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Resoconto d'Aula della Seduta n. 169 di giovedì 29 aprile 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127, comma
  9,  del  Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti  al
  fine  delle  eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
  che dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

      Comunicazione di dimissioni da carica di assessore comunale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  informo  che,  con  nota   qui
  pervenuta  e  protocollata  in  data  28  aprile  2010  al  numero
  4096/Aula-Pg,   l'onorevole  Fortunato   Romano   ha   comunicato,
  allegando relativa documentazione, di aver rassegnato, in data  28
  aprile  2010,  con lettera consegnata al Segretario  generale  del
  Comune  di  Messina,  le dimissioni  definitive  ed  irrevocabili
  dalla carica di Assessore dello stesso Comune.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la società cooperativa edilizia San Michele Arcangelo, con decreto
  assessoriale  n.  080/89XIV del 16 febbraio 1989,  ha  ottenuto  un
  contributo per 40 semestralità di lire 24.341.140, pari al 3,606095
  per cento della spesa complessiva di lire 675.000.000;

   in  data  13  aprile  e 21 dicembre 1989 sono  stati  stipulati  i
  contratti  di  mutuo  edilizio agevolato, ai sensi  della  l.r.  20
  dicembre  1975, n. 79, ed il contratto di somministrazione  rateale
  su  mutuo  in  contanti, ai sensi della l.r. n. 79 del  1975  sopra
  richiamata e successive modifiche;

   a  partire  da giugno 1991 fino a dicembre del 2008 tutti  i  soci
  della  predetta  cooperativa  hanno  regolarmente  corrisposto   la
  relativa rata di mutuo, con un importo semestrale di euro 1.480,00;

   considerato  che, senza alcuna motivazione, a fine  dicembre  2009
  sono  pervenuti  ai mutuatari dei bollettini di  pagamento  con  un
  importo della rata aumentato di oltre il 100%;

   ritenuto   che,   nonostante   diversi   solleciti   scritti   sia
  all'istituto  bancario  che all'Assessorato,  gli  interessati  non
  hanno   ottenuto  alcuna  spiegazione  in  ordine  ai   chiarimenti
  richiesti sull'aumento delle rate di mutuo;
   per sapere:

   quali siano state le ragioni per le quali l'istituto mutuante  San
  Michele Arcangelo ha raddoppiato l'importo delle rate;

   per  quale  motivo non si sia dato riscontro alle diverse  lettere
  raccomandate  inviate  ad Unicredit e all'ex Assessorato  regionale
  della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca».
  (1161)

                                                           BARBAGALLO

   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

   Seguito   della  discussione  unificata  dei  disegni  di   legge
  «Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
  (470-470   bis-470   ter/A)  e  «Disposizioni   programmatiche   e
  correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  unificata dei disegni di  legge:  «Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario  2010  e
  bilancio  pluriennale per il triennio 2010-2012»  (470-470  bis-470
  ter/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
  (471-471 bis/A).
   Invito  i  componenti  la Commissione Bilancio  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.

                        Sull'ordine dei lavori


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  ordine  a  una decisione della Presidenza su una norma che riguarda
  l'IRAP - se non vado errato, mi pare sia l'articolo 10, comma  2  -
  che permetteva ai soggetti sottoposti a questo pagamento di dedurre
  gli   interessi   passivi.   Sarebbe  stata   una   vera   riforma,
  rivoluzionaria, la Sicilia sarebbe stata la prima Regione in Italia
  a  tentare un percorso che era anche supportato da diversi studiosi
  di Diritto costituzionale.
   Era un aiuto alle imprese in un momento veramente difficoltoso,  e
  siamo  rammaricati che questa possibilità, sia il Governo,  che  in
  questo caso la Presidenza dell'Assemblea, non hanno tentato,  anche
  rispetto  all'eventuale impugnativa che il Commissario dello  Stato
  avrebbe potuto eccepire. Ebbene, ciò sarebbe stato un percorso  che
  avrebbe messo il Governo, secondo una politica autonomistica  tanto
  decantata,  nelle  condizioni di fare una vera  rivoluzione  su  un
  tributo importante come l'IRAP.
   Nell'interesse  di quello che si dice giornalmente sulla  politica
  autonomistica, quando c'è una norma vera di autonomia su un tributo
  importante regionale, non si tenta neanche di poter decidere  quali
  potrebbero  essere  i  percorsi in aiuto delle  imprese  di  questa
  regione
   La seconda riflessione, signor Presidente, onde evitare equivoci e
  sapendo già che le sue decisioni di stralciare le norme risalgono a
  qualche giorno fa, è la seguente: sono consapevole che i mass media
  non  hanno  assolutamente influenzato la Presidenza, e proprio  per
  questo  motivo, desidero rassegnare a tutto il Parlamento  che,  da
  due  giorni, la stampa è intervenuta su una norma, che peraltro  io
  ho  firmato e presentato in Commissione Bilancio, anche spiegandone
  i contenuti.
   Si  trattava  di una norma che, al contrario di ciò  che  è  stato
  detto, evitava la stabilizzazione dei cosiddetti portaborse, ovvero
  soggetti che avevano firmato contratti di co.co.co/co.pro.co.  Era,
  invece,  una  norma  che chiariva, rispetto alla norma  principale,
  cioè  la finanziaria del 2007 del Governo Prodi, l'eventuale azione
  piratesca  di determinati soggetti nei confronti di lavoratori  che
  avevano superato concorsi pubblici.
   Lei  ha  fatto bene a stralciarla, per evitare anche polemiche,  o
  forse  perché la norma non era scritta nella maniera e nella  forma
  migliore:  però  era  bene rassegnare a questo Parlamento  che  non
  c'era  intenzione di alcuno, anzi al contrario, di  stabilizzare  i
  componenti  gli Uffici di Gabinetto. Non è assolutamente  vero  ciò
  che abbiamo letto in queste ore.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  componenti  del
  Governo,  intendo  manifestare  la  mia  preoccupazione  a   questa
  Assemblea,  perché lungo il percorso qualcuno ha abusato  del  nome
  delle più alte cariche istituzionali di questa Regione, cercando di
   raccomandare  degli articoli piuttosto che altri.
   E  mi  complimento con Lei, signor Presidente, che oggi,  in  modo
  particolare, si sta preparando da grande comunicatore come  garante
  anche  dei  conti  pubblici,  e  non  solo  delle  prerogative  dei
  parlamentari.  Mi appello alla sua sensibilità e alle dichiarazioni
  che  ha rilasciato, in modo particolare al Giornale di Sicilia, che
  la  pongono  in  una posizione super partes e di  garanzia  per  il
  futuro dei siciliani.
   Ci  sono  alcune norme che mi permetto di attenzionare per evitare
  di  sprecare  del tempo, perché sicuramente la Presidenza  è  molto
  impegnata   anche  a  salvaguardare  alcune  sviste  e  distrazioni
  costanti  dell'assessore regionale per l'economia. Le  affronteremo
  di  volta  in  volta, su ogni questione, perché è importante  anche
  capire il ruolo salvifico che la Presidenza ha svolto, e che  potrà
  svolgere  entro domani notte: c'è una serie di norme  che,  proprio
  per  svista,  non sono state stralciate dal testo, ma  sono  sicuro
  che,  con  la  logica  che  la Presidenza  ha  ufficializzato  come
  salvaguardia  dei  conti della Regione, oggi verranno  attenzionate
  dalla stessa Presidenza, mano a mano che le discuteremo.
   Sono  sinceramente preoccupato perché c'è qualcuno che  abusa  del
  nome del Presidente della Regione e, naturalmente, su ogni articolo
  discuteremo anche di questo aspetto.
   L'assessore   Cimino  ieri  ha  detto  che  oggi   sarebbe   stata
  autorizzata la spendita dei Fondi FAS, e qualcuno ha anche  abusato
  di  una  battaglia  che  ho posto in questa  Assemblea,  anche  con
  comunicati stampa, per quanto riguarda la copertura finanziaria dei
  lavoratori  forestali,  con  riferimento all'aumento  contrattuale,
  delle  giornate lavorative... C'è chi fa le battaglie, e poi  sulla
  stampa  non  compare   Ma  non  è un  problema,  perché  noi  siamo
  parlamentari  onesti e facciamo le battaglie serie fino  in  fondo,
  non ci preoccupiamo della notizia sul giornale.
   Proprio per questo, chiedo all'assessore per l'economia quali sono
  i suoi intendimenti.
   La  mia è una questione pregiudiziale, signor  Presidente,  è  una
  cosa  delicata,  perché  io  non posso  proseguire  non  avendo  le
  garanzie che ieri l'assessore Cimino ci ha dato.
   Stamani  l'onorevole  Limoli mi diceva di non  aver  capito  nulla
  della  questione  dei  forestali; ed  io  cosa  dico  all'onorevole
  Limoli?  Di  fidarsi dell'assessore Cimino, che si  è  impegnato  a
  portare  stamattina  in  Aula  la  documentazione  necessaria   per
  garantire  la copertura finanziaria immediata per i forestali,  con
  effetto retroattivo, quindi da gennaio ad aprile...
   Personalmente,   chiederò  di  intervenire   su   ogni   articolo,
  ricominciando sempre daccapo, e siccome questa assicurazione - dopo
  una  battaglia fatta da me e di cui qualcuno si è impadronito  -  è
  stata  data  dall'assessore  Cimino e  lei,  signor  Presidente,  è
  garante  dei  conti pubblici, ebbene, oggi deve aiutarci  ad  avere
  chiarezza su alcuni temi.
   Signor Presidente, le chiedo inoltre, l'applicazione dell'articolo
  103,  comma 6 del Regolamento interno, che prescrive un  tempo  per
  ciascun  intervento  di  10 minuti; di conseguenza,  chiedo  che  i
  parlamentari   possano  intervenire  10  minuti  sull'articolo,   a
  prescindere  dal  numero  degli emendamenti  o  subemendamenti  che
  abbiano presentato, perché non è logico che si intervenga su trenta
  emendamenti  presentati  dallo  stesso  parlamentare  allo   stesso
  articolo. Concordo con la Presidenza anche su questo.
   Desidero porre l'ultima questione, a salvaguardia di tutti: vorrei
  sapere  se  il  Governo  intende  presentare,  nottetempo,  qualche
  piccolo  emendamento o maxiemendamento che sia.  Personalmente,  mi
  fido  di quanto assicurato dall'assessore Cimino, che oggi in  Aula
  dovrebbe portarci la documentazione promessa, ma se così non fosse,
  comincerei a fidarmi sempre meno, e non vorrei arrivare a  chiedere
  le sue dimissioni, onorevole assessore.
   Concludo  il  mio  intervento,  anche  perché  ci  saranno   altre
  occasioni di confronto per capire effettivamente, norma per  norma,
  il  risanamento posto in questa finanziaria, il perché di una serie
  di  spese  che  non hanno alcuna spiegazione nella  logica  che  il
  Presidente  della  Regione ha espressamente  dettato.  Qualcuno  ha
  abusato del suo nome, onorevole Presidente Lombardo, e articolo per
  articolo, le spiegherò perché, perché qualcuno, su alcune norme, ha
  detto  che  erano volute dal Presidente della Regione, e quindi  si
  dovevano fare
   Ma  io  che  la conosco bene, so che lei è persona che non  delega
  certe materie.
   Sono certo che, quando arriveremo a discutere di articoli di spesa
  importanti,  che prevedono 200 o 300 assunzioni, se  entreranno  in
  vigore,  lei,  signor  Presidente  della  Regione,  presenterà   un
  emendamento  abrogativo, perché si è reso  conto  che  qualcuno  ha
  voluto approfittarne.
   L'assessore  Cimino  è  probabilmente  distratto,  ma  siccome  dà
  l'impressione  di  essere  complice, credo  e  chiedo  che  la  sua
  onorabilità  venga rispettata. Ieri, per esempio, ha  dato  il  suo
  parere  favorevole su alcuni emendamenti di spesa che poi,  proprio
  per portare avanti i principi dettati dal Presidente della Regione,
  sono stati tolti.
   Onorevole  Presidente  della  Regione,  ieri  abbiamo  risparmiato
  qualche  milione  di euro su emendamenti che, per  distrazione  del
  Governo,  erano andati avanti. Ora, con questo articolato,  andremo
  fino in fondo su ogni singola distrazione.
   Signor  Presidente, la ringrazio per il ruolo che oggi ha  assunto
  di garante del nostro futuro.
   Lei,  da  grande comunicatore, oggi sulla stampa,  ha  toccato  le
  questioni più delicate di questa finanziaria.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende  il  seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge:  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per  l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio  2010-2012»
  (470-470 bis-470 ter/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
  per l'anno 2010» (471-471 bis/A)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 4, accantonato nella
  precedente seduta, e dei relativi emendamenti.

   CIMINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  chiedo  un
  ulteriore accantonamento dell'articolo 4.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                 Tariffe in materia di motorizzazione

   1. Sono approvate le tariffe di cui alla tabella allegata relative
  all'esercizio  delle  attribuzioni degli  organi  periferici  dello
  Stato   in  materia  di  motorizzazione  trasferite  alla   Regione
  siciliana  in  forza  del  D.P.R.  17  dicembre  1953,  n.  1113  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità,  adottato  di  concerto  con  l'Assessore  regionale  per
  l'economia, gli importi dei diritti e dei compensi, di cui al comma
  1,  sono  aggiornati  ogni  due  anni  in  misura  pari  all'intera
  variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo
  per   le   famiglie  di  operai  ed  impiegati,  media   nazionale,
  verificatasi nei due anni precedenti.

   3.  Le tariffe per prestazioni e servizi in materia di navigazione
  da   diporto  sono  quelle  di  cui  alla  tabella   A'   contenuta
  nell'allegato XVI del decreto legislativo 18 luglio  2005,  n.  171
  Codice  della  nautica  da  diporto ed attuazione  della  direttiva
  2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio  2003,  n.
  172,  nonché i tributi speciali previsti dalla tabella  D' allegata
  al   decreto  legge  31  luglio  1954,  n.  533,  convertito,   con
  modificazioni,  dalla  legge  26  settembre  1954,  n.  869,   come
  sostituita dall'allegato 1 alla legge 6 agosto 1991, n. 255.

   4.  Le spese per le attività di controllo e vigilanza sui corsi di
  aggiornamento, di cui al comma 4 dell'articolo 126 bis del  decreto
  legislativo  30 aprile 1992, n. 285, Nuovo codice della  strada,  e
  successive modifiche ed integrazioni, per le attività di  vigilanza
  e  controllo  sugli sportelli telematici dell'automobilista  e  sui
  corsi   per  il  conseguimento  ed  il  rinnovo  della   carta   di
  qualificazione  del  conducente,  di  cui  decreto  legislativo  21
  novembre  2005,  n. 286, svolte dal personale della  motorizzazione
  civile  sono poste a carico delle autoscuole o degli altri soggetti
  pubblici  o  privati autorizzati, secondo le modalità di  cui  alla
  legge 1 dicembre 1986, n. 870.

    TARIFFE RELATIVE ALL'ESERCIZIO DELLE ATTRIBUZIONI DEGLI ORGANI
    PERIFERICI DELLO STATO IN MATERIA DI MOTORIZZAZIONE, TRASFERITI
    ALLA REGIONE SICILIANA IN FORZA DEL D.P.R. 17 DICEMBRE 1953, N.
             1113 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI.

       Tariffe per visure e rimborsi

   Co      Tipo Operazione                        Diri
  dic                                            tti    Diritt Impos
  e                                                     i      ta di
                                                        d'Urge Bollo
                                                        nza

   0                   TARIFFE PER VISURE E RIMBORSI
   0.  -rimborso per versamenti eccedenti          9.00
  1       relativi a pratiche accettate,
       -rimborso per versamenti relativi a
          pratiche non accettate o mai presentate.
   0.  -visura;                                    9.00   4.50
  2

       Tariffe conducenti

   Co      Tipo Operazione                        Diri
  dic                                            tti    Diritt Impos
  e                                                     i      ta di
                                                        d'Urge Bollo
                                                        nza

   1    ESAME PER LA PATENTE, PER IL C.A.P., PER LA CQC , PER IL CIG
                              O PER il CFP ADR
   1.  -conseguimento o estensione della          15.00   7.50
  1       patente, modifica adattamento minorati               14.62
       -conseguimento C.I.G.;                                      +

                                                               14.62
                                                                 (1)
   1.  -revisione patente;                        15.00   7.50
  2    -specializzazione aggiuntiva C.F.P. ADR;
   1.  -conseguimento del C.A.P.,                 15.00   7.50  29.24
  3    -conseguimento C.Q.C.,
       -conseguimento C.F.P. ADR

          DUPLICATI, CERTIFICAZIONI, ECC. INERENTI A CONDUCENTI O
           PERSONALE AUTOSCUOLE (NON A SEGUITO DI PROVA DI ESAME)
   1.  -patenti o altri documenti non in bollo e   9.00   4.50
  5       duplicati quando gli originali siano
          andati smarriti, sottratti o distrutti
   1.  -duplicati patenti non compresi nella       9.00   4.50  29.24
  6       tariffa 1.5; conversioni patenti
   1.  -documenti in bollo e duplicati non         9.00   4.50  29.24
  7       compresi nella tariffa 1.5

       Tariffe veicoli

   Cod      Tipo Operazione                        Diri
  ice                                             tti     Diritt Impost
                                                         i      a    di
                                                        d'Urge Bollo
                                                        nza

   2    Duplicati,  certificazioni,  ecc.,  inerenti  ai  veicoli,  ai
       componenti  e alle entità tecniche degli stessi, ai contenitori
       e  casse mobili. Duplicati, certificazioni, ecc., inerenti agli
       imballaggi, ai grandi imballaggi per il trasporto alla  rinfusa
       (GIR),  ai  recipienti, alle cisterne, ai contenitori  e  casse
       mobili comunque destinati al trasporto di merci pericolose  con
       esclusione  di  quelle  appartenenti alla  classe  2  dell'ADR.
       Duplicati, certificazioni, ecc., inerenti ai conducenti (non  a
       seguito di visita e prova)
   2.1  -carta  di  circolazione  provvisoria  ed   9.00  4.50
          eventuale       susseguente       nuova
          immatricolazione con rilascio di carta di
          circolazione quando l'originale è stata
          smarrita, sottratta o distrutta;
        -duplicato di documenti quando
          l'originale sia andato smarrito, sottratto
          o distrutto
        -Correttivo per errori dell'utente o
          dell'agenzia
   2.2  -foglio di via e targa provvisoria, o       9.00  4.50   14.62
          altri documenti non in bollo o loro
          duplicati, quando l'originale non sia
          andato smarrito, sottratto o distrutto
        -aggiornamento carta di circolazione per
          cambio di residenza o proprietà;
        -trasferimento sede persone giuridiche;
   2.3  -immatricolazione, con rilascio di carta    9.00  4.50   29.24
          di circolazione provvisoria e/o
          definitiva, o CIC;
        -documenti in bollo o loro duplicati,
          quando l'originale non sia andato
          smarrito, sottratto o distrutto;
        -nuova  immatricolazione quando la  carta
          di  circolazione  sia andata  smarrita,
          sottratta  o  distrutta con contestuale
          variazione di residenza o di proprietà;
        -nuova immatricolazione quando la targa
          sia stata smarrita, sottratta o distrutta,
          anche con contestuale variazione di
          residenza o di proprietà ;
        -sospensione o cessazione dalla
          circolazione di ciclomotore;
        -rilascio/rinnovo targa prova anche se
          rilasciata da studio di consulenza
          automobilistica;
   3           Visite e prove relative a veicoli e ciclomotori
   3.1  -revisioni effettuate dalle imprese di      9.00
          autoriparazione in regime di concessione
   3.2  -revisioni                                 45.00  12.50
   3.3  -controlli da parte del DRIMT sulle        45.00  22.50
          revisioni già effettuate dalle officine in
          regime di concessione da versarsi, non
          oltre il terzo giorno successivo a quello
          del controllo stesso da parte
          dell'officina che ha eseguito la
          revisione.
   3.4  -aggiornamento a seguito di visita e       25.00  12.50   14.62
          prova senza rinnovo della carta di
          circolazione/CIC;
   3.5  -collaudo, o aggiornamento, ed emissione   25.00  12.50   29.24
          documento di circolazione/CIC, anche se il
          documento originale è andato smarrito,
          sottratto o distrutto;
        -collaudo, od aggiornamento, ed emissione
          certificato di approvazione;
        -collaudo, gancio di traino;
   3.6  -prove idrauliche;                         25.00  12.50
   4    Visite  e  prove  speciali  di  veicoli,  costruiti  in  unico
       esemplare   o   che   presentino  particolari  caratteristiche,
       secondo   quanto  stabilito  dalla  Direzione  generale   della
       M.C.T.C.  Visite  e  prove speciali di  componenti,  di  entità
       tecniche,  di  contenitori e casse mobili. Visite  e  prove  di
       imballaggi, di grandi imballaggi per il trasporto alla  rinfusa
       (GIR),  di  recipienti e di cisterne, di  contenitori  e  casse
       mobili,  comunque  destinati al trasporto di  merci  pericolose
       con  esclusione di quelle appartenenti alla classe 2  dell'ADR.
       Visite   e   prove   per  modifica  delle   caratteristiche   o
       dell'elenco  delle merci pericolose ammesse  al  trasporto  con
       imballaggi,    grandi    imballaggi,   recipienti,    cisterne,
       contenitori   e  casse  mobili  e  accertamenti   periodici   e
       straordinari sugli stessi. Visite e prove per il rilascio o  il
       rinnovo del certificato di conformità ADR ai veicoli;
   4.1  -collaudo, od aggiornamento, e rinnovo     45.00  22.50   29.24
          documento di circolazione anche se il
          documento originale è andato smarrito,
          sottratto o distrutto;
        -collaudo, od aggiornamento, ed emissione
          certificato di approvazione
   4.2  -revisioni                                 45.00  22.50   14.62
   4.3  -ispezioni periodiche cisterne classe 2              -   29.24
          dell'ADR munite di MC452                151.00
   4.4  -ispezioni periodiche cisterne classe 2              -   29.24
          dell'ADR per gas liquefatti e refrigerati186.00
          munite di MC452
   5    -Omologazioni veicoli, approvazione                  -   29.24
          autobus con carrozzeria diversa;        200.00
   6    -Omologazione di componenti, di entità               -   29.24
          tecniche, di contenitori e di casse     100.00
          mobili. Omologazioni od approvazioni per
          serie di imballaggi, grandi imballaggi per
          il trasporto alla rinfusa (GIR), di
          recipienti, di cisterne, di contenitori e
          casse mobili, comunque destinati al
          trasporto di merci pericolose con
          esclusione di quelle appartenenti alla
          classe 2 dell'ADR;
        -Singole prove di omologazione, verifiche
          e prove primitive ed accertamenti tecnici
          sull'apparecchiatura utilizzata per
          l'accertamento del tasso alcoolemico,
          denominata "etilometro";

       Tariffe autotrasporto merci

   Cod      Tipo Operazione                        Dir
  ice                                            itti   Diritt  Impost
                                                        i       a    di
                                                       d'Urge  Bollo
                                                       nza

        -Copie certificate conformi di licenza    9.00     4.50      14.62
  15.2     comunitaria (con domanda unica)         xn            x
                                                               (n+1)
   15.  -Autorizzazioni di transito per Svizzera  9.00     4.50      14.62
  3
   15.  -Certificato di registrazione x n         9.00     4.50      14.62
  4        veicoli per inizializzazione ecopiastrina  xn
   17   -Licenze per il trasporto di merci in              25.00     29.24
           conto proprio                         50,00

       Tariffe  per  operazioni  sui  recipienti  per  gas  compressi
     (bombole, bidoni, serbatoi, bottiglie)

   Cod      Tipo Operazione                                 Diri
  ice                                                      tti    Impo
                                                          aggiun sta
                                                          tivi   di
                                                                 Boll
                                                                 o

   18       Prove ed indagini varie per la riparazione  di
          apparecchi a pressione (ex tariffa II)
   18.  -Per le prove di cui sopra, nonché per le verifiche
  1       e prove di costruzione (comprese quelle su              14,6
          recipienti per il trasporto di gas compressi,              2
          liquefatti o disciolti, nonché quelle per esonero
          presso i costruttori) eseguite, a richiesta,     93,00
          all'estero; è dovuto il contributo orario, per il
          tempo trascorso in attività lavorativa e/o di
          viaggio, di
        -nonché il rimborso del trattamento completo di
          missione.
        -Se nella stessa missione il tecnico esegue più
          operazioni per conto di diverse ditte, il coacervo
          dei rimborsi di cui alla presente tariffa è
          ripartito fra le stesse proporzionalmente al tempo
          impiegato.
   19       Rilascio documentazione
   19.  -Rilascio copie (per deterioramento) di
  1       certificazioni relative ai gas compressi,        57,00  29,2
          liquefatti o disciolti (per ciascun foglio)                4
   19.  -Rilascio copie (per smarrimento, sottrazione,
  2       distruzione) di certificazioni relative a gas    57,00
          compressi, liquefatti o disciolti (per ogni foglio)
   20       Visite e prove di recipienti, in unico pezzo o
          saldati,  per  il trasporto su via  ordinaria  e
          con  mezzi privati, di gas compressi, liquefatti
          o disciolti. (ex Tariffa VII)
   20.      Rilascio   certificato   di   revisione    gas
  1       compressi, liquefatti disciolti fino a 5 litri
   20.  -Fino a 326 piccole bombole e piccoli bidoni
  1.1     certificato cumulativo                           186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Fino a 326 piccole bombole e piccoli bidoni
  1.2     certificati singoli                              186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Oltre il 326 esimo esemplare di piccole bombole,
  1.3     piccoli bidoni e per ogni recipiente certificato  0,57  14,6
          cumulativo                                                 2
   20.  -Oltre il 326 esimo esemplare di piccole bombole,
  1.4     piccoli bidoni e per ogni recipiente certificati  0,57  14,6
          singoli                                                    2
   20.      Rilascio   certificato   di   revisione    gas
  2       compressi , liquefatti disciolti oltre  5  litri
          e fino a 150 litri
   20.  -Fino a 108 bombole certificato cumulativo
  2.1                                                      186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Fino a 108 bombole certificati singoli
  2.2                                                      186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Oltre il 108 esimo esemplare di bombole (per ogni
  2.3     recipiente) certificato cumultativo               1,71  14,6
                                                                     2
   20.  -Oltre il 108 esimo esemplare di bombole (per ogni
  2.4     recipiente) certificati singoli                   1,71  14,6
                                                                     2
   20.  -Bidoni: per i primi 163 recipienti di una partita
  2.5     certificato cumulativo                           186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Bidoni: per i primi 163 recipienti di una partita
  2.6     certificati singoli                              186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Bidoni: dal 163 esimo e fino al 500 esimo
  2.7     recipiente di una partita e per ogni recipiente   1,14  14,6
          certificato cumulativo                                     2
   20.  -Bidoni: dal 163 esimo e fino al 500 esimo
  2.8     recipiente di una partita e per ogni recipiente   1,14  14,6
          certificati singoli                                        2
   20.  -Bidoni: dal 501 recipiente di una partita e per
  2.9     ogni recipiente certificato cumulativo            0,57  14,6
                                                                     2
   20.  -Bidoni: dal 501 recipiente di una partita e per
  2.10    ogni recipiente certificati singoli               0,57  14,6
                                                                     2
   20.      Rilascio   certificato   di   revisione    gas
  3       compressi  ,  liquefatti  disciolti  oltre   150
          litri fino a 1000 litri
   20.  -Fino al 5  recipiente (bomboloni e serbatoi)
  3.1     certificato cumulativo                           186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Fino al 5  recipiente (bomboloni e serbatoi)
  3.2     certificati singoli                              186,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Dal 6  recipiente (bomboloni e serbatoi) per ogni
  3.3     recipiente certificato cumulativo                33,00  14,6
                                                                     2
   20.  -Dal 6  recipiente (bomboloni e serbatoi) per ogni
  3.4     recipiente certificati singoli                   33,00  14,6
                                                                     2

       Nulla Osta, Autorizzazioni, Concessioni, controlli, istanze.

   Cod      Tipo Operazione                               Diri
  ice                                                    tti     Impost
                                                                a    di
                                                               Bollo

   30   -Seduta  di  operazioni  tecniche  legge  870/86         14.62
          presso  sedi  private autorizzate (autoscuole,
          centri di istruzione, officine, comuni, istituti
          scolastici, ecc);
   31   -Autorizzazione  per  competizioni  sportive  su  15.00   14.62
          strada di cui all'art.9 del decreto legislativo
          30 aprile 1992, n.285;
   32.  -visite ispettive alle autofficine in regime  di
  1       concessione (art.80 c.8 cd.s) e presso el sedi 103.29
          autorizzate ai sensi della L.870/86,  comprese
          quelle  relative  a  locali,  attrezzature   e
          strumentazioni (versamento annuale);
   32.  -controlli  a  richiesta  delle  autofficine  in          14.62
  2       regime di concessione, compresi quelli relativi a103.29
          locali, attrezzature e strumentazioni;
   32.  -Riconoscimento  centro di istruzione,  all'atto          29.24
  3       della richiesta;                               103.29
        -Riconoscimento    idoneità   sede    operazioni
          tecniche legge 870/86;
        -Nulla osta/autorizzazione ad effettuare i corsi
          di formazione iniziale e periodica per la carta
          di qualificazione del conducente CQC;
        -Visita  iniziale e rilascio concessione di  cui
          all'art.80/8 del decreto legislativo 30 aprile
          1992, n.285;
   32.  -Autorizzazione  all'uso  della  rampa  e  delle          29.24
  4       attrezzature  annesse  per il  collaudo  e  la 103.29
          revisione  di  recipienti  per  gas  compressi
          (bombole, bidoni, serbatoi, bottiglie).
   32.      controlli  periodici sulle autoscuole,  enti           -
  5       e   aziende  autorizzzati  per  i   corsi   di 103,29
          formazione iniziale e periodica per  la  carta
          di    qualificazione   del   conducente    CQC
          (versamento annuale);
        -visite  di  controllo per i corsi  di  recupero
          punti   svolte  dalle  autoscuole  (versamento
          annuale)
            A   ciascuna  di  queste  voci  va  aggiunto
          l'importo   della  indennità  di  missione   e
          straordinario    a    carico    dei    privati
          richiedenti  ai  sensi della  legge  870/86  e
          s.m.i.  da  versare  in entrata  sul  capitolo
          4462 del bilancio della Regione Siciliana.

       Tariffe per esami di idoneità professionale

            Tipo Operazione                               Diri
  Codi                                                  tti     Impost
  ce                                                            a    di
                                                               Bollo

   40                  Esami di idoneità professionale
   40.   -esami di idoneità all'esercizio della
  1       professione di consulente automobilistico di cui 123.95  14.62
          alla L.264/91;                                             +

                                                                 14.62
                                                                   (1)
   40.  -esame idoneità professionale per insegnanti o
  2       istruttori di scuola guida;                    123.95  14.62
                                                                     +

                                                                 14.62
                                                                   (1)
   40.  -esame per il conseguimento della capacità
  3       professionale per l'autotrasporto di persone su 123.95  14.62
          strada di cui al D. L.vo n.395/2000;                       +

                                                                 14.62
                                                                   (1)
   40.      -     Esame     per     il    conseguimento
  4       dell'abilitazione   all'espletamento    delle  123.95  14.62
          mansioni   di   responsabile  tecnico   delle              +
          officine di autoriparazione (art.80, comma 8,
          del  decreto legislativo 30 aprile 1992 n.285          14.62
          e s.mi.; art. 240, comma 1 lettera h), D.P.R.            (1)
          16.12.1992 n. 495 e s.m.i.; art. 101 della L.
          R. 28/12/2004, n. 17)

       Tariffe diritti per esami di consulente per trasporto di merci
     pericolose

            Tipo Operazione                               Diri
  Codi                                                  tti    Impost
  ce                                                           a    di
                                                               Bollo

   A1   -Diritto di ammissione ad una sessione di esame,         14.62
          per candidati che non siano già titolari di un123,95
          certificato
   A2   -Diritto di ammissione ad una sessione di esame,         14.62
          per candidati già in possesso di un certificato103,29
          (o che abbiano già conseguito un'idoneità), per
          l'integrazione con la seconda modalità, od una o
          più specializzazioni aggiunte, od entrambi i
          casi
   A3   -Diritto di ammissione ad una sessione di esame,         14.62
          per rinnovo quinquennale                      103,29
   A4   -Diritto per il rilascio del certificato          5,16   29.24

   (1)È'   consentito  di  effettuare  due  distinti  versamenti  per
     l'imposta di bollo, l'uno da allegare alla domanda all'atto della
     presentazione e l'altro da inserire nella pratica solo al momento
     dell'esame finale, in quanto trattasi dell'imposta sul documento
     emesso.

       Capitoli di entrata del Bilancio Regionale :
       Diritti : 1983
       Diritti aggiuntivi: 1983
       Diritti d'urgenza:  1984
       Diritti esami l.264/91:1770
       Imposta di bollo:1205 art.1

       PREZZI DELLE TARGHE DEI VEICOLI A MOTORE

            Tipo Operazione                          Cost  Quota    Totale
  Codic                                            o   di di
  e                                                produ  maggiora
                                                   zione  zione
   1    -Autoveicoli A                              26.47     13.24   39.71
   2    -Autoveicoli A Polizia Locale               26.47     13.24   39.71
   3    -Autoveicoli B                              26.23     13.12   39.35
   4    -Prova                                      11.66     5.83    17.49
   5    -Autoveicoli CD, CC, EE                     21.03     10.52   31.55
   6    -Motoveicoli                                14.11     7.06    21.17
   7    -Motoveicoli Polizia Locale                 14.11     7.06    21.17
   8    -Motoveicoli EE                             11.66     5.83    17.49
   9    -Rimorchi Autoveicoli                       12.24     6.12    18.36
   10   -Ripetitrici Autoveicoli                    15.69     7.85    23.54
   11   -Ciclomotori                                8.61      4.31    12.92
   12   -Ciclomotori Polizia Locale                 8.61      4.31    12.92
   13   -Macchine Agricole Semoventi                11.66     5.83    17.49
   14   -Macchine Agricole Trainate                 12.24     6.12    18.36
   15   -Ripetitrici Macchine Agricole              11.66     5.83    17.49
   16   -Macchine Operatrici Semoventi              11.66     5.83    17.49
   17   -Macchine Operatrici Trainate               12.24     6.12    18.36
   18   -Ripetitrici Macchine Operatrici            11.66     5.83    17.49

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Cracolici,  se  vuole possiamo fare la gara a chi si stanca  prima,
  accolgo  la sua provocazione, ma credo che il Presidente  Lombardo,
  batterà tutti  Non ci sono dubbi. Lei è coriaceo
   Per  quanto  riguarda  l'articolo  8,  vorrei  partire  da  alcuni
  principi  del programma del Presidente Lombardo sulla fiscalità  di
  vantaggio,  un  elemento sul quale ci siamo  confrontati  in  molte
  occasioni.
   Onorevole  Presidente Lombardo, lei ha anche studiato  il  sistema
  irlandese,  che  dovevamo anche importare in  Sicilia;  finalmente,
  dopo un'ulteriore elezione, c'è stato un Governo, c'è e ci sarà  un
  Governo  autonomista. Lei non deve dimenticare quelli  che  sono  i
  principi  ispiratori  della sua azione politica.  E  l'articolo  8,
  invece,  cozza  completamente con la fiscalità di  vantaggio,  così
  come anche l'articolo 9 e qualche altro.
   Signor  Presidente, stiamo rischiando di inserire  un  sistema  di
  fiscalità  di svantaggio, perché se cominciamo a sommare  le  nuove
  imposte, dubito anche della somma iscritta nell'allegata tabella di
  cui  ora parleremo, perché o c'è qualche errore di indicazione  del
  capitolo - stanotte ero stanco quando ho fatto le verifiche - o c'è
  qualche errore sulla quantificazione in entrata.
   Signor   Presidente,   si  tratta  di  tariffe   in   materia   di
  motorizzazione,  e c'è stato un intervento di adeguamento  che  può
  essere legittimo però, poiché è uno dei principali punti innovativi
  del  Presidente della Regione, che ha avuto anche la  capacità,  da
  questo punto di vista, di introdurre nel dibattito politico un tema
  sconosciuto,  adesso  il Presidente Lombardo  non  può  pensare  di
  introdurre anche aggiornamenti di imposte non richieste da  nessuno
  e   non   fare  interventi  che  siano  invece  indirizzati   nella
  predisposizione della fiscalità di vantaggio.
   Questa è una contraddizione, signor Presidente.
   Per  questo motivo, l'articolo 8, così come anche l'articolo  9  e
  l'articolo  10 devono essere cassati, perché non c'è un contraltare
  adeguato a queste proposte che state facendo: è aumento di  imposte
  che non è assolutamente correlato - e l'assessore per l'energia  da
  questo  punto di vista ha ragione quando esprime le sue contrarietà
  - alla politica del Governo.
   Assessore Venturi, alcune sue esclamazioni le condivido in  pieno,
  e  anzi  la  ringrazio  per il coraggio che ha  dimostrato,  poiché
  questi  adeguamenti  stonano, prendere  cioè  da  alcune  tasche  e
  portarle ad altre.
   Ma  voglio  anche dire a questa Assemblea, perché sicuramente  c'è
  stata  una  distrazione,  che anche la previsione  in  tabella  non
  sembra  corretta,  perché il riferimento al numero  di  articolo  è
  improprio, è errato, perché l'articolo citato porta all'aumento  di
  poste  contabili, come nuove entrate, esattamente ad un  milione  e
  250  mila euro. Onorevole Presidente Lombardo, noi ci mettiamo  per
  un  milione  e  250  mila  euro, e poi  ne  sperperiamo  -  ora  le
  dimostrerò dove si è abusato del suo nome - decine di milioni?
   Sono  certo  che,  da questo punto di vista, lei abrogherà  quelle
  norme  e  bloccherà, eventualmente, queste, perché non  si  fa  una
  norma per recuperare un milione e 250 mila euro e dall'altro se  ne
  fanno altre per sperperarne dieci milioni per 250 nuove assunzioni
   Io  sono  qui per tutelare anche quelli che sono stati i  principi
  che   lei   ha   imposto  all'azione  del  suo  Governo   ma   che,
  distrattamente, qualche assessore - vedremo se in buona fede  o  in
  male  fede - porta avanti in modo dissennato e non conforme  a  ciò
  che lei stesso ha fatto.
   Nel  capitolo  2612  - vi invito a guardarlo -  è  previsto  nella
  tabella  un  incremento di un milione e 250 mila euro.  Ma  c'è  un
  problema  ben più grave, perché quell'articolo, per quanto riguarda
  il suo riferimento al 2009, stranamente prevedeva un'entrata di tre
  milioni e 500 mila euro.
   Se  apro  il mio  libro bianco , credo ci siano circa 150 articoli
  che  hanno  una  variabile indipendente e non si sa  perché.  Dalla
  previsione vengono calcolati cinque volte di più, quando  si  va  a
  consuntivo risultano invece  cinque volte di meno  E li prenderemo,
  articolo per articolo
   Io  ho lavorato ad agosto, a settembre, per capire definitivamente
  come stanno alcuni capitoli di bilancio, onorevole Cracolici. E lei
  lo sa pure,  perché è anche un grande studioso e ha il suo  libro .
   Proprio in uno di questi articoli del  libro bianco , che parte da
  1 milione 254 mila euro, ad un certo punto la previsione del 2009 è
  3  milioni  e 500 euro, dopo di che l'accertamento è 1 milione  250
  mila euro  E' uno dei capitoli che,  d'emblée, all'improvviso - non
  si sa come - lievita
   Non  ho  capito come  Qualcuno mi spiegherà questo punto di vista,
  perché  ne  abbiamo duecento, trecento da discutere ora  in  questi
  termini.
   Naturalmente li cito in finanziaria; perché? Perché il riferimento
  che  viene  fatto,  assessore per l'economia, le consiglio  di  non
  distrarsi   perché   su   queste  cose  le  chiederò   puntualmente
  spiegazioni,  è  all'articolo 1984 che subisce  esattamente  questo
  tipo  di  variazione (qui abbiamo i documenti),  ma  c'è  una  cosa
  ancora   altrettanto  particolare,  e  concludo,   che   è   giusto
  sottolineare proprio come riferimento.
   Si  predispone  una  norma per recuperare  nel  capitolo  2612  un
  milione  e  250 mila euro; dopo di che, da questo punto  di  vista,
  votiamo   una  cosa  molto  particolare:  questo  articolo,   nella
  previsione  del 2010, è esattamente come la  previsione  del  2008,
  dell'accertamento del 2009, nonostante una previsione  iniziale  di
  lievitazione  a  3 milioni e 500 mila euro  E ora  si  prevede  una
  lievitazione (è un articolo che lievita) ad ulteriori 1  milione  e
  250 mila
   Qui  ci  sono i documenti  E siccome io, da questo punto di vista,
  ritengo  che  vada fatto un approfondimento, assessore  Cimino,  le
  chiedo  l'accantonamento di questo articolo e forse dovremmo  anche
  approfondire  gli  altri articoli collegati. Personalmente  non  mi
  sento,  Presidente della Regione, di votare questo articolo se  non
  mi  si chiarisce come funziona la  lievitazione , sia in termini di
  previsione  che di accertamento.
   E  non  solo  quest'articolo, ribadisco, ma tutto il resto  che  è
  collegato.  Se  viene accolta questa richiesta  di  accantonamento,
  assessore  all'economia, considerato che  lei  è  stato  distratto,
  potremmo  approfondire  anche  gli altri  capitoli  collegati.  Se,
  invece,  lei  vuole  che  si  voti, Presidente  dell'Assemblea,  mi
  rivolgo a lei, ho già dichiarato che sono contrario all'articolo  8
  perché i presupposti non mi sono chiari - e non voglio usare  altri
  termini  -  e perché va contro il Presidente Lombardo,  esattamente
  contro  i  principi del Governo Lombardo, perché è impostato  sulla
  fiscalità di vantaggio e noi invece stiamo riarticolando  tutte  le
  imposte.
   Allora, qualcuno deve anche difendere il programma di Governo  che
  ha  avuto  oltre il 65 per cento del consenso dei siciliani  e,  di
  conseguenza,   non   si   può  mettere  alla  berlina,   Presidente
  dell'Assemblea,  lei  giustamente consentirà, il  Presidente  della
  Regione  ed  il suo stesso programma, sol perché qualche  assessore
  ogni tanto è distratto - è distratto in buona fede probabilmente  -
  lo  vedremo ora andando avanti, ma chiedo che questo articolo debba
  essere accantonato.
   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, ha  10  minuti  per  intervenire
  sull'articolo, come da Regolamento.

   DE LUCA. Chiedo che questo articolo venga accantonato.

   PRESIDENTE.  Assessore, c'è una richiesta  di  accantonamento.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO,     assessore    per    l'economia.     Sono     contrario
  all'accantonamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1 dell'onorevole De
  Luca.

   DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in via principale
  l'invito del collega De Luca non è una provocazione al Governo.  Io
  inviterei  il  Governo a confrontare le tariffe  aggiornate  al  31
  maggio  2007 con le tariffe previste in questo testo. Se il Governo
  confrontasse  le tariffe del 31 maggio 2007 con queste,  forse  una
  riflessione la farebbe, appunto, e accantonerebbe l'articolo e  poi
  convertirebbe le tariffe, così come prevede la legge, aggiornandole
  con l'aumento ISTAT, com'è richiamato nel comma 2.
   A  sostegno dell'utilità dell'accantonamento, nel caso in  cui  il
  Governo volesse aggiornare le tariffe all'ISTAT, secondo il comma 2
  e  secondo quanto stabilito dalla legge, il Governo farebbe bene  a
  riflettere.
   Sul balzello, invece, dell'articolo 4, vorremmo delucidazioni. Per
  quale  motivo  questo accanimento sulle autoscuole  oppure  su  chi
  svolge  questo  servizio? Qual è la motivazione  di  caricare  alle
  autoscuole   questo  servizio  che  svolgono   gli   impiegati   di
  un'Amministrazione?  Se  ce  lo si spiega,  potremmo  anche  essere
  d'accordo.  Diversamente, chiedo per quale  motivo  penalizzare  le
  autoscuole,  in questo momento di difficoltà che conosciamo  tutti,
  con  un  balzello che poi chiaramente sarà fatto pagare agli utenti
  che  vanno  a  revisionare la macchina, che vanno a revisionare  la
  patente,  che vanno comunque a richiedere un servizio.  Qual  è  la
  motivazione per la quale il Governo ha voluto caricare questi costi
  in  capo a tali soggetti che, peraltro, già per fare questo tipo di
  servizio, non mi pare che  ricavino grandi profitti?
   Infine,    vorremmo   piccole  delucidazioni  perchè   non   siamo
  certamente  convinti che questo comma possa essere accettato  dalla
  stragrande  maggioranza  di questo Parlamento.  Anche  perché,  con
  l'innovazione della Pubblica Amministrazione, in questa materia  si
  sono  delegate  quasi  tutte  le attività  a  questa  categoria  di
  soggetti.  E non mi sembra che ci siano spese così enormi  che  non
  potrebbe sopportare il bilancio della Motorizzazione. Quest'azione,
  invece,  provocherebbe  forse  una   larga  mano   in  quelle   che
  potrebbero essere le trasferte, perché tanto paga chi questa visita
  la deve retribuire, cioè a dire l'utente
   Allora, onorevole assessore Cimino, una riflessione sul comma 4  e
  sull'eliminazione di questo balzello ingiustificato  per  tutte  le
  autoscuole e gli altri soggetti - e qui non riesco a comprendere  -
  pubblici e privati. Non capisco: una Pubblica amministrazione  deve
  pagare un'altra Pubblica amministrazione per la trasferta legata  a
  un  pubblico  servizio? E vorrei anche capire la logica  di  questo
  articolo.
   La invito, quindi, intanto a verificare le tariffe, raffrontandole
  con  quelle  del  31  maggio 2007, e ad operare  quella  che  è  la
  previsione  della legge, quindi quello che l'ISTAT ha rassegnato  e
  che  naturalmente  poi  deve essere operato all'interno  di  quelle
  stesse  tabelle, e ad abrogare il comma 4, perché lo  riteniamo  un
  balzello inutile per soggetti che, certamente, non meritano un tale
  accanimento sui servizi giornalieri offerti a tutti i siciliani.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che  il
  percorso  della  finanziaria,  onorevole  assessore  Cimino,   stia
  iniziando  male.  E  stia iniziando male perchè  avviene  senza  la
  dovuta  attenzione  ai  problemi reali  dei  siciliani  e  con  una
  notevole superficialità.
   Questo  è  un  esempio che stamattina stiamo  toccando  con  mano,
  onorevoli  colleghi, e che ci dà contezza del fatto che l'approccio
  verso  i  reali problemi dei siciliani è un approccio  quanto  meno
  superficiale.  Noi stiamo individuando, cioè, il sistema,  il  modo
  per   imporre  nuove  tasse,  per  vessare  alcune  categorie  che,
  sicuramente  in  questo momento, si trovano in notevole  difficoltà
  (penso, nella fattispecie, alle autoscuole) e non ci rendiamo conto
  che,  se questa deve essere una finanziaria, così come il bilancio,
  di   lacrime  e  sangue , noi abbiamo l'obbligo,  quanto  meno,  di
  essere  giusti  e  di  vedere quali sono i  segmenti  dell'attività
  finanziaria che possono essere, in qualche modo, presi in  esame  e
  come  si  può realmente risparmiare, senza per questo continuare  a
  mettere le mani nelle tasche dei siciliani
   Con l'articolo 8, abbiamo una previsione di entrata che non supera
  il  milione  350  mila euro. E basta guardare,  signor  Presidente,
  l'articolo 90 di questo documento, per capire che, per esempio,  le
  domeniche  di eccellenza ci costano un milione di euro    E  perché
  non  dire che già esiste un finanziamento che proviene dallo  Stato
  per le stesse finalità e che ci consegna ancora un altro milione di
  finanziamento per quelle stesse domeniche di eccellenza?
   Allora  dobbiamo  essere seri, assessore Cimino   Dobbiamo  essere
  seri,  caro  Presidente della Regione  Non possiamo avviare  questo
  iter  della finanziaria a cuor leggero. Io non so con quale sistema
  e spinti da quale forza il Governo abbia ritenuto di imporre questo
  balzello.   Noi  ci  opporremo   Ci  opporremo  e  lo  faremo   con
  determinazione
   Chiedo ai colleghi del PDL di intervenire per esprimere il proprio
  pensiero  per  non  consentire che si imponga  un  altro  balzello,
  signor  Presidente, che riteniamo profondamente ingiusto,  inutile
  E,  per le motivazioni che ho detto poc'anzi, pensiamo che si possa
  risolvere. A meno che non ci siano fatti, assessore Cimino, che noi
  non conosciamo. A meno che lei non voglia tracciare un percorso che
  non  è noto all'Aula. A meno che lei non voglia dirci che questo  è
  un  sistema senza il quale questa finanziaria non può assolutamente
  approdare  all'approvazione  Ma non  mi  pare  che  sia  questo  il
  sistema.   Allora,  quanto meno, sarei dell'avviso  di  accantonare
  quest'articolo.
   Quanto  meno  approfondiamo il comma 4. Vediamo  di  conoscere  le
  motivazioni.  Nessuno  vuole  mettere  in  difficoltà  il  Governo.
  Nessuno  vuole mettere in difficoltà l'iter di questa  finanziaria.
  Ma,  vivaddio,  perché dobbiamo penalizzare un  settore  che,  come
  tutti   quanti  sappiamo,  versa  in  obiettive  difficoltà?   Tale
  questione si può risolvere solo con un colpo di penna, evitando che
  ci  sia  ancora  una  volta una vessazione  nei  confronti  di  una
  categoria, ma soprattutto nei confronti dei siciliani.
   Sono   certo,  onorevole  Presidente  della  Regione  e  onorevole
  Assessore,  che  avrete la sensibilità, avvertirete  il  dovere  di
  evitare che si impongano altre tasse. In questo caso, veramente  in
  maniera inopinata.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   riprendo
  l'argomento  che  all'inizio  dei  lavori  del  bilancio  e   della
  finanziaria avevo posto. E' un problema che certamente il  collega,
  l'assessore  Cimino  -  collega come deputato  -  deve  secondo  me
  attenzionare   meglio.  Oltretutto,  il  Governo   si   assume   la
  responsabilità delle contraddizioni proprie dell'articolo  8  e,  a
  seguire, dell'articolo 9.
   Vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula su cosa si vuole proporre
  e  su  cosa  si  sta per fare con l'articolo 8. E,  quindi,  questa
  tassazione, alla fine, riuscirà forse a recuperare un milione  o  1
  milione e 200 mila euro. E'  una scelta a cui sono contrario  -  ed
  ora  dirò  anche il perché -, ma comunque può avere pure un  senso.
  Quando si va all'articolo 9, però, anche in percentuale rispetto  a
  cosa  si  prevede nello stesso articolo per le autorizzazioni  alle
  scuole  guida, mediamente 200 mila, ai bomboloni di gas, 200  mila,
  ebbene, ci sono tasse per autorizzare queste realtà che lavorano
   Ve  le devo leggere tutte  Ci sono tasse per la concessione e  per
  la coltivazione di cave e torbiere, di cui alla legge regionale 127
  del  1980  (autorizzazione 1000 euro, ampliamento 750,  subingresso
  1500);  tasse  per  l'autorizzazione e costruzione  di  raffinerie,
  raffinerie  -  onorevole  Presidente,  lei  è  molto  attento  alle
  raffinerie   -  e  stabilimenti  petroliferi,  6  mila   euro   per
  l'autorizzazione e 3 mila euro per l'impianto, 3 mila euro  per  la
  modifica dell'impianto, 2 mila euro per il trasferimento... Andiamo
  avanti:  tasse  per l'autorizzazione e la costruzione  di  depositi
  costieri - quindi siamo sulle coste, stiamo continuando a dire  che
  siamo  d'accordo  a questi tipi di interventi -  3  mila  euro  per
  l'autorizzazione, 1500 euro per il potenziamento. E vado avanti  ed
  arriviamo pure ai rigassificatori; anche qui, 3 mila euro,  6  mila
  euro    Voglio dire, e concludo, onorevole Presidente  e  assessore
  Cimino,  non c'è una coerenza complessiva: si prevedono  gli  esami
  delle patenti a 200 euro e per una raffineria 3 mila euro? C'è  una
  proporzione?  Un deposito di bombole è uguale quasi a quello  della
  raffineria. Ma di che stiamo parlando
   Che  si  proceda  con  calma  nel fare queste  tabelle.  Mi  sarei
  immaginato  di  aver visto per le autorizzazioni per  le  cave  non
  mille  euro,  ma  10  mila  Mi sarei atteso per  l'esercizio  delle
  raffinerie non 3 mila euro ma 35, 50  Sono proporzionate  le  cifre
  prospettate?   Di   cosa   parliamo?  Non  si   può   proporzionare
  un'autorizzazione  di  una raffineria con una  concessione  per  il
  deposito di cento bombole. È fuori luogo
   La  invito,  pertanto,  se  dobbiamo procedere  con  l'articolato,
  intanto,  secondo  me, a cassare l'articolo 8  che,  alla  luce  di
  questo,  si  può  appunto ritirare, e, al limite,  a  potenziare  e
  ampliare  le autorizzazioni alle concessioni di queste fattispecie.
  Stiamo  parlando  di  aspetti importantissimi,  di  raffinerie,  di
  rigassificatori,  di cave. Ritengo che una riflessione,  assessore,
  vada  fatta,  altrimenti  è  ovvio che chiunque  rimanga  contrario
  all'articolo  8  che, certamente, ripeto, non  è  coerente  con  il
  successivo  articolo  9. I due articoli sono,  infatti,  totalmente
  scollegati: lei vuole prevedere 200 euro per chi si sottopone  agli
  esami  per il conseguimento della patente di concessione e  6  mila
  euro o 3 mila euro per una raffineria

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei chiarire che, per quanto riguarda questa  materia
  delle   maggiori  entrate,  che  l'onorevole  Beninati   ha   anche
  richiamato,  trattasi  di  maggiori entrate  relative.  Si  tratta,
  infatti,  di  adeguamenti alle iniziative nazionali e sono  aspetti
  meramente   tecnici   che,  in  passato,   non   venivano   neppure
  formalizzati  e che oggi, invece, la Regione siciliana  con  questi
  provvedimenti  adegua  a  quelli  nazionali,  recependo  le  stesse
  formalizzazioni che vengono emanate, appunto, a livello nazionale.
   Per  quanto riguarda, invece, le tariffe delle motorizzazioni, nel
  2008  abbiamo incassato 21 milioni 153 mila. Nel 2009,  24  milioni
  145  mila. Quanto richiamato dall'onorevole Mancuso sul comma  2  è
  per  creare le condizioni che questa opportunità di avere  maggiori
  entrate  venga collegata ad una rivisitazione che si  fa  ogni  due
  anni.  Noi  riteniamo che questa sia una norma  importante,  perché
  recepisce  quanto  avviene  a  livello  nazionale,  ma  soprattutto
  uniforma  la  legislazione regionale alle iniziative  nazionali  in
  materia.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'Assessore  ha
  capito  bene  il  tenore  degli interventi.  Sul  comma  4  non  ha
  risposto.  Ha  detto  che  questa  norma  recepisce  una  normativa
  nazionale che prevede gli adeguamenti. Noi, fino ad oggi, ci  siamo
  sottratti, con la nostra facoltà e potestà autonomistica, a  questo
  adeguamento.   Potremmo,  proprio  in  virtù  delle   dichiarazioni
  programmatiche del Presidente, adeguarci al significato complessivo
  della  politica  nazionale  alla quale noi  aderiamo,  che  sarebbe
  fondata  sull'alleggerimento della pressione  fiscale.  Se  noi  ci
  uniformiamo, perché ne siamo convinti,  questo articolo viene meno
  E,  nell'ambito della medesima finanziaria,  ci sono le motivazioni
  per farlo venir meno.
   Infatti,  siccome abbiamo evidenziato che gli introiti  di  questo
  articolo ammontano ad 1 milione e 200 mila euro, basta prendere  un
  solo  articolo  di  questa  finanziaria ed  eliminarlo:  facendolo,
  avremmo fatto venir meno il motivo per cui inseriamo questa norma e
  cioè la necessità di introitare 1 milione e 200 mila euro.
   Dovremmo  fare  come abbiamo operato gli anni  scorsi,  cioè,  non
  adeguandoci  alla  normativa nazionale. Ma la  normativa  nazionale
  aveva,  comunque, un senso. Si muoveva, infatti, sempre nell'ambito
  di  una riduzione delle previsioni precedenti. Noi, a questo punto,
  possiamo mantenerci in linea con il regime precedente, come  l'anno
  scorso,  due  anni fa, tre anni fa... Lo possiamo fare,  perché  lo
  abbiamo già fatto l'anno scorso, lo abbiamo fatto due anni fa.  Ma,
  caro  assessore, basta togliere un solo articolo, e successivamente
  le  dirò quale, di questa finanziaria che prevede, erroneamente, la
  spesa di 1 milione di euro, caro collega De Luca, peraltro a carico
  del  bilancio regionale, quando nelle tabelle abbiamo visto che  le
  assegnazioni ce le abbiamo già dallo Stato
   E, quindi, c'è qualcosa  che non va. Quindi, o c'è un errore o c'è
  malafede   Lo  vedremo  dopo. Io penso che ci  sia  un  errore.  Ma
  ripeto, lo vedremo dopo.
   A  questo punto, quindi, togliamo la spesa e le tasse e ne potremo
  uscire politicamente dicendo ai cittadini siciliani che non abbiamo
  aumentato la pressione fiscale  Bene per il Governo e bene  per  il
  Parlamento   Non credo che sia una motivazione peregrina.

   PRESIDENTE.  Si riprende l'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole
  De Luca. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   DE LUCA. Avevo chiesto la votazione  per scrutinio segreto

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Non  essendo
  stato   raggiunto   il  quorum  regolamentare,   la  richiesta   di
  votazione per scrutinio segreto non é accolta.
   Pongo,  pertanto, in votazione l'emendamento 8.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti 8.6, dell'onorevole Maira, e 8.7, degli onorevoli
  Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, sono superati.
   Si passa all'emendamento 8.2, a firma dell'onorevole De Luca.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   DE LUCA. Chiedo la votazione  per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

   (Aderiscono  alla  richiesta  gli  onorevoli  Beninati,  Buzzanca,
  Corona,   Dina,  Formica,  Incardona,  Lentini,  Leontini,  Limoli,
  Mancuso e Vinciullo)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.2.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota contrario  preme  il
  pulsante rosso; chi vota a favore preme il pulsante verde;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Chiarisco  che  l'emendamento  tende  a  sopprimere  il  comma   1
  dell'articolo 8.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Prendono  parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,  Arena,
  Beninati,  Bonomo,  Bosco, Buzzanca, Calanducci,  Caronia,  Cimino,
  Cintola,  Colianni,  Corona,  Cracolici,  D'Agostino,  D'Asero,  De
  Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di  Mauro,
  Dina,  Faraone,  Federico,  Ferrara, Fiorenza,  Formica,  Galvagno,
  Gennuso,   Greco,  Gucciardi,  Incardona,  Laccoto,  Leanza   Lino,
  Lentini,  Leontini, Limoli, Lombardo, Mancuso, Marinello, Marrocco,
  Marziano,  Mattarella,  Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Oddo,
  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Pogliese, Raia,  Rinaldi,  Romano,
  Ruggirello, Savona, Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 8.2:

        Presenti             64
        Votanti              63
        Maggioranza     32
        Favorevoli         18
        Contrari             45

                           (Non è approvato)
   L'emendamento 8.8, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
  Mancuso, è superato.

   Si  passa all'emendamento 8.3, a firma dell'onorevole De Luca.  Lo
  ritira?

   DE LUCA. Non lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 8.3 sopprime il comma 2 dell'articolo 8.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

   DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Doveva chiederlo prima, onorevole De Luca.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 8.9 è superato.
   Si  passa all'emendamento 8.4, a firma dell'onorevole De Luca, che
  sopprime il comma 3 dell'articolo 8.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si  proceda alla verifica dei richiedenti.

   (Aderiscono  alla  richiesta  gli  onorevoli  Beninati,  Buzzanca,
  Caronia,  Corona,  Formica,  Leontini, Limoli,  Mancuso,  Pogliese,
  Torregrossa e Vinciullo)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.4. Chiarisco il significato del voto:  chi  vota
  contrario  preme  il pulsante rosso; chi vota  a  favore  preme  il
  pulsante verde; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Prendono  parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,  Arena,
  Bonomo,  Bosco,   Buzzanca,  Caronia,  Cimino,  Cintola,  Colianni,
  Corona,   Cracolici,  D'Agostino,  De  Benedictis,  De   Luca,   Di
  Benedetto,  Di  Mauro, Dina, Fagone, Federico,  Ferrara,  Fiorenza,
  Formica,  Galvagno, Gennuso, Gucciardi, Incardona, Laccoto,  Leanza
  Lino,  Lentini,  Leontini,  Limoli, Lombardo,  Mancuso,  Marinello,
  Marrocco,  Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto,  Nicotra,
  Oddo,    Raia,   Romano,  Ruggirello,  Savona,   Scilla,   Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 8.4:

        Presenti             55
        Votanti              52
        Maggioranza     27
        Favorevoli         14
        Contrari             38

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 8.10, degli onorevoli Leontini, Torregrossa,  Corona
  e Mancuso, è superato.
   Si passa all'emendamento 8.5. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

   (Aderiscono   alla   richiesta  gli  onorevoli  Beninati,   Bosco,
  Buzzanca,  Caronia,  Corona, Leontini, Limoli,  Mancuso,  Pogliese,
  Torregrossa e Vinciullo)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.5. Chiarisco il significato del voto:  chi  vota
  contrario  preme  il pulsante rosso; chi vota  a  favore  preme  il
  pulsante verde; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Prendono  parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,  Arena,
  Beninati,  Bonomo, Bosco,  Buzzanca, Calanducci,  Caronia,  Cimino,
  Cintola,  Colianni,  Corona, Cracolici,  D'Agostino,  D'Asero,   De
  Luca,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di Mauro, Dina,  Faraone,  Federico,
  Ferrara,   Fiorenza,   Formica,   Gennuso,  Gucciardi,   Incardona,
  Laccoto, Leanza Lino, Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Mancuso,
  Marinello,   Marrocco,  Marziano,  Mattarella,  Minardo,   Musotto,
  Nicotra,   Oddo,   Panepinto,  Pogliese,  Raia,  Rinaldi,   Romano,
  Ruggirello, Savona, Scilla, Termine, Vinciullo.

   Si astiene: Di Benedetto.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 8.5:

        Presenti             58
        Votanti              56
        Maggioranza     29
        Favorevoli         16
        Contrari             39
        Astenuti              1

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   L'emendamento   8.11,  degli   onorevoli   Leontini,
  Torregrossa, Corona e Mancuso, è superato.
   Pongo  in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole  resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
             Tasse sulle concessioni governative regionali

   1.  Sono istituite le seguenti voci di tasse sulle concessioni che
  trovano  regolamentazione nelle disposizioni della legge  regionale
  24 agosto 1993, n. 24 e successive modifiche ed integrazioni:

     a)  Tasse  per  le  concessioni per la coltivazione  di  cave  e
   torbiere  di cui alla  legge regionale 9 dicembre 1980, n.  127  e
   successive modifiche ed integrazioni:
     Tassa di rilascio per l'autorizzazione alla coltivazione di cave
   e torbiere (importi espressi in euro:
     - Autorizzazione per l'esercizio: 1.000;
     - Ampliamento: 750;
     - Subingresso 1.500.
     Tassa annuale (importi espressi in euro): 500;
     Tassa rinnovo (importi espressi in euro): 1.000.

     b)  Tasse  per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
   di raffinerie e stabilimenti petrolchimici di cui alla legge n. 23
   agosto 2004, n. 239 e successive modifiche ed integrazioni:
     Tassa  di  rilascio  per  l'autorizzazione  alla  costruzione  e
   all'esercizio di raffinerie e stabilimenti petrolchimici  (importi
   espressi in euro):
     - Autorizzazione costruzione ed esercizio: 6.000;
     - Potenziamento impianto: 3.000;
     - Modifica impianto: 3.000;
     - Trasferimento titolo: 2.000.
     Tassa annuale (importi espressi in euro): 3.000.

     c)  Tasse  per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
   di  depositi costieri di cui alla legge 23 agosto 2004, n.  239  e
   successive modifiche ed integrazioni:
     Tassa  di  rilascio  per  l'autorizzazione  alla  costruzione  e
   all'esercizio di depositi costieri (importi espressi in euro):
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 3.000;
     - Potenziamento impianto: 1.500;
     - Modifica impianto: 1.500;
     - Trasferimento titolo: 1.200.
     Tassa annuale (importi espressi in euro): 1.500.

     d)  Tasse  per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
   di centrali termoelettriche di cui alla legge 9 aprile 2002, n. 55
   e successive modifiche ed integrazioni:
     Tassa   di   rilascio   per  l'autorizzazione   all'impianto   e
   all'esercizio  di  centrali termoelettriche (importi  espressi  in
   euro):
     di potenza inferiore o uguale a 400 M W:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 3.000;
     - Potenziamento impianto: 1.500;
     - Modifica impianto: 1.500;
     - Trasferimento titolo: 1.200.
     di potenza superiore ai 400 M W:
       - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 6.000;
     - Potenziamento impianto: 3.000;
     - Modifica impianto: 3.000;
     - Trasferimento titolo: 2.400.
     Tassa annuale (importi espressi in euro):
        di potenza inferiore o uguale a 400 M W: 1.500;
        di potenza superiore ai 400 M W: 3.000.

     e)  Tasse  per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
   di  terminali  di rigassificazione di cui alla legge  24  novembre
   2000, n. 340 e successive modifiche ed integrazioni:
     Tassa   di   rilascio   per  l'autorizzazione   all'impianto   e
   all'esercizio  di terminali di rigassificazione (importi  espressi
   in euro):
     fino a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:
      - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 3.000;
      - Potenziamento impianto: 1.500;
      - Modifica impianto: 1.500;
     - Trasferimento titolo: 1.200.
     superiore a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:
      - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 6.000;
     - Potenziamento impianto: 3.000;
     - Modifica impianto: 3.000;
     - Trasferimento titolo: 2.400.
     Tassa annuale (importi espressi in euro):
     fino a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:1.500;
     superiore  a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido  trattato:
   3.000.

     f)  Tasse  per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
   di  impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di  cui
   al  Decreto  legislativo 29 dicembre 2003,  n.  387  e  successive
   modifiche ed integrazioni:
      Tassa   di   rilascio  per  l'autorizzazione   all'impianto   e
   all'esercizio di impianti eolici e fotovoltaici (importi  espressi
   in euro):
     di  potenza superiore o uguale a 1 MW e inferiore o uguale a  10
   MW:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 1.000;
     - Potenziamento impianto: 500;
     - Modifica impianto: 500;
     - Opere connesse: 500;
     - Trasferimento titolo: 500.
     di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 1.500;
     - Potenziamento impianto: 750;
     - Modifica impianto: 750;
     - Opere connesse: 750;
     - Trasferimento titolo: 750.
     di potenza superiore ai 50 MW:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 2.250;
     - Potenziamento impianto: 1.000;
     - Modifica impianto: 1.000;
     - Opere connesse: 1.000;
     - Trasferimento titolo: 1.200.
     Tassa annuale (importi espressi in euro):
     di  potenza superiore o uguale a 1 MW e inferiore o uguale a  10
   MW: 500;
     di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW: 750;
     di potenza superiore ai 50 MW: 1.000.

     g)  Tasse  per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
   di  impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di  cui
   al  Decreto  legislativo 29 dicembre 2003,  n.  387  e  successive
   modifiche ed integrazioni:
     Tassa   di   rilascio   per  l'autorizzazione   all'impianto   e
   all'esercizio  di  impianti di produzione di energia  da  biomasse
   (importi espressi in euro):
     di  potenza superiore o uguale a 2 MW e inferiore o uguale a  10
   MW:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 1.750;
     - Potenziamento impianto: 500;
     - Modifica impianto: 500;
     - Opere connesse: 500;
     - Trasferimento titolo: 500.
     di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 2.200;
     - Potenziamento impianto: 750;
     - Modifica impianto: 750;
     - Opere connesse: 750;
     - Trasferimento titolo: 750.
     di potenza superiore ai 50 MW:
     - Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 2.800;
     - Potenziamento impianto: 1.000;
     - Modifica impianto: 1.000;
     - Opere connesse: 1.000;
     - Trasferimento titolo: 1.200.
     Tassa annuale (importi espressi in euro):
     di  potenza superiore o uguale a 2 MW e inferiore o uguale a  10
   MW: 850;
     di  potenza  superiore a 10 MW e inferiore o  uguale  a  50  MW:
   1.100;
     di potenza superiore ai 50 MW: 1.400.

   2.  Le tasse di concessioni governative regionali istituite con il
  presente  articolo si applicano a decorrere dal periodo di  imposta
  successivo  a quello in corso alla data di entrata in vigore  della
  presente legge».

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come direbbe  il
  collega Formica,  ricominciamo da capo  .

   FORMICA. Ma Formica fa le battaglie e le vince

   DE  LUCA.  E  noi le facciamo per i siciliani, non per  un  gruppo
  ristretto di persone, onorevole Formica
   Siamo  all'articolo  9; è un altro articolo, onorevole  Presidente
  della  Regione,  molto  strano. Lo sa perché  è  strano,  onorevole
  Presidente?  Da  un lato, lo abroghiamo, articolo  9   Tasse  sulle
  concessioni  governative regionali . Mi pare  che  siamo  a  questo
  articolo, giusto, onorevole Beninati?

   BENINATI. Giusto

   DE  LUCA. Perfetto. Questa è una ulteriore smentita dell'azione di
  Governo,  dei principi del suo stesso Governo, Presidente Lombardo.
  Vogliamo tutelare i voti che lei ha preso sull'impegno assunto  con
  la Sicilia
   Ora  le  spiegherò anche il perché delle contraddizioni, onorevole
  Presidente.  Intanto,  l'assessore Cimino ha  detto  una  cosa  non
  esatta,  sia  sulle cifre - perché abbiamo qui  i  capitoli  -  sia
  sull'obbligo di adeguamento, perché ci dovremmo anche  adeguare  (e
  l'assessore della sua Giunta, ieri, ha accantonato una norma che io
  le  avevo  descritto  e  lei  era  d'accordo)  sull'individuazione,
  sull'introduzione,   anche   in   Sicilia,   della   capacità    di
  indebitamento, perché lei, oggi, forse non sa, quando  autorizza  i
  mutui, che non ha un parametro per calcolare l'indebitamento.
   L'assessore per l'economia, ieri, a proposito di adeguamenti  alle
  normative  nazionali,  ha detto di no ad una  norma  che  introduce
  anche  in Sicilia quello che è già previsto per tutte le Regioni  a
  statuto  ordinario e per tutto il sistema degli  enti  locali,  una
  norma di trasparenza e a sua salvaguardia.
   Se,  infatti, oggi, chiedessi a lei ed al suo assessore  a  quanto
  ammonta   la   capacità  di  indebitamento  della   Regione,   lei,
  giustamente,  non  lo  saprebbe. Non lo sappiamo  neanche  noi  che
  autorizziamo in continuazione l'assunzione di prestiti,  di  mutui,
  che  carichiamo  le generazioni future di debiti. Non  ci  rendiamo
  conto, però, del limite...
   La  capacità di indebitamento, tecnicamente, significa esattamente
  avere  la  rappresentazione  di  tale  fattore:  per  chi  vota  in
  quest'Aula, lo sapete quanti debiti, in termini di mutui, ha finora
  contratto  la  Regione? Poi, infatti, parleremo di quelli  che  non
  compaiono  in  questo  articolo,  assessore  Cimino,  poi,  lei  mi
  spiegherà perché non ha ancora applicato la legge numero 10, ma  ci
  sono  gli  articoli che ci metteranno in condizione  di  sviscerare
  anche  l'indebitamento  del sistema della pubblica  amministrazione
  regionale allargata - sta prendendo appunti, assessore Cimino, e mi
  fa  piacere  -,  cioè  gli oltre cinque miliardi  che  esistono  di
  indebitamento  e  che,  ancora, non si punta  a  rappresentare   Ne
  parleremo nei singoli articoli da esaminare.
   Onorevole Presidente, proprio perché teniamo a lei e, soprattutto,
  alla legittimità dei voti che esprimiamo in quest'Aula, voglio dire
  all'Assemblea,  visto  che  l'assessore  Cimino  non  vi  mette  in
  condizioni  di  sapere  come  stanno  le  cose,  quanti  debiti  ha
  contratto, finora, la Regione.
   Siamo  a  circa  cinque miliardi e novecentocinquanta  mila  euro;
  forse, mi manca qualche milione, assessore Cimino perché, stanotte,
  non ho avuto il tempo di sommare tutte le singole voci di spesa
   Esattamente,  però,  siamo indebitati per circa  sei  miliardi  di
  euro,   onorevole  Presidente  della  Regione  e  lei,  oggi,   sta
  proponendo  un  indebitamento  di  altri  800  milioni  di  euro  -
  onorevole  Presidente, poi parleremo della destinazione  di  queste
  risorse  -  e,  quindi,  arriveremo a sette  miliardi  di  euro  di
  indebitamento complessivi
   Ma  io  le  chiedo, onorevole Presidente - visto  che  lei  è  una
  persona  trasparente e di principio - perché non si deve introdurre
  nel sistema una norma di trasparenza? Non dobbiamo sapere, infatti,
  qual  è  la  nostra capacità di indebitamento? Perché  ci  dobbiamo
  affidare ad alcune agenzie di rating?  Dico ciò, perché mi è  stato
  detto  che  ci sono delle agenzie di rating, magari  a Milano  e  a
  Roma,  che  certificano se siamo in posizione A, AA+,  B  e  potrei
  continuare,  secondo  le indicazioni tecniche  che  ci  sono  state
  fornite dalle stesse agenzie.
   La  nostra  capacità di indebitamento, onorevole Presidente  della
  Regione,  è  di circa 15 miliardi di euro. Gliela do io  la  cifra,
  perché,  finora,  i  suoi  Uffici e  il  suo  Assessore,  a  questa
  Assemblea,  non  l'hanno fornita  Potremmo indebitarci  ancora  per
  altri  8 miliardi di euro perché, secondo i principi di contabilità
  pubblica,  gli  enti  locali e le Regioni a  statuto  ordinario  si
  possono indebitare per il 25 per cento delle prime tre categorie  e
  dei  primi tre titoli di entrata. E' vero, assessore Cimino? Questa
  è una materia che lei conosce bene.
   Ma  allora,  ieri,  ho  semplicemente  detto  che,  all'articolo1,
  assessore Leanza, c'era una norma che il Presidente della  Regione,
  in   varie  occasioni,  aveva  avuto  modo  di  apprezzare  e,   in
  Commissione   Bilancio,  l'assessore  Cimino  mi  ha   chiesto   di
  presentarla in Aula perché la doveva frattanto approfondire.
   Ma  lei,  assessore Cimino, da questo punto di vista - non  me  ne
  voglia, assessore - non si sta dimostrando affidabile rispetto alle
  linee  di  governo  del Presidente Lombardo, perché  il  Presidente
  Lombardo  pretende trasparenza  Perché il Presidente  Lombardo,  da
  questo  punto  di  vista,  non può essere tirato  dalla  giacca  in
  momenti di distrazione.
   Questa  è  una norma che il Presidente Lombardo ha apprezzato.  In
  Commissione   -  parlo  della  norma  relativa  alla  capacità   di
  indebitamento,  onorevole  Presidente,  ricorda?  -  assessore,  ne
  abbiamo  parlato  e abbiamo detto di introdurla anche  in  Sicilia,
  facciamo un'operazione di trasparenza, impediamo di metterci  nelle
  mani di vari azzeccagarbugli, perché non è giusto
   Allora, introdurre il principio del 25 per cento, esattamente,  ci
  porta   a  quello.  Sa  cosa  ci  è  stato  detto  ieri,  onorevole
  Presidente?
   Lei,  infatti, deve sapere anche le risposte improprie che vengono
  fornite dal nostro Assessore; ci è stato detto che vi è il problema
  relativo  al  Patto  di  stabilità. Ma  che  c'entra  il  Patto  di
  stabilità? Qualcuno mi spieghi che c'entra
   Mi  è  stato spiegato che si devono fare, forse, altre operazioni
  Ma vogliamo affossare la Regione, assessore Cimino?
   Volete  superare  il 25 per cento, da questo punto  di  vista?  E,
  allora,  proprio per rispondere anche alle sollecitazioni dell'Aula
  perché,  da questo punto di vista - e, giustamente, l'onorevole  De
  Benedictis  ha ragione - il tema è collegato? Perché  queste  norme
  incidono  sulla  capacità di indebitamento; perché più  imposte  ci
  sono   nei  primi  tre  titoli,  più  si  gonfia  la  capacità   di
  indebitamento  E l'onorevole Buzzanca, sindaco di Messina,  lo  sa,
  perché   a   Messina  ha  seri  problemi,  con  una   capacità   di
  indebitamento uguale a 0
   Perché  nel  documento contabile c'è scritto, è calcolato,  ma  in
  quello della Regione no? Andate a cercarlo  Ora, che autorizzerete,
  con  la  Finanziaria, altri 800 milioni di indebitamento, andate  a
  guardare,  per valutare se è legittimo, quanto manca rispetto  alla
  soglia generale.
   Qualcuno  ritiene di voler portare nuove entrate  per  cercare  di
  aumentare la capacità di indebitamento  Eh, no, assessore Cimino
   Noi  abbiamo fatto anche i sindaci e ci rendiamo conto di come sia
  composto  un  bilancio semplice, come quello dei  comuni,  di  come
  funzioni,  e  credo  che  l'assessore Venturi  sa  di  cosa  parlo,
  l'indebitamento in riferimento alle imprese, il famoso rating e  la
  credibilità per l'imprenditore di indebitarsi con la banca.  Lo  sa
  che, oggi, non sappiamo quant'è la nostra credibilità?
   Qualcuno,  a  posteriori, stabilisce quant'è e, in base  a  quante
  situazioni dobbiamo  accordare  per avere approvata una finanziaria
  (e ne parleremo nei prossimi articoli), si aumenta l'indebitamento
   Ma  lo sapete che la legge 24, in questo momento, è finanziata con
  l'indebitamento? Lo sapete o no? Cominciate a rendervi conto  delle
  gravi responsabilità che ha quest'Aula.
   Lei  lo sapeva, onorevole Presidente? Glielo dico io: la legge 24,
  sulla formazione professionale, in questo momento, è finanziata con
  l'indebitamento.
   Lo   sa  perché?  Perché,  per  l'Unione  europea,  si  tratta  di
  investimenti e, siccome avevamo esigenza, abbiamo preso  tutti  gli
  investimenti   del   bilancio  e  li  abbiamo  messi   a   garanzia
  dell'indebitamento  Da questa finanziaria, quindi, pretendo che  si
  introducano delle norme di trasparenza, una volta per tutte
   Questo  solo ho chiesto in Commissione Bilancio e lo continuerò  a
  proporre anche a quest'Aula
   Ecco perché - e concludo, signor Presidente, e la ringrazio per la
  sua  disponibilità  -  non  è pensabile che  si  introducano  degli
  elementi,  come  all'articolo  9,  che  sono  impropri,  che   sono
  incongrui.
   Perché  far pagare queste miserie ai colossi dell'alta  finanza  è
  una vergogna  E' un'offesa al Parlamento e ai siciliani
   Cerchiamo di recuperare un milione di euro per quanto riguarda  le
  imposte  sulle patenti e poi, invece, facciamo pagare 6  mila  euro
  per i nuovi impianti
   Sono  queste  le leggi che vogliamo, Presidente della Regione?  E'
  questo ciò che lei ha promesso ai siciliani?
   Non  credo  e  la  prego, anche in questa occasione,  di  cogliere
  questo  dibattito  franco  e  sano  che  il  sottoscritto  le   sta
  proponendo.

                           (Tumulti  in Aula)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.42, è ripresa alle ore 11.54)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Pensavo che, durante questa sospensione  dei  lavori,
  avesse avuto i chiarimenti.
   Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non alimenterei un
  clima  di  intolleranza verso gli oratori che chiedono  di  parlare
  perché   mi   sembra  che,  poi,  questo  sia  degenerato   in   un
  atteggiamento un po' sopra le righe e non di più, ma mi pare che il
  clima  in Aula sia quello di non tollerare, appunto, gli interventi
  degli  oratori,  quindi, dei parlamentari che  stanno  cercando  di
  migliorare  la finanziaria, subendo anche il silenzio del  Governo.
  Dico  ciò, perché - parlerò ora dell'articolo 9 - avevo chiesto  al
  Governo, sul comma 4 dell'articolo 8, per quale motivo fosse  stato
  introdotto il balzello alle autoscuole di tutta la Sicilia.
   Al  Governo  non  importa nulla  Non ha voluto  neanche  dire  una
  parola  su  quello che è stato previsto e che, poi, è a  carico  di
  tutti  i  siciliani, di tutti quelli che usufruiscono, appunto,  di
  questo servizio.
   Ritengo  che  questa  supponenza nei confronti  dei  parlamentari,
  questa  intolleranza agli interventi, poi, naturalmente,  a  volte,
  provoca esagerazioni da parte di alcuni colleghi.
   Signor  Presidente, faccio un esempio che riguarda  l'articolo  9.
  Considerato che siamo in una Terra nella quale il Governo è guidato
  a  trazione  autonomistica e dove, nel  corso  di  questi  mesi  di
  governo, si è tanto decantato questo tipo di azione politica, se  a
  un   imprenditore - e per imprenditore, in senso lato, mi riferisco
  ai  grandi  imprenditori,  in questo caso,  a  capo  di  importanti
  insediamenti  produttivi  -  venisse  in  mente  di  costruire   un
  rigassificatore   in   Sicilia  e  che  questo   stesso   impianto,
  ipoteticamente,  lo  si  volesse  costruire  nella   provincia   di
  Agrigento, magari, costituendo una società esclusivamente per avere
  tutte  le  autorizzazioni, pagando anche le concessioni governative
  regionali,   ebbene  gli  imprenditori  preparerebbero   tutte   le
  autorizzazioni  e,  poi,  magari,  penserebbero  di  rivendere   il
   pacchetto   con  le autorizzazioni e concessioni  governative   E,
  probabilmente,  riuscendo  in  questa  operazione   ad   avere   un
  importante plusvalore delle attività burocratiche
   E'  successo, in Sicilia, che questa attività sia stata svolta  da
  imprenditori  primari  nel  settore della rigassificazione  perché,
  nell'Isola, c'è, appunto, la possibilità di costituire una società,
  di  richiedere  le  autorizzazioni - per carità,  sto  parlando  di
  azioni  lecite, sotto il profilo della burocrazia -,  di  avere  le
  autorizzazioni,  pagando le debite concessioni governative:  stiamo
  parlando  di  questo,  6  mila euro è  la  cifra  che  occorre  per
  autorizzare  un impianto di rigassificazione. 6 mila  euro,  perché
  quello  a  cui si riferisce l'onorevole Formica, mi pare  siano  40
  metri  cubi,  ebbene,  superiore ai 40  metri  cubi,  l'importo  da
  corrispondere   è  6  mila  euro.  Si  acquisiscono,   quindi,   le
  autorizzazioni.
   Si  paga  poco,  perché è questo che stiamo stabilendo  in  questo
  momento, e si vende a tanto
   Io  leggo  i giornali a tiratura nazionale e regionale,  e  questa
  operazione,  solo  acquisendo l'attività amministrativa,  ha  avuto
  un'importante   azione  di  compravendita;  mi  sembra   che   quel
  rigassificatore abbia avuto un plusvalore di circa  20  milioni  di
  euro   Poca  cosa,  naturalmente  per  chi  è  imprenditore  ed  ha
  tantissimi altri introiti
   Ritengo  che  il  Governo debba riflettere su questo  articolo  9,
  perché  far pagare seimila euro per chi - e va fatto solo l'esempio
  del  rigassificatore  -  costituisce  una  società,   racimola   le
  autorizzazioni, paga poco, per poi rivendere per milioni  di  euro,
  ebbene,  mi  sembra sia una sberla alla Sicilia e alle casse  della
  Sicilia
   Ci  vuole  un intervento più importante, forse ci vuole  anche  un
  divieto; dovremmo studiare come evitare che qualcuno acquisisca  le
  autorizzazioni, pagando le concessioni governative a buon prezzo, e
  le rivenda ad un prezzo esorbitante. Tutto legittimo, tutto lecito,
  ma  certamente in un Governo autonomista, questo dovrebbe essere un
  punto  fermo: la concessione governativa regionale dovrebbe  essere
  qualche  milione di euro, non 6 mila euro, per evitare che  ci  sia
  chi  investe  non  sull'attività produttiva,  ma  sul  procedimento
  amministrativo   Dovremmo evitare questo tipo di  operazioni  nella
  nostra  regione. Perché così, l'imprenditore, visto il buon  prezzo
  dell'articolo  9,  può decidere di investire solo sul  procedimento
  amministrativo, non sull'investimento industriale
   E'  questa la realtà, quanto il Governo oggi ci sta proponendo con
  un  articolo  che,  a  mio avviso, deve essere certamente  rivisto,
  dall'inizio alla fine, perché all'interno di questo stesso articolo
  ci   sono  le  centrali  termoelettriche,  ci  saranno  i  prossimi
  rigassificatori. Speriamo che vengano industriali - e non  soltanto
  nel procedimento amministrativo - che credono nell'investimento  in
  Sicilia  e  che  paghino  le  tasse di concessione  governative  in
  Sicilia. Speriamo che questi nostri interventi servano a migliorare
  un modo di trainarsi avanti senza avere un futuro.
   So,  perché  il  Governo  lo  ha  già  dimostrato,  che  non  sarà
  sensibile,  così come non lo è stato con le autoscuole all'articolo
  8, regalando loro un bel balzello. Sarà insensibile anche su questo
  tipo  di  concessioni governative che certamente non fanno, secondo
  me,  onore  ad una Terra che è falcidiata da industriali che  hanno
  avuto  pochi  scrupoli, soprattutto per l'ambiente, e nello  stesso
  tempo  da  industriali  che hanno investito solo  sui  procedimenti
  amministrativi e non sulla loro fattiva azione imprenditoriale
   Noi non abbiamo bisogno di questi industriali  Abbiamo bisogno  di
  gente  che  investe  i propri denari, le proprie  risorse  per  far
  crescere  questa Terra, e quindi quest'articolo è  uno  scandalo  e
  ritengo debba essere abrogato e ripensato nei contenuti.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, capisco le considerazioni dell'onorevole Mancuso,  ma  si
  tratta  di provvedimenti istruttori che oggi svolge il Dipartimento
  dell'energia,  che di fatto, attualmente, sono a titolo  totalmente
  gratuito,  e  in  questo modo creiamo le condizioni per  equiparare
  questa normativa, appunto, alle disposizioni nazionali. Non si  può
  imporre  una  cifra  superiore, perché così è disposto,  e  quindi,
  stiamo  cercando di creare le condizioni affinché il  servizio  che
  opera  in questo senso possa intervenire generando, così, anche  un
  ristoro per le attività che l'Amministrazione regionale svolge.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 9.1 decade per  assenza  dall'Aula  del
  firmatario. Si passa all'emendamento 9.11.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.12. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli emendamenti  9.2,  9.3,  9.4,
  9.5,  9.6. 9.7, 9.8, 9.9 e 9.10 decadono per assenza dall'Aula  del
  firmatario.
   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
                           Istituzione IRAP

   1. Ai sensi dell'articolo 36 dello Statuto della Regione e secondo
  la  previsione dell'articolo 1, comma 43, della legge  24  dicembre
  2007,  n.  244,  come modificato dall'articolo  42,  comma  7,  del
  decreto  legge  30 dicembre 2008, n. 207, convertito  in  legge  28
  gennaio  2009,  n.  2,  é  istituita, quale tributo  proprio  della
  Regione, a decorrere dall'1 gennaio 2010, l'imposta regionale sulle
  attività  produttive che si applica secondo la disciplina contenuta
  nel  decreto  legislativo  15 dicembre 1997  n.  446  e  successive
  modifiche  e integrazioni fatto salvo quanto previsto al  comma  2,
  nonché secondo le disposizioni contenute all'articolo 7 della legge
  regionale  26  marzo  2002,  n.  2 e all'articolo  43  della  legge
  regionale  16  aprile  2003,  n. 4 e  all'articolo  1  della  legge
  regionale  2  maggio  2007, n. 12 e loro  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2. Ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta
  regionale sulle attività produttive di cui agli articoli 5, 5 bis e
  8  del  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446  e  successive
  modifiche e integrazioni sono deducibili gli interessi passivi.

   3.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per l'economia, è adottato il regolamento,
  in  armonia  a  quanto  stabilito nello schema di  regolamento-tipo
  approvato,  ai  sensi dell'articolo 1, comma  44,  della  legge  24
  dicembre 2007, n. 244.

   4.  Con  il  regolamento  di  cui al  comma  3  si  provvede  alla
  disciplina   della   liquidazione,   dell'accertamento   e    della
  riscossione dell'IRAP, l'esercizio delle quali la Regione affida ai
  soggetti competenti individuati dal regolamento-tipo.

   5.  Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma  3,
  lo  svolgimento  delle  attività di  liquidazione,  accertamento  e
  riscossione   dell'IRAP   prosegue,   secondo   quanto    stabilito
  dall'articolo  1, comma 45, della legge 24 dicembre  2007  n.  244,
  nelle forme e nei modi previsti dalla legislazione vigente.

   6.  Per il periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2009 e  non
  oltre il periodo di imposta successivo a quello di approvazione del
  regolamento  regionale previsto dal comma  3,  la  Regione  per  le
  attività  di  controllo  e  rettifica delle  dichiarazioni  di  cui
  all'articolo 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per
  l'accertamento e la riscossione dell'imposta regionale, nonché  per
  il relativo contenzioso, si avvale dei competenti organi statali».

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, intendo  richiamare  l'attenzione
  dell'Aula su un argomento importante, che trova anche fondamento in
  quello  che è stato l'intervento del collega Mancuso, che prima  di
  me  ha  voluto sottolineare un aspetto significativo:  noi  abbiamo
  oggi  nel  nostro territorio regionale delle opportunità  concrete,
  che  si possono potenziare e far crescere, attraverso una serie  di
  interventi che, al di là delle divisioni politiche, al  di  là  dei
  momenti  di  strumentalizzazione, al di là del grande,  e  a  volte
  intollerabile, ostruzionismo, devono essere attenzionate.
   Ogni  tanto  in  quest'Aula, quando ci  sono  interventi  che  non
  vengono condivisi, come è successo stamattina, assistiamo a momenti
  di tensione, e io ritengo, invece, che su determinati temi dobbiamo
  confrontarci  con  alto  senso  di responsabilità,  affrontando  le
  problematiche  per determinare un contributo reale che  possa  dare
  risposte positive alla nostra Sicilia.
   Sul  tema delle aziende che investono in Sicilia, e che hanno sede
  legale   fuori  dell'isola,  sul  problema  della  possibilità   di
  sfruttamento    del   territorio   regionale,   che    poi    porta
  inevitabilmente  a spostare i risultati economici e  finanziari  in
  altra direzione, e su altro territorio, restando in Sicilia solo  i
  problemi, bisogna, appunto, ragionare.
   Dobbiamo  avanzare  una proposta concreta,  anche  in  ossequio  a
  quella  che è stata la condizione che ha visto la Regione siciliana
  perdere  una grande opportunità, perché le aziende che  hanno  sede
  legale  fuori della Sicilia, ma che qui producono, alla fine pagano
  le  tasse nei loro territori. Bisogna riflettere, dicevo, anche per
  superare quel momento di conflitto istituzionale che, attraverso la
  notizia  giornalistica  riportata verso  una  sentenza  che  ci  dà
  sostanzialmente  come  soccombenti,  io  ritengo  che  la   Regione
  siciliana e quindi il Parlamento, e poi il Governo, se lo  ritiene,
  deve in questa direzione dare il massimo impegno: e deve farlo  per
  dare anche un impulso, una proposta ed una ragionata possibilità di
  recuperare tali opportunità.
   Ciò   premesso,  sull'articolo  10  di  questa  finanziaria,   che
  prescrive  il  recepimento attraverso una norma  di  quella  che  è
  l'imposta  regionale, l'IRAP, io personalmente,  insieme  ad  altri
  colleghi  parlamentari, ho proposto diverse iniziative, alla  fine,
  forse  per un arcano mistero, tutte ahimè ostacolate, non passibili
  di una concreta opportunità di accoglimento.
   Avevo presentato a questa Assemblea e all'allora assessore per  il
  bilancio, onorevole Di Mauro, la norma che riproponesse l'esenzione
  per  l'incremento  IRAP, rivolta a quelle aziende  che,  di  fatto,
  avessero realizzato un incremento occupazionale e che, pertanto, in
  forza  di  questa possibilità offerta alla  Regione  siciliana  nel
  creare  più  occupazione, appunto, con riferimento alla  fascia  di
  incremento  IRAP,  così  come è stato  per  il  periodo  2003-2008,
  dovessero  avere  un'esenzione  a valere  sulla  dichiarazione  dei
  redditi  2009  per i redditi fino al 2008. Essendo superata  questa
  fase, per il 2010 andrebbe riproposta la norma.
   Gli  Uffici  e  l'Assessorato del Bilancio, dopo attente  analisi,
  riferiscono   che   questo  comporterebbe   un   mancato   introito
  considerevole. Io spiego loro, e faccio presente anche al  Governo,
  che,  sostanzialmente, questo tipo di mancato introito  rappresenta
  un  reale  investimento, perché è un vero motivo di  attrazione  di
  quell'imprenditoria sana e che già opera, che non cerca contributi,
  ma   possiede   la   possibilità  di  realizzare  obiettivi   seri:
  quest'esenzione  IRAP,  ove fosse da tutti  condivisa,  sicuramente
  creerebbe un motivo di grande slancio, di grande impegno perché  si
  investa seriamente in Sicilia.
   Se  mi  consentite, con questa norma, assieme alla norma sul nuovo
  corso  del  cosiddetto credito di imposta per gli investimenti,  il
  cosiddetto  credito  di  imposta sull'occupazione  (che  in  questa
  finanziaria   dovrebbe   essere   una   realizzazione    concreta),
  significherebbe  aprire  una  nuova  stagione,  che  è  quella   di
  un'impresa   che   non  guarda  alla  speculazione   attraverso   i
  contributi, ma che guarda realmente ad una capacità di  essere  sul
  mercato,  di  utilizzare  opportunità  e,  quindi,  di  fortificare
  quell'attività che già, di fatto, realizza.
   Così  facendo,  assieme ad un intervento sul polmone  finanziario,
  quindi  sul rapporto con le banche, potremmo creare una svolta  per
  la  Sicilia e avere la possibilità di dire ad un imprenditore serio
  e sano di venire in Sicilia ad investire e, attraverso queste nuove
  opportunità,  si  avrà  l'orgoglio di dire  che  può  produrre  per
  l'Isola
   In  questo  senso,  la  Commissione  Bilancio  aveva,  dopo  tanto
  dibattito,    introdotto   un   ragionamento:   a    cosa    porta,
  sostanzialmente, il calcolo di questa IRAP? Ad una base  imponibile
  che  è realizzata dalla base originaria più il costo del personale,
  più  gli  interessi  passivi.  E,  allora,  noi  abbiamo  detto  di
  considerare almeno gli interessi passivi come momento di detrazione
  o di deduzione, per poter dare un segnale incentivante.
   Dal  Presidente dell'Assemblea questa norma, che veniva  riportata
  al  comma  2  dell'articolo  10, non  viene  ritenuta  ammissibile.
  Allora,   sostanzialmente,  riformulo  questa   proposta   con   un
  subemendamento, che ho già presentato, in cui si dice  che  per  la
  determinazione  della  base imponibile per il  calcolo  IRAP,  sono
  detratti gli interessi passivi nella misura del 75 per cento.  Cioè
  a dire, una forma leggermente più accettabile, perché mi auguro che
  in questa direzione si trovi una soluzione.
   L'alternativa  sarebbe,  cari colleghi, se  questo  rilievo  fosse
  eccepito ancora una volta, l'esenzione totale dell'incremento  IRAP
  sulla  base calcolata dell'ultimo triennio, norma che, fra l'altro,
  è stata già approvata ed ha avuto la sua validità nel periodo 2003-
  2008  e che, pertanto, potrebbe avere maggiore successo per un  suo
  rinnovo.  Avrebbe,  però,  per  onestà  intellettuale,  un  importo
  superiore da considerare.
   Questo è un ragionamento, onorevoli colleghi, che non è legato  ad
  un  fatto  specifico e tecnico del subemendamento. E' un fatto  che
  attiene  ad  un  ragionamento complessivo, e mi  auguro  che  anche
  l'assessore  regionale  per l'industria  vorrà  sostenerlo,  perché
  diventa  un  elemento veramente importante in cui viene ad  esserci
  una  testimonianza  concreta di quello che è  il  nostro  senso  di
  responsabilità   nell'attività   parlamentare   e,   perché    no?,
  un'opportunità concreta anche per l'imprenditoria siciliana.
   Questo ragionamento, con grande senso di determinazione, mi auguro
  che,  oltre  all'assessore regionale per l'industria,  lo  sostenga
  anche l'assessore Cimino, perché diventi fatto concreto.

   PRESIDENTE.   L'emendamento  19.10,  interamente   abrogativo,   è
  decaduto per assenza del firmatario.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  due  sole  norme
  aiutavano  le  imprese  in  Sicilia, in  questo  momento  economico
  difficilissimo, una era rappresentata da questo comma 2  e  l'altra
  era  quella  del microcredito, che più avanti vedremo:  ebbene,  il
  Governo  ha  voluto cassare tutto quanto riguardava le imprese,  ci
  spiegherà poi perché era inapplicabile
   Timidamente, per le imprese sono previsti 10 milioni di  euro  con
  il credito d'imposta e, nello stesso tempo, non trovando le risorse
  -  così  ci  hanno detto in Commissione Bilancio -  si  reperiscono
  risorse uguali per altro tipo di attività: ciò, malgrado le  prime,
  che  invece,  sarebbero, secondo noi, utili  alle  stesse  imprese.
  Speriamo che quegli ulteriori 10 milioni di euro inseriti in questo
  bilancio  per  la formazione vengano trasferiti per il  credito  di
  imposta,  che  tanto  ha  fatto penare  i  parlamentari  che  hanno
  presentato  quel  disegno di legge, ora trasferito all'interno  del
  disegno di legge finanziaria.
   Signor Presidente, lei ha cassato il comma 2, forse perché c'erano
  profili  di  incostituzionalità, forse però senza  approfondire  la
  previsione  di  cui  al comma 1, perché, con esso,  che  istituisce
  questa  imposta  nella  Regione,  si  salvaguarda  quella  che  era
  l'azione  che avevamo proposto, anche perché proprio gli  interessi
  passivi  non si cumulano con il differenziale: base di calcolo  che
  poi  provoca l'imposta dell'IRAP. In questo momento, in  capo  alle
  imprese,  nessun intervento legislativo, anche nazionale, riesce  a
  sopperire  ad una situazione veramente disastrosa per  migliaia  di
  aziende  siciliane.  Per recuperare ciò, il subemendamento  che  ha
  presentato l'onorevole D'Asero, a questo punto io lo aumenterei, in
  termini  di  soglia percentuale, con un subemendamento,  in  misura
  pari al 90 per cento.
   Signor   Presidente,   siccome  le  cose  le   conosco,   avendone
  approfondito i contenuti, cerco di contribuire, ma qui vedo che  la
  segreteria politica del Governo non si ferma mai
   Propongo  di  sospendere  i  lavori  per  consentire  due  ore  di
  segreteria politica al Governo, oppure facciamo tutti un fioretto e
  non interveniamo, se siamo d'accordo.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Non sarebbe  leale  con  gli
  impegni che ciascuno di noi ha assunto

   MANCUSO. Gli impegni che avete assunto non sono ancora rispettati,
  Presidente Lombardo  Io mi tiro fuori, perché non ne ho assunti
   Signor   Presidente,  dicevo  che  il  comma  2  è  un  intervento
  qualificante,  perché sarebbe la prima Regione in  Italia  che  può
  prevedere  una deducibilità degli interessi passivi, che in  questo
  momento  sono  veramente molto significativi, a capo  di  tutte  le
  imprese  siciliane; poteva attivare anche un percorso  che  avrebbe
  portato  all'impugnativa del Commissario  dello  Stato,  e  poi  ad
  un'azione  presso la Corte Costituzionale, ma era o sarà  una  vera
  battaglia autonomista  Perché, se è vero come è vero che  l'IRAP  è
  un'imposta regionale, allora la possibilità a questa Regione - così
  come   previsto  dall'articolo  36  dello  Statuto  della   Regione
  siciliana  -  si  deve pur dare, perché, ribadisco,  l'articolo  36
  dello   Statuto,  in  una  Regione  autonoma  e  con   un   Governo
  autonomista, deve tentare la strada di intervenire su tutti  quelli
  che  sono  gli  argomenti di un'imposta che, a questo  punto,  è  e
  rimane solo regionale
   E allora, rispetto a tutto questo, noi non ci possiamo sottrarre a
  quella che è una nostra prerogativa statutaria, e il subemendamento
  dell'onorevole  D'Asero sarà subemendato con una richiesta  del  90
  per  cento  in  termini  di  deducibilità degli  interessi,  perché
  ritengo  che  ciò sia una battaglia giusta e vera, nel  senso  che,
  almeno,  ci dobbiamo provare, signor Presidente, e lei deve  essere
  la  prima  bandiera a provare questo percorso, anche  davanti  alla
  Corte Costituzionale, se dovesse servire.
   E'  un  percorso che riteniamo fondamentale anche  per  il  futuro
  della  nostra Terra, per le entrate regionali, per il  riordino  di
  un'azione  concreta nei confronti degli imprenditori siciliani.  Se
  questa  battaglia  portasse  poi ad  una  vittoria,  anche  davanti
  l'eventuale   impugnativa,  riteniamo  che  le  imprese   sarebbero
  incentivate  a  venire  qui in Sicilia,  perché  saremmo  la  prima
  Regione  ad  attuare una fiscalità, non dico di  vantaggio,  ma  di
  intervento  nei  confronti  di  tutte  le  imprese  che,   appunto,
  potrebbero  beneficiare della possibilità di dedurre gli  interessi
  passivi.
   Se,  poi, l'azione dell'assessore Russo porterà nei prossimi mesi,
  speriamo,  con la riforma che abbiamo votato, ad un equilibrio  dei
  conti  della sanità, allora, lì diventeremmo veramente una  regione
  appetibile:  perché, se da un lato oggi con questa norma  riteniamo
  di  dedurre gli interessi passivi, dall'altro, il risanamento della
  spesa  sanitaria,  ci  porterà  ad abbassare  l'aliquota  dell'IRAP
  regionale,  e  queste due azioni sarebbero certamente un  incentivo
  per   le   imprese  e  per  i  siciliani  che  vogliono   diventare
  imprenditori.
   Per  questo  motivo, signor Presidente, le sottoporrò con  il  mio
  capogruppo, l'ulteriore subemendamento per aumentare dal 75  al  90
  per cento la percentuale di deducibilità degli interessi passivi.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  assessore, sull'argomento desidero far attenzionare un problema che
  mi  comunicano  alcuni esperti anche di legislazione  europea.  Nel
  mese di novembre del 2008, la Comunità europea ha adottato un piano
  volto   a  favorire  la  ripresa  dell'Europa  dall'attuale   crisi
  finanziaria, e proprio a seguito di questo, al punto  4.2  di  tale
  Comunicazione  europea, è stata fatta una circolare,  la  circolare
  2009/C 16/1 del 26 novembre 2008, pubblicata sulla Gazzetta Europea
  il 22 gennaio 2009.
   In  sintesi, assessore Cimino, è una cosa molto seria -  anche  se
  lei  mi  sembra  un  po' distratto - sembrerebbe che  questa  nota,
  proprio per contrastare la grave situazione economica e finanziaria
  che  si  è  venuta a creare, aggiorna il de minimis  per  tutte  le
  esenzioni,  in  particolar modo l'IRAP che, da 100  mila  euro,  in
  alcuni settori, arriva a 500 mila euro.
   Sembrerebbe pure che, in buona parte, anzi, in tutte le regioni di
  Italia,  ma  a  maggior ragione in Sicilia, essendo noi  a  Statuto
  autonomo  -  come  il  Presidente della Regione  sa  bene,  essendo
  l'autonomista   per   eccellenza   -   possiamo   recepire   questa
  disposizione comunitaria che, in tutte le regioni del Paese, già si
  applica.  Di  fatto,  se non si vara una norma  in  tal  senso,  le
  imprese siciliane resteranno col meccanismo di esenzione sino a 100
  mila euro, mentre da Reggio Calabria in su - già oggi - l'esenzione
  è 500 mila euro.
   Ritengo questo un argomento molto importante che potrebbe favorire
  tutte   le   imprese   siciliane,   che   altrimenti   resterebbero
  penalizzate, perché in buona parte di Italia, lo ripeto,  in  tutte
  le  regioni  di  Italia,  automaticamente, non  essendo  regioni  a
  Statuto  speciale,  si  applica questa  direttiva  comunitaria.  In
  Sicilia non possiamo applicarla se non si formalizza una norma.
   Assessore, chiedo che i suoi Uffici affrontino questo tema  perché
  lei potrebbe, con un emendamento, disciplinare in questi termini la
  situazione  dell'IRAP in Sicilia, dove l'esenzione del  de  minimis
  resterebbe  ferma  a  100 mila euro, quando  in  tutte  le  regioni
  d'Italia, già oggi, è 500 mila euro
   Questa  misura  è  certamente a favore dello  sviluppo,  aiuta  il
  superamento della crisi che c'è in atto, aiuta le imprese. Questa è
  una disciplina abbastanza seria.
   Assessore,  ribadisco l'invito affinché i suoi Uffici attenzionino
  quanto  ho  detto, con i dati che ho citato, per vedere  se  questa
  norma può inserirsi nel nostro ordinamento.
   In  questo caso, infatti, l'autonomia ci crea un danno  e  non  un
  beneficio.

   DE LUCA . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  l'IRAP è un'imposta  che  qualifica  in  modo
  particolare le entrate di una Regione.
   La  leva  fiscale,  la fiscalità di vantaggio sono  contemplabili,
  anzi applicabili, rispetto a questa norma odiosa introdotta, se non
  sbaglio,  dal  Governo Prodi (gli amici del PD  mi  potranno  anche
  correggere)  imposta che colpisce, in una regione come la  Sicilia,
  quello che è un problema annoso e cioè il lavoro.
   Tutto  ciò  si può definire un pizzo legale sulle retribuzioni  ai
  lavoratori   La  base  imponibile,  infatti,  fa  riferimento  alle
  retribuzioni dei lavoratori
   Questa è una norma odiosa perché, a differenza di tante altre, non
  è   assolutamente  commisurata  a  quello  che  è  l'andamento   di
  un'azienda.  Un'azienda può anche fallire, assessore Cimino,  però,
  l'IRAP viene pagata ugualmente, in una percentuale fissa.
   L'azienda può avere difficoltà momentanee, stiamo tentando di fare
  delle  norme all'interno di questa finanziaria per sostenere questo
  momento particolarmente difficile, ma l'IRAP non sente ragioni   E'
  una norma spietata, che definisco, ripeto, un pizzo legalizzato  su
  quello che è il lavoro.
   Anche  da  questo  punto di vista, non possiamo meravigliarci  del
  perché cresca il lavoro nero, che va combattuto con tutte le armi e
  le  forze,  ma  è  l'IRAP una delle imposte con  la  quale  si  può
  ragionare  in  questi termini. E' l'IRAP che, da  questo  punto  di
  vista,   può dare un segnale diretto rispetto a ciò che è il  costo
  del   lavoro  e  le  imposte  che  soffocano  l'impresa,  in   modo
  ingiustificato,  perché  non  legato  all'andamento  aziendale,  un
  fenomeno così radicato nella nostra Terra.
   Dobbiamo fare una riflessione, onorevole Presidente della Regione,
  sempre in funzione dei princìpi del suo Governo.
   In  Sicilia  scontiamo,  purtroppo,  l'applicazione  dell'aliquota
  massima  dell'IRAP,  perché  dobbiamo  sanare  quello  che  è   uno
  sforamento della sanità degli anni scorsi.
   Lei  sa,  onorevole  Presidente della  Regione,  quanto  ci  costa
  annualmente questo sforamento, quanto costa alle aziende?  Trecento
  milioni  di  euro l'anno, aggiuntivi all'intero introito dell'IRAP.
  Trecento  milioni  di euro che le aziende pagano per  una  gestione
  della  sanità  che  non è stata un modello di  eccellenza.  Modello
  passato naturalmente, parliamo di un periodo ante 2007, per carità.
   Lei,  onorevole Presidente, ha fatto delle affermazioni in qualche
  occasione e desidero un chiarimento: lei ha detto, infatti,  che  è
  pronto a rivedere l'aliquota dell'IRAP  se il piano di rientro avrà
  i suoi effetti.
   Naturalmente, da questo punto di vista, ci sono le  norme  che  lo
  consentono.
   E   siccome  lei  ha  fatto  un  ragionamento  su  tale   aspetto,
  desideriamo capire, da lei e dall'assessore per l'economia,  quando
  prevedete,  in funzione del patto che è stato sottoscritto  per  il
  risanamento  dei  debiti della sanità, di rivedere questa  aliquota
  aggiuntiva  che  riguarda l'IRAP, ma riguarda  anche  l'IRPEF  come
  addizionale  -  purtroppo, infatti, alla fine,  i  siciliani  e  le
  imprese  stanno pagando le conseguenze con una aliquota  aggiuntiva
  anche  per quanto riguarda l'IRPEF - e, di conseguenza, desideriamo
  sapere  qual  è il programma che vi siete dati per evitare  che  si
  facciano  delle affermazioni in convegni che, poi, non riescono  ad
  avere riscontro rispetto al contesto che verifichiamo.
   Questi  riferimenti  li  ha  fatti anche  l'Assessore  Venturi  in
  qualche occasione, cioè agli impegni certi, certi anche nelle date.
  Io   ho  letto  alcune  sue  affermazioni,  assessore  Venturi  ma,
  onorevole  Presidente, è il sistema delle imprese che le chiede  la
  certezza del  quando
   Mi   sono  permesso  di  proferire  qualche  aggettivo  su  questa
  finanziaria, perché ritengo non sia questo il bigliettino da visita
  che  possiamo esporre alle imprese e mi rivolgo in modo particolare
  all'Assessore Venturi.
   Quando  ci  rapportiamo  con  il  mondo  delle  imprese,  con  una
  finanziaria che parte già con un nuovo indebitamento di 800 milioni
  di  euro,  che da questo punto di vista non dà certezze di  quando,
  quanto   meno,  verranno  cancellate  queste  aliquote  aggiuntive,
  allora,  significa che l'azione di Governo non è attualmente  sulla
  linea del confronto concreto su tempi e modalità. Rispetto a questo
  tema  chiedo  che il Presidente della Regione si esprima,  in  modo
  tale  da  capire  anche gli effetti di questo  patto  che  è  stato
  sottoscritto per saldare i nostri conti della spesa sanitaria.
   E'  fondamentale perché questi effetti sfuggono ai siciliani. Noi,
  attualmente,   stiamo   continuando  a   pagare   queste   aliquote
  aggiuntive. Stiamo continuando a pagare questi 300 milioni di  euro
  ogni anno, però sfugge ancora qual è l'effetto benefico dell'azione
  che lei avrebbe fatto in questo anno e mezzo.
   Dico   ciò,   in   termini  di  comunicazione,  sia   chiaro,   di
  comunicazione   Infatti, c'è un problema di  comunicazione,  signor
  Presidente,  in  primo  luogo  in  quest'Aula,  perché  noi  stessi
  vogliamo  capire per quanti anni dobbiamo fare sacrifici su  questo
  fronte,  per  renderci conto per quanti anni  dobbiamo  scontare  i
  nostri peccati, perché è questo naturalmente il tema.
   Tutto  ciò  vogliamo saperlo noi come legislatori, ma lo  vogliono
  sapere anche i siciliani e il mondo delle imprese e, di conseguenza
  mi auguro, che da questo punto di vista, il Governo, proprio su una
  imposta, che è il simbolo della leva fiscale delle regioni, dia una
  risposta certa sui tempi del piano di rientro della sanità,  perché
  sono direttamente connessi, non è una domanda a caso quella che sto
  ponendo.
   Quindi,  anche all'assessore Cimino, chiedo di comunicare all'Aula
  ed  ai siciliani che effetti stia concretamente dando questa azione
  di   risanamento  di  questi  due  anni  correlati   all'IRAP.   E'
  fondamentale
   Ho  presentato un subemendamento, signor Presidente, non so se sia
  stato   distribuito,  all'emendamento  10.15  del  collega  D'Asero
  perché,  e  questo  è  un appello che rivolgo al  Presidente  della
  Regione,  nel condividere la proposta del collega, mi sono permesso
  di  precisare meglio e quindi fare un riferimento a quello che è il
  testo degli enti non commerciali.
   Pertanto, collega D'Asero, proporrei di modificare il termine   no
  profit , Assessore se mi ascolta vediamo di arrivare anche  ad  una
  sintesi su questo aspetto, perché l'associazione  no profit   è  un
  termine limitativo; il termine corretto, quello che da questo punto
  di  vista,  sotto  il  profilo normativo è indicato,  è   ente  non
  commerciale . E, allora, il subemendamento da me presentato, mira a
  questo  fine, cioè a modificare il termine associazione  no profit
  con i termini  enti non commerciali .
   Assessore,  la  differenza c'è, perché enti non commerciali  è  un
  riferimento  più  ampio.  E'  tutto il  mondo  delle  associazioni,
  l'associazionismo, dunque l'associazione culturale,  l'associazione
  datoriale,  cioè  tutto  quel sistema che  non  aiutiamo  più  come
  Regione, e a cui va lanciato il segnale di un'agevolazione ai  fini
  IRAP

   MINEO. Noi abbiamo scritto un'altra cosa

   DE  LUCA. Collega, non credo, se poi si vuol chiarire per  carità,
  sto  semplicemente parlando di ampliare e definire, anche sotto  il
  profilo normativo, l'aspetto dell'esenzione.
   Concludo  facendo  un riferimento ben preciso, signor  Presidente.
  Noi   abbiamo  posto  l'esenzione  già  per  le  IPAB  in  passato,
  esattamente  la legge 4 del 2003, articolo 43, che ha portato  alla
  totale esenzione: ecco perché condivido l'emendamento proposto  dal
  collega   D'Asero,   nella   modifica   che   apporterebbe   questo
  subemendamento,  cioè applicare l'esenzione  già  prevista  per  le
  IPAB, che è esattamente il comma 5 dell'articolo 7, anche agli enti
  non commerciali, così, se riduciamo i contributi, quanto meno diamo
  loro un sostegno indiretto.

   MINEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Ricordo,  frattanto,  ai   colleghi
  deputati  che  il  tempo a disposizione per gli  oratori  è  di  10
  minuti.  Nella lavagna, erroneamente, come si vede, il tempo  parte
  da  5  minuti.  Ma  i  minuti sono dieci, e  ciascun  deputato  può
  intervenire una sola volta su ogni articolo e relativi emendamenti.
   Per  cui, l'onorevole  De Luca è intervenuto sull'articolo 10  per
  dieci  minuti, e dunque non potrà più intervenire.
   Stiamo applicando il Regolamento in maniera assolutamente rigida.

   MINEO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  mio  è   un
  intervento  telegrafico.  Quanto dice il  collega  De  Luca  non  è
  esattamente  ciò  che  vogliamo. Se  l'onorevole  De  Luca  intende
  portare  avanti  il  suo ragionamento, che lo  faccia  con  un  suo
  subemendamento,  se poi troverà i consensi in Aula,  sono  contento
  per lui.
   Per  quanto  mi  riguarda, però, precisiamo che non  è  questa  la
  maniera  di agire  Quando un collega presenta, mio caro  Cateno  mi
  rivolgo a te, un emendamento che ha una sua filosofia, che comunque
  mira a risolvere un problema, non bisogna cercare di infossarlo
   Dico  ciò,  perché ritengo che lei non debba comportarsi  così  in
  Aula.  Lo  dico anche agli altri colleghi. Personalmente, sono  qui
  perché  ciò  che  ho  fatto  e  ciò  che  intendo  fare  in  questa
  finanziaria è sicuramente mantenere un comportamento serio in Aula.
  Mi  riferisco a lei e a quanti altri, poco fa, hanno partecipato  a
  quella spiacevole baruffa.
   Cerchiamo di capirci: se c'è un'intenzione negativa nel condurre i
  lavori  d'Aula e se questo ostruzionismo, o questa melina  che  sta
  facendo  il  collega  De Luca vuole approdare a  qualcosa  che  non
  capisco,  ce  la  spieghi:  perché  ciò  significa,  caro  collega,
  infastidire  i colleghi con continui interventi che, comunque,  poi
  approderanno al  nulla e faranno soltanto stancare.
   Tra  l'altro, ho saputo che si è recato pure in infermeria, mi  ha
  chiamato  mio figlio, perché questa notizia è stata data forse  dai
  media.  Io  sono contento che lei, onorevole De Luca,  adesso  stia
  bene, però non faccia stare male noi, siamo stanchi  La ringrazio.
   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei  chiarire  che,  così  come  è  stata  richiamata
  nell'articolo 10 la statuizione dell'articolo 36 dello Statuto, che
  rappresenta  la fonte costituzionale dell'autonomia finanziaria  di
  questa  Regione,  dobbiamo  però tenere  conto  che  ormai  diverse
  sentenze  della Corte Costituzionale hanno, di fatto,  notevolmente
  ridimensionato  sia la specialità della nostra  Regione,  ma  anche
  l'autonomia finanziaria della Regione stessa.
   Ciò  perché,  in  questo senso, già di fatto,  con  la  legge  sul
  federalismo  fiscale, esiste un ruolo che è dato dalla  Commissione
  per l'armonizzazione dei bilanci regionali ed altra Commissione che
  è  quella  che  concerne l'attività di coordinamento della  Finanza
  pubblica. Tant'è che alcune considerazioni dell'onorevole  Beninati
  possono   essere   riprese   nel  tavolo   della   Commissione   di
  armonizzazione  dei  bilanci  regionali  voluto  dalla  legge   sul
  federalismo   fiscale,  così  come  anche  dalla   Commissione   di
  coordinamento  della  Finanza pubblica, trattandosi  di  iniziative
  che,  nel  regime di de minimis, con provvedimenti della Conferenza
  Stato-Regioni, potrebbero anche attuarsi.
   Oggi  abbiamo la necessità, così come stabilito, di regionalizzare
  questa  imposta per poi, in Conferenza Stato-Regioni, poter  creare
  le condizioni che tutte le Regioni, uniformemente, possano decidere
  le  deducibilità, perché si attui il tema sia del piano di rientro,
  come  ha  ribadito  l'onorevole De Luca, sia  l'armonizzazione  dei
  bilanci regionali.
   Quindi,  sebbene noi oggi con l'articolo 36 dello Statuto  abbiamo
  autonomia   finanziaria,  siamo  soggetti  sia   alla   legge   sul
  federalismo   e   coordinamento   della   finanza   pubblica,   sia
  all'armonizzazione dei bilanci regionali.
   Poi,  sugli emendamenti posti dagli onorevoli colleghi, pongo  una
  domanda al Presidente dell'Assemblea, quesito che è importante  per
  i  lavori  che  faremo di qui alle prossime ore: a me risulta,  dal
  testo   che  il  Presidente  dell'Assemblea  mi  ha  fornito,   che
  l'articolo 10, comma 2, sia stato cassato perché probabilmente  gli
  Uffici lo hanno ritenuto non consono alla materia finanziaria. A me
  pare che gli emendamenti di alcuni colleghi siano di riscrittura di
  questo comma 2 dell'articolo 10.
   Allora, se la Presidenza dell'Assemblea decidesse di sostenere  la
  possibilità  della  riscrittura, la prego di  tener  conto  che  il
  Governo  può  avere  l'opportunità di presentare riscritture  degli
  articoli che siano stati cassati. Di conseguenza, dovremmo avere un
  ordine  dei lavori consono ed anche serio rispetto alle  norme  che
  andremo a trattare di qui a breve.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti:

   - dagli onorevoli Greco, Marrocco, Aricò: emendamento 10.15;
   -  dagli  onorevoli D'Asero, Leontini, Vinciullo: subemendamento
  10.15.1;
   - dagli onorevoli Leontini e Mancuso: subemendamento 10.15.1.1;
   - dagli onorevoli Caronia e De Luca: subemendamento 10.15.2.

   Onorevoli  colleghi,  sulla  questione  posta  dall'assessore  per
  l'economia,   cioè  rispetto  alla  possibilità  di   ammettere   a
  discussione l'emendamento 10.15, rispondo che l'emendamento 10.15 è
  inammissibile   per  mancanza  di  copertura  finanziaria,   perché
  determina minori entrate e, in virtù dell'inammissibilità di questo
  emendamento,  decadono tutti gli altri subemendamenti.  Quindi,  il
  problema non si pone.
   Si  passa  all'emendamento  10.7, a  firma  dell'onorevole  Maira.
  L'emendamento 10.7 decade.
   Gli  emendamenti 10.8, 10.9, 10.10, 10.11, 10.12,  10.13  e  10.14
  degli  onorevoli  Leontini,  Corona,  Mancuso  e  Torregrossa  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.1.

   DE LUCA.  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Gli  emendamenti  10.2,
  10.3,  10.4,  10.5  e  10.6, dell'onorevole De Luca,  sono  altresì
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo,  pertanto,  in votazione l'articolo 10.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11
                       Fondo di rotazione IRFIS

   1. Il Fondo di rotazione istituito presso l'Istituto regionale per
  il  finanziamento  alle  industrie in  Sicilia  Mediocredito  della
  Sicilia  S.p.A. (I.R.F.I.S.) con l'articolo 9 della legge regionale
  5  agosto 1957, n. 51, e con l'articolo 13 della legge regionale 13
  dicembre  1983,  n. 119 e successive modifiche ed  integrazioni,  è
  ridotto di 25.000 migliaia di euro per l'anno 2010.

   2. Le somme individuate al comma 1 sono riversate dall'IRFIS entro
  trenta   giorni  dall'entrata in vigore della  presente  legge,  al
  capitolo 5447, capo X del bilancio della Regione».

   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  soppressivi:

   - dall'onorevole De Luca: emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3;
   -  dagli  onorevoli Leontini ed altri : emendamenti 11.6,  11.7  e
  11.8;
   - dall'onorevole Apprendi ed altri: emendamento 11.4;
   - dall'onorevole Maira: emendamento 11.5.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Cimino
  ed  onorevole  Presidente della Regione, lei sa,  presidente  della
  Regione, quanti tesoretti ha nascosti? Conosce i tesoretti nascosti
  della  Regione?  Non  glieli hanno fatto  vedere  tutti,  onorevole
  Presidente   Questo è il problema, infatti. Le voglio  parlare  dei
  tesoretti  nascosti  della  Regione  e  le  voglio  raccontare  una
  vicenda,   che   credo   apprezzerà  molto,   a   proposito   della
  rappresentazione che finora non è stata fatta, a norma della  legge
  10,  per  quanto riguarda la situazione economica e finanziaria  di
  tutti  i  200, 300 enti, società & Company, che fanno  parte  della
  galassia,  del  cosiddetto  sistema pubblico regionale  allargato :
  allargato,  perché  comprende tutto questo mondo,  appunto,  e  che
  contiene,  come mi è stato spiegato qualche anno fa,  dei  cassetti
  sani e dei cassetti vuoti, anzi rotti
   Ci sono, cioè, aziende che, da questo punto di vista, come diremmo
  in gergo dialettale  hanno i sordi ammucciati  ed altri, invece,  a
  cui  ogni  anno  questo Parlamento continua a  trasferire  risorse,
  perché  non ci sono neanche le somme per poter pagare le assunzioni
  abusive che sono state fatte nel tempo
   Onorevole   Presidente,  non  so  se  lei  conosca  quante   unità
  lavorative  ci sono in più in questi cinque anni nel sistema  della
  Pubblica amministrazione regionale allargata. Io le do un dato e lo
  do  anche all'assessore Cimino, che lo verificherà, ma lo conoscerà
  bene  come  assessore per l'economia, ebbene, credo che  in  questi
  ultimi cinque, sei anni ci saranno state dalle 3 alle 4 mila  unità
  in più
   Questo  è  un dato che chiedo si verifichi ente per ente,  società
  per  società perché, onorevole Presidente, forse non sa che è stata
  fatta  una   furbata   in  quest'Aula. Ma  in  buona  fede.  Vorrei
  raccontargliela, perché sicuramente non la conosce.
   Quando  lei interviene per controllare gli eventuali comportamenti
  sulla  spesa  assunti  dal sistema dell'Amministrazione  regionale,
  sulle  assunzioni a tempo determinato, indeterminato eccetera,  lei
  non  sa  che è stata fatta una  furbata  in quest'Aula,  perché  il
  blocco  delle  assunzioni non si applica alle  società  partecipate
  dalla  Regione  siciliana  Mi riferisco alla  norma  del  2007,  ho
  scoperto  tale  circostanza perché mi sono  posto  il  problema  di
  verificare se presidenti e direttori di società o enti controllati,
  assumessero personale violando la legge.
   Eppure,  si è scoperto di no, caro assessore Cimino, e  mi  auguro
  che  lei,  una delle norme di buon senso che possa fare  in  questa
  finanziaria,  sia  proprio quella di estendere  esattamente  questo
  principio   a  tutto  il  sistema  della  Pubblica  amministrazione
  regionale allargata.
   Collega  Galvagno, è vero  E' così  Purtroppo, la Regione  predica
  bene   come   principio,  nel  senso  che   pone   le   regole   di
  autolimitazione, i principi di risanamento, dopodiché tutti i  suoi
   figli ,  le  società controllate eccetera, che  ha  contribuito  a
  costituire  e  a  finanziare, hanno il  mandato  di  continuare  ad
  assumere senza procedura ad evidenza pubblica, senza il tetto sulle
  assunzioni   a  me  dispiace, ma è così, purtroppo  queste  società
  continuano  ad assumere e hanno continuato a farlo senza violazione
  di legge.
   Sarebbe  importante, onorevole Presidente della  Regione,  che  si
  facesse  un  piccolo  censimento per capire a quando  risalgono  le
  assunzioni.  Gli emendamenti sono già presentati, e li discuteremo,
  ma  sono emendamenti di buon senso e che l'assessore Cimino non può
  discutere, quindi le chiedo di essere da lei supportato, in  questo
  caso,  onorevole Presidente, perché l'assessore Cimino è distratto
  Per  carità,  ha  mille problemi, capisco che gestire  il  bilancio
  della  Regione è complesso poi, naturalmente, avere a che fare  con
  persone  che cercano di guardare le virgole, per carità  Assessore,
  la comprendo, ha la mia simpatia. Mi creda, però, deve anche capire
  me, a proposito di  quelle norme che sono di buon senso e che credo
  che  il  Presidente della Regione pretenda si inseriscano in questo
  testo
   Noi  abbiamo lavorato in Commissione Bilancio al disegno di  legge
  di  riforma  che,  purtroppo,  non per  colpa  della  Presidenza  e
  dell'intera  Commissione,  è  rimasto  nel  cassetto;  ci   abbiamo
  lavorato,  mi  pare che il mio collega D'Agostino sia  anche  stato
  Presidente  di una sottocommissione, se non sbaglio,  e  da  questo
  punto  di  vista ha seguito in modo particolare questa riforma  dei
  conti  della  Regione siciliana, ma purtroppo non si è poi  portata
  avanti.
   E  allora,  nelle  more  che l'Assemblea incominci  ad  analizzare
  questo  testo, caro onorevole Formica, ci vogliono quattro o cinque
  norme   che  diano  dignità  ai  conti  della  Regione   Si  faccia
  un'operazione di trasparenza e, soprattutto, si metta in condizione
  ogni  singolo deputato di capire che cosa approva quando si  tratti
  di materie economiche e finanziarie.
   Io  sono  sicuro, onorevole Presidente della Regione, che lei  non
  sapeva  che  le  partecipate non avessero questi limiti  e  fossero
  soggette  a  questa  legge  del  2007:  e,  invece  no,  in  questo
  Parlamento,  in  passato, quando si sono fatti i comunicati  stampa
  che  la  Regione aveva bloccato tutto il sistema delle  assunzioni,
  purtroppo,  in  quegli stessi comunicati, si è omesso  di  chiarire
  che,  invece,  il  nuovo sistema delle assunzioni, illegittime,  si
  poteva svolgere attraverso il sistema delle società partecipate, in
  barba  a  tutti  i  precari che la Regione rinnova annualmente,  in
  barba  al 25 per cento dei disoccupati che sono nell'Isola,  perché
  magari bastavano altri tipi di referenze e, magari, quando qualcuno
  vorrà  chiarire, in questa Aula, vedremo di quali tipi di referenze
  si  tratti  E ciò considerato che, onorevole Gianni, in un  qualche
  momento, si dovrà pur arrivare ad una grande operazione verità
   Infatti,  non è pensabile che i cattivi amministratori siano  solo
  quelli  del  passato e che, da questo punto di  vista,  ci  sia  la
  creazione   o   l'alimentazione  di   fantasmi   che,  francamente,
  continuano  comunque  ad essere presenti se le  norme  non  vengono
  modificate  e,  di  conseguenza,  le  tentazioni  della   politica,
  legittime per carità, non vengono frenate una volta per tutte
   Quando si parla di riforme, e voglio dirlo, ma in modo positivo al
  collega Cracolici, ebbene quando si parla di riforme, perché non si
  pensa a quelle cinque o sei norme di buon senso che il sottoscritto
  ha  già presentato in Commissione Bilancio, alcune devo dire  anche
  da  lei  apprezzate ed approvate, unitamente ad altre poste qui  in
  Aula?
   Ebbene, si tratta di previsioni di buon senso che, da questo punto
  di  vista,  onorevole Gianni, ci evitano di  peccare ,  perché  nel
  momento  in  cui la tentazione non c'è più, non c'è neanche  questo
  tentativo  di  peccare   E, di conseguenza, onorevole  Gianni,  lei
  diventa  santo   Comunque  è una norma  di  decenza,  sotto  questo
  profilo.  Non  mi rivolgo a lei, Presidente dell'Assemblea,  perché
  lei è impegnato da tutti i punti di vista  e, di conseguenza, anche
  questa norma le sarà sfuggita.
   Allora,  dicevo,  sono state presentate, comunque  ne  riparleremo
  quando  si tratteranno gli emendamenti aggiuntivi, delle norme  che
  finalmente allineano il sistema c.d. allargato.
   E  questa  non  è una grande riforma? Un piccolo comma,  onorevole
  Formica,  per togliere finalmente questo velo di ipocrisia,  perché
  quando  diciamo  ai  siciliani che abbiamo bloccato  le  assunzioni
  siamo  imbroglioni,  perché  poi le continuiamo  a  realizzare  nel
  sistema delle  partecipate . Ed è giunto il momento che i siciliani
  abbiano   veramente  il  senso  del  nostro  operato,  perché   poi
  naturalmente  non  capiscono più  E, allora, quando  arriveremo  al
  punto,  chissà  se  magari  uscirà l'elenco  delle  partecipate  e,
  soprattutto,  l'elenco  di  chi in  questi  anni  ha  continuato  a
  procedere in tal senso
   Lei  ha  le  informazioni,  assessore  Cimino.  Sarei  tentato  di
  chiedergliele in questa occasione, ma siccome entro giugno,  lei  -
  devo  dire - mi ha consentito di approvare in Commissione  Bilancio
  (quando  qualcosa  è giusta devo ammetterla, sa  sono  fatto  così)
  esprimendo il parere positivo, una norma del genere, una  norma  di
  trasparenza, è bene prenderne atto. Grazie a quella norma, infatti,
  questo  Parlamento,  entro fine giugno, avrà il  quadro  chiaro  di
  tutte le partecipate, di tutta la situazione economico-finanziaria,
  delle  assunzioni fatte, del loro ammontare e con quale  procedura.
  Ebbene sì, perché piccole norme ci danno dignità, cari colleghi
   Io  concludo  il mio intervento, signor Presidente, e naturalmente
  chiedo,  rispetto  dell'articolo 11, che non  reputo  assolutamente
  corretto, onorevole Presidente della Regione, che non si prendano -
  credo  che  siano  25 milioni di euro o non so quanti,  controllate
  esattamente  l'importo  - ingenti risorse, impoverendo  le  riserve
  dell'IRFIS,  diminuendo così la capacità, la  credibilità  bancaria
  dell'IRFIS   Se togliamo questi soldi e li mettiamo per  finanziare
  il   sistema  complessivo,  stiamo  ammazzando  l'IRFIS,  in  piena
  contraddizione con quelli che sono gli annunci del Governo
   Ribadisco, quindi, la richiesta che queste somme non vengano tolte
  perché non ha senso.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vedevo
  l'insofferenza di qualche collega, perché sembrava che l'intervento
  dell'onorevole   De   Luca   non  fosse  attinente   alla   materia
  dell'articolo 11, invece la premessa ha poi portato a quello che  è
  un  risultato che il Governo vuole ottenere: di depauperare risorse
  importanti  di  un  istituto di credito che, nel corso  dell'ultimo
  ventennio,  almeno, ha resistito all'assalto, da parte  di  diversi
  governi, volto a reperire risorse cosiddette  fresche . E  mi  pare
  che continui questo tipo di atteggiamento del Governo.
   Onorevole De Luca, gli ultimi 50  milioni di euro mi pare  che  li
  abbiamo  prelevati  con  la manovra finanziaria  dall'IRFIS.  Oggi,
  altri 25 milioni di euro, si tratta di 50 miliardi di vecchie lire,
  complessivamente, che si sottraggono ad una società  che,  fino  ad
  oggi,  ha  avuto  tutt'altro  compito;  oggi  c'è  il  compito   di
  finanziare  il bilancio della Regione che, poi, in pratica,  non  è
  che  lo sostanzia e lo finanzia, ma chiude tutta una serie di conti
  che,  certamente,  non  quadrano  e  si  poteva  anche  evitare  di
  continuare questo modo di operare verso l'IRFIS.
   L'onorevole De Luca ha torto nel suo intervento, ha torto nel dire
  che   le  società  partecipate  hanno  fatto  assunzioni.   Lei   è
  disattento, onorevole De Luca, molto disattento  Perché le  società
  partecipate,  prendo  spunto  dalle  risposte  date  dal   Governo,
  segnatamente  dall'assessore  Cimino,  anche  nei  miei  confronti,
  dicono tutt'altro  Forse all'Assessore Cimino, che non ha il  tempo
  certamente  di  rispondere alle interrogazioni, fanno sottoscrivere
  risposte  che  non  rispondono poi alla realtà  Perché  le  società
  partecipate  non  fanno  assunzioni quando  conviene  non  farle  e
  ricorrono a nuove assunzioni quando conviene farle
   Sembra  una frase fatta, ma vi dico anche, sotto il profilo  della
  conoscenza, qual è l'attività di taluni. Faccio un esempio  di  una
  società mista, costituita al 51 per cento dalla Regione e al 49 per
  cento  da  privati  che, per carità, hanno vinto  una  gara.  Bene,
  quella  società costituita aveva una finalità. Essa era  quella  di
  fare  diventare  importantissimi, sotto il  profilo  professionale,
  all'interno   dell'Amministrazione  regionale,  dei   profili   che
  sarebbero  serviti nel corso degli anni. Bene, per popolare  questa
  società,  l'amministratore delegato risponde che  non  è  possibile
  assumere,  non  è possibile perché lo ha stabilito un  decreto  del
  Presidente della Regione. E per questo motivo ha continuato la  sua
  azione affidando alla società esterna, per qualche milione di  euro
  (stiamo parlando di circa 80-90 milioni di euro, di poca cosa )  le
  attività  che  dovevano  essere  svolte  all'interno  stesso  della
  società e che doveva, appunto, essere popolata da impiegati che poi
  sarebbero diventati regionali  E non solo
   Le  società partecipate, a volte, sono beneficiarie di contributi,
  così come l'IRFIS in questo momento fa per la Regione, e noi magari
  rigiriamo  le  somme  alla Multiservizi  Potrebbe  succedere  anche
  questo,   perché   finanziamo  quel  bilancio  e  quelle   società:
  quest'ultime  non  violano quelle che sono  le  norme  in  tema  di
  divieti di assunzioni previsti dal Presidente della Regione. Glielo
  facciamo fare, infatti, alla società che, in quel momento, è  socia
  della stessa Regione
   Pertanto,  rispetto  a  tutto  questo  atteggiamento,  e  tornando
  all'argomento dell'articolo 11, noi siamo contrari che il  bilancio
  regionale  venga rimpinguato da mutui, e non solo, per 846  milioni
  di  euro (pari a 10 milioni di euro è la rata per quota capitale  e
  interessi  di questo bilancio 2010);  846 milioni è l'indebitamento
  sul  bilancio,  10  milioni di euro li pagheremo annualmente  quale
  quota capitale e quota interessi. Per molti anni, poi, pagheremo  3
  milioni di euro di quote interessi all'anno.
   Questi sono i conti indicati nella manovra, noi abbiamo dei  dubbi
  non  di  poco  conto, ma questo è quanto sta scritto nelle  tabelle
  della manovra, ma siccome lo scrive l'Ufficio della Ragioneria, non
  c'è  motivo  di dubitare. Se lo avesse scritto l'assessore  Cimino,
  avevamo  buoni motivi per dire che non corrispondevano al vero,  ma
  l'ha scritto e sottoscritto l'Ufficio di Ragioneria
   Ribadisco, quindi, che noi siamo totalmente contrari a questo modo
  di  procedere,  nel  corso di cinque mesi  abbiamo  depauperato  un
  capitale  importantissimo che era dell'IRFIS, 50 milioni  di   euro
  nella manovra di fine anno e 25 milioni di euro in questo bilancio
   Riteniamo, pertanto, che questa manovra non sia possibile: ritengo
  che  anche gli uffici e il Presidente, in linea tecnica, dovrebbero
  valutare  lo  stralcio  di  questa norma,  ma  qualora  il  Governo
  insistesse e l'Aula desse un apprezzamento positivo, allora sarebbe
  pregiudizievole  nell'interesse dell'IRFIS,  di  una  società  sana
  della  Regione,  almeno questa, pregiudizievole,  dicevo,  rispetto
  all'interesse  di  quella  che è la bancabilità  dell'IRFIS.  Siamo
  pertanto  dell'avviso  di evitare di sperperare  quel  poco  che  è
  rimasto,  quel  niente  che è rimasto del  capitale  che,  appunto,
  avevamo conservato. Per questo motivo, insistiamo perché l'articolo
  11 sia abrogato.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo stati presentati  soltanto
  emendamenti  soppressivi dell'articolo 11, pongo  in  votazione  il
  mantenimento dello stesso articolo 11.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga con scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti.

           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 11

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta   appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la votazione per scrutinio  nominale  per  il
  mantenimento dell'articolo 11.
   Chiarisco   il   significato  del  voto.  Chi  è   favorevole   al
  mantenimento dell'articolo preme il pulsante verde; chi è contrario
  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti                45

   CRACOLICI.  Dobbiamo  essere 41, perché  ci  sono  i  colleghi  in
  congedo

   PRESIDENTE. Annullo la votazione, perché c'è qualcosa che  non  ha
  funzionato  nel  sistema elettronico. Per procedere alla  votazione
  palese  nominale  si deve nuovamente verificare l'accertamento  del
  numero dei richiedenti.

   MANCUSO.  Signor Presidente, rinuncio alla richiesta di  votazione
  per scrutino nominale.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione il
  mantenimento dell'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Decadono,   pertanto,  gli  emendamenti:   11.1,   11.2   e   11.3
  dell'onorevole  De Luca; gli emendamenti 11.6, 11.7  e  11.8  degli
  onorevoli  Leontini,  Corona, Torregrossa e Mancuso;  l'emendamento
  11.5   degli  onorevoli  Apprendi,  Panepinto,  Faraone,   Raia   e
  Marinello.
   Ricordo   che   l'articolo  12  è  stato   stralciato,   come   da
  comunicazione  della  Presidenza resa nella seduta  numero  168  di
  ieri.
   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
              Produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi

   1. Per le produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi ottenute nel
  territorio della regione l'aliquota di prodotto che il titolare  di
  ciascuna  concessione  di  coltivazione è  tenuto  a  corrispondere
  annualmente  ai  sensi  dell'articolo  30,  comma  1,  della  legge
  regionale  3 luglio 2000, n. 14, è elevata, a decorrere dalla  data
  di entrata in vigore della presente legge, dal 7 al 12 per cento».

   PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati  alcuni
  emendamenti soppressivi.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sull'articolo 13 c'è una riscrittura che il Governo  sta
  per definire.

   PRESIDENTE. L'articolo 13 è, pertanto, accantonato in attesa della
  sua riscrittura.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14
             Norme in materia di residui attivi e passivi

   1.  L'Assessore  regionale per l'economia, entro il mese di maggio
  di  ogni  anno,  presenta  alla competente Commissione  legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana una relazione dettagliata  sulla
  consistenza  dei  residui  attivi e  passivi  rilevati  secondo  le
  vigenti  norme  di  contabilità  regionale.  Tale  relazione  deve,
  altresì,  indicare  le  modalità di calcolo, la  provenienza  delle
  partite  iscritte  tra i residui e la congruità delle  appostazioni
  nei fondi relativi del bilancio regionale.

   2. Limitatamente all'esercizio finanziario 2009 ed in via di prima
  applicazione, la relazione di cui al comma 1 viene presentata entro
  il mese di giugno 2010».

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  anche  all'articolo  14,  sono  stati
  presentati solo emendamenti soppressivi.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
  l'assessore Cimino e il Presidente della Commissione di merito  che
  hanno consentito in Commissione Bilancio l'apprezzamento e, quindi,
  l'introduzione  nell'articolato, della  previsione  in  esame,  che
  recita, appunto  Norme in materia di residui attivi e passivi .  E'
  dal  2006, infatti, da quando sono parlamentare, assessore  Cimino,
  che  cerco  di  introdurre  questa  norma  che  è  esattamente   la
  previsione  di alcuni principi in applicazione della legge  10  del
  1999,  e  lei,  assessore Cimino, credo che queste materie  non  le
  consideri  una  melina. Onorevole Presidente,  la  trasparenza  dei
  conti pubblici non è una melina
   Vede,  finalmente,  questa è una delle norme  di  cui  ho  parlato
  qualche  mese  fa,  la  Commissione  Bilancio  l'ha  apprezzata   e
  l'articolo 14 prevede, appunto, che entro il mese di maggio di ogni
  anno  venga  presentata alla competente Commissione legislativa,  e
  quindi  alla  Commissione Bilancio e all'Assemblea,  una  relazione
  dettagliata sulla consistenza dei residui attivi e passivi rilevati
  secondo le vigenti norme di contabilità regionale.
   Io  non credo che fosse necessaria una norma del genere, perché  i
  princìpi  generali  di contabilità contengono già  questo  aspetto;
  però, devo dire che l'assessore Cimino, in particolare, ha ritenuto
  opportuno accogliere questa richiesta formulata dal sottoscritto in
  Commissione Bilancio.
   Tale  relazione deve altresì indicare le modalità di calcolo, cioè
  come  si  computano i residui. Io voglio ricordare a  quest'Aula  -
  lei, onorevole Leontini, si fa distrarre dall'onorevole Cracolici -
  ,  perché questo è un tema che probabilmente non abbiamo mai voluto
  approfondire, ma abbiamo un avanzo di amministrazione e dei residui
  attivi e passivi.
   Onorevole Ragusa, lei lo sa che la differenza tra residui attivi e
  passivi dà un avanzo di amministrazione o un disavanzo? Lei lo  sa,
  assessore  Cimino, e qui le chiedo una risposta, perché nell'avanzo
  di   amministrazione,  Presidente  della  Regione,  lei  ha   fatto
  scomparire  un miliardo di euro, eh sì  Ora l'assessore  Cimino  ci
  dirà dove sono andati a finire, perché la differenza dell'avanzo di
  amministrazione, cioè la differenza tra i debiti e i crediti  degli
  anni  precedenti,  assessore Russo,  ci  dà  una  differenza  o  in
  positivo o in negativo
   Il nostro bilancio, finora, ha recato in positivo tale differenza,
  quando poi vedremo questa relazione, capiremo anche le modalità  di
  calcolo e le singole poste.
   Lo  sa, lei, Presidente della Regione, che ha la responsabilità di
  aver  fatto  sparire un miliardo di euro? Perché la differenza  dei
  residui  attivi - naturalmente era una battuta - tra  quest'anno  e
  l'ultimo  anno  è di meno un miliardo  E' un dato preoccupante   E'
  come se lei avesse consumato, all'improvviso, delle risorse che  ha
  messo  da  parte, o meglio, che rappresentano la differenza  tra  i
  debiti e i crediti. Un miliardo di euro di differenza in un anno
   Noi  litighiamo  per  mille  euro, per diecimila  euro...  questo,
  naturalmente,  sarà un tema che quest'Assemblea  dovrà  affrontare,
  cioè  come  mai  si  decurta di un miliardo  di  euro  l'avanzo  di
  amministrazione
   E'  importante  approfondire questo  tema  ed  oggi,  grazie  alla
  sensibilità  dell'assessore  Cimino,  della  Presidenza   e   della
  Commissione  Bilancio,  finalmente ci  sono  dei  termini  e  delle
  modalità   precise   che  consentiranno  a  ciascun   deputato   di
  preoccuparsi di ciò che lascia in  eredità .
   Chissà quanti di voi hanno fatto gli amministratori o lo sono.  La
  questione dei residui è una materia importante e delicata.  E'  ciò
  che  ogni amministratore lascia a futura memoria, ma molto a futura
  memoria
   Questo  tema  è fondamentale, assessore Cimino. Lei  passerà  alla
  storia  come  l'assessore che è riuscito a  fare  una  ricognizione
  puntuale,  precisa,  dei  residui attivi e  passivi  della  Regione
  siciliana. E' una norma che lei ha apprezzato prima che andasse  in
  Commissione Bilancio, onorevole Presidente.
   C'è  un aspetto fondamentale. Per l'esercizio 2009, abbiamo  posto
  un  termine  e  qui,  sì, che l'Assemblea avrà modo  di  verificare
  definitivamente  delle  tematiche  che  affronteremo   con   alcuni
  emendamenti da me presentati. Credo che in Commissione Bilancio sia
  venuto il dirigente della Programmazione ed ha parlato di circa  19
  miliardi  di  euro  di  residui attivi  che  risultano  formalmente
  impegnati  ma  non  ancora  spesi.  Diciannove  miliardi  di  euro,
  probabilmente,  sono frutto di impegni degli  ultimi  15  anni.  In
  questi  anni,  si impegneranno delle risorse per fare  delle  opere
  come  gli  Accordi  di  Programma  Quadro  (A.P.Q),  grandi  strade
  eccetera.   Ebbene,  ci  sono  gli  Accordi  di  Programma   Quadro
  dell'Anas,  delle Ferrovie, ma ci sono quelli di cui è titolare  la
  Regione  siciliana. Ogni anno, ogni Governo programma,  ha  le  sue
  priorità, stipula gli Accordi di Programma Quadro.
   Però  gli  A.P.Q. si possono rinegoziare per intero. Ogni Governo,
  in  funzione  delle  emergenze  che purtroppo  si  verificano,  può
  chiedere  la  rinegoziazione di precedenti opere che,  magari  sono
  importanti,  ma forse in misura minore rispetto al risanamento  dei
  centri storici, al dissesto idrogeologico, al dissesto delle strade
  provinciali  e  rurali,  per le quali state prendendo  risorse  del
  bilancio  o  contraendo  mutui: quindi, in funzione  del  tema  dei
  singoli  Accordi  di Programma Quadro, il Governo può  chiedere  la
  rinegoziazione.
   Tecnicamente  cosa succede? Per quegli impegni di  spesa  che  non
  hanno  un  creditore certo, già individuato, per cui  magari  si  è
  fatto  solo il progetto o si deve ancora bandire l'appalto,  invece
  di  spendere un miliardo, ne spendiamo 50 o 20 milioni  Si prendano
  queste  risorse e si diano risposte serie e immediate alla Sicilia
  Questa non è una grande riforma?
   Quando mi sono permesso, Presidente della Regione, di dire che  ci
  vogliono  piccole  cose  per cambiare la  Sicilia,  intendevo  dire
  questo  Prima deve cambiare il  Palazzo  e chi lo governa,  non  la
  parte  politica, soprattutto la parte che amministra e gestisce  il
  Palazzo.
   L'onorevole  Miccichè, nelle sue esternazioni,  ogni  tanto  è  da
  condividere, chiaro? Da questo punto di vista,  non credo che legga
  i  residui  attivi e passivi della Regione, però con il suo  grande
  intuito c'è andato vicino, onorevole assessore Cimino, e magari  ha
  pure individuato il tema...
   Questa  norma prevede che entro giugno di quest'anno, entro giugno
  del  2010,  si  dovrà definire il riaccertamento di  tali  risorse,
  presentando finalmente alla Commissione Bilancio e all'Assemblea il
  quadro  chiaro dei residui attivi e passivi. Dopodiché, l'Assemblea
  deciderà se delle priorità di dieci anni fa oggi non sono più  tali
  e se seriamente vuol dare risposta alla Sicilia e ai siciliani.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Comunico che l'onorevole Cracolici  ha
  apposto la propria firma all'emendamento 14.5.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  preoccupato
  perché  ora  tutti  apporranno  la  firma  a  quanto  ha  sostenuto
  l'onorevole  De  Luca. Io non l'appongo, a meno che  aggiungiamo  a
  questa norma che, eventualmente, se non si adempie alle previsione,
  diamo le sculacciate

   DE LUCA. E' previsto un emendamento aggiuntivo

   MANCUSO. La norma prevede che si debba fare entro una certa  data.
  E dopo tale data? Casomai chi prende le sculacciate? E chi le dà? A
  volte servivano, dicono i nostri padri
   Signor  Presidente, lei è troppo buono  Assolutamente non possiamo
  affidarle questo compito che, peraltro, è ingrato.
   Questa   norma   è   utile.  Certamente,  avrà  delle   resistenze
  all'interno  della  gestione  amministrativa  di  non  poco  conto.
  Diranno che non conviene vararla; diranno che si scopriranno chissà
  quali   situazioni   che,  invece,  ancora  devono   essere   poste
  all'attenzione e in maniera diversa.
   Questa è una norma di trasparenza e di verità che fa onore, questa
  forse   è  l'unica  norma,  che  fa  onore,  ribadisco,  a   questa
  finanziaria.
   E  io  non  ritengo che la norma possa rimanere in questa maniera,
  perché  questa  è operazione seria che ogni ramo di amministrazione
  deve  fare e deve pretendere che la facciano anche tutti  gli  enti
  collegati  all'Amministrazione  centrale:  augurandomi  che   porti
  veramente  a  un  risultato che sia positivo sotto il  profilo  del
  bilanciamento dei residui attivi e dei residui passivi. Cosa  grave
  sarebbe se ci fosse anche lì uno sbilanciamento che non aiuterebbe,
  a questo punto, le casse della Regione.
   Quindi,  l'onorevole  De Luca ha aiutato il Parlamento  in  questa
  operazione di trasparenza. Ha annunciato un emendamento che prevede
  quali  sono, eventualmente, le conseguenze in caso di inadempimento
  se  non  si  provvede  entro  quella data   mi  sembra  poca  cosa,
  tuttavia,  che  noi  votiamo il bilancio e  la  finanziaria  il  30
  aprile, ed entro la fine di giugno, nel volgere di 2 mesi,  ci  sia
  già il primo rendiconto per il 2009.
   Il  tempo, infatti, mi sembra molto ristretto, servirebbe forse un
  po'  più  di tempo, l'importante è che si faccia, assessore Cimino.
  Io spero che il suo intervento amministrativo, a supporto di questa
  norma,  sia  un  intervento serio e incisivo, non solo  all'interno
  dell'Amministrazione centrale, ma anche in quelle sedi periferiche,
  e mi riferisco soprattutto ai Geni Civili. Parlo di tutta una serie
  di  azioni che quei rami di Amministrazione hanno fatto proprie con
  l'intervento  dei residui attivi, utilizzati per determinate  opere
  pubbliche,  e  questo aiuterebbe un'operazione che centralizzi  una
  situazione sfuggita di mano da almeno venti anni
   Siamo,  quindi,  favorevoli a questa norma ed eventualmente  anche
  all'emendamento  che l'onorevole De Luca ha voluto  rassegnare  per
  evidenziare  l'eventuale spirito di conservazione  di  taluni,  che
  saranno  contrari a consegnare questo benedetto tabulato di residui
  attivi  e passivi, e mi sembra che, dal prossimo anno, entreremo  a
  regime per tutto quello che invece deve esser fatto.
   Io  ricordo,  nella  mia  piccola esperienza  di  responsabile  di
  un'Amministrazione locale, in qualità di sindaco, il  riordino  dei
  residui   attivi   e  passivi  che  ha  permesso   un'attività   di
  investimenti  non indifferenti e una verità anche sul  bilancio  di
  quell'Ente  locale  che,  ad oggi, non solo  viene  premiato  dalla
  Regione siciliana come un Ente virtuoso, ma nello stesso tempo  non
  ha messo mai in discussione quelli che sono stati gli interventi da
  fare in un momento difficoltoso, come quello che abbiamo vissuto in
  tutti gli enti locali con l'emergenza rifiuti.
   Ribadisco,   quindi,   che   risanare   gli   atti   contabili   e
  amministrativi con questa operazione importante è un atto di grande
  qualificazione,  forse  l'unico  articolo  qualificante  di  questa
  finanziaria regionale.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.   Signor   Presidente,  assessori,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  perché,  secondo me, questa farsa,  questo  spettacolo,
  devono finire  Non ci rendiamo conto che siamo al 29 di aprile e la
  giornata  volge  al  termine, ma ancora assisto ad  interventi  che
  realmente,  concretamente, hanno poco di costruttivo  E mi  rivolgo
  all'onorevole De Luca.
   Comprendo  il ruolo del Parlamento, che deve essere di verifica  e
  di  controllo: la finanziaria deve diventare  nostra ,  perché  noi
  siamo  i  rappresentanti  del popolo  Ma ormai,  da  una  settimana
  circa,  assistiamo agli stessi interventi dell'onorevole De Luca  e
  di  altri  colleghi che, sistematicamente, dicono le  stesse  cose,
  senza  produrre nulla di positivo, rispetto ad un ragionamento  che
  va verso l'interesse dei siciliani. Lei ha parlato e continua a non
  comprendere,  caro  collega,  che  i  suoi  interventi  ormai  sono
  monotoni,  hanno stancato  Dite sempre le stesse cose e  dimostrate
  di  non  essere  credibili, perché vorrei capire, per  esempio,  la
  battaglia fatta dall'onorevole De Luca in Commissione Bilancio  per
  avere inserito in Finanziaria quest'articolo, ed oggi è da mezz'ora
  che   assistiamo  ai  suoi  ragionamenti  assurdi,  che   offendono
  l'intelligenza di tutti noi parlamentari
   Quindi,  smettetela   Se avete delle proposte  serie  e  credibili
  fatele,  altrimenti  cerchiamo di dare un'accelerazione  ai  lavori
  d'Aula,  perché  ci  sono  provvedimenti  importanti  che  dobbiamo
  portare avanti...

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, lei deve rivolgersi alla  Presidenza
  dell'Assemblea, non c'è un'interlocuzione tra deputati

   SCILLA.  Sì, signor Presidente, abbiamo capito che l'onorevole  De
  Luca  ha definito l'Assessore Cimino distratto. Onorevole assessore
  Leanza,  mi  faccia  intervenire:  spesso  ho  ascoltato   i   suoi
  interventi,  quando  siamo a favore e quando non  li  condividiamo;
  abbia  la bontà di stare sereno e faccia intervenire i parlamentari
  senza assumere nessun tipo di atteggiamento
   L'onorevole De Luca vuol bene al Presidente Lombardo e lo  fa  per
  il  Presidente  Lombardo. Ma caro onorevole De Luca,  cerchiamo  di
  capire invece che la data del 30 aprile si avvicina, i ragionamenti
  costruttivi vanno bene, ci sono sicuramente temi in cui ci possiamo
  anche   trovare  d'accordo,  perché  sicuramente  presentano  degli
  interessi  comuni,  di  utilità per  la  Sicilia,  ma  evitiamo  di
  continuare questa farsa
   Signor  Presidente,  mi  appello  a  lei:  comprendo  che  c'è  un
  Regolamento  che  permette ad ogni parlamentare di intervenire  per
  dieci  minuti,  però è altrettanto vero che non si  può  assistere,
  ancora una volta, ad interventi che definire stupidi mi sembra fare
  un  complimento,  perché  non  producono  nulla   Invece,  dovremmo
  accelerare perché dobbiamo dare risposte vere a soggetti che, fuori
  di  questo  Palazzo,  stanno soffrendo perché aspettano  interventi
  davvero seri, che devono riportare questo Parlamento ad assumere un
  ruolo davvero prestigioso.
   Qualche  collega è convinto di essere più furbo degli  altri  o  è
  convinto che, facendo questa speculazione stupida, puerile,  arrivi
  chissà  dove  Ma non porta da nessuna parte, perché vorremmo capire
  dov'erano   questi   parlamentari   che   oggi   assumono    questo
  atteggiamento  soltanto  un anno fa, quando  sostenevano  Lombardo
  Quali  sono  le  differenze sostanziali,  dove  sono  tutte  queste
  operazioni  che  dovrebbero  farci interrompere  l'approvazione  di
  questa norma?
   Il  mio  intervento  vuole essere soltanto costruttivo,  e  vorrei
  ricordare a tutti che ogni parlamentare è dotato di un'intelligenza
  minima  per  poter comprendere chi davvero voglia  intervenire  per
  portare positivamente un elemento costruttivo nel dibattito e  chi,
  in  maniera strumentale, vorrebbe creare soltanto problemi, non  ho
  capito ancora per quale dannata ragione
   Allora,  signor Presidente, per quanto mi riguarda, dobbiamo  dare
  un'accelerazione ai lavori parlamentari.
   Onorevole D'Asero, mi faccia completare il mio intervento.  Lo  sa
  quante  volte  ho  ascoltato  le  sue,  dal  mio  punto  di  vista,
  stupidaggini   politiche  in  religioso   silenzio   e   non   sono
  intervenuto?

   PRESIDENTE.  Onorevole Scilla, credo che il  suo  intervento  stia
  andando  probabilmente  contro  le sue  stesse  intenzioni,  perché
  allungherà  la  seduta  di  alcuni  giorni   Stiamo  applicando  il
  Regolamento   in   maniera   scientifica ,  scrupolosamente,   ogni
  deputato può intervenire su un articolo per dieci minuti

   SCILLA.  Signor  Presidente,  lo  so  che  questo  mio  intervento
  probabilmente sta andando nella direzione opposta a quella che  era
  la mia intenzione, però l'ho voluto fare perché penso che ognuno di
  noi  debba avere senso di responsabilità, mentre qualcuno,  invece,
  continua  a  dimostrare che questo senso di responsabilità  non  lo
  possiede
   Voglio  proprio ascoltare cos'ha da dire il collega  Mancuso,  che
  deve  intervenire  per fatto personale, e poi  questa  discussione,
  eventualmente,  la continueremo. Si deve dare una regola  a  questi
  lavori  d'Aula, onorevole Mancuso, lei deve smetterla di continuare
  ad  avere questo atteggiamento, e glielo dico perché, come  me,  la
  pensano analogamente in tanti e noi, soltanto per l'amore di  voler
  regalare  questa legge finanziaria alla Sicilia, ai siciliani,  non
  permetteremo  e  non vogliamo che soggetti come lei  continuino  ad
  avere questo atteggiamento in Aula. La deve smettere

                          Per fatto personale

   MANCUSO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, Lei ha tollerato  ancora  una  volta
  quest'atteggiamento  provocatorio di chi, come l'onorevole  Scilla,
  senza offesa alcuna, perché l'ho fatto pure io per anni, ha confuso
  il  Parlamento  per un Consiglio comunale. E vista la  sua  giovane
  presenza in quest'Aula, io lo posso pure comprendere, ma anche  nei
  Consigli  comunali  non  si insultano i colleghi,  non  c'è  alcuna
  motivazione di offendere
   Poteva  intervenire e rappresentare il suo disappunto,  su  quelle
  che  sono  le  nostre  argomentazioni, negli articoli  su  cui  noi
  interveniamo,  qualora,  appunto, i nostri interventi  non  fossero
  stati  consoni  a quello che era l'argomento, forse  avrebbe  avuto
  ragione   di  richiamare  l'attenzione  dei  colleghi  parlamentari
  sull'argomento: ma lei ci ha insultato
   E  mi  dispiace  che  il Presidente non lo abbia  fermato,  perché
  l'insulto  è  avvenuto reiteratamente su tutta una  serie  di  cose
  incomprensibili   Se l'onorevole Scilla - e lo  chiamo   onorevole
  perché  è  questa  la qualità per cui noi siamo  seduti  su  questi
  scranni  -  ritiene che la nostra azione politica  non  sia  a  suo
  avviso confacente a ciò che prevede il Regolamento e l'appartenenza
  al   nostro  Gruppo  parlamentare,  dovrebbe  fare  altri  tipi  di
  riflessione,  non  certo insultarci  Nel suo  prossimo  intervento,
  quanto  meno  per  dovuta educazione, mi aspetto le  scuse  per  le
  parole  offensive che ha detto nei confronti di molti parlamentari,
  e io ritengo lesive del Parlamento stesso.
   Sono  qui  da qualche anno in più dell'onorevole Scilla  e  questo
  atteggiamento insofferente nei confronti di chi interviene non l'ho
  mai  registrato,  neanche quando l'onorevole  Cracolici  -  che  io
  rispetto  e  rispetterò sempre - ci teneva inchiodati  per  giorni,
  giorni, giorni e giorni  Quindi, questa insofferenza di qualche ora
  non  può essere ammessa; il giovane parlamentare Scilla deve  avere
  la  pazienza  di rispettare i colleghi nella loro esclusiva  azione
  parlamentare, e siccome dice che non è il solo che la  pensa  così,
  ma  sono in tanti, ebbene, prego i colleghi che la pensano come lui
  a  rivolgere le rispettive dichiarazioni, in modo che definiamo chi
  sono gli insofferenti in questo Parlamento

                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
  sull'ordine   dei  lavori  origina  perché,  questa   mattina,   in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  il  Gruppo
  dell'UDC,  rappresentato  dall'onorevole  Gianni,  ha  assunto  una
  condotta   consequenziale   rispetto   all'impegno   della   stessa
  Conferenza.  L'onorevole Gianni, infatti, ha detto che  conoscevamo
  gli  emendamenti presentati fino all'articolo 13,  e  che  per  noi
  andava  bene  proseguire  così, tanto che ieri  non  siamo  neppure
  intervenuti;  avendo  la Presidenza condotto  mirabilmente  l'Aula,
  fino ad ora, non abbiamo avuto ragione di intervenire.
   Però  accadono delle cose inquietanti, che lei, signor Presidente,
  ha  il  dovere  di stigmatizzare e - se del caso -  interrompere  e
  punire, perché credo che ci sia un Regolamento e questo Regolamento
  vada applicato anche con l'ausilio dei deputati questori, che hanno
  un  ruolo importante, e che non vediamo mai durante l'anno   Quanto
  meno in questi momenti li chiami al suo ausilio
   Io  non  voglio  attizzare il fuoco, però rammento la  vicenda  di
  stamattina dell'onorevole Fiorenza; l'onorevole Panarello che  ieri
  ci  invitava a stare in silenzio perché, non solo abbiamo vinto  le
  elezioni  e  siamo all'opposizione - mentre loro,  avendole  perse,
  governano  -,  ma  non  dovremmo neanche  intervenire   L'onorevole
  Scilla,  adesso,  ci  ha  spiegato tutto  circa  la  stupidità  dei
  colleghi;  l'onorevole Colianni chiedeva al Presidente quanto  farà
  durare  questa   pantomima    E,  allora,  onorevoli  colleghi,  ci
  dobbiamo  capire:  il  deputato  ha  il  diritto  di  essere  anche
  strumentale, onorevole Colianni, e qui nessuno lo ha fatto, abbiate
  rispetto per il prestigio dei colleghi, per la dignità dei colleghi
  e  abbiate anche il rispetto per la nostra attività parlamentare  e
  per il prestigio di questa Istituzione.
   Siatene  degni,  perché ciascuno di noi viene qui la  mattina  per
  svolgere  il  ruolo  che  gli ha demandato il  proprio  elettorato;
  quando - come nel caso nostro, addirittura - il ruolo che ci  aveva
  assegnato  il  nostro  elettorato è stato  in  maniera  artificiosa
  tradito  dal  Presidente  della Regione  non  ci  resta  altro  che
  intervenire, fateci svolgere il nostro dovere di parlamentari   Non
  abbiamo  mai offeso alcuno, abbiamo e continueremo a fare  politica
  nell'interesse   delle  Istituzioni  e  della   Sicilia.   Traetene
  l'esempio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo  che
  riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 16.13)

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 14. Comunico  che  sono  stati
  presentati  gli  emendamenti 14.1, 14.2, e 14.3  dell'onorevole  De
  Luca.
   Li dichiaro decaduti per assenza del firmatario.
   Si  passa  all'emendamento 14.4 dell'onorevole Maira. Lo  dichiaro
  decaduto per assenza del firmatario.
   Si  passa,  quindi, all'emendamento 14.5 dell'onorevole  Leontini.
  Onorevole Leontini, mantiene l'emendamento?

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  14.6 dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende   atto.   Si   procede   con
  l'emendamento 14.7 dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo quindi in  votazione
  l'articolo  14. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 13. Comunico  che  sono  stati
  presentati   dal   Governo  l'emendamento  13.5,   di   riscrittura
  dell'articolo,   e   il   subemendamento  13.5.1,   in   corso   di
  distribuzione.
   L'emendamento  13.3,  a  firma dell'onorevole  Maira,  decade  per
  assenza del firmatario.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  allo scopo di aver chiarito se è stata vagliata dagli Uffici questa
  previsione retroattiva di un tributo e se il Governo ce ne  spiega,
  appunto, la relativa motivazione.
   Come  si  sostiene, infatti, la retroattività di  questo  tributo?
  Penso  che potrà avere qualche problema questo articolo, in termini
  di sua applicazione, a meno che gli Uffici non abbiano già valutato
  che  la previsione retroattiva possa essere sostenuta, anche stante
  il  giudizio,  non  penso  del  Commissario  dello  Stato,  ma  con
  riferimento  alla giurisdizione ordinaria. Magari  qualcuno  poteva
  fare  delle  previsioni di produzioni diverse e oggi si ritrova  un
  tributo  che deve pagare, addirittura a decorrere dal primo gennaio
  2009,  cioè  a distanza di un anno e mezzo  A me sembra  che  possa
  dare adito a un contenzioso senza fine.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questa  norma
  è  stata inserita in finanziaria per uniformarci a quanto avviene a
  livello  nazionale.  E'  proprio per questo  che  abbiamo  ritenuto
  necessario riscriverne i contenuti, in quanto si tratta di un  mero
  recepimento    di   una   legge   nazionale.   Chiedo,    tuttavia,
  l'accantonamento dell'emendamento 13.4.

   PRESIDENTE. Così resta stabilito. Onorevole assessore  Cimino,  se
  cortesemente sulla questione sollevata dall'onorevole Mancuso,  lei
  riuscisse  ad  approfondire  alcuni  elementi,  sarebbe  utile  per
  proseguire   successivamente  con   l'emendamento   13.5,   che   è
  sostitutivo dell'articolo 13.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'onorevole Speziale è in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per  l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
  (470-470   bis-470   ter/A)  e  «Disposizioni   programmatiche   e
  correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A)

   PRESIDENTE.  Riprende il seguito della discussione unificata  dei
  disegni  di legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio
  2010-2012»  (470-470 bis-470 ter/A) e «Disposizioni programmatiche
  e  correttive  per l'anno 2010» (471-471 bis/A). L'articolo  13  è
  momentaneamente accantonato.

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15
          Misure relative alla trasparenza dei conti pubblici

   1.  Il  Governo  regionale  entro giugno  presenta  all'Assemblea
  regionale   una  relazione  dettagliata  relativa  alla  eventuale
  situazione  debitoria  al 31 dicembre 2009  di  ciascun  istituto,
  azienda,  agenzia, consorzio, organismo ed ente regionale comunque
  denominato,  sottoposto a tutela e vigilanza  dell'amministrazione
  regionale o che usufruisca di trasferimenti diretti da parte della
  stessa  società  a  totale  o maggioritaria  partecipazione  della
  Regione,  nonché per ciascun ente presso cui la Regione  indica  i
  propri rappresentanti.

   2.  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2011 ed entro il mese
  di  febbraio  di  ciascun  anno,  il  Governo  regionale  presenta
  all'Assemblea regionale una relazione dettagliata sulla situazione
  economico-finanziaria relativa all'anno precedente degli istituti,
  delle  aziende,  delle agenzie, dei consorzi, degli  organismi  ed
  enti   regionali  comunque  denominati,  sottoposti  a  tutela   e
  vigilanza  dell'amministrazione regionale o  che  usufruiscano  di
  trasferimenti  diretti  da parte della stessa  nonché  degli  enti
  presso cui la Regione indica i propri rappresentanti.

   3.  Con  decreto del Presidente della Regione, da emanarsi  entro
  trenta  giorni dall'entrata in vigore della presente  legge,  sono
  definite le modalità operative necessarie agli adempimenti di  cui
  ai commi 1 e 2.

   4.  Gli  amministratori degli organismi individuati nel  comma  1
  debbono,  a  pena  di  decadenza dal loro incarico,  inoltrare  le
  informazioni richieste nei tempi e con le modalità prescritte  nel
  decreto di cui al comma 3.

   5.  Gli  amministratori degli organismi di cui  al  comma  1  che
  provvedano   ad   assunzioni  di  personale   in   violazione   di
  disposizioni normative decadono dall'incarico.

   6. Gli amministratori decaduti nelle ipotesi di cui ai commi 4  e
  5   non   possono   essere   nominati  nel   triennio   successivo
  amministratori degli organismi di cui al comma 1».

   Gli  emendamenti  15.1, 15.2, 15.3, 15.4, 15.5  e  15.6,  a  firma
  dell'onorevole De Luca, decadono per assenza del firmatario.

   L'emendamento 15.9, dell'onorevole Maira, decade per  assenza  del
  firmatario.

   Gli  emendamenti 15.10, 15.11, 15.12, 15.13, 15.14 e  15.15  degli
  onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 15.8 degli onorevoli  Di  Benedetto  ed
  altri.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la previsione
  in  esame  è molto semplice: noi sanzioniamo gli amministratori  di
  cui  al  comma  1,  nel  caso in cui provvedano  all'assunzione  di
  personale  in violazione di legge, sanzione perfetta e giustissima.
  Io  ritengo  che  occorra  meglio  sanzionare,  infatti,  anche  le
  omissioni  di  legge, non provvedendo, dunque, alle assunzioni  che
  vengono imposte dalla legge.
   Ci  troviamo  in una fase di riassetto, in cui dovremmo  accorpare
  enti,   sopprimere   società   per  azioni,    procedere   ad   una
  ridefinizione di aspetti che riguardano il personale... Ritengo che
  gli  enti  di gestione debbano ottemperare alle leggi, sia  che  si
  tratti  di divieti di assunzione, sia che si tratti di obblighi  di
  assunzione.
   Se   la   legge   impone  di  procedere  all'assunzione   per   il
  trasferimento  di  personale, occorre che sia fatto   L'articolo  è
  molto  semplice, l'emendamento prescrive che bisogna rispettare  le
  leggi  sia  nel  caso di divieto di assunzioni,  sia  nel  caso  di
  obbligo di assunzioni in forza delle norme regionali.

   DE LUCA Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Frattanto, onorevole  Assessore,  se
  approfondisse la  piramide rovesciata , quanto sostiene l'onorevole
  Di  Benedetto,  prima di acquisire il parere,  sarebbe  un  aspetto
  importante.

   DE  LUCA Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo affrontando
  un tema abbastanza delicato che riguarda l'articolo 15. Questo è un
  articolo  proposto  da me in Commissione, che  è  stato  approvato,
  appunto,  dalla Commissione Bilancio all'unanimità e  che  è  stato
  anche apprezzato da parte dell'assessore  per l'economia.
   E'  un  articolo  che  definisco storico,  rivoluzionario,  perché
  introduce, in termini chiari, un principio già previsto dalla legge
  10   e   che   riguarda  esattamente  il  sistema  della   pubblica
  amministrazione regionale allargata.
   Mentre  intervengo, signor Presidente, le chiedo una cortesia:  io
  ho  presentato  un  emendamento che  si  ricollega  direttamente  a
  questo,   e   le   chiedo  se  è  possibile,  pertanto,   trattarlo
  congiuntamente,  perché  è  una  prosecuzione  di   questo   stesso
  articolo, in quanto ha l'intento di aggiungere altri due commi  per
  completarne il senso. Infatti, l'emendamento - e quindi mi  rivolgo
  agli  Uffici - ha il fine di completare il senso proprio dei  primi
  commi introdotti; oltre al comma 6, infatti, ci sono alcuni aspetti
  che  desidero approfondire, perché per quanto riguarda  esattamente
  questa  materia, abbiamo cercato di introdurre quel  principio  già
  previsto  dalla  richiamata  legge 10  e  che  impone,  durante  il
  Documento di programmazione economica e finanziaria, che si  faccia
  una  dettagliata relazione,  radiografica , direi, di quella che  è
  la situazione finanziaria delle società partecipate.
   Ripeto: tutto questo ci consente realmente di fare una valutazione
  su  quelli  che  sono  gli interventi correttivi  che  vengono  poi
  individuati nei documenti finanziari.
   La  mancata  applicazione di questa norma,  e  quindi  la  mancata
  introduzione  nel  nostro  sistema di questi  principi,  ha  creato
  quella  situazione  anomala che viene definita, anche  tecnicamente
  della  delocalizzazione   dell'indebitamento.
   L'indebitamento della Regione non risulta nei documenti ufficiali,
  per un motivo semplice, perché esso è delocalizzato, in gran parte,
  negli  enti  e nelle società del sistema pubblico allargato  e  noi
  ogni  anno siamo chiamati a dare 10, 15 o 20 milioni di euro, così,
  senza  renderci conto poi dell'utilizzo e di quale effetto  abbiano
  nella situazione complessiva.
   Lei,  assessore  Cimino,  so che è molto  attento  oggi  a  questa
  tematica, perché è una norma che la farà passare alla storia, anche
  questa,  soprattutto in aggiunta anche ai primi sei commi  che  lei
  stesso ha avuto modo di apprezzare in Commissione Bilancio.
   Ribadisco, quindi, l'importanza del mio emendamento ed auspico che
  sia  apprezzato  favorevolmente visto, tra l'altro,  che  anche  il
  Presidente  Lombardo  aveva  giustamente  posto  la  questione  che
  fossero previste delle sanzioni al riguardo. Giustamente il collega
  Mancuso  diceva poc'anzi di tale sanzione, perché, altrimenti,  che
  facciamo? Li sculacciamo?
    Ha ragione quindi il collega Mancuso, ma io avevo pensato anche a
  questo  perché effettivamente, onorevole Presidente della  Regione,
  ci  vogliono delle sanzioni e lei, da questo punto di vista, è  una
  persona precisa, ha già dato una dimostrazione - sulla mia pelle  -
  di essere preciso nelle sue cose. Era una battuta Presidente
   Di  conseguenza,  chiedo  alla Presidenza dell'Assemblea  che  sia
  apprezzata anche l'introduzione di questi ulteriori commi  che  non
  fanno altro che prevedere un ulteriore principio di trasparenza.
   Lei,  onorevole Presidente, sa sicuramente - e l'assessore  Cimino
  lo  ha  approfondito  con me in qualche nottata  -  del  perché  in
  quest'Assemblea,  approvato  un bilancio  di  previsione,  poi,  al
  rendiconto  di  quello stesso bilancio, onorevole Formica,  non  si
  quadra mai
   Tra   il  bilancio  di  previsione,  come  quello  da  noi  appena
  approvato, e il rendiconto finale c'è uno scostamento di  appena  2
  miliardi e mezzo di euro  E' uno scostamento che abbiamo verificato
  e  che  si  ripresenta  dal 1968. In particolare, abbiamo visto,  e
  risulta  anche dai grafici (poi qualcuno se li vuole gliene fornirò
  copia), ebbene, si evince una forbice ormai fissa, che va dal  1966
  in  poi, e che  effettivamente si è consolidata in circa 2 miliardi
  e   mezzo:   mi   riferisco  alla  differenza  tra  l'impegnato   e
  l'accertato,  cioè tra quello che questo Parlamento approva  e  ciò
  che poi risulta a consuntivo. E' tutto vero, onorevole Formica,  la
  vedo sorpreso,  ma le dico che è così
   E  lo  sa  perché succede questo? Perché non c'è alcuna norma  che
  sanzioni  i  diretti  interessati, cioè la parte  gestionale  della
  Regione,  dai direttori generali a scendere, che sanzioni,  ripeto,
  da  questo punto di vista, chi assume degli impegni di spesa  senza
  una copertura finanziaria definita.
   Allora,  onorevole Presidente, con questa norma, proprio  per  una
  questione di trasparenza dei conti pubblici, e considerato che  non
  esiste  alcuna  sanzione per eventuali scostamenti  contabili,  noi
  abbiamo  presentato  -  su invito dell'onorevole  Mancuso  e  dello
  stesso Presidente della Regione - questo emendamento, con il  quale
  si  prevede che, se vengono assunti degli impegni senza la relativa
  copertura finanziaria, il dirigente decade dall'incarico  E, per  i
  successivi tre anni, non può più essere individuato come  dirigente
  ma, non solo, se assume provvedimenti indifferibili ed urgenti, c'è
  la  procedura del cosiddetto debito fuori bilancio, cioè a dire  lo
  segnala  alla  Giunta regionale e quest'ultima, se ne condivide  le
  ragioni (perché poi, alla fine, è la Giunta l'organo che da  questo
  punto  di  vista deve dare l'indicazione in tal senso), ne concede,
  appunto, l'autorizzazione.
   Ma siccome il Parlamento deve essere posto in condizioni di capire
  come  è  l'andamento dei conti e, soprattutto, come si comporta  la
  parte  gestionale  della Regione, oltre a quella politica,  abbiamo
  previsto  che gli atti in sanatoria, cioè quelli autorizzati  dalla
  Giunta,  vengano  trasmessi entro trenta  giorni  alla  Commissione
  Bilancio,  la  quale ne prende semplicemente  atto  ed  è  così  in
  condizione  di monitorare costantemente come funzionano esattamente
  le previsioni di spesa.
   Onorevole  Presidente  della Regione, non mi  sono  spinto  oltre,
  perché  purtroppo  capita spesso che qualche  delibera  di  Giunta,
  senza copertura finanziaria, sia pure assunta  Oggi già sarebbe una
  rivoluzione se noi introducessimo definitivamente questo principio.
   I  primi sei commi di questo articolo 15 sono già chiari da questo
  punto  di  vista  e  mirano a definire le  modalità  attraverso  un
  decreto  del Presidente della Regione; io sottopongo all'attenzione
  del  Parlamento  questo  emendamento perché  è  una  specificazione
  dell'articolo,  in modo tale da evitare che diventi un  emendamento
  articolo    aggiuntivo   e   possa   essere,    invece,    inserito
  definitivamente nell'articolo 15. Il tema, infatti,  è  esattamente
  quello delle misure relative alla trasparenza dei conti pubblici.
   Per  quanto riguarda l'articolo 15, ringrazio anche la Commissione
  Bilancio  e  l'assessore  Cimino per il lavoro  svolto,  ma  voglio
  ringraziare  ancor di più il Governo, se apprezzerà  gli  ulteriori
  quattro  commi  che io ho proposto con questo emendamento,  proprio
  per  dare  efficacia a quanto abbiamo già previsto  nei  primi  sei
  commi:  ciò, di conseguenza, darà la possibilità, anche  al  potere
  politico, per come è giusto che sia, di intervenire nel momento  in
  cui  il contraltare gestionale dovesse evidenziare qualche anomalia
  che, ormai, non è più sopportabile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli Uffici  segnalano  l'assoluta
  impossibilità, dal punto di vista tecnico, di procedere con  questo
  emendamento. Pertanto, prima che lo dichiari improponibile,  invito
  il firmatario a ritirarlo.

   DI BENEDETTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 15.8.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Anche  il  subemendamento
  15.8.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 15.7.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  15.16.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima  volta
  che  intervengo nel dibattito in Aula, ho ascoltato gli  interventi
  interessanti,  a volte il dibattito è stato anche pesante,  ma  con
  apporti e contributi che possono essere utili allo svolgimento  dei
  lavori d'Aula.
   Onorevoli colleghi, non possiamo nascondere il sole con la  rete .
  Noi tutti sappiamo che non ci sono più, nel bilancio della Regione,
  le  risorse  per continuare a mantenere la possibilità  per  alcune
  categorie di lavoratori, per buona parte dei precari, di assicurare
  loro  uno  stipendio, che è anche una cosa di  cui  dobbiamo  farci
  carico,  perché  sostanzialmente stiamo ragionando  in  termini  di
  possibilità di sostentamento per tante famiglie e anche in  termini
  di  consistenza  del  PIL  siciliano, del  prodotto  interno  lordo
  siciliano.
   Non  dimentichiamo  che  questa Regione, per  anni,  per  decenni,
  anziché  basare il proprio sviluppo su attività vere,  come  quella
  dell'industria e della produzione (e quindi avere degli stipendi di
  provenienza  dalla componente privata del comparto  dell'economia),
  ha  fatto affidamento sulla circostanza di assicurare comunque  uno
  stipendio: ma il PIL è quello che è, e crollerebbe di almeno il 10,
  15,  20  per  cento,  con  conseguenze  inimmaginabili,  in  questo
  momento, se di colpo, a causa dei problemi di bilancio che abbiamo,
  dovessimo - e prima o poi ci arriveremo - espungere queste  persone
  dalla possibilità di continuare a fruire di uno stipendio  Anche di
  questo l'Aula si deve far carico
   Cosa  ne sarebbe del prodotto interno lordo, cosa ne sarebbe della
  possibilità per le attività commerciali ed artigianali,  per  tutto
  l'intero comparto produttivo della Sicilia, se di colpo venissero a
  mancare  una serie di entrate per le famiglie siciliane? Di  quanto
  crollerebbero  le  nostre attività commerciali  e  quali  e  quanti
  problemi gravi ci vedremmo costretti ad affrontare senza, a  volte,
  averne gli strumenti?
   A proposito di questo articolo, e a proposito del dibattito che si
  è  svolto  in  Aula, inviterei tutti i colleghi  ed  il  Governo  a
  riscrivere  una  norma più chiara. E' fuor di dubbio  che  noi  non
  possiamo  più  continuare a pagare stipendi a carico della  finanza
  regionale,  ed è altrettanto fuor di dubbio, in base a ciò  che  ho
  detto,  che non ci possiamo permettere di evitare che centinaia  di
  migliaia  di  persone,  decine  di migliaia  di  famiglie  possano,
  dall'oggi al domani, trovarsi senza uno stipendio.
   Allora,  mi permetto un suggerimento. Il Governo, correttamente  a
  mio modo di vedere, ha cercato, sia nella scorsa finanziaria che in
  questa,  di  trasferire  tutto ciò che è  possibile  dalla  finanza
  regionale  a quella extraregionale, vale a dire fondi  FAS  o  POR.
  Peraltro, noi abbiamo visto in questi due anni che spesso non siamo
  riusciti  a  spendere i fondi POR, e questo è un vero  peccato,  un
  delitto nelle condizioni in cui ci troviamo
   Sono  dell'avviso,  quindi, di varare una norma  più  chiara,  che
  preveda  che  a  tutti  gli enti e le società  partecipate  che,  a
  qualsiasi  titolo,  siano  sottoposti a vigilanza  e  tutela  della
  Regione,  è  fatto  divieto  assoluto,  per  qualunque  motivo,  di
  instaurare rapporti di lavoro a valere sui fondi regionali. Siccome
  siamo  in una Regione dove spesso la burocrazia - inutile negarcelo
  -  ha bisogno di norme e di leggi, anche quando non c'è bisogno  di
  esse,  nella stessa norma che prescrive il divieto di ricorrere  ai
  fondi  regionali,  prevediamo parimenti  che,  ove  esistano  delle
  comprovate esigenze di servizio, per espletare appunto i compiti di
  istituto  dell'ente  medesimo, gli stessi  enti  sono  autorizzati,
  esclusivamente  attraverso  l'impiego  di  fondi  POR  o  di  fondi
  extraregionali  a  qualsiasi titolo,  a  potere  assumere  a  tempo
  determinato  -  o  comunque a progetto - le persone  di  cui  hanno
  bisogno, ripeto, per comprovate e dimostrate esigenze.
   Ora,  se noi formalizziamo una norma di questo tipo, state  certi,
  signor  Presidente,  onorevole Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi,  che così facendo  scarichiamo  l'assalto spasmodico  che
  c'è  verso  i fondi della Regione, che non ci sono più - perché  su
  questo  credo che dobbiamo avere tutti una ragionevole intesa  -  e
  prevediamo,  in  maniera  chiara, l'alternativa  cui  possono  fare
  riferimento  i dirigenti, che spesso ci  chiedono  la legge,  anche
  laddove non ce ne sarebbe il bisogno
   Scriviamo  in maniera chiara tale previsione, di modo che  abbiamo
  la  possibilità, da un lato di continuare a dare ai  siciliani,  ai
  tanti  siciliani,  un mezzo di sostentamento:  perché  se  viene  a
  mancare  questa  valvola di sfogo, non ce ne  sono  altre  come  in
  Lombardia.,  è inutile, finiamola con gli infingimenti e  speriamo,
  da  qui  a  qualche anno, di dar loro un'altra occasione, come  nel
  settore  privato.  Dall'altro  lato,  contestualmente,  vediamo  di
  togliere  dal  campo gli infingimenti che tutti  sappiamo  esserci,
  scriviamo  questa  norma  chiaramente,  passiamo  tutto  quanto   è
  possibile, in termini di spesa, su ciò che non è a valere di  fondi
  regionali, così cercheremo di risanare le finanze della  Regione  e
  dare  la possibilità a queste famiglie, e anche ad altre, di  poter
  avere un introito.
   Salveremo  così  anche  l'economia  siciliana.  Io  pregherei   la
  Presidenza  di sospendere i lavori per un minuto, o di  accantonare
  l'articolo,   in   modo   da  poter  predisporre   un   emendamento
  chiarificatore in tal senso che, secondo me, accelererebbe i lavori
  d'Aula  ed  eviterebbe che altri articoli che troveremo avanti,  su
  materia analoga, possano far perdere ancora molto tempo.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il Governo condivide quanto detto dall'onorevole De Luca;
  per  ciò che riguarda, invece, l'intervento dell'onorevole Formica,
  non  è  chiaro se intende che il blocco delle assunzioni valga  per
  quelle  che  facciano carico sui fondi regionali e  non  anche  sui
  fondi europei.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  desidero  intervenire in merito all'articolo 15,  cercando  di  far
  riflettere  anche  il  Governo  sull'impostazione  metodologica   e
  culturale  che,  con  questo  stesso  articolo,  noi  stiamo  dando
  all'assetto istituzionale della Regione.
   Ai  colleghi  più  attenti non sarà sfuggito che abbiamo,  con  la
  previsione  in  esame, invertito le buone prassi della  Regione  e,
  soprattutto, una prospettiva intelligente e seria che doveva  avere
  la Regione Sicilia.
   Allora,  assessore  Cimino, quanto dirò può  sembrare  banale,  ma
  ritengo  che  ha una sua importanza, perché noi abbiamo strutturato
  l'articolo  15  mettendo  come comma  1  quello  che  eventualmente
  avremmo dovuto mettere come secondo comma.
   Cosa significa, onorevole De Luca? Al primo comma, prevediamo  che
  la  Regione,  ogni anno, debba portare una relazione di  tutti  gli
  enti   partecipati  dalla  stessa  che  presentino  una  situazione
  debitoria.  Quindi, ci si riferisce a una situazione di  fatto  che
  deve essere, in maniera consolidata, una situazione debitoria, come
  se  questa  Regione,  anche  per gli anni  futuri,  dovesse  sempre
  portarsi sul groppone il peso di un debito che non può essere  mai,
  non  soltanto eliminato, ma nemmeno ridotto  A cascata, dunque, per
  poi  arrivare a quelle che sono le sanzioni ipotetiche o, in parte,
  incisive.
   Intanto vorrei preannunciare la presentazione di un subemendamento
  che  sembra  una cosa banale, ma banale non è, onorevole presidente
  Savona,  cioè  invertire il comma 2 con il comma  1,  partendo  dal
  fatto che, innanzitutto, annualmente, nel mese di febbraio, bisogna
  portare  all'attenzione  dell'Assemblea la  situazione  finanziaria
  degli  enti,  che  non necessariamente deve essere  una  situazione
  debitoria, semmai un'eventualità.
   Il  secondo  argomento  sul quale voglio  intervenire,  dopo  aver
  ascoltato  l'intervento  dell'assessore  Cimino,  che  ha  dato  un
  apprezzamento  di massima all'emendamento dell'onorevole  De  Luca,
  concerne la previsione di cui al primo comma dell'emendamento A547,
  secondo   cui,   qualsiasi  disposizione  o   atto   amministrativo
  assessoriale o dirigenziale, che comporti oneri diretti o indiretti
  a  carico  del  bilancio, debba essere portato a  conoscenza  della
  Giunta. Ma sapete cosa succede in questo modo? Chi lo può stabilire
  se un onere è indiretto?
   E   chissà   che   un   atto,  predisposto   anche   regolarmente,
  successivamente     alla    sua    definizione,     nell'evoluzione
  amministrativa, non si potrà rivelare positivo e creare degli oneri
  indiretti. In quel caso, chi è che paga?
   Allora,  onorevole  assessore,  siccome  lei  ha  dato  un  parere
  favorevole,  prima  di  rivolgere  un  apprezzamento,  propongo  di
  cassare   le  parole   oneri  indiretti   e  mantenere  la   parola
   diretti ,   perché  là  immediatamente  si  potrebbe   capire   la
  responsabilità  dell'assessore, del Presidente -  anche  se  qui  è
  omesso, ma di fatto, per estensione, arriva anche al Presidente - o
  del dirigente, in maniera tale da sapere di cosa parliamo
   Se poi vogliamo ampliare il profilo di applicabilità, il rischio è
  di entrare in un vortice da cui difficilmente se ne potrà uscire. E
  chi vi parla oggi si trova all'opposizione e, quindi, avrebbe tutto
  l'interesse  a  dire di non fare una norma così  stringente,  dando
  addosso al Governo
   Allora,  sebbene  vi sia un po' di stanchezza da  un  lato,  e  di
  disattenzione  dall'altro,  c'è  quasi  la  speranza  di   arrivare
  immediatamente alla fine di questa finanziaria: dico che è il  caso
  di  guardare  alle  norme, a quello che stiamo votando,  che  dovrà
  diventare la normativa a cui tutti dovremo attenerci.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento 15.17, di carattere squisitamente tecnico:
   «Al comma 3, dopo le parole  Presidente della Regione' inserire le
  parole  su proposta dell'Assessore regionale per l'economia'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.547, degli onorevoli De Luca e Caronia.
  Ne do lettura:
   «Dopo il comma 6 aggiungere il seguente comma:
    7.  Il comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre
  2002, n. 23, è sostituito dal seguente:
    1.  Qualsiasi  disposizione o atto amministrativo assessoriale  o
  dirigenziale  che comporti oneri diretti o indiretti a  carico  del
  bilancio della Regione non coperti dallo stanziamento di bilancio o
  comunque   oltre  i  limiti  previsti  da  eventuali  provvedimenti
  legislativi  di  supporto,  deve essere portato  preventivamente  a
  conoscenza della Giunta regionale a cura dell'Assessore competente.
   1.1   La   Giunta  regionale,  previa  acquisizione  di  specifica
  relazione finanziaria dal Dipartimento regionale del bilancio e del
  tesoro  finalizzata alla successiva individuazione della  copertura
  finanziaria,    può    autorizzarne   l'adozione,    della    quale
  l'amministrazione  è  obbligata a dare conoscenza  alla  competente
  Ragioneria centrale.
   1.2.  Per  i  provvedimenti adottati in difformità alle  superiori
  prescrizioni,  il  Presidente della Regione promuove  le  eventuali
  azioni di responsabilità.
   1.3  I  dirigenti  che,  ai  sensi del  presente  comma,  adottino
  provvedimenti privi di copertura finanziaria decadono dall'incarico
  e,  agli  stessi, nel triennio successivo, non può essere conferito
  altro incarico in posizione organizzativa analoga o superiore.
   1.4  Gli  atti adottati con la procedura di cui al comma 1.1  sono
  trasmessi  entro  il  termine  perentorio  di  trenta  giorni  alla
  Commissione    bilancio   e   finanze   dell'Assemblea    regionale
  siciliana'».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   (Gli   onorevoli  Beninati,  Bosco,  Caronia,  Falcone,   Formica,
  Leontini, Limoli e Vinciullo si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.547

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento A.547.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, annullo
  la  votazione  e  avverto  che la stessa sarà  ripetuta.  Onorevoli
  colleghi,  occorre  che  manteniate premuti  i  tasti  del  sistema
  elettronico.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   (Gli   onorevoli  Bosco,  Caronia,  Cimino,  Colianni,   Fiorenza,
  Gentile, Lombardo e Musotto si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.547

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento A.547.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo,  Arena,  Aricò,  Bonomo,  Calanducci,  Cimino,
  Colianni,  Currenti,  D'Agostino, De Luca, Di  Benedetto,  Faraone,
  Federico,   Ferrara,  Fiorenza,  Gentile,  Laccoto,  Leanza   Lino,
  Lentini, Lombardo, Marziano, Ruggirello, Savona, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti             28

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

        (La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore
                                17.56)

                   Presidenza del Presidente Cascio

   PRESIDENTE.  La  seduta è ripresa. Non essendo  presente  in  Aula
  l'Assessore per l'economia, sospendo la seduta per un minuto.

        (La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore
                                17.59)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Pongo  in  votazione l'emendamento A.547. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 15, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 13, in precedenza accantonato.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sull'articolo  13,  l'onorevole  Mancuso  aveva  chiesto
  spiegazioni  per quanto riguarda la sua retroattività. Sono  pronto
  ad  accettare l'indicazione sollevata, perché noi avevamo  previsto
  dall'1   gennaio 2009, in quanto la legge nazionale  imponeva  tale
  termine  per  il  dieci  per cento, quindi da  noi,  questa  stessa
  previsione, a far data dall'1 gennaio, non ha avuto vigenza.  Oggi,
  attuando questo provvedimento, prevediamo che, dal giorno della sua
  pubblicazione, sarà così come riconosciuto, avendo anche presentato
  un emendamento a correzione di questo aspetto.

   PRESIDENTE. Alla luce di quanto precede, onorevole Mancuso, ritira
  l'emendamento13.4, soppressivo dell'articolo 13?

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DE BENEDICTIS Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  segnalare che nell'articolo, a mio parere, c'è un errore nel  testo
  della  riscrittura, c'era nella versione originaria  e  c'è  ancora
  qui,  perché  il canone che si è tenuti a corrispondere  non  è  ai
  sensi  dell'articolo 30, comma 1, della legge  regionale  3  luglio
  2000  n.  14.  Questa norma estende l'applicazione  della  royalty,
  diciamo così, dagli idrocarburi liquidi e gassosi anche alle  altre
  forme di gas.
   In  realtà, la norma che statuisce l'aliquota e, segnatamente,  in
  questo momento, nella misura del 7 per cento, che qui porteremo  al
  10  per  cento,  è l'articolo 20, comma 2, lettera c)  della  legge
  regionale 27 aprile 1999 n 10.
   Quindi,  il  testo va riformulato citando entrambi  gli  articoli,
  perché  l'uno istituisce la royalty nella misura del 7 per cento  e
  l'altro estende l'applicazione da idrocarburi liquidi e gassosi  ad
   altri  gas diversi dagli idrocarburi : se così rimanesse il testo,
  infatti,  l'aliquota del dieci per cento sarebbe applicata  solo  a
  questa  categoria e credo che non sia questo l'intento del Governo,
  a  meno  che esplicitamente non voglia segnare questa riduzione  in
  termini di applicazione.
   Segnalo anche che mi sembra inopportuno prevedere la formula  così
  come  previsto dall'articolo 45 della legge 23 luglio 2009 . Questa
  è  una  legge dello Stato, noi lo facciamo perché lo possiamo  fare
  nell'ambito  delle prerogative che ci appartengono e  quella  norma
  statale  detta  un  tetto al quale noi, semmai, ci  adeguiamo:  non
  stiamo  rispettando una previsione, quindi, ma ci  stiamo  muovendo
  nell'ambito  delle nostre prerogative, all'interno di quanto  ci  è
  possibile.
   Peraltro,  la  norma  nazionale - lo dico anche  al  Presidente  -
  prevede  l'applicazione di una franchigia che in  Sicilia,  invece,
  non  si  applica. Quindi, mi domando se, in attuazione della  norma
  nazionale,  il  Governo  intenda anche uniformarsi  in  tutto  alla
  normativa nazionale oppure no.

   PRESIDENTE. Assessore, una sua replica

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  tema  è  che così è statuito  a  livello  nazionale:
  preciso  che  noi, con questo articolo, stiamo uniformandoci,  così
  come   è   scritto,   alla  possibilità  che,  dal   giorno   della
  pubblicazione della legge, venga appunto applicato questo criterio.
   Sull'aliquota  del  dieci  per cento, o percentuali  diverse,  non
  possiamo  deciderle  noi, perché è così convenuto,  tant'è  che  la
  scrittura  precedente  che  dava la possibilità  di  modificare  la
  percentuale  dal  7  al 12 per cento, abbiamo  dovuta  riscriverla,
  prevedendo l'aliquota al 10 per cento.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   credo   che   la    proposta
  dell'onorevole  De  Benedictis  fosse  proprio  di  verificare   il
  riferimento nazionale vigente.

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente noi ci  stiano
  uniformando

   PRESIDENTE.   Rimangono,  pertanto,  le  proposte  di   cui   agli
  emendamenti del Governo: 13.5 e relativo subemendamento 13.5.1.  Ne
  do lettura:
   - emendamento 13.5 (riscrittura):
   «L'articolo 13 è così sostituito:

                                Art. 13
              Produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi

   1. Per le produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi ottenute nel
  territorio della Regione l'aliquota di prodotto che il titolare  di
  ciascuna  concessione  di  coltivazione è  tenuto  a  corrispondere
  annualmente  ai  sensi  dell'articolo  30,  comma  1,  della  legge
  regionale  3  luglio  2000, n. 14, è elevata,  a  decorrere  dall'1
  gennaio  2009, al 10 per cento così come previsto dall'articolo  45
  della legge 23 luglio 2009, n. 99'.»;

   - subemendamento 13.5.1:
   «All'emendamento  13.5  sono cassate le  parole    ,  a  decorrere
  dall'1 gennaio 2009'».


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine dei lavori perché desidero capire come rapportarci  con
  le  risposte  che  ci  fornisce il Governo e,  soprattutto,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, se ogni singolo  parlamentare,  poi,  è
  anche  costretto ad avere le spiegazioni, non soltanto verbali,  ma
  la documentazione consequenziale.
   Mi  dispiace che non sia presente l'assessore Bufardeci -  sarebbe
  il  caso di chiamarlo immediatamente - ecco perché sto intervenendo
  sull'ordine dei lavori, per sapere come io debba rapportarmi, d'ora
  in  poi, con il Governo, quando pongo una questione e mi viene data
  una  risposta che si afferma in un certo modo, ma poi magari non  è
  così
   Rispetto  a  questa  vicenda, assessore Cimino,  io  mi  riferisco
  esattamente  all'emendamento  che ho presentato  ieri,  per  quanto
  riguarda i lavoratori forestali e antincendio.
   Il  Governo  ha  presentato un emendamento e ci sono  stati  anche
  parlamentari  che oggi sulla stampa hanno riempito  i  giornali  di
  comunicati, sulla scorta di quello che lei e l'assessore  Bufardeci
  avete dichiarato in Assemblea, cioè che l'accordo sottoscritto  dal
  Presidente  della  Regione  a  maggio scorso  era  stato  mantenuto
  pedissequamente con l'emendamento che il Governo ha presentato, non
  votando ciò che il sottoscritto aveva proposto.
   Lei  e  l'assessore  Bufardeci avete affermato  questo  ed  io  ho
  semplicemente preso atto di quello che il Governo ha detto, in modo
  particolare ho preso la parola - assessore Cimino, lei si ricorderà
  -  chiedendo  per  l'ennesima volta,  dopo  che  il  Governo  aveva
  presentato  l'emendamento, di avere la  conferma  che  gli  impegni
  assunti  dal  Presidente della Regione, a maggio del 2009,  fossero
  stati,   appunto,   mantenuti,  mediante  questo   emendamento   di
  riscrittura presentato dal Governo.
   E'  la  questione che ora le sottoporrò, Assessore, ecco perché  è
  opportuno che lei convochi in una stanza, non naturalmente  qui,  i
  dirigenti  e anche l'assessore Bufardeci che ha rivolto determinate
  affermazioni,  perché noi possiamo anche prendere  atto  che  certe
  questioni  non  siano  risolvibili, però, una  cosa  è  certa,  non
  possiamo prendere atto di dichiarazioni che non corrispondono, poi,
  alla realtà
   Questa  è  una cosa che, francamente, non è corretta  rispetto  al
  Parlamento,  rispetto  a chi ci segue e rispetto,  soprattutto,  ai
  soggetti  interessati, mi riferisco ai lavoratori con cui assumiamo
  tali impegni.
   Allora, assessore Cimino, mi è stata sollevata una questione molto
  semplice  e  delicata  nello stesso tempo: l'emendamento  che  ieri
  l'Aula  ha  votato non corrisponde, in parte, agli impegni  assunti
  dal protocollo di maggio del 2009.
   Siccome,   legittimamente,  ognuno  di  noi  pone  delle  domande,
  riceviamo  delle risposte, anzi vengono riscritti degli emendamenti
  e  nessuno  di  noi  si permette di chiedere  -  per  carità  -  le
  controverifiche,  trovandoci in un Parlamento,  ebbene,  purtroppo,
  credo,   assessore  Cimino,  che  ci  sia  qualche  cosa  che   non
  corrisponda alla realtà.
   Naturalmente, prima di arrivare all'approfondimento, gradirei  che
  l'assessore  Bufardeci,  con  i  dirigenti,  facesse  una  verifica
  immediata di ciò di cui abbiamo parlato, perché c'è il rischio  che
  circa  6  mila lavoratori dell'antincendio non avranno né l'aumento
  delle giornate né quant'altro, cioè non tutti gli elementi previsti
  nel contratto di lavoro.
   Concludo, signor  Presidente - e la ringrazio per avermi  dato  la
  parola - e attendo una risposta dell'assessore Cimino, in modo tale
  da  chiarire  questa vicenda una volta per tutte, ed  eventualmente
  capire come correggerla nell'interesse dell'intero Parlamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                                 legge
               nn. 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento del Governo 13.5.1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  per  dire  ai  colleghi  che  ci  hanno  preceduto  in
  mattinata  e  che poi, nelle ore di pranzo, si sono sbizzarriti  in
  tutta  una  serie  di comunicati stampa, che l'attenta  valutazione
  degli  articoli  ha  portato il Governo a correggere  un  dato  che
  avrebbe  scaturito in tutto il territorio siciliano un  contenzioso
  che  non avrebbe avuto mai fine  Quindi, questa è la nostra azione:
  un'azione che porta a migliorare la finanziaria.
   E'  chiaro  che  a  questa azione debba corrispondere,  anche  dal
  Governo,  la sensibilità di ridurre gli articoli, dopo  che  lo  ha
  fatto  il  Presidente dell'Assemblea, che ancora gravano  di  spesa
  enorme, senza giustificazione alcuna, né per lo sviluppo né per gli
  aiuti   a  quei  comparti  che,  in  questo  momento,  hanno   vere
  difficoltà.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 13.5.1 del  Governo.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 13.5,  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, così come avevamo stabilito,  alla  fine  del
  Titolo I avremmo apprezzato l'emendamento 1.8.1 degli onorevoli  De
  Luca e Caronia. Ne do lettura:

   «1.  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 18 della legge  regionale  8
  luglio 1977, n. 47, sono aggiunti i seguenti commi:
   1.bis.  L'importo  complessivo delle  quote  di  ammortamento  per
  capitale   e   interesse,  dei  mutui  e  delle  altre   forme   di
  indebitamento,  in  scadenza  nell'esercizio,  non  potrà  comunque
  superare  il  25  per  cento  dell'ammontare  complessivo,   previa
  sottrazione  del  totale delle entrate con destinazione  vincolata,
  delle  prime tre categorie del Titolo I delle entrate della Regione
  ed  a  condizione  che  gli  oneri futuri di  ammortamento  trovino
  copertura  nell'ambito  del  bilancio  pluriennale  della   Regione
  stessa.
   1.ter.  La capacità di indebitamento della Regione siciliana  deve
  essere  espressamente rappresentata, annualmente, nel DPEF con  una
  relazione   dettagliata  contenente,  tra  l'altro,   gli   effetti
  finanziari  scaturenti da eventuali proposte di  indebitamento  per
  gli anni di vigenza dello stesso DPEF.»

   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                             «Articolo 16
                     Patto di stabilità regionale

   1.  A  decorrere  dall'esercizio finanziario  2011  gli  istituti,
  aziende,  agenzie,  consorzi, organismi ed enti regionali  comunque
  denominati,  sottoposti  a tutela e vigilanza  dell'Amministrazione
  regionale  o  che  usufruiscono di trasferimenti diretti  da  parte
  della  stessa nonché gli enti presso cui la Regione indica i propri
  rappresentanti  concorrono  al contenimento  della  spesa  pubblica
  regionale adeguando le proprie politiche di bilancio alle  medesime
  disposizioni alle quali è assoggettata l'Amministrazione  regionale
  per  il  rispetto  del  Patto  di stabilità  interno,  nonché  alle
  disposizioni  previste dell'articolo 76 del decreto legge 25 giugno
  2008,  n.  112, convertito con modificazioni nella legge  6  agosto
  2008 n. 133, in materia di spesa per il personale.

   2.  Le  disposizioni  di cui al comma 1 si  applicano  anche  alle
  società a totale o maggioritaria partecipazione della Regione.

   3.  Le  disposizioni  di  cui al presente articolo  devono  essere
  osservate  in  sede di predisposizione dei bilanci di previsione  e
  devono  risultare  nei bilanci consuntivi e,  per  i  soggetti  che
  adottano la contabilità economico patrimoniale, rispettivamente nel
  budget  e  nel  bilancio  di esercizio. Le relative  certificazioni
  devono  essere asseverate dagli organi di revisione o controllo  ed
  inviati   alla  Ragioneria  generale  della  Regione  nonché   alle
  amministrazioni  che  svolgono compiti di tutela  e  vigilanza.  Il
  mancato  rispetto  degli obiettivi di finanza pubblica  di  cui  al
  comma 1 comporta la decadenza degli organi di amministrazione degli
  enti e soggetti di cui al presente articolo.

   4.  Per gli esercizi finanziari 2011/2013  il concorso degli  enti
  destinatari  del presente articolo, escluso gli enti  locali  e  le
  aziende   sanitarie  provinciali  nonché  le  aziende   ospedaliere
  universitarie,  agli  obiettivi di finanza pubblica  della  Regione
  sono fissati in termini di competenza e di cassa nella misura degli
  importi  registrati  nell'anno 2009 decurtati  del  2,0  per  cento
  calcolato  sul  saldo  finanziario di parte  corrente.  Per  quanto
  riguarda  le  spese del personale, ivi comprese quelle  relative  a
  consulenze,  incarichi  e collaborazioni,  le  stesse  non  possono
  superare quelle registrate nell'anno 2009.

   5.  Per  i  soggetti individuati nei commi precedenti che adottano
  una contabilità esclusivamente civilistica, le limitazioni previste
  dal  presente  articolo si intendono riferite  alle  corrispondenti
  voci  dei  costi  della produzione, individuati all'articolo  2425,
  numeri 6), 7) e 8), del codice civile.

   6.  A  decorrere  dall'esercizio finanziario  2010,  entro  il  31
  dicembre   di  ciascun  anno  precedente,  la  Regione   definisce,
  nell'ambito delle linee definite dal DPEF regionale, con  gli  enti
  locali,  per il tramite dell'ANCISICILIA e dell'URPS, il  reciproco
  concorso  al  raggiungimento degli obiettivi di  risanamento  della
  finanza  pubblica nazionale secondo le modalità di cui all'articolo
  77  ter,  del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito  con
  modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa  norma
  si  applica  a livello regionale il modello del Patto di  stabilità
  interno  e, quindi, si impongono agli istituti, alle aziende,  alle
  agenzie,  ai  consorzi, agli organismi e a tutti gli  enti  facenti
  parte   del   settore  pubblico  allargato   e   alle   società   a
  partecipazione maggioritaria della Regione, parametri  più  rigidi,
  in  ordine  alla  limitazione della spesa. A questi  parametri,  la
  Regione è soggetta per rispetto del Patto di stabilità interno  con
  lo  Stato.
   La  disposizione, inoltre, fa un richiamo esplicito al vincolo  di
  riduzione   della  spesa  per  il  personale,  con  un  riferimento
  specifico all'articolo 76 della legge n. 133 del 2008, che prevede,
  tra  l'altro, l'obbligo della riduzione dell'incidenza  percentuale
  delle   spese  di  personale  rispetto  al  complesso  delle  spese
  correnti,  con particolare riferimento alle dinamiche  di  crescita
  della spesa per la contrattazione integrativa.
   Rispetto  a  quello che il Governo aveva proposto nel  disegno  di
  legge  numero  488, i commi 4 e 5 prevedono che  gli  obiettivi  di
  finanza  pubblica  assegnati  ai  destinatari  dell'articolo  siano
  fissati,  in  termini  di  competenza  e  di  cassa,  nella  misura
  registrata nel 2009, decurtati del 2 per cento, mentre le spese per
  incarichi  e consulenze non possono superare quelle registrate  nel
  2009.
   Signor  Assessore,  al comma 4, si scrive che  il  concorso  degli
  enti  destinatari del presente articolo, agli obiettivi di  finanza
  pubblica  della  Regione,  è  fissato nella  misura  degli  importi
  registrati nell'anno 2009, decurtatati del 2 per cento .
   Nel comma immediatamente successivo, si fanno salvi proprio quegli
  incarichi   di   natura   professionale,   le   consulenze   e   le
  collaborazioni, che dovrebbero essere la voce decurtata, per prima,
  del  due  per cento. Non si possono mantenere le voci di spesa  più
  incontrollate  e  incontrollabili  delle  gestioni  precedenti,   a
  livello  dell'anno precedente, e sottoporre tutte le altre voci  di
  spesa alla decurtazione del due per cento
   Sarebbe più legittimo, più giustificato, più utile e più doveroso,
  sottoporre ad una decurtazione del due per cento le voci  di  spesa
  più   cruente ,  cioè quelle relative agli incarichi professionali,
  alle collaborazioni ed alle consulenze.
   Peraltro, questa Regione sarebbe coerente con se stessa se facesse
  questo,  perché come i colleghi ricorderanno, noi, nella  legge  di
  riforma   dell'organizzazione  dei  servizi  sanitari  in  Sicilia,
  abbiamo  sottoposto proprio questa voce relativa agli  incarichi  e
  alle  consulenze ad una decurtazione, ciò al fine di rispettare  il
  Piano di rientro che avevamo stipulato con lo Stato: ci siamo  dati
  pure,  nella stessa legge di riforma, una prescrizione e una  norma
  in tal senso, avendo sottoposto proprio questa voce alla riduzione
   Non  si capisce perché, con gli enti collegati e con le consulenze
  e  gli incarichi professionali di tali stessi enti, non applichiamo
  la riduzione del due per cento.
   E' un non senso,  perché in una finanziaria che dovrebbe essere di
  risparmio, rigorosa e scrupolosa, non inserire la voce di spesa più
  criticata e più incontrollata, significa non solo essere distratti,
  ma foraggiare negli enti vigilati dall'Amministrazione regionale la
  continuità con il malcostume del passato, malcostume che -  proprio
  in  questa  sede - abbiamo più volte biasimato, più volte  bollato,
  nei  termini che avremmo dovuto stroncarne gli effetti  e  da  cui,
  invece,  proprio  adesso,  ci sottraiamo  dal  dover  prenderne  le
  distanze.
   Io  dico,  pertanto, all'Assessore che questa norma  va  corretta,
  decurtiamo  del  due  per  cento  tutte  le  spese  ma  decurtiamo,
  soprattutto,  quelle  relative agli incarichi  professionali,  alle
  consulenze  e  alle  collaborazioni che,  più  volte,  a  turno,  i
  componenti  il  Governo  hanno biasimato essere  foriere  di  spese
  straordinarie, che l'assessore Venturi spesso ha sottolineato  come
  una  delle voci più criticabili, che il Presidente Lombardo ha  più
  volte sottolineato come bersaglio della sua politica di risanamento
  e che, invece, laddove potremmo intervenire, non citiamo neppure.
   L'articolo,  in  generale, dovrebbe essere  modificato  in  questa
  direzione, in particolare, al comma 4, dovrebbe riguardare, tra gli
  abbattimenti, proprio gli incarichi e le consulenze.
   Una menzione particolare merita il metodo del negoziato che questa
  disposizione  stabilisce per la determinazione  delle  modalità  di
  partecipazione  degli enti locali della Regione agli  obiettivi  di
  risanamento della finanza pubblica e che prevede il coinvolgimento,
  nella  procedura della intesa, delle organizzazioni rappresentative
  dell'ANCI e dell'URPS.
   Infine,  c'è da ricordare che, in precedenza, l'articolo  7  della
  legge  regionale  8  febbraio 2007, n. 2,  ha  introdotto,  per  il
  triennio  2007-2009,  nei  confronti degli  enti  e  delle  società
  individuate   dal  comma  primo  dell'articolo  di  questa   legge,
  destinatari  dei trasferimenti diretti o indiretti  della  Regione,
  una serie di prescrizioni volte al rispetto dei vincoli imposti dal
  Patto di stabilità, tra cui la riduzione della spesa complessiva di
  parte  corrente, con esclusione delle spese per stipendi,  assegni,
  pensioni fisse o aventi natura obbligatoria. Il predetto articolo 7
  stabilisce  che,  per  i  soggetti  che  adottano  una  contabilità
  esclusivamente civilistica, le limitazioni siano riferite  solo  ad
  alcune  voci  dei  costi di produzione (costi  per  materie  prime,
  servizi, godimento di beni di terzi).
   Rivolgo  all'Assessore, quindi, l'invito a  correggere  l'articolo
  complessivamente  e, soprattutto, a sottoporre a  una  decurtazione
  del  2  per  cento  anche le voci relative agli  incarichi  e  alle
  consulenze   che,  sicuramente,  sono  quelle  più  esose   e   che
  quest'Amministrazione dovrebbe controllare di più.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero iniziare
  questo  mio  intervento sul Patto di stabilità  regionale,  di  cui
  all'articolo  16 - e chiedo l'attenzione, in modo particolare,  del
  Presidente  della Regione - citando proprio quello che  l'onorevole
  Leontini  ha  detto poco fa, esattamente l'articolo 7  della  legge
  finanziaria n. 2 del 2007. Stranamente, onorevole Presidente  della
  Regione, si intitolava proprio  Patto di stabilità regionale .
   Lo  sapete  cosa  è  successo in quella notte?  Ricordo  anche  il
  collega che presentò il subemendamento del subemendamento. Al comma
  10,  signor Presidente ed onorevoli colleghi, ad un certo punto,  i
  primi nove commi, collega Leontini, impedivano ai vari enti di fare
  tutta  una serie di cose, comprese assunzioni eccetera, però, nella
  stessa  notte,  il  Parlamento stabilì di  annullare  completamente
  tutto ciò che era previsto dal comma 1 al comma 9. Con l'articolo 7
  della  legge  n. 2 del 2007, infatti, si operò una delle  classiche
  norme di presa in giro che introduceva, come grande manifesto,  una
  serie  di  limitazioni  (tra  cui,  quella  di  fare  assunzioni  e
  quant'altro); dopo di, che al comma 10, udite bene, che cosa  viene
  inserito?  Che  i contratti stipulati - attenzione  - entro  il  31
  dicembre 2006 non erano sottoposti a (tale) limitazione
   Io  credo  di  avere a che fare con colleghi che si rendono  conto
  della  differenza tra personale in servizio al 31 dicembre  2006  e
  soggetti   che   hanno   stipulato  dei   contratti,   cioè   hanno
  semplicemente  sottoscritto  un  atto  che  non  è   sottoposto   a
  registrazione,  non  ha  data  certa  e,  di  conseguenza,   signor
  Presidente dell'Assemblea, da questo punto di vista, che cosa si  è
  introdotto   esattamente  in  questo  articolo?   E   qui   sarebbe
  interessante,  assessore Leanza,  che si facesse un approfondimento
  di cosa è successo, in questi tre anni, a seguito di tali contratti
  stipulati,  conservati nei cassetti e che,  a  febbraio  del  2007,
  proprio  perché  la finanziaria vi faceva riferimento,  sono  stati
  presi  in  considerazione: ebbene, mi chiedo quanto  personale  sia
  stato inserito dal 2 gennaio 2007 in virtù di un mezzo comma che ha
  annullato completamente i primi nove commi del Patto di stabilità
   Questa  è,  purtroppo, l'ennesima riprova, cari  colleghi,  signor
  Presidente,  onorevole  assessore per  l'economia,  di  come  siano
  indispensabili  alcune  norme che, devo dire,  stiamo  introducendo
  proprio per evitare quello che si è verificato a seguito del  comma
  10,  e  cioè che, quando abbiamo approvato la finanziaria,  proprio
  con un subemendamento del genere, si sono esclusi dall'applicazione
  del  Patto  di stabilità tutti i contratti postumi che,  poi,  sono
  stati inseriti all'interno del sistema
   Se c'è poi tutta una serie di dati preoccupanti, rispetto a quello
  che  è  l'aumento delle unità lavorative nel sistema pubblico della
  Regione,  nel  sistema   allargato  regionale,  è  proprio  perché,
  quando il Parlamento legiferava di limitarsi a nuove assunzioni, ad
  un certo punto, nottetempo, si inseriva quel mezzo comma che apriva
  la  strada  alle  deroghe e cioè ad assunzioni senza  procedura  di
  evidenza pubblica
   Eppure,  noi  -  ricordo in quella seduta che fu storica  -  siamo
  passati  all'esterno come il Parlamento che aveva saputo introdurre
  una  norma di grande autolimitazione e non ci siamo resi conto  (io
  ero  un  peone, francamente, però quella norma mi incuriosì molto),
  di cosa significasse la differenza fra lavoratori in servizio al 31
  dicembre  2006  e  contratti stipulati al 31  dicembre  2006   Lei,
  assessore Venturi, ride e ha ragione, perché con quel mezzo  comma,
  qualcuno  bravo  -  in questa Assemblea -  prese  proprio  in  giro
  l'intera volontà del Parlamento
   Ecco  perché, poi, si proseguì nelle assunzioni all'interno  delle
  società  partecipate della Regione siciliana,  proprio  per  questo
  motivo, perché c'erano i  mezzi commi  introdotti, nottetempo,  che
  non  facevano  altro  che annientare tutte  le  norme  su  cui  noi
  disquisivamo,   su   cui  si  dibatteva  e,  di   conseguenza,   ci
  consentivano, da questo punto di vista, di dire all'esterno che  il
  Palazzo rispondeva a delle esigenze di trasparenza, quando poi,  in
  realtà,   si  introducevano  dei  commi,  signor  Presidente,   che
  annullavano completamente quanto era previsto dai commi precedenti
   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi  è  indispensabile
  introdurre  alcune  norme,  ma  nel  rispetto  della  volontà   del
  Parlamento,  nel rispetto dei siciliani, nel rispetto di  un  mondo
  che  ci guarda e, soprattutto, è importante perché non è più giusto
  continuare con  norme-manifesto  che hanno il senso dell'ipocrisia.
   Ringrazio   il   Governo  che  ha  dato  parere   favorevole   già
  all'articolo   precedente,  su  quell'emendamento  aggiuntivo   che
  impedisce  il ripetersi di tali cose. Da questo punto di  vista,  è
  fondamentale,  proprio  per  arrivare  ad  un  principio,  cioè  al
  rispetto  del  Patto  di  stabilità, un elemento  delicato  per  la
  Regione siciliana e per l'intero sistema degli enti locali.
   Il  patto interno, come sapete bene, è un elemento che concorre  a
  mantenere  i  princìpi del Trattato di Maastricht e  che  consente,
  allo Stato italiano, di non avere sanzioni.
   Il  Patto di stabilità comprende norme di autodisciplina  che,  da
  questo  punto di vista, ci devono consentire, nel rispetto  di  una
  serie di parametri, di legiferare tenendo conto di quelli che sono,
  appunto,  i parametri che vengono imposti, prima a livello europeo,
  poi  a  livello  nazionale,  poi a livello  regionale  e  anche,  e
  soprattutto, nel sistema degli enti locali.
   Rispetto  a  questa norma, signor Presidente,  ci  sono  solo  due
  questioni  che  desidero che mi vengano chiarite:  manca  un  comma
  all'articolo  16,  perché  i commi sono  sei.  Io  mi  permetto  di
  suggerire  che manca il comma 7, manca, cioè, la sanzione  per  chi
  procede  a  sforare  il  Patto  di stabilità  regionale.  E  questo
  ulteriore  elemento  è  fondamentale,  perché  è  inutile  che   il
  Parlamento  dibatta su norme di principio fondamentali, sol  perché
  sono  richieste da Regolamenti comunitari e dalle leggi  nazionali,
  quando  poi  chi è deputato, non noi parlamentari,  ma  chi  ha  la
  responsabilità di dover far mantenere il patto e, quindi, di dovere
  centellinare   le  spese,  non  rischia  alcuna  sanzione:   dicevo
  centellinare, perché se andiamo a guardare alcune voci di bilancio,
  dai  costi  intermedi ad altro, ci sono degli oneri  che  risultano
  incomprimibili, nonostante ci siano i principi stringenti del Patto
  di stabilità interno.
   E,  allora,  ci sarà un problema in questa storia  Il  problema  è
  questo, assessore Cimino. Io la prego di fare un subemendamento  ed
  inserire, come abbiamo fatto già negli altri articoli, la  sanzione
  per  chi  non opera secondo le direttive che vengono impartite,  in
  modo tale da uniformare la disciplina, perché noi abbiamo inserito,
  grazie  anche, appunto, al suo parere, un sistema di  sanzioni  per
  quanto  riguarda  una  serie  di  principi  di  trasparenza   della
  contabilità.
   Chiedo, allora, all'assessore Cimino, altrimenti lo formalizzeremo
  noi, di inserire un comma 7, nel quale si estende, anche per quanto
  riguarda questo articolo, un aspetto normale, la previsione di  una
  sanzione:  di  fronte  alla sanzione, infatti,  alcuni  costi  che,
  storicamente,   in   questa   Regione   risultano   incomprimibili,
  probabilmente,  riusciranno ad esserlo e, così facendo,  riusciremo
  anche  a  dare  un taglio netto a quello che è, comunque,  un  modo
  d'agire  che  non corrisponde ai parametri imposti dalle  normative
  comunitarie e nazionali.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo per
  ripetere tutte le cose dette dall'onorevole De Luca, che condivido,
  ma  non  manca solo il comma 7, cioè la previsione di una sanzione,
  manca anche una proposta, che già mi sembra l'Assessore abbia anche
  predisposto  con  un subemendamento in questo senso  e  che   spero
  venga  apprezzato dal Governo stesso, di evitare, cioè, nel computo
  del Patto di stabilità, tutto il personale contrattista della legge
  regionale n. 16 del 2006.
   Ciò  significherebbe  mettere  tutti,  o  quasi  tutti,  i  comuni
  dell'Isola, che hanno questo personale, in condizioni di  dissesto,
  sin  da  domani mattina  E questo potete verificarlo chiamando  gli
  uffici della direzione della Ragioneria.
   Se non introduciamo questa norma, indispensabile per non computare
  quella  fetta  che  i  comuni  hanno  stabilizzato  con  un  grande
  sacrificio economico, sia della Regione, sia delle casse  comunali,
  significa  che domani mattina, lo ripeto, tutti i comuni che  hanno
  quel personale, certamente, andranno in dissesto. E questo dobbiamo
  evitarlo.
   Sono  convinto che al nostro subemendamento, presentato  da  quasi
  tutto  il  Gruppo parlamentare, ma solo per motivi di velocità  non
  l'hanno firmato tutti i componenti, si assocerà il Governo,  perché
  riteniamo indispensabile, da un lato, allinearci a quella che è una
  politica  europea, a quella che è una politica di  risanamento  dei
  conti  (una politica che, sotto il profilo del calmiere,  riesce  a
  dare   una  stabilità  anche  agli  enti  locali),  ma  dall'altro,
  considerato quello che ha legiferato questa Assemblea, non possiamo
  assolutamente mettere in ginocchio gli enti locali
   Rispetto  a  questo   e  a  ciò  che  questa  norma  introduce  su
  determinato personale, lo avevamo detto già in Commissione, essa  è
  una  norma, anche questa, come altre che abbiamo già discusso,  che
  non ha coraggio; non ha coraggio perché non interviene direttamente
  nella spesa corrente, ma in modo parcellizzato su determinate  voci
  e previsioni.
   Già  nel 2004, se non vado errato, c'era stato un intervento molto
  puntuale  di  questa  Assemblea, che è valso per  due  anni,  e  in
  Commissione Bilancio il Governo non ha voluto riproporlo.  Rispetto
  a  questo,  quindi,  riteniamo che il subemendamento  debba  essere
  inserito  per  i  cosiddetti  contrattisti' ed una  volta  che  c'è
  quell'aggiunta,  è  chiaro  che, con grande  critica,  apprezzeremo
  questa norma dell'articolo 16.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento abrogativo  16.1,  a  firma
  dell'onorevole  De Luca, che è ritirato, così come gli  emendamenti
  abrogativi 16.8  e 16.9.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento  16.2, che sopprime il comma 1, a  firma
  dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.  L'emendamento  16.10  si
  intende ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 16.18, a firma degli onorevoli Galvagno
  ed altri.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare  per
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,  vicepresidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, siamo in presenza di uno di quei casi  in  cui
   il  cane  si  morde la coda , come si suol dire, nel senso  che  i
  comuni  presentano i progetti sul PAR-FAS, sui bandi  regionali  in
  genere  e,  per aumentare il conteggio, sono costretti ad aumentare
  la  quota di compartecipazione che, a volte, cozza con il Patto  di
  stabilità:  vi  sono,  pertanto, comuni che hanno  opere  pubbliche
  ferme  per  non  sforare  il  Patto  di  stabilità.  La  quota   di
  compartecipazione dovrebbe essere detratta.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sebbene  riconosca  l'importanza  del  testo  di  questo
  emendamento  a firma dell'onorevole Galvagno ed altri,  esso  è  di
  fatto  inammissibile, perché è una competenza  dello  Stato  e  non
  nostra  e  trattasi di quelle iniziative che, in Conferenza  Stato-
  Regioni,  quest'ultime  hanno più volte  posto,  ma  è  un  aspetto
  tecnico che dovrebbe risolvere lo Stato.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  su
  questo  emendamento,  a  firma dell'onorevole  Galvagno  ed  altri,
  perché  va a centrare uno dei punti dolens fondamentali in  cui  si
  dibattono  i  comuni  della Sicilia, più in  generale  anche  altri
  comuni.  Ricordo, infatti, che c'è stata una protesta da  parte  di
  quasi tutti i sindaci del Nord, in questo caso siamo uniti, sindaci
  del  Nord  e  sindaci del Sud, proprio per cercare di limitare  gli
  effetti del Patto di stabilità.
   Cosa  avviene,  in questo momento? Ritenendo anche  accettabili  e
  corrette  le giustificazioni e le spiegazioni fornite dal  Governo,
  noi, però, dobbiamo risolvere il problema. E' vero che il Patto  di
  stabilità  non ci consente di intervenire, in quanto  è  una  norma
  nazionale, però sugli effetti che essa provoca, quest'Aula avrebbe,
  come  dire,  non solo l'interesse, ma, appunto, anche l'obbligo  di
  assumere una scelta.
   Che  cosa accade, infatti? Accade che, in seguito agli effetti del
  Patto di stabilità, i comuni, pur beneficiari di finanziamenti  per
  investimenti, non possono dare corso agli investimenti medesimi  e,
  quindi, alle stesse gare di appalto. Perché? Perché sforerebbero il
  Patto di stabilità.
   Allora,  delle  due  l'una.  Se  non  possiamo  intervenire,   per
  sottrarre  dal  Patto  di  stabilità,  la  quota  che  riguarda  le
  infrastrutture  e  gli  investimenti,  facciamo  sì,  e  questa   è
  competenza  del  Governo  regionale,  che  da  tutti  i  bandi  che
  l'Esecutivo  ed  i  vari  Assessorati  regionali  emanano  per   il
  finanziamento  di  opere infrastrutturali, venga espunto  l'obbligo
  della  compartecipazione. Almeno, in questo  modo,  si  aggirerebbe
  l'ostacolo e consentiremmo ai comuni di spendere i finanziamenti  e
  di realizzare così le infrastrutture.
   Delle  due  l'una, dicevo. Se da un lato non possiamo  intervenire
  sul  Patto  di stabilità, almeno, per quanto riguarda i  bandi  per
  infrastrutture che la Regione emana, di volta in volta, evitiamo di
  rendere  obbligatoria la compartecipazione dei comuni,  in  maniera
  tale  che  consentiamo agli enti locali di poter espletare  l'opera
  senza essere bloccati dal vincolo del Patto di stabilità. Potremmo,
  quindi, modificare l'emendamento in questo senso.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   sulla  materia,  secondo  me,  non  è   necessario   un
  emendamento,  perché l'intervento dell'onorevole  Formica  è  stato
  molto  chiaro,  il  Governo può accettarne i contenuti  evidenziati
  come  una  raccomandazione, in modo tale  che  nella  modifica  del
  Complemento di programmazione, ma anche del P.S.R., si tenga  conto
  di  questa difficoltà. Perché, di fatto, nei cofinanziamenti, molte
  volte,  i finanziamenti sono europei. Noi, in questo modo, possiamo
  risolvere a monte il problema e me ne faccio carico personalmente.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, intervengo nuovamente solo per  quanto
  riguarda  il  Complemento  di programmazione.  Ritengo  che  quanto
  osservato dall'Assessore, debba valere anche per i bandi  che  sono
  in  corso e che prevedono l'utilizzo di fondi FAS, per esempio  uno
  della Programmazione, che credo avesse scadenza a giugno, ma che  è
  stato prorogato.
   Allora, dato che è stato prorogato, appunto, occorrerebbe inserire
  già  in  questo,  che è un bando consistente -  ha  fatto  bene  il
  Governo  della  Regione a mettere in campo  queste  risorse  per  i
  comuni,  ed è la prima volta che i comuni, dopo tanti anni, possono
  nuovamente  accedere a finanziamenti per opere infrastrutturali  -,
  ebbene,  almeno in questo bando è opportuno che venga eliminata  la
  voce  compartecipazione , perché ritengo che sia uno dei bandi  più
  cospicui   e   fondamentali   per  dare   impulso   alle   attività
  infrastrutturali.
   Siamo assolutamente in tempo, il bando ha una scadenza credo  fino
  a   luglio,  per  eliminare  con  una  piccola  rettifica  la  voce
   compartecipazione .  Peraltro, fa parte del suo  Assessorato  alla
  programmazione.

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 16.18.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  16.19. Ne do lettura:
   «All'articolo 16, è aggiunto il seguente comma:
    A  decorrere  dall'anno 2009 il concorso  degli  enti  locali  al
  contenimento  della spesa per il personale, previsto dalle  vigenti
  normative  nazionali,  viene calcolato  includendo  nella  base  di
  riferimento gli  effetti prodotti dall'articolo 3, comma  2,  della
  legge  regionale 14 aprile 2006, n. 16 e consolidati alla data  del
  31 dicembre 2008'».

   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, è proprio quello che chiedeva  lei,
  cioè l'esclusione dei contrattisti dal Patto di stabilità.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  una  questione
  molto  delicata sotto il profilo tecnico, forse il mio  emendamento
  potrebbe mettere in discussione l'impianto di calcolo del Patto  di
  stabilità.
   Quindi,  signor  Presidente,  chiedo  al  Governo  di  accantonare
  l'articolo 16 nella sua votazione finale, in modo che si prepari un
  emendamento che possa essere sostenuto sotto il profilo tecnico. Il
  Governo  ne  aveva  presentato uno, è pronto ed è molto  articolato
  nella  nota;  quindi qualora il Governo insista su  quell'articolo,
  noi ritireremmo il nostro facendo proprio quello del Governo.

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Caputo ha apposto  la  firma
  all'emendamento 16.19.
   L'Assemblea ne prende atto.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'argomento  che  trattiamo  forse
  viene sottovalutato.
   La  questione  del Patto di stabilità, infatti,  in  questo  caso,
  viene  determinata  dal  costo o incide  sul  costo  del  personale
  precario  o  articolisti (o comunque ciò che  a  vario  titolo,  di
  fatto, gonfia o incrementa il costo e, pertanto, nel nuovo bilancio
  determina,  nella  sostanza, i dissesti per i  comuni).  Di  fatto,
  attraverso  un'interpretazione di come proponeva un momento  fa  il
  collega  Mancuso, occorre capire come sia possibile,  nel  rispetto
  del principio che la legge stabilisce, far rientrare questo tipo di
  costo   in  un  parametro  che  non  vada,  appunto,  ad  inficiare
  l'equilibrio  e, quindi, a determinare sostanzialmente  una  realtà
  che taglia fuori dal vincolo del Patto di stabilità.
   Proporrei,  quindi,  onorevole Presidente, che  sull'argomento  si
  sospendano i lavori per dieci minuti per riformulare un emendamento
  che possa essere tecnicamente e politicamente condiviso.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  ritengo  sia  opportuno  approfondire l'argomento  e  sostenere  la
  formulazione dell'emendamento 16.19, in quanto se nella finanziaria
  non  c'è questo testo, diventa quasi impossibile portare avanti  il
  disegno  di  legge della Quinta Commissione, che è  un  disegno  di
  legge di stabilizzazione a costo zero.
   Ora,  se  lo  spirito del Patto di stabilità è  evitare  ulteriori
  spese  rispetto al passato, ed impedire nuove assunzioni, questo  è
  un  emendamento che, in pratica, fa in modo che si prenda atto  che
  la  stabilizzazione  non  è fatta per lavoratori  precari  che  non
  facevano parte della spesa consolidata al dicembre 2008.
   In pratica, calcolando la spesa consolidata, e non il numero delle
  persone,  si rende possibile il processo di stabilizzazione,  senza
  sforare le cifre del Patto di stabilità.
   Questa formulazione, a mio parere, garantisce le due esigenze,  se
  ce  n'è  un'altra migliore bene, altrimenti dobbiamo  assolutamente
  approvarla  per  evitare  di impedire il percorso  normativo  sulla
  stabilizzazione.

   LEANZA Nicola, assessore per la  famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Ricordo  che  stiamo   discutendo
  sull'emendamento 16.19.

   LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed
  il  lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  norma  è
  assolutamente importante perché, in qualche modo, ripara  un  torto
  che  è  stato  fatto  e ripristina la legge numero  16  che  questa
  Regione ha approvato.
   L'emendamento recita, infatti, che a decorrere dall'anno 2009,  il
  concorso  degli  enti locali al contenimento  della  spesa  per  il
  personale,  previsto  dalla  vigente  normativa  nazionale,   viene
  calcolato includendo nella base di riferimento gli effetti prodotti
  dall'articolo  3,  comma  2,  della legge  regionale  numero  16  e
  consolidata alla data del 31 dicembre 2008.
   La  norma  fa chiarezza, quindi, in ordine al calcolo degli  oneri
  per  il  personale degli enti locali, ai fini del concorso  per  il
  contenimento  della  spesa  a  seguito della  sovrapposizione,  nel
  triennio  2006-2008, di una norma regionale, la legge regionale  14
  aprile 2006, numero 16, e di una norma nazionale.
   La  legge  nazionale stabiliva, infatti, che per  l'anno  2006  la
  spesa  per  il  personale doveva essere ridotta  dell'1  per  cento
  rispetto  a  quella  sostenuta  dall'anno  2004  e,  per  gli  anni
  successivi,  non  doveva essere superiore a quella sostenuta  nello
  stesso 2006.
   La  legge regionale 14 aprile 2006, numero 16, ha previsto che per
  il  triennio  2006-2008,  sempre ai fini del  concorso  degli  enti
  locali   al   contenimento   della  spesa,   gli   oneri   per   la
  stabilizzazione degli LSU venivano esclusi dal computo della  spesa
  per il personale.
   Occorre,  quindi,  chiarire  che  dall'anno  2009,  la   base   di
  riferimento  deve  essere  la spesa complessiva  sostenuta  per  il
  personale,  ivi compresa, quella relativa al personale stabilizzato
  al 31 dicembre 2008, momento in cui cessano gli effetti della legge
  regionale. Quindi, stiamo ribadendo una nostra legge regionale  che
  è stata approvata tre anni fa, che è entrata in vigore regolarmente
  e  che, in qualche modo, ha garantito ai comuni di poter utilizzare
  questo personale.
   Vorrei  poi ricordare a quest'Aula, e a chi ci ascolta, che  negli
  enti locali, così come nella Regione, questo è tutto personale  per
  cui, in ogni caso, non c'è aumento di spesa.
   Il  secondo  aspetto è che da circa vent'anni, negli enti  locali,
  non  si  fanno  concorsi.  Tutto  il  personale  che  è  andato  in
  quiescenza non è stato mai sostituito, perché costantemente è stato
  utilizzato  questo  bacino di personale; senza di  esso,  i  comuni
  della  Sicilia  rischiano non il dissesto, ma  complessivamente  la
  chiusura,   quindi  è  una norma giusta nei  confronti  degli  enti
  locali,  nei  confronti dei lavoratori e lo  è  altrettanto  perché
  questa   stessa  norma  è  stata  voluta  con  determinazione   dal
  Parlamento regionale.
   Vorrei  ricordare  che le persone di cui stiamo parlando  lavorano
  negli  enti  locali dal 1988, da 22 anni, e mi sembra  un  atto  di
  giustizia ribadire questa norma. Quindi, noi riproponiamo la  norma
  che  questo Parlamento ha approvato e che, legittimamente, dal 2006
  fino al 2008, ha operato in questa Regione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  ribadire  l'importanza  di  questo articolo.  Noi,  in  Commissione
  Lavoro,   abbiamo  già  esitato  un  disegno  di   legge   per   la
  stabilizzazione  dei precari e soprattutto negli  enti  locali,  ma
  anche  in altre aziende, e che prevede un contributo da parte della
  Regione nei due quinquenni successivi per l'importo che, in  questo
  momento, la Regione sta già erogando.
   Stiamo,  quindi, dando un impulso agli enti locali e alle  aziende
  che,  in  questo momento, hanno i precari, al fine  di  poter  loro
  consentire  di stabilizzare il personale in atto in servizio,  come
  diceva l'onorevole Leanza, già da circa venti anni.
   Pertanto,  l'importanza  di questa norma  è  fondamentale,  perché
  senza l'approvazione di essa salta anche il disegno di legge che  è
  stato  approvato  all'unanimità in Quinta  Commissione.  Pregherei,
  quindi, gli onorevoli colleghi di approvare questo articolo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Rinaldi  e  gli  altri  colleghi  hanno  testé  segnalato  qual   è
  l'importanza di questo emendamento aggiuntivo. E' chiaro, va  detto
  con  chiarezza,  che  esso pone una questione  complessiva  con  il
  Governo  nazionale  che ha approvato in Parlamento  un  ordine  del
  giorno,   votato  quasi  all'unanimità,  del  Partito  Democratico,
  proprio  per rimuovere alcuni limiti al Patto di stabilità sia  per
  gli investimenti che per la questione del personale.
   Ritengo   che   l'emendamento  vada  votato  perché,   altrimenti,
  metteremmo sostanzialmente a rischio la possibilità per i comuni di
  rinnovare  i  contratti  perché, se non  venisse  approvata  questa
  norma,  il Patto di stabilità non potrebbe essere rispettato  dagli
  stessi  enti locali. E' necessario, pertanto, che questo Parlamento
  trovi il coraggio per approvare questa norma.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questo
  emendamento sia di assoluta importanza proprio perché, come  diceva
  bene il collega Rinaldi, in Quinta Commissione abbiamo approvato un
  disegno di legge che, senza questo articolo, rischierebbe di essere
  assolutamente inefficace.
   Vorrei, però, che il Governo s'impegnasse, ed è oggetto di  alcuni
  emendamenti che ho presentato, ma eventualmente anche di un  ordine
  del giorno che sto predisponendo, a prevedere un cronoprogramma per
  la  stabilizzazione  del personale  331-280  (ex  circolare  331  e
  decreto  legislativo  280),  ossia quei  lavoratori  ASU  che  sono
  all'interno  dei comuni, ma che non possono essere stabilizzati  e,
  quindi,  non potrebbero neanche rientrare in questa norma,  qualora
  non si avviasse un percorso di stabilizzazione. Ciò poiché la legge
  stabilisce che la Giunta regionale debba, entro il 31 gennaio  2007
  -  quindi dovrebbe essere aggiornata la data, perché ovviamente non
  siamo  arrivati in tempo -, approvare un cronoprogramma che diventa
  la  condizione per cui, poi, si possa prevedere, qualora ci fossero
  le risorse, alla conseguente stabilizzazione.
   Ritengo,  quindi,  che  questa sia una norma assolutamente  utile,
  indispensabile  affinché  la  nostra legge,  la  legge  che  stiamo
  predisponendo,  all'unanimità, possa avere un senso:  credo,  però,
  che  a  corredo  di  questo, debba essere immediatamente  approvato
  dalla  Giunta il cronoprogramma per la stabilizzazione dei soggetti
  ASU della  331-280 .
   Abbiamo  votato  anche un emendamento al disegno  di  legge  sulla
  stabilizzazione, perché - ripeto -  per questi soggetti, oggi,  non
  si è neanche individuato un percorso di stabilizzazione, poiché non
  sono considerati tra i soggetti prioritari.
   Per  cui, per tutto ciò che riguarda la stabilizzazione degli  LSU
  all'interno dei comuni, oggi, non si prevede la presenza di  questi
  soggetti,  che sono numerosi, e che svolgono, per molti  versi,  un
  lavoro indispensabile nell'amministrazione degli enti locali.
   Sollecito,  quindi,  il  Governo  a  prendere  in  carico   questo
  problema,  in  maniera  molto seria,  perché  è  un   problema  che
  coinvolge 6 mila persone sparse in tutte le province siciliane.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, entriamo nel  vivo
  di una materia per la quale da anni si dibatte e che interessa, non
  solo la Sicilia, ma anche altre regioni meridionali.
   L'approccio  a  questa  materia  spesso  è  stato  affrontato  con
  pressappochismo, con assenza di valutazioni reali  e  con  assoluta
  scarsa  conoscenza di quelle che sono le implicazioni  riguardo  al
  lavoro  che viene svolto, perché di lavoro si tratta, da  parte  di
  questo personale negli enti locali e che  si continua, forse  anche
  in maniera dispregiativa, a chiamarlo precario: a volte si continua
  magari  a  definire questi soggetti come degli  orpelli  messi  lì,
  negli  enti  locali,  come  presso  gli  uffici  della  Regione,  a
  percepire uno stipendio senza fornire alcuna attività lavorativa.
   Ora,  vorrei ricordare a quest'Aula che, come bene aveva detto  il
  Governo,  a mio modo di vedere,  si tratta di persone che  lavorano
  nei comuni da oltre 22 anni: in questo frattempo, e a differenza di
  ciò  che spesso avviene con la politica (perché la politica, quando
  vanno  in  pensione  gli impiegati comunali o regionali,  si  mette
  subito  all'opera  per  sostituirli, per  andare  a  espletare  dei
  concorsi),  ebbene,  in questo caso, a fronte  di  una  percentuale
  altissima, in 22 anni, di personale degli enti locali che è  andato
  in   pensione,   i  comuni  non  hanno  proceduto   alla   relativa
  sostituzione,   avvalendosi  nel  frattempo,  lo   ribadisco,   dei
  lavoratori dell'articolo 23, cioè lavoratori che sono lì  da  oltre
  22  anni  e che svolgono funzioni cruciali: senza questi lavoratori
  si fermerebbe l'attività dei comuni, è bene dirlo
   Ora, a questo riguardo, nell'essere favorevole all'approvazione di
  questo  emendamento presentato, vorrei anche far notare al Governo,
  e  prego  che mi presti un attimo di attenzione, che non  possiamo,
  proprio  per  la  delicatezza  della  materia  e  per  non  operare
  discriminazioni, non fare attenzione anche all'articolo 55, e  cioè
  avuto  riguardo  all'assunzione di  quella  parte  del  bacino,  ex
  articolo 23, che ha avuto la fortuna di lavorare presso gli  uffici
  della Regione.
   Trattandosi dello stesso personale, che è stato assunto  in  forza
  della  legge e che è lì dal 1988, quindi da 22 anni, ebbene occorre
  considerare  che  sono   figli   della  stessa  legge,  e  che   la
  destinazione dell'utilizzo di questo stesso personale,  presso  gli
  uffici   della   Regione  o  presso  gli  enti  locali,   non   può
  rappresentare  un  fatto  discriminante che  avvantaggia  alcuni  e
  svantaggia altri.
   Ora,  la  Regione  ha  già  operato  favorevolmente  verso  questa
  categoria  di lavoratori, i 4.500 che sono utilizzati dalla  stessa
  Amministrazione  regionale, perché questi lavoratori,  giustamente,
  correttamente,  sono  impiegati con  un  monte  orario  di  36  ore
  settimanali, a fronte invece dei lavoratori della stessa categoria,
  torno  a  ribadire, che lavorano negli enti locali  e  che  vengono
  utilizzati  con un monte orario variabile da 18 a 24 ore.
   Inviterei  il  Governo, pertanto, e bene ha  fatto  il  Presidente
  Cascio  a  raccomandare  la riscrittura di  quell'articolo  55,  di
  cercare  di  operare  con saggezza e soprattutto  nel  rispetto  di
  tutti, senza fare discriminazioni e, quindi, quando si tratterà  di
  riscrivere  l'articolo 55, prevedere che la successiva  assunzione,
  eventualmente  nei ruoli organici della Regione, avvenga  dopo  una
  norma  di  legge  che preveda, appunto, la relativa immissione  nei
  ruoli. Bene ha fatto, quindi, il Presidente Cascio a pretendere  la
  riscrittura  e  credo che il Governo faccia bene a  presentare  una
  riformulazione che preveda il passaggio dopo una norma di legge.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, siamo lieti di averla qui stasera, invece
  di leggere sui giornali, impegnato altrove, mentre qui parliamo del
  bilancio e della finanziaria della sua e della nostra Regione.
   Signor  Presidente, chi mi ha preceduto finora ha posto  l'accento
  sull'enorme importanza di questo emendamento e sulla questione  che
  l'emendamento  stesso  ha  introdotto  nel  dibattito  della  legge
  finanziaria  di questo Parlamento. La mancanza di questa  normativa
  ha  rappresentato,  fino  ad oggi, un serio  limite  all'avvio  del
  principio  di  stabilizzazione dei lavoratori  precari  degli  enti
  locali.  E  se  vi  sono oggi più di otto mila lavoratori  precari,
  impegnati  negli  enti  locali di tutta  l'Isola,  e  non  è  stato
  consentito   ai  sindaci  -  nonostante  la  loro  chiara   volontà
  dichiarata  negli anni - di procedere alla stabilizzazione,  ciò  è
  stato  proprio per l'incidenza profondamente negativa sul Patto  di
  stabilità, che avrebbe determinato l'immediato dissesto finanziario
  di  tutti  gli  enti locali che avessero proceduto,  appunto,  alla
  stabilizzazione  dei  lavoratori precari,  impegnati,  ricordo,  da
  almeno 15 e in alcuni casi 18 e 20 anni
   Io  credo che oggi sia un gesto di grande civiltà politica  prima,
  ma  giuridico-amministrativa dopo, approvare una  norma  che  è  di
  grande  coraggio  e che servirà a consentire agli  enti  locali  di
  potersi  avvalere  finalmente,  e a  tempo  pieno,  di  tutti  quei
  lavoratori che negli anni hanno consentito, specialmente ai piccoli
  comuni,  di  dotarsi di uffici per il piano regolatore,  di  uffici
  tecnici  per  le  opere  pubbliche, di  uffici  finanziari  per  il
  bilancio e di uffici per la programmazione economica.
   Vi sono comuni che oggi si reggono, sotto l'aspetto burocratico  e
  organizzativo, sui lavoratori precari degli enti locali. Io  credo,
  quindi, che oggi, senza scadere nella retorica, sia di fondamentale
  importanza questa previsione, ed invito il Parlamento a non  andare
  oltre  sull'eventuale richiesta di accantonamento, affrontando  ora
  il   cuore   del  problema.  E,  quindi,  consentire  l'esame,   la
  discussione  e il voto di questo emendamento che permetterà,  senza
  determinare  una negativa incidenza nel bilancio  e  nel  Patto  di
  stabilità  dei  comuni, la stabilizzazione dei precari,  mantenendo
  intatti gli equilibri economico-finanziari degli enti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  stamattina,
  quando   è  intervenuto  l'onorevole  Scilla,  ha  utilizzato   nei
  confronti dei nostri interventi e, soprattutto, nei confronti degli
  interventi  dell'onorevole  De Luca,  due  aggettivi,   stupidi   e
   puerili .
   Io  che ho uno scrupolo filologico, sono andato a controllare  nel
  vocabolario della lingua italiana, il  Devoto-Oli , e ho cercato il
  significato  della  parola  stupido  e  della  parola  puerile:  ad
  entrambi  gli  aggettivi ho riscontrato che è stupido  chi  non  si
  rende  conto  di  ciò che gli accade intorno ed  è  puerile  chi  è
  bambinesco,  cioè  chi non si accorge di quanto  accade  nel  mondo
  degli adulti.
   Caro  onorevole Scilla, nel mondo degli adulti, sta accadendo  che
  al  tredicesimo intervento, grazie a questi tredici interventi,  un
  emendamento, da tutti gli intervenuti, viene esaltato come  il  più
  importante  di tutto il disegno di legge messo assieme   Di  questo
  non  si  accorge solo chi è stupido e chi è puerile, cioè  chi  non
  riesce a capire cosa accade nel mondo degli adulti
   Chi   è  qui  soltanto  passivamente,  perché  viene  chiamato   a
   schiamazzare  o a fare interventi soltanto di disturbo, non si può
  rendere conto dell'attività dei colleghi
   Grazie agli interventi come quelli di De Luca, di Mancuso, i miei,
  ieri nel bilancio sono stati prosciugati ventuno milioni di euro di
  spesa. Ma l'onorevole Scilla non se ne poteva accorgere, perché  il
  mondo  degli  adulti  non fa parte della sua dimensione   Il  mondo
  bambinesco  e  puerile del quale lui ha parlato  è,  probabilmente,
  quello  che  non  si  rende  conto di ciò  che  accade   Altro  che
  interventi puerili e stupidi
   Se oggi, se ieri, emendamenti commentati quattordici volte, grazie
  alla  elasticità con la quale il Presidente sta conducendo i lavori
  d'Aula,  consentono di emendare il disegno di legge, e  il  Governo
  sta   valutando   positivamente  alcuni   di   questi   costruttivi
  interventi,  la  previsione  di  legge  viene  emendata  e  diventa
  perfettibile  e ancor di più conducente e confacente  alle  istanze
  dei siciliani.
   Se  questo emendamento non veniva discusso, questa norma bucava  i
  bilanci  di  tutti  i comuni dell'Isola, caro onorevole  Scilla   E
  quindi  si rimangi i due aggettivi, li attagli alla sua dimensione,
  perché quella dimensione è di chi non si rende conto né di ciò  che
  gli sta attorno né di ciò che accade nel mondo degli adulti
   Questa Assemblea sta legiferando, in modo più adulto di quello cui
  è  abituato lei: grazie agli interventi di Cateno De Luca, di Fabio
  Mancuso,  di  Innocenzo Leontini e di tutti i colleghi  che  stanno
  intervenendo  e  grazie anche alla guida lucida e lungimirante  del
  Presidente Cascio, il Governo sta accogliendo i contenuti  di  tale
  previsione: e quando li accoglie, ciò vuol dire che si riconosce il
  fattore positivo e costruttivo degli emendamenti, degli interventi.
   L'unico  che  non  ha  capito ciò, in questa Aula,  è  l'onorevole
  Scilla

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà. Ricordo, che l'emendamento 16.19  porta
  la firma del presidente Musotto.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  si  parla  del
   mondo  degli adulti , del   mondo degli stupidi   ho capito,  alla
  fine,  che in Aula c'era un cretino e tutti gli altri sono  persone
  perbene  e  intelligenti  Forse ho capito male, ma credo  che  alla
  fine il succo fosse questo
   Io voglio semplicemente dire, invece, che non credo che questa sia
  la   prima  volta  che  l'Aula  affronti  questo  problema,  e  può
  continuare a farlo, può cercare anche di far capire alla gente  che
  ci stiamo occupando di quegli adulti e dei precari LSU.
   Io  credo  che  continuiamo ad occuparci  di  un  problema  che  è
  inesistente. E' un problema che possiamo affrontare come  vogliamo,
  lo possiamo anche votare  Avremmo fatto bella presenza e detto alla
  gente  che  siamo bravi e andiamo incontro alle loro  esigenze   Ma
  sappiamo  una cosa con certezza, questo emendamento, comunque  sarà
  votato,  sarà impugnato dal Commissario dello Stato,  perché  è  in
  contrasto con la legge nazionale. Quindi i sedici interventi  vanno
  bene;  chi  ha  presentato l'emendamento è una  persona  seria,  lo
  riconosco  e  lo sottolineo, chi lo ha difeso, lo sottolineo,  l'ha
  fatto  e ciò è importante, ma c'è una realtà: il Commissario  dello
  Stato non può far passare questo emendamento
   Io  non ho altro da aggiungere, possiamo continuare a far finta di
  legiferare  in  nome  e  per  conto  di  coloro  i  quali  vogliamo
  amministrare, ma la realtà è che sappiamo che stiamo discutendo sul
  nulla

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so che questo
  è  un  argomento  che  ritorna ogni anno  nella  finanziaria  della
  Regione,  però, con molta onestà, credo che il Parlamento siciliano
  commetta  un errore, che è il seguente: ogni anno abbiamo, infatti,
  lo  stesso  problema   e  lo si  scarica , appunto,  sull'Assemblea
  regionale siciliana.
   Non  ho  visto,  fino  ad  ora,  lo sappiamo  tutti,  la  politica
  siciliana, credo al pari di quella meridionale (perché credo che il
  problema  di Palermo o della Sicilia non sia diverso da quello  che
  ha  la  Campania  o  Napoli o, per certi  versi, la  Calabria,  che
  presentano  analogamente un precariato storico  che  è  all'interno
  delle  pubbliche  amministrazioni ed  in  particolare  dei  comuni)
  ebbene,  che  ci piaccia o no, con tutte le ipocrisie  delle  belle
  false  coscienze  che ogni tanto leggiamo sui giornali,  perché  si
  stabilizzi  il  precariato  - stiamo parlando  di  persone  che  da
  vent'anni  svolgono un'attività nelle pubbliche  amministrazioni  -
  questa  vicenda non la si può risolvere sic et simpliciter con  una
  norma.
   Attenzione, norma che io sono d'accordo nel varare, così  ciascuno
  si  assume  la  responsabilità, sono per approvare l'emendamento  a
  firma  Musotto e non ne parliamo più  Ma dobbiamo sapere che questa
  vicenda  è  in capo al Governo nazionale, perché fino a  quando  il
  Ministero  dell'economia non consentirà alle  regioni  meridionali,
  che   hanno   un   precariato  storico,  che  fa  parte,   diciamo,
  geneticamente della struttura amministrativa dei nostri  comuni  e,
  perché   no?,   della   nostra   Regione,   continueremo   a   fare
  dell'ipocrisia. Anzi, è il Governo nazionale a fare l'ipocrita  nei
  confronti   dei  comuni  meridionali  e  di  quelli  siciliani   in
  particolare
   Ecco perché io sono per approvare l'emendamento. Dopo di che, sono
  anche  per  fare  un'altra operazione, se siamo  d'accordo.  Ce  la
  sentiamo  di fare un atto politico, oggi, con un ordine del  giorno
  finale  e,  poi,  domani,  un  minuto  dopo  l'approvazione   della
  finanziaria, con una legge-voto,  inviamo al Parlamento nazionale e
  a tutti i deputati siciliani, una proposta affinché questo tema del
  precariato  pubblico sia affrontato con chi si  gira la  faccia   e
  quasi quasi si vergogna del fatto che abbiamo i precari in Sicilia?
   Li  abbiamo, ormai, e come si suol dire  questa è la zita  . O  ce
  la  sposiamo così com'è, o è inutile continuare a fare gli ipocriti
  rispetto a gente che da, ex-giovani, ormai, ha mediamente  40,  45,
  50 anni e che opera da vent'anni nella pubblica amministrazione
   Noi approviamo questa norma, il Commissario dello Stato, che opera
  in  stretto raccordo con il Governo nazionale in questa vicenda, si
  assumerà   la  responsabilità,  e  quindi,  appunto,   il   Governo
  nazionale,  di  dire  ai precari siciliani che  non  devono  essere
  rinnovati   i  relativi  rapporti  di  lavoro   Vediamo   se   tale
  responsabilità  saprà  assumersela,  ma  non  si  può    scaricare
  sull'Assemblea   un  problema  che  non  è   e   non   può   essere
  dell'Assemblea, deve essere della contabilità generale dello  Stato
  e  dei  parametri con i quali si determinano i meccanismi del Patto
  di stabilità.
   Ecco   perché  chiedo  all'Aula  di  chiudere  questa    partita .
  Approviamo la norma, dopo di che vediamo che succede. In ogni caso,
  va  fatto  un  atto politico  forte  del Parlamento  siciliano  nei
  confronti del Governo nazionale, perché questa vicenda, ogni  anno,
  si  ripropone  ed  ogni anno si  scarica  su di noi  una  questione
  tutta nazionale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  molte
  cose  le abbia già dette il Capogruppo, onorevole Cracolici. E'  la
  prima  volta che intervengo in questa finanziaria. Io credo  che  i
  nodi vengano tutti al pettine
   L'onorevole  Cracolici  ha  anche  squarciato  su  quale  sia   la
  situazione  in  questo momento. Noi veniamo  da  una  storia  molto
  antica  per  i  precari,  articolo 23,  ASU,  praticamente  precari
  regionali  eccetera. Si è fatta, già nel 2006, una  differenza  fra
  quelli  che  erano i precari regionali, assunti per cinque  anni  a
  tempo pieno, e quelli in servizio negli enti locali.
   Oggi  la  situazione è tragica, perché la politica,  ad  un  certo
  punto,  deve assumersi la responsabilità. Da una parte non  si  può
  dire  che  il  bilancio regionale è squarciato  ed  è  un  bilancio
  fasullo,  mentre dall'altra si possono dare speranze che, peraltro,
  non   possono   essere   date   solo  dal   Governo   regionale   o
  dall'Assemblea.
   Noi  dobbiamo  avere  il  coraggio  di  porre,  così  come  diceva
  l'onorevole  Cracolici, una volta per tutte, una  questione  che  è
  diventata  di  carattere sociale per tutta la  Sicilia.  Avere  sul
  carico  della  spesa  regionale o degli enti locali,  una  mole  di
  precari  che oggi non sono più i giovani di allora, che  oggi  sono
  coloro  che fanno funzionare, di fatto, gli uffici, può portare  ad
  avere,  da  parte  di  tutta  l'Assemblea  regionale,  un  atto  di
  responsabilità  e,  al  di  là  del  gioco  delle  parti,  dobbiamo
  assumerci integralmente questa grande responsabilità
   La  presenza di alcuni precari in Aula fa scattare tutti e  ognuno
  dice  la  sua,  però  ho l'impressione che ci sia  molta  demagogia
  perché,  per  affrontare veramente il problema, si deve  affrontare
  indipendentemente  da questa sera. Non basta  dire  e  limitarci  a
  varare  la legge per evitare che i precari insistano sul  Patto  di
  stabilità  Vi è un altro problema, tra l'altro: questi precari sono
  stati imposti agli enti locali con una legge che, allora, era stata
  finanziata  ad hoc. Oggi, quei finanziamenti non ci sono.  Vi  sono
  Comuni  di  quattromila, cinquemila abitanti,  con  ben  centoventi
  precari,   ed è chiaro che non possono assumersi, da soli,  l'onere
  di poter andare oltre il Patto di stabilità
   Naturalmente, questa è una questione che, come diceva l'assessore,
  deve  essere posta oggi con forza dall'Assemblea e dalla Conferenza
  Stato-Regioni,  se è vero che questo problema, dal punto  di  vista
  del  Nord  del Paese, ha costituito un aspetto critico:  per  altri
  versi,  sul  Patto  di  stabilità, è stato chiesto  con  forza  dai
  sindaci del Nord, anche appoggiati dalla Lega
   Non  capiamo  perché oggi, da una parte, presentiamo interpellanze
  nazionali per dire che il bilancio regionale è un bilancio vuoto e,
  dall'altra,  poi  diciamo di voler diecimila  precari,  trentamila,
  quarantamila   ma  allora, oggi, non dobbiamo più  fare  demagogia
  Dobbiamo  affrontare la cruda realtà di questa nostra Regione  che,
  come  dicevo  in  altre  occasioni, è in  un'emergenza  sociale  ed
  economica
   Sarebbe  da irresponsabili, caro onorevole Leontini, io  sono  uno
  che  osserva  e, purtroppo, ho osservato talune questioni   Allora,
  qual  è  lo scopo di tutti noi? Arrivare a domani notte, senza  una
  finanziaria  e  senza un bilancio approvato, oppure metterci  tutti
  insieme  e  porre sul piano le vicende che dobbiamo  affrontare  in
  questa emergenza? Siamo in un'emergenza e nessuno si può permettere
  di  fare,  pur con tutte le vostre verità politiche che  avete,  le
  vostre rivendicazioni o le nostre  Il problema è oggi che siamo  di
  fronte a un'emergenza
   Voglio  anche  dire  che questo argomento, da tutti  condiviso  in
  Aula, serve pure a fare una riflessione di quello che è il percorso
  che vogliamo creare. Vogliamo dire che il Governo non è in grado di
  fare  la  finanziaria? Quali sono gli effetti per tutta la Regione?
  Quali  sono gli effetti  cui saremo chiamati noi deputati,  domani,
  dalla gente che aspetta una risposta chiara?
   La  differenza,  fra il Sud e il Nord, dobbiamo dire  qual  è   Al
  Nord,  quando  si tratta di alcuni argomenti, sono tutti  compatti,
  alla  Camera, nelle Regioni, in tutti le sedi  Qui, non lo siamo  e
  questo  è  un errore politico, ma anche di ragion di Stato,  e  che
  pagheremo a caro prezzo per le prossime generazioni.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                          Per fatto personale

   SCILLA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  vi  sottrarrò
  soltanto   due   minuti,  perché  mi  sembra  doveroso   rispondere
  all'intervento fatto dal Capogruppo del PDL, onorevole Leontini. Mi
  sembra il minimo, due minuti
   Intanto,  il Capogruppo Leontini, per comprendere bene  la  parola
  stupido  o  puerile ha dovuto consultare il vocabolario. Mi  sembra
  eccessivo, non c'era bisogno
   Fatta  questa premessa, stamattina se ho esagerato, se  ho  offeso
  qualcuno,  posso anche chiedere scusa, nella maniera più  assoluta,
  perché  non  volevo  affatto offendere,  mi  riferisco  al  collega
  D'Asero,  e  se,  quindi, ho dato questa impressione,  posso  anche
  chiedere scusa.
   Ribadisco,  però, il concetto. E l'ha detto poco fa  lei,  collega
  Leontini.  Quando  si  interviene e lo si fa  per  modificare,  per
  migliorare,  per dare un contributo reale, ed allora,  ben  vengano
  gli  interventi. Non uno, non due, non dieci minuti, anche mezz'ora
  di  intervento siamo disposti a sopportare  Ma quando l'intervento,
  signor Presidente, mi sembra che io stia parlando serenamente,  sto
  concludendo, lei è garante assoluto dicevo, se l'intervento è fatto
  in  maniera costruttiva, che ben vengano i contributi al dibattito.
  Ho  voluto, soltanto, dire, e lo ribadisco, che ognuno  di  noi  ha
  quel  piccolo  quoziente intellettivo tale  da  comprendere  quando
  l'intervento   è  utile,  collega  D'Asero,  e  quando   invece   è
  strumentale  Perché nel momento in cui si interviene sul  Patto  di
  stabilità c'è una logica, ma quando ciò avviene su un articolo, per
  il quale si è lottato perché fosse inserito in finanziaria, e, poi,
  si   presenta  l'emendamento  abrogativo,  mi  pare  evidente   che
  l'atteggiamento sia soltanto strumentale
   Chiedo,  quindi, scusa all'Aula, al Governo, se ho  potuto  creare
  qualche  momento di tensione, ma che sia chiara una cosa: il  fatto
  che  noi  sosteniamo  il Governo e vogliamo che questa  finanziaria
  vada  in porto, non significa che non possiamo esprimere la  nostra
  opinione,  perché se il parlamentare ha il diritto di  intervenire,
  può farlo sia per sostenere sia per contrastare una tesi.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                                 legge
               nn. 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi, non posso che  essere  felice  del
  fatto  che in quest'Aula sia scoppiata la pace e, però, abbiamo  il
  dovere  di continuare a dire, noi dell'UDC, come abbiamo  fatto  in
  questi mesi, di come stanno le cose.
   Come  giustamente  ha  detto qualcuno  prima  di  me,  faccio  una
  premessa,  non  tornerò sul merito dell'emendamento del  Presidente
  Musotto,  che  l'UDC voterà in maniera convinta, ma devo  fare  due
  osservazioni assolutamente sintetiche.
   Prima  osservazione:  avevamo presentato in Commissione  Bilancio,
  onorevole  Presidente della Regione, una serie di  emendamenti  che
  avevano  fondamentalmente due obiettivi,  il  primo,  il  tema  del
  precariato;  il  secondo,  concernente le  famiglie  numerose,  con
  particolare  riferimento  alla  riduzione  dell'addizionale   Irpef
  regionale.
   Ebbene,  né  l'uno  né  l'altro tema sono stati  apprezzati  dalla
  maggioranza in Commissione Bilancio, e cioè dall'MPA, dal PD e  dal
  PDL Sicilia. E queste norme sono state bocciate. Siccome le abbiamo
  ripresentate in Aula, perché abbiamo a cuore la famiglie siciliane,
  e tra esse anche quelle che hanno al loro interno dei precari, oggi
  ci   rendiamo  conto  che,  quando  abbiamo  giudicato  pessima  la
  finanziaria  presentata dal Governo Lombardo, lo  abbiamo  fatto  a
  ragion   veduta,  tanto  che  è  stato  necessario  un  emendamento
  dell'Aula  per inserire un tema di così esiziale importanza  e  che
  nella  finanziaria presentata dal Governo, appunto,  non  figurava.
  Allora ora siamo tutti bravi, applausi per tutti, la verità  è  che
  l'abbiamo inserito in Aula, non era nel progetto del Governo
   Dopo  di  che,  e  faccio la seconda osservazione, accingendomi  a
  concludere, l'onorevole Cracolici ha detto delle cose sensatissime,
  talmente  sensate, onorevole Cracolici, che mi aveva quasi convinto
  se  non  fosse che le manca un ultimo passaggio del sillogismo  che
  lei ha rappresentato all'Aula e mediaticamente ai siciliani.
   Lei  ha detto, infatti, una cosa corretta: il problema dei precari
  è  un  problema  nazionale,  se  ne deve  fare  carico  il  Governo
  nazionale, non se ne può fare carico l'Assemblea regionale. C'è  un
  piccolo  problema,  però.  Il Presidente  Lombardo  è  alleato  del
  Governo  nazionale  e  lei,  onorevole  Cracolici,  è  alleato  del
  Presidente Lombardo  E, allora, rispetto a queste cose, non  è  più
  possibile  prendere in giro la gente  Facciamo tutti una  battaglia
  insieme,  facciamo una legge-voto, facciamo ciò  che  volete,  però
  abbiate, vivaddio, il buon senso di chiamare con serenità  le  cose
  col  loro nome. Ci sono nelle scene politiche nazionali e regionali
  pagine  non  di poca chiarezza, di nessuna chiarezza e  siccome  il
  momento  è  assai delicato, inviterei tutti, prima  di  parlare,  a
  passarsi una mano sulla coscienza.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo di  dover
  ridurre  al minimo, così come sto facendo, i miei interventi,  però
  per  quello  che  ho  sentito su questa  materia  che  riguarda  il
  precariato e per l'impostazione che qualche collega ha voluto  dare
  alla  stessa,  non potevo esimermi dal fare qualche  mia  personale
  considerazione. Come ha detto l'onorevole Cordaro,  sono  d'accordo
  rispetto  a quanto sostenuto da alcuni colleghi. Come, ad  esempio,
  di  quanto  ha  detto l'onorevole Laccoto, quando  afferma  che  il
  problema  non  è  di  questa  Assemblea,  ma  assume  una   valenza
  nazionale.  E  lo  dobbiamo  dire a  tutti,  lo  dobbiamo  dire  ai
  siciliani, lo dobbiamo dire ai precari.
   E'  vero,  noi non possiamo risolvere questo problema, ha  ragione
  l'onorevole  Cintola, non sono d'accordo ad inserire  questo  comma
  perché, in effetti, devo dire che il problema è nazionale e, forse,
  dovrebbe essere risolto dalla Conferenza Stato-Regioni.
   Ricordo  che nel 2008, già da quest'Aula, onorevole Dina, qualcuno
  che è stato chiamato a rappresentare i siciliani, e sappiamo di chi
  parlo,   ha  detto  che  era  opportuno  procedere  alle  geometrie
  variabili  per  mettere  di  lato l'ascarismo  contro  Roma  e  per
  riuscire  a  incidere ancor di più su Roma, per ridare  priorità  e
  protagonismo,  caro  Presidente  Lombardo,  alla  nostra   Sicilia.
  Ebbene,  sono  passati due anni, Presidente Lombardo,  mi  dispiace
  dirlo,  ma non lo dico io, lo dicono i siciliani, e la sua  azione,
  purtroppo,  non  ha  sortito, e voglio  usare  un  eufemismo,  quei
  risultati voluti, sperati, quei risultati desiderati
   Purtroppo, l'intervento e la forza contrattuale di questa Regione,
  lo  dobbiamo  dire  Presidente Adamo, non è  quella  da  tutti  noi
  sperata.
   L'intervento  di un Governo autonomistico, che fa  riferimento  ad
  intermittenza a fatti del passato, addirittura rievocando  Milazzo,
  lo  dobbiamo  dire, a distanza di due anni, non sta  sortendo  quel
  risultato in cui tutti speravamo  Anche chi ha vinto le elezioni  è
  stato convocato, nostro malgrado, all'opposizione, tradendo il voto
  dei  siciliani,  della Sicilia, di tanti siciliani e  italiani  che
  guardavano a un Governo di centrodestra e non a un pastrocchio  che
  è stato fatto, dall'immagine completamente confusa.
   Allora, noi siamo perché si approvi questa finanziaria. Siamo,  lo
  voglio  dire,  non  per l'ostruzionismo - e  chi  vi  parla  lo  ha
  dimostrato, perché poteva fare un intervento su ogni emendamento  e
  a  sua  volta su ogni articolo -, no, però dobbiamo ripristinare  i
  termini della realtà.
   Onorevole  Cordaro, lei ha detto che questo Governo è  alleato  al
  Governo  nazionale, non è assolutamente vero  Forse  il  Presidente
  Lombardo  vorrebbe  parlare con il Presidente  Berlusconi,  ma  c'è
  qualche problema che osta rispetto a ciò.
   Allora, noi siamo all'opposizione per altri tre anni, anche se  io
  volevo andare al Governo, mi ero pure candidato, Presidente Cascio,
  per  governare assieme agli altri, chiaramente, da uno degli ultimi
  scranni  di  questo  Parlamento: mi ero  candidato  a  tale  ruolo,
  chiedendo  la  fiducia alla gente della Sicilia  Purtroppo,  ad  un
  certo punto, mi sono svegliato e mi sono ritrovato all'opposizione,
  come  gli  ultimi, onorevole Mancuso, pazienza, per altri tre  anni
  saremo in quel luogo
   Oggi,  però, sulla questione dei precari, non ci possiamo prendere
  in  giro,  dobbiamo risolverla. E' giusto aprire una prima finestra
  per  i  precari  regionali, e poi aprire via  via  gradualmente  le
  altre, questo lo dobbiamo dire a chiare lettere. Però è altrettanto
  vero  che, qualora ci fosse stata la necessaria autorevolezza nella
  Conferenza  Stato-Regioni,  la Sicilia avrebbe  potuto  operare  la
  deroga  al  Patto di stabilità, onorevole Cordaro, lei deve  essere
  più preciso nelle affermazioni, perché altrimenti ci confondiamo un
  po' tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Buzzanca, Arena e Incardona.

   BUZZANCA. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ARENA. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Incardona.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  non  voglio  entrare  nel  merito delle cose  dette  dall'onorevole
  Falcone, però mi permetto di ricordare a me stesso, a quest'Aula  e
  al   Governo,  quindi  a  tutti  i  componenti  di  quest'Assemblea
  regionale,  a  qualunque partito, a ciascuno di noi, a  prescindere
  dall'appartenenza politica, di quanto detto dall'onorevole  Cordaro
  e  da  altri  che  sono  intervenuti,  cioè  che  il  problema  del
  precariato è grave ed è importante per la nostra Sicilia.
   E,  caro  onorevole Falcone, non possono essere  qui  ribadite  le
  ragioni di una parte, seppure legittime o meno
   Qui  oggi vanno ribadite soltanto le ragioni dei precari, di gente
  che attende, da tantissimi anni, una stabilizzazione, perché al  di
  là  dell'appartenenza  a  questo o  a  quel  partito,  siamo  tutti
  impegnati in quest'Aula a dare sostegno alle ragioni dei precari
   Al  di là di ciò che è accaduto e che non è accaduto, questo è  un
  problema che va affrontato con la compattezza e con la sinergia  di
  tutte  le  forze  politiche,  siano  esse  di  maggioranza   o   di
  opposizione, in questo Parlamento, così come al di fuori  di  esso.
  Perché  è una questione sociale veramente grave, a cui non possiamo
  contrapporre  divisioni  politiche,  ragioni  di  schieramento,  di
  maggioranza e di opposizione.
   Quindi, al di là di ogni cosa, condivido quanto sostenuto  da  chi
  proponeva  una  legge-voto,  un ordine  del  giorno,  una  mozione,
  qualsiasi  atto  politico che serva ad impegnare il  Governo  della
  Regione e quello nazionale a risolvere questo problema.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   vorrei   soltanto  chiarire  che,   nella   finanziaria
  presentata dal Governo, quest'articolo era ben presente  -  se  non
  ricordo male era l'articolo 5 - ma, per ragioni di opportunità,  la
  Commissione  ha  ritenuto  di stralciarlo per  un  approfondimento,
  tant'è  che poi l'onorevole Musotto, Capogruppo di maggioranza,  ha
  presentato, in sintonia con il Governo, un emendamento che di  buon
  grado  vedo  i  colleghi parlamentari hanno voluto  approfondire  e
  meglio sostenere.
   Questa tematica è per tutti noi, non solo importante, ma anche  di
  difficile  soluzione. Spero, quindi, che questo tema, il  tema  del
  precariato,  che  non  riguarda soltanto i  lavoratori  degli  enti
  locali,  ma pure quanti sono oggi impegnati in Sicilia nei Consorzi
  di  bonifica, come nella Forestale e nei servizi antincendio, possa
  divenire   un  motivo  per  un'azione  politica  forte  a   livello
  nazionale.  Ciò  perché  non  può  essere  sicuramente  la  Regione
  siciliana  a  farsi carico di un problema così serio e  importante,
  che  già  la  QuintauiQQ  Commissione parlamentare,  peraltro,  nei
  prossimi giorni affronterà.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  16.19.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  gli  emendamenti  16.1,  16.8  e  16.9  sono
  preclusi.

   DE  LUCA.  Dichiaro di ritirare gli emendamenti 16.2, 16.3,  16.4,
  16.5, 16.6 e 16.7.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LEONTINI.  Dichiaro  di  ritirare gli  emendamenti  16.10,  16.11,
  16.12, 16.13, 16.14, 16.15 e 16.16.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa,  quindi,  all'emendamento  16.17  del  Governo.  Ne  do
  lettura:
   «Al  comma  4 dopo le parole  Aziende sanitarie provinciali'  sono
  aggiunte le parole  le Aziende ospedaliere'.»

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'esame  dell'emendamento  16.20  e  all'emendamento
  16.20.1, sostitutivo, a firma dell'onorevole Leontini:
    L'emendamento 16.20 è sostituito dal seguente:
   «Al  comma  4  cassare le parole  ivi comprese quelle  relative  a
  consulenze,  incarichi  e collaborazioni' dalla  sede  prevista  ed
  aggiungerle dopo le parole  di parte corrente'.'»

   Il parere del Governo sull'emendamento sostitutivo 16.20.1?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 16.20 è superato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 16, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                             «Articolo 17
        Misure di contenimento della spesa del settore pubblico
                               regionale

   1.   I   compensi  corrisposti  ai  componenti  degli  organi   di
  amministrazione  e  controllo, degli  istituti,  aziende,  agenzie,
  consorzi,   organismi   ed  enti  regionali  comunque   denominati,
  sottoposti a tutela e vigilanza dell'amministrazione regionale  che
  usufruiscano di trasferimenti diretti da parte della stessa,  fatta
  eccezione  per  le aziende sanitarie ed ospedaliere nonché  per  le
  aziende  ospedaliere universitarie, non possono superare  l'importo
  onnicomprensivo  di  50.000 euro annui per ciascun  componente  gli
  organi  di  amministrazione e di 25.000 euro per ciascun componente
  degli organi di vigilanza e controllo.
   2.  Entro  tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  con  decreto  del  Presidente  della  Regione  su  proposta
  dell'Assessore regionale per l'economia, previa delibera di Giunta,
  sono   individuate,   in   base  a  criteri   di   funzionalità   e
  territorialità,   tre  fasce  entro  le   quali  classificare   gli
  organismi di cui al comma 1 e determinati, nei limiti previsti  dal
  medesimo  comma  1,  i compensi da erogare ai  relativi  organi  di
  amministrazione   e   controllo.  Tali   compensi   devono   essere
  comprensivi di eventuali benefit usufruiti.

   3.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano dalla  data
  di entrata in vigore della presente legge.

   4.  Gli  istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi  ed  enti
  regionali  comunque  denominati, sottoposti a  tutela  e  vigilanza
  dell'amministrazione  regionale che usufruiscano  di  trasferimenti
  diretti  da  parte  della  stessa, fatta  eccezione  delle  aziende
  sanitarie  ed ospedaliere, qualora corrispondano compensi superiori
  al  limite  fissato dal precedente comma, devono  provvedere  entro
  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge
  ad  adeguare  i  propri  statuti  e  regolamenti  alle  limitazioni
  previste.  Le  Amministrazioni che svolgono funzioni  di  tutela  e
  vigilanza  dei  predetti enti e società provvedono  ad  adottare  i
  consequenziali atti.

   5.  Sono abrogati le disposizioni di legge in contrasto con quanto
  previsto dal comma 1 del presente articolo.

   6.  E'  fatto  divieto agli istituti, aziende, agenzie,  consorzi,
  organismi  ed  enti  regionali comunque  denominati,  sottoposti  a
  tutela  e vigilanza dell'amministrazione regionale che usufruiscano
  di  trasferimenti  diretti  da  parte  della  stessa,  di  adottare
  provvedimenti   di  incremento  dei  compensi   degli   organi   di
  amministrazione    e   di   controllo,   ancorché   originariamente
  determinati  entro il predetto limite di 50.000  euro  per  ciascun
  componente  gli  organi di amministrazione e  di  25.000  euro  per
  ciascun componente degli organi di vigilanza e controllo.

   7.  Dalla  data  di  entrata in vigore della  presente  legge  gli
  amministratori   degli   istituti,  aziende,   agenzie,   consorzi,
  organismi  ed  enti  regionali comunque  denominati,  sottoposti  a
  tutela  e vigilanza dell'amministrazione regionale che usufruiscano
  di  trasferimenti  diretti  da parte  della  stessa,  che  per  tre
  esercizi finanziari abbiano conseguito perdite o abbiano registrato
  un  progressivo peggioramento dei conti sono decaduti  di  diritto.
  Per  l'esercizio  2010  gli  anni di riferimento  si  intendono  il
  triennio 2007/2009».

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere al
  Governo, per quanto riguarda quest'articolo, di accantonarlo, e  ne
  spiego  anche i motivi. Rischia, infatti, di passare per  ulteriore
   norma-manifesto ,  come  di  quelle  che  abbiamo  contestato   in
  quest'Aula   e   cercato   anche  oggi,   con   grande   senso   di
  responsabilità,  di  modificare, ciò  perché,  rispetto  al  titolo
   misure   di   contenimento  della  spesa  del   settore   pubblico
  regionale , rischia di non avere gli effetti sperati.

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   Su  questo  tema,  ho  presentato degli  emendamenti  proprio  per
  aderire  a quella che è la logica che individuo in questo  articolo
  della  finanziaria proposta dal Governo; faccio  un  esempio  molto
  chiaro,  onorevole assessore, onorevole Presidente  della  Regione:
  non    possiamo   limitarci   semplicemente   ai   compensi   degli
  amministratori, perché questo, rispetto al problema degli  sprechi,
  è relativo e rischia di passare come un messaggio ipocrita.
   Da  questo  punto di vista, mi permetto di dire che  noi  dobbiamo
  riguardare  tutta  una  serie di aspetti  che  sono  effettivamente
  fondamentali  per  quanto  riguarda il  contenimento  della  spesa,
  perché  se  noi  facciamo  solo  riferimento  all'indennità   degli
  amministratori, per cui stabiliamo un tetto, delle fasce, e non  ci
  poniamo,   invece,   il   problema  del  costo   degli   Uffici   e
  dell'accorpamento delle strutture periferiche dei dipartimenti, che
  non sono contemplati in questo provvedimento  non ci stiamo ponendo
  affatto i veri problemi
   Se  noi,  realmente, vogliamo varare una norma che sia  misura  di
  contenimento  della  spesa  del  settore  pubblico  regionale,  non
  possiamo  dire  che, sol perché abbiamo ridotto le indennità  degli
  amministratori, abbiamo raggiunto l'obiettivo  Avremmo innovato  un
  aspetto,  ma  perché,  così come abbiamo dimostrato  finora  grande
  senso  di  responsabilità,  non cerchiamo  di  introdurre  elementi
  complessivi  che  portano a una razionalizzazione generale  che  ci
  viene   anche   richiesta   e  imposta  dalla   nostra   situazione
  finanziaria?
   Credo  che  questo sia importante, e chiedo agli  Uffici  -  se  è
  possibile  e  se  il  Governo  è  d'accordo  -  di  richiamare  gli
  emendamenti aggiuntivi che ho presentato all'articolo 17, che  sono
  attinenti  all'articolo  medesimo,  perché  riguardano  misure   di
  contenimento  della  spesa del settore pubblico regionale.  Dunque,
  s'impone  un'azione  generale,  una ricognizione  generale,  perché
  cominciamo  a  guardare  i  doppioni degli  Uffici  periferici  dei
  Dipartimenti  in ogni provincia, i doppioni dei vari istituti,  dei
  vari enti regionali che ci sono in ogni provincia, i doppioni delle
  società che ci sono nelle varie province
   Perché,  una  volta  per  tutte, non  introduciamo  una  norma  di
  principio  e  diciamo che, entro 120 giorni, tutti questi  doppioni
  sul  territorio devono essere accorpati? I miei quattro emendamenti
  aggiuntivi  hanno proprio questo senso. E allora  sì,  che  avremmo
  fatto  una reale norma di contenimento: pensate a tutti gli  Uffici
  periferici  della  Regione che, in questo momento,  ci  costano  in
  termini  di  affitto, in termini di indennità di posizione  di  chi
  comunque  è  responsabile dell'ufficio e poi, alla fine,  il  costo
  complessivo  di  quello  stesso ufficio non giustifica  neppure  le
  risorse che gestisce
   Faccio l'esempio tratto da uno di questi emendamenti:  al fine  di
  ridurre  i  costi e razionalizzare l'organizzazione  amministrativa
  della  Regione, il Governo regionale, entro 120 giorni dall'entrata
  in  vigore  della presente legge, presenta all'Assemblea  regionale
  siciliana  una  relazione dettagliata relativa a ciascun  istituto,
  azienda,  agenzia, consorzio, organismo ed ente regionale  comunque
  denominato,  sottoposto  a  tutela, vigilanza  dell'amministrazione
  regionale,  o  che  usufruisce dei trasferimenti diretti  da  parte
  della stessa. La relazione di cui al precedente comma è finalizzata
  allo  scioglimento di almeno il 50 per cento e/o l'interruzione  di
  qualsiasi  forma  di finanziamento degli istituti,  delle  aziende,
  delle  agenzie,  dei consorzi, degli organismi ed  enti  regionali,
  comunque    denominati,   sottoposti   a   tutela    e    vigilanza
  dell'Amministrazione regionale e/o che usufruiscono i trasferimenti
  diretti da parte della stessa .
   Ebbene,  signor Presidente, che cosa comporta questo  emendamento,
  insieme  ad  un  altro  che  riguarda gli uffici  periferici  della
  società  a  totale o maggioritaria partecipazione regionale,  delle
  imprese  pubbliche, comunque denominate, volto ad accorpare  il  50
  per cento di quelli già esistenti su tutto il territorio regionale?
  Un  altro  50  per cento, in termini di accorpamento, è  costituito
  dagli  uffici  periferici  dei  dipartimenti,  con  ispettorati   e
  quant'altro, tanto per fare altri esempi.
   E  allora,  sono  queste,  assessore  Cimino,  le  vere  norme  di
  razionalizzazione - se le vogliamo definire tali - della spesa  del
  settore   pubblico  regionale   Quando  lei  propone  semplicemente
  l'indicazione  della  riduzione dei compensi degli  amministratori,
  stiamo  dando un esempio che non risolve il 99 per cento dei  costi
  di  cui  parliamo,  perché  se  va a guardare  i  cosiddetti  costi
  intermedi,  quelli  che  tecnicamente sono  incomprimibili,  finora
  hanno avuto una costante crescita, perché da questo punto di vista,
  appunto,   non   c'è   stata   ad  oggi   una   reale   azione   di
  razionalizzazione.
   Allora io chiedo a quest'Assemblea, in questa occasione, che metta
  mano  definitivamente a questo tema, perché, e qui Presidente della
  Regione  faccio anche un altro appunto: non sono d'accordo che  sia
  solo  la Giunta a decidere cosa tagliare e cosa lasciare in  piedi,
  per  un  motivo semplice, questo Parlamento ha istituito,  infatti,
  per  legge  numerosi  istituti, numerose  società  e  vari  enti  e
  aziende.
   Se noi vogliamo, pertanto, fare realmente un'azione del genere,  è
  a  questo  Parlamento  che  va presentato  il  progetto  finale  di
  razionalizzazione amministrativa, e quindi di accorpamento di tutti
  gli  enti  e  le  società che la Regione finora ha costituito,  con
  chiari  doppioni  che  non hanno consentito  di  avviare  realmente
  un'azione di risanamento.
   Se  è  possibile, chiedo agli Uffici di potere agganciare a questo
  articolo  gli emendamenti di cui ho dato degli esempi, proprio  per
  arrivare  finalmente  a degli interventi concreti  di  contenimento
  delle spese del settore pubblico regionale.
   Un  altro appunto che mi permetto di sollevare è rispetto ai commi
  che  condivido, ma con alcune correzioni: il comma 7 non può essere
  retroattivo  in  quanto  -  e non perché  io  voglia  fare  ora  il
  moralista  -  non  possiamo dire, cioè, che chi non  si  sia  fatto
  carico  delle norme che stiamo discutendo con decorrenza dal  2007,
  ora  lo decapitiamo  L'efficacia di questa norma deve essere quella
   regolare ,  e quando noi diciamo che gli anni di riferimento  sono
  il   triennio   2007-2009,   francamente,  stiamo   sostanzialmente
  introducendo  una  previsione  che rischia  di  passare,  assessore
  Cimino, ma credo che non sia così, come una decapitazione
   Bisogna,  pertanto,  precisare che i riferimenti,  in  termini  di
  efficacia,  sono  relativi  agli  anni  dal  2010  in  poi,  perché
  diversamente  rischiamo di sottoporre comunque  a  questi  principi
  degli  amministratori,  al  di  là di  come  abbiano  amministrato,
  retroattivamente, e quindi ciò ne comporterebbe la decadenza  dalle
  relative cariche.
   A  proposito  di  eventuali benefit - poi il  collega  Mancuso  vi
  spiegherà  quali  sono i benefit - mi permetto di  dire  una  cosa:
  spesso,  i rimborsi spese superano le indennità, e allora  si  deve
  mettere  un  tetto al rimborso spese a piè di lista:  a  fronte  di
  indennità, magari, di diecimila euro, poi si spende come rimborso a
  piè di lista quarantamila euro
   E  allora, onorevole assessore Cimino, con questo articolo si deve
  per  forza  prevedere anche un limite al rimborso spese  a  piè  di
  lista,  perché  è  inutile  che  diminuiscano  le  indennità  degli
  amministratori a dieci, a ventimila euro, e dopo di che si consente
  loro  di  andare nei migliori alberghi, di svolgere  una  serie  di
  attività  che, a conti fatti, fanno lievitare queste cifre,  perché
  non si ottiene allora alcun risparmio
   Ecco perché questa norma così non funziona, e chiedo al Governo  e
  al   Presidente  della  Regione,  di  accantonarla,  al   fine   di
  approfondirla compiutamente.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  faccio   una
  premessa  con  la  speranza  che  il  Governo  l'accolga.  Io  sono
  contrario all'accantonamento, perchè chiedo al Governo di  ritirare
  questo articolo e ne dirò le motivazioni.
   E'  necessaria una riflessione generale su questa finanziaria,  in
  modo  che  i  lavori possano eventualmente proseguire  spediti:  si
  dovrebbero  ritirare  tutte  quelle norme  che  potremmo  fare  con
  maggiore  calma,  con maggiore serietà, e nello  stesso  tempo  con
  maggiore applicabilità.
   Onorevole  De  Luca, io non sono d'accordo con lei,  perché  mi  è
  appena  stato consegnato un subemendamento del Governo che  recita:
   i  compensi, così come rideterminati nel presente comma, decorrono
  dalla  data  di rinnovo degli incarichi . Si dice, sostanzialmente,
   va bene, però dopo  .
   Tale  previsione,  quindi, non è una norma che deve  pesare  nella
  finanziaria,  è una norma che, nella semplificazione  dell'attività
  della  pubblica amministrazione, può essere regolata  con  tutti  i
  suggerimenti che ha dato l'onorevole De Luca, e adesso mi  permetto
  anch'io di rivolgere dei suggerimenti al Governo.
   Perché  l'Esecutivo non prevede, altresì, non dico per  lo  stesso
  importo, ma sotto il profilo politico del contenimento della spesa,
  interventi  seri anche per le Aziende sanitarie? Qual è il  motivo,
  perché le escludete?
   Perché varare una norma di contenimento su tutti gli incarichi, di
  tutti gli enti, diretti e indiretti, delle società partecipate,  ed
  escludere  le  Aziende sanitarie, escludere le Aziende  ospedaliere
  universitarie,  qual è la motivazione? Perché  non  regolare  anche
  quei compensi?
   Non  riesco  a  comprendere le motivazioni,  anche  perché  questo
  disegno  di  legge, nei vari articoli, un po' di contraddizioni  le
  presenta   Mentre al comma 1 e al comma 4 si prevede  l'esclusione,
  al  comma 6 non la si prevede più; mentre al comma 3 prevede che  i
  commi  1 e 2 dovrebbero essere applicati entro tre mesi dalla  data
  di entrata in vigore della legge, poi si dice che non è così
   A  mio  avviso,  questa  norma sarebbe da  riscrivere  meglio,  da
  armonizzare   rispetto  a  quella  che  è  un'ottima,  intelligente
  previsione.
   Ma  così com'è porterà contenziosi a non finire, con la miriade di
  soggetti che, bene o male, interferiscono con l'Amministrazione;  i
  compensi,  così come sono stati previsti, metteranno  non  solo  in
  subbuglio le Amministrazioni stesse che li devono erogare, ma anche
  chi ritiene di avere dei diritti già acquisiti.
   Ciò  che  manca, in questa misura di contenimento della spesa  del
  settore  pubblico regionale, è una vera armonizzazione,  manca  nel
  controllo totale di tutto ciò che si deve prevedere  anche il comma
  7, ad esempio, come ha detto l'onorevole De Luca, non prevede - non
  so   se  dimenticato  oppure  volutamente  non  scritto  -  analogo
  trattamento  per le Aziende ospedaliere e le Aziende universitarie.
  Non si comprende, in linea generale, chi è dentro e chi è fuori  da
  questa norma: alcuni commi comprendono tutti, altri commi escludono
  qualcuno
   Considerato anche che il Governo intenderebbe applicarla ai  nuovi
  nominati,  riteniamo che possa essere ben inserita all'interno  del
  disegno  di legge sulla semplificazione amministrativa, che  è  già
  pronto per l'esame in Aula e, se non lo approviamo entro due  mesi,
  onorevole Adamo, ci sono delle dichiarazioni che mettono in  dubbio
  la  stabilità del Governo. Quindi, rispetto a queste dichiarazioni,
  sono  certo  che  quel disegno di legge approderà  subito  dopo  la
  finanziaria  in  Parlamento, e in quel disegno  di  legge  possiamo
  inserire  questa previsione. Qualora voleste insistere  con  questa
  norma  in  finanziaria, quanto meno, riformulatene i contenuti,  in
  modo  da  avere una armonia su chi debba essere inserito e  su  chi
  debba  essere  escluso:  come ho già detto, infatti,  alcuni  commi
  prevedono   esclusioni,   altri   commi   non   le   prevedono    e
  l'armonizzazione  della  norma in esame,  così  come  formulata,  è
  inapplicabile per un comparto assai vasto, come quello del pubblico
  impiego regionale.

   PRESIDENTE. Onorevole assessore Cimino, credo che sia opportuno il
  suo   intervento  per  capire  se  il  Governo  intenda   mantenere
  l'articolo,  così  come è stato formulato,  ovvero  se  ritenga  di
  svolgere un approfondimento.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il Governo intende insistere sulla formulazione di questa
  norma   di  contenimento  delle  spese,  perché  trattasi  di   una
  previsione  non  solo fortemente voluta, ma che è stata  apprezzata
  favorevolmente  dalla  Commissione  Bilancio,  non  ponendo  alcuna
  difficoltà  di  carattere interpretativo. Se vi è la  necessità  di
  alcuni  chiarimenti,  per  quanto riguarda  le  Aziende  sanitarie,
  ricordo  che  per esse i compensi sono determinati  da  un  decreto
  nazionale  e,  quindi, per non creare disparità  di  trattamento  e
  differenziazione tra l'Azienda di Pordenone e quella di Palermo,  è
  necessario  ed è giusto che il Parlamento regionale non  intervenga
  in questa materia.
   Per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole De Luca, devo dire
  che  in  parte lo condivido e può essere approfondito nell'articolo
  20  di  questa finanziaria, per quanto riguarda il tema degli enti,
  dei consorzi e delle società partecipate dalla Regione.
   Per  quanto  concerne, invece, l'altro aspetto, che  riguarda  gli
  uffici della Regione siciliana, ricorderà il collega De Luca che il
  Presidente  dell'Assemblea ha ritenuto questa materia ordinamentale
  e,  pertanto, non può essere trattata in finanziaria. Tant'è che il
  Governo aveva predisposto un articolo per accorpare il Dipartimento
  delle  Aziende Foreste con il Dipartimento del Corpo  forestale,  e
  aveva anche pensato di accorpare la tematica concernente i Consorzi
  di  bonifica:  anche quest'ultima, però, è stata, dalla  Presidenza
  dell'Assemblea,  ritenuta materia ordinamentale, se  non  erro.  Le
  idee  dell'onorevole  De  Luca, quindi,  in  parte  possono  essere
  approfondite quando si tratterà l'articolo 20.
   Per  il resto, gli emendamenti che il Governo ha presentato,  come
  quello  concernente  i compensi, sono soltanto un  chiarimento  per
  evitare  possibili  contenziosi nei confronti  di  chi  già  ha  un
  incarico  e,  quindi,  con  questa legge,  dovrebbe  modificare  il
  proprio  rapporto.  Ma,  su questo tema, il Governo  è  disponibile
  anche  a  ritirarlo, perché vuole che su questo argomento si  possa
  intervenire  con  immediatezza e creare  un  risparmio  altrettanto
  immediato e coerente con quanto stiamo di fatto già realizzando.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
  contrario  all'emendamento A.637 anche per le  motivazioni  che  ha
  rassegnato l'Assessore, atteso che con questo emendamento creeremmo
  la  reintroduzione  del bacino unico del personale.  Consentiremmo,
  cioè,  che personale che non è stato assunto con regolare concorso,
  possa transitare nelle fasce regionali, quindi negli enti pubblici,
  rispetto  e a danno di coloro che hanno partecipato a una  regolare
  selezione pubblica.
   Con  riferimento  al secondo emendamento, il 17.24  della  collega
  Adamo,  non  si  capisce  il riferimento  agli  organismi  ed  enti
  territoriali,  locali  e  regionali.  Sembrerebbe  che  andiamo  ad
  intaccare gli enti locali. Andiamoci cauti su questo aspetto.
   Ultima  specificazione. Non dobbiamo guardare  alla  retroattività
  della  norma, ma non possiamo nemmeno posticipare questa previsione
  alla prossima occasione. Allora, dal momento in cui entra in vigore
  questa  norma,  dobbiamo adeguare i compensi degli  amministratori,
  provvedendo  altresì  - e qui invito il Governo  -  ad  adeguare  i
  compensi  dei sindaci dei collegi revisori. Ci sono alcuni  sindaci
  che  percepiscono, infatti, oltre alla loro indennità, un  rimborso
  spese   per abbandono  o comunque perché lasciano il proprio studio
  professionale.  Tale rimborso arriva a cifre impressionanti,  circa
  700 euro ad ora perché trascurano il proprio studio professionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  gli  emendamenti
  A.637,  A.636 e A.635, rispettivamente a pagina 211, 213 e 212  del
  fascicolo  degli  emendamenti,  verranno  trattati  come   articoli
  aggiuntivi.
   Si passa all'emendamento 17.1 dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.10 dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Gli  emendamenti  17.2,
  17.3, 17.4, 17.5, 17.6, 17.7 e 17.8 sono ritirati.
   Gli   emendamenti  17.14,  17.15,  17.16,  17.17  e   17.18   sono
  analogamente ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 17.11 dell'onorevole Leontini. Lo  pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 17.12, dell'onorevole Leontini. Lo pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.19, a firma dell'onorevole Greco  ed
  altri.

   GRECO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  17.13  dell'onorevole Leontini ed altri. Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 17.21 del Governo, modificativo del comma
  4:
   «Al comma 4 dopo le parole  Aziende sanitarie ed ospedaliere' sono
  aggiunte le parole  e delle Aziende ospedaliere universitarie'.»

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   MANCUSO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

   MANCUSO.  Dichiaro  di  ritirare la  richiesta  di  votazione  per
  scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo,   pertanto,  in  votazione  l'emendamento  17.21.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.22, a firma dell'onorevole Leontini ed
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  17.24  dell'onorevole Adamo è  inammissibile,  come
  pure  l'emendamento 17.25, di cui l'Assessore Cimino non  riconosce
  la firma.

   Si passa all'emendamento 17.23 del Governo.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   voglio
  chiarire il senso di questo emendamento. Quest'articolo deve  avere
  immediatamente, dal giorno della sua pubblicazione, un contenimento
  in  termini di spesa per la nostra Amministrazione. Questo articolo
  dà  la possibilità di evitare contenziosi. Infatti, nel momento  in
  cui  vi  è  già chi è stato nominato revisore dei conti  in  alcune
  aziende,   non  può  di  fatto  adeguarsi  ad  una  legge   emanata
  successivamente rispetto alla data del proprio incarico.
   Noi  vogliamo, invero, che questa legge possa valere per le nomine
  che avverranno dal giorno dopo la sua pubblicazione. Per non creare
  difficoltà  di  carattere  interpretativo ed  evitare  contenziosi,
  riteniamo che tecnicamente quest'articolo sia funzionale a  rendere
  maggiormente agibile l'applicazione della norma in questione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo al comma 6  che
   è  fatto  divieto  di  adottare provvedimento  di  incremento  dei
  compensi .   Quindi,   non  si  parla   della   nomina   di   nuovi
  amministratori,  stante che la nomina e i compensi  derivanti  sono
  già  regolamentati dai commi precedenti. Qui si dice che se c'è  un
  amministratore di un'azienda che percepisce 30 mila  euro,  c'è  il
  divieto di incrementare tale compenso, ancorché entro il tetto  dei
  50   mila.  Credo,  quindi,  che  l'emendamento  del  Governo   sia
  assolutamente inappropriato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo il ritiro
  formale  di  questo  emendamento per una ragione:  non  vorrei  che
  sottovalutassimo  la  costituzione dei precedenti.  Abbiamo  varato
  norme,  in questo Parlamento, che hanno fissato per legge il  tetto
  massimo   dei  dirigenti  della  Regione,  così  come   per   altre
  fattispecie. E abbiamo stabilito che quelle norme si applicavano un
  minuto  dopo  che la legge entrasse in vigore. Per  la  verità,  in
  questa  Regione,  sembra che qualcuno, e  di  questo  prima  o  poi
  qualcuno  ne  risponderà, abbia autorizzato contratti in  deroga  a
  quella legge, consentendo di avere emolumenti superiori ai 250 mila
  euro.
     Che  c'entra  tutto  questo?  Se  stabiliamo  che  le  indennità
  spettanti  per organismi controllati o vigilati dalla Regione,  che
  voglio ricordare sono organismi fiduciari, cioè le nomine sono atti
  fiduciari, mi permetto di dire che una norma di contenimento  della
  spesa deve riguardare tutti  Non ci può essere il rinnovo. Se è una
  norma  che,  in qualche modo, incide sulla spesa, la  stessa  norma
  deve  avere attuazione per tutti. Se qualcuno non ci starà,  faccia
  pure  ricorso,  ma  mi  permetto di dire  che  essendo  una  nomina
  fiduciaria, va revocato anche il rapporto di fiducia
   Vorrei,  quindi,  che  non introducessimo con  una  previsione  di
  questo  tipo un precedente secondo il quale le norme si  fanno,  ma
  valgono  solo per gli altri  Valgono anche per quelli che ci  sono
  Ecco  perché  chiedo  al  Governo di ritirare  questo  emendamento,
  perché  posso capirne la finalità, ma questa finalità introduce  un
  precedente  per il quale, in questa Regione, non faremo più  nulla,
  perché tutte le leggi si applicheranno sempre per gli altri  e  non
  per chi c'è già
   E'  come  se  decidessimo che per gli stipendi dei dirigenti,  che
  sono  atti privatistici, lo ricordo, non potremmo fissare un  tetto
  per  legge,  ma chissà a chi si dovrebbe poi applicare   Assessore,
  insisto, ritiri l'emendamento.

   CIMINO, assessore per l'economia. Ritiro l'emendamento 17.23.

   PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un verso sono
  contento, per un altro verso, siamo afflitti da una malinconia  che
  non riusciamo a superare, perché le stesse identiche parole che  ha
  utilizzato  l'onorevole Cracolici le abbiamo utilizzate  tutti  noi
  nei nostri interventi
   Lo  ha detto Mancuso formalmente, io al Presidente e all'Assessore
  più  privatamente... Se dovessimo da oggi accreditare il  principio
  in  base  al quale tutte le nostre posizioni, per essere accettate,
  dovrebbero essere filtrate da Cracolici, siamo disposti  persino  a
  parlare  con  Cracolici prima, e a concordare con egli,  purché  il
  Governo sia disponibile ad accogliere le nostre idee
   La  malinconia  mi  viene  dal fatto che  con  Michele  Cimino  ci
  uniscono  quindici anni di appartenenza in questo Parlamento,  allo
  stesso partito, e abbiamo finito per parlare linguaggi diversi che,
  per  unificarsi,  hanno bisogno dell'interprete Cracolici   Grazie,
  collega Cracolici

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo finito con gli emendamenti
  presentati all'articolo 17.
   Ribadisco  che  gli  emendamenti  A.635,  A.636  e  A.637,   degli
  onorevoli  De Luca e Caronia, saranno trattati con gli  emendamenti
  articoli aggiuntivi.
   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 17, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                             «Articolo 18
         Contenimento delle  spese per il personale regionale

   1.  Per  gli  istituti, le aziende, le agenzie,  i  consorzi,  gli
  organismi, le società a totale o maggioritaria partecipazione della
  Regione ed enti regionali comunque denominati, sottoposti a  tutela
  e  vigilanza  dell'amministrazione regionale o che usufruiscono  di
  trasferimenti diretti da parte della stessa, fatta eccezione per le
  aziende  sanitarie provinciali, l'ammontare complessivo  dei  fondi
  per  il trattamento accessorio del personale, determinato ai  sensi
  delle  rispettive normative contrattuali, non può eccedere, per  il
  triennio  2010/2013,  il  15 per cento del monte  salari  tabellare
  fatte   salve  le  ipotesi  espressamente  previste  da   eventuali
  disposizioni di leggi speciali.

   2.  Per  i  soggetti individuati nel comma 1 la corresponsione  di
  compensi  relativi  al  salario  accessorio,  a  qualunque   titolo
  erogato,  non  può essere effettuata se non espressamente  inserita
  nei  fondi per il trattamento accessorio del personale, determinato
  ai sensi delle rispettive normative contrattuali.

   3.  Il  mancato adeguamento alle disposizioni di cui  al  presente
  articolo   comporta,  nell'esercizio  finanziario  successivo,   la
  riduzione,  pari  all'importo sforato, dei  trasferimenti  concessi
  dalla Regione.

   4.  Ai  soggetti individuati nel comma 1 del presente  articolo  è
  fatto,  comunque, divieto di erogare forme di salario accessorio  e
  di indennità varie in favore di tutto il personale, dirigenziale  e
  non, in misura superiore a quanto già corrisposto alla data del  31
  dicembre  2009.  E'  fatto, altresì, divieto di  erogare  forme  di
  salario  accessorio  e di indennità varie  in  misura  superiore  a
  quanto   corrisposto   ai   dipendenti   dei   Dipartimenti   della
  Amministrazione   regionale  per  le   analoghe   qualifiche.   Per
  l'attuazione  del  presente  comma i  predetti  enti,  al  fine  di
  uniformare  il salario accessorio corrisposto ai propri dipendenti,
  provvedono  ad  acquisire,  entro sessanta  giorni  dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, le necessarie informazioni
  presso il Dipartimento della funzione pubblica.

   5.  Gli  organi di controllo interno e vigilanza sono obbligati  a
  verificare l'applicazione delle disposizioni previste dal  presente
  articolo e ne danno specifica comunicazione sia all'Amministrazione
  regionale  che  svolge  funzioni di controllo  e  tutela  sia  alla
  Ragioneria generale della Regione».

   CORDARO.   Onorevole  Presidente,  all'articolo   17   c'erano   3
  emendamenti articoli aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  Saranno  trattati, appunto, in sede  di  esame  degli
  emendamenti aggiuntivi. Così è già stato stabilito.

   CIMINO,   assessore   per   l'economia.  Non   abbiamo   esaminato
  l'emendamento 17.23 a firma dell'onorevole Adamo.

   PRESIDENTE.  L'articolo  17  è stato già  votato.  Gli  Uffici  mi
  comunicano quanto evidentemente è stato già fatto. Quello  a  firma
  dell'onorevole Adamo era inammissibile.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DINA. Signor Presidente, se gli emendamenti considerati aggiuntivi
  sono  coerenti con l'articolo che si tratta, è opportuno esaminarli
  contestualmente, anche perché gli aggiuntivi finali potranno essere
  espunti,  perché  non coerenti con la materia complessiva.  Abbiamo
  una coerenza specifica, mi sembra più organico

   PRESIDENTE.  No,  stia tranquillo, onorevole  Dina.  Siccome  sono
  stati  evidentemente posti come aggiuntivi anche altri emendamenti,
  con calma, poi, nel coordinare il testo si vedrà.
   Nessuno  vuol  sottrarre niente ai colleghi che  hanno  presentato
  emendamenti   e   che  possono  essere  trattati,   appunto,   come
  aggiuntivi.
   Comunico  che  all'articolo 18  sono stati presentati  emendamenti
  soppressivi.
   Si  procede con l'esame dell'emendamento 18.1, di pagina  214  del
  fascicolo, a firma dell'onorevole De Luca.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor  Presidente,  desidero  sapere  perché   è   stato
  dichiarato   inammissibile  l'emendamento  a  mia  firma.   E'   un
  subemendamento  di un emendamento ancora in vita.  L'ho  presentato
  per come mi è stato chiesto.
   Per quale motivo è inammissibile?

   PRESIDENTE. E' un emendamento, non è un subemendamento.  E'  stato
  presentato fuori tempo massimo. Onorevole Adamo, non credo che  gli
  Uffici abbiano interesse a segnalare cose che non sono.

   ADAMO. E' un subemendamento. Non capisco perché è inammissibile

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, la classificazione degli emendamenti
  e  dei subemendamenti è una cosa chiara. Chi valuta gli emendamenti
  sa bene di cosa si parla. Se collaborate con la Presidenza, potrete
  accorgervi che ciò che dico corrisponde al vero.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                                 legge
               nn. 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema affrontato
  dall'articolo  18 pone una questione che va prima analizzata  sotto
  il  profilo della sua origine. Se andiamo a verificare i  contenuti
  della  legge  numero  10  -  e  su come  si  è  poi  articolata  la
  contrattazione  e, quindi, su come alcuni elementi  degli  stipendi
  dei   regionali,  prima  accessori,  sono  poi  diventati,  invece,
  componenti   definitive,   emolumenti   cosiddetti   indirettamente
  tabellari  -  ebbene,  potremo verificare  che,  purtroppo,  quelle
  retribuzioni aggiuntive, che prevedevano i contratti,  sono  state,
  appunto,  riconosciute  senza  i criteri  previsti  dagli  istituti
  contrattuali.
   E  questo si evince da ormai consolidati elementi retributivi  dei
  dipendenti   regionali,  che  li  evidenziano   rispetto   ad   una
  differenziazione  con gli altri enti pubblici e,  comunque,  ahimè,
  con i dipendenti di altre Regioni. Perché, proprio all'origine,  si
  è verificata questa anomalia.
   Credo,  allora,  che  partire esattamente con una  percentuale  di
  aumento di una base che, francamente, andrebbe rivista, intanto  mi
  pone un problema di legittimità. Noi, per legge, possiamo stabilire
  un  elemento comunque contrattuale che, in percentuale, deve essere
  inserito  come  voce  di aumento, addirittura,  come  monte  salari
  tabellare,  per come prescrive l'articolo 18.
   Credo  che  da, questo punto di vista, la questione  debba  essere
  affrontata diversamente. Intanto, non si può assolutamente  parlare
  di  contenimento delle spese per il personale regionale se  non  si
  risolve la madre della questione: la pianta organica regionale
   Noi  non possiamo continuare a introdurre  norme-spot ,  norme che
  non hanno senso, se non si ha il coraggio, una volta per tutte,  di
  fare la pianta organica, anzi ora la dotazione organica
   In  questi anni, tale tematica che è stata più volte dibattuta, ha
  comunque  portato, diciamocelo chiaramente, anche ad abusi rispetto
  a  quelli  che sono stati gli inquadramenti, ebbene, una situazione
  che  ha  creato una grande confusione in tutti i dipartimenti:  non
  capisco perché il Governo, a distanza di due anni, parlo di  questo
  Governo,  naturalmente, si ponga un problema in termini di   norma-
  spot    e  che  sotto il profilo economico incide  neanche  per  un
  milione  di euro, perché i conti li possiamo fare  Perché,  invece,
  non  si  interviene, Presidente Lombardo, sulla questione di  base,
  cioè la dotazione organica?
   Credo, allora, che affrontare questo tema e affrontarlo per legge,
  Presidente  Lombardo, intanto non sia corretto da questo  punto  di
  vista,  e  soprattutto  state pervenendo  a  una  conclusione  che,
  francamente,   prima  che  sia  individuata  nel  dettaglio,   così
  semplicemente con una percentuale di riduzione, occorrerebbe invece
  riferirla  a  un quadro complessivo che può e deve scaturire  dalla
  dotazione organica. E, quindi, considerare i salari accessori  o  i
  progetti-obiettivo,   o  tutti  quegli  elementi   che,   comunque,
  purtroppo,  se  andiamo  a  guardare i  tabellari  dei  salari  dei
  regionali,   sono  diventati da accessori a voci fisse.  E  questo,
  naturalmente,  è creato da quella che è l'anomalia  di  base,  cioè
  abbiamo un apparato complessivo di oltre ventimila unità, senza che
  ci  sia  una  dotazione  organica  e,  quindi,  in  assenza  di  un
  censimento effettivo del personale in questione.
   A  questo  aspetto, devo anche collegarmi per quanto  riguarda  il
  personale:  mi  riferisco agli ex LSU che sono stati  stabilizzati,
  quelli presso la Regione siciliana e che, rispetto agli altri, cioè
  a  quelli che prestano servizio nei comuni, hanno avuto un punto in
  più, sono un passo avanti
   Ma  mi  chiedo e vi chiedo: come mai? Questo personale ha  avviato
  oggi  un percorso all'interno del sistema burocratico regionale,  e
  che  è diventato sicuramente indispensabile in tanti uffici, e  noi
  per questo lo riconosciamo: ebbene come possiamo pensare, anche  da
  questo punto di vista (e ne parleremo più avanti, quando c'è quella
  norma,  che  qualcuno dovrà spiegarmi nel dettaglio, che  fissa  il
  tetto massimo dei dipendenti) di nascondere il vero problema, cioè,
  anche  in quel caso, la mancanza di una dotazione organica?  E  ora
  dico  al  Governo  che questa norma va ritirata,  Presidente  della
  Regione  ed  è  l'articolo  che fa un  semplice  riferimento  a  un
  elemento   che  è  insignificante,  l'articolo  18,  che   riguarda
  esattamente il 15 per cento del monte salari tabellare.
   Ma  un  intervento  così, per legge, onorevole Presidente,  quando
  manca  la  dotazione organica, che senso ha? Che senso  ha  che  il
  Parlamento  si occupi di questo elemento quando non si  è  occupato
  della problematica di base, cioè della dotazione organica?
   E  allora,  chiedo sommessamente che venga messa da  parte  questa
  norma:  non  ha  senso che in Finanziaria venga  introdotta  questa
  norma  e, soprattutto - voglio evidenziare questo aspetto  -  anche
  rispetto a quei precari che comunque hanno avviato oggi un percorso
  di  stabilizzazione  e di rinnovi contrattuali  annuali,  e  che  è
  giusto  abbiano, in una visione complessiva delle  cose   (cioè  la
  dotazione  organica)  una considerazione  che  ci  faccia  assumere
  consapevolezza,  una  volta  per  tutte,  di  quelle  che  sono  le
  effettive  necessità  lavorative della  Regione  siciliana  e  che,
  magari,  ci possa consentire di introdurre quegli elementi  che  ho
  individuato  nel contratto, in un disegno di legge che  introduceva
  il cosiddetto  contratto unico  del sistema regionale e del sistema
  pubblico allargato nella Regione siciliana.
   Penso, cioè, all'introduzione di principi normativi che, da questo
  punto  di  vista,  consentano  la  mobilità  tra  tutti  gli   enti
  regionali, gli enti pubblici territoriali, pur sapendo che ci  sono
  contratti  diversi,  ma  con  un sistema  di  regole  che  consente
  semplicemente  un  passaggio da un ente  all'altro:  così  facendo,
  possiamo effettivamente dare una risposta concreta a quella  che  è
  la   corrispondenza  effettiva  tra  la  dotazione  organica  e  il
  fabbisogno necessario, quindi la vera forza lavoro necessaria  alla
  Regione  siciliana  o presso tutti gli altri enti,  ma  soprattutto
  evitando anche un'anomalia.
   Voglio  raccontare  questa  anomalia all'Aula.  Sono  stato  quasi
  denunciato  all'Ispettorato  del  Lavoro  perché,  come  Comune  di
  Fiumedinisi,  non  avevo adempiuto all'assunzione  di  un  disabile
  visto che avevo più di 15 dipendenti. Ho chiesto all'Ispettorato se
  c'era  un'altra soluzione: avevo, infatti, chiesto di  valutare  il
  perché non si procedesse a una mobilità da parte di qualunque  ente
  pubblico dove vi fosse personale in soprannumero.
   E'  una  questione importante. Così com'è attualmente il  sistema,
  non   possiamo   prendere  personale  di   altri   enti   pubblici,
  semplicemente perché non c'è questa griglia di regole comuni. Da un
  lato,  quindi,  non diamo corso magari alle stabilizzazioni  perché
  c'è  un problema della dotazione organica, anche se nessuno oggi  è
  in  condizione  di  dirci  perché si  procede  in  continuazione  a
  rinnovi,  quando i numeri effettivi di quello che è  il  fabbisogno
  lavorativo della Regione siciliana non esiste da nessuna  parte   E
  tra  qualche articolo, però, vedremo anche a cosa fanno riferimento
  quei numeri
   Se, da questo punto di vista, invece, introducessimo queste regole
  comuni,  potremmo  avere, magari in tutti i comuni  dell'Isola,  la
  possibilità  -  via via che i dipendenti vanno  in  pensione  -  di
  prendere  in  carico dipendenti di ruolo e precari  di  altri  enti
  pubblici,  come  la Regione, con il principio della mobilità.  Così
  succederà  una cosa semplice: intanto, si risparmia in  termini  di
  risorse  pubbliche,  ma  soprattutto si  introducono  delle  regole
  comuni  che  ci  portano ad evitare che, da  un  lato,  il  sistema
  pubblico  blocchi  le assunzioni, con finalità  di  risparmio,  ma,
  dall'altro  lato,  abbiamo  l'altra parte  dell'ente  pubblico  che
  magari  procede  a nuove assunzioni, perché ha la necessità  oppure
  non può farle perché privo delle risorse finanziarie.
   Invito,  allora,  il Presidente della Regione  a  ritirare  questo
  articolo al fine di affrontare seriamente, alla radice, il problema
  sollevato.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Concordo con quanto affermato poc'anzi dal  collega  De
  Luca,  ma  voglio anche sottolineare che c'è un errore.  Quando  si
  parla  di  contenimento spese per il personale  regionale,  non  si
  tratta  di  personale regionale tout court,   ma  di   contenimento
  spese per il personale del settore pubblico regionale, quindi,  c'è
  un  errore.  Poi,  al comma 1, c'è un'altra integrazione  da  fare,
  proprio   perché  il  Governo  ha  corretto  gli  altri   articoli,
  escludendo le aziende ospedaliere universitarie; al comma 1, ci  si
  arresta   alle   aziende  sanitarie.  Bisognerebbe  aggiungere   il
  riferimento alle aziende ospedaliere universitarie.
   Dovete,  quindi,  apportare  una  correzione,  altrimenti,  questo
  articolo sarà difforme rispetto agli altri.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  articolo che prevedeva un comma 1 che poi è  scomparso ; lo  rivedo
  negli  emendamenti  aggiuntivi, a firma,  mi  pare,  dell'onorevole
  Faraone ed altri, ed è l'emendamento 18.17, se non vado errato, che
  ripristina  quello   che  effettivamente potrebbe  ridiventare  una
  norma   applicabile  nello  statuire  una  linea  di  condotta   ai
  procedimenti amministrativi.
   Così   come   formulato,  senza  il  cappello   dell'articolo   1,
  ripresentato dall'onorevole Faraone ed  altri, mi sa, se il Governo
  condivide l'emendamento, che certamente non si tratta di una  norma
  che  servirà  ad aiutare e a contenere la spesa; sarà, invece,  una
  norma  che  farà  scaturire diversi contenziosi,  anche  perché  si
  rivolge   all'ampia  platea  del  personale,  e  non  solo   quello
  regionale, appunto, ma di tutti gli enti del comparto.
   Per  evitare ciò, se il Governo esprimerà parere favorevole -  non
  lo  so - sull'emendamento 18.17 dell'onorevole Faraone, magari,  ci
  sarà  un'impostazione legislativa che potrà aiutare il procedimento
  amministrativo.
   Diversamente,  non credo che ci sia bisogno di queste  norme;  non
  credo  che  esse  possano aiutare legislativamente il  procedimento
  amministrativo  che  si  vuole attuare. Si può  operare  benissimo,
  senza  questo  tipo  di norme e, qualora si volesse  fare,  con  la
  responsabilità  dei dirigenti dei vari enti che devono  intervenire
  in questa materia.
    Mi  associo, dunque,  alla richiesta dell'onorevole  De  Luca  di
  approfondire   quantomeno  la  norma.  Se  il  Governo   apprezzerà
  l'emendamento   18.17,  allora,  a  questo  punto,   ci   sarà   un
   cappelletto   che effettivamente aprirà una strada  e  ci  aiuterà
  legislativamente ad operare per il contenimento della spesa  di  un
  comparto  molto  vasto  e  con rischi di contenziosi:   perché  gli
  impiegati di tutti gli enti, per difendere, giustamente, il salario
  accessorio,  faranno,  non  dico le barricate,  ma  cercheranno  di
  mettere in difficoltà le amministrazioni.

    Se,  quindi,  il  Governo  ci potesse aiutare  in  questo  senso,
  qualora  dovesse  essere inserita la norma prevista  dall'onorevole
  Faraone,   allora,   per   quanto  ci  riguarda,   potremmo   anche
  apprezzarla.

    PRESIDENTE.  Onorevole assessore, per quanto riguarda l'onorevole
  Mancuso, l'emendamento cui lei faceva riferimento, il 18.17,  viene
  subito dopo i soppressivi; può darsi che il Governo lo apprezzerà e
  quanto lei ha detto comincerà a concretizzarsi.
    Onorevole De Luca, mantiene l'emendamento 18.1?

    DE LUCA. Lo confermo.

    PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione. E' ovvio  che  trattasi  di
  emendamento soppressivo, quindi, il parere del Governo è contrario.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 18.10 dell'onorevole Maira.

    MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
  18.11, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso.

    LEONTINI. E' ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si   passa   all'emendamento  18.17,  degli  onorevoli   Faraone,
  Apprendi, Marinello, Panepinto e Raia. Il parere del Governo?

    CIMINO, assessore per l'economia. Contrario

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento è ritirato. L'Assemblea ne
  prende atto.

    MANCUSO. Faccio mio l'emendamento 18.17.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Con il parere contrario del Governo e della Commissione, lo pongo
  in votazione.

    DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

   (Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Beninati, Caputo, Corona,
  D'Asero, Dina, Formica,  Leontini, Pogliese e Vinciullo)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.17

   PRESIDENTE.  Essendo  la   richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.17.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota contrario  preme  il
  pulsante rosso; chi vota a favore preme il pulsante verde;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Prendono  parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,  Arena,
  Aricò,    Barbagallo,   Beninati,   Bosco,   Bufardeci,   Buzzanca,
  Calanducci,  Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino,   Colianni,
  Cordaro,  Corona, Cracolici, Currenti, D'Asero, De  Benedictis,  De
  Luca,  Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina,  Fagone,
  Faraone,  Federico, Ferrara, Formica, Galvagno,  Gennuso,  Gentile,
  Gianni,   Greco,  Gucciardi,  Incardona,  Laccoto,   Leanza   Lino,
  Lentini,  Leontini,   Lombardo, Lupo, Maira,  Marinello,  Marrocco,
  Marziano,   Mattarella,  Minardo,  Musotto,  Panarello,  Panepinto,
  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,  Raia, Rinaldi,  Ruggirello,  Savona,
  Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti               68
   Votanti                67
   Maggioranza       34
   Favorevoli           23
   Contrari               44

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 18.2 dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende  atto.
   Si passa all'emendamento 18.12 dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 18.18 del Governo:

   «Al  comma 1, dopo le parole  Aziende sanitarie provinciali'  sono
  aggiunte le parole  le Aziende ospedaliere e le Aziende ospedaliere
  universitarie'.»

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 18.3.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.4.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.5.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.6.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.13.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.14.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 18.15.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.16.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento correttivo 18.19 dell'onorevole
  Leontini:
   «Il titolo dell'articolo 18 è così modificato:  Contenimento delle
  spese per il personale del settore pubblico regionale'.»

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 18, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                             «Articolo 19
                      Acquisto di beni e servizi

   1.  Al  fine  di  realizzare significative economie  di  scala  il
  Dipartimento   della  funzione  pubblica,  entro   novanta   giorni
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  emana   apposita
  direttiva  per  la  razionalizzazione  delle  fasi  procedurali  di
  fornitura  e  gestione  di beni e servizi intestate  ai  vari  rami
  dell'Amministrazione regionale.

   2.  I  responsabili regionali dei procedimenti di  spesa  relativi
  alla  gestione  di beni e servizi sono tenuti ad  adeguare  i  loro
  comportamenti  alle  direttive  impartite  dal  Dipartimento  della
  funzione pubblica.

   3.  Le disposizioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre
  1999,  n.  488  e  successive modificazioni e  58  della  legge  23
  dicembre  2000, n. 388 in materia di acquisti di beni e servizi  si
  applicano  agli istituti, alle aziende, alle agenzie, ai  consorzi,
  agli   organismi  ed  agli  enti  regionali  comunque   denominati,
  sottoposti a tutela e vigilanza dell'Amministrazione regionale  che
  usufruiscano  di  trasferimenti diretti da parte  della  stessa.  I
  medesimi  enti sono tenuti a conformarsi alle direttive di  cui  al
  comma  1.  Le  funzioni demandate al Ministero dell'economia  dalle
  predette  norme  sono  intestate al  Dipartimento  regionale  della
  funzione pubblica».

   Si passa all'emendamento 19.1, a firma dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 19.12, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si   passa   all'emendamento  19.13,  degli  onorevoli   Leontini,
  Torregrossa, Corona e Mancuso.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma  prevede
  che   il  Dipartimento  regionale  della  funzione  pubblica  emani
  un'apposita direttiva al fine di realizzare economie di  scala,  ai
  sensi  dell'articolo 26 della legge numero 488  del  1999,  che  la
  nostra  Regione  ha recepito nell'articolo 8 della legge  regionale
  numero  20 del 2001, per gli appalti di forniture di beni e servizi
  della  Pubblica Amministrazione regionale, di importo  superiore  a
  100  mila  euro e all'articolo 58 della legge numero 388 del  2000,
  relativa ai consumi intermedi.
   L'articolo 26 affida al Ministero dell'Economia e delle Finanze il
  compito di selezionare, attraverso una procedura competitiva, e nel
  rispetto  delle regole vigenti in materia di scelta del contraente,
  società  con cui stipulare convenzioni per l'approvvigionamento  di
  beni e servizi in favore dell'Amministrazione dello Stato.
   Ai  sensi  del  sopraccitato  articolo  58,  le  convenzioni  sono
  stipulate con la Consip. Il programma di razionalizzazione,  quindi
  -  cercherei  il  collega  Panepinto con il  quale  in  Commissione
  abbiamo  dibattuto su questo argomento - prevede  la  creazione  di
  diversi  rapporti giuridici in cui sono coinvolti  tre  attori:  la
  Consip, il fornitore aggiudicatario e l'Amministrazione ordinante.
   La cosa assolutamente strana è che è  saltato  il riferimento alla
  Consip   nell'articolo  e  che,  nonostante  l'approfondimento   in
  Commissione,  quello che avevamo stabilito in  quella  sede,  nella
  formulazione dei tre commi, non c'è più.
   Lo  ricordo io, come lo ricorda l'onorevole Panepinto  e  tutti  i
  colleghi.  Il  collega  Formica  è intervenuto  sull'argomento.  La
  Consip  era  stata inserita in Commissione Bilancio e  ora  non  si
  ritrova nell'attuale formulazione.
   L'articolo è difforme da quello che noi, insieme a lei, Assessore,
  abbiamo   deciso   in  Commissione,  perché  manca,   appunto,   il
  riferimento  a  Consip. Quindi le tre fasce, i tre attori,  Consip,
  fornitore aggiudicatario e Amministrazione ordinante, non  ci  sono
  più, perché la Consip è venuta a mancare.
   Non normiamo il ricorso alla Consip, così come avevamo concordato.
  Le   pubbliche  amministrazioni,  una  volta  rilevato  il  proprio
  fabbisogno  di  beni  e  servizi, possono  avere  una  alternativa:
  inviare,  previa  registrazione al sistema  Consip,   al  fornitore
  contraente  delle  convenzioni quadro, un ordinativo  di  fornitura
  oppure  provvedere  autonomamente all'acquisto nel  rispetto  della
  condizione  prevista dalla norma, di applicazione dei parametri  di
  prezzo-qualità   delle  convenzioni,  come  limiti   massimi,   per
  l'acquisto dei medesimi beni e servizi. E ciò tenuto conto  che  lo
  scopo di questo articolo è quello di omologare - e anche il collega
  Galvagno, su questo, conveniva - il sistema di fornitura e gestione
  di  beni e servizi dell'Amministrazione regionale a quello statale,
  così  come avevamo più volte concordato, anche al di sotto dei  100
  mila  euro.  Dobbiamo ora comprendere quale sia  il  ruolo  che  si
  intende   attribuire  al  Dipartimento  regionale  della   funzione
  pubblica,  cioè  se esso dovrà svolgere le funzioni  attribuite  al
  Ministero  dell'Economia dalla normativa statale, nonché quale  sia
  il  contenuto  della direttiva che esso dovrà  emanare  e  se  tale
  Dipartimento  della  funzione  pubblica  possa  essere  considerato
  centro di monitoraggio della spesa pubblica regionale che, fino  ad
  ora, non è stato e che non potrebbe essere, a mio modo di vedere.
   Bisogna,  quindi,  correggere  tutta  l'impostazione,  perché   il
  Dipartimento  dell'economia, in questo momento,  è  destinatario  o
  artefice di una funzione che non gli può essere riconosciuta.
   Il comma 3 prevede che tutti gli enti vigilati e controllati dalla
  Regione o che dalla stessa Regione godano di trasferimenti diretti,
  adeguino  i  propri  parametri di qualità  e  di  presso  a  quelli
  utilizzati  dalla  Consip. Questo era nel mio  appunto;  purtroppo,
  nella  formulazione definitiva esitata per l'Aula, è  saltato  tale
  riferimento.
   Sono  dell'avviso, pertanto, o che si ritiri la norma o che la  si
  corregga, perché così è tutto il contrario di quello che si  voleva
  fare.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, le considerazioni dell'onorevole Leontini sono le  stesse
  che  avevamo fatto in Commissione Bilancio e, adesso, prendendo  la
  documentazione     della    Commissione,    vogliamo     riscrivere
  quest'articolo attenzionando proprio questa problematica.
   Chiedo, quindi, l'accantonamento dell'articolo.

   PRESIDENTE. L'articolo 19 è, pertanto, accantonato.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                             «Articolo 20
            Riordino delle società a totale e maggioritaria
                     partecipazione della Regione

   1.  Al  fine  di concorrere al raggiungimento degli  obiettivi  di
  contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, entro trenta
  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore  della  presente  legge,
  l'Assessore regionale per l'economia, adotta, con proprio  decreto,
  previo  parere vincolante della Commissione bilancio dell'Assemblea
  regionale,   le  necessarie  iniziative  affinché  ad   ogni   area
  strategica individuata dal comma 2 corrisponda una sola  società  a
  totale  o maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa
  pubblica,  ponendo in atto le procedure necessarie alla dismissione
  delle   partecipazioni  strategicamente  non   rilevanti   per   il
  perseguimento dei fini istituzionali della Regione.

   2. Le aree strategiche della Regione sono:

   a) trasporti pubblici;
   b) servizi ausiliari;
   c) promozione immagine della Sicilia, della cultura, dell'attività
  turistica e dell'artigianato;
   d) sviluppo e  innovazione;
   e) attività informatiche e I.C.T della Regione;
   f) gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale;
   g) servizi di emergenza sanitaria;
   h) servizi riscossione tributi;
   i) credito;
   j) ricerca;
   k)  attività  di captazione e/o accumulo e/o potabilizzazione  e/o
  adduzione di acqua di interesse regionale.

   3.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per l'economia, previo parere  vincolante
  della Commissione bilancio dell'Assemblea regionale, possono essere
  individuati ulteriori aree strategiche.

   4.  Le società a totale partecipazione della Regione entro novanta
  giorni  dalla  entrata in vigore della presente legge  adottano  le
  opportune   iniziative  affinché  i  compensi   degli   organi   di
  amministrazione  e  di  controllo vengano  ridotti  ad  un  importo
  massimo omnicomprensivo, ivi compresi eventuali benefit, di  50.000
  euro  per ciascun componente degli organi di amministrazione  e  di
  25.000  euro  per ciascun componente degli organi  di  vigilanza  e
  controllo e dei comitati di sorveglianza.

   5.  Le  disposizioni di cui al presente articolo, se ed in  quanto
  compatibili  con  l'ordinamento degli enti locali  e  la  normativa
  vigente  in  materia, si applicano anche alle società  a  totale  o
  maggioritaria partecipazione degli enti locali e territoriali della
  Regione».

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    LUCA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vedo,
  nell'articolo   20   una   parte,   devo   dire,   dell'azione   di
  razionalizzazione che il Governo ha annunciato  di  voler  fare  in
  merito ad una tematica delicata che riguarda esattamente le società
  a totale o a maggioranza partecipazione della Regione.
   Chiedo  al  Governo che questo articolo venga riformulato  in  una
  serie  di  aspetti,  ma  soprattutto  c'è  un  problema  di  fondo,
  assessore  Cimino,  che le sottopongo, che ho notato  presente  nel
  testo  originario che, allora, abbiamo cominciato ad  esaminare  in
  Commissione Bilancio. Poi, ho visto che c'è stato un passo indietro
  rispetto  a  un altro grande tema che è rimasto tale  e  quale,  in
  ordine alle società individuate all'articolo 20. Gli istituti,  gli
  enti  regionali, infatti, sono di gran lunga più numerosi  rispetto
  alle tematiche individuate all'articolo 20.
   Credo  che  il Governo debba fare una riflessione generale  perché
  parliamo   di   tematiche  strategiche:  io  avevo  presentato   un
  emendamento  e  l'ho ripresentato anche in Aula, in cui   prevedevo
  delle  regie  uniche di intervento strategico,  che  riguardano  le
  società, gli enti, gli istituti regionali, esattamente, cioè, tutto
  quel  sistema  che, per carità, è sicuramente un sistema  lodevole,
  sicuramente un sistema che in altri tempi ha avuto un senso ma che,
  oggi,  comunque,  alla  luce  della  situazione  finanziaria  della
  Regione, del Patto di stabilità, nonché di una serie di aspetti che
  ci  siamo  già  detti  e  ripetuti  in  quest'Assemblea,  onorevole
  Presidente  della Regione ed assessore per l'economia, ebbene,  non
  ha  più  senso di esistere  Allora, non capisco perché  il  Governo
  voglia affrontare questa tematica in modo parziale. Non solo, ma la
  vedo  anche  affrontata - mi permetto di dire  -  in  modo  un  po'
  improvvisato.
   Dico  ciò  perché,  già  al  comma 2,  quando  si  parla  di  aree
  strategiche  -  ed  io  ho  definito   regie  uniche   l'intervento
  strategico  che, forse, ha più senso - le tematiche,  per  esempio,
  individuate   allo  stesso  comma,  sono,  appunto,   improvvisate.
  Mancano, infatti, molte tematiche fondamentali. Tanto per  fare  un
  esempio, in questa Finanziaria, sono contenute molte norme  per  il
  microcredito, per l'agricoltura, per le attività produttive, ma  in
  fin dei conti, onorevole Presidente, sono effettivamente strategici
  questi  temi  oppure  no?  E se sono strategici,  perché  non  sono
  individuati al comma 2?
   Ecco  perché  mi permetto di dare un altro suggerimento  e,  cioè,
  l'elencazione al comma 2, onorevole Presidente della  Regione,  non
  ha  senso.  Lei  deve  avere un mandato  pieno,  invece,  da  parte
  dell'Assemblea,  al fine di operare una valutazione  globale  della
  questione,  al  fine di svolgere una valutazione pacata  su  questa
  vicenda,  perché  non  è  pensabile che  chi  ha  suggerito  questo
  articolo abbia dimenticato tutta una serie di aspetti cruciali  per
  la Regione siciliana.
   Questa è una grande contraddizione, assessore Cimino. Nello stesso
  testo,  in  questa Finanziaria, infatti, stiamo proprio affrontando
  delle tematiche che voi, con la votazione dell'articolo 20, ci dite
  di non affrontare più
   Non  capisco come si possano votare le norme di garanzia, le norme
  per le scorte e tutte le altre previsioni, quando, all'articolo 20,
  si dice che non sono più strategiche
   Su  questo  tema,  assessore  Cimino,  l'improvvisazione  non  può
  assolutamente   consentirci  di  legiferare.  Questo   aspetto   va
  affrontato in termini complessivi.
   Credo   sia  più  corretto,  oggi,  che  il  Governo,  in  termini
  definitivi,  faccia una riflessione complessiva e  si  ponga  anche
  degli  obiettivi perché, assessore Cimino, non è neanche  pensabile
  che  si  proceda alla chiusura tout court di istituti e di  società
  che  danno  il  sapore, all'esterno - ma non è così e  io  ne  sono
  fermamente  convinto  -  di  rappresaglie   Si  tenta,   cioè,   di
  cancellare degli enti o delle società senza un disegno organico
   E,  allora,  il Governo deve presentare in Aula una tale  proposta
  organica, una volta per tutte, perché questa Assemblea si è assunta
  la  responsabilità nel passato di votare norme istitutive di  enti,
  di istituti e di società  è giusto, pertanto, che questa Assemblea,
  una  volta per tutte, in quelli che sono gli obiettivi che  stasera
  dobbiamo definire venga istituzionalmente coinvolta. Ciò perché, se
  definiremo  stasera  che  il  cinquanta  per  cento  almeno   degli
  istituti,  degli  enti, delle società partecipate,  del  cosiddetto
  sistema pubblico regionale allargato, va ridotto, allora, che lo si
  stabilisca,  una volta per tutte, questa sera  E, così facendo,  si
  dia  un mandato a chi, da questo punto di vista, ha sicuramente  la
  competenza  di  definire  quelle che,  in  funzione  delle  proprie
  strategie, sono le regie uniche, appunto, di intervento strategico.
  Questo  è  fondamentale,  ribadisco, in  modo  tale  che  a  questa
  Assemblea  si presenti un disegno organico e si capisca, una  volta
  per tutte, cosa vuol fare il Governo regionale
   In   alcuni  tentativi,  francamente,  noi  abbiamo  colto  grande
  contraddizione  e voglio citare l'esempio, a caso, dell'Ente  Porto
  di  Messina. Il comportamento a proposito dell'Ente Porto,  abbiamo
  visto  che  in quel caso, evidenziava che il suggerimento  iniziale
  fosse sbagliato e, poi, il Governo, da questo punto di vista, si  è
  ricreduto sull'originario intervento di soppressione, che, poi,  ha
  infatti ripristinato.
   E'  una cosa, comunque, anomala, signor Presidente e lo dico anche
  ai  colleghi dell'Assemblea. Non è che chi è stato presidente dello
  stesso  ente per quaranta anni, poi può essere nominato commissario
  liquidatore o, comunque, commissario ad acta di quello stesso ente
   Su  questa  tematica, signor Presidente, noi dobbiamo capire  dove
  vogliamo  arrivare:  quali  sono effettivamente  gli  obiettivi  da
  perseguire.
   Rispetto  a  questo tema, invito l'assessore Cimino a  riformulare
  l'articolo in esame, più che a fare un'elencazione che non serve in
  questo  momento, perché  credo che oggi voi non abbiate neanche  il
  quadro complessivo della situazione.
   Ci  sono oggi istituti, enti e società, alcune sono colabrodo e in
  altre,  come  abbiamo visto per quanto riguarda  l'IRFIS,  ci  sono
  delle   risorse.   Ma   tutto  questo  disegno   organico,   questo
  accorpamento,  porrà  anche  un altro problema,  assessore  Cimino:
  quello, cioè, di far fronte immediatamente, nel momento in  cui  si
  procede  alla  sintesi,  all'accorpamento,  a  quella  che  non   è
  un'eventualità  -  e  lo  voglio  dire  a  qualche  collega  che  è
  intervenuto - l'eventualità, in altri termini, che ci siano,  nella
  maggior   parte  di  questi  stessi  enti  e  società,   situazioni
  debitorie.
   Questa,  purtroppo,  non  è una evenienza,  questa  sicuramente  è
  certezza   E, allora, rispetto anche a questo tema, il Governo  non
  può  chiedere  all'Aula l'approvazione di una norma che  è  carente
  sotto il profilo dei contenuti e che lascia gran parte del problema
  non affrontato.
   Noi  chiediamo a questo Governo che presenti, una volta per tutte,
  un disegno organico, che lo faccia subito; stabiliamo stasera anche
  il  termine:  120  giorni,  per esempio,  possono  essere  più  che
  ragionevoli, ma entro 120 giorni a questo Parlamento va  presentato
  un   disegno  organico  di  accorpamento,  di  semplificazione  ma,
  soprattutto,  un  disegno  complessivo  che  preveda  la  copertura
  finanziaria  di quelle che sono, comunque, situazioni debitorie  in
  queste strutture e che vanno, pertanto, ripianate.
   Assessore  Cimino, mi permetto di dirle che questa  norma  rischia
  anche di non avere la copertura finanziaria, e affrontiamo, quindi,
  un  altro  temo  che è, comunque, consono a questo momento  perché,
  laddove   si  procederà  alle  sintesi  e  si  dovranno  porre   in
  liquidazione queste società, desidero capire quali siano le risorse
  che  la  Finanziaria sta mettendo da parte per  poter  far  fronte,
  appunto,  alla  situazione debitoria di cui  sopra  che,  comunque,
  emergerà.  E,  allora,  questo  tema,  signor  Presidente,  non   è
  affrontato,  perché  quando  si accorperanno  tali  enti,  ci  sarà
  personale,  ci saranno i debiti che, da questo punto di vista,  non
  sono contenuti in questa proposta all'esame.
   Faccia,  quindi, una proposta organica, onorevole  Presidente,  in
  modo  tale  che noi possiamo apprezzare definitivamente un  disegno
  complessivo di riforma.

   MANCUSO. E' iscritto a parlare tutto il Gruppo del PDL

   DE LUCA. Ho solo dieci minuti e parlo di questioni importanti

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo parlare
  rispetto   a  questo  emendamento  abrogativo  poiché   credo   che
  l'argomento sia di importanza strategica e credo, altresì,  che  il
  modo  in  cui  il Governo lo abbia affrontato, avendolo predisposto
  all'interno  della  Finanziaria,  sia  assolutamente  insufficiente
  rispetto  agli  obiettivi che voleva porsi.  Insufficiente  perché?
  Leggo  il  titolo:  Riordino delle società a totale o maggioritaria
  partecipazione della Regione .
   Credo che questo articolo sia di importanza straordinaria, dicevo,
  soprattutto perché, se leggiamo il titolo, si affronta uno dei temi
  particolarmente scottanti che contraddistingue questa  legislatura:
  il  riordino  delle società a totale e maggioritaria partecipazione
  della Regione.
   Sin dal primo giorno nel quale abbiamo varcato la soglia di questo
  Parlamento,  si è discusso ampiamente, sono stati spesi  dei  soldi
  per consulenze, si è dibattuto in più tavoli su come potesse essere
  affrontato  il tema del riordino delle partecipate e, in  merito  a
  questo  tema,  oggi, io vedo soltanto una pagina  che,  in  maniera
  molto  sintetica, definirei più un  volantino  che un  articolo  di
  legge, stringando, infatti, in maniera assolutamente insufficiente,
  il senso di una norma che, invece, è importante.
   Più  di un disegno di legge è stato presentato, è stata cominciata
  la  trattazione del tema in alcune Commissioni. Ebbene, che oggi il
  Governo  abbia  ridotto tutto questo - per carità,  è  stato  anche
  votato  in  Commissione  Bilancio -  ad  una  sola  paginetta  che,
  scarsamente, rappresenta le esigenze di un comparto così complesso,
  mi sembra del tutto inappropriato.
   E guardando poi nello specifico, passando ai singoli commi, giusto
  per  dare  una  valutazione  d'insieme,  quando  leggo  il  termine
   trasporti  pubblici , non posso che reiterare quella domanda  che,
  l'altro  giorno,  assessore Cimino, le avevo  rivolto,  alla  quale
  ancora  aspetto una risposta, in merito a quella che è la  politica
  che  questa  Regione  vuole  adottare nei  riguardi  dei  trasporti
  pubblici e, particolarmente,  per i trasporti pubblici marittimi.
   Diciamo  che,  quando  si parla di trasporto  pubblico  marittimo,
  sicuramente tra questi, nelle aree strategiche, io credo  che  vada
  annoverata anche la Mediterranea Holding che è una società che,  di
  recente,  precisamente  il  17  del  mese  di  febbraio,  è   stata
  costituita dalla Regione Sicilia, insieme alla società di Salvatore
  Lauro:  la  Regione vi ha fatto ricorso, appunto,  per  partecipare
  alla gara per acquisire il pacchetto Tirrenia-Siremar.
   Visto   e   considerato  che  stiamo  affrontando   un   argomento
  assolutamente  appropriato,  ossia la Finanziaria,  e  considerato,
  altresì,  che all'interno di essa e del bilancio non  c'è  un  solo
  rigo,  non  c'è una sola parola che descriva come volere approntare
  una politica legata a questa scelta importante, perché si tratta di
  un  investimento che riguarda risorse notevoli, a questo  punto  mi
  chiedo,  atteso che si vuole procedere al riordino  di  un  settore
  così  delicato, (i trasporti pubblici, e, ovviamente, anche  quelli
  marittimi),  ebbene, in quale logica dovrebbe  essere  inserita  la
  Mediterranea Holding. Ciò visto e considerato che la Regione, circa
  tre  o quattro mesi fa, ha rinunciato, in maniera definitiva,  alla
  possibilità  di  vedere trasferita, a titolo gratuito,  la  Società
  Siremar  che  si occupa di trasporto pubblico locale con  le  isole
  minori.
   Voglio  ricordare  a me stessa e ai colleghi che,  in  materia  di
  trasporto  pubblico  locale,  la Regione  è  dotata  di  autonomia,
  pertanto,  è una competenza che attiene strettamente ai compiti  di
  questa Regione.
   Io  non capisco la ragione - e continuo a reiterarlo ma il Governo
  si  ostina  a  non  darmi alcuna risposta,  ho  fatto  anche  delle
  interrogazioni  -  per la quale si rifiuta ad  aver  trasferita,  a
  titolo  gratuito, una società che, tra l'altro, portava  anche  una
  dotazione che sarebbe stata trasferita dallo Stato, a fronte,  poi,
  del  volere, invece, partecipare ad una gara che prevede l'acquisto
  di  un pacchetto che vede non soltanto l'acquisizione di Siremar ma
  anche di Tirrenia.
   Onorevoli  colleghi, si parla di collegamenti tra il Continente  e
  la  Sardegna, oppure collegamenti tra il Continente e l'Albania  o,
  ancora, di collegamenti che riguardano le isole Tremiti. Oggi io mi
  chiedo:  questo Governo autonomista come può fare delle  scelte  in
  questo  senso?  Cosa  c'entrano le  isole  Tremiti  con  la  nostra
  esigenza di trasporto pubblico locale?
   E ancor di più: come è possibile che la Mediterranea Holding abbia
  scelto  dei soggetti stranieri - perché si parla di armatori greco-
  napoletani (Tomasos, per dirne uno, oppure Visentini in Veneto) - e
  abbia  escluso armatori siciliani ai quali la Regione  destina  dei
  fondi   per   svolgere  i  servizi  integrativi,  sempre   per   il
  collegamento delle Isole Eolie? Come mai si è fatta questa scelta e
  non si è privilegiato di scegliere degli armatori siciliani che già
  conoscono  il  mercato  e  che, chiaramente,  avrebbero  avuto  una
  maggiore competenza?
   In merito a tutto questo, mi chiedo quale sia la strategia, perché
  in questo disegno di legge si parla di strategie, aree strategiche,
  che la Regione intende perseguire, anche quando ci si riferisce  al
  trasporto pubblico locale.
   Per  concludere, desideravo soltanto aggiungere che la Società che
  già esiste, e alla quale la Regione partecipa, la T-Link (e che  si
  occupa  di trasporti tra Termini e Genova Voltri), di fatto ha  già
  nella sua breve esistenza accumulato una quantità di debiti che non
  lascia sperare nulla di buono
   E,  allora,  mi  chiedo quale sia la strategia e  reitero  la  mia
  richiesta  al Governo, con l'auspicio che questa volta  l'Esecutivo
  abbia avuto la possibilità di approfondire tali aspetti, visto che,
  nella   precedente  occasione,  ci  eravamo  lasciati  con   questa
  indicazione: mi chiedo quale sia la strategia del Governo,  proprio
  in  questo  settore specifico, perché credo che sia un diritto  dei
  siciliani  e  voglio ricordare, peraltro, che questo è un  comparto
  che  riguarda 3.500 posti di lavoro tutti in tutta l'Isola, il  che
  non è cosa da poco.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  una
  volta, negli anni del pentapartito, dell'esacolore, si parlava ogni
  tanto  della   legge truffa . Adesso, qui abbiamo  la   Finanziaria
  schizofrenica  che è legata un po' agli umori di chi  fa  il  gioco
  delle famose tre carte, nelle feste di paese: si girano le carte  a
  seconda  della maestria o a seconda dell'abilità, delle  intenzioni
  di chi tiene il banco
   Puntualmente e ciclicamente ritorna di attualità, con  motivazioni
  e  obiettivi  diversi,  il  tema  delle  società  a  partecipazione
  regionale.
   Quando gli equilibri politici erano quelli usciti dalle urne,  nel
  senso  del rispetto della volontà popolare, prima che il Presidente
  della  Regione decidesse di tradire il mandato elettorale,  quindi,
  determinando il passaggio in maggioranza di coloro che  lo  avevano
  avversato  in  campagna  elettorale  (e  che  avevano  perduto   le
  elezioni),  e  il passaggio all'opposizione di coloro che,  invece,
  per  la  stessa volontà popolare, avevano vinto le elezioni  (e  lo
  avevano   fatto  diventare  Presidente  della  Regione  siciliana),
  ebbene,  si parlava dai banchi del PD di azzerare le partecipazioni
  regionali  perché ritenute dei  carrozzoni politici . Ciò  avveniva
  con  tanto  di  presentazione di disegni di legge e di  immancabile
  battaglia ad ogni Finanziaria.
   Adesso si vede il PD comodamente seduto ad ascoltare e a suggerire
  il  Governo  e,  al  contempo,  vedi il  PDL  farsi  garante  degli
  interessi  dei  siciliani, proteggendoli, di volta  in  volta,  dai
  blitz  del Governo  E ce n'è uno che affronteremo fra poco,  quando
  passeremo alla fase degli emendamenti
   Adesso  non  si  parla più di cancellare gli enti a partecipazione
  regionale, adesso le famose  menti sopraffine  - ricordate  che  ai
  tempi  delle  Brigate Rosse vi erano le menti raffinate  -  adesso,
  dicevo,  ci sono le menti sopraffine di questo Governo e di  questa
  eterogenea maggioranza-minoranza che, addirittura, non parla più di
  cancellazione  o estinzione, onorevole Cracolici, delle  società  a
  partecipazione  regionale, che non diventano  più  quei  carrozzoni
  improduttivi  e clientelari che servivano per i portaborse,  per  i
  consulenti  d'oro, per sistemare coloro che avevano,  senza  esito,
  determinato  l'elezione  di  questo  o  di  quell'altro   deputato,
  consigliere  o  assessore   niente  di  tutto  questo,  adesso   ci
  s'inventa  la  logica dell'accorpamento delle  società,  a  seconda
  delle caratteristiche o delle finalità individuate
   Io  ho fatto il conto: questo articolo prevedrebbe il mantenimento
  di 11 società a partecipazione  regionale, cioè 11 enti individuati
  e  circoscritti  per  categoria,  dalla  ricerca  alla  formazione,
  all'innovazione, ai trasporti eccetera.
   Chi  ha  avuto  modo  di occuparsi, dal punto di  vista  politico-
  istituzionale, di quali sono gli enti a partecipazione regionale  e
  di  qual è il grado di elevatissimo sfascio e disastro in cui  vive
  il  90  per  cento,  anzi il 93 per cento di essi,  ebbene,  vorrei
  capire,  leggendo il settore trasporti - e sappiamo già  qual  è  -
  nonché  il  settore  dei servizi ausiliari -  e  sappiamo  come  si
  chiamano   -  promozione,  immagine  della  Sicilia,   agricoltura,
  attività   turistica   ed   artigianato,  ente   fallimentare   per
  eccellenza, sviluppo ed innovazione  una barca di milioni di  euro,
  accorpata  all'interno di quegli enti che non riescono a  spenderli
  perché aspettano l'input del politico
   Noi crediamo che la Sicilia e i siciliani non meritino quest'altra
  offesa e quest'altro raggiro
   Quando  l'onorevole  Cimino  parlava di  documenti  finanziari  di
   lacrime e sangue , ha detto la verità, dimenticando di dire che le
  lacrime e il sangue sono quelli dei siciliani che subiranno, ancora
  una volta, la schizofrenia di questo Governo
   Fermo  restando  che  interverrò sugli altri  emendamenti  che  il
  Governo  ha  presentato in Aula, preannuncio il  voto  contrario  a
  questo  emendamento,  perché altro non significa  che  legittimare,
  sotto  strategia  diversa, sotto elencazione diversa,  quegli  enti
  regionali  che  oggi  stanno  succhiando  l'economia  al   bilancio
  siciliano

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questi
  articoli,  che  vanno  dal 17 al 20, ci mettano  in  condizione  di
  toccare con mano una pagina di storia. Il valore di questi articoli
  è quello di sancire, in modo definitivo, il fallimento del progetto
  di   una   Regione  siciliana  promotrice  di  impresa  e,  quindi,
  promotrice di ricchezza.
   Assessore  Cimino,  desidero porle una domanda a  bruciapelo.  Per
  esempio,   nell'area  che  lei  immagina,  riferita  ai   trasporti
  pubblici ,  io  credo che rientrino - è ovvio  -   le  strade,  gli
  aeroporti, il settore marittimo, il settore ferroviario.
   Noi  ci  sentiremmo di accorpare in un'unica area strategica,  per
  esempio, società come Metropolitana Milanese o come la SEA  o  come
  la Ferrovia Nord? Assessore Cimino, lei sa quanto ha chiesto la SEA
  di  Milano  per vendere il 30 per cento delle azioni? Sa  cos'è  la
  SEA? 400 milioni di euro  Mediamente, un amministratore delegato di
  questa  società percepisce un emolumento tra i 700 e gli  800  mila
  euro
   Penso  che  questa  parte che riguarda le aree  strategiche  debba
  essere  rivista, perché non si può immaginare una norma  solo  alla
  luce della conclamazione di un fallimento
   Mi  chiedo come, in uno stesso consiglio di amministrazione, possa
  figurare  un  board,  un management  in cui  ci  sia  qualcuno  che
  s'intenda  di  trasporto  marittimo  e,  nello  stesso  tempo,   di
  trasporto ferroviario, di porti e aeroporti
   Penso che nell'articolo 19 in esame, dovremmo limitarci ai commi 1
  e  3,  rimandando al comma 2 uno studio un po' più attento  e  meno
  velleitario:  credo  che  questa parte che  riguarda  il  comma  2,
  infatti, sia in qualche modo assimilabile all'altra operazione  che
  vorremmo  fare  sulla Tabella H. Noi non entriamo  mai  nel  merito
  della  questione,  ci limitiamo a proclamazioni di  principio  e  a
  soluzioni alquanto sommarie.
   Penso   che  non  sia  dignitoso  per  un  Parlamento  fare  delle
  operazioni  sommarie,  è  meglio  fermarsi  alle  enunciazioni   di
  principio. Capisco che è importante mettere un punto fermo, però  è
  veramente  avvilente che noi partiamo dal fondo per risalire  verso
  la  base,  cioè diamo un valore talmente inconsistente alla  magari
  virtuale  pretesa di apporto di ricchezze, di servizi  alle  nostre
  società, che prescriviamo il divieto di non poter corrispondere più
  di  50 mila euro, benefit compresi, perché si è  al vertice di  una
  società  fallimentare.  Credo che ciò non sia  un  aspetto  maturo,
  credo che sia opportuno, francamente, un ripensamento per non farci
  ridere dietro
   Concordo con il senso morale della norma, non concordo affatto con
  quanto  è  contenuto dopo. Rischieremmo, come al  solito,  di  fare
  qualche  operazione sommaria che, in quanto tale, avrebbe  tutti  i
  suoi limiti.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, intervengo per porre all'Assessore Cimino e  al
  Presidente  un  problema che ritengo sia assolutamente  importante,
  fermo restando che vorrei dire all'onorevole Caputo dove era e dove
  eravamo  quando una classe dirigente di questa Regione,  sottraendo
  risorse  incredibili ad essa, ha pensato di esternalizzare tutti  i
  servizi  e  di avviare una fase che è stata sicuramente  devastante
  per  la Sicilia, il che ha determinato un disagio forte alle azioni
  amministrative poste in essere.
   Quello  che oggi va in discussione è certamente il riordino  delle
  società  a  totale e maggioritaria partecipazione della  Regione  e
  mette   fine  ad  un  errore  forte,  ponendo  riparo   ad   errori
  impressionanti  che  la  classe dirigente siciliana  ha  perpetrato
  negli anni e, quindi, va sicuramente salutato come un provvedimento
  assolutamente positivo.
   Mi  sembra  anche di leggere tra le righe qualcosa di estremamente
  chiaro e, cioè, che il Governo si muoverà in assoluta sintonia  con
  la   Commissione  Bilancio  e,  previo  parere  di   essa,   parere
  assolutamente vincolante.
   Tuttavia,  signor Presidente, se l'Assessore per l'economia  vorrà
  seguirmi  soltanto per un aspetto molto pratico e concreto,  vorrei
  evidenziare che tra le aree strategiche della Regione vi è anche un
  settore  che  riguarda i servizi della riscossione dei tributi:  in
  quest'area   vorrei   ricordare   ai   colleghi   parlamentari    e
  all'Assessore  Cimino  che,  entro il 31  dicembre  di  quest'anno,
  dovremo acquisire in toto la SERIT.
   Vorrei  anche ricordare all'Assessore Cimino che ben  250  giovani
  della SERIT accampano oggi il diritto a una riassunzione dovuta per
  legge  e che sono stati attivati dei contenziosi, parliamo  di  250
  famiglie e 250 contenziosi dei quali già la SERIT ha dovuto pagarne
  lo  scotto  riassumendo, infatti, assessore Cimino, 7  giovani  che
  hanno vinto il giudizio promosso.
   Questo, assessore Cimino, significa che, entro quest'anno, se  non
  provvederemo  a  transare con i giovani aventi diritto  e  a  fare,
  dunque, un accordo con i sindacati, prima che la Montepaschi  Serit
   scappi  dalla Sicilia, ci caricheremo della bellezza di più di 20,
  30   milioni  di euro come Regione siciliana, mentre la Montepaschi
  Serit è venuta in Sicilia a prendere i  soldini  dei ricavi per poi
  scappar  via   Ciò,  senza pensare che bisogna dare  una  risposta,
  anche  in  termini economici, a tutta questa vicenda,  evitando  di
  lasciarci interamente il contenzioso
   E  allora, onorevoli colleghi, assessore Cimino, siccome ho  visto
  che  al  comma 8 dell'emendamento, all'articolo 20, aggiuntivo,  da
  lei  proposto,  è  scritto testualmente che   è  fatto  divieto  di
  assunzioni  nelle società a partecipazione totale o  maggioritaria,
  ivi   comprese  quelle  già  autorizzate  e  quelle   previste   da
  disposizioni  di  carattere  speciale,  salvo  quanto  previsto  da
  procedure  contrattuali discendenti da bandi di evidenza pubblica ,
  le  chiedo di aggiungere anche il periodo  salvo le società per  le
  quali  sono in atto contenziosi in corso : altrimenti, oggi  stiamo
  liquidando, con questo comma, la speranza di 250 giovani che  hanno
  il  diritto  di essere assunti e, soprattutto, onorevole  Assessore
  Cimino,  stiamo regalando alla Banca Montepaschi Serit  più  di  20
  milioni  di  soccombenza economica dei ricorsi e di cui  ci  faremo
  carico noi come Regione siciliana
   La  invito, pertanto, a rivedere il comma 8, perché tutto ciò  non
  sia  possibile e affinché la Regione consenta a queste 250 famiglie
  siciliane  e,  soprattutto,  ai giovani  che  ne  hanno  l'assoluta
  necessità  ma  anche  l'assoluta certezza  di  diritto,  di  essere
  salvati, altrimenti con il comma 8, precludiamo la possibilità  che
  la Montepaschi SERIT possa assorbire questi soggetti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, vorrei parlare dopo che il Governo  si
  esprimerà  sull'emendamento che abbiamo presentato con i  colleghi,
  quindi, chiedo di differire il mio intervento.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   comunico   frattanto    che
  l'emendamento  20.1, a firma dell'onorevole De  Luca,  per  assenza
  dall'Aula del firmatario, è decaduto.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   su
  quest'articolo per stigmatizzare il percorso che questa materia  e,
  quindi,  quest'articolo, ha avuto dalla sua genesi, dal  DPEF  alle
  varie edizioni di Finanziarie, dal disegno di legge 471 al 471 bis,
  al  maxi-emendamento Gov.1 del Governo, presentato  in  Commissione
  Bilancio.
   Devo   stigmatizzare  come  già  nel  DPEF  emergeva   un'evidente
  schizofrenia di impostazione, tant'è che la stessa Corte dei  Conti
  l'ha fatto rilevare, ed è stata una delle motivazioni di fondo  che
  ha  indotto  l'UDC,  e ritengo anche il PDL  ufficiale ,  a  votare
  contro quello stesso DPEF.
   Già nel DPEF, pure enunciando la volontà di voler razionalizzare e
  riorganizzare le partecipate, il Governo proponeva la creazione  di
  ulteriori  due  società,  una  per  l'agricoltura  ed  una  per  il
  commercio.
   E questo veniva evidenziato dalla Corte dei Conti come un'evidente
  schizofrenia, come un'evidente mancanza di volontà vera, di  questo
  Governo,  di  intervenire  sulla  materia  della  riorganizzazione,
  della razionalizzazione, della omogeneizzazione delle tante società
  partecipate che esistono in questa nostra Regione siciliana.
   E  ci  siamo  accorti  chiaramente che siamo sempre  di  fronte  a
  tentativi  di   norme-manifesto ,  di  norme  che  potevano  essere
  sostituite dalla operatività quotidiana e gestionale di un  Governo
  che  avrebbe  potuto sì razionalizzare, a prescindere  dalla  norma
  stessa,  a  prescindere da questa previsione di legge;  il  Governo
  avrebbe  già  potuto,  intervenendo nelle assemblee  delle  singole
  società, dismettere quelle che riteneva opportuno dismettere.
   Abbiamo proceduto, in Commissione Bilancio, all'audizione  e  allo
  studio  delle situazioni contabili delle tante società:  ahimè,  ci
  stiamo  ritrovando in questa fase in opposte direzioni, avendo  già
  votato  qualche  norma di bilancio, per averne poi  ricapitalizzata
  qualcuna,  come  Multiservizi  e  Biosphera,  che  hanno   ricevuto
  trasfusioni di finanza regionale per evitare il dissesto,  per  far
  fronte ai debiti prodotti. Una ricapitalizzazione, quindi, che  già
  ha  rimesso  in  vita società che, possibilmente,  ora  andremo  ad
  estinguere per concentrarle in un'unica società, in un unico ente.
   Ci  troviamo, così, di fronte a una norma su cui il Governo  vuole
  mantenere  le mani libere, che riteniamo poteva essere  aggirata  e
  sostituita da un'operatività dello stesso Governo, ma una volta che
  siamo  di  fronte  a una previsione portata in Aula,  rimessa  alla
  volontà  di questa Assemblea, riteniamo importante e vincolante  un
  ritorno  in  Aula  sulle  scelte che il  Governo  vorrà  fare,  per
  confrontarle, appunto, con i principi che vogliamo siano  contenuti
  in questa stessa disciplina.
   Per  cui  vorremmo che non siano concesse deleghe in  bianco,  che
  quest'opera   di   riorganizzazione  ripassasse  dall'Aula,   nella
  consapevolezza che fino ad oggi questo Governo abbia utilizzato  le
  partecipate  per  quell'occupazione,  manu  militari,  di  tutti  i
  vertici  di  queste società, dove sono arrivati i  trombati   delle
  varie   elezioni,  i  designati  del  principe  Lombardo   che   ha
  individuato, in questa opportunità, la possibilità di dare prebende
  e di creare quel clientelismo che vuole aborrire solo a parole, che
  vuole   mettere   fuori   dal  suo  modus   operandi   solo   nelle
  dichiarazioni,  ma  che abbiamo visto sfruttato  fino  alle  minime
  presenze all'interno delle posizioni di vertice di questa Azienda.
   Vorremmo  che  la norma fosse riveduta e corretta. L'importante  è
  l'enunciazione dei principi ma è importante, soprattutto, che venga
  ricondotta  in  Aula  la  possibilità di verificare  se  le  scelte
  operate  dal  Governo  siano coerenti e  consone  ai  principi  che
  enunceremo con la previsione di legge.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.13, a firma dell'onorevole
  Maira.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente  della  Regione,
  assessore  Cimino,  onorevoli colleghi, l'intervento  è  rivolto  a
  tutti  voi.  Colgo  l'occasione per un  breve  commento  su  questo
  emendamento  soppressivo, che è un po' la scusa per affrontare,  in
  termini  generali,  i nodi che stanno presentandosi  in  merito  al
  disegno di legge sulla Finanziaria 2010.
   Vorrei  che mi si desse atto, anche informalmente e senza  bisogno
  di  dichiarazione verbale, che il Gruppo dell'UDC,  fino  a  questo
  momento, non ha fatto minimamente ostruzionismo.
   E'  stato in Aula, quando ha potuto, ha garantito anche il  numero
  legale,  ha  evitato  di chiedere la verifica  del  numero  legale.
  Quanto  abbiamo svolto è stata un'opposizione propositiva,  sapendo
  che saremmo arrivati ai problemi della Finanziaria. E, infatti,  ci
  siamo,   ed   è  questo  l'aspetto  più  importante  che   rassegno
  all'attenzione   del  Governo  e  del  Presidente  della   Regione:
  possiamo,  al  limite,  anche comprendere  la  voglia  riformatrice
  generale,  totale,  che ha scatenato le azioni del  Governo  e  del
  Partito  Democratico; non la giustifichiamo,  perché  riteniamo  di
  essere  corretti  oltre  che legittimisti, anche  per  rispetto  di
  quest'Aula,  in  quanto  le riforme vanno affrontate  con  appositi
  disegni di legge.
   Le  riforme vanno confrontate con le parti sociali, vanno discusse
  e  dibattute nelle Commissioni di merito e va consentito,  appunto,
  un dibattito ampio e completo in Aula.
   Il  fare  delle  riforme  con emendamenti  e  subemendamenti,  non
  porterà alcun bene alla Sicilia
   Se, per esempio, confrontiamo l'articolo 20 con alcuni emendamenti
  già   depositati  ed  altri  pronti  per  essere  presentati,  come
  l'emendamento  20.10, a firma degli onorevoli Lupo e Cracolici,  ci
  si  rende  conto che si tratta di vera e propria riforma, senza  la
  possibilità, per quest'Aula e per la Commissione di merito,  di  un
  vero   sfogo   in  termini di dibattito,  tra  l'altro  con  alcune
  confusioni normative.
   Faccio  un  esempio, onorevole presidente Lombardo: con l'articolo
  20  vengono individuate le aree strategiche della Regione, ma manca
  nell'elencazione l'area strategica del sottosuolo.
   Credo  che  l'assessore Cimino dovrebbe sapere, come Assessore  al
  bilancio  e  al  patrimonio, che il sottosuolo, per  Statuto  della
  Regione  siciliana,  è di esclusiva proprietà  e  competenza  della
  Regione;   la  Regione  siciliana  è  l'unica  Regione  in   Italia
  proprietaria del suo sottosuolo, le altre Regioni non hanno  questo
  diritto e questa facoltà.
   Non  c'è,  tra  le  aree  strategiche, con tutto  ciò  che  questo
  comporta,  il riferimento al sottosuolo. Ritenete che  non  sia  un
  fatto omissivo di grande rilevanza? Io ritengo di sì.
   Sugli  altri  aspetti,  che senso ha fare  delle  proposizioni  di
  principio, ad esempio i trasporti pubblici, che poi dovremmo andare
  a  confrontare con l'articolo 81 successivo dello stesso disegno di
  legge? C'è confusione in questo disegno di legge  e così per  tutte
  le  aree  a  seguire, come quella del credito. L'avere  individuato
  l'area  strategica  del  credito  comporta  una  politica  di  tale
  settore,  politica che, però, non conosciamo da parte del  Governo,
  anzi ne conosciamo gli aspetti negativi
   E, allora, un invito sereno: possiamo cominciare a snellire questa
  legge finanziaria? Ciò con lo spirito propositivo che abbiamo avuto
  sino  ad  ora  e,  soprattutto, con lo spirito propositivo  che  ci
  impegniamo  ad avere successivamente, quando i singoli articoli  di
  questa  Finanziaria, appunto, potranno diventare disegni  di  legge
  veri  e  propri,  con tutto lo sfogo possibile e  immaginabile,  in
  termini di dibattito, che le riforme richiedono.
   Se  c'è  sensibilità  da  parte  del  Governo,  in  questo  senso,
  continueremo ad essere propositivi stasera, stanotte e  domani;  se
  questo non dovesse avvenire - e quello che sto per dire non  è  una
  minaccia,  è  soltanto una comunicazione dell'attività parlamentare
  che   compete  alle  opposizioni  -  nessuno  ci  potrà  venire   a
  rimproverare se adotteremo un ostruzionismo parlamentare legittimo,
  se ricorreremo alla richiesta di numero legale, correndo il rischio
  di non approvare la Finanziaria entro le ore 24 di domani.
   Io  vorrei  che questo intervento, ma anche quelli  che  mi  hanno
  preceduto,  sullo  stesso  tema, quello,  cioè,  del  rinvio  delle
  riforme  importanti che sono abbozzate in questo disegno di  legge,
  venga valutato con serenità dal Governo.
   Le  riforme  vogliamo  farle pure noi, e  lo  abbiamo  dimostrato:
  impegniamoci  tutti a fare riforme vere e serie,  non  riforme  con
  singoli articoli, emendamenti e subemendamenti che non servono alla
  Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Maira, intende mantenere l'emendamento 20.13
  o  lo  ritira? L'emendamento 20.13 è quello che sopprime l'articolo
  20.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Proporrei  di accantonare l'articolo 20 ovvero procedere  con  gli
  emendamenti presentati ad esso.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  avanzare
  una  proposta:  fermiamoci  qui  con  l'esame  dell'articolo  20  e
  procediamo, questa sera, con la trattazione dell'articolo  22,  23,
  forse  del  21,  cioè  tutto il Capo II,  relativo  al  credito  di
  imposta,  nonché   - se siamo d'accordo - con gli articoli  che  la
  Presidenza  valuterà  e  in  cui, essendoci  solamente  emendamenti
  soppressivi  presentati,  e non di merito,  si  potrebbero  appunto
  esitare stasera.

   CIMINO, assessore per l'economia. Il Governo è d'accordo.

   PRESIDENTE.  La proposta, a mio avviso, è utile. Se  non  ci  sono
  osservazioni contrarie, possiamo procedere in questi termini.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                                 legge
               nn 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A

   PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 20. Si  passa,
  quindi, all'articolo 21. Ne do lettura:

                             «Articolo 21
    Personale Società Terme di Sciacca e Società Terme di  Acireale

   1.  Il personale delle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme  di
  Acireale  S.p.A.  poste in liquidazione gode delle stesse  garanzie
  occupazionali  previste  per i dipendenti delle  società  che  sono
  dismesse   a  seguito  dell'applicazione  di  quanto  previsto  dal
  precedente articolo. Nel caso in cui lo scioglimento delle  società
  termali  preceda l'attuazione del precedente articolo,  l'Assessore
  per  l'economia  provvede  con  proprio  decreto,  nelle  more,  ad
  assicurare l'occupazione del personale».


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO.  Chiedo  di  parlare  sulla  proposta  di  accantonamento
  dell'articolo 20.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  proposta
  dell'onorevole Cracolici è stata accolta, quindi annunciamo che per
  gli  articoli  21,  22  e  23,  nonché per  il  credito  d'imposta,
  ritiriamo  tutti  quanti  gli  emendamenti  soppressivi.   Per   la
  riflessione  che  ha fatto l'onorevole Cracolici, dove  sono  stati
  presentati   solamente   gli  articoli  soppressivi,   siccome   li
  confermiamo  e  dobbiamo  valutarli, riteniamo  di  condividere  di
  rinviarne  la  trattazione a domani. Quindi, ci troviamo  d'accordo
  relativamente alla trattazione degli articoli 21, 22  e  23  e  per
  tutti gli articoli che riguardano il credito di imposta.
   Se  la Presidenza e il Governo accolgono tale proposta, annunciamo
  il ritiro di tutti gli emendamenti soppressivi.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, ci troviamo d'accordo con la  proposta
  avanzata  dall'onorevole Mancuso, quindi anche  noi  proponiamo  la
  stessa identica ipotesi di prosecuzione dei lavori.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                    legge nn. 470-470 bis-470 ter/A
                            e 471-471 bis/A

   PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 20  e  21.  Si
  riprende l'articolo 19.

   CIMINO,    assessore   per   l'economia.   C'è   una   riscrittura
  dell'articolo   19,   condivisa  con   la   Commissione   Bilancio,
  dall'onorevole  Leontini,  e  riguarda  la  centralizzazione  degli
  acquisti,  recependo  anche  la normativa  della  CONSIP.  Si  può,
  quindi,  riprendere  l'articolo  19,  per  valutare  quanto   detto
  dall'onorevole Leontini...

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata  la  riscrittura
  dell'articolo  19, nell'emendamento 19.19.1, a firma dell'onorevole
  Savona.
   Assessore Cimino, ci sono due riscritture dell'articolo 19, e cioè
  l'emendamento  19.19.1 del presidente Savona e l'emendamento  19.11
  dell'onorevole Corona

   CIMINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  penso  che
  vanno  incontro  allo stesso obiettivo, perché la  riscrittura  del
  presidente  Savona, di fatto, richiama anche la CONSIP, riferendosi
  alla   legge   in  vigore.  La  stessa  cosa  è  nella  riscrittura
  dell'onorevole Corona. In più, l'emendamento dell'onorevole Savona,
  riprende l'emendamento dell'onorevole Leontini, per quanto riguarda
  la competenza, nell'ambito del controllo della spesa e, quindi, più
  che  il  Dipartimento  della  Funzione pubblica,  si  riferisce  al
  Dipartimento  del  Bilancio,  per ricollegare  la  previsione  alla
  normativa nazionale.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.11, di riscrittura
  dell'articolo:

   «L'articolo 19 è sostituito dal seguente:
    Art.  19.  1.  Al  fine di realizzare significative  economie  di
  scala,  il Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro,  entro
  novanta  giorni dall'entrata in vigore della presente legge,  emana
  apposita  direttiva contenente le necessarie iniziative,  ai  sensi
  dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e  successive
  modificazioni  e dell'articolo 58 della legge n. 388/2000,  per  la
  razionalizzazione delle fasi procedurali di fornitura e gestione di
  beni   e   servizi  intestate  ai  vari  rami  dell'Amministrazione
  regionale.
   2.  I  responsabili regionali dei procedimenti di  spesa  relativi
  alla  gestione  di beni e servizi sono tenuti ad  adeguare  i  loro
  comportamenti  alle  direttive  impartite  dal  Dipartimento  della
  funzione pubblica.
   3. Gli istituti, le aziende, le agenzie, i consorzi, gli organismi
  ed  enti  regionali  comunque denominati,  sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  dell'Amministrazione regionale  o  che  usufruiscono  di
  trasferimenti  diretti  da  parte della  stessa  adottano,  per  la
  fornitura  di beni e servizi superiori a euro 100.000,00, parametri
  di  qualità  e  di prezzo rapportati a quelli messi a  disposizione
  delle   pubbliche  amministrazioni  dalla  Consip  SpA,   motivando
  espressamente  le  ragioni  dell'eventuale  scostamento   da   tali
  parametri,  con  particolare riguardo ai casi  in  cui  le  società
  stesse  siano  soggette  alla normativa comunitaria  sugli  appalti
  pubblici. Il mancato rispetto di quanto previsto dal presente comma
  comporta  responsabilità amministrativa. Gli organi di vigilanza  e
  controllo  interno  devono comunicare annualmente  alle  competenti
  amministrazioni regionali che svolgono le funzioni di  vigilanza  e
  tutela la corretta applicazione del seguente comma .»

   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti  gli altri emendamenti all'articolo 19 sono preclusi.  Pongo
  in votazione l'articolo 19, così come riformulato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                             «Articolo 22
                 Spese per collaborazioni e consulenze

   1.  I  contratti relativi a rapporti di consulenza con la pubblica
  amministrazione  regionale,  ivi  compresi  quelli   stipulati   da
  istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi, società a totale o
  maggioritaria  partecipazione  della  Regione  ed  enti   regionali
  comunque    denominati,   sottoposti   a   tutela    e    vigilanza
  dell'amministrazione regionale o che usufruiscano di  trasferimenti
  diretti da parte della stessa sono efficaci a decorrere dalla  data
  di  pubblicazione del nominativo del consulente, del suo curriculum
  vitae, dell'oggetto dell'incarico e del relativo compenso sul  sito
  istituzionale dell'amministrazione stipulante.

   2.  Per i contratti in essere alla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  le amministrazioni stipulanti  sono  tenute  alle
  medesime forme di pubblicazione previste al comma 1».

   Comunico  che  all'articolo  22  sono  stati  presentati  soltanto
  emendamenti soppressivi. Gli emendamenti 22.1, 22.10, 22.11,  22.2,
  22.3, 22.12, 22.13 e 22.14 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                             «Articolo 23
           Spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
             pubblicità, rappresentanza e sponsorizzazioni

   1. Gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi, società  a
  totale  o  maggioritaria  partecipazione  della  Regione  ed   enti
  regionali  comunque  denominati, sottoposti a  tutela  e  vigilanza
  dell'Amministrazione regionale, che usufruiscano  di  trasferimenti
  diretti  da  parte  della stessa, non possono effettuare  spese,  a
  copertura  regionale,  per relazioni pubbliche,  convegni,  mostre,
  pubblicità,  rappresentanza e sponsorizzazioni,  per  un  ammontare
  superiore  alla spesa sostenuta nell'anno 2009 ridotta del  20  per
  cento.

   2.  I  soggetti di cui al comma 1 devono ridurre del 50 per cento,
  rispetto  al 2009, la spesa, a copertura regionale, per  la  stampa
  delle  relazioni  e di ogni altra pubblicazione prevista  anche  da
  leggi  e regolamenti, distribuita gratuitamente o inviata ad  altre
  amministrazioni.

   3.  Per  i  soggetti  di cui al comma 1 in quanto  destinatari,  a
  qualunque  titolo,  di  trasferimenti da parte  della  Regione,  il
  mancato  adeguamento  alle disposizioni di  cui  ai  commi  1  e  2
  comporta  la riduzione, nell'esercizio finanziario successivo,  per
  l'importo  di  cui allo sforamento, del contributo  concesso  dalla
  Regione.

   4.  Gli  organi di controllo interno sono obbligati  a  verificare
  l'applicazione delle disposizioni previste dal presente articolo  e
  ne  danno specifica comunicazione sia all'Amministrazione regionale
  che  svolge  funzioni  di controllo e tutela  sia  alla  Ragioneria
  generale della Regione».

   Comunico  che  gli  emendamenti 23.1, 23.11, 23.12,  23.2,  23.16,
  23.17, 23.3, 23.13, 23.4, 23.14, 23.5 e 23.15 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Rimane,   pertanto,  solamente  l'emendamento   23.10,   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo ed altri, che decade per assenza dall'Aula
  dei firmatari.
   Pongo  in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                             «Articolo 24
              Trasferimenti in favore della RESAIS S.p.A.

   1. I trasferimenti effettuati dalla Regione in favore della RESAIS
  S.p.A,  per le finalità degli articoli 7 e 12 della legge regionale
  20  gennaio  1999,  n. 5 e successive modifiche ed  integrazioni  e
  della  legge  regionale  28  novembre  2002,  n.  21  e  successive
  modifiche  ed integrazioni sono utilizzati dalla stessa società,  a
  titolo di acconto, a valere sui futuri trasferimenti da effettuarsi
  per l'attuazione delle citate disposizioni legislative».

   Comunico che gli emendamenti 24.1, 24.11, 24.12 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Rimane   soltanto  l'emendamento  24.10,  a  firma  dell'onorevole
  Apprendi   ed  altri.  Ne  dispongo  l'accantonamento,   unitamente
  all'articolo.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

   Si  propone di passare al Titolo IV, Capo II del disegno di legge,
  relativo al credito d'imposta, che va dall'articolo 56 all'articolo
  68. Do lettura dell'articolo 56:

                             «Articolo 56
                         Soggetti beneficiari

   1.  Ai datori di lavoro, così come definiti nell'articolo 38 della
  legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, che, nel periodo compreso  tra
  la  data  di pubblicazione della legge ed i dodici mesi successivi,
  effettuino  nel  territorio  della  Regione  nuove  assunzioni   di
  lavoratori    svantaggiati,   molto   svantaggiati   e    disabili,
  incrementando  il numero di lavoratori dipendenti,  è  concesso  un
  contributo nella forma del credito d'imposta.

   2.   Nell'ambito  dell'ammontare  complessivo  dei  contributi  da
  concedere,  su  base  annuale, il 60  per  cento  delle  risorse  è
  assegnato prioritariamente secondo le seguenti percentuali:

   a) 60 per cento alle micro imprese;

   b) 40 per cento alle  piccole e medie imprese.

   3.  Sono esclusi dalla fruizione del contributo di cui al presente
  articolo:

   a) i soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle imposte
  sui  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22
  dicembre 1986, n. 917;

   b)  i  soggetti di cui  all'articolo 1, comma 3, lettera  d),  del
  regolamento  (CE)  800/2008 della Commissione, del  6  agosto  2008
  (pubblicato nella g.u.u.e. n. L 214 del 9 agosto 2008)».

   Comunico  che gli emendamenti 56.1, 56.10, 56.2, 56.3, 56.4,  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  restante emendamento 56.11, a firma  dell'onorevole
  Musotto:

   «All'articolo 56 sono apportate le seguenti modifiche:
   sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Nell'ambito  dell'ammontare  complessivo  dei  contributi  da
  concedere,   su   base   annuale,   le   risorse   sono   assegnate
  prioritariamente secondo le seguenti percentuali:
   a) 70 per cento alle micro, piccole e medie imprese;
   b) 10 per cento alle grandi imprese;
   c) 20 per cento alle categorie residuali di datori di lavoro, così
  come definiti nell'articolo 38 della legge regionale 6 agosto 2009,
  n. 9.
   Per  la  definizione di micro, piccole e medie impresa  si  rinvia
  all'allegato  1 del Regolamento (CE) n. 800/2008, pubblicato  sulla
  Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea L 214/3 del 9 agosto 2008.

   - aggiungere il seguente comma:
    2  bis.  Nel caso di impresa subentrante ad altra nella gestione,
  comunque  assegnata,  di  un  servizio pubblico  anche  gestito  da
  privati,  il  credito d'imposta spetta limitatamente al  numero  di
  lavoratori   assunti   in  più  rispetto  a   quello   dell'impresa
  sostituita.  Negli  anni successivi a quello  di  subentro  per  il
  calcolo  dell'incremento occupazionale si applicano le disposizioni
  di cui all'articolo 4 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 56.12 del  Governo,
  soppressivo della lettera b) del comma 3.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  con  l'emendamento s'intende  sopprimere,  ed  escludere
  quindi  all'applicazione di questa agevolazione fiscale, il settore
  dell'industria  carboniera. Tale settore è comunque escluso  perché
  l'articolo  65,  comma  2,  del disegno di  legge  dispone  che  le
  agevolazioni  si applichino nel rispetto e nei limiti previsti  dal
  Regolamento della Comunità europea.
   Nell'ambito dei limiti definiti dal citato Regolamento comunitario
  rientra,  quindi,  l'esclusione dei settori  economici  individuati
  nell'articolo  1, tra i quali vi è proprio l'industria  carboniera.
  L'espressa  esclusione di cui al comma 3, lettera b)  dell'articolo
  56  potrebbe  determinare sia dubbi di carattere  interpretativo  e
  problemi per l'approvazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 56, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                             «Articolo 57
                              Definizioni

   1. Ai fini del presente capo si intende per:

   a)   lavoratore': qualsiasi persona che lavora o che è in cerca di
  un lavoro;

   b)   lavoratore  svantaggiato',  lavoratore molto svantaggiato'  e
   lavoratore   disabile':   i   lavoratori   così   come    definiti
  dall'articolo  2,  punti  18), 19) e 20) del  regolamento  (CE)  n.
  800/2008;

   c)   lavoratore dipendente': quando non diversamente  specificato,
  il  lavoratore assunto indistintamente con contratto  di  lavoro  a
  tempo determinato o indeterminato;

   d)  numero di lavoratori dipendenti': il numero di unità di lavoro-
  anno (ULA), vale a dire il numero di lavoratori dipendenti occupati
  a  tempo  pieno  durante un anno, conteggiando il  lavoro  a  tempo
  parziale e il lavoro stagionale come frazioni di ULA.

   e)  costi salariali': l'importo totale effettivamente pagabile dal
  beneficiario   degli  aiuti  in  relazione  ai  posti   di   lavoro
  considerati, che comprende:

   1) la retribuzione lorda, prima delle imposte;

   2)  i  contributi obbligatori, quali gli oneri previdenziali  e  i
  contributi assistenziali per figli e familiari».

   Comunico che gli emendamenti 57.1 e 57.10 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 57. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                             «Articolo 58
                       Misura dell'agevolazione

   1. Il contributo di cui al presente capo è concesso per un importo
  pari  ad  euro 333 per ciascun lavoratore assunto, con contratto  a
  tempo indeterminato e per ciascun mese; il lavoratore assunto  deve
  rientrare  nella  definizione  di  lavoratore  svantaggiato,  molto
  svantaggiato e disabile di cui all'articolo 2, punti 18,  19  e  20
  del regolamento (CE) n. 800 del 2008 della Commissione del 6 agosto
  2008, pubblicato nella g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.

   2.   In   caso   di   lavoratrici,  rientranti  nella   precedente
  definizione,  il contributo di cui alla presente legge  è  concesso
  per  un  importo pari a 416 euro, per ciascuna lavoratrice assunta,
  con contratto a tempo indeterminato, e per ciascun mese.

   3. Il contributo di cui al presente articolo spetta per un periodo
  di:

   a)  dodici  mesi successivi all'assunzione nel caso di  lavoratori
   svantaggiati;

   b)   ventiquattro  mesi  successivi  all'assunzione  nel  caso  di
   lavoratori molto svantaggiati o disabili.

   4.  Per  le  assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto  di
  lavoro  a  tempo  parziale, il credito di imposta,  rispettivamente
  fissato  ai  commi 1 e 2 per i lavoratori a tempo indeterminato,  è
  concesso  in  misura  proporzionale alle ore  prestate  rispetto  a
  quelle del contratto nazionale.

   5.  Il  contributo  di cui ai commi 1, 2 e 3  non  può,  comunque,
  superare  il  cinquanta per cento dei costi salariali nel  caso  di
  assunzione  di  lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati,  così
  come stabilito dall'articolo  40, commi 2 e 3, del regolamento (CE)
  n.  800/2008 del 6 agosto 2008, e il settantacinque per  cento  nel
  caso  di  assunzione di lavoratori disabili secondo la disposizione
  di cui all'articolo 41, comma 2, del regolamento (CE) n. 800/2008.

   6.  Per  ciascun datore di lavoro l'importo massimo dell'aiuto  in
  equivalente sovvenzione lordo non può superare le seguenti soglie:

   a)   per   l'assunzione   di  lavoratori  svantaggiati   e   molto
   svantaggiati cinque milioni di euro per anno;

   b)  per l'assunzione di lavoratori disabili dieci milioni di  euro
   per anno.

   7. Le agevolazioni previste dalla presente legge sono concesse nel
  rispetto  delle  regole  di  cumulo  di  cui   all'articolo  7  del
  regolamento (CE) n. 800/2008».

   Comunico che gli emendamenti 58.1, 58.10, 58.11, 58.2, 58.3, 58.4,
  58.5, 58.8, 58.7 e 58.6 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 58.10 dell'onorevole Lentini.

   LENTINI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è giusto  che
  concediamo  le agevolazioni solo ed esclusivamente, ad esempio,  ad
  un  call  center, struttura che sicuramente beneficerà di tutta  la
  somma  messa a disposizione. Con questo emendamento, voglio evitare
  che  succeda una tale eventualità. Ecco perché ho previsto  che  la
  sovvenzione non debba superare almeno 50 unità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  soltanto
  far  rilevare che abbiamo votato poco fa la previsione che  possono
  accedere  al 60 per cento le microimprese, che hanno un  numero  di
  dipendenti  inferiore a cinque, al 20 per cento le  medie  imprese,
  che  complessivamente  non  possono avere  più  di  50  dipendenti,
  quindi, le imprese che possono accedere al credito di imposta  sono
  quelle  già individuate: non possono beneficiarne invero le  grandi
  imprese, quindi il problema è superato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 58.10 è assorbito.
   Pongo  in votazione l'articolo 58. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                             «Articolo 59
                  Incremento della base occupazionale

   1.  Il credito d'imposta di cui al presente capo spetta, per ogni
  unità  lavorativa risultante dalla differenza tra il numero  medio
  dei    lavoratori   dipendenti   occupati   nell'anno   precedente
  l'assunzione, ed il numero medio di lavoratori impiegati nell'anno
  successivo l'assunzione.

   2.  Ai fini dell'accesso ai benefici di cui al presente titolo  è
  altresì  necessario che i posti di lavoro creati rappresentino  un
  incremento  netto  del numero dei lavoratori  svantaggiati,  molto
  svantaggiati   o   disabili,  occupati  dal   datore   di   lavoro
  beneficiario.

   3.  L'incremento  del numero dei lavoratori dipendenti,  rispetto
  alla  media dell'anno precedente l'assunzione, va verificato,  sia
  rispetto  al  numero  dei  lavoratori dipendenti  impiegati  nello
  stabilimento,  nell'ufficio  o nella  sede  presso  cui  il  nuovo
  lavoratore  è  impiegato, sia rispetto al  numero  dei  lavoratori
  dipendenti complessivamente impiegati dal datore di lavoro.

   4.  L'incremento della base occupazionale va considerato al netto
  delle    diminuzioni   occupazionali   verificatesi   in   società
  controllate  o  collegate ai sensi dell'articolo 2359  del  codice
  civile  o facenti  capo, anche per interposta persona, allo stesso
  soggetto.

   5. Per i soggetti che assumono la qualifica di datori di lavoro a
  decorrere   dall'1    gennaio  dell'anno  in   cui   si   verifica
  l'assunzione,  ogni  lavoratore dipendente costituisce  incremento
  della base occupazionale.

   6.  I  lavoratori  dipendenti con contratto  di  lavoro  a  tempo
  parziale  e  i  lavoratori stagionali si  conteggiano  nella  base
  occupazionale come frazioni di ULA.

   7.  Ai  fini delle agevolazioni previste dal presente  titolo,  i
  soci   lavoratori  di  società  cooperative  sono  equiparati   ai
  lavoratori dipendenti».

   Comunico che gli emendamenti 59.1, 59.10, 59.2, 59.3, 59.4,  59.5,
  59.6, 59.7 e 59.8 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento A.619 verrà trattato come articolo aggiuntivo.
   Pongo,  pertanto,  in votazione l'articolo 59.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:

                             «Articolo 60
                         Modalità applicative

   1.  Il credito d'imposta indicato nella dichiarazione dei redditi
  relativa   al  periodo  d'imposta  per  il  quale  è  concesso   è
  utilizzabile    esclusivamente   in   compensazione    ai    sensi
  dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.  241  a
  partire  dal  primo  giorno successivo a  quello  di  accoglimento
  dell'istanza  di  cui all'articolo 7 e comunque non  oltre  il  31
  dicembre 2015».

   Comunico che gli emendamenti 60.1 e il 60.10 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 60. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                             «Articolo 61
                      Condizioni di ammissibilità

   1. Il credito d'imposta spetta a condizione che:

   a)  siano  rispettate  le prescrizioni dei  contratti  collettivi
  nazionali  anche  con riferimento alle unità  lavorative  che  non
  danno diritto al credito d'imposta;

   b) siano rispettate le norme in materia di salute e sicurezza dei
  lavoratori previste dalle vigenti disposizioni;

   c)  il  datore  di lavoro non abbia ridotto la base occupazionale
  nei dodici mesi precedenti a quello di assunzione del lavoratore o
  dei   lavoratori  per  i  quali  si  intende  fruire  del  credito
  d'imposta,  per  motivi  diversi  dai  raggiunti  limiti  di   età
  pensionabile,  dal  collocamento  a  riposo  e  dalle   dimissioni
  volontarie o del licenziamento per giusta causa;

   d)  il  datore  di lavoro, limitatamente all'anno di  entrata  in
  vigore   della   presente  legge,  non  abbia  ridotto   la   base
  occupazionale  nel bimestre antecedente il medesimo  anno,  tranne
  che per i motivi di cui alla lettera c).

   2.  La  concessione  dei benefici di cui  al  presente  titolo  è
  altresì subordinata al possesso da parte dei datori di lavoro  del
  Documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.).

   3.  Sono esclusi dai benefici di cui al presente titolo i  datori
  di  lavoro che abbiano ricevuto e, successivamente, non rimborsato
  o  depositato  in  un conto bloccato, gli aiuti individuati  quali
  illegali o incompatibili dalla Commissione CE».

   Comunico che gli emendamenti 61.1, 61.10. 61.2, 61.3 e 61.4,  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 61.11.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento prospetta un problema
  tecnico  su  cui  dobbiamo ragionare: al comma 2 dell'articolo  61,
  infatti,  si  pone il problema relativo al DURC, nel senso  che  se
  l'azienda  non  l'avesse pronto, potrebbe avere la  possibilità  di
  presentarlo successivamente.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   ritirare
  l'emendamento potrebbe comportare una controindicazione, perché  il
  credito  d'imposta  opera con una convenzione con  l'Agenzia  delle
  Entrate:  tecnicamente, il datore di lavoro,  nel  momento  in  cui
  assume,  deve  avere  la certezza della copertura  finanziaria,  la
  certezza è data, appunto, dalla convenzione stipulata con l'Agenzia
  delle Entrate.
   Nel  momento in cui il datore di lavoro non ha il DURC,  l'Agenzia
  delle  Entrate  non  può  autorizzare  l'assunzione,  e  quindi  si
  introduce  un  elemento di incertezza che io sconsiglio  vivamente,
  anche  perché ci esporrebbe ad una modifica del testo che  andrebbe
  in  quel caso notificata a Bruxelles, con il rischio di perdere sei
  mesi di tempo, se tutto va bene.
   Chiedo,   pertanto,  che  venga  ritirato,  perché  rischiamo   di
  rallentare l'iter di concessione delle agevolazioni.

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 61. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:

                             «Articolo 62
       Modalità di accesso e di fruizione del credito d'imposta

   1.  Per  fruire  del contributo, i soggetti presentano  un'istanza
  contenente  i  dati  stabiliti nel modello approvato  con  apposito
  provvedimento,  a  partire dal primo giorno del mese  successivo  a
  quello  in  cui  si verificano gli incrementi occupazionali  e  non
  oltre il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di assunzione. In
  caso   di   ulteriori   incrementi   occupazionali,   il   soggetto
  beneficiario provvede alla presentazione di successive istanze.

   2.  Le  istanze  sono  esaminate secondo l'ordine  cronologico  di
  presentazione;  sulla  base  dei  dati  in  esse  indicati,   viene
  verificata  l'ammissibilità in ordine  al  rispetto  dei  requisiti
  previsti dalla norma.

   3.  Entro  trenta giorni dalla data di presentazione  dell'istanza
  medesima, viene comunicato, in via telematica,  l'accoglimento  nei
  limiti dello stanziamento dei fondi disponibili per ciascun anno.

   4.  I  soggetti  che  hanno  ricevuto la comunicazione  telematica
  attestante  l'accoglimento dell'istanza  sono  tenuti  ad  inviare,
  dall'1  febbraio  al  31  marzo dell'anno successivo  a  quello  di
  assunzione,   una  comunicazione  attestante  il   rispetto   della
  condizione  di  cui all'articolo 63, comma 1, lettera  a).  Con  la
  stessa comunicazione, inoltre, è data indicazione del minor credito
  eventualmente  spettante  in relazione all'anno  precedente  ovvero
  all'anno  in  corso. La comunicazione costituisce  presupposto  per
  fruire della quota di credito, già prenotata, relativa all'anno nel
  quale  la  stessa  deve essere presentata. Il mancato  invio  della
  comunicazione comporta l'applicazione dell'articolo 63, comma 2.
   5.  I  soggetti non ammessi al beneficio per esaurimento dei fondi
  stanziati possono presentare dall'1 aprile al 20 aprile di ciascuno
  anno  a  partire dal 2011, e comunque non oltre il 2013  una  nuova
  istanza  telematica. L'importo del credito richiesto con  le  nuove
  istanze  può essere al massimo pari a quello richiesto nell'istanza
  originaria.  Le  nuove  istanze sono ammesse al  beneficio  secondo
  l'ordine  cronologico di presentazione di quelle originarie  e  nei
  limiti delle risorse divenute disponibili a seguito di: rinunce  al
  credito  richiesto;  mancato invio della comunicazione  di  cui  al
  comma  4;  indicazione  nella comunicazione  presentata  di  minori
  crediti spettanti.

   6.  La comunicazione di cui al comma 4 e l'istanza di cui al comma
  5 sono approvate con apposito provvedimento».

   Comunico che gli emendamenti 62.1, 62.10, 62.2, 62.3, 62.4, 62.5 e
  62.7 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 62.11 è inammissibile.
   Pongo, quindi, in votazione l'articolo 62. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:

                             «Articolo 63
                          Cause di decadenza

    1. Il diritto a fruire del credito d'imposta decade:

    a)  se,  su  base  annuale, il numero complessivo dei  lavoratori
   dipendenti,  compresi  i lavoratori con contratti  di  lavoro  con
   contenuto   formativo,  risulta  inferiore  o   pari   al   numero
   complessivo  dei  lavoratori dipendenti  mediamente  occupati  nei
   dodici  mesi  precedenti l'assunzione. La valutazione dell'effetto
   incrementale  si  ottiene raffrontando il numero  medio  di  unità
   lavoro-anno  dell'anno  precedente all'assunzione  con  il  numero
   medio di unità lavoro-anno dell'anno successivo all'assunzione;

    b)  se, fatto salvo il caso di licenziamento per giusta causa, al
   lavoratore  non  è  garantita la continuità  dell'impiego  per  un
   periodo  minimo  coerente  con  la  vigente  legislazione  o   con
   contratti collettivi in materia di contratti di lavoro, e comunque
   non inferiore a 12 mesi, come previsto dall'articolo 58, comma  3.
   Tuttavia se, in caso di licenziamento per giusta causa, il periodo
   di   occupazione  sia  più  breve  di  dodici  mesi,   ovvero   se
   applicabile,    di    ventiquattro    mesi,    non    si    decade
   dall'agevolazione, ma questa è ridotta pro rata di conseguenza;

    c)  qualora vengano definitivamente accertate violazioni  per  le
   quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro
   5.000,  alla normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro
   dipendente, ovvero violazioni alla normativa sulla salute e  sulla
   sicurezza  dei  lavoratori  previste dalle  vigenti  disposizioni,
   commesse  nel  periodo  di applicazione delle  disposizioni  della
   presente  legge, e qualora siano emanati provvedimenti  definitivi
   della  magistratura  contro  il  datore  di  lavoro  per  condotta
   antisindacale  ai  sensi dell'articolo 28 della  legge  20  maggio
   1970,  n.  300.  Dalla  data  del  definitivo  accertamento  delle
   violazioni  decorrono i termini per dar luogo  al  recupero  delle
   minori  somme  versate  o  del maggior  credito  riportato  e  per
   l'applicazione delle relative sanzioni.

    2.  Nei casi di cui al comma 1, lettera a), la decadenza opera  a
   partire  dall'anno  successivo  a  quello  di  rilevazione   della
   differenza prevista nella medesima lettera a).

    3. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 1, la decadenza
   dal  beneficio  comporta  il  divieto  di  fruizione  del  credito
   d'imposta  già  maturato sino alla data  in  cui  si  verifica  la
   decadenza  nonché l'eventuale recupero del credito  d'imposta  già
   utilizzato  in  precedenza,  con  l'applicazione  delle   relative
   sanzioni ed interessi».

   Comunico  che gli emendamenti 63.1, 63.10, 63.2, 63.3,  63.4  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo, quindi, in votazione l'articolo 63. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:

                             «Articolo 64
             Disposizioni attuative, verifiche e sanzioni

    1.  Con  uno  o  più decreti del dirigente generale  dell'Agenzia
   regionale  per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le  attività
   formative   dell'Assessorato  regionale  della   famiglia,   delle
   politiche sociali e del lavoro, previa intesa con l'Agenzia  delle
   entrate,  da  emanarsi entro il termine di sessanta  giorni  dalla
   data  di  entrata in vigore della presente legge, sono individuati
   gli  uffici  competenti  a  ricevere  le  istanze  ed  emanate  le
   disposizioni  necessarie a garantire la corretta applicazione  del
   presente capo.

    2. Per l'espletamento delle attività di accertamento, riscossione
   e  contenzioso, secondo le disposizioni in materia di imposte  sui
   redditi,  è prevista la stipula con l'Agenzia delle entrate  della
   convenzione di cui all'articolo 67.

    3.  In  caso  di  mancato rispetto degli obblighi previsti  dalla
   normativa comunitaria si applicano le sanzioni di cui all'articolo
   9  del  decreto  legislativo 31 marzo 1998, n.  123  e  successive
   modificazioni ed integrazioni.

    4. Qualora venga accertato il mancato rispetto dei presupposti  e
   delle condizioni previsti per la fruizione del credito di imposta,
   si  procede  al  recupero dell'importo indebitamente  fruito,  dei
   relativi  interessi  e  delle  sanzioni  applicabili,  secondo  le
   disposizioni previste dall'articolo 1, commi 421, 422 e 423, della
   legge  30  dicembre  2004,  n.  311  e  successive  modifiche   ed
   integrazioni  e  per  quanto  non  disciplinato  si  applicano  le
   disposizioni in materia di imposte sui redditi».

    Onorevoli colleghi, essendo stati presentati soltanto emendamenti
   soppressivi dell'intero articolo (64.1, 64.2, 64.3, 64.4,  64.5  e
   64.10),  pongo in votazione il mantenimento dello stesso  articolo
   64.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:

                             «Articolo 65
                   Norme di salvaguardia comunitaria

    1.   Le   agevolazioni  sono  concesse  in  regime  di  esenzione
   dall'obbligo  di  notifica,  ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.
   800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune
   categorie   di  aiuti  compatibili  con  il  mercato   comune   in
   applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato, pubblicato nella
   G.U.U.E. L 214/3 del 9 agosto 2008.

    2.  Le  medesime  agevolazioni sono concesse nel  rispetto  delle
   discipline  settoriali  comunitarie,  nonché  delle  condizioni  e
   limiti  previsti  dal  regolamento (CE) n. 800/2008,  del  manuale
   delle  procedure del Programma operativo del Fondo sociale europeo
   (PO-FSE) 2007-2013 e del vademecum per l'attuazione del PO FSE  e,
   specificamente,  dal  relativo  allegato  (vademecum  delle  spese
   ammissibili del Fondo Sociale Europeo).

     3.  L'autorità  di gestione del Fondo Sociale Europeo  definisce
   entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore
   della  presente legge le modalità di implementazione delle  misure
   introdotte dal presente capo».

    Onorevoli colleghi, essendo stati presentati soltanto emendamenti
   soppressivi dell'intero articolo (65.1, 65.2, 65.3, 65.4 e 65.10),
   pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  65.  Chi  è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:

                             «Articolo 66
                          Risorse finanziarie

   1.  Per  le  finalità di cui al presente capo  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2010 la spesa di 10.000 migliaia di euro  e
  per   gli   esercizi  finanziari  2011  e  2012  la   spesa   annua
  rispettivamente di 30.000 migliaia di euro cui si provvede  con  le
  risorse finanziarie dell'asse prioritario 2  Occupabilità-obiettivo
  D  del  Programma operativo regionale (PO FSE - Sicilia  2007-2013'
  adottato con decisione n. C/2007/6722 del 18 dicembre 2007.

   2.  Per  la  realizzazione  delle  procedure  telematiche  di  cui
  all'articolo  62, nonché dell'articolo 41 della legge  regionale  6
  agosto   2009,   n.   9,   l'Agenzia   regionale   per   l'impiego,
  l'orientamento,  i servizi e le attività formative dell'Assessorato
  regionale  della famiglia, delle politiche sociali e del  lavoro  è
  autorizzata ad attingere alle risorse assegnate dallo Stato per  il
  potenziamento  dei  servizi  per  l'impiego  di  cui  al  comma   5
  dell'articolo 117 della legge 23 dicembre 2000, n. 388».

   Gli  emendamenti 66.1, 66.10, 66.2, 66.3 sono ritirati, così  come
  l'emendamento 48.11, perché contrario ai Regolamenti comunitari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo, quindi, in votazione l'articolo 66. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:

                             «Articolo 67
           Convenzione per l'applicazione delle disposizioni
                              agevolative

   1.  All'esercizio delle funzioni discendenti dall'applicazione del
  presente  capo,  provvede  la Regione  che  può  avvalersi,  previa
  stipula di apposita convenzione, dei competenti organi statali.

   2.  Gli  oneri  di cui al presente articolo sono valutati  in  800
  migliaia di euro annui, per il triennio 2010-2012».

   Onorevoli  colleghi, essendo stati presentati soltanto emendamenti
  soppressivi dell'intero articolo (67.1, 67.2, 67.3 e 67.10),  pongo
  in  votazione  il mantenimento dell'articolo 67. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:

                             «Articolo 68
                         Regolazioni contabili

     1.  Per  le  finalità del presente capo, il Ragioniere  generale
  della  Regione è autorizzato ad apportare, con propri  decreti,  le
  occorrenti variazioni al bilancio della Regione».

   Essendo   stati   presentati  soltanto   emendamenti   soppressivi
  dell'intero  articolo  (68.1  e  68.10),  pongo  in  votazione   il
  mantenimento dell'articolo 68. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo terminato con gli  articoli
  relativi al credito d'imposta, di cui al Capo II del Titolo IV  del
  disegno  di legge e, apprezzate le circostanze, rinvio la seduta  a
  domani,  venerdì  30 aprile 2010 alle ore 10.30,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:
     «Bilancio  di  previsione  della Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio  2010/2012»
  (470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)

   «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2010»  (471-
  471 bis/A) (Seguito).

                   La seduta è tolta alle ore 22.18

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             Il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli