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Resoconto d'Aula della Seduta n. 170 di venerdì 30 aprile 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MINARDO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Buzzanca e Federico sono in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta, da parte
  dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,  alla
  interrogazione numero 64  Notizie sulle modalità di gestione  della
  raccolta  e  smaltimento dei rifiuti da parte  dell'ATO  Palermo  4
  COINRES ,  dell'onorevole Aricò Alessandro. Con nota  5817  del  10
  ottobre  2008,  l'Assessore per la sanità ha  eccepito  la  propria
  incompetenza.  Con nota prot. n. 560/IN.15 del  31  marzo  2010  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato l'Assessore  per  l'energia
  (Modifica  competenze  ai sensi l.r. n.  19  del  2008  e  relativo
  Regolamento di attuazione).
   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata.

   MINARDO, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente, all'Assessore  per
  le  attività produttive e all'Assessore per la salute, premesso che
  l'area ad elevato rischio di crisi ambientale del Mela comprende il
  territorio  dei  comuni di: Milazzo, San Filippo  del  Mela,  Santa
  Lucia  del  Mela, Pace del Mela, Condrò, San Pier Niceto, Gualtieri
  Sicaminò;

   premesso  inoltre che le opere di cui al progetto di potenziamento
  e  adeguamento  al  decreto legislativo n. 152/99 dell'impianto  di
  depurazione consortile dell'area di sviluppo industriale -  ASI  di
  Messina, sono ubicate nel comune di Pace del Mela (ME), in località
  Giammoro,  e avrebbero dovuto essere eseguite secondo il 'Piano  di
  tutela delle acque' entro il 2009;

   verificato  che  il  progetto dell'opera è  stato  consegnato  dai
  progettisti  all'ente  nel  2003  e  che  il  vicecommissario   per
  l'emergenza  rifiuti  e  la  tutele  delle  acque,  nel  comunicare
  l'avvenuto finanziamento dell'opera con nota n. 125 del 17 febbraio
  2004,  richiedeva al consorzio ASI di Messina, tra le  altre  cose,
  l'atto deliberativo ai fini del rispetto del cronoprogramma per  la
  realizzazione delle opere;

   considerato  che  l'impianto, esistente  già  dal  2003,  è  stato
  oggetto  di  attenzione  sia  della  Procura  della  Repubblica  di
  Barcellona (ME) che dalla commissione regionale dei lavori pubblici
  che ha espresso il parere n 19/2003;

   considerato  inoltre  che  nel 2005  l'Agenzia  regionale  per  la
  protezione  dell'ambiente (A.R.P.A.) e la  commissione  provinciale
  tutela ambiente, evidenziando la gravità della situazione e ponendo
  in   preallarme   le   condizioni  di  degrado  e  malfunzionamento
  dell'impianto  di  depurazione  consortile  dell'ASI   di   Messina
  ricadente nel comune di Pace del Mela in località Giammoro, avevano
  di fatto perorato l'esigenza primaria di adeguare detto impianto ai
  fini  del disinquinamento e risanamento dell'intera fascia costiera
  compresa  tra  Milazzo  e Torregrotta, per evitare  un  'annunciato
  disastro ambientale';

   rilevato che:

   1)  non realizzando le opere di risanamento previste dal progetto,
  all'ente,  alla  luce  della legislazione  sanitaria  e  ambientale
  esistente,   non   rimane  altra  possibilità   che   la   chiusura
  dell'impianto  stesso,  con le immaginabili devastanti  conseguenze
  ambientali, sociali ed economiche;

   2)  nei considerata dell'accordo di programma quadro (APQ) del  23
  dicembre 2003, era evidenziato '(...) che il riutilizzo delle acque
  reflue richiede l'adeguamento degli impianti di depurazione (...)';

   3)  tutto  il  comprensorio  del  Mela  servito  dall'impianto  di
  depurazione  è  ubicato  in  area  ad  elevato  rischio  di   crisi
  ambientale  (così  dichiarata  con decreto  dell'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente in data 4 settembre 2002, pubblicato  nella
  GURS  n. 48 del 18 ottobre 2002), e che nei considerata dell'APQ  è
  testualmente  evidenziato  'che il riutilizzo  delle  acque  reflue
  rappresenta  un  elemento  di  risparmio  e  di  tutela  ambientale
  riferito alle acque superficiali e sotterranee consentendo  il  più
  agevole  rispetto  delle  prescrizioni  di  tutela  in  particolare
  riferito alle aree sensibili';

   4)  la  Repubblica italiana è stata messa in mora con  atto  della
  Commissione europea 2009/2034 per il trattamento delle acque reflue
  urbane   -  cattiva  applicazione  della  direttiva  in   tema   di
  raggiungimento  dei livelli di convogliamento  in  fognatura  e  di
  depurazione  dei  reflui civili. E' altresì  contestato,  con  atto
  2009/0188,  il  mancato  recepimento  della  direttiva  2006/118/CE
  relativa    alla       protezione   delle     acque     sotterranee
  dall'inquinamento e dal deterioramento. Completa il  quadro  l'atto
  2006/2017,  in  cui viene contestata l'esclusione,  dall'ambito  di
  applicazione della direttiva 76/160/CEE, della qualità delle  acque
  di balneazione;

   5)  nello  specifico  territoriale, con atto  2006/4808,  è  stata
  aperta  una  procedura  relativa all'inquinamento  atmosferico  nel
  comprensorio del Mela (ME);

   ritenuto inoltre che:

   il   non  adeguamento  e/o  funzionalità  in  un'area  industriale
  dell'impianto  di  depurazione  rappresenta  un  'vulnus'  per   il
  rispetto  delle norme sanitarie ed ambientali con l'aggravante  che
  l'impianto  serve  anche i comuni di Condrò, San Pier  Niceto,  San
  Filippo del Mela, Pace del Mela;

   i  mancati interventi sul depuratore consortile dell'ASI,  ubicato
  nel  Comune  di Pace del Mela, in località Giammoro, e  la  mancata
  realizzazione  della  relativa  condotta  sottomarina   al   centro
  dell'area  ad alto rischio assumono valenza di importanza  non  più
  ordinaria  bensì  emergenziale e che  i  ritardi  di  esecuzione  e
  l'eventuale  revoca  del finanziamento, connessa  a  tali  ritardi,
  avrebbero conseguenze devastanti anche per l'economia dei territori
  di  tutti  i  comuni  della  Valle del Mela,  aggravando  il  danno
  all'ambiente  marino,  già  in  atto  con  scarico  diretto   sulla
  battigia, che assumerebbe pertanto, come già rilevato dall'ARPA, le
  proporzioni di un 'disastro ambientale annunciato';

   per sapere:

   1.  se la commissione Stato-Regione, province, enti locali, per la
  definizione  del  piano  di  risanamento  ambientale   e   rilancio
  economico del comprensorio del Mela, abbia attuato quanto  previsto
  dall'art. 2 del decreto 4 settembre 2002;

   2.  se sia stato reso esecutivo il piano di risanamento e rilancio
  economico  del  comprensorio  del  Mela  secondo  quanto   previsto
  dall'art. 3 del decreto 4 settembre 2002;

   3.  quale  sia  lo stato delle procedure per il completamento  dei
  lavori  di  potenziamento e adeguamento al decreto  legislativo  n.
  152/99  dell'impianto  di depurazione consortile  ASI  di  Messina,
  ubicato nel Comune di Pace del Mela, in località Giammoro (ME), con
  riuso di acque reflue e fanghi;

   4. quali siano le procedure e le azioni adottate dagli Assessorati
  competenti (Ambiente e territorio, Attività produttive e Salute) in
  merito  alla carenza del rispetto delle principale norme  sanitarie
  ed  ambientali  in  ordine  alle  attività  delle  aziende  ubicate
  nell'area  ASI e nell'interesse dell'intera comunità dell'area  del
  Mela;

   5.  quali  siano  le motivazioni che hanno causato  gli  eventuali
  ritardi che non hanno consentito il completamento dei lavori  entro
  il 2009;

   6.  se persistano danni all'erario per effetto del mantenimento in
  gestione e della manutenzione dell'impianto negli anni;

   7.  quali  siano  stati  i giustificativi prodotti  dalla  Regione
  siciliana  circa  i  sopra citati atti della  Comunità  europea  in
  materia  di  procedure d'infrazione, inclusi gli atti di  messa  in
  mora;

   8.  in caso di condanna per la Regione siciliana, come intenda  la
  stessa  rivalersi su chi per 'pigrizia' o per culpa  in  vigilando'
  non ha permesso la realizzazione delle opere necessarie ed idonee».
  (1162)

                                                               CORONA

   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

   Onorevoli colleghi per consentire la rivisitazione del lavoro fin
  qui  svolto  e  per  fare il punto della situazione,  sospendo  la
  seduta avvertendo che riprenderà alle ore 11.30.

   SAVONA,   vicepresidente   della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza.  Signor Presidente, non ho capito la sua conclusione.
  Se  noi  abbiamo già un disegno di legge in Aula sul quale  stiamo
  andando avanti articolo per articolo, questa sospensione a cosa  è
  dovuta?

   Cosa dobbiamo riorganizzare se abbiamo già tutto predisposto?

   PRESIDENTE.  Onorevole Savona, si fa una verifica di tutto  quello
  che  è stato approvato. Lei sa che ieri sera si è proceduto non  in
  maniera  sequenziale;  dopodiché,  fatta  questa  verifica,  si  va
  avanti, evidentemente, ad oltranza. Questo è l'orientamento.

        (La seduta, sospesa alle ore 10.52, è ripresa alle ore
                                12.41)

               Assume la Presidenza il Presidente CASCIO

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Seguito della discussione dei disegni di legge  Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2010 e
   bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012  (470-470 bis-470
  ter/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
                            (471-471 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione  dei  disegni  di  legge   Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario  2010  e
  bilancio  pluriennale per il triennio 2010-2012  (nn. 470-470  bis-
  470  ter/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno
  2010  (nn.  471 - 471 bis/A).
   Si  procede  con  il  seguito  dell'esame  del  disegno  di  legge
  finanziaria numeri  471-471 bis/A.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 4, accantonato nella seduta  n.
  168 del 28 aprile 2010.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, al  di  là  delle
  tensioni   e   delle   legittime  aspettative  che   ormai   stanno
  monopolizzando l'attenzione per quanto riguarda i PIP ex  emergenza
  Palermo ,  mi permetto di fare una proposta alla Presidenza:  se  è
  possibile agganciare i PIP all'articolo 4 del disegno di  legge  di
  bilancio,  così  abbiamo  anche  la  possibilità  di  snellire   le
  procedure  e di calmare e quietare i molti animi che sono  nervosi.
  La ringrazio.

   DE LUCA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che inizino
  i  lavori d'Aula, desidero chiarire che ieri e, comunque, in questi
  giorni  abbiamo  fatto una serie di interventi  indispensabili  per
  migliorare  il  testo  e  inserire alcune  norme  fondamentali  che
  riguardano  soprattutto  quella che è la gestione  contabile  della
  Regione siciliana.
   Desidero continuare, comunque, nel voler esprimere quelle che sono
  posizioni  e, soprattutto,  anche elementi di novità e suggerimenti
  che quest'Aula - devo dire - in gran parte ha raccolto, come già ha
  fatto la Commissione Bilancio in precedenza.
   Ieri,  avevo  posto  una questione che ripropongo  questa  mattina
  proprio perché per me è stato un confronto molto particolare che ha
  portato  anche ad una sospensione dei lavori d'Aula e che  richiede
  definitivamente chiarezza da parte dell'Assessore competente - che,
  in  questo  caso, è l'assessore Di Mauro-: io avevo  presentato  un
  emendamento per la copertura finanziaria dei lavoratori forestali e
  dell'antincendio   e   avevo   anche   posto   all'attenzione    di
  quest'Assemblea   e  del  Governo  l'impegno   del   maggio   2009,
  sottoscritto   dal   Presidente  della   Regione   con   tutte   le
  organizzazioni sindacali.
   Quell'emendamento è stato messo da parte perché il Governo  ne  ha
  presentato  un  altro per quanto riguarda l'individuazione  tecnica
  della   copertura  finanziaria  e,  rispetto  a  quell'emendamento,
  approvato già durante la discussione del bilancio, è emerso qualche
  dubbio   che   ieri   comunque  è  stato  approfondito   da   parte
  dell'assessore  Di  Mauro, dell'assessore  Cimino  e  dei  relativi
  dirigenti.
   Chiedo all'assessore Di Mauro preliminarmente - signor Presidente,
  eravamo rimasti così anche ieri - che chiarisca definitivamente se,
  in  effetti,  come già è stato detto informalmente, la questione  è
  stata risolta nel senso che, anche per quanto riguarda i lavoratori
  dell'antincendio,  si  è  proceduto  ad  individuare  la  copertura
  finanziaria  per  quanto riguarda l'attività  ordinaria;  se  si  è
  proceduto  ad  individuare  la  copertura  finanziaria  per  quanto
  riguarda   l'adeguamento  contrattuale;  se  si  è   proceduto   ad
  individuare la copertura finanziaria per quanto riguarda  l'aumento
  delle giornate, in tutto o parzialmente, adesso lo dirà l'Assessore
  competente,  che riguarda semplicemente l'accordo sottoscritto  dal
  Presidente della Regione nel maggio del 2009.
   Siccome  è  giusto e corretto dare le informazioni  per  quel  che
  sono,  visto  che  questo  Parlamento, comunque,  si  assume  delle
  responsabilità   e   deve  essere  chiaro  con  l'esterno,   chiedo
  preliminarmente    all'assessore    Di    Mauro    di    rispondere
  definitivamente  su questo aspetto al fine di fugare  ufficialmente
  qualunque eventuale dubbio che si sia insinuato su questa materia.
   Chiarisco che il sottoscritto, come la gran parte o come tutto  il
  Parlamento,  ha  intenzione di completare il percorso  della  legge
  finanziaria   nel   modo   migliore   possibile,   ma   soprattutto
  nell'interesse  della  Sicilia e, di  conseguenza,  contribuirà  al
  dibattito  d'Aula  sostenendo i propri emendamenti  -  emendamenti,
  naturalmente,  di  merito  -  e,  comunque,  rispetto   ad   alcune
  tematiche, come il finanziamento della norma di riforma  degli  ATO
  rifiuti  e qualche altra che è stata già attenzionata, porrà  delle
  questioni precise, così come ha già ha fatto nei giorni precedenti,
  e   su  tali  questioni  inviterà  il  Governo  e  l'Assemblea   ad
  esprimersi.

   DI  MAURO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, come ho avuto modo di comunicare ai
  sindacati,  da parte del Governo c'é il massimo interesse  affinché
  sia  rispettato  l'accordo  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  sottoscritto  con  i  sindacati per l'aumento  delle  giornate  dei
  forestali,  così  come  c'è  interesse  da  parte  del  Governo  di
  rispettare   l'impegno  per  i  lavoratori   addetti   al   settore
  antincendio.  In  questo  senso, incontrando  i  sindacati  con  il
  direttore  regionale  del Corpo forestale, abbiamo  messo  in  atto
  l'iniziativa  che  deve,  intanto,  con  le  risorse  del  bilancio
  ordinario,  coprire il fabbisogno relativo alle giornate lavorative
  realizzate  lo scorso anno e, per quanto riguarda le  giornate  che
  sono  state  stabilite in più nell'accordo con il Presidente  della
  Regione,  faremo  come  si farà per quanto  riguarda  i  lavoratori
  impegnati nella forestale, cioè dando copertura con le risorse  che
  sono destinate al PAR FAS.

   Ciò  che  sarà  fatto per i forestali, sarà fatto  anche  per  gli
  addetti al servizio antincendio che opera attraverso il sistema del
  Corpo forestale.

   DE LUCA. Anche l'aumento contrattuale?

   DI  MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Certo,  anche
  l'aumento  che  è  già  inserito  nell'emendamento  presentato  dal
  Governo.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole  De Luca ha introdotto un nuovo modo  di  procedere,
  peraltro apprezzabile, cioè quello di chiedere al Governo, prima di
  proseguire  nella discussione, se sono mantenuti gli  impegni  che,
  dall'inizio  della discussione della Finanziaria fino ad  oggi,  il
  Governo intende mantenere e portare avanti.
   L'onorevole  De  Luca  ha  posto il  problema  dei  forestali,  io
  ripropongo  all'assessore Cimino il problema dei  lavoratori  della
  PUMEX. Vorrei sapere se in questo maxi emendamento di 25 pagine, di
  8  pagine, di 32 pagine, il Governo lo affronta. E lo vorrei sapere
  in via preliminare.
   Signor Presidente, mi rivolgo a lei quale garante dei diritti  dei
  singoli parlamentari, noi tutti sappiamo che la tabella H era stata
  soppressa, ce lo siamo detti nel corso di questi giorni, - forse  è
  opportuno  e gradirei che vi fosse un poco di attenzione  da  parte
  dei  parlamentari perché ci ritroveremo, da qui a qualche ora,  con
  un  problema  che  diventerà insormontabile - e  abbiamo  avuto  la
  bruttissima  esperienza, l'anno scorso, dell'impugnativa  da  parte
  del Commissario dello Stato.
   Leggendo  quella  che non è più la tabella H  ma  è  diventata  la
  tabella I, vengo a scoprire la riconferma di tutte le iscrizioni in
  bilancio con alcune specificazioni.
   La  tabella H, oggi tabella I, nasce con autorizzazione di  legge.
  Ad esempio, senza entrare nel merito della bontà del contributo che
  si  voleva  dare,  l'anno  scorso -  non  so  chi  l'ha  sostenuto,
  sicuramente per motivi legittimi, di grande prestigio - era assurta
  agli    onori   della   cronaca   la   questione   del   contributo
  all'Associazione filosofica Dafne o altro. Ora me la ritrovo  nella
  tabella  I,  sotto altra voce, quando si parla di  contributi  alle
  società, ad esempio,  Storia Patria , e così via.
   Si  tratta di un tentativo di inserimento nella tabella  H  e  non
  entro  nel merito della questione che, sicuramente, sarà legittima;
  però  non  è  possibile tecnicamente, nel rispetto di ciascuno  dei
  novanta  parlamentari. Signor Presidente, mi ritrovo un  contributo
  annuale  alla  Fondazione  Museo Mandralisca , quindi  nasceva  con
  legge, di cui 220 migliaia di euro alla Fondazione  Mandralisca   e
  130   migliaia   di  euro  all'Associazione   Conservazione   delle
  tradizioni delle marionette .
   Si tratta, quindi, di un modo surrettizio di inserire in tabella H
  dei  nuovi  contributi  ad alcune associazioni.  Posso  citare,  ad
  esempio,   i  contributi  alle  associazioni  concertistiche,   che
  apparentemente  sembrano aumentati: le associazioni  concertistiche
  vengono finanziate in base ad una legge, la numero 44 del 1985,  di
  cui  il  Conservatorio  musicale  Vincenzo Bellini   di  Palermo  è
  finanziato con altra legge, l'Istituto musicale  Vincenzo  Bellini
  di  Catania  é   finanziato  con altra legge,  così  l'Associazione
  culturale   Orchestra filarmonica siciliana Ferrara  - gli  addetti
  ai  lavori  sconoscono  di  che cosa si  tratta  -,  l'Associazione
  filarmonica  Santa Cecilia  di Agrigento, che non c'entrano  niente
  con  le associazioni concertistiche di cui alla legge 44 del  1985,
  l'Associazione  Amici della musica Salvatore Cicero  di Cefalù.
   E, allora, penso che ci ritroviamo con questa tabella.
   Chiedo  espressamente che, prima di procedere, si dia chiarezza  a
  tutti i parlamentari perché furbizie, chiamiamole con il loro nome,
  non  ne  sono  concesse  a  nessuno.  Non  mi  bastano  neanche  le
  spiegazioni dell'Assessore.
   Passando  alla vicenda della Pumex, gradirei sapere se l'Assessore
  mantiene  o  meno  l'impegno, considerato che c'è  un  emendamento,
  sottoscritto da tutti, e ricordo che i lavoratori della  Pumex  non
  sono  i  precari, ma avevano un posto di lavoro fisso e, poiché  le
  isole  Eolie  sono  diventate patrimonio  dell'Unesco,  sono  stati
  licenziati.
   Sulla  vicenda relativa alla tabella H, gradirei che si ritornasse
  addirittura in Commissione per fare chiarezza.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  4.21,  degli   onorevoli
  Falcone, Vinciullo, Pogliese, Buzzanca e Caputo.
   Onorevole  Ardizzone, sulla tabella H le rispondo io; non  occorre
  dare la parola all'assessore Cimino. La tabella H è stata soppressa
  ed è stata creata la cosiddetta tabella I.
   Le  stesse  voci che risultavano in tabella H sono state  inserite
  nel bilancio

   ARDIZZONE. Non è così; ci sono delle questioni nuove.

   PRESIDENTE.  Non  c'è  una voce nuova; glielo  assicuro.  Non  c'è
  nemmeno  bisogno di consultare l'assessore per l'economia. Si  fidi
  del Presidente dell'Assemblea, non c'è nessuna associazione nuova.
   Per  quanto  riguarda la Pumex, il Governo si è già  impegnato  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  a  trovare  una
  soluzione  nell'articolo 4, che accantoniamo ulteriormente  proprio
  per dare risposta alla vicenda.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
          numeri 470-470 bis-470 ter/A e numeri 471-471 bis/A

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'articolo  20  e  l'articolo  21  sono
  ulteriormente accantonati.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 24, accantonato nella seduta n.
  169 del 29 aprile 2010.
   Comunico  che  nella  stessa seduta erano già stati  ritirati  gli
  emendamenti   24.1,  dell'onorevole De Luca, 24.11,  dell'onorevole
  Leontini ed altri, e  24.12, dell'onorevole Maira.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  24.10,  degli  onorevoli   Apprendi,
  Panepinto,  Raia,  Marinello e Faraone, che è inammissibile  perché
  presentato fuori termine.

   MARINELLO. No, è stato presentato nei termini.

   PRESIDENTE. Presentato ieri, onorevole Marinello mi dispiace.
   Siamo  all'emendamento 24.10, non so di quale parli lei  onorevole
  Marinello.

   MARINELLO.   Parlo   di  un  subemendamento  che   ho   presentato
  all'emendamento 24.10.

   PRESIDENTE. C'è quindi un subemendamento all'emendamento 24.10?

   MARINELLO. L'ho presentato entro i termini.

   PRESIDENTE.   L'abbiamo  trovato,  onorevole   Marinello,   ma   è
  inammissibile.
   L'emendamento  24.10,  a  firma  Apprendi  ed  altri,  non  è   un
  subemendamento, è una norma diversa.

   MARINELLO. Qual è la ragione dell'inammissibilità? L'ho presentato
  ieri, entro i termini.

   PRESIDENTE.   E   ieri  era  troppo  tardi,  sono  previste   solo
  riscritture  di  articoli e non possiamo  aprire  la  maglia  degli
  emendamenti aggiuntivi, neanche per il Governo.

   MARINELLO. Signor Presidente, ne ho presentato uno entro i termini
  previsti  e  non  so in quale faldone sia andato a finire,  bisogna
  chiedere agli uffici.

   PRESIDENTE.  E'  il  24.10,  a  firma  degli  onorevoli  Apprendi,
  Panepinto, Raia, Marinello e Faraone

   MARINELLO.  L'emendamento  aggiuntivo  era  stato  presentato  nei
  termini, ripeto, bisogna chiedere agli uffici.

   PRESIDENTE. Non ce ne sono altri, onorevole Marinello.
   Intanto, l'emendamento 24.10  a firma degli onorevoli Apprendi  ed
  altri è ritirato?

   MARINELLO. L'emendamento 24.10 non è affatto ritirato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 24.10. Il parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sorpreso  del
  parere  favorevole  del Governo: questa norma  serve  solo  per  un
  aggiustamento  contabile  dei conti  della  RESAIS.  Non  riesco  a
  comprendere il parere favorevole del Governo all'emendamento 24.10,
  é solo un'operazione contabile, non c'è nulla.
   Dare  anche  il peso di rendicontare un'operazione che evita  alla
  Regione un pagamento di tasse in più, siamo veramente  fuori'

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MARINELLO.  Signor  Presidente,  ho  presentato  nei  termini   un
  emendamento  all'articolo  24. Siccome stiamo  votando  l'articolo,
  vorrei sapere dove è andato a finire.

   PRESIDENTE.  E'  tra gli aggiuntivi. L'articolo  24  è  già  stato
  approvato.

   (Proteste  dell'onorevole Marinello su un emendamento a sua  firma
  che dichiara di avere presentato all'articolo 24)

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Marinello? L'articolo 24 è  già
  stato approvato.
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25.
                      Taglia oneri amministrativi

   1.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   le
  autonomie  locali  e  la  funzione pubblica,  la  Giunta  regionale
  approva  un programma per la misurazione degli oneri amministrativi
  derivanti  da  obblighi  informativi nelle  materie  affidate  alla
  competenza della Regione, con l'obiettivo di giungere, entro il  31
  dicembre  2012,  alla  riduzione  di  tali  oneri  per  una   quota
  complessiva del 25 per cento, come stabilito in sede europea.

   2.  In attuazione del programma di cui al comma 1, il Dipartimento
  regionale  della  funzione  pubblica e del  personale  coordina  le
  attività  di  misurazione in raccordo con i rami di amministrazione
  interessati per materia.

   3.  Ciascun  Assessore  regionale,  di  concerto  con  l'Assessore
  regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adotta il
  piano  di  riduzione degli oneri amministrativi  che  definisce  le
  misure  normative,  organizzative  e  tecnologiche  finalizzate  al
  raggiungimento dell'obiettivo di cui al comma 1.

   4. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali  e
  la  funzione pubblica si provvede a definire le linee guida per  la
  predisposizione  dei  piani di cui al comma  3  e  delle  forme  di
  verifica   dell'effettivo  raggiungimento  dei   risultati,   anche
  utilizzando  strumenti di consultazione pubblica delle categorie  e
  dei soggetti interessati.

   5.  Degli  stati di avanzamento e dei risultati raggiunti  con  le
  attività  di  misurazione  e riduzione degli  oneri  amministrativi
  gravanti sulle imprese è data tempestiva notizia sul sito web della
  Regione.

   6.  Del  raggiungimento dei risultati indicati nei  singoli  piani
  assessoriali  si  tiene  conto  nella  valutazione  dei   dirigenti
  responsabili».

   Gli  emendamenti  25.1,  25.2,  25.3,  25.4,  25.5,  25.6  e  25.7
  dell'onorevole De Luca, gli emendamenti 25.11, 25.12, 25.13, 25.14,
  25.15,  25.16 e 25.17 degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona
  e Mancuso, e  l'emendamento 25.10 dell'onorevole Maira, soppressivi
  dell'intero articolo o di singoli commi, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  25.18,  degli  onorevoli   Apprendi,
  Panepinto,   Faraone,  Marinello,  Raia,  Cracolici,  Gucciardi   e
  Ammatuna.
   Onorevole  Marinello,  io sto presiedendo  la  seduta,  non  posso
  contrastare con lei. In questo momento non le do la parola

   Onorevole Apprendi,  mantiene l'emendamento 25.18?

   APPRENDI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CRACOLICI. Perché è contrario?

   CIMINO, assessore per l'economia. Si vota il testo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27.
             Misure di sostegno per il ricovero di minori

   1.  La  riserva  prevista dall'articolo 9, comma  4,  della  legge
  regionale 14 maggio 2009, n. 6, quantificata in 30 mila migliaia di
  euro  annui,  iscritta  in  bilancio  ai  sensi  del  comma  8  bis
  dell'articolo 23 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,  in
  un apposito capitolo di spesa del dipartimento famiglia e politiche
  sociali  è  destinata  al finanziamento ai comuni  delle  spese  da
  sostenere  per  il  ricovero  dei  minori   disposto  dall'autorità
  giudiziaria.

   2.  Al  comma 4 dell'articolo 9 della legge 14 maggio 2009,  n.  6
  dopo  le  parole  rimborsare ai comuni l'80 per cento delle  spese'
  sopprimere  le  parole  sostenute e' e dopo la parola  documentate'
  aggiungere  da provvedimento giurisdizionale e dall'attestazione di
  ingresso in un istituto di accoglienza'».

   MANCUSO.  E' un attacco inaudito all'Assessore e non è consentito
  Lo dico io che sono dell'opposizione

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo calmi.
   Gli  emendamenti   27.1, 27.2 e 27.3, dell'onorevole  De  Luca,  e
  27.10,  dell'onorevole Maira, sono ritirati. L'Assemblea ne  prende
  atto.
   L'articolo 27 è accantonato.
   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
          Contributi alle province per erogazioni di servizi
                          socio-assistenziali

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, come modificato
  dal  comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 14 maggio 2009,
  n. 6, è così sostituito:

    2.  Dall'anno  in corso, per le finalità di cui al  comma  1,  la
  spesa già prevista dall'articolo 13, comma 1, della legge regionale
  29   dicembre   2009,   n.  13,  è  adeguata   dinamicamente   agli
  aggiornamenti contrattuali previsti per legge.'».

   Gli emendamenti 28.1, dell'onorevole De Luca, e 28.10,
  dell'onorevole Maira, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   DINA.  Signor Presidente, gli emendamenti sono distribuiti in  più
  tomi  e  ci  sono  dei momenti in cui, a seconda dell'articolo,  si
  passa da un tomo all'altro. Vorremmo riuscire a seguire i lavori in
  quanto, procedendo in questo modo, non riusciremo ad avere contezza
  e consapevolezza dei problemi che stiamo affrontando.

   PRESIDENTE.   Esattamente  per  questo   motivo   ho   accantonato
  l'articolo 27.
   Pongo  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Donegani è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
          numeri 470-470 bis-470 ter/A e numeri 471-471 bis/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge   Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2010
  (471 - 471 bis/A).

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE  LUCA.  Signor Presidente, le ho dato una delega in bianco  che
  lei  può  esercitare, però le chiedo una cortesia ed una preghiera:
  ci  metta  in condizione di capire come procedere con i  lavori  e,
  soprattutto,  gli emendamenti ritirati li dirò in partenza.  Ma  su
  qualche   comma,  effettivamente,  qualche  emendamento  abrogativo
  desidero discuterlo.
   Quindi,  lei  ha  carta  bianca  perché  dobbiamo  andare   avanti
  speditamente,  ma  mi  metta  in  condizione  di  potere   svolgere
  correttamente il mio compito. Ne approfitto proprio  perché  le  ho
  chiesto  inizialmente  la  parola, per ringraziare  l'assessore  Di
  Mauro, il Governo ed il Presidente della Regione - che è presente -
  per  avere  chiarito  ufficialmente  che,  per  quanto  riguarda  i
  lavoratori  della forestale e dell'antincendio, si  è  proceduto  a
  rispettare  l'impegno che è stato sottoscritto a maggio  del  2009,
  sia  per  quanto  riguarda l'aumento contrattuale, sia  per  quanto
  riguarda  l'aumento  delle  giornate.  Ve  ne  diamo  atto   e   vi
  ringraziamo a nome dei lavoratori.

   PRESIDENTE.  Si  riprende l'esame dell'articolo 27  in  precedenza
  accantonato.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 27.11:

   «All'articolo 27 sono apportate le seguenti modifiche:
   Al comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
    Le  eventuali  somme non utilizzate possono essere  destinate  al
  finanziamento  degli interventi di cui all'articolo  76,  comma  4,
  della  legge  regionale  26  marzo 2002,  n.  2.  Con  decreto  del
  Ragioniere  generale,  su  richiesta  del  Dirigente  generale  del
  Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali, si  provvede
  alle occorrenti variazioni di bilancio .
   - è aggiunto il seguente comma:
    3.   A   decorrere  dall'esercizio  finanziario  2010,  la  quota
  destinata  al finanziamento delle Comunità alloggio per i  ricoveri
  dei   pazienti  dimessi  dagli  ex  ospedali  psichiatrici  di  cui
  all'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo  2002,  n.
  2, (cap. 182519) è incrementata di euro 5.000 migliaia .»

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il Governo
  spiegasse il tenore dell'emendamento.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i comuni di tutta
  la  Sicilia  non  possono  pagare le comunità-alloggio  per  quanto
  riguarda i dimessi dagli ospedali psichiatrici. Quindi, con  questo
  emendamento aggiungiamo cinque milioni di euro. Ne servirebbero  17
  milioni,  ma  già così diamo ai comuni la possibilità di  fare  una
  prima anticipazione e questo è molto importante.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto per dire che c'è un emendamento di riscrittura, il  27.12,
  a firma mia e dell'onorevole Savona, relativamente alle modalità di
  rimborso,  in  cui  si dice che il secondo comma è  sostituito  dal
  seguente:  limitatamente alle modalità di rimborso, le disposizioni
  di   cui  al  comma  1  si  applicano  a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2009 . Cosa significa? Significa che molti  comuni  non
  hanno  potuto accedere a questi fondi perché la parola  sostenere ,
  se  non  c'era  l'impegno di spesa  ma va bene,  con  l'emendamento
  dell'assessore Leanza si integra perfettamente.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le anticipo che il suo emendamento,
  27.12,  è  inammissibile, essendo stato presentato  fuori  termine.
  Pertanto credo che vada bene quello del Governo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  comunicare il voto favorevole mio e del Gruppo parlamentare che  in
  questo  momento rappresento, il quale aveva presentato un  identico
  emendamento. E' un problema serio, stiamo parlando di  centinaia  e
  centinaia  di malati che sono stati a suo tempo dimessi e  lasciati
  in strada.
   Sono   soddisfatto  che  il  Governo  abbia  accettato  il  nostro
  emendamento.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'Assessore
  ha  chiarito la seconda parte dell'emendamento che, fra l'altro, mi
  pare corretto e facilmente leggibile.
   Nell'emendamento  27.11 c'è una prima parte  che  riporta  in  una
  disponibilità  gli  eventuali  esuberi  delle  risorse.  Su  questo
  vorremmo un chiarimento per comprendere di cosa si tratta.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo previsto,
  qualora  -  cosa molto improbabile - ci dovessero essere  eventuali
  esuberi,  considerato che per i dimessi degli ospedali psichiatrici
  sono   molto  di  più  le  richieste,  sono  17  milioni  di  euro,
  eventualmente l'opportunità di poterli utilizzare per le  comunità-
  alloggio,  cioè  per  i comuni che li possono dare  alle  comunità-
  alloggio  e,  quindi,  rimpinguare quel capitolo.  Ciò  qualora  ci
  dovessero  essere  eventuali riserve;  cosa,  allo  stato  attuale,
  assolutamente  improbabile. E' una clausola  di  salvaguardia,  una
  opportunità maggiore.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  27.11.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Ho   già   dichiarato  inammissibile  l'emendamento  27.12   degli
  onorevoli Falcone e Savona.
   Pongo  in votazione l'articolo 27, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
                               «Art. 29.
             Premialità per assegnazioni agli enti locali

   1.  Al  comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni le parole  entro
  il  31  dicembre 2009' sono sostituite dalle parole   entro  il  31
  dicembre 2010'. Il differimento del predetto termine vale anche per
  l'incidenza  del parametro di cui al medesimo comma 4,  del  citato
  articolo 12 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,  secondo
  le modalità già assentite in sede di Conferenza Regione - autonomie
  locali. Il differimento del predetto termine produce effetti  anche
  in   ordine  all'attività  gestionale  riconducibile  all'esercizio
  finanziario 2009».

   Gli   emendamenti  29.1,  dell'onorevole  De  Luca,  29.10,  degli
  onorevoli  Leontini,  Torregrossa,  Corona  e  Mancuso,  e   29.11,
  dell'onorevole Maira,  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento A.18, dell'onorevole D'Agostino, decade per  assenza
  dall'Aula del firmatario.
   L'emendamento A.267, degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone,
  Caputo,   Buzzanca,   Bosco  e  Limoli,  e   l'emendamento   A.487,
  dell'onorevole Lentini, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                               «Art. 30.
                      Interventi di somma urgenza

   1.  A  valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma 4,  della
  legge  regionale  n. 2 del 2002, in favore degli  enti  locali,  la
  somma  di  1.000  migliaia  di  euro  è  destinata,  nell'esercizio
  finanziario  2010,  agli interventi previsti dalla  delibera  della
  Giunta  regionale  n. 440 del 13 novembre 2007,  per  garantire  la
  copertura  finanziaria  per gli interventi  di  somma  urgenza  già
  effettuati  con ordinanze dei sindaci ed accertati dal dipartimento
  regionale della protezione civile».

   Gli emendamenti 30.1, dell'onorevole De Luca, 30.10 dell'onorevole
  Maira  e  30.11  degli  onorevoli Leontini, Torregrossa,  Corona  e
  Mancuso, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                               «Art. 31.
          Assegnazione risorse agli enti locali per calamità
                               naturali

   1.  Per  le finalità previste dal comma 10 dell'articolo  9  della
  legge  regionale 14 maggio 2009, n. 6, a valere sui fondi  previsti
  dall'articolo  76,  comma  4, della legge  regionale  n.  2/2002  e
  successive  modifiche  ed integrazioni è destinata,  nell'esercizio
  finanziario 2010, la somma di 12.000 migliaia di euro».

   Gli emendamenti 31.1, dell'onorevole De Luca, 31.10 dell'onorevole
  Maira  e  31.11,  degli onorevoli Leontini, Torregrossa,  Corona  e
  Mancuso, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento   31.13,  degli  onorevoli  Beninati  e
  Leontini.

   BENINATI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, intervengo solo  per  chiarire  che
  l'emendamento   31.13,   da   me   presentato   all'articolo    31,
  effettivamente si collega con il 33 successivo. Cosa vuole dire?
   Siccome l'articolo 33 dà un milione di euro a tutti i privati  che
  hanno  subìto  danni  dalle alluvioni del settembre  scorso  e  via
  dicendo  fino a dicembre 2008, allora il Governo prevede un milione
  di  euro. La mia proposta, invece, é: togliere due milioni di  euro
  all'articolo 31 e incrementare l'articolo 33 di questi due  milioni
  di  euro  in quanto incentiviamo il risanamento di tutto un insieme
  di  aziende  private che, nell'evento alluvionale del  2008,  hanno
  subìto  danni: parlo di aziende agricole, di tutto ciò che riguarda
  il privato, per cui incrementiamo di due milioni di euro l'articolo
  31 togliendoli proprio lì.
   L'articolo  33  si  aumenta di due milioni di euro  e  si  tolgono
  all'articolo 31, facciamo semplicemente una compensazione dando  un
  ristoro  alle  attività private che - ripeto - hanno  subìto  danni
  alluvionali nel periodo che riguarda l'anno 2008.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 31.13. Il parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 31.12, degli onorevoli Laccoto, Picciolo,
  Galvagno, Gucciardi e Ammatuna.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo  anche
  al  Governo, proprio ieri  cinquanta sindaci della zona dei Nebrodi
  hanno  manifestato  lamentando l'assenza del  Governo  nazionale  e
  anche  di  quello regionale. Il mio emendamento, pur  non  mettendo
  altre  somme, tende solamente a fare una riserva del 50  per  cento
  sui dodici milioni di euro, che sono pochissimi, per i comuni della
  zona  dei  Nebrodi  che sono stati interessati  da  gravi  dissesti
  idrogeologici; quindi, non si fa altro che dire il 50 per cento  di
  queste  somme per le calamità viene dato ai cinquanta comuni  della
  zona  dei Nebrodi. E' un minimo segnale di attenzione da parte  del
  Governo  rispetto  ad  una  situazione di assoluta  solitudine  dei
  sindaci che, in questo momento, cercano un aiuto da parte di tutti.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
                               «Art. 32.
       Assegnazioni per interventi a tutela dell'ordine pubblico

   1.  Le  disposizioni di cui all'articolo 11, comma 1  della  legge
  regionale   14  maggio  2009,  n.  6  si  applicano  a   tutte   le
  anticipazioni a qualsiasi titolo deliberate dalla giunta  regionale
  già concesse o che saranno concesse per motivi di ordine pubblico o
  per  fronteggiare le emergenze relative alla gestione integrata dei
  rifiuti».

   Gli   emendamenti   32.1  dell'onorevole  De  Luca,  32.10   degli
  onorevoli  Leontini,  Torregrossa,  Corona  e  Mancuso   e    32.11
  dell'onorevole  Maira, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 32.12:
   «All'articolo  32 dopo le parole  si applicano  sono  aggiunte  le
  parole  con le modalità previste dal successivo articolo 44 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  32.12
  bis,  di cui dichiaro inammissibili i commi 3 e 4. L'emendamento  è
  accantonato insieme all'articolo 32.
   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                               «Art. 33.
            Contributi agli enti locali colpiti da calamità
                               naturali

   1.  A  valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma 4,  della
  legge regionale n. 2/2002, in favore degli enti locali, l'assessore
  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica  è
  autorizzato,  per  l'esercizio  finanziario  2010  ad  erogare   un
  contributo  di  1.000  migliaia di  euro  in  favore  dei  soggetti
  prioritariamente  privati,  che  abbiano  subito  danni  a  seguito
  dell'evento  del  13  settembre 2008  e di cui  alla  deliberazione
  della   Giunta   regionale  n.  307  del  12  dicembre   2008,   di
  dichiarazione dello stato di calamità naturale, quale contributo da
  destinarsi a ristoro dei danni subiti».

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  gradirei  un
  chiarimento da parte del Governo su questo proliferarsi di articoli
  relativi  a  calamità  naturali, che fanno  riferimento  a  singole
  deliberazioni della giunta regionale, tutte pregevoli  e  lodevoli.
  Purtroppo  devo ricordare, lo ricorderà, lo ricorda sicuramente  il
  presidente  Lombardo  che  è stato celere nell'intervento,  che  la
  prima  delle alluvioni che ha interessato il territorio provinciale
  di Messina è stata l'alluvione del dicembre del 2008, a Falcone.
   Erano  state  stanziate delle somme per quei comuni  -  parlo  del
  comune di Falcone perché è stato il comune più colpito, erano state
  stanziate  delle somme -, poi tra il Dipartimento della  Protezione
  civile  e  l'Assessorato autonomie locali, e  rispetto  anche  alle
  dichiarazioni  che  si  erano fatte, il  comune  di  Falcone,  cito
  Falcone  ma così tutti gli altri hanno avuto solo pro quota  alcuni
  trasferimenti

   CRACOLICI. Perché non presenta una interrogazione?

   ARDIZZONE    nella  complessità  di  tutti  questi  articoli   che
  riguardano  singole  ordinanze  è stato  tenuto  in  considerazione
  questo  problema,  o  forse  non sarebbe  più  opportuno  fermarsi,
  riflettere insieme al Governo, fare il punto, prevedere  dei  fondi
  globali?  Infatti, sono tutti atti amministrativi, stiamo  entrando
  con  legge su alcune cose e, se ne facciamo alcune, automaticamente
  ne  stiamo escludendo altre. Io non vorrei che, così procedendo, si
  commettano  degli  errori  perché  il  Governo  si  era  dato   una
  impostazione sulla base delle somme che l'Aula aveva trasferito.
   Io non so cosa sta succedendo effettivamente.
   Se gentilmente me lo dichiara il Presidente Lombardo, con tutto il
  rispetto per l'assessore Cracolici.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,   presidente   della  Regione.  Volevo   tranquillizzare
  l'onorevole Ardizzone: la risposta è positiva.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, grazie di avermi dato la parola.
   Sull'articolo 33 - se il Governo e l'assessore ascoltano -  vorrei
  che  facessimo un po' di chiarezza. Vorrei rammentare a tutti (vedo
  che  l'assessore Cimino è veramente distratto, il Presidente  della
  Regione  peggio di peggio, mi rivolgo a lei, almeno forse ascolta),
  e  vorrei  che il Governo ascoltasse, che l'evento del 13 settembre
  del  2008, per il quale giustamente il Governo ha ritenuto di  dare
  un  ristoro prioritariamente ai privati, non confondiamoci,  non  è
  l'evento dell'11 di dicembre che travolse tutta una fascia e  dove,
  oltre tutto, il Presidente della Regione venne a Falcone e incontrò
  tutti  i  sindaci, e devo dire che in quell'occasione fece  la  sua
  parte dando disponibilità che la Regione avrebbe collaborato.
   In  questo articolo, intanto quell'evento dell'11 di dicembre  non
  penso che sia incluso, perché la delibera di Giunta del 12 dicembre
  richiamava gli eventi del 13 settembre, ma quelli dell'11  dicembre
  sono certamente esclusi. E ricordo a tutti voi che quell'evento  fu
  molto  più  catastrofico di quello del 13  settembre  che,  se  non
  ricordo  male,  fu un evento eccezionale di venti e di  sciroccate,
  mentre  quello di dicembre fu un evento di altra natura: vi  furono
  le  piogge  e  circa  20, 30 Comuni rimasero  colpiti.  Ci  fu  una
  situazione, in particolar modo a Falcone, dove arrivarono  pure  le
  forze armate per liberare quel territorio, se ricordo bene.
   Detto  questo,  io  cito  Falcone,  ma  riguarda  tutti  i  Comuni
  coinvolti:  Castroreale, Barcellona, Oliveri, Patti, ripeto  Patti,
  signor Presidente, e altri ancora; ebbene, questi Comuni, di fatto,
  oggi  attendono  ancora  un ristoro per la  parte  dei  privati,  e
  ricordo   a  tutti  voi  che  in  quell'area  c'è  una  grandissima
  percentuale  di  vivai  che  hanno subìto  una  quantità  di  danni
  inimmaginabili e che attendono ancora un ristoro.
   Secondo   me,  assessore  Cimino,  intanto  bisogna  ricomprendere
  quell'evento  che,  forse per una svista, è  stato  dimenticato,  e
  quindi è l'evento dell'11 dicembre 2008.
   In seconda battuta, credo che - e lei deve trovare un rimedio - si
  debba  aumentare quel milione di euro ad una cifra almeno  pari  al
  doppio: questo volevo proporre con l'articolo 31.
   Oggi  mi  sono accorto che i fatti calamitosi dell'11 di  dicembre
  sono  rimasti esclusi e sinceramente credo che è un atto  non  solo
  sbagliato,  ma dovuto, diciamo, a distrazione. Invito  pertanto  il
  Governo  ad  accantonarlo e a riscriverlo come è giusto  scriverlo;
  altrimenti penalizziamo tutta una realtà che avuto danni ben  oltre
  maggiori  di quelli del 13 settembre, che erano solo eventi  dovuti
  allo  scirocco,  e  che  nulla ha a che vedere  con  quello  che  è
  successo l'11 dicembre del 2008.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  in merito all'articolo che abbiamo in discussione,  ma
  vorrei pure fare per un attimo una valutazione sugli articoli 32  e
  34 che ci apprestiamo ad esaminare. Se consideriamo che ci sono tre
  articoli  che  riguardano interventi di somma urgenza, assegnazioni
  per  le  calamità e misure di sostegno nei confronti dei Comuni  di
  Scaletta e di Itala, non si può non fare una considerazione: vorrei
  comprendere  qual  è  la  ragione per la quale  la  politica  della
  Regione  e  del  Governo  di questa Regione agisca  soltanto  sulle
  emergenze,  per  carità legittime, è chiaro che sono  avvenuti  dei
  fatti calamitosi che richiedono l'utilizzo delle risorse regionali.
  Però  mi  chiedo: perché dobbiamo sempre guardare a  quello  che  è
  successo e non fare una politica di prevenzione seria?
   Credo che questo tema ce lo dobbiamo porre, perché nel momento  in
  cui  la Regione è destinataria di fondi della Comunità europea  per
  gli  interventi  legati alla mitigazione del rischio idrogeologico,
  all'erosione delle coste, mi chiedo come sia possibile  che  queste
  risorse   siano  gestite  in  maniera  assolutamente,  come   dire,
  opinabile,  ed  è  dire  poco. Non comprendo  la  ragione  per  cui
  l'Assessorato Territorio fa dei bandi, istituisce un parco-progetti
  e  poi  il  finanziamento di questi Comuni e di  questi  interventi
  avviene in maniera assolutamente discrezionale.
   Dico  questo perché, alla luce di quello che è avvenuto a Scaletta
  e  a Itala e gli eventi calamitosi che si sono succeduti quest'anno
  ci devono imporre un momento di riflessione, momento di riflessione
  che  lei  stesso, Presidente della Regione ha condiviso in  quanto,
  con delibera di Giunta del 3 ottobre 2009, ha addirittura istituito
  un fondo regionale gestito dall'Assessore per le infrastrutture con
  la  collaborazione  della Protezione civile,  dell'Assessorato  del
  Territorio e del Genio civile.
   Ora  mi chiedo: se esiste un fondo regionale che sovrintende, come
  dire,  a raccogliere tutte le risorse che sono destinate al rischio
  idrogeologico perché non attivarlo in maniera seria, visto che  c'è
  una  delibera di Giunta che lo ha già istituito? Facciamo  in  modo
  che queste risorse dei vari Assessorati, piuttosto che perdersi  in
  rivoli  e  in  interventi che, probabilmente, non saranno  utili  a
  risolvere  i  problemi  in  maniera effettiva,  possano  avere  una
  visione  più  completa dei problemi e possano  intervenire  non  in
  maniera discrezionale, ma sulla base di valutazioni fatte dal Genio
  civile  che  possano  effettivamente  testare  e  individuare   gli
  interventi  urgenti e prioritari, proprio perché noi morti  non  ne
  vogliamo  vedere  più.  E interventi di somma urgenza,  interventi-
  tampone  possono  essere  evitati facendo  una  politica  seria  di
  prevenzione.  E  credo  che  questo fondo  che  è  stato  istituito
  dovrebbe,  per  quello  che  è scritto,  essere  affidato,  la  sua
  direzione   dovrebbe   essere   affidata   all'Assessorato    delle
  infrastrutture,  che è quello competente a mio avviso,  e  dovrebbe
  essere attivato in tempi rapidi.
   Ecco  perché,  tra  l'altro,  ho  presentato  un  emendamento  per
  stornare  30 milioni di euro che servono, appunto, per  il  rischio
  idrogeologico, piuttosto che destinarli all'Assessorato  Territorio
  e  ambiente, che può avere una visione parziale, a questo fondo,  a
  questo  team  di  operatori  del  settore,  affinché  -  ripeto   -
  emendamenti  e  articoli come questi non siano così  ricorrenti  e,
  soprattutto,  perché non siano ricorrenti le tragedie  alle  quali,
  purtroppo, quest'anno abbiamo dovuto assistere.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  vedere  di  mettere una parola di chiarezza all'interno  di  questo
  articolo,  e  anche di pace, onorevole Mancuso, perché ritengo  che
  stiamo  andando avanti in maniera armonica e questo rende onore  al
  Parlamento siciliano.
   Questo   articolo,  così  come  formulato  e  come,  tra  l'altro,
  anticipato  dall'onorevole Beninati, attiene ad  eventi  calamitosi
  che  nulla  hanno a che vedere con la tragedia che l'hinterland  di
  Falcone,  da  Falcone  a  Rodì,  a Castroreale,  fino  a  Patti,  a
  Barcellona,  passando per Terme Vigliatore, ha subìto nel  mese  di
  dicembre del 2008.
   In  quella occasione il Presidente della Regione aveva assunto  un
  impegno  molto preciso nei confronti dei vivaisti, che hanno  visto
  le proprie aziende completamente distrutte, oltre che nei confronti
  delle  diverse  municipalità che hanno subìto  danni  alle  scuole,
  hanno  subìto  danni alle attività produttive, hanno  subìto  danni
  agli  edifici  pubblici e privati. In quella occasione  il  Governo
  siciliano, insieme alla deputazione messinesi, si strinse intorno a
  quelle  famiglie,  a  quegli  amministratori,  a  quegli  operatori
  commerciali, a quegli imprenditori, assumendo un impegno solenne di
  intervento  preciso  e in tempi molto rapidi. L'articolo  32,  come
  certamente  noi  tutti sappiamo e come certamente  sa  il  Governo,
  esclude gli interventi che si sono verificati nel dicembre del 2008
  e  include  interventi precedenti, cioè quegli episodi  di  avverse
  condizioni  meteo  che  hanno causato danni certamente  anche  alle
  colture, ma non già alle abitazioni.
   Questo  è un argomento troppo serio, troppo importante, perché  si
  possa affrontare con questa leggerezza. Ritengo che si sia trattato
  di  una svista e, pertanto, propongo di accantonarlo per cercare di
  vedere  quali  fondi  reperire  e quali  sia  opportuno  introdurre
  all'articolo  32  e  poi andare avanti tranquillamente  affrontando
  realmente il problema di quella comunità. Diversamente, noi  stiamo
  solo  pensando a dei pannicelli caldi, probabilmente  queste  somme
  non saranno neanche utilizzate, e altro non faremmo che un discorso
  - mi sia consentito il termine - altamente demagogico.
   Non  penso che sia questa l'impostazione che il Governo vuole dare
  alla   propria  finanziaria  e  soprattutto  non  ritengo  che   il
  Parlamento siciliano possa prestarsi ad un equivoco che poi diventa
  veramente una beffa per i cittadini dell'hinterland tirrenico dalla
  provincia di Messina.
   Propongo  che  l'articolo  sia accantonato,  che  si  effettui  un
  approfondimento e poi si possano stanziare le somme necessarie, pur
  avendo  contezza e consapevolezza delle difficoltà  finanziarie  in
  cui  ci troviamo. Sono certo che così si riuscirà a fare finalmente
  un  percorso  legislativo che tenga conto delle reali esigenze  del
  territorio. Un accantonamento tecnico penso che sia opportuno e  ci
  consentirà  di essere più aderenti ai bisogni reali, e non  lontani
  milioni di anni luce.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, con  gli
  articoli  approvati  e  quelli  in discussione  -  esattamente  gli
  articoli 30, 31 e anche 33 e 34 che sono in corso di discussione -,
  si  affronta  un  tema  delicato che riguarda la  salvaguardia  del
  nostro  territorio, riguarda in parte i danni che  i  comuni  hanno
  subìto alle infrastrutture pubbliche, riguarda anche un altro tema,
  gli  interventi  di  somma  urgenza che i  comuni  hanno  fatto,  e
  sappiamo  che il sindaco è la massima autorità locale di protezione
  civile, a salvaguardia della pubblica incolumità.
   Questi sono i temi che abbiamo affrontato con questi articoli; poi
  c'è l'articolo 33 che riguarda, invece, i contributi ai privati.
   Ora,  io  chiedo  a  questo Parlamento e chiedo,  soprattutto,  al
  Governo  che  il  tema  sia  affrontato effettivamente  in  termini
  complessivi perché, oltre a tre fattispecie diverse che noi abbiamo
  e,  cioè: i danni alle infrastrutture, che sono purtroppo un  danno
  diffuso  che  abbiamo nella gran parte dei comuni  dell'isola,  poi
  situazioni  di somma urgenza affrontate dai sindaci e  dai  comuni,
  anche  negli  anni  scorsi,  a cui si è  provveduto  con  coperture
  parziali  e  con  degli  articoli  che  abbiamo  approvato   si   è
  completata,  quanto  meno,  la  copertura  finanziaria  di   queste
  ordinanze sindacali.
   Rimane ancora in piedi un problema serio riguardante il 2009,  sia
  per  gli interventi di somma urgenza che i sindaci hanno effettuato
  -  perché nel 2009 la Sicilia, purtroppo, è stata colpita  in  modo
  diffuso da eventi calamitosi -, e, purtroppo, vi sono alcuni comuni
  che, anche per i lutti che sono stati provocati, si trovano in  una
  situazione più particolare e che il Governo regionale sta  portando
  all'attenzione rispetto ad altre.
   Però  è  anche  vero, assessore Cimino, che il tema di  come  fare
  fronte  a questi interventi indifferibili e urgenti, già effettuati
  dai   comuni,  deve  essere  affrontato,  così  come  deve   essere
  affrontato  anche il tema del ristoro dei privati che hanno  subìto
  danni.
   Certamente,  dobbiamo  anche fare una  valutazione  rispetto  alla
  situazione  finanziaria che sconta la Regione e  dobbiamo  cercare,
  anche da questo punto di vista, per come già ha fatto il Governo in
  alcuni  articoli, di dare quanto meno dei segnali che sono l inizio
  di  un  intervento  che poi può essere anche spalmato  con  qualche
  altra finanziaria, come è già stato fatto per interventi del 2007 e
  del 2008.
   Il  2009 è un tema, Presidente della Regione, che va affrontato  e
  va  affrontato  da tutti i punti di vista. In modo particolare,  la
  situazione di Itala, Scaletta e Messina le è nota; ma le è nota una
  vicenda,  molto ma molto delicata, che è giusto evidenziare  perché
  magari  i colleghi, quando leggono di comuni specifici, si  pongono
  un problema di campanile. Allora devo chiarire, perché è giusto che
  sia così, che quando si vede scritto Scaletta, Itala e Messina, per
  quanto  riguarda  l'alluvione del 2009, si fa  riferimento  ad  una
  situazione  ben precisa: alla copertura degli interventi  di  somma
  urgenza  che sono stati effettuati per tre mesi, nel fango,  e  che
  riguardano oltre 60 imprese di tutta la provincia di Messina; credo
  che ci siano anche imprese di Catania che non sono state pagate.
   Questo  lo  devo chiarire perché, con la logica che ci  scatta  in
  questi  momenti, poi ognuno di noi è portato a fare altri  tipi  di
  valutazione e ad esprimere altri tipi di giudizi. Questo lo  voglio
  dire al Governo, in modo particolare, che già nei sopralluoghi  che
  ha  effettuato  ad  Itala,  Scaletta  e  Messina  ha  semplicemente
  affrontato  il tema. Alcune risposte le ha già date, ma  su  questo
  fronte,   Presidente  della  Regione,  siamo  ancora  lontani   dal
  completare il ragionamento.
   Ringrazio  l'assessore Cimino in modo particolare, perché  già  ha
  previsto una parte dell'assegnazione proprio all'articolo 34,  devo
  ringraziarlo   perché  all'articolo  34  ha   già   accolto   degli
  emendamenti ed ha, da questo punto di vista, previsto delle  somme.
  Però,  assessore Cimino, devo dirglielo: lei conosce i  dati,  deve
  fare  un altro piccolo sforzo, ma proprio piccolo, mi appello  alla
  sua  sensibilità e a quello che, comunque, il Governo ha fatto  nei
  confronti di questa zona.
   Noi  dobbiamo, quanto meno, chiudere la partita relativa a  questa
  vicenda in modo che non nascano altri tipi di problemi non solo  ai
  comuni,  ma  anche  alle imprese che ancora non hanno  ricevuto  le
  somme.  Pertanto  le chiedo che, anche da questo  punto  di  vista,
  nella valutazione complessiva, il problema sia posto all'attenzione
  in   termini   definitivi,  assessore  Cimino,   confidando   nella
  sensibilità  sua e nella sensibilità che il Governo  ha  dimostrato
  nel trattare questo argomento.
   Per   concludere  il  tema,  comunico  che  ho  presentato   degli
  emendamenti,  che  ora  vedremo  dove  sono  stati  posizionati   -
  probabilmente sono fra gli aggiuntivi -, che riguardano esattamente
  il  tema generale per tutti i comuni dell'Isola per quanto riguarda
  gli  interventi  di somma urgenza effettuati  nel 2009,  perché  lo
  stato  di  calamità è stato dichiarato in tutta  l'Isola.  Ci  sono
  relazioni,  accertamenti già effettuati, è  un  tema  che  dobbiamo
  affrontare  serenamente in quest'Aula, e l'Aula dovrà  valutare  se
  ritiene  opportuno,  in termini complessivi e senza  particolarità,
  affrontare  il tema e dare un segnale anche parziale a quella  che,
  comunque, è una tematica molto delicata.

   PRESIDENTE.  Il Governo propone di accantonare l'articolo  33  per
  una riscrittura.

   DI BENEDETTO. Ma non eravamo all'articolo 32?

   PRESIDENTE.  Siamo all'articolo 33, il 32 è stato accantonato  per
  consentire di distribuire ai deputati l'emendamento 32.12 bis.
   Allora  l'articolo  33  è  momentaneamente accantonato,  assessore
  Cimino?

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'emendamento  del  Governo  32.12  bis  contenga  degli   elementi
  gravissimi:  al primo comma, indicato con il numero 2,  consente  a
  soggetti  pubblici  non meglio identificati  -  quindi  può  essere
  qualunque soggetto pubblico -, e alla Protezione civile,  di  agire
  in  deroga  a  tutte le norme sugli appalti e non solo  per  quanto
  riguarda  lo  stato di emergenza - nel qual caso già  la  normativa
  attuale  consente  di  agire in deroga -, ma  per  quanto  riguarda
  l'urgenza,  il  che  sconvolgerebbe tutte le regole  degli  appalti
  nella nostra Regione in caso di semplice dichiarazione di stato  di
  calamità naturale.
   Qui  non  si tratta di intervenire solo sul fatto immediato,  cosa
  che  la  norma  già consente, ma di intervenire anche  sulle  opere
  successive di sistemazione. Qui avremmo una situazione peggiore  di
  quella  di Bertolaso, per essere chiari. Norme di questo  tipo  non
  possono  essere  affrontate  con un foglietto,  vanno  approfondite
  dagli  uffici  avendo contezza concreta di quello  che  stiamo  per
  fare.
   Io  ricordo  che in caso di stato di emergenza già oggi  il  Genio
  civile interviene immediatamente e, se estendiamo la possibilità al
  caso  dello stato di emergenza, dovremmo almeno prevedere  un  albo
  delle imprese che abbia alcune caratteristiche, che sia fornito dei
  certificati   antimafia,  che  sia  affidabile  per   la   pubblica
  amministrazione,  non  si può consentire che  si  dica  all'impresa
  vieni  a  lavorare al di fuori di ogni norma e di ogni  quadro  che
  regola gli appalti pubblici.
   Quindi  richiamo l'attenzione del Governo e dell'Aula  sui  rischi
  eventuali.
   Ho  avuto notizia che il Governo intende ritirare i commi  3  e  4
  dello stesso emendamento.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Di Benedetto,  sono  inammissibili,  è
  diverso.

   DI BENEDETTO. Sono inammissibili? Meglio, quindi non mi dilungo su
  quelli  su  cui avrei altre cose da dire e limito il mio intervento
  al comma 1 del subemendamento proposto.

   PRESIDENTE. Assessore Cimino, insiste sull'emendamento 32.12 bis o
  lo ritira?

   CIMINO, assessore per l'economia. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 33 è accantonato su richiesta del Governo per una
  riscrittura.
   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34
          Misure di sostegno ai comuni di Scaletta Zanclea ed
                             Itala per gli
                eventi calamitosi dell' 1 ottobre 2009

   1.  Per  la copertura finanziaria della spesa sostenuta dai comuni
  di Scaletta Zanclea ed Itala per fronteggiare i danni causati dagli
  eventi  alluvionali dell' 1 ottobre 2009, è destinata la  somma  di
  euro  5.000.000,00  finalizzata al rimborso  dei  materiali,  della
  manodopera, dei noli dei mezzi approntati e delle spese relative al
  loro funzionamento.

   2.  A  valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma 4,  della
  legge regionale n. 2/2002, in favore degli enti locali, l'assessore
  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica  è
  autorizzato,  per  l'esercizio  finanziario  2010  ad  erogare   un
  contributo straordinario rispettivamente di 1.000 migliaia di  euro
  e  di  500 migliaia di euro ai comuni di Scaletta Zanclea ed  Itala
  per  gli  eventi  calamitosi avvenuti in provincia di  Messina  l'1
  ottobre  2009  finalizzato  alla  realizzazione  di  interventi  di
  ripristino di strutture pubbliche danneggiate».

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessori,  io,  purtroppo,  sono  costretto  a  ripetermi   perché
  l'articolo  34  della  legge finanziaria, che molto  opportunamente
  prevede degli interventi che devono essere destinati ai comuni  che
  l'1  ottobre 2009 sono stati colpiti da quell'evento calamitoso che
  conosciamo bene perché la nostra Assemblea si è occupata di  questo
  argomento, non prevede tuttavia interventi a favore del  comune  di
  Messina.  In  effetti, si dice, in questa norma, che sono  previste
  somme  pari  a mille migliaia di euro per il comune di  Scaletta  e
  cinquecento migliaia di euro per il comune di Itala. Lei sa, signor
  Presidente,  quali difficoltà sta vivendo il comune di Messina,  sa
  quali difficoltà sta vivendo la comunità messinese.
   Devo anche dire che, se vogliamo allargare il ragionamento, come è
  noto a tutti quanti voi, come è noto all'Assemblea e come è noto al
  Governo,  un altro evento calamitoso si è verificato nel  corso  di
  quest'anno  nei  comuni della provincia di Messina,  San  Fratello,
  Caronia,   Castell'Umberto   -  evento,   molto   spesso,   rimasto
  accantonato nell'immaginario politico di questa classe dirigente  e
  di questo Parlamento -, comuni che hanno subìto danni importanti  e
  ancora   patiscono  l'allontanamento  della  gente  dalle   proprie
  abitazioni: molti sono gli sfollati non solo a Messina, m  anche  a
  San Fratello, a Caronia, a Castell'Umberto.
   Io  ritengo necessario fare un approfondimento e, al riguardo,  ho
  presentato un emendamento che, se il Governo volesse fare  proprio,
  ovviamente  ne  sarei  felice.  Ma se  si  ritiene  necessario,  al
  contrario, fare un altro approfondimento, Presidente della  Regione
  e signor Assessore, allora noi potremmo percorrere una strada molto
  semplice:  o  si  accetta l'emendamento che io  ho  cofirmato,  che
  prevede  un  incremento di somme, altrimenti, se si vuole  fare  un
  percorso ancora più articolato, possiamo accantonare l'articolo 34,
  lo  si  discute  nel  dettaglio  e si  vede  ragionevolmente  quali
  esigenze   finanziarie  sono  necessarie  e  quali  somme   bisogna
  appostare in bilancio, e possiamo proseguire tranquillamente per la
  nostra strada.
   Penso  che sia giusto che l'assessore abbia contezza del  problema
  che  io  ho  a  Messina e colgo l'occasione, assessore Cimino,  per
  dirle  che sarebbe il caso che anche lei venisse a Messina a vedere
  la  realtà,  a  vedere ciò che stiamo facendo, perché  molti  passi
  avanti sono stati fatti.
   Noi  non  abbiamo  avuto  l'onore, caro  assessore,  di  averla  a
  Messina,  di  averla  in  provincia  di  Messina.  Spero  che   lei
  accoglierà  il  nostro  invito  e, soprattutto,  spero  che  chieda
  l'accantonamento di questo articolo, che si adoperi con gli  uffici
  per reperire le somme necessarie per dare ristoro alla popolazione,
  non  solo  per  quel  che  riguarda le esigenze  del  pubblico,  ma
  soprattutto  per quel che riguarda le esigenze dei  tanti  privati,
  dei  tanti cittadini che hanno perso il lavoro, che hanno perso  la
  casa, che hanno perso gli affetti più cari; molti, purtroppo, hanno
  dovuto  pagare  un tributo molto alto per quegli eventi  disastrosi
  del primo ottobre 2009. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché gli articoli 33 e  34  sono
  collegati,  propongo di accantonarli in attesa di  una  riscrittura
  complessiva del Governo.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                             «Articolo 35
                        Tariffe servizio idrico

   1. Per le finalità di cui all'articolo 262 del decreto legislativo
  152/2006,  i  proventi di cui all'articolo 163 del  citato  decreto
  legislativo    sono    assegnati    alla    provincia     regionale
  territorialmente  competente  e  destinati  per  le   funzioni   di
  controllo in materia ambientale.

   2. L'articolo 28 della legge regionale  n. 10/1999 è abrogato».

   Gli  emendamenti  35.1,  35.2  e  35.3,  dell'onorevole  De  Luca,
  decadono per assenza del firmatario.
   L'emendamento 35.10 dell'onorevole Maira e gli emendamenti 35.11 e
  35.13,  degli  onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona  e  Mancuso,
  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 35.14, degli onorevoli Lupo e Cracolici.

   ROMANO. Signor Presidente, sarei voluto intervenire sugli articoli
  31,   32,   33  e  34,  ai  quali  bisognerebbe  presentare   degli
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Romano, gli articoli 31 e 32 sono stati  già
  approvati.
   Gli  articoli  33  e 34 sono accantonati, in attesa  di  una  loro
  riscrittura da parte del Governo.

   ROMANO. Come si fa per gli emendamenti del Governo?

   PRESIDENTE. Ci pensa il Governo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, probabilmente c'è  bisogno  di
  accantonare  questo  articolo per una maggiore intellegibilità;  mi
  sembra  che  ci sia un errore, o comunque non è comprensibile  così
  come  è  scritto. Infatti reca le seguenti parole:  le finalità  di
  cui   all'articolo  162 ,  seppure  l'articolo  262   del   decreto
  legislativo  152  non  contiene  finalità,  contiene  modalità   di
  acquisizione, di espletamento del servizio di controllo; mentre, le
  finalità  cui  si  potrebbe fare riferimento  sono,  al  contrario,
  quelle  indicate  nel successivo articolo 163. Quindi,  o  c'è  una
  inversione  dei  due articoli, il 163 con il 162,  oppure  c'è  una
  logica  di  questo  articolo  che, così  come  è  scritta,  non  si
  comprende.
   Sarebbe utile accantonare o comunque chiarire il problema per  non
  scrivere  una  cosa peraltro inapplicabile. Probabilmente,  ripeto,
  invertendo  il  162  con il 163, l'articolo ha  una  sua  logica  e
  individua la possibilità della tutela ambientale, che è la finalità
  dell'articolo  163 del 152, attraverso le sanzioni  amministrative,
  che   verrebbero   espletate  dalla  Provincia  e  qui   attraverso
  l'articolo   162.  Ma,  ripeto,  non  so  se  sia  il  Governo   il
  presentatore   di   questo   articolo,   ma   certamente   contiene
  un'incongruenza che pongo all'attenzione e che dobbiamo risolvere.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, ho presentato l'emendamento 35.14, che  è
  sostitutivo  del  comma  1 e che prevede  che  i  proventi  di  cui
  all'articolo 163 del decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152,
  vadano,   piuttosto   che  alle  Province  regionali,   ai   Comuni
  interessati.
   Sono proventi che derivano dalla fatturazione del servizio idrico,
  che  i  gestori fanno a carico dei cittadini. Mi sembra più sensato
  che  gli introiti vadano in funzione della popolazione presente nei
  singoli   comuni,   piuttosto   che   interamente   alle   province
  interessate.

   PRESIDENTE.   Assessore   Cimino,  mi  dicono   gli   uffici   che
  l'emendamento  dell'onorevole Lupo, il 35.14  ,  sia  l'emendamento
  correttamente formulato. Ne do lettura:
   «Il comma 1 è così sostituito:
    1.  I proventi di cui all'articolo 163 del decreto legislativo  3
  aprile  2006,  n. 152 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  assegnati  ai  comuni  interessati  in  ragione  della  popolazione
  residente  e  sono utilizzati ai fini della tutela e  del  recupero
  delle risorse ambientali. »

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente e relatore di minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 35, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                             «Articolo 36
   Interpretazione autentica dell'articolo 39 della legge regionale
                       29 dicembre 1980, n. 145
   e dell'articolo 24 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30

   1.  Al  fine  di assicurare effettività all'esercizio dei  diritti
  politici , l'articolo 39 della legge regionale 29 dicembre 1980, n.
  145, e l'articolo 24 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
  vanno  intesi nel senso di riferirsi anche al rimborso delle  spese
  legali  sostenute  dai  sindaci  e dai  presidenti  delle  province
  regionali  nei  giudizi a loro carico subiti per  farne  dichiarare
  cause  di ineleggibilità ovvero di incompatibilità poi riconosciute
  inesistenti».

   Gli  emendamenti  36.1,  36.2  e  36.3,  dell'onorevole  De  Luca,
  l'emendamento 36.11, degli onorevoli Leontini, Torregrossa,  Corona
  e Mancuso, l'emendamento 36.12 dell'onorevole Maira e l'emendamento
  36.10  degli  onorevoli  Falcone,  Vinciullo,  Pogliese,  Buzzanca,
  Caputo,  soppressivi dell'intero articolo o di singoli commi,  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 36. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                             «Articolo 37
            Canone ricognitorio delle concessioni demaniali
                               marittime

   1.  Nell'ambito  del  territorio regionale il canone  ricognitorio
  previsto per le concessioni demaniali marittime si applica soltanto
  in  favore  degli enti pubblici territoriali, purché non perseguano
  fini   di  lucro  o  ritraggano  proventi  dall'utilizzo  dei  beni
  demaniali».

   L'emendamento   37.1,  36.2  e  36.3,  dell'onorevole   De   Luca,
  l'emendamento 37.11, degli onorevoli Di Benedetto, Faraone, Termine
  e Raia, l'emendamento 37.12, degli onorevoli Leontini, Torregrossa,
  Corona  e  Mancuso,  l'emendamento  37.13  dell'onorevole  Maira  e
  l'emendamento  37.10 degli onorevoli Vinciullo, Pogliese,  Falcone,
  Buzzanca, Caputo, Bosco e Limoli sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 37.14:
   «Al comma 1, sopprimere la parola  soltanto  ed aggiungere dopo le
  parole   beni  demaniali   le  parole   nonché  degli  impianti  di
  allevamento ittico .

   Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 37, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                             «Articolo 38
                    Fondo trattamento di quiescenza

   1.  Il limite di impegno autorizzato dal comma 4 dell'articolo  15
  della   legge   regionale  14  maggio  2009,  n.  6,  è   differito
  all'esercizio finanziario 2011».

   Gli   emendamenti  38.1,  dell'onorevole  De  Luca,  38.10   degli
  onorevoli  Leontini,  Torregrossa,  Corona  e  Mancuso   e    38.11
  dell'onorevole  Maira sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  38.11
  bis:  «E'  aggiunto  il seguente comma:  1 bis. Nell'anno  2010,  a
  compensazione  della  rimodulazione della spesa  di  cui  al  comma
  precedente,  al Fondo di cui all'articolo 15 della legge  regionale
  14  maggio  2009, n. 6 sono conferiti beni immobili per un  importo
  complessivo pari ad almeno 59.000 migliaia di euro ».

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    parlo
  sull'articolo  38  perché ritengo che sia molto importante  per  il
  Governo.  Noi voteremo contro questo articolo e chiediamo l'impegno
  del  Governo, per il prossimo anno, di non trasferirlo al  2011  in
  quanto si tratta di un intervento importate per tutti gli impiegati
  regionali.
   Oggi  il  bilancio  ha messo a dura prova l'attività  di  Governo,
  speriamo che quello che è stato il lavoro di questo bilancio  possa
  rassicurarci  per il futuro. Si tratta di 60 milioni  di  euro  che
  oggi  servono a chiudere questo bilancio, ma con l'impegno  che  il
  Governo, il prossimo anno, non faccia la stessa proroga.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. C'è un emendamento all'articolo 38 presentato dal presidente
  della Commissione Bilancio. Dovrebbe essere agli atti

   PRESIDENTE.  Ma dov'è, onorevole Dina? Io non ho altri emendamenti
  se non questo a firma del Governo.

   DINA.  Le posso assicurare che l'onorevole Savona lo ha dato  agli
  uffici. Chiedo che si verifichi.

   PRESIDENTE. Intanto pongo in votazione l'emendamento 38.11 bis,  a
  firma del Governo. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DINA.   Presidente,   c'è  l'emendamento  di   riscrittura   della
  Commissione.

   PRESIDENTE. Ma secondo lei è normale che io debba aspettare che un
  emendamento sia scritto?

   DINA. E' già scritto  E' stato consegnato agli uffici.

   PRESIDENTE. Ma io non ho nulla

   DINA. Il presidente Savona l'ha consegnato al dottore Pecoraro.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  a nostro  parere  l'articolo  38  è
  strettamente connesso agli articoli successivi 40 e 42. Si  tratta,
  infatti,  in  tutti  e  tre  i  casi  -  fondo  di  trattamento  di
  quiescenza,  retribuzione  massima pensionabile  per  i  dipendenti
  regionali,  interpretazione autentica in materia di trattamento  di
  quiescenza  dei dirigenti regionali - di personale e noi  riteniamo
  che su questa materia, ossia quella delle pensioni dei dirigenti  e
  comunque  dei regionali in genere, occorre scrivere una  parola  di
  chiarezza e, soprattutto, bisogna attrezzarsi perché l'Aula esamini
  un disegno di legge che riguardi l'intera materia.
   In questo momento noi vorremmo che l'Aula valuti la possibilità di
  stralciare  questi   tre  articoli per  discuterli  insieme  in  un
  disegno  di  legge  organico finalmente, senza dare  l'impressione,
  anche  solo l'impressione, di favorire oggi quel dirigente,  domani
  quell'altro,  o  peggio ancora, tanto più se con norme  retroattive
  che finiscono per essere peggiorative e, quindi, determinando anche
  profili di illegittimità costituzionale. Auspichiamo un disegno  di
  legge che possa essere valutato in maniera seria, con calma, al  di
  fuori  della  finanziaria  perché  finalmente  si  tratti  in  modo
  organico questa materia.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente noi, e ribadisco in parte  il  concetto
  espresso dal collega Cordaro, noi insistiamo affinché questo gruppo
  di  articoli  venga  stralciato dalla finanziaria  e  possa  essere
  oggetto  di  un disegno di legge ad hoc. D'altro canto,  in  questi
  ultimi  mesi, abbiamo più volte letto di un gran lavoro  fatto  dal
  Governo proprio per fare il punto sul problema della quiescenza dei
  dipendenti regionali, naturalmente finalizzato complessivamente  ad
  un   risparmio  e  su  questo  aspetto  ci  troviamo  perfettamente
  d'accordo,  tranne  a volere ritenere queste dichiarazioni  annunzi
  veri  e propri di disegni normativi organici per poi risolversi  il
  tutto in tre, quattro articoli di finanziaria.
   Sull'articolo 38 che stiamo discutendo, siccome di fatto spostando
  al 2011 l'impegno finanziario che era stato già trattato nel 2009 e
  che   andava   a  scadere  nel  2010,  si  crea  una  disponibilità
  finanziaria  di  bilancio e gradiremmo sapere dal Governo  cosa  ne
  vuole fare, cosa ne ha fatto di questa disponibilità di bilancio.
   Ciò premesso, mi riservo di intervenire sugli articoli successivi,
  ivi  compreso l'articolo 43, per rappresentare all'Aula, al  di  là
  della giustezza o meno, nel merito, dell'iniziativa normativa,  che
  noi  andiamo  a trattare materia riconosciuta come incostituzionale
  dalla giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e della
  Corte di Cassazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38.

   MAIRA.  Il  Governo  dovrebbe darmi  una  risposta.  Cosa  fa  del
  risparmio sull'articolo 38?

   PRESIDENTE. Onorevole Dina, insiste ancora? L'articolo  38  è  una
  cosa,  gli  articoli 40 e 42 sono un'altra cosa; sono  due  materie
  completamente diverse: un conto è il fondo di quiescenza e un altro
  conto  è  il  tetto  per  i pensionati. E' un'altra  cosa.  Intanto
  votiamo l'articolo 38.
   Assessore Cimino, vuole dare una risposta rispetto all'ipotesi  di
  stralcio dalla finanziaria di questi tre articoli? Quanto  meno  il
  Governo dica come la pensa.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  il  Governo
  condivide l'intervento fatto poco fa dall'onorevole Mancuso e  cioè
  che su questa materia non si può perdere tempo.
   Noi  abbiamo provveduto a fare quanto richiesto anche con incontri
  con le forze sindacali e questo emendamento va votato perché non ha
  nessun  collegamento con gli altri articoli, dove sarà presente  il
  dibattito  e  su  cui ci confronteremo. Ma questo  è  un  argomento
  prioritario  per  la  manovra finanziaria ed anche  per  la  nostra
  amministrazione regionale.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38.

   DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, abbiamo consegnato di nuovo agli  uffici
  copia  dell'emendamento  che  non trovavano  e  che  era  stato  in
  precedenza  presentato  dall'onorevole  Savona,  nella  qualità  di
  presidente  della  Commissione e, come tale,  dal  punto  di  vista
  regolamentare,  competente a proporre emendamenti  di  riscrittura,
  nella fattispecie la riscrittura dell'articolo 38.

   Lo apprezzi signor Presidente.

   PRESIDENTE. Le assicuro che se me lo avessero dato lo avrei fatto,
  ma non ho nulla.
   Onorevole Dina, è questo foglio di carta?

   DINA.  Era stato presentato prima, ne abbiamo trovato una copia  e
  gliel'abbiamo data.

   PRESIDENTE. Le assicuro che c'è solamente questo foglio di  carta.
  Ma  questo foglio di carta non ha valenza regolamentare, per me non
  è  nulla.  E'  solo un foglio di carta, come milioni  di  fogli  di
  carta.

   DINA. E' un foglio di carta scritto e firmato.

   PRESIDENTE.  Sì,  ho  capito. Ma non c'è una  data,  non  c'è  una
  numerazione; per me non è nulla.

   DINA.  E'  una  riscrittura.  Gli emendamenti  di  riscrittura  si
  possono   presentare  in  Aula  da  parte  del   presidente   della
  Commissione,  come  recita il Regolamento;  non  è  un  emendamento
  presentato prima.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, temporeggiamo sull'articolo 38 per
  dare  la  possibilità agli Uffici di verificare questa riscrittura,
  se è una riscrittura o qualcos'altro.
   Ricordo  che la Presidenza ha già stralciato l'articolo  39  dalla
  finanziaria.
   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                             «Articolo 40
          Retribuzione massima pensionabile per i dipendenti
                               regionali

   1.  Le  retribuzioni  poste a base di calcolo dei  trattamenti  di
  pensione  a  carico della Regione ai sensi dell'articolo  20  della
  legge  regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e dell'articolo  10  della
  legge  regionale  9  maggio  1986,  n.  21,  non  possono  eccedere
  l'importo annuo lordo di euro 250.000,00».

   Gli   emendamenti  38.1,  dell'onorevole  De  Luca,  38.10   degli
  onorevoli  Leontini,  Torregrossa,  Corona  e  Mancuso,   e   38.11
  dell'onorevole  Maira sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole rimanga seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo  che la Presidenza ha già stralciato l'articolo  41  dalla
  finanziaria.
   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                             «Articolo 42
          Interpretazione autentica in materia di trattamento
                 di quiescenza dei dirigenti regionali

   1. Il riconoscimento del trattamento di quiescenza e previdenza di
  cui  all'articolo  7, comma 10, della legge regionale  22  dicembre
  2005,  n.  19,  deve  intendersi  attribuibile  esclusivamente   ai
  dirigenti della Regione, anche collocati fuori ruolo, che risolvano
  il  rapporto di lavoro con la Regione contestualmente a quello  con
  l'Agenzia regionale per i rifiuti e per le acque.

   2. La norma va interpretata nel senso indicato dal comma 1 fin dal
  giorno della sua entrata in vigore».

   Gli emendamenti 42.1, 42.2, 42.3, dell'onorevole De Luca, 42.11  e
  42.13,  degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso,  e
  42.14 dell'onorevole  Maira sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che   è   stato  presentato  dall'onorevole   Cracolici
  l'emendamento 42.10, interamente sostitutivo dell'articolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ho presentato un  emendamento  che
  sostituisce l'articolo 42.
   Mi  permetto  di porre una questione all'Assessore per  l'economia
  anche   se   credo   che   la  materia  sia   più   di   competenza
  dell'assessorato alla funzione pubblica. Stiamo intervenendo  sulla
  interpretazione  autentica  di una norma  della  quale  sono  stato
  l'autore  nel  2007,  la  famosa  norma  che  stabiliva  il   tetto
  pensionistico per i dirigenti della Regione, cioè il tetto dei  250
  mila  euro,  come  alcuni  colleghi  delle  precedenti  legislature
  ricorderanno.
   Questa norma interviene su due fattispecie: intanto stabilisce  in
  maniera,  mi  permetto  di  dire, un po' più  corretta  la  ragione
  retroattiva,  nel senso che non è soltanto finalizzata  al  calcolo
  delle  pensioni  per chi si è messo in pensione, ma  anche  ad  una
  restituzione  per le parti omesse, come ho avuto modo di  ricordare
  ieri  durante  un  dibattito. Quando è entrata in vigore  la  legge
  numero  2/2007, mi risulta che l'Amministrazione regionale  non  in
  tutte  le  sue parti - dalle agenzie ai contrattualizzati di  altre
  attività    amministrative   -   abbia   rispettato   il   disposto
  dell'articolo 19 della legge numero 2 del 2007.
   Ecco,  questa è una norma che dà un'interpretazione autentica  per
  stabilire che il legislatore nel 2007 ha inteso affermare un  tetto
  che  vale  per  tutti  i  dirigenti  della  Regione,  ovunque  essi
  svolgevano  la  loro  attività, dove l'emolumento  previsto  per  i
  contratti  dei  dirigenti  non poteva  superare  i  250  mila  euro
  comprensivi di tutto.
   Capisco  che parlare di tali questioni può apparire anche  un  po'
  antipatico,  ma  credo  che quest'Aula non può  girarsi  dall'altra
  parte  di  fronte alla vergogna che abbiamo suscitato nell'opinione
  pubblica  italiana  e fuori dal nostro Paese per  le  pensioni  non
  d'oro, ma di diamante, che si sarebbero determinate a causa di  una
  imperfetta,  a  mio avviso, applicazione della legge vigente  della
  Regione  siciliana.  Ecco perché chiedo al  Governo  di  apprezzare
  positivamente   l'interpretazione   autentica   della   legge   19,
  modificando quanto invece previsto dall'articolo 42 contenuto nella
  legge finanziaria.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole  Cracolici  e
  francamente mi ha convinto. Come componente del Gruppo parlamentare
  UDC  condivido l'impostazione dell'onorevole Cracolici, perché  noi
  non   siamo   a   difesa  di  posizioni  che  obiettivamente   sono
  indifendibili.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 42.10,  sostitutivo
  dell'articolo 42. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,   vice  presidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si riprende l'articolo 38, in precedenza accantonato.
   Onorevole  Dina,  la riscrittura è inammissibile perché  ripropone
  l'articolo 41 già stralciato.
   Pongo  in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  capisco  che  la
  stanchezza porta anche ad equivoci e nervosismi e siccome sono  per
  natura comprensivo e tollerante non me ne faccio un problema.
   Ho  anticipato, a nome del Gruppo, il nostro dissenso,  il  nostro
  voto  contrario all'articolo 42 e complessivamente a questo  gruppo
  di  norme  e  desidero ribadire le ragioni squisitamente giuridiche
  del  nostro voto contrario affinché l'Aula e il Governo ne prendano
  atto
   Intanto  vorrei fugare subito ogni dubbio: noi non siamo a  difesa
  di  pensioni  d'oro o di pensioni di diamante, anzi  più  di  altri
  condanniamo, soprattutto in questo momento di crisi economica e  di
  tensioni  sociali,  che  ci  possano essere  queste  differenze  di
  trattamento. Ciò non toglie che l'articolo 42 è un articolo ad alto
  rischio di impugnazione e di incostituzionalità.
   I  motivi  sono  tanti,  ne  dico  soltanto  uno:  chiaramente  la
  formulazione  dell'articolo 42 si riferisce a  posizioni  pregresse
  perché,  nel  momento in cui si aggancia all'Agenzia  dei  rifiuti,
  siccome  l'Agenzia dei rifiuti è stata abolita, tutte le  posizioni
  riferite ad essa sono per attività pregresse, per dipendenti andati
  in  pensione.  E'  ancora  più chiaro - ed  è  inutile  che  ce  lo
  nascondiamo  perché raccontiamo i fatti ma non abbiamo il  coraggio
  di  dire i nomi - che è un articolo di interpretazione autentica ad
  personam  che  riguarda  il precedente dirigente  dell'Agenzia,  il
  dottore Felice Crosta.
   Vorrei  richiamare l'attenzione dei deputati, se vogliono prestare
  attenzione  - perché poi ognuno si assume le proprie responsabilità
  e  grazie a Dio dal resoconto delle dichiarazioni mie e del Gruppo,
  tranne chi dissente, risulta che io sono contro questa adozione  di
  articolato: la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione  hanno
  costantemente   statuito  che  il  potere   legislativo   non   può
  interferire con l'attività giurisdizionale, con la Magistratura.
   Preciso  che nel momento in cui c'è in corso una contestazione  in
  sede  giurisdizionale, come quella del dottore Crosta  che  ha  già
  vinto  in  primo grado il ricorso alla Corte dei Conti,  il  potere
  legislativo  non  può fare norme di interpretazione  autentica.  Le
  volete fare? Fatele
   Noi  voteremo  contro, fermo restando che  siamo  i  primi  a  non
  condividere che ci possano essere funzionari, dirigenti  di  questa
  Regione  che  guadagnano tanto con effetto sulle loro pensioni.  Il
  primo  ad  essere contrario a fatti di tal genere é  chi  vi  parla
  perché questi funzionari guadagnano più di un deputato, figuriamoci
  se possiamo essere contenti
   Ciò  non  toglie che questa norma è incostituzionale, ecco  perché
  ribadiamo  il nostro voto contrario. L'Aula, a quanto  pare,  è  di
  parere diverso; faccia quello che vuole.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  all'articolo  44   sono   stati
  presentati tre emendamenti, tutti interamente soppressivi.  Quindi,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 44.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                             «Articolo 45
    Fondo speciale regionale di compartecipazione ai fondi speciali
                           per la sicurezza

   1.  La  Regione,  nell'ottica  di sinergia  istituzionale  per  il
  mantenimento e l'innalzamento dei livelli di sicurezza  pubblica  e
  sociale,  al  fine  di  incentive la  collaborazione  tra  regione,
  prefetture ed enti locali, istituisce il  Fondo speciale  regionale
  di compartecipazione ai fondi speciali per la sicurezza'.

   2.  Per le finalità del Fondo è ascritta in apposito capitolo  del
  bilancio  pluriennale la somma di 3.000 migliaia di euro. Al  Fondo
  confluiscono, inoltre, nella misura del 30 per cento i beni  mobili
  e immobili confiscati alla mafia.

   3.  Il  Fondo è destinato alle prefetture siciliane ad  inizio  di
  ogni esercizio finanziario,   con il seguente criterio:

   a)  il  50  per  cento  è  destinato in  parti  uguali  alle  nove
  prefetture siciliane, pari a 166.666,66 euro per ogni prefettura;

   b)  il  rimanente  50 per cento è destinato alle  nove  prefetture
  siciliane  in  parte proporzionale al numero degli  abitanti  della
  provincia.

   4.  La  somma  spettante del Fondo per ogni  singola  provincia  è
  immediatamente e direttamente disponibile se è in vigore un   patto
  territoriale  per la sicurezza'. Le quote del fondo spettanti  alle
  prefetture  delle  province  in cui non  sono  in  vigore  i  patti
  territoriali, sono trattenute presso in fondo regionale ed  erogate
  per   interventi  specifici  sul  territorio  nel  limite   massimo
  individuato al comma 3, su richiesta congiunta del prefetto  e  del
  sindaco  della città capoluogo sentito il parere del  comitato  per
  l'ordine e la sicurezza.

   5. Le risorse residue del Fondo di ogni esercizio finanziario sono
  destinate a:

   a)  progetti  per  il miglioramento dei servizi di  polizia  e  di
  prevenzione  anche per i reati ambientali, a seguito di  iniziative
  provenienti dagli enti locali;

   b)  progetti  di  riqualificazione e qualificazione  professionale
  promossi  da  organismi che anche  in forma associata rappresentano
  il personale delle forze di polizia nazionale».

   Gli   emendamenti   45.1,  45.2,  45.3,   45.4,   45.5   e   45.6,
  dell'onorevole De Luca, 45.10, 45.12,  45.13, 45.14, 44.15 e 44.16,
  degli  onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e Mancuso, e  45.11,
  dell'onorevole Maira, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Rimane  in  vita  l'emendamento  45.17,  degli  onorevoli  Caputo,
  Pogliese, Vinciullo, Falcone e Buzzanca.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in uno dei commi
  dell'articolo   45  c'è  scritto  che  al  fondo  sulla   sicurezza
  confluiscono   i  beni  confiscati  alla  mafia.  Ora,   io   sarei
  felicissimo  se  con legge potessimo decidere di fare  confluire  i
  beni  confiscati alla mafia, ma, come si sa, non è  una  competenza
  che  è  in  capo  alla  Regione. Noi  speriamo  che  un  giorno  si
  federalizzi il sistema di gestione dei beni confiscati, ma temo che
  sia una pia illusione.
   Ecco, vorrei sapere un po' meglio come stanno le cose.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  giusto
  per  tranquillizzare il collega Cracolici perché questo  è  un  mio
  emendamento.
   Intanto,  il  30  per cento dei beni mobili e  immobili:  c'è  una
  dotazione   alla  postazione  economica  che  deve   servire   alle
  prefetture  ad  avere copertura finanziaria in  anticipo,  affinché
  possa  essere  stabilito un patto territoriale sulla sicurezza  per
  garantire  ai  cittadini che non devono ricorrere né  alle  camicie
  verdi,  come  in Piemonte, né ad altre cose. Così da  garantire  ai
  poliziotti,  alle forze dell'ordine di avere anche i soldi  per  la
  benzina, che spesso non hanno.
   Quindi, è il tentativo di garantire una certa forza alle forze  di
  polizia,  scusi  il bisticcio di parole. C'è una  ripartizione  fra
  tutte  le nove province di un fondo fisso di 166 mila euro e,  poi,
  il  resto  viene dato in base ai numeri della popolazione che  c'è.
  Sono convinto che i colleghi vorranno confortarmi in questa ipotesi
  di   lavoro  e  consentire  così  alle  forze  dell'ordine  e  alle
  prefetture  di  stringere meglio questo patto territoriale  per  la
  sicurezza,  anche  d'intesa  con  l'Osservatorio  permanente  della
  criminalità organizzata.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  esprimo  la  mia
  contrarietà  alla  previsione dell'articolo 45 di  destinare  fondi
  regionali per la sicurezza, in quanto la sicurezza del territorio è
  materia  riservata  dalla  Costituzione allo  Stato.  Noi  dobbiamo
  attuare un federalismo corretto che sia sussidiario e che abbia  le
  caratteristiche della solidarietà, cioè lo Stato si  faccia  carico
  di  investire  anche maggiori risorse nelle aree  territoriali  più
  esposte  a  rischio  di infiltrazione mafiosa,  di  presenza  della
  criminalità organizzata, come appunto la Sicilia.
   Non  possiamo,  come Regione siciliana, sostituirci alle  funzioni
  statali  né  per competenza normativa e costituzionale né  in  base
  alle  previsioni  dello Statuto regionale e neppure  trovo  sensato
  che,  in un momento di grande crisi economica, le poche risorse  di
  cui  la  Regione  siciliana  dispone siano  utilizzate  in  termini
  sostitutivi,  rispetto alle risorse che, invece,  lo  Stato  ha  il
  dovere di destinare al territorio. In altri termini, sono contrario
  sia  alle ronde e alle camicie verdi sia alle ronde con le  camicie
  che possono avere la Trinacria siciliana.
   Lo  Stato  ha la funzione di assicurare la sicurezza in  tutto  il
  territorio nazionale, dalle Alpi fino a Capo Passero.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  45.17.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 45. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

      (E' approvato con il voto contrario dei deputati del Gruppo
                           parlamentare PD)

   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                             «Articolo 46
          Interventi in favore dei comuni per il ripianamento
                              dei debiti.
                           Piano di rientro

   1.   La   Regione,   ferme   restando  le  disposizioni   previste
  dall'articolo 61, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n.
  6,  concorre, secondo quanto previsto dal comma 8, al ripiano delle
  passività  residue maturate al 31 dicembre 2009 dai singoli  comuni
  per  la  copertura  dei  costi derivanti dal servizio  di  gestione
  integrata  dei  rifiuti  sulla base dei contratti  di  servizio  in
  essere.  A  tal  fine, l'intervento finanziario  della  Regione  in
  favore di ogni singolo comune tenuto conto della monetizzazione dei
  crediti  prevista  dal  citato articolo 61, comma  1,  della  legge
  regionale  14  maggio 2009, n. 6, è fissato in  misura  percentuale
  corrispondente   al   rapporto   tra  i  pagamenti   effettivamente
  sostenuti  e  i  costi  del  servizio contrattualmente  fissati,  a
  decorrere   dalla   data  di  costituzione  dei  soppressi   ambiti
  territoriali  ottimali.  La misura percentuale  sopra  individuata,
  applicata ai pagamenti effettivamente sostenuti dai singoli comuni,
  non  determina un intervento della Regione per un importo superiore
  alle passività residue.

   2.  Il  concorso della Regione di cui al comma 1 è concesso  nella
  misura  integrale per quei comuni che, nell'ultimo triennio  solare
  antecedente  a  quello di entrata in vigore della  presente  legge,
  abbiano  assicurato una percentuale media del livello di  pagamenti
  effettivamente   sostenuti  a  fronte  dei   costi   del   servizio
  contrattualmente  fissati non inferiore  al  70  per  cento  o  che
  abbiano  conseguito, nel medesimo periodo, un livello  di  raccolta
  differenziata  non inferiore a quello previsto,  per  l'anno  2013,
  dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.

   3.  Il  comune propone un piano di rientro dal debito complessivo,
  asseverato  dall'Autorità d'ambito, in cui  siano  specificati  gli
  obiettivi  economici da raggiungere e la loro scansione  temporale,
  le  misure da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi,  le
  modalità per il monitoraggio, la verifica della loro attuazione. Il
  piano,  che  riguarda  tutti i debiti nei confronti  delle  società
  d'ambito,  è  approvato  dall'Assessorato  regionale  dell'economia
  d'intesa  con l'Assessorato regionale dell'energia e i  servizi  di
  pubblica utilità.

   4.   La   sottoscrizione  del  piano  di  rientro  è   subordinata
  all'avvenuta  adozione, da parte del comune, degli  atti  necessari
  per la copertura integrale dei costi di servizio di smaltimento dei
  rifiuti  contrattualmente  fissati, secondo  le  modalità  previste
  dalla  legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, nonché per la copertura
  integrale  della  propria  quota parte  dei  debiti  delle  società
  d'ambito  ed  è  condizione fondamentale per accedere  ai  benefici
  previsti dai commi 1 e 2.

   5.  La Regione eroga al comune la somma di cui ai commi 1 e  2  in
  dieci annualità.

   6.  I comuni possono cedere le somme trasferite dalla Regione, per
  le  finalità del presente articolo, ai consorzi e società  d'ambito
  di  cui  al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
  2010, n. 9, posti in liquidazione nonché ai soggetti ai quali viene
  intestata  la gestione liquidatoria dei citati consorzi  e  società
  d'ambito.

   7.  Le  anticipazioni di cui al comma 1 devono  essere  restituite
  entro dieci anni.

   8.  Il  rimborso è rateizzato in quindici annualità,  senza  oneri
  accessori,  laddove  il  singolo  comune  raggiunga,  nel  triennio
  successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un  livello
  di  riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all'85
  per cento.

   9. Ai comuni che, nell'ultimo triennio solare antecedente a quello
  di  entrata  in  vigore  della presente legge,  abbiano  assicurato
  l'integrale  pagamento  dei  costi  del  servizio  contrattualmente
  fissati è assicurata una premialità nell'attribuzione delle risorse
  derivanti dal  Fondo delle Autonomie'.

   10.  Per le finalità di cui all'articolo 61, comma 1, della  legge
  regionale  14  maggio  2009,  n. 6, le società  d'ambito  poste  in
  liquidazione  ai  sensi  dell'articolo 19,  comma  1,  della  legge
  regionale  8  aprile  2010,  n.  9, possono  realizzare  operazioni
  finanziarie  anche  a  medio  e lungo termine  cui  sono  destinate
  prioritariamente  le  risorse di cui  all'articolo  21,  comma  17,
  della  legge  regionale  22  dicembre  2005,  n.  19.  Con  decreto
  dell'Assessorato  regionale dell'economia,  dipartimento  regionale
  del  bilancio e del tesoro, ragioneria generale della  Regione,  da
  emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge sono stabiliti le modalità ed i termini di utilizzo
  delle suddette risorse.

   11.  Al  comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale  8  aprile
  2010,  n.  9, dopo le parole  i rapporti giuridici dei  consorzi  e
  delle società d'ambito in corso' e prima delle parole  confluiscono
  in  un'apposita  gestione  liquidatoria'  è  inserito  il  seguente
  periodo   ivi  inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre  2008
  dalle  società d'ambito di cui al comma 1, nonché tutti i  rapporti
  attivi  e  passivi delle stesse società d'ambito  e  relativi  alle
  operazioni  finanziarie  dell'articolo 61,  comma  1,  della  legge
  regionale 14 maggio 2009, n. 6'.

   12.  Per  la  realizzazione delle finalità di cui all'articolo  61
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, ai commissari ad  acta
  nominati  dalla  Regione presso i comuni sono  attribuiti  tutti  i
  poteri  relativi  alla  gestione della partecipazione  sociale  dei
  comuni   nelle  società  d'ambito  per  la  gestione  ordinaria   e
  straordinaria  delle  società stesse nonché tutti  quelli  relativi
  alla  definizione dei rapporti tra comuni e società d'ambito  e  in
  generale  per la stipula ed attuazione delle operazioni finanziarie
  nello stesso previste.

   13.  Per le finalità del presente articolo, nonché per la completa
  attuazione  dell'articolo  61, comma 1, della  legge  regionale  14
  maggio  2009,  n.  6,  è  autorizzato, a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2010, un limite di impegno decennale di 50.000 migliaia
  di euro annui».

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  chiedo
  che  l'articolo  46  «Interventi  in  favore  dei  comuni  per   il
  ripianamento   dei  debiti.  Piano  di  rientro» ,  l'articolo   47
  «Ordinanze  contingibili  ed  urgenti  in  materia  di  rifiuti»  e
  l'articolo  48  «Norme in materia di Piano regionale  dei  rifiuti»
  vengano accantonati perché c'è stata già una discussione su  quelli
  che sono alcuni aspetti di questi articoli.
   Riteniamo  e si è anche condiviso di approfondirli, in  modo  tale
  che  si  possano  individuare  alcuni percorsi  che  evitino  delle
  situazioni che sfuggono poi al controllo per quanto riguarda sia la
  tempistica dell'applicazione della norma che abbiamo già approvato,
  sulla  riforma degli ATO rifiuti, sia per il previsto piano per  il
  ripianamento dei debiti di oltre 1 miliardo e 300 milioni di  euro,
  che riguarda la grande massa di debiti accumulati come sistema ATO.
   Già  in quest'Aula io ho avuto modo di fare una valutazione chiara
  e  netta, e che ribadisco a questa Aula e al Governo, come ho fatto
  già  qualche  ora  fa in una precedente riunione: non  accetto  che
  venga  espresso un giudizio politico sulla vicenda che riguarda  la
  costituzione,  la  nascita  e la gestione  del  sistema  degli  ATO
  rifiuti e, soprattutto, non accetto che, da questo punto di  vista,
  il  Parlamento esprima un giudizio netto di condanna nei  confronti
  degli enti  locali che, sin dall'origine, hanno subìto questa norma
  che  successivamente è degenerata nella situazione che tutti quanti
  noi conosciamo. Ci sono grandi differenziazioni sul territorio che,
  comunque,  si  sono  verificate in  questi  anni;  ci  sono  alcuni
  elementi  che  dobbiamo  valutare seriamente  per  quanto  riguarda
  l'operatività  delle  norme in questione e,  soprattutto,  in  modo
  particolare  bisogna  rivedere  la posizione  che  è  uscita  dalla
  Commissione  Bilancio per quanto riguarda l'intervento  finanziario
  programmato nei confronti dei Comuni.
   Signor  Presidente, questo è un aspetto importante  che  ho  avuto
  modo  già di evidenziare perché ci sono delle vicende tecniche  che
  rischiano  di non rendere operativa la proposta che il  Governo  ha
  contenuto in questi tre articoli. Sono tre articoli connessi e,  di
  conseguenza, è opportuno che ci sia una pausa di riflessione  e  di
  verifica proprio perché riteniamo che la norma debba essere  fatta,
  in  quanto  diversamente non si renderebbe operativa  la  norma  di
  riforma  che  è  stata varata da questo Parlamento.  Però  ci  sono
  alcuni aspetti che il Parlamento deve attenzionare, onde evitare di
  incidere su alcune questioni, come la capacità di indebitamento dei
  singoli comuni, i patti di stabilità dei singoli comuni che,  sotto
  questo  profilo,  rischiano di rendere inefficace  quanto  è  stato
  previsto in alcuni commi dal Governo.
   Allora,  io  chiedo  al  Governo che  questi  tre  articoli  siano
  momentaneamente accantonati in modo tale da trovare  una  soluzione
  serena, assessore Cimino, mi rivolgo anche a lei che ha seguito con
  particolare attenzione la materia, e all'assessore Russo  che,  per
  quanto  riguarda anche la riforma degli ATO, è stato disponibile  a
  trovare punti di mediazione. Mi appello a quella disponibilità  che
  avete  già  dimostrato per trovare le soluzioni, in quanto  ritengo
  che nessuno da questo punto di vista abbia interesse ad affossare i
  Comuni;  nessuno  credo  che  abbia l'intenzione  di  scaricare  la
  responsabilità, anche politica, solo ed esclusivamente sui Comuni.
   Se  questo  credo  di avere capito da parte del  Governo  -  e  mi
  rivolgo  in  particolar modo all'assessore Cimino  e  all'assessore
  Russo  -,  se  abbiamo  questa intenzione  e  stiamo  dando  questa
  interpretazione  correttamente, allora credo che dobbiamo  rivedere
  le posizioni in modo tale da evitare che si crei una situazione che
  non riusciremo a recuperare e, di conseguenza, con una norma che ha
  bloccato  un  fenomeno,  sicuramente  indegno,  rischiamo  di   non
  correggere  alcuni  aspetti  che la rendono  non  operativa  e  che
  soprattutto, anche da questo punto di vista, creano una  situazione
  irrecuperabile nei confronti dei Comuni.
   Quindi,  se  il  Governo è d'accordo, ribadisco il mio  invito  ad
  accantonare tutti e tre gli articoli -  ripeto gli articoli 46,  47
  e 78 che riguardano l'unica materia del piano regionale dei rifiuti
  e  del  piano di intervento - perché li ritengo connessi per  varie
  tematiche, e così procediamo speditamente.

   PRESIDENTE.    L'assessore   Cimino   dice   che   per    chiedere
  l'accantonamento   bastava  un  secondo,  il   Governo   acconsente
  all'accantonamento.
   Dispongo, pertanto, l'accantonamento degli articoli 46, 47 e 48.
   Si  passa all'articolo 49, di cui era stato stralciato il comma 1.
  Ne do lettura:

                               Art. 49.
             «Norme in materia di tributo speciale per il
                               deposito
                in discarica dei rifiuti solidi urbani

   1.  Al  comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 29  dicembre
  2003, n. 21  sopprimere le parole  nello stesso termine'.

   2.  All'articolo 2, comma 11, della legge regionale n. 6/1997 dopo
  le  parole   e delle relative sanzioni ed interessi' aggiungere  le
  parole   l'avviso  deve  essere notificato,  anche  a  mezzo  posta
  mediante  raccomandata  con  avviso  di  ricevimento,  al  soggetto
  passivo  a pena di decadenza, entro tre anni dalla notifica  o  dal
  momento in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata'.»

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Savona e  Falcone
  l'emendamento 49.14:

   «L'articolo 49 è così sostituito:
     1. All'articolo 2, comma 11, della legge regionale 7 marzo 1997,
  n.  6,  come  modificato dall'articolo 57 della legge regionale  14
  maggio  2009,  n.  6, dopo le parole  e delle relative  sanzioni  e
  interessi  sino alla fine del comma sostituire l'intero periodo col
  seguente   l'avviso deve essere notificato, anche  a  mezzo  posta,
  mediante  raccomandata  con  avviso  di  ricevimento,  al  soggetto
  passivo,  a  pena di decadenza, entro tre anni dalla  presentazione
  della  dichiarazione  inesatta o infedele o  da  quando  la  stessa
  avrebbe dovuto essere presentata ».

   E'  una  riformulazione  che  va incontro  alle  osservazioni  che
  vengono  dagli  Uffici e che confermano il testo  apprezzato  dalla
  Commissione Bilancio. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti decadono. Si passa all'articolo 50. Ne
  do lettura:

                             «Articolo 50
                Gestione integrata del servizio idrico

   1.  Ai  sensi  e per gli effetti dell'articolo 2, comma  186  bis,
  della  legge  23  dicembre 2009, n. 191,  decorso  il  termine  ivi
  previsto, cessano le Autorità d'ambito territoriale istituite nella
  Regione in applicazione dell'articolo 148 del decreto legislativo 3
  aprile  2006, n. 152 e successive modificazioni. Per l'effetto,  la
  gestione  integrata del servizio idrico è organizzata con  separato
  provvedimento, adottato nelle forme dell'articolo 2, comma 186 bis,
  della  legge 23 dicembre 2009, n. 191, entro un anno dalla data  di
  entrata  in vigore della presente legge, nel rispetto dei  principi
  di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

   2.  In  considerazione del mutato stato di fatto  derivante  dalla
  disposta cessazione delle autorità d'ambito e dalla comminatoria di
  nullità  della loro prosecuzione ed in considerazione, altresì,  di
  quanto  previsto dall'articolo 21 quinquies della legge  10  agosto
  1990, n. 241, recepita con legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, a
  mente  del  quale,  per sopravvenuti motivi di  pubblico  interesse
  ovvero  nel caso di mutamento della situazione di fatto o di  nuova
  valutazione  dell'interesse pubblico originario,  il  provvedimento
  amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato  da  parte
  dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla
  legge,  le  attuali  Autorità d'ambito, con  il  coordinamento  del
  dipartimento regionale acque e rifiuti, provvedono a verificare  la
  sussistenza  delle  condizioni di cui  al  richiamato  articolo  21
  quinquies  della  legge  10  agosto 1990,  n.  241,  con  specifico
  riferimento all'intervenuta realizzazione dei programmi e dei piani
  di  investimento  contrattualmente dovuti  da  parte  dei  soggetti
  incaricati della gestione del servizio.

   3.  I provvedimenti con i quali si dia corso alla verifica di  cui
  al  comma  2  devono  dare puntualmente atto delle  caratteristiche
  economiche,  sociali,  ambientali e  geomorfologiche  del  contesto
  territoriale  di  riferimento  ed  acquisiscono  efficacia  decorsi
  trenta  giorni  dalla  data di loro trasmissione  alla  Commissione
  istituita ai sensi dell'articolo 9 bis comma 6 del decreto-legge 28
  aprile  2009, n. 39 convertito dalla legge 24 giugno 2009,  n.  77.
  L'adozione   dei   provvedimenti   consequenziali   è   subordinata
  all'integrale adempimento degli obblighi scaturenti dal comma 1 bis
  del  citato articolo 21 quinquies della  legge 10 agosto  1990,  n.
  241.  Nel caso in cui la percentuale di mancata realizzazione degli
  investimenti sia superiore al 40 per cento, l'Autorità d'ambito può
  risolvere  il  contratto per inadempimento,  con  esclusione  delle
  ipotesi  in  cui il mancato adempimento non dipenda  da  fatto  del
  gestore.

   4.  Nelle  ipotesi di cui al comma 3, fino all'espletamento  delle
  procedure  di cui all'articolo 23 bis del decreto-legge  25  giugno
  2008,  n.  112  convertito con modificazione dalla legge  6  agosto
  2008,  n. 133 e comunque non oltre il 31 dicembre 2010, il servizio
  può  essere  svolto, ai sensi del comma 8, lettera e) dello  stesso
  articolo  23  bis del decreto-legge n. 112 del 2008 dai  precedenti
  gestori.
   5.  Restano  fermi gli Ambiti territoriali ottimali, istituiti  ai
  sensi  dell'articolo 147 del decreto legislativo n. 152  del  2006,
  quali  individuati con decreto del Presidente della Regione del  16
  maggio  2000,  n.  114,  e  successive modifiche  ed  integrazioni,
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana  del  2
  giugno 2000, n. 26, parte prima».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  questo articolo che  è  contenuto  nel  testo
  licenziato  dalla Commissione, lo dico perché c'è stato  un  grande
  dibattito,  fuori  per la verità più che dentro  -  vorrei  che  mi
  ascoltasse  anche l'onorevole Maira -, è stato da noi proposto,  da
  noi fortemente voluto; tuttavia, voglio anche qui dire le cose come
  stanno  con la semplicità possibile di un argomento, invece,  assai
  complesso  e complicato, nel senso che siamo tutti consapevoli  dei
  limiti  legislativi nei quali ognuno di noi, le regioni  in  questo
  settore,  possono  operare.  Siamo  convinti  che  sul  tema  della
  gestione  del  servizio idrico nel nostro  Paese  si  è  aperto  un
  dibattito, un dibattito anche con connotazioni che vanno oltre  gli
  schieramenti  politici  tradizionali,  addirittura  si   parla   di
  referendum  nel nostro Paese; infatti, è in corso una  raccolta  di
  firme  per  abrogare  la  norma che dà alla gestione  del  servizio
  idrico un carattere industriale.
   La norma che qui abbiamo predisposto e proposto all'Aula, cosa fa?
   Come  ricorderete poche settimane fa, per la verità  quattro  mesi
  fa,  il  Parlamento nazionale ha licenziato un testo con  il  quale
  sostanzialmente ha dichiarato cessate le autorità d'ambito ottimale
  previste dall'articolo 148 del decreto legislativo 152 e ha dato un
  anno  di  tempo alle regioni per riorganizzare il sistema.  Quindi,
  anche la Sicilia è chiamata, da qui ad un anno, a riorganizzare  il
  sistema degli ATO alla luce della nuova legislazione.
   Cosa  propone  la  norma? Questa norma, nelle more  che  succederà
  tutto  questo  e,  quindi,  da  qui  ad  un  anno  si  vedrà   come
  disciplinare  tutta  la  materia e anche le  caratteristiche  della
  gestione  della materia, individua nel periodo di tempo transitorio
  la  possibilità  in  capo  agli ATO, attualmente  esistenti  e  che
  riconfermiamo  con  questa norma, la facoltà di verificare  se  gli
  affidamenti in essere, per coloro che lo hanno fatto - come è  noto
  siamo   una   Regione  dove  sei  dei  nove  ATO  hanno   proceduto
  all'affidamento del servizio attraverso gara -, sono stati  e  sono
  convenienti  secondo i princìpi di economicità,  di  sussidiarietà,
  eccetera  previsti dall'ordinamento del nostro Paese.  Facoltà  che
  consente loro di rescindere i rapporti in essere qualora non  siano
  stati realizzati gli investimenti previsti dai crono-programma  che
  erano  propri dei piani d'ambito, secondo le scadenze che erano  in
  qualche  modo  lì  individuate. Laddove questi  investimenti  hanno
  avuto una capacità di attuazione inferiore al 60 per cento rispetto
  a  quanto previsto, gli Ambiti territoriali possono - e insisto sul
  possono  - rescindere con le procedure previste dalle leggi vigenti
  nel  nostro Paese, in particolare con l'articolo 21 quinquies della
  legge 241 del 1990.
   Il  fatto che si possa rescindere contemporaneamente dà la facoltà
  agli   stessi  di  affidare  ai  gestori  preesistenti,  che  nella
  stragrande  maggioranza dei casi sono i Comuni, la  gestione  nelle
  more  della definizione della nuova legislazione che la  Sicilia  è
  chiamata a fare.
   Quindi,  nessuno spauracchio, nessun terrore in capo ad alcuno;  é
  una  proposta  di legge fatta da una forza politica responsabile  e
  col  senso dello Stato, non da una forza politica in cerca di testi
  avventurieri. Questo lo voglio ribadire e lo voglio qui confermare.
   Noi  ci  siamo mossi nel sacro rispetto delle istituzioni e  delle
  leggi   vigenti  nel  nostro  Paese  e  nella  nostra  Regione   e,
  all'interno  delle leggi vigenti, vogliamo affermare un  principio:
  non  è scritto da nessuna parte l'ineluttabilità della gestione del
  servizio   idrico   a  favore  esclusivamente   di   una   gestione
  privatistica,  non  è  scritto, non è  obbligatorio,  non  ce  l'ha
  prescritto il medico.
   Ecco perché mi appello a tutte le forze politiche, anche a nome di
  quei comuni, di quei sindaci e di quei consigli comunali di centro-
  destra  come  di centro-sinistra, che in questi mesi, in  tutta  la
  Sicilia,   si  stanno  mobilitando  attorno  alla  parola  d'ordine
   l'acqua  è un bene pubblico' e non può essere gestita secondo  una
  logica di profitto e privatistica.
   Ecco  perché  credo  che  la nostra proposta,  che  qui  facciamo,
  onorevoli  colleghi, qualifichi il profilo di una classe dirigente,
  di  una  classe  politica che in Sicilia afferma attorno  a  questo
  principio una possibilità, una direzione di marcia, nessuna  logica
  da   tagliatori   di  teste,  ma  una  forza  seria,   equilibrata,
  responsabile, che cerca in qualche modo di indicare un percorso che
  possa farci rivedere scelte che, a partire dal sottoscritto che  vi
  parla, sembravano le scelte più ottimali e più efficienti, ma  alla
  luce  delle  esperienze che fin qui si sono realizzate, in  Sicilia
  come  nel resto d'Italia, ed aggiungo come in tanta parte d'Europa,
  la  gestione del servizio idrico, in mano privata, è stata un grave
  errore.
   Mi  auguro  che  il nostro Paese tutto, assieme all'Europa  tutta,
  rivedano  ciò  che sembrava un principio quasi sacro, quello  della
  privatizzazione della gestione del servizio idrico, su  cui  invece
  oggi gli Stati, i Governi stanno ripensando.

                  Presidenza del vicepresidente Oddo

   CRACOLICI.  Ecco perché penso che l'approvazione di  questa  norma
  consentirà  di  qualificare  al  meglio  il  profilo  della  nostra
  finanziaria,  in  nome  di quelle riforme  strutturali  di  cui  ha
  bisogno  la  Sicilia, senza calare la testa di fronte a nessuno  ma
  mettendo   al   centro   della   nostra   iniziativa   legislativa,
  innanzitutto, gli interessi del popolo siciliano che rappresentiamo
  in questa Aula.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa  è
  una norma che sicuramente ha una grande valenza politica per come è
  stato poco fa espresso ed evidenziato dal collega Cracolici.
   C'è  un  problema  di fondo che, comunque, va  sottolineato  e  mi
  rivolgo  anche  al  Governo  perché,  da  questo  punto  di  vista,
  onorevole Presidente della Regione, noi interveniamo al di  là  del
  principio su come siamo tutti d'accordo.
   La  politica, quando doveva impedire questa situazione,  purtroppo
  non  c'era;  ma  questo  è  un  problema  nazionale,  è  stato   di
  conseguenza a cascata un problema generale, in quanto questo stesso
  identico  tema  riguarda anche quello che è stato il sistema  degli
  ATO  rifiuti  che è stato creato, che riteneva di risolvere  alcune
  questioni delicate, anche di natura finanziaria, o anche dal  punto
  di  vista  di economicità, efficienza ed efficacia, affidando  beni
  primari della società, in generale, ai privati.
   Allora, purtroppo, la politica ha fatto una valutazione che  oggi,
  in  base  agli  interventi che abbiamo già sentito e a  quelli  che
  sentiremo, ci induce a pensare che probabilmente la politica  abbia
  fatto  un  grande  errore. E naturalmente è bipartisan,  da  questo
  punto  di  vista, la valutazione sul principio di ordine  generale;
  però,  anche quando si parla di tutelare gli interessi di un grande
  popolo,   qual   è  quello  siciliano,  bisogna  chiarire,   signor
  Presidente,  che  è  anche  importante non  lanciare  messaggi  che
  rischiano  di rasentare l'ipocrisia, per un motivo molto  semplice:
  in  Sicilia, nel caso nostro specifico, già si sono espletate sette
  gare  su nove, e questo è giusto dirlo. In due province, Messina  e
  Trapani  -  e qui c'è anche il collega Buzzanca che ha  seguito  da
  sindaco  per  esempio, ma ciò mi risulta anche a Trapani  -  non  è
  partito  il sistema perché c'è stata grande battaglia fino a  tutto
  ciò  che  ci è stato consentito di poter fare a livello degli  enti
  locali rispetto a questo sistema.
   Abbiamo cercato di fare l'impossibile, ecco perché a questo punto,
  da  questo  profilo, nella provincia di Messina  e  Trapani  non  è
  partito  il  sistema. Questo è giusto evidenziarlo, per  un  motivo
  molto  semplice:  chiedo  a  questo  Parlamento  e  mi  chiedo   da
  legislatore,  da apprendista legislatore, come si fa dal  punto  di
  vista  squisitamente giuridico, assessore Armao, a pensare di poter
  cancellare, non un principio sul quale tutti quanti siamo d'accordo
  -  e  da  questo  punto di vista mi risulta e sono apprezzabili  le
  battaglie  che  sono state fatte sul territorio,  gli  incontri,  i
  convegni  organizzati dai colleghi sindaci  -,  ma  c'è  sempre  un
  problema  di  base  su  questo elemento.  Purtroppo,  sotto  questo
  profilo, sono state delle battaglie che nel principio tutti  quanti
  condividiamo   e   in   alcune   province   l'abbiamo   fatto,   ma
  sull'efficacia  di  queste  battaglie purtroppo  rischiamo  che  la
  questione diventi proprio inutile.
   Io  voterò  a  favore di questo articolo, però vorrei chiarire  il
  senso  del mio voto favorevole all'articolo 50, perché di tutto  mi
  si può accusare tranne che di essere ipocrita.
   Sapete  perché  voterò l'articolo 50? Lo voto  perché  domani  non
  accetterò giudizi e patenti che qualcuno potrebbe appiopparmi sotto
  il  profilo  politico, cioè che l'onorevole De Luca é contrario  al
  principio della pubblicizzazione dell'acqua. No, io sono favorevole
  e  credo che tutto il Parlamento sia favorevole; però non mi  sento
  di  dare  il  voto favorevole così, senza chiarire che questo  voto
  favorevole rischia di essere una grande presa in giro per  l'intera
  Sicilia  - dobbiamo dirlo - per un sistema che noi, purtroppo,  non
  possiamo  più  correggere. Io non so sotto  il  profilo  giuridico,
  onorevole  Presidente  della Regione, mi  rivolgo  a  lei  in  modo
  particolare  perché  lei  è  stato presidente  della  provincia  di
  Catania  e  ha dovuto, perché le veniva imposto dalle norme  e  non
  perché  poteva  far altro, mettere in atto tutte le  procedure  per
  privatizzare  il  sistema di gestione dell'acqua,  come  d'altronde
  hanno fatto pure tutte le altre province.
   Lei  lo  ha  subìto come lo hanno subìto gli altri ma,  da  questo
  punto  di  vista, non vorrei fare analisi che oggi sono postume  ed
  inutili. Il sistema è questo che ci ritroviamo.
   Io   non  so,  ci  sono  state  gare  che  prevedono  la  gestione
  trentennale, non so per quanti anni, e avendo individuato  con  una
  gara avente elementi e caratteristiche europee i gestori privati e,
  di conseguenza, da un mio modesto approfondimento rispetto anche  a
  chi mi ha preceduto, emerge che su questa norma, al di là di essere
  una  bella norma manifesto - che il Parlamento probabilmente voterà
  all'unanimità perché sui princìpi siamo tutti d'accordo - ognuno di
  noi,  per onestà nei confronti della Sicilia, perché così  è  stato
  impostato il ragionamento poco fa, deve dire esattamente  non  cosa
  pensa, ma esattamente come stanno le cose.
   Questa  é  una  norma manifesto, questa norma  serve  alla  Ponzio
  Pilato  a lavarcene le mani, in questo momento stiamo decidendo  di
  lavarcene le mani. Facciamolo, ci laviamo anche la faccia  e  così,
  quanto  meno, ognuno di noi ha fatto il suo dovere fino  in  fondo,
  approvando la norma regionale per dare finalmente una risposta alla
  richiesta,  al sentimento diffuso che sul territorio ha portato  ad
  una   serie  di  manifestazioni  che,  di  conseguenza,  hanno  poi
  trasmesso  all'interno della istituzione Regione  la  necessità  di
  affrontare il tema.
   Allora, come affronta il tema un Parlamento? Lo fa con gli  ordini
  del  giorno,  lo fa con le mozioni? Lo fa nel modo più  classico  e
  radicale possibile, con una legge, pur sapendo che questa legge  ha
  lo  stesso  valore e lo stesso carattere di un ordine  del  giorno,
  signor Presidente.
   Allora,  lascio  al  Governo - ma il Governo  sicuramente,  se  ha
  proposto  questa norma, avrà i suoi motivi, nel senso che condivide
  il principio - e pure a noi fare una valutazione, cari colleghi,  e
  vi  do  un'idea se la volete apprezzare: fare una norma che  ha  lo
  stesso  valore  di un ordine del giorno o di una mozione,  ritenete
  che  sia diverso? Forse per coscienza sì  E se voi ritenete che  da
  questo  punto di vista, per coscienza, sia meglio fare  una  norma,
  allora   ecco   che   l'onorevole  De  Luca  dichiara   di   votare
  favorevolmente.
   Ma se, invece, ritenete di volere dare una risposta concreta, così
  come  stiamo  cercando  di fare in una logica  di  dibattito  e  di
  confronto  costruttivo,  allora  questo  articolo  potrebbe  essere
  trasformato in un semplice ordine del giorno.
   Comunque, condividendo tutte le motivazioni che poco fa sono state
  esposte  e per concludere il mio intervento, mi dichiaro favorevole
  all'articolo 50, confermando però che questa norma non  porterà  ad
  alcun  risultato. Abbiamo solo dato una risposta a quelle che  sono
  state   le  legittime  istanze  manifestate  da  tutto  il   popolo
  siciliano,   attraverso   i  sindaci,  e  di   conseguenza   questo
  Parlamento,  quanto meno in modo improprio - perché sicuramente  la
  forma  più corretta era una legge-voto o altre cose similari  -  ha
  svolto  il  suo  compito  tenendo conto, appunto,  delle  legittime
  istanze   del  territorio  e  di  una  condivisione  generale   del
  principio.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, ma chi doveva dirlo che un Governo di  centro-
  destra  oggi  doveva subire una norma del genere  E, purtroppo,  la
  dobbiamo  subire anche sotto il profilo politico,  senza  alzare  i
  toni  o  lo  scontro,  perché questo provocherebbe  la  caduta  del
  Governo sulla finanziaria, cosa che nessuno si augura.
   Questo è uno degli articoli che il Partito Democratico ha eletto a
  norma-manifesto,  insieme  a  quello  dei  ticket    e   a   quello
  dell'apertura delle scuole, e senza queste tre norme l'appoggio ...

   CRACOLICI. Credito di imposta e zone franche urbane.

   MANCUSO. Le avete aggiunto dopo: io faccio le norme-manifesto, poi
  quello che avete aggiunto nella vostra attività di parlamentari  lo
  hanno fatto tutti per migliorare la finanziaria.
   Queste  norme-manifesto sono state la spada di Damocle  utilizzata
  dal  Partito  Democratico  per raggiungere  un  piccolo  risultato,
  perché  non  è  vero che l'acqua viene ripubblicizzata,  l'acqua  è
  stata  sempre pubblica - non è mai stata acqua privata - e  resterà
  sempre pubblica.
   La  gestione è stata affidata ai privati da mano pubblica, e  oggi
  così si vuole ritornare.
   Ricordo ai palermitani e ai messinesi l'EAS, ai catanesi l'ACOSET,
  che  c'è  tutt'oggi, e potrei continuare per tutte le province:  un
  fallimento  assoluto  Aziende che hanno prosciugato  le  casse  dei
  Comuni, aziende che non hanno assolutamente monitorato l'azione nel
  territorio dove l'evasione totale del pagamento dell'acqua pubblica
  non  solo  c'è stata, ma è stata reiterata e ancora oggi  i  Comuni
  pagano le conseguenze di questo malcostume tutto siciliano.
   A  me  sorprende  che  una norma del genere, al  momento,  non  ha
  indignato una nobile associazione come Confindustria. Non riesco  a
  comprendere  il  silenzio rispetto a quella  che  deve  essere  una
  battaglia della libera concorrenza in una Regione dove, invece,  si
  vuole  tornare  -  onorevole Panepinto - non  dico  al  centralismo
  democratico, ma certamente allo statalismo della gestione.
   Mi sembra che siamo già arrivati.
   Sotto  il  profilo politico comprendiamo la proposta  del  Partito
  Democratico,  supportata anche da Consigli  comunali  di  tutte  le
  parti  politiche. Sappiamo anche, per esperienza  vissuta,  che  la
  gestione  dell'acqua  pubblica in mano alle  aziende  pubbliche  in
  Sicilia è stata luogo di clientelismo, di malaffare e di debiti che
  ancora oggi paghiamo.
   Signor  Presidente,  ricordo che l'EAS è ancora  commissariata  e,
  peraltro,  ci  costa  molte  migliaia  di  euro  in  più,  c'è   un
  contenzioso  rispetto alla mala gestione di come  gli  impianti  in
  Sicilia  sono  stati  tenuti. Allora, il  Partito  Democratico  con
  grande  coraggio  e,  direi,  anche rispettabilmente,  sta  facendo
  questa battaglia che certamente noi non condividiamo.
   Noi  abbiamo  uno spirito diverso di quello che è il mercato,  uno
  spirito  completamente  diverso. Speriamo,  se  questa  norma  sarà
  approvata, che dia lavoro al Commissario dello Stato, speriamo  che
  l'azione  successiva sia affidata nei territori a dei veri manager,
  non quelli che fino ad oggi hanno creato questa situazione. Se oggi
  vogliamo dire che l'acqua è nelle mani dei privati da qualche  mese
  - direi la gestione dell'acqua, che i privati hanno da qualche mese
  -  e  che stanno facendo funzionare il sistema, come per esempio  a
  Caltanissetta, essi non possono essere tacciati di 40 o 50 anni  di
  spreco  e  malaffare. I privati non c'entrano nulla,  completamente
  nulla.
   Stiamo  tornando  indietro, stiamo tornando  a  quello  che  c'era
  perché  oggi  non ci sta bene la bolletta salata che  arriva  nelle
  case,  dato che oggi la gestione dei privati ha un costo e il costo
  viene trasferito, giustamente, agli utenti.
   Dobbiamo  stare molto attenti a quel che hanno fatto i privati,  a
  quello  che hanno fatto quei funzionari pubblici che hanno  bandito
  le  gare  e  hanno formulato i capitolati d'appalto; piuttosto,  si
  poteva  intervenire su questo e non sui 200 passi indietro  di  una
  gestione che cominciava ad avere una forma europea per una  Regione
  che merita un avanzamento nel mercato e nella gestione.
   Noi,   senza  chiedere  nessun  voto  segreto  e  senza   avanzare
  particolari  richieste su chi vota o su chi non  vota,  con  grande
  chiarezza  diciamo no  Diciamo no a questa norma, perché  ci  porta
  tanti  anni  indietro; diciamo no perché mette in  discussione  una
  serie    di   azioni   amministrative   che   potrebbero    portare
  Amministrazioni pubbliche al sicuro dissesto economico; diciamo  no
  perché  siamo  quel  partito politico che crede  alla  libertà  del
  mercato.
   Spero  allora che questa spada di Damocle politica che il  Partito
  Democratico,  oggi, sta utilizzando - e fa bene, chi non  l'avrebbe
  fatto? - nei confronti del Governo aiuti l'assessore Venturi ad  un
  atto  importante nei confronti di una associazione che gli ha  dato
  la  fiducia  per  rappresentare le istanze  delle  imprese,  quelle
  istanze che guardano alla innovazione della Sicilia.
   Il nostro capogruppo, alla fine degli interventi dei parlamentari,
  aggiungerà  le  ragioni  del  nostro voto  contrario.  Un  no  che,
  purtroppo, questa volta è macchiato non da uno scontro politico, ma
  da   un   atteggiamento  che  provocherebbe,  in   questo   momento
  particolare  della  Sicilia,  uno  sconquasso  totale  e  dove   il
  presidente  della  Regione, qualora non appoggiasse  questa  norma,
  dovrebbe  prendere atto che il Partito Democratico, al di la  della
  dichiarata  lealtà, ha una lealtà condizionata a quelle che  invece
  sono  chiamate riforme, ma dall'altro lato è un ritorno al  passato
  che noi non vorremmo più vedere.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per tempo  avevamo
  detto  che questa finanziaria ci sembrava molto appesantita,  e  lo
  abbiamo detto non perché eravamo nella posizione di opposizione  ma
  perché  ritenevamo  che alcune norme avessero la  necessità  di  un
  approfondimento e di un miglioramento.
   Quando, l'anno scorso, ci siamo resi conto che l'esperimento della
  privatizzazione del servizio idrico era fallito, abbiamo presentato
  un  disegno  di legge, depositato l'11 dicembre 2009, per  fare  in
  modo  che  si  tornasse  alla  gestione  pubblica,  e  non  per  un
  atteggiamento politico pregiudiziale ma perché ci siamo resi  conto
  che  c'era un grande sperpero economico: molto spesso, in  libertà,
  si  fanno  interventi  come si vuole, si  fanno  intese,  si  danno
  incarichi, si spendono tanti soldi sulla pelle dei cittadini. Ciò è
  stato il motivo per cui abbiamo fatto la riflessione e, come Gruppo
  UDC, abbiamo presentato il disegno di legge.
   Adesso  riteniamo  che procedere a colpi di emendamenti  per  dare
  risposte  al  Partito  Democratico,  che  possa  così  giustificare
  l'appoggio in attesa di entrare nel Governo Lombardo, ci sembra una
  cosa  fuorviante e priva di senso. Siamo convinti che, se la  norma
  venisse stralciata, con il nostro disegno di legge saremmo pronti a
  farcelo emendare e a discutere per trovare una soluzione condivisa.
  Non  siamo contro la ripubblicizzazione dell'acqua, ma siamo contro
  le  norme   buttate   nella  finanziaria  appesantendola  solo  per
  accontentare ora l'uno ora l'altro.
   Ciò  avviene  per questo articolo in particolare,  così  come  sta
  avvenendo  anche  per  altri  articoli.Su  questo  punto   il   mio
  capogruppo   saprà  meglio  di  me  chiarire  il  voto,   ritenendo
  assolutamente fuorviante il tentativo di fare riforme, a  colpi  di
  emendamento,  che ricadono pesantemente sulla pelle dei  cittadini.
  Le riforme devono essere fatte puntualmente, per evitare confusione
  che  porta  ancor  di più a perdite di tempo  e  di  denaro  per  i
  cittadini.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo non già come
  presidente  del Gruppo MPA ma a titolo personale, come deputato  di
  quest'Assemblea regionale siciliana. La mia non è una  impostazione
  di   carattere  politico,  ma  di  coerenza  al  mio   passato   di
  amministratore e presidente della Provincia regionale  di  Palermo,
  dove  per  cinque anni ho condotto una battaglia perché la gestione
  del  servizio idrico fosse affidata - secondo le norme  del  codice
  civile, secondo le norme del nostro ordinamento regionale e secondo
  le norme europee - ad un privato.
   Qui  nessuno vuole fare battaglie di religione, nessuno  dice  che
  l'acqua  è privata, non è un problema di privatizzazione dell'acqua
  perché l'acqua è certamente un bene pubblico primario, su cui tutti
  siamo   assolutamente   d'accordo  e  che  dobbiamo   assolutamente
  difendere. Ma non si può dare una spallata ad un sistema che  ormai
  è  operante  in Sicilia e cancellare la governance di  un  servizio
  primario che è il servizio idrico.
   Una   serie   di   motivazioni  che  sono  state   qui   enunciate
  dall'onorevole Mancuso mi vedono assolutamente d'accordo  circa  la
  storia  della  gestione  del  servizio  idrico  da  parte  di  enti
  comunali.   Vorrei  ricordare  quanto  è  costata  l'AMAP,   quanta
  inefficienza ha portato.
   Sono  state  espletate  delle gare ad  evidenza  europea,  secondo
  contratti  di natura civilistica, regolamentati dal codice  civile,
  che  certamente  non possiamo spazzare con una legge  regionale  e,
  soprattutto,  quello che più mi inquieta è che  andiamo  a  perdere
  centinaia  e centinaia di milioni di euro di fondi strutturali  che
  sono stati previsti nel P.O. FERS 2007-2013.
   Per  quanto  riguarda  la  Provincia di Palermo  andrebbero  persi
  decine di milioni di cofinanziamenti aprendo un contenzioso di  cui
  non  se  ne  vedrà  mai fine, un contenzioso che  vedrà  certamente
  perdenti  gli enti locali, i poveri Comuni che già non  avevano  le
  risorse  per gestire un servizio idrico, e che non hanno  conferito
  le  proprie  strutture, non hanno consentito che i gestori  privati
  potessero  curare  questo  servizio. Quindi,  una  serie  di  danni
  incredibili, una serie di controversie senza fine e soprattutto  la
  perdita  di  decine, forse centinaia di milioni di  euro  stanziati
  dalla Comunità europea.
   Naturalmente, nessuno vuole affermare che l'attuale  gestione  dei
  servizi  idrici  delle sei province è un orologio  e  funziona  nel
  miglior  modo  possibile; ma se ci sono leggi  a  cui  bisogna  poi
  riferirsi,  occorre guardare, attenzione, riguardare, allora  nulla
  quaestio.
   Nessuno  qui  vuole fare battaglie di religione,  fra  l'altro  si
  parla  di  tariffe  che  certamente sono aumentate;  però  dovremmo
  guardare  l'ente sovragestore a quanto vende l'acqua  ai  vari  ATO
  provinciali, al margine di guadagno che ha per i servizi  e  per  i
  lavori  che  deve  eseguire sul territorio, e quindi  la  necessità
  dell'aumento delle tariffe.
   Nel  disegno di legge, inoltre, non viene individuato  quello  che
  dovrebbe  essere  l'ente  arbitro che,  finite  queste  risoluzioni
  contrattuali,  dovrebbe accertare di chi è la  colpa,  accertare  i
  danni,  accertare di chi è la responsabilità di tutto ciò  che  non
  avviene:  si apre uno scenario ingestibile di cui la legge  non  dà
  alcuna  indicazione ed alcun punto di riferimento, il  che  sarebbe
  realmente un disastro per i Comuni, e naturalmente per i cittadini.
   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  presentato   degli
  emendamenti soppressivi su cui insisto - ripeto - esclusivamente  a
  titolo  personale,  quale  deputato di questa  Assemblea  regionale
  siciliana.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  so  di  essere
  ripetitivo, e me ne scuso anche perché l'ora è tarda e non  abbiamo
  sospeso neanche qualche minuto per un caffè, ma ribadisco che anche
  questo articolo - forse più degli altri che abbiamo già esaminato o
  che  esamineremo  di  seguito  - imporrebbe  un  disegno  di  legge
  organico, come quello che ha già depositato l'UDC, possibilmente da
  emendare, da integrare, da cambiare; ma un disegno organico, non un
  semplice articolo in finanziaria. Quindi, noi non siamo contrari  a
  che  venga ripubblicizzata la gestione idrica in Sicilia, anche  se
  in  verità mi trovo in imbarazzo perché per esempio, parlando della
  mia  provincia, Caltanissetta, l'appalto è stato affidato da  parte
  dell'ATO,  nel  momento in cui il sindaco di Caltanissetta  era  un
  rappresentante  dei  DS,  il  presidente  della  provincia  era  un
  rappresentante  della  sinistra,  il  sindaco  di   Gela   era   un
  rappresentante della quasi estrema sinistra.
   Il  presidente dell'ATO era un rappresentante della sinistra ed io
  ho  guardato  con  meraviglia a quel che stava succedendo,  non  ho
  partecipato  a  nessun aspetto di quell'ATO e di quell'affidamento,
  mentre  altre  forze  politiche vi hanno  partecipato  attivamente;
  quelle   stesse  forze  politiche  che  oggi  vorrebbero  annullare
  quell'affidamento.
   Non  vorrei  che si mandasse un messaggio sbagliato da  quest'Aula
  quasi  che,  ripubblicizzando il sistema idrico siciliano,  l'acqua
  pubblica non si paghi più, perché non è così
   Lo è stato per larghissime sacche di evasione, ma l'acqua pubblica
  si paga pure.
   Allora, il problema è di come deve essere regolata la tariffa  per
  l'erogazione   idrica,  magari  differenziando   tra   agricoltura,
  industria,  produzione  e  usi civili e, quindi,  la  necessità  di
  trovare  dei  meccanismi certi per determinare la tariffa  e  farla
  pagare,  pubblica o privata che sia, perché il grande handicap,  il
  grande  flop  della  gestione idrica pubblica in  Sicilia  è  stata
  l'incapacità di fare pagare l'acqua ai cittadini. E, quindi, se  il
  messaggio  è  che dobbiamo pubblicizzare l'acqua perché  l'acqua  i
  cittadini  siciliani riprenderanno a non pagarla,  è  un  messaggio
  sbagliato.
   Ecco  perché  insistiamo per stralciare l'articolo  50  da  questa
  finanziaria  e  vorremmo  tanto che il  Partito  Democratico  e  il
  Governo  ci  dessero ascolto per procedere al meglio, convinti  che
  bisogna  ripubblicizzare il sistema idrico siciliano per andare  ad
  una  legge  che  affronti veramente il problema  in  tempi  rapidi,
  utilizzando  lo strumento legislativo già depositato dall'UDC.  Una
  legge  che sia efficace, intelligente e vera, e non con una  norma-
  manifesto, come si è detto, ma che può anche suonare come una sorta
  di  truffa  per  quei  sindaci  che respingono  la  privatizzazione
  dell'acqua.
   Se   questo  articolo  non  dovesse  essere  rinviato,  e   chiedo
  espressamente  che il Governo si esprima in tal senso,  preannunzio
  l'astensione dal voto del Gruppo parlamentare UDC.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sarebbe
  improponibile  liquidare in maniera superficiale  una  problematica
  così importante, non faremmo sicuramente un bene a questa Aula  né,
  tanto meno, ai cittadini siciliani.
   Faccio  una premessa, che per me è importante. Io sono un uomo  di
  partito e alla fine obbedirò, com'è normale che sia, a quello che è
  il  mandato  del  mio  partito. Tuttavia non voglio  rinunciare  ad
  esprimere  il  mio punto di vista su un tema così  importante  e  a
  spiegare,  non  la  non  condivisione  ma  la  opportunità  di   un
  correttivo  che chiedo ai nostri leali alleati, gente  che  si  sta
  ponendo un problema serio in Sicilia, cioè il problema dell'acqua a
  tutti  al  prezzo migliore, un bene, un patrimonio così  importante
  per tutti i cittadini e, tuttavia, vorrei che evitassimo che questo
  problema  diventasse  ideologico perché la mia  impressione  è  che
  stiamo  rischiando  di far diventare questo un problema  ideologico
  anziché pensare ad un dato fondamentale - vi chiedo scusa  -  e  il
  dato    fondamentale   è   che   stiamo   facendo    passare    per
  ripubblicizzazione  dell'acqua  un  fatto  che   è   assolutamente,
  ingenerosamente,  chiamato  così  perché  l'acqua,   in   atto,   è
  assolutamente pubblica e perché quello che importa dell'acqua non è
  la gestione, bensì la programmazione e il controllo.
   Allora vi chiedo di capire, e vorrei che l'onorevole Cracolici  ed
  altri amici del PD, che si trovano d'accordo su questa modalità  di
  impostazione  del  problema, ci spiegassero e  mi  spiegassero  per
  quale  ragione,  a  fronte  di  un  aumento  dissennato  del  costo
  dell'acqua  in  talune realtà comunali, quindi  un  problema  molto
  serio   per   quei  Comuni  nei  quali,  purtroppo,  una   quantità
  notevolissima  di  persone, di utenti non pagavano,  figli  di  una
  municipalizzata,  di una modalità di gestione  dell'acqua  che  era
  sempre  fatta  dalla  gestione di Pantalone, tanto  si  poteva  non
  pagare perché, alla fine, pagava il Comune e chi è sindaco,  chi  è
  amministratore queste cose le sa.
   La  nostra  vera scommessa, quindi, amici del PD, non è quella  di
  dire   torniamo  alle municipalizzate  ma è che il mondo  pubblico,
  l'istituzione pubblica deve controllare, deve aumentare i controlli
  e  chi sbaglia va a casa. Il problema è che l'istituzione deve  non
  solo controllare ma programmare reti idriche che funzionino.
   Non  è  possibile  che con le municipalizzate abbiamo  avuto  reti
  colabrodo   per   le  strade  e,  tuttavia,   non  sono   contrario
  assolutamente al pubblico, la mia cultura è di chi sostiene che può
  funzionare  bene il pubblico, può funzionare bene  il  privato,  ma
  mettiamoli in competizione.
   Non  possiamo dire, radicalizzando la battaglia, che  va  bene  il
  pubblico   o   va   bene  il  privato;  vanno  bene   le   gestioni
  economicamente  più  vantaggiose per i  cittadini  e  un  controllo
  assolutamente indiscutibile, ineluttabile da parte del privato.
   Vorrei  rivolgere solo una domanda all'onorevole Cracolici: quando
  si  pone  il problema di rimettere in discussione quei gestori  che
  non   hanno   realizzato  il  40  per  cento  di  quanto   previsto
  contrattualmente,  state  facendo  un  favore  ai  gestori   perché
  un'Amministrazione  comunale,  perché  un  ATO   può   mettere   in
  discussione  il  contratto anche se non viene  applicata  una  sola
  delle  norme contrattuali pattuite e previste ed è paradossale  che
  noi  stiamo scrivendo, invece, che possiamo rescindere i  contratti
  solo  se  non hanno  realizzato il 40 per cento di quanto previsto,
  li stiamo aiutando, non stiamo creando loro un ostacolo.
   Concludo  dicendo  no alla rimunicipalizzazione forzata,  no  alla
  privatizzazione forzata, sì ad una possibilità equa e di mediazione
  che  porti l'istituzione alla programmazione e al controllo e  che,
  poi,  metta  in  competizione  il pubblico  e  il  privato  per  la
  gestione.
   Tutti  noi  dobbiamo sapere che sull'acqua non vi può essere,  per
  legge, un plus economico. In effetti, il privato non mette un  dito
  nel costo dell'acqua.
   La  verità  vera è che il costo dell'acqua è previsto  per  legge,
  solo che tutti devono pagare tutto e non è possibile, amici del PD,
  che  dobbiamo fare in modo che in Sicilia vi sia chi deve pagare  e
  chi non deve pagare e le municipalizzate sono state storicamente la
  ragione di tale misfatto.
   Allora,  io dico - lo dico adesso e con grande serenità d'animo  -
  che, al di là delle animosità, dobbiamo smetterla di fare diventare
  tutto   ciò  una  battaglia  ideologica.  Ecco  perché  chiedo   di
  accantonare l'articolo condividendo il pensiero di chi, con  grande
  serenità,  pone  un  momento di riflessione e  non  un  momento  di
  rottura, di frattura quasi coercitiva.
   Chiedo serenamente l'accantonamento di questo punto perché  se  ne
  possa parlare e decidere se affrontarlo - come penso che sia giusto
  -  con  una  legge discussa in Parlamento, e non con un emendamento
  buttato  giù così, che possa essere un momento di sereno  dibattito
  tra  le  forze  politiche perché non c'è né l'acqua  di  centro  né
  l'acqua di destra e neanche l'acqua di sinistra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   vorrei
  interrompere   un   proficuo  dibattito  fra  alleati   di   questa
  maggioranza.  Mi  spiace che non sia presente il  presidente  della
  Regione,  ma  vorrei soltanto evitare che, a causa  di  una  deriva
  populista da parte di qualcuno, si consumasse l'ennesimo danno  nei
  confronti di questa già travagliata Regione siciliana.
   E'  chiaro che qui vi sono due questioni politiche sul tappeto, ed
  é bene che qualcuno abbia il coraggio di dirlo senza infingimenti.
   C'è  una posizione di grave imbarazzo del Governo perché,  fino  a
  ieri,  ha assunto provvedimenti in direzione della pubblicizzazione
  dell'acqua  -  nel senso dell'attuale gestione  -  e  la  presa  di
  posizione  di una partito, quale il Partito Democratico che,  oggi,
  vista la insufficienza dei consensi di cui gode il presidente della
  Regione, è in condizione di operare un ricatto politico e,  quindi,
  di  condizionare  l'atteggiamento del Governo e di  una  parte  del
  Parlamento sull'esito della Finanziaria, a condizione che passi  la
  linea  del  Partito  Democratico e,  quindi,  venga  votato  questo
  articolo della finanziaria.
   Non  sto  scoprendo  nulla di arcano perché basta  aver  ascoltato
  l'intervento  dell'onorevole Musotto e l'intervento del  mio  bravo
  vicepresidente, l'onorevole Colianni, per capire qual è il clima.
   Vorrei  pregare  gli  onorevoli Adamo e Greco  di  consentirmi  di
  finire l'intervento.
   Ho  avuto  l'opportunità di ascoltare l'intervento del  presidente
  del  Movimento  per  le  Autonomie,  onorevole  Musotto,  che,   da
  presidente   della  Provincia  regionale  di  Palermo,   ha   detto
  esattamente  quali  sono e quali saranno le disastrose  conseguenze
  per   la   Sicilia   se  dovesse  passare  questo  articolo   della
  finanziaria:   il  servizio  idrico  tornerebbe   ai   privati   ma
  distruggeremmo  tutto  quello che oggi si è  fatto  in  termini  di
  infrastrutture  idriche  e perderemmo milioni  e  milioni  di  euro
  destinati alle infrastrutture.
   Sono questi i momenti in cui la politica di Governo deve fare  una
  scelta: o governa nell'interesse dei siciliani anche facendo scelte
  in  contrasto con l'anomala maggioranza che lo sostiene o  dimostra
  di  essere un Governo debole, condizionato, sotto tutela,  incapace
  di  avere una propria determinazione politica istituzionale, perchè
  ho  sentito molti assessori di questo Governo esprimere una  grande
  preoccupazione  se dovesse passare, con il voto favorevole,  questo
  articolo della finanziaria.
   Invito  il  Governo e non so chi, a questo punto - se  l'assessore
  Pier  Carmelo Russo, non certo l'assessore Strano perché non è  una
  delega a lui assegnata, lui si occupa di cose molto più belle  -  a
  ritirare  o ad accantonare questo articolo perché quello dell'acqua
  non  è  un argomento che può essere lasciato ad un braccio di ferro
  tra  il Governo e un partito di minoranza, che oggi diventa partito
  di maggioranza relativa in quest'Aula.
   Il  danno  che sta facendo alla Sicilia è difficile e  io,  signor
  Presidente, le anticipo sin d'ora che chiederò il voto  segreto  su
  questo articolo perché è chiaro che dovremo lasciare i parlamentari
  -  so,  infatti, che non tutti condividono, anche all'interno della
  stessa  maggioranza  -  liberi  di  esprimersi  su  una  norma  che
  sicuramente arrecherà danni irreparabili e drammatici alla Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace che
  non  ci  sia  la presenza del Governo  ecco arrivare il  Presidente
  della Regione che saluto con particolare attenzione.
   L'argomento, chiaramente, ci induce a delle riflessioni importanti
  che devono necessariamente prescindere da qualunque valutazione  di
  appartenenza.  Non  si  può affrontare il problema  da  destra,  da
  sinistra  o  dal  centro. E' un problema assai  importante,  troppo
  importante:  corriamo un grande rischio, poi tenterò brevemente  di
  spiegare  il  perché, corriamo il rischio di assetare  la  Sicilia;
  corriamo il rischio di tornare indietro a trenta, quarant'anni  fa,
  quando,  in  moltissime  città - e la mia,  certamente,  non  si  è
  distinta  da  questo  punto di vista - la distribuzione  dell'acqua
  arrivava a quattrocento litri al secondo. Come voi capite si tratta
  certamente di un argomento molto tecnico, ma è evidentissimo che ci
  si  trovava in condizioni di non potere soddisfare i bisogni  delle
  diverse   comunità.  Molte  città  siciliane  vivevano  il   dramma
  quotidiano  dell'acqua,  dell'approvvigionamento  idrico  e,  molto
  frequentemente,  anche  con  i  sistemi  più  moderni,  quelli  che
  guardavano  più  attentamente  il  problema,  non  si  riusciva   a
  soddisfare le esigenze.
   Questo atteneva anche alla distribuzione per l'agricoltura:  anche
  in  quel  settore si pativa, fino a qualche decennio fa,  il  grave
  problema dell'approvvigionamento idrico.
   Nel  corso  degli anni, sono intervenute diverse norme  che  hanno
  cercato di regolamentare questa materia - la legge  Galli  è la più
  evidente  - e si arrivò alla costruzione degli ambiti territoriali.
  L'onorevole Mancuso ricordava che l'ATO Messina non era, e  non  è,
  riuscito  a dotarsi di un sistema di gestione. Questo è  un  grosso
  neo  per  quella provincia - allora, ero presidente della Provincia
  regionale di Messina - e si continuò negli anni seguenti ed è  nato
  dalla carenza legislativa che non attribuiva ai Comuni un peso pari
  ai  propri abitanti, ma attribuiva un numero ben lontano  dal  peso
  degli  abitanti e che poi ha determinato quella questione che  qui,
  in quest'Aula, qualcuno conosce molto bene e cioè non ha consentito
  la scelta dell'avvio della gara per individuare il gestore.
   La  mia  città  si  avvale di un'azienda municipalizzata,  che  si
  chiama AMAM, a totale capitale pubblico.
   Sappiamo che oggi, dopo diversi interventi nati proprio a causa  e
  in  conseguenza dell'ammodernamento, è stata avviata, nonostante la
  mancanza di un gestore squisitamente privato, e si è giunti ad  una
  distribuzione - che ora può considerarsi soddisfacente  -  di  1200
  litri   al   secondo,   in  una  condizione   che   permane   certo
  difficilissima e che necessita di un intervento strutturale  perché
  ci troviamo di fronte ad impianti fortemente obsoleti, a condutture
  che,   oggi  più  che  mai,  in  Sicilia  risentono  del   dissesto
  idrogeologico   e,   molto  spesso,  basta  uno   smottamento   per
  interrompere la distribuzione dell'acqua e, molto spesso, basta una
  qualunque   condizione   meteo  avversa   per   creare   difficoltà
  strutturali.
   Abbiamo  avuto la consapevolezza e la certezza che il passaggio  -
  con  quelle  strutture, con quei sistemi e con  la  possibilità  di
  avvalersi di un sistema squisitamente pubblico - ad un sistema  che
  certamente risente ancora oggi dell'unica proprietà che è  pubblica
  ma  che può muoversi all'interno di una logica privatistica,  abbia
  portato a quei risultati che poc'anzi ho citato.
   Non si tratta di fare un percorso nuovo, non si tratta di fare  un
  ragionamento rispettoso dei bisogni dei siciliani, nQon  si  tratta
  di  capire quale deve essere la strada da seguire perché certamente
  nessuno  deve  privatizzare l'acqua e mi rendo conto che  in  molte
  occasioni abbiamo dovuto porre orecchio alla emotività che è venuta
  anche  dai Consigli comunali, che hanno ritenuto che si potesse  in
  qualche  maniera  correre  il rischio di privatizzare  questo  bene
  importante e fondamentale.
   Qui  si  tratta  di  capire, come bene  ha  fatto  il  legislatore
  nazionale,   che   dobbiamo  privatizzare   un   servizio   laddove
  l'approvvigionamento oggi diventa assai costoso sia per il pubblico
  sia  per  il privato, e su quello bisogna mettere mano,  su  quello
  bisogna intervenire per differenziare sempre più e sempre meglio il
  costo dell'acqua potabile rispetto all'acqua per irrigazione.
   Su  quello bisogna intervenire con norma per tentare di affrontare
  seriamente  il  problema perché, così facendo, noi lo  complichiamo
  creando le condizioni perché vi sia un tuffo rovinoso nel passato.
   Non  ce  lo possiamo consentire. Non è un problema di impostazione
  politica:  qui stasera abbiamo visto che ufficialmente  il  Partito
  Democratico, per bocca di Colianni, è un alleato di questo Governo.
  Non vi è appoggio esterno, non vi è appoggio interno; vi sono degli
  alleati  che  si muovono all'interno di una logica e  ne  prendiamo
  atto. Finalmente, i siciliani sanno da questa sera, per bocca di un
  autorevole esponente, che si tratta di un'alleanza organica. E  poi
  c'è la stampella del mio amico, onorevole Rinaldi, che rispetto con
  affetto.
   Onorevole  Presidente, però vi è da dire che, se vogliamo  rendere
  un  servizio,  abbiamo  l'obbligo di  affrontare  compiutamente  il
  problema  perché non capisco che c'entra questa norma con la  legge
  finanziaria,  non  ne comprendo l'attinenza.  Questa  è  una  legge
  sostanziale  che deve indurci al confronto serrato con  le  diverse
  realtà  che insistono sul territorio, con le autonomie locali,  con
  le forze politiche, con le forze sindacali. E' chiaro, infatti, che
  si tratta di un ragionamento che poi può imprimere a noi una spinta
  verso  il futuro o, al contrario, un muro, può porci davanti ad  un
  muro che diventa invalicabile.
   Allora,  fermiamoci  un attimo. Fermiamoci un  attimo,  Presidente
  della  Regione,  e  ascoltiamo gli appelli, e  non  solo  perché  è
  validissimo  il ragionamento di chi per tanti anni ha amministrato,
  come    l'onorevole   Francesco   Musotto;   è   validissimo   quel
  ragionamento,  e  si  creerebbe  una  condizione,  certamente,   di
  contenzioso,  che  ad  altro non servirebbe  che  a  danneggiare  i
  siciliani,  che  avrebbe un solo vantaggio, ma il prezzo  è  troppo
  alto,   di   consentire  al  Governo  di  continuare  ad  avvalersi
  dell'appoggio del Partito Democratico.
   Qui,  però,  non  facciamo interessi di parte ma  dobbiamo  essere
  portatori di interessi generali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di rientrare
  nei  cinque minuti regolamentari, ma l'argomento mi ha visto  forse
  protagonista in questa vicenda per non rispondere.
   Vorrei soltanto attenzionare alcune vicende. Nel marzo del 2009 ho
  presentato il primo disegno di legge per tentare di fermare  quello
  che è stato fatto. L'argomento è troppo importante e, siccome penso
  di  conoscerlo, onorevole Buzzanca, in quanto sono stato tra quelli
  che hanno impedito la privatizzazione dell'acqua nella provincia di
  Messina,  le  voglio dire che il suo Consiglio comunale,  onorevole
  Buzzanca, a stragrande maggioranza, ha votato

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, si rivolga alla Presidenza.

   LACCOTO. Su questa vicenda bisogna fare chiarezza.
   Intanto,   abbiamo avuto in Sicilia delle gare che hanno  dato  ai
  privati   per  trenta  anni la gestione delle risorse  idriche,  la
  gestione  delle  reti  e  gli appalti,  comprese  le  reti  idriche
  vetuste.
   Questo è stato il primo punto che sicuramente è stato fatto  senza
  concorrenza.
   Nelle   province  in  cui  sono  stati  affidati  gli  appalti   -
  chiaramente  mi riferisco ad Agrigento, a Palermo,  a  tante  altre
  province   -,  non  c'è  stato  un  miglioramento  della   gestione
  dell'acqua  o  del  pagamento dell'acqua ed è chiaro  che  vi  sono
  state,  anzi, da parte di molti Consigli comunali che rappresentano
  un   milione   di  abitanti,  delibere  contro  la  privatizzazione
  dell'acqua.
   Attualmente  la situazione in Sicilia è questa: a parte  il  fatto
  che  -  non  mi meraviglia, non è questo il punto - ha  partecipato
  alle gare un solo ATO per ogni provincia senza concorrenza, un solo
  ATO  almeno in provincia di Palermo, in provincia di Agrigento,  in
  alcune  province senza concorrenza; diciamo che il servizio privato
  non  ha  sicuramente privilegiato né il servizio dell'acqua  né  le
  tariffe, che sono aumentate.
   Abbiamo  un'esperienza in Sicilia a cui abbiamo tentato  di  porre
  rimedio,  quella degli ATO rifiuti, ATO rifiuti concepiti male  che
  hanno  portato  ad un miliardo di euro di spesa, che hanno  portato
  all'emergenza dei  debiti, che hanno portato all'emergenza  rifiuti
  e,  mentre,  come vedete, sui rifiuti si poteva anche soprassedere,
  sull'acqua che è un bene pubblico sicuramente indispensabile, senza
  ideologia, non si può scherzare.
   Allora,  il  concetto è uno: non è che con questa  norma  si  stia
  passando direttamente alla gestione pubblica, ma si sta tentando di
  dire,  in base alla norma nazionale, che gli enti preposti  possono
  verificare  la sussistenza dei requisiti previsti in  questa  norma
  che  certamente  sono quelli per tentare proprio di evitare  quelle
  somme  da  pagare  per  indennizzo, previste  in  quelle  province,
  laddove gli enti gestori privati che hanno l'obbligo di fare  tanti
  investimenti, così come prevedeva la gara, non hanno  provveduto  a
  fare  gli investimenti previsti dal capitolato e, intanto,  diventa
  sic et simpliciter una gestione da togliere ai privati.
   C'è  da dire però che in Sicilia vi sono già tre province - e  tra
  queste, Messina e Trapani - a cui le gestioni non sono state ancora
  assegnate ai privati.
   Ora, in tutta questa vicenda è intervenuta una legge nazionale che
  ha  previsto che, al 31 dicembre, le Autorità d'ambito cessano.  La
  legge  nazionale prevede la possibilità del passaggio  ai  privati,
  nelle  province  della  Sicilia vi sono queste  particolari  realtà
  socio-economiche  di fare almeno il servizio  in  house  o  secondo
  quanto previsto.
   Molte sentenze al riguardo non sono definitive, ricordiamo che  vi
  sono ancora ricorsi pendenti innanzi al CGA proprio contro le gare,
  contro l'affidamento in questo contesto regionale. Allora, dove tre
  province  non  hanno  ancora affidato la gestione  delle  reti,  la
  gestione  dei  lavori e la gestione del servizio idrico,  vi  è  la
  possibilità  di  bloccare  con questa norma,  così  come  vi  è  la
  possibilità  nelle province dove le imprese tentano  solo  di  fare
  profitto  e non di rendere il servizio, di verificarne la  qualità,
  l'efficienza e anche l'aderenza alle norme del capitolato.
   Questa  è la norma che, in questa fase, viene approvata;  dopo  di
  che,  con  separato atto, sarà approntata una legge  dall'Assemblea
  regionale siciliana.
   Ho  sentito  parlare qui di vicende idrogeologiche  e  mi  rivolgo
  all'onorevole Buzzanca per dire che in provincia di Messina, se non
  ci  fosse  stato il blocco dell'affidamento della gara, l'AMAM  non
  avrebbe  potuto  partecipare a quella gara che, per  legge,  doveva
  essere  data  solo ai privati perché l'AMAM, fuori  dal  territorio
  urbano, non poteva parteciparvi.
   Voglio  dire  che  qui  non  si può fare  passare  questo  per  un
  provvedimento ideologico quando consigli comunali di tutte le parti
  politiche  e  di  tutti  i  partiti indistintamente,  quasi  sempre
  all'unanimità,  hanno votato contro la privatizzazione  dell'acqua.
  Non  c'è  nessuno che è contro la privatizzazione, ma è chiaro  che
  noi  dobbiamo  sicuramente far passare il principio  che  gli  enti
  locali che non danno un servizio, sicuramente per profitto,  ma  lo
  danno  come  servizio,  come gestione di servizio,  possono  meglio
  rappresentare gli interessi dei cittadini della Regione  siciliana,
  e questo è il primo punto
   Se  non  approvassimo questa norma della finanziaria  stasera,  in
  Aula, potrebbe essere troppo tardi perché si potrebbero consolidare
  posizioni di gestioni che poi sarebbe difficilissimo scardinare.
   Ancora  questa sera diamo la possibilità agli Ambiti  territoriali
  di  verificare quale sia la reale situazione nelle diverse province
  siciliane  e  solo  in questo modo riusciremo  a  fare  il  bene  e
  l'interesse dei siciliani, al di là delle posizioni dei partiti.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entrerò  nei
  dettagli  normativi  ma, francamente, mi pare che  ci  siano  delle
  preoccupazioni legittime. La norma, in realtà, vuole  semplicemente
  recepire  la  norma  nazionale ed entro un anno  questa  Regione  e
  questo  Parlamento dovranno stabilire come sostituire gli  ATO  che
  sono stati aboliti su proposta della Lega.
   Detto   ciò,   il   tentativo  di  porre  come  difficoltà   nella
  ripubblicizzazione  del  servizio idrico la  gestione  fallimentare
  dell'EAS  in Sicilia, è un tentativo maldestro. Al sindaco Buzzanca
  voglio  ricordare - e lo faccio con molto rispetto  -  che  il  suo
  Consiglio comunale ha votato il 4 febbraio la delibera che avvia la
  procedura  per  il  disegno  di legge di  iniziativa  dei  consigli
  comunali.
   C'è  stato  un  altro  tentativo nel dibattito,  quello  di  voler
  argomentare  questa norma come fatto ideologico.  Voglio  ricordare
  agli amici del PDL che in Sicilia i sindaci del Partito Democratico
  sono  pochi,  i consigli comunali non sono poi tanti. Uno  dei  tre
  firmatari  e  presentatori del disegno di legge  è  il  sindaco  di
  Menfi, che è un autorevole esponente del PDL agrigentino, e poi  vi
  è  il  sindaco di Burgio, autorevole esponente del PDL agrigentino.
  Ci  sono centoquaranta comuni che non sono tutti soviet ma ci  sono
  presenze  di  tutti  i partiti presenti nel Parlamento  italiano  e
  siciliano.
   Questa  norma  non  è risolutiva perché il problema  é  molto  più
  complesso,  ma apre ad un ragionamento che si interseca all'interno
  di una norma nazionale.
   Ricordo    ai   cinque   presidenti   dei   Gruppi   parlamentari,
  all'onorevole    Maira,   all'onorevole   Leontini,   all'onorevole
  Cracolici, all'onorevole Giulia Adamo e all'onorevole Musotto,  che
  hanno  firmato un paio di mesi fa un ordine del giorno con il quale
  si  impegnavano ad intervenire immediatamente in Aula su un disegno
  di  legge per l'acqua, a sospendere i commissari, per cui  c'è  una
  forma  di  schizofrenia  in tal senso. Ho il  documento  e,  se  lo
  desiderate, ve ne darò una copia, avete preso impegni in tal  senso
  sui commissariamenti. Però, la premessa poneva una questione.
   Detto ciò, ritengo opportuno che questo Parlamento, per una volta,
  non si faccia scavalcare da altri, dalla Lega che la questione l'ha
  posta  già  sia  sulla normativa nazionale sia  abolendo  gli  ATO.
  Esiste,  peraltro,  una potestà legislativa di  questa  Regione  in
  materia   di   acqua  ed  è  una  potestà  legislativa   esclusiva.
  Sicuramente  disquisiremmo per giorni e  giorni  sul  perimetro  di
  questa  potestà legislativa, sulle direttive comunitarie che  nulla
  hanno  a  che fare con la gestione del servizio idrico che,  ormai,
  viene  considerato  servizio pubblico non  a  rilevanza  economica,
  peraltro abbiamo presentato un subemendamento perché venga recepito
  nella norma.
   All'UDC  chiedo  di approvare questa norma, come  pure  lo  chiedo
  all'MPA,  lo  chiedo  all'onorevole  Colianni  pregandolo  di   non
  mettersi eccessivamente sotto sforzo.
   E' chiaro che per noi del PD, senza farne una questione di logica,
  l'approvazione  di  questo testo - che  apre  entro  l'anno  ad  un
  dibattito complessivo che le Commissioni e l'Aula devono fare - non
  significa affermare che in Sicilia l'acqua deve essere gestita solo
  dall'EAS, cosa non vera, perché almeno in duecentocinquanta  comuni
  c'era  una  gestione diretta e ai cittadini il costo era dato  solo
  dall'onere complessivo del servizio.
   Centoquaranta  comuni e consigli comunali di tutte le  espressione
  dell'intero   Parlamento  hanno  votato   e   chiesto   ai   propri
  rappresentanti  di  avviare questo processo  legislativo  che  oggi
  inizia.
   Chi si sottrarrà a questa occasione utilizzando - come ha fatto il
  sindaco  di Messina - argomenti che, devo dire, non reggono,  fanno
  un  torto  soprattutto a quei siciliani che si  sono  visti,  e  si
  vedono, recapitare bollette salate e anche comuni, in provincia  di
  Enna,  dove  gli  utenti si sono visti  tagliare  l'acqua  per  poi
  dovere pagare centoventi euro per il riallaccio.
   Io  ritengo  che  ci siano serie motivazioni per approvare  questa
  norma  e  avviare  entro l'anno, entro il 2010,  quale  modello  di
  gestione  rispetto anche alla evoluzione normativa che  ci  sarà  a
  livello nazionale.
   Pertanto,  chi si sottrae oggi, farà sostanzialmente  un  torto  -
  come  mi  ha  detto il collega Bonomo anticipando  che  lui  voterà
  questo testo così come il suo partito sostiene, e lo sostiene anche
  alle  estreme conseguenze - chi si sottrae fa un torto ai siciliani
  e,  soprattutto, a quella classe dirigente che nei territori ha già
  vissuto  il dramma degli ATO rifiuti e oggi potrebbe vivere  ancora
  di più quello degli ATO idrici.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io forse,  assieme
  a  tutti  voi,  sono vissuto in un'altra era, in  un   Paese  delle
  meraviglie , un'epoca in cui l'acqua era a gestione pubblica ed era
  un'epoca  in  cui  tutto  funzionava  perfettamente,  non   c'erano
  sprechi,  non c'erano debiti. Tutti i cittadini avevano l'acqua  in
  casa  e  nessun  paese,  neanche il  più  sperduto  della  Sicilia,
  soffriva  per  la  mancanza di acqua. Voglio  iniziare  con  questo
  paradosso,  signor  Presidente, e ne  racconto  un  altro,  perché,
  purtroppo, sono qua ormai forse da troppo tempo e mi ricordo troppe
  cose.
   Una  volta,  quando assessore ai lavori pubblici  era  l'onorevole
  Guglielmo  Scammacca  della  Bruca,  mio  caro  amico,  si  era  in
  prossimità della legge finanziaria e si doveva cercare di appostare
  nel  capitolo le somme necessarie per cercare di ripianare i debiti
  dell'EAS,  si  discuteva  con  i  tecnici  -  mi  rivolgo  a   lei,
  Presidente,  perché  so  che  di  queste  cose  è  competente  -  e
  l'assessore  Scammacca era furibondo perché nessuno  dei  dirigenti
  dell'assessorato, e neanche dell'assessorato del bilancio,  era  in
  grado  di quantificare l'ammontare dei debiti - e credo che tuttora
  la  Regione non sia in grado di quantificare l'ammontare  del  buco
  dell'EAS,  se ammonta a 1.500 miliardi di vecchie lire  o  a  2.200
  miliardi di vecchie lire -; non c'era nessuno in grado di stabilire
  con  certezza qual era la voragine dei debiti causata  da  un  solo
  ente, l'EAS che, come diceva giustamente l'onorevole Panepinto, non
  è  che  fornisse l'acqua a tutta la  Sicilia, ma forniva l'acqua  a
  Palermo,  ad alcune parti di Messina e non so a quante altre  parti
  della provincia.
   Siccome in quest'Aula siamo tutti deputati preparati, che siamo  a
  contatto  con  la  gente  e con le comunità  locali,  non  mi  fate
  continuare ad elencare altre nefandezze perché, parliamoci  chiaro,
  l'acqua funziona, la gestione pubblica dell'acqua funziona solo  in
  quei comuni, in quei piccoli comuni dove c'è un acquedotto autonomo
  che,  quindi, funziona proprio perché deve funzionare. Ma dal punto
  di  vista  dell'efficienza, dell'efficacia,  della  capacità  della
  gestione pubblica, di mettere a regime un servizio pubblico,  credo
  che  sia  un'offesa a noi stessi continuare a pensare che si  possa
  attribuire  tale  capacità alla gestione pubblica,  e  lo  dice  un
  deputato che non è un privatista ad oltranza, tutt'altro.
   Però,  onorevoli  colleghi, vogliamo  di  nuovo  pensare  di  fare
  ripiombare   tutto  senza  approfondire?  Io  sono   d'accordo   ad
  approfondire l'argomento, mi trovate d'accordo se mi si dice  è  un
  argomento  importante, vogliamo approfondirlo,  vogliamo  trattarlo
  per l'importanza che l'argomento merita .
   Però,  se l'argomento è importante e se non vogliamo causare altri
  disastri  come  quello  degli  ATO rifiuti,  che  era  un  disastro
  annunciato già nel momento in cui, poco tempo dopo avere  fatto  la
  legge,  si  è  cominciato a verificare che non  funzionava,  allora
  perché  farci  prendere  dalla fretta in  una  finanziaria  con  un
  emendamento e andare a causare danni, peraltro con una  norma  che,
  di  per  sé,  non farebbe ritornare l'acqua in mani  pubbliche,  ma
  stabilirebbe solo un principio: Allora, se questo è, presentiamo un
  disegno  di legge, discutiamolo come disegno di legge, ma  evitiamo
  di fare danni, evitiamo di creare altri debiti.
   Qui  oggi ci accapigliamo per trovare un milione di euro, 100 mila
  euro  persino, ci accapigliamo per dare risposte a tanta gente  che
  protesta fuori dal Palazzo perché non abbiamo risorse. Evitiamo  di
  fare  altri  danni, evitiamo di incorrere, ad esempio, in  sanzioni
  della Comunità europea che potrebbero toglierci quelle risorse  che
  la  stessa  Comunità ha messo a disposizione per  la  gestione  del
  servizio idrico integrato. Perché questa fretta? Perché cercare  di
  causare   un   danno  certo  quando  invece  con  l'approfondimento
  necessario, importante, che viene fuori da un disegno di legge dove
  tutti, a partire dal rispetto di ciò che prevedono le norme,  hanno
  la  possibilità di varare un provvedimento che sia giusto,  equo  e
  favorevole per la Sicilia e che, soprattutto, non causi danni  alla
  gente?
   Altro  che  venire  incontro  alla gente   Noi  qui  rischiamo  di
  approvare un provvedimento che metterà i siciliani nuovamente nelle
  condizioni di non avere più l'acqua; ma a questo potremmo  dire  di
  essere  abituati.  Il vero problema è un altro,  ed  è  quello  che
  dicevo  prima  del  mio  amico  Guglielmo  Scammacca  della  Bruca:
  trovarci, da qui a qualche anno, a dover mettere mano al portafogli
  che  non  c'è  più  per  risanare i debiti enormi  causati  da  una
  gestione sbagliata. Perché farlo?
   Non  siamo  tutti contro la proposta. Non sono in  maniera  decisa
  contro la proposta. Come ho detto, non sono un privatista a tutti i
  costi.  Ma  perché  non  l'approfondiamo, perché  non  facciamo  un
  provvedimento  giusto?  Facciamo un provvedimento  giusto  che  non
  causi danni.
   La  Presidenza  dovrebbe proporre di stralciare l'argomento  e  di
  inviarlo  con urgenza in Commissione per vedere di dare  il  giusto
  approfondimento all'argomento stesso.
   Non  è  un problema di politica, non è un problema di vincitori  o
  vinti;  è  un  problema di fare un provvedimento giusto,  vista  la
  portata del provvedimento, che non causi danno ai siciliani.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  l'onorevole  Formica  ha  richiamato in vita  un  periodo  che,  in
  effetti,  mi ha trovato in questa Assemblea quale presidente  della
  Commissione   Ambiente   e  Territorio  a   discutere   su   alcune
  problematiche che concernevano in particolar modo l'EAS. E  ricordo
  a  me  stesso - e lo vorrei dire a tutti i colleghi - che una delle
  vere  cause, poi sulla gestione parleremo, per cui l'EAS  entrò  in
  crisi  al punto tale che la Regione decise di liquidarla fu proprio
  su un problema di gestione.
   Ho  sentito  fare dei paragoni che, sinceramente, c'entrano  poco,
  perché  i  rifiuti  sono  qualcosa  che  conosciamo  tutti   e   si
  trasportano  con  i  mezzi; l'acqua, fino  a  prova  contraria,  si
  trasporta con le condotte, guarda caso sotto terra.
   Sull'argomento  della gestione del servizio  idrico  o  quando  si
  trasformò  il  tutto  in privatizzazione degli ATO,  nacque  questo
  problema  in  quanto ci si è resi conto - e, forse, tanti  colleghi
  non lo sanno - che una delle più grandi disgrazie di questa terra è
  che  nel  trasporto  di questo preziosissimo  bene  che  è  l'acqua
  partono  cento litri e ne arrivano a destinazione forse 50,  e  qui
  non  vi  sto  a  dire il perché. E' per un insieme  di  motivi  sia
  perché, molte volte - il più delle volte - le reti erano una  delle
  cause,  l'EAS  dichiarava sempre la impossibilità  ad  eseguire  la
  manutenzione  delle  reti e, diciamocelo pure, anche  perché  molte
  volte  c'era un prelievo non corretto dell'acqua che cammina  nelle
  condotte, anche per fini differenti.
   Allora, su un argomento che, oltretutto, mi vede da parlamentare e
  conoscitore di questa materia da un po' di tempo in difficoltà oggi
  a  sostenere  qual  è  la soluzione più giusta,  io  credo  che  il
  problema  non  si possa affrontare solo ed esclusivamente  in  base
  alle  problematiche provinciali, intanto perché, se dovesse passare
  questo articolo - e lo dico a tutti affinché resti agli atti  -  si
  creerebbe  una  problematica ulteriore perché resta una  situazione
  anomala, in quanto il cosiddetto ente che ha la gestione dei grandi
  invasi e di alcune delle più grosse reti adduttrici, Sicilia Acque,
  di fatto pubblico non è. E allora, se oggi venisse approvata questa
  norma, si creerebbero due tipi di servizi: da una parte, quello che
  determina  tutto privato e quello che, invece, dà la  distribuzione
  e, quindi, la gestione nei territori diventerebbe pubblica, solo la
  gestione  perché,  ha  detto bene l'onorevole  Mancuso,  anche  qui
  spesso  ci  si confonde: l'acqua è un bene pubblico, è la  gestione
  che è privata ed è ben altra cosa.
   Forse ci si confonde per la pubblicità televisiva perché ormai  di
  pubblicità di acqua privata, quella delle bottiglie, ce c'è  tanta,
  quindi, diciamo che  l'acqua è diventata privata .
   Non è così, l'acqua è un bene pubblico, poi c'è chi la imbottiglia
  e la vende, c'è chi si occupa anche di fare la erogazione come bene
  pubblico in tutti i Comuni, e quello è un altro tipo di servizio.
   Purtroppo  non si può dire  inviterei a ritirare l'emendamento   o
   inviterei  a  stralciare l'argomento , perché  oggi  l'articolo  è
  scritto lì, è uscito dalla Commissione e si approva o si boccia, ma
  non  perché  si vuole bocciare il principio, personalmente  non  mi
  sento  di  dire se questa soluzione sia giusta o sia sbagliata,  ma
  perché  un argomento di questa delicatezza - e oggi è bene  dircelo
  che  la  Regione ritornerebbe indietro anche con alcune  situazioni
  avviate - crea, secondo me, un problema ancora più grosso di quello
  che oggi discutiamo.
   Pertanto, invito a riflettere sulla posizione di mantenere o meno.
  Forse è opportuno, onorevole Cracolici, e non lo dico perché voglio
  andare  contro  un'idea  che penso sia  del  suo  gruppo  politico,
  l'emendamento proposto in finanziaria, però credo che sarebbe  bene
  riflettere  e  ricollegare  questa materia  anche  al  problema  di
  Sicilia  Acque, che esiste, è vero che mi si dice che  all'articolo
  20  è  stato aggiunto il comma k, ma questo sarebbe ancora un altro
  problema.  Se, in effetti, il Presidente della Regione si  assumerà
  pure  la  responsabilità di un decreto riguardante una  partecipata
  della Regione, Sicilia Acque, alla quale per legge abbiamo dato  un
  insieme  di  prerogative  e  oggi, di colpo,  diciamo  che  abbiamo
  scherzato,   deve  pur  sapere  a  cosa  la  Regione  va   incontro
  economicamente.
   Concludo  invitando  a  votare  contro  questo  articolo  per   le
  motivazioni di cui ho parlato prima, non perché io sia contrario  a
  priori ma perché credo che questa materia meriti una discussione  e
  un  approfondimento  -  come qualche collega  ha  già  detto  -  in
  commissione,  valutando le questioni che si potrebbero  creare  per
  tutto ciò che riguarda anche la grande adduzione, i grandi invasi e
  tutto il resto.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  filosofia  che  ha  ispirato  la legislazione  degli  ATO  non  sia
  sbagliata: più comuni si mettono insieme, hanno economie di  scala,
  riescono a fare investimenti cospicui, danno buoni servizi a prezzi
  contenuti.
   Se  non  che  in Sicilia, noi ci siamo trasformati in re  Mida  al
  contrario: re Mida trasformava in oro tutto quello che toccava, non
  le  dico  in  che cosa noi trasformiamo tutto quello che tocchiamo,
  occorrerebbe  il dizionario dell'onorevole Leontini,  o  meglio  il
  dizionario dei sinonimi e contrari.
   Vedo che questo discorso è leggermente ammalato di sicilitudine.
   La   speculazione  sull'acqua,  l'acqua  come  affare  del   terzo
  millennio,  non è oggetto di discussione solo nel nostro territorio
  regionale,  é  un caso mondiale. Il Parlamento se ne interessa,  si
  interessa  di  rifiuti, si interessa di acqua e credo  che  sia  il
  lavoro  che è stato fatto nelle ultime settimane sia quello  che  è
  stato fatto a proposito della legge finanziaria, non vada messo  da
  parte,  ma  è  mia  convinzione che  sia  uno  degli  elementi  più
  qualificanti del lavoro del nostro Parlamento in senso assoluto.
   Chi  le parla, poi, è stato, da sindaco, il primo sindaco già  nel
  2006  ad  opporsi,  in modo deciso, al processo di  privatizzazione
  dell'acqua  in provincia di Ragusa. Noi non abbiamo consegnato  gli
  impianti  e  siamo  stati commissariati. Noi  non  abbiamo  aderito
  all'ATO e siamo stati commissariati.
   Il   Consiglio   comunale  non  ha  deliberato   e   siamo   stati
  commissariati. Ci siamo messi alla testa di decine di  migliaia  di
  manifestanti  che volevano mantenere la gestione in house.  Abbiamo
  vinto  la  battaglia. Non è accaduto assolutamente nulla e  abbiamo
  impedito, io ritengo, che si perpetrasse un'operazione dai contorni
  molto oscuri.
   La  privatizzazione dell'acqua, ricordo a tutti quanti, si basa su
  una  integrazione  di  gestione,  con  l'affidamento  a  trattativa
  privata, di appalti per centinaia di milioni di euro.
   Noi  ci  siamo  opposti e io, francamente,  non  ho  visto  nessun
  elemento negativo, non è accaduto assolutamente alcun disastro.  Mi
  permetto un'ulteriore riflessione, a proposito della filosofia  che
  sta sotto queste norme e che sarebbe quella di ridare centralità ai
  sindaci.
   Noi  dobbiamo  intraprendere  anche un  rapporto  di  lealtà,  non
  possiamo fare finta di non sapere.
   Io  ho  grande affetto e grande simpatia per i sindaci,  ma  molti
  problemi  pertinenti agli ATO sono stati presi  a  sacco  d'ossa  e
  scaricati  sugli  ATO. Per i rifiuti è stato così,  per  l'acqua  è
  stato così
   Non  mi riferisco a lei, non mi riferisco a nessuno dei sindaci  o
  degli  ex  sindaci  importanti che ci  sono  qui  e  presidenti  di
  provincia  autorevoli,  ma  noi non  possiamo  fare  operazioni  di
  ipocrisia, non sapendo che ci sono stati amministratori locali  che
  a  sacco d'ossa - ripeto - hanno preso questi comparti qualificanti
  della  qualità  della vita dei nostri comuni e li  hanno  scaricati
  sull'ATO  dicendo  che l'ATO paga le spese e non  ci  fa  nulla  se
  l'utente non paga la bolletta.
   Dobbiamo  riconoscere  che la centralità dei  sindaci  all'interno
  delle  amministrazioni  locali  si  qualifica  soprattutto  per  la
  corretta gestione di questi argomenti essenziali.
   Togliere, come elemento di equilibrio, dalla gestione dell'acqua e
  dalla  gestione dei rifiuti la figura centrale dei sindaci è  stato
  un errore madornale
   Da  quando  abbiamo iniziato il discorso su questo argomento,  per
  esempio,  dobbiamo sapere che per quanto riguarda gli  ATO  rifiuti
  abbiamo  già perso cinque milioni di euro, perdiamo un  milione  di
  euro l'ora, tra un'ora sarà un altro milione di euro.
   Questo  è  stato un errore clamoroso cui stiamo cercando di  porre
  rimedio  e che rimette al centro, come punto d'equilibrio delicato,
  le  amministrazione locali. Questa è la filosofia di fondo  che  va
  accettata   o  respinta.  Se  è  accettata,  possiamo  aprire   una
  prospettiva nuova, se è respinta tra due ore saranno ulteriori  due
  milioni  di  euro di perdita, fra tre ore tre milioni  di  euro  di
  perdita,  fra  quattro  ore quattro milioni  di  euro  di  perdita.
  Insomma, non solo non sono per espungere quest'articolo, ma ritengo
  che sia uno degli elementi più qualificanti di questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  ci  siamo
  chiesti,  sia  durante il dibattito in Commissione e  in  Aula  sia
  quando  questa  legge è stata preparata, perché  per  ottenere  una
  sufficienza  politica  e  numerica il  Governo  fosse  costretto  a
  sottoporsi  alla  necessità ed alla costrizione di  inserire  delle
  norme  ideologicamente  manifesto. Per quale motivo  l'eterogeneità
  della  composizione del Governo si stia piegando ad  una  sorta  di
  forzata congettura che oggi in Aula ha evidenziato, attraverso  gli
  articolati,  scrupolosi  e  anche liberi interventi  dell'onorevole
  Colianni  e  dell'onorevole Musotto, una  lacerazione  del  tessuto
  delle  convinzioni e delle posizioni che, prima che si determinasse
  questo  coacervo variopinto di alleanze, costituiva la  base  della
  maggioranza del Governo, perché questa forzatura con una norma  che
  tende a non rendere giustizia delle altre composizioni della Giunta
  di Governo.
   Poco fa l'assessore Venturi è stato sollecitato dall'intervento di
  un  mio collega ad esprimersi come rappresentante prestigioso di un
  mondo  confindustriale,  che  in questa  direzione  ha  espresso  e
  continua ad esprimere delle posizioni totalmente difformi da quelle
  del Governo, del quale l'assessore Venturi fa parte.
   Perché  questa confusione di posizioni e di ruoli, su un tema  che
  stiamo  affrontando con una sorta di nostalgia di retroguardia  che
  non tiene conto nemmeno della evoluzione delle posizioni a destra e
  delle posizioni a sinistra?
   Le  legge  Galli - l'onorevole Laccoto si è un po'  distratto  nel
  fare  riferimento agli obiettivi a cui noi vorremmo pervenire  -  è
  una  legge che ha voluto un ministro di un governo di sinistra, nel
  quale  era ministro per l'economia Spaventa, nel quale era ministro
  per  le  finanze  Visco,  nel quale era ministro  per  la  pubblica
  istruzione Rosa Russo Iervolino; un Governo di sinistra, e Visco  è
  stato poi successivamente ministro in altri governi di sinistra.
   Oggi,  recuperare una posizione assolutamente antitetica a  quella
  che la tradizione della sinistra sull'argomento ha rappresentato, é
  una battaglia di retroguardia.
   In  quest'Aula, alcuni colleghi con una memoria più recente, altri
  con  una  memoria  più  radicata, abbiamo più volte  affrontato  il
  problema  dell'EAS, del colabrodo; abbiamo più volte affrontato  il
  problema  dell'acqua  come  necessità primaria  da  fare  pervenire
  all'utenza. L'acqua, che si disperde nelle reti che non  funzionano
  e  che  appartengono ad un passato dal quale ci siamo tutti  voluti
  allontanare, è un'acqua che non è un bene primario, è un'acqua  che
  viene maltrattata a livello di bene secondario.
   Non  si  capisce come é possibile che si venga a questo podio  per
  esaltare  il  fatto che l'acqua è un bene pubblico, e nessuno  l'ha
  mai   messo  in  discussione,  quando  un  altro  bene  altrettanto
  universale ed appartenente alla persona, in Sicilia come nel nostro
  Paese, è soggetto ad un duplice regime di erogazioni: quello  della
  salute.  Come mai non si fa una valutazione comparativa  su  questi
  sistemi,  dato  che oggi stiamo affrontando i temi  della  politica
  generale?
   Sono  venuti i colleghi della sinistra a strapparsi i capelli  sul
  bene pubblico, abbiamo affrontato otto mesi fa una legge di riforma
  che  miscela  l'erogazione pubblica e privata del  bene  universale
  della salute. Sulla salute si può essere sensibili al pubblico e al
  privato,  sull'acqua si ritorna alla retroguardia di una  battaglia
  tutta  fondata  su un vessillo bucato, come bucate  erano  le  reti
  gestite  da  parte pubblica, quando noi ci siamo voluti allontanare
  da quel regime.
   Se  così  è, dato che ormai siete alleati e non lo dico  io,  l'ha
  detto  l'onorevole Colianni che è venuto qui a dire definitivamente
   mi  rivolgo ai leali alleati', i leali alleati a questo punto  non
  sono  così leali. I dibattiti politici sono sicuramente quelli  che
  esaltano  l'Aula,  ma credo che ognuno possa esprimere  il  proprio
  pensiero.  Gli alleati stanno sottoponendo l'alleanza ad una  prova
  di forza e ad una forzatura che tanto leale non vi sta sembrando.
   Certo  è che se dovessimo pensare come diceva l'onorevole Buzzanca
  e  come  ha per primo detto il collega onorevole Musotto, ai  fondi
  del  FESR che sarebbero neutralizzati, assolutamente inutilizzabili
  in un regime tout court ricondotto alla gestione pubblica, potremmo
  dire che questo Governo, per le forzature e i ricatti interni, oggi
  si  salva e domani si perde per lo stesso motivo. Perché,  se  oggi
  fare  questo  può servire a raccattare qualche voto in più,  domani
  questa  scelta  potrà  essere per questo Governo  il  motivo  della
  difficoltà  che potrebbe farlo soccombere, in quanto sicuramente  è
  una  norma  sulla  quale  si  gioca non solo  l'esistenza  in  vita
  odierna, ma la possibilità di sopravvivenza a brevissimo tempo  per
  le  conseguenze disastrose che pioverebbero sulla Sicilia  e  sullo
  stesso Governo.
   Si  tratta di non tornare ad assetare la Sicilia e le comunità. Si
  tratta  di ricordarsi che il sistema misto rimarrebbe perché,  come
  diceva  l'onorevole  Beninati,  i  grandi  invasi  e  le  opere  di
  adduzione  sono gestite da privati, perché forse è facile  perdersi
  nelle  risonanze di uno slogan, ma non stiamo parlando qui né della
  Ferrarelle,  né della Ciappazzi, e nemmeno delle bottiglie  che  si
  stappano con l'apribottiglia. Stiamo parlando della gestione per le
  pubbliche comunità e per l'uso delle pubbliche comunità dell'acqua,
  come  abbiamo parlato della salute, senza scandalizzare  nessuno  e
  senza  scandalizzarci  noi  quando  abbiamo  affrontato  i  massimi
  sistemi  del  rapporto tra pubblico e privato, cara collega  Adamo,
  che  a questo rapporto sei tanto affezionata e per il quale ti  sei
  prodigata  in  altre  situazioni legislative  e  di  governo  o  di
  amministrazione.
   C'entra  tutto questo con la finanziaria? Noi non lo comprendiamo,
  lo  comprendiamo  soltanto per la necessità di sopravvivenza  della
  compagine.  E, allora, siccome abbiamo tutti invocato la  necessità
  di  sottoporre questa legge ad una norma più organica, più congrua,
  di  merito,  questa è una legge di merito e non è  finanziaria.  In
  finanziaria  la impone un partito che ne vuole fare un  vessillo  e
  che  vuole  domani, sulle prime pagine dei giornali,  far  dire  ai
  giornalisti,  caro  presidente Lombardo,  che  l'agenda  della  tua
  azione,  da  oggi, la detta Cracolici, la detta il PD,  la  dettano
  coloro  che  tu  ti sei messo dentro perché oggi è  necessario  che
  Cracolici  abbia una parola più pesante di Musotto,  Musotto  è  il
  capogruppo dell'MPA, il partito del presidente della Regione.
     E quando un presidente di gruppo parlamentare si esprime come si
  è  espresso,  quanto  meno all'interno di  quella  maggioranza,  un
  problema  sarebbe dovuto sorgere. Noi siamo per andare  a   musotto
  duro'  su  questo  argomento, veramente  a   musotto  duro'  perché
  abbiamo  apprezzato  l'espressione libera  della  posizione  di  un
  presidente  di  gruppo  parlamentare appartenente  al  partito  del
  Presidente, sappiamo che le norme di diritto civile infrante da una
  legge  del  genere  porteranno la legge  ad  essere  impugnata  dal
  Commissario  dello  Stato e noi tra venti  giorni,  in  quest'Aula,
  ritorneremo  a dibattere nuovamente l'argomento da punti  di  vista
  intercambiabili   che   avranno   fatto   in   modo   assolutamente
  insoddisfacente, da una parte, gli interessi dei siciliani, ma  che
  avranno   fatto  soltanto  gli  interessi  della  tenuta  e   della
  sopravvivenza  politica, in questo momento confusa,  confusionaria,
  priva di bussole, di direttrici, di una compagine parlamentare e di
  governo  che, per sopravvivere, non poteva che affidarsi  a  questi
  strumenti.
   Siamo veramente contrari a che ciò accada.
   L'ultimo  appello  lo  lanciamo  affinché  una  resipiscenza   del
  Governatore  possa indurre il Governo a ritirare questo  punto  per
  renderlo oggetto di un dibattito più approfondito nella Commissione
  di  merito perché ne venga fuori una legge organica per i siciliani
  e  non una legge disorganica per il Governo Lombardo e per la nuova
  leadership  all'interno della compagine che si intesta  al  collega
  Cracolici.

                   Presidenza del Presidente Cascio

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Leontini ha paventato titoli di giornali di domani, ma io,  per  la
  verità, non credo di dover paventare nulla perché oggi, ad esempio,
  ho  letto che  Lombardo ha aumentato le tasse dei siciliani . Credo
  che   ci   si   riferisse  a  quell'adeguamento  di  tariffe   che,
  complessivamente, costeranno un milione e mezzo di euro richiestoci
  dagli  uffici e il fatto si è collegato, peraltro, con la  presunta
  assunzione  di  circa 20 mila precari, che  -  come  sapete  -  non
  corrisponde  al vero trattandosi, come ben sappiamo,  semplicemente
  della  possibilità che noi abbiamo dato approvando  un  emendamento
  che lavoratori precari presso i Comuni non venissero licenziati  da
  domani  mattina, dopo che presso i Comuni lavorano chi da 15  anni,
  chi da 18-20 anni.
   Pertanto  voglio dirle, non dico che mi sento immunizzato rispetto
  a qualunque scoop giornalistico, ne ho visti e ne ho letti da circa
  un mese a questa parte, quanti ne abbiamo oggi, 29 o 30? Un mese fa
  era il 29 marzo e da allora sono passate quattro settimane.
   Intervengo  perché, vedete, io non so a quale dei due partiti   mi
  iscrivereste   Perché  non credo che ci siano  due  partiti,  degli
  statalisti da un canto, e dei liberali dall'altro canto, ma  io  so
  bene  che  essendomi trovato peraltro su un fronte  diverso,  c'era
  allora   consigliere  dell'ATO  anche  l'onorevole   Mancuso,   noi
  affrontammo l'argomento e la materia e la affrontammo in  virtù  di
  una legge e lo facemmo, se ben ricordano gli amici che allora erano
  presenti,  trovando  una formula mista che sarà  stata  oggetto  di
  contestazione, ma che io credo riuscì a far quadrare  in  un  certo
  senso il cerchio.
   Riuscimmo  a  costituire una società a maggioranza pubblica  nella
  quale,  con  gara  di evidenza pubblica, individuammo  il  soggetto
  privato,   che   poi  appunto  per  la  parte   privata   vede   la
  partecipazione di alcuni consorzi e di alcune società pubbliche - è
  stata  citata  l'ACOSET che poi peraltro credo si  sia  aggiudicata
  anche  altre gare in società con altri partner in diverse  province
  della Sicilia.
   Devo  precisare,  perché  l'argomento fu  toccato  circa  quindici
  giorni  fa,  se  non ricordo male, me ne sono accorto  leggendo  il
  resoconto parlamentare, che noi non promuovemmo un'intesa  tra  chi
  vinse,  come  dire,  chi si aggiudicò la  gara  e  chi  non  se  la
  aggiudicò. Noi, semmai, accettammo l'invito - se ricordate - di una
  serie di comuni che intesero rinunziare allora all'esecuzione   del
  giudicato.
   Però, a proposito di privato e a proposito di pubblico, io ricordo
  che  anche l'azienda del comune di Catania entrò nella cordata.  Ma
  vedete, la cordata che non vinse era fatta, anche in quel caso,  da
  imprese pubbliche comunali, se non ricordo male, quella del  comune
  di  Genova  e quella del comune di Torino; se non ricordo  male  si
  chiamavano  AMGA  SMAT, che poi insieme diedero  vita  ad  un'altra
  grande  azienda pubblica. Da altre parti hanno partecipato  aziende
  pubbliche emiliane, toscane, eccetera, anche quelle pubbliche  come
  le nostre. Qual è il problema allora?
   Vedete,  quelle  aziende  pubbliche si sono  tanto  rafforzate  da
  partecipare a gare in tutta Italia e, pur essendo pubbliche,  hanno
  conseguito  profitti.  Le nostre, purtroppo, quelle  pubbliche,  di
  profitti non ne hanno assolutamente conseguito  Quindi, non c'è  un
  discrimine  tra pubblico e privato, c'è un pubblico che funziona  e
  un  pubblico  che  non  ha funzionato e che -  mi  auguro  -  possa
  funzionare sempre meglio.
   Ciò  premesso,  non è un problema di discrimine fra  statalisti  e
  liberali,  come neanche un problema di discrimine fra  schieramenti
  di centro-destra e centro-sinistra.
   Ho ricevuto decine di sindaci che appartengono all'una e all'altra
  parte  politica,  ho  fatto il conto fra i partecipanti  all'ultima
  delegazione,  una quarantina, e almeno i tre quarti apparterrebbero
  allo   schieramento  che,  per  definizione,  dovrebbe  essere   lo
  schieramento liberale.
   Ciò premesso, devo dire che non mi preoccupo più di tanto.
   Abbiamo fatto bene ad esprimere le nostre posizioni perché  queste
  posizioni,  secondo me, dovranno ispirare delle scelte  che  ancora
  saremo  chiamati a fare sull'argomento dal momento  che,  non  noi,
  bensì  il  legislatore nazionale, il 23 dicembre 2009, mi  pare,  è
  intervenuto sulla materia e se è intervenuto sulla materia, si vede
  che  qualcosa da modificare rispetto al passato ha ritenuto che  ci
  fosse
   Abbiamo  sentito le varie posizioni e devo dirvi, sarei molto  più
  preoccupato  di voi ed esprimerei, in quel caso, un voto  contrario
  per  conto del Governo se non fossi più che sicuro che non  andiamo
  incontro  a  nessun contenzioso, che non dovremo ripagare  nessuno,
  che  non  abbiamo bisogno di scrivere una copertura finanziaria  di
  non  so quanto, dieci miliardi di euro - la Regione ed i suoi conti
  salterebbero se ci fosse un rischio del genere
   Nessuna preoccupazione, quindi, anche perché sono convinto che  su
  questo argomento torneremo a legiferare perché forse, con tutto  il
  rispetto  per  i presentatori dell'emendamento che è diventato  uno
  degli  articoli di questa finanziaria, qualche profilo da  rivedere
  sul  piano  della  costituzionalità, vi posso  assicurare  che  non
  soltanto dal mio punto di vista esiste.
   Grande e assoluta serenità, io non sarei così sicuro se non avessi
  acquisito  ogni tranquillità sull'argomento dal nostro  collega  di
  Giunta, dottor Pier Carmelo Russo.
   L'Assemblea può votare a scrutinio palese o, se lo ritiene,  anche
  a   scrutinio   segreto,  stando  certa  che  gli   argomenti,   le
  motivazioni, i contributi che sono emersi, questo è il mio punto di
  vista, una previsione che con grande serenità mi permetto di  fare:
  da   qui   a   qualche  tempo  noi  saremo  chiamati  a  legiferare
  sull'argomento  in modo organico. Lo faremo senza  pregiudizi,  non
  faremo  niente  di  altro; però, se permettete,  stiamo  dando  una
  risposta a gran parte dei sindaci siciliani e stiamo adeguandoci, e
  di questo dobbiamo tenere conto, ad una legislazione che è mutata.
   Ci   organizziamo  perché,  come  è  stato  detto  da  più  parti,
  prossimamente torneremo a discutere sull'argomento e ad assumere le
  decisioni definitive.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  esaurito  gli  interventi.  Si  passa   alla
  votazione.

   ADAMO.  Signor Presidente, chiedo di parlare per dichiarazione  di
  voto.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Adamo,  interverrà  successivamente   per
  dichiarazione di voto.
   C'è   una   consuetudine  parlamentare  secondo  la  quale,   dopo
  l'intervento  del Governatore, non si replica, sarebbe  uno  sgarbo
  anche al Presidente della Regione.
   Pongo  in votazione l'emendamento 50.1, a firma dell'onorevole  De
  Luca, che abroga l'articolo 50.

   DE  LUCA.  Dichiaro di ritirarlo, come pure gli emendamenti  50.3,
  50.4, 50.5 e 50.6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 50.10, a firma dell'onorevole Maira, che
  tende a sopprimere l'articolo 50.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 50.11, degli onorevoli Leontini ed altri,
  soppressivo dell'articolo 50.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della commissione  e  relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che il Gruppo del  PDL  ha
  votato a favore dell'emendamento.
   L'UDC  ha  votato  contro  l'emendamento,  quindi  è  per  l'acqua
  pubblica.
   Gli  emendamenti 50.2, dell'onorevole De Luca, e  50.12  e  50.13,
  degli   onorevoli   Leontini,  Torregrossa,   Corona   e   Mancuso,
  assimilabili a quello che abbiamo votato, li dichiaro decaduti.
   Si passa all'emendamento 50.18, dell'onorevole Musotto.
   Non essendo presente il firmatario, l'emendamento decade.
   Si  passa  all'emendamento 50.17, a firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Panepinto, Apprendi e altri.

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento tende a
  chiarire,  per quanto forse non necessario ma utile, che  ai  sensi
  dell'articolo 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha  competenza
  esclusiva,  ai  sensi  della  lettera  I),  in  materia  di   acque
  pubbliche.
   Trattandosi  di  un  articolo  che  riguarda  specificatamente  il
  servizio  idrico, mi sembrava importante riaffermare  un  principio
  contenuto  nello  Statuto  e,  quindi,  mi  auguro  che  in  quanto
  principio  contenuto nello Statuto questo emendamento possa  essere
  condiviso  dall'intera Aula, tranne che l'Aula non abbia  deciso  -
  almeno una parte dell'Aula - di non condividere perfino quello  che
  lo Statuto regionale contiene.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza ha il dovere di dire
  che  è  un  emendamento  a forte rischio di incostituzionalità.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   LUPO.   Signor   Presidente,  lei  dice  che  è   a   rischio   di
  incostituzionalità,  io  sono disponibile  a  ritirarlo.  Però,  mi
  interessa  dire  che  parliamo di una  previsione  contenuta  nello
  Statuto  e siccome può essere ridondante, se lei ha questo tipo  di
  obiezione io ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 50.15 e 50.16 sono ritirati dai firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 50.19, dell'onorevole Barbagallo, decade per assenza
  dall'Aula del firmatario.
   L'emendamento 50.22, degli onorevoli Leontini, D'Asero, Mancuso  e
  Bosco, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 50.20, degli onorevoli Pogliese, Falcone,
  Caputo, Vinciullo e Buzzanca.

   POGLIESE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che questo
  emendamento  venga  posto  in  votazione  per  parti  separate,   e
  precisamente  la  prima parte, fino alle parole  alla  applicazione
  del  presente  articolo  non dovranno scaturire  maggiori  oneri  a
  carico degli enti interessati'.
   Attraverso  questo emendamento, infatti, si intende  mantenere  il
  livello  occupazionale  all'interno degli ATO  idrici  senza  alcun
  aggravio di spesa, coerentemente con la dotazione organica.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  50.20  ha un limite, in quanto noi stiamo rinviando questa  materia
  ad  una  legge  di  settore  ed inoltre  non  stiamo  parlando  del
  personale  in capo agli ATO idrici, stiamo parlando, eventualmente,
  quando  si porrà la questione della legislazione, del personale  in
  capo  agli  enti che gestiscono il servizio, che non sono  gli  ATO
  idrici.
   L'ATO  è  l'autorità,  non  il gestore. Quindi,  oggi  non  stiamo
  affrontando il tema del personale degli ATO idrici e in ogni  caso,
  qualunque  cosa succeda, stiamo stabilendo con legge  che  gli  ATO
  idrici rimangono in vita. La materia del personale eventuale  dovrà
  essere  affrontata  con  la legge di settore;  ecco  perchè  questo
  emendamento è tecnicamente improprio.

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 50.21, degli onorevoli Faraone, Apprendi,
  Marinello, Panepinto e Raia.

   FARAONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo 50.

   LEONTINI.  Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio  segreto.  E'  chiaro che si tratta  di  un  voto  su  un
  argomento  di  natura squisitamente politica. Noi abbiamo  ritirato
  tutti  gli  emendamenti soppressivi, quindi la  nostra  non  è  una
  posizione  ostruzionistica: è soltanto la volontà  di  mettere  una
  cartina  tornasole  sulla  omogeneità  e  tenuta  politica  di  una
  maggioranza  che si è costituita in questo Parlamento. Ecco  perché
  chiediamo il voto segreto, in modo tale che, se forzature ci  sono,
  emergano;  se  forzature non ci sono, si rimanga  omogenei  ad  una
  nuova  direzione di marcia che è quella della quale prendiamo atto.
  E' una posizione finalizzata ad evidenziare le posizioni.

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 50

   PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.
   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di  Regolamento,  dagli
  onorevoli Adamo, Bosco, Buzzanca, Caputo, Caronia, Corona,  D'Asero,
  Falcone,  Formica, Limoli, Pogliese e Vinciullo, indìco la votazione
  per scrutinio segreto dell'articolo 50.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,   Aricò,
  Barbagallo,   Beninati,   Bonomo,   Bosco,   Bufardeci,   Buzzanca,
  Calanducci,  Campagna, Caputo, Caronia, Cascio  Salvatore,  Cimino,
  Cintola, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
  D'Agostino,   D'Asero,  De  Benedictis,  De  Luca,  Di   Benedetto,
  Digiacomo,  Di Guardo, Di Mauro, Dina, Faraone, Fiorenza,  Formica,
  Galvagno,  gentile,  Gianni, Greco, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,
  Leanza  Nicola,  Lentini, Leontini, Limoli, Lo  Giudice,  Lombardo,
  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello, Marinese,  Marrocco,  Marziano,
  Mattarella,  Minardo,  Mineo, Nicotra, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,  Raia, Rinaldi,  Romano,  Ruggirello,
  Savona,   Scammacca,   Scilla,  Termine,  Torregrossa,   Vinciullo,
  Vitrano.

   Sono in congedo: Donegani, Federico e Scoma.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            80
   Votanti             78
   Maggioranza         40
   Favorevoli          53
   Contrari            25

                            (E' approvato)

                        Sull'ordine dei lavori

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia richiesta  è
  rivolta  alla Presidenza dell'Assemblea - so bene che non si  parla
  con  il  Presidente della Regione - perché prima  ho  ripetutamente
  chiesto  di  parlare,  e  mi è stato impedito.  Signor  Presidente,
  dovrebbe  spiegare all'onorevole Oddo che deve dare  la  parola  ai
  deputati,   soprattutto  ai  capigruppo,  quando  c'è   un   acceso
  dibattito.
   Come  è  noto  io parlo pochissimo, è facile constatarlo,  e  solo
  quando  è  indispensabile,  e in un dibattito  così  importante  su
  questa  legge mi sembrava giusto chiarire la posizione  del  Gruppo
  che  rappresento,  perché l'abbiamo votata con  convinzione  e  non
  perché siamo, onorevole Leontini, al rimorchio del centro-sinistra,
  ma perché siamo veri liberali.
   Oggi,  è estremamente difficile la vita del liberale, perché tutti
  sono  diventati liberali, destra, sinistra, centro: tutti liberali,
  e  in  questa  gran confusione si sta perdendo il senso dell'essere
  liberale e il vero liberale è chi sa che non esiste nulla che possa
  essere  affermato in maniera assoluta, neanche il  mercato,  e  che
  ogni cosa deve essere sottoposta all'attenzione della ragione.
   E  allora,  il  vero  liberale sa che ci sono  servizi,  quali  la
  pubblica  istruzione, la sanità, l'acqua, che sono servizi pubblici
  e  sa  benissimo  che, troppo spesso, è stato confuso,  in  Sicilia
  soprattutto,  ma anche in Italia, il libero mercato  con  interessi
  che hanno appesantito l'economia della nostra Regione.
   Vorrei  ricordare che il nostro comportamento è stato  determinato
  dopo  un  incontro con i Sindaci, tanti Sindaci, che sono venuti  a
  chiederci aiuto, che abbiamo ricevuto e con i quali abbiamo firmato
  un  protocollo d'intesa, firmato da tutti i presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  di questa Assemblea, e firmato da me a nome  del  PDL
  Sicilia.
   In   quella   occasione  abbiamo  preso  un  impegno  che   stiamo
  rispettando. Questa legge deve essere ancora rivista e,  come  dice
  l'onorevole  De Luca, è un manifesto e ne siamo orgogliosi,  perché
  in politica i manifesti sono la volontà di esprimere un progetto  e
  di  realizzarlo. Ed è per questo che abbiamo votato con convinzione
  profonda  - ho il piacere di dirlo -, non perché siamo al rimorchio
  di  niente  e di nessuno, ma perché siamo un Gruppo che è  qui  per
  svolgere  un  progetto di impronta liberale che sta andando  avanti
  con successo.
                          (Applausi in Aula)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
          numeri 470-470 bis-470 ter/A e numeri 471-471 bis/A

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dei disegni di legge nn.  470-470
  bis-470 ter/A e nn.  471-471 bis/A. Si passa all'articolo 51. Ne do
  lettura:

                             «Articolo 51
         Norme a tutela degli utenti del servizio idrico e dei
                      servizi di pubblica utilità

   1.  Presso  l'Assessorato dell'energia è  costituito  un  Comitato
  consultivo  degli  utenti, in rappresentanza  degli  interessi  dei
  territori  per  il controllo della qualità dei servizi  idrici.  La
  partecipazione  al  Comitato  non comporta  l'erogazione  di  alcun
  compenso.  Il Comitato è nominato con decreto del Presidente  della
  Regione  su  proposta dell'Assessore per l'energia ed i servizi  di
  pubblica utilità.

   2.  Su  proposta  dell'assessore per l'energia  ed  i  servizi  di
  pubblica  utilità, la Giunta regionale emana una direttiva  per  la
  costituzione  del Comitato consultivo degli utenti. Tale  direttiva
  contiene, in particolare, criteri in ordine alla composizione, alle
  modalità di costituzione ed al funzionamento del predetto Comitato.

   3. Il comitato:

   a)  acquisisce  periodicamente le valutazioni degli  utenti  sulla
  qualità dei servizi;

   b)  promuove  iniziative per la trasparenza e  la  semplificazione
  nell'accesso ai servizi;

   c)  segnala all'Assessorato dell'energia ed i servizi di  pubblica
  utilità e al soggetto gestore del servizio la presenza di eventuali
  clausole vessatorie nei contratti di utenza del servizio;

   d) trasmette all'Assessorato dell'energia ed i servizi di pubblica
  utilità  le  informazioni statistiche sui reclami,  sulle  istanze,
  sulle  segnalazioni  degli  utenti  o  dei  consumatori  singoli  o
  associati in ordine all'erogazione del servizio;

   e)  può  proporre  quesiti  e  fare  segnalazioni  all'assessorato
  dell'energia ed i servizi di pubblica utilità.

   4.  Presso la Regione è istituito il  tavolo consultivo permanente
  sulle  tariffe',  presieduto  dall'Assessore  per  l'energia  ed  i
  servizi  di  pubblica  utilità,  a  cui  partecipano  il  direttore
  generale  del  dipartimento competente,  tre  rappresentanti  delle
  organizzazioni   sindacali   maggiormente   rappresentative,    tre
  rappresentanti   delle  principali  associazioni  dei   consumatori
  maggiormente    rappresentative   a    livello    regionale,    tre
  rappresentanti  delle  associazioni di  categorie  produttive,  due
  rappresentanti dei soggetti gestori.

   5. La Giunta regionale, con proprio atto, provvede alla nomina dei
  componenti del  tavolo consultivo permanente sulle tariffe' ed alla
  definizione   delle   relative  modalità   di   funzionamento.   La
  partecipazione  al  tavolo  non  comporta  l'erogazione  di   alcun
  compenso».

   Gli emendamenti  51.1, 51.2, 51.3, 51.4 e 51.5, dell'onorevole  De
  Luca,  51.10  dell'onorevole Maira, e 51.11, 51.12,  51.13,  51.14,
  51.15  e  51.16,  degli onorevoli Leontini, Torregrossa,  Corona  e
  Mancuso, sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 51.17, degli onorevoli Pogliese, Falcone, Vinciullo,
  Caputo e Buzzanca, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  51.18  e  51.19  sono  inammissibili.  Pongo  in
  votazione l'articolo 51.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono   ancora
  costernato ed imbarazzato per l'applauso che il Partito Democratico
  ha   voluto  fare  al  presidente  del  Gruppo  PDL  Sicilia,  come
  riconoscimento politico di una maggioranza che è stata  sancita  da
  un  voto  politico,  peraltro  non più  tanto  segreto  e  rispetto
  all'imbarazzo che proviamo noi del PDL di Silvio Berlusconi.
   L'articolo  51, che è assolutamente correlato all'articolo  50,  è
  l'ennesimo  passo, non di libertà, come ha dichiarato il capogruppo
  del  PDL Sicilia, ma l'ennesimo passo verso l'azione statalista  di
  un Governo che ormai è alla deriva, e riguarda l'azione di pubblica
  concorrenza e di libertà di mercato per l'Europa.
   Anche  su  questo articolo noi riteniamo che non sia possibile  un
  voto favorevole.
   L'azione politica del PDL Sicilia, insieme al Partito Democratico,
  ci dispiace molto e riteniamo che metta in imbarazzo il partito non
  solo  a  livello regionale, ma anche a livello nazionale.  Speriamo
  che  sia  solo un episodio servito a tenere in vita questo  Governo
  ancora per qualche settimana.
   Solo  in questo caso potremmo toglierci dall'imbarazzo, perché  se
  l'applauso  significava  un'unione di idee,  un'unione  di  azione,
  un'unione  di  intento  politico,  ciò  veramente,  sotto   diversi
  profili,  ci  fa pensare che taluni vorrebbero tradire quel  grande
  partito che il Popolo della Libertà che Silvio Berlusconi ha voluto
  unito  in  tutte le parti del Paese, tranne in questa  Terra,  dove
  l'incontro con il Partito Democratico ci amareggia molto.

   FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  mi  trovo  in
  aperto   dissenso   con  l'onorevole  Mancuso  per   una   semplice
  constatazione: lui dovrebbe essere contento dell'applauso  che  c'è
  stato  da  parte dei colleghi del PD al capogruppo del PDL Sicilia,
  onorevole  Adamo,  perché, essendo un grande estimatore  di  Silvio
  Berlusconi,  un pasdaran di Silvio Berlusconi, dovrebbe  apprezzare
  le  sue  idee o comunque il personaggio politico che lui  apprezza,
  per  il  tramite  del  PDL Sicilia, che è altrettanto  pasdaran  di
  Silvio  Berlusconi,  e  lo  ha  dichiarato  sempre,  in  tutte   le
  occasioni.  Lo hanno sempre dichiarato:  saremo sempre  con  Silvio
  Berlusconi, ieri, oggi e anche domani .
   Quindi,  se tramite il PDL Sicilia e il suo capogruppo,  onorevole
  Adamo, il PD si è arruolato ad applaudirlo, è un applauso indiretto
  a Silvio Berlusconi.
   Ecco perché dissento da quanto detto dall'onorevole Mancuso.

   LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  sull'approvazione
  dell'articolo  50 credo non ci sia nulla di ideologico;  l'Aula  ha
  espresso  il  voto favorevole su una norma a favore dei  siciliani,
  considerato  che  l'articolo  50  non  si  esprimeva   in   maniera
  assolutamente  critica contro qualsiasi tipo  di  gestione  privata
  dell'acqua.  Noi  siamo  per  l'acqua pubblica.  Ma  l'articolo  50
  prevede  che  chi ha speculato contro gli interessi  dei  siciliani
  paghi e penso che sia un principio che sicuramente riguarda il buon
  senso,  non  solo  di  tutti  i  siciliani  ma  anche  di  tutti  i
  rappresentanti  dei siciliani e, quindi, di tutti  i  deputati  che
  sono presenti in quest'Aula.
   L'articolo  50 prevede che il contratto con i gestori  privati  si
  risolve  quando questi non hanno mantenuto l'impegno di  effettuare
  gli  investimenti previsti in contratto per una misura  addirittura
  superiore  al  40 per cento. Il contratto, quindi,  si  risolve  in
  presenza  di evidenti speculazioni a spese e a danno dei siciliani,
  e  tutto questo incide profondamente sulla tariffa, perché sappiamo
  che il livello della tariffa è dato anche dal piano di investimenti
  che i gestori privati si impegnano a realizzare, e la tariffa serve
  anche a remunerare quel piano di investimenti previsto dai privati.
  Nel  caso  in  cui  i privati non effettuano gli investimenti  e  i
  siciliani pagano l'acqua ad una tariffa più alta, si è in  presenza
  di  una  chiara  speculazione e, quindi, credo che  bene  ha  fatto
  l'Aula ad esprimersi approvando l'articolo 50, contro ogni sorta di
  speculazione su un bene pubblico qual è l'acqua, a spese e a  danno
  della  Sicilia  e dei siciliani, recependo peraltro  in  parte  una
  normativa nazionale molto recente. Mi pare, quindi, che su  questo,
  anche il fatto che si sia trovata una convergenza di buon senso con
  forze  politiche  che  non  sono  di  centro-sinistra,  abbia   una
  motivazione politica assolutamente evidente.
   Quanto all'articolo 51 - anche questo ha molto poco di ideologico,
  ma  molto di buon senso - esso prevede l'introduzione di un sistema
  partecipato di controllo della gestione del servizio idrico, che  è
  quello che purtroppo è mancato in questi anni, che ha controllato i
  livelli  d'investimento effettuati dai privati, che ha  controllato
  la qualità del servizio idrico sul territorio.
   Chi  ha  controllato l'andamento delle tariffe del servizio idrico
  sul territorio? Purtroppo, forse nessuno  Questo è il vero elemento
  di vulnerabilità che il sistema ha avuto in questi anni.
   Allora, noi proponiamo - onorevole Mancuso, nulla di ideologico né
  di statalista - l'istituzione del Comitato consultivo degli utenti,
  proprio con la finalità di controllare la qualità del servizio, con
  l'istituzione del tavolo consultivo permanente sulle  tariffe,  che
  vede  la partecipazione delle associazioni dei consumatori e  delle
  organizzazioni  sindacali; una forma di controllo partecipato  che,
  sicuramente, può aiutare a mantenere il miglior servizio idrico  ed
  a minor prezzo.

   LIMOLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  una  persona
  sfortunata perché ieri avevo chiesto di intervenire, e lei mi aveva
  promesso che avrei parlato; poi sono successi tanti fatti personali
  e ho pensato che non avrei più parlato. Infatti, è finita così
   Sempre  ieri,  ho poi chiesto nuovamente la parola  e  l'onorevole
  Cracolici mi ha detto che non potevo parlare: ed ho ascoltato tante
  cose belle
   Signor Presidente, non ho capito molto di tutta questa storia  del
  bilancio  e  della finanziaria perché quando lei disse che  qui  ci
  sarebbero  state  lacrime e sangue  - concetto poi  ribadito  anche
  dal  Governatore - in quel paese un po' lontano dal quale provengo,
  Ramacca,  sono stato avvicinato da tante persone che mi  chiedevano
  cosa significa  lacrime e sangue . Il poveretto continuerà sempre a
  piangere  e  a  buttare sangue dalla mattina alla sera,  perché  ci
  sarebbe stato un bilancio e soprattutto una finanziaria?
   Onorevole Musotto, anche i suoi, l'hanno abbandonata poco fa: è un
  uomo  sfortunato  anche lei  Ma non ho sentito parlare  l'onorevole
  Cracolici,  così  come  tutto il Gruppo  parlamentare  del  Partito
  Democratico.
   Gli elettori del Partito Democratico, notoriamente, la pensano  in
  maniera   totalmente  diversa  da  quanto  vorrebbe   far   credere
  l'onorevole Cracolici, che è molto preoccupato.
   Lui  si  trova  - mi diceva ieri un collega molto  furbo  -  nella
  cabina di comando di un aeroplano ed ha messo a bordo tutti i  suoi
  colleghi  del  Gruppo parlamentare. Ogni volta che l'aero  sta  per
  partire  compare  nel  display una scritta:   il  volo  ritarda  di
  un'ora'.
   Ma  i  passeggeri dell'aeroplano hanno cominciato ad infastidirsi,
  onorevole Cracolici.
   Finalmente oggi - ma sarà annunciato il 2 maggio - è comparsa  sul
  display  un'altra scritta:  volo cancellato'. Onorevole  Cracolici,
  mi  dispiace,  lei  non partirà mai perché ci hanno  fatto  sapere,
  soprattutto  a lei, che c'è nebbia in Val Padana e, quindi,  questo
  apparecchio non vola e non atterra.
   Lo  capisco  che  lei è in grande preoccupazione perché  si  rende
  conto  che,  nel  momento  in cui sarete costretti  a  scendere  da
  quell'aeroplano, non potrà fare tanta strada perché dovrà  spiegare
  tante cose a tante persone.
   Siccome  mi meravigliava il suo silenzio, ho telefonato a tutti  i
  pronto  soccorso  degli ospedali di Palermo  chiedendo  cosa  fosse
  successo,  se  c'era  un'epidemia,  perché  non  potevate  parlare,
  quell'epidemia che si attacca alle corde vocali, ed io pensavo  che
  ci fosse questo grande rischio.
   Poi,  invece, mi hanno detto che non era in corso nessuna epidemia
  e che tutti potevano parlare.
   Ma  allora perché non parla l'onorevole Cracolici? Ha detto sempre
  tante  belle  cose,  si ricorda l'anno scorso,  due  anni  fa,  che
  succede?  Mi  faccia  capire,  non mi faccia  tornare  nella  terra
  lontana di Ramacca con questo grande dubbio.
   Cosa ci vuole a dire che questo matrimonio contro natura lo volete
  fare, ma non si può fare?
   Questo  matrimonio lei non lo consumerà, se è convinto, così  come
  ormai  sanno tutti gli elettori del Partito Democratico, e lo  dico
  anche all'onorevole Lupo che, come presenza, pare  bidditto',  però
  poi,  nella  sostanza,  lei che ha vinto quel  congresso  che  l'ha
  portato a segretario regionale, perché si comporta così? Si ricorda
  quando  diceva  in tutte le sedi congressuali del suo  partito  che
  votare per lei, significava votare in antitesi - non in alternativa
  -  al  Presidente, al signor Governatore, il suo programma  era  in
  antitesi?  Poi, la prima esternazione che lei fece fu  chiedere  le
  dimissioni del suo capogruppo, tant'é che quello non solo non si  è
  dimesso,  ma  forse  lei, per stare seduto  dov'è,  deve  accettare
  quello che dice il suo capogruppo: le parti si sono invertite.
   Signor Presidente, ho parlato pochissimo.

   PANARELLO. Se ti dimetti dal PDL, ti diamo la tessera del  Partito
  Democratico

   LIMOLI.   Che  sto  dicendo?  Che  l'onorevole  Cracolici  insieme
  all'onorevole   Panarello  sono  stati  sconfitti  democraticamente
  all'interno del loro partito.

   PANARELLO. Pensa ai guai del PDL

   LIMOLI.  Da sconfitti siete qua vincitori. Perché ti innervosisci?
  A  me  piace parlare di te che le hai perdute tutte e ora  vorresti
  anche comandare. Però comandi qua fin quando questo sarà possibile.

   CRACOLICI. Scusa, il 2 maggio cosa succede?

   LIMOLI.  Lo vedrai il 2 maggio cosa succede. Non ti fanno  partire
  perché c'è nebbia in Val Padana, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. E' inquietante

   LIMOLI.  Lei  stia  sereno, non si inquieti, stia  calmo.  Non  ha
  motivo per inquietarsi.
   Quando  arriveremo  al  voto  sul  bilancio  e  sulla  finanziaria
  parleremo  di altre cose del signor Governatore. Mi fa piacere  per
  l'enorme  galanteria con cui si sono andati tutti  a  complimentare
  con  l'amica presidente Giulia Adamo, che quasi quasi ci ha creduto
  alle congratulazioni che ha ricevuto.
   Noi  siamo contenti di quello che è avvenuto. Probabilmente, prima
  che  finirà  questo lungo dibattito ci sarà modo di  ritornare  sul
  bilancio e la finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici mi ha chiesto  di
  intervenire per primo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono   un
  parlamentare che non si è mai sottratto al confronto ed anche  allo
  scontro, notoriamente sono considerato uno sanguigno, e non ho  mai
  avuto ragioni per sottrarmi al confronto aspro.
   Però,  devo  dire  con molta onestà che non è la prima  volta  che
  l'onorevole Limoli, pur con un tono molto da teatro, manda messaggi
  che  pregherei  di specificare, perché non so cosa succederà  il  2
  maggio.  Ma,  se  dovesse succedermi qualcosa, è evidente  che  c'è
  qualcuno che sapeva prima quello che poteva succedermi.

                           (Brusìo in Aula)

   Ora  lo  scherzo  è  bello finché dura poco;  ripeto,  se  dovesse
  succedermi  o succedere qualcosa a questo Parlamento, sappiamo  per
  certo  che  qualcuno  sapeva  prima e  forse  ispira  ciò  che  può
  succedere ai parlamentari e a questo Parlamento.
   Volevo  dire  solo  questo  perché mi pare  che  la  dichiarazione
  dell'onorevole Limoli sia una dichiarazione spontanea che avvisa; è
  un  avviso di garanzia, collettivo forse, certamente ha individuato
  un  nome  e  un cognome, che l'onorevole Cracolici ha un avviso  di
  garanzia.
   Ovviamente,  non  parlo di reati, non parlo di  tribunale  perché,
  come  è  noto, fortunatamente l'unico avviso di garanzia che potrei
  ricevere  è per l'automobile posteggiata in doppia fila  e  neanche
  quello  perché non posseggo macchine intestate a me e, quindi,  non
  posso   neanche  ricevere  una  multa.  Quindi,  non  mi  riferisco
  all'attività giudiziaria; mi riferisco ad altro tipo di avvisi  che
  in  questo momento non capisco o, certamente, le dichiarazioni  che
  l'onorevole Limoli fa, pur col sorriso e con la teatralità  con  le
  quali  le fa - certo non è la prima volta che le fa - che  fino  ad
  oggi  sono  stati  avvisi a salve, non vorrei che  fossero  con  la
  polvere da sparo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non esaltiamo ulteriormente i toni
  di un'Aula che è già abbastanza surriscaldata di per sé.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ho  ceduto  la
  parola all'onorevole Cracolici perché ritenevo che dovesse fare  un
  intervento in sintonia con l'argomento all'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Siamo in dichiarazione di voto sull'articolo  51,  vi
  ricordo.

   CAPUTO.  Credo  che  l'onorevole Cracolici non abbia  parlato  per
  dichiarazione di voto.

   MANCUSO. Prenda la parola pure lei, onorevole Panarello.

   PANARELLO. Devo chiedere il permesso a lei, onorevole Mancuso?

   CAPUTO.  Credo  che  lo  stato  di preoccupazione  e  di  tensione
  politica che adesso sta diventando personale in capo al Gruppo e al
  Partito  Democratico  sia  certamente il risultato  di  quello  che
  abbiamo  appena  votato e delle condizioni di forte condizionamento
  politico  che  sta  esercitando il Gruppo e il Partito  Democratico
  sull'azione   di   Governo  e  su  questo  Parlamento,   un   forte
  condizionamento politico sull'attività decisionale e sull'autonomia
  del  Governo  e  di questo Parlamento e la reazione  dell'onorevole
  Cracolici   ad  un  intervento  certamente  simpatico,   certamente
  originale  e  tutto in assoluta buona fede da parte  dell'onorevole
  Limoli,   sta   a  dimostrare  quanto  l'onorevole  Limoli,   forse
  indirettamente, abbia toccato il nervo scoperto di questa  stagione
  parlamentare.  Perché guardi, onorevole Presidente  della  Regione,
  noi  tutti  abbiamo  il dovere di fare rispettare  la  legalità  in
  questo  Parlamento e non c'è nulla di più grave  e  di  ancora  più
  grave  che  mettere  in votazione un articolo di  legge  che  tutti
  sappiamo che sarà impugnato dal Commissario dello Stato, in  quanto
  contrario  ad  una legge nazionale, contrario a norme  comunitarie,
  contrario  ad  una  situazione giuridica amministrativa  che  si  è
  consolidata, in questi anni, di attività privatistica del  servizio
  idrico integrato in Sicilia.
   E'   stato  veramente  irriverente,  onorevole  Presidente   della
  Regione, consentire che il Parlamento si  pronunciasse su una norma
  sulla  quale  i  suoi  uffici  sanno  benissimo,  gli  uffici   del
  Parlamento  sanno  benissimo, ognuno di noi, che ha  esperienze  di
  pratiche  parlamentari e di norme giuridiche, sa che  sarà  cassata
  dal Commissario dello Stato.
   Onorevole  Cracolici,  l'unico  vero  avviso  che  è  arrivato   a
  quest'Aula,  quindi  anche a lei, è quello  del  Commissario  dello
  Stato  che  ha  già  detto  e  anticipato  che  questa  norma  sarà
  impugnata.
   Vorrei  capire  per  quale  motivo,  onorevole  Presidente   della
  Regione, con il suo intervento ha rassicurato i parlamentari  della
  sua  eterogenea  maggioranza, che ha fortemente  voluto  contro  la
  volontà  degli elettori, che questo articolo non sarà impugnato.  E
  poi  voglio vedere, onorevole Panepinto, dopo gli abbracci, dopo  i
  baci,  dopo i complimenti per il voto liberale che avete  fatto  al
  presidente Adamo, cosa andrete a dire a spiegare ai vostri sindaci,
  che  avete messo mano ad un articolo che è stato soltanto un  bagno
  di  folla  popolare,  una deriva populistica e l'ulteriore  inganno
  agli amministratori, ai cittadini di questa Sicilia
   Vi  prenderete  venti giorni di complimenti,  salvo  poi  renderne
  conto,  e direte che è stato il Commissario dello Stato che  agisce
  contro  la  Sicilia e  invece avete voluto un voto  che,  oggi,  vi
  consente  di  avere  un articolo sul giornale, di  avere  illuso  i
  siciliani   e,  domani,  di  avere  un'impugnativa  da  parte   del
  Commissario  dello  Stato che vi dimostrerà che  avete  voluto  una
  norma illegittima a danno del popolo siciliano.

   PANEPINTO. Tu agisci contro la Sicilia

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevole Caputo, onorevoli colleghi,
  io  non  so  se  questa norma sarà impugnata dal Commissario  dello
  Stato,  però dovete spiegare ai vostri elettori che per voi l'acqua
  è  una  questione di libero mercato, così come ha detto l'onorevole
  Mancuso.
   L'acqua  pubblico  mercato? L'acqua è un  bene  pubblico  e   deve
  essere un bene pubblico.
   Ha  detto ieri sera Bersani, da comunista:  l'acqua è di Dio .  Ci
  sono  guerre nel mondo per l'acqua, altro che libero mercato  E  di
  questo vi assumete la responsabilità.
   Avete  detto, perfino, che questa è una legge-manifesto.  Bene  ha
  fatto  l'onorevole Adamo a precisare che, qualora fosse una  legge-
  manifesto, è la volontà di un Parlamento.
   Vorrei  ricordare ai colleghi parlamentari, verso  i  quali  nutro
  grande  rispetto, che in quest'Aula è stato votato  un  ordine  del
  giorno  contro il nucleare. Guarda caso, in quei giorni la Sicilia,
  rappresentata  dall'assessore Pier Carmelo Russo, con  un  semplice
  ordine del giorno ha detto no alla Conferenza Stato-Regioni dove si
  parlava di nucleare, e siamo fermi a quel no.
   Anche  un ordine del giorno, per quanto si dice che non si nega  a
  nessuno, ha un valore politico forte, e io sono orgoglioso di avere
  votato  quell'ordine del giorno, sono orgoglioso di avere detto  no
  ai termovalorizzatori, che molti di voi volevano, e sono orgoglioso
  di  avere  votato l'articolo 50 di questa finanziaria e  di  votare
  l'articolo  51  dove,  guarda  caso, si  parla  di  democrazia,  di
  partecipazione del popolo, dei cittadini e delle associazioni degli
  utenti.
   Questo è orgoglio siciliano vero

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  51
  non  posso  intervenire perché le gravi affermazioni dell'onorevole
  Cracolici  non  me lo consentono. Infatti, se fosse come  ha  detto
  l'onorevole  Cracolici,  lei avrebbe il  dovere  di  sospendere  la
  seduta  per cercare di capire non solo quello che oggi ha detto  al
  microfono  l'onorevole  Cracolici,  ma  quello  che  ha  sussurrato
  qualche    settimana   fa   l'onorevole   Cracolici    all'orecchio
  dell'onorevole Limoli.

   FARAONE. Lasci stare, non esasperi i toni

   CRACOLICI. Io non ho mai chiesto scusa perché sono stato insultato
  e aspetto le scuse anche da lei.

   MANCUSO.  Non  credo che l'onorevole Cracolici abbia  chiarito  ai
  siciliani  ciò  che voleva dire da questo pulpito. Noi  con  questo
  atteggiamento, di accuse pubbliche e scuse private, non  ci  stiamo
  più.  Io  non dico che l'onorevole Cracolici ha chiesto  o  non  ha
  chiesto;   ritiene  di  indicare  ai  siciliani  un  nome   di   un
  parlamentare come mandante non si sa di cosa
   Questo  è  un  atteggiamento che non  fa  parte  né  della  nostra
  cultura,  né del nostro modo di fare. L'ho letto e lo conosco  solo
  come  letteratura in una serie di libri che certamente non  parlano
  né  di  politica,  né  di salute, né di acqua. Quindi,  l'onorevole
  Cracolici  deve avere il buon gusto di chiedere scusa all'onorevole
  Limoli  per averlo indicato come mandante non si sa di cosa;  se  è
  reticente  l'onorevole Cracolici sulle cose che  ha  detto,  faccia
  pure,  ma  rimane  reticente nei confronti  del  Parlamento  e  dei
  siciliani.
   Conosco  da molti anni l'onorevole Limoli e posso dire che difetti
  ne  ha  quanto  gli  uomini,  e pregi ne  ha  uguali  ai  suoi,  ma
  certamente non ha il difetto di poter minacciare una mosca.
   Forse,  come  dice  lei,  sotto  il profilo  dell'esposizione,  ha
  teatralità, ognuno di noi si esprime come vuole, nel rispetto e non
  nel  modo  di  come  viene rimproverato oggi  da  taluni  che  sono
  diventati  a  modo  loro i padroni del Governo, del  Parlamento  e,
  forse, oggi, con il petto rigonfio come i fascisti di una volta, si
  sentono padroni della Sicilia.
   Non  è  così, ognuno la pensa come ritiene. Non ho alcun  tipo  di
  ritrosia  nel  pensiero;  poi,  caso  mai,  interverrà  qualcuno  a
  difendere quello che ritiene.
   Rispetto a questo, signor Presidente - siccome non si è scherzato,
  qui  ci  sono i siciliani che ci vedono, fortunatamente - lei  deve
  pretendere  dall'onorevole Cracolici, perché non si  sanno  mai  le
  cose della vita, di specificare nel suo ufficio a cosa si riferiva.
  Deve  pretenderlo,  perché si devono mettere  i  punti  oggi  degli
  atteggiamenti di taluni in questo Parlamento.
   Signor  Presidente, ieri è accaduto qualcosa che non  mi  era  mai
  successo,  neanche quando ho fatto per lungo tempo l'amministratore
  locale, le tensioni erano molto più forti di quelle che viviamo qui
  in  Parlamento: ieri siamo stati quasi sequestrati all'interno  del
  Palazzo, a causa di situazioni che sono riversate tutte all'interno
  di  questo Parlamento. E siccome è difficile anche uscirne, per  le
  molte   parole   dette,  ritengo  che  lei  debba  pretendere   che
  l'onorevole Cracolici chiarisca nel suo studio - lo ripeto  per  la
  seconda  volta - quello che voleva dire, se no per noi è  difficile
  andare avanti.
   L'unica  cosa  che  possiamo  fare è lasciare  questo  Parlamento,
  questo bilancio e questa finanziaria, nelle mani di chi si sente il
  padrone   assoluto  accusando  tutti.  Noi  volevamo   e   vogliamo
  contribuire, ma non ci facciamo minacciare da alcuno. Alle  minacce
  possiamo rispondere mettendoci in macchina e tornando dalle  nostre
  famiglie, a cui teniamo.
   L'atteggiamento  dell'onorevole  Cracolici  la  dice   tutta   nei
  confronti  di  soggetti  che  hanno  messo  in  difficoltà   questo
  Parlamento e, spero, che non lo metteranno più.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, ritengo  che
  sia indispensabile proseguire sull'articolato, abbiamo ancora tanto
  lavoro da fare. Questa finanziaria contiene, ancora da trattare, le
  parti   concernenti  le  zone  franche  urbane,  le   problematiche
  dell'agricoltura, le tematiche accantonate per le  riscritture.  La
  prego, pertanto, di volere proseguire con l'articolato cercando  di
  accelerare  i  lavori,  se possibile anche contingentando  i  tempi
  perché  abbiamo  realmente  bisogno  di  chiudere  questa  fase  di
  bilancio  e  di finanziaria per dare risposte ai siciliani  e  alla
  Sicilia tutta.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sull'articolo 51

   ARENA.  Signor Presidente, poteva evitare questa precisazione.  E'
  chiaro  che se gli interventi che mi hanno preceduto sono stati  su
  questo  articolo,  il mio non poteva che essere  un  intervento  su
  questo articolo, come lo sono stati quelli precedenti.
   Utilizzerò  metà  del  tempo perché non  voglio  assolutamente  né
  appesantire  né  ritardare né incancrenire questa  discussione,  ma
  semplicemente esprimere il mio punto di vista, così come  il  punto
  di  vista  è stato espresso dai colleghi che mi hanno preceduto  su
  questo articolo.
   Mi  sia  consentito  contestare le verità  assolute  riportate  da
  questo  podio  dall'onorevole Caputo, relativamente ai  difetti  di
  costituzionalità  e  alla  certezza che questo  sarà  un  clamoroso
  fallimento con impugnative e con lesioni, addirittura, che sfociano
  nel campo costituzionale.
   Mi   sia   consentito  criticare  tutti  coloro  i   quali   hanno
  mortificato, pretendendo di detenere verità assolute, e  offeso  la
  libera,  consapevole espressione di voto dei colleghi che mi  hanno
  preceduto.
   Mi  sia consentito, signor Presidente, onorevole presidente  della
  Regione  - onorevole Mineo, grazie per la cortesia e per  il  garbo
  istituzionale,  parlamentare da lei mostrato -, approfittare  degli
  altri trenta secondi per fermarmi ai due minuti e trenta anche  per
  fare,  come  i colleghi che mi hanno preceduto, alcune precisazioni
  su quanto ho sentito negli ultimi 8-9 minuti.
   Al  di  là  di  quello  che  dice  il  puntuale  presidente  della
  Commissione  Territorio e Ambiente, ognuno si esprime  come  può  e
  come vuole, caro presidente Mancuso. Mi sia consentito liberamente,
  da  parlamentare,  di  dichiarare il mio  sbigottimento  quanto  ad
  alcune dichiarazioni che ho avuto modo di ascoltare che, al di  là,
  della  teatralità  -  capisco  anche il  rispetto  delle  minoranze
  linguistiche, quindi uno si può esprimere come vuole e come può  -,
  mi  sembra  che  non solo lei, signor Presidente  dell'Assemblea  -
  anch'io,  come il presidente Mancuso ha fatto poco fa, formulo  una
  precisa richiesta nei confronti dell'onorevole Cracolici, e la  mia
  non è una difesa di ufficio, non sarei in grado di farlo, né questa
  è  la  sede adatta - dovrebbe  chiedere chiarimenti nel suo studio,
  dovrebbe regolare come ha fatto, anche se dovremmo capire  -  e  il
  condizionale  non è d'obbligo - dobbiamo capire e questa  Assemblea
  deve  cercare di capire le dichiarazioni, a metà tra il folklore  e
  il teatro, fatte dall'onorevole Limoli in quest'Aula.
   Quindi  ritengo  che sarebbe fondamentale, mentre per  l'onorevole
  Mancuso  è  fondamentale  che l'onorevole  Cracolici  chieda  scusa
  ripetendo  le parole dette all'orecchio o meno, in questa  stagione
  di veleni, dove in questi giorni serpeggiano nervosismo e veleno in
  queste  Sale,  anche  per  le  dicerie dell'untore  che  potrebbero
  sicuramente,  queste  sì,  rappresentare quei  reati  entrando  nei
  tribunali  di  cui  parlava  poc'anzi l'onorevole  Cracolici  -  mi
  riferisco alla calunnia, mi riferisco alla diffamazione che  magari
  potrebbe essere uno sport esercitato da qualcuno -, ebbene, mi  sia
  consentito,   e  concludo  rispettando  il  termine,  chiedere   al
  Presidente  dell'Assemblea di decifrare, semmai avessero  avuto  un
  senso,  se  le  esternazioni,  le  espressioni  parlamentari,   che
  rimangono  a verbale, fatte poc'anzi in quest'Aula, che secondo  la
  chiave  di  lettura  dell'onorevole  Cracolici  possono  avere  una
  accezione  da  monito, da previsione funesta, possano essere  anche
  qualcosa di insensato, di incomprensibile.
   Grazie,  per  avere  consentito il regolare espletamento  del  mio
  intervento  nei  cinque  minuti,  signor  Presidente  e   onorevoli
  colleghi.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credevo  di  non
  dovere  intervenire, lo farò molto brevemente. Onorevoli  colleghi,
  lo  capite che ci sono almeno cinquantamila persone, non meno,  che
  in  televisione stanno osservando questo spettacolo che è  ignobile
  ed  indecoroso?  E tutto questo mentre in Sicilia vi  sono  poveri,
  affamati,  gente che sta cercando un posto di lavoro,  che  aspetta
  una  cattiva o pessima finanziaria votata e approvata, noi facciamo
  cabaret e ognuno si rende conto che per farsi sentire ed apprezzare
  deve fare l'assalto contro il collega dicendo non so che cosa.
   Ma  la vogliamo finire? Vogliamo renderci conto che se una Regione
  paga  10  mila e più euro al mese per ogni deputato, è una vergogna
  se  poi il risultato è quello che è sotto gli occhi di tutti e  che
  stiamo vedendo ancora oggi?
   Mi vergogno di essere un rappresentante del popolo che è costretto
  a stare in Aula per ascoltare interventi iniqui, insulsi e privi di
  qualsiasi significato per la gente comune.
   Signor  Presidente,  lei è un veterano di quest'Aula  -  anche  se
  giovane - e sa quanto è importante dare a questa Assemblea il ruolo
  che  deve avere nella salvaguardia dei diritti di una Terra  che  è
  disconosciuta,  di  una  Terra che è sul lastrico  ed  è  priva  di
  qualsiasi conduzione seria ed importante.
   Concludo, signor Presidente, però sono rammaricato al limite della
  commozione di dovere concludere ogni mio intervento dicendo che  mi
  vergogno;  posso  aggiungere: si vergogni lei  di  quello  che  sta
  avvenendo; noi ci vergogniamo di quello che facciamo.
   E'  possibile  continuare  così? C'è  ancora  qualcuno  che  vuole
  prendere la parola per fare cabaret o per attaccare gli altri?  C'è
  la possibilità di avere un minuto, dieci minuti, un'ora di tempo da
  dedicare a chi ci ascolta, a chi non ha voce, a chi è emarginato, a
  chi  è  povero?  C'è  la  possibilità  di  arrivare  al  dunque   e
  comprendere se questa è o non è un'Assemblea elettiva, è o non è il
  Parlamento della Regione siciliana? Per avere soldi sì,  per  avere
  prebende  sì,  per  avere poi lo stesso regolamento  che  c'è  alla
  Camera  o al Senato no: basta un solo deputato che prende la parola
  per  dieci  minuti su ogni articolo e abbiamo bloccato l'Assemblea,
  abbiamo distrutto tutto
   Sono  opposizione,  rimango opposizione e sono  felice  di  essere
  opposizione; però non capisco più come ci si possa presentare  agli
  elettori, ai siciliani per dire che abbiamo vinto chissà che  cosa.
  Siamo al limite della bancarotta fraudolenta
   Io  chiedo  scusa  al  Presidente dell'Assemblea,  agli  onorevoli
  colleghi,  al  Governo,  ma non posso continuare  ad  assistere  in
  maniera  inerte  allo scempio di deputati che fanno l'assalto  alla
  diligenza,  che chiedono prebende alla tabella  I , che cercano  di
  intrufolare  qualche  cosa  che possa  servire  solo  a  soddisfare
  ignobili esigenze di carattere personale e privato, al limite degli
  interessi  privati  in  atti  d'ufficio.  E'  una  vergogna   senza
  precedenti

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che questo Parlamento  debba
  tentare  di  recuperare  un  po'  di  sobrietà.  Siamo  chiusi   in
  quest'Aula  da  parecchi giorni ormai, e in  questo  Parlamento  da
  alcune settimane, per cui ci sta pure che possano affiorare momenti
  di  tensione, di nervosismo, di mancanza di sobrietà. Ma vi ricordo
  che  abbiamo una grande responsabilità, la pressione la giustifico,
  ma  credo  che un minimo di codice di autoregolamentazione dobbiamo
  darcelo tutti.
   Io  sono  orgoglioso di essere il Presidente di questo Parlamento,
  onorevole  Cintola,  non  sono  per  nulla  orgoglioso  di   essere
  Presidente di questo Parlamento quando ascolto interventi  come  il
  suo,    come   quello   dell'onorevole   Cracolici,   come   quello
  dell'onorevole Limoli o dell'onorevole Arena.
   Questo tipo di interventi dovrebbero fare parte, eventualmente, di
  private discussioni, non certamente di interventi dell'Aula.
   Io  credo  che  in questa giornata - che sarà ancora lunga  perché
  siamo  soltanto  a  metà del lavoro - o recuperiamo  un  minimo  di
  sobrietà  o  è meglio che concludiamo adesso, tanto la  finanziaria
  l'abbiamo  già  fatta,  il  bilancio  l'abbiamo  fatto  e  possiamo
  tranquillamente tornarcene a casa, se non riusciamo  a  reggere  la
  pressione.
   Se vogliamo continuare, io sono qui per questo, ho ancora le forze
  fisiche  per andare avanti, non ho alcuna difficoltà. Però  ritengo
  di  chiudere  l'argomento che è stato oggetto  degli  ultimi  venti
  minuti  dicendo che sono convinto che né l'onorevole  Limoli  abbia
  voluto  minacciare l'onorevole Cracolici né l'onorevole  Cracolici,
  nel  suo  intervento, abbia voluto sottendere chissà quale tipo  di
  atteggiamento  da  parte  dell'onorevole Limoli.  Per  tale  motivo
  lascerei questi discorsi alle spalle e guarderei avanti.
   Onorevole  Cintola,  se ha notizia di interessi  privati  in  atti
  d'ufficio sa perfettamente a chi si deve rivolgere, non è questa la
  sede  per  denunciare  simili  episodi.  Io  ritengo  che  le   sue
  affermazioni, anche se all'interno di un momento politico delicato,
  in questa sede non abbiano ragione di esistere.
   Allora,  torniamo  un  attimo ad un'ora fa,  riprendiamo  da  dove
  eravamo  arrivati nella speranza  di riuscire entro questa  sera  a
  finire  il  lavoro che tutti noi abbiamo a cuore che  venga  fatto,
  avendo tutti ben chiaro che questa finanziaria è una finanziaria di
  rigore,  che non ci sono mance, non ci sono prebende, ci sono  solo
  interventi per il territorio.

                              (Applausi)

   Pongo  in votazione l'articolo 51. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo che questa Presidenza ha stralciato dalla finanziaria  gli
  articoli 52, 53 e 54.
   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                             «Articolo 55.
              Misure urgenti di sostegno all'occupazione

   1.  Il  numero  dei posti complessivi in organico,  alla  data  di
  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  delle  categorie  del
  personale   non   dirigenziale   nel   ruolo   dell'Amministrazione
  regionale,   con   esclusione   del  personale   non   dirigenziale
  appartenente al Corpo forestale della Regione, è in atto stabilito,
  fino  a  nuova determinazione con le procedure di cui al  comma  2,
  nella tabella A) annessa alla presente legge.

   2.  La  rideterminazione  periodica  della  dotazione  organica  è
  effettuata  con  decreto  del  Presidente  della  Regione,   previa
  deliberazione  della  Giunta regionale, su proposta  dell'Assessore
  regionale  per le autonomie locali e la funzione pubblica,  sentite
  le    organizzazioni   sindacali,   sulla   base   dei   fabbisogni
  rappresentati dai dirigenti generali, nelle ipotesi di  adeguamenti
  o  modifiche  discendenti da disposizioni normative o  contrattuali
  sopravvenute,  o  di  riduzione di numero  di  unità  di  personale
  rispetto a quanto previsto nella tabella A) e di contrazione  della
  spesa complessiva.

   3. TABELLA  A

               Categoria D                        5.600
               Categoria C                        4.600
               Categoria B                        2.600
               Categoria A                        2.800
               Totale personale del comparto non  15.600
             dirigenziale

   4.  E' autorizzata, sino al 31 dicembre 2010, l'utilizzazione  dei
  soggetti  di cui ai commi 1, 2,  5 e 6 dell'articolo 1 della  legge
  regionale 29 dicembre 2009, n. 13.

   5. I contratti per il personale di cui al comma 7 dell'articolo  1
  della  legge  regionale 29 dicembre 2009, n.  13,  che  sono  stati
  stipulati in conformità alle prescrizioni di cui all'articolo 7 del
  decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono essere prorogati
  sino al 31 dicembre 2010, ricorrendone le condizioni.

   6. Per le finalità previste dall'articolo 12 della legge regionale
  29 dicembre 2009, n. 13, i relativi fondi sono incrementati, per il
  periodo  1  maggio  - 31 dicembre 2010, di 1.063 migliaia  di  euro
  (U.P.B. 6.4.1.3.1., capitolo 321312).

   7.  Gli oneri derivanti dal presente articolo sono quantificati in
  36.251 migliaia di euro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dall'onorevole De Luca: 55.1, 55.2, 55.3, 55.4, 55.5 , 55.6, 55.7
      e 55.8;
  -dall'onorevole Maira: 55.13;
  -dagli onorevoli Greco ed altri: 55.14;
  -dall'onorevole Caronia: 55.11, 55.12, 55.19 e subemendamento
  55.18.1;
  -dagli onorevoli Apprendi ed altri: 55.10;
  -dal Governo: 55.15, 55.17, 55.18 e subemendamenti 55.17.1 e
  55.18.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  articolo  molto  importante  e  delicato  che  riguarda  un   primo
  intervento  su  quelli  che  sono  gli  elementi  iniziali  di  una
  dotazione  organica - ieri abbiamo avuto modo  di  parlarne  -  che
  nella Regione siciliana non è stata definita e che punta, comunque,
  a  fare  una  prima  valutazione del fabbisogno della  Regione  per
  quanto   riguarda  il  personale.  Io  mi  permetto  di  richiamare
  l'attenzione degli Uffici su un emendamento, signor Presidente, che
  ho  depositato  e che credo sia stato inserito tra gli  emendamenti
  aggiuntivi,  che  riguarda  esattamente  questa  materia   e   che,
  comunque,   introduce   alcuni  princìpi  fondamentali   che   sono
  indispensabili,  a  mio modesto parere, per  fare  una  valutazione
  reale   e  complessiva  di  quella  che  è  la  questione  trattata
  dall'articolo 55.
   Credo  che  sia indispensabile introdurre un sistema  di  princìpi
  unici per quanto riguarda il sistema della pubblica amministrazione
  allargata, il sistema degli enti locali e di tutto ciò che riguarda
  la parte pubblica finanziata dalla Regione siciliana.
   Questo voglio dirlo in termini chiari perché noi rischiamo, da  un
  lato,  di  fare  una prima fotografia che riguarda una  valutazione
  temporanea - e mi permetto di dire estemporanea - della materia,  e
  dall'altro lato, invece, non introduciamo una serie di elementi che
  possono  essere indispensabili, se guardiamo in termini complessivi
  la  materia. Da questo punto di vista, ritengo utile che si vada in
  ordine cronologico e logico.
   Il primo aspetto che questa materia richiede, signor Presidente, è
  che ci sia una individuazione o rideterminazione, qualora ci fosse,
  della  dotazione  organica, e quello che oggi ci  viene  presentato
  nell'articolo  55  è  comunque  una  previsione  numerica  che  non
  riguarda gli elementi complessivi di una dotazione organica.
   Poi,  va  fatto  un  intervento  di ricollocazione  del  personale
  dipendente:   la  ricollocazione  scaturisce  dagli   elementi   di
  individuazione nella pianta organica, perché noi facciamo, sì,  una
  fotografia  numerica, però, non essendoci una  dotazione  organica,
  non  si  fa neanche, di conseguenza, una logica ricollocazione  del
  personale.
   Un  terzo  elemento  riguarda  la cosiddetta  stabilizzazione  del
  personale precario.
   Questo  è  un tema che è stato dibattuto diverse volte  in  questa
  Assemblea e che è ormai storico: è un tema che ci riguarda ed è  un
  tema, comunque, che se non viene affrontato con quelli che sono gli
  elementi  logici e cronologici, non potrà mai essere né  seriamente
  affrontato   né   si  potranno  trovare  soluzioni  e   risoluzioni
  complessive a questa tematica.
   E  anche  da  questo punto di vista non è pensabile che  si  possa
  ragionare  del tema della stabilizzazione, se questo  percorso  non
  parte  da  lontano e, quindi, con la dotazione organica  e  con  la
  ricollocazione  del personale e capire quali sono effettivamente  i
  posti   vacanti,  con  quali  funzioni  o  mansioni,  per  guardare
  definitivamente  anche  al  mondo del precariato  e  cominciare  un
  ragionamento graduale di stabilizzazione.
   Sappiamo  tutti  quanti che questo termine è,  rispetto  al  tema,
  piuttosto  delicato perché sappiamo anche quali sono i  vincoli  di
  finanza pubblica ed è giusto dirli.
   E' anche giusto, però, fare un ragionamento serio per individuare,
  quanto  meno,  quali sono gli elementi di un percorso  che  possono
  portare  ad  un  cambio,  o ad un ricambio,  nel  tempo  di  questo
  personale  che,  naturalmente, va collegato ad un altro  punto:  il
  divieto  assoluto di assunzioni, non solo nella Regione  siciliana,
  non  solo  quindi nell'amministrazione regionale,  non  solo  nella
  pubblica  amministrazione allargata, ma anche  in  tutti  gli  enti
  pubblici,  come  i  Comuni o come, per esempio,  il  settore  della
  sanità,  cioè  in  tutti quegli enti pubblici che  usufruiscono  di
  finanziamenti e trasferimenti da parte della Regione.
   Allora,  proprio nella ricognizione complessiva l'introduzione  di
  regole  complessive  che  servono  a  fare  una  ricognizione,  una
  verifica  del  fabbisogno in tutti i settori in cui  interviene  la
  Regione   siciliana,  perché  è  paradossale  che,  da   un   lato,
  l'amministrazione  regionale blocchi  le  assunzioni  -  oggi,  noi
  introduciamo un blocco anche nelle società partecipate, negli  enti
  regionali  -  e,  dall'altro lato, si prevedono  nuove  assunzioni,
  magari  nel  settore  della sanità, perché  ce  n'è  effettivamente
  bisogno, o si fanno nuove assunzioni nei Comuni dove, naturalmente,
  il patto di stabilità lo consente.
   Dobbiamo, però, rispettare il mondo del precariato, a cui non si è
  data  neppure  una  linea di indirizzo, perché  questo  è  il  vero
  concetto: un ragionamento organico.
   Rispetto  a questo, poi, c'è l'altro elemento da prevedere  in  un
  ragionamento  serio e organico: la riqualificazione del  personale,
  perché  in  funzione  degli  esuberi che derivano  dalla  dotazione
  organica  e  da  una  ricollocazione e in base agli  spazi  che  si
  determinano  in  funzione  di  questa  verifica,  si  richiede  una
  riqualificazione del personale per andare a occupare quei posti che
  risultano vacanti a seguito di una ricognizione globale, cioè della
  pubblica amministrazione allargata.
   Introdurre  il  personal computer per mobilità obbligatoria  è  un
  altro  elemento  importante  perché, se abbiamo  un'amministrazione
  regionale che può avere personale in esubero, e magari i  comuni  o
  il mondo della sanità hanno invece carenza di personale, introdurre
  regole  di mobilità sarebbe una cosa importante, che crea anche  la
  possibilità, per il mondo del precariato, di una mobilità in questo
  ampio   sistema.  Anche  questo  elemento  è  conseguenza  di   una
  valutazione logica e cronologica della problematica.
   Poi,   occorre  introdurre  ancora  un  altro  istituto,   che   è
  l'ulteriore conseguenza: portare nella pubblica amministrazione  un
  concetto  che già è in vigore nel sistema privato, cioè  l'istituto
  del personale in prestito o del prestito del personale. Ad esempio,
  faccio riferimento ai lavoratori della forestale, che possono anche
  essere  utilizzati,  in accordo con gli enti locali  -  negli  enti
  locali, oggi, siamo impossibilitati a fare assunzioni perché magari
  il patto di stabilità non lo consente - facendo un accordo comuni -
  Regione e, quindi, anche delle compensazioni per utilizzare  questo
  personale,   diventa  importante;  ma  per  fare   questo   bisogna
  introdurre  delle  regole  comuni  di  mobilità  e,  quindi,  anche
  temporaneamente o si possono fare interventi con delle  convenzioni
  che compensano reciprocamente le partite.
   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  tema  è   oggi
  affrontato  in  maniera, mi permetto di dire, molto provvisoria,  é
  una fotografia numerica, è una fotografia fredda. Qui non manca  un
  disegno,  manca  un ragionamento organico che è indispensabile  per
  potere  tracciare un percorso, e questo vale per tutti i settori  e
  per tutti i livelli della pubblica amministrazione.
   L'invito  è quello di evitare - lo dico chiaramente al  Governo  -
  delle disparità di trattamento e delle sperequazioni. Purtroppo, da
  questo  punto di vista, il mondo del precariato è uguale a tutti  i
  livelli;  é  una situazione di difficoltà che è comune  a  tutti  i
  livelli.
   La  politica deve dare una risposta, ma la risposta non è illudere
  tutti  con una stabilizzazione immediata che non si può fare, bensì
  deve  dare  una  risposta almeno sui tempi e sulle  modalità,  deve
  avere  la  capacità  di fornire un disegno organico,  che  non  può
  essere  oggi fotografato solo per quanto riguarda l'amministrazione
  regionale.
   E'  un  ragionamento più ampio quello che il Governo deve  fare  e
  capisco che oggi, in modo parziale, sta facendo per venire incontro
  ad  una serie di situazioni; ma questo Parlamento si attende al più
  presto  - lo dico anche all'assessore Leanza - un disegno organico,
  complessivo.
   Sappiamo  che  il  tema  è  stato  affrontato  già  dalla   quinta
  Commissione legislativa e riteniamo che ormai sia urgente  portarlo
  avanti per consentire a tutto il mondo del precariato di avere  una
  speranza,  e  quindi  alla  politica di  dare  definitivamente  una
  soluzione nei tempi, che siano lunghi o brevi ma che siano certi, e
  non  trattare una situazione così delicata, come si è sempre fatto,
  solo   in   determinati   momenti,  ma  con   una   assunzione   di
  responsabilità  seria  che finora questo Parlamento  non  ha  avuto
  occasione di affrontare.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti 55.1, 55.2, 55.3, 55.4,  55.5,  55.6,
  55.7 e 55.8, dell'onorevole De Luca, 55.13 dell'onorevole Maira,  e
  55.12,   dell'onorevole  Leontini,  sono  ritirati  dai  rispettivi
  firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gi emendamenti 55.11 e 55.19 sono inammissibili.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che con le
  integrazioni   predisposte  dal  Governo   -   che   rispondono   a
  quell'obiettivo   di  riformulazione  di  cui  aveva   parlato   il
  Presidente  dell'Assemblea  nel momento  in  cui  aveva  illustrato
  all'Aula  l'opinione  sulle  norme inserite  in  finanziaria  -  si
  definisca  un  quadro  che  io  considero  assolutamente  positivo.
  Vagheggiare  progetti complessivi e organici, come ha  fatto  testé
  l'onorevole  De Luca, mi fa pensare a quel proverbio che  dice  che
   l'ottimo può essere contrario del bene'.
   Credo che i dipendenti della Regione, gli articolisti, coloro  che
  hanno  un contratto a tempo determinato, quelli che sono dipendenti
  della  Regione in forza di una legge ma non sono stati  immessi  in
  ruolo, come i catalogatori e gli ex ITALTEL, auspicavano finalmente
  un  Governo  della  Regione  e  un  Parlamento  che  fissassero  la
  dotazione organica dei dipendenti della Regione.
   Vorrei  ricordare che senza questo atto non si può procedere  alla
  immissione  in  ruolo  di soggetti che ne  hanno  diritto,  non  si
  possono  attivare  le  procedure selettive in  grado  di  dare  una
  risposta  al  personale precario. Per esempio in Sicilia,  fino  ad
  ora, non si è potuta applicare la normativa nazionale - quella  del
  ministro Nicolais prima, poi purtroppo il ministro Brunetta l'hanno
  fortemente  rallentata e condizionata - che avrebbe  consentito  di
  essere  immessi  nella pubblica amministrazione regionale  a  tutti
  quei  soggetti  che, avendo maturato almeno tre anni  di  anzianità
  lavorativa  negli  ultimi cinque anni, sulla  base  delle  esigenze
  organizzative  della Regione e delle sue singole amministrazioni  e
  ad  invarianza finanziaria, potevano essere utilmente immessi nella
  pubblica amministrazione.
   Credo  che  con  questo atto il Parlamento,  con  le  integrazioni
  proposte dal Governo, darà un'opportunità a tante persone  che  già
  operano all'interno della pubblica amministrazione facendo in  modo
  che  l'organizzazione regionale li utilizzi anche  in  maniera  più
  efficace  di  quanto  non abbia potuto fare fino  ad  ora.  Quindi,
  contemporaneamente e su un piano di assoluto rigore finanziario  ed
  organizzativo,  si può dare una risposta positiva a  tante  persone
  che  operano  da  molto tempo all'interno della Regione,  ma  nello
  stesso tempo si può dare alla macchina amministrativa regionale una
  maggiore  efficienza  ed  una maggiore capacità  di  dare  risposte
  positive ai siciliani.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  mi  duole  ricordarle  che  lei  ha
  ritenuto  inammissibile l'articolo 43, che rispetto all'emendamento
  55.17 è ben poca cosa.
   Pertanto,  nel rispetto delle decisioni della Presidenza,  ritengo
  che  anche l'emendamento 55.17, alla stregua dell'articolo 43, deve
  essere  dichiarato  inammissibile. Se così non fosse,  posso  anche
  dare  una lettura molto più chiara eventualmente dell'articolo  43,
  che  tratta  di  personale che, con la stessa legge  nazionale,  la
  cosiddetta finanziaria Prodi, ha superato le prove selettive,  cioè
  ha  fatto  i  concorsi;  mentre questi sono un'altra  categoria  di
  soggetti che non ha fatto ancora il concorso. Chiedo, pertanto, una
  revisione agli Uffici.
   Si  tratta  di quell'articolo pubblicato sul Giornale di  Sicilia,
  completamente  errato,  che non c'entra nulla  con  gli  Uffici  di
  gabinetto,  perché si trattava esclusivamente del comma  558  della
  finanziaria Prodi, la legge 296 del 2006.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, desidero rivolgere  innanzi
  tutto  una  raccomandazione circa l'ordine di  distribuzione  degli
  emendamenti  aggiuntivi, perché ci sono delle  duplicazioni  e,  se
  hanno un senso, questo va chiarito: perché esiste il subemendamento
  55.17.1  e l'emendamento 55.17, c'è una parola modificata; poi  c'è
  il   55.15  che  sembra  la  stessa  cosa  del  55.17,  così   come
  nell'emendamento   55.15   c'è  lo   stesso   termine   del   17.1:
  sostanzialmente, sono tre emendamenti, di cui due sono uguali e uno
  è  quello  degli  amministrativi. Poi,  il  senso  delle  ulteriori
  definizioni  circa il ruolo dei collaboratori e il  problema  degli
  sportelli,  così  come  l'emendamento  55.18  e  il  subemendamento
  55.18.1 bis prevedono, e questo vorrei che il Governo lo spiegasse.
   Ciò premesso, mi permetto di aggiungere che sicuramente, quando si
  avvia una discussione in cui sono presenti argomenti di particolare
  delicatezza, è chiaro - così come è già successo qualche momento fa
  -  che  si  determina un momento di tensione. Le  tensioni,  a  mio
  avviso,  al  di là delle chiacchiere che servono a raffreddare  gli
  animi, nascono quando c'è il convincimento in ognuno di noi  che  è
  giusto pretendere rispetto, e magari non usarlo verso gli altri.
   Questa  regola  dovremmo cominciare un po'  tutti  a  rispettarla,
  magari in maniera diversa, assieme al senso di responsabilità e  di
  buon  gusto, che dovrebbe essere quello di evitare interventi fuori
  microfono, perché ognuno è legittimamente portato a fare  i  propri
  interventi e a rispondere nelle forme civili che sono a  noi  tutti
  consentite, cioè quelle di intervenire presso questa sede.
   Ciò  premesso, ritengo che, come fatto di giusto rispetto  fra  di
  noi  - al momento in cui si determinano posizioni contrastanti  che
  magari  in  questa sede, con questo dibattito, con la posizione  di
  chi  vuole opporsi, non nel senso di creare ostruzionismo, ma vuole
  opporsi  ad una macchina che si sta mettendo in moto e che vorrebbe
  macinare tante cose - il senso di ogni parlamentare dovrebbe essere
  quello di rallentare la macchina e far sì che si producano atti che
  abbiano  non  solo  un momento di coerenza in tutta  l'impostazione
  giuridico-amministrativa,  ma anche di reale  attività  propositiva
  per l'Amministrazione tutta e per la nostra Regione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, oserei dire  il dado è tratto : finalmente  si
  sta mettendo fine a quello che è il danno del secolo.
   La  Regione siciliana, da circa vent'anni, soffre di questa  piaga
  che  si  chiama  precariato  e  spero che  con  questa  finanziaria
  finalmente  si  possa  mettere fine ad  un'ingiustizia  per  quanto
  riguarda  tutti  i  lavoratori  del  mondo  del  lavoro,  tutti   i
  lavoratori che la Sicilia vuole con sé, tutti i professionisti  che
  vuole  con  sé, tutte le intelligenze che vuole con sé  e  che  non
  vuole fare trasferire fuori da questa Terra.
   La  politica e i politicanti degli ultimi anni hanno solo arrecato
  danno,  forse anche perchè in quel momento si cercava  di  fare  un
  favore particolare a qualcuno, perché magari in quel momento quella
  famiglia era in difficoltà.
   Oggi, finalmente, il Governatore dice basta al precariato e questo
  mi  fa  solo  immenso piacere perché lo condivido  in  pieno.  Oggi
  abbiamo  messo  in  atto  alcune leggi che  riguardano  aiuti  alle
  imprese  che sono dei begli strumenti, le direttive della  Comunità
  europea che hanno consentito al Governo regionale e alla Nazione di
  intervenire  immediatamente per fermare, per bloccare questa  crisi
  con atti concreti, pensando anche ai disoccupati, agli svantaggiati
  di questa Terra.
   Noi  -  ed  è un ringraziamento a tutto il Parlamento - finalmente
  abbiamo   recepito  nella  finanziaria  dell'anno   scorso   questo
  regolamento,  questa direttiva della Comunità europea e  finalmente
  parte il lavoro vero.
   Io  sono  titolare del disegno di legge per gli   over  50'  e  mi
  auguro  che  l'articolo che riguardava il credito  di  imposta  per
  l'occupabilità, dove si porta ancora - a parte tutto quello che già
  hanno  le  imprese - beneficio a chi assume, sia uomini che  donne,
  non  ne  approfittino  gli  imprenditori  per  quanto  riguarda  la
  categoria degli  over 50' perché questi finanziamenti sono  dati  e
  si danno alle imprese per soli 24 mesi. Non deludiamoli
   A  parte questo, signor Presidente, mi rivolgo anche al Presidente
  della  Regione  e  al Governo, concludo invitando  ad  una  attenta
  riflessione  che  dovremo  fare il giorno  dopo  l'approvazione  di
  questa finanziaria per non dimenticare gli altri precari, gli altri
  che  subiscono  ingiustizie e spero la Conferenza Stato  -  Regioni
  possa portare i benefici che questa Regione siciliana merita  e  di
  cui è in attesa.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, devo dire che non sono  assolutamente
  entusiasta né tanto meno mi sembra di potere gridare alla  felicità
  o  al  giubilo di questi lavoratori poiché con questo articolo  non
  stiamo dicendo un bel nulla, stiamo facendo una premessa che non dà
  nessuna consecutio.
   Il  Governo ha inserito, all'interno di questa norma, due cose che
  sono  assolutamente  scisse: da una parte,  si  prevede  la  pianta
  organica,  la dotazione organica della Regione - anzi soltanto  una
  parte - perché si fa riferimento semplicemente ad alcune categorie;
  dall'altra, si continua a parlare di proroghe. Non vedo  quale  sia
  il   nesso,   Presidente,   fra  una  norma   che   sottende   alla
  stabilizzazione di soggetti e quella che, invece, parla di semplici
  rinnovi,  rinnovi  funzionali che servono  al  funzionamento  della
  macchina amministrativa. Su questo vorrei soffermarmi.
   Qualcuno mi ha detto che le indicazioni di correttezza rispetto  a
  questa  norma vorrebbero che si dovesse, in qualche modo,  inserire
  in  maniera  perentoria questo cappello. Credo che  così  non  sia,
  anche  perché,  se  si  vanno a guardare in maniera  dettagliata  i
  soggetti destinatari delle proroghe, ci accorgiamo che ci sono i 47
  lavoratori   del  VIA-VAS,  i  quali  prestano  la  loro   attività
  all'interno dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, e  che
  invece sono Co.Co.Co..
   Credo  che  questa rappresenti una profonda ingiustizia  perché  i
  lavoratori,   che   ormai   svolgono  tale  attività,   necessaria,
  all'interno   dell'Assessorato  del  territorio  e   dell'ambiente,
  andrebbero  convertiti con un contratto a tempo determinato,  vista
  l'utilità  e  l'importanza di questi soggetti. La loro  condizione,
  ovviamente, non li potrebbe mettere in correlazione con quella  che
  invece è la premessa di questo articolo.
   Mi chiedo, quindi, considerato che la materia è molto complessa  e
  molto ampia, delle due l'una: o si affronta in maniera organica  o,
  diversamente,   come  la  Presidenza  e  come  la  Conferenza   dei
  Capigruppo  hanno  stabilito,  la  materia  del  lavoro   e   della
  stabilizzazione  dovrà essere rimandata ad un momento  di  maggiore
  approfondimento  all'interno della quinta Commissione,  momento  in
  cui si stabilirà un percorso di legge più organico con il confronto
  tra le parti sociali dal momento in cui si potrà, cosa che peraltro
  in Commissione Lavoro noi abbiamo già fatto per quel che riguardava
  gli LSU all'interno degli Enti locali.
   Allora,   io   sono  assolutamente  dell'idea  che  bisogna   dare
  chiarezza,  peraltro ho formulato anche una riscrittura  del  testo
  con cui si deve prevedere con chiarezza, in ogni singola parte,  in
  questo   processo   di  stabilizzazione  chi   siano   i   soggetti
  destinatari,  come  e in che modo debba avvenire  e  quando.  Tutto
  questo  non  lo vedo nell'articolo esitato dalla Commissione;  vedo
  semplicemente  un  vorrei ma non posso , un  avrei  voluto  ma  non
  posso .
   Non   ne   comprendo  la  ragione  e,  oltretutto,  concordo   con
  l'onorevole  Mancuso  quando  afferma  che  sono  state  stralciate
  materie inerenti a questo argomento del personale. Non comprendo la
  ragione  per  cui noi dovremmo affrontare in maniera  assolutamente
  striminzita, così come abbiamo fatto a mio avviso per  tanti  altri
  argomenti, giusto per dire che è stata fatta una norma che riguarda
  il  personale perché in questa caleidoscopica finanziaria c'è anche
  il personale.
   Allora  diciamo le cose come stanno: questa accozzaglia  di  norme
  serve  solo a giustificare qualcuno nel dare il voto ad  una  norma
  che  veramente definirei mostruosa, che a me sicuramente non  serve
  ma non serve neanche ai siciliani.
   A  questo  punto, direi che bisogna fare un attimo di riflessione,
  in  quanto  vi  sono numerosi soggetti che sarebbero interessati  e
  che,   giustamente,   aspettano  in  questi   giorni   con   grande
  trepidazione le determinazioni che questo Parlamento adotterà.
   Per  correttezza  nei  confronti dei lavoratori  che,  per  quanto
  abbiano  avuto la disgrazia di essere capitati, come  dire,  in  un
  comparto, quello del precariato, e non è sicuramente colpa loro,  é
  nostro   dovere   dare  loro  certezza  perché  la   legalità,   la
  correttezza,  la  lotta alla mafia e la dignità  delle  persone  si
  ottengono  soprattutto  con il lavoro,  il  lavoro  stabile  e  non
  precario.
   Allora  credo  che sia doveroso da parte nostra dare  un  percorso
  lineare  a questi soggetti e farlo attraverso una legge, e non  con
  provvedimenti amministrativi; per carità è possibile farlo, ma  non
  vedo per quale motivo l'Assemblea regionale non possa legiferare in
  una  materia così importante e delicata per fare chiarezza  e  dare
  certezza a tutti i soggetti destinatari di questa norma.
   Credo  che sia un dovere per noi e un diritto per i siciliani.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  esprimo  un
  positivo   apprezzamento  sulla  impostazione  che   ha   dato   la
  Commissione  a  questa  materia. Esprimo un positivo  apprezzamento
  perché   abbiamo  assistito  in  questi  giorni  anche  ad   alcune
  dichiarazioni sulla stampa non proprio gradevoli, quasi come se  il
  precariato  fosse  un mondo a parte, un mondo di fannulloni,  e  in
  questo venisse equiparato tutto il precariato.
   In questo caso stiamo parlando - secondo me, ripeto, ha fatto bene
  la   Commissione  a  predisporre  una  norma  in  tal  senso  -  di
   fotografare   la  dotazione  organica   e  neanche   peregrino   è
  l'emendamento  proposto  dal  Governo  e  certamente   ha   ragione
  l'onorevole  D'Asero: ne sono arrivati una decina, ma mi  riferisco
  all'emendamento 55.17.1 che forse fa chiarezza.
   Devo  dire  che  su  questo argomento, peraltro, avevo  preparato,
  assieme ad altri colleghi soprattutto del Gruppo UDC, un ordine del
  giorno  che  impegnava,  una  volta fotografata  la  situazione,  a
  procedere   entro   date  ben  stabilite,  alla,  tra   virgolette,
  stabilizzazione di questo personale che non costa un  euro  in  più
  rispetto al personale che già lavora trentasei ore la settimana  ed
  è inserito in organico proprio nell'attività regionale.
   Quello che stiamo compiendo, lo ripeto, è un atto di giustizia, un
  atto dovuto.
   Nell'emendamento   dell'assessore   Cimino,   peraltro,   si    fa
  riferimento   alla  normativa  in  atto  prevedendo,   ripeto,   la
  possibilità della stabilizzazione entro un termine preciso,  il  31
  dicembre  2010,  se non altro proprio perché al  31  dicembre  2010
  andrebbero a scadere i contratti.
   Non  penso, quindi, che possano esserci motivi di differenziazione
  da parte dell'Assemblea e, per quel che mi riguarda, preannuncio il
  mio  voto  favorevole all'impostazione dell'articolo esitato  dalla
  Commissione e sull'emendamento presentato dall'assessore Cimino.
   Inoltre, visto che si tratta di materia tecnica, onorevole Gianni,
  se  ci  sono  dei perfezionamenti che possono venire incontro  alle
  esigenze complessive, ben vengano.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   io   sono
  intervenuto  alle  varie  riunioni  che  abbiamo  avuto  su  questo
  articolo  55  perché  ispirato  da un  principio  di  equità  e  mi
  meraviglio  molto  che  i colleghi della sinistra,  che  dovrebbero
  avere  come  stella polare il perseguimento di princìpi di  equità,
  abbiano  affrontato  questo argomento sottovalutandolo  molto,  con
  molta superficialità e derogando e venendo meno a quei princìpi  di
  equità cui dovrebbero essere sempre ispirati.
   Questo  Parlamento,  con la legge 16, per la  prima  volta,  si  è
  occupato e preoccupato di cercare di dare un futuro equo e  stabile
  a tutta la platea dei lavoratori cosiddetti precari, lavoratori che
  sono  precari  solo  ed  esclusivamente  per  quanto  riguarda   lo
  stipendio   ma  non  sono  affatto  precari  per  quanto   riguarda
  l'apporto,  il contributo che danno con le proprie competenze,  con
  il  proprio  impegno, con la propria azione quotidiana a  tutte  le
  amministrazioni  in  cui operano, siano esse comunali,  siano  esse
  provinciali, siano essere regionali.
   Ora,  parto dal principio che siccome questi lavoratori sono figli
  più  o  meno  della stessa legge, della stessa normativa,  e  hanno
  iniziato  la  loro esperienza circa venti anni fa  -  alcuni  forse
  ventuno   o   ventidue   anni  fa  -  non   capisco   perché,   pur
  nell'apprezzare il tentativo che il Governo fa di cominciare a dare
  una  risposta ai lavoratori che sono stati assegnati alla  Regione,
  agli  ex articolo 23 assegnati agli uffici della Regione, non  dia,
  in  contemporanea  e  con una visione di insieme,  una  prospettiva
  anche  agli  altri  lavoratori che sono fratelli gemelli,  fratelli
  siamesi  di  questi  e che hanno avuto solo la sfortuna  di  essere
  destinati agli uffici dei comuni o delle province anziché in quelli
  regionali.  Non  mi  pare  che  questo  sia  un  modo  corretto  di
  affrontare la situazione.
   Sono favorevole a che questi lavoratori che sono stati già oggetto
  -  non dimentichiamolo - di una norma della quale hanno beneficiato
  perché sono stati già portati a 36 ore settimanali, a differenza di
  quelli  che lavorano nei comuni che sono a 24 o a 18, alcuni  anche
  con  contratti. Non mi pare un modo corretto di affrontare il  tema
  perché,  a  mio modo di vedere, un modo corretto per affrontare  il
  tema è vedere di dare una mano a chi è più debole in questo momento
  anziché a chi ha uno stipendio assicurato, parametrato a 36 ore.
   Inviterei  il  Governo, seppur costretto -  ne  prendo  atto  -  a
  pubblicare,  ad  approvare quell'articolo per  quanto  riguarda  la
  tabella  della pianta organica perché gli uffici ci hanno  spiegato
  della  programmazione e non possiamo non prendere atto di  ciò  che
  gli  uffici  della programmazione ci hanno detto, cioè  che  quella
  pianta  organica bisogna farla perché può consentire  di  prorogare
  altri  lavoratori e, contestualmente, ci può consentire  finalmente
  di   avere   soldi   da   parte  dello   Stato   per   stabilizzare
  definitivamente questi lavoratori così come lo Stato ha  fatto  con
  altre Regioni.
   Quella  pianta organica, quindi, va approvata, ma io  mi  fermerei
  all'approvazione   della  pianta  organica.   Del   resto,   questo
  Parlamento correttamente, in quinta Commissione, ha in dirittura di
  arrivo  un  provvedimento di legge più organico che  si  occupa  di
  tutta la materia.
   Non vedo perché quest'Aula, responsabilmente, approvando la pianta
  organica,  non  si  fermi un minuto; non toglie  nulla  a  nessuno,
  rischia invece di togliere tanto a molti, di togliere la speranza a
  molti  o  comunque di dare l'impressione che favoriamo 4500 persone
  mentre  andiamo contro ad altre sedicimila persone. Non mi pare  un
  modo corretto di legiferare.
   Questo   Parlamento  è  responsabile  e  la  tabella  deve  essere
  approvata  perché ci consente finalmente di fare le proroghe  e  di
  evitare  che  siano mandati a casa lavoratori e, quindi,  oltre  al
  danno la beffa.
   Ma, oltre questo, mi fermerei.
   Vi ricordo ancora una volta che a fronte di tutta la platea stiamo
  parlando  di soggetti meritevoli perché sono il primo a difenderli,
  essendo  stato uno di coloro i quali si è impegnato  più  di  tutti
  sulla legge 16 per dare loro una prospettiva ed una speranza. Sono,
  però,  quelli  che in questo momento hanno meno bisogno  di  tutela
  rispetto  agli  altri lavoratori perché sono quelli che,  in  atto,
  guadagnano  di più. Allora, guardiamo a chi ha meno,  guardiamo  ai
  più  deboli, guardiamo a chi ha più bisogno perché sono tutti sulla
  stessa  barca  e  svolgono tutti lo stesso  lavoro  con  lo  stesso
  impegno, la stessa preparazione, la stessa abnegazione.
   Vorrei  anche  fare  presente al Governo che, concordando  con  il
  fatto  che  le  finanze regionali non possono più dare  ristoro  ad
  altre categorie di precari, ciò tuttavia non toglie e non esime  il
  Governo dal dare risposte con fondi extraregionali europei,  POR  o
  PAR  FAS,  a queste categorie di lavoratori senza incorrere,  dando
  tale  tipo  di copertura, in nessun incidente esterno  che  dir  si
  voglia.
   Questo è un Parlamento rispettoso delle regole e, in quanto  tale,
  deve essere pure rispettato.
   Siamo  consapevoli  e non vogliamo creare altro  precariato  sulla
  finanza  regionale;  il precariato si crea con i  fondi  regionali,
  però  abbiamo a disposizione fondi extraregionali che sono previsti
  allo  scopo.  Vi  dico  di  più. Abbiamo  perso  in  passato  fondi
  nazionali e fondi europei che potevamo utilizzare non per dare  una
  speranza  di  precariato  ma  per consentire  a  tante  persone  di
  sbarcare  il  lunario. Credo che questo lo possiamo e  lo  dobbiamo
  fare  e  vorrei  un  impegno del Governo in  tal  senso.  Assessore
  Cimino,  chiedo  per  un  attimo la sua attenzione  perché  mi  sto
  rivolgendo a lei.
   Assessore  Cimino,  non so se lei ha seguito  l'ultima  parte  del
  discorso. Come dicevo, questo Parlamento non deve essere succube di
  nessuno.  E'  un Parlamento autorevole e responsabile e,  se  siamo
  consapevoli che con la finanza regionale non possiamo né  dare  più
  speranza a chicchessia né creare nuovo precariato, dobbiamo  essere
  però  altrettanto  consapevoli  che abbiamo  a  disposizione  fondi
  europei,  fondi  FAS e che, addirittura, in passato  abbiamo  perso
  fondi  europei  e fondi FAS che potevamo e possiamo utilizzare  non
  per  dare  speranze, non per creare precariato perché non  possiamo
  creare  precariato. Con i cantieri di lavoro si  è  mai  creato  un
  precario?
   Non si è mai creato un precario con i cantieri di lavoro.
   Ci  sono  forme di contratto a tempo determinato, per  un  periodo
  breve, a tempo limitato, a progetto, che  possiamo utilizzare con i
  fondi  extraregionali per dare la possibilità a  tante  persone  di
  avere i  mezzi di sostentamento in un momento difficile come quello
  che viviamo.
   Vorrei  un impegno del Governo in questo senso senza compromettere
  assolutamente  i fondi regionali, senza mettere in discussione  gli
  equilibri  di  finanza  regionale ma  utilizzando  le  risorse  che
  possiamo autonomamente utilizzare da Parlamento libero.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare per un attimo il
  punto su questa materia che è stata parecchio controversa in questo
  periodo. Quando è arrivato da noi, in Assemblea, l'emendamento  Gov
  1,  abbiamo cercato di eliminare tutta la materia che riguardava il
  personale perché sapevamo che era complessa e complicata; peraltro,
  un componente della quinta Commissione ci mandò una lettera dicendo
  che  aveva già pronto un disegno di legge che comprendeva il  mondo
  del precariato per cercare di fare una legge organica.
   Allora,  in  quella  fase, decidemmo di fare  tutte  le  proroghe,
  avendo  carattere d'urgenza, e con le proroghe ci siamo  mossi,  ma
  per  questo gli Uffici ci consigliarono di utilizzare la  dotazione
  organica  tale da fissare, nel tempo, il  numero degli  addetti  di
  cui la Regione avesse bisogno.
   E  da  lì  abbiamo  proceduto  ad effettuare  le  proroghe,  delle
  proroghe,  ricordo a me stesso, di alcune categorie che sono  punti
  fondanti  sulle  attività  della Regione  siciliana:  parlo  di  ex
  precari che sono ormai dipendenti regionali, parlo dell'Assessorato
  del territorio dove lavorano quelli che producono ricchezza per  le
  casse  regionali.  Non vorrei, quindi, allargare questa  maglia  ad
  altre  categorie,  non  ultimo considerato  di  utilizzare  poi  il
  rinnovo,  quindi,  le  proroghe  di  fatto  dei  lavoratori  di  ex
  Emergenza  Palermo, che era quella categoria che  abbiamo  da  nove
  anni a questa parte, di anno in anno, rinnovato e prorogato.
   Non vorrei fare confusione e, quindi, vorrei passare alle proroghe
  che  sono  l'elemento essenziale e, se ci sono delle norme  chiare,
  dare  la  possibilità affinché tutto il resto  sia  trasmesso  alla
  quinta Commissione legislativa perché lo inserisca in un disegno di
  legge organico.
   Dobbiamo  parlare, quindi, di proroghe che possono essere inserite
  in questo articolo e di quello che faremo poi per quanto riguarda i
  lavoratori di ex Emergenza Palermo e per quanto riguarda le società
  collegate.

   FAGONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà  in quanto  presidente  della  quinta
  Commissione.

   FAGONE, presidente della Commissione cultura, formazione e lavoro.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho l'opportunità di prendere
  spunto anche dall'ultimo intervento del presidente Savona, che  non
  posso  non condividere, fosse solo perché è un intervento  di  buon
  senso, poco demagogico ma soprattutto poco populista. Capisco che è
  molto  difficile  essere sinceri, trasparenti e chiari,  quando  si
  parla  di  lavoro, però è altresì complesso dovere dire o  lasciare
  intuire a taluni di fare cose che non si possono fare.
   La materia del lavoro è molto complessa; la materia del precariato
  è ancora più complessa.
   Qualcuno,  prima  di me, ha detto che il precariato  è  una  piaga
  della nostra Regione.
   Io  ribadisco che il precariato è un valore aggiunto della  nostra
  Regione  o,  per lo meno, lo è stato fino a ieri, lo è ancora  oggi
  perché,  se non fosse per il precariato, decine e decine di Comuni,
  per  non  dire  centinaia di Comuni siciliani, non riuscirebbero  a
  svolgere  una  regolare attività amministrativa e, soprattutto,  la
  Regione  siciliana,  nei  vari  Dipartimenti,  non  riuscirebbe  ad
  emanare  tutti  gli  atti  amministrativi  dovuti  e  voluti  dalla
  politica
   Signor Presidente, l'articolo che stiamo trattando è assolutamente
  apprezzabile ed è, altresì, apprezzabile l'emendamento 55.17, fosse
  solo  perché  completa l'articolo e specifica  le  ragioni  per  le
  quali,  a  seguito  di  questo  emendamento,  i  precari  regionali
  potranno  avere  una  trasformazione  del  contratto  e,  peraltro,
  delimita  anche  il  periodo  entro il quale  questa  delimitazione
  temporale del contratto potrà essere effettuata.
   Vorrei   aggiungere   una  cosa,  signor  Presidente,   assessori,
  onorevoli  colleghi:  vi sono categorie di  precari  in  seno  alla
  Regione  siciliana,  in seno agli enti locali e  nelle  varie  aree
  periferiche,  dipendenti  dalla  Regione  siciliana,  ma  noi   non
  possiamo confondere tutte queste categorie di precariato.
   Vi sono i precari storici; vi sono quei precari che hanno maturato
  anche dei contratti che li regolarizzano con serenità e con, più  o
  meno,  stabilità  e  questi precari debbono  essere  assolutamente,
  debitamente tenuti in considerazione. In quinta Commissione abbiamo
  già elaborato e definito un testo che prevede la trasformazione dei
  contratti per i precari degli enti locali e riteniamo che,  qualora
  il  Governo lo volesse, potremmo serenamente integrare questa norma
  che  trasforma  anche il contratto dei precari regionali. Tutto ciò
  che  è  a  latere  di  questo  mondo del precariato  potrà  essere,
  altresì,  tenuto  in  debita considerazione in  un'altra  legge  in
  sessione  ordinaria, che certamente non può essere confusa  con  la
  presente.
   Mi  auguro  che  i colleghi prendano atto del buon senso  e  della
  volontà che la quinta Commissione ha già attuato e ha attivato, con
  l'auspicio che, conclusi bilancio e finanziaria, signor Presidente,
  lei   ci   consenta,  insieme  alla  Conferenza   dei   Capigruppo,
  immediatamente  di  portare  come primo  argomento  all'ordine  del
  giorno  in Aula, la trasformazione dei contratti dei precari  degli
  enti locali e dei precari regionali.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  utilizzerò
  dieci  minuti ma penso di utilizzarne meno e li voglio  utilizzare,
  intanto,  ricordando a me stesso qual è il compito di un  deputato:
  concorrere a fare le leggi, intervenire con emendamenti per tentare
  di  migliorarle,  di porre all'attenzione gli emendamenti,  ma  non
  certamente  sfiduciare  quanto  è  stato  fatto  dalla  Commissione
  competente.  Quello che sta avvenendo da un po' di tempo  a  questa
  parte - o da quando ho avuto il piacere di ritornare in Assemblea -
  è  che  le Commissioni lavorano, esitano i disegni di legge  e  poi
  l'Aula li stravolge tutti perché ci sono interessi, perché ci  sono
  cose importanti da discutere.
   Il   deputato  però  può  benissimo  dire  e  denunziare  in  Aula
  politicamente quello che ritiene sia sbagliato. Spetta agli  organi
  di  questa  Assemblea, se sono in grado e non sono  allucinati,  di
  dovere  poi  compiere gli atti necessari perché  si  arrivi  a  una
  conclusione  serena,  senza  offese e senza  ulteriori  emendamenti
  aggiuntivi  di  chi  ritiene  di  avere  un  potere  e  di  poterlo
  esercitare come se fosse a casa sua. Non è così, c'è un regolamento
  da rispettare
   Con  questo  devo dire che nessuno può invitarmi  ad  andare  alla
  Procura  della Repubblica quando faccio denuncie motivate in  Aula.
  Le  ho  fatte  sui  Gruppi; le ho fatte per quanto  viene  dato  ai
  Gruppi;  l'ho  fatto  su  come il bilancio dell'Assemblea  contenga
  ulteriori sperperi non indifferenti e lo sto facendo pure oggi.  Lo
  sto   facendo  sentendo  i  sindacati,  sentendo  cosa   ha   detto
  Confindustria,  sapendo che sulla finanziaria e sul bilancio alcune
  cose,  o  molte cose, sono state pure sollecitate nel senso  di  un
  miglioramento e che, poi, alla fine, si riducono ad accontentare un
  deputato, una fazione, per tentare di arrivare a compimento il  più
  facilmente possibile.
   Più  si  grida, più si ottengono proventi. Più si grida e  più  si
  viene considerati
   Io  continuo  a dire che mi vergogno, mi dispiace comprendere  che
  lei,  invece,  non si vergogni. Ognuno ha la propria  idealità,  il
  proprio  senso  del dovere, il proprio modo di guardare  alle  cose
  anche sbagliando (posso sbagliare io e possono invece indovinare).
   Mi vergogno, signor Presidente. Le ho chiesto se lei si vergognava
  e  mi  ha  risposto  che  non si vergogna. Saranno  i  siciliani  a
  decidere,  quando  vi sentono in televisione, e decideranno  se  ci
  siamo  occupati  in  questi giorni più di  beghe  interne,  più  di
  accontentare chi grida riuscendo nel proprio intervento per cercare
  di fargli abbassare il tono di voce o se abbiamo tentato di dare un
  contributo serio alle leggi al nostro esame.
   Allora,  concludo  dicendo  che  mi  allineo  all'intervento   del
  presidente della Commissione, onorevole Savona, così come  apprezzo
  l'intervento  del  collega,  onorevole  Fagone,  che  ha   espresso
  compiutamente  un  pensiero che racchiude  anche  il  mio  modo  di
  pensare e di sentire rispetto a questa legge.
   Evitiamo,  l'ha  fatto il comune di Palermo e poi se  l'è  trovato
  addosso  quando  ha promesso senza mantenere. Qui  troppe  promesse
  sono state lanciate, troppi impegni sono stati assunti con la gente
  in  mezzo alla strada. Ora, chi ha fatto gli articoli sui giornali,
  chi  ha cercato di corrompere quasi politicamente o moralmente, dia
  a  questa  gente le risposte che deve dare in cambio di  continuare
  ancora  a   ciurlare  nel manico' e a cercare di  tramutare,  sotto
  mentite  spoglie, interessi che hanno solo un carattere clientelare
  e personale.
   Non  c'è  una denunzia da fare a qualcuno, signor Presidente,  c'è
  una  evidenziazione di fatti incontrovertibili e  irreversibili  ai
  quali  fatti lei avrebbe il diritto, non il dovere, di  pensare  di
  più  e di argomentare con i suoi uffici per tentare di arrivare  ad
  una  soluzione.  Le ricordo, se lei lo avesse dimenticato,  che  da
  questo  stesso  pulpito qualcuno ha detto che c era  stata  qualche
  malversazione  in Commissione Bilancio e non se n'è parlato  più  e
  lei da questo ritiene che debba andare io dai carabinieri o che  ci
  debba andare qualcun altro? Chi deve andare dai carabinieri o dalle
  forze di polizia? Ci devo andare io, e perché? Per dire che ancora,
  per quei fatti, non si è risolto il problema?
   E'  come  se  io  dicessi  ladro  ad un ladro che sta  rubando  e,
  invece di arrestare il ladro, arrestano Cintola perché sta dicendo:
   Guarda, lì c'è il ladro .
   No,   signor   Presidente,   né  mi   corromperà   la   Presidenza
  dell'Assemblea,  perché non ci proverà neppure, e  neppure  che  io
  ritorni indietro sulle mie idee.
   Conservo  le mie idee intatte e ferme fino in fondo,  a  costo  di
  qualsiasi  sacrificio, ma non rinuncerò a continuare ad essere  una
  voce  libera,  indipendente, serena, seria. Non  ho  presentato  un
  emendamento che sia uno  Questo può darle la ragione di chi  quando
  parla  sa che parlare è facile per tutti, ma agire è di gran  lunga
  diverso  e  sono sulle azioni che vanno giudicate le  persone,  non
  sulle parole.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, recupero il  tempo
  dell'onorevole   Cintola   solo  per  esprimere   apprezzamento   e
  condivisione  per  l'intervento sull'articolo 55 e sull'emendamento
  55.17.1  espresso  anche  dall'onorevole Ardizzone,  ma  anche  per
  chiedere  un  atto di giustizia al Governo che è la  modifica,  che
  apprezzo, al 55.17.1, alla lettera a): anziché 5 anni, dieci anni.
   In  questo  modo  si possono fare rientrare trenta professionisti,
  ingegneri  ed architetti, che hanno lavorato per diversi  anni  sia
  nell'amministrazione  del  comune  di  Catania  sia  in  quella  di
  Carlentini  e per l'incuria, l'imperizia e direi anche l'incapacità
  dei rispettivi sindaci sono stati licenziati perdendo così loro  il
  posto  di lavoro e noi la professionalità che questi professionisti
  avevano acquisito.
   Al  Governo,  all'assessore Cimino - che ha questa  caratteristica
  importante  di  non seguire i lavori,  di parlare e  di  rispondere
  poi,  senza  sapere  di  che cosa parla -  chiedo  la  cortesia  di
  verificare, se è possibile, in quest'Aula, un atto di giustizia.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  55.14 dell'onorevole  Greco  ed  altri
  decade per assenza dall'Aula del firmatario.
   Si  passa all'emendamento 55.10, degli onorevoli Apprendi, Faraone
  ed altri:
   «Aggiungere il seguente comma:
    La dotazione organica di cui alla tabella A del comma 3 comprende
  il personale di cui all'articolo 1 comma 1 della l.r. 24/2007'».

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. La  parola   comprende'  deve
  essere sostituita con le seguenti:  si aggiunge'.

   APPRENDI. Sono d'accordo.

   PRESIDENTE.   Con   questa   precisazione   pongo   in   votazione
  l'emendamento 55.10.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 55.17.1 del Governo:
   «Aggiungere dopo il comma 3 il seguente comma:
   3  bis. Al fine di dare attuazione alle disposizioni nazionali  in
  materia di personale a tempo determinato nella Regione Siciliana  e
  negli  enti sottoposti a controllo e vigilanza trovano applicazione
  i  seguenti  principi contenuti nella legislazione  statale  ed  in
  particolare  nel comma 558 dell'articolo 1 della legge 27  dicembre
  2006, n. 296:
   a)  durata  dei contratti stipulati per un periodo  di  tempo  non
  inferiore  a  tre  anni,  anche non continuativi,  nel  quinquennio
  anteriore all'entrata in vigore della presente legge;
   b)  contratti  in  corso  alla data di  entrata  in  vigore  della
  presente legge;
   c) personale contrattualizzato a seguito di procedure selettive di
  natura  concorsuale ovvero in forza di specifiche  disposizioni  di
  legge;
   d) rispetto del Patto di stabilità.
   I  provvedimenti  normativi  e amministrativi  di  attuazione  del
  presente comma sono definiti entro il 31 dicembre 2010».

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Si  cassa  la  parola    ove
  necessari' e si aggiunge  e amministrativi'?

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noto  che  il
  Governo  su  questa norma vuole andare avanti come  un  treno.  Non
  credo  che  il  Parlamento si possa sostituire ad  un  procedimento
  amministrativo a cui tutti i sindaci, i presidenti di provincia  e,
  ritengo,   anche   tutte  le  ramificazioni  delle  amministrazioni
  regionali sono tenute. Non me ne vogliano i deputati che meglio  di
  me  hanno  avuto,  nella  loro  vita professionale,  l'attività  di
  sindacato,  quello  che  stiamo facendo è assolutamente  contro  le
  norme previste. Onorevole Lupo, la prego di ascoltarmi.
   Stiamo  prevedendo  un  percorso  assolutamente  non  previsto  da
  qualsiasi tipo di normativa.
   Signor Presidente, vorrei ringraziarla per avermi fatto delucidare
  dai  suoi  uffici,  in  particolare dal vice  segretario  generale,
  dottore  Di Gregorio, su quello che era il mio dubbio sull'articolo
  43  e  per  il  suo lavoro ben fatto, e anche dagli  uffici,  sullo
  stralcio di quella norma.
   L'emendamento  55.17.1 del Governo è una puntualizzazione  che  il
  Governo  vuole  fare, ma non ce n'è assolutamente  bisogno.  Questo
  emendamento  è  esattamente  la  fotocopia  del  comma  558   della
  cosiddetta legge Prodi, della finanziaria 2007, votata nel dicembre
  2006. Non c'è nulla di diverso.
   Però ritengo che questo comma, che è una ripetizione attuata dagli
  enti  locali  in Sicilia, in tutti i comuni, in tutte le  province,
  chiunque  l'ha  voluto adottare, legandola a questa  previsione  di
  pianta  organica che diventerà una prassi che non riesco neanche  a
  capire quale denominazione dobbiamo dare. Quando mai si è detto che
  la pianta organica si fa per norma legislativa?
   Secondo   quale  principio  statutario  la  pianta  organica   dei
  dipartimenti regionali viene fatta con  norma, saltando un percorso
  che prevede la contrattazione con le organizzazioni sindacali?
   Ma dove si è visto mai? E per quale motivo questa premura da parte
  del  Governo?  Qual  è il messaggio politico,  qual  è  la  volontà
  politica del Governo su questa norma?
   Signor  Presidente,  lei  ha  messo  in  discussione  il  comma  1
  dell'articolo 55, immagino. Ma credo che questo Parlamento  non  si
  occuperà  di votare la pianta organica del dipartimento  regionale,
  altrimenti cominciamo a fare i disegni di legge di tutti  gli  enti
  locali  della  Sicilia,  portiamo le  piante  organiche  qua  e  le
  votiamo.  Così snaturiamo la natura delle organizzazioni sindacali,
  così  snaturiamo la natura delle relazioni negli enti locali, nelle
  aziende  sanitarie, dovunque, perché apriamo un  capitolo  -  direi
  importantissimo - dove della pianta organica non se ne occupano più
  i  consigli comunali, insieme al bilancio di previsione, non se  ne
  occupano  più  le giunte, non se ne occupano più le  organizzazioni
  sindacali; la pianta organica si fa con norma.
   Se  così  è  la  prassi - e oggi, se si vota  questo  primo  comma
  apriamo  la prassi secondo cui la pianta organica viene votata  dal
  Parlamento  -  significa che questo Parlamento, da domani  mattina,
  può ricevere tutte le istanze dei parlamentari che ritengono che la
  pianta organica deve essere votata legislativamente con norma.
   A  me  sembra  un sotterfugio, una corsa e una risposta  a  chissà
  quale tipo di politica
   Noi  siamo  totalmente  contrari  all'emendamento  presentato  dal
  Governo  perché non ce n'è assolutamente bisogno: il comma 558  può
  essere  recepito  benissimo da qualsiasi amministrazione  regionale
  così  come  già è avvenuto e, addirittura, legarlo al  primo  comma
  dell'articolo  55  mi sembra andare oltre. E la  segnalazione,  per
  quanto  mi  riguarda,  è anche sotto il profilo  costituzionale  e,
  qualora  non verrà accertata, il nostro partito farà quello  che  è
  giusto fare a tutela di tutti i lavoratori degli enti locali, degli
  enti regionali, di tutte le attività delle organizzazioni sindacali
  che insistono in Sicilia.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Assessore  Cimino o assessore Leanza, alla fine, dopo l'intervento
  dell'onorevole Caronia, credo che sia il caso che il Governo  desse
  una delucidazione sull'articolo 55.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, bene ha fatto  il
  Governo con questo  emendamento di riscrittura a puntualizzare  che
  le disposizioni sono riferite al 558 dell'articolo 1 della legge 27
  dicembre   2006.  Se  ho  ben  capito,  dall'articolo  55   emerge,
  attraverso  questa  tabella e attraverso le categorie  che  abbiamo
  inserito, la stabilizzazione del personale regionale.
   Dopo  l'approvazione dell'articolo che abbiamo  votato  stamattina
  per   il   superamento   della  legge  Brunetta   e,   quindi,   la
  stabilizzazione degli LSU negli enti locali, che avverrà attraverso
  la  legge  che è stata approvata in quinta Commissione,  ci  stiamo
  avviando  in  un percorso, così come avevamo immaginato  all'inizio
  dell'anno di questa legislatura, per affrontare un problema annoso,
  che era quello della stabilizzazione dei precari.
   Se  si  avvierà  questo percorso, se riusciremo sia  nell'uno  che
  nell'altro  intento, all'inizio di questa finanziaria  noi  avevamo
  posto un quesito al Governo sui lavoratori della Pumex.
   Vorrei  capire  se questa esigenza verrà affrontata  nell'articolo
  oppure  se  il  Governo  ha  già stabilito  come  risolverlo  e  se
  gentilmente  può  dirmi  in quale articolo e  come  risolveremo  il
  problema della Pumex visto che - ripeto, Assessore, lei poco fa non
  mi  ha  sentito  -  grazie all'articolo 55 e a quello  che  abbiamo
  approvato   stamattina,  in  qualche  modo  stiamo  risolvendo   la
  stabilizzazione del precariato regionale e quella degli LSU e degli
  enti  locali che avverrà attraverso il successivo disegno di  legge
  che abbiamo esitato in Commissione lavoro.
   Per  i lavoratori della Pumex ci dà una risposta per capire se  il
  Governo ha intenzione di inserirlo in questo articolo oppure c'è un
  articolo  successivo  che  prevede  la  stabilizzazione  anche  del
  personale?

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, le rispondo io: i lavoratori  della
  Pumex  sono inseriti in un emendamento all'articolo 4, ma  non  c'è
  nessun  tipo  di  stabilizzazione. La Regione non può  stabilizzare
  tutti  i lavoratori che perdono il posto di lavoro, c'è un percorso
  a  valere sui fondi degli enti locali verso il comune di Lipari per
  fare fronte alle esigenze dei lavoratori della Pumex, ma certamente
  non si può pensare che vengano assunti tutti dalla Regione.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzi  tutto
  desidero reiterare il mio sgomento, e uso questa parole non a caso,
  perché  non  capisco  la  ragione  per  la  quale  ci  sono   anche
  emendamenti  presentati, uno per tutti quello mio ma  ne  ho  visti
  anche  altri,  una riscrittura del testo che andrebbero  a  normare
  quello  che,  con  due parole, viene liquidato nell'emendamento  in
  discussione.  Si parla di assunzioni attraverso vie amministrative,
  io non comprendo la ragione.
   Se  quel che ha detto l'onorevole Mancuso è vero, e non ho  motivo
  di  non crederlo, se non era necessario individuare quale fosse  la
  pianta  organica  e disciplinarla per legge, a questo  punto  quale
  sarebbe la logica di individuare ulteriormente questo comma, questo
  emendamento  che  dice  che deve avvenire  in  via  amministrativa?
  Allora, delle due l'una continuo a ripetere.
   Se vogliamo dare a questo percorso una veste legislativa, dobbiamo
  farlo in maniera completa.
   Per  quale  ragione,  io non comprendo, non si  vuole  parlare  in
  maniera  assolutamente chiara e facilmente  leggibile  a  tutti  in
  termini  di  chi sono i soggetti destinatari di queste  norme,  per
  quanto  si  faccia riferimento alla norma nazionale? In  che  tempi
  debba  avvenire  questa immissione in ruolo e,  soprattutto,  nelle
  more  della definizione delle procedure, visto che questi  soggetti
  hanno  dei contratti che scadranno il prossimo 31 dicembre, se  non
  tutti  poi  riuscissero  ad entrare in una prima  fase,  che  sorte
  verrebbe riservata agli altri?
   Credo  che  sia  doveroso da parte nostra,  continuo  a  reiterare
  questa  richiesta al Governo,  approfondire la materia o, anche  in
  questa   sede,   predisporre  una  riscrittura   dell'articolo   in
  questione;  diversamente sarebbe molto più appropriato  che  questa
  prima  parte  del comma fosse trasferita ad uno studio approfondito
  perché,  ripeto,  non possiamo lasciare questi  lavoratori  in  una
  condizione di incertezza. Un percorso normativo fornirebbe a  tutti
  noi la certezza del diritto.
   Ecco  perché  io pretendo, per quello che mi è possibile,  che  mi
  venga data una risposta.
   Inoltre,  vorrei  anche  puntualizzare,  prendendo  spunto   dalla
  riflessione  che faceva il collega Rinaldi, in effetti se  dobbiamo
  affrontare  a  questo  punto la materia, c'è un'altra  spinosissima
  questione,  quella relativa al personale 331, ossia quel  personale
  ASU  impiegato  sia nei comuni che nelle province,  ma  anche  quei
  lavoratori  che  sono ancora nelle cooperative, che vengono  pagati
  tuttora  con  fondi  regionali ma che non hanno per  norma  nessuna
  prospettiva di stabilizzazione.
   Sarebbe  quanto meno opportuno, a mio avviso, inserire  una  norma
  secondo  la  quale  la  Giunta regionale approva  entro  l'anno  un
  cronoprogramma  che preveda una stabilizzazione che dovrà  avvenire
  con  i  tempi  che  la Giunta vorrà stabilire;  ma,  per  lo  meno,
  cominciare a predisporre un percorso di stabilizzazione.
   Se  dobbiamo  affrontare  il  tema, questo  va  fatto  in  maniera
  completa  ed  esaustiva, e vorrei anche richiamare l'attenzione  di
  tutti  voi  su  un  aspetto  paradossale:  oggi  alcuni  di  questi
  lavoratori della 331 percepiscono l'assegno non andando a lavorare.
  Ci  scandalizziamo  tanto  del fatto che vogliamo  stabilizzare  la
  gente,  ma  poi teniamo volontariamente - perché manca un passaggio
  normativo e, per carità, mancano parte delle risorse - a casa delle
  persone  e  preferiamo dare loro uno stipendio o, quanto meno,  non
  chiamiamolo   stipendio  ma  assegno,  piuttosto   che   impiegarle
  all'interno dei comuni e dare loro la possibilità di un percorso di
  stabilizzazione. Ci rendiamo conto della follia?
   C'è gente che resta a casa e percepisce l'assegno, vorrebbe andare
  a lavorare e non lo può fare.
   Credo   che   tutto   questo  vada  evidenziato   con   senso   di
  responsabilità, da parte di tutti.
   Qui  non è la guerra di nessuno, è la guerra fra poveri
   Abbiamo il dovere di normare, abbiamo il dovere di interessarci  a
  queste fattispecie.
   Ritengo che questo articolo sia troppo semplicistico  Non  si  può
  affrontare  l'argomento con un metodo da Bignami, va affrontato  in
  modo  esaustivo e completo perché la materia è molto importante  ed
  afferisce  ad  una delle cose più importanti, ad uno  dei  princìpi
  sanciti  dalla Costituzione: il diritto al lavoro,  che  non  è  un
  optional, non è una cortesia che facciamo a nessuno.
   Il  diritto  al  lavoro  è  sacrosanto, e in  quest'Aula  dovremmo
  ribadirlo con i fatti, come ben diceva l'onorevole Cintola, non con
  le parole.
   Il Governo ci dia, dunque, la disponibilità e la dimostrazione che
  le  cose  si vogliono cambiare non solo con gli slogan  ma  con  le
  norme.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ritengo  che  questa norma,  l'articolo  55,  sia  molto
  importante   per  l'attività  del  Parlamento  e  per   la   nostra
  finanziaria  regionale. Per la prima volta riusciamo a  fotografare
  la  dotazione  organica  della nostra  Regione  e  la  riusciamo  a
  fotografare  creando  le  condizioni  anche  per  recepire   alcuni
  articoli che rendono, di fatto, questo articolo 55 un vero,  serio,
  percorso  che poi sia la Commissione legislativa che il  Parlamento
  potranno attivare e consumare a 360 gradi con l'impegno del Governo
  della Regione siciliana.
   L'importanza   di  questo  articolo,  che  vede   anche   recepire
  l'emendamento  55.16 ed estende il codice Vigna all'Amministrazione
  regionale  e alle amministrazioni vigilate dalla Regione siciliana,
  sta  nel  dare  la possibilità di prorogare anche i contratti  che,
  annualmente, con attività di esercizio provvisorio, abbiamo  sempre
  ripreso e garantito.
   Oggi,  con  questa  azione, ritengo si voglia  dare  l'opportunità
  all'Assemblea regionale di poter aprire un percorso, che  è  quello
  di  prendere  in  esame tutto il patrimonio umano che  collabora  e
  lavora  nell'Amministrazione, con contratti  a  tempo  determinato,
  nella  consapevolezza,  come  ha  detto  l'onorevole  Caronia,  che
  purtroppo  vi sono state figure che sono state prorogate  ed  altre
  che  dovevano  essere rinnovate e che il Parlamento non  ha  potuto
  rinnovare già da passate legislature.
   In  questo modo si apre un percorso, faremo un'attività  di  piena
  collaborazione  con  il mondo sindacale e con l'Assemblea;  ma,  di
  fatto,  questo rappresenta il primo momento indispensabile sia  per
  continuare  a prorogare l'esistente, che nel tempo e negli  anni  è
  stato prorogato, sia per potere finalmente fotografare la dotazione
  organica che l'Amministrazione regionale, da tempo, doveva riuscire
  a realizzare. Desidero fare correggere, signor Presidente, al comma
  2,  dove  è  scritto  la rideterminazione periodica' deve diventare
   rideterminazione  annuale'  e  la  rideterminazione  annuale  deve
  sicuramente trovare il coinvolgimento del Parlamento della Regione.

   PRESIDENTE.  Con la precisazione del Governo, pongo  in  votazione
  l'emendamento 55.17.1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  mia  non  è
  assolutamente  attività  ostruzionistica  perché  ritengo  che   la
  materia  è  così delicata e non comprendo neanche la velocizzazione
  di  questa  procedura,  come non comprendo il  silenzio  di  taluni
  deputati,  come ho detto poco fa, che nella loro vita hanno  svolto
  attività professionale di sindacalisti.
   Signor   Presidente,  l'articolo  55,  esattamente  il   comma   1
  dell'articolo  55,  manca  dei  presupposti  minimi   di   sostegno
  legislativo perché la determinazione numerica della tabella A non è
  supportata   da   alcun  documento  presentato  al  Parlamento,   è
  esclusivamente una enunciazione di numeri a cui dobbiamo  affidarci
  secondo nessun tipo di principio. Questo deve essere chiaro a tutti
  e  deve  essere chiaro al Commissario dello Stato, perché sarà  una
  delle   nostre   motivazioni  per  ricorrere   sotto   il   profilo
  costituzionale  ad una forzatura legislativa che vuole  anticipare,
  prima della riorganizzazione, un passaggio obbligatorio che prevede
  la  legge su quella che deve essere la tabella e la stabilità della
  pianta organica.
   Quindi, quel comma 1 è illegittimo sotto il profilo costituzionale
  in  quanto viola, nei confronti del Parlamento, diverse norme dello
  Statuto  e perché non è stato consegnato a nessuno dei parlamentari
  il  supporto  amministrativo-contabile dei  numeri  inseriti  nella
  tabella A.
   Siccome noi non vogliamo fare la guerra a chi vuole stabilizzare i
  regionali, a chi vuole stabilizzare i soggetti della Pumex o a  chi
  vuole stabilizzare i soggetti degli enti locali, questo voto non lo
  esprimiamo né favorevole, né contrario né astenuto.
   Affidiamo  alla celerità di questo Parlamento una  norma  che  non
  solo zoppica, ma é senza gambe.
   Non  si  riesce  a comprendere questo tipo di atteggiamento  e  il
  silenzio  di  molti parlamentari che sono complici  di  un'attività
  amministrativa  che  non c'entra nulla con il  comma  1  e  con  la
  legislazione di cui dovremmo occuparci.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  continuare  ad  insistere  ma, purtroppo,  la  materia  è  talmente
  importante  che credo non si possa liquidare con due parole  giusto
  perché  abbiamo premura, perché questa finanziaria di 150  articoli
  necessita di tempi stretti.
   Credo che ci siano anche delle materie che vanno trattate con  una
  certa attenzione e, rispetto al voto di questo articolo, devo  dire
  che  sono  fortemente delusa e credo che con me  lo  saranno  tanti
  altri siciliani.
   Mi  dispiace  sconfessare quello che ha detto l'assessore  Cimino.
  Purtroppo,  tutti  coloro  i quali sono  stati  oggetto  di  quella
  ingiustizia,  nel  senso che non sono riusciti  a  rientrare  nelle
  famose  proroghe   o,  meglio, nei rinnovi, con  questa  norma  non
  avranno  nessuna speranza di essere ripresi. Questi soggetti  hanno
  un contratto di lavoro a tempo determinato presso l'amministrazione
  e,  quindi,  potrebbe  essere data loro solo la  possibilità  della
  stabilizzazione.
   Per  quei  soggetti che hanno lavorato all'ARPA, al PON ATAS,  nei
  parchi,  in  atto  nessun  tipo di norma li  salvaguarda;  pertanto
  quelle  professionalità che tanto noi abbiamo  considerato  valide,
  verranno perse qualora non fosse fatto nulla.
   Quindi,  credo che bisogna dire le cose come stanno: la materia  è
  molto  complessa e richiede uno studio approfondito;  ecco  perché,
  probabilmente,  a volte si dicono delle imprecisioni  senza  volere
  proprio  perché, dando valore a quello che dicevamo sia io  che  il
  collega  Mancuso,  la  materia è talmente complessa  -  soprattutto
  individua dei soggetti che, appunto, ripeto, sono in una condizione
  di  precarietà - e talmente delicata che, credo, avrebbe  richiesto
  maggiore attenzione da parte di questo Parlamento.
   Io reitero ancora la richiesta, e la sottopongo anche ai colleghi,
  che  questa  norma  sia guardata con grande attenzione  perché  gli
  effetti  li  vedremo  nel  tempo  e  quando  avremo  i  cortei  dei
  lavoratori  che verranno a lamentarsi, non dobbiamo chiederci  come
  mai,  sapremo  che  anche grazie a norme che non  sono  chiare  noi
  avremo contribuito a non dare serenità a tante persone che oggi  ci
  stanno ascoltando e che aspettano risposte da noi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 55.17.1 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Con l'approvazione del suddetto emendamento, gli emendamenti 55.15
  e 55.17 sono superati.

   Si passa all'emendamento 55.18.1 bis:
   «All'articolo 55 sono apportate le seguenti modifiche:
   Al  comma  4  è aggiunto il seguente periodo  nonché, fino  al  30
  giugno  2010,  l'utilizzazione dei soggetti di cui all'articolo  1,
  comma 4, della medesima legge regionale.
   Al  relativo onere si provvede prioritariamente con le economie di
  cui  all'articolo 9 della legge regionale 8 novembre  2007,  n.  21
  nonché  con  le risorse dei programmi comunitari del Fondo  per  le
  aree  sottoutilizzate (FAS) 2007-2013 o del Fondo  sociale  europeo
  (FSE) 2007-2013 .

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 55.16, dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Onorevoli colleghi, io credo che il merito della delibera di
  Giunta  n.  514 del 4 dicembre 2009 sicuramente è apprezzabilissimo
  perché  riguarda  schema  di  norme per  la  redazione  del  codice
  antimafia  e  anticorruzione della pubblica amministrazione.  Però,
  credo   che   sia   molto   irrituale  recepire   questa   delibera
  nell'ordinamento  regionale con un regolamento a  cui  rinviamo  ai
  sensi  dell'articolo 12 dello Statuto.  Io penso che il  Parlamento
  ha  diritto di approfondire un minimo questa delibera di  giunta  e
  se, eventualmente, riterrà di farla propria, anche di approvarla in
  quanto  legge.  Ma mi pare improprio che recepiamo nell'ordinamento
  con  regolamento una delibera di giunta di cui conosciamo  soltanto
  il  titolo,  che è lo schema di norme, della relazione.  Mi  sembra
  anche  un precedente pericoloso sul piano normativo, perché non  mi
  sembra  il massimo della trasparenza. Quindi, io sono per esaminare
  la  delibera, se la condividiamo la facciamo legge, ma non mi  pare
  che possiamo rinviare ad un recepimento per regolamento.

   CIMINO,   assessore   per  l'economia.  Capisco   le   perplessità
  dell'onorevole Lupo, ma voglio ripetere come questa delibera non fa
  altro  che recepire letteralmente il lavoro della Commissione Vigna
  che  ha,  di fatto, realizzato il codice anticorruzione e antimafia
  delle pubbliche amministrazioni.

   CRACOLICI.   Ma   la   stiamo  recependo  con   la   legge   sulla
  semplificazione

   CIMINO, assessore per l'economia. Secondo me, è bene che ciò possa
  avvenire  già in questo testo proprio perché ritengo l'articolo  55
  consono in questo progetto.

   CRACOLICI..   Ma   la  stiamo  recependo  con   la   legge   sulla
  semplificazione  che  è all'ordine del giorno dell'Aula.  Recepirlo
  con  un regolamento per legge non è una cosa normale.

   MANCUSO  invece recepire una pianta organica è una cosa normale

   CIMINO, assessore per l'economia. Indipendentemente dal precedente
  stiamo recependo, di fatto, un codice che in Sicilia ha trovato  la
  sua  estensione in questa delibera, che mi pare cosa buona e giusta
  poter benissimo riprendere qui in Aula.

   LUPO. Non stiamo recependo per legge la delibera, stiamo rinviando
  ad  un regolamento il recepimento nell'ordinamento per delibera che
  è una cosa molto diversa.

   PRESIDENTE. Assessore, la invito a riflettere sulla possibilità di
  ritirare  questo emendamento. L'articolo è già abbastanza  completo
  così.

   CIMINO,   assessore   per  l'economia.  Signor   Presidente,   noi
  insistiamo  perché  l'emendamento 55.16, che  recepisce  il  codice
  Vigna, sia votato.

   PRESIDENTE. Gli uffici hanno riscritto l'emendamento 55.16.1,  che
  così  recita:   Le linee guida dell'Amministrazione, approvate  con
  delibera  di Giunta regionale 4 dicembre 2009 n. 514, sono adottate
  con regolamento ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto . Questa  è
  la formulazione.

   LUPO.  Vorrei chiedere di inserire almeno le parole  previo parere
  della competente commissione dell'Assemblea regionale .

   PRESIDENTE.  Va  bene.  Lo  pongo in  votazione  in  questa  nuova
  formulazione.  Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 55, come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                               «CAPO II
             Credito d'imposta regionale per l'incremento
                           dell'occupazione

                               Art. 56.
                         Soggetti beneficiari

   1.  Ai datori di lavoro, così come definiti nell'articolo 38 della
  legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, che, nel periodo compreso  tra
  la  data  di pubblicazione della legge ed i dodici mesi successivi,
  effettuino  nel  territorio  della  Regione  nuove  assunzioni   di
  lavoratori    svantaggiati,   molto   svantaggiati   e    disabili,
  incrementando  il numero di lavoratori dipendenti,  è  concesso  un
  contributo nella forma del credito d'imposta.

   2.   Nell'ambito  dell'ammontare  complessivo  dei  contributi  da
  concedere,  su  base  annuale, il 60  per  cento  delle  risorse  è
  assegnato prioritariamente secondo le seguenti percentuali:

   a) 60 per cento alle micro imprese;

   b) 40 per cento alle  piccole e medie imprese.

   3.  Sono esclusi dalla fruizione del contributo di cui al presente
  articolo:

   a) i soggetti di cui all'articolo 74 del testo unico delle imposte
  sui  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22
  dicembre 1986, n. 917;

   b)  i  soggetti di cui  all'articolo 1, comma 3, lettera  d),  del
  regolamento  (CE)  800/2008 della Commissione, del  6  agosto  2008
  (pubblicato nella g.u.u.e. n. L 214 del 9 agosto 2008)».

  Si passa all'emendamento 56.11 dell'onorevole Musotto:
   «Sostituire il comma 2 con il seguente:
   2.   Nell'ambito  dell'ammontare  complessivo  dei  contributi  da
  concedere,   su   base   annuale,   le   risorse   sono   assegnate
  prioritariamente secondo le seguenti percentuali:
   a) 70 per cento alle micro, piccole e medie imprese;
   b) 10 per cento alle grandi imprese;
   c) 20 per cento alle categorie residuali di datori di lavoro, così
  come definiti nell'articolo 38 della legge regionale 6 agosto 2009,
  n. 9.
   Per  la  definizione di micro, piccole e media impresa  si  rinvia
  all'allegato 1 del Regolamento CE
  n.   800/2008,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione
  europea del 9.08/2008.

   - Aggiungere il seguente comma:
   3.  Nel  caso  di  impresa subentrante ad  altra  nella  gestione,
  comunque  assegnata,  di  un  servizio pubblico  anche  gestito  da
  privati,  il  credito d'imposta spetta limitatamente al  numero  di
  lavoratori   assunti   in  più  rispetto  a   quello   dell'impresa
  sostituita.  Negli  anni successivi a quello  di  subentro  per  il
  calcolo  dell'incremento occupazionale si applicano le disposizioni
  di cui all'articolo 47».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'emendamento 56.12 del Governo:
   «Il comma 3, lettera b), dell'articolo 56 è soppresso».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 56, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 46 e dei successivi 47 e 48. Do
  lettura dell'articolo 46:

                              «TITOLO III
         Disposizioni in materia di servizi pubblici locali e
                              di energia

                               Art. 46.
          Interventi in favore dei comuni per il ripianamento
                              dei debiti.
                           Piano di rientro

   1.   La   Regione,   ferme   restando  le  disposizioni   previste
  dall'articolo 61, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n.
  6,  concorre, secondo quanto previsto dal comma 8, al ripiano delle
  passività  residue maturate al 31 dicembre 2009 dai singoli  comuni
  per  la  copertura  dei  costi derivanti dal servizio  di  gestione
  integrata  dei  rifiuti  sulla base dei contratti  di  servizio  in
  essere.  A  tal  fine, l'intervento finanziario  della  Regione  in
  favore di ogni singolo comune tenuto conto della monetizzazione dei
  crediti  prevista  dal  citato articolo 61, comma  1,  della  legge
  regionale  14  maggio 2009, n. 6, è fissato in  misura  percentuale
  corrispondente   al   rapporto   tra  i  pagamenti   effettivamente
  sostenuti  e  i  costi  del  servizio contrattualmente  fissati,  a
  decorrere   dalla   data  di  costituzione  dei  soppressi   ambiti
  territoriali  ottimali.  La misura percentuale  sopra  individuata,
  applicata ai pagamenti effettivamente sostenuti dai singoli comuni,
  non  determina un intervento della Regione per un importo superiore
  alle passività residue.

   2.  Il  concorso della Regione di cui al comma 1 è concesso  nella
  misura  integrale per quei comuni che, nell'ultimo triennio  solare
  antecedente  a  quello di entrata in vigore della  presente  legge,
  abbiano  assicurato una percentuale media del livello di  pagamenti
  effettivamente   sostenuti  a  fronte  dei   costi   del   servizio
  contrattualmente  fissati non inferiore  al  70  per  cento  o  che
  abbiano  conseguito, nel medesimo periodo, un livello  di  raccolta
  differenziata  non inferiore a quello previsto,  per  l'anno  2013,
  dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.

   3.  Il  comune propone un piano di rientro dal debito complessivo,
  asseverato  dall'Autorità d'ambito, in cui  siano  specificati  gli
  obiettivi  economici da raggiungere e la loro scansione  temporale,
  le  misure da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi,  le
  modalità per il monitoraggio, la verifica della loro attuazione. Il
  piano,  che  riguarda  tutti i debiti nei confronti  delle  società
  d'ambito,  è  approvato  dall'Assessorato  regionale  dell'economia
  d'intesa  con l'Assessorato regionale dell'energia e i  servizi  di
  pubblica utilità.

   4.   La   sottoscrizione  del  piano  di  rientro  è   subordinata
  all'avvenuta  adozione, da parte del comune, degli  atti  necessari
  per la copertura integrale dei costi di servizio di smaltimento dei
  rifiuti  contrattualmente  fissati, secondo  le  modalità  previste
  dalla  legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, nonché per la copertura
  integrale  della  propria  quota parte  dei  debiti  delle  società
  d'ambito  ed  è  condizione fondamentale per accedere  ai  benefici
  previsti dai commi 1 e 2.

   5.  La Regione eroga al comune la somma di cui ai commi 1 e  2  in
  dieci annualità.

   6.  I comuni possono cedere le somme trasferite dalla Regione, per
  le  finalità del presente articolo, ai consorzi e società  d'ambito
  di  cui  al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
  2010, n. 9, posti in liquidazione nonché ai soggetti ai quali viene
  intestata  la gestione liquidatoria dei citati consorzi  e  società
  d'ambito.

   7.  Le  anticipazioni di cui al comma 1 devono  essere  restituite
  entro dieci anni.

   8.  Il  rimborso è rateizzato in quindici annualità,  senza  oneri
  accessori,  laddove  il  singolo  comune  raggiunga,  nel  triennio
  successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un  livello
  di  riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all'85
  per cento.

   9. Ai comuni che, nell'ultimo triennio solare antecedente a quello
  di  entrata  in  vigore  della presente legge,  abbiano  assicurato
  l'integrale  pagamento  dei  costi  del  servizio  contrattualmente
  fissati è assicurata una premialità nell'attribuzione delle risorse
  derivanti dal  Fondo delle Autonomie'.

   10.  Per le finalità di cui all'articolo 61, comma 1, della  legge
  regionale  14  maggio  2009,  n. 6, le società  d'ambito  poste  in
  liquidazione  ai  sensi  dell'articolo 19,  comma  1,  della  legge
  regionale  8  aprile  2010,  n.  9, possono  realizzare  operazioni
  finanziarie  anche  a  medio  e lungo termine  cui  sono  destinate
  prioritariamente  le  risorse di cui  all'articolo  21,  comma  17,
  della  legge  regionale  22  dicembre  2005,  n.  19.  Con  decreto
  dell'Assessorato  regionale dell'economia,  dipartimento  regionale
  del  bilancio e del tesoro, ragioneria generale della  Regione,  da
  emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge sono stabiliti le modalità ed i termini di utilizzo
  delle suddette risorse.

   11.  Al  comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale  8  aprile
  2010,  n.  9, dopo le parole  i rapporti giuridici dei  consorzi  e
  delle società d'ambito in corso' e prima delle parole  confluiscono
  in  un'apposita  gestione  liquidatoria'  è  inserito  il  seguente
  periodo   ivi  inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre  2008
  dalle  società d'ambito di cui al comma 1, nonché tutti i  rapporti
  attivi  e  passivi delle stesse società d'ambito  e  relativi  alle
  operazioni  finanziarie  dell'articolo 61,  comma  1,  della  legge
  regionale 14 maggio 2009, n. 6'.

   12.  Per  la  realizzazione delle finalità di cui all'articolo  61
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, ai commissari ad  acta
  nominati  dalla  Regione presso i comuni sono  attribuiti  tutti  i
  poteri  relativi  alla  gestione della partecipazione  sociale  dei
  comuni   nelle  società  d'ambito  per  la  gestione  ordinaria   e
  straordinaria  delle  società stesse nonché tutti  quelli  relativi
  alla  definizione dei rapporti tra comuni e società d'ambito  e  in
  generale  per la stipula ed attuazione delle operazioni finanziarie
  nello stesso previste.

   13.  Per le finalità del presente articolo, nonché per la completa
  attuazione  dell'articolo  61, comma 1, della  legge  regionale  14
  maggio  2009,  n.  6,  è  autorizzato, a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2010, un limite di impegno decennale di 50.000 migliaia
  di euro annui».

   Si passa all'emendamento 46.1 dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 46.10 dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 46.11 dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 46.2, dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 46.12 dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19,39, è ripresa alle ore 20.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo sospeso l'Aula in fase  di
  discussione degli articoli 46, 47 e 48. Vi informo che è  in  corso
  una riunione tra i tecnici per migliorare il testo e predisporre un
  emendamento di riscrittura.
   Intanto,  si  riprende  l'esame dell'articolo  20,  in  precedenza
  accantonato
   Gli  emendamenti 20.13 dell'onorevole Maira, 20.14 e  20.15  degli
  onorevoli  Leontini,  Torregrossa,  Corona  e  Mancuso,   e   20.2,
  dell'onorevole  De  Luca,  soppressivi dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi, sono stati ritirati.
   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Si  passa  all'emendamento  20.22,
  dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzi  tutto
  desidero   puntualizzare  come  quest'articolo  sia   assolutamente
  generico  e  vago, ragione per cui mi aspettavo che la  riscrittura
  del  Governo  avrebbe  in  qualche modo  colmato  alcuni  vuoti  e,
  soprattutto,  avrebbe inserito alcune indicazioni che  ieri,  dagli
  interventi  in  Aula,  sembravano  emergere  e  sembravano   essere
  abbastanza chiare a questo Governo. Evidentemente non è stato così,
  come  d'altronde  tutto  quello che sta contraddistinguendo  questa
  seduta
   Ieri  il  Governo  aveva assunto l'impegno  di  riscrivere  questa
  norma,  che  risulta una norma- manifesto, che non sancisce  nessun
  principio e rimanda ad un secondo momento la trattazione del  tema.
  Credo  che,  dopo  aver approvato decine di norme  che,  di  fatto,
  rimandano  ad  un lavoro successivo, che dovrà essere  fatto  nelle
  Commissioni  di merito prima e di nuovo in quest'Aula poi,  bisogna
  fare una valutazione.
   Se  bisogna  produrre norme perché dobbiamo dimostrare  che,  alla
  fine, il Partito Democratico è riuscito, assieme al PDL Sicilia e a
  questo  Governo,  a portare a casa un risultato  che  poi  sarà  un
  risultato   positivo  per  i  siciliani,  allora  questo  risultato
  probabilmente si sta per raggiungere.
   Se  invece  dobbiamo fare cose che possono avere una  durata,  che
  possono  non  essere  impugnate dal Commissario  dello  Stato,  che
  possono avere una valenza e una validità per i siciliani, credo che
  dovremmo  porre  attenzione a quello che si scrive.  E  rispetto  a
  questo,  ieri  avevo  consigliato al Governo  -  anche  in  maniera
  informale  -  di prendere in considerazione l'espressione   impresa
  pubblica  che viene riportata all'interno di questo articolo.
   Se  lasciassimo tale dicitura, si darebbe adito ai lavoratori  che
  lavorano  presso  società  di natura privatistica  di  ritenere  di
  essere  assimilati al personale regionale e la Regione  ne  avrebbe
  sicuramente   un  nocumento  e,  se  ci  fossero  anche    ricorsi,
  potrebbero anche essere vinti.
   Ragione  per  quale ho formulato questo emendamento,  che  appunto
  sostituisce  le  parole  impresa pubblica  con le  parole   impresa
  comunque  di  natura  privatistica . Faccio  riferimento  a  questo
  poiché  i  sindacati hanno lamentato più volte che,  a  seguito  di
  contenziosi che sono stati aperti e che sembrano essersi  conclusi,
  l'amministrazione  è risultata perdente appunto  perché  da  alcune
  circolari  che  sono state emesse da società, come per  esempio  la
  Beni culturali Spa, emerge che la natura del rapporto è configurata
  ed  assimilabile  alla  natura  di  lavoro  pubblico  del  comparto
  pubblico.
   Quindi,  farei  molta  attenzione  nel  riscrivere  l'emendamento,
  probabilmente  una riscrittura del Governo sarebbe stata  opportuna
  per valutare anche quest'aspetto.
   Io  l'ho puntualizzato, lascio al Governo le valutazioni del caso,
  fermo   restando  che  continuo  a  confermare  il   mio   giudizio
  assolutamente  non  positivo nei confronti di  una  norma  che  non
  individua se non un periodo di tempo, appunto trenta giorni,  entro
  i  quali, comunque, doveva essere prodotta la vera norma ed entro i
  quali   bisogna   capire  quali  sono  le  aree   strategiche   che
  effettivamente la Regione intende portare avanti.
   Faccio presente, inoltre, che per quanto riguarda una domanda  che
  le  avevo posto, Assessore, chiedo la sua attenzione, perché  è  la
  terza  volta  che le reitero un quesito e mi auguro che  anche  per
  buona  creanza  mi  dia una risposta, dato che  abbiamo  cominciato
  questa finanziaria con un interrogativo che riguardava la Siremar.
   Anche oggi c'è stata un'ulteriore notizia a mezzo stampa e abbiamo
  la  possibilità  di  sapere che un tavolo  di  concertazione,  dove
  siederanno  anche Siremar e Regione Sicilia, avrà come  oggetto  la
  gara  per l'acquisizione del pacchetto Tirrenia-Siremar, visto  che
  la  Regione  partecipa a questi tavoli, visto che c'è una  politica
  ben  precisa, visto che a seguito della procedura di manifestazione
  di  interesse, la Mediterranea Holding, di cui fa parte la Regione,
  ha  continuato  a mostrare interesse per l'acquisto  del  pacchetto
  azionario  Tirrenia-Siremar e visto che anche le banche hanno  dato
  copertura  alla  Regione,  per cui continua  a  mandare  avanti  il
  percorso di manifestazione di interesse e quindi l'interesse  della
  Regione all'acquisizione del pacchetto Tirrenia-Siremar, chiedo per
  la  terza volta al Governo che mi venga data, quanto meno per buona
  creanza, una risposta.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  insistiamo  sull'articolo così come  è  stato  riscritto
  dalla  Commissione  Bilancio,  perché  questo  articolo  era  stato
  presentato  diversamente dal Governo e, di fatto, realizzava  tempi
  più celeri.
   In  Commissione  Bilancio  è  stato  riscritto  ed  ha  creato  le
  condizioni  di  non essere sicuramente una norma-manifesto,  ma  di
  essere  una norma di programmazione, si chiederà a noi come Governo
  e  a  voi  come  Parlamento di potersi esprimere su un'attività  di
  razionalizzazione  e  di migliore concertazione  nell'ambito  delle
  società  regionali, tant'è che il terzo comma di  quest'articolo  è
  tra   le  novità  che  l'onorevole  De  Luca  ha  voluto  inserire,
  individuando anche un parere vincolante della Commissione  Bilancio
  in cui devono poter essere individuate ulteriori aree strategiche.
   Ritengo che questo sia un buon articolo, soltanto al comma 5, dove
  è  scritto   le  disposizioni di cui al presente articolo   occorre
  scrivere   le  disposizioni di cui al comma 4 , poi  l'articolo  va
  bene così.
   Spero  che  la  Presidenza  lo ponga in votazione  e  subito  dopo
  chiederò  la  parola per poter relazionare l'onorevole Caronia  sul
  tema della Siremar.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo  per
  chiarire  che  al  comma  1  dove si  parla  di  impresa  pubblica,
  ovviamente  non  si  intende  ente  pubblico,  si  parla   di   una
  particolare figura del diritto societario che riguarda  le  società
  di  diritto  privato e, in particolare, tra le società  partecipate
  della  Regione,  come impresa pubblica rientra la  società  Sicilia
  Acque,  in cui la Regione siciliana, pur avendo una quota azionaria
  minoritaria,  esercita un potere strategico  di  controllo  proprio
  grazie  al  fatto che Sicilia Acque è una impresa pubblica.  Quindi
  non  sono due parole inserite lì per caso, ma sono inserite proprio
  nella   riscrittura  dell'articolo  che  è  stata  formulata  dalla
  Commissione Bilancio, che ritengo assolutamente opportuno mantenere
  e che nulla ha a che fare con gli enti pubblici.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente  vorrei
  rappresentare al Governo la necessità di inserire, oltre alle  aree
  strategiche,  così  come  sono declinate  in  questo  articolo  che
  comunque, a quanto pare per voce del Governo, rimarrebbe così com'è
  formulato,  un'ulteriore area strategica,  che  esiste  in  un  mio
  emendamento e che è quella dell'agro-alimentare.
   Noi abbiamo un ente, i mercati agro-alimentari di Sicilia con sede
  a  Catania, che hanno avuto un finanziamento di settanta milioni di
  euro.  L'anno  scorso  li abbiamo rifinanziati  con  ulteriori  sei
  milioni  e  mezzo  di euro. Stiamo portando a completamento  questa
  opera e, allora, è giusto che nel piano della razionalizzazione dei
  vari  enti e delle varie società partecipate della Regione  ci  sia
  un'area strategica che riguardi proprio l'agro-alimentare, per  cui
  chiedo al Governo di poter apprezzare questo emendamento che,  alla
  fine,  non  fa  altro che aggiungere un'ulteriore area  strategica,
  l'agro-alimentare  che,  secondo  la  norma,  così  come  è   stata
  predisposta in Commissione Bilancio, nella stessa area strategica è
  carente.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, giusto  per  fare  presente
  quella che è stata l'attività della Commissione.
   Nel prendere atto della indicazione dell'onorevole Falcone, vorrei
  fare  presente  all'Assemblea che già con il comma 3 dell'articolo,
  dove la Commissione dovrebbe poter determinare un'attività anche di
  programmazione,  è  previsto che la Commissione  possa  individuare
  ulteriori aree strategiche.

   Questo  al  fine  di consentire un ampio lavoro  e,  pertanto,  in
  quella   sede   ogni   valutazione  sarà  sicuramente   motivo   di
  approfondimento.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà, ma anche  lei  brevemente,  dobbiamo
  regolamentarci sui tempi perché siamo in dirittura di arrivo.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, stringerò anch'io  i  tempi,  anche
  perché in merito avevo già parlato.
   Desidero soltanto precisare qualche aspetto.
   Prendo  atto  che  il Governo su questa tematica quanto  meno  già
  comincia a fare un primo passo avanti. Le mie riserve sull'articolo
  sono  quelle che ho già espresso quando abbiamo aperto il dibattito
  su  questo  tema: ritengo che il comma 2, comunque, sia  una  norma
  aperta  per come prevede il comma 3; d'altronde l'assessore  Cimino
  ha ricordato che in Commissione Bilancio avevo posto la questione e
  il  comma  3 è frutto di una valutazione per cui, poi, unanimemente
  la  Commissione  Bilancio  ha  fatto in  modo  da  lasciare  questa
  individuazione delle aree strategiche come norma aperta.
   Però,  assessore  Cimino,  mi permetto solo  un  suggerimento  che
  riguarda una tematica molto ampia: è strano che nell'elencazione di
  base  manchino le attività produttive, lo dico francamente. Quindi,
  direi  almeno il tema di un'attività produttiva è il minimo che  si
  possa  fare,  tenendo  conto che poi il comma 3  consentirà,  anche
  nell'ambito   della  Commissione  Bilancio,  di   poter   fare   un
  ragionamento.   Le   attività  produttive  credo   siano   elemento
  essenziale   del  tema  già  di  partenza,  proprio   perché   sono
  esattamente i temi che riguardano più società partecipate  e  anche
  perché  il Governo, per quanto riguarda questa tematica così ampia,
  non può considerarla già nella fase preliminare un'area strategica.
   Per il resto, invito il Governo a fare la stessa operazione ma con
  modalità  diverse, per quanto riguarda gli enti e gli istituti  che
  esistono in ambito regionale, che sono una miriade, e che si faccia
  un  percorso  condiviso di semplificazione e  di  razionalizzazione
  anche  in  questo  ambito  e,  di conseguenza,  pure  sotto  questo
  profilo, dare una risposta di risparmio e di razionalizzazione, per
  come già si evince come inizio di percorso nell'articolo 20.
   Chiedo al Governo di formalizzare un subemendamento, semplicemente
  aggiungendo le attività produttive come tematiche di base.

   PRESIDENTE.   Il   parere  del  Governo  sull'emendamento   20.22,
  dell'onorevole Caronia?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.10, dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 20.3 e 20.16 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Falcone, Pogliese,
  Vinciullo,  Buzzanca  e  Caputo,  l'emendamento   20.11,  che  così
  recita:
   «Al  comma 2, dopo la lettera k) è aggiunta la lettera l)  con  le
  parole  settore agroalimentare .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  D'Agostino  e
  Musotto l'emendamento 20.20, che così recita: «Al comma 2, dopo  la
  lettera k) è inserita la seguente l)  a salvaguardia del territorio
  e dell'ambiente ».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi;

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Greco,  Mineo,
  Aricò  e  Adamo l'emendamento 20.21, che così recita: «All'articolo
  20, al comma 2, è aggiunta la seguente lettera l)  energia ».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  20.4,  20.17, 20.5, 20.18,  20.6  e  20.19  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  20.12,  degli  onorevoli   Apprendi,
  Marinello, Panepinto e Raia.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Ma questo non è stato già fatto?
  Mi pare una forzatura

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ritirerò
  questo  emendamento e chiedo al Governo di dare  parere  favorevole
  perché  credo che questo Parlamento debba esercitare un  minimo  di
  controllo analogo sulle società partecipate della Regione, cosa che
  oggi   non   è  assolutamente  possibile  fare;  anzi,   quando   i
  parlamentari chiedono di avere informazioni o notizie sull'attività
  di queste aziende, spesso non possono averle.
   Quindi, il fatto di passare dalla Commissione competente per poter
  avere  un minimo di controllo analogo, credo sia un fatto legittimo
  cui il Governo deve dare parere favorevole.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, mi  pare  un
  forte  appesantimento,  se possibile con cadenza  annuale,  ma  con
  cadenza  trimestrale mi sembra esagerato. Lo recepiamo con  cadenza
  annuale. Posso correggerlo personalmente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate ma gli uffici  mi  dicono
  che l'emendamento 20.12 è inammissibile.
   L'emendamento  20.24  del  Governo  e  il  subemendamento  20.24.1
  dell'onorevole   Caronia   sono  inammissibili,   così   come   gli
  emendamenti  20.26 e 20.29.
   Si  passa all'emendamento 20.30, a firma del Governo. Lo pongo  in
  votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Ma
  se  abbiamo  razionalizzato come facciamo ad  allargare  di  nuovo.
  Basta

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Di che cosa stiamo parlando, Assessore?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, siccome
  ho  ascoltato  un  po' di emendamenti che sono stati  ulteriormente
  introdotti,  relativi ad aree strategiche o considerate  tali,  che
  prevediamo  in  questa  norma,  ora  sento  questa  delle  gestioni
  autostradali.   Mi   sembrava  che  ci  fosse  una   procedura   di
  privatizzazione.  Allora,  vorrei  ricordare  di  che  cosa  stiamo
  parlando.
   Questa  norma  è frutto di un compromesso, per la  verità   non  è
  proprio  splendida,  è  una norma che rinvia.  Ma  area  strategica
  significa  che  facciamo, in quei settori, società a partecipazione
  pubblica maggioritaria, cioè stiamo stabilendo che facciamo società
  pubbliche  maggioritarie in una serie di settori dove, addirittura,
  alcune  non ci sono neanche, per esempio nell'energia, e  in  altri
  ancora.
   Vorrei  ricordare che dovremmo ridurre le società, non vorrei  che
  con  questa  norma  ne  creiamo  di  più  di  quelle  che  c'erano.
  Fortunatamente,  il fatto che si individui un'area  strategica  non
  vuol dire che ci sarà l'obbligo di fare la società.
   Però suggerirei di evitare di ampliare tutto perché la ratio della
  norma  è  che  delle 27-28 società partecipate a  maggioranza  o  a
  minoranza della Regione, alla fine della giostra, dovremmo arrivare
  a 13 o 14, cioè ridurre almeno della metà quelle che ci sono, e non
  vorrei  che alla fine ne facciamo più di quelle che c'erano  prima.
  Ecco  perché,  se  non  prevediamo  di  gestire  pubblicamente   le
  autostrade, si possono fare comunque anche a quota minoritaria, non
  è  strategica,  cioè  l'attività strategica è soltanto  relativa  a
  quelle  attività per le quali la Regione prevede di fare società  a
  capitale  pubblico maggioritario o totalmente a capitale  pubblico,
  mentre quelle di partecipazione minoritaria sono un'altra cosa  che
  non riguarda le aree strategiche.
   Quindi,  suggerirei al Governo di evitare di ampliare a  dismisura
  settori i quali, se si può fare, li gestisce la Regione, altrimenti
  li  gestisce il mercato, cioè il privato; evitiamo che  la  Regione
  gestisca.  Vedete, l'ideologismo produce danni, perché  il  privato
  può  gestire  una  autostrada, non deve farlo il pubblico.  Chiaro?
  Mentre penso che sia meglio che il pubblico gestisca l'acqua.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  lo ritira? Se lo  ritira,  non  c'è  più
  bisogno. Vi è solo un ultimo emendamento.

   MANCUSO. Chiedo  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, la predisposizione dell'Aula, di tutti
  i   parlamentari  è  quella  di  arrivare  alla  fine   di   questa
  finanziaria.  Pertanto  vorrei invitare il Governo  a  finirla  con
  questo atteggiamento col quale ci ripropone norme stralciate  e  ci
  fa  correre  da tutte le parti cercando di inserire tutto  ciò  che
  ritiene perché forse gli sembra che siamo disattenti. Basta
   Gli   emendamenti  sono  quelli  presentati,  che  hanno   già   i
  parlamentari;  altrimenti, signor Presidente,  saremo  costretti  a
  chiederle  un'altra  mezz'ora  di  sospensione  se  il  Governo  ha
  intenzione di presentare ulteriori emendamenti. Pertanto, invito il
  Governo  a  lasciare  in pace l'Aula con questi  foglietti  volanti
  perché riteniamo che questo tipo di attività, poi, rischierebbe  di
  allungare i tempi per chiudere questa finanziaria.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, mi scuso per l'insistenza ma ho cercato
  e  ricercato nel bozzone degli emendamenti e non ho trovato un  mio
  emendamento, dopo il comma 4, sempre all'articolo 20, che  ipotizza
  la  costituzione  dei  consigli  di amministrazione  delle  società
  controllate dalla Regione fatta per il 50 per cento di donne e  per
  il 50 per cento di uomini. Non lo trovo.
   Vorrei  sapere  se è stata una mera dimenticanza o  che  cosa.  Le
  sarei grato.

   PRESIDENTE. Di quale emendamento si tratta, onorevole Gianni?

   GIANNI. Mi consente di avvicinarmi?

   PRESIDENTE.   Prego.  Nel  frattempo,  assessore  Cimino,   rimane
  l'ultimo  emendamento,  il 20.27, a firma  del  Governo,  che  così
  recita: «Al punto 5 sostituire le parole  al presente articolo  con
  le parole  al comma 4 .»
   Se potesse illustrarlo perché non si riesce a comprendere.

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, al 5 comma le
  parole   Le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo'   vanno
  sostituite con le seguenti  Le disposizioni di cui al comma 4'.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Voglio fare presente al Governo e alla Presidenza che l'emendamento
  20.29

   CIMINO, assessore per l'economia. Questo è inammissibile.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Allora questo è inammissibile. Quello ammissibile ce lo volete fare
  leggere?

   PRESIDENTE. Lo ha appena spiegato l'assessore Cimino.

   D'ASERO,   vicepresidente  della  Commissione    e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, l'emendamento 20.29 ci ha infastidito
  perché  era  stato già depennato e il Governo non si può permettere
  di ripresentarlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Asero, la Presidenza  lo  ha  dichiarato
  inammissibile. Quindi è una discussione assolutamente superata.

   D'ASERO,   vicepresidente  della  Commissione   e    relatore   di
  minoranza.  Signor Presidente,  voglio dire che si  tratta  di  una
  questione di dignità della nostra posizione. O siamo rispettosi dei
  ruoli,  oppure  non  abbiamo che fare. Va bene, chiarito,  è  stato
  ritirato perché lei brillantemente

   PRESIDENTE. No, è stato dichiarato inammissibile, che è diverso.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Ne  prendo  atto e di questo esprimo apprezzamento, però  resta  il
  fatto   che   questo   emendamento,  per  un  fatto   di   rispetto
  istituzionale  e  di dignità dell'Aula, non andava  presentato  dal
  Governo perché è stato oggetto di ampia discussione in Commissione,
  dove  é stato detto che era argomento da trattare in altra sede  e,
  pertanto,   giustamente  ritengo  che  non  andava   fatto   questo
  tentativo.

   PRESIDENTE. Per fortuna esiste l'ufficio di Presidenza.
   Il parere della Commissione sull'emendamento 20.27?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, ribadisco che c'è un emendamento  che
  abbiamo  presentato e che, purtroppo, non troviamo, ci  sarà  stata
  una  dimenticanza da parte degli uffici. Abbiamo  anche  il  timbro
  sulla ricevuta, ma l'emendamento non c'è all'interno del bozzone.
   Questo  emendamento recita che sia data la possibilità di comporre
  i  consigli  di  amministrazione delle  società  controllate  della
  Regione, in ugual misura, tra il sesso maschile e femminile, 50 per
  cento   e  50  per  cento.  Vorrei  farglielo  apprezzare,   signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni,  me  lo  faccia  leggere.  Eppure,
  onorevole  Gianni,  come  è  strana la  vita   Lo  leggo  all'Aula,
  assessore Cimino, mi ascolti:
   emendamento aggiuntivo all'articolo 20 (presentato nei termini):
   «Dopo  il  quarto  comma  aggiungere il seguente:   Le  società  a
  partecipazione regionale garantiscono all'interno dei propri organi
  amministrativi  che il riparto degli amministratori sia  effettuato
  assicurando  l'equilibrio  tra i generi.  L'equilibrio  si  intende
  raggiunto   quando   il   genere  meno  rappresentato   all'interno
  dell'organo   amministrativo  ottiene   almeno   un   terzo   degli
  amministratori. »

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rallegrarmi
  con il collega Gianni

   PRESIDENTE. Ha cambiato idea nel tempo, no?

   CORDARO.  Credo  che  molti di noi ricorderanno  come  l'onorevole
  Gianni,  già  noto  per  la sua pluriennale e prestigiosa  attività
  politica, divenne ancora più noto avendo detto una frase che  restò
  storica  al Parlamento nazionale e che si dice abbia fatto piangere
  un  attuale  ministro  della Repubblica di sesso  femminile.  Oggi,
  l'onorevole Gianni rinsavisce.
   Io  non  so  come sarà possibile rispettare la parità tra  uomo  e
  donna, posto che i consigli di amministrazione sono tutti di numero
  dispari e per legge non può che essere così perché deve esserci una
  maggioranza    ed   una   opposizione.   Però,   il    rinsavimento
  dell'onorevole  Gianni mi fa sperare e la speranza  è  quella  che,
  prima  o poi, anche l'onorevole presidente Lombardo possa rinsavire
  e tornare a rispettare il voto degli elettori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gianni, questo emendamento  è  apprezzabile
  sul  piano  dei contenuti, ma la invito trasformarlo in ordine  del
  giorno che il Governo certamente accoglierà con grande favore.
   Pongo  in votazione l'articolo 20, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 21, in precedenza accantonato.
  Ne do lettura:

                             «Articolo 21
          Personale Società Terme di Sciacca e Società Terme
                             di  Acireale

   1.  Il personale delle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme  di
  Acireale  S.p.A.  poste in liquidazione gode delle stesse  garanzie
  occupazionali  previste  per i dipendenti delle  società  che  sono
  dismesse   a  seguito  dell'applicazione  di  quanto  previsto  dal
  precedente articolo. Nel caso in cui lo scioglimento delle  società
  termali  preceda l'attuazione del precedente articolo,  l'Assessore
  per  l'economia  provvede  con  proprio  decreto,  nelle  more,  ad
  assicurare l'occupazione del personale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dalla Commissione: 21.14;
  -dall'onorevole De Luca: 21.1;
  -dall'onorevole Maira:  21.10;
  -dagli onorevoli Leontini ed altri: 21.11;
  -dall'onorevole Ammatuna: 21.13;
  -dall'onorevole Cracolici: A477;
  -dall'onorevole Adamo:  A598;
  -dagli onorevoli D'Agostino ed altri: A3;
  -dagli onorevoli Panepinto ed altri: A516.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  chiedere  alcuni  chiarimenti all'assessore Cimino  in  riferimento
  all'articolo 21 che tratta della Società Terme di Sciacca  e  Terme
  di   Acireale.  L'ultimo  comma  recita:   Nel  caso  in   cui   lo
  scioglimento   delle  società  termali  preceda  l'attuazione   del
  precedente  articolo,  l'Assessore  per  l'economia  provvede   con
  proprio  decreto,  nelle  more,  ad  assicurare  l'occupazione  del
  personale .
   Va  tutto bene, però c'è un problema: tre anni fa, se non  ricordo
  male,  si  è proceduto alla ricapitalizzazione della Società  e  in
  quell'occasione  gran parte del personale fu  mandato  presso  vari
  enti,  Comuni  e  Uffici periferici. La norma  mi  sembra  che  non
  chiarisca   quale   personale  rientrerebbe  in  questa   eventuale
  mobilità.  Quanto è il personale e fino a quale data  il  personale
  sarà  poi, eventualmente, collocato nella pubblica Amministrazione?
  La norma è troppo generica.

   PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 21.1, 21.10 e 21.11  sono
  stati ritirati.

   L'Assemblea ne prende atto.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegare
  non  solo  all'onorevole  Apprendi, ma anche  all'Aula  che  questo
  articolo   ha  avuto  una  sorte  un  po'  travagliata   anche   in
  Commissione,  siamo  stati  un po' imprecisi  nelle  comunicazioni.
  Manca del testo base che è l'emendamento 21.14, senza il quale  non
  si  spiega  e  non si sostiene il testo che all'origine  era  stato
  presentato dall'onorevole Di Benedetto, e che andava a tutela  solo
  ed  esclusivamente del personale delle Terme di Sciacca, e  non  di
  Acireale.
   Quindi,  leggere  l'articolo 21 senza  l'emendamento  21.14  crea,
  giustamente,  i problemi che ha citato prima l'onorevole  Apprendi.
  Con  l'approvazione dell'emendamento 21.14, che altro non è che  il
  comma  10 del vecchio articolo proposto dal Governo, l'articolo  21
  invece ha un senso.
   Per  questo motivo prego l'Aula, se vuole dibattere - ma spero non
  ve  ne  sia  troppa  necessità  -, di  vederlo  come  un  tutt'uno;
  altrimenti il rischio è che il dibattito sia stentato, impreciso  e
  confusionario.
   Ovviamente, signor  Presidente, si tratta di far sì che il Governo
  possa  immediatamente attivare le procedure di  liquidazione  delle
  Terme S.p.A. sia di Acireale che di Sciacca, perché la necessità  è
  improcrastinabile  in  quanto  ci  sono  avvisi   di   pignoramento
  immediati che, se non vanno repentinamente affrontati, rischiano di
  farci perdere anche il patrimonio immobiliare che in questo modo si
  intende  tutelare, difendere e restituire alla disponibilità  della
  Regione siciliana.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo  21  per  sottolineare quanto  ha  detto  l'onorevole
  D'Agostino in riferimento ad alcuni passaggi che si sono  consumati
  in  Commissione,  ma  che,  tuttavia  e  soprattutto,  hanno  visto
  arrivare in Commissione questo articolo monco. L'articolo  21,  che
  riguardava  le  Terme  di  Sciacca,  alle  quali  correttamente   e
  giustamente  si  sono aggiunte quelle di Acireale,  in  realtà  non
  aveva  previsto,  nel disegno originario pervenuto in  commissione,
  alcuna tutela per il personale.
   E'  stato  grazie  ad un emendamento che l'UDC  ha  presentato  in
  Commissione, recepito dall'Aula, a firma mia, dell'onorevole Dina e
  dell'onorevole Cascio Salvatore, che per fortuna abbiamo fatto  uno
  studio approfondito e individuato questa clamorosa defaillance  del
  Governo,   che   si   era  occupato  della  parte   relativa   alla
  privatizzazione  delle  Terme  di  Sciacca  e  di  Acireale   senza
  minimamente  occuparsi della fine che avrebbe  fatto  il  personale
  assunto, a suo tempo, a tempo indeterminato.
   Allora,   io   accolgo,   perché   è  un'ulteriore   precisazione,
  l'emendamento 21.14, che poi non per nulla è firmato dal presidente
  della  Commissione  Bilancio, e lo accolgo perché  credo  che  così
  completiamo un quadro che finisce per andare nella direzione voluta
  inizialmente,  che era quella, in un momento di crisi  come  quella
  attuale,  di  privatizzare  le  Terme  di  Sciacca  e  di  Acireale
  prevedendo tempi, modi e, soprattutto, tutela per i lavoratori.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   durante
  l'intervento che ho avuto modo di fare nel corso della  discussione
  generale ho inteso esternare alcune riflessioni su questa tematica,
  riflessioni  che voglio ribadire all'interno della  discussione  su
  questo   articolo  e  sull'emendamento  a  cui  faceva  giustamente
  riferimento l'onorevole D'Agostino.
   C'è   assoluta   necessità   di   accelerare   un   percorso    di
  privatizzazione  per  le strutture termali  della  nostra  Regione,
  nella   consapevolezza  del  fallimento  di   un   altro   percorso
  imprenditoriale  pubblico che ha prodotto enormi  disastri  per  le
  casse   della   nostra  Regione,  coerentemente  con   quello   che
  quest'Assemblea  durante  la scorsa legislatura,  precisamente  nel
  2007,  ebbe modo di affrontare e di varare, attraverso la legge  11
  del 2007.
   La legge 11 del 2007 - ricordo a me stesso e ricordo a tutti voi -
  immaginava  di  accelerare  un percorso che,  attraverso  il  ruolo
  dell'assessorato  del turismo, individuava un advisor  che  potesse
  collocare nel mercato la partecipazione azionaria della Regione.  E
  tutto  ciò  coerentemente con quello che è accaduto nel  resto  del
  Paese,  laddove  si è concretizzato un percorso di  privatizzazione
  che  -  come  ho detto nell'intervento di qualche giorno  fa  -  ha
  prodotto enormi benefici per il territorio in cui insistono  quelle
  strutture termali.
   Ho  ricordato  -  e  lo  voglio fare anche in  questa  sede  -  le
  strutture  di  Sirmione e di Castrocaro, dove si  è  registrato  un
  aumento  del 30 per cento del fatturato, a differenza di  quanto  è
  accaduto in Sicilia.
   Per  ovvie  ragioni territoriali, conosco la realtà  di  Acireale,
  così  come l'onorevole D'Agostino, e non posso che ricordare  anche
  in   questa   occasione   quello  che   si   è   verificato   prima
  dell'approvazione  di quella legge del 2007, laddove  vi  erano  in
  organico  104  unità  di  personale, di cui  oltre  sessanta  erano
  amministrativi.  Grazie a quella legge, si è  avviato  un  percorso
  attraverso  il  quale  le  unità  di  personale  che  sono  rimaste
  all'interno    di   quella   struttura   sono   oggi   diciassette,
  assolutamente  sufficienti  anche  per  rendere  appetibile  quella
  struttura  al mercato e a imprenditori privati che, mi  auguro  nel
  più  breve  tempo  possibile, possano  immaginare  di  rilevare  la
  partecipazione azionaria della Regione.
   Per non parlare poi, come ricorderà l'onorevole D'Asero, anche  di
  altre  anomalie  che  si  sono registrate nella  struttura  termale
  siciliana,  dove il canone di affitto per una struttura alberghiera
  che  è stata costruita dalla Regione attigua alle Terme di Acireale
  era nettamente inferiore rispetto alle rate di mutuo che la Regione
  stessa ha dovuto contrarre per costruire quell'albergo.
   Ecco  perché,  e  mi  avvio alla conclusione,  credo  che  ci  sia
  l'assoluta necessità di accelerare questo iter e credo che  ci  sia
  l'assoluta necessità di approvare l'emendamento 21.14.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  il  tema  è un po'  delicato  e  particolare:
  parliamo delle sorti di alcune realtà che esistono in questa nostra
  Regione.  Non entro nel merito di questo emendamento,  però  voglio
  fare  una premessa, e mi rivolgo in particolare al Presidente della
  Regione.
   Sulla   questione  relativa  alle  Terme,  anni  or  sono   questo
  Parlamento  ha legiferato istituendo un ruolo unico ad  esaurimento
  ed  avviando un processo di privatizzazione. La privatizzazione, in
  questi anni, è consistita nel fatto che le Aziende autonome sia  di
  Sciacca   sia   di  Acireale  sono  state  poste,  di   fatto,   in
  liquidazione, anche se questa procedura di liquidazione ancora  non
  è  stata  ultimata, nonostante siano passati tantissimi  anni;  ma,
  dall'altro  lato, sia le Terme di Sciacca che quelle di Acireale  -
  in  particolare, la struttura a servizio delle Terme e  quindi  gli
  stabilimenti   e  quant'altro  -  hanno  subìto   negli   anni   un
  depauperamento  degli  immobili, e  ci  sono  stati  diverse  volte
  interventi di carattere vandalico.
   Onorevole Presidente della Regione, vorrei comprendere qual  è  la
  posizione  del  Governo e perché si sono costituite queste  società
  per  azioni, di fatto rimaste in capo alla Regione per il  100  per
  cento,  e  si  sono costituiti dei Consigli di amministrazione  che
  sono  serviti solo ed esclusivamente ad appannaggio del  precedente
  Governo.  Adesso,  devo  dire che, quanto meno,  si  sono  tolti  i
  Consigli  di  amministrazione  e si è  nominato  un  amministratore
  unico.
   Vorrei capire, prima di discutere nel merito l'emendamento, qual è
  la  strategia  del  Governo della Regione, quale tipo  di  progetto
  industriale vuole fare sulle Terme di Sciacca e di Acireale.
   Ma  perché porre nuovamente in liquidazione le società per azioni,
  con tutto ciò che è avvenuto?
   Mi  risulta  che  solo  quest'anno le Terme di  Sciacca  hanno  un
  bilancio  con oltre due milioni di euro di perdita: parliamo  di  4
  miliardi delle vecchie lire, solo per quest'anno. E noi continuiamo
  a  pagare  debiti  Dall'altro lato, abbiamo dislocato il  personale
  che  lavorava lì nei vari uffici della Regione siciliana, nei  vari
  assessorati, attraverso il ruolo ad esaurimento unico  e  l'azienda
  delle  Terme, la struttura alberghiera, che è qualcosa  che  ancora
  funziona  delle Terme, perchè molte cose non funzionano,  ha  visto
  disattivate le convenzioni che aveva in essere.
   Allora,  vorrei  capire qual è l'idea, qual è il piano  strategico
  che  si  vuole dare il Governo della Regione e si vuole dare questo
  Parlamento.  Ma la proposta, chiaramente, non può che  partire  dal
  Governo della Regione.
   Si  doveva fare un avviso pubblico per stabilire chi doveva essere
  il  partner  della gestione; sono passati tanti anni, se  non  erro
  l'articolo  119 si riferisce al 1999, siamo giunti  al  2010,  sono
  passati  circa  undici  anni  e ancora  nulla  si  è  fatto.  Colgo
  l'occasione  affinché  il  Governo  della  Regione,  con   i   suoi
  strumenti,  accerti se ci sono delle responsabilità da parte  degli
  amministratori che hanno amministrato in questi anni le aziende, le
  società per azioni.
   Vorrei  comprendere  qual  è il percorso  che  ci  dobbiamo  dare,
  certamente  per il comune di Sciacca, perché la storia delle  Terme
  la  conosciamo tutti, nata da una sorta di sottoscrizione popolare,
  di  azionariato  popolare. E, allora, si potrebbe  attivare  questo
  percorso della sottoscrizione popolare da parte delle comunità  che
  vivono  in  quelle  città:  mi riferisco  a  Sciacca  ed  anche  ad
  Acireale; ma per fare questo occorre avere una strategia.
   Ripeto, cosa intende fare il Governo della Regione? Ad oggi non si
  comprende,  perché anche questa norma è una norma come suole  dirsi
  transitoria;  non  penso  che  sia  intenzione  del  Governo  della
  Regione,  di fatto, regalare il patrimonio delle Terme di  Sciacca,
  che  non  è  un patrimonio solo sul piano del valore economico,  ma
  anche un patrimonio di quelle comunità, di quelle città, di Sciacca
  e  di  Acireale.  Ed  è per questa ragione che non  basta  solo  ed
  esclusivamente tutelare i lavoratori, che è giusto  che  si  faccia
  ma,  rispetto a questo processo di privatizzazione, è giusto sapere
  come  ci  si  intende muovere. Ed è per questa ragione che,  a  mio
  avviso,  l'emendamento 21.14 andrebbe emendato quanto meno  con  la
  presenza, nel pacchetto azionario di queste società, del  Comune  -
  dove si trovano allocate - quale elemento di garanzia, cosicché  la
  comunità abbia la possibilità, insieme alla Regione, di vigilare su
  questo processo di privatizzazione.
   Sono  degli interrogativi che io rivolgo al Governo della Regione,
  e  li  rivolgo al Presidente Lombardo in quanto massima istituzione
  del  Governo,  espressione,  appunto, del  Governo  della  Regione.
  Diversamente,   è  un   cane  che  si  morde  la   coda ,   abbiamo
  privatizzato detenendo il 100 per cento del capitale delle  società
  per azioni ed ora sciogliamo e, quindi, continuiamo a pagare debiti
  su debiti: non c'è una strategia sul piano aziendale
   L'emendamento  A516 prevede che il Comune, o meglio  i  comuni  di
  Sciacca  e di Acireale, insieme alla Regione, possono vigilare  sul
  processo  di  privatizzazione, ed è un nodo che occorre  sciogliere
  prima di discutere nel merito l'emendamento.

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido  gli
  interventi dei colleghi Marinello, D'Agostino e Pogliese, visto che
  anch'io ho il piacere di vivere in una città come Catania e conosco
  bene la realtà di Acireale.
   Non  capisco,  però,  perché  l'onorevole  Marinello  richiama  il
  Governo  precedente, come se in realtà ci fosse differenza  tra  il
  Governo precedente e l'attuale nell'affrontare le stesse realtà. Mi
  preoccupo  perché  non  vorrei  che  sol  perchè  oggi  il  collega
  Cracolici  nel  trovare un modo per dare delle  risposte  attinenti
  alle istanze, si pensi che questo Governo sia totalmente diverso da
  come  il  precedente Governo esercitava il sistema per  riempire  i
  Consigli  di  amministrazione.  Dobbiamo  smetterla  di  fare  pura
  demagogia  e tentare di riuscire, non solo a garantire i lavoratori
  dipendenti,  ma dobbiamo cercare di migliorare la qualità  di  vita
  dei concittadini tutti.

   MARINELLO.  Signor Presidente, avevo chiesto al  Presidente  della
  Regione come si pone il Governo dopo lo scioglimento delle Società.

   PRESIDENTE. Onorevole Marinello, il Presidente della Regione non è
  obbligato  a  rispondere.  Il  Governo  si  attiva  con  gli   atti
  amministrativi,  con le leggi che propone, non deve necessariamente
  rispondere in Aula.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  posto  che  tutti abbiamo a cuore l'attività  che  viene
  svolta  nelle terme di Sciacca e Acireale, ritengo che il dibattito
  che  c'è stato in Commissione Bilancio è stato un dibattito sereno,
  e  che con l'emendamento 21.14 si delinea anche la strategia che il
  Governo,   unitamente  all'Assemblea,  vuole  definire  su   questo
  argomento.
   Per l'onorevole Marinello, entro 180 giorni dall'avvenuta cessione
  alla  Regione delle quote azionarie detenute dalle aziende autonome
  delle  Terme di Acireale e di Sciacca, la Ragioneria generale della
  Regione provvede ad attivare tutte le procedure necessarie a  porre
  in  liquidazione  le sue società e, tramite lo svolgimento  di  una
  gara  di evidenza pubblica, ad affidare a privati la gestione e  la
  valorizzazione  dei  complessi. Ritengo  che  sia  chiaro  come  la
  Regione siciliana vuole creare le condizioni, così come avviene nel
  resto  del  nostro  Paese,  per  la valorizzazione  di  un  settore
  importante  attraverso l'attività privata e  non  l'attività  della
  Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento A3.  Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A598, identico all'emendamento A487.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 21.3. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  21.14,  della  Commissione,  che  così
  recita:
   «E' aggiunto il seguente comma:
   1.  Entro  180  giorni dall'avvenuta cessione alla  Regione  delle
  quote azionarie detenute dalle aziende autonome Terme di Acireale e
  Terme  di  Sciacca  rispettivamente nelle società   rispettivamente
  nelle  società Terme di Acireale S.p.A. e  Terme di Sciacca S.p.A.,
  la Ragioneria  generale della Regione provvede ad attivare tutte le
  procedure  necessarie a porre in liquidazione  le  sue  Società  e,
  tramite  lo  svolgimento  di  una gara  ad  evidenza  pubblica,  ad
  affidare  a  soggetti privati la gestione e la  valorizzazione  dei
  complessi   cremotermali  ed  idrominerali  esistenti  nel   bacino
  idrotermale  di  Acireale  e di Sciacca, compreso  lo  sfruttamento
  delle  acque  termali  ed idrominerali, nonché  tutte  le  attività
  accessorie e complementari».
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A516, pertanto, è superato.
   Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 4, precedentemente accantonato.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 4,  comma  2,
  vorrei riprendere la questione dei PIP, i lavoratori dell'Emergenza
  Palermo,  soggetti assunti che sono in carico sin dal  31  dicembre
  del  2001,  dove  non ci sono oneri aggiuntivi  in  quanto  già  la
  copertura era prevista al comma 2.
   Stiamo  solo  cambiando  la  tipologia: anziché  essere  collocata
  all'interno  di  una  società che faceva capo anche  al  comune  di
  Palermo, diventano, attraverso un bando pubblico, soggetti che  poi
  verranno  utilizzati sotto la guida di una società, come assistenza
  tecnica  da  parte  di  una  società da individuare  dalla  Regione
  Siciliana.  Si  tratta di soggetti per la maggior  parte  dei  casi
  svantaggiati,   che  hanno  trovato  una  opportunità   di   lavoro
  all'interno  di  una  serie di strutture di  pubblica  utilità  del
  Comune di Palermo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.12, della Commissione,  che
  così recita:
   «Al  comma 12 sostituire la parola  55  con  45  e la parola   45
  con  55 ».

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  desidero  precisare  che  si  tratta   di   un
  emendamento  tecnico perché in Commissione, per un errore,  abbiamo
  invertito le cifre.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Savona
  vuole  dire che nella notte tra mercoledì e giovedì scorso ci  sono
  state diverse situazioni che non sono state chiarite.
   Questa rappresentata è una di quelle non chiarite. L'assessore  sa
  cosa stiamo votando?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. In
  Commissione la proposta è stata favorevolmente apprezzata da tutti.

   MANCUSO.  L'importante  è che ci sia una cognizione  del  peso  di
  questo  emendamento: la percentuale dei trasferimenti alle province
  rispetto a quelle che sono le attribuzioni previste dalla legge. In
  questo  caso stiamo variando, sotto il profilo normativo, a  favore
  di  qualche provincia e meno trasferimenti ad altre. Tutto  questo,
  quindi,  è il senso dell'emendamento.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, devo dire in maniera molto  semplice
  che  in Commissione il problema è stato dibattuto e partiva da  una
  divisione del 60 col 40. Alla fine, è stato trovato un equilibrio -
  forse  l'onorevole Mancuso non ricorda bene - e sono stati posposti
  i numeri.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.12. Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.21, dell'onorevole Falcone e altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non penso di  fare
  lesa  maestà  a  nessuno  dicendo che i  Comuni,  che  hanno  delle
  frazioni  ad  una  distanza  di  oltre  venti  chilometri,   devono
  sostenere  un costo maggiore di trasporto, di servizi, e  anche  di
  disagio.
   Vi  prego  di  apprezzare questo emendamento che è di buon  senso,
  cioè  aumentiamo del 5 per cento un valore che ha un  trasferimento
  di un milione e gli diamo appena 250 mila euro?
   Vi prego di rivedere la posizione.
   Onorevole Cracolici, non penso di dire una cosa astrusa o folle  e
  non  ho  messo 12 chilometri, così come avevo chiesto all'onorevole
  Galvagno,   il   quale  mi  ha  detto  giustamente    poniamo   uno
  sbarramento, altrimenti la norma si inflaziona .
   Noi invece dobbiamo guardare alla norma, tenendo conto del disagio
  che i comuni devono affrontare e del peso economico-finanziario che
  i  comuni  devono  affrontare per fronteggiare le esigenze  per  un
  territorio a distanza di venti chilometri, non di due, di  tre,  di
  quattro,  cioè  stiamo  parlando  di  un  territorio  completamente
  diverso  che,  in  alcuni  casi,  può  essere  anche  quasi   fuori
  provincia; arriviamo al confine della provincia.
   Prego  l'Aula  e  il  Governo di valutare e di  apprezzare  questo
  emendamento e rivolgo un appello in tal senso anche agli amici  del
  Partito Democratico.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti A548 degli onorevoli Maira, Dina,  Cordaro,  A547
  dell'onorevole Cimino, e A175 degli onorevoli Vinciullo,  Pogliese,
  Caputo, Falcone, Buzzanca, Bosco, Limoli sono preclusi.
   L'emendamento 29.13, dell'onorevole Savona, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.24.1 degli onorevoli De Luca, Panarello
  e altri, che così recita:
   «A  carico  del Fondo di cui al precedente articolo,  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2010,
  a  valere  sulle risorse di cui al comma 1, l'Assessorato regionale
  delle  autonomie locali e della funzione pubblica è  autorizzato  a
  trasferire l'importo di 400 milioni di euro al comune di Lipari per
   Progetti  obiettivo   concertati con l'Assessorato  regionale  del
  lavoro e della famiglia, volti all'utilizzazione dei lavoratori  ex
   PUMEX ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A246 del Governo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Fondo  delle
  autonomie  locali mi pare che, tra ieri e oggi - e,  chissà,  nella
  nottata  -, sta diventando il vaso di Pandora, a cui ognuno attinge
  e prende fondi. Qui stiamo caricando alle autonomie locali le rette
  non  pagate dagli utenti perché, se so leggere l'italiano,  c'è  un
  riferimento  alle  somme  nel caso in  cui  gli  utenti  o  i  loro
  familiari siano esenti e non abbiano provveduto al pagamento  della
  quota obbligatoria.
   Mi  pare una cosa completamente fuori dalla logica, perché bisogna
  obbligare i parenti fino al  settimo grado per recuperare le  somme
  per  il  ricovero nelle RSA e, fra l'altro in genere, chi va  nelle
  RSA ha anche l'indennità di accompagnamento e prevediamo invece dal
  Fondo dell'economia.
   Mi sembra una cosa veramente impropria, pertanto chiedo al Governo
  di riconsiderare la norma.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega e amico
  Galvagno non si accorge della trasformazione: stiamo passando ad un
  Governo  statalista che sopperisce a tutte le esigenze che ci  sono
  nel  territorio, anche a quelle eventuali di mancato  pagamento  di
  rette dovute per legge perché, se non vado errato - non mi pare  di
  ricordare male -, sono somme dovute dalla legge nella misura del 36
  per  cento. Rispetto a ciò, non solo il Governo ormai ha preso  una
  strada che è completamente lontana da quella che gli elettori hanno
  scelto - e non mi sorprendo, onorevole Galvagno, per quello che sta
  succedendo  -,  rispetto a questo, naturalmente,  i  Comuni  devono
  soccombere a quella che è diventata la cassa per tutte le  esigenze
  della Sicilia.

   MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MASSIMO   RUSSO,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, con l'emendamento del Governo  abbiamo  voluto
  esplicitare chiaramente che nella quota, non inferiore  al  25  per
  cento  delle  risorse assegnate agli enti locali, sono comprese  le
  somme  relative ai contributi integrativi che sono posti  a  carico
  dei comuni, ai sensi dell'articolo 5 del DPCM 14 febbraio 2001.
   Ovviamente, si tratta di quegli utenti che per ragione di  reddito
  sono esenti dal pagamento.
   Cosa  accade in concreto? Che per via di una sentenza del  TAR  le
  somme  sono  anticipate dal Fondo sanitario e,  invece,  dovrebbero
  essere   a  carico  dei  comuni,  secondo  le  norme  che   abbiamo
  richiamato. Ovviamente, perché questo accada, devono realizzarsi  i
  presupposti di reddito che sono esplicitati nella norma,  che  sono
  richiamati nella norma.
   Si  vogliono  sensibilizzare  i  Comuni  al  pagamento  di  questi
  contributi  per  le residenze sanitarie assistite, fondi  che  sono
  costituiti da questo 25 per cento.
   Questo  è  il senso dell'emendamento proposto. Non si  tratta  del
  vaso  di Pandora, quindi, ma di richiamare l'obbligo che grava  sui
  Comuni  per il pagamento delle rette di coloro che hanno un reddito
  per il quale sono esenti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  scusate  un
  attimo,  questa  sembra una norma contabile ma  diventa  una  norma
  politica. Sono stato protagonista, qualche anno fa - vorrei che  il
  Governo  mi  ascoltasse perché è una cosa che sembra  banale  ma  è
  delicata - e la norma del 25 per cento del vincolo dei fondi per  i
  comuni - assessore Cimino, cortesemente, la riguarda - è una  norma
  voluta dal sottoscritto per due tipologie di attività.
   Visto  che  i  comuni  sono presi da mille  problemi  e  da  mille
  difficoltà, i fondi che una volta erano a destinazione sì vincolata
  dalla legge numero 1 del 1979 e dalla legge numero 22 del 1986, con
  la  legge  6  del  2000 sono diventati fondi senza destinazione  di
  vincolo. Risultato: queste risorse trasferite dalla Regione vengono
  utilizzate per tutta la tipologia delle attività dei comuni.
   Questo  ha indebolito, assessore, la spesa sociale e la spesa  per
  il diritto allo studio.
   Voglio  ricordare che in questa città, a Palermo, da qualche  anno
  il  Comune non eroga più un obbligo previsto dalla legge - che è il
  buono scuola - per i ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo
  palermitana,  così  come  non  garantisce  più  un'altra  serie  di
  servizi.
   Cosa   prevedeva  quella  norma?  Prevedeva  che  il  vincolo   di
  destinazione  fosse in qualche modo finalizzato sia alle  politiche
  per  il  diritto allo studio sia alle politiche sociali  in  favore
  soprattutto  dei  minori  che, oltretutto, vengono  ricoverati  con
  disposizione dell'autorità giudiziaria (sono i minori  che  vengono
  abbandonati  o che vengono sottratti alle famiglie per  ragioni  di
  difficoltà  e  sono posti nelle case famiglia). Ci sono  situazioni
  drammatiche nelle case famiglia siciliane, molte delle quali  vanno
  avanti, in alcuni casi, con gli alimenti che vengono dati dal banco
  alimentare.
   Questa era la finalità della legge.
   Ora   lei,  assessore  Russo,  in  quella  che  era  una  finalità
  aggiuntiva, cioè di obbligare i comuni a garantire una parte  della
  loro spesa per quelle attività, utilizza quel vincolo per pagare le
  rette.
   Ha  ragione, quindi, l'onorevole Galvagno: é vero che i comuni non
  pagano quelle rette per gli esenti, ma i comuni hanno l'obbligo  di
  accertare  chi  sono  i  soggetti, anche fino  al  sesto  grado  di
  parentela,    che   devono   sostituire   l'anziano   nullatenente,
  chiamiamolo  così, al fine di garantire la retta  o  attraverso  la
  pensione  o  attraverso l'indennità di accompagnamento o attraverso
  la  partecipazione parentale. Qui pensiamo di risolvere un problema
  ma stiamo togliendo somme ad altri, li stiamo levando ai bambini  -
  sì, assessore Russo, conosco bene la materia -, li stiamo levando a
  quei soggetti cui dovrebbe essere garantito il diritto allo studio.
   Semmai  il vero problema di questa norma è che non viene  attuata.
  Sul  famoso 25 per cento a destinazione vincolata, il problema  che
  abbiamo  è che la norma lo prevede ma non viene attuata e  non  c'è
  una verifica sulla sua attuazione.
   Io  ritengo  sbagliato  questo emendamento e,  allora,  delle  due
  l'una:  o  alziamo  il  25  per cento di  vincolo  o  non  possiamo
  utilizzare quel 25 per cento con un meccanismo in cui la Regione si
  sostituisce  ai  Comuni.  Questo  è  anche  sbagliato   sul   piano
  culturale. La Regione deve fare la Regione, i Comuni devono fare  i
  Comuni; non può esserci la Regione che fa le attività al posto  dei
  Comuni. Paga la Regione? Perfetto. E allora si sottraggono non  dal
  25  per cento, Assessore; si sottraggono le relative rette che paga
  l'Assessorato  della  Salute  dal fondo  che  viene  trasferito  ai
  Comuni.  Se  è una competenza dei Comuni, allora si sottraggano  al
  fondo,  ma  non si sottrae al 25 per cento che è un fondo vincolato
  per  attività verso i bambini e verso i minori e che si  utilizzano
  per un'altra finalità.
   Ritengo  sbagliato,  ripeto, visto che io ho contribuito  -  e  il
  presidente  Savona mi è testimone - a mettere questo 25  per  cento
  come  limite e come vincolo qualche anno fa, che si utilizzi adesso
  questa  percentuale per pagare le rette agli anziani.  Sinceramente
  la ritengo una cosa sbagliata.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, devo dire - e lo faccio anche molto volentieri
  -  che  l'intervento  dell'onorevole Cracolici,  di  fatto,  mi  ha
  preceduto. Secondo me stiamo commettendo tre errori in un colpo.
   Il primo errore è quello di non avere contezza dell'importanza che
  le  RSA  rivestono sul territorio; il secondo errore è relativo  al
  fatto  che  sottraiamo somme ai minori; il terzo errore  è  che  ci
  manca una visione complessiva del problema.
   Capisco, assessore Russo, che vi è l'esigenza di razionalizzare la
  spesa.  Capisco che vi è l'esigenza di offrire comunque un servizio
  agli  anziani, ai bambini e a coloro i quali hanno maggiore bisogno
  di  attenzione,  però fare gravare sui Comuni  una  spesa  che  poi
  diventa significativa ed importante  Voglio ricordare, infatti, che
  il  25 per cento della spesa che afferisce alle residenze sanitarie
  assistite  è una spesa significativa perché il costo giornaliero  è
  di 107,00 euro.
   Parliamo,   quindi,  di  una  somma  importante   e   sicuramente,
  soprattutto per quelle municipalità che, come sappiamo, non  vivono
  e non navigano nell'oro, questo significa che la difficoltà aumenta
  e significa che noi manchiamo di attenzione.
   Dobbiamo cercare di essere seri. La materia che trattiamo è troppo
  seria.
   Onorevole   Presidente,  stiamo  attenti   perché   rischiamo   di
  commettere  tre  errori; rischiamo di guastare i  tre  comparti  ai
  quali  ho  fatto riferimento e rischiamo di non rendere un servizio
  ai  bambini, agli anziani e a coloro i quali hanno maggiore bisogno
  di attenzione.
   Ritengo, pertanto, che questo emendamento vada ritirato per essere
  riformulato  in  maniera  diversa,  fermo  restando  che  ho  piena
  contezza del fatto che il servizio reso dalle residenze sanitarie è
  assai importante e che, tuttavia, se ne deve fare carico la Regione
  e non già i Comuni.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  A246 del Governo è simile all'emendamento A245 da me presentato. Ed
  è  simile  al mio per un semplice motivo: perché negli  ultimi  sei
  mesi,  onorevole Cracolici, abbiamo incontrato decine  di  volte  i
  rappresentanti  dei gestori delle società, nonché i  rappresentanti
  dei  sindacati, in modo particolare della CGIL, che ha  posto  alla
  Commissione  Sanità  insistentemente e  ripetutamente,  in  maniera
  quasi  ossessiva,  intanto il problema legato al  licenziamento  di
  tutto il personale di queste strutture residenziale socio-sanitarie
  e,  poi,  l'altro  problema  altrettanto  grave,  cioè  che  queste
  strutture sono fallite e centinaia di anziani vivono abbandonati  e
  nelle strade della nostra Regione.
   Per  questo,  sia  l'emendamento del Governo  sia  il  mio,  nella
  qualità  di segretario della Commissione Sanità, andavano  incontro
  alle richieste provenienti dal territorio.
   Dal  momento  che  il  problema è  serio  e  credo  che  lo  debba
  affrontare  l'intero  Parlamento in una riunione  a  parte,  vorrei
  capire se l'assessore Russo adesso ha cambiato idea oppure continua
  ad essere dell'idea che aveva maturato dopo mesi e mesi di incontri
  in  Commissione  Sanità  e  che  mi aveva  spinto  a  formulare  un
  emendamento identico a quello del Governo.
   Stiamo parlando di centinaia di operatori che hanno perso il posto
  di  lavoro  e  di  migliaia di anziani che sono  abbandonati  nelle
  strade. Grazie, assessore Russo, per avermi ascoltato.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  l'emendamento interviene su una materia che non ha solo questo  dei
  problemi  all'ordine del giorno. Effettivamente, le questioni  e  i
  problemi che riguardano questo argomento sono molteplici.
   Noi veniamo da una riorganizzazione dell'apparato della Regione in
  cui abbiamo istituito un apposito ufficio per l'integrazione socio-
  sanitaria  e  credo che sia doveroso da parte dell'assessore  Russo
  ritirare  questo  emendamento e lasciare  che  il  Parlamento,  con
  compiutezza,  a partire dall'indomani dell'approvazione  di  questa
  finanziaria,  vari  un  disegno di legge ad hoc  per  regolamentare
  l'intera  materia. So che l'assessore Leanza, come ha ribadito  nel
  corso  di  più  audizioni in Commissione Sanità, si è  proposto  di
  regolamentare  l'intera  materia  e  credo  che  sia  assolutamente
  sbagliato  pensare  di  farlo da parte  solo  degli  assessori  che
  trattano   l'argomento  e  con  un  emendamento  che  desta   molte
  perplessità qui in Aula.
   Siccome  esiste  la  volontà di procedere in maniera  organica  ed
  esiste un'attività dell'Assessorato del lavoro e al welfare che  ha
  già iniziato un percorso che può approdare a un risultato organico,
  le  chiedo,  signor  Presidente, di invitare al  ritiro  o,  se  lo
  ritiene, di dichiarare inammissibile questo emendamento, in  quanto
  creeremmo  un  presupposto  che, al contrario,  ci  impedirebbe  di
  regolamentare  la  materia, che certamente  ha  bisogno  di  questo
  intervento,   ma  di  molti  altri  interventi  in   maniera   meno
  estemporanea e sbagliata, a mio giudizio, nel merito rispetto  alla
  formulazione dell'emendamento che abbiamo in esame.

   CIMINO, assessore per l'economia. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A245 degli onorevoli Pogliese, Vinciullo
  ed altri.

   VINCIULLO. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  essendo  stato  ritirato
  l'emendamento,  vorrei  dire  un'ultima  cosa  sull'argomento:   la
  questione dei debiti che gli enti locali hanno verso le cooperative
  sociali  in  genere e che determinano un momento  di  crisi,  è  un
  aspetto  ed  è  un argomento che resta in piedi e che  ha  una  sua
  importante   valenza   perché   in   questa   direzione   c'è   una
  sollecitazione  da parte di tutti in quanto sono in  uno  stato  di
  difficoltà economica e finanziaria.
   Cosa diversa, invece, è quella che veniva sostenuta attraverso  un
  processo di recupero che, quando non paga la famiglia, deve  pagare
  il Comune e va a carico degli enti locali.
   Sono due cose distinte e separate.
   Pertanto, ritengo che, superato il problema per cui il Comune  non
  può  gravarsi  di  questa  ulteriore  somma,  signor  Presidente  e
  onorevoli  colleghi, resta aperto il tema per cui gli  enti  locali
  dovrebbero,  per  il dovuto, attivarsi per dare una  priorità  alle
  cooperative.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento A546 degli onorevoli  Maira,
  Dina e Cordaro:
   «All'articolo 4 aggiungere i seguenti commi:
   1. Per il triennio 2010-2012 una quota del fondo di cui al comma 1
  rimane nella disponibilità dell'Assessore delle Autonomie Locali  e
  della  funzione  pubblica,  per finanziare  le  spese  relative  ai
  ricoveri   in   comunità   o   strutture   disposte   dall'Autorità
  Amministrativa   di   minori   extracomunitari   clandestini    non
  accompagnati.
   2.  Per  i  Comuni nel cui territorio sono ubicate le  comunità  o
  strutture   entro  il  28  febbraio  di  ciascun  anno   presentano
  all'Assessorato delle Autonomie Locali le istanze di  finanziamento
  dei corrispettivi richiesti dalle comunità per l'anno precedente.
   3.   Per  le  richieste  relative  all'anno  2009  le  istanze  di
  finanziamento   devono  essere  presentate  entro   trenta   giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge».

   DINA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per illustrare
  brevemente  l'emendamento A546 perché siamo  di  fronte  a  bambini
  extracomunitari   che,   accolti   in   forza   di    provvedimenti
  amministrativi  presso le case famiglia, non c'è la possibilità  di
  garantire alle case famiglia che li ospitano il giusto compenso per
  le   rette   riconosciute.  Pertanto,  non   facciamo   altro   che
  ricomprendere la cifra nel fondo delle autonomie locali.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dina, c'è un problema all'emendamento
  A546: é una quota del fondo, è generico in quanto non è specificato
  l'ammontare della quota.

   DINA. La quota viene rendicontata, sono richieste a consuntivo.

   PRESIDENTE. Non possiamo non riservarne una quota.

   DINA. Sarà l'1 per cento. Mi sembra di vincolare eccessivamente il
  fondo,  perché sicuramente le cifre non sono esorbitanti.  Parliamo
  di  bambini extracomunitari non accompagnati, che restano a  carico
  di  queste  case  famiglia e di cui non può farsi  carico  la  casa
  famiglia bensì il comune, che però non ha fondi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che
  sono  d'accordo con l'onorevole Dina anche per un'altra ragione  di
  fondo:  non  è un problema di percentuale. Noi stiamo  parlando  di
  bambini che arrivano in Sicilia con i barconi, clandestinamente,  e
  che  vengono  mandati  ad Agrigento, quando arrivano  a  Lampedusa,
  oppure  a  Pozzallo se arrivano da altre parti, e dei  quali  viene
  disposto  dai  prefetti il ricovero in case famiglia  dove  c'è  la
  disponibilità.
   E'  evidente  che  questo non può essere un  costo  a  carico  del
  Comune, perché il comune c'entra come il cavolo a merenda in questa
  storia, non trattandosi di cittadini residenti. Ed é giusto intanto
  che  questo sia un costo del fondo delle autonomie locali a  carico
  dell'Assessorato - la quota in capo all'assessore per le  autonomie
  locali, tra l'altro, già lo fa -, ma c'è un problema più di  fondo:
  questi  dovrebbero  essere  costi  a  carico  del  Ministero  degli
  interni.

   AMMATUNA. E' così

   CRACOLICI.  Non  è  così  perché solo una parte  è  minimale.  Tra
  l'altro,  aggiungo  che c'è anche una quota che  dovrebbe  arrivare
  dall'Unione   europea   perché   le   politiche   sulla    gestione
  dell'emigrazione  sono  anche  in  capo  alle  Nazioni,   in   capo
  all'Unione europea.
   Ho  la  sensazione che in questa vicenda noi abbiamo rinunciato  a
  svolgere  una  funzione vertenziale con lo Stato  e  con  l'Europa,
  perché  non è tollerabile che la Sicilia, che si trova naturalmente
  ad  essere  porta di accesso per l'Europa, debba gestire un  carico
  molto più grande della Regione stessa.
   Ecco  perché  credo che, più che una quota a carico,  si  dovrebbe
  definire  che  i  costi connessi al ricovero di minori  clandestini
  siano anticipati dalla Regione, dal fondo delle autonomie locali  e
  che  la  Regione sia essa stessa soggetto che apre l'interlocuzione
  con il Ministero e con l'Unione europea, perché i comuni, in questo
  caso,  non  c'entrano  nulla. Ecco perché  condivido  l'emendamento
  dell'onorevole  Dina senza quote, cioè che sia a carico  del  Fondo
  delle autonomie locali, della quota a carico dell'assessore.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dire  che  questa è una materia molto importante e molto  delicata.
  Noi  abbiamo in preparazione un disegno di legge per gli  immigrati
  ed  emigranti e mi sembra opportuno che qualunque iniziativa di tal
  genere, qualunque iniziativa in questa direzione possa essere messa
  all'interno di un progetto organico qual è quello di un disegno  di
  legge che presenteremo.
   Quindi,  già  di fatto, come dicevano correttamente gli  onorevoli
  Cracolici e Dina, dovrebbe pagare il Ministero degli interni,  paga
  solo per un piccolo periodo, poi vengono messi a carico dei Comuni.
  Alla fine, chi paga è la comunità alloggio, l'anello debole diventa
  la comunità alloggio.
   Siccome  abbiamo  in cantiere pronta la legge  sui  migranti,  nei
  prossimi   giorni   la   presenteremo  e  anche  quest'emendamento,
  onorevole  Dina, lo inseriremo là dentro, fermo restando  che  poco
  fa,    all'articolo  27,  abbiamo  approvato  un  emendamento   che
  riguardava  i  minori  e loro, in quanto minori,  anche  immigrati,
  possono  rientrare  in  quel fondo delle  autonomie  locali  che  é
  passato   alle  politiche  sociali.  Quindi,  eviterei  di  mettere
  emendamenti così perché rischiamo assolutamente di fare delle norme-
  manifesto   che  poi  non  riescono  assolutamente  a   raggiungere
  l'obiettivo desiderato.
   Secondo  me  abbiamo  due  esigenze:  fare  l'integrazione  socio-
  sanitaria  e,  nello stesso tempo, ovviamente, fare  la  legge  sui
  migranti, che è una cosa seria e molto opportuna e noi siamo tra le
  poche regioni a non averlo ancora fatto.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  spiegare  all'assessore Leanza che la procedura  ipotizzata  è  una
  procedura  a posteriori laddove le case famiglia richiedono  l'anno
  successivo per l'anno precedente le prestazioni, per cui non c'è un
  vincolo  del  fondo,  a posteriori si decide quanto  è  l'incidenza
  della  cifra  e  viene  liquidata  per  quella  che  è,  per   dare
  l'opportunità alle case famiglia di garantire questo servizio che è
  imposto dalle autorità amministrative, in questo caso il prefetto.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il   lavoro. Così diamo ragione all'onorevole Cracolici, nel  senso
  che noi ci dobbiamo sostituire alle debolezze dello Stato.

   DINA. No, a pagare questa volta è l'assessore per la famiglia  sul
  fondo riservato.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento A546?

   LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le  politiche sociali  e
  il  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  A329 degli onorevoli  Cracolici,  Lupo  e  altri  è
  ritirato
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A461, della Commissione:
   «1.  La Regione promuove iniziative sociali volte al sostegno  dei
  redditi  nonché  misure per l'inserimento lavorativo  dei  soggetti
  svantaggiati  destinatari delle disposizioni  di  cui  all'art.  2,
  comma 6, della legge regionale 1  febbraio 2006, n. 4, impegnati in
  progetti promossi dal Comune di Palermo (Emergenza Palermo) sin dal
  31  dicembre 2001 ed in costanza di utilizzazione alla data del  31
  dicembre 2009 ed inseriti in un elenco speciale ad esaurimento.

   2.  I  benefici sono erogati fino alla concorrenza delle  relative
  risorse   ai   predetti   soggetti   svantaggiati   attraverso   la
  predisposizione  di apposite graduatorie avendo  riguardo,  in  via
  prioritaria, ai soggetti con maggiore anzianità nella utilizzazione
  della misura, a parità con il maggior carico familiare ed infine la
  maggiore età.

   3.  Il  Dipartimento regionale della famiglia  e  delle  politiche
  sociali   è   autorizzato  ad  emanare  un  pubblico   avviso   per
  l'affidamento  di  progetti triennali che prevedano  l'impiego  dei
  soggetti di cui al comma 1, anche per lo svolgimento di attività di
  interesse pubblico o sociale.

   4.  Il  Dipartimento regionale della famiglia  e  delle  politiche
  sociali   è,   altresì,  onerato  di  erogare,  nelle  more   della
  definizione delle procedure di attivazione delle misure di  cui  al
  comma  3  e  fino  ad  un massimo di quattro mesi,  un  assegno  di
  sostegno  al reddito almeno pari al sussidio economico in godimento
  al  31  dicembre  2009,  ivi compresi gli  assegni  per  il  nucleo
  familiare, ove spettanti.

   5.  Al  fine  di  assicurare  la  necessaria  assistenza  tecnica,
  l'assistenza nella gestione del personale, le attività di controllo
  e  monitoraggio, nonché l'assistenza alla creazione delle imprese e
  anche  per  il  periodo di start-up, il Ragioniere  generale  della
  Regione  provvede  alla  stipula  di  un'apposita  convenzione  con
  società  a  totale  partecipazione  regionale  da  individuare  con
  decreto del Presidente della Regione previa delibera di Giunta.

   6.  Per  le  finalità  del presente articolo,  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2010 la spesa di 24.000 migliaia  di  euro.
  Per  gli  esercizi finanziari 2011 e 2012 la spesa  è  valutata  in
  36.000 migliaia di euro annui.

   7. Agli oneri discendenti dall'attuazione del presente articolo si
  provvede  per  ciascuno degli anni del triennio 2010-2012  mediante
  corrispondente     riduzione    annua     di     pari     ammontare
  dell'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  76  della  legge
  regionale   26   marzo  2002,  n.  2  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni (U.P.B. 7.3.1.3.2. - Capitolo 191301).

   8. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente legge il
  Comune di Palermo riversa in entrata del bilancio della Regione  le
  somme  relative alle eventuali economie derivanti dai trasferimenti
  effettuati  dalla  Regione  per le finalità  previste  dalla  legge
  regionale 5 novembre 2001, n. 17».

   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 46.
   Si passa al subemendamento 46.25.3, a firma del Governo:
   «Al  comma  5 le parole  in dieci  sono sostituite con  le  parole
   fino ad un massimo di venti .
   Al  comma  7 le parole  entro dieci anni  sono sostituite  con  le
  parole  fino ad un massimo di venti .
   Il comma 9 è sostituito con il seguente:
    9.  Ai  Comuni che, alla data di entrata in vigore della presente
  legge,  abbiano  assicurato l'integrale  pagamento  dei  costi  dei
  servizi  ricevuti al 31 dicembre 2009 per la raccolta, trasporto  e
  smaltimento in discarica dei rifiuti solidi ed urbani è  destinato,
  per il triennio 2010/2012, come indicatore premiale il 50 per cento
  delle  somme complessive che annualmente sono previste a titolo  di
  premialità nel fondo unico delle autonomie locali, ai sensi  e  per
  gli  effetti del comma 2 dell'articolo 76 della legge regionale  26
  marzo 2002, n. 2 ».

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 46.25.2 e 46.25.1  dell'onorevole  Galvagno  sono
  assorbiti.
   Si    passa   all'emendamento   46.27   dell'onorevole   Leontini:
  «All'articolo  46,  comma  1, dopo le parole   passività  residue ,
  aggiungere le parole  comunque intese ».

   Il parere del Governo?

   RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per l'energia e i servizi di
  pubblica utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  46.25  del  Governo,  di  riscrittura
  dell'articolo:
   «L'articolo 46 è sostituito dal seguente:
   1.  La  Regione, ferme restando le disposizioni previste dall'art.
  61,  comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, concorre,
  secondo  quanto  previsto dal successivo comma 8 al  ripiano  delle
  passività  residue maturate al 31 dicembre 2009 dai singoli  comuni
  per  la  copertura  dei  costi derivanti dal servizio  di  gestione
  integrata  dei  rifiuti  sulla base delle  risultanze  dei  bilanci
  consuntivi   approvati  dalle  Autorità  d'Ambito.  A   tal   fine,
  l'intervento  finanziario della Regione, in favore di ogni  singolo
  comune  tenuto conto della monetizzazione dei crediti prevista  dal
  citato  articolo 61, comma 1 della legge regionale 14 maggio  2009,
  n.  6,  ��  fissato in misura percentuale corrispondente al rapporto
  tra  i  pagamenti effettivamente sostenuti e i costi della gestione
  integrata  dei  rifiuti,  risultanti dai bilanci  consuntivi  delle
  Autorità d'Ambito, approvati a decorrere dalla data di costituzione
  dei  soppressi ambiti territoriali ottimali. La misura  percentuale
  sopra  individuata, applicata ai pagamenti effettivamente sostenuti
  dai  singoli  comuni,  non potrà determinare  un  intervento  della
  Regione per un importo superiore alle passività residue.

   2. Il concorso della Regione di cui al comma precedente è concesso
  nella  misura  integrale per quei comuni che, nell'ultimo  triennio
  solare  antecedente  a quello di entrata in vigore  della  presente
  legge,  abbiano  assicurato una percentuale media  del  livello  di
  pagamenti  effettivamente sostenuti non inferiore al 70%  a  fronte
  dei   costi  della  gestione,  risultanti  dai  bilanci  consuntivi
  approvati  e  che  abbiano  conseguito, nel  medesimo  periodo,  un
  livello  di raccolta differenziata non inferiore a quello previsto,
  per l'anno 2013, dalla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.

   3.  Il  Comune propone un piano di rientro dal debito complessivo,
  asseverato  dall'Autorità d'Ambito, in cui siano  specificati,  gli
  obiettivi  economici da raggiungere e la loro scansione  temporale,
  le  misure da adottare per il raggiungimento di tali obiettivi,  le
  modalità per il monitoraggio, la verifica della loro attuazione. Il
  piano,  che dovrà riguardare tutti i debiti nei confronti  dell'ATO
  di   riferimento,  è  approvato  dall'Assessorato  per   l'Economia
  d'intesa  con l'Assessorato dell'Energia e dei servizi di  pubblica
  utilità.

   4.   La   sottoscrizione  del  piano  di  rientro  è   subordinata
  all'avvenuta  adozione, da parte del Comune, degli  atti  necessari
  per  la  copertura  integrale dei costi del  servizio  di  gestione
  integrata  dei  rifiuti, secondo le modalità previste  dalla  legge
  regionale n. 9/2010 nonché per la copertura integrale della propria
  quota  parte  dei debiti dell'ATO ed è condizione fondamentale  per
  accedere ai benefici previsti dai precedenti commi 1 e 2.

   5.  La Regione eroga al comune la somma di cui ai commi precedenti
  in dieci annualità.

   6. Le somme trasferite dalla Regione, per le finalità del presente
  articolo,  alla  gestione  liquidatoria di  cui  al  comma  secondo
  dell'art.  19 della l..r. 8 aprile 2010, n. 9, che è costituita  in
  forma  unitaria, relativamente a tutte le Autorità d'Ambito, presso
  l'Assessorato   regionale  dell'Economia,  Dipartimento   regionale
  bilancio,  ferma  restando la possibilità  di  articolazione  della
  gestione in sottogestioni distinte per materia o per territorio.

   7. Le anticipazioni di cui al primo comma devono essere restituite
  entro dieci anni.

   8.  Il  rimborso è rateizzato in quindici annualità,  senza  oneri
  accessori,  laddove  il  singolo  comune  raggiunga,  nel  triennio
  successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un  livello
  di  riscossione  medio della TARSU o della TIA, non inferiore  all'
  85%.

   9. Ai comuni che, nell'ultimo triennio solare antecedente a quello
  di  entrata  in  vigore  della presente legge,  abbiano  assicurato
  l'integrale   pagamento  della  gestione  integrata   dei   rifiuti
  risultanti  dai  bilanci  consuntivi  approvati  è  assicurata  una
  premialità  nell'attribuzione delle risorse  derivanti  dal  "Fondo
  delle Autonomie".

   10.  Per  le  finalità di cui all'art. 61, comma  1,  della  legge
  regionale  14  maggio  2009, n. 6, la gestione  liquidatoria  delle
  Autorità  d'ambito  può realizzare operazioni finanziarie  anche  a
  medio  e  lungo  termine  cui  sono destinate  prioritariamente  le
  risorse  di  cui  all'art. 21, comma 17, della legge  regionale  22
  dicembre  2005,  n.  19.  Con  decreti  dell'Assessorato  Regionale
  Economia  -Dipartimento regionale Bilancio e  Tesoro  -  Ragioneria
  Generale della Regione - sono stabilite le modalità ed i termini di
  utilizzo delle suddette risorse.

   11.  Al  comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale  8  aprile
  2010,  n.  9  dopo le parole " i rapporti giuridici dei consorzi  e
  delle società d'ambito in corso" e prima delle parole "confluiscono
  in  un'apposita  gestione  liquidatoria"  è  inserito  il  seguente
  periodo  "ivi  inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre  2008
  dalle  Autorità d'ambito di cui al comma 1 nonché tutti i  rapporti
  attivi  e  passivi delle stesse società d'ambito  e  relativi  alle
  operazioni  finanziarie  dell'articolo 61,  comma  1,  della  legge
  regionale 14 maggio 2009, n. 6"».

   Lo pongo in votazione, come emendato. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 46 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'articolo 47. Ne do
  lettura:

                               «Art. 47.
            Ordinanze contingibili e urgenti in materia di
                                rifiuti

   1.  Per  il  triennio 2010-2012, il Presidente della Regione,  ove
  abbia  adottato  ordinanza ai sensi dell'articolo 191  del  decreto
  legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è autorizzato ad anticipare agli
  enti  locali interessati le necessarie risorse finanziarie per  far
  fronte   ad  esigenze  straordinarie  di  tutela  della  sanità   e
  dell'igiene  pubblica, accertate dall'Azienda sanitaria provinciale
  o  da  altra  autorità competente per materia o  per  territorio  e
  determinate  dall'impossibilità  per  gli  enti  locali  stessi  di
  assicurare  l'integrale copertura dei costi  del  servizio  stesso.
  Tale  autorizzazione si estende alle ordinanze in  corso.   Restano
  ferme  le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale
  8 aprile 2010, n. 9.

   2.  Per  le finalità del presente articolo è destinato annualmente
  il  20  per  cento dello stanziamento del Fondo di riserva  per  le
  spese  obbligatorie e di ordine previsto dello stato di  previsione
  del bilancio della Regione UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215701.

   3.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale  della  Regione  sono
  apportate   al   bilancio  le  necessarie  variazioni   discendenti
  dall'applicazione del presente articolo.

   4.  Le  anticipazioni devono essere restituite  entro  il  termine
  previsto dall'articolo 11 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
  6, e non possono essere disposte per un periodo di tempo che ecceda
  quello  di efficacia dell'ordinanza adottata ai sensi dell'articolo
  191 del decreto legislativo n. 152/2006.

   5.  Il  rimborso è rateizzato in quindici annualità,  senza  oneri
  accessori,  laddove  il  singolo  comune  raggiunga,  nel  triennio
  successivo a quello dell'erogazione dell'anticipazione, un  livello
  di riscossione medio della TARSU o della TIA, non inferiore all' 85
  per cento. Il raggiungimento di tale livello di riscossione rileva,
  altresì,  quale  criterio  di  premialità  nell'attribuzione  delle
  risorse derivanti dal  Fondo delle Autonomie'
   6.  Dei  provvedimenti adottati è data comunicazione all'Assemblea
  regionale siciliana».

   Gli  emendamenti 47.1, 47.2, 47.3,47.4, 47.6, 47.7, dell'onorevole
  De  Luca;  l'emendamento 47.10 dell'onorevole Maira,  l'emendamento
  47.11,  47.12, 47.13, degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona
  e  Mancuso; gli emendamenti 47.14, 47.15, 47.16, 47.17, 47.18 degli
  onorevoli   Lupo,  Mattarella,  Gucciardi  e  Donegani  soppressivi
  dell'intero articolo o dei singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 47.19 del Governo:

   «All'articolo 47 sono apportate le seguenti modifiche:
   Il  comma  2  è soppresso ed al comma 3 dopo le parole  Ragioniere
  Generale   sono  aggiunte  le seguenti parole   ,  a  valere  sulle
  disponibilità  del fondo di cui al comma 1 dell'articolo  26  della
  legge 31 dicembre 2009, n. 196 .»

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia ed  i  servizi  di
  pubblica utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia ed  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Signor Presidente, questo emendamento  sopprime
   in  riferimento  al  limite  del venti  per  cento'  perché  si  è
  preferito  con  il  Dipartimento Bilancio  -  cosa  che  ho  appena
  verificato - correlare l'intervento sulle ordinanze contingibili  e
  urgenti al fondo di riserva.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  47.19.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 47.22 del  Governo e al  subemendamento
  47.22.1 dell'onorevole Mancuso.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO, assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica  utilità.  Signor Presidente, io capisco  le  esigenze  di
  contenimento  dell'intervento  del  presidente  Mancuso,   tuttavia
  suggerirei  una  maggiore prudenza e, quindi, mantenere  2010-2012.
  Non  che  non  condivida  le ragioni sottese,  però  un  minimo  di
  prudenza è meglio; manteniamola.

   MANCUSO. Ritiro il subemendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 47.22 del Governo:
   «Il comma 1 è sostituito dal seguente:
   1. Per  il  triennio 2010-2012, il Presidente della Regione,  ove,
  previo  accertamento dell'Autorità Sanitaria competente o di  altra
  competente  per materia o per territorio, abbia adottato  ordinanza
  ai  sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo 3 aprile  2006,
  n.  152,  ovvero  agisca ai sensi dell'articolo  250  dello  stesso
  decreto  o  in forza di Ordinanze del Presidente del Consiglio  dei
  Ministri,  è autorizzato ad anticipare agli enti locali interessati
  le  necessarie  risorse  finanziarie, per far  fronte  ad  esigenze
  straordinarie  di  tutela  della  sanità  e  dell'igiene  pubblica,
  determinate  dall'impossibilità  per  gli  enti  locali  stessi  di
  assicurare  l'integrale copertura dei costi  del  servizio  stesso.
  Tale  autorizzazione si estende alle ordinanze  in  corso.  Restano
  ferme  le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale
  8 aprile 2010, n. 9 .»

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A.713 è inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 47, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A.713.1  del  Governo:  «Al  comma   6
  dell'articolo  6 della l.r. 29/12/2003 n. 21 sostituire  le  parole
   nello  stesso  termine   con le seguenti  parole   fermo  restando
  l'avvenuto pagamento del tributo nel predetto termine .»
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                               «Art. 48.
            Norme in materia di Piano regionale dei rifiuti

   1.  Al  fine di provvedere alla sollecita definizione dei  compiti
  affidati dagli articoli 9 e 16 della legge regionale 8 aprile 2010,
  n.   9  ed  in  considerazione   della  complessità  tecnica  degli
  adempimenti  previsti, il Presidente della Regione è autorizzato  a
  stipulare  accordi  procedimentali  con  università  o  altri  enti
  pubblici, ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 30 aprile
  1991,  n.  10.  Per  l'espletamento  di  tali  attività  è  altresì
  consentito il ricorso a soggetti imprenditoriali o a professionisti
  singoli  o  associati, nel rispetto delle procedure previste  dalla
  legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 o dall'articolo 7, commi 6 e  6
  bis,  del  decreto legislativo n. 165/2001. I compiti in  questione
  possono essere alternativamente affidati a società a partecipazione
  totalitaria dell'Amministrazione regionale che operino in regime di
  controllo  analogo  nonché mediante convenzioni  stipulate  con  le
  associazioni di tutela dell'ambiente maggiormente rappresentative a
  livello   nazionale  e  che  dimostrino  di  possedere   specifiche
  competenze  in  materia  di  gestione del  servizio  integrato  dei
  rifiuti.

   2.  Per  le  finalità della legge regionale 8 aprile 2010,  n.  9,
  dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità  può  essere  disposta  l'utilizzazione  di  dipendenti  in
  servizio  presso  i consorzi o società d'ambito in atto  esistenti,
  nel  limite di sei unità di personale e sempre che in possesso  dei
  requisiti  di  cui all'articolo 19 della stessa legge regionale  n.
  9/2010. Alla individuazione di tale personale, cui si applicano  le
  disposizioni  previste dall'articolo 17 della  legge  regionale  12
  novembre  1996,  n.  41,  si provvede in  relazione  alle  esigenze
  accertate  da  parte dell'Amministrazione regionale e in  relazione
  alle specifiche competenze possedute.

   3.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2010, la spesa di euro 200.000,00.  Per  le
  finalità  di  cui  al  comma  2  è autorizzata  la  spesa  di  euro
  300.000,00  per  l'esercizio finanziario  2010;  per  gli  esercizi
  finanziari  successivi  la  spesa è  valutata  in  euro  300.000,00
  annui».

   Gli  emendamenti  48.1, 48.2, 48.3, dell'onorevole  De  Luca;  gli
  emendamenti  48.12,   dell'onorevole  Maira,  l'emendamento  48.13,
  48.14, 48.15, 48.16 degli onorevoli Leontini, Torregrossa, Corona e
  Mancuso; soppressivi dell'intero articolo o dei singoli commi  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento   48.18, a firma dell'onorevole  Maira,  decade  per
  assenza dall'Aula del firmatario.
   Si passa all'emendamento  48.17 del Governo.
   «Al  comma 1, dopo le parole  del decreto legislativo n. 165/2001
  sono  aggiunte  le  parole  previa verifica della disponibilità  di
  risorse   interne,   da  utilizzare  mediante  specifici   Progetti
  Obiettivo .»

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento   48.10,  dell'onorevole Di  Benedetto,  decade  per
  assenza dall'Aula del firmatario.
   Si passa all'emendamento  48.19, a firma del Governo:
   «Dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:
    4.  I  provvedimenti inerenti all'esecuzione delle pronunce rese,
  alla data di entrata in vigore della presente legge, dalla Corte di
  Giustizia europea in materia di servizio di gestione integrata  dei
  rifiuti o di materie consequenziali, connesse o comunque correlate,
  sono  adottati  nell'esercizio dei poteri di  cui  all'articolo  2,
  comma 1, lettera g) della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni .»

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 48, come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  A  questo punto facciamo un bel salto in  avanti.  Si
  passa all'articolo 69. Ne do lettura:

                             «Articolo 69
                   Misure per contrastare la povertà

   1.  La  Regione  al  fine  di rilanciare  attività  utili  a  dare
  occupazione,  reddito  e  risparmio alla  popolazione  siciliana  a
  rischio di povertà adotta le seguenti misure:

  a)  è  fatto  obbligo  agli  enti locali siciliani  che  forniscono
  servizio  di  mense  scolastiche  e  ospedaliere  di  assicurare  e
  verificare  che  almeno  il 50 per cento  dei  prodotti  alimentari
  somministrati sia prodotta in Sicilia;

  b)  gli  artigiani residenti nei piccoli comuni possono mostrare  e
  vendere  i loro prodotti anche in deroga alle disposizioni  vigenti
  in  materia di autorizzazioni commerciali ed artigianali purché  ne
  diano comunicazione all'ufficio commercio».

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, avevo presentato dei subemendamenti
  all'articolo.  Vorrei  essere  ascoltato,  Presidente.  Il   titolo
  dell'articolo é molto spinto  misure per contrastare  la  povertà'.
  In  realtà  avevo  presentato un emendamento  aggiuntivo,  che  non
  trovo,  perché o ritiriamo tutto o, così come è, è solo un qualcosa
  che sfiora il patetico e il ridicolo.
   Un  secondo  di attenzione, Presidente Cascio. Io avevo presentato
  alcuni  emendamenti che davano più senso ad una norma,  che  ha  un
  grande titolo ma poca sostanza; quindi, o si accantona la norma  o,
  quanto  meno, si modifica il titolo, perché  misure per contrastare
  la povertà' mi sembra un annuncio eccessivo.

   PRESIDENTE. Questo articolo, a onor del vero, assessore Cimino,  è
  stato  discusso anche questa mattina nella riunione  informale  che
  abbiamo  tenuto prima dell'inizio della seduta ed è stato  valutato
  sotto   diversi  profili,  anche  sotto  quello  di  una  eventuale
  incostituzionalità.
   Allora,   se  abbiamo  la  possibilità,  continuando   a   tenerlo
  stralciato, di riscriverlo in maniera compatibile con l'ordinamento
  costituzionale, ne possiamo parlare.
   Altrimenti ne valuterò lo stralcio in Aula.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  premesso  che  questo   era   un
  emendamento che tutti avevamo concordato in Commissione, intanto vi
  è  stata  una  dimenticanza: oltre alle mense scolastiche,  bisogna
  aggiungere  mense universitarie e ospedaliere .
   Qui  è presente l'onorevole Bufardeci e quando lui era sindaco  ed
  io  ero  il  vicesindaco della città di Siracusa abbiamo fatto  una
  gara per le mense scolastiche, nella quale abbiamo previsto il  100
  per  cento  dei prodotti agricoli coltivati in Sicilia. Nessuno  ha
  pensato  di  opporsi  a  questo  bando,  che  ha  avuto  un   esito
  favorevole.
   Devo  dire  che, dopo questa esperienza, altre decine e decine  di
  Comuni  si sono adeguati a questo bando, che fu fatto allora  nella
  città  di Siracusa e, pertanto, non penso che vi siano problemi  di
  costituzionalità anche perché in altre regioni, in modo particolare
  nel  Veneto,  ci  sono  esperienze simili che  hanno  preceduto  la
  nostra.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, si tratta di un emendamento su cui  c'è
  un consenso unanime, un emendamento che dice cose semplici e banali
  che i Paesi europei hanno già attuato, come per esempio la Francia.
  Quando  sulle  cose  semplici  e banali,  condivise  dall'Assemblea
  all'unanimità  -  Destra,  Sinistra,  PDL  Sicilia,  PDL  lealista,
  l'onorevole  Cateno  De  Luca  è  d'accordo  -  vorrei  sapere  chi
  contrasta  questo emendamento che dice cose banali e  semplici  che
  tutta l'Europa sostiene.
   Primo:  incentivare i prodotti del territorio quando il territorio
  produce ottimi prodotti.
   Su questo la Francia ha fatto leggi che nessuno ha mai contestato.
   Allora  non  si  capisce perché la Sicilia, che è al  primo  posto
  nella produzione agricola, non debba dire  nelle mense scolastiche,
  nelle mense sanitarie, la metà dei prodotti deve essere siciliana .
   Qual  è l'articolo della Costituzione a cui stiamo contravvenendo?
  Non c'è  Glielo dico io, non c'è
   Vorrei sapere quale norma europea ci impedisce di dire ciò.
   Signor  Presidente, le consiglio un breve, simpatico,  viaggio  in
  Danimarca  e vedrà che davanti alle aziende danesi c'è  un  piccolo
  carrellino dove gli agricoltori mettono mele, pomodori, non so  che
  altro,  con il prezzo, e la gente che passa se li prende  e  lascia
  qualcosa.
   Forse  da noi non si farà, ma forse potremmo anche farlo.  Allora,
  prima  di dire no ad una proposta che il Parlamento, all'unanimità,
  vuole portare avanti, quali sono i funzionari che dicono che non si
  può fare? Non lo so  Quali norme, quali regole lo impediscono

   VINCIULLO. E' stata già applicata.

   ADAMO. E' stata applicata dappertutto. Noi su questo insistiamo. A
  quali regole ci si riferisce? Vorremmo sapere i nomi, i cognomi dei
  funzionari  che dicono ciò, e pure i titoli di studio perché  siamo
  stufi di queste persone  E lo dico con estrema moderazione.

   PRESIDENTE. Scusi, non ho sentito.

   ADAMO.  Lascio la parola all'onorevole Cateno De Luca, che  meglio
  di  me  saprà  difendere  e  saprà difendere  una  decisione  presa
  all'unanimità.

   PRESIDENTE. No.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   voglio
  ribadire   come   l'intervento  dell'onorevole  Adamo   sia   stato
  illuminante  per  chiarire  l'importanza  di  questo  articolo,   e
  ringrazio anche l'onorevole Panepinto che, in Commissione,  insieme
  all'onorevole  Vinciullo, ha presentato questo articolo.
   Onorevole  Presidente, ritengo che basta semplicemente cassare  il
  titolo.
   Così  non  riesco a parlare, c'è l'onorevole D'Asero che  disturba
  sempre.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, faccia parlare l'Assessore

   CIMINO,  assessore  per l'economia. Vorrei sostituire  il  titolo,
  scrivendo  che  questa norma tende a valorizzare i  prodotti  della
  nostra terra e non riguarda misure per contrastare la povertà, cioè
  cassare  il  punto 1 e il punto 3 e lasciare soltanto, come  diceva
  l'onorevole  Adamo, la parte:  E' fatto obbligo  agli  Enti  locali
  siciliani che forniscono servizio di mense scolastiche, ospedaliere
  e  universitarie che almeno il 50 per cento dei prodotti alimentari
  somministrati siano prodotti in Sicilia .
   Ritengo  che  questa sia una norma giusta che dà l'opportunità  ai
  nostri figli di consumare i prodotti della nostra terra.

   PRESIDENTE.  Scusi,  assessore  Cimino,  quindi,  lei  chiede  che
  rimanga in vita solo il punto a)? Perfetto.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Leontini  e
  Vinciullo l'emendamento 69.10: «Alla lettera a) del comma  1,  dopo
  le    parole     mense   scolastiche   e'   inserire   la    parola
   universitarie'».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 69, limitatamente al punto a),  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  Uffici,  naturalmente, prendano nota in sede di coordinamento
  formale.  Ovviamente il titolo è sottinteso. Si passa  all'articolo
  70. Ne do lettura:

                             «Articolo 70
              Interventi concernenti le politiche sociali

   1.  All'articolo 21, comma 15, della legge regionale n. 19 del  22
  dicembre  2005, come modificato dal comma 2 dell'articolo  7  della
  legge  regionale  14  aprile 2006, n. 16, dopo le  parole   vigente
  legislazione' aggiungere le parole  regionale e nazionale'».

   PRESIDENTE. Ci sono solo due emendamenti soppressivi.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo che l'articolo 71 è stralciato dalla finanziaria.
   Sull'articolo 72, concernente le zone franche urbane,  attendo  la
  riscrittura dell'onorevole Lupo.
   Nel  frattempo,  diamo  10 minuti di stop all'assessore  Cimino  e
  passiamo alla parte che riguarda l'agricoltura. L'assessore  Cimino
  si riposi che ci serve per il rush finale.
   Si passa all'articolo 87. Ne do lettura:

                             «Articolo 87
                       Fondo di Solidarietà regionale

   1. L'Amministrazione regionale promuove gli interventi finalizzati
  alla   ripresa  economica  e  produttiva  delle  imprese   agricole
  danneggiate  da avversità atmosferiche assimilabili  alle  calamità
  naturali,  declarate  con  decreti  del  Ministero  delle   Risorse
  agricole,  alimentari e forestali e con deliberazioni della  Giunta
  regionale.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1 è istituito  il  Fondo  di
  solidarietà   regionale  destinato  agli  interventi   compensativi
  previsti dall'articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo 2004,  n.
  102  e  successive modifiche ed integrazioni. Le risorse del  Fondo
  sono   destinate,  ad  anticipare  e/o  integrare,  a   titolo   di
  cofinanziamento, le somme trasferite alla Regione con  i  piani  di
  prelievo  e riparto del Fondo di solidarietà nazionale  di  cui  al
  decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche ed
  integrazioni,  oltre  a  finanziare  gli  interventi   compensativi
  previsti  dalle  declaratorie  regionali.  L'entità  del  Fondo   è
  determinata  annualmente con apposito stanziamento del bilancio  di
  previsione della Regione ed è, comunque, contenuta nel limite annuo
  di 8.500 migliaia di euro.

   3. Per l'esercizio finanziario 2010 il Fondo ha una dotazione pari
  a  8.500  migliaia di euro cui si provvede, quanto a 3.000 migliaia
  di  euro con fondi regionali e quanto a 5.500 migliaia di euro  con
  parte  delle  somme  trasferite alla Regione a titolo  di  rimborso
  delle spese sostenute dall'anno 2003 per lo svolgimento di funzioni
  delegate   dalla   Agenzia  per  l'erogazione  in  agricoltura   da
  riscrivere,  ai  sensi  del  comma 2 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  8  luglio 1977, n. 47, nel bilancio  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2010.

   4. Per le finalità di cui al comma 2, dell'articolo 2, del decreto
  legislativo n. 102 del 29 marzo 2004, entro i limiti ivi  previsti,
  l'Assessore  regionale  per  le risorse  agricole  e  alimentari  é
  autorizzato  a  contribuire  al  raggiungimento  della  percentuale
  massima  prevista  dell'80 per cento del costo  dei  premi  per  la
  stipula   di  contratti  assicurativi.  Annualmente  con   apposito
  stanziamento del bilancio di previsione della Regione è determinato
  l'ammontare  delle  somme  necessarie.  Per  l'annualità   2010   è
  autorizzata  la spesa di 7.000 migliaia di euro. Tale  spesa  potrà
  essere  incrementata delle eventuali economie scaturenti dal  Fondo
  di cui al  comma 2 del presente articolo.

   5.  Gli  interventi  di  cui al presente  articolo   sono  attuati
  conformemente  alle  disposizioni  di  cui  all'articolo   11   del
  regolamento  (CE) n. 1857/2006 della Commissione  del  15  dicembre
  2006,  relativo all'applicazione degli articoli 87 e  seguenti  del
  trattato  sugli  aiuti  di Stato a favore  delle  piccole  e  medie
  imprese  attive  nella produzione di prodotti  agricoli  e  recante
  modifica del regolamento (CE) n. 70/2001, pubblicato nella Gazzetta
  ufficiale dell'Unione europea L 35S del 16 dicembre 2006».

   Gli emendamenti 87.1, 87.2, 87.3, 87.4, 87.5 e 87.6 dell'onorevole
  De  Luca,  87.10 dell'onorevole Maira, 87.11, 87.12, 87.13,  87.14,
  87.15  e  87.16  degli  onorevoli Leontini, Torregrossa,  Corona  e
  Mancuso, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho   presentato
  all'articolo  87,  anche  per  quanto  concerne  l'emendamento  del
  Governo,  alcuni  subemendamenti che non vedo  ancora  distribuiti.
  Quindi,  prima  che si passi alla trattazione dell'emendamento  del
  Governo,  rispetto agli emendamenti da me presentati, gradirei  che
  lei  accelerasse la distribuzione dei miei emendamenti,  altrimenti
  non  possiamo  nemmeno discuterne. Inoltre, vorrei che  il  Governo
  avesse  il  tempo  di  dare  una lettura agli  emendamenti  che  ho
  presentato   insieme  ad  un  buon  numero  di  colleghi   deputati
  all'emendamento del Governo sull'articolo 87.
   Formulo  una  richiesta specifica, perché  è  inutile  che  io  li
  illustri senza che nessuno sia in grado di poterli leggere  e,  nel
  contempo, il Governo non sia in grado di seguire e di apprezzare  i
  subemendamenti  presentati che riguardano  varie  questioni,  dalla
  peronospora a tutto ciò che concerne le risorse agricole.

   BUFARDECI,   assessore   per   l'agricoltura.   I   subemendamenti
  all'emendamento 87.18?

   ODDO.  Al  comma  9  dell'articolo 87 del  maxi-emendamento.  L'ho
  definito  maxi perché è un emendamento abbastanza corposo,  c'è  un
  subemendamento. Poi c'è un subemendamento al comma 12 dell'articolo
  87  e  un altro subemendamento al comma 27. Ovviamente, se non sono
  distribuiti, il Governo non può nemmeno valutarli.
   Gradirei  che si accelerasse la distribuzione in modo che parliamo
  di cose concrete in pochi minuti.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 87.17 del Governo:
   «Al  comma 3 dopo le parole  da riscrivere, ai sensi del  comma  2
  dell'articolo  8 della legge regionale 8 luglio 1977,  n.  47,  nel
  bilancio  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2010    le
  seguenti sono eliminate».

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 87.3 bis, dell'onorevole Oddo:
   «Il comma 9 dell'emendamento 87.18 è così modificato:
   Dopo  le  parole  stanziamento di  sono eliminate  le  parole   12
  milioni  di  euro,  di cui 2 milioni provenienti  dalla  lettera  h
  decies  dell'articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2005,  n.
  19 di cui al comma 27 ed i rimanenti .
   Dal  comma  27  viene eliminata la lettera  h  decies   e  vengono
  apportate   le  seguenti  modifiche:  alla  lettera   h  quinquies
  sostituire  le  parole   10.000 migliaia   con  le  parole   11.500
  migliaia  e dopo la parola  Sicilia  aggiungere le seguenti  parole
   l'Assessore  per  le  risorse agricole e  alimentari  con  proprio
  decreto  fisserà  i  parametri  e le  modalità  di  erogazione  nel
  rispetto della normativa vigente in materia di aiuti.
   Alla lettera  h nonies  sostituire le parole  1.300 migliaia   con
  le parole  1.800 migliaia .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 87.18.1 del Governo e al subemendamento
  87.18.1 bis, degli onorevoli Caputo, Vinciullo, Pogliese e Falcone,
  di cui rispettivamente do lettura:

   - subemendamento 87.18.1:
   «Il comma 10 dell'emendamento 87.18 è così modificato:
   dopo  le  parole  della presente legge  i commi 2 e  3  sono  così
  sostituiti:
    2.  Ai fini di quanto previsto al comma 1, per le finalità di cui
  all'articolo  18 e con le medesime modalità operative nello  stesso
  riportate, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro, di  cui  4
  milioni  di  euro  a  valere sul fondo di  rotazione  dell'Ente  di
  sviluppo  agricolo, istituito con legge regionale n.  21/95  e  sue
  successive modifiche e integrazioni, e 6 milioni di euro  a  valere
  sull'articolo 4, comma h della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
  19.
   3.  Con  decreto dell'Assessore regionale per l'economia, d'intesa
  con l'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari,  lo
  stanziamento  di  cui al comma 2 sarà attribuito  per  le  finalità
  previste  al  superiore  comma  1 sotto  forma  di  garanzia  e  di
  contributo in conto interessi. .
   I commi 5 e 6 sono abrogati.»;

   - subemendamento 87.18.1 bis:
   «Alla  lettera  a) del comma 12, dell'emendamento  87.18  dopo  la
  parola    preferenziali   è  aggiunto   e  alle   cooperative   che
  gestiscono e coltivano terreni confiscati alla mafia .

   Pongo  in votazione il subemendamento 87.18.1 bis . Il parere  del
  Governo?

   BUFARDECI,   assessore  regionale  per  le  risorse   agricole   e
  alimentari. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento 87.18.1, come emendato.  Il
  parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  regionale  per  le  risorse   agricole   e
  alimentari. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  Commissione
  abbiamo  esitato un articolo 87 con cinque commi. Qui in un  minuto
  si porta un articolo 87 che ha trenta commi. Ma è modo di lavorare?
  Ci  sarà  anche il Vangelo qui dentro, per carità, non lo metto  in
  dubbio; ma così non è possibile.

   BUFARDECI,   assessore  regionale  per  le  risorse   agricole   e
  alimentari. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,   assessore  regionale  per  le  risorse   agricole   e
  alimentari. Signor Presidente, vorrei fare una precisazione in modo
  particolare agli onorevoli Galvagno e Panepinto, ma, ovviamente,  a
  tutta  l'Aula.  Innanzitutto su questo testo, che  definiamo  maxi-
  emendamento  rispetto agli articoli in materia  di  agricoltura  in
  questa  finanziaria,  ho  in  questi giorni  consegnato  schemi  di
  massima  di tutti questi emendamenti a tutti i capigruppo  presenti
  in  Aula  - e anche ad alcuni componenti delle varie commissioni  -
  proprio per consentire una conoscenza in corso d'opera di un  testo
  che evidentemente è complesso e complicato, ma che è determinante e
  che mi permetto brevissimamente di rappresentare.
   I  commi  aggiuntivi che vanno dal 6 al 9 prevedono  un  aiuto  in
  regime   de minimis'-  che, ricordo,  per quest'anno è di  15  mila
  euro - mediante la concessione di contributi in conto capitale  per
  la riduzione sia dei costi del carburante agricolo - e questa è una
  novità  assoluta nel campo dell'agricoltura - che  di  altri  costi
  aziendali, a vantaggio di quei comparti produttivi agricoli  per  i
  quali  sia  stato  dichiarato lo stato di crisi di  mercato.  Nella
  fattispecie,  la Regione lo ha già dichiarato con propria  delibera
  nell'ottobre  dell'anno passato. Per tali finalità è stanziata  una
  somma  di 12 milioni, di cui 2 vengono presi dal Fondo della  legge
  del vitivinicolo, la numero 19 del 2005.
   Voglio  dire  ai  colleghi che, per quanto riguarda  viceversa  il
  comma  10, che è un'articolazione importante di un argomento  molto
  sentito dal mondo agricolo, quello della proroga della scadenza dei
  termini delle passività agrarie, abbiamo parlato con il mondo della
  banca  ma  soprattutto con il mondo dei confidi.  Pertanto,  questo
  articolo prevede la possibilità di proroga delle passività  agrarie
  non  scadute  e  da  scadere  al 31 agosto  2010,  vista  la  grave
  situazione  di  crisi  di mercato ed il perdurare  delle  avversità
  atmosferiche. Ciò al fine di bloccare gli esiti di Basilea 2  e  di
  riportare in positivo le precedenti operazioni.
   Contestualmente  si  prevede  l'attivazione  di  un   sistema   di
  garanzia,  anche in questo caso un fatto nuovo, con  l'ausilio  dei
  confidi  oltre che con la concessione di agevolazioni di contributi
  in   conto   interesse   per   le  operazioni   di   consolidamento
  dell'esposizione  di natura agraria. Anche per questo  vi  sono  10
  milioni,  di  cui  6  prelevati direttamente  dalla  normativa  sul
  settore  vitivinicolo,  la legge n. 19. Poi,  operiamo  con  questo
  articolo un ulteriore miglioramento complessivo per quanto riguarda
  l'articolo  17  e  l'articolo  18  della  scorsa  finanziaria,  che
  attengono sempre a materia di consolidamento e rimoduliamo le somme
  in maniera più virtuosa sulla scorta dell'esperienza maturata e poi
  operiamo  in  questi articoli cose che sono assolutamente  a  costo
  zero.  Mi  riferisco, per esempio, alla attribuzione ai  dipendenti
  delle SOAT di una funzione di controllo indispensabile perché, come
  sappiamo, la Regione non ha  mai brillato per le attività ispettive
  di controllo richieste dal mondo dell'agricoltura.
   Alla  stessa maniera abbiamo operato con i commi da 15 a 19 perché
  attribuiamo ai CAA, ai centri di assistenza agricola, una serie  di
  funzioni,  in  ambito  amministrativo,  che  operano  una  concreta
  semplificazione con il regime del silenzio-assenso.
   Operiamo,  altresì, lo dico all'onorevole Panepinto, l'istituzione
  dell'ORIGA (osservatorio regionale dell'agricoltura). E lo dico  in
  un  giorno  particolare,  che è quello in cui  finalmente  è  stato
  bandito il pacchetto giovani.
   Gli   altri   articoli  sono  tutti  quelli  che   riguardano   la
  rimodulazione  della  legge  19  del  2005,  sempre   nel   settore
  vitivinicolo.  Attraverso  tutto questo, sostanzialmente,  operiamo
  una   rimodulazione  di  risorse  inserendo  misure  di   carattere
  strutturale: penso anzitutto all'accorpamento delle cantine, che  è
  una  cosa che il mondo dell'agricoltura ed il settore vitivinicolo,
  in  particolare, ha reclamato da gran tempo per sconfiggere uno dei
  mali della nostra agricoltura, che è  la frammentazione.
   Questo è il senso dell'articolo, sul quale credo che vi sia  stata
  una  compartecipazione di larga parte di questo Parlamento  che,  a
  partire  da  questo  subemendamento,  voglio  ringraziare  per   la
  collaborazione che ha dato al  pacchetto agricoltura .

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 87.2  bis,  dell'onorevole
  Oddo:

   «Il comma 12 dell'emendamento 87.18 è così sostituito:
   L'articolo  18  della  legge  regionale  6/2009,  come  sostituito
  dall'articolo 10 della legge regionale 13/2009, è così modificato:
    1.  Il  comma  1  è  così sostituito:  1. Alle  imprese  agricole
  singole e associate sono concessi contributi in conto interessi  su
  finanziamenti  per  il  consolidamento delle passività  onerose  in
  essere alla data del 31 dicembre 2009 previa accensione di mutui di
  durata almeno decennale ;
   2.  Il comma 2 è così sostituito:  2. L'Assessore regionale per le
  risorse  agricole  e alimentari disciplina con proprio  decreto  le
  modalità applicative del presente articolo, ivi compresa la  misura
  massima  delle  agevolazioni stesse, dando priorità nell'erogazione
  ai coltivatori diretti ed agli imprenditori agricoli professionali.
  Il medesimo Assessore stipula apposite convenzioni con le banche ai
  sensi dell'articolo 47 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n.
  385 ;
   3.  E'  aggiunto  il seguente comma  5 bis: Per  l'attuazione  del
  presente  articolo sono rispettivamente competenti, per le  imprese
  singole il Dipartimento regionale per gli interventi strutturali in
  agricoltura e per le società cooperative l'IRCAC ;
   4.  Il  comma  6  è  così sostituito:  Per gli  oneri  discendenti
  dall'applicazione  del presente articolo, valutati  in  tredicimila
  migliaia  di  euro, per la parte relativa alle società cooperative,
  il  fondo  unico dell'IRCAC costituito ai sensi dell'art. 63  della
  l.r.  6/97 è incrementato per l'esercizio finanziario in  corso  di
  5.000 migliaia di euro, per la parte relativa alle imprese singole,
  e  fino  a  8.000  migliaia di euro, con parte  delle  assegnazioni
  statali,  di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 499, di competenza
  dell'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari per
  gli anni 2006, 2007, 2008».

   ODDO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che, vista
  l'ora   e  visto  che  vogliamo  accelerare,  su  questa  questione
  trascuriamo  alcuni  aspetti  e dico  subito  all'assessore  che  è
  l'impianto che non funziona e spiego il perché.
   L'IRCAC  non può gestire tutto ciò che riguarda pratiche  relative
  ad   aziende   agricole;  può  gestire  pratiche   che   riguardano
  cooperative  agricole. E' ovvio che bisogna articolarlo,  scindendo
  le  due  cose e dicendo che l'IRCAC gestisce, evidentemente, quello
  che  può  gestire per quanto concerne le cooperative e, invece,  il
  Dipartimento  dell'Assessorato dell'agricoltura gestisce  quanto  è
  giusto gestire per le aziende agricole. Così la cosa non funziona.
   Mi  creda, abbiamo approfondito abbastanza la materia. E le faccio
  notare  un'altra  cosa.  Intanto, abbiamo un  problema  per  quanto
  concerne l'aspetto legato ad IRCAC e Dipartimento, ma abbiamo anche
  un   problema   per  quanto  concerne  le  questioni  che   possono
  sostanzialmente  portare ad una ulteriore fase  di  inapplicabilità
  della norma.
   Lei  sa  bene  che una norma prevista dalla finanziaria  dell'anno
  scorso,  pur  se  modificata con l'articolo 10 della  legge  numero
  13/09 è rimasta assolutamente inapplicata. E' centrale quella norma
  perché  parla  soprattutto  di ristrutturazione  dei  debiti  delle
  imprese, delle esposizioni, onorevole Bufardeci. Se noi parliamo di
  esposizione e riconduciamo la cosa a qualche rata scaduta,  andiamo
  indietro  rispetto  a  quanto  abbiamo previsto  nella  finanziaria
  precedente.
   Le  cito la parte più delicata: l'articolo 10 della legge  13  del
  2009 è tuttora inapplicato.
   Allora il legislatore intese normare quell'articolo in una maniera
  precisa,   la   ristrutturazione  del  debito  con  durata   almeno
  decennale.  Oggi  siamo  tornati  indietro  con  le  variazioni  di
  bilancio e abbiamo, lo dico fra virgolette, imbastardito tutto.
   Dobbiamo   ritornare  all'originaria  idea   del   legislatore   -
  ristrutturare il debito, onorevole Bufardeci - e per giunta fare in
  modo  che ognuno gestisca quello che può gestire, IRCAC da un lato,
  e Dipartimento dall'altro, altrimenti non abbiamo fatto niente.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che l'ora
  è  tarda, ma ancora abbiamo tanto lavoro da fare, però vorrei  dire
  all'assessore Bufardeci, di cui apprezzo il modo di operare,  molto
  attento e propenso a risolvere tutti i problemi dell'agricoltura in
  pochissimo  tempo, però - mi rivolgo a lei, signor Presidente,  non
  certamente  al Governo perché è disinteressato - c'è un  limite,  e
  serve buon senso da parte di ognuno di noi.
   Se  il  Governo  ha  intenzione di riscrivere diverse  materie  in
  questa  sede,  ci  fermiamo  un attimo,  predisponga  una  proposta
  complessiva di tutto quello che vuole fare di nuovo perché, l'hanno
  detto  anche  i  componenti  della Commissione  Bilancio,  qui  c'è
  materia  in più di tutto quello che si era discusso in Commissione,
  da cinque commi si è arrivato a quaranta.
   Non  mi  sembra  corretto questo modo di procedere,  e  invito  il
  Governo - anche per rispetto di tutti noi che siamo qui da giorni -
  ,  se effettivamente intende presentare altri emendamenti di questo
  tipo,  a  fare  una  riscrittura complessiva di  ciò  che  ritenete
  opportuno, e facciamo prima. Siamo un poco più seri tutti,  se  c'è
  una  intesa, anche non politica, ma se siamo d'accordo ci si ferma,
  si accorpa tutto in un unico testo e andiamo avanti, altrimenti che
  ci stiamo a fare qua, a prenderci in giro?
   Adesso mi trovo a leggere, in meno di dieci minuti, quattro pagine
  di  trenta  commi; va bene, io voto a favore, ma non so neanche  di
  che stiamo parlando, e la cosa che mi stupisce non è che non lo  so
  io,  non  lo sanno i componenti della Commissione Bilancio,  e  non
  parliamo  della Commissione di merito, che non è stata neanche  più
  considerata. Noi non siamo in condizione, e invito tutti i colleghi
  a  dire  se  sono  in  condizione di comprendere  che  cosa  stiamo
  votando

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, le questioni che hanno sollevato  i
  colleghi  sono  sicuramente importanti,  però  vorrei  ribadire  un
  concetto: al di là che proprio perché si tratta, definiamolo, di un
  piccolo pacchetto di norme in materia di agricoltura, ho cercato, e
  molti  non  possono  non darmene atto, anche di  coinvolgere  nella
  conoscenza e nella redazione un po' tutti i Gruppi parlamentari.
   Io  credo che abbiamo cercato di fare un lavoro complicato in  una
  condizione  difficile,  qual  è quella  che  vive  complessivamente
  l'agricoltura.
   Credo di avere rappresentato in maniera anche sintetica quello che
  è  il  testo. Ho anche detto, e lo dico all'onorevole Oddo,  perché
  stiamo  parlando in merito all'emendamento 87.2.bis, che il Governo
  può  dare  parere  assolutamente favorevole fino al  comma  3,  con
  esclusione  del comma 4, che riguarda la copertura finanziaria  che
  già  abbiamo sostanzialmente votato nella tipologia di importo  con
  l'emendamento poc'anzi approvato.
   Quindi,  per  quanto  mi riguarda, e credo  che  l'onorevole  Oddo
  poc'anzi avesse detto di essere d'accordo, si potrebbe procedere in
  questa maniera.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento   87.2.bis,   ad
  esclusione del comma 2.

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 87.4.bis, dell'onorevole Oddo:
   «Il  comma  27  dell'emendamento 87.18 è  così  modificato:   Alla
  lettera   h  septies  dopo le parole  organizzazioni di produttori
  aggiungere la seguente parola  vitivinicoli ».

   Il parere del Governo?

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento  87.18.2,  degli  onorevoli  Caputo,
  Vinciullo ed altri:
   «Il comma 27 dell'emendamento 87.18 è così modificato:
   Alla  lettera   h  septies   dopo  le  parole   organizzazione  di
  produttori    aggiungere  le  seguenti  parole    cooperative   che
  gestiscono terreni confiscati alla mafia .»

   Il parere del Governo?

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 87.18, del Governo, aggiuntivo dopo il
  comma 5 dell'articolo 87:

   «Dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti commi:
    6. Alle imprese agricole siciliane attive nei comparti produttivi
  per  i  quali  è  stato dichiarato, con delibera  della  Giunta  di
  Governo,  lo  stato  di  crisi di mercato possono  essere  concessi
  contributi  in  conto  capitale per  la  riduzione  del  costo  del
  carburante agricolo, nonché di altri costi aziendali.
   7.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  delle risorse  agricole  ed  alimentari,
  previa  deliberazione  della Giunta regionale,  sono  stabilite  le
  modalità  e  le procedure per la concessione delle agevolazioni  di
  cui  al  comma  6,  ivi comprese le voci di costo da  ammettere  ad
  agevolazione, nonché l'individuazione del soggetto attuatore.
   8. Gli aiuti di cui al comma 6 sono concessi alle condizioni e nei
  limiti  previsti nella Comunicazione della Commissione che modifica
  il  quadro  di riferimento temporaneo comunitario per le misure  di
  aiuto   di   Stato   a   sostegno  dell'accesso  al   finanziamento
  nell'attuale  situazione di crisi finanziaria ed  economica  20091C
  261/02  e  successive  modifiche ed integrazioni.  Gli  aiuti  sono
  concessi conformemente a quanto previsto dal Decreto del Presidente
  del   Consiglio   dei   Ministri  di  attuazione   della   suddetta
  Comunicazione e successive modifiche e integrazioni,  nonché  dagli
  ulteriori   atti   di  attuazione  del  medesimo,  della   predetta
  Comunicazione  e  della relativa decisione di autorizzazione  della
  Commissione Europea.
   9.  Per  l'attuazione dei commi 7 e 8, è previsto uno stanziamento
  di 12 milioni di euro, di cui 2 milioni proveniente dalla lettera h
  decies dell'articolo 4 della legge regionale del 22 dicembre  2005,
  n.  19 di cui al comma 27 ed i rimanenti 10.000 migliaia di euro  a
  valere sul bilancio della regione siciliana.
   10. Alla legge regionale 21 settembre 2005, n. 11, dopo l'art.  18
  è aggiunto il seguente articolo:
   "Art.   18  bis  -  Proroga  della  scadenza  dei  termini   delle
  esposizioni agrarie e sistema delle garanzie tramite confidi.
   1.  Al  fine  di favorire la ripresa economica e produttiva  delle
  aziende  agricole siciliane, in difficoltà a causa della  crisi  di
  mercato c/o delle avverse condizioni atmosferiche, gli Istituti  di
  credito  possono prorogare fino a ventiquattro mesi le  esposizioni
  di  natura  agraria  scadute alla data del 31 dicembre  2009  o  in
  scadenza  sino  alla  data  del 31 agosto  2010,  purché  contratte
  anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.
   2. L'Assessorato regionale dell'Economia è autorizzato a concedere
  alle  suddette  operazioni di proroga agevolazioni sotto  forma  di
  garanzia,  così  come  previste dal Titolo I e  di  contributo  nel
  pagamento  degli interessi di proroga, secondo le modalità  di  cui
  all'art. 11 della presente legge.
   3.  L'Assessorato, regionale dell'Economia è autorizzato, altresì,
  a  concedere agevolazioni sotto, forma di garanzia e di  contributi
  in  conto  interessi  per  le operazioni di  consolidamento,  delle
  esposizioni  di  natura agraria prorogate  ai  sensi  del  comma  1
  secondo le modalità di cui all'art. 11 della presente legge.
   4. Per le imprese attive nel settore della produzione primaria dei
  prodotti  agricoli gli aiuti di cui al comma 2 e  3  sono  concessi
  alle  condizioni  e  nei limiti previsti nella Comunicazione  della
  Commissione  che  modifica  il  quadro  di  riferimento  temporaneo
  comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso
  al  finanziamento nell'attuale situazione di crisi  finanziaria  ed
  economica 2009/C 261/02 e successive modifiche ed integrazioni. Gli
  aiuti sono concessi conformemente a quanto previsto dal Decreto del
  Presidente del Consiglio dei Ministri di attuazione della  suddetta
  Comunicazione e successive modifiche e integrazioni,  nonché  dagli
  ulteriori   atti   di  attuazione  del  medesimo,  della   predetta
  Comunicazione  e  della relativa decisione di autorizzazione  della
  Commissione Europea.
   5.   Per  le  finalità  del  presente  articolo,  è  previsto  uno
  stanziamento  di  10 milioni di euro, di cui 4 milioni  di  euro  a
  valere  sul  Fondo  di  Rotazione dell'Ente di  Sviluppo  Agricolo,
  istituito  con legge regionale n. 21/95 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  e 6 milioni di euro a valere sull'articolo  4,  comma
  h), della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19;
   6. Con decreto dell'Assessore regionale all'economia, d'intesa con
  l'Assessore  regionale  alle  risorse agricole  ed  alimentari,  lo
  stanziamento  di  cui al comma 5 sarà attribuito  per  le  finalità
  previste dai commi 2 e 3.".
   11.  All'articolo 17 delle legge regionale 14 maggio  2009,  n.  6
  sono apportate le seguenti modifiche:
   Alla  lettera  b bis) del comma 6, le parole "10.000  migliaia  di
  euro" sono sostituite dalle parole "6.000 migliaia di euro";
   Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
   "7. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su proposta
  del  Dirigente generale del Dipartimento regionale degli Interventi
  Strutturali per l'agricoltura, è possibile effettuare compensazione
  tra gli stanziamenti previsti per gli interventi di cui al presente
  articolo."
   12. All'articolo 10 della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13,
  sono apportate le seguenti modifiche:
   al  comma 2, dopo la parola "stesse" è aggiunta la seguente frase:
  "dando  priorità  nell'erogazione ai coltivatori  diretti  ed  agli
  imprenditori agricoli professionali".
   al  comma  6,  le parole "5.000 migliaia di curo" sono  sostituite
  dalle  parole "13.000 migliaia di euro", a valere per gli ulteriori
  8.000 migliaia di curo con parte delle assegnazioni statali, di cui
  alla legge 23 dicembre 1999, n. 499, di competenza dell'Assessorato
  regionale delle risorse agricole ed alimentari, per gli anni  2006,
  2007 e 2008.
   13. Dopo il comma 2 dell'art. 20 della legge regionale 26 febbraio
  2010, n. 3 è aggiunto il seguente comma:
   "2 bis. Sulla spesa complessiva di 12.500 migliaia di euro gravano
  anche gli oneri relativi alle attività essenziali e funzionali alla
  corretta gestione delle operazioni di conferimento e trasformazione
  in succhi del prodotto".
   14. L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari è
  autorizzato  ad  attuare e coordinare, d'intesa  con  l'Assessorato
  regionale  della  salute, le iniziative e  gli  interventi  per  il
  controllo delle produzioni agrarie anche avvalendosi delle  Sezioni
  Operative  per l'Assistenza Tecnica istituite ai sensi  e  per  gli
  effetti  della  legge regionale 1 agosto 1977, n. 73  e  successive
  modifiche ed integrazioni.
   15.   Per   il   perseguimento  di  obiettivi  di  semplificazione
  amministrativa  dei  procedimenti  d'interesse  dei  soggetti   che
  esercitano  l'attività agricola, la Giunta regionale,  con  propria
  deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale  delle  risorse
  agricole   ed  alimentari,  individua  i  procedimenti,  anche   di
  competenza  degli enti locali e degli enti o società  vigilale  e/o
  partecipate  dalla Regione, per i quali è ammessa la  presentazione
  di  istanza  per  il tramite dei centri autorizzati di,  assistenza
  agricola  (CAA)  ai sensi dell'articolo 14, comma  6,  del  decreto
  legislativo  29  marzo  2004,  n.  99  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.
   16. Con la medesima deliberazione sono individuati gli adempimenti
  istruttori,  riferiti  ai  singoli  procedimenti,  cui   i   centri
  autorizzati di assistenza agricola sono tenuti ed i termini massimi
  di  conclusione,  dei  procedimenti che in ogni  caso  non  possono
  essere superiori a quelli previsti dal citato articolo 14, comma  6
  del decreto legislativo 99/2004.
   17. Le amministrazioni competenti adottano il provvedimento finale
  entro il termine stabilito, per ciascun procedimento, ai sensi  del
  comma 16, che decorre dal ricevimento dell'istanza già istruita  da
  parte  dei centri autorizzati di assistenza agricola; decorso  tale
  termine l'istanza deve considerarsi accolta.
   18. La Giunta regionale definisce le modalità di certificazione da
  parte  dei  centri autorizzati di assistenza agricola,  della  data
  certa   di   inoltro  dell'istanza  alla  pubblica  amministrazione
  competente e dell'eventuale decorso dei termini di conclusione  del
  procedimento.
   19. L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari é
  autorizzato   a  stipulare  apposite  convenzioni  con   i   centri
  autorizzati  di  assistenza agricola, al fine di  disciplinare  gli
  aspetti economici afferenti alle attività istruttorie dei Centri ed
  ordinariamente di competenza della pubblica amministrazione.
   20.  E'  istituito  presso l'Assessorato regionale  delle  risorse
  agricole  ed alimentari l'Osservatorio regionale dell'imprenditoria
  giovanile  in  agricoltura  (ORIGA)  per  l'esame  delle   relative
  problematiche,  di cui sono chiamati a far parte  i  rappresentanti
  regionali delle organizzazioni agricole giovanili rappresentative a
  livello  nazionale  ed  i  rappresentanti degli  ordini  e  collegi
  professionali  di  tecnici  agricoli, alimentari  e  forestali.  La
  partecipazione  all'Osservatorio non comporta oneri aggiuntivi  per
  la  Regione e per il suo funzionamento è autorizzata la  spesa  nel
  limite  di 30 migliaia di euro annui a decorrere dal 2010 a  valere
  sulle  risorse  assegnate  alla Regione ai  sensi  dalla  legge  23
  dicembre 2009, n. 499.
   21.  L'Osservatorio di cui al comma 20 è presieduto dall'Assessore
  regionale  delle  risorse  agricole  ed  alimentari  o  da  un  suo
  delegato.
   22.  Alla  lettera  d)  del comma 1 dell'articolo  4  della  legge
  regionale del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole 20.000 migliaia di
  euro, sono sostituite dalle parole " 100 migliaia di euro".
   23.  Alla lettera g) del comma 1 dell'art. 4 della legge regionale
  del  22  dicembre 2005, n. 19, le parole "6.000 migliaia  di  euro"
  sono sostituite dalle parole "100 migliaia di euro".
   24.  Alla lettera h) del comma 1 dell'art. 4 della legge regionale
  del  22 dicembre 2005, n. 19, è così modificato "6.000 migliaia  di
  euro  da destinare al fondo di cui al comma 5 dell'articolo 18  bis
  della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11";
   25.  Alla  lettera h-bis del comma 1 dell'articolo 4  della  legge
  regionale del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole "8.000 migliaia di
  euro", sono sostituite dalle parole "11.000 migliaia di euro";
   26.  Alla lettera h-quater del comma 1 dell'articolo 4 della legge
  regionale  del 22 dicembre 2005, n. 19, le parole "15.000  migliaia
  di euro" sono sostituite dalle parole "12.000 migliaia di euro".
   27.  Al  comma  1  dell'articolo 4 della legge  regionale  del  22
  dicembre  2005,  n. 19 dopo la lettera h quater) sono  aggiunte  le
  seguenti lettere:
   h-quinquies   10.000   migliaia   di   curo   per   favorire    la
  riorganizzazione delle cantine sociali cooperative aventi  sede  in
  Sicilia.;
   h-sexies  5.000 migliaia di curo da utilizzarsi per innalzare  dal
  50  al  70% l'aliquota contributiva prevista dalla OCM del  settore
  vitivinicolo  per  la misura promozione dei vini  sui  mercati  dei
  paesi   terzi   c/o   per  finanziare  eventuali   scorrimenti   di
  graduatoria;
   h-septies 3.000 migliaia di euro da utilizzarsi nel periodo  2010-
  2013  per  il  finanziamento di iniziative di qualificazione  della
  produzione,  proposte da Organizzazioni di produttori  riconosciute
  ai sensi della vigente normativa;
   h-octies  1.000 migliaia di euro da utilizzare nel  periodo  2010-
  2012  per  il  finanziamento  e le  finalità  di  cui  al  comma  3
  dell'articolo  5 della legge regionale numero 5 del 2/8/2002,  come
  modificato:
   h-nonies 1.300 migliaia di euro per gli eventuali maggiori  oneri,
  sulle   spese   di  gestione  delle;  cantine  sociali,   derivanti
  dall'adesione  dei  soci  conferitori alla misura  della  vendemmia
  verde dell'OCM vitivinicolo;
   h-decies  2.000 migliaia di euro per le concessione di  contributi
  in  conto  capitale  per  la  riduzione del  costo  del  carburante
  agricolo, nonché Ai altri costi aziendali alle imprese agricole  in
  stato  di crisi di mercato dichiarato con delibera della Giunta  di
  Governo;
   h-undecies  500  migliaia  di euro per  l'integrazione  dei  fondi
  speciali  di  cui al comma 2 dell'articolo 15 della legge  7  marzo
  1996, n. 108.
   Le modalità di erogazioni degli aiuti nonché i relativi parametri,
  di  cui  alle lettere da h-quinquies ad h-decies saranno  stabiliti
  con  decreto dell'Assessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari,
  in  particolare  il sostegno di cui alle lettere h-quinquies  e  h-
  nonies  sarà  erogato nei limiti e conformemente a quanto  previsto
  dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre
  2006   (aiuti  de  minimis)  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
  dell'Unione europea L 379 del 28 dicembre 2006. L'aiuto di cui alla
  presente  lettera può anche essere concesso alle condizioni  e  nei
  limiti previsti nella Comunicazione della Commissione 2009/C 16/01,
  pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale dell'Unione  europea  del  22
  gennaio   2009  serie  C/16  -  Quadro  di  riferimento  temporaneo
  comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso
  al  finanziamento nell'attuale situazione di crisi  finanziaria  ed
  economica -e successive modifiche ed integrazioni, conformemente  a
  quanto  previsto  dall'articolo 3 del decreto  del  Presidente  del
  Consiglio  del 3 giugno 2009 e successive modifiche e integrazioni,
  approvato dalla Commissione europea con decisione C(2009) 4277  del
  28  maggio  2009  (aiuto  n. 248/2009) e dagli  ulteriori  atti  di
  attuazione  del  medesimo,  della predetta  comunicazione  e  della
  decisione di autorizzazione della Commissione europea.
   28.  Al  fine  di  prevenire il fenomeno dell'usura  l'Assessorato
  regionale  delle risorse agricole ed alimentari, in  conformità  al
  comma  2  dell'articolo  15  della  legge  7  marzo  1996,  n.  108
  "Disposizioni  in materia d'usura", è autorizzato  ad  integrare  i
  fondi  speciali antiusura costituiti dai consorzi o cooperative  di
  garanzia collettiva fidi denominati "Confidi", con vincolo a favore
  degli imprenditori agricoli con priorità ai coltivatori diretti  ed
  agli imprenditori agricoli professionali.
   29.  L'integrazione  di cui al comma 28 è pari  a  1.500  migliaia
  euro,  di  cui  500 migliaia di euro provenienti  dalla  lettera  h
  undecies  dell'articolo  4 della legge regionale  del  22  dicembre
  2005,  n.  19  di cui al comma 27 e le rimanenti 1.000 migliaia  di
  euro a valere sul bilancio della Regione siciliana.
   30.  Ai fini dell'incremento del consumo dei prodotti locali della
  terra  e  del  mare  anche provenienti da sistemi  di  coltivazione
  biologica  ed aderenti a sistemi comunitari, nazionali e  regionali
  di certificazione di qualità, l'Assessore delle Risorse agricole ed
  alimentari,  è autorizzato a predisporre apposite iniziative  volte
  all'educazione agroalimentare, destinando a tale attività la  somma
  di  1.000 migliaia di euro, con parte delle assegnazioni statali di
  cui alla legge n. 499/1999, per l'anno 2010».

   Pongo  in votazione l'emendamento 87.18, come emendato. Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 87, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 88. Ne do lettura:

                             «Articolo 88.
          Interventi a compensazione dei danni da peronospera
                              della vite

   1. Al fine di indennizzare le aziende viticole che hanno subito un
  calo  della  produzione di almeno il 30 per  cento  a  causa  degli
  attacchi   della  peronospora  della  vita  (plasmopara  viticola),
  avvenuti  in  Sicilia  nel corso del 2007, è previsto  un  aiuto  a
  compensazione del danno subito.

   2.   Con   decreto  dell'assessorato  delle  risorse  agricole   e
  alimentari   saranno  definiti  criteri,  limiti  e  modalità   per
  l'erogazione dell'aiuto di cui al comma 1.

   3.  L'aiuto è erogato alle condizioni di cui al punto V.B. 3 degli
  orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo
  e  forestale  2007/2013  pubblicati nella g.u.u.e.  C  319  del  27
  dicembre  2006,  relativo  agli aiuti  destinati  a  compensare  le
  perdite  dovute  ad avverse condizioni atmosferiche  in  conformità
  alla  nota  (31)  del  paragrafo 132 lettera b)  a  piè  di  pagina
  C/319/20 degli stessi Orientamenti.

   4.  Ai fini dell'autorizzazione comunitaria per le finalità di cui
  sopra, le risorse finanziarie non possono superare l'importo di  30
  milioni di euro.

   5. L'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo è
  subordinata  al  rispetto  della vigente normativa  comunitaria  in
  materia  di aiuti di Stato, nonché alla definizione positiva  delle
  procedure di cui all'articolo 108, paragrafi 2 e 3 del Trattato sul
  funzionamento dell'Unione europea».

   Tutti  gli  emendamenti soppressivi dell'articolo 88 o di  singoli
  commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 88.10.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  88.11.

   ODDO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  88.12.

   ADAMO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 88.21, del Governo:
   «Al  comma  4  aggiungere dopo le parole  euro' la seguente  frase
   rinvenienti  in parte per 11.000 migliaia di euro dalla  dotazione
  di  cui alla lettera h-bis dell'articolo 4 della legge regionale 22
  dicembre  2005,  n.  19 e per euro 6.387.2005,80 provenienti  dalle
  assegnazioni  di  cui  alla  legge 30 dicembre  2008,  n.  205,  di
  conversione del decreto legge 3 novembre 2008, n. 171. La rimanente
  somma  pari  a  12.612.794,20 a valere sul bilancio  della  regione
  siciliana'.
   - Il comma 5 è sostituito dal seguente:
   5.  L'applicazione delle norme di cui al presente articolo avviene
  nel  rispetto  della vigente normativa comunitaria  in  materia  di
  aiuti di Stato ed, in particolare, di quanto previsto dall'articolo
  107,   paragrafo  2,  lettera  b)  del  trattato  di  funzionamento
  dell'Unione europea».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 88, come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:

                             «Articolo 89.
                    Accordo di filiera vitivinicola

   1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, al
  fine  di  garantire il reddito del viticoltore quale  primo  anello
  della  filiera  e  responsabile del mantenimento  territoriale  del
  paesaggio  viticolo,  promuove  la  realizzazione  dell'accordo  di
  filiera vitivinicola tra tutti i soggetti interessati (viticoltori,
  trasformatori, imbottigliatori).

   2.  Entro 45 giorni dalla pubblicazione della presente legge  sono
  emanate  le  disposizioni  attuative  del  presente  articolo   nel
  rispetto  della normativa comunitaria di riferimento in materia  di
  agricoltura e sviluppo rurale.

   3.  I  soggetti beneficiari di aiuti o altri interventi  regionali
  devono rispettare l'accordo di filiera».

   Comunico  che  sono  stati  presentati dal  Governo  l'emendamento
  89.18, di riscrittura dell'articolo, e l'emendamento 89.19, qui  di
  seguito riportati:
   - emendamento 89.18:
   «L'articolo 89 è così sostituito:
    Art.  89  -  1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole  e
  alimentari  al  fine  di  garantire il reddito  degli  imprenditori
  agricoli, quali primi componenti delle filiere produttive, promuove
  la  sottoscrizione  di  accordi  tra  i  componenti  delle  filiere
  agroalimentari a fronte di specifiche azioni di valorizzazione  dei
  prodotti delle filiere.
   2.  Entro 45 giorni dalla pubblicazione della presente legge  sono
  emanate  le  disposizioni  attuative  del  presente  articolo   nel
  rispetto  della normativa comunitaria di riferimento in materia  di
  agricoltura e sviluppo rurale.
   3.  I  soggetti  beneficiari di aiuti pubblici o altri  interventi
  regionali devono rispettare l'accordo di filiera sottoscritto .»

   - emendamento 89.19:
   «Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti commi:
    4.  La  Regione promuove, nel territorio siciliano, l'istituzione
  dei   mercati  contadini,  allo  scopo  di  perseguire  i  seguenti
  obiettivi:
   a) promuovere l'incontro tra il mondo della produzione ed il mondo
  del consumo;
   b)  promuovere  il  coinvolgimento ed  il  partenariato  tra  ente
  pubblico e gli operatori privati;
   c) creare opportunità per le piccole produzioni locali di qualità;
   5. Possono esercitare la vendita diretta gli imprenditori agricoli
  di  cui  all'articolo  2135  del codice  civile,  ivi  comprese  le
  cooperative  di  imprenditori agricoli ai  sensi  dell'articolo  l,
  comma   2,  del  decreto  legislativo  18  maggio  2001,  n.   228,
  regolarmente   iscritti  nel  registro   delle   imprese   di   cui
  all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
   6.  I mercati contadini possono essere organizzati e promossi  dai
  seguenti enti:
   a) comuni;
   b) unioni di comuni;
   c) province regionali;
   d) consorzi di imprese agricole.
   7.  Per le finalità del presente comma, gli enti promotori operano
  preferibilmente  in partenariato con le organizzazioni  agricole  o
  con le cooperative legate al mondo agricolo.
   8.  I soggetti promotori di cui al comma 3, esercitano le funzioni
  a  loro delegate dalle normative di settore, specificatamente nelle
  seguenti materie:
   a) controllo del rispetto delle nonne igienico-sanitarie;
   b) individuazione delle aree ove allocare i mercati agricoli;
   c)  il  rispetto  delle  norme sulla provenienza  dei  prodotti  e
  sull'etichettatura;
   d) calendarizzazione settimanale dei mercati;
   e) fornitura dei servizi necessari;
   f) ordine pubblico.
   9.  L'attività  di  vendita  è  consentita  solo  ad  imprenditori
  accreditati  e  che  esercitino  la  propria  attività   produttiva
  nell'ambito del territorio siciliano.
   10.  La  Giunta  regionale, entro novanta  giorni  dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, su proposta dell'Assessore
  per  le  risorse  agricole ed alimentari e  sentita  la  competente
  Commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale,  con  apposita
  delibera stabilisce:
   a)  i criteri e le modalità per la redazione, la presentazione dei
  progetti e i tempi di realizzazione;
   b)   i  requisiti  dei  soggetti  beneficiari  e  le  modalità  di
  accreditamento;
   c) i criteri di valutazione dei progetti.
   11.  L'Assessore  per  le risorse agricole ed alimentari  effettua
  monitoraggi  periodici delle iniziative e, entro il  30  giugno  di
  ogni  anno, trasmette alla Giunta regionale un rapporto sullo stato
  di attuazione delle stesse».

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Chiedo
  di parlare per illustrare l'emendamento 89.18.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  l'emendamento   89.18   è   una
  riscrittura che attiene esclusivamente al compito di non attribuire
  l'accordo di filiera soltanto al settore vitivinicolo, come era nel
  testo  della  finanziaria,  ma a tutte le filiere  agro-alimentari.
  Quindi,  un aiuto e la predisposizione di un progetto di  indirizzo
  che va a tutte le attività. E' solo questa la qualifica, anche se è
  più importante perché riguarda tutta l'agricoltura.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 89.19. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  l'articolo 90 è stralciato  dalla  finanziaria,  su
  richiesta del Governo.
   Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:

                             «Articolo 91.
                    Norme in materia di agriturismo

   1.  All'articolo 5 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3  è
  aggiunto il seguente comma:
    11  bis.  Con decreto del Presidente della Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per la salute e dell'Assessore  regionale
  per le risorse agricole ed alimentari, previa delibera della giunta
  regionale,  sono emanate le disposizioni regolamentari  applicative
  dell'articolo 5. In particolare sono oggetto del decreto:

   a) la definizione dei requisiti di cui al comma 1;

   b)  l'individuazione delle superfici minime e  le  caratteristiche
  delle  piazzole,  dei percorsi, dei parcheggi e dei  servizi  degli
  agricampeggi;

   c)  la  disciplina  dell'attività di congelamento  degli  alimenti
  destinati al consumo, di cui al comma 8 dell'articolo 5;

   d)  la  regolamentazione dell'attività di macellazione di  cui  al
  comma  8, con particolare riferimento alla quantità di animali  che
  possono  essere  macellati,  alle  caratteristiche  dei  locali  di
  macellazione,  all'attività di preparazione  e  somministrazione  e
  alle   modalità  di  lavorazione  in  azienda  di  tutte  le  carni
  macellate,  anche  all'esterno  dell'azienda,  nel  rispetto  delle
  normative vigenti.'.

   2. All'articolo 13 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3  è
  aggiunto il seguente comma:
    5  bis.  Con  decreto del Presidente della Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per le risorse  agricole  ed  alimentari,
  previa   delibera   della  giunta  regionale,   sono   emanate   le
  disposizioni  regolamentari applicative della presente  legge,  ivi
  compresi  gli obblighi degli operatori agrituristici, ad esclusione
  delle materie disciplinate dall'articolo 5 e dal comma 4.'.

   3.  Alla  lettera  c)  del comma 2 dell'articolo  16  della  legge
  regionale 26 febbraio 2010, n. 3 le parole  agli articoli 8  e  9.'
  sono  sostituite  con le seguenti  all'articolo  9  ed  al  decreto
  previsto dall'articolo 13.'.

   4.  Le  disposizioni di cui alla legge regionale 26 febbraio 2010,
  n.  3, ad esclusione di quelle contenute nel Titolo V, si applicano
  a decorrere dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Regione
  siciliana  del decreto di cui all'articolo 13 della medesima  legge
  regionale n. 3/2010.

   5. Le disposizioni recate dall'articolo 5 della legge regionale 26
  febbraio  2010,  n.  3,  entrano in vigore dalla  pubblicazione  in
  Gazzetta  ufficiale  della Regione siciliana  del  decreto  di  cui
  all'articolo 5 della medesima legge regionale n. 3/2010».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole De Luca: 91.1, 91.2, 91.3,91.4, 91.5, 91.6, 91.7;
   -  dagli onorevoli Leontini ed altri: 91.11, 91.12, 91.13,  91.14,
  91.15, 91.16, 91.17;
   - dall'onorevole Maira: 91.10.

   Tutti gli emendamenti soppressivi dell'articolo o di singoli commi
   sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  di  riscrittura  dell'articolo  91  del  Governo  è
   inammissibile.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rivolgermi
  in particolare all'onorevole Cracolici, al Governo e a tutti coloro
  che,  in  queste ore, hanno proferito una serie di parole che  poi,
  nei fatti, non corrispondono al vero.
   Nella  riunione  che  il  Presidente ha tenuto  stamattina  con  i
  presidenti  dei  Gruppi parlamentari, per snellire i  lavori  della
  finanziaria,  c'era stato, non dico un accordo,  ma  un'azione  che
  dava  la possibilità al Parlamento di continuare a lavorare in modo
  snello, espungendo quelle norme che non erano confacenti al testo.
   Signor  Presidente, poc'anzi lei ha stralciato  dalla  finanziaria
  l'articolo  90,  adesso lo ritroviamo al comma 30  dell'emendamento
  87.18,  presentato dal Governo. E allora, siccome noi non solo  non
  condividiamo questo atteggiamento, ma lo condanniamo, per quanto ci
  riguarda  - lo dico senza che nessuno la prenda come una  minaccia,
  perché non è una minaccia - possiamo stare qui anche venti giorni e
  venti notti, ma non ritireremo più nessun emendamento.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 23.21, è ripresa alle ore 23.34)

   La seduta è ripresa.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Vorrei
  invitare  tutti  gli  onorevoli  colleghi  a  riprendere  posto  e,
  cortesemente,  ad ascoltare un mio accorato appello alla  serenità,
  forte anche di una considerazione.
   Vorrei, in modo particolare, rivolgermi a tutti i colleghi, perché
  stiamo trattando una materia di grande delicatezza e dopo giorni  e
  giorni di lavoro a volte possono nascere incomprensioni, perché  di
  incomprensione sicuramente si tratta dovuta anche alla  stanchezza.
  Mi  riferisco  nella  fattispecie  all'erronea  interpretazione   a
  proposito  del comma 30 dell'emendamento all'articolo 87  che,  per
  quanto riguarda il Governo, può essere anche stralciato.
   Ma  nella  precisazione  che  certamente   non  si  tratta  né  di
  riproposizione  delle domeniche di eccellenza,  né  di  quant'altro
  potesse  essere  assimilabile a ciò  -  e  può  restare  agli  atti
  qualunque  tipo di dichiarazione - deve intendersi che  quella  che
  quell'articolo   ed   il   comma  30   prevede   è   una   funzione
  importantissima,  che  è  quella dell'educazione  alimentare  nelle
  scuole, a vantaggio dei nostri bambini ed a vantaggio delle  nostre
  scolaresche.
   Quello  è  il  significato dei progetti che si fanno  -  peraltro,
  anche in collaborazione con l'Assessorato alla sanità - e che  sono
  norme   che  servono  a  salvaguardare  non  soltanto  il  prodotto
  siciliano,  ma  anche  le  buone abitudini  alimentari  dei  nostri
  ragazzi.
   Ciò  detto, non vorrei che si vanificasse uno sforzo ed un impegno
  che, per quanto riguarda l'emendamento che si è votato all'articolo
  87,  prevede  alcune novità delle quali dobbiamo andare enormemente
  orgogliosi. Per la prima volta si prevede il mondo dei confidi, che
  è  sempre stato un mondo esclusivamente degli artigiani. Tale mondo
  finalmente   diventa  un  mondo  protagonista  anche  del   settore
  agricolo,  fondamentale soprattutto in occasione  delle  difficoltà
  che il nostro mondo agricolo vive per le note normative connesse  a
  Basilea 2.
   Il  fatto  che  oggi  abbiamo il mondo dei  confidi,  che  abbiamo
  aiutato  a finanziare per dare le garanzie e le contro garanzie  ad
  un  imprenditore che, tante volte, non ha la possibilità  di  poter
  presenziare il rapporto con le banche, è una novità fondamentale.
   E   abbiamo  messo  anche  un'altra  norma  che  forse,  e  me  ne
  dispiaccio, in questa confusione è passata sotto silenzio.  E  cioè
  il  principio che i benefici vanno prioritariamente ai  coltivatori
  diretti  e  alle imprese che producono oltre al 51  per  cento  del
  reddito nel settore agricolo.
   Quindi,  si privilegia innanzitutto il mondo agricolo  e  non  chi
  svolge  una  secondo o una terza attività o ha ben  altre  capacità
  economiche.
   Abbiamo rimodulato una serie di somme per potere dare sostanza  ad
  articoli   che,  pensati  anche  nel  passato,  non  avevano   dato
  risultati.  Penso  sia  all'articolo 17 che all'articolo  18  della
  scorsa finanziaria. Con quest'articolo si è avviato un processo  di
  ristrutturazione della politica vitivinicola che è fondamentale.
   Io non vorrei che tutto ciò che abbiamo fatto, e che abbiamo fatto
  a  mio avviso in maniera corretta, come in maniera corretta abbiamo
  operato  un  grande  sforzo per quanto riguarda il  problema  della
  peronospera, possa passare sotto silenzio o possa essere trascurato
  rispetto ad un'eventuale incomprensione.
   Credo che al di là dell'ora, al di là della stanchezza, al di  là,
  a  volte,  della  legittima incomprensione che ci  può  essere  nel
  porsi,  nel  dichiararsi, nel leggere in un momento  di  difficoltà
  qual  è  quello che viviamo da giorni complessivamente,  credo  che
  tutto  questo non deve vanificare lo sforzo che è stato  enorme  da
  parte  di  tutti,  perché abbiamo ascoltato  le  confederazioni,  i
  comitati  di  base, abbiamo cercato di condividere con  quanti  più
  possibile questo pacchetto agricoltura.
   Se  non  ci  siamo  riusciti,  ma che questa  norma  possa  essere
  contrabbandata come una cattiva norma o che non sia una norma  che,
  per  la  prima  volta, ristruttura in alcuni casi  alcuni  problemi
  storici e annosi della nostra agricoltura, questo non permettiamolo
  a nessuno, nell'interesse di quest'Assemblea e di tutti noi.
   Proseguiamo questo lavoro con gli altri articoli che ci sono.

   CIMINO, assessore all'economia. E per quell'emendamento?

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Quella
  parte  può  essere  abolita con il comma 30  dell'articolo  87  con
  l'ausilio  dell'articolo  117  del Regolamento  interno.  Ma  è  un
  emendamento,  ribadisco  per l'ennesima  volta,  pensato  e  voluto
  soltanto per l'educazione alimentare nelle scuole.

   PRESIDENTE.  Resta  inteso  che, ai sensi  dell'articolo  117,  si
  risolverà la questione contestata con un emendamento abrogativo del
  comma di cui sopra.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa  per
  la  mia  intemperanza e chiedo scusa al collega Marziano. Il nostro
  atteggiamento di persone forse troppo perbene

   CRACOLICI. Adesso non esagerare

   MANCUSO. Forse hai ragione anche tu  Non fanno parte delle  regole
  di questo Parlamento.
   E'  offensivo  anche ciò che ha detto l'Assessore per  le  risorse
  agricole ed alimentari, in questa sua replica.
   Nessuno  ha  messo in discussione una manovra di  800  milioni  di
  euro.  Nessuno. Non siamo entrati nel merito. Ci siamo  affidati  e
  fidati  delle   pagnolade' che ci venivano buttate sul  tavolo  una
  ogni  due  secondi. 800 milioni di manovra e non abbiamo detto  una
  parola   Solo  l'attenzione dell'onorevole Oddo ha migliorato  quel
  testo.
   Solo  che, onorevole Bufardeci, lei non può permettersi di pensare
  che  all'interno  di  questo Parlamento ci siano  degli  imbecilli.
  Quanto meno hanno una intelligenza della stessa misura della sua.
   Figuratevi se la domenica di eccellenza, un milione di euro su 800
  milioni  di  euro   No,  è proprio l'arroganza  di  come  si  vuole
  violentare  la minoranza di questo Parlamento, con sotterfugi,  con
  furberie,  con atteggiamenti che in dieci anni, anche  nei  momenti
  peggiori,  non ho mai visto, mai. E non ce ne era neanche  bisogno.
  Anche  perché  a  quello  che,  oggi,  aveva  inserito  l'onorevole
  Bufardeci, ci pensa lo Stato con un trasferimento di un milione  di
  euro,  già  iscritto nel bilancio della Regione e che  abbiamo  già
  votato.  Ne voleva dare un altro milione in più. Quindi,  le  belle
  cose che vuole fare con le scuole, onorevole Bufardeci, lei già  ce
  l'ha  nel  bilancio. E le abbiamo votate. Ne voleva un  milione  in
  più,  per distribuire forse ancora più frutta. Mi pare che lei  sia
  alla  frutta   Per  l'atteggiamento che  ha  tenuto  nei  confronti
  dell'intero Parlamento o forse di una parte.
   Per  quanto  ci  riguarda,  signor Presidente,  da  qui  a  quando
  finiremo,  non  so quando, tutto il Gruppo parlamentare  interverrà
  per  ogni  articolo per esprimere il proprio pensiero. E la  prego,
  signor  Presidente, se ci sono altri emendamenti aggiuntivi volanti
  del  Governo,  di concederci il tempo di leggerli, di subemendarli,
  di  analizzarli.  Lo  dico perché oggi ci trovavamo  subemendamenti
  lanciati  e  subemendamenti  già  pronti  e  dattiloscritti   anche
  dell'onorevole Oddo. Forse lei li aveva avuti qualche minuto prima.
  Lei ci deve dare la possibilità di poter lavorare serenamente.
   Ci  dicono pure che c'è pronto un maxiemendamento. Chiederemo  ciò
  che  è giusto, ciò che il nostro Regolamento prevede, una pausa  di
  quarantotto  ore per raggiungere le finalità e il miglioramento  di
  questa manovra.
   Chiedo   scusa   ancora  a  tutto  il  Parlamento   per   il   mio
  atteggiamento, all'ottimo collega Marziano, col quale personalmente
  ho  sbagliato  in  Aula: E mi fermo perché non ho più  da  chiedere
  scusa ad alcuno. E stata fatta violenza politica alla minoranza  di
  questo Parlamento senza una motivazione, solo ed esclusivamente con
  un  atteggiamento di arroganza nei confronti dei parlamentari e, se
  mi permette, anche della Presidenza di questa Assemblea.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, mi rendo conto della stanchezza e  anche
  del  nervosismo che tutti noi abbiamo. Ma devo sottolineare,  e  mi
  rivolgo all'ultimo intervento, che è veramente ingiusto che ciò sia
  avvenuto in un momento in cui viene approvata in Sicilia una  legge
  importantissima sull'agricoltura, una legge che è stata coordinata,
  concordata, discussa con i sindacati e con tutti i gruppi politici.
  Seppure  è  certamente  possibile che vi  siano  stati  errori.  Ho
  cercato  di  dire, fin dall'inizio, che non si dovevano  presentare
  emendamenti,  perché  presentare  emendamenti  in  questo   momento
  confonde le idee. Ma, ripeto, non è giusto non voler riconoscere in
  questo  momento  che stiamo approvando una legge  di  straordinaria
  importanza per l'agricoltura della Sicilia.
   Tutta  la  Sicilia è interessata all'agricoltura. Nella premura  e
  nella  concitazione  forse  non abbiamo  avuto  modo  di  ascoltare
  l'Assessore e di ascoltare le cose nuove che sono state  introdotte
  con questa legge.
   Vorrei  riflettere su due norme che sono state  introdotte  e  che
  sono    una    vera   rivoluzione   nel   mondo   dell'agricoltura:
  l'introduzione della filiera agro-alimentare. Questa  Regione  e  i
  Governi  precedenti per anni hanno dato fondi, risorse, sostegno  a
  tutti  coloro  che  volevano ristrutturare le aziende,  conquistare
  nuovi  mercati,  ma  non hanno mai introdotto il principio  europeo
  della  filiera che obbliga chi riceve fondi pubblici ad  acquistare
  la  merce  ad un prezzo concordato con le associazioni sindacali  e
  con l'Assessore e quindi accettabile.
   Per anni abbiamo permesso che sull'agricoltura siciliana avvenisse
  ciò che, oggi, contestiamo alla Fiat. Questa legge lo impedisce.
   Onorevoli colleghi, mi dovete ascoltare
   Ripeto.  Abbiamo permesso che sull'agricoltura siciliana avvenisse
  ciò che, oggi, contestiamo alla Fiat. Questa legge lo impedisce
   In  futuro,  chiunque riceva fondi pubblici non potrà  giocare  la
  parte  di  essere amico dello Stato quando deve ricevere  fondi  e,
  poi,  super liberale quando deve acquistare l'uva o il  grano  o  i
  prodotti dell'agricoltura. Questa è una rivoluzione.
   Purtroppo,  la  legge  è  arrivata in un'ora  tarda  e  non  siamo
  riusciti a ricordarlo.
   Vorrei  ricordare  che abbiamo introdotto il principio  che,  ogni
  volta che si dovrà dare un contributo, al primo posto, per la prima
  volta - i cittadini ci ascoltano e poi ci ascolteranno - ci saranno
  gli  agricoltori  mono reddito. Non era mai successo.  Tante  volte
  abbiamo    promosso   leggi   che   danno   fondi   e    contributi
  all'agricoltura. Ma come sono stati dati negli anni  scorsi  questi
  soldi? A chi sono stati dati?
   E'  la  prima volta che l'assessore propone questo. Questi sono  i
  fatti  che  domani la Sicilia dovrà leggere e considerare.  Per  la
  prima  volta, al primo posto, mettiamo l'agricoltore mono  reddito.
  Sono  norme  che  cambiano il sistema. Io ho promosso  l'attenzione
  solo  su  queste due norme, per chiedervi di riflettere e se  è  il
  caso  di  sospendere l'Assemblea per cinque minuti  per  riprendere
  subito dopo il lavoro che la Sicilia si aspetta. Non c'è niente  di
  poco serio in ciò che si è fatto.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  hanno   chiesto   di   parlare
  moltissimi deputati, tra cui anche il Presidente della Regione, con
  cui  intanto mi scuso perché vorrei fare una proposta io, prima  di
  continuare il dibattito.
   Innanzitutto, votiamo l'emendamento 117.1, un emendamento ai sensi
  dell'articolo 117 che così recita:  All'emendamento 87.18 il  comma
  30 è soppresso.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  all'articolo  91 è stato  presentato  l'emendamento
  91.18 che è inammissibile. Pongo in votazione l'articolo 91.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo  che  si tratta delle norme per evitare l'impugnativa  del
  Commissario dello Stato sulla legge sull'agriturismo.
   Sospendo,  quindi, la seduta per mezz'ora e convoco la  Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, con il  presidente  della
  Commissione Bilancio ed il Governo, nella mia stanza.
   La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 23.51 del 30 aprile 2010, è ripresa
                            alle ore 01.10
                       di sabato 1 maggio 2010)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 92. Ne do lettura:

                             «Articolo 92
                            Canoni irrigui

   1.  I  consorzi di bonifica non possono aumentare, per la stagione
  agraria 2010, i canoni irrigui».

   L'emendamento  92.1  dell'onorevole De Luca e l'emendamento  92.10
  dell'onorevole Maira soppressivi dell'intero articolo o di  singoli
  commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 92.12 del Governo è inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 92. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 94. Ne do lettura:

                             «Articolo 94
                    Enoteca regionale della Sicilia

   1.  L'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 5 è  così
  modificato:

   a)  la  rubrica  è  sostituita dalla seguente:  Enoteca  regionale
  della Sicilia e rete di enoteche locali';

   b) il comma 1 è così modificato:  E' istituita l'enoteca regionale
  della  Sicilia  e la rete di enoteche locali alla cui realizzazione
  si  provvede con i fondi POR SICILIA 2000/2006 secondo le  modalità
  previste dalla corrispondente Misura. L'Assessorato Regionale delle
  Risorse  Agricole e Alimentari ne promuove la costituzione  cui  si
  provvede con atto pubblico';

   c)  il secondo periodo del comma 2 è così modificato:  All'enoteca
  regionale siciliana e alla rete di enoteche locali possono  aderire
  enti  pubblici  territoriali  e soggetti  pubblici  e  privati  che
  operano  nel  settore  vitivinicolo e che  promuovono  o  esplicano
  attività collegate al settore vitivinicolo e/o al turismo.';

   d) il comma 3 è così modificato:  3.  L'Assessore regionale per le
  risorse  agricole  e  alimentari  è  autorizzato  a  concedere   un
  contributo  per le spese di costituzione e di gestione dell'Enoteca
  regionale  di  Sicilia e del network alle enoteche locali  ,  delle
  strade del vino riconosciute, per 3 anni in misura decrescente:

   1)  per  i  Comuni  in  cui  ricadono  le  enoteche  regionali  il
  contributo  è  pari a   60.000,   40.000 e   40.000 rispettivamente
  per il primo, secondo e terzo anno di avviamento;

   2) per i Comuni in cui ricadono le enoteche locali il contributo è
  pari  a   40.000,   30.000 e   20.000 rispettivamente per il primo,
  secondo e terzo anno di avviamento.
   L'importo  concesso annualmente ai comuni per la  singola  enoteca
  non può superare in ogni caso il 50 per cento dei costi di gestione
  sostenuti dalla stessa.  Per le finalità di cui al presente comma è
  autorizzata  la  spesa complessiva di 1 milione  di  euro  per  gli
  esercizi finanziari 2010-2011-2012.'».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  94.13 degli onorevoli Caputo, Pogliese,  Vinciullo,
  Falcone e Buzzanca è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 94.12 degli onorevoli Caputo, Pogliese  e
  altri.
   Il parere del Governo?

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, per quanto  riguarda  la  materia
  delle  enoteche,  oltre  alle  due  regionali  ne  sono  già  state
  incrementate altre sette, una per ogni provincia e le somme vengono
  prelevate sempre dalla legge numero 19 del 2005 nella misura di  un
  milione.  Con  tale somma si consente l'avviamento  e  inoltre  c'è
  un'altra   somma  di  un  milione  per  il  triennio.  Incrementare
  ulteriormente il numero delle enoteche regionali comporterebbe  una
  riduzione  della possibilità di avviamento delle nove enoteche  già
  previste.
   In  questo  caso, quindi, non posso non dare un parere  contrario,
  anche  perché occorrerebbe una nuova provvista finanziaria  per  le
  eventuali nuove enoteche. E peraltro vorrei ricordare che  enoteche
  che  possono rappresentare territori dove ci siano  IGT  ce ne sono
  moltissime, non sono una o due. Di fatto c'è solo un   DOCG , ma di
  tutte  le  altre  ce  ne sono moltissime. E poiché,  ribadisco,  la
  copertura finanziaria di un milione è prevista per il triennio solo
  per queste, credo che non possa non darsi un giudizio contrario.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  insistere proprio per valorizzare i territori che sono sede di  DOC
  e  IGT  perché questo non comporterebbe un aumento di spesa.  Tutto
  andrebbe  ad  operare all'interno del budget  che  ha  previsto  il
  Governo. Quindi, mi permetto di insistere, onorevole Assessore.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 94.12. Il parere del
  Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi;chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 94. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 95. Ne do lettura:

                             «Articolo 95
           Trasferimento al comune di Scicli delle strutture
                 del mercato del fiore di Donnalucata

   1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari  è
  autorizzato a trasferire al comune di Scicli le strutture, le  aree
  di  pertinenza,  i macchinari e le attrezzature facenti  parte  del
  mercato  del fiore di Contrada Spinello -  Donnalucata - comune  di
  Scicli.

   2.   L'amministrazione  comunale  interessata   destinataria   del
  trasferimento  degli  immobili e delle attrezzature  ricadenti  nel
  proprio territorio, utilizza i beni loro ceduti secondo le finalità
  originarie o per altre finalità produttive».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 95. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:

                             «Articolo 96
             Contributi alle aziende agro-silvo pastorali

   Per  le  finalità  di cui agli articoli 3, 4 e 5  della  legge  25
  luglio 1952, n. 991 (ex cap. 56903 e 550801) è autorizzata la spesa
  di euro 320.000,00».

   Essendo  stati presentati solo emendamenti soppressivi,  pongo  in
  votazione  il  mantenimento dell'articolo. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:

                             «Articolo 97
            Interventi a favore delle vittime dell'attacco
       libico al motopeschereccio  Luna rossa  avvenuto in data
                             6 marzo 2010

   1. L'assessore per le risorse agricole ed alimentari è autorizzato
  a  concedere un contributo straordinario di euro 20.000,00 a favore
  dei  marittimi imbarcati sul motopeschereccio  Luna rossa , vittima
  di un attacco della Marina militare Libica».

   Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MARINELLO. Signor Presidente, c'è un emendamento che riguarda il
  settore della pesca. E' una norma regolamentare.

   PRESIDENTE. Se è modifica di norma la tratteremo al 142.
  Arriveremo a farle.
   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio solo  dire
  che  questo testo in commissione bilancio era stato discusso. Prima
  si  pensava  che l'armatore, cioè il proprietario del peschereccio,
  potesse essere ristorato del danno dall'assicurazione, mentre si  è
  appurato che non è un danno rimborsabile dall'assicurazione.
   Pertanto,   se   lo  riteniamo,  lo  possiamo  accogliere   perché
  semplicemente ci facciamo carico di una parte degli  oneri  che  ha
  sostenuto il peschereccio dopo l'aggressione delle motovedette.

   PRESIDENTE. Onorevole Marziano, di quale emendamento parla? Io  ne
  ho  uno  suo  che sopprime le parole  vittime di un  attacco  della
  marina libica .

   MARZIANO.   Parlo   dell'emendamento   97.10,   a   firma    anche
  dell'onorevole Scilla.

   PRESIDENTE. Ci saremmo arrivati.
   Intanto,  si passa all'emendamento 97.14 degli onorevoli  Mancuso,
  Leontini  e  altri che sopprime le parole  vittime  di  un  attacco
  della marina militare della Libia'. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 97.13 del Governo. Ne do lettura:
   «Dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:
    2.  E' concesso un contributo straordinario di euro 80.000,00  in
  favore  dell'armatore del motopeschereccio di cui al  comma  1,  al
  fine   di   fronteggiare   il   danno   causato   dall'interruzione
  dell'attività   di  pesca  e  la  riparazione  del  natante.   Alla
  complessiva  spesa di euro 80.000,00, si provvede, per  l'esercizio
  finanziario 2010, con parte della disponibilità dell'UPB 10.4.2.6.1
  -  capitolo 746811 - di cui alle assegnazioni disposte ai sensi del
  decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143.
  3.  L'Assessore regionale per le risorse agricole e  alimentari  è
  autorizzato  a  concedere  un contributo  alle  imprese  di  pesca
  iscritte nei compartimenti marittimi siciliani, quale concorso per
  la  copertura delle spese sostenute per il consumo di gasolio  nel
  biennio  2009/2010,  come  si  evince  da  libretto   consumo   di
  carburante'.  Per  le  finalità  di  cui  al  presente   comma   è
  autorizzata  per l'esercizio finanziario 2010 la  spesa  di  5.000
  migliaia di euro.»
   Assessore  Cimino, l'emendamento 97.13 è formato da due commi:  in
  uno vi è il contributo all'armatore e nell'altro  il contributo  al
  caro gasolio per 5 milioni di euro. Deve dichiarare in Aula se  c'è
  la copertura finanziaria.

   CIMINO. C'è la copertura finanziaria. Sono favorevole.

   PRESIDENTE. Do lettura del subemendamento 97.13.1:
   «Alla  fine  del  comma 2 aggiungere le parole   Il  contributo  è
  concesso  nell'ambito  del   de minimis',  ai  sensi  del  Reg.  CE
  875/2007 ».

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  approfittare   dell'opportunità  che  mi  dà  per  chiedere   scusa
  all'Assemblea  per quello che è successo poco fa. Sono  mortificato
  del  gesto  inqualificabile che ho contribuito anch'io a creare  né
  può  costituire giustificazione per alcuno il fatto che, da giorni,
  siamo  chiusi in quest'Aula per cercare di venire incontro a quelle
  che  sono  le  esigenze  del  territorio. Nessuna  giustificazione,
  ripeto, può essere addotta.
   Desidero  chiarire che con il collega Mineo abbiamo  già  chiarito
  tutto e desidero rivolgermi all'assessore Bufardeci per dirgli  che
  non  c'era  assolutamente nulla nei suoi confronti.  Anzi,  mi  ero
  subito adoperato per cercare di chiarire quello che è successo.
   Signor  Presidente, sono favorevole all'emendamento  97.13  e,  in
  modo  particolare, al comma 3, laddove vengono stanziati 5  milioni
  di euro per il consumo di carburante.
   La  nostra  marineria sta attraversando un momento particolarmente
  difficile, così come è difficile tutto il comparto economico  della
  nostra  Sicilia. Pertanto, venire incontro a tutti coloro i  quali,
  in  maniera  certa,  possono  documentare  di  aver  consumato  del
  carburante come si evince dal libretto che ogni motopeschereccio ha
  a  disposizione, credo che sia una cosa giusta, che io avevo  anche
  sollecitato all'assessore Bufardeci. E venire incontro a  coloro  i
  quali si sono anche indebitati nel biennio 2009-2010 credo che  sia
  una cosa giusta . Di conseguenza, esprimo il mio voto favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il  subemendamento  97.13.1  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'emendamento 97.13.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  Governo  ha
  deciso  ancora  di contribuire a fare suoi emendamenti  di  singoli
  deputati. L'articolo 97 prevedeva giustamente un contributo  di  20
  mila  euro  nei  confronti  di una imbarcazione,  una  delle  tante
  imbarcazioni che ha subito un attacco nelle acque internazionali.
   Non  capisco  perché esagerare in questa maniera  per  un  mancato
  introito,  neanche  quantificato. Non si riesce  a  comprendere  la
  ragione  per  la quale lo si deve fare solo per quel  peschereccio.
  Qual è la  motivazione? Se il Governo ci spiega
   Aspettiamo  che  finiscano di parlare. Fino a quando  la  cassa  è
  aperta  possiamo stare fino a domani  C'è la cassa  aperta   Quando
  chiude la cassa poi
   Siccome  il Governo fotocopia gli articoli dei colleghi  e  li  fa
  suoi,  ha questo atteggiamento, quindi ognuno si può proporre senza
  alcun  tipo  di problema. Personalmente non ho nulla,  non  conosco
  naturalmente  gli  imprenditori di quel motopeschereccio,  però  mi
  sembra inopportuno.
   Un  impiegato dello Stato guadagna 36 mila euro l'anno con  grande
  fatica,  onorevole Cimino  Con grande fatica. Noi  dobbiamo  invece
  aprile  questo  file  per  continuare  a  sperperare  denaro  della
  Regione.
   Se  volete,  fate  pure. Io ho proposto con un  subemendamento  di
  cassare il comma due.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  assessore per le risorse agricole ed  alimentari.   In
  ordine  a  questo articolo aggiuntivo voglio precisare innanzitutto
  che  recentemente vi è stato un incontro con le forze  dell'ordine,
  con  la  Capitaneria  di  porto e vi  è  stato  un  sopralluogo  al
  peschereccio    Luna   Rossa .  Che  certamente   non   è   l'unico
  peschereccio, ma è l'unico che ha subito un mitragliamento. Abbiamo
  contato con le forze dell'ordine quelli che sono stati i proiettili
  che  hanno  reso inutilizzabile il natante e sono oltre sessanta  o
  sessantacinque i proiettili che sono stati rinvenuti  e  che  hanno
  danneggiato   il  peschereccio.  E'  stata  verificata   anche   la
  condizione  del  natante, che è stato anche speronato,  e  vi  sono
  danni  assai  significativi a tutto lo scafo.  Quindi  è  un  fatto
  assolutamente eccezionale; si tratta di un natante che ha subìto un
  danno straordinario in conseguenza di un mitragliamento al quale  è
  stato sottoposto e allo speronamento. Ripeto, ha subìto danni assai
  significativi.  E ribadisco che erano presenti non  solo  le  forze
  dell'ordine, ma anche la Capitaneria di porto che, quasi quasi, era
  sorpresa  di  come  questo  natante fosse  ancora  galleggiante  in
  considerazione  di tutti i danni avuti. Si tratta  di  danni  molto
  rilevanti  con tutte le conseguenze di un natante che  deve  essere
  riparato, di un natante che quindi non può svolgere nessun tipo  di
  attività  a  vantaggio della propria ciurma, del proprio equipaggio
  che lavora all'interno dello stesso peschereccio.
   Peraltro vorrei ricordare che si tratta di somme che provengono da
  una  norma  specifica,  che è il decreto  legislativo  143  che  dà
  assegnazioni  proprio per danni di questa natura.  Quindi  non  c'è
  nessun  problema per la cassa regionale. E' altresì un emendamento,
  ribadisco,  che è stato fortemente voluto da tutta la marineria  di
  Mazara  del  Vallo.  Basti leggere le cronache di  stampa  di  quei
  giorni per rendersi conto che parliamo di un fatto eccezionale e di
  un danno gravissimo.
   Questa è la ragione per la quale abbiamo scritto questo articolo.
   Per  quanto riguarda invece il comma due, è noto a tutti  che  uno
  dei  costi più gravi che subisce la marineria riguarda il  gasolio,
  così  come  anche  il  settore  agricolo.  E  in  questo  caso   in
  quell'articolo  87  abbiamo previsto per la prima  volta  anche  il
  contributo  per  il  gasolio  agricolo  e  abbiamo  confermato   il
  contributo per il gasolio della pesca e nell'ambito del de  minimis
  che nella pesca è di 30 mila euro.

   PRESIDENTE.  C'è un subemendamento a firma dell'onorevole Mancuso.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 97.13 del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione  e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   L'emendamento 97.10 è superato.  Pongo ai voti l'articolo  97  nel
  testo risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa al Titolo X. Do lettura dell'articolo 109:

                             «Articolo 109

           Norme di potenziamento delle attività sportive di
                          interesse regionale

   1.  Al fine del potenziamento delle attività sportive di interesse
  regionale,  l'assessore regionale per il turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo  è  autorizzato  ad  erogare  annualmente  al   Comitato
  regionale del CONI Sicilia, con sede in Palermo, un contributo pari
  a 500 migliaia  di euro.

   2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per l'esercizio
  finanziario 2010 la somma di 500 migliaia  di euro.

   3.  Per gli esercizi finanziari successivi si provvede secondo  le
  modalità  di  cui all'articolo 3, comma 2, lettera g)  della  legge
  regionale 23 aprile 1999, n. 10».

   Comunico  che  gli  emendamento  109.1,  109.13,  109.14,   109.2,
  109.15, sono ritirati.
   L'emendamento 109.18 è decaduto.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 109.19, che viene mantenuto. Si tratta di
  un  emendamento aggiuntivo che comporta una spesa. Il parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 109.3 e 109.16  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  109.10. C'è  bisogno  della  copertura
  finanziaria. Ho bisogno del parere del Governo. Lo leggo:
   «Alla  fine  del comma 9 aggiungere:  e 15 migliaia  di  euro  per
  ciascuna  delle  sedi provinciali ». Quindi ci vogliono  altri  120
  mila  euro.

   CIMINO, assessore per  l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 109.11. Anche qua c'è bisogno
  di  copertura  finanziaria:  Aggiungere altri 200  mila  euro .  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di maggioranza..
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  109.12. C'è  bisogno  della  copertura
  finanziaria.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Sono ritirati gli emendamenti soppressivi 109.4, 109.17, 109.17.
   C'è  un  altro  emendamento  che   non  ha  numero  e  pertanto  è
  inammissibile.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 109. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  finito il Titolo X, perché gli articoli 110  e  111  sono
  stralciati.
   Torniamo indietro e precisamente all'articolo 72  Zone franche'.
   Gli emendamenti 72.12, 72.2, 72.13, 72.3 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 72.14, 72.4, 72.15, 72.5, 72.16, 72.6, 72.17 sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 72.27 dell'onorevole Maira, lo mantiene?

   MAIRA. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento  72.29, a firma degli onorevoli  Lupo  e
  Cracolici.
   Onorevoli colleghi, comunico al Governo, onorevole Cimino, che non
  accetterò   più  emendamenti,  non  prenderò  più  un  foglio.   La
  Presidenza  non accetta più fogli, tanto per essere chiari,  basta
  Solo  emendamenti che siano effettivamente tecnici o di riscrittura
  ad  un  testo  già  esistente alla finanziaria.  Non  prenderò  più
  nessuno emendamento.
   Il parere del Governo sull'emendamento 72.29?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 72.28.
   Onorevoli  colleghi,  non  voglio  più  nessuno  al  banco   della
  Presidenza e al banco del Governo.
   Pongo in votazione l'emendamento 72.28. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 72.7, 72.18, 72.8 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 72.19, 72.9 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Gli emendamenti 72.20 e 72.21 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 72.23, 72.23, 72.24, 72.25 e 72.26 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento  A 518.1 del Governo.

   MARROCCO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, solo per spiegare il senso di  questo
  emendamento  che sostituisce l'A 518 che fa salve le  zone  franche
  urbane  già  istituite  ai sensi dell'articolo  1  della  legge  27
  dicembre 2006, n. 296.
   Quindi, si aggiunge a quello già previsto dall'articolato,  quello
  che evidentemente viene sottointeso con una previsione di spesa che
  ha un limite di 30 milioni di euro da questo subemendamento.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO,   assessore  per  l'economia.  Possiamo  accettarlo   come
  raccomandazione. Non è necessario specificare ciò  nella norma.

   MARROCCO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A 517.

   MARROCCO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 72. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:

                             «Articolo 73
         Modifica alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15
              in  materia di zone franche per la legalità

   1.  Il comma 5, dell'articolo 3, della legge regionale 20 novembre
  2008, n. 15,  è sostituito dal seguente:

    5.  L'Assessore regionale per la famiglia e le politiche sociali,
  per l'attuazione dell'articolo 3 provvede a stabilire, con decreto,
  nei  limiti  dello stanziamento di bilancio, una soglia massima  di
  rimborso,  tenendo conto del numero e delle dimensioni dell'Azienda
  e del relativo numero dei dipendenti'».

   Gli emendamenti 73.1, 73.10, 73.11 e 73.2 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 73.12 è inammissibile.
   L'emendamento  A483,  a firma dell'onorevole Musotto,  decade  per
  assenza del firmatario.
   Pongo  in votazione l'articolo 73. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                               «TITOLO V
            Disposizioni in materia di infrastrutture e di
                               trasporti

                              Articolo 74
                    Piano triennale opere pubbliche

   1.  In  deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della  legge  11
  febbraio 1994, n. 109, come introdotto dall'articolo 8 della  legge
  regionale   2   agosto  2002,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  per  l'anno 2010 il programma triennale  e  l'elenco
  annuale  delle  opere  pubbliche sono adottati anche  separatamente
  dall'approvazione  del bilancio di previsione entro  il  30  giugno
  2010».

   Comunico che gli emendamenti 74.1, 74.11 e 74.12 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 74.10, a firma  dell'onorevole
  Faraone. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'elenco  annuale
  viene  allegato  al Piano triennale. Non capisco come  è  possibile
  prevedere che si cassi la proroga dell'elenco annuale.
   E'  una  cosa incomprensibile. Non riesco a comprendere il  parere
  sia della Commissione e sia del Governo. Non lo comprendo
   Significa  che  è  possibile non approvare il  Piano  triennale  e
  l'elenco  annuale del piano triennale stesso fa un'altra  fine.  E'
  una cosa incomprensibile

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco  cosa
  veda di incomprensibile l'onorevole Mancuso.
   Noi  possiamo  andare in deroga al fatto che si approvi  il  Piano
  triennale prima del bilancio perché è un piano triennale  e  quindi
  comporta una programmazione che sappiamo benissimo, a volte, essere
  un libro dei sogni.
   Il  Piano  annuale  è quello che deve essere fatto  nell'anno  del
  bilancio.  Pertanto, ritengo che sia incomprensibile che si  faccia
  dopo il bilancio.
   Sono  dell'idea che il Piano annuale debba essere fatto prima  del
  bilancio come atto propedeutico. Diversamente non si comprende come
  si  possano inserire dentro un bilancio opere pubbliche senza avere
  programmato  la  programmazione urbanistica e la  realizzazione  di
  opere dell'elenco annuale e quindi da realizzare entro l'anno.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  che  la legge numero 7/2002 sugli appalti prevede una norma che  ha
  funzionato a prescindere dalla proroga del Piano triennale.
   Si  è  sempre  fatta la proroga del Piano triennale,  ma  l'elenco
  annuale non si è mai toccato.
   Se  quest'anno  si deve toccare, è una novità, ma  certamente  non
  c'entra  nulla  con  il Piano triennale. L'elenco  annuale  non  va
  toccato. Altererebbe l'attuale norma sugli appalti. E sarebbe  bene
  non  toccare  la  norma  sugli appalti.  Ciò  premesso,  penso  che
  togliere  l'elenco  annuale sia un errore;  la  proroga  del  Piano
  triennale è giusta, ma l'elenco annuale non c'entra.
   Non vorrei che confondiamo ancora di più le cose.
   Stiamo  facendo una modifica della legge sugli appalti. Io non  lo
  toccherei.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. L'emendamento è ritirato.
   Vorrei  dire  che il Piano annuale, al di là di ogni discorso,  ha
  solo la funzione anche di verificare il momento programmatorio  che
  possa rientrare nel finanziamento. Pertanto, il fatto che esista  è
  - a mio avviso - positivo, come peraltro  la norma, nella sua ratio
  originale, aveva previsto.

   PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento.
   Pongo  in votazione l'articolo 74. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:

                              «Articolo75
            Agevolazioni in favore di cooperative edilizie

   1.  Alle  cooperative edilizie incluse nelle graduatorie approvate
  coi decreti assessoriali n. 1113 del 2 aprile 2008 e n. 3263 del 19
  novembre  2008  e  che realizzano il programma costruttivo  con  il
  recupero  di immobili ubicati nel centro storico o in zona omogenea
   A'  del  PRG  è destinata una ulteriore somma di 5.0000.000,00  di
  euro,  per  il  limite  di  impegno ventennale  dei  contributi  in
  annualità  previsti  dall'articolo  1  della  legge  regionale   20
  dicembre 1975, n. 79.

   2.   Le  agevolazioni  di  cui  al  comma  1  sono  concesse   per
  l'abbattimento dell'intero  interesse di mutuo contratti  ai  sensi
  della  legge  regionale 20 dicembre 1975, n. 79, che  prevedono  la
  possibilità  di accesso al mutuo agevolato fino ad  un  massimo  di
  200.000,00 di euro per singola unità abitativa.

   3.   Le   cooperative  che  vorranno  avvalersi   della   presente
  agevolazione  dovranno presentare entro e non oltre novanta  giorni
  dalla  pubblicazione della presente legge per la formazione  di  un
  programma di utilizzazione delle disponibilità finanziarie indicate
  al  comma  1,  titolo di proprietà o preliminare  di  compravendita
  autenticato  da un notaio e registrato ai fini fiscali di  immobili
  ricadenti nel  centro storico o nelle zone omogenea  A'.

   4.  Gli  interventi ammessi alla finanziabilità di cui ai  decreti
  assessoriali  n. 1113 del 2 aprile 2008 e n. 3263 del  19  novembre
  2008 che non rientrano nelle graduatorie di cui al comma 1, possono
  essere  finanziati  solo  in  presenza  di  interventi  costruttivi
  realizzati  in  aree   PEEP o in aree appositamente  destinate  dai
  comuni  e  i  cui  piani di lottizzazione siano stati  regolarmente
  approvati».

   Tutti gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 75 ed ai
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  75.18 dell'onorevole Leontini, l'emendamento  75.10
  degli    onorevoli   Minardo,   Digiacomo,   Termine   ed    altri,
  l'emendamento  75.17,  degli onorevoli Falcone,  Caputo,  Pogliese,
  Vinciullo,  e  l'emendamento  75.20  del  Governo  sono  dichiarati
  inammissibili perché estranei al testo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  continuano  ad
  arrivare  emendamenti volanti e qui ce n'è uno  che  parla  di  una
  proroga

   PRESIDENTE.   Onorevole  Mancuso,  sono   già   stati   dichiarati
  inammissibili.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, qualora lei ne accettasse  qualcuno,
  chiedo  cortesemente  agli  Uffici di  farci  avere,  insieme  agli
  emendamenti  anche i riferimenti normativi. In uno di  questi,  per
  esempio,  è abrogato un comma di un articolo di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ribadisco all'onorevole  Mancuso
  che  questa  Presidenza ha dichiarato inammissibili e continuerà  a
  farlo,  tutti  gli  emendamenti che trattano  materia  estranea  al
  testo.  Vi chiedo, pertanto, di stare sereni. Aggiungo altresì  che
  se   per   qualche  emendamento  dovessero  servire  i  riferimenti
  normativi, gli Uffici sono attrezzati.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha dichiarato
  inammissibile   perché  estraneo  al  testo  l'emendamento   75.17.
  Inviterei   questa  Presidenza  a  valutarlo  meglio.  Non   stiamo
  discutendo  di scemenze, onorevole Cracolici, stiamo discutendo  di
  una   questione  molto  delicata  che  riguarda  il  settore  delle
  cooperative  edilizie,  che oggi è l'unico strumento  che  potrebbe
  dare  una  boccata di ossigeno all'economia edilizia in  Sicilia  e
  allo sviluppo..

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, sull'inammissibilità non  possiamo
  fare una discussione.

   FALCONE. Signor Presidente, ribadisco che invito questa Presidenza
  a   rivedere   la  propria  decisione,  atteso  che  il   testo   è
  assolutamente  conforme all'articolo, quindi, è un emendamento  che
  non  tratta  di  materia  estranea,  ma  di  materia  assolutamente
  inerente la norma che oggi stiamo trattando.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   per   quanto   concerne   la
  dichiarazione di inammissibilità, tutti dovremmo sapere che non  si
  può  entrare nel merito. Gli Uffici apprezzano gli emendamenti,  la
  Presidenza ne dichiara l'inammissibilità.

   MAIRA. Signor Presidente, c'è da esaminare un emendamento a  firma
  della Commissione.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Maira,  non  ci  sono   più   emendamenti
  all'articolo 75. Si deve procedere alla votazione dell'articolo 75.
   Onorevole  Incardona,  la prego, ascolti l'onorevole  Maira.  Stia
  sereno.
   Stiamo  lavorando con l'apprezzamento degli Uffici, che  non  sono
  stanchi   come   noi,  stiamo  lavorando  sulle  dichiarazioni   di
  ammissibilità e stiamo cercando di uscire fuori da una  situazione.
  Avverto  che  se  arrivano ulteriori carte, come ha  già  detto  il
  Presidente Cascio prima di me, non saranno accettate, ad  eccezione
  di   questioni  che,  evidentemente  nel  merito,  possono   essere
  apprezzate.

   MAIRA.  Signor  Presidente, sia questo  emendamento  che  è  stato
  dichiarato  inammissibile, così come anche quello della Commissione
  e  forse  qualche  altro, sono emendamenti che  mirano  tutti  alla
  proroga  dei  termini  per le cooperative che hanno  già  copertura
  finanziaria.
   Vorrei  ricordare al Governo e all'Aula che è la terza o la quarta
  volta  che  questo argomento viene all'attenzione dell'Aula.  L'UDC
  aveva anche presentato un disegno di legge che è stato ritirato con
  l'impegno di inserirlo in finanziaria.
   Io  vorrei capire se veramente vogliamo lo sviluppo della Sicilia,
  oppure no
   Dobbiamo  continuare a prenderci in giro su cose che  sono  vitali
  per   rimettere   in   moto   l'intero  settore   terziario   e   i
  cooperativisti? Ora, al di là di quello che lei a testé  fatto,  si
  trovi  il sistema per potere salvare la proroga dei termini per  le
  cooperative.
   Lavorare in quest'Aula è diventato quasi impossibile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che poc'anzi  il
  Presidente  Cascio  ha  annunciato che per emendamenti  su  materie
  estranee   al  testo  avrebbe  dichiarato  l'inammissibilità.   Sto
  semplicemente facendo quello che la Presidenza ha già  stabilito  e
  non posso cambiare, in corso d'opera, decisioni già assunte.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ricordare
  al   Presidente   della  Regione  e  al  Presidente  dell'Assemblea
  regionale  che  il  vice  presidente  della  regione  pro   tempore
  onorevole  Bufardeci,  che oggi per fortuna  vedo  in  Aula,  e  il
  Presidente  dell'Assemblea  regionale onorevole  Cascio,  assunsero
  impegno  formale dinanzi a questa Assemblea di trattare come  prima
  legge in assoluto, quella che riguarda la proroga delle cooperative
  edilizie.
   Presidente  della  Regione, si assuma  la  responsabilità  di  far
  rispettare un impegno, per una volta  d'onore , in quest'Aula, e lo
  dico  anche  al  Presidente dell'Assemblea,  perché  congiuntamente
  presero  un  impegno solenne per garantire una fetta importante  di
  economia siciliana.
   Questa  sera  la Presidenza dell'Assemblea, se non  pone  ai  voti
  questo  emendamento, consuma un ulteriore misfatto. E non è  contro
  di  lei,  Presidente  Oddo,  che è qui pro  tempore,  ma  è  contro
  l'Istituzione e il rispetto che quest'Assemblea vuole continuare  a
  nutrire  nei confronti di chi ci rappresenta e di chi questa  sera,
  solo in teoria, ci dovrebbe garantire.
   Parliamo chiaramente. Fino ad ora l'UDC ha mantenuto un profilo di
  sobrietà, ha mantenuto un profilo di responsabilità. Qui tutti sono
  in  grado di fare il proprio mestiere e il proprio dovere.  Abbiamo
  un  obiettivo, che è quello di approvare la finanziaria  regionale.
  Siamo  alle  due  e  dieci del 1 maggio 2010.  Non  abbiamo  ancora
  approvato  né  il  bilancio  né  la finanziaria.  E  stiamo  ancora
  discutendo.
   Onorevole   Presidente  della  Regione,  ci   avete   chiesto   di
  rappresentare  come partito a questo Governo, visto  che  è  aperto
  alle  istanze della gente di Sicilia, quali erano, se ve ne  erano,
  le  priorità dell'UDC che, pur essendo all'opposizione, rappresenta
  una  fetta importante di questa terra di Sicilia. Ebbene, onorevole
  Presidente, smettiamola di prenderci in giro  Se tutte le volte che
  noi  le  rappresentiamo un'esigenza, che non è né la mia personale,
  né  di  qualche  altro  deputato, ma è delle  cooperative  edilizie
  siciliane,  affinché si abbia la possibilità  di  fare  partire  un
  volano  di sviluppo, lei non può farmi un sorriso. E allora  ditelo
  chiaro, perché vuol dire che staremo qua il 30 aprile, il 1  maggio
  e  anche  il 2. D'altronde ciascuno di noi sa molto bene cosa  dire
  per  quello  che  è  successo fino ad ora e per  quello  che  dovrà
  succedere.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  un
  appello   agli  amici  del  PD,  ed  in  particolare  all'onorevole
  Cracolici,  perché  sappiamo bene che a  Palermo  c'è  un  problema
  legato   alle  cooperative  edilizie,  e  per  essere  risolto   va
  affrontato in maniera energica.
    Ebbene, facciamolo una volta per tutte  Non si può consentire che
  per  un  problema che esiste a Palermo si blocchi tutta  l'attività
  delle cooperative edilizie in Sicilia.
   Si  era  detto  già  in  passato che questo  problema  si  sarebbe
  affrontato.  C'era già una legge, quella del  Piano Casa',  in  cui
  era  stata inserita questa norma, e poi è stata cassata. Allora  si
  addusse  un  argomento di natura tecnica e si accettò,  ma  -  come
  diceva  poco  fa  l'onorevole Cordaro - con il preciso  impegno  da
  parte del Governo di affrontare la problematica.
   Ripeto, è un problema molto serio che attende di essere risolto, e
  non  si può ogni volta rimandare, non si può ogni volta cassare  un
  articolo  o  un  emendamento perché non lo si vuole affrontare.  Il
  problema  va affrontato. C'è un settore che soffre, c'è soprattutto
  una  categoria di persone - i destinatari di questi immobili -  che
  aspettano anche di essere aiutati. Sono  famiglie che non hanno  la
  disponibilità  di  realizzare  la  casa,  disponibilità  che  altre
  famiglie  invece hanno. L'edilizia convenzionata è un'edilizia  che
  ha  anche uno scopo sociale. Non può essere mortificata di volta in
  volta  solo  perché  ci  sono problemi in  particolari  zone  della
  Sicilia ancorché legati a problemi di legalità. Ebbene, affrontiamo
  il  problema   Non  perché  ci sono i ladri  possiamo  nasconderci.
  Evidentemente vanno assunte misure idonee a garantire la legalità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la parola  all'onorevole  Cracolici,
  vorrei  proporre  di  accantonare  temporaneamente  l'articolo  75.
  Fermiamoci un attimo e valutiamo con molta serenità.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Ebbene, probabilmente c'è un equivoco.
   Questo articolo che è stato elaborato in Commissione Bilancio,  ha
  come obiettivo le proroghe.
   Se  ci  dovessero essere equivoci sulle proroghe, allora scriviamo
  che  sono  prorogati  i bandi X, Y, Z. Intendiamoci  però  su  cosa
  vogliamo  fare. Questo articolo - mi permetto di dire -  opera  due
  grandi   innovazioni.  Una  prima  innovazione  è  che   l'edilizia
  convenzionata  agevolata  di qualunque bando,  che  interviene  per
  attività  di  recupero in centri storici e  zone  A,  ha  un  tasso
  agevolato,   e   cioè   a  zero  euro  o  a  zero   interessi.   E'
  un'innovazione  totale.  Una seconda innovazione  è  che  -  e  tra
  l'altro  dovrebbe essere naturale che ci fosse in tutti i  bandi  -
  gli  interventi che sono immediatamente attivabili, dalle  proroghe
  che si realizzano ai bandi fin qui realizzati, sono quelli previsti
  in  aree  PEP,  cioè  in piani di espansione edilizia  economica  e
  popolare,  o  in  aree per le quali i Comuni hanno  fatto  regolari
  piani di lottizzazioni.
   Intendiamoci.  Se  qualcuno vuole le proroghe  per  consentire  un
  assalto  al territorio, per realizzare  interventi e consentire  le
  varianti in verde agricolo, cose che si sono utilizzate negli  anni
  passati a Palermo, ma non solo a Palermo - lo dico ai colleghi  che
  non  sono  palermitani - dove, per essere chiari, una  parte  delle
  attività di intermediazione su questi terreni ha riguardato  poteri
  e interessi criminali, allora lo dica, si assuma la responsabilità.
  Ma  non  si  può  far  finta  di non dire  che  con  questa  norma,
  rispondendo  all'impegno  che  si è  assunto  il  Presidente  della
  Regione e il Presidente dell'Assemblea, che avevano detto che  solo
  dopo  e  comunque con la finanziaria avremmo potuto  affrontare  il
  nodo  delle proroghe perché occorrevano le coperture relative,   si
  sta   rispondendo   ad  un  impegno.  E  si  sta  rispondendo   con
  un'innovazione assolutamente inedita che consente il tasso zero per
  le attività di recupero. E non esiste regione in Italia che mette a
  tasso  zero  le attività di recupero per le cooperative edilizie  e
  consente  le proroghe per realizzare in aree PEP e in aree conformi
  urbanisticamente.
   E'  offensivo dire che si possono realizzare interventi nelle aree
  dove  la destinazione urbanistica è compatibile? E' questa l'offesa
  che si fa, proponendo questa legge?
   Questa  è  la proroga  Se poi ci sono bandi che non sono previsti,
  il Governo ci dica quali sono.
   Questi  bandi,  che personalmente mi sono stati  consegnati  dagli
  Uffici, sono i bandi delle cooperative, i bandi prorogati. Se ce ne
  sono  altri, si inseriscano. Mettiamoci d'accordo: chi  vuole  fare
  gli  interventi  di recupero, li faccia; chi vuole fare  una  nuova
  costruzione  la  può fare, ma in aree dove ci sia la  compatibilità
  urbanistica.
   Qualcuno,  forse,  si  è  offeso per  questo?  Qualcuno  si  sente
  minacciato  in  un diritto? Oppure qualcuno vuole le  proroghe  per
  continuare l'assalto al verde agricolo delle nostre città?
   Allora lo si dica. Se questa è la discussione si discuta alla luce
  del sole, alle due o alle tre di notte così come l'1 o il 2 maggio,
  in qualunque giorno della settimana e del mese.

   PRESIDENTE.  Ribadisco la proposta della Presidenza di accantonare
  l'articolo 75.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è   un
  problema  che ci portiamo dietro ormai da due anni. E  le  racconto
  una   storia  che  corrisponde  a  verità.  Personalmente,  in   IV
  Commissione,  depositai questo emendamento o disegno di  legge  che
  serviva  per prorogare le cooperative. L'allora assessore al  ramo,
  onorevole Di Mauro, mi chiese di ritirarlo perché da lì ad un  mese
  avrebbe presentato un disegno di legge organico sulla materia.
   Ora,   evidentemente,  l'onorevole  Cracolici  si   porta   dietro
  l'esperienza sua personale, che appartiene al suo territorio. E  se
  lui  è  d'accordo,  stralciamo Palermo e  proroghiamo  nelle  altre
  province, così il problema non si porrà più. Tra l'altro mi risulta
  che   il  Presidente  Lombardo  ha  incontrato  l'ANCI,  che   come
  tantissima  altra gente gli ha chiesto questa proroga. Proprio  non
  capisco   questa  sua  indifferenza,  onorevole  Presidente   della
  Regione

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 75 è accantonato.
   Si passa all'articolo 76. Ne do lettura:

                             «Articolo 76
                          Gestione dei porti

   1.  All'articolo 10 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  le  parole   2000-2006' sono sostituite con le  parole   2007-
  2013';

   b)  dopo  le parole  interesse regionale' sono inserite le  parole
   ,classificati da II categoria, II classe in poi, di cui al decreto
  Presidente della Regione 1 giugno 2004,'

   c)  il periodo da  Per i porti di importanza' a  società miste'  è
  cancellato».

   Comunico   che  tutti  gli  emendamenti  soppressivi   dell'intero
  articolo 76 o di singoli commi, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   L'emendamento 76.13 è inammissibile.
   Viene  mantenuto  l'emendamento 76.12, soppressivo  dell'articolo,
  degli  onorevoli  Ammatuna, Rinaldi, Galvagno e Vitrano.  Pongo  in
  votazione il mantenimento dell'articolo 76.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  un
  emendamento soppressivo di quest'articolo 76 perché, a mio  avviso,
  riprende un po' l'articolo 10 della legge numero 32 del 2000, legge
  che  istituisce le autorità portuali regionali ai sensi della legge
  numero 84 del 1994.
   Secondo  la  Corte  Costituzionale questa è una  legge  quadro  in
  materia di porti. E ci sono ripetute sentenze del TAR che ritengono
  inammissibile  e illegittima l'istituzione di un'autorità  portuale
  regionale  ai  sensi  della legge numero 84/94.  E  mi  rivolgo  in
  particolare all'Assessore ai lavori pubblici perché questo è, a mio
  avviso,  un  articolo  illegittimo,  che  è  stato  formulato   per
  l'utilizzo dei fondi europei 2007-2013.
   E  ribadisco ancora una volta che la realizzazione delle strutture
  portuali può essere possibile utilizzando i fondi europei 2007-2013
  da  parte  dell'assessorato ai lavori pubblici o dei comuni  stessi
  dove queste opere debbono essere realizzate.
   Era quanto volevo dire. E' un articolo assolutamente illegittimo e
  va abrogato.

   PRESIDENTE.  L'emendamento dell'onorevole Ammatuna è soppressivo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  io  poco  fa  intervenni   su   un
  emendamento  che riscriveva molti commi, ora è appena  arrivato  un
  emendamento, il 76.13.

   PRESIDENTE.  E'  già  stato  ritirato,  onorevole  Beninati,  stia
  sereno.   Aggiungo  che  prima  del  ritiro  era  stato  dichiarato
  inammissibile.
   Pongo ai voti il mantenimento dell'articolo 76 .

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  premetto   di
  dichiarare   la  mia  ignoranza.  Mi  sembra   un  articolo   molto
  complesso.  Ho avuto modo di consultare la legge madre,  la  numero
  32/2000, e ho potuto constatare che varia di molto quella  che  era
  la  previsione  sulla  gestione dei porti  perché  cassa  tutto  il
  periodo  delle  attribuzioni  delle funzioni  al  Presidente  della
  Regione  e  a  tutti  gli organi decentrati sull'affidamento  della
  concessione  di  realizzazione o gestione  di  opere  dei  porti  a
  privati  o  a società miste. Tutto questo è cassato. Il  Presidente
  della Regione non ha più nessun tipo di autorità.
   La  legge  prevedeva  che   per i porti di  importanza  minore  il
  Presidente della Regione attribuisce le funzioni amministrative  ad
  organi  decentrati della Regione o dello Stato,  ovvero  affida  in
  concessione  la  realizzazione e la gestione delle  opere  e/o  dei
  porti a privati o società miste .
   Tutto  questo  viene  totalmente cassato. Non  si  capisce  a  chi
  saranno  affidate  queste funzioni, alla libertà  di  chi.  Non  si
  comprende  neanche quali sono i porti di categoria 1 o categoria  2
  che vengono aggiunti.
   Se  ho  capito bene - io confesso la mia ignoranza -  si  vogliono
  spendere i fondi comunitari del 2007 e 2013 in una certa maniera  e
  non  come prevedeva prima la legge, cioè con un controllo sotto  il
  profilo della incidenza amministrativa sui porti minori.
   Le  ripeto quello che viene cassato, così è più chiaro. Viene meno
  perché   non   c'è  più  nessuno  che  attribuisce  le   competenze
  amministrative così come prevedeva la legge sui porti minori. Non è
  più  previsto. E' escluso. E non si capisce a chi viene  attribuita
  questa competenza. Quindi, chiedo  al Governo se cortesemente ce lo
  spiega prima di votarla.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei chiarire che l'importanza di questo articolo  sta
  proprio nell'ambito dell'accelerazione e della programmazione della
  spesa dei Fondi europei, tant'è che viene richiamata la misura  dei
  fondi 2007-2013.
   Il  perché di questa importanza e di questa innovazione, meglio di
  me  lo  può  rappresentare chi da assessore ai Lavori pubblici,  da
  assessore  alla Cooperazione, da assessore al Turismo, da assessore
  alla  Sanità  sa bene che le iniziative dei porti, soprattutto  dei
  porti regionali, trovano in Sicilia una competenza frastagliata tra
  diversi assessorati.
   In questo modo nell'ambito della programmazione comunitaria si può
  creare  la  condizione  per  la quale vi  sia  un'azione  unica  di
  pianificazione  della spesa, di pianificazione  anche  di  una  sua
  attività  di accelerazione. Le parole del punto b) chiariscono  che
  si  tratta dei porti di interesse regionale sui quali la Regione ha
  piena   competenza  e  in  questo  caso  l'attività  del   Governo,
  l'attività  della  programmazione economica  del  Presidente  della
  Regione  può trovare in quest'articolo la sua univocità per  creare
  le  condizioni affinché non vi sia una programmazione o  interventi
  a  macchia  di  leopardo, bensì interventi  che  siano  programmati
  seriamente  secondo un'unica linea per lo sviluppo della portualità
  siciliana.

   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  parte  più importante di quest'articolo formalizzato dal Governo  è
  il  primo comma. Il quale in effetti permette di utilizzare i fondi
  comunitari 2007-2013. Ricordo che la legge 2000-2006 è finita.  Per
  il  resto, obiettivamente, penso, signor Presidente, Assessore, che
  la  norma  va bene, ha funzionato. Pertanto, perché ci complichiamo
  la  vita  mettendo in dubbio come si deve andare avanti dal momento
  che  questa  norma ha funzionato sino a ora?  Sono stati finanziati
  porti  con  i  fondi comunitari 2000-2006. Sono stati finanziati  e
  programmati.  Ora ci sono i fondi 2007-2013. E la legge  numero  32
  del   2000,   quella  che  abbiamo  fatto  che  era   proprio   per
  l'attivazione dei fondi comunitari, effettivamente oggi va cambiata
  con 2007-2013. Ma non toccherei nessun'altra cosa, Presidente. Fino
  ad  adesso, Presidente, le potrei dire che alcuni porti sono  stati
  finanziati  con  i fondi comunitari. Anzi le dico di  più.  Se  non
  ricordo  male una delle misure dell'Assessorato dei lavori pubblici
  che ha speso tutto riguarda proprio i fondi comunitari dei porti.
   Quindi ha funzionato benissimo, perché la alteriamo e la cambiamo?
  Mettiamo solo 2007-2013, il primo comma. Per il resto non tocchiamo
  nulla perché ha funzionato bene.
   Non la toccherei tranne la modifica di 2007-2013.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 76.
   Chi è favorevole a mantenere l'articolo 76, rimanga seduto, chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:

                             «Articolo  77
     Accordo di programma per manutenzione e costruzione di strade
                              provinciali

   1.  Al  fine  di  procedere al finanziamento di  un  programma  di
  manutenzione   straordinaria  e/o  costruzione  di   nuove   strade
  provinciali  l'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato  a
  sottoscrivere   un   accordo   di   programma   con   le    singole
  amministrazioni provinciali dell'Isola per un ammontare complessivo
  di 105.000 miglia di euro assicurando ad ogni provincia la somma di
  euro 10.000 migliaia e 25.000 migliaia per la provincia di Messina,
  previa delibera di giunta.

   2.  All'onere  derivante dall'applicazione del presente  articolo,
  pari a 105.000 migliaia di euro si fa fronte con le risorse del PAR
  FAS 2000-2006 e 2007-2013».

   Gli  emendamenti  77.1,  77.13, 77.12,  77.11,  77.2,  77.14  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende  atto.
   Si  passa all'emendamento 77.10, a firma degli onorevoli Adamo  ed
  altri. Ne do lettura:

   «Al comma 1 le parole  l'Assessorato regionale dell'economia  sono
  sostituite   con   le   parole    l'Assessorato   regionale   delle
  infrastrutture e della mobilità ».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   GALVAGNO, componente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  77.10.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 77.17. Non ha  copertura finanziaria  e
  pertanto è inammissibile.
   Gli emendamenti 77.3 e 77.15 sono ritirati.
   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 77.18, a firma dell'onorevole De Luca. Ne
  do lettura:
   «Al  comma  2  dell'articolo 77 cassare le seguenti parole   2000-
  2006 ».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  cassare il riferimento al FAS 2000-2006.
   Assessore Cimino, mettiamoci d'accordo su una cosa: o formalmente,
  in  questo  momento,  il FAS pregresso è formalmente  impegnato  e,
  quindi, non è impegnabile per altre operazioni, Presidente,  oppure
  sono  state  fatte  già operazioni di ricognizione,  cosa  che  noi
  abbiamo auspicato con due ordini del giorno approvati all'unanimità
  dall'Assemblea, e già sono state  individuate delle economie.
   Considerato  che  non  si  può scrivere in  questo  testo  e  fare
  riferimento a risorse che formalmente risultano impegnate -  perché
  di  fatto  noi  stiamo  dichiarando una cosa  assurda  -,  mi  sono
  permesso  semplicemente di fare chiarezza al testo anche perché  io
  personalmente tengo a questa norma. E' chiaro?
   E  redatta  in  questi termini questa norma non  è  corretta.  Non
  voglio usare un altro termine tecnico a quest'ora.
   Di  conseguenza, l'assessore Cimino chiarisca all'Aula se ci  sono
  già  economie  a  seguito  di ricognizioni  effettuate  oppure,  io
  consiglio,  Presidente  della Regione, di togliere  il  riferimento
  attuale al FAS 2000-2006.
   Il  discorso  è semplice, Presidente: il FAS 2000-2006 attualmente
  non  esiste  sotto il profilo della disponibilità finanziaria.  No,
  non  è  una  pinzillacchera  alla Totò, Presidente, è una questione
  chiara e delicata di copertura finanziaria.

   Ripeto, ho semplicemente proposto di togliere quel riferimento  se
  teniamo  alla  norma. E lo dobbiamo togliere   perché  c'è  l'altro
  riferimento al FAS 2007-2013.
   Quindi, si lascia il riferimento al FAS 2007-2013 e quello al  FAS
  2000-2006,  per  ora,  si deve cassare. L'indicazione  finanziaria,
  Presidente, è impropria, non è veritiera.
   Devo aggiungerle altro? Delle due l'una: o la ricognizione già  ha
  portato a delle economie, oppure l'indicazione non è veritiera.
   Siccome  non  è una questione di acqua fresca, come  soluzione  le
  propongo,  Presidente, per la questione che  io  ho  sollevato,  di
  accantonarlo  un attimo e di approfondirlo con gli uffici.  Ritengo
  sia  la  decisione più opportuna. Se mi concede, quantomeno, questa
  richiesta  così  la  verifichiamo  e  io  poi  valuto  se  ritirare
  l'emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Semplicemente  chiedo al  Governo,  a  questo  punto  in
  maniera  cogente, di dare immediata risposta e rassicurazione.  Ove
  non  fosse  così,  infatti,  ove  non  ci  fossero  queste  risorse
  disponibili è giusto ciò che propone l'onorevole De Luca.
   Quindi,  o  il Governo chiarisce oppure cancelliamo il riferimento
  al FAS 2000-2006.
   Ribadisco   che   ritengo   utile   che   il   Governo   chiarisca
  immediatamente.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Onorevoli colleghi, non  vorrei
  creare  confusione. Di fatto avere inserito il tema anche  del  FAS
  2000-2006  è  un'opportunità  che  noi  vogliamo  poter  mantenere.
  Infatti,  dai conteggi che abbiamo con i rapporti con il  Ministero
  dello sviluppo economico, è necessario poter creare questa sinergia
  fra i fondi 2000-2006 e i fondi 2007-2013.
   Chi  ha operato in questo settore sa bene che vi sono economie che
  molte  volte,  per la mancanza di progettazioni esecutive,  vengono
  traslate nei fondi successivi, in questo caso 2007-2013. In  questo
  modo,  se  noi  abbiamo  l'opportunità di avere  invece  una  spesa
  immediatamente   attivabile,   possiamo   anziché    ritornare    o
  disimpegnare queste risorse avere una grande opportunità di  creare
  le  strade provinciali anche con i fondi che sono della regia 2000-
  2006.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, lei al riguardo è già intervenuto.
  Non  poso  darle  di nuovo la parola. Pur non di  meno,  le  voglio
  venire incontro e le concedo la parola soltanto per precisare quali
  sono  gli ordini del giorno approvati dall'Assemblea cui aveva  già
  accennato.

   DE  LUCA.  Chiedo  di parlare per una ulteriore  dichiarazione  di
  voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Chiarisco  che i due ordini del  giorno  già  approvati
  all'unanimità da parte del Parlamento impegnano il Governo  a  fare
  una  ricognizione di tutta la situazione pregressa e a indirizzarla
  a  due  motivazioni  principali. Una è il  contrasto  del  dissesto
  idrogeologico, l'altra è il risanamento dei centri storici.
   Ma  in merito alla discussione questo ci può interessare fino a un
  certo punto.
   Per  quanto  riguarda invece la questione squisitamente   tecnica,
  noi  in  questo  momento  stiamo dando copertura  finanziaria   con
  risorse che formalmente non esistono perché sono impegnate.
   Ma  quando ho studiato Contabilità di Stato mi hanno insegnato che
  norme a futura memoria sotto il profilo della copertura finanziaria
  non  ce  ne  sono. A futura memoria nel senso che  si  prevede  che
  quando   si   attiverà   il   programma   le   risorse   forse   si
  disimpegneranno. Questo non me l'hanno insegnato  e  non  l'ho  mai
  studiato nei miei libri di contabilità.
   Rispetto a questo principio squisitamente contabile, io da  questo
  punto di vista dico che l'imputazione non è corretta.
   Siccome  è  corretta invece l'imputazione PAR  FAS  2007-2013,  ho
  semplicemente  invitato il Governo, proprio perché tengo  a  questa
  norma,  come tutta l'Aula, a togliere quel riferimento  perché  non
  succede nulla.
   Assessore  Cimino,  lei  formalmente in  questo  momento  non  può
  prendere un euro dal FAS 2000-2006.
   Se  lei afferma il contrario, dice una cosa non corretta, per  non
  usare un altro termine.
   Nel momento in cui stiamo approvando la norma, lei non può toccare
  nemmeno un euro.
   Rinnovo il mio invito a togliere quel riferimento. Sono favorevole
  alla  norma,  ma  non  posso - non posso  - votare  una  norma  che
  palesemente  fa  un  riferimento  alla  copertura  finanziaria  non
  corretta.

   CIMINO, assessore per l'economia. L'onorevole De Luca intervenendo
  mette  in  dubbio  la veridicità delle cose che il sottoscritto,  a
  nome del Governo, dice.
   Siccome  non  è  la  prima  volta,  mi  pare  giusto  chiarire  la
  questione.
   Il   PAR-FAS   è  un  Piano  attuativo  regionale  per  interventi
  determinati.  Sono  interventi che hanno visto  l'approvazione  del
  Ministero  dello Sviluppo economico e sono dal 2000 al 2006  e  dal
  2007 al 2013.
   Per  avere  le rinvenienze economiche, non è certamente necessaria
  la  legge. Basta convocare il comitato del Par-Fas, si disinvestono
  alcune  opere  e  si investono in altre iniziative progettuali,  in
  riferimento  alle  priorità  che  il  Governo  ritiene   di   poter
  individuare.
   Noi oggi non diciamo quali opere disinvestiamo ma è necessario, ed
  è  un'opportunità per la Sicilia, analizzando l'attualità del  Par-
  Fas   2000-2006,  se  vi  sono  risorse  ancora  bloccate,  poterle
  trasferire   nella  tempistica  dell'esecutività  progettuale   nel
  2007/2013  e quindi dare copertura alla legge che oggi speriamo  di
  potere esitare in questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.18. Il parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Chiedo agli uffici di annotare che l'onorevole De Luca
  si è astenuto.
   Pongo  in votazione l'articolo 77.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Presidente della Regione, l'articolo 75 è accantonato;
  vediamo di fare un approfondimento per recuperare alcune questioni.
  Pertanto sarebbe opportuna una riscrittura da parte del Governo.
   Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:

                             «Articolo 78
         Contributi alla provincia di Agrigento per strade di
                             collegamento

   1.  E'  autorizzata la spesa  di euro 1.500 (migliaia di euro)  da
  assegnare  alla  provincia  regionale  di  Agrigento  al  fine   di
  sostenere  le  spese  di  progettazione  esecutiva  di   un   lotto
  funzionale ai lavori di collegamento tra la SS189, SS118,  SS115  a
  servizio dei Comuni della montagna.

   2.  I  fondi previsti per la spesa di cui al comma 1 sono a valere
  sulle risorse del PAR FAS 2007-2013».

   Comunico  che i seguenti emendamenti sono ritirati: 78.10,  78.11,
  78.12,   78.1,  78.2,  78.13.  Tutti  gli  emendamenti  soppressivi
  dell'intero articolo o di singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   DE LUCA. Signor Presidente, l'emendamento 78.15 è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MARROCCO. L'emendamento 78.16 è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  78.17, dell'onorevole Maira,  è  inammissibile  per
  mancanza di copertura  finanziaria.
   Si passa all'emendamento 78.19 degli onorevoli  Galvagno, Rinaldi,
  Ammatuna e Termine. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  possiamo anche bocciarlo. E peraltro c'è anche una riscrittura. Pur
  tuttavia vorrei fare un ragionamento.
   Stasera si sta facendo una finanziaria che apprezzo anche  per  le
  misure  che in essa sono contenute (credito d'imposta, zona franca,
  pensiamo  ai  precari, pensiamo a Termini Imerese e a quant'altro).
  C'è  anche un'industria che si chiama turismo. E' a tutti noto  che
  nel  2011 rientrerà a Morgantina, ad Aidone, Afrodite che  ci  sarà
  restituita  dal Paul Getty Museum. Gli argenti sono già  rientrati.
  Lì  la strada provinciale per accedere a Morgantina è chiusa e  non
  esistono  infrastrutture.  C'è  necessità  di  fare  l'accordo   di
  programma con l'assessore per l'economia per fare le infrastrutture
  per accogliere milioni di persone. Mi preme, qui, ricordare che  la
  Villa Romana del Casale, che è stata riaperta,  conta da 600 a  800
  mila  presenze l'anno certificate con biglietto d'ingresso.  E'  un
  fatto  che va al di là di ogni ragionevole considerazione  e  credo
  che  dopo  Pompei è il monumento più visitato nel sud  dell'Italia.
  Siccome  la copertura potrebbe essere con il PAR FAS.   Ma  se  c'è
  l'impegno  del  Governo  di  trovare altre  soluzioni  posso  anche
  ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, lo ritira?

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende   atto.   Pertanto   decade
  l'emendamento 78.19.1, della Commissione.
   Comunico che gli emendamenti 78.3, 78.14 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  78.18  non  ha  la  copertura  finanziaria   ed   è
  dichiarato inammissibile.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   desidero
  richiamare   l'attenzione  del  Governo   sull'articolo   78.   Sto
  apprendendo  per  la  prima volta che questa Regione  finanzia  una
  progettazione di un lotto funzionale. Vorrei che si chiarisca cos'è
  un  lotto  funzionale.  Il  lotto funzionale  è  una  parte  di  un
  progetto. Non è un progetto completo. E' un lotto. Ed è pari ad  un
  milione e mezzo di euro solo la progettazione. Questa è una novità.
   E  vorrei  ricordare all'assessore Gentile che esso  da  poco  sta
  portando avanti un bando di progettazione che, se non vado  errato,
  io  avevo  attivato - da assessore - e adesso egli lo ha  concluso,
  proprio però per curare le progettazioni a bando.
   Noi  invece qui stiamo dando ben tre miliardi di lire per un lotto
  funzionale.  Pertanto, ritengo che questa strada  costerà  cento  o
  duecento  miliardi  delle vecchie lire; le  progettazioni  incidono
  mediamente il cinque per cento.
   Quindi,  stiamo parlando di una grande strada; non è una stradina
  Sto  illustrando  di cosa stiamo parlando. Questa strada  sarà  una
  strada di cento, duecento miliardi delle vecchie lire, circa  cento
  milioni  di  euro,  non è una stradina. E la Regione,  il  Governo,
  ritengo  si stia impegnando a finanziare per la prima volta  non  a
  bando come invece faremo a breve.
   L'assessore  Gentile porterà avanti un bando per le progettazioni.
  Qui  invece  facciamo una deroga a tutte le norme. Si affiderà  una
  cifra  alla provincia di Agrigento per fare questa strada che  poi,
  guarda caso, collega tutte strade statali.
   Io  non  posso dire altro che rassegnare il mio dissenso su questa
  norma e voterò contro.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome l'Aula  è
  distratta e il Governo non risponde, la prego di accantonare questa
  norma.  Infatti, tre miliardi di lire per una progettazione in  una
  norma  finanziaria non solo mi sembrano troppi, ma il Governo  deve
  spiegarci quale tipo di metodologia sta attivando.
   Personalmente,  come  parlamentare  vorrei  sapere   come   potrei
  contribuire  nel  mio territorio a far finanziare le  progettazioni
  dalla  Regione. E' questo un metodo che non conosco. Da molti  anni
  frequento  - come ripeto spesso - questa Aula e non conosco  questo
  metodo.
   Se  cortesemente, a supporto di questa norma, esiste qualcosa  che
  il Governo ci può dichiarare.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  al  fine  di
  evitare  che  alle tre di notte possa apparire una furbizia,  nella
  legge obiettivo del 2002 il Governo Berlusconi inserì una norma per
  finanziare  il  collegamento di una area che  comprende  il  comune
  della  provincia  di  Palermo  e di Agrigento.  Era  l'articolo  85
  lettera v). Un'area completamente isolata, in una provincia che non
  ha né un chilometro di autostrada, né cento metri di strade veloci.
   Sto parlando di tutta l'area interna compresa tra Lercara, Palazzo
  Adriano, Roccapalumba, Prizzi, per scendere nella cosiddetta  Bassa
  Quisquina. Quella zona è completamente isolata, pur sussistendo  in
  quell'area un'agricoltura di un certo tipo, una presenza  turistica
  recettiva assolutamente interessante che è nata negli anni  passati
  con  diverse forme di finanziamento. Un'area che non ha alcun  tipo
  di collegamento.
   Esiste  un  progetto che è stato redatto dalla provincia regionale
  di  Agrigento,  che  ha  avuto il visto il  17  di  febbraio  delle
  varianti   urbanistiche  da  parte  del  Dipartimento   urbanistico
  dell'Assessorato al territorio e ambiente.
   Io  credo che nelle finanziarie regionali ho visto di tutto  e  di
  più e sicuramente la provincia di Agrigento ha una viabilità che ha
  necessità di manutenzione, certamente ci sono strade importanti che
  debbono  essere  realizzate, c'è un territorio che è  completamente
  privo di ogni forma di collegamento.
   Rappresenterebbe  una  dorsale  che  collegherebbe   la   Palermo-
  Agrigento  attraversando  Cammarata  e  San  Giovanni  Gemini,  per
  arrivare  poi  sulla  Agrigento-Sciacca o, se volete,  sulla  Gela-
  Trapani  e  metterebbe  in  condizioni quel  territorio  di  potere
  decollare.

   MANCUSO. Chiedo lo scrutinio nominale.

   (Appoggiano  la richiesta gli onorevoli Ardizzone, Bosco,  Caputo,
  Caronia, Cracolici, Falcone, Formica, Lo Giudice, Pogliese,  Savona
  e Torregrossa)

       Votazione per scrutinio palese nominale dell'articolo 78

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 78.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:   Adamo,  Ammatuna, Apprendi,  Arena,  Bonomo,  Bosco,
  Calanducci,  Cimino,  Colianni,  Cracolici,  Cristaudo,   Currenti,
  D'Agostino,  De  Benedictis, De Luca, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno,  Gentile,
  Gucciardi,  Leanza  Nicola,  Lentini,  Lombardo,  Lupo,  Marinello,
  Marziano,  Minardo, Mineo, Nicotra, Panarello, Panepinto, Picciolo,
  Raia, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca, Termine, Vitrano.

   Votano   no:  Ardizzone,  Beninati,  Buzzanca,  Campagna,  Caputo,
  Caronia,  Cascio  Salvatore,  Cintola, Cordaro,  Fagone,  Fiorenza,
  Formica,   Gianni,   Leontini,  Lo  Giudice,  Marinese,   Marrocco,
  Pogliese, Torregrossa.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            65
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          44
   Contrari            19

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:

                             «Articolo 79
                            Contributo taxi

   1.  Per  le  finalità  del  comma 1 dell'articolo  5  della  legge
  regionale  6  aprile  1996,  n.  29 è autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario  2010  la  spesa  di 5.200  migliaia  di  euro  (U.P.B.
  8.2.1.3.1,  capitolo  478106),  da  destinare  all'erogazione   dei
  contributi relativi agli anni 2006, 2007, 2008 e 2009 in ragione di
  1.300 migliaia di euro per ciascuna delle suddette annualità».

   Comunico   che   tutti  gli  emendamenti  soppressivi   presentati
  all'articolo 79 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a stare seduti ai vostri
  posti  e  ad  abbassare la voce. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Caronia.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire in merito alla problematica legata ai tassisti,  che  a
  me  stanno  particolarmente a cuore. E proprio alla luce di  alcune
  discussioni  in  Commissione Bilancio ed anche  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, vorrei precisare  in  maniera
  molto chiara ed inequivocabile quello che  penso in merito a questo
  articolo.
   La  ratio  di  esso  è  sicuramente giusta  perché  si  tratta  di
  contributi che sono stati attribuiti attraverso la legge  regionale
  numero  29 del 1996. Ciò che io trovo da modificare è la previsione
  che  individua  l'ammontare del contributo che viene adeguato  ogni
  due anni. Non vedo per quale ragione il contributo non possa essere
  adeguato annualmente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco l'invito a stare seduti,
  ad  abbassare  la  voce  e  a consentire all'onorevole  Baronia  di
  svolgere il proprio intervento. Prego,  onorevole Caronia.

   CARONIA. Grazie, Presidente.
   Credo  opportuno parlare adesso dell'emendamento da me   proposto,
  che  si  discuterà  da  qui  a  qualche  minuto,   che  prevede  di
  modificare  la previsione per la quale si adegua ogni due  anni  il
  contributo  che viene dato. Questo fa sì, peraltro, che l'assessore
  al turismo abbia in qualche modo accumulato un pregresso.
   E'  chiaro  che quando scriviamo le leggi, dobbiamo valutarle  nel
  futuro.  Ed  ecco questa mia perplessità. A questo  punto  ritengo,
  considerato che è un contributo che i tassisti aspettano  perché  è
  di  fondamentale  importanza per lo svolgimento dell'attività,  che
  per  altro  è  un'attività  estenuante e usurante,  credo  che  sia
  opportuno  che il contributo venga adeguato ogni anno,  in  maniera
  sincronizzata rispetto all'approvazione del bilancio.  Si  ritiene,
  peraltro, che così l'Assessore per il turismo possa in qualche modo
  procedere più agevolmente all'erogazione del contributo.
   Conoscendo  la sensibilità dell'assessore Strano, sono  certo  che
  questo emendamento sarà accolto favorevolmente.

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 142.11.1.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  precisare che durante la votazione dell'articolo 78, dal verbale si
  evince  che  ho votato contro, ma chiedo una rettifica perché  sono
  favorevole.

   CORDARO. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  fare  una
  precisazione, vista l'ora può anche capitare.
   Nella  votazione  precedente  ho votato  erroneamente  rispetto  a
  quella  che era la mia reale volontà, perché ho inteso il  voto  al
  contrario.  Quindi,  rispetto  all'articolo  78  il  mio   voto   è
  favorevole.
   Per  quanto riguarda l'articolo 79 credo che finalmente ripristina
  una  condizione di giustizia. Forse il Governo avrà sbagliato visto
  che  si tratta di ripristinare una condizione di giustizia a favore
  dei  tassisti che per addirittura 5 anni, 4 anni non hanno ottenuto
  i  contributi previsti da una norma - che è una buona norma  -  una
  norma  appunto regionale. Pertanto, il Gruppo parlamentare dell'UDC
  voterà  a  favore  di questo articolo e voglio  ribadire  anche  le
  ragioni dell'onorevole Caronia sul meccanismo di erogazione  e  sul
  meccanismo  di  valutazione,  che deve  avvenire  annualmente,  per
  parametrare  alle  esigenze  e a tutte le  condizioni  della  vita,
  l'ISTAT e parametri vari, piuttosto che ogni due anni.
   Mi rimetto alle affermazioni dell'onorevole Caronia e ribadisco il
  voto favorevole dell'UDC.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo  per
  sottolineare  che  la norma è una norma di rifinanziamento  di  una
  legge  esistente.  Me  ne  ero occupato  personalmente  nei  bienni
  passati.  Grazie  all'intervento  di  tutto  il  partito,   e   del
  Presidente  Savona in particolare, abbiamo rivalutato l'opportunità
  di  rifinanziare  un contributo che dà ristoro  ad  una  fascia  di
  lavoratori  che,  sicuramente,  sconta  tante  difficoltà.  E'   un
  contributo  importante, ancorché le dimensioni del  contributo  non
  sono  enormi,  ma  per  la  categoria  che  lo  richiede  risultano
  sicuramente importanti ed interessanti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo al  Governo
  di  inserire anche l'annualità 2005. L'ultimo contributo  preso  da
  chi  esercita questa professione, con grande sacrificio, sottolineo
  che  è  stato  quello relativo al 2004. Ciò al  fine  di  ristorare
  quello  che il Governo non ha previsto per i prossimi anni. Qualora
  non lo voglia fare  non ne siamo assolutamente soddisfatti come non
  siamo  soddisfatti di quello che il Governo ha fatto, perché poteva
  fare  molto di più per una categoria che in questi ultimi anni  sta
  soffrendo.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, una volta che abbiamo  tanto
  lavorato, che siamo riusciti ad ottenere risultati importanti per i
  taxisti, 5 milioni e 200 mila euro, che finalmente portano  ristoro
  e  giustizia dopo quattro anni di attese, di scioperi e riunioni, e
  ora non posso parlare?
   Un  contributo di 1 milione e 600 mila euro ce l'hanno già  perché
  ci spettavano, per aiutarli nella loro gestione - e ringrazio anche
  l'onorevole  Mancuso che ha provveduto a fare un passo  indietro  -
  mentre la prossima annualità faremo il 2005 e il 2010.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, mi scusi ma non avevo capito che  mi
  chiedeva di parlare, altrimenti si figuri se non le davo la parola.
  Pongo  in  votazione  il sub emendamento 142.11.1.  Il  parere  del
  Governo?

   STRANO,  assessore  per  il turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contraria  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 79.

   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dichiarare
  il  mio  voto favorevole, anche perché questa categoria per  alcuni
  anni è stata dimenticata. Ritengo pertanto che  abbia fatto bene il
  Governo   in   questo.  E,  come  ha  detto  il  Presidente   della
  Commissione,  onorevole Savona,  ricordo anche  che  sull'argomento
  sarebbe opportuno che per il 2010 il Governo si impegnasse per  una
  variazione  di  bilancio che avverrà certamente  a  settembre  o  a
  ottobre,  nella  quale si tenesse in considerazione  una  possibile
  copertura  per il 2010. Copertura che oggi di fatto non c'è.  Credo
  che sia una buona norma e confermo il mio voto favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 79.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 75, precedentemente accantonato.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 75.20.1.
  Ne do lettura:

    «Aggiungere i seguenti commi:

    5. Fermo restando le disposizioni dei commi precedenti, i termini
  previsti  dall'articolo 6, comma 2, della legge regionale 8  maggio
  2007, n. 13 e i termini di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 4 della
  legge  regionale 21 agosto 2007, n. 20 sono prorogati  di  24  mesi
  dalla data di entrata in vigore della presente legge.

   6.   Alle  cooperative  edilizie  che  comprovino,  attraverso  la
  revisione ordinaria, di essere in possesso dei requisiti di  legge,
  sono  riaperti  i  termini di scadenza previsti  dall'articolo  67,
  comma  3,  della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,  per  non
  oltre  90  giorni  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge ».
   Assessore  Cimino, è in grado di quantificare gli oneri di  questo
  emendamento?

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Non  ci  sono  oneri,  signor
  Presidente.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, credo che così come  il  Governo  ha
  inteso opportunamente riformulare l'emendamento e l'articolo  possa
  andare   bene.  Ritengo  che  così  come  riformulato  con   questo
  emendamento  aggiuntivo  si fa giustizia finalmente,  anche  perchè
  vengono comunque posti dei limiti a quelli che potrebbero essere  i
  paventati rischi di lottizzazione o di costruzioni, di speculazioni
  edilizie  non  appropriate. Con questa norma, finalmente,  facciamo
  ripartire  - o tentiamo di fare ripartire - un settore in  profonda
  crisi.  Un settore che aveva chiesto a tutto il Parlamento un  atto
  di  giustizia,  un  atto che non è soltanto una  mera  proroga,  ma
  rappresenta sicuramente un imput sostanziale per una categoria  che
  è veramente boccheggiante.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro  il  mio
  voto favorevole per questo che ritengo un emendamento necessario  e
  indispensabile  per la categoria e per i tantissimi  cittadini  che
  attendono  finalmente  di farsi una casa. La proroga  senza  spese,
  senza oneri è un fatto importante e positivo. E' un emendamento che
  completa l'articolo 75.

   E' la prima volta che si danno 5 milioni di euro per consentire di
  farsi la prima casa.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
  per  esprimere soddisfazione. In campagna elettorale tutti dicevamo
  che avremmo dato una casa alle giovani coppie, che avremmo dato una
  casa  a  coloro  che ne avevano bisogno. Con questo emendamento  si
  chiude una storia durata due anni, e finalmente stasera si conclude
  un iter difficile. E alla fine ce l'abbiamo fatta

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  esprimere  una duplice soddisfazione. Soddisfazione  per le  stesse
  ragioni evidenziate dall'onorevole Ragusa, e cioè per il fatto  che
  finalmente  si concede questa proroga e quindi si dà la possibilità
  a  tante  famiglie di accedere alla casa. E soddisfazione,  infine,
  per  il fatto che il Governo ha mantenuto un impegno importante che
  aveva assunto.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo.
  Intervengo  soltanto  per esplicitare il voto favorevole  a  questo
  emendamento, e quindi all'intero articolo, e per dire che  facciamo
  giustizia di una brutta legge che è stata quella del  piano  casa',
  dove tutto ci avete messo meno che la casa. E questo consentirà  di
  accogliere le richieste dell'ANCE, e quindi di dare all'edilizia  e
  all'artigianato  un  grande  impulso  di  carattere  economico   ed
  occupazionale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  siete  tutti
  contenti  di una cosa che io considero abbastanza ovvia per  quello
  che  era  scritto prima. Dobbiamo essere orgogliosi non  di  questo
  comma,  ma  di  un dato che qui forse state sottovalutando.  Stiamo
  mettendo  5  milioni di euro nella disponibilità delle  cooperative
  per  intervenire  a  tasso  agevolato,  senza  pagare  un  euro  di
  interessi,  cioè a tasso zero, per il recupero delle nostre  città.
  E' la prima riforma - la chiamo così - che sostiene ed incentiva il
  recupero  delle nostre città, e laddove si costruisce si costruisce
  nei  limiti e nei vincoli urbanistici che vigono in tutto il nostro
  Paese. Anticipo che, se ci saremo fra due anni, sarò disponibile  a
  votare un'ulteriore proroga di altri ventiquattro mesi.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  intervento  positivo, era un tassello che mancava alla legge  sulla
  casa  e,  pertanto,  abbiamo colmato una lacuna  non  soltanto  per
  l'accesso   delle  famiglie  alla  casa,  ma  anche  perché   nella
  razionalizzazione urbanistica dei nostri territori, interventi  del
  genere  consentiranno una boccata di ossigeno  agli  operatori,  la
  possibilità  di  accedere alla prima casa a molte coppie,  a  molte
  famiglie,  e la possibilità anche di fare un intervento sulla  casa
  dopo  una  legge che doveva riguardare la casa, e non ha riguardato
  la casa. Esprimo il voto favorevole del Gruppo del PDL.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
  la  soddisfazione  del Gruppo del PDL, e anche mia  personale,  che
  insieme   agli   onorevoli  Pogliese,  Caputo  e  Falcone   avevamo
  presentato  un  emendamento  simile a quello  che  adesso  è  stato
  presentato  dal  Governo  ed  approvato,  e  per  assicurare,  caro
  Presidente Lombardo, che fra ventiquattro mesi rivolteremo  -  così
  facciamo contento l'onorevole Cracolici - un'ulteriore proroga  per
  altri ventiquattro mesi.

   TORREGROSSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TORREGROSSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  complimentarmi  per  la  promessa  mantenuta  all'associazione  dei
  costruttori in un convegno alla Kalsa, in occasione del quale aveva
  promesso  questa proroga. Ma soprattutto per ricordare  che  questa
  proroga  è  stata fortemente voluta da tutte le associazioni  delle
  cooperative,  dalla Lega delle cooperative in prima  linea,  e  per
  sanare  un'ingiustizia riferita a tutte quelle cooperative che  già
  avevano i terreni, ma che per i ritardi della Regione e dei  comuni
  non  sono riuscite in tempo ad avere le concessioni edilizie  prima
  della scadenza del termine.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lei  resterà
  sbalordito da quello che sto per dire: io purtroppo sono contrario.
  L'idea  che  propone l'onorevole Cracolici è buona, ma è  bene  che
  tutti sappiate, perché tutti siete convinti che questo è quello che
  vogliono  le  associazioni  di  categoria,  che  così  non  è.  Una
  stragrande parte di promesse di finanziamenti antecedenti  cadranno
  con questa norma dal momento che non c'è l'opportunità di avere  le
  aree  e che ad oggi sono vincolate a questa fattispecie che  è  una
  scelta  -  può  essere  giusta o no -  che  non  è  quello  che  le
  associazioni  di categorie, o meglio le centrali delle cooperative,
  volevano.
   Pertanto,  dichiaro fin da adesso che mi asterrò da  questo  voto,
  anche  perché il chiarimento su quello che si è detto, e che  tutti
  avete compreso, è che questa norma accontenta le centrali.
   A mio modo di vedere non è così.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   solo
  precisare  che l'articolo che abbiamo approvato completa il   piano
  casa , che non prevedeva, onorevole Leontini, alcun intervento   in
  zona  A .
   Voglio ricordare all'onorevole Beninati che, comunque, è possibile
  acquistare  aree in zone  B  o  C . E' chiaro che non  è  possibile
  con  questa  norma  intervenire in zone agricole,  ma  è  possibile
  introdurre  l'elemento nuovo di poter edificare in  zona   A .  Per
  quanto riguarda le zone  B  e  C  è previsto già dalla norma.
   Quindi,  anche  da  questo  punto di  vista,  dare  la  proroga  e
  consentire   di   mettere   in  moto,   nuovamente,   il   comparto
  dell'edilizia  è un ulteriore impegno mantenuto da  questo  Governo
  nell'interesse di tutti i siciliani.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il sub emendamento  75.20.1.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli   Uffici  prendono  atto  del  voto  contrario  dell'onorevole
  Beninati.
   Pongo  in  votazione l'articolo 75, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 80. Ne do lettura.

                             «Articolo 80
                  Norme in materia di trasporto aereo

   1.  Gli  aeroporti situati nel territorio regionale  costituiscono
  una  rete  di trasporto essenziale per la mobilità, per il  governo
  del territorio siciliano e per l'economia intera della Regione.

   2.   Nel   rispetto  dei  principi  costituzionali  di  competenza
  legislativa la Regione promuove ed adotta una politica ed un  piano
  regionale  dei trasporti per un ordinato e coordinato sviluppo  del
  sistema aeroportuale regionale in ambito europeo ed internazionale.

   3.   Al   fine  di  valorizzare  le  potenzialità  del  territorio
  siciliano,  l'economia  e il turismo, l'Assessorato  regionale  del
  turismo, delle comunicazioni e dei trasporti introduce misure volte
  ad   istituire  nuovi  collegamenti  aerei  point  to   point   con
  destinazioni  nazionali e comunitari da e  per  gli  aeroporti  nel
  territorio  della  Regione, compatibili con il  mercato  comune  ai
  sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato CE  e
  degli  Orientamenti  comunitari del 2005 sui  finanziamenti  e  gli
  aiuti pubblici degli aeroporti.

   4.  Le nuove rotte incrementano i traffici aerei e in generale  il
  turismo nella Regione.

   5.  La  Regione per esigenze di sviluppo economico ed al  fine  di
  garantire  il  diritto  alla mobilità  di  tutti  i  cittadini  può
  disporre oneri di servizio pubblico secondo le vigenti disposizioni
  comunitarie e nazionali.

   6.  La  Regione è tenuta a coordinarsi con le competenti  autorità
  nazionali nel limite delle loro competenze aeronautiche.

   7.  L'Assessore  regionale per il turismo, le comunicazioni  ed  i
  trasporti  è autorizzato a costituire un comitato tecnico  composto
  da   tre  soggetti  di  provata  esperienza  professionale,  almeno
  quinquennale, nel settore del trasporto aereo per il raggiungimento
  degli obiettivi del presente articolo.

   8. Il comitato costituito ha il compito di promuovere e presentare
  all'assessore  per il turismo, le comunicazioni ed i  trasporti  un
  progetto per lo sviluppo del settore aeroportuale, di promuovere la
  sua  realizzazione e di monitorarlo nella fase esecutiva attraverso
  l'utilizzo  delle risorse del capitolo appositamente istituito  per
  le esclusive finalità del presente articolo.

   9.  A decorrere dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
  della  presente legge gli esercenti degli aeromobili sono tenuti  a
  versare l'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
  civili,  nelle  misure stabilite nell'articolo 92  della  legge  21
  novembre 2000, n. 342 e successive modificazioni, maggiorate di una
  misura  pari  al  tasso  di inflazione programmata  degli  anni   a
  partire dal 2001».

   Comunico  che  sono  stati  presentati dal  Governo  l'emendamento
  80.24.1,  interamente sostitutivo dell'articolo 80 ed  il  relativo
  sub emendamento 80.25.
   Do lettura dell'emendamento 80.24.1, di riscrittura:

   «L'articolo 80 è sostituito dal seguente:

                              Articolo 80
                  Norme in materia di trasporto aereo
   1.  Gli  aeroporti situati nel territorio regionale  costituiscono
  una  rete  di trasporto essenziale per la mobilità, per il  governo
  del territorio siciliano e per l'economia intera della Regione.

   2.   Nel   rispetto  dei  principi  costituzionali  di  competenza
  legislativa la Regione promuove ed adotta una politica ed un  piano
  regionale  dei trasporti per un ordinato e coordinato sviluppo  del
  sistema aeroportuale regionale in ambito europeo ed internazionale.

   3.   Al   fine  di  valorizzare  le  potenzialità  del  territorio
  siciliano,  l'economia  e il turismo, l'Assessorato  regionale  del
  turismo,  dello sport e dello spettacolo introduce misure volte  ad
  istituire  nuovi collegamenti aerei point to point con destinazioni
  nazionali e comunitarie da e per gli aeroporti nel territorio della
  Regione,  compatibili con il mercato comune ai sensi  dell'articolo
  87,  paragrafo 3, lettera c), del Trattato CE e degli  Orientamenti
  comunitari  del  2005 sui finanziamenti e gli aiuti pubblici  degli
  aeroporti.

   4.  Le nuove rotte incrementano i traffici aerei e in generale  il
  turismo nella Regione e la movimentazione delle merci.
   5.  La Regione, Assessorato regionale delle infrastrutture e della
  mobilità,  per  esigenze  di  sviluppo  economico  ed  al  fine  di
  garantire  il  diritto  alla mobilità di  tutti  i  cittadini,  può
  disporre oneri di servizio pubblico secondo le vigenti disposizioni
  comunitarie e nazionali.

   6.  La  Regione è tenuta a coordinarsi con le competenti  autorità
  nazionali nel limite delle loro competenze aeronautiche.

   7.   L'Assessore  regionale  per  il  turismo,  di  concerto   con
  l'assessore  regionale  per  le infrastrutture  e  la  mobilità,  è
  autorizzato  a  costituire  un comitato  tecnico  composto  da  tre
  soggetti  di provata esperienza professionale, almeno quinquennale,
  nel  settore  del  trasporto  aereo  per  il  raggiungimento  degli
  obiettivi  del presente articolo a titolo gratuito senza oneri  per
  l'Amministrazione.

   8. Il comitato costituito ha il compito di promuovere e presentare
  un  progetto per lo sviluppo del settore aeroportuale,  in  armonia
  con  il  Piano  regionale  dei  trasporti  -  Piano  direttore,  di
  promuovere  la  sua  realizzazione  e  di  monitorarlo  nella  fase
  esecutiva .»

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  leggo  per  la
  prima  volta  questo emendamento e vedo che, a parte  i  primi  sei
  commi  che  sono  tutti di principio e sui quali non  ho  nulla  da
  ridire,  il  settimo comma riguarda l'istituzione  di  un  Comitato
  tecnico-scientifico  per  fare  non  so  che  cosa.  Vorrei   fatta
  chiarezza su questo punto.

   GENTILE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Dichiaro
  di ritirare il sub emendamento 80.25.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DI GIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto  per  una  precisazione in merito alla sostituzione  della
  parola   aeroporti'  con le parole  tutti gli aeroporti  aperti  al
  traffico   aereo  commerciale'  .  Con  tale  dicitura,   infiatti,
  potrebbero intendersi anche gli aeroporti militari e non credo  che
  corrisponda  alla  volontà del legislatore. Sarebbe  più  opportuno
  dire:   aperti al traffico civile commerciale'. E' una nota tecnica
  molto importante,  ritengo.
   E  inoltre,  all'articolo 80, al comma 4, suggerirei di aggiungere
  oltre   ai  fini turistici ed economici',  la movimentazione  delle
  merci'.  Questa  è  una  facoltà che  l'Assemblea  si  riserva   di
  incentivare point to point il trasporto delle nostre merci.
   Faccio  un  esempio. Nei magazzini Harrods di Londra il  ciliegino
  viene  venduto a 15 pounds al chilo. Dare la possibilità ai  nostri
  produttori  di raggiungere in tempo reale i mercati più  importanti
  d'Europa vuol dire dare una boccata d'ossigeno significativa  a  un
  settore  di  prodotti di eccellenza che molte volte  raggiungono  i
  mercati  in cui il nostro prodotto va ad un prezzo molto  alto,  in
  condizioni  stressate  e  quindi non competitive  sul  piano  delle
  caratteristiche fitosanitarie.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  norma  come  principio sia buona. L'unico dubbio che effettivamente
  ho  attiene  all'opportunità  di scriverla  completa.  Diversamente
  forse non è proponibile perché questa norma al comma 7 così recita:
   «7.   L'Assessore  regionale  per  il  turismo,  di  concerto  con
  l'Assessore regionale alla mobilità, è autorizzato a costituite  un
  Comitato  tecnico  composto da tre soggetti di  provata  esperienza
  professionale, almeno quinquennale, nel settore del trasporto aereo
  per  il  raggiungimento  degli obiettivi del  presente  articolo  a
  titolo gratuito senza oneri per l'Amministrazione».
   Si  dice che questi soggetti saranno a titolo gratuito e allora la
  norma va bene, ma se è gratuito non occorre la copertura economica.
  Pertanto,  se  questo emendamento non ha la copertura  finanziaria,
  signor Presidente, lei non lo può dichiarare proponibile.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che  accade
  in  questa  norma è, a mio parere, la prova plastica di quello  che
  finisce per essere questa finanziaria, cioè una legge nella quale a
  fronte  di  petizioni  di  principio che  potrebbero  anche  essere
  condivisibili  si  nascondono una volta  il  progettista,  un'altra
  volta il Consiglio di amministrazione.
   Dovevamo  ridurre le partecipate e ce ne troviamo due in più.  Non
  glielo hanno detto ancora, Presidente Lombardo; domani lo scoprirà.
  E  ora,  in  questo  favoloso  articolo 80,  onorevole  Presidente,
  scopriamo  che  c'è anche un comitato composto da tre  soggetti  di
  provata   esperienza   professionale  e   la   provata   esperienza
  professionale è, come lei comprenderà bene, parametro oggettivo  di
  tutta evidenza.
   Allora le cose sono due. Se questo comitato è a titolo oneroso non
  c'è  copertura  finanziaria  e questo lo ha già  detto  l'onorevole
  Beninati, ma se non è a titolo oneroso, caro Presidente Lombardo, è
  a   titolo  clientelare  perché  lei  prende  -  o  chi  per   lei,
  un'assessore  di  questo  Governo al suo posto  -  tre  persone  ed
  inserirle in un comitato. Girala come vuoi, alla fine, siamo sempre
  allo stesso punto.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, desidero  chiarire
  che quando questa norma è stata portata in IV Commissione non c'era
  il  Comitato  tecnico. Il Comitato tecnico è stato inserito  in  IV
  Commissione,   a  titolo  gratuito.  E'  stata  una  scelta   della
  Commissione e non è nata da chi ha proposto la legge. Questa  norma
  è stata approvata all'unanimità, a titolo gratuito.
   L'unica  voce  economicamente rilevante che è stata  tolta  è  una
  tassa  al  contrario che si dovrebbe pagare alla Regione e  che  in
  questi  anni non è mai stata pagata. E' stata stralciata in  questa
  fase proprio perché non vogliamo trattare questioni economiche.
   La  legge prevede di incassare soldi, non di spenderli perché  c'è
  una  tassa.  Se confrontate la prima con la seconda versione  della
  legge  è stata accantonata. Non c'è previsione di spesa, ma c'è  il
  coordinamento di un'azione.
   Se  questo  è  il problema, togliamo questa parte, magari  con  un
  subemendamento.

   Assessore,  vorrei proporre di togliere questa parte  che  suscita
  perplessità.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se aggiungiamo   a
  titolo  gratuito',  non significa che non  ci  sono  spese  per  il
  Comitato.  Il  Governo  deve dare una minima copertura  finanziaria
  alla  norma.  Anche se a titolo gratuito, vale sempre la  copertura
  finanziaria. Non è possibile mettere la parola  oneri'.
   Presidente  della Regione, lo chieda al professore  Armao  che  la
  rassicurerà.
   O  il  Comitato  non  c'è  oppure ci vuole una  piccola  copertura
  finanziaria.
   Se  il Governo destina 30-40 mila euro alla norma, certamente  non
  fa  male,  apre un capitolo e finisce la questione della  copertura
  finanziaria.
   Se  non ci sono soldi, allora, togliamo il Comitato e tutto quello
  che è un onere.

   PRESIDENTE. Assessore Cimino, risolva il problema e procediamo.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ho aggiunto nel punto quattro  e la movimentazione  delle
  merci   e  poi  al punto sette  a titolo gratuito senza  oneri  per
  l'amministrazione .

   PRESIDENTE. Assessore Cimino, deve consegnare l'emendamento  testé
  letto.
   Comunico  che il Governo ha presentato il seguente sub emendamento
  all'emendamento 80.24.1:
   «Al  comma  4  aggiungere le seguenti parole  e la  movimentazione
  delle merci ;
   Al  comma 7 aggiungere le seguenti parole  a titolo gratuito senza
  oneri per l'amministrazione .»
   Pongo in votazione il sub emendamento all'emendamento 80.24.1.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento   80.24.1   come
  emendato.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.725 del Governo.

   STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento che è tra le sue
  mani  e che porta il visto del Ragioniere capo, il dottor Emanuele,
  non  può essere agganciato all'articolo 109 perché si tratta di  un
  articolo  già  approvato, si è esaurito ed è  improprio  che  venga
  trattato  con  altre  materie  mentre  l'articolo  80,  non  ancora
  votato..
   Ai  miei colleghi e all'onorevole Mancuso, vorrei dire che  è  una
  materia del turismo. Lei avrà i suoi pareri, ma siccome parla  solo
  di  turismo e quell'emendamento degli aeroporti parlava di turismo,
  ritengo  sia assolutamente adattabile a questa materia. Se  lei  mi
  spiega  qual è il suo quesito giurisprudenziale, onorevole Mancuso,
  le  sarei  grato,  però, ritengo - e vorrei anche un  parere  della
  Segreteria generale - se questo può essere agganciato al turismo  o
  meno perché parlano di turismo sia quello sia questo.
   Onorevole Gentile, ha qualche dubbio perché la vedo scettico.

   GENTILE. No, non c'è scetticismo.

   STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Vorrei
  capire l'interpretazione della Segreteria generale poiché parla  di
  turismo e l'articolo 80 parla di turismo. Per quale motivo dobbiamo
  discuterlo  dopo  fra gli emendamenti aggiuntivi?  E'  normalissimo
  che,  invece, si discuta ora, a meno che non ci siano  elementi  di
  valutazione  contrari della Segreteria generale o della Presidenza.
  Personalmente non ne vedo.
   Se,  invece, vengono spiegati se ve ne sono gli elementi negativi,
  vi  prego di farmelo sapere. E' normale che si debba discutere ora;
  altrove sarebbe anormale.

   PRESIDENTE. Onorevole Strano, le devo sottolineare che  i  servizi
  d'Aula  collaborano  con la Presidenza. Si  rivolga,  quindi,  alla
  Presidenza, stia sereno. Dato che l'emendamento A 725 era collegato
  all'articolo  109,  che non è stato messo in  discussione,  vediamo
  cosa  possiamo fare con calma e con serenità. Teniamo presente  che
  il  Servizio  d'Aula,  la Segreteria e tutti coloro  che  sono  qui
  collaborano con la Presidenza.
   Vediamo di capire come possiamo fare perché è stato depositato  in
  tempo utile. Evidentemente sull'articolo 109 c'è stata una svista.
   Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:

                             «Articolo 81
             Norme in materia di trasporto pubblico locale

   1.  Nelle  more  di  avviare il processo  di  privatizzazione  del
  trasporto  pubblico locale, quanto disposto all'articolo 33,  comma
  1,  della  legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, continua  ad  avere
  applicazione  sino  alla  scadenza  dei  contratti  di  affidamento
  provvisorio stipulati dall'Azienda siciliana trasporti  S.p.A.,  ai
  sensi  dell'articolo 27, comma 6, della legge regionale 22 dicembre
  2005,  n.  19 e prorogati ai sensi dell'articolo 61 della legge  23
  luglio 2009, n. 99, nell'ambito di quanto previsto al comma  1  bis
  dell'articolo  15  del  decreto legge 25 settembre  2009,  n.  135,
  convertito, con modifiche, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.

   2. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge   il  Dipartimento  regionale  delle  infrastrutture,   della
  mobilità  e  dei  trasporti di concerto con la ragioneria  generale
  della Regione adotta, con le modalità previste dal codice civile  e
  dalle  leggi dello stato in materia, tutte le procedure  necessarie
  per la privatizzazione dell'Azienda siciliana trasporti S.p.A.».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si   passa   all'emendamento  81.15,  sostitutivo  del  comma   1,
  considerato che il comma 2 è stralciato dalla Finanziaria.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per richiamare l'attenzione sua e degli Uffici. Se stiamo trattando
  quello  dell'AST, del trasporto pubblico locale, ci dovrebbe essere
  un  emendamento  che  riguarda l'ATM  di  Messina,  presentato  dal
  Governo.  Non so dove sia finito  nella fretta. E' stato presentato
  oggi,  non  so  se agganciato a questo o a qualche  altro  articolo
  successivo  e  coerente  proprio  con  questo  dell'ATM   trasporto
  pubblico locale.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   dispongo   l'accantonamento
  dell'articolo 81 per permettere un controllo da parte degli Uffici.
   Si  passa  al  Titolo VI  Disposizioni in materia di istruzione  e
  formazione professionale .
   Do lettura dell'articolo 82:

                             «Articolo 82
          Interventi di formazione permanente e di formazione
                               continua

   1.   Nell'ambito  del  Piano  dell'offerta  formativa  2011,   gli
  interventi di formazione permanente e formazione continua (FP e FC)
  possono  gravare  su  Programma  Operativo  Regionale  del  FSE   -
  Obiettivo convergenza 2007/2013 della Regione siciliana, secondo le
  modalità di gestione e controllo previste dal:
   - Regolamento CE 1083/2006 del Consiglio;
   - Regolamento CE 1081/2006;
   - Regolamento CE 1828/2006 della Commissione dell'8 dicembre 2006;
   -  DPR n. 196 del 3 ottobre 2008 (pubblicato nella G.U.R.I. n. 294
  del  17 dicembre 2008)  Regolamento di esecuzione del Reg. (CE)  n.
  1083/2006  recante  disposizioni  generali  sul  fondo  europeo  di
  sviluppo  regionale,  sul fondo sociale  europeo  e  sul  fondo  di
  coesione';
   - Vademecum per l'ammissibilità della spesa al FSE PO 2007-2013 in
  fase di adozione da parte del Ministero del lavoro, della salute  e
  delle politiche sociali;
   -   Vademecum  per  gli  operatori  in  attuazione  del  programma
  operativo regionale Sicilia FSE 2007-2013».

   L'emendamento 82.12 è ritirato, onorevole De Luca?

   DE LUCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 82.13.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  proposto  di
  sostituire l'anno di riferimento da 2011 a 2010 per un motivo molto
  semplice. Non voglio chiederle le spiegazioni formali per  cui  era
  in   odor   di  inammissibilità,  ma   era  il  caso  di   spiegare
  semplicemente   un   passaggio  che  fa  riferimento   alla   parte
  finanziaria della questione.
   Nel  bilancio abbiamo dato una copertura finanziaria  che  risulta
  corrispondente all'anno 2009; pertanto, abbiamo dato  copertura  al
  PROF  2010  già  con le somme previste nel bilancio  regionale,  lo
  stesso importo del 2009.
   All'esame di quest'Aula abbiamo una norma che finalmente  -  e  di
  questo ringrazio il Governo, gliene do atto - introduce quello  che
  si  poteva  fare  da  tanto  tempo e che  finalmente  si  fa,  cioè
  cominciare a introdurre come finanziamento della legge 24  i  Fondi
  comunitari.
   Sommiamo  però  a  quelle  che sono le risorse  già  approvate  in
  bilancio  altre risorse che fanno riferimento ai Fondi strutturali,
  fosse  anticipata  al  2010, signor Presidente,  semplicemente  per
  liberare delle risorse, non so quante, assessore Cimino, per quanto
  riguarda risorse del bilancio regionale.
   Questo  era  il  ragionamento, il senso  dell'emendamento  che  ho
  proposto rispetto alla modifica della data.
   Per quanto riguarda il secondo emendamento, invece, cari colleghi,
  ho  aggiunto  semplicemente questo.  Vi  pregherei di  prestare  la
  vostra attenzione a queste tre righe che ritengo fondamentali:   Le
  risorse   regionali ed extraregionali destinate a tutte le attività
  previste  dalla legge regionale 24/76 per l'anno 2010 non  potranno
  essere maggiori di quelle spese per competenza nell'anno 2009 .
   L'altro  comma  che suggerisco - ed ora spiegherò anche  perché  -
  riguarda le risorse regionali ed extraregionali destinate per tutte
  le  attività previste dalla legge 24/76 dagli anni 2011  in  poi  e
  dovranno  essere decurtate del 10 per cento annuo ed  eventualmente
  integrate  mediante il reperimento di risorse o da  enti  locali  a
  seguito dalla sottoscrizione di apposite convenzioni.
   Sono  due  principi  fondamentali,  non  connessi.  Il  primo   fa
  riferimento ad un semplice ragionamento. Nel 2009 abbiamo speso 272
  milioni  sulla  legge  24; esattamente circa  60  milioni  facevano
  riferimento, anzi 50, assessore Cimino, a rendicontazioni del  2007
  e  del  2008.  E  aggiungo, signor Presidente,  che  rispetto  alla
  previsione  dell'anno  2009,  le previsioni  espresse  in  bilancio
  risultano sottostimate di circa 13 milioni di euro, conti alla mano
  e conti che possiamo verificare immediatamente.
   Allora,  ho  proposto  un  ragionamento di  buon  senso.  Intanto,
  approvare l'articolo 82 in questi termini significa fare una  norma
  aperta,  cioè,   a quelle che sono le risorse già previste  per  la
  legge   24   aggiungiamo   senza   alcun   limite   delle   risorse
  extraregionali,  senza tenere conto di quelle  che  sono  state  le
  somme spese nell'anno 2009 e in questo caso anche nel 2010.
   Credo,  pertanto,  che  sia una norma di buon  senso  quanto  meno
  mettere,  assessore Cimino, un tetto ben preciso a quelle che  sono
  le  spese  per quanto riguarda la legge 24. E, quindi,  mettere  un
  tetto  facendo riferimento a quello che è stato il 2009 - questa  è
  anche  la proposta -  onde evitare, con una norma in questi termini
  -  e nessuno, da questo punto di vista, può dire il contrario, cioè
  creare  una  norma aperta e aggiungiamo a 200 milioni di  euro  una
  somma  imprecisata.  Si  tratta di  una  norma  che  non  determina
  comunque  la quantificazione né parla da questo punto di  vista  di
  percentuale di sostituzioni e di conseguenza avremo 200 milioni  di
  euro che già sono previsti in bilancio; a questi aggiungeremmo  100
  milioni,  200  milioni,  300 milioni, tanto  per  arrivare  ai  900
  milioni che spenderemmo nel 2010 per formazione.
   Questo  è  il ragionamento che propongo a quest'Aula in modo  tale
  che  su  alcune  tematiche,  se si vuole  continuare  su  un  certo
  indirizzo, quanto meno che si mantengano i livelli di spese che già
  si sono registrati nell'anno 2009.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi mi  rendo  conto
  che  l'ora è tarda, tardissima. Ma l'argomento penso che meriti  un
  po' di attenzione perché su questo argomento ci sono state prese di
  posizione molto chiare da parte del Governo e soprattutto da  parte
  di  chi  rappresenta  il  Governo  nella  sua  interezza,  cioè  il
  Presidente.  Si  è  detto  che la formazione  professionale  e,  in
  particolare la legge 24, attende una riforma.
   Ora  la  riforma in questo caso mi pare che sia quella  di  aprire
  completamente la borsa e spendere quanto più non posso  per  questa
  formazione  professionale  che peraltro  ripropone  in  gran  parte
  sempre  le  stesse cose e, mentre l'anno scorso, nel 2009,  non  si
  poté  attingere ai fondi del Fondo sociale europeo, oggi si propone
  addirittura  una  norma  aperta per aprire la  borsa  e  consentire
  quindi  una  spesa  esagerata.  Non   c'è  alcun  limite  e  mentre
  effettivamente  non c'è bisogno di varare con una norma  l'utilizzo
  del  Fondo  sociale  europeo perché il dirigente  generale  avrebbe
  potuto   attingere  già  dall'anno  scorso  con  un   provvedimento
  amministrativo ora invece lo proponiamo per norma e  lo  proponiamo
  addirittura con una norma così aperta da fare rabbrividire.
   Abbiamo già sciupato per avere ripetuto la riedizione del POR 2008
  oltre 540-560 milioni di euro e ancora oggi manca una riforma.  Non
  c'è un tetto di spesa seppure l'anno scorso, su una graduatoria ben
  precisa, su una graduatoria che era perfettamente legale, si intese
  fare  una  campagna  con  la  quale si  diceva  che  la  formazione
  professionale  stava subendo un incremento di spesa, un  incremento
  che poi c'è stato perché appunto si sono superati i 273 milioni.
   Allora  qui  ricordo  che c'è stata anche  una  presa  d'atto  del
  Presidente  della  Regione.  Ancora oggi  c'è  una  gestione  della
  formazione professionale accompagnata da un'attività certamente  di
  un dirigente che non sa cosa fare, cosa proporre perché chiaramente
  non  va in questo caso ritengo in disaccordo col Dirigente generale
  ma  evidentemente  questo Dirigente generale non  sa  quale  strada
  prendere.
   Mentre  prima non si poteva attingere, oggi si attinge addirittura
  con una norma aperta e addirittura si consente ancora lo sciupio di
  somme  in  questo  senso.  E quindi è veramente  un  atto  grave  e
  soprattutto  è un'assoluta incoerenza di una linea politica  che  è
  stata  espressa  e rispetto alla quale si era detto tanto.  Quindi,
  non  solo  l'emendamento  dell'onorevole De  Luca  cerca  di  fare,
  comunque,  chiarezza ma, soprattutto, pone una questione vera,  una
  questione  che è stata dibattuta, dibattuta malamente. E ricordo  a
  tutti  i  colleghi  della Commissione lavoro che  questo  argomento
  dell'utilizzo del fondo sociale europeo fu affrontato non  solo  in
  commissione,  ma fu affrontato poi in Aula. L'anno  scorso  non  si
  poté  fare  con  atto amministrativo - come pure un alto  dirigente
  della Regione sosteneva si potesse fare e risulta ai verbali  -  né
  si  poté  fare con legge. Quest'anno il Governo lo propone all'Aula
  perché si voti.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 82.14 degli onorevoli De Luca
  e Caronia.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, un anno fa, di questi tempi, visto che
  con  la  gestione  Lombardo  ci  siamo  abituati  ad  approvare  la
  finanziaria fra il 30 aprile e l'1 maggio, la festa dei lavoratori,
  o forse  anche il 2 maggio, eravamo qui. Era notte anche un anno fa
  e  ricordo alcuni colleghi di prima legislatura. Ne ricordo uno per
  tutti,  il  collega Falcone, con il quale facemmo un battaglia  per
  cercare  di  salvare  una  grande  parte  di  formazione  siciliana
  cercando di inserirla finanziandola con i fondi sociali europei.
   Questo   Governo   e  il  presidente  Lombardo  posero   un   muro
  invalicabile.   Dissero  che  mai  questi  fondi  sarebbero   stati
  utilizzati  per  la  formazione. Lo ricordo  all'amico  Falcone   e
  all'amica  Caronia  ed ai tanti colleghi con i  quali  facemmo  una
  battaglia che ritenevamo di giustizia.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Non mi ricordo.

   CORDARO. Onorevole Presidente, si fidi, lei ha tante più  cose  da
  fare di me e, quindi, probabilmente  questa l'ha dimenticata.
   Ebbene,  provammo alla fine a fare un ordine del giorno con  quasi
  oltre  quaranta firma. Questo ordine del giorno diventò oggetto  di
  scandalo  addirittura, di minacce politiche -  per  carità,  me  ne
  guarderei  bene  -.  Presidente, ancora una volta  questa  gestione
  lineare,  che  sacrificò  sull'altare di  non  so  quale  giustizia
  politica   un  assessore  vostro,  l'assessore  Incardona,   difeso
  paradosslmente da noi perché nulla aveva fatto di diverso da quello
  che  era previsto dalla legge, da una buona legge, dopo un anno  ci
  porta  addirittura  in  finanziaria il  ricorso  al  fondo  sociale
  europeo.  Sono una serie di nodi che vengono al pettine.  Sono  una
  serie  di incoerenze, di incongruenze, di superficialità, di errori
  che vengono al pettine.
   Io   credo   che  rispetto  a  questo  l'Aula  debba   atteggiarsi
  liberamente  e  non secondo coscienza, ma con coscienza.  Pertanto,
  chiederemo il voto palese nominale perché ciascuno, rispetto ad  un
  anno  fa,  possa  per  un  verso fare  ammenda,  per  altro  verso,
  confermare il proprio voto dell'anno scorso.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  merito  all'articolo  82  perché  ribadendo  quello  che  ha  detto
  l'onorevole Cordaro sulle considerazioni che l'anno scorso  abbiamo
  avuto  modo  di articolare in questa Aula e abbiamo avuto  modo  di
  constatare,  piuttosto che cogliere di buon grado  i  suggerimenti,
  gli  input che un'Aula parlamentare rivolgeva al Governo,  in  quel
  momento si creava una grande frattura fra quella che era la volontà
  assembleare  e  quella  che, invece,  era  la  volontà  non  di  un
  esecutivo  ma forse di qualcuno del Governo, dietro il suggerimento
  di   qualche  dirigente  generale  che  articolava  e  poneva   dei
  ragionamenti sulla impossibilità di finanziare parte della legge 24
  di  cui  noi  stasera stiamo trattando sulla scorta del fatto  che,
  essendo  ad  esempio  la  formazione  permanente  e  continua   una
  formazione  di base, non è un investimento e, in quanto  tale,  non
  possono essere utilizzati i fondi comunitari.
   A  me qualche perplessità sorge. E sorge sul ragionamento che,  se
  l'anno  scorso  tale  operazione non poteva  essere  fatta  per  le
  considerazioni che abbiamo esposto, non vedo come mai quest'anno, a
  distanza di un anno, dopo che si è consumata la decapitazione di un
  Assessore  che aveva svolto il suo lavoro, con grande dignità  alla
  fine  possiamo dire, che è stato difeso dalla maggioranza dell'Aula
  e,  collega Cordaro, non paradossalmente, lo abbiamo difeso  perché
  io  e  lei  appartenevamo ad un Governo di centrodestra  che  aveva
  vinto  le  elezioni  il  14 aprile 2008, un Governo  che  esprimeva
  l'Assessore Incardona legittimamente. Questo lo dobbiamo dire.
   Non  perché  io  stasera voglia tediare, ho detto tra  l'altro  ho
  quattro  ore di autonomia perché al mio collaboratore ho detto  che
  alle  otto  può  venirmi a prendere, mi rendo conto che  non  tutti
  stiamo nelle stesse condizioni.
   Chiudo   e  sintetizzo  dicendo  questo:  manifesto  qualche   mia
  perplessità su questa norma - e lo dico al Governo - ma soprattutto
  manifesto qualche perplessità su un ragionamento. Cioè questa norma
  rischia  di diventare, come tante altre norme, una norma  manifesto
  che  nulla  sortisce. Quando diciamo  che l'offerta  formativa  del
  2011  la  posticipiamo  su  un  piano formativo,  su  un  esercizio
  finanziario  che non è quello attuale, che non è quello  in  corso,
  significa che nessun risparmio eventualmente andremo ad arrecare  e
  a comportare attualmente nel nostro bilancio.
   Allora,  delle  due  l'una. Vorrei capire qual è  l'interesse  del
  Governo oggi a proporre una norma di questa che va, innanzitutto, a
  delegittimare  il ragionamento fatto l'anno scorso,  quindi  contro
  un deputato allora Assessore, sebbene vorrei ricordare a quest'Aula
  che l'Assessore poi venne riabilitato in questa sede.
   Il  secondo  problema è che vorrei capire qual  è  l'interesse  di
  spostare  eventualmente questa norma, nel caso  in  cui  la  stessa
  potesse  essere effettuata, qual è l'interesse di posticipare  tale
  norma all'esercizio finanziario del 2011 e non a quello attuale.
   In  questo  senso, ritengo più opportuno che forse il  Governo  su
  questa  norma rifletta un attimo. Se è il caso la accantoniamo,  la
  può  anche ritirare, a mio avviso, perché forse non è questa  norma
  che risolve i problemi.
   E'  una  mia  considerazione esclusivamente personale  che  deriva
  anche  da  riflessioni che ho maturato a seguito di  quello  che  è
  successo in questo ultimo anno. Ripeto, la dichiarazione che  testé
  ho fatto è squisitamente ed assolutamente personale.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
  ci  sia l'Assessore perché avrei voluto suggerirgli di rivedere  le
  norme  con  le quali nel tempo si sono creati gli squilibri  per  i
  parametri   che   hanno  portato  diversi  enti   sull'orlo   della
  disperazione.  Tenga conto tra l'altro che, se non si riequilibrano
  questi parametri, nel mese di maggio, finirà che alcuni degli  enti
  che hanno provveduto a fare le assunzioni prima del 2008, quindi in
  regola,  non  potranno più pagare il personale che  hanno  assunto.
  Finirà che debbono licenziare il personale.
   Quindi, voglio sollecitare l'Assessore perché possa riequilibrare,
  riadeguare   i   parametri  con  i  quali   vengono   calcolati   i
  finanziamenti che si danno.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 82.14 degli onorevoli
  De Luca e Caronia.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale

    Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 82.14

   (Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Bosco, Campagna, Caputo,
  Cordaro, Fagone, Falcone, Incardona, Leontini, Maira e Torregrossa)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli  Bosco,  Campagna,  Caputo,   Cordaro,
  Fagone, Falcone, Incardona, Leontini, Maira e Torregrossa, indìco la
  votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 82.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano   sì:  Arena,  Calanducci,  Colianni,  Cordaro,  Cristaudo,
  Currenti,  D'Agostino, D'Asero, De Luca, Maira, Marinese,  Nicotra,
  Ruggirello, Scammacca.

   Votano  no: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Beninati, Bosco, Bufardeci,
  Buzzanca,   Campagna,  Caputo,  Caronia,  Cimino,   Cracolici,   De
  Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,  Falcone,
  Faraone,  Federico, Ferrara, Fiorenza, Formica, Forzese,  Galvagno,
  Gentile,  Gianni,  Greco,  Gucciardi,  Leanza,  Lentini,  Leontini,
  Limoli,  Lupo,  Mancuso,  Marinello,  Marziano,  Minardo,  Musotto,
  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Pogliese, Ragusa,  Raia,  Rinaldi,
  Romano, Savona, Scilla, Termine, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            70
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          14
   Contrari            54

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 82.

   CAPUTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

       Votazione per scrutinio palese nominale dell'articolo 82

      (Aderiscono alla richiesta gli onorevoli  Campagna, Caputo,
   Caronia, Dina,  Fagone, Falcone, Forzese, Incardona, Torregrossa,
                              Vinciullo)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Campagna, Caputo, Caronia, Dina, Fagone,
  Falcone,  Forzese,  Incardona, Torregrossa e  Vinciullo,  indìco  la
  votazione per scrutinio nominale dell'articolo 82.
   Chiarisco  il significato del voto. Chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo,  Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò,  Bufardeci,
  Calanducci,   Cimino,  Colianni,  Cordaro,  Cracolici,   Cristaudo,
  Currenti,  D'Agostino,  De  Benedictis, Digiacomo,  Di  Guardo,  Di
  Mauro,  Dina,   Faraone,  Federico,  Ferrara,  Fiorenza,  Galvagno,
  Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza, Lentini, Lupo, Maira, Marinello,
  Marinese,   Marrocco,   Marziano,  Minardo,   Musotto,   Panarello,
  Panepinto,   Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Romano,  Savona,   Scilla,
  Termine, Vitrano.

   Votano  no:  Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo,  Fagone,
  Falcone,  Forzese, Incardona, Leontini, Limoli, Mancuso,  Pogliese,
  Ragusa, Torregrossa, Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          47
   Contrari            16
   Astenuti              2

                         (L'Assemblea approva)

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010» (471-471
                                bis/A)

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2010»
  (471-471 bis/A)
   L'articolo   83   è   stralciato  dalla  Finanziaria.   Si   passa
  all'articolo 84.  Ne do lettura.

                             «Articolo 84
          Piano di attività extrascolastiche per le scuole in
                            aree a rischio

   1.    Per    il   triennio   2010/2012   l'assessorato   regionale
  dell'istruzione  e  della  formazione  professionale,  dipartimento
  regionale   dell'istruzione   e  della  formazione   professionale,
  finanzia,  a valere del P.O. FSE 2007/2013, in favore delle  scuole
  di  ogni  ordine  e grado della Regione ubicate in aree  a  rischio
  marginalità socio economica e territoriale, un piano di  intervento
  per la realizzazione di attività extra scolastiche da svolgersi  in
  ore pomeridiane.

   2.  Per le scuole del primo ciclo di istruzione, i comuni dovranno
  attivare,  a  partire dall'anno scolastico 2010/2011,  un  servizio
  mensa destinato agli studenti impegnati nelle suddette attività.

   3.  Laddove l'ente locale dovesse non adempiere alla fornitura  di
  tale  servizio  mensa,  la  Regione  provvederà  ad  un  intervento
  sostitutivo reperendo i relativi fondi dai trasferimenti agli  enti
  locali.

   4.  Per  le  finalità del presente articolo sono  previsti  40.000
  migliaia di euro del P.O. FSE 2007/2013».

   MARINESE. Ma l'articolo 83 non è stato stralciato

   PRESIDENTE.  L'articolo  83 è stato stralciato  insieme  ad  altre
  norme.  La  Presidenza ha ritenuto di stralciarlo e la decisione  è
  stata assunta tante ore fa.
   Tutti  gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo  84  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Resta  l'emendamento 84.16, a firma dell'onorevole Falcone.

   MARINESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINESE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    quando
  l'onorevole  Presidente Cascio ha dato l'elenco degli  articoli  da
  stralciare,  l'articolo  83 non era tra quelli  stralciati;  vorrei
  capire come ora, in questo momento, invece, risulta stralciato tale
  articolo.
   Li abbiamo tutti segnati e l'articolo 83, a suo tempo, non è stato
  stralciato.
   Le ho fatto una domanda e gradirei una risposta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinese, nel testo  che  abbiamo  davanti,
  come Presidenza, questa sera per seguire i lavori, l'articolo 83  è
  stralciato.

   MARINESE. Sì, ma vorrei sapere quando è stato stralciato?

   PRESIDENTE.  Non  so quando è stato stralciato,  penso  in  questi
  giorni.

   MARINESE. Ma non è possibile
   Tutti  abbiamo un testo che c'è stato dato dall'onorevole  Cascio,
  Presidente, e questo articolo non era stato stralciato.
   Signor Presidente della Regione, mi rivolgo anche a lei. Io non so
  se, ai sensi del Regolamento, si possa stralciare all'ultimo minuto
  un articolo senza nessuna ragione.
   Lo  si mette in votazione, si discute, ma non era tra gli articoli
  stralciati a suo tempo.
   Presidente,  non  mi  muovo,  gradirei  sapere  quando   è   stato
  stralciato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Marinese,  lei  deve  completare  il   suo
  intervento. Lo stralcio non può essere oggetto di discussione o  di
  dibattito parlamentare.

   MARINESE.  Mi  perdoni, allora chiediamo a tutta  l'Aula  se  è  a
  conoscenza  del  fatto che, quando il Presidente  Cascio  ha  fatto
  l'elenco  degli  articoli stralciati, questo era tra  gli  articoli
  stralciati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinese, l'articolo 83  non  è  detto  che
  doveva essere nelle comunicazioni del Presidente Cascio.
   L'onorevole  Presidente Cascio, assieme all'Ufficio di Presidenza,
  può  stralciare  tutti gli articoli, in corso di  discussione,  che
  ritiene   evidentemente  non  assolutamente  compatibili   con   la
  filosofia del testo.
   Quindi, stia sereno. Il momento nel quale è stato comunicato non è
  un problema.
   Ribadisco che l'articolo 83 è stralciato.
   Si  passa all'emendamento 84.16, a firma dell'onorevole Falcone  e
  altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  darle  la parola,  vorrei  comunicare  che
  all'articolo 84 è stato presentato un emendamento di riscrittura da
  parte del Governo, l'84.17. Prego gli assistenti di distribuirlo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  inserirmi
  con  questo mio emendamento in uno scenario immaginato dal  Partito
  democratico - e che ritengo infine condivisibile - che è quello  di
  estendere  l'orario  scolastico nelle zone a rischio  della  nostra
  Isola anche alle ore pomeridiane.
   Ho anche detto che è giusto che questa attività venga estesa anche
  alle  ore pomeridiane proprio perché parliamo di un intervento teso
  al recupero dei minori a rischio.
   Vorrei  ricordare  a  quest'Aula che esistono enti,  gli  istituti
  educativi  assistenziali, che proprio per specifico  scopo  sociale
  operano  nelle  zone a rischio delle città e hanno una  convenzione
  con  gli  enti  locali. Una convenzione secondo la quale  gli  enti
  locali  erogano  un  bonus, cioè erogano un contributo  giornaliero
  perché possono attuare attività scolastica ed extra scolastica.
   Se  da un  lato consentiamo agli istituti di primo grado di potere
  estendere  l'attività scolastica alle ore pomeridiane, è  giusto  e
  logico  che consentiamo anche agli istituti educativi assistenziali
  di poter accedere a questi contributi.
   Non  sono  tantissimi questi istituti, ma operano nei quartieri  a
  rischio  e operano nei quartieri a rischio delle città di  Messina,
  di Catania, di Palermo, di Caltanissetta e di altre città.
   Sono  enti  morali senza fine di lucro i cui consigli molte  volte
  sono  diretti e sono sotto la responsabilità di persone di  chiesa,
  di religiosi o religiose che svolgono un'alta finalità sociale.
   Allora,  è  giusto  che  noi incrementiamo e  incentiviamo  questa
  attività  assolutamente meritoria, che perseguiamo questo obiettivo
  assolutamente nobile e alto nei confronti degli istituti  pubblici,
  ma  ci  sono anche istituti che, sebbene privati, sono enti  morali
  che  non  hanno scopo di lucro e operano in convenzione già  con  i
  comuni.
   E con un piccolo incremento andremmo a integrare questa attività e
  andremmo  a  integrare  incentivando  l'attività  che  questi  enti
  riescono a profondere nei confronti della società.
   E'  una  norma  di  buon senso, di responsabilità  che  aumenta  e
  amplifica la portata importante, positiva e incisiva che  la  norma
  nel suo complesso può esplicare.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    capisco   le
  intenzioni del collega, però, c'è una profonda differenza tra enti,
  associazioni e la scuola pubblica dello Stato. Che è la struttura a
  cui  la Costituzione affida il compito di educare il cittadino,  di
  eliminare  dislivelli  di partenza sociali che esistono,  ed  è  la
  struttura che in Sicilia ha operato in maniera eccezionale.
   Sicuramente  qualche giorno fa avrete visto l'arresto in  Calabria
  di  un  boss  mafioso e i cittadini che applaudivano  il  boss.  Se
  questo  in Sicilia non avviene è per il lavoro eccezionale  che  la
  scuola  dell'obbligo,  proprio  la scuola  pubblica,  ha  fatto  in
  Sicilia.
   La scuola siciliana è straordinaria e merita di essere sostenuta e
  non la possiamo mettere sullo stesso piano di enti e associazioni.
   Quindi  l'idea  dell'Assessore, del Governo, sostenuta  anche  dai
  colleghi degli altri gruppi, è straordinaria. Mi riferisco all'idea
  di  fornire  alla  scuola  gli strumenti per  trasformarsi  in  una
  struttura sociale.
   Questo  è  sicuramente  il  senso della norma  e  questo  andrebbe
  difeso.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro,  a  nome
  del  gruppo  dell'UDC,  il voto favorevole all'articolo  84  perché
  riteniamo  che  in  una Finanziaria senza anima e senza  strategia,
  questo  costituisca un punto importante che riesce, per un  attimo,
  ad  offuscare  ulteriormente le tinte  già  fosche  che  in  questa
  finanziaria si annidano.
   E'   tutto   un   buio.  E  devo  dire  che  poter   favorire   la
  scolarizzazione   nelle  zone  marginali   ed   anche   nelle   ore
  pomeridiane, in luoghi dove spesso non vi sono attività ricreative,
  non  vi sono centri di accoglienza, non vi sono luoghi di incontro,
  costituisce, a nostro parere, una delle poche, se non l'unica, nota
  positiva  di questa che diventerà, forse se l'approveremo e  quando
  l'approveremo, legge finanziaria.
   Quindi,   per   queste  ragioni,  preannunciamo  il  nostro   voto
  favorevole.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  il  subemendamento
  84.17.1, degli onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli e D'Asero.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

                           (Non è approvato)

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  tendeva  ad aumentare le risorse. Solo questo. Ho avuto la  fortuna
  di  fare  il  sindaco e di attivare con le risorse comunali  questo
  servizio  nel mio comune dove il successo è stato strepitoso  sotto
  diversi  profili:  quello  sociale,  quello  sanitario,  quello  di
  integrazione.
   Aumentare  le risorse poteva essere utile ma, naturalmente,  è  il
  primo anno che inseriamo questa norma.
   Se  il  Governo si impegna a finanziare queste attività anche  per
  gli  anni  successivi, sono disponibile a ritirare l'emendamento  e
  sono assolutamente favorevole all'emendamento 84.17.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  l'onorevole Mancuso perché ho sentito un apprezzamento  unanime  di
  questa norma. Lo ringrazio di avere proposto un aumento di risorse.
  Com'è  noto,  purtroppo, il POFSE, essendo  stato  programmato  nel
  2007,  ha bisogno di una fase intermedia e solo a fine anno 2010  è
  possibile  rimodulare e, quindi, riprogrammare il piano  operativo.
  Solo  dopo  il  2010  sarà possibile liberare risorse  che  possano
  consentire  un  utilizzo in questa direzione. Lo può  scrivere  ora
  perché  oggi  c'è  una programmazione del POFSE  verso  le  zone  a
  rischio  e, quindi, la possibilità di interventi a sostegno.  Siamo
  vincolati  dalla programmazione già fatta nel corso dell'anno  2007
  e,  quindi, chiedo all'onorevole Mancuso di ritirarlo, ma  mi  pare
  condivisibile il senso dell'operazione che si sta tentando di fare.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, penso che la sua ragionevolezza  ed
  il suo buon senso le suggeriscano di ritirare l'emendamento.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 84.17.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 84.17 del Governo, di riscrittura
  dell'articolo 84.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro, pertanto, superato l'emendamento 84.16.
   Si passa all'articolo  85. Ne do lettura:

                             «Articolo 85
          Contributi alle università e alla scuola superiore
                       di eccellenza di Catania

   1.  L'Assessorato  regionale  della pubblica  istruzione  e  della
  formazione professionale è autorizzato a concedere, per l'esercizio
  finanziario 2010, alle università degli studi statali siciliane  un
  contributo  straordinario di 15.000 migliaia di euro, da  destinare
  alle  finalità  di  cui all'articolo 3, comma 18,  della  legge  24
  dicembre 2003, n. 350.

   2.  L'Assessorato  regionale  della pubblica  istruzione  e  della
  formazione professionale è autorizzato per l'anno finanziario  2010
  ad  erogare un contributo straordinario di 1.500 migliaia  di  euro
  alla  scuola  superiore  di eccellenza di Catania,  finalizzato  ad
  investimenti  coerenti con le finalità dell'articolo 3,  comma  18,
  della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

   3.  Per  le finalità del presente articolo, il Ragioniere generale
  della  Regione  è  autorizzato  ad effettuare,  coerentemente  alle
  disposizioni  previste dall'articolo 3, comma 18,  della  legge  24
  dicembre  2003,  n. 350 e successive modifiche ed integrazioni,  le
  necessarie operazioni finanziarie.»

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  85.13  dell'onorevole Savona, l'emendamento  85.15,
  degli onorevoli Pogliese, Falcone, Caputo ed altri, e l'emendamento
  85.10  degli onorevoli Di Benedetto, Faraone, Termine e Raia,  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  chiedo che venga trattato in questa sede un  emendamento
  aggiuntivo  che  riguarda i contratti di formazione  specialistica,
  obbligazione  pregressa perché c'è un'attinenza con l'articolo  che
  stiamo   discutendo.  Si  tratta  delle  borse  di   studio   degli
  specializzandi  che per tutta una serie di ragioni hanno  provocato
  un  debito da parte della Regione nei confronti dell'Università. E'
  una  questione  che è stata affrontata sia in Commissione  Bilancio
  che  in Commissione Sanità e all'unanimità è sempre stato detto che
  bisognava  riconoscere  questo  debito  che  allo  stato  è   stato
  fronteggiato dalle università che attendono il pagamento di  quanto
  anticipato. Hanno già sospeso il pagamento delle borse di studio  a
  650   giovani   specializzandi.  E'  un  atto   di   responsabilità
  ineludibile che noi dobbiamo assumerci questa sera.
   Attesa l'attinenza della materia chiedo che sia trattato in questa
  sede.

   PRESIDENTE.  Assessore, non la posso accontentare per un  semplice
  motivo. L'emendamento  è già catalogato, comunque collazionato come
  aggiuntivo 716.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   ritengo  invece
  che  se  c'è la copertura annunziata dall'Assessore, visto  che  la
  materia  è  assai  pertinente con l'articolo che stiamo  trattando,
  cioè  università, borse di studio e visto che c'è un arretrato come
  bene  diceva  l'Assessore, che è pluriennale,  onde  evitare  danni
  gravi  al  percorso  formativo di tanti  giovani,  ritengo  che  la
  materia in questo caso si possa aggregare.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  credo  che
  stiamo  facendo una finanziaria con sforzi enormi. Ma è chiaro  che
  questa norma approvata all'unanimità in Commissione, dopo avere per
  tre  volte  ascoltato i rettori, i presidi, nonché  gli  associati,
  crea  sicuramente una mancanza. Non si capisce perché non era stata
  già  prevista  nella finanziaria. Crea problemi enormi.  In  questo
  momento,  laddove si parla di università, questo è  il  momento  di
  poterla inserire, anche perché credo che tutta l'Aula all'unanimità
  sia  d'accordo  con questa norma. Infatti,  non si  tratta  di  una
  norma  di contributi a pioggia, norma di alcune vicende che abbiamo
  visto  anche  questa sera in finanziaria e sulle quali  onestamente
  sono  molto  perplesso,  ma è una norma di carattere  generale  che
  sicuramente serve ad evitare che giovani studenti che hanno diritto
  alle borse di studio possono essere sicuramente messi in condizione
  di continuare.
   Il  danno  economico  sarebbe enorme  perché  vi  sono  i  decreti
  ingiuntivi  pronti da parte delle università. Se siamo formali,  io
  questa  sera  ho visto alcune forzature, anzi molte forzature,  che
  sono  state  fatte con sub emendamenti presentati al  momento.  Nel
  fatto  in  specie è una norma che era già passata nella Commissione
  di merito. Tutte queste perplessità onestamente non le vedo.

   FERRARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto un minuto
  per   dare   forza   al  ragionamento  dell'onorevole   Formica   e
  dell'onorevole  Laccoto. Sono assolutamente  d'accordo  con  questo
  emendamento.  A me sembra che sia doveroso farlo perché  mi  sembra
  che sappia di cosa buona e cosa giusta a tutti i livelli.
   Sono  nettamente  a  favore  di  questo  emendamento  e  prego  il
  Presidente di ammetterlo alla votazione.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  condividiamo
  quanto detto dai colleghi e riteniamo che sia assurdo visto che c'è
  la  proposta  di  un  assessore  e  la  copertura  finanziaria  non
  accettare   la  proposta;  non  c'è  nessun  motivo.  Ma   dovremmo
  cominciare - e mi pare che su questo non possiamo che essere  tutti
  d'accordo - dall'emendamento proposto dall'assessore al turismo, il
  quale ha anche lui fatto una proposta simile.
   Allora se l'Assessore alla sanità giustamente deve intervenire nel
  suo  campo, non si capisce per quale motivo l'Assessore al  turismo
  non  possa  svolgere  attività turistica, di promozione  turistica,
  avendo agganciato il suo emendamento ..

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, troveremo la  soluzione,  non  vi
  preoccupate.
   Dispongo l'accantonamento dell'articolo 85.

   ADAMO.  Allora,  il  criterio  è di tre  assessori  che  hanno  la
  copertura  finanziaria, che possono lavorare e a cui  noi  vogliamo
  impedire  di  lavorare,  non si sa bene per  quale  motivo.  Questo
  comincia   a   diventare  incomprensibile.  Siamo  stanchi.   Siamo
  avviliti. Ma questo è assolutamente incomprensibile. E' un atto  di
  prepotenza che la Presidenza sta compiendo sull'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, poi le spiegherò qual  è  l'atto  di
  prepotenza  che  la Presidenza sta facendo. L'articolo  85  e  A716
  sono accantonati per un approfondimento.

                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.    Signor   Presidente,  lei  non  può   accantonare   un
  emendamento  che non ha più sub-emendamenti o emendamenti.  Non  lo
  può fare.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, c'è  un emendamento del Governo.

   MANCUSO.   C'è  un  emendamento  del  Governo.  Allora   lei   sta
  confermando che all'85 c'è un emendamento del Governo.

   PRESIDENTE.  E'  una  richiesta del Governo ed  ho  il  dovere  di
  attenzionarla. Visto che il dovere di attenzionarla  non  significa
  che  l'interpretazione  debba essere immediata,  è  chiaro  che  ho
  chiesto  -  - come è giusto - al Servizio d'Aula e agli  uffici  di
  verificare la possibilità di accogliere la proposta del Governo. Ed
  in  più  ho  chiesto  di verificare la reale copertura  finanziaria
  rispetto al modo come il Governo si deve raccordare. Le sembra  una
  cosa forzata?

   MANCUSO.  Mi sembra che lei si debba attenere alla Conferenza  dei
  capigruppo  di qualche ora fa e non a quello che può  succedere  in
  Aula  ogni cinque/sei minuti perché è normale che succeda.  Lei  ha
  una  indicazione  della Conferenza dei capi  gruppo,  quella  è  la
  strada.  Se  la  strada cambia, si convoca un'altra Conferenza  dei
  capi gruppo e si decide come procedere.

   STRANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STRANO.  Presidente,  mi  scusi, vorrei  chiedere  all'ufficio  di
  presidenza qual è il motivo per il quale da circa tre ore non viene
  data  risposta  a  una  mia richiesta. Prima  c'era  il  Segretario
  generale,  dottore  Tomasello.  In  questo  momento  non  lo   vedo
  presente,  è stato sostituito. Per quale motivo ci fu una richiesta
  per  un  emendamento agganciato all'articolo 109 di una  sigla  del
  Segretario generale che non ha chiesto a nessuno mentre, invece,  a
  noi fu chiesta dal dottore Tomasello. Fu chiesta e non è stato dato
  seguito a questa richiesta. Sono arrivati in Aula dopo aver portato
  stupidamente questo foglio con la firma del ragioniere  capo  e  mi
  hanno detto che l'articolo 109 era stato esaminato. Mi fu detto dal
  dottore  Tomasello che questo sarebbe stato - so che  devo  parlare
  con  la Presidenza, ma sto facendo il resoconto - è stato detto  di
  accantonarlo. Poiché è stato accantonato circa 2 ore e 40 minuti fa
  ho  visto  che  vi era un emendamento dell'onorevole  Adamo  e  del
  Governo che parlava di materia attinente al turismo, citava proprio
  l'Assessore  per  il  turismo.  Era  Presidente  lei,   con   molta
  correttezza   ha  detto  vediamo  subito,  all'articolo   80.   Per
  l'ennesima  volta  il  dottore Tomasello, dopo  avere  parlato  per
  telefono,  non so, forse con la sua famiglia, o con qualche  amico,
  certo  non  con il Presidente Cascio che allora presiedeva,  questo
  articolo  si è disperso nuovamente e sono passati altre due  ore  e
  trentanove   minuti.   Qual  è  il  problema?  Dobbiamo   aspettare
  qualcheduno  che impedisca quest'emendamento o lo dobbiamo  votare?
  Senza infingimenti

   PRESIDENTE. Onorevole Strano, la prego, la prego, la prego. Le  ho
  già dato la parola in via del tutto eccezionale.

   STRANO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  Posso
  andare a casa. Non ho problemi.

   PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Strano, le ho dato la  parola,
  ovviamente con grande apertura, ci mancherebbe. Non mi smuovo di un
  millimetro rispetto a quanto ha annunciato il Presidente Cascio per
  quanto concerne carte in arrivo su questo banco. Quando rientra  il
  Presidente Cascio si sospende l'Aula e si fa il punto. Sia  chiaro,
  non  mi muovo di un millimetro. Da qualsiasi parte mi arrivino  gli
  emendamenti. Per essere chiari fino in fondo.

       Riprende la discussione del disegno di legge 471-471bis/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 86. Ne do lettura:

                             «Articolo 86
            Norme in materia di contributi all'Associazione
                                PROSAM'

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale  19  maggio
  2005,   n.   5,   sostituire  le  parole   PROTEO   (Programmazione
  territoriale  ed  orientamenti  allo  sviluppo)'  con   le   parole
   PROSAM'».

                        Sull'ordine dei lavori

   GALVAGNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'articolo  85
  ci  torneremo  quando sarà in discussione. Sull'ordine  dei  lavori
  volevo ribadire quanto lei ha testé detto. Il Presidente Cascio tre
  quarti  d'ora  fa  ha  detto che non avrebbe accettato  emendamenti
  neanche da parte del Governo, se non di riscrittura. Qui invece sta
  succedendo  di  tutto  e  di più. Non credo  sia  giusto  e  lecito
  soprattutto nei confronti dei colleghi e di chi vi parla che  siamo
  da 15 giorni chiusi qui dentro.

       Riprende la discussione del disegno di legge 471-471bis/A

   PRESIDENTE.  Non me ne vogliano i colleghi, compreso  il  Governo,
  che ritengono assolutamente legittime alcune proposte emendative.
   La  prego,  onorevole Strano, collabori con la Presidenza.  Le  ho
  dato la risposta, se vuole gliela ripeto.
   All'articolo 86, l'emendamento 86.1 è ritirato.
   L'emendamento 86.10 è ritirato.
   L'emendamento 86.11 è ritirato.
   L'emendamento 86.12 è ritirato.
   L'emendamento 86.2 è ritirato.
   L'emendamento 86.13 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LOMBARDO, Presidente della Regione. Ma è stralciato.

   PRESIDENTE.  Non  mi risulta stralciato, se il Governo  vuole  non
  trattarlo  basta un emendamento soppressivo. Un rigo e  la  cosa  è
  fatta. Basta non ritirare l'emendamento 86.2. O bocciamo l'articolo
  o votiamo un emendamento soppressivo che la cosa è più semplice.

   LOMBARDO,  Presidente della Regione. Preannuncio di presentare  un
  emendamento interamente soppressivo dell'articolo 86.

   PRESIDENTE.  Comunico che il Governo ha presentato un  emendamento
  soppressivo  dell'articolo  86.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi   è
  favorevole  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:

                              TITOLO VIII
                     Famiglia e politiche sociali

                             «Articolo 98
             Piani personalizzati per i minori affetti da
                              disabilità

   1.  Entro  sessanta giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
  il  lavoro, emana le direttive per la revisione dei piani  di  zona
  dei distretti socio-sanitari per l'adozione di piani personalizzati
  per   i  minori  affetti  da  disabilità.  I  piani  devono  essere
  concertati  con le associazioni delle famiglie dei minori  disabili
  ed  essere adottati entro e non oltre sessanta giorni. L'attuazione
  dei  piani deve essere garantita con le risorse economizzate che  i
  distretti  socio-sanitari devono rimodulare e  con  una  quota  non
  inferiore al 50 per cento del Fondo della non autosufficienza nella
  disponibilità  dell'Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle
  politiche sociali e del lavoro».

   All'articolo 98 sono stati presentati tre emendamenti  soppressivi
  98.1, 98.10, 98.11.
   Essendo  stati presentati solo emendamenti soppressivi,  pongo  in
  votazione il mantenimento del testo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 99. Ne do lettura:

                             «Articolo 99
             Composizione del Consiglio di amministrazione
              dell'Istituto dei ciechi Florio e Salamone

   1.  La  composizione del consiglio d'amministrazione dell'Istituto
  dei  ciechi  Opere riunite I. Florio F. e A. Salamone  di  Palermo,
  di  cui  al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale  1  marzo
  1995, n. 16 è così modificata:

   a)  2  rappresentanti  dell'Unione Italiana  dei  ciechi  e  degli
  ipovedenti, designati dalla sezione provinciale di Palermo;

   b) 1 rappresentante della provincia regionale di Palermo;

   c)   1   rappresentante  dell'assessorato  della  famiglia,  delle
  politiche sociali e del lavoro;

   d) 1 rappresentante alla Presidenza della Regione.

   2.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro,  entro  novanta  giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente legge, nomina previa le necessarie designazioni, il  nuovo
  consiglio  d'amministrazione;  il  consiglio  d'amministrazione  in
  carica  decade  con  effetto immediato e fino all'insediamento  del
  nuovo  viene   sostituito da un Commissario straordinario  nominato
  dallo  stesso assessore. Il consiglio potrà insediarsi  ed  operare
  anche in  presenza di almeno tre dei suoi componenti, alla scadenza
  del mandato.

   3.  Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal
  primo   rinnovo   del   consiglio  di  amministrazione   successivo
  all'entrata in vigore della presente legge».

   Gli emendamenti  99.11, 99.12, 99.2e 99.13 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 99.1, dell'onorevole De Luca.

   FALCONE. Dichiaro di apporre anche la mia firma, Presidente.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA. Dichiaro di apporre la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BENINATI. Dichiaro di apporre la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevole Mancuso, mantiene il 99.18?

   MANCUSO. Sì,  Presidente.

   PRESIDENTE.  Emendamento   99.17 e 99.16  a  firma  dell'onorevole
  Lupo, li ritira?

   LUPO. No.

   PRESIDENTE. C'è un sub emendamento al 99.16. Onorevole De Luca  il
  99.3 lo ritira?

   DE LUCA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  99
  del  disegno  di  legge prevede la modifica della composizione  del
  Consiglio  d'amministrazione  dell'Istituto  dei  Ciechi  di  opere
  riunite   Florio  e  Salamone  di  Palermo.  E'   una   norma   che
  sostanzialmente ripropone all'assessore competente,  ed  in  questo
  caso  all'assessore  al  lavoro, la possibilità  di  ricomporre  il
  consiglio d'amministrazione modificandone la composizione.
   Su  questa  norma  non  vedo la ragione  per  la  quale  si  debba
  procedere  alla  nomina  di  un  nuovo consiglio  d'amministrazione
  quando  si  può  attendere la scadenza naturale.  Inoltre,  c'è  un
  punto,  esattamente la lettera a) di questo articolo,  che  prevede
  che  nel  nuovo  consiglio d'amministrazione  andrebbero  a  sedere
  rappresentanti  dell'Unione  Italiana  ciechi  di  Palermo,  quando
  invece   già   in   questo  organismo  fanno  parte  rappresentanti
  dell'Unione   italiani  ciechi  nominati  dal   Consiglio   regione
  dell'Unione italiana ciechi. Cioè si vuole sostanzialmente dividere
  l'unione  italiana ciechi perché in questo modo verrebbe a  crearsi
  una   frattura  all'interno  del  Consiglio  regionale  dell'Unione
  italiana  ciechi  fatta  per legge. E'  un'aberrazione   Ed  è  una
  aberrazione  per  due  motivi:  uno,  perché  non  c'è  bisogno  di
  procedere    oggi   alla   cancellazione   dell'attuale   consiglio
  d'amministrazione per farne uno nuovo e mettere probabilmente amici
  propri. Ma soprattutto con la nuova composizione si  interviene  in
  quello   che   è  un  equilibrio  che  l'Unione  italiana   ciechi,
  un'associazione  seria,  un'associazione  che  ha  una   dedizione,
  un'associazione che serve propri iscritti, che dà un servizio vero,
  che  dà un servizio reale a tutti quanti i soci di tutta la Regione
  siciliana,   debba  subire  questa  intromissione   nella   propria
  organizzazione.  Ha  funzionato per tanto  tempo,  non  si  capisce
  perché oggi dovrebbe cambiare.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.   Grazie  Presidente,  solo  per  sostenere  l'emendamento
  soppressivo  dell'articolo e per dichiarare che vi appongo  la  mia
  firma.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  soppressivo  99.1
  dell'onorevole De Luca e altri. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:

                             «Articolo 100
         Disposizioni in materia di assistenza al ricovero di
                       grandi invalidi di guerra

   1.   Nell'ambito  dell'umanizzazione  e  del  miglioramento  della
  qualità dell'assistenza, in caso di ricovero ospedaliero di  grandi
  invalidi di guerra, non vedenti o pluriamputati, deve essere sempre
  concessa,  su  richiesta della famiglia, la permanenza continuativa
  al letto del paziente dell'accompagnatore.

   2.  Tale permanenza deve essere favorita con iniziative specifiche
  da  parte  delle aziende sanitarie che prevedano la  fornitura  dei
  pasti  in reparto o presso la mensa del presidio e la fornitura  di
  letto  o  branda per la notte. Qualora la struttura  ne  avesse  la
  disponibilità,  il ricovero di detti grandi invalidi  dovrà  essere
  effettuato in camera a due letti».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 100. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 101. Ne do lettura:

                             «Articolo 101
                   Sostegno alle relazioni familiari

   1.  All'articolo 8, comma 1, della legge regionale 31 luglio 2003,
  n.  10,  dopo  le parole  istituzioni scolastiche   è  aggiunta  la
  parola  oratori

   2.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata, per  gli
  esercizi  finanziari 2010-2012, la spesa di 500  migliaia  di  euro
  annui.»

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 101. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:

                             «Articolo 102
       Centri di accoglienza per donne vittime di maltrattamenti

   1.  All'articolo 9, comma 1, della legge regionale 31 luglio 2003,
  n. 10, sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  dopo  le  parole   figli  minori' è  aggiunto  il  periodo   o
  diversamente abili, a prescindere dall'età'.

   2.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata,  per  il
  triennio 2010-2012, la spesa di 500 migliaia di euro annui».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 102. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 103. Ne do lettura:

                             «Articolo 103
               Contributi alle associazioni USEF e CSNA

   1. Alle organizzazioni USEF e CSNA è riconosciuta per la copertura
  delle  spese  di  funzionamento gestione la somma di  150  migliaia
  euro».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 103.12 è decaduto per assenza del firmatario.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  se  non ricordo male ieri mattina nella  Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari, alla quale si è fatto più volte
  riferimento,  mi  pare  si  era convenuto  che  quest'articolo  non
  sarebbe stato trattato.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti A558 e A559 sono improponibili.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  chiedo ai capigruppo di onorare gli accordi  assunti  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Inoltre, ritengo
  sia un bene che si possa continuare con un clima di serenità, e che
  non  ci  siano  frizioni  che già purtroppo quest'Aula,  in  questa
  sessione, ha dovuto subire.

   PRESIDENTE. Onorevole Assessore, l'Aula sta andando avanti  in  un
  clima di serenità, tant'è che abbiamo approvato cinque articoli  in
  pochi  minuti. Non capisco perché si voglia sottrarre  all'Aula  la
  possibilità di votare e di esprimersi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Cimino,
  presidente Lombardo, siamo in imbarazzo perché l'articolo 103, se è
  stralciato o meno, la Presidenza dovrebbe saperlo. E se è  così  il
  mio  Capogruppo  lo  confermerà. Non è colpa dei  parlamentari.  La
  Presidenza, forse, non l'aveva annotato.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero quello che
  poc'anzi   alcuni  colleghi  ricordavano  e  che   l'Assessore   ha
  sottolineato,  ma  lei  non può né saperlo,  né  ricordarlo  perché
  quando abbiamo interrotto i lavori d'Aula e, con tutti i Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, ci siamo incontrati  in  sua  assenza  -
  perché  lei,  signor Presidente, è arrivato in  ritardo  -  abbiamo
  specificato  che, per quanto riguarda la tabella  H ,  della  quale
  parleremo speriamo a breve, precludevamo ogni aggiunta ex novo.
   Questo   articolo,  ovviamente,  se  approvato   introdurrebbe   e
  aggiungerebbe  la  tabella   H .  Proprio  per  questo  motivo  noi
  specificammo che l'articolo era precluso e cassato.
   Poi, è intervenuto lei e abbiamo parlato di altre cose, quindi non
  può  ricordarlo, ma abbiamo convenuto su questo e abbiamo convenuto
  che andava stralciato l'articolo 83.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevoli colleghi, se  c'è  un  accordo  tra
  tutti i presidenti dei Gruppi parlamentari di cui la Presidenza non
  era  a  conoscenza e, quindi, se tutta l'Aula è d'accordo in questo
  senso, io lo stralcio.
   Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
   Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:

                             «Articolo 104
                           Farmacie  rurali

   1. All'articolo 27, comma 1, della legge regionale 5 gennaio 1999,
  n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il seguente
  comma:  A decorrere dall'esercizio finanziario 2010 la spesa per le
  finalità  di  cui  al  presente articolo  è  determinata  ai  sensi
  dell'articolo  3,  comma 2, lettera g), della  legge  regionale  27
  aprile 1999, n. 10.'».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 104.11 è improponibile in quanto materia estranea.
   Pongo  in votazione l'articolo 104. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 105. Ne do lettura:

                             «Articolo 105
            Semplificazione degli adempimenti di competenza
                  delle Aziende sanitarie provinciali

   1.  Per  le  opere  soggette a permesso  di  costruire  il  parere
  relativo   alla  conformità  del  progetto  alle  norme   igienico-
  sanitarie  di  competenza  delle Aziende  sanitarie  provinciali  è
  sostituito  da  un'autocertificazione di un  progettista  abilitato
  circa la conformità del progetto alle norme igienico-sanitarie  nel
  caso   in   cui   il  progetto  riguardi  interventi  di   edilizia
  residenziale  ovvero  la verifica in ordine a tale  conformità  non
  comporti valutazioni tecnico-discrezionali.

   2.  Per  le  opere  da  realizzarsi mediante  denuncia  di  inizio
  attività il parere relativo alla conformità del progetto alle norme
  igienico-sanitarie   di   competenza   delle   Aziende    sanitarie
  provinciali è sostituito da una dettagliata relazione a firma di un
  progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali,  che
  asseveri  la  conformità delle opere da realizzare  agli  strumenti
  urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati ed  ai
  regolamenti  edilizi  vigenti, nonché il rispetto  delle  norme  di
  sicurezza e di quelle  igienico-sanitarie».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 105.14 è improponibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 105. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 106. Ne do lettura:

                             «Articolo 106
                     Abbattimento ticket sanitario

   1.   Il   valore   dell'indicatore  della   situazione   economica
  equivalente (ISEE) di cui  all'articolo 29 della legge regionale 31
  maggio  2004,  n. 9, relativo alla soglia per la partecipazione  al
  costo    delle    prestazioni   diagnostiche   specialistiche,    è
  rideterminato in euro 25.000.

   2.  Ai  fini  dell'applicazione di quanto disposto al comma  1  si
  provvede  con  decreto dell'Assessore regionale per  la  salute  da
  emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge, nel quale sono altresì disciplinate le modalità di richiesta
  delle   prestazioni  stesse,  con  particolare   riferimento   alla
  specificazione del quesito diagnostico e della urgenza del  referto
  richiesto, nonché ogni altra disposizione relativa all'esecuzione e
  remunerazione della prestazione stessa.

   3.  L'Assessore regionale per la salute provvede, tramite  accordi
  di  collaborazione  con gli organi di polizia  tributaria  preposti
  agli  accertamenti fiscali e finanziari, alla costante ed  omogenea
  verifica  di veridicità delle dichiarazioni relative all'indicatore
  di cui al comma 1.

   4.    Alla    copertura    degli   oneri   finanziari    derivanti
  dall'applicazione  del  presente articolo si  farà  fronte  con  le
  economie  conseguite  dall'attuazione del Piano  di  rientro  della
  spesa  sanitaria  sottoscritto il 31 luglio  2007  e  del  relativo
  accordo con delibera di Giunta regionale del 31.8.2007.

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  106.10,
  di riscrittura dell'intero articolo. Ne do lettura:

  «L'articolo 106 è sostituito dal seguente:
                              Articolo 106
                     Abbattimento ticket sanitario

   1.  All'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.  21,
  come  sostituito dall'articolo 29 della legge regionale  31  maggio
  2004, n. 9, sono aggiunti i seguenti commi:
    2  bis.  Compatibilmente con le previsioni di ripartizione  delle
  risorse del fondo sanitario, l'assessore regionale per la salute  è
  autorizzato   a  rideterminare  con  proprio  decreto   il   valore
  dell'indicatore  della  situazione  economica  equivalente   (ISEE)
  relativamente  alla  soglia per la partecipazione  al  costo  delle
  prestazioni specialistiche ambulatoriali entro la soglia massima di
  euro 20.000.

   2  ter.  Le  prescrizioni delle prestazioni di cui  al  precedente
  comma,  redatte  su  ricettario del servizio  sanitario  regionale,
  devono  riportare  la  formulazione  del  quesito  diagnostico,  la
  specifica  indicazione  relativa al  livello  di  priorità  clinica
  nonché  indicare  se  trattasi  di  prescrizione  suggerita   dallo
  specialista.   Tali   condizioni  costituiscono   presupposto   per
  l'ammissibilità  al  relativo  rimborso.  Le  strutture   sanitarie
  erogatrici  pubbliche e private non possono accettare  prescrizioni
  specialistiche prive delle informazioni di cui al presente comma.

   2 quater. In caso di esecuzione delle prestazioni in violazione di
  quanto  previsto  al precedente comma, gli oneri  relativi  a  tali
  prestazioni   sono   posti  solidalmente  a   carico   del   medico
  prescrittore e del responsabile dell'erogazione stessa. Le  aziende
  sanitarie  provinciali,  nell'ambito delle  attività  di  controllo
  devono  prevedere  azioni  specifiche di  monitoraggio  e  verifica
  sull'appropriatezza   delle  prestazioni   specialistiche,   nonché
  valutazioni  sull'andamento quali-quantitativo delle  attività  nel
  corso  dell'anno,  sulla  base di linee  guida  e  criteri  fissati
  dall'assessore regionale per la salute con proprio provvedimento.

   2  quinquies.  L'assessorato regionale  della  salute  procede  ad
  avviare  annualmente  campagne  di  controllo  sulla  veridicità  e
  corretta  applicazione  degli  indicatori  ISEE  dichiarati,  anche
  attraverso accordi con le amministrazioni dello Stato competenti ai
  controlli in materia fiscale e finanziaria.

   2  sexies.  E'  abrogato il comma 14 dell'articolo 9  della  legge
  regionale 2 maggio 2007, n. 12 .

   2.  Il  decreto di cui al comma 1 è emanato entro 180 giorni dalla
  entrata in vigore della presente legge».

   RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  con  questa  norma intendiamo  alzare  la  soglia  delle
  esenzioni per consentire a tante famiglie siciliane di non  versare
  la  quota  di  partecipazione  per  le  prestazioni  specialistiche
  ambulatoriali.
   Abbiamo  strutturato questa norma limitatamente  alle  prestazioni
  specialistiche  ambulatoriali, riscrivendo  l'originaria  normativa
  che  avevamo  presentato e affidando ad un decreto dell'assessorato
  la  determinazione  del valore, compatibilmente  con  la  quota  di
  ripartizione  del fondo sanitario, ma ponendo il tetto  massimo  di
  ventimila   euro,   secondo  la  cosiddetta  situazione   economica
  equivalente (ISEE).
   Con questa norma veniamo incontro alle aspettative di tanti utenti
  che  -  noi  riteniamo  di far partire questa normativa  alla  fine
  dell'anno  o ai primi dell'anno prossimo - erano appunto  costretti
  alla  corresponsione  di  una  somma  di  denaro  quale  quota   di
  contributo per essere ammessi alla prestazione.
   Vorrei  però soffermarmi su i commi 2 ter e 2 quater, che  fissano
  un  principio innovativo per la Sicilia, ma non in assoluto. E cioè
  che  le  prestazioni diagnostiche devono esser accompagnate, quando
  prescritte,  dal  cosiddetto quesito diagnostico: i  professionisti
  devono  cioè  esplicitare il quesito diagnostico.  Le  informazioni
  contenute  in  questa prescrizione, unitamente alle indicazioni  di
  priorità  della prestazione, costituiscono condizione  fondamentale
  per   ottenere  il  rimborso  della  prestazione  da  parte   della
  struttura. Anzi, in assenza del rispetto di queste prescrizioni, vi
  è  una  responsabilità solidale da parte del  professionista  e  da
  parte  della struttura che ha erogato in assenza delle informazioni
  richieste.
   Viene  poi  altresì onerato l'assessorato di disporre, in  accordo
  con  le  strutture dello Stato, a livello finanziario o di  polizia
  tributaria,  gli  accertamenti per la  verifica  della  sussistenza
  delle esenzioni. Questo è un problema molto sentito che attiene  ad
  una lacuna che, attraverso questa normativa, intendiamo colmare.
   Questa norma, ovviamente, trova copertura finanziaria nella  buona
  amministrazione  di quest'anno e mezzo, perché  contiamo  di  farvi
  fronte attraverso le risorse del fondo sanitario.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, va detto che
  questa norma ci trova ampiamente consenzienti. Il Governo recepisce
  una   precisa   richiesta  del  Gruppo  parlamentare  del   Partito
  democratico  che,  sostanzialmente,  con  questo  emendamento,  con
  questo  articolo,  chiede che si cominci a restituire,  a  dare  il
  segnale  alla  popolazione di quello che  è  stato  lo  sforzo,  il
  sacrificio fatto attraverso il piano di rientro, che deve  produrre
  effetti ancora più tangibili.
   Noi  sappiamo  bene che ad un anno dalla riforma sanitaria,  siamo
  ancora  in progress. Molte cose debbono ancora essere fatte. Devono
  essere  toccate  con  mano,  fatte  soprattutto  dalla  parte   del
  cittadino  che  spesso  non comprende quali sono  le  modificazioni
  strutturali,  le modificazioni di impostazione che pure  si  stanno
  compiendo   e  che,  però,  non  hanno  prodotto  e  non  producono
  immediatamente risultati che il cittadino percepisce.
   Potere dire che, attraverso una migliore ripartizione delle  somme
  -  che  quindi sono soggette al contenimento della spesa ed oggetto
  di   riqualificazione  del  sistema  sanitario  -,  apportiamo   un
  concreto,  tangibile risultato per la popolazione,  al  punto  tale
  che,  attraverso  questa norma che noi abbiamo  chiesto,  si  possa
  rendere  esente da ticket la prestazione specialistica al di  sotto
  dei  20  euro di indicatore di situazione economica equivalente,  e
  cioè  per una aliquota oscillante tra il 70 e il 75 per cento della
  popolazione   regionale,  credo  che  sia  un  segnale   di   buona
  amministrazione e di politica orientata alla tutela delle fasce più
  deboli  che,  in  questo momento, non abusano  di  questo  tipo  di
  prestazioni  e, quindi, sono costrette a ricorrervi per  gli  esami
  diagnostici,  specialistici e al pagamento  di  un  ticket  che  si
  presenta  come una misura odiosa e molto spesso, in questo  momento
  particolare  di  crisi  economica, davvero insopportabile  per  una
  larga fascia della popolazione.
   Crediamo   che   sia  un  segnale  concreto  della  corrispondenza
  simmetrica fra le misure del contenimento della spesa da un lato, e
  la   possibilità  di  riallocazione  delle  risorse  di   risparmio
  all'interno della spesa del sistema sanitario regionale.
   Ecco  perché  crediamo  che  sia anche  corretta  la  formulazione
  complessiva dell'impianto che rimanda ad un decreto dell'assessore,
  da  emanarsi nel termine fissato dalla legge stessa, la possibilità
  di  modulare  e determinare esattamente la misura in  funzione  del
  progressivo andamento della spesa e del risparmio.
   C'è  un  preciso intento che consente di valutare quale può essere
  la misura ottimale nell'ambito degli obiettivi che ci siamo posti.
   Le  altre  cose che l'Assessore ha indicato forse in  questo  caso
  appesantiscono la norma e richiamano criteri ai quali poi  si  farà
  più   specifico   riferimento  nel  decreto,  come   quelli   della
  formulazione del quesito diagnostico o dell'indicazione del livello
  di  priorità  clinica.  Si  tratterebbe di  norme,  credo,  che  se
  statuiamo  qui  in  quest'occasione, potranno  essere  estese  come
  modalità applicativa a tutte le altre prestazioni che l'assessorato
  eroga,  e  nei  confronti  delle  quali  si  ricorre  a  forme   di
  compartecipazione da parte del cittadino.
   Avere  istituito,  in  questo caso a proposito  delle  prestazioni
  specialistiche  ambulatoriali,  il  riferimento  dell'obbligo   del
  quesito  diagnostico  e  della priorità  clinica  e  la  condizione
  dell'esistenza  di queste informazioni per la remunerazione,  credo
  che  siano e debbano essere - faccio anche auspici all'Assessore  -
  criteri   ai   quali   attenersi  nel  decreto   che   disciplinerà
  l'abbattimento del ticket in oggetto, ma in generale per  tutte  le
  prestazioni soggette a compartecipazione da parte dell'utenza della
  Regione.
   Complessivamente, quindi, un obiettivo di grande  importanza,  che
  credo tutta l'Assemblea porta a casa, che abbiamo fortemente voluto
  e di cui siamo certamente soddisfatti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  letto
  attentamente questo emendamento e ho riflettuto al riguardo  perché
  lei  sa,  assessore, che in Commissione abbiamo molto dibattuto  su
  questo argomento dell'ISEE.
   Secondo  me l'ISEE va presa come deterrente per frenare  l'accesso
  eccessivo  alle prestazioni specialistiche. E, allora,  portando  a
  ventimila  euro la quota dell'ISEE, questo permette alla  gente  di
  avere  libero  accesso  alle prestazioni  specialistiche.  Dobbiamo
  anche  considerare  la situazione disastrosa  in  cui  si  viene  a
  trovare   la  gente,  per  esempio  negli  ospedali  dove   vengono
  effettuate  queste prestazioni, che ci sono liste d'attesa  di  sei
  mesi. Facendo in questo modo, le liste d'attesa si allungheranno  e
  questo è il primo motivo.
   Se  è  scritto   le  prescrizioni  delle  prestazioni  di  cui  al
  precedente  comma,  redatte sul ricettario del  servizio  sanitario
  regionale,   devono   riportare   la   formulazione   del   quesito
  diagnostico ,  già  adesso come medico  di  base,  come  medico  di
  famiglia,  ho  l'obbligo  di porre la diagnosi.  Se  prescrivo  una
  risonanza  magnetica, se prescrivo qualsiasi  tipo  di  analisi  ho
  l'obbligo di specificare la diagnosi, perché altrimenti la  ricetta
  mi viene rimandata indietro.
   Inoltre,  al punto 2 ter c'è la specifica indicazione relativa  al
  livello   di  priorità  clinica.  Anche  in  questo  caso,   signor
  Assessore, già queste cose esistono. Se un paziente affetto da  una
  malattia  neoplastica, da un tumore va in ospedale, ha la  priorità
  rispetto  agli  altri pazienti. E, poi, quando al  2  quater  viene
  scritto   in caso di esecuzione delle prestazioni in violazione  di
  quanto  previsto  al precedente comma, gli oneri  relativi  a  tale
  prestazione   sono   posti  solidalmente  a   carico   del   medico
  prescrittore e del responsabile dell'erogazione stessa , le aziende
  sanitarie hanno un ufficio di vigilanza che vigila sull'operato dei
  medici  e, a volte, quando ci sono delle prestazioni inappropriate,
  come viene detto qua, i medici vengono sistematicamente richiamati.
  Sono, invece, d'accordo sullo sforzo che dovremmo fare per andare a
  rivedere  tutti questi ISEE. Se vogliamo ridurre effettivamente  la
  spesa dobbiamo incidere su questo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sul  principio
  della  norma  non entro nel merito perché ritengo che sia  più  che
  giusto  formalizzare questo tipo di emendamento. Però mi  pongo  un
  problema. Non ho nulla in contrario se questa è una deroga che  noi
  facciamo, mi trova d'accordo se tutta l'Aula è d'accordo che è  una
  deroga.
   Mi  sono  sforzato,  infatti, di trovare  un  rigo,  un  comma  di
  quell'articolo 106 con questo emendamento di riscrittura.
   Vero  è  che è una sostituzione del tutto, ma è anche vero che  si
  era detto che con alcuni principi si doveva evitare di fare questo.
  Anche perché io non capisco - l'ho già detto e lo ripeto - cosa  ha
  fatto la Commissione in questi giorni. Come mai, presidente Savona?
  Quando avete approvato l'articolo 106 era totalmente un'altra  cosa
  di quello che viene riscritto adesso.
   Come principio no, ma non c'è un rigo che comincia come quello del
  testo di prima.
   Io avrei capito la sostituzione di un comma, fermo restando che se
  applichiamo  questa  deroga, sono ben contento  di  farla,  ma  non
  continuiamo  così perché non staremo fino alle otto, le  nove;  con
  questo criterio finiremo almeno alle undici. E questo non mi sembra
  rispettoso  nei  confronti di tutti noi che siamo qui  da  ore.  Se
  dobbiamo  continuare a discutere di cose che ognuno di noi apprende
  per  la prima volta in questo momento, sono veramente a disagio.  E
  lo dico fermo restando che se deroga si dovrà fare che sia l'unica.
  Non  ne  facciamo più. Presidente Lombardo, non presentiamo  ancora
  cose  che cambiamo realmente tutto. E' una sostituzione, d'accordo,
  ma si poteva fare pure prima

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, voglio ribadirle che è  conducente
  quanto  ha  stabilito  la Presidenza in quanto  si  tratta  di  una
  riscrittura.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condivido  la
  proposta  del Governo, anche se c'è stata una riduzione rispetto  a
  quello   che   era   venuto   fuori   dalla   Commissione,   perché
  sull'argomento  avevo  presentato  due  emendamenti   che   ritengo
  evidentemente assorbiti da quello di riscrittura del Governo.
   Io  sono  certo che con il decreto attuativo che il  Governo  farà
  entro cento giorni, sicuramente tutte le difficoltà che sono emerse
  e  che  hanno  esposto con la consueta perizia i colleghi  verranno
  superate  dal  Governo; però una cosa certa: questo è  un  atto  di
  giustizia per andare incontro alle fasce sociali più deboli  e  più
  bisognose della nostra regione.
   Credo  che  sarà una dei motivi per cui possiamo dire  che  questa
  finanziaria, al di là di tutte le cose che non condividiamo, merita
  sicuramente attenzione.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   COLIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  pensavo  che
  stamattina  non dovessimo trasformare quest'Aula nella  Commissione
  sanità.   Pensavo  che  l'atto  che  ha  portato  in  essere   oggi
  l'assessore  alla sanità fosse la testimonianza di un  impegno  che
  ormai  dura da un anno e sia l'esempio più alto di quello che siamo
  riusciti  a  fare ed è riuscito a fare questo Governo in quest'anno
  di  lavoro.   Un atto tangibile. E mi fa specie che qualche collega
  sia  venuto  a raccontarci che, in buona sostanza, aumenteremmo  la
  pletora delle persone che si recano ad invadere gli ambulatori.
   Questo  mi  sembra veramente, non dico sbagliato,  ma  sicuramente
  assolutamente inopportuno.
   I  medici  quando prescrivono, lo fanno perché quella prescrizione
  va  fatta;  pertanto,  non stiamo facendo altro  che  abbassare  la
  soglia  di  coloro i quali, cittadini poveri o comunque sicuramente
  in  una  situazione economicamente non agiata, potranno fruire  dei
  benefici della salute pubblica uscendo meno denaro.
   Cose   tangibili,  concrete  e  visibili.  Ecco  perché  mi  corre
  l'obbligo,  come  Movimento per l'autonomia e  per  il  lavoro  che
  abbiamo fatto in commissione, di dire bravo all'Assessore.
   Assessore,  questo  è l'esempio concreto che il  lavoro  che  stai
  facendo e che sta facendo questo Governo è un lavoro serio.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Russo,
  mi  sarei aspettato più coraggio perché per debellare ed aiutare la
  sanità  in  Sicilia servono più controlli che queste  dichiarazioni
  ISEE.  Il  2  quinquies non basta, la campagna di  controllo  sulla
  veridicità  e  corretta applicazione. Serve un controllo  puntuale,
  mensile  in  accordo con la guardia di finanza  e  l'Agenzia  delle
  entrate.   Non   bastano  neanche  i  protocolli  d'intesa.   Serve
  un'aliquota  del  corpo  della Guardia di  finanza  che  si  occupi
  direttamente  di  quello che si fa nel campo  dell'Ispettorato  del
  lavoro. La Regione deve fare anche uno sforzo economico per avviare
  definitivamente un malcostume che certamente sarà anche con  questa
  norma da molti utilizzato.
   Prendiamo  questo  emendamento come un  inizio.  Speriamo  che  la
  prossima   opportunità  di  norme  sul  servizio  sanitario   porti
  veramente  a una svolta su quella che è l'attività di controllo  in
  concorso  con  aliquote  della Guardia di finanza  presso  tutti  i
  laboratori, presso tutti gli studi, presso gli ospedali affinché si
  ponga veramente fine al malcostume in questa materia.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Mancuso.  Pongo   in   votazione
  l'emendamento 106.10.1 di riscrittura dell'articolo, presentato dal
  Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   A questo punto tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
   Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:

                             «Articolo 107

             Rifugi sanitari e prevenzione del randagismo

   1.  Per il finanziamento degli interventi diretti alla prevenzione
  del  randagismo e di quelli previsti dalla legge regionale 3 luglio
  2000, n. 15 è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2010 e 2011,
  la  spesa  annua  di 5.000 migliaia di euro. Al relativo  onere  si
  provvede   a   valere  sulle  risorse  del  Fondo   per   le   aree
  sottoutilizzate (FAS) 2007-2013 assegnate alla regione siciliana.

   2.  I fondi assegnati alla Regione e gli interventi previsti dalla
  legge 14 agosto 1991, n. 281 non utilizzati alla data di entrata in
  vigore della presente legge, possono essere destinati, nel rispetto
  dei  vincoli posti dall'articolo 3,  comma 6, della medesima  legge
  281/1991,  al finanziamento degli interventi previsti  dalla  legge
  regionale 3 luglio 2000, n. 15».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Il 107.10 è decaduto.
   Si passa all'emendamento 107.15.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'emendamento a  mia
  firma  consente di stabilire una riserva del 10 per cento in favore
  dei Comuni che mettono a disposizione terreni confiscati alla mafia
  per  creare  strutture  per debellare il fenomeno  del  randagismo.
  Quindi, non comporta impegno di spesa, serve ad utilizzare  i  beni
  confiscati alla mafia.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo come emendato.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 108. Ne do lettura:

                             «Articolo 108
           Indennità rimborso spese per distruzione carcasse
                                animali

   1.  Per  consentire gli interventi di eliminazione delle  carcasse
  degli  animali è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2010,  la
  spesa di 200 migliaia di euro».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 108. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  PRESIDENTE. Si passa all'articolo 115. Ne do lettura:

                             «Articolo 115
         Rendicontazione degli enti di gestione delle riserve
                               naturali

   1. Agli enti ed alle associazioni cui è affidata la gestione delle
  riserve naturali ai sensi delle vigenti disposizioni in materia  in
  riferimento  agli  atti  connessi all'attività  di  gestione  delle
  riserve  stesse  ed  alla rendicontazione delle relative  spese  si
  applicano le normative che riguardano gli enti parco regionali».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Sono  presentati  due  emendamenti di  riscrittura,  uno  a  firma
  dell'onorevole Panepinto, l'altro a firma dell'onorevole Cracolici.

   PANEPINTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 115.14 a firma dell'onorevole Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  PRESIDENTE. Si passa all'articolo 117. Ne do lettura:

                             «Articolo 117
         Cessione dell'area attrezzata di Punta Cugno all'ASI
                              di Siracusa

   1.  Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 20 del  21
  agosto  2007, sostituire le seguenti parole:  Autorità portuale  di
  Augusta (Siracusa)  con  ASI di Siracusa'.»

                   Presidenza del Presidente CASCIO

   PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento aggiuntivo 117.12. Lo pongo in votazione.
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 117 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  PRESIDENTE. Si passa all'articolo 118. Ne do lettura:

                             «Articolo 118
                          Serre fotovoltaiche

   1.  Per  la  costruzione e l'esercizio di serre  fotovoltaiche  da
  ubicare in terreni agricoli non sottoposti a nessun vincolo  non  è
  necessaria nessuna concessione e/o autorizzazione.

   PRESIDENTE.   Tutti   gli   emendamenti   soppressivi   presentati
  all'articolo 118 si intendono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi.  E'definita nel Regolamento, quindi questa  norma  non  è
  necessaria.

   PRESIDENTE. Quindi possiamo stralciarla?

   CIMINO, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE. La norma è stralciata. Ovviamente decadono  tutti  gli
  emendanti collegati all'articolo 118. Si passa all'articolo 119. Ne
  do lettura:

                             «Articolo 119
                             Microcredito

   1.  Allo  scopo  di favorire l'incremento dei processi  produttivi
  mediante  l'accelerazione e la facilitazione di accesso al credito,
  in  conformità all'obiettivo operativo 5.1.3 del PO Fesr 2007-2013,
  al  Regolamento  (CE)  1080/2006 e al Regolamento  (CE)  1083/2006,
  l'Assessorato regionale dell'economia, Dipartimento delle finanze e
  del credito, è autorizzato, nell'ambito e con le modalità attuative
  di   partecipazione  della  Regione  al   Fondo  Jeremie',  di  cui
  all'Accordo  tra  il Fondo Europeo degli Investimenti  (FEI)  e  la
  Regione  siciliana,  approvato con D.P.  Reg.  382/SVI  drp  del  1
  dicembre   2009   e   modifiche  ed  integrazioni,   ad   estendere
  l'applicabilità   degli   strumenti   di   ingegneria   finanziaria
  innovativi  ivi  previsti, tra i quali  gli  interventi   in  conto
  garanzia  per il  credito e il microcredito, alle micro, piccole  e
  medie  imprese,  così come definite dalla Raccomandazione  2003/361
  della  Commissione Europea del 6 maggio 2003, aventi sede operativa
  nel territorio della Regione.

   2.  L'articolo 25 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.  6,  è
  sostituito dal seguente:

    Art. 25 - 1. All'articolo 5 della legge regionale 31 maggio 2004,
  n. 9, come integrato e modificato dall'articolo 55, commi 20, 21  e
  22  della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, sono apportate  le
  seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1,  dopo la parola  utilizzate'  sono  inserite  le
  seguenti   con  vincolo di specifica destinazione' ed  è  aggiunto,
  alla  fine,  il seguente periodo  o per l'attivazione di iniziative
  di microcredito a favore delle famiglie';

   b) alla fine del comma 2 è aggiunto il seguente periodo  salvo che
  per  le  iniziative di microcredito da realizzarsi secondo modalità
  stabilite con decreto dell'Assessore regionale per l'economia'.

   2.  La Regione promuove iniziative di microcredito al fine di dare
  sostegno  economico-sociale alle famiglie,  così  come  individuate
  dall'articolo  1  della  legge regionale 31  luglio  2003,  n.  10,
  residenti nel territorio siciliano, e contrastare così il  fenomeno
  criminale dell'usura.

   3.   L'Assessore  regionale  per  l'economia  è  autorizzato  alla
  istituzione  di  un  Fondo  etico della Regione  siciliana  (FERS),
  avente natura di fondo di garanzia, da affidare in gestione ad  una
  banca  o  ad  un  intermediario  finanziario  iscritto  nell'elenco
  speciale  di  cui  all'articolo  107  del  decreto  legislativo   1
  settembre   1993,  n.  385,  scelto  tramite  procedura   selettiva
  pubblica.  Tale fondo può, altresì, essere alimentato da contributi
  volontari  degli  aderenti  o  di  terzi,  da  donazioni,  lasciti,
  erogazioni conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli
  enti territoriali o locali, da altri enti pubblici o privati.

   4.   All'attuazione  delle  iniziative  sovrintende  un   Comitato
  regionale  per  il  microcredito,  istituito  presso  l'Assessorato
  regionale dell'economia, Dipartimento regionale delle finanze e del
  credito,  alla cui nomina provvede con proprio decreto, l'Assessore
  regionale   per   l'economia,  previo  parere   della   Commissione
  legislativa   bilancio   dell'Assemblea   regionale,   stabilendone
  funzioni  e compiti specifici. Del Comitato fanno parte l'Assessore
  regionale  per  l'economia  o  un suo  delegato,  con  funzione  di
  presidente,  sei rappresentanti delle istituzioni  e  dei  soggetti
  sociali  coinvolti nell'attuazione dell'iniziativa, un  esperto  di
  microcredito  e  il segretario, individuato tra  il  personale  del
  Dipartimento   regionale   delle  finanze   e   del   credito.   Il
  funzionamento del Comitato non comporta alcun onere  a  carico  del
  bilancio  della  Regione. I componenti del  Comitato  non  ricevono
  alcun compenso per le loro attività.

   5.  L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a stipulare
  convenzioni   con   banche  e  intermediari   finanziari   iscritti
  nell'elenco   speciale  di  cui  all'articolo   107   del   decreto
  legislativo  1  settembre 1993, n. 385 operanti in  Sicilia  e  con
  istituzioni  e  organismi  no  profit,  al  fine  di  attivare   le
  iniziative di microcredito di cui al comma 1, il cui schema tipo  è
  sottoposto   al  parere  della  Commissione  legislativa   bilancio
  dell'Assemblea regionale.

   6. I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di 6.000
  euro  per ogni operazione di microcredito, restando demandato  alle
  convenzioni di cui al comma 5 di stabilire:

   a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;

   b)  le  modalità  di  accesso  al  microcredito  e  le  azioni  di
  tutoraggio ed accompagnamento;

   c)  la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito
  avendo riguardo anche al loro reddito;

   d) i tassi di interesse massimi applicabili;

   e) l'importo massimo dei prestiti;

   f) i criteri di precedenza per l'accesso al credito.

   7.  Fermo restando quanto previsto ai commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, con
  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  da  adottarsi
  sentita   la   Commissione   legislativa  bilancio   dell'Assemblea
  regionale,  sono  stabilite le modalità di gestione  operativa  del
  Fondo  di  cui  al  comma 3 e le disposizioni per l'attuazione  del
  presente articolo.

   8.  Per  la costituzione del Fondo di cui al comma 3 è autorizzata
  la spesa di 5.000 migliaia di euro, cui si provvede con parte delle
  entrate  previste dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale
  31  maggio  2004,  n. 9 e successive modifiche ed integrazioni,  da
  reiscrivere,  ai  sensi  del comma 2 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  8  luglio 1977, n. 47, nel bilancio  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2010'».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 119.11 decade per assenza del firmatario.
   Pongo ai voti l'articolo 119. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 120. Ne do lettura:

                             «Articolo 120
        Misure per favorire i processi di patrimonializzazione
                              dei confidi

   1.  Al  fine  di  favorire i processi di patrimonializzazione  dei
  confidi riconosciuti ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale
  21  settembre 2005, n. 11, l'Assessorato regionale dell'economia  è
  autorizzato  a  concedere prestiti subordinati volti  a  rafforzare
  temporaneamente il patrimonio dei confidi in presenza  di  percorsi
  di  razionalizzazione, riorganizzazione ed efficienza della propria
  attività  inclusa  l'iscrizione, ove esistente,  nell'elenco  degli
  intermediari  finanziari  di  cui  all'articolo  107  del   decreto
  legislativo n. 385/1993, a condizione che gli stessi, alla data del
  30  giugno  2010, risultino iscritti nell'elenco degli intermediari
  finanziari  di  cui  all'articolo 107 del  decreto  legislativo  n.
  385/1993  ovvero  nell'elenco di cui all'articolo 106  del  decreto
  legislativo  n.  385/1993 e abbiano presentato  o  si  impegnino  a
  presentare alla Banca d'Italia, entro il 30 settembre 2010, domanda
  per  l'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 107  del  decreto
  legislativo  n. 385/1993, purché, alla data di presentazione  della
  domanda   di  accesso  all'intervento  finanziario,  risultino   in
  possesso  dei  necessari requisiti patrimoniali per l'iscrizione  a
  tale   elenco,  anche  tenendo  conto  dell'eventuale   concessione
  dell'intervento finanziario richiesto.

   2.  L'intervento finanziario è costituito dalla concessione di  un
  finanziamento  sottoposto  ad una clausola  di  subordinazione,  in
  forza  della  quale, in caso di liquidazione o di sottoposizione  a
  procedure concorsuali dei soggetti prenditori del finanziamento, le
  somme  erogate sono rimborsate solo dopo che sono stati soddisfatti
  tutti  gli altri creditori non egualmente subordinati, nel rispetto
  delle  previsioni  recate nelle istruzioni  di  vigilanza  per  gli
  intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di  cui  alla
  circolare  della  Banca  d'Italia n.   216  del  5  agosto  1996  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   3. Sulle consistenze al 31 dicembre di ogni anno sono rilevati gli
  interessi ad un tasso annuale lordo posticipato, calcolato su  base
  annua  365/365 (giorni effettivi su giorni effettivi)  pari  a  2/3
  (due  terzi)  del rendimento dei BOT rilevato alla  prima  asta  di
  emissione dell'anno solare di pagamento.

   4.  Gli  interessi  come sopra determinati sono  capitalizzati  ed
  accreditati  alle somme rivenienti dal finanziamento alla  data  di
  cui al comma 3.

   5.  Gli  aiuti  di cui al presente titolo possono essere  concessi
  entro i massimali di intensità previsti per la Sicilia dalla  Carta
  degli  aiuti  di Stato a finalità regionale 2007-2013'.  Il  valore
  dell'aiuto,  da  attualizzarsi al fine  di  ottenere  l'equivalente
  sovvenzione, è calcolato quale differenza tra il tasso applicato al
  finanziamento pari a 2/3 (due terzi) del rendimento dei BOT annuali
  e  il  tasso  calcolato  in  conformità  alla  Comunicazione  della
  Commissione CE 2008/C 14/02 (pubblicata nella g.u.u.e. n. C 14  del
  19 gennaio 2008) tenendo conto della specifica categoria del rating
  dei   Confidi  stimato  in  conformità  a  quanto  previsto   dalla
  comunicazione della Commissione CE 2008/C 155/02.

   6.  Le  consistenze al 31 dicembre di ogni anno  sono  determinate
  sulla  base  del  valore  nominale del  finanziamento  sottoscritto
  ridotto  per effetto della copertura delle perdite di esercizio  ed
  incrementate   dagli  accantonamenti  di  esercizio  nonché   dagli
  interessi  maturati  nel corso dell'esercizio stesso,  per  effetto
  della capitalizzazione di cui al comma 3.

   7. In caso di mancata accettazione, da parte della Banca d'Italia,
  dell'iscrizione  nell'elenco di cui all'articolo  107  del  decreto
  legislativo  n.  385/1993, i soggetti prenditori del  finanziamento
  sono   tenuti   a  restituire  l'intervento  finanziario   erogato,
  comprensivo   degli   interessi  contrattuali,   entro   tre   mesi
  dall'evento,  che  deve  essere  tempestivamente  comunicato   alla
  Regione.

   8.  Il  rimborso, nel caso di confidi di cui all'articolo 107  del
  decreto  legislativo n. 385/1993, è subordinato al  consenso  della
  Banca d'Italia.

   9.  Il rimborso del prestito avviene in unica soluzione al termine
  del  periodo di finanziamento che è determinato in sede  di  avviso
  pubblico coerentemente con le scadenze del PO FESR 2007-2013.

   10. Gli oneri finanziari di cui ai precedenti commi gravano sul PO
  FESR   2007-2013   e   sono  determinati  con  successivo   decreto
  dell'Assessore   regionale  per  l'economia   previa   intesa   con
  l'Autorità di Gestione.

   11.  L'applicazione  degli  aiuti di  cui  al  presente  articolo,
  soggetti   all'obbligo  di  preventiva  notifica   comunitaria,   è
  subordinata  all'esito positivo della valutazione di  compatibilità
  da parte della Commissione europea, ai sensi degli articoli 87 e 88
  del trattato (CE).
   12. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria di cui all'articolo 88
  del  Trattato  della Comunità europea, non sono destinate,  per  il
  periodo  2007/2013, alle agevolazioni di cui al presente  articolo,
  somme superiori a 50 milioni di euro».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Leontini mantiene l'emendamento A 641?

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si  passa all'emendamento
  130.20 a firma Leontini.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Presidente,  mi scusi io non ho  creato  assolutamente
  problemi  durante  l'approvazione di  questa  finanziaria,  ma  non
  condivido  assolutamente  la proposta  del  Governo  di  stralciare
  l'articolo 118. In Commissione bilancio .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo  non  c'è  dibattito,  l'ho  già
  stralciato. L'articolo 118 non esiste più.

  VINCIULLO.  In  Commissione il Governo ha dato  parere  favorevole,
  l'ha approvata. Non so come fa il Governo da una stanza all'altra a
  cambiare parere. E quindi invito il Governo,  l'Assessore Cimino  a
  ripensare  un attimo perché non si può cambiare opinione  dall'oggi
  al  domani.  E  ricordo  che ci sono migliaia  di  agricoltori  che
  aspettano questo provvedimento perché questo provvedimento darà  la
  possibilità  all'agricoltura siciliana di non pagare più  l'energia
  elettrica  e quindi darà la possibilità agli agricoltori  siciliani
  di avere un reddito certo.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento   120.30,    a    firma
  dell'onorevole Leontini.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Incardona?

   INCARDONA. Chiedo di parlare sul 118.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Non si doveva  stralciare  il
  118.

   PRESIDENTE.  Presidente,  ha ragione.  Ma  l'Assessore  me  lo  ha
  chiesto. Non l'ho inventato io. Ce n'è uno sostitutivo, ma non   mi
  aveva avvertito che ce n'era uno sostitutivo.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione.  Presidente, no.  Con  questo
  emendamento  sostitutivo si riprende il tema del  piano  energetico
  che  è  atto bocciato, come lei sa, dal TAR Palermo e poi riammesso
  in  vita  dal CGA purché si intervenga possibilmente con una  legge
  che  consenta di rifare, secondo le indicazioni che sono  contenute
  nelle  due  sentenze, un nuovo piano energetico  per  il  quale  ci
  riserviamo un termine di 180 giorni. Il piano dovrà essere  redatto
  in  tempi  molto più brevi. Il Governo naturalmente  si  impegna  a
  facilitare  al  massimo  -  semplificando,  dal  punto   di   vista
  burocratico, la pratica e annullando, se è necessario, ogni tipo di
  tributo - il fotovoltaico su serra come contenuto in questo 118 che
  appunto  è  stato  stralciato.  Quindi,  io  invito  l'Assemblea  a
  prenderne atto e a votarlo.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'articolo 118 è stato stralciato  su  richiesta  del
  Governo.  Il  Presidente della Regione ha formulato un  emendamento
  assolutamente  urgente ed indifferibile nei tempi. Pertanto,  verrà
  trattato dopo il 120 come articolo aggiuntivo.

   INCARDONA.  Signor  Presidente della  Regione,  lei  ha  fatto  un
  intervento che è importante perché testimonia ancora una  volta  la
  sensibilità nei confronti degli agricoltori. Il tema, come lei  sa,
  è  che  se  non  si  interviene  entro  il  2010  probabilmente  il
  contributo che verrebbero ad ottenere gli agricoltori diminuirebbe.
  In  un'economia  in  crisi  qual  è  quella  dell'agricoltura,  una
  sericoltura  che sta perdendo ogni battaglia e ogni possibilità  di
  concorrenza  nei  confronti delle produzioni  che  risiedono  fuori
  dall'Italia  e dall'Europa in particolare, la possibilità  per  gli
  agricoltori  di impiantare il fotovoltaico sulle serre  rappresenta
  anche  uno  strumento  per fare reddito e quindi  per  abbattere  i
  costi. L'articolo 118 non poneva nessuna spesa, avevo poi aggiunto,
  ma  quello poi forse se non c'era la copertura finanziaria  l'avrei
  potuto anche ritirare, ma nella sua formulazione originaria il  118
  è  un emendamento che semplifica soltanto la pratica amministrativa
  anche se per la verità non è estremamente necessario.
   Pur  tuttavia,  siccome si registrano comportamenti differenti  da
  comune  a  comune,  la norma contenuta nell'articolo  118  dava  la
  possibilità  di  fare  chiarezza  sul  fatto  che  non  occorrevano
  particolari  autorizzazioni  e  l'agricoltore  poteva  iniziare   a
  lavorare  a  montare  il  fotovoltaico. Se  questa  semplificazione
  amministrativa  dovesse avvenire oltre un certo termine,  pertanto,
  potrebbe  pregiudicare il diritto degli stessi  al  contributo  che
  certamente  diminuirebbe. Pertanto, chiedo che  il  Governo  faccia
  tutto   il   possibile  per  ripristinare  questa   semplificazione
  amministrativa   attraverso   un  emendamento,   anche   ricorrendo
  all'articolo  117 del Regolamento così come abbiamo  fatto  durante
  questa finanziaria relativamente ad un altro articolo. E' una norma
  assolutamente  di  buon senso. Infine, sull'emendamento  che  avevo
  presentato  assieme a tutti i capigruppo di questa Assemblea  sulla
  opportunità  di  individuare un fondo di garanzia  anche  all'IRCAC
  oppure  alla  CRIAS,  naturalmente un aiuto  lo  dovremmo  dare  ai
  piccoli  imprenditori, a coloro che magari possono montare  qualche
  migliaio  di  metri quadrati di fotovoltaici. Ciò li  aiuterebbe  a
  sostenere  le  spese e quindi i costi di produzione. Se  su  questo
  punto  non  c'è  copertura finanziaria è chiaro che sono  pronto  a
  ritirarlo, non c'è nessun problema.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Onorevole  Presidente della Regione, un suggerimento vista
  la  buona  volontà.  Per  poter procedere a  dare  risposte  celeri
  sarebbe  opportuno  che  lei  con  un  atto  di  Giunta,  con   una
  deliberazione  della Giunta, facesse un piano  il  più  rapidamente
  possibile  in attesa di fare la relativa legge. Le voglio ricordare
  che  tutto  questo  è  importante,  perché  questa  Regione  poteva
  diventare la piattaforma energetica internazionale con tutto quello
  che  significa  dal punto di vista dell'economia di risorse,  della
  riduzione  dell'inquinamento atmosferico  e  della  possibilità  di
  compensazioni   anche  con  quanti  vogliono  in   questa   Regione
  impiantare  qualunque tipo di energia alternativa. So,  Presidente,
  che  le  toccherò il cuore nel dirle che, secondo me, deve rivedere
  la  sua posizione sull'eolico. Non perché deve mettere l'eolico nel
  teatro greco di Siracusa, o nella Valle dei templi. Lei sa che  per
  ogni  progetto,  per ogni conferenza dei servizi,  ci  sono  almeno
  diciotto enti che partecipano a dare il loro giudizio e quindi  non
  credo  che  possa esserci un sovrintendente, un esperto  del  Genio
  civile o chiunque altro che possa consentire di costruire pale o di
  mettere   pale  laddove  non  è  possibile  dal  punto   di   vista
  dell'impatto ambientale e, quindi sovrintendenza,  beni culturali e
  quello che si vuole.
   Certamente  questa  energia alternativa in tutto  il  mondo  viene
  ricercata,  viene inseguita. E qui che può esserci una  piattaforma
  energetica di rilievo, che può produrre economia e quant'altro, lei
  purtroppo  si  è  intestardito a non voler  fare  costruire  parchi
  eolici con grave nocumento, non solo per la ditta Moncada, ma anche
  per tante altre ditte come la Sideco e per centinaia di persone che
  hanno  perso  il  posto  di lavoro o stanno perdendo  il  posto  di
  lavoro. Almeno settecento soltanto in provincia di Siracusa.

   PRESIDENTE. Cominciamo ad entrare nell'ordine di idee  che  stiamo
  per  chiudere  i  lavori. Non è più possibile fare interventi,   ci
  fermiamo  a  quest'articolo e chiudiamo. Limitiamo  gli  interventi
  siamo qui da ventiquattro ore.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, sarò brevissimo. Era opportuno che  i
  colleghi  avessero atteso la riscrittura di questo emendamento  per
  capire cosa succede.
   Però  vorrei dire, cari amici e colleghi, che ovviamente non  sono
  per nulla contrario al fotovoltaico. Saremmo pazzi ad esserlo, però
  sia  chiaro  un  fatto: scritto in questi termini  liberisti  e  di
  totale  liberalizzazione  significa che qualunque  speculatore  che
  scende  giù  può fare serre di chilometri, chilometri e chilometri.
  Scritto in questa maniera è semplicemente una vergogna  Deve essere
  chiaro.
   Noi  non  abbiamo  voluto  l'eolico e sia  chiaro  che  così  come
  l'eolico  è invasivo, non vogliamo un fotovoltaico non regimentato,
  un  fotovoltaico che non abbia un senso. Vogliamo che  sia  ad  uso
  degli  agricoltori e non ad uso degli speculatori. Se si  pensa  in
  tal modo di fare venire gente qui da noi al sud per fare chilometri
  di  fotovoltaico, che lo vadano a fare a casa loro, non in Sicilia
  Per essere estremamente chiari.
   Allora  si  abbia il coraggio di dire sì al fotovoltaico  per  gli
  agricoltori,  sì  alle  serre per gli agricoltori  e  non  per  gli
  speculatori.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 120. Ne do lettura.

                             «Articolo 120
        Misure per favorire i processi di patrimonializzazione
                              dei confidi

   1.  Al  fine  di  favorire i processi di patrimonializzazione  dei
  confidi riconosciuti ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale
  21  settembre 2005, n. 11, l'Assessorato regionale dell'economia  è
  autorizzato  a  concedere prestiti subordinati volti  a  rafforzare
  temporaneamente il patrimonio dei confidi in presenza  di  percorsi
  di  razionalizzazione, riorganizzazione ed efficienza della propria
  attività  inclusa  l'iscrizione, ove esistente,  nell'elenco  degli
  intermediari  finanziari  di  cui  all'articolo  107  del   decreto
  legislativo n. 385/1993, a condizione che gli stessi, alla data del
  30  giugno  2010, risultino iscritti nell'elenco degli intermediari
  finanziari  di  cui  all'articolo 107 del  decreto  legislativo  n.
  385/1993  ovvero  nell'elenco di cui all'articolo 106  del  decreto
  legislativo  n.  385/1993 e abbiano presentato  o  si  impegnino  a
  presentare alla Banca d'Italia, entro il 30 settembre 2010, domanda
  per  l'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 107  del  decreto
  legislativo  n. 385/1993, purché, alla data di presentazione  della
  domanda   di  accesso  all'intervento  finanziario,  risultino   in
  possesso  dei  necessari requisiti patrimoniali per l'iscrizione  a
  tale   elenco,  anche  tenendo  conto  dell'eventuale   concessione
  dell'intervento finanziario richiesto.

   2.  L'intervento finanziario è costituito dalla concessione di  un
  finanziamento  sottoposto  ad una clausola  di  subordinazione,  in
  forza  della  quale, in caso di liquidazione o di sottoposizione  a
  procedure concorsuali dei soggetti prenditori del finanziamento, le
  somme  erogate sono rimborsate solo dopo che sono stati soddisfatti
  tutti  gli altri creditori non egualmente subordinati, nel rispetto
  delle  previsioni  recate nelle istruzioni  di  vigilanza  per  gli
  intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di  cui  alla
  circolare  della  Banca  d'Italia n.   216  del  5  agosto  1996  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   3. Sulle consistenze al 31 dicembre di ogni anno sono rilevati gli
  interessi ad un tasso annuale lordo posticipato, calcolato su  base
  annua  365/365 (giorni effettivi su giorni effettivi)  pari  a  2/3
  (due  terzi)  del rendimento dei BOT rilevato alla  prima  asta  di
  emissione dell'anno solare di pagamento.

   4.  Gli  interessi  come sopra determinati sono  capitalizzati  ed
  accreditati  alle somme rivenienti dal finanziamento alla  data  di
  cui al comma 3.

   5.  Gli  aiuti  di cui al presente titolo possono essere  concessi
  entro i massimali di intensità previsti per la Sicilia dalla  Carta
  degli  aiuti  di Stato a finalità regionale 2007-2013'.  Il  valore
  dell'aiuto,  da  attualizzarsi al fine  di  ottenere  l'equivalente
  sovvenzione, è calcolato quale differenza tra il tasso applicato al
  finanziamento pari a 2/3 (due terzi) del rendimento dei BOT annuali
  e  il  tasso  calcolato  in  conformità  alla  Comunicazione  della
  Commissione CE 2008/C 14/02 (pubblicata nella g.u.u.e. n. C 14  del
  19 gennaio 2008) tenendo conto della specifica categoria del rating
  dei   Confidi  stimato  in  conformità  a  quanto  previsto   dalla
  comunicazione della Commissione CE 2008/C 155/02.

   6.  Le  consistenze al 31 dicembre di ogni anno  sono  determinate
  sulla  base  del  valore  nominale del  finanziamento  sottoscritto
  ridotto  per effetto della copertura delle perdite di esercizio  ed
  incrementate   dagli  accantonamenti  di  esercizio  nonché   dagli
  interessi  maturati  nel corso dell'esercizio stesso,  per  effetto
  della capitalizzazione di cui al comma 3.

   7. In caso di mancata accettazione, da parte della Banca d'Italia,
  dell'iscrizione  nell'elenco di cui all'articolo  107  del  decreto
  legislativo  n.  385/1993, i soggetti prenditori del  finanziamento
  sono   tenuti   a  restituire  l'intervento  finanziario   erogato,
  comprensivo   degli   interessi  contrattuali,   entro   tre   mesi
  dall'evento,  che  deve  essere  tempestivamente  comunicato   alla
  Regione.

   8.  Il  rimborso, nel caso di confidi di cui all'articolo 107  del
  decreto  legislativo n. 385/1993, è subordinato al  consenso  della
  Banca d'Italia.

   9.  Il rimborso del prestito avviene in unica soluzione al termine
  del  periodo di finanziamento che è determinato in sede  di  avviso
  pubblico coerentemente con le scadenze del PO FESR 2007-2013.

   10. Gli oneri finanziari di cui ai precedenti commi gravano sul PO
  FESR   2007-2013   e   sono  determinati  con  successivo   decreto
  dell'Assessore   regionale  per  l'economia   previa   intesa   con
  l'Autorità di Gestione.

   11.  L'applicazione  degli  aiuti di  cui  al  presente  articolo,
  soggetti   all'obbligo  di  preventiva  notifica   comunitaria,   è
  subordinata  all'esito positivo della valutazione di  compatibilità
  da parte della Commissione europea, ai sensi degli articoli 87 e 88
  del trattato (CE).

   12. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria di cui all'articolo 88
  del  Trattato  della Comunità europea, non sono destinate,  per  il
  periodo  2007/2013, alle agevolazioni di cui al presente  articolo,
  somme superiori a 50 milioni di euro».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 120.30. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

   CIMINO,  assessore  per l'economia. Il parere è contrario  perché,
  trattandosi  di fondi comunitari, non è possibile questa  dilazione
  nel tempo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A641. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 120.25, a firma dell'onorevole Leontini.
  Lo mantiene o lo ritira?

   LEONTINI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  120.31, a firma dell'onorevole Corona,  decade  per
  assenza dell'Aula del firmatario.
   Si passa all'emendamento 120.26, a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore,   si  sottragga  a  questa  immane  fatica,  l'onorevole
  Leontini ritira tutti i suoi emendamenti.

   PRESIDENTE. Sono pertanto ritirati gli emendamenti: 120.27, 120.3,
  120.13,  120.28,  120.4,  120.14,  120.29,  120.5,  120.15,  120.6,
  120.16, 120.7, 120.17, 120.8 e 120.18.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 120.19, a firma dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dichiaro  di
  ritirare  tutti  i  miei  emendamenti, tranne,  prendano  nota  gli
  Uffici, l'A553 e il sub-emendamento A553.1.
   Per il resto li può considerare tutti ritirati.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 120.9, 120.20, 120.21, 120.22,  120.23
  e 120.24 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 120.31 è decaduto.
   Si   passa  all'emendamento  A.734,  del  Governo.  Lo  pongo   in
  votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  A.735,  del  Governo.  Lo  pongo   in
  votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.728, degli onorevoli Leontini e Caputo.
  Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 120 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 121. Ne do lettura:

                             «Articolo 121
               Norme in materia di riordino dei confidi

   1. All'articolo 11 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11,
  dopo il comma 2 bis è aggiunto il seguente comma:
    2   ter.  Non  sono  ammissibili  alle  agevolazioni  di  cui  al
  precedente  comma  1 le richieste di contributo il  cui  importo  è
  inferiore a euro trecento

   2.  All'articolo 3 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11,
  al comma 5 ter, è aggiunto il seguente comma:
    12.  Limitatamente alla quota di finanziamento  bancario  coperta
  dalla  garanzia del confidi sostenuta dall'intervento pubblico,  la
  banca  ed  il  confidi  non possono richiedere  ulteriori  garanzie
  reali'».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo  in  votazione l'articolo 121, ricordando  che  il  comma  2
  dell'articolo è stato stralciato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 122. Ne do lettura:

                             «Articolo 122
         Modifica articolo 1 della legge regionale 16 dicembre
                              2008, n. 21
          in materia di  provvedimenti in favore dei consorzi
                                 fidi

   1. All'articolo 1 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 21  è
  aggiunto il seguente comma:
    5.  Gli  interventi  di  cui  ai commi  2,  3  e  4  nella  parte
  concernente i contributi in conto interessi spettanti alle imprese,
  relativamente al solo anno 2006, aderenti ai consorzi e cooperative
  di  garanzia fidi nei settori commercio, artigianato ed  industria,
  di  competenza dell'Assessorato regionale delle attività produttive
  sono  gestiti mediante l'applicazione della legge regionale  n.  11
  del  2005  e successive modifiche ed integrazioni e delle direttive
  emanate dall'Assessorato regionale dell'economia ».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 122.13, 122.12, 122.14 sono dichiarati decaduti.
   Pongo  in votazione l'articolo 122. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 123. Ne do lettura:

                             «Articolo 123
            Modifiche all'articolo 8 della legge regionale
           16 dicembre 2008,n.  23 in materia di aiuti alle
                                imprese

   1.  All'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.  23,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  le  parole  alla data del 30 giugno  2008'  sono
  sostituite dalle seguenti:  alla data fissata con il decreto di cui
  al comma 4;

   b) dopo il comma 2 è inserito il seguente comma:

    2.bis.  Dallo stesso fondo a gestione unica, di cui al  comma  1,
  l'Assessorato  regionale competente è autorizzato a  costituire  un
  Fondo  di  garanzia  da  destinare esclusivamente  al  rilascio  di
  garanzie  al  sistema bancario per il consolidamento dei  debiti  a
  breve  termine contratti  dalle piccole e medie imprese, così  come
  meglio  definite dal comma 1. Tali garanzie sono concesse  a  prima
  richiesta e garantiscono il 50 per cento dell'esposizione  che   da
  consolidare.  Il consolidamento non può avere una durata  superiore
  ai  sessanta  mesi.  Gli istituti di credito  che  aderiscono  alle
  procedure,  che sono stabilite con successivo decreto assessoriale,
  devono  garantire che gli affidamenti di qualsiasi natura esistenti
  all'atto  della  domanda di consolidamento devono essere  mantenuti
  almeno  in  una percentuale pari al 50 per cento di quelli  già  in
  essere,  ferma  rimanendo  comunque, in capo  ai  singoli  istituti
  bancari,  la  valutazione  del merito creditizio  di  ogni  singola
  operazione';

   c) al comma 3, dopo le parole  di cui al comma 1' sono inserite le
  parole  ed al comma 2 bis';
   d) al comma 4, dopo le parole  di cui al comma 1' sono inserite le
  parole   ed  al  comma 2 bis' e dopo le parole  delle agevolazioni'
  sono inserite le parole  nonché la data'».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 123.12 è decaduto.
   Pongo  in votazione l'articolo 123. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 124 viene stralciato dalla finanziaria.
   Si passa all'articolo 125. Ne do lettura:

                             «Articolo 125
              Rilancio produttivo del settore industriale

   1.  Allo scopo di favorire il rilancio produttivo e lo sviluppo di
  iniziative  industriali nella area industriale di Termini  Imerese,
  l'Assessorato  Regionale  per le Attività  Produttive,  sentito  il
  comune  di Termini Imerese è autorizzato ad utilizzare la somma  di
  150.000 migliaia di euro finalizzata alla realizzazione di opere ed
  interventi dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica  utilità
  e  coerenti con le disposizioni previste dall'articolo 3, comma 18,
  della  legge  24  dicembre 2003, n. 350 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2.  Le  somme  di  cui  al comma 1 sono utilizzate  dall'Assessore
  regionale  per  le  attività produttive, d'intesa  con  l'Assessore
  regionale per l'economia, previa sottoscrizione di appositi accordi
  di  programma e previo parere vincolante della Commissione bilancio
  dell'Assemblea  regionale. Le risorse non possono  comunque  essere
  utilizzate per le finalità di cui alle lettere f) e g) della  legge
  24 dicembre 2003, n. 350, articolo 3, comma 18.

   3.  Per  le finalità del presente articolo, il Ragioniere generale
  della  Regione  è  autorizzato  ad effettuare,  coerentemente  alle
  disposizioni  previste dall'articolo 3, comma 18,  della  legge  24
  dicembre  2003,  n. 350 e successive modifiche ed integrazioni,  le
  necessarie operazioni finanziarie».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento Tab 28 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 125.18, del Governo. Ne do lettura:
   «Le   parole   parere  vincolante'  sono  sostituite  con   parere
  obbligatorio'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole, a maggioranza.
   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A577, del Governo.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare  una
  norma   assolutamente  liberticida.  Essa,  infatti,  consente   di
  realizzare nelle aree ASI opifici industriali, magazzini, capannoni
  in  deroga  a  tutte  le norme urbanistiche e consente  al  Governo
  regionale di deliberare in difformità al parere dato dagli  Uffici,
  qualora  le sovrintendenze, le ASP, o altri soggetti preposti  alla
  tutela  del  patrimonio culturale ambientale  manifestino  la  loro
  contrarietà.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento A577 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non  si
  deve  preoccupare, alle sei del mattino, per qualcuno che  parla  a
  voce più alta.
   Il  Governo stava cercando di semplificare quelle che sono pastoie
  burocratiche, lacci e laccioli, però ancora una volta subisce, e mi
  dispiace che abbia ritirato una norma che andava sostenuta da tutto
  il Parlamento.
   Ne  parleremo al prossimo Governo; questo non è un Governo che può
  caricarsi questo tipo di azioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.703 del Governo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, questo emendamento è stato  bocciato
  due   volte   in  Commissione.  Lo  abbiamo  studiato  in   maniera
  approfondita  con  gli  Uffici,  arrivando  alla  conclusione  che,
  essendo una norma di settore, è improponibile.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Pongo,  quindi, in votazione l'articolo 125 nel testo  risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 126. Ne do lettura:
                             «Articolo 126
                       Dismissione beni immobili

   1.  Nell'eventuale  processo  di  dismissione  dei  beni  immobili
  previsto dall'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.
  17 e successive modifiche ed integrazioni è assicurato, a parità di
  offerta, il diritto di prelazione agli enti locali ove sono ubicati
  i relativi immobili.

   2.  Ai locatari dei rustici industriali di proprietà delle ASI e/o
  della  Regione,  in  caso  di vendita degli  stessi  mediante  asta
  pubblica, è riconosciuto il diritto di prelazione a condizione  che
  abbiano partecipato alla gara».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire cosa
  significa che ai locatari dei rustici industriali di proprietà  ASI
  o  della  Regione,  in caso di vendita degli stessi  mediante  asta
  pubblica, è riconosciuto il diritto di prelazione a condizione  che
  abbiano partecipato alla gara.
   Significa  che  uno che è arrivato terzo ad una gara,  può  essere
  considerato come arrivato primo perché ha il diritto di prelazione?
   Vorrei comprendere meglio la norma.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vuol dire che
  viene  messo  all'asta. Se il soggetto partecipa  all'asta  e,  per
  esempio,  offre 1000 euro e l'asta viene aggiudicata per 1100  euro
  ad  un  soggetto  esterno  che non lavora  in  quel  capannone,  il
  soggetto  che vi presta attività lavorativa esercita un diritto  di
  prelazione che già è previsto per gli enti locali.
   E'  una  norma  che  garantisce chi occupa il capannone  e  svolge
  attività lavorativa dentro il capannone.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 126.14 a
  firma del Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 126 come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Ricordo  che  l'articolo 127 è stato stralciato  dal  testo  della
  finanziaria.
   Si passa all'articolo 128. Ne do lettura:

                             «Articolo 128
                  Norme in materia di espropriazione

   1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 43 del D.P.R.  8
  giugno  2001,  n. 327,  per gli immobili ricadenti  sul  territorio
  della  Regione  utilizzati  per  scopi di  pubblico  interesse  dai
  consorzi  ASI,  in  assenza di valido ed efficace provvedimento  di
  esproprio  o  dichiarativo di pubblica utilità,  viene  individuata
  quale  autorità  che  utilizza il bene il  consorzio  ASI  nel  cui
  territorio ricadono gli immobili.

   2. Il provvedimento di acquisizione al patrimonio indisponibile di
  cui  all'articolo  43  del  D.P.R. 8  giugno  2001,  n.  327  è  di
  competenza dell'Assessore regionale per l'energia e per  i  servizi
  di  pubblica  utilità, che esercita le funzioni di vigilanza  e  di
  controllo sugli enti che materialmente utilizzano il bene immobile.

   3.  E' istituito presso l'Assessorato regionale dell'energia e dei
  servizi  di  pubblica  utilità  un apposito  capitolo  di  bilancio
  finalizzato  all'attuazione dell'articolo 43 del  D.P.R.  8  giugno
  2001, n. 327.

   4.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata  per  gli
  esercizi  finanziari  2010-2012 la spesa di 100  migliaia  di  euro
  annui».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 128. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 129. Ne do lettura:

                             «Articolo 129
                 Centri di assistenza alle cooperative

   1. All'articolo 68 comma 1 della legge regionale 16/03/2003, n, 4,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a) il comma 1 è così sostituito:

   1.  A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.1.3.1, al fine di
  promuovere ed incentivare le opportunità della formula cooperativa,
  l'Assessorato regionale delle attività produttive è  autorizzato  a
  finanziare  l'istituzione  ed  il  funzionamento  dei   centri   di
  assistenza  alle  imprese  cooperative  promossi,  anche  in  forma
  consortile, dalle associazioni di categoria in base ai  criteri  di
  rappresentatività  di  cui  all'art. 21 della  legge  regionale  22
  dicembre 2005, n. 20, riconosciute ai sensi del decreto legislativo
  del  Capo  provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577  e  ai
  sensi del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, articolo 3' .

   b) è aggiunto il seguente comma:

   4.  Le attività derivanti dai finanziamenti di cui al comma 1  non
  possono  generare utili a favore dei soggetti attuatori (Centri  di
  Assistenza  Tecnica) e gli interventi effettuati da  questi  ultimi
  nei  confronti  delle  cooperative fruitici delle  attività  devono
  rientrare nell'ambito del de minimis'».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 129. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 130. Ne do lettura:

                             «Articolo 130
                Norme per il sostegno delle cooperative

   1. Al fine di promuovere e sostenere le attività delle cooperative
  aventi  sede in Sicilia e loro consorzi, favorendone i processi  di
  crescita   economica  e  rafforzamento  patrimoniale,   l'IRCAC   è
  autorizzato,  nel  rispetto delle condizioni, limiti  e  massimali,
  previsti  dal  regolamento CE n. 1998/2006 in tema di  garanzie,  a
  destinare  un importo complessivo pari a tre milioni  di  euro  del
  Fondo  a  gestione separata unificato ex articolo  63  della  legge
  regionale   7   marzo  1997,  n.  6  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni,  per concedere contributi in conto  interesse,  nella
  misura  del  60  per  cento  degli oneri finanziari  sostenuti,  su
  affidamenti  concessi da Istituti di credito, comprese  società  di
  factoring e di leasing, a cooperative e società di capitali la  cui
  quota  maggioritaria  (almeno il 51 per cento)  appartenga  ad  una
  cooperativa  ed ai quali possono concorrere le garanzie  collettive
  rilasciate   dai   Consorzi   Fidi  a   prevalente   partecipazione
  cooperativa   riconosciuti  ai  sensi  della  legge  regionale   21
  settembre  2005, n. 11 e finalizzati ad operazioni di smobilizzo  o
  cessione  dei  crediti commerciali e operazioni di capitalizzazione
  da parte dei soci.

   2. Il regime di aiuti di cui al comma 1 è attuato in conformità al
  regolamento (CE) 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea 28 dicembre
  2006, serie L 379.

   3.  L'assessore  regionale per le attività produttive  stabilisce,
  con  proprio decreto, le modalità e le procedure per la concessione
  delle  agevolazioni di cui al presente articolo.

   4.  Il  fondo a gestione separata unificato dall'IRCAC,  istituito
  con  l'articolo  63  della legge regionale 7 marzo  1997,  n.  6  e
  successive modifiche ed integrazioni, è integrato annualmente della
  somma  corrispondente al valore del contributo in  conto  interessi
  erogato   dall'IRCAC  nell'anno  precedente  per  le   agevolazioni
  concesse  nella  forma  di  contributo  indiretto  finalizzato   ad
  abbattere  il  tasso di interesse praticato da istituti  bancari  o
  società  di  leasing  e  di factor secondo  quanto  disposto  dalla
  normativa regionale in materia.

   5. Le agevolazioni erogate dall'IRCAC in regime d'aiuto de minimis
  prevedono  la soglia di 500.000 euro, giusta comunicazione  del  17
  dicembre 2008 della Commissione Europea».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 130.10 a firma dell'onorevole Oddo.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere delle Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che gli emendamenti 130.15, 130.5, 130.16, 130.6,  130.17
  sono stati ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 130.10, degli onorevoli Oddo, Cracolici,
  Gucciardi, Apprendi ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al  comma  1  (rigo  undicesimo) sostituire  le  parole   ad  una
  cooperativa  con le parole  ad una o più cooperative ;

   Aggiungere il seguente comma:
    1  bis.  A  valere  sui fondi del proprio bilancio,  l'IRCAC  può
  effettuare,  alternativamente  o  unitamente  a  uno  o  più  fondi
  mutualistici  di cui all'articolo 11 della legge n.  59  del  1992,
  partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio in  società  di
  trasformazione  e  commercializzazione,  costituite  in  forma   di
  società   di  capitali,  e  possedute  in  maggioranza  da  società
  cooperative .»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere delle Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 130, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:
                             «Articolo 131
          Bilanci dell'Istituto regionale per il credito alla
                       cooperazione (I.R.C.A.C.)

   1.  Al fine di sostenere le imprese cooperative in questa fase  di
  crisi  economica,  l'IRCAC  è autorizzato a concedere,  secondo  le
  modalità e procedure che sono definite con decreto dell'Assessorato
  regionale  delle  attività  produttive,  alle  cooperative  e  loro
  consorzi  che si trovano in posizione di correttezza nei  pagamenti
  al 31 dicembre 2008, finanziamenti a tasso agevolato per operazioni
  di   consolidamento  delle  esposizioni  debitorie  nei   confronti
  dell'IRCAC stesso scadute e in scadenza dall'1 gennaio 2009  al  31
  dicembre 2010.

   2.   L'Istituto   regionale  per  il  credito  alla   cooperazione
  (I.R.C.A.C.)  continua a predisporre i bilanci d'esercizio  secondo
  le  istruzioni  del provvedimento del 30 luglio  2002  della  Banca
  d'Italia, pubblicato nella G.U.R.I. n. 208 del 5 settembre 2002».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 131.11, degli onorevoli Vinciullo, Pogliese,  Caputo
  ed altri, decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   L'emendamento 131.10, dell'onorevole Lentini, decade  per  assenza
  dall'Aula del firmatario.
   Si  passa  all'emendamento  131.12  dell'onorevole  Vinciullo.  Lo
  ritira?

   VINCIULLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    mantengo
  l'emendamento  soppressivo del comma 2 perché prevede  che  l'IRCAC
  continui  a  predisporre  il  bilancio  di  esercizio  secondo   le
  istruzioni  del  provvedimento  del  30  luglio  2002  della  Banca
  d'Italia, una normativa assolutamente superata per gli istituti  di
  credito.  Non  capisco  perché  dovremmo mantenere  una  previsione
  normativa particolare per l'IRCAC e non adeguarlo a tutti gli altri
  istituti di credito.

   PRESIDENTE. Quindi c'era un suo emendamento del comma 2?

   LUPO. Sì, il 131.17.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 131.17,  soppressivo
  del comma 2.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, onorevole Lupo,  non sono d'accordo a sopprimerlo  perché
  l'IRCAC  è  un  istituto  pubblico  economico  e  utilizza   questa
  procedura. Il parere quindi è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza..
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  è stato presentato il seguente emendamento  tecnico
  131.18:

   «All'articolo 131 è aggiunto il seguente comma:  Gli aiuti di  cui
  al  presente  articolo  sono  concessi  alle  condizioni  e  limiti
  previsti dalla normativa europea per gli aiuti de minimis .
   comma  2:  Gli aiuti possono essere concessi anche alle condizioni
  ed  ai  limiti previsti nella comunicazione della commissione sugli
  aiuti   di   Stato   a   sostegno  dell'accesso  al   finanziamento
  dell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica 2009 c 16
  gennaio  e  successive modifiche ed integrazioni.  Gli  aiuti  sono
  concessi conformemente a quanto previsto dal Decreto del Presidente
  del  Consiglio dei Ministri 3 giugno 2009 e successive modifiche  e
  integrazioni  e  dagli  ulteriori atti di attuazione  del  medesimo
  della  predetta  comunicazione e delle decisioni di  autorizzazione
  della Commissione europea ».
   E'   un  emendamento  tecnico  che  serve  a  rendere  compatibile
  l'articolo 131.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 131, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 132 è stralciato. Si passa all'articolo 133. Ne do
  lettura:

                             «Articolo 133
            Norme sulla rappresentatività delle cooperative
                        legalmente riconosciute

   L'articolo 21 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 20 è così
  sostituito:
    1.  In  armonia  con  le disposizioni di cui all'articolo  2  del
  decreto   legislativo  2  agosto  2002,  n.  220,  i   criteri   di
  rappresentatività delle organizzazioni cooperativistiche legalmente
  riconosciute  sia  ai  sensi  del  decreto  legislativo  del   Capo
  provvisorio   dello   Stato  14  dicembre  1947,   n.   1577,   che
  dell'articolo  3  del citato decreto legislativo n.  220/2002  sono
  computati in base al numero di revisioni effettuate ai sensi  della
  legge  regionale  23 maggio 1991, n. 36 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  nell'ambito dell'elenco delle  cooperative  aderenti
  comunicato all'assessorato regionale delle attività produttive,  ai
  fini  revisionali,  all'inizio del biennio  ispettivo  da  ciascuna
  organizzazione.

   2.  Per  i soli fini delle previsioni di cui all'articolo 4  della
  legge regionale 30 dicembre 1960, n. 48, la rappresentatività delle
  organizzazioni  cooperativistiche di cui al comma 1  è  determinata
  per  il settantacinque per cento con i criteri di cui al comma 1  e
  per  il  venticinque per cento attribuita in parti  uguali  tra  le
  organizzazioni in parola ».

   Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo o di
  singoli commi sono ritirati.
   L'articolo 133 è accantonato.
   Si passa all'articolo 134. Ne do lettura:

                             «Articolo 134
                      Controlli sulle cooperative

   1.All'articolo 5, comma 1 della legge regionale 21 agosto 2007, n.
  20 la cifra  100.000' è sostituita da  500.000'.
   2.  All'articolo 5 della legge regionale 21 agosto 2007, n.  20  è
  aggiunto il seguente comma  le certificazioni previste dal presente
  articolo  vengono sostituite dalle attività di vigilanza svolte  ai
  sensi  del  decreto legislativo n. 220/2002 e della legge regionale
  del 1991, n. 36».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 134.14 dell'onorevole Leontini.  Ne  do
  lettura:

   «Al  comma  2  dopo  le parole  il seguente comma   aggiungere  le
  parole  per le società cooperative .
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  134.16  dell'onorevole  Cracolici  che
  prevede spesa.

   CRACOLICI. Questo non lo avevamo sospeso?

   MANCUSO. La Presidenza lo ha ammesso?
   Abbiamo altre cooperative, altri revisori di altre cooperative.

   PRESIDENTE. L'emendamento  è accantonato.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Chiedo  una  sospensione  dei
  lavori.

   PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 06.48, è ripresa alle ore 7.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 133.  Lo  pongo  in
  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A721. Ne do lettura:

   «Le  disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo  4  della  legge
  regionale  22 dicembre 2005, n. 20 sono interpretate nel senso  che
  le   stesse  si  applicano  a  tutte  le  agevolazioni  finanziarie
  regionali  per le quali sono costituiti specifici fondi a  gestione
  separata  aggiudicati  mediante bandi e avvisi  pubblici,  ancorché
  l'aggiudicazione sia avvenuta anteriormente alla data di entrata in
  vigore della stessa legge».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 134. Si dispone  un  ulteriore
  accantonamento dell'articolo 134.
   Si passa all'articolo 135. Ne do lettura:

                             «Articolo 135
                   Norme sulle cooperative giovanili

    1. All'articolo 46, comma 1 della legge 14 maggio 2009, n. 6 sono
  apportate le seguenti modifiche:

    a) le parole  che siano in attività ed in regola con gli obblighi
  occupazionali   sono  sostituite dalle  parole   sono  in  attività
  verificabile   dai   bilanci  depositati  e  dalle   certificazioni
  (revisioni ordinarie) rilasciate dalle organizzazioni preposte ;

    b)  le  parole  al 31 dicembre 2010  sono sostituite dalle parole
   al 31 dicembre 2012 ;

   c)  dopo  il  comma 1 è aggiunto il seguente comma  3. Proprio  al
  fine  di  consentire il superamento del grave stato di  crisi,  gli
  effetti  ed i benefici di cui ai commi 1 e 2, sono estesi  anche  a
  quelle  cooperative  che,  essendo  in  attività  verificabile  dai
  bilanci  depositati  e  dalle certificazioni (revisioni  ordinarie)
  rilasciate  dalle organizzazioni preposte , risultano  beneficiarie
  di  finanziamenti agevolati concessi dall'istituto per  il  credito
  alla cooperazione (IRCAC) ai sensi della legge regionale 7 febbraio
  1963, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni».

   All'articolo 135 abbiamo soltanto emendamenti soppressivi, che  si
  intendono tutti ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 135. Chi è favorevole resti  seduto
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 136 è stralciato.
   Si passa all'articolo 137. Ne do lettura:

                             «Articolo 137
    Integrazione del  Fondo unico a gestione separata da destinare
     agli interventi previsti sul credito agevolato a favore degli
                               artigiani

     1.  A  integrazione  del  Fondo unico a  gestione  separata  da
   destinare  agli interventi previsti dalla vigente  normativa  sul
   credito  agevolato a favore degli artigiani, di cui  all'articolo
   64  della  legge  regionale 7 marzo 1997, n.  6  è  disposto  uno
   stanziamento  pluriennale dal 2010 al 2014,  nella misura  di  10
   milioni  di euro per ciascun esercizio finanziario, destinato  ad
   interventi creditizi agevolati in favore delle imprese  artigiane
   siciliane di cui agli articoli 43 e 52, comma 1, lettere a), b) e
   c) della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, all'articolo  1
   della  legge  regionale  27 dicembre  1954,  n.  50,  alla  legge
   regionale  5  novembre 1965, n. 34, all'articolo 67  della  legge
   regionale  6  maggio  1981, n. 96, all'articolo  37  della  legge
   regionale  18  febbraio 1986, n. 3, all'articolo 11  della  legge
   regionale 23 maggio 1991, n. 35.

     2. La CRIAS è autorizzata a far ricorso al mercato creditizio e
   finanziario per attualizzare gli  stanziamenti previsti dal comma
   1.

     3.  Per  le  finalità del presente articolo  è  autorizzato,  a
   decorrere  dall'anno  2010 un limite di impegno  quinquennale  di
   10.000 migliaia di euro».

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  proprio  un  minuto.  Vorrei  chiedere
  all'Assessore Cimino, se mi ascolta per 30 secondi  Non mi ascolta.
  Tentativo  vano   Vorrei chiedere al Governo se ha  ottimizzato  la
  copertura finanziaria per quanto concerne l'articolo 137,  rispetto
  al  pluriennale,  perché  in  Tabella I  c'era  da  ottimizzare  la
  copertura.  Mi fermo qui, Presidente. Non so se l'Assessore  Cimino
  ha recepito. Questo era il punto.
   Ripeto,  vorrei  solo chiedere all'Assessore  se  ha  definito  la
  copertura  finanziaria, tramite lei, Presidente. Se posso  saperlo,
  la ringrazio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, c'era una richiesta,  una  domanda,
  una  questione posta dall'onorevole Oddo. Onorevole Oddo,  non  c'è
  speranza, ci ho provato anche io.
   Gli  emendamenti soppressivi all'articolo 137 sono tutti ritirati.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Ne   rimane  soltanto  uno,  l'emendamento  137.15   che   è   una
  riscrittura del Governo. Ne do lettura:

   «L'articolo 137 è sostituito dal seguente:

                              Articolo 137
  Integrazione del fondo unico a gestione separata da destinare agli
                              interventi
        previsti sul credito agevolato a favore degli artigiani

   1.  A  integrazione del Fondo unico a gestione  separata,  di  cui
  all'articolo  64  della legge regionale 7  marzo  1997,  n.  6,  da
  destinare  agli  interventi previsti dalla  vigente  normativa  del
  credito  agevolato  a  favore  degli  artigiani,  è  disposto   uno
  stanziamento  pluriennale  dal 2010 al 2014,  nella  misura  di  10
  milioni di euro per ciascun esercizio finanziario.
   2.  Per  le  finalità  del  presente  articolo  è  autorizzato,  a
  decorrere  dall'anno  2010  un limite di  impegno  quinquennale  di
  10.000 migliaia di euro.
   3.  La  CRIAS è autorizzata a far ricorso al mercato creditizio  e
  finanziario  per attualizzare gli stanziamenti previsti  dal  comma
  1 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 138. Ne do lettura:

                             «Articolo 138
             Interventi in favore delle imprese artigiane

   1.  Al  fine di dare compiuta attuazione agli interventi in favore
  delle   imprese  artigiane,  previsti  dall'art.  55  della   legge
  regionale  22  dicembre  2000, n. 32, come integrato  e  modificato
  dall'art. 17 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, l'assessore
  regionale  per  le  attività produttive è autorizzato,  nelle  more
  dell'attuazione del decentramento previsto dall'art. 15 del decreto
  legislativo  31  marzo 1998, n. 112, a prorogare la convenzione  in
  vigore  stipulata con l'Artigiancassa S.p.A. ai sensi del  comma  1
  dell'art.  41  della  legge  regionale  8  febbraio  1986,  n.   3,
  allineandola  alla  durata della convenzione  stipulata  a  livello
  nazionale con il Ministero dell'economia».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 138. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 139. Ne do lettura:

                             «Articolo 139
      Ripianamento esposizioni debitorie in favore delle imprese
                               artigiane

   1.  L'Assessorato regionale delle attività produttive, considerato
  l'attuale momento di crisi del settore artigianale, è autorizzato a
  concedere,  per  il  tramite  della  Crias,  contributi  in   conto
  interessi per il ripianamento delle esposizioni debitorie  relative
  all'attività artigianale, per un importo compreso tra  euro  15.000
  ed euro 100.000, maturate alla data del 31 dicembre 2009, tramite i
  piani  di  rientro  concordati con istituti di credito,  in  favore
  delle imprese artigiane aventi qualsiasi forma giuridica, con  sede
  nel   territorio  regionale  ed  iscritte  all'Albo  delle  imprese
  artigiane   tenuto  presso  le  Camere  di  commercio,   industria,
  artigianato e pesca.

   2.  Il contributo di cui al comma 1 è concesso nei limiti previsti
  per  gli  aiuti  di  importanza  minore   de  minimis'  di  cui  al
  regolamento (CE) 1998/2006, della Commissione del 15 dicembre 2006.

   3.  Il  contributo di cui al presente articolo è concesso per  una
  sola  volta alle imprese che non abbiano già usufruito del medesimo
  beneficio.

   4.  Ai  fini  della concessione del contributo di cui al  presente
  articolo  si applica la procedura valutativa a sportello, ai  sensi
  del  comma 3 dell'articolo 187 della legge regionale n. 32  del  23
  dicembre 2000 e successive modifiche ed integrazioni.

   5.  Entro  trenta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  l'Assessore regionale per le attività produttive,
  con  proprio  decreto, definisce i criteri per la  concessione  dei
  contributi ai beneficiari finali.

   6. Ai fini del presente articolo la Crias percepirà da parte delle
  imprese  artigiane  richiedenti una commissione a  copertura  delle
  spese di istruttoria di euro cinquecento.

   7. Per le finalità del presente articolo il Fondo unico costituito
  presso  la  Cassa  regionale per il credito alle imprese  siciliane
  (CRIAS),  ai sensi dell'articolo 64 della legge regionale  7  marzo
  1997,  n.  6, è incrementato, per l'esercizio finanziario 2010,  di
  1.000  migliaia  di  euro, ed a tal fine la CRIAS  costituisce  una
  contabilità separata per l'espletamento del  predetto ruolo».

   All'articolo sono stati presentati emendamenti soppressivi che  si
  intendono ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 139. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 140. Ne do lettura:

                             «Articolo 140
   Contributo straordinario all'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo
            di Palermo e all'Ente autonomo Fiera di Messina

   1.    L'Assessorato   regionale  delle  attività   produttive    è
  autorizzato,  per  l'esercizio  finanziario  2010,  ad  erogare  un
  contributo  straordinario,  di 1.000 migliaia  di  euro  in  favore
  dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo e di 350 migliaia di euro
  in  favore  dell'Ente  autonomo Fiera di  Messina,  finalizzato  al
  pagamento  di  salari,  stipendi, competenze  accessorie  ed  oneri
  accessori del personale in servizio alla data del 31 dicembre 2008,
  nonché  le  competenze maturate e spettanti ai revisori  dei  conti
  degli  stessi enti alla stessa data (ex cap. 343310).  A  decorrere
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge  sono  avviate  le
  procedure  per il passaggio del personale dell'Ente autonomo  Fiera
  del mediterraneo alla Società Multiservizi S.p.A.

   2. L'Assessorato regionale alle attività produttive è autorizzato,
  per  l'esercizio  finanziario 2010 ad erogare in  favore  dell'Ente
  autonomo  Fiera del Mediterraneo un contributo di 100  migliaia  di
  euro per il pagamento delle spese urgenti ed indifferibili (ex cap.
  343311)».

   CORDARO.   All'articolo  138  c'è  un  emendamento   che   non   è
  soppressivo.

   CRACOLICI. All'articolo 138, stiamo parlando di 2.700 migliaia  di
  euro degli artigiani.

   PRESIDENTE.   All'articolo   138  c'erano   soltanto   emendamenti
  soppressivi. Faremo una verifica con gli uffici.
     Tutti gli emendamenti soppressivi dell'intero articolo 140 o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  140.15,  degli  onorevoli   Faraone,
  Apprendi, Marinello, Panepinto e Raia. Ne do lettura:

  «All'articolo  140,  comma  1, dopo le parole   Multiservizi  Spa
  aggiungere  le  parole  mantenendo il profilo professionale  e  il
  trattamento giuridico ed economico in atto in godimento ».

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
  un chiarimento.
   Il  comma 1 dell'articolo 140 prevede la copertura di spese per le
  due  fiere  e l'ipotesi del passaggio  a decorrere dall'entrata  in
  vigore  della  presente  legge sono avviate  le  procedure  per  il
  passaggio  del personale Ente autonomo Fiera del Mediterraneo  alla
  Società  Multiservizi S.p.A.' vale per la Fiera di  Palermo  e  non
  vale per la Fiera di Messina.
   Occorre    fare  un  ragionamento  complessivo  sulle  due   fiere
  siciliane,  dando  loro  copertura di  spesa.  Peraltro  l'ente  di
  Messina  conta soltanto dieci dipendenti. Mi sembra opportuno  dare
  un indirizzo unico: o tutti o nessuno.
   Il  tema è comune, Presidente, Assessore, - non so più chi  ha  la
  delega delle fiere, a quest'ora - però mi sembra opportuno valutare
  l'insieme delle fiere e non separarle.

   PRESIDENTE.  Onorevole Romano, in linea di principio  ha  ragione,
  ma ormai il ragionamento è un po' tardivo.
   Lo stato di crisi delle due fiere è un po' differente.
   Si passa all'emendamento 140.15, a firma dell'onorevole Faraone  e
  altri. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  140.16 è decaduto. Gli emendamenti 140.3  e  140.14
  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   ROMANO. Signor Presidente, insisto sul mio ragionamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Romano, non si può arrivare alle  ore  7.00
  del mattino, dopo un mese e pretendere che si faccia ciò che vuole.
  Non  è  possibile,  non funziona così. Questa  legge  è  andata  in
  Commissione di merito, in Parlamento. Non è possibile. Il  problema
  è procedurale.
   Si passa all'emendamento 140.10, a firma dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 140.10.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, voglio  soltanto  illustrare  questo
  emendamento che vorrei definire la pagina di un sogno, il sogno  di
  vedere  rinascere  la  Fiera di Palermo, come  anche  la  Fiera  di
  Messina.
   Conosco bene la storia dell'Ente fiera di Palermo e devo dire  che
  averla  vista  sfiorire nel tempo, averla vista adesso  chiudere  e
  ridursi ad un luogo dove ci sono soltanto ormai i ricordi di quello
  che  un  tempo  fu  mi rattrista e mi addolora da  cittadina  e  da
  siciliana.
   Sicuramente  questa norma che prevede il passaggio  del  personale
  alla  Multiservizi mette  un punto ad una storia che poteva  essere
  gloriosa,  nella quale la Regione ha investito. Tante risorse  sono
  state  utilizzate e mi sembra veramente un gran peccato che  questi
  enti   che   potrebbero  avere  avuto  un  ruolo  molto  importante
  all'interno  dell'economia  della nostra  Sicilia  non  si  possano
  rilanciare.
   Con  questo  emendamento avrei destinato 50 milioni di euro,  così
  come  è  stato  fatto  per Termini Imerese,  ritenendo  tale  somma
  indispensabile al rilancio di un settore strategico che è, appunto,
  quello del commercio e del turismo.
   Penso  a  quel  turismo congressuale che, purtroppo, manca;  penso
  all'opportunità  di  lavoro di tanti giovani  che  avrebbero  avuto
  l'opportunità di farlo; penso alla possibilità di recuperare questa
  zona  alla città di Palermo e, invece, probabilmente, diventerà  un
  luogo dove si costruiranno abitazioni. Credo che abbiamo perso  una
  grande occasione.
   Capisco perfettamente che l'intento del Governo è di bocciarlo  in
  maniera  drastica. Però, credo che stiamo sottraendo alla città  di
  Palermo   e,  probabilmente,  anche  alla  città  di  Messina,   la
  possibilità  di  avere  un   momento  di  grande  sviluppo   e   di
  incremento, non soltanto del commercio, ma anche del turismo.
   Mi  rendo  conto  che verrà bocciato, pur non  di  meno  cerco  di
  difenderlo  soltanto  perché  il Governo  potrebbe  ripensarci.  Ci
  sarebbe  la  possibilità di utilizzare fondi che  non  siano  fondi
  regionali,  come  probabilmente è stato finora, e  utilizzare  tali
  fondi  per un'iniziativa del genere, penso che potrebbe essere  uno
  spunto che il Governo potrebbe anche accettare.
   Mi  rendo  conto  che così non sarà. Lo lascio  nel  cassetto  dei
  sogni.  Speriamo  che  in  un prossimo  futuro  ci  possano  essere
  alternative  e  che  qualcosa  possa  cambiare  nonostante   questa
  finanziaria,  secondo me, ormai lasci pensare a  un  futuro  per  i
  nostri figli che è molto, molto oscuro.
   E, però, i sogni e le speranze non finiscono mai.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 140 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 141. Ne do lettura:

                             «Articolo 141
                     Sostegno all'editoria locale

   1.  Al  fine  di  sostenere ed incentivare l'editoria  locale,  la
  Regione concede ai soggetti individuati con successivo decreto  del
  Presidente della Regione previa delibera di Giunta contributi nella
  misura massima del 50 per cento delle spese sostenute per l'energia
  elettrica,  l'utenza telefonica, nonché per i costi  relativi  agli
  abbonamenti   alle   agenzie  di  stampa   nazionale   regolarmente
  documentate.

   2.  Gli  interventi finanziari previsti in favore della   editoria
  locale'  non  possono comunque superare il limite  stabilito  dalla
  Commissione  europea  per  gli  aiuti   de  minimis',  di  cui   al
  Regolamento CE n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006,
  relativo  all'applicazione degli articoli  87  e  88  del  Trattato
  istitutivo   delle  Comunità  europee  degli  aiuti  di  importanza
  minore».

   Tutti  gli  emendamenti  soppressivi  dell'intero  articolo  o  di
  singoli commi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 141.15, degli onorevoli Lupo, Gucciardi, Apprendi, e
  Donegani è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento   141.16,  degli  onorevoli   Lupo   e
  Cracolici, sono ritirati.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  il  recepimento
  dell'adeguamento  della  normativa de  minimis.  Non  necessita  di
  copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 141.10 dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO Signor Presidente, insieme ai colleghi Pugliese, Caputo,
  Falcone,  Buzzanca, Bosco, Limoli avevamo riscritto l'articolo  141
  in  quanto  ci sembrava eccessivamente prolisso e non conducente  a
  quella  che  era l'ottica della semplificazione della  legislatura.
  Pertanto,  si è trattato soltanto di un  intervento di precisazione
  nella forma e non nella sostanza.
   Siccome  il Governo è contrario, noi ci riconosciamo nell'articolo
  del Governo. Ritiro, pertanto, il mio emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento A515, dell'onorevole Leontini, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A726. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente comma:
   3.  Le pubbliche amministrazioni di riferimento regionale e locale
  ivi comprese le province regionali, i comuni, le società a completa
  o  parziale partecipazione pubblica della Regione siciliana,  delle
  province  e dei comuni, i consorzi di bonifica, i consorzi  per  le
  aree  di sviluppo industriale, le aziende sanitarie, provinciali  e
  le  aziende ospedaliere sono obbligate alla costituzione  di  parte
  civile  in tutti i procedimenti penali, dovranno pertanto  inserire
  la richiesta al giudice di pubblicazione su quotidiano a diffusione
  regionale  con  pagina  dedicata  alla  provincia  della  eventuale
  sentenza di condanna ai sensi dell'articolo 36 del codice penale, e
  nel  caso  di mancata disposizione giudiziale in tal senso dovranno
  esse  stesse  provvedere a propria cura e spese, alla pubblicazione
  dell'estratto   della   sentenza  sul  principale   quotidiano   di
  riferimento  nell'ambito della provincia  ove  ha  sede  la  stessa
  pubblica amministrazione, ovvero ove è avvenuta la commissione  del
  reato».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 141. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si passa all'articolo 142. Ne do lettura:

                             «Articolo 142
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1. Per gli enti locali e per l'amministrazione regionale e per gli
  enti    sottoposti   a   tutela   e   vigilanza   della    medesima
  amministrazione,  il termine previsto dal comma 4 dell'articolo  19
  della  legge  regionale 1 settembre 1993, n. 25 è differito  al  31
  dicembre  2013.  La  presente norma si applica anche  al  personale
  delle  aziende  sanitarie  con esclusione del  personale  dell'area
  medica.

   2.  Il  comma 4 dell'articolo 8 della legge regionale 27  febbraio
  1992, n. 2 e successive modifiche d integrazioni è abrogato.

   3. Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale 8 luglio 1977,
  n.  47  e  successive modifiche ed integrazioni  le  parole   dagli
  articoli  7  e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468' sono sostituite
  con le parole  dal comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3
  maggio 2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni'.

   4.  Al  comma  4 dell'articolo 12 della legge regionale  8  luglio
  1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole  dagli
  articoli  7  e  8  della legge 5 agosto 1978, n. 468  e  successive
  modifiche ed integrazioni' sono sostituite con le parole  dal comma
  1  dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio  2001,  n.  6  e
  successive modifiche ed integrazioni  .

   5.  Al  comma  1 dell'articolo 36 della legge regionale  17  marzo
  2000,  n. 8 e successive modifiche ed integrazioni le parole  dalla
  legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed integrazioni'
  sono  sostituite  con le parole  dalla legge 31 dicembre  2009,  n.
  196.'.

   6.  Al  comma  1 dell'articolo 55 della legge regionale  3  maggio
  2001,  n.  6  e  successive  modifiche ed  integrazioni  le  parole
   dell'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468' sono sostituite
  con le parole  del comma 2 dell'articolo 26 della legge 31 dicembre
  2009, n. 196.'.

   7.  All'articolo 9 della legge regionale 8 novembre 2007, n. 21 le
  parole   Assessore regionale per il lavoro, la previdenza  sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione' sono sostituite con le
  parole   Assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale  o  dell'Assessore  regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, ognuno per la propria competenza,' e
  le  parole   le  finalità previste' sono sostituite con  le  parole
   quelli  destinati all'attuazione dell'articolo 26 della  legge  21
  dicembre 1978, 845 e quelli'.

   8. Al comma 2 dell'articolo 40 della legge regionale 7 agosto 1997
  n. 30 le parole  nel limite di lire 1.000 milioni'  sono sostituite
  con le parole  valutati in 600 migliaia di euro'.

   9.  Al  comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 16  dicembre
  2008  n.  19 che sostituisce l'articolo 8 della legge regionale  29
  dicembre  1962  n. 28 e successive modifiche ed integrazioni,  alla
  lettera f) le parole da  Attività' a  informativi' sono soppresse.

   10.  In attuazione della legge 27 febbraio 2009 n. 14 art.  18  il
  termine  di  cui all'articolo 2, comma 2, della legge regionale  28
  novembre  2002  n.  21  è  prorogato al  31  dicembre  2009  per  i
  lavoratori già in servizio alla stessa data.

   11.  All'articolo 5, comma 1, della  legge regionale 21  settembre
  2005, n. 11, dopo le parole  Gli statuti dei confidi' sono aggiunte
  le parole   in possesso dei parametri di cui al precedente articolo
  3'.

   12.  All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 21  settembre
  2005 n. 11 dopo le parole  Il contributo regionale è pari al 60 per
  cento  del  tasso  applicato al finanziamento  da  agevolare  fermo
  restando  che'  sono aggiunte le parole   - nel caso di  operazioni
  creditizie a tasso fisso - ' e sempre nello stesso comma 1, dopo le
  parole   la  base di calcolo non può essere superiore al  tasso  di
  riferimento fissato dalla Commissione europea vigente alla data  di
  stipula  del  finanziamento stesso, maggiorato di due punti,  anche
  quando  il  tasso di interesse praticato dagli istituti di  credito
  sia  più  elevato.' Sono aggiunte le parole  Nel caso di operazioni
  creditizie  a  tasso  variabile  il  tasso  di  riferimento   della
  Commissione europea sarà quello vigente alla data di calcolo  degli
  interessi pagati  alla banca.'.

   13.  Alla  legge  regionale  n. 11 del  21  settembre  2005,  dopo
  l'articolo 12, è inserito il seguente articolo:
    Art.  12 bis -  Contenimento dei costi di accesso al credito.  1.
  Al  fine  di favorire la riduzione dei costi di accesso al credito,
  il   costo   massimo   delle  operazioni  agevolate   dai   Confidi
  riconosciuti ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 11 del 2005
  è   determinato  con  apposito  decreto  dell'Assessore   Regionale
  all'Economia  sentite preventivamente l'Abi Sicilia,  l'Assoconfidi
  Sicilia    e    le     Associazioni   di   Categoria   maggiormente
  rappresentative.

   14. L'articolo 4 della  legge regionale 21 settembre 2005 n. 11  è
  abrogato .

   15.  Il comma 4 dell'art. 6 della legge regionale 24 agosto  1993,
  n. 24 è sostituito dal seguente:
    4.  Le  tasse sulle concessioni regionali sono dovute  anche  nel
  caso in cui l'autorizzazione, licenza, abilitazione o altro atto di
  consenso per le attività comprese nella tariffa di cui al D.Lvo  22
  giugno  1991,  n. 230 e nella tabella di cui al D.P.R.  26  ottobre
  1972, n. 641, sono sostituite dalla denuncia di inizio attività. .

   16. All'articolo 3 della legge regionale 21 settembre 2005, n.  11
  al comma 5 ter è aggiunto il seguente comma:
    12.  La  quota di garanzia del confidi  sostenuta dall'intervento
  pubblico non può essere gravata da garanzie reali. .

   17.   1.  Dopo  il  comma 5 decies dell'articolo  22  della  legge
  regionale  1  settembre  1993,  n.  25  e  successive  modifiche  e
  integrazioni sono inseriti i seguenti commi:
   5  undecies. Le cooperative giovanili ammesse alle provvidenze  di
  cui agli articoli 10 e 13 della legge regionale 18 agosto 1978,  n.
  37  e  successive modifiche ed integrazioni, possono avvalersi  dei
  benefici  previsti  dall'art. 10, commi primo,  punto  4,  e  comma
  terzo,  e  dall'articolo 13, comma uno, punti 3 e 4 della  predetta
  legge,   previa  espressa  istanza  alla  Segreteria  tecnica   per
  l'imprenditoria giovanile.

   2.  Le  cooperative  giovanili ammesse  alle  provvidenze  di  cui
  all'articolo  11  della  predetta legge e successive  modifiche  ed
  integrazioni possono essere ammesse ai benefici di cui all'art.  20
  della  legge  regionale 2 dicembre 1980, n. 125, per l'acquisto  di
  terreni  e  relative  pertinenze,  previa  espressa  istanza   alla
  Segreteria tecnica per l'imprenditoria giovanile.

   3.  Alla copertura finanziaria si provvede con le modalità di  cui
  al comma 5-quater del presente articolo.

   5.duodecies
   1.  La  durata  dei  mutui anche già stipulati  e/o  in  corso  di
  ammortamento e preammortamento di cui agli articoli 10 e  13  della
  legge  regionale  18  agosto 1978, n. 37 e successive  modifiche  e
  integrazioni   può  essere  prolungata  ad  anni  venti,   con   un
  preammortamento di cinque anni, a seguito di apposita  istanza  che
  le cooperative giovanili presenteranno all'IRCAC che procederà alla
  rinegoziazione dei predetti mutui.
   2.  Le  somme  già  riscosse dall'Istituto  per  il  credito  alla
  cooperazione   (IRCAC)   per  le  rate   di   preammortamento   e/o
  ammortamento dei mutui saranno detratte dall'importo dovuto per  il
  pagamento  delle  rate  in  scadenza  risultanti  dal  nuovo  piano
  finanziario di ammortamento. Potranno essere ammesse le cooperative
  giovanili già collaudate.
   3. Gli oneri eventualmente derivanti dal prolungamento del periodo
  di  durata  dei mutui sono in ogni caso interamente a carico  della
  cooperativa giovanile».

   Onorevoli  colleghi,  tratteremo ad uno, ad uno  gli  emendamenti,
  perché  qui le soppressioni dei singoli commi hanno un senso.  Ogni
  comma ha un senso diverso.
   Comunico che  è stata presentato l'emendamento 142.51, che  è  una
  riscrittura del Governo.

   MANCUSO. Non si può riscrivere l'articolo. Ci vogliono due ore per
  riprendere tutte le norme

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, non si può riscrivere l'articolo  a
  quest'ora.  E' troppo difficile da capire. E' già difficile  capire
  ciò  che è contenuto nella norma, non si può riscrivere. Non  posso
  accettare la riscrittura.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 7.30, è ripresa alle ore 8.25)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor  Presidente, si tratta di  un  emendamento,  il
  142.51, che è impensabile trattare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   l'emendamento    142.51    è
  inammissibile.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Riprende l'esame del disegno di legge 471-471bis/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 142 ed ai relativi emendamenti.
   Gli  emendamenti soppressivi dell'intero articolo  e  dei  singoli
  commi sono ritirati.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  ho  presentato  tre   emendamenti
  abrogativi  relativi  ai commi 1, 9 e 10. Per  quanto  riguarda  il
  comma  10,  se  il  Governo  mi dà una  spiegazione,  potrei  anche
  ritirare il relativo emendamento.
   Il  comma  1  tratta  di concorsi per titoli  e,  peraltro,  viene
  applicata la norma anche al personale delle Aziende sanitarie,  con
  uno  slittamento  di  una vecchia norma,  che  è  differita  al  31
  dicembre  2013 (concorsi fatti solo per titoli negli  enti  locali,
  nell'amministrazione regionale, negli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  e  anche nelle aziende sanitarie, esclusi i medici).  Io
  ritengo,  invece, che il concorso debba farsi per titoli  ed  esami
  come è previsto da tutte le parti.
   Il  comma 9, invece, toglie all'Assessore per le autonomie  locali
  la  funzione pubblica, le attività informatiche e tutto quello  che
  riguarda l'ITC. Però, tale funzione non viene affidata a nessuno.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. La restituisce a chi  l'aveva
  prima

   MANCUSO. Abroga la norma che assegna all'assessore l'attività ITC.
  A  meno  che  non  ce  l'avevano in due e, allora,  resta  all'atro
  competente.  Si  toglie la competenza ad un assessorato  e  non  si
  precisa a chi viene affidata.
   Per  quanto riguarda il comma 10, è prorogato al 31 dicembre 2009,
  ma  le confesso che, con la collaborazione degli Uffici, ho cercato
  le norme, ma non ho trovato nulla
   Si tratta forse dei Consorzi agrari?
   Non  si  capisce di che proroga si tratti. Prima era prevista  una
  proroga  sino al 31 dicembre 2004; ora è prorogata al  31  dicembre
  2009.

   PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 192.1 è stato ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 192.12 dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 192.14 dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 192.44 che abroga il comma 1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa agli emendamenti A 620 e 142.12 di identico contenuto. Ne
  do lettura:
   «Aggiungere il comma:
   18. Le disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
  regionale n. 25/2008 non si applicano per i concorsi già espletati
  le cui graduatorie siano state approvate in via definitiva alla
  data di entrata in vigore della legge regionale n. 25/2008».

   SAVONA, presidente della Commissione relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Questo emendamento serve a mantenere le graduatorie dei concorsi
  già espletati, in via definitiva. E' una proroga.

   PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Sono approvati)

   Gli emendamenti 142.16, dell'onorevole Leontini e altri, e 142.17,
  dell'onorevole Lupo ed altri,  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento142.24, degli onorevoli Mancuso e  altri,
  soppressivo  del  comma  9. Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento142.35, di firma illeggibile. L'onorevole
  Mancuso  desiderava una spiegazione sul comma 10, assessore Cimino.
  E' possibile capire di cosa si tratta?

   CIMINO,  assessore per l'economia.  Signor Presidente, sono  delle
  proroghe   dei   consorzi  agrari  in  linea  con  la  legislazione
  nazionale.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti 142.38 e  142.39  del  Governo  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 142.40 dell'onorevole Oddo. Lo pongo  in
  votazione.

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                            (E' approvato)

   MANCUSO.  Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a  mia  firma
  all'articolo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Emendamenti soppressivi al comma 12; soppressivi al comma 13,  14,
  15, 16 sono ritirati. Emendamento 142.32 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa agli emendamenti  142.38 e 142.39 a firma del Governo.
   Si passa all'emendamento 142.39, a firma del Governo.

   CIMINO,  assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  142.40,  dell'onorevole  Oddo.  E'   è
  inammissibile
   Si passa  l'emendamento A719, a firma degli onorevoli Gucciardi  e
  Lupo. Lo pongo in votazione.

   CIMINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 142.50, a firma D'Asero.

   D'ASERO,  vice  presidente Commissione e  relatore  di  minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO,  vice  presidente Commissione e  relatore  di  minoranza.
  Signor  Presidente, è una norma che riguarda le  aree  di  sviluppo
  industriale  e  in particolare  i proprietari di  terreni  che  non
  hanno  subito  espropriazione  e  quindi  non  sono  di  pertinenza
  dell'ASI.  Possono  attraverso la deroga alla  norma  realizzare  i
  capannoni  in proprio conto perché diversamente l'ASI non  dà  loro
  l'autorizzazione.
   Con questa deroga i proprietari dei terreni ubicati nelle aree  di
  sviluppo industriale che non sono stati oggetto, né tanto meno sono
  oggetto,  di  esproprio  da  parte delle  ASI,  significa  che  non
  appartengono  all'ASI e sono inutilizzati, possono  realizzare  per
  proprio   conto  il  capannone  che  diversamente  non   potrebbero
  realizzare.
   E'   una   norma   interpretativa:  gli  uffici   non   consentono
  autorizzazione  perché ritengono di poter consentire  realizzazioni
  solo  in  quei  terreni  che sono sottoposti  all'espropriazione  e
  quindi di pertinenza dell'ASI.
   Nella sostanza il proprietario del terreno non può realizzare, non
  è  proprietario  della  propria disponibilità  perché  non  ottiene
  l'autorizzazione.  Con  questa deroga  la  può  ottenere.  Potrebbe
  esserci anche una semplice autorizzazione amministrativa.
   Così   non  è  perché  i  direttori  non  hanno  concesso   questa
  autorizzazione. Attraverso questa deroga si può concedere. Questo è
  il senso.

   LOMBARDO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  posso
  costruirmi la mia impresa, la sede della  mia industria?

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Asero, se lo  ritiriamo  acceleriamo  il
  percorso.  Tutti  gli emendamenti da ora in poi  saranno  così.  Se
  comportano   un   minimo  di  dibattito  verranno   automaticamente
  stralciati.

   D'ASERO,  vice presidente Commissione e relatore di minoranza.  Lo
  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa all'emendamento 142.49, aggiuntivo all'articolo  142,  a
  firma dell'onorevole Beninati e altri.  Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO,   assessore  regionale  per  l'economia.   Questo   è   un
  finanziamento di cui alla tabella H, mi pare. Gia è presente.

   PRESIDENTE.  Non  è un finanziamento. E' una modifica  alla  legge
  istitutiva di Fiumara d'Arte, se non ho capito male.
   Onorevole Beninati, non so lo spiego io. Io lo sto leggendo adesso
  per la prima volta, ma se vuole lo posso spiegare.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, abbiamo fatto la legge e nel comma  2
  c'è   scritto   come  vengono  dati  e  ripartiti   questi   fondi.
  Effettivamente  si  è ritenuto - e nell'incontro  che  si  è  fatto
  oltretutto  c'era  l'Assessore  alla  formazione  di  Messina,   ha
  partecipato anche lui assieme ai sindaci e all'Associazione Fiumara
  d'Arte  -  quanto  scritto nella proposta. E  cioè  hanno  proposto
  quell'emendamento  per  una  questione  solo  di  ripartizione  del
  contributo che prendono. Mi auguro che quest'anno lo abbiano. Se lo
  hanno,  lo  ripartiscono in quel modo. Una quota  per  le  attività
  culturali e una quota per l'attività di fruizione dei loro beni.  I
  soldi sono dati dalla Tabella H.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Non comprendo perché vincolare
  il  contributo  in  questa maniera se, sia così che  altrimenti,  i
  titolari  dell'Associazione  Fiumara d'Arte  e  gli  amministratori
  possono operare. O così o diversamente.
   Supponiamo  che  quest'anno  preferiscano  dividere  cinquanta   e
  cinquanta.   L'anno   prossimo  vorranno  fare   settantacinque   e
  venticinque.  Successivamente vorranno tornare a una  divisione  al
  cinquanta  per cento. Nessuno glielo impedisce. Se lo fissiamo  con
  legge li obblighiamo a dividere in questo modo il contributo.

   BENINATI. Presidente, il comma 2 dell'attuale legge prevede  -  la
  ricordo  perché lo scritta io - che il contributo, che consideriamo
  cento,  veniva dato, siccome i comuni che ruotano nella Valle  sono
  sei, in questo modo: il dieci per cento al comune

   LOMBARDO,  presidente della Regione. E così sono  liberi  di  fare
  quello che vogliono.

   BENINATI.  Ma  lo dobbiamo scrivere, Presidente   Se  noi  non  lo
  scriviamo

   LOMBARDO,  presidente  della Regione.  Prevediamo  di  abolire  la
  ripartizione  in modo che liberamente facciano come ritengono.  Che
  utilizzino  il finanziamento come vogliono. Io abolirei la  vecchia
  norma.

   BENINATI.  Se  non  lasciamo il comma 2 non c'è  nessuno  titolare
  della  spesa.  Titolare  della  spesa  con  questa  riscrittura   è
  l'Associazione  Fiumara d'Arte e destina i finanziamenti  non  come
  vuole,  ma li destina assegnandone una parte per l'attività,  com'è
  scritto qui, e un'altra parte per la fruizione dei beni.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Ma mi pare ovvio.

   BENINATI  .  Signor presidente, si può togliere  il cinquanta  per
  cento   e si mette  solo per tutte quelle finalità . Ma le finalità
  è  bene precisarle, altrimenti si potrebbero spendere per tutto. Si
  lasciano le finalità e si toglie il cinquanta per cento.

   LOMBARDO, presidente della Regione. D'Accordo.

   PRESIDENTE.   Do   lettura  dell'emendamento  142.49   nel   testo
  concordato con il Governo:

   «Aggiungere il seguente comma:
   Il  comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 1 febbraio 2006,
  n. 6, è sostituito dal seguente:
    2. Il contributo è destinato all'associazione  Fiumara d'arte per
  iniziative promozionali, culturali e di valorizzazione del percorso
  turistico,  per  la conservazione, manutenzione e  fruizione  delle
  opere  d'arte esistenti, per la realizzazione di nuove opere d'arte
  nonché  per  il  museo Atelier sul mare sito nel  comune  di  Tusa.
  L'inserimento  di  nuove  opere d'arte  nel  percorso  turistico  -
  culturale Fiumara d'Arte è stabilito d'intesa tra il comune sul cui
  territorio  è  prevista  l'opera e l'associazione  Fiumara  d'Arte.
  Entro  il  mese di febbraio di ciascun anno è predisposto il  piano
  degli  interventi per l'utilizzazione del predetto contributo.  Per
  l'anno 2010 detto termine è prorogato al mese di giugno.'»

     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   L'emendamento   142.11,   a   firma   dell'onorevole
  Vinciullo, decade.
   Pertanto decade il subemendamento 142.11.1, di firma illeggibile.
   Si passa all'emendamento 142.43, a firma dell'onorevole Di Guardo.
  Ne do lettura:

   «Al  comma  3  dell'art. 4 della legge regionale  n.  9  del  1986
  aggiungere  il  seguente  periodo:  La  manutenzione  di  tutta  la
  viabilità  danneggiata  da  attività  eruttive  di  vulcani  e   la
  rimozione  dei  detriti,  delle ceneri e dei  lapilli  spetta  alla
  Provincia regionale».

   DI GUARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GUARDO.   Onorevoli  colleghi,  nella  zona   etnea,   quando
  fuoriescono dall'Etna lapilli e ceneri, si verifica un problema.  I
  comuni  non  hanno  le risorse per pulire le strade  dai  materiali
  vulcanici.  Poiché il problema riguarda la provincia regionale,  si
  potrebbe  pensare  che  la  competenza  a  ripulire  quelle  strade
  appartiene alla Provincia.
   In  tal  modo,  la Provincia è competente per tutta  l'area  e  il
  Comune, nel cui territorio cade la cenere, non ha le risorse. Credo
  che  non comporta nessun impegno di spesa da parte della Regione  e
  chiedo all'Aula di approvarlo.

   PRESIDENTE. A mio avviso, la norma potrebbe anche non  servire  in
  quanto è possibile che la Provincia già espleti il servizio.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  142.43.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 142.46, a firma dell'onorevole Gianni. Ne
  do lettura:
   «Al  comma  1  dell'articolo 8 della legge regionale  16  dicembre
  2008,   n.   23,  dopo  le  parole  "interessi  per  finanziamenti"
  aggiungere  le  parole   sino all'esaurimento  delle  disponibilità
  economiche all'uopo destinate";
   le  parole "alla data del 30 giugno 2008" sono soppresse».
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 142.10, a firma dell'onorevole  Oddo  ed
  altri.

   «Aggiungere il seguente comma:
   Dopo  l'articolo 69 della legge regionale 6 aprile 1996, n.  16  è
  aggiunto il seguente comma:
   69  bis.  Le  funzioni di vigilanza e di sorveglianza  all'interno
  della  Riserva  naturale  di Monte Cofano,  istituita  con  decreto
  dell'Assessore  regionale per il territorio  e  l'ambiente  del  25
  luglio 1997, sono affidate al Corpo forestale della Regione».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  A553  e  al  subemendamento   A553.1,
  dell'onorevole De Luca.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.   Onorevoli  colleghi,   sono
  contrario  a  questo  emendamento  per  diverse  ragioni.  In  modo
  specifico perché, come ben sappiamo, con la passata Finanziaria  le
  risorse   liberate   delle  regioni,  non  spese,   sono   imputate
  direttamente  al  bilancio dello Stato.  Nel  momento  in  cui  noi
  scriviamo un articolo di questo genere , noi confermiamo  di  avere
  risorse  liberate  da programmare. Le risorse liberate,  in  quanto
  liberate,  secondo  la finanziaria sono state  già  disimpegnate  e
  immesse nei capitoli di disponibilità del Governo centrale.
   Queste  iniziative noi possiamo promuoverle benissimo anche  senza
  scriverle  in un testo legislativo perché sono accordi di programma
  nell'ambito dell'attività del Governo.

   DE LUCA. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   E'  in distribuzione la Tabella 2.31 collegata all'articolo 26. Si
  passa  all'emendamento  142.41.2 che   è  inammissibile.  Si  passa
  all'emendamento 142.41, del Governo.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   illustro
  l'emendamento 142.41.
   Tempo fa il legislatore nazionale con la legge numero 237 del 1993
  e  il  legislatore regionale dopo, con la legge numero 37 del 1994,
  modificata di recente da questo Parlamento, con la legge 6 febbraio
  2008  numero 1, ha previsto la possibilità, per i soci che avessero
  prestato   garanzia  in  favore  degli  istituti  di  credito,   in
  particolare per quanto riguarda il mondo delle cooperative agricole
  che avevano dichiarato uno stato di insolvenza o di fallimento,  di
  accordare, con una sorta di transazione, il 60 per cento dei debiti
  garantiti,  con la contestuale liberazione integrale da  parte  dei
  garanti.
   Una  normativa disciplinata per il mondo agricolo e con un parere,
  tra  l'altro, del Consiglio d'Europa, che ha esitato favorevolmente
  questa norma. Rispetto a questa norma sono stati impegnati soltanto
  dieci milioni di euro - a fronte di una disponibilità di 33 milioni
  di euro - perché alcune banche non hanno aderito.
   Con  questa  norma si consente la copertura finanziaria,  prevista
  nella  legge del 2008 e nella legge numero 37 del 1994. Addirittura
  c'è una decisione unanime  del Consiglio d'Europa.
   Questa  è  una  norma modificativa, non serve la  copertura  nella
  fattispecie,  perché  è  previsto che   I  benefici  sono  concessi
  attraverso  la  graduatoria  appositamente  formulata  e  fino   ad
  esaurimento dello stanziamento .

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinello, non siamo in grado di  esaminare
  questo emendamento. Non è un emendamento modificativo; pertanto, la
  Presidenza lo dichiara inammissibile.
   Il   subemendamento   142.41.1   e   l'emendamento   A.718    sono
  inammissibili.

   MARINELLO. Signor Presidente, questa non è una norma che  comporta
  spesa. Non ho compreso perché lo ha dichiarato inammissibile,  così
  come  non  ho  capito perché ha dichiarato inammissibile  anche  il
  subemendamento 142.41.1.

   PRESIDENTE.  L'articolo 142 è un articolo che  abroga  e  modifica
  norme  esistenti, mentre questa è nuova norma. Onorevole Marinello,
  può tranquillamente presentare un disegno di legge e l'Assemblea lo
  esaminerà con corsia prioritaria.
   Si passa all'emendamento142.12, aggiuntivo all'articolo 142, degli
  onorevoli  Raia,  Digiacomo, Panepinto e Faraone e  all'emendamento
  A620 della Commissione di identico contenuto. Ne do lettura:
    Emendamenti 142.12 e A. 620:

    «Aggiungere il comma:

  18. Le disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
  regionale n. 25/2008 non si applicano per i concorsi già espletati
  le  cui  graduatorie siano state approvate in via definitiva  alla
  data di entrata in vigore della legge regionale n. 25/2008».
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Pongo  in votazione l'articolo 142 come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 26, precedentemente accantonato.
   Tutti gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 26  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.10, dell'onorevole Caronia.
   Onorevole Caronia, le faccio osservare che è in contrasto  con  la
  tabella.

   CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato il subemendamento  Tab  2.31.1
  all'emendamento Tab 2.31.1 bis del Governo, relativo  alla  tabella
  2.31.Ne do lettura:

   «Alla   Tabella   2   dell'art.  26  inserire  l'opera    Convento
  Montevergini, Galleria arte contemporanea - Siracusa .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento Tab 2.31.1  bis,  a  firma  del
  Governo, come modificato.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 26 con le tabelle allegate.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 85 in precedenza accantonato. Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  rimanga  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  A.716,
  che  stanzia  10  milioni  di  euro per obbligazioni  derivanti  da
  contratti  di formazione già avviati negli esercizi finanziari  per
  le  Università, contratti di formazione specialistica. Si tratta di
  obbligazioni  pregresse:  Le somme autorizzate nel  triennio  2009-
  2011  per  finalità previste dal Titolo I della legge regionale  20
  agosto  1994,  n.  33, possono essere destinate al pagamento  delle
  obbligazioni  derivanti  dai contratti di  formazione  già  avviati
  negli  esercizi finanziari precedenti. Per le finalità  di  cui  al
  comma   precedente   è   autorizzata  per  il  triennio   2010-2012
  l'ulteriore spesa di 10 milioni di euro .

   MANCUSO. Non sono borse di studio. Chiamatele con il loro nome.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, credo che si sia ingenerata una certa confusione.  Questo
  è l'emendamento che circolava in Aula un paio di ore fa, infatti la
  cifra  è  10 milioni. Sulla destinazione non ci sono dubbi,  perché
  trattasi  di  obbligazioni  pregresse  a  proposito  di  formazione
  specialistica da parte della Regione nei confronti delle Università
  che  hanno  anticipato e che si accingerebbero  a  rivalersi  sulla
  Regione  stessa.  La nuova dotazione finanziaria  del  capitolo,  o
  dell'oggetto, è limitata a 4 milioni di euro, se non ricordo male.
   Me se è stato già votato, come mi si dice, di che parliamo?

   CIMINO,   assessore   per   l'economia.   Dichiaro   di   ritirare
  l'emendamento A.716.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, comunico che alla tabella 2.31, approvata  con
  l'articolo  26,  c'era un errore materiale. Al 146  intervento  era
   sovrintendenza di Palermo  non  comune di Palermo  e  al  207  era
   sovrintendenza di Trapani  e non  comune di Trapani .  Così  resta
  inteso.
   Le  sovrintendenze sono gli organi deputati al restauro  dei  beni
  all'interno delle chiese.
   Si riprende l'esame dell'articolo 33  in precedenza accantonato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 34, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  34.15.1, sostitutivo del comma 1 dell'articolo 34. Ne do lettura:

   «L'articolo 34 è così sostituito:

                              Articolo  34
     Misure di sostegno ai comuni di Scaletta Zanclea ed Itala per
              gli eventi calamitosi dell' 1 ottobre 2009

   Per  la copertura finanziaria della spesa sostenuta dai comuni  di
  Scaletta  Zanclea ed Itala per fronteggiare i danni  causati  dagli
  eventi  alluvionali dell'1 ottobre 2009, è destinata  la  somma  di
  euro  5.000 migliaia di euro finalizzata al rimborso dei materiali,
  della  manodopera,  dei  noli dei mezzi approntati  e  delle  spese
  relative al loro funzionamento.
   2.  Per  le  finalità  dell'articolo 34 della legge  regionale  16
  aprile 1967 n. 46 e dell'articolo 39 della legge regionale 26 marzo
  2002 n. 2 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2010, la spesa
  di 4.000 migliaia di euro.
   3.  Le  somme  autorizzate nel triennio 2009-2011 per le  finalità
  previste  dal titolo I della legge regionale 20 agosto 1994  n.  33
  possono  essere destinate al pagamento delle obbligazioni derivanti
  dai  contratti di formazione già avviati negli esercizi  finanziari
  precedenti.
   4.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  3  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2010, l'ulteriore spesa di 4.000  migliaia
  di euro.
   5.   Per  le  iniziative  di  carattere  culturale,  artistico   e
  scientifico di particolare rilevanza è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2010,  la  spesa di 4.000  migliaia  di  euro  (U.P.B.
  3.2.1.3.2 - capitolo 376528).
   6.   L'Assessorato   regionale   delle   attività   produttive   è
  autorizzato,   per  l'esercizio  finanziario  2010,  a   finanziare
  progetti  di  investimento  realizzati dai  Consorzi  ASI.  Per  le
  finalità del presente comma, è autorizzata, a valere sulle  risorse
  PAR-FAS 2007-2013 la spesa di 2.000 migliaia di euro.
   7.  Per provvedere al pagamento dei debiti contratti nei confronti
  delle  imprese  che  hanno  presentato, entro  i  termini  previsti
  dall'articolo  62 della legge regionale n. 2/2002, la dichiarazione
  di  conformità  di  cui all'articolo 29 della  legge  regionale  n.
  6/2001,  la Regione è autorizzata ad assumere un limite di  impegno
  di  spesa  settennale di 2.750 migliaia di euro per ciascuno  degli
  anni a partire dal 2010.
   8.   A   valere  sulle  disponibilità  di  cui  alla  lettera   f)
  dell'articolo 4 della legge regionale n. 19/2005, la somma di  euro
  1.500  migliaia  è  destinata  al pagamento  delle  spese  relative
  all'attività revisionale svolta negli anni 2006, 2007 e 2008  dalle
  associazioni    di   rappresentanza   e   tutela   del    movimento
  cooperativistico  della  Sicilia nei  confronti  delle  cooperative
  aderenti,  ai sensi dell'articolo 21, comma 3 della legge regionale
  23 maggio 1991 n. 36.
   9.  Si  autorizza l'alienazione di parte dell'immobile ex IMER  di
  Partanna   Mondello,  attualmente  occupato  dalla  ditta   Guajana
  Ferramenta S.p.A. sito in Palermo, Via Partanna Mondello 74/C,  dal
  Consorzio  ASI di Palermo all'impresa "Guajana Ferramenta  S.p.A  -
  GiGa  Immobiliare e Servizi S.p.A", dichiarata vittima della  mafia
  ad  un  prezzo che preveda l'abbattimento di due terzi  del  valore
  assegnato  dall'Agenzia del Territorio. Contestualmente si  dimezza
  il debito del Consorzio ASI di Palermo nei confronti della Regione.
  La copertura finanziaria è da imputare ai fondi ex ESPI della quale
  la Regione Siciliana è creditrice.
   10.  All'articolo 2 della legge regionale 10 novembre 2001 n.  20,
  dopo  le  parole  "in  quiescenza"  sono  inserite  le  parole"  e,
  esclusivamente   per   l'Ufficio  di  diretta  collaborazione   del
  Presidente della Regione, anche un esterno".
   11.  Al  fine  di garantire il livello occupazionale il  personale
  delle società dismesse, in servizio alla data del 31 dicembre 2009,
  è  trasferito  nelle società risultanti alla fine del  processo  di
  riordino. E' fatto divieto alle società a partecipazione  totale  o
  maggioritaria  della  Regione di procedere a  nuove  assunzioni  di
  personale  sia  a tempo indeterminato che a tempo determinato,  ivi
  comprese  quelle già autorizzate e quelle previste da  disposizioni
  di   carattere   speciale,  salvo  quanto  previsto  da   procedure
  contrattuali discendenti da bandi ad evidenza pubblica,  effettuati
  prima dell'entrata in vigore della presente legge».

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rivolgermi
  al  Presidente della Regione sul problema che riguarda i Comuni dei
  Nebrodi.
   Ci  sono cinquanta sindaci di comuni della fascia dei Nebrodi  che
  manifestano  perché si sentono abbandonati dalle  Istituzioni,  dal
  Presidente della Regione e dal Presidente del Consiglio.
   Non  voglio dire altro, è un problema che io segnalo, che  ho  già
  segnalato e credo che sarebbe opportuno risolvere, anche  per  dare
  un  segnale  a  questi  Comuni,  che  prima  sono  stati  veramente
  massacrati e oggi sono in una situazione particolare.
   Al  di là delle somme minime che sono state emesse con fondi  FAS,
  questi comuni - e non mi riferisco ad uno  ma a decine di comuni  -
  sono veramente in uno stato di abbandono.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  34.15.1. del Governo interamente sostitutivo dell'articolo 34.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A 741 del Governo, modificativo
  del comma 1 dell'articolo 34. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 34, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 81, in precedenza accantonato,
  al  quale  è  stato presentato dal Governo l'emendamento  81.15  di
  riscrittura.
   Mi  avvertono gli Uffici che l'articolo 81 è stato votato  qualche
  ora fa, mentre non ero io a presiedere.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, si fidi: l'articolo 81  non  è  stato
  votato. Non è stato votato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, siamo veramente stanchi e  succedono
  cose spiacevoli.

   PRESIDENTE. A cosa si riferisce, onorevole Cracolici? A quali cose
  spiacevoli?

   CRACOLICI.  Cambiare il comma di un articolo pensando che  si  sta
  cambiando  un altro comma o modificando un comma e scoprire che  un
  comma  si sostituisce con dieci commi, di cui l'Aula non sa  nulla.
  Non mi pare sia una cosa piacevole. La definisco così.
   Detto questo, voglio suggerire di ricorrere all'articolo 117 visto
  che  la riscrittura fatta del Governo sul primo comma dell'articolo
  81,  relativa alla vicenda AST, introduce la dizione  il ragioniere
  generale'  con   l'Assessore per l'economia'  che  -  devo  dire  -
  c'entrava  poco nell'economia del ragionamento del testo. Pertanto,
  qualora  fosse  necessario, vorrei che gli  Uffici  valutassero  la
  ragione  e  l'opportunità che venga specificato perché  rimanga  un
  dato.
   Per   l'AST   il  soggetto  che  esercita  il  controllo   non   è
  l'Assessorato  dell'economia. Non vorrei che qui si  costruisse  un
  sistema  dove  tutto  passa  e  viene concentrato  sull'Assessorato
  dell'economia, anche perché l'Assessorato dell'economia esercita le
  funzioni  nei  confronti dell'AST, essendo una società  dualistica,
  attraverso  gli  organi della società. Eviterei  di  confondere  il
  ruolo  dell'Assessorato dell'economia con il  ruolo  di  funzionari
  eccellenti  che  svolgono  le  funzioni  di  amministratori  o   di
  controllori dell'AST stessa.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  vorrei   ricordare   a   lei   e
  all'assessore  Cimino  che, qualche ora  fa,   abbiamo  accantonato
  l'articolo  34 e l'articolo 33 per precise motivazioni. I  passaggi
  relativi a tali accantonamenti sono riportati nel verbale di questa
  seduta;  non   me  li  sono  inventati adesso.  Dopodiché,  insieme
  all'onorevole D'Agostino e all'onorevole Romano, abbiamo concordato
  che  mi  sarei assunto l'incarico certamente formale di intervenire
  al  riguardo. In particolare, sull'evento riguardante l'articolo 33
  si  era  preso  atto  che, giustamente, era stato  riconosciuto  un
  evento  del settembre del 2008 e si è chiarito che a questo  evento
  veniva  data una copertura economica per danni ai privati. E  si  è
  pure  detto,  si  è  concordato  e si  è  convenuto  che  bisognava
  includere anche l'evento del 10, 11 e 12 dicembre 2008.
   A  questo  punto, il sottoscritto insieme agli onorevoli Romano  e
  D'Agostino  si  è  premurato  di formalizzare  un  emendamento  che
  integrasse la parte che era stata, per errore, esclusa  e  che  era
  proprio  quella  dell'evento del 10, 11 e 12 dicembre  2008  e,  in
  particolare, la delibera di Giunta numero 339 del 16 dicembre 2008.
   Ora,  signor  Presidente,  questo era l'articolo  33  come  veniva
  sostituito; è stato consegnato dalle  mie mani all'assessore Cimino
  e ritengo che ci fosse un impegno condiviso dell'Aula in tal senso.
   Non so, ancora oggi non ho ancora capito qual è l'articolo 33;  se
  è  quello del testo, mi scusi, signor Presidente, non è quello  che
  si è convenuto. Pertanto, chiedo che a questo punto si mantenga ciò
  che  si  è  detto  e  che è verbalizzato: che  il  Governo  avrebbe
  sopperito  a  questa dimenticanza. Per cui non so se l'articolo  33
  che abbiamo approvato è quello di cui sto parlando io o è un altro.
   Per l'articolo 34, signor Presidente, le devo dire che ho visto un
  foglio  intero di commi. Sinceramente l'articolo 34, che era  stato
  riformulato  da  noi,  e mi risulta che era  ben  altra  cosa,  era
  limitato  alla modifica di sole tre righe e voleva includere,  così
  come  era  stato anche qui detto, importi diversi. Nello specifico,
  un  importo eguale per Scaletta ed Itala,  un altro importo per  il
  comune di Messina e un altro importo per San Fratello e Caronia.
   Io,  caro  Presidente, di queste carte non ne ho  ancora  viste  e
  siccome  -  ripeto - tutto questo è oggetto del verbale  di  questa
  seduta  d'Aula  chiedo al Governo gentilmente di vedere  dove  sono
  questi  emendamenti.  E peraltro, signor Presidente,  se  così  non
  fosse,  mi dispiace dirlo,  chiederei che l'articolo 34, che  si  è
  votato, venisse quanto meno fatto vedere ai colleghi perché,  se  è
  vero come è vero, è ben altra cosa. Ho visto circa otto commi e non
  so  neanche cosa ci sia scritto; ho visto qualcosa, ma  non  so  di
  cosa parla, signor Presidente.
   L'articolo 34 era un articolo molto stretto e concreto; riguardava
  poche cose.
   Oggi,  l'articolo  34  non  l'ho ancora visto,  quindi,  anche  se
  l'abbiamo votato, se lei è così cortese da farcelo leggere, così ci
  rendiamo conto che tutto quello che ci siamo detti qualche ora fa è
  stato totalmente disatteso ma in maniera così brutale che credo non
  ci siano altre parole da aggiungere.
   Lo   ripeto,  l'articolo 33 era un impegno che  il  Governo  aveva
  preso.  Era per le elargizioni da dare a privati colpiti da  eventi
  alluvionali e includeva, oltre settembre, il mese di dicembre.  Non
  so perché questo non si possa vedere.
   Signor  Presidente, non mi muoverò dall'Aula se non  vedrò  questi
  emendamenti.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,    intervengo
  telegraficamente sull'articolo 33.
   Avevamo  trovato un'intesa per dare ristoro ai privati. L'articolo
  33 è rimasto lo stesso. Avevamo inteso inserire la zona di Falcone,
  Patti, Messina, Caronia e San Fratello ed era rivolto solamente  al
  ristoro  da  dare  ai privati, ai tanti cittadini che  hanno  avuto
  danni nelle proprie case. Un impegno che aveva assunto il Governo.
   Chiedo,  visto  che  l'articolo è stato approvato  e  non  si  può
  tornare più indietro, un impegno formale da parte del Governatore e
  da  parte  dell'Assessore perché al più presto troviamo le risorse,
  vuoi della Protezione civile vuoi con fondi propri, per intervenire
  e dare ristoro a queste persone.
   Credo che l'articolo 33, così come è formulato, sia una goccia nel
  mare.  Infatti,  un  milione  di euro,  spalmati  su  100-150  mila
  abitanti,  più  la città di Messina nella zona sud, significa  dare
  100 euro a persona.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  annunciare che  non ritiro neanche un emendamento della tabella H.
   Quanto accaduto sull'articolo 34 è la ripetizione di quello che  è
  successo sei ore fa. Siccome avete messo di tutto - non so chi, non
  mi  rivolgo alla Presidenza -  in un emendamento che riguardava gli
  eventi,  i  finanziamenti all'assessore al  turismo,  all'assessore
  peri  beni  culturali.  E' il maxiemendamento ristretto,  spremuto
  Dato  che  c'è  questo modo di fare, per quanto mi  riguarda,   non
  ritiro neanche un emendamento della tabella H. Siamo qui a lavorare
  perché è giusto così.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiarisco quanto è accaduto da  un
  punto  di vista tecnico. L'articolo 33, onorevole Beninati, è stato
  votato  così  come  era  scritto  nel  fascicolo  originario  della
  Finanziaria.  Quattro  ore  fa   non  presiedevo  io;  adesso  sono
  rientrato da alcune ore e non ho trovato alcuna riscrittura. Quello
  avevo e quello ho fatto votare.

   BENINATI. Ma il Governo deve rispondere

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  sono
  rammaricato  della  discussione che si era sviluppata  a  proposito
  dell'articolo 34 ed anche perché abbiamo votato un articolo che non
  avevamo neanche letto.
   Credo  che  questo  non sia - e voglio sperare che  sia  stato  un
  infortunio - un bel segnale rispetto ad una situazione che  si  era
  sviluppata prima.
   Quindi, considero utile riprendere

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sono state  fatte  due  votazioni
  poco fa: una sull'articolo 33 ed una sull'articolo 34.
   A queste votazioni il Parlamento è giunto sulla base del fatto che
  sono  rientrato  in  Aula dopo un paio d'ore  di  assenza,  non  ho
  trovato emendamenti di riscrittura dell'articolo 33 e l'ho messo in
  votazione.  Sull'articolo  34  è stato  formulato  dal  Governo  un
  emendamento - diciamo un emendamento lungo - che ritenevo arrivasse
  in  Aula con la concordia di tutto il Parlamento, almeno così avevo
  saputo;  diversamente, non l'avrei messo in votazione senza  averlo
  fatto distribuire.
   Ritenevo  fosse  un emendamento richiesto da tutto il  Parlamento.
  Questo  è  lo stato dell'arte. Quell'emendamento mi veniva proposto
  come   un   emendamento  che  riscontrava  gli  umori   dell'intero
  Parlamento perché dava respiro alla cultura, al turismo e ad  altre
  attività che erano rimaste paralizzate dalla nuova finanziaria.
   Se non è così, c'è la soluzione al problema.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  onorevole Beninati,  volevo scusarmi perché,  quando  ho
  passato  la  riscrittura  agli Uffici,  i   due  emendamenti  erano
  quelli  di  riscrittura e francamente, nella volontà di  creare  le
  condizioni  di  definire  a  360 gradi  un  percorso,  vi  è  stato
  probabilmente  un  errore, e adesso gli Uffici mi testimoniano  che
  hanno trovato la riscrittura dell'articolo 33.
   Il testo del Governo ha di fatto in parte riscritto l'articolo 34,
  mentre,  per  quanto riguarda l'articolo 33 - ho la sua riscrittura
  che  non  mi è pervenuta -, se il Presidente è d'accordo,  possiamo
  riscrivere questo articolo come lei aveva concordato.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per correttezza
  dei   fatti   non   ho  nulla  da  dire  su  questo   aggiustamento
  dell'articolo  33;  l'importante è che venga formulato  in  maniera
  precisa,  non come una cosa mia perchè non è una cosa  mia,  è  una
  cosa  di  alcuni  colleghi,  anzi è di  tutti.  Io  ho  preso  solo
  l'impegno  di  andare  insieme ad altri colleghi  a  formalizzarlo,
  tanto per essere chiari.

   Devo   aggiungere,   signor  Presidente,   che   il   modificativo
  dell'articolo 34, che era il comma 1

                           (Brusio in Aula)

   Signor Presidente, l'articolo 34, in questo testo del Governo
   Signor Presidente, la prego, mi ascolti perchè è importante questo
  passaggio. Non mi confondete, vi prego. Io ho le idee chiarissime.
   Signor Presidente,  abbiamo una fortuna e penso che il problema lo
  risolviamo. La  fortuna è che  per ogni articolo c'è un titolo; c'è
  un testo,  altrimenti, non vedo perché si scrivono i testi.
   Ebbene l'articolo 33 ha il suo testo e si aggiungeva solo l'evento
  di dicembre del 2008. Questa la modifica che è stata fatta.
   L'articolo  34, signor Presidente, ha un altro titolo:  Misure  di
  sostegno  ai  comuni  di Scaletta Zanclea e Itala  per  gli  eventi
  calamitosi del 1  ottobre 2009 .
   Signor  Presidente, obiettivamente, come dicono  in  alcuni  posti
   qui nessuno è fesso .
   Ma  cosa  c'entra  l'articolo 34, tutto  quello  che  abbiamo  ora
  scritto?  O  quanto meno, se si voleva scrivere di più,  almeno  si
  scriveva quello che era stato concordato e si metteva il di più.
   Qui è finita che non si è messo quello che si è concordato e si  è
  messo il di più.
   Siccome  il  titolo è molto specifico,  penso che gli  Uffici  non
  potrebbero neanche formalizzare l'articolo 34 perché se resta  così
  come  noi  lo abbiamo approvato si dovrebbe cambiare il  titolo.  E
  siccome  il  titolo non lo abbiamo votato,  per me,  quell'articolo
  non lo abbiamo votato.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono sconcertato.
  Lei,  assessore Cimino, ha avuto la capacità di toccare il profondo
  della  mia sensibilità e le rinnovo l'invito a dimettersi, e lo  sa
  perché? Per un motivo molto semplice.
     L'articolo  34 aveva una formulazione precisa e, mi creda,  sono
  sconcertato dal fatto che si sia mischiato un tragico evento,  come
  quello  di  Scaletta, Itala e Messina, con una  serie di  cose  che
  sicuramente  saranno importanti, ma che si inseriscono  all'interno
  della Finanziaria solo per una finestra che viene messa da parte  e
  che  è  riferita a un evento particolarmente doloroso per il  quale
  abbiamo   chiesto  e  abbiamo  elemosinato  in  più  occasioni   in
  Commissione  Bilancio  quelle che erano   legittime   richieste  di
  impegni  presi  dal Governo, dal Presidente della Regione,  in  più
  occasioni e, soprattutto, l'impegno di non far fallire le  settanta
  imprese  che  avevano  fatto l'intervento  in  quei  tre  mesi  fra
  Scaletta, Itala e Messina a cui ancora non si era dato un euro. Per
  tutto  questo, si fa un riferimento, signor Presidente. Mi perdoni
  Mi perdoni.
   E  per  arrivare  ad  avere questi 5 milioni di  euro  sono  stato
  additato  da  tanti colleghi,  in modo particolare  in  Commissione
  Bilancio,  e concludo il ragionamento, per non si sa  che  cosa.  E
  c'era  chi  scherzava e c'era chi invece faceva sul serio.  Abbiamo
  portato  avanti una richiesta, onorevole Presidente della  regione,
  che  fa  riferimento  ad un territorio che è  stato  martoriato.  E
  quell'impegno, lei sa bene, che non è neanche di 5 milioni di euro,
  ma ammonta a molto di più.
   Allora abbiamo fatto la trattativa sulla disgrazia  In Commissione
  Bilancio   Prima uno, dopo tre, dopo 5, dopo si tenta  8,  dopo  si
  scende, su che cosa, assessore Cimino? Lei su che cosa ha trattato?
   Quando  vedo associate una serie di cose a questa norma e penso  a
  quei  morti, mi creda signor Presidente, possiamo stringere  quanto
  vogliamo ma, nella vita, per quanto mi riguarda, signor Presidente,
  c'è  un  termine e lei mi conosce bene. Personalmente,  rispetto  a
  certe cose non transigo. Mi sento offeso. Glielo dico chiaramente e
  pubblicamente. In questo Parlamento mi sento offeso, sia  per  come
  si  sono  svolti i fatti su questa vicenda, sulla ingenerosa  e  mi
  permetto  dire  vergognosa  trattativa a cui sono stato  sottoposto
  perché  il  Governo non aveva previsto nulla nella Finanziaria  per
  questa  situazione  e  soprattutto per questo  epilogo  che  non  è
  dignitoso per questo Parlamento. Glielo dico francamente.
   E quindi  non posso, non mi sento  E mi chiedo se questo è il modo
  di  chiudere la partita, di votare la Finanziaria  Mi dispiace. Non
  ce la faccio. Mi dispiace.

             (L'onorevole De Luca torna al banco commosso)

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  penso    sia
  assolutamente  spiacevole la modalità con cui stiamo rappresentando
  le  cose  e  vorrei dire al mio amico Cateno De Luca che  purtroppo
  qualcuno  aveva  parlato di  lacrime e di  sangue .  Questa  è  una
  Sicilia  nella  quale tutti abbiamo vissuto drammaticamente  queste
  ore. Mi sembra sbagliato ancorché e capisco l'emozione e  comprendo
  tutto  il significato dello sconforto del mio amico Cateno De Luca.
  Pur  tuttavia, faremmo un cattivo servizio a noi tutti se facessimo
  diventare  ciascun  argomento l'argomento  fondamentale  sul  quale
  discutere.
      Io   sono  qui  per  fare  una  proposta  concreta  agli  amici
  parlamentari  perché una volta per tutte si faccia chiarezza  nelle
  nostre coscienze.
   Signor Presidente,  le chiedo che questa  famosa tabella H, per la
  quale  non  si dorme neanche la notte, questa famosa tabella  H  si
  snellisca veramente e i soldi che si raccolgono con tale operazione
  sulla  tabella  H  si  destinino per i ragazzi  che  dormono  nelle
  macchine,  per  le  persone che devono essere occupate   Diamo  una
  priorità  e  abbiamo il coraggio davanti alla gente,  davanti  alla
  gente,  di fare le scelte vere, senza essere con una mano  lunga  e
  l'altra  mano  corta  Abbiamo il coraggio ora  di  dire  che  siamo
  pronti  a chiedere al Governo che si faccia un esame attento  della
  tabella H invece di venire qui poi a rivendicare o dire che staremo
  fino a giorno 5 per chiudere questa finanziaria.
   Le  chiedo, signor Presidente, di fare dieci minuti di sospensione
  perché  questo  Parlamento dimostri, ai ragazzi che  sono  fuori  a
  dormire  in  macchina,  il coraggio di dare  loro le somme,  quelle
  stese somme  che forse vorremmo destinare ad altro.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Colianni,  abbiate tutti il buon senso di ascoltare, anche  chi  in
  maniera più o meno colorita la pensa diversamente da lei.
   Il  presidente  Cascio è certamente stanco più di noi  e,  quindi,
  sarebbe   il   caso  di  aiutarlo,  non  solo  sotto   il   profilo
  istituzionale, ma proprio sotto il profilo fisico.
   Sono  personalmente convinto del fatto che chi è maggioranza debba
  essere  disposto sempre a prendere uno schiaffo in più,  a  porgere
  l'altra guancia ed a porre in essere condizioni di serenità d'Aula.
  E, comunque, chi si trova all'opposizione subisce, in maniera più o
  meno  esteriorizzata,  una condizione di frustrazione  che  in  una
  situazione come la nostra, che da quarantott'ore ci vede  in  Aula,
  può portare a dire una parola in più o a fare una cosa in più o  in
  meno.
   Onorevole presidente Lombardo, mi rivolgo a lei, anche perché  noi
  dell'UDC  non  abbiamo  mai condivisa questa  finanziaria.  Non  la
  volevamo  fare.  Volevamo fermarci al bilancio.  Ma  siccome  siamo
  uomini  e  donne  di  buon  senso, alle  dieci  del  mattino,  dopo
  ventiquattro ore di lavoro ininterrotto, ci pare il caso di  capire
  come   vogliamo  concludere  questa  giornata.  E  sarebbe  davvero
  inspiegabile,   al  di  là  di  quelle  che  sono  le   drammatiche
  rivendicazioni di chi dorme in macchina o di chi, come per  esempio
  i  ragazzi  ex  ciapisti , per intenderci, che  da quindici  giorni
  sono  davanti  i  portoni del palazzo, al di  là  del  destino  che
  avranno questi nostri concittadini che stanno peggio di noi,  credo
  che dobbiamo, anche per  un dovere nei loro confronti, arrivare  ad
  una conclusione.
   Onorevole  Presidente Lombardo, l'articolo 34 è stato  votato.  Su
  tale  articolo  c'era un emendamento modificativo,  credo  a  firma
  dell'onorevole Beninati e altri che rendeva giustizia, non soltanto
  sotto  il profilo economico, ma soprattutto sotto il profilo morale
  di  quello  che  l'onorevole Beninati e, credo,  tutti  i  deputati
  messinesi  volessero testimoniare nei confronti  degli  accadimenti
  tragici che si erano verificati in quella terra.
   Io  mi  rivolgo  al  Presidente della  Regione  sotto  il  profilo
  politico  e al presidente dell'Assemblea sotto quello istituzionale
  e  regolamentare e chiedo se rispetto a tale problema   gli  uffici
  ritengono  di  potere, ai sensi dell'articolo  117,  rititolare  il
  primo comma dell'articolo 34, con un articolo autonomo che potrebbe
  essere  o  33  bis, o 34 bis, dando dignità di articolo  unico  che
  salva l'immagine e il senso interiore di quello che si voleva fare,
  oltre che quello economico. E credo che noi, rispetto al fatto che,
  oggettivamente,  abbiamo votato l'articolo 34  e  non  si  può  più
  tornare  indietro,  possiamo fare un ragionamento  di  buon  senso,
  fermo  restando  che  poi, per quanto mi  riguarda,  su  tutti  gli
  emendamenti   alla  Tabella  H,  noi  dell'UDC  siamo   pronti   ad
  intervenire e a continuare a fare la nostra parte.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, sono fermo alle ore  7.00  di  questa
  mattina  quando  lei  aveva  richiamato l'Aula  al  rispetto  delle
  disposizioni  regolamentari. In questa Aula  era  stato  detto  che
  tutti  gli emendamenti che comportassero spesa non potevano  essere
  più accolti, anzi si invitava il Governo a non presentarne.
   Allora, a distanza di tre ore, nel momento in cui un po' ci  siamo
  distratti,  ci  accorgiamo che qualche componente  del  Governo  in
  maniera  forse  poco opportuna - sicuramente,  anzi,  non  forse  -
  inserisce  una  non  norma,  non la  possiamo  chiamare  norma,  un
  affastellato di norme, di articoli, che tutto hanno tranne  che  il
  senso pregnante che dovrebbe avere questa finanziaria.
   E  devo dire la verità; in alcune occasioni ho salutato iniziative
  di  pregio  del  Partito  Democratico perché  erano  meritevoli  di
  consenso.   Assieme  all'onorevole  Ferrara  ho  fatto  vedere   al
  segretario regionale del Partito Democratico un articolo di  pregio
  che  veniva  fatto nei confronti suoi e dell'intero suo partito  su
  fatti  importanti che questo Parlamento, con il concorso del Popolo
  delle Libertà, aveva realizzato per i siciliani.
   Una  norma che doveva essere, sebbene in un momento molto confuso,
  in un momento politicamente molto difficile, ma che poteva e doveva
  essere  la  migliore norma che tutti insieme dovevamo sforzarci  di
  rassegnare, di regalare e di offrire a questa Sicilia.
   E, in effetti, eravamo quasi sereni, avevamo quasi chiamato a casa
  le  nostre  famiglie, avevamo detto che stavamo  rientrando  perché
  eravamo  quasi  alla fine. Ci eravamo congratulati vicendevolmente,
  onorevole  Di  Guardo,  per qualche piccolo  grande  risultato  che
  ciascuno di noi era riuscito a ottenere in queste ore, lunghe  ore,
  lunghe giornate, in questo Parlamento, in questa Commissione.
   Avevamo posto un veto. Avevamo detto, perché le organizzazioni  di
  categoria,  perché  Confindustria  Sicilia  aveva  invitato  questo
  Parlamento ad  stare attenti, a non fare norme che servono soltanto
  a scialacquare il denaro pubblico. A non fare norme che siano tutto
  e il contrario di tutto. E, invece, il risultato qual è, Presidente
  Lombardo? Qual è il risultato oggi?
   La  sintesi  è in questo emendamento che per noi,  mi permetto  di
  dire,  presidente Leontini, che per noi del PDL non vale  Non  vale
  perché  c'è un richiamo regolamentare del Presidente dell'Assemblea
  regionale  siciliana  che  ha  detto   di  bloccare  le  norme  che
  comportano spesa.
   Ebbene,  qualche momento fa avevo  cercato, con il  contributo  di
  tanti  colleghi  di  tutti  i partiti,  di  vedere  se  c'erano  le
  condizioni  per potere risolvere il problema di duecento lavoratori
  del Consorzio di bonifica che, purtroppo, dopo avere passato giorni
  e  giorni in questo Parlamento rischiano di andare a casa,  anzi  è
  meglio  dire che se ne stanno andando a casa privi di un  contratto
  non  di un anno, non di sei mesi, non di sessanta giorni,  ma senza
  alcun contratto nemmeno di un giorno.
   E  a  chi  stanotte vergognosamente dai banchi del  Governo  si  è
  permesso  di  contestare  la  Presidenza  dell'Assemblea  regionale
  siciliana - che è la più alta carica istituzionale della burocrazia
  di  questo  Parlamento - ed è un fatto ripeto  vergognoso,  a  quel
  signore  dico  che  dovrebbe chiedere scusa a tutto il  Parlamento.
  Ebbene,  a  questo signore facciamo una regalia vergognosa   Questo
  non lo possiamo accettare  Una persona che stamattina si è permessa
  il  lusso  di  offendere tutto il Parlamento,  va  sbattuta  fuori,
  Presidente  Lombardo  E' a mia firma la mozione di  sfiducia  e  di
  censura  nei  confronti di costui che, a mio avviso,  non  può  più
  stare  a  capo di un assessorato. Costui detiene in  questa Sicilia
  la   responsabilità   di  un  Assessorato   in   modo   vergognoso,
  proditorio.  Questo  lo  dobbiamo  dire  a  chiare  lettere,   cari
  colleghi.
   E  voglio  dire che oggi, come diceva l'onorevole Cateno De  Luca,
  sul  dramma delle persone mettiamo contributi perché dobbiamo farci
  l'estate,  così  come  se  non  bloccavamo  noi  la  nuova   norma,
  l'articolo  83,  Presidente Lombardo, erano  pronte  trecentotrenta
  assunzioni nella Formazione.
   E' una vergogna  Le dobbiamo dire queste cose
   Fermiamoci,  Presidente, la prego. L'invito è quello di  convocare
  immediatamente   una   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  una  Conferenza  che  possa  fare  rientrare  questa
  situazione che è deplorevole, che mette veramente non in imbarazzo,
  ma crea grande difficoltà a tutti.
   Il mio invito è il seguente.  Noi possiamo stare qua, e ve lo dice
  uno  che era favorevole ad andare avanti, che ha lavorato in questi
  giorni,  in queste settimane per cercare di raggiungere un accordo.
  Sino  all'altra sera, alle due di notte, noi come gruppo  ci  siamo
  riuniti, onorevole Pogliese, onorevole Leontini, onorevole Mancuso,
  per  trovare  un accordo, per fare andare i lavori e  potevamo  qua
  bloccare questa finanziaria del Governo non oggi, ma per altri  15,
  20  giorni  o  un  mese.  Se il PDL voleva fare  ostruzionismo,  la
  finanziaria non si sarebbe fatta.
   Ebbene,  invece  abbiamo cercato di fare interventi  proficui  per
  portare un contributo, come quando stamattina ho chiesto di parlare
  sull'ordine  dei  lavori in favore delle cooperative  edilizie.  Al
  riguardo,  se non intervenivamo tutti insieme, si sarebbe  bloccato
  il  settore  e non avremmo potuto dare alle famiglie, alle  giovani
  coppie  una prima abitazione.
   Mi  fermo  qua, Presidente, ma l'invito è il seguente: sospendiamo
  per  un  quarto d'ora per consentire alla Conferenza dei capigruppo
  di riunirsi e trovare una sintesi, perché qua non ci sono né figli,
  né  figliastri;  non  ce ne possono essere. E'  gente  che  aspetta
  un'occupazione; è gente che abbiamo, anzi che avete,  illuso  negli
  anni  precedenti  e oggi  non possiamo lasciarla in  mezzo  ad  una
  strada.
   Dall'altro  lato  non possiamo mettere tutto ed  il  contrario  di
  tutto;  non  possiamo  mettere  il diavolo  e  l'acqua  santa;  non
  possiamo  uscire da qua perché, dopo una norma come questa,  domani
  Confindustria,  i  sindacati, le parti sociali,  le  categorie,  la
  gente senza un posto di lavoro ci svergognerebbe.
   E, allora, chiudo qua, ma mi riservo altri interventi.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  al di là della stanchezza, e non credo che sia  soltanto
  un  problema di stanchezza, ormai abbiamo perso il senso del  tempo
  lavorando ininterrottamente per ventiquattro ore in Aula  e  avendo
  alcuni  di  noi  precedentemente lavorato anche  nella  Commissione
   Bilancio'. Non ritengo che  il lavoro di queste ore  come anche il
  frutto che sul piano della finanziaria è emerso da questa Assemblea
  possano essere infangati da giudizi che definire eccessivi  non  mi
  sembra assolutamente eccessivo.
   Se  vogliamo  entrare  nel  merito  di  questa  norma,  di  questo
  emendamento,e forse non era opportuno agganciarlo ad  un  articolo,
  piuttosto  che  ad  un  altro. Ma questo non  giustifica  le  tante
  emozioni.  Ve lo dice chi, in verità e lo sapete perfettamente,  ha
  trascorso  a  Scaletta come a Giampilieri, a  Falcone  come  a  San
  Fratello, qualche notte, qualche domenica, qualche giornata festiva
  e  si  è prodigato, per come ha potuto, con quattro soldi. E ciò  a
  differenza  di  quanto avvenuto in altre circostanze  analoghe  per
  altre  calamità. E sono state credo saldate, se così si  può  dire,
  con  ordinanze della Protezione civile che ha diviso in quattro  il
  soldo e noi ci abbiamo aggiunto tutto quello che abbiamo potuto.
   Mi  si ricordava che a proposito dei 320 milioni di euro che,  tra
  Ambiente, Ministero, Territorio e Regione siciliana, di questi  320
  milioni di cui abbiamo potuto disporre, soltanto a San Fratello  ne
  abbiamo  destinato 8 milioni. Non siamo mancati in quelle occasioni
  ed  abbiamo  seguito, per come abbiamo potuto, compatibilmente  con
  qualche altro impegno, questa fatica e questo lavoro.
   Abbiamo agganciato male questa norma, ma andiamo a  guardarla  nel
  merito.
   Si  disse  al Presidente dell'Assemblea, se non ricordo male,  che
  c'era un maxi-emendamento che era quasi la sintesi di non so quante
  esigenze e istanze che non avevano trovato risposta in Aula durante
  il  dibattito sulla finanziaria. Forse erano centosettanta istanze.
  Poi,  il tutto si è ridotto a quattro punti. E ritengo che, seppure
  prima  non  ne avevano valutato il testo, i deputati   durante  gli
  interventi  - o prima degli interventi per chi è intervenuto  -  si
  saranno resi conto di che cosa si trattava.
   Si tratta dei 5 milioni per Scaletta che sono stati oggetto di una
  trattativa  faticosa in Commissione Bilancio. E,  seppure  non  ero
  presente  in  Commissione  Bilancio,  vi  posso  testimoniare   che
  l'ingegnere  Lo  Monaco  - che è il responsabile  della  Protezione
  civile regionale - mi ha assicurato che il nostro intendimento  era
  quello di destinare intanto, immediatamente, 5 milioni delle nostre
  risorse per fare fronte, per come possibile, alle emergenze e  alle
  spese  fatte a Scaletta.
   E  ci  sarà stata pure la trattativa, ma da parte del Governo,  vi
  posso  assicurare che non c'è stato alcun tira e molla,  non  si  è
  fatta alcuna resistenza perché questa somma venisse destinata.
   E, peraltro, credo che abbiamo approvato una tabella attraverso la
  quale,  investendo  fondi  per  le aree  sottoutilizzate,  si  sono
  destinati  cinquanta/sessanta/settanta milioni di  euro  circa  per
  interventi per i centri storici, per i centri abitati.
   Da  parte  di  tutti i deputati sono stati segnalati obiettivi  da
  raggiungere per opere pubbliche che hanno interessato molti  comuni
  della Sicilia. A quanto si è arrivati? A 60, 70 milioni di euro,  e
  poi?
     Scusatemi,  io  non ho partecipato ai lavori  della  Commissione
   Bilancio',   onorevole  Cimino,  ma  credo  che  i   giornali   ci
  massacrano, parlano di tasse, di assunzioni di migliaia di persone,
  eccetera. E ci sono pure i comunicati stampa,  salvo che  da  parte
  mia; per carità, io non sono solito farne  E' un mio limite enorme.
  Si  fanno  comunicati stampa dopo due minuti che  passa  una  norma
   Abbiamo approvato i ticket ,  Abbiamo ridotto la spesa ,  o  anche
   Abbiamo aumentato le tasse .
   Ebbene,   ritengo che  si sia fatto fronte a quelle  che  sono  le
  esigenze di un precariato storico per come possibile.
   Si è affrontata la materia dell'energia e credo che anche con quel
  fondo di garanzia abbiamo fatto un buon lavoro.
   Abbiamo  modificato,  rispetto alla  formulazione  iniziale  -  lo
  volevamo  tutti,  da  una parte e dall'altra - l'emendamento  sulle
  cooperative edilizie.
   Siamo intervenuti sui ticket sanitari, come sulla trasparenza  nei
  conti  pubblici; sugli interventi per l'agricoltura e nel  riordino
  delle  società;  sul  finanziamento della legge  sui  rifiuti,  che
  sarebbe  rimasta  scoperta  dal punto  di  vista  finanziario,  sul
  credito di imposta per l'occupazione e sulle zone franche.
   Credo,  onorevoli  colleghi, che sindacati e forze  produttive,  i
  cittadini in generale, cui non sono state aumentate le tasse  -  lo
  ripeto,   si  trattava di tariffe alle quali ci siamo  adeguati  su
  input  del  Ministero  infrastrutture,   per  quanto  riguarda   le
  motorizzazioni  -,  non  possono che dirsi  soddisfatti  di  questa
  finanziaria  nella  quale,  rispetto  a  questa  massa  immane   di
  obiettivi  e  di risultati, si ripristina un finanziamento  per  un
  Assessorato,  quello  del  turismo, che  si  trovava  completamente
  all'asciutto  per  tutto  l'anno in corso.  Si  è  ripristinato  un
  finanziamento,  che  credo  l'Aula abbia  decurtato,  negli  stessi
  termini in cui si trovava precedentemente, per i beni culturali che
  devono  finanziare; sono in programma infatti tutta  una  serie  di
  iniziative per i 150 anni che non si sarebbero realizzate.
   Se questo è il crimine, lo scippo, l'anomalia
   Sono  stati  destinati un paio di milioni di euro per investimenti
  per quanto riguarda lo sviluppo industriale.
   Si  è  fatto  fronte  con  due milioni 750  migliaia  di  euro  al
  pagamento  di  una  rata  di quanto si  deve  per  un  progetto  di
  cartolarizzazione  agli artigiani, che sennò  ci  faranno  causa  e
  avremmo pagato di più.
   Con  un  milione  e  mezzo di euro abbiamo fronteggiato  un  altro
  onere, quello dell'attività revisionale delle cooperative .
   Abbiamo  preso atto di un problema, posto da più deputati,  che  è
  quello  della  Guaiana' che non avrebbe potuto acquistare  il  sito
  dove   ha  già  costruito  il  suo  capannone  industriale.  Quello
  precedente era stato distrutto, bruciato dalla mafia.
   E  poi,  alla fine, c'è una norma, forse anomala - se  volete,  la
  togliamo  -  che consente al Presidente della Regione di avvalersi,
  come  capo  di  Gabinetto, di un esterno,  sempre  nell'ambito  del
  numero  degli  esterni. Questa norma si può togliere,  forse  anche
  perché  l'attuale ha detto che non se la sente, che vuole  fare  un
  passo  indietro.  E chi gli sta dietro? Forse  il  vice  che  è  un
  esterno. Vogliamo toglierla? Togliamola pure
   E  poi  che  cosa?  In ordine al riordino delle  società,  abbiamo
  proposto la possibilità di un gruppo di dipendenti - se ce ne sono,
  come  se  ce ne sono  - di una società che si scioglie e confluisce
  in  un'altra, di confluire anche loro. Per fare un esempio,  se  la
  società    X'   confluisce  nell'altra  i  dipendenti   della    X'
  perderebbero  il  lavoro  senza la possibilità  di  un  transito  e
  dovrebbero  essere  assunti  nell'altra.  Ma  se  fossero   assunti
  nell'altra,  violerebbero  la norma,  in  quanto,  a  proposito  di
  formazione professionale, abbiamo bloccato le assunzioni.
   L'obbligo,  forse,  è stato violato; non avrebbero  potuti  essere
  assunti.
   Questo è l'emendamento. Andiamo alla sostanza.
   Ritengo che forse - se vi scandalizza - si può espungere il  comma
  10  da  questo sacrosanto miniemendamento, non maxi - era fatto  di
  170  norme  -, e la ragione è stata detta alla massima autorità  di
  questa Assemblea e che adesso la spiego a voi.
   Abbiamo fatto male ad agganciarlo qua, si poteva agganciare ad  un
  altro  articolo,  al  precedente,  addirittura  in  ordine  ad  una
  delibera  che non pensavo si riferisse al terremoto di  Acireale  e
  pensavo  -  lo dico con franchezza - fosse riferita a San Fratello.
  Ha  bisogno di essere integrata finanziariamente? Benissimo  Perché
  quegli  otto milioni vanno al pubblico mentre ci sono da  ristorare
  danni  dei  privati  anche qui. Perfetto,  lo  facciamo  con  altro
  emendamento.
   Così  come  con un altro emendamento, e il Presidente che  mi  sta
  alle  spalle sa bene quanti tentativi abbiamo fatto in tal senso  e
  lui, per coerenza e per lealtà, non è che li abbia respinti, ma  mi
  ha spiegato che c'erano tante difficoltà.
   Emerge  una volontà unanime dall'Aula e, pertanto, se chi  mi  sta
  alle spalle lo consente - come credo lo consenta, spero lo consenta
  - siamo disponibili a riparare questo piccolo errore o quello che è
  stato.  Lo  abbiamo  fatto coni PIP, che  sono  un'eredità  che  ci
  ritroviamo,  anche perché il comune di Palermo  non  riesce  a  far
  fronte  a  quanto  faceva precedentemente. Lo facciamo  per  questi
  centottanta  dipendenti dei consorzi  cui  si  assicura  lo  stesso
  identico numero di giornate lavorative degli anni precedenti, senza
  ovviamente incremento di spesa e senza alcuna stabilizzazione.
   Questo  è un pacchetto complessivo e, se non ritenete che  ci  sia
  stata  malafede, abuso, eccesso, ritengo che possa essere il decimo
  comma.
   Se  riteniamo ragionevolmente, forse arriveremo a mezzogiorno,  se
  Dio vorrà, perché poi dobbiamo fare una riunione di Giunta, è stata
  composta  una tabella di opere pubbliche, l'altra tabella  è  stata
  aggiustata,  rivista, per come si è ritenuto.  Allora,  vediamo  di
  definirla  questa  lunga maratona che ci ha  portato,  e  vi  posso
  assicurare, non lo so se poi faremo una conferenza stampa, grazie a
  Dio  penso che oggi sia vacanza ed è giusto dare risposte per  come
  possibile alle attese dei lavoratori.
   Ognuno  si  prenderà  la  sua fetta di merito,  non  di  demerito.
  Abbiamo  scontentato questo, scontentato l'altro. Le tasse di  qua,
  la strafottenza di là. No. Credo che abbiamo fatto una finanziaria,
  devo  dirvi,  niente male. Sono pronto a riconoscere -  me  l'avete
  detto e lo ribadisco - che non c'è stato ostruzionismo, ostacolo di
  sorta. Chi si è intestato una cosa, chi l'altra; è il frutto,  come
  è ovvio, dell'Assemblea, come d'altronde il testo che è arrivato in
  Aula  è  stato il frutto di un lavoro di molti giorni.  Di   quanti
  giorni, presidente della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Venti giorni.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. E ringrazio  lei,  onorevole
  Savona  e  i  componenti della sua Commissione. Quindi,  diceva  di
  quindici,  venti giorni. E' venuto fuori un lavoro  buono.  Sarebbe
  niente  male che opposizione e maggioranza, piuttosto che lapidarci
  e   gridare  allo  scandalo,  parlando  ai  siciliani,  in   questa
  Assemblea - della quale in un articolo di un grande giornale, forse
  il  più  grande, si legge  non se ne vanno a casa per la pensione .
  Non  io  o  lui,  tutti  e novanta. E si dice  vergogna  di  qua  e
  vergogna  di là - invece ci abituassimo a dire bene di noi  stessi,
  oltre che ovviamente degli altri non ci faremmo del male.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho spiegato  il  senso  di
  questo  emendamento. Facciamone quello che vogliamo, fatene  quello
  che volete.
   Ho  proposto,  ovviamente,  delle modifiche  a  proposito  di  San
  Fratello e non solo, ed è un emendamento preciso.
   Altro emendamento preciso c'è per quanto riguarda quella fascia di
  lavoratori  dei  consorzi  che non avevano  trovato,  ad  ora,  una
  risposta.  Risposta  che è affidata alle mani ed  alle  scelte  del
  Presidente,  che  condivido comunque, perché  qualunque  cosa  egli
  faccia o dà una prova di eccessiva generosità, che va veramente  al
  di  là di ogni aspettativa, o mantiene una coerenza che francamente
  ci porterebbe ad affrontare il problema da qui a qualche giorno.
   Se si è sbagliato, per la stanchezza, per le aspettative deluse da
  parte  di qualche componente del mio Governo, beh, chiedo  scusa  a
  funzionari e a dirigenti e, quindi, alla Presidenza, ma  credo  che
  anche le reazioni siano state fuori misura.
   Sarebbe il caso, lo dico a me stesso, che temperassimo gli eccessi
  -  e  la  stanchezza sicuramente non ci aiuta - e che concludessimo
  serenamente questa lunga maratona, come fino ad ora abbiamo  fatto.
  Ci abbiamo messo tanto tempo, ma il prodotto, secondo me, è più che
  buono.  Stiamo offrendo, credetemi - io ne sono convinto, se  fossi
  convinto  del  contrario  lo  direi  con  molta  franchezza  -,  ai
  siciliani  uno  strumento  di sviluppo veramente  significativo  ed
  importante  e si ascrive al lavoro, talvolta alle parole,  talvolta
  ai  contributi,  talvolta  agli  scritti,  molto  spesso  anche  al
  silenzio di tutti noi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono tanti iscritti a parlare e
  piuttosto  che dare la parola a tutti sospendo per dieci  minuti  e
  convoco la Conferenza dei capigruppo in Sala lettura.

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.30, è ripresa alle ore 12.33)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati dal Governo
  due emendamenti  aggiuntivi:
   - all'articolo 33 l'emendamento A.740
   - all'emendamento 34.15.1 il subemendamento A.741. Ne do lettura:

   - emendamento A740:
   «All'articolo 33, alla fine del comma 1, sono aggiunte le seguenti
  parole   e  di 2.000 migliaia di euro a favore di soggetti  privati
  che  hanno subito danni a seguito dell'evento del 10-11-12 dicembre
  2008,  di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 339  del
  16.12.2008 ».

    - emendamento A 741:

    «Al  comma  1  dopo le parole  funzionamento  sono  aggiunte  le
  seguenti parole  Per le medesime finalità sono assegnate al comune
  di  Messina 2.000 migliaia di euro ed ai comuni di San Fratello  e
  Caronia 500 migliaia di euro ciascuno .
   Al comma 2 la parola  5000  è sostituita con  4000 ».
   Ci  sono difformità fra resoconto e verbale, nonché con l'allegato
  emendamenti.  Riascoltanto succede quanto  scritto  nel  resoconto.
  Forse l'emendamento interamente sostitutivo si riferisce al 33?
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  A.740.  Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'  emendamento  A741.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 81.15, interamente  sostitutivo
  dell'articolo 81.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  143,  con l'allegata  Tabella  I.  Ne  do
  lettura:

                             «Articolo 143
                Trasferimenti annuali in favore di enti

   1.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2010 i trasferimenti in
  favore  degli  enti  di cui alla tabella  H'  allegata  alla  legge
  regionale 6 febbraio 2008, n. 1 ed  inseriti nell'allegato  1' alla
  presente  legge,  sono quantificati annualmente  con  la  legge  di
  approvazione del bilancio.

   2. La lettera h), dell'articolo 3, comma 2,  della legge regionale
  27  aprile  1999,  n. 10 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  abrogata».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 143.14 e
  dalla Commissione il subemendamento 143.14.1. Ne do lettura:
   - emendamento 143.14 (riscrittura):
                             «Articolo 143
   1.  La  Regione  concede  un  sostegno economico  sotto  forma  di
  contributi,  ad  enti, fondazioni, associazioni ed altri  organismi
  comunque  denominati (di seguito Enti) non aventi scopo di   lucro,
  per la realizzazione di iniziative aventi rilevanza sociale, socio-
  sanitaria,  culturale,  storica, ricreativa,  artistica,  sportiva,
  ambientale,  di  promozione dell'immagine  della  Regione  e  dell'
  economia  locale,  la  cui  attività  si  ripercuote  con  riflessi
  positivi sull'economia del territorio.

   2.  Gli  Enti  inseriti  nell'Allegato "I" della  presente  legge,
  aventi  le  caratteristiche e la cui attività  rientra  tra  quelle
  previste  al  comma  l, sono individuati quali  beneficiari  di  un
  sostegno economico da parte della Regione.

   3.  Ai fini di una corretta gestione delle risorse pubbliche sotto
  il  profilo dell'efficacia, dell'efficienza e dell'economicità, con
  la   presente   legge  ed  ove  non  già  previsto  dalla   vigente
  legislazione di settore, sono determinati i criteri e  le  modalità
  per  l'erogazione  dei  contributi e  per  la  dimostrazione  della
  relativa spesa.

   4.  A  tal  fine  gli Enti di cui all'Allegato "1" della  presente
  legge  nonché quelli eventualmente individuati dall'Amministrazione
  regionale ai sensi del successivo comma 2, sono tenuti a:
   a)  presentare, ai fini dell'erogazione di una prima quota pari al
  60  per  cento  delle somme e previa acquisizione di una  relazione
  illustrativa  dell'attività svolta nell'ultimo triennio,  un  piano
  analitico  del  programma da realizzare nell'anno di richiesta  del
  contributo;
   b)   presentare   entro   sessanta  giorni  dall'ultimazione   del
  programma,  il  rendiconto  delle spese effettuate  al  fine  della
  erogazione  del saldo. La mancata presentazione del rendiconto  nei
  termini  ora  indicati  comporta la  revoca  del  provvedimento  di
  concessione  con  la  conseguente  restituzione  delle  somme   già
  erogate,   nonché   l'esclusione  dal  finanziamento   per   l'anno
  successivo.

   5. Nel programma analitico dovrà darsi risalto, in particolare, ai
  servizi da offrire alla rispettiva utenza e alle spese da sostenere
  per il funzionamento dell'Ente.

   6.   In  ordine  ai  bilanci,  gli  Enti  devono  evidenziare  con
  chiarezza,  sia  nel  piano  analitico  del  programma,   sia   nel
  preventivo  e  nel  consuntivo,  la finalizzazione  del  contributo
  regionale, ed, in particolare, eventuali contributi provenienti  da
  altre fonti.

   7.  Ai  fini  del  saldo  è necessario che entro  il  28  febbraio
  dell'anno  seguente  a  quello cui si riferisce  il  contributo,  e
  relativamente all'attività programmata in tale periodo, sia inviata
  la seguente documentazione:
   l) richiesta di saldo sottoscritta dal legale rappresentante;
   2)  dettagliata relazione dell'attività svolta dalla  quale  dovrà
  evidenziarsi  la  conclusione di tutte le  attività  intraprese  ed
  inserite nel programma;
   3) documenti di spesa (fatture e ricevute, debitamente quietanzate
  ed in copia conforme all'originale) ed eventuale materiale a stampa
  realizzato  (inviti,  manifesti, ...),  ai  quali  dovranno  essere
  allegate le seguenti dichiarazioni, ai sensi delle vigenti nonne in
  materia di autocertificazione:
      che la documentazione originale giustificati va della spesa non
  utilizzata  a  carico del contributo è conservata  presso  la  sede
  dell'ente;
     che per le spese giustificative del contributo e per la parte da
  questo  coperta, non è stata richiesta o ottenuta altra sovvenzione
  o contribuzione da altri soggetti pubblici o privati.

   8.   Sul  contributo  possono  gravare  le  spese  connesse   alla
  realizzazione dell'attività oggetto dello stesso, ma non quelle  di
  investimento. Le spese generali e di funzionamento saranno poste in
  relazione  alle iniziative effettuate, intendendo con  ciò  che  in
  caso  di  ridotta  attività dell'ente, l'Assessorato  erogatore  si
  riserverà di valutare se le stesse siano del tutto giustificate.

   9.  Qualora,  il  rispettivo  ramo dell'amministrazione  regionale
  nell'ambito  dell'attività di vigilanza e controllo sulla  relativa
  spesa  accerti  che  il  finanziamento  concesso  non  risponde  ai
  requisiti di efficacia, di efficienza e di economicità ovvero non è
  stato  utilizzato per gli scopi preventivati, o che il programma  a
  suo  tempo  previsto non è stato realizzato, procederà alla  revoca
  parziale o totale, secondo i casi, del contributo, con recupero  di
  quanto eventualmente già erogato. Le somme erogate ed eventualmente
  non  utilizzate  dovranno essere restituite  in  conto  entrata  al
  bilancio regionale comprensive degli interessi legali maturati.

   10.   Per  quanto  non  già  previsto  ai  commi  precedenti,   la
  concessione  dei  contributi  agli  Enti,  pubblici  o  privati,  è
  subordinata alla predeterminazione ed alla pubblicazione  da  parte
  dei   singoli  rami  dell'amministrazione  regionale  di  specifici
  criteri e modalità relativi ai rispettivi settori d'intervento  cui
  i  contributi  sono diretti, da effettuarsi entro  sessanta  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge.

   11.  L'  inserimento  nell'Allegato "1" della presente  legge  non
  costituisce  titolo  prioritario per il mantenimento  del  sostegno
  economico  negli  anni  successivi per  i  quali  l'Amministrazione
  regionale,  previa  delibera di Giunta,  ha  facoltà  di  assegnare
  importi  in  misura diversa da quella precedentemente stabilita  in
  relazione  alle  risorse di bilancio disponibili  ed  ai  programmi
  presentati  nonché  di  individuare  nuovi  beneficiari  aventi  le
  caratteristiche  e la cui attività rientra tra quelle  previste  al
  comma 1 della presente legge.

   12. L'articolo 23 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, è
  abrogato.

   13. La lettera h), dell'articolo 3, comma 2, della legge regionale
  27  aprile  1999,  n. 10 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  abrogata».

    - subemendamento 143.14.1:

  «Al  comma 4 sono cassate le parole  ai sensi del successivo comma
  11 ;
  - il comma 11 è sostituito dal seguente:
   11.  Per i capitoli relativi ai trasferimenti di cui al  comma  1
  non  si applicano le disposizioni di cui al comma 21 dell'articolo
  1 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47. »

   Pongo in votazione l'emendamento 143.14.1 della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  143.14.  del  Governo,   come
  modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  Tab  2  del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in votazione l'articolo 143 con l'allegata Tabella.  Chi  è
  favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 3 e all'esame delle relative Tabelle. Ne do
  lettura:

                              «Articolo 3
                        Fondi globali e tabelle

   1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  regionale  8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  restano determinati per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 nelle
  misure  indicate  nelle Tabelle  A' e  B', allegate  alla  presente
  legge,  rispettivamente per il fondo globale destinato  alle  spese
  correnti  e  per  il fondo globale destinato alle  spese  in  conto
  capitale.

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera c),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
  rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
  autorizzate  da  norme  vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente
  esercizio   sia  previsto  uno  stanziamento  di  competenza   sono
  stabilite  negli  importi indicati, per l'anno 2010,  nell'allegata
  Tabella  C'.

   3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera d),  della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di spesa  recate
  dalle  leggi indicate nell'allegata Tabella  D' sono ridotte  degli
  importi stabiliti, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, nella
  Tabella medesima.

   4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera e),  della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificato dall'articolo
  56,  comma  1,  della  legge regionale 3  maggio  2001,  n.  6,  le
  autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere  pluriennale
  indicate  nell'allegata Tabella  E' sono rimodulate  degli  importi
  stabiliti,  per ciascuno degli anni finanziari 2010, 2011  e  2012,
  nella Tabella medesima.

   5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera f),  della  legge
  regionale  27 aprile 1999, n. l0, le leggi di spesa indicate  nella
  allegata Tabella  F' sono abrogate.

   6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile 1999, n. l0, glistanziamenti  autorizzati  in
  relazione  a  disposizioni  di  legge  la  cui  quantificazione   è
  demandata  alla  legge  finanziaria sono determinati  nell'allegata
  Tabella  G'.

   7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i),  della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. l0, le spese autorizzate relative agli
  interventi di cui all'articolo 200, comma 1, della legge  regionale
  23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nell'allegata Tabella  I'.

   8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera l),  della  legge
  regionale  27 aprile 1999, n. l0, gli importi dei nuovi  limiti  di
  impegno   per   ciascuno  degli  anni  considerati   dal   bilancio
  pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e  dell'anno
  terminale, sono determinati nell'allegata Tabella  L'».

   Tutti gli emendamenti all'articolo 3 sono inammissibili.
   Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
  che è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la Tabella A. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la Tabella B. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la Tabella C. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la Tabella D, come emendata dal Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la Tabella E. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella G. Comunico che è stato presentato dal
  Governo un emendamento alla Tabella G. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la Tabella G, come emendata. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla Tabella I. Comunico che è stato presentato dal
  Governo un emendamento alla Tabella I. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione la Tabella I, come emendata. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)
   Si passa alla Tabella L. Comunico che è stato presentato dal
  Governo un emendamento alla Tabella L. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la Tabella L, come emendata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'intero articolo 3, con le relative Tabelle,
  come  emendate. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 144, con il relativo prospetto allegato. Ne
  do lettura:

                             «Articolo 144
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1.  Gli  effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
  derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
  al presente articolo.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, con decorrenza dall' l gennaio 2010.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
  formale del disegno di legge. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che siamo tutti
  stanchi  e  per questo sarò molto rapido. Ma non mi posso  esimere,
  visto  che  avevamo  presentato  in  almeno  quaranta  deputati  un
  emendamento, di chiederle, Presidente Lombardo, di darci in qualche
  modo  una  risposta e  soprattutto per quella parte  di  precariato
  alla  quale  noi,  come  Assemblea regionale siciliana,  non  siamo
  riusciti  ancora a dare una risposta. Mi riferisco in  questo  caso
  agli  ex   Ciapisti', che negli anni scorsi sono  stati  utilizzati
  nelle  ex  USL e che potrebbero tornare a lavorare dalla  settimana
  prossima attraverso un progetto che è già assolutamente definito  e
  che  attinge  le somme per il suo finanziamento nel  Fondo  sociale
  europeo  (ciò significa senza nessun aggravio ulteriore di spesa  a
  carico della Regione).
   Questo  tema,  che non è un tema mio, purtroppo  insieme  a  tanti
  altri  di  questo  mondo ancora non trova risposte  nella  politica
  siciliana.   Ma   per  fortuna  ha  cominciato  a  trovarne   nella
  finanziaria,  seppure  ancora solo in parte,  grazie  all'opera  di
  quest'Assemblea. Ritengo che il Governo regionale debba  darci  una
  risposta e credo soprattutto - e lo ribadisco - che, in virtù della
  copiosa  mole di firme che accompagna l'emendamento, il  Presidente
  dell'Assemblea debba darci la possibilità di votarlo e di dare  una
  speranza  a  questi  soggetti attraverso  un  esercizio  libero  di
  democrazia.
   Quindi,   onorevole Presidente della Regione, chiedo, a  nome  del
  gruppo  dell'UDC, di dare parere favorevole a questo emendamento  e
  al Presidente dell'Assemblea di metterlo ai voti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, a questo punto mi pento  di  averle
  data  la  parola.  Se  avessi saputo che  lei  doveva  fare  questo
  ragionamento,  non  le  avrei  dato la  parola  perché  qua  non  è
  consentito a nessuno giocare. Non ci sono più emendamenti e lei  lo
  sa. Siamo al voto finale.

   CORDARO. Perché? Di che cosa dovrei parlare?

   PRESIDENTE. Mi aveva detto che parlava sull'ordine dei lavori. Non
  ci sono più emendamenti. Siamo giunti al voto del 145 e del 117. Mi
  dispiace onorevole Cordaro, lei può presentare tutti gli ordini del
  giorno che vuole e il Parlamento li apprezzerà e li voterà. Non  mi
  ponga il problema dell'emendamento.

   CORDARO. Ci siamo capiti male  Sono partito da un emendamento  che
  abbiamo scritto.
   Possiamo ascoltare il Presidente della Regione?

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, desidero  unirmi
  all'appello  accorato del collega Cordaro.  In questa  sessione  di
  bilancio,  durante  questa finanziaria, abbiamo scritto  norme  che
  hanno a che vedere con il precariato, ma probabilmente è sfuggito a
  questo  Governo che c'è un settore di questi lavoratori,  che  sono
  appunto gli  ex ciapisti , che godono della stessa legge che  è  la
  legge numero 4 del 2006 (la cito perché non è solo un'idea ma è  un
  dato preciso). Tale legge, precisamente all'articolo 2 comma 6,  fa
  riferimento  a due categorie di soggetti: da una parte  i  soggetti
  svantaggiati,  coloro i quali hanno avuto ieri  la  possibilità  di
  avere   giustamente  un  percorso  di  maggiore  chiarezza,   ossia
   l'emergenza  Palermo  e dall'altro i soggetti che  hanno  prestato
  un'attività estremamente importante. E vorrei ricordare che costoro
  rappresentano  un  patrimonio  per tutti  noi  considerato  che  la
  Regione  siciliana ha investito su questi soggetti svariati milioni
  di euro per la loro formazione.
   Sono  soggetti  che sono stati formati con un profilo  alto,  sono
  stati utilizzati all'interno delle AUSL con mansioni molto delicate
  e,  addirittura, hanno ricevuto da parte dei dirigenti  delle  AUSL
  che  li  hanno  utilizzati,  lettere con  le  quali  venivano  loro
  comunicate  oltre  che  note  assolutamente  positive,   anche   le
  richieste  all'Ente  che  li  ha  utilizzati  affinché  i  progetti
  continuassero. Quindi, l'importanza sociale e formativa  di  questi
  soggetti è acclarata anche da altri enti pubblici quali l'AUSL.
   Allora,  a questo punto mi chiedo: qual è la ragione per la  quale
  noi  dobbiamo prevedere trattamenti impari alla luce di  una  norma
  che  abbiamo  approvato  ieri e che è mutuabile  anche  per  questi
  soggetti?
   Personalmente   sono  felice  e  contenta  che  ieri   l'emergenza
  Palermo  abbia trovato una normativa che li abbia, in qualche modo,
  rassicurati  rispetto al loro percorso, ma credo che  anche  queste
  persone  -  che,  peraltro, è da diversi giorni che ci  interessano
  alla  loro  problematica  e  sono  stati  auditi  tante  volte   in
  Commissione  Lavoro  - abbiano il diritto di avere  anche  loro  la
  possibilità  di continuare un percorso lavorativo. Desidererei  che
  in  questo  il  Governo  ci desse un'indicazione  rispetto  a  come
  intende comportarsi. Per me è molto importante, alla luce del fatto
  che  sono  stati auditi tantissime volte e credo sia  doveroso  non
  lasciarli  in  questa  condizione di limbo perché  non  fa  bene  a
  nessuno.

   CORDARO. Signor Presidente, possiamo ascoltare il Presidente della
  Regione?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente della  Regione,  se  vuole  può
  intervenire, ma non è obbligato.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, se vogliamo
  aprire  un  dibattito sulla prospettiva di persone che hanno  fatto
  corsi  che hanno avviato un'attività lavorativa, di consulenza,  di
  assistenza,  hanno  avuto interrotti i contratti  e  così  via,  lo
  possiamo  anche  fare, ma non credo che giovi  allo  spirito,  alla
  nostra tenuta o a quant'altro.
   Ho  detto  che  sono pronto a parlarne. Al di  là  di  questo  non
  possiamo  andare.  Non  abbiamo neppure un  emendamento  sul  quale
  votare perché questa è stata - credo - la scelta concordata.
   Su un ordine del giorno o altro non ho niente in contrario.
   Si   sappia  semplicemente  una  cosa:  siamo  dinnanzi  a   delle
  possibilità   di  scelta.  Vogliamo  investire  fondi   strutturali
  piuttosto  che  fondi  FAS, piuttosto che altro  per  risolvere  di
  questi problemi veri, effettivi?
   Lo possiamo fare massicciamente, anche massicciamente.
   O,  salvo  a  volere  mantenere la situazione  come  la  troviamo,
  vogliamo  investire  in sviluppo che potrebbe dare  lavoro  a  chi,
  forse,  si è sacrificato di più? Il merito piuttosto che gli amici.
  Non so.
   Siamo  dinnanzi a queste due scelte. Non dico che io sia neutrale,
  però  deciderà  l'Assemblea. Mi dispiace. Devo dire che  in  questo
  contesto  un'aspettativa che pensavo potesse  essere  accolta  sarà
  rinviata.  Mi  dispiace. Perché? Perchè è finita - per  carità,  ne
  prendo  atto - in questa trattativa, in questo confronto che  si  è
  aperto   perché,   comunque,  il  bilancio  e  la  finanziaria   si
  approvassero.
   Come  ho avuto modo di dire - impegnandomi - ai colleghi che hanno
  parlato  nel dibattito precedente, trasformiamo questo emendamento,
  anzi  qua si tratta di precedenti, di lavoro effettuato e,  quindi,
  di  un'aspettativa,  non in ventimila articoli, ma in un  articolo.
  Mi è stato detto da parte del presidente della Commissioni bilancio
  -   e  mi  riferisco  ai  lavoratori  dei  consorzi  piuttosto  che
  agricoltura,  ovvero  lavoro  -  che  possono  riunirsi  martedì  o
  mercoledì in maniera tale che non si inventi nulla ma si ripari una
  svista.  Il  tempo c'è, siamo a maggio, ci restano la  bellezza  di
  sette  mesi,  210  giorni, abbiamo la possibilità di  colmare  quel
  lasso  di tempo e di riparare ad una svista, ad un ritardo,  ad  un
  disattenzione che noi avremmo compiuto rispetto ad altri lavoratori
  o ex lavoratori.

   Ecco,  non  mi  sottraggo  a questa vostra  istanza.  Esamineremo.
  Vedremo,  vediamo di che cosa si tratta e poi, come è naturale  che
  sia, faremo una scelta.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  solo  per  rassicurare  l'onorevole  Presidente  della
  Regione  che  ho  già  parlato con il collega presidente  onorevole
  Savona  e  siamo  pronti da martedì in poi a  riunire  sia  la  sua
  commissione  che  la  mia  per  dare  una  risposta  immediata   ai
  lavoratori.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, giusto perché rimanga a verbale, a
  chiarimento di alcuni  dubbi che qualche collega deputato ha avuto.
   In  sede  di coordinamento formale la Presidenza correggerà  tutti
  quegli  errori formali, appunto, che sono successi in queste ultime
  votazioni.
   Faccio  un esempio: nella Tabella Gov 1 che abbiamo approvato,  se
  voi  leggete,  risulta ancora la voce  articolo 83  -  Attività  di
  funzionamento  per il coordinamento regionale enti  di  formazione
  con  10 milioni di euro. E' chiaro che è un refuso di stampa perchè
  la norma sostanziale, cioè l'articolo 83, è stata stralciata.
   Ho  fatto un esempio giusto per dire che con il coordinamento  gli
  uffici porranno rimedio a tutti questi errori.
   Così resta stabilito.

   Comunico   che  sono  stati  presentati  dal  Governo  i  seguenti
  emendamenti  ai  sensi  dell'articolo 117 del Regolamento  interno:
  117.1,  117.1 bis, 117.2, 117.3, 117.4, 117.5, 117.6, 117.7, 117.8,
  117.9,  117.10, 117.11, 117.12 e 117.13. Comunico altresì che  sono
  stati  presentati dal Governo gli emendamenti 117 Bil.1, 117 Bil.2,
  117 Bil.3 e 117 Bil.4, sostitutivo dell'emendamento Tab B.356.
   Ne do lettura:

    emendamento 117.1 bis:

  «All'emendamento 13.5 sostituire le parole  dell'art. 30, comma  1
  della  l.r. n. 14/2000  con le parole  dell'art. 20, comma 2 della
  l.r. n. 10/1999 e successive modifiche e integrazioni .
  -  dopo   legge 23 luglio 2009, n. 99  aggiungere  con le modalità
  di cui al dlg 25 novembre 1996, n. 625 ».

    emendamento 117.2:

  «All'emendamento  A 547 (art. 15) il comma 1.1  è  sostituito  dal
  seguente:
   La  Giunta regionale, previo parere del Dipartimento regionale del
  bilancio e tesoro - Ragioneria generale, può autorizzare l'adozione
  degli  atti  di cui al comma 1 ai fini di acquisirne  la  copertura
  finanziaria ».

    emendamento 117.3:

   «All'emendamento  1.18.1  (art. 15 bis) sostituire  le  parole  da
   previa sottrazione   fino alla fine del comma con le parole  delle
  entrate tributarie non vincolate della Regione ed a condizione  che
  gli  oneri futuri di ammortamento trovino copertura nell'ambito del
  bilancio pluriennale della Regione stessa ».

    emendamento 117.4:

  «All'articolo 28 sostituire le parole  dall'anno in corso  con  le
  parole  A decorrere dall'anno 2010 ».

    emendamento 117.5:

  «All'articolo 37 sostituire le parole  purché non perseguano  fini
  di  lucro  o ritraggano proventi dall'utilizzo dei beni demaniali
  con  le  parole  purché non ritraggano proventi dall'utilizzo  dei
  medesimi beni demaniali ».

    emendamento 117.7:

  «All'articolo  55,  comma  2, la parola  periodica   è  sostituita
  dalla parola  annuale ».

    emendamento 117.8:

  «All'emendamento 55.18.1 prima delle parole  fino al  30  giugno ,
  inserire le parole  al massimo .
  Al  secondo  periodo sostituire le parole da  con  le  risorse   a
   2007-2013  con le parole  nella misura di 3 mila migliaia di euro
  con risorse regionali .
    emendamento 117.6:

    emendamento di riscrittura dell'emendamento 72.29:

  «La  Regione  provvede al rimborso dei seguenti  oneri  fiscali  e
  contributivi connessi all'attività d'impresa:
  a)   imposte  sui  redditi  e  imposta  regionale  sulle  attività
  produttive  rispettivamente previste  dalla  lettera  a)  e  dalla
  lettera  b) del comma 341 dell'articolo 1 della legge 27  dicembre
  2006,  n. 296, come sostituito dal comma 562 dell'articolo 1 della
  legge 24 dicembre 2007, n. 244;
  b) imposta comunale sugli immobili e contributi sulle retribuzioni
  da  lavoro dipendente previsti dalla lettera c) e dalla lettera d)
  delle  citate  leggi concessi rispettivamente dai comuni  e  dagli
  istituti  previdenziali, previa stipula delle  intese  di  cui  al
  comma 11».

    emendamento 117.9:

  «Alla  fine del testo dell'emendamento 77.10 aggiungere le  parole
   di concerto con l'Assessorato dell'Economia. »

    emendamento 117.1:

  «All'emendamento 87.18 il comma 30 è soppresso».

    emendamento 117.12:

  «Al  n. 120 della TAB. 2.31.1 bis dopo le parole  rotatoria ex  SP
  32  aggiungere le seguenti parole  con strada crocevia ».

    emendamento 117.10:

  «All'emendamento   A735   dopo  le  parole    imprese   artigiane
  aggiungere le parole  e agricole ».

    emendamento 117.11:

  «All'emendamento  TAB.  2.31.1  la dicitura  esatta  è:   Restauro
  Complesso Montevergine ex Convento cinque piaghe ».

    emendamento 117.13:

  «All'emendamento TAB. 2.31.1 bis alla voce n. 57  dopo  le  parole
   Completamento  Via dei Salesiani  aggiungere  le  parole   e  San
  Filippo Neri ».
    emendamento 117 BIL. 4:

    «Sostituire l'emendamento TAB. B356 con il seguente:

                          TABELLA B - SPESA -

                                       (importi in migliaia di euro)
   AMMINISTRAZIONE   UPB   CAPITOLO    DENOMINAZIONE   2010 201 2012
                                                              1
  ASS.TO ECONOMIA   4.2.1.  215701  FONDO DI RISERVA    94.95
                     5.1            PER LE SPESE           5
                                   OBBLIGATORIE E DI
                                   ORDINE E PER LA
                                   RIASSEGNAZIONE DEI
                                   RESIDUI PASSIVI DI
                                   PARTE CORRENTE
                                   ELIMINATI NEGLI
                                   ESERCIZI
                                   PRECEDENTI PER
                                   PERENZIONE
                                   AMMINISTRATIVA
  ASS.TO AUTONOMIE  7.2.1.  155801  IMPOSTA REG.LE         -
  LOCALI E FUNZIONE  1.1            SULLE ATIVITA'      20.00
  PUBBLICA                          PRODUT. (IRAP) DA      0
                                   VERSARE AI SENSI
                                   DEL COMMA 2
                                   DELL'ART. 16 DEL
                                   DECRETO LEG.VO
                                   15/12/1997, N. 446
                                   (SPESE
                                   OBBLIGATORIE)
  ASS.TO RISORSE    10.5.1  155316  SPESE URGENTI ED       -
  AGRICOLE E         .1.2           INDIFFERIBILI PER   3.540
  ALIMENTARI                        IL RIPRISTINO DI
                                   CONDIZIONI DI
                                   IGIENE E SICUREZZA
                                   SIA PER IMMOBILI
                                   CHE PER IMPIANTI
                                   ED ATTREZZA- TURE,
                                   SPESE PER LA
                                   SORVEGLIANZA SANI-
                                   TARIA, ACQUISTI DI
                                   DISPO- SITIVI DI
                                   PROTEZIONE
                                   INDIVIDUALE E
                                   COLLET- TIVA,
                                   SEGNALETICA DI
                                   SICUREZZA, ADEG.
                                   POSTAZ. LAVORO,
                                   ALTRE SPESE
                                   URGENTI E
                                   INDIFFERIBILI. PER
                                   L'ATTUAZIONE DELLE
                                   DISPOS. DI CUI AL
                                   DECRETO
                                   LEGISLATIVO
                                   9/4/2008, N. 81 E
                                   SUE MODI-FICHE E
                                   INTEGRAZIONI
                                   (SPESE
                                   OBBLIGATORIE)

  ASS.TO RISORSE    10.5.1  156604                         -
  AGRICOLE E         .3.2           SPESE PER LAVORI    29.37
  ALIMENTARI                        COLTURALI E DI         8
                                   MANUTENZ. DEI
                                   BOSCHI DEMANIALI,
                                   COMPRESI GLI
                                   INTERVENTI
                                   SELVICOLTURALI. DI
                                   POTATURA ECC;
  ASS.TO RISORSE    10.5.1  156605  SPESE PER LA           -
  AGRICOLE E         .3.2           PREVENZIONE E LA    10.52
  ALIMENTARI                        LOTTA ANTINCENDIO,     2
                                   COMPRESA LA
                                   MANUTENZIONE DEI
                                   VIALI DI SICUREZZA

  ASS.TO RISORSE    10.5.1  156608  SPESE PER OPERE     - 250
  AGRICOLE E         .3.2           MANUTENTORIE
  ALIMENTARI                        IMPIANTI BOSCHIVI
                                   E  PREVENZIONE
                                   INCENDI A MEZZO DI
                                   COOPERATIVE
                                   COSTITUITE AI
                                   SENSI ART. 2 L.R.
                                   37/1978
  ASS.TO RISORSE    10.5.2  554201  RICOSTITUZIONE DI      -
  AGRICOLE E         .6.1           BOSCHI DEMANIALI    20.00
  ALIMENTARI                        DETERIORATI E          0
                                   DISTRUTTI DA
                                   INCENDI, PICCOLE
                                   OPERE DI BONIFICA
  ASS.TO RISORSE    10.5.2  554224  INTERVENTI PER LA      -
  AGRICOLE E         .6.1           REA- LIZZAZIONE     11.26
  ALIMENTARI                        DELLA LINEA DI         5
                                   AZIONE 4.3, TUTELA
                                   DELLA DIVERSITA'
                                   BIO- LOGICA E
                                   VALORIZ. TURI-
                                   STICA E CULTURALE
                                   DELLE FORESTE -
                                   FAS 2007/2013
                          TOTALE SPESA
                                                      -     -    -

    Emendamento 117 BIL. 1:

                          TABELLA B - SPESA -
                                       (importi in migliaia di euro)
   AMMINISTRAZIONE    UPB    CAPITOLO   DENOMINAZIONE  2010 201 2012
                                                              1
  ASS.TO ECONOMIA   4.2.1.5   215701                      60
                       .1             FONDO DI RISERVA
                                     PER LE SPESE
                                     OBBLIGATORIE E DI
                                     ORDINE E PER LA
                                     RIASSEGNAZIONE
                                     DEI RESIDUI
                                     PASSIVI DI PARTE
                                     CORRENTE,
                                     ELIMINATI NEGLI
                                     ESERCIZI
                                     PRECEDENTI PER
                                     PERENZIONE
                                     AMMINISTRATIVA
  ASSES. ISTRUZIONE 9.1.1.5   310306  SPESE PER         - 60
  E FORMAZIONE         .2             L'ATTIVITÀ DI
                                     INFORMAZIONE
                            TOTALE SPESA                   -   -    -

    Emendamento 117 BIL. 3:

                         TABELLA A - ENTRATA -
                                       (importi in migliaia di euro)
   AMMINISTRAZIONE    UPB    CAPITOLO   DENOMINAZIONE  2010 201 2012
                                                              1
  ASS.TO RISORSE    10.4.2.    4921   ASSEGNAZIONE       640 640  640
  AGRICOLE E          6.1             DELLO STATO PER
  ALIMENTARI                          IL PIANO
                                     NAZIONALE DELLA
                                     PESCA E
                                     DELL'ACQUA-
                                     COLTURA E PIANO
                                     ACQUE DOLCI

                          TABELLA B - SPESA -
                                       (importi in migliaia di euro)
   AMMINISTRAZIONE    UPB    CAPITOLO   DENOMINAZIONE  2010 201 2012
                                                              1
  ASS.TO ECONOMIA   4.2.1.5   215701  FONDO DI RISERVA   640 640  640
                       .1             PER LE SPESE
                                     OBBLIGATORIE E DI
                                     ORDINE E PER LA
                                     RIASSEGNAZIONE
                                     DEI RESIDUI
                                     PASSIVI DI PARTE
                                     CORRENTE,
                                     ELIMINATI NEGLI
                                     ESERCIZI
                                     PRECEDENTI PER
                                     PERENZIONE
                                     AMMINISTRATIVA

                            TOTALE SPESA                 640 640  640

   Si   passa  all'emendamento  117.13  del  Governo.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  117.1 bis del  Governo.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  117.2  del  Governo.   Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.3. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.4. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.5. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.6. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.7. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.8. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.9. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.10. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.11. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.12. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Comunico,  altresì, che sono stati presentati dal  Governo  alcuni
  emendamenti   al   bilancio  a  legislazione  vigente,   ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.

   Si  passa all'emendamento 117 Bil.3. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117 Bil.4. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento Tab B.356.  Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117 Bil.1. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 145. Ne do lettura:

                            «Articolo  145
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».
   Gli  emendamenti che sono stati presentati, sono tutti soppressivi
  e, quindi, inammissibili.
   Lo  pongo  in  votazione l'articolo 145. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                     Annunzio di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Comunico che  sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero   314   Utilizzazione  nelle  scuole  siciliane  di  frutta
  prodotta  in   Sicilia  nel  quadro  del  progetto  'Frutta   nelle
  scuole' ,  dell'onorevole Vinciullo;

   numero  315  Concessione di un  contributo a favore del  Consorzio
   Sviluppo e legalità' , dell'onorevole Caputo;

   numero 316  Iniziative a favore dei lavoratori della Pumex , degli
  onorevoli Rinaldi, Laccoto, Picciolo, Panarello, Lupo;

   numero  317   Designazione dei Gruppi di azione   locali  (GAL)  e
  degli  'Organismi intermedi' da parte della  Regione siciliana  nel
  rispetto  della normativa comunitaria ed interna , degli  onorevoli
  Leontini,  D'Asero, Mancuso, Pogliese, Falcone,  Caputo,  Buzzanca,
  Limoli;

   numero  318   Iniziative legislative del  Governo  in  favore  del
  sistema  bibliotecario  regionale ,  degli onorevoli  Ruggirello  e
  Musotto;

   numero  319   Interventi  urgenti per  garantire  il  servizio  di
  collegamento   aereo   delle  tratte   sociali   di   Lampedusa   e
  Pantelleria , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca,  Falcone,
  Vinciullo;
   numero  n.  320  Istituzione del  centro di eccellenza  oncologico
  presso l'ospedale Papardo di Messina ,  degli onorevoli Beninati  e
  De Luca;

   numero   321    Opportuna   revisione  del   Piano   paesaggistico
  dell'Ambito   9  (Area  della  catena  settentrionale   dei   Monti
  Peloritani) , degli onorevoli  Beninati e De Luca;

   numero 322  Annullamento del provvedimento di decadenza, da  parte
  del  Presidente della CRIAS, dell'avvocato Corvaia quale componente
  del  consiglio di amministrazione , degli onorevoli Beninati  e  De
  Luca;

   numero  323   Immediato scioglimento dell'Ente Porto di  Messina ,
  degli onorevoli Beninati e De Luca;

   numero   324    Destinazione  delle  risorse  di  cui   all'U.P.B.
  8.2.2.6.2.  - capitolo 672013 - per il recupero dei comprensori  di
  alcuni  comuni siciliani , degli onorevoli Mancuso, Bosco, Formica,
  Leontini;

   numero  325   Predisposizione di un piano di recupero, gestione  e
  tutela  del sito di Portella della Ginestra (PA) , degli  onorevoli
  Cracolici,  Ammatuna,  Apprendi,  Barbagallo,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Galvagno,    Gucciardi,   Laccoto,   Lupo,   Marinello,   Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale, Termine, Vitrano;

   numero  326   Definizione del Piano di gestione della rete  natura
  2000  , dell'onorevole Beninati;

   numero  327  Rinnovo del contratto collettivo regionale di  lavoro
  del personale dirigenziale e non dirigenziale della Regione , degli
  onorevoli Cracolici, Caronia, Musotto, Leontini, Cordaro;

   numero  328   Liquidazione delle somme spettanti ai lavoratori  di
  'Tributi   Italia  s.p.a.' ,  degli onorevoli  Marrocco,  De  Luca,
  Caronia,  Bosco,  Ferrara,  Faraone,  Mancuso,  Cordaro,  Campagna,
  Ruggirello, Vinciullo, Romano;

   numero  329  Attivazione presso l'ospedale di Trapani del  reparto
  di  radioterapia  e  medicina nucleare , degli onorevoli  Marrocco,
  Vinciullo, De Luca, Romano, Ferrara, Faraone, Ruggirello,  Caronia,
  Marinese, Bosco, Mancuso, Cordaro, Campagna;

   numero 330  Inserimento della festa del SS. Crocifisso di Monreale
  (PA)  fra  le manifestazioni  di rilevante  interesse  culturale  e
  turistico della Regione , dell'onorevole Caputo;

   numero  331   Assegnazione di una medaglia  d'oro  allo  stendardo
  nazionale   del  Corpo  dei  Vigili  del  fuoco ,  degli  onorevoli
  Apprendi,  Faraone, Raia, Panepinto.

   numero  332   Interventi per sollecitare il Governo ad intervenire
  nei  confronti  dell'ITALTEL  s.p.a. , degli   onorevoli  Apprendi,
  Oddo,  Faraone, Cracolici e Panepinto;

   numero  333   Pagamento  delle  competenze  per  il  2009  per  le
  iniziative  di  contrasto  agli incendi boschivi  e  per  quanto  è
  previsto   nell'ordinanza   di   Protezione   civile   n.    3815 ,
  dell'onorevole Apprendi;

   numero  334  Attivazione del corso di laurea in  Igiene dentale' ,
  degli onorevoli Apprendi, Panepinto, Faraone, Raia, Marinello;

   numero  335   Modifica  del  decreto dell'Assessorato  Sanità  per
  rendere facoltativo il versamento dei contributi all'ENPAM ,  dell'
  onorevole Apprendi;

   numero  336   Tempestivo annullamento dei  due  bandi  riguardanti
  rispettivamente  il   Progetto  rete  lavoro  Sicilia'(Re.La.S.)  e
  l'utilizzo  del  sistema informativo lavoro locale della  Regione ,
  dell' onorevole Apprendi;

   numero  337   Misure di contrasto alla brucellosi  bovina ,  degli
  onorevoli Apprendi, Termine, Di Guardo, Panepinto, Faraone;

   numero  338  Stabilizzazione dei dipendenti con contratto a  tempo
  determinato in servizio presso l'Amministrazione regionale ,  degli
  onorevoli  Ardizzone,  Gianni,  Dina,  Maira,  Ragusa,  Cascio  S.,
  Savona, Lentini;

   numero  339   Istituzione del Parco dei Monti  Peloritani ,  degli
  onorevoli   Panarello,  Termine,  Marziano,  Ferrara,  Faraone,  Di
  Guardo, Di Giacomo;

   numero  340   Iniziative  a  tutela dei 47  lavoratori  licenziati
  dalla  società  SMA-AUCHAN a seguito della chiusura  dell'esercizio
  commerciale   sito   nel  quartiere  Brancaccio   di   Palermo    ,
  dell'onorevole Savona;

   numero.  341   Assimilazione del corrispettivo del presidente  dei
  consorzi  ASI  a  quello spettante al presidente   degli   I.A.C.P.
  della Regione  , dell'onorevole Gianni;

   numero  342   Interventi per scongiurare la chiusura dell'Ospedale
  di Augusta (SR) , dell'onorevole Gianni;

   numero  343  Applicazione del principio di pari opportunità  nelle
  società a partecipazione regionale , dell'onorevole Gianni;

   numero   344    Iniziative  a  favore  dei  lavoratori   forestali
  antincendio , degli onorevoli Oddo, Cracolici ed altri;

   numero  345   Istituzione dell'Osservatorio permanente criminalità
  organizzata , dell'onorevole Gianni;

   numero  346   Conversione a tempo indeterminato  del  rapporto  di
  lavoro dei contrattisti ricorrenti di riscossione Sicilia s.p.a.  e
  SERIT  Sicilia s.p.a. , degli onorevoli Apprendi, Panepinto,  Raia,
  Faraone e Marinello;

   numero  347   Finanziamento della spesa per le retribuzioni  degli
  anni  pregressi non ancora erogate al personale delle IPAB ,  degli
  onorevoli Corona e altri;

   numero   348    Valorizzazione  della  filiera   di   allevamento,
  macellazione  e  vendita  della  vacca  cinisara' ,  dell'onorevole
  Apprendi;

   numero   349    Valorizzazione  della  filiera   di   allevamento,
  macellazione  e  vendita  della   capra  maurina' ,  dell'onorevole
  Apprendi;

   numero  350  Potenziamento dell'assistenza domiciliare nel settore
  della salute mentale , dell'onorevole Apprendi;

   numero  351   Emanazione  del  decreto  di  nomina  del  consiglio
  regionale per i beni culturali , dell'onorevole Apprendi;

   numero 352  Impiego esclusivo con contratto di lavoro dei soggetti
  di cui all'articolo 2, comma 6, della legge regionale n. 4 del 2006
  per  lo  svolgimento di attività di interesse pubblico e  sociale ,
  degli onorevoli Cintola  e Vitrano;

   numero  353   Destinazione  di adeguate  risorse  per  il  rinnovo
  contrattuale dei dipendenti del CIAPI , a firma Lupo ed altri;

   numero  354  Utilizzazione dell'apposito stanziamento di  bilancio
  per  il completamento delle opere già avviate nel settore sanitario
  in Burundi ,  a firma Lupo;

   numero  355  Iniziative a favore dei lavoratori precari  di  varie
  categorie , a firma Dina, Vitrano, caronia, Greco, Mineo, Campagna;

   numero  356   Obbligo  di avvalersi del personale  già  utilizzato
  nell'ambito  di  precedenti affidamenti  di  almeno  tre  anni  per
  l'affidamento di appalti di lavoro, servizi o forniture  funzionali
  all'esercizio delle attività istituzionali da parte dei consorzi di
  bonifica , degli onorevoli  Gianni, Bonomo, Vinciullo, Mancuso;

   numero  357   Destinazione di risorse a favore  delle  imprese  di
  pesca  di  cui all'allegato A del decreto dirigenziale 22  dicembre
  2004 ,  degli onorevoli Marinello, Cracolici, Panepinto,  Apprendi,
  Faraone. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  Regolamento (CE) n. 288 della Commissione del 7  aprile  2009,
  recante  modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1234/2007
  del Consiglio, prevede il finanziamento del programma 'Frutta nelle
  scuole',   finalizzato   a  sostenere  il   consumo   di   prodotti
  ortofrutticoli mediante la distribuzione ai bambini, negli istituti
  scolastici,   di   frutta,   verdura  e   prodotti   ortofrutticoli
  trasformati;

   tale   programma,  voluto  dalla  Commissione  europea,  è   stato
  recepito,  immediatamente  e con lo stesso  spirito,  dal  Ministro
  dell'istruzione,  dell'università e  della  ricerca,  dal  Ministro
  delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Ministro  del
  lavoro  e delle politiche sociali e dal Ministro della salute,  che
  ne  hanno  condiviso  totalmente la motivazione  in  considerazione
  dello scarso consumo di frutta e verdura da parte dei bambini;

   preso atto che:

   i  principali  errori alimentari dei più giovani sono  individuati
  nell'assunzione  eccessiva di alimenti di provenienza  animale,  di
  dolciumi,   nell'alimentazione  monotona  e  non   sufficientemente
  variata e nel consumo di bevande gassose;

   il  programma  di distribuzione gratuita di frutta  nelle  scuole,
  interamente  finanziato,  è stato realizzato  dal  Ministero  delle
  politiche  agricole,  alimentari e forestali  in  sinergia  con  le
  Regioni  e  le Province autonome, con la condivisione del Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Ministero del
  lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute;

   il  programma  attivato ha coinvolto oltre 700.000  bambini  delle
  scuole primarie;

   la  distribuzione  del  prodotto è stata curata  direttamente  dal
  soggetto  aggiudicatario  del bando di  gara  in  accordo  con  gli
  istituti scolastici;

   per  quanto  riguarda la seconda annualità del  programma  'Frutta
  nelle   scuole',  il  direttore  generale  dell'Ufficio  scolastico
  regionale,  con  nota  del  2 marzo 2010,  ha  invitato  le  scuole
  siciliane ad aderire alla seconda fase del progetto;

   Atteso  che,  secondo  quanto  lamentato  dalle  associazioni   di
  categoria,   sarebbe   stata   utilizzata   frutta,    verdura    e
  ortofrutticoli provenienti dalla Puglia e non, invece, come sarebbe
  stato   logico   e   conseguenziale,  dalla   Sicilia,   anche   in
  considerazione  della gravissima situazione che  sta  attraversando
  l'agricoltura siciliana, giunta ormai al capolinea,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte  le procedure consentite dalla  legge  perché,
  nella  seconda  annualità  del  programma  'Frutta  nelle  scuole',
  vengano utilizzati prodotti di qualità certificata (D.O.P., I.G.P.,
  biologici) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata
  certificata, impiantati e coltivati in Sicilia». (314)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che,  nella provincia di Palermo, è stato costituito  il
  Consorzio  'Sviluppo e legalità', composto dai Comuni di  Monreale,
  Altofonte, Corleone, Roccamena, Piana degli Albanesi, San  Giuseppe
  Jato,  San  Cipirrello, Camporeale, che gestisce i beni  confiscati
  alla mafia nei territorio di detto comprensorio;

   Considerato  che il suddetto Consorzio pubblico è  divenuto  negli
  anni  progetto  pilota  del  Ministero dell'interno  in  quanto  ha
  dimostrato particolare attivismo e capacità nel gestire e  affidare
  i  beni  confiscati  alla  mafia, ed ha  consentito  a  ben  cinque
  cooperative giovanili di potere creare sviluppo economico  e  nuova
  occupazione nelle terre confiscate alla mafia;

   Atteso  che era stato chiesto dal Presidente del Consorzio  all'ex
  Assessorato  regionale della famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie   locali   un  contributo  per  sostenere   le   finalità
  istituzionali dell'Ente pubblico;

   Considerato che:

   sino  ad  oggi l'attuale Assessore per le autonomie  locali  e  la
  funzione   pubblica   non  ha  concesso  il   contributo   chiesto,
  determinando   di   fatto   grande   difficoltà   nella    gestione
  dell'importantissima  attività  del  Consorzio,  che   rischia   di
  paralizzarne le finalità, con grave danno per la prosecuzione della
  gestione   dei   beni   confiscati,  che   oggi   rappresenta   una
  straordinaria attività antimafia;

   ancora  che,  con l'articolo 39 della legge regionale 23  dicembre
  2002, n. 23, è stato disposto, tra l'altro, che, a decorrere dall'1
  gennaio  2003, alla realizzazione del Piano regionale  dell'offerta
  formativa  (PROF) si provvedesse con le modalità  previste  per  le
  attività cofinanziate dal Fondo sociale europeo,

                   impegna il Governo della Regione
     e per esso l'Assessore per le autonomie locali e la funzione
                               pubblica

   a  concedere un contributo al Consorzio 'Sviluppo e legalità'  per
  consentire   la  prosecuzione  dell'importante  attività   pubblica
  antimafia». (315)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   da anni gli ex lavoratori della Pumex di Lipari (ME) vivono in una
  condizione di drammatica precarietà ed esattamente da quando -  per
  rispettare  la  direttiva per la salvaguardia  paesaggistica  delle
  isole   Eolie   imposta  dall'UNESCO  a  seguito   dell'inserimento
  dell'arcipelago  delle  Eolie nella lista  dei  beni  paesaggistici
  dell'umanità  - si decise la chiusura della società in  cui  questi
  lavoratori erano produttivamente impegnati;

   l'inserimento fra i beni paesaggistici dell'umanità avrebbe dovuto
  arrecare all'isola di Lipari benessere e prosperità, e che  invece,
  ai  lavoratori  della Pumex, contrariamente a quanto  si  era  loro
  prospettato in merito ad un'immediata ricollocazione lavorativa, ha
  determinato sinora solo il drammatico stato di disoccupazione;

   da 9 giorni gli ex lavoratori della Pumex, tutti monoreddito e ben
  lontani dalla possibilità di avere un trattamento pensionistico, in
  preda  alla  disperazione, attuano lo sciopero  della  fame  e  che
  alcuni  di loro, colti da malore, sono stati ricoverati di  urgenza
  in ospedale;

   in  data  odierna,  38 di loro per protesta hanno  occupato  anche
  l'Aula   del   Consiglio  comunale  di  Lipari,   rivendicando   il
  reinserimento   lavorativo   in   un   prospettato   progetto    di
  riconversione dell'area di estrazione della pomice, promesso e  non
  mantenuto dalle istituzioni locali, regionali e nazionali;

   Atteso  che  sulla  vertenza lavoratori  Pumex  le  organizzazioni
  sindacali hanno sollecitato un incontro urgente con l'Assessore per
  la famiglia, le politiche sociali e il lavoro al fine di affrontare
  in  maniera costruttiva e definitiva l'annosa questione, attraverso
  l'istituzione  di un tavolo specifico, finalizzato al reinserimento
  occupazionale di tutti i lavoratori interessati,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  tutte le iniziative  necessarie,  anche  nei
  confronti   del   Governo  nazionale,  ai  fini  dell'indifferibile
  riconversione  dell'area  di estrazione  della  pomice  di  Lipari,
  ristabilendo  in  tal modo le condizioni per il rilancio  economico
  del  territorio nonché per il reinserimento lavorativo  dei  50  ex
  lavoratori della Pumex». (316)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che l'articolo 1 della legge regionale 16 dicembre  2008,
  n. 23, autorizza l'ex Assessorato dell'industria, oggi dipartimento
  regionale delle attività produttive, ad attivare, anche nell'ambito
  degli  obiettivi  specifici  5.1 e  7.1  del  P.O.  FESR  2007-2013
  approvato  dalla Commissione europea con Decisione n. C(2007)  4249
  del  7  settembre  2007, un regime di aiuti  agli  investimenti  di
  qualità  per  i  programmi e le tipologie di  investimenti  di  cui
  all'articolo 12, lettera a) del Regolamento (CE) n. 800/2008  della
  Commissione del 6 agosto 2008, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
  dell'Unione  europea, serie L 214 del 9 agosto  2008,  promossi  da
  piccole e medie imprese del settore industriale e dei servizi;

   Premesso  inoltre  che  l'articolo  59,  secondo  paragrafo,   del
  Regolamento (CE) n. 1083/2006 così recita:

   'Designazione delle autorità
   1. Per ciascun programma operativo, lo Stato membro designa:
   a)  un'autorità di gestione: un'autorità pubblica o  un  organismo
  pubblico o privato, nazionale, regionale o locale, designato  dallo
  Stato membro per gestire il programma operativo;
   b)  un'autorità  di  certificazione:  un'autorità  pubblica  o  un
  organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, designato  dallo
  Stato membro per certificare le dichiarazioni di spesa e le domande
  di pagamento prima del loro invio alla Commissione;
   c)  un'autorità  di  audit: un'autorità pubblica  o  un  organismo
  pubblico,    nazionale,   regionale   o   locale,    funzionalmente
  indipendente   dall'autorità  di  gestione   e   dall'autorità   di
  certificazione, designato dallo Stato membro per ciascun  programma
  operativo e responsabile della verifica dell'efficace funzionamento
  del sistema di gestione e di controllo.
   La  stessa  autorità può essere designata per più di un  programma
  operativo.
   2. Lo Stato membro può designare uno o più organismi intermedi per
  svolgere  una  parte  o  la totalità dei compiti  dell'autorità  di
  gestione  o  di  certificazione, sotto la responsabilità  di  detta
  autorità.
   3.  Lo  Stato  membro definisce le norme che disciplinano  le  sue
  relazioni  con le autorità di cui al paragrafo 1 e le relazioni  di
  queste con la Commissione.
   Fatte  salve  le disposizioni del presente regolamento,  lo  Stato
  membro stabilisce le relazioni reciproche tra le autorità di cui al
  paragrafo  1, che svolgono i propri compiti nel pieno rispetto  dei
  sistemi  istituzionali, giuridici e finanziari dello  Stato  membro
  interessato.
   4.  Fatto  salvo  l'articolo 58, lettera b),  alcune  o  tutte  le
  autorità  di  cui al paragrafo 1 possono essere parte dello  stesso
  organismo.
   5.  Norme  specifiche  in  materia di gestione  e  controllo  sono
  previste   dal  regolamento  (CE)  n.  1080/2006  per  i  programmi
  operativi  nell'ambito  dell'obiettivo  'Cooperazione  territoriale
  europea'.
   6.  La  Commissione  adotta  le  modalità  di  applicazione  degli
  articoli, 60, 61 e 62 secondo la procedura di cui all'articolo 103,
  paragrafo 3.';

   Considerato  che  la  legge regionale 23 dicembre  2.000,  n.  32,
  all'articolo  185,  comma 5, così recita:  '5.  ferma  restando  la
  concessione  da  parte del soggetto competente, per lo  svolgimento
  dell'attività   istruttoria  o  erogazione,  tenuto   conto   della
  complessità  degli  adempimenti di  natura  tecnica  o  gestionale,
  possono  essere stipulate convenzioni, le cui obbligazioni sono  di
  natura  privatistica, con società o enti in possesso dei  necessari
  requisiti  tecnici, organizzativi e di terzietà in  relazione  allo
  svolgimento  delle  predette  attività,  selezionate   tramite   le
  procedure di gara previste dal decreto legislativo 12 aprile  2006,
  n. 163...';

   Ritenuto  che  i  compiti  da affidare al soggetto  aggiudicatario
  (informazione  e  comunicazione,  ricezione  ed  istruttoria  delle
  domande   di   agevolazione,  erogazione   delle   agevolazioni   e
  monitoraggio  dello  stato di avanzamento del programma,  controllo
  dei  requisiti e degli obblighi e relazione finale) sono certamente
  fondamentali per lo sviluppo di tutte le attività produttive future
  nel territorio della Regione;

   Accertato che, al comma 2 dell'articolo 59, secondo paragrafo, del
  regolamento  (CE)  n.  1083/2006 si da la  possibilità  allo  Stato
  membro di designare uno o più organismi intermedi per svolgere  una
  parte  o  la  totalità dei compiti dell'autorità di gestione  o  di
  certificazione,

   Ritenuta concettualmente errata l'assegnazione di detti compiti ad
  un  solo  ente  o  società,  in quanto non  gioverebbe  al  miglior
  controllo;

   Valutato  che  sono presenti in Sicilia diversi Gruppi  di  azione
  locali   (GAL)   costituiti  in  applicazione   dei   principi   di
  sussidiarietà,  partenariato e complementarietà, che  governano  la
  politica  comunitaria  di  coesione, che  sono  soggetti  giuridici
  rappresentativi degli interessi collettivi, partecipati dagli  enti
  locali  ed operano quali agenzie di sviluppo svolgendo una missione
  pubblica;

   Ritenuto  inoltre  che i GAL sono degli strumenti  attraverso  cui
  realizzare,  con  maggiore efficacia, programmi  integrati  per  lo
  sviluppo  dei  loro  territori, col più ampio  decentramento  della
  gestione dei fondi europei sia per azioni pubbliche che per  azioni
  di  aiuto, e pertanto possono essere designati dall'Amministrazione
  regionale 'Organismi Intermedi',

                   impegna il Governo della Regione

   a  designare i GAL regionali 'Organismi Intermedi' ed a procedere,
  a  norma  del  decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.  163,  alla
  selezione  tramite  le procedure di gara delle 'autorità'  previste
  dall'articolo 59 del Regolamento (CE) n. 1083/2006». (317)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'art.  1  del  DPR n. 635 del 1975, recante norme  di  attuazione
  dello  Statuto  della Regione siciliana in materia di  accademie  e
  biblioteche, stabilisce che 'l'Amministrazione regionale  esercita,
  nel  territorio  della  Regione siciliana,  le  attribuzioni  degli
  organi  centrali e periferici dello Stato in materia di biblioteche
  ed accademie';

   l'esercizio    di   tale   competenza   esclusiva,    riconosciuta
  statutariamente alla Regione, ha dato vita, nel corso del tempo, ad
  importanti   atti   normativi   volti   a   garantire   un'adeguata
  valorizzazione    ed   un'effettiva   fruizione    del    materiale
  bibliografico esistente nel territorio;

   così,  solo per citare alcuni esempi rappresentativi,  la  l.r.  1
  agosto  1977,  n.  80,  ha provveduto ad istituire  le  Biblioteche
  regionali  di Palermo - Biblioteca centrale della Regione siciliana
  -  Catania e Messina - Biblioteche prevalentemente universitarie  -
  allo  scopo,  non  soltanto di dar vita ad istituti  regionali  che
  garantissero  un  naturale  rapporto  di  interlocuzione   con   le
  equivalenti  biblioteche  presenti nel  territorio  nazionale,  ma,
  soprattutto,  per  la Biblioteca centrale della  Regione  siciliana
  (Palermo),  per  'acquisire il materiale  bibliografico  necessario
  allo  sviluppo  della ricerca e della cultura nel territorio  della
  Regione' (art. 18, lett. c);

   nel  solco  di  tale  legge si inserisce  la  successiva  l.r.  17
  febbraio  1987, n. 3 che, in occasione della celebrazione  del  50
  anniversario  della  morte  di  Luigi  Pirandello,  istituisce   la
  Biblioteca - Museo regionale di Agrigento, attribuendole il compito
  di  valorizzare e divulgare la documentazione bibliografica  e  non
  solo  del  noto  drammaturgo siciliano. Quest'ultimo  provvedimento
  legislativo,  in  modo forse più evidente del precedente,  dimostra
  come  la  Regione abbia considerato l'istituzione di una biblioteca
  un  importante  strumento di valorizzazione delle radici  culturali
  regionali  che,  attraverso la conservazione di preziosi  materiali
  documentali, offre ai siciliani e all'umanità intera un  patrimonio
  di conoscenze di inestimabile valore;

   Considerato che:

   i capitoli di spesa, predisposti nel bilancio regionale e relativi
  agli  stanziamenti  a  favore  delle biblioteche  regionali,  hanno
  subito nel corso degli ultimi anni significative riduzioni, fino  a
  raggiungere   con  riferimento  alle  previsioni  per   l'esercizio
  finanziario  2010, un'erosione complessiva di oltre  1  milione  di
  euro;

   i  tagli  operati  alle spese riferibili al sistema  bibliotecario
  regionale    risultano    incoerenti    rispetto    agli    impegni
  statutariamente attributi all'Amministrazione regionale, poiché non
  consentono    nemmeno   l'essenziale,   periodica    attività    di
  conservazione e restauro volta ad impedire il deterioramento  delle
  pubblicazioni, mortificando i nobili intenti di salvaguardia  della
  nostra   identità   culturale  attraverso  la   conoscenza   e   la
  divulgazione  di  memorie  altrimenti  esposte  ad  una  definitiva
  cancellazione;

   Ritenuto  ormai imprescindibile un impegno concreto da  parte  del
  Governo  regionale  in  direzione  di  un  piano  straordinario  di
  interventi  volti  a  modernizzare la gestione  e  fruizione  delle
  biblioteche regionali, oggi più che mai auspicato da tutto il mondo
  accademico  regionale  e nazionale in un documento  che  sintetizza
  tutte   le   preoccupazioni  circa  il   grave   atteggiamento   di
  disinteresse mostrato attraverso i tagli operati,

                   impegna il Governo della Regione

   a  predisporre  con urgenza un'apposita iniziativa legislativa  di
  riorganizzazione del sistema bibliotecario regionale, garantendo un
  effettivo  sostegno  economico che  favorisca  lo  sviluppo  di  un
  servizio  pubblico  essenziale, rivolto, per usare  le  parole  del
  Manifesto  UNESCO, al libero accesso alla conoscenza, al  pensiero,
  alla  cultura  e  all'informazione, condizioni  essenziali  per  lo
  sviluppo della democrazia». (318)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   per  la  data  del  24  agosto 2010 è  prevista  la  scadenza  del
  contratto  con  la  compagnia aerea Meridiana per  il  servizio  di
  collegamento aereo delle tratte sociali di Lampedusa e  Pantelleria
  con gli aeroporti di Palermo, Trapani e Catania;

   nonostante  l'imminente scadenza, ad oggi non è  stata  intrapresa
  alcuna  iniziativa  per  il  rinnovo  del  contratto  o  per  altre
  soluzioni finalizzate a garantire il servizio di collegamento aereo
  con le predette isole minori;

   Considerato  che  il  mancato  rinnovo  del  contratto  comporterà
  l'interruzione dei collegamenti 'da e per' Lampedusa e  Pantelleria
  con  conseguenti irreparabili danni di natura economica e  sociale.
  Infatti,  l'interruzione dei collegamenti  priverà  i  residenti  e
  l'intera  comunità,  del diritto alla mobilità ed  alla  continuità
  territoriale;  oltre  alla gravissima conseguenza,  in  termini  di
  danno  economico,  per  le  attività  commerciali,  turistiche   ed
  agricole presenti nel territorio;

   Ritenuto che:

   il  mancato rinnovo del contratto o la mancata adozione  di  altre
  soluzioni necessarie per garantire il mantenimento dei collegamenti
  provoca  un inammissibile isolamento della comunità e provocherebbe
  ingenti   danni  di  natura  economica  per  le  realtà  produttive
  esistenti;

   l'interruzione  del  servizio viola  il  diritto  alla  continuità
  territoriale ed alla mobilità,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   adottare  gli  opportuni  provvedimenti  ed  interventi   per
  garantire il servizio di collegamento aereo delle tratte sociali di
  Lampedusa e Pantelleria;

   a  chiedere l'immediata convocazione di una conferenza di  servizi
  con  le  competenti autorità del Governo nazionale presso  le  loro
  sedi di Roma». (319)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   in  data  21 aprile 2005 l'Assessorato regionale Sanità notificava
  all'Azienda  ospedaliera Papardo di Messina  un  finanziamento  del
  Ministero  della Salute di euro 30.987.413,95 per la  realizzazione
  di  un  Centro  di eccellenza oncologico nell'ambito  del  presidio
  ospedaliero Papardo di Messina;

   in  una seconda fase, detto finanziamento, a seguito di Accordo di
  programma  Stato  - Regioni, è stato incrementato ulteriormente  di
  euro  10.000.000,00 determinando, pertanto, un complessivo di  euro
  41.000.000,00 circa;

   con  la  realizzazione  di  tale importante  progetto  è  prevista
  l'istituzione di n. 173 posti letto;

   Considerato che:

   i  lavori, ad oggi, risultano in corso di realizzazione e prossimi
  al  loro  completamento.  L'articolo 23 della  legge  regionale  14
  aprile  2009,  n  5, 'Norme per il riordino del Servizio  sanitario
  regionale'   dispone   lo   scioglimento   delle   tre   Fondazioni
  destinatarie  delle strutture, in particolare: Fondazione  Gesualdo
  Clementi  di Catania - Centro di eccellenza ortopedico,  Fondazione
  Michele   Gerbasi  di  Palermo  -  Centro  di  Eccellenza   materno
  infantile,  Fondazione  Saverio D'Aquino di  Messina  -  Centro  di
  eccellenza   oncologico.  All'art.  23,   comma   2,   proprio   in
  considerazione  del  fatto che, i lavori del Centro  di  eccellenza
  oncologico di Messina risultavano in corso di realizzazione,  si  è
  così  normato:  'il  Centro di eccellenza oncologico  di  cui  alla
  Fondazione 'Saverio D'Aquino' di Messina, in ogni caso, deve essere
  attivato nella città di Messina';

   il D.A. n. 0748/1C a firma dell'Assessore regionale per la salute,
  dott.   Massimo  Russo,  quantifica  il  numero  dei  posti   letto
  nell'Azienda ospedaliera Papardo Piemonte in n. 495 posti letto, di
  cui  435  ordinari e 60 in 'day hospital'. Nel decreto nessun  dato
  numerico né di tipologia di discipline conduce all'istituzione  del
  Centro  di  eccellenza oncologico, né viene citata  in  alcun  modo
  l'esistenza  del  finanziamento del Ministero e lo  svolgimento  in
  atto dei lavori relativi alla realizzazione della struttura;

   Ritenuto che:

   i  lavori  in  corso  per il Centro oncologico  presso  l'ospedale
  Papardo  di  Messina  ed  i  relativi  posti  letto  non  risultano
  individuati   nella  rete  ospedaliera  siciliana,  mettendo   così
  l'opinione  pubblica  nelle  condizioni  di  dubitare  sulla  reale
  destinazione  dei finanziamenti, in quanto l'originaria  previsione
  non viene citata nel decreto né rispettata nei fatti;

   tale  disattenzione,  nel caso in cui non  venisse  regolarizzata,
  potrebbe  dare  adito  a  profili  di  illegittimità  giuridica   e
  contabile.  In  particolare,  si  evidenzia  il  mancato   rispetto
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 5 del 2009 ed il relativo
  danno   erariale   provocato.   Infatti,   la   destinazione    del
  finanziamento  ministeriale  è  vincolata  alla  realizzazione  del
  Centro  oncologico di eccellenza al P.O. dell'ospedale  Papardo  di
  Messina e non ad altre destinazioni;

   nel  mese di aprile 2010, l'Assessore regionale Russo, con lettera
  inviata  al Direttore del servizio 3 - Infrastrutture, e da  questi
  successivamente   inviata   al  Direttore   generale   dell'Azienda
  ospedaliera Papardo - Piemonte, disponeva che i lavori  del  Centro
  oncologico  venissero completati in coerenza con  la  rimodulazione
  della  rete ospedaliera di cui sopra. Se ne desume, pertanto,  che,
  non  essendo  previsti nel decreto della rete  ospedaliera  Azienda
  Papardo   -  Piemonte  i  posti  letto  e  le  discipline  inerenti
  all'oncologia,  con  tale  direttiva si intendono  disapplicare  le
  previsioni iniziali riguardanti il Centro oncologico ed i  relativi
  173 posti letto in più che la sua istituzione comporterebbe,

    impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
                                salute

   a   rispettare   la   destinazione  vincolata  del   finanziamento
  ministeriale  che  prevede l'istituzione del Centro  di  eccellenza
  oncologico nel P.O. Papardo di Messina;

   a  modificare il decreto n. 0748/1C nella parte in cui non prevede
  alcun   riferimento  in  ordine  alla  disciplina  del  Centro   di
  eccellenza oncologico previsto per l'Azienda Papardo - Piemonte,  e
  dei  173  posti  letto  da  incrementare, così  come  previsto  nel
  progetto i cui lavori sono in corso di realizzazione». (320)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che il dirigente generale del Dipartimento regionale  dei
  Beni culturali e ambientali, educazione permanente, architettura  e
  arte  contemporanea, con decreto n. 8470 del 4  dicembre  2009,  ha
  adottato  il  Piano paesaggistico dell'Ambito 9 (Area della  catena
  settentrionale  -  Monti  Peloritani della provincia  di  Messina),
  disponendone  la pubblicazione per novanta giorni, unitamente  agli
  elaborati  grafici,  alle  schede,  alle  relazioni  e  ai   regimi
  normativi   degli  albi  pretori  dei  tanti  comuni   interessati,
  prevedendo  che,  nei  trenta  giorni  successivi  al  periodo   di
  pubblicazione,  i Comuni, la Provincia regionale,  le  associazioni
  portatrici  di  interessi  diffusi  e  tutti  gli  altri   soggetti
  potessero presentare osservazioni e documenti;

   Ritenuto  che la redazione del Piano paesaggistico rappresenta  un
  evento di straordinaria importanza per la città di Messina e la sua
  provincia,  per  la tutela e conservazione delle aree  di  maggiore
  pregio  ambientale  e paesaggistico, per migliorare  i  livelli  di
  sicurezza  nel  territorio  e per porre  in  essere  più  opportune
  politiche  di difesa del suolo, costituendo una concreta  occasione
  per  avviare  una riqualificazione ambientale, prima,  e  culturale
  poi;

   Considerato che:

   il Piano paesaggistico è adottato in attuazione di quanto previsto
  dal  codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al d.lgs.  22
  gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche e integrazioni;

   il  codice  prevede che i beni paesaggistici di notevole interesse
  pubblico  debbano  essere individuati nei modi e  termini  previsti
  dagli  articoli 136 e seguenti del codice, per cui,  individuati  i
  beni  e  rispettata la procedura nei confronti sia dei privati  che
  delle   istituzioni  interessate,  viene  dichiarato  il   notevole
  interesse  pubblico  dei  beni, le  relative  misure  di  tutela  e
  l'imposizione dei vincoli;

   non pare che tutti gli adempimenti connessi all'individuazione dei
  beni  paesaggistici  siano  stati  correttamente  posti  in  essere
  preventivamente all'adozione del Piano paesaggistico adottato, così
  come previsto per legge;

   il  mancato  rispetto  di tale procedura potrebbe  determinare  un
  grave danno economico per la Regione e per i Comuni all'interno dei
  quali ricadono tali beni, stante i vincoli imposti dal Piano  e  il
  mancato rispetto delle procedure;

   Tenuto conto che:

   il  d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, concernente la disciplina  della
  Valutazione  ambientale strategica, ha introdotto  l'obbligatorietà
  delle  procedure  valutative per tutti i piani e  i  programmi  che
  possono  avere  effetti significativi sull'ambiente, la  cosiddetta
  VAS;

   non  si  ritiene  sia stata correttamente operata  la  Valutazione
  ambientale     strategica,    che    consiste     nell'integrazione
  dell'interesse  ambientale  con gli interessi  socio-economici  che
  determinano piani e politiche: prova ne è che l'adozione del  Piano
  paesaggistico  non  tiene  in  alcun  conto  e  non  contempera  le
  programmazioni  e  le  iniziative in corso, siano  esse  di  natura
  pubblica  o  privata sebbene conformi alle pianificazioni  vigenti,
  sia  che  si  tratti  di  aree portuali esistenti  o  in  corso  di
  progettazione  che  di interventi all'interno dei  piani  attuativi
  pubblici già deliberati o già consegnati;

   Nelle  more dell'approvazione del Piano paesaggistico -  Ambito  9
  adottato,

                  impegna il Presidente della Regione

   a rivedere le procedure poste in essere;

   ad  adottare ogni opportuna iniziativa utile al fine di  coniugare
  le esigenze di tutela dell'ambiente con le legittime aspettative di
  sviluppo dei comuni interessati, rivieraschi e non;

   a  far sì che il Piano paesaggistico costituisca una direttiva cui
  adeguarsi  e non un ostacolo allo sviluppo, in un'ottica di  tutela
  del   paesaggio   non  solo  vincolistica,  ma   al   contempo   di
  riqualificazione,     riutilizzazione,   riordino,    restauro    e
  valorizzazione dello stesso». (321)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  consiglio  di  amministrazione della Cassa  regionale  per  il
  credito  alle  imprese artigiane (CRIAS) è nominato dal  Presidente
  della  Regione,  che provvede con proprio decreto, previa  delibera
  della   Giunta   regionale,  adottata  su  proposta  dell'Assessore
  regionale  per  la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la
  pesca, secondo l'articolo 10 della l.r. 14 settembre 1979, n. 212;

   il  Presidente  della  CRIAS, acquisito  con  grande  tempestività
  l'avviso  del  Servizio  vigilanza enti dell'Assessorato  regionale
  della  cooperazione, del commercio, artigianato e pesca,  il  quale
  avrebbe ritenuto che 'la problematica posta in evidenza (...) possa
  essere ricondotta fra le cause di cui all'art. 16 della l.r. n. 212
  del  14/09/1979',  con nota prot. n.19408 del 28  luglio  2009,  ha
  dichiarato  decaduto l'avvocato Giuseppe Corvaja  dalla  carica  di
  componente  del  consiglio  di amministrazione  dell'ente  per  una
  presunta  incompatibilità con la carica di Assessore del Comune  di
  Messina ai sensi del predetto art. 16 della citata l.r. n. 212  del
  1979;

   l'articolo 17 della successiva l.r. 24 giugno 1986, n. 31, che nel
  titolo   II   realizza  un  quadro  unitario   delle   ipotesi   di
  ineleggibilità ed incompatibilità, ha espressamente abrogato 'tutte
  le  norme  in  contrasto  con gli articoli  del  presente  titolo',
  comprese  quindi anche le disposizioni della l.r. n. 212  del  1979
  ove contrastanti;

   la   l.r.  20  giugno  1997,  n.  19  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  riguardante criteri per le nomine e designazioni  di
  competenza  regionale, all'art. 5 - Incompatibilità e  limiti  agli
  incarichi (sostitutivo dell'articolo 3 della l.r. 28 marzo 1995, n.
  22)  prevede che, nel caso di conflitti d'interesse o di  cause  di
  incompatibilità   verificatesi   successivamente     all'assunzione
  dell'incarico,  'il presidente dell' organo che ha provveduto  alla
  nomina o designazione, accertata anche d'ufficio la sussistenza del
  conflitto  di  interesse  o della causa di incompatibilità,  invita
  l'interessato a farli cessare entro 10 giorni dal ricevimento della
  relativa  comunicazione;  trascorso inutilmente  tale  termine,  l'
  organo   competente  dichiara,  con  provvedimento   motivato,   la
  decadenza del soggetto dalla carica ricoperta.';

   la  predetta dichiarazione di decadenza, a mezzo di una non meglio
  qualificata  nota  del  presidente  della  CRIAS,  appare  viziata,
  quindi, non soltanto per carenza dei presupposti di legge, ma anche
  per  difetto  di  competenza  ed eccesso  di  potere,  essendo  ciò
  riservato per legge solo a quei soggetti che hanno provveduto  alla
  nomina  o  designazione, ossia all'ex Assessorato  regionale  della
  cooperazione, del commercio,dell'artigianato e della  pesca  ed  al
  Presidente della Regione;

   Rilevato altresì che:

   il comma 729 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
  legge  finanziaria dello Stato per il 2007, ha stabilito  che:  'Il
  numero  complessivo di componenti del consiglio di  amministrazione
  delle società partecipate totalmente anche in via indiretta da enti
  locali,  non  può essere superiore a tre, ovvero a  cinque  per  le
  società   con  capitale,  interamente  versato,  pari  o  superiore
  all'importo  che  sarà determinato con decreto del  Presidente  del
  Consiglio  dei  ministri su proposta del Ministro  per  gli  affari
  regionali  e  le  autonomie  locali, di concerto  con  il  Ministro
  dell'interno  e  con  il Ministro dell'economia  e  delle  finanze,
  sentita  la  Conferenza Stato-città e autonomie locali,  entro  sei
  mesi  dalla  data di entrata in vigore della presente legge.  Nelle
  società  miste  il  numero massimo di componenti del  consiglio  di
  amministrazione designati dai soci pubblici locali comprendendo nel
  numero  anche quelli eventualmente designati dalle regioni non  può
  essere  superiore a cinque. Le società adeguano i propri statuti  e
  gli  eventuali  patti  parasociali entro tre mesi  dall'entrata  in
  vigore  del  citato  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
  Ministri.';

   in  linea con quanto stabilito dalla predetta normativa nazionale,
  con  D.P.Reg.  5  marzo 2007, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  n.  13 del 23 marzo 2007, la Regione  siciliana  ha
  ridotto   il   numero  massimo  dei  componenti  dei  consigli   di
  amministrazione degli enti e delle società regionali, fissandolo  a
  cinque per le società regionali il cui capitale versato sia pari  o
  superiore a 750 mila euro ed a tre nel caso di enti strumentali;

   nonostante  la  riduzione a cinque del numero dei  componenti  dei
  c.d.a.  rappresenti un tassativo obbligo di legge che  non  ammette
  deroghe, essendo tutte le Regioni e le Province autonome di  Trento
  e  di  Bolzano  obbligate  a  corrispondere  ad  un  'principio  di
  coordinamento  della  finanza pubblica' con  immediatezza  e  senza
  alcun  indugio, il c.d.a. della CRIAS risulta tuttora  composto  da
  una  pletora  di soggetti: il presidente, quattro esperti,  quattro
  rappresentanti designati dalle associazioni regionali di  categoria
  e   tre   rappresentanti,  con  voto  consultivo,  delle   maggiori
  organizzazioni sindacali dei lavoratori designati dalle medesime;

   Considerato  infine che da ben due anni si protrae  in  seno  alla
  CRIAS  l'anomala situazione della vacanza di un legittimo direttore
  generale  e  della  reggenza  di  un facente  funzioni,  nonostante
  l'obbligo  del consiglio di amministrazione, tuttora disatteso,  di
  provvedere, come stabilito dall'art. 11 della l.r. n. 212 del 1979,
  alla sua nomina, a seguito di pubblico concorso per titoli,

                  impegna il Presidente della Regione
           e per esso l'Assessore per le attività produttive

   ad  annullare  l'illegittimo provvedimento  del  presidente  della
  CRIAS  di  declaratoria di decadenza ed a reintegrare  con  effetti
  immediati l'avvocato Giuseppe Corvaja nel ruolo e nelle funzioni di
  componente il relativo c.d.a.;

   ad  azzerare  successivamente il c.d.a. della  CRIAS  riducendo  a
  cinque  il  numero dei componenti, adeguandone così composizione  e
  funzionamento  alle  vigenti  disposizioni  normative  nazionali  e
  regionali;

   a  ripristinare la normale funzionalità degli organi  di  gestione
  dell'ente mediante la nomina di un dirigente generale a seguito  di
  pubblico concorso, sollevando al contempo dall'incarico il  facente
  funzioni illegittimamente in carica da due anni». (322)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   è   ormai   di  tutta  evidenza  l'inutilità  della  sopravvivenza
  dell'Ente   Porto   di   Messina  che,   privo   della   necessaria
  legittimazione e titolarità, dovrebbe provvedere alla  gestione  di
  un punto franco, irrealizzabile nei termini indicati dalla legge n.
  11 del 1951;

   il  Governo  regionale non può permettersi uno  spreco  di  denaro
  pubblico  mantenendo  in vita enti improduttivi,  utili  solo  alle
  clientele  politiche, essendo la nomina del commissario liquidatore
  oltre che una scelta coraggiosa e impopolare, un obbligo morale  ed
  un  imperativo politico 'in un momento di forte crisi  economica  e
  finanziaria  che  ha riflessi negativi nel mondo della  produzione,
  con piccole e medie imprese che stanno chiudendo mettendo a rischio
  migliaia  di  posti  di  lavoro' come  riconosciuto  dall'Assessore
  regionale  competente, Marco Venturi, che lo ha definito  come  uno
  degli 'uno degli enti più inutili d'Italia';

   Ribadite le argomentazioni tutte a sostegno dell'ordine del giorno
  n.  272 'Riavvio delle procedure di scioglimento dell'Ente porto di
  Messina',  accettato dal Governo come raccomandazione nella  seduta
  n.  159  del 25 marzo 2010, con il quale si impegnava il Presidente
  della Regione ad adottare i provvedimenti conseguenti;

   Considerato che:

   durante  i lavori d'Aula del 10 febbraio 2010 il Presidente  della
  Regione ha chiesto di sospendere la trattazione del predetto ordine
  del giorno per approfondimenti tecnici;

   i ritardi e le remore frapposte rimettono al Governo della Regione
  le responsabilità politiche ed istituzionali del mancato recupero e
  dell'omessa  riqualificazione  dell'area  Falcata  della  città  di
  Messina;

   è  ormai  accertato che l'incredibile vicenda della  sopravvivenza
  dell'Ente  Porto di Messina, determinata dalle scelte  del  Governo
  Lombardo, rappresenta una palese anomalia istituzionale che ha  già
  prodotto  e  produce nuovi danni come, per citare  gli  esempi  più
  recenti,  la  sospensione di due gare relative a lavori  finanziati
  dall'Autorità   portuale  di  Messina  per  la  realizzazione   del
  terminale logistico nel molo Norimberga, quali il completamento  di
  infrastrutture  a  terra  e a mare, con  opere  di  allestimento  e
  funzionalizzazione delle aree a terra da consegnare alla Guardia di
  Finanza  -  importo finanziato euro 635.054,49  -  e  i  lavori  di
  manutenzione  straordinaria della via San Raineri  e  dei  relativi
  impianti - importo finanziato euro 2.750.086,26;

   Rilevato  altresì  che  il  commissario straordinario,  ragioniere
  Rosario  Madaudo - nominato a sorpresa dal Presidente della Regione
  al  posto  del  commissario liquidatore, in tal modo  disattendendo
  quanto  dallo  stesso  Presidente dichiarato nella  seduta  in  cui
  chiedeva  la  sospensione della trattazione per approfondimenti  al
  fine di riferire all'Assemblea - versa in un'evidente condizione di
  incompatibilità prevista dall'art. 5 della l.r. n. 19 del  1997  in
  quanto  componente  del  Consiglio della  Camera  di  Commercio  di
  Messina che detiene il 20 per cento delle azioni dell'Ente autonomo
  portuale,  incompatibilità  non  riscontrata  dalla  competente   I
  Commissione    legislativa   permanente   'Affari    istituzionali'
  dell'Assemblea regionale,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  revocare  con  urgenza  il Commissario straordinario  dell'Ente
  autonomo portuale di Messina;

   a  ripristinare il precedente percorso di scioglimento  dell'Ente,
  già avviato dall'Assessore Venturi». (323)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che il dissesto idrogeologico rappresenta nel territorio
  siciliano  un problema di notevole rilevanza, visti gli  ingenti  e
  terribilmente   visibili  danni  arrecati:  frane,  esondazioni   e
  dissesti  morfologici di carattere torrentizio, trasporto di  massa
  lungo  le  conoidi  nelle zone montane e collinari,  esondazioni  e
  sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura;

   Considerato   che  il  continuo  verificarsi  di  questi   episodi
  necessita  di  una  politica chiara di  gestione  del  rischio  che
  affronti  in  prima  analisi gli episodi verificatisi  da  tempo  e
  'certificati'   da   dichiarazioni  di  evento   calamitoso   dalla
  Protezione  civile  regionale, da quella  nazionale  e  dagli  atti
  conseguenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

   Verificato che, con emendamento Tab B.351 al disegno di  legge  n.
  470/A,  l Assemblea regionale ha approvato un aumento cospicuo  con
  riferimento  all'U.P.B. 8.2.2.6.2. - capitolo 672013,  portando  la
  somma a disposizione degli interventi per l'esecuzione di lavori  e
  opere pubbliche nelle zone colpite da eventi calamitosi, nonché per
  il  consolidamento ed il trasferimento di abitati situati  in  zone
  franose, ad euro 7.900.000,00;

   Ritenuti urgenti ed ormai improrogabili gli interventi nei  comuni
  di  Favara  (AG),  Ganci (PA), Valledolmo (PA),  Naro  (AG)  e  San
  Fratello (ME), che hanno subito dissesti, che rischiano di cambiare
  la loro stessa identità culturale e storica;

   Accertato   che   occorre  intervenire  ormai,  con  progettualità
  finalizzate  al completo recupero funzionale sociale  ed  economico
  dei  comuni  dissestati,  con  opere  rivolte  alla  minimizzazione
  dell'impatto degli eventi,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  utilizzare  le somme di cui all'U.P.B. 8.2.2.6.2.  -  capitolo
  672013  che,  con emendamento n. Tab B.351, è stato  dall'Assemblea
  portato  a  euro  7.900.000,00, per  il  recupero  dei  comprensori
  ricadenti nei Municipi di Favara (AG), Ganci (PA), Valledolmo (PA),
  Naro (AG) e San Fratello (ME), da tutti ormai conosciuti anche  per
  i gravissimi dissesti che li hanno violentemente colpiti». (324)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che, in occasione della festa del 1  maggio del corrente
  anno  2010, sarà presente a Portella della Ginestra (PA) una  folta
  delegazione  nazionale dell'Associazione nazionale  dei  partigiani
  d'Italia, provenienti da numerose e diverse città di ogni parte del
  Paese;

   Evidenziato  che questa presenza nazionale è un riconoscimento  al
  sacrificio  ed  alle lotte del Sud per il riscatto  del  mondo  del
  lavoro contro la sopraffazione della violenza mafiosa;

   Colto  il  segno  di  continuità  tra  l'impegno  della  lotta  di
  liberazione   dalla  violenza  nazifascista,   approdata   in   una
  Repubblica  la  cui Costituzione proclama fondata  sul  lavoro,  le
  lotte  contro la mafia e per il rispetto dei diritti del mondo  del
  lavoro;

   Volendo  sottolineare come su questi nuovi valori  democratici  si
  sia   rinsaldata  un'unità  nazionale  profondamente  scossa  dalle
  vicende  della  seconda guerra mondiale e si sia aperta  una  lunga
  stagione di crescita e sviluppo del Paese;

   Riconosciuto  in  Portella  della  Ginestra,  luogo  della  strage
  attuata  nel  1947 per piegare il movimento di emancipazione  nelle
  campagne,  un  alto valore simbolico regionale, rappresentativo  di
  una  Sicilia tesa a inverare quei princìpi democratici in una nuova
  cittadinanza   per   uscire   dalle  pastoie   del   passato,   del
  sottosviluppo e dello sfruttamento,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  predisporre un piano di recupero, gestione e tutela del sito di
  Portella della Ginestra per farne un punto di rilevanza regionale a
  testimonianza   della  lotta  e  dei  sacrifici  sopportati   dalla
  popolazione per la prospettiva di una Sicilia libera, emancipata  e
  democratica;

   a  predisporre  un  piano di valorizzazione del sito  di  Portella
  della  Ginestra come monumento nazionale dedicato alla lunga  lotta
  di  emancipazione e alla democrazia sviluppatasi  nel  Paese  e  in
  Sicilia,  per  consolidare i principi e  i  diritti  sanciti  nella
  Costituzione della Repubblica e nello Statuto siciliano». (325)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con d.d.g. n. 668 del 30 giugno 2009 Territorio e Ambiente e stato
  approvato il piano di gestione della rete natura 2000 (Zps  e  Sic)
  denominata  Monti  Peloritano, all'interno del  quale  ricade  gran
  parte del territorio del comune di Messina, da integrare a cura del
  beneficiario   Azienda  delle  foreste  demaniali   della   Regione
  siciliana, entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto stesso;

   l'integrazione  prevista all'art. 6 del citato  decreto,  è  stata
  effettuata  dall'Azienda foreste ma, non  essendo  chiaro  se  tale
  integrazione  sia  avvenuta  nel termine  perentorio  previsto  dal
  decreto  medesimo,  non  è dato sapere se  lo  stesso  sia  tuttora
  efficace o sia decaduto, come ipotizzato all'articolo 2;

   il piano di gestione, comunque, non è stato trasmesso al Comune di
  Messina;

   Considerato che:

   in  assenza  del  piano di gestione, le richieste  concernenti  la
  valutazione di incidenza pervenute al Comune di Messina non possono
  essere esitate;

   l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione, con
  parere  n.  771/08, ha sostanzialmente rimesso alla discrezionalità
  tecnica  dell'ente Comune la valutazione dell'incidenza  ambientale
  sui  siti  protetti  dal singolo intervento, ma ha  contestualmente
  ribadito  la necessità di una regolamentazione a livello  regionale
  delle zone Zps e Sic;

   in  assenza  di  un  Piano  di  gestione  regolarmente  notificato
  dall'Assessorato,  le valutazioni di incidenza non  possono  essere
  effettuate;

   il  Comune  di  Messina ha ricevute diffide per  il  completamento
  delle   istruttorie   relative  a  progetti  che   necessitano   di
  valutazione di incidenza;

   le   diffide  sono  propedeutiche  a  richieste  risarcitorie  nei
  confronti del Comune di Messina c/o chi non ha trasmesso  il  Piano
  di gestione per consentire le valutazioni d'incidenza in conformità
  alle norme vigenti;

   Considerato  infine  che il decreto è stato emesso  il  30  giugno
  2009,  e considerati il tempo trascorso dalla data di emissione  ad
  oggi, le necessità dei privati e, soprattutto, i rischi risarcitori
  cui  è esposto il Comune di Messina, per un verso, e la Regione per
  un altro verso,

                   impegna il Governo della Regione

   a  predispone gli atti dovuti per definire il Piano di  gestione».
  (326)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  il contratto collettivo regionale di lavoro  (CCRL)
  del   comparto   relativo  alle  qualifiche  dirigenziali   e   non
  dirigenziali  della  Regione  siciliana  e  degli   enti   di   cui
  all'articolo 1 della l.r. n. 10 del 2000 è scaduto da 28 mesi;

   Considerato  che nella sessione di bilancio appena  conclusa  sono
  state  individuate le risorse per coprire esclusivamente la vacanza
  contrattuale relativa al biennio economico 2008-2009 e  per  il  1
  biennio 2006- 2007 del rinnovo del CCRL per l'area della dirigenza;

   Ritenuto  che non sia più procrastinabile l'avvio delle trattative
  per  i  rinnovi contrattuali di che trattasi con l'emanazione delle
  direttive all'Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione
  siciliana  (ARAN  Sicilia),  da  parte  del  Governo  regionale,  e
  l'adeguamento finanziario dei capitoli di bilancio relativi;

   Considerato  che  per  il  quadriennio  giuridico  2006-2009   del
  comparto  non dirigenziale si è proceduto solo alle prime norme  di
  rinnovo   relative  al  trattamento  giuridico  e  considerata   la
  necessità di definire il quadriennio giuridico stesso,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  emanare  immediatamente  le direttive,  di  cui  in  premessa,
  all'ARAN  Sicilia ed a reperire le risorse necessarie  al  completo
  finanziamento  dei rinnovi per i bienni economici, del  quadriennio
  2006-2009  ed  il  biennio  2008-2009,  rispettivamente,   per   il
  personale non dirigenziale e quello dirigenziale». (327)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  Società 'Tributi Italia s.p.a.' gestisce le entrate degli enti
  locali e presta i suoi servizi in forza di concessioni assegnate da
  Comuni  e  Province ad esito dell'aggiudicazione di una  gara,  che
  prevede  l'accertamento  e la riscossione  delle  imposte  comunali
  sugli  immobili  (ICI), della tassa rifiuti  o  tariffa  di  igiene
  ambientale (TARSU o TIA), dell'imposta comunale sulla pubblicità  o
  canone  per  l'installazione di mezzi pubblicitari  (ICP  o  CIMP),
  l'esazione  del  diritto  di pubbliche affissioni,  della  tassa  o
  canone  di occupazione di spazi di aree pubbliche (TOSAP o  COSAP),
  delle  sanzioni amministrative e dei canoni patrimoniali in  genere
  (la bollettazione del gas o del canone di acquedotto);

   la  Società,  dopo aver acquistato, già nel 2004,'Ausonia  Servizi
  Tributari s.p.a.', nel corso del 2008 si è resa conferitaria  delle
  aziende di altri operatori del settore (Gestor s.p.a., RTL s.p.a. e
  I.P.E. s.r.l.), avviando un processo di consolidamento ed assumendo
  l'attuale denominazione di 'Tributi Italia s.p.a.';

   Tenuto  conto che nella seconda metà del 2008 intervengono fattori
  endogeni  e quindi non previsti né prevedibili che hanno portato  e
  postergare il pagamento delle imposte locali e l'allungamento delle
  procedure di riscossione;

   Preso atto che:

   a  fronte dell'efficienza comunque dimostrata dalla Società, viene
  chiesto   al   Governo   ed  alle  autorità  regionali   e   locali
  l'affiancamento istituzionale;

   a seguito però di un procedimento giudiziario dinanzi al Tribunale
  civile  di  Roma, la Commissione ministeriale presso  il  Ministero
  dell'economia  e  delle  finanze (MEF),  di  tenuta  dell'Albo,  ha
  disposto la cancellazione di Tributi Italia - con provvedimento  la
  cui   efficacia  è  stata  sospesa  prima  dal  TAR  Lazio  e   più
  recentemente  dal Consiglio di Stato - e che tale cancellazione  ha
  lo scopo di procedere al Piano di ristrutturazione del debito;

   Considerato che:

   in  tutta  questa vicenda si inserisce il problema  occupazionale:
  infatti,  circa 110 lavoratori siciliani, dipendenti della  Tributi
  Italia s.p.a., da mesi ormai in gravi difficoltà economiche per  le
  mancate  spettanze mensili non corrisposte dalla suddetta  azienda,
  e,   soprattutto,   senza   alcuna  prospettiva   per   il   futuro
  occupazionale, in attuazione della procedura prevista  dalla  legge
  n.  223  del  1991,  messa in atto dall'azienda  con  l'intento  di
  tagliare i lavoratori siciliani dall'organico aziendale;

   non  può  essere persa l'alta professionalità ormai acquisita  dai
  lavoratori siciliani che hanno iniziato il loro percorso lavorativo
  in  ambito  tributario  già dal 2004 con la ditta  Ausonia  servizi
  tributari  s.p.a.,  assorbita nel 2005  dalla  società  ligure  San
  Giorgio  s.p.a.,  a sua volta fusa nel 2008 con  altre  aziende  di
  servizi  tributari  presenti  nel territorio  nazionale,  generando
  l'attuale Tributi Italia s.p.a.,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere le opportune iniziative al fine di garantire  in
  tempi  certi  la liquidazione delle somme spettanti  ai  lavoratori
  della Tributi Italia s.p.a. e ad adoperarsi contestualmente per  la
  loro ricollocazione nel mercato del lavoro.
   A  tal  proposito, è opportuno che la Regione siciliana si adoperi
  per   l'immediato  pagamento  delle  somme  dovute  dall'EAS  (Ente
  Acquedotti  Siciliani) alla stessa azienda Tributi  Italia  s.p.a.,
  per il lavoro da questa svolto a seguito di regolare contratto, con
  lo  specifico vincolo di destinazione di dette somme a  favore  del
  pagamento  delle spettanze pregresse dei dipendenti  della  società
  Tributi Italia s.p.a., ammontanti a circa cinque mensilità ad  oggi
  non percepite.
   Per garantire inoltre il mantenimento del livello occupazionale di
  questi lavoratori siciliani, deve essere considerata la possibilità
  di  un  ricollocamento  presso  la  società  siciliana  Riscossione
  Sicilia  s.p.a.,  che  per il 60 per cento  è  di  proprietà  della
  Regione   siciliana,  in  funzione  della  specificità  di   questi
  lavoratori   con  riferimento  alle  materie  dell'accertamento   e
  riscossione dei tributi, o in altra società partecipata, anche alla
  luce  dell'ultima riforma degli A.T.O. derivante dall' approvazione
  della legge regionale n. 9 del 2010 recante 'Gestione integrata dei
  rifiuti in Sicilia'». (328)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   lo  Statuto  della Regione Siciliana all'art. 17 comma 1,  lettera
  b),  attribuisce alla stessa Regione, competenza concorrente  nella
  materia della sanità pubblica;

   L'Assemblea regionale siciliana ha approvato, con legge  regionale
  n.  5  del 2009 il testo della riforma sanitaria siciliana, recante
  'Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale';

   Tenuto conto che:

   l'Assessore regionale per la salute ha provveduto all'assegnazione
  di  12 milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature  per
  la provincia di Trapani;

   sono stati assegnati all'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo
  una  T.A.C.,  con  la  sostituzione  di  quella  esistente,  e   un
  angiografo portatile;

   è  prevista  inoltre l'allocazione della Radioterapia proprio  nel
  ristrutturando  ospedale  di  Mazara  del  Vallo,  adducendo   come
  motivazioni   la  ritenuta  posizione  baricentrica,   equidistante
  rispetto al posizionamento degli acceleratori lineari ubicati nelle
  due province confinanti di Palermo ed Agrigento;

   Considerato che:

   la  radioterapia e la medicina nucleare rappresentano metodiche di
  fondamentale   importanza  nel  trattamento  dei  tumori,   e   che
  l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani è un presidio di riferimento
  provinciale per il reparto di oncologia medica da oltre dieci anni;

   il suddetto ospedale di Trapani ha un reparto di radiologia dotato
  oltre che delle normali apparecchiature RXgrafiche, anche di  TC  e
  di risonanza magnetica ad alto campo, capaci di individuare precisi
  stadi  di  azione  delle  malattie  tumorali  anche  attraverso  la
  radiologia interventistica che consente le biopsie mirate;

   l'ulteriore   dotazione    di   strumentistica   finalizzata    al
  monitoraggio  dell'attività  di  malattia  in  corso   di   terapia
  consentirebbe  lo studio completo e strumentale del paziente  dalla
  diagnosi alla terapia;

   l'ospedale  S.  Antonio  Abate di Trapani  è  organizzato  con  un
  reparto  di  chirurgia,  di  unità coronarica,  di  un  reparto  di
  pneumologia,  di  una  rianimazione, con anestesisti  specializzati
  nella terapia del dolore, di un servizio di assistenza psicologica;
  il  reparto  di  radiologia sarebbe un completamento  naturale  del
  processo di prevenzione e cura dei tumori;

   nel  febbraio  del  2009  è stata sottoscritta  un'intesa  fra  il
  Sindaco   di   Erice  ed  il  direttore  pro  tempore  dell'Azienda
  ospedaliera, ing. Catalano, alla cui base era una permuta tra  l'ex
  Albergo Igea ad Erice Vetta, di cui l'Azienda era proprietaria,  ed
  un'area  alle  spalle  del  Sant'Antonio di  proprietà  del  Comune
  ericino,  che prefigurava un'ulteriore riqualificazione del  centro
  storico  della  Vetta, da un lato, e proprio l'insediamento  di  un
  polo oncologico a valle, dall'altro. Un'intesa che anzi ha prodotto
  tutta  una serie di atti propedeutici alle due realizzazioni, quali
  la  partecipazione  ad  un apposito bando regionale  da  parte  del
  Comune  con  una  previsione  di  spesa  di  circa  6  milioni,   e
  collateralmente  l'avvio  delle  procedure  tecnico  amministrative
  indispensabili  per  ottenere  la variante  urbanistica  in  favore
  dell'Azienda sanitaria,

                   impegna il Governo della Regione

   a  vincolare  l'utilizzo dei 'Fondi ex articolo  20'  all'acquisto
  delle  attrezzature idonee e attivare presso l'ospedale di  Trapani
  il  reparto di radioterapia e medicina nucleare, che rappresentano,
  in  quasi  tutte  le forme di tumore, le terapie vitali,  inserite,
  secondo  il  protocollo  internazionale,  anche  in  un  più  ampio
  percorso  di  diagnosi  che  ad oggi è svolto  con  professionalità
  nell'intero ospedale trapanese». (329)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che la Festa del SS. Crocifisso di Monreale è giunta alla
  384   rassegna, diventando la più grande manifestazione  religioso-
  culturale della Sicilia;

   Considerato  che ogni anno la festività coinvolge  oltre  60  mila
  fedeli e migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo;

   Ritenuto   che   appare   necessario,  al   fine   di   rilanciare
  ulteriormente la manifestazione, assicurare alla stessa un sostegno
  economico ed organizzativo;

   Valutato  che  la festa del SS. Crocifisso può oramai considerarsi
  una delle manifestazioni di livello regionale,

                   impegna il Governo della Regione
    e per esso l'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo
       e l'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana

   ad  inserire  la  festa  del SS. Crocifisso  di  Monreale  fra  le
  manifestazioni  di rilevante interesse culturale e turistico  della
  Regione». (330)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che, nel generale dissesto idrogeologico del  territorio
  regionale,  conseguente  alle  straordinarie  modifiche  intercorse
  negli  ultimi  decenni  per  i  forti processi  di  antropizzazione
  (dall'abbandono  delle  montagne e delle campagne,  all'inurbamento
  delle  grandi  aree  cittadine  e metropolitane,  per  le  modalità
  costruttive  e  le  modifiche colturali),  sono  stati  sempre  più
  numerosi  e  gravi i disastri ambientali segnati da  vittime  umane
  oltre che da notevoli danni materiali;

   Ricordato  come  i  più recenti casi di frane  e  smottamenti  nel
  territorio  di Messina abbiano dato la misura di ciò che  significa
  contrastare tale tipo di emergenze, così come i gravi e  drammatici
  incendi boschivi delle scorse stagioni estive;

   Visto   che  tali  emergenze  non  riguardano  soltanto  l'interno
  dell'Isola ma afferiscono anche ai continui interventi nelle  città
  e  nei  nuovi  quartieri,  per allagamenti,  crolli  e  incendi,  o
  addirittura   per   mare  (dall'opera  di   soccorso   ai   barconi
  d'immigranti fino ai casi degli aliscafi di Messina o di Trapani  o
  dell'incendio del traghetto sulla rotta Napoli-Palermo);

   Richiamata per altro, la continuità dell'impegno in una  terra  di
  notevole  sismicità e segnata da fenomeni vulcanici  significativi,
  nonché la drammatica vicenda del terremoto del 1968 nel Belice e la
  straordinaria  azione  di  salvataggio  e  di  soccorso  anche   in
  quell'occasione;

   Evidenziato  che  in  tutti  questi  episodi,  così  come  in  una
  pluralità  di episodi minori, non meno significativi e  pericolosi,
  si  è distinto il Corpo dei Vigili del fuoco, all'interno del quale
  notevole è stato anche lo spirito di sacrificio e di dedizione  dei
  Vigili siciliani,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  esprimere,  in  modo  formale e ufficiale,  il  sentimento  di
  riconoscimento della popolazione siciliana verso il Corpo nazionale
  dei  Vigili  del fuoco,assegnando una medaglia d'oro della  Regione
  siciliana allo stendardo nazionale del Corpo medesimo». (331)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  da diversi mesi Italtel spa sta procedendo  ad  una
  ristrutturazione aziendale per fare fronte alla crisi  del  mercato
  che  sta  colpendo anche aziende di elevata specializzazione  nelle
  telecomunicazioni come la Italtel;

   Considerato che:

   tale  processo  sta compromettendo, in particolare,  il  posto  di
  lavoro  delle maestranze dello stabilimento di Carini (PA), creando
  particolare apprensione nei lavoratori ivi impegnati;

   lo  stabilimento  di  Carini  ha rappresentato  uno  degli  ultimi
  'baluardi/reperti   storici'   della   ricerca,   progettazione   e
  produzione  industriale di alta fascia tecnologica  e  scientifica,
  settore informatico e telematico, e del sistema economico siciliano
  ed italiano;

   da   diversi  mesi  i  lavoratori,  proprio  per  scongiurare   il
  licenziamento  di  propri colleghi e fare  fronte  alla  crisi  del
  mercato  che sta colpendo la predetta società, e che hanno  firmato
  decine  di  contratti  di  solidarietà,  hanno  intrapreso  diverse
  iniziative tese a garantire ed a salvaguardare il proprio lavoro;

   nelle  ultime settimane l'azienda, unilateralmente e  revocando  i
  contratti  di  solidarietà,  ha  avviato  la  procedura  di   cassa
  integrazione  di  53 lavoratori ad alta specializzazione  impegnati
  nello stabilimento di Carini;

   la  cassa  integrazione, oltre a costituire  una  vera  e  propria
  anticamera  del licenziamento, verrà effettivamente  liquidata  fra
  diversi  mesi,  rendendo impossibile una vita  decorosa  a  diverse
  decine di famiglie che si troveranno senza soldi per lungo tempo,

                   impegna il Governo della Regione

           e per esso l'Assessore per le attività produttive

   ad attivarsi immediatamente per:

   1)  realizzare un Accordo di Programma per valorizzare le  risorse
  umane impegnate nello stabilimento Italtel;

   2)   intraprendere  ogni  opportuna  iniziativa  per   sollecitare
  l'azienda a revocare le procedure di cassa integrazione e  rivedere
  il   proprio   piano  industriale,  prevedendo  un   rilancio   del
  laboratorio  'software'  ed  anche  forme  di  collaborazione   con
  istituzioni locali». (332)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Visto  l'accordo di programma del triennio 2007-2009  sottoscritto
  dal dipartimento della Protezione civile della Regione siciliana  e
  il   Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  che  prevedeva  la
  partecipazione attiva di quest'ultimo alle iniziative di  contrasto
  agli incendi boschivi nella Regione;

   Vista   altresì   l'ordinanza  di  Protezione   civile   n.   3815
  relativamente a frane ed allagamenti verificatisi nel messinese;

   Considerato il massiccio impegno dei Vigili del fuoco  nelle  zone
  colpite dal grave dissesto idrogeologico;

   Rilevato  che  ad oggi la Regione rimane in debito  con  il  Corpo
  nazionale   dei   Vigili   del   fuoco  relativamente   all'impegno
  straordinario profuso nelle due occasioni,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assicurare  in tempi brevissimi il pagamento delle  competenze
  per il 2009 secondo l'accordo di programma sugli incendi boschivi e
  l'ordinanza di protezione civile n. 3815;

   a  stipulare  per  il  triennio 2010-2012 un adeguato  accordo  di
  programma che preveda lo stesso impegno di spesa del triennio 2007-
  2009». (333)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che, all'art. 4 del D.M. 29 marzo 2001 (pubblicato  nella
  GURI  n.  118  del  23 maggio 2001) viene definita  tra  le  figure
  professionali 'Professioni tecnico sanitarie' quella  di  igienista
  dentale;

   Osservato  che l'operatore sanitario, ai sensi del D.M.  15  marzo
  1999,  n. 137, svolge, su indicazione del medico odontoiatra e  dei
  medici   chirurghi   legittimati  all'esercizio   dell'odontoiatria
  attività  di educazione sanitaria dentale e partecipano a  progetti
  di prevenzione primaria nell'ambito del sistema sanitario pubblico.
  Si  tratta dunque di una professione riconosciuta dallo Stato, vale
  a dire che per il suo svolgimento é necessario il conseguimento del
  diploma  universitario di igienista dentale,  conseguito  ai  sensi
  dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
  n. 502, e successive modificazioni, che abilita all'esercizio della
  professione;

   Considerato che:

   il  Protocollo d'intesa Stato-Regione tra Ministero dello sviluppo
  economico,  Ministero  della salute e le  Regioni  del  Mezzogiorno
  ritenute  a rischio, per una 'visione condivisa' per accelerare  la
  convergenza di salute pone la Sicilia, in relazione alle  patologie
  orali  tra  le  regioni  più  a rischio,  soprattutto  legata  alle
  situazioni   socio-economiche  che,   pur   permettendo   le   cure
  odontoiatriche   di  base,  non  pone  obiettivi  continuativi   di
  prevenzione  orale  professionale  che  devono  essere  affidati  a
  professionisti del settore;

   in   ambito   odontoiatrico,  l'investimento   nella   prevenzione
  garantisce  dei risultati estremamente positivi sia in  termini  di
  salute  che  in  termini economici. E' la condizione indispensabile
  per  avere  nel futuro di medio e di lungo periodo una  popolazione
  sempre  meno  bisognosa di interventi curativi  e  riparativi,  con
  tutto quello che ciò significa in termini di risparmio di spesa sia
  per  i  singoli  cittadini  che per  il  Sistema  sanitario  e  per
  ottemperare agli obiettivi di salute pubblica;

   Constatato   che  il  corso  d'igiene  dentale  è  l'unico   corso
  disattivato dell'area prevenzione;

   al fine di raggiungere tali obiettivi,

                   impegna il Governo della Regione

   a garantire nel territorio siciliano il corso di laurea di 'Igiene
  dentale'  che assicuri le unità professionali di cui il sistema  ha
  bisogno». (334)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che il decreto del Presidente della Repubblica 23  marzo
  1988, n. 119, rende esecutivo l'accordo collettivo nazionale per la
  disciplina  dei  rapporti con professionisti convenzionati  con  il
  Servizio   sanitario  nazionale  per  l'erogazione  di  prestazioni
  specialistiche  sanitarie  nei loro  studi  accreditati,  ai  sensi
  dell'art. 48 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

   Osservato  che  l'art.  7  del  suddetto  decreto  stabilisce   il
  versamento del 22 per cento sui compensi previsti all'art. 6  e  di
  cui il 13 per cento a carico del Servizio sanitario regionale ed il
  9 per cento a carico del medico convenzionato;

   Considerato  che il decreto n. 1128/09 dell'Assessorato  regionale
  Sanità,  a  modifica  di  quanto previsto  dal  decreto  nazionale,
  stabilisce   che   l'onere   per  il  versamento   dei   contributi
  previdenziali all'ENPAM siano interamente a carico delle  strutture
  accreditate,

                   impegna il Governo della Regione

   a   modificare  detto  decreto  regionale  al  fine   di   rendere
  facoltativo  il  versamento  dei contributi  all'ENPAM  sia  per  i
  singoli medici che per qualsiasi tipo di società;

   in  conseguenza di ciò, per coloro che manifestino la  volontà  di
  non  mantenere rapporti con l'ENPAM, ad esentarli per la loro parte
  (9  per  cento) dal versamento, e per il S.S.R., per  la  quota  di
  riferimento  (13 per cento), a fare in modo che torni a  far  parte
  integrante   dell'aggregato  di  spesa,  onde   rendere   possibili
  ulteriori  prestazioni  sanitarie alle  strutture  convenzionate  a
  favore  degli  utenti  senza  aggravio  di  spesa  per  la  Regione
  siciliana». (335)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che 'Italia Lavoro Sicilia' ha pubblicato due  bandi  su
  affidamento   'in   house  providing'  per  conto  dell'Assessorato
  regionale  della Famiglia, delle politiche sociali e del  lavoro  -
  Agenzia  regionale per l'impiego, l'orientamento, i  servizi  e  le
  attività formative, relativi:
   1)  alla  messa a regime dei servizi pubblici per il lavoro  nella
  Regione  siciliana  (progetto denominato 'Re.La.S'  -  Rete  Lavoro
  Sicilia - progetto stralcio decreto del dirigente generale  n.  849
  del 30 dicembre 2009);
   2)  per  il consolidamento delle conoscenze concernenti l'utilizzo
  del   SILL  (Sistema  Informativo  Lavoro  Locale)  della   Regione
  siciliana   (progetto  denominato  'Consolidamento   conoscenze   e
  competenze   degli   operatori  di  consulenza  orientativa   degli
  Sportelli  multifunzionali' decreto del dirigente generale  n.  825
  del 18 dicembre 2009);

   Rilevato  che i due bandi mettono a concorso, il primo  (Re.La.S),
  n.  21 posti e, il secondo (SILL), n. 70 posti, tutti con contratto
  a termine;

   Considerato  il numero esorbitante di personale regionale  già  in
  organico a tempo indeterminato e considerate altresì le numerose  e
  qualificate   professionalità  presenti  tra  detto  personale   in
  organico;

   Rilevato   il   grave  problema  del  precariato  direttamente   e
  indirettamente  già a carico della Regione e in predicato  per  una
  stabilizzazione  prevedibilmente  molto  onerosa  per  il  pubblico
  erario;

   Osservato  che tale precariato ha origine in attività  svolte  per
  conto  degli enti locali o di società controllate dalla Regione  ed
  ha,  di  fatto,  stravolto le procedure di  accesso  alla  pubblica
  Amministrazione in Sicilia;

   Richiamate  le  dichiarazioni programmatiche del Presidente  della
  Regione,  Lombardo, contrarie a nuove assunzioni e nella  direzione
  di   voler  riportare  l'accesso  entro  le  procedure  concorsuali
  pubbliche previste dalla legge;

   Considerato  che,  anche  a voler ammettere  procedure  urgenti  e
  necessarie,  si  sarebbe  potuto  ricorrere  a  un  bando  interno,
  riservandolo ai cosiddetti 'precari storici' e, comunque, non prima
  di  aver valutato le condizioni necessarie per poter mantenere  gli
  impegni assunti;

   Censurate la pratica di annunci di stabilizzazioni al di fuori  di
  qualsiasi  progetto  e la creazione di nuove attese  attraverso  la
  previsione  di  nuovi  contrattisti  e  con  procedure  di   dubbia
  legittimità,  quali quelle di domande presentate  a  mano  e  senza
  altre  forme  di  vidimazione imparziale, come quella  offerta  dal
  timbro postale,

                   impegna il Governo della Regione

   a  procedere  all'immediato annullamento  dei  bandi  in  oggetto,
  avviati  peraltro  in  violazione delle  prescrizioni  comunitarie,
  stante  che  non  risulta essere stata richiesta, dal  dipartimento
  regionale  competente, alcuna autorizzazione preventiva  all'Unione
  europea per il conferimento dell'incarico 'in house'». (336)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   nel passato, anche recente, il mezzo più efficace per eliminare la
  brucellosi  bovina, ovina, caprina e, in certe  zone,  bufalina,  è
  stato lo 'stamping out', cioè l'eliminazione dei capi infetti,  con
  l'obiettivo di eradicare questa patologia degli animali in funzione
  della protezione della salute umana;

   l'altra  strategia,  la  vaccinazione  degli  animali,  era  stata
  limitata dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale;

   la  Comunità  Europea, con un'inversione di tendenza, ha  cambiato
  politica,  adottando  la  decisione C(2002)  2592,  che  autorizza,
  contro  la  brucellosi, i vaccini vivi del ceppo RB51 Rev.1,  nella
  considerazione  che  'focolai  di brucellosi  bovina  continuano  a
  manifestarsi  in alcune zone della Comunità' e che 'la vaccinazione
  è  considerata uno strumento efficace se utilizzato in  determinate
  condizioni  e  associato  ad una politica di  test  e  macellazioni
  (...)';

   Considerato che:

   fra  le zone della Comunità dove continuano a manifestarsi focolai
  di infezione da brucelle, rientra la Sicilia;

   in particolare, nella Regione - in concomitanza con la persistenza
  della  brucellosi  negli  allevamenti di tipo  estensivo  (brado  e
  semibrado)  e  negli allevamenti sui monti Nebrodi e Madonie,  dove
  ancora si pratica la millenaria tradizione della transumanza  -  si
  registra ogni anno un alto numero di contagi per l'uomo;

   Visto che:

   la  Commissione  Europea ha disposto, per valutare  la  situazione
  epidemiologica, varie missioni ispettive, l'ultima delle  quali  ha
  prodotto  un rapporto (Report DG (Sanco)/8204/2006) che  raccomanda
  l'adozione  di  misure efficaci per il controllo della  brucellosi,
  tuttora   endemica   nonostante  l'adozione  di   piani   regionali
  straordinari di eradicamento (PRSE);

   in   conclusione,  l'Unione  Europea  -  in  considerazione  della
  gravissima  situazione  nella Regione e in assenza  di  alternative
  effettivamente   praticabili  (come   l'anagrafe   dei   capi,   la
  sorveglianza  sull'abbattimento dei capi  infetti,  ecc.)  -  si  è
  espressa  nel  senso  di favorire la reintroduzione  della  pratica
  della  vaccinazione in Sicilia, sia pure come intervento in  deroga
  inserito in un piano straordinario,

                   impegna il Governo della Regione

   1.   a   procedere  all'identificazione  di  tutto  il  patrimonio
  zootecnico siciliano;

   2.  a  predisporre un piano straordinario per l'eradicazione della
  brucellosi  attraverso  il mezzo più efficace  della  vaccinazione,
  mantenendo  il  vaccino Rev.1 per ovi-caprini e  fissando  i  nuovi
  controlli a 36 mesi dalla data di vaccinazione;

   3.  a  snellire  i  vincoli  tecnici e burocratici  relativi  alla
  movimentazione degli allevamenti a conduzione di pascolo  estensivo
  e transumante;

   4.  ad  individuare le misure di carattere finanziario in  armonia
  con  i  vincoli europei relativi agli aiuti di Stato per rispondere
  alla  grave  crisi  economica del comparto  zootecnico  siciliano».
  (337)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e successive modifiche
  e  integrazioni, all'art. 25, comma 1, lett. b), come ben noto,  ha
  creato  i  presupposti  perchè 3.500 dei cosiddetti  'articolisti',
  ovvero  unità di personale impegnato in attività socialmente  utili
  presso   gli  uffici  centrali  e  periferici  dell'Amministrazione
  regionale,  venissero contrattualizzati a tempo pieno e determinato
  presso  la medesima Amministrazione ospitante, a decorrere  dal  1
  gennaio  2006,  per un quinquennio, applicando i contenuti  di  cui
  all'art.  1, comma 1, del contratto collettivo regionale di  lavoro
  (C.C.R.L.) dei dipendenti della Regione siciliana;

   allo  stesso modo, ulteriori 1.000 unità di soggetti impegnati  in
  Progetti di utilità collettiva (P.U.C.), che di fatto sin dal  2002
  ai  sensi  degli articoli 11 e 12 della l.r. n. 85 del 1995,  hanno
  intrattenuto più rapporti di lavoro a tempo determinato 'part time'
  sempre  con l'Amministrazione regionale siciliana, a decorrere  dal
  1    gennaio   2006,  sono  confluiti,  attraverso   l'applicazione
  dell'articolo  di legge regionale ai lavoratori socialmente  utili,
  nel medesimo 'bacino' (rif. Circ. n. 65/2005/AG);

   Ritenuto che:

   quello  instaurato con i lavoratori in questione è un contratto  a
  tempo  determinato  e  che,  sin  dalla  decorrenza  dello  stesso,
  derogava per quanto concerne la durata (5 anni scadenza 31 dicembre
  2010)  e  la  normativa  vigente  in  materia  di  reclutamento  di
  personale  da  impiegare  presso la  pubblica  Amministrazione,  in
  quanto  si  trattava  di stabilizzazioni di soggetti  impegnati  in
  attività  socialmente utili sin dal 1996 ai  sensi  del  d.lgs.  n.
  468/97 e successive modifiche e integrazioni;

   la stabilizzazione del personale impegnato a tempo determinato dei
  contrattisti in servizio presso la Regione va compiuta entro il  31
  dicembre  2010,  anche  in ottemperanza a  quanto  contenuto  nella
  direttiva  del Presidente della Regione a beneficio dei precari  in
  servizio presso la Regione percettori di uno stipendio pari a circa
  1.000,00 euro al mese, nella maggior parte dei casi unica fonte  di
  introito  familiare,  e  con un'età media di  oltre  40  anni  che,
  altrimenti, si vedrebbero irrimediabilmente espulsi dal mercato del
  lavoro, con ulteriori gravi refluenze negative sull'economia  della
  Regione, trattandosi nel complesso di 4.500 unità;

   la  spesa  da sostenere sarà invariata rispetto all'attuale,  dato
  che  trattasi di soggetti impegnati in atto a tempo pieno  (36  ore
  settimanali) presso l'Amministrazione regionale;

   tra  i  requisiti previsti per l'accesso al beneficio dovrà essere
  previsto quello principe del possesso del triennio di servizio  con
  rapporto  subordinato  alla data del 31 dicembre  2010  e  l'essere
  stato in servizio alla data del 1  gennaio 2007, così come previsto
  al  paragrafo  4 della circolare n. 5 del Ministero della  funzione
  pubblica del 18 aprile 2008;

   la  motivazione  della stabilizzazione può essere  verificata  con
  l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 1,  commi  519  e
  558,  della  legge n. 296 del 2006, e all'art. 3, comma  90,  della
  legge  n.  244 del 2007, ovvero 'procedure speciali di reclutamento
  che  deroga rispetto alle modalità ordinarie del concorso pubblico,
  in quanto è riservata ad una platea di lavoratori per i quali si  è
  scelto  di  valorizzare la loro esperienza professionale presso  le
  pubbliche Amministrazioni';

   gli  stessi lavoratori dovranno produrre istanza redatta ai  sensi
  dell'art.  3,  comma 90, della legge n. 244 del 2007, da  inoltrare
  presso  la  Regione  siciliana, che all'uopo potrà  produrre  degli
  stampati allo scopo di uniformare la procedura da adottare;

   Vista  la  rideterminazione  periodica  della  dotazione  organica
  effettuata  con  decreto  del  Presidente  della  Regione,   previa
  deliberazione  della  Giunta regionale, su proposta  dell'Assessore
  regionale  per le autonomie locali e la funzione pubblica,  sentita
  l'organizzazione  sindacale,  così  come  meglio   specificato   in
  articolo  di legge finanziaria della Regione siciliana  per  l'anno
  2010;

   Vista la prossima scadenza contrattuale del 31 dicembre 2010,  che
  impone  di dare continuità lavorativa ai soggetti 'de quibus',  che
  altrimenti si vedrebbero irrimediabilmente penalizzati nella logica
  aspettativa di procedure di stabilizzazione,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre in essere i provvedimenti amministrativi entro 60  giorni
  dalla  data  di approvazione della legge finanziaria della  Regione
  siciliana  per  l'anno  2010, e tutti  gli  adempimenti  atti  alla
  trasformazione di detti contratti, entro e non oltre il 30 novembre
  2010  e  comunque  non  oltre  il 31  dicembre  2010,  in  modo  da
  consentire  continuità  occupazionale  alla  platea  di  lavoratori
  interessati  alle  medesime condizioni di  inquadramento  attuali».
  (338)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la   legge  regionale  6  maggio  1981,  n.  98  detta  norme  per
  l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e di riserve;

   in particolare, con l'articolo 6, come sostituito dall'articolo  4
  della  legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, si stabilisce che  'In
  attuazione del piano regionale di cui all' articolo 5 [l.r.  n.  98
  del 1981] si provvederà alla istituzione dei parchi e delle riserve
  con  decreto  dell'  Assessore regionale per  il  territorio  e  l'
  ambiente,  previo parere del Consiglio regionale [per la protezione
  del patrimonio naturale]';
   Considerato che:

   la  politica di conservazione e protezione dell'ambiente, anche  e
  soprattutto attraverso l'istituzione di parchi e di riserve, è  uno
  dei  pilastri  fondamentali di una politica diretta al riequilibrio
  territoriale,  al  fine di concorrere, nel rispetto  dell'interesse
  nazionale e delle convenzioni e degli accordi internazionali,  alla
  salvaguardia,  gestione, conservazione e  difesa  del  paesaggio  e
  dell'  ambiente naturale nonché per consentire migliori  condizioni
  di  abitabilità nell'ambito dello sviluppo dell'economia  e  di  un
  corretto assetto dei territori interessati, per la ricreazione e la
  cultura  dei  cittadini e l'uso sociale e pubblico dei beni  stessi
  nonché per scopi scientifici;

   tali   presupposti   sono   sanciti  da   tutte   le   convenzioni
  internazionali  fra  le  quali, da ultimo, il  recente  vertice  di
  Copenaghen,  che pone la questione ambientale fra le  novità  e  le
  urgenze dell'attualità politica, imponendo, non solo agli Stati, ma
  anche  alle loro articolazioni regionali, scelte strategiche mirate
  e innovative;

   Rilevato che:

   quest'anno, fra l'altro, ricorre l'anno della biodiversità indetta
  dalle  Nazioni Unite che impone a tutti i Governi, ad ogni livello,
  di assumere ed attuare entro il 2010, misure necessarie per fermare
  la    perdita   della   biodiversità,   incoraggiando   la    piena
  implementazione  delle  legislazioni  esistenti  e  degli   impegni
  internazionali  vincolanti e a sostenere le azioni necessarie  alla
  piena  attuazione delle risoluzioni internazionali  in  materia  di
  biodiversità;

   in   tale  direzione  l'istituzione  di  un  nuovo  parco  rientra
  pienamente  fra  le  iniziative e le politiche attive  in  tema  di
  protezione e conservazione degli ambienti naturali protetti la  cui
  specifica  azione  è  posta in capo all'Assessorato  regionale  del
  territorio e dell'ambiente;

   Ritenuto che:

   da  tempo e da più parti si è imposta all'attenzione del dibattito
  ambientale la richiesta di istituire il Parco dei Monti Peloritani;

   tale  istituzione  concorrerebbe maggiormente,  oltre  ai  compiti
  fissati dall'articolo 1 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98,
  anche  a  quelli di presidio e salvaguardia del territorio, vieppiù
  resisi   necessari   a  seguito  dei  drammatici   eventi   franosi
  verificatisi,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte le procedure previste dalla legge regionale  6
  maggio  1981, n. 98 e successive modifiche e integrazioni, al  fine
  di  pervenire, in tempi brevi, all'istituzione del Parco dei  Monti
  Peloritani e del relativo ente di gestione». (339)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Considerato che:

   dallo  scorso  mese di marzo, in seguito alla decisione  posta  in
  essere  dalla  società  SMA s.p.a. - gruppo Auchan  -  di  chiudere
  l'esercizio  commerciale Cityper sito nel quartiere  Brancaccio  di
  Palermo,  sono  stati  posti in cassa integrazione  tutti  e  47  i
  lavoratori  dipendenti del suddetto punto vendita,  accrescendo  lo
  stato  di  crisi  sociale  ed occupazionale  che  già  caratterizza
  endemicamente il degradato quartiere del capoluogo isolano;

   la società capogruppo Auchan, che controlla i punti vendita SMA  e
  Cityper   sta  contestualmente  attuando  un  ampio  programma   di
  ampliamento  della  propria  presenza  commerciale  sul  territorio
  palermitano  e  dell'hinterland con l'apertura di un ipermercato  a
  Carini che sarà inaugurato nel mese di maggio 2010;

   Ritenuto  di conseguenza grave che una società attui una  politica
  occupazionale   incoerente  e  contraddittoria,   utilizzando   gli
  strumenti  di  sgravio  e  di abbattimento  del  costo  del  lavoro
  previsti  dall'ordinamento e colpendo nel contempo il  già  fragile
  tessuto occupazionale del palermitano,

                   impegna il Governo della Regione

    a  porre in essere le idonee ed opportune iniziative, promuovendo
  il  confronto  tra  le  forze sindacali ed i  rappresentanti  della
  proprietà  Auchan,  perchè i 47 lavoratori  licenziati  di  cui  in
  premessa  possano essere sollecitamente rioccupati nell'ambito  del
  piano  di  espansione  nel  territorio dell'hinterland  palermitano
  attuato dalla società medesima, anche attraverso la possibilità  di
  usufruire  delle misure del credito d'imposta per la  creazione  di
  nuova   occupazione  approvate  dall'Assemblea  nell'ambito   della
  manovra finanziaria per il 2010». (340)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  il  ruolo  strategico  svolto  dai  consorzi  ASI  nello
  sviluppo    della   Regione   e   la   conseguente    significativa
  responsabilità in capo agli organi che gestiscono tali enti  e,  in
  modo particolare, di quella del presidente;

   Ritenuto che:

   il corrispettivo connesso al ruolo e alla responsabilità ricoperti
  dal  presidente  è  assolutamente inadeguato ed incomprensibilmente
  inferiore  a  quello  stabilito per  i  presidenti  di  altri  enti
  omogenei per responsabilità o addirittura di minore rilevanza;

   l'aumento  del  corrispettivo  di cui  sopra  non  comporta  alcun
  incremento  di  costo per l'Amministrazione regionale,  essendo  il
  corrispettivo  del presidente dei consorzi ASI ad esclusivo  carico
  dei consorzi stessi,

                   impegna il Governo della Regione
          e per esso l'Assessore per le attività  produttive

   ad  emanare direttiva nei confronti dei consorzi ASI, di cui  alla
  legge  regionale  4  gennaio 1984, n. 1 e  successive  modifiche  e
  integrazioni,  con  la  quale disporre  che  al  corrispettivo  del
  presidente  degli  stessi  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo  25 della legge regionale 16 ottobre  2008,  n.  22  e
  successive  modifiche e integrazioni, che regolano il corrispettivo
  dei presidenti degli IACP della Regione siciliana». (341)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'Assessore regionale per la salute non ha applicato,  con  giusta
  interpretazione, l'articolo 6 della legge regionale 14 aprile 2009,
  n.  5,  che  prevede  il  potenziamento  dei  nosocomi  nelle  zone
  industriali conclamate;

   ad  oggi dal decreto n. 753/10 dell'Assessore Russo non si  evince
  alcun  tipo di potenziamento per il nosocomio Muscatello di Augusta
  (SR), ma anzi il serio rischio di depotenziamento;

   è  indubbio che nella redazione del decreto sopra citato non vi  è
  stata  un'oggettiva  valutazione circa i criteri  che  hanno  visto
  l'ospedale di Augusta depennato di due unità complesse,  quella  di
  ginecologia e quella di pediatria;

   in  altri  nosocomi, ovvero in quello di Milazzo e  in  quello  di
  Gela, rientranti nelle disposizioni dell'articolo 6 della l.r. n. 5
  del  2009,  i  criteri di riorganizzazione dei  posti  letto  hanno
  tenuto   conto  delle  specificità  territoriali  ad  alto  rischio
  industriale;

   Considerato che la spesa per i cosiddetti 'viaggi della  speranza'
  ha raggiunto la cifra record di 300 milioni di euro, soprattutto  a
  causa  della  mancanza di medici titolari, tecnici  ed  infermieri,
  ovvero a causa della carenza strutturale del sistema sanitario,

                   impegna il Governo della Regione

   a  rivedere i criteri di rimodulazione dei posti letto al fine  di
  potenziare,  in  attuazione di quanto prescritto dalla  lettera  h)
  dell'articolo  6  della  legge regionale  14  aprile  2009,  n.  5,
  l'ospedale Muscatello di Augusta;

   ad attivarsi perché si colmino le assenze croniche di primari e di
  personale   tecnico  ed  infermieristico,  ristabilendo   il   sano
  principio di buon funzionamento di ogni struttura sanitaria». (342

                   «L'Assemblea regionale siciliana

                   impegna il Governo della Regione

   perchè   le   società  a  partecipazione  regionale  garantiscano,
  all'interno dei propri organi amministrativi, che il riparto  degli
  amministratori  sia  effettuato  assicurando  l'equilibrio  tra   i
  generi.
   L'equilibrio   si  intende  raggiunto  quando   il   genere   meno
  rappresentato all'interno dell'organo amministrativo ottenga almeno
  un terzo degli amministratori». (343)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il   territorio   siciliano  è  interessato  da   grave   dissesto
  idrogeologico, da frane e da smottamenti;

   il   patrimonio  forestale  regionale,  i  terreni  agricoli,   il
  paesaggio  e  gli  ambienti naturali necessitano di  interventi  di
  tutela e prevenzione dagli incendi;

   il  Governo  regionale  si  è  impegnato  a  reperire  le  risorse
  finanziarie necessarie a rispettare l'accordo sottoscritto  con  le
  organizzazioni sindacali di categoria Fai - Cisl, Flai - Cgil, Uila
  -Uil,  il  14  maggio  2009, accordo che, fra l'altro,  prevede  un
  incremento,   rispetto   all'anno  2009,  di   ulteriori   giornate
  lavorative,

                   impegna il Governo della Regione
      e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari

             e l'Assessore per il territorio e l'ambiente

   ad attivarsi immediatamente per:

   1)  avviare  al  lavoro,  entro il 15 maggio  2010,  i  lavoratori
  forestali del Servizio antincendio boschivo;

   2)  fare  in  modo che non ci sia disparità di trattamento  tra  i
  lavoratori  del  Dipartimento Azienda  e  quelli  del  Dipartimento
  Foreste,  consentendo a tutti di effettuare  lo  stesso  numero  di
  giornate;

   3) predisporre un disegno di legge organico per il settore». (344)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  perchè all'art. 49 della legge regionale  3  maggio
  2001,   n.   6,   istitutivo  dell'Osservatorio  permanente   sulla
  criminalità organizzata, vengano apportate le seguenti modifiche:
   - al comma 1
   a)  le  parole  'dal POR Sicilia 2000-2006 per la sicurezza  e  la
  legalità'  sono  sostituite  con  le  altre:   'nell'ambito   della
  programmazione comunitaria, nazionale e regionale';
   b)  le  parole 'con particolare riferimento ai fondi di  cui  alla
  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32' sono soppresse;
   c)  le  parole  'L'Osservatorio è organo' sono sostituite  con  le
  altre:  'L'Osservatorio è ente strumentale della  Presidenza  della
  Regione con compiti';
   d)  le  parole da 'L'Osservatorio può stipulare' fino alle  parole
  'presso   lo  stesso  istituto'  sono  sostituite  con  le   altre:
  'L'Osservatorio ha sede presso i locali concessi a titolo  gratuito
  dal Comune di Siracusa.';

   - dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti commi:

   '1  bis.  L'Osservatorio  ha autonomia patrimoniale,  finanziaria,
  gestionale, amministrativa e contabile. L'Osservatorio è sottoposto
  alla vigilanza amministrativa della Presidenza della Regione che ne
  approva  il  bilancio di previsione, le relative variazioni  ed  il
  rendiconto generale consuntivo.
   1 ter. Sono organi dell'Osservatorio:
   a) il Consiglio di Presidenza;
   b) il presidente nominato dal Consiglio di Presidenza;
   c) il presidente del comitato scientifico consultivo;
   d) il direttore scientifico;
   e) il comitato scientifico consultivo';

   - il comma 2 è sostituito dai seguenti:

   '2. Il Consiglio di Presidenza dell'Osservatorio è costituito:
   a) dal Rettore dell' Università degli studi di Catania;
   b)  dal  Preside  della Facoltà di giurisprudenza  dell'Università
  degli studi di Palermo;
   c)  dal  Preside  della Facoltà di giurisprudenza  dell'Università
  degli studi di Messina;
   d)  dal  Preside  della facoltà di giurisprudenza  dell'Università
  degli studi di  Catania;
   e)  da  due  membri di nomina, rispettivamente, uno del Presidente
  dell'Assemblea  regionale  siciliana ed uno  del  Presidente  della
  Regione siciliana.
   2  bis.  Il  Consiglio  di  Presidenza nomina  nel  suo  seno  due
  componenti     scelti     tra    rappresentanti     dell'accademia,
  dell'avvocatura, della magistratura;
   2  ter. Il Presidente dell'Osservatorio dura in carica tre anni ed
  è rieleggibile.
   2  quater. L'Osservatorio applica la disciplina contabile prevista
  dal primo periodo del comma 4 dell'art. 18 della legge regionale 22
  dicembre 2005, n. 19.'». (345)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  società  Montepaschi Serit s.p.a. ha  assunto  in  qualità  di
  concessionario per la riscossione delle imposte in Sicilia dal 1998
  dopo un periodo di gestione commissariale iniziata nel 1991;

   tra il 1999 e il 2001 la stessa società ha presentato due progetti
  per  assunzioni  di  giovani con contratti di formazione  e  lavoro
  (CFL)   e  ha  trasformato  in  assunzioni  a  tempo  indeterminato
  l'ottanta per cento dei soggetti selezionati;

   nel 2002 la Montepaschi Serit ha assunto, dietro selezione, ancora
  con   CFL,   256  giovani  in  possesso  di  speciale  abilitazione
  all'esercizio della professione di ufficiale di riscossione  e  che
  la  medesima è rilasciata dalle Procure della Repubblica a  seguito
  di un complesso esame;

   al  contrario  di  quanto avvenuto per i  giovani  assunti  con  i
  precedenti  CFL  e  in contrasto con quanto la  stessa  Montepaschi
  Serit aveva ripetutamente dichiarato, nessuno dei 256 ufficiali  di
  riscossione veniva confermato al lavoro al termine del progetto;

   da   parte   della   Montepaschi  Serit  è  stato   sostenuto,   a
  giustificazione delle mancate assunzioni, che la cessazione di ogni
  rapporto  di lavoro è stata determinata dalla riforma del  servizio
  di  riscossione, d.lgs. n. 46/1999,  con  il conseguente  passaggio
  di  tutte  le attività connesse alla mano pubblica e, nel  caso  in
  specie, alla Regione;

   dal 1  ottobre 2006 la riscossione in Sicilia è stata trasferita a
  'Riscossione  Sicilia s.p.a.' ed a 'Serit Sicilia s.p.a.',  società
  controllate  dall'Amministrazione  regionale,  dall'Agenzia   delle
  entrate e dalla banca Montepaschi;

   entro  il  31  dicembre 2010 i soci pubblici Regione  siciliana  e
  Agenzia  delle  entrate hanno l'obbligo di legge di  acquistare  il
  pacchetto  azionario di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit  Sicilia
  s.p.a.,  attualmente di proprietà del socio privato, che diverranno
  pertanto società a capitale interamente pubblico;

   Considerato che:

   i  suddetti  lavoratori  hanno svolto  con  diligenza  il  proprio
  compito, contribuendo non poco al netto miglioramento degli  indici
  di   riscossione  coattiva  avvenuto  in  quel  periodo  ed   hanno
  acquisito,  con l'intervento finanziario della Regione,  una  buona
  professionalità  in un settore, come quello dei tributi,ed  in  una
  fase  operativa,  quale quella della riscossione nei  confronti  di
  contribuenti   non  pronti  al  pagamento  spontaneo,  estremamente
  delicati e complessi;

   i  costi della formazione dei lavoratori sono ricaduti anche sulla
  Regione,  soggetto  che  ha valutato ed approvato  il  progetto  di
  formazione e lavoro;

   per  effetto di accordi stipulati con le organizzazioni sindacali,
  nell'ottica  della riduzione dei costi di gestione,  l'organico  di
  Serit  Sicilia in questi ultimi anni si è drasticamente ridotto  di
  circa 400 unità;

   circa 200 ufficiali ex contrattisti hanno adito le vie legali,  al
  fine  di ottenere, per via giudiziaria, il riconoscimento del  loro
  diritto  ad  essere assunti dalla s.p.a. Serit Sicilia,  subentrata
  nella gestione del servizio di riscossione alla Montepaschi Serit;

   fino  a  questo  momento almeno cinque ricorrenti  hanno  ottenuto
  sentenza  loro favorevole immediatamente esecutiva, con   l'obbligo
  per Riscossione Sicilia  s.p.a.  dell'assunzione e del pagamento di
  un risarcimento di circa 120 mila euro per ognuno dei ricorrenti;

   i  lavoratori  in  questione sono soggetti  già  professionalmente
  formati  e  la loro assunzione negli organici di Serit Sicilia  non
  comporterebbe  alcun ulteriore costo in termini di  formazione,  al
  contrario di quanto dovrebbe avvenire per altri;

   in   favore   dell'assunzione  di  tali  lavoratori,   l'Assemblea
  regionale siciliana si è già espressa con l'ordine del giorno n. 13
  (presentato  dagli onorevoli: Cracolici Antonino  (DS),  Borsellino
  Rita (Misto), Barbagallo Giovanni (Dem. è Libertà - La Margherita),
  Ballistreri  Gandolfo  (Uniti per la Sicilia),  Di  Mauro  Giovanni
  Roberto    (MPA),    Fleres    Salvatore    (FI)),accettato    come
  raccomandazione dal Governo nella seduta n. 16 del 18 ottobre 2006,
  e  che il 25 ottobre 2006 era stata depositata la mozione n. 110 (a
  firma  degli  onorevoli  Pagano Alessandro  (FI),  Turano  Girolamo
  (UDC),   Cascio  Francesco  (FI),  De  Luca  Cateno  (MPA),  Fleres
  Salvatore  (FI),  Cappadona Nunzio (UDC), Regina  Francesco  (UDC),
  Leontini  Innocenzo (FI), Confalone Giancarlo (FI)),  poi  decaduta
  per fine legislatura;

   Rilevato che:

   esiste la concreta prospettiva che altri, se non addirittura tutti
  i   rimanenti   ricorrenti,  possano  ottenere   analoga   sentenza
  favorevole,  il  che  comporterebbe un onere per  Serit  Sicilia  e
  Riscossione  Sicilia  s.p.a. molto pesante, legato  in  particolare
  all'obbligo  del risarcimento, onere che finirebbe con il  ricadere
  sulla  Regione  siciliana che di Riscossione  Sicilia  e  di  Serit
  Sicilia è azionista;

   come  è  stato  dimostrato  negli anni in  cui  i  lavoratori  con
  contratto  CFL  hanno svolto la propria attività,  si  rinviene  un
  indubbio  interesse - sia da parte della società  che  gestisce  la
  riscossione  in Sicilia, sia da parte della Regione siciliana,  che
  non  solo  è  azionista di detta società, ma è anche la  principale
  beneficiaria della riscossione e del recupero coattivo dei  crediti
  vantati  nei  confronti  di  imprese e  cittadini  -  a  che  venga
  fortemente  potenziata  l'attività  di  riscossione  anche  tramite
  l'assunzione   in   pianta  stabile  di   personale   già   formato
  direttamente in azienda,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire, con l'urgenza del caso, in qualità  di  socio  di
  maggioranza  e  riferimento di Riscossione Sicilia s.p.a.  e  Serit
  Sicilia s.p.a., per addivenire con i contrattisti ricorrenti ad  un
  accordo   mirante  alla  trasformazione  del  contratto  da   tempo
  determinato  a  tempo indeterminato, al fine di  evitare  ulteriori
  decisioni  da  parte  dei  giudici del  lavoro  che  vedrebbero  la
  Riscossione  Sicilia  s.p.a.  soccombere  di  fatto  davanti   alla
  richiesta  dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza, la  Regione
  siciliana  costretta  ad  un esborso di  somme,  non  previste  nel
  bilancio,  di  oltre 20 milioni di euro, e a bloccare  al  contempo
  ogni  altra assunzione nelle suddette società di soggetti, che  non
  siano  i ricorrenti, prima della definizione della vicenda ad  essi
  legata». (346)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che nel bilancio della Regione siciliana per l'anno  2010
  è  stata destinata la somma di euro 1.000.000,00 per le istituzioni
  pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB);

   Considerato  che  molte IPAB della Sicilia versano  in  condizioni
  strutturalmente deficitarie, con gravi conseguenze  che  riguardano
  anche   il   mancato  pagamento  delle  retribuzioni  al  personale
  dipendente, che in alcuni casi non percepisce lo stipendio da molti
  mesi;

   Ritenuto,  pertanto, che occorre intervenire per 'raffreddare'  la
  conflittualità presente nelle IPAB impossibilitate a far fronte con
  i  propri  mezzi  ai  pagamenti dovuti al personale  ed  agli  enti
  previdenziali, e quindi attenuare il disagio sociale che ne  deriva
  ai dipendenti che si trovano in detta condizione,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  utilizzare i fondi stanziati sul capitolo 183306, pari ad euro
  1.000.000,00 prioritariamente per il finanziamento della spesa  per
  le   retribuzioni  degli  anni  pregressi  non  ancora  erogate  al
  personale  delle  IPAB e relativi oneri riflessi, secondo  l'indice
  analitico  di  anzianità dei debiti in funzione  dei  dati  storici
  rilevati;

   a   ripartire   le  risorse  finanziarie  proporzionalmente   alla
  situazione  debitoria  riguardante la spesa del  personale,  previa
  ricognizione  complessiva da effettuarsi da parte degli  organi  di
  amministrazione  delle  singole  IPAB,  facendo  anche  ricorso  ad
  eventuale  transazione, al fine del contenimento e della  riduzione
  degli importi riconosciuti e dovuti». (347)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso   che  tra  le  varietà  bovine  della  Sicilia,   quella
  'cinisara'  è  tipica della parte occidentale dell'Isola,  come  la
  razza 'modicana' lo è invece della Sicilia orientale;

   Ricordato  che,  secondo stime dell'Unione  europea,  la  cinisara
  sarebbe  in  via  di  estinzione, rimanendone in  purezza,  secondo
  l'associazione  regionale degli allevatori  della  Sicilia  (ARAS),
  circa  duemila  capi  nelle zone di Cinisi,  Monreale,  Montelepre,
  Torretta,  Carini,  Giardinello e Piana degli  Albanesi,  tutte  in
  provincia di Palermo;

   Visto che è stato portato avanti l'iter per l'ottenimento del  DOP
  a  livello  regionale, mentre è ancora in corso a livello nazionale
  ed europeo;

   Considerata la qualità della carne, molto ricca di antiossidanti e
  di  ottimo gusto e sapidità; trattasi di animale molto rustico  che
  apprezza  pascoli scoscesi, riuscendo ad avere standard  produttivi
  ottimali anche rispetto ad altre razze come quella 'frisona',

                   impegna il Governo della Regione

   a  predisporre  le misure necessarie per la valorizzazione  ed  il
  miglioramento  tecnico e gestionale della filiera  di  allevamento,
  macellazione  e  vendita della vacca cinisara,  coinvolgendo  i  23
  operatori che hanno aderito al consorzio di tutela e valorizzazione
  della bovina cinisara (19 allevatori, tre macellai e un mattatore),
  il quale ha in corso la pratica per l'ottenimento del DOP;

   a  valutare con la Provincia regionale ed i Comuni interessati  le
  ulteriori misure a tutela dei pascoli, a sostegno degli allevatori,
  a garanzia della salubrità e del miglioramento del prodotto». (348)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  tra  le  varietà caprine della  Sicilia  la  'capra
  maurina' è tipica delle Madonie;

   Ricordato che l'areale di allevamento si incentra nel Comune di S.
  Mauro  Castelverde  (PA)  e  che da lì è  partito  il  progetto  di
  tipizzazione   della  carne  ovi-caprina,  al  cui   consumo   sono
  particolarmente  interessate  le  comunità  di  origine  maghrebina
  presenti in Sicilia;

   ritenuto opportuno avviare l'iter per l'ottenimento dell'IPG e  di
  un  disciplinare di allevamento, macellazione e vendita delle carni
  di capra maurina;

   Considerata la qualità della carne, molto ricca di antiossidanti e
  di  ottimo gusto e sapidità; trattasi di animale molto rustico  che
  apprezza  pascoli scoscesi, riuscendo ad avere standard  produttivi
  ottimali  anche  rispetto  ad altre razze normalmente  allevate  in
  Sicilia,

                   impegna il Governo della Regione

   a  predisporre  le misure necessarie per la valorizzazione  ed  il
  miglioramento  tecnico e gestionale della filiera  di  allevamento,
  macellazione  e  vendita  della  capra  maurina,  coinvolgendo  gli
  operatori interessati (allevatori, macellai e mattatori);

   a  valutare con la Provincia regionale ed i comuni interessati  le
  ulteriori misure a tutela dei pascoli, a sostegno degli allevatori,
  a garanzia della salubrità e del miglioramento del prodotto». (349)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che l'assistenza psichiatrica a Palermo è in  condizioni
  drammatiche  e  che  i  pazienti e le  loro  famiglie  sono  spesso
  abbandonati, in quanto non è possibile effettuare ricoveri in città
  per  carenza  di  posti  letto  nei reparti  di  Psichiatria  degli
  ospedali  generali,  e  altresì perchè non è  possibile  effettuare
  visite  domiciliari  per carenza di infermieri,  al  punto  che  il
  trattamento obbligatorio spesso avviene al di fuori dalla Regione;

   Visto  che  le  cause di tale disservizio derivano  dalla  mancata
  sostituzione degli infermieri andati in pensione, che ha portato  a
  squadre per turno, un tempo composte da 4-5 persone, oggi ridotte a
  1-2, spesso donne con minore prestanza fisica;

   Constatato che in conseguenza di ciò sono aumentati gli  infortuni
  sul   lavoro  tra  gli  infermieri,  finendo  con  l'aggravare   le
  condizioni  di  carenza di organico che si riverbera  ulteriormente
  sull'assistenza  domiciliare  che,  quindi,  avviene  in  modo  non
  adeguato;

   Rilevato, inoltre che:

   nel  2007  l'ex  AUSL  6  di Palermo aveva assunto  250  operatori
  provenienti  da  un corso di formazione professionale  (organizzato
  dall'ente CIAPI) per operatori destinati all'assistenza domiciliare
  e  che,  dopo  l'assunzione per il potenziamento di tale  attività,
  detti  operatori sono entrati nell'organico della Salute mentale  e
  inquadrati nel ruolo amministrativo;

   pertanto  nell'organico  della Salute mentale  oggi  figurano  più
  amministrativi che infermieri,

                   impegna il Governo della Regione

   a  potenziare  l'assistenza domiciliare utilizzando  il  personale
  nella qualifica per la quale è stato assunto;

   a  ripristinare i precisi standard assistenziali, oggi  disattesi,
  previsti  dalle  leggi  sulla  salute mentale  (progetto  obiettivo
  salute  mentale e piano sanitario regionale) a tutela della  salute
  dei malati mentali e delle loro famiglie;

   ad  istituire una cabina di regia unica che favorisca la  corretta
  utilizzazione del personale e dei posti letto». (350)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'articolo  4 della l.r. n. 80 del 1977 e successive  modifiche  e
  integrazioni  ha  istituito  il  Consiglio  regionale  per  i  beni
  culturali ed ambientali e ne prevede la nomina mediante decreto del
  Presidente della Regione;

   il   succitato   organismo   è   scaduto   dal   giugno   2009   e
  conseguentemente non sono stati espressi i necessari pareri,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad emanare il decreto di nomina del Consiglio regionale per i beni
  culturali  e  ambientali, al fine di consentire  la  ricomposizione
  dell'organismo  e lo svolgimento delle funzioni ad esso  attribuite
  dalla citata legge regionale». (351)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  i  soggetti destinatari delle disposizioni  di  cui
  all'articolo 2, comma 6, della legge regionale 1 febbraio 2006,  n.
  4  e  successive e successive modifiche e integrazioni  sono  stati
  impegnati  negli  ultimi tre anni in progetti di  utilità  di  work
  experience presso l'ex AUSL n. 6 di Palermo;

   Considerato che il personale in oggetto, nel triennio, ha maturato
  una  competenza  certificata dalla stessa  AUSL,  ed  acquisito  la
  professionalità necessaria per continuare ad espletare le  mansioni
  relative alla specializzazione conseguita;

   Viste  le  richieste di utilizzo del medesimo personale  pervenute
  dalla predetta ex AUSL,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  attivare  tutte le eventuali misure necessarie per  consentire
  l'impiego,  con  contratto di lavoro, esclusivamente  dei  soggetti
  destinatari  delle  disposizioni di cui all'articolo  2,  comma  6,
  della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, per lo svolgimento  di
  attività  di  interesse pubblico e sociale,  per  l'affidamento  di
  attività e servizi nell'ambito di progetti triennali confermabili».
  (352)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  i  soggetti destinatari delle disposizioni  di  cui
  all'articolo 2, comma 6, della legge regionale 1 febbraio 2006,  n.
  4  e  successive e successive modifiche e integrazioni  sono  stati
  impegnati  negli  ultimi tre anni in progetti di  utilità  di  work
  experience presso l'ex AUSL n. 6 di Palermo;

   Considerato che il personale in oggetto, nel triennio, ha maturato
  una  competenza  certificata dalla stessa  AUSL,  ed  acquisito  la
  professionalità necessaria per continuare ad espletare le  mansioni
  relative alla specializzazione conseguita;

   Viste  le  richieste di utilizzo del medesimo personale  pervenute
  dalla predetta ex AUSL,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  attivare  tutte le eventuali misure necessarie per  consentire
  l'impiego,  con  contratto di lavoro, esclusivamente  dei  soggetti
  destinatari  delle  disposizioni di cui all'articolo  2,  comma  6,
  della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, per lo svolgimento  di
  attività  di  interesse pubblico e sociale,  per  l'affidamento  di
  attività    e    servizi   nell'ambito   di   progetti    triennali
  confermabili».(352)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  sono state previste nel bilancio della  Regione  le
  maggiori somme di 1000 migliaia di euro per gli anni 2010-2012  per
  l'Assessorato Famiglia, politiche sociali e lavoro (UPB 6.4.1.3.2.
   -Capitolo 321703) 'Interventi in favore dei centri CIAPI',
  -
                   impegna il Governo della Regione

   a destinare le predette somme alla corresponsione degli emolumenti
  dovuti  ai  dipendenti  CIAPI a seguito dei  rinnovi  contrattuali.
  (353)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  la Regione siciliana attua progetti di cooperazione
  decentrata  allo  sviluppo  e che a tal fine  stanzia  risorse  nel
  capitolo di bilancio 100328;

   Considerata l'esiguità delle risorse disponibili per l'anno 2010,

                   impegna il Governo della Regione

   a  utilizzare i fondi disponibili nel suddetto capitolo per l'anno
  2010,    secondo    criteri   di   oggettività    e    trasparenza,
  prioritariamente per il completamento delle opere già avviate negli
  anni scorsi nel settore sanitario in Burundi». (354)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'art.  55  del  disegno  di legge 471  -  471  bis/A  prevede  la
  dotazione  organica  del  personale  precario  dell'Amministrazione
  regionale e delle società da essa controllate;

   nella  disposizione sopra richiamata non trovano spazio  parecchie
  categorie di precari, anch'essi storici, che, per inerzia sia degli
  amministratori sia del legislatore, non godono di pari diritti;

   tra   le  categorie  di  ex  lavoratori  maggiormente  penalizzati
  figurano i contrattisti del CIAPI e dell'Agenzia regionale  per  la
  protezione  ambientale (ARPA) (scaduti al 31 dicembre  2007)  ed  i
  lavoratori della Società servizi per l'occupazione s.r.l. (SPO);

   gli  ex  lavoratori dell'ARPA sono coloro i quali hanno dato  vita
  all'attività amministrativa e funzionale dell'Ente e che, per  mera
  incuranza, non hanno goduto dei benefici previsti dalla legge;

   i  dipendenti  della SPO hanno assicurato la gestione  del  bacino
  'Emergenza  Palermo' sino al 30 marzo 2010 e che, a  seguito  della
  previsione normativa contenuta nel disegno di legge in discussione,
  sono  stati  esclusi dal transito al soggetto regionale individuato
  per il bacino ex PIP;

   i contrattisti del CIAPI si sono visti anch'essi negare il diritto
  di beneficiare di previsioni di tutela del lavoro dopo l'esperienza
  pluriennale maturata all'interno del CIAPI di Palermo,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  ogni iniziativa possibile per rimediare  alla  grave
  ingiustizia subita da queste categorie di lavoratori;

   ad  includere  nei  provvedimenti successivi per l'attuazione  del
  citato articolo 55, in linea prioritaria, queste categorie, al fine
  di  non  disperdere professionalità acquisite e formate all'interno
  dell'Amministrazione regionale e di società per servizi  pubblici».
  (355)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

                   impegna il Governo della Regione

   perchè i consorzi di bonifica, in sede di nuovo affidamento  degli
  appalti  di  lavoro,  servizi o forniture funzionali  all'esercizio
  delle   attività   istituzionali,  prevedano  l'obbligo   per   gli
  aggiudicatari di avvalersi del personale già utilizzato nell'ambito
  di  precedenti affidamenti di almeno tre anni maturati alla data di
  entrata in vigore della presente legge;

   a  far  sì  che tale obbligo operi anche nel caso in cui l'appalto
  sia  svolto mediamente da soggetti operanti in regime di  controllo
  analogo». (356)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che il capitolo di bilancio 746811 è stato impinguato  di
  640 migliaia di euro,

                   impegna il Governo della Regione

   a  destinare  tale cifra al pagamento in favore delle  imprese  di
  pesca  beneficiarie, individuate nell'allegato 'A' del decreto  del
  dirigente  generale  22  dicembre 2004, pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana n. 9 del 4 marzo 2005, recante la
  graduatoria  dei  progetti giudicati ammissibili ed  effettivamente
  realizzati, relativi alla costruzione di nuove imbarcazioni». (357)

   LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, il Governo
  accoglie   tutti gli ordini del giorno come raccomandazione,  fermo
  restando  che, se ci sono ordini del giorno che presentano  profili
  di   incostituzionalità   o  che  sono  contrari   alle   direttive
  comunitarie, ovviamente si intendono non accolti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  numeri 471-471 bis/A «Disposizioni programmatiche e correttive per
                             l'anno 2010»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno   di   legge  numeri  471-471   bis/A   «Disposizioni
  programmatiche e correttive per l'anno 2010».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:   Adamo,  Ammatuna, Apprendi,  Arena,  Aricò,  Bonomo,
  Bufardeci,  Calanducci,  Cimino,  Colianni,  Cracolici,  Cristaudo,
  Currenti,  D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza,  Galvagno,
  Gentile,  Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Lentini,  Lombardo,
  Lupo,  Marinello,  Marinese, Marrocco,  Marziano,  Minardo,  Mineo,
  Musotto,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Romano, Ruggirello, Scammacca, Scilla, Termine, Vitrano.

   Votano no: Ardizzone, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo,
  Caronia, Cascio Salvatore, Cordaro, Corona, D'Asero, Dina, Falcone,
  Formica,   Forzese,  Gianni,  Leontini,  Limoli,  Maira,   Mancuso,
  Pogliese, Ragusa,Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: Savona.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            77
   Votanti             76
   Maggioranza         39
   Favorevoli          51
   Contrari            24
   Astenuti            1

                         (L'Assemblea approva)

   Informo  che  l'onorevole Nicola Leanza dichiara di  avere  votato
  favorevolmente  ma  che,  per un malfunzionamento  del  sistema  di
  votazione elettronica, il suo voto non risulta registrato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, non abbiamo finito, come sapete. La Presidenza
  comunica  che  la seduta è sospesa, per due minuti, per  consentire
  alla  Giunta  di approvare e presentare all'Assemblea  la  nota  di
  variazione  di bilancio, conseguente all'approvazione  della  legge
  finanziaria ed alla Commissione  Bilancio' di esprimere il relativo
  parere.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.03, è ripresa alle ore 13.17)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,  in  attesa  che  arrivi  la  documentazione
  relativa alla nota di variazione di bilancio, incomincerei  con  le
  dichiarazioni di voto.
   Onorevoli  Colleghi,  resta  stabilito  che  può  intervenire   un
  deputato per Gruppo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Il  primo  iscritto  a  parlare  è l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  abusare  del  tempo  concessomi perché devo  dire  che  sono  molto
  stanco.  E'  stata una lunga e faticosa tornata che tra Commissione
  ed  Aula  ha  impegnato  due settimane. E, probabilmente  non  sarò
  neanche molto lucido. Mi scuso anticipatamente per quello che potrò
  dire.
   In  questa vicenda che riguarda la finanziaria ed il bilancio, che
  per sua natura è un atto politico di declinazione dell'attività  di
  un  Governo e di una maggioranza, credo che siamo entrati  con  una
  condizione  inedita  per  questa nostra  Regione:  un  Governo  che
  governa   sostenuto   da   una  minoranza  di   parlamentari   che,
  formalmente, sostengono questo Governo. In questi mesi, è  maturato
  un  rapporto  tra  questo Governo, le forze che  sostengono  questo
  Governo  ed  il  Partito  Democratico, nel  senso  di  un  rapporto
  assolutamente  inedito,  sia  in tempo  di  elezione  diretta,  sia
  rispetto alle modalità con le quali normalmente si evidenzia  e  si
  manifestano le alleanze politiche.
   Abbiamo  inaugurato in questi mesi - e che con questa  finanziaria
  abbiamo voluto in qualche modo verificare - la possibilità  di  una
  fase  nuova,  difficile, complicata. A volte,  difficile  anche  da
  spiegare. Difficile da rendere semplificata in un tempo in  cui  la
  comunicazione  vale  più  degli  atti,  delle  cose  che  riesce  a
  determinare.
   Abbiamo aperto, in questa fase difficile, una stagione che abbiamo
  voluto  chiamare  la stagione delle riforme'. In  una   Sicilia  in
  cui,  diciamoci  la  verità, da molti anni,  tantissimi  anni,  non
  conosce la stagione delle riforme. In tutti questi anni, la  nostra
  Regione  si  è  cimentata più con la stagione della  gestione,  del
  governo,  del  potere,  dell'esercizio  del  potere  Ciò   in   una
  democrazia  è  certamente una delle attività  fondamentali  ma,  in
  qualche  modo,  aprire una fase in cui non limitare l'azione  della
  politica,  la  funzione  dei politici, la funzione  di  una  classe
  dirigente  alla mera gestione dell'esercizio del potere,  questa  è
  una  fase certamente più complessa, più difficile, anche più  ricca
  di insidie.
   E  questa fase delle riforme, per la verità, in questa legislatura
  ha  avuto  altri passaggi. E' iniziata sulle vicende della  riforma
  della struttura burocratica della nostra  Regione. Ha avuto uno dei
  suoi momenti più acuti, più forti, nella legge che ha riordinato il
  sistema delle aziende della sanità in Sicilia. E ha avuto ulteriori
  passaggi, per ultimo la legge sui rifiuti. Legge che considero  una
  pietra miliare della modalità di verificare e di dimostrare che  si
  può, attraverso le leggi, provare a cambiare la Sicilia. E questo è
  avvenuto con la legge sui rifiuti.
   Il bilancio e la finanziaria erano un passaggio ineludibile per la
  loro  natura. Diciamo molto spesso che le cose che si pensano e  le
  cose   che  si  vogliono  realizzare  hanno  l'immediatezza  e   la
  concretezza  dei  numeri,  dei  soldi,  della  contabilità,   delle
  emergenze,  di  una  politica che deve mettere  insieme  cronaca  e
  prospettiva.
   Credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Abbiamo dimostrato che  in
  Sicilia  si può cambiare. Che, se si vuole, la politica può  volare
  alto.
   L'Aula ha vissuto momenti di tensione. Era inevitabile dal momento
  che  c'è  una tensione nel sistema politico siciliano e dal momento
  che il Parlamento, o i politici - come spesso la gente ci definisce
  -, siamo lo specchio di quello che c'è fuori da questo Palazzo.
   E,  quindi,  se  oggi la politica vive un momento  di  particolare
  conflittualità  è perché il sistema politico in Sicilia,  come  nel
  resto   del   Paese,  vive  un  momento  di  grave  e   di   grande
  conflittualità.  Forse,  siamo alla fine  di  una  stagione  che  è
  iniziata nella cosiddetta e con la cosiddetta  seconda Repubblica'.
   E in Sicilia tutto questo sta avendo il suo riverbero. Però, credo
  che,  malgrado i conflitti, le tensioni, anche i momenti difficili,
  le  parole  grosse,  le battute, persino i momenti  più  caldi,  il
  Parlamento  stia  licenziando  una finanziaria e  un  bilancio  che
  consegnano  alla  Sicilia un profilo. Un profilo che  dimostra  che
  alcuni  temi,  alcune grandi questioni possono trovare  legittimità
  nell'attività legislativa.
     L'acqua   Dimostrare  che l'acqua può  avere  un  altro  destino
  rispetto a quello che appariva un ineluttabile destino.
   Occuparsi delle persone, dei loro problemi, di chi fa impresa,  di
  chi  cerca   lavoro, di chi in qualche modo chiede  alla  politica,
  anche per come siamo stati assediati in questi giorni,  chiede alla
  politica non solo parole ma soluzioni ai problemi.
   Abbiamo dimostrato che ci si può occupare anche di innovazione nel
  fare legislazione: il credito d'imposta, le zone franche urbane.
   E  dico  anche  un'altra  cosa che, probabilmente,  nel  dibattito
  politico non ha avuto e non ha ancora la considerazione che secondo
  me  dovrebbe  avere.  Abbiamo cioè riformato, e  uso  appositamente
  questa  parola,  il  congegno  che  ha  regolato  l'attività  delle
  cooperative  edilizie. Credetemi, abbiamo votato una legge  che  ha
  cambiato  e cambierà il rapporto tra impresa cooperativa e rapporto
  con  la  costruzione,  mettendolo  al  centro  ed  incentivando  il
  recupero. Abbiamo dimostrato che in Sicilia si può cambiare.
   Voteremo  il  bilancio, abbiamo già votato la  finanziaria,  e  lo
  voteremo  non perché facciamo parte della maggioranza che  sostiene
  questo Governo; lo voglio dire con molta franchezza: questo  non  è
  il  nostro  Governo  e vediamo grandi limiti in questo  Governo,  i
  limiti  propri  di una situazione politica complessa e  complicata.
  Pensiamo che questo Governo debba avere anche la capacità di fare e
  di far fare un salto in avanti alla Sicilia.
   Noi,  oggi, votiamo bilancio e finanziaria non per dare la fiducia
  a  questo Governo, ma per dare e per dire ai siciliani che  abbiamo
  fiducia  in  questa  Terra  ed in questo  popolo,  perché  possiamo
  provare  a fare cose nuove, a fare cose migliori, a fare cose utili
  che   possono   dare  alla  politica  non  solo   il   luogo,   del
   chiacchiericcio , della rissa, delle parole vuote,  ma  dimostrare
  che la politica, alla fine, si occupa delle persone e si occupa dei
  loro problemi.
   Questo bilancio consegna alla Sicilia una certezza: che la Regione
  c'è.  E'  un  luogo  a  cui  i cittadini  possono  guardare,  anche
  protestando, ma sanno che c'è un'istituzione che è lì ad ascoltarli
  e  noi  vogliamo  contribuire con questo bilancio ad  ascoltare  la
  Sicilia  migliore,  per far cambiare questa Terra.  E  lo  vogliamo
  fare, speranzosi che questo Governo, anche dinanzi ai suoi problemi
  politici e di prospettiva, sappia dare ed avere un colpo d'ala  che
  segni  un  nuovo tempo, a partire dal suo Presidente della  Regione
  eletto direttamente dai siciliani. Ecco, è una sfida
   Il voto a questo bilancio non è un voto di fiducia, ma è una sfida
  che consegniamo al Presidente Lombardo per valutare, nelle prossime
  settimane e nei prossimi giorni, se saprà essere all'altezza  della
  voglia  e delle speranze di cambiamento che questa Terra da  troppi
  anni attende.

   ADAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo al termine  di
  un durissimo e faticoso lavoro. Niente di strano, perché ogni volta
  la  finanziaria è un momento di incontro e di scontro  delle  forze
  politiche  e  le  forze politiche partecipano con la  passione,  lo
  stile,  l'educazione ed il senso delle istituzioni che ciascuno  di
  noi ritiene di dover utilizzare in politica.
   A   questo  proposito,  vorrei  a  nome  intanto  del  mio  Gruppo
  ringraziare  di cuore l'onorevole Michele Cimino perché  ha  saputo
  dimostrare,  certamente qualcuno non sarà d'accordo, ma  noi  siamo
  orgogliosi di lui perché ha saputo caricarsi sulle spalle tutte  le
  tensioni  e  le  contraddizioni dell'Assemblea  ed  ha  saputo  non
  rispondere  mai se non con i fatti, con la capacità di  mediazione,
  con  la  sua volontà di portare in porto una barca che tante  volte
  rischiava di affondare.
   La  ringraziamo, onorevole Cimino, con affetto e  con  un  po'  di
  commozione  moderata, com'è nel nostro stile,  perché  le  passioni
  violente  preferiamo portarle fuori dall'Aula, quando si tratta  di
  battersi, per raggiungere obiettivi concreti.
   Siamo  orgogliosi di questa finanziaria perché pensiamo che  siano
  stati raggiunti obiettivi importanti. Certo, potevamo fare di  più.
  Di   questo  siamo  certi  e  sicuri.  E  faremo  di  più.  Ma  c'è
  un'inversione  di  tendenza  che ci  rende  orgogliosi  del  lavoro
  svolto.  Intanto, abbiamo stabilito con forza - ci saranno  piccole
  eccezioni  -  ma  abbiamo stabilito con forza che il  problema  del
  precariato  si affronta con una legge organica, senza incursioni  e
  senza  colpi  di mano. Così come senza incursioni e colpi  di  mano
  bisogna   affrontare  tutti  gli  argomenti.  Ci  saranno   piccole
  eccezioni perché è impossibile cambiare di colpo tutto. E  c'è  una
  mediazione  che  anche noi siamo costretti a  fare,  ma  c'è  stata
  un'attenzione  per  una  volta forte  e  importante  alle  attività
  produttive (agricoltura, pesca, artigianato, turismo). Qualcuno  si
  scandalizza e si è scandalizzato per l'attenzione che questa Giunta
  ha  dato all'agricoltura. C'è chi preferisce parlare di agricoltura
  nei   cortei,   negli   scioperi,   firmare   ordini   del   giorno
  sull'agricoltura.  Ma  quando si porta alla  soluzione,  quando  si
  parla di progetti, poi, queste persone spariscono improvvisamente e
  cercano  altre cose. Noi, invece, abbiamo detto che questo  era  un
  tema  importante,  lo abbiamo affrontato e ci  siamo  e  ci  saremo
  quando  usciremo dall'Aula. Siamo troppo stanchi per fare il  conto
  di  quello che noi in questi giorni, sicuramente, abbiamo raggiunto
  lavorando  insieme al Governo. Ci saranno risultati importanti,  ce
  ne   saranno  nella  pesca come nell'artigianato e,  nonostante  le
  modeste  risorse  che  sono  state  attribuite  per  una  serie  di
  circostanze,  nel  turismo e nella cultura.  Ci  saranno  risultati
  anche  in  questo campo perché una Regione che pensa  di  avere  un
  progetto  economico,  facendo  fuori  l'agricoltura,  ma  anche  la
  cultura ed il turismo non è una Regione che può andare avanti, né è
  pensabile  risolvere il problema dell'occupazione con  proposte  di
  tipo  populiste o, addirittura, facendo ricorso all'elemosina  come
  purtroppo, ogni tanto, forse per l'ora tarda ieri sera o stamattina
  presto, abbiamo dovuto ascoltare.
   Siamo  orgogliosi anche del lavoro che è stato fatto sulla scuola.
  Non  è  una  nostra proposta, ma l'abbiamo sposata con  entusiasmo.
  Trasformare le scuole in centri sociali nei quartieri a  rischio  è
  un'idea fantastica  Qua, se volete, per me parla il docente, non il
  politico. E' anche questa una proposta che mi emoziona e credo  che
  in  questi  anni la scuola, soprattutto la scuola dell'obbligo,  ha
  svolto  un  ruolo importante. So di averlo detto, ma lo ripeto.  Se
  oggi in Calabria c'è chi applaude ancora i boss mafiosi, mentre  in
  Sicilia  la  gente va in piazza ad applaudire le forze dell'ordine,
  grande merito di questo lo dobbiamo alla scuola dell'obbligo ed  al
  grande lavoro che ha fatto in questi anni.
   Così  come  siamo orgogliosi di avere posto il tema delle  risorse
  idriche.  Sappiamo  che  si  deve  ancora  organizzare  una   legge
  coerente,  ma  l'avere affermato con forza che ci sono  beni  quali
  l'acqua,  la  scuola,  che sono beni pubblici,  che  possono  anche
  interloquire  con  il privato, ma in una logica  chiara  e  non  di
  inciuci tra pubblico e privato, come spesso avviene qua, di  questo
  siamo  orgogliosi. E, francamente, sui concetti del mondo  liberale
  accettiamo  poche lezioni e siamo sicuri di sapere interpretare  il
  mondo liberale.
   Siamo   estremamente   orgogliosi   anche   del   sostegno    dato
  all'Assessore per i lavori pubblici, dei fondi che attraverso i Fas
  arriveranno, immediatamente, assessore Cimino, all'assessore per le
  manutenzioni  e gli interventi sui porti e per la realizzazione  di
  quelle opere della  legge obiettivo  che sicuramente in poco  tempo
  daranno alla Sicilia ed ai siciliani risposte concrete.
     Da  domani  il dibattito si sposta fuori dall'Aula e  noi  siamo
  orgogliosi del lavoro fatto e sapremo discutere, il dibattito  sarà
  con i cittadini e sappiamo di potere trovare la voce agli argomenti
  perché  anche  i  cittadini siciliani siano orgogliosi  del  lavoro
  svolto.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siamo  da  quasi
  trentasei ore in Aula e la stanchezza si fa sentire. Sarò,  quindi,
  molto breve cercando di sintetizzare al massimo quello che penso.
   Innanzitutto desidero fare una premessa. Una  premessa  che,  devo
  dire, non mi fa neanche piacere fare, ma è opportuno che la faccia.
  Mi  auguro che la mancata risposta alle mie reiterate richieste  di
  informazioni circa la Siremar non abbiano nulla a che vedere con un
  pregiudizio di genere, perché mi viene anche questo dubbio e,  devo
  dire che, probabilmente mi rispondo, che se la ragione non è questa
  evidentemente  è perché non c'è una ragione a questo  comportamento
  che  non  ho mai compreso e che, secondo me, non hanno mai compreso
  neanche  i  siciliani. Motivo per il quale si preferisce  rifiutare
  qualcosa che viene data in termini gratuiti per poi acquistarla  ad
  un prezzo che non è da poco.
   Rispetto,  peraltro,  alla  possibilità  di  partecipare  ad   una
  manifestazione d'interesse che la Regione sta effettuando,  non  ho
  sentito dire una sola parola né tanto meno ho visto un solo rigo  o
  una cifra che potesse fare riferimento a questo.
   Visto  che  la  Regione si appresta a partecipare,  attraverso  la
  società  Mediterranea Holding, a una gara che vedrebbe  un  impegno
  economico  di  quasi  un  miliardo di  euro,  io  mi  chiedo  com'è
  possibile che avendo approvato un bilancio della Regione non vi sia
  nessuna  norma  né  tanto  meno  nessuna  indicazione  che   lascia
  presagire come si voglia fare fronte a queste spese.
   Quindi,  a  questo  punto devo dire che probabilmente  ci  saranno
  altre  sedi nelle quali noi dovremmo discutere di ciò visto che  il
  Governo si ostina a non volermi rispondere. Di questo me ne  dolgo.
  Devo dire che mi dolgo anche di avere assistito a questo spettacolo
  che non mi ha assolutamente arricchito, ma mi ha impoverito.
     Credo  che  abbiamo parlato, ma io ho votato contro  ovviamente,
  però  credo  che sia stata varata una finanziaria che io  definisco
  scandalosa. Sa perché dico questo, Presidente? Perché io credo  che
  abbiamo  varato  una norma che ha inficiato il  futuro  dei  nostri
  figli,  dei  figli dei siciliani. Avere utilizzato una quantità  di
  risorse  per   indicazioni e per strategie che non porteranno  allo
  sviluppo  di  questa  terra, così come per esempio  l'utilizzo  dei
  fondi  del fondo sociale, ha detto bene lei poc'anzi,  lei ha detto
  che  il fondo sociale va utilizzato per lo sviluppo. Allora io dico
  che,  se  per emergenze lavorativa - che io condivido ed ho sposato
  in  pieno -, si utilizzano i fondi sociali europei, non capisco più
  quale sia la strategia di questa Regione.
   Perché credo che quei fondi debbano servire perché questa regione,
  quando  non  sarà  più obiettivo 1, possa camminare  sulle  proprie
  gambe.  E  non  credo che dalla strategia di questa finanziaria  si
  possa  cogliere questo. Devo dire che secondo me questa finanziaria
  ha  un  solo obiettivo, quello di consumare l'abbraccio  mortale  -
  perché così lo definisco - con il PD.
   Questo  Parlamento, che oggi appunto vede nel PD una forza che  ha
  sostenuto  il  Governo, ha dovuto in qualche  modo  anche  digerire
  scelte  che  abbiamo capito bene che non erano poi così  condivise.
  Alcuni  momenti  sono stati  momenti nei quali forse  si  è  subìto
  anche qualcosa.
   Se  me  ne sono accorta io, penso che se ne siano accorti anche  i
  siciliani. Così come credo che si siano anche accorti che manca una
  strategia.  Una  strategia che parli di occupazione.  Mi  riferisco
  all'occupazione  vera, quella seria, cioè alla stabilizzazione.  Io
  credo  che, quando si parla di stabilizzazione, si fanno  due  cose
  buone,  due  cose utili: si dà certezza alla gente e  si  eliminano
  tutte quelle sacche di speculazione e di clientelismo che lei tante
  volte ha denunciato.
   Perché vede signor Presidente, quando il lavoratore non ha più  la
  precarietà  del  lavoro, allora forse a quel  punto  può  scegliere
  liberamente chi e come votarlo, se votarlo oppure no.
   Credo che questo sia un dovere di coloro i quali siedono in questo
  Parlamento.
   Io  credo che non ci siano queste norme di sviluppo che ho sentito
  tanto  decantare. Credo che proprio rispetto allo sviluppo  abbiamo
  fatto passi indietro. Una norma per tutte mi ha colpito, l'ho anche
  detto  ieri in un mio intervento, quella che riguarda la Fiera  del
  Mediterraneo di Palermo, il personale dell'Ente fiera. Al riguardo,
  si  è  pensato soltanto al trasferimento del personale  presso  una
  società  partecipata. Non si è pensato ad un processo  di  sviluppo
  che  possa  utilizzare anche i fondi FAS o comunque altre  risorse,
  come  per  esempio si è fatto a Termini Imerese, su cui  ovviamente
  sono   d'accordo.  Ma  perché  non  farlo  anche  in  altre  realtà
  altrettanto importanti?
   Onorevole Presidente, a mio avviso, quando si parla di sviluppo  e
  quando  si parla di lavoro non possiamo che essere tutti d'accordo;
  poi  ci differenziamo sui fatti, non sulle parole. Io credo che nei
  fatti  che emergono da questa finanziaria c'è un grande divario.  E
  viene da coloro che hanno cercato di fare opposizione, che a tratti
  può  essere sembrata anche ostruzionistica, Non era il mio intento,
  seppure ho tentato anche io di dare un contributo.
   Bene,  devo  dire  con  grande  amarezza  che  nessuno  dei   miei
  contributi  è stato colto anche solo in minima parte. Forse  perché
  c'è  un pregiudizio di base. Forse perché si crede che tutto  venga
  fatto  per  ostruzionismo. Io avevo prodotto tantissimi emendamenti
  e, ahimè, non sono stati discussi perché c'è stata una scelta della
  Presidenza - che, per carità, rispetto - di  non trattare una serie
  di  argomenti. Ma mi creda, signor Presidente, io di argomentazioni
  ne ho, e ne avrei tante
   Così come ne hanno anche altri miei colleghi. Però, quando c'è  un
  pregiudizio, una volontà di ascoltare in maniera non serena, questa
  a volte inficia anche la possibilità di dare un contributo.
   In questa finanziaria non c'è un solo rigo che sia frutto anche di
  un  contributo che possa avere dato io. Questo potrebbe anche  poco
  importare  se  tutto questo non avesse comportato a mio  avviso  la
  produzione di un testo che ripeto è un testo scandaloso.
      Oltretutto,   scandaloso   devo   anche   definire   un   altro
  comportamento,  quello che è stato consumato  in  alcuni  passaggi,
  quando  la mancanza di regole è stata acclarata all'interno  di  un
  Parlamento.  E mi dispiace. Mi dispiace molto, perché  delle  norme
  che  c'erano  e  poi  non ci sono state più, le  cose  che  c'erano
  qualcuno  le  ricorda,  qualcun  altro  no.  E  credo  che   questa
  incertezza  non faccia bene a nessuno. Non ci fa bene  innanzitutto
  come  uomini, per il rispetto che c'è dovuto in quanto persone.  E'
  questo il primo valore. E non ci fa bene in quanto parlamentari. Il
  Parlamento  è una istituzione. E io lo rispetto come tale  e  credo
  che   sia  opportuno  che  lo  facciano  tutti.  Ripeto,  onorevole
  Cracolici, è opportuno che lo facciamo tutti.
   Onorevole  Cracolici, le voglio dedicare due parole in  quanto  le
  devo  dare  atto  che  è  molto  attento  a  come  la  spesa  viene
  utilizzata,  a  quali risorse noi ci rivolgiamo. E  devo  dire  che
  rispetto  alla  problematica Siremar lei non ha  mai  sollevato  il
  problema  e mi stupisce molto. Così come mi stupisce il  fatto  che
  lei  non abbia rimarcato la necessità del rispetto delle regole.  E
  ricordo,  invece,  che  tante  volte  lei  aveva  richiamato   tale
  principio   in  merito  alle  decisioni  prese  all'interno   della
  Conferenza dei capi gruppo così come all'interno delle Commissioni.
  Questo  mi preoccupa. Infatti, quando mancano le regole,  allora  è
  veramente difficile muoversi all'interno di un percorso.
   E,  per  concludere, giusto perché non voglio ripetermi  e  voglio
  essere piuttosto succinta, dico che prima di ogni cosa noi dobbiamo
  cercare di produrre norme che abbiano una durata. Io non credo  che
  questa  sia una norma che avrà una durata particolarmente  longeva.
  Di  questo  mi dispiaccio perché l'impegno che comunque  tutti  noi
  abbiamo  profuso avrebbe avuto l'obiettivo di averci fatto produrre
  una  norma  longeva.  Credo  che  sia  l'aspettativa  di  tutti   i
  legislatori. Credo che questo non lo abbiamo ottenuto.
   Vorrei anche spendere due parole in merito alla polemica suscitata
  rispetto a qualche intemperanza di qualche assessore. Io credo  che
  sia  incredibile che in una rubrica così importante come il turismo
  non  vengano  allocate risorse, peraltro in  una  regione  come  la
  nostra   Ebbene, certamente l'agricoltura va portata  avanti.  Sono
  assolutamente una fautrice di questo e lo sarò sempre. Ma credo che
  per una Sicilia, che ha una vocazione turistica altamente spiccata,
  non  si possa  prevedere per il turismo solo le briciole o soltanto
  interventi  che  vengono fatti a margine,  giusto  per  cercare  di
  sanare qualche problematica. Credo che richieda invece una politica
  che venga fatta in maniera oculata, che vada fatta in maniera molto
  seria, destinando ad essa anche delle risorse. Quando le risorse si
  destinano  per percorsi che sono virtuosi, che sono utili  al  bene
  della Sicilia e dei siciliani, nessuno ha nulla da dire.
   Questa  è  una finanziaria molto costosa, di lacrime e sangue.  Io
  non  ho  visto  molto.  Forse  qualche lacrima  la  vedremo  quando
  usciremo  di  qui.  Abbiamo  visto  più  volte  soggetti,  persone,
  lavoratori che reclamano un diritto che è quello del lavoro, che  è
  sacrosanto,  e  molto  spesso  li  vediamo  in  momenti  di  grande
  commozione e di difficoltà. Credo che questo addolori un po' tutti.
   Ecco perché - e  mi avvio a concludere -  rispetto ad una serie di
  norme   mi   sarei   aspettata  molto  di  più.   E   parlo   delle
  norme/manifesto,  che  a  mio avviso sono manifesti  e  null'altro,
  norme  che  posticipano  a seconda dei tempi  la  valutazione,  per
  esempio   della  riorganizzazione  delle  partecipate,  così   come
  l'acqua.   A  cosa serve normare qualcosa che andrà  normato  dopo?
  Serve  forse  a  giustificare un percorso che,  ripeto,  a  me  non
  appartiene.
   E  concludo  dicendo che, siccome la speranza è sempre l'ultima  a
  morire, mi auguro che questo Governo abbia a rivedere una serie  di
  percorsi  sia  in  materia  legata alla politica  strategica  della
  Regione e anche in merito alle coalizioni che lo sostengono  perchè
  credo  che la volontà degli elettori non vada mai tradita  e  credo
  che  rispetto  a  questo ci sarebbe da fare una  riflessione  molto
  seria nell'interesse delle Sicilia e dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  del  Governo, onorevoli colleghi, pensavo di  fare  questo
  intervento come dichiarazione di voto in una livida alba di  aprile
  piuttosto che in un solare pomeriggio dell'1 maggio. Il 1  maggio è
  la   festa   del  lavoro,  ed  è  il  lavoro  quello  che  dovrebbe
  caratterizzare   questa   giornata.  E   invece,   paradossalmente,
  sottolinea  il  vero dramma, il vero soggetto, oggetto  e  contesto
  dove  noi  ci  muoviamo e dove noi dobbiamo far politica,  cioè  il
  problema del lavoro.
   L'amico Cracolici diceva che la politica vive un momento di  grave
  crisi,  di  grave travaglio, di grave complessità. Ma tutto  ciò  è
  figlio  del contesto nel quale viviamo. Noi viviamo in un  contesto
  difficile,  complesso e complicato che si porta un passato  di  non
  certamente  perfetta gestione delle istituzioni, ma soprattutto  si
  porta un passato e un presente di grave crisi occupazionale.
   Il vero grande dramma della nostra terra di Sicilia è il lavoro, è
  la  disoccupazione.  E  noi la viviamo quotidianamente.  E  chi  fa
  politica  come  me,  io  non ho mai fatto politica  secondo  regole
  ciniche  da  gioco  degli  scacchi, in questo  forse  sbagliando  e
  violando quelle che sono le regole classiche del far politica,  non
  sono mai stato spinto da ambizioni personali, ho cercato sempre  di
  essere  testimone  del  contesto di  dove  vivo,  opero,  una  full
  immersion,  vivo  per le strade, giro, sento la  gente,  e  l'unica
  richiesta  da  quando  sono  rientrato in  politica  che  mi  viene
  chiesta, urlata disperatamente è il lavoro.
   E noi lo viviamo quotidianamente.
   E'  a  questo  contesto  che dobbiamo dare  risposte.  E  la  vera
  risposta   contro  la  criminalità  mafiosa,  oltre   la   cultura,
  certamente,  la  scuola, l'insegnamento della  legalità,  il  senso
  delle istituzioni, è quella di rendere la gente libera dal bisogno.
  Dare  ai  giovani  la  speranza del  futuro,  dare  ai  giovani  la
  possibilità  di  crearsi  un futuro nel  quale  essere  liberi  dal
  chiedere,  dal  domandare al deputato o  al  potente  di  turno  il
  lavoro, perché si è poi strumenti del bisogno.
   E  la  risposta  del precariato è sempre stata  un  mio  obiettivo
  fondamentale.  Il  precario è colui il quale  deve  quotidianamente
  recarsi dietro la porta del potente chiedendo la proroga, chiedendo
  la  possibilità di rimanere, di avere un posto stabile.  Andare  ad
  arricchire   le  grandi  schiere  delle  clientele,  non   decidere
  liberamente nel momento in cui si vota. Di fronte a questo dobbiamo
  dare  la  nostra  risposta. Abbiamo fatto una finanziaria.  Abbiamo
  votato  un  bilancio. Abbiamo esaminato un bilancio. Per quanto  mi
  riguarda  è  stata  un'esperienza umana perché al  centro  del  mio
  impegno  politico,  del mio vivere quotidiano  c'è  sempre  l'uomo.
  Un'esperienza umana straordinaria.
   Ho  potuto  constatare  che  all'interno  di  quest'Aula  ci  sono
  colleghi  straordinari,  preparati,  che  hanno  studiato   materie
  complesse e complicate, di fronte alle quali tra l'altro  mi  trovo
  in  profondo  disagio  non avendo una cultura,  una  mentalità,  un
  temperamento adatto allo studio attento delle carte. Poi, per  quel
  che  riguarda le problematiche del tema del personale, le norme che
  vigono  sul  personale, su tutto ciò che deve aggregare,  che  deve
  dare  possibilità  di  lavoro, o quanto meno creare  soluzioni  che
  trovano  risorse  per  dare risposte, lì obiettivamente  c'è  gente
  preparata. E ho avuto modo di costatare che in quest'Aula  ci  sono
  colleghi  di gran valore, che fanno con passione, con impegno,  con
  dedizione e con studio il proprio lavoro.
   Devo  dirvi  che  per  me  far politica  è  dare  risposte,  agire
  concretamente. E in questo molte volte mi trovo a disagio di fronte
  alle   lentezze  della  politica,  di  fronte  alle  incomprensioni
  incredibili delle burocrazie.
   Notoriamente  sono  uno che non gira per gli assessorati,  ma  non
  perché sono meglio degli altri, ma perché ho una repulsione a tutto
  ciò che sono le norme. Se mi  dicono che non c'è niente da fare, io
  credo  che  non ci sia niente da fare. E, invece, c'è gente  brava,
  anche  colleghi,  che insistono, che domandano, che  chiedono,  che
  sono tenaci e trovano sempre la soluzione anche ai loro problemi. E
  quindi ci vuole veramente un cambiamento di tendenza.
   Incontrandomi, forse anche questa notte, non ricordo bene  quando,
  ma  qualche ora fa, con l'amico collega Leontini ci siamo fatti una
  promessa:  poter  mettere mano al Regolamento.  Credo  che  sia  un
  impegno  centrale di questo Parlamento. Mettere mano al Regolamento
  per  evitare  che  quest'Aula  sia intrappolata  da  norme  che  le
  impediscano di decidere di confrontarsi liberamente. Questo  non  è
  un  problema,  ma  bisognerebbe farlo in  maniera  veloce,  trovare
  immediatamente  la  soluzione e andare  avanti  e  proporla  ad  un
  Governo. Un Governo che naturalmente noi appoggiamo.
   E' inutile dire che siamo accanto al Presidente Lombardo in questa
  sua  battaglia molte volte difficile, molte volte non compresa,  ma
  certamente  -  per  quanto io ritenga - in piena buona  volontà  di
  cambiare,  di dare un nuovo volto a questa nuova terra di  Sicilia.
  Soprattutto a una Regione che sia in grado  e sia all'altezza delle
  grandi  sfide  quotidiane. Ad una società  che  si  evolve  ad  una
  velocità  straordinaria.  Ai giovani che hanno  ormai  strumenti  e
  modalità di accesso al consenso, al sapere, al conoscere grazie  ad
  una  tecnologia modernissima, ma hanno soprattutto la necessità  di
  capire  che  gli  interlocutori e coloro i quali  rappresentano  le
  istituzioni  sono all'altezza dei loro compiti. E,  quindi,  essere
  coinvolti, essere partecipi della politica, partecipi del consenso.
  Scegliere una classe dirigente che sia all'altezza di queste grandi
  sfide.  Indubbiamente  - io  naturalmente tenuto  conto  della  mia
  assoluto autonomia, non è un caso che sono giunto al Movimento  per
  le  Autonomie -, il mio non è mai stato un trasformismo,  è  sempre
  stato, molte volte forse sbagliando, un dare ascolto innanzitutto a
  ciò che la mia coscienza e la mia passione, che la mia lealtà e  il
  mio  senso  di dignità e di orgoglio mai fuori dalle righe,  ma  di
  umiltà  per confrontarmi ai problemi, mi spinge a dire:  sii  utile
  nei  confronti degli altri. Da giovane lessi un pensiero  di  Willy
  Brandt  che  diceva  che l'unico modo per essere  utile  ai  propri
  simili, a coloro i quali hanno bisogno, è gestire il potere. Ma non
  già  il  potere  come  viene sentito e inteso  in  senso  negativo,
  gestire  la cosa pubblica per essere all'altezza, per dare risposte
  a chi ci è vicino.
   Noi  riteniamo che in questa finanziaria e in questo bilancio, per
  le  norme che abbiamo approvato, ci siano tutte le possibilità  per
  cui  il  Governo possa gestire la cosa pubblica. Ma io ritengo  che
  tante  cose  bisogna  fare  ancora.  Ritengo  che  ci  voglia   più
  programmazione, che ci voglia realmente una politica economica, che
  si pongano traguardi e obiettivi e che si raggiungano anche a costo
  di  essere  impopolari. Che si dica la verità alle persone  e  alla
  gente.
   Quindi,  per quanto mi riguarda credo che sia stata una esperienza
  importante.
   E vorrei riconoscere a questa Presidenza, a lei, onorevole Cascio,
  ma anche all'onorevole Formica e all'onorevole Oddo, una conduzione
  dei  lavori con un alto senso delle istituzioni,  al di sopra delle
  parti,  con  un grande senso di responsabilità. E un ringraziamento
  va  dato  a  tutto  il  suo  staff,  ai  funzionari  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  e  a  tutti coloro  i  quali  manualmente  ci
  aiutano,  sono  a  fianco  a  noi, ci portano  gli  emendamenti,  i
  faldoni, che poi regolarmente per quanto mi riguarda perdo e me  li
  faccio  dare più volte, ma sempre con grande cortesia,  con  grande
  stile e soprattutto con un senso delle istituzioni di cui noi siamo
  altamente orgogliosi.
   Ripeto,  viviamo  un momento difficile. Difficilissimo.  E'  amaro
  constatare  di non potere dare risposte ai giovani che ci  chiedono
  il  lavoro così come, per certi versi,   è una grande gioia  vedere
  che  coloro i quali hanno finalmente raggiunto un salario di 600  o
  700  euro  al  mese  sono felici, ma è anche la consapevolezza  che
  viviamo  un  momento  difficile. Lo viviamo  a  livello  nazionale,
  internazionale, europeo e globale. Quindi, ci troviamo di fronte  a
  queste grandi sfide, dinanzi a noi si apre questo grande scenario e
  l'unico nostro impegno è quello di rispondere a queste esigenze. Io
  non  lo  posso fare, ma tanti colleghi lo fanno, seppure  in  buona
  fede,  di  dire cose diverse e di criticare fortemente  il  governo
  della  Regione  siciliana perché tutto ciò migliori  e  soprattutto
  possiamo  costruire un futuro migliore per le nuove  generazioni  e
  per i nostri figli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ora  tarda  e  la
  stanchezza  non  mi permettono di dire - anche per  l'avarizia  del
  tempo  messo a disposizione -, non mi consentiranno di  dire  tutto
  quello  che  vorrei dire motivando il voto negativo al  bilancio  e
  alla finanziaria.
   Mi  riporto, pertanto, alle cose che sono state dette da me e  dai
  colleghi del Gruppo in questi tre giorni di maratona. Ma altre cose
  vanno  dette anche per  risposte e  precisazioni a colleghi che  mi
  hanno preceduto.
   Credo che l'Aula debba ringraziare anche il presidente Savona  che
  con  tanta pazienza e fatica ha condotto i lavori della Commissione
  e  quindi  ci ha consentito intanto di capire quello che  succedeva
  con il bilancio e con la finanziaria.
   Il voto dell'UDC è un voto negativo. Ed è un voto politico. Non  è
  soltanto un voto tecnico.
   Intanto  debbo  sottolineare che con ritardi mai prima  conosciuti
  siamo arrivati strozzati all'esame e al dibattito sulla finanziaria
  e  sul  bilancio.  Non certamente per colpa della Commissione.  Non
  certamente  per colpa del Presidente dell'Assemblea. Né tanto  meno
  per colpa dell'Aula.
   Questo  ci ha impedito un esame a largo raggio, un approfondimento
  su temi politici, economici e di sviluppo importanti in una fase di
  transizione come questa. E ci ha portato oggi a esprimere il nostro
  voto  alle  ore 14 e qualcosa del 1  maggio  E lo dico   non  tanto
  perché  è  un  giorno di festa. Anzi, è un giorno di  lavoro  e  lo
  onoriamo  nei confronti della Sicilia e dei lavoratori restando  in
  quest'Aula.
   E  lo  dico  perché,  così  come l'ho anticipato  ieri  prima  che
  scoccasse  l'ora della mezzanotte, vorrei richiamare alla prudenza.
  Ieri  notte  dissi:  attenzione,  prudenza   Non  mettiamoci  nelle
  condizioni di sentirci dire che stiamo approvando il bilancio  dopo
  il tempo massimo.
   E' notorio che se c'è un rischio di non rispetto di un termine per
  questa  Assemblea è quello di non votare il bilancio entro il  mese
  di  aprile.  Noi  lo abbiamo fatto. Lo stiamo votando  adesso.  Noi
  abbiamo creato le condizioni di vulnus per questa Assemblea.
   Io  avevo pregato ieri di affrontare il problema votando  prima  e
  trovando al riguardo giustificazioni giuridiche, ove ce ne fossero,
  per giustificare il ritardo.
   A  mio  avviso, è stato con molta sufficienza evitato il problema.
  Ciò può creare problemi all'Aula.
   Cosa critichiamo?

   (Il  Presidente  della Regione, onorevole Lombardo,  si  allontana
  dall'Aula scusandosi con l'onorevole Maira)

   PRESIDENTE. Onorevole Maira, che succede?

   MAIRA.  Niente di importante. Il Presidente Lombardo si è  scusato
  perché  ha dovuto allontanarsi per una intervista con il TG  3.  Mi
  auguro  che  mi leggerà nel resoconto. Certo, non è la stessa  cosa
  perché  la lettura è fredda, l'intervento a volte può anche  essere
  caldo e trasportante.
   Perché  non abbiamo condiviso l'impostazione sul bilancio e  sulla
  finanziaria?
   Intanto  perché  sino all'ultimo questo è avvenuto.  Siamo  andati
  spesso  avanti  con  maxi emendamenti, addirittura  con  180  punti
  inseriti  in un solo emendamento. In esso c'erano norme  giuridiche
  da  cambiare, da sostituire, termini che scivolavano. Difficilmente
  -  e  lo dico da giurista -  ci si poteva raccapezzare per tempo  e
  ciò vale anche per chi come me  si occupa di diritto.
   Questo  ha  creato  momenti di tensione,  momenti  di  confusione,
  momenti di contrasto. Ma a prescindere da questo, è da sottolineare
  che  questa  finanziaria  non  dà sviluppo  alla  Sicilia.  E'  una
  finanziaria che, per certi versi, carica di tributi il cittadino, e
  per  altri  affronta  le  cosiddette  grandi  riforme'  senza  aver
  valutato appieno il costo delle  grandi riforme'.
   Perché,   è   un   bel  dire  che  noi  dobbiamo  procedere   alla
  pubblicizzazione,  alla  ripubblicizzazione  del   sistema   idrico
  siciliano,  ma  non  si può fare confusamente con  un  articolo  di
  finanziaria, non si può fare senza prevedere il costo economico  di
  una  vicenda  di  questo genere che comporta la liquidazione  delle
  imprese  che  hanno  avuto assegnati i vari ATO,  che  hanno  avuta
  assegnata la gestione del servizio. Non si può prendere in  giro  i
  cittadini  con l'affermazione che, se ripubblicizziamo, la  tariffa
  dell'acqua sarà meno incisiva, perché possibilmente non sarà  così.
  E  in ogni caso non si tiene conto dell'efficienza del servizio che
  invece appalti ben mirati possono garantire. E in effetti si stanno
  dando risposte ai problemi idrici della nostra Isola.
   Ci  siamo  tutti  riempiti  la bocca.  Anzi,  alcuni  se  la  sono
  riempita,  perché  questa è una finanziaria che  dà  risposte  alla
  disoccupazione  e ai precari. E vorrei ricordare  all'Aula  che  il
  problema  dei  PIP  è  stato affrontato sotto  la  pressione  delle
  proteste.  Non  che  questo  mi  scandalizzi,  o  mi  abbia   fatto
  preoccupare quando questo è avvenuto in piena notte. Però, è chiaro
  che  le cose in Sicilia non vanno bene, e non è adottando uno o due
  articoli  di una finanziaria che ci laviamo la coscienza e  abbiamo
  risolto il problema dei PIP, accanto a loro ci sono ancora migliaia
  di precari, e alcuni in questa finanziaria li abbiamo dimenticati.
   Come  diceva  ieri qualche collega, occorre avere il  coraggio  di
  prendere  coscienza di questo problema siciliano; occorre  prendere
  atto  che  bisogna  concentrare tutte le  risorse  disponibili  per
  eliminare definitivamente il precariato ed evitare che se  ne  crei
  di  nuovo; occorre impostare tutte le risorse economiche  per  dare
  una  prospettiva  di lavoro ai giovani ed alle donne.  Se  noi  non
  faremo questo, avremo delle grosse responsabilità per il futuro dei
  nostri figli, dei nostri nipoti e dei nostri amici.
   Qualcuno  diceva  poc'anzi che questo è un momento  importante  di
  transizione.  E'  un momento di transizione, ma io  dissento  sulla
  qualificazione  di importante. La Sicilia vive un momento  politico
  ed  istituzionale di grande confusione e occorrerà mettere mano  ad
  un  vero  programma  di  sviluppo della  nostra  Terra,  con  forze
  politiche omogenee. Ed è giusto precisare che è sbagliato sostenere
  che questo è un Governo con un presidente eletto dal popolo. Non  è
  così.
   Il  Presidente Lombardo, come qualunque altro Presidente,  con  il
  nostro sistema elettorale, è sì eletto dal popolo, ma con la  forza
  della coalizione delle liste che lo hanno portato all'elezione.
   Di  fatto  si  è  creato una forma di furto  della  volontà  degli
  elettori.
   Il  Presidente Lombardo governa con una maggioranza che  è  ancora
  insipida, che non è certa.
   Noi  lo  sfideremo  nei prossimi giorni, e nei  prossimi  mesi,  a
  creare  delle condizioni di maggioranza e di Governo stabile,  dove
  nel  Governo  ci  siano molti più politici di quanto  ce  ne  siano
  adesso, e dove i tecnici facciano i consulenti, e i magistrati  non
  facciano politica.
   Questa  maggioranza, questo Governo - mi scusino i colleghi seduti
  in  Giunta  -  manca  dell'anima. Non  ha  un'anima.  Un'anima  che
  significhi anche solidarietà, che significhi attenzione per  i  più
  deboli, che significhi attenzione per i problemi delle famiglie.  E
  non  vorrei ricordare nuovamente tutte quelle norme che l'UDC aveva
  impostato  per  dare  risposte concrete  alle  famiglie,  per  dare
  risposte   ai   bisognosi,  e  che  non  sono  state  adeguatamente
  sottolineate e prese in considerazione in questa finanziaria.
   Noi  riteniamo  che  non  si  possono fare  le  riforme  senza  il
  confronto con le organizzazioni sindacali, e senza il confronto con
  le organizzazioni degli imprenditori.
   Mi  meraviglia che alle proteste delle organizzazioni sindacali  -
  che  per la prima volta non sono state chiamate ad un confronto con
  il  Governo sulla finanziaria - ci sia un partito come  il  PD  che
  annovera,  tra  i suoi rappresentanti attuali e non, rappresentanti
  sindacali importanti, e che ha sostenuto questa finanziaria.
   Mi  meraviglia  anche  che le organizzazioni  di  categoria  degli
  imprenditori  siciliani,  con  in  Giunta  un  proprio   assessore,
  critichino  le  scelte  di finanziaria e di bilancio  del  Governo,
  senza  che  ci sia il pudore da una parte e dall'altra di chiedersi
  cosa ci stiamo a fare in Giunta. Ma cosa ci fate in Giunta?
   Su  queste  basi io credo che la Sicilia non farà molta strada.  E
  credo che, ove non si dovessero trovare ragioni di vere maggioranze
  per un vero sviluppo della Sicilia, necessita di tornare alle urne.
   Nessuno di noi è masochista. Sappiamo perfettamente cosa significa
  affrontare  le  elezioni.  Conosciamo perfettamente  i  rischi  che
  ognuno  di  noi può correre con nuove elezioni, ma non  ha  nessuna
  importanza  fregiarsi  della  medaglietta  di  deputato,   sentirsi
  ossequiato  e  onorato, a volte con molta ipocrisia e sofferenza  e
  fastidio,  quando  non  si è utili per la  crescita  della  propria
  gente.
   Io  credo che una classe politica responsabile, come noi  siamo  e
  come noi vogliamo essere, deve porsi il problema del futuro con dei
  programmi,  dei progetti e delle maggioranze che diano certezza  ai
  bisogni della Sicilia.
   Per  queste ragioni noi non intendiamo votare in materia convinta,
  noi  non votiamo a favore della finanziaria del 2010, così come non
  intendiamo votare a favore del bilancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente onorevoli  colleghi,  è  la  seconda
  finanziaria   del  Presidente  Lombardo,  del  terzo  Governo   del
  Presidente Lombardo, la finanziaria last minute, come qualcuno l'ha
  qualificata,  cioè  afferrata  al  volo  attraverso  una  folle   e
  disordinata corsa che ci ha condotto oggi in queste condizioni.
   E'  il secondo esercizio provvisorio successivo, di seguito. Ci si
  incammina verso tutta una serie di primati che sono le vere novità,
  dopo   tanti   anni   di  capacità  di  sottrarsi   alle   tagliole
  dell'esercizio provvisorio.
   Ed  è  la  prima  finanziaria  del  ribaltone   Se  fino  ad  oggi
  l'alleanza  era un'alleanza tra l'interno e l'esterno, il  voto  ad
  una manovra finanziaria, ad un bilancio, non può che essere il voto
  dell'alleanza definitiva, completa, condivisa nei contenuti e nelle
  posizioni.
   E  questo  giorno  sancisce proprio l'alleanza del  ribaltone.  Il
  Gruppo parlamentare Sicilia e l'MPA, attraverso il voto del PD alla
  finanziaria,   sanciscono   definitivamente   il   ribaltone.    La
  finanziaria e il bilancio sono lo strumento politico per eccellenza
  dell'esistenza  e della prospettiva di un Governo.  E  oggi  questa
  esistenza e questa prospettiva appartengono in pari misura all'MPA,
  al  Gruppo  parlamentare Sicilia e al PD, per  quanto  riguarda  le
  scelte, e ovviamente all'Aula per quanto riguarda la partecipazione
  ed  il  confronto  e  la  capacità  di  condividere,  migliorare  o
  contrastare queste scelte.
   Ma se dovessimo soffermarci a specificare i motivi del nostro voto
  negativo  e  del nostro dissenso dalla modalità con la quale  si  è
  affrontata  questa  manovra finanziaria, non potremmo  che  partire
  proprio  da quello che il collega Cracolici ha sottolineato  quando
  ha  fatto riferimento alla non fiducia, cioè alla sfida. E  la  non
  fiducia  è  invece  contraddetta dalla fiducia. La  sfida  non  c'è
  stata.   Infatti,   le  scelte  preponderanti   all'interno   della
  finanziaria  e del bilancio grondano della prevalenza e  del  ruolo
  condizionato del Partito Democratico al cui appoggio sia il  Gruppo
  Sicilia che l'MPA hanno sacrificato ogni cosa, ogni identità,  ogni
  legame   con   la  loro  storia  politica,  con  la  legittimazione
  elettorale, con il territorio e con il popolo, con la gente, con  i
  meriti e con i bisogni di questa gente.
   Il  bilancio, come abbiamo già detto, è un bilancio che invece  di
  essere  innovativo  è  stato  caratterizzato  dalla  necessità   di
  gonfiare le entrare, sia nella parte relativa ai tributi - del  2,9
  per cento - in contrasto con il DPEF e in contrasto con l'andamento
  generale dell'economia nazionale, regionale e internazionale, e sia
  per  quanto  riguarda  le  entrate derivanti  dalle  valorizzazioni
  immobiliari,  che da 2 milioni di euro sono state portate  in  modo
  quatto,  a  200  milioni  di  euro,  proprio  per  configurare  una
  possibilità  di  bilanciamento  di  una  manovra  che,  altrimenti,
  sarebbe stata molto difficile chiudere.
   Facciamo molta fatica ad individuare queste novità, se la premessa
  sono    le    entrate   gonfiate   proprio   per   poter   chiudere
  complessivamente la manovra.
   Da  che cosa è caratterizzata la fase delle riforme, se il ricorso
  all'indebitamento  cresce di 800 milioni di euro?  Da  che  cosa  è
  caratterizzata la novità, se a fronte del ricorso all'indebitamento
  troviamo nuovi balzelli? Balzelli assolutamente immotivati.  Perché
  si  fa  presto a dire che ci si adegua a prescrizioni o imposizioni
  fiscali  nazionali, ma né l'anno scorso, né due anni fa, nonostante
  questi balzelli a livello nazionale esistessero da un triennio,  la
  Sicilia  aveva  scelto di adeguarsi. Ha scelto questo  Governo  con
  l'aumento  di una voce fiscale che può essere considerata irrisoria
  da chi l'ha imposta, ma che fa prevedere un'entrata di un milione e
  trecentomila  euro  che poteva benissimo essere  eliminata,  se  si
  fossero  eliminate  alcune  delle spese senza  criterio  che  nella
  finanziaria a dismisura noi abbiamo rinvenuto e trovato.
   Se  è  vero  che  il  nostro  ruolo è stato  un  ruolo  partecipe,
  costruttivo,  scrupoloso,  in  tre giorni  di  esame  del  bilancio
  abbiamo  prosciugato  ventuno milioni di  euro  di  spese  in  voci
  macroscopiche, delle quali noi vedremo nelle prossime  settimane  i
  risvolti e i contenuti.
   Basta  ricordare una sola di queste voci a proposito  della  quale
  siamo  riusciti, con una sola proposta, a ridurre di dieci  milioni
  di    euro   la   previsione   di   spesa;   mi   riferisco    alla
  informatizzazione,  e  lo  sapete anche  perché  ne  parleremo  nei
  prossimi giorni, all'acquisto di hardware. Dieci milioni di euro in
  una  sola  voce  Ventuno milioni di euro siamo riusciti a rinvenire
  in  questi  tre  giorni di attenta analisi, di un  bilancio  quindi
  disordinato, scriteriato, basato su entrate non fondate  e  su  una
  serie  di  spese  che la mancanza di novità ha  impedito  a  questo
  Governo  di eliminare, di ridurre e di prosciugare. Quindi, nessuna
  novità
   Quale novità, se dal punto di vista del metodo, dopo quattro  mesi
  di  collaborazione,  questo Governo ha voluto  bissare  l'esercizio
  provvisorio?  Ma come mai non si sente il bisogno, l'esigenza,  nel
  processo  riformatore  di  partire proprio  dalla  radice?  C'è  la
  necessità di far rispettare una legge per la chiusura del  bilancio
  e  della  finanziaria che impone a questa Regione la  data  del  31
  dicembre.
   Come  mai  non  si  parte  proprio dalla radice  fondamentale  più
  elementare?  Ma  dov'è  la novità di questa  alleanza  fondata  sul
  ribaltone? Quali sono le bontà?
   Il credito dell'imposta è stato frutto di una legge presentata dal
  nostro  collega  D'Asero  - sicuramente il  collega  Lupo  è  stato
  coartefice  attraverso un suo disegno di legge che si  è  integrato
  con  il  nostro - ma non c'è dubbio che il nucleo fondamento  parte
  proprio dalla nostra iniziativa.
   Quali  sono  queste  luci  riformatrici che  potrebbero  conferire
  prospettiva, non soltanto a questa alleanza, ma alle scelte che per
  la  Sicilia  questa  alleanza  sta  proponendo  nella  sua  manovra
  finanziaria? Quali sono queste luci, se è vero che le  novità  sono
  gli aumenti dei debiti e gli aumenti delle tasse? Avremmo preferito
  eliminarle  queste  novità. Avremmo preferito eliminare  le  novità
  metodologiche dei ritardi negli esercizi provvisori.
   E quindi, non fiducia ma sfida  Questo è uno slogan che appartiene
  più  a noi, e al ruolo che abbiamo esercitato noi in questi giorni,
  non  al ruolo di chi, contraddicendo la simpatica espressione della
  collega  Adamo, piuttosto che evitare le incursioni  ha  sottoposto
  questa manovra finanziaria a continue incursioni. Se è vero  che  i
  momenti  di  maggiore tensione, nell'ambito dei quali - se  abbiamo
  ecceduto per qualche intemperanza - chiediamo scusa sia ai colleghi
  parlamentari  che  ai colleghi del Governo, che al  Presidente,  al
  quale  rivolgiamo  il  nostro complimento per essere  stato  fermo,
  lucido,  tenace,  saggio  e  capace nella  gestione  di  una  delle
  finanziarie  più difficile degli ultimi anni con momenti  anche  di
  determinazione e di coraggio, che erano necessari per  dirimere  le
  controversie   e   per  sciogliere  i  nodi.  Complimenti,   signor
  Presidente
   Le incursioni sono state continue, siamo arrivai alle 14.20 perché
  una  raffica  continua  di incursioni ci ha messo  di  fronte  alla
  verifica  di  scelte che non erano compatibili né con  le  premesse
  concordate con noi, con l'Aula, con il Parlamento e nemmeno con  le
  premesse   concordate  all'interno  dei  partiti   che   contengono
  l'alleanza,  se è vero com'è vero - e di questo bisogna  che  anche
  l'onorevole  Adamo  me  ne  dia atto -  che  in  certi  momenti  le
  difficoltà riguardavano proprio gli altri Gruppi appartenenti  alla
  maggioranza,  a comprendere il perché di queste scelte,  di  queste
  incursioni  in  Aula,  attraverso  norme   fotografia ,  attraverso
  ammennicoli di spesa che a tutto facevano riferimento tranne che ad
  una prospettiva di crescita e di sviluppo.
   Il  riordino delle partecipate? Processo solo accennato e rinviato
  ad  una  decretazione  successiva ed  a  una  norma/manifesto  che,
  appunto, la folle corsa non ci ha consentito di trasformare in  una
  riforma.
   La  riforma  dei  Consorzi di bonifica, chiamata legge  di  grande
  riforma   alle  due  di  notte  e  poi  chiamata   legge  trenino ,
   specchietto  per le allodole ,  norma/manifesto  alle  cinque  del
  mattino, tale da poter essere eliminata e sottratta.
   L'acqua  torna un bene pubblico, come se mai fosse stata  il  bene
  non  pubblico  e torna ad essere oggetto di un'impostazione  che  è
  ideologica  e che, sicuramente, dimentica delle vicende che  questa
  Sicilia ha già superato quando le gestioni pubbliche determinavano,
  non  soltanto  il colabrodo delle reti, ma anche le dispersioni  di
  questo bene fondamentale.
   Signor  Presidente, onorevole Presidente Lombardo, un'occasione  i
  150  milioni  di  euro  previsti per un'assenza  di  progetti,  per
  l'assenza di un progetto industriale, per un'utilizzazione  sentita
  e   comune.  Avremmo  preferito,  prima  di  tutto,  una   maggiore
  rispondenza  agli  impegni  presi con il  Governo  nazionale.   400
  milioni  di  euro  di  impegno assunto,  ma,  vista  la  difficoltà
  oggettiva,  almeno  la capacità di legare questo  processo  ad  una
  serie  di scelte già esistenti, esecutive, a piani industriali  del
  territorio  che  determinassero la capacità di  questa  Regione  di
  essere  protagonista  della ripresa alla  quale  la  Regione  vuole
  partecipare, sicuramente, con protagonismo.
   Non  c'è  un'impostazione che, per quanto riguarda  l'agricoltura,
  sia pienamente soddisfacente. Abbiamo alcune misure concordate,  ma
  se   ci   sottraiamo  alla  sottolineatura  di  alcuni   interventi
  emergenziali  come  quelli  per  la peronospora,  noi  non  abbiamo
  intravisto  una  serie  di impegni ed investimenti  in  agricoltura
  capaci   di   farci  individuare,  non  soltanto   prospettive   di
  qualificazione  della  nostra  produzione,  ma  anche  investimenti
  capaci di rendere più penetrante nel prossimo futuro la capacità di
  penetrazione  della  nostra agricoltura e  dei  suoi  prodotti  nei
  mercati nazionali ed internazionali.
   Perfino  la  norma  dell'anno scorso dimenticata  sulle  passività
  onerose,  riproposta  in  modo  non completo,  ma  almeno  stavolta
  speriamo  più  puntuale nella sua traduzione pratica  e  nella  sua
  notifica a Bruxelles.
   Ci  voleva più coraggio nella tabella H, ci voleva più coraggio  a
  dare un'idea di questo sforzo riformatore. Abbiamo atteso per tanti
  giorni che questa tabella H fosse oggetto di un confronto quando in
  Commissione  avevamo provocatoriamente indicato -  con  il  collega
  Mancuso,  con  tutti i colleghi che ringrazio per la  loro  solerte
  collaborazione  e  il  loro impegno e la  loro  abnegazione  e  con
  l'onorevole  D'Asero  - la via di una serie di  riforme,  voce  per
  voce,  alla  quale bisogna rispondere con una proposta del  Governo
  che  poi  dovesse consentirci di entrare nel merito e,  insieme  al
  Governo   decidere  cosa  tutti  insieme  potevamo   scegliere   di
  bonificare e cosa mantenere.
   Nemmeno  questo  è  stato fatto  Nemmeno quel minimo  di  coraggio
  proprio nella tanto vituperata tabella H, della quale cominceremo a
  parlare domani. Vedrete che da domani saremo bravi a parlare  della
  tabella H, anche perché per un anno c'è la porteremo appresso  come
  un   rosario,   questa  volontà  di  riformarla,  di  trasformarla,
  bonificarla, slogan, manifesti, comunicati.
   C'era  l'occasione, ci voleva più coraggio. Questo coraggio non  è
  stato  dimostrato. Quindi, nessuna novità, caro collega  Cracolici,
  nessuna  riforma, a partire proprio dalle necessità elementari  che
  sono state inevase e disattese.
   Assessore Cimino, a te rivolgo - in particolar modo come  uomo  di
  Governo  - una scusa se siamo stati particolarmente duri  in  certi
  momenti  di  tensione, ma anche un complimento dal punto  di  vista
  umano.  Per  quanto io non condivida le scelte  che  come  uomo  di
  Governo tu abbia compiuto e politicamente abbia compiuto, dal punto
  di vista umano ti sei comunque sottratto ai momenti di tensione che
  potevano  essere provocati nei confronti della tua persona  e,  con
  umanità,  tolleranza  e  pazienza ai sempre  risposto  a  tutte  le
  sollecitazioni. In certi momenti, con un po' di confusione  logica,
  con  l'incertezza derivante proprio dalle scelte  del  Governo,  ma
  sempre  con  un piglio che ha caratterizzato positivamente  la  tua
  condotta umana.
   Per questo ti rivolgo un ringraziamento e un messaggio affettuoso,
  ma  nello  stesso tempo ti dico che non c'è bisogno, anche  se  sei
  inserito  in questa coalizione, di dimenticare che noi siamo  stati
  per  quindici  anni nello stesso partito. Non ti fare  condizionare
  sulla necessità di trattare i buoni e i cattivi e di individuare in
  Leontini e nei compagni del PDL i cattivi.
   Se  questo  è il condizionamento a cui ti sottopone il  Presidente
  Lombardo, tu cerca di sottrarti con una maggiore autonomia,  perché
  se  alcune incursioni d'Aula fossero state sostituite dalla ricerca
  di  una interlocuzione con i tuoi colleghi e amici di sempre, molto
  probabilmente le conseguenze di queste incursioni non si  sarebbero
  verificate.
   Questo  è uno stile al quale tu non eri abituato. Vedo che ti  sei
  subito  mimeticamente adattato perché sei intelligente. Pur non  di
  meno,  ti suggerisco di sottrarti. Non è stato uno spettacolo molto
  bello,  abbiamo  preso  più  impegni e questi  impegni  sono  stati
  disattesi. E grazie alla nostra pazienza, anche alla nostra volontà
  costruttiva di arrivare fino in fondo, si sono evitati  i  disastri
  che potevano indurci a non votare bilancio e finanziaria.
   Quindi, per questo noi votiamo contro questa manovra, sperando che
  da  domani   il confronto possa migliorare le condizioni di  questa
  manovra stessa, la sua attuabilità, che secondo noi è asfittica, di
  poca prospettiva, di scarso spessore ma che, tuttavia, l'evoluzione
  della   politica  potranno  farci  valutare  alla  stregua  di   un
  cambiamento  delle  situazioni  esistenti  per  un  ritorno   della
  condizione politica di Governo siciliano più rispondente ai  meriti
  ed  ai  bisogni dei siciliani, alle necessità dei precari, ma anche
  del  mondo del lavoro che produce e di tutti coloro che dal  lavoro
  odierno   attendono  non  soltanto  risposte  ma  anche  spinte   e
  propulsioni.
   Buon lavoro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leontini.

   Ha  facoltà  di parlare il rappresentante del Governo, l'assessore
  per l'economia onorevole Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ritengo che questa finanziaria sia tra le finanziarie più
  belle di questo Parlamento.
   Una   finanziaria  che  può  anche  essere  confrontata   con   le
  finanziarie del passato.
   Una  finanziaria che partiva per dare probabilmente poche risposte
  al  territorio della nostra Regione e che, invece, pian  piano  con
  l'attività   di   governo,  con  l'attività  di  commissione,   con
  l'attività d'Aula è diventata una finanziaria che realmente è stata
  fortemente  voluta e fortemente concertata con le parti  sociali  e
  con le categorie produttive.
   Una  finanziaria  che  ha  pensato per le  famiglie,  con  diversi
  interventi  per  le  famiglie svantaggiate, con  attività  che  sia
  nell'ambito della sanità come nel caso dell'abbattimento dei ticket
  o  nel  caso  della gestione e velocizzazione delle attività  delle
  aziende  sanitarie o nel campo delle proroghe, dei lavoratori  così
  come   anche  la  scuola  nel  pomeriggio  per  dare  una  maggiore
  formazione ma anche un maggiore controllo per i nostri figli.
   Una  finanziaria che ha voluto dare seguito a quella legge  voluta
  dal Presidente della Regione e dall'assessore Russo sui rifiuti per
  non  trasformare  la  nostra  Regione nella  Campania  che  abbiamo
  conosciuto purtroppo mesi addietro.
   Una  finanziaria che vuole dare alla Sicilia una regione  diversa,
  una  regione  più trasparente, probabilmente anche nei  suoi  conti
  approvando alcune norme dell'onorevole De Luca, che è stato  tra  i
  più attivi e che forse con me ha avuto qualche incomprensione.
   Ma  ha  voluto non solo dare trasparenza nei suoi conti, ma  anche
  nel  suo  personale fotografando finalmente una dotazione  organica
  che  da  troppo tempo si aspettava e che finalmente oggi la  nostra
  Regione può vantare.
   Nelle  società.  Una  regione che finalmente oltre  che  nei  suoi
  conti,  nel  suo  personale,  può anche  riuscire  a  semplificare,
  razionalizzare, privatizzare quel contesto societario che purtroppo
  nei nostri conti incide molto.
   E' una finanziaria che risponde per le categorie produttive con il
  credito d'imposta, con le zone franche urbane, con gli investimenti
  per  le  ASI e gli investimenti per Termini Imerese, per il  micro-
  credito,  il settore dell'energia, la centralizzazione della  spesa
  per  eliminare  gli  sperperi, le agevolazioni per  le  cooperative
  edilizie, i confidi, anche in agricoltura e non solo.
   La   formazione  che  può finalmente anche trovare  una  fonte  di
  finanziamento nei fondi europei e non come in passato  nella  legge
  24.
   Il  potenziamento dell'IRCAC, della CRIAS, per l'artigianato,  per
  l'agricoltura,  per i nostri pescatori con il fondo di  solidarietà
  che  purtroppo  Roma,  con  la conferenza Stato-Regioni  ha  sempre
  cercato di azzerare.
   Una  finanziaria che forse oggi è anche colorata dal grande evento
  della ricorrenza dell'1 maggio che porta a tutti noi il ricordo  di
  Portella della Ginestra.
   Portella   della  Ginestra  che  ha  rappresentato  e  rappresenta
  purtroppo quella Sicilia di politica, di sangue, di lotta. Portella
  della  Ginestra  che  ci  fa  ricordare  una  regione  difficile  e
  contraddittoria che merita di essere amata e servita con un Governo
  forte e con una larga base parlamentare proprio per proseguire  nel
  senso   della  forza  delle  riforme  e  dell'innovazione  che   il
  Presidente Lombardo in questi anni ha voluto portare avanti.
   Questa  è  la finanziaria che definirei una finanziaria di  cuore,
  perché generosa, in un momento di crisi economica, in un momento di
  crisi  dei conti della Regione, che cerca di dare risposte a  tante
  istanze della nostra società.
   E'  una finanziaria coraggiosa perché vuole le riforme e tenta  di
  poter  fare  le  riforme insieme al Parlamento. E' una  finanziaria
  coerente  perché  ha  cercato di ascoltare tutte  le  categorie  ai
  diversi tavoli e alle diverse audizioni che con il Presidente della
  Commissione Bilancio, onorevole Savona, abbiamo fatto sia  a  villa
  Malfitano  che  in Commissione Bilancio. E per me un ringraziamento
  particolare al Presidente dell'Assemblea, onorevole Cascio, che  ha
  saputo anche molte volte subire le mie difficoltà a dare risposte a
  tutta  l'Aula  ai tanti emendamenti che arrivavano, ai  colleghi  e
  amici   componenti   della  Commissione   Bilancio,   ai   colleghi
  parlamentari, agli Uffici dell'ARS e del dipartimento del  bilancio
  e  del dipartimento delle finanze e un ringraziamento affettuoso al
  Presidente  della Regione, onorevole Lombardo, che per  la  seconda
  volta  mi  ha  dato  fiducia a portare avanti  questa  finanziaria.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Cimino.
   Onorevoli  colleghi, se mi avessero detto qualche  giorno  fa  che
  saremmo  riusciti ad approvare la finanziaria entro  il  30  aprile
  probabilmente avrei preso per pazzo il mio interlocutore. Eppure ce
  l'abbiamo fatta  E' andata  E per questo volevo soltanto dire poche
  parole  di apprezzamento al vicepresidente della Regione, onorevole
  Cimino, che si è sobbarcato un ruolo complicato in un momento molto
  difficile, dimostrando di avere costanza, tenacia e anche una buona
  resistenza fisica. Voglio e non posso sottolineare il grande  senso
  di  responsabilità dell'opposizione che, pur avendo  i  numeri  per
  rendere praticamente impossibile la finanziaria, ha invece mostrato
  grande   senso   di  collaborazione  e  mai  utilizzando   tattiche
  ostruzionistiche.
   Voglio  sottolineare la compattezza della maggioranza  in  attesa.
  Questo è per loro un buon segnale.
   Personalmente, non do giudizi politici come è ovvio, ma devo  dire
  che  la  pressione  a  cui ci ha sottoposto questa  finanziaria  in
  qualche  modo  è stata molto ben sostenuta dalla compattezza  della
  maggioranza o comunque della maggioranza che si è formata attorno a
  questo strumento finanziario.
   Voglio  scusarmi con alcuni deputati con cui si è  creato  durante
  questa  lunga settimana di lavori in Aula, ma preceduta  da  alcune
  settimane  in  Commissione, mi riferisco  all'onorevole  Marinello,
  all'onorevole  Calanducci, all'onorevole Caronia, qualche  deputato
  con  cui  si  è  creato  qualche  momento  di  frizione,  ma  posso
  assicurare  che se qualche volta posso aver dato la  sensazione  di
  personalizzare qualche circostanza, voglio rassicurare che non  c'è
  mai  stato  in  me questo tipo di atteggiamento. E'   assolutamente
  lontanissimo  da me questo tipo di atteggiamento, ma se  non  fossi
  stato  così  rigido per come sono stato dall'inizio  alla  fine,  o
  quasi,  probabilmente  oggi non saremmo  qui  a  festeggiare  e  ad
  approvare questa legge finanziaria.
   Soltanto  alcuni  ringraziamenti: al Presidente della  Commissione
  Bilancio,  onorevole Savona, che come sempre ha  saputo  essere  un
  grande  momento  di  equilibrio e ha saputo anche  in  questo  caso
  esaltare   le   sue  doti  di  grande  mediatore,   ai   miei   due
  vicepresidenti che sopportano un Presidente presenzialista,  ahimé
  Sono  purtroppo spesso presente quindi avete pochi spazi, ma quando
  ci siete sapete reggere bene l'Aula forse anche meglio di me.
   Ultimo  ringraziamento  agli uffici, a cominciare  dal  Segretario
  generale.  E  mi scuso io per conto dell'assessore  Strano  per  la
  pessima  dimostrazione data nel corso della giornata  di  ieri.  Il
  Segretario  generale, è  bene che si sappia, così come gli  uffici,
  non  prende  mai iniziative a titolo personale, ma risponde  sempre
  delle  decisioni politiche della Presidenza. Pertanto, grazie anche
  per  i  momenti  di  tensione  che in  qualche  modo  avete  dovuto
  ammortizzare.
   Noto semplicemente che se ci fosse stato questo silenzio in queste
  giornate di finanziaria probabilmente io oggi avrei le corde vocali
  un  po'  più funzionanti e probabilmente avremmo guadagnato qualche
  giorno di salute tutti noi.

            Votazione della Nota di variazione del bilancio

   PRESIDENTE.  Pongo  ai  voti  la nota di  variazione  al  bilancio
  approvata dalla Giunta con il parere della commissione bilancio.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
   legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012»
                         (470-470 bis-470 ter)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il
  triennio 2010-2012» (470-470 bis-470 ter).
     Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del disegno di
  legge numeri 470-470 bis/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Arena,  Aricò,  Bonomo,
  Bufardeci,  Calanducci,  Cimino,  Colianni,  Cracolici,  Cristaudo,
  Currenti,  D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza,  Galvagno,
  Gentile,  Greco,  Incardona,  Laccoto,  Lentini,  Lombardo,   Lupo,
  Marinello,  Marinese, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo,  Musotto,
  Oddo,   Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Romano,
  Ruggirello, Scammacca, Scilla, Termine, Vitrano.

   Votano no: Ardizzone, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo,
  Caronia, Cascio Salvatore, Cintola, Cordaro, Corona, D'Asero, Dina,
  Fagone, Falcone, Formica, Forzese, Gianni, Leontini, Limoli, Maira,
  Mancuso, Pogliese, Ragusa,Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: Savona.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale del disegno di legge  numeri 470-470 bis/A:

   Presenti             78
   Votanti              77
   Maggioranza     39
   Favorevoli         50
   Contrari             26
   Astenuto             1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  11  maggio
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  - Comunicazioni.

  II  -  Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica  Autonomie locali e funzione pubblica .

          La seduta è tolta alle ore 14.45 dell'1 maggio 2010

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Energia e servizi di
  pubblica utilità»

   ARICÒ.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  la
  sanità  e  all'Assessore per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità, premesso che:

   dal  2005  nell'  ATO  Palermo  4  la  società  d'ambito  COINRES
  gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti  solidi
  urbani, in esecuzione delle ordinanze del commissario delegato per
  l'emergenza  rifiuti  che  hanno  approvato  sia  lo   schema   di
  deliberazione-tipo  dei  consigli comunali  per  il  trasferimento
  diretto e senza gara del servizio di igiene ambientale alle  varie
  società  d'ambito, che lo statuto-tipo che regola la vita di  tali
  società d'ambito;

   il  territorio  dell'ATO  Palermo 4 è costituito  dai  comuni  di
  Alia,   Altavilla,   Milizia,   Bagheria,   Baucina,   Bolognetta,
  Campofelice  di  Fitalia,  Casteldaccia,  Castronovo  di  Sicilia,
  Cefalà   Diana,  Ciminna,  Ficarazzi,  Godrano,  Lercara   Friddi,
  Marineo,   Mezzojuso,  Misilmeri,  Roccapalumba,   Santa   Flavia,
  Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villabate, e Villafrati;

   i  sopra  elencati  comuni  hanno contratto  complessivamente  un
  debito  di oltre 12 milioni di euro nei confronti dell'ATO Palermo
  4  COINRES,  debito che a causa della sua rilevanza  impedisce  il
  regolare  funzionamento contabile - amministrativo,  gestionale  e
  logistico  della  struttura  del  COINRES,  causando  il   mancato
  pagamento  degli  stipendi dei lavoratori, la mancata  gestione  e
  manutenzione  dei  mezzi preposti alla raccolta  e  trasporto  dei
  rifiuti  presso  le discariche e, in molti casi,  la  mancanza  di
  raccolta  dei rifiuti solidi urbani per lunghi periodi nei  comuni
  facenti parte dell'ATO Palermo 4;

   questa  situazione  sta  creando  a  molti  dei  comuni  dell'ATO
  Palermo  4 gravi disagi e problemi di ordine pubblico, con episodi
  di  guerriglia  urbana  e  di roghi ampiamente  documentati  dalla
  stampa locale, episodi che necessitano di continui interventi e di
  esaustivi monitoraggi da parte delle forze dell'ordine;

   l'Agenzia  regionale  dei  rifiuti e delle  acque  ha  inviato  i
  commissari ad acta per il recupero dei crediti vantati dal COINRES
  nella maggior parte dei comuni morosi, i quali hanno riscontrato e
  riscontrano  grandi  difficoltà  nella  riscossione  delle   somme
  dovute;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda assumere, -  anche  in  considerazione
  della grave emergenza sociale e di rischio per l'ordine pubblico -
  per   assicurare  il  regolare  funzionamento  del  COINRES  dando
  chiarimenti  ai  comuni  circa il rispetto degli  accordi  scritti
  stipulati tra enti locali e società d'ambito;

   se  non  ritenga indispensabile adottare tutti gli atti  -  anche
  normativi  -  necessari per consentire ai funzionari  dell'Agenzia
  regionale  dei  rifiuti  e  delle acque di  recuperare  i  crediti
  vantati  dal  COINRES e ripristinare la funzionalità  economica  e
  gestionale del consorzio.». (64)

   Risposta. - «Con riferimento alla interrogazione n. 64,  a  firma
  dell'onorevole Aricò, pervenuta a questo Ufficio di Gabinetto  con
  nota  prot.  n.  560/IN.15  del 31 Marzo  2010,  si  forniscono  i
  seguenti elementi di risposta.
   La  carente  situazione finanziaria e gestionale  dell'ATO  PA  4
  COINRES, ampiamente illustrata nella relazione del commissario  ad
  acta ing. Salvatore Raciti, che ha determinato una grave emergenza
  sociale,  ha  imposto l'adozione di provvedimenti straordinari  da
  parte  del Governo della Regione. In particolare, in seguito  alla
  relazione  di  cui  sopra  ed  all'incontro  svoltosi  in   questo
  Assessorato  in  data 10 febbraio 2010, dopo aver preso  atto  che
  l'anticipazione  erogata  in  regime commissariale  dalla  Regione
  Siciliana, ai sensi dell'art. 11 della legge regionale n.  6/2009,
  non  era  stata  tale da consentire di risolvere il  problema,  il
  Presidente della Regione, ha emesso apposita ordinanza in data  26
  febbraio  2010,  mediante  la  quale  ha   costituito  un   gruppo
  interistituzionale,  composto da funzionari  dei vari dipartimenti
  coinvolti,  integrato da funzionari dell'Ufficio Territoriale  del
  Governo, affidando loro poteri accertativi e sostitutivi, al  fine
  di provvedere a quanto di seguito indicato:
   -   alla  gestione,  nel  quadro  dei  contratti  esistenti,  del
  servizio,  compresa  ogni attività relativa  allo  smaltimento  in
  discarica;
   -alle modalità di utilizzazione dei lavoratori del consorzio  con
  riferimento  alla  vigente normativa in materia di  assunzioni  di
  personale nelle pubbliche amministrazioni;
   -  alla  gestione  della riscossione, anche  attraverso  soggetti
  della Regione Siciliana;
   -  alla  valutazione  del  livello  impositivi  applicato  e  sua
  eventuale integrazione;
   -  all'intervento sui bilanci delle amministrazioni comunali,  al
  fine  di garantire la copertura dei costi nei termini della  legge
  regionale n. 19/2005 e sue modifiche ed integrazioni.
   Il predetto gruppo provvederà, altresì, ad effettuare:
   -   la  verifica  degli  adempimenti  inerenti  alla  riscossione
  tributaria  ed alla copertura dei costi del servizio  (  art.  21,
  comma 37 (N.d.R. recte 17), della legge regionale n. 19/2005 e sue
  modifiche  ed integrazioni), nei termini definiti dalla Corte  dei
  Conti, sez. controllo Campania, n. 40/2009;
   -  la  verifica dell'eventuale mancata approvazione del  bilancio
  delle  ATO  PA  4 COINRES e consequenziale irregolare approvazione
  dei   bilanci  comunali  in  difformità  alle  prescrizioni  poste
  dall'art.  172,  comma  1, lett. B), del  decreto  legislativo  n.
  267/2000 e sue modifiche ed integrazioni;
   -   la  verifica  dell'eventuale  mancata  deliberazione  di  cui
  all'art.  194,  comma  1  lett. b),  del  decreto  legislativo  n.
  267/2000 e sue modifiche ed integrazioni;
   -  l'accertamento volto ad identificare cause e responsabilità di
  quella che appare essere, a tutti gli effetti, un'interruzione  di
  pubblico servizio;
   - alla individuazione di tutte le risorse e mezzi disponibili sul
  territorio   regionale   tali   da   consentire   il   superamento
  dell'attuale situazione di crisi.
   A  conclusione  di  tale  attività, il gruppo  interistituzionale
  redigerà apposita relazione in merito alla sussistenza o  meno  di
  gravi  e  reiterate  violazioni di legge  che  possano  dar  luogo
  all'adozione dei provvedimenti decadenziali nei confronti  di  chi
  si sia reso eventualmente responsabile delle predette violazioni.
   Con la sopra citata ordinanza, è stato disposto altresì, a valere
  sulla  cassa  regionale, l'utilizzo delle risorse  necessarie  per
  l'esercizio  finanziario 2010, nei limiti utili alla  eliminazione
  delle  condizioni di rischio per l'igiene e la sanità  pubblica  e
  fino  al ripristino dei livelli minimi essenziali del servizio  di
  gestione integrata dei rifiuti.».

                            L'Assessore per
                               l'energia
                                                  Carmelo      Pietro
                                                 Russo