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Resoconto d'Aula della Seduta n. 171 di martedì 11 maggio 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per consentire  ai  deputati  di
  partecipare  agli eventi legati al centocinquantesimo  anniversario
  dell'Unità  d'Italia,  che vede presente in Sicilia  il  Presidente
  della  Repubblica,  sospendo la seduta, avvertendo  che  riprenderà
  alle ore 19.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 19.17)

   BOSCO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Arena,  Aricò,  Caputo,
  Cascio  Salvatore, Dina, Federico, Ferrara, Incardona, Lentini,  Lo
  Giudice,  Marinese, Marrocco, Panepinto, Picciolo, Scoma e  Termine
  sono in congedo per oggi; l'onorevole Beninati dall'11 al 14 maggio
  2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che saranno in missione gli onorevoli:
   - Ruggirello dal 17 al 20 maggio 2010;
   - Vinciullo dal 20 al 21 maggio 2010;
   - Mineo dal  20 al 23 maggio 2010.
   L'Assemblea ne prende atto

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - «Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
  acque.  Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio  idrico
  in Sicilia», (numero 553),
   -  di  iniziativa  dei  consigli comunali  ai  sensi  della  legge
  regionale  10 febbraio 2004, numero 1, trasmesso al Servizio  delle
  Commissioni in data 20 aprile 2010;

   - «Norme sulla pubblicazione degli atti giudiziari»  (numero 554),
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Fiorenza
  in data 22 aprile 2010;

   -  «Interventi urgenti per il comparto agricolo»  (numero 556),
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gianni,
  Dina,  Cascio  S.,  Cintola, Ragusa, Cordaro, Savona,  Lo  Giudice,
  Ardizzone, Caronia, Fagone, Caputo in data 23 aprile 2010;

   -  «Interventi a sostegno delle famiglie numerose» (numero 558);
   -   di   iniziativa   parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli
  Barbagallo, Rinaldi, Ammatuna, Ferrara, Galvagno, Gucciardi,  Lupo,
  Laccoto, Mattarella, Picciolo, Vitrano in data 28 aprile 2010;

   -  «Disposizioni per il contenimento della spesa» (numero 559),
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi
  in data 7 maggio 2010.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                                 legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa:

                         ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  «Norme in materia di consorzi di bonifica» (numero 560),
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
  Oddo,  Colianni, Apprendi, Ragusa, Donegani, Panepinto,  Incardona,
  Campagna, Scilla, Adamo, Bosco, Federico, Gianni, Corona,  Vitrano,
  Marinello, Dina in data 7 maggio 2010, ed inviato in data 10 maggio
  2010.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
                        avverso legge regionale

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Commissario dello Stato per  la
  Regione  siciliana  con ricorso notificato il  10  maggio  2010  ha
  impugnato  i sottoelencati articoli della deliberazione legislativa
  «Disposizioni   programmatiche  e  correttive  per  l'anno   2010»,
  (disegno di legge numeri 471-471 bis) approvata dall'Assemblea  l'1
  maggio 2010:

   articolo  4, comma 11, per violazione degli articoli 3 e 97  della
  Costituzione;
   articolo 6, per violazione degli articoli 3, 117, comma 2, lettera
  e) e 119 della Costituzione nonché degli articoli 14, 17 e 36 dello
  Statuto  speciale,  nonché del DPR 26 luglio 1965,  numero  1074  e
  dell'articolo 77 ter, comma 19, del decreto legge numero  112/2008,
  convertito in legge numero 133/2008;
   articolo 8, per violazione degli articoli 117, comma 2, lettera e)
  e  119 della Costituzione, degli articoli 14, 17 e 36 dello Statuto
  speciale  nonché  del DPR 26 luglio 1965, numero  1074  e  del  DPR
  numero 1113 del 1953 come modificato dal decreto legislativo numero
  296 del 2000;
   articolo 9 per violazione degli articoli 117, comma 2, lettera  e)
  e  119 della Costituzione, degli articoli 14, 17 e 36 dello Statuto
  speciale nonché del DPR 1074/1965 e all'articolo 77 ter, comma  19,
  del  decreto  legge  numero  112/2008 convertito  in  legge  numero
  133/2008;
   articolo  16,  comma  7, per violazione degli articoli  117,  119,
  comma 2, e 120 della Costituzione;
   articolo  21,  comma  2,  ultimo  periodo,  per  violazione  degli
  articoli 3 e 97 della Costituzione;
   articolo 36, per violazione degli articoli 3, 81, comma  4,  e  97
  della Costituzione;
   articolo  38, limitatamente all'inciso  nonché degli  impianti  di
  allevamento ittico' per violazione degli articoli 81,  comma  4,  e
  117, comma 2, lettera e) della Costituzione;
   articolo  44, per violazione dell'articolo 117, comma  2,  lettere
  g), h) ed l) della Costituzione;
   articolo  48, comma 1, per violazione degli articoli 3 e 97  della
  Costituzione;
   articolo  49, commi 1 secondo periodo, 3 ultimo periodo e  4,  per
  violazione dell'articolo 117, comma 2, lettere e), l) ed  s)  della
  Costituzione;
   articolo 51, commi 4 e 5, per violazione degli articoli 3, 51 e 97
  della Costituzione;
   articolo  53, comma 1, limitatamente all'inciso  nella  forma  del
  credito d'imposta' e comma 4;
   articolo 55, comma 4;
   articolo 56, comma 1;
   articolo 57;
   articolo 58, comma 1;
   articolo  59, comma 4, secondo e terzo periodo, comma  5,  secondo
  periodo  limitatamente  all'inciso   del  credito',  terzo  periodo
  limitatamente  agli  incisi  al credito richiesto'  e   indicazione
  nella comunicazione presentata di minori crediti spettanti';
   articolo  60,  comma  1, limitatamente all'inciso   a  fruire  del
  credito d'imposta' ed ultimo periodo, comma 3;
   articolo 61, comma 1, limitatamente all'inciso  previa intesa  con
  l'Agenzia  delle  entrate',  comma 2  e  comma  4,  per  violazione
  dell'articolo  117,  comma 2, lettera e) della Costituzione  nonché
  dell'articolo 36 dello Statuto speciale e del DPR n. 1074/1965;
   articolo 75, per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera e)
  ed h) della Costituzione;
   articolo   87  per  violazione  degli  articoli  3  e   97   della
  Costituzione;
   articolo  89 per violazione degli articoli 3, 97 e 117,  comma  2,
  lettera e) della Costituzione;
   articolo  104,  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   articolo 125, comma 1 ultimo periodo per violazione degli articoli
  3 e 97 della Costituzione;
   articolo 126, per violazione degli articoli 3, 81, comma  4  e  97
  della Costituzione;
   articolo 127, comma 14, per violazione dell'articolo 3, 117, comma
  2,  lettera  e)  e  119 della Costituzione nonché dell'articolo  36
  dello Statuto speciale e del DPR numero 1074/1965.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute  ed
  assegnate alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  «Opera  Pia  Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo. Designazione
  componente del Consiglio di amministrazione»  (numero 83/I),
   - pervenuta in data 22  aprile  2010,
   - inviata in data 28 aprile  2010;

   -    «Commissione   provinciale   dell'Ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Palermo»  (numero 85/I),
   - pervenuta in data 28  aprile  2010,
   - inviata in data 4 maggio  2010;

   -    «Commissione   provinciale   dell'Ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Catania» (numero 86/I),
   - pervenuta in data 28  aprile  2010,
   - inviata in data 4 maggio  2010.

                             BILANCIO (II)

   -  «Modifiche apportate al PAR FAS 2007-2013 - richiesta di parere
  ai  sensi  dell'articolo  50 della legge regionale  numero  9/2009»
  (numero 87/II).

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Direttive per la concessione dei contributi e l'individuazione
  degli  aiuti  ai  sensi dell'articolo 33 della legge  regionale  23
  dicembre 2000, numero 32»  (numero 84/V),
   - pervenuta in data 22  aprile  2010,
   - inviata in data 28 aprile  2010.

         Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 83, lettera  b),  del
  Regolamento  interno,  che  la Corte Costituzionale,  con  sentenza
  numero  143  del  14  aprile  2010,  nel  giudizio  di  legittimità
  costituzionale della legge della Regione siciliana 20  marzo  1951,
  numero   29   (Elezione   dei   deputati  all'Assemblea   regionale
  siciliana),  come modificata dalla legge della Regione siciliana  5
  dicembre  2007,  numero 22 (Norme in materia  di  ineleggibilità  e
  incompatibilità dei deputati regionale), promosso dal Tribunale  di
  Palermo,  con ordinanza del 23 gennaio 2009 iscritta al numero  185
  del   registro   ordinanze  2009,  ha  dichiarato   l'illegittimità
  costituzionale della legge della Regione siciliana 20  marzo  1951,
  numero   29   (elezione   dei   deputati  all'Assemblea   regionale
  siciliana),  come modificata dalla legge della Regione siciliana  5
  dicembre  2007,  numero 22 (Norme in materia  di  ineleggibilità  e
  incompatibilità  dei deputati regionale), nella parte  in  cui  non
  prevede l'incompatibilità tra l'ufficio di deputato regionale e  la
  sopravvenuta  carica di sindaco e assessore di un comune,  compreso
  nel territorio della Regione, con popolazione superiore a ventimila
  abitanti.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che numerosissime  aziende
  megaresi che operano nell'ambito dell'arsenale militare realizzando
  servizi e garantendo forniture, rischiano il fallimento a causa dei
  mancanti  pagamenti  per  le  loro  prestazioni,  per  mancanza  di
  liquidità da parte dello stesso arsenale;

   considerato  che  il  fallimento  di  tali  aziende,   oltre   che
  impoverire  il  tessuto produttivo della provincia  di  Siracusa  e
  della Sicilia in un settore importante, delicato e tecnologicamente
  avanzato,  determinerebbe anche il licenziamento  di  centinaia  di
  lavoratori  della aziende stesse, con il conseguente aumento  della
  disoccupazione nella provincia di Siracusa ed in Sicilia;

   ritenuto  che  si  tratta  di aziende meritevoli  poiché,  pur  di
  garantire   l'operatività   dell'arsenale   militare,   si   stanno
  indebitando oltre misura;

   per  sapere se non ritenga di adoperarsi presso il Ministro  della
  difesa per sbloccare tale incresciosa situazione ed evitare così il
  depauperamento   dell'apparato  produttivo   della   provincia   di
  Siracusa, garantendo al contempo il diritto delle imprese  operanti
  all'interno  dell'arsenale  militare  di  Augusta  (SR)  al  giusto
  pagamento delle proprie prestazioni». (1166)

                                                             MARZIANO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità, premesso che attraverso articoli giornalistici  di
  stampa,  locale  e  regionale,  apparsi  il  26  aprile  2010,   la
  confederazione  nazionale dell'artigianato (CNA) di  Vittoria  (RG)
  denunciava  la  mancanza dei fondi per la  missione  a  Ragusa  del
  funzionario  regionale  che,  al  momento,  ricopre  la  carica  di
  presidente  dell'UREGA, e pertanto l'intero iter di  aggiudicazione
  dell'opera alle aziende appaltatrici è rimasto bloccato;

   tenuto   conto  che,  in  conseguenza  di  tale  blocco  dell'iter
  realizzativo, potrebbe scattare il disimpegno delle somme stanziate
  per   la   realizzazione  dell'opera,  considerata  di   importanza
  fondamentale  e  strategica  per l'intera  economia  provinciale  e
  regionale;

   per sapere:

   se le preoccupazioni espresse dal presidente della CNA di Vittoria
  siano   fondate   e  quali  provvedimenti  intendano  eventualmente
  adottare  al  fine  di evitare l'eventuale disimpegno  delle  somme
  stanziate per la realizzazione dell'autoporto di Vittoria;

   quale  sia  l'iter  di  realizzazione del  medesimo  autoporto  di
  Vittoria  e se non ritengano opportuno attivare tutte le  procedure
  atte  ad accelerare la realizzazione di questa fondamentale  opera,
  imprescindibile per l'intera economia locale e regionale». (1167)

                                                            INCARDONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  il  centro di medicina fisica  e  riabilitazione  S.
  Antonio  soc.  coop., con sede legale a Bronte  (CT),  si  è  visto
  rigettare l'istanza con cui chiedeva il trasferimento della propria
  struttura   da   Maletto   a  Bronte  ed  ha   presentato   ricorso
  straordinario  al  Presidente  della  Regione  avverso  il  decreto
  dell'Assessorato  regionale Sanità numero  1878  dell'11  settembre
  2009  (GURS  25  settembre  2009), con cui  si  è  disciplinato  il
  trasferimento   delle   strutture   accreditate,    superando    le
  disposizioni  precedenti  di cui all'articolo  7  del  d.a.  numero
  890/2002 e dell'articolo 1 del d.a. 9 agosto 2004;

   visto   che   il  citato  d.a.  11  settembre  2009  ha  previsto,
  all'articolo  3,  che venisse negato il trasferimento  'qualora  il
  comune,  dov'è  ubicata la struttura richiedente, dovesse  rimanere
  privo   di  un'adeguata  copertura  assistenziale  per  la   branca
  specifica esercitata';

   rilevato   che   tale   norma   prescinde   da   qualsiasi   altra
  considerazione    sull'equilibrio    e    sull'omogeneità     della
  distribuzione dell'offerta nel territorio, come dimostra il caso in
  specie,  in  cui  si  nega al centro S. Antonio  di  trasferire  la
  propria  struttura nel comune limitrofo, Bronte, perché  quello  di
  provenienza  (Maletto) ne verrebbe sprovvisto, continuando  in  tal
  modo  a  lasciare  priva di una struttura similare  un  comune  con
  popolazione di gran lunga superiore, Bronte appunto, i cui abitanti
  sono  infatti costretti a recarsi nel vicino comune di Maletto  per
  le prestazioni in oggetto;

   considerato  che  tale impedimento risulta  in  contrasto  con  la
  normativa  dettata  dall'art. 24, comma 11, della  legge  regionale
  numero  2/2007,  ove  si prevede il trasferimento  delle  strutture
  preaccreditate entro il territorio provinciale all'unica condizione
  che  ciò  giovi ad eliminare carenze di prestazioni sul  territorio
  medesimo,  determinandosi il paradosso che il comune di gran  lunga
  minore  della  zona territorio, Maletto, dispone di una  struttura,
  mentre  quello con popolazione ben cinque volte superiore ne rimane
  privo,  determinandosi un immotivato ed irrazionale  squilibrio  di
  prestazioni nel territorio;

   osservato altresì che la disposizione in oggetto contrasta con  il
  d.a.  16.09.2009,  che incentiva l'accorpamento dei  laboratori  di
  analisi  accreditati  nella convinzione che strutture  di  maggiore
  dimensione   funzionino   in   modo  più   efficace,   laddove   il
  trasferimento a Bronte del centro S. Antonio consentirebbe a questi
  di incrementare il volume di prestazioni, potendo ivi contare su un
  bacino  di utenza certamente maggiore che gli consentirebbe altresì
  di  accedere  al libero mercato erogando prestazioni senza  gravare
  sul servizio sanitario regionale;

   per  sapere  se,  alla luce di quanto sopra esposto,  non  ritenga
  corretto  ed opportuno modificare il provvedimento impugnato,  d.a.
  11   settembre  2009  numero  1878,  in  particolare  nella   parte
  disciplinata dall'articolo 3». (1169)

                                              DI GUARDO-DE BENEDICTIS

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  14  aprile 2009, dopo un ampio ed argomentato  dibattito
  tenutosi   nelle   sedi  istituzionalmente  preposte,   l'Assemblea
  regionale  siciliana  ha  approvato  una  legge  che  affrontava  e
  riformava, in modo radicale, tutto il sistema sanitario regionale;

   all'articolo  25,  lettera 'f', raccogliendo le sollecitazioni  di
  tutta  la  classe  politica  regionale,  ed  in  particolare  della
  provincia  di  Messina, venivano statuiti i criteri di attribuzione
  delle   risorse   già  introitate  dalla  Regione,   in   sede   di
  compensazione infra-regionale, per prestazioni sanitarie  eseguite,
  da  tutte  le  aziende  siciliane accreditate e  convenzionate,  su
  pazienti  provenienti da altra regione (ovvero i cosiddetti  'fuori
  regione)'  al di fuori dei singoli aggregati di spesa  previsti  ed
  attribuiti annualmente alle singole strutture sanitarie;

   considerato  che  le  case  di  cura  di  Messina  accreditate   e
  convenzionate,  sono tutte, ad oggi, in grave  crisi  di  liquidità
  provocata dai seguenti fattori:

   1)  non  aver incassato nessun importo per le prestazioni rese  ai
  pazienti   fuori  regione  per  l'anno  2009,  così  come  previsto
  dall'articolo 25, lettera 'f', della legge regionale numero  5  del
  2009,  a  far  data dall'approvazione della norma, per somme,  come
  sopra  illustrato, già compensate e, dunque, riscosse dalla Regione
  siciliana stessa;

   2)  non  aver  riscosso il saldo delle prestazioni rese  entro  il
  budget 2009;

   3)  non  aver  ricevuto i pagamenti correnti da parte dell'ASP  di
  Messina,  da sempre in costante ritardo nei confronti di  tutto  il
  sistema accreditato-convenzionato (attualmente, ad esempio, per  le
  case  di  cura,  il  ritardo è valutabile ad oltre  cinque  mesi  e
  l'ultima mensilità riscossa, ad oggi, è novembre 2009);

   4)  aver voluto emanare, nell'aprile 2010, un decreto assessoriale
  attuativo  dell'articolo  25,  lettera  f',  della  legge   5/2009,
  attribuendo la decorrenza della norma dal gennaio 2010 senza  tener
  conto  della  data  di reale approvazione della  legge,  pubblicata
  nell'aprile  2009, in danno alle realtà aziendali che contavano  su
  una  legittima aspettativa, ulteriormente mortificata e penalizzata
  per  buona  parte  dell'anno 2009, e, comunque, contro  la  volontà
  chiaramente  espressa dall'Assemblea regionale  siciliana  in  sede
  legislativa;

   ritenuto che sia grave il livello di pericolo cui sono esposte  le
  case  di  cura  e  le  strutture accreditate-convenzionate  per  la
  perdurante   carenza   di  liquidità,  che,  tra   l'altro,   rende
  difficoltosa alle società medesime la chiusura dei bilanci  2009  e
  di  conseguenza  avrà pesanti ricadute sui livelli occupazionali  e
  sugli  investimenti tecnologici e strutturali per le aziende stesse
  e,  quindi,  per  tutto il territorio siciliano e  provinciale  (il
  comparto  delle  case di cura private nella sola città  di  Messina
  occupa   circa  2000  unità  lavorative  dirette  oltre   l'indotto
  derivante),    innescando,   verosimilmente,   una    spirale    di
  licenziamenti  e  disinvestimenti  mirati  alla  tutela  dei  conti
  economici societari ;

   per sapere:

   i   motivi  per  cui  le  strutture  sanitarie  regionali,  ed  in
  particolare  quelle della provincia di Messina, siano  costrette  a
  subire  tali  inspiegabili comportamenti da parte  dell'Assessorato
  regionale Salute, in presenza di una chiara e non equivoca  volontà
  del legislatore sulla remunerazione dei cosiddetti 'fuori regione',
  da  applicare  in  maniera letterale e non già da interpretare  'in
  modo elastico' secondo convenienze economiche;

   quali  danni erariali (interessi passivi, spese legali e varie)  e
  di  immagine  produca  il ritardato versamento  mensile,  da  parte
  dell'Assessorato, delle quote di competenza all'azienda provinciale
  impossibilitata  ad eseguire, nei tempi di legge,  i  pagamenti  di
  tutte  le  strutture  accreditate e  convenzionate  del  territorio
  provinciale  (e  non solo ovviamente alle case di  cura)  a  causa,
  probabilmente, del tardivo e non costante storno delle somme;

   cosa  intenda,  nell'immediato e senza inutili  ulteriori  rinvii,
  porre in atto per risolvere definitivamente i problemi esposti, nel
  pieno  rispetto di tutte le norme legislative (ivi compreso  l'art.
  25,  lettera 'f', approvato nel lontano 14 aprile 2009 e, ad  oggi,
  volontariamente  in  parte disatteso), nonché delle  norme  per  il
  controllo  delle  spese  di gestione ed,  in  particolare,  per  la
  riduzione  della  lievitazione dei costi per gli inutili  patrocini
  legali ed interessi passivi pagati quotidianamente dalle ASP, somme
  ingenti  che  potrebbero, e dovrebbero, essere meglio investite  in
  favore dei cittadini-utenti sotto forma di servizi offerti». (1170)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             PICCIOLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica,  premesso che nella seduta del 18 marzo il consiglio  del
  Parco  della  Valle  dell'Alcantara si è riunito  per  eleggere  il
  vicepresidente, che è risultato essere il Sindaco dell'MPA di Motta
  Camastra (ME), Andrea Scarpignato;

   considerato  che  nella stessa seduta è stato eletto  il  comitato
  esecutivo  dello  stesso parco nelle persone di Rita  Mungiovino  -
  sindaco di Malvagna, Salvatore Nuciforo - sindaco di Francavilla di
  Sicilia,  Claudio  Scavera - sindaco di Castiglione  di  Sicilia  e
  Giuseppe Sparta - sindaco di Roccella Valdemone;

   ritenuto che in presenza di un commissario nominato dalla  Regione
  i due organi sopra citati non hanno motivo di essere;

   appreso   inoltre  che  il  commissario  straordinario  dell'ente,
  Giuseppe  Castellaneta,  ha presentato in  due  anni  missioni  per
  200.000 euro circa e che l'ente, non si capisce a quale titolo,  ha
  affittato  un appartamento a Taormina per le esigenze dello  stesso
  commissario, pur avendo sede a Francavilla di Sicilia (ME);

   per sapere se non ritengano di avviare un'indagine urgente al fine
  di verificare tutto quanto riportato in premessa». (1175)

                                                       MANCUSO-LIMOLI

   «All'Assessore per la salute, premesso che alle prossime  elezioni
  amministrative  del 30 e 31 maggio molti comuni  siciliani  saranno
  impegnati nelle procedure per il rinnovo dei sindaci e dei consigli
  comunali;

   considerato che i candidati a sindaco hanno già scelto i primi due
  assessori  e che tra questi il candidato a sindaco per il  MPA  del
  comune  di  Bronte (CT), Aldo Catania, ha scelto  il  dottor  Mario
  Zappia,  attuale  direttore  del  dipartimento  attività  sanitarie
  dell'Assessorato regionale Salute;

   verificato  che  appare  quantomeno non opportuna  la  scelta  del
  candidato sindaco di Bronte di inserire tra gli assessori  un  alto
  dirigente   della   Regione  siciliana   che   dovrebbe   garantire
  trasparenza nella sua più ampia accezione;

   ritenuto  che  comunque  il  diritto alla  partecipazione  ad  una
  competizione  elettorale da parte di qualunque  cittadino  non  può
  certamente essere messa in discussione;

   per  sapere,  nelle more della campagna elettorale che  certamente
  non  può  coinvolgere le strutture dell'Assessorato, se non ritenga
  di  chiedere all'interessato almeno l'autosospensione dal  delicato
  incarico  che  gli  è  stato affidato e  che  tra  l'altro  prevede
  ispezioni e relativi provvedimenti». (1176)

                                                       MANCUSO-LIMOLI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la   compagnia   petrolifera  Shell  ha   effettuato,   al   largo
  dell'arcipelago  delle isole Egadi (TP), numerose trivellazioni  in
  mare aperto alla ricerca di eventuali giacimenti petroliferi;

   da   notizie  di  stampa,  in  seguito  confermate  dallo   stesso
  presidente  della sede italiana della Shell, la suddetta  compagnia
  avrebbe  individuato,  a poche miglia da Favignana,  quello  che  è
  stato definito il più grande bacino petrolifero europeo. Alla  luce
  di  tale  scoperta,  la  Shell  ha iniziato  le  procedure  per  la
  costruzione di una piattaforma di trivellazione petrolifera;

   considerato  che  la  costruzione  della  suddetta  piattaforma  è
  quantomeno  anacronistica  in un momento  drammatico,  come  quello
  attuale,  che  vede la piattaforma DEPP WATER HORIZON  riversare  5
  mila  barili di petrolio al giorno nel Golfo del Messico,  causando
  un  danno all'ecosistema mondiale difficilmente quantificabile  per
  la immane devastazione che causerà;

   tenuto conto che:

   la  presenza  di una piattaforma petrolifera al largo delle  isole
  Egadi,   prossime   a  diventare  parco  naturale,   metterebbe   a
  repentaglio, in caso di incidente, un ecosistema definito unico  al
  mondo, sia per la particolarità dei suoi fondali, sia per il  mondo
  faunistico  ivi presente che, è bene ricordare, contempla  siti  di
  riproduzione delle tartarughe 'caretta caretta' e zone di  transito
  delle foche monache;

   la  suddetta piattaforma, tra l'altro, sorgerebbe a ridosso  delle
  coste  favignanesi, quindi in una posizione tale che,  in  caso  di
  incidente,  non  darebbe  nessuna  possibilità  di  intervento  per
  evitare un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche;

   visto che la Regione siciliana ha il dovere di proteggere tutto il
  territorio,  soprattutto  quando  interessi  di  natura   economica
  mettono   a  repentaglio  l'intero  ecosistema  siciliano,  ponendo
  un'intera  provincia,  quella trapanese, davanti  all'incubo  della
  catastrofe naturale;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno intervenire immediatamente al fine  di
  bloccare   qualsiasi  iniziativa  atta  a  realizzare   piattaforme
  petrolifere al largo delle coste siciliane;

   se  non  ritengano doveroso, nei confronti di tutta la popolazione
  siciliana,  adoperarsi  affinché catastrofi  come  quella  in  atto
  esistente  nel Golfo del Messico non abbiano mai a verificarsi  nei
  mari della nostra Regione». (1179)

                                                                ADAMO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta in Commissione presentate.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  l'accordo attuativo del piano previsto dall'articolo 1, comma
  180,  della  legge 30 dicembre 2004, numero 311,  ed  il  piano  di
  rientro,    di    riorganizzazione,   di   riqualificazione,     di
  individuazione    degli    interventi    per    il    perseguimento
  dell'equilibrio   economico  del  servizio   sanitario   regionale,
  sottoscritto  dal Ministro della salute, dal Ministro dell'economia
  e  delle  finanze e dal Presidente della Regione in data 31  luglio
  2007,  e  successivamente  approvato  dalla  Giunta  regionale  con
  delibera  numero 312 dell'1 agosto 2007, l'Assessore regionale  per
  la  sanità è stato incaricato di dare esecuzione all'accordo  e  al
  piano  relativo nonché di provvedere all'attuazione delle misure  e
  degli  interventi contenuti in tale atto valevole per  il  triennio
  2007/09;

   in  particolare,  gli obiettivi B e C di detto piano  prevedevano,
  specificatamente   per  quanto  attiene  al   potenziamento   delle
  strutture  di  assistenza territoriale pubblica  e  alla  riduzione
  delle  risorse destinate alla assistenza ospedaliera attraverso  la
  revisione  della  rete  ospedaliera e la riduzione  della  attività
  correlata con lo scopo, da un lato, di ridurre tutte le attività di
  ricovero inappropriato e, dall'altro, di contenere la mobilità;

   per  le  finalità  di  cui  sopra  è  necessario  provvedere  alla
  riorganizzazione  dell'intera rete ospedaliera e  territoriale  sia
  nel settore pubblico che in quello privato sulla base della domanda
  di  salute, in modo da garantire al cittadino l'appropriatezza  del
  percorso   assistenziale  nella  fase  di   prevenzione,   cura   e
  riabilitazione;

   quanto  sopra  riportato, in attuazione di quanto  previsto  dalla
  legge  regionale  14 aprile 2009, numero 5, deve essere  realizzato
  nell'osservanza dei seguenti criteri:

   a)  garanzia di assistenza omogenea sul territorio regionale,  con
  riferimento all'erogazione dei LEA;
   b)  autosufficienza su base provinciale e/o nel rispetto  di  aree
  geografiche di riferimento più ampie;
   c)   superamento  della  frammentazione  e/o  duplicazione   delle
  strutture   organizzative  esistenti,  attraverso    processi    di
  dipartimentalizzazione e di integrazione operativa e funzionale;
   d) riqualificazione di parte delle strutture ospedaliere con bassa
  performance   organizzativa   in   altra   tipologia   di   offerta
  assistenziale non ospedaliera;
   e) potenziamento delle alte specialità, anche ai fini di riduzione
  dei fenomeni di migrazione sanitaria;
   f)  realizzazione  di piani attuativi aziendali  coerenti  con  le
  linee  di  indirizzo regionali per il miglioramento  della  qualità
  dell'assistenza  ospedaliera  sia  in  regime  di  urgenza  che  di
  elezione;
   g)  introduzione  di  nuovi  modelli organizzativi  di  erogazione
  dell'assistenza intra ed extra-ospedaliera;

   considerato che:

   in atto le premesse sopra descritte sono state di fatto oggetto di
  interpretazione  temporanea  da  parte  dell'Assessorato  regionale
  della   salute   e  dei  responsabili  delle  strutture   sanitarie
  regionali;

   dette  interpretazioni  hanno  assunto  sempre  più  un  carattere
  squisitamente politico, poco consono al concetto di amministrazione
  imparziale e votata al servizio per la cittadinanza;

   tutt'oggi  assistiamo  a  continui  cambi  di  direzione,   spesso
  scellerati,  che  prendono in esame soltanto le istanze  di  taluni
  gruppi  politici e che spostano inspiegabilmente il raggio d'azione
  della sanità verso la provincia di Catania;

   è sempre più allarmante lo stato di disagio che i cittadini vivono
  rispetto  ad una condizione delle strutture, sempre più  povere  di
  servizi specializzati e di personale sia esso medico che tecnico  o
  infermieristico;

   l'operato dei direttori generali è sempre più 'commissariato'  dal
  dettato politico;

   questo modus operandi ha di fatto generato una spesa superiore  ai
  300  milioni di euro per rimborsare le trasferte extraregionali che
  i  singoli pazienti siciliani hanno intrapreso, invece di affidarsi
  ad una sanità regionale che non offre garanzie;

   l'azione  di  rimodulazione  della  rete  ospedaliera,   oltre   a
  disattendere il dettato normativo della legge regionale 5/09 -  che
  all'articolo 6, lettera h), così recita: 'Al soddisfacimento  delle
  necessità  derivanti  dalla tutela della salute  per  le  emergenze
  zootecniche  dalla  tutela  sanitaria  per  i  cittadini  immigrati
  extracomunitari e dalle esigenze di protezione della  salute  nelle
  aree industriali a rischio; per queste ultime sono individuate, con
  decreto dell'Assessore regionale per la sanità, le prescrizioni  in
  materia  di  prevenzione individuale e collettiva, diagnosi,  cura,
  riabilitazione  ed educazione sanitaria per le patologie  derivanti
  dagli  insediamenti industriali e le specifiche risorse'  -  ha  di
  fatto  disatteso altresì le indicazioni emerse dalla VI Commissione
  legislativa permanente dell'ARS 'Servizi sociali e sanitari';

   l'ospedale  di  Augusta,  in  particolare,  ha  subito   un   vero
  smantellamento operativo piuttosto che una rimodulazione ordinaria;

   lo  stesso  presidio ospedaliero ricade in un'area industriale  ad
  alto  rischio ambientale, per cui la vigente normativa sopra citata
  prevede   una   particolare   dotazione   finanziaria   mirata   al
  potenziamento delle strutture mediche e dunque dei singoli reparti;

   lo  stesso  ospedale  di  Lentini è stato  oggetto  di  scellerata
  politica  aziendale con la chiusura del reparto di rianimazione  ed
  il conseguente trasferimento dello stesso a Catania;

   per sapere:

   quali  siano  i  passi  successivi  che  intendano  compiere   per
  completare la 'politicizzazione' della sanità siciliana;

   se  non  ritengano  opportuno  rendere  noto  quanto  resta  della
  'notte', ormai eterna, sui diritti dei malati;

   se  non  sia  indispensabile un'attenta riflessione sui  contenuti
  della  rimodulazione  dei servizi e dei posti letto,  ponendo  alla
  base delle scelte gli indirizzi dettati dalla legge;

   se non reputino indifferibile ed urgente ripristinare i servizi di
  rianimazione nei presidi ospedalieri ricadenti in area industriale,
  procedendo  ad  una  sana  riorganizzazione  libera  da   influenze
  politiche e che metta in condizione i direttori generali  di  poter
  adempiere al proprio dovere senza pressioni di alcun tipo». (1171)
         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                               GIANNI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso  che  da  diversi mesi i messi notificatori  della  SERIT,
  agenzia  nella  frazione  di  Grisì (Monreale-PA),  procedono  alle
  notifiche  delle  cartelle esattoriali certificando  l'assenza  dei
  destinatari, con contestuale deposito degli atti notificati  presso
  la sede di Monreale;

   ritenuto   che   tale   forma   di  notifica   presenta   numerose
  irregolarità,  in quanto le cartelle esattoriali, pur  in  presenza
  dei  destinatari,  vengono notificate col sistema dell'assenza  del
  domicilio dell'interessato;

   ritenuto  altresì  che  tale  forma  di  notifica  costringe   gli
  interessati  a  recarsi a Monreale, ad una  distanza  di  oltre  40
  chilometri, con conseguenti disagi e difficoltà, in particolare nei
  confronti di persone anziane;

   per  sapere se intendano volere acquisire informazioni sui sistemi
  di  notifica da parte degli ufficiali SERIT della frazione di Grisì
  e  quali  provvedimenti intendano intraprendere per  assicurare  la
  regolarità  del  sistema  di notifiche  da  parte  degli  ufficiali
  notificatori». (1173)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   la  nomina  dei componenti del consiglio di amministrazione  degli
  enti  regionali per il diritto allo studio universitario (E.R.S.U.)
  compete   all'Assessorato   regionale   dell'istruzione   e   della
  formazione professionale, così come previsto dalla legge  regionale
  25 novembre 2002, numero 20;

   in  data 30 marzo 2010, il consigliere d'amministrazione dell'ERSU
  di  Catania,  Salvatore  Santamaria,  ha  formalizzato  le  proprie
  dimissioni dalla carica quale rappresentante degli studenti, eletto
  nelle ultime elezioni universitarie;

   tutt'ora,   dopo   innumerevoli  sollecitazioni,   non   è   stata
  formalizzata  la nomina di Luca Sangiorgio, primo  dei  non  eletti
  della lista del consigliere Santamaria;

   considerato   che   la  Regione  siciliana  si  è  particolarmente
  'distinta'  nella sostituzione immediata dei componenti del  c.d.a.
  delle  società  partecipate ed in tutti gli  enti  in  cui  ha  una
  propria rappresentanza;

   atteso  che  sembra  davvero  paradossale  che  un  mese  non  sia
  sufficiente  per  provvedere alla predisposizione  di  un  atto  di
  nomina di questo tipo;

   per sapere quale motivazione abbia indotto l'Assessorato regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale a  non  provvedere
  in tal senso». (1163)

   POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-FORMICA-VINCIULLO-MANCUSO-LIMOLI-
                   BOSCO-CORONA-D'ASERO-LEONTINI-BENINATI-TORREGROSSA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data 6 aprile 2010, alle ore 17.06, un cittadino si presentava
  al pronto soccorso dell'ARNAS, ospedale Civico di Palermo;

   lo  stesso cittadino da subito al 'triage' dichiarava di essere un
  soggetto emofiliaco e pertanto veniva inquadrato con codice  giallo
  - numero DEA 35386;

   atteso che:

   lo   stesso  informava  il  personale  infermieristico   che   era
  necessario  somministrargli,  in via  d'urgenza,  fattore  VIII  di
  coagulazione   e  che  veniva  trattato  con  fattore   ricombinato
  'elixate';

   l'infortunato, alle ore 17.25, veniva visitato dal medico di turno
  che correttamente riteneva, prima di pensare ad eventuali fratture,
  di  verificare  la situazione ematologica. Pertanto  il  medico  di
  turno,  come  risulta dal referto, si è messo alla  ricerca  di  un
  ematologo   che   potesse  fornire  le  opportune  indicazioni   di
  trattamento;

   da  una  ricostruzione dei fatti, sembra che  il  nosocomio  fosse
  sfornito  di ematologi di turno o reperibili; nell'intero  presidio
  ospedaliero ad alta specializzazione, infatti, non era presente  un
  ematologo che potesse dare la propria necessaria consulenza;

   il  paziente  quindi ricordava, ai medici, che al pronto  soccorso
  sarebbe  dovuto esserci un protocollo per la gestione dei  casi  di
  soggetti  emofiliaci, e che solo allora la capo sala dell'unità  di
  pronto   soccorso  trovava  il  protocollo  d'intervento   per   il
  trattamento  del caso; lo stesso protocollo prevede un trattamento,
  in   via   d'urgenza,   immediato  con  fatture   di   coagulazione
  ricombinato;

   sembra,  quindi, che i medici avessero proceduto ad  allertare  il
  responsabile della farmacia dell'ospedale, che comunicava l'assenza
  di fatture di coagulazione; i medici di pronto soccorso, quindi, si
  vedevano  costretti ad iniziare le ricerche del farmaco salva  vita
  presso le altre strutture ospedaliere presenti in città;
   solo  dopo  le  ore 20 dall'ospedale dei bambini  giungevano  1000
  unità  di fattore di coagulazione denominato Cogenate, che oltre  a
  non  essere corrispondente al fattore utilizzato dal traumatizzato,
  non  risultava  sufficiente per dosaggio; infatti il  fattore  VIII
  ricombinato va somministrato in base al peso del paziente e quindi,
  per  il  trattamento  del caso specifico, si  rendevano  necessarie
  almeno 2000 unità per tamponare la crisi emorragica;

   evidenziato  come  rispetto  al caso  trattato  si  è  riusciti  a
  superare il peggio solo grazie al fatto che il paziente è giunto al
  pronto soccorso lucido e cosciente ed è riuscito a rintracciare  un
  familiare  che da casa ha portato 2000 unità di Xelixate -  fattore
  VIII ricombinato;

   lo   stesso  infine  veniva  dimesso  senza  ricevere  una  visita
  ematologica,  che veniva rinviata all'indomani per  assenza  di  un
  ematologo in presidio;

   l'emergenza  è  stata dunque superata dall'ARNAS  di  Palermo  non
  grazie ai medici di pronto soccorso, ma per il pronto intervento di
  un  familiare  che,  contattato dallo stesso  paziente,  si  recava
  presso la struttura con i necessari presidi sanitari;

   per sapere se l'Assessorato Salute abbia disposto una verifica che
  faccia chiarezza:

   sul  perchè al pronto soccorso dell'ospedale civico non si  avesse
  notizia  dell'esistenza  di  un  protocollo  d'intervento  per   la
  gestione dei soggetti emofiliaci;

   sul  perchè  l'ospedale  ad  alta  specializzazione  civico  fosse
  sprovvisto di fattore VIII di coagulazione ricombinato;

   quali  siano  le responsabilità dei sanitari e del management  del
  nosocomio;

   se  l'Assessore per la salute non ritenga di trasmettere gli  atti
  alla    Procura   della   Repubblica   per   accertare    eventuali
  responsabilità penali nella gestione del caso». (1164)

                                                                GRECO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente, all'Assessore per la salute e all'Assessore per i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   con  deliberazione  numero  10  del  19  gennaio  2009  la  giunta
  municipale  del  comune di Pozzallo (AG) ha ritenuto  di  ricorrere
  all'istituto della concessione per affidare a soggetti  esterni  la
  gestione e la rifunzionalizzazione della villa comunale;

   a  tale  scopo,  con  il suindicato atto deliberativo,  la  giunta
  municipale  del  comune  di Pozzallo ha indetto  gara  ad  evidenza
  pubblica,  applicando  il  criterio di aggiudicazione  dell'offerta
  economicamente   più   vantaggiosa  per  selezionare   le   offerte
  presentate;

   è  pervenuta,  nei  termini utili e nelle  modalità  previste  dal
  bando,  la  sola  offerta  della GDF Events  s.r.l.,  che  è  stata
  ritenuta valida ed ammessa;
   la  commissione di gara, prima di procedere all'aggiudicazione, ha
  sottoposto  all'amministrazione comunale di  Pozzallo  il  progetto
  preliminare di rifunzionalizzazione della villa comunale;

   l'amministrazione comunale di Pozzallo ha ritenuto  di  richiedere
  delle   modifiche   al   progetto   preliminare,   proponendo    il
  ridimensionamento della pedana in legno amovibile  che  costituisce
  la zona 'lounge' bar e una maggiore specificazione degli interventi
  relativi  alla zona sud-est della villa, dove in atto  insiste  una
  vasca triangolare;

   con nota protocollo 5988 del 2 marzo 2009, la GDF Events s.r.l. ha
  presentato  al  comune  di  Pozzallo  le  integrazioni  progettuali
  richieste;

   la  commissione  di  gara,  esaminata la superiore  documentazione
  integrativa  e  rilevato  che la stessa  raccoglie  le  indicazioni
  fornite     dall'amministrazione     comunale,     ha     proceduto
  all'aggiudicazione  della concessione alla GDF  Events  s.r.l.  per
  anni 15;

   con  deliberazione numero 59 del 2 marzo 2009 la giunta municipale
  del  comune di Pozzallo ha deliberato, tra l'altro, che si  rendeva
  necessaria la presentazione di progettazione esecutiva, che sarebbe
  dovuta essere munita di tutte le autorizzazioni ed approvazioni  da
  parte degli enti preposti, come previsto dalla normativa vigente;

   con   deliberazione  numero  88  del  26  marzo  2009,  la  giunta
  municipale  del  comune di Pozzallo ha deliberato di  approvare  il
  progetto  esecutivo,  redatto  dalla  società  GDF  Events  s.r.l.,
  relativo  all'esecuzione  di tutti gli  interventi  obbligatori  da
  realizzare  nella  villa  comunale, previsti  dal  disciplinare  di
  concessione,  e di quelli facoltativi proposti in sede  di  offerta
  dalla  società,  per  un importo di totale di 443.537,78  euro  IVA
  compresa;

   con  la  suddetta  deliberazione numero 88 del 26  marzo  2009  la
  giunta  municipale del comune di Pozzallo ha altresì dato atto  che
  il  progetto esecutivo era munito dei prescritti pareri  rilasciati
  dalla  Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Ragusa,
  dall'ex  AUSL  numero  7  di  Ragusa e dalla  commissione  edilizia
  comunale;

   con la stessa deliberazione numero 8/2009 la giunta municipale del
  comune   di   Pozzallo  ha  autorizzato,  nelle  more   che   venga
  perfezionato il contratto di concessione, il dirigente dell'ufficio
  tecnico  comunale  a  procedere, sotto le riserve  di  legge,  alla
  consegna della villa comunale alla società GDF Events s.r.l.;

   ritenuto che:

   la   società  concessionaria,  prima  dell'avvio  dei  lavori   di
  rifunzionalizzazione  della  villa comunale  di  Pozzallo,  avrebbe
  dovuto  acquisire il parere dalla capitaneria di porto di  Pozzallo
  ai sensi dell'articolo 55 del codice della navigazione;

   del  suddetto  parere  nella deliberazione  numero  88/2009  della
  giunta  municipale  del  comune di Pozzallo  non  si  fa  menzione,
  limitandosi a dare atto che il progetto esecutivo è munito solo dei
  pareri  rilasciati  dalla Soprintendenza per i  beni  culturali  ed
  ambientali  di  Ragusa, dall'ex AUSL numero 7  di  Ragusa  e  dalla
  commissione edilizia comunale;

   la   società  concessionaria,  prima  dell'avvio  dei  lavori   di
  rifunzionalizzazione  della  villa comunale  di  Pozzallo,  avrebbe
  dovuto  acquisire il parere dal genio civile di Ragusa  per  quanto
  attiene alle opere strutturali ai sensi della legge numero  64  del
  1974;

   del  suddetto  parere  nella deliberazione  numero  88/2009  della
  giunta  municipale  del  comune di Pozzallo  non  si  fa  menzione,
  limitandosi a dare atto che il progetto esecutivo è munito solo dei
  pareri  rilasciati  dalla Soprintendenza per i  beni  culturali  ed
  ambientali  di  Ragusa, dall'ex AUSL numero 7  di  Ragusa  e  dalla
  commissione edilizia comunale;

   nel certificato di agibilità, rilasciato il 6 giugno 2009, si cita
  la  concessione edilizia numero 68/09, rilasciata il 27 marzo 2009,
  in  data successiva alla deliberazione numero 88 del 26 marzo  2009
  con  la  quale  la giunta municipale ha dato atto che  il  progetto
  esecutivo  era  munito  dei prescritti pareri  e  delle  necessarie
  autorizzazioni;

   il   certificato  di  agibilità  è  stato  rilasciato  in   deroga
  all'acquisizione del certificato di conformità strutturale ai sensi
  dell'articolo 28 della legge numero 64 del 1974;

   la   società   concessionaria,  prima  dell'inizio  dell'attività,
  avrebbe dovuto acquisire dall'ufficio commercio comunale la licenza
  per la somministrazione di alimenti e bevande;

   al momento dell'inizio dell'attività la società concessionaria non
  sembra  fosse in possesso della licenza per la somministrazione  di
  alimenti  e  bevande,  rilasciata dall'ufficio commercio  comunale,
  tant'è  che  la Guardia di finanza ha operato il blocco  temporaneo
  dell'attività;

   gli  interventi di cementificazione sopra descritti riguardano  la
  villa  comunale,  contigua al Palazzo di Città e distante  soltanto
  pochi metri dal mare;

   per   sapere  quali  iniziative  intendano  mettere  in  atto  per
  verificare se:

   prima  dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della  villa
  comunale  di  Pozzallo,  la società concessionaria  abbia  ottenuto
  dalla  Soprintendenza  ai beni culturali  e  ambientali  di  Ragusa
  l'approvazione dell'intervento proposto;

   prima  dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della  villa
  comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia avvertito  la
  Soprintendenza  ai  beni  culturali  e  ambientali  di  Ragusa  per
  l'esercizio dell'alta sorveglianza;

   prima  dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della  villa
  comunale  di  Pozzallo,  la società concessionaria  abbia  ottenuto
  dall'AUSL numero 7 di Ragusa il parere igienico-sanitario edilizio,
  ai  sensi  dell'articolo 14 della legge regionale  2  agosto  2002,
  numero 7;

   prima  dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della  villa
  comunale  di  Pozzallo,  la società concessionaria  abbia  ottenuto
  dalla   capitaneria  di  porto  di  Pozzallo  il  parere  ai  sensi
  dell'articolo 55 del codice della navigazione;

   prima  dell'inizio dei  lavori di rifunzionalizzazione della villa
  comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia ottenuto  dal
  genio civile di Ragusa la necessaria autorizzazione;

   prima  dell'inizio dei  lavori di rifunzionalizzazione della villa
  comunale  di  Pozzallo,  la società concessionaria  abbia  ottenuto
  dalla commissione edilizia comunale la necessaria autorizzazione;

   fosse    necessario,    prima   dell'inizio    dei    lavori    di
  rifunzionalizzazione    della   villa   comunale    di    Pozzallo,
  l'ottenimento     di     una    concessione     edilizia     invece
  dell'autorizzazione edilizia;

   prima  dell'inizio dell'attività, la società concessionaria  abbia
  ottenuto  dall'ufficio  commercio  comunale  la  licenza   per   la
  somministrazione di alimenti e bevande;

   i  lavori di rifunzionalizzazione della villa comunale di Pozzallo
  siano stati eseguiti in conformità agli elaborati tecnici approvati
  e delle autorizzazioni ottenute». (1165)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             AMMATUNA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   l'Azienda   siciliana   trasporti   ha   una   carenza,   rispetto
  all'organico  vigente approvato dal c.d.a. in data 21 aprile  2006,
  di ben 201 unità;

   nonostante  il ricorso al lavoro straordinario e al  personale  in
  somministrazione,  non  riesce  a  garantire  l'efficienza   e   la
  regolarità dei servizi resi;

   considerato che:

   con  deliberazione della Giunta regionale numero 221 del 30 agosto
  2008 è stato espressamente vietato agli enti pubblici sottoposti  a
  vigilanza   e/o  controllo  della  Regione  di  bandire   concorsi,
  effettuare   selezioni  di  personale,  nonché  di   procedere   ad
  assunzioni o a promozioni indipendentemente dalla qualifica o dalla
  funzioni da ricoprire;

   tale   scelta  impedisce  di  rispettare  gli  accordi   sindacali
  sottoscritti ai fini degli avanzamenti di carriera;

   considerato, inoltre, che:

   l'azienda  è oggi costretta a sopportare maggiori costi  non  solo
  per il ricorso al lavoro straordinario, ma anche per l'utilizzo  di
  personale a tempo pieno per turni di servizio che potrebbero essere
  espletati da personale part-time;

   l'azienda  non  riesce  a  rispettare i limiti  legali  delle  ore
  giornaliere di guida;

   ritenuto che:

   l'attuale  situazione  di paralisi, sia  per  il  reclutamento  di
  personale  che  per le progressioni di carriera di  quello  già  in
  servizio,  rischia  di  compromettere irreversibilmente  il  futuro
  della società;

   le  scelte  operate  dall'azienda in materia  di  attribuzione  di
  qualifiche  superiori stanno determinando macroscopiche  condizioni
  di   disparità   di  trattamento  e  ingiuste  penalizzazioni   per
  dipendenti in possesso di titoli professionali di assoluto  rilievo
  (lauree specifiche, eccetera);

   l'attuale  divieto di assunzioni e di progressione delle  carriere
  non consente il rispetto delle norme contrattuali e della sicurezza
  dell'esercizio;

   per  sapere  le  ragioni  per  le  quali,  malgrado  le  richieste
  ufficiali   dell'azienda,  non  venga   rimosso   il   divieto   di
  reclutamento  di  nuovo personale né il divieto di progressione  di
  carriera per il personale in servizio». (1168)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che le recenti piogge e  le
  abbondanti     nevicate    hanno    determinato     l'ingrossamento
  dell'affluente  del  fiume  Oreto,  nel  tratto  che  attraversa  i
  territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);

   considerato che:

   l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli argini
  laterali  e  l'abbattimento  delle  barriere  realizzate   per   il
  controllo del flusso idrico;

   l'aumento  delle  acque  ha  determinato  l'erosione  delle   anse
  laterali  con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli  anni
  sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;

   ritenuto  che  le  acque  hanno  superato  i  livelli  di  massima
  sicurezza  e si è creata una situazione di pericolo che rischia  di
  determinare gravissime ed irreparabili conseguenze per i  residenti
  e i terreni circostanti il corso del fiume;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire  la
  sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture». (1172)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   il  complesso  dei  beni  individuato  'ex  feudo  verbum  caudo',
  confiscato  al  boss di cosa nostra Michele Greco ed  assegnato  al
  comune  di  Polizzi  Generosa  (PA),  è  oggetto  di  questioni  di
  rilevante  gravità atteso che a danno del responsabile  della  CGIL
  della  zona delle Petralie sono stati compiuti gravissimi  atti  di
  intimidazione e di minacce;

   il  sindacalista, infatti, ha intrapreso numerose  iniziative  per
  l'assegnazione del bene ed il suo utilizzo per scopi sociali;

   il   bene   in   questione,  infatti,  è  oggetto   di   singolari
  vicissitudini.  Nel  2008 veniva assegnato  al  comune  di  Polizzi
  Generosa  che lo conferiva alla cooperativa 'Placido Rizzotto'  per
  l'avvio  di  un  progetto  di lavoro e di  sviluppo  economico  del
  territorio.  Iniziativa  mai realizzata a causa  dell'abbandono  da
  parte della cooperativa;

   il  complesso  aziendale  confiscato  al  boss  Michele  Greco   è
  ipotecato dal Banco di Sicilia quale creditore dello stesso  Greco.
  L'immobile, quindi, è stato messo in vendita ma senza nessun  esito
  in quanto l'asta risulta ancora bloccata;

   considerato che la vicenda inerente all'assegnazione del bene  'ex
  feudo  verbum  caudo'  necessita di opportuni chiarimenti  anche  a
  seguito dei gravissimi atti di intimidazione e di minaccia compiuti
  contro Vincenzo Liarda;

   ritenuto   che   appare  necessario  garantire  l'incolumità   del
  sindacalista e garantire il pieno utilizzo dei beni confiscati alla
  mafia;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intendano adottare per garantire l'incolumità
  di Vincenzo Liarda;

   quali  impegni intendano assumere in merito all'utilizzo dei  beni
  confiscati alla mafia». (1174)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale,

   premesso che:

   la  notizia  della  probabile chiusura  della  facoltà  di  lingue
  dell'Università  di  Catania, a cui  gli  organi  di  stampa  hanno
  recentemente  dato  il  giusto risalto, è stata  accolta  con  viva
  preoccupazione   dall'intera  città  oltre   che   da   una   folta
  rappresentanza  di  studenti  dell'intero  ateneo,   solidali   nel
  definire   l'iniziativa,   'diffusa   sottovoce'   negli   ambienti
  accademici  e  non  ancora ufficialmente smentita  dalle  più  alte
  cariche  istituzionali, assurda e gravemente lesiva  dei  legittimi
  interessi degli oltre 7000 iscritti, cui si aggiungono le unità  di
  personale tecnico - amministrativo impiegato;

   gli  stessi  studenti  della  facoltà  di  lingue,  nel  corso  di
  un'affollatissima assemblea plenaria, svoltasi presso  l'auditorium
  dei   Benedettini   di  Catania,  hanno  pubblicamente   denunciato
  l'infausto  progetto che determinerebbe la chiusura  della  facoltà
  etnea in favore nel neonato consorzio universitario ibleo;

   l'accorato  e  legittimo appello lanciato  dagli  universitari  di
  lingue non ha trovato le dovute rassicurazioni da parte dei vertici
  amministrativi  dell'Università di  Catania,  che  hanno  preferito
  trincerarsi  dietro  un  inquietante quanto  paradossale  silenzio,
  quasi  a  conferma del fatto che ormai i giochi siano  tragicamente
  conclusi;
   considerato che:

   l'iniziativa   in  oggetto,  qualora  il  'disegno  criminis'   si
  concretizzasse, avrebbe il sapore amaro di un espediente  puramente
  volto   a   favorire  l'auspicata  istituzione  di   un   IV   polo
  universitario nella città di Ragusa, costringendo ad un forzato  ed
  estenuante  'pendolarismo', tra l'altro, i tanti studenti  catanesi
  che intendano completare il proprio corso triennale o accedere alle
  successive lauree specialistiche ed esponendo il personale  tecnico
  - amministrativo, attualmente impiegato presso la facoltà di lingue
  di  Catania, al rischio di un grave pregiudizio rispetto alle  loro
  legittime aspettative occupazionali;

   non  sarebbe  la prima volta, tra l'altro, che l'ateneo  catanese,
  uno dei più importanti per storia, tradizioni e numero di iscritti,
  si  ritrovi  ad  essere penalizzato nell'intento irresponsabile  di
  attivare   o   rilanciare  un  polo  universitario   di   rilevanza
  secondaria;  salta alla mente, per esempio, il corso  di  studi  in
  psicologia, chimera per numerosissimi giovani catanesi costretti  a
  fare  i  pendolari  oltre  che a sostenere significativi  sacrifici
  economici;

   per sapere:

   innanzitutto,  se  non  ritengano  necessario  interagire  con  il
  competente  Ministero  dell'istruzione,  dell'università  e   della
  ricerca,  oltre  che con gli organi di gestione dell'Università  di
  Catania,  al  fine di acquisire tutte le opportune  informazioni  a
  conferma delle indiscrezioni trapelate in questi giorni e,  qualora
  l'ipotesi trovasse conferma, per comprendere quali siano i  criteri
  adottati a supporto di tale scelta insensata;

   quali  immediate ed urgenti iniziative intendano intraprendere  al
  fine  di  scongiurare l'ennesimo gravissimo scippo ai  danni  della
  comunità dell'intera città di Catania». (1177)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

                                                                ARENA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   la  legge  regionale  15  settembre 2005, numero  10,  concernente
  'Norme  per lo sviluppo turistico della Sicilia e norme finanziarie
  urgenti' all'articolo 1 attribuisce al turismo 'un ruolo primario e
  centrale  per  lo sviluppo sostenibile, economico ed  occupazionale
  del  territorio  e  per  la  crescita  sociale  e  culturale  della
  collettività,  tenuto  conto della diffusa  potenzialità  turistica
  dell'isola';

   nel  medesimo  articolo si stabilisce che la Regione 'indirizza  e
  coordina    la    programmazione   economica,   la   pianificazione
  territoriale  e  quella relativa agli interventi  infrastrutturali,
  sia  specificamente turistici che funzionali al miglioramento della
  fruibilità turistica del territorio';

   all'articolo  5 sono altresì assegnate alle province regionali  le
  competenze  già  proprie  delle AAPIT  nonché  la  vigilanza  sulle
  imprese  turistiche operanti sul territorio e si istituisce  presso
  ogni  provincia, con funzioni consultive, la conferenza provinciale
  del  turismo, da nominare con decreto dell'Assessore regionale  per
  il turismo;

   considerato che:

   alle  conferenze  provinciali per il turismo la legge  in  oggetto
  attribuisce  l'importante compito di 'esprimere  indicazioni  utili
  alla redazione del programma di sviluppo e promozione turistica' di
  ciascuna  provincia  e,  pertanto, ne è  prevista  la  convocazione
  'almeno  una  volta ogni trimestre ed ogniqualvolta  il  Presidente
  della provincia regionale ne ravvisi la necessità';

   in   attuazione  della  legge  sono  state  istituiti  23  servizi
  turistici   regionali  con  il  compito  di  dare  informazione   e
  assistenza  al turista, rilevare le presenze turistiche, promuovere
  e  realizzare eventi volti ad incrementare il movimento  turistico,
  destagionalizzare la domanda e promuovere il soggiorno dei turisti,
  dare  assistenza,  consulenza  e supporto  tecnico  agli  operatori
  turistici pubblici e privati;

   constatato che:

   a  cinque  anni  di distanza dalla suddetta legge di  riforma  del
  settore  non  risulta  ancora portato  a  termine  il  processo  di
  riassetto dell'organizzazione turistica pubblica e, a tutt'oggi, le
  nove  conferenze provinciali del turismo previste dalla  legge  non
  sono  state ancora istituite per la mancata emanazione del relativo
  decreto di nomina da parte dell'Assessore regionale per il turismo;

   il  presidente  dell'unione regionale delle province  siciliane  e
  presidente della provincia di Palermo ha recentemente trasmesso una
  nota  ufficiale all'Assessore regionale per il turismo nella  quale
  sollecita  l'istituzione delle nove conferenze provinciali  per  il
  turismo;

   nella  medesima  nota  il presidente dell'unione  regionale  delle
  province   siciliane  sottolinea  l'opportunità,  in  vista   della
  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana, del
  decreto  che individua i criteri per la costituzione dei  distretti
  turistici siciliani, di istituire delle conferenze provinciali  per
  il  turismo,  quali strumenti atti a coordinare  e  supportare,  da
  parte delle province regionali, le azioni di distretti stessi';

   per sapere:

   i motivi che a tutt'oggi impediscano di dare piena attuazione alla
  legge regionale numero 10/2005;

   se  non  ritengano necessario provvedere all'immediata  emanazione
  del   decreto  assessoriale  per  l'istituzione  delle   conferenze
  provinciali per il turismo previste dalla legge». (1178)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,

   premesso che:
   nel mese di gennaio 2010 la società petrolifera San Leon Energy ha
  ottenuto tre concessioni dal Ministero dello sviluppo economico per
  effettuare ricerche petrolifere e di sostanze gassose in  provincia
  di Trapani e nello specifico: due nei tratti di mare tra Marsala  e
  le  isole  Egadi  e  la  terza nel tratto  di  mare  tra  Selinunte
  (Castelvetrano) verso Sciacca;

   dalle  informazioni attinte dalla stampa, sembra  che  la  società
  succitata  stia effettuando ricerche anche nella zona di  mare  tra
  Marsala  e le isole Egadi, giacimento ritenuto nel 1980 dall'E.N.I.
  antieconomico;

   le  suddette  ricerche interessano aree marine  di  grande  pregio
  paesaggistico, ambientale e turistico come le isole Egadi, sede  di
  un  area marina protetta e territorio interessato dell'istituzione,
  ai sensi dell'art. 26, comma 4 septies, del decreto-legge 1 ottobre
  2007, numero 159, convertito con modificazioni in legge 29 novembre
  2007,  numero  222, del parco nazionale delle Egadi e del  litorale
  trapanese; la riserva dello Stagnone di Marsala, nel tratto di mare
  che  riguarda l'Isola Lunga; Selinunte di Castelvetrano, sede della
  riserva della foce del fiume Belice;

   la   società   San  Leon  Energy  ha  chiesto  la   pronuncia   di
  compatibilità ambientale al Ministero dell'ambiente ed al Ministero
  dei  beni e delle attività culturali, al fine di eseguire tutte  le
  azioni  contenute  nelle concessioni relative ai  permessi  per  la
  ricerca  di  idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciate, come  sopra
  specificato, nel mese di gennaio 2010 dal Ministero dello  sviluppo
  economico;

   per conoscere:

   se  non  ritengano doveroso ed urgente intervenire, nei  confronti
  del  Governo  nazionale, per segnalare l'assoluta inopportunità  di
  procedere  al  rilascio  di  pronunce di compatibilità  ambientale,
  considerate   le  caratteristiche  di  alto  pregio  paesaggistico,
  ambientale e turistico delle realtà territoriali interessate  dalle
  ricerche de quo;

   se   non   considerino  indispensabile  valutare,  rispetto   alle
  competenze  dello  Stato e della Regione siciliana  in  materia  di
  ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi, la possibilità di  adire
  il   Giudice   delle   leggi  per  quanto   concerne   il   mancato
  coinvolgimento  della  Regione  siciliana  nella  delicata  vicenda
  riguardante  le  ricerche  di  che  trattasi  nei  tratti  di  mare
  succitati». (86)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 345

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo  dell'ordine  del giorno numero 345, dell'onorevole  Gianni,
  accettato  come  raccomandazione nella seduta  numero  170  del  30
  aprile  -  1  maggio  2010,  è  il seguente:  «Opportune  modifiche
  concernenti    l'Osservatorio   permanente     sulla    criminalità
  organizzata».

   L'Assemblea ne prende atto.
                 Annunzio ordine del giorno numero 358


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dagli  onorevoli Musotto, Cracolici, Bonomo e Greco,  l'ordine  del
  giorno  numero  358  «Promulgazione  con  l'omissione  delle  parti
  impugnate  della  delibera legislativa numeri 471-471  bis  recante
   Disposizioni   programmatiche  e  correttive  per   l'anno   2010'
  approvata  nella seduta numero 170 dell'1 maggio 2010'»,  approvata
  nella seduta numero 170 dell'1 maggio 2010.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che la Corte costituzionale nella sentenza numero 205 del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del potere di promulgazione dello stesso  Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito
  che il Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo  di
  promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative,  ma
  anche  tramite  atti  di indirizzo espliciti (mozioni,  ordini  del
  giorno);

   premesso  che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta  numero
  170  dell'1  maggio 2010 ha approvato la deliberazione  legislativa
  recante «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2010»
  (disegno di legge numeri 471-471 bis);

   considerato che la citata deliberazione, è stata impugnata in modo
  parziale  dal  Commissario dello Stato con  ricorso  proposto  alla
  Corte  costituzionale e notificato al Presidente della  Regione  in
  data 10 maggio ultimo scorso;

   ritenuto   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  deliberazione sia promulgata, sia pur parzialmente, dal  Presidente
  della Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
  consentire  che  la  Corte costituzionale si pronunci  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a   promulgare,   con  l'omissione  delle  parti   impugnate,   la
  deliberazione legislativa approvata nella seduta numero 170  dell'1
  maggio  2010 recante «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2010» (disegno di legge numeri 471-471 bis)».

   CAPUTO.  Signor  Presidente, avevamo presentato degli  ordini  del
  giorno   ma  gli  Uffici  hanno  detto  che  non  potevano   essere
  presentati.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, l'ordine del giorno è solo questo ed
  è  in  relazione  alla comunicazione di impugnativa  da  parte  del
  Commissario dello Stato; non possono essere presentati altri ordini
  del giorno.
   L'ordine del giorno è quello che viene sempre utilizzato in questi
  casi.  Posso leggervi anche la parte finale:  Impegna il Presidente
  della Regione a promulgare con l'omissione delle parti impugnate la
  deliberazione legislativa approvata nella seduta numero 170  dell'1
  maggio  2010, recante disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2010  (disegno di legge numeri 471/471 bis.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  che   a   non
  conoscere   questo  ordine  del  giorno  siano  i  deputati   della
  maggioranza, molti dei quali sono dietro di lei e lo hanno  firmato
  adesso,  ci  può  pure  stare ma che non lo  conoscano  i  deputati
  dell'opposizione...
   La  ringrazio per la sua sensibilità e confermo che avremo bisogno
  almeno  di  un'ora di tempo per leggere e valutare quello  che  c'è
  scritto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto,   mi
  riservo  di intervenire sul merito, considerato che ancora non  c'è
  stata consegnata copia e non credo - naturalmente, parlo al buio  -
  che  questo ordine del giorno possa essere come quello classico che
  abbiamo più volte, in questo Parlamento, votato.
   Dalle  notizie  apprese  dalla stampa e  dall'impugnativa  che  ho
  letto, scaricando da Internet ciò che il Commissario dello Stato ha
  valutato,  ritengo  che vi siano diversi profili  che  il  Governo,
  prima  della  votazione, debba affrontare; diversi profili  che  si
  ripercuotono irrimediabilmente sul bilancio della Regione, dove non
  solo  le  impugnative del Commissario dello Stato  hanno  refluenze
  dirette,  ma  vi sono delle refluenze dirette anche su altri  commi
  che il Commissario dello Stato non ha impugnato.
   Questa fretta, quindi, mi sembra inopportuna
   Naturalmente,  le  chiedo, come ha fatto  giustamente  il  collega
  Cordaro,  un  po' di tempo per leggere l'ordine del  giorno  ma  le
  premetto  che,  nel  merito, il Governo deve intervenire  per  fare
  chiarezza sulle azioni che la Direzione generale delle entrate e la
  Direzione generale dell'economia sta compiendo, in queste ore,  sul
  bilancio   della  Regione  per  comunicarlo  al  Parlamento   prima
  dell'approvazione dell'ordine del giorno.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  è  stato
  evidenziato,  non ci troviamo di fronte ad una normale impugnativa.
  Sono stati impugnati una serie di articoli che toccano non solo  il
  cuore, sotto il profilo politico, della finanziaria della quale non
  è  il momento più di discutere, ma vi sono alcuni aspetti di natura
  tecnica che vanno attenzionati e non si può assolutamente liquidare
  il  ragionamento con un ordine del giorno che, rispetto  ad  alcune
  norme  -  cito, ad esempio, il credito di imposta per l'occupazione
  ma  anche  la norma di ripubblicizzazione del servizio di  gestione
  delle acque - consente di pubblicare la finanziaria.
   Autorizzando, quindi, a farlo senza le parti impugnate,  rischiamo
  di inserire nell'ordinamento regionale due norme: una farà danno  e
  l'altra non procurerà l'effetto sperato.
   Sono   due   norme   delicate  ed  io,  ad  esempio,   ho   votato
  favorevolmente  la  norma  riguardante  la  pubblicizzazione  della
  gestione  del servizio idrico. L'ho detto, però, in modo  chiaro  e
  sarcastico  che il mio voto era favorevole in quanto  condivido  il
  principio,  ma  avevo  anche  chiarito  che  questa  norma  sarebbe
  sicuramente stata attenzionata dal Commissario dello Stato.
   Ci sono grandi interpreti su ciò che è rimasto circa questa norma.
  Da  una serie di elementi - lo dico all'assessore Cimino e potremmo
  anche  prendere  i  verbali  perché, se  andiamo  ad  esaminare  le
  contraddizioni  dell'assessore  Cimino  in  quest'Aula,  credo  che
  affermare che non mi fido di ciò che afferma, francamente, sia  già
  una  considerazione  nobile -, su questa norma,   non  mi  fido  di
  quello  che  il  Governo dichiarerà in questo momento  perché,  per
  quanto  riguarda la norma di gestione pubblica del servizio idrico,
  quelli sono sicuramente contenziosi che qualcuno dovrà pagare.
   Allora, cerchiamo, in modo laico, di capire se quel che  rimane di
  questa  norma  abbia  un senso ed a che cosa  effettivamente  debba
  portarci, signor Presidente.
   Per quanto riguarda il credito d'imposta, la questione è molto più
  grave  perché,  se  facciamo la comparazione del credito  d'imposta
  sugli  investimenti che abbiamo approvato, nel frattempo, è  uscita
  una  sentenza della Corte Costituzionale che fa riferimento,  però,
  ad  una  norma  regionale  della Campania  e,  di  conseguenza,  ha
  dichiarato  superato o meglio ha posto un problema ben preciso  per
  quanto  riguarda  il  principio delle compensazioni  delle  imposte
  erariali  ed il Commissario dello Stato ha scritto chiaramente  che
  la  Regione  non  ha  competenza a procedere a delle  compensazioni
  perché non ha la titolarità su una serie di imposte.
   E' fondamentale che si approfondisca questo aspetto e non solo per
  quanto  riguarda  il  credito d'imposta sull'occupazione.  Abbiamo,
  infatti, un altro problema che riguarda il credito d'imposta  sugli
  investimenti  perché, se il principio che viene  acclarato  oggi  è
  quello  della  nostra  incompetenza per quanto  attiene  i  tributi
  erariali,   significa  che  la  norma  che  ha   approvato   questo
  Parlamento,  dopo  un  lungo periodo di  dibattito  in  Commissione
   Bilancio', rischia di essere inoperativa.
   Dobbiamo capire e dobbiamo dire agli imprenditori, oggi,  di  cosa
  stiamo  parlando  e quali provvedimenti effettivi possiamo  rendere
  operativi per lo sviluppo del nostro territorio.
   Di  conseguenza, questo tentativo di liquidare con un  ordine  del
  giorno secco, che non dice nulla e che, anche da un punto di  vista
  lessicale,  sembra scopiazzato da qualche altro ordine  del  giorno
  fatto  in  altri  momenti, scusate, signor Presidente  e  assessore
  Cimino, significa considerare in modo dignitoso quest'Aula  su  due
  tematiche molto delicate?
   Chiedo,  dunque, al Presidente dell'Assemblea che  si  sospendano,
  almeno  per  un quarto d'ora, venti minuti, i lavori  perché,  già,
  solo   su   questi  due  principi,  assessore  Cimino,  desideriamo
  chiarezza, visto che si è creato un effetto domino.
   Abbiamo analizzato le norme impugnate e si crea un effetto  domino
  sulle norme che il Commissario dello Stato non ha impugnato.
   Il   credito  d'imposta  per  l'occupazione,  così  come   sarebbe
  autorizzato,  non ha alcun valore, non serve ad alcuno  se  non  ad
  aver fatto un manifestato per dire che abbiamo tentato di approvare
  una norma per lo sviluppo; mette in serio pericolo - perché poi  il
  parallelismo  è  consequenziale -  il  credito  d'imposta  per  gli
  investimenti già varato da questo Parlamento.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la pubblicizzazione  dell'acqua  -
  sulla  quale  quest'Assemblea ha solennemente confermato  che,  sul
  principio, siamo tutti d'accordo -, sotto il profilo operativo,  le
  parti  dell'articolo rimaste rischiano di essere  inefficaci  o  di
  provocare dei contenziosi di cui qualcuno si dovrà fare carico.
   Mi  riservo, signor Presidente, di entrare nel merito delle  altre
  parti  impugnate  perché ci sono alcuni profili gravi  che  vengono
  menzionati  dal  Commissario  dello Stato  che  evidenziano,  sotto
  alcuni aspetti, anche l'improvvisazione.
   Assessore  Cimino,  desidererei  entrare  nel   merito  di  alcuni
  passaggi  e  di  alcune affermazioni del Commissario  dello  Stato,
  anche  per  quanto riguarda le dichiarazioni che lei  ha  fatto  in
  quest'Aula in riferimento alla destinazione.
   Lei,  onorevole Presidente Formica, dovrebbe ricordarsi in  quanto
  presiedeva l'Aula in quel momento, ero stato chiaro in quel  punto:
  avevo   posto  una  questione  di  copertura  finanziaria   facendo
  riferimento  ai  FAS  2000-2006  per  quanto  riguarda  le   strade
  provinciali.
   Quando  ho  presentato  due emendamenti che erano  finalizzati  ad
  utilizzare le risorse che derivavano dal riaccertamento dei residui
  attivi e passivi, mi è stato risposto dall'assessore Cimino che  se
  toccavamo  quei residui, rischiavamo di perderli perché  c'era  già
  una norma che li aveva incamerati.
   Ma se la norma li incamerava per una cosa, li incamerava anche per
  l'altra?
   Le  avevo anche chiesto, assessore Cimino, le dimissioni e  gliele
  ribadisco. Lei non può, nel giro di un'ora, dire due cose in  pieno
  contrasto. Ho anche verificato dai verbali e  manca una parte sulla
  quale ho chiesto già agli uffici.
   Ci  sono aspetti incongrui che dimostrano che questo testo,  sotto
  vari profili, non garantisce il Parlamento.
   Signor Presidente, desidero che si faccia un approfondimento sulle
  due questioni già sottolineate riservandomi, quando dovremo votare,
  l'approfondimento   degli   altri   profili   gravi   che   vengono
  sottolineati dal Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, rispetto alle  domande  che  sono
  state  già poste, in particolare quelle dell'onorevole Mancuso,  in
  merito  alla  refluenza  che alcuni commi cassati  dal  Commissario
  dello  Stato, riguardo ad esempio alle entrate, possono  avere  sul
  bilancio, sarebbe opportuno un chiarimento da parte del Governo.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                   Sull'ordine del giorno numero 358

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  intervengo con piacere anche perché dalle  dichiarazioni
  che  il  Governo  fa  in Aula, i deputati hanno poi  l'opportunità,
  grazie   agli   uffici  dell'Assemblea  regionale   siciliana,   di
  verificare i percorsi e la  veridicità di quanto è stato detto.
   Quest'Assemblea ha un prestigioso ufficio per la contabilità e per
  il  bilancio.  L'Assemblea è retta in modo chiaro  dal  Presidente.
  Questo è l'ordine del giorno che storicamente ha sempre permesso la
  possibilità  di  pubblicare  la  legge  finanziaria  della   nostra
  Regione.
   Signor  Presidente,  devo  dirle  per  quanto  riguarda  le  parti
  impugnate  dal Commissario dello Stato, senza alcuna  polemica  con
  Sua Eccellenza il Prefetto, ritengo sia invece necessario aprire un
  momento di riflessione sul ruolo dell'Assemblea regionale siciliana
  oggi.
   Personalmente, capisco le diverse posizioni politiche, le  diverse
  esigenze  di  creare condizioni di ostruzionismo o di ricambio  del
  Governo regionale ma, di fatto, vi è un dato che è importante e che
  storicamente  dovrebbe farci pensare: in tutti i testi  di  diritto
  costituzionale  e  diritto pubblico, in tutti i  testi  di  diritto
  regionale, la nostra Regione è stata sempre definita una Regione ad
  autonomia  speciale, con uno Statuto che all'articolo  36  ha  dato
  alla Sicilia un'autonomia finanziaria diversa da quelle delle altre
  regioni.
   Oggi  noi, di fatto, con l'impugnativa nelle parti concernenti  la
  possibilità che la Regione poteva anche imporre dei tributi propri,
  comma  1  dell'articolo 36 dello Statuto della Regione  voluto  dai
  Padri  costituenti di questa Regione, stiamo dicendo che  la  Corte
  Costituzionale  fa  bene a limitare la forza  del  nostro  Statuto,
  tant'è  che  devo dirvi quella iniziativa sull'imposizione  fiscale
  che era stata criticata da diversi parlamentari per il basso valore
  inserito  nella  quantificazione  dell'imposta,  voleva  essere  un
  procedimento  sperimentale  che nell'ambito  di  una  filosofia  di
  federalismo fiscale, nell'ambito di una forte azione che  vorrebbe,
  di  fatto, valorizzare le autonomie regionali, uno Statuto come  lo
  Statuto  della  Regione  che nell'articolo 36  prevede  la  materia
  finanziaria diversa rispetto all'articolo 119 della Costituzione  -
  perché da sempre a noi è stato insegnato che la Costituzione  della
  Regione  è  antecedente alla Costituzione del Paese -, oggi  stiamo
  dicendo  che è bene poter limitare la competenza legislativa  della
  Regione  e stiamo anche dicendo che, così come un paio di  mesi  fa
  questa   Assemblea   e   la  Commissione   hanno   potuto   esitare
  favorevolmente   un  credito  di  imposta  per  gli   investimenti,
  apprezzato anche favorevolmente dalla Comunità europea,  oggi  quel
  credito  d'imposta  che non è per gli investimenti  ma  che  è  per
  l'occupazione non è più possibile.
   So  che  il Presidente della Regione chiederà alla Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari di fare in modo che questo testo
  sul   credito  d'imposta  possa  comunque  avere  il  suo  percorso
  privilegiato, anche per capire come e perché qualche  mese  fa  era
  possibile  il  credito d'imposta per gli investimenti  ed  oggi  il
  credito d'imposta per l'occupazione pone qualche difficoltà.
   Ritengo,   senza  alcuna  polemica,  che  questa   sia   un'ottima
  finanziaria,   abbiamo   lavorato   creando   le   condizioni   per
  migliorarla; nelle parti impugnate non vi è alcuna refluenza  sulle
  entrate  del bilancio della Regione, quindi ritengo che  approvando
  l'ordine  del  giorno  358  si  possa,  di  fatto,  consentire   la
  pubblicazione di questa legge e dare seguito ai lavori  che  questa
  Assemblea ha in questi giorni portato avanti.
   Se  l'onorevole De Luca non crede alle mie parole, potrà attivarsi
  con l'Ufficio dell'Assemblea regionale che, sicuramente, potrà dare
  le delucidazioni che lo stesso merita.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  in
  questa  occasione,  al di là della prassi che  ha  visto  in  altre
  occasioni  con  un semplice ordine del giorno far  sì  che  venisse
  promulgata una legge, quindi si superasse la fase dell'impugnativa,
  la  portata  dei rilievi su questa norma finanziaria,  l'importanza
  degli  argomenti  sottoposti a rilievo e l'importanza  anche  della
  ricaduta  in  senso  negativo che può determinarsi,  debba  indurci
  tutti a valutare l'opportunità di fermarci un po' per vedere,  alla
  luce di ciò che si è venuto a determinare, quale contributo serio e
  reale  possa  essere dato, al di là della premura, della   fregola'
  che può esserci di approvare un ordine del giorno e ritenere chiusa
  una  partita  che,  a mio avviso, invece va affrontata  in  maniera
  diversa.
   Ritengo che questa parte, particolarmente importante, della  spesa
  sociale  e quindi della spesa produttiva che, di fatto, è stata  in
  questa  occasione  totalmente cancellata,  debba  farci  riflettere
  tutti  perché  se  la spesa sociale richiede una  consistente  area
  finanziaria  e, quindi, di sostegno in quanto nel tempo sicuramente
  diventerà  sempre più consistente, perché ciò avvenga è  necessario
  che  ci  sia quella parte produttiva che nel tempo sostenga  questa
  spesa sociale, ma la spesa produttiva, di fatto, non c'è stata.
   Al  di là del percorso fin qui seguito, al di là del confronto con
  la  legge 11 del 2009 che ha visto sul credito di imposta  per  gli
  investimenti  una valutazione diversa del Commissario dello  Stato,
  ritengo  che, in questa occasione, il Governo dovrà meglio spiegare
  che  nella  sostanza  non  trattasi, nel  credito  di  imposta  per
  l'occupazione,  di  un intervento finanziario in  quella  parte  di
  imposta  che  è di competenza dello Stato; va spiegato  che,  nella
  sostanza,  il  sostegno  finanziario al tipo  di  intervento  è  un
  sostegno  che mette a disposizione la Regione siciliana, in  questo
  caso    utilizzando   la   risorsa   del   piano    dell'intervento
  sull'occupabilità.
   Quindi,  nella  sostanza  non c'è un intervento  nella  competenza
  dello Stato in materia di intervento finanziario, ma c'è invece  un
  sostegno ad una iniziativa che, di fatto, trova risorsa finanziaria
  nella  dotazione della Regione siciliana di una misura che, anziché
  essere  utilizzata in una direzione, viene utilizzata  in  un'altra
  direzione.
   Ritengo   che  il  Governo,  probabilmente,   non  ha   sostenuto,
  affrontato  e  spiegato tutto ciò come andava  fatto,  pertanto  in
  questo  un   mea culpa' forse deve essere fatto da  chi  in  questa
  sede,  probabilmente,  doveva sostenere in maniera  diversa  questo
  tipo di impegno.
   Se  noi, su questo capitolo, apriamo questa fase così delicata  e,
  se  mi consentite, così grave, mettiamo in discussione un principio
  che  è  quello dell'intervento, in un momento in cui  si  parla  di
  federalismo, di autonomia finanziaria, nella sostanza  in  cui  non
  riusciamo  a  far valere un principio che è quello  di  intervenire
  attraverso  le nostre risorse in una direzione che è  quella  della
  compensazione perché è il principio del credito di imposta che, fra
  l'altro, è la nuova filosofia su cui vogliamo che si punti.
   Passare  dal problema o dal principio dei contributi cui riteniamo
  tutti di dover dare nel tempo un giudizio non sicuramente esaltante
  e  positivo, abbiamo detto che c'è un'inversione di tendenza in cui
  il  principio  del  credito di imposta significa una  compensazione
  delle imposte dirette e indirette, oneri previdenziali e sociali ed
  altro che può essere riconducibile, che viene ad essere compensato,
  ma  attenzione non con le risorse su cui incide la competenza dello
  Stato, ma con le risorse che la Regione mette a disposizione.
   Allora,  in questo si aprirebbe il capitolo del credito di imposta
  sugli  investimenti e su questo, ancora una volta,  esprimiamo  una
  sollecitazione  ed una accusa al Governo perché, ancora  oggi  dopo
  sei  mesi, siamo qua ad aspettare l'ulteriore decreto di attuazione
  che  definisca il rapporto con l'Agenzia delle entrate e determini,
  anche   qua,   l'avvio   concreto  del  credito   d'imposta   sugli
  investimenti.
   Parallelamente,  abbiamo da portare avanti  il  credito  d'imposta
  sull'occupazione su cui ritengo questa Assemblea debba,  in  questa
  sede,    fermarsi,   riflettere   e   capire   come    determinarne
  un'applicazione  seria e reale perché ritengo  che  in  questo  sia
  stata  fatta una valutazione non rispondente alla ratio della norma
  ed  allo spirito che il legislatore regionale siciliano, in  questa
  sede,  ha  voluto  dare,  che  era quella  di  sostenere  l'impresa
  attraverso questa nuova direzione in cui - ripeto ancora una  volta
  -  la  dotazione finanziaria è della Regione e non è dello Stato  e
  questo è l'elemento di forza su cui ritengo dobbiamo puntare.
   Pertanto, invito l'Assemblea, invito il Governo a sospendere,  per
  qualche  momento,  la  seduta e su questo determinare  elementi  di
  novità  che possano invertire questa tendenza fin qui seguita,  che
  con  un  semplice  ordine  del giorno diamo corso  all'approvazione
  della  norma  senza le parti su cui c'è il rilievo del  Commissario
  dello Stato.
   Ritengo che dobbiamo dare esempi di novità in senso positivo,  con
  responsabilità   perché,  appunto,  assieme  si   possano   trovare
  soluzioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando l'Assessore
  per  l'economia  ha  detto,  in  quest'Aula,  che  non  c'è  alcuna
  refluenza  sul  bilancio della Regione sulle  parti  impugnate,  mi
  hanno avvertito che, all'Assessorato al bilancio, è mancata la luce
  per  qualche  minuto, ma sarà stato un black-out che, naturalmente,
  non era dovuto a queste dichiarazioni.
   Però,  vorrei  fare una premessa prima dell'intervento,  assessore
  Cimino.
   Lei parla del ruolo dell'Assemblea, del possibile ostruzionismo di
  chi, in questo momento, magari, non si trova in una posizione,  non
  so  se di privilegio o di Governo; lei per promulgare l'ordine  del
  giorno,  così  come proposto dai Presidenti dei Gruppi parlamentari
  di  maggioranza, deve avere la maggioranza, non si  deve  rivolgere
  all'opposizione o all'eventuale ostruzionismo, deve  rivolgersi  ai
  deputati  che  sostengono il suo Governo e l'unico luogo  politico,
  anche  perché  la Corte costituzionale con la famosa  sentenza  del
  1996  richiama ad atto politico l'ordine del giorno, non ad un atto
  assembleare, un atto politico che deve essere sostenuto  dalla  sua
  maggioranza politica, quindi, la prego di non darci lezione di come
  dobbiamo comportarci in Aula.
   Noi  riteniamo  di  svolgere  il  ruolo  di  deputati,  in  questa
  Assemblea,  di  parlare  quando ci è possibile  parlare  e  voi  di
  governare  quando  è  giusto governare per  i  siciliani,  non  per
  l'Assemblea.
   Rispetto  a  questo ed alle parole dure che sono state  dette  nei
  confronti del Commissario dello Stato, la nostra parte politica  si
  dissocia  perché,  caro  onorevole Cimino, lei  non  può  difendere
  l'autonomia  della Regione siciliana con un ordine del giorno,  non
  la  può  difendere  pronunciando l'articolo  36,  I  comma,  oppure
  dicendo  che  lo Statuto della Regione è preventivo  rispetto  alla
  Costituzione italiana; cosa c'entra con il lavoro svolto,  in  modo
  certosino,  dal  Prefetto, nominato Commissario dello  Stato  della
  Regione Sicilia.
   Se,  su  questo argomento, il Governo volesse intervenire, conosce
  bene  le  norme  costituzionali e conosce bene anche  il  ruolo  di
  questa Assemblea e se, qualora il Governo ritenesse che è un organo
  istituzionale  un  po'  di troppo, ne possiamo  parlare  in  questa
  Assemblea   e  non,  naturalmente,  dire  che  oggi  il   Prefetto,
  Commissario dello Stato della Regione siciliana, ha impugnato norme
  che non doveva assolutamente impugnare.
   Il  Commissario  dello Stato ha fatto un lavoro  leggibile,  anche
  nella relazione che ha fornito a tutti i siciliani via internet, un
  lavoro  leggibile  su  una finanziaria che  già  non  diceva  nulla
  all'inizio,  anzi mi sembra che le dichiarazioni delle  ultime  ore
  riportino:   ottima  finanziaria,  l'impianto  che  è  rimasto  tal
  quale .
   Ebbene, se questo Governo e questa maggioranza si accontentano  di
  pagare meno i ticket con ISEE per 20 mila euro come reddito  o  per
  il dopo scuola pomeridiano nei quartieri a rischio o con 45 milioni
  di   euro  in  un  triennio  nelle  zone  franche,  sarà  un'ottima
  finanziaria, forse
   Se  vi  accontentate di questo, noi riteniamo  invece  che  questa
  finanziaria  sia la peggiore, ed io parlo per presa  diretta  degli
  ultimi   dieci  anni,  una  finanziaria  che  non  ha   una   norma
  governativa,  possiamo prendere gli articoli uno  ad  uno,  c'è  un
  imprimatur  forte, e direi anche forse quello più importante  sotto
  il  profilo  della qualità, del Partito Democratico,  anche  se  la
  pubblicizzazione dell'acqua poi è diventato un bluff per  tutta  la
  Sicilia  e  tutti  gli altri articoli sono, penso, un  ragionamento
  fatto nella Commissione di merito e nel mercato che, in Aula, si  è
  aperto per circa settanta ore consecutive.
   Una  finanziaria che non dice nulla, che non dà alcun supporto non
  solo  all'occupazione, alle imprese, agli artigiani, a tutti quelli
  che, in questo momento, in Sicilia hanno un grandissimo bisogno del
  sostegno  di una Regione che sì deve essere a Statuto speciale,  ed
  invece  no,  abbiamo perso l'ennesima occasione,  un'occasione  che
  secondo me non ritornerà più perché il Governo non ha più la spinta
  per  dare  risposte  ai siciliani. E' un Governo  che  arranca,  un
  Governo che aspetta che il giorno passi per arrivare all'indomani e
  non  concludere  nulla  e,  noi non possiamo  assolutamente  essere
  assoggettati da dichiarazioni plateali sulla stampa giornaliere che
  non  portano a nulla, o a insulti di Aula da parte del Governo  che
  richiamano le nostre posizioni piuttosto che ad una posizione vera,
  a favore dei siciliani, all'ostruzionismo.
   Noi  riteniamo  di fare la nostra battaglia, sappiamo  che  questo
  Governo  è un pericolo per i siciliani perché non ha pensato  nulla
  per  la  Sicilia. Immaginate che prende in giro,  al  di  là  delle
  dichiarazioni  del  segretario regionale del  Partito  Democratico,
  facendo  anche  un'operazione scorretta sotto il  profilo  politico
  dicendo  che  il Popolo della Libertà non voleva i 150  milioni  di
  euro per Termini Imerese, cosa falsa; abbiamo detto che quella  era
  una  norma  manifesto, con la serenità che abbiamo  raggiunto  dopo
  l'approvazione della finanziaria, abbiamo visto che non solo è  una
  norma manifesto, ma quei 150 milioni di euro, che dovrebbero essere
  un  mutuo da accendere per il bilancio regionale,  saranno un mutuo
  che  non potrà essere mai più acceso, almeno per il momento, perché
  il  rendiconto 2008-2009 ancora deve arrivare e, chissà  con  quale
  procedura, questo Governo vorrà attingere al mercato senza avere il
  rendiconto  del  2008  e  del  2009;  quindi  non  solo  una  norma
  manifesto,  ma  una  norma falsa che mette  il  popolo  di  Termini
  Imerese in una situazione di disastro vero.
   Spero  che il Governo faccia immediatamente una norma per  salvare
  il  polo di Termini Imerese,  perché ciò che c'è in finanziaria non
  è  assolutamente nulla, è sotto zero. E così anche i 700 milioni di
  euro  che  servirebbero a coprire le eventuali spese correnti;  chi
  accende il mutuo senza rendiconto 2008-2009?
   Quindi,  il  disastro  è veramente dietro la  porta.  Siamo  molto
  preoccupati   per  la  tenuta  economica  di  questa   Regione   e,
  soprattutto, per la tenuta politica di questo Governo; hanno voluto
  derubricare  questa  mannaia del Commissario dello  Stato  come  un
  passaggio  normale.  Sui  giornali  di  questa  mattina   e   sulle
  dichiarazioni del pomeriggio ci sono prese d'atto di una situazione
  normale;  ebbene,  non siamo in una situazione  normale,  siamo  in
  emergenza  e  l'emergenza non è solo quella dei rifiuti,  è  quella
  soprattutto  dell'occupazione, è quella soprattutto di una  Sicilia
  che arranca sotto tutti i profili.
   Noi,  rispetto  a  questo, saremo vigili sull'attività  di  questo
  Parlamento ed il Governo deve votare l'ordine del giorno con la sua
  maggioranza presente in Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
  anche breve per via della mia voce.
   Leggendo l'ordine del giorno che è stato presentato dai Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  di  questa  nuova  maggioranza  che,  in
  effetti,  con  questo ordine del giorno consolidano,  stabiliscono,
  sottolineano  ed evidenziano la nascita  effettiva di questa  nuova
  maggioranza, perché l'ordine del giorno è un atto politico a  tutti
  gli  effetti, mi sembra che ormai sia diventata una regola trattare
  argomenti  delicatissimi, come la manovra  finanziaria,  con  molta
  superficialità,  con molto pressappochismo, cioè con  quasi  quella
  volontà di far passare il più importante atto legislativo che  fino
  a  questo  momento, potremo dire, abbiamo fatto dopo la  legge  sui
  rifiuti,  come  un  atto che oggi dobbiamo promulgare  mettendo  da
  parte,   epurandolo da quei numerosissimi articoli,  sono  ben  27,
  impugnati dal Commissario dello Stato perché, alla fine,  tanto  la
  legge può camminare, può produrre i suoi effetti serenamente.
   Purtroppo, onorevole Assessore per l'economia, così non è. Io  non
  mi  attarderò in questo podio a parlare del credito d'imposta,  non
  mi  attarderò  o  non tedierò questa Assemblea,  questo  Parlamento
  parlando  della  ripubblicizzazione di questo  liquido  importante,
  fondamentale  della  nostra  vita  di  cui  si  dice  sia   rimasto
  interamente  l'impianto, ma forse gli impianti sono rimasti  quelli
  idrici  null'altro di questa norma, in quanto  da  qui  a  poco  ci
  accorgeremo  come i siciliani, prendendo contezza che questa  norma
  non  è più nemmeno una norma manifesto, ma è meno che una norma,  è
  meno che un proclamo, è meno che un annuncio, alla fine, daranno un
  giudizio e noi saremo qua ad accoglierlo.
   E'  chiaro  però che non diventano addirittura poco  opportune  le
  considerazioni  che  il Governo tramite e per bocca  dell'Assessore
  per  l'economia ha rilasciato stasera, quasi come se  il  danno  di
  tutto fosse l'opportuno ed oculato intervento del Commissario dello
  Stato  che  ha  censurato  alcuni atti assolutamente  gravi  di  un
  Governo  e  di una maggioranza che non hanno avuto una  visione  di
  insieme,  che  non hanno avuto contezza di portare in  Aula  alcune
  norme dopo averle lette.
   Io mi riferisco, una per tutte, all'articolo 4, comma 11.
   L'articolo   4,   comma   11,  quando  ha  riservato   una   quota
  all'Assessore  per  le autonomie locali senza prevedere  il  limite
  della  medesima, dell'1, del 2, del 99 per cento dell'intero fondo.
  Ma
   Noi ne abbiamo preso atto perché, in effetti, quello della manovra
  finanziaria  non  era un provvedimento, ha detto  bene  l'onorevole
  Mancuso, che arrivava in Aula a seguito di una riflessione,  di  un
  approfondimento,   a   seguito  di  un  ragionamento   e   di   una
  pianificazione  legislativa che poteva, poi, trovare  il  confronto
  dialettico con il Parlamento. No. Era una sintesi, un provvedimento
  striminzito  del Governo che diventava aperto a tutti i contributi,
  al   concorso   di  tutti  coloro  i  quali,  partiti   e   singoli
  parlamentari, volessero o avessero la capacità contrattuale ora con
  l'Assessore  al ramo, ora con l'Assessore dello specifico  settore,
  ora  con  il capogruppo del partito di  maggioranza relativa  e  di
  maggioranza di questa nuova Assemblea.
   E' chiaro. E' tutto là
   Ci  rendiamo  conto, allora? E così è stata impugnata  una  norma,
  l'articolo  89,  che  andava  sotto il titolo  di   Interventi  per
  contrastare la povertà in Sicilia . Una norma che - alla fine ce ne
  siamo  resi conto e  anche lo stesso onorevole Panepinto da  questo
  podio ha detto di attenzionarla perché risultava troppo amplificata
  -  appariva  esagerata. Ed esagerato appare  anche  il  titolo  dal
  momento che con essa sembra che  potremo fronteggiare chissà  quale
  povertà  in Sicilia, chissà quale intervento d'urto stiamo  facendo
  con  tale  norma  E invece è stata una norma che si è ridotta  alla
  somministrazione  di  alimenti  andando  a  violare  il   principio
  sacrosanto della libera concorrenza.
   Il Commissario dello Stato ha fatto bene ad impugnare, a censurare
  alcune  norme,  caro Assessore. Erano norme che innanzitutto  erano
  balzelli,  peraltro  inopportuni in  questo  momento  e  in  questa
  Sicilia.  E  si  trattava di norme, nella maggior parte  dei  casi,
  veramente  incostituzionali,  contraddittorie  e  che  andavano  in
  chiara violazione con le norme statali.
   Quello  che  è  stato  detto da parte dei colleghi  che  mi  hanno
  preceduto è pertanto  ragionevole.
   Il Governo dovrebbe fermarsi e dovrebbe capire  Altro che chiedere
  ai  capigruppo  in  una  Conferenza da parte del  Presidente  della
  Regione  di  dare  immediata celerità affinché ci sia  un  percorso
  agevolato e privilegiato per tale norma impugnata, come quella  del
  credito di imposta, altro che questo
   Dobbiamo  capire  che,  in effetti, ci troviamo  dinnanzi  ad  una
  mancanza  assoluta di strategia e questa manovra finanziaria  -  lo
  possiamo dire - è stata forse l'ultimo treno in cui abbiamo cercato
  di mettere tutto e forse anche il contrario di tutto  Come un forno
  aperto   in   cui   ognuno   metteva  cose.   Ma   soprattutto,   e
  paradossalmente, anche il Governo era un cantiere aperto in  cui  a
  lavorare  era il Governo che si affrettava ad ogni pié  sospinto  a
  presentare nuovi emendamenti e subemendamenti.
   E'  chiaro  che  il  Popolo della Libertà non può  dare  a  questa
  finanziaria  un  giudizio  favorevole e positivo.  Infatti,  questa
  finanziaria, prima di essere stata censurata in ventisette articoli
  dal  Commissario  dello Stato, è stata censurata  pesantemente  dai
  rappresentanti delle categorie, da Confindustria, ma addirittura  è
  stata  censurata  dal  più  importante  esperto  e  consulente  del
  Presidente della Regione Sicilia, dal commendatore Mimì La Cavera.
   Dobbiamo  dirlo: delle due l'una  O sbaglia il Presidente Lombardo
  o sbaglia il commendatore La Cavera.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  comprendo  bene  l'insofferenza  dei
  colleghi che ormai sono nella maggioranza, mi riferisco ai colleghi
  del  PD,  che  hanno  fretta  di  andare  avanti  visto  che  hanno
  conquistato l'agognato posto di maggioranza.

   MANCUSO. Forse non è insofferenza ma intolleranza.

   CAPUTO.  Beh, guardate, credo che non possiamo licenziare  con  un
  voto  sull'ordine  del  giorno  un argomento  che  ha  una  valenza
  squisitamente  politica.  Commetteremmo  un  grave  errore  se  non
  dessimo un giudizio politico a questa finanziaria.
   Beh,  guardate, questa non è e non è stata e non sarà  la  normale
  Finanziaria di inizio attività.
   Questa  è  la Finanziaria che avrebbe dovuto cementare il rapporto
  d'intesa  politica fra il Presidente della Regione e il gruppo  del
  PD.
   La  regia che ha animato la Finanziaria è una in Aula e fa capo  a
  una  persona  che  ha  retto il rapporto fra Governo  e  una  parte
  dell'Aula, condizionandone le scelte, l'espressione di voto e anche
  le  indicazioni sulle norme da votare.
   Questa era e doveva essere secondo il Presidente della Regione  la
  Finanziaria delle riforme e per farla si è messo dentro tutto, cari
  colleghi   parlamentari,  anche  quanto  di   più   clientelare   e
  assistenziale  si potesse non solo prevedere, ma anche  pensare  ed
  ipotizzare in questo Parlamento.
   Si  è  inserito di tutto in questa Finanziaria che si è presentata
  come  una  Finanziaria  di  sviluppo.  Salvo  poi  Confindustria  a
  smentirla e dire che questa Finanziaria non garantisce lo  sviluppo
  della  Sicilia.  Si  è detto che in questa Finanziaria  c'erano  le
  riforme innovative e come ha detto l'indomani il capogruppo del PD,
  quando è stata votata, questa è la Finanziaria

   CRACOLICI. Del PD

   CAPUTO.  Quello  lo sappiamo, ma va ad onta di  Lombardo,  non  va
  certamente  a  merito  di Lombardo, ma credo che  non  le  convenga
  continuare a dire che è la Finanziaria del PD.
   Questo  papocchio' che avete creato e che è stato stoppato  da  un
  Commissario dello Stato che ha avuto buon gioco nel falcidiare  una
  finanziaria  che era tutta in contrasto con le norme  nazionali,  a
  cominciare  dalle norme sull'acqua pubblica, voi la spacciate  come
  una norma che sostanzialmente non è stata intaccata. E, invece,  ha
  subito  una  grave ipoteca dal Commissario dello Stato.  Così  come
  tutte  le altre norme che sono state bloccate dal Commissario dello
  Stato.
   Onorevole  Cimino,  dopo  che  ci siamo  accorti  da  un  rapporto
  dell'Unione  europea che siamo ormai vicini alla  Colombia  -  come
  regione  non  come Stato, bensì come regione - vicino  al  disastro
  economico  finanziario, vorrei dirle che il bilancio  e  quindi  la
  Finanziaria  sono  stati  impostati anche e  principalmente  su  un
  introito  di carattere tributario che hanno proiettato su tutta  la
  finanziaria  un  presunto ingresso di risorse economiche  derivanti
  dall'applicazione di alcune tasse e di alcuni balzelli.
   Ora  io  mi  chiedo:  il  bilancio  risentirà  di  questo  mancato
  introito?
   La Finanziaria, sulla quale avete proiettato le risorse, risentirà
  di questo mancato introito?
   Onorevole Cracolici, lei che dice che questa è la Finanziaria  del
  PD,  questo è il sacco del PD e la prova è che gli enti in  Tabella
   H',  che sono quelli notoriamente legati al vostro partito,  hanno
  avuto il raddoppio delle risorse.

   CRACOLICI. Addirittura

   CAPUTO.  Sì, il raddoppio delle risorse. Altro che finanziaria  di
  rigore   Altro che Tabella  H' da cancellare  L'avete  saccheggiata
  anche  quest'anno. Gli enti vicini a voi che si occupano, sono  gli
  enti  che da sempre notoriamente con plauso si occupano di attività
  antimafia.  E io riconosco la valenza di questi enti,  ma  ciò  non
  toglie  che  sono stati quelli che hanno avuto aumenti  all'interno
  della Tabella  H'.

   CRACOLICI. Li abbiamo tolti a quelli vicini alla mafia.

   CAPUTO. Psicologicamente il fatto che lei si rivolga a me con tali
  toni,  da un lato mi dà segno della sua attenzione, dall'altro,  mi
  fa  comprendere  come lei abbia gravi responsabilità  di  carattere
  politico  che  dovrà  gestire  direttamente  all'interno  del   suo
  Partito.  Infatti, il suo Partito, la base del suo partito continua
  a  rimproverarla per avere creato un rapporto con Lombardo che  per
  voi è un suicidio politico.
   Questa   finanziaria  è  la  certificazione  del   fallimento   di
  quest'accordo con Lombardo
   Questa  finanziaria  è il massacro del vostro  Partito  perché  ha
  sancito l'operazione clientelare che lei, onorevole Cracolici,  con
  alcuni pezzi del suo Partito state portando avanti
   La  finanziaria  -  bocciata in gran parte dal  Commissario  dello
  Stato  che  l'ha  snaturata  - è la prova  che  voi  avete  fallito
  l'approccio con il Governo Lombardo. Altro che riforme  Questo è il
  fallimento   Siete  arrivati  alla Caporetto  della  vostra  azione
  politica   Siete  arrivati  al punto di non  ritorno  della  vostra
  azione  politica  Questa finanziaria, se non la fermate,  onorevole
  Cimino,  riempirà la normativa regionale di norme che sono  monche,
  che   non   troveranno  applicazione  e  creeranno   più   problemi
  interpretativi, applicativi che vantaggi sostanziali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Corona.  Ne  ha
  facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  questa
  legge  finanziaria  sia  stata caricata di  un  grande  significato
  politico.  Ma alla fine si è dimostrata un grande bluff,  fatto  da
  questo  Governo  e  dalla maggioranza che ha  votato  questa  legge
  finanziaria.
   Non ci sono dubbi su questo perché noi partiamo un po' da lontano.
  Facciamo la cronistoria.
   Questa finanziaria è stata predisposta dal Governo Lombardo, dalla
  Giunta  Lombardo, nel mese di ottobre del 2009. E' stata rivisitata
  nel   gennaio  2010  e  poi  è  stata  manipolata  all'interno  del
  Parlamento siciliano attraverso una serie di emendamenti presentati
  all'ultimo momento. Una sorta di fritto misto che doveva  risolvere
  i problemi dello sviluppo, i problemi che ci sono sul tappeto della
  nostra Regione. Una finanziaria che, invece, ha creato soltanto una
  sorta  di illusione durata poco. E' durata soltanto una notte,  una
  notte  in  cui  in  quest'Aula  si è  votata  una  finanziaria  che
  certamente   non  ha  lasciato  soddisfatto  nessuno  dei   novanta
  parlamentari.  Non  ha lasciato soddisfatto in  primis  l'Assessore
  Cimino,  il Governo di questa Regione. Eppure è stata salutata  dal
  Presidente   della  Regione  come  un  fatto  politico   importante
  sostenuto   da   una  nuova  maggioranza  fatta   dall'MPA,   dalla
  maggioranza del PD, dall'API e dal Gruppo Sicilia.
   Ebbene,  in  questa  sede  vedo  che  c'è  un  ordine  del  giorno
  presentato  da  questa nuova maggioranza che è già zoppa.  Infatti,
  vedo  che ci sono solo tre firme poste in calce al testo di  questo
  ordine  del  giorno.  E non capisco perché un  deputato  di  questo
  partito  che  ha sostenuto la finanziaria la mattina dell'1  maggio
  non  abbia  sottoscritto  con la propria firma  questo  ordine  del
  giorno.
   E  vorrei che qui venisse spiegato perché questa nuova coalizione,
  questa nuova maggioranza si presenta in forma ridotta.
   E vorrei anche aggiungere qualche altra considerazione.
   Qui si è detto che il Commissario dello Stato non ha stravolto  il
  cuore  di questa finanziaria. Il Governo e l'Assessore Cimino hanno
  sostenuto - e sostengono - che noi possiamo promulgare,  che questo
  Parlamento  può promulgare, così come si è fatto per  prassi  negli
  anni  passati, le parti non impugnate. Ma non ci ha  detto  che  il
  Governo  si impegna a riscrivere leggi specifiche in materia  degli
  articoli che sono stati impugnati dal Commissario dello Stato.
   Delle due l'una: o questo Governo non ha mai creduto alle cose che
  ha scritto, che ha proposto nella legge finanziaria come panacea di
  tutti  i  mali  dei Siciliani e, quindi, ha voluto  solo  difendere
  alcuni  privilegi con la legge finanziaria approvata, oppure  -  se
  crede veramente in tutto ciò che ci ha proposto e che ha presentato
  in  quest'Aula, chiedendo il voto di tutti noi a sostegno di quella
  legge  presentata in corso d'opera - perché non ci  dice  che  cosa
  vuole  fare  di  questi articoli che non sono stati  approvati  dal
  Commissario dello Stato?
   Noi vorremmo capire ciò. E se questo non ce lo dice questo Governo
  vuol dire che non crede nelle cose che ci propone.
   Pertanto, in considerazione di ciò noi continuiamo ad esprimere il
  nostro  voto contrario a questa finanziaria ed anche a quest'ordine
  del giorno presentato all'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'ordine del  giorno  numero  358
  comunicando  che  allo stesso hanno apposto la  propria  firma  gli
  onorevoli Greco e Bonomo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per  rifarmi,
  considerato  che parlo a chi non mi ascolta - ma questo  può  anche
  essere  normale  in  un Parlamento - io consiglio  alla  Presidenza
  dell'Assemblea,  per tutelare il Governo non per  altro,  prima  di
  passare  alla  votazione,  di chiedere al  Governo  di  rinviare  a
  domani. E ciò  perché ci vuole un atto di responsabilità.
   L'ordine  del  giorno si vota, come ho detto al  Governo,  con  la
  maggioranza  in  Aula e non con il disinteresse di una  maggioranza
  che non c'è mai.
   Quindi,  invito  il  Governo a rinviare il  voto  sull'ordine  del
  giorno   a   domani   perché  il  disinteresse  della   maggioranza
  sull'ordine del giorno è palese.
   Io  la  prego,  Presidente, di invitare il Governo a  chiedere  di
  rinviare a domani la votazione ed a non insistere su questa  azione
  arrogante. Perché risposte arroganti ci sono state date  ed  ancora
  si vuole continuare in questa maniera.
   La maggioranza in Aula non c'è, Presidente  La maggioranza in Aula
  non  c'è e non vuole votare quest'ordine del giorno. E noi  non  ci
  assumiamo  la  responsabilità  di chi  è  irresponsabile  sotto  il
  profilo  politico;  c'è  una  irresponsabilità  politica  che   noi
  denunciamo a tutto il Parlamento.
   Quindi,  prego cortesemente il Governo di chiedere di  rinviare  a
  domani la votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, al di là  dell'atteggiamento  che
  assumerà  il Governo, lei sa bene che ci sono i regolamenti  e  gli
  strumenti d'Aula che ci impongono come fare.
   Assessore   Cimino,  lei  ha  ascoltato  l'appello  dell'onorevole
  Mancuso. Vedo che non ha alcuna intenzione di rispondere. Pertanto,
  pongo in votazione l'ordine del giorno numero 358.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli Caputo, Cordaro,
                      Corona, Limoli e Vinciullo)

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli Caputo,  Cordaro,  Corona,  Limoli  e
  Vinciullo, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
   Ricordo che basta premere un tasto qualsiasi.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono  presenti:  Apprendi, Aricò, Barbagallo, Bonomo,  Calanducci,
  Cimino,   Colianni,   Currenti,  D'Agostino,  De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di  Mauro,  Faraone,  Federico,
  Fiorenza,  Galvagno,  Gentile,  Greco,  Laccoto,  Lupo,  Marinello,
  Marziano,  Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Panarello,  Raia,
  Rinaldi, Romano, Scilla.

   Sono  in  congedo:  Arena,  Beninati, Cascio  S.,  Dina,  Ferrara,
  Incardona,  Lentini,  Lo  Giudice, Marinese,  Marrocco,  Panepinto,
  Picciolo, Ruggirello, Scoma, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti  39

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Sospendo, pertanto, la seduta, avvertendo che riprenderà alle  ore
  10.30 di domani, mercoledì 12 maggio 2010.

   (La  seduta, sospesa alle ore 20.50 di martedì 11 maggio  2010,  è
  ripresa alle ore 10.59 di mercoledì 12 maggio 2010)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli   Barbagallo,  Di  Guardo,  Falcone,  Minardo,  Pogliese,
  Rinaldi, Scilla e Speziale.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,   essendo  presente  in   Aula   l'onorevole
  Barbagallo, la relativa richiesta di congedo si intende superata.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, chiedo  una  breve  sospensione  dei
  lavori per consentire l'ingresso in Aula dei deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, accogliendo la  richiesta,  testé
  formulata dall'onorevole Mancuso, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.01, è ripresa alle ore11.10)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


              Votazione dell'ordine del giorno numero 358

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'ordine  del
  giorno  numero  358  «Promulgazione  con  l'omissione  delle  parti
  impugnate  della  delibera legislativa numeri 471-471  bis  recante
   Disposizioni   programmatiche  e  correttive  per   l'anno   2010'
  approvata nella seduta numero 170 dell'1 maggio 2010'».

   MANCUSO.  Signor Presidente, chiedo che la votazione  avvenga  per
  scrutinio nominale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli  Bosco, Buzzanca,
                          Campagna,  Caputo,
    Corona, D'Asero, Limoli, Mancuso, Ragusa, Scoma, Torregrossa e
                              Vinciullo)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata  a
  termini  di Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'ordine del giorno numero 358.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Ammatuna,  Apprendi,  Arena,  Barbagallo,   Bonomo,
  Calanducci,   Cimino,  Cintola,  Colianni,  Cracolici,   Cristaudo,
  Currenti,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Digiacomo,  Di   Mauro,
  Faraone,  Federico, Fiorenza, Galvagno, Greco, Gucciardi,  Laccoto,
  Leanza  N., Lentini, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
  Mattarella,  Mineo,  Musotto,  Oddo,  Panarello,  Picciolo,   Raia,
  Romano, Vitrano.

   Votano  no:  Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Corona,   D'Asero,
  Limoli, Mancuso, Ragusa,  Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo: Beninati, Cascio S., Di Guardo, Dina,  Falcone,
  Ferrara,  Incardona,  Lo  Giudice,  Minardo,  Panepinto,  Pogliese,
  Rinaldi, Ruggirello, Scilla, Speziale, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:
   Presenti        53
   Votanti         52
   Maggioranza     27
   Favorevoli      39
   Contrari        12
   Astenuto         1

                            (E' approvato)

      Rinvio dello svolgimento della Rubrica  Autonomie locali e
                          funzione pubblica'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  Rubrica
   Autonomie locali e funzione pubblica'.
   Onorevoli   colleghi,  do  lettura  del  seguente  fax,  trasmesso
  dall'Assessore  per le autonomie locali al Servizio  Lavori  d'Aula
  in data 11 maggio 2010:

   «Con   riferimento  all'oggetto,  si  comunica  che   l'Assessore,
  dott.ssa  Caterina Chinnici, è impossibilitata a  partecipare  alla
  seduta  dell'Assemblea regionale siciliana fissata per l'11  maggio
  2010  a  causa  di concomitanti impegni istituzionali  legati  alla
  visita   in   Sicilia  del  Presidente  della  Repubblica   Giorgio
  Napolitano, in occasione delle celebrazioni per il 150^anniversario
  dell'Unità d'Italia.
   In  ogni caso, si è già provveduto a predisporre e trasmettere  le
  risposte scritte agli interroganti.

                                               d'ordine dell'Assessore

                                              Dr.ssa Caterina Chinnici

                                                  Il Capo di Gabinetto

                                         dott. Alfredo Tommaso Liotta»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Lo   svolgimento  della  Rubrica   Autonomie  locali  e   funzione
  pubblica' è pertanto rinviato ad altra seduta.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 18 maggio 2010,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


    I. - Comunicazioni

    II.- Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
        Attività produttive'

                   La seduta è tolta alle ore 11.12

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli