Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 127, comma
9, del Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al
fine delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
che dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di dimissioni da carica di assessore comunale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con nota qui
pervenuta e protocollata in data 28 aprile 2010 al numero
4096/Aula-Pg, l'onorevole Fortunato Romano ha comunicato,
allegando relativa documentazione, di aver rassegnato, in data 28
aprile 2010, con lettera consegnata al Segretario generale del
Comune di Messina, le dimissioni definitive ed irrevocabili
dalla carica di Assessore dello stesso Comune.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la società cooperativa edilizia San Michele Arcangelo, con decreto
assessoriale n. 080/89XIV del 16 febbraio 1989, ha ottenuto un
contributo per 40 semestralità di lire 24.341.140, pari al 3,606095
per cento della spesa complessiva di lire 675.000.000;
in data 13 aprile e 21 dicembre 1989 sono stati stipulati i
contratti di mutuo edilizio agevolato, ai sensi della l.r. 20
dicembre 1975, n. 79, ed il contratto di somministrazione rateale
su mutuo in contanti, ai sensi della l.r. n. 79 del 1975 sopra
richiamata e successive modifiche;
a partire da giugno 1991 fino a dicembre del 2008 tutti i soci
della predetta cooperativa hanno regolarmente corrisposto la
relativa rata di mutuo, con un importo semestrale di euro 1.480,00;
considerato che, senza alcuna motivazione, a fine dicembre 2009
sono pervenuti ai mutuatari dei bollettini di pagamento con un
importo della rata aumentato di oltre il 100%;
ritenuto che, nonostante diversi solleciti scritti sia
all'istituto bancario che all'Assessorato, gli interessati non
hanno ottenuto alcuna spiegazione in ordine ai chiarimenti
richiesti sull'aumento delle rate di mutuo;
per sapere:
quali siano state le ragioni per le quali l'istituto mutuante San
Michele Arcangelo ha raddoppiato l'importo delle rate;
per quale motivo non si sia dato riscontro alle diverse lettere
raccomandate inviate ad Unicredit e all'ex Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca».
(1161)
BARBAGALLO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A) e «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione unificata dei disegni di legge: «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012» (470-470 bis-470
ter/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(471-471 bis/A).
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto
nell'apposito banco.
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
ordine a una decisione della Presidenza su una norma che riguarda
l'IRAP - se non vado errato, mi pare sia l'articolo 10, comma 2 -
che permetteva ai soggetti sottoposti a questo pagamento di dedurre
gli interessi passivi. Sarebbe stata una vera riforma,
rivoluzionaria, la Sicilia sarebbe stata la prima Regione in Italia
a tentare un percorso che era anche supportato da diversi studiosi
di Diritto costituzionale.
Era un aiuto alle imprese in un momento veramente difficoltoso, e
siamo rammaricati che questa possibilità, sia il Governo, che in
questo caso la Presidenza dell'Assemblea, non hanno tentato, anche
rispetto all'eventuale impugnativa che il Commissario dello Stato
avrebbe potuto eccepire. Ebbene, ciò sarebbe stato un percorso che
avrebbe messo il Governo, secondo una politica autonomistica tanto
decantata, nelle condizioni di fare una vera rivoluzione su un
tributo importante come l'IRAP.
Nell'interesse di quello che si dice giornalmente sulla politica
autonomistica, quando c'è una norma vera di autonomia su un tributo
importante regionale, non si tenta neanche di poter decidere quali
potrebbero essere i percorsi in aiuto delle imprese di questa
regione
La seconda riflessione, signor Presidente, onde evitare equivoci e
sapendo già che le sue decisioni di stralciare le norme risalgono a
qualche giorno fa, è la seguente: sono consapevole che i mass media
non hanno assolutamente influenzato la Presidenza, e proprio per
questo motivo, desidero rassegnare a tutto il Parlamento che, da
due giorni, la stampa è intervenuta su una norma, che peraltro io
ho firmato e presentato in Commissione Bilancio, anche spiegandone
i contenuti.
Si trattava di una norma che, al contrario di ciò che è stato
detto, evitava la stabilizzazione dei cosiddetti portaborse, ovvero
soggetti che avevano firmato contratti di co.co.co/co.pro.co. Era,
invece, una norma che chiariva, rispetto alla norma principale,
cioè la finanziaria del 2007 del Governo Prodi, l'eventuale azione
piratesca di determinati soggetti nei confronti di lavoratori che
avevano superato concorsi pubblici.
Lei ha fatto bene a stralciarla, per evitare anche polemiche, o
forse perché la norma non era scritta nella maniera e nella forma
migliore: però era bene rassegnare a questo Parlamento che non
c'era intenzione di alcuno, anzi al contrario, di stabilizzare i
componenti gli Uffici di Gabinetto. Non è assolutamente vero ciò
che abbiamo letto in queste ore.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, intendo manifestare la mia preoccupazione a questa
Assemblea, perché lungo il percorso qualcuno ha abusato del nome
delle più alte cariche istituzionali di questa Regione, cercando di
raccomandare degli articoli piuttosto che altri.
E mi complimento con Lei, signor Presidente, che oggi, in modo
particolare, si sta preparando da grande comunicatore come garante
anche dei conti pubblici, e non solo delle prerogative dei
parlamentari. Mi appello alla sua sensibilità e alle dichiarazioni
che ha rilasciato, in modo particolare al Giornale di Sicilia, che
la pongono in una posizione super partes e di garanzia per il
futuro dei siciliani.
Ci sono alcune norme che mi permetto di attenzionare per evitare
di sprecare del tempo, perché sicuramente la Presidenza è molto
impegnata anche a salvaguardare alcune sviste e distrazioni
costanti dell'assessore regionale per l'economia. Le affronteremo
di volta in volta, su ogni questione, perché è importante anche
capire il ruolo salvifico che la Presidenza ha svolto, e che potrà
svolgere entro domani notte: c'è una serie di norme che, proprio
per svista, non sono state stralciate dal testo, ma sono sicuro
che, con la logica che la Presidenza ha ufficializzato come
salvaguardia dei conti della Regione, oggi verranno attenzionate
dalla stessa Presidenza, mano a mano che le discuteremo.
Sono sinceramente preoccupato perché c'è qualcuno che abusa del
nome del Presidente della Regione e, naturalmente, su ogni articolo
discuteremo anche di questo aspetto.
L'assessore Cimino ieri ha detto che oggi sarebbe stata
autorizzata la spendita dei Fondi FAS, e qualcuno ha anche abusato
di una battaglia che ho posto in questa Assemblea, anche con
comunicati stampa, per quanto riguarda la copertura finanziaria dei
lavoratori forestali, con riferimento all'aumento contrattuale,
delle giornate lavorative... C'è chi fa le battaglie, e poi sulla
stampa non compare Ma non è un problema, perché noi siamo
parlamentari onesti e facciamo le battaglie serie fino in fondo,
non ci preoccupiamo della notizia sul giornale.
Proprio per questo, chiedo all'assessore per l'economia quali sono
i suoi intendimenti.
La mia è una questione pregiudiziale, signor Presidente, è una
cosa delicata, perché io non posso proseguire non avendo le
garanzie che ieri l'assessore Cimino ci ha dato.
Stamani l'onorevole Limoli mi diceva di non aver capito nulla
della questione dei forestali; ed io cosa dico all'onorevole
Limoli? Di fidarsi dell'assessore Cimino, che si è impegnato a
portare stamattina in Aula la documentazione necessaria per
garantire la copertura finanziaria immediata per i forestali, con
effetto retroattivo, quindi da gennaio ad aprile...
Personalmente, chiederò di intervenire su ogni articolo,
ricominciando sempre daccapo, e siccome questa assicurazione - dopo
una battaglia fatta da me e di cui qualcuno si è impadronito - è
stata data dall'assessore Cimino e lei, signor Presidente, è
garante dei conti pubblici, ebbene, oggi deve aiutarci ad avere
chiarezza su alcuni temi.
Signor Presidente, le chiedo inoltre, l'applicazione dell'articolo
103, comma 6 del Regolamento interno, che prescrive un tempo per
ciascun intervento di 10 minuti; di conseguenza, chiedo che i
parlamentari possano intervenire 10 minuti sull'articolo, a
prescindere dal numero degli emendamenti o subemendamenti che
abbiano presentato, perché non è logico che si intervenga su trenta
emendamenti presentati dallo stesso parlamentare allo stesso
articolo. Concordo con la Presidenza anche su questo.
Desidero porre l'ultima questione, a salvaguardia di tutti: vorrei
sapere se il Governo intende presentare, nottetempo, qualche
piccolo emendamento o maxiemendamento che sia. Personalmente, mi
fido di quanto assicurato dall'assessore Cimino, che oggi in Aula
dovrebbe portarci la documentazione promessa, ma se così non fosse,
comincerei a fidarmi sempre meno, e non vorrei arrivare a chiedere
le sue dimissioni, onorevole assessore.
Concludo il mio intervento, anche perché ci saranno altre
occasioni di confronto per capire effettivamente, norma per norma,
il risanamento posto in questa finanziaria, il perché di una serie
di spese che non hanno alcuna spiegazione nella logica che il
Presidente della Regione ha espressamente dettato. Qualcuno ha
abusato del suo nome, onorevole Presidente Lombardo, e articolo per
articolo, le spiegherò perché, perché qualcuno, su alcune norme, ha
detto che erano volute dal Presidente della Regione, e quindi si
dovevano fare
Ma io che la conosco bene, so che lei è persona che non delega
certe materie.
Sono certo che, quando arriveremo a discutere di articoli di spesa
importanti, che prevedono 200 o 300 assunzioni, se entreranno in
vigore, lei, signor Presidente della Regione, presenterà un
emendamento abrogativo, perché si è reso conto che qualcuno ha
voluto approfittarne.
L'assessore Cimino è probabilmente distratto, ma siccome dà
l'impressione di essere complice, credo e chiedo che la sua
onorabilità venga rispettata. Ieri, per esempio, ha dato il suo
parere favorevole su alcuni emendamenti di spesa che poi, proprio
per portare avanti i principi dettati dal Presidente della Regione,
sono stati tolti.
Onorevole Presidente della Regione, ieri abbiamo risparmiato
qualche milione di euro su emendamenti che, per distrazione del
Governo, erano andati avanti. Ora, con questo articolato, andremo
fino in fondo su ogni singola distrazione.
Signor Presidente, la ringrazio per il ruolo che oggi ha assunto
di garante del nostro futuro.
Lei, da grande comunicatore, oggi sulla stampa, ha toccato le
questioni più delicate di questa finanziaria.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2010» (471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 4, accantonato nella
precedente seduta, e dei relativi emendamenti.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiedo un
ulteriore accantonamento dell'articolo 4.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Tariffe in materia di motorizzazione
1. Sono approvate le tariffe di cui alla tabella allegata relative
all'esercizio delle attribuzioni degli organi periferici dello
Stato in materia di motorizzazione trasferite alla Regione
siciliana in forza del D.P.R. 17 dicembre 1953, n. 1113 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, adottato di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, gli importi dei diritti e dei compensi, di cui al comma
1, sono aggiornati ogni due anni in misura pari all'intera
variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo
per le famiglie di operai ed impiegati, media nazionale,
verificatasi nei due anni precedenti.
3. Le tariffe per prestazioni e servizi in materia di navigazione
da diporto sono quelle di cui alla tabella A' contenuta
nell'allegato XVI del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171
Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva
2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n.
172, nonché i tributi speciali previsti dalla tabella D' allegata
al decreto legge 31 luglio 1954, n. 533, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 settembre 1954, n. 869, come
sostituita dall'allegato 1 alla legge 6 agosto 1991, n. 255.
4. Le spese per le attività di controllo e vigilanza sui corsi di
aggiornamento, di cui al comma 4 dell'articolo 126 bis del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, Nuovo codice della strada, e
successive modifiche ed integrazioni, per le attività di vigilanza
e controllo sugli sportelli telematici dell'automobilista e sui
corsi per il conseguimento ed il rinnovo della carta di
qualificazione del conducente, di cui decreto legislativo 21
novembre 2005, n. 286, svolte dal personale della motorizzazione
civile sono poste a carico delle autoscuole o degli altri soggetti
pubblici o privati autorizzati, secondo le modalità di cui alla
legge 1 dicembre 1986, n. 870.
TARIFFE RELATIVE ALL'ESERCIZIO DELLE ATTRIBUZIONI DEGLI ORGANI
PERIFERICI DELLO STATO IN MATERIA DI MOTORIZZAZIONE, TRASFERITI
ALLA REGIONE SICILIANA IN FORZA DEL D.P.R. 17 DICEMBRE 1953, N.
1113 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI.
Tariffe per visure e rimborsi
Co Tipo Operazione Diri
dic tti Diritt Impos
e i ta di
d'Urge Bollo
nza
0 TARIFFE PER VISURE E RIMBORSI
0. -rimborso per versamenti eccedenti 9.00
1 relativi a pratiche accettate,
-rimborso per versamenti relativi a
pratiche non accettate o mai presentate.
0. -visura; 9.00 4.50
2
Tariffe conducenti
Co Tipo Operazione Diri
dic tti Diritt Impos
e i ta di
d'Urge Bollo
nza
1 ESAME PER LA PATENTE, PER IL C.A.P., PER LA CQC , PER IL CIG
O PER il CFP ADR
1. -conseguimento o estensione della 15.00 7.50
1 patente, modifica adattamento minorati 14.62
-conseguimento C.I.G.; +
14.62
(1)
1. -revisione patente; 15.00 7.50
2 -specializzazione aggiuntiva C.F.P. ADR;
1. -conseguimento del C.A.P., 15.00 7.50 29.24
3 -conseguimento C.Q.C.,
-conseguimento C.F.P. ADR
DUPLICATI, CERTIFICAZIONI, ECC. INERENTI A CONDUCENTI O
PERSONALE AUTOSCUOLE (NON A SEGUITO DI PROVA DI ESAME)
1. -patenti o altri documenti non in bollo e 9.00 4.50
5 duplicati quando gli originali siano
andati smarriti, sottratti o distrutti
1. -duplicati patenti non compresi nella 9.00 4.50 29.24
6 tariffa 1.5; conversioni patenti
1. -documenti in bollo e duplicati non 9.00 4.50 29.24
7 compresi nella tariffa 1.5
Tariffe veicoli
Cod Tipo Operazione Diri
ice tti Diritt Impost
i a di
d'Urge Bollo
nza
2 Duplicati, certificazioni, ecc., inerenti ai veicoli, ai
componenti e alle entità tecniche degli stessi, ai contenitori
e casse mobili. Duplicati, certificazioni, ecc., inerenti agli
imballaggi, ai grandi imballaggi per il trasporto alla rinfusa
(GIR), ai recipienti, alle cisterne, ai contenitori e casse
mobili comunque destinati al trasporto di merci pericolose con
esclusione di quelle appartenenti alla classe 2 dell'ADR.
Duplicati, certificazioni, ecc., inerenti ai conducenti (non a
seguito di visita e prova)
2.1 -carta di circolazione provvisoria ed 9.00 4.50
eventuale susseguente nuova
immatricolazione con rilascio di carta di
circolazione quando l'originale è stata
smarrita, sottratta o distrutta;
-duplicato di documenti quando
l'originale sia andato smarrito, sottratto
o distrutto
-Correttivo per errori dell'utente o
dell'agenzia
2.2 -foglio di via e targa provvisoria, o 9.00 4.50 14.62
altri documenti non in bollo o loro
duplicati, quando l'originale non sia
andato smarrito, sottratto o distrutto
-aggiornamento carta di circolazione per
cambio di residenza o proprietà;
-trasferimento sede persone giuridiche;
2.3 -immatricolazione, con rilascio di carta 9.00 4.50 29.24
di circolazione provvisoria e/o
definitiva, o CIC;
-documenti in bollo o loro duplicati,
quando l'originale non sia andato
smarrito, sottratto o distrutto;
-nuova immatricolazione quando la carta
di circolazione sia andata smarrita,
sottratta o distrutta con contestuale
variazione di residenza o di proprietà;
-nuova immatricolazione quando la targa
sia stata smarrita, sottratta o distrutta,
anche con contestuale variazione di
residenza o di proprietà ;
-sospensione o cessazione dalla
circolazione di ciclomotore;
-rilascio/rinnovo targa prova anche se
rilasciata da studio di consulenza
automobilistica;
3 Visite e prove relative a veicoli e ciclomotori
3.1 -revisioni effettuate dalle imprese di 9.00
autoriparazione in regime di concessione
3.2 -revisioni 45.00 12.50
3.3 -controlli da parte del DRIMT sulle 45.00 22.50
revisioni già effettuate dalle officine in
regime di concessione da versarsi, non
oltre il terzo giorno successivo a quello
del controllo stesso da parte
dell'officina che ha eseguito la
revisione.
3.4 -aggiornamento a seguito di visita e 25.00 12.50 14.62
prova senza rinnovo della carta di
circolazione/CIC;
3.5 -collaudo, o aggiornamento, ed emissione 25.00 12.50 29.24
documento di circolazione/CIC, anche se il
documento originale è andato smarrito,
sottratto o distrutto;
-collaudo, od aggiornamento, ed emissione
certificato di approvazione;
-collaudo, gancio di traino;
3.6 -prove idrauliche; 25.00 12.50
4 Visite e prove speciali di veicoli, costruiti in unico
esemplare o che presentino particolari caratteristiche,
secondo quanto stabilito dalla Direzione generale della
M.C.T.C. Visite e prove speciali di componenti, di entità
tecniche, di contenitori e casse mobili. Visite e prove di
imballaggi, di grandi imballaggi per il trasporto alla rinfusa
(GIR), di recipienti e di cisterne, di contenitori e casse
mobili, comunque destinati al trasporto di merci pericolose
con esclusione di quelle appartenenti alla classe 2 dell'ADR.
Visite e prove per modifica delle caratteristiche o
dell'elenco delle merci pericolose ammesse al trasporto con
imballaggi, grandi imballaggi, recipienti, cisterne,
contenitori e casse mobili e accertamenti periodici e
straordinari sugli stessi. Visite e prove per il rilascio o il
rinnovo del certificato di conformità ADR ai veicoli;
4.1 -collaudo, od aggiornamento, e rinnovo 45.00 22.50 29.24
documento di circolazione anche se il
documento originale è andato smarrito,
sottratto o distrutto;
-collaudo, od aggiornamento, ed emissione
certificato di approvazione
4.2 -revisioni 45.00 22.50 14.62
4.3 -ispezioni periodiche cisterne classe 2 - 29.24
dell'ADR munite di MC452 151.00
4.4 -ispezioni periodiche cisterne classe 2 - 29.24
dell'ADR per gas liquefatti e refrigerati186.00
munite di MC452
5 -Omologazioni veicoli, approvazione - 29.24
autobus con carrozzeria diversa; 200.00
6 -Omologazione di componenti, di entità - 29.24
tecniche, di contenitori e di casse 100.00
mobili. Omologazioni od approvazioni per
serie di imballaggi, grandi imballaggi per
il trasporto alla rinfusa (GIR), di
recipienti, di cisterne, di contenitori e
casse mobili, comunque destinati al
trasporto di merci pericolose con
esclusione di quelle appartenenti alla
classe 2 dell'ADR;
-Singole prove di omologazione, verifiche
e prove primitive ed accertamenti tecnici
sull'apparecchiatura utilizzata per
l'accertamento del tasso alcoolemico,
denominata "etilometro";
Tariffe autotrasporto merci
Cod Tipo Operazione Dir
ice itti Diritt Impost
i a di
d'Urge Bollo
nza
-Copie certificate conformi di licenza 9.00 4.50 14.62
15.2 comunitaria (con domanda unica) xn x
(n+1)
15. -Autorizzazioni di transito per Svizzera 9.00 4.50 14.62
3
15. -Certificato di registrazione x n 9.00 4.50 14.62
4 veicoli per inizializzazione ecopiastrina xn
17 -Licenze per il trasporto di merci in 25.00 29.24
conto proprio 50,00
Tariffe per operazioni sui recipienti per gas compressi
(bombole, bidoni, serbatoi, bottiglie)
Cod Tipo Operazione Diri
ice tti Impo
aggiun sta
tivi di
Boll
o
18 Prove ed indagini varie per la riparazione di
apparecchi a pressione (ex tariffa II)
18. -Per le prove di cui sopra, nonché per le verifiche
1 e prove di costruzione (comprese quelle su 14,6
recipienti per il trasporto di gas compressi, 2
liquefatti o disciolti, nonché quelle per esonero
presso i costruttori) eseguite, a richiesta, 93,00
all'estero; è dovuto il contributo orario, per il
tempo trascorso in attività lavorativa e/o di
viaggio, di
-nonché il rimborso del trattamento completo di
missione.
-Se nella stessa missione il tecnico esegue più
operazioni per conto di diverse ditte, il coacervo
dei rimborsi di cui alla presente tariffa è
ripartito fra le stesse proporzionalmente al tempo
impiegato.
19 Rilascio documentazione
19. -Rilascio copie (per deterioramento) di
1 certificazioni relative ai gas compressi, 57,00 29,2
liquefatti o disciolti (per ciascun foglio) 4
19. -Rilascio copie (per smarrimento, sottrazione,
2 distruzione) di certificazioni relative a gas 57,00
compressi, liquefatti o disciolti (per ogni foglio)
20 Visite e prove di recipienti, in unico pezzo o
saldati, per il trasporto su via ordinaria e
con mezzi privati, di gas compressi, liquefatti
o disciolti. (ex Tariffa VII)
20. Rilascio certificato di revisione gas
1 compressi, liquefatti disciolti fino a 5 litri
20. -Fino a 326 piccole bombole e piccoli bidoni
1.1 certificato cumulativo 186,00 14,6
2
20. -Fino a 326 piccole bombole e piccoli bidoni
1.2 certificati singoli 186,00 14,6
2
20. -Oltre il 326 esimo esemplare di piccole bombole,
1.3 piccoli bidoni e per ogni recipiente certificato 0,57 14,6
cumulativo 2
20. -Oltre il 326 esimo esemplare di piccole bombole,
1.4 piccoli bidoni e per ogni recipiente certificati 0,57 14,6
singoli 2
20. Rilascio certificato di revisione gas
2 compressi , liquefatti disciolti oltre 5 litri
e fino a 150 litri
20. -Fino a 108 bombole certificato cumulativo
2.1 186,00 14,6
2
20. -Fino a 108 bombole certificati singoli
2.2 186,00 14,6
2
20. -Oltre il 108 esimo esemplare di bombole (per ogni
2.3 recipiente) certificato cumultativo 1,71 14,6
2
20. -Oltre il 108 esimo esemplare di bombole (per ogni
2.4 recipiente) certificati singoli 1,71 14,6
2
20. -Bidoni: per i primi 163 recipienti di una partita
2.5 certificato cumulativo 186,00 14,6
2
20. -Bidoni: per i primi 163 recipienti di una partita
2.6 certificati singoli 186,00 14,6
2
20. -Bidoni: dal 163 esimo e fino al 500 esimo
2.7 recipiente di una partita e per ogni recipiente 1,14 14,6
certificato cumulativo 2
20. -Bidoni: dal 163 esimo e fino al 500 esimo
2.8 recipiente di una partita e per ogni recipiente 1,14 14,6
certificati singoli 2
20. -Bidoni: dal 501 recipiente di una partita e per
2.9 ogni recipiente certificato cumulativo 0,57 14,6
2
20. -Bidoni: dal 501 recipiente di una partita e per
2.10 ogni recipiente certificati singoli 0,57 14,6
2
20. Rilascio certificato di revisione gas
3 compressi , liquefatti disciolti oltre 150
litri fino a 1000 litri
20. -Fino al 5 recipiente (bomboloni e serbatoi)
3.1 certificato cumulativo 186,00 14,6
2
20. -Fino al 5 recipiente (bomboloni e serbatoi)
3.2 certificati singoli 186,00 14,6
2
20. -Dal 6 recipiente (bomboloni e serbatoi) per ogni
3.3 recipiente certificato cumulativo 33,00 14,6
2
20. -Dal 6 recipiente (bomboloni e serbatoi) per ogni
3.4 recipiente certificati singoli 33,00 14,6
2
Nulla Osta, Autorizzazioni, Concessioni, controlli, istanze.
Cod Tipo Operazione Diri
ice tti Impost
a di
Bollo
30 -Seduta di operazioni tecniche legge 870/86 14.62
presso sedi private autorizzate (autoscuole,
centri di istruzione, officine, comuni, istituti
scolastici, ecc);
31 -Autorizzazione per competizioni sportive su 15.00 14.62
strada di cui all'art.9 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n.285;
32. -visite ispettive alle autofficine in regime di
1 concessione (art.80 c.8 cd.s) e presso el sedi 103.29
autorizzate ai sensi della L.870/86, comprese
quelle relative a locali, attrezzature e
strumentazioni (versamento annuale);
32. -controlli a richiesta delle autofficine in 14.62
2 regime di concessione, compresi quelli relativi a103.29
locali, attrezzature e strumentazioni;
32. -Riconoscimento centro di istruzione, all'atto 29.24
3 della richiesta; 103.29
-Riconoscimento idoneità sede operazioni
tecniche legge 870/86;
-Nulla osta/autorizzazione ad effettuare i corsi
di formazione iniziale e periodica per la carta
di qualificazione del conducente CQC;
-Visita iniziale e rilascio concessione di cui
all'art.80/8 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n.285;
32. -Autorizzazione all'uso della rampa e delle 29.24
4 attrezzature annesse per il collaudo e la 103.29
revisione di recipienti per gas compressi
(bombole, bidoni, serbatoi, bottiglie).
32. controlli periodici sulle autoscuole, enti -
5 e aziende autorizzzati per i corsi di 103,29
formazione iniziale e periodica per la carta
di qualificazione del conducente CQC
(versamento annuale);
-visite di controllo per i corsi di recupero
punti svolte dalle autoscuole (versamento
annuale)
A ciascuna di queste voci va aggiunto
l'importo della indennità di missione e
straordinario a carico dei privati
richiedenti ai sensi della legge 870/86 e
s.m.i. da versare in entrata sul capitolo
4462 del bilancio della Regione Siciliana.
Tariffe per esami di idoneità professionale
Tipo Operazione Diri
Codi tti Impost
ce a di
Bollo
40 Esami di idoneità professionale
40. -esami di idoneità all'esercizio della
1 professione di consulente automobilistico di cui 123.95 14.62
alla L.264/91; +
14.62
(1)
40. -esame idoneità professionale per insegnanti o
2 istruttori di scuola guida; 123.95 14.62
+
14.62
(1)
40. -esame per il conseguimento della capacità
3 professionale per l'autotrasporto di persone su 123.95 14.62
strada di cui al D. L.vo n.395/2000; +
14.62
(1)
40. - Esame per il conseguimento
4 dell'abilitazione all'espletamento delle 123.95 14.62
mansioni di responsabile tecnico delle +
officine di autoriparazione (art.80, comma 8,
del decreto legislativo 30 aprile 1992 n.285 14.62
e s.mi.; art. 240, comma 1 lettera h), D.P.R. (1)
16.12.1992 n. 495 e s.m.i.; art. 101 della L.
R. 28/12/2004, n. 17)
Tariffe diritti per esami di consulente per trasporto di merci
pericolose
Tipo Operazione Diri
Codi tti Impost
ce a di
Bollo
A1 -Diritto di ammissione ad una sessione di esame, 14.62
per candidati che non siano già titolari di un123,95
certificato
A2 -Diritto di ammissione ad una sessione di esame, 14.62
per candidati già in possesso di un certificato103,29
(o che abbiano già conseguito un'idoneità), per
l'integrazione con la seconda modalità, od una o
più specializzazioni aggiunte, od entrambi i
casi
A3 -Diritto di ammissione ad una sessione di esame, 14.62
per rinnovo quinquennale 103,29
A4 -Diritto per il rilascio del certificato 5,16 29.24
(1)È' consentito di effettuare due distinti versamenti per
l'imposta di bollo, l'uno da allegare alla domanda all'atto della
presentazione e l'altro da inserire nella pratica solo al momento
dell'esame finale, in quanto trattasi dell'imposta sul documento
emesso.
Capitoli di entrata del Bilancio Regionale :
Diritti : 1983
Diritti aggiuntivi: 1983
Diritti d'urgenza: 1984
Diritti esami l.264/91:1770
Imposta di bollo:1205 art.1
PREZZI DELLE TARGHE DEI VEICOLI A MOTORE
Tipo Operazione Cost Quota Totale
Codic o di di
e produ maggiora
zione zione
1 -Autoveicoli A 26.47 13.24 39.71
2 -Autoveicoli A Polizia Locale 26.47 13.24 39.71
3 -Autoveicoli B 26.23 13.12 39.35
4 -Prova 11.66 5.83 17.49
5 -Autoveicoli CD, CC, EE 21.03 10.52 31.55
6 -Motoveicoli 14.11 7.06 21.17
7 -Motoveicoli Polizia Locale 14.11 7.06 21.17
8 -Motoveicoli EE 11.66 5.83 17.49
9 -Rimorchi Autoveicoli 12.24 6.12 18.36
10 -Ripetitrici Autoveicoli 15.69 7.85 23.54
11 -Ciclomotori 8.61 4.31 12.92
12 -Ciclomotori Polizia Locale 8.61 4.31 12.92
13 -Macchine Agricole Semoventi 11.66 5.83 17.49
14 -Macchine Agricole Trainate 12.24 6.12 18.36
15 -Ripetitrici Macchine Agricole 11.66 5.83 17.49
16 -Macchine Operatrici Semoventi 11.66 5.83 17.49
17 -Macchine Operatrici Trainate 12.24 6.12 18.36
18 -Ripetitrici Macchine Operatrici 11.66 5.83 17.49
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, se vuole possiamo fare la gara a chi si stanca prima,
accolgo la sua provocazione, ma credo che il Presidente Lombardo,
batterà tutti Non ci sono dubbi. Lei è coriaceo
Per quanto riguarda l'articolo 8, vorrei partire da alcuni
principi del programma del Presidente Lombardo sulla fiscalità di
vantaggio, un elemento sul quale ci siamo confrontati in molte
occasioni.
Onorevole Presidente Lombardo, lei ha anche studiato il sistema
irlandese, che dovevamo anche importare in Sicilia; finalmente,
dopo un'ulteriore elezione, c'è stato un Governo, c'è e ci sarà un
Governo autonomista. Lei non deve dimenticare quelli che sono i
principi ispiratori della sua azione politica. E l'articolo 8,
invece, cozza completamente con la fiscalità di vantaggio, così
come anche l'articolo 9 e qualche altro.
Signor Presidente, stiamo rischiando di inserire un sistema di
fiscalità di svantaggio, perché se cominciamo a sommare le nuove
imposte, dubito anche della somma iscritta nell'allegata tabella di
cui ora parleremo, perché o c'è qualche errore di indicazione del
capitolo - stanotte ero stanco quando ho fatto le verifiche - o c'è
qualche errore sulla quantificazione in entrata.
Signor Presidente, si tratta di tariffe in materia di
motorizzazione, e c'è stato un intervento di adeguamento che può
essere legittimo però, poiché è uno dei principali punti innovativi
del Presidente della Regione, che ha avuto anche la capacità, da
questo punto di vista, di introdurre nel dibattito politico un tema
sconosciuto, adesso il Presidente Lombardo non può pensare di
introdurre anche aggiornamenti di imposte non richieste da nessuno
e non fare interventi che siano invece indirizzati nella
predisposizione della fiscalità di vantaggio.
Questa è una contraddizione, signor Presidente.
Per questo motivo, l'articolo 8, così come anche l'articolo 9 e
l'articolo 10 devono essere cassati, perché non c'è un contraltare
adeguato a queste proposte che state facendo: è aumento di imposte
che non è assolutamente correlato - e l'assessore per l'energia da
questo punto di vista ha ragione quando esprime le sue contrarietà
- alla politica del Governo.
Assessore Venturi, alcune sue esclamazioni le condivido in pieno,
e anzi la ringrazio per il coraggio che ha dimostrato, poiché
questi adeguamenti stonano, prendere cioè da alcune tasche e
portarle ad altre.
Ma voglio anche dire a questa Assemblea, perché sicuramente c'è
stata una distrazione, che anche la previsione in tabella non
sembra corretta, perché il riferimento al numero di articolo è
improprio, è errato, perché l'articolo citato porta all'aumento di
poste contabili, come nuove entrate, esattamente ad un milione e
250 mila euro. Onorevole Presidente Lombardo, noi ci mettiamo per
un milione e 250 mila euro, e poi ne sperperiamo - ora le
dimostrerò dove si è abusato del suo nome - decine di milioni?
Sono certo che, da questo punto di vista, lei abrogherà quelle
norme e bloccherà, eventualmente, queste, perché non si fa una
norma per recuperare un milione e 250 mila euro e dall'altro se ne
fanno altre per sperperarne dieci milioni per 250 nuove assunzioni
Io sono qui per tutelare anche quelli che sono stati i principi
che lei ha imposto all'azione del suo Governo ma che,
distrattamente, qualche assessore - vedremo se in buona fede o in
male fede - porta avanti in modo dissennato e non conforme a ciò
che lei stesso ha fatto.
Nel capitolo 2612 - vi invito a guardarlo - è previsto nella
tabella un incremento di un milione e 250 mila euro. Ma c'è un
problema ben più grave, perché quell'articolo, per quanto riguarda
il suo riferimento al 2009, stranamente prevedeva un'entrata di tre
milioni e 500 mila euro.
Se apro il mio libro bianco , credo ci siano circa 150 articoli
che hanno una variabile indipendente e non si sa perché. Dalla
previsione vengono calcolati cinque volte di più, quando si va a
consuntivo risultano invece cinque volte di meno E li prenderemo,
articolo per articolo
Io ho lavorato ad agosto, a settembre, per capire definitivamente
come stanno alcuni capitoli di bilancio, onorevole Cracolici. E lei
lo sa pure, perché è anche un grande studioso e ha il suo libro .
Proprio in uno di questi articoli del libro bianco , che parte da
1 milione 254 mila euro, ad un certo punto la previsione del 2009 è
3 milioni e 500 euro, dopo di che l'accertamento è 1 milione 250
mila euro E' uno dei capitoli che, d'emblée, all'improvviso - non
si sa come - lievita
Non ho capito come Qualcuno mi spiegherà questo punto di vista,
perché ne abbiamo duecento, trecento da discutere ora in questi
termini.
Naturalmente li cito in finanziaria; perché? Perché il riferimento
che viene fatto, assessore per l'economia, le consiglio di non
distrarsi perché su queste cose le chiederò puntualmente
spiegazioni, è all'articolo 1984 che subisce esattamente questo
tipo di variazione (qui abbiamo i documenti), ma c'è una cosa
ancora altrettanto particolare, e concludo, che è giusto
sottolineare proprio come riferimento.
Si predispone una norma per recuperare nel capitolo 2612 un
milione e 250 mila euro; dopo di che, da questo punto di vista,
votiamo una cosa molto particolare: questo articolo, nella
previsione del 2010, è esattamente come la previsione del 2008,
dell'accertamento del 2009, nonostante una previsione iniziale di
lievitazione a 3 milioni e 500 mila euro E ora si prevede una
lievitazione (è un articolo che lievita) ad ulteriori 1 milione e
250 mila
Qui ci sono i documenti E siccome io, da questo punto di vista,
ritengo che vada fatto un approfondimento, assessore Cimino, le
chiedo l'accantonamento di questo articolo e forse dovremmo anche
approfondire gli altri articoli collegati. Personalmente non mi
sento, Presidente della Regione, di votare questo articolo se non
mi si chiarisce come funziona la lievitazione , sia in termini di
previsione che di accertamento.
E non solo quest'articolo, ribadisco, ma tutto il resto che è
collegato. Se viene accolta questa richiesta di accantonamento,
assessore all'economia, considerato che lei è stato distratto,
potremmo approfondire anche gli altri capitoli collegati. Se,
invece, lei vuole che si voti, Presidente dell'Assemblea, mi
rivolgo a lei, ho già dichiarato che sono contrario all'articolo 8
perché i presupposti non mi sono chiari - e non voglio usare altri
termini - e perché va contro il Presidente Lombardo, esattamente
contro i principi del Governo Lombardo, perché è impostato sulla
fiscalità di vantaggio e noi invece stiamo riarticolando tutte le
imposte.
Allora, qualcuno deve anche difendere il programma di Governo che
ha avuto oltre il 65 per cento del consenso dei siciliani e, di
conseguenza, non si può mettere alla berlina, Presidente
dell'Assemblea, lei giustamente consentirà, il Presidente della
Regione ed il suo stesso programma, sol perché qualche assessore
ogni tanto è distratto - è distratto in buona fede probabilmente -
lo vedremo ora andando avanti, ma chiedo che questo articolo debba
essere accantonato.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ha 10 minuti per intervenire
sull'articolo, come da Regolamento.
DE LUCA. Chiedo che questo articolo venga accantonato.
PRESIDENTE. Assessore, c'è una richiesta di accantonamento. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Sono contrario
all'accantonamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1 dell'onorevole De
Luca.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in via principale
l'invito del collega De Luca non è una provocazione al Governo. Io
inviterei il Governo a confrontare le tariffe aggiornate al 31
maggio 2007 con le tariffe previste in questo testo. Se il Governo
confrontasse le tariffe del 31 maggio 2007 con queste, forse una
riflessione la farebbe, appunto, e accantonerebbe l'articolo e poi
convertirebbe le tariffe, così come prevede la legge, aggiornandole
con l'aumento ISTAT, com'è richiamato nel comma 2.
A sostegno dell'utilità dell'accantonamento, nel caso in cui il
Governo volesse aggiornare le tariffe all'ISTAT, secondo il comma 2
e secondo quanto stabilito dalla legge, il Governo farebbe bene a
riflettere.
Sul balzello, invece, dell'articolo 4, vorremmo delucidazioni. Per
quale motivo questo accanimento sulle autoscuole oppure su chi
svolge questo servizio? Qual è la motivazione di caricare alle
autoscuole questo servizio che svolgono gli impiegati di
un'Amministrazione? Se ce lo si spiega, potremmo anche essere
d'accordo. Diversamente, chiedo per quale motivo penalizzare le
autoscuole, in questo momento di difficoltà che conosciamo tutti,
con un balzello che poi chiaramente sarà fatto pagare agli utenti
che vanno a revisionare la macchina, che vanno a revisionare la
patente, che vanno comunque a richiedere un servizio. Qual è la
motivazione per la quale il Governo ha voluto caricare questi costi
in capo a tali soggetti che, peraltro, già per fare questo tipo di
servizio, non mi pare che ricavino grandi profitti?
Infine, vorremmo piccole delucidazioni perchè non siamo
certamente convinti che questo comma possa essere accettato dalla
stragrande maggioranza di questo Parlamento. Anche perché, con
l'innovazione della Pubblica Amministrazione, in questa materia si
sono delegate quasi tutte le attività a questa categoria di
soggetti. E non mi sembra che ci siano spese così enormi che non
potrebbe sopportare il bilancio della Motorizzazione. Quest'azione,
invece, provocherebbe forse una larga mano in quelle che
potrebbero essere le trasferte, perché tanto paga chi questa visita
la deve retribuire, cioè a dire l'utente
Allora, onorevole assessore Cimino, una riflessione sul comma 4 e
sull'eliminazione di questo balzello ingiustificato per tutte le
autoscuole e gli altri soggetti - e qui non riesco a comprendere -
pubblici e privati. Non capisco: una Pubblica amministrazione deve
pagare un'altra Pubblica amministrazione per la trasferta legata a
un pubblico servizio? E vorrei anche capire la logica di questo
articolo.
La invito, quindi, intanto a verificare le tariffe, raffrontandole
con quelle del 31 maggio 2007, e ad operare quella che è la
previsione della legge, quindi quello che l'ISTAT ha rassegnato e
che naturalmente poi deve essere operato all'interno di quelle
stesse tabelle, e ad abrogare il comma 4, perché lo riteniamo un
balzello inutile per soggetti che, certamente, non meritano un tale
accanimento sui servizi giornalieri offerti a tutti i siciliani.
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il
percorso della finanziaria, onorevole assessore Cimino, stia
iniziando male. E stia iniziando male perchè avviene senza la
dovuta attenzione ai problemi reali dei siciliani e con una
notevole superficialità.
Questo è un esempio che stamattina stiamo toccando con mano,
onorevoli colleghi, e che ci dà contezza del fatto che l'approccio
verso i reali problemi dei siciliani è un approccio quanto meno
superficiale. Noi stiamo individuando, cioè, il sistema, il modo
per imporre nuove tasse, per vessare alcune categorie che,
sicuramente in questo momento, si trovano in notevole difficoltà
(penso, nella fattispecie, alle autoscuole) e non ci rendiamo conto
che, se questa deve essere una finanziaria, così come il bilancio,
di lacrime e sangue , noi abbiamo l'obbligo, quanto meno, di
essere giusti e di vedere quali sono i segmenti dell'attività
finanziaria che possono essere, in qualche modo, presi in esame e
come si può realmente risparmiare, senza per questo continuare a
mettere le mani nelle tasche dei siciliani
Con l'articolo 8, abbiamo una previsione di entrata che non supera
il milione 350 mila euro. E basta guardare, signor Presidente,
l'articolo 90 di questo documento, per capire che, per esempio, le
domeniche di eccellenza ci costano un milione di euro E perché
non dire che già esiste un finanziamento che proviene dallo Stato
per le stesse finalità e che ci consegna ancora un altro milione di
finanziamento per quelle stesse domeniche di eccellenza?
Allora dobbiamo essere seri, assessore Cimino Dobbiamo essere
seri, caro Presidente della Regione Non possiamo avviare questo
iter della finanziaria a cuor leggero. Io non so con quale sistema
e spinti da quale forza il Governo abbia ritenuto di imporre questo
balzello. Noi ci opporremo Ci opporremo e lo faremo con
determinazione
Chiedo ai colleghi del PDL di intervenire per esprimere il proprio
pensiero per non consentire che si imponga un altro balzello,
signor Presidente, che riteniamo profondamente ingiusto, inutile
E, per le motivazioni che ho detto poc'anzi, pensiamo che si possa
risolvere. A meno che non ci siano fatti, assessore Cimino, che noi
non conosciamo. A meno che lei non voglia tracciare un percorso che
non è noto all'Aula. A meno che lei non voglia dirci che questo è
un sistema senza il quale questa finanziaria non può assolutamente
approdare all'approvazione Ma non mi pare che sia questo il
sistema. Allora, quanto meno, sarei dell'avviso di accantonare
quest'articolo.
Quanto meno approfondiamo il comma 4. Vediamo di conoscere le
motivazioni. Nessuno vuole mettere in difficoltà il Governo.
Nessuno vuole mettere in difficoltà l'iter di questa finanziaria.
Ma, vivaddio, perché dobbiamo penalizzare un settore che, come
tutti quanti sappiamo, versa in obiettive difficoltà? Tale
questione si può risolvere solo con un colpo di penna, evitando che
ci sia ancora una volta una vessazione nei confronti di una
categoria, ma soprattutto nei confronti dei siciliani.
Sono certo, onorevole Presidente della Regione e onorevole
Assessore, che avrete la sensibilità, avvertirete il dovere di
evitare che si impongano altre tasse. In questo caso, veramente in
maniera inopinata.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo
l'argomento che all'inizio dei lavori del bilancio e della
finanziaria avevo posto. E' un problema che certamente il collega,
l'assessore Cimino - collega come deputato - deve secondo me
attenzionare meglio. Oltretutto, il Governo si assume la
responsabilità delle contraddizioni proprie dell'articolo 8 e, a
seguire, dell'articolo 9.
Vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula su cosa si vuole proporre
e su cosa si sta per fare con l'articolo 8. E, quindi, questa
tassazione, alla fine, riuscirà forse a recuperare un milione o 1
milione e 200 mila euro. E' una scelta a cui sono contrario - ed
ora dirò anche il perché -, ma comunque può avere pure un senso.
Quando si va all'articolo 9, però, anche in percentuale rispetto a
cosa si prevede nello stesso articolo per le autorizzazioni alle
scuole guida, mediamente 200 mila, ai bomboloni di gas, 200 mila,
ebbene, ci sono tasse per autorizzare queste realtà che lavorano
Ve le devo leggere tutte Ci sono tasse per la concessione e per
la coltivazione di cave e torbiere, di cui alla legge regionale 127
del 1980 (autorizzazione 1000 euro, ampliamento 750, subingresso
1500); tasse per l'autorizzazione e costruzione di raffinerie,
raffinerie - onorevole Presidente, lei è molto attento alle
raffinerie - e stabilimenti petroliferi, 6 mila euro per
l'autorizzazione e 3 mila euro per l'impianto, 3 mila euro per la
modifica dell'impianto, 2 mila euro per il trasferimento... Andiamo
avanti: tasse per l'autorizzazione e la costruzione di depositi
costieri - quindi siamo sulle coste, stiamo continuando a dire che
siamo d'accordo a questi tipi di interventi - 3 mila euro per
l'autorizzazione, 1500 euro per il potenziamento. E vado avanti ed
arriviamo pure ai rigassificatori; anche qui, 3 mila euro, 6 mila
euro Voglio dire, e concludo, onorevole Presidente e assessore
Cimino, non c'è una coerenza complessiva: si prevedono gli esami
delle patenti a 200 euro e per una raffineria 3 mila euro? C'è una
proporzione? Un deposito di bombole è uguale quasi a quello della
raffineria. Ma di che stiamo parlando
Che si proceda con calma nel fare queste tabelle. Mi sarei
immaginato di aver visto per le autorizzazioni per le cave non
mille euro, ma 10 mila Mi sarei atteso per l'esercizio delle
raffinerie non 3 mila euro ma 35, 50 Sono proporzionate le cifre
prospettate? Di cosa parliamo? Non si può proporzionare
un'autorizzazione di una raffineria con una concessione per il
deposito di cento bombole. È fuori luogo
La invito, pertanto, se dobbiamo procedere con l'articolato,
intanto, secondo me, a cassare l'articolo 8 che, alla luce di
questo, si può appunto ritirare, e, al limite, a potenziare e
ampliare le autorizzazioni alle concessioni di queste fattispecie.
Stiamo parlando di aspetti importantissimi, di raffinerie, di
rigassificatori, di cave. Ritengo che una riflessione, assessore,
vada fatta, altrimenti è ovvio che chiunque rimanga contrario
all'articolo 8 che, certamente, ripeto, non è coerente con il
successivo articolo 9. I due articoli sono, infatti, totalmente
scollegati: lei vuole prevedere 200 euro per chi si sottopone agli
esami per il conseguimento della patente di concessione e 6 mila
euro o 3 mila euro per una raffineria
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei chiarire che, per quanto riguarda questa materia
delle maggiori entrate, che l'onorevole Beninati ha anche
richiamato, trattasi di maggiori entrate relative. Si tratta,
infatti, di adeguamenti alle iniziative nazionali e sono aspetti
meramente tecnici che, in passato, non venivano neppure
formalizzati e che oggi, invece, la Regione siciliana con questi
provvedimenti adegua a quelli nazionali, recependo le stesse
formalizzazioni che vengono emanate, appunto, a livello nazionale.
Per quanto riguarda, invece, le tariffe delle motorizzazioni, nel
2008 abbiamo incassato 21 milioni 153 mila. Nel 2009, 24 milioni
145 mila. Quanto richiamato dall'onorevole Mancuso sul comma 2 è
per creare le condizioni che questa opportunità di avere maggiori
entrate venga collegata ad una rivisitazione che si fa ogni due
anni. Noi riteniamo che questa sia una norma importante, perché
recepisce quanto avviene a livello nazionale, ma soprattutto
uniforma la legislazione regionale alle iniziative nazionali in
materia.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assessore ha
capito bene il tenore degli interventi. Sul comma 4 non ha
risposto. Ha detto che questa norma recepisce una normativa
nazionale che prevede gli adeguamenti. Noi, fino ad oggi, ci siamo
sottratti, con la nostra facoltà e potestà autonomistica, a questo
adeguamento. Potremmo, proprio in virtù delle dichiarazioni
programmatiche del Presidente, adeguarci al significato complessivo
della politica nazionale alla quale noi aderiamo, che sarebbe
fondata sull'alleggerimento della pressione fiscale. Se noi ci
uniformiamo, perché ne siamo convinti, questo articolo viene meno
E, nell'ambito della medesima finanziaria, ci sono le motivazioni
per farlo venir meno.
Infatti, siccome abbiamo evidenziato che gli introiti di questo
articolo ammontano ad 1 milione e 200 mila euro, basta prendere un
solo articolo di questa finanziaria ed eliminarlo: facendolo,
avremmo fatto venir meno il motivo per cui inseriamo questa norma e
cioè la necessità di introitare 1 milione e 200 mila euro.
Dovremmo fare come abbiamo operato gli anni scorsi, cioè, non
adeguandoci alla normativa nazionale. Ma la normativa nazionale
aveva, comunque, un senso. Si muoveva, infatti, sempre nell'ambito
di una riduzione delle previsioni precedenti. Noi, a questo punto,
possiamo mantenerci in linea con il regime precedente, come l'anno
scorso, due anni fa, tre anni fa... Lo possiamo fare, perché lo
abbiamo già fatto l'anno scorso, lo abbiamo fatto due anni fa. Ma,
caro assessore, basta togliere un solo articolo, e successivamente
le dirò quale, di questa finanziaria che prevede, erroneamente, la
spesa di 1 milione di euro, caro collega De Luca, peraltro a carico
del bilancio regionale, quando nelle tabelle abbiamo visto che le
assegnazioni ce le abbiamo già dallo Stato
E, quindi, c'è qualcosa che non va. Quindi, o c'è un errore o c'è
malafede Lo vedremo dopo. Io penso che ci sia un errore. Ma
ripeto, lo vedremo dopo.
A questo punto, quindi, togliamo la spesa e le tasse e ne potremo
uscire politicamente dicendo ai cittadini siciliani che non abbiamo
aumentato la pressione fiscale Bene per il Governo e bene per il
Parlamento Non credo che sia una motivazione peregrina.
PRESIDENTE. Si riprende l'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole
De Luca. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA. Avevo chiesto la votazione per scrutinio segreto
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Non essendo
stato raggiunto il quorum regolamentare, la richiesta di
votazione per scrutinio segreto non é accolta.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 8.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 8.6, dell'onorevole Maira, e 8.7, degli onorevoli
Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, sono superati.
Si passa all'emendamento 8.2, a firma dell'onorevole De Luca.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
DE LUCA. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
Corona, Dina, Formica, Incardona, Lentini, Leontini, Limoli,
Mancuso e Vinciullo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota contrario preme il
pulsante rosso; chi vota a favore preme il pulsante verde; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Chiarisco che l'emendamento tende a sopprimere il comma 1
dell'articolo 8.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena,
Beninati, Bonomo, Bosco, Buzzanca, Calanducci, Caronia, Cimino,
Cintola, Colianni, Corona, Cracolici, D'Agostino, D'Asero, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Dina, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno,
Gennuso, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Lino,
Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Mancuso, Marinello, Marrocco,
Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Romano,
Ruggirello, Savona, Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.2:
Presenti 64
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 18
Contrari 45
(Non è approvato)
L'emendamento 8.8, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
Mancuso, è superato.
Si passa all'emendamento 8.3, a firma dell'onorevole De Luca. Lo
ritira?
DE LUCA. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 8.3 sopprime il comma 2 dell'articolo 8.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Doveva chiederlo prima, onorevole De Luca.
(Non è approvato)
L'emendamento 8.9 è superato.
Si passa all'emendamento 8.4, a firma dell'onorevole De Luca, che
sopprime il comma 3 dell'articolo 8.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
Caronia, Corona, Formica, Leontini, Limoli, Mancuso, Pogliese,
Torregrossa e Vinciullo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.4. Chiarisco il significato del voto: chi vota
contrario preme il pulsante rosso; chi vota a favore preme il
pulsante verde; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena,
Bonomo, Bosco, Buzzanca, Caronia, Cimino, Cintola, Colianni,
Corona, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, De Luca, Di
Benedetto, Di Mauro, Dina, Fagone, Federico, Ferrara, Fiorenza,
Formica, Galvagno, Gennuso, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza
Lino, Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Mancuso, Marinello,
Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Raia, Romano, Ruggirello, Savona, Scilla, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.4:
Presenti 55
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 14
Contrari 38
(Non è approvato)
L'emendamento 8.10, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona
e Mancuso, è superato.
Si passa all'emendamento 8.5. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Beninati, Bosco,
Buzzanca, Caronia, Corona, Leontini, Limoli, Mancuso, Pogliese,
Torregrossa e Vinciullo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.5. Chiarisco il significato del voto: chi vota
contrario preme il pulsante rosso; chi vota a favore preme il
pulsante verde; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena,
Beninati, Bonomo, Bosco, Buzzanca, Calanducci, Caronia, Cimino,
Cintola, Colianni, Corona, Cracolici, D'Agostino, D'Asero, De
Luca, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Faraone, Federico,
Ferrara, Fiorenza, Formica, Gennuso, Gucciardi, Incardona,
Laccoto, Leanza Lino, Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Mancuso,
Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto,
Nicotra, Oddo, Panepinto, Pogliese, Raia, Rinaldi, Romano,
Ruggirello, Savona, Scilla, Termine, Vinciullo.
Si astiene: Di Benedetto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.5:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 16
Contrari 39
Astenuti 1
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 8.11, degli onorevoli Leontini,
Torregrossa, Corona e Mancuso, è superato.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Tasse sulle concessioni governative regionali
1. Sono istituite le seguenti voci di tasse sulle concessioni che
trovano regolamentazione nelle disposizioni della legge regionale
24 agosto 1993, n. 24 e successive modifiche ed integrazioni:
a) Tasse per le concessioni per la coltivazione di cave e
torbiere di cui alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127 e
successive modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione alla coltivazione di cave
e torbiere (importi espressi in euro:
- Autorizzazione per l'esercizio: 1.000;
- Ampliamento: 750;
- Subingresso 1.500.
Tassa annuale (importi espressi in euro): 500;
Tassa rinnovo (importi espressi in euro): 1.000.
b) Tasse per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
di raffinerie e stabilimenti petrolchimici di cui alla legge n. 23
agosto 2004, n. 239 e successive modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione alla costruzione e
all'esercizio di raffinerie e stabilimenti petrolchimici (importi
espressi in euro):
- Autorizzazione costruzione ed esercizio: 6.000;
- Potenziamento impianto: 3.000;
- Modifica impianto: 3.000;
- Trasferimento titolo: 2.000.
Tassa annuale (importi espressi in euro): 3.000.
c) Tasse per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
di depositi costieri di cui alla legge 23 agosto 2004, n. 239 e
successive modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione alla costruzione e
all'esercizio di depositi costieri (importi espressi in euro):
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 3.000;
- Potenziamento impianto: 1.500;
- Modifica impianto: 1.500;
- Trasferimento titolo: 1.200.
Tassa annuale (importi espressi in euro): 1.500.
d) Tasse per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
di centrali termoelettriche di cui alla legge 9 aprile 2002, n. 55
e successive modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione all'impianto e
all'esercizio di centrali termoelettriche (importi espressi in
euro):
di potenza inferiore o uguale a 400 M W:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 3.000;
- Potenziamento impianto: 1.500;
- Modifica impianto: 1.500;
- Trasferimento titolo: 1.200.
di potenza superiore ai 400 M W:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 6.000;
- Potenziamento impianto: 3.000;
- Modifica impianto: 3.000;
- Trasferimento titolo: 2.400.
Tassa annuale (importi espressi in euro):
di potenza inferiore o uguale a 400 M W: 1.500;
di potenza superiore ai 400 M W: 3.000.
e) Tasse per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
di terminali di rigassificazione di cui alla legge 24 novembre
2000, n. 340 e successive modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione all'impianto e
all'esercizio di terminali di rigassificazione (importi espressi
in euro):
fino a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 3.000;
- Potenziamento impianto: 1.500;
- Modifica impianto: 1.500;
- Trasferimento titolo: 1.200.
superiore a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 6.000;
- Potenziamento impianto: 3.000;
- Modifica impianto: 3.000;
- Trasferimento titolo: 2.400.
Tassa annuale (importi espressi in euro):
fino a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:1.500;
superiore a 8 miliardi di mc di gas naturale liquido trattato:
3.000.
f) Tasse per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di cui
al Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e successive
modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione all'impianto e
all'esercizio di impianti eolici e fotovoltaici (importi espressi
in euro):
di potenza superiore o uguale a 1 MW e inferiore o uguale a 10
MW:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 1.000;
- Potenziamento impianto: 500;
- Modifica impianto: 500;
- Opere connesse: 500;
- Trasferimento titolo: 500.
di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 1.500;
- Potenziamento impianto: 750;
- Modifica impianto: 750;
- Opere connesse: 750;
- Trasferimento titolo: 750.
di potenza superiore ai 50 MW:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 2.250;
- Potenziamento impianto: 1.000;
- Modifica impianto: 1.000;
- Opere connesse: 1.000;
- Trasferimento titolo: 1.200.
Tassa annuale (importi espressi in euro):
di potenza superiore o uguale a 1 MW e inferiore o uguale a 10
MW: 500;
di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW: 750;
di potenza superiore ai 50 MW: 1.000.
g) Tasse per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio
di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di cui
al Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e successive
modifiche ed integrazioni:
Tassa di rilascio per l'autorizzazione all'impianto e
all'esercizio di impianti di produzione di energia da biomasse
(importi espressi in euro):
di potenza superiore o uguale a 2 MW e inferiore o uguale a 10
MW:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 1.750;
- Potenziamento impianto: 500;
- Modifica impianto: 500;
- Opere connesse: 500;
- Trasferimento titolo: 500.
di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 2.200;
- Potenziamento impianto: 750;
- Modifica impianto: 750;
- Opere connesse: 750;
- Trasferimento titolo: 750.
di potenza superiore ai 50 MW:
- Autorizzazione, costruzione ed esercizio: 2.800;
- Potenziamento impianto: 1.000;
- Modifica impianto: 1.000;
- Opere connesse: 1.000;
- Trasferimento titolo: 1.200.
Tassa annuale (importi espressi in euro):
di potenza superiore o uguale a 2 MW e inferiore o uguale a 10
MW: 850;
di potenza superiore a 10 MW e inferiore o uguale a 50 MW:
1.100;
di potenza superiore ai 50 MW: 1.400.
2. Le tasse di concessioni governative regionali istituite con il
presente articolo si applicano a decorrere dal periodo di imposta
successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della
presente legge».
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come direbbe il
collega Formica, ricominciamo da capo .
FORMICA. Ma Formica fa le battaglie e le vince
DE LUCA. E noi le facciamo per i siciliani, non per un gruppo
ristretto di persone, onorevole Formica
Siamo all'articolo 9; è un altro articolo, onorevole Presidente
della Regione, molto strano. Lo sa perché è strano, onorevole
Presidente? Da un lato, lo abroghiamo, articolo 9 Tasse sulle
concessioni governative regionali . Mi pare che siamo a questo
articolo, giusto, onorevole Beninati?
BENINATI. Giusto
DE LUCA. Perfetto. Questa è una ulteriore smentita dell'azione di
Governo, dei principi del suo stesso Governo, Presidente Lombardo.
Vogliamo tutelare i voti che lei ha preso sull'impegno assunto con
la Sicilia
Ora le spiegherò anche il perché delle contraddizioni, onorevole
Presidente. Intanto, l'assessore Cimino ha detto una cosa non
esatta, sia sulle cifre - perché abbiamo qui i capitoli - sia
sull'obbligo di adeguamento, perché ci dovremmo anche adeguare (e
l'assessore della sua Giunta, ieri, ha accantonato una norma che io
le avevo descritto e lei era d'accordo) sull'individuazione,
sull'introduzione, anche in Sicilia, della capacità di
indebitamento, perché lei, oggi, forse non sa, quando autorizza i
mutui, che non ha un parametro per calcolare l'indebitamento.
L'assessore per l'economia, ieri, a proposito di adeguamenti alle
normative nazionali, ha detto di no ad una norma che introduce
anche in Sicilia quello che è già previsto per tutte le Regioni a
statuto ordinario e per tutto il sistema degli enti locali, una
norma di trasparenza e a sua salvaguardia.
Se, infatti, oggi, chiedessi a lei ed al suo assessore a quanto
ammonta la capacità di indebitamento della Regione, lei,
giustamente, non lo saprebbe. Non lo sappiamo neanche noi che
autorizziamo in continuazione l'assunzione di prestiti, di mutui,
che carichiamo le generazioni future di debiti. Non ci rendiamo
conto, però, del limite...
La capacità di indebitamento, tecnicamente, significa esattamente
avere la rappresentazione di tale fattore: per chi vota in
quest'Aula, lo sapete quanti debiti, in termini di mutui, ha finora
contratto la Regione? Poi, infatti, parleremo di quelli che non
compaiono in questo articolo, assessore Cimino, poi, lei mi
spiegherà perché non ha ancora applicato la legge numero 10, ma ci
sono gli articoli che ci metteranno in condizione di sviscerare
anche l'indebitamento del sistema della pubblica amministrazione
regionale allargata - sta prendendo appunti, assessore Cimino, e mi
fa piacere -, cioè gli oltre cinque miliardi che esistono di
indebitamento e che, ancora, non si punta a rappresentare Ne
parleremo nei singoli articoli da esaminare.
Onorevole Presidente, proprio perché teniamo a lei e, soprattutto,
alla legittimità dei voti che esprimiamo in quest'Aula, voglio dire
all'Assemblea, visto che l'assessore Cimino non vi mette in
condizioni di sapere come stanno le cose, quanti debiti ha
contratto, finora, la Regione.
Siamo a circa cinque miliardi e novecentocinquanta mila euro;
forse, mi manca qualche milione, assessore Cimino perché, stanotte,
non ho avuto il tempo di sommare tutte le singole voci di spesa
Esattamente, però, siamo indebitati per circa sei miliardi di
euro, onorevole Presidente della Regione e lei, oggi, sta
proponendo un indebitamento di altri 800 milioni di euro -
onorevole Presidente, poi parleremo della destinazione di queste
risorse - e, quindi, arriveremo a sette miliardi di euro di
indebitamento complessivi
Ma io le chiedo, onorevole Presidente - visto che lei è una
persona trasparente e di principio - perché non si deve introdurre
nel sistema una norma di trasparenza? Non dobbiamo sapere, infatti,
qual è la nostra capacità di indebitamento? Perché ci dobbiamo
affidare ad alcune agenzie di rating? Dico ciò, perché mi è stato
detto che ci sono delle agenzie di rating, magari a Milano e a
Roma, che certificano se siamo in posizione A, AA+, B e potrei
continuare, secondo le indicazioni tecniche che ci sono state
fornite dalle stesse agenzie.
La nostra capacità di indebitamento, onorevole Presidente della
Regione, è di circa 15 miliardi di euro. Gliela do io la cifra,
perché, finora, i suoi Uffici e il suo Assessore, a questa
Assemblea, non l'hanno fornita Potremmo indebitarci ancora per
altri 8 miliardi di euro perché, secondo i principi di contabilità
pubblica, gli enti locali e le Regioni a statuto ordinario si
possono indebitare per il 25 per cento delle prime tre categorie e
dei primi tre titoli di entrata. E' vero, assessore Cimino? Questa
è una materia che lei conosce bene.
Ma allora, ieri, ho semplicemente detto che, all'articolo1,
assessore Leanza, c'era una norma che il Presidente della Regione,
in varie occasioni, aveva avuto modo di apprezzare e, in
Commissione Bilancio, l'assessore Cimino mi ha chiesto di
presentarla in Aula perché la doveva frattanto approfondire.
Ma lei, assessore Cimino, da questo punto di vista - non me ne
voglia, assessore - non si sta dimostrando affidabile rispetto alle
linee di governo del Presidente Lombardo, perché il Presidente
Lombardo pretende trasparenza Perché il Presidente Lombardo, da
questo punto di vista, non può essere tirato dalla giacca in
momenti di distrazione.
Questa è una norma che il Presidente Lombardo ha apprezzato. In
Commissione - parlo della norma relativa alla capacità di
indebitamento, onorevole Presidente, ricorda? - assessore, ne
abbiamo parlato e abbiamo detto di introdurla anche in Sicilia,
facciamo un'operazione di trasparenza, impediamo di metterci nelle
mani di vari azzeccagarbugli, perché non è giusto
Allora, introdurre il principio del 25 per cento, esattamente, ci
porta a quello. Sa cosa ci è stato detto ieri, onorevole
Presidente?
Lei, infatti, deve sapere anche le risposte improprie che vengono
fornite dal nostro Assessore; ci è stato detto che vi è il problema
relativo al Patto di stabilità. Ma che c'entra il Patto di
stabilità? Qualcuno mi spieghi che c'entra
Mi è stato spiegato che si devono fare, forse, altre operazioni
Ma vogliamo affossare la Regione, assessore Cimino?
Volete superare il 25 per cento, da questo punto di vista? E,
allora, proprio per rispondere anche alle sollecitazioni dell'Aula
perché, da questo punto di vista - e, giustamente, l'onorevole De
Benedictis ha ragione - il tema è collegato? Perché queste norme
incidono sulla capacità di indebitamento; perché più imposte ci
sono nei primi tre titoli, più si gonfia la capacità di
indebitamento E l'onorevole Buzzanca, sindaco di Messina, lo sa,
perché a Messina ha seri problemi, con una capacità di
indebitamento uguale a 0
Perché nel documento contabile c'è scritto, è calcolato, ma in
quello della Regione no? Andate a cercarlo Ora, che autorizzerete,
con la Finanziaria, altri 800 milioni di indebitamento, andate a
guardare, per valutare se è legittimo, quanto manca rispetto alla
soglia generale.
Qualcuno ritiene di voler portare nuove entrate per cercare di
aumentare la capacità di indebitamento Eh, no, assessore Cimino
Noi abbiamo fatto anche i sindaci e ci rendiamo conto di come sia
composto un bilancio semplice, come quello dei comuni, di come
funzioni, e credo che l'assessore Venturi sa di cosa parlo,
l'indebitamento in riferimento alle imprese, il famoso rating e la
credibilità per l'imprenditore di indebitarsi con la banca. Lo sa
che, oggi, non sappiamo quant'è la nostra credibilità?
Qualcuno, a posteriori, stabilisce quant'è e, in base a quante
situazioni dobbiamo accordare per avere approvata una finanziaria
(e ne parleremo nei prossimi articoli), si aumenta l'indebitamento
Ma lo sapete che la legge 24, in questo momento, è finanziata con
l'indebitamento? Lo sapete o no? Cominciate a rendervi conto delle
gravi responsabilità che ha quest'Aula.
Lei lo sapeva, onorevole Presidente? Glielo dico io: la legge 24,
sulla formazione professionale, in questo momento, è finanziata con
l'indebitamento.
Lo sa perché? Perché, per l'Unione europea, si tratta di
investimenti e, siccome avevamo esigenza, abbiamo preso tutti gli
investimenti del bilancio e li abbiamo messi a garanzia
dell'indebitamento Da questa finanziaria, quindi, pretendo che si
introducano delle norme di trasparenza, una volta per tutte
Questo solo ho chiesto in Commissione Bilancio e lo continuerò a
proporre anche a quest'Aula
Ecco perché - e concludo, signor Presidente, e la ringrazio per la
sua disponibilità - non è pensabile che si introducano degli
elementi, come all'articolo 9, che sono impropri, che sono
incongrui.
Perché far pagare queste miserie ai colossi dell'alta finanza è
una vergogna E' un'offesa al Parlamento e ai siciliani
Cerchiamo di recuperare un milione di euro per quanto riguarda le
imposte sulle patenti e poi, invece, facciamo pagare 6 mila euro
per i nuovi impianti
Sono queste le leggi che vogliamo, Presidente della Regione? E'
questo ciò che lei ha promesso ai siciliani?
Non credo e la prego, anche in questa occasione, di cogliere
questo dibattito franco e sano che il sottoscritto le sta
proponendo.
(Tumulti in Aula)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.42, è ripresa alle ore 11.54)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Pensavo che, durante questa sospensione dei lavori,
avesse avuto i chiarimenti.
Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non alimenterei un
clima di intolleranza verso gli oratori che chiedono di parlare
perché mi sembra che, poi, questo sia degenerato in un
atteggiamento un po' sopra le righe e non di più, ma mi pare che il
clima in Aula sia quello di non tollerare, appunto, gli interventi
degli oratori, quindi, dei parlamentari che stanno cercando di
migliorare la finanziaria, subendo anche il silenzio del Governo.
Dico ciò, perché - parlerò ora dell'articolo 9 - avevo chiesto al
Governo, sul comma 4 dell'articolo 8, per quale motivo fosse stato
introdotto il balzello alle autoscuole di tutta la Sicilia.
Al Governo non importa nulla Non ha voluto neanche dire una
parola su quello che è stato previsto e che, poi, è a carico di
tutti i siciliani, di tutti quelli che usufruiscono, appunto, di
questo servizio.
Ritengo che questa supponenza nei confronti dei parlamentari,
questa intolleranza agli interventi, poi, naturalmente, a volte,
provoca esagerazioni da parte di alcuni colleghi.
Signor Presidente, faccio un esempio che riguarda l'articolo 9.
Considerato che siamo in una Terra nella quale il Governo è guidato
a trazione autonomistica e dove, nel corso di questi mesi di
governo, si è tanto decantato questo tipo di azione politica, se a
un imprenditore - e per imprenditore, in senso lato, mi riferisco
ai grandi imprenditori, in questo caso, a capo di importanti
insediamenti produttivi - venisse in mente di costruire un
rigassificatore in Sicilia e che questo stesso impianto,
ipoteticamente, lo si volesse costruire nella provincia di
Agrigento, magari, costituendo una società esclusivamente per avere
tutte le autorizzazioni, pagando anche le concessioni governative
regionali, ebbene gli imprenditori preparerebbero tutte le
autorizzazioni e, poi, magari, penserebbero di rivendere il
pacchetto con le autorizzazioni e concessioni governative E,
probabilmente, riuscendo in questa operazione ad avere un
importante plusvalore delle attività burocratiche
E' successo, in Sicilia, che questa attività sia stata svolta da
imprenditori primari nel settore della rigassificazione perché,
nell'Isola, c'è, appunto, la possibilità di costituire una società,
di richiedere le autorizzazioni - per carità, sto parlando di
azioni lecite, sotto il profilo della burocrazia -, di avere le
autorizzazioni, pagando le debite concessioni governative: stiamo
parlando di questo, 6 mila euro è la cifra che occorre per
autorizzare un impianto di rigassificazione. 6 mila euro, perché
quello a cui si riferisce l'onorevole Formica, mi pare siano 40
metri cubi, ebbene, superiore ai 40 metri cubi, l'importo da
corrispondere è 6 mila euro. Si acquisiscono, quindi, le
autorizzazioni.
Si paga poco, perché è questo che stiamo stabilendo in questo
momento, e si vende a tanto
Io leggo i giornali a tiratura nazionale e regionale, e questa
operazione, solo acquisendo l'attività amministrativa, ha avuto
un'importante azione di compravendita; mi sembra che quel
rigassificatore abbia avuto un plusvalore di circa 20 milioni di
euro Poca cosa, naturalmente per chi è imprenditore ed ha
tantissimi altri introiti
Ritengo che il Governo debba riflettere su questo articolo 9,
perché far pagare seimila euro per chi - e va fatto solo l'esempio
del rigassificatore - costituisce una società, racimola le
autorizzazioni, paga poco, per poi rivendere per milioni di euro,
ebbene, mi sembra sia una sberla alla Sicilia e alle casse della
Sicilia
Ci vuole un intervento più importante, forse ci vuole anche un
divieto; dovremmo studiare come evitare che qualcuno acquisisca le
autorizzazioni, pagando le concessioni governative a buon prezzo, e
le rivenda ad un prezzo esorbitante. Tutto legittimo, tutto lecito,
ma certamente in un Governo autonomista, questo dovrebbe essere un
punto fermo: la concessione governativa regionale dovrebbe essere
qualche milione di euro, non 6 mila euro, per evitare che ci sia
chi investe non sull'attività produttiva, ma sul procedimento
amministrativo Dovremmo evitare questo tipo di operazioni nella
nostra regione. Perché così, l'imprenditore, visto il buon prezzo
dell'articolo 9, può decidere di investire solo sul procedimento
amministrativo, non sull'investimento industriale
E' questa la realtà, quanto il Governo oggi ci sta proponendo con
un articolo che, a mio avviso, deve essere certamente rivisto,
dall'inizio alla fine, perché all'interno di questo stesso articolo
ci sono le centrali termoelettriche, ci saranno i prossimi
rigassificatori. Speriamo che vengano industriali - e non soltanto
nel procedimento amministrativo - che credono nell'investimento in
Sicilia e che paghino le tasse di concessione governative in
Sicilia. Speriamo che questi nostri interventi servano a migliorare
un modo di trainarsi avanti senza avere un futuro.
So, perché il Governo lo ha già dimostrato, che non sarà
sensibile, così come non lo è stato con le autoscuole all'articolo
8, regalando loro un bel balzello. Sarà insensibile anche su questo
tipo di concessioni governative che certamente non fanno, secondo
me, onore ad una Terra che è falcidiata da industriali che hanno
avuto pochi scrupoli, soprattutto per l'ambiente, e nello stesso
tempo da industriali che hanno investito solo sui procedimenti
amministrativi e non sulla loro fattiva azione imprenditoriale
Noi non abbiamo bisogno di questi industriali Abbiamo bisogno di
gente che investe i propri denari, le proprie risorse per far
crescere questa Terra, e quindi quest'articolo è uno scandalo e
ritengo debba essere abrogato e ripensato nei contenuti.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, capisco le considerazioni dell'onorevole Mancuso, ma si
tratta di provvedimenti istruttori che oggi svolge il Dipartimento
dell'energia, che di fatto, attualmente, sono a titolo totalmente
gratuito, e in questo modo creiamo le condizioni per equiparare
questa normativa, appunto, alle disposizioni nazionali. Non si può
imporre una cifra superiore, perché così è disposto, e quindi,
stiamo cercando di creare le condizioni affinché il servizio che
opera in questo senso possa intervenire generando, così, anche un
ristoro per le attività che l'Amministrazione regionale svolge.
PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 decade per assenza dall'Aula del
firmatario. Si passa all'emendamento 9.11.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.12. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 9.2, 9.3, 9.4,
9.5, 9.6. 9.7, 9.8, 9.9 e 9.10 decadono per assenza dall'Aula del
firmatario.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Istituzione IRAP
1. Ai sensi dell'articolo 36 dello Statuto della Regione e secondo
la previsione dell'articolo 1, comma 43, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, come modificato dall'articolo 42, comma 7, del
decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito in legge 28
gennaio 2009, n. 2, é istituita, quale tributo proprio della
Regione, a decorrere dall'1 gennaio 2010, l'imposta regionale sulle
attività produttive che si applica secondo la disciplina contenuta
nel decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446 e successive
modifiche e integrazioni fatto salvo quanto previsto al comma 2,
nonché secondo le disposizioni contenute all'articolo 7 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e all'articolo 43 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 e all'articolo 1 della legge
regionale 2 maggio 2007, n. 12 e loro successive modifiche ed
integrazioni.
2. Ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta
regionale sulle attività produttive di cui agli articoli 5, 5 bis e
8 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e successive
modifiche e integrazioni sono deducibili gli interessi passivi.
3. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per l'economia, è adottato il regolamento,
in armonia a quanto stabilito nello schema di regolamento-tipo
approvato, ai sensi dell'articolo 1, comma 44, della legge 24
dicembre 2007, n. 244.
4. Con il regolamento di cui al comma 3 si provvede alla
disciplina della liquidazione, dell'accertamento e della
riscossione dell'IRAP, l'esercizio delle quali la Regione affida ai
soggetti competenti individuati dal regolamento-tipo.
5. Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma 3,
lo svolgimento delle attività di liquidazione, accertamento e
riscossione dell'IRAP prosegue, secondo quanto stabilito
dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007 n. 244,
nelle forme e nei modi previsti dalla legislazione vigente.
6. Per il periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2009 e non
oltre il periodo di imposta successivo a quello di approvazione del
regolamento regionale previsto dal comma 3, la Regione per le
attività di controllo e rettifica delle dichiarazioni di cui
all'articolo 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per
l'accertamento e la riscossione dell'imposta regionale, nonché per
il relativo contenzioso, si avvale dei competenti organi statali».
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intendo richiamare l'attenzione
dell'Aula su un argomento importante, che trova anche fondamento in
quello che è stato l'intervento del collega Mancuso, che prima di
me ha voluto sottolineare un aspetto significativo: noi abbiamo
oggi nel nostro territorio regionale delle opportunità concrete,
che si possono potenziare e far crescere, attraverso una serie di
interventi che, al di là delle divisioni politiche, al di là dei
momenti di strumentalizzazione, al di là del grande, e a volte
intollerabile, ostruzionismo, devono essere attenzionate.
Ogni tanto in quest'Aula, quando ci sono interventi che non
vengono condivisi, come è successo stamattina, assistiamo a momenti
di tensione, e io ritengo, invece, che su determinati temi dobbiamo
confrontarci con alto senso di responsabilità, affrontando le
problematiche per determinare un contributo reale che possa dare
risposte positive alla nostra Sicilia.
Sul tema delle aziende che investono in Sicilia, e che hanno sede
legale fuori dell'isola, sul problema della possibilità di
sfruttamento del territorio regionale, che poi porta
inevitabilmente a spostare i risultati economici e finanziari in
altra direzione, e su altro territorio, restando in Sicilia solo i
problemi, bisogna, appunto, ragionare.
Dobbiamo avanzare una proposta concreta, anche in ossequio a
quella che è stata la condizione che ha visto la Regione siciliana
perdere una grande opportunità, perché le aziende che hanno sede
legale fuori della Sicilia, ma che qui producono, alla fine pagano
le tasse nei loro territori. Bisogna riflettere, dicevo, anche per
superare quel momento di conflitto istituzionale che, attraverso la
notizia giornalistica riportata verso una sentenza che ci dà
sostanzialmente come soccombenti, io ritengo che la Regione
siciliana e quindi il Parlamento, e poi il Governo, se lo ritiene,
deve in questa direzione dare il massimo impegno: e deve farlo per
dare anche un impulso, una proposta ed una ragionata possibilità di
recuperare tali opportunità.
Ciò premesso, sull'articolo 10 di questa finanziaria, che
prescrive il recepimento attraverso una norma di quella che è
l'imposta regionale, l'IRAP, io personalmente, insieme ad altri
colleghi parlamentari, ho proposto diverse iniziative, alla fine,
forse per un arcano mistero, tutte ahimè ostacolate, non passibili
di una concreta opportunità di accoglimento.
Avevo presentato a questa Assemblea e all'allora assessore per il
bilancio, onorevole Di Mauro, la norma che riproponesse l'esenzione
per l'incremento IRAP, rivolta a quelle aziende che, di fatto,
avessero realizzato un incremento occupazionale e che, pertanto, in
forza di questa possibilità offerta alla Regione siciliana nel
creare più occupazione, appunto, con riferimento alla fascia di
incremento IRAP, così come è stato per il periodo 2003-2008,
dovessero avere un'esenzione a valere sulla dichiarazione dei
redditi 2009 per i redditi fino al 2008. Essendo superata questa
fase, per il 2010 andrebbe riproposta la norma.
Gli Uffici e l'Assessorato del Bilancio, dopo attente analisi,
riferiscono che questo comporterebbe un mancato introito
considerevole. Io spiego loro, e faccio presente anche al Governo,
che, sostanzialmente, questo tipo di mancato introito rappresenta
un reale investimento, perché è un vero motivo di attrazione di
quell'imprenditoria sana e che già opera, che non cerca contributi,
ma possiede la possibilità di realizzare obiettivi seri:
quest'esenzione IRAP, ove fosse da tutti condivisa, sicuramente
creerebbe un motivo di grande slancio, di grande impegno perché si
investa seriamente in Sicilia.
Se mi consentite, con questa norma, assieme alla norma sul nuovo
corso del cosiddetto credito di imposta per gli investimenti, il
cosiddetto credito di imposta sull'occupazione (che in questa
finanziaria dovrebbe essere una realizzazione concreta),
significherebbe aprire una nuova stagione, che è quella di
un'impresa che non guarda alla speculazione attraverso i
contributi, ma che guarda realmente ad una capacità di essere sul
mercato, di utilizzare opportunità e, quindi, di fortificare
quell'attività che già, di fatto, realizza.
Così facendo, assieme ad un intervento sul polmone finanziario,
quindi sul rapporto con le banche, potremmo creare una svolta per
la Sicilia e avere la possibilità di dire ad un imprenditore serio
e sano di venire in Sicilia ad investire e, attraverso queste nuove
opportunità, si avrà l'orgoglio di dire che può produrre per
l'Isola
In questo senso, la Commissione Bilancio aveva, dopo tanto
dibattito, introdotto un ragionamento: a cosa porta,
sostanzialmente, il calcolo di questa IRAP? Ad una base imponibile
che è realizzata dalla base originaria più il costo del personale,
più gli interessi passivi. E, allora, noi abbiamo detto di
considerare almeno gli interessi passivi come momento di detrazione
o di deduzione, per poter dare un segnale incentivante.
Dal Presidente dell'Assemblea questa norma, che veniva riportata
al comma 2 dell'articolo 10, non viene ritenuta ammissibile.
Allora, sostanzialmente, riformulo questa proposta con un
subemendamento, che ho già presentato, in cui si dice che per la
determinazione della base imponibile per il calcolo IRAP, sono
detratti gli interessi passivi nella misura del 75 per cento. Cioè
a dire, una forma leggermente più accettabile, perché mi auguro che
in questa direzione si trovi una soluzione.
L'alternativa sarebbe, cari colleghi, se questo rilievo fosse
eccepito ancora una volta, l'esenzione totale dell'incremento IRAP
sulla base calcolata dell'ultimo triennio, norma che, fra l'altro,
è stata già approvata ed ha avuto la sua validità nel periodo 2003-
2008 e che, pertanto, potrebbe avere maggiore successo per un suo
rinnovo. Avrebbe, però, per onestà intellettuale, un importo
superiore da considerare.
Questo è un ragionamento, onorevoli colleghi, che non è legato ad
un fatto specifico e tecnico del subemendamento. E' un fatto che
attiene ad un ragionamento complessivo, e mi auguro che anche
l'assessore regionale per l'industria vorrà sostenerlo, perché
diventa un elemento veramente importante in cui viene ad esserci
una testimonianza concreta di quello che è il nostro senso di
responsabilità nell'attività parlamentare e, perché no?,
un'opportunità concreta anche per l'imprenditoria siciliana.
Questo ragionamento, con grande senso di determinazione, mi auguro
che, oltre all'assessore regionale per l'industria, lo sostenga
anche l'assessore Cimino, perché diventi fatto concreto.
PRESIDENTE. L'emendamento 19.10, interamente abrogativo, è
decaduto per assenza del firmatario.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, due sole norme
aiutavano le imprese in Sicilia, in questo momento economico
difficilissimo, una era rappresentata da questo comma 2 e l'altra
era quella del microcredito, che più avanti vedremo: ebbene, il
Governo ha voluto cassare tutto quanto riguardava le imprese, ci
spiegherà poi perché era inapplicabile
Timidamente, per le imprese sono previsti 10 milioni di euro con
il credito d'imposta e, nello stesso tempo, non trovando le risorse
- così ci hanno detto in Commissione Bilancio - si reperiscono
risorse uguali per altro tipo di attività: ciò, malgrado le prime,
che invece, sarebbero, secondo noi, utili alle stesse imprese.
Speriamo che quegli ulteriori 10 milioni di euro inseriti in questo
bilancio per la formazione vengano trasferiti per il credito di
imposta, che tanto ha fatto penare i parlamentari che hanno
presentato quel disegno di legge, ora trasferito all'interno del
disegno di legge finanziaria.
Signor Presidente, lei ha cassato il comma 2, forse perché c'erano
profili di incostituzionalità, forse però senza approfondire la
previsione di cui al comma 1, perché, con esso, che istituisce
questa imposta nella Regione, si salvaguarda quella che era
l'azione che avevamo proposto, anche perché proprio gli interessi
passivi non si cumulano con il differenziale: base di calcolo che
poi provoca l'imposta dell'IRAP. In questo momento, in capo alle
imprese, nessun intervento legislativo, anche nazionale, riesce a
sopperire ad una situazione veramente disastrosa per migliaia di
aziende siciliane. Per recuperare ciò, il subemendamento che ha
presentato l'onorevole D'Asero, a questo punto io lo aumenterei, in
termini di soglia percentuale, con un subemendamento, in misura
pari al 90 per cento.
Signor Presidente, siccome le cose le conosco, avendone
approfondito i contenuti, cerco di contribuire, ma qui vedo che la
segreteria politica del Governo non si ferma mai
Propongo di sospendere i lavori per consentire due ore di
segreteria politica al Governo, oppure facciamo tutti un fioretto e
non interveniamo, se siamo d'accordo.
LOMBARDO, presidente della Regione. Non sarebbe leale con gli
impegni che ciascuno di noi ha assunto
MANCUSO. Gli impegni che avete assunto non sono ancora rispettati,
Presidente Lombardo Io mi tiro fuori, perché non ne ho assunti
Signor Presidente, dicevo che il comma 2 è un intervento
qualificante, perché sarebbe la prima Regione in Italia che può
prevedere una deducibilità degli interessi passivi, che in questo
momento sono veramente molto significativi, a capo di tutte le
imprese siciliane; poteva attivare anche un percorso che avrebbe
portato all'impugnativa del Commissario dello Stato, e poi ad
un'azione presso la Corte Costituzionale, ma era o sarà una vera
battaglia autonomista Perché, se è vero come è vero che l'IRAP è
un'imposta regionale, allora la possibilità a questa Regione - così
come previsto dall'articolo 36 dello Statuto della Regione
siciliana - si deve pur dare, perché, ribadisco, l'articolo 36
dello Statuto, in una Regione autonoma e con un Governo
autonomista, deve tentare la strada di intervenire su tutti quelli
che sono gli argomenti di un'imposta che, a questo punto, è e
rimane solo regionale
E allora, rispetto a tutto questo, noi non ci possiamo sottrarre a
quella che è una nostra prerogativa statutaria, e il subemendamento
dell'onorevole D'Asero sarà subemendato con una richiesta del 90
per cento in termini di deducibilità degli interessi, perché
ritengo che ciò sia una battaglia giusta e vera, nel senso che,
almeno, ci dobbiamo provare, signor Presidente, e lei deve essere
la prima bandiera a provare questo percorso, anche davanti alla
Corte Costituzionale, se dovesse servire.
E' un percorso che riteniamo fondamentale anche per il futuro
della nostra Terra, per le entrate regionali, per il riordino di
un'azione concreta nei confronti degli imprenditori siciliani. Se
questa battaglia portasse poi ad una vittoria, anche davanti
l'eventuale impugnativa, riteniamo che le imprese sarebbero
incentivate a venire qui in Sicilia, perché saremmo la prima
Regione ad attuare una fiscalità, non dico di vantaggio, ma di
intervento nei confronti di tutte le imprese che, appunto,
potrebbero beneficiare della possibilità di dedurre gli interessi
passivi.
Se, poi, l'azione dell'assessore Russo porterà nei prossimi mesi,
speriamo, con la riforma che abbiamo votato, ad un equilibrio dei
conti della sanità, allora, lì diventeremmo veramente una regione
appetibile: perché, se da un lato oggi con questa norma riteniamo
di dedurre gli interessi passivi, dall'altro, il risanamento della
spesa sanitaria, ci porterà ad abbassare l'aliquota dell'IRAP
regionale, e queste due azioni sarebbero certamente un incentivo
per le imprese e per i siciliani che vogliono diventare
imprenditori.
Per questo motivo, signor Presidente, le sottoporrò con il mio
capogruppo, l'ulteriore subemendamento per aumentare dal 75 al 90
per cento la percentuale di deducibilità degli interessi passivi.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, sull'argomento desidero far attenzionare un problema che
mi comunicano alcuni esperti anche di legislazione europea. Nel
mese di novembre del 2008, la Comunità europea ha adottato un piano
volto a favorire la ripresa dell'Europa dall'attuale crisi
finanziaria, e proprio a seguito di questo, al punto 4.2 di tale
Comunicazione europea, è stata fatta una circolare, la circolare
2009/C 16/1 del 26 novembre 2008, pubblicata sulla Gazzetta Europea
il 22 gennaio 2009.
In sintesi, assessore Cimino, è una cosa molto seria - anche se
lei mi sembra un po' distratto - sembrerebbe che questa nota,
proprio per contrastare la grave situazione economica e finanziaria
che si è venuta a creare, aggiorna il de minimis per tutte le
esenzioni, in particolar modo l'IRAP che, da 100 mila euro, in
alcuni settori, arriva a 500 mila euro.
Sembrerebbe pure che, in buona parte, anzi, in tutte le regioni di
Italia, ma a maggior ragione in Sicilia, essendo noi a Statuto
autonomo - come il Presidente della Regione sa bene, essendo
l'autonomista per eccellenza - possiamo recepire questa
disposizione comunitaria che, in tutte le regioni del Paese, già si
applica. Di fatto, se non si vara una norma in tal senso, le
imprese siciliane resteranno col meccanismo di esenzione sino a 100
mila euro, mentre da Reggio Calabria in su - già oggi - l'esenzione
è 500 mila euro.
Ritengo questo un argomento molto importante che potrebbe favorire
tutte le imprese siciliane, che altrimenti resterebbero
penalizzate, perché in buona parte di Italia, lo ripeto, in tutte
le regioni di Italia, automaticamente, non essendo regioni a
Statuto speciale, si applica questa direttiva comunitaria. In
Sicilia non possiamo applicarla se non si formalizza una norma.
Assessore, chiedo che i suoi Uffici affrontino questo tema perché
lei potrebbe, con un emendamento, disciplinare in questi termini la
situazione dell'IRAP in Sicilia, dove l'esenzione del de minimis
resterebbe ferma a 100 mila euro, quando in tutte le regioni
d'Italia, già oggi, è 500 mila euro
Questa misura è certamente a favore dello sviluppo, aiuta il
superamento della crisi che c'è in atto, aiuta le imprese. Questa è
una disciplina abbastanza seria.
Assessore, ribadisco l'invito affinché i suoi Uffici attenzionino
quanto ho detto, con i dati che ho citato, per vedere se questa
norma può inserirsi nel nostro ordinamento.
In questo caso, infatti, l'autonomia ci crea un danno e non un
beneficio.
DE LUCA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, l'IRAP è un'imposta che qualifica in modo
particolare le entrate di una Regione.
La leva fiscale, la fiscalità di vantaggio sono contemplabili,
anzi applicabili, rispetto a questa norma odiosa introdotta, se non
sbaglio, dal Governo Prodi (gli amici del PD mi potranno anche
correggere) imposta che colpisce, in una regione come la Sicilia,
quello che è un problema annoso e cioè il lavoro.
Tutto ciò si può definire un pizzo legale sulle retribuzioni ai
lavoratori La base imponibile, infatti, fa riferimento alle
retribuzioni dei lavoratori
Questa è una norma odiosa perché, a differenza di tante altre, non
è assolutamente commisurata a quello che è l'andamento di
un'azienda. Un'azienda può anche fallire, assessore Cimino, però,
l'IRAP viene pagata ugualmente, in una percentuale fissa.
L'azienda può avere difficoltà momentanee, stiamo tentando di fare
delle norme all'interno di questa finanziaria per sostenere questo
momento particolarmente difficile, ma l'IRAP non sente ragioni E'
una norma spietata, che definisco, ripeto, un pizzo legalizzato su
quello che è il lavoro.
Anche da questo punto di vista, non possiamo meravigliarci del
perché cresca il lavoro nero, che va combattuto con tutte le armi e
le forze, ma è l'IRAP una delle imposte con la quale si può
ragionare in questi termini. E' l'IRAP che, da questo punto di
vista, può dare un segnale diretto rispetto a ciò che è il costo
del lavoro e le imposte che soffocano l'impresa, in modo
ingiustificato, perché non legato all'andamento aziendale, un
fenomeno così radicato nella nostra Terra.
Dobbiamo fare una riflessione, onorevole Presidente della Regione,
sempre in funzione dei princìpi del suo Governo.
In Sicilia scontiamo, purtroppo, l'applicazione dell'aliquota
massima dell'IRAP, perché dobbiamo sanare quello che è uno
sforamento della sanità degli anni scorsi.
Lei sa, onorevole Presidente della Regione, quanto ci costa
annualmente questo sforamento, quanto costa alle aziende? Trecento
milioni di euro l'anno, aggiuntivi all'intero introito dell'IRAP.
Trecento milioni di euro che le aziende pagano per una gestione
della sanità che non è stata un modello di eccellenza. Modello
passato naturalmente, parliamo di un periodo ante 2007, per carità.
Lei, onorevole Presidente, ha fatto delle affermazioni in qualche
occasione e desidero un chiarimento: lei ha detto, infatti, che è
pronto a rivedere l'aliquota dell'IRAP se il piano di rientro avrà
i suoi effetti.
Naturalmente, da questo punto di vista, ci sono le norme che lo
consentono.
E siccome lei ha fatto un ragionamento su tale aspetto,
desideriamo capire, da lei e dall'assessore per l'economia, quando
prevedete, in funzione del patto che è stato sottoscritto per il
risanamento dei debiti della sanità, di rivedere questa aliquota
aggiuntiva che riguarda l'IRAP, ma riguarda anche l'IRPEF come
addizionale - purtroppo, infatti, alla fine, i siciliani e le
imprese stanno pagando le conseguenze con una aliquota aggiuntiva
anche per quanto riguarda l'IRPEF - e, di conseguenza, desideriamo
sapere qual è il programma che vi siete dati per evitare che si
facciano delle affermazioni in convegni che, poi, non riescono ad
avere riscontro rispetto al contesto che verifichiamo.
Questi riferimenti li ha fatti anche l'Assessore Venturi in
qualche occasione, cioè agli impegni certi, certi anche nelle date.
Io ho letto alcune sue affermazioni, assessore Venturi ma,
onorevole Presidente, è il sistema delle imprese che le chiede la
certezza del quando
Mi sono permesso di proferire qualche aggettivo su questa
finanziaria, perché ritengo non sia questo il bigliettino da visita
che possiamo esporre alle imprese e mi rivolgo in modo particolare
all'Assessore Venturi.
Quando ci rapportiamo con il mondo delle imprese, con una
finanziaria che parte già con un nuovo indebitamento di 800 milioni
di euro, che da questo punto di vista non dà certezze di quando,
quanto meno, verranno cancellate queste aliquote aggiuntive,
allora, significa che l'azione di Governo non è attualmente sulla
linea del confronto concreto su tempi e modalità. Rispetto a questo
tema chiedo che il Presidente della Regione si esprima, in modo
tale da capire anche gli effetti di questo patto che è stato
sottoscritto per saldare i nostri conti della spesa sanitaria.
E' fondamentale perché questi effetti sfuggono ai siciliani. Noi,
attualmente, stiamo continuando a pagare queste aliquote
aggiuntive. Stiamo continuando a pagare questi 300 milioni di euro
ogni anno, però sfugge ancora qual è l'effetto benefico dell'azione
che lei avrebbe fatto in questo anno e mezzo.
Dico ciò, in termini di comunicazione, sia chiaro, di
comunicazione Infatti, c'è un problema di comunicazione, signor
Presidente, in primo luogo in quest'Aula, perché noi stessi
vogliamo capire per quanti anni dobbiamo fare sacrifici su questo
fronte, per renderci conto per quanti anni dobbiamo scontare i
nostri peccati, perché è questo naturalmente il tema.
Tutto ciò vogliamo saperlo noi come legislatori, ma lo vogliono
sapere anche i siciliani e il mondo delle imprese e, di conseguenza
mi auguro, che da questo punto di vista, il Governo, proprio su una
imposta, che è il simbolo della leva fiscale delle regioni, dia una
risposta certa sui tempi del piano di rientro della sanità, perché
sono direttamente connessi, non è una domanda a caso quella che sto
ponendo.
Quindi, anche all'assessore Cimino, chiedo di comunicare all'Aula
ed ai siciliani che effetti stia concretamente dando questa azione
di risanamento di questi due anni correlati all'IRAP. E'
fondamentale
Ho presentato un subemendamento, signor Presidente, non so se sia
stato distribuito, all'emendamento 10.15 del collega D'Asero
perché, e questo è un appello che rivolgo al Presidente della
Regione, nel condividere la proposta del collega, mi sono permesso
di precisare meglio e quindi fare un riferimento a quello che è il
testo degli enti non commerciali.
Pertanto, collega D'Asero, proporrei di modificare il termine no
profit , Assessore se mi ascolta vediamo di arrivare anche ad una
sintesi su questo aspetto, perché l'associazione no profit è un
termine limitativo; il termine corretto, quello che da questo punto
di vista, sotto il profilo normativo è indicato, è ente non
commerciale . E, allora, il subemendamento da me presentato, mira a
questo fine, cioè a modificare il termine associazione no profit
con i termini enti non commerciali .
Assessore, la differenza c'è, perché enti non commerciali è un
riferimento più ampio. E' tutto il mondo delle associazioni,
l'associazionismo, dunque l'associazione culturale, l'associazione
datoriale, cioè tutto quel sistema che non aiutiamo più come
Regione, e a cui va lanciato il segnale di un'agevolazione ai fini
IRAP
MINEO. Noi abbiamo scritto un'altra cosa
DE LUCA. Collega, non credo, se poi si vuol chiarire per carità,
sto semplicemente parlando di ampliare e definire, anche sotto il
profilo normativo, l'aspetto dell'esenzione.
Concludo facendo un riferimento ben preciso, signor Presidente.
Noi abbiamo posto l'esenzione già per le IPAB in passato,
esattamente la legge 4 del 2003, articolo 43, che ha portato alla
totale esenzione: ecco perché condivido l'emendamento proposto dal
collega D'Asero, nella modifica che apporterebbe questo
subemendamento, cioè applicare l'esenzione già prevista per le
IPAB, che è esattamente il comma 5 dell'articolo 7, anche agli enti
non commerciali, così, se riduciamo i contributi, quanto meno diamo
loro un sostegno indiretto.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo, frattanto, ai colleghi
deputati che il tempo a disposizione per gli oratori è di 10
minuti. Nella lavagna, erroneamente, come si vede, il tempo parte
da 5 minuti. Ma i minuti sono dieci, e ciascun deputato può
intervenire una sola volta su ogni articolo e relativi emendamenti.
Per cui, l'onorevole De Luca è intervenuto sull'articolo 10 per
dieci minuti, e dunque non potrà più intervenire.
Stiamo applicando il Regolamento in maniera assolutamente rigida.
MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio è un
intervento telegrafico. Quanto dice il collega De Luca non è
esattamente ciò che vogliamo. Se l'onorevole De Luca intende
portare avanti il suo ragionamento, che lo faccia con un suo
subemendamento, se poi troverà i consensi in Aula, sono contento
per lui.
Per quanto mi riguarda, però, precisiamo che non è questa la
maniera di agire Quando un collega presenta, mio caro Cateno mi
rivolgo a te, un emendamento che ha una sua filosofia, che comunque
mira a risolvere un problema, non bisogna cercare di infossarlo
Dico ciò, perché ritengo che lei non debba comportarsi così in
Aula. Lo dico anche agli altri colleghi. Personalmente, sono qui
perché ciò che ho fatto e ciò che intendo fare in questa
finanziaria è sicuramente mantenere un comportamento serio in Aula.
Mi riferisco a lei e a quanti altri, poco fa, hanno partecipato a
quella spiacevole baruffa.
Cerchiamo di capirci: se c'è un'intenzione negativa nel condurre i
lavori d'Aula e se questo ostruzionismo, o questa melina che sta
facendo il collega De Luca vuole approdare a qualcosa che non
capisco, ce la spieghi: perché ciò significa, caro collega,
infastidire i colleghi con continui interventi che, comunque, poi
approderanno al nulla e faranno soltanto stancare.
Tra l'altro, ho saputo che si è recato pure in infermeria, mi ha
chiamato mio figlio, perché questa notizia è stata data forse dai
media. Io sono contento che lei, onorevole De Luca, adesso stia
bene, però non faccia stare male noi, siamo stanchi La ringrazio.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei chiarire che, così come è stata richiamata
nell'articolo 10 la statuizione dell'articolo 36 dello Statuto, che
rappresenta la fonte costituzionale dell'autonomia finanziaria di
questa Regione, dobbiamo però tenere conto che ormai diverse
sentenze della Corte Costituzionale hanno, di fatto, notevolmente
ridimensionato sia la specialità della nostra Regione, ma anche
l'autonomia finanziaria della Regione stessa.
Ciò perché, in questo senso, già di fatto, con la legge sul
federalismo fiscale, esiste un ruolo che è dato dalla Commissione
per l'armonizzazione dei bilanci regionali ed altra Commissione che
è quella che concerne l'attività di coordinamento della Finanza
pubblica. Tant'è che alcune considerazioni dell'onorevole Beninati
possono essere riprese nel tavolo della Commissione di
armonizzazione dei bilanci regionali voluto dalla legge sul
federalismo fiscale, così come anche dalla Commissione di
coordinamento della Finanza pubblica, trattandosi di iniziative
che, nel regime di de minimis, con provvedimenti della Conferenza
Stato-Regioni, potrebbero anche attuarsi.
Oggi abbiamo la necessità, così come stabilito, di regionalizzare
questa imposta per poi, in Conferenza Stato-Regioni, poter creare
le condizioni che tutte le Regioni, uniformemente, possano decidere
le deducibilità, perché si attui il tema sia del piano di rientro,
come ha ribadito l'onorevole De Luca, sia l'armonizzazione dei
bilanci regionali.
Quindi, sebbene noi oggi con l'articolo 36 dello Statuto abbiamo
autonomia finanziaria, siamo soggetti sia alla legge sul
federalismo e coordinamento della finanza pubblica, sia
all'armonizzazione dei bilanci regionali.
Poi, sugli emendamenti posti dagli onorevoli colleghi, pongo una
domanda al Presidente dell'Assemblea, quesito che è importante per
i lavori che faremo di qui alle prossime ore: a me risulta, dal
testo che il Presidente dell'Assemblea mi ha fornito, che
l'articolo 10, comma 2, sia stato cassato perché probabilmente gli
Uffici lo hanno ritenuto non consono alla materia finanziaria. A me
pare che gli emendamenti di alcuni colleghi siano di riscrittura di
questo comma 2 dell'articolo 10.
Allora, se la Presidenza dell'Assemblea decidesse di sostenere la
possibilità della riscrittura, la prego di tener conto che il
Governo può avere l'opportunità di presentare riscritture degli
articoli che siano stati cassati. Di conseguenza, dovremmo avere un
ordine dei lavori consono ed anche serio rispetto alle norme che
andremo a trattare di qui a breve.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Greco, Marrocco, Aricò: emendamento 10.15;
- dagli onorevoli D'Asero, Leontini, Vinciullo: subemendamento
10.15.1;
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: subemendamento 10.15.1.1;
- dagli onorevoli Caronia e De Luca: subemendamento 10.15.2.
Onorevoli colleghi, sulla questione posta dall'assessore per
l'economia, cioè rispetto alla possibilità di ammettere a
discussione l'emendamento 10.15, rispondo che l'emendamento 10.15 è
inammissibile per mancanza di copertura finanziaria, perché
determina minori entrate e, in virtù dell'inammissibilità di questo
emendamento, decadono tutti gli altri subemendamenti. Quindi, il
problema non si pone.
Si passa all'emendamento 10.7, a firma dell'onorevole Maira.
L'emendamento 10.7 decade.
Gli emendamenti 10.8, 10.9, 10.10, 10.11, 10.12, 10.13 e 10.14
degli onorevoli Leontini, Corona, Mancuso e Torregrossa sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.1.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti 10.2,
10.3, 10.4, 10.5 e 10.6, dell'onorevole De Luca, sono altresì
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Fondo di rotazione IRFIS
1. Il Fondo di rotazione istituito presso l'Istituto regionale per
il finanziamento alle industrie in Sicilia Mediocredito della
Sicilia S.p.A. (I.R.F.I.S.) con l'articolo 9 della legge regionale
5 agosto 1957, n. 51, e con l'articolo 13 della legge regionale 13
dicembre 1983, n. 119 e successive modifiche ed integrazioni, è
ridotto di 25.000 migliaia di euro per l'anno 2010.
2. Le somme individuate al comma 1 sono riversate dall'IRFIS entro
trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, al
capitolo 5447, capo X del bilancio della Regione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
- dall'onorevole De Luca: emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3;
- dagli onorevoli Leontini ed altri : emendamenti 11.6, 11.7 e
11.8;
- dall'onorevole Apprendi ed altri: emendamento 11.4;
- dall'onorevole Maira: emendamento 11.5.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Cimino
ed onorevole Presidente della Regione, lei sa, presidente della
Regione, quanti tesoretti ha nascosti? Conosce i tesoretti nascosti
della Regione? Non glieli hanno fatto vedere tutti, onorevole
Presidente Questo è il problema, infatti. Le voglio parlare dei
tesoretti nascosti della Regione e le voglio raccontare una
vicenda, che credo apprezzerà molto, a proposito della
rappresentazione che finora non è stata fatta, a norma della legge
10, per quanto riguarda la situazione economica e finanziaria di
tutti i 200, 300 enti, società & Company, che fanno parte della
galassia, del cosiddetto sistema pubblico regionale allargato :
allargato, perché comprende tutto questo mondo, appunto, e che
contiene, come mi è stato spiegato qualche anno fa, dei cassetti
sani e dei cassetti vuoti, anzi rotti
Ci sono, cioè, aziende che, da questo punto di vista, come diremmo
in gergo dialettale hanno i sordi ammucciati ed altri, invece, a
cui ogni anno questo Parlamento continua a trasferire risorse,
perché non ci sono neanche le somme per poter pagare le assunzioni
abusive che sono state fatte nel tempo
Onorevole Presidente, non so se lei conosca quante unità
lavorative ci sono in più in questi cinque anni nel sistema della
Pubblica amministrazione regionale allargata. Io le do un dato e lo
do anche all'assessore Cimino, che lo verificherà, ma lo conoscerà
bene come assessore per l'economia, ebbene, credo che in questi
ultimi cinque, sei anni ci saranno state dalle 3 alle 4 mila unità
in più
Questo è un dato che chiedo si verifichi ente per ente, società
per società perché, onorevole Presidente, forse non sa che è stata
fatta una furbata in quest'Aula. Ma in buona fede. Vorrei
raccontargliela, perché sicuramente non la conosce.
Quando lei interviene per controllare gli eventuali comportamenti
sulla spesa assunti dal sistema dell'Amministrazione regionale,
sulle assunzioni a tempo determinato, indeterminato eccetera, lei
non sa che è stata fatta una furbata in quest'Aula, perché il
blocco delle assunzioni non si applica alle società partecipate
dalla Regione siciliana Mi riferisco alla norma del 2007, ho
scoperto tale circostanza perché mi sono posto il problema di
verificare se presidenti e direttori di società o enti controllati,
assumessero personale violando la legge.
Eppure, si è scoperto di no, caro assessore Cimino, e mi auguro
che lei, una delle norme di buon senso che possa fare in questa
finanziaria, sia proprio quella di estendere esattamente questo
principio a tutto il sistema della Pubblica amministrazione
regionale allargata.
Collega Galvagno, è vero E' così Purtroppo, la Regione predica
bene come principio, nel senso che pone le regole di
autolimitazione, i principi di risanamento, dopodiché tutti i suoi
figli , le società controllate eccetera, che ha contribuito a
costituire e a finanziare, hanno il mandato di continuare ad
assumere senza procedura ad evidenza pubblica, senza il tetto sulle
assunzioni a me dispiace, ma è così, purtroppo queste società
continuano ad assumere e hanno continuato a farlo senza violazione
di legge.
Sarebbe importante, onorevole Presidente della Regione, che si
facesse un piccolo censimento per capire a quando risalgono le
assunzioni. Gli emendamenti sono già presentati, e li discuteremo,
ma sono emendamenti di buon senso e che l'assessore Cimino non può
discutere, quindi le chiedo di essere da lei supportato, in questo
caso, onorevole Presidente, perché l'assessore Cimino è distratto
Per carità, ha mille problemi, capisco che gestire il bilancio
della Regione è complesso poi, naturalmente, avere a che fare con
persone che cercano di guardare le virgole, per carità Assessore,
la comprendo, ha la mia simpatia. Mi creda, però, deve anche capire
me, a proposito di quelle norme che sono di buon senso e che credo
che il Presidente della Regione pretenda si inseriscano in questo
testo
Noi abbiamo lavorato in Commissione Bilancio al disegno di legge
di riforma che, purtroppo, non per colpa della Presidenza e
dell'intera Commissione, è rimasto nel cassetto; ci abbiamo
lavorato, mi pare che il mio collega D'Agostino sia anche stato
Presidente di una sottocommissione, se non sbaglio, e da questo
punto di vista ha seguito in modo particolare questa riforma dei
conti della Regione siciliana, ma purtroppo non si è poi portata
avanti.
E allora, nelle more che l'Assemblea incominci ad analizzare
questo testo, caro onorevole Formica, ci vogliono quattro o cinque
norme che diano dignità ai conti della Regione Si faccia
un'operazione di trasparenza e, soprattutto, si metta in condizione
ogni singolo deputato di capire che cosa approva quando si tratti
di materie economiche e finanziarie.
Io sono sicuro, onorevole Presidente della Regione, che lei non
sapeva che le partecipate non avessero questi limiti e fossero
soggette a questa legge del 2007: e, invece no, in questo
Parlamento, in passato, quando si sono fatti i comunicati stampa
che la Regione aveva bloccato tutto il sistema delle assunzioni,
purtroppo, in quegli stessi comunicati, si è omesso di chiarire
che, invece, il nuovo sistema delle assunzioni, illegittime, si
poteva svolgere attraverso il sistema delle società partecipate, in
barba a tutti i precari che la Regione rinnova annualmente, in
barba al 25 per cento dei disoccupati che sono nell'Isola, perché
magari bastavano altri tipi di referenze e, magari, quando qualcuno
vorrà chiarire, in questa Aula, vedremo di quali tipi di referenze
si tratti E ciò considerato che, onorevole Gianni, in un qualche
momento, si dovrà pur arrivare ad una grande operazione verità
Infatti, non è pensabile che i cattivi amministratori siano solo
quelli del passato e che, da questo punto di vista, ci sia la
creazione o l'alimentazione di fantasmi che, francamente,
continuano comunque ad essere presenti se le norme non vengono
modificate e, di conseguenza, le tentazioni della politica,
legittime per carità, non vengono frenate una volta per tutte
Quando si parla di riforme, e voglio dirlo, ma in modo positivo al
collega Cracolici, ebbene quando si parla di riforme, perché non si
pensa a quelle cinque o sei norme di buon senso che il sottoscritto
ha già presentato in Commissione Bilancio, alcune devo dire anche
da lei apprezzate ed approvate, unitamente ad altre poste qui in
Aula?
Ebbene, si tratta di previsioni di buon senso che, da questo punto
di vista, onorevole Gianni, ci evitano di peccare , perché nel
momento in cui la tentazione non c'è più, non c'è neanche questo
tentativo di peccare E, di conseguenza, onorevole Gianni, lei
diventa santo Comunque è una norma di decenza, sotto questo
profilo. Non mi rivolgo a lei, Presidente dell'Assemblea, perché
lei è impegnato da tutti i punti di vista e, di conseguenza, anche
questa norma le sarà sfuggita.
Allora, dicevo, sono state presentate, comunque ne riparleremo
quando si tratteranno gli emendamenti aggiuntivi, delle norme che
finalmente allineano il sistema c.d. allargato.
E questa non è una grande riforma? Un piccolo comma, onorevole
Formica, per togliere finalmente questo velo di ipocrisia, perché
quando diciamo ai siciliani che abbiamo bloccato le assunzioni
siamo imbroglioni, perché poi le continuiamo a realizzare nel
sistema delle partecipate . Ed è giunto il momento che i siciliani
abbiano veramente il senso del nostro operato, perché poi
naturalmente non capiscono più E, allora, quando arriveremo al
punto, chissà se magari uscirà l'elenco delle partecipate e,
soprattutto, l'elenco di chi in questi anni ha continuato a
procedere in tal senso
Lei ha le informazioni, assessore Cimino. Sarei tentato di
chiedergliele in questa occasione, ma siccome entro giugno, lei -
devo dire - mi ha consentito di approvare in Commissione Bilancio
(quando qualcosa è giusta devo ammetterla, sa sono fatto così)
esprimendo il parere positivo, una norma del genere, una norma di
trasparenza, è bene prenderne atto. Grazie a quella norma, infatti,
questo Parlamento, entro fine giugno, avrà il quadro chiaro di
tutte le partecipate, di tutta la situazione economico-finanziaria,
delle assunzioni fatte, del loro ammontare e con quale procedura.
Ebbene sì, perché piccole norme ci danno dignità, cari colleghi
Io concludo il mio intervento, signor Presidente, e naturalmente
chiedo, rispetto dell'articolo 11, che non reputo assolutamente
corretto, onorevole Presidente della Regione, che non si prendano -
credo che siano 25 milioni di euro o non so quanti, controllate
esattamente l'importo - ingenti risorse, impoverendo le riserve
dell'IRFIS, diminuendo così la capacità, la credibilità bancaria
dell'IRFIS Se togliamo questi soldi e li mettiamo per finanziare
il sistema complessivo, stiamo ammazzando l'IRFIS, in piena
contraddizione con quelli che sono gli annunci del Governo
Ribadisco, quindi, la richiesta che queste somme non vengano tolte
perché non ha senso.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedevo
l'insofferenza di qualche collega, perché sembrava che l'intervento
dell'onorevole De Luca non fosse attinente alla materia
dell'articolo 11, invece la premessa ha poi portato a quello che è
un risultato che il Governo vuole ottenere: di depauperare risorse
importanti di un istituto di credito che, nel corso dell'ultimo
ventennio, almeno, ha resistito all'assalto, da parte di diversi
governi, volto a reperire risorse cosiddette fresche . E mi pare
che continui questo tipo di atteggiamento del Governo.
Onorevole De Luca, gli ultimi 50 milioni di euro mi pare che li
abbiamo prelevati con la manovra finanziaria dall'IRFIS. Oggi,
altri 25 milioni di euro, si tratta di 50 miliardi di vecchie lire,
complessivamente, che si sottraggono ad una società che, fino ad
oggi, ha avuto tutt'altro compito; oggi c'è il compito di
finanziare il bilancio della Regione che, poi, in pratica, non è
che lo sostanzia e lo finanzia, ma chiude tutta una serie di conti
che, certamente, non quadrano e si poteva anche evitare di
continuare questo modo di operare verso l'IRFIS.
L'onorevole De Luca ha torto nel suo intervento, ha torto nel dire
che le società partecipate hanno fatto assunzioni. Lei è
disattento, onorevole De Luca, molto disattento Perché le società
partecipate, prendo spunto dalle risposte date dal Governo,
segnatamente dall'assessore Cimino, anche nei miei confronti,
dicono tutt'altro Forse all'Assessore Cimino, che non ha il tempo
certamente di rispondere alle interrogazioni, fanno sottoscrivere
risposte che non rispondono poi alla realtà Perché le società
partecipate non fanno assunzioni quando conviene non farle e
ricorrono a nuove assunzioni quando conviene farle
Sembra una frase fatta, ma vi dico anche, sotto il profilo della
conoscenza, qual è l'attività di taluni. Faccio un esempio di una
società mista, costituita al 51 per cento dalla Regione e al 49 per
cento da privati che, per carità, hanno vinto una gara. Bene,
quella società costituita aveva una finalità. Essa era quella di
fare diventare importantissimi, sotto il profilo professionale,
all'interno dell'Amministrazione regionale, dei profili che
sarebbero serviti nel corso degli anni. Bene, per popolare questa
società, l'amministratore delegato risponde che non è possibile
assumere, non è possibile perché lo ha stabilito un decreto del
Presidente della Regione. E per questo motivo ha continuato la sua
azione affidando alla società esterna, per qualche milione di euro
(stiamo parlando di circa 80-90 milioni di euro, di poca cosa ) le
attività che dovevano essere svolte all'interno stesso della
società e che doveva, appunto, essere popolata da impiegati che poi
sarebbero diventati regionali E non solo
Le società partecipate, a volte, sono beneficiarie di contributi,
così come l'IRFIS in questo momento fa per la Regione, e noi magari
rigiriamo le somme alla Multiservizi Potrebbe succedere anche
questo, perché finanziamo quel bilancio e quelle società:
quest'ultime non violano quelle che sono le norme in tema di
divieti di assunzioni previsti dal Presidente della Regione. Glielo
facciamo fare, infatti, alla società che, in quel momento, è socia
della stessa Regione
Pertanto, rispetto a tutto questo atteggiamento, e tornando
all'argomento dell'articolo 11, noi siamo contrari che il bilancio
regionale venga rimpinguato da mutui, e non solo, per 846 milioni
di euro (pari a 10 milioni di euro è la rata per quota capitale e
interessi di questo bilancio 2010); 846 milioni è l'indebitamento
sul bilancio, 10 milioni di euro li pagheremo annualmente quale
quota capitale e quota interessi. Per molti anni, poi, pagheremo 3
milioni di euro di quote interessi all'anno.
Questi sono i conti indicati nella manovra, noi abbiamo dei dubbi
non di poco conto, ma questo è quanto sta scritto nelle tabelle
della manovra, ma siccome lo scrive l'Ufficio della Ragioneria, non
c'è motivo di dubitare. Se lo avesse scritto l'assessore Cimino,
avevamo buoni motivi per dire che non corrispondevano al vero, ma
l'ha scritto e sottoscritto l'Ufficio di Ragioneria
Ribadisco, quindi, che noi siamo totalmente contrari a questo modo
di procedere, nel corso di cinque mesi abbiamo depauperato un
capitale importantissimo che era dell'IRFIS, 50 milioni di euro
nella manovra di fine anno e 25 milioni di euro in questo bilancio
Riteniamo, pertanto, che questa manovra non sia possibile: ritengo
che anche gli uffici e il Presidente, in linea tecnica, dovrebbero
valutare lo stralcio di questa norma, ma qualora il Governo
insistesse e l'Aula desse un apprezzamento positivo, allora sarebbe
pregiudizievole nell'interesse dell'IRFIS, di una società sana
della Regione, almeno questa, pregiudizievole, dicevo, rispetto
all'interesse di quella che è la bancabilità dell'IRFIS. Siamo
pertanto dell'avviso di evitare di sperperare quel poco che è
rimasto, quel niente che è rimasto del capitale che, appunto,
avevamo conservato. Per questo motivo, insistiamo perché l'articolo
11 sia abrogato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo stati presentati soltanto
emendamenti soppressivi dell'articolo 11, pongo in votazione il
mantenimento dello stesso articolo 11.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga con scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale per il
mantenimento dell'articolo 11.
Chiarisco il significato del voto. Chi è favorevole al
mantenimento dell'articolo preme il pulsante verde; chi è contrario
preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 45
CRACOLICI. Dobbiamo essere 41, perché ci sono i colleghi in
congedo
PRESIDENTE. Annullo la votazione, perché c'è qualcosa che non ha
funzionato nel sistema elettronico. Per procedere alla votazione
palese nominale si deve nuovamente verificare l'accertamento del
numero dei richiedenti.
MANCUSO. Signor Presidente, rinuncio alla richiesta di votazione
per scrutino nominale.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Decadono, pertanto, gli emendamenti: 11.1, 11.2 e 11.3
dell'onorevole De Luca; gli emendamenti 11.6, 11.7 e 11.8 degli
onorevoli Leontini, Corona, Torregrossa e Mancuso; l'emendamento
11.5 degli onorevoli Apprendi, Panepinto, Faraone, Raia e
Marinello.
Ricordo che l'articolo 12 è stato stralciato, come da
comunicazione della Presidenza resa nella seduta numero 168 di
ieri.
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi
1. Per le produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi ottenute nel
territorio della regione l'aliquota di prodotto che il titolare di
ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere
annualmente ai sensi dell'articolo 30, comma 1, della legge
regionale 3 luglio 2000, n. 14, è elevata, a decorrere dalla data
di entrata in vigore della presente legge, dal 7 al 12 per cento».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati alcuni
emendamenti soppressivi.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sull'articolo 13 c'è una riscrittura che il Governo sta
per definire.
PRESIDENTE. L'articolo 13 è, pertanto, accantonato in attesa della
sua riscrittura.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Norme in materia di residui attivi e passivi
1. L'Assessore regionale per l'economia, entro il mese di maggio
di ogni anno, presenta alla competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana una relazione dettagliata sulla
consistenza dei residui attivi e passivi rilevati secondo le
vigenti norme di contabilità regionale. Tale relazione deve,
altresì, indicare le modalità di calcolo, la provenienza delle
partite iscritte tra i residui e la congruità delle appostazioni
nei fondi relativi del bilancio regionale.
2. Limitatamente all'esercizio finanziario 2009 ed in via di prima
applicazione, la relazione di cui al comma 1 viene presentata entro
il mese di giugno 2010».
PRESIDENTE. Comunico che, anche all'articolo 14, sono stati
presentati solo emendamenti soppressivi.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
l'assessore Cimino e il Presidente della Commissione di merito che
hanno consentito in Commissione Bilancio l'apprezzamento e, quindi,
l'introduzione nell'articolato, della previsione in esame, che
recita, appunto Norme in materia di residui attivi e passivi . E'
dal 2006, infatti, da quando sono parlamentare, assessore Cimino,
che cerco di introdurre questa norma che è esattamente la
previsione di alcuni principi in applicazione della legge 10 del
1999, e lei, assessore Cimino, credo che queste materie non le
consideri una melina. Onorevole Presidente, la trasparenza dei
conti pubblici non è una melina
Vede, finalmente, questa è una delle norme di cui ho parlato
qualche mese fa, la Commissione Bilancio l'ha apprezzata e
l'articolo 14 prevede, appunto, che entro il mese di maggio di ogni
anno venga presentata alla competente Commissione legislativa, e
quindi alla Commissione Bilancio e all'Assemblea, una relazione
dettagliata sulla consistenza dei residui attivi e passivi rilevati
secondo le vigenti norme di contabilità regionale.
Io non credo che fosse necessaria una norma del genere, perché i
princìpi generali di contabilità contengono già questo aspetto;
però, devo dire che l'assessore Cimino, in particolare, ha ritenuto
opportuno accogliere questa richiesta formulata dal sottoscritto in
Commissione Bilancio.
Tale relazione deve altresì indicare le modalità di calcolo, cioè
come si computano i residui. Io voglio ricordare a quest'Aula -
lei, onorevole Leontini, si fa distrarre dall'onorevole Cracolici -
, perché questo è un tema che probabilmente non abbiamo mai voluto
approfondire, ma abbiamo un avanzo di amministrazione e dei residui
attivi e passivi.
Onorevole Ragusa, lei lo sa che la differenza tra residui attivi e
passivi dà un avanzo di amministrazione o un disavanzo? Lei lo sa,
assessore Cimino, e qui le chiedo una risposta, perché nell'avanzo
di amministrazione, Presidente della Regione, lei ha fatto
scomparire un miliardo di euro, eh sì Ora l'assessore Cimino ci
dirà dove sono andati a finire, perché la differenza dell'avanzo di
amministrazione, cioè la differenza tra i debiti e i crediti degli
anni precedenti, assessore Russo, ci dà una differenza o in
positivo o in negativo
Il nostro bilancio, finora, ha recato in positivo tale differenza,
quando poi vedremo questa relazione, capiremo anche le modalità di
calcolo e le singole poste.
Lo sa, lei, Presidente della Regione, che ha la responsabilità di
aver fatto sparire un miliardo di euro? Perché la differenza dei
residui attivi - naturalmente era una battuta - tra quest'anno e
l'ultimo anno è di meno un miliardo E' un dato preoccupante E'
come se lei avesse consumato, all'improvviso, delle risorse che ha
messo da parte, o meglio, che rappresentano la differenza tra i
debiti e i crediti. Un miliardo di euro di differenza in un anno
Noi litighiamo per mille euro, per diecimila euro... questo,
naturalmente, sarà un tema che quest'Assemblea dovrà affrontare,
cioè come mai si decurta di un miliardo di euro l'avanzo di
amministrazione
E' importante approfondire questo tema ed oggi, grazie alla
sensibilità dell'assessore Cimino, della Presidenza e della
Commissione Bilancio, finalmente ci sono dei termini e delle
modalità precise che consentiranno a ciascun deputato di
preoccuparsi di ciò che lascia in eredità .
Chissà quanti di voi hanno fatto gli amministratori o lo sono. La
questione dei residui è una materia importante e delicata. E' ciò
che ogni amministratore lascia a futura memoria, ma molto a futura
memoria
Questo tema è fondamentale, assessore Cimino. Lei passerà alla
storia come l'assessore che è riuscito a fare una ricognizione
puntuale, precisa, dei residui attivi e passivi della Regione
siciliana. E' una norma che lei ha apprezzato prima che andasse in
Commissione Bilancio, onorevole Presidente.
C'è un aspetto fondamentale. Per l'esercizio 2009, abbiamo posto
un termine e qui, sì, che l'Assemblea avrà modo di verificare
definitivamente delle tematiche che affronteremo con alcuni
emendamenti da me presentati. Credo che in Commissione Bilancio sia
venuto il dirigente della Programmazione ed ha parlato di circa 19
miliardi di euro di residui attivi che risultano formalmente
impegnati ma non ancora spesi. Diciannove miliardi di euro,
probabilmente, sono frutto di impegni degli ultimi 15 anni. In
questi anni, si impegneranno delle risorse per fare delle opere
come gli Accordi di Programma Quadro (A.P.Q), grandi strade
eccetera. Ebbene, ci sono gli Accordi di Programma Quadro
dell'Anas, delle Ferrovie, ma ci sono quelli di cui è titolare la
Regione siciliana. Ogni anno, ogni Governo programma, ha le sue
priorità, stipula gli Accordi di Programma Quadro.
Però gli A.P.Q. si possono rinegoziare per intero. Ogni Governo,
in funzione delle emergenze che purtroppo si verificano, può
chiedere la rinegoziazione di precedenti opere che, magari sono
importanti, ma forse in misura minore rispetto al risanamento dei
centri storici, al dissesto idrogeologico, al dissesto delle strade
provinciali e rurali, per le quali state prendendo risorse del
bilancio o contraendo mutui: quindi, in funzione del tema dei
singoli Accordi di Programma Quadro, il Governo può chiedere la
rinegoziazione.
Tecnicamente cosa succede? Per quegli impegni di spesa che non
hanno un creditore certo, già individuato, per cui magari si è
fatto solo il progetto o si deve ancora bandire l'appalto, invece
di spendere un miliardo, ne spendiamo 50 o 20 milioni Si prendano
queste risorse e si diano risposte serie e immediate alla Sicilia
Questa non è una grande riforma?
Quando mi sono permesso, Presidente della Regione, di dire che ci
vogliono piccole cose per cambiare la Sicilia, intendevo dire
questo Prima deve cambiare il Palazzo e chi lo governa, non la
parte politica, soprattutto la parte che amministra e gestisce il
Palazzo.
L'onorevole Miccichè, nelle sue esternazioni, ogni tanto è da
condividere, chiaro? Da questo punto di vista, non credo che legga
i residui attivi e passivi della Regione, però con il suo grande
intuito c'è andato vicino, onorevole assessore Cimino, e magari ha
pure individuato il tema...
Questa norma prevede che entro giugno di quest'anno, entro giugno
del 2010, si dovrà definire il riaccertamento di tali risorse,
presentando finalmente alla Commissione Bilancio e all'Assemblea il
quadro chiaro dei residui attivi e passivi. Dopodiché, l'Assemblea
deciderà se delle priorità di dieci anni fa oggi non sono più tali
e se seriamente vuol dare risposta alla Sicilia e ai siciliani.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Comunico che l'onorevole Cracolici ha
apposto la propria firma all'emendamento 14.5.
L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono preoccupato
perché ora tutti apporranno la firma a quanto ha sostenuto
l'onorevole De Luca. Io non l'appongo, a meno che aggiungiamo a
questa norma che, eventualmente, se non si adempie alle previsione,
diamo le sculacciate
DE LUCA. E' previsto un emendamento aggiuntivo
MANCUSO. La norma prevede che si debba fare entro una certa data.
E dopo tale data? Casomai chi prende le sculacciate? E chi le dà? A
volte servivano, dicono i nostri padri
Signor Presidente, lei è troppo buono Assolutamente non possiamo
affidarle questo compito che, peraltro, è ingrato.
Questa norma è utile. Certamente, avrà delle resistenze
all'interno della gestione amministrativa di non poco conto.
Diranno che non conviene vararla; diranno che si scopriranno chissà
quali situazioni che, invece, ancora devono essere poste
all'attenzione e in maniera diversa.
Questa è una norma di trasparenza e di verità che fa onore, questa
forse è l'unica norma, che fa onore, ribadisco, a questa
finanziaria.
E io non ritengo che la norma possa rimanere in questa maniera,
perché questa è operazione seria che ogni ramo di amministrazione
deve fare e deve pretendere che la facciano anche tutti gli enti
collegati all'Amministrazione centrale: augurandomi che porti
veramente a un risultato che sia positivo sotto il profilo del
bilanciamento dei residui attivi e dei residui passivi. Cosa grave
sarebbe se ci fosse anche lì uno sbilanciamento che non aiuterebbe,
a questo punto, le casse della Regione.
Quindi, l'onorevole De Luca ha aiutato il Parlamento in questa
operazione di trasparenza. Ha annunciato un emendamento che prevede
quali sono, eventualmente, le conseguenze in caso di inadempimento
se non si provvede entro quella data mi sembra poca cosa,
tuttavia, che noi votiamo il bilancio e la finanziaria il 30
aprile, ed entro la fine di giugno, nel volgere di 2 mesi, ci sia
già il primo rendiconto per il 2009.
Il tempo, infatti, mi sembra molto ristretto, servirebbe forse un
po' più di tempo, l'importante è che si faccia, assessore Cimino.
Io spero che il suo intervento amministrativo, a supporto di questa
norma, sia un intervento serio e incisivo, non solo all'interno
dell'Amministrazione centrale, ma anche in quelle sedi periferiche,
e mi riferisco soprattutto ai Geni Civili. Parlo di tutta una serie
di azioni che quei rami di Amministrazione hanno fatto proprie con
l'intervento dei residui attivi, utilizzati per determinate opere
pubbliche, e questo aiuterebbe un'operazione che centralizzi una
situazione sfuggita di mano da almeno venti anni
Siamo, quindi, favorevoli a questa norma ed eventualmente anche
all'emendamento che l'onorevole De Luca ha voluto rassegnare per
evidenziare l'eventuale spirito di conservazione di taluni, che
saranno contrari a consegnare questo benedetto tabulato di residui
attivi e passivi, e mi sembra che, dal prossimo anno, entreremo a
regime per tutto quello che invece deve esser fatto.
Io ricordo, nella mia piccola esperienza di responsabile di
un'Amministrazione locale, in qualità di sindaco, il riordino dei
residui attivi e passivi che ha permesso un'attività di
investimenti non indifferenti e una verità anche sul bilancio di
quell'Ente locale che, ad oggi, non solo viene premiato dalla
Regione siciliana come un Ente virtuoso, ma nello stesso tempo non
ha messo mai in discussione quelli che sono stati gli interventi da
fare in un momento difficoltoso, come quello che abbiamo vissuto in
tutti gli enti locali con l'emergenza rifiuti.
Ribadisco, quindi, che risanare gli atti contabili e
amministrativi con questa operazione importante è un atto di grande
qualificazione, forse l'unico articolo qualificante di questa
finanziaria regionale.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
intervengo perché, secondo me, questa farsa, questo spettacolo,
devono finire Non ci rendiamo conto che siamo al 29 di aprile e la
giornata volge al termine, ma ancora assisto ad interventi che
realmente, concretamente, hanno poco di costruttivo E mi rivolgo
all'onorevole De Luca.
Comprendo il ruolo del Parlamento, che deve essere di verifica e
di controllo: la finanziaria deve diventare nostra , perché noi
siamo i rappresentanti del popolo Ma ormai, da una settimana
circa, assistiamo agli stessi interventi dell'onorevole De Luca e
di altri colleghi che, sistematicamente, dicono le stesse cose,
senza produrre nulla di positivo, rispetto ad un ragionamento che
va verso l'interesse dei siciliani. Lei ha parlato e continua a non
comprendere, caro collega, che i suoi interventi ormai sono
monotoni, hanno stancato Dite sempre le stesse cose e dimostrate
di non essere credibili, perché vorrei capire, per esempio, la
battaglia fatta dall'onorevole De Luca in Commissione Bilancio per
avere inserito in Finanziaria quest'articolo, ed oggi è da mezz'ora
che assistiamo ai suoi ragionamenti assurdi, che offendono
l'intelligenza di tutti noi parlamentari
Quindi, smettetela Se avete delle proposte serie e credibili
fatele, altrimenti cerchiamo di dare un'accelerazione ai lavori
d'Aula, perché ci sono provvedimenti importanti che dobbiamo
portare avanti...
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, lei deve rivolgersi alla Presidenza
dell'Assemblea, non c'è un'interlocuzione tra deputati
SCILLA. Sì, signor Presidente, abbiamo capito che l'onorevole De
Luca ha definito l'Assessore Cimino distratto. Onorevole assessore
Leanza, mi faccia intervenire: spesso ho ascoltato i suoi
interventi, quando siamo a favore e quando non li condividiamo;
abbia la bontà di stare sereno e faccia intervenire i parlamentari
senza assumere nessun tipo di atteggiamento
L'onorevole De Luca vuol bene al Presidente Lombardo e lo fa per
il Presidente Lombardo. Ma caro onorevole De Luca, cerchiamo di
capire invece che la data del 30 aprile si avvicina, i ragionamenti
costruttivi vanno bene, ci sono sicuramente temi in cui ci possiamo
anche trovare d'accordo, perché sicuramente presentano degli
interessi comuni, di utilità per la Sicilia, ma evitiamo di
continuare questa farsa
Signor Presidente, mi appello a lei: comprendo che c'è un
Regolamento che permette ad ogni parlamentare di intervenire per
dieci minuti, però è altrettanto vero che non si può assistere,
ancora una volta, ad interventi che definire stupidi mi sembra fare
un complimento, perché non producono nulla Invece, dovremmo
accelerare perché dobbiamo dare risposte vere a soggetti che, fuori
di questo Palazzo, stanno soffrendo perché aspettano interventi
davvero seri, che devono riportare questo Parlamento ad assumere un
ruolo davvero prestigioso.
Qualche collega è convinto di essere più furbo degli altri o è
convinto che, facendo questa speculazione stupida, puerile, arrivi
chissà dove Ma non porta da nessuna parte, perché vorremmo capire
dov'erano questi parlamentari che oggi assumono questo
atteggiamento soltanto un anno fa, quando sostenevano Lombardo
Quali sono le differenze sostanziali, dove sono tutte queste
operazioni che dovrebbero farci interrompere l'approvazione di
questa norma?
Il mio intervento vuole essere soltanto costruttivo, e vorrei
ricordare a tutti che ogni parlamentare è dotato di un'intelligenza
minima per poter comprendere chi davvero voglia intervenire per
portare positivamente un elemento costruttivo nel dibattito e chi,
in maniera strumentale, vorrebbe creare soltanto problemi, non ho
capito ancora per quale dannata ragione
Allora, signor Presidente, per quanto mi riguarda, dobbiamo dare
un'accelerazione ai lavori parlamentari.
Onorevole D'Asero, mi faccia completare il mio intervento. Lo sa
quante volte ho ascoltato le sue, dal mio punto di vista,
stupidaggini politiche in religioso silenzio e non sono
intervenuto?
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, credo che il suo intervento stia
andando probabilmente contro le sue stesse intenzioni, perché
allungherà la seduta di alcuni giorni Stiamo applicando il
Regolamento in maniera scientifica , scrupolosamente, ogni
deputato può intervenire su un articolo per dieci minuti
SCILLA. Signor Presidente, lo so che questo mio intervento
probabilmente sta andando nella direzione opposta a quella che era
la mia intenzione, però l'ho voluto fare perché penso che ognuno di
noi debba avere senso di responsabilità, mentre qualcuno, invece,
continua a dimostrare che questo senso di responsabilità non lo
possiede
Voglio proprio ascoltare cos'ha da dire il collega Mancuso, che
deve intervenire per fatto personale, e poi questa discussione,
eventualmente, la continueremo. Si deve dare una regola a questi
lavori d'Aula, onorevole Mancuso, lei deve smetterla di continuare
ad avere questo atteggiamento, e glielo dico perché, come me, la
pensano analogamente in tanti e noi, soltanto per l'amore di voler
regalare questa legge finanziaria alla Sicilia, ai siciliani, non
permetteremo e non vogliamo che soggetti come lei continuino ad
avere questo atteggiamento in Aula. La deve smettere
Per fatto personale
MANCUSO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, Lei ha tollerato ancora una volta
quest'atteggiamento provocatorio di chi, come l'onorevole Scilla,
senza offesa alcuna, perché l'ho fatto pure io per anni, ha confuso
il Parlamento per un Consiglio comunale. E vista la sua giovane
presenza in quest'Aula, io lo posso pure comprendere, ma anche nei
Consigli comunali non si insultano i colleghi, non c'è alcuna
motivazione di offendere
Poteva intervenire e rappresentare il suo disappunto, su quelle
che sono le nostre argomentazioni, negli articoli su cui noi
interveniamo, qualora, appunto, i nostri interventi non fossero
stati consoni a quello che era l'argomento, forse avrebbe avuto
ragione di richiamare l'attenzione dei colleghi parlamentari
sull'argomento: ma lei ci ha insultato
E mi dispiace che il Presidente non lo abbia fermato, perché
l'insulto è avvenuto reiteratamente su tutta una serie di cose
incomprensibili Se l'onorevole Scilla - e lo chiamo onorevole
perché è questa la qualità per cui noi siamo seduti su questi
scranni - ritiene che la nostra azione politica non sia a suo
avviso confacente a ciò che prevede il Regolamento e l'appartenenza
al nostro Gruppo parlamentare, dovrebbe fare altri tipi di
riflessione, non certo insultarci Nel suo prossimo intervento,
quanto meno per dovuta educazione, mi aspetto le scuse per le
parole offensive che ha detto nei confronti di molti parlamentari,
e io ritengo lesive del Parlamento stesso.
Sono qui da qualche anno in più dell'onorevole Scilla e questo
atteggiamento insofferente nei confronti di chi interviene non l'ho
mai registrato, neanche quando l'onorevole Cracolici - che io
rispetto e rispetterò sempre - ci teneva inchiodati per giorni,
giorni, giorni e giorni Quindi, questa insofferenza di qualche ora
non può essere ammessa; il giovane parlamentare Scilla deve avere
la pazienza di rispettare i colleghi nella loro esclusiva azione
parlamentare, e siccome dice che non è il solo che la pensa così,
ma sono in tanti, ebbene, prego i colleghi che la pensano come lui
a rivolgere le rispettive dichiarazioni, in modo che definiamo chi
sono gli insofferenti in questo Parlamento
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
sull'ordine dei lavori origina perché, questa mattina, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il Gruppo
dell'UDC, rappresentato dall'onorevole Gianni, ha assunto una
condotta consequenziale rispetto all'impegno della stessa
Conferenza. L'onorevole Gianni, infatti, ha detto che conoscevamo
gli emendamenti presentati fino all'articolo 13, e che per noi
andava bene proseguire così, tanto che ieri non siamo neppure
intervenuti; avendo la Presidenza condotto mirabilmente l'Aula,
fino ad ora, non abbiamo avuto ragione di intervenire.
Però accadono delle cose inquietanti, che lei, signor Presidente,
ha il dovere di stigmatizzare e - se del caso - interrompere e
punire, perché credo che ci sia un Regolamento e questo Regolamento
vada applicato anche con l'ausilio dei deputati questori, che hanno
un ruolo importante, e che non vediamo mai durante l'anno Quanto
meno in questi momenti li chiami al suo ausilio
Io non voglio attizzare il fuoco, però rammento la vicenda di
stamattina dell'onorevole Fiorenza; l'onorevole Panarello che ieri
ci invitava a stare in silenzio perché, non solo abbiamo vinto le
elezioni e siamo all'opposizione - mentre loro, avendole perse,
governano -, ma non dovremmo neanche intervenire L'onorevole
Scilla, adesso, ci ha spiegato tutto circa la stupidità dei
colleghi; l'onorevole Colianni chiedeva al Presidente quanto farà
durare questa pantomima E, allora, onorevoli colleghi, ci
dobbiamo capire: il deputato ha il diritto di essere anche
strumentale, onorevole Colianni, e qui nessuno lo ha fatto, abbiate
rispetto per il prestigio dei colleghi, per la dignità dei colleghi
e abbiate anche il rispetto per la nostra attività parlamentare e
per il prestigio di questa Istituzione.
Siatene degni, perché ciascuno di noi viene qui la mattina per
svolgere il ruolo che gli ha demandato il proprio elettorato;
quando - come nel caso nostro, addirittura - il ruolo che ci aveva
assegnato il nostro elettorato è stato in maniera artificiosa
tradito dal Presidente della Regione non ci resta altro che
intervenire, fateci svolgere il nostro dovere di parlamentari Non
abbiamo mai offeso alcuno, abbiamo e continueremo a fare politica
nell'interesse delle Istituzioni e della Sicilia. Traetene
l'esempio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 16.13)
Presidenza del Vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si riprende l'esame dell'articolo 14. Comunico che sono stati
presentati gli emendamenti 14.1, 14.2, e 14.3 dell'onorevole De
Luca.
Li dichiaro decaduti per assenza del firmatario.
Si passa all'emendamento 14.4 dell'onorevole Maira. Lo dichiaro
decaduto per assenza del firmatario.
Si passa, quindi, all'emendamento 14.5 dell'onorevole Leontini.
Onorevole Leontini, mantiene l'emendamento?
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
14.6 dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si procede con
l'emendamento 14.7 dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo quindi in votazione
l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 13. Comunico che sono stati
presentati dal Governo l'emendamento 13.5, di riscrittura
dell'articolo, e il subemendamento 13.5.1, in corso di
distribuzione.
L'emendamento 13.3, a firma dell'onorevole Maira, decade per
assenza del firmatario.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
allo scopo di aver chiarito se è stata vagliata dagli Uffici questa
previsione retroattiva di un tributo e se il Governo ce ne spiega,
appunto, la relativa motivazione.
Come si sostiene, infatti, la retroattività di questo tributo?
Penso che potrà avere qualche problema questo articolo, in termini
di sua applicazione, a meno che gli Uffici non abbiano già valutato
che la previsione retroattiva possa essere sostenuta, anche stante
il giudizio, non penso del Commissario dello Stato, ma con
riferimento alla giurisdizione ordinaria. Magari qualcuno poteva
fare delle previsioni di produzioni diverse e oggi si ritrova un
tributo che deve pagare, addirittura a decorrere dal primo gennaio
2009, cioè a distanza di un anno e mezzo A me sembra che possa
dare adito a un contenzioso senza fine.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questa norma
è stata inserita in finanziaria per uniformarci a quanto avviene a
livello nazionale. E' proprio per questo che abbiamo ritenuto
necessario riscriverne i contenuti, in quanto si tratta di un mero
recepimento di una legge nazionale. Chiedo, tuttavia,
l'accantonamento dell'emendamento 13.4.
PRESIDENTE. Così resta stabilito. Onorevole assessore Cimino, se
cortesemente sulla questione sollevata dall'onorevole Mancuso, lei
riuscisse ad approfondire alcuni elementi, sarebbe utile per
proseguire successivamente con l'emendamento 13.5, che è
sostitutivo dell'articolo 13.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'onorevole Speziale è in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter/A) e «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione unificata dei
disegni di legge: «Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio
2010-2012» (470-470 bis-470 ter/A) e «Disposizioni programmatiche
e correttive per l'anno 2010» (471-471 bis/A). L'articolo 13 è
momentaneamente accantonato.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Misure relative alla trasparenza dei conti pubblici
1. Il Governo regionale entro giugno presenta all'Assemblea
regionale una relazione dettagliata relativa alla eventuale
situazione debitoria al 31 dicembre 2009 di ciascun istituto,
azienda, agenzia, consorzio, organismo ed ente regionale comunque
denominato, sottoposto a tutela e vigilanza dell'amministrazione
regionale o che usufruisca di trasferimenti diretti da parte della
stessa società a totale o maggioritaria partecipazione della
Regione, nonché per ciascun ente presso cui la Regione indica i
propri rappresentanti.
2. A decorrere dall'esercizio finanziario 2011 ed entro il mese
di febbraio di ciascun anno, il Governo regionale presenta
all'Assemblea regionale una relazione dettagliata sulla situazione
economico-finanziaria relativa all'anno precedente degli istituti,
delle aziende, delle agenzie, dei consorzi, degli organismi ed
enti regionali comunque denominati, sottoposti a tutela e
vigilanza dell'amministrazione regionale o che usufruiscano di
trasferimenti diretti da parte della stessa nonché degli enti
presso cui la Regione indica i propri rappresentanti.
3. Con decreto del Presidente della Regione, da emanarsi entro
trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono
definite le modalità operative necessarie agli adempimenti di cui
ai commi 1 e 2.
4. Gli amministratori degli organismi individuati nel comma 1
debbono, a pena di decadenza dal loro incarico, inoltrare le
informazioni richieste nei tempi e con le modalità prescritte nel
decreto di cui al comma 3.
5. Gli amministratori degli organismi di cui al comma 1 che
provvedano ad assunzioni di personale in violazione di
disposizioni normative decadono dall'incarico.
6. Gli amministratori decaduti nelle ipotesi di cui ai commi 4 e
5 non possono essere nominati nel triennio successivo
amministratori degli organismi di cui al comma 1».
Gli emendamenti 15.1, 15.2, 15.3, 15.4, 15.5 e 15.6, a firma
dell'onorevole De Luca, decadono per assenza del firmatario.
L'emendamento 15.9, dell'onorevole Maira, decade per assenza del
firmatario.
Gli emendamenti 15.10, 15.11, 15.12, 15.13, 15.14 e 15.15 degli
onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.8 degli onorevoli Di Benedetto ed
altri.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la previsione
in esame è molto semplice: noi sanzioniamo gli amministratori di
cui al comma 1, nel caso in cui provvedano all'assunzione di
personale in violazione di legge, sanzione perfetta e giustissima.
Io ritengo che occorra meglio sanzionare, infatti, anche le
omissioni di legge, non provvedendo, dunque, alle assunzioni che
vengono imposte dalla legge.
Ci troviamo in una fase di riassetto, in cui dovremmo accorpare
enti, sopprimere società per azioni, procedere ad una
ridefinizione di aspetti che riguardano il personale... Ritengo che
gli enti di gestione debbano ottemperare alle leggi, sia che si
tratti di divieti di assunzione, sia che si tratti di obblighi di
assunzione.
Se la legge impone di procedere all'assunzione per il
trasferimento di personale, occorre che sia fatto L'articolo è
molto semplice, l'emendamento prescrive che bisogna rispettare le
leggi sia nel caso di divieto di assunzioni, sia nel caso di
obbligo di assunzioni in forza delle norme regionali.
DE LUCA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Frattanto, onorevole Assessore, se
approfondisse la piramide rovesciata , quanto sostiene l'onorevole
Di Benedetto, prima di acquisire il parere, sarebbe un aspetto
importante.
DE LUCA Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo affrontando
un tema abbastanza delicato che riguarda l'articolo 15. Questo è un
articolo proposto da me in Commissione, che è stato approvato,
appunto, dalla Commissione Bilancio all'unanimità e che è stato
anche apprezzato da parte dell'assessore per l'economia.
E' un articolo che definisco storico, rivoluzionario, perché
introduce, in termini chiari, un principio già previsto dalla legge
10 e che riguarda esattamente il sistema della pubblica
amministrazione regionale allargata.
Mentre intervengo, signor Presidente, le chiedo una cortesia: io
ho presentato un emendamento che si ricollega direttamente a
questo, e le chiedo se è possibile, pertanto, trattarlo
congiuntamente, perché è una prosecuzione di questo stesso
articolo, in quanto ha l'intento di aggiungere altri due commi per
completarne il senso. Infatti, l'emendamento - e quindi mi rivolgo
agli Uffici - ha il fine di completare il senso proprio dei primi
commi introdotti; oltre al comma 6, infatti, ci sono alcuni aspetti
che desidero approfondire, perché per quanto riguarda esattamente
questa materia, abbiamo cercato di introdurre quel principio già
previsto dalla richiamata legge 10 e che impone, durante il
Documento di programmazione economica e finanziaria, che si faccia
una dettagliata relazione, radiografica , direi, di quella che è
la situazione finanziaria delle società partecipate.
Ripeto: tutto questo ci consente realmente di fare una valutazione
su quelli che sono gli interventi correttivi che vengono poi
individuati nei documenti finanziari.
La mancata applicazione di questa norma, e quindi la mancata
introduzione nel nostro sistema di questi principi, ha creato
quella situazione anomala che viene definita, anche tecnicamente
della delocalizzazione dell'indebitamento.
L'indebitamento della Regione non risulta nei documenti ufficiali,
per un motivo semplice, perché esso è delocalizzato, in gran parte,
negli enti e nelle società del sistema pubblico allargato e noi
ogni anno siamo chiamati a dare 10, 15 o 20 milioni di euro, così,
senza renderci conto poi dell'utilizzo e di quale effetto abbiano
nella situazione complessiva.
Lei, assessore Cimino, so che è molto attento oggi a questa
tematica, perché è una norma che la farà passare alla storia, anche
questa, soprattutto in aggiunta anche ai primi sei commi che lei
stesso ha avuto modo di apprezzare in Commissione Bilancio.
Ribadisco, quindi, l'importanza del mio emendamento ed auspico che
sia apprezzato favorevolmente visto, tra l'altro, che anche il
Presidente Lombardo aveva giustamente posto la questione che
fossero previste delle sanzioni al riguardo. Giustamente il collega
Mancuso diceva poc'anzi di tale sanzione, perché, altrimenti, che
facciamo? Li sculacciamo?
Ha ragione quindi il collega Mancuso, ma io avevo pensato anche a
questo perché effettivamente, onorevole Presidente della Regione,
ci vogliono delle sanzioni e lei, da questo punto di vista, è una
persona precisa, ha già dato una dimostrazione - sulla mia pelle -
di essere preciso nelle sue cose. Era una battuta Presidente
Di conseguenza, chiedo alla Presidenza dell'Assemblea che sia
apprezzata anche l'introduzione di questi ulteriori commi che non
fanno altro che prevedere un ulteriore principio di trasparenza.
Lei, onorevole Presidente, sa sicuramente - e l'assessore Cimino
lo ha approfondito con me in qualche nottata - del perché in
quest'Assemblea, approvato un bilancio di previsione, poi, al
rendiconto di quello stesso bilancio, onorevole Formica, non si
quadra mai
Tra il bilancio di previsione, come quello da noi appena
approvato, e il rendiconto finale c'è uno scostamento di appena 2
miliardi e mezzo di euro E' uno scostamento che abbiamo verificato
e che si ripresenta dal 1968. In particolare, abbiamo visto, e
risulta anche dai grafici (poi qualcuno se li vuole gliene fornirò
copia), ebbene, si evince una forbice ormai fissa, che va dal 1966
in poi, e che effettivamente si è consolidata in circa 2 miliardi
e mezzo: mi riferisco alla differenza tra l'impegnato e
l'accertato, cioè tra quello che questo Parlamento approva e ciò
che poi risulta a consuntivo. E' tutto vero, onorevole Formica, la
vedo sorpreso, ma le dico che è così
E lo sa perché succede questo? Perché non c'è alcuna norma che
sanzioni i diretti interessati, cioè la parte gestionale della
Regione, dai direttori generali a scendere, che sanzioni, ripeto,
da questo punto di vista, chi assume degli impegni di spesa senza
una copertura finanziaria definita.
Allora, onorevole Presidente, con questa norma, proprio per una
questione di trasparenza dei conti pubblici, e considerato che non
esiste alcuna sanzione per eventuali scostamenti contabili, noi
abbiamo presentato - su invito dell'onorevole Mancuso e dello
stesso Presidente della Regione - questo emendamento, con il quale
si prevede che, se vengono assunti degli impegni senza la relativa
copertura finanziaria, il dirigente decade dall'incarico E, per i
successivi tre anni, non può più essere individuato come dirigente
ma, non solo, se assume provvedimenti indifferibili ed urgenti, c'è
la procedura del cosiddetto debito fuori bilancio, cioè a dire lo
segnala alla Giunta regionale e quest'ultima, se ne condivide le
ragioni (perché poi, alla fine, è la Giunta l'organo che da questo
punto di vista deve dare l'indicazione in tal senso), ne concede,
appunto, l'autorizzazione.
Ma siccome il Parlamento deve essere posto in condizioni di capire
come è l'andamento dei conti e, soprattutto, come si comporta la
parte gestionale della Regione, oltre a quella politica, abbiamo
previsto che gli atti in sanatoria, cioè quelli autorizzati dalla
Giunta, vengano trasmessi entro trenta giorni alla Commissione
Bilancio, la quale ne prende semplicemente atto ed è così in
condizione di monitorare costantemente come funzionano esattamente
le previsioni di spesa.
Onorevole Presidente della Regione, non mi sono spinto oltre,
perché purtroppo capita spesso che qualche delibera di Giunta,
senza copertura finanziaria, sia pure assunta Oggi già sarebbe una
rivoluzione se noi introducessimo definitivamente questo principio.
I primi sei commi di questo articolo 15 sono già chiari da questo
punto di vista e mirano a definire le modalità attraverso un
decreto del Presidente della Regione; io sottopongo all'attenzione
del Parlamento questo emendamento perché è una specificazione
dell'articolo, in modo tale da evitare che diventi un emendamento
articolo aggiuntivo e possa essere, invece, inserito
definitivamente nell'articolo 15. Il tema, infatti, è esattamente
quello delle misure relative alla trasparenza dei conti pubblici.
Per quanto riguarda l'articolo 15, ringrazio anche la Commissione
Bilancio e l'assessore Cimino per il lavoro svolto, ma voglio
ringraziare ancor di più il Governo, se apprezzerà gli ulteriori
quattro commi che io ho proposto con questo emendamento, proprio
per dare efficacia a quanto abbiamo già previsto nei primi sei
commi: ciò, di conseguenza, darà la possibilità, anche al potere
politico, per come è giusto che sia, di intervenire nel momento in
cui il contraltare gestionale dovesse evidenziare qualche anomalia
che, ormai, non è più sopportabile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici segnalano l'assoluta
impossibilità, dal punto di vista tecnico, di procedere con questo
emendamento. Pertanto, prima che lo dichiari improponibile, invito
il firmatario a ritirarlo.
DI BENEDETTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 15.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Anche il subemendamento
15.8.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 15.7.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
15.16.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta
che intervengo nel dibattito in Aula, ho ascoltato gli interventi
interessanti, a volte il dibattito è stato anche pesante, ma con
apporti e contributi che possono essere utili allo svolgimento dei
lavori d'Aula.
Onorevoli colleghi, non possiamo nascondere il sole con la rete .
Noi tutti sappiamo che non ci sono più, nel bilancio della Regione,
le risorse per continuare a mantenere la possibilità per alcune
categorie di lavoratori, per buona parte dei precari, di assicurare
loro uno stipendio, che è anche una cosa di cui dobbiamo farci
carico, perché sostanzialmente stiamo ragionando in termini di
possibilità di sostentamento per tante famiglie e anche in termini
di consistenza del PIL siciliano, del prodotto interno lordo
siciliano.
Non dimentichiamo che questa Regione, per anni, per decenni,
anziché basare il proprio sviluppo su attività vere, come quella
dell'industria e della produzione (e quindi avere degli stipendi di
provenienza dalla componente privata del comparto dell'economia),
ha fatto affidamento sulla circostanza di assicurare comunque uno
stipendio: ma il PIL è quello che è, e crollerebbe di almeno il 10,
15, 20 per cento, con conseguenze inimmaginabili, in questo
momento, se di colpo, a causa dei problemi di bilancio che abbiamo,
dovessimo - e prima o poi ci arriveremo - espungere queste persone
dalla possibilità di continuare a fruire di uno stipendio Anche di
questo l'Aula si deve far carico
Cosa ne sarebbe del prodotto interno lordo, cosa ne sarebbe della
possibilità per le attività commerciali ed artigianali, per tutto
l'intero comparto produttivo della Sicilia, se di colpo venissero a
mancare una serie di entrate per le famiglie siciliane? Di quanto
crollerebbero le nostre attività commerciali e quali e quanti
problemi gravi ci vedremmo costretti ad affrontare senza, a volte,
averne gli strumenti?
A proposito di questo articolo, e a proposito del dibattito che si
è svolto in Aula, inviterei tutti i colleghi ed il Governo a
riscrivere una norma più chiara. E' fuor di dubbio che noi non
possiamo più continuare a pagare stipendi a carico della finanza
regionale, ed è altrettanto fuor di dubbio, in base a ciò che ho
detto, che non ci possiamo permettere di evitare che centinaia di
migliaia di persone, decine di migliaia di famiglie possano,
dall'oggi al domani, trovarsi senza uno stipendio.
Allora, mi permetto un suggerimento. Il Governo, correttamente a
mio modo di vedere, ha cercato, sia nella scorsa finanziaria che in
questa, di trasferire tutto ciò che è possibile dalla finanza
regionale a quella extraregionale, vale a dire fondi FAS o POR.
Peraltro, noi abbiamo visto in questi due anni che spesso non siamo
riusciti a spendere i fondi POR, e questo è un vero peccato, un
delitto nelle condizioni in cui ci troviamo
Sono dell'avviso, quindi, di varare una norma più chiara, che
preveda che a tutti gli enti e le società partecipate che, a
qualsiasi titolo, siano sottoposti a vigilanza e tutela della
Regione, è fatto divieto assoluto, per qualunque motivo, di
instaurare rapporti di lavoro a valere sui fondi regionali. Siccome
siamo in una Regione dove spesso la burocrazia - inutile negarcelo
- ha bisogno di norme e di leggi, anche quando non c'è bisogno di
esse, nella stessa norma che prescrive il divieto di ricorrere ai
fondi regionali, prevediamo parimenti che, ove esistano delle
comprovate esigenze di servizio, per espletare appunto i compiti di
istituto dell'ente medesimo, gli stessi enti sono autorizzati,
esclusivamente attraverso l'impiego di fondi POR o di fondi
extraregionali a qualsiasi titolo, a potere assumere a tempo
determinato - o comunque a progetto - le persone di cui hanno
bisogno, ripeto, per comprovate e dimostrate esigenze.
Ora, se noi formalizziamo una norma di questo tipo, state certi,
signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, che così facendo scarichiamo l'assalto spasmodico che
c'è verso i fondi della Regione, che non ci sono più - perché su
questo credo che dobbiamo avere tutti una ragionevole intesa - e
prevediamo, in maniera chiara, l'alternativa cui possono fare
riferimento i dirigenti, che spesso ci chiedono la legge, anche
laddove non ce ne sarebbe il bisogno
Scriviamo in maniera chiara tale previsione, di modo che abbiamo
la possibilità, da un lato di continuare a dare ai siciliani, ai
tanti siciliani, un mezzo di sostentamento: perché se viene a
mancare questa valvola di sfogo, non ce ne sono altre come in
Lombardia., è inutile, finiamola con gli infingimenti e speriamo,
da qui a qualche anno, di dar loro un'altra occasione, come nel
settore privato. Dall'altro lato, contestualmente, vediamo di
togliere dal campo gli infingimenti che tutti sappiamo esserci,
scriviamo questa norma chiaramente, passiamo tutto quanto è
possibile, in termini di spesa, su ciò che non è a valere di fondi
regionali, così cercheremo di risanare le finanze della Regione e
dare la possibilità a queste famiglie, e anche ad altre, di poter
avere un introito.
Salveremo così anche l'economia siciliana. Io pregherei la
Presidenza di sospendere i lavori per un minuto, o di accantonare
l'articolo, in modo da poter predisporre un emendamento
chiarificatore in tal senso che, secondo me, accelererebbe i lavori
d'Aula ed eviterebbe che altri articoli che troveremo avanti, su
materia analoga, possano far perdere ancora molto tempo.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo condivide quanto detto dall'onorevole De Luca;
per ciò che riguarda, invece, l'intervento dell'onorevole Formica,
non è chiaro se intende che il blocco delle assunzioni valga per
quelle che facciano carico sui fondi regionali e non anche sui
fondi europei.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
desidero intervenire in merito all'articolo 15, cercando di far
riflettere anche il Governo sull'impostazione metodologica e
culturale che, con questo stesso articolo, noi stiamo dando
all'assetto istituzionale della Regione.
Ai colleghi più attenti non sarà sfuggito che abbiamo, con la
previsione in esame, invertito le buone prassi della Regione e,
soprattutto, una prospettiva intelligente e seria che doveva avere
la Regione Sicilia.
Allora, assessore Cimino, quanto dirò può sembrare banale, ma
ritengo che ha una sua importanza, perché noi abbiamo strutturato
l'articolo 15 mettendo come comma 1 quello che eventualmente
avremmo dovuto mettere come secondo comma.
Cosa significa, onorevole De Luca? Al primo comma, prevediamo che
la Regione, ogni anno, debba portare una relazione di tutti gli
enti partecipati dalla stessa che presentino una situazione
debitoria. Quindi, ci si riferisce a una situazione di fatto che
deve essere, in maniera consolidata, una situazione debitoria, come
se questa Regione, anche per gli anni futuri, dovesse sempre
portarsi sul groppone il peso di un debito che non può essere mai,
non soltanto eliminato, ma nemmeno ridotto A cascata, dunque, per
poi arrivare a quelle che sono le sanzioni ipotetiche o, in parte,
incisive.
Intanto vorrei preannunciare la presentazione di un subemendamento
che sembra una cosa banale, ma banale non è, onorevole presidente
Savona, cioè invertire il comma 2 con il comma 1, partendo dal
fatto che, innanzitutto, annualmente, nel mese di febbraio, bisogna
portare all'attenzione dell'Assemblea la situazione finanziaria
degli enti, che non necessariamente deve essere una situazione
debitoria, semmai un'eventualità.
Il secondo argomento sul quale voglio intervenire, dopo aver
ascoltato l'intervento dell'assessore Cimino, che ha dato un
apprezzamento di massima all'emendamento dell'onorevole De Luca,
concerne la previsione di cui al primo comma dell'emendamento A547,
secondo cui, qualsiasi disposizione o atto amministrativo
assessoriale o dirigenziale, che comporti oneri diretti o indiretti
a carico del bilancio, debba essere portato a conoscenza della
Giunta. Ma sapete cosa succede in questo modo? Chi lo può stabilire
se un onere è indiretto?
E chissà che un atto, predisposto anche regolarmente,
successivamente alla sua definizione, nell'evoluzione
amministrativa, non si potrà rivelare positivo e creare degli oneri
indiretti. In quel caso, chi è che paga?
Allora, onorevole assessore, siccome lei ha dato un parere
favorevole, prima di rivolgere un apprezzamento, propongo di
cassare le parole oneri indiretti e mantenere la parola
diretti , perché là immediatamente si potrebbe capire la
responsabilità dell'assessore, del Presidente - anche se qui è
omesso, ma di fatto, per estensione, arriva anche al Presidente - o
del dirigente, in maniera tale da sapere di cosa parliamo
Se poi vogliamo ampliare il profilo di applicabilità, il rischio è
di entrare in un vortice da cui difficilmente se ne potrà uscire. E
chi vi parla oggi si trova all'opposizione e, quindi, avrebbe tutto
l'interesse a dire di non fare una norma così stringente, dando
addosso al Governo
Allora, sebbene vi sia un po' di stanchezza da un lato, e di
disattenzione dall'altro, c'è quasi la speranza di arrivare
immediatamente alla fine di questa finanziaria: dico che è il caso
di guardare alle norme, a quello che stiamo votando, che dovrà
diventare la normativa a cui tutti dovremo attenerci.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 15.17, di carattere squisitamente tecnico:
«Al comma 3, dopo le parole Presidente della Regione' inserire le
parole su proposta dell'Assessore regionale per l'economia'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.547, degli onorevoli De Luca e Caronia.
Ne do lettura:
«Dopo il comma 6 aggiungere il seguente comma:
7. Il comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23, è sostituito dal seguente:
1. Qualsiasi disposizione o atto amministrativo assessoriale o
dirigenziale che comporti oneri diretti o indiretti a carico del
bilancio della Regione non coperti dallo stanziamento di bilancio o
comunque oltre i limiti previsti da eventuali provvedimenti
legislativi di supporto, deve essere portato preventivamente a
conoscenza della Giunta regionale a cura dell'Assessore competente.
1.1 La Giunta regionale, previa acquisizione di specifica
relazione finanziaria dal Dipartimento regionale del bilancio e del
tesoro finalizzata alla successiva individuazione della copertura
finanziaria, può autorizzarne l'adozione, della quale
l'amministrazione è obbligata a dare conoscenza alla competente
Ragioneria centrale.
1.2. Per i provvedimenti adottati in difformità alle superiori
prescrizioni, il Presidente della Regione promuove le eventuali
azioni di responsabilità.
1.3 I dirigenti che, ai sensi del presente comma, adottino
provvedimenti privi di copertura finanziaria decadono dall'incarico
e, agli stessi, nel triennio successivo, non può essere conferito
altro incarico in posizione organizzativa analoga o superiore.
1.4 Gli atti adottati con la procedura di cui al comma 1.1 sono
trasmessi entro il termine perentorio di trenta giorni alla
Commissione bilancio e finanze dell'Assemblea regionale
siciliana'».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(Gli onorevoli Beninati, Bosco, Caronia, Falcone, Formica,
Leontini, Limoli e Vinciullo si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.547
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.547.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, annullo
la votazione e avverto che la stessa sarà ripetuta. Onorevoli
colleghi, occorre che manteniate premuti i tasti del sistema
elettronico.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(Gli onorevoli Bosco, Caronia, Cimino, Colianni, Fiorenza,
Gentile, Lombardo e Musotto si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.547
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento A.547.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci, Cimino,
Colianni, Currenti, D'Agostino, De Luca, Di Benedetto, Faraone,
Federico, Ferrara, Fiorenza, Gentile, Laccoto, Leanza Lino,
Lentini, Lombardo, Marziano, Ruggirello, Savona, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 28
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore
17.56)
Presidenza del Presidente Cascio
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Non essendo presente in Aula
l'Assessore per l'economia, sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore
17.59)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'emendamento A.547. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 13, in precedenza accantonato.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sull'articolo 13, l'onorevole Mancuso aveva chiesto
spiegazioni per quanto riguarda la sua retroattività. Sono pronto
ad accettare l'indicazione sollevata, perché noi avevamo previsto
dall'1 gennaio 2009, in quanto la legge nazionale imponeva tale
termine per il dieci per cento, quindi da noi, questa stessa
previsione, a far data dall'1 gennaio, non ha avuto vigenza. Oggi,
attuando questo provvedimento, prevediamo che, dal giorno della sua
pubblicazione, sarà così come riconosciuto, avendo anche presentato
un emendamento a correzione di questo aspetto.
PRESIDENTE. Alla luce di quanto precede, onorevole Mancuso, ritira
l'emendamento13.4, soppressivo dell'articolo 13?
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DE BENEDICTIS Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
segnalare che nell'articolo, a mio parere, c'è un errore nel testo
della riscrittura, c'era nella versione originaria e c'è ancora
qui, perché il canone che si è tenuti a corrispondere non è ai
sensi dell'articolo 30, comma 1, della legge regionale 3 luglio
2000 n. 14. Questa norma estende l'applicazione della royalty,
diciamo così, dagli idrocarburi liquidi e gassosi anche alle altre
forme di gas.
In realtà, la norma che statuisce l'aliquota e, segnatamente, in
questo momento, nella misura del 7 per cento, che qui porteremo al
10 per cento, è l'articolo 20, comma 2, lettera c) della legge
regionale 27 aprile 1999 n 10.
Quindi, il testo va riformulato citando entrambi gli articoli,
perché l'uno istituisce la royalty nella misura del 7 per cento e
l'altro estende l'applicazione da idrocarburi liquidi e gassosi ad
altri gas diversi dagli idrocarburi : se così rimanesse il testo,
infatti, l'aliquota del dieci per cento sarebbe applicata solo a
questa categoria e credo che non sia questo l'intento del Governo,
a meno che esplicitamente non voglia segnare questa riduzione in
termini di applicazione.
Segnalo anche che mi sembra inopportuno prevedere la formula così
come previsto dall'articolo 45 della legge 23 luglio 2009 . Questa
è una legge dello Stato, noi lo facciamo perché lo possiamo fare
nell'ambito delle prerogative che ci appartengono e quella norma
statale detta un tetto al quale noi, semmai, ci adeguiamo: non
stiamo rispettando una previsione, quindi, ma ci stiamo muovendo
nell'ambito delle nostre prerogative, all'interno di quanto ci è
possibile.
Peraltro, la norma nazionale - lo dico anche al Presidente -
prevede l'applicazione di una franchigia che in Sicilia, invece,
non si applica. Quindi, mi domando se, in attuazione della norma
nazionale, il Governo intenda anche uniformarsi in tutto alla
normativa nazionale oppure no.
PRESIDENTE. Assessore, una sua replica
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il tema è che così è statuito a livello nazionale:
preciso che noi, con questo articolo, stiamo uniformandoci, così
come è scritto, alla possibilità che, dal giorno della
pubblicazione della legge, venga appunto applicato questo criterio.
Sull'aliquota del dieci per cento, o percentuali diverse, non
possiamo deciderle noi, perché è così convenuto, tant'è che la
scrittura precedente che dava la possibilità di modificare la
percentuale dal 7 al 12 per cento, abbiamo dovuta riscriverla,
prevedendo l'aliquota al 10 per cento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che la proposta
dell'onorevole De Benedictis fosse proprio di verificare il
riferimento nazionale vigente.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente noi ci stiano
uniformando
PRESIDENTE. Rimangono, pertanto, le proposte di cui agli
emendamenti del Governo: 13.5 e relativo subemendamento 13.5.1. Ne
do lettura:
- emendamento 13.5 (riscrittura):
«L'articolo 13 è così sostituito:
Art. 13
Produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi
1. Per le produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi ottenute nel
territorio della Regione l'aliquota di prodotto che il titolare di
ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere
annualmente ai sensi dell'articolo 30, comma 1, della legge
regionale 3 luglio 2000, n. 14, è elevata, a decorrere dall'1
gennaio 2009, al 10 per cento così come previsto dall'articolo 45
della legge 23 luglio 2009, n. 99'.»;
- subemendamento 13.5.1:
«All'emendamento 13.5 sono cassate le parole , a decorrere
dall'1 gennaio 2009'».
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché desidero capire come rapportarci con
le risposte che ci fornisce il Governo e, soprattutto, signor
Presidente dell'Assemblea, se ogni singolo parlamentare, poi, è
anche costretto ad avere le spiegazioni, non soltanto verbali, ma
la documentazione consequenziale.
Mi dispiace che non sia presente l'assessore Bufardeci - sarebbe
il caso di chiamarlo immediatamente - ecco perché sto intervenendo
sull'ordine dei lavori, per sapere come io debba rapportarmi, d'ora
in poi, con il Governo, quando pongo una questione e mi viene data
una risposta che si afferma in un certo modo, ma poi magari non è
così
Rispetto a questa vicenda, assessore Cimino, io mi riferisco
esattamente all'emendamento che ho presentato ieri, per quanto
riguarda i lavoratori forestali e antincendio.
Il Governo ha presentato un emendamento e ci sono stati anche
parlamentari che oggi sulla stampa hanno riempito i giornali di
comunicati, sulla scorta di quello che lei e l'assessore Bufardeci
avete dichiarato in Assemblea, cioè che l'accordo sottoscritto dal
Presidente della Regione a maggio scorso era stato mantenuto
pedissequamente con l'emendamento che il Governo ha presentato, non
votando ciò che il sottoscritto aveva proposto.
Lei e l'assessore Bufardeci avete affermato questo ed io ho
semplicemente preso atto di quello che il Governo ha detto, in modo
particolare ho preso la parola - assessore Cimino, lei si ricorderà
- chiedendo per l'ennesima volta, dopo che il Governo aveva
presentato l'emendamento, di avere la conferma che gli impegni
assunti dal Presidente della Regione, a maggio del 2009, fossero
stati, appunto, mantenuti, mediante questo emendamento di
riscrittura presentato dal Governo.
E' la questione che ora le sottoporrò, Assessore, ecco perché è
opportuno che lei convochi in una stanza, non naturalmente qui, i
dirigenti e anche l'assessore Bufardeci che ha rivolto determinate
affermazioni, perché noi possiamo anche prendere atto che certe
questioni non siano risolvibili, però, una cosa è certa, non
possiamo prendere atto di dichiarazioni che non corrispondono, poi,
alla realtà
Questa è una cosa che, francamente, non è corretta rispetto al
Parlamento, rispetto a chi ci segue e rispetto, soprattutto, ai
soggetti interessati, mi riferisco ai lavoratori con cui assumiamo
tali impegni.
Allora, assessore Cimino, mi è stata sollevata una questione molto
semplice e delicata nello stesso tempo: l'emendamento che ieri
l'Aula ha votato non corrisponde, in parte, agli impegni assunti
dal protocollo di maggio del 2009.
Siccome, legittimamente, ognuno di noi pone delle domande,
riceviamo delle risposte, anzi vengono riscritti degli emendamenti
e nessuno di noi si permette di chiedere - per carità - le
controverifiche, trovandoci in un Parlamento, ebbene, purtroppo,
credo, assessore Cimino, che ci sia qualche cosa che non
corrisponda alla realtà.
Naturalmente, prima di arrivare all'approfondimento, gradirei che
l'assessore Bufardeci, con i dirigenti, facesse una verifica
immediata di ciò di cui abbiamo parlato, perché c'è il rischio che
circa 6 mila lavoratori dell'antincendio non avranno né l'aumento
delle giornate né quant'altro, cioè non tutti gli elementi previsti
nel contratto di lavoro.
Concludo, signor Presidente - e la ringrazio per avermi dato la
parola - e attendo una risposta dell'assessore Cimino, in modo tale
da chiarire questa vicenda una volta per tutte, ed eventualmente
capire come correggerla nell'interesse dell'intero Parlamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge
nn. 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento del Governo 13.5.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per dire ai colleghi che ci hanno preceduto in
mattinata e che poi, nelle ore di pranzo, si sono sbizzarriti in
tutta una serie di comunicati stampa, che l'attenta valutazione
degli articoli ha portato il Governo a correggere un dato che
avrebbe scaturito in tutto il territorio siciliano un contenzioso
che non avrebbe avuto mai fine Quindi, questa è la nostra azione:
un'azione che porta a migliorare la finanziaria.
E' chiaro che a questa azione debba corrispondere, anche dal
Governo, la sensibilità di ridurre gli articoli, dopo che lo ha
fatto il Presidente dell'Assemblea, che ancora gravano di spesa
enorme, senza giustificazione alcuna, né per lo sviluppo né per gli
aiuti a quei comparti che, in questo momento, hanno vere
difficoltà.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.5.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 13.5, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, così come avevamo stabilito, alla fine del
Titolo I avremmo apprezzato l'emendamento 1.8.1 degli onorevoli De
Luca e Caronia. Ne do lettura:
«1. Dopo il comma 1 dell'articolo 18 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47, sono aggiunti i seguenti commi:
1.bis. L'importo complessivo delle quote di ammortamento per
capitale e interesse, dei mutui e delle altre forme di
indebitamento, in scadenza nell'esercizio, non potrà comunque
superare il 25 per cento dell'ammontare complessivo, previa
sottrazione del totale delle entrate con destinazione vincolata,
delle prime tre categorie del Titolo I delle entrate della Regione
ed a condizione che gli oneri futuri di ammortamento trovino
copertura nell'ambito del bilancio pluriennale della Regione
stessa.
1.ter. La capacità di indebitamento della Regione siciliana deve
essere espressamente rappresentata, annualmente, nel DPEF con una
relazione dettagliata contenente, tra l'altro, gli effetti
finanziari scaturenti da eventuali proposte di indebitamento per
gli anni di vigenza dello stesso DPEF.»
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16
Patto di stabilità regionale
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2011 gli istituti,
aziende, agenzie, consorzi, organismi ed enti regionali comunque
denominati, sottoposti a tutela e vigilanza dell'Amministrazione
regionale o che usufruiscono di trasferimenti diretti da parte
della stessa nonché gli enti presso cui la Regione indica i propri
rappresentanti concorrono al contenimento della spesa pubblica
regionale adeguando le proprie politiche di bilancio alle medesime
disposizioni alle quali è assoggettata l'Amministrazione regionale
per il rispetto del Patto di stabilità interno, nonché alle
disposizioni previste dell'articolo 76 del decreto legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito con modificazioni nella legge 6 agosto
2008 n. 133, in materia di spesa per il personale.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle
società a totale o maggioritaria partecipazione della Regione.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo devono essere
osservate in sede di predisposizione dei bilanci di previsione e
devono risultare nei bilanci consuntivi e, per i soggetti che
adottano la contabilità economico patrimoniale, rispettivamente nel
budget e nel bilancio di esercizio. Le relative certificazioni
devono essere asseverate dagli organi di revisione o controllo ed
inviati alla Ragioneria generale della Regione nonché alle
amministrazioni che svolgono compiti di tutela e vigilanza. Il
mancato rispetto degli obiettivi di finanza pubblica di cui al
comma 1 comporta la decadenza degli organi di amministrazione degli
enti e soggetti di cui al presente articolo.
4. Per gli esercizi finanziari 2011/2013 il concorso degli enti
destinatari del presente articolo, escluso gli enti locali e le
aziende sanitarie provinciali nonché le aziende ospedaliere
universitarie, agli obiettivi di finanza pubblica della Regione
sono fissati in termini di competenza e di cassa nella misura degli
importi registrati nell'anno 2009 decurtati del 2,0 per cento
calcolato sul saldo finanziario di parte corrente. Per quanto
riguarda le spese del personale, ivi comprese quelle relative a
consulenze, incarichi e collaborazioni, le stesse non possono
superare quelle registrate nell'anno 2009.
5. Per i soggetti individuati nei commi precedenti che adottano
una contabilità esclusivamente civilistica, le limitazioni previste
dal presente articolo si intendono riferite alle corrispondenti
voci dei costi della produzione, individuati all'articolo 2425,
numeri 6), 7) e 8), del codice civile.
6. A decorrere dall'esercizio finanziario 2010, entro il 31
dicembre di ciascun anno precedente, la Regione definisce,
nell'ambito delle linee definite dal DPEF regionale, con gli enti
locali, per il tramite dell'ANCISICILIA e dell'URPS, il reciproco
concorso al raggiungimento degli obiettivi di risanamento della
finanza pubblica nazionale secondo le modalità di cui all'articolo
77 ter, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa norma
si applica a livello regionale il modello del Patto di stabilità
interno e, quindi, si impongono agli istituti, alle aziende, alle
agenzie, ai consorzi, agli organismi e a tutti gli enti facenti
parte del settore pubblico allargato e alle società a
partecipazione maggioritaria della Regione, parametri più rigidi,
in ordine alla limitazione della spesa. A questi parametri, la
Regione è soggetta per rispetto del Patto di stabilità interno con
lo Stato.
La disposizione, inoltre, fa un richiamo esplicito al vincolo di
riduzione della spesa per il personale, con un riferimento
specifico all'articolo 76 della legge n. 133 del 2008, che prevede,
tra l'altro, l'obbligo della riduzione dell'incidenza percentuale
delle spese di personale rispetto al complesso delle spese
correnti, con particolare riferimento alle dinamiche di crescita
della spesa per la contrattazione integrativa.
Rispetto a quello che il Governo aveva proposto nel disegno di
legge numero 488, i commi 4 e 5 prevedono che gli obiettivi di
finanza pubblica assegnati ai destinatari dell'articolo siano
fissati, in termini di competenza e di cassa, nella misura
registrata nel 2009, decurtati del 2 per cento, mentre le spese per
incarichi e consulenze non possono superare quelle registrate nel
2009.
Signor Assessore, al comma 4, si scrive che il concorso degli
enti destinatari del presente articolo, agli obiettivi di finanza
pubblica della Regione, è fissato nella misura degli importi
registrati nell'anno 2009, decurtatati del 2 per cento .
Nel comma immediatamente successivo, si fanno salvi proprio quegli
incarichi di natura professionale, le consulenze e le
collaborazioni, che dovrebbero essere la voce decurtata, per prima,
del due per cento. Non si possono mantenere le voci di spesa più
incontrollate e incontrollabili delle gestioni precedenti, a
livello dell'anno precedente, e sottoporre tutte le altre voci di
spesa alla decurtazione del due per cento
Sarebbe più legittimo, più giustificato, più utile e più doveroso,
sottoporre ad una decurtazione del due per cento le voci di spesa
più cruente , cioè quelle relative agli incarichi professionali,
alle collaborazioni ed alle consulenze.
Peraltro, questa Regione sarebbe coerente con se stessa se facesse
questo, perché come i colleghi ricorderanno, noi, nella legge di
riforma dell'organizzazione dei servizi sanitari in Sicilia,
abbiamo sottoposto proprio questa voce relativa agli incarichi e
alle consulenze ad una decurtazione, ciò al fine di rispettare il
Piano di rientro che avevamo stipulato con lo Stato: ci siamo dati
pure, nella stessa legge di riforma, una prescrizione e una norma
in tal senso, avendo sottoposto proprio questa voce alla riduzione
Non si capisce perché, con gli enti collegati e con le consulenze
e gli incarichi professionali di tali stessi enti, non applichiamo
la riduzione del due per cento.
E' un non senso, perché in una finanziaria che dovrebbe essere di
risparmio, rigorosa e scrupolosa, non inserire la voce di spesa più
criticata e più incontrollata, significa non solo essere distratti,
ma foraggiare negli enti vigilati dall'Amministrazione regionale la
continuità con il malcostume del passato, malcostume che - proprio
in questa sede - abbiamo più volte biasimato, più volte bollato,
nei termini che avremmo dovuto stroncarne gli effetti e da cui,
invece, proprio adesso, ci sottraiamo dal dover prenderne le
distanze.
Io dico, pertanto, all'Assessore che questa norma va corretta,
decurtiamo del due per cento tutte le spese ma decurtiamo,
soprattutto, quelle relative agli incarichi professionali, alle
consulenze e alle collaborazioni che, più volte, a turno, i
componenti il Governo hanno biasimato essere foriere di spese
straordinarie, che l'assessore Venturi spesso ha sottolineato come
una delle voci più criticabili, che il Presidente Lombardo ha più
volte sottolineato come bersaglio della sua politica di risanamento
e che, invece, laddove potremmo intervenire, non citiamo neppure.
L'articolo, in generale, dovrebbe essere modificato in questa
direzione, in particolare, al comma 4, dovrebbe riguardare, tra gli
abbattimenti, proprio gli incarichi e le consulenze.
Una menzione particolare merita il metodo del negoziato che questa
disposizione stabilisce per la determinazione delle modalità di
partecipazione degli enti locali della Regione agli obiettivi di
risanamento della finanza pubblica e che prevede il coinvolgimento,
nella procedura della intesa, delle organizzazioni rappresentative
dell'ANCI e dell'URPS.
Infine, c'è da ricordare che, in precedenza, l'articolo 7 della
legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, ha introdotto, per il
triennio 2007-2009, nei confronti degli enti e delle società
individuate dal comma primo dell'articolo di questa legge,
destinatari dei trasferimenti diretti o indiretti della Regione,
una serie di prescrizioni volte al rispetto dei vincoli imposti dal
Patto di stabilità, tra cui la riduzione della spesa complessiva di
parte corrente, con esclusione delle spese per stipendi, assegni,
pensioni fisse o aventi natura obbligatoria. Il predetto articolo 7
stabilisce che, per i soggetti che adottano una contabilità
esclusivamente civilistica, le limitazioni siano riferite solo ad
alcune voci dei costi di produzione (costi per materie prime,
servizi, godimento di beni di terzi).
Rivolgo all'Assessore, quindi, l'invito a correggere l'articolo
complessivamente e, soprattutto, a sottoporre a una decurtazione
del 2 per cento anche le voci relative agli incarichi e alle
consulenze che, sicuramente, sono quelle più esose e che
quest'Amministrazione dovrebbe controllare di più.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero iniziare
questo mio intervento sul Patto di stabilità regionale, di cui
all'articolo 16 - e chiedo l'attenzione, in modo particolare, del
Presidente della Regione - citando proprio quello che l'onorevole
Leontini ha detto poco fa, esattamente l'articolo 7 della legge
finanziaria n. 2 del 2007. Stranamente, onorevole Presidente della
Regione, si intitolava proprio Patto di stabilità regionale .
Lo sapete cosa è successo in quella notte? Ricordo anche il
collega che presentò il subemendamento del subemendamento. Al comma
10, signor Presidente ed onorevoli colleghi, ad un certo punto, i
primi nove commi, collega Leontini, impedivano ai vari enti di fare
tutta una serie di cose, comprese assunzioni eccetera, però, nella
stessa notte, il Parlamento stabilì di annullare completamente
tutto ciò che era previsto dal comma 1 al comma 9. Con l'articolo 7
della legge n. 2 del 2007, infatti, si operò una delle classiche
norme di presa in giro che introduceva, come grande manifesto, una
serie di limitazioni (tra cui, quella di fare assunzioni e
quant'altro); dopo di, che al comma 10, udite bene, che cosa viene
inserito? Che i contratti stipulati - attenzione - entro il 31
dicembre 2006 non erano sottoposti a (tale) limitazione
Io credo di avere a che fare con colleghi che si rendono conto
della differenza tra personale in servizio al 31 dicembre 2006 e
soggetti che hanno stipulato dei contratti, cioè hanno
semplicemente sottoscritto un atto che non è sottoposto a
registrazione, non ha data certa e, di conseguenza, signor
Presidente dell'Assemblea, da questo punto di vista, che cosa si è
introdotto esattamente in questo articolo? E qui sarebbe
interessante, assessore Leanza, che si facesse un approfondimento
di cosa è successo, in questi tre anni, a seguito di tali contratti
stipulati, conservati nei cassetti e che, a febbraio del 2007,
proprio perché la finanziaria vi faceva riferimento, sono stati
presi in considerazione: ebbene, mi chiedo quanto personale sia
stato inserito dal 2 gennaio 2007 in virtù di un mezzo comma che ha
annullato completamente i primi nove commi del Patto di stabilità
Questa è, purtroppo, l'ennesima riprova, cari colleghi, signor
Presidente, onorevole assessore per l'economia, di come siano
indispensabili alcune norme che, devo dire, stiamo introducendo
proprio per evitare quello che si è verificato a seguito del comma
10, e cioè che, quando abbiamo approvato la finanziaria, proprio
con un subemendamento del genere, si sono esclusi dall'applicazione
del Patto di stabilità tutti i contratti postumi che, poi, sono
stati inseriti all'interno del sistema
Se c'è poi tutta una serie di dati preoccupanti, rispetto a quello
che è l'aumento delle unità lavorative nel sistema pubblico della
Regione, nel sistema allargato regionale, è proprio perché,
quando il Parlamento legiferava di limitarsi a nuove assunzioni, ad
un certo punto, nottetempo, si inseriva quel mezzo comma che apriva
la strada alle deroghe e cioè ad assunzioni senza procedura di
evidenza pubblica
Eppure, noi - ricordo in quella seduta che fu storica - siamo
passati all'esterno come il Parlamento che aveva saputo introdurre
una norma di grande autolimitazione e non ci siamo resi conto (io
ero un peone, francamente, però quella norma mi incuriosì molto),
di cosa significasse la differenza fra lavoratori in servizio al 31
dicembre 2006 e contratti stipulati al 31 dicembre 2006 Lei,
assessore Venturi, ride e ha ragione, perché con quel mezzo comma,
qualcuno bravo - in questa Assemblea - prese proprio in giro
l'intera volontà del Parlamento
Ecco perché, poi, si proseguì nelle assunzioni all'interno delle
società partecipate della Regione siciliana, proprio per questo
motivo, perché c'erano i mezzi commi introdotti, nottetempo, che
non facevano altro che annientare tutte le norme su cui noi
disquisivamo, su cui si dibatteva e, di conseguenza, ci
consentivano, da questo punto di vista, di dire all'esterno che il
Palazzo rispondeva a delle esigenze di trasparenza, quando poi, in
realtà, si introducevano dei commi, signor Presidente, che
annullavano completamente quanto era previsto dai commi precedenti
Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è indispensabile
introdurre alcune norme, ma nel rispetto della volontà del
Parlamento, nel rispetto dei siciliani, nel rispetto di un mondo
che ci guarda e, soprattutto, è importante perché non è più giusto
continuare con norme-manifesto che hanno il senso dell'ipocrisia.
Ringrazio il Governo che ha dato parere favorevole già
all'articolo precedente, su quell'emendamento aggiuntivo che
impedisce il ripetersi di tali cose. Da questo punto di vista, è
fondamentale, proprio per arrivare ad un principio, cioè al
rispetto del Patto di stabilità, un elemento delicato per la
Regione siciliana e per l'intero sistema degli enti locali.
Il patto interno, come sapete bene, è un elemento che concorre a
mantenere i princìpi del Trattato di Maastricht e che consente,
allo Stato italiano, di non avere sanzioni.
Il Patto di stabilità comprende norme di autodisciplina che, da
questo punto di vista, ci devono consentire, nel rispetto di una
serie di parametri, di legiferare tenendo conto di quelli che sono,
appunto, i parametri che vengono imposti, prima a livello europeo,
poi a livello nazionale, poi a livello regionale e anche, e
soprattutto, nel sistema degli enti locali.
Rispetto a questa norma, signor Presidente, ci sono solo due
questioni che desidero che mi vengano chiarite: manca un comma
all'articolo 16, perché i commi sono sei. Io mi permetto di
suggerire che manca il comma 7, manca, cioè, la sanzione per chi
procede a sforare il Patto di stabilità regionale. E questo
ulteriore elemento è fondamentale, perché è inutile che il
Parlamento dibatta su norme di principio fondamentali, sol perché
sono richieste da Regolamenti comunitari e dalle leggi nazionali,
quando poi chi è deputato, non noi parlamentari, ma chi ha la
responsabilità di dover far mantenere il patto e, quindi, di dovere
centellinare le spese, non rischia alcuna sanzione: dicevo
centellinare, perché se andiamo a guardare alcune voci di bilancio,
dai costi intermedi ad altro, ci sono degli oneri che risultano
incomprimibili, nonostante ci siano i principi stringenti del Patto
di stabilità interno.
E, allora, ci sarà un problema in questa storia Il problema è
questo, assessore Cimino. Io la prego di fare un subemendamento ed
inserire, come abbiamo fatto già negli altri articoli, la sanzione
per chi non opera secondo le direttive che vengono impartite, in
modo tale da uniformare la disciplina, perché noi abbiamo inserito,
grazie anche, appunto, al suo parere, un sistema di sanzioni per
quanto riguarda una serie di principi di trasparenza della
contabilità.
Chiedo, allora, all'assessore Cimino, altrimenti lo formalizzeremo
noi, di inserire un comma 7, nel quale si estende, anche per quanto
riguarda questo articolo, un aspetto normale, la previsione di una
sanzione: di fronte alla sanzione, infatti, alcuni costi che,
storicamente, in questa Regione risultano incomprimibili,
probabilmente, riusciranno ad esserlo e, così facendo, riusciremo
anche a dare un taglio netto a quello che è, comunque, un modo
d'agire che non corrisponde ai parametri imposti dalle normative
comunitarie e nazionali.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo per
ripetere tutte le cose dette dall'onorevole De Luca, che condivido,
ma non manca solo il comma 7, cioè la previsione di una sanzione,
manca anche una proposta, che già mi sembra l'Assessore abbia anche
predisposto con un subemendamento in questo senso e che spero
venga apprezzato dal Governo stesso, di evitare, cioè, nel computo
del Patto di stabilità, tutto il personale contrattista della legge
regionale n. 16 del 2006.
Ciò significherebbe mettere tutti, o quasi tutti, i comuni
dell'Isola, che hanno questo personale, in condizioni di dissesto,
sin da domani mattina E questo potete verificarlo chiamando gli
uffici della direzione della Ragioneria.
Se non introduciamo questa norma, indispensabile per non computare
quella fetta che i comuni hanno stabilizzato con un grande
sacrificio economico, sia della Regione, sia delle casse comunali,
significa che domani mattina, lo ripeto, tutti i comuni che hanno
quel personale, certamente, andranno in dissesto. E questo dobbiamo
evitarlo.
Sono convinto che al nostro subemendamento, presentato da quasi
tutto il Gruppo parlamentare, ma solo per motivi di velocità non
l'hanno firmato tutti i componenti, si assocerà il Governo, perché
riteniamo indispensabile, da un lato, allinearci a quella che è una
politica europea, a quella che è una politica di risanamento dei
conti (una politica che, sotto il profilo del calmiere, riesce a
dare una stabilità anche agli enti locali), ma dall'altro,
considerato quello che ha legiferato questa Assemblea, non possiamo
assolutamente mettere in ginocchio gli enti locali
Rispetto a questo e a ciò che questa norma introduce su
determinato personale, lo avevamo detto già in Commissione, essa è
una norma, anche questa, come altre che abbiamo già discusso, che
non ha coraggio; non ha coraggio perché non interviene direttamente
nella spesa corrente, ma in modo parcellizzato su determinate voci
e previsioni.
Già nel 2004, se non vado errato, c'era stato un intervento molto
puntuale di questa Assemblea, che è valso per due anni, e in
Commissione Bilancio il Governo non ha voluto riproporlo. Rispetto
a questo, quindi, riteniamo che il subemendamento debba essere
inserito per i cosiddetti contrattisti' ed una volta che c'è
quell'aggiunta, è chiaro che, con grande critica, apprezzeremo
questa norma dell'articolo 16.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento abrogativo 16.1, a firma
dell'onorevole De Luca, che è ritirato, così come gli emendamenti
abrogativi 16.8 e 16.9.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.2, che sopprime il comma 1, a firma
dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento 16.10 si
intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.18, a firma degli onorevoli Galvagno
ed altri.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, siamo in presenza di uno di quei casi in cui
il cane si morde la coda , come si suol dire, nel senso che i
comuni presentano i progetti sul PAR-FAS, sui bandi regionali in
genere e, per aumentare il conteggio, sono costretti ad aumentare
la quota di compartecipazione che, a volte, cozza con il Patto di
stabilità: vi sono, pertanto, comuni che hanno opere pubbliche
ferme per non sforare il Patto di stabilità. La quota di
compartecipazione dovrebbe essere detratta.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sebbene riconosca l'importanza del testo di questo
emendamento a firma dell'onorevole Galvagno ed altri, esso è di
fatto inammissibile, perché è una competenza dello Stato e non
nostra e trattasi di quelle iniziative che, in Conferenza Stato-
Regioni, quest'ultime hanno più volte posto, ma è un aspetto
tecnico che dovrebbe risolvere lo Stato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo emendamento, a firma dell'onorevole Galvagno ed altri,
perché va a centrare uno dei punti dolens fondamentali in cui si
dibattono i comuni della Sicilia, più in generale anche altri
comuni. Ricordo, infatti, che c'è stata una protesta da parte di
quasi tutti i sindaci del Nord, in questo caso siamo uniti, sindaci
del Nord e sindaci del Sud, proprio per cercare di limitare gli
effetti del Patto di stabilità.
Cosa avviene, in questo momento? Ritenendo anche accettabili e
corrette le giustificazioni e le spiegazioni fornite dal Governo,
noi, però, dobbiamo risolvere il problema. E' vero che il Patto di
stabilità non ci consente di intervenire, in quanto è una norma
nazionale, però sugli effetti che essa provoca, quest'Aula avrebbe,
come dire, non solo l'interesse, ma, appunto, anche l'obbligo di
assumere una scelta.
Che cosa accade, infatti? Accade che, in seguito agli effetti del
Patto di stabilità, i comuni, pur beneficiari di finanziamenti per
investimenti, non possono dare corso agli investimenti medesimi e,
quindi, alle stesse gare di appalto. Perché? Perché sforerebbero il
Patto di stabilità.
Allora, delle due l'una. Se non possiamo intervenire, per
sottrarre dal Patto di stabilità, la quota che riguarda le
infrastrutture e gli investimenti, facciamo sì, e questa è
competenza del Governo regionale, che da tutti i bandi che
l'Esecutivo ed i vari Assessorati regionali emanano per il
finanziamento di opere infrastrutturali, venga espunto l'obbligo
della compartecipazione. Almeno, in questo modo, si aggirerebbe
l'ostacolo e consentiremmo ai comuni di spendere i finanziamenti e
di realizzare così le infrastrutture.
Delle due l'una, dicevo. Se da un lato non possiamo intervenire
sul Patto di stabilità, almeno, per quanto riguarda i bandi per
infrastrutture che la Regione emana, di volta in volta, evitiamo di
rendere obbligatoria la compartecipazione dei comuni, in maniera
tale che consentiamo agli enti locali di poter espletare l'opera
senza essere bloccati dal vincolo del Patto di stabilità. Potremmo,
quindi, modificare l'emendamento in questo senso.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sulla materia, secondo me, non è necessario un
emendamento, perché l'intervento dell'onorevole Formica è stato
molto chiaro, il Governo può accettarne i contenuti evidenziati
come una raccomandazione, in modo tale che nella modifica del
Complemento di programmazione, ma anche del P.S.R., si tenga conto
di questa difficoltà. Perché, di fatto, nei cofinanziamenti, molte
volte, i finanziamenti sono europei. Noi, in questo modo, possiamo
risolvere a monte il problema e me ne faccio carico personalmente.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, intervengo nuovamente solo per quanto
riguarda il Complemento di programmazione. Ritengo che quanto
osservato dall'Assessore, debba valere anche per i bandi che sono
in corso e che prevedono l'utilizzo di fondi FAS, per esempio uno
della Programmazione, che credo avesse scadenza a giugno, ma che è
stato prorogato.
Allora, dato che è stato prorogato, appunto, occorrerebbe inserire
già in questo, che è un bando consistente - ha fatto bene il
Governo della Regione a mettere in campo queste risorse per i
comuni, ed è la prima volta che i comuni, dopo tanti anni, possono
nuovamente accedere a finanziamenti per opere infrastrutturali -,
ebbene, almeno in questo bando è opportuno che venga eliminata la
voce compartecipazione , perché ritengo che sia uno dei bandi più
cospicui e fondamentali per dare impulso alle attività
infrastrutturali.
Siamo assolutamente in tempo, il bando ha una scadenza credo fino
a luglio, per eliminare con una piccola rettifica la voce
compartecipazione . Peraltro, fa parte del suo Assessorato alla
programmazione.
GALVAGNO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 16.18.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
16.19. Ne do lettura:
«All'articolo 16, è aggiunto il seguente comma:
A decorrere dall'anno 2009 il concorso degli enti locali al
contenimento della spesa per il personale, previsto dalle vigenti
normative nazionali, viene calcolato includendo nella base di
riferimento gli effetti prodotti dall'articolo 3, comma 2, della
legge regionale 14 aprile 2006, n. 16 e consolidati alla data del
31 dicembre 2008'».
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, è proprio quello che chiedeva lei,
cioè l'esclusione dei contrattisti dal Patto di stabilità.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una questione
molto delicata sotto il profilo tecnico, forse il mio emendamento
potrebbe mettere in discussione l'impianto di calcolo del Patto di
stabilità.
Quindi, signor Presidente, chiedo al Governo di accantonare
l'articolo 16 nella sua votazione finale, in modo che si prepari un
emendamento che possa essere sostenuto sotto il profilo tecnico. Il
Governo ne aveva presentato uno, è pronto ed è molto articolato
nella nota; quindi qualora il Governo insista su quell'articolo,
noi ritireremmo il nostro facendo proprio quello del Governo.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo ha apposto la firma
all'emendamento 16.19.
L'Assemblea ne prende atto.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento che trattiamo forse
viene sottovalutato.
La questione del Patto di stabilità, infatti, in questo caso,
viene determinata dal costo o incide sul costo del personale
precario o articolisti (o comunque ciò che a vario titolo, di
fatto, gonfia o incrementa il costo e, pertanto, nel nuovo bilancio
determina, nella sostanza, i dissesti per i comuni). Di fatto,
attraverso un'interpretazione di come proponeva un momento fa il
collega Mancuso, occorre capire come sia possibile, nel rispetto
del principio che la legge stabilisce, far rientrare questo tipo di
costo in un parametro che non vada, appunto, ad inficiare
l'equilibrio e, quindi, a determinare sostanzialmente una realtà
che taglia fuori dal vincolo del Patto di stabilità.
Proporrei, quindi, onorevole Presidente, che sull'argomento si
sospendano i lavori per dieci minuti per riformulare un emendamento
che possa essere tecnicamente e politicamente condiviso.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ritengo sia opportuno approfondire l'argomento e sostenere la
formulazione dell'emendamento 16.19, in quanto se nella finanziaria
non c'è questo testo, diventa quasi impossibile portare avanti il
disegno di legge della Quinta Commissione, che è un disegno di
legge di stabilizzazione a costo zero.
Ora, se lo spirito del Patto di stabilità è evitare ulteriori
spese rispetto al passato, ed impedire nuove assunzioni, questo è
un emendamento che, in pratica, fa in modo che si prenda atto che
la stabilizzazione non è fatta per lavoratori precari che non
facevano parte della spesa consolidata al dicembre 2008.
In pratica, calcolando la spesa consolidata, e non il numero delle
persone, si rende possibile il processo di stabilizzazione, senza
sforare le cifre del Patto di stabilità.
Questa formulazione, a mio parere, garantisce le due esigenze, se
ce n'è un'altra migliore bene, altrimenti dobbiamo assolutamente
approvarla per evitare di impedire il percorso normativo sulla
stabilizzazione.
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo che stiamo discutendo
sull'emendamento 16.19.
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma è
assolutamente importante perché, in qualche modo, ripara un torto
che è stato fatto e ripristina la legge numero 16 che questa
Regione ha approvato.
L'emendamento recita, infatti, che a decorrere dall'anno 2009, il
concorso degli enti locali al contenimento della spesa per il
personale, previsto dalla vigente normativa nazionale, viene
calcolato includendo nella base di riferimento gli effetti prodotti
dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale numero 16 e
consolidata alla data del 31 dicembre 2008.
La norma fa chiarezza, quindi, in ordine al calcolo degli oneri
per il personale degli enti locali, ai fini del concorso per il
contenimento della spesa a seguito della sovrapposizione, nel
triennio 2006-2008, di una norma regionale, la legge regionale 14
aprile 2006, numero 16, e di una norma nazionale.
La legge nazionale stabiliva, infatti, che per l'anno 2006 la
spesa per il personale doveva essere ridotta dell'1 per cento
rispetto a quella sostenuta dall'anno 2004 e, per gli anni
successivi, non doveva essere superiore a quella sostenuta nello
stesso 2006.
La legge regionale 14 aprile 2006, numero 16, ha previsto che per
il triennio 2006-2008, sempre ai fini del concorso degli enti
locali al contenimento della spesa, gli oneri per la
stabilizzazione degli LSU venivano esclusi dal computo della spesa
per il personale.
Occorre, quindi, chiarire che dall'anno 2009, la base di
riferimento deve essere la spesa complessiva sostenuta per il
personale, ivi compresa, quella relativa al personale stabilizzato
al 31 dicembre 2008, momento in cui cessano gli effetti della legge
regionale. Quindi, stiamo ribadendo una nostra legge regionale che
è stata approvata tre anni fa, che è entrata in vigore regolarmente
e che, in qualche modo, ha garantito ai comuni di poter utilizzare
questo personale.
Vorrei poi ricordare a quest'Aula, e a chi ci ascolta, che negli
enti locali, così come nella Regione, questo è tutto personale per
cui, in ogni caso, non c'è aumento di spesa.
Il secondo aspetto è che da circa vent'anni, negli enti locali,
non si fanno concorsi. Tutto il personale che è andato in
quiescenza non è stato mai sostituito, perché costantemente è stato
utilizzato questo bacino di personale; senza di esso, i comuni
della Sicilia rischiano non il dissesto, ma complessivamente la
chiusura, quindi è una norma giusta nei confronti degli enti
locali, nei confronti dei lavoratori e lo è altrettanto perché
questa stessa norma è stata voluta con determinazione dal
Parlamento regionale.
Vorrei ricordare che le persone di cui stiamo parlando lavorano
negli enti locali dal 1988, da 22 anni, e mi sembra un atto di
giustizia ribadire questa norma. Quindi, noi riproponiamo la norma
che questo Parlamento ha approvato e che, legittimamente, dal 2006
fino al 2008, ha operato in questa Regione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ribadire l'importanza di questo articolo. Noi, in Commissione
Lavoro, abbiamo già esitato un disegno di legge per la
stabilizzazione dei precari e soprattutto negli enti locali, ma
anche in altre aziende, e che prevede un contributo da parte della
Regione nei due quinquenni successivi per l'importo che, in questo
momento, la Regione sta già erogando.
Stiamo, quindi, dando un impulso agli enti locali e alle aziende
che, in questo momento, hanno i precari, al fine di poter loro
consentire di stabilizzare il personale in atto in servizio, come
diceva l'onorevole Leanza, già da circa venti anni.
Pertanto, l'importanza di questa norma è fondamentale, perché
senza l'approvazione di essa salta anche il disegno di legge che è
stato approvato all'unanimità in Quinta Commissione. Pregherei,
quindi, gli onorevoli colleghi di approvare questo articolo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Rinaldi e gli altri colleghi hanno testé segnalato qual è
l'importanza di questo emendamento aggiuntivo. E' chiaro, va detto
con chiarezza, che esso pone una questione complessiva con il
Governo nazionale che ha approvato in Parlamento un ordine del
giorno, votato quasi all'unanimità, del Partito Democratico,
proprio per rimuovere alcuni limiti al Patto di stabilità sia per
gli investimenti che per la questione del personale.
Ritengo che l'emendamento vada votato perché, altrimenti,
metteremmo sostanzialmente a rischio la possibilità per i comuni di
rinnovare i contratti perché, se non venisse approvata questa
norma, il Patto di stabilità non potrebbe essere rispettato dagli
stessi enti locali. E' necessario, pertanto, che questo Parlamento
trovi il coraggio per approvare questa norma.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
emendamento sia di assoluta importanza proprio perché, come diceva
bene il collega Rinaldi, in Quinta Commissione abbiamo approvato un
disegno di legge che, senza questo articolo, rischierebbe di essere
assolutamente inefficace.
Vorrei, però, che il Governo s'impegnasse, ed è oggetto di alcuni
emendamenti che ho presentato, ma eventualmente anche di un ordine
del giorno che sto predisponendo, a prevedere un cronoprogramma per
la stabilizzazione del personale 331-280 (ex circolare 331 e
decreto legislativo 280), ossia quei lavoratori ASU che sono
all'interno dei comuni, ma che non possono essere stabilizzati e,
quindi, non potrebbero neanche rientrare in questa norma, qualora
non si avviasse un percorso di stabilizzazione. Ciò poiché la legge
stabilisce che la Giunta regionale debba, entro il 31 gennaio 2007
- quindi dovrebbe essere aggiornata la data, perché ovviamente non
siamo arrivati in tempo -, approvare un cronoprogramma che diventa
la condizione per cui, poi, si possa prevedere, qualora ci fossero
le risorse, alla conseguente stabilizzazione.
Ritengo, quindi, che questa sia una norma assolutamente utile,
indispensabile affinché la nostra legge, la legge che stiamo
predisponendo, all'unanimità, possa avere un senso: credo, però,
che a corredo di questo, debba essere immediatamente approvato
dalla Giunta il cronoprogramma per la stabilizzazione dei soggetti
ASU della 331-280 .
Abbiamo votato anche un emendamento al disegno di legge sulla
stabilizzazione, perché - ripeto - per questi soggetti, oggi, non
si è neanche individuato un percorso di stabilizzazione, poiché non
sono considerati tra i soggetti prioritari.
Per cui, per tutto ciò che riguarda la stabilizzazione degli LSU
all'interno dei comuni, oggi, non si prevede la presenza di questi
soggetti, che sono numerosi, e che svolgono, per molti versi, un
lavoro indispensabile nell'amministrazione degli enti locali.
Sollecito, quindi, il Governo a prendere in carico questo
problema, in maniera molto seria, perché è un problema che
coinvolge 6 mila persone sparse in tutte le province siciliane.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, entriamo nel vivo
di una materia per la quale da anni si dibatte e che interessa, non
solo la Sicilia, ma anche altre regioni meridionali.
L'approccio a questa materia spesso è stato affrontato con
pressappochismo, con assenza di valutazioni reali e con assoluta
scarsa conoscenza di quelle che sono le implicazioni riguardo al
lavoro che viene svolto, perché di lavoro si tratta, da parte di
questo personale negli enti locali e che si continua, forse anche
in maniera dispregiativa, a chiamarlo precario: a volte si continua
magari a definire questi soggetti come degli orpelli messi lì,
negli enti locali, come presso gli uffici della Regione, a
percepire uno stipendio senza fornire alcuna attività lavorativa.
Ora, vorrei ricordare a quest'Aula che, come bene aveva detto il
Governo, a mio modo di vedere, si tratta di persone che lavorano
nei comuni da oltre 22 anni: in questo frattempo, e a differenza di
ciò che spesso avviene con la politica (perché la politica, quando
vanno in pensione gli impiegati comunali o regionali, si mette
subito all'opera per sostituirli, per andare a espletare dei
concorsi), ebbene, in questo caso, a fronte di una percentuale
altissima, in 22 anni, di personale degli enti locali che è andato
in pensione, i comuni non hanno proceduto alla relativa
sostituzione, avvalendosi nel frattempo, lo ribadisco, dei
lavoratori dell'articolo 23, cioè lavoratori che sono lì da oltre
22 anni e che svolgono funzioni cruciali: senza questi lavoratori
si fermerebbe l'attività dei comuni, è bene dirlo
Ora, a questo riguardo, nell'essere favorevole all'approvazione di
questo emendamento presentato, vorrei anche far notare al Governo,
e prego che mi presti un attimo di attenzione, che non possiamo,
proprio per la delicatezza della materia e per non operare
discriminazioni, non fare attenzione anche all'articolo 55, e cioè
avuto riguardo all'assunzione di quella parte del bacino, ex
articolo 23, che ha avuto la fortuna di lavorare presso gli uffici
della Regione.
Trattandosi dello stesso personale, che è stato assunto in forza
della legge e che è lì dal 1988, quindi da 22 anni, ebbene occorre
considerare che sono figli della stessa legge, e che la
destinazione dell'utilizzo di questo stesso personale, presso gli
uffici della Regione o presso gli enti locali, non può
rappresentare un fatto discriminante che avvantaggia alcuni e
svantaggia altri.
Ora, la Regione ha già operato favorevolmente verso questa
categoria di lavoratori, i 4.500 che sono utilizzati dalla stessa
Amministrazione regionale, perché questi lavoratori, giustamente,
correttamente, sono impiegati con un monte orario di 36 ore
settimanali, a fronte invece dei lavoratori della stessa categoria,
torno a ribadire, che lavorano negli enti locali e che vengono
utilizzati con un monte orario variabile da 18 a 24 ore.
Inviterei il Governo, pertanto, e bene ha fatto il Presidente
Cascio a raccomandare la riscrittura di quell'articolo 55, di
cercare di operare con saggezza e soprattutto nel rispetto di
tutti, senza fare discriminazioni e, quindi, quando si tratterà di
riscrivere l'articolo 55, prevedere che la successiva assunzione,
eventualmente nei ruoli organici della Regione, avvenga dopo una
norma di legge che preveda, appunto, la relativa immissione nei
ruoli. Bene ha fatto, quindi, il Presidente Cascio a pretendere la
riscrittura e credo che il Governo faccia bene a presentare una
riformulazione che preveda il passaggio dopo una norma di legge.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, siamo lieti di averla qui stasera, invece
di leggere sui giornali, impegnato altrove, mentre qui parliamo del
bilancio e della finanziaria della sua e della nostra Regione.
Signor Presidente, chi mi ha preceduto finora ha posto l'accento
sull'enorme importanza di questo emendamento e sulla questione che
l'emendamento stesso ha introdotto nel dibattito della legge
finanziaria di questo Parlamento. La mancanza di questa normativa
ha rappresentato, fino ad oggi, un serio limite all'avvio del
principio di stabilizzazione dei lavoratori precari degli enti
locali. E se vi sono oggi più di otto mila lavoratori precari,
impegnati negli enti locali di tutta l'Isola, e non è stato
consentito ai sindaci - nonostante la loro chiara volontà
dichiarata negli anni - di procedere alla stabilizzazione, ciò è
stato proprio per l'incidenza profondamente negativa sul Patto di
stabilità, che avrebbe determinato l'immediato dissesto finanziario
di tutti gli enti locali che avessero proceduto, appunto, alla
stabilizzazione dei lavoratori precari, impegnati, ricordo, da
almeno 15 e in alcuni casi 18 e 20 anni
Io credo che oggi sia un gesto di grande civiltà politica prima,
ma giuridico-amministrativa dopo, approvare una norma che è di
grande coraggio e che servirà a consentire agli enti locali di
potersi avvalere finalmente, e a tempo pieno, di tutti quei
lavoratori che negli anni hanno consentito, specialmente ai piccoli
comuni, di dotarsi di uffici per il piano regolatore, di uffici
tecnici per le opere pubbliche, di uffici finanziari per il
bilancio e di uffici per la programmazione economica.
Vi sono comuni che oggi si reggono, sotto l'aspetto burocratico e
organizzativo, sui lavoratori precari degli enti locali. Io credo,
quindi, che oggi, senza scadere nella retorica, sia di fondamentale
importanza questa previsione, ed invito il Parlamento a non andare
oltre sull'eventuale richiesta di accantonamento, affrontando ora
il cuore del problema. E, quindi, consentire l'esame, la
discussione e il voto di questo emendamento che permetterà, senza
determinare una negativa incidenza nel bilancio e nel Patto di
stabilità dei comuni, la stabilizzazione dei precari, mantenendo
intatti gli equilibri economico-finanziari degli enti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stamattina,
quando è intervenuto l'onorevole Scilla, ha utilizzato nei
confronti dei nostri interventi e, soprattutto, nei confronti degli
interventi dell'onorevole De Luca, due aggettivi, stupidi e
puerili .
Io che ho uno scrupolo filologico, sono andato a controllare nel
vocabolario della lingua italiana, il Devoto-Oli , e ho cercato il
significato della parola stupido e della parola puerile: ad
entrambi gli aggettivi ho riscontrato che è stupido chi non si
rende conto di ciò che gli accade intorno ed è puerile chi è
bambinesco, cioè chi non si accorge di quanto accade nel mondo
degli adulti.
Caro onorevole Scilla, nel mondo degli adulti, sta accadendo che
al tredicesimo intervento, grazie a questi tredici interventi, un
emendamento, da tutti gli intervenuti, viene esaltato come il più
importante di tutto il disegno di legge messo assieme Di questo
non si accorge solo chi è stupido e chi è puerile, cioè chi non
riesce a capire cosa accade nel mondo degli adulti
Chi è qui soltanto passivamente, perché viene chiamato a
schiamazzare o a fare interventi soltanto di disturbo, non si può
rendere conto dell'attività dei colleghi
Grazie agli interventi come quelli di De Luca, di Mancuso, i miei,
ieri nel bilancio sono stati prosciugati ventuno milioni di euro di
spesa. Ma l'onorevole Scilla non se ne poteva accorgere, perché il
mondo degli adulti non fa parte della sua dimensione Il mondo
bambinesco e puerile del quale lui ha parlato è, probabilmente,
quello che non si rende conto di ciò che accade Altro che
interventi puerili e stupidi
Se oggi, se ieri, emendamenti commentati quattordici volte, grazie
alla elasticità con la quale il Presidente sta conducendo i lavori
d'Aula, consentono di emendare il disegno di legge, e il Governo
sta valutando positivamente alcuni di questi costruttivi
interventi, la previsione di legge viene emendata e diventa
perfettibile e ancor di più conducente e confacente alle istanze
dei siciliani.
Se questo emendamento non veniva discusso, questa norma bucava i
bilanci di tutti i comuni dell'Isola, caro onorevole Scilla E
quindi si rimangi i due aggettivi, li attagli alla sua dimensione,
perché quella dimensione è di chi non si rende conto né di ciò che
gli sta attorno né di ciò che accade nel mondo degli adulti
Questa Assemblea sta legiferando, in modo più adulto di quello cui
è abituato lei: grazie agli interventi di Cateno De Luca, di Fabio
Mancuso, di Innocenzo Leontini e di tutti i colleghi che stanno
intervenendo e grazie anche alla guida lucida e lungimirante del
Presidente Cascio, il Governo sta accogliendo i contenuti di tale
previsione: e quando li accoglie, ciò vuol dire che si riconosce il
fattore positivo e costruttivo degli emendamenti, degli interventi.
L'unico che non ha capito ciò, in questa Aula, è l'onorevole
Scilla
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà. Ricordo, che l'emendamento 16.19 porta
la firma del presidente Musotto.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si parla del
mondo degli adulti , del mondo degli stupidi ho capito, alla
fine, che in Aula c'era un cretino e tutti gli altri sono persone
perbene e intelligenti Forse ho capito male, ma credo che alla
fine il succo fosse questo
Io voglio semplicemente dire, invece, che non credo che questa sia
la prima volta che l'Aula affronti questo problema, e può
continuare a farlo, può cercare anche di far capire alla gente che
ci stiamo occupando di quegli adulti e dei precari LSU.
Io credo che continuiamo ad occuparci di un problema che è
inesistente. E' un problema che possiamo affrontare come vogliamo,
lo possiamo anche votare Avremmo fatto bella presenza e detto alla
gente che siamo bravi e andiamo incontro alle loro esigenze Ma
sappiamo una cosa con certezza, questo emendamento, comunque sarà
votato, sarà impugnato dal Commissario dello Stato, perché è in
contrasto con la legge nazionale. Quindi i sedici interventi vanno
bene; chi ha presentato l'emendamento è una persona seria, lo
riconosco e lo sottolineo, chi lo ha difeso, lo sottolineo, l'ha
fatto e ciò è importante, ma c'è una realtà: il Commissario dello
Stato non può far passare questo emendamento
Io non ho altro da aggiungere, possiamo continuare a far finta di
legiferare in nome e per conto di coloro i quali vogliamo
amministrare, ma la realtà è che sappiamo che stiamo discutendo sul
nulla
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so che questo
è un argomento che ritorna ogni anno nella finanziaria della
Regione, però, con molta onestà, credo che il Parlamento siciliano
commetta un errore, che è il seguente: ogni anno abbiamo, infatti,
lo stesso problema e lo si scarica , appunto, sull'Assemblea
regionale siciliana.
Non ho visto, fino ad ora, lo sappiamo tutti, la politica
siciliana, credo al pari di quella meridionale (perché credo che il
problema di Palermo o della Sicilia non sia diverso da quello che
ha la Campania o Napoli o, per certi versi, la Calabria, che
presentano analogamente un precariato storico che è all'interno
delle pubbliche amministrazioni ed in particolare dei comuni)
ebbene, che ci piaccia o no, con tutte le ipocrisie delle belle
false coscienze che ogni tanto leggiamo sui giornali, perché si
stabilizzi il precariato - stiamo parlando di persone che da
vent'anni svolgono un'attività nelle pubbliche amministrazioni -
questa vicenda non la si può risolvere sic et simpliciter con una
norma.
Attenzione, norma che io sono d'accordo nel varare, così ciascuno
si assume la responsabilità, sono per approvare l'emendamento a
firma Musotto e non ne parliamo più Ma dobbiamo sapere che questa
vicenda è in capo al Governo nazionale, perché fino a quando il
Ministero dell'economia non consentirà alle regioni meridionali,
che hanno un precariato storico, che fa parte, diciamo,
geneticamente della struttura amministrativa dei nostri comuni e,
perché no?, della nostra Regione, continueremo a fare
dell'ipocrisia. Anzi, è il Governo nazionale a fare l'ipocrita nei
confronti dei comuni meridionali e di quelli siciliani in
particolare
Ecco perché io sono per approvare l'emendamento. Dopo di che, sono
anche per fare un'altra operazione, se siamo d'accordo. Ce la
sentiamo di fare un atto politico, oggi, con un ordine del giorno
finale e, poi, domani, un minuto dopo l'approvazione della
finanziaria, con una legge-voto, inviamo al Parlamento nazionale e
a tutti i deputati siciliani, una proposta affinché questo tema del
precariato pubblico sia affrontato con chi si gira la faccia e
quasi quasi si vergogna del fatto che abbiamo i precari in Sicilia?
Li abbiamo, ormai, e come si suol dire questa è la zita . O ce
la sposiamo così com'è, o è inutile continuare a fare gli ipocriti
rispetto a gente che da, ex-giovani, ormai, ha mediamente 40, 45,
50 anni e che opera da vent'anni nella pubblica amministrazione
Noi approviamo questa norma, il Commissario dello Stato, che opera
in stretto raccordo con il Governo nazionale in questa vicenda, si
assumerà la responsabilità, e quindi, appunto, il Governo
nazionale, di dire ai precari siciliani che non devono essere
rinnovati i relativi rapporti di lavoro Vediamo se tale
responsabilità saprà assumersela, ma non si può scaricare
sull'Assemblea un problema che non è e non può essere
dell'Assemblea, deve essere della contabilità generale dello Stato
e dei parametri con i quali si determinano i meccanismi del Patto
di stabilità.
Ecco perché chiedo all'Aula di chiudere questa partita .
Approviamo la norma, dopo di che vediamo che succede. In ogni caso,
va fatto un atto politico forte del Parlamento siciliano nei
confronti del Governo nazionale, perché questa vicenda, ogni anno,
si ripropone ed ogni anno si scarica su di noi una questione
tutta nazionale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che molte
cose le abbia già dette il Capogruppo, onorevole Cracolici. E' la
prima volta che intervengo in questa finanziaria. Io credo che i
nodi vengano tutti al pettine
L'onorevole Cracolici ha anche squarciato su quale sia la
situazione in questo momento. Noi veniamo da una storia molto
antica per i precari, articolo 23, ASU, praticamente precari
regionali eccetera. Si è fatta, già nel 2006, una differenza fra
quelli che erano i precari regionali, assunti per cinque anni a
tempo pieno, e quelli in servizio negli enti locali.
Oggi la situazione è tragica, perché la politica, ad un certo
punto, deve assumersi la responsabilità. Da una parte non si può
dire che il bilancio regionale è squarciato ed è un bilancio
fasullo, mentre dall'altra si possono dare speranze che, peraltro,
non possono essere date solo dal Governo regionale o
dall'Assemblea.
Noi dobbiamo avere il coraggio di porre, così come diceva
l'onorevole Cracolici, una volta per tutte, una questione che è
diventata di carattere sociale per tutta la Sicilia. Avere sul
carico della spesa regionale o degli enti locali, una mole di
precari che oggi non sono più i giovani di allora, che oggi sono
coloro che fanno funzionare, di fatto, gli uffici, può portare ad
avere, da parte di tutta l'Assemblea regionale, un atto di
responsabilità e, al di là del gioco delle parti, dobbiamo
assumerci integralmente questa grande responsabilità
La presenza di alcuni precari in Aula fa scattare tutti e ognuno
dice la sua, però ho l'impressione che ci sia molta demagogia
perché, per affrontare veramente il problema, si deve affrontare
indipendentemente da questa sera. Non basta dire e limitarci a
varare la legge per evitare che i precari insistano sul Patto di
stabilità Vi è un altro problema, tra l'altro: questi precari sono
stati imposti agli enti locali con una legge che, allora, era stata
finanziata ad hoc. Oggi, quei finanziamenti non ci sono. Vi sono
Comuni di quattromila, cinquemila abitanti, con ben centoventi
precari, ed è chiaro che non possono assumersi, da soli, l'onere
di poter andare oltre il Patto di stabilità
Naturalmente, questa è una questione che, come diceva l'assessore,
deve essere posta oggi con forza dall'Assemblea e dalla Conferenza
Stato-Regioni, se è vero che questo problema, dal punto di vista
del Nord del Paese, ha costituito un aspetto critico: per altri
versi, sul Patto di stabilità, è stato chiesto con forza dai
sindaci del Nord, anche appoggiati dalla Lega
Non capiamo perché oggi, da una parte, presentiamo interpellanze
nazionali per dire che il bilancio regionale è un bilancio vuoto e,
dall'altra, poi diciamo di voler diecimila precari, trentamila,
quarantamila ma allora, oggi, non dobbiamo più fare demagogia
Dobbiamo affrontare la cruda realtà di questa nostra Regione che,
come dicevo in altre occasioni, è in un'emergenza sociale ed
economica
Sarebbe da irresponsabili, caro onorevole Leontini, io sono uno
che osserva e, purtroppo, ho osservato talune questioni Allora,
qual è lo scopo di tutti noi? Arrivare a domani notte, senza una
finanziaria e senza un bilancio approvato, oppure metterci tutti
insieme e porre sul piano le vicende che dobbiamo affrontare in
questa emergenza? Siamo in un'emergenza e nessuno si può permettere
di fare, pur con tutte le vostre verità politiche che avete, le
vostre rivendicazioni o le nostre Il problema è oggi che siamo di
fronte a un'emergenza
Voglio anche dire che questo argomento, da tutti condiviso in
Aula, serve pure a fare una riflessione di quello che è il percorso
che vogliamo creare. Vogliamo dire che il Governo non è in grado di
fare la finanziaria? Quali sono gli effetti per tutta la Regione?
Quali sono gli effetti cui saremo chiamati noi deputati, domani,
dalla gente che aspetta una risposta chiara?
La differenza, fra il Sud e il Nord, dobbiamo dire qual è Al
Nord, quando si tratta di alcuni argomenti, sono tutti compatti,
alla Camera, nelle Regioni, in tutti le sedi Qui, non lo siamo e
questo è un errore politico, ma anche di ragion di Stato, e che
pagheremo a caro prezzo per le prossime generazioni.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per fatto personale
SCILLA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, vi sottrarrò
soltanto due minuti, perché mi sembra doveroso rispondere
all'intervento fatto dal Capogruppo del PDL, onorevole Leontini. Mi
sembra il minimo, due minuti
Intanto, il Capogruppo Leontini, per comprendere bene la parola
stupido o puerile ha dovuto consultare il vocabolario. Mi sembra
eccessivo, non c'era bisogno
Fatta questa premessa, stamattina se ho esagerato, se ho offeso
qualcuno, posso anche chiedere scusa, nella maniera più assoluta,
perché non volevo affatto offendere, mi riferisco al collega
D'Asero, e se, quindi, ho dato questa impressione, posso anche
chiedere scusa.
Ribadisco, però, il concetto. E l'ha detto poco fa lei, collega
Leontini. Quando si interviene e lo si fa per modificare, per
migliorare, per dare un contributo reale, ed allora, ben vengano
gli interventi. Non uno, non due, non dieci minuti, anche mezz'ora
di intervento siamo disposti a sopportare Ma quando l'intervento,
signor Presidente, mi sembra che io stia parlando serenamente, sto
concludendo, lei è garante assoluto dicevo, se l'intervento è fatto
in maniera costruttiva, che ben vengano i contributi al dibattito.
Ho voluto, soltanto, dire, e lo ribadisco, che ognuno di noi ha
quel piccolo quoziente intellettivo tale da comprendere quando
l'intervento è utile, collega D'Asero, e quando invece è
strumentale Perché nel momento in cui si interviene sul Patto di
stabilità c'è una logica, ma quando ciò avviene su un articolo, per
il quale si è lottato perché fosse inserito in finanziaria, e, poi,
si presenta l'emendamento abrogativo, mi pare evidente che
l'atteggiamento sia soltanto strumentale
Chiedo, quindi, scusa all'Aula, al Governo, se ho potuto creare
qualche momento di tensione, ma che sia chiara una cosa: il fatto
che noi sosteniamo il Governo e vogliamo che questa finanziaria
vada in porto, non significa che non possiamo esprimere la nostra
opinione, perché se il parlamentare ha il diritto di intervenire,
può farlo sia per sostenere sia per contrastare una tesi.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge
nn. 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, non posso che essere felice del
fatto che in quest'Aula sia scoppiata la pace e, però, abbiamo il
dovere di continuare a dire, noi dell'UDC, come abbiamo fatto in
questi mesi, di come stanno le cose.
Come giustamente ha detto qualcuno prima di me, faccio una
premessa, non tornerò sul merito dell'emendamento del Presidente
Musotto, che l'UDC voterà in maniera convinta, ma devo fare due
osservazioni assolutamente sintetiche.
Prima osservazione: avevamo presentato in Commissione Bilancio,
onorevole Presidente della Regione, una serie di emendamenti che
avevano fondamentalmente due obiettivi, il primo, il tema del
precariato; il secondo, concernente le famiglie numerose, con
particolare riferimento alla riduzione dell'addizionale Irpef
regionale.
Ebbene, né l'uno né l'altro tema sono stati apprezzati dalla
maggioranza in Commissione Bilancio, e cioè dall'MPA, dal PD e dal
PDL Sicilia. E queste norme sono state bocciate. Siccome le abbiamo
ripresentate in Aula, perché abbiamo a cuore la famiglie siciliane,
e tra esse anche quelle che hanno al loro interno dei precari, oggi
ci rendiamo conto che, quando abbiamo giudicato pessima la
finanziaria presentata dal Governo Lombardo, lo abbiamo fatto a
ragion veduta, tanto che è stato necessario un emendamento
dell'Aula per inserire un tema di così esiziale importanza e che
nella finanziaria presentata dal Governo, appunto, non figurava.
Allora ora siamo tutti bravi, applausi per tutti, la verità è che
l'abbiamo inserito in Aula, non era nel progetto del Governo
Dopo di che, e faccio la seconda osservazione, accingendomi a
concludere, l'onorevole Cracolici ha detto delle cose sensatissime,
talmente sensate, onorevole Cracolici, che mi aveva quasi convinto
se non fosse che le manca un ultimo passaggio del sillogismo che
lei ha rappresentato all'Aula e mediaticamente ai siciliani.
Lei ha detto, infatti, una cosa corretta: il problema dei precari
è un problema nazionale, se ne deve fare carico il Governo
nazionale, non se ne può fare carico l'Assemblea regionale. C'è un
piccolo problema, però. Il Presidente Lombardo è alleato del
Governo nazionale e lei, onorevole Cracolici, è alleato del
Presidente Lombardo E, allora, rispetto a queste cose, non è più
possibile prendere in giro la gente Facciamo tutti una battaglia
insieme, facciamo una legge-voto, facciamo ciò che volete, però
abbiate, vivaddio, il buon senso di chiamare con serenità le cose
col loro nome. Ci sono nelle scene politiche nazionali e regionali
pagine non di poca chiarezza, di nessuna chiarezza e siccome il
momento è assai delicato, inviterei tutti, prima di parlare, a
passarsi una mano sulla coscienza.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo di dover
ridurre al minimo, così come sto facendo, i miei interventi, però
per quello che ho sentito su questa materia che riguarda il
precariato e per l'impostazione che qualche collega ha voluto dare
alla stessa, non potevo esimermi dal fare qualche mia personale
considerazione. Come ha detto l'onorevole Cordaro, sono d'accordo
rispetto a quanto sostenuto da alcuni colleghi. Come, ad esempio,
di quanto ha detto l'onorevole Laccoto, quando afferma che il
problema non è di questa Assemblea, ma assume una valenza
nazionale. E lo dobbiamo dire a tutti, lo dobbiamo dire ai
siciliani, lo dobbiamo dire ai precari.
E' vero, noi non possiamo risolvere questo problema, ha ragione
l'onorevole Cintola, non sono d'accordo ad inserire questo comma
perché, in effetti, devo dire che il problema è nazionale e, forse,
dovrebbe essere risolto dalla Conferenza Stato-Regioni.
Ricordo che nel 2008, già da quest'Aula, onorevole Dina, qualcuno
che è stato chiamato a rappresentare i siciliani, e sappiamo di chi
parlo, ha detto che era opportuno procedere alle geometrie
variabili per mettere di lato l'ascarismo contro Roma e per
riuscire a incidere ancor di più su Roma, per ridare priorità e
protagonismo, caro Presidente Lombardo, alla nostra Sicilia.
Ebbene, sono passati due anni, Presidente Lombardo, mi dispiace
dirlo, ma non lo dico io, lo dicono i siciliani, e la sua azione,
purtroppo, non ha sortito, e voglio usare un eufemismo, quei
risultati voluti, sperati, quei risultati desiderati
Purtroppo, l'intervento e la forza contrattuale di questa Regione,
lo dobbiamo dire Presidente Adamo, non è quella da tutti noi
sperata.
L'intervento di un Governo autonomistico, che fa riferimento ad
intermittenza a fatti del passato, addirittura rievocando Milazzo,
lo dobbiamo dire, a distanza di due anni, non sta sortendo quel
risultato in cui tutti speravamo Anche chi ha vinto le elezioni è
stato convocato, nostro malgrado, all'opposizione, tradendo il voto
dei siciliani, della Sicilia, di tanti siciliani e italiani che
guardavano a un Governo di centrodestra e non a un pastrocchio che
è stato fatto, dall'immagine completamente confusa.
Allora, noi siamo perché si approvi questa finanziaria. Siamo, lo
voglio dire, non per l'ostruzionismo - e chi vi parla lo ha
dimostrato, perché poteva fare un intervento su ogni emendamento e
a sua volta su ogni articolo -, no, però dobbiamo ripristinare i
termini della realtà.
Onorevole Cordaro, lei ha detto che questo Governo è alleato al
Governo nazionale, non è assolutamente vero Forse il Presidente
Lombardo vorrebbe parlare con il Presidente Berlusconi, ma c'è
qualche problema che osta rispetto a ciò.
Allora, noi siamo all'opposizione per altri tre anni, anche se io
volevo andare al Governo, mi ero pure candidato, Presidente Cascio,
per governare assieme agli altri, chiaramente, da uno degli ultimi
scranni di questo Parlamento: mi ero candidato a tale ruolo,
chiedendo la fiducia alla gente della Sicilia Purtroppo, ad un
certo punto, mi sono svegliato e mi sono ritrovato all'opposizione,
come gli ultimi, onorevole Mancuso, pazienza, per altri tre anni
saremo in quel luogo
Oggi, però, sulla questione dei precari, non ci possiamo prendere
in giro, dobbiamo risolverla. E' giusto aprire una prima finestra
per i precari regionali, e poi aprire via via gradualmente le
altre, questo lo dobbiamo dire a chiare lettere. Però è altrettanto
vero che, qualora ci fosse stata la necessaria autorevolezza nella
Conferenza Stato-Regioni, la Sicilia avrebbe potuto operare la
deroga al Patto di stabilità, onorevole Cordaro, lei deve essere
più preciso nelle affermazioni, perché altrimenti ci confondiamo un
po' tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Buzzanca, Arena e Incardona.
BUZZANCA. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ARENA. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Incardona.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
non voglio entrare nel merito delle cose dette dall'onorevole
Falcone, però mi permetto di ricordare a me stesso, a quest'Aula e
al Governo, quindi a tutti i componenti di quest'Assemblea
regionale, a qualunque partito, a ciascuno di noi, a prescindere
dall'appartenenza politica, di quanto detto dall'onorevole Cordaro
e da altri che sono intervenuti, cioè che il problema del
precariato è grave ed è importante per la nostra Sicilia.
E, caro onorevole Falcone, non possono essere qui ribadite le
ragioni di una parte, seppure legittime o meno
Qui oggi vanno ribadite soltanto le ragioni dei precari, di gente
che attende, da tantissimi anni, una stabilizzazione, perché al di
là dell'appartenenza a questo o a quel partito, siamo tutti
impegnati in quest'Aula a dare sostegno alle ragioni dei precari
Al di là di ciò che è accaduto e che non è accaduto, questo è un
problema che va affrontato con la compattezza e con la sinergia di
tutte le forze politiche, siano esse di maggioranza o di
opposizione, in questo Parlamento, così come al di fuori di esso.
Perché è una questione sociale veramente grave, a cui non possiamo
contrapporre divisioni politiche, ragioni di schieramento, di
maggioranza e di opposizione.
Quindi, al di là di ogni cosa, condivido quanto sostenuto da chi
proponeva una legge-voto, un ordine del giorno, una mozione,
qualsiasi atto politico che serva ad impegnare il Governo della
Regione e quello nazionale a risolvere questo problema.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei soltanto chiarire che, nella finanziaria
presentata dal Governo, quest'articolo era ben presente - se non
ricordo male era l'articolo 5 - ma, per ragioni di opportunità, la
Commissione ha ritenuto di stralciarlo per un approfondimento,
tant'è che poi l'onorevole Musotto, Capogruppo di maggioranza, ha
presentato, in sintonia con il Governo, un emendamento che di buon
grado vedo i colleghi parlamentari hanno voluto approfondire e
meglio sostenere.
Questa tematica è per tutti noi, non solo importante, ma anche di
difficile soluzione. Spero, quindi, che questo tema, il tema del
precariato, che non riguarda soltanto i lavoratori degli enti
locali, ma pure quanti sono oggi impegnati in Sicilia nei Consorzi
di bonifica, come nella Forestale e nei servizi antincendio, possa
divenire un motivo per un'azione politica forte a livello
nazionale. Ciò perché non può essere sicuramente la Regione
siciliana a farsi carico di un problema così serio e importante,
che già la QuintauiQQ Commissione parlamentare, peraltro, nei
prossimi giorni affronterà.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.19. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 16.1, 16.8 e 16.9 sono
preclusi.
DE LUCA. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 16.2, 16.3, 16.4,
16.5, 16.6 e 16.7.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 16.10, 16.11,
16.12, 16.13, 16.14, 16.15 e 16.16.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa, quindi, all'emendamento 16.17 del Governo. Ne do
lettura:
«Al comma 4 dopo le parole Aziende sanitarie provinciali' sono
aggiunte le parole le Aziende ospedaliere'.»
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 16.20 e all'emendamento
16.20.1, sostitutivo, a firma dell'onorevole Leontini:
L'emendamento 16.20 è sostituito dal seguente:
«Al comma 4 cassare le parole ivi comprese quelle relative a
consulenze, incarichi e collaborazioni' dalla sede prevista ed
aggiungerle dopo le parole di parte corrente'.'»
Il parere del Governo sull'emendamento sostitutivo 16.20.1?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 16.20 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
Misure di contenimento della spesa del settore pubblico
regionale
1. I compensi corrisposti ai componenti degli organi di
amministrazione e controllo, degli istituti, aziende, agenzie,
consorzi, organismi ed enti regionali comunque denominati,
sottoposti a tutela e vigilanza dell'amministrazione regionale che
usufruiscano di trasferimenti diretti da parte della stessa, fatta
eccezione per le aziende sanitarie ed ospedaliere nonché per le
aziende ospedaliere universitarie, non possono superare l'importo
onnicomprensivo di 50.000 euro annui per ciascun componente gli
organi di amministrazione e di 25.000 euro per ciascun componente
degli organi di vigilanza e controllo.
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per l'economia, previa delibera di Giunta,
sono individuate, in base a criteri di funzionalità e
territorialità, tre fasce entro le quali classificare gli
organismi di cui al comma 1 e determinati, nei limiti previsti dal
medesimo comma 1, i compensi da erogare ai relativi organi di
amministrazione e controllo. Tali compensi devono essere
comprensivi di eventuali benefit usufruiti.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano dalla data
di entrata in vigore della presente legge.
4. Gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi ed enti
regionali comunque denominati, sottoposti a tutela e vigilanza
dell'amministrazione regionale che usufruiscano di trasferimenti
diretti da parte della stessa, fatta eccezione delle aziende
sanitarie ed ospedaliere, qualora corrispondano compensi superiori
al limite fissato dal precedente comma, devono provvedere entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge
ad adeguare i propri statuti e regolamenti alle limitazioni
previste. Le Amministrazioni che svolgono funzioni di tutela e
vigilanza dei predetti enti e società provvedono ad adottare i
consequenziali atti.
5. Sono abrogati le disposizioni di legge in contrasto con quanto
previsto dal comma 1 del presente articolo.
6. E' fatto divieto agli istituti, aziende, agenzie, consorzi,
organismi ed enti regionali comunque denominati, sottoposti a
tutela e vigilanza dell'amministrazione regionale che usufruiscano
di trasferimenti diretti da parte della stessa, di adottare
provvedimenti di incremento dei compensi degli organi di
amministrazione e di controllo, ancorché originariamente
determinati entro il predetto limite di 50.000 euro per ciascun
componente gli organi di amministrazione e di 25.000 euro per
ciascun componente degli organi di vigilanza e controllo.
7. Dalla data di entrata in vigore della presente legge gli
amministratori degli istituti, aziende, agenzie, consorzi,
organismi ed enti regionali comunque denominati, sottoposti a
tutela e vigilanza dell'amministrazione regionale che usufruiscano
di trasferimenti diretti da parte della stessa, che per tre
esercizi finanziari abbiano conseguito perdite o abbiano registrato
un progressivo peggioramento dei conti sono decaduti di diritto.
Per l'esercizio 2010 gli anni di riferimento si intendono il
triennio 2007/2009».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere al
Governo, per quanto riguarda quest'articolo, di accantonarlo, e ne
spiego anche i motivi. Rischia, infatti, di passare per ulteriore
norma-manifesto , come di quelle che abbiamo contestato in
quest'Aula e cercato anche oggi, con grande senso di
responsabilità, di modificare, ciò perché, rispetto al titolo
misure di contenimento della spesa del settore pubblico
regionale , rischia di non avere gli effetti sperati.
Presidenza del Vicepresidente Oddo
Su questo tema, ho presentato degli emendamenti proprio per
aderire a quella che è la logica che individuo in questo articolo
della finanziaria proposta dal Governo; faccio un esempio molto
chiaro, onorevole assessore, onorevole Presidente della Regione:
non possiamo limitarci semplicemente ai compensi degli
amministratori, perché questo, rispetto al problema degli sprechi,
è relativo e rischia di passare come un messaggio ipocrita.
Da questo punto di vista, mi permetto di dire che noi dobbiamo
riguardare tutta una serie di aspetti che sono effettivamente
fondamentali per quanto riguarda il contenimento della spesa,
perché se noi facciamo solo riferimento all'indennità degli
amministratori, per cui stabiliamo un tetto, delle fasce, e non ci
poniamo, invece, il problema del costo degli Uffici e
dell'accorpamento delle strutture periferiche dei dipartimenti, che
non sono contemplati in questo provvedimento non ci stiamo ponendo
affatto i veri problemi
Se noi, realmente, vogliamo varare una norma che sia misura di
contenimento della spesa del settore pubblico regionale, non
possiamo dire che, sol perché abbiamo ridotto le indennità degli
amministratori, abbiamo raggiunto l'obiettivo Avremmo innovato un
aspetto, ma perché, così come abbiamo dimostrato finora grande
senso di responsabilità, non cerchiamo di introdurre elementi
complessivi che portano a una razionalizzazione generale che ci
viene anche richiesta e imposta dalla nostra situazione
finanziaria?
Credo che questo sia importante, e chiedo agli Uffici - se è
possibile e se il Governo è d'accordo - di richiamare gli
emendamenti aggiuntivi che ho presentato all'articolo 17, che sono
attinenti all'articolo medesimo, perché riguardano misure di
contenimento della spesa del settore pubblico regionale. Dunque,
s'impone un'azione generale, una ricognizione generale, perché
cominciamo a guardare i doppioni degli Uffici periferici dei
Dipartimenti in ogni provincia, i doppioni dei vari istituti, dei
vari enti regionali che ci sono in ogni provincia, i doppioni delle
società che ci sono nelle varie province
Perché, una volta per tutte, non introduciamo una norma di
principio e diciamo che, entro 120 giorni, tutti questi doppioni
sul territorio devono essere accorpati? I miei quattro emendamenti
aggiuntivi hanno proprio questo senso. E allora sì, che avremmo
fatto una reale norma di contenimento: pensate a tutti gli Uffici
periferici della Regione che, in questo momento, ci costano in
termini di affitto, in termini di indennità di posizione di chi
comunque è responsabile dell'ufficio e poi, alla fine, il costo
complessivo di quello stesso ufficio non giustifica neppure le
risorse che gestisce
Faccio l'esempio tratto da uno di questi emendamenti: al fine di
ridurre i costi e razionalizzare l'organizzazione amministrativa
della Regione, il Governo regionale, entro 120 giorni dall'entrata
in vigore della presente legge, presenta all'Assemblea regionale
siciliana una relazione dettagliata relativa a ciascun istituto,
azienda, agenzia, consorzio, organismo ed ente regionale comunque
denominato, sottoposto a tutela, vigilanza dell'amministrazione
regionale, o che usufruisce dei trasferimenti diretti da parte
della stessa. La relazione di cui al precedente comma è finalizzata
allo scioglimento di almeno il 50 per cento e/o l'interruzione di
qualsiasi forma di finanziamento degli istituti, delle aziende,
delle agenzie, dei consorzi, degli organismi ed enti regionali,
comunque denominati, sottoposti a tutela e vigilanza
dell'Amministrazione regionale e/o che usufruiscono i trasferimenti
diretti da parte della stessa .
Ebbene, signor Presidente, che cosa comporta questo emendamento,
insieme ad un altro che riguarda gli uffici periferici della
società a totale o maggioritaria partecipazione regionale, delle
imprese pubbliche, comunque denominate, volto ad accorpare il 50
per cento di quelli già esistenti su tutto il territorio regionale?
Un altro 50 per cento, in termini di accorpamento, è costituito
dagli uffici periferici dei dipartimenti, con ispettorati e
quant'altro, tanto per fare altri esempi.
E allora, sono queste, assessore Cimino, le vere norme di
razionalizzazione - se le vogliamo definire tali - della spesa del
settore pubblico regionale Quando lei propone semplicemente
l'indicazione della riduzione dei compensi degli amministratori,
stiamo dando un esempio che non risolve il 99 per cento dei costi
di cui parliamo, perché se va a guardare i cosiddetti costi
intermedi, quelli che tecnicamente sono incomprimibili, finora
hanno avuto una costante crescita, perché da questo punto di vista,
appunto, non c'è stata ad oggi una reale azione di
razionalizzazione.
Allora io chiedo a quest'Assemblea, in questa occasione, che metta
mano definitivamente a questo tema, perché, e qui Presidente della
Regione faccio anche un altro appunto: non sono d'accordo che sia
solo la Giunta a decidere cosa tagliare e cosa lasciare in piedi,
per un motivo semplice, questo Parlamento ha istituito, infatti,
per legge numerosi istituti, numerose società e vari enti e
aziende.
Se noi vogliamo, pertanto, fare realmente un'azione del genere, è
a questo Parlamento che va presentato il progetto finale di
razionalizzazione amministrativa, e quindi di accorpamento di tutti
gli enti e le società che la Regione finora ha costituito, con
chiari doppioni che non hanno consentito di avviare realmente
un'azione di risanamento.
Se è possibile, chiedo agli Uffici di potere agganciare a questo
articolo gli emendamenti di cui ho dato degli esempi, proprio per
arrivare finalmente a degli interventi concreti di contenimento
delle spese del settore pubblico regionale.
Un altro appunto che mi permetto di sollevare è rispetto ai commi
che condivido, ma con alcune correzioni: il comma 7 non può essere
retroattivo in quanto - e non perché io voglia fare ora il
moralista - non possiamo dire, cioè, che chi non si sia fatto
carico delle norme che stiamo discutendo con decorrenza dal 2007,
ora lo decapitiamo L'efficacia di questa norma deve essere quella
regolare , e quando noi diciamo che gli anni di riferimento sono
il triennio 2007-2009, francamente, stiamo sostanzialmente
introducendo una previsione che rischia di passare, assessore
Cimino, ma credo che non sia così, come una decapitazione
Bisogna, pertanto, precisare che i riferimenti, in termini di
efficacia, sono relativi agli anni dal 2010 in poi, perché
diversamente rischiamo di sottoporre comunque a questi principi
degli amministratori, al di là di come abbiano amministrato,
retroattivamente, e quindi ciò ne comporterebbe la decadenza dalle
relative cariche.
A proposito di eventuali benefit - poi il collega Mancuso vi
spiegherà quali sono i benefit - mi permetto di dire una cosa:
spesso, i rimborsi spese superano le indennità, e allora si deve
mettere un tetto al rimborso spese a piè di lista: a fronte di
indennità, magari, di diecimila euro, poi si spende come rimborso a
piè di lista quarantamila euro
E allora, onorevole assessore Cimino, con questo articolo si deve
per forza prevedere anche un limite al rimborso spese a piè di
lista, perché è inutile che diminuiscano le indennità degli
amministratori a dieci, a ventimila euro, e dopo di che si consente
loro di andare nei migliori alberghi, di svolgere una serie di
attività che, a conti fatti, fanno lievitare queste cifre, perché
non si ottiene allora alcun risparmio
Ecco perché questa norma così non funziona, e chiedo al Governo e
al Presidente della Regione, di accantonarla, al fine di
approfondirla compiutamente.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio una
premessa con la speranza che il Governo l'accolga. Io sono
contrario all'accantonamento, perchè chiedo al Governo di ritirare
questo articolo e ne dirò le motivazioni.
E' necessaria una riflessione generale su questa finanziaria, in
modo che i lavori possano eventualmente proseguire spediti: si
dovrebbero ritirare tutte quelle norme che potremmo fare con
maggiore calma, con maggiore serietà, e nello stesso tempo con
maggiore applicabilità.
Onorevole De Luca, io non sono d'accordo con lei, perché mi è
appena stato consegnato un subemendamento del Governo che recita:
i compensi, così come rideterminati nel presente comma, decorrono
dalla data di rinnovo degli incarichi . Si dice, sostanzialmente,
va bene, però dopo .
Tale previsione, quindi, non è una norma che deve pesare nella
finanziaria, è una norma che, nella semplificazione dell'attività
della pubblica amministrazione, può essere regolata con tutti i
suggerimenti che ha dato l'onorevole De Luca, e adesso mi permetto
anch'io di rivolgere dei suggerimenti al Governo.
Perché l'Esecutivo non prevede, altresì, non dico per lo stesso
importo, ma sotto il profilo politico del contenimento della spesa,
interventi seri anche per le Aziende sanitarie? Qual è il motivo,
perché le escludete?
Perché varare una norma di contenimento su tutti gli incarichi, di
tutti gli enti, diretti e indiretti, delle società partecipate, ed
escludere le Aziende sanitarie, escludere le Aziende ospedaliere
universitarie, qual è la motivazione? Perché non regolare anche
quei compensi?
Non riesco a comprendere le motivazioni, anche perché questo
disegno di legge, nei vari articoli, un po' di contraddizioni le
presenta Mentre al comma 1 e al comma 4 si prevede l'esclusione,
al comma 6 non la si prevede più; mentre al comma 3 prevede che i
commi 1 e 2 dovrebbero essere applicati entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore della legge, poi si dice che non è così
A mio avviso, questa norma sarebbe da riscrivere meglio, da
armonizzare rispetto a quella che è un'ottima, intelligente
previsione.
Ma così com'è porterà contenziosi a non finire, con la miriade di
soggetti che, bene o male, interferiscono con l'Amministrazione; i
compensi, così come sono stati previsti, metteranno non solo in
subbuglio le Amministrazioni stesse che li devono erogare, ma anche
chi ritiene di avere dei diritti già acquisiti.
Ciò che manca, in questa misura di contenimento della spesa del
settore pubblico regionale, è una vera armonizzazione, manca nel
controllo totale di tutto ciò che si deve prevedere anche il comma
7, ad esempio, come ha detto l'onorevole De Luca, non prevede - non
so se dimenticato oppure volutamente non scritto - analogo
trattamento per le Aziende ospedaliere e le Aziende universitarie.
Non si comprende, in linea generale, chi è dentro e chi è fuori da
questa norma: alcuni commi comprendono tutti, altri commi escludono
qualcuno
Considerato anche che il Governo intenderebbe applicarla ai nuovi
nominati, riteniamo che possa essere ben inserita all'interno del
disegno di legge sulla semplificazione amministrativa, che è già
pronto per l'esame in Aula e, se non lo approviamo entro due mesi,
onorevole Adamo, ci sono delle dichiarazioni che mettono in dubbio
la stabilità del Governo. Quindi, rispetto a queste dichiarazioni,
sono certo che quel disegno di legge approderà subito dopo la
finanziaria in Parlamento, e in quel disegno di legge possiamo
inserire questa previsione. Qualora voleste insistere con questa
norma in finanziaria, quanto meno, riformulatene i contenuti, in
modo da avere una armonia su chi debba essere inserito e su chi
debba essere escluso: come ho già detto, infatti, alcuni commi
prevedono esclusioni, altri commi non le prevedono e
l'armonizzazione della norma in esame, così come formulata, è
inapplicabile per un comparto assai vasto, come quello del pubblico
impiego regionale.
PRESIDENTE. Onorevole assessore Cimino, credo che sia opportuno il
suo intervento per capire se il Governo intenda mantenere
l'articolo, così come è stato formulato, ovvero se ritenga di
svolgere un approfondimento.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo intende insistere sulla formulazione di questa
norma di contenimento delle spese, perché trattasi di una
previsione non solo fortemente voluta, ma che è stata apprezzata
favorevolmente dalla Commissione Bilancio, non ponendo alcuna
difficoltà di carattere interpretativo. Se vi è la necessità di
alcuni chiarimenti, per quanto riguarda le Aziende sanitarie,
ricordo che per esse i compensi sono determinati da un decreto
nazionale e, quindi, per non creare disparità di trattamento e
differenziazione tra l'Azienda di Pordenone e quella di Palermo, è
necessario ed è giusto che il Parlamento regionale non intervenga
in questa materia.
Per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole De Luca, devo dire
che in parte lo condivido e può essere approfondito nell'articolo
20 di questa finanziaria, per quanto riguarda il tema degli enti,
dei consorzi e delle società partecipate dalla Regione.
Per quanto concerne, invece, l'altro aspetto, che riguarda gli
uffici della Regione siciliana, ricorderà il collega De Luca che il
Presidente dell'Assemblea ha ritenuto questa materia ordinamentale
e, pertanto, non può essere trattata in finanziaria. Tant'è che il
Governo aveva predisposto un articolo per accorpare il Dipartimento
delle Aziende Foreste con il Dipartimento del Corpo forestale, e
aveva anche pensato di accorpare la tematica concernente i Consorzi
di bonifica: anche quest'ultima, però, è stata, dalla Presidenza
dell'Assemblea, ritenuta materia ordinamentale, se non erro. Le
idee dell'onorevole De Luca, quindi, in parte possono essere
approfondite quando si tratterà l'articolo 20.
Per il resto, gli emendamenti che il Governo ha presentato, come
quello concernente i compensi, sono soltanto un chiarimento per
evitare possibili contenziosi nei confronti di chi già ha un
incarico e, quindi, con questa legge, dovrebbe modificare il
proprio rapporto. Ma, su questo tema, il Governo è disponibile
anche a ritirarlo, perché vuole che su questo argomento si possa
intervenire con immediatezza e creare un risparmio altrettanto
immediato e coerente con quanto stiamo di fatto già realizzando.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
contrario all'emendamento A.637 anche per le motivazioni che ha
rassegnato l'Assessore, atteso che con questo emendamento creeremmo
la reintroduzione del bacino unico del personale. Consentiremmo,
cioè, che personale che non è stato assunto con regolare concorso,
possa transitare nelle fasce regionali, quindi negli enti pubblici,
rispetto e a danno di coloro che hanno partecipato a una regolare
selezione pubblica.
Con riferimento al secondo emendamento, il 17.24 della collega
Adamo, non si capisce il riferimento agli organismi ed enti
territoriali, locali e regionali. Sembrerebbe che andiamo ad
intaccare gli enti locali. Andiamoci cauti su questo aspetto.
Ultima specificazione. Non dobbiamo guardare alla retroattività
della norma, ma non possiamo nemmeno posticipare questa previsione
alla prossima occasione. Allora, dal momento in cui entra in vigore
questa norma, dobbiamo adeguare i compensi degli amministratori,
provvedendo altresì - e qui invito il Governo - ad adeguare i
compensi dei sindaci dei collegi revisori. Ci sono alcuni sindaci
che percepiscono, infatti, oltre alla loro indennità, un rimborso
spese per abbandono o comunque perché lasciano il proprio studio
professionale. Tale rimborso arriva a cifre impressionanti, circa
700 euro ad ora perché trascurano il proprio studio professionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti
A.637, A.636 e A.635, rispettivamente a pagina 211, 213 e 212 del
fascicolo degli emendamenti, verranno trattati come articoli
aggiuntivi.
Si passa all'emendamento 17.1 dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.10 dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti 17.2,
17.3, 17.4, 17.5, 17.6, 17.7 e 17.8 sono ritirati.
Gli emendamenti 17.14, 17.15, 17.16, 17.17 e 17.18 sono
analogamente ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.11 dell'onorevole Leontini. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.12, dell'onorevole Leontini. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.19, a firma dell'onorevole Greco ed
altri.
GRECO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
17.13 dell'onorevole Leontini ed altri. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.21 del Governo, modificativo del comma
4:
«Al comma 4 dopo le parole Aziende sanitarie ed ospedaliere' sono
aggiunte le parole e delle Aziende ospedaliere universitarie'.»
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
MANCUSO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
MANCUSO. Dichiaro di ritirare la richiesta di votazione per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 17.21. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.22, a firma dell'onorevole Leontini ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 17.24 dell'onorevole Adamo è inammissibile, come
pure l'emendamento 17.25, di cui l'Assessore Cimino non riconosce
la firma.
Si passa all'emendamento 17.23 del Governo.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, voglio
chiarire il senso di questo emendamento. Quest'articolo deve avere
immediatamente, dal giorno della sua pubblicazione, un contenimento
in termini di spesa per la nostra Amministrazione. Questo articolo
dà la possibilità di evitare contenziosi. Infatti, nel momento in
cui vi è già chi è stato nominato revisore dei conti in alcune
aziende, non può di fatto adeguarsi ad una legge emanata
successivamente rispetto alla data del proprio incarico.
Noi vogliamo, invero, che questa legge possa valere per le nomine
che avverranno dal giorno dopo la sua pubblicazione. Per non creare
difficoltà di carattere interpretativo ed evitare contenziosi,
riteniamo che tecnicamente quest'articolo sia funzionale a rendere
maggiormente agibile l'applicazione della norma in questione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo al comma 6 che
è fatto divieto di adottare provvedimento di incremento dei
compensi . Quindi, non si parla della nomina di nuovi
amministratori, stante che la nomina e i compensi derivanti sono
già regolamentati dai commi precedenti. Qui si dice che se c'è un
amministratore di un'azienda che percepisce 30 mila euro, c'è il
divieto di incrementare tale compenso, ancorché entro il tetto dei
50 mila. Credo, quindi, che l'emendamento del Governo sia
assolutamente inappropriato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo il ritiro
formale di questo emendamento per una ragione: non vorrei che
sottovalutassimo la costituzione dei precedenti. Abbiamo varato
norme, in questo Parlamento, che hanno fissato per legge il tetto
massimo dei dirigenti della Regione, così come per altre
fattispecie. E abbiamo stabilito che quelle norme si applicavano un
minuto dopo che la legge entrasse in vigore. Per la verità, in
questa Regione, sembra che qualcuno, e di questo prima o poi
qualcuno ne risponderà, abbia autorizzato contratti in deroga a
quella legge, consentendo di avere emolumenti superiori ai 250 mila
euro.
Che c'entra tutto questo? Se stabiliamo che le indennità
spettanti per organismi controllati o vigilati dalla Regione, che
voglio ricordare sono organismi fiduciari, cioè le nomine sono atti
fiduciari, mi permetto di dire che una norma di contenimento della
spesa deve riguardare tutti Non ci può essere il rinnovo. Se è una
norma che, in qualche modo, incide sulla spesa, la stessa norma
deve avere attuazione per tutti. Se qualcuno non ci starà, faccia
pure ricorso, ma mi permetto di dire che essendo una nomina
fiduciaria, va revocato anche il rapporto di fiducia
Vorrei, quindi, che non introducessimo con una previsione di
questo tipo un precedente secondo il quale le norme si fanno, ma
valgono solo per gli altri Valgono anche per quelli che ci sono
Ecco perché chiedo al Governo di ritirare questo emendamento,
perché posso capirne la finalità, ma questa finalità introduce un
precedente per il quale, in questa Regione, non faremo più nulla,
perché tutte le leggi si applicheranno sempre per gli altri e non
per chi c'è già
E' come se decidessimo che per gli stipendi dei dirigenti, che
sono atti privatistici, lo ricordo, non potremmo fissare un tetto
per legge, ma chissà a chi si dovrebbe poi applicare Assessore,
insisto, ritiri l'emendamento.
CIMINO, assessore per l'economia. Ritiro l'emendamento 17.23.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un verso sono
contento, per un altro verso, siamo afflitti da una malinconia che
non riusciamo a superare, perché le stesse identiche parole che ha
utilizzato l'onorevole Cracolici le abbiamo utilizzate tutti noi
nei nostri interventi
Lo ha detto Mancuso formalmente, io al Presidente e all'Assessore
più privatamente... Se dovessimo da oggi accreditare il principio
in base al quale tutte le nostre posizioni, per essere accettate,
dovrebbero essere filtrate da Cracolici, siamo disposti persino a
parlare con Cracolici prima, e a concordare con egli, purché il
Governo sia disponibile ad accogliere le nostre idee
La malinconia mi viene dal fatto che con Michele Cimino ci
uniscono quindici anni di appartenenza in questo Parlamento, allo
stesso partito, e abbiamo finito per parlare linguaggi diversi che,
per unificarsi, hanno bisogno dell'interprete Cracolici Grazie,
collega Cracolici
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo finito con gli emendamenti
presentati all'articolo 17.
Ribadisco che gli emendamenti A.635, A.636 e A.637, degli
onorevoli De Luca e Caronia, saranno trattati con gli emendamenti
articoli aggiuntivi.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 17, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Contenimento delle spese per il personale regionale
1. Per gli istituti, le aziende, le agenzie, i consorzi, gli
organismi, le società a totale o maggioritaria partecipazione della
Regione ed enti regionali comunque denominati, sottoposti a tutela
e vigilanza dell'amministrazione regionale o che usufruiscono di
trasferimenti diretti da parte della stessa, fatta eccezione per le
aziende sanitarie provinciali, l'ammontare complessivo dei fondi
per il trattamento accessorio del personale, determinato ai sensi
delle rispettive normative contrattuali, non può eccedere, per il
triennio 2010/2013, il 15 per cento del monte salari tabellare
fatte salve le ipotesi espressamente previste da eventuali
disposizioni di leggi speciali.
2. Per i soggetti individuati nel comma 1 la corresponsione di
compensi relativi al salario accessorio, a qualunque titolo
erogato, non può essere effettuata se non espressamente inserita
nei fondi per il trattamento accessorio del personale, determinato
ai sensi delle rispettive normative contrattuali.
3. Il mancato adeguamento alle disposizioni di cui al presente
articolo comporta, nell'esercizio finanziario successivo, la
riduzione, pari all'importo sforato, dei trasferimenti concessi
dalla Regione.
4. Ai soggetti individuati nel comma 1 del presente articolo è
fatto, comunque, divieto di erogare forme di salario accessorio e
di indennità varie in favore di tutto il personale, dirigenziale e
non, in misura superiore a quanto già corrisposto alla data del 31
dicembre 2009. E' fatto, altresì, divieto di erogare forme di
salario accessorio e di indennità varie in misura superiore a
quanto corrisposto ai dipendenti dei Dipartimenti della
Amministrazione regionale per le analoghe qualifiche. Per
l'attuazione del presente comma i predetti enti, al fine di
uniformare il salario accessorio corrisposto ai propri dipendenti,
provvedono ad acquisire, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, le necessarie informazioni
presso il Dipartimento della funzione pubblica.
5. Gli organi di controllo interno e vigilanza sono obbligati a
verificare l'applicazione delle disposizioni previste dal presente
articolo e ne danno specifica comunicazione sia all'Amministrazione
regionale che svolge funzioni di controllo e tutela sia alla
Ragioneria generale della Regione».
CORDARO. Onorevole Presidente, all'articolo 17 c'erano 3
emendamenti articoli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Saranno trattati, appunto, in sede di esame degli
emendamenti aggiuntivi. Così è già stato stabilito.
CIMINO, assessore per l'economia. Non abbiamo esaminato
l'emendamento 17.23 a firma dell'onorevole Adamo.
PRESIDENTE. L'articolo 17 è stato già votato. Gli Uffici mi
comunicano quanto evidentemente è stato già fatto. Quello a firma
dell'onorevole Adamo era inammissibile.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DINA. Signor Presidente, se gli emendamenti considerati aggiuntivi
sono coerenti con l'articolo che si tratta, è opportuno esaminarli
contestualmente, anche perché gli aggiuntivi finali potranno essere
espunti, perché non coerenti con la materia complessiva. Abbiamo
una coerenza specifica, mi sembra più organico
PRESIDENTE. No, stia tranquillo, onorevole Dina. Siccome sono
stati evidentemente posti come aggiuntivi anche altri emendamenti,
con calma, poi, nel coordinare il testo si vedrà.
Nessuno vuol sottrarre niente ai colleghi che hanno presentato
emendamenti e che possono essere trattati, appunto, come
aggiuntivi.
Comunico che all'articolo 18 sono stati presentati emendamenti
soppressivi.
Si procede con l'esame dell'emendamento 18.1, di pagina 214 del
fascicolo, a firma dell'onorevole De Luca.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, desidero sapere perché è stato
dichiarato inammissibile l'emendamento a mia firma. E' un
subemendamento di un emendamento ancora in vita. L'ho presentato
per come mi è stato chiesto.
Per quale motivo è inammissibile?
PRESIDENTE. E' un emendamento, non è un subemendamento. E' stato
presentato fuori tempo massimo. Onorevole Adamo, non credo che gli
Uffici abbiano interesse a segnalare cose che non sono.
ADAMO. E' un subemendamento. Non capisco perché è inammissibile
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, la classificazione degli emendamenti
e dei subemendamenti è una cosa chiara. Chi valuta gli emendamenti
sa bene di cosa si parla. Se collaborate con la Presidenza, potrete
accorgervi che ciò che dico corrisponde al vero.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge
nn. 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema affrontato
dall'articolo 18 pone una questione che va prima analizzata sotto
il profilo della sua origine. Se andiamo a verificare i contenuti
della legge numero 10 - e su come si è poi articolata la
contrattazione e, quindi, su come alcuni elementi degli stipendi
dei regionali, prima accessori, sono poi diventati, invece,
componenti definitive, emolumenti cosiddetti indirettamente
tabellari - ebbene, potremo verificare che, purtroppo, quelle
retribuzioni aggiuntive, che prevedevano i contratti, sono state,
appunto, riconosciute senza i criteri previsti dagli istituti
contrattuali.
E questo si evince da ormai consolidati elementi retributivi dei
dipendenti regionali, che li evidenziano rispetto ad una
differenziazione con gli altri enti pubblici e, comunque, ahimè,
con i dipendenti di altre Regioni. Perché, proprio all'origine, si
è verificata questa anomalia.
Credo, allora, che partire esattamente con una percentuale di
aumento di una base che, francamente, andrebbe rivista, intanto mi
pone un problema di legittimità. Noi, per legge, possiamo stabilire
un elemento comunque contrattuale che, in percentuale, deve essere
inserito come voce di aumento, addirittura, come monte salari
tabellare, per come prescrive l'articolo 18.
Credo che da, questo punto di vista, la questione debba essere
affrontata diversamente. Intanto, non si può assolutamente parlare
di contenimento delle spese per il personale regionale se non si
risolve la madre della questione: la pianta organica regionale
Noi non possiamo continuare a introdurre norme-spot , norme che
non hanno senso, se non si ha il coraggio, una volta per tutte, di
fare la pianta organica, anzi ora la dotazione organica
In questi anni, tale tematica che è stata più volte dibattuta, ha
comunque portato, diciamocelo chiaramente, anche ad abusi rispetto
a quelli che sono stati gli inquadramenti, ebbene, una situazione
che ha creato una grande confusione in tutti i dipartimenti: non
capisco perché il Governo, a distanza di due anni, parlo di questo
Governo, naturalmente, si ponga un problema in termini di norma-
spot e che sotto il profilo economico incide neanche per un
milione di euro, perché i conti li possiamo fare Perché, invece,
non si interviene, Presidente Lombardo, sulla questione di base,
cioè la dotazione organica?
Credo, allora, che affrontare questo tema e affrontarlo per legge,
Presidente Lombardo, intanto non sia corretto da questo punto di
vista, e soprattutto state pervenendo a una conclusione che,
francamente, prima che sia individuata nel dettaglio, così
semplicemente con una percentuale di riduzione, occorrerebbe invece
riferirla a un quadro complessivo che può e deve scaturire dalla
dotazione organica. E, quindi, considerare i salari accessori o i
progetti-obiettivo, o tutti quegli elementi che, comunque,
purtroppo, se andiamo a guardare i tabellari dei salari dei
regionali, sono diventati da accessori a voci fisse. E questo,
naturalmente, è creato da quella che è l'anomalia di base, cioè
abbiamo un apparato complessivo di oltre ventimila unità, senza che
ci sia una dotazione organica e, quindi, in assenza di un
censimento effettivo del personale in questione.
A questo aspetto, devo anche collegarmi per quanto riguarda il
personale: mi riferisco agli ex LSU che sono stati stabilizzati,
quelli presso la Regione siciliana e che, rispetto agli altri, cioè
a quelli che prestano servizio nei comuni, hanno avuto un punto in
più, sono un passo avanti
Ma mi chiedo e vi chiedo: come mai? Questo personale ha avviato
oggi un percorso all'interno del sistema burocratico regionale, e
che è diventato sicuramente indispensabile in tanti uffici, e noi
per questo lo riconosciamo: ebbene come possiamo pensare, anche da
questo punto di vista (e ne parleremo più avanti, quando c'è quella
norma, che qualcuno dovrà spiegarmi nel dettaglio, che fissa il
tetto massimo dei dipendenti) di nascondere il vero problema, cioè,
anche in quel caso, la mancanza di una dotazione organica? E ora
dico al Governo che questa norma va ritirata, Presidente della
Regione ed è l'articolo che fa un semplice riferimento a un
elemento che è insignificante, l'articolo 18, che riguarda
esattamente il 15 per cento del monte salari tabellare.
Ma un intervento così, per legge, onorevole Presidente, quando
manca la dotazione organica, che senso ha? Che senso ha che il
Parlamento si occupi di questo elemento quando non si è occupato
della problematica di base, cioè della dotazione organica?
E allora, chiedo sommessamente che venga messa da parte questa
norma: non ha senso che in Finanziaria venga introdotta questa
norma e, soprattutto - voglio evidenziare questo aspetto - anche
rispetto a quei precari che comunque hanno avviato oggi un percorso
di stabilizzazione e di rinnovi contrattuali annuali, e che è
giusto abbiano, in una visione complessiva delle cose (cioè la
dotazione organica) una considerazione che ci faccia assumere
consapevolezza, una volta per tutte, di quelle che sono le
effettive necessità lavorative della Regione siciliana e che,
magari, ci possa consentire di introdurre quegli elementi che ho
individuato nel contratto, in un disegno di legge che introduceva
il cosiddetto contratto unico del sistema regionale e del sistema
pubblico allargato nella Regione siciliana.
Penso, cioè, all'introduzione di principi normativi che, da questo
punto di vista, consentano la mobilità tra tutti gli enti
regionali, gli enti pubblici territoriali, pur sapendo che ci sono
contratti diversi, ma con un sistema di regole che consente
semplicemente un passaggio da un ente all'altro: così facendo,
possiamo effettivamente dare una risposta concreta a quella che è
la corrispondenza effettiva tra la dotazione organica e il
fabbisogno necessario, quindi la vera forza lavoro necessaria alla
Regione siciliana o presso tutti gli altri enti, ma soprattutto
evitando anche un'anomalia.
Voglio raccontare questa anomalia all'Aula. Sono stato quasi
denunciato all'Ispettorato del Lavoro perché, come Comune di
Fiumedinisi, non avevo adempiuto all'assunzione di un disabile
visto che avevo più di 15 dipendenti. Ho chiesto all'Ispettorato se
c'era un'altra soluzione: avevo, infatti, chiesto di valutare il
perché non si procedesse a una mobilità da parte di qualunque ente
pubblico dove vi fosse personale in soprannumero.
E' una questione importante. Così com'è attualmente il sistema,
non possiamo prendere personale di altri enti pubblici,
semplicemente perché non c'è questa griglia di regole comuni. Da un
lato, quindi, non diamo corso magari alle stabilizzazioni perché
c'è un problema della dotazione organica, anche se nessuno oggi è
in condizione di dirci perché si procede in continuazione a
rinnovi, quando i numeri effettivi di quello che è il fabbisogno
lavorativo della Regione siciliana non esiste da nessuna parte E
tra qualche articolo, però, vedremo anche a cosa fanno riferimento
quei numeri
Se, da questo punto di vista, invece, introducessimo queste regole
comuni, potremmo avere, magari in tutti i comuni dell'Isola, la
possibilità - via via che i dipendenti vanno in pensione - di
prendere in carico dipendenti di ruolo e precari di altri enti
pubblici, come la Regione, con il principio della mobilità. Così
succederà una cosa semplice: intanto, si risparmia in termini di
risorse pubbliche, ma soprattutto si introducono delle regole
comuni che ci portano ad evitare che, da un lato, il sistema
pubblico blocchi le assunzioni, con finalità di risparmio, ma,
dall'altro lato, abbiamo l'altra parte dell'ente pubblico che
magari procede a nuove assunzioni, perché ha la necessità oppure
non può farle perché privo delle risorse finanziarie.
Invito, allora, il Presidente della Regione a ritirare questo
articolo al fine di affrontare seriamente, alla radice, il problema
sollevato.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Concordo con quanto affermato poc'anzi dal collega De
Luca, ma voglio anche sottolineare che c'è un errore. Quando si
parla di contenimento spese per il personale regionale, non si
tratta di personale regionale tout court, ma di contenimento
spese per il personale del settore pubblico regionale, quindi, c'è
un errore. Poi, al comma 1, c'è un'altra integrazione da fare,
proprio perché il Governo ha corretto gli altri articoli,
escludendo le aziende ospedaliere universitarie; al comma 1, ci si
arresta alle aziende sanitarie. Bisognerebbe aggiungere il
riferimento alle aziende ospedaliere universitarie.
Dovete, quindi, apportare una correzione, altrimenti, questo
articolo sarà difforme rispetto agli altri.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo che prevedeva un comma 1 che poi è scomparso ; lo rivedo
negli emendamenti aggiuntivi, a firma, mi pare, dell'onorevole
Faraone ed altri, ed è l'emendamento 18.17, se non vado errato, che
ripristina quello che effettivamente potrebbe ridiventare una
norma applicabile nello statuire una linea di condotta ai
procedimenti amministrativi.
Così come formulato, senza il cappello dell'articolo 1,
ripresentato dall'onorevole Faraone ed altri, mi sa, se il Governo
condivide l'emendamento, che certamente non si tratta di una norma
che servirà ad aiutare e a contenere la spesa; sarà, invece, una
norma che farà scaturire diversi contenziosi, anche perché si
rivolge all'ampia platea del personale, e non solo quello
regionale, appunto, ma di tutti gli enti del comparto.
Per evitare ciò, se il Governo esprimerà parere favorevole - non
lo so - sull'emendamento 18.17 dell'onorevole Faraone, magari, ci
sarà un'impostazione legislativa che potrà aiutare il procedimento
amministrativo.
Diversamente, non credo che ci sia bisogno di queste norme; non
credo che esse possano aiutare legislativamente il procedimento
amministrativo che si vuole attuare. Si può operare benissimo,
senza questo tipo di norme e, qualora si volesse fare, con la
responsabilità dei dirigenti dei vari enti che devono intervenire
in questa materia.
Mi associo, dunque, alla richiesta dell'onorevole De Luca di
approfondire quantomeno la norma. Se il Governo apprezzerà
l'emendamento 18.17, allora, a questo punto, ci sarà un
cappelletto che effettivamente aprirà una strada e ci aiuterà
legislativamente ad operare per il contenimento della spesa di un
comparto molto vasto e con rischi di contenziosi: perché gli
impiegati di tutti gli enti, per difendere, giustamente, il salario
accessorio, faranno, non dico le barricate, ma cercheranno di
mettere in difficoltà le amministrazioni.
Se, quindi, il Governo ci potesse aiutare in questo senso,
qualora dovesse essere inserita la norma prevista dall'onorevole
Faraone, allora, per quanto ci riguarda, potremmo anche
apprezzarla.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, per quanto riguarda l'onorevole
Mancuso, l'emendamento cui lei faceva riferimento, il 18.17, viene
subito dopo i soppressivi; può darsi che il Governo lo apprezzerà e
quanto lei ha detto comincerà a concretizzarsi.
Onorevole De Luca, mantiene l'emendamento 18.1?
DE LUCA. Lo confermo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. E' ovvio che trattasi di
emendamento soppressivo, quindi, il parere del Governo è contrario.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.10 dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
18.11, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso.
LEONTINI. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.17, degli onorevoli Faraone,
Apprendi, Marinello, Panepinto e Raia. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento è ritirato. L'Assemblea ne
prende atto.
MANCUSO. Faccio mio l'emendamento 18.17.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Con il parere contrario del Governo e della Commissione, lo pongo
in votazione.
DE LUCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Beninati, Caputo, Corona,
D'Asero, Dina, Formica, Leontini, Pogliese e Vinciullo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.17
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.17.
Chiarisco il significato del voto: chi vota contrario preme il
pulsante rosso; chi vota a favore preme il pulsante verde; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena,
Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca,
Calanducci, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino, Colianni,
Cordaro, Corona, Cracolici, Currenti, D'Asero, De Benedictis, De
Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Galvagno, Gennuso, Gentile,
Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Lino,
Lentini, Leontini, Lombardo, Lupo, Maira, Marinello, Marrocco,
Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona,
Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 23
Contrari 44
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.2 dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.12 dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.18 del Governo:
«Al comma 1, dopo le parole Aziende sanitarie provinciali' sono
aggiunte le parole le Aziende ospedaliere e le Aziende ospedaliere
universitarie'.»
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.3.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.4.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.5.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.6.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.13.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.14.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.15.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.16.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento correttivo 18.19 dell'onorevole
Leontini:
«Il titolo dell'articolo 18 è così modificato: Contenimento delle
spese per il personale del settore pubblico regionale'.»
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Acquisto di beni e servizi
1. Al fine di realizzare significative economie di scala il
Dipartimento della funzione pubblica, entro novanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, emana apposita
direttiva per la razionalizzazione delle fasi procedurali di
fornitura e gestione di beni e servizi intestate ai vari rami
dell'Amministrazione regionale.
2. I responsabili regionali dei procedimenti di spesa relativi
alla gestione di beni e servizi sono tenuti ad adeguare i loro
comportamenti alle direttive impartite dal Dipartimento della
funzione pubblica.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre
1999, n. 488 e successive modificazioni e 58 della legge 23
dicembre 2000, n. 388 in materia di acquisti di beni e servizi si
applicano agli istituti, alle aziende, alle agenzie, ai consorzi,
agli organismi ed agli enti regionali comunque denominati,
sottoposti a tutela e vigilanza dell'Amministrazione regionale che
usufruiscano di trasferimenti diretti da parte della stessa. I
medesimi enti sono tenuti a conformarsi alle direttive di cui al
comma 1. Le funzioni demandate al Ministero dell'economia dalle
predette norme sono intestate al Dipartimento regionale della
funzione pubblica».
Si passa all'emendamento 19.1, a firma dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.12, a firma dell'onorevole Maira.
MAIRA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.13, degli onorevoli Leontini,
Torregrossa, Corona e Mancuso.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma prevede
che il Dipartimento regionale della funzione pubblica emani
un'apposita direttiva al fine di realizzare economie di scala, ai
sensi dell'articolo 26 della legge numero 488 del 1999, che la
nostra Regione ha recepito nell'articolo 8 della legge regionale
numero 20 del 2001, per gli appalti di forniture di beni e servizi
della Pubblica Amministrazione regionale, di importo superiore a
100 mila euro e all'articolo 58 della legge numero 388 del 2000,
relativa ai consumi intermedi.
L'articolo 26 affida al Ministero dell'Economia e delle Finanze il
compito di selezionare, attraverso una procedura competitiva, e nel
rispetto delle regole vigenti in materia di scelta del contraente,
società con cui stipulare convenzioni per l'approvvigionamento di
beni e servizi in favore dell'Amministrazione dello Stato.
Ai sensi del sopraccitato articolo 58, le convenzioni sono
stipulate con la Consip. Il programma di razionalizzazione, quindi
- cercherei il collega Panepinto con il quale in Commissione
abbiamo dibattuto su questo argomento - prevede la creazione di
diversi rapporti giuridici in cui sono coinvolti tre attori: la
Consip, il fornitore aggiudicatario e l'Amministrazione ordinante.
La cosa assolutamente strana è che è saltato il riferimento alla
Consip nell'articolo e che, nonostante l'approfondimento in
Commissione, quello che avevamo stabilito in quella sede, nella
formulazione dei tre commi, non c'è più.
Lo ricordo io, come lo ricorda l'onorevole Panepinto e tutti i
colleghi. Il collega Formica è intervenuto sull'argomento. La
Consip era stata inserita in Commissione Bilancio e ora non si
ritrova nell'attuale formulazione.
L'articolo è difforme da quello che noi, insieme a lei, Assessore,
abbiamo deciso in Commissione, perché manca, appunto, il
riferimento a Consip. Quindi le tre fasce, i tre attori, Consip,
fornitore aggiudicatario e Amministrazione ordinante, non ci sono
più, perché la Consip è venuta a mancare.
Non normiamo il ricorso alla Consip, così come avevamo concordato.
Le pubbliche amministrazioni, una volta rilevato il proprio
fabbisogno di beni e servizi, possono avere una alternativa:
inviare, previa registrazione al sistema Consip, al fornitore
contraente delle convenzioni quadro, un ordinativo di fornitura
oppure provvedere autonomamente all'acquisto nel rispetto della
condizione prevista dalla norma, di applicazione dei parametri di
prezzo-qualità delle convenzioni, come limiti massimi, per
l'acquisto dei medesimi beni e servizi. E ciò tenuto conto che lo
scopo di questo articolo è quello di omologare - e anche il collega
Galvagno, su questo, conveniva - il sistema di fornitura e gestione
di beni e servizi dell'Amministrazione regionale a quello statale,
così come avevamo più volte concordato, anche al di sotto dei 100
mila euro. Dobbiamo ora comprendere quale sia il ruolo che si
intende attribuire al Dipartimento regionale della funzione
pubblica, cioè se esso dovrà svolgere le funzioni attribuite al
Ministero dell'Economia dalla normativa statale, nonché quale sia
il contenuto della direttiva che esso dovrà emanare e se tale
Dipartimento della funzione pubblica possa essere considerato
centro di monitoraggio della spesa pubblica regionale che, fino ad
ora, non è stato e che non potrebbe essere, a mio modo di vedere.
Bisogna, quindi, correggere tutta l'impostazione, perché il
Dipartimento dell'economia, in questo momento, è destinatario o
artefice di una funzione che non gli può essere riconosciuta.
Il comma 3 prevede che tutti gli enti vigilati e controllati dalla
Regione o che dalla stessa Regione godano di trasferimenti diretti,
adeguino i propri parametri di qualità e di presso a quelli
utilizzati dalla Consip. Questo era nel mio appunto; purtroppo,
nella formulazione definitiva esitata per l'Aula, è saltato tale
riferimento.
Sono dell'avviso, pertanto, o che si ritiri la norma o che la si
corregga, perché così è tutto il contrario di quello che si voleva
fare.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, le considerazioni dell'onorevole Leontini sono le stesse
che avevamo fatto in Commissione Bilancio e, adesso, prendendo la
documentazione della Commissione, vogliamo riscrivere
quest'articolo attenzionando proprio questa problematica.
Chiedo, quindi, l'accantonamento dell'articolo.
PRESIDENTE. L'articolo 19 è, pertanto, accantonato.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20
Riordino delle società a totale e maggioritaria
partecipazione della Regione
1. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di
contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore regionale per l'economia, adotta, con proprio decreto,
previo parere vincolante della Commissione bilancio dell'Assemblea
regionale, le necessarie iniziative affinché ad ogni area
strategica individuata dal comma 2 corrisponda una sola società a
totale o maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa
pubblica, ponendo in atto le procedure necessarie alla dismissione
delle partecipazioni strategicamente non rilevanti per il
perseguimento dei fini istituzionali della Regione.
2. Le aree strategiche della Regione sono:
a) trasporti pubblici;
b) servizi ausiliari;
c) promozione immagine della Sicilia, della cultura, dell'attività
turistica e dell'artigianato;
d) sviluppo e innovazione;
e) attività informatiche e I.C.T della Regione;
f) gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale;
g) servizi di emergenza sanitaria;
h) servizi riscossione tributi;
i) credito;
j) ricerca;
k) attività di captazione e/o accumulo e/o potabilizzazione e/o
adduzione di acqua di interesse regionale.
3. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per l'economia, previo parere vincolante
della Commissione bilancio dell'Assemblea regionale, possono essere
individuati ulteriori aree strategiche.
4. Le società a totale partecipazione della Regione entro novanta
giorni dalla entrata in vigore della presente legge adottano le
opportune iniziative affinché i compensi degli organi di
amministrazione e di controllo vengano ridotti ad un importo
massimo omnicomprensivo, ivi compresi eventuali benefit, di 50.000
euro per ciascun componente degli organi di amministrazione e di
25.000 euro per ciascun componente degli organi di vigilanza e
controllo e dei comitati di sorveglianza.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo, se ed in quanto
compatibili con l'ordinamento degli enti locali e la normativa
vigente in materia, si applicano anche alle società a totale o
maggioritaria partecipazione degli enti locali e territoriali della
Regione».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo,
nell'articolo 20 una parte, devo dire, dell'azione di
razionalizzazione che il Governo ha annunciato di voler fare in
merito ad una tematica delicata che riguarda esattamente le società
a totale o a maggioranza partecipazione della Regione.
Chiedo al Governo che questo articolo venga riformulato in una
serie di aspetti, ma soprattutto c'è un problema di fondo,
assessore Cimino, che le sottopongo, che ho notato presente nel
testo originario che, allora, abbiamo cominciato ad esaminare in
Commissione Bilancio. Poi, ho visto che c'è stato un passo indietro
rispetto a un altro grande tema che è rimasto tale e quale, in
ordine alle società individuate all'articolo 20. Gli istituti, gli
enti regionali, infatti, sono di gran lunga più numerosi rispetto
alle tematiche individuate all'articolo 20.
Credo che il Governo debba fare una riflessione generale perché
parliamo di tematiche strategiche: io avevo presentato un
emendamento e l'ho ripresentato anche in Aula, in cui prevedevo
delle regie uniche di intervento strategico, che riguardano le
società, gli enti, gli istituti regionali, esattamente, cioè, tutto
quel sistema che, per carità, è sicuramente un sistema lodevole,
sicuramente un sistema che in altri tempi ha avuto un senso ma che,
oggi, comunque, alla luce della situazione finanziaria della
Regione, del Patto di stabilità, nonché di una serie di aspetti che
ci siamo già detti e ripetuti in quest'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione ed assessore per l'economia, ebbene, non
ha più senso di esistere Allora, non capisco perché il Governo
voglia affrontare questa tematica in modo parziale. Non solo, ma la
vedo anche affrontata - mi permetto di dire - in modo un po'
improvvisato.
Dico ciò perché, già al comma 2, quando si parla di aree
strategiche - ed io ho definito regie uniche l'intervento
strategico che, forse, ha più senso - le tematiche, per esempio,
individuate allo stesso comma, sono, appunto, improvvisate.
Mancano, infatti, molte tematiche fondamentali. Tanto per fare un
esempio, in questa Finanziaria, sono contenute molte norme per il
microcredito, per l'agricoltura, per le attività produttive, ma in
fin dei conti, onorevole Presidente, sono effettivamente strategici
questi temi oppure no? E se sono strategici, perché non sono
individuati al comma 2?
Ecco perché mi permetto di dare un altro suggerimento e, cioè,
l'elencazione al comma 2, onorevole Presidente della Regione, non
ha senso. Lei deve avere un mandato pieno, invece, da parte
dell'Assemblea, al fine di operare una valutazione globale della
questione, al fine di svolgere una valutazione pacata su questa
vicenda, perché non è pensabile che chi ha suggerito questo
articolo abbia dimenticato tutta una serie di aspetti cruciali per
la Regione siciliana.
Questa è una grande contraddizione, assessore Cimino. Nello stesso
testo, in questa Finanziaria, infatti, stiamo proprio affrontando
delle tematiche che voi, con la votazione dell'articolo 20, ci dite
di non affrontare più
Non capisco come si possano votare le norme di garanzia, le norme
per le scorte e tutte le altre previsioni, quando, all'articolo 20,
si dice che non sono più strategiche
Su questo tema, assessore Cimino, l'improvvisazione non può
assolutamente consentirci di legiferare. Questo aspetto va
affrontato in termini complessivi.
Credo sia più corretto, oggi, che il Governo, in termini
definitivi, faccia una riflessione complessiva e si ponga anche
degli obiettivi perché, assessore Cimino, non è neanche pensabile
che si proceda alla chiusura tout court di istituti e di società
che danno il sapore, all'esterno - ma non è così e io ne sono
fermamente convinto - di rappresaglie Si tenta, cioè, di
cancellare degli enti o delle società senza un disegno organico
E, allora, il Governo deve presentare in Aula una tale proposta
organica, una volta per tutte, perché questa Assemblea si è assunta
la responsabilità nel passato di votare norme istitutive di enti,
di istituti e di società è giusto, pertanto, che questa Assemblea,
una volta per tutte, in quelli che sono gli obiettivi che stasera
dobbiamo definire venga istituzionalmente coinvolta. Ciò perché, se
definiremo stasera che il cinquanta per cento almeno degli
istituti, degli enti, delle società partecipate, del cosiddetto
sistema pubblico regionale allargato, va ridotto, allora, che lo si
stabilisca, una volta per tutte, questa sera E, così facendo, si
dia un mandato a chi, da questo punto di vista, ha sicuramente la
competenza di definire quelle che, in funzione delle proprie
strategie, sono le regie uniche, appunto, di intervento strategico.
Questo è fondamentale, ribadisco, in modo tale che a questa
Assemblea si presenti un disegno organico e si capisca, una volta
per tutte, cosa vuol fare il Governo regionale
In alcuni tentativi, francamente, noi abbiamo colto grande
contraddizione e voglio citare l'esempio, a caso, dell'Ente Porto
di Messina. Il comportamento a proposito dell'Ente Porto, abbiamo
visto che in quel caso, evidenziava che il suggerimento iniziale
fosse sbagliato e, poi, il Governo, da questo punto di vista, si è
ricreduto sull'originario intervento di soppressione, che, poi, ha
infatti ripristinato.
E' una cosa, comunque, anomala, signor Presidente e lo dico anche
ai colleghi dell'Assemblea. Non è che chi è stato presidente dello
stesso ente per quaranta anni, poi può essere nominato commissario
liquidatore o, comunque, commissario ad acta di quello stesso ente
Su questa tematica, signor Presidente, noi dobbiamo capire dove
vogliamo arrivare: quali sono effettivamente gli obiettivi da
perseguire.
Rispetto a questo tema, invito l'assessore Cimino a riformulare
l'articolo in esame, più che a fare un'elencazione che non serve in
questo momento, perché credo che oggi voi non abbiate neanche il
quadro complessivo della situazione.
Ci sono oggi istituti, enti e società, alcune sono colabrodo e in
altre, come abbiamo visto per quanto riguarda l'IRFIS, ci sono
delle risorse. Ma tutto questo disegno organico, questo
accorpamento, porrà anche un altro problema, assessore Cimino:
quello, cioè, di far fronte immediatamente, nel momento in cui si
procede alla sintesi, all'accorpamento, a quella che non è
un'eventualità - e lo voglio dire a qualche collega che è
intervenuto - l'eventualità, in altri termini, che ci siano, nella
maggior parte di questi stessi enti e società, situazioni
debitorie.
Questa, purtroppo, non è una evenienza, questa sicuramente è
certezza E, allora, rispetto anche a questo tema, il Governo non
può chiedere all'Aula l'approvazione di una norma che è carente
sotto il profilo dei contenuti e che lascia gran parte del problema
non affrontato.
Noi chiediamo a questo Governo che presenti, una volta per tutte,
un disegno organico, che lo faccia subito; stabiliamo stasera anche
il termine: 120 giorni, per esempio, possono essere più che
ragionevoli, ma entro 120 giorni a questo Parlamento va presentato
un disegno organico di accorpamento, di semplificazione ma,
soprattutto, un disegno complessivo che preveda la copertura
finanziaria di quelle che sono, comunque, situazioni debitorie in
queste strutture e che vanno, pertanto, ripianate.
Assessore Cimino, mi permetto di dirle che questa norma rischia
anche di non avere la copertura finanziaria, e affrontiamo, quindi,
un altro temo che è, comunque, consono a questo momento perché,
laddove si procederà alle sintesi e si dovranno porre in
liquidazione queste società, desidero capire quali siano le risorse
che la Finanziaria sta mettendo da parte per poter far fronte,
appunto, alla situazione debitoria di cui sopra che, comunque,
emergerà. E, allora, questo tema, signor Presidente, non è
affrontato, perché quando si accorperanno tali enti, ci sarà
personale, ci saranno i debiti che, da questo punto di vista, non
sono contenuti in questa proposta all'esame.
Faccia, quindi, una proposta organica, onorevole Presidente, in
modo tale che noi possiamo apprezzare definitivamente un disegno
complessivo di riforma.
MANCUSO. E' iscritto a parlare tutto il Gruppo del PDL
DE LUCA. Ho solo dieci minuti e parlo di questioni importanti
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo parlare
rispetto a questo emendamento abrogativo poiché credo che
l'argomento sia di importanza strategica e credo, altresì, che il
modo in cui il Governo lo abbia affrontato, avendolo predisposto
all'interno della Finanziaria, sia assolutamente insufficiente
rispetto agli obiettivi che voleva porsi. Insufficiente perché?
Leggo il titolo: Riordino delle società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione .
Credo che questo articolo sia di importanza straordinaria, dicevo,
soprattutto perché, se leggiamo il titolo, si affronta uno dei temi
particolarmente scottanti che contraddistingue questa legislatura:
il riordino delle società a totale e maggioritaria partecipazione
della Regione.
Sin dal primo giorno nel quale abbiamo varcato la soglia di questo
Parlamento, si è discusso ampiamente, sono stati spesi dei soldi
per consulenze, si è dibattuto in più tavoli su come potesse essere
affrontato il tema del riordino delle partecipate e, in merito a
questo tema, oggi, io vedo soltanto una pagina che, in maniera
molto sintetica, definirei più un volantino che un articolo di
legge, stringando, infatti, in maniera assolutamente insufficiente,
il senso di una norma che, invece, è importante.
Più di un disegno di legge è stato presentato, è stata cominciata
la trattazione del tema in alcune Commissioni. Ebbene, che oggi il
Governo abbia ridotto tutto questo - per carità, è stato anche
votato in Commissione Bilancio - ad una sola paginetta che,
scarsamente, rappresenta le esigenze di un comparto così complesso,
mi sembra del tutto inappropriato.
E guardando poi nello specifico, passando ai singoli commi, giusto
per dare una valutazione d'insieme, quando leggo il termine
trasporti pubblici , non posso che reiterare quella domanda che,
l'altro giorno, assessore Cimino, le avevo rivolto, alla quale
ancora aspetto una risposta, in merito a quella che è la politica
che questa Regione vuole adottare nei riguardi dei trasporti
pubblici e, particolarmente, per i trasporti pubblici marittimi.
Diciamo che, quando si parla di trasporto pubblico marittimo,
sicuramente tra questi, nelle aree strategiche, io credo che vada
annoverata anche la Mediterranea Holding che è una società che, di
recente, precisamente il 17 del mese di febbraio, è stata
costituita dalla Regione Sicilia, insieme alla società di Salvatore
Lauro: la Regione vi ha fatto ricorso, appunto, per partecipare
alla gara per acquisire il pacchetto Tirrenia-Siremar.
Visto e considerato che stiamo affrontando un argomento
assolutamente appropriato, ossia la Finanziaria, e considerato,
altresì, che all'interno di essa e del bilancio non c'è un solo
rigo, non c'è una sola parola che descriva come volere approntare
una politica legata a questa scelta importante, perché si tratta di
un investimento che riguarda risorse notevoli, a questo punto mi
chiedo, atteso che si vuole procedere al riordino di un settore
così delicato, (i trasporti pubblici, e, ovviamente, anche quelli
marittimi), ebbene, in quale logica dovrebbe essere inserita la
Mediterranea Holding. Ciò visto e considerato che la Regione, circa
tre o quattro mesi fa, ha rinunciato, in maniera definitiva, alla
possibilità di vedere trasferita, a titolo gratuito, la Società
Siremar che si occupa di trasporto pubblico locale con le isole
minori.
Voglio ricordare a me stessa e ai colleghi che, in materia di
trasporto pubblico locale, la Regione è dotata di autonomia,
pertanto, è una competenza che attiene strettamente ai compiti di
questa Regione.
Io non capisco la ragione - e continuo a reiterarlo ma il Governo
si ostina a non darmi alcuna risposta, ho fatto anche delle
interrogazioni - per la quale si rifiuta ad aver trasferita, a
titolo gratuito, una società che, tra l'altro, portava anche una
dotazione che sarebbe stata trasferita dallo Stato, a fronte, poi,
del volere, invece, partecipare ad una gara che prevede l'acquisto
di un pacchetto che vede non soltanto l'acquisizione di Siremar ma
anche di Tirrenia.
Onorevoli colleghi, si parla di collegamenti tra il Continente e
la Sardegna, oppure collegamenti tra il Continente e l'Albania o,
ancora, di collegamenti che riguardano le isole Tremiti. Oggi io mi
chiedo: questo Governo autonomista come può fare delle scelte in
questo senso? Cosa c'entrano le isole Tremiti con la nostra
esigenza di trasporto pubblico locale?
E ancor di più: come è possibile che la Mediterranea Holding abbia
scelto dei soggetti stranieri - perché si parla di armatori greco-
napoletani (Tomasos, per dirne uno, oppure Visentini in Veneto) - e
abbia escluso armatori siciliani ai quali la Regione destina dei
fondi per svolgere i servizi integrativi, sempre per il
collegamento delle Isole Eolie? Come mai si è fatta questa scelta e
non si è privilegiato di scegliere degli armatori siciliani che già
conoscono il mercato e che, chiaramente, avrebbero avuto una
maggiore competenza?
In merito a tutto questo, mi chiedo quale sia la strategia, perché
in questo disegno di legge si parla di strategie, aree strategiche,
che la Regione intende perseguire, anche quando ci si riferisce al
trasporto pubblico locale.
Per concludere, desideravo soltanto aggiungere che la Società che
già esiste, e alla quale la Regione partecipa, la T-Link (e che si
occupa di trasporti tra Termini e Genova Voltri), di fatto ha già
nella sua breve esistenza accumulato una quantità di debiti che non
lascia sperare nulla di buono
E, allora, mi chiedo quale sia la strategia e reitero la mia
richiesta al Governo, con l'auspicio che questa volta l'Esecutivo
abbia avuto la possibilità di approfondire tali aspetti, visto che,
nella precedente occasione, ci eravamo lasciati con questa
indicazione: mi chiedo quale sia la strategia del Governo, proprio
in questo settore specifico, perché credo che sia un diritto dei
siciliani e voglio ricordare, peraltro, che questo è un comparto
che riguarda 3.500 posti di lavoro tutti in tutta l'Isola, il che
non è cosa da poco.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che una
volta, negli anni del pentapartito, dell'esacolore, si parlava ogni
tanto della legge truffa . Adesso, qui abbiamo la Finanziaria
schizofrenica che è legata un po' agli umori di chi fa il gioco
delle famose tre carte, nelle feste di paese: si girano le carte a
seconda della maestria o a seconda dell'abilità, delle intenzioni
di chi tiene il banco
Puntualmente e ciclicamente ritorna di attualità, con motivazioni
e obiettivi diversi, il tema delle società a partecipazione
regionale.
Quando gli equilibri politici erano quelli usciti dalle urne, nel
senso del rispetto della volontà popolare, prima che il Presidente
della Regione decidesse di tradire il mandato elettorale, quindi,
determinando il passaggio in maggioranza di coloro che lo avevano
avversato in campagna elettorale (e che avevano perduto le
elezioni), e il passaggio all'opposizione di coloro che, invece,
per la stessa volontà popolare, avevano vinto le elezioni (e lo
avevano fatto diventare Presidente della Regione siciliana),
ebbene, si parlava dai banchi del PD di azzerare le partecipazioni
regionali perché ritenute dei carrozzoni politici . Ciò avveniva
con tanto di presentazione di disegni di legge e di immancabile
battaglia ad ogni Finanziaria.
Adesso si vede il PD comodamente seduto ad ascoltare e a suggerire
il Governo e, al contempo, vedi il PDL farsi garante degli
interessi dei siciliani, proteggendoli, di volta in volta, dai
blitz del Governo E ce n'è uno che affronteremo fra poco, quando
passeremo alla fase degli emendamenti
Adesso non si parla più di cancellare gli enti a partecipazione
regionale, adesso le famose menti sopraffine - ricordate che ai
tempi delle Brigate Rosse vi erano le menti raffinate - adesso,
dicevo, ci sono le menti sopraffine di questo Governo e di questa
eterogenea maggioranza-minoranza che, addirittura, non parla più di
cancellazione o estinzione, onorevole Cracolici, delle società a
partecipazione regionale, che non diventano più quei carrozzoni
improduttivi e clientelari che servivano per i portaborse, per i
consulenti d'oro, per sistemare coloro che avevano, senza esito,
determinato l'elezione di questo o di quell'altro deputato,
consigliere o assessore niente di tutto questo, adesso ci
s'inventa la logica dell'accorpamento delle società, a seconda
delle caratteristiche o delle finalità individuate
Io ho fatto il conto: questo articolo prevedrebbe il mantenimento
di 11 società a partecipazione regionale, cioè 11 enti individuati
e circoscritti per categoria, dalla ricerca alla formazione,
all'innovazione, ai trasporti eccetera.
Chi ha avuto modo di occuparsi, dal punto di vista politico-
istituzionale, di quali sono gli enti a partecipazione regionale e
di qual è il grado di elevatissimo sfascio e disastro in cui vive
il 90 per cento, anzi il 93 per cento di essi, ebbene, vorrei
capire, leggendo il settore trasporti - e sappiamo già qual è -
nonché il settore dei servizi ausiliari - e sappiamo come si
chiamano - promozione, immagine della Sicilia, agricoltura,
attività turistica ed artigianato, ente fallimentare per
eccellenza, sviluppo ed innovazione una barca di milioni di euro,
accorpata all'interno di quegli enti che non riescono a spenderli
perché aspettano l'input del politico
Noi crediamo che la Sicilia e i siciliani non meritino quest'altra
offesa e quest'altro raggiro
Quando l'onorevole Cimino parlava di documenti finanziari di
lacrime e sangue , ha detto la verità, dimenticando di dire che le
lacrime e il sangue sono quelli dei siciliani che subiranno, ancora
una volta, la schizofrenia di questo Governo
Fermo restando che interverrò sugli altri emendamenti che il
Governo ha presentato in Aula, preannuncio il voto contrario a
questo emendamento, perché altro non significa che legittimare,
sotto strategia diversa, sotto elencazione diversa, quegli enti
regionali che oggi stanno succhiando l'economia al bilancio
siciliano
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questi
articoli, che vanno dal 17 al 20, ci mettano in condizione di
toccare con mano una pagina di storia. Il valore di questi articoli
è quello di sancire, in modo definitivo, il fallimento del progetto
di una Regione siciliana promotrice di impresa e, quindi,
promotrice di ricchezza.
Assessore Cimino, desidero porle una domanda a bruciapelo. Per
esempio, nell'area che lei immagina, riferita ai trasporti
pubblici , io credo che rientrino - è ovvio - le strade, gli
aeroporti, il settore marittimo, il settore ferroviario.
Noi ci sentiremmo di accorpare in un'unica area strategica, per
esempio, società come Metropolitana Milanese o come la SEA o come
la Ferrovia Nord? Assessore Cimino, lei sa quanto ha chiesto la SEA
di Milano per vendere il 30 per cento delle azioni? Sa cos'è la
SEA? 400 milioni di euro Mediamente, un amministratore delegato di
questa società percepisce un emolumento tra i 700 e gli 800 mila
euro
Penso che questa parte che riguarda le aree strategiche debba
essere rivista, perché non si può immaginare una norma solo alla
luce della conclamazione di un fallimento
Mi chiedo come, in uno stesso consiglio di amministrazione, possa
figurare un board, un management in cui ci sia qualcuno che
s'intenda di trasporto marittimo e, nello stesso tempo, di
trasporto ferroviario, di porti e aeroporti
Penso che nell'articolo 19 in esame, dovremmo limitarci ai commi 1
e 3, rimandando al comma 2 uno studio un po' più attento e meno
velleitario: credo che questa parte che riguarda il comma 2,
infatti, sia in qualche modo assimilabile all'altra operazione che
vorremmo fare sulla Tabella H. Noi non entriamo mai nel merito
della questione, ci limitiamo a proclamazioni di principio e a
soluzioni alquanto sommarie.
Penso che non sia dignitoso per un Parlamento fare delle
operazioni sommarie, è meglio fermarsi alle enunciazioni di
principio. Capisco che è importante mettere un punto fermo, però è
veramente avvilente che noi partiamo dal fondo per risalire verso
la base, cioè diamo un valore talmente inconsistente alla magari
virtuale pretesa di apporto di ricchezze, di servizi alle nostre
società, che prescriviamo il divieto di non poter corrispondere più
di 50 mila euro, benefit compresi, perché si è al vertice di una
società fallimentare. Credo che ciò non sia un aspetto maturo,
credo che sia opportuno, francamente, un ripensamento per non farci
ridere dietro
Concordo con il senso morale della norma, non concordo affatto con
quanto è contenuto dopo. Rischieremmo, come al solito, di fare
qualche operazione sommaria che, in quanto tale, avrebbe tutti i
suoi limiti.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, intervengo per porre all'Assessore Cimino e al
Presidente un problema che ritengo sia assolutamente importante,
fermo restando che vorrei dire all'onorevole Caputo dove era e dove
eravamo quando una classe dirigente di questa Regione, sottraendo
risorse incredibili ad essa, ha pensato di esternalizzare tutti i
servizi e di avviare una fase che è stata sicuramente devastante
per la Sicilia, il che ha determinato un disagio forte alle azioni
amministrative poste in essere.
Quello che oggi va in discussione è certamente il riordino delle
società a totale e maggioritaria partecipazione della Regione e
mette fine ad un errore forte, ponendo riparo ad errori
impressionanti che la classe dirigente siciliana ha perpetrato
negli anni e, quindi, va sicuramente salutato come un provvedimento
assolutamente positivo.
Mi sembra anche di leggere tra le righe qualcosa di estremamente
chiaro e, cioè, che il Governo si muoverà in assoluta sintonia con
la Commissione Bilancio e, previo parere di essa, parere
assolutamente vincolante.
Tuttavia, signor Presidente, se l'Assessore per l'economia vorrà
seguirmi soltanto per un aspetto molto pratico e concreto, vorrei
evidenziare che tra le aree strategiche della Regione vi è anche un
settore che riguarda i servizi della riscossione dei tributi: in
quest'area vorrei ricordare ai colleghi parlamentari e
all'Assessore Cimino che, entro il 31 dicembre di quest'anno,
dovremo acquisire in toto la SERIT.
Vorrei anche ricordare all'Assessore Cimino che ben 250 giovani
della SERIT accampano oggi il diritto a una riassunzione dovuta per
legge e che sono stati attivati dei contenziosi, parliamo di 250
famiglie e 250 contenziosi dei quali già la SERIT ha dovuto pagarne
lo scotto riassumendo, infatti, assessore Cimino, 7 giovani che
hanno vinto il giudizio promosso.
Questo, assessore Cimino, significa che, entro quest'anno, se non
provvederemo a transare con i giovani aventi diritto e a fare,
dunque, un accordo con i sindacati, prima che la Montepaschi Serit
scappi dalla Sicilia, ci caricheremo della bellezza di più di 20,
30 milioni di euro come Regione siciliana, mentre la Montepaschi
Serit è venuta in Sicilia a prendere i soldini dei ricavi per poi
scappar via Ciò, senza pensare che bisogna dare una risposta,
anche in termini economici, a tutta questa vicenda, evitando di
lasciarci interamente il contenzioso
E allora, onorevoli colleghi, assessore Cimino, siccome ho visto
che al comma 8 dell'emendamento, all'articolo 20, aggiuntivo, da
lei proposto, è scritto testualmente che è fatto divieto di
assunzioni nelle società a partecipazione totale o maggioritaria,
ivi comprese quelle già autorizzate e quelle previste da
disposizioni di carattere speciale, salvo quanto previsto da
procedure contrattuali discendenti da bandi di evidenza pubblica ,
le chiedo di aggiungere anche il periodo salvo le società per le
quali sono in atto contenziosi in corso : altrimenti, oggi stiamo
liquidando, con questo comma, la speranza di 250 giovani che hanno
il diritto di essere assunti e, soprattutto, onorevole Assessore
Cimino, stiamo regalando alla Banca Montepaschi Serit più di 20
milioni di soccombenza economica dei ricorsi e di cui ci faremo
carico noi come Regione siciliana
La invito, pertanto, a rivedere il comma 8, perché tutto ciò non
sia possibile e affinché la Regione consenta a queste 250 famiglie
siciliane e, soprattutto, ai giovani che ne hanno l'assoluta
necessità ma anche l'assoluta certezza di diritto, di essere
salvati, altrimenti con il comma 8, precludiamo la possibilità che
la Montepaschi SERIT possa assorbire questi soggetti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, vorrei parlare dopo che il Governo si
esprimerà sull'emendamento che abbiamo presentato con i colleghi,
quindi, chiedo di differire il mio intervento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico frattanto che
l'emendamento 20.1, a firma dell'onorevole De Luca, per assenza
dall'Aula del firmatario, è decaduto.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
quest'articolo per stigmatizzare il percorso che questa materia e,
quindi, quest'articolo, ha avuto dalla sua genesi, dal DPEF alle
varie edizioni di Finanziarie, dal disegno di legge 471 al 471 bis,
al maxi-emendamento Gov.1 del Governo, presentato in Commissione
Bilancio.
Devo stigmatizzare come già nel DPEF emergeva un'evidente
schizofrenia di impostazione, tant'è che la stessa Corte dei Conti
l'ha fatto rilevare, ed è stata una delle motivazioni di fondo che
ha indotto l'UDC, e ritengo anche il PDL ufficiale , a votare
contro quello stesso DPEF.
Già nel DPEF, pure enunciando la volontà di voler razionalizzare e
riorganizzare le partecipate, il Governo proponeva la creazione di
ulteriori due società, una per l'agricoltura ed una per il
commercio.
E questo veniva evidenziato dalla Corte dei Conti come un'evidente
schizofrenia, come un'evidente mancanza di volontà vera, di questo
Governo, di intervenire sulla materia della riorganizzazione,
della razionalizzazione, della omogeneizzazione delle tante società
partecipate che esistono in questa nostra Regione siciliana.
E ci siamo accorti chiaramente che siamo sempre di fronte a
tentativi di norme-manifesto , di norme che potevano essere
sostituite dalla operatività quotidiana e gestionale di un Governo
che avrebbe potuto sì razionalizzare, a prescindere dalla norma
stessa, a prescindere da questa previsione di legge; il Governo
avrebbe già potuto, intervenendo nelle assemblee delle singole
società, dismettere quelle che riteneva opportuno dismettere.
Abbiamo proceduto, in Commissione Bilancio, all'audizione e allo
studio delle situazioni contabili delle tante società: ahimè, ci
stiamo ritrovando in questa fase in opposte direzioni, avendo già
votato qualche norma di bilancio, per averne poi ricapitalizzata
qualcuna, come Multiservizi e Biosphera, che hanno ricevuto
trasfusioni di finanza regionale per evitare il dissesto, per far
fronte ai debiti prodotti. Una ricapitalizzazione, quindi, che già
ha rimesso in vita società che, possibilmente, ora andremo ad
estinguere per concentrarle in un'unica società, in un unico ente.
Ci troviamo, così, di fronte a una norma su cui il Governo vuole
mantenere le mani libere, che riteniamo poteva essere aggirata e
sostituita da un'operatività dello stesso Governo, ma una volta che
siamo di fronte a una previsione portata in Aula, rimessa alla
volontà di questa Assemblea, riteniamo importante e vincolante un
ritorno in Aula sulle scelte che il Governo vorrà fare, per
confrontarle, appunto, con i principi che vogliamo siano contenuti
in questa stessa disciplina.
Per cui vorremmo che non siano concesse deleghe in bianco, che
quest'opera di riorganizzazione ripassasse dall'Aula, nella
consapevolezza che fino ad oggi questo Governo abbia utilizzato le
partecipate per quell'occupazione, manu militari, di tutti i
vertici di queste società, dove sono arrivati i trombati delle
varie elezioni, i designati del principe Lombardo che ha
individuato, in questa opportunità, la possibilità di dare prebende
e di creare quel clientelismo che vuole aborrire solo a parole, che
vuole mettere fuori dal suo modus operandi solo nelle
dichiarazioni, ma che abbiamo visto sfruttato fino alle minime
presenze all'interno delle posizioni di vertice di questa Azienda.
Vorremmo che la norma fosse riveduta e corretta. L'importante è
l'enunciazione dei principi ma è importante, soprattutto, che venga
ricondotta in Aula la possibilità di verificare se le scelte
operate dal Governo siano coerenti e consone ai principi che
enunceremo con la previsione di legge.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.13, a firma dell'onorevole
Maira.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessore Cimino, onorevoli colleghi, l'intervento è rivolto a
tutti voi. Colgo l'occasione per un breve commento su questo
emendamento soppressivo, che è un po' la scusa per affrontare, in
termini generali, i nodi che stanno presentandosi in merito al
disegno di legge sulla Finanziaria 2010.
Vorrei che mi si desse atto, anche informalmente e senza bisogno
di dichiarazione verbale, che il Gruppo dell'UDC, fino a questo
momento, non ha fatto minimamente ostruzionismo.
E' stato in Aula, quando ha potuto, ha garantito anche il numero
legale, ha evitato di chiedere la verifica del numero legale.
Quanto abbiamo svolto è stata un'opposizione propositiva, sapendo
che saremmo arrivati ai problemi della Finanziaria. E, infatti, ci
siamo, ed è questo l'aspetto più importante che rassegno
all'attenzione del Governo e del Presidente della Regione:
possiamo, al limite, anche comprendere la voglia riformatrice
generale, totale, che ha scatenato le azioni del Governo e del
Partito Democratico; non la giustifichiamo, perché riteniamo di
essere corretti oltre che legittimisti, anche per rispetto di
quest'Aula, in quanto le riforme vanno affrontate con appositi
disegni di legge.
Le riforme vanno confrontate con le parti sociali, vanno discusse
e dibattute nelle Commissioni di merito e va consentito, appunto,
un dibattito ampio e completo in Aula.
Il fare delle riforme con emendamenti e subemendamenti, non
porterà alcun bene alla Sicilia
Se, per esempio, confrontiamo l'articolo 20 con alcuni emendamenti
già depositati ed altri pronti per essere presentati, come
l'emendamento 20.10, a firma degli onorevoli Lupo e Cracolici, ci
si rende conto che si tratta di vera e propria riforma, senza la
possibilità, per quest'Aula e per la Commissione di merito, di un
vero sfogo in termini di dibattito, tra l'altro con alcune
confusioni normative.
Faccio un esempio, onorevole presidente Lombardo: con l'articolo
20 vengono individuate le aree strategiche della Regione, ma manca
nell'elencazione l'area strategica del sottosuolo.
Credo che l'assessore Cimino dovrebbe sapere, come Assessore al
bilancio e al patrimonio, che il sottosuolo, per Statuto della
Regione siciliana, è di esclusiva proprietà e competenza della
Regione; la Regione siciliana è l'unica Regione in Italia
proprietaria del suo sottosuolo, le altre Regioni non hanno questo
diritto e questa facoltà.
Non c'è, tra le aree strategiche, con tutto ciò che questo
comporta, il riferimento al sottosuolo. Ritenete che non sia un
fatto omissivo di grande rilevanza? Io ritengo di sì.
Sugli altri aspetti, che senso ha fare delle proposizioni di
principio, ad esempio i trasporti pubblici, che poi dovremmo andare
a confrontare con l'articolo 81 successivo dello stesso disegno di
legge? C'è confusione in questo disegno di legge e così per tutte
le aree a seguire, come quella del credito. L'avere individuato
l'area strategica del credito comporta una politica di tale
settore, politica che, però, non conosciamo da parte del Governo,
anzi ne conosciamo gli aspetti negativi
E, allora, un invito sereno: possiamo cominciare a snellire questa
legge finanziaria? Ciò con lo spirito propositivo che abbiamo avuto
sino ad ora e, soprattutto, con lo spirito propositivo che ci
impegniamo ad avere successivamente, quando i singoli articoli di
questa Finanziaria, appunto, potranno diventare disegni di legge
veri e propri, con tutto lo sfogo possibile e immaginabile, in
termini di dibattito, che le riforme richiedono.
Se c'è sensibilità da parte del Governo, in questo senso,
continueremo ad essere propositivi stasera, stanotte e domani; se
questo non dovesse avvenire - e quello che sto per dire non è una
minaccia, è soltanto una comunicazione dell'attività parlamentare
che compete alle opposizioni - nessuno ci potrà venire a
rimproverare se adotteremo un ostruzionismo parlamentare legittimo,
se ricorreremo alla richiesta di numero legale, correndo il rischio
di non approvare la Finanziaria entro le ore 24 di domani.
Io vorrei che questo intervento, ma anche quelli che mi hanno
preceduto, sullo stesso tema, quello, cioè, del rinvio delle
riforme importanti che sono abbozzate in questo disegno di legge,
venga valutato con serenità dal Governo.
Le riforme vogliamo farle pure noi, e lo abbiamo dimostrato:
impegniamoci tutti a fare riforme vere e serie, non riforme con
singoli articoli, emendamenti e subemendamenti che non servono alla
Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, intende mantenere l'emendamento 20.13
o lo ritira? L'emendamento 20.13 è quello che sopprime l'articolo
20.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Proporrei di accantonare l'articolo 20 ovvero procedere con gli
emendamenti presentati ad esso.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei avanzare
una proposta: fermiamoci qui con l'esame dell'articolo 20 e
procediamo, questa sera, con la trattazione dell'articolo 22, 23,
forse del 21, cioè tutto il Capo II, relativo al credito di
imposta, nonché - se siamo d'accordo - con gli articoli che la
Presidenza valuterà e in cui, essendoci solamente emendamenti
soppressivi presentati, e non di merito, si potrebbero appunto
esitare stasera.
CIMINO, assessore per l'economia. Il Governo è d'accordo.
PRESIDENTE. La proposta, a mio avviso, è utile. Se non ci sono
osservazioni contrarie, possiamo procedere in questi termini.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge
nn 470-470 bis-470 ter/A e 471-471 bis/A
PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 20. Si passa,
quindi, all'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21
Personale Società Terme di Sciacca e Società Terme di Acireale
1. Il personale delle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme di
Acireale S.p.A. poste in liquidazione gode delle stesse garanzie
occupazionali previste per i dipendenti delle società che sono
dismesse a seguito dell'applicazione di quanto previsto dal
precedente articolo. Nel caso in cui lo scioglimento delle società
termali preceda l'attuazione del precedente articolo, l'Assessore
per l'economia provvede con proprio decreto, nelle more, ad
assicurare l'occupazione del personale».
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sulla proposta di accantonamento
dell'articolo 20.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
dell'onorevole Cracolici è stata accolta, quindi annunciamo che per
gli articoli 21, 22 e 23, nonché per il credito d'imposta,
ritiriamo tutti quanti gli emendamenti soppressivi. Per la
riflessione che ha fatto l'onorevole Cracolici, dove sono stati
presentati solamente gli articoli soppressivi, siccome li
confermiamo e dobbiamo valutarli, riteniamo di condividere di
rinviarne la trattazione a domani. Quindi, ci troviamo d'accordo
relativamente alla trattazione degli articoli 21, 22 e 23 e per
tutti gli articoli che riguardano il credito di imposta.
Se la Presidenza e il Governo accolgono tale proposta, annunciamo
il ritiro di tutti gli emendamenti soppressivi.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, ci troviamo d'accordo con la proposta
avanzata dall'onorevole Mancuso, quindi anche noi proponiamo la
stessa identica ipotesi di prosecuzione dei lavori.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge nn. 470-470 bis-470 ter/A
e 471-471 bis/A
PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 20 e 21. Si
riprende l'articolo 19.
CIMINO, assessore per l'economia. C'è una riscrittura
dell'articolo 19, condivisa con la Commissione Bilancio,
dall'onorevole Leontini, e riguarda la centralizzazione degli
acquisti, recependo anche la normativa della CONSIP. Si può,
quindi, riprendere l'articolo 19, per valutare quanto detto
dall'onorevole Leontini...
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la riscrittura
dell'articolo 19, nell'emendamento 19.19.1, a firma dell'onorevole
Savona.
Assessore Cimino, ci sono due riscritture dell'articolo 19, e cioè
l'emendamento 19.19.1 del presidente Savona e l'emendamento 19.11
dell'onorevole Corona
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, penso che
vanno incontro allo stesso obiettivo, perché la riscrittura del
presidente Savona, di fatto, richiama anche la CONSIP, riferendosi
alla legge in vigore. La stessa cosa è nella riscrittura
dell'onorevole Corona. In più, l'emendamento dell'onorevole Savona,
riprende l'emendamento dell'onorevole Leontini, per quanto riguarda
la competenza, nell'ambito del controllo della spesa e, quindi, più
che il Dipartimento della Funzione pubblica, si riferisce al
Dipartimento del Bilancio, per ricollegare la previsione alla
normativa nazionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.11, di riscrittura
dell'articolo:
«L'articolo 19 è sostituito dal seguente:
Art. 19. 1. Al fine di realizzare significative economie di
scala, il Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro, entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, emana
apposita direttiva contenente le necessarie iniziative, ai sensi
dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e successive
modificazioni e dell'articolo 58 della legge n. 388/2000, per la
razionalizzazione delle fasi procedurali di fornitura e gestione di
beni e servizi intestate ai vari rami dell'Amministrazione
regionale.
2. I responsabili regionali dei procedimenti di spesa relativi
alla gestione di beni e servizi sono tenuti ad adeguare i loro
comportamenti alle direttive impartite dal Dipartimento della
funzione pubblica.
3. Gli istituti, le aziende, le agenzie, i consorzi, gli organismi
ed enti regionali comunque denominati, sottoposti a tutela e
vigilanza dell'Amministrazione regionale o che usufruiscono di
trasferimenti diretti da parte della stessa adottano, per la
fornitura di beni e servizi superiori a euro 100.000,00, parametri
di qualità e di prezzo rapportati a quelli messi a disposizione
delle pubbliche amministrazioni dalla Consip SpA, motivando
espressamente le ragioni dell'eventuale scostamento da tali
parametri, con particolare riguardo ai casi in cui le società
stesse siano soggette alla normativa comunitaria sugli appalti
pubblici. Il mancato rispetto di quanto previsto dal presente comma
comporta responsabilità amministrativa. Gli organi di vigilanza e
controllo interno devono comunicare annualmente alle competenti
amministrazioni regionali che svolgono le funzioni di vigilanza e
tutela la corretta applicazione del seguente comma .»
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 19 sono preclusi. Pongo
in votazione l'articolo 19, così come riformulato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Articolo 22
Spese per collaborazioni e consulenze
1. I contratti relativi a rapporti di consulenza con la pubblica
amministrazione regionale, ivi compresi quelli stipulati da
istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi, società a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione ed enti regionali
comunque denominati, sottoposti a tutela e vigilanza
dell'amministrazione regionale o che usufruiscano di trasferimenti
diretti da parte della stessa sono efficaci a decorrere dalla data
di pubblicazione del nominativo del consulente, del suo curriculum
vitae, dell'oggetto dell'incarico e del relativo compenso sul sito
istituzionale dell'amministrazione stipulante.
2. Per i contratti in essere alla data di entrata in vigore della
presente legge, le amministrazioni stipulanti sono tenute alle
medesime forme di pubblicazione previste al comma 1».
Comunico che all'articolo 22 sono stati presentati soltanto
emendamenti soppressivi. Gli emendamenti 22.1, 22.10, 22.11, 22.2,
22.3, 22.12, 22.13 e 22.14 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23
Spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
pubblicità, rappresentanza e sponsorizzazioni
1. Gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi, società a
totale o maggioritaria partecipazione della Regione ed enti
regionali comunque denominati, sottoposti a tutela e vigilanza
dell'Amministrazione regionale, che usufruiscano di trasferimenti
diretti da parte della stessa, non possono effettuare spese, a
copertura regionale, per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
pubblicità, rappresentanza e sponsorizzazioni, per un ammontare
superiore alla spesa sostenuta nell'anno 2009 ridotta del 20 per
cento.
2. I soggetti di cui al comma 1 devono ridurre del 50 per cento,
rispetto al 2009, la spesa, a copertura regionale, per la stampa
delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista anche da
leggi e regolamenti, distribuita gratuitamente o inviata ad altre
amministrazioni.
3. Per i soggetti di cui al comma 1 in quanto destinatari, a
qualunque titolo, di trasferimenti da parte della Regione, il
mancato adeguamento alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2
comporta la riduzione, nell'esercizio finanziario successivo, per
l'importo di cui allo sforamento, del contributo concesso dalla
Regione.
4. Gli organi di controllo interno sono obbligati a verificare
l'applicazione delle disposizioni previste dal presente articolo e
ne danno specifica comunicazione sia all'Amministrazione regionale
che svolge funzioni di controllo e tutela sia alla Ragioneria
generale della Regione».
Comunico che gli emendamenti 23.1, 23.11, 23.12, 23.2, 23.16,
23.17, 23.3, 23.13, 23.4, 23.14, 23.5 e 23.15 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Rimane, pertanto, solamente l'emendamento 23.10, a firma
dell'onorevole Vinciullo ed altri, che decade per assenza dall'Aula
dei firmatari.
Pongo in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Trasferimenti in favore della RESAIS S.p.A.
1. I trasferimenti effettuati dalla Regione in favore della RESAIS
S.p.A, per le finalità degli articoli 7 e 12 della legge regionale
20 gennaio 1999, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni e
della legge regionale 28 novembre 2002, n. 21 e successive
modifiche ed integrazioni sono utilizzati dalla stessa società, a
titolo di acconto, a valere sui futuri trasferimenti da effettuarsi
per l'attuazione delle citate disposizioni legislative».
Comunico che gli emendamenti 24.1, 24.11, 24.12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Rimane soltanto l'emendamento 24.10, a firma dell'onorevole
Apprendi ed altri. Ne dispongo l'accantonamento, unitamente
all'articolo.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si propone di passare al Titolo IV, Capo II del disegno di legge,
relativo al credito d'imposta, che va dall'articolo 56 all'articolo
68. Do lettura dell'articolo 56:
«Articolo 56
Soggetti beneficiari
1. Ai datori di lavoro, così come definiti nell'articolo 38 della
legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, che, nel periodo compreso tra
la data di pubblicazione della legge ed i dodici mesi successivi,
effettuino nel territorio della Regione nuove assunzioni di
lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati e disabili,
incrementando il numero di lavoratori dipendenti, è concesso un
contributo nella forma del credito d'imposta.
2. Nell'ambito dell'ammontare complessivo dei contributi da
concedere, su base annuale, il 60 per cento delle risorse è
assegnato prioritariamente secondo le seguenti percentuali:
a) 60 per cento alle micro imprese;
b) 40 per cento alle piccole e medie imprese.
3. Sono esclusi dalla fruizione del contributo di cui al presente
articolo:
a) i soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917;
b) i soggetti di cui all'articolo 1, comma 3, lettera d), del
regolamento (CE) 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008
(pubblicato nella g.u.u.e. n. L 214 del 9 agosto 2008)».
Comunico che gli emendamenti 56.1, 56.10, 56.2, 56.3, 56.4, sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al restante emendamento 56.11, a firma dell'onorevole
Musotto:
«All'articolo 56 sono apportate le seguenti modifiche:
sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Nell'ambito dell'ammontare complessivo dei contributi da
concedere, su base annuale, le risorse sono assegnate
prioritariamente secondo le seguenti percentuali:
a) 70 per cento alle micro, piccole e medie imprese;
b) 10 per cento alle grandi imprese;
c) 20 per cento alle categorie residuali di datori di lavoro, così
come definiti nell'articolo 38 della legge regionale 6 agosto 2009,
n. 9.
Per la definizione di micro, piccole e medie impresa si rinvia
all'allegato 1 del Regolamento (CE) n. 800/2008, pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea L 214/3 del 9 agosto 2008.
- aggiungere il seguente comma:
2 bis. Nel caso di impresa subentrante ad altra nella gestione,
comunque assegnata, di un servizio pubblico anche gestito da
privati, il credito d'imposta spetta limitatamente al numero di
lavoratori assunti in più rispetto a quello dell'impresa
sostituita. Negli anni successivi a quello di subentro per il
calcolo dell'incremento occupazionale si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 4 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 56.12 del Governo,
soppressivo della lettera b) del comma 3.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, con l'emendamento s'intende sopprimere, ed escludere
quindi all'applicazione di questa agevolazione fiscale, il settore
dell'industria carboniera. Tale settore è comunque escluso perché
l'articolo 65, comma 2, del disegno di legge dispone che le
agevolazioni si applichino nel rispetto e nei limiti previsti dal
Regolamento della Comunità europea.
Nell'ambito dei limiti definiti dal citato Regolamento comunitario
rientra, quindi, l'esclusione dei settori economici individuati
nell'articolo 1, tra i quali vi è proprio l'industria carboniera.
L'espressa esclusione di cui al comma 3, lettera b) dell'articolo
56 potrebbe determinare sia dubbi di carattere interpretativo e
problemi per l'approvazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Articolo 57
Definizioni
1. Ai fini del presente capo si intende per:
a) lavoratore': qualsiasi persona che lavora o che è in cerca di
un lavoro;
b) lavoratore svantaggiato', lavoratore molto svantaggiato' e
lavoratore disabile': i lavoratori così come definiti
dall'articolo 2, punti 18), 19) e 20) del regolamento (CE) n.
800/2008;
c) lavoratore dipendente': quando non diversamente specificato,
il lavoratore assunto indistintamente con contratto di lavoro a
tempo determinato o indeterminato;
d) numero di lavoratori dipendenti': il numero di unità di lavoro-
anno (ULA), vale a dire il numero di lavoratori dipendenti occupati
a tempo pieno durante un anno, conteggiando il lavoro a tempo
parziale e il lavoro stagionale come frazioni di ULA.
e) costi salariali': l'importo totale effettivamente pagabile dal
beneficiario degli aiuti in relazione ai posti di lavoro
considerati, che comprende:
1) la retribuzione lorda, prima delle imposte;
2) i contributi obbligatori, quali gli oneri previdenziali e i
contributi assistenziali per figli e familiari».
Comunico che gli emendamenti 57.1 e 57.10 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 57. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Articolo 58
Misura dell'agevolazione
1. Il contributo di cui al presente capo è concesso per un importo
pari ad euro 333 per ciascun lavoratore assunto, con contratto a
tempo indeterminato e per ciascun mese; il lavoratore assunto deve
rientrare nella definizione di lavoratore svantaggiato, molto
svantaggiato e disabile di cui all'articolo 2, punti 18, 19 e 20
del regolamento (CE) n. 800 del 2008 della Commissione del 6 agosto
2008, pubblicato nella g.u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008.
2. In caso di lavoratrici, rientranti nella precedente
definizione, il contributo di cui alla presente legge è concesso
per un importo pari a 416 euro, per ciascuna lavoratrice assunta,
con contratto a tempo indeterminato, e per ciascun mese.
3. Il contributo di cui al presente articolo spetta per un periodo
di:
a) dodici mesi successivi all'assunzione nel caso di lavoratori
svantaggiati;
b) ventiquattro mesi successivi all'assunzione nel caso di
lavoratori molto svantaggiati o disabili.
4. Per le assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto di
lavoro a tempo parziale, il credito di imposta, rispettivamente
fissato ai commi 1 e 2 per i lavoratori a tempo indeterminato, è
concesso in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a
quelle del contratto nazionale.
5. Il contributo di cui ai commi 1, 2 e 3 non può, comunque,
superare il cinquanta per cento dei costi salariali nel caso di
assunzione di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, così
come stabilito dall'articolo 40, commi 2 e 3, del regolamento (CE)
n. 800/2008 del 6 agosto 2008, e il settantacinque per cento nel
caso di assunzione di lavoratori disabili secondo la disposizione
di cui all'articolo 41, comma 2, del regolamento (CE) n. 800/2008.
6. Per ciascun datore di lavoro l'importo massimo dell'aiuto in
equivalente sovvenzione lordo non può superare le seguenti soglie:
a) per l'assunzione di lavoratori svantaggiati e molto
svantaggiati cinque milioni di euro per anno;
b) per l'assunzione di lavoratori disabili dieci milioni di euro
per anno.
7. Le agevolazioni previste dalla presente legge sono concesse nel
rispetto delle regole di cumulo di cui all'articolo 7 del
regolamento (CE) n. 800/2008».
Comunico che gli emendamenti 58.1, 58.10, 58.11, 58.2, 58.3, 58.4,
58.5, 58.8, 58.7 e 58.6 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 58.10 dell'onorevole Lentini.
LENTINI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è giusto che
concediamo le agevolazioni solo ed esclusivamente, ad esempio, ad
un call center, struttura che sicuramente beneficerà di tutta la
somma messa a disposizione. Con questo emendamento, voglio evitare
che succeda una tale eventualità. Ecco perché ho previsto che la
sovvenzione non debba superare almeno 50 unità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
far rilevare che abbiamo votato poco fa la previsione che possono
accedere al 60 per cento le microimprese, che hanno un numero di
dipendenti inferiore a cinque, al 20 per cento le medie imprese,
che complessivamente non possono avere più di 50 dipendenti,
quindi, le imprese che possono accedere al credito di imposta sono
quelle già individuate: non possono beneficiarne invero le grandi
imprese, quindi il problema è superato.
PRESIDENTE. L'emendamento 58.10 è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 58. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Incremento della base occupazionale
1. Il credito d'imposta di cui al presente capo spetta, per ogni
unità lavorativa risultante dalla differenza tra il numero medio
dei lavoratori dipendenti occupati nell'anno precedente
l'assunzione, ed il numero medio di lavoratori impiegati nell'anno
successivo l'assunzione.
2. Ai fini dell'accesso ai benefici di cui al presente titolo è
altresì necessario che i posti di lavoro creati rappresentino un
incremento netto del numero dei lavoratori svantaggiati, molto
svantaggiati o disabili, occupati dal datore di lavoro
beneficiario.
3. L'incremento del numero dei lavoratori dipendenti, rispetto
alla media dell'anno precedente l'assunzione, va verificato, sia
rispetto al numero dei lavoratori dipendenti impiegati nello
stabilimento, nell'ufficio o nella sede presso cui il nuovo
lavoratore è impiegato, sia rispetto al numero dei lavoratori
dipendenti complessivamente impiegati dal datore di lavoro.
4. L'incremento della base occupazionale va considerato al netto
delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società
controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice
civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso
soggetto.
5. Per i soggetti che assumono la qualifica di datori di lavoro a
decorrere dall'1 gennaio dell'anno in cui si verifica
l'assunzione, ogni lavoratore dipendente costituisce incremento
della base occupazionale.
6. I lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo
parziale e i lavoratori stagionali si conteggiano nella base
occupazionale come frazioni di ULA.
7. Ai fini delle agevolazioni previste dal presente titolo, i
soci lavoratori di società cooperative sono equiparati ai
lavoratori dipendenti».
Comunico che gli emendamenti 59.1, 59.10, 59.2, 59.3, 59.4, 59.5,
59.6, 59.7 e 59.8 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A.619 verrà trattato come articolo aggiuntivo.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 59. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:
«Articolo 60
Modalità applicative
1. Il credito d'imposta indicato nella dichiarazione dei redditi
relativa al periodo d'imposta per il quale è concesso è
utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 a
partire dal primo giorno successivo a quello di accoglimento
dell'istanza di cui all'articolo 7 e comunque non oltre il 31
dicembre 2015».
Comunico che gli emendamenti 60.1 e il 60.10 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 60. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Articolo 61
Condizioni di ammissibilità
1. Il credito d'imposta spetta a condizione che:
a) siano rispettate le prescrizioni dei contratti collettivi
nazionali anche con riferimento alle unità lavorative che non
danno diritto al credito d'imposta;
b) siano rispettate le norme in materia di salute e sicurezza dei
lavoratori previste dalle vigenti disposizioni;
c) il datore di lavoro non abbia ridotto la base occupazionale
nei dodici mesi precedenti a quello di assunzione del lavoratore o
dei lavoratori per i quali si intende fruire del credito
d'imposta, per motivi diversi dai raggiunti limiti di età
pensionabile, dal collocamento a riposo e dalle dimissioni
volontarie o del licenziamento per giusta causa;
d) il datore di lavoro, limitatamente all'anno di entrata in
vigore della presente legge, non abbia ridotto la base
occupazionale nel bimestre antecedente il medesimo anno, tranne
che per i motivi di cui alla lettera c).
2. La concessione dei benefici di cui al presente titolo è
altresì subordinata al possesso da parte dei datori di lavoro del
Documento unico di regolarità contributiva (D.U.R.C.).
3. Sono esclusi dai benefici di cui al presente titolo i datori
di lavoro che abbiano ricevuto e, successivamente, non rimborsato
o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali
illegali o incompatibili dalla Commissione CE».
Comunico che gli emendamenti 61.1, 61.10. 61.2, 61.3 e 61.4, sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 61.11.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento prospetta un problema
tecnico su cui dobbiamo ragionare: al comma 2 dell'articolo 61,
infatti, si pone il problema relativo al DURC, nel senso che se
l'azienda non l'avesse pronto, potrebbe avere la possibilità di
presentarlo successivamente.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ritirare
l'emendamento potrebbe comportare una controindicazione, perché il
credito d'imposta opera con una convenzione con l'Agenzia delle
Entrate: tecnicamente, il datore di lavoro, nel momento in cui
assume, deve avere la certezza della copertura finanziaria, la
certezza è data, appunto, dalla convenzione stipulata con l'Agenzia
delle Entrate.
Nel momento in cui il datore di lavoro non ha il DURC, l'Agenzia
delle Entrate non può autorizzare l'assunzione, e quindi si
introduce un elemento di incertezza che io sconsiglio vivamente,
anche perché ci esporrebbe ad una modifica del testo che andrebbe
in quel caso notificata a Bruxelles, con il rischio di perdere sei
mesi di tempo, se tutto va bene.
Chiedo, pertanto, che venga ritirato, perché rischiamo di
rallentare l'iter di concessione delle agevolazioni.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 61. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:
«Articolo 62
Modalità di accesso e di fruizione del credito d'imposta
1. Per fruire del contributo, i soggetti presentano un'istanza
contenente i dati stabiliti nel modello approvato con apposito
provvedimento, a partire dal primo giorno del mese successivo a
quello in cui si verificano gli incrementi occupazionali e non
oltre il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di assunzione. In
caso di ulteriori incrementi occupazionali, il soggetto
beneficiario provvede alla presentazione di successive istanze.
2. Le istanze sono esaminate secondo l'ordine cronologico di
presentazione; sulla base dei dati in esse indicati, viene
verificata l'ammissibilità in ordine al rispetto dei requisiti
previsti dalla norma.
3. Entro trenta giorni dalla data di presentazione dell'istanza
medesima, viene comunicato, in via telematica, l'accoglimento nei
limiti dello stanziamento dei fondi disponibili per ciascun anno.
4. I soggetti che hanno ricevuto la comunicazione telematica
attestante l'accoglimento dell'istanza sono tenuti ad inviare,
dall'1 febbraio al 31 marzo dell'anno successivo a quello di
assunzione, una comunicazione attestante il rispetto della
condizione di cui all'articolo 63, comma 1, lettera a). Con la
stessa comunicazione, inoltre, è data indicazione del minor credito
eventualmente spettante in relazione all'anno precedente ovvero
all'anno in corso. La comunicazione costituisce presupposto per
fruire della quota di credito, già prenotata, relativa all'anno nel
quale la stessa deve essere presentata. Il mancato invio della
comunicazione comporta l'applicazione dell'articolo 63, comma 2.
5. I soggetti non ammessi al beneficio per esaurimento dei fondi
stanziati possono presentare dall'1 aprile al 20 aprile di ciascuno
anno a partire dal 2011, e comunque non oltre il 2013 una nuova
istanza telematica. L'importo del credito richiesto con le nuove
istanze può essere al massimo pari a quello richiesto nell'istanza
originaria. Le nuove istanze sono ammesse al beneficio secondo
l'ordine cronologico di presentazione di quelle originarie e nei
limiti delle risorse divenute disponibili a seguito di: rinunce al
credito richiesto; mancato invio della comunicazione di cui al
comma 4; indicazione nella comunicazione presentata di minori
crediti spettanti.
6. La comunicazione di cui al comma 4 e l'istanza di cui al comma
5 sono approvate con apposito provvedimento».
Comunico che gli emendamenti 62.1, 62.10, 62.2, 62.3, 62.4, 62.5 e
62.7 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 62.11 è inammissibile.
Pongo, quindi, in votazione l'articolo 62. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:
«Articolo 63
Cause di decadenza
1. Il diritto a fruire del credito d'imposta decade:
a) se, su base annuale, il numero complessivo dei lavoratori
dipendenti, compresi i lavoratori con contratti di lavoro con
contenuto formativo, risulta inferiore o pari al numero
complessivo dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nei
dodici mesi precedenti l'assunzione. La valutazione dell'effetto
incrementale si ottiene raffrontando il numero medio di unità
lavoro-anno dell'anno precedente all'assunzione con il numero
medio di unità lavoro-anno dell'anno successivo all'assunzione;
b) se, fatto salvo il caso di licenziamento per giusta causa, al
lavoratore non è garantita la continuità dell'impiego per un
periodo minimo coerente con la vigente legislazione o con
contratti collettivi in materia di contratti di lavoro, e comunque
non inferiore a 12 mesi, come previsto dall'articolo 58, comma 3.
Tuttavia se, in caso di licenziamento per giusta causa, il periodo
di occupazione sia più breve di dodici mesi, ovvero se
applicabile, di ventiquattro mesi, non si decade
dall'agevolazione, ma questa è ridotta pro rata di conseguenza;
c) qualora vengano definitivamente accertate violazioni per le
quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro
5.000, alla normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro
dipendente, ovvero violazioni alla normativa sulla salute e sulla
sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni,
commesse nel periodo di applicazione delle disposizioni della
presente legge, e qualora siano emanati provvedimenti definitivi
della magistratura contro il datore di lavoro per condotta
antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio
1970, n. 300. Dalla data del definitivo accertamento delle
violazioni decorrono i termini per dar luogo al recupero delle
minori somme versate o del maggior credito riportato e per
l'applicazione delle relative sanzioni.
2. Nei casi di cui al comma 1, lettera a), la decadenza opera a
partire dall'anno successivo a quello di rilevazione della
differenza prevista nella medesima lettera a).
3. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 1, la decadenza
dal beneficio comporta il divieto di fruizione del credito
d'imposta già maturato sino alla data in cui si verifica la
decadenza nonché l'eventuale recupero del credito d'imposta già
utilizzato in precedenza, con l'applicazione delle relative
sanzioni ed interessi».
Comunico che gli emendamenti 63.1, 63.10, 63.2, 63.3, 63.4 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, quindi, in votazione l'articolo 63. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Articolo 64
Disposizioni attuative, verifiche e sanzioni
1. Con uno o più decreti del dirigente generale dell'Agenzia
regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le attività
formative dell'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro, previa intesa con l'Agenzia delle
entrate, da emanarsi entro il termine di sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati
gli uffici competenti a ricevere le istanze ed emanate le
disposizioni necessarie a garantire la corretta applicazione del
presente capo.
2. Per l'espletamento delle attività di accertamento, riscossione
e contenzioso, secondo le disposizioni in materia di imposte sui
redditi, è prevista la stipula con l'Agenzia delle entrate della
convenzione di cui all'articolo 67.
3. In caso di mancato rispetto degli obblighi previsti dalla
normativa comunitaria si applicano le sanzioni di cui all'articolo
9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive
modificazioni ed integrazioni.
4. Qualora venga accertato il mancato rispetto dei presupposti e
delle condizioni previsti per la fruizione del credito di imposta,
si procede al recupero dell'importo indebitamente fruito, dei
relativi interessi e delle sanzioni applicabili, secondo le
disposizioni previste dall'articolo 1, commi 421, 422 e 423, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche ed
integrazioni e per quanto non disciplinato si applicano le
disposizioni in materia di imposte sui redditi».
Onorevoli colleghi, essendo stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi dell'intero articolo (64.1, 64.2, 64.3, 64.4, 64.5 e
64.10), pongo in votazione il mantenimento dello stesso articolo
64.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:
«Articolo 65
Norme di salvaguardia comunitaria
1. Le agevolazioni sono concesse in regime di esenzione
dall'obbligo di notifica, ai sensi del regolamento (CE) n.
800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune
categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in
applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato, pubblicato nella
G.U.U.E. L 214/3 del 9 agosto 2008.
2. Le medesime agevolazioni sono concesse nel rispetto delle
discipline settoriali comunitarie, nonché delle condizioni e
limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800/2008, del manuale
delle procedure del Programma operativo del Fondo sociale europeo
(PO-FSE) 2007-2013 e del vademecum per l'attuazione del PO FSE e,
specificamente, dal relativo allegato (vademecum delle spese
ammissibili del Fondo Sociale Europeo).
3. L'autorità di gestione del Fondo Sociale Europeo definisce
entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge le modalità di implementazione delle misure
introdotte dal presente capo».
Onorevoli colleghi, essendo stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi dell'intero articolo (65.1, 65.2, 65.3, 65.4 e 65.10),
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 65. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:
«Articolo 66
Risorse finanziarie
1. Per le finalità di cui al presente capo è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2010 la spesa di 10.000 migliaia di euro e
per gli esercizi finanziari 2011 e 2012 la spesa annua
rispettivamente di 30.000 migliaia di euro cui si provvede con le
risorse finanziarie dell'asse prioritario 2 Occupabilità-obiettivo
D del Programma operativo regionale (PO FSE - Sicilia 2007-2013'
adottato con decisione n. C/2007/6722 del 18 dicembre 2007.
2. Per la realizzazione delle procedure telematiche di cui
all'articolo 62, nonché dell'articolo 41 della legge regionale 6
agosto 2009, n. 9, l'Agenzia regionale per l'impiego,
l'orientamento, i servizi e le attività formative dell'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro è
autorizzata ad attingere alle risorse assegnate dallo Stato per il
potenziamento dei servizi per l'impiego di cui al comma 5
dell'articolo 117 della legge 23 dicembre 2000, n. 388».
Gli emendamenti 66.1, 66.10, 66.2, 66.3 sono ritirati, così come
l'emendamento 48.11, perché contrario ai Regolamenti comunitari.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, quindi, in votazione l'articolo 66. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:
«Articolo 67
Convenzione per l'applicazione delle disposizioni
agevolative
1. All'esercizio delle funzioni discendenti dall'applicazione del
presente capo, provvede la Regione che può avvalersi, previa
stipula di apposita convenzione, dei competenti organi statali.
2. Gli oneri di cui al presente articolo sono valutati in 800
migliaia di euro annui, per il triennio 2010-2012».
Onorevoli colleghi, essendo stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi dell'intero articolo (67.1, 67.2, 67.3 e 67.10), pongo
in votazione il mantenimento dell'articolo 67. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:
«Articolo 68
Regolazioni contabili
1. Per le finalità del presente capo, il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni al bilancio della Regione».
Essendo stati presentati soltanto emendamenti soppressivi
dell'intero articolo (68.1 e 68.10), pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 68. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo terminato con gli articoli
relativi al credito d'imposta, di cui al Capo II del Titolo IV del
disegno di legge e, apprezzate le circostanze, rinvio la seduta a
domani, venerdì 30 aprile 2010 alle ore 10.30, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012»
(470-470 bis-470 ter/A) (Seguito)
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-
471 bis/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 22.18
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli