani, 28 aprile 2010, alle
ore 9.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012
(nn. 470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(nn. 471-471 bis/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
La seduta è tolta alle ore 21.28.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNI DI LEGGE BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2010 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2010/2012 (NN. 470-470 BIS -470 TER /A)
DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER L'ANNO 2010
(NN. 471-471 BIS/A)
TABELLA B - RUBRICA PRESIDENZA (importi in migliaia di euro):
Emendamento TAB. B 115:
Al capitolo 105715 - UPB 1.2.1.3.1 la cifra 192 è sostituita
dalla seguente 0 .
Emendamento TAB. B 112:
AMMINISTRAZ UPB CAPITO DENOMINAZIO 20 20 20
IONE LO NE 10 11 12
Presidenza 1.2. 105715 Spese per la 35 80 80
della Regione 1.3.1 partecipazion 0 0
e della
Regione
siciliana
all'Associazi
one Italiana
per il
Consiglio dei
comuni
d'Europa
Ass.to 4.2. 215701 Fondo di 35
Economia 1.5.1 riserva per
le spese
obbligatorie
e di ordine e
per la
riassegnazion
e dei residui
passivi di
parte
corrente,
eliminati
negli
esercizi
precedenti
per
perenzione
amministrativ
a
Emendamento TAB B 117:
Al capitolo 104538 - UPB 1.2.1.3.3 la cifra 600 è sostituita
dalla cifra 1 .
Subemendamento TAB. B 117.1 all'emendamento TAB B 117:
La cifra 1 è sostituita dalla cifra 400 .
Emendamento TAB. B 118:
Al capitolo 104528 - UPB 1.2.1.3.99 la cifra 8.000 è sostituita
dalla cifra 4.000 .
Emendamento TAB. B 122:
Al capitolo 532004 UPB 1.2.2.6.2 la cifra 440 è sostituita dalla
cifra 360 .
Subemendamento TAB. B 126.1:
Al capitolo 116016 - UPB 1.4.1.1.1 sostituire la cifra 800 con
la cifra 600 .
TABELLA B - BENI CULTURALI (importi in migliaia di euro):
Emendamento TAB B 106:
Al capitolo 370301 - UPB 3.1.1.5.2 la cifra 125 è sostituita
dalla cifra 16 .
Subemendamento TAB. B 106.1 all'emendamento TAB B 106:
La cifra 16 è sostituita dalla cifra 70 .
Subemendamento TAB. B 107.1:
Al capitolo 370303 - UPB 3.1.1.5.2 la cifra 91 è sostituita
dalla cifra 90 .
Emendamenti TAB. B 96 e TAB B 97:
CAPITO DENOMINAZION 20 20 20
LO E 10 11 12
376526 RESTAURO 30 30 30
MATERIALE 0 0 0
BIBLIOGRAFICO
ED
ARCHIVISTICO
2157 FONDI GLOBALI - - -
04 300 300 300
Subemendamento TAB. B 101.1:
Al capitolo 377335 - UPB 3.2.1.3.4 la cifra 540 è sostituita
dalla cifra 400 .
TABELLA B - ENERGIA E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA' (importi in
migliaia di euro):
Emendamento TAB. B 342:
AMMINISTRAZ UPB CAPITO DENOMINAZIONE 201 20 20
IONE LO 0 11 12
Ass.to 2.1.1 340303 SPESE PER I -
attività .5.2 CONSULENTI 10
produttive ESPERTI IN
MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to beni 3.1.1 370303 SPESE PER I -
culturali e .5.2 CONSULENTI 1
identità ESPERTI IN
siciliana MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 210303 SPESE PER I -
economia 4.1.1. CONSULENTI 110
5.2 ESPERTI IN
MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 5.1.1 240303 SPESE PER I
energia e .5.2 CONSULENTI -
servizi di ESPERTI IN 1
pubblica MATERIE
utilità GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 6.1.1 180303 SPESE PER I -
famiglia, .5.2 CONSULENTI 30
politiche ESPERTI IN
sociali e MATERIE
lavoro GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 7.1.1 102303 SPESE PER I -
autonomie .5.2 CONSULENTI 1
locali e ESPERTI IN
funzione MATERIE
pubblica GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 8.1.1 270303 SPESE PER I -
infrastruttur .5.2 CONSULENTI 90
e e mobilità ESPERTI IN
MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 9.1.1 310303 SPESE PER I 47
istruzione e .5.2 CONSULENTI
formazione ESPERTI IN
professionale MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 10.1. 140303 SPESE PER I -
risorse 1.5.2 CONSULENTI 38
agricole e ESPERTI IN
alimentari MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO,
PER IL GRUPPO
DI SUPPORTO
TECNICO E PER
IL NUCLEO DI
VALUTAZIONE,
PER LE
CONVENZIONI DI
CUI ALL'ART. 8
DELLA L.R. 14
GIUGNO 1983,
N. 59
Ass.to 12.1. 440303 SPESE PER I
territorio e 1.5.2 CONSULENTI 62
ambiente ESPERTI IN
MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO
Ass.to 4.2.1 215701 FONDO DI
economia .5.1 RISERVA PER LE 172
SPESE
OBBLIGATORIE E
DI ORDINE E
PER LA
RIASSEGNAZIONE
DEI RESIDUI
PASSIVI DI
PARTE
CORRENTE,
ELIMINATI
NEGLI ESERCIZI
PRECEDENTI PER
PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
Emendamento TAB. B 343:
AMMINISTRAZ UPB CAPITO DENOMINAZIONE 2010 20 20
IONE LO 11 12
Ass.to 2.1.1 340306 SPESE PER
attività .5.2 L'ATTIVITA' DI -
produttive INFORMAZIONE 50
Ass.to 6.1.1 180306 SPESE PER -
famiglia .5.2 L'ATTIVITA' DI 54
INFORMAZIONE
Ass.to 8.1.1 270306 SPESE PER
infrastruttur .5.2 L'ATTIVITA' DI 23
e INFORMAZIONE
Ass.to 9.1.1 310306 SPESE PER
istruzione e .5.2 L'ATTIVITA' DI 10
formazione INFORMAZIONE
Ass.to 10.1. 140306 SPESE PER
risorse 1.5.2 L'ATTIVITA' DI 11
agricole INFORMAZIONE
Ass.to salute 11.1. 410306 SPESE PER
1.5.2 L'ATTIVITA' DI 38
INFORMAZIONE
Ass.to 12.1. 440306 SPESE PER
territorio 1.5.2 L'ATTIVITA' DI 33
INFORMAZIONE
Ass.to 13.1. 470306 SPESE PER -
turismo 1.5.2 L'ATTIVITA' DI 50
INFORMAZIONE
Ass.to 4.2.1 215701 FONDO DI
economia .5.1 RISERVA PER LE 39
SPESE
OBBLIGATORIE E
DI ORDINE E
PER LA
RIASSEGNAZIONE
DEI RESIDUI
PASSIVI DI
PARTE
CORRENTE,
ELIMINATI
NEGLI ESERCIZI
PRECEDENTI PER
PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
Emendamento TAB. B 344:
AMMINISTRAZI UPB CAPITO DENOMINAZIONE 201 20 20
ONE LO 0 11 12
Ass.to beni 3.1.1. 370301 SPESE PER I -
culturali 5.2 VIAGGI 55
DELL'ASSESSORE
Ass.to 4.1.1. 210301 SPESE PER I -
economia 5.2 VIAGGI 130
DELL'ASSESSORE
Ass.to 5.1.1. 240301 SPESE PER I -
energia 5.2 VIAGGI 20
DELL'ASSESSORE
Ass.to 6.1.1. 180301 SPESE PER I -
famiglia 5.2 VIAGGI 20
DELL'ASSESSORE
Ass.to 7.1.1. 102301 SPESE PER I
funzione 5.2 VIAGGI 30
pubblica DELL'ASSESSORE
Ass.to 8.1.1. 270301 SPESE PER I
infrastruttu 5.2 VIAGGI 30
re DELL'ASSESSORE
Ass.to 9.1.1. 310301 SPESE PER I
istruzione e 5.2 VIAGGI 37
formazione DELL'ASSESSORE
Ass.to 10.1.1 140301 SPESE PER I
risorse .5.2 VIAGGI 30
agricole DELL'ASSESSORE
Ass.to 11.1.1 410301 SPESE PER I
salute .5.2 VIAGGI 30
DELL'ASSESSORE
Ass.to 12.1.1 440301 SPESE PER I
territorio .5.2 VIAGGI 64
DELL'ASSESSORE
Ass.to 13.1.1 470301 SPESE PER I
turismo .5.2 VIAGGI 20
DELL'ASSESSORE
Ass.to 4.2.1. 215701 FONDO DI -
economia 5.1 RISERVA PER LE 16
SPESE
OBBLIGATORIE E
DI ORDINE E PER
LA
RIASSEGNAZIONE
DEI RESIDUI
PASSIVI DI
PARTE CORRENTE,
ELIMINATI NEGLI
ESERCIZI
PRECEDENTI PER
PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
Emendamento TAB. B 154:
Rubrica 4 - Uffici speciali
Nuova istituzione
UPB CAPITO DENOMINAZIONE 20 20 20
LO 10 11 12
5.4. N.I. SPESE PER
1.1.1 ACCERTAMENTI P PM - -
SANITARI (SPESE
OBBLIGATORIE)
5.4. N.I. SPESE PER MISSIONI
1.1.1 DEL PERSONALE 5 5 5
5.4. N.I. SPESE PER LITI,
1.1.1 ARBITRAGGI, PM - -
RISARCIMENTI ED
ACCESSORI, NONCHE'
PER L'ASSISTENZA
LEGALE AI
DIPENDENTI ED AI
PUBBLICI
AMMINISTRATORI
(SPESE
OBBLIGATORIE)
5.4. N.I. UTENZE, SERVIZI
1.1.1 AUSILIARI, SPESE DI PM - -
PULIZIA
5.4. N.I. SPESE POSTALI,
1.1.1 TELEGRAFICHE E PM - -
SERVIZIO TELEX
(SPESE
OBBLIGATORIE)
5.4. N.I. ACQUISTO DI LIBRI,
1.1.1 RIVISTE E GIORNALI 1 1 1
ANCHE SU SUPPORTO
INFORMATICO
5.4. N.I. SPESE DI COPIA,
1.1.1 STAMPA, CARTA PM - -
BOLLATA,REGISTRAZIO
NE E VARIE INERENTI
AI CONTRATTI (SPESE
OBBLIGATORIE)
5.4. N.I. SPESE PER
1.1.1 L'ACQUISTO DI BENI 3 3 3
DI CONSUMO PER IL
FUNZIONAMENTO DEGLI
UFFICI
5.4. N.I. SPESE URGENTI ED
1.1.1 INDIFFERIBILI PER PM - -
IL RIPRISTINO DI
CONDIZIONI DI
IGIENE E SICUREZZA
SIA PER IMMOBILI
CHE PER IMPIANTI ED
ATTREZZATURE; SPESE
PER LA SORVEGLIANZA
SANITARIA; ACQUISTI
DI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
INDIVIDUALE E
COLLETTIVA,
SEGNALETICA DI SIC
5.4. N.I. MANUTENZIONI
1.1.1 ORDINARIE E 5 5 5
RIPARAZIONI
5.4. N.I. IMPOSTA REGIONALE
1.1.1 SULLE ATTIVITA' PM - -
PRODUTTIVE
(I.R.A.P.) DA
VERSARE AI SENSI
DEL COMMA 2
DELL'ART. 16 DEL
D.Leg.vo 15
DICEMBRE 1997, N.
446 (SPESE
OBBLIGATORIE)
5.4. N.I. SPESE PER
2.6.1 L'ACQUISTO DI PM - -
MOBILI, ARREDI,
MACCHINE ED
ATTREZZATURE
4.2. 215701 FONDO DI RISERVA - - -
1.5.1 PER LE SPESE 14 14 14
OBBLIGATORIE E DI
ORDINE E PER LA
RIASSEGNAZIONE DEI
RESIDUI PASSIVI DI
PARTE CORRENTE,
ELIMINATI NEGLI
ESERCIZI PRECEDENTI
PER PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
TABELLA B - FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI E LAVORO (importi in
migliaia di euro):
Subemendamento TAB. B 336.1:
AMMINISTRAZ UPB CAPITO DENOMINAZIONE 20 20 20
IONE LO 10 11 12
Ass.to 6.2. 184101 FONDO DI 60 80 80
famiglia, 1.3.5 SOLIDARIETA' 0 0 0
politiche PER LE VITTIME
sociali e DI RICHIESTE
lavoro ESTORSIVE
Alla copertura finanziaria si provvede con parte delle
disponibilità del capitolo 215704 - accantonamento 1001.
Emendamento TAB. B 348:
AMMINISTRAZ UPB CAPITO DENOMINAZIO 20 20 20
IONE LO NE 10 11 12
Ass.to 6.3. 312503 SPESE PER 20 50 50
famiglia, 1.1.2 MISSIONI 0 0 0
politiche PERSONALE IN
sociali e SERVIZIO AL
lavoro - DIPARTIMENTO
Dipartimento
lavoro
Alla copertura finanziaria si provvede con parte delle
disponibilità del capitolo 215704 - accantonamento 1001.