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Resoconto d'Aula della Seduta n. 167 di martedì 27 aprile 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

      PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ai sensi  dell'articolo  127,
  comma 9, del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti
  al   fine   delle   eventuali  votazioni   mediante   procedimento
  elettronico che dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Forzese, Scoma e Speziale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito  della  discussione dei disegni di  legge:  «Bilancio  di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario  2010  e
  bilancio  pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470  bis-470
  ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
  (471-471 bis/A).

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  unificata dei disegni di legge:  «Bilancio  di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario  2010  e
  bilancio  pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470  bis-470
  ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
  (471-471 bis/A).
   Invito  i  componenti la Commissione Bilancio  a  prendere  posto
  nell'apposito banco

   Si passa allo Stato di previsione della Spesa.

   Do lettura dell'articolo 2:
                                Art. 2.
                    Stato di previsione della spesa

   Sono  autorizzati  l'impegno ed il pagamento  delle  spese  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2010, in conformità dello
  stato  di  previsione  della  spesa annesso  alla  presente  legge
  (tabella B).

   Onorevoli  colleghi,  la  discussione  si  sospende  per  passare
  all'esame della Tabella B del bilancio annuale.

   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  l'approvazione  delle   unità
  previsionali di base della spesa e dell'articolo 2 avverrà facendo
  salve   le  modifiche  conseguenti  all'approvazione  della  legge
  finanziaria.  Avverte  inoltre che si procederà  nell'esame  delle
  U.P.B. della spesa secondo l'amministrazione ed il dipartimento  o
  ufficio equiparato cui compete la gestione delle stesse.

   Si passa alla Presidenza della Regione - dalla UPB 1.1.1.1.2 alla
  UPB 1.8.2.6.88:
   1.  Gabinetto,  uffici  di diretta collaborazione  all'opera  del
  Presidente e alle dirette dipendenze del Presidente
   2. Segreteria Generale
   3. Ufficio Legislativo e legale
   4. Dipartimento regionale della protezione civile
   5. Dipartimento regionale della programmazione
   6.   Dipartimento   regionale  di  Bruxelles   e   degli   affari
  extraregionali
   7. Uffici speciali
   8. Ufficio del garante per la tutela dei diritti fondamentali dei
  detenuti.

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:

   -  dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Corona, Limoli: Tab  B.265,
  Tab B.267,  Tab B.269, Tab B.115, Tab B.117, Tab B.118, Tab B.122,
  Tab B.124,  Tab B.126,  Tab B.130,  Tab B.131;
   -  dall'onorevole Caronia: Tab B.266, Tab B.270, Tab  B.271,  Tab
  B.108, Tab B.109, Tab B.110, Tab B.111, Tab B.113, Tab B.114,  Tab
  B.116,  Tab  B.120, Tab B.121,  Tab B.123, Tab B.125,  Tab  B.127,
  Tab B.128, Tab B.129;
   - dal Governo: Tab B.112;
   -  dagli  onorevoli  Leontini, Beninati,  D'Asero,  Mancuso:  Tab
  B.119;
   -   dagli  onorevoli  Laccoto,  Picciolo,  Panarello,  Gucciardi,
  Galvagno, Vitrano e Ammatuna: Tab B.1;
   -  dagli  onorevoli Lupo, Marziano, Cracolici  e  Panepinto:  Tab
  B.272.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo   solo
  chiedere  se  la discussione generale sull'articolo 2  la  facciamo
  dopo avere approvato la tabella o prima?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, se si  intende  farla  ora  sulla
  tabella,  la  si può fare ora sulla Tabella, altrimenti  si  rinvia
  all'approvazione che sia di discussione generale ma anche di  sunto
  di tutto ciò che si è fatto all'articolo 1, al momento di approvare
  l'articolo 1.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, le chiedevo questo  perché  per  noi
  sarebbe utile farla dopo per vedere quali sono gli emendamenti  che
  il  Governo  accoglie; farla. in questo momento, in una  situazione
  dove il nostro intervento - quello principale - sugli emendamenti è
  sulla spesa per un risparmio di 160 milioni di euro... Speriamo che
  il  lavoro  che svolgiamo questa mattina serva appunto  a  snellire
  quello che è un bilancio appesantito di molte voci inopportune.
   Chiedo di rinviare a dopo la discussione generale sull'articolo 2.

   Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge:  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
  (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
  per l'anno 2010» (471-471 bis/A).

             PRESIDENTE.   Riprende  il  seguito  della   discussione
  unificata  dei  disegni  di legge: «Bilancio  di  previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario   2010   e   bilancio
  pluriennale  per  il triennio 2010-2012» (470-470  bis-470  ter/A);
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
  bis/A).
   Si procede con l'emendamento Tab B. 265.

   DINA.  Sarebbe  il  caso  che  i  firmatari  dell'emendamento   lo
  illustrassero perché si leggono cifre indecifrabili.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di iniziare vorrei  ripetere
  quanto  detto ieri. Dovremmo darci un modus operandi.  Abbiamo  300
  emendamenti all'articolo 2 e siamo stretti tra ciò che  prevede  il
  Regolamento  dell'ARS,  secondo  cui  per  ogni  articolo  si   può
  intervenire una sola volta e non sarebbe possibile illustrare tutti
  gli emendamenti all'articolo.
   Teoricamente, in base al Regolamento, tutti e 300 gli  emendamenti
  sono  ad  un  solo articolo, all'articolo 2, e quindi  si  potrebbe
  intervenire una sola volta per illustrare tutti gli emendamenti.
   La  Presidenza  si  rende conto che non si  può  coartare  in  una
  materia  così  importante, come il bilancio, la possibilità  che  i
  singoli deputati possano intervenire per illustrare quanto meno gli
  argomenti  più  importanti. Pertanto, si dovrebbe trovare  una  via
  d'uscita che contemperi le due esigenze: da un lato l'esigenza  del
  Parlamento  di   non essere coartato - posto che non  è  certamente
  colpa del Parlamento se l'esame del bilancio e della finanziaria  è
  arrivato  oggi all'esame dell'Aula,  e dall'altro, il rispetto  dei
  tempi    che   prevede   anche   il   Regolamento   per    arrivare
  all'approvazione del bilancio e della finanziaria nei tempi  utili.
  Bisogna,  quindi, scegliere, pertanto, quali sono  gli  emendamenti
  più importanti su cui si vuole intervenire in quanto intervenire su
  ogni emendamento  non è possibile.

                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, credo che l'Aula debba procedere con
  un  minimo  di  ordine.  Come è noto è  facoltà  di  ogni  deputato
  presentare emendamenti alla bozza di bilancio. Ma come  è  noto  la
  bozza  di bilancio che noi esaminiamo è relativa alle singole unità
  previsionali di base.
   Il  Presidente  ha  dichiarato  all'inizio  dell'esame  di  questo
  bilancio  che  gli  emendamenti che venivano  riferiti  ai  singoli
  capitoli  sarebbero comunque stati considerati alle  singole  unità
  previsionali  di base, cosa del tutto legittima, però,  Presidente,
  le  chiedo  di  sommare alle singole unità revisionali  di  base  i
  singoli emendamenti relativi ai capitoli in modo che si esprima una
  singola  votazione,  perché  non si  possono  fare  emendamenti  ai
  capitoli.
   Quindi  se  c'è  una UPB, la 1.1.2 ad esempio,  e  ci  sono  dieci
  emendamenti  ai  capitoli  dell'1.1.2  l'Aula  tratterà   i   dieci
  emendamenti come se fosse un unico emendamento altrimenti  sono  da
  dichiarare  improponibili,  perché  come  è  noto  la  facoltà  del
  parlamentare è relativa alla singola UPB non al singolo capitolo.
   Ora  noi  possiamo interpretare tutti i regolamenti come vogliamo,
  però, siccome non possiamo come dire utilizzare il Regolamento come
  conviene,  allora  se si va secondo le procedure,  queste  sono  le
  procedure.
   Gli emendamenti ai singoli capitoli, ancorché come dire relativi a
  UPB  chiedo  quindi  che vengano considerati i singoli  emendamenti
  come  un unico emendamento e l'Aula si esprimerà secondo le  regole
  che  sono  fissate dal Regolamento. E' evidente che se  non  si  fa
  così,  altrimenti  noi introduciamo un precedente che è quello  che
  il  Parlamentare  interviene sul capitolo, capitolo  per  capitolo,
  mentre è facoltà di ridurre o aumentare la previsione al UPB.
   Quindi  ci  dica  la Presidenza su questo come intende  procedere,
  perchè  in  un  modo  dobbiamo andare avanti, cioè  stabiliamo  una
  regola, visto che c'è quella scritta, mi pare l'unica che ci  possa
  mettere tutti d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la Presidenza si è già  espressa
  su  questo  e  ovviamente  il  Regolamento  prevede  che  si  possa
  intervenire solo sull'UPB. Tuttavia, avremo l'elasticità necessaria
  di  intervenire  caso  per caso, nel senso di  vedere  se  ci  sono
  emendamenti accorpabili oppure no. Poi li consideriamo assieme.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vedo  che  la
  discussione  comincia  a  essere  interessante  perchè  il  partito
  democratico fa il richiamo non so a quale Regolamento, ma mi sembra
  anche  giusto, perché in una democrazia parlamentare rispettare  le
  regole e le prassi è la prima cosa.
   Signor  Presidente,  prima di andare avanti, cortesemente,  chiedo
  agli  uffici se possono riferire al Parlamento se la prassi che  ha
  oggi  invocato  l'onorevole Cracolici sia  stata  rispettata  negli
  ultimi  vent'anni. Se così fosse, forse avrebbe ragione l'onorevole
  Cracolici.  A  me  pare, dalla poca esperienza  che  ho  in  questo
  Parlamento  che fino a ieri, a memoria, gli interventi  sono  stati
  fatti  invece articolo per articolo, cioè UPB per UPB e sono  stati
  sempre     ammessi    dalla    Presidenza,    soprattutto    quelli
  dell'opposizione,   non  dico  quale,  soprattutto   quelli   delle
  opposizioni, sono stati sempre accettati.
   Ora  richiamarsi  a  un intervento a gamba tesa  alla  Presidenza,
  dicendo   che   si   deve  accorpare,  non  è   possibile   votare,
  eventualmente   il   suggerimento  di  non   renderlo   ammissibile
  l'intervento del Parlamentare mi sembra troppo, quindi è opportuno;
  è opportuno invece che qualcuno ci detti le regole, che si riunisca
  la  Conferenza dei capigruppo in una riunione lunga, articolata  ma
  decisiva,  su quello che è il metodo, se no qui staremo forse tutta
  la  giornata ad ascoltare le regole dettate dall'ultimo che sale su
  questo podio.
   Signor  Presidente,  questo Parlamento  del  Regolamento  è  stato
  sempre  garante,  delle prassi parlamentari sempre  la  Presidenza,
  questo  richiamo a chiudersi in trincea, non si capisce  ancora  la
  motivazione  da  parte di taluni parlamentari perché  venga  fatto.
  Ancora  non  è  dato  capire.  L'unica cosa  che  comprendiamo  che
  giornalmente  vi  sono le fiction delle pagine  di  giornali,  ogni
  mattina,  su  cose completamente diverse da quelle scritte  sia  in
  bilancio  che  in finanziaria. Siccome non abbiamo  la  potenza  di
  inserirci   nelle   attività  giornalistiche  e  neanche   vogliamo
  influenzarle, vogliamo avere la facoltà parlamentare  di  esprimere
  il nostro giudizio su tutte le bugie che vengono dette giornalmente
  nella carta stampata.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  gli  emendamenti
  seguiranno la normale prassi di esame.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
   legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
  (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
                   per l'anno 2010» (471-471 bis/A)

     PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione unificata  dei
  disegni  di legge: «Bilancio di previsione della Regione  siciliana
  per  l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio
  2010-2012» (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche  e
  correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A).

   Siamo all'emendamento  Tab. B.265. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione  avvenga  per scrutinio nominale.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  contrario
  all'emendamento  che è stato posto in votazione,  perché  se  penso
  alle considerazioni fatte dall'onorevole Mancuso, ora e soprattutto
  ieri,    non    posso   non   rilevare   l'assoluta   strumentalità
  dell'emendamento che risponde ovviamente all'intento di determinare
  un  ritardo nella discussione sul bilancio e sulla finanziaria, con
  l'intento evidente di non fare approvare il bilancio alla  scadenza
  prevista. D'altro canto, l'onorevole Mancuso è in sintonia con quei
  deputati  nazionali  del  PDL  che  si  sono  rivolti  al  ministro
  Tremonti,  rispettosi,  naturalmente, e sostenitori  dell'Autonomia
  siciliana, perché intervenga nella nostra discussione sul  bilancio
  per mettere sotto tutela il Parlamento siciliano.
   Credo,  quindi,  che  chiunque stia attento alle  prerogative  del
  Parlamento  siciliano  e  dei  singoli  parlamentari  si   dovrebbe
  preoccupare  molto più di questo attacco inusitato che viene  fatto
  al Parlamento siciliano.
   Onorevole   Dina,  lei  non  è  preoccupato  dell'iniziativa   dei
  parlamentari nazionali del PDL?

   PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, ho già fatto una  forzatura  per
  farla  intervenire,  tenuto  conto  che  eravamo  già  in  fase  di
  votazione; pertanto la invito a concludere il suo intervento.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  Lei  non  sta  facendo   nessuna
  forzatura  perché  il Regolamento interno prevede l'intervento  per
  dichiarazione  di  voto.  Casomai  sta  facendo  una  forzatura  al
  contrario.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  allora  si  può  intervenire   per
  dichiarazione di voto anche dopo aver chiesto il parere al  Governo
  ed alla Commissione?

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, eravamo già in fase di votazione

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  volevo  soltanto  sottolineare  -
  perché  si sappia - che l'onorevole Mancuso, che ha assunto  questa
  funzione, dovrebbe essere contento, perché non lo conosceva nessuno
  ed adesso lo citano tutti.   ..
                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Panarello, concluda la sua dichiarazione  di
  voto.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  volevo  sottolineare   che   chi
  strumentalmente evidenzia la necessità di tutelare  le  prerogative
  dei  parlamentari è la stessa persona - in questo caso  l'onorevole
  Mancuso - che è in sintonia con questo attacco inusitato che alcuni
  parlamentari   del   suo  partito  hanno  fatto  alla   Istituzione
  regionale.

   MINEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mineo, siamo  in  fase  di  votazione;  al
  prossimo  emendamento ci organizzeremo per tempo  e  verrà  data  a
  tutti l'opportunità di intervenire.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà, onorevole Cracolici, ma così  si  apre
  però la strada a mille dichiarazioni di voto su ogni emendamento.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  apparire  come chi che vuole peggiorare il clima già  complicato  e
  difficile di quest'Aula. Però, ripeto, ieri sera c'eravamo lasciati
  dopo l'approvazione dell'articolo 1, privo di emendamenti, avvenuta
  al  termine  di  un  dibattito di due o tre ore.  Adesso  siamo  in
  presenza di un articolo in cui ci sono diversi emendamenti  -  che,
  ripeto, sono tutti legittimi ci mancherebbe - ma in un momento così
  complesso  l'unica  strada maestra rimane il Regolamento  che  alla
  fine diventa lo spartiacque per i conflitti politici.
   E  nel momento in cui ora stiamo esaminando i singoli articoli e i
  singoli  capitoli  delle UPB, è evidente che  in  questo  modo  non
  stiamo  rispettando il Regolamento e non aiuteremo la  composizione
  politica del conflitto.
   Ecco perché, non solo mi esprimo nel merito - tra l'altro, non  ho
  neppure  sentito  di cosa parliamo in questo emendamento  -  ma  mi
  esprimo  anche  nel  metodo, contro questo modo  di  affrontare  le
  questioni. Dopodiché, vorrei ricordare che ieri sera, in Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di cui fanno parte anche  i
  colleghi,   era   stato  concordato  un  percorso   che   prevedeva
  addirittura,  per  oggi  alle ore 16.00, di aprire  la  discussione
  sulla finanziaria.
   Di  prassi,  il  bilancio della Regione siciliana  a  legislazione
  invariata,  è un atto molto ristretto nella tempistica;  qui  siamo
  appena all'articolo 2 e vi sono già centinaia di emendamenti. Tutto
  lascia prevedere, insomma, che per fine settimana non avremo finito
  neppure il bilancio.
   Credo  che la Presidenza, senza urtare la sensibilità di  nessuno,
  possa  fare un richiamo a tutti noi, in modo da rimettere al centro
  le  procedure, perché altrimenti qui si impazzisce  E siamo  appena
  all'inizio,  figuriamoci tra sette, otto ore, quando saremo  ancora
  fermi  al centoventesimo emendamento, con un livello di logoramento
  -  anche personale - complicato. Ecco perché ora mi esprimo  contro
  questo emendamento.
   Detto questo e vista la situazione, suggerirei alla Presidenza  di
  dirci  qual  è il metodo che intende adottare, perché è chiaro  che
  siamo  di  fronte  ad un muro contro muro che, obiettivamente,  non
  consente  nessuna possibile discussione di merito. Allora,  l'unica
  strada è il Regolamento interno, e invito formalmente la Presidenza
  al rispetto delle procedure.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è intenzione  della  Presidenza,
  dopo  l'approvazione  di questo articolo, sospendere  brevemente  i
  lavori  per  convocare immediatamente la Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, perché credo che, a  questo  punto,  sia
  l'unico  modo  per stabilire un percorso rapido da seguire,  tenuto
  conto che gli animi sono troppo accesi.
   Stiamo appena iniziando, abbiamo trecento emendamenti da discutere
  ed  un  tempo  molto  ristretto  per esaminarli.  Bisogna,  quindi,
  trovare un punto d'incontro.
   Appellarsi alle regole, onorevole Cracolici, ha un senso quando si
  ha  un tempo lungo a disposizione e una norma all'esame che non sia
  la  legge  di bilancio e la finanziaria. Essendoci queste variabili
  in  campo, ci fermiamo cinque, dieci minuti, il tempo di  fare  una
  rapida Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella sala
  attigua, e stabiliamo insieme il percorso da seguire.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   MANCUSO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  tutto  possono
  pretendere  i  nuovi pseudo-parlamentari della maggioranza,  tutto
  Tranne  di fare votare emendamenti indecenti, senza avere i  numeri
  in  Aula,  se  vogliono  farlo, lo facciano  con  la  presenza  dei
  parlamentari in Aula, e non con la presenza di qualche parlamentare
  che,  non  solo  si  vuole assumere la responsabilità  politica  di
  quello che sta succedendo, ma addirittura vuole coinvolgere l'altra
  parte del Parlamento che è in Aula e ha lavorato.
   Già  da  ieri  le  abbiamo chiesto una Conferenza dei  capigruppo,
  perché  qualcuno  vuole  prevaricare con  arroganza,  non  solo  il
  Regolamento, ma vuole imporre le regole. Il capogruppo  del  PD,  è
  già  intervenuto quattro volte tra ieri e oggi, e vuole imporci  un
  suo regolamento che è personale.
   Allora,  preannuncio il ritiro della richiesta  di  votazione  per
  scrutinio  nominale, considerato che Lei ha convocato la Conferenza
  dei  capigruppo,  così diamo anche il tempo a qualche  collega  che
  aveva altre cose da fare, di arrivare in Aula.
   Signor  Presidente,  non  si  può più  tornare  indietro  dopo  le
  decisione  assunte, di far esprimere dichiarazioni  di  voto,  dopo
  avere ottenuto il parere contrario del Governo e della Commissione,
  a due esponenti del partito democratico.
   Questa  è  una prassi che si è aperta, di cui tutto il  Parlamento
  deve  tenere  conto, e se vale per loro si figuri per noi  che  non
  siamo maggioranza, e non sosteniamo questo Governo.

     Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento TAB. B 265

   PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    essendo    la    richiesta
  dell'onorevole  Mancuso appoggiata a termini  di  Regolamento  dagli
  onorevoli  Caronia, Cordaro, Corona, Gianni, Leontini, Limoli  e  Lo
  Giudice,   si   passa   alla   votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento TAB B 265.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

        Presenti             47
        Votanti              35
        Maggioranza     18
        Favorevoli           0
        Contrari             35

                       (L'Assemblea non approva)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei
  Presidente dei Gruppi parlamentari

     (La seduta, sospesa alle ore 11.14, è ripresa alle ore 12.20)

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Donegani
  è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

          PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito che l'esame del
  Bilancio  si  protrarrà fino a domani, mercoledì  28  aprile  2010,
  alle  ore  12.00.  Ora  in cui sarà comunque  approvato.  I  lavori
  dell'Aula proseguiranno nella giornata di oggi per concludersi alle
  ore 22.00 e riprenderanno domani alle ore 10.00.
   Domani  a  partire  dalle  ore 16.00 si  procederà  all'esame  del
  disegno  di legge Finanziaria. Ove la Presidenza dovesse  accertare
  domani  mattina l'esistenza ancora di numerosi emendamenti relativi
  al  disegno  di  legge  bilancio, porrà  in  votazione  gli  stessi
  emendamenti senza dare più la parola ai deputati.
   Così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
   legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
  (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
                   per l'anno 2010» (471-471 bis/A)

            PRESIDENTE. Riprende la discussione unificata dei disegni
  di  legge:  «Bilancio  di previsione della  Regione  siciliana  per
  l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-
  2012»  (470-470  bis-470  ter/A);  «Disposizioni  programmatiche  e
  correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A).

   Si  passa  all'emendamento,  posto  a  pagina  4,  TAB  B.266.  E'
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento TAB B.267. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Un istante, onorevole Mancuso.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  a  me  dispiace
  ritornare  sugli stessi argomenti. Se le chiedo un metodo  di  voto
  perché,  ogni volta,  si devono perdere venti o trenta minuti?  Gli
  uffici  devono  essere  pronti come lo  siamo  noi.  Non  riesco  a
  comprendere.  Ogni volta, per fare una votazione, è necessario  non
  so quanto tempo. Se ci sono difficoltà

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, il tempo di verificare.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  le  chiedo  di  intervenire,   non
  sull'emendamento ma sull'UPB, perché il Governo, senza entrare  nel
  merito  a  delle  spese  superflue che sono iscritte  in  bilancio,
  segnatamente   poc'anzi   ha  dato  un   parere   contrario   sulle
  pubblicazioni  che riguardano la Regione Sicilia e sono  circa  due
  miliardi delle vecchie lire.
   Sulla pubblicazione della Regione Sicilia per l'evoluzione non  so
  di  quale argomento senza alcuna motivazione, vi è stato il  parere
  contrario anche della Commissione.
   C'è un parere contrario su quattro miliardi delle vecchie lire per
  le spese del cerimoniale.
   Se  questa non è una spesa che, chiaramente, deve essere contenuta
  secondo  un  atteggiamento consono del Governo possiamo continuare,
  ma  è  chiaro  che  ci si devono assumere la responsabilità  di  un
  bilancio che, assolutamente, non ha alcun freno alla spesa.
   Non   è  un  bilancio,  così  come  hanno  dichiarato  l'onorevole
  Cracolici,  l'onorevole Lupo, l'onorevole D'Agostino,  in  tutti  i
  loro interventi, asciutto dove non c'è nulla.
   Abbiamo  votato già un emendamento in cui c'è uno sperpero  di  un
  milione  di  euro  - non si capisce su quali pubblicazioni  -,  ora
  stiamo votando un altro emendamento per le spese del cerimoniale di
  due milioni e trecentomila euro.
   Se questo è l'andamento delle cose e l'atteggiamento dello spreco,
  che  invece  è frenato, noi chiediamo il palese nominale  solo  per
  stigmatizzare  chi  sono i Parlamentari che invece  di  ridurre  la
  spesa la vogliono incentivare in capitoli che certamente, in questo
  momento,  che il Governo decide anche di attivare un mutuo  di  690
  milioni  di  euro,  secondo quale criterio lo attiva,  per  coprire
  forse queste spese e più avanti, beh, ne vedremo delle belle.
   Al  momento,  quindi, il Governo, la Commissione ed i parlamentari
  che  lo  voteranno stanno attenzionando e votando una spesa  per  6
  miliardi delle vecchie lire per cerimonia e pubblicazioni.
   Stiamo  votando questo, sicuramente indispensabili alla  vita  del
  Governo.
   Non  siamo nel periodo delle  vacche magre', siamo certamente  nel
  periodo delle  vacche grasse' , dove l'esempio che il Governo dà in
  Aula è quello di sperperare il denaro pubblico.
   E'  bene  che i siciliani comprendano l'atteggiamento di  chi,  la
  mattina  dichiara una cosa sul giornale ed invece in Aula  viene  a
  fare un'altra cosa.
   Sei miliardi delle vecchie lire per pubblicazioni e per cerimonie
   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   stamattina  l'onorevole  Mancuso  menziona   sempre   i
  giornali, come se i giornali non riescano a rappresentare la realtà
  dei fatti o non leggano le carte prima di scrivere.
   E  non tutti i giornali possono definirsi amici del Governo o  che
  comunque sostengono la nostra linea di rigore.
   Vorrei  ribadire  che  sull'emendamento  che  l'onorevole  Mancuso
  segnala,  nel 2009 il capitolo era di quattro milioni e  quest'anno
  il  capitolo  è  stato  ridotto a due milioni e  trecentomila  euro
  secondo  delle  esigenze  di spese di gestione  necessarie  per  le
  attività che la Presidenza della Regione porta avanti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, non riesco a comprendere quali  siano
  queste spese di gestione, non stiamo parlando di gestione.
   Abbiamo fino ad ora affrontato due argomenti: uno riguardava spese
  di  pubblicizzazione e pubblicità alle attività della  Regione,  un
  milione 160 mila euro, l'altro riguardava spese per il cerimoniale,
  due milioni 100 mila euro, complessivamente arriviamo in questi due
  capitoli  a 6 miliardi e mezzo delle vecchie lire per pubblicità  e
  cerimoniale; non sono spese di gestione.
   Siccome  il  Governo  quest'anno, nel  proporre  il  bilancio,  ha
  sottoposto alcune voci di gestione, alcune voci importanti, a tagli
  molto  congrui,  pesanti,  sanguinosi  per  certi  aspetti,  non  è
  compatibile  con le scelte fatte in altre direzioni il mantenimento
  di spese finalizzate alla mera propaganda e pubblicità.
   Se alla vigilia del dibattito sulla Finanziaria e sul Bilancio, il
  Governo  preannuncia a tutto il mondo che il dibattito deve  essere
  caratterizzato  da una solidarietà dell'Aula, del  Parlamento,  dei
  gruppi politici verso scelte francescane nel senso della misura, la
  razionalizzazione,  il  contenimento della spesa,  la  bonifica  di
  mille rivoli di spesa clientelare che nel passato tutti siamo stati
  bravi  a  denunciare, a vituperare e a stigmatizzare, io credo  che
  questi  due  capitoli possano essere capitoli simbolici  di  questa
  volontà  e  di quest'atteggiamento. E allora sono due capitoli  sui
  quali  abbattere  una scure che riduca le propagande  e  riduca  le
  spese inutili.
   Che possa essere, sicuramente, un segnale importante.
   Per  altro,  si tratta di un centro di spesa in capo  a  una  sola
  persona  e  a una sola istituzione. E a me sembra che due  capitoli
  che  soltanto  in  queste due voci assegnino alla Presidenza  della
  Regione,  per cerimoniale e pubblicità delle proprie attività,  sei
  miliardi e cinquecento milioni delle vecchie lire, cioè tre milioni
  e   duecentocinquanta   mila   euro,  mi   sembra   un'esagerazione
  sconclusionata e scriteriata, con il significato complessivo che si
  è voluto attribuire alla manovra di bilancio e finanziaria.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento B 267 con  il  parere
  contrario del Governo e della Commissione.

   MANCUSO. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.

   (Il  Presidente procede alla verifica dei richiedenti.  Aderiscono
  gli onorevoli Bosco, Campagna,   Corona,  Leontini, Limoli, Ragusa,
  Torregrossa e Vinciullo)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento B267

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento B267. Spiego il significato del voto. Chi vota  sì
  preme il pulsante verde. Chi vota no, preme il pulsante rosso.  Chi
  si astiene preme il pulsante bianco.
   Lo  pongo in votazione con il parere contrario del Governo e della
  Commissione. Dichiaro aperta la votazione.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Proclamo l'esito della votazione:

        Presenti             58
        Votanti              48
        Maggioranza     25
        Favorevoli           4
        Contrari             44

                           (Non è approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti B 269 e B270  che  sono  di  identico
  contenuto.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  richiamare  l'attenzione  su  questo  emendamento,  il  quale  come
  indicazione  così  reca:  Speciali indennità  di  presenza  per  il
  personale degli uffici della Presidenza della Regione .
   Io  credo  che in un momento in cui stiamo affrontando un bilancio
  che, come ci viene detto da più giorni, è un bilancio di lacrime  e
  sangue,  un  bilancio  nel quale stiamo tagliando  il  buono  socio
  sanitario, un bilancio nel quale stiamo prevedendo tagli gravissimi
  nei  confronti  della  pubblica  istruzione  (stiamo  azzerando  il
  capitolo che riguarda il funzionamento delle scuole di ogni  ordine
  e  grado), credo che sia scandaloso aumentare di 230 mila  euro  un
  capitolo che riguarda gli uffici della Presidenza della Regione.
   La  valutazione che ho fatto - e che evidentemente hanno condiviso
  anche altri colleghi che hanno presentato l'emendamento che precede
  questo - è quella di mantenere l'importo previsto l'anno scorso  di
  un  milione  e ottocento ventimila euro, a fronte dell'aumento  che
  viene apportato oggi per arrivare a due mila e cinquanta euro.
   Ricordo  bene,  signor  Presidente,  le  parole  che  sono   state
  proferite  durante  le  riunioni delle commissioni  di  merito.  In
  questo  senso faccio riferimento alla IV Commissione,  dalla  quale
  sono  stata  incaricata  di  essere presente  per  suo  conto  alle
  riunioni  della  commissione Bilancio per l'esame  del  disegno  di
  legge  sulla  finanziaria.  Ricordo bene le  parole  dell'Assessore
  quando ci sottopose la manovra correttiva. La nota di variazione  a
  cui  fa  riferimento il precedente stanziamento diceva  appunto  di
  decurtare  230  mila euro da questo capitolo poiché -  come  veniva
  riferito  - bisogna spalmare un taglio su tutte le voci di capitolo
  poiché  le  condizioni drammatiche nelle quali versava il  bilancio
  della  Regione  richiedevano dei sacrifici che  venivano  equamente
  distribuiti su tutti i capitoli.
   Io  mi chiedo se questa equità è valsa anche nel momento in cui il
  buono  socio  sanitario per il valore di sette milioni  di  euro  è
  stato tranciato, abolito, annullato.
   E  come  si  può  invece aumentare un capitolo  come  questo,  che
  appunto riguarda una dotazione già cospicua? Stiamo parlando di  un
  milione ottocento ventimila euro
   A questo proposito chiedo al Governo che faccia esso stesso questi
  sacrifici  che vorrebbe far sopportare ai cittadini siciliani.  Che
  cominci  con  il dare l'esempio decurtando di duecento trenta  mila
  euro  questo  capitolo   Che dimostri con i  fatti  come  si  vuole
  aiutare la Sicilia, non soltanto con gli slogan

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario

   PRESIDENTE. Metto congiuntamente in votazione gli emendamenti TAb.
  B269 e Tab. B270 di identico contenuto.

   LEONTINI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

        (Il  Presidente  verifica  i  richiedenti.  Aderiscono  gli
      onorevoli   Bosco,   Campagna,    Cordaro,   Corona,    Dina,
      Torregrossa e Vinciullo)

        Votazione per scrutinio nominale degli emendamenti Tab.
                          B.269 e Tab. B.270

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  nominale  degli
  emendamenti  Tab.  B.269 e Tab. B.270. Spiego  il  significato  del
  voto.  Chi  vota  sì,  preme pulsante verde;  chi  vota  no,  preme
  pulsante rosso; chi si astiene, preme pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti                      48
   Votanti                       41
   Favorevoli                    1
   Contrari                      40

                         (Non sono approvati)

    Si passa  all'emendamenti  TAB.109.
   Lo metto in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo ai voti. Chi è contrario  si  alzi.  Chi  è
  favorevole resti seduto;

                           (Non è approvato)

   CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Non le posso dare la parola perché la richiesta   deve
  essere fatta prima che siano espressi i pareri.

                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MANCUSO. Presidente, poco fa lei ha creato un precedente che  vale
  per  tutto  il Parlamento. Qua c'è un modo solo per andare  avanti.
  Lei ha permesso a due colleghi parlamentari del Partito democratico
  di  fare dichiarazioni di voto dopo che il Governo e la Commissione
  hanno espresso il parere su un emendamento.
   Non  può  tornare indietro su quello che ha fatto mezzora  fa.  Se
  vuole  verificare quello che dico, prenda il resoconto parlamentare
  e vedrà che ciò che le ho detto è successo.
   Se  qualcuno le chiede di fare una dichiarazione di voto dopo  che
  il  Governo e la Commissione hanno espresso il parere, lei non  può
  tornare indietro. Ormai questa è la prassi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, posto che ci può essere  anche  un
  errore  da  parte della Presidenza, ma non è stato così. In  questo
  caso  avevo  pure  dichiarato  aperta la  votazione.  Sul  prossimo
  emendamento potrà intervenire.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende l'esame del disegno di legge numeri 470-470 bis- 470
                                 ter/A

   PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti  TAB.  B110 e TAB. B.111  di
  identico contenuto.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, per sua informazione le  dico  che
  sono di  uguale contenuto. Quindi, li valuteremo insieme.

   CARONIA. Signor Presidente, la ringrazio. Mi dispiace che non  c'è
  stata  l'opportunità di poter parlare del precedente, pur  tuttavia
  questo  emendamento non si discosta, nella ratio, più di  tanto  da
  quello  che lo precedeva, in quanto da questo emendamento si evince
  come  per  Utenze e servizi ausiliari  viene predisposto un aumento
  pari a 3 migliaia di euro.
     Allora  mi  chiedo:  visto  e  considerato  che  nell'anno  2009
  l'importo  che  era  stato destinato era  di  803  mila  euro,  una
  decurtazione di 300 mila euro per poi ritornare a  636,  se  questa
  tecnica   dello   spezzettare,  dello  spalmare,  assessorato   per
  assessorato gli incrementi che vogliono essere dati per ampliare la
  platea  dei soggetti che poi, di fatto, si occupano della  pulizia,
  cioè  gli  ausiliari, se diventa questa una prerogativa di  ciascun
  assessore,   vorrei  capire  qual  è  il  metodo  ed  il   criterio
  utilizzato.

   (Per il brusio davanti il banco del Governo, l'onorevole Caronia
                            si interrompe)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non vi affollate  al  banco  del
  Governo,  perché  impedite  al  deputato  e  al  Governo  di  avere
  cognizione di ciò di cui si sta discutendo.
    Continui onorevole Caronia.

   CARONIA. Grazie, Presidente. Dicendo che vorrei capire qual  è  la
  ratio  e  qual  è  la motivazione per la quale un assessorato  come
  questo,  che  è  quello  della Presidenza,  prevede  che  si  possa
  aumentare del 50 per cento l'importo che riguardava la voce  Utenze
  e  servizi ausiliari . Altri assessorati aumentano l'80, chi il  70
  senza nessun tipo di criterio e senza nessun controllo.
   Allora  mi  chiedo. Se alle famose società che si  occupano  della
  sanificazione, faccio l'esempio di Multiservizi, così come  vedremo
  nel  seguito anche Biosfera, è stato inizialmente imposto un taglio
  così  come  a tutte le altre, com'è possibile che con  la  nota  di
  variazione solo ad alcune questo taglio non viene più fatto  mentre
  ad  altre  resta?  E faccio riferimento ai teatri.  Ad  esempio,  i
  teatri  sono  stati  decurtati  di  somme  importanti,  mentre   la
  Multiserivizi e la Biosfera sono state rimpinguate esattamente come
  l'anno scorso.
   Vorrei  capire, allora, chi è il buono e chi è il cattivo. Qual  è
  la  ragione, qual è la motivazione, qual è il criterio per il quale
  alcuni  vanno  penalizzati  ed altri no.  Lavoratori  sono  in  una
  società e lavoratori sono nell'altra.
   Desidererei che il Governo rispetto a questo potesse dare  qualche
  indicazione più precisa, perché credo che proprio su queste  somme,
  anche  se potrebbero sembrare banali, 200, 300, 400, 50, si sommano
  tante  risorse  che possano servire, ripeto, per attività  ben  più
  importanti  che  riguardano il benessere di tutti i  cittadini,  il
  benessere dei siciliani e che possano effettivamente convergere  in
  una   politica   che  affronti  i  problemi.  E  non   configurarsi
  semplicemente come uno stillicidio. Questo navigare a vista non  fa
  bene a nessuno, sicuramente non alla Sicilia.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  dovremo
  fare,  rispetto a quello che ha affermato l'onorevole  Caronia,  un
  ragionamento molto più complessivo, molto più articolato. Che parte
  da  un  programma che ha preannunciato il Governo.  Che  è  quello,
  anche  esplicitato  ieri,  che era quello  della  razionalizzazione
  delle  partecipate  per  poi arrivare  a  quello  che  oggi  stiamo
  discutendo   (utenze,  servizi,  servizi  ausiliari,   servizi   di
  pulizia). Ci accorgeremmo come, in questo bilancio, purtroppo,  mio
  malgrado,  troviamo che soprattutto alcuni servizi di  pulizia  non
  soltanto  vengono razionalizzati, non soltanto non vengono ridotti,
  ma   vengono  addirittura  aumentati  fino  al  punto   di   essere
  raddoppiati.  E  mi riferisco anche alla Multiservizi,  un  ente  o
  realtà    elefantiaca   che   in   Sicilia,   purtroppo,   registra
  costantemente  disavanzi e in merito alla quale come  soluzione  il
  Governo  non  trova  altro che procedere ad  un  rimpinguamento  di
  fondi.
     E, allora, se andiamo a vedere, capitolo per capitolo, per unità
  operativa,  ci  accorgeremmo  come  stiamo  aumentando   nei   vari
  assessorati  gli  incrementi, gli incentivi, le  risorse  a  questa
  società.  Salvo poi, dall'altro lato, ad aumentare ulteriormente  i
  fondi per servizi, per utenze, come capita nella Presidenza. E,  se
  andiamo  a  vedere, possiamo calcolare che si arriva a  circa  otto
  milioni  di  euro,  sette milioni ottocentomila  euro  in  più  per
  aumenti  dei  servizi  ausiliari  che  la  Regione  deve  sostenere
  nell'anno 2010.
   E,  allora,  delle due l'una: o la razionalizzazione che  è  stata
  invocata  e  che è stata proclamata in quest'Aula non sta  trovando
  sede,  oppure  abbiamo letto male noi le carte,  assessore  Cimino.
  Delle due l'una  Lo vorremmo capire. E, allora, se qua c'è stato un
  lavoro  proficuo  di  alcuni parlamentari per  cercare  di  trovare
  insieme  una strategia comune che possa razionalizzare le  spese  e
  possa mettere in rete quelle energie, quelle risorse economiche per
  quei  settori  in più che necessitano - ad esempio, in  Commissione
  Bilancio,  ci  siamo visti escludere un emendamento  presentato  al
  Governo  che  era  un sostegno alla povertà: sei milioni  ottocento
  mila  euro alla povertà perché non avevamo fondi e perché  non  era
  chiaro  il criterio  - e poi, invece,riusciamo a dare sette milioni
  e ottocento mila euro per servizi vari.
     Ci  vuole,  allora,  un po' di buon senso.  Infatti,  andando  a
  rivedere  nei  vari capitoli e nei vari assessorati ci accorgeremmo
  come  puntualmente alla Multiservizi diamo ulteriori somme per fare
  la  stessa  cosa.  Qua c'è l'assessore Leanza  che  in  Commissione
  Sanità, signor Presidente, dinanzi ad una mia opposizione di  forma
  sull'incremento del capitolo della Multiservizi disse:  non ci sono
  problemi,  lo ritiriamo . E lo ritirò. Ma l'assessore  Leanza,  che
  non  è  nuovo a questo Parlamento, sapeva che poi avrebbe fatto  la
  furbata. E, così, la fece la furbata, riferendo quell'emendamento e
  quell'aumento di spesa nella variazione del bilancio  E così  nella
  sanità  e  nelle  politiche  sociali ci ritroviamo  un  emendamento
  ritirato  dall'assessore  Leanza  in  Commissione  Sanità,  ce   lo
  ritroviamo   poi   nel   Bilancio  quando  andiamo   a   consegnare
  all'attenzione  dell'Aula. Questo non  è  permesso.  Questo  non  è
  possibile e per questo motivo noi lo censuriamo chiaramente. Questa
  non è una correttezza d'Aula.
   Signor  Presidente, dobbiamo capire se questi lavori  li  dobbiamo
  fare  andare  avanti.  E  li  dobbiamo  fare  andare  avanti,  caro
  Presidente  Savona   Lei  sa che io sono perché  si  faccia  andare
  avanti  l'Aula,  io  sono  un assertore perché  il  bilancio  e  la
  Finanziaria  li   dobbiamo approvare, però dobbiamo anche  renderci
  conto che non possiamo fare né giochetti né furbate né sotterfugi.
   Fermiamoci  un attimo. Se l'onorevole Caronia dice che c'è  questo
  emendamento io le credo, apprezziamolo un attimo e diamo  anche  un
  attimo di strategia di riduzione, di razionalizzazione delle spese.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.   Signor   Presidente,  credo  che  stiamo   avviando   la
  discussione su questo bilancio partendo un pochino male, nel  senso
  che  mi  rendo  conto che questi capitoli riguardano la  Presidenza
  della Regione, ma questo non ci deve portare a incrementare voci di
  spesa  e  a  non  procedere  a una decurtazione,  così  come  viene
  proposta da parte del Governo, in altre direzioni.
   Perché qui dobbiamo ribadire  ancora una volta la necessità che la
  nostra  spesa  deve  essere finalizzata, oltre che  razionalizzata.
  Deve essere  finalizzata verso gli interessi di tutti i siciliani e
  non certamente non si può portare avanti un metodo che è quello  di
  stabilire  un  principio, il cosiddetto usum delfini, non  possiamo
  pensare  di realizzare privilegi  per alcuni e ad altri si  vengono
  negati  i  diritti.  Questo mi sembra di  capire  in  questi  primi
  capitoli che noi stiamo cercando di approvare.
   I  parlamentari  responsabilmente hanno presentato  una  serie  di
  emendamenti  in direzione della razionalizzazione, della  riduzione
  della  spesa e della sua finalizzazione, del miglior utilizzo della
  spesa  nell'interesse di tutti i siciliani per consentire a  questa
  Regione di fare - attraverso questo bilancio - un qualcosa  in  più
  rispetto  al passato. Cioè, recuperiamo da un lato somme necessarie
  per   renderli  produttive,  per  creare  occupazione,  per  creare
  sviluppo.
   Da  quello  che  vedo, siamo partiti veramente  male,  Presidente
  Seppure,  per esempio, sappiamo benissimo  che il Presidente  della
  Regione  è  uno che sta nei suoi uffici tantissimo, che lavora  con
  grande  impegno per risolvere, tentare di risolvere i  problemi  di
  questa  regione  siciliana, sappiamo anche che fa le  ore  piccole,
  ritengo  che  incrementare un capitolo per pagare le  indennità  di
  presenza   del  personale  significa  forse  anche  costringere   o
  schiavizzare  il  personale della Regione che va  oltre  i  normali
  orari previsti dai contratti di lavoro.
   Dobbiamo  evitare ciò. Noi possiamo stare nel Palazzo per  cercare
  di  lavorare da parlamentari e da governo perché siamo  pagati  per
  questo,  ma  non  certamente  possiamo  pretendere  che  tutto   il
  personale ci segua nei nostri orari e che possa portare avanti  con
  disinvoltura,  anche  superando problemi e  logiche  familiari  che
  certamente non consentono a tutti  di fare le ore piccole, anche se
  vengono retribuiti.
   Allora, è meglio creare  dei turni senza  che si proceda a  pagare
  costi  eccessivi  per  la  nostra Regione e  si  incrementi  questo
  capitolo.
   Io  credo  che spendere soldi per il marketing di questa  Regione,
  per  pubblicizzare iniziative, per sostenere convegni e seminari  è
  un  fatto  certamente importante, però vanno spesi nella  direzione
  giusta.  Cioè  queste somme debbono essere utilizzate per  ottenere
  dei  ritorni  in  termini scientifici e di  promozione  del  nostro
  territorio.
   Da  quello  che vedo rispetto all'anno scorso, questa  miriade  di
  somme  che  sono state utilizzate in questa direzione  sono  state,
  penso,  utilizzate in malo modo. Forse abbiamo soddisfatto  qualche
  aspettativa  di  qualche  amico. Abbiamo  dato  un  contributo  per
  portare avanti una iniziativa che può essere più o meno nobile,  ma
  alla fine per la nostra regione non ha prodotto assolutamente nulla
  né  in  termini di incremento di flussi turistici né in termini  di
  promozione della nostra Regione e del nostro territorio.
   Allora,  Presidente,  andando avanti di questo passo  noi  abbiamo
  perso  tempo  nel  procedere a lavorare  nell'interesse  di  questa
  Regione tentando di decurtare somme che non riteniamo utili per  lo
  sviluppo della nostra Regione.
   Il  Governo  non  può continuare a mantenere le proprie  posizioni
  senza  ascoltare nessuno. Io non vedo perchè i parlamentari  -  che
  hanno  fatto un lavoro egregio ed importante per portare avanti  in
  questa  direzione  quelle  che possono essere  le  scelte  che  noi
  possiamo condividere, di razionalizzare la spesa - adesso non  sono
  messi  nelle condizioni in quest'Aula di essere ascoltati e  quanto
  meno  di  avere una risposta positiva da parte del Governo e  della
  Commissione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  chiedendo
  al  Governo che fa  orecchie da mercante, quanto meno, di spiegarci
  qual  è  la  differenza tra la somma presentata a novembre  con  il
  bilancio,  con  il disegno di legge 470 e cosa è successo  nei  due
  mesi successivi. Questa spesa è aumentata di trecentomila euro.
   E'  una  cosa normale che l'Assemblea e i parlamentari  conoscano,
  sappiano.  Non  stiamo dicendo di ridurre la  somma  e  mettere  in
  difficoltà  l'azione di amministrazione ordinaria. Vorremmo  sapere
  come  -  per esempio, con questo emendamento, così quanto  meno  ne
  chiuderemmo molti altri se il Governo volesse quanto meno  spiegare
  ai  parlamentari - ci sono tutte quante queste differenze che,  con
  le  note  di variazione, una serie di apporti economici  forse  non
  incongruenti,  ma non si riesce a capire. In questo caso  specifico
   .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non intervenite  ai  banchi  del
  Governo  mentre  parlano i deputati. Così impedite  al  Governo  di
  ascoltare ciò che i deputati dicono e all'oratore di fare ascoltare
  al   Governo   ciò  che  intende  proporre.  Onorevole  D'Agostino,
  onorevole De Benedictis. Prego, onorevole Mancuso.

   MANCUSO.  Quindi,  volevo  comprendere  perché  questa   somma   è
  aumentata  nel  giro  di due mesi del cento per  cento,  perché  la
  previsione  era  di trecentotrentaseimila euro, la previsione  dopo
  due mesi diventa di seicentotrentaseimila euro.
   Si  può comprendere nei due mesi   Ma è meglio che non intervengo.
  Non intervengo più.

   PANARELLO. Meglio, meglio

   PRESIDENTE. Non ascolti l'onorevole Panarello, onorevole Mancuso.

   MANCUSO. Non perdete nulla, capisco.

   PRESIDENTE. E' una sua opinione personale.

   MANCUSO. Si figuri se io posso controvertere quelle che sono, come
  possiamo  chiamarle, le dinamiche del Governo.  Ormai  sta  andando
  alla  deriva  trasportata, non so se da naufraghi o  da  chi  vuole
  salvare  qualcosa. Quindi, i nostri interventi non servono  più  di
  tanto.  Solo  nel  bilancio.   Sono  interventi  per  risanare  una
  situazione per come ha richiesto il Governo. Per come ha  richiesto
  il  Governo.  Ma il Governo non è attento, sta parlando sicuramente
  con gli uffici. Non è il problema di questo capitolo.
   Per  accelerare quella che è la nostra attività e quindi  chiudere
  una  partita  su tutte le variazioni che sono state  apportate  con
  l'aumento  del  cento  per  cento  dell'UPB,  e  del  capitolo   in
  particolare,  se ci spiega le ragioni bene. E' impossibile  che  un
  bilancio venga variato del cento per cento della somma prevista.
   Ciò non vale solo per questo capitolo, ma per tutti i capitoli per
  i quali è stata fatta questa attività. Addirittura ci sono capitoli
  dove  l'aumento  è anche del trecento per cento o del  quattrocento
  per cento.
   Un'attività  che  poi  non si riesce a comprendere  anche  perché,
  signor  Presidente, noi abbiamo avuto l'opportunità di valutare  in
  Commissione il disegno di legge n. 470, suggerendo anche tutta  una
  serie di correttivi, ma non abbiamo avuto l'opportunità di valutare
  il  disegno  di  legge n. 470/bis, cioè le note di  variazione,  in
  quanto il testo è arrivato con molto ritardo.
   Rispetto  a  questo, spero il che il Governo faccia un  intervento
  compiuto  su quelle che sono le somme in variazione che  ha  voluto
  apportare al disegno di legge n. 470.

   PRESIDENTE.  Pongo  congiuntamente in  votazione  gli  emendamenti
  TAB.B.110 e TAB.B.111. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere del
  Governo  è  contrario perché trattasi di spese per le  utenze  e  i
  servizi  ausiliari,  e negli interventi finanziaria  bisogna  tener
  conto delle previsione fatte nel 2009; di fatto, il Governo ha  già
  ridotto la previsione per il 2010 del venti per cento, dato che  su
  803  milioni di euro previsti nel 2009, la previsione attuale è  di
  636  milioni di euro. Sebbene si apprezza l'intervento di chi vuole
  ridurre  maggiormente, vi sono delle iniziative che  possono  anche
  rappresentare  un  consolidato rispetto ad un'attività  che  è  poi
  connessa ai servizi ausiliari della Presidenza della Regione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento TAB.B.108. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, le ricordo che stiamo trattando  la
  stessa U.P.B. sulla quale è già intervenuta.

   CARONIA. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.108.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento TAB.B.271. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento TAB.B.115.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo sapere
  di  cosa  si  occupa questa Società internazionale per la  medicina
  umanitaria,  l'International Association for Humanitarian  Medicine
  (IAKM) Broke Chisholm, tenuto conto che prevediamo uno stanziamento
  pari  a  192  mila  euro.  Nell'ottica di  una  riduzione,  abbiamo
  ritenuto   doveroso  presentare  questo  emendamento  che   prevede
  l'azzeramento di questo contributo.
   PRESIDENTE.  Non  avendo nessun altro chiesto di  intervenire,  lo
  pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti Tab.B.114 e Tab.B.113 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento Tab.B.112.
   Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento  Tab
  B.112.1.

   CIMINO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.112, del Governo. Il parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire per una precisazione sull'andamento dei lavori.
   L'emendamento  TAB.B.115  è  stato  già  posto  in  votazione   ed
  approvato dall'Aula, così come anche l'emendamento TAB.B.112.

   ODDO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    rispetto
  all'intervento dell'onorevole Mancuso, non mi sono accorto  di  una
  cosa  che  abbiamo  fatto, e che assolutamente  inaccettabile:  noi
  abbiamo    tolto    qualsiasi   contributo    ad    un'Associazione
  internazionale umanitaria, che si occupa di interventi  a  sostegno
  dei  bambini  disabili. Credo che la furia emendativa debba  essere
  tenuta a bada
   Siete  bravissimi, da questo punto di vista, perché  confesso  che
  non  mi  sono  accorto  che  stavamo togliendo  la  possibilità,  a
  quell'Associazione,  di  continuare un lavoro  attento  e  di  alto
  profilo  umanitario,  qualcosa a cui  nel  passato  abbiamo  tenuto
  tutti, compresi gli ex governanti di questa Regione.
   Continuiamo  così, signor Presidente, e sarà una bella  pagina  di
  storia  che scriveremo, per quanto concerne il bilancio  di  questa
  Regione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prima  abbiamo
  avuto  le lezioni sul Regolamento dell'onorevole Cracolici, ora  le
  lezioni  di moralità dell'onorevole Oddo: vediamo ancora quante  ne
  dobbiamo vedere
   Considerato   che   l'onorevole   Oddo   ha   votato   anche   lui
  l'emendamento,  ed  ora si vuole tirare fuori, forse  conosce  bene
  come  vengono  spesi questi soldi. Ma può anche  dirlo  a  tutti  i
  parlamentari, piuttosto che fare un intervento a posteriori,  senza
  dare  la  possibilità a questo Parlamento di capire, perché lezioni
  di moralità non ne prendiamo assolutamente da nessuno.
   Questo  Parlamento è pronto a tornare indietro e,  se  l'onorevole
  Oddo  le  conosce, ci venga a spiegare bene le attività che vengono
  svolte da questa società, dato che il Governo non ha detto nulla ed
  ha dato anche il proprio parere favorevole all'emendamento.
   Ripeto,  noi  siamo pronti a tornare indietro,  scrivendo  nome  e
  cognome   di  tutti  quelli  che  ritengono  di  difendere  diversi
  privilegi,  quindi l'onorevole Oddo ci venga a dire quali  sono  le
  operazioni umanitarie svolte da questa associazione internazionale,
  ma non faccia lezioni di moralità dopo che abbiamo votato.
   Considerato che il vostro ruolo dell'opposizione è finito,  perché
  adesso è quello di incrementare la spesa, fortunatamente un freno a
  questa  attività  dissennata lo cominciamo a  mettere  noi;  perché
  l'unico   obiettivo  che  prima  era  coperto  da  un'attività   di
  opposizione, ora invece diventa palese da un'attività di Governo.
   Il  Governo neppure la conosce quest'Associazione. E mi chiedo  se
  non la conosce il Governo, come mai la conosce l'onorevole Oddo. Ce
  lo spieghi e noi torniamo indietro.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei cercare  di
  dare  un contributo ai lavori d'Aula, perché se noi andiamo  avanti
  di  questo  passo,  emendamento per  emendamento,  senza  fare  una
  cernita  di  quelli  che possono essere apprezzati  favorevolmente,
  difficilmente   riusciremo   ad  andare   avanti   speditamente   e
  proficuamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, in merito si  è  già  espressa  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Si passa all'emendamento TAB.B.116, dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero rivolgere
  l'attenzione del Governo su quest'emendamento soprattutto per avere
  un  chiarimento, perchè non conosco questo CINSEDO, che ha  sede  a
  Roma,  che  vede  la partecipazione della Regione  con  una  quota,
  maggiorata  rispetto all'anno scorso di 44 mila  euro.  Considerato
  che già si parla di una cifra di una certa rilevanza, cioè 215 mila
  euro  -  poc'anzi sentivo dire che è una cifra irrisoria -, ma  per
  chi  guadagna  500 euro al mese ed ha il problema di arrivare  alla
  terza settimana, 44 mila euro costituiscono anni e anni di lavoro.
   Io  me  lo  pongo questo problema, e lo pongo anche al Governo.  E
  relativamente a questo, quella manovra correttiva, che aveva  visto
  la  decurtazione di 44 mila euro su questo capitolo,  oggi  non  la
  vede più, anzi vede il ripristino dell'intero importo.
   Tenuto  conto  che  si  tratta  di un  contributo  per  un  Centro
  interregionale  di  studi, e sullo studio  siamo  tutti  d'accordo,
  credo  che  in questo momento le emergenze della Sicilia  siano  di
  altra  natura e quindi ritengo che sarebbe più opportuno utilizzare
  anche  queste  risorse per andare a costruire un piccolo  tesoretto
  che possa servire magari per le scuole che - ribadisco - rimarranno
  senza  la  possibilità  di  fare  l'attività  ordinaria,  assessore
  Centorrino.  Ricordo  bene l'emendamento  che  Lei  ha  presentato,
  quindi invito il Governo a soprassedere su quest'importo.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, mi spiace che l'onorevole Caronia non conosca il CINSEDO,
  che  ha sede in via Parigi a Roma, ed ha per soci le Regioni  e  le
  province  autonome di Trento e Bolzano, praticamente la  Conferenza
  dei   Presidenti  di  Regione.  La  cifra  stanziata  è  una  quota
  associativa  indispensabile  e obbligatoria  per  far  parte  della
  Conferenza dei Presidenti di regione, che è poi necessaria  per  le
  trattative con il Governo del Paese, creata con la Conferenza degli
  assessori regionali e con la Conferenza dei Presidenti di  regione,
  che poi interloquiscono con il Ministero degli Affari regionali.
   Pertanto, il parere del Governo sull'emendamento è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  TAB.B.116.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento TAB.B.117. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  tanto  ci  sarà
  l'intervento  successivo, tardivo, perché sicuramente  qualcuno  vi
  informerà delle cose di cui parliamo, anche se sarebbe bene  essere
  informati tutti contemporaneamente, così eviteremmo la tensione.
   Onorevole  Assessore Cimino, al capitolo 104538 della  U.P.B.  che
  stiamo  trattando, la previsione di spesa è di  600  mila  euro,  e
  siccome  il capitolo si occupa di convenzioni per studi e ricerche,
  sarebbe  opportuno  che  il  Governo fornisse  dei  chiarimenti  in
  merito.
   Sia due anni fa che l'anno scorso gli stanziamenti per gli studi e
  le   ricerche  attivati  dalla  Presidenza  non  hanno   riguardato
  minimamente  queste somme, anzi l'anno scorso mi  pare  che  questo
  capitolo non sia stato proprio utilizzato.
   Qualora   Lei  dovesse  avere  notizie  più  specifiche,   sarebbe
  opportuno  che le rendesse all'Aula, altrimenti questo  capitolo  è
  mero spreco, non essendo neppure stato utilizzato dalla Presidenza,
  tenuto  conto  che  negli  assessorati ci sono  anche  dei  tecnici
  preposti.

   CIMINO, assessore per l'economia. Ribadisco il parere contrario
  del Governo sull'emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che  il
  Governo ribadisca il suo parere negativo, ma in un momento  in  cui
  c'è   una  riduzione,  se  un  capitolo  raddoppia  rispetto   alla
  previsione dell'anno prima, vorremmo capire che succede, altrimenti
  rischiamo di confonderci.
   Il  bilancio ha avuto un generalizzato taglio, poi alcuni capitoli
  con  la nota di variazione sono stati corretti perché ci sono spese
  obbligatorie rispetto ad impegni fatti l'anno prima però, nel  caso
  specifico,  essendo un capitolo non connesso ad attività  in  senso
  stretto  a spese di funzionamento o gestionali, vorremmo sapere  di
  che cosa parliamo.
   Altrimenti   presentiamo   un   sub  emendamento   all'emendamento
  dell'onorevole  Leontini  che  limiti la  previsione  all'impegnato
  dell'anno scorso.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, vorrei precisare che ci sono delle convenzioni  che  sono
  state  già attivate. Queste iniziative sono importanti, soprattutto
  per  alcune  tematiche che riguardano la questione del  federalismo
  fiscale, molto attuale nella nostra giurisprudenza.
   Se  si  ritiene  di  dover ridurre parzialmente questa  cifra,  il
  Governo   si   rimette  all'Aula,  tenendo   conto   però   che   è
  indispensabile   in   questo  momento   il   coinvolgimento   delle
  Università,  con  queste  iniziative  che  poi  sono,   di   fatto,
  importanti  per  il  lavoro che si viene  a  svolgere  nelle  nuove
  iniziative legislative.
   Potremmo predisporre un sub emendamento che porti la cifra  a  400
  mila euro.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Cracolici   il  seguente  subemendamento  TAB.B.117.1,  sostitutivo
  dell'emendamento TAB.B.117:
   «Sostituire la parola  1  con le parole  400 ».

    Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento Tab B.117, come modificato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento Tab B.118, degli  onorevoli
  Leontini ed altri.  Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore  per l'economia. Voglio soltanto  dire  che  su
  questo  capitolo  grava la cabina di regia e  che  già  sono  state
  impegnate  queste risorse, quindi, attualmente,  non  vi  è  questa
  dotazione  finanziaria  perché  già  sono  state  trasferite  nelle
  competenze  dei  vari assessorati che fanno parte della  cabina  di
  regia della promozione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, l'onesta intellettuale del Governo  è
  da  apprezzare, perché il Governo cosa ha fatto? Ad  una  votazione
  d'Aula  che  bocciava  la cabina di regia e ad  un  intervento  del
  Presidente   dell'Assemblea   (della  scorsa   finanziaria   stiamo
  parlando) che stralciava il ritorno della cabina di regia su questa
  finanziaria,  il  Governo ha sopperito, per via  amministrativa,  a
  fare la cabina di regia. E ora con grande semplicità il Governo  ci
  dice:  la  cabina  di regia ha speso i soldi. Ma  quale  cabina  di
  regia? Ma se il Parlamento ha detto no alla cabina di regia per due
  volte   Ma che significa  Quando il Parlamento dice no alla  cabina
  di  regia  poi  in via amministrativa non solo si fa la  cabina  di
  regia  e  si  spendono  pure  i  soldi?  Ma  questo  che  modo   di
  amministrare è?
   E  il Governo con onestà intellettuale ci dice: guardate la cabina
  di regia che voi non avete voluto, noi l'abbiamo fatta lo stesso  e
  abbiamo  speso  i  soldi   E che modo è questo   Qui  c'è  presente
  l'Assessore per il turismo, gli chieda quanto ha speso nella cabina
  di regia. Neanche una lira, ancora sta gridando l'assessore Strano
  Io abito nelle vicinanze a circa 40 Km da casa sua, sento che grida
  la  mattina  alle 5. Non riesce ad avere una lira per la promozione
  turistica  della  Sicilia, perché la cabina di  regia  ha  speso  i
  soldi.  Una  cabina  che non esiste, che questo Parlamento  non  ha
  voluto. E loro l'hanno fatta ugualmente, presieduta non so da  chi,
  mi  sembra  da un assessore, con poteri che nessuno gli ha  dato  e
  hanno proseguito a fare sperpero di denaro, ancora una volta
   Chi  ha speso il denaro, quindi, si assume le responsabilità.  Gli
  lasciamo  per quello che ha speso 4 milioni di euro e gli  altri  4
  milioni, per favore, che li si possa assegnare all'Assessorato  del
  turismo,  assessore per l'economia, che ne abbiamo bisogno  per  la
  promozione di quest'isola, perché nel 2009 non abbiamo fatto  nulla
  e  quello che si poteva fare con questi fondi non si può fare con i
  due bandi che l'assessore ha fatto in queste ore.
     Al di là, quindi, di quello che è stato e di quello che oggi  si
  vuole  sanare,  cabina di regia, assessore Cimino,  non  esiste,  è
  un'invenzione  perché  quest'Assemblea  la  cabina  di  regia  l'ha
  bocciata.
   Il Presidente di quest'Assemblea ha stralciato l'ulteriore volontà
  del  Governo di mettere una cabina di regia. Spiegateci  com'è  che
  fate  a  superare la legge, com'è che fate a superare tutto  quello
  che  questo  Parlamento non vuole e vedrete in questo bilancio  che
  non  è la prima volta alle norme cui questo Parlamento ha detto  di
  no. Il Governo si è comportato in maniera difforme nel senso che ha
  agito  per via amministrativa e nella finanziaria, vedremo  invece,
  parlo  del  fondo  Jeremy,  parlo dei fondi  Fas  che,  invece,  ci
  chiederà  a  noi, al contrario, di dare le direttive.  Ha  agito  -
  ripeto - per via amministrativa sul fondo Jeremy e sui fondi Fas e,
  ora,  non  so  per  quale motivo, c'è una norma  che  vuole  essere
  autorizzata.  Vedremo   Intanto la cabina di  regia  non  esiste  e
  l'emendamento,  ritengo,  che  il Parlamento  per  giustizia  debba
  approvarlo  perché  hanno  agito  su  questi  fondi  soggetti  che,
  certamente, non erano legittimati a farlo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  alla  presenza dell'amico, onorevole Strano, in Aula, perché  vede,
  Assessore,  lei  troverà  più  avanti  qualcosa  che  il   Governo,
  purtroppo,  capisco che bisogna tagliare e siccome conosco  la  sua
  sensibilità  su  un tema che riguarda  Taormina Arte   parliamo  di
  Taormina  dove  lei  è legato da affetti, ma  anche  da  un  giusto
  riconoscimento per questa iniziativa.
     Ebbene,  più avanti, visto che questi 8 milioni di euro,  forse,
  sono   esagerati   per  quella  iniziativa  o,  quanto   meno,   se
  effettivamente  questi fondi, non potendo  Taormina  Arte   trovare
  risorse,  quale  migliore  occasione  (e  ho  presentato  a  questo
  proposito un emendamento che incrementa il capitolo  Taormina Arte
  di  3 milioni e duecento mila euro) visto che questo fondo oggi nel
  bilancio  ha  un appostamento di 1 milione e novecento  mila  euro,
  alla  luce  di  ciò  il mio emendamento mira alla dimunzione  della
  stessa  cifra  per  far sì che venga assegnata alla  manifestazione
  STaormina Arte .
   Credo  che  il  Governo non possa che essere più che d'accordo  ed
  essere  contento  che qualcuno si sia occupato di  questo  problema
  perché,  obiettivamente,  credo che un'attenzione  su  questo,  lei
  proprio,  onorevole  Strano, che è assessore  per  il  turismo,  se
  effettivamente scarsità di risorse vi sono, sarebbe utile  togliere
  questo  milione  di  euro per aggiungerlo  agli  otto  milioni  per
   Taormina   arte .  Pertanto,  se  oggi  approviamo   l'emendamento
  dell'onorevole Mancuso, questa somma la possiamo destinare  proprio
  ad  una  iniziativa  che, purtroppo nel capitolo,  quando  è  stata
  operata la previsione del bilancio, è stata tagliata.
   E  aggiungo, pure, non perché faccio parte della città di Messina,
  ma  proprio  cioè susseguente a questo un ulteriore incremento  del
  capitolo  di spesa da assegnare al Teatro Vittorio Emanuele  a  cui
  tutti  noi  riconosciamo che è stato fatto uno scippo,  sono  stati
  tolti  i  soldi  anno  scorso. Tutti lo diciamo.  E  allora,  quale
  migliore occasione per porre l'attenzione su questi emendamenti che
  coprono l'incremento di spesa attraverso questo fondo che forse  in
  un  momento  di  difficoltà economica risulta essere esagerato  che
  resti  questa  grande cifra per fare promozione  quando  dall'altro
  lato togliamo soldi a  Taormina Arte  e ai teatri.
     Forse  il  Governo deve fare un attimo di attenzione  su  questo
  argomento.    Pertanto,   che   ben   venga   questo    emendamento
  dell'onorevole  Mancuso,  pur  sapendo  che  questa  cifra,  se  si
  recupera,  va  destinata ad attività del turismo,  possibilmente  a
   Taormina Arte , possibilmente al Teatro Vittorio Emanuele. E se ce
  ne sono altre che ben vengano.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente onorevoli colleghi, assessore  Cimino,
  questo  emendamento evidenzia un malcostume che in  questi  anni  è
  imperato nella regione siciliana, cioè quello di procedere  a  fare
  impegni senza le coperture finanziarie.
   Questo  è  un problema del sistema, però, voglio anche precisarlo,
  io  ho  presentato  già delle norme fondamentali,  sono  già  state
  accolte  in  commissione  bilancio e ne  ho  proposto  un'altra  in
  finanziaria che prevede la decadenza dei dirigenti che procedono ad
  impegni  senza  la  relativa copertura finanziaria  perché  se  qua
  strutturalmente  ci  sono due miliardi e mezzo  di  differenza  tra
  accertato  e impegnato è perché quando questo Parlamento approva  i
  bilanci e chi  si occupa della gestione va ben oltre la volontà del
  Parlamento, violentando quello che è un dibattito e quindi anche un
  provvedimento di ordine generale  sulle singole spese.
   Allora,  questo  è  il tema che io invece ora  voglio  evidenziare
  approfittando esattamente di una questione delicata che  è  emersa.
  Qua  è successo la stessa cosa. Ma io posso prendermela con chi  ha
  comunque  fatto  questi  impegni  seguendo  una  prassi,  onorevole
  Mancuso?
   Siccome il mio emendamento in finanziaria prevede la decadenza  di
  quel   dirigente  che  ha  fatto  l'impegno  senza   la   copertura
  finanziaria  per  tre  anni  non  potrà  più  ricoprire   posizioni
  analoghe, allora mi permetto di dire una cosa, non voglio inguaiare
  per  quanto mi riguarda chi ha fatto questo gesto perché è un gesto
  di   mala  prassi,  di  questa  regione.  Allora  propongo  questo,
  Presidente,  lo  propongo anche a chi ha giustamente  sollevato  la
  questione.   Chiedo  all'assessore  Cimino,  che   lo   invito   ad
  ascoltarmi, se fa una verifica veloce con gli uffici e cerchiamo di
  capire quanto realmente si è impegnato qui onestamente, cioè se  si
  è  impegnato  quattro milioni, allora cerchiamo di arrivare  a  una
  linea ragionevole.
   Noi, se sono d'accordo i proponenti, facciamo un sub emendamento e
  quindi   diamo  la  copertura,  ormai,  a  chi  si  è  assunto   la
  responsabilità ultra petita e di conseguenza, concordo  che  è  una
  questione che condivido in pieno, tanto è vero che l'emendamento da
  me  presentato mira a stroncare una volta per tutte questo modo  di
  agire.
   Allora, si dia copertura finanziaria ormai per quanto riguarda gli
  impegni  che sono stati formulati e di conseguenza la differenza  e
  riprendo  così  quanto detto dal collega Beninati, il  capitolo  di
  Taormina Arte va ripristinato in toto. Questa era già una richiesta
  che mi ero riservato di fare, deve essere ripristinato in toto,  se
  c'erano tre milioni tre milioni vanno messi, perché da questo punto
  di  vista  dobbiamo essere onesti, assessore, su  quelle  che  sono
  comunque attività che sul territorio sono state, da questo punto di
  vista, ritenute meritevoli in modo bipartisan.
   Per  chiudere questo ragionamento, assessore, le rivolgo un  altro
  appello  Quando io in Commissione bilancio ho sollevato il problema
  della  copertura finanziaria anche delle delibere di Giunta,  vede,
  questo è un problema connesso anche a quel fenomeno.
   Ora:  vogliamo  fare  una riforma seria dei conti  della  regione?
  Basta  un  semplice emendamento, basta scrivere che la delibera  di
  giunta se non c'è copertura finanziaria è inefficace, una volta per
  tutte, così la finiamo di modificare la volontà del Parlamento.
   E allora rispetto anche a questo principio, assessore, lei oggi ha
  avuto  una  prova provata di quello che io sostenevo in Commissione
  bilancio  e cioè che spesso voi fate delibere illegittime,  ma  non
  voi  Governo, per carità, ma le Giunte che negli anni si  sono,  da
  questo punto di vista, verificate.
   Allora,  anche  da  questo punto di vista  dico  che  oltre  a  un
  problema  riferito  ai  singoli dirigenti   che  non  possono  fare
  impegni  senza la relativa finanziaria  credo che oggi,  assessore,
  lei  debba accogliere questo suggerimento ed è una tutela per tutti
  gli  assessori che se non c'è la copertura finanziaria, la delibera
  che  fate è inefficace, non produce effetti, come qualunque  comune
  di quest'Isola, dove da questo punto di vista è richiesto il parere
  preventivo del nostro piccolo ragionerie di provincia.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ci sono altri iscritti a parlare, assessore Cimino, se
  fa un chiarimento il Governo è meglio.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Probabilmente sono  stato  poco
  felice  nell'esprimere le mie considerazioni. Voglio ribadire  come
  questa  cifra  accantonata  nel  capitolo  della  Presidenza  della
  Regione  scaturiva  dalla  volontà  di  concentrare  l'attività  di
  promozione in una strategia unica tra il Governo e i vari assessori
  regionali.  Cosa che come bene è stata ricordata già nella  passata
  finanziaria  avevamo individuato l'opportunità  di  una  cabina  di
  regia.  Cosa  che è stata realizzata in via amministrativa.  Queste
  risorse,  gli assessori potrebbero programmarle unitamente  secondo
  una  regia  comune,  in modo tale da non avere  più  partecipazioni
  nelle stesse iniziative.
   Comunque,  approfondendo l'emendamento dell'onorevole Leontini  ed
  altri  che  riduce  questo  stanziamento  si  condivide  e  si  può
  apprezzare.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Si  era  raggiunto un accordo, perché  vuole  parlare
  onorevole  Dina?  Anche l'onorevole Falcone vuole intervenire?  Una
  volta  che  si  raggiunge un clima di accordo di massima,  dobbiamo
  guastarlo?
     Onorevoli  colleghi,  alle 14.00 pausa pranzo e  alle  15.00  si
  riprende, questo per comunicazione.
   Onorevole Dina ha facoltà di parlare.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che la serie
  di emendamenti a raffica proposti da alcuni colleghi, piuttosto che
  appalesarsi   come   momento  ostruzionistico,   stanno   veramente
  realizzando un momento verità, di conoscenza dei singoli  capitoli.
  E' molto costruttivo, assessore Leanza.
   Le  parlo con molta serenità. Non sono l'unico, pur essendo qui da
  molto  tempo,  a  non conoscere, e manifesto la mia  ignoranza  sui
  tanti  capitoli  di  un bilancio che nasconde  tra  le  sue  pieghe
  momenti  di  sprechi, momenti di privilegi per alcuni,  momenti  di
  penalizzazione  per  altri,  ma  sicuramente  tanti   sprechi   che
  dovrebbero farci riflettere. Perché quando appostiamo  otto milioni
  di  euro  per  le promozioni e poi pensiamo che per  la  legge  sul
  credito  d'imposta per l'occupazione abbiamo appostato  solo  dieci
  milioni  limitando e coartando l'opportunità di  far  decollare  un
  settore  cos'  importante,  questo ci  deve  indurre  a  riflettere
  serenamente.
   Pertanto, su tutti gli emendamenti che saranno proposti, invito  i
  colleghi,   ad  un  approfondimento  serio  per  cercare   un'utile
  allocazione. L'allocazione che va nella giusta direzione che  tutti
  auspichiamo  al di là delle posizioni che qui intendiamo  porre  in
  essere e con le quali intendiamo distinguerci.
   E  allora  tornando  anche  all'emendamento  che  ha  azzerato  un
  capitolo importante, ritengo, quello di un'associazione umanitaria,
  anche  là  mi rivolgo al Governo, assessore Cimino, un  momento  di
  attenzione  in  più,  di esame, di approfondimento,  sarebbe  stato
  utile   all'Aula   per   atteggiarsi   diversamente   rispetto    a
  quell'emendamento che sicuramente nasce da un momento di  ignoranza
  reale delle finalità di quel capitolo e di quell'intervento.
   Per   evitare  quindi  di  incappare  in  scelte  scellerate,   di
  soppressione,  o  in  scelte scialacquatrici, chiedo  di  mantenere
  appostamenti  che  mirino a evitare privilegi, e  cercare  di  dare
  serietà alle ulteriori allocazioni credo sia un dovere di tutti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  in
  merito  a questo emendamento, una considerazione non può non  farsi
  perché  fra  tutte le unità previsionali di base quello che  stiamo
  affrontando è il più consistente  tra i capitoli delle U.P.B.
   E  se il Governo ha deciso di appostare 8 milioni di euro io penso
  che  non lo abbia fatto a caso, ma lo ha fatto anche in ragione  di
  un  fatto che vi è stata nel passato una confusione e ancora  oggi,
  assessore  Cimino,  vi  è una confusione tra gli  assessorati.  Una
  confusione di strategia, una diversificazione o una duplicazione di
  iniziative  che  vengono, a seconda dei casi o di chi  li  propone,
  finanziate   o  disattese  perché  vi  è  magari  una   logica   di
  persecuzione o di privilegi.
   Giustamente, io dico che il Governo in questo articolo, in  questo
  capitolo ha voluto allocare delle spese. Certo, dispiace sapere che
  vengono impegnate o vengono spesi dei soldi delle risorse senza una
  copertura  finanziaria,  non  so se è  vero,  lo  vorremmo  capire,
  collega  De  Luca.  Cerco di fare una considerazione  e  una  linea
  intermedia. Il Governo ha posto questa allocazione di spesa. Per me
  potrebbe anche rimanere, con una precisazione.
   L'onorevole Beninati prima di me ha fatto due proposte chiare.  Ha
  detto  che ci sono due iniziative necessarie da fare che sono   TAO
  Arte'  e  il finanziamento del Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
  Tra  l'altro, ho trovato un emendamento in tal senso. Se  questi  8
  milioni,  nello spirito di coordinamento della strategia  dei  vari
  assessorati,  fossero già indirizzati ad alcune  iniziative,  credo
  che  faremmo cosa buona e utile. Non c'è bisogno di togliere  o  di
  togliere soldi qua per metterli in altro capitolo perché già se  ci
  fosse  l'impegno  dell'assessore  Cimino,  sentendosi  magari   col
  Presidente  Lombardo, potremmo risolvere già oggi senza  apprezzare
  favorevolmente questo emendamento, ma apprezzandolo nella sostanza,
  non  nella forma, cioè individuando alcune iniziative, come  quelle
  di  cui  ho parlato, e che prima di me ne aveva parlato l'onorevole
  Beninati,   al  fine  di  poter  trovare  una  soluzione.   Perché,
  altrimenti,  se  viene meno un appostamento così  importante  di  8
  milioni  di  euro verrebbe meno l'intera impalcatura del  bilancio.
  Immaginiamoci  tutti gli altri emendamenti: li dovremmo  apprezzare
  favorevolmente.  Cerchiamo di andare alla  sostanza  piuttosto  che
  alla forma.

   PRESIDENTE. Onorevole Dina, l'emendamento non toglie tutti  gli  8
  milioni  di  euro,  ma  soltanto 4 milioni di euro.  La  Presidenza
  ritiene,  dopo avere ascoltato tutti gli interventi, che su  questo
  emendamento  ci possa essere l'apprezzamento favorevole  di  tutti.
  Poi  alla  fine,  siccome i problemi emersi dalla discussione  sono
  gravi,  si vedrà di dare risposta ai vari problemi che sono  emersi
  durante la discussione.
   Pongo  in  votazione l'emendamento  Tab. B.118.    Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento Tab B.119 é precluso.

   Si passa all'emendamento Tab B.120, dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   desideravo   illustrare   questo
  emendamento  che fa riferimento al capitolo 104525 che dice   spese
  per  missioni  effettuate per conto della Regione dal personale  di
  pubblica sicurezza nell'ambito dei servizi di scorta del Presidente
  della Regione .
   Fermo  restando  che  da  una valutazione  dei  dati  che  vengono
  dall'anno  scorso in cui l'importo destinato era di 150 mila  euro,
  nonostante  gli  appelli da parte del Presidente  del  rigore,  del
  volere  essere il primo a volere dare l'esempio affinché si  faccia
  una finanziaria ed un bilancio assolutamente asciutto, lineare, con
  pochi  appesantimenti, questo capitolo è stato raddoppiato.  Quindi
  da 150 mila si passa a 300 mila euro.
   Credo  che  visto che questo peraltro è un dato storico perché  si
  attesta anche negli anni precedenti, anzi addirittura nel 2008  era
  di  117 mila euro, considerato che la nostra è una terra difficile,
  per  carità, capisco tutto, però è pur vero che comunque  duplicare
  l'importo  oggi mi sembra immotivato, anche perché  mi  faccio  una
  domanda:   il  Presidente  della  Regione  sicuramente   nei   suoi
  spostamenti  incontra tanta gente, ed è giusto che  incontri  tanta
  gente,  a  questo  punto perché è come se questa norma  lo  volesse
  ulteriormente  blindare.  Credo che  il  Presidente  della  Regione
  proprio  perché  si  dice  vicino alla gente  deve  starci  il  più
  possibile,  per carità, con tutte le cautele del caso, è  giusto  e
  viene  previsto  dalla legge, però ritengo che questo  aumento  sia
  oltre  che  uno  spreco  dal punto di vista  economico  un  cattivo
  segnale.
   Ritengo  che sia opportuno decurtarlo di 150 mila euro  perché  il
  Presidente  stesso dia per primo l'esempio di un rigore  che  tutti
  noi   vogliamo  applicare.  Voglio  dare  soltanto  un'informazione
  all'Aula,  gli  emendamenti che avevo presentati e che  sono  stati
  bocciati dalla maggioranza di quest'Aula avrebbero portato  già  un
  risparmio  di  4  milioni,  i 4 milioni   di  cui  abbiamo  parlato
  poc'anzi.   Credo  che  se alla fine tante gocce  costituiscono  il
  mare,  oggi  potremmo  fare tante cose, probabilmente  cercando  di
  avere  un  atteggiamento più rigoroso verso noi stessi e verso  gli
  altri.

   CIMINO,  assessore per l'economia. L'onorevole Mancuso  penso  che
  intervenendo  su questo argomento interverrà a favore  del  Governo
  perché  possiamo intervenire su tutto, ma questa spesa è la  scorta
  del  Presidente  della Regione e le esigenze di raddoppiare  questa
  spesa  sono  esigenze obbligatorie e che nascono dal fatto  che  il
  Presidente della Regione ha una scorta potenziata rispetto anche al
  passato.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Invito la collega Caronia a ritirare l'emendamento perché
  ritengo  che  a  consuntivo forse non si  spenderà  neanche  quella
  cifra,  ma  non  possiamo neanche nel bilancio  della  Regione  non
  prevedere  quella  somma in quanto in un momento  particolare  dove
  anche  le  dichiarazioni del Presidente in quest'Aula  hanno  fatto
  presagire  tutta  una  serie di situazioni di cui  dobbiamo  tenere
  conto e non possiamo neanche essere strumentalizzati su un'attività
  svolta  da  ragazzi  che  meritano da  parte  nostra,  ma  non  era
  l'intenzione  dell'onorevole  Caronia,  l'incoraggiamento   a   che
  quell'attività la svolgano - e la svolgono peraltro le assicuro per
  esperienza personale anche se sono sotto pagati.

   CARONIA.  Il  mio  emendamento non era contro il  personale  della
  scorta.

   MANCUSO.  Ritengo  che  quella somma possa essere  prevista,  sono
  certo  che non sarà spesa per intero. Invito l'onorevole Caronia  a
  ritirare l'emendamento.
   CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento TAB B.122.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevole   colleghi,   onorevole
  assessore, avevamo previsto la somma che Lei aveva indicato nel 470
  bis.  Non  credo che abbiamo bisogno di altri tavoli  e  sedie,  di
  arredi ne abbiamo già tanti, ne volete comprate altri per 360  mila
  euro. Se si acquista qualche sedia in meno nel 2010, non fa niente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.122. Il  parere
  del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  TAB  B.123,  di  identico  contenuto
  all'emendamento TAB B.124.
   Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento TAB.B.125.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a questo
  emendamento vorrei affrontare il tema della manovra correttiva  che
  è stata apportata dal Governo, con quelle famose indicazioni che ci
  ha  dato  in fase di discussione della prima versione del Bilancio,
  nel mese di dicembre.
   Le  parole  che  furono  proferite, e le  motivazioni  che  furono
  addotte  per  questi tagli su alcuni capitoli, a mio avviso,  erano
  assolutamente  indiscriminate. E' stato detto che  la  Regione  non
  naviga  in  buone acque, e bisogna assolutamente recuperare  somme,
  quindi, era necessario un sacrificio collettivo, che sarebbe  stato
  spalmato su tutti.
   Valutando  attentamente questo capitolo, la decurtazione  che  era
  stata  apportata alla convenzione con Multiservizi, per  i  servizi
  svolti  all'interno  degli  Assessorati, riporta  esattamente  allo
  stanziamento   iniziale  del  2009,  pari  a  214.000   euro,   con
  l'incremento di 43.000 euro.
   E'  chiaro che la Multiservizi paga del personale, verso il  quale
  va massimo rispetto e grande attenzione, ma con quale criterio, per
  esempio,  all'Orchestra Sinfonica di Palermo sono  stati  decurtati
  due  milioni  di  euro? Anche lì c'è del personale da  pagare.  Non
  ritento  giusto,  solamente perché si tratta di cultura,  destinare
  queste somme ad una sorte molto più ingloriosa. Se si è figli di un
  Dio minore, allora che il Governo ce lo dica
   Tra  lavoratori  di una Fondazione che fa musica  e  che  diffonde
  determinati  valori  della  cultura musicale,  e  dipendenti  della
  Multiservizi,  a  mio  avviso, nulla  cambia.  I  lavoratori  hanno
  diritto  di  lavorare  nell'uno e nell'altro caso.  Non  comprendo,
  pertanto,  la motivazione per cui alla Multiservizi viene riportato
  il finanziamento così come era nell'anno precedente, mentre a molti
  altri,  e  faccio  un  esempio  per  tutti,  quello  dell'Orchestra
  Sinfonica di Palermo, viene decurtato di ben 2 milioni di euro.
   Non  sono queste le motivazioni che mi hanno spinto a fare  questi
  emendamenti, che possono diventare anche motivo di attacco semplice
  nei  miei  confronti, però credo che quando si fa  una  manovra  di
  rigore, si dice così, lo si grida ai quattro venti. Il rigore  vale
  per tutti o per nessuno. Non ci sono figli e figliastri
   Credo  che  sia  giusto  e corretto che il Governo  ci  dia  delle
  indicazioni chiare.
   Per me diventa la cartina tornasole, capire su quali misure si può
  intervenire, e su quali no, perché la pubblica istruzione sia stata
  messa  alla pubblica gogna, perché la cultura sia stata messa  alla
  pubblica  gogna, e perché altre cose no. Vorrei capire  qual  è  il
  quadro, la cornice all'interno della quale ci muoviamo.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Condivido l'intervento dell'onorevole  Baronia,  perché
  tutte  le volte che si richiede al Governo l'intervento non  è  una
  richiesta   strumentale.  Si  chiede  di  fornire   un'indicazione,
  affinché  si  comprenda  qual  è la  strategia  complessiva,  e  la
  strategia riguarda sia le cose da mettere che quelle da togliere.
   L'anima  di  questo bilancio, di questa manovra,  deve  essere  il
  Governo a definirla
   Siccome  dalla  congerie  di  norme  che  sono  state  infiltrate,
  inserite  e  aggiunte in finanziaria, e da quello  che  risulta  in
  bilancio, non si capisce quale sia la vera finalità perché, fra  il
  dire ed il fare, abbiamo riscontrato delle contraddizioni.
   Alla vigilia, avevamo abituato il nostro pensiero all'idea che  si
  dovesse collaborare, tutti insieme, alle riduzioni di abbattimenti,
  ma  ci  sono capitoli che gridano vendetta, e ci sono capitoli  nei
  quali  ci si fa i bagni, quelli dello sperpero, delle spese inutili
  che non servono a nulla.
   L'abbattimento   lo   condivideremo  tutte   le   volte   che   si
  presenteranno  emendamenti  di questo tipo,  non  lo  condivideremo
  tutte le altre volte, così da da sapere, per i passaggi successivi,
  quali  sono  gli emendamenti che saranno destinati ad un  dibattito
  più  approfondito  e  quelli per i quali  sarà  implicito  il  voto
  contrario del Governo.
   CIMINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, ritengo  che
  il  lavoro  che stiamo portando avanti è quello di attenzionare  le
  singole  voci  di bilancio con il contributo di tutti  i  colleghi,
  apprezzando  anche alcuni emendamenti come quello poc'anzi  esitato
  favorevolmente, che porta una riduzione di 4 milioni di euro su una
  voce  importante per la comunicazione, l'attività degli Assessorati
  regionali.
   Di  fatto  l'obiettivo  della  manovra  è  quello  di  riuscire  a
  salvaguardare  chi - come bene ha detto l'onorevole Caronia  -  sia
  nella Multiservizi che nell'Orchestra Sinfonica, vanta dei diritti;
  per questo, piano piano, nella consapevolezza di volere attivare un
  percorso  di  rigore  ma  anche di equilibrio,  affronteremo  anche
  queste  vicende.  Sulla  Multiservizi,  tra  l'altro,  vi   è   una
  convenzione  in  essere, si tratta di 214 mila euro  indispensabili
  per  poter  proseguire quest'attività lavorativa e ritengo  che  il
  Governo  fa bene a sostenere quest'attività, anche perché  su  ogni
  euro che noi togliamo rischiamo di inficiare un percorso che già la
  Multiservizi  ha attivato. Penso che questo possa essere  messo  in
  atto  a  breve anche con le altre istituzioni presenti  nel  nostro
  bilancio, nella consapevolezza che le difficoltà ci sono e un conto
  è  parlare  di 214 mila euro, un conto è parlare di 22  milioni  di
  euro.
   Sono  situazioni ben diverse che spero pian piano possiamo seguire
  insieme.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TAB.B.125. Il  parere
  del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.126, personale di protezione
  civile.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, Lei forse per indicare il capitolo  ha
  detto  Protezione civile e il Governo, magari non approfondendo  di
  quale capitolo si tratta, ha subito detto di no.
   In  questo capitolo il Governo stesso aveva previsto 300 mila euro
  per una parte di protezione civile della pubblica amministrazione e
  un'altra   parte   sono  i  Fondi  destinati  all'associazione   di
  volontariato e non alle spese obbligatorie, che è un altro capitolo
  di bilancio.
   A  mio  avviso,  magari  500 mila euro  in  più  con  le  note  di
  variazione, da distribuire senza un progetto ben preciso,  sono  un
  po'  troppi - stiamo spendendo già troppo per il personale a  tempo
  determinato nel capitolo relativo - però, dato che fino a oggi  non
  abbiamo  dato  mai  un  contributo  per  i  volontari  -  qui   c'è
  l'onorevole  Apprendi che ne sa di più -, se c'è quest'impegno  del
  Governo a contribuire alle spese di straordinario, all'attività che
  hanno  fatto  nel  territorio e dove la Regione non  è  riuscita  a
  dargli mai nulla, noi possiamo essere d'accordo.
   Ma  per  le  varie associazioni di volontariato - che  per  carità
  fanno  il  loro  lavoro, e senza scopo di  lucro  -  mi  sembra  un
  intervento   un   po'   eccessivo.  Ci   sono   invece   interventi
  istituzionali  che  devono  essere supportati,  quindi  rispetto  a
  questo  io  ritengo che la somma di 800 mila euro è troppo  e  deve
  rimanere quanto previsto dal Governo già nella prima bozza del  470
  a  300  mila  euro, ed evitare una spesa esorbitante.  Se  c'è  una
  rimodulazione  sul capitolo di intervento per i Vigili  del  fuoco,
  assolutamente  dimenticati negli interventi di questa  Regione,  io
  potrei anche essere d'accordo.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci  sia
  un po' di confusione, perché parlare del Corpo nazionale dei Vigili
  del fuoco e parlare del volontariato sono due cose ben diverse.  Il
  primo prende le competenze dallo Stato, e la Regione siciliana  non
  mi  risulta  che fino ad adesso abbia potuto erogare somme  per  il
  pagamento degli straordinari degli stessi. Tant'è che nella  ultima
  ordinanza  di  Protezione civile romana, il  già  direttore  Esimio
  dott.  Cocina, ha detto che la maggior parte delle spese  che  sono
  state fatte per il personale, sono state quelle del Corpo nazionale
  dei  vigili del fuoco, dimenticandosi di dire che questo personale,
  pagato  sempre  con fondi nazionali, faceva turni  di  ventiquattro
  ore. Quindi, ha sminuito nella sua dichiarazione il lavoro rispetto
  al compenso che prendevano i Vigili del fuoco.
   Altra  cosa il volontariato, cari colleghi, che ha una  storia  in
  Italia, in Sicilia, una componente importantissima della protezione
  civile,  senza la quale tutto l'asse della protezione civile  viene
  meno ad un impegno che giornalmente presta nel territorio.
   Allora,  se  vogliamo demagogia la possiamo fare. Mi pare  che  in
  questa  Aula  ci  sono delle contraddizioni incredibili,  prima  si
  parla di promozione turistica, ma la promozione turistica non la fa
  l'Assessore  al  turismo,  poi si è detto  che  dovevamo  fare  una
  sanatoria  per  chi  aveva già speso nella  promozione  e,  infine,
  riconosciamo alla Multiservizi un ruolo fondamentale nella  Regione
  siciliana.
   Ma  sappiamo bene come avvengono le assunzioni nella Multiservizi,
  e  sappiamo  come  avvengono le assunzioni nelle società  collegate
  alla Regione siciliana. Poiché tutta la politica prende i voti,  la
  sostiene, e poi al volontariato leviamo 500 mila euro.
   Onorevoli  colleghi, fate come volete, io anticipo che non  voterò
  assolutamente questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi la seduta è sospesa  e  riprenderà
  alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.19, è ripresa alle ore 16.11)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cintola  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
   legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
  (470-470 bis-470 ter/A); «Disposizioni programmatiche e correttive
                   per l'anno 2010» (471-471 bis/A)

             PRESIDENTE.   Riprende  il  seguito  della   discussione
  unificata  dei  disegni  di legge: «Bilancio  di  previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario   2010   e   bilancio
  pluriennale  per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470  ter/A)  e
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
  bis/A).

   Si riprende l'esame dell'emendamento Tab.B.126.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevole   assessore   Cimino,
  onorevoli colleghi, vorrei chiedere ai firmatari di ritirare questo
  emendamento,  che  prevede la soppressione  di  500  mila  euro  da
  assegnare all'Associazione di Protezione civile.
   Volevo  ricordare  che  sono  stato  io  -  e  me  ne  assumo   la
  responsabilità  - di chiedere al Governo di incrementare  le  quote
  destinate  alla  Protezione civile. E lo dico, non  in  qualità  di
  deputato, ma di ex assessore alla Protezione civile della città  di
  Siracusa.
   Dovete  sapere  che la Protezione civile dei nostri  territori  ha
  dimostrato, soprattutto in occasione del terremoto dell'Aquila,  di
  essere  la  migliore  Protezione  civile  su  tutto  il  territorio
  nazionale.
   Ricordo anche all'onorevole Mancuso che la cucina di campo che  ha
  fornito migliaia di pasti ai terremotati dell'Aquila era una cucina
  di   campo  della  Protezione  civile  di  Siracusa,  e   che   già
  precedentemente il Governo aveva soppresso un ulteriore  contributo
  che veniva concesso alle associazioni di protezione civile, pari  a
  2  milioni e 800 mila euro. Di fronte al fatto che il Governo aveva
  soppresso  quei  contributi, sono stato proprio io, in  Commissione
  Bilancio,  a chiedere al Governo di incrementare questa quota,  che
  andrà alle centinaia di associazioni di protezione civile sparse su
  tutto il territorio regionale e che suppliscono alle varie mancanze
  degli  enti  locali,  e che costituiscono il nerbo  portante  della
  Protezione  civile,  non  solo comunale ma regionale,  anzi  oserei
  anche  dire  nazionale, dal momento che la Protezione civile  della
  Regione Sicilia si è recata anche ad Haiti.
   Pertanto,   nel   continuare   a   dichiararmi   favorevole   allo
  stanziamento deciso in Commissione Bilancio, ribadisco la richiesta
  ai firmatari di ritirare l'emendamento.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  le  finalità  di
  questo  stanziamento, che hanno visto protagonisti  gli  interventi
  dell'onorevole   Apprendi  e  dell'onorevole   Vinciullo,   qualora
  andassero alle associazioni di protezione civile, mi guarderei bene
  dall'intervenire per sopprimerne l'assegnazione. Ma purtroppo non è
  così
   Se   l'onorevole   Vinciullo  e  l'onorevole  Apprendi   volessero
  incrementare  il  fondo per le associazioni di  protezione  civile,
  dato  che  il  Governo  ha soppresso il capitolo,  precisamente  il
  capitolo  117701,  che l'anno scorso prevedeva 250  mila  euro,  ed
  impegnati solo 68 mila euro.
   Questo  capitolo  si  occupa esclusivamente  dal  pagamento  dello
  straordinario  dei  soggetti  delle  pubbliche  amministrazioni   e
  dell'antincendio. L'anno scorso un milione di euro  erano  congrui,
  per forza di cose, per i fatti accaduti in Abruzzo.
   Rispetto  a  questo  la  congruità di  300  mila  euro  per  spese
  straordinarie, nella speranza che non succeda nulla,  mi  pare  che
  sia  una  somma importantissima, qualora succedesse qualcosa  -  ma
  ritengo  che  questo non se lo augura nessuno - una  variazione  di
  bilancio,  ce  lo insegnano le gazzette ufficiali, non  si  nega  a
  nessuno.
   Invece, se si vogliono aiutare - come è stato detto dall'onorevole
  Apprendi  e dall'onorevole Vinciullo - le associazioni,  allora  si
  rimpingui il capitolo delle associazioni di volontariato che  -  lo
  ripeto  - è il capitolo 117701; e non lo sto ripetendo perché  sono
  uno  studioso  del  bilancio, ma perché in questa  pausa  ho  avuto
  l'opportunità non solo di foraggiarmi sotto il profilo  fisico,  ma
  anche sotto il profilo culturale perché mi sono confrontato con gli
  Uffici, che mi hanno dato questa precise informazioni.
   Pertanto, insisto sull'emendamento e spero che il Governo convenga
  che  800  mila  euro,  quando ancora non  sappiamo  se  ci  saranno
  calamità  naturali - speriamo di no - mi sembrano un po' troppi  di
  straordinari. Quel capitolo gestisce solo lo straordinario  di  due
  tipi  di  soggetti:  quelli  che fanno riferimento  alle  pubbliche
  amministrazioni e l'antincendio.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo
  sarebbe  opportuno, per il prosieguo, che su tutta questa serie  di
  emendamenti,  dei  quali molti si somigliano, se  non  altro  nello
  spirito, il Governo dia delle delucidazioni all'inizio, che spieghi
  le  ragioni che portano alle determinazioni della posta in bilancio
  con  le variazioni che sono state votate, quanto meno nei casi  più
  importanti.  Altrimenti, come stiamo dimostrando, proseguiremo  con
  un  dibattito  che molto spesso non ha motivo di  esistere,  se  ci
  fosse chiarezza da parte di tutti.
   Ciò  che  ha  scandalizzato l'onorevole Mancuso e i  firmatari  di
  quell'emendamento è stato il passaggio da 300 a 800  mila  euro  di
  previsione  per  questo capitolo. Sarebbe bastato  che  l'assessore
  Cimino  spiegasse che le previsioni del 2009, cioè di quello stesso
  bilancio  che invece l'onorevole Mancuso ha votato, i firmatari  di
  questo  emendamento hanno votato, non più tardi di alcuni mesi  fa,
  prevedeva  la  spesa di un milione di euro, non degli  attuali  800
  mila euro previsti.
   Nel merito, voglio dire che, se l'onorevole Mancuso sa che non  ci
  saranno calamità o non ci sarà bisogno di questi straordinari, sono
  molto  contento  e  lo possiamo elevare a vate  del  Parlamento,  a
  profeta  del  Parlamento.  Siccome, onorevole  Mancuso,  credo  che
  questo lei non lo possa sapere, può convenire statisticamente  che,
  siccome abbiamo speso 993 mila di quel milione di euro previsto nel
  2009  per  questo  capito  e,  come ricordava  il  Presidente,  non
  soltanto  per la calamità dell'Abruzzo, ma anche per altre calamità
  cui  le  pubbliche  amministrazione della Regione  con  il  proprio
  personale hanno concorso in aiuto, è ragionevole immaginare che  la
  Regione  conservi una posta che almeno sia proporzionale agli  otto
  dodicesimi,  visto  che  tanto ci rimane  da  qui  fino  alla  fine
  dell'anno, di quello che abbiamo speso in quella circostanza.
   Se  fa  questo  ragionamento, che è semplicemente equo,  onorevole
  Mancuso,  si  accorgerà  che  non ha  senso  quell'emendamento  che
  prevede  di portare a 300 mila le somme di questo capitolo,  ma  ha
  senso  lasciarle  ad un ordine di grandezza che  è  quello  che  in
  questo momento il bilancio prevede.
   Credo che le precisazioni che sto fornendo potrebbero essere utili
  per questa serie di emendamenti e, ripeto, sarebbe opportuno che il
  Governo fornisse in anticipo dei chiarimenti.
   Chiedo,  infine, ai firmatari di ritirare l'emendamento Tab  B.126
  perché, a mio avviso, è sbagliato sia nel metodo che nel merito.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  voglio essere molto chiaro, anche se, dal  testo  che  è
  stato  distribuito,  si evince tutto l'iter  delle  varie  voci  di
  bilancio.
   Nella  previsione  fatta  dal Governo,  era  prevista  per  questo
  capitolo la voce di 300 mila euro. In Commissione bilancio,  avendo
  avuto  modo  di  ascoltare le iniziative  di  alcuni  deputati  che
  nell'ambito   della  protezione  civile  hanno  avuto   una   certa
  esperienza ed anche una certa conoscenza, si è ritenuto di ampliare
  questo stanziamento ad 800 mila euro.
   L'emendamento  dell'onorevole Mancuso è in  linea  con  quanto  il
  Governo  aveva,  di  fatto, già previsto. Nel  momento  in  cui  si
  ritiene di diminuire questa voce, una previsione che vuole  dare  a
  tutti  noi  la  possibilità, nel momento in cui  vi  è  l'esigenza,
  l'urgenza e la necessità di attivare queste risorse - perché,  come
  ha  ben  ricordato l'onorevole Apprendi, sono risorse tese  per  la
  materia  dell'antincendio, dell'emergenza, per i  lavoratori  della
  protezione civile - lo si può anche accettare. Ma io non sono molto
  convinto  sul  fatto di spostarlo, perché di fatto il Dipartimento,
  ha  una  propria  organizzazione, e in  questo  capitolo  si  parla
  chiaramente di spese sia per il personale dipendente, ma anche  per
  il  volontariato,  che  è  impegnato nelle attività  di  emergenza.
  Quindi  quel  volontariato che noi siamo chiamati ad  attivare  nei
  territori,  nei  momenti  più difficili della  nostra  Regione.  Se
  vogliamo ridurre questa postazione di 200 mila euro, ben venga e si
  ringrazia  l'onorevole  Mancuso per avere sostenuto  l'ipotesi  del
  Governo sin dall'inizio.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono permesso,
  insieme ad altri colleghi, di presentare un subemendamento affinché
  questi 500 mila euro non vengano cancellati. L'onorevole Vinciullo,
  in Commissione Bilancio, aveva proposto ed ottenuto di incrementare
  il  capitolo,  e  dobbiamo dire che, in  effetti,  è  vero  che  il
  personale  dipendente delle pubbliche amministrazioni  ha  un  peso
  specifico  nella protezione civile negli interventi di emergenza  e
  urgenza,  ma un peso straordinario ce l'ha anche il volontariato  -
  non lo dobbiamo dimenticare - che interviene in tutte le emergenze,
  da Messina all'Abruzzo.
   Il  subemendamento  presentato è un segnale  di  equilibrio  e  di
  responsabilità,  perché sposta i 500 mila euro da un  capitolo  che
  potrebbe essere utilizzato sia per personale dipendente che per  il
  volontariato, solo al volontariato, che di recente è stato  un  po'
  penalizzato.
   Chiedo  al  Governo che su questo subemendamento  esprima  il  suo
  parere favorevole.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  questo
  emendamento,  del quale chiedo il ritiro, faccia riferimento,  come
  giustamente  ha  detto l'onorevole Mancuso, a due voci:  la  parola
  volontariato è messa in maniera impropria  E' legata al  contributo
  di straordinario che si dà per il servizio antincendio ai forestali
  ed ad altri

   MANCUSO. Ai forestali, no

   ROMANO.  Alla Protezione civile ed ad altri, a pagare le trasferte
  e lo straordinario ai dipendenti della Pubblica Amministrazione che
  sono   chiamati  ad  intervenire  professionalmente  in   caso   di
  emergenza.
   La somma spesa l'anno scorso per questo capitolo è di 1.200.000,00
  euro.

   MANCUSO. Non è vero
   ROMANO.  Lo dicono gli Uffici, lo dice il dirigente Lo  Monaco.  E
  resta  un debito da pagare, perché c'era un milione di euro,  e  ne
  sono stati spesi di più. Verifichiamolo
   Quel  milione  di  euro,  diminuito ad ottocento  mila  euro,  con
  l'emendamento dell'onorevole Mancuso lo si vuole portare a trecento
  mila euro. Ed allora, credo che questa sia una voce importante, che
  vada difesa a tutela del territorio e per dare il senso all'impegno
  della  Protezione  civile, quella non volontaristica,  sulla  quale
  dobbiamo   lavorare  in  un  altro  momento,  ma  quella   che   ha
  professionalità e competenze.
   Credo   che  questo  emendamento  vada  ritirato,  con  senso   di
  responsabilità,  perché  dopo  andrebbe  spiegato   a   tutti   gli
   strutturati   della  Protezione  civile,  il  come  ed  il  perché
  dovrebbero  intervenire  a  Giampilieri,  piuttosto   che   a   San
  Fratello,perché  ci  sono le trasferte, le spese  per  la  benzina,
  ecc..
   Onorevole  Mancuso,  si informi; io ho parlato  col  dirigente  Lo
  Monaco,  non  più tardi di mezz'ora fa, e c'è la voce  precisa.  Va
  spiegato,  perché  noi  riduciamo questa  voce  di  700  mila  euro
  rispetto al bilancio 2009.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevole  assessore,   onorevoli
  colleghi, a me sembra surreale quello che taluni colleghi affermano
  da questo scranno.
   Il  Governo  ha  fatto  una previsione  di  pagamento  di  ore  di
  straordinario  -  non  di  benzina o di trasferte,  come  ha  detto
  l'onorevole  Romano - per 300 mila euro. Se vedete  lo  storico  di
  questo  capitolo, nel 2008 è pari  0 , nel 2009 ci sono  stati  due
  eventi,   anzi  più  di  due  (uno  riguarda  l'Abruzzo  e  l'altro
  Giampilieri  e le zone limitrofe) e si è arrivati al  pagamento  di
  straordinario di 993 mila euro.
   Poi  vedremo  quante  persone  sono  state  pagate  a  titolo   di
  straordinario  per l'importo di 993 mila euro; spero siano  qualche
  migliaio,  non  qualche  decina; spero siano  qualche  migliaio  di
  persone,  non  qualche decina, qualche tecnico più preparato  degli
  altri.
   La  previsione del Governo, quindi, era corretta. Se è vero quello
  che  si  è  detto  ora  qui,  cioè  che  l'onorevole  Vinciullo   è
  intervenuto,  così  come è scritto negli atti, con  ulteriori   500
  mila  euro che riguardavano invece il contributo alle associazioni,
  questi  soldi  devono andare al contributo alle  associazioni,  non
  allo  straordinario.  Mi sembra una cosa normale  a  meno  che  non
  vogliamo approfittare dell'errore che è stato fatto in Commissione,
  cioè   di   un  capitolo  utilizzato  invece  secondo  la   volontà
  dell'onorevole Vinciullo, con soldi che devono andare in  un  altro
  capitolo.
   Signor   Presidente,  componenti  del  Governo,  ritengo  che   la
  previsione  del Governo sia esatta di 300 mila euro.  Se  serve  un
  milione  - per l'onorevole De Benedictis, due milioni -, ci saranno
  le  variazioni di bilancio e si stanzieranno, anche se per  me  già
  300 mila euro di straordinario sono una cosa fuori dal mondo, fuori
  dal  mondo, 300 mila euro, 600 milioni di straordinario; ne abbiamo
  pagato  due  miliardi per il 2009.  Chi ha poi  curiosità,  vada  a
  vedere.
   Rispetto, invece, ai 500 mila euro - dato che non si può fare  una
  variazione - signor Presidente, ritengo che  tutte queste somme che
  stiamo  diminuendo dal capitolo, poi il Governo saprà,  secondo  le
  indicazioni  dell'onorevole Vinciullo, appostarle nel capitolo  che
  aiuta le associazioni di protezione civile perché sono state difese
  da  tutti  i parlamentari, da Pino Apprendi a Vinciullo, a Falcone.
  Il  capitolo  ad ora, in questo momento, è soppresso. Non  c'è  una
  lira;  non  c'è  neanche  una lira per  tutte  le  associazioni  di
  volontariato in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, credo che  il  Governo  non  abbia
  difficoltà a prendere impegni su questo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento  Tab
  B.126.1.  che ritengo sia la sintesi del dibattito svolto  e  credo
  che  possa essere accettato da tutti. Il subemendamento prevede  di
  ridurre il capitolo da 800 a 600 mila euro, quindi, una diminuzione
  di 200 mila euro.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti Tab B.127 e Tab B.128 sono ritirati.  L'Assemblea
  ne prende atto.
   Si passa all'emendamento Tab B. 129.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   realtà,
  rispetto  a  questo  capitolo, avevo da porre un  interrogativo  al
  Governo  in  quanto non mi era chiara la dicitura e soprattutto  la
  destinazione,  considerato che nel 2009  era  stata  stanziata  una
  somma  molto  più  alta che è poi stata decurtata notevolmente.  Si
  tratta   di  una  materia  piuttosto  delicata  che  riguarda   gli
  arbitraggi,   i  risarcimenti,  l'assistenza  legale.   Nel   2009,
  l'importo era di euro 1.395.000 a fronte di una previsione  per  il
  2010  di  soli 40.000 euro. In realtà, ci sarebbe da prevedere  una
  diminuzione,  se vogliamo considerare il passato ma, visto  che  si
  tratta   di   una   materia  estremamente  importante,   sottopongo
  l'emendamento  all'attenzione  del  Governo  poiché  si  tratta  di
  risarcimenti,   arbitraggi;  sembrano  delle  spese   obbligatorie,
  oggettivamente,  visto che c'è stato un decremento consistente   mi
  riferisco  a  quello  che  c'è  scritto  nel  bilancio,  al  di  là
  dell'emendamento

   CIMINO, assessore per l'economia. Vorrei fare una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  capitolo  in  cui  l'onorevole  Caronia   chiede  di
  intervenire,  l'112513, ha una previsione per  il  2010  di  40.000
  euro; lei ne vuole togliere 139.000. Queste risorse sono necessarie
  per   le   liti   nonché   per  l'assistenza   legale   nell'ambito
  dell'attività di programmazione.

   CARONIA. L'emendamento che avevo presentato, in realtà, in termini
  numerici,  l'ho  scritto  in  maniera  approssimativa.  Per  quanto
  riguarda la domanda, ho sollevato la problematica relativamente  al
  fatto  che  c'era stato un forte decremento rispetto al  2009.  Nel
  2009,  questo capitolo riportava 1.395.000 euro ma, siccome  adesso
  siamo  a 40.000 euro, visto che si tratta di spese obbligatorie  ma
  relative  ad  un  argomento piuttosto delicato, in  realtà,  questo
  emendamento  aveva più che altro l'obiettivo di  capire  per  quale
  ragione  ci  fosse  stato un decremento così importante  e,  quindi
  eventualmente, di sollevare il problema.

   PRESIDENTE.  Alla luce di questo approfondimento, l'emendamento  è
  dichiarato  improponibile. Ciò è chiaro perché,  nel  capitolo,  ci
  sono 40.000 euro e si pretende di diminuirlo di 139.000.
   Si passa all'emendamento Tab B. 272.

   APPRENDI. Dichiaro di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare  che
  si tratta del capitolo che riguarda la cooperazione decentrata allo
  sviluppo   e   interventi   di   solidarietà   internazionale.   In
  particolare,  negli  anni  scorsi, sono  già  stati  avviati  degli
  interventi di cooperazione decentrata allo sviluppo. Voglio  essere
  più  chiaro: mi riferisco alla realizzazione di ospedali in Africa,
  di  scuole,  di pozzi. Adesso o questi interventi si completano  in
  quanto  sono  programmi pluriennali o la Regione rischia  di  avere
  investito male, anche negli anni passati, le risorse per avviare la
  realizzazione  di  queste  opere. Peraltro,  la  nostra  Regione  è
  perennemente,  purtroppo,  meta di  viaggi  di  persone  in  grande
  difficoltà,  di un fenomeno di immigrazione che tristemente  spesso
  si  conclude  anche con decessi nell'ambito del Canale di  Sicilia.
  Ritengo, quindi, doveroso da parte della Regione siciliana favorire
  e  sostenere  la  prosecuzione di questi interventi di  solidarietà
  internazionale  e di cooperazione decentrata allo sviluppo  con  la
  realizzazione di queste opere umanitarie.
   Aggiungo, peraltro, che non condivido assolutamente la scelta  del
  Governo   regionale   di   sopprimere  l'Ufficio   speciale   della
  cooperazione  allo  sviluppo che negli anni scorsi  aveva  lavorato
  bene  realizzando  alcuni  significativi  interventi  positivi   di
  cooperazione internazionale; l'Ufficio del Presidente della Regione
  invece  ha  ritenuto di dovere sopprimere credo facendo  un  grosso
  errore.
   Intanto,  quindi, sostengo il rifinanziamento di  questo  capitolo
  per  la  cooperazione  decentrata  allo  sviluppo.  Si  tratta   di
  interventi che tutte le Regioni d'Italia portano avanti,  anche  in
  sintonia  con  quella  che  è  la  politica  generale  del  Governo
  nazionale  che  peraltro  ha  subito  una  forte  riduzione   degli
  interventi di spesa. Mai come quest'anno, dunque, è importante  che
  parte  degli  interventi ricada anche sul bilancio  della  Regione,
  certo  in misura anche contenuta; non si tratta di spese dell'altro
  mondo   ma  credo  che  sarebbe  assolutamente  sbagliato  lasciare
  incomplete  le  opere  che sono già state avviate,  che  si  stanno
  realizzando, ripeto, dopo che sono stati autorizzati interventi  di
  spesa negli anni passati.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,    assessore    per   l'economia.    Signor    Presidente,
  probabilmente,   questo  emendamento  è  meglio  accantonarlo   per
  riscriverne  il  testo  visto  che  la  fonte  di  finanziamento  è
  costituita  da  fonti dello Stato vincolate; sebbene  si  riconosce
  l'importanza  dell'iniziativa,  quindi,  dovremmo  creare  un'altra
  copertura, non questa del capitolo 183739.
   Se  possiamo accantonarlo magari creando le condizioni, grazie  al
  fatto  che stiamo riducendo qualche cosa per poter sostenere questa
  iniziativa che è stata qui presentata.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  si  può  non
  apprezzare questo emendamento dove il Governo però, non solo  sulla
  parte  contabile, deve dare assicurazioni, mi sembra ben poca  cosa
  ora  trovare un milione di euro; deve dare assicurazioni su  quello
  che è il programma perché, l'anno scorso, su un milione e mezzo  di
  euro,  ne  abbiamo spesi soltanto 67 mila. C'è stata,  quindi,  una
  disattenzione verso questa importante attività e noi  non  soltanto
  sosteniamo questa proposta dell'onorevole Lupo ma riteniamo che  il
  Governo,  senza accantonare, con il capitolo che tutti  conosciamo,
  possa dare copertura finanziaria immediatamente.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
  Mancuso   ritengo   abbia   riportato  nell'alveo   giusto   questa
  considerazione circa un servizio ed un ufficio, quindi, un'attività
  in  cui  noi  crediamo,  cioè la cooperazione  decentrata.  C'è  un
  problema, quindi, di definizione dell'Ufficio, il fatto di lasciare
  in  piedi  l'Ufficio  e,  poi,  anche quello  relativo  alla  parte
  finanziaria,   quindi, di copertura finanziaria al  progetto  sulla
  cooperazione   decentrata.  In  questo,  pertanto,  ci   ritroviamo
  d'accordo con l'onorevole Lupo.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, intervengo per comunicare che appongo
  la  mia  firma all'emendamento - lo avevo già dichiarato  -  e  poi
  volevo aggiungere che questa somma va messa a bando perché non solo
  l'anno  scorso ne è stata spesa soltanto una minima parte ma  negli
  anni  precedenti  queste somme venivano impiegate per  varie  sagre
  paesane   che   nulla  hanno  a  che  fare  con   la   cooperazione
  internazionale. Credo, quindi, che vada attenzionato questo settore
  che  è  strategico ed importante per le cose che diceva l'onorevole
  Lupo  nei  confronti  di queste popolazioni che,  ahimè,  non  solo
  vivono   nella  povertà  ma,  molto  spesso,  oltre  alla  povertà,
  subiscono  gravi  calamità  naturali oppure  effetti  della  guerra
  devastanti per le popolazioni.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, penso possa  essere
  importante precisare che quest'Aula ha approvato all'unanimità  una
  mozione  quando  discutemmo  del  tema  dell'immigrazione  che  tra
  l'altro   esprimeva   l'impegno  nei  confronti   del   Governo   a
  rifinanziare   interventi  di  solidarietà  internazionale   e   di
  cooperazione decentrata. Penso che tutti noi, quindi,  ci  sentiamo
  anche moralmente impegnati a mantenere l'impegno preso.

   PRESIDENTE.  La  Presidenza ha ascoltato un po' le varie  proposte
  che ci sono state in merito e ritiene che, così come si è proceduto
  finora,  nel senso che si è riusciti ad avere una serie di risparmi
  e,  quindi, ad avere delle somme che possiamo riallocare in base  a
  ciò che è emerso dal dibattito sulle cose più importanti da fare  e
  anche per ciò che il Governo ha richiesto.
   Ritengo di accantonare l'emendamento Tab B. 272 con l'impegno  del
  Governo,  così  come si è fatto in altre occasioni;  spero  che  il
  Governo  mi  ascolti  e, comunque, lo faremo  presente  al  momento
  opportuno. Lo ripeto, lo accantoniamo con l'impegno dal  parte  del
  Governo,  così  come è accaduto su altre questioni  e,  domani,  al
  momento  di  vedere  come  riallocare le  risorse,  alla  fine  del
  dibattito  sul  bilancio, quindi, vedremo  come  riallocare  queste
  somme   per   dare  corso  a  ciò  che  è  emerso  dal   dibattito.
  Momentaneamente, è accantonato.
   Si passa all'emendamento Tab B.130.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 16.48, è ripresa alle ore
                                16.49)

   La seduta è ripresa.
   Si passa all'Amministrazione  Attività produttive'.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, Corona, Limoli: Tab  B.215,
  Tab B.216,  Tab B.217,  Tab B.218, Tab B.219, Tab B.220, Tab B.222,
  Tab B.223.

    Si  passa all'emendamento Tab B. 215. Lo pongo in votazione. Il
      parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento Tab B.217.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento Tab B.219.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento Tab B.218.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento Tab B.131.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottolineare
  che  i capitoli 212017 e 212018, destinati al rinnovo biennale  del
  contratto collettivo di lavoro dei lavoratori regionali, sono stati
  decurtati di quasi 18 milioni di euro, mentre qui da circa mezz'ora
  stiamo  approvando tutti i capitoli che riguardano  i  compensi  ai
  Co.Co.Co,   ai  Gabinetti  degli  assessori,  compresi  gli   oneri
  differiti.
   Credo vada fatta una riflessione su questo. Se il Governo dice che
  i capitoli relativi al rinnovo del biennio dei lavoratori regionali
  saranno  coperti, non ho difficoltà ad andare avanti ma non  vorrei
  che alla fine ci ritrovassimo col rinnovo dei compensi di Co.Co.Co.
  di spese di viaggio per i componenti di Uffici di Gabinetto e senza
  i  soldi  invece per rinnovare i contratti  ai lavoratori regionali
  che ne hanno pienamente diritto.
   Chiedo che si faccia una verifica.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  effettivamente,
  forse  il  Governo si distrae. Questo emendamento prevede  la  voce
  consulenti.   Gli  Assessori,  per  legge,  possono  nominare   tre
  consulenti,  né  uno  in più né uno in meno  e  c'è  la  cifra  già
  destinata:  2.000 euro al mese che per 12 fa 24.000  euro  lordi  e
  24.000 per 3 fa 70.000 circa.
   Obiettivamente, perché sono previsti 100.000 euro?
   Sei  si  porta la cifra a 80.000 non è una cosa dell'altro  mondo,
  quindi,  si  potrebbe anche accogliere l'emendamento perché,  nello
  spirito che l'onorevole Lupo dice, 100.000 non si spenderanno ma se
  ne spenderanno al massimo 80.000.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Direi di aggiungere l'I.V.A.  e
  anche la previdenza e, per questo, si arriva a 100.000 euro.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come  lei  ha
  notato, signor Presidente, su questi emendamenti, non abbiamo fatto
  neanche  un  intervento.  Poi, ritengo giustamente,  il  Segretario
  regionale  del  Partito Democratico si è accorto che  qualcosa  non
  funziona  perché,  voglio dire ai colleghi che quello  che  abbiamo
  visto in questi primi emendamenti, prima UPB del primo Assessorato,
  è  veramente poca cosa rispetto a quello che ci aspetta in  avanti,
  anzi,   devo  dire  che  l'Assessorato  delle  attività  produttive
  utilizza  poco  questi  strumenti e anche a buon  prezzo;  ora  che
  andremo  avanti, vi accorgerete che c'è chi li utilizza  di  più  e
  neanche a buon prezzo.
   Quindi,  la  politica che voleva finire con i  contratti  a  tempo
  determinato,  con i Co.Co.Co., Co.Co.Pro., con tutte  queste  sigle
  che  ho  anche  difficoltà,  anche  se  non  sono  in  inglese,   a
  pronunciare  e  con  tutti  gli esperti,  abbiamo  anche  Assessori
  tecnici che sono esperti e mi chiedono esperti per milioni di euro.
   Abbiamo  di  tutto, c'è di tutto. Questo non è  un  bilancio  come
  stamattina si presentava nelle pagine dei giornali. Non ce l'ho con
  i  giornalisti, onorevole Cimino, ce l'ho con chi fa  dichiarazioni
  sul fatto che questo è un bilancio di lacrime e sangue.
   Ma dove?
   Ma quando?
   Questo  è  un bilancio che certamente pesa su quelle che  sono  le
  scelte  ad personam soggettive delle professionalità e dei soggetti
  esterni  all'Amministrazione per farli lavorare e dimentica  quelli
  che  sono  i  contratti collettivi nazionali di lavoro;  anzi,  lei
  onorevole  Lupo, saprà che nella finanziaria, in queste ore,  tanta
  polemica c'è stata sul fatto che anche il fondo di quiescenza,  per
  chi  lavora in questa Regione, è portato all'anno prossimo, quindi,
  quei  59 milioni di euro li portiamo all'anno prossimo con la buona
  pace di questo Parlamento.
   Noi  siamo  contrari perché il Fondo di quiescenza mi  sembra  che
  doveva  essere accantonato già da quest'anno così come  prevede  la
  legge  che abbiamo votato l'anno scorso e con l'impegno che abbiamo
  preso  con  gli impiegati di questa Regione e il lavoro che  stiamo
  facendo  e, secondo me, serve anche a recuperare quella  norma  che
  abbiamo votato l'anno scorso e che può essere accolta, magari,  tra
  qualche ora.
   Quindi,  non  ci  allarmiamo più di tanto perché -  lo  ripeto  ai
  colleghi  -  è ben poca cosa; quello che chiedeva l'onorevole  Lupo
  era  una  cosa  saggia, che la politica delle spese  doveva  essere
  equilibrata.
   Vedrete  che abbiamo votato, per il Presidente della Regione,  100
  mila euro di viaggi.
   Mi  sembra  una  cifra  congrua, importante.  Ci  sono  assessori,
  invece, che viaggiano molto di più.
   Non  c'è  una linea che unisce gli assessorati e non c'è un  tetto
  sulle  spese, ognuno ha messo le cifre che ha voluto, senza  nessun
  limite.
   Questa  è la filosofia del bilancio, non delle lacrime del sangue
  Le  lacrime del sangue sono certamente le tasche dei siciliani  che
  con  l'articolo 8 della Finanziaria, che dobbiamo rivedere, andiamo
  a prendere i soldi per finanziare queste cose.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.222.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si procede con la Rubrica  Beni culturali ed identità siciliana'.
   Si  passa  all'emendamento Tab B.106. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevole assessore Cimino, onorevoli
  colleghi, questa è la prima incongruenza sulle spese di viaggio.
   Il  Presidente della Regione, che è la massima autorità di  questa
  Regione,  mi  sembra che ha usufruito di un importante stanziamento
  in  bilancio.  Bene,  l'assessore  prevede  di  viaggiare  più  del
  Presidente  della  Regione  e,  secondo  noi,  se  facesse  qualche
  viaggetto in meno sarebbe utile alle casse di questa Regione.
   Onorevole  Cracolici,  la spesa c'è, e 250 milioni  di  lire  sono
  tanti,  non  credo  che possiamo spendere questa cifra.  Mi  sembra
  esagerato   E' stato inserito quanto aveva previsto il Governo  nel
  bilancio  di  previsione,  nel disegno di  legge  n.  470.  Quindi,
  insistiamo  sull'emendamento che dovrebbe dare,  quanto  meno,  una
  linea  di  rigore al Governo, altrimenti chiunque  può  mettere  la
  cifra che vuole, senza nessun problema: se questa è la deriva a cui
  ci vuole portare il Governo, certamente non può essere la deriva di
  quest'Aula.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
  spese  che  riguardano i viaggi degli assessori non possono  essere
  casuali, occasionali, a seconda del clima dell'Aula. Sarebbe giusto
  che   il  Governo  proponesse  una  quota  uguale  per  tutti   gli
  assessorati, circa 80 mila euro, che mi pare somma un'equa somma.
   Possiamo anche formalizzare questa proposta con un emendamento, ma
  vorrei che il Governo intervenisse nel merito.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  soltanto
  sottolineare che un minuto fa l'Aula ha approvato la  somma  di  70
  mila  euro  di  spese di viaggio per l'assessore  per  le  Attività
  produttive.  Penso  che  possiamo tenere  conto  di  un  ordine  di
  grandezza simile per tutti gli assessorati perchè, a mio avviso c'è
  una differenza eccessiva fra un assessorato e l'altro.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   mi   dichiaro   favorevole   alla   proposta   avanzata
  dall'onorevole Di Benedetto, di equiparare tutte le spese per tutti
  gli  assessori a 70 mila euro, anche se da assessore delegato  alla
  Conferenza  Stato-Regioni avrei preferito qualcosa in  più.  Ma  va
  bene   così    La  proposta  sarà  formalizzata  in   un   apposito
  emendamento.

   PRESIDENTE.   Comunico   che   il   Governo   ha   presentato   il
  subemendamento Tab B.106.1:

   «sostituire le parole  16  con le parole  70 ».

   E'  inteso che questa linea, che è dettata dal Governo,  e  che  è
  emersa  dal  dibattito d'Aula, si applicherà per  tutti  gli  altri
  assessorati.
   Pongo  in votazione il subemendamento del Governo. Il parere della
  Commissione?

  SAVONA,  presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

  PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli    colleghi,   all'inizio   avevamo    stabilito,    per
  l'eterogenesi  dei fini di procedere per UPB, e non  per  capitoli;
  quindi,  una volta approvato un emendamento che riguarda  una  UPB,
  tutti gli altri sono assorbiti o decaduti.

   MANCUSO Signor Presidente, questo non è possibile.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, l'avevamo sostenuto anche noi.
   Si passa all'emendamento Tab.B.107.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  maggiore
  chiarezza,  a  prescindere dalle UPB, a prescindere  dai  capitoli,
  penso sia necessario chiarire il significato del voto, cioè che  lo
  stanziamento  per  le spese dei viaggi degli assessori  sono  tutte
  uguali ad euro settantamila.
   Adesso,   invece,  stiamo  parlando  dello  stanziamento   per   i
  consulenti, ed ecco che già facciamo una sperequazione.  Non  penso
  che l'assessore ai beni culturali possa pagare i consulenti meno di
  quanto li paga l'assessore Venturi, perché consulenti sono gli  uni
  e consulenti sono gli altri.
   Se  abbiamo  dato  centomila euro ai consulenti  di  Venturi,  non
  capisco perché Lei ne destina 91 a quelli di Armao.
   Bisogno uniformare lo stanziamento, e tre consulenti per assessore
  devono  avere tutti la stessa cifra, e me ne dispiace, questo  vale
  anche  per  Lei, onorevole assessore Cimino, perché non è possibile
  che i suoi consulenti poi, valgono duecentomila euro.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   vorrei   chiarire   che  queste   variazioni,   spesso,
  scaturiscono dal consolidato, e alcuni assessori non hanno attivato
  consulenti, perché l'assessore può nominare tre consulenti, ma  può
  anche nominarne anche due.
   Condivido,  comunque, l'ipotesi dell'onorevole  Bennati,  e  visto
  anche  che  lui  è  stato  assessore,  evidentemente  sa  che   con
  novantamila euro si può lavorare ugualmente.

   PRESIDENTE Onorevole Cimino, allora si può arrivare ad una  intesa
  come quella che abbiamo fatto per i viaggi e cioè ad uniformare?  E
  se è così, ad uniformare a quanto? E' intendimento del Governo dare
  un  parere  favorevole per portare tutte le spese dei consulenti  a
  100.000,00 euro?

   CRACOLICI. Tutte le spese per i consulenti valgono 90.000,00 euro.

   PRESIDENTE.  Si, onorevole Cracolici, 90.000,00 euro, ma  dobbiamo
  formalizzarlo di volta in volta con un subemendamento.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  Tab.B.107.1  all'emendamento Tab.B.107, che modifica  la  cifra  in
  90.000,00 euro. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento Tab.B.88.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   di   questa
  questione   è  stato  investito  l'ex  Presidente  della   Regione,
  onorevole  Cuffaro e l'attuale Presidente della Regione,  onorevole
  Lombardo. E' la famosa storia degli addetti stampa
   Ma  questi  capitoli prevedono dei contratti a tempo  determinato,
  che  non  c'entrano con la storia che ha investito i due Presidenti
  della  Regione.  Sono altri addetti stampa, quindi  spesa  in  più,
  oltre  quelli  che abbiamo già stabilizzato, ce ne sono  altri.  Se
  volete  sapere  il capitolo con cui paghiamo quelli vi  posso  pure
  dire il numero. Ma questi sono altri

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, questo capitolo non comprende  solo
  gli  addetti stampa. In molti assessorati, quasi tutti, si  è  dato
  corso  a dei mini giornali, a volte on-line, che vengono finanziati
  con queste somme, abbastanza insufficienti tra l'altro.
   Questo, solo per aprire un'informativa.

   MANCUSO.  Se  si  vuole continuare a spendere, ulteriormente,  per
  attività  di  informazione, prevedendo per ogni assessorato  50.000
  euro o 80.000 o 110.000 o 130.000, noi siamo contrari.
   Siamo  favorevoli alla previsione che il Governo ha  dato  con  il
  disegno  di legge n. 470, perché i nostri emendamenti non  azzerano
  il  capitolo  ma fanno riferimento alla previsione del  Governo  in
  prima  istanza, quando ha presentato il bilancio nel  novembre  del
  2009;  poi,  sono state aggiunte delle cifre, e non si  capisce  il
  perché

   CIMINO,   assessore   per  l'economia.  Condivido   quanto   detto
  dall'onorevole Mancuso.

   PRESIDENTE. E quindi stabiliamo una cifra per tutti?

   CIMINO,  assessore per l'economia. Si signor Presidente,  60  mila
  euro per tutti.

   PRESIDENTE. Onorevole assessore, il Governo si potrebbe  attestare
  a 50 mila euro.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Stabiliamo  quanto  era   la
  previsione della Commissione bilancio.

   PRESIDENTE..  Onorevole Mancuso, se lei condivide,  le  chiedo  di
  ritirare  il  suo emendamento, con l'avvertenza che per  tutti  gli
  altri   Dipartimenti,  ove  fosse  prevista  una  somma  più  alta,
  bisognerà riportarla a 50 mila euro.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  io  posso  ritirare   tutti   gli
  emendamenti, non ho alcun problema. Mi è stato spiegato meglio qual
  è  questo  tipo di attività, quindi i siti on line, e noi spendiamo
  migliaia  di  euro per questa attività. Poi, magari,  approfondiamo
  l'argomento  quando parliamo di Sicilia e-servizi, per capire  come
  vengo spesi questi soldi.
   Quindi, per me non c'è un limite minimo o massimo. Io ho sollevato
  un  problema di cui il Governo dovrebbe farsi carico. Può stanziare
  anche  duecento  mila  euro, ma questo bilancio  non  è  lacrime  e
  sangue.  Questo  bilancio è un bilancio sereno, come  si  è  sempre
  fatto da trent'anni a questa parte.
   Dichiaro di ritirare l'emendamento Tab.B.88

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,   quello   che   diceva
  l'onorevole  Mancuso  è  un po' diverso. Se noi  approviamo  questo
  emendamento   lasciamo  la  previsione,  e  poi   con   gli   altri
  Dipartimenti vediamo di volta in volta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento Tab.B.94.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   faccio   un
  intervento  generale  sui tre emendamenti  che  fanno  parte  della
  stessa UPB. Non si comprende perché c'è una richiesta ulteriore del
  Governo,  mi  pare di uno stanziamento di circa 12, 13  milioni  di
  euro  da  un  mese  all'altro. Se ci spiega  perché  rispetto  alla
  previsione  del novembre del 2009, è stata aumentata  di  circa  10
  milioni  di  euro  e anche di più, per comprendere  qual  è  questa
  differenza. Se c'è una spiegazione logica all'attività del Governo,
  noi siamo pronti a ritirarli gli emendamenti

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che, a
  mio avviso, l'emendamento Tab.B.94 non è sbagliato, nel senso che o
  c'è  un rapporto in essere con delle obbligazioni nei confronti  di
  persone  che  lavorano,  contratti  per  i  quali  esistono   delle
  obbligazioni, e quindi ci sono delle spese obbligatorie, o  non  ci
  può  essere una previsione ad organetto. Aggiungo - ed è questo  il
  senso  del mio intervento - che vorrei capire anche sulla  base  di
  quale  mandato  il  Governo, in particolare  l'Assessore  al  ramo,
  annuncia una privatizzazione della gestione dei siti culturali.
   E'  evidente  che  stiamo procedendo con grande confusione  e  con
  rischi  di  duplicazione di costi per la Regione. Forse l'Assessore
  Armao  non  sa che per la gestione dei siti culturali spediamo  una
  serie di risorse, tra le quali quelle di questo capitolo, quindi mi
  pare  del  tutto  ovvio che il Governo debba fissare  un  indirizzo
  certo.
   Esistono dei rapporti in essere con Beni culturali S.p.A.,  che  è
  un  altro tema che riguarderà la riorganizzazione delle società per
  quanto  attiene i servizi gestiti direttamente o attraverso società
  dalla  Regione controllata. Decidiamo che se dobbiamo privatizzare,
  licenziamo le persone che lavorano in quelle società. Se  questo  è
  l'orientamento  del Governo, lo dichiari; ma noi  preferiremmo,  in
  quel  caso,  licenziare l'Assessore che ipotizza  uno  scenario  di
  duplicazione  dei costi dell'Amministrazione regionale.  Credo  che
  nell'emendamento debba essere chiarito un punto: questo capitolo  è
  frutto  di  obbligazioni? Se ci sono obbligazioni  non  ci  possono
  essere  variazioni, perché ci sono spese obbligatorie e  quindi  va
  coperto  in quanto spese obbligatorie. Se non ci sono obbligazioni,
  allora  quella  previsione in più è una maggiorazione  che  non  si
  comprende.
   Forse  con  quella maggiorazione si vogliono fare  privatizzazioni
  ulteriori?
   Il  Governo dovrebbe spiegarlo meglio in Aula, prima di  approvare
  l'emendamento, perché lo ritengo un nodo abbastanza delicato.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  comprendo gli interventi dei colleghi  parlamentari:  la
  somma  nel bilancio di previsione 2010 era di 38.292.000 e, con  la
  variazione  della  Giunta, è stata aumentata perché  vi  era  stata
  sottostima  rispetto  alle convenzioni in essere.  Subito  dopo  un
  incontro  con  le organizzazioni sindacali, sono state attenzionate
  alcune problematiche attinenti a convenzioni per la custodia  e  la
  conservazione  dei beni culturali e, per portare  a  regime  questa
  attività  della  struttura che sovrintende ai beni culturali  della
  Regione, è stato necessario poter ampliare questa copertura.
   Come   diceva   l'onorevole  Cracolici,  il  collega   Armao   sta
  affrontando  la  problematica anche per creare  le  condizioni  per
  migliorare  questo servizio e so che si è ancora  in  una  fase  di
  studio  e  di  approfondimento. In finanziaria è stato inserito  un
  articolo che dà la possibilità all'Assessore per l'economia, con il
  Presidente   della   Regione,  di  presentare   una   proposta   di
  razionalizzazione delle strutture societarie con in  coinvolgimento
  della  Commissione  Bilancio  e  penso  che  questo  sarà  tra  gli
  argomenti  che  il Governo dovrà sottoporre all'Aula  perché  viene
  facile  evidenziare come la cifra posta in bilancio sia sicuramente
  evidente  e per questo vi è la necessità, anche in questo  settore,
  di mostrare attenzione per un'opera di razionalizzazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il Governo
  faccia  bene  a valorizzare le risorse interne prima  di  ricorrere
  all'utilizzo  di risorse esterne, se questo è l'indirizzo.  Allora,
  farebbe  bene  l'Assessore al ramo a venire  in  Aula  a  dire  che
  rinuncia  al  ricorso  alle risorse esterne,  cioè  confermiamo  la
  previsione  di spesa dell'anno scorso, se ci sono oneri  aggiuntivi
  del  personale che, però, non corrispondono a nuove assunzioni,  io
  sono   anche  per  confermare  gli  oneri  aggiuntivi,  se   questi
  rispondono ad aumenti contrattuali, a diritti dei lavoratori.
   Ma  deve  essere  chiaro:  1) che non ci sono  assunzioni  in  più
  rispetto  a  quelle dell'anno scorso perché questa è la finanziaria
  votata  l'anno scorso che bloccava le assunzioni; 2) che  a  fronte
  della conferma delle risorse finanziarie, che sono cospicue, perché
  parliamo  di  quasi cinquanta milioni di euro, non possono  esserci
  ulteriori  oneri che derivano dal ricorso a terzi  e  non  va  bene
  neanche che si dica  ma tanto il ricorso a terzi non comporta oneri
  aggiuntivi , perché privatizzare la gestione dei musei e  dei  siti
  archeologici,  addirittura, qualcuno dice  l'Assessore  sosterrebbe
  può   comportare   vantaggi  economici  per   la   Regione   perché
  l'Assessore,  al  contempo, dovrebbe dirci  cosa  ne  facciamo  dei
  lavoratori della  Beni Culturali  S.p.A.'.
   Non è sufficiente, infatti, dire che potremmo avere degli introiti
  dall'affidamento della gestione globale dei siti archeologici e dei
  musei  a  terzi  se poi non sappiamo come utilizzare  il  personale
  della   Beni  Culturali S.p.A.', a maggior  ragione  visto  che  la
  finanziaria   prevede   anche   un   articolo   che   parla   della
  riorganizzazione delle società regionali.
   Il  buon  senso  vorrebbe, intanto, che si avessero  le  idee  più
  chiare  su qual è l'intendimento del Governo sulla riorganizzazione
  delle  società regionali, fissare il  perimetro delle attività  che
  il  Governo  intende gestire con risorse proprie, anche utilizzando
  bene  il  personale delle società partecipate e, poi, in un secondo
  momento,  affrontare  il tema delle esternalizzazioni  rispetto  al
  quale io sono assolutamente contrario.

   PRESIDENTE. Sarebbe utile una precisazione del Governo.

   CIMINO,  assessore per l'economia Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  volevo ribadire che questa cifra conferma  il  dato  del
  2009.  Non  è  prevista nessuna nuova assunzione,  non  è  prevista
  nessuna  nuova  opportunità.  Questa  è  la  cifra  che  viene   al
  consolidato  del  2009 e, sicuramente, tutte  le  altre  iniziative
  troveranno il Parlamento non solo informato ma attore nelle  scelte
  che si andranno a determinare.

   PRESIDENTE. Assessore Cimino, si riferisce alla cifra 47.866?

   CIMINO,  assessore per l'economia. Sì,  signor Presidente: 47.866.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non so se ha ascoltato la precisazione del Governo  il
  quale  riferisce che lo  stanziamento in bilancio di  47.866  è  la
  cifra storica del consolidato, non c'è aggiunto alcunché.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, non è la  cifra  storica  ma  quella
  impegnata nel 2008 e prevista nel 2008, non è quella storica perché
  quella   storica  del  2008  è  di  25  milioni  di  euro,   quindi
  l'operazione è stata fatta nel 2009, attenzione
   Noi siamo d'accordo su quello che ha detto il Governo: è una cifra
  consolidata  che deve rispettare quelli che sono stati gli  impegni
  presi nel 2009.
   L'unica cosa che chiediamo e che non abbiamo sentito dal Governo è
  che  deve frenare le attività che ha posto in essere nel 2009;  non
  l'abbiamo  sentito  questo  impegno, perché  quello  che  ha  detto
  l'onorevole  Cracolici mi pare una cosa chiarissima,  perchè  nulla
  vieta  nel 2010 un'altra operazione come quella che è avvenuta  nel
  2009, con gli annunci che il Governo ha fatto.
   L'operazione nel 2009 è stata fatta con personale che  già  questa
  Regione,  per le proprie attività, conosceva benissimo  e  che  era
  giusto inglobare in quelle che sono attività di servizio e, quindi,
  anche retribuite secondo l'esigenza.
   Quello che il Governo ha annunciato è un'altra cosa. Se questi  47
  milioni  di  euro  e  886  servono a  continuare  quel  lavoro  che
  l'Assessore  Leanza ha fatto con grande scrupolo, senza  aggiungere
  null'altro agli annunci dell'Assessore Armao, bene.
   Noi  possiamo  anche  ritirare l'emendamento ma  il  Governo  deve
  prendere un impegno in Aula rispetto a questo.
   Noi  riteniamo  che  quello che è stato fatto,  anche  se  un  po'
  forzato  nel  2009 - un'operazione che ha portato  molto  lavoro  a
  tantissimi  soggetti  nella nostra Sicilia - può  avere  un  futuro
  anche   di  stabilizzazione,  raggiungere  questa  finalità.  Però,
  l'impegno deve essere preso.
   L'Assessore Cimino, nelle sue dichiarazioni, è sempre un po' vago,
  si lascia una porta aperta forse per non dispiacere i suoi colleghi
  di Giunta ma questi sono argomenti che proprio lui deve mutuare dal
  suo  collega  romano  che  non  deve  criticare  eventualmente   se
  controlla i conti della Regione, li deve mutuare perché l'Assessore
  per   l'economia  ha  certamente  una  responsabilità  anche  sulle
  dichiarazioni di Governo che un po' sviano quella che è, invece, la
  tenuta di un bilancio che ha gravi problemi.
   Si  è aggravata la spesa, anche in questo caso, non di poco e oggi
  dobbiamo arginare. Quindi, se il Governo ci fa sentire forte questo
  impegno  noi  siamo  pronti  a ritirare  l'emendamento  che  quanto
  dichiarato nei giornali, cioè sulla privatizzazione di diversi beni
  culturali,  che  in  questo  momento  possono  essere  fruiti   con
  l'operazione  che si era fatta nel 2009, noi siamo  per  confermare
  quello che è stato fatto e, certamente, per ragionare su quello che
  il Governo vorrà fare.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  anche
  della  presenza  dell'onorevole Leanza che, in effetti,  è  in  una
  doppia  veste anche quale Assessore per i Beni culturali precedente
  ed oggi Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
  per  porre  un  problema  - e vorrei che l'onorevole  Cimino  fosse
  attento  sull'argomento - perché su questa  vicenda,  dove  io  non
  entro nel merito se i 47 milioni sono tali, è stato chiarito che si
  tratta  di una spesa che tiene conto di tutto ciò che ruota attorno
  alla società  Beni Culturali S.p.A.' che si è fatta carico di tutto
  un insieme di figure, dai catalogatori a tutto il resto.
   Allora,  io domando all'Assessore, non capisco perché noi  abbiamo
  presentato  giorni fa - e buona parte dei deputati della  Provincia
  di  Messina  ne sono tutti firmatari - un emendamento  che,  guarda
  caso,  rientra in questa fattispecie che sono quegli operatori  che
  noi dicevamo sarebbero andati ai musei, in particolare in quello di
  Lipari  - e mi riferisco alla Pumex - che, guarda caso, non   hanno
  più l'opportunità di lavorare perché norme internazionali, europee,
  l'Unesco, chiunque, gli hanno chiuso gli stabilimenti.
   Pertanto,   assessore   Leanza,  tenuto   conto   che   con   atti
  amministrativi si è fatto quanto si è fatto, che oggi  ci  troviamo
  un   calderone'  di  47  milioni di euro a disposizione  per  tutte
  queste fattispecie, noi abbiamo provato - e mi risulta da voci  che
  questo  emendamento difficilmente in Aula avrà  la  possibilità  di
  essere  discusso  -  allora  dico:  perché  il  Governo  -  so  che
  l'assessore Leanza su questa tematica ha dato disponibilità  -  non
  prende un impegno e con delibera di Giunta che si può fare trova la
  soluzione definitiva per queste persone.
   Effettivamente, il problema non è stabilizzare o trovare  posto  a
  persone che hanno perso il lavoro in società private, questa è  una
  fattispecie  differente,  queste erano persone  che  lavoravano  in
  aziende floride e per il vincolo giusto, legittimo dell'UNESCO, che
  non  ha  nulla a che vedere quindi con condizioni di precarietà  di
  lavoro,  hanno perso  il posto di lavoro ed è da due  anni  che  si
  discute sull'argomento.
   Signor  Presidente Formica, lei nel 2007 si era  fatto  carico  di
  risolvere  questo  problema, io nel 2009 mi  ero  fatto  carico  di
  risolvere questo problema, l'assessore Leanza se n'è fatto  carico,
  il  Presidente  della Regione, tutti ci facciamo carico  di  questo
  problema, poi arriva sempre un problema che non lo  risolve.
   Assessore Leanza, io chiedo, alla luce di quanto io dico,  siccome
  non so se questa norma - e lo dico a tutti i colleghi di Messina  -
  potrà  essere ristoro per questa gente, dove il professore Lo Nigro
  aveva trovato l'emendamento uguale a quello dell'anno scorso per il
  Museo di Centuripe e fu fatto in finanziaria, quest'anno sembra che
  in finanziaria questo emendamento non si possa discutere, non si sa
  perché ma è la stessa cosa, precisa e uguale.
   Se  questo  non si farà, chiederò un impegno del Governo  affinché
  trovi  una soluzione conclusiva in una delibera di Giunta  e queste
  persone transitino in questo capitolo, in questa problematica.

   PRESIDENTE.  Per  concludere:  Governo,  a  fronte  di   una   sua
  disponibilità,  di  un impegno ad escludere che ci  possano  essere
  attività di privatizzazione per il futuro - che era quanto chiedeva
  l'onorevole   Mancuso  -  e  a  fronte  dell'impegno  riguardo   ai
  lavoratori della Pumex che non abbisognano di alcuna norma di legge
  ma di un semplice atto di Giunta perché tutto ciò che riguardava il
  prosieguo  della  stabilizzazione - chiamiamola così  -  di  questi
  lavoratori  era  stato  già  fatto  anche  dalla  CRI,  Commissione
  regionale per l'impiego, serve solo una delibera di Giunta.
   A  fronte  di  questi  due  impegni  mi  è  parso  di  capire  che
  l'onorevole Mancuso è disponibile a ritirare l'emendamento.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ribadisco come la questione è alquanto  articolata.  Per
  quanto riguarda i fondi necessari per la società dei beni culturali
  di 50 milioni, sono le risorse necessarie per confermare l'attività
  dell'anno in corso.
   Per quanto riguarda, invece, la considerazione che hanno fatto gli
  onorevoli colleghi, voglio ribadire che, proprio in finanziaria, vi
  è  un  articolo che è stato esitato e che ha riscritto la  proposta
  del   Governo   che  è  l'articolo  che  provvede  a   creare   una
  razionalizzazione  nell'ambito  delle  strutture  societarie  della
  Regione  ed  anche, quindi, per le cosiddette partecipazioni  della
  Regione.
   Secondo quanto stabilito dall'articolo della finanziaria,  che  io
  spero  già da domani si possa cominciare ad esitare, il Governo  si
  impegna  a portare in Commissione bilancio - che, se non erro,  con
  parere  vincolante, dovrà apprezzare questo tipo di percorso  -  la
  valorizzazione e la razionalizzazione delle strutture societarie  e
  ciò,  quindi,  anche  per  quanto concerne  la  valorizzazione  del
  personale dentro le  strutture.
   Per  quanto riguarda le ulteriori problematiche.- lei mi sollecita
  il  problema  della Pumex - il Presidente della  V  Commissione  ha
  sollecitato  che la problematica del lavoro e del precariato  venga
  attenzionata in modo unitario dalla Commissione V e per  questo  il
  Governo ha ritirato degli emendamenti in tal senso.
   Se  alcune  iniziative potranno essere affrontate anche  con  atto
  amministrativo,  atto di Governo, sarà mia cura  fare  attenzionare
  questo problema anche al Governo regionale.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  si  parla  della  vicenda dei lavoratori ex Pumex, forse  è  meglio
  essere  chiari;  non  credo che il Presidente della  V  Commissione
  abbia sollecitato alcunché a proposito dei lavoratori ex Pumex.  Se
  ha  fatto una sollecitazione per quanto riguarda i lavoratori degli
  enti locali, gli LSU, gli articolisti, gli ASU, i PUC, eccetera,  è
  una  sua  responsabilità  perché io la pensavo  diversamente  e  lo
  voglio dire.
   L'onorevole Fagone avrà avuto le sue motivazioni, in ogni caso  lo
  ha fatto a titolo personale.
   Detto  questo,  a me preme molto, invece, che si faccia  chiarezza
  sulla vicenda dei lavoratori ex Pumex, assessore Cimino e assessore
  Leanza, anche perché non vorrei che, nella dialettica naturale  tra
  maggioranza  e opposizione a proposito del bilancio, si  mettessero
  in mezzo i lavoratori ex Pumex che non c'entrano niente.
   L'onorevole  Bennati,  dopo  avere fatto,  diciamo  così,  la  sua
  battaglia  legittima di opposizione, adesso, ha  introdotto  questo
  elemento.
   Il  Presidente Formica ha detto, ed è una sua autorevole opinione:
   Non c'è bisogno di una norma ; a differenza di quello che sostiene
  l'onorevole Beninati.
   L'onorevole  Beninati  sostiene che  ci  vuole  una  norma,  la  V
  Commissione,  da  me presieduta, si è attivata per  inserire  nella
  finanziaria  una norma; Assessore Cimino, la Commissione  Bilancio,
  nella  sua  autonomia e con le sue motivazione, ha  deciso  di  non
  approvare questa norma.
   Noi  dobbiamo sapere se, come dice il presidente Formica, non  c'è
  bisogno  di  una  norma ma è possibile dare una risposta  a  queste
  persone attraverso un atto amministrativo in una delibera di Giunta
  e allora andiamo in questa direzione.
   Se  lei  mi  dice che è così faremo un ordine del  giorno  in  cui
  impegniamo la Giunta a deliberare per dare una risposta  a  persone
  che  hanno  perso il lavoro perché la Regione non ha  rinnovato  la
  concessione  all'azienda per fini molto nobili e cioè  per  evitare
  che le Eolie uscissero dal patrimonio dell'Unesco, ma questo, che è
  un  grande fatto positivo per le Eolie e che io condivido, non  può
  essere penalizzante per i lavoratori.
   Pertanto,  sarebbe utile una risposta in questo senso proprio  per
  evitare  che  si  mettano in mezzo gli interessi ed  i  diritti  di
  lavoratori che non devono essere strumentalizzati - su questo credo
  che  siamo  d'accordo,  onorevole Bennati -  nella  dialettica  tra
  maggioranza  e  opposizione  a  proposito  del  bilancio  e   della
  finanziaria.
   Vorrei  una  risposta  certa su questo  punto  perché,  se  non  è
  sufficiente una delibera di Giunta, io ho riproposto l'emendamento,
  si dia copertura e si operi in questa direzione.

   PRESIDENTE. Vorrei dare un supporto al Governo: non è che d'emblée
  la  Giunta potrebbe, con un proprio atto amministrativo, assimilare
  lavoratori
   In  questo caso, però, non avviene all'improvviso ma vi è tutta la
  procedura  prevista  dalla legge che è stata  seguita,  e  cioè  un
  deliberato  della  Commissione  regionale  per  l'impiego  che   ha
  stabilito   il   percorso,   promuovendo   questi   lavoratori    e
  trasformandoli in ASU a disposizione del Comune che può cederli  al
  Museo di Lipari. Questo era il percorso stabilito.
   Se  la Giunta di Governo, con una propria delibera, stabilisce che
  la società  Beni culturali S.p.A.' ha un aumento di risorse pari ad
   x',  la  Beni culturali S.p.A.' può procedere ad incamerare questi
  lavoratori, non perché lo decide la Giunta ma perché c'è  stato  un
  percorso  concordato  con  le  forze  sindacali  e  in  Commissione
  regionale per l'impiego.
   Tutta  la  fase  propedeutica è stata fatta.  Non  capisco  perché
  questo  problema  si ripropone e ancora non sia stata  trovata  una
  soluzione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega che  mi
  ha  preceduto  ha  detto che bisogna essere  chiari,  io  le  dico,
  invece, che bisogna essere chiarissimi.
   Rimandare  la  questione del personale e soprattutto la  questione
  dei  lavoratori della Pumex in V Commissione, mi sembra che  voglia
  dire di rimandare il problema e non affrontarlo.
   A  proposito  della  Finanziaria,  siccome  è  stato  inserito  un
  emendamento  che  prevede la sistemazione e la  stabilizzazione  di
  alcuni precari regionali attraverso delle Tabelle, dico di inserire
  tutti  e  quindi  anche i lavoratori della Pumex  oppure  tutta  la
  questione del personale ritorni in V Commissione.
   Non  possiamo avere dei figli minori come i lavoratori della Pumex
  che  vengono rinviati in Commissione ed altri lavoratori  che  sono
  presenti   fisicamente  anche  qui,  che  incitano  il  Governo   a
  promuovere la stabilizzazione attraverso un emendamento che è stato
  posto  in  Finanziaria e quindi stabilizzarli. O  lo  facciamo  per
  tutti o non lo facciamo per nessuno.
   Invito  il  Governo ad essere chiarissimo sulla  questione.  O  si
  intraprende  la  strada fin qui posta anche da lei,  attraverso  la
  delibera  di  Giunta o mandiamo tutta la questione che riguarda  il
  personale, non solo una parte, in V Commissione.

   PRESIDENTE. Il Governo è stato da più parti sollecitato:  dia  una
  risposta  chiara  per evitare di continuare a  fare  intervenire  i
  colleghi.

   LUPO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  anch'io
  sottolineare  l'importanza di affrontare  il  tema  dei  lavoratori
  della  Pumex, che si ritrovano in una condizione drammatica  perché
  l'Unesco ha preso la decisione che tutti conosciamo.
   Voglio  anche  sottolineare  che a Lipari  ci  sono  diversi  siti
  archeologici e museali oggi chiusi. Mi sembra assurdo che rimangano
  chiusi.
   Da  un  lato  c'è  l'intervento  dell'Unesco  per  valorizzare  il
  patrimonio naturale rappresentato dall'isola di Lipari e dall'altro
  la  Regione che non si fa carico di valorizzare i siti e il  valore
  culturale dei siti archeologici e museali.
   I  lavoratori  della Pumex, invece, potrebbero  essere  utilizzati
  proficuamente  e  produttivamente, attraverso le soluzioni  che  il
  Governo deve impegnarsi a trovare.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il Governo si impegna a dare una soluzione a questo  tema
  da qui alle prossime ore.
   Ritengo  che  non  è possibile pensare alla semplice  delibera  di
  Giunta su un argomento di questo genere.
   Direi  che  è  il caso che con la Finanziaria si possa  affrontare
  questo  argomento  e,  se  vi  è  il coinvolgimento  dell'Assemblea
  regionale, si possa dare risposta a questo settore.
   Penso che la semplice delibera di Giunta, non sia una delibera, di
  fatto, che possa sanare questo problema.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  pensavo di aver capito bene il suo ragionamento e pensavo che  lei,
  assessore Cimino, volesse dire all'Aula che il problema che abbiamo
  sollevato  e  di cui lei certamente è a conoscenza - e che  conosce
  molto  bene l'Assessore  Nicola Leanza - lo conosciamo un po' tutti
  perché tante volte ce ne siamo occupati, è una questione che  viene
  da  lontano. Tante volte abbiamo creato meccanismi di illusione nel
  personale  della  ex  Pumex, che vedeva  quasi  la  soluzione,  che
  riteneva   che  fosse  veramente  a  portata  di  mano.  Vi   erano
  innumerevoli  dichiarazioni  dell'assessore  Leanza  che   facevano
  capire che il problema fosse risolto.
     Il  Governo,  qualche  minuto  fa,  ha  detto,  raccogliendo  la
  preoccupazione  dell'onorevole Nino Beninati, che  sollecitava  una
  riposta,  che  avrebbe proceduto - era anche la sollecitazione  che
  veniva dalla Presidenza - con atto amministrativo, in soldoni,  con
  una  delibera  di  Giunta  che consentiva a  questi  lavoratori  di
  entrare all'interno dei  Beni culturali S.p.A.' e con un incremento
  di risorse da destinare a quest'ultima.
   Mi  pare che ora la posizione del Governo sia leggermente diversa.
  Quindi,  stiamo introducendo, piuttosto che elementi di  chiarezza,
  elementi di confusione.
   Lei  ha la strada, Assessore, è chiarissima: è un'autostrada.  Noi
  abbiamo presentato un emendamento. D'altronde non stiamo inventando
  nulla di nuovo. Come diceva Beninati, è accaduto l'anno scorso  per
  il  museo di Centuripe e, quindi, è un percorso che, da un punto di
  vista   del   Regolamento  di  quest'Aula,  può  essere  certamente
  accettato.  C'è  un  emendamento ben  preciso,  a  firma  di  molti
  parlamentari messinesi.
   Assessore,   faccia   proprio  l'emendamento,  garantisca   quella
  copertura finanziaria e noi chiudiamo, secondo me, un capitolo che,
  al contrario, rischia di farci arrotolare, di farci aggrovigliare e
  di  complicare ancor più il percorso di questa sessione di bilancio
  che  -  mi consenta una breve riflessione, caro assessore -  è  una
  sessione  che,  certamente,  non sta facendo  scrivere  una  pagina
  gloriosa  a  questo  Governo  e che, al contrario,  sta  suscitando
  moltissime   perplessità,  moltissimi  dubbi,  non  solo   in   noi
  parlamentari,  ma anche in chi ci ascolta. E, se  noi  vogliamo  in
  qualche   maniera,  dimostrare,  al  di  là  dei  proclami,   delle
  dichiarazioni, al di là della stampa, al di là dell'Ansa e chi  più
  ne  ha  più  ne metta che vogliamo davvero voltare pagina,  che  il
  Governo  vuole  dare un contributo alla crescita  dell'economia  in
  Sicilia,  incominciamo a dare qualche piccolo esempio; introduciamo
  qualche  goccia in questo Oceano, che è in tempesta, caro assessore
  Cimino, per cui facciamo chiarezza e aspettiamo da lei una risposta
  precisa.
   Non  ci  è dato continuare a prendere in giro quei lavoratori  che
  abbiamo  incontrato ufficialmente in Commissione, ai quali  abbiamo
  detto  chiaro e tondo che avremmo trovato una soluzione e che oggi,
  certamente,  ci stanno ascoltando e capiscono che questa  soluzione
  non  c'è,  che è più lontana e che soltanto una parola  chiara  del
  Governo può contribuire a risolvere il problema.
   Aspettiamo,  allora, Assessore, una sua parola chiara  e  speriamo
  che  venga  e  che dia ai lavoratori la possibilità  di  stare  più
  tranquilli piuttosto che vivere in questo precariato che rischia di
  non finire mai.

   PRESIDENTE. In attesa che il Governo dia una risposta  ai  quesiti
  che sono stati posti, passiamo ad esaminare il  Tab B.93 .

   MANCUSO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Abbiamo tre emendamenti uguali che sono il TAB B89, il TAB  B91  e
  il  TAB  B92,  a  pagina 212 per il Governo  ed a  pagina   46  del
  bozzone.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirare il TAB B92.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   agli  emendamenti  TAB  B89  e  TAB  B91.  Li   pongo
  congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento TAB B90, a pagina 218 per il Governo,  a
  pagina 47 del bozzone.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'esame di due emendamenti contemporaneamente, il  TAB
  B96  e il TAB B97, di identico contenuto. Si trovano a pagina 53  e
  54 del bozzone ed a pagina 221 per il Governo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  vorrei  precisare  che  si  tratta  di
  rifinanziare   il   capitolo   per  il   restauro   del   materiale
  bibliografico  ed archivistico, così come già previsto  per  l'anno
  2008.
   Nel  corso  del  2009  il capitolo è stato definanziato  e  questo
  rappresenta  anche  un  danno per la  Regione,  nel  senso  che  il
  capitolo   viene   utilizzato  per  il   restauro   del   materiale
  bibliografico   ed  archivistico  che  rappresenta   un   autentico
  patrimonio  di  questa  Regione siciliana,  quindi  l'abbandono  di
  questa  attività  provoca di fatto anche il  deterioramento  di  un
  patrimonio   culturale  assolutamente  significativo,   quindi   la
  proposta  tende  a ripristinare ciò che era già lo stanziamento  in
  essere nel 2008.

   PRESIDENTE. Onorevole Governo, penso che  vista l'alta finalità  e
  la  cifra  che è di 300 mila euro, l'Aula sia d'accordo  su  questo
  tipo di emendamento.  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole a rimpinguare di  100
  mila euro in più questa cifra.

   PRESIDENTE. Sono 300 mila euro.

   CRACOLICI. Quindi lo portiamo a 300 mila euro tutto?

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Lupo, è più 300 mila  rispetto
  a quanto?

   LUPO.  Quello attuale è 200 mila euro e più 300 mila euro  diventa
  500 mila euro, esattamente come nel 2008.

   PRESIDENTE.  Quindi, lo riportiamo al 2008, per avere chiarezza  i
  deputati che devono votare.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Sono  approvati)

   A questi emendamenti l'intera Aula ha chiesto di apporre la firma.
   L'Assemblea ne prende atto.
   A questo punto il TAB B98, TAB B100, TAB B99, TAB B95 sono
  preclusi.
   Si passa all'emendamento TAB B101, a pagina 58 del bozzone ed a
  pagina 227 per il Governo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  che  il  Governo
  accolga  l'emendamento perché tutti quanti i  contributi  vanno  in
  diminuzione,  tranne questo che va in aumento.  Mi  pare   Galleria
  d'Arte  Moderna  di Palermo. Ho detto, tutti i contributi  dell'UPB
  vanno  in  diminuzione per tutti quanti, solo questo va in aumento.
  Se  c'è  un motivo ben preciso scelto dal Governo, bene, altrimenti
  se  non  c'è  motivo  lo distribuiamo per tutti  gli  altri  aventi
  diritto.

   PRESIDENTE.  In  effetti,  l'Aula  si  è  pronunciata  più   volte
  sull'uniformità.

   MANCUSO.  Penso  che  si riferisce alla pubblicizzazione,  già  da
  qualche settimana, all'annuncio della cosiddetta  Fondazione Riso ,
  si chiama così.

   CARONIA. Non c'entra niente

   MANCUSO. Fondazione Riso, si mi sembra sia così. Mi sembra che sia
  scritto anche in finanziaria.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   questo
  riguarda l'intervento a favore del Museo regionale di arte  moderna
  e  contemporanea  di Palermo. E' un museo che sta rilevando  grande
  attenzione perché, di fatto, ha già attivato delle iniziative molto
  interessanti,  di  attrazione  sia  di  investimenti  ma  anche  di
  operatori del mondo della cultura.
   Per  questo,  il  Governo  vuole mantenere  questo  finanziamento,
  indispensabile per un percorso che negli anni, già con  l'assessore
  Leanza, ed oggi con l'assessore Armao, sta dando vita ad iniziative
  molto  importanti,  anche a favore delle scolaresche  che  vanno  a
  visitare  questa  nuova  struttura  e  che  sta  rappresentando  un
  coinvolgimento  nuovo  ed  apprezzato in tutta  Italia,  nel  mondo
  dell'arte moderna.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  ringrazio  per  l'attenzione,   ma
  sull'argomento, sull'arte contemporanea, qualche anno fa, ho  fatto
  un  disegno  di  legge,  che  poi è  diventato  legge,   che  è  il
  riconoscimento,  l'onorevole Apprendi so  che  è  molto  attento  a
  questo tema, di Fiumara d'Arte.
   Fiumara  d'Arte  è arte contemporanea. Ed è una cosa che  forse  i
  colleghi   sconoscono,  forse  la  più  importante  che   c'è   nel
  Mezzogiorno d'Italia per le iniziative  che si svolgono  in  questa
  realtà.

   RINALDI. Sicuramente in Sicilia

   BENINATI.  Sicuramente  in  Sicilia.  Veda  Assessore,  non   solo
  condivido lo spirito con cui lei aumenta correttamente gli  importi
  a  cose importanti di arte contemporanea però, forse voi non sapete
  che  nella tabella H - ora vi dico una cifra per la quale resterete
  sconvolti - è da due anni che combatto perché questo riconoscimento
  e  finanziamento venga dato a Fiumara d'Arte che, ripeto, si  trova
  nella valle dell'Alesa, quindi opere d'arte, c'è un atelier, era un
  albergo che  è diventato quasi un museo.
   Ebbene,  lo  sapete quanto ha come bilancio, perché abbiamo  fatto
  una  legge per dare una fruizione di questi beni? Trentamila  euro
  E' una vergogna istituzionale
   Ed  allora  dico,  l'altro  anno e quest'anno,  ho  presentato  un
  emendamento, assessore Cimino, e lo dico anche all'assessore  Armao
  che  è  arrivato adesso, alla tabella H, su Fiumara d'Arte,  ed  ho
  fatto  un aumento dignitoso, come doveva esser fatto quando  questa
  legge  nacque, di mettere almeno 150.000 euro, perché era una cifra
  che serviva per la manutenzione e la fruizione di questi beni.
   Stiamo parlando di un territorio che è tutta una vallata. Tutti ne
  sentono  parlare: l'inaugurazione della piramide. Tutti sanno  cosa
  c'è  lì, tutti conosciamo l'importanza di quel territorio e di quel
  riconoscimento  di  Fiumara  d'Arte.   Ebbene,  ogni  anno   questo
  contributo diminuisce sistematicamente. Quest'anno nella Tabella H,
  oggi  Tabella 1, se guardate nei rigagnoli della voce, ci  sono  31
  mila euro.
   Assessore  Cimino,  ho  presentato i giusti emendamenti  a  questa
  voce.   Io sposo la sua tesi di rafforzare questa realtà,  però  mi
  creda,   ecco  lo dico anche perché l'Assessore alla  formazione  è
  stato  presente  a Messina all'inaugurazione della Piramide,  tutti
  conosciamo  che c'è fiumara d'Arte, ebbene, mettiamo 31 mila  euro.
  Io  guardate, mi vergogno da deputato, ve lo dico chiaramente,  gli
  mettiamo  i soldi o vi mettete i soldi; personalmente più che  fare
  emendamenti, non posso

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per accelerare i lavori  e  venire
  incontro   agli   umori  dell'Aula,  propongo   che   ci   sia   un
  subemendamento che porti da 540 a 400 mila euro che  mi  sembra  in
  linea  con  ciò con cui si è atteggiata l'Aula finora,  in  maniera
  tale  che  vi siano anche risorse poi per venire incontro ad  opere
  meritevoli.
   Se  l'Aula  è  d'accordo, il Governo è d'accordo, il  presentatore
  dell'emendamento è d'accordo, farei un subemendamento che porti  da
  540 a 400 mila euro.
   Comunico  che è stato presentato il subemendamento TAB B101.1  che
  così  recita: La cifra di  540' è sostituita dalla seguente   400'.
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento TAB B340, pagina 60.  Dal  momento  che
  questo  emendamento introduce la norma sostanziale, lo  trasferiamo
  alla finanziaria.
   Si  passa all'emendamento TAB B104, pagina 62 del bozzone e pagina
  252 per il Governo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, stiamo parlando di  uno  dei  posti,
  forse,  più  belli  del  mondo:  Ortigia,  la  città  di  Siracusa.
  L'emendamento,  come  quello  di  prima,  naturalmente,  serve   ad
  attenzionare  quella che fino a questo momento - devo  dire  no  da
  qualche  ora  a  questa  parte - è stata  l'attenzione  verso  siti
  importanti  come quello di Ortigia e la disattenzione  verso  altri
  siti, direi tutti gli altri.
   Infatti,  ci sono siti che usufruiscono di contratti di programma,
  di FERS, di misure del Piano Operativo Regionale e, in questo caso,
  anche  di fondi diretti del bilancio regionale. Ci sono altri  siti
  che,  invece, non usufruiscono di alcun contratto di programma,  di
  alcun  POR, di alcun FERS e neanche un euro del bilancio regionale.
  Allora,  il Governo deve decidere una linea. In questo caso  lascia
  perdere tutti gli altri siti archeologici, tutto quello che c'è  di
  bello in questa Sicilia, prende una risorsa nell'UPB e la individua
  solo per un sito, che è uno dei più belli del mondo.

   DE BENEDICTIS. C'è la legge

   MANCUSO.   Cosa  significa   c'è  la  legge?'.    Non   riesco   a
  comprendere.  C'è  la  legge anche per gli scavi  archeologici  del
  Mendolito. C'è la legge per la Valle dei Templi. C'è la  legge  per
  Selinunte,  c'è  la  legge per tutto quello che  c'è  intorno  alla
  Sicilia.  Io comprendo l'onorevole De Benedictis che è di Siracusa.
  Quello  lo  ripeto, è uno dei posti più belli del  mondo.  Io  dico
  un'altra  cosa.  Io  dico che su Ortigia dobbiamo  forse  investire
  cinque  milioni di euro, non un milione e seicentomila, ma  non  ci
  possiamo  dimenticare di tutta la Sicilia. Cioè, tutti i fondi  del
  bilancio  regionale  in un'unica voce. Se questa  è  la  linea  del
  Governo  si  assuma la responsabilità. Figuriamoci se  sono  contro
  Ortigia.
   Pongo una questione che ritengo il Governo debba affrontare.  Sono
  disposto  a  ritirare l'emendamento, ma questa azione deve  servire
  anche  ad aggiungere somme all'interno del bilancio per altri  siti
  importanti.
   In questo momento mi tornano in mente i siti che dovranno ospitare
  la Venere di Morgantina, che hanno bisogno di restauri urgentissimi
  e  per  i  quali non c'è neanche un euro. Sto parlando di  bilancio
  regionale, Assessore, non sto parlando di tutti gli altri fondi.
   Rispetto   a  questo  ritengo  che  il  Governo  debba   fare   un
  ragionamento  e debba decidere. Ortigia è uno dei posti  più  belli
  del  mondo ma tutti i fondi del bilancio non possono essere  chiusi
  in un unico capitolo.
   Siccome  mi  sembra  che già stiamo lavorando  bene  sui  fondi  a
  disposizione,  Presidente,  ricominciamo?  Ripeto,  posso  ritirare
  l'emendamento ma il Governo ci dia la certezza che interverrà anche
  per  gli  altri  capitoli importanti soprattutto per  quello  sugli
  scavi  archeologici e per il raggiungimento di tutti gli  obiettivi
  su  cui le Sovrintendenze, in questo momento, stanno penando e  che
  l'intero Parlamento vuole.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  qualche
  battuta  intanto  per ringraziare l'onorevole  Mancuso,  così  come
  credo  anche la collega Caronia, il collega Limoli ai quali  chiedo
  di ritirare questo emendamento.
   Non  è  un  atto  di provincialismo o di difesa  ad  oltranza  del
  territorio  elettorale  o  di  non  so  che  cosa.  Ha  detto  bene
  l'onorevole  Mancuso: Ortigia è bellissima, ma l'onorevole  Mancuso
  dimentica,  pur essendo una persona molto attenta, che  esiste  una
  legge apposita per Ortigia proprio perché ha una sua caratteristica
  particolare,  senza per questo mettere da parte tutte  le  bellezze
  della  Sicilia che sono tantissime e che meritano attenzione, anche
  perché possono diventare una fonte di ricchezza e di turismo.
   L'Assessore  Armao  che  va  in giro e  sta  osservando  tutta  la
  Sicilia,  sicuramente,  si  farà carico di  chiedere  un  ulteriore
  finanziamento  al  Governo  per  andare  a  guardare  le  cose  più
  importanti.  Magari ci sarà una lista di priorità. Tra le  priorità
  non v'è dubbio che Ortigia è la priorità delle priorità.
   Mi sono permesso, quindi chiedo all'Assessore Armao ed al Governo,
  di  formulare  un  subemendamento dove chiedo di  aumentare  di  un
  milione  di euro per gli anni 2010, 2011, 2012 che sarà oggetto  di
  discussione successivamente e che, quindi, avendo illustrato fin da
  ora, chiedo al Governo di dare un'occhiata.
   Ringrazio  i colleghi se vorranno ritirare questo emendamento  che
  sicuramente  era provocatorio e che doveva servire ad  attenzionare
  il Governo su un tema importante come i beni culturali.

   PRESIDENTE. Prima dell'intervento dell'onorevole Vinciullo e degli
  altri onorevoli, anche dell'onorevole Oddo, proporrei, visto che ci
  sono diversi emendamenti, alcuni che propongono di diminuire questa
  cifra  e  altri invece che propongono di aumentarli, se  invece  li
  ritirassimo tutti sia quelli in diminuzione che quelli in  aumento,
  ritengo  che  sulla  base  del  ragionamento  fatto  dall'onorevole
  Mancuso  e cioè sul fatto che questa Presidenza, assieme al Governo
  e  assieme  a  tutta l'Aula, sta cercando di mettere da  parte  una
  cifra  ricavandola  dal bilancio, da destinare poi  alle  cose  che
  l'Aula  riterrà  più  importanti, farei  questo  invito:  ritiriamo
  tutti,  sia  quelli  in aumento, sia quelli in diminuzione.  Se  la
  proposta  viene  accettata  da tutti  i  presentatori,  così  resta
  stabilito.

   DE LUCA. Io non sono d'accordo per i miei emendamenti.

   PRESIDENTE. Si passa all'Energia e servizi di pubblica  utilità  -
  dalla UPB 5.1.1.1.1 alla UPB 5.3.2.6.99:
        1.  Gabinetto e uffici di diretta collaborazione  all'opera
      dell'Assessore
        2. Dipartimento regionale acqua e rifiuti
        3. Dipartimento regionale energia.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -    dall'onorevole Caronia: Tab B.132, Tab B.133, Tab B.134,  Tab
  B.135, Tab B.138,  Tab B.139, Tab B.141, Tab B.142, Tab B.143,  Tab
  B.144,  Tab B.146, Tab B.147, Tab B.148, Tab B.149, Tab B.150,  Tab
  B.151, Tab B.152, Tab B.153;
   -  dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, Corona, Limoli: Tab  B.136,
  Tab B.137, Tab B.140;
   -  dagli  onorevoli Galvagno, Termini, Rinaldi  e  Ammatuna:   Tab
  B.145;
   - dagli onorevoli De Luca e Caronia:  Tab B.324, Tab B.325;
   - dal Governo: Tab B.154.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore per l'economia. Signor Presidente, ho  firmato
  degli  emendamenti che uniformavano per gli assessori la  questione
  concernente missioni, viaggi, eccetera.
   Ho  firmato  l'emendamento come voleva l'onorevole  Beninati,  per
  creare  una  situazione di equilibrio. Abbiamo fatto un emendamento
  di equilibrio per tutti gli Assessori, già da prima.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono stati presentati  dal  Governo  i
  seguenti emendamenti: TAB B342, TAB B343, TAB B344.
   Tali  emendamenti,  di  fatto, intervengono  sulle  spese  per  le
  attività di informazione di tutti gli Assessorati, sulle spese  per
  consulenti  esperti di tutti gli Assessorati,  sulle  spese  per  i
  viaggi  dell'Assessore. I tre emendamenti in questione, in pratica,
  uniformano  queste  spese  così come l'Aula  aveva  stabilito.  Gli
  emendamenti, sostanzialmente, operano diminuendo in alcuni casi  le
  cifre  che  c'erano a disposizione di quei capitoli, in altri  casi
  aumentando di 10, 11 mila euro perché vuol dire che erano più bassi
  e  questo  vale per tutti e tre i comparti di cui stiamo  parlando:
  Attività    di   informazione,   consulenti   esperti   e    viaggi
  dell'Assessore.
   Pongo in votazione l'emendamento TAB B342.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento TAB B 343. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento TAB B 344. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   A questo punto gli emendamenti che intervenivano su queste materie
  si intendono tutti decaduti.
   Onorevole  Caronia, ovviamente, l'emendamento TAB B132, alla  luce
  di quello che abbiamo approvato, si intende ritirato, così come gli
  emendamenti TAB B133 e TAB B134.

   L'Assemblea ne prende atto.

      MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un motivo  per
  cui dalla rubrica dei beni culturali siamo passati all'energia, c'è
  un motivo ben preciso?

   PRESIDENTE.  Abbiamo completato i beni culturali e  siamo  passati
  all'energia.

   MANCUSO.  Noi  siamo passati dai beni culturali,  abbiamo  saltato
  l'assessorato   all'economia  e  stiamo  parlando  dell'assessorato
  all'energia. C'è un motivo?

   PRESIDENTE. L'economia si vota sempre per ultima.
   Si passa all'emendamento Tab B.141. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                                                               (Non è
  approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.142. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                                                               (Non è
  approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.144. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                                                               (Non è
  approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.143.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  parlando
  del capitolo 24.25.44.
   Io  in realtà, rispetto a questo avevo un interrogativo per questo
  ho  fatto  questo  emendamento, perché si parla  del  potenziamento
  dell'ufficio idrografico per il rischio idrogeologico.
   Da   un'analisi  che  ho  fatto  in  maniera  molto  semplicistica
  attraverso  Internet, il dipartimento dell'acqua e dei  rifiuti  ha
  convertito  questo  ufficio  ad osservatorio,  cambiando  anche  le
  competenze,  per  cui  siccome credo che il tema  sia  estremamente
  importante  io  l'ho  diminuito in maniera devo  dire  bonariamente
  strumentale a 51 mila euro, però se si tratta di un ufficio  che  è
  un  osservatorio sul rischio idrogeologico, io credo  che  andrebbe
  invece  attenzionato,visto e considerato che  le  finalità  per  il
  quale  questo  ufficio è stato istituito, poi si è  trasformato  in
  osservatorio.
   Hanno delle caratteristiche di estrema importanza e lo voglio dire
  proprio  perché proprio in questi giorni apprendiamo, dalla stampa,
  che  l'Assessorato - mi dispiace che l'Assessore non sia  presente,
  non  lo  vedo  -  che l'Assessore al territorio ha  predisposto  un
  ulteriore  graduatoria o, comunque, elenco di Comuni  che  potranno
  fare delle opere di consolidamento.
   Questa, sicuramente, sarà una materia, l'onorevole Beninati che mi
  ha dato lumi in merito a questa materia, sicuramente lo farà meglio
  di  me, però, io volevo evidenziare un aspetto: rispetto al rischio
  idrogeologico  ci  sono una serie di questioni  aperte  che,  oggi,
  secondo me, questo Governo deve tenere in qualche considerazione.
   Mi spiego meglio.
   Nel  momento  in  cui  noi  andiamo ad individuare  un  ufficio  o
  osservatorio  che  oggi  sia, che si occupa della  prevenzione  del
  rischio, è necessario che ci sia un raccordo tra quello che  questo
  osservatorio  fa e le graduatorie e i fondi, tutto  ciò  che  viene
  destinato alla prevenzione del rischio; diversamente le azioni  che
  vengono poste in essere rischiano di essere  a macchia di leopardo
  se  va  bene o, addirittura, non congruenti con quelle che sono  le
  reali emergenze del nostro territorio.
   A  tal  proposito, io vorrei sollecitare l'attenzione del  Governo
  perché,  su  questo  tema, purtroppo, viene  attenzionato  soltanto
  quando succedono le tragedie e, siccome si parla di prevenzione, la
  parola  prevenzione  mi  indica  che  va  fatta  una  politica   di
  programmazione,  programmazione che riguarda  lo  studio  ma  anche
  l'individuazione  di  quelle  che  sono  le  effettive  esigenze  e
  necessità.
   A  tal  proposito, io preannunzio che ho fatto un mio emendamento,
  l'ho  fatto insieme all'onorevole Beninati, che riguarda,  appunto,
  l'individuazione di somme da stanziare per un fondo regionale  che,
  ai  tempi in cui l'onorevole Beninati era assessore, fu predisposto
  per individuare, attraverso l'azione sinergica dei dipartimenti  al
  territorio,  alla protezione civile e al genio civile,  azioni  che
  sono effettivamente mirate.
   Quindi,  io credo che, siccome stiamo parlando di un tema  di  una
  delicatezza estrema, i finanziamenti a pioggia che vengono  erogati
  ai  Comuni  che  presentano progettualità, se non  passano  da  una
  attenta  valutazione di quello che è il rischio con i soggetti  che
  oggettivamente valutano il rischio in maniera quotidiana, credo che
  sarebbe una perdita di soldi.
   E allora, a questo punto, ecco il senso del mio emendamento.
   Se non deve servire a nulla, a questo punto, depotenziamolo, ma se
  così non fosse attenzioniamolo in maniera adeguata.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sicuramente  l'intervento dell'onorevole  Caronia  è  un
  intervento  che è d'interesse del Governo perché vuole attivare  un
  percorso   di   coordinamento   e   di   collaborazione   con    le
  Amministrazione comunali.
   Voglio  ribadire, oltremodo, che questo capitolo che  riguarda  il
  potenziamento dell'ufficio ideografico regionale e l'avviamento del
  centro funzionale di prevenzione del rischio idrogeologico, vi  era
  una  previsione  di 16 mila euro e, con le note  di  variazione,  è
  stata  potenziata di ulteriori 51 mila euro proprio per le esigenze
  di  poter  rendere  questo servizio, questo  ufficio,  maggiormente
  confacente.
   Siccome  siamo in una fase iniziale di esperienza ritengo  che  in
  questa  fase  possiamo mantenere questa cifra con la  certezza  che
  aggiornandoci, al più presto, possiamo anche potenziarlo.

   PRESIDENTE.   In  base  a  questa  raccomandazione  del   Governo,
  onorevole Caronia ritira l'emendamento?

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento Tab B.146.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.220.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo  illustro  per
  far  conoscere queste guardianie delle guardie giurate che  costano
  così  tanto.  Da  cosa  dipende  se il  capitolo  si  riferisce  al
  pagamento  di  questo  guardie  giurate.  Per  quanti  anni  ancora
  dobbiamo pagarli?
   Chiedo  che  il Governo ci dia delle delucidazioni per comprendere
  meglio qual è l'attività e il pagamento di queste risorse umane.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  si   può
  comprendere quali sono le guardie giurate che paghiamo  2  miliardi
  di  lire. Il Governo non vuole spiegare all'Aula per quale  motivo,
  nel  bilancio,  ci  sono  delle somme per 2  miliardi  di  lire  di
  guardiania.
   Saranno cose di 30-40 anni fa. E' una cosa sine die.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   ho   capito   che  l'onorevole  Mancuso   gradiva   una
  spiegazione.
   Nell'anno  precedente la cifra era di 1.250.  Sono  iniziative  di
  guardiania   svolte  negli  anni  passati  e  che   adesso   stiamo
  continuando a mantenere per la sicurezza nei siti minerari.
   E'  un  percorso che negli anni è stato garantito e riteniamo  che
  anche attualmente debba essere mantenuto.
   Non  si tratta di nuove iniziative ma di iniziative che nel  tempo
  sono  state ripetute e quest'anno sono state ridotte rispetto  alla
  postazione di bilancio.

   FALCONE. Chiedo di palare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso  essere
  soddisfatto della risposta molto generica che il Governo  ha  dato,
  per un motivo molto semplice.
   Non abbiamo presentato alcun emendamento ma al capitolo 213307, vi
  è  un'ulteriore  spesa  di vigilanza che  riguarda   Spese  per  la
  vigilanza e la custodia e la manutenzione  di 2 milioni e 600  mila
  euro in più. Arriviamo così a 3 milioni di euro.
   Con  questo  capitolo di spesa si dimostra che  in  effetti  aveva
  ragione  l'onorevole  Mancuso quando  dice  che  questo  non  è  un
  bilancio di lacrime e sangue ma è un bilancio che sta incrementando
  considerevolmente  la  spesa  che riguarda  i  servizi  aggiuntivi,
  pulizia, custodia, vigilanza, Multiservizi Biosphera.
   Sono  rasserenato  perché  non  abbiamo  problemi.  Possiamo  dire
  benissimo  alla  Sicilia  che i soldi li  spenderemo.  Ma  soltanto
  questo.  Certo se abbiamo queste risposte così generiche vuol  dire
  che  tutto va bene. Però è giusto che noi lo facciamo rilevare, pur
  non  avendo presentato alcun emendamento, perché significa  che  il
  Governo  ha esigenza di queste somme, di questi fondi e, quindi,  è
  giusto acconsentire a ciò.

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, senza  alcuna
  polemica, però voglio far notare che è la copertura finanziaria del
  capitolo 21.33.07, come citava l'onorevole Falcone, che riguarda la
  vigilanza,  la  custodia,  la  manutenzione  delle  dighe  e  degli
  adduttori,  altra cosa è quella che riguarda il capitolo  24.25.26,
  che  riguarda  i siti minerari. Se l'Assemblea ritiene  che  queste
  nostre  strutture  che rappresentano patrimonio  della  Regione   e
  anche  sono  strutture vulnerabili e che meritano la sicurezza  non
  debbano  avere  un momento di garanzia e di vigilanza,  il  dato  è
  diverso. Ma qui stiamo parlando di due casi ben diversi: uno  è  il
  Corpo  delle miniere, con le miniere annesse; altro è il tema della
  vigilanza sulle dighe e sugli adduttori.

   PRESIDENTE.  Ritengo  che la precisazione del  Governo  sia  stata
  molto puntuale.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo  anche
  all'onorevole Lupo che sull'argomento ha posto alcuni problemi.  In
  particolare,  mi rivolgo a  Sicilia Acque . Ora, non so  se  questo
  articolo  è rimasto per vecchie conoscenze di questa vigilanza  che
  noi  facevamo alle dighe. L'onorevole Cimino ha risposto  anche  ad
  una  domanda dell'onorevole Falcone che dice: guarda che anche  nel
  capitolo 21.33.07 c'è un'ulteriore custodia e custodia delle  dighe
  e delle opere connesse, che sono gli adduttori.
   Ora  domando  e  dico:  ma  se sulle dighe  noi  non  abbiamo  più
  competenza, in quanto la competenza è di Sicilia Acque, ma come mai
  facciamo ancora la vigilanza delle dighe? Questa è una domanda  che
  effettivamente  mi lascia perplesso. Mi auguro che la  Regione  non
  stia  facendo una vigilanza con propri fondi a qualcosa  che  è  di
  Sicilia  Acqua,  perché questo sarebbe un serio problema.  Per  cui
  ecco, questa copertura di ben 3 milioni di euro, se così fosse  che
  Sicilia  Acque  effettivamente ha le dighe,  come  mi  risulta  che
  abbia,   io   come  presidente  di  Commissione   mi   ricordo   la
  trasformazione, Sicilia Acque si prese tutte le opere adduttorie  e
  le dighe, non comprendo obiettivamente più la Regione perché dia  i
  soldi per la vigilanza di cose che non sono neanche nostre. Sono di
  Sicilia Acque.
   Mi  auguro  che così non è perché altrimenti il Governo rimedi  ad
  una  svista  che  forse  ci tramandiamo e  che  obiettivamente  non
  andrebbe più pagata.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola a tutti, perché darò la parola
  a tutti, vi voglio ricordare che noi stiamo trattando il Tab. B 220
  e  il  capitolo 24, 25 e 26 dell'onorevole Mancuso che riguarda  la
  vigilanza per i siti minerari.
   Poi  è  stato  introdotto  l'altro argomento  sull'altro  capitolo
  dall'onorevole  Falcone che ha ingenerato una serie di  interventi.
  Quindi,  in questa fase ci limitiamo al 24, 25, 26, fermo  restando
  che  il Governo rispetto a ciò che è stato chiesto dall'Aula  dovrà
  dare  una  risposta, anche in riferimento al dubbio  dell'onorevole
  Beninati. Quindi se i colleghi sono d'accordo metterei in votazione
  il Tab. B 220 che riguarda i siti minerari.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

                   Presidenza del Presidente CASCIO

   CIMINO, assessore per l'economia. Onorevole Leontini, il capitolo
  213307 è dell'energia, quello delle dighe, questo qui fa parte
  anche dell'energia.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Per questo ho sollevato il dubbio, perché volevo che il
  Governo precisasse. Spesso l'assessore Cimino che è assessore al
  bilancio non  può con precisione rispondere a tutti i quesiti.
   Non  appartiene a noi spendere. Questi due capitoli  costituiscono
  per  il Governo due possibilità di risparmiare e razionalizzare  la
  spesa.

   CIMINO,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  mi  viene
  ribadito  come,  diverse  dighe,  circa  25,  sono  rimaste   nella
  disponibilità della Regione, nello specifico: la diga Poma, la diga
  Rosa Spina ed altre.
   Ho  chiesto  una  delucidazione al  dipartimento  per  sapere  con
  chiarezza quali sono le dighe su cui la Regione, ancora oggi, opera
  questa  vigilanza e questa custodia, ma circa 25 dighe  sono  nella
  disponibilità  della Regione. In più, per quanto  riguarda  l'altro
  capitolo,  è  un  capitolo, come ho ribadito, che  tiene  conto  di
  questa  vigilanza  e dei siti minerari che nel  passato  ha  sempre
  operato  in  questo senso ed ad oggi si ritiene di voler mantenere.
  Se   è   necessario  approfondire  l'argomento  lo  si  può   anche
  accantonare.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente, signor assessore, relativamente  al
  problema  della guardiana dei siti minerari, ma più in  particolare
  mi  riferisco agli aspetti della sicurezza, mi sento di condividere
  che,  certamente,  la spesa potrebbe essere razionalizzata,  ma  mi
  sarei aspettato ed avrei immaginato che fosse stato attenzionato il
  problema della sicurezza per quanto riguarda il recupero e la messa
  in  sicurezza  degli impianti, penso per esempio  alla  miniera  di
  Pasquasia,  impianti che sono iperpieni di amianto e che certamente
  vanno  messi  in  sicurezza  sia come guardiania  ma,  soprattutto,
  attraverso  progettualità che ne possano recuperare la funzionalità
  e  possano  essere  utilizzati per una ripresa  delle  attività  di
  estrattive  o  se  questo non dovesse essere la  progettualità  del
  Governo, certamente, come archeologia industriale.
   Ed  allora, la invito, laddove vi sia un ripensamento, per  quanto
  riguarda la modalità, per assicurare la sicurezza che, comunque, va
  assicurata,  sarebbe  veramente  delittuoso  il  solo  pensare  che
  luoghi  assolutamente pericolosi, luoghi pieno di amianto in questa
  Sicilia, possano non essere attenzionati sul piano della guardiana.
   Ma  vorrei, altrettanto, dirle che se risparmio c'è, mi  sento  di
  proporle  che questo risparmio venga indirizzato verso la messa  in
  sicurezza  sul  piano del progetto e sul piano del  recupero  della
  sicurezza ambientale.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole assessore Cimino, onorevoli
  colleghi,  perché  non si pensa di tracciare  finalmente  un  nuovo
  percorso e, laddove è possibile, utilizzare il personale precario?
   Se  così  non  è,  noi  dobbiamo rivedere questo  bilancio,  siamo
  costretti  a  ripetere in questa sessione che non  si  tiene  conto
  della  reale  esigenza di contrarre la spesa,  ma  deve  servire  a
  qualcosa o a qualcuno. Questo non possiamo accettarlo
   Pertanto,  riteniamo  che il Governo debba chiarire  come  intende
  muoversi,  così  noi  ci regoleremo di conseguenza,  perché  questo
  possa essere un simbolo dell'inversione di tendenza.
   Tutti  quanti, da questo scranno, riconosciamo l'esigenza di  dare
  respiro  ad alcuni progetti, ai precari innanzitutto, e poi  quando
  vi  è  la  possibilità  concreta di dare  una  risposta,  andate  a
  rivedere  altrove  e a pareggiare chissà chi, e  chissà  con  quale
  risorse.
   Certo, ci rendiamo conto che in questo caso si tratta soltanto  di
  un  milione e 152 mila euro, nel caso precedente erano 2 milioni  e
  500  mila  euro.  Sommando e spulciando all'interno  del  bilancio,
  chissà quante di queste voci potrebbero dare ristoro ai precari.
   Allora,  onorevole  assessore,  prenda  in  considerazione  questa
  possibilità.

   CIMINO,   assessore  per  l'economia.  Il  Governo   dichiara   di
  condividere la proposta dell'onorevole Buzzanca.

   BUZZANCA. La ringrazio, onorevole assessore, e aspetto che Lei dia
  concretezza alla condivisione della mia impostazione.

   CIMINO,   assessore   per   l'economia.  Signor   Presidente,   in
  considerazione  dell'intervento  dell'onorevole  Buzzanca,   chiedo
  l'accantonamento degli emendamenti TAB.B.220 e TAB.B.222.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  non  sorgendo   osservazioni,
  dispongo  l'accantonamento degli emendamenti TAB.B.220 e TAB.B.222,
  e di tutti gli altri emendamenti presentati alla stessa Rubrica.
   L'emendamento Tab B.223, facendo riferimento alla Tabella H, verrà
  trattato successivamente.
   Si passa all'emendamento Tab B.154, del Governo.

   CIMINO,   assessore  per  l'economia.  Chiedo   di   parlare   per
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, vorrei precisare che si tratta si spese obbligatorie,  di
  piccola   entità   ma   indispensabili,  segnalate   dall'assessore
  regionale dell'energia.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE . Si procede con la Rubrica Famiglia, politiche sociali
  e lavoro - dalla UPB 6.1.1.1.1 alla UPB 6.4.2.6.99:
   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale famiglia e politiche sociali
   3. Dipartimento regionale lavoro
   4. Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le
  attività formative.

   Onorevoli   colleghi,  ricordo  che  è  stato  già  approvato   un
  emendamento  del Governo che equiparava le spese per i  consulenti,
  per i viaggi e per l'informazione ad una stessa cifra per tutti gli
  assessorati. Pertanto, gli emendamenti Tab B.187, Tab  B188  e  Tab
  B.189 sono assorbiti da ciò che è già stato deliberato.
   Si passa all'emendamento Tab B.190. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento TAB.B.191. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere del
  Governo è contrario anche perché la copertura finanziaria che viene
  data  all'emendamento,  di fatto non si può  dare  perché  è  nelle
  disponibilità dello Stato ed è un fondo vincolato per le  politiche
  sociali che non può essere da noi derogato per altre iniziative.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli  emendamenti Tab B.23 e  Tab  B.331,  di  identico
  contenuto.  Li  pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento Tab B.327.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come si  sono
  svolti  finora  i lavori d'Aula, dove su argomenti condivisi  anche
  dal Governo si era addivenuti ad una soluzione, prego il Governo di
  dare  il  proprio  assenso  di massima  anche  a  questa  proposta,
  predisponendo un subemendamento che preveda una cifra accettabile -
  che io ritengo possa essere di due milioni di euro - che, a sentire
  anche gli umori dell'Aula potrebbe dare il proprio assenso.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   chiedo
  l'accantonamento dell'emendamento TAB.B.327 perché, trattandosi  di
  spesa,  alla  fine  dei  lavori  possiamo  vedere  di  trovare   le
  condizioni per coprire parzialmente iniziative così meritevoli.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni dispongo  l'accantonamento
  dell'emendamento Tab.B.327.
   L'emendamento TAB.B.199, facendo riferimento alla Tabella H, verrà
  trattato successivamente.
   Si passa all'emendamento TAB.B.192.

   LEONTINI. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento TAB.B.200.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  precisare
  che  l'emendamento  è  presentato solo per accendere  i  riflettori
  sull'argomento, in quanto dare un contributo di 16  mila  euro  per
  gli  imprenditori siciliani che combattono la mafia per installare,
  presso  i  luoghi di lavoro, il rilievo audio-visivo mi sembra  una
  cifra  non  solo  irrisoria ma anche immeritata  per  tutti  quegli
  imprenditori che in questo momento stanno lottando in modo serio.
   L'emendamento  tende  ad  azzerare  il  capitolo,  ma   certamente
  nell'ottica  di  rimpinguarlo con una somma  importante,  magari  a
  conclusione del bilancio, non solo per agevolare gli imprenditori -
  ormai  è  cronaca  giornaliera quello che avviene nell'attività  di
  polizia  giudiziaria - ma perché quelle attività di  rilievo  nelle
  strade hanno anche permesso di aiutare le attività investigative in
  altri fronti.
   Pertanto, invito il Governo ad accettare questo emendamento, o  se
  preferisce lo ritiriamo, però nell'ottica di incrementarlo a favore
  di  quegli  imprenditori  che vogliono installare  questo  tipo  di
  rilievi,   tanto  importanti  anche  per  l'attività   di   polizia
  giudiziaria.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  soltanto  per  rafforzare  l'intervento dell'onorevole  Mancuso  ed
  anche i lavori d'Aula e di Commissione che abbiamo svolto. Poc'anzi
  ho  ricordato  all'Assessore Leanza che purtroppo  i  lavori  della
  Commissione  Sanità  e  Servizi sociali  sono  stati  assolutamente
  disattesi, e non soltanto sull'emendamento che prevedeva  l'aumento
  di  102  mila euro relativamente alla Multiservizi, che  era  stato
  ritirato e poi ripresentato.
   Non  ho  fatto  neppure questioni, e non voglio  rientrarci  sulle
  questioni,  però  voglio  dire che in  effetti  su  queste  vicende
  estorsive  del  racket,  così  come abbiamo  detto  in  Commissione
  Servizi sociali, ci doveva essere un'attenzione maggiore.
   Prego  il Governo di guardare con molta serenità a questa  vicenda
  che,  come  ha detto l'onorevole Mancuso, è una vicenda seria,  che
  non può essere licenziata o liquidata con una cifra simbolica di 16
  mila  euro,  che  non convince nessuno o che viene  vista  come  un
  insulto   a   chi  ha  un  problema.  Allora  accantoniamo   questo
  emendamento,  ragioniamoci  un  attimo  e  vediamo  se  in  effetti
  possiamo incrementare questa somma, magari con 300 o 400 mila euro,
  in maniera tale da dare un segnale vero e comunque un primo segnale
  concreto di impegno in questo settore.
   Non  mi  pare  che  il mio intervento voglia essere  polemico,  ma
  costruttivo  per agevolare un impegno del Governo nei confronti  di
  un settore che ha veramente necessità di attenzione.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per accelerare  i
  lavori  d'Aula, se il Governo è d'accordo, propongo di  accantonare
  l'emendamento, in modo tale da valutare con serenità se è  il  caso
  di  mettere una giusta dotazione finanziaria, così come i  colleghi
  hanno proposto.

   LEANZA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  gli  emendamenti
  presentati alla Rubrica che riguarda il mio assessorato,  prevedono
  tutti impegni di spesa minimi, però sono impegni di spesa volti  al
  contrasto alla povertà, al contrasto del sistema mafioso, volti  in
  qualche modo a tutelare i meno abbienti.
   Non  voglio  fare  una  battaglia, ci mancherebbe  altro,  c'è  il
  Governo  ben rappresentato dall'assessore Cimino, però noi  abbiamo
  presentato  tutti  gli  emendamenti approvati  all'unanimità  dalle
  varie Commissioni che sono, ovviamente, rivolti a persone che  oggi
  vivono un momento di disagio assoluto.
   Sono  favorevole  alla proposta di accantonamento dell'emendamento
  Tab B.200.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  conosco  la vicenda, avendo provveduto nel  mio  Comune  ad
  installare  un  sistema di video sorveglianza  nell'Azienda  di  un
  imprenditore che in questo momento sta collaborando con le forze di
  Polizia  e  con l'Autorità Giudiziaria. Per cui, ritengo  opportuno
  che  il  Governo,  senza fare la corsa a chi mette  di  più,  possa
  valutare  di  rimpinguare questo capitolo, considerato che  diventa
  importante potere avere rilevamenti e, quindi, dare sicurezza  agli
  imprenditori, alle famiglie, ma dare anche strumenti concreti  alle
  forze dell'ordine per potere meglio vigilare su chi sta mettendo  a
  rischio, oltre la propria vita, anche la propria attività.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  assessori,   onorevoli
  colleghi, mi rendo conto che adesso siamo tutti d'accordo, e ci può
  anche stare che l'assessore Cimino, nel suo lavoro così ampio,  può
  avere dimenticato questa norma.
   Però  mi fa specie, onorevole Leanza, che Lei, dopo averla  letta,
  ci  venga a spiegare che in una norma antimafia avete inserito  uno
  stanziamento  di  16 mila euro. Forse sarebbe  stato  un  gesto  di
  onestà  intellettuale dire: abbiamo fatto una stupidaggine, abbiamo
  sbagliato,  ce  lo siamo dimenticati, in questa Aula  molto  spesso
  disordinata e disattenta.
   Signor  Presidente, mi appello a Lei e spero  che  il  Governo  ci
  ascolti: fermate la macchina per un attimo
   In  questi anni molte Camere di Commercio, tra le quali quella  di
  Palermo,   hanno  messo  a  disposizione  degli  imprenditori   che
  denunziavano   il  racket  delle  estorsioni,  delle   agevolazioni
  importanti per installare servizi di video-sorveglianza.
   Allora,  rispetto  a  queste  cose,  noi  vogliamo  fare  politica
  concreta  di  antimafia e il Governo prevede  solo  16  mila  euro
  Questo è scandaloso
   Chiedo, pertanto, di accantonare questo emendamento.
   Signor  Presidente, ma è possibile parlare delle singole  Rubriche
  senza gli assessori competenti? Capisco che c'è l'assessore Cimino,
  ma non possiamo chiedergli né la onniscienza.
   Detto  questo,  torno  al  merito della  questione,  ribadendo  la
  necessità  di  un accantonamento, magari di una rapida valutazione,
  anche  attraverso le Camere di Commercio, di quella che può  essere
  una  cifra  seria  per  attivare  un  servizio  così  importante  e
  strategico per il riscatto della Sicilia.
   L'UDC, su questo tema, non solo non porrà questioni, ma è pronto a
  votarlo favorevolmente.

   LEANZA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione è molto
  seria  e,  francamente, di farmi dare lezioni su  questo  campo  da
  altri colleghi, mi sembra oltremodo oltraggioso.
   Volevo   semplicemente   dire  che  noi  abbiamo   presentato   un
  emendamento  che prevede un incremento di 800 mila  euro,  a  firma
  dell'onorevole Musotto.
   Allora, il tema non è chi fa, non stiamo facendo una gara,  perché
  è  chiaro  che su questa materia siamo assolutamente in  linea,  mi
  auguro, oltre che con le parole, soprattutto con i fatti.
   I  fatti  sono  questi: il Governo ha chiesto, in maniera  chiara,
  nella  persona del suo Assessore, che ha piena cognizione  e  piena
  competenza  rispetto  a questa vicenda, 800 mila  euro  in  maniera
  dettagliata,  come  risulta dagli atti nella  VI  Commissione  dove
  abbiamo  parlato - forse c'era anche l'onorevole Cordaro -  e  dove
  abbiamo presentato tutte le cose.
   Siccome  si  tratta di materie molto importanti, in cui  è  facile
  attirare l'attenzione dei colleghi dicendo di voler contrastare  la
  mafia,  la  povertà,  la disoccupazione, mi sembrava  assolutamente
  scortese  nei confronti di un Governo che su questa finanziaria  ha
  mantenuto   un   clima  di  assoluto  rigore,   però   ho   chiesto
  all'assessore  Cimino  di  utilizzare al  massimo  questo  tipo  di
  sistema.
   E'  chiaro  che  quello  di  cui stiamo parlando  è  un  argomento
  talmente importante che l'unità dell'Aula non può non trovarsi.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevole   assessore   Cimino,
  onorevole  assessore Leanza, onorevoli colleghi, non  intendo  fare
  lezione  a  nessuno  su  questa  vicenda,  però,  volevo  ricordare
  all'assessore  Leanza che in Commissione Sanità  e  Salute  abbiamo
  approvato due emendamenti che stanziavano esattamente un milione di
  euro  e poi 800 mila euro per venire incontro alle necessità  delle
  vittime delle richieste estorsive.
   In   fase   di  approvazione  degli  emendamenti,  in  Commissione
  Bilancio, purtroppo, la Commissione non è stata nelle condizioni di
  approvare i due emendamenti che erano stati presentati dal Governo.
   Signor  Presidente, oggi  ho presentato quattro emendamenti  sulla
  vicenda:  due  che  riportano esattamente la quota  che  era  stata
  stabilita in Commissione Sanità, esattamente un milione di euro per
  il capitolo 183717 e un milione di euro per il capitolo 184103, che
  sono le spese rimborso degli oneri fiscali per le vittime di azioni
  criminose.
   Però,  siccome  mi  rendo  conto che ci  potrebbero  essere  delle
  difficoltà da parte del Governo a stanziare una somma che mi sembra
  equa e giusta, quella appunto di 2 milioni di euro nei confronti di
  un  fenomeno che, negli ultimi mesi, si sta notevolmente  ampliando
  su  tutto  il territorio regionale, abbiamo presentato, insieme  ad
  altri  colleghi,  altri due emendamenti che,  sempre  sugli  stessi
  capitoli, prevedono lo stanziamento di 500 mila più altri 500 mila.
   Non sono d'accordo sul fatto che un fenomeno così importante venga
  accantonato. Chiedo al Governo e all'Assemblea regionale  siciliana
  di   esprimersi,   di  tenere  in  considerazione  questi   quattro
  emendamenti  presentati in ordine cronologico prima di  quelli  del
  Governo  che stanzia 800 mila euro e di considerare che,  ad  oggi,
  abbiamo,  con  i  vari emendamenti approvati, risparmiato  oltre  6
  milioni  di  euro  e  quindi c'è esattamente la  capienza  affinché
  vengano  approvati questi due emendamenti che stanziano due milioni
  di  euro  a favore di coloro i quali sono vittime della criminalità
  mafiosa.
   Signor  Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  non  ha  senso
  approvare una legge contro la mafia, contro la criminalità mafiosa,
  andare  sui  giornali, alla televisione, dicendo che la  Sicilia  è
  contro  il  fenomeno  se, poi, quando si tratta  di  dare  concreta
  attuazione  ad  una  legge regionale che abbiamo approvato  qualche
  settimana  fa, ci tiriamo indietro e non siamo disposti  nemmeno  a
  trovare  2  milioni  di  euro  a  favore  di  una  legge   che   ha
  caratterizzato la vita breve di questa legislatura.
   Ecco  il motivo per cui chiedo al Presidente di porre in votazione
  i due emendamenti.

   CRACOLICI. Chiedo di palare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   voglio
  ringraziare la provocazione dell'onorevole Leontini  ed  altri  che
  hanno   fatto   un   emendamento  che  azzera   un   capitolo   che
  obiettivamente  presenta  un elemento di  ridicolaggine  per  avere
  previsto 16 mila euro.
   Grazie  a  questa  provocazione stiamo  affrontando  un  tema  più
  generale  che  per la verità non è solo quel capitolo  ma  riguarda
  l'attuazione di una legge voluta da questo Parlamento.
   Non  voglio  nascondermi dietro ad un dito e dico che  c'è  stata,
  secondo  me,  una  sottovalutazione politica  da  parte  di  questo
  Governo  nel  fare  di  questa parte della legge,  con  i  capitoli
  relativi   all'attuazione  della  legge  sul  fenomeno   estorsivo,
  antiracket   e  della  lotta  alla  mafia,  un  aspetto   meramente
  burocratico, secondo una tecnica tutta ragionieristica, senza anima
  politica.
   Credo  che, da questo punto di vista, questa proposta ci dice  che
  una  testa  politica,  nel proporre anche gli  atti  finanziari,  è
  sempre     necessaria    per    accompagnare     qualunque     atto
  dell'amministrazione.
   C'è  un  elemento che certamente nessuno può accettare,  non  solo
  perché  stiamo  parlando  di  lotta alla  mafia  ma  perché  stiamo
  parlando  di  una  delle  leggi  che questa  legislatura  e  questo
  Parlamento  hanno  considerato  uno  dei  fiori  all'occhiello  sin
  dall'inizio della propria attività legislativa, cioè la  legge  che
  introduceva misure assolutamente innovative.
   Ne   cito   una  per  tutte:  le  zone  franche  per  la  legalità
  costituiscono  il  primo  e,  in  questo  momento,  unico   sistema
  legislativo  che in tutta Italia, fino ad oggi, non è stato  ancora
  copiato   e  la  Sicilia  potrebbe  essere  considerata  il   fiore
  all'occhiello della legislazione innovativa.
   Chiedo  al  Governo: su tutte queste misure, cioè sull'emendamento
  Tab  B.200 dell'onorevole Leontini, sugli emendamenti per i  quali,
  personalmente,  ho  presentato un subemendamento  che,  invece,  di
  zero, prevede 300 mila euro, sugli emendamenti relativi alle misure
  a   sostegno   dell'attività   antiestorsiva,   sugli   emendamenti
  dell'onorevole   Musotto,  Vinciullo  ed   altri,   fermiamoci   ed
  affrontiamo questa parte con il senso della politica che non è solo
  un aspetto meramente ragionieristico.
   Fermiamoci  e  alla  fine del percorso diamo attuazione  a  questa
  legge,    una   legge  di  cui  questo  Parlamento  deve   sentirsi
  orgoglioso.
   Ecco  perché  sia quel capitolo che altri vediamo  delle  economie
  nella situazione finanziaria difficile però mi permetto di dire che
  forse  tra le tante emergenze questa lo è più delle altre.  Quindi,
  suggerirei  di  fermarsi,  visto che  comunque  andiamo  a  domani.
  Stasera si comprende come finanziare al meglio questa legge.

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dispiace  che
  l'onorevole Cracolici sia stato distratto in Commissione  Bilancio.
  Questi  emendamenti  se  li  è trovati  totalmente  in  Commissione
  Bilancio  ma  forse  non  erano  importanti  in  quel  momento  per
  discuterli. Questi emendamenti, come le dicevo, arrivavano dalla VI
  Commissione,  quindi, istituzionalmente dalla VI Commissione,  vuol
  dire  che  la  sottovalutazione non appartiene  a  questo  Governo,
  onorevole Cracolici ma, certamente, appartiene a chi ha chiuso  gli
  occhi  nel momento in cui doveva aprirli in maniera molto  forte  e
  molto seria.
   Questo  è un dato di fatto. Sulle zone franche, ancora una  volta,
  lei  è stato disattento. C'è un emendamento che, ovviamente, non  è
  passato  nella finanziaria per attivare le zone franche  perché  in
  quel  modo le zone franche non possono essere attivate. I 250  mila
  euro non possono essere attivati, dopodiché le posso anche dire che
  abbiamo  incontrato tutte le associazioni. Stiamo facendo  in  modo
  che  la  parte che riguarda questa legge, per la prima  volta,  non
  venga  gestita da un punto di vista meramente burocratico ma  possa
  rappresentare  una vera lotta di contrasto alla illegalità  e  alla
  mafia in maniera convinta e seria.
   La  prego,  quindi, prima di giudicare e prima di dare indicazioni
  di  un certo tipo, è opportuno che uno si rilegga e utilizzando  la
  moviola  vada  indietro nel tempo per vedere se questi  emendamenti
  meritavano attenzione  o no.
   Le  dico  di  più:  oltre questa legge ce n'è un'altra che  questo
  Parlamento ha approvato e che riguarda la famiglia che tutti quanti
  certamente  discutiamo.  Tutta  la  legge  sulla  famiglia  è   per
  memoria. Ovviamente, ne parleremo qua, magari ne parleremo  davanti
  ad  una televisione o ad un giornale ma poi la legge sulla famiglia
  non sarà neanche finanziata. Questo è il modo di fare politica.
   Allora,  questo  problema a me non lo può porre, a questo  Governo
  non  lo  potete porre. I 16 mila euro erano nel bozzone precedente,
  tagliato tout court. Quanto è intervenuta la politica, la stessa ha
  previsto  le risorse e ha previsto le risorse giuste, in  punta  di
  piedi ma le risorse giuste, senza speculazioni, senza demagogia  e,
  soprattutto,  senza qualunquismo in un livello importante  come  la
  lotta  alla  mafia, dove non ci sono i primi della  classe  ma  c'è
  semplicemente il bisogno che una classe dirigente cominci veramente
  a rimboccarsi le maniche ed a fare un supplemento di responsabilità
  quando  tratta di queste materie. Abbiamo discusso ciò in tutte  le
  materie,  in  tutti  i  campi  e,  soprattutto,  nella  Commissione
  referente.
   Oggi  abbiamo  tre  emergenze  e lo dico  fin  dal  primo  giorno:
  l'emergenza lavoro, il contrasto alla povertà, l'emergenza  povertà
  e  l'emergenza  mafia.  Sono  tre  momenti  fondamenti.  In  questa
  finanziaria, questo Parlamento, se vuole, si può ritrovare  a  fare
  delle cose serie, non con le parole ma con i fatti.

                              (Applausi)

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  dopo
  la  ola  che c'è stata, ritorniamo a considerare la questione  così
  come   noi  volevamo  che  venisse  considerata  con  l'emendamento
  provocatorio   e   ringrazio  il  collega  Cracolici   per   averlo
  sottolineato  perché  non  poteva che  avere  questa  finalità,  un
  emendamento  che  sopprime una previsione irrisoria,  assolutamente
  incongrua e inadeguata a segnalare una sensibilità sull'argomento.
   Abbiamo  presentato tutti gli emendamenti con questa finalità.  Il
  nostro  interlocutore,  poiché la maggior parte  degli  emendamenti
  sono  di  iniziativa parlamentare, è il Governo. Le scelte  che  il
  Governo  di  suo propone o accoglie dall'Aula, vengono  fatte  sue,
  sostenute ed evidenziate, quindi, dal Governo stesso.
   In  questa  materia, i due versanti della legge,  quindi,  le  due
  finalità, sono diverse e lo sottolineava l'onorevole Cracolici. C'è
  una  parte  della  legge  che riguarda  gli  interventi  di  natura
  preventiva, la lotta fatta prima per evitare le infiltrazioni,  per
  evitare  gli  attacchi  alla  imprenditoria,  alla  economia,  alle
  istituzioni  delle  organizzazioni mafiose. C'è un  altro  versante
  della  legge  che è quello che a posteriori determina il  grado  di
  solidarietà delle istituzioni e sociale nei confronti di chi è  già
  destinatario della criminalità organizzata.
   Penso  che  l'assessore  Leanza, al quale non  fa  difetto  alcuna
  sensibilità, tantomeno su questo argomento, ci mancherebbe altro  -
  non  vorrei  su questo evidenziare aspetti che non sono  di  nostra
  convinzione  -  quantomeno  debba accettare  da  parte  nostra  una
  riserva, una sottolineatura di metodo perché il metodo è sbagliato.
  Siccome  noi facciamo salva la buona fede, riteniamo che  si  debba
  accogliere una correzione del metodo.
   La  prima  correzione è il Governo, non affidandosi  a  iniziative
  parlamentari,  evidenzia una propria azione,  quindi,  secondo  me,
  l'assessore  Leanza avrebbe fatto meglio a dire che  questa  è  una
  proposta del Governo e  non dell'onorevole Musotto perché,  in  tal
  caso, sarebbe di iniziativa parlamentare.
   Dico   che   deve  accettare  la  correzione  di  metodo   perché,
  nell'affidarsi   all'iniziativa  dell'onorevole   Musetto,   si   è
  sbagliato capitolo perché il capitolo è diverso; il capitolo cui fa
  riferimento  l'onorevole Musotto è quello riguardante il  Fondo  di
  solidarietà  per le vittime di richieste estorsive  ed  è  un'altra
  cosa; non riguarda la lotta preventiva alla mafia.
   Abbiamo  fatto  la provocazione su un altro capitolo,  il  184101,
  quello  che  prevede  che  nei confronti  di  imprenditori  la  cui
  capacità  di difesa dagli attacchi mafiosi debba essere rafforzata,
  incrementata,  secondo  un  criterio non  irrisorio  ma  congruo  e
  adeguato.
   In questo caso, quindi, gli errori di metodo sono due: il primo  è
  quello   di  affidarsi  ad  una  iniziativa  parlamentare   e   non
  attirandosi  direttamente evidenziando sicuramente un  percorso  un
  po'  più  complicato  e  contorto; il secondo  è  quello  di  avere
  sbagliato intervento su uno dei versanti della legge che  invece  è
  di  fondamentale importanza perché la sottrazione delle  note,  dei
  biglietti  all'albero  Falcone è stata resa  possibile  proprio  da
  strumenti   che  verrebbero  attivati  dall'incremento  di   questo
  capitolo.  Altro  conto è l'iniziativa dell'onorevole  Musotto  che
  riguarda la solidarietà alle vittime di attività estorsive da parte
  della criminalità organizzata; sono due cose diverse.
   Noi avevamo, invece, in un primo tempo, segnato e sottolineato  la
  necessità di intervenire sulla parte preventiva. Mi riferisco a ciò
  di  cui  ha  parlato  anche l'onorevole Cracolici,  cioè  la  lotta
  preventiva, l'organizzazione preventiva, la civiltà, la cultura, il
  rafforzamento  delle  Istituzioni, la società  e  il  suo  tessuto;
  quello  è  invece tessuto già colpito,  tessuto già attaccato,  nei
  confronti del quale interviene l'Istituzione con la difesa.
   Qui  c'è,  invece,  la  prevenzione,  l'argine,  la  capacità   di
  prevenire  attraverso  tutta una serie  di  strumenti.  Allora,  il
  Governo  sia  umile e accetti il fatto che c'è stato un  errore  di
  metodo  perché  l'iniziativa  parlamentare  attiene  ad  un   altro
  versante.
   Con   questo  nostro  emendamento,  abbiamo  inteso  avanzare  una
  provocazione  ed intendiamo, invece, incrementare questo  capitolo,
  signor Presidente, che è il capitolo della lotta preventiva. E'  il
  capitolo baluardo, il capitolo vessillo, il capitolo che segnala la
  sensibilità  diffusa  di un Parlamento, di  un'Istituzione,  di  un
  Governo; è il capitolo più importante della legge.
   Su   questo,   quindi,  dobbiamo  evitare  di   fare   riferimento
  all'azzeramento   ma,   partendo   dall'azzeramento   provocatorio,
  dobbiamo  cercare  di  incrementarlo  in  modo  congruo,  così   da
  segnalare che tutti insieme, Parlamento e Governo, stiamo attivando
  una  congrua  politica  di  solidarietà  e  di  prevenzione  contro
  l'attacco mafioso.

                  (Applausi dai banchi della destra)

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente, assessore, onorevoli  colleghi,  mi
  permetto  di suggerire un approccio diverso rispetto a  quello  che
  stiamo facendo perché, rispetto ad un ragionamento così importante,
  non  ci  rendiamo conto che la legge antimafia è fatta di  processi
  educazionali e preventivi; è fatta di vigilanza, di repressione, di
  associazionismo e, quindi, di difesa di una complessità che non può
  vedere una trattazione, assessore.
   Non   è  immaginabile  e  non  è  possibile  che  un  ragionamento
  sull'antimafia si faccia in questo Parlamento pensando di ragionare
  capitolo su capitolo e, magari, chi se la spara più grossa  ha  più
  ragione e chi mette più soldi ha più ragione.
   E,  allora,  la  prego, assessore, se possiamo farlo,  di  cassare
  tutte  le voci che in atto sono previste  nel bilancio ed inserirle
  nella  finanziaria. La proposta, assessore, è che  si  possa  avere
  un'unica  voce - la legge regionale antimafia - e, in questa  unica
  voce,  potere inserire una congrua somma di 2, 3, 4,  5  milioni  -
  quello che questo Parlamento vorrà - e, con successivi decreti,  in
  maniera assolutamente razionale, equa, ottimizzando quello  che  la
  legge  già  prevede - e il dibattito parlamentare a  suo  tempo  ha
  determinato  -  per  fare in modo che vi sia  una  razionale  spesa
  anziché  assistere, ad ogni voce, ad emendamenti che  aumentano  le
  somme senza che vi sia una riflessione complessiva.

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.    Signor   Presidente,  assessore,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  intanto  per  chiedere  scusa  per  il  tono   che   ho
  utilizzato.  Chiedo  scusa, quindi, all'Aula. Accetto  ciò  che  ha
  affermato l'onorevole Leontini; lo accetto ma vorrei , però, volevo
  dare una giustificazione.
   Non avendo trovato, perché impegnato in altra sede, domenica,   il
  Presidente,   il  mio  assessore,  il  Governo,  mi  sono   rivolto
  all'onorevole   Musotto,  in  qualità  di  Presidente   di   Gruppo
  parlamentare - quindi, capisco che, in qualche modo, la regola  non
  è  stata   rispettata ma il presidente Musotto si è  immediatamente
  dimostrato  disponibile  ed  ha fatto questa  cosa.  Mi  assumo  la
  responsabilità come Governo, non c'entra nessuno, lo  ha  fatto  il
  Governo l'ha fatto. Abbiamo presentato gli emendamenti.
   Per quanto riguarda le questioni in campo - il presidente Leontini
  è stato assessore - ci troviamo di fronte ad una legge approvata da
  questo Parlamento nel novembre di due anni fa.
   Allora,  questa legge di fatto nel capitolo 184103 non ha prodotto
  spesa, nel senso c'è un passaggio importante, tutta una trafila che
  viene dalla Prefettura ma non ha prodotto molta spesa.
   Quando  prevedevo  la  somma  di  800  mila  euro  nella  UPB,  il
  presidente  Leontini sa che,  all'interno della UPB, rispetto  alla
  richiesta,  al  bilancio  e alla domanda,  l'assessore  può,  nella
  stessa  UPB, lavorare per cercare di venire incontro alle  esigenze
  complessive altrimenti ci troveremmo continuamente ad aggiungere 30
  mila euro, 30 mila euro e così via di seguito.
   Vi posso assicurare che l'operazione prevedeva questo. Come potete
  vedere,   sono  tutte  all'interno  della  stessa  UPB   e   quindi
  l'operazione consisteva in questo: ne prevediamo l'appostamento  in
  maniera tale che poi ne possiamo effettuare un utilizzo all'interno
  della  stessa UPB. E' una questione, chiamatela così, di geometria,
  di tecnica parlamentare, di tecnica di governo ma così funziona.
   Per  quanto  riguarda  le zone franche, un'altra  questione  molto
  seria,  abbiamo  due milioni e mezzo di euro non  spesi  perché  la
  richiesta deve avere l'avallo da Bruxelles. Rispetto a questo, vi è
  stata  una  previsione in finanziaria - da Bruxelles,  ci  è  stato
  detto  che  non  occorre  l'autorizzazione -  e  nella  finanziaria
  abbiamo un emendamento che toglie questa parte.
   A  quel  punto,  abbiamo 2 milioni e mezzo di  euro  per  le  zone
  franche, per la legalità e sono molto importanti. Quindi, in questa
  direzione, volevo dare l'informazione. Prendo atto che da un  punto
  di  vista  formale c'è stato un errore ma non una sottovalutazione.
  Sottovalutazione  su  questi  temi  non  ce  ne   possono   essere,
  soprattutto da parte di chi è al banco del Governo, di chi  riveste
  cariche  istituzionali, anche per evitare di dare cattivi esempi  e
  soprattutto non abbassare mai la guardia. La guardia non si può mai
  abbassare.  Non  si è mai arrivati; siamo sempre  ad  un  punto  di
  partenza.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  esprimere intanto all'assessore Leanza la nostra simpatia  e  stima
  ancorché  siamo  all'opposizione, quindi, è un  suggerimento.  Qui,
  puntualmente,  l'onorevole  Vinciullo  ha  sottolineato   un   tema
  importante.  Non  dobbiamo  sottovalutare  -  come  giustamente  ha
  riferito  l'assessore  Leanza  - ma dobbiamo  fare  delle  proposte
  operative.  Probabilmente  nel  PON  sicurezza  e  anche  in  altri
  finanziamenti   c'è  la  possibilità  di  prendere   una   quantità
  considerevole di risorse per affrontare con certezza e serenità  il
  tema che, come giustamente sottolineavano l'assessore Leanza e  gli
  altri colleghi, è all'attenzione di tutti
   Quindi,   il   mio,   assessore,  non  è  solo  un   apprezzamento
  dell'intervento ma anche un suggerimento. Laddove  lei,  nella  sua
  capacità, riuscisse a trovare le risorse nel PON sicurezza o altro,
  dovrebbe fare una cosa molto più corposa e poi, insieme, in  questa
  Commissione  -  io  non  ho firmato gli emendamenti  dell'onorevole
  Vinciullo, non potevo perché intanto non sono componente  effettivo
  -  verificare  quali sono i momenti, le città, i luoghi  nei  quali
  rapportare l'intervento pubblico delle Istituzioni per far  sentire
  forte la presenza dello Stato e della Regione.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  componenti  del
  Governo,  i temi posti sono estremamente attuali e sono tra  quelli
  che  qualificano  l'azione di un Governo ma l'azione  anche  di  un
  Parlamento.  Sulla  questione  della  video  sorveglianza,   vorrei
  soltanto dare un contributo estremamente importante. Quando abbiamo
  recuperato  la  Cantina sociale Kaggio, confiscata ai  boss  Riina,
  Provenzano e Brusca, Sua Eccellenza il Prefetto si pose il problema
  di  salvaguardare quel bene immobile confiscato a quell'azienda che
  rappresentava  il simbolo dello strapotere mafioso  nel  territorio
  tra  Monreale, Corleone, San Giuseppe, San Cipirello,  Piana  degli
  Albanesi, Camporeale e Roccamena. Sua Eccellenza il  Prefetto intuì
  immediatamente  che  per  salvaguardare quel  bene  che  era  stato
  recuperato  con somme del PON sicurezza e sottratto con forza  alla
  mafia del territorio, bisognava creare un sistema di controllo e di
  sorveglianza  e  allora  chiese  - lo  ricorderà  oggi  l'Assessore
  Venturi, ieri l'imprenditore Venturi - a Confindustria di sostenere
  lo  sforzo  per  impiantare  un sistema  di  video  sorveglianza  a
  salvaguardia della cantina Kaggio. Confindustria rispose  benissimo
  in  sostituzione del Governo della Regione che non aveva le risorse
  per  impiantare  un  sistema  di video sorveglianza.  Basta  questo
  esempio   concreto  in  uno  dei  territori  dove   è   più   forte
  l'oppressione mafiosa per capire come sia indispensabile creare  un
  fondo che garantisca l'istallazione di un sistema di sorveglianza e
  di  video  controllo nelle attività commerciali a rischio  e  nelle
  attività sottratte alla mafia.
   Chi  è  palermitano come noi ricorda che, quando hanno  incendiato
  l'azienda  dell'imprenditore  GuaJana,  a  Palermo,  non  è   stato
  possibile  individuare  il  colpevole perché  l'impianto  di  video
  sorveglianza  da tempo non funzionava. L'imprenditore,  infatti,  a
  causa  della  crisi economica, aveva dovuto disattivare  l'impianto
  per impiegare altrove le risorse dell'azienda. Se lì l'imprenditore
  avesse  avuto  la  possibilità  di  tenere  attivo  l'impianto   di
  sorveglianza, probabilmente, l'azienda  non avrebbe preso  fuoco  o
  sicuramente  le forze dell'ordine avrebbero individuato  chi  aveva
  provocato l'atto incendiario intimidatorio.
   Sul  problema della lotta alla mafia, sul fronte degli  interventi
  successivi, come ha detto il presidente Leontini, sul sostegno alle
  vittime che subiscono le estorsioni e che subiscono l'usura,  vi  è
  un  dato  dei  giorni  scorsi perché forse gli esempi  in  politica
  rendono più di qualunque ragionamento.
   L'imprenditore  Tommaso  Mario Raimondi, imprenditore  palermitano
  della borgata di Aquino, sotto Monreale, rimase vittima prima degli
  estorsori  e poi degli usurai, la sua azienda finì nelle  mani  dei
  mafiosi  della  borgata di Brancaccio. Da proprietario  diventò  un
  soggetto  estromesso dall'azienda. Girò ramingo per tutti gli  enti
  siciliani per avere un sostegno economico, non poteva avere  quello
  della   Prefettura   perché   bisognava   aspettare   la   chiusura
  dell'indagine  del processo come parte civile; chiese,  quindi,  di
  potere vendere un rene per potere salvare quello che restava  della
  sua azienda.
   L'onorevole  Presidente della Regione, ne ho dato  atto,  uno  dei
  pochissimi  casi in cui ho dato atto, chiamò l'imprenditore  su  un
  suggerimento che mi sono permesso di dargli e diede un contributo a
  quest'imprenditore per pagare le tasse esattoriali  perché  avevano
  pignorato quel poco che rimaneva dell'azienda.
   Questo  dimostra come gli imprenditori che oggi hanno il  coraggio
  nel  denunciare  gli estorsori a fronte di quelli  che  girano  gli
  occhi  e preferiscono pagare pur di denunziare e preferiscono  pure
  farsi  denunziare  per favoreggiamento pur di non  dire  che  hanno
  subito  richieste  estorsive  hanno  bisogno  del  sostegno   anche
  economico della Regione.
   Ebbene,  vi devo dire e lo sanno gli assessori competenti,  lo  sa
  l'Ufficio  speciale presso l'Assessorato alla famiglia, ieri,  oggi
  alle autonomie locali, che molti imprenditori sono ancora in attesa
  del  risarcimento  perché  le  somme  in  bilancio  sono  purtroppo
  inferiori  rispetto  alla  domanda di  assistenza  da  parte  delle
  vittime estorsive.
   Ecco   perché  è  un  gesto  di  grande  coraggio  e   di   grande
  intelligenza,  è  un  segnale forte di  questo  Parlamento  mettere
  maggiori  risorse  in  questo campo, per sostenere  l'azione  della
  magistratura e delle forze dell'ordine ma anche per convincere  gli
  imprenditori che denunciare conviene perchè lo Stato,  anche  sotto
  l'aspetto economico, li difende e li assiste.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  dopo  questo lungo dibattito, che  è  stato  sicuramente
  molto  utile,  volevo  precisare  che  abbiamo  già  presentato  un
  emendamento  sull'UPB 62.135, di 600 mila euro mentre,  per  quanto
  riguarda il capitolo 184103, abbiamo due milioni e mezzo di euro  a
  disposizione, per cui l'emendamento dell'onorevole Vinciullo  è  da
  intendersi assorbito

                              (Applausi)

   Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Cracolici,  Oddo,
  Lupo e Panepinto, il subemendamento Tab B.200.1.

   GIANNI.  Dichiaro di apporre la firma agli emendamenti  Tab  B.12,
  Tab B.11, Tab B.18 e Tab B.19.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento Tab B.336, del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti sullo stesso argomento sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento Tab B.14.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il   lavoro.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Vinciullo,  tutto  ciò  che è nel capitolo  183717,  essendo  nella
  stessa  UPB,  viene  distribuito in base alla  richiesta  che  c'è.
  Quindi,  di  fatto,  con i 600 mila euro che abbiamo  previsto,  in
  qualche modo raggiungiamo gli obiettivi che ci siamo prefissati.
   E  poi  abbiamo  due  milioni e mezzo  nelle  zone  franche  della
  legalità.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi   siccome
  l'emendamento del Governo stanzia due milioni e mezzo di  euro  per
  gli  stessi  capitoli  da me proposti, cioè il  capitolo  183717  e
  184103, se l'emendamento del Governo assorbe gli emendamenti da  me
  presentati insieme ad altri colleghi, sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli emendamenti non  numerati,  a
  firma degli onorevoli Caputo, Pugliese ed altri, di cui alle pagine
  116 e 117 del fascicolo degli emendamenti, sono rinviati al disegno
  di legge Finanziaria

   CORDARO.  Dichiaro  di  apporre  la  firma  agli  emendamenti  non
  numerati di pagina 116 e 117.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento Tab B.332. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già la Commissione
  Bilancio, a questo capitolo, aveva aggiunto 200 mila euro. Qui ogni
  giorno  che  passa  c'è  una proliferazione  di  queste  trasferte,
  addirittura siamo passati da 200 ad altri 500 mila euro, quindi, in
  quattro giorni un miliardo e 400 milioni di lire, pari oggi  a  700
  mila  euro. Mi sembrano un po' troppi, anche se sono Ispettori  del
  lavoro.    Cerchiamo    magari   di   armonizzare    le    attività
  dell'Ispettorato del lavoro all'interno della provincia con compiti
  di monitoraggio su quelle che sono le attività esterne.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, per le politiche sociali
  e  per  il  lavoro. Onorevole Mancuso, questo emendamento  serve  a
  potenziare, a dare la possibilità all'Ispettore del lavoro di poter
  fare  le verifiche. L'anno scorso lo stanziamento era un milione  e
  mezzo  di  euro, con i 500 mila euro arriviamo ad 1 milione  e  400
  mila euro, quindi, al di sotto della potenzialità dell'anno scorso.
   Sapete  bene  che  in  questo momento è  importantissimo  che  gli
  Ispettori  svolgano  il  loro lavoro e, così  come  siamo  rispetto
  all'anno scorso c'è un decremento, nonostante la Commissione  abbia
  previsto 200 mila euro in più.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  assessore Cimino, signori assessori, io già in V Commissione, avevo
  posto  sull'argomento - che devo dire non disapprovo come linea  di
  principio  -  un  ulteriore  aumento. Certo,  non  so  quale  somma
  effettivamente  sia giusta per questi Ispettori, però  il  problema
  che pongo, onorevole assessore, e Lei ha condiviso, è un altro.  Mi
  risulta che ultimamente, in un momento di tanta difficoltà, proprio
  per  un'accelerazione data dall'assessorato, e in  particolar  modo
  dal  Direttore  -  che  oltretutto  stimo  come  persona  -  stiamo
  accelerando  questi  sopralluoghi  in  tante  Aziende,  ma  con  un
  criterio  quasi  premiale, nel senso che  più  controlli  si  fanno
  meglio è.
   Nello  stesso tempo, però, assessore Leanza, noi non  ci  rendiamo
  conto del danno che facciamo a queste Aziende, perché le visite non
  devono  essere  per  andare a controllare il  pelo  nell'uovo',  le
  visite  dovrebbero  essere, almeno le prime, per  informare  queste
  persone di mettersi in regola.
   La  maggior  parte di queste visite, oggi, stanno procurando  alle
  piccole  e medie aziende tantissimi problemi, perché c'è la  voglia
  di  rispettare  le direttive dell'assessorato che,  effettivamente,
  dice di andare avanti, e che anzi ci saranno premi ed altro; da  un
  altro  lato noi andiamo però a colpire le piccole e medie  imprese,
  in  questo  particolare momento di difficoltà, con multe salate  di
  30, 40, o 50 mila euro.
   Pertanto,  sarebbe opportuno un po' di cautela, perché altrimenti,
  da un lato facciamo bene a dare riconoscimento a queste persone, ma
  dall'altro  lato  danneggiamo le aziende perché  ad  un  artigiano,
  quando  arriva  qualcuno e gli fa una prima verifica,  è  solo  per
  punirlo,  quindi  gli  stiamo facendo un  danno.  Le  prime  visite
  dovrebbero  servire  per  avvertirlo  di  mettersi  in  regola,  di
  sistemare le carte, ma non certamente per massacrare questa gente.
   E'  un  fatto squisitamente politico  Pertanto, invito il Governo,
  nel  condividere  l'aumento della spesa, a dare  una  direttiva  ai
  propri  Uffici, può darla tranquillamente, indicando un  meccanismo
  non  solo di punizione ma anche di informazione, alle prime visite,
  altrimenti noi guadagneremo un po' di multe che poi, alla fine, non
  verranno neanche pagato e mortificheremo tutte le piccole  e  medie
  imprese.
   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire   su   questo  argomento  poiché   ho   presentato   un
  emendamento,  che  sarà  oggetto  di  discussione  in  finanziaria,
  proprio  per  attribuire  maggiori  somme  a  questo  capitolo,   e
  precisamente  per il raggiungimento di 2 milioni e 600  mila  euro.
  Questo  argomento  è stato lungamente dibattuto in  V  Commissione,
  dove peraltro da ormai due anni vi è un disegno di legge presentato
  dall'onorevole  Formica, il numero 138, che riguarda  la  normativa
  relativa agli ispettori del lavoro.
   Oggi,  in  Sicilia, ci sono soltanto 220 ispettori  del  lavoro  e
  peraltro, questi ispettori, che svolgono funzioni di ispettori  del
  lavoro,  vengono semplicemente pagati con il rimborso spese  per  i
  mezzi che utilizzano, ma non viene corrisposta alcuna indennità  di
  funzione a coloro i quali svolgono questo delicato compito.
   Credo che per fare una politica seria, una politica del lavoro per
  l'emersione  del lavoro nero e per dare legalità a tutti  coloro  i
  quali lavorano, e per dare anche certezza nei confronti ...
   Signor Presidente, non riesco a parlare e nemmeno a sentire la mia
  voce.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siamo ancora  ad  un  decimo  del
  lavoro  che  dobbiamo fare per quanto riguarda il bilancio,  e  non
  parliamo  di finanziaria. Vi chiedo di stare seduti, in silenzio  e
  di   dimezzare  i  tempi  d'intervento  o  di  limitarli  a  quelli
  effettivamente importanti per cominciare ad ipotizzare un traguardo
  che non sarà breve.
   Siamo  al 28 aprile e vorrei che ognuno di voi facesse un  piccolo
  esame di coscienza.
   Onorevole Caronia, continui pure il suo intervento.

   CARONIA.  Signor Presidente, mi avvio velocemente alla conclusione
  se mi viene data la possibilità di parlare.
   Dicevo,  semplicemente  che, rispetto a questo  capitolo,  sarebbe
  opportuno  una  implementazione  ulteriore  e  affido  queste   mie
  considerazioni al Governo perché - ripeto - il numero di  ispettori
  al  lavoro  che  oggi  espletano questa funzione,  facendolo  senza
  nessun   tipo   di  indennità  è  talmente  esiguo  che   necessita
  l'intervento, oltre che legislativo, anche di tipo finanziario.
   Questo   tema  lo  riproporrò  in  finanziaria  però  mi  sembrava
  opportuno ricordarlo in questa fase.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo anch'io che sia
  fondamentale rafforzare l'attività ispettiva in materia di  lavoro.
  Voglio ricordare che questa Regione ha il tasso di lavoro nero  più
  alto d'Italia e, quindi, servono misure d'intervento urgenti.
   L'onorevole Caronia parlava del disegno di legge n. 138 che  giace
  in  Commissione Lavoro, approvato all'unanimità dopo  un  confronto
  intenso,  anche  vivace,  ma  produttivo,  e  approvato  anche   in
  Commissione Lavoro all'unanimità.
   La  cosa  urgente  da  fare  è  quella  di  destinare  le  risorse
  necessarie  per  intensificare l'attività degli ispettori,  tenendo
  conto  che 96 nuovi ispettori attendono di essere immessi nei ruoli
  dopo  avere completato l'azione formativa, che peraltro  è  costato
  parecchi milioni di euro.
   Quindi,  è  un  intervento urgente, e credo che il Governo,  anche
  dopo  il  dibattito  che c'è stato sul tema della  legalità,  debba
  davvero  fare  uno  sforzo aggiuntivo, tenendo conto  che  è  anche
  opportuno   riconoscere  agli  ispettori  del  lavoro   un'adeguata
  indennità  considerato il disagio che vivono  nella  loro  attività
  lavorativa e considerati anche i rischi che purtroppo corrono.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  l'argomento  che  stiamo trattando prescinde  dalla  necessità  che
  tutti  noi  avvertiamo,  onorevole Lupo, di  fare  in  modo  che  i
  controlli  siano capillari e che si possa - soprattutto  quando  si
  pensa al lavoro nero, alla emersione del lavoro nero - fare in modo
  che vi sia un  vero e proprio accanimento nei confronti di coloro i
  quali si macchiano di una colpa così grave.
   Però  penso  che  il  problema posto dall'onorevole  Beninati  sia
  diverso,  ed  io mi sento di condividere ciò che lui  ha  espresso,
  signor  Presidente,  tendente  ad evitare  che  ci  possano  essere
  eccessi, ad evitare l'accanimento.
   Se  noi  non ci rendiamo conto che spesso accade che gli ispettori
  inviati  a  controllare le aziende non hanno la consapevolezza  che
  magari dietro un foglio di carta c'è un problema, c'è un'ansia, c'è
  un  uomo, c'è una donna, c'è una burocrazia che non sempre consente
  di  andare  celermente verso la soluzione dei problemi, allora  noi
  certamente siamo lontani dalla realtà.
   Fermo  restando che noi riteniamo giusto che vi sia un  incremento
  del  numero  degli  ispettori, per consentire una capillarizzazione
  dei  controlli, mi sento di invitare l'onorevole Leanza ad  emanare
  una  direttiva  finalizzata a differenziare i tempi di  intervento,
  una  prima  fase  attraverso la quale si  va  a  rilevare  quale  è
  l'entità  della eventuale violazione, tenendo conto  delle  diverse
  difficoltà  che  ci  sono, ed un'altra fase di repressione  vera  e
  propria.
   Quindi,  è  una misura che noi dobbiamo stabilire e non penso  che
  questo  passi  per  una norma, ma passi da una direttiva  che  deve
  impartire l'assessorato al lavoro.

   LUPO. E' materia regolamentata da legge nazionale

   BUZZANCA. È materia regolamentata da legge nazionale, la ringrazio
  onorevole Lupo, ma io ritengo che una regolamentazione che nasce da
  una direttiva che può impartire l'assessorato competente non sia un
  crimine del quale noi ci stiamo macchiando.
   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta
  che  voglio  parlare  per fatto professionale, non  personale,  nel
  senso che ho apprezzato e condivido l'emendamento del Governo.
   Ritengo  che  sostenere l'attività ispettiva da parte  di  persone
  che,  in  questa nostra Regione, a volte hanno fatto gli  ispettori
  del  lavoro non avendo neanche i soldi per pagarsi la benzina delle
  macchine  proprie con le quali vanno a fare le attività  ispettive,
  devo dire che sono onestamente allibito delle dichiarazioni che  ha
  fatto prima l'onorevole Beninati ed il sostegno dato dall'onorevole
  Buzzanca.
   Non  vorrei che sta andando a finire che la colpa della crisi,  in
  questa  nostra Regione, è degli ispettori, pochi, disorganizzati  e
  che  cercano quanto meno di mettere le imprese nelle condizioni  di
  essere  alla pari, perché ci sono imprese che fanno il loro  lavoro
  pagando   i   contributi  ai  dipendenti,  mettendoli  in   regola,
  garantendo  la  sicurezza sul lavoro, e ce ne sono  altre  che  non
  mettono  in regola, che non pagano i contributi, che non  pagano  i
  salari.
   E  quasi,  quasi dobbiamo vergognarci che ci siano delle  funzioni
  professionali a tutela della legalità e della sicurezza nei  luoghi
  di  lavoro.  Io sono indignato, che in un Parlamento  si  dica  che
  bisogna andarci piano per far rispettare la legge.
   Onorevole Beninati, lei è stato assessore dei precedenti  Governi,
  ha  usato argomenti che, spero, siano stati frutto della stanchezza
  di  dieci  ore  di lavoro. Ma se lei è convinto di  quello  che  ha
  detto, non è degno di fare né l'assessore né il deputato, in questo
  Parlamento.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola agli altri deputati iscritti a
  parlare,  do la parola al Governo, per vedere se ci tira  fuori  da
  questa palude.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  stiamo cercando di portare avanti, con grande difficoltà
  e  forse  per  la  prima volta nell'attività  della  votazione  del
  bilancio  e della finanziaria, un bilancio della Regione che  viene
  così  attentamente  spulciato  e ci  dà  l'opportunità,  anche  nei
  singoli  capitoli, di intervenire. Interventi che,  devo  dire  con
  estrema franchezza, stanno migliorando l'attività che è stata prima
  proposta  dal Governo, poi dalla Commissione Bilancio, e  si  vuole
  creare quell'azione di equilibrio per andare avanti.
   Ritengo  che  su tematiche così importanti come quella  di  questi
  momenti   e   quella   di   poc'anzi  non  bisogna   cadere   nelle
  strumentalizzazioni e nelle divisioni.
   Le  parole dell'onorevole Bennati, che io voglio concepire come un
  momento  di attenzione da parte di chi fa questo difficile  lavoro,
  anche  nella  possibilità di creare le condizioni oltre  che  nella
  giusta repressione, anche nella giusta attività di prevenzione e di
  consiglio sulle normative esistenti, per evitare il lavoro  nero  e
  agevolare quindi quel percorso che è quello della pena che dovrebbe
  essere,  come mi insegna l'avvocato Cordaro, di riabilitazione,  di
  prevenzione  e  anche  di repressione. Noi, come  Governo,  abbiamo
  fatto  un  emendamento ulteriormente all'attività della Commissione
  Bilancio.   La  prego  di  volere  esitare  favorevolmente   questo
  provvedimento e andare avanti senza creare le condizioni per  delle
  polemiche  su cose che sicuramente il Parlamento, invece, condivide
  pienamente e non ha voglia e motivo di dividersi su cose  che  sono
  patrimonio comune della nostra Regione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vi  prego  di
  prestare  un  attimo  di attenzione, senza gridare  ma  senza  fare
  neppure  alcun  tipo  di demagogia. Non si  può  predicare  bene  e
  razzolare  male  o, perlomeno, se si tenta di farlo  bisogna  avere
  comunque buona memoria.
   L'onorevole Lupo ha detto correttamente - e gliene do atto  -  che
  in questo Parlamento e in questa legislatura giace - non si capisce
  perché giace ancora - un disegno di legge che rammenteranno tutti i
  colleghi  e  rammenterà soprattutto il Presidente Cascio  perché  è
  stato portato più volte in Conferenza dei capigruppo - mi riferisco
  al   disegno   di   legge  sugli  ispettori  del  lavoro   -   che,
  inopinatamente, senza alcuna motivazione il Governo ha stoppato  in
  Commissione  Bilancio  più volte. Debbo ricordare,  come  affermava
  l'onorevole  Lupo,  che quel provvedimento  è  stato  approvato  ed
  esitato  all'unanimità in Commissione Bilancio, dopo  un  confronto
  aspro e con l'apporto di tutte le forze politiche per migliorarlo.
   Ora,  non  si  può venire a dire in quest'Aula che si sta  facendo
  tutto  quanto  è  nei poteri del Governo per cercare  di  porre  un
  argine  a  quello che è il fattore principe della lotta  contro  il
  lavoro nero.
   Siccome  abbiamo  ascoltato diverse interpretazioni  da  parte  di
  diversi  colleghi,  io  non mi sentirei di  criminalizzare  neppure
  l'intervento  dell'onorevole Beninati perché vorrei  ricordare  che
  alcune direttive emanate consentivano già e consigliavano già  alle
  varie sedi provinciali degli ispettorati di operare una campagna di
  informazione  capillare  per cercare di mettere  in  condizione  le
  ditte,  soprattutto quelle più piccole, che non hanno gli strumenti
  spesso per accedere alle informazioni, in maniera tale da indurle a
  mettersi  in  regola  e  a rispettare la legge  traendone  anche  i
  vantaggi perché spesso il problema è che non conoscono le  norme  e
  perdono anche i vantaggi che le norme stesse mettono a disposizione
  delle imprese.
   Tutto questo però - e lo dico al Governo - non lo si può fare fino
  a  quando non si inseriscono le risorse giuste, non si prevedono le
  risorse  giuste  in  bilancio. Noi non possiamo  continuare  a  non
  riconoscere la qualifica degli ispettori. Non possiamo continuare a
  non  fornire  agli  ispettorati  le somme  necessarie  per  mettere
  persino  la benzina e, contemporaneamente, prevedere che si  faccia
  un'efficace   opera  di  prevenzione,  quando  invece   assistiamo,
  purtroppo,  a dei concorsi espletati che prevedono l'immissione  in
  ruolo  di almeno cento nuovi ispettori ed assistiamo al rifiuto  da
  parte  di questi ispettori di essere messi in ruolo proprio  perché
  non  è prevista non solo nessuna indennità ma sapendo bene che  non
  hanno neanche le spese per andare a fare le missioni.
   Ripeto, non si può predicare bene e razzolare male e mi meraviglio
  che la Sinistra, che su questo tema dovrebbe essere molto, ma molto
  sensibile,  non abbia fatto - sino ad ora -  quanto in suo  potere,
  visto  che siete maggioranza, per cercare di fare approvare  queste
  norme.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando di
  numeri, quindi del bilancio, ed io mi vorrei attenere per una parte
  ai numeri, per l'altra parte - sommessamente - alle accuse lanciate
  dall'onorevole Cracolici. Vorrei farlo riflettere.
   I  numeri:  la  somma  impegnata  nel 2009  per  queste  missioni,
  significa l'attività svolta nel 2009, è di 386 mila euro,  a  prova
  di smentita.
   La somma prevista era di un milione e qualcosa, la somma impegnata
  è  di  386 mila euro. A meno che i documenti che ci forniscono  non
  siano    farlocchi    Ma  io  non  credo  che  i  documenti   siano
   farlocchi
   Allora,  rispetto  a  questa somma di  386  mila  euro  impegnata,
  abbiamo previsto 746 mila euro, poi aumentate di 200 mila euro, ora
  aumentati  di  500  mila euro. Ora, non vorrei ricordarmi  come  si
  fanno  le attività ispettive sul cosiddetto  lavoro nero . Mi  pare
  che  forse  l'attività che hanno prodotto di più, sotto il  profilo
  della  denuncia  all'autorità  giudiziaria,  viene  fatta  da   tre
  soggetti, in squadre miste.
   Rispetto  a  questo  le giornate-uomo  che vengono calcolate  agli
  impiegati  civili come ai militari di qualche corpo di appartenenza
  o   di  qualche  arma  di  appartenenza,  mi  sembra  che  c'è  una
  discrepanza ma di gran lunga superiore ai civili comportamenti  dei
  bilanci. Questo della Regione mi pare un po' più largo di mano,  un
  po'  più disponibile alle attività di missione e alle attività  che
  vengono svolte.
   Lo  stesso  uomo, la giornata-uomo di un impiegato  regionale,  la
  giornata-uomo,   facciamo  un  esempio,  di  un   finanziere,   che
  accompagna  anche l'ispettore, non ha queste importanti entrate  ed
  io vorrei capire come vengono pagate e retribuite queste azioni.
   Quello  che ha detto l'onorevole Beninati, forse detto in  maniera
  forte  in  Parlamento, forse per non richiamare le  attività  della
  Polizia giudiziaria, perché se da un lato c'è il  lavoro nero , non
  dimentichiamoci  tutti  noi che, dall'altro  lato,  nella  Pubblica
  Amministrazione  in  generale, in maniera che  nessuno  generi  nei
  confronti di qualche soggetto qualche cosa di particolare,  c'è  un
  reato che si chiama  corruzione .

   MUSOTTO. O concussione

   MANCUSO.  O,  addirittura, ci può essere  la  concussione.  Bravo,
  avvocato Musotto  E quando il richiamo dell'onorevole Beninati  era
  dare delle direttive, erano delle direttive che danno delle regole,
  in  modo  da  evitare, da un lato, il lavoro nero e, dall'altro,  i
  reati tipici della Pubblica Amministrazione.
   Quindi, qua indegno non c'è nessuno, onorevole Cracolici.  Qua  si
  esprimono  delle posizioni parlamentari, forse a volte esprimendosi
  male,  a  volte,  ma nessuno ha l'intenzione di  fare  passare  dei
  messaggi subdoli che si può fare quello che si vuole.
   Oggi,  la  Regione  Calabria, con gli ispettori,  con  l'Arma  dei
  Carabinieri e con la Guardia di Finanza, ha fatto un intervento del
  genere importante, hanno arrestato tante persone che sfruttavano il
  lavoro degli immigrati in quella terra.
   Spero  che,  tra qualche giorno, possiamo leggere lo stesso  delle
  attività che noi paghiamo profumatamente per le missioni per questo
  lavoro.
   Quindi,  ha  detto  bene  il Governo, su questo  non  ci  possiamo
  dividere  e non possiamo neanche sperperare. Eventualmente,  se  il
  lavoro degli ispettori diventa così importante e lo dobbiamo pagare
  profumatamente  perché  c'è un ritorno,  da  un  lato,  sociale  e,
  dall'altro, economico, ritengo che le solite variazioni di bilancio
  non fanno male a nessuno.
   Per  quale  motivo dobbiamo prevedere oggi quella che è stata  una
  spesa di quasi 400 mila euro nel 2009. Per quale motivo?
   Perché  dobbiamo mettere tutto oggi, se c'è una attività e  questa
  attività  viene giustificata e serve insieme a quelli  che  sono  i
  cosiddetti  gruppi  misti presso le aziende o presso,  addirittura,
  datori di lavoro che tali non sono, allora è giusto poi incentivare
  il capitolo di bilancio.
   Questo  lo ricordo prima a me stesso che sono parlamentare  perché
  il  Governo  già  lo ha detto. E' un bilancio, una  finanziaria  di
  lacrime e di sangue per tutti.

   GIANNI. Non è per tutti .

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tranquillo,
  però  o  quello  che ha detto l'onorevole Beninati, poi  supportato
  dall'onorevole  Buzzanca,   è stato frutto  di  un  fraintendimento
  oppure c'è schizofrenia in questa Aula, in questo Parlamento.
   Appena 15 minuti fa, 20 minuti fa, contro la mafia, sulla legalità
  ci  si è strappate le vesti a chi la sparava più grossa perché  poi
  aveva  ragione chi diceva che, a volte, si eccede senza poi entrare
  nel  merito  delle cose perché credo che l'atteggiamento  antimafia
  debba  essere  complessivo  nel  Parlamento,  nell'Amministrazione,
  giorno dopo giorno, è un modo di essere, un modo di comportarsi  e,
  quindi,  al di là di quanto mettiamo per la videosorveglianza,  non
  possiamo,  onorevoli colleghi, dobbiamo dare il  preavviso,  essere
  morbidi. Ma su che cosa? Di che cosa stiamo parlando?
   Ci  sono  le  leggi da applicare e me lo insegnate voi  che  siete
  molto  più  esperti di me  Noi non possiamo arrivare a pensare  che
  gli  ispettori  prima devono dare una sorta di ammorbidimento  alla
  situazione. E' quello che creerebbe eventualmente il problema.
   Peraltro,  ho  chiesto  all'onorevole  Cracolici,  che   è   stato
  ispettore  dell'INPS,  ma in questo capitolo cosa è prevista  oltre
  la missione? . Nulla. La missione viene pagata se si fa.
   Quindi,  non c'è un pagamento che, peraltro, penso che  non  debba
  essere  dovuto  un  pagamento in più rispetto a  quello  che  è  lo
  stipendio  che tutti i dipendenti pubblici guadagnano  giorno  dopo
  giorno,  non si può dare prima lo stipendio e poi qualcosa  in  più
  per fare quello che è legge e dovere fare. A Napoli si usa dire   e
  ora che mi dai?   Ora, per lavorare cosa mi dai in più?  .
   Questo non è possibile  Quindi, quello che dovremmo pagare sono le
  missioni  e condivido anch'io l'atteggiamento del Governo.  Ma  per
  carità  Non parliamo di queste cose.
   A  proposito  di atteggiamento schizofrenico vorrei ricordare  che
  nel piano casa c'era una parte che riguardava la possibilità che  i
  comitati paritetici territoriali, che hanno quella funzione di  cui
  parlava  l'onorevole  Beninati, che era  quella  di   consulenza  a
  titolo gratuito per far sì, appunto, che le aziende, i cantieri, si
  mettessero in regola. Ma lo fanno i sindacati e lo fanno  a  titolo
  gratuito. E quella sì che poteva essere una norma, che non  abbiamo
  voluto nel piano casa.
   Non ci può essere altra alternativa, e lo dico veramente con molta
   pacatezza' direbbe un mio importante riferimento nazionale. Non si
  può  transigere: la legge è legge e va applicata per quella che  è;
  non  ci  possono  essere altre strade perché,  peraltro,  onorevoli
  colleghi, i morti li contiamo ogni giorno per strada.
   I  cantieri  non  sono  in regola, le aziende  non  pagano,  molte
  aziende sono fuori legge.
   Qualche  tempo fa, ad una Festa dell'unità, ho detto una cosa  che
  ha fatto scandalo e che ripeto.
   Ho detto che molti commercianti sapete perché pagano il pizzo?
   Perché  incassano il pizzo. In che modo? Danno una busta paga,  in
  regola,  con  tutto  ciò  che  bisogna pagare,  danno  l'assegno  e
  l'indomani  il  dipendente  porta una  quota  dell'assegno  che  ha
  incassato  e  lì c'è la corruzione, il malaffare, c'è  il  migliore
  affare per il commerciante e per molte aziende.
   Ben  venga,  allora, un aumento degli ispettori  del  lavoro,  ben
  vengano i controlli, ben venga la repressione.
   Ciascuno deve fare i conti con la legge.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rivolgere  un
  invito  all'intera Assemblea perché ho la preoccupazione che questo
  dibattito, che è partito con toni molti alti sulla lotta alla mafia
  ed   alla  criminalità,  si  stia  immiserendo  portando  fuori  da
  quest'Aula l'impressione - ed è soltanto l'impressione che è quello
  che  cercherò di dire dopo - che c'è chi vuole combattere veramente
  l'illegalità, in questo caso, e chi invece è pronto, sull'altare di
  pseudo-difficoltà delle imprese, a cancellare le leggi.
   Credo  che  non sia questo. Fermo restando che non mi permetto  di
  dare  l'interpretazione autentica perché non  mi  compete,  non  lo
  farei,  anche per rispetto degli interventi dell'onorevole Buzzanca
  e  dell'onorevole Beninati, mi permetto - per fare  capire  il  mio
  concetto - di portare una testimonianza professionale.
   Vorrei  che  l'Assessore  preposto al ramo  mi  ascoltasse  perché
  alcune cose le deve fare lui, sul piano amministrativo.
   L'aumento degli ispettori del lavoro, ben venga. Maggiore  impegno
  di  spesa  è  necessario, a condizione, però, che  questo  maggiore
  impegno  numerico ed economico degli ispettori del lavoro  serva  a
  migliorare il servizio delle ispezioni.
   L'Assessore dovrebbe sapere - se non lo sa si informi - che quando
  avvengono ispezioni, soprattutto quelle congiunte con INPS e INAIL,
  le  imprese  che vengono riscontrate come non in regola  hanno  una
  incidenza  di  danno  economico elevatissimo di  decine,  decine  e
  decine di migliaia di euro.
   Non  ci  sono,  infatti,  ispezioni con  delle  contestazioni  che
  comportano una contestazione di mille o duemila euro.
   Parliamo sempre di decine di migliaia di euro.
   Quali sono le conseguenze di queste contestazioni? Parlo solamente
  dell'aspetto civilistico ed amministrativo. L'immediata  iscrizione
  a  ruolo  della  presunta  omessa contribuzione  e  della  sanzione
  amministrativa che comporta dal fermo amministrativo,  cosa  ancora
  più  grave  al  blocco dell'incasso di ogni tipo di erogazione  che
  proviene dalla pubblica amministrazione.
   Ciò  significa, mettere in ginocchio le imprese e le  aziende;  lì
  hanno ragione i colleghi Beninati e Buzzanca.
   Se  questo  stato di cose non portasse ad essere cancellato  nella
  stragrande  maggioranza  dei  casi  dalle  opposizioni,   in   sede
  giurisdizionale, che fanno le aziende e le imprese, avrebbe senso.
   Ma  se  l'assessore  ha  la  bontà  di  andare  a  controllare  le
  statistiche  si accorgerà che il 50, 60, 70 per cento dei  verbali,
  soprattutto   quelli  congiunti  vengono  annullati   dall'autorità
  giudiziaria, perchè errati.
   Se questo è vero - ed è vero, ve lo dico sul piano professionale -
  qualcosa  non funziona, e allora bisognerà pur trovare  un  sistema
  amministrativo per monitorare prima e per consentire una  forma  di
  addebito  dopo nei confronti degli ispettori, perché gli  ispettori
  che  devono  far rispettare la legge e le aziende e le imprese  che
  devono  rispettare  la  legge  e  quest'Aula  che  deve  creare  le
  condizioni  per  rispettare la legge non  può  obliterare  che  con
  questo modo di fare a volte facilone a volte le aziende vanno con i
  piedi all'aria perché questa è la constatazione vera.
   Allora, fermo restando che occorre aumentare gli ispettori,  fermo
  restando  che occorre una maggiore spesa e do ragione  a  Cracolici
  tranne  per  quanto riguarda l'aspetto dell'indennità,  perché  non
  serve, aveva cominciato bene e poi gli piglia la foga e va fuori il
  binario  del  discorso,  va  bene  che  gli  ispettori  del  lavoro
  perseguano la legalità, però occorre trovare un sistema affinché le
  visite  ispettive  non  diventino meri fatti  di  persecuzione  nei
  confronti  delle  imprese  e  delle aziende,  perché,  poi,  quando
  l'autorità giudiziaria annulla i verbali, dopo il danno fatto, quel
  danno  non  si recupera più e abbiamo voglia di emanare  norme  per
  aumentare le imprese.
   Assessore, trovi il sistema di controllo amministrativo e trovi il
  sistema di  punizione , lo dico tra virgolette per quegli ispettori
  che, per eccesso di zelo o per ignoranza, nella falsa intenzione di
  applicare  correttamente  la  legge,  creano  le  condizioni,   con
  verifica ex post, di avere rovinato le aziende.
   Io  credo che questo debba essere il messaggio che deve uscire  da
  quest'Aula e nient'altro.

   PRESIDENTE.   Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli   Caputo,
  Incardona,  Musotto,  Vinciullo, Di Benedetto  ed  altri.  C'è  una
  proposta del Governo che rimpingua quest'emendamento con un milione
  di euro.

   LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le  politiche sociali  e
  il  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le  politiche sociali  e
  il   lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che
  l'argomento  che  stiamo  trattando sia molto   importante  e  che,
  ovviamente,  non deve essere né sottovalutato né, in qualche  modo,
  essere preso alla leggera.
   Noi  partiamo  da  un presupposto fondamentale:  l'impresa  è  una
  risorsa  e l'impresa è una risorsa, se c'è impresa c'è occupazione,
  c'è  sviluppo  e  quindi  questo deve essere  sempre  tenuto  nella
  massima considerazione.
   Ma  vorrei  sottolineare che gli ispettori del lavoro non  sono  i
  nemici dell'impresa, né possono essere i nemici dell'impresa.
   Le parole dette dall'onorevole Maira alla fine - e in qualche modo
  vorrei  interpretare  le preoccupazioni dell'onorevole  Beninati  e
  dell'onorevole  Buzzanca - sono quelle che  ognuno,  ogni  collega,
  ogni cittadini che non è a contatto con questa realtà direttamente,
  se non tocca con mano, ha all'inizio.
   Vi  posso  assicurare che gli ispettori del lavoro  della  Sicilia
  sono  certamente persone che, da questo punto di vista,  fanno  per
  intero  il  loro dovere e che sono sottodimensionati dal  punto  di
  vista del numero, delle risorse e delle opportunità di fare bene il
  proprio lavoro.
   Volevo solo informare quest'Assemblea - lo diceva qualcuno poco fa
  in maniera molto seria, l'onorevole Mancuso -  per i fatti che sono
  successi in questi giorni a Reggio Calabria.
   Il   Governo  nazionale  ha  predisposto,  con  una  delibera  del
  Consiglio dei Ministri, ispezioni in quattro regioni d'Italia. Dopo
  i  fatti di Rosarno, in quattro regioni d'Italia, Campania, Puglia,
  Calabria  e Sicilia, debbono essere effettuate cinquemila ispezioni
  oltre  quelle  che  ovviamente vengono fatte annualmente,  in  modo
  particolare nel campo dell'agricoltura e dell'edilizia.
   Ovviamente, l'obiettivo è quello di puntare ad evitare, togliere e
  fare  emergere il lavoro nero e, comunque, tutto ciò che di  peggio
  ci sia in questo modo di fare le cose.
   Ciò  che diceva poco fa il presidente Mancuso fra poco arriveranno
  in Sicilia.
   Vorrei dire a questa Assemblea, in maniera molto seria, pensate  a
  quello  che  succederà  quando in una  impresa  arriva  l'ispettore
  dell'Inps,  dell'Inail,  del Lavoro,  la  Guardia  di  Finanzia,  i
  Carabinieri, l'AUSL, i Nas, è qualcosa di veramente importante.
   In   questa  condizione  l'obbligo  di  un  governo  è  quello  di
  prevenire,  far  capire assolutamente cosa c'è di  bisogno  per  le
  nostre imprese per mettersi in regola.
   L'altro  giorno  abbiamo invitato, per esempio in agricoltura,  il
  lavoro  accessorio, che voi sapete è una formula precisa, legittima
  per  potere garantire la possibilità di potere tenere il  personale
  in  regola  e  tante altre formule, dalla sicurezza  al  fatto  che
  tenere le persone in un certo modo conviene.
   L'ispettore del lavoro, in molti casi, è un consulente,  in  molti
  casi,  una  persona che aiuta, non posso pensare e non lo  immagino
  che  sia  una  persona che cerca in qualche modo  di  estorcere  o,
  peggio ancora, di fare qualcosa di complicato.
   Siccome  è  un ragionamento molto serio, io ho fatto  più  di  una
  riunione con gli ispettori del lavoro, ci siamo prefissati una data
  all'inizio  del  mese di maggio per stare una intera  giornata  per
  verificare quelle statistiche di cui parlava l'onorevole Maira, per
  verificare in che modo si può migliorare la qualità del lavoro,  in
  che  modo si può fare la stessa cosa in maniera tale da non mettere
  in  difficoltà le piccole imprese e quelle imprese che, da un punto
  di vista solo formale, minimamente formale, rischiano di chiudere.
   Ma  non dimentichiamo che la lotta all'emersione del lavoro  nero,
  la  lotta  alla illegalità, va combattuta e in maniera seria  dagli
  ispettori del lavoro e poi dalla polizia.
   Volevo  completare rispetto all'incremento: io non  ho  mai  dubbi
  quando  parla  in  questa  Aula il presidente,  onorevole  Mancuso,
  rispetto  alle  cifre che dice. Mi ero preoccupato, in  effetti  le
  somme  impegnate sono 963.839. Poi l'onorevole Mancuso lui li aveva
  preso nello stesso testo, anche se le somme pagate sono leggermente
  di meno.
   Allora  il  milione  e  cento mila euro che  noi  abbiamo  chiesto
  complessivamente  è  la stessa cifra dell'anno  scorso,  serve,  in
  qualche modo, anche a pagare la benzina e a fare in modo che  nella
  stessa  UPB  si  possano  affittare le  macchine  o  fare  attività
  corretta, allora in questo senso abbiamo chiesto questo aiuto.
   Poi  troverete, fra poco, un altro emendamento sul contingente dei
  carabinieri che, come voi sapete, fanno queste ispezioni  che  sono
  due milioni e mezzo di euro in meno rispetto all'anno scorso.
   Il Governo ha firmato un emendamento di un milione di euro che non
  bastano, però ci accontentiamo anche di questo sforzo.
   Quindi,  non dividiamoci su questo, manteniamoci uniti perché,  da
  un  lato,  bisogna preservare l'impresa, dall'altro  lato,  bisogna
  assolutamente garantire la legalità.

   PRESIDENTE.  Scusi, assessore Leanza, mi dica qual è l'emendamento
  che dovremmo apprezzare?

   LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le  politiche sociali  e
  il  lavoro.  La proposta del Governo un milione e cento mila  euro.
  Più duecento mila euro, va bene.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là dei  toni
  accesi  e  di  qualche replica sicuramente fuor  di  luogo,  questo
  articolo  ha  avuto  il  pregio di gettare  un  momento  di  grande
  attenzione su un tema delicatissimo.
   Vorrei  rassegnare a questo Parlamento soltanto qualche  dato:  in
  Sicilia  ci  sono  più  di 175 mila cantieri  aperti.  I  controlli
  coprono il 6-7 per cento di questi cantieri, con la conseguenza che
  in  Sicilia la scarsità di questi controlli è dovuta esclusivamente
  all'esiguo ed insufficiente numero degli Ispettori del lavoro e non
  certamente  al loro impegno, con la conseguenza che  la  Sicilia  è
  teatro,  costantemente, di incidenti sul lavoro  molto  spesso  con
  esisti letali. Per non parlare dell'altissima percentuale di lavoro
  nero,  di  sfruttamento  minorile e  di  sfruttamento  di  soggetti
  emigranti  proprio  a  causa  dell'insufficienza  del  sistema  dei
  controlli affidati agli ispettorati del lavoro.
   Ricordo  che lo scorso anno l'Assessore al lavoro del tempo  avviò
  una  selezione, pagata dalla Regione, con un progetto  per  formare
  nuovi soggetti da destinare al sistema dei controlli dei territori.
  Sono  stati decine i soggetti selezionati, ma soltanto pochi,  alla
  fine della selezione, hanno chiesto di essere avviati a svolgere il
  ruolo  di  Ispettori  del  lavoro. Per non parlare  della  presenza
  mafiosa  che condiziona i luoghi di lavoro ed i cantieri di lavoro,
  specialmente  quelli  dell'edilizia  e  dell'agricoltura;  presenza
  mafiosa   favorita e certamente  non scoraggiata dalla  limitatezza
  del sistema dei controlli.
   A  questo punto, allora, per incidere sia in termini di elevazione
  dei  sistemi  di sicurezza, per assicurare un sistema di  controllo
  più  capillare che garantisca la certezza e la sicurezza sui luoghi
  di lavoro, il rispetto delle norme previdenziali ed assicurative ed
  anche  per circoscrivere e limitare il condizionamento mafioso  dei
  luoghi  di lavoro, credo sia necessario aumentare ulteriormente  il
  capitolo  posto sul bilancio che, nonostante la disponibilità  oggi
  resa   al   Governo  con  un  milione  di  euro,  è   assolutamente
  insufficiente.
   Credo  che  vada data grande attenzione al successivo  emendamento
  presentato  dall'onorevole Musotto, al quale e per il quale  chiedo
  agli  uffici di potere, fin d'ora, apporre anche la mia firma,  che
  prevede   un  aumento  anche  per  il  contingente  dell'Arma   dei
  Carabinieri preposto al sistema del controllo sui luoghi di  lavoro
  e sul rispetto delle norme assicurative e previdenziali.
   Ancora  una volta, la riduzione del capitolo rispetto allo  scorso
  anno  rende  più  difficile  anche al contingente  dei  Carabinieri
  distaccato  presso  gli  uffici  dell'Ispettorato  del  lavoro   di
  svolgere  quelle funzioni delicati, necessarie ed inscindibili  che
  servono  a  garantire  il  rispetto della legalità  nei  luoghi  di
  lavoro.
   Ecco   perchè   chiedo,  non  soltanto  che  venga  aumentato   lo
  stanziamento per gli uffici dell'Ispettorato del lavoro, ma  chiedo
  che venga aumentato, e in questo senso anticipo la presentazione di
  un  subemendamento,  il finanziamento per il contingente  dell'Arma
  dei Carabinieri distaccato con funzioni di controllo sui luoghi  di
  lavoro.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento  che
  si  sta  trattando  richiede una particolare  attenzione  non  solo
  perché  c'è  in gioco un bene essenziale, qual è il rispetto  della
  legalità,  il  rispetto alla vita per chi lavora  ma  anche,  com'è
  stato  sottolineato  ed  evidenziato  dall'onorevole  Maira,  dagli
  onorevoli  Buzzanca  e  Beninati, l'altro interesse  che  è  quello
  dell'impresa  a  vivere  la propria attività  ed  i  controlli  che
  subiscono, a viverli anche loro con estrema serenità.
   Ebbene,  intanto,  annuncio di apporre  la  firma  all'emendamento
  presentato dall'onorevole Caronia che vuole portare a 2  milioni  e
  400  mila  euro l'entità delle somme che sono nel capitolo  di  cui
  stiamo  discutendo, ma non per le cose che qui, poc'anzi, ha  detto
  l'onorevole Caputo, cioé perché non ci sono fondi per i carabinieri
  perché,  anzi,  questo  Fondo ha avuto una funzione  essenzialmente
  legata  alle  indennità  erogate  a  favore  dei  carabinieri   che
  accompagnano  in questa attività gli ispettori del lavoro,  ma  per
  dare  la  possibilità a quegli ispettori del lavoro che sono  stati
  formati  ma  che non hanno, poi, svolto effettivamente la  funzione
  per la quale sono stati formati, di chiedere di essere assegnati  a
  delle sedie e svolgere il lavoro di ispettore del lavoro.
   Quindi,  espletare la loro funzione per avere un incremento  anche
  del   loro   stipendio   che  però  non  può   essere   considerato
  un'indennità,  così  come  la vorrebbe collegata,  e  qui  rispondo
  all'onorevole Formica, il disegno di legge numero 138,   in  quanto
  quest'ultimo  non è stato inopinatamente osteggiato,  non  è  stato
  portato  avanti perché in esso si parlava, intanto, della creazione
  di  un ruolo degli ispettori del lavoro che ex legge numero 10  del
  2000 della Regione siciliana non può essere creato.
   Onorevole Musotto, stiamo facendo riferimento al disegno di  legge
  numero  138  in  cui si parla della creazione di un ruolo  per  gli
  ispettori del lavoro che non è previsto nella legge numero  10  del
  2000,  che è la legge quadro sul personale, sull'attribuzione delle
  funzioni,  sulle qualifiche e, quindi, è la legge cui bisogna  fare
  riferimento  anche  in  Sicilia perché è una  legge  regionale  per
  creare,  poi, i ruoli per prevedere alcune funzioni, per  prevedere
  delle indennità.
   Siccome  non è previsto, ma non era possibile che quel disegno  di
  legge continuasse il proprio iter. Questo era un primo motivo.
   Un  secondo  motivo, per cui il disegno di legge  numero  138  non
  poteva  seguire  l'iter, caro onorevole Lupo, dovrebbe  ricordarlo,
  era  il  fatto  che  in  quel  disegno  di  legge  si  parlava   di
  attribuzione  delle  funzioni  di  agente  di  polizia  giudiziaria
  all'ispettore del lavoro.
   E'  una  cosa  assolutamente impossibile, questo è un  potere  che
  risiede  nello  Stato e la Regione siciliana non può attribuire  né
  indennità,  né  funzioni di agente di polizia  giudiziaria  perché,
  altrimenti,  qui  di che cosa stiamo parlando; proprio  per  essere
  deputati, caro onorevole Cracolici, e per parlare da questo  podio,
  innanzitutto,   bisogna   conoscere  le   regole   dell'ordinamento
  costituzionale  che  ci  sono, che esistono  nella  nostra  Regione
  siciliana.
   Noi  non  siamo uno Stato, noi non siamo una Regione indipendente,
  siamo  una  Regione  autonoma,  a Statuto  autonomo,  e  quindi  ci
  muoviamo all'interno dell'ordinamento giuridico dello Stato.
   Se  questo  principio  non  viene ancora compreso,  significa  che
  quando parliamo di leggi, quando parliamo di ordine costituzionale,
  quando  parliamo di poteri  dello Stato, della Regione, non abbiamo
  titolo   per   parlare   se   non  comprendiamo   alcuni   principi
  fondamentali.
   Quindi,  quando si parla di attribuire funzioni che rientrano  nel
  potere dello Stato dobbiamo stare attenti.
   Allora, questo era un altro motivo per cui quella legge non poteva
  andare avanti così  come era scritta.
   Però,  c'era anche un altro motivo di ordine finanziario  per  cui
  quel disegno di legge non poteva andare aventi. Era previsto che il
  dieci  per  cento  delle  entrate della legge,  delle  attività  di
  ispezione  venissero, poi, destinate alle indennità degli ispettori
  del lavoro.
   Intanto,  non  è  un'entrata certa perché  potrebbe  accadere  per
  ipotesi,  e  questo è il rilievo che ha fatto il Commissario  dello
  Stato,  no  che  ha fatto il Governo, poco fa il  Governo  è  stato
  accusato, di avere, inopinatamente, bloccato quel disegno di legge.
   Il Commissario dello Stato ha fatto un rilievo preciso ed ha detto
  che  su  questo punto, siccome non erano certe le entrate, non  era
  prevista la copertura finanziaria.
   Quelle  somme,  le somme che si recuperano dai controlli  eseguiti
  dagli ispettori del lavoro devono andare in un fondo comune, in  un
  fondo generale, non possono essere destinate così in percentuale

   PRESIDENTE. Onorevole Incardona, deve concludere.

   INCARDONA. Sto finendo, solo due minuti.
   Allora,  c'erano delle circostanze precise e dei motivi di  ordine
  giuridico  che impedivano che quel disegno di legge potesse  andare
  avanti.
   Invece,  annuncio sin d'ora l'apposizione della  mia  firma  anche
  all'emendamento  che è stato già presentato dall'onorevole  Caronia
  sulla finanziaria che prevede, viceversa, una indennità di funzione
  per  le  attività svolte dagli ispettori del lavoro in  Sicilia;  è
  altra  cosa  dal  formare  un ruolo, è altra  cosa  dall'attribuire
  funzioni  di  polizia  giudiziaria che non possiamo  attribuire  ad
  alcuno,  significa però incentivare i dipendenti regionali,  quelli
  che già sono stati formati, a svolgere le funzioni di ispettori del
  lavoro  e,  quindi,  ad  incrementare  anche  quella  attività   di
  controllo.
   Ma,  attenzione, se pensiamo di dovere assicurare la legalità  nei
  cantieri  di  lavoro solo con  i controlli è un  errore  gravissimo
  perché  la prima misura che occorre per fare rispettare la legge  è
  la  prevenzione e, quindi, informazione e formazione, anche per gli
  imprenditori;  infatti solo con i controlli non  ci può  essere  il
  pieno    rispetto   della   legge   perché   altrimenti   diventano
  assolutamente vessatori, come qualcuno ha detto.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con  grande  buon
  senso  stiamo lavorando su un progetto che abbiamo concordato nella
  riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e
  sull'annuncio  della Presidenza dell'Assemblea regionale  siciliana
  che  ha  proposto un ordine dei lavori che ci portasse a votare  il
  bilancio domani alle 12.
   Sono  le ore 21.15 ed abbiamo esaminato soltanto cento emendamenti
  su quattrocento.
   Quindi,  mi sembra che il progetto che abbiamo ideato e concordato
  pienamente con grande saggezza non possa essere realizzato.
   Però, vorrei ricordare a noi stessi, dagli interventi straordinari
  che  abbiamo  sentito  in  quest'Aula, ma  più  che  gli  argomenti
  dell'emendamento,  straordinario, perché  sono  buono  con  i  miei
  colleghi,   dicevo   più   che  argomenti  che   riguardavano   gli
  emendamenti, abbiamo fatto argomenti di discussione generale.
   Abbiamo parlato dei grandi sistemi, dei valori che ci motivano nel
  far  politica,  alle leggi che abbiamo già fatto,  alle  leggi  che
  faremo.
   Signor  Presidente, penso che sia venuto il momento di fare  anche
  appello  alla responsabilità di ciascuno di noi ed al bilancio  che
  dobbiamo approvare.
   Quindi, signor Presidente, mi affido alla sua autorevole direzione
  della  Presidenza per evitare che si vada fuori le  righe,  che  si
  perda  tempo,  ma soprattutto affinché si rispettino  i  tempi  del
  programma che ci siamo dati.
   Se  abbiamo detto che domani, entro le dodici, dobbiamo  approvare
  il bilancio, domani entro le dodici dobbiamo approvare il bilancio,
  altrimenti, non siamo persone che rispettiamo la parola e il  senso
  di responsabilità anche nei confronti degli elettori.
   Caro  onorevole  Gianni,  in  dieci anni  di  Parlamento  europeo,
  abbiamo  approvato  dieci  bilanci cominciando  alle  ore  10.00  e
  terminando  massimo alle ore 14.00 per tre giorni. Stiamo  parlando
  dell'Unione Europea.

   DINA. Insieme a Lombardo.

   MUSOTTO.  Grazie, onorevole Dina. Quindi, signor  Presidente,  non
  possiamo  andare  avanti  così, dobbiamo  darci  dei  tempi  certi,
  naturalmente io per prima, oppure non concluderemo niente.
   Signor  Presidente,  mi  affido soprattutto  alla  sua  autorevole
  direzione.  Vediamo di contingentare i tempi, cerchiamo di  evitare
  di  parlare   ammatola'  e soprattutto di  evitare  di  parlare  su
  argomenti  che non riguardano gli emendamenti ed il bilancio  della
  Regione siciliana.

                              (Applausi)

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sia  io  che
  l'onorevole    Gianni   annunciamo   che   apponiamo    la    firma
  all'emendamento  dell'onorevole Lupo, in quanto  riteniamo  che  la
  somma  sia  quella giusta. Assessore Cimino le faccio una proposta,
  nel  considerare che c'è anche un emendamento da parte del Governo,
  da  parte  dei  deputati,  fra cui il  sottoscritto,  di  oneri  di
  funzionamento  del  contingente dell'Arma  dei  carabinieri,  sarei
  dell'idea  di accantonare i due emendamenti e fare in modo  che  il
  Governo  presenti  una  proposta  che  possa  recepire  le  istanze
  dell'Assemblea.

                          Per fatto personale

   BENINATI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  purtroppo  sono
  convinto  di  non  essere stato ben interpretato nelle  mie  parole
  perché,  effettivamente, molti colleghi che sono  intervenuti  dopo
  hanno  spiegato  e penso avessero capito bene la  portata  del  mio
  intervento  che  voleva essere, al contrario di  come  purtroppo  è
  stato  interpretato, come se volessi sostenere il  lavoro  nero  in
  questa Terra, come se volessi sostenere attività illecite.
   Io non penso di dovermi discolpare da nessuna cosa perché, vedete,
  penso che ognuno di voi mi conosce in questa Assemblea, per cui  mi
  dispiace  di  aver sentito parole che certamente sono convinto  che
  saranno state solo oggetto di un momento di smarrimento di  chi  le
  ha dette, altrimenti sarei costretto, se ciò non fosse, non solo  a
  rimetterle  al mittente ma anche con gli interessi. Li rimetto  con
  diciassettemila   voti   che  ho  preso  l'ultima   volta   e   che
  effettivamente non mi hanno dato qua la patente di  dignità  o  non
  dignità a quest'Aula. La dignità l'ho presa negli anni per  la  mia
  attività, per il mio modo di comportarmi sempre, per cui  penso  di
  non dovere aggiungere nient'altro.
   Certo,  mi dispiace molto, dopo quindici anni che faccio parte  di
  questa  Assemblea, essere stato offeso in questo modo, per  cui  su
  questo,  onorevole  Cracolici, devo dirle  che  oggi  comprendo,  a
  distanza  di  tanti  anni,  la  differenza  che  c'è  molte  volte,
  purtroppo, fra noi e voi o lei. Io una cosa del genere non  l'avrei
  mai  detta ad un collega di questa Assemblea. Mai. Anche se  potevo
  averne le giuste ragioni.
   Io,  pertanto,  ho voluto fare questo intervento perché  qualunque
  cosa  abbia  potuto  dire e penso sia stata  interpretata  bene  da
  tutti, non era certamente per sostenere qualcosa che nulla io avevo
  e volevo dire.
   L'onorevole  Leanza,  sa cosa volevo dire in  Commissione,  lo  sa
  benissimo, lo sanno tutti. Io volevo dire quello che ho detto.  Non
  devo   più   ripeterlo.  Però,  credetemi,  una  cosa  del   genere
  sinceramente ho voluto dirla anche perché, dopo quindici  anni  che
  sono  in  questa Assemblea, non penso che nessuno mi possa dire  se
  sono dignitoso o indignitoso per stare qua.
   La  rimetto  e  la  rilancio al mittente - lo  ripeto  -  con  gli
  interessi di diciassettemila persone che mi hanno votato in  questa
  Assemblea.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Beninati. Io credo che  una  seduta
  lunga e complicata come questa abbia potuto produrre dei momenti di
  nervosismo.  Sono convinto che l'onorevole Cracolici probabilmente,
  in  un  momento particolare, non abbia controllato, come  è  solito
  fare il suo pensiero.
   Sono convinto di interpretare il pensiero dell'onorevole Cracolici
  nel  volere  passare sopra a questo incidente  di  percorso  che  è
  frutto  semplicemente della stanchezza, del lavoro fatto in  questi
  giorni. Stia assolutamente certo che tutto il Parlamento conosce la
  sua  serietà,  la  sua  correttezza, per cui  credo  che  si  possa
  ritenere superato l'incidente andando oltre.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge  numeri
  470-470 bis-470 ter/A

   GIANNI . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  rapidissimo
  perché  come  lei sa io ho già firmato l'emendamento della  collega
  Caronia,   soltanto  per  dire  questo,  che  su  questo  specifico
  argomento  più  volte  ci  siamo misurati.  Non  vi  è  dubbio  che
  l'Ispettore  del  Lavoro abbia una funzione enorme.  Avevamo  anche
  preparato  qualche  disegno di legge. L'unica cosa  che  chiedo  al
  Governo,  atteso  che  conosco  la sensibilità  dell'Assessore,  di
  prendere  qui un impegno, di fare una legge di settore,  una  legge
  specifica, precisa, puntuale, anche perché ci sono molti  ispettori
  del lavoro che sono stati trasferiti dal Governo nazionale a quello
  regionale,  dallo Stato alla Regione e che ancora  non  sono  stati
  messi nella giusta regola, dove dovrebbero essere messi.
   Quindi,  se  il Governo prende questo impegno, credo che  potremmo
  ritenerci  soddisfatti in quanto abbiamo già più volte  affrontato,
  ma  il Governo, il Presidente della V Commissione, potrebbero  dare
  una  risposta  certa a queste persone che sfidano, a  volte,  anche
  l'incolumità perché fanno un lavoro importante.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siamo ancora all'emendamento  TAB
  B348  del Governo. Io ho quattro emendamenti. Uno è del Governo,  a
  firma  dell'assessore Cimino che mette in questa tabella  200  mila
  euro,  un altro è quello dell'onorevole Musotto, 500 mila euro,  un
  altro   è   dell'onorevole  Lupo,  1  milione   ed   un   altro   è
  dell'onorevole Caputo,  2 milioni.
   Vorrei  che  il  Governo esprimesse un parere  su  uno  di  questi
  emendamenti.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  mantengo
  l'emendamento  di  200  mila  euro  nella  consapevolezza  che   il
  dibattito è stato molto importante e sicuramente l'Assessore Leanza
  proporrà all'Aula un testo organico sulla materia.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro preclusi gli altri emendamenti.
   Onorevoli colleghi, c'è ancora molto lavoro da fare. La Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari riunita  questa  mattina,
  informalmente, dal vicepresidente onorevole Formica,  ha  stabilito
  che l'Aula avrebbe lavorato fino alle ore 22.00 di questa sera,  ma
  non  mi  sento  di  andare  oltre. Non mi sento  di  andare  oltre
  Interrompo adesso
   Non mi pare ci siano le condizioni per continuare. O da domani  si
  comincia con un atteggiamento nuovo o questa finanziaria la  faremo
  l'anno prossimo, probabilmente
   Se questa notte può portare consiglio a tutti i parlamentari ed ai
  gruppi politici, domani mattina alle 9.30 ci rivediamo e cominciamo
  con un altro passo, altrimenti è inutile che ci proviamo.
   Vorrei  ricordarvi che siamo a 100 emendamenti su 400 al bilancio,
  fatto il bilancio abbiamo una norma finanziaria che arriva in  Aula
  con  ben 145 articoli approvati dalla Commissione  Bilancio', sulla
  quale c'è un giudizio degli Uffici, pendente in queste ore, dopo di
  che abbiamo 4.700 emendamenti di cui 700 aggiuntivi, poi abbiamo un
  ulteriore maxiemendamento del Governo, molto corposo, sul quale  ci
  sarà - credo - un dibattito impegnativo.
   Allora,   se   immaginiamo   di  iniziare  con  un  altro   passo,
  prendendoci  questa  notte di riflessione  e  tentare,  durante  la
  notte, di dialogare sulle ragioni che possono determinare punti  di
  contatto,  bene, altrimenti andiamo incontro ad un  rischio  che  è
  molto concreto.
   Detto  ciò,  la seduta è rinviata a domani, 28 aprile 2010,   alle
  ore 9.30,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:
       1)  -   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012
          (nn. 470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)
            Relatore di maggioranza: on. Savona
            Relatore di minoranza: on. D'Asero

       2)  -   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
          (nn. 471-471 bis/A) (Seguito)
            Relatore di maggioranza: on. Savona
            Relatore di minoranza: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 21.28.

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

       ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNI  DI LEGGE  BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE  SICILIANA
  PER L'ANNO FINANZIARIO 2010 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
  2010/2012  (NN. 470-470 BIS -470 TER /A)

   DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER L'ANNO 2010
  (NN. 471-471 BIS/A)

     TABELLA B - RUBRICA PRESIDENZA (importi in migliaia di euro):

   Emendamento TAB. B 115:

  Al  capitolo  105715 - UPB 1.2.1.3.1 la cifra  192   è  sostituita
  dalla seguente  0 .

   Emendamento TAB. B 112:

      AMMINISTRAZ   UPB    CAPITO   DENOMINAZIO   20   20    20
         IONE                LO         NE        10   11    12

     Presidenza      1.2.   105715 Spese per la    35    80   80
     della Regione 1.3.1           partecipazion          0    0
                                   e della
                                   Regione
                                   siciliana
                                   all'Associazi
                                   one Italiana
                                   per il
                                   Consiglio dei
                                   comuni
                                   d'Europa
      Ass.to         4.2.   215701 Fondo di        35
     Economia      1.5.1           riserva per
                                   le spese
                                   obbligatorie
                                   e di ordine e
                                   per la
                                   riassegnazion
                                   e dei residui
                                   passivi di
                                   parte
                                   corrente,
                                   eliminati
                                   negli
                                   esercizi
                                   precedenti
                                   per
                                   perenzione
                                   amministrativ
                                   a

   Emendamento TAB B 117:

  Al  capitolo  104538 - UPB 1.2.1.3.3 la cifra  600   è  sostituita
  dalla cifra  1 .

   Subemendamento TAB. B 117.1 all'emendamento TAB B 117:

  La cifra  1  è sostituita dalla cifra  400 .

   Emendamento TAB. B 118:

  Al  capitolo 104528 - UPB 1.2.1.3.99 la cifra  8.000  è sostituita
  dalla cifra  4.000 .

   Emendamento TAB. B 122:

  Al capitolo 532004 UPB 1.2.2.6.2 la cifra  440  è sostituita dalla
  cifra  360 .

   Subemendamento TAB. B 126.1:

  Al  capitolo 116016 - UPB 1.4.1.1.1 sostituire la cifra  800   con
  la cifra  600 .

     TABELLA B - BENI CULTURALI (importi in migliaia di euro):

   Emendamento TAB B 106:

  Al  capitolo  370301 - UPB 3.1.1.5.2 la cifra  125   è  sostituita
  dalla cifra  16 .

   Subemendamento TAB. B 106.1 all'emendamento TAB B 106:

  La cifra  16  è sostituita dalla cifra  70 .

   Subemendamento TAB. B 107.1:

  Al  capitolo  370303 - UPB 3.1.1.5.2 la cifra   91   è  sostituita
  dalla cifra  90 .

   Emendamenti TAB. B 96 e TAB B 97:

      CAPITO   DENOMINAZION   20   20   20
        LO          E         10   11   12

      376526  RESTAURO         30   30   30
              MATERIALE         0    0    0
              BIBLIOGRAFICO
              ED
              ARCHIVISTICO

      2157    FONDI GLOBALI  -      -    -
     04                      300    300  300

   Subemendamento TAB. B 101.1:

   Al  capitolo  377335 - UPB 3.2.1.3.4 la cifra  540   è  sostituita
  dalla cifra  400 .

      TABELLA B - ENERGIA E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA' (importi in
      migliaia di euro):

   Emendamento TAB. B 342:

      AMMINISTRAZ    UPB   CAPITO  DENOMINAZIONE   201   20   20
         IONE                LO                    0     11   12

     Ass.to          2.1.1  340303 SPESE PER I     -
     attività      .5.2            CONSULENTI      10
     produttive                    ESPERTI IN
                                   MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to beni     3.1.1  370303 SPESE PER I     -
     culturali e   .5.2            CONSULENTI      1
     identità                      ESPERTI IN
     siciliana                     MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to                 210303 SPESE PER I     -
     economia      4.1.1.          CONSULENTI      110
                   5.2             ESPERTI IN
                                   MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO
     Ass.to          5.1.1  240303 SPESE PER I
     energia e     .5.2            CONSULENTI      -
     servizi di                    ESPERTI IN      1
     pubblica                      MATERIE
     utilità                       GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to          6.1.1  180303 SPESE PER I     -
     famiglia,     .5.2            CONSULENTI      30
     politiche                     ESPERTI IN
     sociali e                     MATERIE
     lavoro                        GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to          7.1.1  102303 SPESE PER I     -
     autonomie     .5.2            CONSULENTI      1
     locali e                      ESPERTI IN
     funzione                      MATERIE
     pubblica                      GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to          8.1.1  270303 SPESE PER I     -
     infrastruttur .5.2            CONSULENTI      90
     e e mobilità                  ESPERTI IN
                                   MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to          9.1.1  310303 SPESE PER I       47
     istruzione e  .5.2            CONSULENTI
     formazione                    ESPERTI IN
     professionale                 MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO
     Ass.to          10.1.  140303 SPESE PER I     -
     risorse       1.5.2           CONSULENTI      38
     agricole e                    ESPERTI IN
     alimentari                    MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO,
                                   PER IL GRUPPO
                                   DI SUPPORTO
                                   TECNICO E PER
                                   IL NUCLEO DI
                                   VALUTAZIONE,
                                   PER LE
                                   CONVENZIONI DI
                                   CUI ALL'ART. 8
                                   DELLA L.R. 14
                                   GIUGNO 1983,
                                   N. 59

     Ass.to          12.1.  440303 SPESE PER I
     territorio e  1.5.2           CONSULENTI        62
     ambiente                      ESPERTI IN
                                   MATERIE
                                   GIURIDICHE,
                                   ECONOMICHE,
                                   SOCIALI OD
                                   ATTINENTI AI
                                   COMPITI
                                   D'ISTITUTO

     Ass.to          4.2.1  215701 FONDO DI
     economia      .5.1            RISERVA PER LE   172
                                   SPESE
                                   OBBLIGATORIE E
                                   DI ORDINE E
                                   PER LA
                                   RIASSEGNAZIONE
                                   DEI RESIDUI
                                   PASSIVI DI
                                   PARTE
                                   CORRENTE,
                                   ELIMINATI
                                   NEGLI ESERCIZI
                                   PRECEDENTI PER
                                   PERENZIONE
                                   AMMINISTRATIVA

   Emendamento TAB. B 343:

      AMMINISTRAZ    UPB   CAPITO  DENOMINAZIONE   2010  20   20
         IONE                LO                          11   12

     Ass.to          2.1.1  340306 SPESE PER
     attività      .5.2            L'ATTIVITA' DI  -
     produttive                    INFORMAZIONE    50

     Ass.to          6.1.1  180306 SPESE PER       -
     famiglia      .5.2            L'ATTIVITA' DI  54
                                   INFORMAZIONE
     Ass.to          8.1.1  270306 SPESE PER
     infrastruttur .5.2            L'ATTIVITA' DI    23
     e                             INFORMAZIONE

     Ass.to          9.1.1  310306 SPESE PER
     istruzione e  .5.2            L'ATTIVITA' DI    10
     formazione                    INFORMAZIONE

     Ass.to          10.1.  140306 SPESE PER
     risorse       1.5.2           L'ATTIVITA' DI    11
     agricole                      INFORMAZIONE

     Ass.to salute   11.1.  410306 SPESE PER
                   1.5.2           L'ATTIVITA' DI    38
                                   INFORMAZIONE
     Ass.to          12.1.  440306 SPESE PER
     territorio    1.5.2           L'ATTIVITA' DI    33
                                   INFORMAZIONE
     Ass.to          13.1.  470306 SPESE PER       -
     turismo       1.5.2           L'ATTIVITA' DI  50
                                   INFORMAZIONE
     Ass.to          4.2.1  215701 FONDO DI
     economia      .5.1            RISERVA PER LE    39
                                   SPESE
                                   OBBLIGATORIE E
                                   DI ORDINE E
                                   PER LA
                                   RIASSEGNAZIONE
                                   DEI RESIDUI
                                   PASSIVI DI
                                   PARTE
                                   CORRENTE,
                                   ELIMINATI
                                   NEGLI ESERCIZI
                                   PRECEDENTI PER
                                   PERENZIONE
                                   AMMINISTRATIVA

   Emendamento TAB. B 344:

     AMMINISTRAZI  UPB    CAPITO   DENOMINAZIONE   201   20   20
         ONE                LO                      0    11   12

     Ass.to beni  3.1.1.   370301 SPESE PER I         -
     culturali    5.2             VIAGGI             55
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       4.1.1.   210301 SPESE PER I         -
     economia     5.2             VIAGGI            130
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       5.1.1.   240301 SPESE PER I         -
     energia      5.2             VIAGGI             20
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       6.1.1.   180301 SPESE PER I         -
     famiglia     5.2             VIAGGI             20
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       7.1.1.   102301 SPESE PER I
     funzione     5.2             VIAGGI             30
     pubblica                     DELL'ASSESSORE
     Ass.to       8.1.1.   270301 SPESE PER I
     infrastruttu 5.2             VIAGGI             30
     re                           DELL'ASSESSORE
     Ass.to       9.1.1.   310301 SPESE PER I
     istruzione e 5.2             VIAGGI             37
     formazione                   DELL'ASSESSORE
     Ass.to       10.1.1   140301 SPESE PER I
     risorse      .5.2            VIAGGI             30
     agricole                     DELL'ASSESSORE
     Ass.to       11.1.1   410301 SPESE PER I
     salute       .5.2            VIAGGI             30
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       12.1.1   440301 SPESE PER I
     territorio   .5.2            VIAGGI             64
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       13.1.1   470301 SPESE PER I
     turismo      .5.2            VIAGGI             20
                                  DELL'ASSESSORE
     Ass.to       4.2.1.   215701 FONDO DI            -
     economia     5.1             RISERVA PER LE     16
                                  SPESE
                                  OBBLIGATORIE E
                                  DI ORDINE E PER
                                  LA
                                  RIASSEGNAZIONE
                                  DEI RESIDUI
                                  PASSIVI DI
                                  PARTE CORRENTE,
                                  ELIMINATI NEGLI
                                  ESERCIZI
                                  PRECEDENTI PER
                                  PERENZIONE
                                  AMMINISTRATIVA

   Emendamento TAB. B 154:

                Rubrica 4 - Uffici speciali
                        Nuova istituzione
      UPB    CAPITO     DENOMINAZIONE     20   20   20
               LO                         10   11   12

      5.4.   N.I.    SPESE PER
     1.1.1           ACCERTAMENTI         P  PM -    -
                    SANITARI (SPESE
                    OBBLIGATORIE)
      5.4.   N.I.    SPESE PER MISSIONI
     1.1.1           DEL PERSONALE        5    5    5

      5.4.   N.I.    SPESE PER LITI,
     1.1.1           ARBITRAGGI,          PM   -    -
                    RISARCIMENTI ED
                    ACCESSORI, NONCHE'
                    PER L'ASSISTENZA
                    LEGALE AI
                    DIPENDENTI ED AI
                    PUBBLICI
                    AMMINISTRATORI
                    (SPESE
                    OBBLIGATORIE)
      5.4.   N.I.    UTENZE, SERVIZI
     1.1.1           AUSILIARI, SPESE DI  PM   -    -
                    PULIZIA
      5.4.   N.I.    SPESE POSTALI,
     1.1.1           TELEGRAFICHE E       PM   -    -
                    SERVIZIO TELEX
                    (SPESE
                    OBBLIGATORIE)
      5.4.   N.I.    ACQUISTO DI LIBRI,
     1.1.1           RIVISTE E GIORNALI   1    1    1
                    ANCHE SU SUPPORTO
                    INFORMATICO
      5.4.   N.I.    SPESE DI COPIA,
     1.1.1           STAMPA, CARTA        PM   -    -
                    BOLLATA,REGISTRAZIO
                    NE E VARIE INERENTI
                    AI CONTRATTI (SPESE
                    OBBLIGATORIE)
      5.4.   N.I.    SPESE PER
     1.1.1           L'ACQUISTO DI BENI   3    3    3
                    DI CONSUMO PER IL
                    FUNZIONAMENTO DEGLI
                    UFFICI
      5.4.   N.I.    SPESE URGENTI ED
     1.1.1           INDIFFERIBILI PER    PM   -    -
                    IL RIPRISTINO DI
                    CONDIZIONI DI
                    IGIENE E SICUREZZA
                    SIA PER IMMOBILI
                    CHE PER IMPIANTI ED
                    ATTREZZATURE; SPESE
                    PER LA SORVEGLIANZA
                    SANITARIA; ACQUISTI
                    DI DISPOSITIVI DI
                    PROTEZIONE
                    INDIVIDUALE E
                    COLLETTIVA,
                    SEGNALETICA DI SIC
      5.4.   N.I.    MANUTENZIONI
     1.1.1           ORDINARIE E          5    5    5
                    RIPARAZIONI
      5.4.   N.I.    IMPOSTA REGIONALE
     1.1.1           SULLE ATTIVITA'      PM   -    -
                    PRODUTTIVE
                    (I.R.A.P.) DA
                    VERSARE AI SENSI
                    DEL COMMA 2
                    DELL'ART. 16 DEL
                    D.Leg.vo 15
                    DICEMBRE 1997, N.
                    446 (SPESE
                    OBBLIGATORIE)
      5.4.   N.I.    SPESE PER
     2.6.1           L'ACQUISTO DI        PM   -    -
                    MOBILI, ARREDI,
                    MACCHINE ED
                    ATTREZZATURE
      4.2.   215701  FONDO DI RISERVA        -    -    -
     1.5.1           PER LE SPESE           14   14   14
                    OBBLIGATORIE E DI
                    ORDINE E PER LA
                    RIASSEGNAZIONE DEI
                    RESIDUI PASSIVI DI
                    PARTE CORRENTE,
                    ELIMINATI NEGLI
                    ESERCIZI PRECEDENTI
                    PER PERENZIONE
                    AMMINISTRATIVA

     TABELLA B - FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI E LAVORO (importi in
      migliaia di euro):

   Subemendamento TAB. B 336.1:

      AMMINISTRAZ   UPB    CAPITO   DENOMINAZIONE   20   20   20
         IONE                LO                     10   11   12

     Ass.to          6.2.   184101 FONDO DI          60   80   80
     famiglia,     1.3.5           SOLIDARIETA'       0    0    0
     politiche                     PER LE VITTIME
     sociali     e                 DI RICHIESTE
     lavoro                        ESTORSIVE

  Alla   copertura   finanziaria  si  provvede   con   parte   delle
  disponibilità del capitolo 215704 - accantonamento 1001.

   Emendamento TAB. B 348:

      AMMINISTRAZ   UPB    CAPITO   DENOMINAZIO   20   20    20
         IONE                LO         NE        10   11    12

     Ass.to          6.3.   312503 SPESE PER       20    50   50
     famiglia,     1.1.2           MISSIONI         0     0    0
     politiche                     PERSONALE IN
     sociali e                     SERVIZIO AL
     lavoro -                      DIPARTIMENTO
     Dipartimento
     lavoro

  Alla   copertura   finanziaria  si  provvede   con   parte   delle
  disponibilità del capitolo 215704 - accantonamento 1001.