Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
MINARDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Buzzanca e Federico sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta, da parte
dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità, alla
interrogazione numero 64 Notizie sulle modalità di gestione della
raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte dell'ATO Palermo 4
COINRES , dell'onorevole Aricò Alessandro. Con nota 5817 del 10
ottobre 2008, l'Assessore per la sanità ha eccepito la propria
incompetenza. Con nota prot. n. 560/IN.15 del 31 marzo 2010 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia
(Modifica competenze ai sensi l.r. n. 19 del 2008 e relativo
Regolamento di attuazione).
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata.
MINARDO, segretario f.f.:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, all'Assessore per
le attività produttive e all'Assessore per la salute, premesso che
l'area ad elevato rischio di crisi ambientale del Mela comprende il
territorio dei comuni di: Milazzo, San Filippo del Mela, Santa
Lucia del Mela, Pace del Mela, Condrò, San Pier Niceto, Gualtieri
Sicaminò;
premesso inoltre che le opere di cui al progetto di potenziamento
e adeguamento al decreto legislativo n. 152/99 dell'impianto di
depurazione consortile dell'area di sviluppo industriale - ASI di
Messina, sono ubicate nel comune di Pace del Mela (ME), in località
Giammoro, e avrebbero dovuto essere eseguite secondo il 'Piano di
tutela delle acque' entro il 2009;
verificato che il progetto dell'opera è stato consegnato dai
progettisti all'ente nel 2003 e che il vicecommissario per
l'emergenza rifiuti e la tutele delle acque, nel comunicare
l'avvenuto finanziamento dell'opera con nota n. 125 del 17 febbraio
2004, richiedeva al consorzio ASI di Messina, tra le altre cose,
l'atto deliberativo ai fini del rispetto del cronoprogramma per la
realizzazione delle opere;
considerato che l'impianto, esistente già dal 2003, è stato
oggetto di attenzione sia della Procura della Repubblica di
Barcellona (ME) che dalla commissione regionale dei lavori pubblici
che ha espresso il parere n 19/2003;
considerato inoltre che nel 2005 l'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente (A.R.P.A.) e la commissione provinciale
tutela ambiente, evidenziando la gravità della situazione e ponendo
in preallarme le condizioni di degrado e malfunzionamento
dell'impianto di depurazione consortile dell'ASI di Messina
ricadente nel comune di Pace del Mela in località Giammoro, avevano
di fatto perorato l'esigenza primaria di adeguare detto impianto ai
fini del disinquinamento e risanamento dell'intera fascia costiera
compresa tra Milazzo e Torregrotta, per evitare un 'annunciato
disastro ambientale';
rilevato che:
1) non realizzando le opere di risanamento previste dal progetto,
all'ente, alla luce della legislazione sanitaria e ambientale
esistente, non rimane altra possibilità che la chiusura
dell'impianto stesso, con le immaginabili devastanti conseguenze
ambientali, sociali ed economiche;
2) nei considerata dell'accordo di programma quadro (APQ) del 23
dicembre 2003, era evidenziato '(...) che il riutilizzo delle acque
reflue richiede l'adeguamento degli impianti di depurazione (...)';
3) tutto il comprensorio del Mela servito dall'impianto di
depurazione è ubicato in area ad elevato rischio di crisi
ambientale (così dichiarata con decreto dell'Assessore per il
territorio e l'ambiente in data 4 settembre 2002, pubblicato nella
GURS n. 48 del 18 ottobre 2002), e che nei considerata dell'APQ è
testualmente evidenziato 'che il riutilizzo delle acque reflue
rappresenta un elemento di risparmio e di tutela ambientale
riferito alle acque superficiali e sotterranee consentendo il più
agevole rispetto delle prescrizioni di tutela in particolare
riferito alle aree sensibili';
4) la Repubblica italiana è stata messa in mora con atto della
Commissione europea 2009/2034 per il trattamento delle acque reflue
urbane - cattiva applicazione della direttiva in tema di
raggiungimento dei livelli di convogliamento in fognatura e di
depurazione dei reflui civili. E' altresì contestato, con atto
2009/0188, il mancato recepimento della direttiva 2006/118/CE
relativa alla protezione delle acque sotterranee
dall'inquinamento e dal deterioramento. Completa il quadro l'atto
2006/2017, in cui viene contestata l'esclusione, dall'ambito di
applicazione della direttiva 76/160/CEE, della qualità delle acque
di balneazione;
5) nello specifico territoriale, con atto 2006/4808, è stata
aperta una procedura relativa all'inquinamento atmosferico nel
comprensorio del Mela (ME);
ritenuto inoltre che:
il non adeguamento e/o funzionalità in un'area industriale
dell'impianto di depurazione rappresenta un 'vulnus' per il
rispetto delle norme sanitarie ed ambientali con l'aggravante che
l'impianto serve anche i comuni di Condrò, San Pier Niceto, San
Filippo del Mela, Pace del Mela;
i mancati interventi sul depuratore consortile dell'ASI, ubicato
nel Comune di Pace del Mela, in località Giammoro, e la mancata
realizzazione della relativa condotta sottomarina al centro
dell'area ad alto rischio assumono valenza di importanza non più
ordinaria bensì emergenziale e che i ritardi di esecuzione e
l'eventuale revoca del finanziamento, connessa a tali ritardi,
avrebbero conseguenze devastanti anche per l'economia dei territori
di tutti i comuni della Valle del Mela, aggravando il danno
all'ambiente marino, già in atto con scarico diretto sulla
battigia, che assumerebbe pertanto, come già rilevato dall'ARPA, le
proporzioni di un 'disastro ambientale annunciato';
per sapere:
1. se la commissione Stato-Regione, province, enti locali, per la
definizione del piano di risanamento ambientale e rilancio
economico del comprensorio del Mela, abbia attuato quanto previsto
dall'art. 2 del decreto 4 settembre 2002;
2. se sia stato reso esecutivo il piano di risanamento e rilancio
economico del comprensorio del Mela secondo quanto previsto
dall'art. 3 del decreto 4 settembre 2002;
3. quale sia lo stato delle procedure per il completamento dei
lavori di potenziamento e adeguamento al decreto legislativo n.
152/99 dell'impianto di depurazione consortile ASI di Messina,
ubicato nel Comune di Pace del Mela, in località Giammoro (ME), con
riuso di acque reflue e fanghi;
4. quali siano le procedure e le azioni adottate dagli Assessorati
competenti (Ambiente e territorio, Attività produttive e Salute) in
merito alla carenza del rispetto delle principale norme sanitarie
ed ambientali in ordine alle attività delle aziende ubicate
nell'area ASI e nell'interesse dell'intera comunità dell'area del
Mela;
5. quali siano le motivazioni che hanno causato gli eventuali
ritardi che non hanno consentito il completamento dei lavori entro
il 2009;
6. se persistano danni all'erario per effetto del mantenimento in
gestione e della manutenzione dell'impianto negli anni;
7. quali siano stati i giustificativi prodotti dalla Regione
siciliana circa i sopra citati atti della Comunità europea in
materia di procedure d'infrazione, inclusi gli atti di messa in
mora;
8. in caso di condanna per la Regione siciliana, come intenda la
stessa rivalersi su chi per 'pigrizia' o per culpa in vigilando'
non ha permesso la realizzazione delle opere necessarie ed idonee».
(1162)
CORONA
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Onorevoli colleghi per consentire la rivisitazione del lavoro fin
qui svolto e per fare il punto della situazione, sospendo la
seduta avvertendo che riprenderà alle ore 11.30.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, non ho capito la sua conclusione.
Se noi abbiamo già un disegno di legge in Aula sul quale stiamo
andando avanti articolo per articolo, questa sospensione a cosa è
dovuta?
Cosa dobbiamo riorganizzare se abbiamo già tutto predisposto?
PRESIDENTE. Onorevole Savona, si fa una verifica di tutto quello
che è stato approvato. Lei sa che ieri sera si è proceduto non in
maniera sequenziale; dopodiché, fatta questa verifica, si va
avanti, evidentemente, ad oltranza. Questo è l'orientamento.
(La seduta, sospesa alle ore 10.52, è ripresa alle ore
12.41)
Assume la Presidenza il Presidente CASCIO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione dei disegni di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (470-470 bis-470
ter/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(471-471 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Seguito della discussione dei disegni di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012 (nn. 470-470 bis-
470 ter/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2010 (nn. 471 - 471 bis/A).
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge
finanziaria numeri 471-471 bis/A.
Si riprende l'esame dell'articolo 4, accantonato nella seduta n.
168 del 28 aprile 2010.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là delle
tensioni e delle legittime aspettative che ormai stanno
monopolizzando l'attenzione per quanto riguarda i PIP ex emergenza
Palermo , mi permetto di fare una proposta alla Presidenza: se è
possibile agganciare i PIP all'articolo 4 del disegno di legge di
bilancio, così abbiamo anche la possibilità di snellire le
procedure e di calmare e quietare i molti animi che sono nervosi.
La ringrazio.
DE LUCA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che inizino
i lavori d'Aula, desidero chiarire che ieri e, comunque, in questi
giorni abbiamo fatto una serie di interventi indispensabili per
migliorare il testo e inserire alcune norme fondamentali che
riguardano soprattutto quella che è la gestione contabile della
Regione siciliana.
Desidero continuare, comunque, nel voler esprimere quelle che sono
posizioni e, soprattutto, anche elementi di novità e suggerimenti
che quest'Aula - devo dire - in gran parte ha raccolto, come già ha
fatto la Commissione Bilancio in precedenza.
Ieri, avevo posto una questione che ripropongo questa mattina
proprio perché per me è stato un confronto molto particolare che ha
portato anche ad una sospensione dei lavori d'Aula e che richiede
definitivamente chiarezza da parte dell'Assessore competente - che,
in questo caso, è l'assessore Di Mauro-: io avevo presentato un
emendamento per la copertura finanziaria dei lavoratori forestali e
dell'antincendio e avevo anche posto all'attenzione di
quest'Assemblea e del Governo l'impegno del maggio 2009,
sottoscritto dal Presidente della Regione con tutte le
organizzazioni sindacali.
Quell'emendamento è stato messo da parte perché il Governo ne ha
presentato un altro per quanto riguarda l'individuazione tecnica
della copertura finanziaria e, rispetto a quell'emendamento,
approvato già durante la discussione del bilancio, è emerso qualche
dubbio che ieri comunque è stato approfondito da parte
dell'assessore Di Mauro, dell'assessore Cimino e dei relativi
dirigenti.
Chiedo all'assessore Di Mauro preliminarmente - signor Presidente,
eravamo rimasti così anche ieri - che chiarisca definitivamente se,
in effetti, come già è stato detto informalmente, la questione è
stata risolta nel senso che, anche per quanto riguarda i lavoratori
dell'antincendio, si è proceduto ad individuare la copertura
finanziaria per quanto riguarda l'attività ordinaria; se si è
proceduto ad individuare la copertura finanziaria per quanto
riguarda l'adeguamento contrattuale; se si è proceduto ad
individuare la copertura finanziaria per quanto riguarda l'aumento
delle giornate, in tutto o parzialmente, adesso lo dirà l'Assessore
competente, che riguarda semplicemente l'accordo sottoscritto dal
Presidente della Regione nel maggio del 2009.
Siccome è giusto e corretto dare le informazioni per quel che
sono, visto che questo Parlamento, comunque, si assume delle
responsabilità e deve essere chiaro con l'esterno, chiedo
preliminarmente all'assessore Di Mauro di rispondere
definitivamente su questo aspetto al fine di fugare ufficialmente
qualunque eventuale dubbio che si sia insinuato su questa materia.
Chiarisco che il sottoscritto, come la gran parte o come tutto il
Parlamento, ha intenzione di completare il percorso della legge
finanziaria nel modo migliore possibile, ma soprattutto
nell'interesse della Sicilia e, di conseguenza, contribuirà al
dibattito d'Aula sostenendo i propri emendamenti - emendamenti,
naturalmente, di merito - e, comunque, rispetto ad alcune
tematiche, come il finanziamento della norma di riforma degli ATO
rifiuti e qualche altra che è stata già attenzionata, porrà delle
questioni precise, così come ha già ha fatto nei giorni precedenti,
e su tali questioni inviterà il Governo e l'Assemblea ad
esprimersi.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, come ho avuto modo di comunicare ai
sindacati, da parte del Governo c'é il massimo interesse affinché
sia rispettato l'accordo che il Presidente della Regione ha
sottoscritto con i sindacati per l'aumento delle giornate dei
forestali, così come c'è interesse da parte del Governo di
rispettare l'impegno per i lavoratori addetti al settore
antincendio. In questo senso, incontrando i sindacati con il
direttore regionale del Corpo forestale, abbiamo messo in atto
l'iniziativa che deve, intanto, con le risorse del bilancio
ordinario, coprire il fabbisogno relativo alle giornate lavorative
realizzate lo scorso anno e, per quanto riguarda le giornate che
sono state stabilite in più nell'accordo con il Presidente della
Regione, faremo come si farà per quanto riguarda i lavoratori
impegnati nella forestale, cioè dando copertura con le risorse che
sono destinate al PAR FAS.
Ciò che sarà fatto per i forestali, sarà fatto anche per gli
addetti al servizio antincendio che opera attraverso il sistema del
Corpo forestale.
DE LUCA. Anche l'aumento contrattuale?
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Certo, anche
l'aumento che è già inserito nell'emendamento presentato dal
Governo.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole De Luca ha introdotto un nuovo modo di procedere,
peraltro apprezzabile, cioè quello di chiedere al Governo, prima di
proseguire nella discussione, se sono mantenuti gli impegni che,
dall'inizio della discussione della Finanziaria fino ad oggi, il
Governo intende mantenere e portare avanti.
L'onorevole De Luca ha posto il problema dei forestali, io
ripropongo all'assessore Cimino il problema dei lavoratori della
PUMEX. Vorrei sapere se in questo maxi emendamento di 25 pagine, di
8 pagine, di 32 pagine, il Governo lo affronta. E lo vorrei sapere
in via preliminare.
Signor Presidente, mi rivolgo a lei quale garante dei diritti dei
singoli parlamentari, noi tutti sappiamo che la tabella H era stata
soppressa, ce lo siamo detti nel corso di questi giorni, - forse è
opportuno e gradirei che vi fosse un poco di attenzione da parte
dei parlamentari perché ci ritroveremo, da qui a qualche ora, con
un problema che diventerà insormontabile - e abbiamo avuto la
bruttissima esperienza, l'anno scorso, dell'impugnativa da parte
del Commissario dello Stato.
Leggendo quella che non è più la tabella H ma è diventata la
tabella I, vengo a scoprire la riconferma di tutte le iscrizioni in
bilancio con alcune specificazioni.
La tabella H, oggi tabella I, nasce con autorizzazione di legge.
Ad esempio, senza entrare nel merito della bontà del contributo che
si voleva dare, l'anno scorso - non so chi l'ha sostenuto,
sicuramente per motivi legittimi, di grande prestigio - era assurta
agli onori della cronaca la questione del contributo
all'Associazione filosofica Dafne o altro. Ora me la ritrovo nella
tabella I, sotto altra voce, quando si parla di contributi alle
società, ad esempio, Storia Patria , e così via.
Si tratta di un tentativo di inserimento nella tabella H e non
entro nel merito della questione che, sicuramente, sarà legittima;
però non è possibile tecnicamente, nel rispetto di ciascuno dei
novanta parlamentari. Signor Presidente, mi ritrovo un contributo
annuale alla Fondazione Museo Mandralisca , quindi nasceva con
legge, di cui 220 migliaia di euro alla Fondazione Mandralisca e
130 migliaia di euro all'Associazione Conservazione delle
tradizioni delle marionette .
Si tratta, quindi, di un modo surrettizio di inserire in tabella H
dei nuovi contributi ad alcune associazioni. Posso citare, ad
esempio, i contributi alle associazioni concertistiche, che
apparentemente sembrano aumentati: le associazioni concertistiche
vengono finanziate in base ad una legge, la numero 44 del 1985, di
cui il Conservatorio musicale Vincenzo Bellini di Palermo è
finanziato con altra legge, l'Istituto musicale Vincenzo Bellini
di Catania é finanziato con altra legge, così l'Associazione
culturale Orchestra filarmonica siciliana Ferrara - gli addetti
ai lavori sconoscono di che cosa si tratta -, l'Associazione
filarmonica Santa Cecilia di Agrigento, che non c'entrano niente
con le associazioni concertistiche di cui alla legge 44 del 1985,
l'Associazione Amici della musica Salvatore Cicero di Cefalù.
E, allora, penso che ci ritroviamo con questa tabella.
Chiedo espressamente che, prima di procedere, si dia chiarezza a
tutti i parlamentari perché furbizie, chiamiamole con il loro nome,
non ne sono concesse a nessuno. Non mi bastano neanche le
spiegazioni dell'Assessore.
Passando alla vicenda della Pumex, gradirei sapere se l'Assessore
mantiene o meno l'impegno, considerato che c'è un emendamento,
sottoscritto da tutti, e ricordo che i lavoratori della Pumex non
sono i precari, ma avevano un posto di lavoro fisso e, poiché le
isole Eolie sono diventate patrimonio dell'Unesco, sono stati
licenziati.
Sulla vicenda relativa alla tabella H, gradirei che si ritornasse
addirittura in Commissione per fare chiarezza.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.21, degli onorevoli
Falcone, Vinciullo, Pogliese, Buzzanca e Caputo.
Onorevole Ardizzone, sulla tabella H le rispondo io; non occorre
dare la parola all'assessore Cimino. La tabella H è stata soppressa
ed è stata creata la cosiddetta tabella I.
Le stesse voci che risultavano in tabella H sono state inserite
nel bilancio
ARDIZZONE. Non è così; ci sono delle questioni nuove.
PRESIDENTE. Non c'è una voce nuova; glielo assicuro. Non c'è
nemmeno bisogno di consultare l'assessore per l'economia. Si fidi
del Presidente dell'Assemblea, non c'è nessuna associazione nuova.
Per quanto riguarda la Pumex, il Governo si è già impegnato in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari a trovare una
soluzione nell'articolo 4, che accantoniamo ulteriormente proprio
per dare risposta alla vicenda.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
numeri 470-470 bis-470 ter/A e numeri 471-471 bis/A
PRESIDENTE. Comunico che l'articolo 20 e l'articolo 21 sono
ulteriormente accantonati.
Si riprende l'esame dell'articolo 24, accantonato nella seduta n.
169 del 29 aprile 2010.
Comunico che nella stessa seduta erano già stati ritirati gli
emendamenti 24.1, dell'onorevole De Luca, 24.11, dell'onorevole
Leontini ed altri, e 24.12, dell'onorevole Maira.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 24.10, degli onorevoli Apprendi,
Panepinto, Raia, Marinello e Faraone, che è inammissibile perché
presentato fuori termine.
MARINELLO. No, è stato presentato nei termini.
PRESIDENTE. Presentato ieri, onorevole Marinello mi dispiace.
Siamo all'emendamento 24.10, non so di quale parli lei onorevole
Marinello.
MARINELLO. Parlo di un subemendamento che ho presentato
all'emendamento 24.10.
PRESIDENTE. C'è quindi un subemendamento all'emendamento 24.10?
MARINELLO. L'ho presentato entro i termini.
PRESIDENTE. L'abbiamo trovato, onorevole Marinello, ma è
inammissibile.
L'emendamento 24.10, a firma Apprendi ed altri, non è un
subemendamento, è una norma diversa.
MARINELLO. Qual è la ragione dell'inammissibilità? L'ho presentato
ieri, entro i termini.
PRESIDENTE. E ieri era troppo tardi, sono previste solo
riscritture di articoli e non possiamo aprire la maglia degli
emendamenti aggiuntivi, neanche per il Governo.
MARINELLO. Signor Presidente, ne ho presentato uno entro i termini
previsti e non so in quale faldone sia andato a finire, bisogna
chiedere agli uffici.
PRESIDENTE. E' il 24.10, a firma degli onorevoli Apprendi,
Panepinto, Raia, Marinello e Faraone
MARINELLO. L'emendamento aggiuntivo era stato presentato nei
termini, ripeto, bisogna chiedere agli uffici.
PRESIDENTE. Non ce ne sono altri, onorevole Marinello.
Intanto, l'emendamento 24.10 a firma degli onorevoli Apprendi ed
altri è ritirato?
MARINELLO. L'emendamento 24.10 non è affatto ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 24.10. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sorpreso del
parere favorevole del Governo: questa norma serve solo per un
aggiustamento contabile dei conti della RESAIS. Non riesco a
comprendere il parere favorevole del Governo all'emendamento 24.10,
é solo un'operazione contabile, non c'è nulla.
Dare anche il peso di rendicontare un'operazione che evita alla
Regione un pagamento di tasse in più, siamo veramente fuori'
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MARINELLO. Signor Presidente, ho presentato nei termini un
emendamento all'articolo 24. Siccome stiamo votando l'articolo,
vorrei sapere dove è andato a finire.
PRESIDENTE. E' tra gli aggiuntivi. L'articolo 24 è già stato
approvato.
(Proteste dell'onorevole Marinello su un emendamento a sua firma
che dichiara di avere presentato all'articolo 24)
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Marinello? L'articolo 24 è già
stato approvato.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25.
Taglia oneri amministrativi
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, su proposta dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, la Giunta regionale
approva un programma per la misurazione degli oneri amministrativi
derivanti da obblighi informativi nelle materie affidate alla
competenza della Regione, con l'obiettivo di giungere, entro il 31
dicembre 2012, alla riduzione di tali oneri per una quota
complessiva del 25 per cento, come stabilito in sede europea.
2. In attuazione del programma di cui al comma 1, il Dipartimento
regionale della funzione pubblica e del personale coordina le
attività di misurazione in raccordo con i rami di amministrazione
interessati per materia.
3. Ciascun Assessore regionale, di concerto con l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adotta il
piano di riduzione degli oneri amministrativi che definisce le
misure normative, organizzative e tecnologiche finalizzate al
raggiungimento dell'obiettivo di cui al comma 1.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica si provvede a definire le linee guida per la
predisposizione dei piani di cui al comma 3 e delle forme di
verifica dell'effettivo raggiungimento dei risultati, anche
utilizzando strumenti di consultazione pubblica delle categorie e
dei soggetti interessati.
5. Degli stati di avanzamento e dei risultati raggiunti con le
attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi
gravanti sulle imprese è data tempestiva notizia sul sito web della
Regione.
6. Del raggiungimento dei risultati indicati nei singoli piani
assessoriali si tiene conto nella valutazione dei dirigenti
responsabili».
Gli emendamenti 25.1, 25.2, 25.3, 25.4, 25.5, 25.6 e 25.7
dell'onorevole De Luca, gli emendamenti 25.11, 25.12, 25.13, 25.14,
25.15, 25.16 e 25.17 degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona
e Mancuso, e l'emendamento 25.10 dell'onorevole Maira, soppressivi
dell'intero articolo o di singoli commi, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 25.18, degli onorevoli Apprendi,
Panepinto, Faraone, Marinello, Raia, Cracolici, Gucciardi e
Ammatuna.
Onorevole Marinello, io sto presiedendo la seduta, non posso
contrastare con lei. In questo momento non le do la parola
Onorevole Apprendi, mantiene l'emendamento 25.18?
APPRENDI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
CRACOLICI. Perché è contrario?
CIMINO, assessore per l'economia. Si vota il testo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Misure di sostegno per il ricovero di minori
1. La riserva prevista dall'articolo 9, comma 4, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, quantificata in 30 mila migliaia di
euro annui, iscritta in bilancio ai sensi del comma 8 bis
dell'articolo 23 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, in
un apposito capitolo di spesa del dipartimento famiglia e politiche
sociali è destinata al finanziamento ai comuni delle spese da
sostenere per il ricovero dei minori disposto dall'autorità
giudiziaria.
2. Al comma 4 dell'articolo 9 della legge 14 maggio 2009, n. 6
dopo le parole rimborsare ai comuni l'80 per cento delle spese'
sopprimere le parole sostenute e' e dopo la parola documentate'
aggiungere da provvedimento giurisdizionale e dall'attestazione di
ingresso in un istituto di accoglienza'».
MANCUSO. E' un attacco inaudito all'Assessore e non è consentito
Lo dico io che sono dell'opposizione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo calmi.
Gli emendamenti 27.1, 27.2 e 27.3, dell'onorevole De Luca, e
27.10, dell'onorevole Maira, sono ritirati. L'Assemblea ne prende
atto.
L'articolo 27 è accantonato.
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Contributi alle province per erogazioni di servizi
socio-assistenziali
1. Il comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, come modificato
dal comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 14 maggio 2009,
n. 6, è così sostituito:
2. Dall'anno in corso, per le finalità di cui al comma 1, la
spesa già prevista dall'articolo 13, comma 1, della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, è adeguata dinamicamente agli
aggiornamenti contrattuali previsti per legge.'».
Gli emendamenti 28.1, dell'onorevole De Luca, e 28.10,
dell'onorevole Maira, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
DINA. Signor Presidente, gli emendamenti sono distribuiti in più
tomi e ci sono dei momenti in cui, a seconda dell'articolo, si
passa da un tomo all'altro. Vorremmo riuscire a seguire i lavori in
quanto, procedendo in questo modo, non riusciremo ad avere contezza
e consapevolezza dei problemi che stiamo affrontando.
PRESIDENTE. Esattamente per questo motivo ho accantonato
l'articolo 27.
Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Donegani è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
numeri 470-470 bis-470 ter/A e numeri 471-471 bis/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
(471 - 471 bis/A).
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LUCA. Signor Presidente, le ho dato una delega in bianco che
lei può esercitare, però le chiedo una cortesia ed una preghiera:
ci metta in condizione di capire come procedere con i lavori e,
soprattutto, gli emendamenti ritirati li dirò in partenza. Ma su
qualche comma, effettivamente, qualche emendamento abrogativo
desidero discuterlo.
Quindi, lei ha carta bianca perché dobbiamo andare avanti
speditamente, ma mi metta in condizione di potere svolgere
correttamente il mio compito. Ne approfitto proprio perché le ho
chiesto inizialmente la parola, per ringraziare l'assessore Di
Mauro, il Governo ed il Presidente della Regione - che è presente -
per avere chiarito ufficialmente che, per quanto riguarda i
lavoratori della forestale e dell'antincendio, si è proceduto a
rispettare l'impegno che è stato sottoscritto a maggio del 2009,
sia per quanto riguarda l'aumento contrattuale, sia per quanto
riguarda l'aumento delle giornate. Ve ne diamo atto e vi
ringraziamo a nome dei lavoratori.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 27 in precedenza
accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 27.11:
«All'articolo 27 sono apportate le seguenti modifiche:
Al comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
Le eventuali somme non utilizzate possono essere destinate al
finanziamento degli interventi di cui all'articolo 76, comma 4,
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2. Con decreto del
Ragioniere generale, su richiesta del Dirigente generale del
Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali, si provvede
alle occorrenti variazioni di bilancio .
- è aggiunto il seguente comma:
3. A decorrere dall'esercizio finanziario 2010, la quota
destinata al finanziamento delle Comunità alloggio per i ricoveri
dei pazienti dimessi dagli ex ospedali psichiatrici di cui
all'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2, (cap. 182519) è incrementata di euro 5.000 migliaia .»
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il Governo
spiegasse il tenore dell'emendamento.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i comuni di tutta
la Sicilia non possono pagare le comunità-alloggio per quanto
riguarda i dimessi dagli ospedali psichiatrici. Quindi, con questo
emendamento aggiungiamo cinque milioni di euro. Ne servirebbero 17
milioni, ma già così diamo ai comuni la possibilità di fare una
prima anticipazione e questo è molto importante.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che c'è un emendamento di riscrittura, il 27.12,
a firma mia e dell'onorevole Savona, relativamente alle modalità di
rimborso, in cui si dice che il secondo comma è sostituito dal
seguente: limitatamente alle modalità di rimborso, le disposizioni
di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'esercizio
finanziario 2009 . Cosa significa? Significa che molti comuni non
hanno potuto accedere a questi fondi perché la parola sostenere ,
se non c'era l'impegno di spesa ma va bene, con l'emendamento
dell'assessore Leanza si integra perfettamente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le anticipo che il suo emendamento,
27.12, è inammissibile, essendo stato presentato fuori termine.
Pertanto credo che vada bene quello del Governo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
comunicare il voto favorevole mio e del Gruppo parlamentare che in
questo momento rappresento, il quale aveva presentato un identico
emendamento. E' un problema serio, stiamo parlando di centinaia e
centinaia di malati che sono stati a suo tempo dimessi e lasciati
in strada.
Sono soddisfatto che il Governo abbia accettato il nostro
emendamento.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assessore
ha chiarito la seconda parte dell'emendamento che, fra l'altro, mi
pare corretto e facilmente leggibile.
Nell'emendamento 27.11 c'è una prima parte che riporta in una
disponibilità gli eventuali esuberi delle risorse. Su questo
vorremmo un chiarimento per comprendere di cosa si tratta.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo previsto,
qualora - cosa molto improbabile - ci dovessero essere eventuali
esuberi, considerato che per i dimessi degli ospedali psichiatrici
sono molto di più le richieste, sono 17 milioni di euro,
eventualmente l'opportunità di poterli utilizzare per le comunità-
alloggio, cioè per i comuni che li possono dare alle comunità-
alloggio e, quindi, rimpinguare quel capitolo. Ciò qualora ci
dovessero essere eventuali riserve; cosa, allo stato attuale,
assolutamente improbabile. E' una clausola di salvaguardia, una
opportunità maggiore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.11. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Ho già dichiarato inammissibile l'emendamento 27.12 degli
onorevoli Falcone e Savona.
Pongo in votazione l'articolo 27, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Premialità per assegnazioni agli enti locali
1. Al comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni le parole entro
il 31 dicembre 2009' sono sostituite dalle parole entro il 31
dicembre 2010'. Il differimento del predetto termine vale anche per
l'incidenza del parametro di cui al medesimo comma 4, del citato
articolo 12 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, secondo
le modalità già assentite in sede di Conferenza Regione - autonomie
locali. Il differimento del predetto termine produce effetti anche
in ordine all'attività gestionale riconducibile all'esercizio
finanziario 2009».
Gli emendamenti 29.1, dell'onorevole De Luca, 29.10, degli
onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, e 29.11,
dell'onorevole Maira, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A.18, dell'onorevole D'Agostino, decade per assenza
dall'Aula del firmatario.
L'emendamento A.267, degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone,
Caputo, Buzzanca, Bosco e Limoli, e l'emendamento A.487,
dell'onorevole Lentini, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Interventi di somma urgenza
1. A valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma 4, della
legge regionale n. 2 del 2002, in favore degli enti locali, la
somma di 1.000 migliaia di euro è destinata, nell'esercizio
finanziario 2010, agli interventi previsti dalla delibera della
Giunta regionale n. 440 del 13 novembre 2007, per garantire la
copertura finanziaria per gli interventi di somma urgenza già
effettuati con ordinanze dei sindaci ed accertati dal dipartimento
regionale della protezione civile».
Gli emendamenti 30.1, dell'onorevole De Luca, 30.10 dell'onorevole
Maira e 30.11 degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
Mancuso, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Assegnazione risorse agli enti locali per calamità
naturali
1. Per le finalità previste dal comma 10 dell'articolo 9 della
legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, a valere sui fondi previsti
dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale n. 2/2002 e
successive modifiche ed integrazioni è destinata, nell'esercizio
finanziario 2010, la somma di 12.000 migliaia di euro».
Gli emendamenti 31.1, dell'onorevole De Luca, 31.10 dell'onorevole
Maira e 31.11, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
Mancuso, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.13, degli onorevoli Beninati e
Leontini.
BENINATI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, intervengo solo per chiarire che
l'emendamento 31.13, da me presentato all'articolo 31,
effettivamente si collega con il 33 successivo. Cosa vuole dire?
Siccome l'articolo 33 dà un milione di euro a tutti i privati che
hanno subìto danni dalle alluvioni del settembre scorso e via
dicendo fino a dicembre 2008, allora il Governo prevede un milione
di euro. La mia proposta, invece, é: togliere due milioni di euro
all'articolo 31 e incrementare l'articolo 33 di questi due milioni
di euro in quanto incentiviamo il risanamento di tutto un insieme
di aziende private che, nell'evento alluvionale del 2008, hanno
subìto danni: parlo di aziende agricole, di tutto ciò che riguarda
il privato, per cui incrementiamo di due milioni di euro l'articolo
31 togliendoli proprio lì.
L'articolo 33 si aumenta di due milioni di euro e si tolgono
all'articolo 31, facciamo semplicemente una compensazione dando un
ristoro alle attività private che - ripeto - hanno subìto danni
alluvionali nel periodo che riguarda l'anno 2008.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 31.13. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 31.12, degli onorevoli Laccoto, Picciolo,
Galvagno, Gucciardi e Ammatuna.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche
al Governo, proprio ieri cinquanta sindaci della zona dei Nebrodi
hanno manifestato lamentando l'assenza del Governo nazionale e
anche di quello regionale. Il mio emendamento, pur non mettendo
altre somme, tende solamente a fare una riserva del 50 per cento
sui dodici milioni di euro, che sono pochissimi, per i comuni della
zona dei Nebrodi che sono stati interessati da gravi dissesti
idrogeologici; quindi, non si fa altro che dire il 50 per cento di
queste somme per le calamità viene dato ai cinquanta comuni della
zona dei Nebrodi. E' un minimo segnale di attenzione da parte del
Governo rispetto ad una situazione di assoluta solitudine dei
sindaci che, in questo momento, cercano un aiuto da parte di tutti.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Assegnazioni per interventi a tutela dell'ordine pubblico
1. Le disposizioni di cui all'articolo 11, comma 1 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6 si applicano a tutte le
anticipazioni a qualsiasi titolo deliberate dalla giunta regionale
già concesse o che saranno concesse per motivi di ordine pubblico o
per fronteggiare le emergenze relative alla gestione integrata dei
rifiuti».
Gli emendamenti 32.1 dell'onorevole De Luca, 32.10 degli
onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso e 32.11
dell'onorevole Maira, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 32.12:
«All'articolo 32 dopo le parole si applicano sono aggiunte le
parole con le modalità previste dal successivo articolo 44 ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 32.12
bis, di cui dichiaro inammissibili i commi 3 e 4. L'emendamento è
accantonato insieme all'articolo 32.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Contributi agli enti locali colpiti da calamità
naturali
1. A valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma 4, della
legge regionale n. 2/2002, in favore degli enti locali, l'assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2010 ad erogare un
contributo di 1.000 migliaia di euro in favore dei soggetti
prioritariamente privati, che abbiano subito danni a seguito
dell'evento del 13 settembre 2008 e di cui alla deliberazione
della Giunta regionale n. 307 del 12 dicembre 2008, di
dichiarazione dello stato di calamità naturale, quale contributo da
destinarsi a ristoro dei danni subiti».
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei un
chiarimento da parte del Governo su questo proliferarsi di articoli
relativi a calamità naturali, che fanno riferimento a singole
deliberazioni della giunta regionale, tutte pregevoli e lodevoli.
Purtroppo devo ricordare, lo ricorderà, lo ricorda sicuramente il
presidente Lombardo che è stato celere nell'intervento, che la
prima delle alluvioni che ha interessato il territorio provinciale
di Messina è stata l'alluvione del dicembre del 2008, a Falcone.
Erano state stanziate delle somme per quei comuni - parlo del
comune di Falcone perché è stato il comune più colpito, erano state
stanziate delle somme -, poi tra il Dipartimento della Protezione
civile e l'Assessorato autonomie locali, e rispetto anche alle
dichiarazioni che si erano fatte, il comune di Falcone, cito
Falcone ma così tutti gli altri hanno avuto solo pro quota alcuni
trasferimenti
CRACOLICI. Perché non presenta una interrogazione?
ARDIZZONE nella complessità di tutti questi articoli che
riguardano singole ordinanze è stato tenuto in considerazione
questo problema, o forse non sarebbe più opportuno fermarsi,
riflettere insieme al Governo, fare il punto, prevedere dei fondi
globali? Infatti, sono tutti atti amministrativi, stiamo entrando
con legge su alcune cose e, se ne facciamo alcune, automaticamente
ne stiamo escludendo altre. Io non vorrei che, così procedendo, si
commettano degli errori perché il Governo si era dato una
impostazione sulla base delle somme che l'Aula aveva trasferito.
Io non so cosa sta succedendo effettivamente.
Se gentilmente me lo dichiara il Presidente Lombardo, con tutto il
rispetto per l'assessore Cracolici.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Volevo tranquillizzare
l'onorevole Ardizzone: la risposta è positiva.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, grazie di avermi dato la parola.
Sull'articolo 33 - se il Governo e l'assessore ascoltano - vorrei
che facessimo un po' di chiarezza. Vorrei rammentare a tutti (vedo
che l'assessore Cimino è veramente distratto, il Presidente della
Regione peggio di peggio, mi rivolgo a lei, almeno forse ascolta),
e vorrei che il Governo ascoltasse, che l'evento del 13 settembre
del 2008, per il quale giustamente il Governo ha ritenuto di dare
un ristoro prioritariamente ai privati, non confondiamoci, non è
l'evento dell'11 di dicembre che travolse tutta una fascia e dove,
oltre tutto, il Presidente della Regione venne a Falcone e incontrò
tutti i sindaci, e devo dire che in quell'occasione fece la sua
parte dando disponibilità che la Regione avrebbe collaborato.
In questo articolo, intanto quell'evento dell'11 di dicembre non
penso che sia incluso, perché la delibera di Giunta del 12 dicembre
richiamava gli eventi del 13 settembre, ma quelli dell'11 dicembre
sono certamente esclusi. E ricordo a tutti voi che quell'evento fu
molto più catastrofico di quello del 13 settembre che, se non
ricordo male, fu un evento eccezionale di venti e di sciroccate,
mentre quello di dicembre fu un evento di altra natura: vi furono
le piogge e circa 20, 30 Comuni rimasero colpiti. Ci fu una
situazione, in particolar modo a Falcone, dove arrivarono pure le
forze armate per liberare quel territorio, se ricordo bene.
Detto questo, io cito Falcone, ma riguarda tutti i Comuni
coinvolti: Castroreale, Barcellona, Oliveri, Patti, ripeto Patti,
signor Presidente, e altri ancora; ebbene, questi Comuni, di fatto,
oggi attendono ancora un ristoro per la parte dei privati, e
ricordo a tutti voi che in quell'area c'è una grandissima
percentuale di vivai che hanno subìto una quantità di danni
inimmaginabili e che attendono ancora un ristoro.
Secondo me, assessore Cimino, intanto bisogna ricomprendere
quell'evento che, forse per una svista, è stato dimenticato, e
quindi è l'evento dell'11 dicembre 2008.
In seconda battuta, credo che - e lei deve trovare un rimedio - si
debba aumentare quel milione di euro ad una cifra almeno pari al
doppio: questo volevo proporre con l'articolo 31.
Oggi mi sono accorto che i fatti calamitosi dell'11 di dicembre
sono rimasti esclusi e sinceramente credo che è un atto non solo
sbagliato, ma dovuto, diciamo, a distrazione. Invito pertanto il
Governo ad accantonarlo e a riscriverlo come è giusto scriverlo;
altrimenti penalizziamo tutta una realtà che avuto danni ben oltre
maggiori di quelli del 13 settembre, che erano solo eventi dovuti
allo scirocco, e che nulla ha a che vedere con quello che è
successo l'11 dicembre del 2008.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire in merito all'articolo che abbiamo in discussione, ma
vorrei pure fare per un attimo una valutazione sugli articoli 32 e
34 che ci apprestiamo ad esaminare. Se consideriamo che ci sono tre
articoli che riguardano interventi di somma urgenza, assegnazioni
per le calamità e misure di sostegno nei confronti dei Comuni di
Scaletta e di Itala, non si può non fare una considerazione: vorrei
comprendere qual è la ragione per la quale la politica della
Regione e del Governo di questa Regione agisca soltanto sulle
emergenze, per carità legittime, è chiaro che sono avvenuti dei
fatti calamitosi che richiedono l'utilizzo delle risorse regionali.
Però mi chiedo: perché dobbiamo sempre guardare a quello che è
successo e non fare una politica di prevenzione seria?
Credo che questo tema ce lo dobbiamo porre, perché nel momento in
cui la Regione è destinataria di fondi della Comunità europea per
gli interventi legati alla mitigazione del rischio idrogeologico,
all'erosione delle coste, mi chiedo come sia possibile che queste
risorse siano gestite in maniera assolutamente, come dire,
opinabile, ed è dire poco. Non comprendo la ragione per cui
l'Assessorato Territorio fa dei bandi, istituisce un parco-progetti
e poi il finanziamento di questi Comuni e di questi interventi
avviene in maniera assolutamente discrezionale.
Dico questo perché, alla luce di quello che è avvenuto a Scaletta
e a Itala e gli eventi calamitosi che si sono succeduti quest'anno
ci devono imporre un momento di riflessione, momento di riflessione
che lei stesso, Presidente della Regione ha condiviso in quanto,
con delibera di Giunta del 3 ottobre 2009, ha addirittura istituito
un fondo regionale gestito dall'Assessore per le infrastrutture con
la collaborazione della Protezione civile, dell'Assessorato del
Territorio e del Genio civile.
Ora mi chiedo: se esiste un fondo regionale che sovrintende, come
dire, a raccogliere tutte le risorse che sono destinate al rischio
idrogeologico perché non attivarlo in maniera seria, visto che c'è
una delibera di Giunta che lo ha già istituito? Facciamo in modo
che queste risorse dei vari Assessorati, piuttosto che perdersi in
rivoli e in interventi che, probabilmente, non saranno utili a
risolvere i problemi in maniera effettiva, possano avere una
visione più completa dei problemi e possano intervenire non in
maniera discrezionale, ma sulla base di valutazioni fatte dal Genio
civile che possano effettivamente testare e individuare gli
interventi urgenti e prioritari, proprio perché noi morti non ne
vogliamo vedere più. E interventi di somma urgenza, interventi-
tampone possono essere evitati facendo una politica seria di
prevenzione. E credo che questo fondo che è stato istituito
dovrebbe, per quello che è scritto, essere affidato, la sua
direzione dovrebbe essere affidata all'Assessorato delle
infrastrutture, che è quello competente a mio avviso, e dovrebbe
essere attivato in tempi rapidi.
Ecco perché, tra l'altro, ho presentato un emendamento per
stornare 30 milioni di euro che servono, appunto, per il rischio
idrogeologico, piuttosto che destinarli all'Assessorato Territorio
e ambiente, che può avere una visione parziale, a questo fondo, a
questo team di operatori del settore, affinché - ripeto -
emendamenti e articoli come questi non siano così ricorrenti e,
soprattutto, perché non siano ricorrenti le tragedie alle quali,
purtroppo, quest'anno abbiamo dovuto assistere.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
vedere di mettere una parola di chiarezza all'interno di questo
articolo, e anche di pace, onorevole Mancuso, perché ritengo che
stiamo andando avanti in maniera armonica e questo rende onore al
Parlamento siciliano.
Questo articolo, così come formulato e come, tra l'altro,
anticipato dall'onorevole Beninati, attiene ad eventi calamitosi
che nulla hanno a che vedere con la tragedia che l'hinterland di
Falcone, da Falcone a Rodì, a Castroreale, fino a Patti, a
Barcellona, passando per Terme Vigliatore, ha subìto nel mese di
dicembre del 2008.
In quella occasione il Presidente della Regione aveva assunto un
impegno molto preciso nei confronti dei vivaisti, che hanno visto
le proprie aziende completamente distrutte, oltre che nei confronti
delle diverse municipalità che hanno subìto danni alle scuole,
hanno subìto danni alle attività produttive, hanno subìto danni
agli edifici pubblici e privati. In quella occasione il Governo
siciliano, insieme alla deputazione messinesi, si strinse intorno a
quelle famiglie, a quegli amministratori, a quegli operatori
commerciali, a quegli imprenditori, assumendo un impegno solenne di
intervento preciso e in tempi molto rapidi. L'articolo 32, come
certamente noi tutti sappiamo e come certamente sa il Governo,
esclude gli interventi che si sono verificati nel dicembre del 2008
e include interventi precedenti, cioè quegli episodi di avverse
condizioni meteo che hanno causato danni certamente anche alle
colture, ma non già alle abitazioni.
Questo è un argomento troppo serio, troppo importante, perché si
possa affrontare con questa leggerezza. Ritengo che si sia trattato
di una svista e, pertanto, propongo di accantonarlo per cercare di
vedere quali fondi reperire e quali sia opportuno introdurre
all'articolo 32 e poi andare avanti tranquillamente affrontando
realmente il problema di quella comunità. Diversamente, noi stiamo
solo pensando a dei pannicelli caldi, probabilmente queste somme
non saranno neanche utilizzate, e altro non faremmo che un discorso
- mi sia consentito il termine - altamente demagogico.
Non penso che sia questa l'impostazione che il Governo vuole dare
alla propria finanziaria e soprattutto non ritengo che il
Parlamento siciliano possa prestarsi ad un equivoco che poi diventa
veramente una beffa per i cittadini dell'hinterland tirrenico dalla
provincia di Messina.
Propongo che l'articolo sia accantonato, che si effettui un
approfondimento e poi si possano stanziare le somme necessarie, pur
avendo contezza e consapevolezza delle difficoltà finanziarie in
cui ci troviamo. Sono certo che così si riuscirà a fare finalmente
un percorso legislativo che tenga conto delle reali esigenze del
territorio. Un accantonamento tecnico penso che sia opportuno e ci
consentirà di essere più aderenti ai bisogni reali, e non lontani
milioni di anni luce.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, con gli
articoli approvati e quelli in discussione - esattamente gli
articoli 30, 31 e anche 33 e 34 che sono in corso di discussione -,
si affronta un tema delicato che riguarda la salvaguardia del
nostro territorio, riguarda in parte i danni che i comuni hanno
subìto alle infrastrutture pubbliche, riguarda anche un altro tema,
gli interventi di somma urgenza che i comuni hanno fatto, e
sappiamo che il sindaco è la massima autorità locale di protezione
civile, a salvaguardia della pubblica incolumità.
Questi sono i temi che abbiamo affrontato con questi articoli; poi
c'è l'articolo 33 che riguarda, invece, i contributi ai privati.
Ora, io chiedo a questo Parlamento e chiedo, soprattutto, al
Governo che il tema sia affrontato effettivamente in termini
complessivi perché, oltre a tre fattispecie diverse che noi abbiamo
e, cioè: i danni alle infrastrutture, che sono purtroppo un danno
diffuso che abbiamo nella gran parte dei comuni dell'isola, poi
situazioni di somma urgenza affrontate dai sindaci e dai comuni,
anche negli anni scorsi, a cui si è provveduto con coperture
parziali e con degli articoli che abbiamo approvato si è
completata, quanto meno, la copertura finanziaria di queste
ordinanze sindacali.
Rimane ancora in piedi un problema serio riguardante il 2009, sia
per gli interventi di somma urgenza che i sindaci hanno effettuato
- perché nel 2009 la Sicilia, purtroppo, è stata colpita in modo
diffuso da eventi calamitosi -, e, purtroppo, vi sono alcuni comuni
che, anche per i lutti che sono stati provocati, si trovano in una
situazione più particolare e che il Governo regionale sta portando
all'attenzione rispetto ad altre.
Però è anche vero, assessore Cimino, che il tema di come fare
fronte a questi interventi indifferibili e urgenti, già effettuati
dai comuni, deve essere affrontato, così come deve essere
affrontato anche il tema del ristoro dei privati che hanno subìto
danni.
Certamente, dobbiamo anche fare una valutazione rispetto alla
situazione finanziaria che sconta la Regione e dobbiamo cercare,
anche da questo punto di vista, per come già ha fatto il Governo in
alcuni articoli, di dare quanto meno dei segnali che sono l inizio
di un intervento che poi può essere anche spalmato con qualche
altra finanziaria, come è già stato fatto per interventi del 2007 e
del 2008.
Il 2009 è un tema, Presidente della Regione, che va affrontato e
va affrontato da tutti i punti di vista. In modo particolare, la
situazione di Itala, Scaletta e Messina le è nota; ma le è nota una
vicenda, molto ma molto delicata, che è giusto evidenziare perché
magari i colleghi, quando leggono di comuni specifici, si pongono
un problema di campanile. Allora devo chiarire, perché è giusto che
sia così, che quando si vede scritto Scaletta, Itala e Messina, per
quanto riguarda l'alluvione del 2009, si fa riferimento ad una
situazione ben precisa: alla copertura degli interventi di somma
urgenza che sono stati effettuati per tre mesi, nel fango, e che
riguardano oltre 60 imprese di tutta la provincia di Messina; credo
che ci siano anche imprese di Catania che non sono state pagate.
Questo lo devo chiarire perché, con la logica che ci scatta in
questi momenti, poi ognuno di noi è portato a fare altri tipi di
valutazione e ad esprimere altri tipi di giudizi. Questo lo voglio
dire al Governo, in modo particolare, che già nei sopralluoghi che
ha effettuato ad Itala, Scaletta e Messina ha semplicemente
affrontato il tema. Alcune risposte le ha già date, ma su questo
fronte, Presidente della Regione, siamo ancora lontani dal
completare il ragionamento.
Ringrazio l'assessore Cimino in modo particolare, perché già ha
previsto una parte dell'assegnazione proprio all'articolo 34, devo
ringraziarlo perché all'articolo 34 ha già accolto degli
emendamenti ed ha, da questo punto di vista, previsto delle somme.
Però, assessore Cimino, devo dirglielo: lei conosce i dati, deve
fare un altro piccolo sforzo, ma proprio piccolo, mi appello alla
sua sensibilità e a quello che, comunque, il Governo ha fatto nei
confronti di questa zona.
Noi dobbiamo, quanto meno, chiudere la partita relativa a questa
vicenda in modo che non nascano altri tipi di problemi non solo ai
comuni, ma anche alle imprese che ancora non hanno ricevuto le
somme. Pertanto le chiedo che, anche da questo punto di vista,
nella valutazione complessiva, il problema sia posto all'attenzione
in termini definitivi, assessore Cimino, confidando nella
sensibilità sua e nella sensibilità che il Governo ha dimostrato
nel trattare questo argomento.
Per concludere il tema, comunico che ho presentato degli
emendamenti, che ora vedremo dove sono stati posizionati -
probabilmente sono fra gli aggiuntivi -, che riguardano esattamente
il tema generale per tutti i comuni dell'Isola per quanto riguarda
gli interventi di somma urgenza effettuati nel 2009, perché lo
stato di calamità è stato dichiarato in tutta l'Isola. Ci sono
relazioni, accertamenti già effettuati, è un tema che dobbiamo
affrontare serenamente in quest'Aula, e l'Aula dovrà valutare se
ritiene opportuno, in termini complessivi e senza particolarità,
affrontare il tema e dare un segnale anche parziale a quella che,
comunque, è una tematica molto delicata.
PRESIDENTE. Il Governo propone di accantonare l'articolo 33 per
una riscrittura.
DI BENEDETTO. Ma non eravamo all'articolo 32?
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 33, il 32 è stato accantonato per
consentire di distribuire ai deputati l'emendamento 32.12 bis.
Allora l'articolo 33 è momentaneamente accantonato, assessore
Cimino?
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento del Governo 32.12 bis contenga degli elementi
gravissimi: al primo comma, indicato con il numero 2, consente a
soggetti pubblici non meglio identificati - quindi può essere
qualunque soggetto pubblico -, e alla Protezione civile, di agire
in deroga a tutte le norme sugli appalti e non solo per quanto
riguarda lo stato di emergenza - nel qual caso già la normativa
attuale consente di agire in deroga -, ma per quanto riguarda
l'urgenza, il che sconvolgerebbe tutte le regole degli appalti
nella nostra Regione in caso di semplice dichiarazione di stato di
calamità naturale.
Qui non si tratta di intervenire solo sul fatto immediato, cosa
che la norma già consente, ma di intervenire anche sulle opere
successive di sistemazione. Qui avremmo una situazione peggiore di
quella di Bertolaso, per essere chiari. Norme di questo tipo non
possono essere affrontate con un foglietto, vanno approfondite
dagli uffici avendo contezza concreta di quello che stiamo per
fare.
Io ricordo che in caso di stato di emergenza già oggi il Genio
civile interviene immediatamente e, se estendiamo la possibilità al
caso dello stato di emergenza, dovremmo almeno prevedere un albo
delle imprese che abbia alcune caratteristiche, che sia fornito dei
certificati antimafia, che sia affidabile per la pubblica
amministrazione, non si può consentire che si dica all'impresa
vieni a lavorare al di fuori di ogni norma e di ogni quadro che
regola gli appalti pubblici.
Quindi richiamo l'attenzione del Governo e dell'Aula sui rischi
eventuali.
Ho avuto notizia che il Governo intende ritirare i commi 3 e 4
dello stesso emendamento.
PRESIDENTE. No, onorevole Di Benedetto, sono inammissibili, è
diverso.
DI BENEDETTO. Sono inammissibili? Meglio, quindi non mi dilungo su
quelli su cui avrei altre cose da dire e limito il mio intervento
al comma 1 del subemendamento proposto.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, insiste sull'emendamento 32.12 bis o
lo ritira?
CIMINO, assessore per l'economia. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 33 è accantonato su richiesta del Governo per una
riscrittura.
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Misure di sostegno ai comuni di Scaletta Zanclea ed
Itala per gli
eventi calamitosi dell' 1 ottobre 2009
1. Per la copertura finanziaria della spesa sostenuta dai comuni
di Scaletta Zanclea ed Itala per fronteggiare i danni causati dagli
eventi alluvionali dell' 1 ottobre 2009, è destinata la somma di
euro 5.000.000,00 finalizzata al rimborso dei materiali, della
manodopera, dei noli dei mezzi approntati e delle spese relative al
loro funzionamento.
2. A valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma 4, della
legge regionale n. 2/2002, in favore degli enti locali, l'assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2010 ad erogare un
contributo straordinario rispettivamente di 1.000 migliaia di euro
e di 500 migliaia di euro ai comuni di Scaletta Zanclea ed Itala
per gli eventi calamitosi avvenuti in provincia di Messina l'1
ottobre 2009 finalizzato alla realizzazione di interventi di
ripristino di strutture pubbliche danneggiate».
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, io, purtroppo, sono costretto a ripetermi perché
l'articolo 34 della legge finanziaria, che molto opportunamente
prevede degli interventi che devono essere destinati ai comuni che
l'1 ottobre 2009 sono stati colpiti da quell'evento calamitoso che
conosciamo bene perché la nostra Assemblea si è occupata di questo
argomento, non prevede tuttavia interventi a favore del comune di
Messina. In effetti, si dice, in questa norma, che sono previste
somme pari a mille migliaia di euro per il comune di Scaletta e
cinquecento migliaia di euro per il comune di Itala. Lei sa, signor
Presidente, quali difficoltà sta vivendo il comune di Messina, sa
quali difficoltà sta vivendo la comunità messinese.
Devo anche dire che, se vogliamo allargare il ragionamento, come è
noto a tutti quanti voi, come è noto all'Assemblea e come è noto al
Governo, un altro evento calamitoso si è verificato nel corso di
quest'anno nei comuni della provincia di Messina, San Fratello,
Caronia, Castell'Umberto - evento, molto spesso, rimasto
accantonato nell'immaginario politico di questa classe dirigente e
di questo Parlamento -, comuni che hanno subìto danni importanti e
ancora patiscono l'allontanamento della gente dalle proprie
abitazioni: molti sono gli sfollati non solo a Messina, m anche a
San Fratello, a Caronia, a Castell'Umberto.
Io ritengo necessario fare un approfondimento e, al riguardo, ho
presentato un emendamento che, se il Governo volesse fare proprio,
ovviamente ne sarei felice. Ma se si ritiene necessario, al
contrario, fare un altro approfondimento, Presidente della Regione
e signor Assessore, allora noi potremmo percorrere una strada molto
semplice: o si accetta l'emendamento che io ho cofirmato, che
prevede un incremento di somme, altrimenti, se si vuole fare un
percorso ancora più articolato, possiamo accantonare l'articolo 34,
lo si discute nel dettaglio e si vede ragionevolmente quali
esigenze finanziarie sono necessarie e quali somme bisogna
appostare in bilancio, e possiamo proseguire tranquillamente per la
nostra strada.
Penso che sia giusto che l'assessore abbia contezza del problema
che io ho a Messina e colgo l'occasione, assessore Cimino, per
dirle che sarebbe il caso che anche lei venisse a Messina a vedere
la realtà, a vedere ciò che stiamo facendo, perché molti passi
avanti sono stati fatti.
Noi non abbiamo avuto l'onore, caro assessore, di averla a
Messina, di averla in provincia di Messina. Spero che lei
accoglierà il nostro invito e, soprattutto, spero che chieda
l'accantonamento di questo articolo, che si adoperi con gli uffici
per reperire le somme necessarie per dare ristoro alla popolazione,
non solo per quel che riguarda le esigenze del pubblico, ma
soprattutto per quel che riguarda le esigenze dei tanti privati,
dei tanti cittadini che hanno perso il lavoro, che hanno perso la
casa, che hanno perso gli affetti più cari; molti, purtroppo, hanno
dovuto pagare un tributo molto alto per quegli eventi disastrosi
del primo ottobre 2009. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché gli articoli 33 e 34 sono
collegati, propongo di accantonarli in attesa di una riscrittura
complessiva del Governo.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Articolo 35
Tariffe servizio idrico
1. Per le finalità di cui all'articolo 262 del decreto legislativo
152/2006, i proventi di cui all'articolo 163 del citato decreto
legislativo sono assegnati alla provincia regionale
territorialmente competente e destinati per le funzioni di
controllo in materia ambientale.
2. L'articolo 28 della legge regionale n. 10/1999 è abrogato».
Gli emendamenti 35.1, 35.2 e 35.3, dell'onorevole De Luca,
decadono per assenza del firmatario.
L'emendamento 35.10 dell'onorevole Maira e gli emendamenti 35.11 e
35.13, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso,
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.14, degli onorevoli Lupo e Cracolici.
ROMANO. Signor Presidente, sarei voluto intervenire sugli articoli
31, 32, 33 e 34, ai quali bisognerebbe presentare degli
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Romano, gli articoli 31 e 32 sono stati già
approvati.
Gli articoli 33 e 34 sono accantonati, in attesa di una loro
riscrittura da parte del Governo.
ROMANO. Come si fa per gli emendamenti del Governo?
PRESIDENTE. Ci pensa il Governo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, probabilmente c'è bisogno di
accantonare questo articolo per una maggiore intellegibilità; mi
sembra che ci sia un errore, o comunque non è comprensibile così
come è scritto. Infatti reca le seguenti parole: le finalità di
cui all'articolo 162 , seppure l'articolo 262 del decreto
legislativo 152 non contiene finalità, contiene modalità di
acquisizione, di espletamento del servizio di controllo; mentre, le
finalità cui si potrebbe fare riferimento sono, al contrario,
quelle indicate nel successivo articolo 163. Quindi, o c'è una
inversione dei due articoli, il 163 con il 162, oppure c'è una
logica di questo articolo che, così come è scritta, non si
comprende.
Sarebbe utile accantonare o comunque chiarire il problema per non
scrivere una cosa peraltro inapplicabile. Probabilmente, ripeto,
invertendo il 162 con il 163, l'articolo ha una sua logica e
individua la possibilità della tutela ambientale, che è la finalità
dell'articolo 163 del 152, attraverso le sanzioni amministrative,
che verrebbero espletate dalla Provincia e qui attraverso
l'articolo 162. Ma, ripeto, non so se sia il Governo il
presentatore di questo articolo, ma certamente contiene
un'incongruenza che pongo all'attenzione e che dobbiamo risolvere.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, ho presentato l'emendamento 35.14, che è
sostitutivo del comma 1 e che prevede che i proventi di cui
all'articolo 163 del decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152,
vadano, piuttosto che alle Province regionali, ai Comuni
interessati.
Sono proventi che derivano dalla fatturazione del servizio idrico,
che i gestori fanno a carico dei cittadini. Mi sembra più sensato
che gli introiti vadano in funzione della popolazione presente nei
singoli comuni, piuttosto che interamente alle province
interessate.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, mi dicono gli uffici che
l'emendamento dell'onorevole Lupo, il 35.14 , sia l'emendamento
correttamente formulato. Ne do lettura:
«Il comma 1 è così sostituito:
1. I proventi di cui all'articolo 163 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, sono
assegnati ai comuni interessati in ragione della popolazione
residente e sono utilizzati ai fini della tutela e del recupero
delle risorse ambientali. »
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente e relatore di minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Articolo 36
Interpretazione autentica dell'articolo 39 della legge regionale
29 dicembre 1980, n. 145
e dell'articolo 24 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30
1. Al fine di assicurare effettività all'esercizio dei diritti
politici , l'articolo 39 della legge regionale 29 dicembre 1980, n.
145, e l'articolo 24 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
vanno intesi nel senso di riferirsi anche al rimborso delle spese
legali sostenute dai sindaci e dai presidenti delle province
regionali nei giudizi a loro carico subiti per farne dichiarare
cause di ineleggibilità ovvero di incompatibilità poi riconosciute
inesistenti».
Gli emendamenti 36.1, 36.2 e 36.3, dell'onorevole De Luca,
l'emendamento 36.11, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona
e Mancuso, l'emendamento 36.12 dell'onorevole Maira e l'emendamento
36.10 degli onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese, Buzzanca,
Caputo, soppressivi dell'intero articolo o di singoli commi, sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 36. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
Canone ricognitorio delle concessioni demaniali
marittime
1. Nell'ambito del territorio regionale il canone ricognitorio
previsto per le concessioni demaniali marittime si applica soltanto
in favore degli enti pubblici territoriali, purché non perseguano
fini di lucro o ritraggano proventi dall'utilizzo dei beni
demaniali».
L'emendamento 37.1, 36.2 e 36.3, dell'onorevole De Luca,
l'emendamento 37.11, degli onorevoli Di Benedetto, Faraone, Termine
e Raia, l'emendamento 37.12, degli onorevoli Leontini, Torregrossa,
Corona e Mancuso, l'emendamento 37.13 dell'onorevole Maira e
l'emendamento 37.10 degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone,
Buzzanca, Caputo, Bosco e Limoli sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 37.14:
«Al comma 1, sopprimere la parola soltanto ed aggiungere dopo le
parole beni demaniali le parole nonché degli impianti di
allevamento ittico .
Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 37, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Articolo 38
Fondo trattamento di quiescenza
1. Il limite di impegno autorizzato dal comma 4 dell'articolo 15
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, è differito
all'esercizio finanziario 2011».
Gli emendamenti 38.1, dell'onorevole De Luca, 38.10 degli
onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso e 38.11
dell'onorevole Maira sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 38.11
bis: «E' aggiunto il seguente comma: 1 bis. Nell'anno 2010, a
compensazione della rimodulazione della spesa di cui al comma
precedente, al Fondo di cui all'articolo 15 della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6 sono conferiti beni immobili per un importo
complessivo pari ad almeno 59.000 migliaia di euro ».
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo
sull'articolo 38 perché ritengo che sia molto importante per il
Governo. Noi voteremo contro questo articolo e chiediamo l'impegno
del Governo, per il prossimo anno, di non trasferirlo al 2011 in
quanto si tratta di un intervento importate per tutti gli impiegati
regionali.
Oggi il bilancio ha messo a dura prova l'attività di Governo,
speriamo che quello che è stato il lavoro di questo bilancio possa
rassicurarci per il futuro. Si tratta di 60 milioni di euro che
oggi servono a chiudere questo bilancio, ma con l'impegno che il
Governo, il prossimo anno, non faccia la stessa proroga.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. C'è un emendamento all'articolo 38 presentato dal presidente
della Commissione Bilancio. Dovrebbe essere agli atti
PRESIDENTE. Ma dov'è, onorevole Dina? Io non ho altri emendamenti
se non questo a firma del Governo.
DINA. Le posso assicurare che l'onorevole Savona lo ha dato agli
uffici. Chiedo che si verifichi.
PRESIDENTE. Intanto pongo in votazione l'emendamento 38.11 bis, a
firma del Governo. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DINA. Presidente, c'è l'emendamento di riscrittura della
Commissione.
PRESIDENTE. Ma secondo lei è normale che io debba aspettare che un
emendamento sia scritto?
DINA. E' già scritto E' stato consegnato agli uffici.
PRESIDENTE. Ma io non ho nulla
DINA. Il presidente Savona l'ha consegnato al dottore Pecoraro.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, a nostro parere l'articolo 38 è
strettamente connesso agli articoli successivi 40 e 42. Si tratta,
infatti, in tutti e tre i casi - fondo di trattamento di
quiescenza, retribuzione massima pensionabile per i dipendenti
regionali, interpretazione autentica in materia di trattamento di
quiescenza dei dirigenti regionali - di personale e noi riteniamo
che su questa materia, ossia quella delle pensioni dei dirigenti e
comunque dei regionali in genere, occorre scrivere una parola di
chiarezza e, soprattutto, bisogna attrezzarsi perché l'Aula esamini
un disegno di legge che riguardi l'intera materia.
In questo momento noi vorremmo che l'Aula valuti la possibilità di
stralciare questi tre articoli per discuterli insieme in un
disegno di legge organico finalmente, senza dare l'impressione,
anche solo l'impressione, di favorire oggi quel dirigente, domani
quell'altro, o peggio ancora, tanto più se con norme retroattive
che finiscono per essere peggiorative e, quindi, determinando anche
profili di illegittimità costituzionale. Auspichiamo un disegno di
legge che possa essere valutato in maniera seria, con calma, al di
fuori della finanziaria perché finalmente si tratti in modo
organico questa materia.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente noi, e ribadisco in parte il concetto
espresso dal collega Cordaro, noi insistiamo affinché questo gruppo
di articoli venga stralciato dalla finanziaria e possa essere
oggetto di un disegno di legge ad hoc. D'altro canto, in questi
ultimi mesi, abbiamo più volte letto di un gran lavoro fatto dal
Governo proprio per fare il punto sul problema della quiescenza dei
dipendenti regionali, naturalmente finalizzato complessivamente ad
un risparmio e su questo aspetto ci troviamo perfettamente
d'accordo, tranne a volere ritenere queste dichiarazioni annunzi
veri e propri di disegni normativi organici per poi risolversi il
tutto in tre, quattro articoli di finanziaria.
Sull'articolo 38 che stiamo discutendo, siccome di fatto spostando
al 2011 l'impegno finanziario che era stato già trattato nel 2009 e
che andava a scadere nel 2010, si crea una disponibilità
finanziaria di bilancio e gradiremmo sapere dal Governo cosa ne
vuole fare, cosa ne ha fatto di questa disponibilità di bilancio.
Ciò premesso, mi riservo di intervenire sugli articoli successivi,
ivi compreso l'articolo 43, per rappresentare all'Aula, al di là
della giustezza o meno, nel merito, dell'iniziativa normativa, che
noi andiamo a trattare materia riconosciuta come incostituzionale
dalla giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e della
Corte di Cassazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38.
MAIRA. Il Governo dovrebbe darmi una risposta. Cosa fa del
risparmio sull'articolo 38?
PRESIDENTE. Onorevole Dina, insiste ancora? L'articolo 38 è una
cosa, gli articoli 40 e 42 sono un'altra cosa; sono due materie
completamente diverse: un conto è il fondo di quiescenza e un altro
conto è il tetto per i pensionati. E' un'altra cosa. Intanto
votiamo l'articolo 38.
Assessore Cimino, vuole dare una risposta rispetto all'ipotesi di
stralcio dalla finanziaria di questi tre articoli? Quanto meno il
Governo dica come la pensa.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il Governo
condivide l'intervento fatto poco fa dall'onorevole Mancuso e cioè
che su questa materia non si può perdere tempo.
Noi abbiamo provveduto a fare quanto richiesto anche con incontri
con le forze sindacali e questo emendamento va votato perché non ha
nessun collegamento con gli altri articoli, dove sarà presente il
dibattito e su cui ci confronteremo. Ma questo è un argomento
prioritario per la manovra finanziaria ed anche per la nostra
amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38.
DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, abbiamo consegnato di nuovo agli uffici
copia dell'emendamento che non trovavano e che era stato in
precedenza presentato dall'onorevole Savona, nella qualità di
presidente della Commissione e, come tale, dal punto di vista
regolamentare, competente a proporre emendamenti di riscrittura,
nella fattispecie la riscrittura dell'articolo 38.
Lo apprezzi signor Presidente.
PRESIDENTE. Le assicuro che se me lo avessero dato lo avrei fatto,
ma non ho nulla.
Onorevole Dina, è questo foglio di carta?
DINA. Era stato presentato prima, ne abbiamo trovato una copia e
gliel'abbiamo data.
PRESIDENTE. Le assicuro che c'è solamente questo foglio di carta.
Ma questo foglio di carta non ha valenza regolamentare, per me non
è nulla. E' solo un foglio di carta, come milioni di fogli di
carta.
DINA. E' un foglio di carta scritto e firmato.
PRESIDENTE. Sì, ho capito. Ma non c'è una data, non c'è una
numerazione; per me non è nulla.
DINA. E' una riscrittura. Gli emendamenti di riscrittura si
possono presentare in Aula da parte del presidente della
Commissione, come recita il Regolamento; non è un emendamento
presentato prima.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, temporeggiamo sull'articolo 38 per
dare la possibilità agli Uffici di verificare questa riscrittura,
se è una riscrittura o qualcos'altro.
Ricordo che la Presidenza ha già stralciato l'articolo 39 dalla
finanziaria.
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Articolo 40
Retribuzione massima pensionabile per i dipendenti
regionali
1. Le retribuzioni poste a base di calcolo dei trattamenti di
pensione a carico della Regione ai sensi dell'articolo 20 della
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e dell'articolo 10 della
legge regionale 9 maggio 1986, n. 21, non possono eccedere
l'importo annuo lordo di euro 250.000,00».
Gli emendamenti 38.1, dell'onorevole De Luca, 38.10 degli
onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, e 38.11
dell'onorevole Maira sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole rimanga seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che la Presidenza ha già stralciato l'articolo 41 dalla
finanziaria.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Articolo 42
Interpretazione autentica in materia di trattamento
di quiescenza dei dirigenti regionali
1. Il riconoscimento del trattamento di quiescenza e previdenza di
cui all'articolo 7, comma 10, della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19, deve intendersi attribuibile esclusivamente ai
dirigenti della Regione, anche collocati fuori ruolo, che risolvano
il rapporto di lavoro con la Regione contestualmente a quello con
l'Agenzia regionale per i rifiuti e per le acque.
2. La norma va interpretata nel senso indicato dal comma 1 fin dal
giorno della sua entrata in vigore».
Gli emendamenti 42.1, 42.2, 42.3, dell'onorevole De Luca, 42.11 e
42.13, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, e
42.14 dell'onorevole Maira sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici
l'emendamento 42.10, interamente sostitutivo dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho presentato un emendamento che
sostituisce l'articolo 42.
Mi permetto di porre una questione all'Assessore per l'economia
anche se credo che la materia sia più di competenza
dell'assessorato alla funzione pubblica. Stiamo intervenendo sulla
interpretazione autentica di una norma della quale sono stato
l'autore nel 2007, la famosa norma che stabiliva il tetto
pensionistico per i dirigenti della Regione, cioè il tetto dei 250
mila euro, come alcuni colleghi delle precedenti legislature
ricorderanno.
Questa norma interviene su due fattispecie: intanto stabilisce in
maniera, mi permetto di dire, un po' più corretta la ragione
retroattiva, nel senso che non è soltanto finalizzata al calcolo
delle pensioni per chi si è messo in pensione, ma anche ad una
restituzione per le parti omesse, come ho avuto modo di ricordare
ieri durante un dibattito. Quando è entrata in vigore la legge
numero 2/2007, mi risulta che l'Amministrazione regionale non in
tutte le sue parti - dalle agenzie ai contrattualizzati di altre
attività amministrative - abbia rispettato il disposto
dell'articolo 19 della legge numero 2 del 2007.
Ecco, questa è una norma che dà un'interpretazione autentica per
stabilire che il legislatore nel 2007 ha inteso affermare un tetto
che vale per tutti i dirigenti della Regione, ovunque essi
svolgevano la loro attività, dove l'emolumento previsto per i
contratti dei dirigenti non poteva superare i 250 mila euro
comprensivi di tutto.
Capisco che parlare di tali questioni può apparire anche un po'
antipatico, ma credo che quest'Aula non può girarsi dall'altra
parte di fronte alla vergogna che abbiamo suscitato nell'opinione
pubblica italiana e fuori dal nostro Paese per le pensioni non
d'oro, ma di diamante, che si sarebbero determinate a causa di una
imperfetta, a mio avviso, applicazione della legge vigente della
Regione siciliana. Ecco perché chiedo al Governo di apprezzare
positivamente l'interpretazione autentica della legge 19,
modificando quanto invece previsto dall'articolo 42 contenuto nella
legge finanziaria.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Cracolici e
francamente mi ha convinto. Come componente del Gruppo parlamentare
UDC condivido l'impostazione dell'onorevole Cracolici, perché noi
non siamo a difesa di posizioni che obiettivamente sono
indifendibili.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 42.10, sostitutivo
dell'articolo 42. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vice presidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'articolo 38, in precedenza accantonato.
Onorevole Dina, la riscrittura è inammissibile perché ripropone
l'articolo 41 già stralciato.
Pongo in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che la
stanchezza porta anche ad equivoci e nervosismi e siccome sono per
natura comprensivo e tollerante non me ne faccio un problema.
Ho anticipato, a nome del Gruppo, il nostro dissenso, il nostro
voto contrario all'articolo 42 e complessivamente a questo gruppo
di norme e desidero ribadire le ragioni squisitamente giuridiche
del nostro voto contrario affinché l'Aula e il Governo ne prendano
atto
Intanto vorrei fugare subito ogni dubbio: noi non siamo a difesa
di pensioni d'oro o di pensioni di diamante, anzi più di altri
condanniamo, soprattutto in questo momento di crisi economica e di
tensioni sociali, che ci possano essere queste differenze di
trattamento. Ciò non toglie che l'articolo 42 è un articolo ad alto
rischio di impugnazione e di incostituzionalità.
I motivi sono tanti, ne dico soltanto uno: chiaramente la
formulazione dell'articolo 42 si riferisce a posizioni pregresse
perché, nel momento in cui si aggancia all'Agenzia dei rifiuti,
siccome l'Agenzia dei rifiuti è stata abolita, tutte le posizioni
riferite ad essa sono per attività pregresse, per dipendenti andati
in pensione. E' ancora più chiaro - ed è inutile che ce lo
nascondiamo perché raccontiamo i fatti ma non abbiamo il coraggio
di dire i nomi - che è un articolo di interpretazione autentica ad
personam che riguarda il precedente dirigente dell'Agenzia, il
dottore Felice Crosta.
Vorrei richiamare l'attenzione dei deputati, se vogliono prestare
attenzione - perché poi ognuno si assume le proprie responsabilità
e grazie a Dio dal resoconto delle dichiarazioni mie e del Gruppo,
tranne chi dissente, risulta che io sono contro questa adozione di
articolato: la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno
costantemente statuito che il potere legislativo non può
interferire con l'attività giurisdizionale, con la Magistratura.
Preciso che nel momento in cui c'è in corso una contestazione in
sede giurisdizionale, come quella del dottore Crosta che ha già
vinto in primo grado il ricorso alla Corte dei Conti, il potere
legislativo non può fare norme di interpretazione autentica. Le
volete fare? Fatele
Noi voteremo contro, fermo restando che siamo i primi a non
condividere che ci possano essere funzionari, dirigenti di questa
Regione che guadagnano tanto con effetto sulle loro pensioni. Il
primo ad essere contrario a fatti di tal genere é chi vi parla
perché questi funzionari guadagnano più di un deputato, figuriamoci
se possiamo essere contenti
Ciò non toglie che questa norma è incostituzionale, ecco perché
ribadiamo il nostro voto contrario. L'Aula, a quanto pare, è di
parere diverso; faccia quello che vuole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'articolo 44 sono stati
presentati tre emendamenti, tutti interamente soppressivi. Quindi,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 44.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Articolo 45
Fondo speciale regionale di compartecipazione ai fondi speciali
per la sicurezza
1. La Regione, nell'ottica di sinergia istituzionale per il
mantenimento e l'innalzamento dei livelli di sicurezza pubblica e
sociale, al fine di incentive la collaborazione tra regione,
prefetture ed enti locali, istituisce il Fondo speciale regionale
di compartecipazione ai fondi speciali per la sicurezza'.
2. Per le finalità del Fondo è ascritta in apposito capitolo del
bilancio pluriennale la somma di 3.000 migliaia di euro. Al Fondo
confluiscono, inoltre, nella misura del 30 per cento i beni mobili
e immobili confiscati alla mafia.
3. Il Fondo è destinato alle prefetture siciliane ad inizio di
ogni esercizio finanziario, con il seguente criterio:
a) il 50 per cento è destinato in parti uguali alle nove
prefetture siciliane, pari a 166.666,66 euro per ogni prefettura;
b) il rimanente 50 per cento è destinato alle nove prefetture
siciliane in parte proporzionale al numero degli abitanti della
provincia.
4. La somma spettante del Fondo per ogni singola provincia è
immediatamente e direttamente disponibile se è in vigore un patto
territoriale per la sicurezza'. Le quote del fondo spettanti alle
prefetture delle province in cui non sono in vigore i patti
territoriali, sono trattenute presso in fondo regionale ed erogate
per interventi specifici sul territorio nel limite massimo
individuato al comma 3, su richiesta congiunta del prefetto e del
sindaco della città capoluogo sentito il parere del comitato per
l'ordine e la sicurezza.
5. Le risorse residue del Fondo di ogni esercizio finanziario sono
destinate a:
a) progetti per il miglioramento dei servizi di polizia e di
prevenzione anche per i reati ambientali, a seguito di iniziative
provenienti dagli enti locali;
b) progetti di riqualificazione e qualificazione professionale
promossi da organismi che anche in forma associata rappresentano
il personale delle forze di polizia nazionale».
Gli emendamenti 45.1, 45.2, 45.3, 45.4, 45.5 e 45.6,
dell'onorevole De Luca, 45.10, 45.12, 45.13, 45.14, 44.15 e 44.16,
degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, e 45.11,
dell'onorevole Maira, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Rimane in vita l'emendamento 45.17, degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Vinciullo, Falcone e Buzzanca.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in uno dei commi
dell'articolo 45 c'è scritto che al fondo sulla sicurezza
confluiscono i beni confiscati alla mafia. Ora, io sarei
felicissimo se con legge potessimo decidere di fare confluire i
beni confiscati alla mafia, ma, come si sa, non è una competenza
che è in capo alla Regione. Noi speriamo che un giorno si
federalizzi il sistema di gestione dei beni confiscati, ma temo che
sia una pia illusione.
Ecco, vorrei sapere un po' meglio come stanno le cose.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo giusto
per tranquillizzare il collega Cracolici perché questo è un mio
emendamento.
Intanto, il 30 per cento dei beni mobili e immobili: c'è una
dotazione alla postazione economica che deve servire alle
prefetture ad avere copertura finanziaria in anticipo, affinché
possa essere stabilito un patto territoriale sulla sicurezza per
garantire ai cittadini che non devono ricorrere né alle camicie
verdi, come in Piemonte, né ad altre cose. Così da garantire ai
poliziotti, alle forze dell'ordine di avere anche i soldi per la
benzina, che spesso non hanno.
Quindi, è il tentativo di garantire una certa forza alle forze di
polizia, scusi il bisticcio di parole. C'è una ripartizione fra
tutte le nove province di un fondo fisso di 166 mila euro e, poi,
il resto viene dato in base ai numeri della popolazione che c'è.
Sono convinto che i colleghi vorranno confortarmi in questa ipotesi
di lavoro e consentire così alle forze dell'ordine e alle
prefetture di stringere meglio questo patto territoriale per la
sicurezza, anche d'intesa con l'Osservatorio permanente della
criminalità organizzata.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo la mia
contrarietà alla previsione dell'articolo 45 di destinare fondi
regionali per la sicurezza, in quanto la sicurezza del territorio è
materia riservata dalla Costituzione allo Stato. Noi dobbiamo
attuare un federalismo corretto che sia sussidiario e che abbia le
caratteristiche della solidarietà, cioè lo Stato si faccia carico
di investire anche maggiori risorse nelle aree territoriali più
esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, di presenza della
criminalità organizzata, come appunto la Sicilia.
Non possiamo, come Regione siciliana, sostituirci alle funzioni
statali né per competenza normativa e costituzionale né in base
alle previsioni dello Statuto regionale e neppure trovo sensato
che, in un momento di grande crisi economica, le poche risorse di
cui la Regione siciliana dispone siano utilizzate in termini
sostitutivi, rispetto alle risorse che, invece, lo Stato ha il
dovere di destinare al territorio. In altri termini, sono contrario
sia alle ronde e alle camicie verdi sia alle ronde con le camicie
che possono avere la Trinacria siciliana.
Lo Stato ha la funzione di assicurare la sicurezza in tutto il
territorio nazionale, dalle Alpi fino a Capo Passero.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 45.17. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 45. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato con il voto contrario dei deputati del Gruppo
parlamentare PD)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Articolo 46
Interventi in favore dei comuni per il ripianamento
dei debiti.
Piano di rientro
1. La Regione, ferme restando le disposizioni previste
dall'articolo 61, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, concorre, secondo quanto previsto dal comma 8, al ripiano delle
passività residue maturate al 31 dicembre 2009 dai singoli comuni
per la copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione
integrata dei rifiuti sulla base dei contratti di servizio in
essere. A tal fine, l'intervento finanziario della Regione in
favore di ogni singolo comune tenuto conto della monetizzazione dei
crediti prevista dal citato articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, è fissato in misura percentuale
corrispondente al rapporto tra i pagamenti effettivamente
sostenuti e i costi del servizio contrattualmente fissati, a
decorrere dalla data di costituzione dei soppressi ambiti
territoriali ottimali. La misura percentuale sopra individuata,
applicata ai pagamenti effettivamente sostenuti dai singoli comuni,
non determina un intervento della Regione per un importo superiore
alle passività residue.
2. Il concorso della Regione di cui al comma 1 è concesso nella
misura integrale per quei comuni che, nell'ultimo triennio solare
antecedente a quello di entrata in vigore della presente legge,
abbiano assicurato una percentuale media del livello di pagamenti
effettivamente sostenuti a fronte dei costi del servizio
contrattualmente fissati non inferiore al 70 per cento o che
abbiano conseguito, nel medesimo periodo, un livello di raccolta
differenziata non inferiore a quello previsto, per l'anno 2013,
dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.
3. Il comune propone un piano di rientro dal debito complessivo,
asseverato dall'Autorità d'ambito, in cui siano specificati gli
obiettivi economici da raggiungere e la loro scansione temporale,
le misure da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi, le
modalità per il monitoraggio, la verifica della loro attuazione. Il
piano, che riguarda tutti i debiti nei confronti delle società
d'ambito, è approvato dall'Assessorato regionale dell'economia
d'intesa con l'Assessorato regionale dell'energia e i servizi di
pubblica utilità.
4. La sottoscrizione del piano di rientro è subordinata
all'avvenuta adozione, da parte del comune, degli atti necessari
per la copertura integrale dei costi di servizio di smaltimento dei
rifiuti contrattualmente fissati, secondo le modalità previste
dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, nonché per la copertura
integrale della propria quota parte dei debiti delle società
d'ambito ed è condizione fondamentale per accedere ai benefici
previsti dai commi 1 e 2.
5. La Regione eroga al comune la somma di cui ai commi 1 e 2 in
dieci annualità.
6. I comuni possono cedere le somme trasferite dalla Regione, per
le finalità del presente articolo, ai consorzi e società d'ambito
di cui al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, posti in liquidazione nonché ai soggetti ai quali viene
intestata la gestione liquidatoria dei citati consorzi e società
d'ambito.
7. Le anticipazioni di cui al comma 1 devono essere restituite
entro dieci anni.
8. Il rimborso è rateizzato in quindici annualità, senza oneri
accessori, laddove il singolo comune raggiunga, nel triennio
successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un livello
di riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all'85
per cento.
9. Ai comuni che, nell'ultimo triennio solare antecedente a quello
di entrata in vigore della presente legge, abbiano assicurato
l'integrale pagamento dei costi del servizio contrattualmente
fissati è assicurata una premialità nell'attribuzione delle risorse
derivanti dal Fondo delle Autonomie'.
10. Per le finalità di cui all'articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, le società d'ambito poste in
liquidazione ai sensi dell'articolo 19, comma 1, della legge
regionale 8 aprile 2010, n. 9, possono realizzare operazioni
finanziarie anche a medio e lungo termine cui sono destinate
prioritariamente le risorse di cui all'articolo 21, comma 17,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19. Con decreto
dell'Assessorato regionale dell'economia, dipartimento regionale
del bilancio e del tesoro, ragioneria generale della Regione, da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge sono stabiliti le modalità ed i termini di utilizzo
delle suddette risorse.
11. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, dopo le parole i rapporti giuridici dei consorzi e
delle società d'ambito in corso' e prima delle parole confluiscono
in un'apposita gestione liquidatoria' è inserito il seguente
periodo ivi inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre 2008
dalle società d'ambito di cui al comma 1, nonché tutti i rapporti
attivi e passivi delle stesse società d'ambito e relativi alle
operazioni finanziarie dell'articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6'.
12. Per la realizzazione delle finalità di cui all'articolo 61
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, ai commissari ad acta
nominati dalla Regione presso i comuni sono attribuiti tutti i
poteri relativi alla gestione della partecipazione sociale dei
comuni nelle società d'ambito per la gestione ordinaria e
straordinaria delle società stesse nonché tutti quelli relativi
alla definizione dei rapporti tra comuni e società d'ambito e in
generale per la stipula ed attuazione delle operazioni finanziarie
nello stesso previste.
13. Per le finalità del presente articolo, nonché per la completa
attuazione dell'articolo 61, comma 1, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, è autorizzato, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2010, un limite di impegno decennale di 50.000 migliaia
di euro annui».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo
che l'articolo 46 «Interventi in favore dei comuni per il
ripianamento dei debiti. Piano di rientro» , l'articolo 47
«Ordinanze contingibili ed urgenti in materia di rifiuti» e
l'articolo 48 «Norme in materia di Piano regionale dei rifiuti»
vengano accantonati perché c'è stata già una discussione su quelli
che sono alcuni aspetti di questi articoli.
Riteniamo e si è anche condiviso di approfondirli, in modo tale
che si possano individuare alcuni percorsi che evitino delle
situazioni che sfuggono poi al controllo per quanto riguarda sia la
tempistica dell'applicazione della norma che abbiamo già approvato,
sulla riforma degli ATO rifiuti, sia per il previsto piano per il
ripianamento dei debiti di oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro,
che riguarda la grande massa di debiti accumulati come sistema ATO.
Già in quest'Aula io ho avuto modo di fare una valutazione chiara
e netta, e che ribadisco a questa Aula e al Governo, come ho fatto
già qualche ora fa in una precedente riunione: non accetto che
venga espresso un giudizio politico sulla vicenda che riguarda la
costituzione, la nascita e la gestione del sistema degli ATO
rifiuti e, soprattutto, non accetto che, da questo punto di vista,
il Parlamento esprima un giudizio netto di condanna nei confronti
degli enti locali che, sin dall'origine, hanno subìto questa norma
che successivamente è degenerata nella situazione che tutti quanti
noi conosciamo. Ci sono grandi differenziazioni sul territorio che,
comunque, si sono verificate in questi anni; ci sono alcuni
elementi che dobbiamo valutare seriamente per quanto riguarda
l'operatività delle norme in questione e, soprattutto, in modo
particolare bisogna rivedere la posizione che è uscita dalla
Commissione Bilancio per quanto riguarda l'intervento finanziario
programmato nei confronti dei Comuni.
Signor Presidente, questo è un aspetto importante che ho avuto
modo già di evidenziare perché ci sono delle vicende tecniche che
rischiano di non rendere operativa la proposta che il Governo ha
contenuto in questi tre articoli. Sono tre articoli connessi e, di
conseguenza, è opportuno che ci sia una pausa di riflessione e di
verifica proprio perché riteniamo che la norma debba essere fatta,
in quanto diversamente non si renderebbe operativa la norma di
riforma che è stata varata da questo Parlamento. Però ci sono
alcuni aspetti che il Parlamento deve attenzionare, onde evitare di
incidere su alcune questioni, come la capacità di indebitamento dei
singoli comuni, i patti di stabilità dei singoli comuni che, sotto
questo profilo, rischiano di rendere inefficace quanto è stato
previsto in alcuni commi dal Governo.
Allora, io chiedo al Governo che questi tre articoli siano
momentaneamente accantonati in modo tale da trovare una soluzione
serena, assessore Cimino, mi rivolgo anche a lei che ha seguito con
particolare attenzione la materia, e all'assessore Russo che, per
quanto riguarda anche la riforma degli ATO, è stato disponibile a
trovare punti di mediazione. Mi appello a quella disponibilità che
avete già dimostrato per trovare le soluzioni, in quanto ritengo
che nessuno da questo punto di vista abbia interesse ad affossare i
Comuni; nessuno credo che abbia l'intenzione di scaricare la
responsabilità, anche politica, solo ed esclusivamente sui Comuni.
Se questo credo di avere capito da parte del Governo - e mi
rivolgo in particolar modo all'assessore Cimino e all'assessore
Russo -, se abbiamo questa intenzione e stiamo dando questa
interpretazione correttamente, allora credo che dobbiamo rivedere
le posizioni in modo tale da evitare che si crei una situazione che
non riusciremo a recuperare e, di conseguenza, con una norma che ha
bloccato un fenomeno, sicuramente indegno, rischiamo di non
correggere alcuni aspetti che la rendono non operativa e che
soprattutto, anche da questo punto di vista, creano una situazione
irrecuperabile nei confronti dei Comuni.
Quindi, se il Governo è d'accordo, ribadisco il mio invito ad
accantonare tutti e tre gli articoli - ripeto gli articoli 46, 47
e 78 che riguardano l'unica materia del piano regionale dei rifiuti
e del piano di intervento - perché li ritengo connessi per varie
tematiche, e così procediamo speditamente.
PRESIDENTE. L'assessore Cimino dice che per chiedere
l'accantonamento bastava un secondo, il Governo acconsente
all'accantonamento.
Dispongo, pertanto, l'accantonamento degli articoli 46, 47 e 48.
Si passa all'articolo 49, di cui era stato stralciato il comma 1.
Ne do lettura:
Art. 49.
«Norme in materia di tributo speciale per il
deposito
in discarica dei rifiuti solidi urbani
1. Al comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21 sopprimere le parole nello stesso termine'.
2. All'articolo 2, comma 11, della legge regionale n. 6/1997 dopo
le parole e delle relative sanzioni ed interessi' aggiungere le
parole l'avviso deve essere notificato, anche a mezzo posta
mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al soggetto
passivo a pena di decadenza, entro tre anni dalla notifica o dal
momento in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata'.»
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Savona e Falcone
l'emendamento 49.14:
«L'articolo 49 è così sostituito:
1. All'articolo 2, comma 11, della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6, come modificato dall'articolo 57 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, dopo le parole e delle relative sanzioni e
interessi sino alla fine del comma sostituire l'intero periodo col
seguente l'avviso deve essere notificato, anche a mezzo posta,
mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al soggetto
passivo, a pena di decadenza, entro tre anni dalla presentazione
della dichiarazione inesatta o infedele o da quando la stessa
avrebbe dovuto essere presentata ».
E' una riformulazione che va incontro alle osservazioni che
vengono dagli Uffici e che confermano il testo apprezzato dalla
Commissione Bilancio. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti decadono. Si passa all'articolo 50. Ne
do lettura:
«Articolo 50
Gestione integrata del servizio idrico
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2, comma 186 bis,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, decorso il termine ivi
previsto, cessano le Autorità d'ambito territoriale istituite nella
Regione in applicazione dell'articolo 148 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni. Per l'effetto, la
gestione integrata del servizio idrico è organizzata con separato
provvedimento, adottato nelle forme dell'articolo 2, comma 186 bis,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei principi
di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
2. In considerazione del mutato stato di fatto derivante dalla
disposta cessazione delle autorità d'ambito e dalla comminatoria di
nullità della loro prosecuzione ed in considerazione, altresì, di
quanto previsto dall'articolo 21 quinquies della legge 10 agosto
1990, n. 241, recepita con legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, a
mente del quale, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse
ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova
valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento
amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte
dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla
legge, le attuali Autorità d'ambito, con il coordinamento del
dipartimento regionale acque e rifiuti, provvedono a verificare la
sussistenza delle condizioni di cui al richiamato articolo 21
quinquies della legge 10 agosto 1990, n. 241, con specifico
riferimento all'intervenuta realizzazione dei programmi e dei piani
di investimento contrattualmente dovuti da parte dei soggetti
incaricati della gestione del servizio.
3. I provvedimenti con i quali si dia corso alla verifica di cui
al comma 2 devono dare puntualmente atto delle caratteristiche
economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto
territoriale di riferimento ed acquisiscono efficacia decorsi
trenta giorni dalla data di loro trasmissione alla Commissione
istituita ai sensi dell'articolo 9 bis comma 6 del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39 convertito dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.
L'adozione dei provvedimenti consequenziali è subordinata
all'integrale adempimento degli obblighi scaturenti dal comma 1 bis
del citato articolo 21 quinquies della legge 10 agosto 1990, n.
241. Nel caso in cui la percentuale di mancata realizzazione degli
investimenti sia superiore al 40 per cento, l'Autorità d'ambito può
risolvere il contratto per inadempimento, con esclusione delle
ipotesi in cui il mancato adempimento non dipenda da fatto del
gestore.
4. Nelle ipotesi di cui al comma 3, fino all'espletamento delle
procedure di cui all'articolo 23 bis del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112 convertito con modificazione dalla legge 6 agosto
2008, n. 133 e comunque non oltre il 31 dicembre 2010, il servizio
può essere svolto, ai sensi del comma 8, lettera e) dello stesso
articolo 23 bis del decreto-legge n. 112 del 2008 dai precedenti
gestori.
5. Restano fermi gli Ambiti territoriali ottimali, istituiti ai
sensi dell'articolo 147 del decreto legislativo n. 152 del 2006,
quali individuati con decreto del Presidente della Regione del 16
maggio 2000, n. 114, e successive modifiche ed integrazioni,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 2
giugno 2000, n. 26, parte prima».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, questo articolo che è contenuto nel testo
licenziato dalla Commissione, lo dico perché c'è stato un grande
dibattito, fuori per la verità più che dentro - vorrei che mi
ascoltasse anche l'onorevole Maira -, è stato da noi proposto, da
noi fortemente voluto; tuttavia, voglio anche qui dire le cose come
stanno con la semplicità possibile di un argomento, invece, assai
complesso e complicato, nel senso che siamo tutti consapevoli dei
limiti legislativi nei quali ognuno di noi, le regioni in questo
settore, possono operare. Siamo convinti che sul tema della
gestione del servizio idrico nel nostro Paese si è aperto un
dibattito, un dibattito anche con connotazioni che vanno oltre gli
schieramenti politici tradizionali, addirittura si parla di
referendum nel nostro Paese; infatti, è in corso una raccolta di
firme per abrogare la norma che dà alla gestione del servizio
idrico un carattere industriale.
La norma che qui abbiamo predisposto e proposto all'Aula, cosa fa?
Come ricorderete poche settimane fa, per la verità quattro mesi
fa, il Parlamento nazionale ha licenziato un testo con il quale
sostanzialmente ha dichiarato cessate le autorità d'ambito ottimale
previste dall'articolo 148 del decreto legislativo 152 e ha dato un
anno di tempo alle regioni per riorganizzare il sistema. Quindi,
anche la Sicilia è chiamata, da qui ad un anno, a riorganizzare il
sistema degli ATO alla luce della nuova legislazione.
Cosa propone la norma? Questa norma, nelle more che succederà
tutto questo e, quindi, da qui ad un anno si vedrà come
disciplinare tutta la materia e anche le caratteristiche della
gestione della materia, individua nel periodo di tempo transitorio
la possibilità in capo agli ATO, attualmente esistenti e che
riconfermiamo con questa norma, la facoltà di verificare se gli
affidamenti in essere, per coloro che lo hanno fatto - come è noto
siamo una Regione dove sei dei nove ATO hanno proceduto
all'affidamento del servizio attraverso gara -, sono stati e sono
convenienti secondo i princìpi di economicità, di sussidiarietà,
eccetera previsti dall'ordinamento del nostro Paese. Facoltà che
consente loro di rescindere i rapporti in essere qualora non siano
stati realizzati gli investimenti previsti dai crono-programma che
erano propri dei piani d'ambito, secondo le scadenze che erano in
qualche modo lì individuate. Laddove questi investimenti hanno
avuto una capacità di attuazione inferiore al 60 per cento rispetto
a quanto previsto, gli Ambiti territoriali possono - e insisto sul
possono - rescindere con le procedure previste dalle leggi vigenti
nel nostro Paese, in particolare con l'articolo 21 quinquies della
legge 241 del 1990.
Il fatto che si possa rescindere contemporaneamente dà la facoltà
agli stessi di affidare ai gestori preesistenti, che nella
stragrande maggioranza dei casi sono i Comuni, la gestione nelle
more della definizione della nuova legislazione che la Sicilia è
chiamata a fare.
Quindi, nessuno spauracchio, nessun terrore in capo ad alcuno; é
una proposta di legge fatta da una forza politica responsabile e
col senso dello Stato, non da una forza politica in cerca di testi
avventurieri. Questo lo voglio ribadire e lo voglio qui confermare.
Noi ci siamo mossi nel sacro rispetto delle istituzioni e delle
leggi vigenti nel nostro Paese e nella nostra Regione e,
all'interno delle leggi vigenti, vogliamo affermare un principio:
non è scritto da nessuna parte l'ineluttabilità della gestione del
servizio idrico a favore esclusivamente di una gestione
privatistica, non è scritto, non è obbligatorio, non ce l'ha
prescritto il medico.
Ecco perché mi appello a tutte le forze politiche, anche a nome di
quei comuni, di quei sindaci e di quei consigli comunali di centro-
destra come di centro-sinistra, che in questi mesi, in tutta la
Sicilia, si stanno mobilitando attorno alla parola d'ordine
l'acqua è un bene pubblico' e non può essere gestita secondo una
logica di profitto e privatistica.
Ecco perché credo che la nostra proposta, che qui facciamo,
onorevoli colleghi, qualifichi il profilo di una classe dirigente,
di una classe politica che in Sicilia afferma attorno a questo
principio una possibilità, una direzione di marcia, nessuna logica
da tagliatori di teste, ma una forza seria, equilibrata,
responsabile, che cerca in qualche modo di indicare un percorso che
possa farci rivedere scelte che, a partire dal sottoscritto che vi
parla, sembravano le scelte più ottimali e più efficienti, ma alla
luce delle esperienze che fin qui si sono realizzate, in Sicilia
come nel resto d'Italia, ed aggiungo come in tanta parte d'Europa,
la gestione del servizio idrico, in mano privata, è stata un grave
errore.
Mi auguro che il nostro Paese tutto, assieme all'Europa tutta,
rivedano ciò che sembrava un principio quasi sacro, quello della
privatizzazione della gestione del servizio idrico, su cui invece
oggi gli Stati, i Governi stanno ripensando.
Presidenza del vicepresidente Oddo
CRACOLICI. Ecco perché penso che l'approvazione di questa norma
consentirà di qualificare al meglio il profilo della nostra
finanziaria, in nome di quelle riforme strutturali di cui ha
bisogno la Sicilia, senza calare la testa di fronte a nessuno ma
mettendo al centro della nostra iniziativa legislativa,
innanzitutto, gli interessi del popolo siciliano che rappresentiamo
in questa Aula.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa è
una norma che sicuramente ha una grande valenza politica per come è
stato poco fa espresso ed evidenziato dal collega Cracolici.
C'è un problema di fondo che, comunque, va sottolineato e mi
rivolgo anche al Governo perché, da questo punto di vista,
onorevole Presidente della Regione, noi interveniamo al di là del
principio su come siamo tutti d'accordo.
La politica, quando doveva impedire questa situazione, purtroppo
non c'era; ma questo è un problema nazionale, è stato di
conseguenza a cascata un problema generale, in quanto questo stesso
identico tema riguarda anche quello che è stato il sistema degli
ATO rifiuti che è stato creato, che riteneva di risolvere alcune
questioni delicate, anche di natura finanziaria, o anche dal punto
di vista di economicità, efficienza ed efficacia, affidando beni
primari della società, in generale, ai privati.
Allora, purtroppo, la politica ha fatto una valutazione che oggi,
in base agli interventi che abbiamo già sentito e a quelli che
sentiremo, ci induce a pensare che probabilmente la politica abbia
fatto un grande errore. E naturalmente è bipartisan, da questo
punto di vista, la valutazione sul principio di ordine generale;
però, anche quando si parla di tutelare gli interessi di un grande
popolo, qual è quello siciliano, bisogna chiarire, signor
Presidente, che è anche importante non lanciare messaggi che
rischiano di rasentare l'ipocrisia, per un motivo molto semplice:
in Sicilia, nel caso nostro specifico, già si sono espletate sette
gare su nove, e questo è giusto dirlo. In due province, Messina e
Trapani - e qui c'è anche il collega Buzzanca che ha seguito da
sindaco per esempio, ma ciò mi risulta anche a Trapani - non è
partito il sistema perché c'è stata grande battaglia fino a tutto
ciò che ci è stato consentito di poter fare a livello degli enti
locali rispetto a questo sistema.
Abbiamo cercato di fare l'impossibile, ecco perché a questo punto,
da questo profilo, nella provincia di Messina e Trapani non è
partito il sistema. Questo è giusto evidenziarlo, per un motivo
molto semplice: chiedo a questo Parlamento e mi chiedo da
legislatore, da apprendista legislatore, come si fa dal punto di
vista squisitamente giuridico, assessore Armao, a pensare di poter
cancellare, non un principio sul quale tutti quanti siamo d'accordo
- e da questo punto di vista mi risulta e sono apprezzabili le
battaglie che sono state fatte sul territorio, gli incontri, i
convegni organizzati dai colleghi sindaci -, ma c'è sempre un
problema di base su questo elemento. Purtroppo, sotto questo
profilo, sono state delle battaglie che nel principio tutti quanti
condividiamo e in alcune province l'abbiamo fatto, ma
sull'efficacia di queste battaglie purtroppo rischiamo che la
questione diventi proprio inutile.
Io voterò a favore di questo articolo, però vorrei chiarire il
senso del mio voto favorevole all'articolo 50, perché di tutto mi
si può accusare tranne che di essere ipocrita.
Sapete perché voterò l'articolo 50? Lo voto perché domani non
accetterò giudizi e patenti che qualcuno potrebbe appiopparmi sotto
il profilo politico, cioè che l'onorevole De Luca é contrario al
principio della pubblicizzazione dell'acqua. No, io sono favorevole
e credo che tutto il Parlamento sia favorevole; però non mi sento
di dare il voto favorevole così, senza chiarire che questo voto
favorevole rischia di essere una grande presa in giro per l'intera
Sicilia - dobbiamo dirlo - per un sistema che noi, purtroppo, non
possiamo più correggere. Io non so sotto il profilo giuridico,
onorevole Presidente della Regione, mi rivolgo a lei in modo
particolare perché lei è stato presidente della provincia di
Catania e ha dovuto, perché le veniva imposto dalle norme e non
perché poteva far altro, mettere in atto tutte le procedure per
privatizzare il sistema di gestione dell'acqua, come d'altronde
hanno fatto pure tutte le altre province.
Lei lo ha subìto come lo hanno subìto gli altri ma, da questo
punto di vista, non vorrei fare analisi che oggi sono postume ed
inutili. Il sistema è questo che ci ritroviamo.
Io non so, ci sono state gare che prevedono la gestione
trentennale, non so per quanti anni, e avendo individuato con una
gara avente elementi e caratteristiche europee i gestori privati e,
di conseguenza, da un mio modesto approfondimento rispetto anche a
chi mi ha preceduto, emerge che su questa norma, al di là di essere
una bella norma manifesto - che il Parlamento probabilmente voterà
all'unanimità perché sui princìpi siamo tutti d'accordo - ognuno di
noi, per onestà nei confronti della Sicilia, perché così è stato
impostato il ragionamento poco fa, deve dire esattamente non cosa
pensa, ma esattamente come stanno le cose.
Questa é una norma manifesto, questa norma serve alla Ponzio
Pilato a lavarcene le mani, in questo momento stiamo decidendo di
lavarcene le mani. Facciamolo, ci laviamo anche la faccia e così,
quanto meno, ognuno di noi ha fatto il suo dovere fino in fondo,
approvando la norma regionale per dare finalmente una risposta alla
richiesta, al sentimento diffuso che sul territorio ha portato ad
una serie di manifestazioni che, di conseguenza, hanno poi
trasmesso all'interno della istituzione Regione la necessità di
affrontare il tema.
Allora, come affronta il tema un Parlamento? Lo fa con gli ordini
del giorno, lo fa con le mozioni? Lo fa nel modo più classico e
radicale possibile, con una legge, pur sapendo che questa legge ha
lo stesso valore e lo stesso carattere di un ordine del giorno,
signor Presidente.
Allora, lascio al Governo - ma il Governo sicuramente, se ha
proposto questa norma, avrà i suoi motivi, nel senso che condivide
il principio - e pure a noi fare una valutazione, cari colleghi, e
vi do un'idea se la volete apprezzare: fare una norma che ha lo
stesso valore di un ordine del giorno o di una mozione, ritenete
che sia diverso? Forse per coscienza sì E se voi ritenete che da
questo punto di vista, per coscienza, sia meglio fare una norma,
allora ecco che l'onorevole De Luca dichiara di votare
favorevolmente.
Ma se, invece, ritenete di volere dare una risposta concreta, così
come stiamo cercando di fare in una logica di dibattito e di
confronto costruttivo, allora questo articolo potrebbe essere
trasformato in un semplice ordine del giorno.
Comunque, condividendo tutte le motivazioni che poco fa sono state
esposte e per concludere il mio intervento, mi dichiaro favorevole
all'articolo 50, confermando però che questa norma non porterà ad
alcun risultato. Abbiamo solo dato una risposta a quelle che sono
state le legittime istanze manifestate da tutto il popolo
siciliano, attraverso i sindaci, e di conseguenza questo
Parlamento, quanto meno in modo improprio - perché sicuramente la
forma più corretta era una legge-voto o altre cose similari - ha
svolto il suo compito tenendo conto, appunto, delle legittime
istanze del territorio e di una condivisione generale del
principio.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ma chi doveva dirlo che un Governo di centro-
destra oggi doveva subire una norma del genere E, purtroppo, la
dobbiamo subire anche sotto il profilo politico, senza alzare i
toni o lo scontro, perché questo provocherebbe la caduta del
Governo sulla finanziaria, cosa che nessuno si augura.
Questo è uno degli articoli che il Partito Democratico ha eletto a
norma-manifesto, insieme a quello dei ticket e a quello
dell'apertura delle scuole, e senza queste tre norme l'appoggio ...
CRACOLICI. Credito di imposta e zone franche urbane.
MANCUSO. Le avete aggiunto dopo: io faccio le norme-manifesto, poi
quello che avete aggiunto nella vostra attività di parlamentari lo
hanno fatto tutti per migliorare la finanziaria.
Queste norme-manifesto sono state la spada di Damocle utilizzata
dal Partito Democratico per raggiungere un piccolo risultato,
perché non è vero che l'acqua viene ripubblicizzata, l'acqua è
stata sempre pubblica - non è mai stata acqua privata - e resterà
sempre pubblica.
La gestione è stata affidata ai privati da mano pubblica, e oggi
così si vuole ritornare.
Ricordo ai palermitani e ai messinesi l'EAS, ai catanesi l'ACOSET,
che c'è tutt'oggi, e potrei continuare per tutte le province: un
fallimento assoluto Aziende che hanno prosciugato le casse dei
Comuni, aziende che non hanno assolutamente monitorato l'azione nel
territorio dove l'evasione totale del pagamento dell'acqua pubblica
non solo c'è stata, ma è stata reiterata e ancora oggi i Comuni
pagano le conseguenze di questo malcostume tutto siciliano.
A me sorprende che una norma del genere, al momento, non ha
indignato una nobile associazione come Confindustria. Non riesco a
comprendere il silenzio rispetto a quella che deve essere una
battaglia della libera concorrenza in una Regione dove, invece, si
vuole tornare - onorevole Panepinto - non dico al centralismo
democratico, ma certamente allo statalismo della gestione.
Mi sembra che siamo già arrivati.
Sotto il profilo politico comprendiamo la proposta del Partito
Democratico, supportata anche da Consigli comunali di tutte le
parti politiche. Sappiamo anche, per esperienza vissuta, che la
gestione dell'acqua pubblica in mano alle aziende pubbliche in
Sicilia è stata luogo di clientelismo, di malaffare e di debiti che
ancora oggi paghiamo.
Signor Presidente, ricordo che l'EAS è ancora commissariata e,
peraltro, ci costa molte migliaia di euro in più, c'è un
contenzioso rispetto alla mala gestione di come gli impianti in
Sicilia sono stati tenuti. Allora, il Partito Democratico con
grande coraggio e, direi, anche rispettabilmente, sta facendo
questa battaglia che certamente noi non condividiamo.
Noi abbiamo uno spirito diverso di quello che è il mercato, uno
spirito completamente diverso. Speriamo, se questa norma sarà
approvata, che dia lavoro al Commissario dello Stato, speriamo che
l'azione successiva sia affidata nei territori a dei veri manager,
non quelli che fino ad oggi hanno creato questa situazione. Se oggi
vogliamo dire che l'acqua è nelle mani dei privati da qualche mese
- direi la gestione dell'acqua, che i privati hanno da qualche mese
- e che stanno facendo funzionare il sistema, come per esempio a
Caltanissetta, essi non possono essere tacciati di 40 o 50 anni di
spreco e malaffare. I privati non c'entrano nulla, completamente
nulla.
Stiamo tornando indietro, stiamo tornando a quello che c'era
perché oggi non ci sta bene la bolletta salata che arriva nelle
case, dato che oggi la gestione dei privati ha un costo e il costo
viene trasferito, giustamente, agli utenti.
Dobbiamo stare molto attenti a quel che hanno fatto i privati, a
quello che hanno fatto quei funzionari pubblici che hanno bandito
le gare e hanno formulato i capitolati d'appalto; piuttosto, si
poteva intervenire su questo e non sui 200 passi indietro di una
gestione che cominciava ad avere una forma europea per una Regione
che merita un avanzamento nel mercato e nella gestione.
Noi, senza chiedere nessun voto segreto e senza avanzare
particolari richieste su chi vota o su chi non vota, con grande
chiarezza diciamo no Diciamo no a questa norma, perché ci porta
tanti anni indietro; diciamo no perché mette in discussione una
serie di azioni amministrative che potrebbero portare
Amministrazioni pubbliche al sicuro dissesto economico; diciamo no
perché siamo quel partito politico che crede alla libertà del
mercato.
Spero allora che questa spada di Damocle politica che il Partito
Democratico, oggi, sta utilizzando - e fa bene, chi non l'avrebbe
fatto? - nei confronti del Governo aiuti l'assessore Venturi ad un
atto importante nei confronti di una associazione che gli ha dato
la fiducia per rappresentare le istanze delle imprese, quelle
istanze che guardano alla innovazione della Sicilia.
Il nostro capogruppo, alla fine degli interventi dei parlamentari,
aggiungerà le ragioni del nostro voto contrario. Un no che,
purtroppo, questa volta è macchiato non da uno scontro politico, ma
da un atteggiamento che provocherebbe, in questo momento
particolare della Sicilia, uno sconquasso totale e dove il
presidente della Regione, qualora non appoggiasse questa norma,
dovrebbe prendere atto che il Partito Democratico, al di la della
dichiarata lealtà, ha una lealtà condizionata a quelle che invece
sono chiamate riforme, ma dall'altro lato è un ritorno al passato
che noi non vorremmo più vedere.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per tempo avevamo
detto che questa finanziaria ci sembrava molto appesantita, e lo
abbiamo detto non perché eravamo nella posizione di opposizione ma
perché ritenevamo che alcune norme avessero la necessità di un
approfondimento e di un miglioramento.
Quando, l'anno scorso, ci siamo resi conto che l'esperimento della
privatizzazione del servizio idrico era fallito, abbiamo presentato
un disegno di legge, depositato l'11 dicembre 2009, per fare in
modo che si tornasse alla gestione pubblica, e non per un
atteggiamento politico pregiudiziale ma perché ci siamo resi conto
che c'era un grande sperpero economico: molto spesso, in libertà,
si fanno interventi come si vuole, si fanno intese, si danno
incarichi, si spendono tanti soldi sulla pelle dei cittadini. Ciò è
stato il motivo per cui abbiamo fatto la riflessione e, come Gruppo
UDC, abbiamo presentato il disegno di legge.
Adesso riteniamo che procedere a colpi di emendamenti per dare
risposte al Partito Democratico, che possa così giustificare
l'appoggio in attesa di entrare nel Governo Lombardo, ci sembra una
cosa fuorviante e priva di senso. Siamo convinti che, se la norma
venisse stralciata, con il nostro disegno di legge saremmo pronti a
farcelo emendare e a discutere per trovare una soluzione condivisa.
Non siamo contro la ripubblicizzazione dell'acqua, ma siamo contro
le norme buttate nella finanziaria appesantendola solo per
accontentare ora l'uno ora l'altro.
Ciò avviene per questo articolo in particolare, così come sta
avvenendo anche per altri articoli.Su questo punto il mio
capogruppo saprà meglio di me chiarire il voto, ritenendo
assolutamente fuorviante il tentativo di fare riforme, a colpi di
emendamento, che ricadono pesantemente sulla pelle dei cittadini.
Le riforme devono essere fatte puntualmente, per evitare confusione
che porta ancor di più a perdite di tempo e di denaro per i
cittadini.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo non già come
presidente del Gruppo MPA ma a titolo personale, come deputato di
quest'Assemblea regionale siciliana. La mia non è una impostazione
di carattere politico, ma di coerenza al mio passato di
amministratore e presidente della Provincia regionale di Palermo,
dove per cinque anni ho condotto una battaglia perché la gestione
del servizio idrico fosse affidata - secondo le norme del codice
civile, secondo le norme del nostro ordinamento regionale e secondo
le norme europee - ad un privato.
Qui nessuno vuole fare battaglie di religione, nessuno dice che
l'acqua è privata, non è un problema di privatizzazione dell'acqua
perché l'acqua è certamente un bene pubblico primario, su cui tutti
siamo assolutamente d'accordo e che dobbiamo assolutamente
difendere. Ma non si può dare una spallata ad un sistema che ormai
è operante in Sicilia e cancellare la governance di un servizio
primario che è il servizio idrico.
Una serie di motivazioni che sono state qui enunciate
dall'onorevole Mancuso mi vedono assolutamente d'accordo circa la
storia della gestione del servizio idrico da parte di enti
comunali. Vorrei ricordare quanto è costata l'AMAP, quanta
inefficienza ha portato.
Sono state espletate delle gare ad evidenza europea, secondo
contratti di natura civilistica, regolamentati dal codice civile,
che certamente non possiamo spazzare con una legge regionale e,
soprattutto, quello che più mi inquieta è che andiamo a perdere
centinaia e centinaia di milioni di euro di fondi strutturali che
sono stati previsti nel P.O. FERS 2007-2013.
Per quanto riguarda la Provincia di Palermo andrebbero persi
decine di milioni di cofinanziamenti aprendo un contenzioso di cui
non se ne vedrà mai fine, un contenzioso che vedrà certamente
perdenti gli enti locali, i poveri Comuni che già non avevano le
risorse per gestire un servizio idrico, e che non hanno conferito
le proprie strutture, non hanno consentito che i gestori privati
potessero curare questo servizio. Quindi, una serie di danni
incredibili, una serie di controversie senza fine e soprattutto la
perdita di decine, forse centinaia di milioni di euro stanziati
dalla Comunità europea.
Naturalmente, nessuno vuole affermare che l'attuale gestione dei
servizi idrici delle sei province è un orologio e funziona nel
miglior modo possibile; ma se ci sono leggi a cui bisogna poi
riferirsi, occorre guardare, attenzione, riguardare, allora nulla
quaestio.
Nessuno qui vuole fare battaglie di religione, fra l'altro si
parla di tariffe che certamente sono aumentate; però dovremmo
guardare l'ente sovragestore a quanto vende l'acqua ai vari ATO
provinciali, al margine di guadagno che ha per i servizi e per i
lavori che deve eseguire sul territorio, e quindi la necessità
dell'aumento delle tariffe.
Nel disegno di legge, inoltre, non viene individuato quello che
dovrebbe essere l'ente arbitro che, finite queste risoluzioni
contrattuali, dovrebbe accertare di chi è la colpa, accertare i
danni, accertare di chi è la responsabilità di tutto ciò che non
avviene: si apre uno scenario ingestibile di cui la legge non dà
alcuna indicazione ed alcun punto di riferimento, il che sarebbe
realmente un disastro per i Comuni, e naturalmente per i cittadini.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato degli
emendamenti soppressivi su cui insisto - ripeto - esclusivamente a
titolo personale, quale deputato di questa Assemblea regionale
siciliana.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so di essere
ripetitivo, e me ne scuso anche perché l'ora è tarda e non abbiamo
sospeso neanche qualche minuto per un caffè, ma ribadisco che anche
questo articolo - forse più degli altri che abbiamo già esaminato o
che esamineremo di seguito - imporrebbe un disegno di legge
organico, come quello che ha già depositato l'UDC, possibilmente da
emendare, da integrare, da cambiare; ma un disegno organico, non un
semplice articolo in finanziaria. Quindi, noi non siamo contrari a
che venga ripubblicizzata la gestione idrica in Sicilia, anche se
in verità mi trovo in imbarazzo perché per esempio, parlando della
mia provincia, Caltanissetta, l'appalto è stato affidato da parte
dell'ATO, nel momento in cui il sindaco di Caltanissetta era un
rappresentante dei DS, il presidente della provincia era un
rappresentante della sinistra, il sindaco di Gela era un
rappresentante della quasi estrema sinistra.
Il presidente dell'ATO era un rappresentante della sinistra ed io
ho guardato con meraviglia a quel che stava succedendo, non ho
partecipato a nessun aspetto di quell'ATO e di quell'affidamento,
mentre altre forze politiche vi hanno partecipato attivamente;
quelle stesse forze politiche che oggi vorrebbero annullare
quell'affidamento.
Non vorrei che si mandasse un messaggio sbagliato da quest'Aula
quasi che, ripubblicizzando il sistema idrico siciliano, l'acqua
pubblica non si paghi più, perché non è così
Lo è stato per larghissime sacche di evasione, ma l'acqua pubblica
si paga pure.
Allora, il problema è di come deve essere regolata la tariffa per
l'erogazione idrica, magari differenziando tra agricoltura,
industria, produzione e usi civili e, quindi, la necessità di
trovare dei meccanismi certi per determinare la tariffa e farla
pagare, pubblica o privata che sia, perché il grande handicap, il
grande flop della gestione idrica pubblica in Sicilia è stata
l'incapacità di fare pagare l'acqua ai cittadini. E, quindi, se il
messaggio è che dobbiamo pubblicizzare l'acqua perché l'acqua i
cittadini siciliani riprenderanno a non pagarla, è un messaggio
sbagliato.
Ecco perché insistiamo per stralciare l'articolo 50 da questa
finanziaria e vorremmo tanto che il Partito Democratico e il
Governo ci dessero ascolto per procedere al meglio, convinti che
bisogna ripubblicizzare il sistema idrico siciliano per andare ad
una legge che affronti veramente il problema in tempi rapidi,
utilizzando lo strumento legislativo già depositato dall'UDC. Una
legge che sia efficace, intelligente e vera, e non con una norma-
manifesto, come si è detto, ma che può anche suonare come una sorta
di truffa per quei sindaci che respingono la privatizzazione
dell'acqua.
Se questo articolo non dovesse essere rinviato, e chiedo
espressamente che il Governo si esprima in tal senso, preannunzio
l'astensione dal voto del Gruppo parlamentare UDC.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe
improponibile liquidare in maniera superficiale una problematica
così importante, non faremmo sicuramente un bene a questa Aula né,
tanto meno, ai cittadini siciliani.
Faccio una premessa, che per me è importante. Io sono un uomo di
partito e alla fine obbedirò, com'è normale che sia, a quello che è
il mandato del mio partito. Tuttavia non voglio rinunciare ad
esprimere il mio punto di vista su un tema così importante e a
spiegare, non la non condivisione ma la opportunità di un
correttivo che chiedo ai nostri leali alleati, gente che si sta
ponendo un problema serio in Sicilia, cioè il problema dell'acqua a
tutti al prezzo migliore, un bene, un patrimonio così importante
per tutti i cittadini e, tuttavia, vorrei che evitassimo che questo
problema diventasse ideologico perché la mia impressione è che
stiamo rischiando di far diventare questo un problema ideologico
anziché pensare ad un dato fondamentale - vi chiedo scusa - e il
dato fondamentale è che stiamo facendo passare per
ripubblicizzazione dell'acqua un fatto che è assolutamente,
ingenerosamente, chiamato così perché l'acqua, in atto, è
assolutamente pubblica e perché quello che importa dell'acqua non è
la gestione, bensì la programmazione e il controllo.
Allora vi chiedo di capire, e vorrei che l'onorevole Cracolici ed
altri amici del PD, che si trovano d'accordo su questa modalità di
impostazione del problema, ci spiegassero e mi spiegassero per
quale ragione, a fronte di un aumento dissennato del costo
dell'acqua in talune realtà comunali, quindi un problema molto
serio per quei Comuni nei quali, purtroppo, una quantità
notevolissima di persone, di utenti non pagavano, figli di una
municipalizzata, di una modalità di gestione dell'acqua che era
sempre fatta dalla gestione di Pantalone, tanto si poteva non
pagare perché, alla fine, pagava il Comune e chi è sindaco, chi è
amministratore queste cose le sa.
La nostra vera scommessa, quindi, amici del PD, non è quella di
dire torniamo alle municipalizzate ma è che il mondo pubblico,
l'istituzione pubblica deve controllare, deve aumentare i controlli
e chi sbaglia va a casa. Il problema è che l'istituzione deve non
solo controllare ma programmare reti idriche che funzionino.
Non è possibile che con le municipalizzate abbiamo avuto reti
colabrodo per le strade e, tuttavia, non sono contrario
assolutamente al pubblico, la mia cultura è di chi sostiene che può
funzionare bene il pubblico, può funzionare bene il privato, ma
mettiamoli in competizione.
Non possiamo dire, radicalizzando la battaglia, che va bene il
pubblico o va bene il privato; vanno bene le gestioni
economicamente più vantaggiose per i cittadini e un controllo
assolutamente indiscutibile, ineluttabile da parte del privato.
Vorrei rivolgere solo una domanda all'onorevole Cracolici: quando
si pone il problema di rimettere in discussione quei gestori che
non hanno realizzato il 40 per cento di quanto previsto
contrattualmente, state facendo un favore ai gestori perché
un'Amministrazione comunale, perché un ATO può mettere in
discussione il contratto anche se non viene applicata una sola
delle norme contrattuali pattuite e previste ed è paradossale che
noi stiamo scrivendo, invece, che possiamo rescindere i contratti
solo se non hanno realizzato il 40 per cento di quanto previsto,
li stiamo aiutando, non stiamo creando loro un ostacolo.
Concludo dicendo no alla rimunicipalizzazione forzata, no alla
privatizzazione forzata, sì ad una possibilità equa e di mediazione
che porti l'istituzione alla programmazione e al controllo e che,
poi, metta in competizione il pubblico e il privato per la
gestione.
Tutti noi dobbiamo sapere che sull'acqua non vi può essere, per
legge, un plus economico. In effetti, il privato non mette un dito
nel costo dell'acqua.
La verità vera è che il costo dell'acqua è previsto per legge,
solo che tutti devono pagare tutto e non è possibile, amici del PD,
che dobbiamo fare in modo che in Sicilia vi sia chi deve pagare e
chi non deve pagare e le municipalizzate sono state storicamente la
ragione di tale misfatto.
Allora, io dico - lo dico adesso e con grande serenità d'animo -
che, al di là delle animosità, dobbiamo smetterla di fare diventare
tutto ciò una battaglia ideologica. Ecco perché chiedo di
accantonare l'articolo condividendo il pensiero di chi, con grande
serenità, pone un momento di riflessione e non un momento di
rottura, di frattura quasi coercitiva.
Chiedo serenamente l'accantonamento di questo punto perché se ne
possa parlare e decidere se affrontarlo - come penso che sia giusto
- con una legge discussa in Parlamento, e non con un emendamento
buttato giù così, che possa essere un momento di sereno dibattito
tra le forze politiche perché non c'è né l'acqua di centro né
l'acqua di destra e neanche l'acqua di sinistra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
interrompere un proficuo dibattito fra alleati di questa
maggioranza. Mi spiace che non sia presente il presidente della
Regione, ma vorrei soltanto evitare che, a causa di una deriva
populista da parte di qualcuno, si consumasse l'ennesimo danno nei
confronti di questa già travagliata Regione siciliana.
E' chiaro che qui vi sono due questioni politiche sul tappeto, ed
é bene che qualcuno abbia il coraggio di dirlo senza infingimenti.
C'è una posizione di grave imbarazzo del Governo perché, fino a
ieri, ha assunto provvedimenti in direzione della pubblicizzazione
dell'acqua - nel senso dell'attuale gestione - e la presa di
posizione di una partito, quale il Partito Democratico che, oggi,
vista la insufficienza dei consensi di cui gode il presidente della
Regione, è in condizione di operare un ricatto politico e, quindi,
di condizionare l'atteggiamento del Governo e di una parte del
Parlamento sull'esito della Finanziaria, a condizione che passi la
linea del Partito Democratico e, quindi, venga votato questo
articolo della finanziaria.
Non sto scoprendo nulla di arcano perché basta aver ascoltato
l'intervento dell'onorevole Musotto e l'intervento del mio bravo
vicepresidente, l'onorevole Colianni, per capire qual è il clima.
Vorrei pregare gli onorevoli Adamo e Greco di consentirmi di
finire l'intervento.
Ho avuto l'opportunità di ascoltare l'intervento del presidente
del Movimento per le Autonomie, onorevole Musotto, che, da
presidente della Provincia regionale di Palermo, ha detto
esattamente quali sono e quali saranno le disastrose conseguenze
per la Sicilia se dovesse passare questo articolo della
finanziaria: il servizio idrico tornerebbe ai privati ma
distruggeremmo tutto quello che oggi si è fatto in termini di
infrastrutture idriche e perderemmo milioni e milioni di euro
destinati alle infrastrutture.
Sono questi i momenti in cui la politica di Governo deve fare una
scelta: o governa nell'interesse dei siciliani anche facendo scelte
in contrasto con l'anomala maggioranza che lo sostiene o dimostra
di essere un Governo debole, condizionato, sotto tutela, incapace
di avere una propria determinazione politica istituzionale, perchè
ho sentito molti assessori di questo Governo esprimere una grande
preoccupazione se dovesse passare, con il voto favorevole, questo
articolo della finanziaria.
Invito il Governo e non so chi, a questo punto - se l'assessore
Pier Carmelo Russo, non certo l'assessore Strano perché non è una
delega a lui assegnata, lui si occupa di cose molto più belle - a
ritirare o ad accantonare questo articolo perché quello dell'acqua
non è un argomento che può essere lasciato ad un braccio di ferro
tra il Governo e un partito di minoranza, che oggi diventa partito
di maggioranza relativa in quest'Aula.
Il danno che sta facendo alla Sicilia è difficile e io, signor
Presidente, le anticipo sin d'ora che chiederò il voto segreto su
questo articolo perché è chiaro che dovremo lasciare i parlamentari
- so, infatti, che non tutti condividono, anche all'interno della
stessa maggioranza - liberi di esprimersi su una norma che
sicuramente arrecherà danni irreparabili e drammatici alla Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace che
non ci sia la presenza del Governo ecco arrivare il Presidente
della Regione che saluto con particolare attenzione.
L'argomento, chiaramente, ci induce a delle riflessioni importanti
che devono necessariamente prescindere da qualunque valutazione di
appartenenza. Non si può affrontare il problema da destra, da
sinistra o dal centro. E' un problema assai importante, troppo
importante: corriamo un grande rischio, poi tenterò brevemente di
spiegare il perché, corriamo il rischio di assetare la Sicilia;
corriamo il rischio di tornare indietro a trenta, quarant'anni fa,
quando, in moltissime città - e la mia, certamente, non si è
distinta da questo punto di vista - la distribuzione dell'acqua
arrivava a quattrocento litri al secondo. Come voi capite si tratta
certamente di un argomento molto tecnico, ma è evidentissimo che ci
si trovava in condizioni di non potere soddisfare i bisogni delle
diverse comunità. Molte città siciliane vivevano il dramma
quotidiano dell'acqua, dell'approvvigionamento idrico e, molto
frequentemente, anche con i sistemi più moderni, quelli che
guardavano più attentamente il problema, non si riusciva a
soddisfare le esigenze.
Questo atteneva anche alla distribuzione per l'agricoltura: anche
in quel settore si pativa, fino a qualche decennio fa, il grave
problema dell'approvvigionamento idrico.
Nel corso degli anni, sono intervenute diverse norme che hanno
cercato di regolamentare questa materia - la legge Galli è la più
evidente - e si arrivò alla costruzione degli ambiti territoriali.
L'onorevole Mancuso ricordava che l'ATO Messina non era, e non è,
riuscito a dotarsi di un sistema di gestione. Questo è un grosso
neo per quella provincia - allora, ero presidente della Provincia
regionale di Messina - e si continuò negli anni seguenti ed è nato
dalla carenza legislativa che non attribuiva ai Comuni un peso pari
ai propri abitanti, ma attribuiva un numero ben lontano dal peso
degli abitanti e che poi ha determinato quella questione che qui,
in quest'Aula, qualcuno conosce molto bene e cioè non ha consentito
la scelta dell'avvio della gara per individuare il gestore.
La mia città si avvale di un'azienda municipalizzata, che si
chiama AMAM, a totale capitale pubblico.
Sappiamo che oggi, dopo diversi interventi nati proprio a causa e
in conseguenza dell'ammodernamento, è stata avviata, nonostante la
mancanza di un gestore squisitamente privato, e si è giunti ad una
distribuzione - che ora può considerarsi soddisfacente - di 1200
litri al secondo, in una condizione che permane certo
difficilissima e che necessita di un intervento strutturale perché
ci troviamo di fronte ad impianti fortemente obsoleti, a condutture
che, oggi più che mai, in Sicilia risentono del dissesto
idrogeologico e, molto spesso, basta uno smottamento per
interrompere la distribuzione dell'acqua e, molto spesso, basta una
qualunque condizione meteo avversa per creare difficoltà
strutturali.
Abbiamo avuto la consapevolezza e la certezza che il passaggio -
con quelle strutture, con quei sistemi e con la possibilità di
avvalersi di un sistema squisitamente pubblico - ad un sistema che
certamente risente ancora oggi dell'unica proprietà che è pubblica
ma che può muoversi all'interno di una logica privatistica, abbia
portato a quei risultati che poc'anzi ho citato.
Non si tratta di fare un percorso nuovo, non si tratta di fare un
ragionamento rispettoso dei bisogni dei siciliani, nQon si tratta
di capire quale deve essere la strada da seguire perché certamente
nessuno deve privatizzare l'acqua e mi rendo conto che in molte
occasioni abbiamo dovuto porre orecchio alla emotività che è venuta
anche dai Consigli comunali, che hanno ritenuto che si potesse in
qualche maniera correre il rischio di privatizzare questo bene
importante e fondamentale.
Qui si tratta di capire, come bene ha fatto il legislatore
nazionale, che dobbiamo privatizzare un servizio laddove
l'approvvigionamento oggi diventa assai costoso sia per il pubblico
sia per il privato, e su quello bisogna mettere mano, su quello
bisogna intervenire per differenziare sempre più e sempre meglio il
costo dell'acqua potabile rispetto all'acqua per irrigazione.
Su quello bisogna intervenire con norma per tentare di affrontare
seriamente il problema perché, così facendo, noi lo complichiamo
creando le condizioni perché vi sia un tuffo rovinoso nel passato.
Non ce lo possiamo consentire. Non è un problema di impostazione
politica: qui stasera abbiamo visto che ufficialmente il Partito
Democratico, per bocca di Colianni, è un alleato di questo Governo.
Non vi è appoggio esterno, non vi è appoggio interno; vi sono degli
alleati che si muovono all'interno di una logica e ne prendiamo
atto. Finalmente, i siciliani sanno da questa sera, per bocca di un
autorevole esponente, che si tratta di un'alleanza organica. E poi
c'è la stampella del mio amico, onorevole Rinaldi, che rispetto con
affetto.
Onorevole Presidente, però vi è da dire che, se vogliamo rendere
un servizio, abbiamo l'obbligo di affrontare compiutamente il
problema perché non capisco che c'entra questa norma con la legge
finanziaria, non ne comprendo l'attinenza. Questa è una legge
sostanziale che deve indurci al confronto serrato con le diverse
realtà che insistono sul territorio, con le autonomie locali, con
le forze politiche, con le forze sindacali. E' chiaro, infatti, che
si tratta di un ragionamento che poi può imprimere a noi una spinta
verso il futuro o, al contrario, un muro, può porci davanti ad un
muro che diventa invalicabile.
Allora, fermiamoci un attimo. Fermiamoci un attimo, Presidente
della Regione, e ascoltiamo gli appelli, e non solo perché è
validissimo il ragionamento di chi per tanti anni ha amministrato,
come l'onorevole Francesco Musotto; è validissimo quel
ragionamento, e si creerebbe una condizione, certamente, di
contenzioso, che ad altro non servirebbe che a danneggiare i
siciliani, che avrebbe un solo vantaggio, ma il prezzo è troppo
alto, di consentire al Governo di continuare ad avvalersi
dell'appoggio del Partito Democratico.
Qui, però, non facciamo interessi di parte ma dobbiamo essere
portatori di interessi generali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di rientrare
nei cinque minuti regolamentari, ma l'argomento mi ha visto forse
protagonista in questa vicenda per non rispondere.
Vorrei soltanto attenzionare alcune vicende. Nel marzo del 2009 ho
presentato il primo disegno di legge per tentare di fermare quello
che è stato fatto. L'argomento è troppo importante e, siccome penso
di conoscerlo, onorevole Buzzanca, in quanto sono stato tra quelli
che hanno impedito la privatizzazione dell'acqua nella provincia di
Messina, le voglio dire che il suo Consiglio comunale, onorevole
Buzzanca, a stragrande maggioranza, ha votato
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, si rivolga alla Presidenza.
LACCOTO. Su questa vicenda bisogna fare chiarezza.
Intanto, abbiamo avuto in Sicilia delle gare che hanno dato ai
privati per trenta anni la gestione delle risorse idriche, la
gestione delle reti e gli appalti, comprese le reti idriche
vetuste.
Questo è stato il primo punto che sicuramente è stato fatto senza
concorrenza.
Nelle province in cui sono stati affidati gli appalti -
chiaramente mi riferisco ad Agrigento, a Palermo, a tante altre
province -, non c'è stato un miglioramento della gestione
dell'acqua o del pagamento dell'acqua ed è chiaro che vi sono
state, anzi, da parte di molti Consigli comunali che rappresentano
un milione di abitanti, delibere contro la privatizzazione
dell'acqua.
Attualmente la situazione in Sicilia è questa: a parte il fatto
che - non mi meraviglia, non è questo il punto - ha partecipato
alle gare un solo ATO per ogni provincia senza concorrenza, un solo
ATO almeno in provincia di Palermo, in provincia di Agrigento, in
alcune province senza concorrenza; diciamo che il servizio privato
non ha sicuramente privilegiato né il servizio dell'acqua né le
tariffe, che sono aumentate.
Abbiamo un'esperienza in Sicilia a cui abbiamo tentato di porre
rimedio, quella degli ATO rifiuti, ATO rifiuti concepiti male che
hanno portato ad un miliardo di euro di spesa, che hanno portato
all'emergenza dei debiti, che hanno portato all'emergenza rifiuti
e, mentre, come vedete, sui rifiuti si poteva anche soprassedere,
sull'acqua che è un bene pubblico sicuramente indispensabile, senza
ideologia, non si può scherzare.
Allora, il concetto è uno: non è che con questa norma si stia
passando direttamente alla gestione pubblica, ma si sta tentando di
dire, in base alla norma nazionale, che gli enti preposti possono
verificare la sussistenza dei requisiti previsti in questa norma
che certamente sono quelli per tentare proprio di evitare quelle
somme da pagare per indennizzo, previste in quelle province,
laddove gli enti gestori privati che hanno l'obbligo di fare tanti
investimenti, così come prevedeva la gara, non hanno provveduto a
fare gli investimenti previsti dal capitolato e, intanto, diventa
sic et simpliciter una gestione da togliere ai privati.
C'è da dire però che in Sicilia vi sono già tre province - e tra
queste, Messina e Trapani - a cui le gestioni non sono state ancora
assegnate ai privati.
Ora, in tutta questa vicenda è intervenuta una legge nazionale che
ha previsto che, al 31 dicembre, le Autorità d'ambito cessano. La
legge nazionale prevede la possibilità del passaggio ai privati,
nelle province della Sicilia vi sono queste particolari realtà
socio-economiche di fare almeno il servizio in house o secondo
quanto previsto.
Molte sentenze al riguardo non sono definitive, ricordiamo che vi
sono ancora ricorsi pendenti innanzi al CGA proprio contro le gare,
contro l'affidamento in questo contesto regionale. Allora, dove tre
province non hanno ancora affidato la gestione delle reti, la
gestione dei lavori e la gestione del servizio idrico, vi è la
possibilità di bloccare con questa norma, così come vi è la
possibilità nelle province dove le imprese tentano solo di fare
profitto e non di rendere il servizio, di verificarne la qualità,
l'efficienza e anche l'aderenza alle norme del capitolato.
Questa è la norma che, in questa fase, viene approvata; dopo di
che, con separato atto, sarà approntata una legge dall'Assemblea
regionale siciliana.
Ho sentito parlare qui di vicende idrogeologiche e mi rivolgo
all'onorevole Buzzanca per dire che in provincia di Messina, se non
ci fosse stato il blocco dell'affidamento della gara, l'AMAM non
avrebbe potuto partecipare a quella gara che, per legge, doveva
essere data solo ai privati perché l'AMAM, fuori dal territorio
urbano, non poteva parteciparvi.
Voglio dire che qui non si può fare passare questo per un
provvedimento ideologico quando consigli comunali di tutte le parti
politiche e di tutti i partiti indistintamente, quasi sempre
all'unanimità, hanno votato contro la privatizzazione dell'acqua.
Non c'è nessuno che è contro la privatizzazione, ma è chiaro che
noi dobbiamo sicuramente far passare il principio che gli enti
locali che non danno un servizio, sicuramente per profitto, ma lo
danno come servizio, come gestione di servizio, possono meglio
rappresentare gli interessi dei cittadini della Regione siciliana,
e questo è il primo punto
Se non approvassimo questa norma della finanziaria stasera, in
Aula, potrebbe essere troppo tardi perché si potrebbero consolidare
posizioni di gestioni che poi sarebbe difficilissimo scardinare.
Ancora questa sera diamo la possibilità agli Ambiti territoriali
di verificare quale sia la reale situazione nelle diverse province
siciliane e solo in questo modo riusciremo a fare il bene e
l'interesse dei siciliani, al di là delle posizioni dei partiti.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entrerò nei
dettagli normativi ma, francamente, mi pare che ci siano delle
preoccupazioni legittime. La norma, in realtà, vuole semplicemente
recepire la norma nazionale ed entro un anno questa Regione e
questo Parlamento dovranno stabilire come sostituire gli ATO che
sono stati aboliti su proposta della Lega.
Detto ciò, il tentativo di porre come difficoltà nella
ripubblicizzazione del servizio idrico la gestione fallimentare
dell'EAS in Sicilia, è un tentativo maldestro. Al sindaco Buzzanca
voglio ricordare - e lo faccio con molto rispetto - che il suo
Consiglio comunale ha votato il 4 febbraio la delibera che avvia la
procedura per il disegno di legge di iniziativa dei consigli
comunali.
C'è stato un altro tentativo nel dibattito, quello di voler
argomentare questa norma come fatto ideologico. Voglio ricordare
agli amici del PDL che in Sicilia i sindaci del Partito Democratico
sono pochi, i consigli comunali non sono poi tanti. Uno dei tre
firmatari e presentatori del disegno di legge è il sindaco di
Menfi, che è un autorevole esponente del PDL agrigentino, e poi vi
è il sindaco di Burgio, autorevole esponente del PDL agrigentino.
Ci sono centoquaranta comuni che non sono tutti soviet ma ci sono
presenze di tutti i partiti presenti nel Parlamento italiano e
siciliano.
Questa norma non è risolutiva perché il problema é molto più
complesso, ma apre ad un ragionamento che si interseca all'interno
di una norma nazionale.
Ricordo ai cinque presidenti dei Gruppi parlamentari,
all'onorevole Maira, all'onorevole Leontini, all'onorevole
Cracolici, all'onorevole Giulia Adamo e all'onorevole Musotto, che
hanno firmato un paio di mesi fa un ordine del giorno con il quale
si impegnavano ad intervenire immediatamente in Aula su un disegno
di legge per l'acqua, a sospendere i commissari, per cui c'è una
forma di schizofrenia in tal senso. Ho il documento e, se lo
desiderate, ve ne darò una copia, avete preso impegni in tal senso
sui commissariamenti. Però, la premessa poneva una questione.
Detto ciò, ritengo opportuno che questo Parlamento, per una volta,
non si faccia scavalcare da altri, dalla Lega che la questione l'ha
posta già sia sulla normativa nazionale sia abolendo gli ATO.
Esiste, peraltro, una potestà legislativa di questa Regione in
materia di acqua ed è una potestà legislativa esclusiva.
Sicuramente disquisiremmo per giorni e giorni sul perimetro di
questa potestà legislativa, sulle direttive comunitarie che nulla
hanno a che fare con la gestione del servizio idrico che, ormai,
viene considerato servizio pubblico non a rilevanza economica,
peraltro abbiamo presentato un subemendamento perché venga recepito
nella norma.
All'UDC chiedo di approvare questa norma, come pure lo chiedo
all'MPA, lo chiedo all'onorevole Colianni pregandolo di non
mettersi eccessivamente sotto sforzo.
E' chiaro che per noi del PD, senza farne una questione di logica,
l'approvazione di questo testo - che apre entro l'anno ad un
dibattito complessivo che le Commissioni e l'Aula devono fare - non
significa affermare che in Sicilia l'acqua deve essere gestita solo
dall'EAS, cosa non vera, perché almeno in duecentocinquanta comuni
c'era una gestione diretta e ai cittadini il costo era dato solo
dall'onere complessivo del servizio.
Centoquaranta comuni e consigli comunali di tutte le espressione
dell'intero Parlamento hanno votato e chiesto ai propri
rappresentanti di avviare questo processo legislativo che oggi
inizia.
Chi si sottrarrà a questa occasione utilizzando - come ha fatto il
sindaco di Messina - argomenti che, devo dire, non reggono, fanno
un torto soprattutto a quei siciliani che si sono visti, e si
vedono, recapitare bollette salate e anche comuni, in provincia di
Enna, dove gli utenti si sono visti tagliare l'acqua per poi
dovere pagare centoventi euro per il riallaccio.
Io ritengo che ci siano serie motivazioni per approvare questa
norma e avviare entro l'anno, entro il 2010, quale modello di
gestione rispetto anche alla evoluzione normativa che ci sarà a
livello nazionale.
Pertanto, chi si sottrae oggi, farà sostanzialmente un torto -
come mi ha detto il collega Bonomo anticipando che lui voterà
questo testo così come il suo partito sostiene, e lo sostiene anche
alle estreme conseguenze - chi si sottrae fa un torto ai siciliani
e, soprattutto, a quella classe dirigente che nei territori ha già
vissuto il dramma degli ATO rifiuti e oggi potrebbe vivere ancora
di più quello degli ATO idrici.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io forse, assieme
a tutti voi, sono vissuto in un'altra era, in un Paese delle
meraviglie , un'epoca in cui l'acqua era a gestione pubblica ed era
un'epoca in cui tutto funzionava perfettamente, non c'erano
sprechi, non c'erano debiti. Tutti i cittadini avevano l'acqua in
casa e nessun paese, neanche il più sperduto della Sicilia,
soffriva per la mancanza di acqua. Voglio iniziare con questo
paradosso, signor Presidente, e ne racconto un altro, perché,
purtroppo, sono qua ormai forse da troppo tempo e mi ricordo troppe
cose.
Una volta, quando assessore ai lavori pubblici era l'onorevole
Guglielmo Scammacca della Bruca, mio caro amico, si era in
prossimità della legge finanziaria e si doveva cercare di appostare
nel capitolo le somme necessarie per cercare di ripianare i debiti
dell'EAS, si discuteva con i tecnici - mi rivolgo a lei,
Presidente, perché so che di queste cose è competente - e
l'assessore Scammacca era furibondo perché nessuno dei dirigenti
dell'assessorato, e neanche dell'assessorato del bilancio, era in
grado di quantificare l'ammontare dei debiti - e credo che tuttora
la Regione non sia in grado di quantificare l'ammontare del buco
dell'EAS, se ammonta a 1.500 miliardi di vecchie lire o a 2.200
miliardi di vecchie lire -; non c'era nessuno in grado di stabilire
con certezza qual era la voragine dei debiti causata da un solo
ente, l'EAS che, come diceva giustamente l'onorevole Panepinto, non
è che fornisse l'acqua a tutta la Sicilia, ma forniva l'acqua a
Palermo, ad alcune parti di Messina e non so a quante altre parti
della provincia.
Siccome in quest'Aula siamo tutti deputati preparati, che siamo a
contatto con la gente e con le comunità locali, non mi fate
continuare ad elencare altre nefandezze perché, parliamoci chiaro,
l'acqua funziona, la gestione pubblica dell'acqua funziona solo in
quei comuni, in quei piccoli comuni dove c'è un acquedotto autonomo
che, quindi, funziona proprio perché deve funzionare. Ma dal punto
di vista dell'efficienza, dell'efficacia, della capacità della
gestione pubblica, di mettere a regime un servizio pubblico, credo
che sia un'offesa a noi stessi continuare a pensare che si possa
attribuire tale capacità alla gestione pubblica, e lo dice un
deputato che non è un privatista ad oltranza, tutt'altro.
Però, onorevoli colleghi, vogliamo di nuovo pensare di fare
ripiombare tutto senza approfondire? Io sono d'accordo ad
approfondire l'argomento, mi trovate d'accordo se mi si dice è un
argomento importante, vogliamo approfondirlo, vogliamo trattarlo
per l'importanza che l'argomento merita .
Però, se l'argomento è importante e se non vogliamo causare altri
disastri come quello degli ATO rifiuti, che era un disastro
annunciato già nel momento in cui, poco tempo dopo avere fatto la
legge, si è cominciato a verificare che non funzionava, allora
perché farci prendere dalla fretta in una finanziaria con un
emendamento e andare a causare danni, peraltro con una norma che,
di per sé, non farebbe ritornare l'acqua in mani pubbliche, ma
stabilirebbe solo un principio: Allora, se questo è, presentiamo un
disegno di legge, discutiamolo come disegno di legge, ma evitiamo
di fare danni, evitiamo di creare altri debiti.
Qui oggi ci accapigliamo per trovare un milione di euro, 100 mila
euro persino, ci accapigliamo per dare risposte a tanta gente che
protesta fuori dal Palazzo perché non abbiamo risorse. Evitiamo di
fare altri danni, evitiamo di incorrere, ad esempio, in sanzioni
della Comunità europea che potrebbero toglierci quelle risorse che
la stessa Comunità ha messo a disposizione per la gestione del
servizio idrico integrato. Perché questa fretta? Perché cercare di
causare un danno certo quando invece con l'approfondimento
necessario, importante, che viene fuori da un disegno di legge dove
tutti, a partire dal rispetto di ciò che prevedono le norme, hanno
la possibilità di varare un provvedimento che sia giusto, equo e
favorevole per la Sicilia e che, soprattutto, non causi danni alla
gente?
Altro che venire incontro alla gente Noi qui rischiamo di
approvare un provvedimento che metterà i siciliani nuovamente nelle
condizioni di non avere più l'acqua; ma a questo potremmo dire di
essere abituati. Il vero problema è un altro, ed è quello che
dicevo prima del mio amico Guglielmo Scammacca della Bruca:
trovarci, da qui a qualche anno, a dover mettere mano al portafogli
che non c'è più per risanare i debiti enormi causati da una
gestione sbagliata. Perché farlo?
Non siamo tutti contro la proposta. Non sono in maniera decisa
contro la proposta. Come ho detto, non sono un privatista a tutti i
costi. Ma perché non l'approfondiamo, perché non facciamo un
provvedimento giusto? Facciamo un provvedimento giusto che non
causi danni.
La Presidenza dovrebbe proporre di stralciare l'argomento e di
inviarlo con urgenza in Commissione per vedere di dare il giusto
approfondimento all'argomento stesso.
Non è un problema di politica, non è un problema di vincitori o
vinti; è un problema di fare un provvedimento giusto, vista la
portata del provvedimento, che non causi danno ai siciliani.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
l'onorevole Formica ha richiamato in vita un periodo che, in
effetti, mi ha trovato in questa Assemblea quale presidente della
Commissione Ambiente e Territorio a discutere su alcune
problematiche che concernevano in particolar modo l'EAS. E ricordo
a me stesso - e lo vorrei dire a tutti i colleghi - che una delle
vere cause, poi sulla gestione parleremo, per cui l'EAS entrò in
crisi al punto tale che la Regione decise di liquidarla fu proprio
su un problema di gestione.
Ho sentito fare dei paragoni che, sinceramente, c'entrano poco,
perché i rifiuti sono qualcosa che conosciamo tutti e si
trasportano con i mezzi; l'acqua, fino a prova contraria, si
trasporta con le condotte, guarda caso sotto terra.
Sull'argomento della gestione del servizio idrico o quando si
trasformò il tutto in privatizzazione degli ATO, nacque questo
problema in quanto ci si è resi conto - e, forse, tanti colleghi
non lo sanno - che una delle più grandi disgrazie di questa terra è
che nel trasporto di questo preziosissimo bene che è l'acqua
partono cento litri e ne arrivano a destinazione forse 50, e qui
non vi sto a dire il perché. E' per un insieme di motivi sia
perché, molte volte - il più delle volte - le reti erano una delle
cause, l'EAS dichiarava sempre la impossibilità ad eseguire la
manutenzione delle reti e, diciamocelo pure, anche perché molte
volte c'era un prelievo non corretto dell'acqua che cammina nelle
condotte, anche per fini differenti.
Allora, su un argomento che, oltretutto, mi vede da parlamentare e
conoscitore di questa materia da un po' di tempo in difficoltà oggi
a sostenere qual è la soluzione più giusta, io credo che il
problema non si possa affrontare solo ed esclusivamente in base
alle problematiche provinciali, intanto perché, se dovesse passare
questo articolo - e lo dico a tutti affinché resti agli atti - si
creerebbe una problematica ulteriore perché resta una situazione
anomala, in quanto il cosiddetto ente che ha la gestione dei grandi
invasi e di alcune delle più grosse reti adduttrici, Sicilia Acque,
di fatto pubblico non è. E allora, se oggi venisse approvata questa
norma, si creerebbero due tipi di servizi: da una parte, quello che
determina tutto privato e quello che, invece, dà la distribuzione
e, quindi, la gestione nei territori diventerebbe pubblica, solo la
gestione perché, ha detto bene l'onorevole Mancuso, anche qui
spesso ci si confonde: l'acqua è un bene pubblico, è la gestione
che è privata ed è ben altra cosa.
Forse ci si confonde per la pubblicità televisiva perché ormai di
pubblicità di acqua privata, quella delle bottiglie, ce c'è tanta,
quindi, diciamo che l'acqua è diventata privata .
Non è così, l'acqua è un bene pubblico, poi c'è chi la imbottiglia
e la vende, c'è chi si occupa anche di fare la erogazione come bene
pubblico in tutti i Comuni, e quello è un altro tipo di servizio.
Purtroppo non si può dire inviterei a ritirare l'emendamento o
inviterei a stralciare l'argomento , perché oggi l'articolo è
scritto lì, è uscito dalla Commissione e si approva o si boccia, ma
non perché si vuole bocciare il principio, personalmente non mi
sento di dire se questa soluzione sia giusta o sia sbagliata, ma
perché un argomento di questa delicatezza - e oggi è bene dircelo
che la Regione ritornerebbe indietro anche con alcune situazioni
avviate - crea, secondo me, un problema ancora più grosso di quello
che oggi discutiamo.
Pertanto, invito a riflettere sulla posizione di mantenere o meno.
Forse è opportuno, onorevole Cracolici, e non lo dico perché voglio
andare contro un'idea che penso sia del suo gruppo politico,
l'emendamento proposto in finanziaria, però credo che sarebbe bene
riflettere e ricollegare questa materia anche al problema di
Sicilia Acque, che esiste, è vero che mi si dice che all'articolo
20 è stato aggiunto il comma k, ma questo sarebbe ancora un altro
problema. Se, in effetti, il Presidente della Regione si assumerà
pure la responsabilità di un decreto riguardante una partecipata
della Regione, Sicilia Acque, alla quale per legge abbiamo dato un
insieme di prerogative e oggi, di colpo, diciamo che abbiamo
scherzato, deve pur sapere a cosa la Regione va incontro
economicamente.
Concludo invitando a votare contro questo articolo per le
motivazioni di cui ho parlato prima, non perché io sia contrario a
priori ma perché credo che questa materia meriti una discussione e
un approfondimento - come qualche collega ha già detto - in
commissione, valutando le questioni che si potrebbero creare per
tutto ciò che riguarda anche la grande adduzione, i grandi invasi e
tutto il resto.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
filosofia che ha ispirato la legislazione degli ATO non sia
sbagliata: più comuni si mettono insieme, hanno economie di scala,
riescono a fare investimenti cospicui, danno buoni servizi a prezzi
contenuti.
Se non che in Sicilia, noi ci siamo trasformati in re Mida al
contrario: re Mida trasformava in oro tutto quello che toccava, non
le dico in che cosa noi trasformiamo tutto quello che tocchiamo,
occorrerebbe il dizionario dell'onorevole Leontini, o meglio il
dizionario dei sinonimi e contrari.
Vedo che questo discorso è leggermente ammalato di sicilitudine.
La speculazione sull'acqua, l'acqua come affare del terzo
millennio, non è oggetto di discussione solo nel nostro territorio
regionale, é un caso mondiale. Il Parlamento se ne interessa, si
interessa di rifiuti, si interessa di acqua e credo che sia il
lavoro che è stato fatto nelle ultime settimane sia quello che è
stato fatto a proposito della legge finanziaria, non vada messo da
parte, ma è mia convinzione che sia uno degli elementi più
qualificanti del lavoro del nostro Parlamento in senso assoluto.
Chi le parla, poi, è stato, da sindaco, il primo sindaco già nel
2006 ad opporsi, in modo deciso, al processo di privatizzazione
dell'acqua in provincia di Ragusa. Noi non abbiamo consegnato gli
impianti e siamo stati commissariati. Noi non abbiamo aderito
all'ATO e siamo stati commissariati.
Il Consiglio comunale non ha deliberato e siamo stati
commissariati. Ci siamo messi alla testa di decine di migliaia di
manifestanti che volevano mantenere la gestione in house. Abbiamo
vinto la battaglia. Non è accaduto assolutamente nulla e abbiamo
impedito, io ritengo, che si perpetrasse un'operazione dai contorni
molto oscuri.
La privatizzazione dell'acqua, ricordo a tutti quanti, si basa su
una integrazione di gestione, con l'affidamento a trattativa
privata, di appalti per centinaia di milioni di euro.
Noi ci siamo opposti e io, francamente, non ho visto nessun
elemento negativo, non è accaduto assolutamente alcun disastro. Mi
permetto un'ulteriore riflessione, a proposito della filosofia che
sta sotto queste norme e che sarebbe quella di ridare centralità ai
sindaci.
Noi dobbiamo intraprendere anche un rapporto di lealtà, non
possiamo fare finta di non sapere.
Io ho grande affetto e grande simpatia per i sindaci, ma molti
problemi pertinenti agli ATO sono stati presi a sacco d'ossa e
scaricati sugli ATO. Per i rifiuti è stato così, per l'acqua è
stato così
Non mi riferisco a lei, non mi riferisco a nessuno dei sindaci o
degli ex sindaci importanti che ci sono qui e presidenti di
provincia autorevoli, ma noi non possiamo fare operazioni di
ipocrisia, non sapendo che ci sono stati amministratori locali che
a sacco d'ossa - ripeto - hanno preso questi comparti qualificanti
della qualità della vita dei nostri comuni e li hanno scaricati
sull'ATO dicendo che l'ATO paga le spese e non ci fa nulla se
l'utente non paga la bolletta.
Dobbiamo riconoscere che la centralità dei sindaci all'interno
delle amministrazioni locali si qualifica soprattutto per la
corretta gestione di questi argomenti essenziali.
Togliere, come elemento di equilibrio, dalla gestione dell'acqua e
dalla gestione dei rifiuti la figura centrale dei sindaci è stato
un errore madornale
Da quando abbiamo iniziato il discorso su questo argomento, per
esempio, dobbiamo sapere che per quanto riguarda gli ATO rifiuti
abbiamo già perso cinque milioni di euro, perdiamo un milione di
euro l'ora, tra un'ora sarà un altro milione di euro.
Questo è stato un errore clamoroso cui stiamo cercando di porre
rimedio e che rimette al centro, come punto d'equilibrio delicato,
le amministrazione locali. Questa è la filosofia di fondo che va
accettata o respinta. Se è accettata, possiamo aprire una
prospettiva nuova, se è respinta tra due ore saranno ulteriori due
milioni di euro di perdita, fra tre ore tre milioni di euro di
perdita, fra quattro ore quattro milioni di euro di perdita.
Insomma, non solo non sono per espungere quest'articolo, ma ritengo
che sia uno degli elementi più qualificanti di questa finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci siamo
chiesti, sia durante il dibattito in Commissione e in Aula sia
quando questa legge è stata preparata, perché per ottenere una
sufficienza politica e numerica il Governo fosse costretto a
sottoporsi alla necessità ed alla costrizione di inserire delle
norme ideologicamente manifesto. Per quale motivo l'eterogeneità
della composizione del Governo si stia piegando ad una sorta di
forzata congettura che oggi in Aula ha evidenziato, attraverso gli
articolati, scrupolosi e anche liberi interventi dell'onorevole
Colianni e dell'onorevole Musotto, una lacerazione del tessuto
delle convinzioni e delle posizioni che, prima che si determinasse
questo coacervo variopinto di alleanze, costituiva la base della
maggioranza del Governo, perché questa forzatura con una norma che
tende a non rendere giustizia delle altre composizioni della Giunta
di Governo.
Poco fa l'assessore Venturi è stato sollecitato dall'intervento di
un mio collega ad esprimersi come rappresentante prestigioso di un
mondo confindustriale, che in questa direzione ha espresso e
continua ad esprimere delle posizioni totalmente difformi da quelle
del Governo, del quale l'assessore Venturi fa parte.
Perché questa confusione di posizioni e di ruoli, su un tema che
stiamo affrontando con una sorta di nostalgia di retroguardia che
non tiene conto nemmeno della evoluzione delle posizioni a destra e
delle posizioni a sinistra?
Le legge Galli - l'onorevole Laccoto si è un po' distratto nel
fare riferimento agli obiettivi a cui noi vorremmo pervenire - è
una legge che ha voluto un ministro di un governo di sinistra, nel
quale era ministro per l'economia Spaventa, nel quale era ministro
per le finanze Visco, nel quale era ministro per la pubblica
istruzione Rosa Russo Iervolino; un Governo di sinistra, e Visco è
stato poi successivamente ministro in altri governi di sinistra.
Oggi, recuperare una posizione assolutamente antitetica a quella
che la tradizione della sinistra sull'argomento ha rappresentato, é
una battaglia di retroguardia.
In quest'Aula, alcuni colleghi con una memoria più recente, altri
con una memoria più radicata, abbiamo più volte affrontato il
problema dell'EAS, del colabrodo; abbiamo più volte affrontato il
problema dell'acqua come necessità primaria da fare pervenire
all'utenza. L'acqua, che si disperde nelle reti che non funzionano
e che appartengono ad un passato dal quale ci siamo tutti voluti
allontanare, è un'acqua che non è un bene primario, è un'acqua che
viene maltrattata a livello di bene secondario.
Non si capisce come é possibile che si venga a questo podio per
esaltare il fatto che l'acqua è un bene pubblico, e nessuno l'ha
mai messo in discussione, quando un altro bene altrettanto
universale ed appartenente alla persona, in Sicilia come nel nostro
Paese, è soggetto ad un duplice regime di erogazioni: quello della
salute. Come mai non si fa una valutazione comparativa su questi
sistemi, dato che oggi stiamo affrontando i temi della politica
generale?
Sono venuti i colleghi della sinistra a strapparsi i capelli sul
bene pubblico, abbiamo affrontato otto mesi fa una legge di riforma
che miscela l'erogazione pubblica e privata del bene universale
della salute. Sulla salute si può essere sensibili al pubblico e al
privato, sull'acqua si ritorna alla retroguardia di una battaglia
tutta fondata su un vessillo bucato, come bucate erano le reti
gestite da parte pubblica, quando noi ci siamo voluti allontanare
da quel regime.
Se così è, dato che ormai siete alleati e non lo dico io, l'ha
detto l'onorevole Colianni che è venuto qui a dire definitivamente
mi rivolgo ai leali alleati', i leali alleati a questo punto non
sono così leali. I dibattiti politici sono sicuramente quelli che
esaltano l'Aula, ma credo che ognuno possa esprimere il proprio
pensiero. Gli alleati stanno sottoponendo l'alleanza ad una prova
di forza e ad una forzatura che tanto leale non vi sta sembrando.
Certo è che se dovessimo pensare come diceva l'onorevole Buzzanca
e come ha per primo detto il collega onorevole Musotto, ai fondi
del FESR che sarebbero neutralizzati, assolutamente inutilizzabili
in un regime tout court ricondotto alla gestione pubblica, potremmo
dire che questo Governo, per le forzature e i ricatti interni, oggi
si salva e domani si perde per lo stesso motivo. Perché, se oggi
fare questo può servire a raccattare qualche voto in più, domani
questa scelta potrà essere per questo Governo il motivo della
difficoltà che potrebbe farlo soccombere, in quanto sicuramente è
una norma sulla quale si gioca non solo l'esistenza in vita
odierna, ma la possibilità di sopravvivenza a brevissimo tempo per
le conseguenze disastrose che pioverebbero sulla Sicilia e sullo
stesso Governo.
Si tratta di non tornare ad assetare la Sicilia e le comunità. Si
tratta di ricordarsi che il sistema misto rimarrebbe perché, come
diceva l'onorevole Beninati, i grandi invasi e le opere di
adduzione sono gestite da privati, perché forse è facile perdersi
nelle risonanze di uno slogan, ma non stiamo parlando qui né della
Ferrarelle, né della Ciappazzi, e nemmeno delle bottiglie che si
stappano con l'apribottiglia. Stiamo parlando della gestione per le
pubbliche comunità e per l'uso delle pubbliche comunità dell'acqua,
come abbiamo parlato della salute, senza scandalizzare nessuno e
senza scandalizzarci noi quando abbiamo affrontato i massimi
sistemi del rapporto tra pubblico e privato, cara collega Adamo,
che a questo rapporto sei tanto affezionata e per il quale ti sei
prodigata in altre situazioni legislative e di governo o di
amministrazione.
C'entra tutto questo con la finanziaria? Noi non lo comprendiamo,
lo comprendiamo soltanto per la necessità di sopravvivenza della
compagine. E, allora, siccome abbiamo tutti invocato la necessità
di sottoporre questa legge ad una norma più organica, più congrua,
di merito, questa è una legge di merito e non è finanziaria. In
finanziaria la impone un partito che ne vuole fare un vessillo e
che vuole domani, sulle prime pagine dei giornali, far dire ai
giornalisti, caro presidente Lombardo, che l'agenda della tua
azione, da oggi, la detta Cracolici, la detta il PD, la dettano
coloro che tu ti sei messo dentro perché oggi è necessario che
Cracolici abbia una parola più pesante di Musotto, Musotto è il
capogruppo dell'MPA, il partito del presidente della Regione.
E quando un presidente di gruppo parlamentare si esprime come si
è espresso, quanto meno all'interno di quella maggioranza, un
problema sarebbe dovuto sorgere. Noi siamo per andare a musotto
duro' su questo argomento, veramente a musotto duro' perché
abbiamo apprezzato l'espressione libera della posizione di un
presidente di gruppo parlamentare appartenente al partito del
Presidente, sappiamo che le norme di diritto civile infrante da una
legge del genere porteranno la legge ad essere impugnata dal
Commissario dello Stato e noi tra venti giorni, in quest'Aula,
ritorneremo a dibattere nuovamente l'argomento da punti di vista
intercambiabili che avranno fatto in modo assolutamente
insoddisfacente, da una parte, gli interessi dei siciliani, ma che
avranno fatto soltanto gli interessi della tenuta e della
sopravvivenza politica, in questo momento confusa, confusionaria,
priva di bussole, di direttrici, di una compagine parlamentare e di
governo che, per sopravvivere, non poteva che affidarsi a questi
strumenti.
Siamo veramente contrari a che ciò accada.
L'ultimo appello lo lanciamo affinché una resipiscenza del
Governatore possa indurre il Governo a ritirare questo punto per
renderlo oggetto di un dibattito più approfondito nella Commissione
di merito perché ne venga fuori una legge organica per i siciliani
e non una legge disorganica per il Governo Lombardo e per la nuova
leadership all'interno della compagine che si intesta al collega
Cracolici.
Presidenza del Presidente Cascio
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Leontini ha paventato titoli di giornali di domani, ma io, per la
verità, non credo di dover paventare nulla perché oggi, ad esempio,
ho letto che Lombardo ha aumentato le tasse dei siciliani . Credo
che ci si riferisse a quell'adeguamento di tariffe che,
complessivamente, costeranno un milione e mezzo di euro richiestoci
dagli uffici e il fatto si è collegato, peraltro, con la presunta
assunzione di circa 20 mila precari, che - come sapete - non
corrisponde al vero trattandosi, come ben sappiamo, semplicemente
della possibilità che noi abbiamo dato approvando un emendamento
che lavoratori precari presso i Comuni non venissero licenziati da
domani mattina, dopo che presso i Comuni lavorano chi da 15 anni,
chi da 18-20 anni.
Pertanto voglio dirle, non dico che mi sento immunizzato rispetto
a qualunque scoop giornalistico, ne ho visti e ne ho letti da circa
un mese a questa parte, quanti ne abbiamo oggi, 29 o 30? Un mese fa
era il 29 marzo e da allora sono passate quattro settimane.
Intervengo perché, vedete, io non so a quale dei due partiti mi
iscrivereste Perché non credo che ci siano due partiti, degli
statalisti da un canto, e dei liberali dall'altro canto, ma io so
bene che essendomi trovato peraltro su un fronte diverso, c'era
allora consigliere dell'ATO anche l'onorevole Mancuso, noi
affrontammo l'argomento e la materia e la affrontammo in virtù di
una legge e lo facemmo, se ben ricordano gli amici che allora erano
presenti, trovando una formula mista che sarà stata oggetto di
contestazione, ma che io credo riuscì a far quadrare in un certo
senso il cerchio.
Riuscimmo a costituire una società a maggioranza pubblica nella
quale, con gara di evidenza pubblica, individuammo il soggetto
privato, che poi appunto per la parte privata vede la
partecipazione di alcuni consorzi e di alcune società pubbliche - è
stata citata l'ACOSET che poi peraltro credo si sia aggiudicata
anche altre gare in società con altri partner in diverse province
della Sicilia.
Devo precisare, perché l'argomento fu toccato circa quindici
giorni fa, se non ricordo male, me ne sono accorto leggendo il
resoconto parlamentare, che noi non promuovemmo un'intesa tra chi
vinse, come dire, chi si aggiudicò la gara e chi non se la
aggiudicò. Noi, semmai, accettammo l'invito - se ricordate - di una
serie di comuni che intesero rinunziare allora all'esecuzione del
giudicato.
Però, a proposito di privato e a proposito di pubblico, io ricordo
che anche l'azienda del comune di Catania entrò nella cordata. Ma
vedete, la cordata che non vinse era fatta, anche in quel caso, da
imprese pubbliche comunali, se non ricordo male, quella del comune
di Genova e quella del comune di Torino; se non ricordo male si
chiamavano AMGA SMAT, che poi insieme diedero vita ad un'altra
grande azienda pubblica. Da altre parti hanno partecipato aziende
pubbliche emiliane, toscane, eccetera, anche quelle pubbliche come
le nostre. Qual è il problema allora?
Vedete, quelle aziende pubbliche si sono tanto rafforzate da
partecipare a gare in tutta Italia e, pur essendo pubbliche, hanno
conseguito profitti. Le nostre, purtroppo, quelle pubbliche, di
profitti non ne hanno assolutamente conseguito Quindi, non c'è un
discrimine tra pubblico e privato, c'è un pubblico che funziona e
un pubblico che non ha funzionato e che - mi auguro - possa
funzionare sempre meglio.
Ciò premesso, non è un problema di discrimine fra statalisti e
liberali, come neanche un problema di discrimine fra schieramenti
di centro-destra e centro-sinistra.
Ho ricevuto decine di sindaci che appartengono all'una e all'altra
parte politica, ho fatto il conto fra i partecipanti all'ultima
delegazione, una quarantina, e almeno i tre quarti apparterrebbero
allo schieramento che, per definizione, dovrebbe essere lo
schieramento liberale.
Ciò premesso, devo dire che non mi preoccupo più di tanto.
Abbiamo fatto bene ad esprimere le nostre posizioni perché queste
posizioni, secondo me, dovranno ispirare delle scelte che ancora
saremo chiamati a fare sull'argomento dal momento che, non noi,
bensì il legislatore nazionale, il 23 dicembre 2009, mi pare, è
intervenuto sulla materia e se è intervenuto sulla materia, si vede
che qualcosa da modificare rispetto al passato ha ritenuto che ci
fosse
Abbiamo sentito le varie posizioni e devo dirvi, sarei molto più
preoccupato di voi ed esprimerei, in quel caso, un voto contrario
per conto del Governo se non fossi più che sicuro che non andiamo
incontro a nessun contenzioso, che non dovremo ripagare nessuno,
che non abbiamo bisogno di scrivere una copertura finanziaria di
non so quanto, dieci miliardi di euro - la Regione ed i suoi conti
salterebbero se ci fosse un rischio del genere
Nessuna preoccupazione, quindi, anche perché sono convinto che su
questo argomento torneremo a legiferare perché forse, con tutto il
rispetto per i presentatori dell'emendamento che è diventato uno
degli articoli di questa finanziaria, qualche profilo da rivedere
sul piano della costituzionalità, vi posso assicurare che non
soltanto dal mio punto di vista esiste.
Grande e assoluta serenità, io non sarei così sicuro se non avessi
acquisito ogni tranquillità sull'argomento dal nostro collega di
Giunta, dottor Pier Carmelo Russo.
L'Assemblea può votare a scrutinio palese o, se lo ritiene, anche
a scrutinio segreto, stando certa che gli argomenti, le
motivazioni, i contributi che sono emersi, questo è il mio punto di
vista, una previsione che con grande serenità mi permetto di fare:
da qui a qualche tempo noi saremo chiamati a legiferare
sull'argomento in modo organico. Lo faremo senza pregiudizi, non
faremo niente di altro; però, se permettete, stiamo dando una
risposta a gran parte dei sindaci siciliani e stiamo adeguandoci, e
di questo dobbiamo tenere conto, ad una legislazione che è mutata.
Ci organizziamo perché, come è stato detto da più parti,
prossimamente torneremo a discutere sull'argomento e ad assumere le
decisioni definitive.
PRESIDENTE. Abbiamo esaurito gli interventi. Si passa alla
votazione.
ADAMO. Signor Presidente, chiedo di parlare per dichiarazione di
voto.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, interverrà successivamente per
dichiarazione di voto.
C'è una consuetudine parlamentare secondo la quale, dopo
l'intervento del Governatore, non si replica, sarebbe uno sgarbo
anche al Presidente della Regione.
Pongo in votazione l'emendamento 50.1, a firma dell'onorevole De
Luca, che abroga l'articolo 50.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo, come pure gli emendamenti 50.3,
50.4, 50.5 e 50.6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.10, a firma dell'onorevole Maira, che
tende a sopprimere l'articolo 50.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.11, degli onorevoli Leontini ed altri,
soppressivo dell'articolo 50.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che il Gruppo del PDL ha
votato a favore dell'emendamento.
L'UDC ha votato contro l'emendamento, quindi è per l'acqua
pubblica.
Gli emendamenti 50.2, dell'onorevole De Luca, e 50.12 e 50.13,
degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso,
assimilabili a quello che abbiamo votato, li dichiaro decaduti.
Si passa all'emendamento 50.18, dell'onorevole Musotto.
Non essendo presente il firmatario, l'emendamento decade.
Si passa all'emendamento 50.17, a firma degli onorevoli Lupo,
Panepinto, Apprendi e altri.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento tende a
chiarire, per quanto forse non necessario ma utile, che ai sensi
dell'articolo 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha competenza
esclusiva, ai sensi della lettera I), in materia di acque
pubbliche.
Trattandosi di un articolo che riguarda specificatamente il
servizio idrico, mi sembrava importante riaffermare un principio
contenuto nello Statuto e, quindi, mi auguro che in quanto
principio contenuto nello Statuto questo emendamento possa essere
condiviso dall'intera Aula, tranne che l'Aula non abbia deciso -
almeno una parte dell'Aula - di non condividere perfino quello che
lo Statuto regionale contiene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza ha il dovere di dire
che è un emendamento a forte rischio di incostituzionalità. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
LUPO. Signor Presidente, lei dice che è a rischio di
incostituzionalità, io sono disponibile a ritirarlo. Però, mi
interessa dire che parliamo di una previsione contenuta nello
Statuto e siccome può essere ridondante, se lei ha questo tipo di
obiezione io ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 50.15 e 50.16 sono ritirati dai firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 50.19, dell'onorevole Barbagallo, decade per assenza
dall'Aula del firmatario.
L'emendamento 50.22, degli onorevoli Leontini, D'Asero, Mancuso e
Bosco, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.20, degli onorevoli Pogliese, Falcone,
Caputo, Vinciullo e Buzzanca.
POGLIESE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che questo
emendamento venga posto in votazione per parti separate, e
precisamente la prima parte, fino alle parole alla applicazione
del presente articolo non dovranno scaturire maggiori oneri a
carico degli enti interessati'.
Attraverso questo emendamento, infatti, si intende mantenere il
livello occupazionale all'interno degli ATO idrici senza alcun
aggravio di spesa, coerentemente con la dotazione organica.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
50.20 ha un limite, in quanto noi stiamo rinviando questa materia
ad una legge di settore ed inoltre non stiamo parlando del
personale in capo agli ATO idrici, stiamo parlando, eventualmente,
quando si porrà la questione della legislazione, del personale in
capo agli enti che gestiscono il servizio, che non sono gli ATO
idrici.
L'ATO è l'autorità, non il gestore. Quindi, oggi non stiamo
affrontando il tema del personale degli ATO idrici e in ogni caso,
qualunque cosa succeda, stiamo stabilendo con legge che gli ATO
idrici rimangono in vita. La materia del personale eventuale dovrà
essere affrontata con la legge di settore; ecco perchè questo
emendamento è tecnicamente improprio.
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.21, degli onorevoli Faraone, Apprendi,
Marinello, Panepinto e Raia.
FARAONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 50.
LEONTINI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto. E' chiaro che si tratta di un voto su un
argomento di natura squisitamente politica. Noi abbiamo ritirato
tutti gli emendamenti soppressivi, quindi la nostra non è una
posizione ostruzionistica: è soltanto la volontà di mettere una
cartina tornasole sulla omogeneità e tenuta politica di una
maggioranza che si è costituita in questo Parlamento. Ecco perché
chiediamo il voto segreto, in modo tale che, se forzature ci sono,
emergano; se forzature non ci sono, si rimanga omogenei ad una
nuova direzione di marcia che è quella della quale prendiamo atto.
E' una posizione finalizzata ad evidenziare le posizioni.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 50
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, dagli
onorevoli Adamo, Bosco, Buzzanca, Caputo, Caronia, Corona, D'Asero,
Falcone, Formica, Limoli, Pogliese e Vinciullo, indìco la votazione
per scrutinio segreto dell'articolo 50.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca,
Calanducci, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino,
Cintola, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Faraone, Fiorenza, Formica,
Galvagno, gentile, Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto,
Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Lombardo,
Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Mineo, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello,
Savona, Scammacca, Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo,
Vitrano.
Sono in congedo: Donegani, Federico e Scoma.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 80
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 53
Contrari 25
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia richiesta è
rivolta alla Presidenza dell'Assemblea - so bene che non si parla
con il Presidente della Regione - perché prima ho ripetutamente
chiesto di parlare, e mi è stato impedito. Signor Presidente,
dovrebbe spiegare all'onorevole Oddo che deve dare la parola ai
deputati, soprattutto ai capigruppo, quando c'è un acceso
dibattito.
Come è noto io parlo pochissimo, è facile constatarlo, e solo
quando è indispensabile, e in un dibattito così importante su
questa legge mi sembrava giusto chiarire la posizione del Gruppo
che rappresento, perché l'abbiamo votata con convinzione e non
perché siamo, onorevole Leontini, al rimorchio del centro-sinistra,
ma perché siamo veri liberali.
Oggi, è estremamente difficile la vita del liberale, perché tutti
sono diventati liberali, destra, sinistra, centro: tutti liberali,
e in questa gran confusione si sta perdendo il senso dell'essere
liberale e il vero liberale è chi sa che non esiste nulla che possa
essere affermato in maniera assoluta, neanche il mercato, e che
ogni cosa deve essere sottoposta all'attenzione della ragione.
E allora, il vero liberale sa che ci sono servizi, quali la
pubblica istruzione, la sanità, l'acqua, che sono servizi pubblici
e sa benissimo che, troppo spesso, è stato confuso, in Sicilia
soprattutto, ma anche in Italia, il libero mercato con interessi
che hanno appesantito l'economia della nostra Regione.
Vorrei ricordare che il nostro comportamento è stato determinato
dopo un incontro con i Sindaci, tanti Sindaci, che sono venuti a
chiederci aiuto, che abbiamo ricevuto e con i quali abbiamo firmato
un protocollo d'intesa, firmato da tutti i presidenti dei Gruppi
parlamentari di questa Assemblea, e firmato da me a nome del PDL
Sicilia.
In quella occasione abbiamo preso un impegno che stiamo
rispettando. Questa legge deve essere ancora rivista e, come dice
l'onorevole De Luca, è un manifesto e ne siamo orgogliosi, perché
in politica i manifesti sono la volontà di esprimere un progetto e
di realizzarlo. Ed è per questo che abbiamo votato con convinzione
profonda - ho il piacere di dirlo -, non perché siamo al rimorchio
di niente e di nessuno, ma perché siamo un Gruppo che è qui per
svolgere un progetto di impronta liberale che sta andando avanti
con successo.
(Applausi in Aula)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
numeri 470-470 bis-470 ter/A e numeri 471-471 bis/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dei disegni di legge nn. 470-470
bis-470 ter/A e nn. 471-471 bis/A. Si passa all'articolo 51. Ne do
lettura:
«Articolo 51
Norme a tutela degli utenti del servizio idrico e dei
servizi di pubblica utilità
1. Presso l'Assessorato dell'energia è costituito un Comitato
consultivo degli utenti, in rappresentanza degli interessi dei
territori per il controllo della qualità dei servizi idrici. La
partecipazione al Comitato non comporta l'erogazione di alcun
compenso. Il Comitato è nominato con decreto del Presidente della
Regione su proposta dell'Assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità.
2. Su proposta dell'assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità, la Giunta regionale emana una direttiva per la
costituzione del Comitato consultivo degli utenti. Tale direttiva
contiene, in particolare, criteri in ordine alla composizione, alle
modalità di costituzione ed al funzionamento del predetto Comitato.
3. Il comitato:
a) acquisisce periodicamente le valutazioni degli utenti sulla
qualità dei servizi;
b) promuove iniziative per la trasparenza e la semplificazione
nell'accesso ai servizi;
c) segnala all'Assessorato dell'energia ed i servizi di pubblica
utilità e al soggetto gestore del servizio la presenza di eventuali
clausole vessatorie nei contratti di utenza del servizio;
d) trasmette all'Assessorato dell'energia ed i servizi di pubblica
utilità le informazioni statistiche sui reclami, sulle istanze,
sulle segnalazioni degli utenti o dei consumatori singoli o
associati in ordine all'erogazione del servizio;
e) può proporre quesiti e fare segnalazioni all'assessorato
dell'energia ed i servizi di pubblica utilità.
4. Presso la Regione è istituito il tavolo consultivo permanente
sulle tariffe', presieduto dall'Assessore per l'energia ed i
servizi di pubblica utilità, a cui partecipano il direttore
generale del dipartimento competente, tre rappresentanti delle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, tre
rappresentanti delle principali associazioni dei consumatori
maggiormente rappresentative a livello regionale, tre
rappresentanti delle associazioni di categorie produttive, due
rappresentanti dei soggetti gestori.
5. La Giunta regionale, con proprio atto, provvede alla nomina dei
componenti del tavolo consultivo permanente sulle tariffe' ed alla
definizione delle relative modalità di funzionamento. La
partecipazione al tavolo non comporta l'erogazione di alcun
compenso».
Gli emendamenti 51.1, 51.2, 51.3, 51.4 e 51.5, dell'onorevole De
Luca, 51.10 dell'onorevole Maira, e 51.11, 51.12, 51.13, 51.14,
51.15 e 51.16, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
Mancuso, sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 51.17, degli onorevoli Pogliese, Falcone, Vinciullo,
Caputo e Buzzanca, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 51.18 e 51.19 sono inammissibili. Pongo in
votazione l'articolo 51.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono ancora
costernato ed imbarazzato per l'applauso che il Partito Democratico
ha voluto fare al presidente del Gruppo PDL Sicilia, come
riconoscimento politico di una maggioranza che è stata sancita da
un voto politico, peraltro non più tanto segreto e rispetto
all'imbarazzo che proviamo noi del PDL di Silvio Berlusconi.
L'articolo 51, che è assolutamente correlato all'articolo 50, è
l'ennesimo passo, non di libertà, come ha dichiarato il capogruppo
del PDL Sicilia, ma l'ennesimo passo verso l'azione statalista di
un Governo che ormai è alla deriva, e riguarda l'azione di pubblica
concorrenza e di libertà di mercato per l'Europa.
Anche su questo articolo noi riteniamo che non sia possibile un
voto favorevole.
L'azione politica del PDL Sicilia, insieme al Partito Democratico,
ci dispiace molto e riteniamo che metta in imbarazzo il partito non
solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Speriamo
che sia solo un episodio servito a tenere in vita questo Governo
ancora per qualche settimana.
Solo in questo caso potremmo toglierci dall'imbarazzo, perché se
l'applauso significava un'unione di idee, un'unione di azione,
un'unione di intento politico, ciò veramente, sotto diversi
profili, ci fa pensare che taluni vorrebbero tradire quel grande
partito che il Popolo della Libertà che Silvio Berlusconi ha voluto
unito in tutte le parti del Paese, tranne in questa Terra, dove
l'incontro con il Partito Democratico ci amareggia molto.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi trovo in
aperto dissenso con l'onorevole Mancuso per una semplice
constatazione: lui dovrebbe essere contento dell'applauso che c'è
stato da parte dei colleghi del PD al capogruppo del PDL Sicilia,
onorevole Adamo, perché, essendo un grande estimatore di Silvio
Berlusconi, un pasdaran di Silvio Berlusconi, dovrebbe apprezzare
le sue idee o comunque il personaggio politico che lui apprezza,
per il tramite del PDL Sicilia, che è altrettanto pasdaran di
Silvio Berlusconi, e lo ha dichiarato sempre, in tutte le
occasioni. Lo hanno sempre dichiarato: saremo sempre con Silvio
Berlusconi, ieri, oggi e anche domani .
Quindi, se tramite il PDL Sicilia e il suo capogruppo, onorevole
Adamo, il PD si è arruolato ad applaudirlo, è un applauso indiretto
a Silvio Berlusconi.
Ecco perché dissento da quanto detto dall'onorevole Mancuso.
LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'approvazione
dell'articolo 50 credo non ci sia nulla di ideologico; l'Aula ha
espresso il voto favorevole su una norma a favore dei siciliani,
considerato che l'articolo 50 non si esprimeva in maniera
assolutamente critica contro qualsiasi tipo di gestione privata
dell'acqua. Noi siamo per l'acqua pubblica. Ma l'articolo 50
prevede che chi ha speculato contro gli interessi dei siciliani
paghi e penso che sia un principio che sicuramente riguarda il buon
senso, non solo di tutti i siciliani ma anche di tutti i
rappresentanti dei siciliani e, quindi, di tutti i deputati che
sono presenti in quest'Aula.
L'articolo 50 prevede che il contratto con i gestori privati si
risolve quando questi non hanno mantenuto l'impegno di effettuare
gli investimenti previsti in contratto per una misura addirittura
superiore al 40 per cento. Il contratto, quindi, si risolve in
presenza di evidenti speculazioni a spese e a danno dei siciliani,
e tutto questo incide profondamente sulla tariffa, perché sappiamo
che il livello della tariffa è dato anche dal piano di investimenti
che i gestori privati si impegnano a realizzare, e la tariffa serve
anche a remunerare quel piano di investimenti previsto dai privati.
Nel caso in cui i privati non effettuano gli investimenti e i
siciliani pagano l'acqua ad una tariffa più alta, si è in presenza
di una chiara speculazione e, quindi, credo che bene ha fatto
l'Aula ad esprimersi approvando l'articolo 50, contro ogni sorta di
speculazione su un bene pubblico qual è l'acqua, a spese e a danno
della Sicilia e dei siciliani, recependo peraltro in parte una
normativa nazionale molto recente. Mi pare, quindi, che su questo,
anche il fatto che si sia trovata una convergenza di buon senso con
forze politiche che non sono di centro-sinistra, abbia una
motivazione politica assolutamente evidente.
Quanto all'articolo 51 - anche questo ha molto poco di ideologico,
ma molto di buon senso - esso prevede l'introduzione di un sistema
partecipato di controllo della gestione del servizio idrico, che è
quello che purtroppo è mancato in questi anni, che ha controllato i
livelli d'investimento effettuati dai privati, che ha controllato
la qualità del servizio idrico sul territorio.
Chi ha controllato l'andamento delle tariffe del servizio idrico
sul territorio? Purtroppo, forse nessuno Questo è il vero elemento
di vulnerabilità che il sistema ha avuto in questi anni.
Allora, noi proponiamo - onorevole Mancuso, nulla di ideologico né
di statalista - l'istituzione del Comitato consultivo degli utenti,
proprio con la finalità di controllare la qualità del servizio, con
l'istituzione del tavolo consultivo permanente sulle tariffe, che
vede la partecipazione delle associazioni dei consumatori e delle
organizzazioni sindacali; una forma di controllo partecipato che,
sicuramente, può aiutare a mantenere il miglior servizio idrico ed
a minor prezzo.
LIMOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono una persona
sfortunata perché ieri avevo chiesto di intervenire, e lei mi aveva
promesso che avrei parlato; poi sono successi tanti fatti personali
e ho pensato che non avrei più parlato. Infatti, è finita così
Sempre ieri, ho poi chiesto nuovamente la parola e l'onorevole
Cracolici mi ha detto che non potevo parlare: ed ho ascoltato tante
cose belle
Signor Presidente, non ho capito molto di tutta questa storia del
bilancio e della finanziaria perché quando lei disse che qui ci
sarebbero state lacrime e sangue - concetto poi ribadito anche
dal Governatore - in quel paese un po' lontano dal quale provengo,
Ramacca, sono stato avvicinato da tante persone che mi chiedevano
cosa significa lacrime e sangue . Il poveretto continuerà sempre a
piangere e a buttare sangue dalla mattina alla sera, perché ci
sarebbe stato un bilancio e soprattutto una finanziaria?
Onorevole Musotto, anche i suoi, l'hanno abbandonata poco fa: è un
uomo sfortunato anche lei Ma non ho sentito parlare l'onorevole
Cracolici, così come tutto il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico.
Gli elettori del Partito Democratico, notoriamente, la pensano in
maniera totalmente diversa da quanto vorrebbe far credere
l'onorevole Cracolici, che è molto preoccupato.
Lui si trova - mi diceva ieri un collega molto furbo - nella
cabina di comando di un aeroplano ed ha messo a bordo tutti i suoi
colleghi del Gruppo parlamentare. Ogni volta che l'aero sta per
partire compare nel display una scritta: il volo ritarda di
un'ora'.
Ma i passeggeri dell'aeroplano hanno cominciato ad infastidirsi,
onorevole Cracolici.
Finalmente oggi - ma sarà annunciato il 2 maggio - è comparsa sul
display un'altra scritta: volo cancellato'. Onorevole Cracolici,
mi dispiace, lei non partirà mai perché ci hanno fatto sapere,
soprattutto a lei, che c'è nebbia in Val Padana e, quindi, questo
apparecchio non vola e non atterra.
Lo capisco che lei è in grande preoccupazione perché si rende
conto che, nel momento in cui sarete costretti a scendere da
quell'aeroplano, non potrà fare tanta strada perché dovrà spiegare
tante cose a tante persone.
Siccome mi meravigliava il suo silenzio, ho telefonato a tutti i
pronto soccorso degli ospedali di Palermo chiedendo cosa fosse
successo, se c'era un'epidemia, perché non potevate parlare,
quell'epidemia che si attacca alle corde vocali, ed io pensavo che
ci fosse questo grande rischio.
Poi, invece, mi hanno detto che non era in corso nessuna epidemia
e che tutti potevano parlare.
Ma allora perché non parla l'onorevole Cracolici? Ha detto sempre
tante belle cose, si ricorda l'anno scorso, due anni fa, che
succede? Mi faccia capire, non mi faccia tornare nella terra
lontana di Ramacca con questo grande dubbio.
Cosa ci vuole a dire che questo matrimonio contro natura lo volete
fare, ma non si può fare?
Questo matrimonio lei non lo consumerà, se è convinto, così come
ormai sanno tutti gli elettori del Partito Democratico, e lo dico
anche all'onorevole Lupo che, come presenza, pare bidditto', però
poi, nella sostanza, lei che ha vinto quel congresso che l'ha
portato a segretario regionale, perché si comporta così? Si ricorda
quando diceva in tutte le sedi congressuali del suo partito che
votare per lei, significava votare in antitesi - non in alternativa
- al Presidente, al signor Governatore, il suo programma era in
antitesi? Poi, la prima esternazione che lei fece fu chiedere le
dimissioni del suo capogruppo, tant'é che quello non solo non si è
dimesso, ma forse lei, per stare seduto dov'è, deve accettare
quello che dice il suo capogruppo: le parti si sono invertite.
Signor Presidente, ho parlato pochissimo.
PANARELLO. Se ti dimetti dal PDL, ti diamo la tessera del Partito
Democratico
LIMOLI. Che sto dicendo? Che l'onorevole Cracolici insieme
all'onorevole Panarello sono stati sconfitti democraticamente
all'interno del loro partito.
PANARELLO. Pensa ai guai del PDL
LIMOLI. Da sconfitti siete qua vincitori. Perché ti innervosisci?
A me piace parlare di te che le hai perdute tutte e ora vorresti
anche comandare. Però comandi qua fin quando questo sarà possibile.
CRACOLICI. Scusa, il 2 maggio cosa succede?
LIMOLI. Lo vedrai il 2 maggio cosa succede. Non ti fanno partire
perché c'è nebbia in Val Padana, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. E' inquietante
LIMOLI. Lei stia sereno, non si inquieti, stia calmo. Non ha
motivo per inquietarsi.
Quando arriveremo al voto sul bilancio e sulla finanziaria
parleremo di altre cose del signor Governatore. Mi fa piacere per
l'enorme galanteria con cui si sono andati tutti a complimentare
con l'amica presidente Giulia Adamo, che quasi quasi ci ha creduto
alle congratulazioni che ha ricevuto.
Noi siamo contenti di quello che è avvenuto. Probabilmente, prima
che finirà questo lungo dibattito ci sarà modo di ritornare sul
bilancio e la finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici mi ha chiesto di
intervenire per primo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un
parlamentare che non si è mai sottratto al confronto ed anche allo
scontro, notoriamente sono considerato uno sanguigno, e non ho mai
avuto ragioni per sottrarmi al confronto aspro.
Però, devo dire con molta onestà che non è la prima volta che
l'onorevole Limoli, pur con un tono molto da teatro, manda messaggi
che pregherei di specificare, perché non so cosa succederà il 2
maggio. Ma, se dovesse succedermi qualcosa, è evidente che c'è
qualcuno che sapeva prima quello che poteva succedermi.
(Brusìo in Aula)
Ora lo scherzo è bello finché dura poco; ripeto, se dovesse
succedermi o succedere qualcosa a questo Parlamento, sappiamo per
certo che qualcuno sapeva prima e forse ispira ciò che può
succedere ai parlamentari e a questo Parlamento.
Volevo dire solo questo perché mi pare che la dichiarazione
dell'onorevole Limoli sia una dichiarazione spontanea che avvisa; è
un avviso di garanzia, collettivo forse, certamente ha individuato
un nome e un cognome, che l'onorevole Cracolici ha un avviso di
garanzia.
Ovviamente, non parlo di reati, non parlo di tribunale perché,
come è noto, fortunatamente l'unico avviso di garanzia che potrei
ricevere è per l'automobile posteggiata in doppia fila e neanche
quello perché non posseggo macchine intestate a me e, quindi, non
posso neanche ricevere una multa. Quindi, non mi riferisco
all'attività giudiziaria; mi riferisco ad altro tipo di avvisi che
in questo momento non capisco o, certamente, le dichiarazioni che
l'onorevole Limoli fa, pur col sorriso e con la teatralità con le
quali le fa - certo non è la prima volta che le fa - che fino ad
oggi sono stati avvisi a salve, non vorrei che fossero con la
polvere da sparo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non esaltiamo ulteriormente i toni
di un'Aula che è già abbastanza surriscaldata di per sé.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ceduto la
parola all'onorevole Cracolici perché ritenevo che dovesse fare un
intervento in sintonia con l'argomento all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto sull'articolo 51, vi
ricordo.
CAPUTO. Credo che l'onorevole Cracolici non abbia parlato per
dichiarazione di voto.
MANCUSO. Prenda la parola pure lei, onorevole Panarello.
PANARELLO. Devo chiedere il permesso a lei, onorevole Mancuso?
CAPUTO. Credo che lo stato di preoccupazione e di tensione
politica che adesso sta diventando personale in capo al Gruppo e al
Partito Democratico sia certamente il risultato di quello che
abbiamo appena votato e delle condizioni di forte condizionamento
politico che sta esercitando il Gruppo e il Partito Democratico
sull'azione di Governo e su questo Parlamento, un forte
condizionamento politico sull'attività decisionale e sull'autonomia
del Governo e di questo Parlamento e la reazione dell'onorevole
Cracolici ad un intervento certamente simpatico, certamente
originale e tutto in assoluta buona fede da parte dell'onorevole
Limoli, sta a dimostrare quanto l'onorevole Limoli, forse
indirettamente, abbia toccato il nervo scoperto di questa stagione
parlamentare. Perché guardi, onorevole Presidente della Regione,
noi tutti abbiamo il dovere di fare rispettare la legalità in
questo Parlamento e non c'è nulla di più grave e di ancora più
grave che mettere in votazione un articolo di legge che tutti
sappiamo che sarà impugnato dal Commissario dello Stato, in quanto
contrario ad una legge nazionale, contrario a norme comunitarie,
contrario ad una situazione giuridica amministrativa che si è
consolidata, in questi anni, di attività privatistica del servizio
idrico integrato in Sicilia.
E' stato veramente irriverente, onorevole Presidente della
Regione, consentire che il Parlamento si pronunciasse su una norma
sulla quale i suoi uffici sanno benissimo, gli uffici del
Parlamento sanno benissimo, ognuno di noi, che ha esperienze di
pratiche parlamentari e di norme giuridiche, sa che sarà cassata
dal Commissario dello Stato.
Onorevole Cracolici, l'unico vero avviso che è arrivato a
quest'Aula, quindi anche a lei, è quello del Commissario dello
Stato che ha già detto e anticipato che questa norma sarà
impugnata.
Vorrei capire per quale motivo, onorevole Presidente della
Regione, con il suo intervento ha rassicurato i parlamentari della
sua eterogenea maggioranza, che ha fortemente voluto contro la
volontà degli elettori, che questo articolo non sarà impugnato. E
poi voglio vedere, onorevole Panepinto, dopo gli abbracci, dopo i
baci, dopo i complimenti per il voto liberale che avete fatto al
presidente Adamo, cosa andrete a dire a spiegare ai vostri sindaci,
che avete messo mano ad un articolo che è stato soltanto un bagno
di folla popolare, una deriva populistica e l'ulteriore inganno
agli amministratori, ai cittadini di questa Sicilia
Vi prenderete venti giorni di complimenti, salvo poi renderne
conto, e direte che è stato il Commissario dello Stato che agisce
contro la Sicilia e invece avete voluto un voto che, oggi, vi
consente di avere un articolo sul giornale, di avere illuso i
siciliani e, domani, di avere un'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato che vi dimostrerà che avete voluto una
norma illegittima a danno del popolo siciliano.
PANEPINTO. Tu agisci contro la Sicilia
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevole Caputo, onorevoli colleghi,
io non so se questa norma sarà impugnata dal Commissario dello
Stato, però dovete spiegare ai vostri elettori che per voi l'acqua
è una questione di libero mercato, così come ha detto l'onorevole
Mancuso.
L'acqua pubblico mercato? L'acqua è un bene pubblico e deve
essere un bene pubblico.
Ha detto ieri sera Bersani, da comunista: l'acqua è di Dio . Ci
sono guerre nel mondo per l'acqua, altro che libero mercato E di
questo vi assumete la responsabilità.
Avete detto, perfino, che questa è una legge-manifesto. Bene ha
fatto l'onorevole Adamo a precisare che, qualora fosse una legge-
manifesto, è la volontà di un Parlamento.
Vorrei ricordare ai colleghi parlamentari, verso i quali nutro
grande rispetto, che in quest'Aula è stato votato un ordine del
giorno contro il nucleare. Guarda caso, in quei giorni la Sicilia,
rappresentata dall'assessore Pier Carmelo Russo, con un semplice
ordine del giorno ha detto no alla Conferenza Stato-Regioni dove si
parlava di nucleare, e siamo fermi a quel no.
Anche un ordine del giorno, per quanto si dice che non si nega a
nessuno, ha un valore politico forte, e io sono orgoglioso di avere
votato quell'ordine del giorno, sono orgoglioso di avere detto no
ai termovalorizzatori, che molti di voi volevano, e sono orgoglioso
di avere votato l'articolo 50 di questa finanziaria e di votare
l'articolo 51 dove, guarda caso, si parla di democrazia, di
partecipazione del popolo, dei cittadini e delle associazioni degli
utenti.
Questo è orgoglio siciliano vero
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 51
non posso intervenire perché le gravi affermazioni dell'onorevole
Cracolici non me lo consentono. Infatti, se fosse come ha detto
l'onorevole Cracolici, lei avrebbe il dovere di sospendere la
seduta per cercare di capire non solo quello che oggi ha detto al
microfono l'onorevole Cracolici, ma quello che ha sussurrato
qualche settimana fa l'onorevole Cracolici all'orecchio
dell'onorevole Limoli.
FARAONE. Lasci stare, non esasperi i toni
CRACOLICI. Io non ho mai chiesto scusa perché sono stato insultato
e aspetto le scuse anche da lei.
MANCUSO. Non credo che l'onorevole Cracolici abbia chiarito ai
siciliani ciò che voleva dire da questo pulpito. Noi con questo
atteggiamento, di accuse pubbliche e scuse private, non ci stiamo
più. Io non dico che l'onorevole Cracolici ha chiesto o non ha
chiesto; ritiene di indicare ai siciliani un nome di un
parlamentare come mandante non si sa di cosa
Questo è un atteggiamento che non fa parte né della nostra
cultura, né del nostro modo di fare. L'ho letto e lo conosco solo
come letteratura in una serie di libri che certamente non parlano
né di politica, né di salute, né di acqua. Quindi, l'onorevole
Cracolici deve avere il buon gusto di chiedere scusa all'onorevole
Limoli per averlo indicato come mandante non si sa di cosa; se è
reticente l'onorevole Cracolici sulle cose che ha detto, faccia
pure, ma rimane reticente nei confronti del Parlamento e dei
siciliani.
Conosco da molti anni l'onorevole Limoli e posso dire che difetti
ne ha quanto gli uomini, e pregi ne ha uguali ai suoi, ma
certamente non ha il difetto di poter minacciare una mosca.
Forse, come dice lei, sotto il profilo dell'esposizione, ha
teatralità, ognuno di noi si esprime come vuole, nel rispetto e non
nel modo di come viene rimproverato oggi da taluni che sono
diventati a modo loro i padroni del Governo, del Parlamento e,
forse, oggi, con il petto rigonfio come i fascisti di una volta, si
sentono padroni della Sicilia.
Non è così, ognuno la pensa come ritiene. Non ho alcun tipo di
ritrosia nel pensiero; poi, caso mai, interverrà qualcuno a
difendere quello che ritiene.
Rispetto a questo, signor Presidente - siccome non si è scherzato,
qui ci sono i siciliani che ci vedono, fortunatamente - lei deve
pretendere dall'onorevole Cracolici, perché non si sanno mai le
cose della vita, di specificare nel suo ufficio a cosa si riferiva.
Deve pretenderlo, perché si devono mettere i punti oggi degli
atteggiamenti di taluni in questo Parlamento.
Signor Presidente, ieri è accaduto qualcosa che non mi era mai
successo, neanche quando ho fatto per lungo tempo l'amministratore
locale, le tensioni erano molto più forti di quelle che viviamo qui
in Parlamento: ieri siamo stati quasi sequestrati all'interno del
Palazzo, a causa di situazioni che sono riversate tutte all'interno
di questo Parlamento. E siccome è difficile anche uscirne, per le
molte parole dette, ritengo che lei debba pretendere che
l'onorevole Cracolici chiarisca nel suo studio - lo ripeto per la
seconda volta - quello che voleva dire, se no per noi è difficile
andare avanti.
L'unica cosa che possiamo fare è lasciare questo Parlamento,
questo bilancio e questa finanziaria, nelle mani di chi si sente il
padrone assoluto accusando tutti. Noi volevamo e vogliamo
contribuire, ma non ci facciamo minacciare da alcuno. Alle minacce
possiamo rispondere mettendoci in macchina e tornando dalle nostre
famiglie, a cui teniamo.
L'atteggiamento dell'onorevole Cracolici la dice tutta nei
confronti di soggetti che hanno messo in difficoltà questo
Parlamento e, spero, che non lo metteranno più.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ritengo che
sia indispensabile proseguire sull'articolato, abbiamo ancora tanto
lavoro da fare. Questa finanziaria contiene, ancora da trattare, le
parti concernenti le zone franche urbane, le problematiche
dell'agricoltura, le tematiche accantonate per le riscritture. La
prego, pertanto, di volere proseguire con l'articolato cercando di
accelerare i lavori, se possibile anche contingentando i tempi
perché abbiamo realmente bisogno di chiudere questa fase di
bilancio e di finanziaria per dare risposte ai siciliani e alla
Sicilia tutta.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sull'articolo 51
ARENA. Signor Presidente, poteva evitare questa precisazione. E'
chiaro che se gli interventi che mi hanno preceduto sono stati su
questo articolo, il mio non poteva che essere un intervento su
questo articolo, come lo sono stati quelli precedenti.
Utilizzerò metà del tempo perché non voglio assolutamente né
appesantire né ritardare né incancrenire questa discussione, ma
semplicemente esprimere il mio punto di vista, così come il punto
di vista è stato espresso dai colleghi che mi hanno preceduto su
questo articolo.
Mi sia consentito contestare le verità assolute riportate da
questo podio dall'onorevole Caputo, relativamente ai difetti di
costituzionalità e alla certezza che questo sarà un clamoroso
fallimento con impugnative e con lesioni, addirittura, che sfociano
nel campo costituzionale.
Mi sia consentito criticare tutti coloro i quali hanno
mortificato, pretendendo di detenere verità assolute, e offeso la
libera, consapevole espressione di voto dei colleghi che mi hanno
preceduto.
Mi sia consentito, signor Presidente, onorevole presidente della
Regione - onorevole Mineo, grazie per la cortesia e per il garbo
istituzionale, parlamentare da lei mostrato -, approfittare degli
altri trenta secondi per fermarmi ai due minuti e trenta anche per
fare, come i colleghi che mi hanno preceduto, alcune precisazioni
su quanto ho sentito negli ultimi 8-9 minuti.
Al di là di quello che dice il puntuale presidente della
Commissione Territorio e Ambiente, ognuno si esprime come può e
come vuole, caro presidente Mancuso. Mi sia consentito liberamente,
da parlamentare, di dichiarare il mio sbigottimento quanto ad
alcune dichiarazioni che ho avuto modo di ascoltare che, al di là,
della teatralità - capisco anche il rispetto delle minoranze
linguistiche, quindi uno si può esprimere come vuole e come può -,
mi sembra che non solo lei, signor Presidente dell'Assemblea -
anch'io, come il presidente Mancuso ha fatto poco fa, formulo una
precisa richiesta nei confronti dell'onorevole Cracolici, e la mia
non è una difesa di ufficio, non sarei in grado di farlo, né questa
è la sede adatta - dovrebbe chiedere chiarimenti nel suo studio,
dovrebbe regolare come ha fatto, anche se dovremmo capire - e il
condizionale non è d'obbligo - dobbiamo capire e questa Assemblea
deve cercare di capire le dichiarazioni, a metà tra il folklore e
il teatro, fatte dall'onorevole Limoli in quest'Aula.
Quindi ritengo che sarebbe fondamentale, mentre per l'onorevole
Mancuso è fondamentale che l'onorevole Cracolici chieda scusa
ripetendo le parole dette all'orecchio o meno, in questa stagione
di veleni, dove in questi giorni serpeggiano nervosismo e veleno in
queste Sale, anche per le dicerie dell'untore che potrebbero
sicuramente, queste sì, rappresentare quei reati entrando nei
tribunali di cui parlava poc'anzi l'onorevole Cracolici - mi
riferisco alla calunnia, mi riferisco alla diffamazione che magari
potrebbe essere uno sport esercitato da qualcuno -, ebbene, mi sia
consentito, e concludo rispettando il termine, chiedere al
Presidente dell'Assemblea di decifrare, semmai avessero avuto un
senso, se le esternazioni, le espressioni parlamentari, che
rimangono a verbale, fatte poc'anzi in quest'Aula, che secondo la
chiave di lettura dell'onorevole Cracolici possono avere una
accezione da monito, da previsione funesta, possano essere anche
qualcosa di insensato, di incomprensibile.
Grazie, per avere consentito il regolare espletamento del mio
intervento nei cinque minuti, signor Presidente e onorevoli
colleghi.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo di non
dovere intervenire, lo farò molto brevemente. Onorevoli colleghi,
lo capite che ci sono almeno cinquantamila persone, non meno, che
in televisione stanno osservando questo spettacolo che è ignobile
ed indecoroso? E tutto questo mentre in Sicilia vi sono poveri,
affamati, gente che sta cercando un posto di lavoro, che aspetta
una cattiva o pessima finanziaria votata e approvata, noi facciamo
cabaret e ognuno si rende conto che per farsi sentire ed apprezzare
deve fare l'assalto contro il collega dicendo non so che cosa.
Ma la vogliamo finire? Vogliamo renderci conto che se una Regione
paga 10 mila e più euro al mese per ogni deputato, è una vergogna
se poi il risultato è quello che è sotto gli occhi di tutti e che
stiamo vedendo ancora oggi?
Mi vergogno di essere un rappresentante del popolo che è costretto
a stare in Aula per ascoltare interventi iniqui, insulsi e privi di
qualsiasi significato per la gente comune.
Signor Presidente, lei è un veterano di quest'Aula - anche se
giovane - e sa quanto è importante dare a questa Assemblea il ruolo
che deve avere nella salvaguardia dei diritti di una Terra che è
disconosciuta, di una Terra che è sul lastrico ed è priva di
qualsiasi conduzione seria ed importante.
Concludo, signor Presidente, però sono rammaricato al limite della
commozione di dovere concludere ogni mio intervento dicendo che mi
vergogno; posso aggiungere: si vergogni lei di quello che sta
avvenendo; noi ci vergogniamo di quello che facciamo.
E' possibile continuare così? C'è ancora qualcuno che vuole
prendere la parola per fare cabaret o per attaccare gli altri? C'è
la possibilità di avere un minuto, dieci minuti, un'ora di tempo da
dedicare a chi ci ascolta, a chi non ha voce, a chi è emarginato, a
chi è povero? C'è la possibilità di arrivare al dunque e
comprendere se questa è o non è un'Assemblea elettiva, è o non è il
Parlamento della Regione siciliana? Per avere soldi sì, per avere
prebende sì, per avere poi lo stesso regolamento che c'è alla
Camera o al Senato no: basta un solo deputato che prende la parola
per dieci minuti su ogni articolo e abbiamo bloccato l'Assemblea,
abbiamo distrutto tutto
Sono opposizione, rimango opposizione e sono felice di essere
opposizione; però non capisco più come ci si possa presentare agli
elettori, ai siciliani per dire che abbiamo vinto chissà che cosa.
Siamo al limite della bancarotta fraudolenta
Io chiedo scusa al Presidente dell'Assemblea, agli onorevoli
colleghi, al Governo, ma non posso continuare ad assistere in
maniera inerte allo scempio di deputati che fanno l'assalto alla
diligenza, che chiedono prebende alla tabella I , che cercano di
intrufolare qualche cosa che possa servire solo a soddisfare
ignobili esigenze di carattere personale e privato, al limite degli
interessi privati in atti d'ufficio. E' una vergogna senza
precedenti
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che questo Parlamento debba
tentare di recuperare un po' di sobrietà. Siamo chiusi in
quest'Aula da parecchi giorni ormai, e in questo Parlamento da
alcune settimane, per cui ci sta pure che possano affiorare momenti
di tensione, di nervosismo, di mancanza di sobrietà. Ma vi ricordo
che abbiamo una grande responsabilità, la pressione la giustifico,
ma credo che un minimo di codice di autoregolamentazione dobbiamo
darcelo tutti.
Io sono orgoglioso di essere il Presidente di questo Parlamento,
onorevole Cintola, non sono per nulla orgoglioso di essere
Presidente di questo Parlamento quando ascolto interventi come il
suo, come quello dell'onorevole Cracolici, come quello
dell'onorevole Limoli o dell'onorevole Arena.
Questo tipo di interventi dovrebbero fare parte, eventualmente, di
private discussioni, non certamente di interventi dell'Aula.
Io credo che in questa giornata - che sarà ancora lunga perché
siamo soltanto a metà del lavoro - o recuperiamo un minimo di
sobrietà o è meglio che concludiamo adesso, tanto la finanziaria
l'abbiamo già fatta, il bilancio l'abbiamo fatto e possiamo
tranquillamente tornarcene a casa, se non riusciamo a reggere la
pressione.
Se vogliamo continuare, io sono qui per questo, ho ancora le forze
fisiche per andare avanti, non ho alcuna difficoltà. Però ritengo
di chiudere l'argomento che è stato oggetto degli ultimi venti
minuti dicendo che sono convinto che né l'onorevole Limoli abbia
voluto minacciare l'onorevole Cracolici né l'onorevole Cracolici,
nel suo intervento, abbia voluto sottendere chissà quale tipo di
atteggiamento da parte dell'onorevole Limoli. Per tale motivo
lascerei questi discorsi alle spalle e guarderei avanti.
Onorevole Cintola, se ha notizia di interessi privati in atti
d'ufficio sa perfettamente a chi si deve rivolgere, non è questa la
sede per denunciare simili episodi. Io ritengo che le sue
affermazioni, anche se all'interno di un momento politico delicato,
in questa sede non abbiano ragione di esistere.
Allora, torniamo un attimo ad un'ora fa, riprendiamo da dove
eravamo arrivati nella speranza di riuscire entro questa sera a
finire il lavoro che tutti noi abbiamo a cuore che venga fatto,
avendo tutti ben chiaro che questa finanziaria è una finanziaria di
rigore, che non ci sono mance, non ci sono prebende, ci sono solo
interventi per il territorio.
(Applausi)
Pongo in votazione l'articolo 51. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che questa Presidenza ha stralciato dalla finanziaria gli
articoli 52, 53 e 54.
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Articolo 55.
Misure urgenti di sostegno all'occupazione
1. Il numero dei posti complessivi in organico, alla data di
entrata in vigore della presente legge, delle categorie del
personale non dirigenziale nel ruolo dell'Amministrazione
regionale, con esclusione del personale non dirigenziale
appartenente al Corpo forestale della Regione, è in atto stabilito,
fino a nuova determinazione con le procedure di cui al comma 2,
nella tabella A) annessa alla presente legge.
2. La rideterminazione periodica della dotazione organica è
effettuata con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, sentite
le organizzazioni sindacali, sulla base dei fabbisogni
rappresentati dai dirigenti generali, nelle ipotesi di adeguamenti
o modifiche discendenti da disposizioni normative o contrattuali
sopravvenute, o di riduzione di numero di unità di personale
rispetto a quanto previsto nella tabella A) e di contrazione della
spesa complessiva.
3. TABELLA A
Categoria D 5.600
Categoria C 4.600
Categoria B 2.600
Categoria A 2.800
Totale personale del comparto non 15.600
dirigenziale
4. E' autorizzata, sino al 31 dicembre 2010, l'utilizzazione dei
soggetti di cui ai commi 1, 2, 5 e 6 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2009, n. 13.
5. I contratti per il personale di cui al comma 7 dell'articolo 1
della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13, che sono stati
stipulati in conformità alle prescrizioni di cui all'articolo 7 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono essere prorogati
sino al 31 dicembre 2010, ricorrendone le condizioni.
6. Per le finalità previste dall'articolo 12 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, i relativi fondi sono incrementati, per il
periodo 1 maggio - 31 dicembre 2010, di 1.063 migliaia di euro
(U.P.B. 6.4.1.3.1., capitolo 321312).
7. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono quantificati in
36.251 migliaia di euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole De Luca: 55.1, 55.2, 55.3, 55.4, 55.5 , 55.6, 55.7
e 55.8;
-dall'onorevole Maira: 55.13;
-dagli onorevoli Greco ed altri: 55.14;
-dall'onorevole Caronia: 55.11, 55.12, 55.19 e subemendamento
55.18.1;
-dagli onorevoli Apprendi ed altri: 55.10;
-dal Governo: 55.15, 55.17, 55.18 e subemendamenti 55.17.1 e
55.18.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente onorevoli colleghi, questo è un
articolo molto importante e delicato che riguarda un primo
intervento su quelli che sono gli elementi iniziali di una
dotazione organica - ieri abbiamo avuto modo di parlarne - che
nella Regione siciliana non è stata definita e che punta, comunque,
a fare una prima valutazione del fabbisogno della Regione per
quanto riguarda il personale. Io mi permetto di richiamare
l'attenzione degli Uffici su un emendamento, signor Presidente, che
ho depositato e che credo sia stato inserito tra gli emendamenti
aggiuntivi, che riguarda esattamente questa materia e che,
comunque, introduce alcuni princìpi fondamentali che sono
indispensabili, a mio modesto parere, per fare una valutazione
reale e complessiva di quella che è la questione trattata
dall'articolo 55.
Credo che sia indispensabile introdurre un sistema di princìpi
unici per quanto riguarda il sistema della pubblica amministrazione
allargata, il sistema degli enti locali e di tutto ciò che riguarda
la parte pubblica finanziata dalla Regione siciliana.
Questo voglio dirlo in termini chiari perché noi rischiamo, da un
lato, di fare una prima fotografia che riguarda una valutazione
temporanea - e mi permetto di dire estemporanea - della materia, e
dall'altro lato, invece, non introduciamo una serie di elementi che
possono essere indispensabili, se guardiamo in termini complessivi
la materia. Da questo punto di vista, ritengo utile che si vada in
ordine cronologico e logico.
Il primo aspetto che questa materia richiede, signor Presidente, è
che ci sia una individuazione o rideterminazione, qualora ci fosse,
della dotazione organica, e quello che oggi ci viene presentato
nell'articolo 55 è comunque una previsione numerica che non
riguarda gli elementi complessivi di una dotazione organica.
Poi, va fatto un intervento di ricollocazione del personale
dipendente: la ricollocazione scaturisce dagli elementi di
individuazione nella pianta organica, perché noi facciamo, sì, una
fotografia numerica, però, non essendoci una dotazione organica,
non si fa neanche, di conseguenza, una logica ricollocazione del
personale.
Un terzo elemento riguarda la cosiddetta stabilizzazione del
personale precario.
Questo è un tema che è stato dibattuto diverse volte in questa
Assemblea e che è ormai storico: è un tema che ci riguarda ed è un
tema, comunque, che se non viene affrontato con quelli che sono gli
elementi logici e cronologici, non potrà mai essere né seriamente
affrontato né si potranno trovare soluzioni e risoluzioni
complessive a questa tematica.
E anche da questo punto di vista non è pensabile che si possa
ragionare del tema della stabilizzazione, se questo percorso non
parte da lontano e, quindi, con la dotazione organica e con la
ricollocazione del personale e capire quali sono effettivamente i
posti vacanti, con quali funzioni o mansioni, per guardare
definitivamente anche al mondo del precariato e cominciare un
ragionamento graduale di stabilizzazione.
Sappiamo tutti quanti che questo termine è, rispetto al tema,
piuttosto delicato perché sappiamo anche quali sono i vincoli di
finanza pubblica ed è giusto dirli.
E' anche giusto, però, fare un ragionamento serio per individuare,
quanto meno, quali sono gli elementi di un percorso che possono
portare ad un cambio, o ad un ricambio, nel tempo di questo
personale che, naturalmente, va collegato ad un altro punto: il
divieto assoluto di assunzioni, non solo nella Regione siciliana,
non solo quindi nell'amministrazione regionale, non solo nella
pubblica amministrazione allargata, ma anche in tutti gli enti
pubblici, come i Comuni o come, per esempio, il settore della
sanità, cioè in tutti quegli enti pubblici che usufruiscono di
finanziamenti e trasferimenti da parte della Regione.
Allora, proprio nella ricognizione complessiva l'introduzione di
regole complessive che servono a fare una ricognizione, una
verifica del fabbisogno in tutti i settori in cui interviene la
Regione siciliana, perché è paradossale che, da un lato,
l'amministrazione regionale blocchi le assunzioni - oggi, noi
introduciamo un blocco anche nelle società partecipate, negli enti
regionali - e, dall'altro lato, si prevedono nuove assunzioni,
magari nel settore della sanità, perché ce n'è effettivamente
bisogno, o si fanno nuove assunzioni nei Comuni dove, naturalmente,
il patto di stabilità lo consente.
Dobbiamo, però, rispettare il mondo del precariato, a cui non si è
data neppure una linea di indirizzo, perché questo è il vero
concetto: un ragionamento organico.
Rispetto a questo, poi, c'è l'altro elemento da prevedere in un
ragionamento serio e organico: la riqualificazione del personale,
perché in funzione degli esuberi che derivano dalla dotazione
organica e da una ricollocazione e in base agli spazi che si
determinano in funzione di questa verifica, si richiede una
riqualificazione del personale per andare a occupare quei posti che
risultano vacanti a seguito di una ricognizione globale, cioè della
pubblica amministrazione allargata.
Introdurre il personal computer per mobilità obbligatoria è un
altro elemento importante perché, se abbiamo un'amministrazione
regionale che può avere personale in esubero, e magari i comuni o
il mondo della sanità hanno invece carenza di personale, introdurre
regole di mobilità sarebbe una cosa importante, che crea anche la
possibilità, per il mondo del precariato, di una mobilità in questo
ampio sistema. Anche questo elemento è conseguenza di una
valutazione logica e cronologica della problematica.
Poi, occorre introdurre ancora un altro istituto, che è
l'ulteriore conseguenza: portare nella pubblica amministrazione un
concetto che già è in vigore nel sistema privato, cioè l'istituto
del personale in prestito o del prestito del personale. Ad esempio,
faccio riferimento ai lavoratori della forestale, che possono anche
essere utilizzati, in accordo con gli enti locali - negli enti
locali, oggi, siamo impossibilitati a fare assunzioni perché magari
il patto di stabilità non lo consente - facendo un accordo comuni -
Regione e, quindi, anche delle compensazioni per utilizzare questo
personale, diventa importante; ma per fare questo bisogna
introdurre delle regole comuni di mobilità e, quindi, anche
temporaneamente o si possono fare interventi con delle convenzioni
che compensano reciprocamente le partite.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo tema è oggi
affrontato in maniera, mi permetto di dire, molto provvisoria, é
una fotografia numerica, è una fotografia fredda. Qui non manca un
disegno, manca un ragionamento organico che è indispensabile per
potere tracciare un percorso, e questo vale per tutti i settori e
per tutti i livelli della pubblica amministrazione.
L'invito è quello di evitare - lo dico chiaramente al Governo -
delle disparità di trattamento e delle sperequazioni. Purtroppo, da
questo punto di vista, il mondo del precariato è uguale a tutti i
livelli; é una situazione di difficoltà che è comune a tutti i
livelli.
La politica deve dare una risposta, ma la risposta non è illudere
tutti con una stabilizzazione immediata che non si può fare, bensì
deve dare una risposta almeno sui tempi e sulle modalità, deve
avere la capacità di fornire un disegno organico, che non può
essere oggi fotografato solo per quanto riguarda l'amministrazione
regionale.
E' un ragionamento più ampio quello che il Governo deve fare e
capisco che oggi, in modo parziale, sta facendo per venire incontro
ad una serie di situazioni; ma questo Parlamento si attende al più
presto - lo dico anche all'assessore Leanza - un disegno organico,
complessivo.
Sappiamo che il tema è stato affrontato già dalla quinta
Commissione legislativa e riteniamo che ormai sia urgente portarlo
avanti per consentire a tutto il mondo del precariato di avere una
speranza, e quindi alla politica di dare definitivamente una
soluzione nei tempi, che siano lunghi o brevi ma che siano certi, e
non trattare una situazione così delicata, come si è sempre fatto,
solo in determinati momenti, ma con una assunzione di
responsabilità seria che finora questo Parlamento non ha avuto
occasione di affrontare.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 55.1, 55.2, 55.3, 55.4, 55.5, 55.6,
55.7 e 55.8, dell'onorevole De Luca, 55.13 dell'onorevole Maira, e
55.12, dell'onorevole Leontini, sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Gi emendamenti 55.11 e 55.19 sono inammissibili.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che con le
integrazioni predisposte dal Governo - che rispondono a
quell'obiettivo di riformulazione di cui aveva parlato il
Presidente dell'Assemblea nel momento in cui aveva illustrato
all'Aula l'opinione sulle norme inserite in finanziaria - si
definisca un quadro che io considero assolutamente positivo.
Vagheggiare progetti complessivi e organici, come ha fatto testé
l'onorevole De Luca, mi fa pensare a quel proverbio che dice che
l'ottimo può essere contrario del bene'.
Credo che i dipendenti della Regione, gli articolisti, coloro che
hanno un contratto a tempo determinato, quelli che sono dipendenti
della Regione in forza di una legge ma non sono stati immessi in
ruolo, come i catalogatori e gli ex ITALTEL, auspicavano finalmente
un Governo della Regione e un Parlamento che fissassero la
dotazione organica dei dipendenti della Regione.
Vorrei ricordare che senza questo atto non si può procedere alla
immissione in ruolo di soggetti che ne hanno diritto, non si
possono attivare le procedure selettive in grado di dare una
risposta al personale precario. Per esempio in Sicilia, fino ad
ora, non si è potuta applicare la normativa nazionale - quella del
ministro Nicolais prima, poi purtroppo il ministro Brunetta l'hanno
fortemente rallentata e condizionata - che avrebbe consentito di
essere immessi nella pubblica amministrazione regionale a tutti
quei soggetti che, avendo maturato almeno tre anni di anzianità
lavorativa negli ultimi cinque anni, sulla base delle esigenze
organizzative della Regione e delle sue singole amministrazioni e
ad invarianza finanziaria, potevano essere utilmente immessi nella
pubblica amministrazione.
Credo che con questo atto il Parlamento, con le integrazioni
proposte dal Governo, darà un'opportunità a tante persone che già
operano all'interno della pubblica amministrazione facendo in modo
che l'organizzazione regionale li utilizzi anche in maniera più
efficace di quanto non abbia potuto fare fino ad ora. Quindi,
contemporaneamente e su un piano di assoluto rigore finanziario ed
organizzativo, si può dare una risposta positiva a tante persone
che operano da molto tempo all'interno della Regione, ma nello
stesso tempo si può dare alla macchina amministrativa regionale una
maggiore efficienza ed una maggiore capacità di dare risposte
positive ai siciliani.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, mi duole ricordarle che lei ha
ritenuto inammissibile l'articolo 43, che rispetto all'emendamento
55.17 è ben poca cosa.
Pertanto, nel rispetto delle decisioni della Presidenza, ritengo
che anche l'emendamento 55.17, alla stregua dell'articolo 43, deve
essere dichiarato inammissibile. Se così non fosse, posso anche
dare una lettura molto più chiara eventualmente dell'articolo 43,
che tratta di personale che, con la stessa legge nazionale, la
cosiddetta finanziaria Prodi, ha superato le prove selettive, cioè
ha fatto i concorsi; mentre questi sono un'altra categoria di
soggetti che non ha fatto ancora il concorso. Chiedo, pertanto, una
revisione agli Uffici.
Si tratta di quell'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia,
completamente errato, che non c'entra nulla con gli Uffici di
gabinetto, perché si trattava esclusivamente del comma 558 della
finanziaria Prodi, la legge 296 del 2006.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero rivolgere innanzi
tutto una raccomandazione circa l'ordine di distribuzione degli
emendamenti aggiuntivi, perché ci sono delle duplicazioni e, se
hanno un senso, questo va chiarito: perché esiste il subemendamento
55.17.1 e l'emendamento 55.17, c'è una parola modificata; poi c'è
il 55.15 che sembra la stessa cosa del 55.17, così come
nell'emendamento 55.15 c'è lo stesso termine del 17.1:
sostanzialmente, sono tre emendamenti, di cui due sono uguali e uno
è quello degli amministrativi. Poi, il senso delle ulteriori
definizioni circa il ruolo dei collaboratori e il problema degli
sportelli, così come l'emendamento 55.18 e il subemendamento
55.18.1 bis prevedono, e questo vorrei che il Governo lo spiegasse.
Ciò premesso, mi permetto di aggiungere che sicuramente, quando si
avvia una discussione in cui sono presenti argomenti di particolare
delicatezza, è chiaro - così come è già successo qualche momento fa
- che si determina un momento di tensione. Le tensioni, a mio
avviso, al di là delle chiacchiere che servono a raffreddare gli
animi, nascono quando c'è il convincimento in ognuno di noi che è
giusto pretendere rispetto, e magari non usarlo verso gli altri.
Questa regola dovremmo cominciare un po' tutti a rispettarla,
magari in maniera diversa, assieme al senso di responsabilità e di
buon gusto, che dovrebbe essere quello di evitare interventi fuori
microfono, perché ognuno è legittimamente portato a fare i propri
interventi e a rispondere nelle forme civili che sono a noi tutti
consentite, cioè quelle di intervenire presso questa sede.
Ciò premesso, ritengo che, come fatto di giusto rispetto fra di
noi - al momento in cui si determinano posizioni contrastanti che
magari in questa sede, con questo dibattito, con la posizione di
chi vuole opporsi, non nel senso di creare ostruzionismo, ma vuole
opporsi ad una macchina che si sta mettendo in moto e che vorrebbe
macinare tante cose - il senso di ogni parlamentare dovrebbe essere
quello di rallentare la macchina e far sì che si producano atti che
abbiano non solo un momento di coerenza in tutta l'impostazione
giuridico-amministrativa, ma anche di reale attività propositiva
per l'Amministrazione tutta e per la nostra Regione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, oserei dire il dado è tratto : finalmente si
sta mettendo fine a quello che è il danno del secolo.
La Regione siciliana, da circa vent'anni, soffre di questa piaga
che si chiama precariato e spero che con questa finanziaria
finalmente si possa mettere fine ad un'ingiustizia per quanto
riguarda tutti i lavoratori del mondo del lavoro, tutti i
lavoratori che la Sicilia vuole con sé, tutti i professionisti che
vuole con sé, tutte le intelligenze che vuole con sé e che non
vuole fare trasferire fuori da questa Terra.
La politica e i politicanti degli ultimi anni hanno solo arrecato
danno, forse anche perchè in quel momento si cercava di fare un
favore particolare a qualcuno, perché magari in quel momento quella
famiglia era in difficoltà.
Oggi, finalmente, il Governatore dice basta al precariato e questo
mi fa solo immenso piacere perché lo condivido in pieno. Oggi
abbiamo messo in atto alcune leggi che riguardano aiuti alle
imprese che sono dei begli strumenti, le direttive della Comunità
europea che hanno consentito al Governo regionale e alla Nazione di
intervenire immediatamente per fermare, per bloccare questa crisi
con atti concreti, pensando anche ai disoccupati, agli svantaggiati
di questa Terra.
Noi - ed è un ringraziamento a tutto il Parlamento - finalmente
abbiamo recepito nella finanziaria dell'anno scorso questo
regolamento, questa direttiva della Comunità europea e finalmente
parte il lavoro vero.
Io sono titolare del disegno di legge per gli over 50' e mi
auguro che l'articolo che riguardava il credito di imposta per
l'occupabilità, dove si porta ancora - a parte tutto quello che già
hanno le imprese - beneficio a chi assume, sia uomini che donne,
non ne approfittino gli imprenditori per quanto riguarda la
categoria degli over 50' perché questi finanziamenti sono dati e
si danno alle imprese per soli 24 mesi. Non deludiamoli
A parte questo, signor Presidente, mi rivolgo anche al Presidente
della Regione e al Governo, concludo invitando ad una attenta
riflessione che dovremo fare il giorno dopo l'approvazione di
questa finanziaria per non dimenticare gli altri precari, gli altri
che subiscono ingiustizie e spero la Conferenza Stato - Regioni
possa portare i benefici che questa Regione siciliana merita e di
cui è in attesa.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, devo dire che non sono assolutamente
entusiasta né tanto meno mi sembra di potere gridare alla felicità
o al giubilo di questi lavoratori poiché con questo articolo non
stiamo dicendo un bel nulla, stiamo facendo una premessa che non dà
nessuna consecutio.
Il Governo ha inserito, all'interno di questa norma, due cose che
sono assolutamente scisse: da una parte, si prevede la pianta
organica, la dotazione organica della Regione - anzi soltanto una
parte - perché si fa riferimento semplicemente ad alcune categorie;
dall'altra, si continua a parlare di proroghe. Non vedo quale sia
il nesso, Presidente, fra una norma che sottende alla
stabilizzazione di soggetti e quella che, invece, parla di semplici
rinnovi, rinnovi funzionali che servono al funzionamento della
macchina amministrativa. Su questo vorrei soffermarmi.
Qualcuno mi ha detto che le indicazioni di correttezza rispetto a
questa norma vorrebbero che si dovesse, in qualche modo, inserire
in maniera perentoria questo cappello. Credo che così non sia,
anche perché, se si vanno a guardare in maniera dettagliata i
soggetti destinatari delle proroghe, ci accorgiamo che ci sono i 47
lavoratori del VIA-VAS, i quali prestano la loro attività
all'interno dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, e che
invece sono Co.Co.Co..
Credo che questa rappresenti una profonda ingiustizia perché i
lavoratori, che ormai svolgono tale attività, necessaria,
all'interno dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente,
andrebbero convertiti con un contratto a tempo determinato, vista
l'utilità e l'importanza di questi soggetti. La loro condizione,
ovviamente, non li potrebbe mettere in correlazione con quella che
invece è la premessa di questo articolo.
Mi chiedo, quindi, considerato che la materia è molto complessa e
molto ampia, delle due l'una: o si affronta in maniera organica o,
diversamente, come la Presidenza e come la Conferenza dei
Capigruppo hanno stabilito, la materia del lavoro e della
stabilizzazione dovrà essere rimandata ad un momento di maggiore
approfondimento all'interno della quinta Commissione, momento in
cui si stabilirà un percorso di legge più organico con il confronto
tra le parti sociali dal momento in cui si potrà, cosa che peraltro
in Commissione Lavoro noi abbiamo già fatto per quel che riguardava
gli LSU all'interno degli Enti locali.
Allora, io sono assolutamente dell'idea che bisogna dare
chiarezza, peraltro ho formulato anche una riscrittura del testo
con cui si deve prevedere con chiarezza, in ogni singola parte, in
questo processo di stabilizzazione chi siano i soggetti
destinatari, come e in che modo debba avvenire e quando. Tutto
questo non lo vedo nell'articolo esitato dalla Commissione; vedo
semplicemente un vorrei ma non posso , un avrei voluto ma non
posso .
Non ne comprendo la ragione e, oltretutto, concordo con
l'onorevole Mancuso quando afferma che sono state stralciate
materie inerenti a questo argomento del personale. Non comprendo la
ragione per cui noi dovremmo affrontare in maniera assolutamente
striminzita, così come abbiamo fatto a mio avviso per tanti altri
argomenti, giusto per dire che è stata fatta una norma che riguarda
il personale perché in questa caleidoscopica finanziaria c'è anche
il personale.
Allora diciamo le cose come stanno: questa accozzaglia di norme
serve solo a giustificare qualcuno nel dare il voto ad una norma
che veramente definirei mostruosa, che a me sicuramente non serve
ma non serve neanche ai siciliani.
A questo punto, direi che bisogna fare un attimo di riflessione,
in quanto vi sono numerosi soggetti che sarebbero interessati e
che, giustamente, aspettano in questi giorni con grande
trepidazione le determinazioni che questo Parlamento adotterà.
Per correttezza nei confronti dei lavoratori che, per quanto
abbiano avuto la disgrazia di essere capitati, come dire, in un
comparto, quello del precariato, e non è sicuramente colpa loro, é
nostro dovere dare loro certezza perché la legalità, la
correttezza, la lotta alla mafia e la dignità delle persone si
ottengono soprattutto con il lavoro, il lavoro stabile e non
precario.
Allora credo che sia doveroso da parte nostra dare un percorso
lineare a questi soggetti e farlo attraverso una legge, e non con
provvedimenti amministrativi; per carità è possibile farlo, ma non
vedo per quale motivo l'Assemblea regionale non possa legiferare in
una materia così importante e delicata per fare chiarezza e dare
certezza a tutti i soggetti destinatari di questa norma.
Credo che sia un dovere per noi e un diritto per i siciliani.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo un
positivo apprezzamento sulla impostazione che ha dato la
Commissione a questa materia. Esprimo un positivo apprezzamento
perché abbiamo assistito in questi giorni anche ad alcune
dichiarazioni sulla stampa non proprio gradevoli, quasi come se il
precariato fosse un mondo a parte, un mondo di fannulloni, e in
questo venisse equiparato tutto il precariato.
In questo caso stiamo parlando - secondo me, ripeto, ha fatto bene
la Commissione a predisporre una norma in tal senso - di
fotografare la dotazione organica e neanche peregrino è
l'emendamento proposto dal Governo e certamente ha ragione
l'onorevole D'Asero: ne sono arrivati una decina, ma mi riferisco
all'emendamento 55.17.1 che forse fa chiarezza.
Devo dire che su questo argomento, peraltro, avevo preparato,
assieme ad altri colleghi soprattutto del Gruppo UDC, un ordine del
giorno che impegnava, una volta fotografata la situazione, a
procedere entro date ben stabilite, alla, tra virgolette,
stabilizzazione di questo personale che non costa un euro in più
rispetto al personale che già lavora trentasei ore la settimana ed
è inserito in organico proprio nell'attività regionale.
Quello che stiamo compiendo, lo ripeto, è un atto di giustizia, un
atto dovuto.
Nell'emendamento dell'assessore Cimino, peraltro, si fa
riferimento alla normativa in atto prevedendo, ripeto, la
possibilità della stabilizzazione entro un termine preciso, il 31
dicembre 2010, se non altro proprio perché al 31 dicembre 2010
andrebbero a scadere i contratti.
Non penso, quindi, che possano esserci motivi di differenziazione
da parte dell'Assemblea e, per quel che mi riguarda, preannuncio il
mio voto favorevole all'impostazione dell'articolo esitato dalla
Commissione e sull'emendamento presentato dall'assessore Cimino.
Inoltre, visto che si tratta di materia tecnica, onorevole Gianni,
se ci sono dei perfezionamenti che possono venire incontro alle
esigenze complessive, ben vengano.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
intervenuto alle varie riunioni che abbiamo avuto su questo
articolo 55 perché ispirato da un principio di equità e mi
meraviglio molto che i colleghi della sinistra, che dovrebbero
avere come stella polare il perseguimento di princìpi di equità,
abbiano affrontato questo argomento sottovalutandolo molto, con
molta superficialità e derogando e venendo meno a quei princìpi di
equità cui dovrebbero essere sempre ispirati.
Questo Parlamento, con la legge 16, per la prima volta, si è
occupato e preoccupato di cercare di dare un futuro equo e stabile
a tutta la platea dei lavoratori cosiddetti precari, lavoratori che
sono precari solo ed esclusivamente per quanto riguarda lo
stipendio ma non sono affatto precari per quanto riguarda
l'apporto, il contributo che danno con le proprie competenze, con
il proprio impegno, con la propria azione quotidiana a tutte le
amministrazioni in cui operano, siano esse comunali, siano esse
provinciali, siano essere regionali.
Ora, parto dal principio che siccome questi lavoratori sono figli
più o meno della stessa legge, della stessa normativa, e hanno
iniziato la loro esperienza circa venti anni fa - alcuni forse
ventuno o ventidue anni fa - non capisco perché, pur
nell'apprezzare il tentativo che il Governo fa di cominciare a dare
una risposta ai lavoratori che sono stati assegnati alla Regione,
agli ex articolo 23 assegnati agli uffici della Regione, non dia,
in contemporanea e con una visione di insieme, una prospettiva
anche agli altri lavoratori che sono fratelli gemelli, fratelli
siamesi di questi e che hanno avuto solo la sfortuna di essere
destinati agli uffici dei comuni o delle province anziché in quelli
regionali. Non mi pare che questo sia un modo corretto di
affrontare la situazione.
Sono favorevole a che questi lavoratori che sono stati già oggetto
- non dimentichiamolo - di una norma della quale hanno beneficiato
perché sono stati già portati a 36 ore settimanali, a differenza di
quelli che lavorano nei comuni che sono a 24 o a 18, alcuni anche
con contratti. Non mi pare un modo corretto di affrontare il tema
perché, a mio modo di vedere, un modo corretto per affrontare il
tema è vedere di dare una mano a chi è più debole in questo momento
anziché a chi ha uno stipendio assicurato, parametrato a 36 ore.
Inviterei il Governo, seppur costretto - ne prendo atto - a
pubblicare, ad approvare quell'articolo per quanto riguarda la
tabella della pianta organica perché gli uffici ci hanno spiegato
della programmazione e non possiamo non prendere atto di ciò che
gli uffici della programmazione ci hanno detto, cioè che quella
pianta organica bisogna farla perché può consentire di prorogare
altri lavoratori e, contestualmente, ci può consentire finalmente
di avere soldi da parte dello Stato per stabilizzare
definitivamente questi lavoratori così come lo Stato ha fatto con
altre Regioni.
Quella pianta organica, quindi, va approvata, ma io mi fermerei
all'approvazione della pianta organica. Del resto, questo
Parlamento correttamente, in quinta Commissione, ha in dirittura di
arrivo un provvedimento di legge più organico che si occupa di
tutta la materia.
Non vedo perché quest'Aula, responsabilmente, approvando la pianta
organica, non si fermi un minuto; non toglie nulla a nessuno,
rischia invece di togliere tanto a molti, di togliere la speranza a
molti o comunque di dare l'impressione che favoriamo 4500 persone
mentre andiamo contro ad altre sedicimila persone. Non mi pare un
modo corretto di legiferare.
Questo Parlamento è responsabile e la tabella deve essere
approvata perché ci consente finalmente di fare le proroghe e di
evitare che siano mandati a casa lavoratori e, quindi, oltre al
danno la beffa.
Ma, oltre questo, mi fermerei.
Vi ricordo ancora una volta che a fronte di tutta la platea stiamo
parlando di soggetti meritevoli perché sono il primo a difenderli,
essendo stato uno di coloro i quali si è impegnato più di tutti
sulla legge 16 per dare loro una prospettiva ed una speranza. Sono,
però, quelli che in questo momento hanno meno bisogno di tutela
rispetto agli altri lavoratori perché sono quelli che, in atto,
guadagnano di più. Allora, guardiamo a chi ha meno, guardiamo ai
più deboli, guardiamo a chi ha più bisogno perché sono tutti sulla
stessa barca e svolgono tutti lo stesso lavoro con lo stesso
impegno, la stessa preparazione, la stessa abnegazione.
Vorrei anche fare presente al Governo che, concordando con il
fatto che le finanze regionali non possono più dare ristoro ad
altre categorie di precari, ciò tuttavia non toglie e non esime il
Governo dal dare risposte con fondi extraregionali europei, POR o
PAR FAS, a queste categorie di lavoratori senza incorrere, dando
tale tipo di copertura, in nessun incidente esterno che dir si
voglia.
Questo è un Parlamento rispettoso delle regole e, in quanto tale,
deve essere pure rispettato.
Siamo consapevoli e non vogliamo creare altro precariato sulla
finanza regionale; il precariato si crea con i fondi regionali,
però abbiamo a disposizione fondi extraregionali che sono previsti
allo scopo. Vi dico di più. Abbiamo perso in passato fondi
nazionali e fondi europei che potevamo utilizzare non per dare una
speranza di precariato ma per consentire a tante persone di
sbarcare il lunario. Credo che questo lo possiamo e lo dobbiamo
fare e vorrei un impegno del Governo in tal senso. Assessore
Cimino, chiedo per un attimo la sua attenzione perché mi sto
rivolgendo a lei.
Assessore Cimino, non so se lei ha seguito l'ultima parte del
discorso. Come dicevo, questo Parlamento non deve essere succube di
nessuno. E' un Parlamento autorevole e responsabile e, se siamo
consapevoli che con la finanza regionale non possiamo né dare più
speranza a chicchessia né creare nuovo precariato, dobbiamo essere
però altrettanto consapevoli che abbiamo a disposizione fondi
europei, fondi FAS e che, addirittura, in passato abbiamo perso
fondi europei e fondi FAS che potevamo e possiamo utilizzare non
per dare speranze, non per creare precariato perché non possiamo
creare precariato. Con i cantieri di lavoro si è mai creato un
precario?
Non si è mai creato un precario con i cantieri di lavoro.
Ci sono forme di contratto a tempo determinato, per un periodo
breve, a tempo limitato, a progetto, che possiamo utilizzare con i
fondi extraregionali per dare la possibilità a tante persone di
avere i mezzi di sostentamento in un momento difficile come quello
che viviamo.
Vorrei un impegno del Governo in questo senso senza compromettere
assolutamente i fondi regionali, senza mettere in discussione gli
equilibri di finanza regionale ma utilizzando le risorse che
possiamo autonomamente utilizzare da Parlamento libero.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare per un attimo il
punto su questa materia che è stata parecchio controversa in questo
periodo. Quando è arrivato da noi, in Assemblea, l'emendamento Gov
1, abbiamo cercato di eliminare tutta la materia che riguardava il
personale perché sapevamo che era complessa e complicata; peraltro,
un componente della quinta Commissione ci mandò una lettera dicendo
che aveva già pronto un disegno di legge che comprendeva il mondo
del precariato per cercare di fare una legge organica.
Allora, in quella fase, decidemmo di fare tutte le proroghe,
avendo carattere d'urgenza, e con le proroghe ci siamo mossi, ma
per questo gli Uffici ci consigliarono di utilizzare la dotazione
organica tale da fissare, nel tempo, il numero degli addetti di
cui la Regione avesse bisogno.
E da lì abbiamo proceduto ad effettuare le proroghe, delle
proroghe, ricordo a me stesso, di alcune categorie che sono punti
fondanti sulle attività della Regione siciliana: parlo di ex
precari che sono ormai dipendenti regionali, parlo dell'Assessorato
del territorio dove lavorano quelli che producono ricchezza per le
casse regionali. Non vorrei, quindi, allargare questa maglia ad
altre categorie, non ultimo considerato di utilizzare poi il
rinnovo, quindi, le proroghe di fatto dei lavoratori di ex
Emergenza Palermo, che era quella categoria che abbiamo da nove
anni a questa parte, di anno in anno, rinnovato e prorogato.
Non vorrei fare confusione e, quindi, vorrei passare alle proroghe
che sono l'elemento essenziale e, se ci sono delle norme chiare,
dare la possibilità affinché tutto il resto sia trasmesso alla
quinta Commissione legislativa perché lo inserisca in un disegno di
legge organico.
Dobbiamo parlare, quindi, di proroghe che possono essere inserite
in questo articolo e di quello che faremo poi per quanto riguarda i
lavoratori di ex Emergenza Palermo e per quanto riguarda le società
collegate.
FAGONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà in quanto presidente della quinta
Commissione.
FAGONE, presidente della Commissione cultura, formazione e lavoro.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho l'opportunità di prendere
spunto anche dall'ultimo intervento del presidente Savona, che non
posso non condividere, fosse solo perché è un intervento di buon
senso, poco demagogico ma soprattutto poco populista. Capisco che è
molto difficile essere sinceri, trasparenti e chiari, quando si
parla di lavoro, però è altresì complesso dovere dire o lasciare
intuire a taluni di fare cose che non si possono fare.
La materia del lavoro è molto complessa; la materia del precariato
è ancora più complessa.
Qualcuno, prima di me, ha detto che il precariato è una piaga
della nostra Regione.
Io ribadisco che il precariato è un valore aggiunto della nostra
Regione o, per lo meno, lo è stato fino a ieri, lo è ancora oggi
perché, se non fosse per il precariato, decine e decine di Comuni,
per non dire centinaia di Comuni siciliani, non riuscirebbero a
svolgere una regolare attività amministrativa e, soprattutto, la
Regione siciliana, nei vari Dipartimenti, non riuscirebbe ad
emanare tutti gli atti amministrativi dovuti e voluti dalla
politica
Signor Presidente, l'articolo che stiamo trattando è assolutamente
apprezzabile ed è, altresì, apprezzabile l'emendamento 55.17, fosse
solo perché completa l'articolo e specifica le ragioni per le
quali, a seguito di questo emendamento, i precari regionali
potranno avere una trasformazione del contratto e, peraltro,
delimita anche il periodo entro il quale questa delimitazione
temporale del contratto potrà essere effettuata.
Vorrei aggiungere una cosa, signor Presidente, assessori,
onorevoli colleghi: vi sono categorie di precari in seno alla
Regione siciliana, in seno agli enti locali e nelle varie aree
periferiche, dipendenti dalla Regione siciliana, ma noi non
possiamo confondere tutte queste categorie di precariato.
Vi sono i precari storici; vi sono quei precari che hanno maturato
anche dei contratti che li regolarizzano con serenità e con, più o
meno, stabilità e questi precari debbono essere assolutamente,
debitamente tenuti in considerazione. In quinta Commissione abbiamo
già elaborato e definito un testo che prevede la trasformazione dei
contratti per i precari degli enti locali e riteniamo che, qualora
il Governo lo volesse, potremmo serenamente integrare questa norma
che trasforma anche il contratto dei precari regionali. Tutto ciò
che è a latere di questo mondo del precariato potrà essere,
altresì, tenuto in debita considerazione in un'altra legge in
sessione ordinaria, che certamente non può essere confusa con la
presente.
Mi auguro che i colleghi prendano atto del buon senso e della
volontà che la quinta Commissione ha già attuato e ha attivato, con
l'auspicio che, conclusi bilancio e finanziaria, signor Presidente,
lei ci consenta, insieme alla Conferenza dei Capigruppo,
immediatamente di portare come primo argomento all'ordine del
giorno in Aula, la trasformazione dei contratti dei precari degli
enti locali e dei precari regionali.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non utilizzerò
dieci minuti ma penso di utilizzarne meno e li voglio utilizzare,
intanto, ricordando a me stesso qual è il compito di un deputato:
concorrere a fare le leggi, intervenire con emendamenti per tentare
di migliorarle, di porre all'attenzione gli emendamenti, ma non
certamente sfiduciare quanto è stato fatto dalla Commissione
competente. Quello che sta avvenendo da un po' di tempo a questa
parte - o da quando ho avuto il piacere di ritornare in Assemblea -
è che le Commissioni lavorano, esitano i disegni di legge e poi
l'Aula li stravolge tutti perché ci sono interessi, perché ci sono
cose importanti da discutere.
Il deputato però può benissimo dire e denunziare in Aula
politicamente quello che ritiene sia sbagliato. Spetta agli organi
di questa Assemblea, se sono in grado e non sono allucinati, di
dovere poi compiere gli atti necessari perché si arrivi a una
conclusione serena, senza offese e senza ulteriori emendamenti
aggiuntivi di chi ritiene di avere un potere e di poterlo
esercitare come se fosse a casa sua. Non è così, c'è un regolamento
da rispettare
Con questo devo dire che nessuno può invitarmi ad andare alla
Procura della Repubblica quando faccio denuncie motivate in Aula.
Le ho fatte sui Gruppi; le ho fatte per quanto viene dato ai
Gruppi; l'ho fatto su come il bilancio dell'Assemblea contenga
ulteriori sperperi non indifferenti e lo sto facendo pure oggi. Lo
sto facendo sentendo i sindacati, sentendo cosa ha detto
Confindustria, sapendo che sulla finanziaria e sul bilancio alcune
cose, o molte cose, sono state pure sollecitate nel senso di un
miglioramento e che, poi, alla fine, si riducono ad accontentare un
deputato, una fazione, per tentare di arrivare a compimento il più
facilmente possibile.
Più si grida, più si ottengono proventi. Più si grida e più si
viene considerati
Io continuo a dire che mi vergogno, mi dispiace comprendere che
lei, invece, non si vergogni. Ognuno ha la propria idealità, il
proprio senso del dovere, il proprio modo di guardare alle cose
anche sbagliando (posso sbagliare io e possono invece indovinare).
Mi vergogno, signor Presidente. Le ho chiesto se lei si vergognava
e mi ha risposto che non si vergogna. Saranno i siciliani a
decidere, quando vi sentono in televisione, e decideranno se ci
siamo occupati in questi giorni più di beghe interne, più di
accontentare chi grida riuscendo nel proprio intervento per cercare
di fargli abbassare il tono di voce o se abbiamo tentato di dare un
contributo serio alle leggi al nostro esame.
Allora, concludo dicendo che mi allineo all'intervento del
presidente della Commissione, onorevole Savona, così come apprezzo
l'intervento del collega, onorevole Fagone, che ha espresso
compiutamente un pensiero che racchiude anche il mio modo di
pensare e di sentire rispetto a questa legge.
Evitiamo, l'ha fatto il comune di Palermo e poi se l'è trovato
addosso quando ha promesso senza mantenere. Qui troppe promesse
sono state lanciate, troppi impegni sono stati assunti con la gente
in mezzo alla strada. Ora, chi ha fatto gli articoli sui giornali,
chi ha cercato di corrompere quasi politicamente o moralmente, dia
a questa gente le risposte che deve dare in cambio di continuare
ancora a ciurlare nel manico' e a cercare di tramutare, sotto
mentite spoglie, interessi che hanno solo un carattere clientelare
e personale.
Non c'è una denunzia da fare a qualcuno, signor Presidente, c'è
una evidenziazione di fatti incontrovertibili e irreversibili ai
quali fatti lei avrebbe il diritto, non il dovere, di pensare di
più e di argomentare con i suoi uffici per tentare di arrivare ad
una soluzione. Le ricordo, se lei lo avesse dimenticato, che da
questo stesso pulpito qualcuno ha detto che c era stata qualche
malversazione in Commissione Bilancio e non se n'è parlato più e
lei da questo ritiene che debba andare io dai carabinieri o che ci
debba andare qualcun altro? Chi deve andare dai carabinieri o dalle
forze di polizia? Ci devo andare io, e perché? Per dire che ancora,
per quei fatti, non si è risolto il problema?
E' come se io dicessi ladro ad un ladro che sta rubando e,
invece di arrestare il ladro, arrestano Cintola perché sta dicendo:
Guarda, lì c'è il ladro .
No, signor Presidente, né mi corromperà la Presidenza
dell'Assemblea, perché non ci proverà neppure, e neppure che io
ritorni indietro sulle mie idee.
Conservo le mie idee intatte e ferme fino in fondo, a costo di
qualsiasi sacrificio, ma non rinuncerò a continuare ad essere una
voce libera, indipendente, serena, seria. Non ho presentato un
emendamento che sia uno Questo può darle la ragione di chi quando
parla sa che parlare è facile per tutti, ma agire è di gran lunga
diverso e sono sulle azioni che vanno giudicate le persone, non
sulle parole.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, recupero il tempo
dell'onorevole Cintola solo per esprimere apprezzamento e
condivisione per l'intervento sull'articolo 55 e sull'emendamento
55.17.1 espresso anche dall'onorevole Ardizzone, ma anche per
chiedere un atto di giustizia al Governo che è la modifica, che
apprezzo, al 55.17.1, alla lettera a): anziché 5 anni, dieci anni.
In questo modo si possono fare rientrare trenta professionisti,
ingegneri ed architetti, che hanno lavorato per diversi anni sia
nell'amministrazione del comune di Catania sia in quella di
Carlentini e per l'incuria, l'imperizia e direi anche l'incapacità
dei rispettivi sindaci sono stati licenziati perdendo così loro il
posto di lavoro e noi la professionalità che questi professionisti
avevano acquisito.
Al Governo, all'assessore Cimino - che ha questa caratteristica
importante di non seguire i lavori, di parlare e di rispondere
poi, senza sapere di che cosa parla - chiedo la cortesia di
verificare, se è possibile, in quest'Aula, un atto di giustizia.
PRESIDENTE. L'emendamento 55.14 dell'onorevole Greco ed altri
decade per assenza dall'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 55.10, degli onorevoli Apprendi, Faraone
ed altri:
«Aggiungere il seguente comma:
La dotazione organica di cui alla tabella A del comma 3 comprende
il personale di cui all'articolo 1 comma 1 della l.r. 24/2007'».
CIMINO, assessore per l'economia. La parola comprende' deve
essere sostituita con le seguenti: si aggiunge'.
APPRENDI. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Con questa precisazione pongo in votazione
l'emendamento 55.10.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 55.17.1 del Governo:
«Aggiungere dopo il comma 3 il seguente comma:
3 bis. Al fine di dare attuazione alle disposizioni nazionali in
materia di personale a tempo determinato nella Regione Siciliana e
negli enti sottoposti a controllo e vigilanza trovano applicazione
i seguenti principi contenuti nella legislazione statale ed in
particolare nel comma 558 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2006, n. 296:
a) durata dei contratti stipulati per un periodo di tempo non
inferiore a tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio
anteriore all'entrata in vigore della presente legge;
b) contratti in corso alla data di entrata in vigore della
presente legge;
c) personale contrattualizzato a seguito di procedure selettive di
natura concorsuale ovvero in forza di specifiche disposizioni di
legge;
d) rispetto del Patto di stabilità.
I provvedimenti normativi e amministrativi di attuazione del
presente comma sono definiti entro il 31 dicembre 2010».
CIMINO, assessore per l'economia. Si cassa la parola ove
necessari' e si aggiunge e amministrativi'?
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noto che il
Governo su questa norma vuole andare avanti come un treno. Non
credo che il Parlamento si possa sostituire ad un procedimento
amministrativo a cui tutti i sindaci, i presidenti di provincia e,
ritengo, anche tutte le ramificazioni delle amministrazioni
regionali sono tenute. Non me ne vogliano i deputati che meglio di
me hanno avuto, nella loro vita professionale, l'attività di
sindacato, quello che stiamo facendo è assolutamente contro le
norme previste. Onorevole Lupo, la prego di ascoltarmi.
Stiamo prevedendo un percorso assolutamente non previsto da
qualsiasi tipo di normativa.
Signor Presidente, vorrei ringraziarla per avermi fatto delucidare
dai suoi uffici, in particolare dal vice segretario generale,
dottore Di Gregorio, su quello che era il mio dubbio sull'articolo
43 e per il suo lavoro ben fatto, e anche dagli uffici, sullo
stralcio di quella norma.
L'emendamento 55.17.1 del Governo è una puntualizzazione che il
Governo vuole fare, ma non ce n'è assolutamente bisogno. Questo
emendamento è esattamente la fotocopia del comma 558 della
cosiddetta legge Prodi, della finanziaria 2007, votata nel dicembre
2006. Non c'è nulla di diverso.
Però ritengo che questo comma, che è una ripetizione attuata dagli
enti locali in Sicilia, in tutti i comuni, in tutte le province,
chiunque l'ha voluto adottare, legandola a questa previsione di
pianta organica che diventerà una prassi che non riesco neanche a
capire quale denominazione dobbiamo dare. Quando mai si è detto che
la pianta organica si fa per norma legislativa?
Secondo quale principio statutario la pianta organica dei
dipartimenti regionali viene fatta con norma, saltando un percorso
che prevede la contrattazione con le organizzazioni sindacali?
Ma dove si è visto mai? E per quale motivo questa premura da parte
del Governo? Qual è il messaggio politico, qual è la volontà
politica del Governo su questa norma?
Signor Presidente, lei ha messo in discussione il comma 1
dell'articolo 55, immagino. Ma credo che questo Parlamento non si
occuperà di votare la pianta organica del dipartimento regionale,
altrimenti cominciamo a fare i disegni di legge di tutti gli enti
locali della Sicilia, portiamo le piante organiche qua e le
votiamo. Così snaturiamo la natura delle organizzazioni sindacali,
così snaturiamo la natura delle relazioni negli enti locali, nelle
aziende sanitarie, dovunque, perché apriamo un capitolo - direi
importantissimo - dove della pianta organica non se ne occupano più
i consigli comunali, insieme al bilancio di previsione, non se ne
occupano più le giunte, non se ne occupano più le organizzazioni
sindacali; la pianta organica si fa con norma.
Se così è la prassi - e oggi, se si vota questo primo comma
apriamo la prassi secondo cui la pianta organica viene votata dal
Parlamento - significa che questo Parlamento, da domani mattina,
può ricevere tutte le istanze dei parlamentari che ritengono che la
pianta organica deve essere votata legislativamente con norma.
A me sembra un sotterfugio, una corsa e una risposta a chissà
quale tipo di politica
Noi siamo totalmente contrari all'emendamento presentato dal
Governo perché non ce n'è assolutamente bisogno: il comma 558 può
essere recepito benissimo da qualsiasi amministrazione regionale
così come già è avvenuto e, addirittura, legarlo al primo comma
dell'articolo 55 mi sembra andare oltre. E la segnalazione, per
quanto mi riguarda, è anche sotto il profilo costituzionale e,
qualora non verrà accertata, il nostro partito farà quello che è
giusto fare a tutela di tutti i lavoratori degli enti locali, degli
enti regionali, di tutte le attività delle organizzazioni sindacali
che insistono in Sicilia.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Assessore Cimino o assessore Leanza, alla fine, dopo l'intervento
dell'onorevole Caronia, credo che sia il caso che il Governo desse
una delucidazione sull'articolo 55.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bene ha fatto il
Governo con questo emendamento di riscrittura a puntualizzare che
le disposizioni sono riferite al 558 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006. Se ho ben capito, dall'articolo 55 emerge,
attraverso questa tabella e attraverso le categorie che abbiamo
inserito, la stabilizzazione del personale regionale.
Dopo l'approvazione dell'articolo che abbiamo votato stamattina
per il superamento della legge Brunetta e, quindi, la
stabilizzazione degli LSU negli enti locali, che avverrà attraverso
la legge che è stata approvata in quinta Commissione, ci stiamo
avviando in un percorso, così come avevamo immaginato all'inizio
dell'anno di questa legislatura, per affrontare un problema annoso,
che era quello della stabilizzazione dei precari.
Se si avvierà questo percorso, se riusciremo sia nell'uno che
nell'altro intento, all'inizio di questa finanziaria noi avevamo
posto un quesito al Governo sui lavoratori della Pumex.
Vorrei capire se questa esigenza verrà affrontata nell'articolo
oppure se il Governo ha già stabilito come risolverlo e se
gentilmente può dirmi in quale articolo e come risolveremo il
problema della Pumex visto che - ripeto, Assessore, lei poco fa non
mi ha sentito - grazie all'articolo 55 e a quello che abbiamo
approvato stamattina, in qualche modo stiamo risolvendo la
stabilizzazione del precariato regionale e quella degli LSU e degli
enti locali che avverrà attraverso il successivo disegno di legge
che abbiamo esitato in Commissione lavoro.
Per i lavoratori della Pumex ci dà una risposta per capire se il
Governo ha intenzione di inserirlo in questo articolo oppure c'è un
articolo successivo che prevede la stabilizzazione anche del
personale?
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, le rispondo io: i lavoratori della
Pumex sono inseriti in un emendamento all'articolo 4, ma non c'è
nessun tipo di stabilizzazione. La Regione non può stabilizzare
tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro, c'è un percorso
a valere sui fondi degli enti locali verso il comune di Lipari per
fare fronte alle esigenze dei lavoratori della Pumex, ma certamente
non si può pensare che vengano assunti tutti dalla Regione.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzi tutto
desidero reiterare il mio sgomento, e uso questa parole non a caso,
perché non capisco la ragione per la quale ci sono anche
emendamenti presentati, uno per tutti quello mio ma ne ho visti
anche altri, una riscrittura del testo che andrebbero a normare
quello che, con due parole, viene liquidato nell'emendamento in
discussione. Si parla di assunzioni attraverso vie amministrative,
io non comprendo la ragione.
Se quel che ha detto l'onorevole Mancuso è vero, e non ho motivo
di non crederlo, se non era necessario individuare quale fosse la
pianta organica e disciplinarla per legge, a questo punto quale
sarebbe la logica di individuare ulteriormente questo comma, questo
emendamento che dice che deve avvenire in via amministrativa?
Allora, delle due l'una continuo a ripetere.
Se vogliamo dare a questo percorso una veste legislativa, dobbiamo
farlo in maniera completa.
Per quale ragione, io non comprendo, non si vuole parlare in
maniera assolutamente chiara e facilmente leggibile a tutti in
termini di chi sono i soggetti destinatari di queste norme, per
quanto si faccia riferimento alla norma nazionale? In che tempi
debba avvenire questa immissione in ruolo e, soprattutto, nelle
more della definizione delle procedure, visto che questi soggetti
hanno dei contratti che scadranno il prossimo 31 dicembre, se non
tutti poi riuscissero ad entrare in una prima fase, che sorte
verrebbe riservata agli altri?
Credo che sia doveroso da parte nostra, continuo a reiterare
questa richiesta al Governo, approfondire la materia o, anche in
questa sede, predisporre una riscrittura dell'articolo in
questione; diversamente sarebbe molto più appropriato che questa
prima parte del comma fosse trasferita ad uno studio approfondito
perché, ripeto, non possiamo lasciare questi lavoratori in una
condizione di incertezza. Un percorso normativo fornirebbe a tutti
noi la certezza del diritto.
Ecco perché io pretendo, per quello che mi è possibile, che mi
venga data una risposta.
Inoltre, vorrei anche puntualizzare, prendendo spunto dalla
riflessione che faceva il collega Rinaldi, in effetti se dobbiamo
affrontare a questo punto la materia, c'è un'altra spinosissima
questione, quella relativa al personale 331, ossia quel personale
ASU impiegato sia nei comuni che nelle province, ma anche quei
lavoratori che sono ancora nelle cooperative, che vengono pagati
tuttora con fondi regionali ma che non hanno per norma nessuna
prospettiva di stabilizzazione.
Sarebbe quanto meno opportuno, a mio avviso, inserire una norma
secondo la quale la Giunta regionale approva entro l'anno un
cronoprogramma che preveda una stabilizzazione che dovrà avvenire
con i tempi che la Giunta vorrà stabilire; ma, per lo meno,
cominciare a predisporre un percorso di stabilizzazione.
Se dobbiamo affrontare il tema, questo va fatto in maniera
completa ed esaustiva, e vorrei anche richiamare l'attenzione di
tutti voi su un aspetto paradossale: oggi alcuni di questi
lavoratori della 331 percepiscono l'assegno non andando a lavorare.
Ci scandalizziamo tanto del fatto che vogliamo stabilizzare la
gente, ma poi teniamo volontariamente - perché manca un passaggio
normativo e, per carità, mancano parte delle risorse - a casa delle
persone e preferiamo dare loro uno stipendio o, quanto meno, non
chiamiamolo stipendio ma assegno, piuttosto che impiegarle
all'interno dei comuni e dare loro la possibilità di un percorso di
stabilizzazione. Ci rendiamo conto della follia?
C'è gente che resta a casa e percepisce l'assegno, vorrebbe andare
a lavorare e non lo può fare.
Credo che tutto questo vada evidenziato con senso di
responsabilità, da parte di tutti.
Qui non è la guerra di nessuno, è la guerra fra poveri
Abbiamo il dovere di normare, abbiamo il dovere di interessarci a
queste fattispecie.
Ritengo che questo articolo sia troppo semplicistico Non si può
affrontare l'argomento con un metodo da Bignami, va affrontato in
modo esaustivo e completo perché la materia è molto importante ed
afferisce ad una delle cose più importanti, ad uno dei princìpi
sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro, che non è un
optional, non è una cortesia che facciamo a nessuno.
Il diritto al lavoro è sacrosanto, e in quest'Aula dovremmo
ribadirlo con i fatti, come ben diceva l'onorevole Cintola, non con
le parole.
Il Governo ci dia, dunque, la disponibilità e la dimostrazione che
le cose si vogliono cambiare non solo con gli slogan ma con le
norme.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ritengo che questa norma, l'articolo 55, sia molto
importante per l'attività del Parlamento e per la nostra
finanziaria regionale. Per la prima volta riusciamo a fotografare
la dotazione organica della nostra Regione e la riusciamo a
fotografare creando le condizioni anche per recepire alcuni
articoli che rendono, di fatto, questo articolo 55 un vero, serio,
percorso che poi sia la Commissione legislativa che il Parlamento
potranno attivare e consumare a 360 gradi con l'impegno del Governo
della Regione siciliana.
L'importanza di questo articolo, che vede anche recepire
l'emendamento 55.16 ed estende il codice Vigna all'Amministrazione
regionale e alle amministrazioni vigilate dalla Regione siciliana,
sta nel dare la possibilità di prorogare anche i contratti che,
annualmente, con attività di esercizio provvisorio, abbiamo sempre
ripreso e garantito.
Oggi, con questa azione, ritengo si voglia dare l'opportunità
all'Assemblea regionale di poter aprire un percorso, che è quello
di prendere in esame tutto il patrimonio umano che collabora e
lavora nell'Amministrazione, con contratti a tempo determinato,
nella consapevolezza, come ha detto l'onorevole Caronia, che
purtroppo vi sono state figure che sono state prorogate ed altre
che dovevano essere rinnovate e che il Parlamento non ha potuto
rinnovare già da passate legislature.
In questo modo si apre un percorso, faremo un'attività di piena
collaborazione con il mondo sindacale e con l'Assemblea; ma, di
fatto, questo rappresenta il primo momento indispensabile sia per
continuare a prorogare l'esistente, che nel tempo e negli anni è
stato prorogato, sia per potere finalmente fotografare la dotazione
organica che l'Amministrazione regionale, da tempo, doveva riuscire
a realizzare. Desidero fare correggere, signor Presidente, al comma
2, dove è scritto la rideterminazione periodica' deve diventare
rideterminazione annuale' e la rideterminazione annuale deve
sicuramente trovare il coinvolgimento del Parlamento della Regione.
PRESIDENTE. Con la precisazione del Governo, pongo in votazione
l'emendamento 55.17.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia non è
assolutamente attività ostruzionistica perché ritengo che la
materia è così delicata e non comprendo neanche la velocizzazione
di questa procedura, come non comprendo il silenzio di taluni
deputati, come ho detto poco fa, che nella loro vita hanno svolto
attività professionale di sindacalisti.
Signor Presidente, l'articolo 55, esattamente il comma 1
dell'articolo 55, manca dei presupposti minimi di sostegno
legislativo perché la determinazione numerica della tabella A non è
supportata da alcun documento presentato al Parlamento, è
esclusivamente una enunciazione di numeri a cui dobbiamo affidarci
secondo nessun tipo di principio. Questo deve essere chiaro a tutti
e deve essere chiaro al Commissario dello Stato, perché sarà una
delle nostre motivazioni per ricorrere sotto il profilo
costituzionale ad una forzatura legislativa che vuole anticipare,
prima della riorganizzazione, un passaggio obbligatorio che prevede
la legge su quella che deve essere la tabella e la stabilità della
pianta organica.
Quindi, quel comma 1 è illegittimo sotto il profilo costituzionale
in quanto viola, nei confronti del Parlamento, diverse norme dello
Statuto e perché non è stato consegnato a nessuno dei parlamentari
il supporto amministrativo-contabile dei numeri inseriti nella
tabella A.
Siccome noi non vogliamo fare la guerra a chi vuole stabilizzare i
regionali, a chi vuole stabilizzare i soggetti della Pumex o a chi
vuole stabilizzare i soggetti degli enti locali, questo voto non lo
esprimiamo né favorevole, né contrario né astenuto.
Affidiamo alla celerità di questo Parlamento una norma che non
solo zoppica, ma é senza gambe.
Non si riesce a comprendere questo tipo di atteggiamento e il
silenzio di molti parlamentari che sono complici di un'attività
amministrativa che non c'entra nulla con il comma 1 e con la
legislazione di cui dovremmo occuparci.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
continuare ad insistere ma, purtroppo, la materia è talmente
importante che credo non si possa liquidare con due parole giusto
perché abbiamo premura, perché questa finanziaria di 150 articoli
necessita di tempi stretti.
Credo che ci siano anche delle materie che vanno trattate con una
certa attenzione e, rispetto al voto di questo articolo, devo dire
che sono fortemente delusa e credo che con me lo saranno tanti
altri siciliani.
Mi dispiace sconfessare quello che ha detto l'assessore Cimino.
Purtroppo, tutti coloro i quali sono stati oggetto di quella
ingiustizia, nel senso che non sono riusciti a rientrare nelle
famose proroghe o, meglio, nei rinnovi, con questa norma non
avranno nessuna speranza di essere ripresi. Questi soggetti hanno
un contratto di lavoro a tempo determinato presso l'amministrazione
e, quindi, potrebbe essere data loro solo la possibilità della
stabilizzazione.
Per quei soggetti che hanno lavorato all'ARPA, al PON ATAS, nei
parchi, in atto nessun tipo di norma li salvaguarda; pertanto
quelle professionalità che tanto noi abbiamo considerato valide,
verranno perse qualora non fosse fatto nulla.
Quindi, credo che bisogna dire le cose come stanno: la materia è
molto complessa e richiede uno studio approfondito; ecco perché,
probabilmente, a volte si dicono delle imprecisioni senza volere
proprio perché, dando valore a quello che dicevamo sia io che il
collega Mancuso, la materia è talmente complessa - soprattutto
individua dei soggetti che, appunto, ripeto, sono in una condizione
di precarietà - e talmente delicata che, credo, avrebbe richiesto
maggiore attenzione da parte di questo Parlamento.
Io reitero ancora la richiesta, e la sottopongo anche ai colleghi,
che questa norma sia guardata con grande attenzione perché gli
effetti li vedremo nel tempo e quando avremo i cortei dei
lavoratori che verranno a lamentarsi, non dobbiamo chiederci come
mai, sapremo che anche grazie a norme che non sono chiare noi
avremo contribuito a non dare serenità a tante persone che oggi ci
stanno ascoltando e che aspettano risposte da noi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 55.17.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Con l'approvazione del suddetto emendamento, gli emendamenti 55.15
e 55.17 sono superati.
Si passa all'emendamento 55.18.1 bis:
«All'articolo 55 sono apportate le seguenti modifiche:
Al comma 4 è aggiunto il seguente periodo nonché, fino al 30
giugno 2010, l'utilizzazione dei soggetti di cui all'articolo 1,
comma 4, della medesima legge regionale.
Al relativo onere si provvede prioritariamente con le economie di
cui all'articolo 9 della legge regionale 8 novembre 2007, n. 21
nonché con le risorse dei programmi comunitari del Fondo per le
aree sottoutilizzate (FAS) 2007-2013 o del Fondo sociale europeo
(FSE) 2007-2013 .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 55.16, dell'onorevole Lupo.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Onorevoli colleghi, io credo che il merito della delibera di
Giunta n. 514 del 4 dicembre 2009 sicuramente è apprezzabilissimo
perché riguarda schema di norme per la redazione del codice
antimafia e anticorruzione della pubblica amministrazione. Però,
credo che sia molto irrituale recepire questa delibera
nell'ordinamento regionale con un regolamento a cui rinviamo ai
sensi dell'articolo 12 dello Statuto. Io penso che il Parlamento
ha diritto di approfondire un minimo questa delibera di giunta e
se, eventualmente, riterrà di farla propria, anche di approvarla in
quanto legge. Ma mi pare improprio che recepiamo nell'ordinamento
con regolamento una delibera di giunta di cui conosciamo soltanto
il titolo, che è lo schema di norme, della relazione. Mi sembra
anche un precedente pericoloso sul piano normativo, perché non mi
sembra il massimo della trasparenza. Quindi, io sono per esaminare
la delibera, se la condividiamo la facciamo legge, ma non mi pare
che possiamo rinviare ad un recepimento per regolamento.
CIMINO, assessore per l'economia. Capisco le perplessità
dell'onorevole Lupo, ma voglio ripetere come questa delibera non fa
altro che recepire letteralmente il lavoro della Commissione Vigna
che ha, di fatto, realizzato il codice anticorruzione e antimafia
delle pubbliche amministrazioni.
CRACOLICI. Ma la stiamo recependo con la legge sulla
semplificazione
CIMINO, assessore per l'economia. Secondo me, è bene che ciò possa
avvenire già in questo testo proprio perché ritengo l'articolo 55
consono in questo progetto.
CRACOLICI.. Ma la stiamo recependo con la legge sulla
semplificazione che è all'ordine del giorno dell'Aula. Recepirlo
con un regolamento per legge non è una cosa normale.
MANCUSO invece recepire una pianta organica è una cosa normale
CIMINO, assessore per l'economia. Indipendentemente dal precedente
stiamo recependo, di fatto, un codice che in Sicilia ha trovato la
sua estensione in questa delibera, che mi pare cosa buona e giusta
poter benissimo riprendere qui in Aula.
LUPO. Non stiamo recependo per legge la delibera, stiamo rinviando
ad un regolamento il recepimento nell'ordinamento per delibera che
è una cosa molto diversa.
PRESIDENTE. Assessore, la invito a riflettere sulla possibilità di
ritirare questo emendamento. L'articolo è già abbastanza completo
così.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, noi
insistiamo perché l'emendamento 55.16, che recepisce il codice
Vigna, sia votato.
PRESIDENTE. Gli uffici hanno riscritto l'emendamento 55.16.1, che
così recita: Le linee guida dell'Amministrazione, approvate con
delibera di Giunta regionale 4 dicembre 2009 n. 514, sono adottate
con regolamento ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto . Questa è
la formulazione.
LUPO. Vorrei chiedere di inserire almeno le parole previo parere
della competente commissione dell'Assemblea regionale .
PRESIDENTE. Va bene. Lo pongo in votazione in questa nuova
formulazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'
approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 55, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«CAPO II
Credito d'imposta regionale per l'incremento
dell'occupazione
Art. 56.
Soggetti beneficiari
1. Ai datori di lavoro, così come definiti nell'articolo 38 della
legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, che, nel periodo compreso tra
la data di pubblicazione della legge ed i dodici mesi successivi,
effettuino nel territorio della Regione nuove assunzioni di
lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati e disabili,
incrementando il numero di lavoratori dipendenti, è concesso un
contributo nella forma del credito d'imposta.
2. Nell'ambito dell'ammontare complessivo dei contributi da
concedere, su base annuale, il 60 per cento delle risorse è
assegnato prioritariamente secondo le seguenti percentuali:
a) 60 per cento alle micro imprese;
b) 40 per cento alle piccole e medie imprese.
3. Sono esclusi dalla fruizione del contributo di cui al presente
articolo:
a) i soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917;
b) i soggetti di cui all'articolo 1, comma 3, lettera d), del
regolamento (CE) 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008
(pubblicato nella g.u.u.e. n. L 214 del 9 agosto 2008)».
Si passa all'emendamento 56.11 dell'onorevole Musotto:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Nell'ambito dell'ammontare complessivo dei contributi da
concedere, su base annuale, le risorse sono assegnate
prioritariamente secondo le seguenti percentuali:
a) 70 per cento alle micro, piccole e medie imprese;
b) 10 per cento alle grandi imprese;
c) 20 per cento alle categorie residuali di datori di lavoro, così
come definiti nell'articolo 38 della legge regionale 6 agosto 2009,
n. 9.
Per la definizione di micro, piccole e media impresa si rinvia
all'allegato 1 del Regolamento CE
n. 800/2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione
europea del 9.08/2008.
- Aggiungere il seguente comma:
3. Nel caso di impresa subentrante ad altra nella gestione,
comunque assegnata, di un servizio pubblico anche gestito da
privati, il credito d'imposta spetta limitatamente al numero di
lavoratori assunti in più rispetto a quello dell'impresa
sostituita. Negli anni successivi a quello di subentro per il
calcolo dell'incremento occupazionale si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 47».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 56.12 del Governo:
«Il comma 3, lettera b), dell'articolo 56 è soppresso».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'
approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 46 e dei successivi 47 e 48. Do
lettura dell'articolo 46:
«TITOLO III
Disposizioni in materia di servizi pubblici locali e
di energia
Art. 46.
Interventi in favore dei comuni per il ripianamento
dei debiti.
Piano di rientro
1. La Regione, ferme restando le disposizioni previste
dall'articolo 61, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, concorre, secondo quanto previsto dal comma 8, al ripiano delle
passività residue maturate al 31 dicembre 2009 dai singoli comuni
per la copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione
integrata dei rifiuti sulla base dei contratti di servizio in
essere. A tal fine, l'intervento finanziario della Regione in
favore di ogni singolo comune tenuto conto della monetizzazione dei
crediti prevista dal citato articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, è fissato in misura percentuale
corrispondente al rapporto tra i pagamenti effettivamente
sostenuti e i costi del servizio contrattualmente fissati, a
decorrere dalla data di costituzione dei soppressi ambiti
territoriali ottimali. La misura percentuale sopra individuata,
applicata ai pagamenti effettivamente sostenuti dai singoli comuni,
non determina un intervento della Regione per un importo superiore
alle passività residue.
2. Il concorso della Regione di cui al comma 1 è concesso nella
misura integrale per quei comuni che, nell'ultimo triennio solare
antecedente a quello di entrata in vigore della presente legge,
abbiano assicurato una percentuale media del livello di pagamenti
effettivamente sostenuti a fronte dei costi del servizio
contrattualmente fissati non inferiore al 70 per cento o che
abbiano conseguito, nel medesimo periodo, un livello di raccolta
differenziata non inferiore a quello previsto, per l'anno 2013,
dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.
3. Il comune propone un piano di rientro dal debito complessivo,
asseverato dall'Autorità d'ambito, in cui siano specificati gli
obiettivi economici da raggiungere e la loro scansione temporale,
le misure da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi, le
modalità per il monitoraggio, la verifica della loro attuazione. Il
piano, che riguarda tutti i debiti nei confronti delle società
d'ambito, è approvato dall'Assessorato regionale dell'economia
d'intesa con l'Assessorato regionale dell'energia e i servizi di
pubblica utilità.
4. La sottoscrizione del piano di rientro è subordinata
all'avvenuta adozione, da parte del comune, degli atti necessari
per la copertura integrale dei costi di servizio di smaltimento dei
rifiuti contrattualmente fissati, secondo le modalità previste
dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, nonché per la copertura
integrale della propria quota parte dei debiti delle società
d'ambito ed è condizione fondamentale per accedere ai benefici
previsti dai commi 1 e 2.
5. La Regione eroga al comune la somma di cui ai commi 1 e 2 in
dieci annualità.
6. I comuni possono cedere le somme trasferite dalla Regione, per
le finalità del presente articolo, ai consorzi e società d'ambito
di cui al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, posti in liquidazione nonché ai soggetti ai quali viene
intestata la gestione liquidatoria dei citati consorzi e società
d'ambito.
7. Le anticipazioni di cui al comma 1 devono essere restituite
entro dieci anni.
8. Il rimborso è rateizzato in quindici annualità, senza oneri
accessori, laddove il singolo comune raggiunga, nel triennio
successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un livello
di riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all'85
per cento.
9. Ai comuni che, nell'ultimo triennio solare antecedente a quello
di entrata in vigore della presente legge, abbiano assicurato
l'integrale pagamento dei costi del servizio contrattualmente
fissati è assicurata una premialità nell'attribuzione delle risorse
derivanti dal Fondo delle Autonomie'.
10. Per le finalità di cui all'articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, le società d'ambito poste in
liquidazione ai sensi dell'articolo 19, comma 1, della legge
regionale 8 aprile 2010, n. 9, possono realizzare operazioni
finanziarie anche a medio e lungo termine cui sono destinate
prioritariamente le risorse di cui all'articolo 21, comma 17,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19. Con decreto
dell'Assessorato regionale dell'economia, dipartimento regionale
del bilancio e del tesoro, ragioneria generale della Regione, da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge sono stabiliti le modalità ed i termini di utilizzo
delle suddette risorse.
11. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, dopo le parole i rapporti giuridici dei consorzi e
delle società d'ambito in corso' e prima delle parole confluiscono
in un'apposita gestione liquidatoria' è inserito il seguente
periodo ivi inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre 2008
dalle società d'ambito di cui al comma 1, nonché tutti i rapporti
attivi e passivi delle stesse società d'ambito e relativi alle
operazioni finanziarie dell'articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6'.
12. Per la realizzazione delle finalità di cui all'articolo 61
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, ai commissari ad acta
nominati dalla Regione presso i comuni sono attribuiti tutti i
poteri relativi alla gestione della partecipazione sociale dei
comuni nelle società d'ambito per la gestione ordinaria e
straordinaria delle società stesse nonché tutti quelli relativi
alla definizione dei rapporti tra comuni e società d'ambito e in
generale per la stipula ed attuazione delle operazioni finanziarie
nello stesso previste.
13. Per le finalità del presente articolo, nonché per la completa
attuazione dell'articolo 61, comma 1, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, è autorizzato, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2010, un limite di impegno decennale di 50.000 migliaia
di euro annui».
Si passa all'emendamento 46.1 dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 46.10 dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 46.11 dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 46.2, dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 46.12 dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19,39, è ripresa alle ore 20.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo sospeso l'Aula in fase di
discussione degli articoli 46, 47 e 48. Vi informo che è in corso
una riunione tra i tecnici per migliorare il testo e predisporre un
emendamento di riscrittura.
Intanto, si riprende l'esame dell'articolo 20, in precedenza
accantonato
Gli emendamenti 20.13 dell'onorevole Maira, 20.14 e 20.15 degli
onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, e 20.2,
dell'onorevole De Luca, soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi, sono stati ritirati.
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 20.22,
dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzi tutto
desidero puntualizzare come quest'articolo sia assolutamente
generico e vago, ragione per cui mi aspettavo che la riscrittura
del Governo avrebbe in qualche modo colmato alcuni vuoti e,
soprattutto, avrebbe inserito alcune indicazioni che ieri, dagli
interventi in Aula, sembravano emergere e sembravano essere
abbastanza chiare a questo Governo. Evidentemente non è stato così,
come d'altronde tutto quello che sta contraddistinguendo questa
seduta
Ieri il Governo aveva assunto l'impegno di riscrivere questa
norma, che risulta una norma- manifesto, che non sancisce nessun
principio e rimanda ad un secondo momento la trattazione del tema.
Credo che, dopo aver approvato decine di norme che, di fatto,
rimandano ad un lavoro successivo, che dovrà essere fatto nelle
Commissioni di merito prima e di nuovo in quest'Aula poi, bisogna
fare una valutazione.
Se bisogna produrre norme perché dobbiamo dimostrare che, alla
fine, il Partito Democratico è riuscito, assieme al PDL Sicilia e a
questo Governo, a portare a casa un risultato che poi sarà un
risultato positivo per i siciliani, allora questo risultato
probabilmente si sta per raggiungere.
Se invece dobbiamo fare cose che possono avere una durata, che
possono non essere impugnate dal Commissario dello Stato, che
possono avere una valenza e una validità per i siciliani, credo che
dovremmo porre attenzione a quello che si scrive. E rispetto a
questo, ieri avevo consigliato al Governo - anche in maniera
informale - di prendere in considerazione l'espressione impresa
pubblica che viene riportata all'interno di questo articolo.
Se lasciassimo tale dicitura, si darebbe adito ai lavoratori che
lavorano presso società di natura privatistica di ritenere di
essere assimilati al personale regionale e la Regione ne avrebbe
sicuramente un nocumento e, se ci fossero anche ricorsi,
potrebbero anche essere vinti.
Ragione per quale ho formulato questo emendamento, che appunto
sostituisce le parole impresa pubblica con le parole impresa
comunque di natura privatistica . Faccio riferimento a questo
poiché i sindacati hanno lamentato più volte che, a seguito di
contenziosi che sono stati aperti e che sembrano essersi conclusi,
l'amministrazione è risultata perdente appunto perché da alcune
circolari che sono state emesse da società, come per esempio la
Beni culturali Spa, emerge che la natura del rapporto è configurata
ed assimilabile alla natura di lavoro pubblico del comparto
pubblico.
Quindi, farei molta attenzione nel riscrivere l'emendamento,
probabilmente una riscrittura del Governo sarebbe stata opportuna
per valutare anche quest'aspetto.
Io l'ho puntualizzato, lascio al Governo le valutazioni del caso,
fermo restando che continuo a confermare il mio giudizio
assolutamente non positivo nei confronti di una norma che non
individua se non un periodo di tempo, appunto trenta giorni, entro
i quali, comunque, doveva essere prodotta la vera norma ed entro i
quali bisogna capire quali sono le aree strategiche che
effettivamente la Regione intende portare avanti.
Faccio presente, inoltre, che per quanto riguarda una domanda che
le avevo posto, Assessore, chiedo la sua attenzione, perché è la
terza volta che le reitero un quesito e mi auguro che anche per
buona creanza mi dia una risposta, dato che abbiamo cominciato
questa finanziaria con un interrogativo che riguardava la Siremar.
Anche oggi c'è stata un'ulteriore notizia a mezzo stampa e abbiamo
la possibilità di sapere che un tavolo di concertazione, dove
siederanno anche Siremar e Regione Sicilia, avrà come oggetto la
gara per l'acquisizione del pacchetto Tirrenia-Siremar, visto che
la Regione partecipa a questi tavoli, visto che c'è una politica
ben precisa, visto che a seguito della procedura di manifestazione
di interesse, la Mediterranea Holding, di cui fa parte la Regione,
ha continuato a mostrare interesse per l'acquisto del pacchetto
azionario Tirrenia-Siremar e visto che anche le banche hanno dato
copertura alla Regione, per cui continua a mandare avanti il
percorso di manifestazione di interesse e quindi l'interesse della
Regione all'acquisizione del pacchetto Tirrenia-Siremar, chiedo per
la terza volta al Governo che mi venga data, quanto meno per buona
creanza, una risposta.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, insistiamo sull'articolo così come è stato riscritto
dalla Commissione Bilancio, perché questo articolo era stato
presentato diversamente dal Governo e, di fatto, realizzava tempi
più celeri.
In Commissione Bilancio è stato riscritto ed ha creato le
condizioni di non essere sicuramente una norma-manifesto, ma di
essere una norma di programmazione, si chiederà a noi come Governo
e a voi come Parlamento di potersi esprimere su un'attività di
razionalizzazione e di migliore concertazione nell'ambito delle
società regionali, tant'è che il terzo comma di quest'articolo è
tra le novità che l'onorevole De Luca ha voluto inserire,
individuando anche un parere vincolante della Commissione Bilancio
in cui devono poter essere individuate ulteriori aree strategiche.
Ritengo che questo sia un buon articolo, soltanto al comma 5, dove
è scritto le disposizioni di cui al presente articolo occorre
scrivere le disposizioni di cui al comma 4 , poi l'articolo va
bene così.
Spero che la Presidenza lo ponga in votazione e subito dopo
chiederò la parola per poter relazionare l'onorevole Caronia sul
tema della Siremar.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
chiarire che al comma 1 dove si parla di impresa pubblica,
ovviamente non si intende ente pubblico, si parla di una
particolare figura del diritto societario che riguarda le società
di diritto privato e, in particolare, tra le società partecipate
della Regione, come impresa pubblica rientra la società Sicilia
Acque, in cui la Regione siciliana, pur avendo una quota azionaria
minoritaria, esercita un potere strategico di controllo proprio
grazie al fatto che Sicilia Acque è una impresa pubblica. Quindi
non sono due parole inserite lì per caso, ma sono inserite proprio
nella riscrittura dell'articolo che è stata formulata dalla
Commissione Bilancio, che ritengo assolutamente opportuno mantenere
e che nulla ha a che fare con gli enti pubblici.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente vorrei
rappresentare al Governo la necessità di inserire, oltre alle aree
strategiche, così come sono declinate in questo articolo che
comunque, a quanto pare per voce del Governo, rimarrebbe così com'è
formulato, un'ulteriore area strategica, che esiste in un mio
emendamento e che è quella dell'agro-alimentare.
Noi abbiamo un ente, i mercati agro-alimentari di Sicilia con sede
a Catania, che hanno avuto un finanziamento di settanta milioni di
euro. L'anno scorso li abbiamo rifinanziati con ulteriori sei
milioni e mezzo di euro. Stiamo portando a completamento questa
opera e, allora, è giusto che nel piano della razionalizzazione dei
vari enti e delle varie società partecipate della Regione ci sia
un'area strategica che riguardi proprio l'agro-alimentare, per cui
chiedo al Governo di poter apprezzare questo emendamento che, alla
fine, non fa altro che aggiungere un'ulteriore area strategica,
l'agro-alimentare che, secondo la norma, così come è stata
predisposta in Commissione Bilancio, nella stessa area strategica è
carente.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per fare presente
quella che è stata l'attività della Commissione.
Nel prendere atto della indicazione dell'onorevole Falcone, vorrei
fare presente all'Assemblea che già con il comma 3 dell'articolo,
dove la Commissione dovrebbe poter determinare un'attività anche di
programmazione, è previsto che la Commissione possa individuare
ulteriori aree strategiche.
Questo al fine di consentire un ampio lavoro e, pertanto, in
quella sede ogni valutazione sarà sicuramente motivo di
approfondimento.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ma anche lei brevemente, dobbiamo
regolamentarci sui tempi perché siamo in dirittura di arrivo.
DE LUCA. Signor Presidente, stringerò anch'io i tempi, anche
perché in merito avevo già parlato.
Desidero soltanto precisare qualche aspetto.
Prendo atto che il Governo su questa tematica quanto meno già
comincia a fare un primo passo avanti. Le mie riserve sull'articolo
sono quelle che ho già espresso quando abbiamo aperto il dibattito
su questo tema: ritengo che il comma 2, comunque, sia una norma
aperta per come prevede il comma 3; d'altronde l'assessore Cimino
ha ricordato che in Commissione Bilancio avevo posto la questione e
il comma 3 è frutto di una valutazione per cui, poi, unanimemente
la Commissione Bilancio ha fatto in modo da lasciare questa
individuazione delle aree strategiche come norma aperta.
Però, assessore Cimino, mi permetto solo un suggerimento che
riguarda una tematica molto ampia: è strano che nell'elencazione di
base manchino le attività produttive, lo dico francamente. Quindi,
direi almeno il tema di un'attività produttiva è il minimo che si
possa fare, tenendo conto che poi il comma 3 consentirà, anche
nell'ambito della Commissione Bilancio, di poter fare un
ragionamento. Le attività produttive credo siano elemento
essenziale del tema già di partenza, proprio perché sono
esattamente i temi che riguardano più società partecipate e anche
perché il Governo, per quanto riguarda questa tematica così ampia,
non può considerarla già nella fase preliminare un'area strategica.
Per il resto, invito il Governo a fare la stessa operazione ma con
modalità diverse, per quanto riguarda gli enti e gli istituti che
esistono in ambito regionale, che sono una miriade, e che si faccia
un percorso condiviso di semplificazione e di razionalizzazione
anche in questo ambito e, di conseguenza, pure sotto questo
profilo, dare una risposta di risparmio e di razionalizzazione, per
come già si evince come inizio di percorso nell'articolo 20.
Chiedo al Governo di formalizzare un subemendamento, semplicemente
aggiungendo le attività produttive come tematiche di base.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 20.22,
dell'onorevole Caronia?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.10, dell'onorevole Lupo.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 20.3 e 20.16 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Falcone, Pogliese,
Vinciullo, Buzzanca e Caputo, l'emendamento 20.11, che così
recita:
«Al comma 2, dopo la lettera k) è aggiunta la lettera l) con le
parole settore agroalimentare .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli D'Agostino e
Musotto l'emendamento 20.20, che così recita: «Al comma 2, dopo la
lettera k) è inserita la seguente l) a salvaguardia del territorio
e dell'ambiente ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi;
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Greco, Mineo,
Aricò e Adamo l'emendamento 20.21, che così recita: «All'articolo
20, al comma 2, è aggiunta la seguente lettera l) energia ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 20.4, 20.17, 20.5, 20.18, 20.6 e 20.19 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.12, degli onorevoli Apprendi,
Marinello, Panepinto e Raia.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Ma questo non è stato già fatto?
Mi pare una forzatura
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ritirerò
questo emendamento e chiedo al Governo di dare parere favorevole
perché credo che questo Parlamento debba esercitare un minimo di
controllo analogo sulle società partecipate della Regione, cosa che
oggi non è assolutamente possibile fare; anzi, quando i
parlamentari chiedono di avere informazioni o notizie sull'attività
di queste aziende, spesso non possono averle.
Quindi, il fatto di passare dalla Commissione competente per poter
avere un minimo di controllo analogo, credo sia un fatto legittimo
cui il Governo deve dare parere favorevole.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi pare un
forte appesantimento, se possibile con cadenza annuale, ma con
cadenza trimestrale mi sembra esagerato. Lo recepiamo con cadenza
annuale. Posso correggerlo personalmente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate ma gli uffici mi dicono
che l'emendamento 20.12 è inammissibile.
L'emendamento 20.24 del Governo e il subemendamento 20.24.1
dell'onorevole Caronia sono inammissibili, così come gli
emendamenti 20.26 e 20.29.
Si passa all'emendamento 20.30, a firma del Governo. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Ma
se abbiamo razionalizzato come facciamo ad allargare di nuovo.
Basta
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Di che cosa stiamo parlando, Assessore?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, siccome
ho ascoltato un po' di emendamenti che sono stati ulteriormente
introdotti, relativi ad aree strategiche o considerate tali, che
prevediamo in questa norma, ora sento questa delle gestioni
autostradali. Mi sembrava che ci fosse una procedura di
privatizzazione. Allora, vorrei ricordare di che cosa stiamo
parlando.
Questa norma è frutto di un compromesso, per la verità non è
proprio splendida, è una norma che rinvia. Ma area strategica
significa che facciamo, in quei settori, società a partecipazione
pubblica maggioritaria, cioè stiamo stabilendo che facciamo società
pubbliche maggioritarie in una serie di settori dove, addirittura,
alcune non ci sono neanche, per esempio nell'energia, e in altri
ancora.
Vorrei ricordare che dovremmo ridurre le società, non vorrei che
con questa norma ne creiamo di più di quelle che c'erano.
Fortunatamente, il fatto che si individui un'area strategica non
vuol dire che ci sarà l'obbligo di fare la società.
Però suggerirei di evitare di ampliare tutto perché la ratio della
norma è che delle 27-28 società partecipate a maggioranza o a
minoranza della Regione, alla fine della giostra, dovremmo arrivare
a 13 o 14, cioè ridurre almeno della metà quelle che ci sono, e non
vorrei che alla fine ne facciamo più di quelle che c'erano prima.
Ecco perché, se non prevediamo di gestire pubblicamente le
autostrade, si possono fare comunque anche a quota minoritaria, non
è strategica, cioè l'attività strategica è soltanto relativa a
quelle attività per le quali la Regione prevede di fare società a
capitale pubblico maggioritario o totalmente a capitale pubblico,
mentre quelle di partecipazione minoritaria sono un'altra cosa che
non riguarda le aree strategiche.
Quindi, suggerirei al Governo di evitare di ampliare a dismisura
settori i quali, se si può fare, li gestisce la Regione, altrimenti
li gestisce il mercato, cioè il privato; evitiamo che la Regione
gestisca. Vedete, l'ideologismo produce danni, perché il privato
può gestire una autostrada, non deve farlo il pubblico. Chiaro?
Mentre penso che sia meglio che il pubblico gestisca l'acqua.
PRESIDENTE. Il Governo lo ritira? Se lo ritira, non c'è più
bisogno. Vi è solo un ultimo emendamento.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, la predisposizione dell'Aula, di tutti
i parlamentari è quella di arrivare alla fine di questa
finanziaria. Pertanto vorrei invitare il Governo a finirla con
questo atteggiamento col quale ci ripropone norme stralciate e ci
fa correre da tutte le parti cercando di inserire tutto ciò che
ritiene perché forse gli sembra che siamo disattenti. Basta
Gli emendamenti sono quelli presentati, che hanno già i
parlamentari; altrimenti, signor Presidente, saremo costretti a
chiederle un'altra mezz'ora di sospensione se il Governo ha
intenzione di presentare ulteriori emendamenti. Pertanto, invito il
Governo a lasciare in pace l'Aula con questi foglietti volanti
perché riteniamo che questo tipo di attività, poi, rischierebbe di
allungare i tempi per chiudere questa finanziaria.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, mi scuso per l'insistenza ma ho cercato
e ricercato nel bozzone degli emendamenti e non ho trovato un mio
emendamento, dopo il comma 4, sempre all'articolo 20, che ipotizza
la costituzione dei consigli di amministrazione delle società
controllate dalla Regione fatta per il 50 per cento di donne e per
il 50 per cento di uomini. Non lo trovo.
Vorrei sapere se è stata una mera dimenticanza o che cosa. Le
sarei grato.
PRESIDENTE. Di quale emendamento si tratta, onorevole Gianni?
GIANNI. Mi consente di avvicinarmi?
PRESIDENTE. Prego. Nel frattempo, assessore Cimino, rimane
l'ultimo emendamento, il 20.27, a firma del Governo, che così
recita: «Al punto 5 sostituire le parole al presente articolo con
le parole al comma 4 .»
Se potesse illustrarlo perché non si riesce a comprendere.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, al 5 comma le
parole Le disposizioni di cui al presente articolo' vanno
sostituite con le seguenti Le disposizioni di cui al comma 4'.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Voglio fare presente al Governo e alla Presidenza che l'emendamento
20.29
CIMINO, assessore per l'economia. Questo è inammissibile.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Allora questo è inammissibile. Quello ammissibile ce lo volete fare
leggere?
PRESIDENTE. Lo ha appena spiegato l'assessore Cimino.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, l'emendamento 20.29 ci ha infastidito
perché era stato già depennato e il Governo non si può permettere
di ripresentarlo.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, la Presidenza lo ha dichiarato
inammissibile. Quindi è una discussione assolutamente superata.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, voglio dire che si tratta di una
questione di dignità della nostra posizione. O siamo rispettosi dei
ruoli, oppure non abbiamo che fare. Va bene, chiarito, è stato
ritirato perché lei brillantemente
PRESIDENTE. No, è stato dichiarato inammissibile, che è diverso.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Ne prendo atto e di questo esprimo apprezzamento, però resta il
fatto che questo emendamento, per un fatto di rispetto
istituzionale e di dignità dell'Aula, non andava presentato dal
Governo perché è stato oggetto di ampia discussione in Commissione,
dove é stato detto che era argomento da trattare in altra sede e,
pertanto, giustamente ritengo che non andava fatto questo
tentativo.
PRESIDENTE. Per fortuna esiste l'ufficio di Presidenza.
Il parere della Commissione sull'emendamento 20.27?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, ribadisco che c'è un emendamento che
abbiamo presentato e che, purtroppo, non troviamo, ci sarà stata
una dimenticanza da parte degli uffici. Abbiamo anche il timbro
sulla ricevuta, ma l'emendamento non c'è all'interno del bozzone.
Questo emendamento recita che sia data la possibilità di comporre
i consigli di amministrazione delle società controllate della
Regione, in ugual misura, tra il sesso maschile e femminile, 50 per
cento e 50 per cento. Vorrei farglielo apprezzare, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, me lo faccia leggere. Eppure,
onorevole Gianni, come è strana la vita Lo leggo all'Aula,
assessore Cimino, mi ascolti:
emendamento aggiuntivo all'articolo 20 (presentato nei termini):
«Dopo il quarto comma aggiungere il seguente: Le società a
partecipazione regionale garantiscono all'interno dei propri organi
amministrativi che il riparto degli amministratori sia effettuato
assicurando l'equilibrio tra i generi. L'equilibrio si intende
raggiunto quando il genere meno rappresentato all'interno
dell'organo amministrativo ottiene almeno un terzo degli
amministratori. »
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rallegrarmi
con il collega Gianni
PRESIDENTE. Ha cambiato idea nel tempo, no?
CORDARO. Credo che molti di noi ricorderanno come l'onorevole
Gianni, già noto per la sua pluriennale e prestigiosa attività
politica, divenne ancora più noto avendo detto una frase che restò
storica al Parlamento nazionale e che si dice abbia fatto piangere
un attuale ministro della Repubblica di sesso femminile. Oggi,
l'onorevole Gianni rinsavisce.
Io non so come sarà possibile rispettare la parità tra uomo e
donna, posto che i consigli di amministrazione sono tutti di numero
dispari e per legge non può che essere così perché deve esserci una
maggioranza ed una opposizione. Però, il rinsavimento
dell'onorevole Gianni mi fa sperare e la speranza è quella che,
prima o poi, anche l'onorevole presidente Lombardo possa rinsavire
e tornare a rispettare il voto degli elettori.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, questo emendamento è apprezzabile
sul piano dei contenuti, ma la invito trasformarlo in ordine del
giorno che il Governo certamente accoglierà con grande favore.
Pongo in votazione l'articolo 20, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 21, in precedenza accantonato.
Ne do lettura:
«Articolo 21
Personale Società Terme di Sciacca e Società Terme
di Acireale
1. Il personale delle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme di
Acireale S.p.A. poste in liquidazione gode delle stesse garanzie
occupazionali previste per i dipendenti delle società che sono
dismesse a seguito dell'applicazione di quanto previsto dal
precedente articolo. Nel caso in cui lo scioglimento delle società
termali preceda l'attuazione del precedente articolo, l'Assessore
per l'economia provvede con proprio decreto, nelle more, ad
assicurare l'occupazione del personale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dalla Commissione: 21.14;
-dall'onorevole De Luca: 21.1;
-dall'onorevole Maira: 21.10;
-dagli onorevoli Leontini ed altri: 21.11;
-dall'onorevole Ammatuna: 21.13;
-dall'onorevole Cracolici: A477;
-dall'onorevole Adamo: A598;
-dagli onorevoli D'Agostino ed altri: A3;
-dagli onorevoli Panepinto ed altri: A516.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere alcuni chiarimenti all'assessore Cimino in riferimento
all'articolo 21 che tratta della Società Terme di Sciacca e Terme
di Acireale. L'ultimo comma recita: Nel caso in cui lo
scioglimento delle società termali preceda l'attuazione del
precedente articolo, l'Assessore per l'economia provvede con
proprio decreto, nelle more, ad assicurare l'occupazione del
personale .
Va tutto bene, però c'è un problema: tre anni fa, se non ricordo
male, si è proceduto alla ricapitalizzazione della Società e in
quell'occasione gran parte del personale fu mandato presso vari
enti, Comuni e Uffici periferici. La norma mi sembra che non
chiarisca quale personale rientrerebbe in questa eventuale
mobilità. Quanto è il personale e fino a quale data il personale
sarà poi, eventualmente, collocato nella pubblica Amministrazione?
La norma è troppo generica.
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 21.1, 21.10 e 21.11 sono
stati ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegare
non solo all'onorevole Apprendi, ma anche all'Aula che questo
articolo ha avuto una sorte un po' travagliata anche in
Commissione, siamo stati un po' imprecisi nelle comunicazioni.
Manca del testo base che è l'emendamento 21.14, senza il quale non
si spiega e non si sostiene il testo che all'origine era stato
presentato dall'onorevole Di Benedetto, e che andava a tutela solo
ed esclusivamente del personale delle Terme di Sciacca, e non di
Acireale.
Quindi, leggere l'articolo 21 senza l'emendamento 21.14 crea,
giustamente, i problemi che ha citato prima l'onorevole Apprendi.
Con l'approvazione dell'emendamento 21.14, che altro non è che il
comma 10 del vecchio articolo proposto dal Governo, l'articolo 21
invece ha un senso.
Per questo motivo prego l'Aula, se vuole dibattere - ma spero non
ve ne sia troppa necessità -, di vederlo come un tutt'uno;
altrimenti il rischio è che il dibattito sia stentato, impreciso e
confusionario.
Ovviamente, signor Presidente, si tratta di far sì che il Governo
possa immediatamente attivare le procedure di liquidazione delle
Terme S.p.A. sia di Acireale che di Sciacca, perché la necessità è
improcrastinabile in quanto ci sono avvisi di pignoramento
immediati che, se non vanno repentinamente affrontati, rischiano di
farci perdere anche il patrimonio immobiliare che in questo modo si
intende tutelare, difendere e restituire alla disponibilità della
Regione siciliana.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 21 per sottolineare quanto ha detto l'onorevole
D'Agostino in riferimento ad alcuni passaggi che si sono consumati
in Commissione, ma che, tuttavia e soprattutto, hanno visto
arrivare in Commissione questo articolo monco. L'articolo 21, che
riguardava le Terme di Sciacca, alle quali correttamente e
giustamente si sono aggiunte quelle di Acireale, in realtà non
aveva previsto, nel disegno originario pervenuto in commissione,
alcuna tutela per il personale.
E' stato grazie ad un emendamento che l'UDC ha presentato in
Commissione, recepito dall'Aula, a firma mia, dell'onorevole Dina e
dell'onorevole Cascio Salvatore, che per fortuna abbiamo fatto uno
studio approfondito e individuato questa clamorosa defaillance del
Governo, che si era occupato della parte relativa alla
privatizzazione delle Terme di Sciacca e di Acireale senza
minimamente occuparsi della fine che avrebbe fatto il personale
assunto, a suo tempo, a tempo indeterminato.
Allora, io accolgo, perché è un'ulteriore precisazione,
l'emendamento 21.14, che poi non per nulla è firmato dal presidente
della Commissione Bilancio, e lo accolgo perché credo che così
completiamo un quadro che finisce per andare nella direzione voluta
inizialmente, che era quella, in un momento di crisi come quella
attuale, di privatizzare le Terme di Sciacca e di Acireale
prevedendo tempi, modi e, soprattutto, tutela per i lavoratori.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante
l'intervento che ho avuto modo di fare nel corso della discussione
generale ho inteso esternare alcune riflessioni su questa tematica,
riflessioni che voglio ribadire all'interno della discussione su
questo articolo e sull'emendamento a cui faceva giustamente
riferimento l'onorevole D'Agostino.
C'è assoluta necessità di accelerare un percorso di
privatizzazione per le strutture termali della nostra Regione,
nella consapevolezza del fallimento di un altro percorso
imprenditoriale pubblico che ha prodotto enormi disastri per le
casse della nostra Regione, coerentemente con quello che
quest'Assemblea durante la scorsa legislatura, precisamente nel
2007, ebbe modo di affrontare e di varare, attraverso la legge 11
del 2007.
La legge 11 del 2007 - ricordo a me stesso e ricordo a tutti voi -
immaginava di accelerare un percorso che, attraverso il ruolo
dell'assessorato del turismo, individuava un advisor che potesse
collocare nel mercato la partecipazione azionaria della Regione. E
tutto ciò coerentemente con quello che è accaduto nel resto del
Paese, laddove si è concretizzato un percorso di privatizzazione
che - come ho detto nell'intervento di qualche giorno fa - ha
prodotto enormi benefici per il territorio in cui insistono quelle
strutture termali.
Ho ricordato - e lo voglio fare anche in questa sede - le
strutture di Sirmione e di Castrocaro, dove si è registrato un
aumento del 30 per cento del fatturato, a differenza di quanto è
accaduto in Sicilia.
Per ovvie ragioni territoriali, conosco la realtà di Acireale,
così come l'onorevole D'Agostino, e non posso che ricordare anche
in questa occasione quello che si è verificato prima
dell'approvazione di quella legge del 2007, laddove vi erano in
organico 104 unità di personale, di cui oltre sessanta erano
amministrativi. Grazie a quella legge, si è avviato un percorso
attraverso il quale le unità di personale che sono rimaste
all'interno di quella struttura sono oggi diciassette,
assolutamente sufficienti anche per rendere appetibile quella
struttura al mercato e a imprenditori privati che, mi auguro nel
più breve tempo possibile, possano immaginare di rilevare la
partecipazione azionaria della Regione.
Per non parlare poi, come ricorderà l'onorevole D'Asero, anche di
altre anomalie che si sono registrate nella struttura termale
siciliana, dove il canone di affitto per una struttura alberghiera
che è stata costruita dalla Regione attigua alle Terme di Acireale
era nettamente inferiore rispetto alle rate di mutuo che la Regione
stessa ha dovuto contrarre per costruire quell'albergo.
Ecco perché, e mi avvio alla conclusione, credo che ci sia
l'assoluta necessità di accelerare questo iter e credo che ci sia
l'assoluta necessità di approvare l'emendamento 21.14.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il tema è un po' delicato e particolare:
parliamo delle sorti di alcune realtà che esistono in questa nostra
Regione. Non entro nel merito di questo emendamento, però voglio
fare una premessa, e mi rivolgo in particolare al Presidente della
Regione.
Sulla questione relativa alle Terme, anni or sono questo
Parlamento ha legiferato istituendo un ruolo unico ad esaurimento
ed avviando un processo di privatizzazione. La privatizzazione, in
questi anni, è consistita nel fatto che le Aziende autonome sia di
Sciacca sia di Acireale sono state poste, di fatto, in
liquidazione, anche se questa procedura di liquidazione ancora non
è stata ultimata, nonostante siano passati tantissimi anni; ma,
dall'altro lato, sia le Terme di Sciacca che quelle di Acireale -
in particolare, la struttura a servizio delle Terme e quindi gli
stabilimenti e quant'altro - hanno subìto negli anni un
depauperamento degli immobili, e ci sono stati diverse volte
interventi di carattere vandalico.
Onorevole Presidente della Regione, vorrei comprendere qual è la
posizione del Governo e perché si sono costituite queste società
per azioni, di fatto rimaste in capo alla Regione per il 100 per
cento, e si sono costituiti dei Consigli di amministrazione che
sono serviti solo ed esclusivamente ad appannaggio del precedente
Governo. Adesso, devo dire che, quanto meno, si sono tolti i
Consigli di amministrazione e si è nominato un amministratore
unico.
Vorrei capire, prima di discutere nel merito l'emendamento, qual è
la strategia del Governo della Regione, quale tipo di progetto
industriale vuole fare sulle Terme di Sciacca e di Acireale.
Ma perché porre nuovamente in liquidazione le società per azioni,
con tutto ciò che è avvenuto?
Mi risulta che solo quest'anno le Terme di Sciacca hanno un
bilancio con oltre due milioni di euro di perdita: parliamo di 4
miliardi delle vecchie lire, solo per quest'anno. E noi continuiamo
a pagare debiti Dall'altro lato, abbiamo dislocato il personale
che lavorava lì nei vari uffici della Regione siciliana, nei vari
assessorati, attraverso il ruolo ad esaurimento unico e l'azienda
delle Terme, la struttura alberghiera, che è qualcosa che ancora
funziona delle Terme, perchè molte cose non funzionano, ha visto
disattivate le convenzioni che aveva in essere.
Allora, vorrei capire qual è l'idea, qual è il piano strategico
che si vuole dare il Governo della Regione e si vuole dare questo
Parlamento. Ma la proposta, chiaramente, non può che partire dal
Governo della Regione.
Si doveva fare un avviso pubblico per stabilire chi doveva essere
il partner della gestione; sono passati tanti anni, se non erro
l'articolo 119 si riferisce al 1999, siamo giunti al 2010, sono
passati circa undici anni e ancora nulla si è fatto. Colgo
l'occasione affinché il Governo della Regione, con i suoi
strumenti, accerti se ci sono delle responsabilità da parte degli
amministratori che hanno amministrato in questi anni le aziende, le
società per azioni.
Vorrei comprendere qual è il percorso che ci dobbiamo dare,
certamente per il comune di Sciacca, perché la storia delle Terme
la conosciamo tutti, nata da una sorta di sottoscrizione popolare,
di azionariato popolare. E, allora, si potrebbe attivare questo
percorso della sottoscrizione popolare da parte delle comunità che
vivono in quelle città: mi riferisco a Sciacca ed anche ad
Acireale; ma per fare questo occorre avere una strategia.
Ripeto, cosa intende fare il Governo della Regione? Ad oggi non si
comprende, perché anche questa norma è una norma come suole dirsi
transitoria; non penso che sia intenzione del Governo della
Regione, di fatto, regalare il patrimonio delle Terme di Sciacca,
che non è un patrimonio solo sul piano del valore economico, ma
anche un patrimonio di quelle comunità, di quelle città, di Sciacca
e di Acireale. Ed è per questa ragione che non basta solo ed
esclusivamente tutelare i lavoratori, che è giusto che si faccia
ma, rispetto a questo processo di privatizzazione, è giusto sapere
come ci si intende muovere. Ed è per questa ragione che, a mio
avviso, l'emendamento 21.14 andrebbe emendato quanto meno con la
presenza, nel pacchetto azionario di queste società, del Comune -
dove si trovano allocate - quale elemento di garanzia, cosicché la
comunità abbia la possibilità, insieme alla Regione, di vigilare su
questo processo di privatizzazione.
Sono degli interrogativi che io rivolgo al Governo della Regione,
e li rivolgo al Presidente Lombardo in quanto massima istituzione
del Governo, espressione, appunto, del Governo della Regione.
Diversamente, è un cane che si morde la coda , abbiamo
privatizzato detenendo il 100 per cento del capitale delle società
per azioni ed ora sciogliamo e, quindi, continuiamo a pagare debiti
su debiti: non c'è una strategia sul piano aziendale
L'emendamento A516 prevede che il Comune, o meglio i comuni di
Sciacca e di Acireale, insieme alla Regione, possono vigilare sul
processo di privatizzazione, ed è un nodo che occorre sciogliere
prima di discutere nel merito l'emendamento.
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido gli
interventi dei colleghi Marinello, D'Agostino e Pogliese, visto che
anch'io ho il piacere di vivere in una città come Catania e conosco
bene la realtà di Acireale.
Non capisco, però, perché l'onorevole Marinello richiama il
Governo precedente, come se in realtà ci fosse differenza tra il
Governo precedente e l'attuale nell'affrontare le stesse realtà. Mi
preoccupo perché non vorrei che sol perchè oggi il collega
Cracolici nel trovare un modo per dare delle risposte attinenti
alle istanze, si pensi che questo Governo sia totalmente diverso da
come il precedente Governo esercitava il sistema per riempire i
Consigli di amministrazione. Dobbiamo smetterla di fare pura
demagogia e tentare di riuscire, non solo a garantire i lavoratori
dipendenti, ma dobbiamo cercare di migliorare la qualità di vita
dei concittadini tutti.
MARINELLO. Signor Presidente, avevo chiesto al Presidente della
Regione come si pone il Governo dopo lo scioglimento delle Società.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, il Presidente della Regione non è
obbligato a rispondere. Il Governo si attiva con gli atti
amministrativi, con le leggi che propone, non deve necessariamente
rispondere in Aula.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, posto che tutti abbiamo a cuore l'attività che viene
svolta nelle terme di Sciacca e Acireale, ritengo che il dibattito
che c'è stato in Commissione Bilancio è stato un dibattito sereno,
e che con l'emendamento 21.14 si delinea anche la strategia che il
Governo, unitamente all'Assemblea, vuole definire su questo
argomento.
Per l'onorevole Marinello, entro 180 giorni dall'avvenuta cessione
alla Regione delle quote azionarie detenute dalle aziende autonome
delle Terme di Acireale e di Sciacca, la Ragioneria generale della
Regione provvede ad attivare tutte le procedure necessarie a porre
in liquidazione le sue società e, tramite lo svolgimento di una
gara di evidenza pubblica, ad affidare a privati la gestione e la
valorizzazione dei complessi. Ritengo che sia chiaro come la
Regione siciliana vuole creare le condizioni, così come avviene nel
resto del nostro Paese, per la valorizzazione di un settore
importante attraverso l'attività privata e non l'attività della
Regione siciliana.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A3. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A598, identico all'emendamento A487.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 21.3. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 21.14, della Commissione, che così
recita:
«E' aggiunto il seguente comma:
1. Entro 180 giorni dall'avvenuta cessione alla Regione delle
quote azionarie detenute dalle aziende autonome Terme di Acireale e
Terme di Sciacca rispettivamente nelle società rispettivamente
nelle società Terme di Acireale S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A.,
la Ragioneria generale della Regione provvede ad attivare tutte le
procedure necessarie a porre in liquidazione le sue Società e,
tramite lo svolgimento di una gara ad evidenza pubblica, ad
affidare a soggetti privati la gestione e la valorizzazione dei
complessi cremotermali ed idrominerali esistenti nel bacino
idrotermale di Acireale e di Sciacca, compreso lo sfruttamento
delle acque termali ed idrominerali, nonché tutte le attività
accessorie e complementari».
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
L'emendamento A516, pertanto, è superato.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 4, precedentemente accantonato.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 4, comma 2,
vorrei riprendere la questione dei PIP, i lavoratori dell'Emergenza
Palermo, soggetti assunti che sono in carico sin dal 31 dicembre
del 2001, dove non ci sono oneri aggiuntivi in quanto già la
copertura era prevista al comma 2.
Stiamo solo cambiando la tipologia: anziché essere collocata
all'interno di una società che faceva capo anche al comune di
Palermo, diventano, attraverso un bando pubblico, soggetti che poi
verranno utilizzati sotto la guida di una società, come assistenza
tecnica da parte di una società da individuare dalla Regione
Siciliana. Si tratta di soggetti per la maggior parte dei casi
svantaggiati, che hanno trovato una opportunità di lavoro
all'interno di una serie di strutture di pubblica utilità del
Comune di Palermo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.12, della Commissione, che
così recita:
«Al comma 12 sostituire la parola 55 con 45 e la parola 45
con 55 ».
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, desidero precisare che si tratta di un
emendamento tecnico perché in Commissione, per un errore, abbiamo
invertito le cifre.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Savona
vuole dire che nella notte tra mercoledì e giovedì scorso ci sono
state diverse situazioni che non sono state chiarite.
Questa rappresentata è una di quelle non chiarite. L'assessore sa
cosa stiamo votando?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. In
Commissione la proposta è stata favorevolmente apprezzata da tutti.
MANCUSO. L'importante è che ci sia una cognizione del peso di
questo emendamento: la percentuale dei trasferimenti alle province
rispetto a quelle che sono le attribuzioni previste dalla legge. In
questo caso stiamo variando, sotto il profilo normativo, a favore
di qualche provincia e meno trasferimenti ad altre. Tutto questo,
quindi, è il senso dell'emendamento.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, devo dire in maniera molto semplice
che in Commissione il problema è stato dibattuto e partiva da una
divisione del 60 col 40. Alla fine, è stato trovato un equilibrio -
forse l'onorevole Mancuso non ricorda bene - e sono stati posposti
i numeri.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.12. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.21, dell'onorevole Falcone e altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non penso di fare
lesa maestà a nessuno dicendo che i Comuni, che hanno delle
frazioni ad una distanza di oltre venti chilometri, devono
sostenere un costo maggiore di trasporto, di servizi, e anche di
disagio.
Vi prego di apprezzare questo emendamento che è di buon senso,
cioè aumentiamo del 5 per cento un valore che ha un trasferimento
di un milione e gli diamo appena 250 mila euro?
Vi prego di rivedere la posizione.
Onorevole Cracolici, non penso di dire una cosa astrusa o folle e
non ho messo 12 chilometri, così come avevo chiesto all'onorevole
Galvagno, il quale mi ha detto giustamente poniamo uno
sbarramento, altrimenti la norma si inflaziona .
Noi invece dobbiamo guardare alla norma, tenendo conto del disagio
che i comuni devono affrontare e del peso economico-finanziario che
i comuni devono affrontare per fronteggiare le esigenze per un
territorio a distanza di venti chilometri, non di due, di tre, di
quattro, cioè stiamo parlando di un territorio completamente
diverso che, in alcuni casi, può essere anche quasi fuori
provincia; arriviamo al confine della provincia.
Prego l'Aula e il Governo di valutare e di apprezzare questo
emendamento e rivolgo un appello in tal senso anche agli amici del
Partito Democratico.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti A548 degli onorevoli Maira, Dina, Cordaro, A547
dell'onorevole Cimino, e A175 degli onorevoli Vinciullo, Pogliese,
Caputo, Falcone, Buzzanca, Bosco, Limoli sono preclusi.
L'emendamento 29.13, dell'onorevole Savona, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.24.1 degli onorevoli De Luca, Panarello
e altri, che così recita:
«A carico del Fondo di cui al precedente articolo, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2010,
a valere sulle risorse di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
delle autonomie locali e della funzione pubblica è autorizzato a
trasferire l'importo di 400 milioni di euro al comune di Lipari per
Progetti obiettivo concertati con l'Assessorato regionale del
lavoro e della famiglia, volti all'utilizzazione dei lavoratori ex
PUMEX ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A246 del Governo.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Fondo delle
autonomie locali mi pare che, tra ieri e oggi - e, chissà, nella
nottata -, sta diventando il vaso di Pandora, a cui ognuno attinge
e prende fondi. Qui stiamo caricando alle autonomie locali le rette
non pagate dagli utenti perché, se so leggere l'italiano, c'è un
riferimento alle somme nel caso in cui gli utenti o i loro
familiari siano esenti e non abbiano provveduto al pagamento della
quota obbligatoria.
Mi pare una cosa completamente fuori dalla logica, perché bisogna
obbligare i parenti fino al settimo grado per recuperare le somme
per il ricovero nelle RSA e, fra l'altro in genere, chi va nelle
RSA ha anche l'indennità di accompagnamento e prevediamo invece dal
Fondo dell'economia.
Mi sembra una cosa veramente impropria, pertanto chiedo al Governo
di riconsiderare la norma.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega e amico
Galvagno non si accorge della trasformazione: stiamo passando ad un
Governo statalista che sopperisce a tutte le esigenze che ci sono
nel territorio, anche a quelle eventuali di mancato pagamento di
rette dovute per legge perché, se non vado errato - non mi pare di
ricordare male -, sono somme dovute dalla legge nella misura del 36
per cento. Rispetto a ciò, non solo il Governo ormai ha preso una
strada che è completamente lontana da quella che gli elettori hanno
scelto - e non mi sorprendo, onorevole Galvagno, per quello che sta
succedendo -, rispetto a questo, naturalmente, i Comuni devono
soccombere a quella che è diventata la cassa per tutte le esigenze
della Sicilia.
MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, con l'emendamento del Governo abbiamo voluto
esplicitare chiaramente che nella quota, non inferiore al 25 per
cento delle risorse assegnate agli enti locali, sono comprese le
somme relative ai contributi integrativi che sono posti a carico
dei comuni, ai sensi dell'articolo 5 del DPCM 14 febbraio 2001.
Ovviamente, si tratta di quegli utenti che per ragione di reddito
sono esenti dal pagamento.
Cosa accade in concreto? Che per via di una sentenza del TAR le
somme sono anticipate dal Fondo sanitario e, invece, dovrebbero
essere a carico dei comuni, secondo le norme che abbiamo
richiamato. Ovviamente, perché questo accada, devono realizzarsi i
presupposti di reddito che sono esplicitati nella norma, che sono
richiamati nella norma.
Si vogliono sensibilizzare i Comuni al pagamento di questi
contributi per le residenze sanitarie assistite, fondi che sono
costituiti da questo 25 per cento.
Questo è il senso dell'emendamento proposto. Non si tratta del
vaso di Pandora, quindi, ma di richiamare l'obbligo che grava sui
Comuni per il pagamento delle rette di coloro che hanno un reddito
per il quale sono esenti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusate un
attimo, questa sembra una norma contabile ma diventa una norma
politica. Sono stato protagonista, qualche anno fa - vorrei che il
Governo mi ascoltasse perché è una cosa che sembra banale ma è
delicata - e la norma del 25 per cento del vincolo dei fondi per i
comuni - assessore Cimino, cortesemente, la riguarda - è una norma
voluta dal sottoscritto per due tipologie di attività.
Visto che i comuni sono presi da mille problemi e da mille
difficoltà, i fondi che una volta erano a destinazione sì vincolata
dalla legge numero 1 del 1979 e dalla legge numero 22 del 1986, con
la legge 6 del 2000 sono diventati fondi senza destinazione di
vincolo. Risultato: queste risorse trasferite dalla Regione vengono
utilizzate per tutta la tipologia delle attività dei comuni.
Questo ha indebolito, assessore, la spesa sociale e la spesa per
il diritto allo studio.
Voglio ricordare che in questa città, a Palermo, da qualche anno
il Comune non eroga più un obbligo previsto dalla legge - che è il
buono scuola - per i ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo
palermitana, così come non garantisce più un'altra serie di
servizi.
Cosa prevedeva quella norma? Prevedeva che il vincolo di
destinazione fosse in qualche modo finalizzato sia alle politiche
per il diritto allo studio sia alle politiche sociali in favore
soprattutto dei minori che, oltretutto, vengono ricoverati con
disposizione dell'autorità giudiziaria (sono i minori che vengono
abbandonati o che vengono sottratti alle famiglie per ragioni di
difficoltà e sono posti nelle case famiglia). Ci sono situazioni
drammatiche nelle case famiglia siciliane, molte delle quali vanno
avanti, in alcuni casi, con gli alimenti che vengono dati dal banco
alimentare.
Questa era la finalità della legge.
Ora lei, assessore Russo, in quella che era una finalità
aggiuntiva, cioè di obbligare i comuni a garantire una parte della
loro spesa per quelle attività, utilizza quel vincolo per pagare le
rette.
Ha ragione, quindi, l'onorevole Galvagno: é vero che i comuni non
pagano quelle rette per gli esenti, ma i comuni hanno l'obbligo di
accertare chi sono i soggetti, anche fino al sesto grado di
parentela, che devono sostituire l'anziano nullatenente,
chiamiamolo così, al fine di garantire la retta o attraverso la
pensione o attraverso l'indennità di accompagnamento o attraverso
la partecipazione parentale. Qui pensiamo di risolvere un problema
ma stiamo togliendo somme ad altri, li stiamo levando ai bambini -
sì, assessore Russo, conosco bene la materia -, li stiamo levando a
quei soggetti cui dovrebbe essere garantito il diritto allo studio.
Semmai il vero problema di questa norma è che non viene attuata.
Sul famoso 25 per cento a destinazione vincolata, il problema che
abbiamo è che la norma lo prevede ma non viene attuata e non c'è
una verifica sulla sua attuazione.
Io ritengo sbagliato questo emendamento e, allora, delle due
l'una: o alziamo il 25 per cento di vincolo o non possiamo
utilizzare quel 25 per cento con un meccanismo in cui la Regione si
sostituisce ai Comuni. Questo è anche sbagliato sul piano
culturale. La Regione deve fare la Regione, i Comuni devono fare i
Comuni; non può esserci la Regione che fa le attività al posto dei
Comuni. Paga la Regione? Perfetto. E allora si sottraggono non dal
25 per cento, Assessore; si sottraggono le relative rette che paga
l'Assessorato della Salute dal fondo che viene trasferito ai
Comuni. Se è una competenza dei Comuni, allora si sottraggano al
fondo, ma non si sottrae al 25 per cento che è un fondo vincolato
per attività verso i bambini e verso i minori e che si utilizzano
per un'altra finalità.
Ritengo sbagliato, ripeto, visto che io ho contribuito - e il
presidente Savona mi è testimone - a mettere questo 25 per cento
come limite e come vincolo qualche anno fa, che si utilizzi adesso
questa percentuale per pagare le rette agli anziani. Sinceramente
la ritengo una cosa sbagliata.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, devo dire - e lo faccio anche molto volentieri
- che l'intervento dell'onorevole Cracolici, di fatto, mi ha
preceduto. Secondo me stiamo commettendo tre errori in un colpo.
Il primo errore è quello di non avere contezza dell'importanza che
le RSA rivestono sul territorio; il secondo errore è relativo al
fatto che sottraiamo somme ai minori; il terzo errore è che ci
manca una visione complessiva del problema.
Capisco, assessore Russo, che vi è l'esigenza di razionalizzare la
spesa. Capisco che vi è l'esigenza di offrire comunque un servizio
agli anziani, ai bambini e a coloro i quali hanno maggiore bisogno
di attenzione, però fare gravare sui Comuni una spesa che poi
diventa significativa ed importante Voglio ricordare, infatti, che
il 25 per cento della spesa che afferisce alle residenze sanitarie
assistite è una spesa significativa perché il costo giornaliero è
di 107,00 euro.
Parliamo, quindi, di una somma importante e sicuramente,
soprattutto per quelle municipalità che, come sappiamo, non vivono
e non navigano nell'oro, questo significa che la difficoltà aumenta
e significa che noi manchiamo di attenzione.
Dobbiamo cercare di essere seri. La materia che trattiamo è troppo
seria.
Onorevole Presidente, stiamo attenti perché rischiamo di
commettere tre errori; rischiamo di guastare i tre comparti ai
quali ho fatto riferimento e rischiamo di non rendere un servizio
ai bambini, agli anziani e a coloro i quali hanno maggiore bisogno
di attenzione.
Ritengo, pertanto, che questo emendamento vada ritirato per essere
riformulato in maniera diversa, fermo restando che ho piena
contezza del fatto che il servizio reso dalle residenze sanitarie è
assai importante e che, tuttavia, se ne deve fare carico la Regione
e non già i Comuni.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
A246 del Governo è simile all'emendamento A245 da me presentato. Ed
è simile al mio per un semplice motivo: perché negli ultimi sei
mesi, onorevole Cracolici, abbiamo incontrato decine di volte i
rappresentanti dei gestori delle società, nonché i rappresentanti
dei sindacati, in modo particolare della CGIL, che ha posto alla
Commissione Sanità insistentemente e ripetutamente, in maniera
quasi ossessiva, intanto il problema legato al licenziamento di
tutto il personale di queste strutture residenziale socio-sanitarie
e, poi, l'altro problema altrettanto grave, cioè che queste
strutture sono fallite e centinaia di anziani vivono abbandonati e
nelle strade della nostra Regione.
Per questo, sia l'emendamento del Governo sia il mio, nella
qualità di segretario della Commissione Sanità, andavano incontro
alle richieste provenienti dal territorio.
Dal momento che il problema è serio e credo che lo debba
affrontare l'intero Parlamento in una riunione a parte, vorrei
capire se l'assessore Russo adesso ha cambiato idea oppure continua
ad essere dell'idea che aveva maturato dopo mesi e mesi di incontri
in Commissione Sanità e che mi aveva spinto a formulare un
emendamento identico a quello del Governo.
Stiamo parlando di centinaia di operatori che hanno perso il posto
di lavoro e di migliaia di anziani che sono abbandonati nelle
strade. Grazie, assessore Russo, per avermi ascoltato.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento interviene su una materia che non ha solo questo dei
problemi all'ordine del giorno. Effettivamente, le questioni e i
problemi che riguardano questo argomento sono molteplici.
Noi veniamo da una riorganizzazione dell'apparato della Regione in
cui abbiamo istituito un apposito ufficio per l'integrazione socio-
sanitaria e credo che sia doveroso da parte dell'assessore Russo
ritirare questo emendamento e lasciare che il Parlamento, con
compiutezza, a partire dall'indomani dell'approvazione di questa
finanziaria, vari un disegno di legge ad hoc per regolamentare
l'intera materia. So che l'assessore Leanza, come ha ribadito nel
corso di più audizioni in Commissione Sanità, si è proposto di
regolamentare l'intera materia e credo che sia assolutamente
sbagliato pensare di farlo da parte solo degli assessori che
trattano l'argomento e con un emendamento che desta molte
perplessità qui in Aula.
Siccome esiste la volontà di procedere in maniera organica ed
esiste un'attività dell'Assessorato del lavoro e al welfare che ha
già iniziato un percorso che può approdare a un risultato organico,
le chiedo, signor Presidente, di invitare al ritiro o, se lo
ritiene, di dichiarare inammissibile questo emendamento, in quanto
creeremmo un presupposto che, al contrario, ci impedirebbe di
regolamentare la materia, che certamente ha bisogno di questo
intervento, ma di molti altri interventi in maniera meno
estemporanea e sbagliata, a mio giudizio, nel merito rispetto alla
formulazione dell'emendamento che abbiamo in esame.
CIMINO, assessore per l'economia. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A245 degli onorevoli Pogliese, Vinciullo
ed altri.
VINCIULLO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, essendo stato ritirato
l'emendamento, vorrei dire un'ultima cosa sull'argomento: la
questione dei debiti che gli enti locali hanno verso le cooperative
sociali in genere e che determinano un momento di crisi, è un
aspetto ed è un argomento che resta in piedi e che ha una sua
importante valenza perché in questa direzione c'è una
sollecitazione da parte di tutti in quanto sono in uno stato di
difficoltà economica e finanziaria.
Cosa diversa, invece, è quella che veniva sostenuta attraverso un
processo di recupero che, quando non paga la famiglia, deve pagare
il Comune e va a carico degli enti locali.
Sono due cose distinte e separate.
Pertanto, ritengo che, superato il problema per cui il Comune non
può gravarsi di questa ulteriore somma, signor Presidente e
onorevoli colleghi, resta aperto il tema per cui gli enti locali
dovrebbero, per il dovuto, attivarsi per dare una priorità alle
cooperative.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A546 degli onorevoli Maira,
Dina e Cordaro:
«All'articolo 4 aggiungere i seguenti commi:
1. Per il triennio 2010-2012 una quota del fondo di cui al comma 1
rimane nella disponibilità dell'Assessore delle Autonomie Locali e
della funzione pubblica, per finanziare le spese relative ai
ricoveri in comunità o strutture disposte dall'Autorità
Amministrativa di minori extracomunitari clandestini non
accompagnati.
2. Per i Comuni nel cui territorio sono ubicate le comunità o
strutture entro il 28 febbraio di ciascun anno presentano
all'Assessorato delle Autonomie Locali le istanze di finanziamento
dei corrispettivi richiesti dalle comunità per l'anno precedente.
3. Per le richieste relative all'anno 2009 le istanze di
finanziamento devono essere presentate entro trenta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge».
DINA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per illustrare
brevemente l'emendamento A546 perché siamo di fronte a bambini
extracomunitari che, accolti in forza di provvedimenti
amministrativi presso le case famiglia, non c'è la possibilità di
garantire alle case famiglia che li ospitano il giusto compenso per
le rette riconosciute. Pertanto, non facciamo altro che
ricomprendere la cifra nel fondo delle autonomie locali.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dina, c'è un problema all'emendamento
A546: é una quota del fondo, è generico in quanto non è specificato
l'ammontare della quota.
DINA. La quota viene rendicontata, sono richieste a consuntivo.
PRESIDENTE. Non possiamo non riservarne una quota.
DINA. Sarà l'1 per cento. Mi sembra di vincolare eccessivamente il
fondo, perché sicuramente le cifre non sono esorbitanti. Parliamo
di bambini extracomunitari non accompagnati, che restano a carico
di queste case famiglia e di cui non può farsi carico la casa
famiglia bensì il comune, che però non ha fondi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
sono d'accordo con l'onorevole Dina anche per un'altra ragione di
fondo: non è un problema di percentuale. Noi stiamo parlando di
bambini che arrivano in Sicilia con i barconi, clandestinamente, e
che vengono mandati ad Agrigento, quando arrivano a Lampedusa,
oppure a Pozzallo se arrivano da altre parti, e dei quali viene
disposto dai prefetti il ricovero in case famiglia dove c'è la
disponibilità.
E' evidente che questo non può essere un costo a carico del
Comune, perché il comune c'entra come il cavolo a merenda in questa
storia, non trattandosi di cittadini residenti. Ed é giusto intanto
che questo sia un costo del fondo delle autonomie locali a carico
dell'Assessorato - la quota in capo all'assessore per le autonomie
locali, tra l'altro, già lo fa -, ma c'è un problema più di fondo:
questi dovrebbero essere costi a carico del Ministero degli
interni.
AMMATUNA. E' così
CRACOLICI. Non è così perché solo una parte è minimale. Tra
l'altro, aggiungo che c'è anche una quota che dovrebbe arrivare
dall'Unione europea perché le politiche sulla gestione
dell'emigrazione sono anche in capo alle Nazioni, in capo
all'Unione europea.
Ho la sensazione che in questa vicenda noi abbiamo rinunciato a
svolgere una funzione vertenziale con lo Stato e con l'Europa,
perché non è tollerabile che la Sicilia, che si trova naturalmente
ad essere porta di accesso per l'Europa, debba gestire un carico
molto più grande della Regione stessa.
Ecco perché credo che, più che una quota a carico, si dovrebbe
definire che i costi connessi al ricovero di minori clandestini
siano anticipati dalla Regione, dal fondo delle autonomie locali e
che la Regione sia essa stessa soggetto che apre l'interlocuzione
con il Ministero e con l'Unione europea, perché i comuni, in questo
caso, non c'entrano nulla. Ecco perché condivido l'emendamento
dell'onorevole Dina senza quote, cioè che sia a carico del Fondo
delle autonomie locali, della quota a carico dell'assessore.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che questa è una materia molto importante e molto delicata.
Noi abbiamo in preparazione un disegno di legge per gli immigrati
ed emigranti e mi sembra opportuno che qualunque iniziativa di tal
genere, qualunque iniziativa in questa direzione possa essere messa
all'interno di un progetto organico qual è quello di un disegno di
legge che presenteremo.
Quindi, già di fatto, come dicevano correttamente gli onorevoli
Cracolici e Dina, dovrebbe pagare il Ministero degli interni, paga
solo per un piccolo periodo, poi vengono messi a carico dei Comuni.
Alla fine, chi paga è la comunità alloggio, l'anello debole diventa
la comunità alloggio.
Siccome abbiamo in cantiere pronta la legge sui migranti, nei
prossimi giorni la presenteremo e anche quest'emendamento,
onorevole Dina, lo inseriremo là dentro, fermo restando che poco
fa, all'articolo 27, abbiamo approvato un emendamento che
riguardava i minori e loro, in quanto minori, anche immigrati,
possono rientrare in quel fondo delle autonomie locali che é
passato alle politiche sociali. Quindi, eviterei di mettere
emendamenti così perché rischiamo assolutamente di fare delle norme-
manifesto che poi non riescono assolutamente a raggiungere
l'obiettivo desiderato.
Secondo me abbiamo due esigenze: fare l'integrazione socio-
sanitaria e, nello stesso tempo, ovviamente, fare la legge sui
migranti, che è una cosa seria e molto opportuna e noi siamo tra le
poche regioni a non averlo ancora fatto.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
spiegare all'assessore Leanza che la procedura ipotizzata è una
procedura a posteriori laddove le case famiglia richiedono l'anno
successivo per l'anno precedente le prestazioni, per cui non c'è un
vincolo del fondo, a posteriori si decide quanto è l'incidenza
della cifra e viene liquidata per quella che è, per dare
l'opportunità alle case famiglia di garantire questo servizio che è
imposto dalle autorità amministrative, in questo caso il prefetto.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Così diamo ragione all'onorevole Cracolici, nel senso
che noi ci dobbiamo sostituire alle debolezze dello Stato.
DINA. No, a pagare questa volta è l'assessore per la famiglia sul
fondo riservato.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento A546?
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A329 degli onorevoli Cracolici, Lupo e altri è
ritirato
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A461, della Commissione:
«1. La Regione promuove iniziative sociali volte al sostegno dei
redditi nonché misure per l'inserimento lavorativo dei soggetti
svantaggiati destinatari delle disposizioni di cui all'art. 2,
comma 6, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, impegnati in
progetti promossi dal Comune di Palermo (Emergenza Palermo) sin dal
31 dicembre 2001 ed in costanza di utilizzazione alla data del 31
dicembre 2009 ed inseriti in un elenco speciale ad esaurimento.
2. I benefici sono erogati fino alla concorrenza delle relative
risorse ai predetti soggetti svantaggiati attraverso la
predisposizione di apposite graduatorie avendo riguardo, in via
prioritaria, ai soggetti con maggiore anzianità nella utilizzazione
della misura, a parità con il maggior carico familiare ed infine la
maggiore età.
3. Il Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali è autorizzato ad emanare un pubblico avviso per
l'affidamento di progetti triennali che prevedano l'impiego dei
soggetti di cui al comma 1, anche per lo svolgimento di attività di
interesse pubblico o sociale.
4. Il Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali è, altresì, onerato di erogare, nelle more della
definizione delle procedure di attivazione delle misure di cui al
comma 3 e fino ad un massimo di quattro mesi, un assegno di
sostegno al reddito almeno pari al sussidio economico in godimento
al 31 dicembre 2009, ivi compresi gli assegni per il nucleo
familiare, ove spettanti.
5. Al fine di assicurare la necessaria assistenza tecnica,
l'assistenza nella gestione del personale, le attività di controllo
e monitoraggio, nonché l'assistenza alla creazione delle imprese e
anche per il periodo di start-up, il Ragioniere generale della
Regione provvede alla stipula di un'apposita convenzione con
società a totale partecipazione regionale da individuare con
decreto del Presidente della Regione previa delibera di Giunta.
6. Per le finalità del presente articolo, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2010 la spesa di 24.000 migliaia di euro.
Per gli esercizi finanziari 2011 e 2012 la spesa è valutata in
36.000 migliaia di euro annui.
7. Agli oneri discendenti dall'attuazione del presente articolo si
provvede per ciascuno degli anni del triennio 2010-2012 mediante
corrispondente riduzione annua di pari ammontare
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 76 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni (U.P.B. 7.3.1.3.2. - Capitolo 191301).
8. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente legge il
Comune di Palermo riversa in entrata del bilancio della Regione le
somme relative alle eventuali economie derivanti dai trasferimenti
effettuati dalla Regione per le finalità previste dalla legge
regionale 5 novembre 2001, n. 17».
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 46.
Si passa al subemendamento 46.25.3, a firma del Governo:
«Al comma 5 le parole in dieci sono sostituite con le parole
fino ad un massimo di venti .
Al comma 7 le parole entro dieci anni sono sostituite con le
parole fino ad un massimo di venti .
Il comma 9 è sostituito con il seguente:
9. Ai Comuni che, alla data di entrata in vigore della presente
legge, abbiano assicurato l'integrale pagamento dei costi dei
servizi ricevuti al 31 dicembre 2009 per la raccolta, trasporto e
smaltimento in discarica dei rifiuti solidi ed urbani è destinato,
per il triennio 2010/2012, come indicatore premiale il 50 per cento
delle somme complessive che annualmente sono previste a titolo di
premialità nel fondo unico delle autonomie locali, ai sensi e per
gli effetti del comma 2 dell'articolo 76 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 ».
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 46.25.2 e 46.25.1 dell'onorevole Galvagno sono
assorbiti.
Si passa all'emendamento 46.27 dell'onorevole Leontini:
«All'articolo 46, comma 1, dopo le parole passività residue ,
aggiungere le parole comunque intese ».
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 46.25 del Governo, di riscrittura
dell'articolo:
«L'articolo 46 è sostituito dal seguente:
1. La Regione, ferme restando le disposizioni previste dall'art.
61, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, concorre,
secondo quanto previsto dal successivo comma 8 al ripiano delle
passività residue maturate al 31 dicembre 2009 dai singoli comuni
per la copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione
integrata dei rifiuti sulla base delle risultanze dei bilanci
consuntivi approvati dalle Autorità d'Ambito. A tal fine,
l'intervento finanziario della Regione, in favore di ogni singolo
comune tenuto conto della monetizzazione dei crediti prevista dal
citato articolo 61, comma 1 della legge regionale 14 maggio 2009,
n. 6, �� fissato in misura percentuale corrispondente al rapporto
tra i pagamenti effettivamente sostenuti e i costi della gestione
integrata dei rifiuti, risultanti dai bilanci consuntivi delle
Autorità d'Ambito, approvati a decorrere dalla data di costituzione
dei soppressi ambiti territoriali ottimali. La misura percentuale
sopra individuata, applicata ai pagamenti effettivamente sostenuti
dai singoli comuni, non potrà determinare un intervento della
Regione per un importo superiore alle passività residue.
2. Il concorso della Regione di cui al comma precedente è concesso
nella misura integrale per quei comuni che, nell'ultimo triennio
solare antecedente a quello di entrata in vigore della presente
legge, abbiano assicurato una percentuale media del livello di
pagamenti effettivamente sostenuti non inferiore al 70% a fronte
dei costi della gestione, risultanti dai bilanci consuntivi
approvati e che abbiano conseguito, nel medesimo periodo, un
livello di raccolta differenziata non inferiore a quello previsto,
per l'anno 2013, dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.
3. Il Comune propone un piano di rientro dal debito complessivo,
asseverato dall'Autorità d'Ambito, in cui siano specificati, gli
obiettivi economici da raggiungere e la loro scansione temporale,
le misure da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi, le
modalità per il monitoraggio, la verifica della loro attuazione. Il
piano, che dovrà riguardare tutti i debiti nei confronti dell'ATO
di riferimento, è approvato dall'Assessorato per l'Economia
d'intesa con l'Assessorato dell'Energia e dei servizi di pubblica
utilità.
4. La sottoscrizione del piano di rientro è subordinata
all'avvenuta adozione, da parte del Comune, degli atti necessari
per la copertura integrale dei costi del servizio di gestione
integrata dei rifiuti, secondo le modalità previste dalla legge
regionale n. 9/2010 nonché per la copertura integrale della propria
quota parte dei debiti dell'ATO ed è condizione fondamentale per
accedere ai benefici previsti dai precedenti commi 1 e 2.
5. La Regione eroga al comune la somma di cui ai commi precedenti
in dieci annualità.
6. Le somme trasferite dalla Regione, per le finalità del presente
articolo, alla gestione liquidatoria di cui al comma secondo
dell'art. 19 della l..r. 8 aprile 2010, n. 9, che è costituita in
forma unitaria, relativamente a tutte le Autorità d'Ambito, presso
l'Assessorato regionale dell'Economia, Dipartimento regionale
bilancio, ferma restando la possibilità di articolazione della
gestione in sottogestioni distinte per materia o per territorio.
7. Le anticipazioni di cui al primo comma devono essere restituite
entro dieci anni.
8. Il rimborso è rateizzato in quindici annualità, senza oneri
accessori, laddove il singolo comune raggiunga, nel triennio
successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un livello
di riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all'
85%.
9. Ai comuni che, nell'ultimo triennio solare antecedente a quello
di entrata in vigore della presente legge, abbiano assicurato
l'integrale pagamento della gestione integrata dei rifiuti
risultanti dai bilanci consuntivi approvati è assicurata una
premialità nell'attribuzione delle risorse derivanti dal "Fondo
delle Autonomie".
10. Per le finalità di cui all'art. 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, la gestione liquidatoria delle
Autorità d'ambito può realizzare operazioni finanziarie anche a
medio e lungo termine cui sono destinate prioritariamente le
risorse di cui all'art. 21, comma 17, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19. Con decreti dell'Assessorato Regionale
Economia -Dipartimento regionale Bilancio e Tesoro - Ragioneria
Generale della Regione - sono stabilite le modalità ed i termini di
utilizzo delle suddette risorse.
11. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9 dopo le parole " i rapporti giuridici dei consorzi e
delle società d'ambito in corso" e prima delle parole "confluiscono
in un'apposita gestione liquidatoria" è inserito il seguente
periodo "ivi inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre 2008
dalle Autorità d'ambito di cui al comma 1 nonché tutti i rapporti
attivi e passivi delle stesse società d'ambito e relativi alle
operazioni finanziarie dell'articolo 61, comma 1, della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6"».
Lo pongo in votazione, come emendato. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 46 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 47. Ne do
lettura:
«Art. 47.
Ordinanze contingibili e urgenti in materia di
rifiuti
1. Per il triennio 2010-2012, il Presidente della Regione, ove
abbia adottato ordinanza ai sensi dell'articolo 191 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è autorizzato ad anticipare agli
enti locali interessati le necessarie risorse finanziarie per far
fronte ad esigenze straordinarie di tutela della sanità e
dell'igiene pubblica, accertate dall'Azienda sanitaria provinciale
o da altra autorità competente per materia o per territorio e
determinate dall'impossibilità per gli enti locali stessi di
assicurare l'integrale copertura dei costi del servizio stesso.
Tale autorizzazione si estende alle ordinanze in corso. Restano
ferme le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale
8 aprile 2010, n. 9.
2. Per le finalità del presente articolo è destinato annualmente
il 20 per cento dello stanziamento del Fondo di riserva per le
spese obbligatorie e di ordine previsto dello stato di previsione
del bilancio della Regione UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215701.
3. Con decreto del Ragioniere generale della Regione sono
apportate al bilancio le necessarie variazioni discendenti
dall'applicazione del presente articolo.
4. Le anticipazioni devono essere restituite entro il termine
previsto dall'articolo 11 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, e non possono essere disposte per un periodo di tempo che ecceda
quello di efficacia dell'ordinanza adottata ai sensi dell'articolo
191 del decreto legislativo n. 152/2006.
5. Il rimborso è rateizzato in quindici annualità, senza oneri
accessori, laddove il singolo comune raggiunga, nel triennio
successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un livello
di riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all' 85
per cento. Il raggiungimento di tale livello di riscossione rileva,
altresì, quale criterio di premialità nell'attribuzione delle
risorse derivanti dal Fondo delle Autonomie'
6. Dei provvedimenti adottati è data comunicazione all'Assemblea
regionale siciliana».
Gli emendamenti 47.1, 47.2, 47.3,47.4, 47.6, 47.7, dell'onorevole
De Luca; l'emendamento 47.10 dell'onorevole Maira, l'emendamento
47.11, 47.12, 47.13, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona
e Mancuso; gli emendamenti 47.14, 47.15, 47.16, 47.17, 47.18 degli
onorevoli Lupo, Mattarella, Gucciardi e Donegani soppressivi
dell'intero articolo o dei singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 47.19 del Governo:
«All'articolo 47 sono apportate le seguenti modifiche:
Il comma 2 è soppresso ed al comma 3 dopo le parole Ragioniere
Generale sono aggiunte le seguenti parole , a valere sulle
disponibilità del fondo di cui al comma 1 dell'articolo 26 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196 .»
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, questo emendamento sopprime
in riferimento al limite del venti per cento' perché si è
preferito con il Dipartimento Bilancio - cosa che ho appena
verificato - correlare l'intervento sulle ordinanze contingibili e
urgenti al fondo di riserva.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 47.19. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 47.22 del Governo e al subemendamento
47.22.1 dell'onorevole Mancuso.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità. Signor Presidente, io capisco le esigenze di
contenimento dell'intervento del presidente Mancuso, tuttavia
suggerirei una maggiore prudenza e, quindi, mantenere 2010-2012.
Non che non condivida le ragioni sottese, però un minimo di
prudenza è meglio; manteniamola.
MANCUSO. Ritiro il subemendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 47.22 del Governo:
«Il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. Per il triennio 2010-2012, il Presidente della Regione, ove,
previo accertamento dell'Autorità Sanitaria competente o di altra
competente per materia o per territorio, abbia adottato ordinanza
ai sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, ovvero agisca ai sensi dell'articolo 250 dello stesso
decreto o in forza di Ordinanze del Presidente del Consiglio dei
Ministri, è autorizzato ad anticipare agli enti locali interessati
le necessarie risorse finanziarie, per far fronte ad esigenze
straordinarie di tutela della sanità e dell'igiene pubblica,
determinate dall'impossibilità per gli enti locali stessi di
assicurare l'integrale copertura dei costi del servizio stesso.
Tale autorizzazione si estende alle ordinanze in corso. Restano
ferme le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale
8 aprile 2010, n. 9 .»
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A.713 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 47, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.713.1 del Governo: «Al comma 6
dell'articolo 6 della l.r. 29/12/2003 n. 21 sostituire le parole
nello stesso termine con le seguenti parole fermo restando
l'avvenuto pagamento del tributo nel predetto termine .»
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Art. 48.
Norme in materia di Piano regionale dei rifiuti
1. Al fine di provvedere alla sollecita definizione dei compiti
affidati dagli articoli 9 e 16 della legge regionale 8 aprile 2010,
n. 9 ed in considerazione della complessità tecnica degli
adempimenti previsti, il Presidente della Regione è autorizzato a
stipulare accordi procedimentali con università o altri enti
pubblici, ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 30 aprile
1991, n. 10. Per l'espletamento di tali attività è altresì
consentito il ricorso a soggetti imprenditoriali o a professionisti
singoli o associati, nel rispetto delle procedure previste dalla
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 o dall'articolo 7, commi 6 e 6
bis, del decreto legislativo n. 165/2001. I compiti in questione
possono essere alternativamente affidati a società a partecipazione
totalitaria dell'Amministrazione regionale che operino in regime di
controllo analogo nonché mediante convenzioni stipulate con le
associazioni di tutela dell'ambiente maggiormente rappresentative a
livello nazionale e che dimostrino di possedere specifiche
competenze in materia di gestione del servizio integrato dei
rifiuti.
2. Per le finalità della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9,
dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità può essere disposta l'utilizzazione di dipendenti in
servizio presso i consorzi o società d'ambito in atto esistenti,
nel limite di sei unità di personale e sempre che in possesso dei
requisiti di cui all'articolo 19 della stessa legge regionale n.
9/2010. Alla individuazione di tale personale, cui si applicano le
disposizioni previste dall'articolo 17 della legge regionale 12
novembre 1996, n. 41, si provvede in relazione alle esigenze
accertate da parte dell'Amministrazione regionale e in relazione
alle specifiche competenze possedute.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2010, la spesa di euro 200.000,00. Per le
finalità di cui al comma 2 è autorizzata la spesa di euro
300.000,00 per l'esercizio finanziario 2010; per gli esercizi
finanziari successivi la spesa è valutata in euro 300.000,00
annui».
Gli emendamenti 48.1, 48.2, 48.3, dell'onorevole De Luca; gli
emendamenti 48.12, dell'onorevole Maira, l'emendamento 48.13,
48.14, 48.15, 48.16 degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
Mancuso; soppressivi dell'intero articolo o dei singoli commi sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 48.18, a firma dell'onorevole Maira, decade per
assenza dall'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 48.17 del Governo.
«Al comma 1, dopo le parole del decreto legislativo n. 165/2001
sono aggiunte le parole previa verifica della disponibilità di
risorse interne, da utilizzare mediante specifici Progetti
Obiettivo .»
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 48.10, dell'onorevole Di Benedetto, decade per
assenza dall'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 48.19, a firma del Governo:
«Dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:
4. I provvedimenti inerenti all'esecuzione delle pronunce rese,
alla data di entrata in vigore della presente legge, dalla Corte di
Giustizia europea in materia di servizio di gestione integrata dei
rifiuti o di materie consequenziali, connesse o comunque correlate,
sono adottati nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera g) della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni .»
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 48, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. A questo punto facciamo un bel salto in avanti. Si
passa all'articolo 69. Ne do lettura:
«Articolo 69
Misure per contrastare la povertà
1. La Regione al fine di rilanciare attività utili a dare
occupazione, reddito e risparmio alla popolazione siciliana a
rischio di povertà adotta le seguenti misure:
a) è fatto obbligo agli enti locali siciliani che forniscono
servizio di mense scolastiche e ospedaliere di assicurare e
verificare che almeno il 50 per cento dei prodotti alimentari
somministrati sia prodotta in Sicilia;
b) gli artigiani residenti nei piccoli comuni possono mostrare e
vendere i loro prodotti anche in deroga alle disposizioni vigenti
in materia di autorizzazioni commerciali ed artigianali purché ne
diano comunicazione all'ufficio commercio».
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, avevo presentato dei subemendamenti
all'articolo. Vorrei essere ascoltato, Presidente. Il titolo
dell'articolo é molto spinto misure per contrastare la povertà'.
In realtà avevo presentato un emendamento aggiuntivo, che non
trovo, perché o ritiriamo tutto o, così come è, è solo un qualcosa
che sfiora il patetico e il ridicolo.
Un secondo di attenzione, Presidente Cascio. Io avevo presentato
alcuni emendamenti che davano più senso ad una norma, che ha un
grande titolo ma poca sostanza; quindi, o si accantona la norma o,
quanto meno, si modifica il titolo, perché misure per contrastare
la povertà' mi sembra un annuncio eccessivo.
PRESIDENTE. Questo articolo, a onor del vero, assessore Cimino, è
stato discusso anche questa mattina nella riunione informale che
abbiamo tenuto prima dell'inizio della seduta ed è stato valutato
sotto diversi profili, anche sotto quello di una eventuale
incostituzionalità.
Allora, se abbiamo la possibilità, continuando a tenerlo
stralciato, di riscriverlo in maniera compatibile con l'ordinamento
costituzionale, ne possiamo parlare.
Altrimenti ne valuterò lo stralcio in Aula.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, premesso che questo era un
emendamento che tutti avevamo concordato in Commissione, intanto vi
è stata una dimenticanza: oltre alle mense scolastiche, bisogna
aggiungere mense universitarie e ospedaliere .
Qui è presente l'onorevole Bufardeci e quando lui era sindaco ed
io ero il vicesindaco della città di Siracusa abbiamo fatto una
gara per le mense scolastiche, nella quale abbiamo previsto il 100
per cento dei prodotti agricoli coltivati in Sicilia. Nessuno ha
pensato di opporsi a questo bando, che ha avuto un esito
favorevole.
Devo dire che, dopo questa esperienza, altre decine e decine di
Comuni si sono adeguati a questo bando, che fu fatto allora nella
città di Siracusa e, pertanto, non penso che vi siano problemi di
costituzionalità anche perché in altre regioni, in modo particolare
nel Veneto, ci sono esperienze simili che hanno preceduto la
nostra.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, si tratta di un emendamento su cui c'è
un consenso unanime, un emendamento che dice cose semplici e banali
che i Paesi europei hanno già attuato, come per esempio la Francia.
Quando sulle cose semplici e banali, condivise dall'Assemblea
all'unanimità - Destra, Sinistra, PDL Sicilia, PDL lealista,
l'onorevole Cateno De Luca è d'accordo - vorrei sapere chi
contrasta questo emendamento che dice cose banali e semplici che
tutta l'Europa sostiene.
Primo: incentivare i prodotti del territorio quando il territorio
produce ottimi prodotti.
Su questo la Francia ha fatto leggi che nessuno ha mai contestato.
Allora non si capisce perché la Sicilia, che è al primo posto
nella produzione agricola, non debba dire nelle mense scolastiche,
nelle mense sanitarie, la metà dei prodotti deve essere siciliana .
Qual è l'articolo della Costituzione a cui stiamo contravvenendo?
Non c'è Glielo dico io, non c'è
Vorrei sapere quale norma europea ci impedisce di dire ciò.
Signor Presidente, le consiglio un breve, simpatico, viaggio in
Danimarca e vedrà che davanti alle aziende danesi c'è un piccolo
carrellino dove gli agricoltori mettono mele, pomodori, non so che
altro, con il prezzo, e la gente che passa se li prende e lascia
qualcosa.
Forse da noi non si farà, ma forse potremmo anche farlo. Allora,
prima di dire no ad una proposta che il Parlamento, all'unanimità,
vuole portare avanti, quali sono i funzionari che dicono che non si
può fare? Non lo so Quali norme, quali regole lo impediscono
VINCIULLO. E' stata già applicata.
ADAMO. E' stata applicata dappertutto. Noi su questo insistiamo. A
quali regole ci si riferisce? Vorremmo sapere i nomi, i cognomi dei
funzionari che dicono ciò, e pure i titoli di studio perché siamo
stufi di queste persone E lo dico con estrema moderazione.
PRESIDENTE. Scusi, non ho sentito.
ADAMO. Lascio la parola all'onorevole Cateno De Luca, che meglio
di me saprà difendere e saprà difendere una decisione presa
all'unanimità.
PRESIDENTE. No.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, voglio
ribadire come l'intervento dell'onorevole Adamo sia stato
illuminante per chiarire l'importanza di questo articolo, e
ringrazio anche l'onorevole Panepinto che, in Commissione, insieme
all'onorevole Vinciullo, ha presentato questo articolo.
Onorevole Presidente, ritengo che basta semplicemente cassare il
titolo.
Così non riesco a parlare, c'è l'onorevole D'Asero che disturba
sempre.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, faccia parlare l'Assessore
CIMINO, assessore per l'economia. Vorrei sostituire il titolo,
scrivendo che questa norma tende a valorizzare i prodotti della
nostra terra e non riguarda misure per contrastare la povertà, cioè
cassare il punto 1 e il punto 3 e lasciare soltanto, come diceva
l'onorevole Adamo, la parte: E' fatto obbligo agli Enti locali
siciliani che forniscono servizio di mense scolastiche, ospedaliere
e universitarie che almeno il 50 per cento dei prodotti alimentari
somministrati siano prodotti in Sicilia .
Ritengo che questa sia una norma giusta che dà l'opportunità ai
nostri figli di consumare i prodotti della nostra terra.
PRESIDENTE. Scusi, assessore Cimino, quindi, lei chiede che
rimanga in vita solo il punto a)? Perfetto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Leontini e
Vinciullo l'emendamento 69.10: «Alla lettera a) del comma 1, dopo
le parole mense scolastiche e' inserire la parola
universitarie'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 69, limitatamente al punto a), come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli Uffici, naturalmente, prendano nota in sede di coordinamento
formale. Ovviamente il titolo è sottinteso. Si passa all'articolo
70. Ne do lettura:
«Articolo 70
Interventi concernenti le politiche sociali
1. All'articolo 21, comma 15, della legge regionale n. 19 del 22
dicembre 2005, come modificato dal comma 2 dell'articolo 7 della
legge regionale 14 aprile 2006, n. 16, dopo le parole vigente
legislazione' aggiungere le parole regionale e nazionale'».
PRESIDENTE. Ci sono solo due emendamenti soppressivi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che l'articolo 71 è stralciato dalla finanziaria.
Sull'articolo 72, concernente le zone franche urbane, attendo la
riscrittura dell'onorevole Lupo.
Nel frattempo, diamo 10 minuti di stop all'assessore Cimino e
passiamo alla parte che riguarda l'agricoltura. L'assessore Cimino
si riposi che ci serve per il rush finale.
Si passa all'articolo 87. Ne do lettura:
«Articolo 87
Fondo di Solidarietà regionale
1. L'Amministrazione regionale promuove gli interventi finalizzati
alla ripresa economica e produttiva delle imprese agricole
danneggiate da avversità atmosferiche assimilabili alle calamità
naturali, declarate con decreti del Ministero delle Risorse
agricole, alimentari e forestali e con deliberazioni della Giunta
regionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito il Fondo di
solidarietà regionale destinato agli interventi compensativi
previsti dall'articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n.
102 e successive modifiche ed integrazioni. Le risorse del Fondo
sono destinate, ad anticipare e/o integrare, a titolo di
cofinanziamento, le somme trasferite alla Regione con i piani di
prelievo e riparto del Fondo di solidarietà nazionale di cui al
decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche ed
integrazioni, oltre a finanziare gli interventi compensativi
previsti dalle declaratorie regionali. L'entità del Fondo è
determinata annualmente con apposito stanziamento del bilancio di
previsione della Regione ed è, comunque, contenuta nel limite annuo
di 8.500 migliaia di euro.
3. Per l'esercizio finanziario 2010 il Fondo ha una dotazione pari
a 8.500 migliaia di euro cui si provvede, quanto a 3.000 migliaia
di euro con fondi regionali e quanto a 5.500 migliaia di euro con
parte delle somme trasferite alla Regione a titolo di rimborso
delle spese sostenute dall'anno 2003 per lo svolgimento di funzioni
delegate dalla Agenzia per l'erogazione in agricoltura da
riscrivere, ai sensi del comma 2 dell'articolo 8 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47, nel bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2010.
4. Per le finalità di cui al comma 2, dell'articolo 2, del decreto
legislativo n. 102 del 29 marzo 2004, entro i limiti ivi previsti,
l'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari é
autorizzato a contribuire al raggiungimento della percentuale
massima prevista dell'80 per cento del costo dei premi per la
stipula di contratti assicurativi. Annualmente con apposito
stanziamento del bilancio di previsione della Regione è determinato
l'ammontare delle somme necessarie. Per l'annualità 2010 è
autorizzata la spesa di 7.000 migliaia di euro. Tale spesa potrà
essere incrementata delle eventuali economie scaturenti dal Fondo
di cui al comma 2 del presente articolo.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono attuati
conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 11 del
regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e seguenti del
trattato sugli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie
imprese attive nella produzione di prodotti agricoli e recante
modifica del regolamento (CE) n. 70/2001, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 35S del 16 dicembre 2006».
Gli emendamenti 87.1, 87.2, 87.3, 87.4, 87.5 e 87.6 dell'onorevole
De Luca, 87.10 dell'onorevole Maira, 87.11, 87.12, 87.13, 87.14,
87.15 e 87.16 degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
Mancuso, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
all'articolo 87, anche per quanto concerne l'emendamento del
Governo, alcuni subemendamenti che non vedo ancora distribuiti.
Quindi, prima che si passi alla trattazione dell'emendamento del
Governo, rispetto agli emendamenti da me presentati, gradirei che
lei accelerasse la distribuzione dei miei emendamenti, altrimenti
non possiamo nemmeno discuterne. Inoltre, vorrei che il Governo
avesse il tempo di dare una lettura agli emendamenti che ho
presentato insieme ad un buon numero di colleghi deputati
all'emendamento del Governo sull'articolo 87.
Formulo una richiesta specifica, perché è inutile che io li
illustri senza che nessuno sia in grado di poterli leggere e, nel
contempo, il Governo non sia in grado di seguire e di apprezzare i
subemendamenti presentati che riguardano varie questioni, dalla
peronospora a tutto ciò che concerne le risorse agricole.
BUFARDECI, assessore per l'agricoltura. I subemendamenti
all'emendamento 87.18?
ODDO. Al comma 9 dell'articolo 87 del maxi-emendamento. L'ho
definito maxi perché è un emendamento abbastanza corposo, c'è un
subemendamento. Poi c'è un subemendamento al comma 12 dell'articolo
87 e un altro subemendamento al comma 27. Ovviamente, se non sono
distribuiti, il Governo non può nemmeno valutarli.
Gradirei che si accelerasse la distribuzione in modo che parliamo
di cose concrete in pochi minuti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 87.17 del Governo:
«Al comma 3 dopo le parole da riscrivere, ai sensi del comma 2
dell'articolo 8 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, nel
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2010 le
seguenti sono eliminate».
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 87.3 bis, dell'onorevole Oddo:
«Il comma 9 dell'emendamento 87.18 è così modificato:
Dopo le parole stanziamento di sono eliminate le parole 12
milioni di euro, di cui 2 milioni provenienti dalla lettera h
decies dell'articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
19 di cui al comma 27 ed i rimanenti .
Dal comma 27 viene eliminata la lettera h decies e vengono
apportate le seguenti modifiche: alla lettera h quinquies
sostituire le parole 10.000 migliaia con le parole 11.500
migliaia e dopo la parola Sicilia aggiungere le seguenti parole
l'Assessore per le risorse agricole e alimentari con proprio
decreto fisserà i parametri e le modalità di erogazione nel
rispetto della normativa vigente in materia di aiuti.
Alla lettera h nonies sostituire le parole 1.300 migliaia con
le parole 1.800 migliaia .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 87.18.1 del Governo e al subemendamento
87.18.1 bis, degli onorevoli Caputo, Vinciullo, Pogliese e Falcone,
di cui rispettivamente do lettura:
- subemendamento 87.18.1:
«Il comma 10 dell'emendamento 87.18 è così modificato:
dopo le parole della presente legge i commi 2 e 3 sono così
sostituiti:
2. Ai fini di quanto previsto al comma 1, per le finalità di cui
all'articolo 18 e con le medesime modalità operative nello stesso
riportate, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro, di cui 4
milioni di euro a valere sul fondo di rotazione dell'Ente di
sviluppo agricolo, istituito con legge regionale n. 21/95 e sue
successive modifiche e integrazioni, e 6 milioni di euro a valere
sull'articolo 4, comma h della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
19.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, d'intesa
con l'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari, lo
stanziamento di cui al comma 2 sarà attribuito per le finalità
previste al superiore comma 1 sotto forma di garanzia e di
contributo in conto interessi. .
I commi 5 e 6 sono abrogati.»;
- subemendamento 87.18.1 bis:
«Alla lettera a) del comma 12, dell'emendamento 87.18 dopo la
parola preferenziali è aggiunto e alle cooperative che
gestiscono e coltivano terreni confiscati alla mafia .
Pongo in votazione il subemendamento 87.18.1 bis . Il parere del
Governo?
BUFARDECI, assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 87.18.1, come emendato. Il
parere del Governo?
BUFARDECI, assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
abbiamo esitato un articolo 87 con cinque commi. Qui in un minuto
si porta un articolo 87 che ha trenta commi. Ma è modo di lavorare?
Ci sarà anche il Vangelo qui dentro, per carità, non lo metto in
dubbio; ma così non è possibile.
BUFARDECI, assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari. Signor Presidente, vorrei fare una precisazione in modo
particolare agli onorevoli Galvagno e Panepinto, ma, ovviamente, a
tutta l'Aula. Innanzitutto su questo testo, che definiamo maxi-
emendamento rispetto agli articoli in materia di agricoltura in
questa finanziaria, ho in questi giorni consegnato schemi di
massima di tutti questi emendamenti a tutti i capigruppo presenti
in Aula - e anche ad alcuni componenti delle varie commissioni -
proprio per consentire una conoscenza in corso d'opera di un testo
che evidentemente è complesso e complicato, ma che è determinante e
che mi permetto brevissimamente di rappresentare.
I commi aggiuntivi che vanno dal 6 al 9 prevedono un aiuto in
regime de minimis'- che, ricordo, per quest'anno è di 15 mila
euro - mediante la concessione di contributi in conto capitale per
la riduzione sia dei costi del carburante agricolo - e questa è una
novità assoluta nel campo dell'agricoltura - che di altri costi
aziendali, a vantaggio di quei comparti produttivi agricoli per i
quali sia stato dichiarato lo stato di crisi di mercato. Nella
fattispecie, la Regione lo ha già dichiarato con propria delibera
nell'ottobre dell'anno passato. Per tali finalità è stanziata una
somma di 12 milioni, di cui 2 vengono presi dal Fondo della legge
del vitivinicolo, la numero 19 del 2005.
Voglio dire ai colleghi che, per quanto riguarda viceversa il
comma 10, che è un'articolazione importante di un argomento molto
sentito dal mondo agricolo, quello della proroga della scadenza dei
termini delle passività agrarie, abbiamo parlato con il mondo della
banca ma soprattutto con il mondo dei confidi. Pertanto, questo
articolo prevede la possibilità di proroga delle passività agrarie
non scadute e da scadere al 31 agosto 2010, vista la grave
situazione di crisi di mercato ed il perdurare delle avversità
atmosferiche. Ciò al fine di bloccare gli esiti di Basilea 2 e di
riportare in positivo le precedenti operazioni.
Contestualmente si prevede l'attivazione di un sistema di
garanzia, anche in questo caso un fatto nuovo, con l'ausilio dei
confidi oltre che con la concessione di agevolazioni di contributi
in conto interesse per le operazioni di consolidamento
dell'esposizione di natura agraria. Anche per questo vi sono 10
milioni, di cui 6 prelevati direttamente dalla normativa sul
settore vitivinicolo, la legge n. 19. Poi, operiamo con questo
articolo un ulteriore miglioramento complessivo per quanto riguarda
l'articolo 17 e l'articolo 18 della scorsa finanziaria, che
attengono sempre a materia di consolidamento e rimoduliamo le somme
in maniera più virtuosa sulla scorta dell'esperienza maturata e poi
operiamo in questi articoli cose che sono assolutamente a costo
zero. Mi riferisco, per esempio, alla attribuzione ai dipendenti
delle SOAT di una funzione di controllo indispensabile perché, come
sappiamo, la Regione non ha mai brillato per le attività ispettive
di controllo richieste dal mondo dell'agricoltura.
Alla stessa maniera abbiamo operato con i commi da 15 a 19 perché
attribuiamo ai CAA, ai centri di assistenza agricola, una serie di
funzioni, in ambito amministrativo, che operano una concreta
semplificazione con il regime del silenzio-assenso.
Operiamo, altresì, lo dico all'onorevole Panepinto, l'istituzione
dell'ORIGA (osservatorio regionale dell'agricoltura). E lo dico in
un giorno particolare, che è quello in cui finalmente è stato
bandito il pacchetto giovani.
Gli altri articoli sono tutti quelli che riguardano la
rimodulazione della legge 19 del 2005, sempre nel settore
vitivinicolo. Attraverso tutto questo, sostanzialmente, operiamo
una rimodulazione di risorse inserendo misure di carattere
strutturale: penso anzitutto all'accorpamento delle cantine, che è
una cosa che il mondo dell'agricoltura ed il settore vitivinicolo,
in particolare, ha reclamato da gran tempo per sconfiggere uno dei
mali della nostra agricoltura, che è la frammentazione.
Questo è il senso dell'articolo, sul quale credo che vi sia stata
una compartecipazione di larga parte di questo Parlamento che, a
partire da questo subemendamento, voglio ringraziare per la
collaborazione che ha dato al pacchetto agricoltura .
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 87.2 bis, dell'onorevole
Oddo:
«Il comma 12 dell'emendamento 87.18 è così sostituito:
L'articolo 18 della legge regionale 6/2009, come sostituito
dall'articolo 10 della legge regionale 13/2009, è così modificato:
1. Il comma 1 è così sostituito: 1. Alle imprese agricole
singole e associate sono concessi contributi in conto interessi su
finanziamenti per il consolidamento delle passività onerose in
essere alla data del 31 dicembre 2009 previa accensione di mutui di
durata almeno decennale ;
2. Il comma 2 è così sostituito: 2. L'Assessore regionale per le
risorse agricole e alimentari disciplina con proprio decreto le
modalità applicative del presente articolo, ivi compresa la misura
massima delle agevolazioni stesse, dando priorità nell'erogazione
ai coltivatori diretti ed agli imprenditori agricoli professionali.
Il medesimo Assessore stipula apposite convenzioni con le banche ai
sensi dell'articolo 47 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n.
385 ;
3. E' aggiunto il seguente comma 5 bis: Per l'attuazione del
presente articolo sono rispettivamente competenti, per le imprese
singole il Dipartimento regionale per gli interventi strutturali in
agricoltura e per le società cooperative l'IRCAC ;
4. Il comma 6 è così sostituito: Per gli oneri discendenti
dall'applicazione del presente articolo, valutati in tredicimila
migliaia di euro, per la parte relativa alle società cooperative,
il fondo unico dell'IRCAC costituito ai sensi dell'art. 63 della
l.r. 6/97 è incrementato per l'esercizio finanziario in corso di
5.000 migliaia di euro, per la parte relativa alle imprese singole,
e fino a 8.000 migliaia di euro, con parte delle assegnazioni
statali, di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 499, di competenza
dell'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari per
gli anni 2006, 2007, 2008».
ODDO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che, vista
l'ora e visto che vogliamo accelerare, su questa questione
trascuriamo alcuni aspetti e dico subito all'assessore che è
l'impianto che non funziona e spiego il perché.
L'IRCAC non può gestire tutto ciò che riguarda pratiche relative
ad aziende agricole; può gestire pratiche che riguardano
cooperative agricole. E' ovvio che bisogna articolarlo, scindendo
le due cose e dicendo che l'IRCAC gestisce, evidentemente, quello
che può gestire per quanto concerne le cooperative e, invece, il
Dipartimento dell'Assessorato dell'agricoltura gestisce quanto è
giusto gestire per le aziende agricole. Così la cosa non funziona.
Mi creda, abbiamo approfondito abbastanza la materia. E le faccio
notare un'altra cosa. Intanto, abbiamo un problema per quanto
concerne l'aspetto legato ad IRCAC e Dipartimento, ma abbiamo anche
un problema per quanto concerne le questioni che possono
sostanzialmente portare ad una ulteriore fase di inapplicabilità
della norma.
Lei sa bene che una norma prevista dalla finanziaria dell'anno
scorso, pur se modificata con l'articolo 10 della legge numero
13/09 è rimasta assolutamente inapplicata. E' centrale quella norma
perché parla soprattutto di ristrutturazione dei debiti delle
imprese, delle esposizioni, onorevole Bufardeci. Se noi parliamo di
esposizione e riconduciamo la cosa a qualche rata scaduta, andiamo
indietro rispetto a quanto abbiamo previsto nella finanziaria
precedente.
Le cito la parte più delicata: l'articolo 10 della legge 13 del
2009 è tuttora inapplicato.
Allora il legislatore intese normare quell'articolo in una maniera
precisa, la ristrutturazione del debito con durata almeno
decennale. Oggi siamo tornati indietro con le variazioni di
bilancio e abbiamo, lo dico fra virgolette, imbastardito tutto.
Dobbiamo ritornare all'originaria idea del legislatore -
ristrutturare il debito, onorevole Bufardeci - e per giunta fare in
modo che ognuno gestisca quello che può gestire, IRCAC da un lato,
e Dipartimento dall'altro, altrimenti non abbiamo fatto niente.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che l'ora
è tarda, ma ancora abbiamo tanto lavoro da fare, però vorrei dire
all'assessore Bufardeci, di cui apprezzo il modo di operare, molto
attento e propenso a risolvere tutti i problemi dell'agricoltura in
pochissimo tempo, però - mi rivolgo a lei, signor Presidente, non
certamente al Governo perché è disinteressato - c'è un limite, e
serve buon senso da parte di ognuno di noi.
Se il Governo ha intenzione di riscrivere diverse materie in
questa sede, ci fermiamo un attimo, predisponga una proposta
complessiva di tutto quello che vuole fare di nuovo perché, l'hanno
detto anche i componenti della Commissione Bilancio, qui c'è
materia in più di tutto quello che si era discusso in Commissione,
da cinque commi si è arrivato a quaranta.
Non mi sembra corretto questo modo di procedere, e invito il
Governo - anche per rispetto di tutti noi che siamo qui da giorni -
, se effettivamente intende presentare altri emendamenti di questo
tipo, a fare una riscrittura complessiva di ciò che ritenete
opportuno, e facciamo prima. Siamo un poco più seri tutti, se c'è
una intesa, anche non politica, ma se siamo d'accordo ci si ferma,
si accorpa tutto in un unico testo e andiamo avanti, altrimenti che
ci stiamo a fare qua, a prenderci in giro?
Adesso mi trovo a leggere, in meno di dieci minuti, quattro pagine
di trenta commi; va bene, io voto a favore, ma non so neanche di
che stiamo parlando, e la cosa che mi stupisce non è che non lo so
io, non lo sanno i componenti della Commissione Bilancio, e non
parliamo della Commissione di merito, che non è stata neanche più
considerata. Noi non siamo in condizione, e invito tutti i colleghi
a dire se sono in condizione di comprendere che cosa stiamo
votando
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, le questioni che hanno sollevato i
colleghi sono sicuramente importanti, però vorrei ribadire un
concetto: al di là che proprio perché si tratta, definiamolo, di un
piccolo pacchetto di norme in materia di agricoltura, ho cercato, e
molti non possono non darmene atto, anche di coinvolgere nella
conoscenza e nella redazione un po' tutti i Gruppi parlamentari.
Io credo che abbiamo cercato di fare un lavoro complicato in una
condizione difficile, qual è quella che vive complessivamente
l'agricoltura.
Credo di avere rappresentato in maniera anche sintetica quello che
è il testo. Ho anche detto, e lo dico all'onorevole Oddo, perché
stiamo parlando in merito all'emendamento 87.2.bis, che il Governo
può dare parere assolutamente favorevole fino al comma 3, con
esclusione del comma 4, che riguarda la copertura finanziaria che
già abbiamo sostanzialmente votato nella tipologia di importo con
l'emendamento poc'anzi approvato.
Quindi, per quanto mi riguarda, e credo che l'onorevole Oddo
poc'anzi avesse detto di essere d'accordo, si potrebbe procedere in
questa maniera.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 87.2.bis, ad
esclusione del comma 2.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 87.4.bis, dell'onorevole Oddo:
«Il comma 27 dell'emendamento 87.18 è così modificato: Alla
lettera h septies dopo le parole organizzazioni di produttori
aggiungere la seguente parola vitivinicoli ».
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 87.18.2, degli onorevoli Caputo,
Vinciullo ed altri:
«Il comma 27 dell'emendamento 87.18 è così modificato:
Alla lettera h septies dopo le parole organizzazione di
produttori aggiungere le seguenti parole cooperative che
gestiscono terreni confiscati alla mafia .»
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 87.18, del Governo, aggiuntivo dopo il
comma 5 dell'articolo 87:
«Dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti commi:
6. Alle imprese agricole siciliane attive nei comparti produttivi
per i quali è stato dichiarato, con delibera della Giunta di
Governo, lo stato di crisi di mercato possono essere concessi
contributi in conto capitale per la riduzione del costo del
carburante agricolo, nonché di altri costi aziendali.
7. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale delle risorse agricole ed alimentari,
previa deliberazione della Giunta regionale, sono stabilite le
modalità e le procedure per la concessione delle agevolazioni di
cui al comma 6, ivi comprese le voci di costo da ammettere ad
agevolazione, nonché l'individuazione del soggetto attuatore.
8. Gli aiuti di cui al comma 6 sono concessi alle condizioni e nei
limiti previsti nella Comunicazione della Commissione che modifica
il quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di
aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento
nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica 20091C
261/02 e successive modifiche ed integrazioni. Gli aiuti sono
concessi conformemente a quanto previsto dal Decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri di attuazione della suddetta
Comunicazione e successive modifiche e integrazioni, nonché dagli
ulteriori atti di attuazione del medesimo, della predetta
Comunicazione e della relativa decisione di autorizzazione della
Commissione Europea.
9. Per l'attuazione dei commi 7 e 8, è previsto uno stanziamento
di 12 milioni di euro, di cui 2 milioni proveniente dalla lettera h
decies dell'articolo 4 della legge regionale del 22 dicembre 2005,
n. 19 di cui al comma 27 ed i rimanenti 10.000 migliaia di euro a
valere sul bilancio della regione siciliana.
10. Alla legge regionale 21 settembre 2005, n. 11, dopo l'art. 18
è aggiunto il seguente articolo:
"Art. 18 bis - Proroga della scadenza dei termini delle
esposizioni agrarie e sistema delle garanzie tramite confidi.
1. Al fine di favorire la ripresa economica e produttiva delle
aziende agricole siciliane, in difficoltà a causa della crisi di
mercato c/o delle avverse condizioni atmosferiche, gli Istituti di
credito possono prorogare fino a ventiquattro mesi le esposizioni
di natura agraria scadute alla data del 31 dicembre 2009 o in
scadenza sino alla data del 31 agosto 2010, purché contratte
anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. L'Assessorato regionale dell'Economia è autorizzato a concedere
alle suddette operazioni di proroga agevolazioni sotto forma di
garanzia, così come previste dal Titolo I e di contributo nel
pagamento degli interessi di proroga, secondo le modalità di cui
all'art. 11 della presente legge.
3. L'Assessorato, regionale dell'Economia è autorizzato, altresì,
a concedere agevolazioni sotto, forma di garanzia e di contributi
in conto interessi per le operazioni di consolidamento, delle
esposizioni di natura agraria prorogate ai sensi del comma 1
secondo le modalità di cui all'art. 11 della presente legge.
4. Per le imprese attive nel settore della produzione primaria dei
prodotti agricoli gli aiuti di cui al comma 2 e 3 sono concessi
alle condizioni e nei limiti previsti nella Comunicazione della
Commissione che modifica il quadro di riferimento temporaneo
comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso
al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed
economica 2009/C 261/02 e successive modifiche ed integrazioni. Gli
aiuti sono concessi conformemente a quanto previsto dal Decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri di attuazione della suddetta
Comunicazione e successive modifiche e integrazioni, nonché dagli
ulteriori atti di attuazione del medesimo, della predetta
Comunicazione e della relativa decisione di autorizzazione della
Commissione Europea.
5. Per le finalità del presente articolo, è previsto uno
stanziamento di 10 milioni di euro, di cui 4 milioni di euro a
valere sul Fondo di Rotazione dell'Ente di Sviluppo Agricolo,
istituito con legge regionale n. 21/95 e successive modifiche ed
integrazioni e 6 milioni di euro a valere sull'articolo 4, comma
h), della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19;
6. Con decreto dell'Assessore regionale all'economia, d'intesa con
l'Assessore regionale alle risorse agricole ed alimentari, lo
stanziamento di cui al comma 5 sarà attribuito per le finalità
previste dai commi 2 e 3.".
11. All'articolo 17 delle legge regionale 14 maggio 2009, n. 6
sono apportate le seguenti modifiche:
Alla lettera b bis) del comma 6, le parole "10.000 migliaia di
euro" sono sostituite dalle parole "6.000 migliaia di euro";
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
"7. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su proposta
del Dirigente generale del Dipartimento regionale degli Interventi
Strutturali per l'agricoltura, è possibile effettuare compensazione
tra gli stanziamenti previsti per gli interventi di cui al presente
articolo."
12. All'articolo 10 della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13,
sono apportate le seguenti modifiche:
al comma 2, dopo la parola "stesse" è aggiunta la seguente frase:
"dando priorità nell'erogazione ai coltivatori diretti ed agli
imprenditori agricoli professionali".
al comma 6, le parole "5.000 migliaia di curo" sono sostituite
dalle parole "13.000 migliaia di euro", a valere per gli ulteriori
8.000 migliaia di curo con parte delle assegnazioni statali, di cui
alla legge 23 dicembre 1999, n. 499, di competenza dell'Assessorato
regionale delle risorse agricole ed alimentari, per gli anni 2006,
2007 e 2008.
13. Dopo il comma 2 dell'art. 20 della legge regionale 26 febbraio
2010, n. 3 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Sulla spesa complessiva di 12.500 migliaia di euro gravano
anche gli oneri relativi alle attività essenziali e funzionali alla
corretta gestione delle operazioni di conferimento e trasformazione
in succhi del prodotto".
14. L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari è
autorizzato ad attuare e coordinare, d'intesa con l'Assessorato
regionale della salute, le iniziative e gli interventi per il
controllo delle produzioni agrarie anche avvalendosi delle Sezioni
Operative per l'Assistenza Tecnica istituite ai sensi e per gli
effetti della legge regionale 1 agosto 1977, n. 73 e successive
modifiche ed integrazioni.
15. Per il perseguimento di obiettivi di semplificazione
amministrativa dei procedimenti d'interesse dei soggetti che
esercitano l'attività agricola, la Giunta regionale, con propria
deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale delle risorse
agricole ed alimentari, individua i procedimenti, anche di
competenza degli enti locali e degli enti o società vigilale e/o
partecipate dalla Regione, per i quali è ammessa la presentazione
di istanza per il tramite dei centri autorizzati di, assistenza
agricola (CAA) ai sensi dell'articolo 14, comma 6, del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99 e successive modifiche ed
integrazioni.
16. Con la medesima deliberazione sono individuati gli adempimenti
istruttori, riferiti ai singoli procedimenti, cui i centri
autorizzati di assistenza agricola sono tenuti ed i termini massimi
di conclusione, dei procedimenti che in ogni caso non possono
essere superiori a quelli previsti dal citato articolo 14, comma 6
del decreto legislativo 99/2004.
17. Le amministrazioni competenti adottano il provvedimento finale
entro il termine stabilito, per ciascun procedimento, ai sensi del
comma 16, che decorre dal ricevimento dell'istanza già istruita da
parte dei centri autorizzati di assistenza agricola; decorso tale
termine l'istanza deve considerarsi accolta.
18. La Giunta regionale definisce le modalità di certificazione da
parte dei centri autorizzati di assistenza agricola, della data
certa di inoltro dell'istanza alla pubblica amministrazione
competente e dell'eventuale decorso dei termini di conclusione del
procedimento.
19. L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari é
autorizzato a stipulare apposite convenzioni con i centri
autorizzati di assistenza agricola, al fine di disciplinare gli
aspetti economici afferenti alle attività istruttorie dei Centri ed
ordinariamente di competenza della pubblica amministrazione.
20. E' istituito presso l'Assessorato regionale delle risorse
agricole ed alimentari l'Osservatorio regionale dell'imprenditoria
giovanile in agricoltura (ORIGA) per l'esame delle relative
problematiche, di cui sono chiamati a far parte i rappresentanti
regionali delle organizzazioni agricole giovanili rappresentative a
livello nazionale ed i rappresentanti degli ordini e collegi
professionali di tecnici agricoli, alimentari e forestali. La
partecipazione all'Osservatorio non comporta oneri aggiuntivi per
la Regione e per il suo funzionamento è autorizzata la spesa nel
limite di 30 migliaia di euro annui a decorrere dal 2010 a valere
sulle risorse assegnate alla Regione ai sensi dalla legge 23
dicembre 2009, n. 499.
21. L'Osservatorio di cui al comma 20 è presieduto dall'Assessore
regionale delle risorse agricole ed alimentari o da un suo
delegato.
22. Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 4 della legge
regionale del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole 20.000 migliaia di
euro, sono sostituite dalle parole " 100 migliaia di euro".
23. Alla lettera g) del comma 1 dell'art. 4 della legge regionale
del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole "6.000 migliaia di euro"
sono sostituite dalle parole "100 migliaia di euro".
24. Alla lettera h) del comma 1 dell'art. 4 della legge regionale
del 22 dicembre 2005, n. 19, è così modificato "6.000 migliaia di
euro da destinare al fondo di cui al comma 5 dell'articolo 18 bis
della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11";
25. Alla lettera h-bis del comma 1 dell'articolo 4 della legge
regionale del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole "8.000 migliaia di
euro", sono sostituite dalle parole "11.000 migliaia di euro";
26. Alla lettera h-quater del comma 1 dell'articolo 4 della legge
regionale del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole "15.000 migliaia
di euro" sono sostituite dalle parole "12.000 migliaia di euro".
27. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale del 22
dicembre 2005, n. 19 dopo la lettera h quater) sono aggiunte le
seguenti lettere:
h-quinquies 10.000 migliaia di curo per favorire la
riorganizzazione delle cantine sociali cooperative aventi sede in
Sicilia.;
h-sexies 5.000 migliaia di curo da utilizzarsi per innalzare dal
50 al 70% l'aliquota contributiva prevista dalla OCM del settore
vitivinicolo per la misura promozione dei vini sui mercati dei
paesi terzi c/o per finanziare eventuali scorrimenti di
graduatoria;
h-septies 3.000 migliaia di euro da utilizzarsi nel periodo 2010-
2013 per il finanziamento di iniziative di qualificazione della
produzione, proposte da Organizzazioni di produttori riconosciute
ai sensi della vigente normativa;
h-octies 1.000 migliaia di euro da utilizzare nel periodo 2010-
2012 per il finanziamento e le finalità di cui al comma 3
dell'articolo 5 della legge regionale numero 5 del 2/8/2002, come
modificato:
h-nonies 1.300 migliaia di euro per gli eventuali maggiori oneri,
sulle spese di gestione delle; cantine sociali, derivanti
dall'adesione dei soci conferitori alla misura della vendemmia
verde dell'OCM vitivinicolo;
h-decies 2.000 migliaia di euro per le concessione di contributi
in conto capitale per la riduzione del costo del carburante
agricolo, nonché Ai altri costi aziendali alle imprese agricole in
stato di crisi di mercato dichiarato con delibera della Giunta di
Governo;
h-undecies 500 migliaia di euro per l'integrazione dei fondi
speciali di cui al comma 2 dell'articolo 15 della legge 7 marzo
1996, n. 108.
Le modalità di erogazioni degli aiuti nonché i relativi parametri,
di cui alle lettere da h-quinquies ad h-decies saranno stabiliti
con decreto dell'Assessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari,
in particolare il sostegno di cui alle lettere h-quinquies e h-
nonies sarà erogato nei limiti e conformemente a quanto previsto
dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
2006 (aiuti de minimis) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell'Unione europea L 379 del 28 dicembre 2006. L'aiuto di cui alla
presente lettera può anche essere concesso alle condizioni e nei
limiti previsti nella Comunicazione della Commissione 2009/C 16/01,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 22
gennaio 2009 serie C/16 - Quadro di riferimento temporaneo
comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso
al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed
economica -e successive modifiche ed integrazioni, conformemente a
quanto previsto dall'articolo 3 del decreto del Presidente del
Consiglio del 3 giugno 2009 e successive modifiche e integrazioni,
approvato dalla Commissione europea con decisione C(2009) 4277 del
28 maggio 2009 (aiuto n. 248/2009) e dagli ulteriori atti di
attuazione del medesimo, della predetta comunicazione e della
decisione di autorizzazione della Commissione europea.
28. Al fine di prevenire il fenomeno dell'usura l'Assessorato
regionale delle risorse agricole ed alimentari, in conformità al
comma 2 dell'articolo 15 della legge 7 marzo 1996, n. 108
"Disposizioni in materia d'usura", è autorizzato ad integrare i
fondi speciali antiusura costituiti dai consorzi o cooperative di
garanzia collettiva fidi denominati "Confidi", con vincolo a favore
degli imprenditori agricoli con priorità ai coltivatori diretti ed
agli imprenditori agricoli professionali.
29. L'integrazione di cui al comma 28 è pari a 1.500 migliaia
euro, di cui 500 migliaia di euro provenienti dalla lettera h
undecies dell'articolo 4 della legge regionale del 22 dicembre
2005, n. 19 di cui al comma 27 e le rimanenti 1.000 migliaia di
euro a valere sul bilancio della Regione siciliana.
30. Ai fini dell'incremento del consumo dei prodotti locali della
terra e del mare anche provenienti da sistemi di coltivazione
biologica ed aderenti a sistemi comunitari, nazionali e regionali
di certificazione di qualità, l'Assessore delle Risorse agricole ed
alimentari, è autorizzato a predisporre apposite iniziative volte
all'educazione agroalimentare, destinando a tale attività la somma
di 1.000 migliaia di euro, con parte delle assegnazioni statali di
cui alla legge n. 499/1999, per l'anno 2010».
Pongo in votazione l'emendamento 87.18, come emendato. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 87, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 88. Ne do lettura:
«Articolo 88.
Interventi a compensazione dei danni da peronospera
della vite
1. Al fine di indennizzare le aziende viticole che hanno subito un
calo della produzione di almeno il 30 per cento a causa degli
attacchi della peronospora della vita (plasmopara viticola),
avvenuti in Sicilia nel corso del 2007, è previsto un aiuto a
compensazione del danno subito.
2. Con decreto dell'assessorato delle risorse agricole e
alimentari saranno definiti criteri, limiti e modalità per
l'erogazione dell'aiuto di cui al comma 1.
3. L'aiuto è erogato alle condizioni di cui al punto V.B. 3 degli
orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo
e forestale 2007/2013 pubblicati nella g.u.u.e. C 319 del 27
dicembre 2006, relativo agli aiuti destinati a compensare le
perdite dovute ad avverse condizioni atmosferiche in conformità
alla nota (31) del paragrafo 132 lettera b) a piè di pagina
C/319/20 degli stessi Orientamenti.
4. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria per le finalità di cui
sopra, le risorse finanziarie non possono superare l'importo di 30
milioni di euro.
5. L'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo è
subordinata al rispetto della vigente normativa comunitaria in
materia di aiuti di Stato, nonché alla definizione positiva delle
procedure di cui all'articolo 108, paragrafi 2 e 3 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'articolo 88 o di singoli
commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 88.10.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
88.11.
ODDO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
88.12.
ADAMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 88.21, del Governo:
«Al comma 4 aggiungere dopo le parole euro' la seguente frase
rinvenienti in parte per 11.000 migliaia di euro dalla dotazione
di cui alla lettera h-bis dell'articolo 4 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 e per euro 6.387.2005,80 provenienti dalle
assegnazioni di cui alla legge 30 dicembre 2008, n. 205, di
conversione del decreto legge 3 novembre 2008, n. 171. La rimanente
somma pari a 12.612.794,20 a valere sul bilancio della regione
siciliana'.
- Il comma 5 è sostituito dal seguente:
5. L'applicazione delle norme di cui al presente articolo avviene
nel rispetto della vigente normativa comunitaria in materia di
aiuti di Stato ed, in particolare, di quanto previsto dall'articolo
107, paragrafo 2, lettera b) del trattato di funzionamento
dell'Unione europea».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 88, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:
«Articolo 89.
Accordo di filiera vitivinicola
1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, al
fine di garantire il reddito del viticoltore quale primo anello
della filiera e responsabile del mantenimento territoriale del
paesaggio viticolo, promuove la realizzazione dell'accordo di
filiera vitivinicola tra tutti i soggetti interessati (viticoltori,
trasformatori, imbottigliatori).
2. Entro 45 giorni dalla pubblicazione della presente legge sono
emanate le disposizioni attuative del presente articolo nel
rispetto della normativa comunitaria di riferimento in materia di
agricoltura e sviluppo rurale.
3. I soggetti beneficiari di aiuti o altri interventi regionali
devono rispettare l'accordo di filiera».
Comunico che sono stati presentati dal Governo l'emendamento
89.18, di riscrittura dell'articolo, e l'emendamento 89.19, qui di
seguito riportati:
- emendamento 89.18:
«L'articolo 89 è così sostituito:
Art. 89 - 1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari al fine di garantire il reddito degli imprenditori
agricoli, quali primi componenti delle filiere produttive, promuove
la sottoscrizione di accordi tra i componenti delle filiere
agroalimentari a fronte di specifiche azioni di valorizzazione dei
prodotti delle filiere.
2. Entro 45 giorni dalla pubblicazione della presente legge sono
emanate le disposizioni attuative del presente articolo nel
rispetto della normativa comunitaria di riferimento in materia di
agricoltura e sviluppo rurale.
3. I soggetti beneficiari di aiuti pubblici o altri interventi
regionali devono rispettare l'accordo di filiera sottoscritto .»
- emendamento 89.19:
«Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti commi:
4. La Regione promuove, nel territorio siciliano, l'istituzione
dei mercati contadini, allo scopo di perseguire i seguenti
obiettivi:
a) promuovere l'incontro tra il mondo della produzione ed il mondo
del consumo;
b) promuovere il coinvolgimento ed il partenariato tra ente
pubblico e gli operatori privati;
c) creare opportunità per le piccole produzioni locali di qualità;
5. Possono esercitare la vendita diretta gli imprenditori agricoli
di cui all'articolo 2135 del codice civile, ivi comprese le
cooperative di imprenditori agricoli ai sensi dell'articolo l,
comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
regolarmente iscritti nel registro delle imprese di cui
all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
6. I mercati contadini possono essere organizzati e promossi dai
seguenti enti:
a) comuni;
b) unioni di comuni;
c) province regionali;
d) consorzi di imprese agricole.
7. Per le finalità del presente comma, gli enti promotori operano
preferibilmente in partenariato con le organizzazioni agricole o
con le cooperative legate al mondo agricolo.
8. I soggetti promotori di cui al comma 3, esercitano le funzioni
a loro delegate dalle normative di settore, specificatamente nelle
seguenti materie:
a) controllo del rispetto delle nonne igienico-sanitarie;
b) individuazione delle aree ove allocare i mercati agricoli;
c) il rispetto delle norme sulla provenienza dei prodotti e
sull'etichettatura;
d) calendarizzazione settimanale dei mercati;
e) fornitura dei servizi necessari;
f) ordine pubblico.
9. L'attività di vendita è consentita solo ad imprenditori
accreditati e che esercitino la propria attività produttiva
nell'ambito del territorio siciliano.
10. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, su proposta dell'Assessore
per le risorse agricole ed alimentari e sentita la competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale, con apposita
delibera stabilisce:
a) i criteri e le modalità per la redazione, la presentazione dei
progetti e i tempi di realizzazione;
b) i requisiti dei soggetti beneficiari e le modalità di
accreditamento;
c) i criteri di valutazione dei progetti.
11. L'Assessore per le risorse agricole ed alimentari effettua
monitoraggi periodici delle iniziative e, entro il 30 giugno di
ogni anno, trasmette alla Giunta regionale un rapporto sullo stato
di attuazione delle stesse».
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare per illustrare l'emendamento 89.18.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 89.18 è una
riscrittura che attiene esclusivamente al compito di non attribuire
l'accordo di filiera soltanto al settore vitivinicolo, come era nel
testo della finanziaria, ma a tutte le filiere agro-alimentari.
Quindi, un aiuto e la predisposizione di un progetto di indirizzo
che va a tutte le attività. E' solo questa la qualifica, anche se è
più importante perché riguarda tutta l'agricoltura.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 89.19. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'articolo 90 è stralciato dalla finanziaria, su
richiesta del Governo.
Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:
«Articolo 91.
Norme in materia di agriturismo
1. All'articolo 5 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3 è
aggiunto il seguente comma:
11 bis. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la salute e dell'Assessore regionale
per le risorse agricole ed alimentari, previa delibera della giunta
regionale, sono emanate le disposizioni regolamentari applicative
dell'articolo 5. In particolare sono oggetto del decreto:
a) la definizione dei requisiti di cui al comma 1;
b) l'individuazione delle superfici minime e le caratteristiche
delle piazzole, dei percorsi, dei parcheggi e dei servizi degli
agricampeggi;
c) la disciplina dell'attività di congelamento degli alimenti
destinati al consumo, di cui al comma 8 dell'articolo 5;
d) la regolamentazione dell'attività di macellazione di cui al
comma 8, con particolare riferimento alla quantità di animali che
possono essere macellati, alle caratteristiche dei locali di
macellazione, all'attività di preparazione e somministrazione e
alle modalità di lavorazione in azienda di tutte le carni
macellate, anche all'esterno dell'azienda, nel rispetto delle
normative vigenti.'.
2. All'articolo 13 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3 è
aggiunto il seguente comma:
5 bis. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le risorse agricole ed alimentari,
previa delibera della giunta regionale, sono emanate le
disposizioni regolamentari applicative della presente legge, ivi
compresi gli obblighi degli operatori agrituristici, ad esclusione
delle materie disciplinate dall'articolo 5 e dal comma 4.'.
3. Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 16 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3 le parole agli articoli 8 e 9.'
sono sostituite con le seguenti all'articolo 9 ed al decreto
previsto dall'articolo 13.'.
4. Le disposizioni di cui alla legge regionale 26 febbraio 2010,
n. 3, ad esclusione di quelle contenute nel Titolo V, si applicano
a decorrere dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana del decreto di cui all'articolo 13 della medesima legge
regionale n. 3/2010.
5. Le disposizioni recate dall'articolo 5 della legge regionale 26
febbraio 2010, n. 3, entrano in vigore dalla pubblicazione in
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del decreto di cui
all'articolo 5 della medesima legge regionale n. 3/2010».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole De Luca: 91.1, 91.2, 91.3,91.4, 91.5, 91.6, 91.7;
- dagli onorevoli Leontini ed altri: 91.11, 91.12, 91.13, 91.14,
91.15, 91.16, 91.17;
- dall'onorevole Maira: 91.10.
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'articolo o di singoli commi
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento di riscrittura dell'articolo 91 del Governo è
inammissibile.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rivolgermi
in particolare all'onorevole Cracolici, al Governo e a tutti coloro
che, in queste ore, hanno proferito una serie di parole che poi,
nei fatti, non corrispondono al vero.
Nella riunione che il Presidente ha tenuto stamattina con i
presidenti dei Gruppi parlamentari, per snellire i lavori della
finanziaria, c'era stato, non dico un accordo, ma un'azione che
dava la possibilità al Parlamento di continuare a lavorare in modo
snello, espungendo quelle norme che non erano confacenti al testo.
Signor Presidente, poc'anzi lei ha stralciato dalla finanziaria
l'articolo 90, adesso lo ritroviamo al comma 30 dell'emendamento
87.18, presentato dal Governo. E allora, siccome noi non solo non
condividiamo questo atteggiamento, ma lo condanniamo, per quanto ci
riguarda - lo dico senza che nessuno la prenda come una minaccia,
perché non è una minaccia - possiamo stare qui anche venti giorni e
venti notti, ma non ritireremo più nessun emendamento.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 23.21, è ripresa alle ore 23.34)
La seduta è ripresa.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Vorrei
invitare tutti gli onorevoli colleghi a riprendere posto e,
cortesemente, ad ascoltare un mio accorato appello alla serenità,
forte anche di una considerazione.
Vorrei, in modo particolare, rivolgermi a tutti i colleghi, perché
stiamo trattando una materia di grande delicatezza e dopo giorni e
giorni di lavoro a volte possono nascere incomprensioni, perché di
incomprensione sicuramente si tratta dovuta anche alla stanchezza.
Mi riferisco nella fattispecie all'erronea interpretazione a
proposito del comma 30 dell'emendamento all'articolo 87 che, per
quanto riguarda il Governo, può essere anche stralciato.
Ma nella precisazione che certamente non si tratta né di
riproposizione delle domeniche di eccellenza, né di quant'altro
potesse essere assimilabile a ciò - e può restare agli atti
qualunque tipo di dichiarazione - deve intendersi che quella che
quell'articolo ed il comma 30 prevede è una funzione
importantissima, che è quella dell'educazione alimentare nelle
scuole, a vantaggio dei nostri bambini ed a vantaggio delle nostre
scolaresche.
Quello è il significato dei progetti che si fanno - peraltro,
anche in collaborazione con l'Assessorato alla sanità - e che sono
norme che servono a salvaguardare non soltanto il prodotto
siciliano, ma anche le buone abitudini alimentari dei nostri
ragazzi.
Ciò detto, non vorrei che si vanificasse uno sforzo ed un impegno
che, per quanto riguarda l'emendamento che si è votato all'articolo
87, prevede alcune novità delle quali dobbiamo andare enormemente
orgogliosi. Per la prima volta si prevede il mondo dei confidi, che
è sempre stato un mondo esclusivamente degli artigiani. Tale mondo
finalmente diventa un mondo protagonista anche del settore
agricolo, fondamentale soprattutto in occasione delle difficoltà
che il nostro mondo agricolo vive per le note normative connesse a
Basilea 2.
Il fatto che oggi abbiamo il mondo dei confidi, che abbiamo
aiutato a finanziare per dare le garanzie e le contro garanzie ad
un imprenditore che, tante volte, non ha la possibilità di poter
presenziare il rapporto con le banche, è una novità fondamentale.
E abbiamo messo anche un'altra norma che forse, e me ne
dispiaccio, in questa confusione è passata sotto silenzio. E cioè
il principio che i benefici vanno prioritariamente ai coltivatori
diretti e alle imprese che producono oltre al 51 per cento del
reddito nel settore agricolo.
Quindi, si privilegia innanzitutto il mondo agricolo e non chi
svolge una secondo o una terza attività o ha ben altre capacità
economiche.
Abbiamo rimodulato una serie di somme per potere dare sostanza ad
articoli che, pensati anche nel passato, non avevano dato
risultati. Penso sia all'articolo 17 che all'articolo 18 della
scorsa finanziaria. Con quest'articolo si è avviato un processo di
ristrutturazione della politica vitivinicola che è fondamentale.
Io non vorrei che tutto ciò che abbiamo fatto, e che abbiamo fatto
a mio avviso in maniera corretta, come in maniera corretta abbiamo
operato un grande sforzo per quanto riguarda il problema della
peronospera, possa passare sotto silenzio o possa essere trascurato
rispetto ad un'eventuale incomprensione.
Credo che al di là dell'ora, al di là della stanchezza, al di là,
a volte, della legittima incomprensione che ci può essere nel
porsi, nel dichiararsi, nel leggere in un momento di difficoltà
qual è quello che viviamo da giorni complessivamente, credo che
tutto questo non deve vanificare lo sforzo che è stato enorme da
parte di tutti, perché abbiamo ascoltato le confederazioni, i
comitati di base, abbiamo cercato di condividere con quanti più
possibile questo pacchetto agricoltura.
Se non ci siamo riusciti, ma che questa norma possa essere
contrabbandata come una cattiva norma o che non sia una norma che,
per la prima volta, ristruttura in alcuni casi alcuni problemi
storici e annosi della nostra agricoltura, questo non permettiamolo
a nessuno, nell'interesse di quest'Assemblea e di tutti noi.
Proseguiamo questo lavoro con gli altri articoli che ci sono.
CIMINO, assessore all'economia. E per quell'emendamento?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Quella
parte può essere abolita con il comma 30 dell'articolo 87 con
l'ausilio dell'articolo 117 del Regolamento interno. Ma è un
emendamento, ribadisco per l'ennesima volta, pensato e voluto
soltanto per l'educazione alimentare nelle scuole.
PRESIDENTE. Resta inteso che, ai sensi dell'articolo 117, si
risolverà la questione contestata con un emendamento abrogativo del
comma di cui sopra.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa per
la mia intemperanza e chiedo scusa al collega Marziano. Il nostro
atteggiamento di persone forse troppo perbene
CRACOLICI. Adesso non esagerare
MANCUSO. Forse hai ragione anche tu Non fanno parte delle regole
di questo Parlamento.
E' offensivo anche ciò che ha detto l'Assessore per le risorse
agricole ed alimentari, in questa sua replica.
Nessuno ha messo in discussione una manovra di 800 milioni di
euro. Nessuno. Non siamo entrati nel merito. Ci siamo affidati e
fidati delle pagnolade' che ci venivano buttate sul tavolo una
ogni due secondi. 800 milioni di manovra e non abbiamo detto una
parola Solo l'attenzione dell'onorevole Oddo ha migliorato quel
testo.
Solo che, onorevole Bufardeci, lei non può permettersi di pensare
che all'interno di questo Parlamento ci siano degli imbecilli.
Quanto meno hanno una intelligenza della stessa misura della sua.
Figuratevi se la domenica di eccellenza, un milione di euro su 800
milioni di euro No, è proprio l'arroganza di come si vuole
violentare la minoranza di questo Parlamento, con sotterfugi, con
furberie, con atteggiamenti che in dieci anni, anche nei momenti
peggiori, non ho mai visto, mai. E non ce ne era neanche bisogno.
Anche perché a quello che, oggi, aveva inserito l'onorevole
Bufardeci, ci pensa lo Stato con un trasferimento di un milione di
euro, già iscritto nel bilancio della Regione e che abbiamo già
votato. Ne voleva dare un altro milione in più. Quindi, le belle
cose che vuole fare con le scuole, onorevole Bufardeci, lei già ce
l'ha nel bilancio. E le abbiamo votate. Ne voleva un milione in
più, per distribuire forse ancora più frutta. Mi pare che lei sia
alla frutta Per l'atteggiamento che ha tenuto nei confronti
dell'intero Parlamento o forse di una parte.
Per quanto ci riguarda, signor Presidente, da qui a quando
finiremo, non so quando, tutto il Gruppo parlamentare interverrà
per ogni articolo per esprimere il proprio pensiero. E la prego,
signor Presidente, se ci sono altri emendamenti aggiuntivi volanti
del Governo, di concederci il tempo di leggerli, di subemendarli,
di analizzarli. Lo dico perché oggi ci trovavamo subemendamenti
lanciati e subemendamenti già pronti e dattiloscritti anche
dell'onorevole Oddo. Forse lei li aveva avuti qualche minuto prima.
Lei ci deve dare la possibilità di poter lavorare serenamente.
Ci dicono pure che c'è pronto un maxiemendamento. Chiederemo ciò
che è giusto, ciò che il nostro Regolamento prevede, una pausa di
quarantotto ore per raggiungere le finalità e il miglioramento di
questa manovra.
Chiedo scusa ancora a tutto il Parlamento per il mio
atteggiamento, all'ottimo collega Marziano, col quale personalmente
ho sbagliato in Aula: E mi fermo perché non ho più da chiedere
scusa ad alcuno. E stata fatta violenza politica alla minoranza di
questo Parlamento senza una motivazione, solo ed esclusivamente con
un atteggiamento di arroganza nei confronti dei parlamentari e, se
mi permette, anche della Presidenza di questa Assemblea.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, mi rendo conto della stanchezza e anche
del nervosismo che tutti noi abbiamo. Ma devo sottolineare, e mi
rivolgo all'ultimo intervento, che è veramente ingiusto che ciò sia
avvenuto in un momento in cui viene approvata in Sicilia una legge
importantissima sull'agricoltura, una legge che è stata coordinata,
concordata, discussa con i sindacati e con tutti i gruppi politici.
Seppure è certamente possibile che vi siano stati errori. Ho
cercato di dire, fin dall'inizio, che non si dovevano presentare
emendamenti, perché presentare emendamenti in questo momento
confonde le idee. Ma, ripeto, non è giusto non voler riconoscere in
questo momento che stiamo approvando una legge di straordinaria
importanza per l'agricoltura della Sicilia.
Tutta la Sicilia è interessata all'agricoltura. Nella premura e
nella concitazione forse non abbiamo avuto modo di ascoltare
l'Assessore e di ascoltare le cose nuove che sono state introdotte
con questa legge.
Vorrei riflettere su due norme che sono state introdotte e che
sono una vera rivoluzione nel mondo dell'agricoltura:
l'introduzione della filiera agro-alimentare. Questa Regione e i
Governi precedenti per anni hanno dato fondi, risorse, sostegno a
tutti coloro che volevano ristrutturare le aziende, conquistare
nuovi mercati, ma non hanno mai introdotto il principio europeo
della filiera che obbliga chi riceve fondi pubblici ad acquistare
la merce ad un prezzo concordato con le associazioni sindacali e
con l'Assessore e quindi accettabile.
Per anni abbiamo permesso che sull'agricoltura siciliana avvenisse
ciò che, oggi, contestiamo alla Fiat. Questa legge lo impedisce.
Onorevoli colleghi, mi dovete ascoltare
Ripeto. Abbiamo permesso che sull'agricoltura siciliana avvenisse
ciò che, oggi, contestiamo alla Fiat. Questa legge lo impedisce
In futuro, chiunque riceva fondi pubblici non potrà giocare la
parte di essere amico dello Stato quando deve ricevere fondi e,
poi, super liberale quando deve acquistare l'uva o il grano o i
prodotti dell'agricoltura. Questa è una rivoluzione.
Purtroppo, la legge è arrivata in un'ora tarda e non siamo
riusciti a ricordarlo.
Vorrei ricordare che abbiamo introdotto il principio che, ogni
volta che si dovrà dare un contributo, al primo posto, per la prima
volta - i cittadini ci ascoltano e poi ci ascolteranno - ci saranno
gli agricoltori mono reddito. Non era mai successo. Tante volte
abbiamo promosso leggi che danno fondi e contributi
all'agricoltura. Ma come sono stati dati negli anni scorsi questi
soldi? A chi sono stati dati?
E' la prima volta che l'assessore propone questo. Questi sono i
fatti che domani la Sicilia dovrà leggere e considerare. Per la
prima volta, al primo posto, mettiamo l'agricoltore mono reddito.
Sono norme che cambiano il sistema. Io ho promosso l'attenzione
solo su queste due norme, per chiedervi di riflettere e se è il
caso di sospendere l'Assemblea per cinque minuti per riprendere
subito dopo il lavoro che la Sicilia si aspetta. Non c'è niente di
poco serio in ciò che si è fatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare
moltissimi deputati, tra cui anche il Presidente della Regione, con
cui intanto mi scuso perché vorrei fare una proposta io, prima di
continuare il dibattito.
Innanzitutto, votiamo l'emendamento 117.1, un emendamento ai sensi
dell'articolo 117 che così recita: All'emendamento 87.18 il comma
30 è soppresso.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che all'articolo 91 è stato presentato l'emendamento
91.18 che è inammissibile. Pongo in votazione l'articolo 91.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che si tratta delle norme per evitare l'impugnativa del
Commissario dello Stato sulla legge sull'agriturismo.
Sospendo, quindi, la seduta per mezz'ora e convoco la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, con il presidente della
Commissione Bilancio ed il Governo, nella mia stanza.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 23.51 del 30 aprile 2010, è ripresa
alle ore 01.10
di sabato 1 maggio 2010)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 92. Ne do lettura:
«Articolo 92
Canoni irrigui
1. I consorzi di bonifica non possono aumentare, per la stagione
agraria 2010, i canoni irrigui».
L'emendamento 92.1 dell'onorevole De Luca e l'emendamento 92.10
dell'onorevole Maira soppressivi dell'intero articolo o di singoli
commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 92.12 del Governo è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 92. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 94. Ne do lettura:
«Articolo 94
Enoteca regionale della Sicilia
1. L'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 5 è così
modificato:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: Enoteca regionale
della Sicilia e rete di enoteche locali';
b) il comma 1 è così modificato: E' istituita l'enoteca regionale
della Sicilia e la rete di enoteche locali alla cui realizzazione
si provvede con i fondi POR SICILIA 2000/2006 secondo le modalità
previste dalla corrispondente Misura. L'Assessorato Regionale delle
Risorse Agricole e Alimentari ne promuove la costituzione cui si
provvede con atto pubblico';
c) il secondo periodo del comma 2 è così modificato: All'enoteca
regionale siciliana e alla rete di enoteche locali possono aderire
enti pubblici territoriali e soggetti pubblici e privati che
operano nel settore vitivinicolo e che promuovono o esplicano
attività collegate al settore vitivinicolo e/o al turismo.';
d) il comma 3 è così modificato: 3. L'Assessore regionale per le
risorse agricole e alimentari è autorizzato a concedere un
contributo per le spese di costituzione e di gestione dell'Enoteca
regionale di Sicilia e del network alle enoteche locali , delle
strade del vino riconosciute, per 3 anni in misura decrescente:
1) per i Comuni in cui ricadono le enoteche regionali il
contributo è pari a 60.000, 40.000 e 40.000 rispettivamente
per il primo, secondo e terzo anno di avviamento;
2) per i Comuni in cui ricadono le enoteche locali il contributo è
pari a 40.000, 30.000 e 20.000 rispettivamente per il primo,
secondo e terzo anno di avviamento.
L'importo concesso annualmente ai comuni per la singola enoteca
non può superare in ogni caso il 50 per cento dei costi di gestione
sostenuti dalla stessa. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata la spesa complessiva di 1 milione di euro per gli
esercizi finanziari 2010-2011-2012.'».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 94.13 degli onorevoli Caputo, Pogliese, Vinciullo,
Falcone e Buzzanca è inammissibile.
Si passa all'emendamento 94.12 degli onorevoli Caputo, Pogliese e
altri.
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda la materia
delle enoteche, oltre alle due regionali ne sono già state
incrementate altre sette, una per ogni provincia e le somme vengono
prelevate sempre dalla legge numero 19 del 2005 nella misura di un
milione. Con tale somma si consente l'avviamento e inoltre c'è
un'altra somma di un milione per il triennio. Incrementare
ulteriormente il numero delle enoteche regionali comporterebbe una
riduzione della possibilità di avviamento delle nove enoteche già
previste.
In questo caso, quindi, non posso non dare un parere contrario,
anche perché occorrerebbe una nuova provvista finanziaria per le
eventuali nuove enoteche. E peraltro vorrei ricordare che enoteche
che possono rappresentare territori dove ci siano IGT ce ne sono
moltissime, non sono una o due. Di fatto c'è solo un DOCG , ma di
tutte le altre ce ne sono moltissime. E poiché, ribadisco, la
copertura finanziaria di un milione è prevista per il triennio solo
per queste, credo che non possa non darsi un giudizio contrario.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
insistere proprio per valorizzare i territori che sono sede di DOC
e IGT perché questo non comporterebbe un aumento di spesa. Tutto
andrebbe ad operare all'interno del budget che ha previsto il
Governo. Quindi, mi permetto di insistere, onorevole Assessore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 94.12. Il parere del
Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi;chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 94. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 95. Ne do lettura:
«Articolo 95
Trasferimento al comune di Scicli delle strutture
del mercato del fiore di Donnalucata
1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari è
autorizzato a trasferire al comune di Scicli le strutture, le aree
di pertinenza, i macchinari e le attrezzature facenti parte del
mercato del fiore di Contrada Spinello - Donnalucata - comune di
Scicli.
2. L'amministrazione comunale interessata destinataria del
trasferimento degli immobili e delle attrezzature ricadenti nel
proprio territorio, utilizza i beni loro ceduti secondo le finalità
originarie o per altre finalità produttive».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 95. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:
«Articolo 96
Contributi alle aziende agro-silvo pastorali
Per le finalità di cui agli articoli 3, 4 e 5 della legge 25
luglio 1952, n. 991 (ex cap. 56903 e 550801) è autorizzata la spesa
di euro 320.000,00».
Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:
«Articolo 97
Interventi a favore delle vittime dell'attacco
libico al motopeschereccio Luna rossa avvenuto in data
6 marzo 2010
1. L'assessore per le risorse agricole ed alimentari è autorizzato
a concedere un contributo straordinario di euro 20.000,00 a favore
dei marittimi imbarcati sul motopeschereccio Luna rossa , vittima
di un attacco della Marina militare Libica».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
MARINELLO. Signor Presidente, c'è un emendamento che riguarda il
settore della pesca. E' una norma regolamentare.
PRESIDENTE. Se è modifica di norma la tratteremo al 142.
Arriveremo a farle.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio solo dire
che questo testo in commissione bilancio era stato discusso. Prima
si pensava che l'armatore, cioè il proprietario del peschereccio,
potesse essere ristorato del danno dall'assicurazione, mentre si è
appurato che non è un danno rimborsabile dall'assicurazione.
Pertanto, se lo riteniamo, lo possiamo accogliere perché
semplicemente ci facciamo carico di una parte degli oneri che ha
sostenuto il peschereccio dopo l'aggressione delle motovedette.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, di quale emendamento parla? Io ne
ho uno suo che sopprime le parole vittime di un attacco della
marina libica .
MARZIANO. Parlo dell'emendamento 97.10, a firma anche
dell'onorevole Scilla.
PRESIDENTE. Ci saremmo arrivati.
Intanto, si passa all'emendamento 97.14 degli onorevoli Mancuso,
Leontini e altri che sopprime le parole vittime di un attacco
della marina militare della Libia'. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 97.13 del Governo. Ne do lettura:
«Dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:
2. E' concesso un contributo straordinario di euro 80.000,00 in
favore dell'armatore del motopeschereccio di cui al comma 1, al
fine di fronteggiare il danno causato dall'interruzione
dell'attività di pesca e la riparazione del natante. Alla
complessiva spesa di euro 80.000,00, si provvede, per l'esercizio
finanziario 2010, con parte della disponibilità dell'UPB 10.4.2.6.1
- capitolo 746811 - di cui alle assegnazioni disposte ai sensi del
decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143.
3. L'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari è
autorizzato a concedere un contributo alle imprese di pesca
iscritte nei compartimenti marittimi siciliani, quale concorso per
la copertura delle spese sostenute per il consumo di gasolio nel
biennio 2009/2010, come si evince da libretto consumo di
carburante'. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2010 la spesa di 5.000
migliaia di euro.»
Assessore Cimino, l'emendamento 97.13 è formato da due commi: in
uno vi è il contributo all'armatore e nell'altro il contributo al
caro gasolio per 5 milioni di euro. Deve dichiarare in Aula se c'è
la copertura finanziaria.
CIMINO. C'è la copertura finanziaria. Sono favorevole.
PRESIDENTE. Do lettura del subemendamento 97.13.1:
«Alla fine del comma 2 aggiungere le parole Il contributo è
concesso nell'ambito del de minimis', ai sensi del Reg. CE
875/2007 ».
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
approfittare dell'opportunità che mi dà per chiedere scusa
all'Assemblea per quello che è successo poco fa. Sono mortificato
del gesto inqualificabile che ho contribuito anch'io a creare né
può costituire giustificazione per alcuno il fatto che, da giorni,
siamo chiusi in quest'Aula per cercare di venire incontro a quelle
che sono le esigenze del territorio. Nessuna giustificazione,
ripeto, può essere addotta.
Desidero chiarire che con il collega Mineo abbiamo già chiarito
tutto e desidero rivolgermi all'assessore Bufardeci per dirgli che
non c'era assolutamente nulla nei suoi confronti. Anzi, mi ero
subito adoperato per cercare di chiarire quello che è successo.
Signor Presidente, sono favorevole all'emendamento 97.13 e, in
modo particolare, al comma 3, laddove vengono stanziati 5 milioni
di euro per il consumo di carburante.
La nostra marineria sta attraversando un momento particolarmente
difficile, così come è difficile tutto il comparto economico della
nostra Sicilia. Pertanto, venire incontro a tutti coloro i quali,
in maniera certa, possono documentare di aver consumato del
carburante come si evince dal libretto che ogni motopeschereccio ha
a disposizione, credo che sia una cosa giusta, che io avevo anche
sollecitato all'assessore Bufardeci. E venire incontro a coloro i
quali si sono anche indebitati nel biennio 2009-2010 credo che sia
una cosa giusta . Di conseguenza, esprimo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 97.13.1 del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'emendamento 97.13.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha
deciso ancora di contribuire a fare suoi emendamenti di singoli
deputati. L'articolo 97 prevedeva giustamente un contributo di 20
mila euro nei confronti di una imbarcazione, una delle tante
imbarcazioni che ha subito un attacco nelle acque internazionali.
Non capisco perché esagerare in questa maniera per un mancato
introito, neanche quantificato. Non si riesce a comprendere la
ragione per la quale lo si deve fare solo per quel peschereccio.
Qual è la motivazione? Se il Governo ci spiega
Aspettiamo che finiscano di parlare. Fino a quando la cassa è
aperta possiamo stare fino a domani C'è la cassa aperta Quando
chiude la cassa poi
Siccome il Governo fotocopia gli articoli dei colleghi e li fa
suoi, ha questo atteggiamento, quindi ognuno si può proporre senza
alcun tipo di problema. Personalmente non ho nulla, non conosco
naturalmente gli imprenditori di quel motopeschereccio, però mi
sembra inopportuno.
Un impiegato dello Stato guadagna 36 mila euro l'anno con grande
fatica, onorevole Cimino Con grande fatica. Noi dobbiamo invece
aprile questo file per continuare a sperperare denaro della
Regione.
Se volete, fate pure. Io ho proposto con un subemendamento di
cassare il comma due.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. In
ordine a questo articolo aggiuntivo voglio precisare innanzitutto
che recentemente vi è stato un incontro con le forze dell'ordine,
con la Capitaneria di porto e vi è stato un sopralluogo al
peschereccio Luna Rossa . Che certamente non è l'unico
peschereccio, ma è l'unico che ha subito un mitragliamento. Abbiamo
contato con le forze dell'ordine quelli che sono stati i proiettili
che hanno reso inutilizzabile il natante e sono oltre sessanta o
sessantacinque i proiettili che sono stati rinvenuti e che hanno
danneggiato il peschereccio. E' stata verificata anche la
condizione del natante, che è stato anche speronato, e vi sono
danni assai significativi a tutto lo scafo. Quindi è un fatto
assolutamente eccezionale; si tratta di un natante che ha subìto un
danno straordinario in conseguenza di un mitragliamento al quale è
stato sottoposto e allo speronamento. Ripeto, ha subìto danni assai
significativi. E ribadisco che erano presenti non solo le forze
dell'ordine, ma anche la Capitaneria di porto che, quasi quasi, era
sorpresa di come questo natante fosse ancora galleggiante in
considerazione di tutti i danni avuti. Si tratta di danni molto
rilevanti con tutte le conseguenze di un natante che deve essere
riparato, di un natante che quindi non può svolgere nessun tipo di
attività a vantaggio della propria ciurma, del proprio equipaggio
che lavora all'interno dello stesso peschereccio.
Peraltro vorrei ricordare che si tratta di somme che provengono da
una norma specifica, che è il decreto legislativo 143 che dà
assegnazioni proprio per danni di questa natura. Quindi non c'è
nessun problema per la cassa regionale. E' altresì un emendamento,
ribadisco, che è stato fortemente voluto da tutta la marineria di
Mazara del Vallo. Basti leggere le cronache di stampa di quei
giorni per rendersi conto che parliamo di un fatto eccezionale e di
un danno gravissimo.
Questa è la ragione per la quale abbiamo scritto questo articolo.
Per quanto riguarda invece il comma due, è noto a tutti che uno
dei costi più gravi che subisce la marineria riguarda il gasolio,
così come anche il settore agricolo. E in questo caso in
quell'articolo 87 abbiamo previsto per la prima volta anche il
contributo per il gasolio agricolo e abbiamo confermato il
contributo per il gasolio della pesca e nell'ambito del de minimis
che nella pesca è di 30 mila euro.
PRESIDENTE. C'è un subemendamento a firma dell'onorevole Mancuso.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 97.13 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
L'emendamento 97.10 è superato. Pongo ai voti l'articolo 97 nel
testo risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Si passa al Titolo X. Do lettura dell'articolo 109:
«Articolo 109
Norme di potenziamento delle attività sportive di
interesse regionale
1. Al fine del potenziamento delle attività sportive di interesse
regionale, l'assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
spettacolo è autorizzato ad erogare annualmente al Comitato
regionale del CONI Sicilia, con sede in Palermo, un contributo pari
a 500 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2010 la somma di 500 migliaia di euro.
3. Per gli esercizi finanziari successivi si provvede secondo le
modalità di cui all'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge
regionale 23 aprile 1999, n. 10».
Comunico che gli emendamento 109.1, 109.13, 109.14, 109.2,
109.15, sono ritirati.
L'emendamento 109.18 è decaduto.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 109.19, che viene mantenuto. Si tratta di
un emendamento aggiuntivo che comporta una spesa. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Gli emendamenti 109.3 e 109.16 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 109.10. C'è bisogno della copertura
finanziaria. Ho bisogno del parere del Governo. Lo leggo:
«Alla fine del comma 9 aggiungere: e 15 migliaia di euro per
ciascuna delle sedi provinciali ». Quindi ci vogliono altri 120
mila euro.
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 109.11. Anche qua c'è bisogno
di copertura finanziaria: Aggiungere altri 200 mila euro . Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 109.12. C'è bisogno della copertura
finanziaria.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Sono ritirati gli emendamenti soppressivi 109.4, 109.17, 109.17.
C'è un altro emendamento che non ha numero e pertanto è
inammissibile.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 109. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo finito il Titolo X, perché gli articoli 110 e 111 sono
stralciati.
Torniamo indietro e precisamente all'articolo 72 Zone franche'.
Gli emendamenti 72.12, 72.2, 72.13, 72.3 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 72.14, 72.4, 72.15, 72.5, 72.16, 72.6, 72.17 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.27 dell'onorevole Maira, lo mantiene?
MAIRA. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 72.29, a firma degli onorevoli Lupo e
Cracolici.
Onorevoli colleghi, comunico al Governo, onorevole Cimino, che non
accetterò più emendamenti, non prenderò più un foglio. La
Presidenza non accetta più fogli, tanto per essere chiari, basta
Solo emendamenti che siano effettivamente tecnici o di riscrittura
ad un testo già esistente alla finanziaria. Non prenderò più
nessuno emendamento.
Il parere del Governo sull'emendamento 72.29?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 72.28.
Onorevoli colleghi, non voglio più nessuno al banco della
Presidenza e al banco del Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 72.28. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 72.7, 72.18, 72.8 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 72.19, 72.9 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 72.20 e 72.21 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 72.23, 72.23, 72.24, 72.25 e 72.26 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 518.1 del Governo.
MARROCCO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, solo per spiegare il senso di questo
emendamento che sostituisce l'A 518 che fa salve le zone franche
urbane già istituite ai sensi dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296.
Quindi, si aggiunge a quello già previsto dall'articolato, quello
che evidentemente viene sottointeso con una previsione di spesa che
ha un limite di 30 milioni di euro da questo subemendamento.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Possiamo accettarlo come
raccomandazione. Non è necessario specificare ciò nella norma.
MARROCCO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A 517.
MARROCCO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 72. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
«Articolo 73
Modifica alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15
in materia di zone franche per la legalità
1. Il comma 5, dell'articolo 3, della legge regionale 20 novembre
2008, n. 15, è sostituito dal seguente:
5. L'Assessore regionale per la famiglia e le politiche sociali,
per l'attuazione dell'articolo 3 provvede a stabilire, con decreto,
nei limiti dello stanziamento di bilancio, una soglia massima di
rimborso, tenendo conto del numero e delle dimensioni dell'Azienda
e del relativo numero dei dipendenti'».
Gli emendamenti 73.1, 73.10, 73.11 e 73.2 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 73.12 è inammissibile.
L'emendamento A483, a firma dell'onorevole Musotto, decade per
assenza del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 73. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
«TITOLO V
Disposizioni in materia di infrastrutture e di
trasporti
Articolo 74
Piano triennale opere pubbliche
1. In deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come introdotto dall'articolo 8 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni, per l'anno 2010 il programma triennale e l'elenco
annuale delle opere pubbliche sono adottati anche separatamente
dall'approvazione del bilancio di previsione entro il 30 giugno
2010».
Comunico che gli emendamenti 74.1, 74.11 e 74.12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 74.10, a firma dell'onorevole
Faraone. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'elenco annuale
viene allegato al Piano triennale. Non capisco come è possibile
prevedere che si cassi la proroga dell'elenco annuale.
E' una cosa incomprensibile. Non riesco a comprendere il parere
sia della Commissione e sia del Governo. Non lo comprendo
Significa che è possibile non approvare il Piano triennale e
l'elenco annuale del piano triennale stesso fa un'altra fine. E'
una cosa incomprensibile
Presidenza del Vicepresidente Oddo
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco cosa
veda di incomprensibile l'onorevole Mancuso.
Noi possiamo andare in deroga al fatto che si approvi il Piano
triennale prima del bilancio perché è un piano triennale e quindi
comporta una programmazione che sappiamo benissimo, a volte, essere
un libro dei sogni.
Il Piano annuale è quello che deve essere fatto nell'anno del
bilancio. Pertanto, ritengo che sia incomprensibile che si faccia
dopo il bilancio.
Sono dell'idea che il Piano annuale debba essere fatto prima del
bilancio come atto propedeutico. Diversamente non si comprende come
si possano inserire dentro un bilancio opere pubbliche senza avere
programmato la programmazione urbanistica e la realizzazione di
opere dell'elenco annuale e quindi da realizzare entro l'anno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
che la legge numero 7/2002 sugli appalti prevede una norma che ha
funzionato a prescindere dalla proroga del Piano triennale.
Si è sempre fatta la proroga del Piano triennale, ma l'elenco
annuale non si è mai toccato.
Se quest'anno si deve toccare, è una novità, ma certamente non
c'entra nulla con il Piano triennale. L'elenco annuale non va
toccato. Altererebbe l'attuale norma sugli appalti. E sarebbe bene
non toccare la norma sugli appalti. Ciò premesso, penso che
togliere l'elenco annuale sia un errore; la proroga del Piano
triennale è giusta, ma l'elenco annuale non c'entra.
Non vorrei che confondiamo ancora di più le cose.
Stiamo facendo una modifica della legge sugli appalti. Io non lo
toccherei.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. L'emendamento è ritirato.
Vorrei dire che il Piano annuale, al di là di ogni discorso, ha
solo la funzione anche di verificare il momento programmatorio che
possa rientrare nel finanziamento. Pertanto, il fatto che esista è
- a mio avviso - positivo, come peraltro la norma, nella sua ratio
originale, aveva previsto.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento.
Pongo in votazione l'articolo 74. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:
«Articolo75
Agevolazioni in favore di cooperative edilizie
1. Alle cooperative edilizie incluse nelle graduatorie approvate
coi decreti assessoriali n. 1113 del 2 aprile 2008 e n. 3263 del 19
novembre 2008 e che realizzano il programma costruttivo con il
recupero di immobili ubicati nel centro storico o in zona omogenea
A' del PRG è destinata una ulteriore somma di 5.0000.000,00 di
euro, per il limite di impegno ventennale dei contributi in
annualità previsti dall'articolo 1 della legge regionale 20
dicembre 1975, n. 79.
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono concesse per
l'abbattimento dell'intero interesse di mutuo contratti ai sensi
della legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79, che prevedono la
possibilità di accesso al mutuo agevolato fino ad un massimo di
200.000,00 di euro per singola unità abitativa.
3. Le cooperative che vorranno avvalersi della presente
agevolazione dovranno presentare entro e non oltre novanta giorni
dalla pubblicazione della presente legge per la formazione di un
programma di utilizzazione delle disponibilità finanziarie indicate
al comma 1, titolo di proprietà o preliminare di compravendita
autenticato da un notaio e registrato ai fini fiscali di immobili
ricadenti nel centro storico o nelle zone omogenea A'.
4. Gli interventi ammessi alla finanziabilità di cui ai decreti
assessoriali n. 1113 del 2 aprile 2008 e n. 3263 del 19 novembre
2008 che non rientrano nelle graduatorie di cui al comma 1, possono
essere finanziati solo in presenza di interventi costruttivi
realizzati in aree PEEP o in aree appositamente destinate dai
comuni e i cui piani di lottizzazione siano stati regolarmente
approvati».
Tutti gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 75 ed ai
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 75.18 dell'onorevole Leontini, l'emendamento 75.10
degli onorevoli Minardo, Digiacomo, Termine ed altri,
l'emendamento 75.17, degli onorevoli Falcone, Caputo, Pogliese,
Vinciullo, e l'emendamento 75.20 del Governo sono dichiarati
inammissibili perché estranei al testo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, continuano ad
arrivare emendamenti volanti e qui ce n'è uno che parla di una
proroga
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, sono già stati dichiarati
inammissibili.
MANCUSO. Signor Presidente, qualora lei ne accettasse qualcuno,
chiedo cortesemente agli Uffici di farci avere, insieme agli
emendamenti anche i riferimenti normativi. In uno di questi, per
esempio, è abrogato un comma di un articolo di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco all'onorevole Mancuso
che questa Presidenza ha dichiarato inammissibili e continuerà a
farlo, tutti gli emendamenti che trattano materia estranea al
testo. Vi chiedo, pertanto, di stare sereni. Aggiungo altresì che
se per qualche emendamento dovessero servire i riferimenti
normativi, gli Uffici sono attrezzati.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha dichiarato
inammissibile perché estraneo al testo l'emendamento 75.17.
Inviterei questa Presidenza a valutarlo meglio. Non stiamo
discutendo di scemenze, onorevole Cracolici, stiamo discutendo di
una questione molto delicata che riguarda il settore delle
cooperative edilizie, che oggi è l'unico strumento che potrebbe
dare una boccata di ossigeno all'economia edilizia in Sicilia e
allo sviluppo..
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, sull'inammissibilità non possiamo
fare una discussione.
FALCONE. Signor Presidente, ribadisco che invito questa Presidenza
a rivedere la propria decisione, atteso che il testo è
assolutamente conforme all'articolo, quindi, è un emendamento che
non tratta di materia estranea, ma di materia assolutamente
inerente la norma che oggi stiamo trattando.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto concerne la
dichiarazione di inammissibilità, tutti dovremmo sapere che non si
può entrare nel merito. Gli Uffici apprezzano gli emendamenti, la
Presidenza ne dichiara l'inammissibilità.
MAIRA. Signor Presidente, c'è da esaminare un emendamento a firma
della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, non ci sono più emendamenti
all'articolo 75. Si deve procedere alla votazione dell'articolo 75.
Onorevole Incardona, la prego, ascolti l'onorevole Maira. Stia
sereno.
Stiamo lavorando con l'apprezzamento degli Uffici, che non sono
stanchi come noi, stiamo lavorando sulle dichiarazioni di
ammissibilità e stiamo cercando di uscire fuori da una situazione.
Avverto che se arrivano ulteriori carte, come ha già detto il
Presidente Cascio prima di me, non saranno accettate, ad eccezione
di questioni che, evidentemente nel merito, possono essere
apprezzate.
MAIRA. Signor Presidente, sia questo emendamento che è stato
dichiarato inammissibile, così come anche quello della Commissione
e forse qualche altro, sono emendamenti che mirano tutti alla
proroga dei termini per le cooperative che hanno già copertura
finanziaria.
Vorrei ricordare al Governo e all'Aula che è la terza o la quarta
volta che questo argomento viene all'attenzione dell'Aula. L'UDC
aveva anche presentato un disegno di legge che è stato ritirato con
l'impegno di inserirlo in finanziaria.
Io vorrei capire se veramente vogliamo lo sviluppo della Sicilia,
oppure no
Dobbiamo continuare a prenderci in giro su cose che sono vitali
per rimettere in moto l'intero settore terziario e i
cooperativisti? Ora, al di là di quello che lei a testé fatto, si
trovi il sistema per potere salvare la proroga dei termini per le
cooperative.
Lavorare in quest'Aula è diventato quasi impossibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che poc'anzi il
Presidente Cascio ha annunciato che per emendamenti su materie
estranee al testo avrebbe dichiarato l'inammissibilità. Sto
semplicemente facendo quello che la Presidenza ha già stabilito e
non posso cambiare, in corso d'opera, decisioni già assunte.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ricordare
al Presidente della Regione e al Presidente dell'Assemblea
regionale che il vice presidente della regione pro tempore
onorevole Bufardeci, che oggi per fortuna vedo in Aula, e il
Presidente dell'Assemblea regionale onorevole Cascio, assunsero
impegno formale dinanzi a questa Assemblea di trattare come prima
legge in assoluto, quella che riguarda la proroga delle cooperative
edilizie.
Presidente della Regione, si assuma la responsabilità di far
rispettare un impegno, per una volta d'onore , in quest'Aula, e lo
dico anche al Presidente dell'Assemblea, perché congiuntamente
presero un impegno solenne per garantire una fetta importante di
economia siciliana.
Questa sera la Presidenza dell'Assemblea, se non pone ai voti
questo emendamento, consuma un ulteriore misfatto. E non è contro
di lei, Presidente Oddo, che è qui pro tempore, ma è contro
l'Istituzione e il rispetto che quest'Assemblea vuole continuare a
nutrire nei confronti di chi ci rappresenta e di chi questa sera,
solo in teoria, ci dovrebbe garantire.
Parliamo chiaramente. Fino ad ora l'UDC ha mantenuto un profilo di
sobrietà, ha mantenuto un profilo di responsabilità. Qui tutti sono
in grado di fare il proprio mestiere e il proprio dovere. Abbiamo
un obiettivo, che è quello di approvare la finanziaria regionale.
Siamo alle due e dieci del 1 maggio 2010. Non abbiamo ancora
approvato né il bilancio né la finanziaria. E stiamo ancora
discutendo.
Onorevole Presidente della Regione, ci avete chiesto di
rappresentare come partito a questo Governo, visto che è aperto
alle istanze della gente di Sicilia, quali erano, se ve ne erano,
le priorità dell'UDC che, pur essendo all'opposizione, rappresenta
una fetta importante di questa terra di Sicilia. Ebbene, onorevole
Presidente, smettiamola di prenderci in giro Se tutte le volte che
noi le rappresentiamo un'esigenza, che non è né la mia personale,
né di qualche altro deputato, ma è delle cooperative edilizie
siciliane, affinché si abbia la possibilità di fare partire un
volano di sviluppo, lei non può farmi un sorriso. E allora ditelo
chiaro, perché vuol dire che staremo qua il 30 aprile, il 1 maggio
e anche il 2. D'altronde ciascuno di noi sa molto bene cosa dire
per quello che è successo fino ad ora e per quello che dovrà
succedere.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
appello agli amici del PD, ed in particolare all'onorevole
Cracolici, perché sappiamo bene che a Palermo c'è un problema
legato alle cooperative edilizie, e per essere risolto va
affrontato in maniera energica.
Ebbene, facciamolo una volta per tutte Non si può consentire che
per un problema che esiste a Palermo si blocchi tutta l'attività
delle cooperative edilizie in Sicilia.
Si era detto già in passato che questo problema si sarebbe
affrontato. C'era già una legge, quella del Piano Casa', in cui
era stata inserita questa norma, e poi è stata cassata. Allora si
addusse un argomento di natura tecnica e si accettò, ma - come
diceva poco fa l'onorevole Cordaro - con il preciso impegno da
parte del Governo di affrontare la problematica.
Ripeto, è un problema molto serio che attende di essere risolto, e
non si può ogni volta rimandare, non si può ogni volta cassare un
articolo o un emendamento perché non lo si vuole affrontare. Il
problema va affrontato. C'è un settore che soffre, c'è soprattutto
una categoria di persone - i destinatari di questi immobili - che
aspettano anche di essere aiutati. Sono famiglie che non hanno la
disponibilità di realizzare la casa, disponibilità che altre
famiglie invece hanno. L'edilizia convenzionata è un'edilizia che
ha anche uno scopo sociale. Non può essere mortificata di volta in
volta solo perché ci sono problemi in particolari zone della
Sicilia ancorché legati a problemi di legalità. Ebbene, affrontiamo
il problema Non perché ci sono i ladri possiamo nasconderci.
Evidentemente vanno assunte misure idonee a garantire la legalità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Cracolici,
vorrei proporre di accantonare temporaneamente l'articolo 75.
Fermiamoci un attimo e valutiamo con molta serenità.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Ebbene, probabilmente c'è un equivoco.
Questo articolo che è stato elaborato in Commissione Bilancio, ha
come obiettivo le proroghe.
Se ci dovessero essere equivoci sulle proroghe, allora scriviamo
che sono prorogati i bandi X, Y, Z. Intendiamoci però su cosa
vogliamo fare. Questo articolo - mi permetto di dire - opera due
grandi innovazioni. Una prima innovazione è che l'edilizia
convenzionata agevolata di qualunque bando, che interviene per
attività di recupero in centri storici e zone A, ha un tasso
agevolato, e cioè a zero euro o a zero interessi. E'
un'innovazione totale. Una seconda innovazione è che - e tra
l'altro dovrebbe essere naturale che ci fosse in tutti i bandi -
gli interventi che sono immediatamente attivabili, dalle proroghe
che si realizzano ai bandi fin qui realizzati, sono quelli previsti
in aree PEP, cioè in piani di espansione edilizia economica e
popolare, o in aree per le quali i Comuni hanno fatto regolari
piani di lottizzazioni.
Intendiamoci. Se qualcuno vuole le proroghe per consentire un
assalto al territorio, per realizzare interventi e consentire le
varianti in verde agricolo, cose che si sono utilizzate negli anni
passati a Palermo, ma non solo a Palermo - lo dico ai colleghi che
non sono palermitani - dove, per essere chiari, una parte delle
attività di intermediazione su questi terreni ha riguardato poteri
e interessi criminali, allora lo dica, si assuma la responsabilità.
Ma non si può far finta di non dire che con questa norma,
rispondendo all'impegno che si è assunto il Presidente della
Regione e il Presidente dell'Assemblea, che avevano detto che solo
dopo e comunque con la finanziaria avremmo potuto affrontare il
nodo delle proroghe perché occorrevano le coperture relative, si
sta rispondendo ad un impegno. E si sta rispondendo con
un'innovazione assolutamente inedita che consente il tasso zero per
le attività di recupero. E non esiste regione in Italia che mette a
tasso zero le attività di recupero per le cooperative edilizie e
consente le proroghe per realizzare in aree PEP e in aree conformi
urbanisticamente.
E' offensivo dire che si possono realizzare interventi nelle aree
dove la destinazione urbanistica è compatibile? E' questa l'offesa
che si fa, proponendo questa legge?
Questa è la proroga Se poi ci sono bandi che non sono previsti,
il Governo ci dica quali sono.
Questi bandi, che personalmente mi sono stati consegnati dagli
Uffici, sono i bandi delle cooperative, i bandi prorogati. Se ce ne
sono altri, si inseriscano. Mettiamoci d'accordo: chi vuole fare
gli interventi di recupero, li faccia; chi vuole fare una nuova
costruzione la può fare, ma in aree dove ci sia la compatibilità
urbanistica.
Qualcuno, forse, si è offeso per questo? Qualcuno si sente
minacciato in un diritto? Oppure qualcuno vuole le proroghe per
continuare l'assalto al verde agricolo delle nostre città?
Allora lo si dica. Se questa è la discussione si discuta alla luce
del sole, alle due o alle tre di notte così come l'1 o il 2 maggio,
in qualunque giorno della settimana e del mese.
PRESIDENTE. Ribadisco la proposta della Presidenza di accantonare
l'articolo 75.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
problema che ci portiamo dietro ormai da due anni. E le racconto
una storia che corrisponde a verità. Personalmente, in IV
Commissione, depositai questo emendamento o disegno di legge che
serviva per prorogare le cooperative. L'allora assessore al ramo,
onorevole Di Mauro, mi chiese di ritirarlo perché da lì ad un mese
avrebbe presentato un disegno di legge organico sulla materia.
Ora, evidentemente, l'onorevole Cracolici si porta dietro
l'esperienza sua personale, che appartiene al suo territorio. E se
lui è d'accordo, stralciamo Palermo e proroghiamo nelle altre
province, così il problema non si porrà più. Tra l'altro mi risulta
che il Presidente Lombardo ha incontrato l'ANCI, che come
tantissima altra gente gli ha chiesto questa proroga. Proprio non
capisco questa sua indifferenza, onorevole Presidente della
Regione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 75 è accantonato.
Si passa all'articolo 76. Ne do lettura:
«Articolo 76
Gestione dei porti
1. All'articolo 10 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32
sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole 2000-2006' sono sostituite con le parole 2007-
2013';
b) dopo le parole interesse regionale' sono inserite le parole
,classificati da II categoria, II classe in poi, di cui al decreto
Presidente della Regione 1 giugno 2004,'
c) il periodo da Per i porti di importanza' a società miste' è
cancellato».
Comunico che tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero
articolo 76 o di singoli commi, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 76.13 è inammissibile.
Viene mantenuto l'emendamento 76.12, soppressivo dell'articolo,
degli onorevoli Ammatuna, Rinaldi, Galvagno e Vitrano. Pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo 76.
AMMATUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
emendamento soppressivo di quest'articolo 76 perché, a mio avviso,
riprende un po' l'articolo 10 della legge numero 32 del 2000, legge
che istituisce le autorità portuali regionali ai sensi della legge
numero 84 del 1994.
Secondo la Corte Costituzionale questa è una legge quadro in
materia di porti. E ci sono ripetute sentenze del TAR che ritengono
inammissibile e illegittima l'istituzione di un'autorità portuale
regionale ai sensi della legge numero 84/94. E mi rivolgo in
particolare all'Assessore ai lavori pubblici perché questo è, a mio
avviso, un articolo illegittimo, che è stato formulato per
l'utilizzo dei fondi europei 2007-2013.
E ribadisco ancora una volta che la realizzazione delle strutture
portuali può essere possibile utilizzando i fondi europei 2007-2013
da parte dell'assessorato ai lavori pubblici o dei comuni stessi
dove queste opere debbono essere realizzate.
Era quanto volevo dire. E' un articolo assolutamente illegittimo e
va abrogato.
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Ammatuna è soppressivo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io poco fa intervenni su un
emendamento che riscriveva molti commi, ora è appena arrivato un
emendamento, il 76.13.
PRESIDENTE. E' già stato ritirato, onorevole Beninati, stia
sereno. Aggiungo che prima del ritiro era stato dichiarato
inammissibile.
Pongo ai voti il mantenimento dell'articolo 76 .
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto di
dichiarare la mia ignoranza. Mi sembra un articolo molto
complesso. Ho avuto modo di consultare la legge madre, la numero
32/2000, e ho potuto constatare che varia di molto quella che era
la previsione sulla gestione dei porti perché cassa tutto il
periodo delle attribuzioni delle funzioni al Presidente della
Regione e a tutti gli organi decentrati sull'affidamento della
concessione di realizzazione o gestione di opere dei porti a
privati o a società miste. Tutto questo è cassato. Il Presidente
della Regione non ha più nessun tipo di autorità.
La legge prevedeva che per i porti di importanza minore il
Presidente della Regione attribuisce le funzioni amministrative ad
organi decentrati della Regione o dello Stato, ovvero affida in
concessione la realizzazione e la gestione delle opere e/o dei
porti a privati o società miste .
Tutto questo viene totalmente cassato. Non si capisce a chi
saranno affidate queste funzioni, alla libertà di chi. Non si
comprende neanche quali sono i porti di categoria 1 o categoria 2
che vengono aggiunti.
Se ho capito bene - io confesso la mia ignoranza - si vogliono
spendere i fondi comunitari del 2007 e 2013 in una certa maniera e
non come prevedeva prima la legge, cioè con un controllo sotto il
profilo della incidenza amministrativa sui porti minori.
Le ripeto quello che viene cassato, così è più chiaro. Viene meno
perché non c'è più nessuno che attribuisce le competenze
amministrative così come prevedeva la legge sui porti minori. Non è
più previsto. E' escluso. E non si capisce a chi viene attribuita
questa competenza. Quindi, chiedo al Governo se cortesemente ce lo
spiega prima di votarla.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei chiarire che l'importanza di questo articolo sta
proprio nell'ambito dell'accelerazione e della programmazione della
spesa dei Fondi europei, tant'è che viene richiamata la misura dei
fondi 2007-2013.
Il perché di questa importanza e di questa innovazione, meglio di
me lo può rappresentare chi da assessore ai Lavori pubblici, da
assessore alla Cooperazione, da assessore al Turismo, da assessore
alla Sanità sa bene che le iniziative dei porti, soprattutto dei
porti regionali, trovano in Sicilia una competenza frastagliata tra
diversi assessorati.
In questo modo nell'ambito della programmazione comunitaria si può
creare la condizione per la quale vi sia un'azione unica di
pianificazione della spesa, di pianificazione anche di una sua
attività di accelerazione. Le parole del punto b) chiariscono che
si tratta dei porti di interesse regionale sui quali la Regione ha
piena competenza e in questo caso l'attività del Governo,
l'attività della programmazione economica del Presidente della
Regione può trovare in quest'articolo la sua univocità per creare
le condizioni affinché non vi sia una programmazione o interventi
a macchia di leopardo, bensì interventi che siano programmati
seriamente secondo un'unica linea per lo sviluppo della portualità
siciliana.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
parte più importante di quest'articolo formalizzato dal Governo è
il primo comma. Il quale in effetti permette di utilizzare i fondi
comunitari 2007-2013. Ricordo che la legge 2000-2006 è finita. Per
il resto, obiettivamente, penso, signor Presidente, Assessore, che
la norma va bene, ha funzionato. Pertanto, perché ci complichiamo
la vita mettendo in dubbio come si deve andare avanti dal momento
che questa norma ha funzionato sino a ora? Sono stati finanziati
porti con i fondi comunitari 2000-2006. Sono stati finanziati e
programmati. Ora ci sono i fondi 2007-2013. E la legge numero 32
del 2000, quella che abbiamo fatto che era proprio per
l'attivazione dei fondi comunitari, effettivamente oggi va cambiata
con 2007-2013. Ma non toccherei nessun'altra cosa, Presidente. Fino
ad adesso, Presidente, le potrei dire che alcuni porti sono stati
finanziati con i fondi comunitari. Anzi le dico di più. Se non
ricordo male una delle misure dell'Assessorato dei lavori pubblici
che ha speso tutto riguarda proprio i fondi comunitari dei porti.
Quindi ha funzionato benissimo, perché la alteriamo e la cambiamo?
Mettiamo solo 2007-2013, il primo comma. Per il resto non tocchiamo
nulla perché ha funzionato bene.
Non la toccherei tranne la modifica di 2007-2013.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 76.
Chi è favorevole a mantenere l'articolo 76, rimanga seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
«Articolo 77
Accordo di programma per manutenzione e costruzione di strade
provinciali
1. Al fine di procedere al finanziamento di un programma di
manutenzione straordinaria e/o costruzione di nuove strade
provinciali l'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato a
sottoscrivere un accordo di programma con le singole
amministrazioni provinciali dell'Isola per un ammontare complessivo
di 105.000 miglia di euro assicurando ad ogni provincia la somma di
euro 10.000 migliaia e 25.000 migliaia per la provincia di Messina,
previa delibera di giunta.
2. All'onere derivante dall'applicazione del presente articolo,
pari a 105.000 migliaia di euro si fa fronte con le risorse del PAR
FAS 2000-2006 e 2007-2013».
Gli emendamenti 77.1, 77.13, 77.12, 77.11, 77.2, 77.14 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 77.10, a firma degli onorevoli Adamo ed
altri. Ne do lettura:
«Al comma 1 le parole l'Assessorato regionale dell'economia sono
sostituite con le parole l'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GALVAGNO, componente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.10. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 77.17. Non ha copertura finanziaria e
pertanto è inammissibile.
Gli emendamenti 77.3 e 77.15 sono ritirati.
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 77.18, a firma dell'onorevole De Luca. Ne
do lettura:
«Al comma 2 dell'articolo 77 cassare le seguenti parole 2000-
2006 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
cassare il riferimento al FAS 2000-2006.
Assessore Cimino, mettiamoci d'accordo su una cosa: o formalmente,
in questo momento, il FAS pregresso è formalmente impegnato e,
quindi, non è impegnabile per altre operazioni, Presidente, oppure
sono state fatte già operazioni di ricognizione, cosa che noi
abbiamo auspicato con due ordini del giorno approvati all'unanimità
dall'Assemblea, e già sono state individuate delle economie.
Considerato che non si può scrivere in questo testo e fare
riferimento a risorse che formalmente risultano impegnate - perché
di fatto noi stiamo dichiarando una cosa assurda -, mi sono
permesso semplicemente di fare chiarezza al testo anche perché io
personalmente tengo a questa norma. E' chiaro?
E redatta in questi termini questa norma non è corretta. Non
voglio usare un altro termine tecnico a quest'ora.
Di conseguenza, l'assessore Cimino chiarisca all'Aula se ci sono
già economie a seguito di ricognizioni effettuate oppure, io
consiglio, Presidente della Regione, di togliere il riferimento
attuale al FAS 2000-2006.
Il discorso è semplice, Presidente: il FAS 2000-2006 attualmente
non esiste sotto il profilo della disponibilità finanziaria. No,
non è una pinzillacchera alla Totò, Presidente, è una questione
chiara e delicata di copertura finanziaria.
Ripeto, ho semplicemente proposto di togliere quel riferimento se
teniamo alla norma. E lo dobbiamo togliere perché c'è l'altro
riferimento al FAS 2007-2013.
Quindi, si lascia il riferimento al FAS 2007-2013 e quello al FAS
2000-2006, per ora, si deve cassare. L'indicazione finanziaria,
Presidente, è impropria, non è veritiera.
Devo aggiungerle altro? Delle due l'una: o la ricognizione già ha
portato a delle economie, oppure l'indicazione non è veritiera.
Siccome non è una questione di acqua fresca, come soluzione le
propongo, Presidente, per la questione che io ho sollevato, di
accantonarlo un attimo e di approfondirlo con gli uffici. Ritengo
sia la decisione più opportuna. Se mi concede, quantomeno, questa
richiesta così la verifichiamo e io poi valuto se ritirare
l'emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Semplicemente chiedo al Governo, a questo punto in
maniera cogente, di dare immediata risposta e rassicurazione. Ove
non fosse così, infatti, ove non ci fossero queste risorse
disponibili è giusto ciò che propone l'onorevole De Luca.
Quindi, o il Governo chiarisce oppure cancelliamo il riferimento
al FAS 2000-2006.
Ribadisco che ritengo utile che il Governo chiarisca
immediatamente.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Onorevoli colleghi, non vorrei
creare confusione. Di fatto avere inserito il tema anche del FAS
2000-2006 è un'opportunità che noi vogliamo poter mantenere.
Infatti, dai conteggi che abbiamo con i rapporti con il Ministero
dello sviluppo economico, è necessario poter creare questa sinergia
fra i fondi 2000-2006 e i fondi 2007-2013.
Chi ha operato in questo settore sa bene che vi sono economie che
molte volte, per la mancanza di progettazioni esecutive, vengono
traslate nei fondi successivi, in questo caso 2007-2013. In questo
modo, se noi abbiamo l'opportunità di avere invece una spesa
immediatamente attivabile, possiamo anziché ritornare o
disimpegnare queste risorse avere una grande opportunità di creare
le strade provinciali anche con i fondi che sono della regia 2000-
2006.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei al riguardo è già intervenuto.
Non poso darle di nuovo la parola. Pur non di meno, le voglio
venire incontro e le concedo la parola soltanto per precisare quali
sono gli ordini del giorno approvati dall'Assemblea cui aveva già
accennato.
DE LUCA. Chiedo di parlare per una ulteriore dichiarazione di
voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Chiarisco che i due ordini del giorno già approvati
all'unanimità da parte del Parlamento impegnano il Governo a fare
una ricognizione di tutta la situazione pregressa e a indirizzarla
a due motivazioni principali. Una è il contrasto del dissesto
idrogeologico, l'altra è il risanamento dei centri storici.
Ma in merito alla discussione questo ci può interessare fino a un
certo punto.
Per quanto riguarda invece la questione squisitamente tecnica,
noi in questo momento stiamo dando copertura finanziaria con
risorse che formalmente non esistono perché sono impegnate.
Ma quando ho studiato Contabilità di Stato mi hanno insegnato che
norme a futura memoria sotto il profilo della copertura finanziaria
non ce ne sono. A futura memoria nel senso che si prevede che
quando si attiverà il programma le risorse forse si
disimpegneranno. Questo non me l'hanno insegnato e non l'ho mai
studiato nei miei libri di contabilità.
Rispetto a questo principio squisitamente contabile, io da questo
punto di vista dico che l'imputazione non è corretta.
Siccome è corretta invece l'imputazione PAR FAS 2007-2013, ho
semplicemente invitato il Governo, proprio perché tengo a questa
norma, come tutta l'Aula, a togliere quel riferimento perché non
succede nulla.
Assessore Cimino, lei formalmente in questo momento non può
prendere un euro dal FAS 2000-2006.
Se lei afferma il contrario, dice una cosa non corretta, per non
usare un altro termine.
Nel momento in cui stiamo approvando la norma, lei non può toccare
nemmeno un euro.
Rinnovo il mio invito a togliere quel riferimento. Sono favorevole
alla norma, ma non posso - non posso - votare una norma che
palesemente fa un riferimento alla copertura finanziaria non
corretta.
CIMINO, assessore per l'economia. L'onorevole De Luca intervenendo
mette in dubbio la veridicità delle cose che il sottoscritto, a
nome del Governo, dice.
Siccome non è la prima volta, mi pare giusto chiarire la
questione.
Il PAR-FAS è un Piano attuativo regionale per interventi
determinati. Sono interventi che hanno visto l'approvazione del
Ministero dello Sviluppo economico e sono dal 2000 al 2006 e dal
2007 al 2013.
Per avere le rinvenienze economiche, non è certamente necessaria
la legge. Basta convocare il comitato del Par-Fas, si disinvestono
alcune opere e si investono in altre iniziative progettuali, in
riferimento alle priorità che il Governo ritiene di poter
individuare.
Noi oggi non diciamo quali opere disinvestiamo ma è necessario, ed
è un'opportunità per la Sicilia, analizzando l'attualità del Par-
Fas 2000-2006, se vi sono risorse ancora bloccate, poterle
trasferire nella tempistica dell'esecutività progettuale nel
2007/2013 e quindi dare copertura alla legge che oggi speriamo di
potere esitare in questo Parlamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.18. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Chiedo agli uffici di annotare che l'onorevole De Luca
si è astenuto.
Pongo in votazione l'articolo 77. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Presidente della Regione, l'articolo 75 è accantonato;
vediamo di fare un approfondimento per recuperare alcune questioni.
Pertanto sarebbe opportuna una riscrittura da parte del Governo.
Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:
«Articolo 78
Contributi alla provincia di Agrigento per strade di
collegamento
1. E' autorizzata la spesa di euro 1.500 (migliaia di euro) da
assegnare alla provincia regionale di Agrigento al fine di
sostenere le spese di progettazione esecutiva di un lotto
funzionale ai lavori di collegamento tra la SS189, SS118, SS115 a
servizio dei Comuni della montagna.
2. I fondi previsti per la spesa di cui al comma 1 sono a valere
sulle risorse del PAR FAS 2007-2013».
Comunico che i seguenti emendamenti sono ritirati: 78.10, 78.11,
78.12, 78.1, 78.2, 78.13. Tutti gli emendamenti soppressivi
dell'intero articolo o di singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
DE LUCA. Signor Presidente, l'emendamento 78.15 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MARROCCO. L'emendamento 78.16 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 78.17, dell'onorevole Maira, è inammissibile per
mancanza di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 78.19 degli onorevoli Galvagno, Rinaldi,
Ammatuna e Termine. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
GALVAGNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
possiamo anche bocciarlo. E peraltro c'è anche una riscrittura. Pur
tuttavia vorrei fare un ragionamento.
Stasera si sta facendo una finanziaria che apprezzo anche per le
misure che in essa sono contenute (credito d'imposta, zona franca,
pensiamo ai precari, pensiamo a Termini Imerese e a quant'altro).
C'è anche un'industria che si chiama turismo. E' a tutti noto che
nel 2011 rientrerà a Morgantina, ad Aidone, Afrodite che ci sarà
restituita dal Paul Getty Museum. Gli argenti sono già rientrati.
Lì la strada provinciale per accedere a Morgantina è chiusa e non
esistono infrastrutture. C'è necessità di fare l'accordo di
programma con l'assessore per l'economia per fare le infrastrutture
per accogliere milioni di persone. Mi preme, qui, ricordare che la
Villa Romana del Casale, che è stata riaperta, conta da 600 a 800
mila presenze l'anno certificate con biglietto d'ingresso. E' un
fatto che va al di là di ogni ragionevole considerazione e credo
che dopo Pompei è il monumento più visitato nel sud dell'Italia.
Siccome la copertura potrebbe essere con il PAR FAS. Ma se c'è
l'impegno del Governo di trovare altre soluzioni posso anche
ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, lo ritira?
GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pertanto decade
l'emendamento 78.19.1, della Commissione.
Comunico che gli emendamenti 78.3, 78.14 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 78.18 non ha la copertura finanziaria ed è
dichiarato inammissibile.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
richiamare l'attenzione del Governo sull'articolo 78. Sto
apprendendo per la prima volta che questa Regione finanzia una
progettazione di un lotto funzionale. Vorrei che si chiarisca cos'è
un lotto funzionale. Il lotto funzionale è una parte di un
progetto. Non è un progetto completo. E' un lotto. Ed è pari ad un
milione e mezzo di euro solo la progettazione. Questa è una novità.
E vorrei ricordare all'assessore Gentile che esso da poco sta
portando avanti un bando di progettazione che, se non vado errato,
io avevo attivato - da assessore - e adesso egli lo ha concluso,
proprio però per curare le progettazioni a bando.
Noi invece qui stiamo dando ben tre miliardi di lire per un lotto
funzionale. Pertanto, ritengo che questa strada costerà cento o
duecento miliardi delle vecchie lire; le progettazioni incidono
mediamente il cinque per cento.
Quindi, stiamo parlando di una grande strada; non è una stradina
Sto illustrando di cosa stiamo parlando. Questa strada sarà una
strada di cento, duecento miliardi delle vecchie lire, circa cento
milioni di euro, non è una stradina. E la Regione, il Governo,
ritengo si stia impegnando a finanziare per la prima volta non a
bando come invece faremo a breve.
L'assessore Gentile porterà avanti un bando per le progettazioni.
Qui invece facciamo una deroga a tutte le norme. Si affiderà una
cifra alla provincia di Agrigento per fare questa strada che poi,
guarda caso, collega tutte strade statali.
Io non posso dire altro che rassegnare il mio dissenso su questa
norma e voterò contro.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome l'Aula è
distratta e il Governo non risponde, la prego di accantonare questa
norma. Infatti, tre miliardi di lire per una progettazione in una
norma finanziaria non solo mi sembrano troppi, ma il Governo deve
spiegarci quale tipo di metodologia sta attivando.
Personalmente, come parlamentare vorrei sapere come potrei
contribuire nel mio territorio a far finanziare le progettazioni
dalla Regione. E' questo un metodo che non conosco. Da molti anni
frequento - come ripeto spesso - questa Aula e non conosco questo
metodo.
Se cortesemente, a supporto di questa norma, esiste qualcosa che
il Governo ci può dichiarare.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al fine di
evitare che alle tre di notte possa apparire una furbizia, nella
legge obiettivo del 2002 il Governo Berlusconi inserì una norma per
finanziare il collegamento di una area che comprende il comune
della provincia di Palermo e di Agrigento. Era l'articolo 85
lettera v). Un'area completamente isolata, in una provincia che non
ha né un chilometro di autostrada, né cento metri di strade veloci.
Sto parlando di tutta l'area interna compresa tra Lercara, Palazzo
Adriano, Roccapalumba, Prizzi, per scendere nella cosiddetta Bassa
Quisquina. Quella zona è completamente isolata, pur sussistendo in
quell'area un'agricoltura di un certo tipo, una presenza turistica
recettiva assolutamente interessante che è nata negli anni passati
con diverse forme di finanziamento. Un'area che non ha alcun tipo
di collegamento.
Esiste un progetto che è stato redatto dalla provincia regionale
di Agrigento, che ha avuto il visto il 17 di febbraio delle
varianti urbanistiche da parte del Dipartimento urbanistico
dell'Assessorato al territorio e ambiente.
Io credo che nelle finanziarie regionali ho visto di tutto e di
più e sicuramente la provincia di Agrigento ha una viabilità che ha
necessità di manutenzione, certamente ci sono strade importanti che
debbono essere realizzate, c'è un territorio che è completamente
privo di ogni forma di collegamento.
Rappresenterebbe una dorsale che collegherebbe la Palermo-
Agrigento attraversando Cammarata e San Giovanni Gemini, per
arrivare poi sulla Agrigento-Sciacca o, se volete, sulla Gela-
Trapani e metterebbe in condizioni quel territorio di potere
decollare.
MANCUSO. Chiedo lo scrutinio nominale.
(Appoggiano la richiesta gli onorevoli Ardizzone, Bosco, Caputo,
Caronia, Cracolici, Falcone, Formica, Lo Giudice, Pogliese, Savona
e Torregrossa)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'articolo 78
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 78.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Bonomo, Bosco,
Calanducci, Cimino, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno, Gentile,
Gucciardi, Leanza Nicola, Lentini, Lombardo, Lupo, Marinello,
Marziano, Minardo, Mineo, Nicotra, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca, Termine, Vitrano.
Votano no: Ardizzone, Beninati, Buzzanca, Campagna, Caputo,
Caronia, Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro, Fagone, Fiorenza,
Formica, Gianni, Leontini, Lo Giudice, Marinese, Marrocco,
Pogliese, Torregrossa.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 44
Contrari 19
(E' approvato)
Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:
«Articolo 79
Contributo taxi
1. Per le finalità del comma 1 dell'articolo 5 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 29 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2010 la spesa di 5.200 migliaia di euro (U.P.B.
8.2.1.3.1, capitolo 478106), da destinare all'erogazione dei
contributi relativi agli anni 2006, 2007, 2008 e 2009 in ragione di
1.300 migliaia di euro per ciascuna delle suddette annualità».
Comunico che tutti gli emendamenti soppressivi presentati
all'articolo 79 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a stare seduti ai vostri
posti e ad abbassare la voce. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Caronia.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire in merito alla problematica legata ai tassisti, che a
me stanno particolarmente a cuore. E proprio alla luce di alcune
discussioni in Commissione Bilancio ed anche in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, vorrei precisare in maniera
molto chiara ed inequivocabile quello che penso in merito a questo
articolo.
La ratio di esso è sicuramente giusta perché si tratta di
contributi che sono stati attribuiti attraverso la legge regionale
numero 29 del 1996. Ciò che io trovo da modificare è la previsione
che individua l'ammontare del contributo che viene adeguato ogni
due anni. Non vedo per quale ragione il contributo non possa essere
adeguato annualmente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco l'invito a stare seduti,
ad abbassare la voce e a consentire all'onorevole Baronia di
svolgere il proprio intervento. Prego, onorevole Caronia.
CARONIA. Grazie, Presidente.
Credo opportuno parlare adesso dell'emendamento da me proposto,
che si discuterà da qui a qualche minuto, che prevede di
modificare la previsione per la quale si adegua ogni due anni il
contributo che viene dato. Questo fa sì, peraltro, che l'assessore
al turismo abbia in qualche modo accumulato un pregresso.
E' chiaro che quando scriviamo le leggi, dobbiamo valutarle nel
futuro. Ed ecco questa mia perplessità. A questo punto ritengo,
considerato che è un contributo che i tassisti aspettano perché è
di fondamentale importanza per lo svolgimento dell'attività, che
per altro è un'attività estenuante e usurante, credo che sia
opportuno che il contributo venga adeguato ogni anno, in maniera
sincronizzata rispetto all'approvazione del bilancio. Si ritiene,
peraltro, che così l'Assessore per il turismo possa in qualche modo
procedere più agevolmente all'erogazione del contributo.
Conoscendo la sensibilità dell'assessore Strano, sono certo che
questo emendamento sarà accolto favorevolmente.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 142.11.1.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
precisare che durante la votazione dell'articolo 78, dal verbale si
evince che ho votato contro, ma chiedo una rettifica perché sono
favorevole.
CORDARO. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare una
precisazione, vista l'ora può anche capitare.
Nella votazione precedente ho votato erroneamente rispetto a
quella che era la mia reale volontà, perché ho inteso il voto al
contrario. Quindi, rispetto all'articolo 78 il mio voto è
favorevole.
Per quanto riguarda l'articolo 79 credo che finalmente ripristina
una condizione di giustizia. Forse il Governo avrà sbagliato visto
che si tratta di ripristinare una condizione di giustizia a favore
dei tassisti che per addirittura 5 anni, 4 anni non hanno ottenuto
i contributi previsti da una norma - che è una buona norma - una
norma appunto regionale. Pertanto, il Gruppo parlamentare dell'UDC
voterà a favore di questo articolo e voglio ribadire anche le
ragioni dell'onorevole Caronia sul meccanismo di erogazione e sul
meccanismo di valutazione, che deve avvenire annualmente, per
parametrare alle esigenze e a tutte le condizioni della vita,
l'ISTAT e parametri vari, piuttosto che ogni due anni.
Mi rimetto alle affermazioni dell'onorevole Caronia e ribadisco il
voto favorevole dell'UDC.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
sottolineare che la norma è una norma di rifinanziamento di una
legge esistente. Me ne ero occupato personalmente nei bienni
passati. Grazie all'intervento di tutto il partito, e del
Presidente Savona in particolare, abbiamo rivalutato l'opportunità
di rifinanziare un contributo che dà ristoro ad una fascia di
lavoratori che, sicuramente, sconta tante difficoltà. E' un
contributo importante, ancorché le dimensioni del contributo non
sono enormi, ma per la categoria che lo richiede risultano
sicuramente importanti ed interessanti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo al Governo
di inserire anche l'annualità 2005. L'ultimo contributo preso da
chi esercita questa professione, con grande sacrificio, sottolineo
che è stato quello relativo al 2004. Ciò al fine di ristorare
quello che il Governo non ha previsto per i prossimi anni. Qualora
non lo voglia fare non ne siamo assolutamente soddisfatti come non
siamo soddisfatti di quello che il Governo ha fatto, perché poteva
fare molto di più per una categoria che in questi ultimi anni sta
soffrendo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, una volta che abbiamo tanto
lavorato, che siamo riusciti ad ottenere risultati importanti per i
taxisti, 5 milioni e 200 mila euro, che finalmente portano ristoro
e giustizia dopo quattro anni di attese, di scioperi e riunioni, e
ora non posso parlare?
Un contributo di 1 milione e 600 mila euro ce l'hanno già perché
ci spettavano, per aiutarli nella loro gestione - e ringrazio anche
l'onorevole Mancuso che ha provveduto a fare un passo indietro -
mentre la prossima annualità faremo il 2005 e il 2010.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, mi scusi ma non avevo capito che mi
chiedeva di parlare, altrimenti si figuri se non le davo la parola.
Pongo in votazione il sub emendamento 142.11.1. Il parere del
Governo?
STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contraria si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 79.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dichiarare
il mio voto favorevole, anche perché questa categoria per alcuni
anni è stata dimenticata. Ritengo pertanto che abbia fatto bene il
Governo in questo. E, come ha detto il Presidente della
Commissione, onorevole Savona, ricordo anche che sull'argomento
sarebbe opportuno che per il 2010 il Governo si impegnasse per una
variazione di bilancio che avverrà certamente a settembre o a
ottobre, nella quale si tenesse in considerazione una possibile
copertura per il 2010. Copertura che oggi di fatto non c'è. Credo
che sia una buona norma e confermo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 79. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 75, precedentemente accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 75.20.1.
Ne do lettura:
«Aggiungere i seguenti commi:
5. Fermo restando le disposizioni dei commi precedenti, i termini
previsti dall'articolo 6, comma 2, della legge regionale 8 maggio
2007, n. 13 e i termini di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 4 della
legge regionale 21 agosto 2007, n. 20 sono prorogati di 24 mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
6. Alle cooperative edilizie che comprovino, attraverso la
revisione ordinaria, di essere in possesso dei requisiti di legge,
sono riaperti i termini di scadenza previsti dall'articolo 67,
comma 3, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, per non
oltre 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge ».
Assessore Cimino, è in grado di quantificare gli oneri di questo
emendamento?
CIMINO, assessore per l'economia. Non ci sono oneri, signor
Presidente.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, credo che così come il Governo ha
inteso opportunamente riformulare l'emendamento e l'articolo possa
andare bene. Ritengo che così come riformulato con questo
emendamento aggiuntivo si fa giustizia finalmente, anche perchè
vengono comunque posti dei limiti a quelli che potrebbero essere i
paventati rischi di lottizzazione o di costruzioni, di speculazioni
edilizie non appropriate. Con questa norma, finalmente, facciamo
ripartire - o tentiamo di fare ripartire - un settore in profonda
crisi. Un settore che aveva chiesto a tutto il Parlamento un atto
di giustizia, un atto che non è soltanto una mera proroga, ma
rappresenta sicuramente un imput sostanziale per una categoria che
è veramente boccheggiante.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro il mio
voto favorevole per questo che ritengo un emendamento necessario e
indispensabile per la categoria e per i tantissimi cittadini che
attendono finalmente di farsi una casa. La proroga senza spese,
senza oneri è un fatto importante e positivo. E' un emendamento che
completa l'articolo 75.
E' la prima volta che si danno 5 milioni di euro per consentire di
farsi la prima casa.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
per esprimere soddisfazione. In campagna elettorale tutti dicevamo
che avremmo dato una casa alle giovani coppie, che avremmo dato una
casa a coloro che ne avevano bisogno. Con questo emendamento si
chiude una storia durata due anni, e finalmente stasera si conclude
un iter difficile. E alla fine ce l'abbiamo fatta
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere una duplice soddisfazione. Soddisfazione per le stesse
ragioni evidenziate dall'onorevole Ragusa, e cioè per il fatto che
finalmente si concede questa proroga e quindi si dà la possibilità
a tante famiglie di accedere alla casa. E soddisfazione, infine,
per il fatto che il Governo ha mantenuto un impegno importante che
aveva assunto.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo.
Intervengo soltanto per esplicitare il voto favorevole a questo
emendamento, e quindi all'intero articolo, e per dire che facciamo
giustizia di una brutta legge che è stata quella del piano casa',
dove tutto ci avete messo meno che la casa. E questo consentirà di
accogliere le richieste dell'ANCE, e quindi di dare all'edilizia e
all'artigianato un grande impulso di carattere economico ed
occupazionale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siete tutti
contenti di una cosa che io considero abbastanza ovvia per quello
che era scritto prima. Dobbiamo essere orgogliosi non di questo
comma, ma di un dato che qui forse state sottovalutando. Stiamo
mettendo 5 milioni di euro nella disponibilità delle cooperative
per intervenire a tasso agevolato, senza pagare un euro di
interessi, cioè a tasso zero, per il recupero delle nostre città.
E' la prima riforma - la chiamo così - che sostiene ed incentiva il
recupero delle nostre città, e laddove si costruisce si costruisce
nei limiti e nei vincoli urbanistici che vigono in tutto il nostro
Paese. Anticipo che, se ci saremo fra due anni, sarò disponibile a
votare un'ulteriore proroga di altri ventiquattro mesi.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
intervento positivo, era un tassello che mancava alla legge sulla
casa e, pertanto, abbiamo colmato una lacuna non soltanto per
l'accesso delle famiglie alla casa, ma anche perché nella
razionalizzazione urbanistica dei nostri territori, interventi del
genere consentiranno una boccata di ossigeno agli operatori, la
possibilità di accedere alla prima casa a molte coppie, a molte
famiglie, e la possibilità anche di fare un intervento sulla casa
dopo una legge che doveva riguardare la casa, e non ha riguardato
la casa. Esprimo il voto favorevole del Gruppo del PDL.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
la soddisfazione del Gruppo del PDL, e anche mia personale, che
insieme agli onorevoli Pogliese, Caputo e Falcone avevamo
presentato un emendamento simile a quello che adesso è stato
presentato dal Governo ed approvato, e per assicurare, caro
Presidente Lombardo, che fra ventiquattro mesi rivolteremo - così
facciamo contento l'onorevole Cracolici - un'ulteriore proroga per
altri ventiquattro mesi.
TORREGROSSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TORREGROSSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
complimentarmi per la promessa mantenuta all'associazione dei
costruttori in un convegno alla Kalsa, in occasione del quale aveva
promesso questa proroga. Ma soprattutto per ricordare che questa
proroga è stata fortemente voluta da tutte le associazioni delle
cooperative, dalla Lega delle cooperative in prima linea, e per
sanare un'ingiustizia riferita a tutte quelle cooperative che già
avevano i terreni, ma che per i ritardi della Regione e dei comuni
non sono riuscite in tempo ad avere le concessioni edilizie prima
della scadenza del termine.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei resterà
sbalordito da quello che sto per dire: io purtroppo sono contrario.
L'idea che propone l'onorevole Cracolici è buona, ma è bene che
tutti sappiate, perché tutti siete convinti che questo è quello che
vogliono le associazioni di categoria, che così non è. Una
stragrande parte di promesse di finanziamenti antecedenti cadranno
con questa norma dal momento che non c'è l'opportunità di avere le
aree e che ad oggi sono vincolate a questa fattispecie che è una
scelta - può essere giusta o no - che non è quello che le
associazioni di categorie, o meglio le centrali delle cooperative,
volevano.
Pertanto, dichiaro fin da adesso che mi asterrò da questo voto,
anche perché il chiarimento su quello che si è detto, e che tutti
avete compreso, è che questa norma accontenta le centrali.
A mio modo di vedere non è così.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo
precisare che l'articolo che abbiamo approvato completa il piano
casa , che non prevedeva, onorevole Leontini, alcun intervento in
zona A .
Voglio ricordare all'onorevole Beninati che, comunque, è possibile
acquistare aree in zone B o C . E' chiaro che non è possibile
con questa norma intervenire in zone agricole, ma è possibile
introdurre l'elemento nuovo di poter edificare in zona A . Per
quanto riguarda le zone B e C è previsto già dalla norma.
Quindi, anche da questo punto di vista, dare la proroga e
consentire di mettere in moto, nuovamente, il comparto
dell'edilizia è un ulteriore impegno mantenuto da questo Governo
nell'interesse di tutti i siciliani.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 75.20.1. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli Uffici prendono atto del voto contrario dell'onorevole
Beninati.
Pongo in votazione l'articolo 75, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80. Ne do lettura.
«Articolo 80
Norme in materia di trasporto aereo
1. Gli aeroporti situati nel territorio regionale costituiscono
una rete di trasporto essenziale per la mobilità, per il governo
del territorio siciliano e per l'economia intera della Regione.
2. Nel rispetto dei principi costituzionali di competenza
legislativa la Regione promuove ed adotta una politica ed un piano
regionale dei trasporti per un ordinato e coordinato sviluppo del
sistema aeroportuale regionale in ambito europeo ed internazionale.
3. Al fine di valorizzare le potenzialità del territorio
siciliano, l'economia e il turismo, l'Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti introduce misure volte
ad istituire nuovi collegamenti aerei point to point con
destinazioni nazionali e comunitari da e per gli aeroporti nel
territorio della Regione, compatibili con il mercato comune ai
sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato CE e
degli Orientamenti comunitari del 2005 sui finanziamenti e gli
aiuti pubblici degli aeroporti.
4. Le nuove rotte incrementano i traffici aerei e in generale il
turismo nella Regione.
5. La Regione per esigenze di sviluppo economico ed al fine di
garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini può
disporre oneri di servizio pubblico secondo le vigenti disposizioni
comunitarie e nazionali.
6. La Regione è tenuta a coordinarsi con le competenti autorità
nazionali nel limite delle loro competenze aeronautiche.
7. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti è autorizzato a costituire un comitato tecnico composto
da tre soggetti di provata esperienza professionale, almeno
quinquennale, nel settore del trasporto aereo per il raggiungimento
degli obiettivi del presente articolo.
8. Il comitato costituito ha il compito di promuovere e presentare
all'assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti un
progetto per lo sviluppo del settore aeroportuale, di promuovere la
sua realizzazione e di monitorarlo nella fase esecutiva attraverso
l'utilizzo delle risorse del capitolo appositamente istituito per
le esclusive finalità del presente articolo.
9. A decorrere dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
della presente legge gli esercenti degli aeromobili sono tenuti a
versare l'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
civili, nelle misure stabilite nell'articolo 92 della legge 21
novembre 2000, n. 342 e successive modificazioni, maggiorate di una
misura pari al tasso di inflazione programmata degli anni a
partire dal 2001».
Comunico che sono stati presentati dal Governo l'emendamento
80.24.1, interamente sostitutivo dell'articolo 80 ed il relativo
sub emendamento 80.25.
Do lettura dell'emendamento 80.24.1, di riscrittura:
«L'articolo 80 è sostituito dal seguente:
Articolo 80
Norme in materia di trasporto aereo
1. Gli aeroporti situati nel territorio regionale costituiscono
una rete di trasporto essenziale per la mobilità, per il governo
del territorio siciliano e per l'economia intera della Regione.
2. Nel rispetto dei principi costituzionali di competenza
legislativa la Regione promuove ed adotta una politica ed un piano
regionale dei trasporti per un ordinato e coordinato sviluppo del
sistema aeroportuale regionale in ambito europeo ed internazionale.
3. Al fine di valorizzare le potenzialità del territorio
siciliano, l'economia e il turismo, l'Assessorato regionale del
turismo, dello sport e dello spettacolo introduce misure volte ad
istituire nuovi collegamenti aerei point to point con destinazioni
nazionali e comunitarie da e per gli aeroporti nel territorio della
Regione, compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo
87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato CE e degli Orientamenti
comunitari del 2005 sui finanziamenti e gli aiuti pubblici degli
aeroporti.
4. Le nuove rotte incrementano i traffici aerei e in generale il
turismo nella Regione e la movimentazione delle merci.
5. La Regione, Assessorato regionale delle infrastrutture e della
mobilità, per esigenze di sviluppo economico ed al fine di
garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini, può
disporre oneri di servizio pubblico secondo le vigenti disposizioni
comunitarie e nazionali.
6. La Regione è tenuta a coordinarsi con le competenti autorità
nazionali nel limite delle loro competenze aeronautiche.
7. L'Assessore regionale per il turismo, di concerto con
l'assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, è
autorizzato a costituire un comitato tecnico composto da tre
soggetti di provata esperienza professionale, almeno quinquennale,
nel settore del trasporto aereo per il raggiungimento degli
obiettivi del presente articolo a titolo gratuito senza oneri per
l'Amministrazione.
8. Il comitato costituito ha il compito di promuovere e presentare
un progetto per lo sviluppo del settore aeroportuale, in armonia
con il Piano regionale dei trasporti - Piano direttore, di
promuovere la sua realizzazione e di monitorarlo nella fase
esecutiva .»
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo per la
prima volta questo emendamento e vedo che, a parte i primi sei
commi che sono tutti di principio e sui quali non ho nulla da
ridire, il settimo comma riguarda l'istituzione di un Comitato
tecnico-scientifico per fare non so che cosa. Vorrei fatta
chiarezza su questo punto.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dichiaro
di ritirare il sub emendamento 80.25.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DI GIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per una precisazione in merito alla sostituzione della
parola aeroporti' con le parole tutti gli aeroporti aperti al
traffico aereo commerciale' . Con tale dicitura, infiatti,
potrebbero intendersi anche gli aeroporti militari e non credo che
corrisponda alla volontà del legislatore. Sarebbe più opportuno
dire: aperti al traffico civile commerciale'. E' una nota tecnica
molto importante, ritengo.
E inoltre, all'articolo 80, al comma 4, suggerirei di aggiungere
oltre ai fini turistici ed economici', la movimentazione delle
merci'. Questa è una facoltà che l'Assemblea si riserva di
incentivare point to point il trasporto delle nostre merci.
Faccio un esempio. Nei magazzini Harrods di Londra il ciliegino
viene venduto a 15 pounds al chilo. Dare la possibilità ai nostri
produttori di raggiungere in tempo reale i mercati più importanti
d'Europa vuol dire dare una boccata d'ossigeno significativa a un
settore di prodotti di eccellenza che molte volte raggiungono i
mercati in cui il nostro prodotto va ad un prezzo molto alto, in
condizioni stressate e quindi non competitive sul piano delle
caratteristiche fitosanitarie.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
norma come principio sia buona. L'unico dubbio che effettivamente
ho attiene all'opportunità di scriverla completa. Diversamente
forse non è proponibile perché questa norma al comma 7 così recita:
«7. L'Assessore regionale per il turismo, di concerto con
l'Assessore regionale alla mobilità, è autorizzato a costituite un
Comitato tecnico composto da tre soggetti di provata esperienza
professionale, almeno quinquennale, nel settore del trasporto aereo
per il raggiungimento degli obiettivi del presente articolo a
titolo gratuito senza oneri per l'Amministrazione».
Si dice che questi soggetti saranno a titolo gratuito e allora la
norma va bene, ma se è gratuito non occorre la copertura economica.
Pertanto, se questo emendamento non ha la copertura finanziaria,
signor Presidente, lei non lo può dichiarare proponibile.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che accade
in questa norma è, a mio parere, la prova plastica di quello che
finisce per essere questa finanziaria, cioè una legge nella quale a
fronte di petizioni di principio che potrebbero anche essere
condivisibili si nascondono una volta il progettista, un'altra
volta il Consiglio di amministrazione.
Dovevamo ridurre le partecipate e ce ne troviamo due in più. Non
glielo hanno detto ancora, Presidente Lombardo; domani lo scoprirà.
E ora, in questo favoloso articolo 80, onorevole Presidente,
scopriamo che c'è anche un comitato composto da tre soggetti di
provata esperienza professionale e la provata esperienza
professionale è, come lei comprenderà bene, parametro oggettivo di
tutta evidenza.
Allora le cose sono due. Se questo comitato è a titolo oneroso non
c'è copertura finanziaria e questo lo ha già detto l'onorevole
Beninati, ma se non è a titolo oneroso, caro Presidente Lombardo, è
a titolo clientelare perché lei prende - o chi per lei,
un'assessore di questo Governo al suo posto - tre persone ed
inserirle in un comitato. Girala come vuoi, alla fine, siamo sempre
allo stesso punto.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero chiarire
che quando questa norma è stata portata in IV Commissione non c'era
il Comitato tecnico. Il Comitato tecnico è stato inserito in IV
Commissione, a titolo gratuito. E' stata una scelta della
Commissione e non è nata da chi ha proposto la legge. Questa norma
è stata approvata all'unanimità, a titolo gratuito.
L'unica voce economicamente rilevante che è stata tolta è una
tassa al contrario che si dovrebbe pagare alla Regione e che in
questi anni non è mai stata pagata. E' stata stralciata in questa
fase proprio perché non vogliamo trattare questioni economiche.
La legge prevede di incassare soldi, non di spenderli perché c'è
una tassa. Se confrontate la prima con la seconda versione della
legge è stata accantonata. Non c'è previsione di spesa, ma c'è il
coordinamento di un'azione.
Se questo è il problema, togliamo questa parte, magari con un
subemendamento.
Assessore, vorrei proporre di togliere questa parte che suscita
perplessità.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se aggiungiamo a
titolo gratuito', non significa che non ci sono spese per il
Comitato. Il Governo deve dare una minima copertura finanziaria
alla norma. Anche se a titolo gratuito, vale sempre la copertura
finanziaria. Non è possibile mettere la parola oneri'.
Presidente della Regione, lo chieda al professore Armao che la
rassicurerà.
O il Comitato non c'è oppure ci vuole una piccola copertura
finanziaria.
Se il Governo destina 30-40 mila euro alla norma, certamente non
fa male, apre un capitolo e finisce la questione della copertura
finanziaria.
Se non ci sono soldi, allora, togliamo il Comitato e tutto quello
che è un onere.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, risolva il problema e procediamo.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho aggiunto nel punto quattro e la movimentazione delle
merci e poi al punto sette a titolo gratuito senza oneri per
l'amministrazione .
PRESIDENTE. Assessore Cimino, deve consegnare l'emendamento testé
letto.
Comunico che il Governo ha presentato il seguente sub emendamento
all'emendamento 80.24.1:
«Al comma 4 aggiungere le seguenti parole e la movimentazione
delle merci ;
Al comma 7 aggiungere le seguenti parole a titolo gratuito senza
oneri per l'amministrazione .»
Pongo in votazione il sub emendamento all'emendamento 80.24.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 80.24.1 come
emendato.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.725 del Governo.
STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento che è tra le sue
mani e che porta il visto del Ragioniere capo, il dottor Emanuele,
non può essere agganciato all'articolo 109 perché si tratta di un
articolo già approvato, si è esaurito ed è improprio che venga
trattato con altre materie mentre l'articolo 80, non ancora
votato..
Ai miei colleghi e all'onorevole Mancuso, vorrei dire che è una
materia del turismo. Lei avrà i suoi pareri, ma siccome parla solo
di turismo e quell'emendamento degli aeroporti parlava di turismo,
ritengo sia assolutamente adattabile a questa materia. Se lei mi
spiega qual è il suo quesito giurisprudenziale, onorevole Mancuso,
le sarei grato, però, ritengo - e vorrei anche un parere della
Segreteria generale - se questo può essere agganciato al turismo o
meno perché parlano di turismo sia quello sia questo.
Onorevole Gentile, ha qualche dubbio perché la vedo scettico.
GENTILE. No, non c'è scetticismo.
STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Vorrei
capire l'interpretazione della Segreteria generale poiché parla di
turismo e l'articolo 80 parla di turismo. Per quale motivo dobbiamo
discuterlo dopo fra gli emendamenti aggiuntivi? E' normalissimo
che, invece, si discuta ora, a meno che non ci siano elementi di
valutazione contrari della Segreteria generale o della Presidenza.
Personalmente non ne vedo.
Se, invece, vengono spiegati se ve ne sono gli elementi negativi,
vi prego di farmelo sapere. E' normale che si debba discutere ora;
altrove sarebbe anormale.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, le devo sottolineare che i servizi
d'Aula collaborano con la Presidenza. Si rivolga, quindi, alla
Presidenza, stia sereno. Dato che l'emendamento A 725 era collegato
all'articolo 109, che non è stato messo in discussione, vediamo
cosa possiamo fare con calma e con serenità. Teniamo presente che
il Servizio d'Aula, la Segreteria e tutti coloro che sono qui
collaborano con la Presidenza.
Vediamo di capire come possiamo fare perché è stato depositato in
tempo utile. Evidentemente sull'articolo 109 c'è stata una svista.
Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:
«Articolo 81
Norme in materia di trasporto pubblico locale
1. Nelle more di avviare il processo di privatizzazione del
trasporto pubblico locale, quanto disposto all'articolo 33, comma
1, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, continua ad avere
applicazione sino alla scadenza dei contratti di affidamento
provvisorio stipulati dall'Azienda siciliana trasporti S.p.A., ai
sensi dell'articolo 27, comma 6, della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 e prorogati ai sensi dell'articolo 61 della legge 23
luglio 2009, n. 99, nell'ambito di quanto previsto al comma 1 bis
dell'articolo 15 del decreto legge 25 settembre 2009, n. 135,
convertito, con modifiche, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.
2. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti di concerto con la ragioneria generale
della Regione adotta, con le modalità previste dal codice civile e
dalle leggi dello stato in materia, tutte le procedure necessarie
per la privatizzazione dell'Azienda siciliana trasporti S.p.A.».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 81.15, sostitutivo del comma 1,
considerato che il comma 2 è stralciato dalla Finanziaria.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per richiamare l'attenzione sua e degli Uffici. Se stiamo trattando
quello dell'AST, del trasporto pubblico locale, ci dovrebbe essere
un emendamento che riguarda l'ATM di Messina, presentato dal
Governo. Non so dove sia finito nella fretta. E' stato presentato
oggi, non so se agganciato a questo o a qualche altro articolo
successivo e coerente proprio con questo dell'ATM trasporto
pubblico locale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 81 per permettere un controllo da parte degli Uffici.
Si passa al Titolo VI Disposizioni in materia di istruzione e
formazione professionale .
Do lettura dell'articolo 82:
«Articolo 82
Interventi di formazione permanente e di formazione
continua
1. Nell'ambito del Piano dell'offerta formativa 2011, gli
interventi di formazione permanente e formazione continua (FP e FC)
possono gravare su Programma Operativo Regionale del FSE -
Obiettivo convergenza 2007/2013 della Regione siciliana, secondo le
modalità di gestione e controllo previste dal:
- Regolamento CE 1083/2006 del Consiglio;
- Regolamento CE 1081/2006;
- Regolamento CE 1828/2006 della Commissione dell'8 dicembre 2006;
- DPR n. 196 del 3 ottobre 2008 (pubblicato nella G.U.R.I. n. 294
del 17 dicembre 2008) Regolamento di esecuzione del Reg. (CE) n.
1083/2006 recante disposizioni generali sul fondo europeo di
sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul fondo di
coesione';
- Vademecum per l'ammissibilità della spesa al FSE PO 2007-2013 in
fase di adozione da parte del Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali;
- Vademecum per gli operatori in attuazione del programma
operativo regionale Sicilia FSE 2007-2013».
L'emendamento 82.12 è ritirato, onorevole De Luca?
DE LUCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 82.13.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho proposto di
sostituire l'anno di riferimento da 2011 a 2010 per un motivo molto
semplice. Non voglio chiederle le spiegazioni formali per cui era
in odor di inammissibilità, ma era il caso di spiegare
semplicemente un passaggio che fa riferimento alla parte
finanziaria della questione.
Nel bilancio abbiamo dato una copertura finanziaria che risulta
corrispondente all'anno 2009; pertanto, abbiamo dato copertura al
PROF 2010 già con le somme previste nel bilancio regionale, lo
stesso importo del 2009.
All'esame di quest'Aula abbiamo una norma che finalmente - e di
questo ringrazio il Governo, gliene do atto - introduce quello che
si poteva fare da tanto tempo e che finalmente si fa, cioè
cominciare a introdurre come finanziamento della legge 24 i Fondi
comunitari.
Sommiamo però a quelle che sono le risorse già approvate in
bilancio altre risorse che fanno riferimento ai Fondi strutturali,
fosse anticipata al 2010, signor Presidente, semplicemente per
liberare delle risorse, non so quante, assessore Cimino, per quanto
riguarda risorse del bilancio regionale.
Questo era il ragionamento, il senso dell'emendamento che ho
proposto rispetto alla modifica della data.
Per quanto riguarda il secondo emendamento, invece, cari colleghi,
ho aggiunto semplicemente questo. Vi pregherei di prestare la
vostra attenzione a queste tre righe che ritengo fondamentali: Le
risorse regionali ed extraregionali destinate a tutte le attività
previste dalla legge regionale 24/76 per l'anno 2010 non potranno
essere maggiori di quelle spese per competenza nell'anno 2009 .
L'altro comma che suggerisco - ed ora spiegherò anche perché -
riguarda le risorse regionali ed extraregionali destinate per tutte
le attività previste dalla legge 24/76 dagli anni 2011 in poi e
dovranno essere decurtate del 10 per cento annuo ed eventualmente
integrate mediante il reperimento di risorse o da enti locali a
seguito dalla sottoscrizione di apposite convenzioni.
Sono due principi fondamentali, non connessi. Il primo fa
riferimento ad un semplice ragionamento. Nel 2009 abbiamo speso 272
milioni sulla legge 24; esattamente circa 60 milioni facevano
riferimento, anzi 50, assessore Cimino, a rendicontazioni del 2007
e del 2008. E aggiungo, signor Presidente, che rispetto alla
previsione dell'anno 2009, le previsioni espresse in bilancio
risultano sottostimate di circa 13 milioni di euro, conti alla mano
e conti che possiamo verificare immediatamente.
Allora, ho proposto un ragionamento di buon senso. Intanto,
approvare l'articolo 82 in questi termini significa fare una norma
aperta, cioè, a quelle che sono le risorse già previste per la
legge 24 aggiungiamo senza alcun limite delle risorse
extraregionali, senza tenere conto di quelle che sono state le
somme spese nell'anno 2009 e in questo caso anche nel 2010.
Credo, pertanto, che sia una norma di buon senso quanto meno
mettere, assessore Cimino, un tetto ben preciso a quelle che sono
le spese per quanto riguarda la legge 24. E, quindi, mettere un
tetto facendo riferimento a quello che è stato il 2009 - questa è
anche la proposta - onde evitare, con una norma in questi termini
- e nessuno, da questo punto di vista, può dire il contrario, cioè
creare una norma aperta e aggiungiamo a 200 milioni di euro una
somma imprecisata. Si tratta di una norma che non determina
comunque la quantificazione né parla da questo punto di vista di
percentuale di sostituzioni e di conseguenza avremo 200 milioni di
euro che già sono previsti in bilancio; a questi aggiungeremmo 100
milioni, 200 milioni, 300 milioni, tanto per arrivare ai 900
milioni che spenderemmo nel 2010 per formazione.
Questo è il ragionamento che propongo a quest'Aula in modo tale
che su alcune tematiche, se si vuole continuare su un certo
indirizzo, quanto meno che si mantengano i livelli di spese che già
si sono registrati nell'anno 2009.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi mi rendo conto
che l'ora è tarda, tardissima. Ma l'argomento penso che meriti un
po' di attenzione perché su questo argomento ci sono state prese di
posizione molto chiare da parte del Governo e soprattutto da parte
di chi rappresenta il Governo nella sua interezza, cioè il
Presidente. Si è detto che la formazione professionale e, in
particolare la legge 24, attende una riforma.
Ora la riforma in questo caso mi pare che sia quella di aprire
completamente la borsa e spendere quanto più non posso per questa
formazione professionale che peraltro ripropone in gran parte
sempre le stesse cose e, mentre l'anno scorso, nel 2009, non si
poté attingere ai fondi del Fondo sociale europeo, oggi si propone
addirittura una norma aperta per aprire la borsa e consentire
quindi una spesa esagerata. Non c'è alcun limite e mentre
effettivamente non c'è bisogno di varare con una norma l'utilizzo
del Fondo sociale europeo perché il dirigente generale avrebbe
potuto attingere già dall'anno scorso con un provvedimento
amministrativo ora invece lo proponiamo per norma e lo proponiamo
addirittura con una norma così aperta da fare rabbrividire.
Abbiamo già sciupato per avere ripetuto la riedizione del POR 2008
oltre 540-560 milioni di euro e ancora oggi manca una riforma. Non
c'è un tetto di spesa seppure l'anno scorso, su una graduatoria ben
precisa, su una graduatoria che era perfettamente legale, si intese
fare una campagna con la quale si diceva che la formazione
professionale stava subendo un incremento di spesa, un incremento
che poi c'è stato perché appunto si sono superati i 273 milioni.
Allora qui ricordo che c'è stata anche una presa d'atto del
Presidente della Regione. Ancora oggi c'è una gestione della
formazione professionale accompagnata da un'attività certamente di
un dirigente che non sa cosa fare, cosa proporre perché chiaramente
non va in questo caso ritengo in disaccordo col Dirigente generale
ma evidentemente questo Dirigente generale non sa quale strada
prendere.
Mentre prima non si poteva attingere, oggi si attinge addirittura
con una norma aperta e addirittura si consente ancora lo sciupio di
somme in questo senso. E quindi è veramente un atto grave e
soprattutto è un'assoluta incoerenza di una linea politica che è
stata espressa e rispetto alla quale si era detto tanto. Quindi,
non solo l'emendamento dell'onorevole De Luca cerca di fare,
comunque, chiarezza ma, soprattutto, pone una questione vera, una
questione che è stata dibattuta, dibattuta malamente. E ricordo a
tutti i colleghi della Commissione lavoro che questo argomento
dell'utilizzo del fondo sociale europeo fu affrontato non solo in
commissione, ma fu affrontato poi in Aula. L'anno scorso non si
poté fare con atto amministrativo - come pure un alto dirigente
della Regione sosteneva si potesse fare e risulta ai verbali - né
si poté fare con legge. Quest'anno il Governo lo propone all'Aula
perché si voti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 82.14 degli onorevoli De Luca
e Caronia.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, un anno fa, di questi tempi, visto che
con la gestione Lombardo ci siamo abituati ad approvare la
finanziaria fra il 30 aprile e l'1 maggio, la festa dei lavoratori,
o forse anche il 2 maggio, eravamo qui. Era notte anche un anno fa
e ricordo alcuni colleghi di prima legislatura. Ne ricordo uno per
tutti, il collega Falcone, con il quale facemmo un battaglia per
cercare di salvare una grande parte di formazione siciliana
cercando di inserirla finanziandola con i fondi sociali europei.
Questo Governo e il presidente Lombardo posero un muro
invalicabile. Dissero che mai questi fondi sarebbero stati
utilizzati per la formazione. Lo ricordo all'amico Falcone e
all'amica Caronia ed ai tanti colleghi con i quali facemmo una
battaglia che ritenevamo di giustizia.
LOMBARDO, presidente della Regione. Non mi ricordo.
CORDARO. Onorevole Presidente, si fidi, lei ha tante più cose da
fare di me e, quindi, probabilmente questa l'ha dimenticata.
Ebbene, provammo alla fine a fare un ordine del giorno con quasi
oltre quaranta firma. Questo ordine del giorno diventò oggetto di
scandalo addirittura, di minacce politiche - per carità, me ne
guarderei bene -. Presidente, ancora una volta questa gestione
lineare, che sacrificò sull'altare di non so quale giustizia
politica un assessore vostro, l'assessore Incardona, difeso
paradosslmente da noi perché nulla aveva fatto di diverso da quello
che era previsto dalla legge, da una buona legge, dopo un anno ci
porta addirittura in finanziaria il ricorso al fondo sociale
europeo. Sono una serie di nodi che vengono al pettine. Sono una
serie di incoerenze, di incongruenze, di superficialità, di errori
che vengono al pettine.
Io credo che rispetto a questo l'Aula debba atteggiarsi
liberamente e non secondo coscienza, ma con coscienza. Pertanto,
chiederemo il voto palese nominale perché ciascuno, rispetto ad un
anno fa, possa per un verso fare ammenda, per altro verso,
confermare il proprio voto dell'anno scorso.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito all'articolo 82 perché ribadendo quello che ha detto
l'onorevole Cordaro sulle considerazioni che l'anno scorso abbiamo
avuto modo di articolare in questa Aula e abbiamo avuto modo di
constatare, piuttosto che cogliere di buon grado i suggerimenti,
gli input che un'Aula parlamentare rivolgeva al Governo, in quel
momento si creava una grande frattura fra quella che era la volontà
assembleare e quella che, invece, era la volontà non di un
esecutivo ma forse di qualcuno del Governo, dietro il suggerimento
di qualche dirigente generale che articolava e poneva dei
ragionamenti sulla impossibilità di finanziare parte della legge 24
di cui noi stasera stiamo trattando sulla scorta del fatto che,
essendo ad esempio la formazione permanente e continua una
formazione di base, non è un investimento e, in quanto tale, non
possono essere utilizzati i fondi comunitari.
A me qualche perplessità sorge. E sorge sul ragionamento che, se
l'anno scorso tale operazione non poteva essere fatta per le
considerazioni che abbiamo esposto, non vedo come mai quest'anno, a
distanza di un anno, dopo che si è consumata la decapitazione di un
Assessore che aveva svolto il suo lavoro, con grande dignità alla
fine possiamo dire, che è stato difeso dalla maggioranza dell'Aula
e, collega Cordaro, non paradossalmente, lo abbiamo difeso perché
io e lei appartenevamo ad un Governo di centrodestra che aveva
vinto le elezioni il 14 aprile 2008, un Governo che esprimeva
l'Assessore Incardona legittimamente. Questo lo dobbiamo dire.
Non perché io stasera voglia tediare, ho detto tra l'altro ho
quattro ore di autonomia perché al mio collaboratore ho detto che
alle otto può venirmi a prendere, mi rendo conto che non tutti
stiamo nelle stesse condizioni.
Chiudo e sintetizzo dicendo questo: manifesto qualche mia
perplessità su questa norma - e lo dico al Governo - ma soprattutto
manifesto qualche perplessità su un ragionamento. Cioè questa norma
rischia di diventare, come tante altre norme, una norma manifesto
che nulla sortisce. Quando diciamo che l'offerta formativa del
2011 la posticipiamo su un piano formativo, su un esercizio
finanziario che non è quello attuale, che non è quello in corso,
significa che nessun risparmio eventualmente andremo ad arrecare e
a comportare attualmente nel nostro bilancio.
Allora, delle due l'una. Vorrei capire qual è l'interesse del
Governo oggi a proporre una norma di questa che va, innanzitutto, a
delegittimare il ragionamento fatto l'anno scorso, quindi contro
un deputato allora Assessore, sebbene vorrei ricordare a quest'Aula
che l'Assessore poi venne riabilitato in questa sede.
Il secondo problema è che vorrei capire qual è l'interesse di
spostare eventualmente questa norma, nel caso in cui la stessa
potesse essere effettuata, qual è l'interesse di posticipare tale
norma all'esercizio finanziario del 2011 e non a quello attuale.
In questo senso, ritengo più opportuno che forse il Governo su
questa norma rifletta un attimo. Se è il caso la accantoniamo, la
può anche ritirare, a mio avviso, perché forse non è questa norma
che risolve i problemi.
E' una mia considerazione esclusivamente personale che deriva
anche da riflessioni che ho maturato a seguito di quello che è
successo in questo ultimo anno. Ripeto, la dichiarazione che testé
ho fatto è squisitamente ed assolutamente personale.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
ci sia l'Assessore perché avrei voluto suggerirgli di rivedere le
norme con le quali nel tempo si sono creati gli squilibri per i
parametri che hanno portato diversi enti sull'orlo della
disperazione. Tenga conto tra l'altro che, se non si riequilibrano
questi parametri, nel mese di maggio, finirà che alcuni degli enti
che hanno provveduto a fare le assunzioni prima del 2008, quindi in
regola, non potranno più pagare il personale che hanno assunto.
Finirà che debbono licenziare il personale.
Quindi, voglio sollecitare l'Assessore perché possa riequilibrare,
riadeguare i parametri con i quali vengono calcolati i
finanziamenti che si danno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 82.14 degli onorevoli
De Luca e Caronia.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 82.14
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Bosco, Campagna, Caputo,
Cordaro, Fagone, Falcone, Incardona, Leontini, Maira e Torregrossa)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Bosco, Campagna, Caputo, Cordaro,
Fagone, Falcone, Incardona, Leontini, Maira e Torregrossa, indìco la
votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 82.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Arena, Calanducci, Colianni, Cordaro, Cristaudo,
Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Luca, Maira, Marinese, Nicotra,
Ruggirello, Scammacca.
Votano no: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Beninati, Bosco, Bufardeci,
Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cimino, Cracolici, De
Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falcone,
Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Formica, Forzese, Galvagno,
Gentile, Gianni, Greco, Gucciardi, Leanza, Lentini, Leontini,
Limoli, Lupo, Mancuso, Marinello, Marziano, Minardo, Musotto,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi,
Romano, Savona, Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 70
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 14
Contrari 54
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 82.
CAPUTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'articolo 82
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Campagna, Caputo,
Caronia, Dina, Fagone, Falcone, Forzese, Incardona, Torregrossa,
Vinciullo)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Campagna, Caputo, Caronia, Dina, Fagone,
Falcone, Forzese, Incardona, Torregrossa e Vinciullo, indìco la
votazione per scrutinio nominale dell'articolo 82.
Chiarisco il significato del voto. Chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bufardeci,
Calanducci, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Cristaudo,
Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza, Lentini, Lupo, Maira, Marinello,
Marinese, Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Savona, Scilla,
Termine, Vitrano.
Votano no: Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Fagone,
Falcone, Forzese, Incardona, Leontini, Limoli, Mancuso, Pogliese,
Ragusa, Torregrossa, Vinciullo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 67
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 47
Contrari 16
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
bis/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(471-471 bis/A)
L'articolo 83 è stralciato dalla Finanziaria. Si passa
all'articolo 84. Ne do lettura.
«Articolo 84
Piano di attività extrascolastiche per le scuole in
aree a rischio
1. Per il triennio 2010/2012 l'assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale, dipartimento
regionale dell'istruzione e della formazione professionale,
finanzia, a valere del P.O. FSE 2007/2013, in favore delle scuole
di ogni ordine e grado della Regione ubicate in aree a rischio
marginalità socio economica e territoriale, un piano di intervento
per la realizzazione di attività extra scolastiche da svolgersi in
ore pomeridiane.
2. Per le scuole del primo ciclo di istruzione, i comuni dovranno
attivare, a partire dall'anno scolastico 2010/2011, un servizio
mensa destinato agli studenti impegnati nelle suddette attività.
3. Laddove l'ente locale dovesse non adempiere alla fornitura di
tale servizio mensa, la Regione provvederà ad un intervento
sostitutivo reperendo i relativi fondi dai trasferimenti agli enti
locali.
4. Per le finalità del presente articolo sono previsti 40.000
migliaia di euro del P.O. FSE 2007/2013».
MARINESE. Ma l'articolo 83 non è stato stralciato
PRESIDENTE. L'articolo 83 è stato stralciato insieme ad altre
norme. La Presidenza ha ritenuto di stralciarlo e la decisione è
stata assunta tante ore fa.
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo 84 o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Resta l'emendamento 84.16, a firma dell'onorevole Falcone.
MARINESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando
l'onorevole Presidente Cascio ha dato l'elenco degli articoli da
stralciare, l'articolo 83 non era tra quelli stralciati; vorrei
capire come ora, in questo momento, invece, risulta stralciato tale
articolo.
Li abbiamo tutti segnati e l'articolo 83, a suo tempo, non è stato
stralciato.
Le ho fatto una domanda e gradirei una risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Marinese, nel testo che abbiamo davanti,
come Presidenza, questa sera per seguire i lavori, l'articolo 83 è
stralciato.
MARINESE. Sì, ma vorrei sapere quando è stato stralciato?
PRESIDENTE. Non so quando è stato stralciato, penso in questi
giorni.
MARINESE. Ma non è possibile
Tutti abbiamo un testo che c'è stato dato dall'onorevole Cascio,
Presidente, e questo articolo non era stato stralciato.
Signor Presidente della Regione, mi rivolgo anche a lei. Io non so
se, ai sensi del Regolamento, si possa stralciare all'ultimo minuto
un articolo senza nessuna ragione.
Lo si mette in votazione, si discute, ma non era tra gli articoli
stralciati a suo tempo.
Presidente, non mi muovo, gradirei sapere quando è stato
stralciato.
PRESIDENTE. Onorevole Marinese, lei deve completare il suo
intervento. Lo stralcio non può essere oggetto di discussione o di
dibattito parlamentare.
MARINESE. Mi perdoni, allora chiediamo a tutta l'Aula se è a
conoscenza del fatto che, quando il Presidente Cascio ha fatto
l'elenco degli articoli stralciati, questo era tra gli articoli
stralciati.
PRESIDENTE. Onorevole Marinese, l'articolo 83 non è detto che
doveva essere nelle comunicazioni del Presidente Cascio.
L'onorevole Presidente Cascio, assieme all'Ufficio di Presidenza,
può stralciare tutti gli articoli, in corso di discussione, che
ritiene evidentemente non assolutamente compatibili con la
filosofia del testo.
Quindi, stia sereno. Il momento nel quale è stato comunicato non è
un problema.
Ribadisco che l'articolo 83 è stralciato.
Si passa all'emendamento 84.16, a firma dell'onorevole Falcone e
altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di darle la parola, vorrei comunicare che
all'articolo 84 è stato presentato un emendamento di riscrittura da
parte del Governo, l'84.17. Prego gli assistenti di distribuirlo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei inserirmi
con questo mio emendamento in uno scenario immaginato dal Partito
democratico - e che ritengo infine condivisibile - che è quello di
estendere l'orario scolastico nelle zone a rischio della nostra
Isola anche alle ore pomeridiane.
Ho anche detto che è giusto che questa attività venga estesa anche
alle ore pomeridiane proprio perché parliamo di un intervento teso
al recupero dei minori a rischio.
Vorrei ricordare a quest'Aula che esistono enti, gli istituti
educativi assistenziali, che proprio per specifico scopo sociale
operano nelle zone a rischio delle città e hanno una convenzione
con gli enti locali. Una convenzione secondo la quale gli enti
locali erogano un bonus, cioè erogano un contributo giornaliero
perché possono attuare attività scolastica ed extra scolastica.
Se da un lato consentiamo agli istituti di primo grado di potere
estendere l'attività scolastica alle ore pomeridiane, è giusto e
logico che consentiamo anche agli istituti educativi assistenziali
di poter accedere a questi contributi.
Non sono tantissimi questi istituti, ma operano nei quartieri a
rischio e operano nei quartieri a rischio delle città di Messina,
di Catania, di Palermo, di Caltanissetta e di altre città.
Sono enti morali senza fine di lucro i cui consigli molte volte
sono diretti e sono sotto la responsabilità di persone di chiesa,
di religiosi o religiose che svolgono un'alta finalità sociale.
Allora, è giusto che noi incrementiamo e incentiviamo questa
attività assolutamente meritoria, che perseguiamo questo obiettivo
assolutamente nobile e alto nei confronti degli istituti pubblici,
ma ci sono anche istituti che, sebbene privati, sono enti morali
che non hanno scopo di lucro e operano in convenzione già con i
comuni.
E con un piccolo incremento andremmo a integrare questa attività e
andremmo a integrare incentivando l'attività che questi enti
riescono a profondere nei confronti della società.
E' una norma di buon senso, di responsabilità che aumenta e
amplifica la portata importante, positiva e incisiva che la norma
nel suo complesso può esplicare.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco le
intenzioni del collega, però, c'è una profonda differenza tra enti,
associazioni e la scuola pubblica dello Stato. Che è la struttura a
cui la Costituzione affida il compito di educare il cittadino, di
eliminare dislivelli di partenza sociali che esistono, ed è la
struttura che in Sicilia ha operato in maniera eccezionale.
Sicuramente qualche giorno fa avrete visto l'arresto in Calabria
di un boss mafioso e i cittadini che applaudivano il boss. Se
questo in Sicilia non avviene è per il lavoro eccezionale che la
scuola dell'obbligo, proprio la scuola pubblica, ha fatto in
Sicilia.
La scuola siciliana è straordinaria e merita di essere sostenuta e
non la possiamo mettere sullo stesso piano di enti e associazioni.
Quindi l'idea dell'Assessore, del Governo, sostenuta anche dai
colleghi degli altri gruppi, è straordinaria. Mi riferisco all'idea
di fornire alla scuola gli strumenti per trasformarsi in una
struttura sociale.
Questo è sicuramente il senso della norma e questo andrebbe
difeso.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro, a nome
del gruppo dell'UDC, il voto favorevole all'articolo 84 perché
riteniamo che in una Finanziaria senza anima e senza strategia,
questo costituisca un punto importante che riesce, per un attimo,
ad offuscare ulteriormente le tinte già fosche che in questa
finanziaria si annidano.
E' tutto un buio. E devo dire che poter favorire la
scolarizzazione nelle zone marginali ed anche nelle ore
pomeridiane, in luoghi dove spesso non vi sono attività ricreative,
non vi sono centri di accoglienza, non vi sono luoghi di incontro,
costituisce, a nostro parere, una delle poche, se non l'unica, nota
positiva di questa che diventerà, forse se l'approveremo e quando
l'approveremo, legge finanziaria.
Quindi, per queste ragioni, preannunciamo il nostro voto
favorevole.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
84.17.1, degli onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli e D'Asero.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
(Non è approvato)
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
tendeva ad aumentare le risorse. Solo questo. Ho avuto la fortuna
di fare il sindaco e di attivare con le risorse comunali questo
servizio nel mio comune dove il successo è stato strepitoso sotto
diversi profili: quello sociale, quello sanitario, quello di
integrazione.
Aumentare le risorse poteva essere utile ma, naturalmente, è il
primo anno che inseriamo questa norma.
Se il Governo si impegna a finanziare queste attività anche per
gli anni successivi, sono disponibile a ritirare l'emendamento e
sono assolutamente favorevole all'emendamento 84.17.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Mancuso perché ho sentito un apprezzamento unanime di
questa norma. Lo ringrazio di avere proposto un aumento di risorse.
Com'è noto, purtroppo, il POFSE, essendo stato programmato nel
2007, ha bisogno di una fase intermedia e solo a fine anno 2010 è
possibile rimodulare e, quindi, riprogrammare il piano operativo.
Solo dopo il 2010 sarà possibile liberare risorse che possano
consentire un utilizzo in questa direzione. Lo può scrivere ora
perché oggi c'è una programmazione del POFSE verso le zone a
rischio e, quindi, la possibilità di interventi a sostegno. Siamo
vincolati dalla programmazione già fatta nel corso dell'anno 2007
e, quindi, chiedo all'onorevole Mancuso di ritirarlo, ma mi pare
condivisibile il senso dell'operazione che si sta tentando di fare.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, penso che la sua ragionevolezza ed
il suo buon senso le suggeriscano di ritirare l'emendamento.
MANCUSO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 84.17.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 84.17 del Governo, di riscrittura
dell'articolo 84. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro, pertanto, superato l'emendamento 84.16.
Si passa all'articolo 85. Ne do lettura:
«Articolo 85
Contributi alle università e alla scuola superiore
di eccellenza di Catania
1. L'Assessorato regionale della pubblica istruzione e della
formazione professionale è autorizzato a concedere, per l'esercizio
finanziario 2010, alle università degli studi statali siciliane un
contributo straordinario di 15.000 migliaia di euro, da destinare
alle finalità di cui all'articolo 3, comma 18, della legge 24
dicembre 2003, n. 350.
2. L'Assessorato regionale della pubblica istruzione e della
formazione professionale è autorizzato per l'anno finanziario 2010
ad erogare un contributo straordinario di 1.500 migliaia di euro
alla scuola superiore di eccellenza di Catania, finalizzato ad
investimenti coerenti con le finalità dell'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
3. Per le finalità del presente articolo, il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad effettuare, coerentemente alle
disposizioni previste dall'articolo 3, comma 18, della legge 24
dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni, le
necessarie operazioni finanziarie.»
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 85.13 dell'onorevole Savona, l'emendamento 85.15,
degli onorevoli Pogliese, Falcone, Caputo ed altri, e l'emendamento
85.10 degli onorevoli Di Benedetto, Faraone, Termine e Raia, sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, chiedo che venga trattato in questa sede un emendamento
aggiuntivo che riguarda i contratti di formazione specialistica,
obbligazione pregressa perché c'è un'attinenza con l'articolo che
stiamo discutendo. Si tratta delle borse di studio degli
specializzandi che per tutta una serie di ragioni hanno provocato
un debito da parte della Regione nei confronti dell'Università. E'
una questione che è stata affrontata sia in Commissione Bilancio
che in Commissione Sanità e all'unanimità è sempre stato detto che
bisognava riconoscere questo debito che allo stato è stato
fronteggiato dalle università che attendono il pagamento di quanto
anticipato. Hanno già sospeso il pagamento delle borse di studio a
650 giovani specializzandi. E' un atto di responsabilità
ineludibile che noi dobbiamo assumerci questa sera.
Attesa l'attinenza della materia chiedo che sia trattato in questa
sede.
PRESIDENTE. Assessore, non la posso accontentare per un semplice
motivo. L'emendamento è già catalogato, comunque collazionato come
aggiuntivo 716.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo invece
che se c'è la copertura annunziata dall'Assessore, visto che la
materia è assai pertinente con l'articolo che stiamo trattando,
cioè università, borse di studio e visto che c'è un arretrato come
bene diceva l'Assessore, che è pluriennale, onde evitare danni
gravi al percorso formativo di tanti giovani, ritengo che la
materia in questo caso si possa aggregare.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
stiamo facendo una finanziaria con sforzi enormi. Ma è chiaro che
questa norma approvata all'unanimità in Commissione, dopo avere per
tre volte ascoltato i rettori, i presidi, nonché gli associati,
crea sicuramente una mancanza. Non si capisce perché non era stata
già prevista nella finanziaria. Crea problemi enormi. In questo
momento, laddove si parla di università, questo è il momento di
poterla inserire, anche perché credo che tutta l'Aula all'unanimità
sia d'accordo con questa norma. Infatti, non si tratta di una
norma di contributi a pioggia, norma di alcune vicende che abbiamo
visto anche questa sera in finanziaria e sulle quali onestamente
sono molto perplesso, ma è una norma di carattere generale che
sicuramente serve ad evitare che giovani studenti che hanno diritto
alle borse di studio possono essere sicuramente messi in condizione
di continuare.
Il danno economico sarebbe enorme perché vi sono i decreti
ingiuntivi pronti da parte delle università. Se siamo formali, io
questa sera ho visto alcune forzature, anzi molte forzature, che
sono state fatte con sub emendamenti presentati al momento. Nel
fatto in specie è una norma che era già passata nella Commissione
di merito. Tutte queste perplessità onestamente non le vedo.
FERRARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto un minuto
per dare forza al ragionamento dell'onorevole Formica e
dell'onorevole Laccoto. Sono assolutamente d'accordo con questo
emendamento. A me sembra che sia doveroso farlo perché mi sembra
che sappia di cosa buona e cosa giusta a tutti i livelli.
Sono nettamente a favore di questo emendamento e prego il
Presidente di ammetterlo alla votazione.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi condividiamo
quanto detto dai colleghi e riteniamo che sia assurdo visto che c'è
la proposta di un assessore e la copertura finanziaria non
accettare la proposta; non c'è nessun motivo. Ma dovremmo
cominciare - e mi pare che su questo non possiamo che essere tutti
d'accordo - dall'emendamento proposto dall'assessore al turismo, il
quale ha anche lui fatto una proposta simile.
Allora se l'Assessore alla sanità giustamente deve intervenire nel
suo campo, non si capisce per quale motivo l'Assessore al turismo
non possa svolgere attività turistica, di promozione turistica,
avendo agganciato il suo emendamento ..
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, troveremo la soluzione, non vi
preoccupate.
Dispongo l'accantonamento dell'articolo 85.
ADAMO. Allora, il criterio è di tre assessori che hanno la
copertura finanziaria, che possono lavorare e a cui noi vogliamo
impedire di lavorare, non si sa bene per quale motivo. Questo
comincia a diventare incomprensibile. Siamo stanchi. Siamo
avviliti. Ma questo è assolutamente incomprensibile. E' un atto di
prepotenza che la Presidenza sta compiendo sull'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, poi le spiegherò qual è l'atto di
prepotenza che la Presidenza sta facendo. L'articolo 85 e A716
sono accantonati per un approfondimento.
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei non può accantonare un
emendamento che non ha più sub-emendamenti o emendamenti. Non lo
può fare.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, c'è un emendamento del Governo.
MANCUSO. C'è un emendamento del Governo. Allora lei sta
confermando che all'85 c'è un emendamento del Governo.
PRESIDENTE. E' una richiesta del Governo ed ho il dovere di
attenzionarla. Visto che il dovere di attenzionarla non significa
che l'interpretazione debba essere immediata, è chiaro che ho
chiesto - - come è giusto - al Servizio d'Aula e agli uffici di
verificare la possibilità di accogliere la proposta del Governo. Ed
in più ho chiesto di verificare la reale copertura finanziaria
rispetto al modo come il Governo si deve raccordare. Le sembra una
cosa forzata?
MANCUSO. Mi sembra che lei si debba attenere alla Conferenza dei
capigruppo di qualche ora fa e non a quello che può succedere in
Aula ogni cinque/sei minuti perché è normale che succeda. Lei ha
una indicazione della Conferenza dei capi gruppo, quella è la
strada. Se la strada cambia, si convoca un'altra Conferenza dei
capi gruppo e si decide come procedere.
STRANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Presidente, mi scusi, vorrei chiedere all'ufficio di
presidenza qual è il motivo per il quale da circa tre ore non viene
data risposta a una mia richiesta. Prima c'era il Segretario
generale, dottore Tomasello. In questo momento non lo vedo
presente, è stato sostituito. Per quale motivo ci fu una richiesta
per un emendamento agganciato all'articolo 109 di una sigla del
Segretario generale che non ha chiesto a nessuno mentre, invece, a
noi fu chiesta dal dottore Tomasello. Fu chiesta e non è stato dato
seguito a questa richiesta. Sono arrivati in Aula dopo aver portato
stupidamente questo foglio con la firma del ragioniere capo e mi
hanno detto che l'articolo 109 era stato esaminato. Mi fu detto dal
dottore Tomasello che questo sarebbe stato - so che devo parlare
con la Presidenza, ma sto facendo il resoconto - è stato detto di
accantonarlo. Poiché è stato accantonato circa 2 ore e 40 minuti fa
ho visto che vi era un emendamento dell'onorevole Adamo e del
Governo che parlava di materia attinente al turismo, citava proprio
l'Assessore per il turismo. Era Presidente lei, con molta
correttezza ha detto vediamo subito, all'articolo 80. Per
l'ennesima volta il dottore Tomasello, dopo avere parlato per
telefono, non so, forse con la sua famiglia, o con qualche amico,
certo non con il Presidente Cascio che allora presiedeva, questo
articolo si è disperso nuovamente e sono passati altre due ore e
trentanove minuti. Qual è il problema? Dobbiamo aspettare
qualcheduno che impedisca quest'emendamento o lo dobbiamo votare?
Senza infingimenti
PRESIDENTE. Onorevole Strano, la prego, la prego, la prego. Le ho
già dato la parola in via del tutto eccezionale.
STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Posso
andare a casa. Non ho problemi.
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Strano, le ho dato la parola,
ovviamente con grande apertura, ci mancherebbe. Non mi smuovo di un
millimetro rispetto a quanto ha annunciato il Presidente Cascio per
quanto concerne carte in arrivo su questo banco. Quando rientra il
Presidente Cascio si sospende l'Aula e si fa il punto. Sia chiaro,
non mi muovo di un millimetro. Da qualsiasi parte mi arrivino gli
emendamenti. Per essere chiari fino in fondo.
Riprende la discussione del disegno di legge 471-471bis/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 86. Ne do lettura:
«Articolo 86
Norme in materia di contributi all'Associazione
PROSAM'
1. Al comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 19 maggio
2005, n. 5, sostituire le parole PROTEO (Programmazione
territoriale ed orientamenti allo sviluppo)' con le parole
PROSAM'».
Sull'ordine dei lavori
GALVAGNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'articolo 85
ci torneremo quando sarà in discussione. Sull'ordine dei lavori
volevo ribadire quanto lei ha testé detto. Il Presidente Cascio tre
quarti d'ora fa ha detto che non avrebbe accettato emendamenti
neanche da parte del Governo, se non di riscrittura. Qui invece sta
succedendo di tutto e di più. Non credo sia giusto e lecito
soprattutto nei confronti dei colleghi e di chi vi parla che siamo
da 15 giorni chiusi qui dentro.
Riprende la discussione del disegno di legge 471-471bis/A
PRESIDENTE. Non me ne vogliano i colleghi, compreso il Governo,
che ritengono assolutamente legittime alcune proposte emendative.
La prego, onorevole Strano, collabori con la Presidenza. Le ho
dato la risposta, se vuole gliela ripeto.
All'articolo 86, l'emendamento 86.1 è ritirato.
L'emendamento 86.10 è ritirato.
L'emendamento 86.11 è ritirato.
L'emendamento 86.12 è ritirato.
L'emendamento 86.2 è ritirato.
L'emendamento 86.13 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
LOMBARDO, Presidente della Regione. Ma è stralciato.
PRESIDENTE. Non mi risulta stralciato, se il Governo vuole non
trattarlo basta un emendamento soppressivo. Un rigo e la cosa è
fatta. Basta non ritirare l'emendamento 86.2. O bocciamo l'articolo
o votiamo un emendamento soppressivo che la cosa è più semplice.
LOMBARDO, Presidente della Regione. Preannuncio di presentare un
emendamento interamente soppressivo dell'articolo 86.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato un emendamento
soppressivo dell'articolo 86. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:
TITOLO VIII
Famiglia e politiche sociali
«Articolo 98
Piani personalizzati per i minori affetti da
disabilità
1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro, emana le direttive per la revisione dei piani di zona
dei distretti socio-sanitari per l'adozione di piani personalizzati
per i minori affetti da disabilità. I piani devono essere
concertati con le associazioni delle famiglie dei minori disabili
ed essere adottati entro e non oltre sessanta giorni. L'attuazione
dei piani deve essere garantita con le risorse economizzate che i
distretti socio-sanitari devono rimodulare e con una quota non
inferiore al 50 per cento del Fondo della non autosufficienza nella
disponibilità dell'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro».
All'articolo 98 sono stati presentati tre emendamenti soppressivi
98.1, 98.10, 98.11.
Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento del testo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 99. Ne do lettura:
«Articolo 99
Composizione del Consiglio di amministrazione
dell'Istituto dei ciechi Florio e Salamone
1. La composizione del consiglio d'amministrazione dell'Istituto
dei ciechi Opere riunite I. Florio F. e A. Salamone di Palermo,
di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 1 marzo
1995, n. 16 è così modificata:
a) 2 rappresentanti dell'Unione Italiana dei ciechi e degli
ipovedenti, designati dalla sezione provinciale di Palermo;
b) 1 rappresentante della provincia regionale di Palermo;
c) 1 rappresentante dell'assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro;
d) 1 rappresentante alla Presidenza della Regione.
2. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, nomina previa le necessarie designazioni, il nuovo
consiglio d'amministrazione; il consiglio d'amministrazione in
carica decade con effetto immediato e fino all'insediamento del
nuovo viene sostituito da un Commissario straordinario nominato
dallo stesso assessore. Il consiglio potrà insediarsi ed operare
anche in presenza di almeno tre dei suoi componenti, alla scadenza
del mandato.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal
primo rinnovo del consiglio di amministrazione successivo
all'entrata in vigore della presente legge».
Gli emendamenti 99.11, 99.12, 99.2e 99.13 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 99.1, dell'onorevole De Luca.
FALCONE. Dichiaro di apporre anche la mia firma, Presidente.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Dichiaro di apporre la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
BENINATI. Dichiaro di apporre la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Mancuso, mantiene il 99.18?
MANCUSO. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Emendamento 99.17 e 99.16 a firma dell'onorevole
Lupo, li ritira?
LUPO. No.
PRESIDENTE. C'è un sub emendamento al 99.16. Onorevole De Luca il
99.3 lo ritira?
DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 99
del disegno di legge prevede la modifica della composizione del
Consiglio d'amministrazione dell'Istituto dei Ciechi di opere
riunite Florio e Salamone di Palermo. E' una norma che
sostanzialmente ripropone all'assessore competente, ed in questo
caso all'assessore al lavoro, la possibilità di ricomporre il
consiglio d'amministrazione modificandone la composizione.
Su questa norma non vedo la ragione per la quale si debba
procedere alla nomina di un nuovo consiglio d'amministrazione
quando si può attendere la scadenza naturale. Inoltre, c'è un
punto, esattamente la lettera a) di questo articolo, che prevede
che nel nuovo consiglio d'amministrazione andrebbero a sedere
rappresentanti dell'Unione Italiana ciechi di Palermo, quando
invece già in questo organismo fanno parte rappresentanti
dell'Unione italiani ciechi nominati dal Consiglio regione
dell'Unione italiana ciechi. Cioè si vuole sostanzialmente dividere
l'unione italiana ciechi perché in questo modo verrebbe a crearsi
una frattura all'interno del Consiglio regionale dell'Unione
italiana ciechi fatta per legge. E' un'aberrazione Ed è una
aberrazione per due motivi: uno, perché non c'è bisogno di
procedere oggi alla cancellazione dell'attuale consiglio
d'amministrazione per farne uno nuovo e mettere probabilmente amici
propri. Ma soprattutto con la nuova composizione si interviene in
quello che è un equilibrio che l'Unione italiana ciechi,
un'associazione seria, un'associazione che ha una dedizione,
un'associazione che serve propri iscritti, che dà un servizio vero,
che dà un servizio reale a tutti quanti i soci di tutta la Regione
siciliana, debba subire questa intromissione nella propria
organizzazione. Ha funzionato per tanto tempo, non si capisce
perché oggi dovrebbe cambiare.
Presidenza del Vicepresidente Formica
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Grazie Presidente, solo per sostenere l'emendamento
soppressivo dell'articolo e per dichiarare che vi appongo la mia
firma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 99.1
dell'onorevole De Luca e altri. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:
«Articolo 100
Disposizioni in materia di assistenza al ricovero di
grandi invalidi di guerra
1. Nell'ambito dell'umanizzazione e del miglioramento della
qualità dell'assistenza, in caso di ricovero ospedaliero di grandi
invalidi di guerra, non vedenti o pluriamputati, deve essere sempre
concessa, su richiesta della famiglia, la permanenza continuativa
al letto del paziente dell'accompagnatore.
2. Tale permanenza deve essere favorita con iniziative specifiche
da parte delle aziende sanitarie che prevedano la fornitura dei
pasti in reparto o presso la mensa del presidio e la fornitura di
letto o branda per la notte. Qualora la struttura ne avesse la
disponibilità, il ricovero di detti grandi invalidi dovrà essere
effettuato in camera a due letti».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 100. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 101. Ne do lettura:
«Articolo 101
Sostegno alle relazioni familiari
1. All'articolo 8, comma 1, della legge regionale 31 luglio 2003,
n. 10, dopo le parole istituzioni scolastiche è aggiunta la
parola oratori
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per gli
esercizi finanziari 2010-2012, la spesa di 500 migliaia di euro
annui.»
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 101. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:
«Articolo 102
Centri di accoglienza per donne vittime di maltrattamenti
1. All'articolo 9, comma 1, della legge regionale 31 luglio 2003,
n. 10, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole figli minori' è aggiunto il periodo o
diversamente abili, a prescindere dall'età'.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per il
triennio 2010-2012, la spesa di 500 migliaia di euro annui».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 102. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 103. Ne do lettura:
«Articolo 103
Contributi alle associazioni USEF e CSNA
1. Alle organizzazioni USEF e CSNA è riconosciuta per la copertura
delle spese di funzionamento gestione la somma di 150 migliaia
euro».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 103.12 è decaduto per assenza del firmatario.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, se non ricordo male ieri mattina nella Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, alla quale si è fatto più volte
riferimento, mi pare si era convenuto che quest'articolo non
sarebbe stato trattato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti A558 e A559 sono improponibili.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, chiedo ai capigruppo di onorare gli accordi assunti in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Inoltre, ritengo
sia un bene che si possa continuare con un clima di serenità, e che
non ci siano frizioni che già purtroppo quest'Aula, in questa
sessione, ha dovuto subire.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, l'Aula sta andando avanti in un
clima di serenità, tant'è che abbiamo approvato cinque articoli in
pochi minuti. Non capisco perché si voglia sottrarre all'Aula la
possibilità di votare e di esprimersi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Cimino,
presidente Lombardo, siamo in imbarazzo perché l'articolo 103, se è
stralciato o meno, la Presidenza dovrebbe saperlo. E se è così il
mio Capogruppo lo confermerà. Non è colpa dei parlamentari. La
Presidenza, forse, non l'aveva annotato.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero quello che
poc'anzi alcuni colleghi ricordavano e che l'Assessore ha
sottolineato, ma lei non può né saperlo, né ricordarlo perché
quando abbiamo interrotto i lavori d'Aula e, con tutti i Presidenti
dei Gruppi parlamentari, ci siamo incontrati in sua assenza -
perché lei, signor Presidente, è arrivato in ritardo - abbiamo
specificato che, per quanto riguarda la tabella H , della quale
parleremo speriamo a breve, precludevamo ogni aggiunta ex novo.
Questo articolo, ovviamente, se approvato introdurrebbe e
aggiungerebbe la tabella H . Proprio per questo motivo noi
specificammo che l'articolo era precluso e cassato.
Poi, è intervenuto lei e abbiamo parlato di altre cose, quindi non
può ricordarlo, ma abbiamo convenuto su questo e abbiamo convenuto
che andava stralciato l'articolo 83.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, se c'è un accordo tra
tutti i presidenti dei Gruppi parlamentari di cui la Presidenza non
era a conoscenza e, quindi, se tutta l'Aula è d'accordo in questo
senso, io lo stralcio.
Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:
«Articolo 104
Farmacie rurali
1. All'articolo 27, comma 1, della legge regionale 5 gennaio 1999,
n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il seguente
comma: A decorrere dall'esercizio finanziario 2010 la spesa per le
finalità di cui al presente articolo è determinata ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10.'».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 104.11 è improponibile in quanto materia estranea.
Pongo in votazione l'articolo 104. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 105. Ne do lettura:
«Articolo 105
Semplificazione degli adempimenti di competenza
delle Aziende sanitarie provinciali
1. Per le opere soggette a permesso di costruire il parere
relativo alla conformità del progetto alle norme igienico-
sanitarie di competenza delle Aziende sanitarie provinciali è
sostituito da un'autocertificazione di un progettista abilitato
circa la conformità del progetto alle norme igienico-sanitarie nel
caso in cui il progetto riguardi interventi di edilizia
residenziale ovvero la verifica in ordine a tale conformità non
comporti valutazioni tecnico-discrezionali.
2. Per le opere da realizzarsi mediante denuncia di inizio
attività il parere relativo alla conformità del progetto alle norme
igienico-sanitarie di competenza delle Aziende sanitarie
provinciali è sostituito da una dettagliata relazione a firma di un
progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che
asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti
urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati ed ai
regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di
sicurezza e di quelle igienico-sanitarie».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 105.14 è improponibile.
Pongo in votazione l'articolo 105. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 106. Ne do lettura:
«Articolo 106
Abbattimento ticket sanitario
1. Il valore dell'indicatore della situazione economica
equivalente (ISEE) di cui all'articolo 29 della legge regionale 31
maggio 2004, n. 9, relativo alla soglia per la partecipazione al
costo delle prestazioni diagnostiche specialistiche, è
rideterminato in euro 25.000.
2. Ai fini dell'applicazione di quanto disposto al comma 1 si
provvede con decreto dell'Assessore regionale per la salute da
emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, nel quale sono altresì disciplinate le modalità di richiesta
delle prestazioni stesse, con particolare riferimento alla
specificazione del quesito diagnostico e della urgenza del referto
richiesto, nonché ogni altra disposizione relativa all'esecuzione e
remunerazione della prestazione stessa.
3. L'Assessore regionale per la salute provvede, tramite accordi
di collaborazione con gli organi di polizia tributaria preposti
agli accertamenti fiscali e finanziari, alla costante ed omogenea
verifica di veridicità delle dichiarazioni relative all'indicatore
di cui al comma 1.
4. Alla copertura degli oneri finanziari derivanti
dall'applicazione del presente articolo si farà fronte con le
economie conseguite dall'attuazione del Piano di rientro della
spesa sanitaria sottoscritto il 31 luglio 2007 e del relativo
accordo con delibera di Giunta regionale del 31.8.2007.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 106.10,
di riscrittura dell'intero articolo. Ne do lettura:
«L'articolo 106 è sostituito dal seguente:
Articolo 106
Abbattimento ticket sanitario
1. All'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
come sostituito dall'articolo 29 della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9, sono aggiunti i seguenti commi:
2 bis. Compatibilmente con le previsioni di ripartizione delle
risorse del fondo sanitario, l'assessore regionale per la salute è
autorizzato a rideterminare con proprio decreto il valore
dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)
relativamente alla soglia per la partecipazione al costo delle
prestazioni specialistiche ambulatoriali entro la soglia massima di
euro 20.000.
2 ter. Le prescrizioni delle prestazioni di cui al precedente
comma, redatte su ricettario del servizio sanitario regionale,
devono riportare la formulazione del quesito diagnostico, la
specifica indicazione relativa al livello di priorità clinica
nonché indicare se trattasi di prescrizione suggerita dallo
specialista. Tali condizioni costituiscono presupposto per
l'ammissibilità al relativo rimborso. Le strutture sanitarie
erogatrici pubbliche e private non possono accettare prescrizioni
specialistiche prive delle informazioni di cui al presente comma.
2 quater. In caso di esecuzione delle prestazioni in violazione di
quanto previsto al precedente comma, gli oneri relativi a tali
prestazioni sono posti solidalmente a carico del medico
prescrittore e del responsabile dell'erogazione stessa. Le aziende
sanitarie provinciali, nell'ambito delle attività di controllo
devono prevedere azioni specifiche di monitoraggio e verifica
sull'appropriatezza delle prestazioni specialistiche, nonché
valutazioni sull'andamento quali-quantitativo delle attività nel
corso dell'anno, sulla base di linee guida e criteri fissati
dall'assessore regionale per la salute con proprio provvedimento.
2 quinquies. L'assessorato regionale della salute procede ad
avviare annualmente campagne di controllo sulla veridicità e
corretta applicazione degli indicatori ISEE dichiarati, anche
attraverso accordi con le amministrazioni dello Stato competenti ai
controlli in materia fiscale e finanziaria.
2 sexies. E' abrogato il comma 14 dell'articolo 9 della legge
regionale 2 maggio 2007, n. 12 .
2. Il decreto di cui al comma 1 è emanato entro 180 giorni dalla
entrata in vigore della presente legge».
RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con questa norma intendiamo alzare la soglia delle
esenzioni per consentire a tante famiglie siciliane di non versare
la quota di partecipazione per le prestazioni specialistiche
ambulatoriali.
Abbiamo strutturato questa norma limitatamente alle prestazioni
specialistiche ambulatoriali, riscrivendo l'originaria normativa
che avevamo presentato e affidando ad un decreto dell'assessorato
la determinazione del valore, compatibilmente con la quota di
ripartizione del fondo sanitario, ma ponendo il tetto massimo di
ventimila euro, secondo la cosiddetta situazione economica
equivalente (ISEE).
Con questa norma veniamo incontro alle aspettative di tanti utenti
che - noi riteniamo di far partire questa normativa alla fine
dell'anno o ai primi dell'anno prossimo - erano appunto costretti
alla corresponsione di una somma di denaro quale quota di
contributo per essere ammessi alla prestazione.
Vorrei però soffermarmi su i commi 2 ter e 2 quater, che fissano
un principio innovativo per la Sicilia, ma non in assoluto. E cioè
che le prestazioni diagnostiche devono esser accompagnate, quando
prescritte, dal cosiddetto quesito diagnostico: i professionisti
devono cioè esplicitare il quesito diagnostico. Le informazioni
contenute in questa prescrizione, unitamente alle indicazioni di
priorità della prestazione, costituiscono condizione fondamentale
per ottenere il rimborso della prestazione da parte della
struttura. Anzi, in assenza del rispetto di queste prescrizioni, vi
è una responsabilità solidale da parte del professionista e da
parte della struttura che ha erogato in assenza delle informazioni
richieste.
Viene poi altresì onerato l'assessorato di disporre, in accordo
con le strutture dello Stato, a livello finanziario o di polizia
tributaria, gli accertamenti per la verifica della sussistenza
delle esenzioni. Questo è un problema molto sentito che attiene ad
una lacuna che, attraverso questa normativa, intendiamo colmare.
Questa norma, ovviamente, trova copertura finanziaria nella buona
amministrazione di quest'anno e mezzo, perché contiamo di farvi
fronte attraverso le risorse del fondo sanitario.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, va detto che
questa norma ci trova ampiamente consenzienti. Il Governo recepisce
una precisa richiesta del Gruppo parlamentare del Partito
democratico che, sostanzialmente, con questo emendamento, con
questo articolo, chiede che si cominci a restituire, a dare il
segnale alla popolazione di quello che è stato lo sforzo, il
sacrificio fatto attraverso il piano di rientro, che deve produrre
effetti ancora più tangibili.
Noi sappiamo bene che ad un anno dalla riforma sanitaria, siamo
ancora in progress. Molte cose debbono ancora essere fatte. Devono
essere toccate con mano, fatte soprattutto dalla parte del
cittadino che spesso non comprende quali sono le modificazioni
strutturali, le modificazioni di impostazione che pure si stanno
compiendo e che, però, non hanno prodotto e non producono
immediatamente risultati che il cittadino percepisce.
Potere dire che, attraverso una migliore ripartizione delle somme
- che quindi sono soggette al contenimento della spesa ed oggetto
di riqualificazione del sistema sanitario -, apportiamo un
concreto, tangibile risultato per la popolazione, al punto tale
che, attraverso questa norma che noi abbiamo chiesto, si possa
rendere esente da ticket la prestazione specialistica al di sotto
dei 20 euro di indicatore di situazione economica equivalente, e
cioè per una aliquota oscillante tra il 70 e il 75 per cento della
popolazione regionale, credo che sia un segnale di buona
amministrazione e di politica orientata alla tutela delle fasce più
deboli che, in questo momento, non abusano di questo tipo di
prestazioni e, quindi, sono costrette a ricorrervi per gli esami
diagnostici, specialistici e al pagamento di un ticket che si
presenta come una misura odiosa e molto spesso, in questo momento
particolare di crisi economica, davvero insopportabile per una
larga fascia della popolazione.
Crediamo che sia un segnale concreto della corrispondenza
simmetrica fra le misure del contenimento della spesa da un lato, e
la possibilità di riallocazione delle risorse di risparmio
all'interno della spesa del sistema sanitario regionale.
Ecco perché crediamo che sia anche corretta la formulazione
complessiva dell'impianto che rimanda ad un decreto dell'assessore,
da emanarsi nel termine fissato dalla legge stessa, la possibilità
di modulare e determinare esattamente la misura in funzione del
progressivo andamento della spesa e del risparmio.
C'è un preciso intento che consente di valutare quale può essere
la misura ottimale nell'ambito degli obiettivi che ci siamo posti.
Le altre cose che l'Assessore ha indicato forse in questo caso
appesantiscono la norma e richiamano criteri ai quali poi si farà
più specifico riferimento nel decreto, come quelli della
formulazione del quesito diagnostico o dell'indicazione del livello
di priorità clinica. Si tratterebbe di norme, credo, che se
statuiamo qui in quest'occasione, potranno essere estese come
modalità applicativa a tutte le altre prestazioni che l'assessorato
eroga, e nei confronti delle quali si ricorre a forme di
compartecipazione da parte del cittadino.
Avere istituito, in questo caso a proposito delle prestazioni
specialistiche ambulatoriali, il riferimento dell'obbligo del
quesito diagnostico e della priorità clinica e la condizione
dell'esistenza di queste informazioni per la remunerazione, credo
che siano e debbano essere - faccio anche auspici all'Assessore -
criteri ai quali attenersi nel decreto che disciplinerà
l'abbattimento del ticket in oggetto, ma in generale per tutte le
prestazioni soggette a compartecipazione da parte dell'utenza della
Regione.
Complessivamente, quindi, un obiettivo di grande importanza, che
credo tutta l'Assemblea porta a casa, che abbiamo fortemente voluto
e di cui siamo certamente soddisfatti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto
attentamente questo emendamento e ho riflettuto al riguardo perché
lei sa, assessore, che in Commissione abbiamo molto dibattuto su
questo argomento dell'ISEE.
Secondo me l'ISEE va presa come deterrente per frenare l'accesso
eccessivo alle prestazioni specialistiche. E, allora, portando a
ventimila euro la quota dell'ISEE, questo permette alla gente di
avere libero accesso alle prestazioni specialistiche. Dobbiamo
anche considerare la situazione disastrosa in cui si viene a
trovare la gente, per esempio negli ospedali dove vengono
effettuate queste prestazioni, che ci sono liste d'attesa di sei
mesi. Facendo in questo modo, le liste d'attesa si allungheranno e
questo è il primo motivo.
Se è scritto le prescrizioni delle prestazioni di cui al
precedente comma, redatte sul ricettario del servizio sanitario
regionale, devono riportare la formulazione del quesito
diagnostico , già adesso come medico di base, come medico di
famiglia, ho l'obbligo di porre la diagnosi. Se prescrivo una
risonanza magnetica, se prescrivo qualsiasi tipo di analisi ho
l'obbligo di specificare la diagnosi, perché altrimenti la ricetta
mi viene rimandata indietro.
Inoltre, al punto 2 ter c'è la specifica indicazione relativa al
livello di priorità clinica. Anche in questo caso, signor
Assessore, già queste cose esistono. Se un paziente affetto da una
malattia neoplastica, da un tumore va in ospedale, ha la priorità
rispetto agli altri pazienti. E, poi, quando al 2 quater viene
scritto in caso di esecuzione delle prestazioni in violazione di
quanto previsto al precedente comma, gli oneri relativi a tale
prestazione sono posti solidalmente a carico del medico
prescrittore e del responsabile dell'erogazione stessa , le aziende
sanitarie hanno un ufficio di vigilanza che vigila sull'operato dei
medici e, a volte, quando ci sono delle prestazioni inappropriate,
come viene detto qua, i medici vengono sistematicamente richiamati.
Sono, invece, d'accordo sullo sforzo che dovremmo fare per andare a
rivedere tutti questi ISEE. Se vogliamo ridurre effettivamente la
spesa dobbiamo incidere su questo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul principio
della norma non entro nel merito perché ritengo che sia più che
giusto formalizzare questo tipo di emendamento. Però mi pongo un
problema. Non ho nulla in contrario se questa è una deroga che noi
facciamo, mi trova d'accordo se tutta l'Aula è d'accordo che è una
deroga.
Mi sono sforzato, infatti, di trovare un rigo, un comma di
quell'articolo 106 con questo emendamento di riscrittura.
Vero è che è una sostituzione del tutto, ma è anche vero che si
era detto che con alcuni principi si doveva evitare di fare questo.
Anche perché io non capisco - l'ho già detto e lo ripeto - cosa ha
fatto la Commissione in questi giorni. Come mai, presidente Savona?
Quando avete approvato l'articolo 106 era totalmente un'altra cosa
di quello che viene riscritto adesso.
Come principio no, ma non c'è un rigo che comincia come quello del
testo di prima.
Io avrei capito la sostituzione di un comma, fermo restando che se
applichiamo questa deroga, sono ben contento di farla, ma non
continuiamo così perché non staremo fino alle otto, le nove; con
questo criterio finiremo almeno alle undici. E questo non mi sembra
rispettoso nei confronti di tutti noi che siamo qui da ore. Se
dobbiamo continuare a discutere di cose che ognuno di noi apprende
per la prima volta in questo momento, sono veramente a disagio. E
lo dico fermo restando che se deroga si dovrà fare che sia l'unica.
Non ne facciamo più. Presidente Lombardo, non presentiamo ancora
cose che cambiamo realmente tutto. E' una sostituzione, d'accordo,
ma si poteva fare pure prima
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, voglio ribadirle che è conducente
quanto ha stabilito la Presidenza in quanto si tratta di una
riscrittura.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la
proposta del Governo, anche se c'è stata una riduzione rispetto a
quello che era venuto fuori dalla Commissione, perché
sull'argomento avevo presentato due emendamenti che ritengo
evidentemente assorbiti da quello di riscrittura del Governo.
Io sono certo che con il decreto attuativo che il Governo farà
entro cento giorni, sicuramente tutte le difficoltà che sono emerse
e che hanno esposto con la consueta perizia i colleghi verranno
superate dal Governo; però una cosa certa: questo è un atto di
giustizia per andare incontro alle fasce sociali più deboli e più
bisognose della nostra regione.
Credo che sarà una dei motivi per cui possiamo dire che questa
finanziaria, al di là di tutte le cose che non condividiamo, merita
sicuramente attenzione.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo che
stamattina non dovessimo trasformare quest'Aula nella Commissione
sanità. Pensavo che l'atto che ha portato in essere oggi
l'assessore alla sanità fosse la testimonianza di un impegno che
ormai dura da un anno e sia l'esempio più alto di quello che siamo
riusciti a fare ed è riuscito a fare questo Governo in quest'anno
di lavoro. Un atto tangibile. E mi fa specie che qualche collega
sia venuto a raccontarci che, in buona sostanza, aumenteremmo la
pletora delle persone che si recano ad invadere gli ambulatori.
Questo mi sembra veramente, non dico sbagliato, ma sicuramente
assolutamente inopportuno.
I medici quando prescrivono, lo fanno perché quella prescrizione
va fatta; pertanto, non stiamo facendo altro che abbassare la
soglia di coloro i quali, cittadini poveri o comunque sicuramente
in una situazione economicamente non agiata, potranno fruire dei
benefici della salute pubblica uscendo meno denaro.
Cose tangibili, concrete e visibili. Ecco perché mi corre
l'obbligo, come Movimento per l'autonomia e per il lavoro che
abbiamo fatto in commissione, di dire bravo all'Assessore.
Assessore, questo è l'esempio concreto che il lavoro che stai
facendo e che sta facendo questo Governo è un lavoro serio.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
mi sarei aspettato più coraggio perché per debellare ed aiutare la
sanità in Sicilia servono più controlli che queste dichiarazioni
ISEE. Il 2 quinquies non basta, la campagna di controllo sulla
veridicità e corretta applicazione. Serve un controllo puntuale,
mensile in accordo con la guardia di finanza e l'Agenzia delle
entrate. Non bastano neanche i protocolli d'intesa. Serve
un'aliquota del corpo della Guardia di finanza che si occupi
direttamente di quello che si fa nel campo dell'Ispettorato del
lavoro. La Regione deve fare anche uno sforzo economico per avviare
definitivamente un malcostume che certamente sarà anche con questa
norma da molti utilizzato.
Prendiamo questo emendamento come un inizio. Speriamo che la
prossima opportunità di norme sul servizio sanitario porti
veramente a una svolta su quella che è l'attività di controllo in
concorso con aliquote della Guardia di finanza presso tutti i
laboratori, presso tutti gli studi, presso gli ospedali affinché si
ponga veramente fine al malcostume in questa materia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso. Pongo in votazione
l'emendamento 106.10.1 di riscrittura dell'articolo, presentato dal
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:
«Articolo 107
Rifugi sanitari e prevenzione del randagismo
1. Per il finanziamento degli interventi diretti alla prevenzione
del randagismo e di quelli previsti dalla legge regionale 3 luglio
2000, n. 15 è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2010 e 2011,
la spesa annua di 5.000 migliaia di euro. Al relativo onere si
provvede a valere sulle risorse del Fondo per le aree
sottoutilizzate (FAS) 2007-2013 assegnate alla regione siciliana.
2. I fondi assegnati alla Regione e gli interventi previsti dalla
legge 14 agosto 1991, n. 281 non utilizzati alla data di entrata in
vigore della presente legge, possono essere destinati, nel rispetto
dei vincoli posti dall'articolo 3, comma 6, della medesima legge
281/1991, al finanziamento degli interventi previsti dalla legge
regionale 3 luglio 2000, n. 15».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Il 107.10 è decaduto.
Si passa all'emendamento 107.15.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'emendamento a mia
firma consente di stabilire una riserva del 10 per cento in favore
dei Comuni che mettono a disposizione terreni confiscati alla mafia
per creare strutture per debellare il fenomeno del randagismo.
Quindi, non comporta impegno di spesa, serve ad utilizzare i beni
confiscati alla mafia.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo come emendato. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 108. Ne do lettura:
«Articolo 108
Indennità rimborso spese per distruzione carcasse
animali
1. Per consentire gli interventi di eliminazione delle carcasse
degli animali è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2010, la
spesa di 200 migliaia di euro».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 108. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 115. Ne do lettura:
«Articolo 115
Rendicontazione degli enti di gestione delle riserve
naturali
1. Agli enti ed alle associazioni cui è affidata la gestione delle
riserve naturali ai sensi delle vigenti disposizioni in materia in
riferimento agli atti connessi all'attività di gestione delle
riserve stesse ed alla rendicontazione delle relative spese si
applicano le normative che riguardano gli enti parco regionali».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Sono presentati due emendamenti di riscrittura, uno a firma
dell'onorevole Panepinto, l'altro a firma dell'onorevole Cracolici.
PANEPINTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 115.14 a firma dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 117. Ne do lettura:
«Articolo 117
Cessione dell'area attrezzata di Punta Cugno all'ASI
di Siracusa
1. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 20 del 21
agosto 2007, sostituire le seguenti parole: Autorità portuale di
Augusta (Siracusa) con ASI di Siracusa'.»
Presidenza del Presidente CASCIO
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 117.12. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 117 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 118. Ne do lettura:
«Articolo 118
Serre fotovoltaiche
1. Per la costruzione e l'esercizio di serre fotovoltaiche da
ubicare in terreni agricoli non sottoposti a nessun vincolo non è
necessaria nessuna concessione e/o autorizzazione.
PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti soppressivi presentati
all'articolo 118 si intendono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi. E'definita nel Regolamento, quindi questa norma non è
necessaria.
PRESIDENTE. Quindi possiamo stralciarla?
CIMINO, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. La norma è stralciata. Ovviamente decadono tutti gli
emendanti collegati all'articolo 118. Si passa all'articolo 119. Ne
do lettura:
«Articolo 119
Microcredito
1. Allo scopo di favorire l'incremento dei processi produttivi
mediante l'accelerazione e la facilitazione di accesso al credito,
in conformità all'obiettivo operativo 5.1.3 del PO Fesr 2007-2013,
al Regolamento (CE) 1080/2006 e al Regolamento (CE) 1083/2006,
l'Assessorato regionale dell'economia, Dipartimento delle finanze e
del credito, è autorizzato, nell'ambito e con le modalità attuative
di partecipazione della Regione al Fondo Jeremie', di cui
all'Accordo tra il Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) e la
Regione siciliana, approvato con D.P. Reg. 382/SVI drp del 1
dicembre 2009 e modifiche ed integrazioni, ad estendere
l'applicabilità degli strumenti di ingegneria finanziaria
innovativi ivi previsti, tra i quali gli interventi in conto
garanzia per il credito e il microcredito, alle micro, piccole e
medie imprese, così come definite dalla Raccomandazione 2003/361
della Commissione Europea del 6 maggio 2003, aventi sede operativa
nel territorio della Regione.
2. L'articolo 25 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, è
sostituito dal seguente:
Art. 25 - 1. All'articolo 5 della legge regionale 31 maggio 2004,
n. 9, come integrato e modificato dall'articolo 55, commi 20, 21 e
22 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo la parola utilizzate' sono inserite le
seguenti con vincolo di specifica destinazione' ed è aggiunto,
alla fine, il seguente periodo o per l'attivazione di iniziative
di microcredito a favore delle famiglie';
b) alla fine del comma 2 è aggiunto il seguente periodo salvo che
per le iniziative di microcredito da realizzarsi secondo modalità
stabilite con decreto dell'Assessore regionale per l'economia'.
2. La Regione promuove iniziative di microcredito al fine di dare
sostegno economico-sociale alle famiglie, così come individuate
dall'articolo 1 della legge regionale 31 luglio 2003, n. 10,
residenti nel territorio siciliano, e contrastare così il fenomeno
criminale dell'usura.
3. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato alla
istituzione di un Fondo etico della Regione siciliana (FERS),
avente natura di fondo di garanzia, da affidare in gestione ad una
banca o ad un intermediario finanziario iscritto nell'elenco
speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1
settembre 1993, n. 385, scelto tramite procedura selettiva
pubblica. Tale fondo può, altresì, essere alimentato da contributi
volontari degli aderenti o di terzi, da donazioni, lasciti,
erogazioni conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli
enti territoriali o locali, da altri enti pubblici o privati.
4. All'attuazione delle iniziative sovrintende un Comitato
regionale per il microcredito, istituito presso l'Assessorato
regionale dell'economia, Dipartimento regionale delle finanze e del
credito, alla cui nomina provvede con proprio decreto, l'Assessore
regionale per l'economia, previo parere della Commissione
legislativa bilancio dell'Assemblea regionale, stabilendone
funzioni e compiti specifici. Del Comitato fanno parte l'Assessore
regionale per l'economia o un suo delegato, con funzione di
presidente, sei rappresentanti delle istituzioni e dei soggetti
sociali coinvolti nell'attuazione dell'iniziativa, un esperto di
microcredito e il segretario, individuato tra il personale del
Dipartimento regionale delle finanze e del credito. Il
funzionamento del Comitato non comporta alcun onere a carico del
bilancio della Regione. I componenti del Comitato non ricevono
alcun compenso per le loro attività.
5. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a stipulare
convenzioni con banche e intermediari finanziari iscritti
nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385 operanti in Sicilia e con
istituzioni e organismi no profit, al fine di attivare le
iniziative di microcredito di cui al comma 1, il cui schema tipo è
sottoposto al parere della Commissione legislativa bilancio
dell'Assemblea regionale.
6. I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di 6.000
euro per ogni operazione di microcredito, restando demandato alle
convenzioni di cui al comma 5 di stabilire:
a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;
b) le modalità di accesso al microcredito e le azioni di
tutoraggio ed accompagnamento;
c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito
avendo riguardo anche al loro reddito;
d) i tassi di interesse massimi applicabili;
e) l'importo massimo dei prestiti;
f) i criteri di precedenza per l'accesso al credito.
7. Fermo restando quanto previsto ai commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, con
decreto dell'Assessore regionale per l'economia, da adottarsi
sentita la Commissione legislativa bilancio dell'Assemblea
regionale, sono stabilite le modalità di gestione operativa del
Fondo di cui al comma 3 e le disposizioni per l'attuazione del
presente articolo.
8. Per la costituzione del Fondo di cui al comma 3 è autorizzata
la spesa di 5.000 migliaia di euro, cui si provvede con parte delle
entrate previste dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale
31 maggio 2004, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, da
reiscrivere, ai sensi del comma 2 dell'articolo 8 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47, nel bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2010'».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 119.11 decade per assenza del firmatario.
Pongo ai voti l'articolo 119. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 120. Ne do lettura:
«Articolo 120
Misure per favorire i processi di patrimonializzazione
dei confidi
1. Al fine di favorire i processi di patrimonializzazione dei
confidi riconosciuti ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale
21 settembre 2005, n. 11, l'Assessorato regionale dell'economia è
autorizzato a concedere prestiti subordinati volti a rafforzare
temporaneamente il patrimonio dei confidi in presenza di percorsi
di razionalizzazione, riorganizzazione ed efficienza della propria
attività inclusa l'iscrizione, ove esistente, nell'elenco degli
intermediari finanziari di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo n. 385/1993, a condizione che gli stessi, alla data del
30 giugno 2010, risultino iscritti nell'elenco degli intermediari
finanziari di cui all'articolo 107 del decreto legislativo n.
385/1993 ovvero nell'elenco di cui all'articolo 106 del decreto
legislativo n. 385/1993 e abbiano presentato o si impegnino a
presentare alla Banca d'Italia, entro il 30 settembre 2010, domanda
per l'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo n. 385/1993, purché, alla data di presentazione della
domanda di accesso all'intervento finanziario, risultino in
possesso dei necessari requisiti patrimoniali per l'iscrizione a
tale elenco, anche tenendo conto dell'eventuale concessione
dell'intervento finanziario richiesto.
2. L'intervento finanziario è costituito dalla concessione di un
finanziamento sottoposto ad una clausola di subordinazione, in
forza della quale, in caso di liquidazione o di sottoposizione a
procedure concorsuali dei soggetti prenditori del finanziamento, le
somme erogate sono rimborsate solo dopo che sono stati soddisfatti
tutti gli altri creditori non egualmente subordinati, nel rispetto
delle previsioni recate nelle istruzioni di vigilanza per gli
intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui alla
circolare della Banca d'Italia n. 216 del 5 agosto 1996 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Sulle consistenze al 31 dicembre di ogni anno sono rilevati gli
interessi ad un tasso annuale lordo posticipato, calcolato su base
annua 365/365 (giorni effettivi su giorni effettivi) pari a 2/3
(due terzi) del rendimento dei BOT rilevato alla prima asta di
emissione dell'anno solare di pagamento.
4. Gli interessi come sopra determinati sono capitalizzati ed
accreditati alle somme rivenienti dal finanziamento alla data di
cui al comma 3.
5. Gli aiuti di cui al presente titolo possono essere concessi
entro i massimali di intensità previsti per la Sicilia dalla Carta
degli aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013'. Il valore
dell'aiuto, da attualizzarsi al fine di ottenere l'equivalente
sovvenzione, è calcolato quale differenza tra il tasso applicato al
finanziamento pari a 2/3 (due terzi) del rendimento dei BOT annuali
e il tasso calcolato in conformità alla Comunicazione della
Commissione CE 2008/C 14/02 (pubblicata nella g.u.u.e. n. C 14 del
19 gennaio 2008) tenendo conto della specifica categoria del rating
dei Confidi stimato in conformità a quanto previsto dalla
comunicazione della Commissione CE 2008/C 155/02.
6. Le consistenze al 31 dicembre di ogni anno sono determinate
sulla base del valore nominale del finanziamento sottoscritto
ridotto per effetto della copertura delle perdite di esercizio ed
incrementate dagli accantonamenti di esercizio nonché dagli
interessi maturati nel corso dell'esercizio stesso, per effetto
della capitalizzazione di cui al comma 3.
7. In caso di mancata accettazione, da parte della Banca d'Italia,
dell'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo n. 385/1993, i soggetti prenditori del finanziamento
sono tenuti a restituire l'intervento finanziario erogato,
comprensivo degli interessi contrattuali, entro tre mesi
dall'evento, che deve essere tempestivamente comunicato alla
Regione.
8. Il rimborso, nel caso di confidi di cui all'articolo 107 del
decreto legislativo n. 385/1993, è subordinato al consenso della
Banca d'Italia.
9. Il rimborso del prestito avviene in unica soluzione al termine
del periodo di finanziamento che è determinato in sede di avviso
pubblico coerentemente con le scadenze del PO FESR 2007-2013.
10. Gli oneri finanziari di cui ai precedenti commi gravano sul PO
FESR 2007-2013 e sono determinati con successivo decreto
dell'Assessore regionale per l'economia previa intesa con
l'Autorità di Gestione.
11. L'applicazione degli aiuti di cui al presente articolo,
soggetti all'obbligo di preventiva notifica comunitaria, è
subordinata all'esito positivo della valutazione di compatibilità
da parte della Commissione europea, ai sensi degli articoli 87 e 88
del trattato (CE).
12. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria di cui all'articolo 88
del Trattato della Comunità europea, non sono destinate, per il
periodo 2007/2013, alle agevolazioni di cui al presente articolo,
somme superiori a 50 milioni di euro».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Leontini mantiene l'emendamento A 641?
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
130.20 a firma Leontini.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Presidente, mi scusi io non ho creato assolutamente
problemi durante l'approvazione di questa finanziaria, ma non
condivido assolutamente la proposta del Governo di stralciare
l'articolo 118. In Commissione bilancio .
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo non c'è dibattito, l'ho già
stralciato. L'articolo 118 non esiste più.
VINCIULLO. In Commissione il Governo ha dato parere favorevole,
l'ha approvata. Non so come fa il Governo da una stanza all'altra a
cambiare parere. E quindi invito il Governo, l'Assessore Cimino a
ripensare un attimo perché non si può cambiare opinione dall'oggi
al domani. E ricordo che ci sono migliaia di agricoltori che
aspettano questo provvedimento perché questo provvedimento darà la
possibilità all'agricoltura siciliana di non pagare più l'energia
elettrica e quindi darà la possibilità agli agricoltori siciliani
di avere un reddito certo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 120.30, a firma
dell'onorevole Leontini.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Incardona?
INCARDONA. Chiedo di parlare sul 118.
LOMBARDO, presidente della Regione. Non si doveva stralciare il
118.
PRESIDENTE. Presidente, ha ragione. Ma l'Assessore me lo ha
chiesto. Non l'ho inventato io. Ce n'è uno sostitutivo, ma non mi
aveva avvertito che ce n'era uno sostitutivo.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Presidente, no. Con questo
emendamento sostitutivo si riprende il tema del piano energetico
che è atto bocciato, come lei sa, dal TAR Palermo e poi riammesso
in vita dal CGA purché si intervenga possibilmente con una legge
che consenta di rifare, secondo le indicazioni che sono contenute
nelle due sentenze, un nuovo piano energetico per il quale ci
riserviamo un termine di 180 giorni. Il piano dovrà essere redatto
in tempi molto più brevi. Il Governo naturalmente si impegna a
facilitare al massimo - semplificando, dal punto di vista
burocratico, la pratica e annullando, se è necessario, ogni tipo di
tributo - il fotovoltaico su serra come contenuto in questo 118 che
appunto è stato stralciato. Quindi, io invito l'Assemblea a
prenderne atto e a votarlo.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'articolo 118 è stato stralciato su richiesta del
Governo. Il Presidente della Regione ha formulato un emendamento
assolutamente urgente ed indifferibile nei tempi. Pertanto, verrà
trattato dopo il 120 come articolo aggiuntivo.
INCARDONA. Signor Presidente della Regione, lei ha fatto un
intervento che è importante perché testimonia ancora una volta la
sensibilità nei confronti degli agricoltori. Il tema, come lei sa,
è che se non si interviene entro il 2010 probabilmente il
contributo che verrebbero ad ottenere gli agricoltori diminuirebbe.
In un'economia in crisi qual è quella dell'agricoltura, una
sericoltura che sta perdendo ogni battaglia e ogni possibilità di
concorrenza nei confronti delle produzioni che risiedono fuori
dall'Italia e dall'Europa in particolare, la possibilità per gli
agricoltori di impiantare il fotovoltaico sulle serre rappresenta
anche uno strumento per fare reddito e quindi per abbattere i
costi. L'articolo 118 non poneva nessuna spesa, avevo poi aggiunto,
ma quello poi forse se non c'era la copertura finanziaria l'avrei
potuto anche ritirare, ma nella sua formulazione originaria il 118
è un emendamento che semplifica soltanto la pratica amministrativa
anche se per la verità non è estremamente necessario.
Pur tuttavia, siccome si registrano comportamenti differenti da
comune a comune, la norma contenuta nell'articolo 118 dava la
possibilità di fare chiarezza sul fatto che non occorrevano
particolari autorizzazioni e l'agricoltore poteva iniziare a
lavorare a montare il fotovoltaico. Se questa semplificazione
amministrativa dovesse avvenire oltre un certo termine, pertanto,
potrebbe pregiudicare il diritto degli stessi al contributo che
certamente diminuirebbe. Pertanto, chiedo che il Governo faccia
tutto il possibile per ripristinare questa semplificazione
amministrativa attraverso un emendamento, anche ricorrendo
all'articolo 117 del Regolamento così come abbiamo fatto durante
questa finanziaria relativamente ad un altro articolo. E' una norma
assolutamente di buon senso. Infine, sull'emendamento che avevo
presentato assieme a tutti i capigruppo di questa Assemblea sulla
opportunità di individuare un fondo di garanzia anche all'IRCAC
oppure alla CRIAS, naturalmente un aiuto lo dovremmo dare ai
piccoli imprenditori, a coloro che magari possono montare qualche
migliaio di metri quadrati di fotovoltaici. Ciò li aiuterebbe a
sostenere le spese e quindi i costi di produzione. Se su questo
punto non c'è copertura finanziaria è chiaro che sono pronto a
ritirarlo, non c'è nessun problema.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Onorevole Presidente della Regione, un suggerimento vista
la buona volontà. Per poter procedere a dare risposte celeri
sarebbe opportuno che lei con un atto di Giunta, con una
deliberazione della Giunta, facesse un piano il più rapidamente
possibile in attesa di fare la relativa legge. Le voglio ricordare
che tutto questo è importante, perché questa Regione poteva
diventare la piattaforma energetica internazionale con tutto quello
che significa dal punto di vista dell'economia di risorse, della
riduzione dell'inquinamento atmosferico e della possibilità di
compensazioni anche con quanti vogliono in questa Regione
impiantare qualunque tipo di energia alternativa. So, Presidente,
che le toccherò il cuore nel dirle che, secondo me, deve rivedere
la sua posizione sull'eolico. Non perché deve mettere l'eolico nel
teatro greco di Siracusa, o nella Valle dei templi. Lei sa che per
ogni progetto, per ogni conferenza dei servizi, ci sono almeno
diciotto enti che partecipano a dare il loro giudizio e quindi non
credo che possa esserci un sovrintendente, un esperto del Genio
civile o chiunque altro che possa consentire di costruire pale o di
mettere pale laddove non è possibile dal punto di vista
dell'impatto ambientale e, quindi sovrintendenza, beni culturali e
quello che si vuole.
Certamente questa energia alternativa in tutto il mondo viene
ricercata, viene inseguita. E qui che può esserci una piattaforma
energetica di rilievo, che può produrre economia e quant'altro, lei
purtroppo si è intestardito a non voler fare costruire parchi
eolici con grave nocumento, non solo per la ditta Moncada, ma anche
per tante altre ditte come la Sideco e per centinaia di persone che
hanno perso il posto di lavoro o stanno perdendo il posto di
lavoro. Almeno settecento soltanto in provincia di Siracusa.
PRESIDENTE. Cominciamo ad entrare nell'ordine di idee che stiamo
per chiudere i lavori. Non è più possibile fare interventi, ci
fermiamo a quest'articolo e chiudiamo. Limitiamo gli interventi
siamo qui da ventiquattro ore.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, sarò brevissimo. Era opportuno che i
colleghi avessero atteso la riscrittura di questo emendamento per
capire cosa succede.
Però vorrei dire, cari amici e colleghi, che ovviamente non sono
per nulla contrario al fotovoltaico. Saremmo pazzi ad esserlo, però
sia chiaro un fatto: scritto in questi termini liberisti e di
totale liberalizzazione significa che qualunque speculatore che
scende giù può fare serre di chilometri, chilometri e chilometri.
Scritto in questa maniera è semplicemente una vergogna Deve essere
chiaro.
Noi non abbiamo voluto l'eolico e sia chiaro che così come
l'eolico è invasivo, non vogliamo un fotovoltaico non regimentato,
un fotovoltaico che non abbia un senso. Vogliamo che sia ad uso
degli agricoltori e non ad uso degli speculatori. Se si pensa in
tal modo di fare venire gente qui da noi al sud per fare chilometri
di fotovoltaico, che lo vadano a fare a casa loro, non in Sicilia
Per essere estremamente chiari.
Allora si abbia il coraggio di dire sì al fotovoltaico per gli
agricoltori, sì alle serre per gli agricoltori e non per gli
speculatori.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 120. Ne do lettura.
«Articolo 120
Misure per favorire i processi di patrimonializzazione
dei confidi
1. Al fine di favorire i processi di patrimonializzazione dei
confidi riconosciuti ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale
21 settembre 2005, n. 11, l'Assessorato regionale dell'economia è
autorizzato a concedere prestiti subordinati volti a rafforzare
temporaneamente il patrimonio dei confidi in presenza di percorsi
di razionalizzazione, riorganizzazione ed efficienza della propria
attività inclusa l'iscrizione, ove esistente, nell'elenco degli
intermediari finanziari di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo n. 385/1993, a condizione che gli stessi, alla data del
30 giugno 2010, risultino iscritti nell'elenco degli intermediari
finanziari di cui all'articolo 107 del decreto legislativo n.
385/1993 ovvero nell'elenco di cui all'articolo 106 del decreto
legislativo n. 385/1993 e abbiano presentato o si impegnino a
presentare alla Banca d'Italia, entro il 30 settembre 2010, domanda
per l'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo n. 385/1993, purché, alla data di presentazione della
domanda di accesso all'intervento finanziario, risultino in
possesso dei necessari requisiti patrimoniali per l'iscrizione a
tale elenco, anche tenendo conto dell'eventuale concessione
dell'intervento finanziario richiesto.
2. L'intervento finanziario è costituito dalla concessione di un
finanziamento sottoposto ad una clausola di subordinazione, in
forza della quale, in caso di liquidazione o di sottoposizione a
procedure concorsuali dei soggetti prenditori del finanziamento, le
somme erogate sono rimborsate solo dopo che sono stati soddisfatti
tutti gli altri creditori non egualmente subordinati, nel rispetto
delle previsioni recate nelle istruzioni di vigilanza per gli
intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui alla
circolare della Banca d'Italia n. 216 del 5 agosto 1996 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Sulle consistenze al 31 dicembre di ogni anno sono rilevati gli
interessi ad un tasso annuale lordo posticipato, calcolato su base
annua 365/365 (giorni effettivi su giorni effettivi) pari a 2/3
(due terzi) del rendimento dei BOT rilevato alla prima asta di
emissione dell'anno solare di pagamento.
4. Gli interessi come sopra determinati sono capitalizzati ed
accreditati alle somme rivenienti dal finanziamento alla data di
cui al comma 3.
5. Gli aiuti di cui al presente titolo possono essere concessi
entro i massimali di intensità previsti per la Sicilia dalla Carta
degli aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013'. Il valore
dell'aiuto, da attualizzarsi al fine di ottenere l'equivalente
sovvenzione, è calcolato quale differenza tra il tasso applicato al
finanziamento pari a 2/3 (due terzi) del rendimento dei BOT annuali
e il tasso calcolato in conformità alla Comunicazione della
Commissione CE 2008/C 14/02 (pubblicata nella g.u.u.e. n. C 14 del
19 gennaio 2008) tenendo conto della specifica categoria del rating
dei Confidi stimato in conformità a quanto previsto dalla
comunicazione della Commissione CE 2008/C 155/02.
6. Le consistenze al 31 dicembre di ogni anno sono determinate
sulla base del valore nominale del finanziamento sottoscritto
ridotto per effetto della copertura delle perdite di esercizio ed
incrementate dagli accantonamenti di esercizio nonché dagli
interessi maturati nel corso dell'esercizio stesso, per effetto
della capitalizzazione di cui al comma 3.
7. In caso di mancata accettazione, da parte della Banca d'Italia,
dell'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo n. 385/1993, i soggetti prenditori del finanziamento
sono tenuti a restituire l'intervento finanziario erogato,
comprensivo degli interessi contrattuali, entro tre mesi
dall'evento, che deve essere tempestivamente comunicato alla
Regione.
8. Il rimborso, nel caso di confidi di cui all'articolo 107 del
decreto legislativo n. 385/1993, è subordinato al consenso della
Banca d'Italia.
9. Il rimborso del prestito avviene in unica soluzione al termine
del periodo di finanziamento che è determinato in sede di avviso
pubblico coerentemente con le scadenze del PO FESR 2007-2013.
10. Gli oneri finanziari di cui ai precedenti commi gravano sul PO
FESR 2007-2013 e sono determinati con successivo decreto
dell'Assessore regionale per l'economia previa intesa con
l'Autorità di Gestione.
11. L'applicazione degli aiuti di cui al presente articolo,
soggetti all'obbligo di preventiva notifica comunitaria, è
subordinata all'esito positivo della valutazione di compatibilità
da parte della Commissione europea, ai sensi degli articoli 87 e 88
del trattato (CE).
12. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria di cui all'articolo 88
del Trattato della Comunità europea, non sono destinate, per il
periodo 2007/2013, alle agevolazioni di cui al presente articolo,
somme superiori a 50 milioni di euro».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 120.30. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Il parere è contrario perché,
trattandosi di fondi comunitari, non è possibile questa dilazione
nel tempo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A641. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 120.25, a firma dell'onorevole Leontini.
Lo mantiene o lo ritira?
LEONTINI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 120.31, a firma dell'onorevole Corona, decade per
assenza dell'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 120.26, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, si sottragga a questa immane fatica, l'onorevole
Leontini ritira tutti i suoi emendamenti.
PRESIDENTE. Sono pertanto ritirati gli emendamenti: 120.27, 120.3,
120.13, 120.28, 120.4, 120.14, 120.29, 120.5, 120.15, 120.6,
120.16, 120.7, 120.17, 120.8 e 120.18.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 120.19, a firma dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro di
ritirare tutti i miei emendamenti, tranne, prendano nota gli
Uffici, l'A553 e il sub-emendamento A553.1.
Per il resto li può considerare tutti ritirati.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 120.9, 120.20, 120.21, 120.22, 120.23
e 120.24 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 120.31 è decaduto.
Si passa all'emendamento A.734, del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.735, del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.728, degli onorevoli Leontini e Caputo.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 120 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 121. Ne do lettura:
«Articolo 121
Norme in materia di riordino dei confidi
1. All'articolo 11 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11,
dopo il comma 2 bis è aggiunto il seguente comma:
2 ter. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui al
precedente comma 1 le richieste di contributo il cui importo è
inferiore a euro trecento
2. All'articolo 3 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11,
al comma 5 ter, è aggiunto il seguente comma:
12. Limitatamente alla quota di finanziamento bancario coperta
dalla garanzia del confidi sostenuta dall'intervento pubblico, la
banca ed il confidi non possono richiedere ulteriori garanzie
reali'».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 121, ricordando che il comma 2
dell'articolo è stato stralciato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 122. Ne do lettura:
«Articolo 122
Modifica articolo 1 della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 21
in materia di provvedimenti in favore dei consorzi
fidi
1. All'articolo 1 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 21 è
aggiunto il seguente comma:
5. Gli interventi di cui ai commi 2, 3 e 4 nella parte
concernente i contributi in conto interessi spettanti alle imprese,
relativamente al solo anno 2006, aderenti ai consorzi e cooperative
di garanzia fidi nei settori commercio, artigianato ed industria,
di competenza dell'Assessorato regionale delle attività produttive
sono gestiti mediante l'applicazione della legge regionale n. 11
del 2005 e successive modifiche ed integrazioni e delle direttive
emanate dall'Assessorato regionale dell'economia ».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 122.13, 122.12, 122.14 sono dichiarati decaduti.
Pongo in votazione l'articolo 122. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 123. Ne do lettura:
«Articolo 123
Modifiche all'articolo 8 della legge regionale
16 dicembre 2008,n. 23 in materia di aiuti alle
imprese
1. All'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole alla data del 30 giugno 2008' sono
sostituite dalle seguenti: alla data fissata con il decreto di cui
al comma 4;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente comma:
2.bis. Dallo stesso fondo a gestione unica, di cui al comma 1,
l'Assessorato regionale competente è autorizzato a costituire un
Fondo di garanzia da destinare esclusivamente al rilascio di
garanzie al sistema bancario per il consolidamento dei debiti a
breve termine contratti dalle piccole e medie imprese, così come
meglio definite dal comma 1. Tali garanzie sono concesse a prima
richiesta e garantiscono il 50 per cento dell'esposizione che da
consolidare. Il consolidamento non può avere una durata superiore
ai sessanta mesi. Gli istituti di credito che aderiscono alle
procedure, che sono stabilite con successivo decreto assessoriale,
devono garantire che gli affidamenti di qualsiasi natura esistenti
all'atto della domanda di consolidamento devono essere mantenuti
almeno in una percentuale pari al 50 per cento di quelli già in
essere, ferma rimanendo comunque, in capo ai singoli istituti
bancari, la valutazione del merito creditizio di ogni singola
operazione';
c) al comma 3, dopo le parole di cui al comma 1' sono inserite le
parole ed al comma 2 bis';
d) al comma 4, dopo le parole di cui al comma 1' sono inserite le
parole ed al comma 2 bis' e dopo le parole delle agevolazioni'
sono inserite le parole nonché la data'».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 123.12 è decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 123. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 124 viene stralciato dalla finanziaria.
Si passa all'articolo 125. Ne do lettura:
«Articolo 125
Rilancio produttivo del settore industriale
1. Allo scopo di favorire il rilancio produttivo e lo sviluppo di
iniziative industriali nella area industriale di Termini Imerese,
l'Assessorato Regionale per le Attività Produttive, sentito il
comune di Termini Imerese è autorizzato ad utilizzare la somma di
150.000 migliaia di euro finalizzata alla realizzazione di opere ed
interventi dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità
e coerenti con le disposizioni previste dall'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Le somme di cui al comma 1 sono utilizzate dall'Assessore
regionale per le attività produttive, d'intesa con l'Assessore
regionale per l'economia, previa sottoscrizione di appositi accordi
di programma e previo parere vincolante della Commissione bilancio
dell'Assemblea regionale. Le risorse non possono comunque essere
utilizzate per le finalità di cui alle lettere f) e g) della legge
24 dicembre 2003, n. 350, articolo 3, comma 18.
3. Per le finalità del presente articolo, il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad effettuare, coerentemente alle
disposizioni previste dall'articolo 3, comma 18, della legge 24
dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni, le
necessarie operazioni finanziarie».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento Tab 28 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 125.18, del Governo. Ne do lettura:
«Le parole parere vincolante' sono sostituite con parere
obbligatorio'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A577, del Governo.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare una
norma assolutamente liberticida. Essa, infatti, consente di
realizzare nelle aree ASI opifici industriali, magazzini, capannoni
in deroga a tutte le norme urbanistiche e consente al Governo
regionale di deliberare in difformità al parere dato dagli Uffici,
qualora le sovrintendenze, le ASP, o altri soggetti preposti alla
tutela del patrimonio culturale ambientale manifestino la loro
contrarietà.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento A577 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non si
deve preoccupare, alle sei del mattino, per qualcuno che parla a
voce più alta.
Il Governo stava cercando di semplificare quelle che sono pastoie
burocratiche, lacci e laccioli, però ancora una volta subisce, e mi
dispiace che abbia ritirato una norma che andava sostenuta da tutto
il Parlamento.
Ne parleremo al prossimo Governo; questo non è un Governo che può
caricarsi questo tipo di azioni.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.703 del Governo.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, questo emendamento è stato bocciato
due volte in Commissione. Lo abbiamo studiato in maniera
approfondita con gli Uffici, arrivando alla conclusione che,
essendo una norma di settore, è improponibile.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Pongo, quindi, in votazione l'articolo 125 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 126. Ne do lettura:
«Articolo 126
Dismissione beni immobili
1. Nell'eventuale processo di dismissione dei beni immobili
previsto dall'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.
17 e successive modifiche ed integrazioni è assicurato, a parità di
offerta, il diritto di prelazione agli enti locali ove sono ubicati
i relativi immobili.
2. Ai locatari dei rustici industriali di proprietà delle ASI e/o
della Regione, in caso di vendita degli stessi mediante asta
pubblica, è riconosciuto il diritto di prelazione a condizione che
abbiano partecipato alla gara».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire cosa
significa che ai locatari dei rustici industriali di proprietà ASI
o della Regione, in caso di vendita degli stessi mediante asta
pubblica, è riconosciuto il diritto di prelazione a condizione che
abbiano partecipato alla gara.
Significa che uno che è arrivato terzo ad una gara, può essere
considerato come arrivato primo perché ha il diritto di prelazione?
Vorrei comprendere meglio la norma.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vuol dire che
viene messo all'asta. Se il soggetto partecipa all'asta e, per
esempio, offre 1000 euro e l'asta viene aggiudicata per 1100 euro
ad un soggetto esterno che non lavora in quel capannone, il
soggetto che vi presta attività lavorativa esercita un diritto di
prelazione che già è previsto per gli enti locali.
E' una norma che garantisce chi occupa il capannone e svolge
attività lavorativa dentro il capannone.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 126.14 a
firma del Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 126 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che l'articolo 127 è stato stralciato dal testo della
finanziaria.
Si passa all'articolo 128. Ne do lettura:
«Articolo 128
Norme in materia di espropriazione
1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 43 del D.P.R. 8
giugno 2001, n. 327, per gli immobili ricadenti sul territorio
della Regione utilizzati per scopi di pubblico interesse dai
consorzi ASI, in assenza di valido ed efficace provvedimento di
esproprio o dichiarativo di pubblica utilità, viene individuata
quale autorità che utilizza il bene il consorzio ASI nel cui
territorio ricadono gli immobili.
2. Il provvedimento di acquisizione al patrimonio indisponibile di
cui all'articolo 43 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 è di
competenza dell'Assessore regionale per l'energia e per i servizi
di pubblica utilità, che esercita le funzioni di vigilanza e di
controllo sugli enti che materialmente utilizzano il bene immobile.
3. E' istituito presso l'Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità un apposito capitolo di bilancio
finalizzato all'attuazione dell'articolo 43 del D.P.R. 8 giugno
2001, n. 327.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata per gli
esercizi finanziari 2010-2012 la spesa di 100 migliaia di euro
annui».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 128. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 129. Ne do lettura:
«Articolo 129
Centri di assistenza alle cooperative
1. All'articolo 68 comma 1 della legge regionale 16/03/2003, n, 4,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 è così sostituito:
1. A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.1.3.1, al fine di
promuovere ed incentivare le opportunità della formula cooperativa,
l'Assessorato regionale delle attività produttive è autorizzato a
finanziare l'istituzione ed il funzionamento dei centri di
assistenza alle imprese cooperative promossi, anche in forma
consortile, dalle associazioni di categoria in base ai criteri di
rappresentatività di cui all'art. 21 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 20, riconosciute ai sensi del decreto legislativo
del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 e ai
sensi del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, articolo 3' .
b) è aggiunto il seguente comma:
4. Le attività derivanti dai finanziamenti di cui al comma 1 non
possono generare utili a favore dei soggetti attuatori (Centri di
Assistenza Tecnica) e gli interventi effettuati da questi ultimi
nei confronti delle cooperative fruitici delle attività devono
rientrare nell'ambito del de minimis'».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 129. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 130. Ne do lettura:
«Articolo 130
Norme per il sostegno delle cooperative
1. Al fine di promuovere e sostenere le attività delle cooperative
aventi sede in Sicilia e loro consorzi, favorendone i processi di
crescita economica e rafforzamento patrimoniale, l'IRCAC è
autorizzato, nel rispetto delle condizioni, limiti e massimali,
previsti dal regolamento CE n. 1998/2006 in tema di garanzie, a
destinare un importo complessivo pari a tre milioni di euro del
Fondo a gestione separata unificato ex articolo 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, per concedere contributi in conto interesse, nella
misura del 60 per cento degli oneri finanziari sostenuti, su
affidamenti concessi da Istituti di credito, comprese società di
factoring e di leasing, a cooperative e società di capitali la cui
quota maggioritaria (almeno il 51 per cento) appartenga ad una
cooperativa ed ai quali possono concorrere le garanzie collettive
rilasciate dai Consorzi Fidi a prevalente partecipazione
cooperativa riconosciuti ai sensi della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11 e finalizzati ad operazioni di smobilizzo o
cessione dei crediti commerciali e operazioni di capitalizzazione
da parte dei soci.
2. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato in conformità al
regolamento (CE) 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea 28 dicembre
2006, serie L 379.
3. L'assessore regionale per le attività produttive stabilisce,
con proprio decreto, le modalità e le procedure per la concessione
delle agevolazioni di cui al presente articolo.
4. Il fondo a gestione separata unificato dall'IRCAC, istituito
con l'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni, è integrato annualmente della
somma corrispondente al valore del contributo in conto interessi
erogato dall'IRCAC nell'anno precedente per le agevolazioni
concesse nella forma di contributo indiretto finalizzato ad
abbattere il tasso di interesse praticato da istituti bancari o
società di leasing e di factor secondo quanto disposto dalla
normativa regionale in materia.
5. Le agevolazioni erogate dall'IRCAC in regime d'aiuto de minimis
prevedono la soglia di 500.000 euro, giusta comunicazione del 17
dicembre 2008 della Commissione Europea».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 130.10 a firma dell'onorevole Oddo. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere delle Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti 130.15, 130.5, 130.16, 130.6, 130.17
sono stati ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 130.10, degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Gucciardi, Apprendi ed altri.
Ne do lettura:
«Al comma 1 (rigo undicesimo) sostituire le parole ad una
cooperativa con le parole ad una o più cooperative ;
Aggiungere il seguente comma:
1 bis. A valere sui fondi del proprio bilancio, l'IRCAC può
effettuare, alternativamente o unitamente a uno o più fondi
mutualistici di cui all'articolo 11 della legge n. 59 del 1992,
partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio in società di
trasformazione e commercializzazione, costituite in forma di
società di capitali, e possedute in maggioranza da società
cooperative .»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere delle Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 130, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:
«Articolo 131
Bilanci dell'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione (I.R.C.A.C.)
1. Al fine di sostenere le imprese cooperative in questa fase di
crisi economica, l'IRCAC è autorizzato a concedere, secondo le
modalità e procedure che sono definite con decreto dell'Assessorato
regionale delle attività produttive, alle cooperative e loro
consorzi che si trovano in posizione di correttezza nei pagamenti
al 31 dicembre 2008, finanziamenti a tasso agevolato per operazioni
di consolidamento delle esposizioni debitorie nei confronti
dell'IRCAC stesso scadute e in scadenza dall'1 gennaio 2009 al 31
dicembre 2010.
2. L'Istituto regionale per il credito alla cooperazione
(I.R.C.A.C.) continua a predisporre i bilanci d'esercizio secondo
le istruzioni del provvedimento del 30 luglio 2002 della Banca
d'Italia, pubblicato nella G.U.R.I. n. 208 del 5 settembre 2002».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 131.11, degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Caputo
ed altri, decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
L'emendamento 131.10, dell'onorevole Lentini, decade per assenza
dall'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 131.12 dell'onorevole Vinciullo. Lo
ritira?
VINCIULLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mantengo
l'emendamento soppressivo del comma 2 perché prevede che l'IRCAC
continui a predisporre il bilancio di esercizio secondo le
istruzioni del provvedimento del 30 luglio 2002 della Banca
d'Italia, una normativa assolutamente superata per gli istituti di
credito. Non capisco perché dovremmo mantenere una previsione
normativa particolare per l'IRCAC e non adeguarlo a tutti gli altri
istituti di credito.
PRESIDENTE. Quindi c'era un suo emendamento del comma 2?
LUPO. Sì, il 131.17.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 131.17, soppressivo
del comma 2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Lupo, non sono d'accordo a sopprimerlo perché
l'IRCAC è un istituto pubblico economico e utilizza questa
procedura. Il parere quindi è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento tecnico
131.18:
«All'articolo 131 è aggiunto il seguente comma: Gli aiuti di cui
al presente articolo sono concessi alle condizioni e limiti
previsti dalla normativa europea per gli aiuti de minimis .
comma 2: Gli aiuti possono essere concessi anche alle condizioni
ed ai limiti previsti nella comunicazione della commissione sugli
aiuti di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento
dell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica 2009 c 16
gennaio e successive modifiche ed integrazioni. Gli aiuti sono
concessi conformemente a quanto previsto dal Decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 3 giugno 2009 e successive modifiche e
integrazioni e dagli ulteriori atti di attuazione del medesimo
della predetta comunicazione e delle decisioni di autorizzazione
della Commissione europea ».
E' un emendamento tecnico che serve a rendere compatibile
l'articolo 131.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 131, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 132 è stralciato. Si passa all'articolo 133. Ne do
lettura:
«Articolo 133
Norme sulla rappresentatività delle cooperative
legalmente riconosciute
L'articolo 21 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 20 è così
sostituito:
1. In armonia con le disposizioni di cui all'articolo 2 del
decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, i criteri di
rappresentatività delle organizzazioni cooperativistiche legalmente
riconosciute sia ai sensi del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, che
dell'articolo 3 del citato decreto legislativo n. 220/2002 sono
computati in base al numero di revisioni effettuate ai sensi della
legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 e successive modifiche ed
integrazioni, nell'ambito dell'elenco delle cooperative aderenti
comunicato all'assessorato regionale delle attività produttive, ai
fini revisionali, all'inizio del biennio ispettivo da ciascuna
organizzazione.
2. Per i soli fini delle previsioni di cui all'articolo 4 della
legge regionale 30 dicembre 1960, n. 48, la rappresentatività delle
organizzazioni cooperativistiche di cui al comma 1 è determinata
per il settantacinque per cento con i criteri di cui al comma 1 e
per il venticinque per cento attribuita in parti uguali tra le
organizzazioni in parola ».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'articolo 133 è accantonato.
Si passa all'articolo 134. Ne do lettura:
«Articolo 134
Controlli sulle cooperative
1.All'articolo 5, comma 1 della legge regionale 21 agosto 2007, n.
20 la cifra 100.000' è sostituita da 500.000'.
2. All'articolo 5 della legge regionale 21 agosto 2007, n. 20 è
aggiunto il seguente comma le certificazioni previste dal presente
articolo vengono sostituite dalle attività di vigilanza svolte ai
sensi del decreto legislativo n. 220/2002 e della legge regionale
del 1991, n. 36».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 134.14 dell'onorevole Leontini. Ne do
lettura:
«Al comma 2 dopo le parole il seguente comma aggiungere le
parole per le società cooperative .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 134.16 dell'onorevole Cracolici che
prevede spesa.
CRACOLICI. Questo non lo avevamo sospeso?
MANCUSO. La Presidenza lo ha ammesso?
Abbiamo altre cooperative, altri revisori di altre cooperative.
PRESIDENTE. L'emendamento è accantonato.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo una sospensione dei
lavori.
PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 06.48, è ripresa alle ore 7.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 133. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A721. Ne do lettura:
«Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 4 della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 20 sono interpretate nel senso che
le stesse si applicano a tutte le agevolazioni finanziarie
regionali per le quali sono costituiti specifici fondi a gestione
separata aggiudicati mediante bandi e avvisi pubblici, ancorché
l'aggiudicazione sia avvenuta anteriormente alla data di entrata in
vigore della stessa legge».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 134. Si dispone un ulteriore
accantonamento dell'articolo 134.
Si passa all'articolo 135. Ne do lettura:
«Articolo 135
Norme sulle cooperative giovanili
1. All'articolo 46, comma 1 della legge 14 maggio 2009, n. 6 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) le parole che siano in attività ed in regola con gli obblighi
occupazionali sono sostituite dalle parole sono in attività
verificabile dai bilanci depositati e dalle certificazioni
(revisioni ordinarie) rilasciate dalle organizzazioni preposte ;
b) le parole al 31 dicembre 2010 sono sostituite dalle parole
al 31 dicembre 2012 ;
c) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 3. Proprio al
fine di consentire il superamento del grave stato di crisi, gli
effetti ed i benefici di cui ai commi 1 e 2, sono estesi anche a
quelle cooperative che, essendo in attività verificabile dai
bilanci depositati e dalle certificazioni (revisioni ordinarie)
rilasciate dalle organizzazioni preposte , risultano beneficiarie
di finanziamenti agevolati concessi dall'istituto per il credito
alla cooperazione (IRCAC) ai sensi della legge regionale 7 febbraio
1963, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni».
All'articolo 135 abbiamo soltanto emendamenti soppressivi, che si
intendono tutti ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 135. Chi è favorevole resti seduto
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 136 è stralciato.
Si passa all'articolo 137. Ne do lettura:
«Articolo 137
Integrazione del Fondo unico a gestione separata da destinare
agli interventi previsti sul credito agevolato a favore degli
artigiani
1. A integrazione del Fondo unico a gestione separata da
destinare agli interventi previsti dalla vigente normativa sul
credito agevolato a favore degli artigiani, di cui all'articolo
64 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è disposto uno
stanziamento pluriennale dal 2010 al 2014, nella misura di 10
milioni di euro per ciascun esercizio finanziario, destinato ad
interventi creditizi agevolati in favore delle imprese artigiane
siciliane di cui agli articoli 43 e 52, comma 1, lettere a), b) e
c) della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, all'articolo 1
della legge regionale 27 dicembre 1954, n. 50, alla legge
regionale 5 novembre 1965, n. 34, all'articolo 67 della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 96, all'articolo 37 della legge
regionale 18 febbraio 1986, n. 3, all'articolo 11 della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 35.
2. La CRIAS è autorizzata a far ricorso al mercato creditizio e
finanziario per attualizzare gli stanziamenti previsti dal comma
1.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzato, a
decorrere dall'anno 2010 un limite di impegno quinquennale di
10.000 migliaia di euro».
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, proprio un minuto. Vorrei chiedere
all'Assessore Cimino, se mi ascolta per 30 secondi Non mi ascolta.
Tentativo vano Vorrei chiedere al Governo se ha ottimizzato la
copertura finanziaria per quanto concerne l'articolo 137, rispetto
al pluriennale, perché in Tabella I c'era da ottimizzare la
copertura. Mi fermo qui, Presidente. Non so se l'Assessore Cimino
ha recepito. Questo era il punto.
Ripeto, vorrei solo chiedere all'Assessore se ha definito la
copertura finanziaria, tramite lei, Presidente. Se posso saperlo,
la ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, c'era una richiesta, una domanda,
una questione posta dall'onorevole Oddo. Onorevole Oddo, non c'è
speranza, ci ho provato anche io.
Gli emendamenti soppressivi all'articolo 137 sono tutti ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Ne rimane soltanto uno, l'emendamento 137.15 che è una
riscrittura del Governo. Ne do lettura:
«L'articolo 137 è sostituito dal seguente:
Articolo 137
Integrazione del fondo unico a gestione separata da destinare agli
interventi
previsti sul credito agevolato a favore degli artigiani
1. A integrazione del Fondo unico a gestione separata, di cui
all'articolo 64 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, da
destinare agli interventi previsti dalla vigente normativa del
credito agevolato a favore degli artigiani, è disposto uno
stanziamento pluriennale dal 2010 al 2014, nella misura di 10
milioni di euro per ciascun esercizio finanziario.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzato, a
decorrere dall'anno 2010 un limite di impegno quinquennale di
10.000 migliaia di euro.
3. La CRIAS è autorizzata a far ricorso al mercato creditizio e
finanziario per attualizzare gli stanziamenti previsti dal comma
1 ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 138. Ne do lettura:
«Articolo 138
Interventi in favore delle imprese artigiane
1. Al fine di dare compiuta attuazione agli interventi in favore
delle imprese artigiane, previsti dall'art. 55 della legge
regionale 22 dicembre 2000, n. 32, come integrato e modificato
dall'art. 17 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, l'assessore
regionale per le attività produttive è autorizzato, nelle more
dell'attuazione del decentramento previsto dall'art. 15 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a prorogare la convenzione in
vigore stipulata con l'Artigiancassa S.p.A. ai sensi del comma 1
dell'art. 41 della legge regionale 8 febbraio 1986, n. 3,
allineandola alla durata della convenzione stipulata a livello
nazionale con il Ministero dell'economia».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 138. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 139. Ne do lettura:
«Articolo 139
Ripianamento esposizioni debitorie in favore delle imprese
artigiane
1. L'Assessorato regionale delle attività produttive, considerato
l'attuale momento di crisi del settore artigianale, è autorizzato a
concedere, per il tramite della Crias, contributi in conto
interessi per il ripianamento delle esposizioni debitorie relative
all'attività artigianale, per un importo compreso tra euro 15.000
ed euro 100.000, maturate alla data del 31 dicembre 2009, tramite i
piani di rientro concordati con istituti di credito, in favore
delle imprese artigiane aventi qualsiasi forma giuridica, con sede
nel territorio regionale ed iscritte all'Albo delle imprese
artigiane tenuto presso le Camere di commercio, industria,
artigianato e pesca.
2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso nei limiti previsti
per gli aiuti di importanza minore de minimis' di cui al
regolamento (CE) 1998/2006, della Commissione del 15 dicembre 2006.
3. Il contributo di cui al presente articolo è concesso per una
sola volta alle imprese che non abbiano già usufruito del medesimo
beneficio.
4. Ai fini della concessione del contributo di cui al presente
articolo si applica la procedura valutativa a sportello, ai sensi
del comma 3 dell'articolo 187 della legge regionale n. 32 del 23
dicembre 2000 e successive modifiche ed integrazioni.
5. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessore regionale per le attività produttive,
con proprio decreto, definisce i criteri per la concessione dei
contributi ai beneficiari finali.
6. Ai fini del presente articolo la Crias percepirà da parte delle
imprese artigiane richiedenti una commissione a copertura delle
spese di istruttoria di euro cinquecento.
7. Per le finalità del presente articolo il Fondo unico costituito
presso la Cassa regionale per il credito alle imprese siciliane
(CRIAS), ai sensi dell'articolo 64 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6, è incrementato, per l'esercizio finanziario 2010, di
1.000 migliaia di euro, ed a tal fine la CRIAS costituisce una
contabilità separata per l'espletamento del predetto ruolo».
All'articolo sono stati presentati emendamenti soppressivi che si
intendono ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 139. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 140. Ne do lettura:
«Articolo 140
Contributo straordinario all'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo
di Palermo e all'Ente autonomo Fiera di Messina
1. L'Assessorato regionale delle attività produttive è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2010, ad erogare un
contributo straordinario, di 1.000 migliaia di euro in favore
dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo e di 350 migliaia di euro
in favore dell'Ente autonomo Fiera di Messina, finalizzato al
pagamento di salari, stipendi, competenze accessorie ed oneri
accessori del personale in servizio alla data del 31 dicembre 2008,
nonché le competenze maturate e spettanti ai revisori dei conti
degli stessi enti alla stessa data (ex cap. 343310). A decorrere
dall'entrata in vigore della presente legge sono avviate le
procedure per il passaggio del personale dell'Ente autonomo Fiera
del mediterraneo alla Società Multiservizi S.p.A.
2. L'Assessorato regionale alle attività produttive è autorizzato,
per l'esercizio finanziario 2010 ad erogare in favore dell'Ente
autonomo Fiera del Mediterraneo un contributo di 100 migliaia di
euro per il pagamento delle spese urgenti ed indifferibili (ex cap.
343311)».
CORDARO. All'articolo 138 c'è un emendamento che non è
soppressivo.
CRACOLICI. All'articolo 138, stiamo parlando di 2.700 migliaia di
euro degli artigiani.
PRESIDENTE. All'articolo 138 c'erano soltanto emendamenti
soppressivi. Faremo una verifica con gli uffici.
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo 140 o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 140.15, degli onorevoli Faraone,
Apprendi, Marinello, Panepinto e Raia. Ne do lettura:
«All'articolo 140, comma 1, dopo le parole Multiservizi Spa
aggiungere le parole mantenendo il profilo professionale e il
trattamento giuridico ed economico in atto in godimento ».
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
un chiarimento.
Il comma 1 dell'articolo 140 prevede la copertura di spese per le
due fiere e l'ipotesi del passaggio a decorrere dall'entrata in
vigore della presente legge sono avviate le procedure per il
passaggio del personale Ente autonomo Fiera del Mediterraneo alla
Società Multiservizi S.p.A.' vale per la Fiera di Palermo e non
vale per la Fiera di Messina.
Occorre fare un ragionamento complessivo sulle due fiere
siciliane, dando loro copertura di spesa. Peraltro l'ente di
Messina conta soltanto dieci dipendenti. Mi sembra opportuno dare
un indirizzo unico: o tutti o nessuno.
Il tema è comune, Presidente, Assessore, - non so più chi ha la
delega delle fiere, a quest'ora - però mi sembra opportuno valutare
l'insieme delle fiere e non separarle.
PRESIDENTE. Onorevole Romano, in linea di principio ha ragione,
ma ormai il ragionamento è un po' tardivo.
Lo stato di crisi delle due fiere è un po' differente.
Si passa all'emendamento 140.15, a firma dell'onorevole Faraone e
altri. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 140.16 è decaduto. Gli emendamenti 140.3 e 140.14
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
ROMANO. Signor Presidente, insisto sul mio ragionamento.
PRESIDENTE. Onorevole Romano, non si può arrivare alle ore 7.00
del mattino, dopo un mese e pretendere che si faccia ciò che vuole.
Non è possibile, non funziona così. Questa legge è andata in
Commissione di merito, in Parlamento. Non è possibile. Il problema
è procedurale.
Si passa all'emendamento 140.10, a firma dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 140.10.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, voglio soltanto illustrare questo
emendamento che vorrei definire la pagina di un sogno, il sogno di
vedere rinascere la Fiera di Palermo, come anche la Fiera di
Messina.
Conosco bene la storia dell'Ente fiera di Palermo e devo dire che
averla vista sfiorire nel tempo, averla vista adesso chiudere e
ridursi ad un luogo dove ci sono soltanto ormai i ricordi di quello
che un tempo fu mi rattrista e mi addolora da cittadina e da
siciliana.
Sicuramente questa norma che prevede il passaggio del personale
alla Multiservizi mette un punto ad una storia che poteva essere
gloriosa, nella quale la Regione ha investito. Tante risorse sono
state utilizzate e mi sembra veramente un gran peccato che questi
enti che potrebbero avere avuto un ruolo molto importante
all'interno dell'economia della nostra Sicilia non si possano
rilanciare.
Con questo emendamento avrei destinato 50 milioni di euro, così
come è stato fatto per Termini Imerese, ritenendo tale somma
indispensabile al rilancio di un settore strategico che è, appunto,
quello del commercio e del turismo.
Penso a quel turismo congressuale che, purtroppo, manca; penso
all'opportunità di lavoro di tanti giovani che avrebbero avuto
l'opportunità di farlo; penso alla possibilità di recuperare questa
zona alla città di Palermo e, invece, probabilmente, diventerà un
luogo dove si costruiranno abitazioni. Credo che abbiamo perso una
grande occasione.
Capisco perfettamente che l'intento del Governo è di bocciarlo in
maniera drastica. Però, credo che stiamo sottraendo alla città di
Palermo e, probabilmente, anche alla città di Messina, la
possibilità di avere un momento di grande sviluppo e di
incremento, non soltanto del commercio, ma anche del turismo.
Mi rendo conto che verrà bocciato, pur non di meno cerco di
difenderlo soltanto perché il Governo potrebbe ripensarci. Ci
sarebbe la possibilità di utilizzare fondi che non siano fondi
regionali, come probabilmente è stato finora, e utilizzare tali
fondi per un'iniziativa del genere, penso che potrebbe essere uno
spunto che il Governo potrebbe anche accettare.
Mi rendo conto che così non sarà. Lo lascio nel cassetto dei
sogni. Speriamo che in un prossimo futuro ci possano essere
alternative e che qualcosa possa cambiare nonostante questa
finanziaria, secondo me, ormai lasci pensare a un futuro per i
nostri figli che è molto, molto oscuro.
E, però, i sogni e le speranze non finiscono mai.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 140 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 141. Ne do lettura:
«Articolo 141
Sostegno all'editoria locale
1. Al fine di sostenere ed incentivare l'editoria locale, la
Regione concede ai soggetti individuati con successivo decreto del
Presidente della Regione previa delibera di Giunta contributi nella
misura massima del 50 per cento delle spese sostenute per l'energia
elettrica, l'utenza telefonica, nonché per i costi relativi agli
abbonamenti alle agenzie di stampa nazionale regolarmente
documentate.
2. Gli interventi finanziari previsti in favore della editoria
locale' non possono comunque superare il limite stabilito dalla
Commissione europea per gli aiuti de minimis', di cui al
Regolamento CE n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
istitutivo delle Comunità europee degli aiuti di importanza
minore».
Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
singoli commi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 141.15, degli onorevoli Lupo, Gucciardi, Apprendi, e
Donegani è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 141.16, degli onorevoli Lupo e
Cracolici, sono ritirati.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è il recepimento
dell'adeguamento della normativa de minimis. Non necessita di
copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 141.10 dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO Signor Presidente, insieme ai colleghi Pugliese, Caputo,
Falcone, Buzzanca, Bosco, Limoli avevamo riscritto l'articolo 141
in quanto ci sembrava eccessivamente prolisso e non conducente a
quella che era l'ottica della semplificazione della legislatura.
Pertanto, si è trattato soltanto di un intervento di precisazione
nella forma e non nella sostanza.
Siccome il Governo è contrario, noi ci riconosciamo nell'articolo
del Governo. Ritiro, pertanto, il mio emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A515, dell'onorevole Leontini, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A726. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente comma:
3. Le pubbliche amministrazioni di riferimento regionale e locale
ivi comprese le province regionali, i comuni, le società a completa
o parziale partecipazione pubblica della Regione siciliana, delle
province e dei comuni, i consorzi di bonifica, i consorzi per le
aree di sviluppo industriale, le aziende sanitarie, provinciali e
le aziende ospedaliere sono obbligate alla costituzione di parte
civile in tutti i procedimenti penali, dovranno pertanto inserire
la richiesta al giudice di pubblicazione su quotidiano a diffusione
regionale con pagina dedicata alla provincia della eventuale
sentenza di condanna ai sensi dell'articolo 36 del codice penale, e
nel caso di mancata disposizione giudiziale in tal senso dovranno
esse stesse provvedere a propria cura e spese, alla pubblicazione
dell'estratto della sentenza sul principale quotidiano di
riferimento nell'ambito della provincia ove ha sede la stessa
pubblica amministrazione, ovvero ove è avvenuta la commissione del
reato».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 141. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 142. Ne do lettura:
«Articolo 142
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Per gli enti locali e per l'amministrazione regionale e per gli
enti sottoposti a tutela e vigilanza della medesima
amministrazione, il termine previsto dal comma 4 dell'articolo 19
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25 è differito al 31
dicembre 2013. La presente norma si applica anche al personale
delle aziende sanitarie con esclusione del personale dell'area
medica.
2. Il comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale 27 febbraio
1992, n. 2 e successive modifiche d integrazioni è abrogato.
3. Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale 8 luglio 1977,
n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole dagli
articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468' sono sostituite
con le parole dal comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni'.
4. Al comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole dagli
articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni' sono sostituite con le parole dal comma
1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni .
5. Al comma 1 dell'articolo 36 della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni le parole dalla
legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed integrazioni'
sono sostituite con le parole dalla legge 31 dicembre 2009, n.
196.'.
6. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni le parole
dell'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468' sono sostituite
con le parole del comma 2 dell'articolo 26 della legge 31 dicembre
2009, n. 196.'.
7. All'articolo 9 della legge regionale 8 novembre 2007, n. 21 le
parole Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione' sono sostituite con le
parole Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale o dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, ognuno per la propria competenza,' e
le parole le finalità previste' sono sostituite con le parole
quelli destinati all'attuazione dell'articolo 26 della legge 21
dicembre 1978, 845 e quelli'.
8. Al comma 2 dell'articolo 40 della legge regionale 7 agosto 1997
n. 30 le parole nel limite di lire 1.000 milioni' sono sostituite
con le parole valutati in 600 migliaia di euro'.
9. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 16 dicembre
2008 n. 19 che sostituisce l'articolo 8 della legge regionale 29
dicembre 1962 n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, alla
lettera f) le parole da Attività' a informativi' sono soppresse.
10. In attuazione della legge 27 febbraio 2009 n. 14 art. 18 il
termine di cui all'articolo 2, comma 2, della legge regionale 28
novembre 2002 n. 21 è prorogato al 31 dicembre 2009 per i
lavoratori già in servizio alla stessa data.
11. All'articolo 5, comma 1, della legge regionale 21 settembre
2005, n. 11, dopo le parole Gli statuti dei confidi' sono aggiunte
le parole in possesso dei parametri di cui al precedente articolo
3'.
12. All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 21 settembre
2005 n. 11 dopo le parole Il contributo regionale è pari al 60 per
cento del tasso applicato al finanziamento da agevolare fermo
restando che' sono aggiunte le parole - nel caso di operazioni
creditizie a tasso fisso - ' e sempre nello stesso comma 1, dopo le
parole la base di calcolo non può essere superiore al tasso di
riferimento fissato dalla Commissione europea vigente alla data di
stipula del finanziamento stesso, maggiorato di due punti, anche
quando il tasso di interesse praticato dagli istituti di credito
sia più elevato.' Sono aggiunte le parole Nel caso di operazioni
creditizie a tasso variabile il tasso di riferimento della
Commissione europea sarà quello vigente alla data di calcolo degli
interessi pagati alla banca.'.
13. Alla legge regionale n. 11 del 21 settembre 2005, dopo
l'articolo 12, è inserito il seguente articolo:
Art. 12 bis - Contenimento dei costi di accesso al credito. 1.
Al fine di favorire la riduzione dei costi di accesso al credito,
il costo massimo delle operazioni agevolate dai Confidi
riconosciuti ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 11 del 2005
è determinato con apposito decreto dell'Assessore Regionale
all'Economia sentite preventivamente l'Abi Sicilia, l'Assoconfidi
Sicilia e le Associazioni di Categoria maggiormente
rappresentative.
14. L'articolo 4 della legge regionale 21 settembre 2005 n. 11 è
abrogato .
15. Il comma 4 dell'art. 6 della legge regionale 24 agosto 1993,
n. 24 è sostituito dal seguente:
4. Le tasse sulle concessioni regionali sono dovute anche nel
caso in cui l'autorizzazione, licenza, abilitazione o altro atto di
consenso per le attività comprese nella tariffa di cui al D.Lvo 22
giugno 1991, n. 230 e nella tabella di cui al D.P.R. 26 ottobre
1972, n. 641, sono sostituite dalla denuncia di inizio attività. .
16. All'articolo 3 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11
al comma 5 ter è aggiunto il seguente comma:
12. La quota di garanzia del confidi sostenuta dall'intervento
pubblico non può essere gravata da garanzie reali. .
17. 1. Dopo il comma 5 decies dell'articolo 22 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25 e successive modifiche e
integrazioni sono inseriti i seguenti commi:
5 undecies. Le cooperative giovanili ammesse alle provvidenze di
cui agli articoli 10 e 13 della legge regionale 18 agosto 1978, n.
37 e successive modifiche ed integrazioni, possono avvalersi dei
benefici previsti dall'art. 10, commi primo, punto 4, e comma
terzo, e dall'articolo 13, comma uno, punti 3 e 4 della predetta
legge, previa espressa istanza alla Segreteria tecnica per
l'imprenditoria giovanile.
2. Le cooperative giovanili ammesse alle provvidenze di cui
all'articolo 11 della predetta legge e successive modifiche ed
integrazioni possono essere ammesse ai benefici di cui all'art. 20
della legge regionale 2 dicembre 1980, n. 125, per l'acquisto di
terreni e relative pertinenze, previa espressa istanza alla
Segreteria tecnica per l'imprenditoria giovanile.
3. Alla copertura finanziaria si provvede con le modalità di cui
al comma 5-quater del presente articolo.
5.duodecies
1. La durata dei mutui anche già stipulati e/o in corso di
ammortamento e preammortamento di cui agli articoli 10 e 13 della
legge regionale 18 agosto 1978, n. 37 e successive modifiche e
integrazioni può essere prolungata ad anni venti, con un
preammortamento di cinque anni, a seguito di apposita istanza che
le cooperative giovanili presenteranno all'IRCAC che procederà alla
rinegoziazione dei predetti mutui.
2. Le somme già riscosse dall'Istituto per il credito alla
cooperazione (IRCAC) per le rate di preammortamento e/o
ammortamento dei mutui saranno detratte dall'importo dovuto per il
pagamento delle rate in scadenza risultanti dal nuovo piano
finanziario di ammortamento. Potranno essere ammesse le cooperative
giovanili già collaudate.
3. Gli oneri eventualmente derivanti dal prolungamento del periodo
di durata dei mutui sono in ogni caso interamente a carico della
cooperativa giovanile».
Onorevoli colleghi, tratteremo ad uno, ad uno gli emendamenti,
perché qui le soppressioni dei singoli commi hanno un senso. Ogni
comma ha un senso diverso.
Comunico che è stata presentato l'emendamento 142.51, che è una
riscrittura del Governo.
MANCUSO. Non si può riscrivere l'articolo. Ci vogliono due ore per
riprendere tutte le norme
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, non si può riscrivere l'articolo a
quest'ora. E' troppo difficile da capire. E' già difficile capire
ciò che è contenuto nella norma, non si può riscrivere. Non posso
accettare la riscrittura.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 7.30, è ripresa alle ore 8.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, si tratta di un emendamento, il
142.51, che è impensabile trattare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 142.51 è
inammissibile.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge 471-471bis/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 142 ed ai relativi emendamenti.
Gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo e dei singoli
commi sono ritirati.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, ho presentato tre emendamenti
abrogativi relativi ai commi 1, 9 e 10. Per quanto riguarda il
comma 10, se il Governo mi dà una spiegazione, potrei anche
ritirare il relativo emendamento.
Il comma 1 tratta di concorsi per titoli e, peraltro, viene
applicata la norma anche al personale delle Aziende sanitarie, con
uno slittamento di una vecchia norma, che è differita al 31
dicembre 2013 (concorsi fatti solo per titoli negli enti locali,
nell'amministrazione regionale, negli enti sottoposti a tutela e
vigilanza e anche nelle aziende sanitarie, esclusi i medici). Io
ritengo, invece, che il concorso debba farsi per titoli ed esami
come è previsto da tutte le parti.
Il comma 9, invece, toglie all'Assessore per le autonomie locali
la funzione pubblica, le attività informatiche e tutto quello che
riguarda l'ITC. Però, tale funzione non viene affidata a nessuno.
LOMBARDO, presidente della Regione. La restituisce a chi l'aveva
prima
MANCUSO. Abroga la norma che assegna all'assessore l'attività ITC.
A meno che non ce l'avevano in due e, allora, resta all'atro
competente. Si toglie la competenza ad un assessorato e non si
precisa a chi viene affidata.
Per quanto riguarda il comma 10, è prorogato al 31 dicembre 2009,
ma le confesso che, con la collaborazione degli Uffici, ho cercato
le norme, ma non ho trovato nulla
Si tratta forse dei Consorzi agrari?
Non si capisce di che proroga si tratti. Prima era prevista una
proroga sino al 31 dicembre 2004; ora è prorogata al 31 dicembre
2009.
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 192.1 è stato ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 192.12 dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 192.14 dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 192.44 che abroga il comma 1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti A 620 e 142.12 di identico contenuto. Ne
do lettura:
«Aggiungere il comma:
18. Le disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale n. 25/2008 non si applicano per i concorsi già espletati
le cui graduatorie siano state approvate in via definitiva alla
data di entrata in vigore della legge regionale n. 25/2008».
SAVONA, presidente della Commissione relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Questo emendamento serve a mantenere le graduatorie dei concorsi
già espletati, in via definitiva. E' una proroga.
PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Sono approvati)
Gli emendamenti 142.16, dell'onorevole Leontini e altri, e 142.17,
dell'onorevole Lupo ed altri, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento142.24, degli onorevoli Mancuso e altri,
soppressivo del comma 9. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento142.35, di firma illeggibile. L'onorevole
Mancuso desiderava una spiegazione sul comma 10, assessore Cimino.
E' possibile capire di cosa si tratta?
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sono delle
proroghe dei consorzi agrari in linea con la legislazione
nazionale.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 142.38 e 142.39 del Governo sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 142.40 dell'onorevole Oddo. Lo pongo in
votazione.
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(E' approvato)
MANCUSO. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma
all'articolo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Emendamenti soppressivi al comma 12; soppressivi al comma 13, 14,
15, 16 sono ritirati. Emendamento 142.32 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 142.38 e 142.39 a firma del Governo.
Si passa all'emendamento 142.39, a firma del Governo.
CIMINO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 142.40, dell'onorevole Oddo. E' è
inammissibile
Si passa l'emendamento A719, a firma degli onorevoli Gucciardi e
Lupo. Lo pongo in votazione.
CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 142.50, a firma D'Asero.
D'ASERO, vice presidente Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vice presidente Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, è una norma che riguarda le aree di sviluppo
industriale e in particolare i proprietari di terreni che non
hanno subito espropriazione e quindi non sono di pertinenza
dell'ASI. Possono attraverso la deroga alla norma realizzare i
capannoni in proprio conto perché diversamente l'ASI non dà loro
l'autorizzazione.
Con questa deroga i proprietari dei terreni ubicati nelle aree di
sviluppo industriale che non sono stati oggetto, né tanto meno sono
oggetto, di esproprio da parte delle ASI, significa che non
appartengono all'ASI e sono inutilizzati, possono realizzare per
proprio conto il capannone che diversamente non potrebbero
realizzare.
E' una norma interpretativa: gli uffici non consentono
autorizzazione perché ritengono di poter consentire realizzazioni
solo in quei terreni che sono sottoposti all'espropriazione e
quindi di pertinenza dell'ASI.
Nella sostanza il proprietario del terreno non può realizzare, non
è proprietario della propria disponibilità perché non ottiene
l'autorizzazione. Con questa deroga la può ottenere. Potrebbe
esserci anche una semplice autorizzazione amministrativa.
Così non è perché i direttori non hanno concesso questa
autorizzazione. Attraverso questa deroga si può concedere. Questo è
il senso.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, posso
costruirmi la mia impresa, la sede della mia industria?
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, se lo ritiriamo acceleriamo il
percorso. Tutti gli emendamenti da ora in poi saranno così. Se
comportano un minimo di dibattito verranno automaticamente
stralciati.
D'ASERO, vice presidente Commissione e relatore di minoranza. Lo
ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 142.49, aggiuntivo all'articolo 142, a
firma dell'onorevole Beninati e altri. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore regionale per l'economia. Questo è un
finanziamento di cui alla tabella H, mi pare. Gia è presente.
PRESIDENTE. Non è un finanziamento. E' una modifica alla legge
istitutiva di Fiumara d'Arte, se non ho capito male.
Onorevole Beninati, non so lo spiego io. Io lo sto leggendo adesso
per la prima volta, ma se vuole lo posso spiegare.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, abbiamo fatto la legge e nel comma 2
c'è scritto come vengono dati e ripartiti questi fondi.
Effettivamente si è ritenuto - e nell'incontro che si è fatto
oltretutto c'era l'Assessore alla formazione di Messina, ha
partecipato anche lui assieme ai sindaci e all'Associazione Fiumara
d'Arte - quanto scritto nella proposta. E cioè hanno proposto
quell'emendamento per una questione solo di ripartizione del
contributo che prendono. Mi auguro che quest'anno lo abbiano. Se lo
hanno, lo ripartiscono in quel modo. Una quota per le attività
culturali e una quota per l'attività di fruizione dei loro beni. I
soldi sono dati dalla Tabella H.
LOMBARDO, presidente della Regione. Non comprendo perché vincolare
il contributo in questa maniera se, sia così che altrimenti, i
titolari dell'Associazione Fiumara d'Arte e gli amministratori
possono operare. O così o diversamente.
Supponiamo che quest'anno preferiscano dividere cinquanta e
cinquanta. L'anno prossimo vorranno fare settantacinque e
venticinque. Successivamente vorranno tornare a una divisione al
cinquanta per cento. Nessuno glielo impedisce. Se lo fissiamo con
legge li obblighiamo a dividere in questo modo il contributo.
BENINATI. Presidente, il comma 2 dell'attuale legge prevede - la
ricordo perché lo scritta io - che il contributo, che consideriamo
cento, veniva dato, siccome i comuni che ruotano nella Valle sono
sei, in questo modo: il dieci per cento al comune
LOMBARDO, presidente della Regione. E così sono liberi di fare
quello che vogliono.
BENINATI. Ma lo dobbiamo scrivere, Presidente Se noi non lo
scriviamo
LOMBARDO, presidente della Regione. Prevediamo di abolire la
ripartizione in modo che liberamente facciano come ritengono. Che
utilizzino il finanziamento come vogliono. Io abolirei la vecchia
norma.
BENINATI. Se non lasciamo il comma 2 non c'è nessuno titolare
della spesa. Titolare della spesa con questa riscrittura è
l'Associazione Fiumara d'Arte e destina i finanziamenti non come
vuole, ma li destina assegnandone una parte per l'attività, com'è
scritto qui, e un'altra parte per la fruizione dei beni.
LOMBARDO, presidente della Regione. Ma mi pare ovvio.
BENINATI . Signor presidente, si può togliere il cinquanta per
cento e si mette solo per tutte quelle finalità . Ma le finalità
è bene precisarle, altrimenti si potrebbero spendere per tutto. Si
lasciano le finalità e si toglie il cinquanta per cento.
LOMBARDO, presidente della Regione. D'Accordo.
PRESIDENTE. Do lettura dell'emendamento 142.49 nel testo
concordato con il Governo:
«Aggiungere il seguente comma:
Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 1 febbraio 2006,
n. 6, è sostituito dal seguente:
2. Il contributo è destinato all'associazione Fiumara d'arte per
iniziative promozionali, culturali e di valorizzazione del percorso
turistico, per la conservazione, manutenzione e fruizione delle
opere d'arte esistenti, per la realizzazione di nuove opere d'arte
nonché per il museo Atelier sul mare sito nel comune di Tusa.
L'inserimento di nuove opere d'arte nel percorso turistico -
culturale Fiumara d'Arte è stabilito d'intesa tra il comune sul cui
territorio è prevista l'opera e l'associazione Fiumara d'Arte.
Entro il mese di febbraio di ciascun anno è predisposto il piano
degli interventi per l'utilizzazione del predetto contributo. Per
l'anno 2010 detto termine è prorogato al mese di giugno.'»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 142.11, a firma dell'onorevole
Vinciullo, decade.
Pertanto decade il subemendamento 142.11.1, di firma illeggibile.
Si passa all'emendamento 142.43, a firma dell'onorevole Di Guardo.
Ne do lettura:
«Al comma 3 dell'art. 4 della legge regionale n. 9 del 1986
aggiungere il seguente periodo: La manutenzione di tutta la
viabilità danneggiata da attività eruttive di vulcani e la
rimozione dei detriti, delle ceneri e dei lapilli spetta alla
Provincia regionale».
DI GUARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GUARDO. Onorevoli colleghi, nella zona etnea, quando
fuoriescono dall'Etna lapilli e ceneri, si verifica un problema. I
comuni non hanno le risorse per pulire le strade dai materiali
vulcanici. Poiché il problema riguarda la provincia regionale, si
potrebbe pensare che la competenza a ripulire quelle strade
appartiene alla Provincia.
In tal modo, la Provincia è competente per tutta l'area e il
Comune, nel cui territorio cade la cenere, non ha le risorse. Credo
che non comporta nessun impegno di spesa da parte della Regione e
chiedo all'Aula di approvarlo.
PRESIDENTE. A mio avviso, la norma potrebbe anche non servire in
quanto è possibile che la Provincia già espleti il servizio.
Pongo in votazione l'emendamento 142.43. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 142.46, a firma dell'onorevole Gianni. Ne
do lettura:
«Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 23, dopo le parole "interessi per finanziamenti"
aggiungere le parole sino all'esaurimento delle disponibilità
economiche all'uopo destinate";
le parole "alla data del 30 giugno 2008" sono soppresse».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 142.10, a firma dell'onorevole Oddo ed
altri.
«Aggiungere il seguente comma:
Dopo l'articolo 69 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 è
aggiunto il seguente comma:
69 bis. Le funzioni di vigilanza e di sorveglianza all'interno
della Riserva naturale di Monte Cofano, istituita con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente del 25
luglio 1997, sono affidate al Corpo forestale della Regione».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A553 e al subemendamento A553.1,
dell'onorevole De Luca.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Onorevoli colleghi, sono
contrario a questo emendamento per diverse ragioni. In modo
specifico perché, come ben sappiamo, con la passata Finanziaria le
risorse liberate delle regioni, non spese, sono imputate
direttamente al bilancio dello Stato. Nel momento in cui noi
scriviamo un articolo di questo genere , noi confermiamo di avere
risorse liberate da programmare. Le risorse liberate, in quanto
liberate, secondo la finanziaria sono state già disimpegnate e
immesse nei capitoli di disponibilità del Governo centrale.
Queste iniziative noi possiamo promuoverle benissimo anche senza
scriverle in un testo legislativo perché sono accordi di programma
nell'ambito dell'attività del Governo.
DE LUCA. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' in distribuzione la Tabella 2.31 collegata all'articolo 26. Si
passa all'emendamento 142.41.2 che è inammissibile. Si passa
all'emendamento 142.41, del Governo.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, illustro
l'emendamento 142.41.
Tempo fa il legislatore nazionale con la legge numero 237 del 1993
e il legislatore regionale dopo, con la legge numero 37 del 1994,
modificata di recente da questo Parlamento, con la legge 6 febbraio
2008 numero 1, ha previsto la possibilità, per i soci che avessero
prestato garanzia in favore degli istituti di credito, in
particolare per quanto riguarda il mondo delle cooperative agricole
che avevano dichiarato uno stato di insolvenza o di fallimento, di
accordare, con una sorta di transazione, il 60 per cento dei debiti
garantiti, con la contestuale liberazione integrale da parte dei
garanti.
Una normativa disciplinata per il mondo agricolo e con un parere,
tra l'altro, del Consiglio d'Europa, che ha esitato favorevolmente
questa norma. Rispetto a questa norma sono stati impegnati soltanto
dieci milioni di euro - a fronte di una disponibilità di 33 milioni
di euro - perché alcune banche non hanno aderito.
Con questa norma si consente la copertura finanziaria, prevista
nella legge del 2008 e nella legge numero 37 del 1994. Addirittura
c'è una decisione unanime del Consiglio d'Europa.
Questa è una norma modificativa, non serve la copertura nella
fattispecie, perché è previsto che I benefici sono concessi
attraverso la graduatoria appositamente formulata e fino ad
esaurimento dello stanziamento .
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, non siamo in grado di esaminare
questo emendamento. Non è un emendamento modificativo; pertanto, la
Presidenza lo dichiara inammissibile.
Il subemendamento 142.41.1 e l'emendamento A.718 sono
inammissibili.
MARINELLO. Signor Presidente, questa non è una norma che comporta
spesa. Non ho compreso perché lo ha dichiarato inammissibile, così
come non ho capito perché ha dichiarato inammissibile anche il
subemendamento 142.41.1.
PRESIDENTE. L'articolo 142 è un articolo che abroga e modifica
norme esistenti, mentre questa è nuova norma. Onorevole Marinello,
può tranquillamente presentare un disegno di legge e l'Assemblea lo
esaminerà con corsia prioritaria.
Si passa all'emendamento142.12, aggiuntivo all'articolo 142, degli
onorevoli Raia, Digiacomo, Panepinto e Faraone e all'emendamento
A620 della Commissione di identico contenuto. Ne do lettura:
Emendamenti 142.12 e A. 620:
«Aggiungere il comma:
18. Le disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale n. 25/2008 non si applicano per i concorsi già espletati
le cui graduatorie siano state approvate in via definitiva alla
data di entrata in vigore della legge regionale n. 25/2008».
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 142 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 26, precedentemente accantonato.
Tutti gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 26 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.10, dell'onorevole Caronia.
Onorevole Caronia, le faccio osservare che è in contrasto con la
tabella.
CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato il subemendamento Tab 2.31.1
all'emendamento Tab 2.31.1 bis del Governo, relativo alla tabella
2.31.Ne do lettura:
«Alla Tabella 2 dell'art. 26 inserire l'opera Convento
Montevergini, Galleria arte contemporanea - Siracusa .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Tab 2.31.1 bis, a firma del
Governo, come modificato.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 26 con le tabelle allegate. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 85 in precedenza accantonato. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A.716,
che stanzia 10 milioni di euro per obbligazioni derivanti da
contratti di formazione già avviati negli esercizi finanziari per
le Università, contratti di formazione specialistica. Si tratta di
obbligazioni pregresse: Le somme autorizzate nel triennio 2009-
2011 per finalità previste dal Titolo I della legge regionale 20
agosto 1994, n. 33, possono essere destinate al pagamento delle
obbligazioni derivanti dai contratti di formazione già avviati
negli esercizi finanziari precedenti. Per le finalità di cui al
comma precedente è autorizzata per il triennio 2010-2012
l'ulteriore spesa di 10 milioni di euro .
MANCUSO. Non sono borse di studio. Chiamatele con il loro nome.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che si sia ingenerata una certa confusione. Questo
è l'emendamento che circolava in Aula un paio di ore fa, infatti la
cifra è 10 milioni. Sulla destinazione non ci sono dubbi, perché
trattasi di obbligazioni pregresse a proposito di formazione
specialistica da parte della Regione nei confronti delle Università
che hanno anticipato e che si accingerebbero a rivalersi sulla
Regione stessa. La nuova dotazione finanziaria del capitolo, o
dell'oggetto, è limitata a 4 milioni di euro, se non ricordo male.
Me se è stato già votato, come mi si dice, di che parliamo?
CIMINO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirare
l'emendamento A.716.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che alla tabella 2.31, approvata con
l'articolo 26, c'era un errore materiale. Al 146 intervento era
sovrintendenza di Palermo non comune di Palermo e al 207 era
sovrintendenza di Trapani e non comune di Trapani . Così resta
inteso.
Le sovrintendenze sono gli organi deputati al restauro dei beni
all'interno delle chiese.
Si riprende l'esame dell'articolo 33 in precedenza accantonato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 34, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
34.15.1, sostitutivo del comma 1 dell'articolo 34. Ne do lettura:
«L'articolo 34 è così sostituito:
Articolo 34
Misure di sostegno ai comuni di Scaletta Zanclea ed Itala per
gli eventi calamitosi dell' 1 ottobre 2009
Per la copertura finanziaria della spesa sostenuta dai comuni di
Scaletta Zanclea ed Itala per fronteggiare i danni causati dagli
eventi alluvionali dell'1 ottobre 2009, è destinata la somma di
euro 5.000 migliaia di euro finalizzata al rimborso dei materiali,
della manodopera, dei noli dei mezzi approntati e delle spese
relative al loro funzionamento.
2. Per le finalità dell'articolo 34 della legge regionale 16
aprile 1967 n. 46 e dell'articolo 39 della legge regionale 26 marzo
2002 n. 2 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2010, la spesa
di 4.000 migliaia di euro.
3. Le somme autorizzate nel triennio 2009-2011 per le finalità
previste dal titolo I della legge regionale 20 agosto 1994 n. 33
possono essere destinate al pagamento delle obbligazioni derivanti
dai contratti di formazione già avviati negli esercizi finanziari
precedenti.
4. Per le finalità di cui al comma 3 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2010, l'ulteriore spesa di 4.000 migliaia
di euro.
5. Per le iniziative di carattere culturale, artistico e
scientifico di particolare rilevanza è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2010, la spesa di 4.000 migliaia di euro (U.P.B.
3.2.1.3.2 - capitolo 376528).
6. L'Assessorato regionale delle attività produttive è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2010, a finanziare
progetti di investimento realizzati dai Consorzi ASI. Per le
finalità del presente comma, è autorizzata, a valere sulle risorse
PAR-FAS 2007-2013 la spesa di 2.000 migliaia di euro.
7. Per provvedere al pagamento dei debiti contratti nei confronti
delle imprese che hanno presentato, entro i termini previsti
dall'articolo 62 della legge regionale n. 2/2002, la dichiarazione
di conformità di cui all'articolo 29 della legge regionale n.
6/2001, la Regione è autorizzata ad assumere un limite di impegno
di spesa settennale di 2.750 migliaia di euro per ciascuno degli
anni a partire dal 2010.
8. A valere sulle disponibilità di cui alla lettera f)
dell'articolo 4 della legge regionale n. 19/2005, la somma di euro
1.500 migliaia è destinata al pagamento delle spese relative
all'attività revisionale svolta negli anni 2006, 2007 e 2008 dalle
associazioni di rappresentanza e tutela del movimento
cooperativistico della Sicilia nei confronti delle cooperative
aderenti, ai sensi dell'articolo 21, comma 3 della legge regionale
23 maggio 1991 n. 36.
9. Si autorizza l'alienazione di parte dell'immobile ex IMER di
Partanna Mondello, attualmente occupato dalla ditta Guajana
Ferramenta S.p.A. sito in Palermo, Via Partanna Mondello 74/C, dal
Consorzio ASI di Palermo all'impresa "Guajana Ferramenta S.p.A -
GiGa Immobiliare e Servizi S.p.A", dichiarata vittima della mafia
ad un prezzo che preveda l'abbattimento di due terzi del valore
assegnato dall'Agenzia del Territorio. Contestualmente si dimezza
il debito del Consorzio ASI di Palermo nei confronti della Regione.
La copertura finanziaria è da imputare ai fondi ex ESPI della quale
la Regione Siciliana è creditrice.
10. All'articolo 2 della legge regionale 10 novembre 2001 n. 20,
dopo le parole "in quiescenza" sono inserite le parole" e,
esclusivamente per l'Ufficio di diretta collaborazione del
Presidente della Regione, anche un esterno".
11. Al fine di garantire il livello occupazionale il personale
delle società dismesse, in servizio alla data del 31 dicembre 2009,
è trasferito nelle società risultanti alla fine del processo di
riordino. E' fatto divieto alle società a partecipazione totale o
maggioritaria della Regione di procedere a nuove assunzioni di
personale sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, ivi
comprese quelle già autorizzate e quelle previste da disposizioni
di carattere speciale, salvo quanto previsto da procedure
contrattuali discendenti da bandi ad evidenza pubblica, effettuati
prima dell'entrata in vigore della presente legge».
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rivolgermi
al Presidente della Regione sul problema che riguarda i Comuni dei
Nebrodi.
Ci sono cinquanta sindaci di comuni della fascia dei Nebrodi che
manifestano perché si sentono abbandonati dalle Istituzioni, dal
Presidente della Regione e dal Presidente del Consiglio.
Non voglio dire altro, è un problema che io segnalo, che ho già
segnalato e credo che sarebbe opportuno risolvere, anche per dare
un segnale a questi Comuni, che prima sono stati veramente
massacrati e oggi sono in una situazione particolare.
Al di là delle somme minime che sono state emesse con fondi FAS,
questi comuni - e non mi riferisco ad uno ma a decine di comuni -
sono veramente in uno stato di abbandono.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
34.15.1. del Governo interamente sostitutivo dell'articolo 34. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A 741 del Governo, modificativo
del comma 1 dell'articolo 34. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 81, in precedenza accantonato,
al quale è stato presentato dal Governo l'emendamento 81.15 di
riscrittura.
Mi avvertono gli Uffici che l'articolo 81 è stato votato qualche
ora fa, mentre non ero io a presiedere.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, si fidi: l'articolo 81 non è stato
votato. Non è stato votato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, siamo veramente stanchi e succedono
cose spiacevoli.
PRESIDENTE. A cosa si riferisce, onorevole Cracolici? A quali cose
spiacevoli?
CRACOLICI. Cambiare il comma di un articolo pensando che si sta
cambiando un altro comma o modificando un comma e scoprire che un
comma si sostituisce con dieci commi, di cui l'Aula non sa nulla.
Non mi pare sia una cosa piacevole. La definisco così.
Detto questo, voglio suggerire di ricorrere all'articolo 117 visto
che la riscrittura fatta del Governo sul primo comma dell'articolo
81, relativa alla vicenda AST, introduce la dizione il ragioniere
generale' con l'Assessore per l'economia' che - devo dire -
c'entrava poco nell'economia del ragionamento del testo. Pertanto,
qualora fosse necessario, vorrei che gli Uffici valutassero la
ragione e l'opportunità che venga specificato perché rimanga un
dato.
Per l'AST il soggetto che esercita il controllo non è
l'Assessorato dell'economia. Non vorrei che qui si costruisse un
sistema dove tutto passa e viene concentrato sull'Assessorato
dell'economia, anche perché l'Assessorato dell'economia esercita le
funzioni nei confronti dell'AST, essendo una società dualistica,
attraverso gli organi della società. Eviterei di confondere il
ruolo dell'Assessorato dell'economia con il ruolo di funzionari
eccellenti che svolgono le funzioni di amministratori o di
controllori dell'AST stessa.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, vorrei ricordare a lei e
all'assessore Cimino che, qualche ora fa, abbiamo accantonato
l'articolo 34 e l'articolo 33 per precise motivazioni. I passaggi
relativi a tali accantonamenti sono riportati nel verbale di questa
seduta; non me li sono inventati adesso. Dopodiché, insieme
all'onorevole D'Agostino e all'onorevole Romano, abbiamo concordato
che mi sarei assunto l'incarico certamente formale di intervenire
al riguardo. In particolare, sull'evento riguardante l'articolo 33
si era preso atto che, giustamente, era stato riconosciuto un
evento del settembre del 2008 e si è chiarito che a questo evento
veniva data una copertura economica per danni ai privati. E si è
pure detto, si è concordato e si è convenuto che bisognava
includere anche l'evento del 10, 11 e 12 dicembre 2008.
A questo punto, il sottoscritto insieme agli onorevoli Romano e
D'Agostino si è premurato di formalizzare un emendamento che
integrasse la parte che era stata, per errore, esclusa e che era
proprio quella dell'evento del 10, 11 e 12 dicembre 2008 e, in
particolare, la delibera di Giunta numero 339 del 16 dicembre 2008.
Ora, signor Presidente, questo era l'articolo 33 come veniva
sostituito; è stato consegnato dalle mie mani all'assessore Cimino
e ritengo che ci fosse un impegno condiviso dell'Aula in tal senso.
Non so, ancora oggi non ho ancora capito qual è l'articolo 33; se
è quello del testo, mi scusi, signor Presidente, non è quello che
si è convenuto. Pertanto, chiedo che a questo punto si mantenga ciò
che si è detto e che è verbalizzato: che il Governo avrebbe
sopperito a questa dimenticanza. Per cui non so se l'articolo 33
che abbiamo approvato è quello di cui sto parlando io o è un altro.
Per l'articolo 34, signor Presidente, le devo dire che ho visto un
foglio intero di commi. Sinceramente l'articolo 34, che era stato
riformulato da noi, e mi risulta che era ben altra cosa, era
limitato alla modifica di sole tre righe e voleva includere, così
come era stato anche qui detto, importi diversi. Nello specifico,
un importo eguale per Scaletta ed Itala, un altro importo per il
comune di Messina e un altro importo per San Fratello e Caronia.
Io, caro Presidente, di queste carte non ne ho ancora viste e
siccome - ripeto - tutto questo è oggetto del verbale di questa
seduta d'Aula chiedo al Governo gentilmente di vedere dove sono
questi emendamenti. E peraltro, signor Presidente, se così non
fosse, mi dispiace dirlo, chiederei che l'articolo 34, che si è
votato, venisse quanto meno fatto vedere ai colleghi perché, se è
vero come è vero, è ben altra cosa. Ho visto circa otto commi e non
so neanche cosa ci sia scritto; ho visto qualcosa, ma non so di
cosa parla, signor Presidente.
L'articolo 34 era un articolo molto stretto e concreto; riguardava
poche cose.
Oggi, l'articolo 34 non l'ho ancora visto, quindi, anche se
l'abbiamo votato, se lei è così cortese da farcelo leggere, così ci
rendiamo conto che tutto quello che ci siamo detti qualche ora fa è
stato totalmente disatteso ma in maniera così brutale che credo non
ci siano altre parole da aggiungere.
Lo ripeto, l'articolo 33 era un impegno che il Governo aveva
preso. Era per le elargizioni da dare a privati colpiti da eventi
alluvionali e includeva, oltre settembre, il mese di dicembre. Non
so perché questo non si possa vedere.
Signor Presidente, non mi muoverò dall'Aula se non vedrò questi
emendamenti.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
telegraficamente sull'articolo 33.
Avevamo trovato un'intesa per dare ristoro ai privati. L'articolo
33 è rimasto lo stesso. Avevamo inteso inserire la zona di Falcone,
Patti, Messina, Caronia e San Fratello ed era rivolto solamente al
ristoro da dare ai privati, ai tanti cittadini che hanno avuto
danni nelle proprie case. Un impegno che aveva assunto il Governo.
Chiedo, visto che l'articolo è stato approvato e non si può
tornare più indietro, un impegno formale da parte del Governatore e
da parte dell'Assessore perché al più presto troviamo le risorse,
vuoi della Protezione civile vuoi con fondi propri, per intervenire
e dare ristoro a queste persone.
Credo che l'articolo 33, così come è formulato, sia una goccia nel
mare. Infatti, un milione di euro, spalmati su 100-150 mila
abitanti, più la città di Messina nella zona sud, significa dare
100 euro a persona.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
annunciare che non ritiro neanche un emendamento della tabella H.
Quanto accaduto sull'articolo 34 è la ripetizione di quello che è
successo sei ore fa. Siccome avete messo di tutto - non so chi, non
mi rivolgo alla Presidenza - in un emendamento che riguardava gli
eventi, i finanziamenti all'assessore al turismo, all'assessore
peri beni culturali. E' il maxiemendamento ristretto, spremuto
Dato che c'è questo modo di fare, per quanto mi riguarda, non
ritiro neanche un emendamento della tabella H. Siamo qui a lavorare
perché è giusto così.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiarisco quanto è accaduto da un
punto di vista tecnico. L'articolo 33, onorevole Beninati, è stato
votato così come era scritto nel fascicolo originario della
Finanziaria. Quattro ore fa non presiedevo io; adesso sono
rientrato da alcune ore e non ho trovato alcuna riscrittura. Quello
avevo e quello ho fatto votare.
BENINATI. Ma il Governo deve rispondere
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io sono
rammaricato della discussione che si era sviluppata a proposito
dell'articolo 34 ed anche perché abbiamo votato un articolo che non
avevamo neanche letto.
Credo che questo non sia - e voglio sperare che sia stato un
infortunio - un bel segnale rispetto ad una situazione che si era
sviluppata prima.
Quindi, considero utile riprendere
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono state fatte due votazioni
poco fa: una sull'articolo 33 ed una sull'articolo 34.
A queste votazioni il Parlamento è giunto sulla base del fatto che
sono rientrato in Aula dopo un paio d'ore di assenza, non ho
trovato emendamenti di riscrittura dell'articolo 33 e l'ho messo in
votazione. Sull'articolo 34 è stato formulato dal Governo un
emendamento - diciamo un emendamento lungo - che ritenevo arrivasse
in Aula con la concordia di tutto il Parlamento, almeno così avevo
saputo; diversamente, non l'avrei messo in votazione senza averlo
fatto distribuire.
Ritenevo fosse un emendamento richiesto da tutto il Parlamento.
Questo è lo stato dell'arte. Quell'emendamento mi veniva proposto
come un emendamento che riscontrava gli umori dell'intero
Parlamento perché dava respiro alla cultura, al turismo e ad altre
attività che erano rimaste paralizzate dalla nuova finanziaria.
Se non è così, c'è la soluzione al problema.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Beninati, volevo scusarmi perché, quando ho
passato la riscrittura agli Uffici, i due emendamenti erano
quelli di riscrittura e francamente, nella volontà di creare le
condizioni di definire a 360 gradi un percorso, vi è stato
probabilmente un errore, e adesso gli Uffici mi testimoniano che
hanno trovato la riscrittura dell'articolo 33.
Il testo del Governo ha di fatto in parte riscritto l'articolo 34,
mentre, per quanto riguarda l'articolo 33 - ho la sua riscrittura
che non mi è pervenuta -, se il Presidente è d'accordo, possiamo
riscrivere questo articolo come lei aveva concordato.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per correttezza
dei fatti non ho nulla da dire su questo aggiustamento
dell'articolo 33; l'importante è che venga formulato in maniera
precisa, non come una cosa mia perchè non è una cosa mia, è una
cosa di alcuni colleghi, anzi è di tutti. Io ho preso solo
l'impegno di andare insieme ad altri colleghi a formalizzarlo,
tanto per essere chiari.
Devo aggiungere, signor Presidente, che il modificativo
dell'articolo 34, che era il comma 1
(Brusio in Aula)
Signor Presidente, l'articolo 34, in questo testo del Governo
Signor Presidente, la prego, mi ascolti perchè è importante questo
passaggio. Non mi confondete, vi prego. Io ho le idee chiarissime.
Signor Presidente, abbiamo una fortuna e penso che il problema lo
risolviamo. La fortuna è che per ogni articolo c'è un titolo; c'è
un testo, altrimenti, non vedo perché si scrivono i testi.
Ebbene l'articolo 33 ha il suo testo e si aggiungeva solo l'evento
di dicembre del 2008. Questa la modifica che è stata fatta.
L'articolo 34, signor Presidente, ha un altro titolo: Misure di
sostegno ai comuni di Scaletta Zanclea e Itala per gli eventi
calamitosi del 1 ottobre 2009 .
Signor Presidente, obiettivamente, come dicono in alcuni posti
qui nessuno è fesso .
Ma cosa c'entra l'articolo 34, tutto quello che abbiamo ora
scritto? O quanto meno, se si voleva scrivere di più, almeno si
scriveva quello che era stato concordato e si metteva il di più.
Qui è finita che non si è messo quello che si è concordato e si è
messo il di più.
Siccome il titolo è molto specifico, penso che gli Uffici non
potrebbero neanche formalizzare l'articolo 34 perché se resta così
come noi lo abbiamo approvato si dovrebbe cambiare il titolo. E
siccome il titolo non lo abbiamo votato, per me, quell'articolo
non lo abbiamo votato.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sconcertato.
Lei, assessore Cimino, ha avuto la capacità di toccare il profondo
della mia sensibilità e le rinnovo l'invito a dimettersi, e lo sa
perché? Per un motivo molto semplice.
L'articolo 34 aveva una formulazione precisa e, mi creda, sono
sconcertato dal fatto che si sia mischiato un tragico evento, come
quello di Scaletta, Itala e Messina, con una serie di cose che
sicuramente saranno importanti, ma che si inseriscono all'interno
della Finanziaria solo per una finestra che viene messa da parte e
che è riferita a un evento particolarmente doloroso per il quale
abbiamo chiesto e abbiamo elemosinato in più occasioni in
Commissione Bilancio quelle che erano legittime richieste di
impegni presi dal Governo, dal Presidente della Regione, in più
occasioni e, soprattutto, l'impegno di non far fallire le settanta
imprese che avevano fatto l'intervento in quei tre mesi fra
Scaletta, Itala e Messina a cui ancora non si era dato un euro. Per
tutto questo, si fa un riferimento, signor Presidente. Mi perdoni
Mi perdoni.
E per arrivare ad avere questi 5 milioni di euro sono stato
additato da tanti colleghi, in modo particolare in Commissione
Bilancio, e concludo il ragionamento, per non si sa che cosa. E
c'era chi scherzava e c'era chi invece faceva sul serio. Abbiamo
portato avanti una richiesta, onorevole Presidente della regione,
che fa riferimento ad un territorio che è stato martoriato. E
quell'impegno, lei sa bene, che non è neanche di 5 milioni di euro,
ma ammonta a molto di più.
Allora abbiamo fatto la trattativa sulla disgrazia In Commissione
Bilancio Prima uno, dopo tre, dopo 5, dopo si tenta 8, dopo si
scende, su che cosa, assessore Cimino? Lei su che cosa ha trattato?
Quando vedo associate una serie di cose a questa norma e penso a
quei morti, mi creda signor Presidente, possiamo stringere quanto
vogliamo ma, nella vita, per quanto mi riguarda, signor Presidente,
c'è un termine e lei mi conosce bene. Personalmente, rispetto a
certe cose non transigo. Mi sento offeso. Glielo dico chiaramente e
pubblicamente. In questo Parlamento mi sento offeso, sia per come
si sono svolti i fatti su questa vicenda, sulla ingenerosa e mi
permetto dire vergognosa trattativa a cui sono stato sottoposto
perché il Governo non aveva previsto nulla nella Finanziaria per
questa situazione e soprattutto per questo epilogo che non è
dignitoso per questo Parlamento. Glielo dico francamente.
E quindi non posso, non mi sento E mi chiedo se questo è il modo
di chiudere la partita, di votare la Finanziaria Mi dispiace. Non
ce la faccio. Mi dispiace.
(L'onorevole De Luca torna al banco commosso)
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso sia
assolutamente spiacevole la modalità con cui stiamo rappresentando
le cose e vorrei dire al mio amico Cateno De Luca che purtroppo
qualcuno aveva parlato di lacrime e di sangue . Questa è una
Sicilia nella quale tutti abbiamo vissuto drammaticamente queste
ore. Mi sembra sbagliato ancorché e capisco l'emozione e comprendo
tutto il significato dello sconforto del mio amico Cateno De Luca.
Pur tuttavia, faremmo un cattivo servizio a noi tutti se facessimo
diventare ciascun argomento l'argomento fondamentale sul quale
discutere.
Io sono qui per fare una proposta concreta agli amici
parlamentari perché una volta per tutte si faccia chiarezza nelle
nostre coscienze.
Signor Presidente, le chiedo che questa famosa tabella H, per la
quale non si dorme neanche la notte, questa famosa tabella H si
snellisca veramente e i soldi che si raccolgono con tale operazione
sulla tabella H si destinino per i ragazzi che dormono nelle
macchine, per le persone che devono essere occupate Diamo una
priorità e abbiamo il coraggio davanti alla gente, davanti alla
gente, di fare le scelte vere, senza essere con una mano lunga e
l'altra mano corta Abbiamo il coraggio ora di dire che siamo
pronti a chiedere al Governo che si faccia un esame attento della
tabella H invece di venire qui poi a rivendicare o dire che staremo
fino a giorno 5 per chiudere questa finanziaria.
Le chiedo, signor Presidente, di fare dieci minuti di sospensione
perché questo Parlamento dimostri, ai ragazzi che sono fuori a
dormire in macchina, il coraggio di dare loro le somme, quelle
stese somme che forse vorremmo destinare ad altro.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Colianni, abbiate tutti il buon senso di ascoltare, anche chi in
maniera più o meno colorita la pensa diversamente da lei.
Il presidente Cascio è certamente stanco più di noi e, quindi,
sarebbe il caso di aiutarlo, non solo sotto il profilo
istituzionale, ma proprio sotto il profilo fisico.
Sono personalmente convinto del fatto che chi è maggioranza debba
essere disposto sempre a prendere uno schiaffo in più, a porgere
l'altra guancia ed a porre in essere condizioni di serenità d'Aula.
E, comunque, chi si trova all'opposizione subisce, in maniera più o
meno esteriorizzata, una condizione di frustrazione che in una
situazione come la nostra, che da quarantott'ore ci vede in Aula,
può portare a dire una parola in più o a fare una cosa in più o in
meno.
Onorevole presidente Lombardo, mi rivolgo a lei, anche perché noi
dell'UDC non abbiamo mai condivisa questa finanziaria. Non la
volevamo fare. Volevamo fermarci al bilancio. Ma siccome siamo
uomini e donne di buon senso, alle dieci del mattino, dopo
ventiquattro ore di lavoro ininterrotto, ci pare il caso di capire
come vogliamo concludere questa giornata. E sarebbe davvero
inspiegabile, al di là di quelle che sono le drammatiche
rivendicazioni di chi dorme in macchina o di chi, come per esempio
i ragazzi ex ciapisti , per intenderci, che da quindici giorni
sono davanti i portoni del palazzo, al di là del destino che
avranno questi nostri concittadini che stanno peggio di noi, credo
che dobbiamo, anche per un dovere nei loro confronti, arrivare ad
una conclusione.
Onorevole Presidente Lombardo, l'articolo 34 è stato votato. Su
tale articolo c'era un emendamento modificativo, credo a firma
dell'onorevole Beninati e altri che rendeva giustizia, non soltanto
sotto il profilo economico, ma soprattutto sotto il profilo morale
di quello che l'onorevole Beninati e, credo, tutti i deputati
messinesi volessero testimoniare nei confronti degli accadimenti
tragici che si erano verificati in quella terra.
Io mi rivolgo al Presidente della Regione sotto il profilo
politico e al presidente dell'Assemblea sotto quello istituzionale
e regolamentare e chiedo se rispetto a tale problema gli uffici
ritengono di potere, ai sensi dell'articolo 117, rititolare il
primo comma dell'articolo 34, con un articolo autonomo che potrebbe
essere o 33 bis, o 34 bis, dando dignità di articolo unico che
salva l'immagine e il senso interiore di quello che si voleva fare,
oltre che quello economico. E credo che noi, rispetto al fatto che,
oggettivamente, abbiamo votato l'articolo 34 e non si può più
tornare indietro, possiamo fare un ragionamento di buon senso,
fermo restando che poi, per quanto mi riguarda, su tutti gli
emendamenti alla Tabella H, noi dell'UDC siamo pronti ad
intervenire e a continuare a fare la nostra parte.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, sono fermo alle ore 7.00 di questa
mattina quando lei aveva richiamato l'Aula al rispetto delle
disposizioni regolamentari. In questa Aula era stato detto che
tutti gli emendamenti che comportassero spesa non potevano essere
più accolti, anzi si invitava il Governo a non presentarne.
Allora, a distanza di tre ore, nel momento in cui un po' ci siamo
distratti, ci accorgiamo che qualche componente del Governo in
maniera forse poco opportuna - sicuramente, anzi, non forse -
inserisce una non norma, non la possiamo chiamare norma, un
affastellato di norme, di articoli, che tutto hanno tranne che il
senso pregnante che dovrebbe avere questa finanziaria.
E devo dire la verità; in alcune occasioni ho salutato iniziative
di pregio del Partito Democratico perché erano meritevoli di
consenso. Assieme all'onorevole Ferrara ho fatto vedere al
segretario regionale del Partito Democratico un articolo di pregio
che veniva fatto nei confronti suoi e dell'intero suo partito su
fatti importanti che questo Parlamento, con il concorso del Popolo
delle Libertà, aveva realizzato per i siciliani.
Una norma che doveva essere, sebbene in un momento molto confuso,
in un momento politicamente molto difficile, ma che poteva e doveva
essere la migliore norma che tutti insieme dovevamo sforzarci di
rassegnare, di regalare e di offrire a questa Sicilia.
E, in effetti, eravamo quasi sereni, avevamo quasi chiamato a casa
le nostre famiglie, avevamo detto che stavamo rientrando perché
eravamo quasi alla fine. Ci eravamo congratulati vicendevolmente,
onorevole Di Guardo, per qualche piccolo grande risultato che
ciascuno di noi era riuscito a ottenere in queste ore, lunghe ore,
lunghe giornate, in questo Parlamento, in questa Commissione.
Avevamo posto un veto. Avevamo detto, perché le organizzazioni di
categoria, perché Confindustria Sicilia aveva invitato questo
Parlamento ad stare attenti, a non fare norme che servono soltanto
a scialacquare il denaro pubblico. A non fare norme che siano tutto
e il contrario di tutto. E, invece, il risultato qual è, Presidente
Lombardo? Qual è il risultato oggi?
La sintesi è in questo emendamento che per noi, mi permetto di
dire, presidente Leontini, che per noi del PDL non vale Non vale
perché c'è un richiamo regolamentare del Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana che ha detto di bloccare le norme che
comportano spesa.
Ebbene, qualche momento fa avevo cercato, con il contributo di
tanti colleghi di tutti i partiti, di vedere se c'erano le
condizioni per potere risolvere il problema di duecento lavoratori
del Consorzio di bonifica che, purtroppo, dopo avere passato giorni
e giorni in questo Parlamento rischiano di andare a casa, anzi è
meglio dire che se ne stanno andando a casa privi di un contratto
non di un anno, non di sei mesi, non di sessanta giorni, ma senza
alcun contratto nemmeno di un giorno.
E a chi stanotte vergognosamente dai banchi del Governo si è
permesso di contestare la Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana - che è la più alta carica istituzionale della burocrazia
di questo Parlamento - ed è un fatto ripeto vergognoso, a quel
signore dico che dovrebbe chiedere scusa a tutto il Parlamento.
Ebbene, a questo signore facciamo una regalia vergognosa Questo
non lo possiamo accettare Una persona che stamattina si è permessa
il lusso di offendere tutto il Parlamento, va sbattuta fuori,
Presidente Lombardo E' a mia firma la mozione di sfiducia e di
censura nei confronti di costui che, a mio avviso, non può più
stare a capo di un assessorato. Costui detiene in questa Sicilia
la responsabilità di un Assessorato in modo vergognoso,
proditorio. Questo lo dobbiamo dire a chiare lettere, cari
colleghi.
E voglio dire che oggi, come diceva l'onorevole Cateno De Luca,
sul dramma delle persone mettiamo contributi perché dobbiamo farci
l'estate, così come se non bloccavamo noi la nuova norma,
l'articolo 83, Presidente Lombardo, erano pronte trecentotrenta
assunzioni nella Formazione.
E' una vergogna Le dobbiamo dire queste cose
Fermiamoci, Presidente, la prego. L'invito è quello di convocare
immediatamente una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, una Conferenza che possa fare rientrare questa
situazione che è deplorevole, che mette veramente non in imbarazzo,
ma crea grande difficoltà a tutti.
Il mio invito è il seguente. Noi possiamo stare qua, e ve lo dice
uno che era favorevole ad andare avanti, che ha lavorato in questi
giorni, in queste settimane per cercare di raggiungere un accordo.
Sino all'altra sera, alle due di notte, noi come gruppo ci siamo
riuniti, onorevole Pogliese, onorevole Leontini, onorevole Mancuso,
per trovare un accordo, per fare andare i lavori e potevamo qua
bloccare questa finanziaria del Governo non oggi, ma per altri 15,
20 giorni o un mese. Se il PDL voleva fare ostruzionismo, la
finanziaria non si sarebbe fatta.
Ebbene, invece abbiamo cercato di fare interventi proficui per
portare un contributo, come quando stamattina ho chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori in favore delle cooperative edilizie. Al
riguardo, se non intervenivamo tutti insieme, si sarebbe bloccato
il settore e non avremmo potuto dare alle famiglie, alle giovani
coppie una prima abitazione.
Mi fermo qua, Presidente, ma l'invito è il seguente: sospendiamo
per un quarto d'ora per consentire alla Conferenza dei capigruppo
di riunirsi e trovare una sintesi, perché qua non ci sono né figli,
né figliastri; non ce ne possono essere. E' gente che aspetta
un'occupazione; è gente che abbiamo, anzi che avete, illuso negli
anni precedenti e oggi non possiamo lasciarla in mezzo ad una
strada.
Dall'altro lato non possiamo mettere tutto ed il contrario di
tutto; non possiamo mettere il diavolo e l'acqua santa; non
possiamo uscire da qua perché, dopo una norma come questa, domani
Confindustria, i sindacati, le parti sociali, le categorie, la
gente senza un posto di lavoro ci svergognerebbe.
E, allora, chiudo qua, ma mi riservo altri interventi.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, al di là della stanchezza, e non credo che sia soltanto
un problema di stanchezza, ormai abbiamo perso il senso del tempo
lavorando ininterrottamente per ventiquattro ore in Aula e avendo
alcuni di noi precedentemente lavorato anche nella Commissione
Bilancio'. Non ritengo che il lavoro di queste ore come anche il
frutto che sul piano della finanziaria è emerso da questa Assemblea
possano essere infangati da giudizi che definire eccessivi non mi
sembra assolutamente eccessivo.
Se vogliamo entrare nel merito di questa norma, di questo
emendamento,e forse non era opportuno agganciarlo ad un articolo,
piuttosto che ad un altro. Ma questo non giustifica le tante
emozioni. Ve lo dice chi, in verità e lo sapete perfettamente, ha
trascorso a Scaletta come a Giampilieri, a Falcone come a San
Fratello, qualche notte, qualche domenica, qualche giornata festiva
e si è prodigato, per come ha potuto, con quattro soldi. E ciò a
differenza di quanto avvenuto in altre circostanze analoghe per
altre calamità. E sono state credo saldate, se così si può dire,
con ordinanze della Protezione civile che ha diviso in quattro il
soldo e noi ci abbiamo aggiunto tutto quello che abbiamo potuto.
Mi si ricordava che a proposito dei 320 milioni di euro che, tra
Ambiente, Ministero, Territorio e Regione siciliana, di questi 320
milioni di cui abbiamo potuto disporre, soltanto a San Fratello ne
abbiamo destinato 8 milioni. Non siamo mancati in quelle occasioni
ed abbiamo seguito, per come abbiamo potuto, compatibilmente con
qualche altro impegno, questa fatica e questo lavoro.
Abbiamo agganciato male questa norma, ma andiamo a guardarla nel
merito.
Si disse al Presidente dell'Assemblea, se non ricordo male, che
c'era un maxi-emendamento che era quasi la sintesi di non so quante
esigenze e istanze che non avevano trovato risposta in Aula durante
il dibattito sulla finanziaria. Forse erano centosettanta istanze.
Poi, il tutto si è ridotto a quattro punti. E ritengo che, seppure
prima non ne avevano valutato il testo, i deputati durante gli
interventi - o prima degli interventi per chi è intervenuto - si
saranno resi conto di che cosa si trattava.
Si tratta dei 5 milioni per Scaletta che sono stati oggetto di una
trattativa faticosa in Commissione Bilancio. E, seppure non ero
presente in Commissione Bilancio, vi posso testimoniare che
l'ingegnere Lo Monaco - che è il responsabile della Protezione
civile regionale - mi ha assicurato che il nostro intendimento era
quello di destinare intanto, immediatamente, 5 milioni delle nostre
risorse per fare fronte, per come possibile, alle emergenze e alle
spese fatte a Scaletta.
E ci sarà stata pure la trattativa, ma da parte del Governo, vi
posso assicurare che non c'è stato alcun tira e molla, non si è
fatta alcuna resistenza perché questa somma venisse destinata.
E, peraltro, credo che abbiamo approvato una tabella attraverso la
quale, investendo fondi per le aree sottoutilizzate, si sono
destinati cinquanta/sessanta/settanta milioni di euro circa per
interventi per i centri storici, per i centri abitati.
Da parte di tutti i deputati sono stati segnalati obiettivi da
raggiungere per opere pubbliche che hanno interessato molti comuni
della Sicilia. A quanto si è arrivati? A 60, 70 milioni di euro, e
poi?
Scusatemi, io non ho partecipato ai lavori della Commissione
Bilancio', onorevole Cimino, ma credo che i giornali ci
massacrano, parlano di tasse, di assunzioni di migliaia di persone,
eccetera. E ci sono pure i comunicati stampa, salvo che da parte
mia; per carità, io non sono solito farne E' un mio limite enorme.
Si fanno comunicati stampa dopo due minuti che passa una norma
Abbiamo approvato i ticket , Abbiamo ridotto la spesa , o anche
Abbiamo aumentato le tasse .
Ebbene, ritengo che si sia fatto fronte a quelle che sono le
esigenze di un precariato storico per come possibile.
Si è affrontata la materia dell'energia e credo che anche con quel
fondo di garanzia abbiamo fatto un buon lavoro.
Abbiamo modificato, rispetto alla formulazione iniziale - lo
volevamo tutti, da una parte e dall'altra - l'emendamento sulle
cooperative edilizie.
Siamo intervenuti sui ticket sanitari, come sulla trasparenza nei
conti pubblici; sugli interventi per l'agricoltura e nel riordino
delle società; sul finanziamento della legge sui rifiuti, che
sarebbe rimasta scoperta dal punto di vista finanziario, sul
credito di imposta per l'occupazione e sulle zone franche.
Credo, onorevoli colleghi, che sindacati e forze produttive, i
cittadini in generale, cui non sono state aumentate le tasse - lo
ripeto, si trattava di tariffe alle quali ci siamo adeguati su
input del Ministero infrastrutture, per quanto riguarda le
motorizzazioni -, non possono che dirsi soddisfatti di questa
finanziaria nella quale, rispetto a questa massa immane di
obiettivi e di risultati, si ripristina un finanziamento per un
Assessorato, quello del turismo, che si trovava completamente
all'asciutto per tutto l'anno in corso. Si è ripristinato un
finanziamento, che credo l'Aula abbia decurtato, negli stessi
termini in cui si trovava precedentemente, per i beni culturali che
devono finanziare; sono in programma infatti tutta una serie di
iniziative per i 150 anni che non si sarebbero realizzate.
Se questo è il crimine, lo scippo, l'anomalia
Sono stati destinati un paio di milioni di euro per investimenti
per quanto riguarda lo sviluppo industriale.
Si è fatto fronte con due milioni 750 migliaia di euro al
pagamento di una rata di quanto si deve per un progetto di
cartolarizzazione agli artigiani, che sennò ci faranno causa e
avremmo pagato di più.
Con un milione e mezzo di euro abbiamo fronteggiato un altro
onere, quello dell'attività revisionale delle cooperative .
Abbiamo preso atto di un problema, posto da più deputati, che è
quello della Guaiana' che non avrebbe potuto acquistare il sito
dove ha già costruito il suo capannone industriale. Quello
precedente era stato distrutto, bruciato dalla mafia.
E poi, alla fine, c'è una norma, forse anomala - se volete, la
togliamo - che consente al Presidente della Regione di avvalersi,
come capo di Gabinetto, di un esterno, sempre nell'ambito del
numero degli esterni. Questa norma si può togliere, forse anche
perché l'attuale ha detto che non se la sente, che vuole fare un
passo indietro. E chi gli sta dietro? Forse il vice che è un
esterno. Vogliamo toglierla? Togliamola pure
E poi che cosa? In ordine al riordino delle società, abbiamo
proposto la possibilità di un gruppo di dipendenti - se ce ne sono,
come se ce ne sono - di una società che si scioglie e confluisce
in un'altra, di confluire anche loro. Per fare un esempio, se la
società X' confluisce nell'altra i dipendenti della X'
perderebbero il lavoro senza la possibilità di un transito e
dovrebbero essere assunti nell'altra. Ma se fossero assunti
nell'altra, violerebbero la norma, in quanto, a proposito di
formazione professionale, abbiamo bloccato le assunzioni.
L'obbligo, forse, è stato violato; non avrebbero potuti essere
assunti.
Questo è l'emendamento. Andiamo alla sostanza.
Ritengo che forse - se vi scandalizza - si può espungere il comma
10 da questo sacrosanto miniemendamento, non maxi - era fatto di
170 norme -, e la ragione è stata detta alla massima autorità di
questa Assemblea e che adesso la spiego a voi.
Abbiamo fatto male ad agganciarlo qua, si poteva agganciare ad un
altro articolo, al precedente, addirittura in ordine ad una
delibera che non pensavo si riferisse al terremoto di Acireale e
pensavo - lo dico con franchezza - fosse riferita a San Fratello.
Ha bisogno di essere integrata finanziariamente? Benissimo Perché
quegli otto milioni vanno al pubblico mentre ci sono da ristorare
danni dei privati anche qui. Perfetto, lo facciamo con altro
emendamento.
Così come con un altro emendamento, e il Presidente che mi sta
alle spalle sa bene quanti tentativi abbiamo fatto in tal senso e
lui, per coerenza e per lealtà, non è che li abbia respinti, ma mi
ha spiegato che c'erano tante difficoltà.
Emerge una volontà unanime dall'Aula e, pertanto, se chi mi sta
alle spalle lo consente - come credo lo consenta, spero lo consenta
- siamo disponibili a riparare questo piccolo errore o quello che è
stato. Lo abbiamo fatto coni PIP, che sono un'eredità che ci
ritroviamo, anche perché il comune di Palermo non riesce a far
fronte a quanto faceva precedentemente. Lo facciamo per questi
centottanta dipendenti dei consorzi cui si assicura lo stesso
identico numero di giornate lavorative degli anni precedenti, senza
ovviamente incremento di spesa e senza alcuna stabilizzazione.
Questo è un pacchetto complessivo e, se non ritenete che ci sia
stata malafede, abuso, eccesso, ritengo che possa essere il decimo
comma.
Se riteniamo ragionevolmente, forse arriveremo a mezzogiorno, se
Dio vorrà, perché poi dobbiamo fare una riunione di Giunta, è stata
composta una tabella di opere pubbliche, l'altra tabella è stata
aggiustata, rivista, per come si è ritenuto. Allora, vediamo di
definirla questa lunga maratona che ci ha portato, e vi posso
assicurare, non lo so se poi faremo una conferenza stampa, grazie a
Dio penso che oggi sia vacanza ed è giusto dare risposte per come
possibile alle attese dei lavoratori.
Ognuno si prenderà la sua fetta di merito, non di demerito.
Abbiamo scontentato questo, scontentato l'altro. Le tasse di qua,
la strafottenza di là. No. Credo che abbiamo fatto una finanziaria,
devo dirvi, niente male. Sono pronto a riconoscere - me l'avete
detto e lo ribadisco - che non c'è stato ostruzionismo, ostacolo di
sorta. Chi si è intestato una cosa, chi l'altra; è il frutto, come
è ovvio, dell'Assemblea, come d'altronde il testo che è arrivato in
Aula è stato il frutto di un lavoro di molti giorni. Di quanti
giorni, presidente della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Venti giorni.
LOMBARDO, presidente della Regione. E ringrazio lei, onorevole
Savona e i componenti della sua Commissione. Quindi, diceva di
quindici, venti giorni. E' venuto fuori un lavoro buono. Sarebbe
niente male che opposizione e maggioranza, piuttosto che lapidarci
e gridare allo scandalo, parlando ai siciliani, in questa
Assemblea - della quale in un articolo di un grande giornale, forse
il più grande, si legge non se ne vanno a casa per la pensione .
Non io o lui, tutti e novanta. E si dice vergogna di qua e
vergogna di là - invece ci abituassimo a dire bene di noi stessi,
oltre che ovviamente degli altri non ci faremmo del male.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho spiegato il senso di
questo emendamento. Facciamone quello che vogliamo, fatene quello
che volete.
Ho proposto, ovviamente, delle modifiche a proposito di San
Fratello e non solo, ed è un emendamento preciso.
Altro emendamento preciso c'è per quanto riguarda quella fascia di
lavoratori dei consorzi che non avevano trovato, ad ora, una
risposta. Risposta che è affidata alle mani ed alle scelte del
Presidente, che condivido comunque, perché qualunque cosa egli
faccia o dà una prova di eccessiva generosità, che va veramente al
di là di ogni aspettativa, o mantiene una coerenza che francamente
ci porterebbe ad affrontare il problema da qui a qualche giorno.
Se si è sbagliato, per la stanchezza, per le aspettative deluse da
parte di qualche componente del mio Governo, beh, chiedo scusa a
funzionari e a dirigenti e, quindi, alla Presidenza, ma credo che
anche le reazioni siano state fuori misura.
Sarebbe il caso, lo dico a me stesso, che temperassimo gli eccessi
- e la stanchezza sicuramente non ci aiuta - e che concludessimo
serenamente questa lunga maratona, come fino ad ora abbiamo fatto.
Ci abbiamo messo tanto tempo, ma il prodotto, secondo me, è più che
buono. Stiamo offrendo, credetemi - io ne sono convinto, se fossi
convinto del contrario lo direi con molta franchezza -, ai
siciliani uno strumento di sviluppo veramente significativo ed
importante e si ascrive al lavoro, talvolta alle parole, talvolta
ai contributi, talvolta agli scritti, molto spesso anche al
silenzio di tutti noi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono tanti iscritti a parlare e
piuttosto che dare la parola a tutti sospendo per dieci minuti e
convoco la Conferenza dei capigruppo in Sala lettura.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10.30, è ripresa alle ore 12.33)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati dal Governo
due emendamenti aggiuntivi:
- all'articolo 33 l'emendamento A.740
- all'emendamento 34.15.1 il subemendamento A.741. Ne do lettura:
- emendamento A740:
«All'articolo 33, alla fine del comma 1, sono aggiunte le seguenti
parole e di 2.000 migliaia di euro a favore di soggetti privati
che hanno subito danni a seguito dell'evento del 10-11-12 dicembre
2008, di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 339 del
16.12.2008 ».
- emendamento A 741:
«Al comma 1 dopo le parole funzionamento sono aggiunte le
seguenti parole Per le medesime finalità sono assegnate al comune
di Messina 2.000 migliaia di euro ed ai comuni di San Fratello e
Caronia 500 migliaia di euro ciascuno .
Al comma 2 la parola 5000 è sostituita con 4000 ».
Ci sono difformità fra resoconto e verbale, nonché con l'allegato
emendamenti. Riascoltanto succede quanto scritto nel resoconto.
Forse l'emendamento interamente sostitutivo si riferisce al 33?
Pongo in votazione l'emendamento A.740. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l' emendamento A741. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 81.15, interamente sostitutivo
dell'articolo 81.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 143, con l'allegata Tabella I. Ne do
lettura:
«Articolo 143
Trasferimenti annuali in favore di enti
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2010 i trasferimenti in
favore degli enti di cui alla tabella H' allegata alla legge
regionale 6 febbraio 2008, n. 1 ed inseriti nell'allegato 1' alla
presente legge, sono quantificati annualmente con la legge di
approvazione del bilancio.
2. La lettera h), dell'articolo 3, comma 2, della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni è
abrogata».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 143.14 e
dalla Commissione il subemendamento 143.14.1. Ne do lettura:
- emendamento 143.14 (riscrittura):
«Articolo 143
1. La Regione concede un sostegno economico sotto forma di
contributi, ad enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi
comunque denominati (di seguito Enti) non aventi scopo di lucro,
per la realizzazione di iniziative aventi rilevanza sociale, socio-
sanitaria, culturale, storica, ricreativa, artistica, sportiva,
ambientale, di promozione dell'immagine della Regione e dell'
economia locale, la cui attività si ripercuote con riflessi
positivi sull'economia del territorio.
2. Gli Enti inseriti nell'Allegato "I" della presente legge,
aventi le caratteristiche e la cui attività rientra tra quelle
previste al comma l, sono individuati quali beneficiari di un
sostegno economico da parte della Regione.
3. Ai fini di una corretta gestione delle risorse pubbliche sotto
il profilo dell'efficacia, dell'efficienza e dell'economicità, con
la presente legge ed ove non già previsto dalla vigente
legislazione di settore, sono determinati i criteri e le modalità
per l'erogazione dei contributi e per la dimostrazione della
relativa spesa.
4. A tal fine gli Enti di cui all'Allegato "1" della presente
legge nonché quelli eventualmente individuati dall'Amministrazione
regionale ai sensi del successivo comma 2, sono tenuti a:
a) presentare, ai fini dell'erogazione di una prima quota pari al
60 per cento delle somme e previa acquisizione di una relazione
illustrativa dell'attività svolta nell'ultimo triennio, un piano
analitico del programma da realizzare nell'anno di richiesta del
contributo;
b) presentare entro sessanta giorni dall'ultimazione del
programma, il rendiconto delle spese effettuate al fine della
erogazione del saldo. La mancata presentazione del rendiconto nei
termini ora indicati comporta la revoca del provvedimento di
concessione con la conseguente restituzione delle somme già
erogate, nonché l'esclusione dal finanziamento per l'anno
successivo.
5. Nel programma analitico dovrà darsi risalto, in particolare, ai
servizi da offrire alla rispettiva utenza e alle spese da sostenere
per il funzionamento dell'Ente.
6. In ordine ai bilanci, gli Enti devono evidenziare con
chiarezza, sia nel piano analitico del programma, sia nel
preventivo e nel consuntivo, la finalizzazione del contributo
regionale, ed, in particolare, eventuali contributi provenienti da
altre fonti.
7. Ai fini del saldo è necessario che entro il 28 febbraio
dell'anno seguente a quello cui si riferisce il contributo, e
relativamente all'attività programmata in tale periodo, sia inviata
la seguente documentazione:
l) richiesta di saldo sottoscritta dal legale rappresentante;
2) dettagliata relazione dell'attività svolta dalla quale dovrà
evidenziarsi la conclusione di tutte le attività intraprese ed
inserite nel programma;
3) documenti di spesa (fatture e ricevute, debitamente quietanzate
ed in copia conforme all'originale) ed eventuale materiale a stampa
realizzato (inviti, manifesti, ...), ai quali dovranno essere
allegate le seguenti dichiarazioni, ai sensi delle vigenti nonne in
materia di autocertificazione:
che la documentazione originale giustificati va della spesa non
utilizzata a carico del contributo è conservata presso la sede
dell'ente;
che per le spese giustificative del contributo e per la parte da
questo coperta, non è stata richiesta o ottenuta altra sovvenzione
o contribuzione da altri soggetti pubblici o privati.
8. Sul contributo possono gravare le spese connesse alla
realizzazione dell'attività oggetto dello stesso, ma non quelle di
investimento. Le spese generali e di funzionamento saranno poste in
relazione alle iniziative effettuate, intendendo con ciò che in
caso di ridotta attività dell'ente, l'Assessorato erogatore si
riserverà di valutare se le stesse siano del tutto giustificate.
9. Qualora, il rispettivo ramo dell'amministrazione regionale
nell'ambito dell'attività di vigilanza e controllo sulla relativa
spesa accerti che il finanziamento concesso non risponde ai
requisiti di efficacia, di efficienza e di economicità ovvero non è
stato utilizzato per gli scopi preventivati, o che il programma a
suo tempo previsto non è stato realizzato, procederà alla revoca
parziale o totale, secondo i casi, del contributo, con recupero di
quanto eventualmente già erogato. Le somme erogate ed eventualmente
non utilizzate dovranno essere restituite in conto entrata al
bilancio regionale comprensive degli interessi legali maturati.
10. Per quanto non già previsto ai commi precedenti, la
concessione dei contributi agli Enti, pubblici o privati, è
subordinata alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte
dei singoli rami dell'amministrazione regionale di specifici
criteri e modalità relativi ai rispettivi settori d'intervento cui
i contributi sono diretti, da effettuarsi entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge.
11. L' inserimento nell'Allegato "1" della presente legge non
costituisce titolo prioritario per il mantenimento del sostegno
economico negli anni successivi per i quali l'Amministrazione
regionale, previa delibera di Giunta, ha facoltà di assegnare
importi in misura diversa da quella precedentemente stabilita in
relazione alle risorse di bilancio disponibili ed ai programmi
presentati nonché di individuare nuovi beneficiari aventi le
caratteristiche e la cui attività rientra tra quelle previste al
comma 1 della presente legge.
12. L'articolo 23 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, è
abrogato.
13. La lettera h), dell'articolo 3, comma 2, della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni è
abrogata».
- subemendamento 143.14.1:
«Al comma 4 sono cassate le parole ai sensi del successivo comma
11 ;
- il comma 11 è sostituito dal seguente:
11. Per i capitoli relativi ai trasferimenti di cui al comma 1
non si applicano le disposizioni di cui al comma 21 dell'articolo
1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47. »
Pongo in votazione l'emendamento 143.14.1 della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 143.14. del Governo, come
modificato.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Tab 2 del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 143 con l'allegata Tabella. Chi è
favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3 e all'esame delle relative Tabelle. Ne do
lettura:
«Articolo 3
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
restano determinati per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 nelle
misure indicate nelle Tabelle A' e B', allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese
correnti e per il fondo globale destinato alle spese in conto
capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
autorizzate da norme vigenti e per le quali nel precedente
esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza sono
stabilite negli importi indicati, per l'anno 2010, nell'allegata
Tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di spesa recate
dalle leggi indicate nell'allegata Tabella D' sono ridotte degli
importi stabiliti, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, nella
Tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificato dall'articolo
56, comma 1, della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, le
autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere pluriennale
indicate nell'allegata Tabella E' sono rimodulate degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2010, 2011 e 2012,
nella Tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, le leggi di spesa indicate nella
allegata Tabella F' sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, glistanziamenti autorizzati in
relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione è
demandata alla legge finanziaria sono determinati nell'allegata
Tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, le spese autorizzate relative agli
interventi di cui all'articolo 200, comma 1, della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nell'allegata Tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, gli importi dei nuovi limiti di
impegno per ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e dell'anno
terminale, sono determinati nell'allegata Tabella L'».
Tutti gli emendamenti all'articolo 3 sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella A. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella B. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella C. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella D, come emendata dal Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella E. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella G. Comunico che è stato presentato dal
Governo un emendamento alla Tabella G. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella G, come emendata. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella I. Comunico che è stato presentato dal
Governo un emendamento alla Tabella I. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella I, come emendata. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella L. Comunico che è stato presentato dal
Governo un emendamento alla Tabella L. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella L, come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'intero articolo 3, con le relative Tabelle,
come emendate. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 144, con il relativo prospetto allegato. Ne
do lettura:
«Articolo 144
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
al presente articolo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, con decorrenza dall' l gennaio 2010.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
formale del disegno di legge. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che siamo tutti
stanchi e per questo sarò molto rapido. Ma non mi posso esimere,
visto che avevamo presentato in almeno quaranta deputati un
emendamento, di chiederle, Presidente Lombardo, di darci in qualche
modo una risposta e soprattutto per quella parte di precariato
alla quale noi, come Assemblea regionale siciliana, non siamo
riusciti ancora a dare una risposta. Mi riferisco in questo caso
agli ex Ciapisti', che negli anni scorsi sono stati utilizzati
nelle ex USL e che potrebbero tornare a lavorare dalla settimana
prossima attraverso un progetto che è già assolutamente definito e
che attinge le somme per il suo finanziamento nel Fondo sociale
europeo (ciò significa senza nessun aggravio ulteriore di spesa a
carico della Regione).
Questo tema, che non è un tema mio, purtroppo insieme a tanti
altri di questo mondo ancora non trova risposte nella politica
siciliana. Ma per fortuna ha cominciato a trovarne nella
finanziaria, seppure ancora solo in parte, grazie all'opera di
quest'Assemblea. Ritengo che il Governo regionale debba darci una
risposta e credo soprattutto - e lo ribadisco - che, in virtù della
copiosa mole di firme che accompagna l'emendamento, il Presidente
dell'Assemblea debba darci la possibilità di votarlo e di dare una
speranza a questi soggetti attraverso un esercizio libero di
democrazia.
Quindi, onorevole Presidente della Regione, chiedo, a nome del
gruppo dell'UDC, di dare parere favorevole a questo emendamento e
al Presidente dell'Assemblea di metterlo ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, a questo punto mi pento di averle
data la parola. Se avessi saputo che lei doveva fare questo
ragionamento, non le avrei dato la parola perché qua non è
consentito a nessuno giocare. Non ci sono più emendamenti e lei lo
sa. Siamo al voto finale.
CORDARO. Perché? Di che cosa dovrei parlare?
PRESIDENTE. Mi aveva detto che parlava sull'ordine dei lavori. Non
ci sono più emendamenti. Siamo giunti al voto del 145 e del 117. Mi
dispiace onorevole Cordaro, lei può presentare tutti gli ordini del
giorno che vuole e il Parlamento li apprezzerà e li voterà. Non mi
ponga il problema dell'emendamento.
CORDARO. Ci siamo capiti male Sono partito da un emendamento che
abbiamo scritto.
Possiamo ascoltare il Presidente della Regione?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero unirmi
all'appello accorato del collega Cordaro. In questa sessione di
bilancio, durante questa finanziaria, abbiamo scritto norme che
hanno a che vedere con il precariato, ma probabilmente è sfuggito a
questo Governo che c'è un settore di questi lavoratori, che sono
appunto gli ex ciapisti , che godono della stessa legge che è la
legge numero 4 del 2006 (la cito perché non è solo un'idea ma è un
dato preciso). Tale legge, precisamente all'articolo 2 comma 6, fa
riferimento a due categorie di soggetti: da una parte i soggetti
svantaggiati, coloro i quali hanno avuto ieri la possibilità di
avere giustamente un percorso di maggiore chiarezza, ossia
l'emergenza Palermo e dall'altro i soggetti che hanno prestato
un'attività estremamente importante. E vorrei ricordare che costoro
rappresentano un patrimonio per tutti noi considerato che la
Regione siciliana ha investito su questi soggetti svariati milioni
di euro per la loro formazione.
Sono soggetti che sono stati formati con un profilo alto, sono
stati utilizzati all'interno delle AUSL con mansioni molto delicate
e, addirittura, hanno ricevuto da parte dei dirigenti delle AUSL
che li hanno utilizzati, lettere con le quali venivano loro
comunicate oltre che note assolutamente positive, anche le
richieste all'Ente che li ha utilizzati affinché i progetti
continuassero. Quindi, l'importanza sociale e formativa di questi
soggetti è acclarata anche da altri enti pubblici quali l'AUSL.
Allora, a questo punto mi chiedo: qual è la ragione per la quale
noi dobbiamo prevedere trattamenti impari alla luce di una norma
che abbiamo approvato ieri e che è mutuabile anche per questi
soggetti?
Personalmente sono felice e contenta che ieri l'emergenza
Palermo abbia trovato una normativa che li abbia, in qualche modo,
rassicurati rispetto al loro percorso, ma credo che anche queste
persone - che, peraltro, è da diversi giorni che ci interessano
alla loro problematica e sono stati auditi tante volte in
Commissione Lavoro - abbiano il diritto di avere anche loro la
possibilità di continuare un percorso lavorativo. Desidererei che
in questo il Governo ci desse un'indicazione rispetto a come
intende comportarsi. Per me è molto importante, alla luce del fatto
che sono stati auditi tantissime volte e credo sia doveroso non
lasciarli in questa condizione di limbo perché non fa bene a
nessuno.
CORDARO. Signor Presidente, possiamo ascoltare il Presidente della
Regione?
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, se vuole può
intervenire, ma non è obbligato.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, se vogliamo
aprire un dibattito sulla prospettiva di persone che hanno fatto
corsi che hanno avviato un'attività lavorativa, di consulenza, di
assistenza, hanno avuto interrotti i contratti e così via, lo
possiamo anche fare, ma non credo che giovi allo spirito, alla
nostra tenuta o a quant'altro.
Ho detto che sono pronto a parlarne. Al di là di questo non
possiamo andare. Non abbiamo neppure un emendamento sul quale
votare perché questa è stata - credo - la scelta concordata.
Su un ordine del giorno o altro non ho niente in contrario.
Si sappia semplicemente una cosa: siamo dinnanzi a delle
possibilità di scelta. Vogliamo investire fondi strutturali
piuttosto che fondi FAS, piuttosto che altro per risolvere di
questi problemi veri, effettivi?
Lo possiamo fare massicciamente, anche massicciamente.
O, salvo a volere mantenere la situazione come la troviamo,
vogliamo investire in sviluppo che potrebbe dare lavoro a chi,
forse, si è sacrificato di più? Il merito piuttosto che gli amici.
Non so.
Siamo dinnanzi a queste due scelte. Non dico che io sia neutrale,
però deciderà l'Assemblea. Mi dispiace. Devo dire che in questo
contesto un'aspettativa che pensavo potesse essere accolta sarà
rinviata. Mi dispiace. Perché? Perchè è finita - per carità, ne
prendo atto - in questa trattativa, in questo confronto che si è
aperto perché, comunque, il bilancio e la finanziaria si
approvassero.
Come ho avuto modo di dire - impegnandomi - ai colleghi che hanno
parlato nel dibattito precedente, trasformiamo questo emendamento,
anzi qua si tratta di precedenti, di lavoro effettuato e, quindi,
di un'aspettativa, non in ventimila articoli, ma in un articolo.
Mi è stato detto da parte del presidente della Commissioni bilancio
- e mi riferisco ai lavoratori dei consorzi piuttosto che
agricoltura, ovvero lavoro - che possono riunirsi martedì o
mercoledì in maniera tale che non si inventi nulla ma si ripari una
svista. Il tempo c'è, siamo a maggio, ci restano la bellezza di
sette mesi, 210 giorni, abbiamo la possibilità di colmare quel
lasso di tempo e di riparare ad una svista, ad un ritardo, ad un
disattenzione che noi avremmo compiuto rispetto ad altri lavoratori
o ex lavoratori.
Ecco, non mi sottraggo a questa vostra istanza. Esamineremo.
Vedremo, vediamo di che cosa si tratta e poi, come è naturale che
sia, faremo una scelta.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire solo per rassicurare l'onorevole Presidente della
Regione che ho già parlato con il collega presidente onorevole
Savona e siamo pronti da martedì in poi a riunire sia la sua
commissione che la mia per dare una risposta immediata ai
lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, giusto perché rimanga a verbale, a
chiarimento di alcuni dubbi che qualche collega deputato ha avuto.
In sede di coordinamento formale la Presidenza correggerà tutti
quegli errori formali, appunto, che sono successi in queste ultime
votazioni.
Faccio un esempio: nella Tabella Gov 1 che abbiamo approvato, se
voi leggete, risulta ancora la voce articolo 83 - Attività di
funzionamento per il coordinamento regionale enti di formazione
con 10 milioni di euro. E' chiaro che è un refuso di stampa perchè
la norma sostanziale, cioè l'articolo 83, è stata stralciata.
Ho fatto un esempio giusto per dire che con il coordinamento gli
uffici porranno rimedio a tutti questi errori.
Così resta stabilito.
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno:
117.1, 117.1 bis, 117.2, 117.3, 117.4, 117.5, 117.6, 117.7, 117.8,
117.9, 117.10, 117.11, 117.12 e 117.13. Comunico altresì che sono
stati presentati dal Governo gli emendamenti 117 Bil.1, 117 Bil.2,
117 Bil.3 e 117 Bil.4, sostitutivo dell'emendamento Tab B.356.
Ne do lettura:
emendamento 117.1 bis:
«All'emendamento 13.5 sostituire le parole dell'art. 30, comma 1
della l.r. n. 14/2000 con le parole dell'art. 20, comma 2 della
l.r. n. 10/1999 e successive modifiche e integrazioni .
- dopo legge 23 luglio 2009, n. 99 aggiungere con le modalità
di cui al dlg 25 novembre 1996, n. 625 ».
emendamento 117.2:
«All'emendamento A 547 (art. 15) il comma 1.1 è sostituito dal
seguente:
La Giunta regionale, previo parere del Dipartimento regionale del
bilancio e tesoro - Ragioneria generale, può autorizzare l'adozione
degli atti di cui al comma 1 ai fini di acquisirne la copertura
finanziaria ».
emendamento 117.3:
«All'emendamento 1.18.1 (art. 15 bis) sostituire le parole da
previa sottrazione fino alla fine del comma con le parole delle
entrate tributarie non vincolate della Regione ed a condizione che
gli oneri futuri di ammortamento trovino copertura nell'ambito del
bilancio pluriennale della Regione stessa ».
emendamento 117.4:
«All'articolo 28 sostituire le parole dall'anno in corso con le
parole A decorrere dall'anno 2010 ».
emendamento 117.5:
«All'articolo 37 sostituire le parole purché non perseguano fini
di lucro o ritraggano proventi dall'utilizzo dei beni demaniali
con le parole purché non ritraggano proventi dall'utilizzo dei
medesimi beni demaniali ».
emendamento 117.7:
«All'articolo 55, comma 2, la parola periodica è sostituita
dalla parola annuale ».
emendamento 117.8:
«All'emendamento 55.18.1 prima delle parole fino al 30 giugno ,
inserire le parole al massimo .
Al secondo periodo sostituire le parole da con le risorse a
2007-2013 con le parole nella misura di 3 mila migliaia di euro
con risorse regionali .
emendamento 117.6:
emendamento di riscrittura dell'emendamento 72.29:
«La Regione provvede al rimborso dei seguenti oneri fiscali e
contributivi connessi all'attività d'impresa:
a) imposte sui redditi e imposta regionale sulle attività
produttive rispettivamente previste dalla lettera a) e dalla
lettera b) del comma 341 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2006, n. 296, come sostituito dal comma 562 dell'articolo 1 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244;
b) imposta comunale sugli immobili e contributi sulle retribuzioni
da lavoro dipendente previsti dalla lettera c) e dalla lettera d)
delle citate leggi concessi rispettivamente dai comuni e dagli
istituti previdenziali, previa stipula delle intese di cui al
comma 11».
emendamento 117.9:
«Alla fine del testo dell'emendamento 77.10 aggiungere le parole
di concerto con l'Assessorato dell'Economia. »
emendamento 117.1:
«All'emendamento 87.18 il comma 30 è soppresso».
emendamento 117.12:
«Al n. 120 della TAB. 2.31.1 bis dopo le parole rotatoria ex SP
32 aggiungere le seguenti parole con strada crocevia ».
emendamento 117.10:
«All'emendamento A735 dopo le parole imprese artigiane
aggiungere le parole e agricole ».
emendamento 117.11:
«All'emendamento TAB. 2.31.1 la dicitura esatta è: Restauro
Complesso Montevergine ex Convento cinque piaghe ».
emendamento 117.13:
«All'emendamento TAB. 2.31.1 bis alla voce n. 57 dopo le parole
Completamento Via dei Salesiani aggiungere le parole e San
Filippo Neri ».
emendamento 117 BIL. 4:
«Sostituire l'emendamento TAB. B356 con il seguente:
TABELLA B - SPESA -
(importi in migliaia di euro)
AMMINISTRAZIONE UPB CAPITOLO DENOMINAZIONE 2010 201 2012
1
ASS.TO ECONOMIA 4.2.1. 215701 FONDO DI RISERVA 94.95
5.1 PER LE SPESE 5
OBBLIGATORIE E DI
ORDINE E PER LA
RIASSEGNAZIONE DEI
RESIDUI PASSIVI DI
PARTE CORRENTE
ELIMINATI NEGLI
ESERCIZI
PRECEDENTI PER
PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
ASS.TO AUTONOMIE 7.2.1. 155801 IMPOSTA REG.LE -
LOCALI E FUNZIONE 1.1 SULLE ATIVITA' 20.00
PUBBLICA PRODUT. (IRAP) DA 0
VERSARE AI SENSI
DEL COMMA 2
DELL'ART. 16 DEL
DECRETO LEG.VO
15/12/1997, N. 446
(SPESE
OBBLIGATORIE)
ASS.TO RISORSE 10.5.1 155316 SPESE URGENTI ED -
AGRICOLE E .1.2 INDIFFERIBILI PER 3.540
ALIMENTARI IL RIPRISTINO DI
CONDIZIONI DI
IGIENE E SICUREZZA
SIA PER IMMOBILI
CHE PER IMPIANTI
ED ATTREZZA- TURE,
SPESE PER LA
SORVEGLIANZA SANI-
TARIA, ACQUISTI DI
DISPO- SITIVI DI
PROTEZIONE
INDIVIDUALE E
COLLET- TIVA,
SEGNALETICA DI
SICUREZZA, ADEG.
POSTAZ. LAVORO,
ALTRE SPESE
URGENTI E
INDIFFERIBILI. PER
L'ATTUAZIONE DELLE
DISPOS. DI CUI AL
DECRETO
LEGISLATIVO
9/4/2008, N. 81 E
SUE MODI-FICHE E
INTEGRAZIONI
(SPESE
OBBLIGATORIE)
ASS.TO RISORSE 10.5.1 156604 -
AGRICOLE E .3.2 SPESE PER LAVORI 29.37
ALIMENTARI COLTURALI E DI 8
MANUTENZ. DEI
BOSCHI DEMANIALI,
COMPRESI GLI
INTERVENTI
SELVICOLTURALI. DI
POTATURA ECC;
ASS.TO RISORSE 10.5.1 156605 SPESE PER LA -
AGRICOLE E .3.2 PREVENZIONE E LA 10.52
ALIMENTARI LOTTA ANTINCENDIO, 2
COMPRESA LA
MANUTENZIONE DEI
VIALI DI SICUREZZA
ASS.TO RISORSE 10.5.1 156608 SPESE PER OPERE - 250
AGRICOLE E .3.2 MANUTENTORIE
ALIMENTARI IMPIANTI BOSCHIVI
E PREVENZIONE
INCENDI A MEZZO DI
COOPERATIVE
COSTITUITE AI
SENSI ART. 2 L.R.
37/1978
ASS.TO RISORSE 10.5.2 554201 RICOSTITUZIONE DI -
AGRICOLE E .6.1 BOSCHI DEMANIALI 20.00
ALIMENTARI DETERIORATI E 0
DISTRUTTI DA
INCENDI, PICCOLE
OPERE DI BONIFICA
ASS.TO RISORSE 10.5.2 554224 INTERVENTI PER LA -
AGRICOLE E .6.1 REA- LIZZAZIONE 11.26
ALIMENTARI DELLA LINEA DI 5
AZIONE 4.3, TUTELA
DELLA DIVERSITA'
BIO- LOGICA E
VALORIZ. TURI-
STICA E CULTURALE
DELLE FORESTE -
FAS 2007/2013
TOTALE SPESA
- - -
Emendamento 117 BIL. 1:
TABELLA B - SPESA -
(importi in migliaia di euro)
AMMINISTRAZIONE UPB CAPITOLO DENOMINAZIONE 2010 201 2012
1
ASS.TO ECONOMIA 4.2.1.5 215701 60
.1 FONDO DI RISERVA
PER LE SPESE
OBBLIGATORIE E DI
ORDINE E PER LA
RIASSEGNAZIONE
DEI RESIDUI
PASSIVI DI PARTE
CORRENTE,
ELIMINATI NEGLI
ESERCIZI
PRECEDENTI PER
PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
ASSES. ISTRUZIONE 9.1.1.5 310306 SPESE PER - 60
E FORMAZIONE .2 L'ATTIVITÀ DI
INFORMAZIONE
TOTALE SPESA - - -
Emendamento 117 BIL. 3:
TABELLA A - ENTRATA -
(importi in migliaia di euro)
AMMINISTRAZIONE UPB CAPITOLO DENOMINAZIONE 2010 201 2012
1
ASS.TO RISORSE 10.4.2. 4921 ASSEGNAZIONE 640 640 640
AGRICOLE E 6.1 DELLO STATO PER
ALIMENTARI IL PIANO
NAZIONALE DELLA
PESCA E
DELL'ACQUA-
COLTURA E PIANO
ACQUE DOLCI
TABELLA B - SPESA -
(importi in migliaia di euro)
AMMINISTRAZIONE UPB CAPITOLO DENOMINAZIONE 2010 201 2012
1
ASS.TO ECONOMIA 4.2.1.5 215701 FONDO DI RISERVA 640 640 640
.1 PER LE SPESE
OBBLIGATORIE E DI
ORDINE E PER LA
RIASSEGNAZIONE
DEI RESIDUI
PASSIVI DI PARTE
CORRENTE,
ELIMINATI NEGLI
ESERCIZI
PRECEDENTI PER
PERENZIONE
AMMINISTRATIVA
TOTALE SPESA 640 640 640
Si passa all'emendamento 117.13 del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1 bis del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2 del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.9. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.10. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.11. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.12. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico, altresì, che sono stati presentati dal Governo alcuni
emendamenti al bilancio a legislazione vigente, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Si passa all'emendamento 117 Bil.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117 Bil.4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Tab B.356. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117 Bil.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 145. Ne do lettura:
«Articolo 145
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Gli emendamenti che sono stati presentati, sono tutti soppressivi
e, quindi, inammissibili.
Lo pongo in votazione l'articolo 145. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Annunzio di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 314 Utilizzazione nelle scuole siciliane di frutta
prodotta in Sicilia nel quadro del progetto 'Frutta nelle
scuole' , dell'onorevole Vinciullo;
numero 315 Concessione di un contributo a favore del Consorzio
Sviluppo e legalità' , dell'onorevole Caputo;
numero 316 Iniziative a favore dei lavoratori della Pumex , degli
onorevoli Rinaldi, Laccoto, Picciolo, Panarello, Lupo;
numero 317 Designazione dei Gruppi di azione locali (GAL) e
degli 'Organismi intermedi' da parte della Regione siciliana nel
rispetto della normativa comunitaria ed interna , degli onorevoli
Leontini, D'Asero, Mancuso, Pogliese, Falcone, Caputo, Buzzanca,
Limoli;
numero 318 Iniziative legislative del Governo in favore del
sistema bibliotecario regionale , degli onorevoli Ruggirello e
Musotto;
numero 319 Interventi urgenti per garantire il servizio di
collegamento aereo delle tratte sociali di Lampedusa e
Pantelleria , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone,
Vinciullo;
numero n. 320 Istituzione del centro di eccellenza oncologico
presso l'ospedale Papardo di Messina , degli onorevoli Beninati e
De Luca;
numero 321 Opportuna revisione del Piano paesaggistico
dell'Ambito 9 (Area della catena settentrionale dei Monti
Peloritani) , degli onorevoli Beninati e De Luca;
numero 322 Annullamento del provvedimento di decadenza, da parte
del Presidente della CRIAS, dell'avvocato Corvaia quale componente
del consiglio di amministrazione , degli onorevoli Beninati e De
Luca;
numero 323 Immediato scioglimento dell'Ente Porto di Messina ,
degli onorevoli Beninati e De Luca;
numero 324 Destinazione delle risorse di cui all'U.P.B.
8.2.2.6.2. - capitolo 672013 - per il recupero dei comprensori di
alcuni comuni siciliani , degli onorevoli Mancuso, Bosco, Formica,
Leontini;
numero 325 Predisposizione di un piano di recupero, gestione e
tutela del sito di Portella della Ginestra (PA) , degli onorevoli
Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine, Vitrano;
numero 326 Definizione del Piano di gestione della rete natura
2000 , dell'onorevole Beninati;
numero 327 Rinnovo del contratto collettivo regionale di lavoro
del personale dirigenziale e non dirigenziale della Regione , degli
onorevoli Cracolici, Caronia, Musotto, Leontini, Cordaro;
numero 328 Liquidazione delle somme spettanti ai lavoratori di
'Tributi Italia s.p.a.' , degli onorevoli Marrocco, De Luca,
Caronia, Bosco, Ferrara, Faraone, Mancuso, Cordaro, Campagna,
Ruggirello, Vinciullo, Romano;
numero 329 Attivazione presso l'ospedale di Trapani del reparto
di radioterapia e medicina nucleare , degli onorevoli Marrocco,
Vinciullo, De Luca, Romano, Ferrara, Faraone, Ruggirello, Caronia,
Marinese, Bosco, Mancuso, Cordaro, Campagna;
numero 330 Inserimento della festa del SS. Crocifisso di Monreale
(PA) fra le manifestazioni di rilevante interesse culturale e
turistico della Regione , dell'onorevole Caputo;
numero 331 Assegnazione di una medaglia d'oro allo stendardo
nazionale del Corpo dei Vigili del fuoco , degli onorevoli
Apprendi, Faraone, Raia, Panepinto.
numero 332 Interventi per sollecitare il Governo ad intervenire
nei confronti dell'ITALTEL s.p.a. , degli onorevoli Apprendi,
Oddo, Faraone, Cracolici e Panepinto;
numero 333 Pagamento delle competenze per il 2009 per le
iniziative di contrasto agli incendi boschivi e per quanto è
previsto nell'ordinanza di Protezione civile n. 3815 ,
dell'onorevole Apprendi;
numero 334 Attivazione del corso di laurea in Igiene dentale' ,
degli onorevoli Apprendi, Panepinto, Faraone, Raia, Marinello;
numero 335 Modifica del decreto dell'Assessorato Sanità per
rendere facoltativo il versamento dei contributi all'ENPAM , dell'
onorevole Apprendi;
numero 336 Tempestivo annullamento dei due bandi riguardanti
rispettivamente il Progetto rete lavoro Sicilia'(Re.La.S.) e
l'utilizzo del sistema informativo lavoro locale della Regione ,
dell' onorevole Apprendi;
numero 337 Misure di contrasto alla brucellosi bovina , degli
onorevoli Apprendi, Termine, Di Guardo, Panepinto, Faraone;
numero 338 Stabilizzazione dei dipendenti con contratto a tempo
determinato in servizio presso l'Amministrazione regionale , degli
onorevoli Ardizzone, Gianni, Dina, Maira, Ragusa, Cascio S.,
Savona, Lentini;
numero 339 Istituzione del Parco dei Monti Peloritani , degli
onorevoli Panarello, Termine, Marziano, Ferrara, Faraone, Di
Guardo, Di Giacomo;
numero 340 Iniziative a tutela dei 47 lavoratori licenziati
dalla società SMA-AUCHAN a seguito della chiusura dell'esercizio
commerciale sito nel quartiere Brancaccio di Palermo ,
dell'onorevole Savona;
numero. 341 Assimilazione del corrispettivo del presidente dei
consorzi ASI a quello spettante al presidente degli I.A.C.P.
della Regione , dell'onorevole Gianni;
numero 342 Interventi per scongiurare la chiusura dell'Ospedale
di Augusta (SR) , dell'onorevole Gianni;
numero 343 Applicazione del principio di pari opportunità nelle
società a partecipazione regionale , dell'onorevole Gianni;
numero 344 Iniziative a favore dei lavoratori forestali
antincendio , degli onorevoli Oddo, Cracolici ed altri;
numero 345 Istituzione dell'Osservatorio permanente criminalità
organizzata , dell'onorevole Gianni;
numero 346 Conversione a tempo indeterminato del rapporto di
lavoro dei contrattisti ricorrenti di riscossione Sicilia s.p.a. e
SERIT Sicilia s.p.a. , degli onorevoli Apprendi, Panepinto, Raia,
Faraone e Marinello;
numero 347 Finanziamento della spesa per le retribuzioni degli
anni pregressi non ancora erogate al personale delle IPAB , degli
onorevoli Corona e altri;
numero 348 Valorizzazione della filiera di allevamento,
macellazione e vendita della vacca cinisara' , dell'onorevole
Apprendi;
numero 349 Valorizzazione della filiera di allevamento,
macellazione e vendita della capra maurina' , dell'onorevole
Apprendi;
numero 350 Potenziamento dell'assistenza domiciliare nel settore
della salute mentale , dell'onorevole Apprendi;
numero 351 Emanazione del decreto di nomina del consiglio
regionale per i beni culturali , dell'onorevole Apprendi;
numero 352 Impiego esclusivo con contratto di lavoro dei soggetti
di cui all'articolo 2, comma 6, della legge regionale n. 4 del 2006
per lo svolgimento di attività di interesse pubblico e sociale ,
degli onorevoli Cintola e Vitrano;
numero 353 Destinazione di adeguate risorse per il rinnovo
contrattuale dei dipendenti del CIAPI , a firma Lupo ed altri;
numero 354 Utilizzazione dell'apposito stanziamento di bilancio
per il completamento delle opere già avviate nel settore sanitario
in Burundi , a firma Lupo;
numero 355 Iniziative a favore dei lavoratori precari di varie
categorie , a firma Dina, Vitrano, caronia, Greco, Mineo, Campagna;
numero 356 Obbligo di avvalersi del personale già utilizzato
nell'ambito di precedenti affidamenti di almeno tre anni per
l'affidamento di appalti di lavoro, servizi o forniture funzionali
all'esercizio delle attività istituzionali da parte dei consorzi di
bonifica , degli onorevoli Gianni, Bonomo, Vinciullo, Mancuso;
numero 357 Destinazione di risorse a favore delle imprese di
pesca di cui all'allegato A del decreto dirigenziale 22 dicembre
2004 , degli onorevoli Marinello, Cracolici, Panepinto, Apprendi,
Faraone. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il Regolamento (CE) n. 288 della Commissione del 7 aprile 2009,
recante modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1234/2007
del Consiglio, prevede il finanziamento del programma 'Frutta nelle
scuole', finalizzato a sostenere il consumo di prodotti
ortofrutticoli mediante la distribuzione ai bambini, negli istituti
scolastici, di frutta, verdura e prodotti ortofrutticoli
trasformati;
tale programma, voluto dalla Commissione europea, è stato
recepito, immediatamente e con lo stesso spirito, dal Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dal Ministro
delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Ministro del
lavoro e delle politiche sociali e dal Ministro della salute, che
ne hanno condiviso totalmente la motivazione in considerazione
dello scarso consumo di frutta e verdura da parte dei bambini;
preso atto che:
i principali errori alimentari dei più giovani sono individuati
nell'assunzione eccessiva di alimenti di provenienza animale, di
dolciumi, nell'alimentazione monotona e non sufficientemente
variata e nel consumo di bevande gassose;
il programma di distribuzione gratuita di frutta nelle scuole,
interamente finanziato, è stato realizzato dal Ministero delle
politiche agricole, alimentari e forestali in sinergia con le
Regioni e le Province autonome, con la condivisione del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute;
il programma attivato ha coinvolto oltre 700.000 bambini delle
scuole primarie;
la distribuzione del prodotto è stata curata direttamente dal
soggetto aggiudicatario del bando di gara in accordo con gli
istituti scolastici;
per quanto riguarda la seconda annualità del programma 'Frutta
nelle scuole', il direttore generale dell'Ufficio scolastico
regionale, con nota del 2 marzo 2010, ha invitato le scuole
siciliane ad aderire alla seconda fase del progetto;
Atteso che, secondo quanto lamentato dalle associazioni di
categoria, sarebbe stata utilizzata frutta, verdura e
ortofrutticoli provenienti dalla Puglia e non, invece, come sarebbe
stato logico e conseguenziale, dalla Sicilia, anche in
considerazione della gravissima situazione che sta attraversando
l'agricoltura siciliana, giunta ormai al capolinea,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le procedure consentite dalla legge perché,
nella seconda annualità del programma 'Frutta nelle scuole',
vengano utilizzati prodotti di qualità certificata (D.O.P., I.G.P.,
biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata
certificata, impiantati e coltivati in Sicilia». (314)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che, nella provincia di Palermo, è stato costituito il
Consorzio 'Sviluppo e legalità', composto dai Comuni di Monreale,
Altofonte, Corleone, Roccamena, Piana degli Albanesi, San Giuseppe
Jato, San Cipirrello, Camporeale, che gestisce i beni confiscati
alla mafia nei territorio di detto comprensorio;
Considerato che il suddetto Consorzio pubblico è divenuto negli
anni progetto pilota del Ministero dell'interno in quanto ha
dimostrato particolare attivismo e capacità nel gestire e affidare
i beni confiscati alla mafia, ed ha consentito a ben cinque
cooperative giovanili di potere creare sviluppo economico e nuova
occupazione nelle terre confiscate alla mafia;
Atteso che era stato chiesto dal Presidente del Consorzio all'ex
Assessorato regionale della famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali un contributo per sostenere le finalità
istituzionali dell'Ente pubblico;
Considerato che:
sino ad oggi l'attuale Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica non ha concesso il contributo chiesto,
determinando di fatto grande difficoltà nella gestione
dell'importantissima attività del Consorzio, che rischia di
paralizzarne le finalità, con grave danno per la prosecuzione della
gestione dei beni confiscati, che oggi rappresenta una
straordinaria attività antimafia;
ancora che, con l'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23, è stato disposto, tra l'altro, che, a decorrere dall'1
gennaio 2003, alla realizzazione del Piano regionale dell'offerta
formativa (PROF) si provvedesse con le modalità previste per le
attività cofinanziate dal Fondo sociale europeo,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
a concedere un contributo al Consorzio 'Sviluppo e legalità' per
consentire la prosecuzione dell'importante attività pubblica
antimafia». (315)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
da anni gli ex lavoratori della Pumex di Lipari (ME) vivono in una
condizione di drammatica precarietà ed esattamente da quando - per
rispettare la direttiva per la salvaguardia paesaggistica delle
isole Eolie imposta dall'UNESCO a seguito dell'inserimento
dell'arcipelago delle Eolie nella lista dei beni paesaggistici
dell'umanità - si decise la chiusura della società in cui questi
lavoratori erano produttivamente impegnati;
l'inserimento fra i beni paesaggistici dell'umanità avrebbe dovuto
arrecare all'isola di Lipari benessere e prosperità, e che invece,
ai lavoratori della Pumex, contrariamente a quanto si era loro
prospettato in merito ad un'immediata ricollocazione lavorativa, ha
determinato sinora solo il drammatico stato di disoccupazione;
da 9 giorni gli ex lavoratori della Pumex, tutti monoreddito e ben
lontani dalla possibilità di avere un trattamento pensionistico, in
preda alla disperazione, attuano lo sciopero della fame e che
alcuni di loro, colti da malore, sono stati ricoverati di urgenza
in ospedale;
in data odierna, 38 di loro per protesta hanno occupato anche
l'Aula del Consiglio comunale di Lipari, rivendicando il
reinserimento lavorativo in un prospettato progetto di
riconversione dell'area di estrazione della pomice, promesso e non
mantenuto dalle istituzioni locali, regionali e nazionali;
Atteso che sulla vertenza lavoratori Pumex le organizzazioni
sindacali hanno sollecitato un incontro urgente con l'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro al fine di affrontare
in maniera costruttiva e definitiva l'annosa questione, attraverso
l'istituzione di un tavolo specifico, finalizzato al reinserimento
occupazionale di tutti i lavoratori interessati,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tutte le iniziative necessarie, anche nei
confronti del Governo nazionale, ai fini dell'indifferibile
riconversione dell'area di estrazione della pomice di Lipari,
ristabilendo in tal modo le condizioni per il rilancio economico
del territorio nonché per il reinserimento lavorativo dei 50 ex
lavoratori della Pumex». (316)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che l'articolo 1 della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 23, autorizza l'ex Assessorato dell'industria, oggi dipartimento
regionale delle attività produttive, ad attivare, anche nell'ambito
degli obiettivi specifici 5.1 e 7.1 del P.O. FESR 2007-2013
approvato dalla Commissione europea con Decisione n. C(2007) 4249
del 7 settembre 2007, un regime di aiuti agli investimenti di
qualità per i programmi e le tipologie di investimenti di cui
all'articolo 12, lettera a) del Regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione del 6 agosto 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell'Unione europea, serie L 214 del 9 agosto 2008, promossi da
piccole e medie imprese del settore industriale e dei servizi;
Premesso inoltre che l'articolo 59, secondo paragrafo, del
Regolamento (CE) n. 1083/2006 così recita:
'Designazione delle autorità
1. Per ciascun programma operativo, lo Stato membro designa:
a) un'autorità di gestione: un'autorità pubblica o un organismo
pubblico o privato, nazionale, regionale o locale, designato dallo
Stato membro per gestire il programma operativo;
b) un'autorità di certificazione: un'autorità pubblica o un
organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, designato dallo
Stato membro per certificare le dichiarazioni di spesa e le domande
di pagamento prima del loro invio alla Commissione;
c) un'autorità di audit: un'autorità pubblica o un organismo
pubblico, nazionale, regionale o locale, funzionalmente
indipendente dall'autorità di gestione e dall'autorità di
certificazione, designato dallo Stato membro per ciascun programma
operativo e responsabile della verifica dell'efficace funzionamento
del sistema di gestione e di controllo.
La stessa autorità può essere designata per più di un programma
operativo.
2. Lo Stato membro può designare uno o più organismi intermedi per
svolgere una parte o la totalità dei compiti dell'autorità di
gestione o di certificazione, sotto la responsabilità di detta
autorità.
3. Lo Stato membro definisce le norme che disciplinano le sue
relazioni con le autorità di cui al paragrafo 1 e le relazioni di
queste con la Commissione.
Fatte salve le disposizioni del presente regolamento, lo Stato
membro stabilisce le relazioni reciproche tra le autorità di cui al
paragrafo 1, che svolgono i propri compiti nel pieno rispetto dei
sistemi istituzionali, giuridici e finanziari dello Stato membro
interessato.
4. Fatto salvo l'articolo 58, lettera b), alcune o tutte le
autorità di cui al paragrafo 1 possono essere parte dello stesso
organismo.
5. Norme specifiche in materia di gestione e controllo sono
previste dal regolamento (CE) n. 1080/2006 per i programmi
operativi nell'ambito dell'obiettivo 'Cooperazione territoriale
europea'.
6. La Commissione adotta le modalità di applicazione degli
articoli, 60, 61 e 62 secondo la procedura di cui all'articolo 103,
paragrafo 3.';
Considerato che la legge regionale 23 dicembre 2.000, n. 32,
all'articolo 185, comma 5, così recita: '5. ferma restando la
concessione da parte del soggetto competente, per lo svolgimento
dell'attività istruttoria o erogazione, tenuto conto della
complessità degli adempimenti di natura tecnica o gestionale,
possono essere stipulate convenzioni, le cui obbligazioni sono di
natura privatistica, con società o enti in possesso dei necessari
requisiti tecnici, organizzativi e di terzietà in relazione allo
svolgimento delle predette attività, selezionate tramite le
procedure di gara previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163...';
Ritenuto che i compiti da affidare al soggetto aggiudicatario
(informazione e comunicazione, ricezione ed istruttoria delle
domande di agevolazione, erogazione delle agevolazioni e
monitoraggio dello stato di avanzamento del programma, controllo
dei requisiti e degli obblighi e relazione finale) sono certamente
fondamentali per lo sviluppo di tutte le attività produttive future
nel territorio della Regione;
Accertato che, al comma 2 dell'articolo 59, secondo paragrafo, del
regolamento (CE) n. 1083/2006 si da la possibilità allo Stato
membro di designare uno o più organismi intermedi per svolgere una
parte o la totalità dei compiti dell'autorità di gestione o di
certificazione,
Ritenuta concettualmente errata l'assegnazione di detti compiti ad
un solo ente o società, in quanto non gioverebbe al miglior
controllo;
Valutato che sono presenti in Sicilia diversi Gruppi di azione
locali (GAL) costituiti in applicazione dei principi di
sussidiarietà, partenariato e complementarietà, che governano la
politica comunitaria di coesione, che sono soggetti giuridici
rappresentativi degli interessi collettivi, partecipati dagli enti
locali ed operano quali agenzie di sviluppo svolgendo una missione
pubblica;
Ritenuto inoltre che i GAL sono degli strumenti attraverso cui
realizzare, con maggiore efficacia, programmi integrati per lo
sviluppo dei loro territori, col più ampio decentramento della
gestione dei fondi europei sia per azioni pubbliche che per azioni
di aiuto, e pertanto possono essere designati dall'Amministrazione
regionale 'Organismi Intermedi',
impegna il Governo della Regione
a designare i GAL regionali 'Organismi Intermedi' ed a procedere,
a norma del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, alla
selezione tramite le procedure di gara delle 'autorità' previste
dall'articolo 59 del Regolamento (CE) n. 1083/2006». (317)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'art. 1 del DPR n. 635 del 1975, recante norme di attuazione
dello Statuto della Regione siciliana in materia di accademie e
biblioteche, stabilisce che 'l'Amministrazione regionale esercita,
nel territorio della Regione siciliana, le attribuzioni degli
organi centrali e periferici dello Stato in materia di biblioteche
ed accademie';
l'esercizio di tale competenza esclusiva, riconosciuta
statutariamente alla Regione, ha dato vita, nel corso del tempo, ad
importanti atti normativi volti a garantire un'adeguata
valorizzazione ed un'effettiva fruizione del materiale
bibliografico esistente nel territorio;
così, solo per citare alcuni esempi rappresentativi, la l.r. 1
agosto 1977, n. 80, ha provveduto ad istituire le Biblioteche
regionali di Palermo - Biblioteca centrale della Regione siciliana
- Catania e Messina - Biblioteche prevalentemente universitarie -
allo scopo, non soltanto di dar vita ad istituti regionali che
garantissero un naturale rapporto di interlocuzione con le
equivalenti biblioteche presenti nel territorio nazionale, ma,
soprattutto, per la Biblioteca centrale della Regione siciliana
(Palermo), per 'acquisire il materiale bibliografico necessario
allo sviluppo della ricerca e della cultura nel territorio della
Regione' (art. 18, lett. c);
nel solco di tale legge si inserisce la successiva l.r. 17
febbraio 1987, n. 3 che, in occasione della celebrazione del 50
anniversario della morte di Luigi Pirandello, istituisce la
Biblioteca - Museo regionale di Agrigento, attribuendole il compito
di valorizzare e divulgare la documentazione bibliografica e non
solo del noto drammaturgo siciliano. Quest'ultimo provvedimento
legislativo, in modo forse più evidente del precedente, dimostra
come la Regione abbia considerato l'istituzione di una biblioteca
un importante strumento di valorizzazione delle radici culturali
regionali che, attraverso la conservazione di preziosi materiali
documentali, offre ai siciliani e all'umanità intera un patrimonio
di conoscenze di inestimabile valore;
Considerato che:
i capitoli di spesa, predisposti nel bilancio regionale e relativi
agli stanziamenti a favore delle biblioteche regionali, hanno
subito nel corso degli ultimi anni significative riduzioni, fino a
raggiungere con riferimento alle previsioni per l'esercizio
finanziario 2010, un'erosione complessiva di oltre 1 milione di
euro;
i tagli operati alle spese riferibili al sistema bibliotecario
regionale risultano incoerenti rispetto agli impegni
statutariamente attributi all'Amministrazione regionale, poiché non
consentono nemmeno l'essenziale, periodica attività di
conservazione e restauro volta ad impedire il deterioramento delle
pubblicazioni, mortificando i nobili intenti di salvaguardia della
nostra identità culturale attraverso la conoscenza e la
divulgazione di memorie altrimenti esposte ad una definitiva
cancellazione;
Ritenuto ormai imprescindibile un impegno concreto da parte del
Governo regionale in direzione di un piano straordinario di
interventi volti a modernizzare la gestione e fruizione delle
biblioteche regionali, oggi più che mai auspicato da tutto il mondo
accademico regionale e nazionale in un documento che sintetizza
tutte le preoccupazioni circa il grave atteggiamento di
disinteresse mostrato attraverso i tagli operati,
impegna il Governo della Regione
a predisporre con urgenza un'apposita iniziativa legislativa di
riorganizzazione del sistema bibliotecario regionale, garantendo un
effettivo sostegno economico che favorisca lo sviluppo di un
servizio pubblico essenziale, rivolto, per usare le parole del
Manifesto UNESCO, al libero accesso alla conoscenza, al pensiero,
alla cultura e all'informazione, condizioni essenziali per lo
sviluppo della democrazia». (318)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
per la data del 24 agosto 2010 è prevista la scadenza del
contratto con la compagnia aerea Meridiana per il servizio di
collegamento aereo delle tratte sociali di Lampedusa e Pantelleria
con gli aeroporti di Palermo, Trapani e Catania;
nonostante l'imminente scadenza, ad oggi non è stata intrapresa
alcuna iniziativa per il rinnovo del contratto o per altre
soluzioni finalizzate a garantire il servizio di collegamento aereo
con le predette isole minori;
Considerato che il mancato rinnovo del contratto comporterà
l'interruzione dei collegamenti 'da e per' Lampedusa e Pantelleria
con conseguenti irreparabili danni di natura economica e sociale.
Infatti, l'interruzione dei collegamenti priverà i residenti e
l'intera comunità, del diritto alla mobilità ed alla continuità
territoriale; oltre alla gravissima conseguenza, in termini di
danno economico, per le attività commerciali, turistiche ed
agricole presenti nel territorio;
Ritenuto che:
il mancato rinnovo del contratto o la mancata adozione di altre
soluzioni necessarie per garantire il mantenimento dei collegamenti
provoca un inammissibile isolamento della comunità e provocherebbe
ingenti danni di natura economica per le realtà produttive
esistenti;
l'interruzione del servizio viola il diritto alla continuità
territoriale ed alla mobilità,
impegna il Governo della Regione
ad adottare gli opportuni provvedimenti ed interventi per
garantire il servizio di collegamento aereo delle tratte sociali di
Lampedusa e Pantelleria;
a chiedere l'immediata convocazione di una conferenza di servizi
con le competenti autorità del Governo nazionale presso le loro
sedi di Roma». (319)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
in data 21 aprile 2005 l'Assessorato regionale Sanità notificava
all'Azienda ospedaliera Papardo di Messina un finanziamento del
Ministero della Salute di euro 30.987.413,95 per la realizzazione
di un Centro di eccellenza oncologico nell'ambito del presidio
ospedaliero Papardo di Messina;
in una seconda fase, detto finanziamento, a seguito di Accordo di
programma Stato - Regioni, è stato incrementato ulteriormente di
euro 10.000.000,00 determinando, pertanto, un complessivo di euro
41.000.000,00 circa;
con la realizzazione di tale importante progetto è prevista
l'istituzione di n. 173 posti letto;
Considerato che:
i lavori, ad oggi, risultano in corso di realizzazione e prossimi
al loro completamento. L'articolo 23 della legge regionale 14
aprile 2009, n 5, 'Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale' dispone lo scioglimento delle tre Fondazioni
destinatarie delle strutture, in particolare: Fondazione Gesualdo
Clementi di Catania - Centro di eccellenza ortopedico, Fondazione
Michele Gerbasi di Palermo - Centro di Eccellenza materno
infantile, Fondazione Saverio D'Aquino di Messina - Centro di
eccellenza oncologico. All'art. 23, comma 2, proprio in
considerazione del fatto che, i lavori del Centro di eccellenza
oncologico di Messina risultavano in corso di realizzazione, si è
così normato: 'il Centro di eccellenza oncologico di cui alla
Fondazione 'Saverio D'Aquino' di Messina, in ogni caso, deve essere
attivato nella città di Messina';
il D.A. n. 0748/1C a firma dell'Assessore regionale per la salute,
dott. Massimo Russo, quantifica il numero dei posti letto
nell'Azienda ospedaliera Papardo Piemonte in n. 495 posti letto, di
cui 435 ordinari e 60 in 'day hospital'. Nel decreto nessun dato
numerico né di tipologia di discipline conduce all'istituzione del
Centro di eccellenza oncologico, né viene citata in alcun modo
l'esistenza del finanziamento del Ministero e lo svolgimento in
atto dei lavori relativi alla realizzazione della struttura;
Ritenuto che:
i lavori in corso per il Centro oncologico presso l'ospedale
Papardo di Messina ed i relativi posti letto non risultano
individuati nella rete ospedaliera siciliana, mettendo così
l'opinione pubblica nelle condizioni di dubitare sulla reale
destinazione dei finanziamenti, in quanto l'originaria previsione
non viene citata nel decreto né rispettata nei fatti;
tale disattenzione, nel caso in cui non venisse regolarizzata,
potrebbe dare adito a profili di illegittimità giuridica e
contabile. In particolare, si evidenzia il mancato rispetto
dell'articolo 23 della legge regionale n. 5 del 2009 ed il relativo
danno erariale provocato. Infatti, la destinazione del
finanziamento ministeriale è vincolata alla realizzazione del
Centro oncologico di eccellenza al P.O. dell'ospedale Papardo di
Messina e non ad altre destinazioni;
nel mese di aprile 2010, l'Assessore regionale Russo, con lettera
inviata al Direttore del servizio 3 - Infrastrutture, e da questi
successivamente inviata al Direttore generale dell'Azienda
ospedaliera Papardo - Piemonte, disponeva che i lavori del Centro
oncologico venissero completati in coerenza con la rimodulazione
della rete ospedaliera di cui sopra. Se ne desume, pertanto, che,
non essendo previsti nel decreto della rete ospedaliera Azienda
Papardo - Piemonte i posti letto e le discipline inerenti
all'oncologia, con tale direttiva si intendono disapplicare le
previsioni iniziali riguardanti il Centro oncologico ed i relativi
173 posti letto in più che la sua istituzione comporterebbe,
impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
salute
a rispettare la destinazione vincolata del finanziamento
ministeriale che prevede l'istituzione del Centro di eccellenza
oncologico nel P.O. Papardo di Messina;
a modificare il decreto n. 0748/1C nella parte in cui non prevede
alcun riferimento in ordine alla disciplina del Centro di
eccellenza oncologico previsto per l'Azienda Papardo - Piemonte, e
dei 173 posti letto da incrementare, così come previsto nel
progetto i cui lavori sono in corso di realizzazione». (320)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il dirigente generale del Dipartimento regionale dei
Beni culturali e ambientali, educazione permanente, architettura e
arte contemporanea, con decreto n. 8470 del 4 dicembre 2009, ha
adottato il Piano paesaggistico dell'Ambito 9 (Area della catena
settentrionale - Monti Peloritani della provincia di Messina),
disponendone la pubblicazione per novanta giorni, unitamente agli
elaborati grafici, alle schede, alle relazioni e ai regimi
normativi degli albi pretori dei tanti comuni interessati,
prevedendo che, nei trenta giorni successivi al periodo di
pubblicazione, i Comuni, la Provincia regionale, le associazioni
portatrici di interessi diffusi e tutti gli altri soggetti
potessero presentare osservazioni e documenti;
Ritenuto che la redazione del Piano paesaggistico rappresenta un
evento di straordinaria importanza per la città di Messina e la sua
provincia, per la tutela e conservazione delle aree di maggiore
pregio ambientale e paesaggistico, per migliorare i livelli di
sicurezza nel territorio e per porre in essere più opportune
politiche di difesa del suolo, costituendo una concreta occasione
per avviare una riqualificazione ambientale, prima, e culturale
poi;
Considerato che:
il Piano paesaggistico è adottato in attuazione di quanto previsto
dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al d.lgs. 22
gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche e integrazioni;
il codice prevede che i beni paesaggistici di notevole interesse
pubblico debbano essere individuati nei modi e termini previsti
dagli articoli 136 e seguenti del codice, per cui, individuati i
beni e rispettata la procedura nei confronti sia dei privati che
delle istituzioni interessate, viene dichiarato il notevole
interesse pubblico dei beni, le relative misure di tutela e
l'imposizione dei vincoli;
non pare che tutti gli adempimenti connessi all'individuazione dei
beni paesaggistici siano stati correttamente posti in essere
preventivamente all'adozione del Piano paesaggistico adottato, così
come previsto per legge;
il mancato rispetto di tale procedura potrebbe determinare un
grave danno economico per la Regione e per i Comuni all'interno dei
quali ricadono tali beni, stante i vincoli imposti dal Piano e il
mancato rispetto delle procedure;
Tenuto conto che:
il d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, concernente la disciplina della
Valutazione ambientale strategica, ha introdotto l'obbligatorietà
delle procedure valutative per tutti i piani e i programmi che
possono avere effetti significativi sull'ambiente, la cosiddetta
VAS;
non si ritiene sia stata correttamente operata la Valutazione
ambientale strategica, che consiste nell'integrazione
dell'interesse ambientale con gli interessi socio-economici che
determinano piani e politiche: prova ne è che l'adozione del Piano
paesaggistico non tiene in alcun conto e non contempera le
programmazioni e le iniziative in corso, siano esse di natura
pubblica o privata sebbene conformi alle pianificazioni vigenti,
sia che si tratti di aree portuali esistenti o in corso di
progettazione che di interventi all'interno dei piani attuativi
pubblici già deliberati o già consegnati;
Nelle more dell'approvazione del Piano paesaggistico - Ambito 9
adottato,
impegna il Presidente della Regione
a rivedere le procedure poste in essere;
ad adottare ogni opportuna iniziativa utile al fine di coniugare
le esigenze di tutela dell'ambiente con le legittime aspettative di
sviluppo dei comuni interessati, rivieraschi e non;
a far sì che il Piano paesaggistico costituisca una direttiva cui
adeguarsi e non un ostacolo allo sviluppo, in un'ottica di tutela
del paesaggio non solo vincolistica, ma al contempo di
riqualificazione, riutilizzazione, riordino, restauro e
valorizzazione dello stesso». (321)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il consiglio di amministrazione della Cassa regionale per il
credito alle imprese artigiane (CRIAS) è nominato dal Presidente
della Regione, che provvede con proprio decreto, previa delibera
della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore
regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca, secondo l'articolo 10 della l.r. 14 settembre 1979, n. 212;
il Presidente della CRIAS, acquisito con grande tempestività
l'avviso del Servizio vigilanza enti dell'Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, artigianato e pesca, il quale
avrebbe ritenuto che 'la problematica posta in evidenza (...) possa
essere ricondotta fra le cause di cui all'art. 16 della l.r. n. 212
del 14/09/1979', con nota prot. n.19408 del 28 luglio 2009, ha
dichiarato decaduto l'avvocato Giuseppe Corvaja dalla carica di
componente del consiglio di amministrazione dell'ente per una
presunta incompatibilità con la carica di Assessore del Comune di
Messina ai sensi del predetto art. 16 della citata l.r. n. 212 del
1979;
l'articolo 17 della successiva l.r. 24 giugno 1986, n. 31, che nel
titolo II realizza un quadro unitario delle ipotesi di
ineleggibilità ed incompatibilità, ha espressamente abrogato 'tutte
le norme in contrasto con gli articoli del presente titolo',
comprese quindi anche le disposizioni della l.r. n. 212 del 1979
ove contrastanti;
la l.r. 20 giugno 1997, n. 19 e successive modifiche e
integrazioni, riguardante criteri per le nomine e designazioni di
competenza regionale, all'art. 5 - Incompatibilità e limiti agli
incarichi (sostitutivo dell'articolo 3 della l.r. 28 marzo 1995, n.
22) prevede che, nel caso di conflitti d'interesse o di cause di
incompatibilità verificatesi successivamente all'assunzione
dell'incarico, 'il presidente dell' organo che ha provveduto alla
nomina o designazione, accertata anche d'ufficio la sussistenza del
conflitto di interesse o della causa di incompatibilità, invita
l'interessato a farli cessare entro 10 giorni dal ricevimento della
relativa comunicazione; trascorso inutilmente tale termine, l'
organo competente dichiara, con provvedimento motivato, la
decadenza del soggetto dalla carica ricoperta.';
la predetta dichiarazione di decadenza, a mezzo di una non meglio
qualificata nota del presidente della CRIAS, appare viziata,
quindi, non soltanto per carenza dei presupposti di legge, ma anche
per difetto di competenza ed eccesso di potere, essendo ciò
riservato per legge solo a quei soggetti che hanno provveduto alla
nomina o designazione, ossia all'ex Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio,dell'artigianato e della pesca ed al
Presidente della Regione;
Rilevato altresì che:
il comma 729 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
legge finanziaria dello Stato per il 2007, ha stabilito che: 'Il
numero complessivo di componenti del consiglio di amministrazione
delle società partecipate totalmente anche in via indiretta da enti
locali, non può essere superiore a tre, ovvero a cinque per le
società con capitale, interamente versato, pari o superiore
all'importo che sarà determinato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per gli affari
regionali e le autonomie locali, di concerto con il Ministro
dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Nelle
società miste il numero massimo di componenti del consiglio di
amministrazione designati dai soci pubblici locali comprendendo nel
numero anche quelli eventualmente designati dalle regioni non può
essere superiore a cinque. Le società adeguano i propri statuti e
gli eventuali patti parasociali entro tre mesi dall'entrata in
vigore del citato decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri.';
in linea con quanto stabilito dalla predetta normativa nazionale,
con D.P.Reg. 5 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione n. 13 del 23 marzo 2007, la Regione siciliana ha
ridotto il numero massimo dei componenti dei consigli di
amministrazione degli enti e delle società regionali, fissandolo a
cinque per le società regionali il cui capitale versato sia pari o
superiore a 750 mila euro ed a tre nel caso di enti strumentali;
nonostante la riduzione a cinque del numero dei componenti dei
c.d.a. rappresenti un tassativo obbligo di legge che non ammette
deroghe, essendo tutte le Regioni e le Province autonome di Trento
e di Bolzano obbligate a corrispondere ad un 'principio di
coordinamento della finanza pubblica' con immediatezza e senza
alcun indugio, il c.d.a. della CRIAS risulta tuttora composto da
una pletora di soggetti: il presidente, quattro esperti, quattro
rappresentanti designati dalle associazioni regionali di categoria
e tre rappresentanti, con voto consultivo, delle maggiori
organizzazioni sindacali dei lavoratori designati dalle medesime;
Considerato infine che da ben due anni si protrae in seno alla
CRIAS l'anomala situazione della vacanza di un legittimo direttore
generale e della reggenza di un facente funzioni, nonostante
l'obbligo del consiglio di amministrazione, tuttora disatteso, di
provvedere, come stabilito dall'art. 11 della l.r. n. 212 del 1979,
alla sua nomina, a seguito di pubblico concorso per titoli,
impegna il Presidente della Regione
e per esso l'Assessore per le attività produttive
ad annullare l'illegittimo provvedimento del presidente della
CRIAS di declaratoria di decadenza ed a reintegrare con effetti
immediati l'avvocato Giuseppe Corvaja nel ruolo e nelle funzioni di
componente il relativo c.d.a.;
ad azzerare successivamente il c.d.a. della CRIAS riducendo a
cinque il numero dei componenti, adeguandone così composizione e
funzionamento alle vigenti disposizioni normative nazionali e
regionali;
a ripristinare la normale funzionalità degli organi di gestione
dell'ente mediante la nomina di un dirigente generale a seguito di
pubblico concorso, sollevando al contempo dall'incarico il facente
funzioni illegittimamente in carica da due anni». (322)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
è ormai di tutta evidenza l'inutilità della sopravvivenza
dell'Ente Porto di Messina che, privo della necessaria
legittimazione e titolarità, dovrebbe provvedere alla gestione di
un punto franco, irrealizzabile nei termini indicati dalla legge n.
11 del 1951;
il Governo regionale non può permettersi uno spreco di denaro
pubblico mantenendo in vita enti improduttivi, utili solo alle
clientele politiche, essendo la nomina del commissario liquidatore
oltre che una scelta coraggiosa e impopolare, un obbligo morale ed
un imperativo politico 'in un momento di forte crisi economica e
finanziaria che ha riflessi negativi nel mondo della produzione,
con piccole e medie imprese che stanno chiudendo mettendo a rischio
migliaia di posti di lavoro' come riconosciuto dall'Assessore
regionale competente, Marco Venturi, che lo ha definito come uno
degli 'uno degli enti più inutili d'Italia';
Ribadite le argomentazioni tutte a sostegno dell'ordine del giorno
n. 272 'Riavvio delle procedure di scioglimento dell'Ente porto di
Messina', accettato dal Governo come raccomandazione nella seduta
n. 159 del 25 marzo 2010, con il quale si impegnava il Presidente
della Regione ad adottare i provvedimenti conseguenti;
Considerato che:
durante i lavori d'Aula del 10 febbraio 2010 il Presidente della
Regione ha chiesto di sospendere la trattazione del predetto ordine
del giorno per approfondimenti tecnici;
i ritardi e le remore frapposte rimettono al Governo della Regione
le responsabilità politiche ed istituzionali del mancato recupero e
dell'omessa riqualificazione dell'area Falcata della città di
Messina;
è ormai accertato che l'incredibile vicenda della sopravvivenza
dell'Ente Porto di Messina, determinata dalle scelte del Governo
Lombardo, rappresenta una palese anomalia istituzionale che ha già
prodotto e produce nuovi danni come, per citare gli esempi più
recenti, la sospensione di due gare relative a lavori finanziati
dall'Autorità portuale di Messina per la realizzazione del
terminale logistico nel molo Norimberga, quali il completamento di
infrastrutture a terra e a mare, con opere di allestimento e
funzionalizzazione delle aree a terra da consegnare alla Guardia di
Finanza - importo finanziato euro 635.054,49 - e i lavori di
manutenzione straordinaria della via San Raineri e dei relativi
impianti - importo finanziato euro 2.750.086,26;
Rilevato altresì che il commissario straordinario, ragioniere
Rosario Madaudo - nominato a sorpresa dal Presidente della Regione
al posto del commissario liquidatore, in tal modo disattendendo
quanto dallo stesso Presidente dichiarato nella seduta in cui
chiedeva la sospensione della trattazione per approfondimenti al
fine di riferire all'Assemblea - versa in un'evidente condizione di
incompatibilità prevista dall'art. 5 della l.r. n. 19 del 1997 in
quanto componente del Consiglio della Camera di Commercio di
Messina che detiene il 20 per cento delle azioni dell'Ente autonomo
portuale, incompatibilità non riscontrata dalla competente I
Commissione legislativa permanente 'Affari istituzionali'
dell'Assemblea regionale,
impegna il Presidente della Regione
a revocare con urgenza il Commissario straordinario dell'Ente
autonomo portuale di Messina;
a ripristinare il precedente percorso di scioglimento dell'Ente,
già avviato dall'Assessore Venturi». (323)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il dissesto idrogeologico rappresenta nel territorio
siciliano un problema di notevole rilevanza, visti gli ingenti e
terribilmente visibili danni arrecati: frane, esondazioni e
dissesti morfologici di carattere torrentizio, trasporto di massa
lungo le conoidi nelle zone montane e collinari, esondazioni e
sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura;
Considerato che il continuo verificarsi di questi episodi
necessita di una politica chiara di gestione del rischio che
affronti in prima analisi gli episodi verificatisi da tempo e
'certificati' da dichiarazioni di evento calamitoso dalla
Protezione civile regionale, da quella nazionale e dagli atti
conseguenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Verificato che, con emendamento Tab B.351 al disegno di legge n.
470/A, l Assemblea regionale ha approvato un aumento cospicuo con
riferimento all'U.P.B. 8.2.2.6.2. - capitolo 672013, portando la
somma a disposizione degli interventi per l'esecuzione di lavori e
opere pubbliche nelle zone colpite da eventi calamitosi, nonché per
il consolidamento ed il trasferimento di abitati situati in zone
franose, ad euro 7.900.000,00;
Ritenuti urgenti ed ormai improrogabili gli interventi nei comuni
di Favara (AG), Ganci (PA), Valledolmo (PA), Naro (AG) e San
Fratello (ME), che hanno subito dissesti, che rischiano di cambiare
la loro stessa identità culturale e storica;
Accertato che occorre intervenire ormai, con progettualità
finalizzate al completo recupero funzionale sociale ed economico
dei comuni dissestati, con opere rivolte alla minimizzazione
dell'impatto degli eventi,
impegna il Governo della Regione
ad utilizzare le somme di cui all'U.P.B. 8.2.2.6.2. - capitolo
672013 che, con emendamento n. Tab B.351, è stato dall'Assemblea
portato a euro 7.900.000,00, per il recupero dei comprensori
ricadenti nei Municipi di Favara (AG), Ganci (PA), Valledolmo (PA),
Naro (AG) e San Fratello (ME), da tutti ormai conosciuti anche per
i gravissimi dissesti che li hanno violentemente colpiti». (324)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che, in occasione della festa del 1 maggio del corrente
anno 2010, sarà presente a Portella della Ginestra (PA) una folta
delegazione nazionale dell'Associazione nazionale dei partigiani
d'Italia, provenienti da numerose e diverse città di ogni parte del
Paese;
Evidenziato che questa presenza nazionale è un riconoscimento al
sacrificio ed alle lotte del Sud per il riscatto del mondo del
lavoro contro la sopraffazione della violenza mafiosa;
Colto il segno di continuità tra l'impegno della lotta di
liberazione dalla violenza nazifascista, approdata in una
Repubblica la cui Costituzione proclama fondata sul lavoro, le
lotte contro la mafia e per il rispetto dei diritti del mondo del
lavoro;
Volendo sottolineare come su questi nuovi valori democratici si
sia rinsaldata un'unità nazionale profondamente scossa dalle
vicende della seconda guerra mondiale e si sia aperta una lunga
stagione di crescita e sviluppo del Paese;
Riconosciuto in Portella della Ginestra, luogo della strage
attuata nel 1947 per piegare il movimento di emancipazione nelle
campagne, un alto valore simbolico regionale, rappresentativo di
una Sicilia tesa a inverare quei princìpi democratici in una nuova
cittadinanza per uscire dalle pastoie del passato, del
sottosviluppo e dello sfruttamento,
impegna il Presidente della Regione
a predisporre un piano di recupero, gestione e tutela del sito di
Portella della Ginestra per farne un punto di rilevanza regionale a
testimonianza della lotta e dei sacrifici sopportati dalla
popolazione per la prospettiva di una Sicilia libera, emancipata e
democratica;
a predisporre un piano di valorizzazione del sito di Portella
della Ginestra come monumento nazionale dedicato alla lunga lotta
di emancipazione e alla democrazia sviluppatasi nel Paese e in
Sicilia, per consolidare i principi e i diritti sanciti nella
Costituzione della Repubblica e nello Statuto siciliano». (325)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con d.d.g. n. 668 del 30 giugno 2009 Territorio e Ambiente e stato
approvato il piano di gestione della rete natura 2000 (Zps e Sic)
denominata Monti Peloritano, all'interno del quale ricade gran
parte del territorio del comune di Messina, da integrare a cura del
beneficiario Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana, entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto stesso;
l'integrazione prevista all'art. 6 del citato decreto, è stata
effettuata dall'Azienda foreste ma, non essendo chiaro se tale
integrazione sia avvenuta nel termine perentorio previsto dal
decreto medesimo, non è dato sapere se lo stesso sia tuttora
efficace o sia decaduto, come ipotizzato all'articolo 2;
il piano di gestione, comunque, non è stato trasmesso al Comune di
Messina;
Considerato che:
in assenza del piano di gestione, le richieste concernenti la
valutazione di incidenza pervenute al Comune di Messina non possono
essere esitate;
l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione, con
parere n. 771/08, ha sostanzialmente rimesso alla discrezionalità
tecnica dell'ente Comune la valutazione dell'incidenza ambientale
sui siti protetti dal singolo intervento, ma ha contestualmente
ribadito la necessità di una regolamentazione a livello regionale
delle zone Zps e Sic;
in assenza di un Piano di gestione regolarmente notificato
dall'Assessorato, le valutazioni di incidenza non possono essere
effettuate;
il Comune di Messina ha ricevute diffide per il completamento
delle istruttorie relative a progetti che necessitano di
valutazione di incidenza;
le diffide sono propedeutiche a richieste risarcitorie nei
confronti del Comune di Messina c/o chi non ha trasmesso il Piano
di gestione per consentire le valutazioni d'incidenza in conformità
alle norme vigenti;
Considerato infine che il decreto è stato emesso il 30 giugno
2009, e considerati il tempo trascorso dalla data di emissione ad
oggi, le necessità dei privati e, soprattutto, i rischi risarcitori
cui è esposto il Comune di Messina, per un verso, e la Regione per
un altro verso,
impegna il Governo della Regione
a predispone gli atti dovuti per definire il Piano di gestione».
(326)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il contratto collettivo regionale di lavoro (CCRL)
del comparto relativo alle qualifiche dirigenziali e non
dirigenziali della Regione siciliana e degli enti di cui
all'articolo 1 della l.r. n. 10 del 2000 è scaduto da 28 mesi;
Considerato che nella sessione di bilancio appena conclusa sono
state individuate le risorse per coprire esclusivamente la vacanza
contrattuale relativa al biennio economico 2008-2009 e per il 1
biennio 2006- 2007 del rinnovo del CCRL per l'area della dirigenza;
Ritenuto che non sia più procrastinabile l'avvio delle trattative
per i rinnovi contrattuali di che trattasi con l'emanazione delle
direttive all'Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione
siciliana (ARAN Sicilia), da parte del Governo regionale, e
l'adeguamento finanziario dei capitoli di bilancio relativi;
Considerato che per il quadriennio giuridico 2006-2009 del
comparto non dirigenziale si è proceduto solo alle prime norme di
rinnovo relative al trattamento giuridico e considerata la
necessità di definire il quadriennio giuridico stesso,
impegna il Governo della Regione
ad emanare immediatamente le direttive, di cui in premessa,
all'ARAN Sicilia ed a reperire le risorse necessarie al completo
finanziamento dei rinnovi per i bienni economici, del quadriennio
2006-2009 ed il biennio 2008-2009, rispettivamente, per il
personale non dirigenziale e quello dirigenziale». (327)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la Società 'Tributi Italia s.p.a.' gestisce le entrate degli enti
locali e presta i suoi servizi in forza di concessioni assegnate da
Comuni e Province ad esito dell'aggiudicazione di una gara, che
prevede l'accertamento e la riscossione delle imposte comunali
sugli immobili (ICI), della tassa rifiuti o tariffa di igiene
ambientale (TARSU o TIA), dell'imposta comunale sulla pubblicità o
canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (ICP o CIMP),
l'esazione del diritto di pubbliche affissioni, della tassa o
canone di occupazione di spazi di aree pubbliche (TOSAP o COSAP),
delle sanzioni amministrative e dei canoni patrimoniali in genere
(la bollettazione del gas o del canone di acquedotto);
la Società, dopo aver acquistato, già nel 2004,'Ausonia Servizi
Tributari s.p.a.', nel corso del 2008 si è resa conferitaria delle
aziende di altri operatori del settore (Gestor s.p.a., RTL s.p.a. e
I.P.E. s.r.l.), avviando un processo di consolidamento ed assumendo
l'attuale denominazione di 'Tributi Italia s.p.a.';
Tenuto conto che nella seconda metà del 2008 intervengono fattori
endogeni e quindi non previsti né prevedibili che hanno portato e
postergare il pagamento delle imposte locali e l'allungamento delle
procedure di riscossione;
Preso atto che:
a fronte dell'efficienza comunque dimostrata dalla Società, viene
chiesto al Governo ed alle autorità regionali e locali
l'affiancamento istituzionale;
a seguito però di un procedimento giudiziario dinanzi al Tribunale
civile di Roma, la Commissione ministeriale presso il Ministero
dell'economia e delle finanze (MEF), di tenuta dell'Albo, ha
disposto la cancellazione di Tributi Italia - con provvedimento la
cui efficacia è stata sospesa prima dal TAR Lazio e più
recentemente dal Consiglio di Stato - e che tale cancellazione ha
lo scopo di procedere al Piano di ristrutturazione del debito;
Considerato che:
in tutta questa vicenda si inserisce il problema occupazionale:
infatti, circa 110 lavoratori siciliani, dipendenti della Tributi
Italia s.p.a., da mesi ormai in gravi difficoltà economiche per le
mancate spettanze mensili non corrisposte dalla suddetta azienda,
e, soprattutto, senza alcuna prospettiva per il futuro
occupazionale, in attuazione della procedura prevista dalla legge
n. 223 del 1991, messa in atto dall'azienda con l'intento di
tagliare i lavoratori siciliani dall'organico aziendale;
non può essere persa l'alta professionalità ormai acquisita dai
lavoratori siciliani che hanno iniziato il loro percorso lavorativo
in ambito tributario già dal 2004 con la ditta Ausonia servizi
tributari s.p.a., assorbita nel 2005 dalla società ligure San
Giorgio s.p.a., a sua volta fusa nel 2008 con altre aziende di
servizi tributari presenti nel territorio nazionale, generando
l'attuale Tributi Italia s.p.a.,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere le opportune iniziative al fine di garantire in
tempi certi la liquidazione delle somme spettanti ai lavoratori
della Tributi Italia s.p.a. e ad adoperarsi contestualmente per la
loro ricollocazione nel mercato del lavoro.
A tal proposito, è opportuno che la Regione siciliana si adoperi
per l'immediato pagamento delle somme dovute dall'EAS (Ente
Acquedotti Siciliani) alla stessa azienda Tributi Italia s.p.a.,
per il lavoro da questa svolto a seguito di regolare contratto, con
lo specifico vincolo di destinazione di dette somme a favore del
pagamento delle spettanze pregresse dei dipendenti della società
Tributi Italia s.p.a., ammontanti a circa cinque mensilità ad oggi
non percepite.
Per garantire inoltre il mantenimento del livello occupazionale di
questi lavoratori siciliani, deve essere considerata la possibilità
di un ricollocamento presso la società siciliana Riscossione
Sicilia s.p.a., che per il 60 per cento è di proprietà della
Regione siciliana, in funzione della specificità di questi
lavoratori con riferimento alle materie dell'accertamento e
riscossione dei tributi, o in altra società partecipata, anche alla
luce dell'ultima riforma degli A.T.O. derivante dall' approvazione
della legge regionale n. 9 del 2010 recante 'Gestione integrata dei
rifiuti in Sicilia'». (328)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
lo Statuto della Regione Siciliana all'art. 17 comma 1, lettera
b), attribuisce alla stessa Regione, competenza concorrente nella
materia della sanità pubblica;
L'Assemblea regionale siciliana ha approvato, con legge regionale
n. 5 del 2009 il testo della riforma sanitaria siciliana, recante
'Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale';
Tenuto conto che:
l'Assessore regionale per la salute ha provveduto all'assegnazione
di 12 milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature per
la provincia di Trapani;
sono stati assegnati all'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo
una T.A.C., con la sostituzione di quella esistente, e un
angiografo portatile;
è prevista inoltre l'allocazione della Radioterapia proprio nel
ristrutturando ospedale di Mazara del Vallo, adducendo come
motivazioni la ritenuta posizione baricentrica, equidistante
rispetto al posizionamento degli acceleratori lineari ubicati nelle
due province confinanti di Palermo ed Agrigento;
Considerato che:
la radioterapia e la medicina nucleare rappresentano metodiche di
fondamentale importanza nel trattamento dei tumori, e che
l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani è un presidio di riferimento
provinciale per il reparto di oncologia medica da oltre dieci anni;
il suddetto ospedale di Trapani ha un reparto di radiologia dotato
oltre che delle normali apparecchiature RXgrafiche, anche di TC e
di risonanza magnetica ad alto campo, capaci di individuare precisi
stadi di azione delle malattie tumorali anche attraverso la
radiologia interventistica che consente le biopsie mirate;
l'ulteriore dotazione di strumentistica finalizzata al
monitoraggio dell'attività di malattia in corso di terapia
consentirebbe lo studio completo e strumentale del paziente dalla
diagnosi alla terapia;
l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani è organizzato con un
reparto di chirurgia, di unità coronarica, di un reparto di
pneumologia, di una rianimazione, con anestesisti specializzati
nella terapia del dolore, di un servizio di assistenza psicologica;
il reparto di radiologia sarebbe un completamento naturale del
processo di prevenzione e cura dei tumori;
nel febbraio del 2009 è stata sottoscritta un'intesa fra il
Sindaco di Erice ed il direttore pro tempore dell'Azienda
ospedaliera, ing. Catalano, alla cui base era una permuta tra l'ex
Albergo Igea ad Erice Vetta, di cui l'Azienda era proprietaria, ed
un'area alle spalle del Sant'Antonio di proprietà del Comune
ericino, che prefigurava un'ulteriore riqualificazione del centro
storico della Vetta, da un lato, e proprio l'insediamento di un
polo oncologico a valle, dall'altro. Un'intesa che anzi ha prodotto
tutta una serie di atti propedeutici alle due realizzazioni, quali
la partecipazione ad un apposito bando regionale da parte del
Comune con una previsione di spesa di circa 6 milioni, e
collateralmente l'avvio delle procedure tecnico amministrative
indispensabili per ottenere la variante urbanistica in favore
dell'Azienda sanitaria,
impegna il Governo della Regione
a vincolare l'utilizzo dei 'Fondi ex articolo 20' all'acquisto
delle attrezzature idonee e attivare presso l'ospedale di Trapani
il reparto di radioterapia e medicina nucleare, che rappresentano,
in quasi tutte le forme di tumore, le terapie vitali, inserite,
secondo il protocollo internazionale, anche in un più ampio
percorso di diagnosi che ad oggi è svolto con professionalità
nell'intero ospedale trapanese». (329)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la Festa del SS. Crocifisso di Monreale è giunta alla
384 rassegna, diventando la più grande manifestazione religioso-
culturale della Sicilia;
Considerato che ogni anno la festività coinvolge oltre 60 mila
fedeli e migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo;
Ritenuto che appare necessario, al fine di rilanciare
ulteriormente la manifestazione, assicurare alla stessa un sostegno
economico ed organizzativo;
Valutato che la festa del SS. Crocifisso può oramai considerarsi
una delle manifestazioni di livello regionale,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo
e l'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
ad inserire la festa del SS. Crocifisso di Monreale fra le
manifestazioni di rilevante interesse culturale e turistico della
Regione». (330)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che, nel generale dissesto idrogeologico del territorio
regionale, conseguente alle straordinarie modifiche intercorse
negli ultimi decenni per i forti processi di antropizzazione
(dall'abbandono delle montagne e delle campagne, all'inurbamento
delle grandi aree cittadine e metropolitane, per le modalità
costruttive e le modifiche colturali), sono stati sempre più
numerosi e gravi i disastri ambientali segnati da vittime umane
oltre che da notevoli danni materiali;
Ricordato come i più recenti casi di frane e smottamenti nel
territorio di Messina abbiano dato la misura di ciò che significa
contrastare tale tipo di emergenze, così come i gravi e drammatici
incendi boschivi delle scorse stagioni estive;
Visto che tali emergenze non riguardano soltanto l'interno
dell'Isola ma afferiscono anche ai continui interventi nelle città
e nei nuovi quartieri, per allagamenti, crolli e incendi, o
addirittura per mare (dall'opera di soccorso ai barconi
d'immigranti fino ai casi degli aliscafi di Messina o di Trapani o
dell'incendio del traghetto sulla rotta Napoli-Palermo);
Richiamata per altro, la continuità dell'impegno in una terra di
notevole sismicità e segnata da fenomeni vulcanici significativi,
nonché la drammatica vicenda del terremoto del 1968 nel Belice e la
straordinaria azione di salvataggio e di soccorso anche in
quell'occasione;
Evidenziato che in tutti questi episodi, così come in una
pluralità di episodi minori, non meno significativi e pericolosi,
si è distinto il Corpo dei Vigili del fuoco, all'interno del quale
notevole è stato anche lo spirito di sacrificio e di dedizione dei
Vigili siciliani,
impegna il Presidente della Regione
ad esprimere, in modo formale e ufficiale, il sentimento di
riconoscimento della popolazione siciliana verso il Corpo nazionale
dei Vigili del fuoco,assegnando una medaglia d'oro della Regione
siciliana allo stendardo nazionale del Corpo medesimo». (331)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che da diversi mesi Italtel spa sta procedendo ad una
ristrutturazione aziendale per fare fronte alla crisi del mercato
che sta colpendo anche aziende di elevata specializzazione nelle
telecomunicazioni come la Italtel;
Considerato che:
tale processo sta compromettendo, in particolare, il posto di
lavoro delle maestranze dello stabilimento di Carini (PA), creando
particolare apprensione nei lavoratori ivi impegnati;
lo stabilimento di Carini ha rappresentato uno degli ultimi
'baluardi/reperti storici' della ricerca, progettazione e
produzione industriale di alta fascia tecnologica e scientifica,
settore informatico e telematico, e del sistema economico siciliano
ed italiano;
da diversi mesi i lavoratori, proprio per scongiurare il
licenziamento di propri colleghi e fare fronte alla crisi del
mercato che sta colpendo la predetta società, e che hanno firmato
decine di contratti di solidarietà, hanno intrapreso diverse
iniziative tese a garantire ed a salvaguardare il proprio lavoro;
nelle ultime settimane l'azienda, unilateralmente e revocando i
contratti di solidarietà, ha avviato la procedura di cassa
integrazione di 53 lavoratori ad alta specializzazione impegnati
nello stabilimento di Carini;
la cassa integrazione, oltre a costituire una vera e propria
anticamera del licenziamento, verrà effettivamente liquidata fra
diversi mesi, rendendo impossibile una vita decorosa a diverse
decine di famiglie che si troveranno senza soldi per lungo tempo,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le attività produttive
ad attivarsi immediatamente per:
1) realizzare un Accordo di Programma per valorizzare le risorse
umane impegnate nello stabilimento Italtel;
2) intraprendere ogni opportuna iniziativa per sollecitare
l'azienda a revocare le procedure di cassa integrazione e rivedere
il proprio piano industriale, prevedendo un rilancio del
laboratorio 'software' ed anche forme di collaborazione con
istituzioni locali». (332)
«L'Assemblea regionale siciliana
Visto l'accordo di programma del triennio 2007-2009 sottoscritto
dal dipartimento della Protezione civile della Regione siciliana e
il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che prevedeva la
partecipazione attiva di quest'ultimo alle iniziative di contrasto
agli incendi boschivi nella Regione;
Vista altresì l'ordinanza di Protezione civile n. 3815
relativamente a frane ed allagamenti verificatisi nel messinese;
Considerato il massiccio impegno dei Vigili del fuoco nelle zone
colpite dal grave dissesto idrogeologico;
Rilevato che ad oggi la Regione rimane in debito con il Corpo
nazionale dei Vigili del fuoco relativamente all'impegno
straordinario profuso nelle due occasioni,
impegna il Governo della Regione
ad assicurare in tempi brevissimi il pagamento delle competenze
per il 2009 secondo l'accordo di programma sugli incendi boschivi e
l'ordinanza di protezione civile n. 3815;
a stipulare per il triennio 2010-2012 un adeguato accordo di
programma che preveda lo stesso impegno di spesa del triennio 2007-
2009». (333)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che, all'art. 4 del D.M. 29 marzo 2001 (pubblicato nella
GURI n. 118 del 23 maggio 2001) viene definita tra le figure
professionali 'Professioni tecnico sanitarie' quella di igienista
dentale;
Osservato che l'operatore sanitario, ai sensi del D.M. 15 marzo
1999, n. 137, svolge, su indicazione del medico odontoiatra e dei
medici chirurghi legittimati all'esercizio dell'odontoiatria
attività di educazione sanitaria dentale e partecipano a progetti
di prevenzione primaria nell'ambito del sistema sanitario pubblico.
Si tratta dunque di una professione riconosciuta dallo Stato, vale
a dire che per il suo svolgimento é necessario il conseguimento del
diploma universitario di igienista dentale, conseguito ai sensi
dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, e successive modificazioni, che abilita all'esercizio della
professione;
Considerato che:
il Protocollo d'intesa Stato-Regione tra Ministero dello sviluppo
economico, Ministero della salute e le Regioni del Mezzogiorno
ritenute a rischio, per una 'visione condivisa' per accelerare la
convergenza di salute pone la Sicilia, in relazione alle patologie
orali tra le regioni più a rischio, soprattutto legata alle
situazioni socio-economiche che, pur permettendo le cure
odontoiatriche di base, non pone obiettivi continuativi di
prevenzione orale professionale che devono essere affidati a
professionisti del settore;
in ambito odontoiatrico, l'investimento nella prevenzione
garantisce dei risultati estremamente positivi sia in termini di
salute che in termini economici. E' la condizione indispensabile
per avere nel futuro di medio e di lungo periodo una popolazione
sempre meno bisognosa di interventi curativi e riparativi, con
tutto quello che ciò significa in termini di risparmio di spesa sia
per i singoli cittadini che per il Sistema sanitario e per
ottemperare agli obiettivi di salute pubblica;
Constatato che il corso d'igiene dentale è l'unico corso
disattivato dell'area prevenzione;
al fine di raggiungere tali obiettivi,
impegna il Governo della Regione
a garantire nel territorio siciliano il corso di laurea di 'Igiene
dentale' che assicuri le unità professionali di cui il sistema ha
bisogno». (334)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo
1988, n. 119, rende esecutivo l'accordo collettivo nazionale per la
disciplina dei rapporti con professionisti convenzionati con il
Servizio sanitario nazionale per l'erogazione di prestazioni
specialistiche sanitarie nei loro studi accreditati, ai sensi
dell'art. 48 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Osservato che l'art. 7 del suddetto decreto stabilisce il
versamento del 22 per cento sui compensi previsti all'art. 6 e di
cui il 13 per cento a carico del Servizio sanitario regionale ed il
9 per cento a carico del medico convenzionato;
Considerato che il decreto n. 1128/09 dell'Assessorato regionale
Sanità, a modifica di quanto previsto dal decreto nazionale,
stabilisce che l'onere per il versamento dei contributi
previdenziali all'ENPAM siano interamente a carico delle strutture
accreditate,
impegna il Governo della Regione
a modificare detto decreto regionale al fine di rendere
facoltativo il versamento dei contributi all'ENPAM sia per i
singoli medici che per qualsiasi tipo di società;
in conseguenza di ciò, per coloro che manifestino la volontà di
non mantenere rapporti con l'ENPAM, ad esentarli per la loro parte
(9 per cento) dal versamento, e per il S.S.R., per la quota di
riferimento (13 per cento), a fare in modo che torni a far parte
integrante dell'aggregato di spesa, onde rendere possibili
ulteriori prestazioni sanitarie alle strutture convenzionate a
favore degli utenti senza aggravio di spesa per la Regione
siciliana». (335)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che 'Italia Lavoro Sicilia' ha pubblicato due bandi su
affidamento 'in house providing' per conto dell'Assessorato
regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro -
Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le
attività formative, relativi:
1) alla messa a regime dei servizi pubblici per il lavoro nella
Regione siciliana (progetto denominato 'Re.La.S' - Rete Lavoro
Sicilia - progetto stralcio decreto del dirigente generale n. 849
del 30 dicembre 2009);
2) per il consolidamento delle conoscenze concernenti l'utilizzo
del SILL (Sistema Informativo Lavoro Locale) della Regione
siciliana (progetto denominato 'Consolidamento conoscenze e
competenze degli operatori di consulenza orientativa degli
Sportelli multifunzionali' decreto del dirigente generale n. 825
del 18 dicembre 2009);
Rilevato che i due bandi mettono a concorso, il primo (Re.La.S),
n. 21 posti e, il secondo (SILL), n. 70 posti, tutti con contratto
a termine;
Considerato il numero esorbitante di personale regionale già in
organico a tempo indeterminato e considerate altresì le numerose e
qualificate professionalità presenti tra detto personale in
organico;
Rilevato il grave problema del precariato direttamente e
indirettamente già a carico della Regione e in predicato per una
stabilizzazione prevedibilmente molto onerosa per il pubblico
erario;
Osservato che tale precariato ha origine in attività svolte per
conto degli enti locali o di società controllate dalla Regione ed
ha, di fatto, stravolto le procedure di accesso alla pubblica
Amministrazione in Sicilia;
Richiamate le dichiarazioni programmatiche del Presidente della
Regione, Lombardo, contrarie a nuove assunzioni e nella direzione
di voler riportare l'accesso entro le procedure concorsuali
pubbliche previste dalla legge;
Considerato che, anche a voler ammettere procedure urgenti e
necessarie, si sarebbe potuto ricorrere a un bando interno,
riservandolo ai cosiddetti 'precari storici' e, comunque, non prima
di aver valutato le condizioni necessarie per poter mantenere gli
impegni assunti;
Censurate la pratica di annunci di stabilizzazioni al di fuori di
qualsiasi progetto e la creazione di nuove attese attraverso la
previsione di nuovi contrattisti e con procedure di dubbia
legittimità, quali quelle di domande presentate a mano e senza
altre forme di vidimazione imparziale, come quella offerta dal
timbro postale,
impegna il Governo della Regione
a procedere all'immediato annullamento dei bandi in oggetto,
avviati peraltro in violazione delle prescrizioni comunitarie,
stante che non risulta essere stata richiesta, dal dipartimento
regionale competente, alcuna autorizzazione preventiva all'Unione
europea per il conferimento dell'incarico 'in house'». (336)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
nel passato, anche recente, il mezzo più efficace per eliminare la
brucellosi bovina, ovina, caprina e, in certe zone, bufalina, è
stato lo 'stamping out', cioè l'eliminazione dei capi infetti, con
l'obiettivo di eradicare questa patologia degli animali in funzione
della protezione della salute umana;
l'altra strategia, la vaccinazione degli animali, era stata
limitata dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale;
la Comunità Europea, con un'inversione di tendenza, ha cambiato
politica, adottando la decisione C(2002) 2592, che autorizza,
contro la brucellosi, i vaccini vivi del ceppo RB51 Rev.1, nella
considerazione che 'focolai di brucellosi bovina continuano a
manifestarsi in alcune zone della Comunità' e che 'la vaccinazione
è considerata uno strumento efficace se utilizzato in determinate
condizioni e associato ad una politica di test e macellazioni
(...)';
Considerato che:
fra le zone della Comunità dove continuano a manifestarsi focolai
di infezione da brucelle, rientra la Sicilia;
in particolare, nella Regione - in concomitanza con la persistenza
della brucellosi negli allevamenti di tipo estensivo (brado e
semibrado) e negli allevamenti sui monti Nebrodi e Madonie, dove
ancora si pratica la millenaria tradizione della transumanza - si
registra ogni anno un alto numero di contagi per l'uomo;
Visto che:
la Commissione Europea ha disposto, per valutare la situazione
epidemiologica, varie missioni ispettive, l'ultima delle quali ha
prodotto un rapporto (Report DG (Sanco)/8204/2006) che raccomanda
l'adozione di misure efficaci per il controllo della brucellosi,
tuttora endemica nonostante l'adozione di piani regionali
straordinari di eradicamento (PRSE);
in conclusione, l'Unione Europea - in considerazione della
gravissima situazione nella Regione e in assenza di alternative
effettivamente praticabili (come l'anagrafe dei capi, la
sorveglianza sull'abbattimento dei capi infetti, ecc.) - si è
espressa nel senso di favorire la reintroduzione della pratica
della vaccinazione in Sicilia, sia pure come intervento in deroga
inserito in un piano straordinario,
impegna il Governo della Regione
1. a procedere all'identificazione di tutto il patrimonio
zootecnico siciliano;
2. a predisporre un piano straordinario per l'eradicazione della
brucellosi attraverso il mezzo più efficace della vaccinazione,
mantenendo il vaccino Rev.1 per ovi-caprini e fissando i nuovi
controlli a 36 mesi dalla data di vaccinazione;
3. a snellire i vincoli tecnici e burocratici relativi alla
movimentazione degli allevamenti a conduzione di pascolo estensivo
e transumante;
4. ad individuare le misure di carattere finanziario in armonia
con i vincoli europei relativi agli aiuti di Stato per rispondere
alla grave crisi economica del comparto zootecnico siciliano».
(337)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e successive modifiche
e integrazioni, all'art. 25, comma 1, lett. b), come ben noto, ha
creato i presupposti perchè 3.500 dei cosiddetti 'articolisti',
ovvero unità di personale impegnato in attività socialmente utili
presso gli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione
regionale, venissero contrattualizzati a tempo pieno e determinato
presso la medesima Amministrazione ospitante, a decorrere dal 1
gennaio 2006, per un quinquennio, applicando i contenuti di cui
all'art. 1, comma 1, del contratto collettivo regionale di lavoro
(C.C.R.L.) dei dipendenti della Regione siciliana;
allo stesso modo, ulteriori 1.000 unità di soggetti impegnati in
Progetti di utilità collettiva (P.U.C.), che di fatto sin dal 2002
ai sensi degli articoli 11 e 12 della l.r. n. 85 del 1995, hanno
intrattenuto più rapporti di lavoro a tempo determinato 'part time'
sempre con l'Amministrazione regionale siciliana, a decorrere dal
1 gennaio 2006, sono confluiti, attraverso l'applicazione
dell'articolo di legge regionale ai lavoratori socialmente utili,
nel medesimo 'bacino' (rif. Circ. n. 65/2005/AG);
Ritenuto che:
quello instaurato con i lavoratori in questione è un contratto a
tempo determinato e che, sin dalla decorrenza dello stesso,
derogava per quanto concerne la durata (5 anni scadenza 31 dicembre
2010) e la normativa vigente in materia di reclutamento di
personale da impiegare presso la pubblica Amministrazione, in
quanto si trattava di stabilizzazioni di soggetti impegnati in
attività socialmente utili sin dal 1996 ai sensi del d.lgs. n.
468/97 e successive modifiche e integrazioni;
la stabilizzazione del personale impegnato a tempo determinato dei
contrattisti in servizio presso la Regione va compiuta entro il 31
dicembre 2010, anche in ottemperanza a quanto contenuto nella
direttiva del Presidente della Regione a beneficio dei precari in
servizio presso la Regione percettori di uno stipendio pari a circa
1.000,00 euro al mese, nella maggior parte dei casi unica fonte di
introito familiare, e con un'età media di oltre 40 anni che,
altrimenti, si vedrebbero irrimediabilmente espulsi dal mercato del
lavoro, con ulteriori gravi refluenze negative sull'economia della
Regione, trattandosi nel complesso di 4.500 unità;
la spesa da sostenere sarà invariata rispetto all'attuale, dato
che trattasi di soggetti impegnati in atto a tempo pieno (36 ore
settimanali) presso l'Amministrazione regionale;
tra i requisiti previsti per l'accesso al beneficio dovrà essere
previsto quello principe del possesso del triennio di servizio con
rapporto subordinato alla data del 31 dicembre 2010 e l'essere
stato in servizio alla data del 1 gennaio 2007, così come previsto
al paragrafo 4 della circolare n. 5 del Ministero della funzione
pubblica del 18 aprile 2008;
la motivazione della stabilizzazione può essere verificata con
l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 1, commi 519 e
558, della legge n. 296 del 2006, e all'art. 3, comma 90, della
legge n. 244 del 2007, ovvero 'procedure speciali di reclutamento
che deroga rispetto alle modalità ordinarie del concorso pubblico,
in quanto è riservata ad una platea di lavoratori per i quali si è
scelto di valorizzare la loro esperienza professionale presso le
pubbliche Amministrazioni';
gli stessi lavoratori dovranno produrre istanza redatta ai sensi
dell'art. 3, comma 90, della legge n. 244 del 2007, da inoltrare
presso la Regione siciliana, che all'uopo potrà produrre degli
stampati allo scopo di uniformare la procedura da adottare;
Vista la rideterminazione periodica della dotazione organica
effettuata con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, sentita
l'organizzazione sindacale, così come meglio specificato in
articolo di legge finanziaria della Regione siciliana per l'anno
2010;
Vista la prossima scadenza contrattuale del 31 dicembre 2010, che
impone di dare continuità lavorativa ai soggetti 'de quibus', che
altrimenti si vedrebbero irrimediabilmente penalizzati nella logica
aspettativa di procedure di stabilizzazione,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere i provvedimenti amministrativi entro 60 giorni
dalla data di approvazione della legge finanziaria della Regione
siciliana per l'anno 2010, e tutti gli adempimenti atti alla
trasformazione di detti contratti, entro e non oltre il 30 novembre
2010 e comunque non oltre il 31 dicembre 2010, in modo da
consentire continuità occupazionale alla platea di lavoratori
interessati alle medesime condizioni di inquadramento attuali».
(338)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 detta norme per
l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e di riserve;
in particolare, con l'articolo 6, come sostituito dall'articolo 4
della legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, si stabilisce che 'In
attuazione del piano regionale di cui all' articolo 5 [l.r. n. 98
del 1981] si provvederà alla istituzione dei parchi e delle riserve
con decreto dell' Assessore regionale per il territorio e l'
ambiente, previo parere del Consiglio regionale [per la protezione
del patrimonio naturale]';
Considerato che:
la politica di conservazione e protezione dell'ambiente, anche e
soprattutto attraverso l'istituzione di parchi e di riserve, è uno
dei pilastri fondamentali di una politica diretta al riequilibrio
territoriale, al fine di concorrere, nel rispetto dell'interesse
nazionale e delle convenzioni e degli accordi internazionali, alla
salvaguardia, gestione, conservazione e difesa del paesaggio e
dell' ambiente naturale nonché per consentire migliori condizioni
di abitabilità nell'ambito dello sviluppo dell'economia e di un
corretto assetto dei territori interessati, per la ricreazione e la
cultura dei cittadini e l'uso sociale e pubblico dei beni stessi
nonché per scopi scientifici;
tali presupposti sono sanciti da tutte le convenzioni
internazionali fra le quali, da ultimo, il recente vertice di
Copenaghen, che pone la questione ambientale fra le novità e le
urgenze dell'attualità politica, imponendo, non solo agli Stati, ma
anche alle loro articolazioni regionali, scelte strategiche mirate
e innovative;
Rilevato che:
quest'anno, fra l'altro, ricorre l'anno della biodiversità indetta
dalle Nazioni Unite che impone a tutti i Governi, ad ogni livello,
di assumere ed attuare entro il 2010, misure necessarie per fermare
la perdita della biodiversità, incoraggiando la piena
implementazione delle legislazioni esistenti e degli impegni
internazionali vincolanti e a sostenere le azioni necessarie alla
piena attuazione delle risoluzioni internazionali in materia di
biodiversità;
in tale direzione l'istituzione di un nuovo parco rientra
pienamente fra le iniziative e le politiche attive in tema di
protezione e conservazione degli ambienti naturali protetti la cui
specifica azione è posta in capo all'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente;
Ritenuto che:
da tempo e da più parti si è imposta all'attenzione del dibattito
ambientale la richiesta di istituire il Parco dei Monti Peloritani;
tale istituzione concorrerebbe maggiormente, oltre ai compiti
fissati dall'articolo 1 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98,
anche a quelli di presidio e salvaguardia del territorio, vieppiù
resisi necessari a seguito dei drammatici eventi franosi
verificatisi,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le procedure previste dalla legge regionale 6
maggio 1981, n. 98 e successive modifiche e integrazioni, al fine
di pervenire, in tempi brevi, all'istituzione del Parco dei Monti
Peloritani e del relativo ente di gestione». (339)
«L'Assemblea regionale siciliana
Considerato che:
dallo scorso mese di marzo, in seguito alla decisione posta in
essere dalla società SMA s.p.a. - gruppo Auchan - di chiudere
l'esercizio commerciale Cityper sito nel quartiere Brancaccio di
Palermo, sono stati posti in cassa integrazione tutti e 47 i
lavoratori dipendenti del suddetto punto vendita, accrescendo lo
stato di crisi sociale ed occupazionale che già caratterizza
endemicamente il degradato quartiere del capoluogo isolano;
la società capogruppo Auchan, che controlla i punti vendita SMA e
Cityper sta contestualmente attuando un ampio programma di
ampliamento della propria presenza commerciale sul territorio
palermitano e dell'hinterland con l'apertura di un ipermercato a
Carini che sarà inaugurato nel mese di maggio 2010;
Ritenuto di conseguenza grave che una società attui una politica
occupazionale incoerente e contraddittoria, utilizzando gli
strumenti di sgravio e di abbattimento del costo del lavoro
previsti dall'ordinamento e colpendo nel contempo il già fragile
tessuto occupazionale del palermitano,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere le idonee ed opportune iniziative, promuovendo
il confronto tra le forze sindacali ed i rappresentanti della
proprietà Auchan, perchè i 47 lavoratori licenziati di cui in
premessa possano essere sollecitamente rioccupati nell'ambito del
piano di espansione nel territorio dell'hinterland palermitano
attuato dalla società medesima, anche attraverso la possibilità di
usufruire delle misure del credito d'imposta per la creazione di
nuova occupazione approvate dall'Assemblea nell'ambito della
manovra finanziaria per il 2010». (340)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso il ruolo strategico svolto dai consorzi ASI nello
sviluppo della Regione e la conseguente significativa
responsabilità in capo agli organi che gestiscono tali enti e, in
modo particolare, di quella del presidente;
Ritenuto che:
il corrispettivo connesso al ruolo e alla responsabilità ricoperti
dal presidente è assolutamente inadeguato ed incomprensibilmente
inferiore a quello stabilito per i presidenti di altri enti
omogenei per responsabilità o addirittura di minore rilevanza;
l'aumento del corrispettivo di cui sopra non comporta alcun
incremento di costo per l'Amministrazione regionale, essendo il
corrispettivo del presidente dei consorzi ASI ad esclusivo carico
dei consorzi stessi,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le attività produttive
ad emanare direttiva nei confronti dei consorzi ASI, di cui alla
legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1 e successive modifiche e
integrazioni, con la quale disporre che al corrispettivo del
presidente degli stessi si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 25 della legge regionale 16 ottobre 2008, n. 22 e
successive modifiche e integrazioni, che regolano il corrispettivo
dei presidenti degli IACP della Regione siciliana». (341)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'Assessore regionale per la salute non ha applicato, con giusta
interpretazione, l'articolo 6 della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, che prevede il potenziamento dei nosocomi nelle zone
industriali conclamate;
ad oggi dal decreto n. 753/10 dell'Assessore Russo non si evince
alcun tipo di potenziamento per il nosocomio Muscatello di Augusta
(SR), ma anzi il serio rischio di depotenziamento;
è indubbio che nella redazione del decreto sopra citato non vi è
stata un'oggettiva valutazione circa i criteri che hanno visto
l'ospedale di Augusta depennato di due unità complesse, quella di
ginecologia e quella di pediatria;
in altri nosocomi, ovvero in quello di Milazzo e in quello di
Gela, rientranti nelle disposizioni dell'articolo 6 della l.r. n. 5
del 2009, i criteri di riorganizzazione dei posti letto hanno
tenuto conto delle specificità territoriali ad alto rischio
industriale;
Considerato che la spesa per i cosiddetti 'viaggi della speranza'
ha raggiunto la cifra record di 300 milioni di euro, soprattutto a
causa della mancanza di medici titolari, tecnici ed infermieri,
ovvero a causa della carenza strutturale del sistema sanitario,
impegna il Governo della Regione
a rivedere i criteri di rimodulazione dei posti letto al fine di
potenziare, in attuazione di quanto prescritto dalla lettera h)
dell'articolo 6 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5,
l'ospedale Muscatello di Augusta;
ad attivarsi perché si colmino le assenze croniche di primari e di
personale tecnico ed infermieristico, ristabilendo il sano
principio di buon funzionamento di ogni struttura sanitaria». (342
«L'Assemblea regionale siciliana
impegna il Governo della Regione
perchè le società a partecipazione regionale garantiscano,
all'interno dei propri organi amministrativi, che il riparto degli
amministratori sia effettuato assicurando l'equilibrio tra i
generi.
L'equilibrio si intende raggiunto quando il genere meno
rappresentato all'interno dell'organo amministrativo ottenga almeno
un terzo degli amministratori». (343)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il territorio siciliano è interessato da grave dissesto
idrogeologico, da frane e da smottamenti;
il patrimonio forestale regionale, i terreni agricoli, il
paesaggio e gli ambienti naturali necessitano di interventi di
tutela e prevenzione dagli incendi;
il Governo regionale si è impegnato a reperire le risorse
finanziarie necessarie a rispettare l'accordo sottoscritto con le
organizzazioni sindacali di categoria Fai - Cisl, Flai - Cgil, Uila
-Uil, il 14 maggio 2009, accordo che, fra l'altro, prevede un
incremento, rispetto all'anno 2009, di ulteriori giornate
lavorative,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
e l'Assessore per il territorio e l'ambiente
ad attivarsi immediatamente per:
1) avviare al lavoro, entro il 15 maggio 2010, i lavoratori
forestali del Servizio antincendio boschivo;
2) fare in modo che non ci sia disparità di trattamento tra i
lavoratori del Dipartimento Azienda e quelli del Dipartimento
Foreste, consentendo a tutti di effettuare lo stesso numero di
giornate;
3) predisporre un disegno di legge organico per il settore». (344)
«L'Assemblea regionale siciliana
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi perchè all'art. 49 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, istitutivo dell'Osservatorio permanente sulla
criminalità organizzata, vengano apportate le seguenti modifiche:
- al comma 1
a) le parole 'dal POR Sicilia 2000-2006 per la sicurezza e la
legalità' sono sostituite con le altre: 'nell'ambito della
programmazione comunitaria, nazionale e regionale';
b) le parole 'con particolare riferimento ai fondi di cui alla
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32' sono soppresse;
c) le parole 'L'Osservatorio è organo' sono sostituite con le
altre: 'L'Osservatorio è ente strumentale della Presidenza della
Regione con compiti';
d) le parole da 'L'Osservatorio può stipulare' fino alle parole
'presso lo stesso istituto' sono sostituite con le altre:
'L'Osservatorio ha sede presso i locali concessi a titolo gratuito
dal Comune di Siracusa.';
- dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti commi:
'1 bis. L'Osservatorio ha autonomia patrimoniale, finanziaria,
gestionale, amministrativa e contabile. L'Osservatorio è sottoposto
alla vigilanza amministrativa della Presidenza della Regione che ne
approva il bilancio di previsione, le relative variazioni ed il
rendiconto generale consuntivo.
1 ter. Sono organi dell'Osservatorio:
a) il Consiglio di Presidenza;
b) il presidente nominato dal Consiglio di Presidenza;
c) il presidente del comitato scientifico consultivo;
d) il direttore scientifico;
e) il comitato scientifico consultivo';
- il comma 2 è sostituito dai seguenti:
'2. Il Consiglio di Presidenza dell'Osservatorio è costituito:
a) dal Rettore dell' Università degli studi di Catania;
b) dal Preside della Facoltà di giurisprudenza dell'Università
degli studi di Palermo;
c) dal Preside della Facoltà di giurisprudenza dell'Università
degli studi di Messina;
d) dal Preside della facoltà di giurisprudenza dell'Università
degli studi di Catania;
e) da due membri di nomina, rispettivamente, uno del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana ed uno del Presidente della
Regione siciliana.
2 bis. Il Consiglio di Presidenza nomina nel suo seno due
componenti scelti tra rappresentanti dell'accademia,
dell'avvocatura, della magistratura;
2 ter. Il Presidente dell'Osservatorio dura in carica tre anni ed
è rieleggibile.
2 quater. L'Osservatorio applica la disciplina contabile prevista
dal primo periodo del comma 4 dell'art. 18 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19.'». (345)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la società Montepaschi Serit s.p.a. ha assunto in qualità di
concessionario per la riscossione delle imposte in Sicilia dal 1998
dopo un periodo di gestione commissariale iniziata nel 1991;
tra il 1999 e il 2001 la stessa società ha presentato due progetti
per assunzioni di giovani con contratti di formazione e lavoro
(CFL) e ha trasformato in assunzioni a tempo indeterminato
l'ottanta per cento dei soggetti selezionati;
nel 2002 la Montepaschi Serit ha assunto, dietro selezione, ancora
con CFL, 256 giovani in possesso di speciale abilitazione
all'esercizio della professione di ufficiale di riscossione e che
la medesima è rilasciata dalle Procure della Repubblica a seguito
di un complesso esame;
al contrario di quanto avvenuto per i giovani assunti con i
precedenti CFL e in contrasto con quanto la stessa Montepaschi
Serit aveva ripetutamente dichiarato, nessuno dei 256 ufficiali di
riscossione veniva confermato al lavoro al termine del progetto;
da parte della Montepaschi Serit è stato sostenuto, a
giustificazione delle mancate assunzioni, che la cessazione di ogni
rapporto di lavoro è stata determinata dalla riforma del servizio
di riscossione, d.lgs. n. 46/1999, con il conseguente passaggio
di tutte le attività connesse alla mano pubblica e, nel caso in
specie, alla Regione;
dal 1 ottobre 2006 la riscossione in Sicilia è stata trasferita a
'Riscossione Sicilia s.p.a.' ed a 'Serit Sicilia s.p.a.', società
controllate dall'Amministrazione regionale, dall'Agenzia delle
entrate e dalla banca Montepaschi;
entro il 31 dicembre 2010 i soci pubblici Regione siciliana e
Agenzia delle entrate hanno l'obbligo di legge di acquistare il
pacchetto azionario di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit Sicilia
s.p.a., attualmente di proprietà del socio privato, che diverranno
pertanto società a capitale interamente pubblico;
Considerato che:
i suddetti lavoratori hanno svolto con diligenza il proprio
compito, contribuendo non poco al netto miglioramento degli indici
di riscossione coattiva avvenuto in quel periodo ed hanno
acquisito, con l'intervento finanziario della Regione, una buona
professionalità in un settore, come quello dei tributi,ed in una
fase operativa, quale quella della riscossione nei confronti di
contribuenti non pronti al pagamento spontaneo, estremamente
delicati e complessi;
i costi della formazione dei lavoratori sono ricaduti anche sulla
Regione, soggetto che ha valutato ed approvato il progetto di
formazione e lavoro;
per effetto di accordi stipulati con le organizzazioni sindacali,
nell'ottica della riduzione dei costi di gestione, l'organico di
Serit Sicilia in questi ultimi anni si è drasticamente ridotto di
circa 400 unità;
circa 200 ufficiali ex contrattisti hanno adito le vie legali, al
fine di ottenere, per via giudiziaria, il riconoscimento del loro
diritto ad essere assunti dalla s.p.a. Serit Sicilia, subentrata
nella gestione del servizio di riscossione alla Montepaschi Serit;
fino a questo momento almeno cinque ricorrenti hanno ottenuto
sentenza loro favorevole immediatamente esecutiva, con l'obbligo
per Riscossione Sicilia s.p.a. dell'assunzione e del pagamento di
un risarcimento di circa 120 mila euro per ognuno dei ricorrenti;
i lavoratori in questione sono soggetti già professionalmente
formati e la loro assunzione negli organici di Serit Sicilia non
comporterebbe alcun ulteriore costo in termini di formazione, al
contrario di quanto dovrebbe avvenire per altri;
in favore dell'assunzione di tali lavoratori, l'Assemblea
regionale siciliana si è già espressa con l'ordine del giorno n. 13
(presentato dagli onorevoli: Cracolici Antonino (DS), Borsellino
Rita (Misto), Barbagallo Giovanni (Dem. è Libertà - La Margherita),
Ballistreri Gandolfo (Uniti per la Sicilia), Di Mauro Giovanni
Roberto (MPA), Fleres Salvatore (FI)),accettato come
raccomandazione dal Governo nella seduta n. 16 del 18 ottobre 2006,
e che il 25 ottobre 2006 era stata depositata la mozione n. 110 (a
firma degli onorevoli Pagano Alessandro (FI), Turano Girolamo
(UDC), Cascio Francesco (FI), De Luca Cateno (MPA), Fleres
Salvatore (FI), Cappadona Nunzio (UDC), Regina Francesco (UDC),
Leontini Innocenzo (FI), Confalone Giancarlo (FI)), poi decaduta
per fine legislatura;
Rilevato che:
esiste la concreta prospettiva che altri, se non addirittura tutti
i rimanenti ricorrenti, possano ottenere analoga sentenza
favorevole, il che comporterebbe un onere per Serit Sicilia e
Riscossione Sicilia s.p.a. molto pesante, legato in particolare
all'obbligo del risarcimento, onere che finirebbe con il ricadere
sulla Regione siciliana che di Riscossione Sicilia e di Serit
Sicilia è azionista;
come è stato dimostrato negli anni in cui i lavoratori con
contratto CFL hanno svolto la propria attività, si rinviene un
indubbio interesse - sia da parte della società che gestisce la
riscossione in Sicilia, sia da parte della Regione siciliana, che
non solo è azionista di detta società, ma è anche la principale
beneficiaria della riscossione e del recupero coattivo dei crediti
vantati nei confronti di imprese e cittadini - a che venga
fortemente potenziata l'attività di riscossione anche tramite
l'assunzione in pianta stabile di personale già formato
direttamente in azienda,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, con l'urgenza del caso, in qualità di socio di
maggioranza e riferimento di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit
Sicilia s.p.a., per addivenire con i contrattisti ricorrenti ad un
accordo mirante alla trasformazione del contratto da tempo
determinato a tempo indeterminato, al fine di evitare ulteriori
decisioni da parte dei giudici del lavoro che vedrebbero la
Riscossione Sicilia s.p.a. soccombere di fatto davanti alla
richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza, la Regione
siciliana costretta ad un esborso di somme, non previste nel
bilancio, di oltre 20 milioni di euro, e a bloccare al contempo
ogni altra assunzione nelle suddette società di soggetti, che non
siano i ricorrenti, prima della definizione della vicenda ad essi
legata». (346)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che nel bilancio della Regione siciliana per l'anno 2010
è stata destinata la somma di euro 1.000.000,00 per le istituzioni
pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB);
Considerato che molte IPAB della Sicilia versano in condizioni
strutturalmente deficitarie, con gravi conseguenze che riguardano
anche il mancato pagamento delle retribuzioni al personale
dipendente, che in alcuni casi non percepisce lo stipendio da molti
mesi;
Ritenuto, pertanto, che occorre intervenire per 'raffreddare' la
conflittualità presente nelle IPAB impossibilitate a far fronte con
i propri mezzi ai pagamenti dovuti al personale ed agli enti
previdenziali, e quindi attenuare il disagio sociale che ne deriva
ai dipendenti che si trovano in detta condizione,
impegna il Governo della Regione
ad utilizzare i fondi stanziati sul capitolo 183306, pari ad euro
1.000.000,00 prioritariamente per il finanziamento della spesa per
le retribuzioni degli anni pregressi non ancora erogate al
personale delle IPAB e relativi oneri riflessi, secondo l'indice
analitico di anzianità dei debiti in funzione dei dati storici
rilevati;
a ripartire le risorse finanziarie proporzionalmente alla
situazione debitoria riguardante la spesa del personale, previa
ricognizione complessiva da effettuarsi da parte degli organi di
amministrazione delle singole IPAB, facendo anche ricorso ad
eventuale transazione, al fine del contenimento e della riduzione
degli importi riconosciuti e dovuti». (347)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che tra le varietà bovine della Sicilia, quella
'cinisara' è tipica della parte occidentale dell'Isola, come la
razza 'modicana' lo è invece della Sicilia orientale;
Ricordato che, secondo stime dell'Unione europea, la cinisara
sarebbe in via di estinzione, rimanendone in purezza, secondo
l'associazione regionale degli allevatori della Sicilia (ARAS),
circa duemila capi nelle zone di Cinisi, Monreale, Montelepre,
Torretta, Carini, Giardinello e Piana degli Albanesi, tutte in
provincia di Palermo;
Visto che è stato portato avanti l'iter per l'ottenimento del DOP
a livello regionale, mentre è ancora in corso a livello nazionale
ed europeo;
Considerata la qualità della carne, molto ricca di antiossidanti e
di ottimo gusto e sapidità; trattasi di animale molto rustico che
apprezza pascoli scoscesi, riuscendo ad avere standard produttivi
ottimali anche rispetto ad altre razze come quella 'frisona',
impegna il Governo della Regione
a predisporre le misure necessarie per la valorizzazione ed il
miglioramento tecnico e gestionale della filiera di allevamento,
macellazione e vendita della vacca cinisara, coinvolgendo i 23
operatori che hanno aderito al consorzio di tutela e valorizzazione
della bovina cinisara (19 allevatori, tre macellai e un mattatore),
il quale ha in corso la pratica per l'ottenimento del DOP;
a valutare con la Provincia regionale ed i Comuni interessati le
ulteriori misure a tutela dei pascoli, a sostegno degli allevatori,
a garanzia della salubrità e del miglioramento del prodotto». (348)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che tra le varietà caprine della Sicilia la 'capra
maurina' è tipica delle Madonie;
Ricordato che l'areale di allevamento si incentra nel Comune di S.
Mauro Castelverde (PA) e che da lì è partito il progetto di
tipizzazione della carne ovi-caprina, al cui consumo sono
particolarmente interessate le comunità di origine maghrebina
presenti in Sicilia;
ritenuto opportuno avviare l'iter per l'ottenimento dell'IPG e di
un disciplinare di allevamento, macellazione e vendita delle carni
di capra maurina;
Considerata la qualità della carne, molto ricca di antiossidanti e
di ottimo gusto e sapidità; trattasi di animale molto rustico che
apprezza pascoli scoscesi, riuscendo ad avere standard produttivi
ottimali anche rispetto ad altre razze normalmente allevate in
Sicilia,
impegna il Governo della Regione
a predisporre le misure necessarie per la valorizzazione ed il
miglioramento tecnico e gestionale della filiera di allevamento,
macellazione e vendita della capra maurina, coinvolgendo gli
operatori interessati (allevatori, macellai e mattatori);
a valutare con la Provincia regionale ed i comuni interessati le
ulteriori misure a tutela dei pascoli, a sostegno degli allevatori,
a garanzia della salubrità e del miglioramento del prodotto». (349)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che l'assistenza psichiatrica a Palermo è in condizioni
drammatiche e che i pazienti e le loro famiglie sono spesso
abbandonati, in quanto non è possibile effettuare ricoveri in città
per carenza di posti letto nei reparti di Psichiatria degli
ospedali generali, e altresì perchè non è possibile effettuare
visite domiciliari per carenza di infermieri, al punto che il
trattamento obbligatorio spesso avviene al di fuori dalla Regione;
Visto che le cause di tale disservizio derivano dalla mancata
sostituzione degli infermieri andati in pensione, che ha portato a
squadre per turno, un tempo composte da 4-5 persone, oggi ridotte a
1-2, spesso donne con minore prestanza fisica;
Constatato che in conseguenza di ciò sono aumentati gli infortuni
sul lavoro tra gli infermieri, finendo con l'aggravare le
condizioni di carenza di organico che si riverbera ulteriormente
sull'assistenza domiciliare che, quindi, avviene in modo non
adeguato;
Rilevato, inoltre che:
nel 2007 l'ex AUSL 6 di Palermo aveva assunto 250 operatori
provenienti da un corso di formazione professionale (organizzato
dall'ente CIAPI) per operatori destinati all'assistenza domiciliare
e che, dopo l'assunzione per il potenziamento di tale attività,
detti operatori sono entrati nell'organico della Salute mentale e
inquadrati nel ruolo amministrativo;
pertanto nell'organico della Salute mentale oggi figurano più
amministrativi che infermieri,
impegna il Governo della Regione
a potenziare l'assistenza domiciliare utilizzando il personale
nella qualifica per la quale è stato assunto;
a ripristinare i precisi standard assistenziali, oggi disattesi,
previsti dalle leggi sulla salute mentale (progetto obiettivo
salute mentale e piano sanitario regionale) a tutela della salute
dei malati mentali e delle loro famiglie;
ad istituire una cabina di regia unica che favorisca la corretta
utilizzazione del personale e dei posti letto». (350)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'articolo 4 della l.r. n. 80 del 1977 e successive modifiche e
integrazioni ha istituito il Consiglio regionale per i beni
culturali ed ambientali e ne prevede la nomina mediante decreto del
Presidente della Regione;
il succitato organismo è scaduto dal giugno 2009 e
conseguentemente non sono stati espressi i necessari pareri,
impegna il Presidente della Regione
ad emanare il decreto di nomina del Consiglio regionale per i beni
culturali e ambientali, al fine di consentire la ricomposizione
dell'organismo e lo svolgimento delle funzioni ad esso attribuite
dalla citata legge regionale». (351)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che i soggetti destinatari delle disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 6, della legge regionale 1 febbraio 2006, n.
4 e successive e successive modifiche e integrazioni sono stati
impegnati negli ultimi tre anni in progetti di utilità di work
experience presso l'ex AUSL n. 6 di Palermo;
Considerato che il personale in oggetto, nel triennio, ha maturato
una competenza certificata dalla stessa AUSL, ed acquisito la
professionalità necessaria per continuare ad espletare le mansioni
relative alla specializzazione conseguita;
Viste le richieste di utilizzo del medesimo personale pervenute
dalla predetta ex AUSL,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare tutte le eventuali misure necessarie per consentire
l'impiego, con contratto di lavoro, esclusivamente dei soggetti
destinatari delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 6,
della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, per lo svolgimento di
attività di interesse pubblico e sociale, per l'affidamento di
attività e servizi nell'ambito di progetti triennali confermabili».
(352)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che i soggetti destinatari delle disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 6, della legge regionale 1 febbraio 2006, n.
4 e successive e successive modifiche e integrazioni sono stati
impegnati negli ultimi tre anni in progetti di utilità di work
experience presso l'ex AUSL n. 6 di Palermo;
Considerato che il personale in oggetto, nel triennio, ha maturato
una competenza certificata dalla stessa AUSL, ed acquisito la
professionalità necessaria per continuare ad espletare le mansioni
relative alla specializzazione conseguita;
Viste le richieste di utilizzo del medesimo personale pervenute
dalla predetta ex AUSL,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare tutte le eventuali misure necessarie per consentire
l'impiego, con contratto di lavoro, esclusivamente dei soggetti
destinatari delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 6,
della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, per lo svolgimento di
attività di interesse pubblico e sociale, per l'affidamento di
attività e servizi nell'ambito di progetti triennali
confermabili».(352)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che sono state previste nel bilancio della Regione le
maggiori somme di 1000 migliaia di euro per gli anni 2010-2012 per
l'Assessorato Famiglia, politiche sociali e lavoro (UPB 6.4.1.3.2.
-Capitolo 321703) 'Interventi in favore dei centri CIAPI',
-
impegna il Governo della Regione
a destinare le predette somme alla corresponsione degli emolumenti
dovuti ai dipendenti CIAPI a seguito dei rinnovi contrattuali.
(353)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la Regione siciliana attua progetti di cooperazione
decentrata allo sviluppo e che a tal fine stanzia risorse nel
capitolo di bilancio 100328;
Considerata l'esiguità delle risorse disponibili per l'anno 2010,
impegna il Governo della Regione
a utilizzare i fondi disponibili nel suddetto capitolo per l'anno
2010, secondo criteri di oggettività e trasparenza,
prioritariamente per il completamento delle opere già avviate negli
anni scorsi nel settore sanitario in Burundi». (354)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'art. 55 del disegno di legge 471 - 471 bis/A prevede la
dotazione organica del personale precario dell'Amministrazione
regionale e delle società da essa controllate;
nella disposizione sopra richiamata non trovano spazio parecchie
categorie di precari, anch'essi storici, che, per inerzia sia degli
amministratori sia del legislatore, non godono di pari diritti;
tra le categorie di ex lavoratori maggiormente penalizzati
figurano i contrattisti del CIAPI e dell'Agenzia regionale per la
protezione ambientale (ARPA) (scaduti al 31 dicembre 2007) ed i
lavoratori della Società servizi per l'occupazione s.r.l. (SPO);
gli ex lavoratori dell'ARPA sono coloro i quali hanno dato vita
all'attività amministrativa e funzionale dell'Ente e che, per mera
incuranza, non hanno goduto dei benefici previsti dalla legge;
i dipendenti della SPO hanno assicurato la gestione del bacino
'Emergenza Palermo' sino al 30 marzo 2010 e che, a seguito della
previsione normativa contenuta nel disegno di legge in discussione,
sono stati esclusi dal transito al soggetto regionale individuato
per il bacino ex PIP;
i contrattisti del CIAPI si sono visti anch'essi negare il diritto
di beneficiare di previsioni di tutela del lavoro dopo l'esperienza
pluriennale maturata all'interno del CIAPI di Palermo,
impegna il Governo della Regione
ad adottare ogni iniziativa possibile per rimediare alla grave
ingiustizia subita da queste categorie di lavoratori;
ad includere nei provvedimenti successivi per l'attuazione del
citato articolo 55, in linea prioritaria, queste categorie, al fine
di non disperdere professionalità acquisite e formate all'interno
dell'Amministrazione regionale e di società per servizi pubblici».
(355)
«L'Assemblea regionale siciliana
impegna il Governo della Regione
perchè i consorzi di bonifica, in sede di nuovo affidamento degli
appalti di lavoro, servizi o forniture funzionali all'esercizio
delle attività istituzionali, prevedano l'obbligo per gli
aggiudicatari di avvalersi del personale già utilizzato nell'ambito
di precedenti affidamenti di almeno tre anni maturati alla data di
entrata in vigore della presente legge;
a far sì che tale obbligo operi anche nel caso in cui l'appalto
sia svolto mediamente da soggetti operanti in regime di controllo
analogo». (356)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il capitolo di bilancio 746811 è stato impinguato di
640 migliaia di euro,
impegna il Governo della Regione
a destinare tale cifra al pagamento in favore delle imprese di
pesca beneficiarie, individuate nell'allegato 'A' del decreto del
dirigente generale 22 dicembre 2004, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 9 del 4 marzo 2005, recante la
graduatoria dei progetti giudicati ammissibili ed effettivamente
realizzati, relativi alla costruzione di nuove imbarcazioni». (357)
LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, il Governo
accoglie tutti gli ordini del giorno come raccomandazione, fermo
restando che, se ci sono ordini del giorno che presentano profili
di incostituzionalità o che sono contrari alle direttive
comunitarie, ovviamente si intendono non accolti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numeri 471-471 bis/A «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2010»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numeri 471-471 bis/A «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2010».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo,
Bufardeci, Calanducci, Cimino, Colianni, Cracolici, Cristaudo,
Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Gentile, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Lentini, Lombardo,
Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo,
Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Romano, Ruggirello, Scammacca, Scilla, Termine, Vitrano.
Votano no: Ardizzone, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo,
Caronia, Cascio Salvatore, Cordaro, Corona, D'Asero, Dina, Falcone,
Formica, Forzese, Gianni, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso,
Pogliese, Ragusa,Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: Savona.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 77
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 51
Contrari 24
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Informo che l'onorevole Nicola Leanza dichiara di avere votato
favorevolmente ma che, per un malfunzionamento del sistema di
votazione elettronica, il suo voto non risulta registrato.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, non abbiamo finito, come sapete. La Presidenza
comunica che la seduta è sospesa, per due minuti, per consentire
alla Giunta di approvare e presentare all'Assemblea la nota di
variazione di bilancio, conseguente all'approvazione della legge
finanziaria ed alla Commissione Bilancio' di esprimere il relativo
parere.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.03, è ripresa alle ore 13.17)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi la documentazione
relativa alla nota di variazione di bilancio, incomincerei con le
dichiarazioni di voto.
Onorevoli Colleghi, resta stabilito che può intervenire un
deputato per Gruppo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
abusare del tempo concessomi perché devo dire che sono molto
stanco. E' stata una lunga e faticosa tornata che tra Commissione
ed Aula ha impegnato due settimane. E, probabilmente non sarò
neanche molto lucido. Mi scuso anticipatamente per quello che potrò
dire.
In questa vicenda che riguarda la finanziaria ed il bilancio, che
per sua natura è un atto politico di declinazione dell'attività di
un Governo e di una maggioranza, credo che siamo entrati con una
condizione inedita per questa nostra Regione: un Governo che
governa sostenuto da una minoranza di parlamentari che,
formalmente, sostengono questo Governo. In questi mesi, è maturato
un rapporto tra questo Governo, le forze che sostengono questo
Governo ed il Partito Democratico, nel senso di un rapporto
assolutamente inedito, sia in tempo di elezione diretta, sia
rispetto alle modalità con le quali normalmente si evidenzia e si
manifestano le alleanze politiche.
Abbiamo inaugurato in questi mesi - e che con questa finanziaria
abbiamo voluto in qualche modo verificare - la possibilità di una
fase nuova, difficile, complicata. A volte, difficile anche da
spiegare. Difficile da rendere semplificata in un tempo in cui la
comunicazione vale più degli atti, delle cose che riesce a
determinare.
Abbiamo aperto, in questa fase difficile, una stagione che abbiamo
voluto chiamare la stagione delle riforme'. In una Sicilia in
cui, diciamoci la verità, da molti anni, tantissimi anni, non
conosce la stagione delle riforme. In tutti questi anni, la nostra
Regione si è cimentata più con la stagione della gestione, del
governo, del potere, dell'esercizio del potere Ciò in una
democrazia è certamente una delle attività fondamentali ma, in
qualche modo, aprire una fase in cui non limitare l'azione della
politica, la funzione dei politici, la funzione di una classe
dirigente alla mera gestione dell'esercizio del potere, questa è
una fase certamente più complessa, più difficile, anche più ricca
di insidie.
E questa fase delle riforme, per la verità, in questa legislatura
ha avuto altri passaggi. E' iniziata sulle vicende della riforma
della struttura burocratica della nostra Regione. Ha avuto uno dei
suoi momenti più acuti, più forti, nella legge che ha riordinato il
sistema delle aziende della sanità in Sicilia. E ha avuto ulteriori
passaggi, per ultimo la legge sui rifiuti. Legge che considero una
pietra miliare della modalità di verificare e di dimostrare che si
può, attraverso le leggi, provare a cambiare la Sicilia. E questo è
avvenuto con la legge sui rifiuti.
Il bilancio e la finanziaria erano un passaggio ineludibile per la
loro natura. Diciamo molto spesso che le cose che si pensano e le
cose che si vogliono realizzare hanno l'immediatezza e la
concretezza dei numeri, dei soldi, della contabilità, delle
emergenze, di una politica che deve mettere insieme cronaca e
prospettiva.
Credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Abbiamo dimostrato che in
Sicilia si può cambiare. Che, se si vuole, la politica può volare
alto.
L'Aula ha vissuto momenti di tensione. Era inevitabile dal momento
che c'è una tensione nel sistema politico siciliano e dal momento
che il Parlamento, o i politici - come spesso la gente ci definisce
-, siamo lo specchio di quello che c'è fuori da questo Palazzo.
E, quindi, se oggi la politica vive un momento di particolare
conflittualità è perché il sistema politico in Sicilia, come nel
resto del Paese, vive un momento di grave e di grande
conflittualità. Forse, siamo alla fine di una stagione che è
iniziata nella cosiddetta e con la cosiddetta seconda Repubblica'.
E in Sicilia tutto questo sta avendo il suo riverbero. Però, credo
che, malgrado i conflitti, le tensioni, anche i momenti difficili,
le parole grosse, le battute, persino i momenti più caldi, il
Parlamento stia licenziando una finanziaria e un bilancio che
consegnano alla Sicilia un profilo. Un profilo che dimostra che
alcuni temi, alcune grandi questioni possono trovare legittimità
nell'attività legislativa.
L'acqua Dimostrare che l'acqua può avere un altro destino
rispetto a quello che appariva un ineluttabile destino.
Occuparsi delle persone, dei loro problemi, di chi fa impresa, di
chi cerca lavoro, di chi in qualche modo chiede alla politica,
anche per come siamo stati assediati in questi giorni, chiede alla
politica non solo parole ma soluzioni ai problemi.
Abbiamo dimostrato che ci si può occupare anche di innovazione nel
fare legislazione: il credito d'imposta, le zone franche urbane.
E dico anche un'altra cosa che, probabilmente, nel dibattito
politico non ha avuto e non ha ancora la considerazione che secondo
me dovrebbe avere. Abbiamo cioè riformato, e uso appositamente
questa parola, il congegno che ha regolato l'attività delle
cooperative edilizie. Credetemi, abbiamo votato una legge che ha
cambiato e cambierà il rapporto tra impresa cooperativa e rapporto
con la costruzione, mettendolo al centro ed incentivando il
recupero. Abbiamo dimostrato che in Sicilia si può cambiare.
Voteremo il bilancio, abbiamo già votato la finanziaria, e lo
voteremo non perché facciamo parte della maggioranza che sostiene
questo Governo; lo voglio dire con molta franchezza: questo non è
il nostro Governo e vediamo grandi limiti in questo Governo, i
limiti propri di una situazione politica complessa e complicata.
Pensiamo che questo Governo debba avere anche la capacità di fare e
di far fare un salto in avanti alla Sicilia.
Noi, oggi, votiamo bilancio e finanziaria non per dare la fiducia
a questo Governo, ma per dare e per dire ai siciliani che abbiamo
fiducia in questa Terra ed in questo popolo, perché possiamo
provare a fare cose nuove, a fare cose migliori, a fare cose utili
che possono dare alla politica non solo il luogo, del
chiacchiericcio , della rissa, delle parole vuote, ma dimostrare
che la politica, alla fine, si occupa delle persone e si occupa dei
loro problemi.
Questo bilancio consegna alla Sicilia una certezza: che la Regione
c'è. E' un luogo a cui i cittadini possono guardare, anche
protestando, ma sanno che c'è un'istituzione che è lì ad ascoltarli
e noi vogliamo contribuire con questo bilancio ad ascoltare la
Sicilia migliore, per far cambiare questa Terra. E lo vogliamo
fare, speranzosi che questo Governo, anche dinanzi ai suoi problemi
politici e di prospettiva, sappia dare ed avere un colpo d'ala che
segni un nuovo tempo, a partire dal suo Presidente della Regione
eletto direttamente dai siciliani. Ecco, è una sfida
Il voto a questo bilancio non è un voto di fiducia, ma è una sfida
che consegniamo al Presidente Lombardo per valutare, nelle prossime
settimane e nei prossimi giorni, se saprà essere all'altezza della
voglia e delle speranze di cambiamento che questa Terra da troppi
anni attende.
ADAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo al termine di
un durissimo e faticoso lavoro. Niente di strano, perché ogni volta
la finanziaria è un momento di incontro e di scontro delle forze
politiche e le forze politiche partecipano con la passione, lo
stile, l'educazione ed il senso delle istituzioni che ciascuno di
noi ritiene di dover utilizzare in politica.
A questo proposito, vorrei a nome intanto del mio Gruppo
ringraziare di cuore l'onorevole Michele Cimino perché ha saputo
dimostrare, certamente qualcuno non sarà d'accordo, ma noi siamo
orgogliosi di lui perché ha saputo caricarsi sulle spalle tutte le
tensioni e le contraddizioni dell'Assemblea ed ha saputo non
rispondere mai se non con i fatti, con la capacità di mediazione,
con la sua volontà di portare in porto una barca che tante volte
rischiava di affondare.
La ringraziamo, onorevole Cimino, con affetto e con un po' di
commozione moderata, com'è nel nostro stile, perché le passioni
violente preferiamo portarle fuori dall'Aula, quando si tratta di
battersi, per raggiungere obiettivi concreti.
Siamo orgogliosi di questa finanziaria perché pensiamo che siano
stati raggiunti obiettivi importanti. Certo, potevamo fare di più.
Di questo siamo certi e sicuri. E faremo di più. Ma c'è
un'inversione di tendenza che ci rende orgogliosi del lavoro
svolto. Intanto, abbiamo stabilito con forza - ci saranno piccole
eccezioni - ma abbiamo stabilito con forza che il problema del
precariato si affronta con una legge organica, senza incursioni e
senza colpi di mano. Così come senza incursioni e colpi di mano
bisogna affrontare tutti gli argomenti. Ci saranno piccole
eccezioni perché è impossibile cambiare di colpo tutto. E c'è una
mediazione che anche noi siamo costretti a fare, ma c'è stata
un'attenzione per una volta forte e importante alle attività
produttive (agricoltura, pesca, artigianato, turismo). Qualcuno si
scandalizza e si è scandalizzato per l'attenzione che questa Giunta
ha dato all'agricoltura. C'è chi preferisce parlare di agricoltura
nei cortei, negli scioperi, firmare ordini del giorno
sull'agricoltura. Ma quando si porta alla soluzione, quando si
parla di progetti, poi, queste persone spariscono improvvisamente e
cercano altre cose. Noi, invece, abbiamo detto che questo era un
tema importante, lo abbiamo affrontato e ci siamo e ci saremo
quando usciremo dall'Aula. Siamo troppo stanchi per fare il conto
di quello che noi in questi giorni, sicuramente, abbiamo raggiunto
lavorando insieme al Governo. Ci saranno risultati importanti, ce
ne saranno nella pesca come nell'artigianato e, nonostante le
modeste risorse che sono state attribuite per una serie di
circostanze, nel turismo e nella cultura. Ci saranno risultati
anche in questo campo perché una Regione che pensa di avere un
progetto economico, facendo fuori l'agricoltura, ma anche la
cultura ed il turismo non è una Regione che può andare avanti, né è
pensabile risolvere il problema dell'occupazione con proposte di
tipo populiste o, addirittura, facendo ricorso all'elemosina come
purtroppo, ogni tanto, forse per l'ora tarda ieri sera o stamattina
presto, abbiamo dovuto ascoltare.
Siamo orgogliosi anche del lavoro che è stato fatto sulla scuola.
Non è una nostra proposta, ma l'abbiamo sposata con entusiasmo.
Trasformare le scuole in centri sociali nei quartieri a rischio è
un'idea fantastica Qua, se volete, per me parla il docente, non il
politico. E' anche questa una proposta che mi emoziona e credo che
in questi anni la scuola, soprattutto la scuola dell'obbligo, ha
svolto un ruolo importante. So di averlo detto, ma lo ripeto. Se
oggi in Calabria c'è chi applaude ancora i boss mafiosi, mentre in
Sicilia la gente va in piazza ad applaudire le forze dell'ordine,
grande merito di questo lo dobbiamo alla scuola dell'obbligo ed al
grande lavoro che ha fatto in questi anni.
Così come siamo orgogliosi di avere posto il tema delle risorse
idriche. Sappiamo che si deve ancora organizzare una legge
coerente, ma l'avere affermato con forza che ci sono beni quali
l'acqua, la scuola, che sono beni pubblici, che possono anche
interloquire con il privato, ma in una logica chiara e non di
inciuci tra pubblico e privato, come spesso avviene qua, di questo
siamo orgogliosi. E, francamente, sui concetti del mondo liberale
accettiamo poche lezioni e siamo sicuri di sapere interpretare il
mondo liberale.
Siamo estremamente orgogliosi anche del sostegno dato
all'Assessore per i lavori pubblici, dei fondi che attraverso i Fas
arriveranno, immediatamente, assessore Cimino, all'assessore per le
manutenzioni e gli interventi sui porti e per la realizzazione di
quelle opere della legge obiettivo che sicuramente in poco tempo
daranno alla Sicilia ed ai siciliani risposte concrete.
Da domani il dibattito si sposta fuori dall'Aula e noi siamo
orgogliosi del lavoro fatto e sapremo discutere, il dibattito sarà
con i cittadini e sappiamo di potere trovare la voce agli argomenti
perché anche i cittadini siciliani siano orgogliosi del lavoro
svolto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo da quasi
trentasei ore in Aula e la stanchezza si fa sentire. Sarò, quindi,
molto breve cercando di sintetizzare al massimo quello che penso.
Innanzitutto desidero fare una premessa. Una premessa che, devo
dire, non mi fa neanche piacere fare, ma è opportuno che la faccia.
Mi auguro che la mancata risposta alle mie reiterate richieste di
informazioni circa la Siremar non abbiano nulla a che vedere con un
pregiudizio di genere, perché mi viene anche questo dubbio e, devo
dire che, probabilmente mi rispondo, che se la ragione non è questa
evidentemente è perché non c'è una ragione a questo comportamento
che non ho mai compreso e che, secondo me, non hanno mai compreso
neanche i siciliani. Motivo per il quale si preferisce rifiutare
qualcosa che viene data in termini gratuiti per poi acquistarla ad
un prezzo che non è da poco.
Rispetto, peraltro, alla possibilità di partecipare ad una
manifestazione d'interesse che la Regione sta effettuando, non ho
sentito dire una sola parola né tanto meno ho visto un solo rigo o
una cifra che potesse fare riferimento a questo.
Visto che la Regione si appresta a partecipare, attraverso la
società Mediterranea Holding, a una gara che vedrebbe un impegno
economico di quasi un miliardo di euro, io mi chiedo com'è
possibile che avendo approvato un bilancio della Regione non vi sia
nessuna norma né tanto meno nessuna indicazione che lascia
presagire come si voglia fare fronte a queste spese.
Quindi, a questo punto devo dire che probabilmente ci saranno
altre sedi nelle quali noi dovremmo discutere di ciò visto che il
Governo si ostina a non volermi rispondere. Di questo me ne dolgo.
Devo dire che mi dolgo anche di avere assistito a questo spettacolo
che non mi ha assolutamente arricchito, ma mi ha impoverito.
Credo che abbiamo parlato, ma io ho votato contro ovviamente,
però credo che sia stata varata una finanziaria che io definisco
scandalosa. Sa perché dico questo, Presidente? Perché io credo che
abbiamo varato una norma che ha inficiato il futuro dei nostri
figli, dei figli dei siciliani. Avere utilizzato una quantità di
risorse per indicazioni e per strategie che non porteranno allo
sviluppo di questa terra, così come per esempio l'utilizzo dei
fondi del fondo sociale, ha detto bene lei poc'anzi, lei ha detto
che il fondo sociale va utilizzato per lo sviluppo. Allora io dico
che, se per emergenze lavorativa - che io condivido ed ho sposato
in pieno -, si utilizzano i fondi sociali europei, non capisco più
quale sia la strategia di questa Regione.
Perché credo che quei fondi debbano servire perché questa regione,
quando non sarà più obiettivo 1, possa camminare sulle proprie
gambe. E non credo che dalla strategia di questa finanziaria si
possa cogliere questo. Devo dire che secondo me questa finanziaria
ha un solo obiettivo, quello di consumare l'abbraccio mortale -
perché così lo definisco - con il PD.
Questo Parlamento, che oggi appunto vede nel PD una forza che ha
sostenuto il Governo, ha dovuto in qualche modo anche digerire
scelte che abbiamo capito bene che non erano poi così condivise.
Alcuni momenti sono stati momenti nei quali forse si è subìto
anche qualcosa.
Se me ne sono accorta io, penso che se ne siano accorti anche i
siciliani. Così come credo che si siano anche accorti che manca una
strategia. Una strategia che parli di occupazione. Mi riferisco
all'occupazione vera, quella seria, cioè alla stabilizzazione. Io
credo che, quando si parla di stabilizzazione, si fanno due cose
buone, due cose utili: si dà certezza alla gente e si eliminano
tutte quelle sacche di speculazione e di clientelismo che lei tante
volte ha denunciato.
Perché vede signor Presidente, quando il lavoratore non ha più la
precarietà del lavoro, allora forse a quel punto può scegliere
liberamente chi e come votarlo, se votarlo oppure no.
Credo che questo sia un dovere di coloro i quali siedono in questo
Parlamento.
Io credo che non ci siano queste norme di sviluppo che ho sentito
tanto decantare. Credo che proprio rispetto allo sviluppo abbiamo
fatto passi indietro. Una norma per tutte mi ha colpito, l'ho anche
detto ieri in un mio intervento, quella che riguarda la Fiera del
Mediterraneo di Palermo, il personale dell'Ente fiera. Al riguardo,
si è pensato soltanto al trasferimento del personale presso una
società partecipata. Non si è pensato ad un processo di sviluppo
che possa utilizzare anche i fondi FAS o comunque altre risorse,
come per esempio si è fatto a Termini Imerese, su cui ovviamente
sono d'accordo. Ma perché non farlo anche in altre realtà
altrettanto importanti?
Onorevole Presidente, a mio avviso, quando si parla di sviluppo e
quando si parla di lavoro non possiamo che essere tutti d'accordo;
poi ci differenziamo sui fatti, non sulle parole. Io credo che nei
fatti che emergono da questa finanziaria c'è un grande divario. E
viene da coloro che hanno cercato di fare opposizione, che a tratti
può essere sembrata anche ostruzionistica, Non era il mio intento,
seppure ho tentato anche io di dare un contributo.
Bene, devo dire con grande amarezza che nessuno dei miei
contributi è stato colto anche solo in minima parte. Forse perché
c'è un pregiudizio di base. Forse perché si crede che tutto venga
fatto per ostruzionismo. Io avevo prodotto tantissimi emendamenti
e, ahimè, non sono stati discussi perché c'è stata una scelta della
Presidenza - che, per carità, rispetto - di non trattare una serie
di argomenti. Ma mi creda, signor Presidente, io di argomentazioni
ne ho, e ne avrei tante
Così come ne hanno anche altri miei colleghi. Però, quando c'è un
pregiudizio, una volontà di ascoltare in maniera non serena, questa
a volte inficia anche la possibilità di dare un contributo.
In questa finanziaria non c'è un solo rigo che sia frutto anche di
un contributo che possa avere dato io. Questo potrebbe anche poco
importare se tutto questo non avesse comportato a mio avviso la
produzione di un testo che ripeto è un testo scandaloso.
Oltretutto, scandaloso devo anche definire un altro
comportamento, quello che è stato consumato in alcuni passaggi,
quando la mancanza di regole è stata acclarata all'interno di un
Parlamento. E mi dispiace. Mi dispiace molto, perché delle norme
che c'erano e poi non ci sono state più, le cose che c'erano
qualcuno le ricorda, qualcun altro no. E credo che questa
incertezza non faccia bene a nessuno. Non ci fa bene innanzitutto
come uomini, per il rispetto che c'è dovuto in quanto persone. E'
questo il primo valore. E non ci fa bene in quanto parlamentari. Il
Parlamento è una istituzione. E io lo rispetto come tale e credo
che sia opportuno che lo facciano tutti. Ripeto, onorevole
Cracolici, è opportuno che lo facciamo tutti.
Onorevole Cracolici, le voglio dedicare due parole in quanto le
devo dare atto che è molto attento a come la spesa viene
utilizzata, a quali risorse noi ci rivolgiamo. E devo dire che
rispetto alla problematica Siremar lei non ha mai sollevato il
problema e mi stupisce molto. Così come mi stupisce il fatto che
lei non abbia rimarcato la necessità del rispetto delle regole. E
ricordo, invece, che tante volte lei aveva richiamato tale
principio in merito alle decisioni prese all'interno della
Conferenza dei capi gruppo così come all'interno delle Commissioni.
Questo mi preoccupa. Infatti, quando mancano le regole, allora è
veramente difficile muoversi all'interno di un percorso.
E, per concludere, giusto perché non voglio ripetermi e voglio
essere piuttosto succinta, dico che prima di ogni cosa noi dobbiamo
cercare di produrre norme che abbiano una durata. Io non credo che
questa sia una norma che avrà una durata particolarmente longeva.
Di questo mi dispiaccio perché l'impegno che comunque tutti noi
abbiamo profuso avrebbe avuto l'obiettivo di averci fatto produrre
una norma longeva. Credo che sia l'aspettativa di tutti i
legislatori. Credo che questo non lo abbiamo ottenuto.
Vorrei anche spendere due parole in merito alla polemica suscitata
rispetto a qualche intemperanza di qualche assessore. Io credo che
sia incredibile che in una rubrica così importante come il turismo
non vengano allocate risorse, peraltro in una regione come la
nostra Ebbene, certamente l'agricoltura va portata avanti. Sono
assolutamente una fautrice di questo e lo sarò sempre. Ma credo che
per una Sicilia, che ha una vocazione turistica altamente spiccata,
non si possa prevedere per il turismo solo le briciole o soltanto
interventi che vengono fatti a margine, giusto per cercare di
sanare qualche problematica. Credo che richieda invece una politica
che venga fatta in maniera oculata, che vada fatta in maniera molto
seria, destinando ad essa anche delle risorse. Quando le risorse si
destinano per percorsi che sono virtuosi, che sono utili al bene
della Sicilia e dei siciliani, nessuno ha nulla da dire.
Questa è una finanziaria molto costosa, di lacrime e sangue. Io
non ho visto molto. Forse qualche lacrima la vedremo quando
usciremo di qui. Abbiamo visto più volte soggetti, persone,
lavoratori che reclamano un diritto che è quello del lavoro, che è
sacrosanto, e molto spesso li vediamo in momenti di grande
commozione e di difficoltà. Credo che questo addolori un po' tutti.
Ecco perché - e mi avvio a concludere - rispetto ad una serie di
norme mi sarei aspettata molto di più. E parlo delle
norme/manifesto, che a mio avviso sono manifesti e null'altro,
norme che posticipano a seconda dei tempi la valutazione, per
esempio della riorganizzazione delle partecipate, così come
l'acqua. A cosa serve normare qualcosa che andrà normato dopo?
Serve forse a giustificare un percorso che, ripeto, a me non
appartiene.
E concludo dicendo che, siccome la speranza è sempre l'ultima a
morire, mi auguro che questo Governo abbia a rivedere una serie di
percorsi sia in materia legata alla politica strategica della
Regione e anche in merito alle coalizioni che lo sostengono perchè
credo che la volontà degli elettori non vada mai tradita e credo
che rispetto a questo ci sarebbe da fare una riflessione molto
seria nell'interesse delle Sicilia e dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori del Governo, onorevoli colleghi, pensavo di fare questo
intervento come dichiarazione di voto in una livida alba di aprile
piuttosto che in un solare pomeriggio dell'1 maggio. Il 1 maggio è
la festa del lavoro, ed è il lavoro quello che dovrebbe
caratterizzare questa giornata. E invece, paradossalmente,
sottolinea il vero dramma, il vero soggetto, oggetto e contesto
dove noi ci muoviamo e dove noi dobbiamo far politica, cioè il
problema del lavoro.
L'amico Cracolici diceva che la politica vive un momento di grave
crisi, di grave travaglio, di grave complessità. Ma tutto ciò è
figlio del contesto nel quale viviamo. Noi viviamo in un contesto
difficile, complesso e complicato che si porta un passato di non
certamente perfetta gestione delle istituzioni, ma soprattutto si
porta un passato e un presente di grave crisi occupazionale.
Il vero grande dramma della nostra terra di Sicilia è il lavoro, è
la disoccupazione. E noi la viviamo quotidianamente. E chi fa
politica come me, io non ho mai fatto politica secondo regole
ciniche da gioco degli scacchi, in questo forse sbagliando e
violando quelle che sono le regole classiche del far politica, non
sono mai stato spinto da ambizioni personali, ho cercato sempre di
essere testimone del contesto di dove vivo, opero, una full
immersion, vivo per le strade, giro, sento la gente, e l'unica
richiesta da quando sono rientrato in politica che mi viene
chiesta, urlata disperatamente è il lavoro.
E noi lo viviamo quotidianamente.
E' a questo contesto che dobbiamo dare risposte. E la vera
risposta contro la criminalità mafiosa, oltre la cultura,
certamente, la scuola, l'insegnamento della legalità, il senso
delle istituzioni, è quella di rendere la gente libera dal bisogno.
Dare ai giovani la speranza del futuro, dare ai giovani la
possibilità di crearsi un futuro nel quale essere liberi dal
chiedere, dal domandare al deputato o al potente di turno il
lavoro, perché si è poi strumenti del bisogno.
E la risposta del precariato è sempre stata un mio obiettivo
fondamentale. Il precario è colui il quale deve quotidianamente
recarsi dietro la porta del potente chiedendo la proroga, chiedendo
la possibilità di rimanere, di avere un posto stabile. Andare ad
arricchire le grandi schiere delle clientele, non decidere
liberamente nel momento in cui si vota. Di fronte a questo dobbiamo
dare la nostra risposta. Abbiamo fatto una finanziaria. Abbiamo
votato un bilancio. Abbiamo esaminato un bilancio. Per quanto mi
riguarda è stata un'esperienza umana perché al centro del mio
impegno politico, del mio vivere quotidiano c'è sempre l'uomo.
Un'esperienza umana straordinaria.
Ho potuto constatare che all'interno di quest'Aula ci sono
colleghi straordinari, preparati, che hanno studiato materie
complesse e complicate, di fronte alle quali tra l'altro mi trovo
in profondo disagio non avendo una cultura, una mentalità, un
temperamento adatto allo studio attento delle carte. Poi, per quel
che riguarda le problematiche del tema del personale, le norme che
vigono sul personale, su tutto ciò che deve aggregare, che deve
dare possibilità di lavoro, o quanto meno creare soluzioni che
trovano risorse per dare risposte, lì obiettivamente c'è gente
preparata. E ho avuto modo di costatare che in quest'Aula ci sono
colleghi di gran valore, che fanno con passione, con impegno, con
dedizione e con studio il proprio lavoro.
Devo dirvi che per me far politica è dare risposte, agire
concretamente. E in questo molte volte mi trovo a disagio di fronte
alle lentezze della politica, di fronte alle incomprensioni
incredibili delle burocrazie.
Notoriamente sono uno che non gira per gli assessorati, ma non
perché sono meglio degli altri, ma perché ho una repulsione a tutto
ciò che sono le norme. Se mi dicono che non c'è niente da fare, io
credo che non ci sia niente da fare. E, invece, c'è gente brava,
anche colleghi, che insistono, che domandano, che chiedono, che
sono tenaci e trovano sempre la soluzione anche ai loro problemi. E
quindi ci vuole veramente un cambiamento di tendenza.
Incontrandomi, forse anche questa notte, non ricordo bene quando,
ma qualche ora fa, con l'amico collega Leontini ci siamo fatti una
promessa: poter mettere mano al Regolamento. Credo che sia un
impegno centrale di questo Parlamento. Mettere mano al Regolamento
per evitare che quest'Aula sia intrappolata da norme che le
impediscano di decidere di confrontarsi liberamente. Questo non è
un problema, ma bisognerebbe farlo in maniera veloce, trovare
immediatamente la soluzione e andare avanti e proporla ad un
Governo. Un Governo che naturalmente noi appoggiamo.
E' inutile dire che siamo accanto al Presidente Lombardo in questa
sua battaglia molte volte difficile, molte volte non compresa, ma
certamente - per quanto io ritenga - in piena buona volontà di
cambiare, di dare un nuovo volto a questa nuova terra di Sicilia.
Soprattutto a una Regione che sia in grado e sia all'altezza delle
grandi sfide quotidiane. Ad una società che si evolve ad una
velocità straordinaria. Ai giovani che hanno ormai strumenti e
modalità di accesso al consenso, al sapere, al conoscere grazie ad
una tecnologia modernissima, ma hanno soprattutto la necessità di
capire che gli interlocutori e coloro i quali rappresentano le
istituzioni sono all'altezza dei loro compiti. E, quindi, essere
coinvolti, essere partecipi della politica, partecipi del consenso.
Scegliere una classe dirigente che sia all'altezza di queste grandi
sfide. Indubbiamente - io naturalmente tenuto conto della mia
assoluto autonomia, non è un caso che sono giunto al Movimento per
le Autonomie -, il mio non è mai stato un trasformismo, è sempre
stato, molte volte forse sbagliando, un dare ascolto innanzitutto a
ciò che la mia coscienza e la mia passione, che la mia lealtà e il
mio senso di dignità e di orgoglio mai fuori dalle righe, ma di
umiltà per confrontarmi ai problemi, mi spinge a dire: sii utile
nei confronti degli altri. Da giovane lessi un pensiero di Willy
Brandt che diceva che l'unico modo per essere utile ai propri
simili, a coloro i quali hanno bisogno, è gestire il potere. Ma non
già il potere come viene sentito e inteso in senso negativo,
gestire la cosa pubblica per essere all'altezza, per dare risposte
a chi ci è vicino.
Noi riteniamo che in questa finanziaria e in questo bilancio, per
le norme che abbiamo approvato, ci siano tutte le possibilità per
cui il Governo possa gestire la cosa pubblica. Ma io ritengo che
tante cose bisogna fare ancora. Ritengo che ci voglia più
programmazione, che ci voglia realmente una politica economica, che
si pongano traguardi e obiettivi e che si raggiungano anche a costo
di essere impopolari. Che si dica la verità alle persone e alla
gente.
Quindi, per quanto mi riguarda credo che sia stata una esperienza
importante.
E vorrei riconoscere a questa Presidenza, a lei, onorevole Cascio,
ma anche all'onorevole Formica e all'onorevole Oddo, una conduzione
dei lavori con un alto senso delle istituzioni, al di sopra delle
parti, con un grande senso di responsabilità. E un ringraziamento
va dato a tutto il suo staff, ai funzionari dell'Assemblea
regionale siciliana e a tutti coloro i quali manualmente ci
aiutano, sono a fianco a noi, ci portano gli emendamenti, i
faldoni, che poi regolarmente per quanto mi riguarda perdo e me li
faccio dare più volte, ma sempre con grande cortesia, con grande
stile e soprattutto con un senso delle istituzioni di cui noi siamo
altamente orgogliosi.
Ripeto, viviamo un momento difficile. Difficilissimo. E' amaro
constatare di non potere dare risposte ai giovani che ci chiedono
il lavoro così come, per certi versi, è una grande gioia vedere
che coloro i quali hanno finalmente raggiunto un salario di 600 o
700 euro al mese sono felici, ma è anche la consapevolezza che
viviamo un momento difficile. Lo viviamo a livello nazionale,
internazionale, europeo e globale. Quindi, ci troviamo di fronte a
queste grandi sfide, dinanzi a noi si apre questo grande scenario e
l'unico nostro impegno è quello di rispondere a queste esigenze. Io
non lo posso fare, ma tanti colleghi lo fanno, seppure in buona
fede, di dire cose diverse e di criticare fortemente il governo
della Regione siciliana perché tutto ciò migliori e soprattutto
possiamo costruire un futuro migliore per le nuove generazioni e
per i nostri figli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ora tarda e la
stanchezza non mi permettono di dire - anche per l'avarizia del
tempo messo a disposizione -, non mi consentiranno di dire tutto
quello che vorrei dire motivando il voto negativo al bilancio e
alla finanziaria.
Mi riporto, pertanto, alle cose che sono state dette da me e dai
colleghi del Gruppo in questi tre giorni di maratona. Ma altre cose
vanno dette anche per risposte e precisazioni a colleghi che mi
hanno preceduto.
Credo che l'Aula debba ringraziare anche il presidente Savona che
con tanta pazienza e fatica ha condotto i lavori della Commissione
e quindi ci ha consentito intanto di capire quello che succedeva
con il bilancio e con la finanziaria.
Il voto dell'UDC è un voto negativo. Ed è un voto politico. Non è
soltanto un voto tecnico.
Intanto debbo sottolineare che con ritardi mai prima conosciuti
siamo arrivati strozzati all'esame e al dibattito sulla finanziaria
e sul bilancio. Non certamente per colpa della Commissione. Non
certamente per colpa del Presidente dell'Assemblea. Né tanto meno
per colpa dell'Aula.
Questo ci ha impedito un esame a largo raggio, un approfondimento
su temi politici, economici e di sviluppo importanti in una fase di
transizione come questa. E ci ha portato oggi a esprimere il nostro
voto alle ore 14 e qualcosa del 1 maggio E lo dico non tanto
perché è un giorno di festa. Anzi, è un giorno di lavoro e lo
onoriamo nei confronti della Sicilia e dei lavoratori restando in
quest'Aula.
E lo dico perché, così come l'ho anticipato ieri prima che
scoccasse l'ora della mezzanotte, vorrei richiamare alla prudenza.
Ieri notte dissi: attenzione, prudenza Non mettiamoci nelle
condizioni di sentirci dire che stiamo approvando il bilancio dopo
il tempo massimo.
E' notorio che se c'è un rischio di non rispetto di un termine per
questa Assemblea è quello di non votare il bilancio entro il mese
di aprile. Noi lo abbiamo fatto. Lo stiamo votando adesso. Noi
abbiamo creato le condizioni di vulnus per questa Assemblea.
Io avevo pregato ieri di affrontare il problema votando prima e
trovando al riguardo giustificazioni giuridiche, ove ce ne fossero,
per giustificare il ritardo.
A mio avviso, è stato con molta sufficienza evitato il problema.
Ciò può creare problemi all'Aula.
Cosa critichiamo?
(Il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, si allontana
dall'Aula scusandosi con l'onorevole Maira)
PRESIDENTE. Onorevole Maira, che succede?
MAIRA. Niente di importante. Il Presidente Lombardo si è scusato
perché ha dovuto allontanarsi per una intervista con il TG 3. Mi
auguro che mi leggerà nel resoconto. Certo, non è la stessa cosa
perché la lettura è fredda, l'intervento a volte può anche essere
caldo e trasportante.
Perché non abbiamo condiviso l'impostazione sul bilancio e sulla
finanziaria?
Intanto perché sino all'ultimo questo è avvenuto. Siamo andati
spesso avanti con maxi emendamenti, addirittura con 180 punti
inseriti in un solo emendamento. In esso c'erano norme giuridiche
da cambiare, da sostituire, termini che scivolavano. Difficilmente
- e lo dico da giurista - ci si poteva raccapezzare per tempo e
ciò vale anche per chi come me si occupa di diritto.
Questo ha creato momenti di tensione, momenti di confusione,
momenti di contrasto. Ma a prescindere da questo, è da sottolineare
che questa finanziaria non dà sviluppo alla Sicilia. E' una
finanziaria che, per certi versi, carica di tributi il cittadino, e
per altri affronta le cosiddette grandi riforme' senza aver
valutato appieno il costo delle grandi riforme'.
Perché, è un bel dire che noi dobbiamo procedere alla
pubblicizzazione, alla ripubblicizzazione del sistema idrico
siciliano, ma non si può fare confusamente con un articolo di
finanziaria, non si può fare senza prevedere il costo economico di
una vicenda di questo genere che comporta la liquidazione delle
imprese che hanno avuto assegnati i vari ATO, che hanno avuta
assegnata la gestione del servizio. Non si può prendere in giro i
cittadini con l'affermazione che, se ripubblicizziamo, la tariffa
dell'acqua sarà meno incisiva, perché possibilmente non sarà così.
E in ogni caso non si tiene conto dell'efficienza del servizio che
invece appalti ben mirati possono garantire. E in effetti si stanno
dando risposte ai problemi idrici della nostra Isola.
Ci siamo tutti riempiti la bocca. Anzi, alcuni se la sono
riempita, perché questa è una finanziaria che dà risposte alla
disoccupazione e ai precari. E vorrei ricordare all'Aula che il
problema dei PIP è stato affrontato sotto la pressione delle
proteste. Non che questo mi scandalizzi, o mi abbia fatto
preoccupare quando questo è avvenuto in piena notte. Però, è chiaro
che le cose in Sicilia non vanno bene, e non è adottando uno o due
articoli di una finanziaria che ci laviamo la coscienza e abbiamo
risolto il problema dei PIP, accanto a loro ci sono ancora migliaia
di precari, e alcuni in questa finanziaria li abbiamo dimenticati.
Come diceva ieri qualche collega, occorre avere il coraggio di
prendere coscienza di questo problema siciliano; occorre prendere
atto che bisogna concentrare tutte le risorse disponibili per
eliminare definitivamente il precariato ed evitare che se ne crei
di nuovo; occorre impostare tutte le risorse economiche per dare
una prospettiva di lavoro ai giovani ed alle donne. Se noi non
faremo questo, avremo delle grosse responsabilità per il futuro dei
nostri figli, dei nostri nipoti e dei nostri amici.
Qualcuno diceva poc'anzi che questo è un momento importante di
transizione. E' un momento di transizione, ma io dissento sulla
qualificazione di importante. La Sicilia vive un momento politico
ed istituzionale di grande confusione e occorrerà mettere mano ad
un vero programma di sviluppo della nostra Terra, con forze
politiche omogenee. Ed è giusto precisare che è sbagliato sostenere
che questo è un Governo con un presidente eletto dal popolo. Non è
così.
Il Presidente Lombardo, come qualunque altro Presidente, con il
nostro sistema elettorale, è sì eletto dal popolo, ma con la forza
della coalizione delle liste che lo hanno portato all'elezione.
Di fatto si è creato una forma di furto della volontà degli
elettori.
Il Presidente Lombardo governa con una maggioranza che è ancora
insipida, che non è certa.
Noi lo sfideremo nei prossimi giorni, e nei prossimi mesi, a
creare delle condizioni di maggioranza e di Governo stabile, dove
nel Governo ci siano molti più politici di quanto ce ne siano
adesso, e dove i tecnici facciano i consulenti, e i magistrati non
facciano politica.
Questa maggioranza, questo Governo - mi scusino i colleghi seduti
in Giunta - manca dell'anima. Non ha un'anima. Un'anima che
significhi anche solidarietà, che significhi attenzione per i più
deboli, che significhi attenzione per i problemi delle famiglie. E
non vorrei ricordare nuovamente tutte quelle norme che l'UDC aveva
impostato per dare risposte concrete alle famiglie, per dare
risposte ai bisognosi, e che non sono state adeguatamente
sottolineate e prese in considerazione in questa finanziaria.
Noi riteniamo che non si possono fare le riforme senza il
confronto con le organizzazioni sindacali, e senza il confronto con
le organizzazioni degli imprenditori.
Mi meraviglia che alle proteste delle organizzazioni sindacali -
che per la prima volta non sono state chiamate ad un confronto con
il Governo sulla finanziaria - ci sia un partito come il PD che
annovera, tra i suoi rappresentanti attuali e non, rappresentanti
sindacali importanti, e che ha sostenuto questa finanziaria.
Mi meraviglia anche che le organizzazioni di categoria degli
imprenditori siciliani, con in Giunta un proprio assessore,
critichino le scelte di finanziaria e di bilancio del Governo,
senza che ci sia il pudore da una parte e dall'altra di chiedersi
cosa ci stiamo a fare in Giunta. Ma cosa ci fate in Giunta?
Su queste basi io credo che la Sicilia non farà molta strada. E
credo che, ove non si dovessero trovare ragioni di vere maggioranze
per un vero sviluppo della Sicilia, necessita di tornare alle urne.
Nessuno di noi è masochista. Sappiamo perfettamente cosa significa
affrontare le elezioni. Conosciamo perfettamente i rischi che
ognuno di noi può correre con nuove elezioni, ma non ha nessuna
importanza fregiarsi della medaglietta di deputato, sentirsi
ossequiato e onorato, a volte con molta ipocrisia e sofferenza e
fastidio, quando non si è utili per la crescita della propria
gente.
Io credo che una classe politica responsabile, come noi siamo e
come noi vogliamo essere, deve porsi il problema del futuro con dei
programmi, dei progetti e delle maggioranze che diano certezza ai
bisogni della Sicilia.
Per queste ragioni noi non intendiamo votare in materia convinta,
noi non votiamo a favore della finanziaria del 2010, così come non
intendiamo votare a favore del bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente onorevoli colleghi, è la seconda
finanziaria del Presidente Lombardo, del terzo Governo del
Presidente Lombardo, la finanziaria last minute, come qualcuno l'ha
qualificata, cioè afferrata al volo attraverso una folle e
disordinata corsa che ci ha condotto oggi in queste condizioni.
E' il secondo esercizio provvisorio successivo, di seguito. Ci si
incammina verso tutta una serie di primati che sono le vere novità,
dopo tanti anni di capacità di sottrarsi alle tagliole
dell'esercizio provvisorio.
Ed è la prima finanziaria del ribaltone Se fino ad oggi
l'alleanza era un'alleanza tra l'interno e l'esterno, il voto ad
una manovra finanziaria, ad un bilancio, non può che essere il voto
dell'alleanza definitiva, completa, condivisa nei contenuti e nelle
posizioni.
E questo giorno sancisce proprio l'alleanza del ribaltone. Il
Gruppo parlamentare Sicilia e l'MPA, attraverso il voto del PD alla
finanziaria, sanciscono definitivamente il ribaltone. La
finanziaria e il bilancio sono lo strumento politico per eccellenza
dell'esistenza e della prospettiva di un Governo. E oggi questa
esistenza e questa prospettiva appartengono in pari misura all'MPA,
al Gruppo parlamentare Sicilia e al PD, per quanto riguarda le
scelte, e ovviamente all'Aula per quanto riguarda la partecipazione
ed il confronto e la capacità di condividere, migliorare o
contrastare queste scelte.
Ma se dovessimo soffermarci a specificare i motivi del nostro voto
negativo e del nostro dissenso dalla modalità con la quale si è
affrontata questa manovra finanziaria, non potremmo che partire
proprio da quello che il collega Cracolici ha sottolineato quando
ha fatto riferimento alla non fiducia, cioè alla sfida. E la non
fiducia è invece contraddetta dalla fiducia. La sfida non c'è
stata. Infatti, le scelte preponderanti all'interno della
finanziaria e del bilancio grondano della prevalenza e del ruolo
condizionato del Partito Democratico al cui appoggio sia il Gruppo
Sicilia che l'MPA hanno sacrificato ogni cosa, ogni identità, ogni
legame con la loro storia politica, con la legittimazione
elettorale, con il territorio e con il popolo, con la gente, con i
meriti e con i bisogni di questa gente.
Il bilancio, come abbiamo già detto, è un bilancio che invece di
essere innovativo è stato caratterizzato dalla necessità di
gonfiare le entrare, sia nella parte relativa ai tributi - del 2,9
per cento - in contrasto con il DPEF e in contrasto con l'andamento
generale dell'economia nazionale, regionale e internazionale, e sia
per quanto riguarda le entrate derivanti dalle valorizzazioni
immobiliari, che da 2 milioni di euro sono state portate in modo
quatto, a 200 milioni di euro, proprio per configurare una
possibilità di bilanciamento di una manovra che, altrimenti,
sarebbe stata molto difficile chiudere.
Facciamo molta fatica ad individuare queste novità, se la premessa
sono le entrate gonfiate proprio per poter chiudere
complessivamente la manovra.
Da che cosa è caratterizzata la fase delle riforme, se il ricorso
all'indebitamento cresce di 800 milioni di euro? Da che cosa è
caratterizzata la novità, se a fronte del ricorso all'indebitamento
troviamo nuovi balzelli? Balzelli assolutamente immotivati. Perché
si fa presto a dire che ci si adegua a prescrizioni o imposizioni
fiscali nazionali, ma né l'anno scorso, né due anni fa, nonostante
questi balzelli a livello nazionale esistessero da un triennio, la
Sicilia aveva scelto di adeguarsi. Ha scelto questo Governo con
l'aumento di una voce fiscale che può essere considerata irrisoria
da chi l'ha imposta, ma che fa prevedere un'entrata di un milione e
trecentomila euro che poteva benissimo essere eliminata, se si
fossero eliminate alcune delle spese senza criterio che nella
finanziaria a dismisura noi abbiamo rinvenuto e trovato.
Se è vero che il nostro ruolo è stato un ruolo partecipe,
costruttivo, scrupoloso, in tre giorni di esame del bilancio
abbiamo prosciugato ventuno milioni di euro di spese in voci
macroscopiche, delle quali noi vedremo nelle prossime settimane i
risvolti e i contenuti.
Basta ricordare una sola di queste voci a proposito della quale
siamo riusciti, con una sola proposta, a ridurre di dieci milioni
di euro la previsione di spesa; mi riferisco alla
informatizzazione, e lo sapete anche perché ne parleremo nei
prossimi giorni, all'acquisto di hardware. Dieci milioni di euro in
una sola voce Ventuno milioni di euro siamo riusciti a rinvenire
in questi tre giorni di attenta analisi, di un bilancio quindi
disordinato, scriteriato, basato su entrate non fondate e su una
serie di spese che la mancanza di novità ha impedito a questo
Governo di eliminare, di ridurre e di prosciugare. Quindi, nessuna
novità
Quale novità, se dal punto di vista del metodo, dopo quattro mesi
di collaborazione, questo Governo ha voluto bissare l'esercizio
provvisorio? Ma come mai non si sente il bisogno, l'esigenza, nel
processo riformatore di partire proprio dalla radice? C'è la
necessità di far rispettare una legge per la chiusura del bilancio
e della finanziaria che impone a questa Regione la data del 31
dicembre.
Come mai non si parte proprio dalla radice fondamentale più
elementare? Ma dov'è la novità di questa alleanza fondata sul
ribaltone? Quali sono le bontà?
Il credito dell'imposta è stato frutto di una legge presentata dal
nostro collega D'Asero - sicuramente il collega Lupo è stato
coartefice attraverso un suo disegno di legge che si è integrato
con il nostro - ma non c'è dubbio che il nucleo fondamento parte
proprio dalla nostra iniziativa.
Quali sono queste luci riformatrici che potrebbero conferire
prospettiva, non soltanto a questa alleanza, ma alle scelte che per
la Sicilia questa alleanza sta proponendo nella sua manovra
finanziaria? Quali sono queste luci, se è vero che le novità sono
gli aumenti dei debiti e gli aumenti delle tasse? Avremmo preferito
eliminarle queste novità. Avremmo preferito eliminare le novità
metodologiche dei ritardi negli esercizi provvisori.
E quindi, non fiducia ma sfida Questo è uno slogan che appartiene
più a noi, e al ruolo che abbiamo esercitato noi in questi giorni,
non al ruolo di chi, contraddicendo la simpatica espressione della
collega Adamo, piuttosto che evitare le incursioni ha sottoposto
questa manovra finanziaria a continue incursioni. Se è vero che i
momenti di maggiore tensione, nell'ambito dei quali - se abbiamo
ecceduto per qualche intemperanza - chiediamo scusa sia ai colleghi
parlamentari che ai colleghi del Governo, che al Presidente, al
quale rivolgiamo il nostro complimento per essere stato fermo,
lucido, tenace, saggio e capace nella gestione di una delle
finanziarie più difficile degli ultimi anni con momenti anche di
determinazione e di coraggio, che erano necessari per dirimere le
controversie e per sciogliere i nodi. Complimenti, signor
Presidente
Le incursioni sono state continue, siamo arrivai alle 14.20 perché
una raffica continua di incursioni ci ha messo di fronte alla
verifica di scelte che non erano compatibili né con le premesse
concordate con noi, con l'Aula, con il Parlamento e nemmeno con le
premesse concordate all'interno dei partiti che contengono
l'alleanza, se è vero com'è vero - e di questo bisogna che anche
l'onorevole Adamo me ne dia atto - che in certi momenti le
difficoltà riguardavano proprio gli altri Gruppi appartenenti alla
maggioranza, a comprendere il perché di queste scelte, di queste
incursioni in Aula, attraverso norme fotografia , attraverso
ammennicoli di spesa che a tutto facevano riferimento tranne che ad
una prospettiva di crescita e di sviluppo.
Il riordino delle partecipate? Processo solo accennato e rinviato
ad una decretazione successiva ed a una norma/manifesto che,
appunto, la folle corsa non ci ha consentito di trasformare in una
riforma.
La riforma dei Consorzi di bonifica, chiamata legge di grande
riforma alle due di notte e poi chiamata legge trenino ,
specchietto per le allodole , norma/manifesto alle cinque del
mattino, tale da poter essere eliminata e sottratta.
L'acqua torna un bene pubblico, come se mai fosse stata il bene
non pubblico e torna ad essere oggetto di un'impostazione che è
ideologica e che, sicuramente, dimentica delle vicende che questa
Sicilia ha già superato quando le gestioni pubbliche determinavano,
non soltanto il colabrodo delle reti, ma anche le dispersioni di
questo bene fondamentale.
Signor Presidente, onorevole Presidente Lombardo, un'occasione i
150 milioni di euro previsti per un'assenza di progetti, per
l'assenza di un progetto industriale, per un'utilizzazione sentita
e comune. Avremmo preferito, prima di tutto, una maggiore
rispondenza agli impegni presi con il Governo nazionale. 400
milioni di euro di impegno assunto, ma, vista la difficoltà
oggettiva, almeno la capacità di legare questo processo ad una
serie di scelte già esistenti, esecutive, a piani industriali del
territorio che determinassero la capacità di questa Regione di
essere protagonista della ripresa alla quale la Regione vuole
partecipare, sicuramente, con protagonismo.
Non c'è un'impostazione che, per quanto riguarda l'agricoltura,
sia pienamente soddisfacente. Abbiamo alcune misure concordate, ma
se ci sottraiamo alla sottolineatura di alcuni interventi
emergenziali come quelli per la peronospora, noi non abbiamo
intravisto una serie di impegni ed investimenti in agricoltura
capaci di farci individuare, non soltanto prospettive di
qualificazione della nostra produzione, ma anche investimenti
capaci di rendere più penetrante nel prossimo futuro la capacità di
penetrazione della nostra agricoltura e dei suoi prodotti nei
mercati nazionali ed internazionali.
Perfino la norma dell'anno scorso dimenticata sulle passività
onerose, riproposta in modo non completo, ma almeno stavolta
speriamo più puntuale nella sua traduzione pratica e nella sua
notifica a Bruxelles.
Ci voleva più coraggio nella tabella H, ci voleva più coraggio a
dare un'idea di questo sforzo riformatore. Abbiamo atteso per tanti
giorni che questa tabella H fosse oggetto di un confronto quando in
Commissione avevamo provocatoriamente indicato - con il collega
Mancuso, con tutti i colleghi che ringrazio per la loro solerte
collaborazione e il loro impegno e la loro abnegazione e con
l'onorevole D'Asero - la via di una serie di riforme, voce per
voce, alla quale bisogna rispondere con una proposta del Governo
che poi dovesse consentirci di entrare nel merito e, insieme al
Governo decidere cosa tutti insieme potevamo scegliere di
bonificare e cosa mantenere.
Nemmeno questo è stato fatto Nemmeno quel minimo di coraggio
proprio nella tanto vituperata tabella H, della quale cominceremo a
parlare domani. Vedrete che da domani saremo bravi a parlare della
tabella H, anche perché per un anno c'è la porteremo appresso come
un rosario, questa volontà di riformarla, di trasformarla,
bonificarla, slogan, manifesti, comunicati.
C'era l'occasione, ci voleva più coraggio. Questo coraggio non è
stato dimostrato. Quindi, nessuna novità, caro collega Cracolici,
nessuna riforma, a partire proprio dalle necessità elementari che
sono state inevase e disattese.
Assessore Cimino, a te rivolgo - in particolar modo come uomo di
Governo - una scusa se siamo stati particolarmente duri in certi
momenti di tensione, ma anche un complimento dal punto di vista
umano. Per quanto io non condivida le scelte che come uomo di
Governo tu abbia compiuto e politicamente abbia compiuto, dal punto
di vista umano ti sei comunque sottratto ai momenti di tensione che
potevano essere provocati nei confronti della tua persona e, con
umanità, tolleranza e pazienza ai sempre risposto a tutte le
sollecitazioni. In certi momenti, con un po' di confusione logica,
con l'incertezza derivante proprio dalle scelte del Governo, ma
sempre con un piglio che ha caratterizzato positivamente la tua
condotta umana.
Per questo ti rivolgo un ringraziamento e un messaggio affettuoso,
ma nello stesso tempo ti dico che non c'è bisogno, anche se sei
inserito in questa coalizione, di dimenticare che noi siamo stati
per quindici anni nello stesso partito. Non ti fare condizionare
sulla necessità di trattare i buoni e i cattivi e di individuare in
Leontini e nei compagni del PDL i cattivi.
Se questo è il condizionamento a cui ti sottopone il Presidente
Lombardo, tu cerca di sottrarti con una maggiore autonomia, perché
se alcune incursioni d'Aula fossero state sostituite dalla ricerca
di una interlocuzione con i tuoi colleghi e amici di sempre, molto
probabilmente le conseguenze di queste incursioni non si sarebbero
verificate.
Questo è uno stile al quale tu non eri abituato. Vedo che ti sei
subito mimeticamente adattato perché sei intelligente. Pur non di
meno, ti suggerisco di sottrarti. Non è stato uno spettacolo molto
bello, abbiamo preso più impegni e questi impegni sono stati
disattesi. E grazie alla nostra pazienza, anche alla nostra volontà
costruttiva di arrivare fino in fondo, si sono evitati i disastri
che potevano indurci a non votare bilancio e finanziaria.
Quindi, per questo noi votiamo contro questa manovra, sperando che
da domani il confronto possa migliorare le condizioni di questa
manovra stessa, la sua attuabilità, che secondo noi è asfittica, di
poca prospettiva, di scarso spessore ma che, tuttavia, l'evoluzione
della politica potranno farci valutare alla stregua di un
cambiamento delle situazioni esistenti per un ritorno della
condizione politica di Governo siciliano più rispondente ai meriti
ed ai bisogni dei siciliani, alle necessità dei precari, ma anche
del mondo del lavoro che produce e di tutti coloro che dal lavoro
odierno attendono non soltanto risposte ma anche spinte e
propulsioni.
Buon lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leontini.
Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, l'assessore
per l'economia onorevole Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ritengo che questa finanziaria sia tra le finanziarie più
belle di questo Parlamento.
Una finanziaria che può anche essere confrontata con le
finanziarie del passato.
Una finanziaria che partiva per dare probabilmente poche risposte
al territorio della nostra Regione e che, invece, pian piano con
l'attività di governo, con l'attività di commissione, con
l'attività d'Aula è diventata una finanziaria che realmente è stata
fortemente voluta e fortemente concertata con le parti sociali e
con le categorie produttive.
Una finanziaria che ha pensato per le famiglie, con diversi
interventi per le famiglie svantaggiate, con attività che sia
nell'ambito della sanità come nel caso dell'abbattimento dei ticket
o nel caso della gestione e velocizzazione delle attività delle
aziende sanitarie o nel campo delle proroghe, dei lavoratori così
come anche la scuola nel pomeriggio per dare una maggiore
formazione ma anche un maggiore controllo per i nostri figli.
Una finanziaria che ha voluto dare seguito a quella legge voluta
dal Presidente della Regione e dall'assessore Russo sui rifiuti per
non trasformare la nostra Regione nella Campania che abbiamo
conosciuto purtroppo mesi addietro.
Una finanziaria che vuole dare alla Sicilia una regione diversa,
una regione più trasparente, probabilmente anche nei suoi conti
approvando alcune norme dell'onorevole De Luca, che è stato tra i
più attivi e che forse con me ha avuto qualche incomprensione.
Ma ha voluto non solo dare trasparenza nei suoi conti, ma anche
nel suo personale fotografando finalmente una dotazione organica
che da troppo tempo si aspettava e che finalmente oggi la nostra
Regione può vantare.
Nelle società. Una regione che finalmente oltre che nei suoi
conti, nel suo personale, può anche riuscire a semplificare,
razionalizzare, privatizzare quel contesto societario che purtroppo
nei nostri conti incide molto.
E' una finanziaria che risponde per le categorie produttive con il
credito d'imposta, con le zone franche urbane, con gli investimenti
per le ASI e gli investimenti per Termini Imerese, per il micro-
credito, il settore dell'energia, la centralizzazione della spesa
per eliminare gli sperperi, le agevolazioni per le cooperative
edilizie, i confidi, anche in agricoltura e non solo.
La formazione che può finalmente anche trovare una fonte di
finanziamento nei fondi europei e non come in passato nella legge
24.
Il potenziamento dell'IRCAC, della CRIAS, per l'artigianato, per
l'agricoltura, per i nostri pescatori con il fondo di solidarietà
che purtroppo Roma, con la conferenza Stato-Regioni ha sempre
cercato di azzerare.
Una finanziaria che forse oggi è anche colorata dal grande evento
della ricorrenza dell'1 maggio che porta a tutti noi il ricordo di
Portella della Ginestra.
Portella della Ginestra che ha rappresentato e rappresenta
purtroppo quella Sicilia di politica, di sangue, di lotta. Portella
della Ginestra che ci fa ricordare una regione difficile e
contraddittoria che merita di essere amata e servita con un Governo
forte e con una larga base parlamentare proprio per proseguire nel
senso della forza delle riforme e dell'innovazione che il
Presidente Lombardo in questi anni ha voluto portare avanti.
Questa è la finanziaria che definirei una finanziaria di cuore,
perché generosa, in un momento di crisi economica, in un momento di
crisi dei conti della Regione, che cerca di dare risposte a tante
istanze della nostra società.
E' una finanziaria coraggiosa perché vuole le riforme e tenta di
poter fare le riforme insieme al Parlamento. E' una finanziaria
coerente perché ha cercato di ascoltare tutte le categorie ai
diversi tavoli e alle diverse audizioni che con il Presidente della
Commissione Bilancio, onorevole Savona, abbiamo fatto sia a villa
Malfitano che in Commissione Bilancio. E per me un ringraziamento
particolare al Presidente dell'Assemblea, onorevole Cascio, che ha
saputo anche molte volte subire le mie difficoltà a dare risposte a
tutta l'Aula ai tanti emendamenti che arrivavano, ai colleghi e
amici componenti della Commissione Bilancio, ai colleghi
parlamentari, agli Uffici dell'ARS e del dipartimento del bilancio
e del dipartimento delle finanze e un ringraziamento affettuoso al
Presidente della Regione, onorevole Lombardo, che per la seconda
volta mi ha dato fiducia a portare avanti questa finanziaria.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Cimino.
Onorevoli colleghi, se mi avessero detto qualche giorno fa che
saremmo riusciti ad approvare la finanziaria entro il 30 aprile
probabilmente avrei preso per pazzo il mio interlocutore. Eppure ce
l'abbiamo fatta E' andata E per questo volevo soltanto dire poche
parole di apprezzamento al vicepresidente della Regione, onorevole
Cimino, che si è sobbarcato un ruolo complicato in un momento molto
difficile, dimostrando di avere costanza, tenacia e anche una buona
resistenza fisica. Voglio e non posso sottolineare il grande senso
di responsabilità dell'opposizione che, pur avendo i numeri per
rendere praticamente impossibile la finanziaria, ha invece mostrato
grande senso di collaborazione e mai utilizzando tattiche
ostruzionistiche.
Voglio sottolineare la compattezza della maggioranza in attesa.
Questo è per loro un buon segnale.
Personalmente, non do giudizi politici come è ovvio, ma devo dire
che la pressione a cui ci ha sottoposto questa finanziaria in
qualche modo è stata molto ben sostenuta dalla compattezza della
maggioranza o comunque della maggioranza che si è formata attorno a
questo strumento finanziario.
Voglio scusarmi con alcuni deputati con cui si è creato durante
questa lunga settimana di lavori in Aula, ma preceduta da alcune
settimane in Commissione, mi riferisco all'onorevole Marinello,
all'onorevole Calanducci, all'onorevole Caronia, qualche deputato
con cui si è creato qualche momento di frizione, ma posso
assicurare che se qualche volta posso aver dato la sensazione di
personalizzare qualche circostanza, voglio rassicurare che non c'è
mai stato in me questo tipo di atteggiamento. E' assolutamente
lontanissimo da me questo tipo di atteggiamento, ma se non fossi
stato così rigido per come sono stato dall'inizio alla fine, o
quasi, probabilmente oggi non saremmo qui a festeggiare e ad
approvare questa legge finanziaria.
Soltanto alcuni ringraziamenti: al Presidente della Commissione
Bilancio, onorevole Savona, che come sempre ha saputo essere un
grande momento di equilibrio e ha saputo anche in questo caso
esaltare le sue doti di grande mediatore, ai miei due
vicepresidenti che sopportano un Presidente presenzialista, ahimé
Sono purtroppo spesso presente quindi avete pochi spazi, ma quando
ci siete sapete reggere bene l'Aula forse anche meglio di me.
Ultimo ringraziamento agli uffici, a cominciare dal Segretario
generale. E mi scuso io per conto dell'assessore Strano per la
pessima dimostrazione data nel corso della giornata di ieri. Il
Segretario generale, è bene che si sappia, così come gli uffici,
non prende mai iniziative a titolo personale, ma risponde sempre
delle decisioni politiche della Presidenza. Pertanto, grazie anche
per i momenti di tensione che in qualche modo avete dovuto
ammortizzare.
Noto semplicemente che se ci fosse stato questo silenzio in queste
giornate di finanziaria probabilmente io oggi avrei le corde vocali
un po' più funzionanti e probabilmente avremmo guadagnato qualche
giorno di salute tutti noi.
Votazione della Nota di variazione del bilancio
PRESIDENTE. Pongo ai voti la nota di variazione al bilancio
approvata dalla Giunta con il parere della commissione bilancio.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
(470-470 bis-470 ter)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il
triennio 2010-2012» (470-470 bis-470 ter).
Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del disegno di
legge numeri 470-470 bis/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo,
Bufardeci, Calanducci, Cimino, Colianni, Cracolici, Cristaudo,
Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Gentile, Greco, Incardona, Laccoto, Lentini, Lombardo, Lupo,
Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto,
Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano,
Ruggirello, Scammacca, Scilla, Termine, Vitrano.
Votano no: Ardizzone, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo,
Caronia, Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro, Corona, D'Asero, Dina,
Fagone, Falcone, Formica, Forzese, Gianni, Leontini, Limoli, Maira,
Mancuso, Pogliese, Ragusa,Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: Savona.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale del disegno di legge numeri 470-470 bis/A:
Presenti 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 50
Contrari 26
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 11 maggio
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Autonomie locali e funzione pubblica .
La seduta è tolta alle ore 14.45 dell'1 maggio 2010
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Energia e servizi di
pubblica utilità»
ARICÒ. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
sanità e all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, premesso che:
dal 2005 nell' ATO Palermo 4 la società d'ambito COINRES
gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, in esecuzione delle ordinanze del commissario delegato per
l'emergenza rifiuti che hanno approvato sia lo schema di
deliberazione-tipo dei consigli comunali per il trasferimento
diretto e senza gara del servizio di igiene ambientale alle varie
società d'ambito, che lo statuto-tipo che regola la vita di tali
società d'ambito;
il territorio dell'ATO Palermo 4 è costituito dai comuni di
Alia, Altavilla, Milizia, Bagheria, Baucina, Bolognetta,
Campofelice di Fitalia, Casteldaccia, Castronovo di Sicilia,
Cefalà Diana, Ciminna, Ficarazzi, Godrano, Lercara Friddi,
Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Roccapalumba, Santa Flavia,
Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villabate, e Villafrati;
i sopra elencati comuni hanno contratto complessivamente un
debito di oltre 12 milioni di euro nei confronti dell'ATO Palermo
4 COINRES, debito che a causa della sua rilevanza impedisce il
regolare funzionamento contabile - amministrativo, gestionale e
logistico della struttura del COINRES, causando il mancato
pagamento degli stipendi dei lavoratori, la mancata gestione e
manutenzione dei mezzi preposti alla raccolta e trasporto dei
rifiuti presso le discariche e, in molti casi, la mancanza di
raccolta dei rifiuti solidi urbani per lunghi periodi nei comuni
facenti parte dell'ATO Palermo 4;
questa situazione sta creando a molti dei comuni dell'ATO
Palermo 4 gravi disagi e problemi di ordine pubblico, con episodi
di guerriglia urbana e di roghi ampiamente documentati dalla
stampa locale, episodi che necessitano di continui interventi e di
esaustivi monitoraggi da parte delle forze dell'ordine;
l'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque ha inviato i
commissari ad acta per il recupero dei crediti vantati dal COINRES
nella maggior parte dei comuni morosi, i quali hanno riscontrato e
riscontrano grandi difficoltà nella riscossione delle somme
dovute;
per sapere:
quali iniziative intenda assumere, - anche in considerazione
della grave emergenza sociale e di rischio per l'ordine pubblico -
per assicurare il regolare funzionamento del COINRES dando
chiarimenti ai comuni circa il rispetto degli accordi scritti
stipulati tra enti locali e società d'ambito;
se non ritenga indispensabile adottare tutti gli atti - anche
normativi - necessari per consentire ai funzionari dell'Agenzia
regionale dei rifiuti e delle acque di recuperare i crediti
vantati dal COINRES e ripristinare la funzionalità economica e
gestionale del consorzio.». (64)
Risposta. - «Con riferimento alla interrogazione n. 64, a firma
dell'onorevole Aricò, pervenuta a questo Ufficio di Gabinetto con
nota prot. n. 560/IN.15 del 31 Marzo 2010, si forniscono i
seguenti elementi di risposta.
La carente situazione finanziaria e gestionale dell'ATO PA 4
COINRES, ampiamente illustrata nella relazione del commissario ad
acta ing. Salvatore Raciti, che ha determinato una grave emergenza
sociale, ha imposto l'adozione di provvedimenti straordinari da
parte del Governo della Regione. In particolare, in seguito alla
relazione di cui sopra ed all'incontro svoltosi in questo
Assessorato in data 10 febbraio 2010, dopo aver preso atto che
l'anticipazione erogata in regime commissariale dalla Regione
Siciliana, ai sensi dell'art. 11 della legge regionale n. 6/2009,
non era stata tale da consentire di risolvere il problema, il
Presidente della Regione, ha emesso apposita ordinanza in data 26
febbraio 2010, mediante la quale ha costituito un gruppo
interistituzionale, composto da funzionari dei vari dipartimenti
coinvolti, integrato da funzionari dell'Ufficio Territoriale del
Governo, affidando loro poteri accertativi e sostitutivi, al fine
di provvedere a quanto di seguito indicato:
- alla gestione, nel quadro dei contratti esistenti, del
servizio, compresa ogni attività relativa allo smaltimento in
discarica;
-alle modalità di utilizzazione dei lavoratori del consorzio con
riferimento alla vigente normativa in materia di assunzioni di
personale nelle pubbliche amministrazioni;
- alla gestione della riscossione, anche attraverso soggetti
della Regione Siciliana;
- alla valutazione del livello impositivi applicato e sua
eventuale integrazione;
- all'intervento sui bilanci delle amministrazioni comunali, al
fine di garantire la copertura dei costi nei termini della legge
regionale n. 19/2005 e sue modifiche ed integrazioni.
Il predetto gruppo provvederà, altresì, ad effettuare:
- la verifica degli adempimenti inerenti alla riscossione
tributaria ed alla copertura dei costi del servizio ( art. 21,
comma 37 (N.d.R. recte 17), della legge regionale n. 19/2005 e sue
modifiche ed integrazioni), nei termini definiti dalla Corte dei
Conti, sez. controllo Campania, n. 40/2009;
- la verifica dell'eventuale mancata approvazione del bilancio
delle ATO PA 4 COINRES e consequenziale irregolare approvazione
dei bilanci comunali in difformità alle prescrizioni poste
dall'art. 172, comma 1, lett. B), del decreto legislativo n.
267/2000 e sue modifiche ed integrazioni;
- la verifica dell'eventuale mancata deliberazione di cui
all'art. 194, comma 1 lett. b), del decreto legislativo n.
267/2000 e sue modifiche ed integrazioni;
- l'accertamento volto ad identificare cause e responsabilità di
quella che appare essere, a tutti gli effetti, un'interruzione di
pubblico servizio;
- alla individuazione di tutte le risorse e mezzi disponibili sul
territorio regionale tali da consentire il superamento
dell'attuale situazione di crisi.
A conclusione di tale attività, il gruppo interistituzionale
redigerà apposita relazione in merito alla sussistenza o meno di
gravi e reiterate violazioni di legge che possano dar luogo
all'adozione dei provvedimenti decadenziali nei confronti di chi
si sia reso eventualmente responsabile delle predette violazioni.
Con la sopra citata ordinanza, è stato disposto altresì, a valere
sulla cassa regionale, l'utilizzo delle risorse necessarie per
l'esercizio finanziario 2010, nei limiti utili alla eliminazione
delle condizioni di rischio per l'igiene e la sanità pubblica e
fino al ripristino dei livelli minimi essenziali del servizio di
gestione integrata dei rifiuti.».
L'Assessore per
l'energia
Carmelo Pietro
Russo