Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire ai deputati di
partecipare agli eventi legati al centocinquantesimo anniversario
dell'Unità d'Italia, che vede presente in Sicilia il Presidente
della Repubblica, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 19.17)
BOSCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arena, Aricò, Caputo,
Cascio Salvatore, Dina, Federico, Ferrara, Incardona, Lentini, Lo
Giudice, Marinese, Marrocco, Panepinto, Picciolo, Scoma e Termine
sono in congedo per oggi; l'onorevole Beninati dall'11 al 14 maggio
2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che saranno in missione gli onorevoli:
- Ruggirello dal 17 al 20 maggio 2010;
- Vinciullo dal 20 al 21 maggio 2010;
- Mineo dal 20 al 23 maggio 2010.
L'Assemblea ne prende atto
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico
in Sicilia», (numero 553),
- di iniziativa dei consigli comunali ai sensi della legge
regionale 10 febbraio 2004, numero 1, trasmesso al Servizio delle
Commissioni in data 20 aprile 2010;
- «Norme sulla pubblicazione degli atti giudiziari» (numero 554),
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Fiorenza
in data 22 aprile 2010;
- «Interventi urgenti per il comparto agricolo» (numero 556),
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gianni,
Dina, Cascio S., Cintola, Ragusa, Cordaro, Savona, Lo Giudice,
Ardizzone, Caronia, Fagone, Caputo in data 23 aprile 2010;
- «Interventi a sostegno delle famiglie numerose» (numero 558);
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Barbagallo, Rinaldi, Ammatuna, Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Lupo,
Laccoto, Mattarella, Picciolo, Vitrano in data 28 aprile 2010;
- «Disposizioni per il contenimento della spesa» (numero 559),
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi
in data 7 maggio 2010.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- «Norme in materia di consorzi di bonifica» (numero 560),
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
Oddo, Colianni, Apprendi, Ragusa, Donegani, Panepinto, Incardona,
Campagna, Scilla, Adamo, Bosco, Federico, Gianni, Corona, Vitrano,
Marinello, Dina in data 7 maggio 2010, ed inviato in data 10 maggio
2010.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
avverso legge regionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso notificato il 10 maggio 2010 ha
impugnato i sottoelencati articoli della deliberazione legislativa
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»,
(disegno di legge numeri 471-471 bis) approvata dall'Assemblea l'1
maggio 2010:
articolo 4, comma 11, per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
articolo 6, per violazione degli articoli 3, 117, comma 2, lettera
e) e 119 della Costituzione nonché degli articoli 14, 17 e 36 dello
Statuto speciale, nonché del DPR 26 luglio 1965, numero 1074 e
dell'articolo 77 ter, comma 19, del decreto legge numero 112/2008,
convertito in legge numero 133/2008;
articolo 8, per violazione degli articoli 117, comma 2, lettera e)
e 119 della Costituzione, degli articoli 14, 17 e 36 dello Statuto
speciale nonché del DPR 26 luglio 1965, numero 1074 e del DPR
numero 1113 del 1953 come modificato dal decreto legislativo numero
296 del 2000;
articolo 9 per violazione degli articoli 117, comma 2, lettera e)
e 119 della Costituzione, degli articoli 14, 17 e 36 dello Statuto
speciale nonché del DPR 1074/1965 e all'articolo 77 ter, comma 19,
del decreto legge numero 112/2008 convertito in legge numero
133/2008;
articolo 16, comma 7, per violazione degli articoli 117, 119,
comma 2, e 120 della Costituzione;
articolo 21, comma 2, ultimo periodo, per violazione degli
articoli 3 e 97 della Costituzione;
articolo 36, per violazione degli articoli 3, 81, comma 4, e 97
della Costituzione;
articolo 38, limitatamente all'inciso nonché degli impianti di
allevamento ittico' per violazione degli articoli 81, comma 4, e
117, comma 2, lettera e) della Costituzione;
articolo 44, per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettere
g), h) ed l) della Costituzione;
articolo 48, comma 1, per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
articolo 49, commi 1 secondo periodo, 3 ultimo periodo e 4, per
violazione dell'articolo 117, comma 2, lettere e), l) ed s) della
Costituzione;
articolo 51, commi 4 e 5, per violazione degli articoli 3, 51 e 97
della Costituzione;
articolo 53, comma 1, limitatamente all'inciso nella forma del
credito d'imposta' e comma 4;
articolo 55, comma 4;
articolo 56, comma 1;
articolo 57;
articolo 58, comma 1;
articolo 59, comma 4, secondo e terzo periodo, comma 5, secondo
periodo limitatamente all'inciso del credito', terzo periodo
limitatamente agli incisi al credito richiesto' e indicazione
nella comunicazione presentata di minori crediti spettanti';
articolo 60, comma 1, limitatamente all'inciso a fruire del
credito d'imposta' ed ultimo periodo, comma 3;
articolo 61, comma 1, limitatamente all'inciso previa intesa con
l'Agenzia delle entrate', comma 2 e comma 4, per violazione
dell'articolo 117, comma 2, lettera e) della Costituzione nonché
dell'articolo 36 dello Statuto speciale e del DPR n. 1074/1965;
articolo 75, per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera e)
ed h) della Costituzione;
articolo 87 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
articolo 89 per violazione degli articoli 3, 97 e 117, comma 2,
lettera e) della Costituzione;
articolo 104, per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
articolo 125, comma 1 ultimo periodo per violazione degli articoli
3 e 97 della Costituzione;
articolo 126, per violazione degli articoli 3, 81, comma 4 e 97
della Costituzione;
articolo 127, comma 14, per violazione dell'articolo 3, 117, comma
2, lettera e) e 119 della Costituzione nonché dell'articolo 36
dello Statuto speciale e del DPR numero 1074/1965.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute ed
assegnate alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo. Designazione
componente del Consiglio di amministrazione» (numero 83/I),
- pervenuta in data 22 aprile 2010,
- inviata in data 28 aprile 2010;
- «Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Palermo» (numero 85/I),
- pervenuta in data 28 aprile 2010,
- inviata in data 4 maggio 2010;
- «Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Catania» (numero 86/I),
- pervenuta in data 28 aprile 2010,
- inviata in data 4 maggio 2010.
BILANCIO (II)
- «Modifiche apportate al PAR FAS 2007-2013 - richiesta di parere
ai sensi dell'articolo 50 della legge regionale numero 9/2009»
(numero 87/II).
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Direttive per la concessione dei contributi e l'individuazione
degli aiuti ai sensi dell'articolo 33 della legge regionale 23
dicembre 2000, numero 32» (numero 84/V),
- pervenuta in data 22 aprile 2010,
- inviata in data 28 aprile 2010.
Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 83, lettera b), del
Regolamento interno, che la Corte Costituzionale, con sentenza
numero 143 del 14 aprile 2010, nel giudizio di legittimità
costituzionale della legge della Regione siciliana 20 marzo 1951,
numero 29 (Elezione dei deputati all'Assemblea regionale
siciliana), come modificata dalla legge della Regione siciliana 5
dicembre 2007, numero 22 (Norme in materia di ineleggibilità e
incompatibilità dei deputati regionale), promosso dal Tribunale di
Palermo, con ordinanza del 23 gennaio 2009 iscritta al numero 185
del registro ordinanze 2009, ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale della legge della Regione siciliana 20 marzo 1951,
numero 29 (elezione dei deputati all'Assemblea regionale
siciliana), come modificata dalla legge della Regione siciliana 5
dicembre 2007, numero 22 (Norme in materia di ineleggibilità e
incompatibilità dei deputati regionale), nella parte in cui non
prevede l'incompatibilità tra l'ufficio di deputato regionale e la
sopravvenuta carica di sindaco e assessore di un comune, compreso
nel territorio della Regione, con popolazione superiore a ventimila
abitanti.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BOSCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che numerosissime aziende
megaresi che operano nell'ambito dell'arsenale militare realizzando
servizi e garantendo forniture, rischiano il fallimento a causa dei
mancanti pagamenti per le loro prestazioni, per mancanza di
liquidità da parte dello stesso arsenale;
considerato che il fallimento di tali aziende, oltre che
impoverire il tessuto produttivo della provincia di Siracusa e
della Sicilia in un settore importante, delicato e tecnologicamente
avanzato, determinerebbe anche il licenziamento di centinaia di
lavoratori della aziende stesse, con il conseguente aumento della
disoccupazione nella provincia di Siracusa ed in Sicilia;
ritenuto che si tratta di aziende meritevoli poiché, pur di
garantire l'operatività dell'arsenale militare, si stanno
indebitando oltre misura;
per sapere se non ritenga di adoperarsi presso il Ministro della
difesa per sbloccare tale incresciosa situazione ed evitare così il
depauperamento dell'apparato produttivo della provincia di
Siracusa, garantendo al contempo il diritto delle imprese operanti
all'interno dell'arsenale militare di Augusta (SR) al giusto
pagamento delle proprie prestazioni». (1166)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che attraverso articoli giornalistici di
stampa, locale e regionale, apparsi il 26 aprile 2010, la
confederazione nazionale dell'artigianato (CNA) di Vittoria (RG)
denunciava la mancanza dei fondi per la missione a Ragusa del
funzionario regionale che, al momento, ricopre la carica di
presidente dell'UREGA, e pertanto l'intero iter di aggiudicazione
dell'opera alle aziende appaltatrici è rimasto bloccato;
tenuto conto che, in conseguenza di tale blocco dell'iter
realizzativo, potrebbe scattare il disimpegno delle somme stanziate
per la realizzazione dell'opera, considerata di importanza
fondamentale e strategica per l'intera economia provinciale e
regionale;
per sapere:
se le preoccupazioni espresse dal presidente della CNA di Vittoria
siano fondate e quali provvedimenti intendano eventualmente
adottare al fine di evitare l'eventuale disimpegno delle somme
stanziate per la realizzazione dell'autoporto di Vittoria;
quale sia l'iter di realizzazione del medesimo autoporto di
Vittoria e se non ritengano opportuno attivare tutte le procedure
atte ad accelerare la realizzazione di questa fondamentale opera,
imprescindibile per l'intera economia locale e regionale». (1167)
INCARDONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che il centro di medicina fisica e riabilitazione S.
Antonio soc. coop., con sede legale a Bronte (CT), si è visto
rigettare l'istanza con cui chiedeva il trasferimento della propria
struttura da Maletto a Bronte ed ha presentato ricorso
straordinario al Presidente della Regione avverso il decreto
dell'Assessorato regionale Sanità numero 1878 dell'11 settembre
2009 (GURS 25 settembre 2009), con cui si è disciplinato il
trasferimento delle strutture accreditate, superando le
disposizioni precedenti di cui all'articolo 7 del d.a. numero
890/2002 e dell'articolo 1 del d.a. 9 agosto 2004;
visto che il citato d.a. 11 settembre 2009 ha previsto,
all'articolo 3, che venisse negato il trasferimento 'qualora il
comune, dov'è ubicata la struttura richiedente, dovesse rimanere
privo di un'adeguata copertura assistenziale per la branca
specifica esercitata';
rilevato che tale norma prescinde da qualsiasi altra
considerazione sull'equilibrio e sull'omogeneità della
distribuzione dell'offerta nel territorio, come dimostra il caso in
specie, in cui si nega al centro S. Antonio di trasferire la
propria struttura nel comune limitrofo, Bronte, perché quello di
provenienza (Maletto) ne verrebbe sprovvisto, continuando in tal
modo a lasciare priva di una struttura similare un comune con
popolazione di gran lunga superiore, Bronte appunto, i cui abitanti
sono infatti costretti a recarsi nel vicino comune di Maletto per
le prestazioni in oggetto;
considerato che tale impedimento risulta in contrasto con la
normativa dettata dall'art. 24, comma 11, della legge regionale
numero 2/2007, ove si prevede il trasferimento delle strutture
preaccreditate entro il territorio provinciale all'unica condizione
che ciò giovi ad eliminare carenze di prestazioni sul territorio
medesimo, determinandosi il paradosso che il comune di gran lunga
minore della zona territorio, Maletto, dispone di una struttura,
mentre quello con popolazione ben cinque volte superiore ne rimane
privo, determinandosi un immotivato ed irrazionale squilibrio di
prestazioni nel territorio;
osservato altresì che la disposizione in oggetto contrasta con il
d.a. 16.09.2009, che incentiva l'accorpamento dei laboratori di
analisi accreditati nella convinzione che strutture di maggiore
dimensione funzionino in modo più efficace, laddove il
trasferimento a Bronte del centro S. Antonio consentirebbe a questi
di incrementare il volume di prestazioni, potendo ivi contare su un
bacino di utenza certamente maggiore che gli consentirebbe altresì
di accedere al libero mercato erogando prestazioni senza gravare
sul servizio sanitario regionale;
per sapere se, alla luce di quanto sopra esposto, non ritenga
corretto ed opportuno modificare il provvedimento impugnato, d.a.
11 settembre 2009 numero 1878, in particolare nella parte
disciplinata dall'articolo 3». (1169)
DI GUARDO-DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 14 aprile 2009, dopo un ampio ed argomentato dibattito
tenutosi nelle sedi istituzionalmente preposte, l'Assemblea
regionale siciliana ha approvato una legge che affrontava e
riformava, in modo radicale, tutto il sistema sanitario regionale;
all'articolo 25, lettera 'f', raccogliendo le sollecitazioni di
tutta la classe politica regionale, ed in particolare della
provincia di Messina, venivano statuiti i criteri di attribuzione
delle risorse già introitate dalla Regione, in sede di
compensazione infra-regionale, per prestazioni sanitarie eseguite,
da tutte le aziende siciliane accreditate e convenzionate, su
pazienti provenienti da altra regione (ovvero i cosiddetti 'fuori
regione)' al di fuori dei singoli aggregati di spesa previsti ed
attribuiti annualmente alle singole strutture sanitarie;
considerato che le case di cura di Messina accreditate e
convenzionate, sono tutte, ad oggi, in grave crisi di liquidità
provocata dai seguenti fattori:
1) non aver incassato nessun importo per le prestazioni rese ai
pazienti fuori regione per l'anno 2009, così come previsto
dall'articolo 25, lettera 'f', della legge regionale numero 5 del
2009, a far data dall'approvazione della norma, per somme, come
sopra illustrato, già compensate e, dunque, riscosse dalla Regione
siciliana stessa;
2) non aver riscosso il saldo delle prestazioni rese entro il
budget 2009;
3) non aver ricevuto i pagamenti correnti da parte dell'ASP di
Messina, da sempre in costante ritardo nei confronti di tutto il
sistema accreditato-convenzionato (attualmente, ad esempio, per le
case di cura, il ritardo è valutabile ad oltre cinque mesi e
l'ultima mensilità riscossa, ad oggi, è novembre 2009);
4) aver voluto emanare, nell'aprile 2010, un decreto assessoriale
attuativo dell'articolo 25, lettera f', della legge 5/2009,
attribuendo la decorrenza della norma dal gennaio 2010 senza tener
conto della data di reale approvazione della legge, pubblicata
nell'aprile 2009, in danno alle realtà aziendali che contavano su
una legittima aspettativa, ulteriormente mortificata e penalizzata
per buona parte dell'anno 2009, e, comunque, contro la volontà
chiaramente espressa dall'Assemblea regionale siciliana in sede
legislativa;
ritenuto che sia grave il livello di pericolo cui sono esposte le
case di cura e le strutture accreditate-convenzionate per la
perdurante carenza di liquidità, che, tra l'altro, rende
difficoltosa alle società medesime la chiusura dei bilanci 2009 e
di conseguenza avrà pesanti ricadute sui livelli occupazionali e
sugli investimenti tecnologici e strutturali per le aziende stesse
e, quindi, per tutto il territorio siciliano e provinciale (il
comparto delle case di cura private nella sola città di Messina
occupa circa 2000 unità lavorative dirette oltre l'indotto
derivante), innescando, verosimilmente, una spirale di
licenziamenti e disinvestimenti mirati alla tutela dei conti
economici societari ;
per sapere:
i motivi per cui le strutture sanitarie regionali, ed in
particolare quelle della provincia di Messina, siano costrette a
subire tali inspiegabili comportamenti da parte dell'Assessorato
regionale Salute, in presenza di una chiara e non equivoca volontà
del legislatore sulla remunerazione dei cosiddetti 'fuori regione',
da applicare in maniera letterale e non già da interpretare 'in
modo elastico' secondo convenienze economiche;
quali danni erariali (interessi passivi, spese legali e varie) e
di immagine produca il ritardato versamento mensile, da parte
dell'Assessorato, delle quote di competenza all'azienda provinciale
impossibilitata ad eseguire, nei tempi di legge, i pagamenti di
tutte le strutture accreditate e convenzionate del territorio
provinciale (e non solo ovviamente alle case di cura) a causa,
probabilmente, del tardivo e non costante storno delle somme;
cosa intenda, nell'immediato e senza inutili ulteriori rinvii,
porre in atto per risolvere definitivamente i problemi esposti, nel
pieno rispetto di tutte le norme legislative (ivi compreso l'art.
25, lettera 'f', approvato nel lontano 14 aprile 2009 e, ad oggi,
volontariamente in parte disatteso), nonché delle norme per il
controllo delle spese di gestione ed, in particolare, per la
riduzione della lievitazione dei costi per gli inutili patrocini
legali ed interessi passivi pagati quotidianamente dalle ASP, somme
ingenti che potrebbero, e dovrebbero, essere meglio investite in
favore dei cittadini-utenti sotto forma di servizi offerti». (1170)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PICCIOLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che nella seduta del 18 marzo il consiglio del
Parco della Valle dell'Alcantara si è riunito per eleggere il
vicepresidente, che è risultato essere il Sindaco dell'MPA di Motta
Camastra (ME), Andrea Scarpignato;
considerato che nella stessa seduta è stato eletto il comitato
esecutivo dello stesso parco nelle persone di Rita Mungiovino -
sindaco di Malvagna, Salvatore Nuciforo - sindaco di Francavilla di
Sicilia, Claudio Scavera - sindaco di Castiglione di Sicilia e
Giuseppe Sparta - sindaco di Roccella Valdemone;
ritenuto che in presenza di un commissario nominato dalla Regione
i due organi sopra citati non hanno motivo di essere;
appreso inoltre che il commissario straordinario dell'ente,
Giuseppe Castellaneta, ha presentato in due anni missioni per
200.000 euro circa e che l'ente, non si capisce a quale titolo, ha
affittato un appartamento a Taormina per le esigenze dello stesso
commissario, pur avendo sede a Francavilla di Sicilia (ME);
per sapere se non ritengano di avviare un'indagine urgente al fine
di verificare tutto quanto riportato in premessa». (1175)
MANCUSO-LIMOLI
«All'Assessore per la salute, premesso che alle prossime elezioni
amministrative del 30 e 31 maggio molti comuni siciliani saranno
impegnati nelle procedure per il rinnovo dei sindaci e dei consigli
comunali;
considerato che i candidati a sindaco hanno già scelto i primi due
assessori e che tra questi il candidato a sindaco per il MPA del
comune di Bronte (CT), Aldo Catania, ha scelto il dottor Mario
Zappia, attuale direttore del dipartimento attività sanitarie
dell'Assessorato regionale Salute;
verificato che appare quantomeno non opportuna la scelta del
candidato sindaco di Bronte di inserire tra gli assessori un alto
dirigente della Regione siciliana che dovrebbe garantire
trasparenza nella sua più ampia accezione;
ritenuto che comunque il diritto alla partecipazione ad una
competizione elettorale da parte di qualunque cittadino non può
certamente essere messa in discussione;
per sapere, nelle more della campagna elettorale che certamente
non può coinvolgere le strutture dell'Assessorato, se non ritenga
di chiedere all'interessato almeno l'autosospensione dal delicato
incarico che gli è stato affidato e che tra l'altro prevede
ispezioni e relativi provvedimenti». (1176)
MANCUSO-LIMOLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la compagnia petrolifera Shell ha effettuato, al largo
dell'arcipelago delle isole Egadi (TP), numerose trivellazioni in
mare aperto alla ricerca di eventuali giacimenti petroliferi;
da notizie di stampa, in seguito confermate dallo stesso
presidente della sede italiana della Shell, la suddetta compagnia
avrebbe individuato, a poche miglia da Favignana, quello che è
stato definito il più grande bacino petrolifero europeo. Alla luce
di tale scoperta, la Shell ha iniziato le procedure per la
costruzione di una piattaforma di trivellazione petrolifera;
considerato che la costruzione della suddetta piattaforma è
quantomeno anacronistica in un momento drammatico, come quello
attuale, che vede la piattaforma DEPP WATER HORIZON riversare 5
mila barili di petrolio al giorno nel Golfo del Messico, causando
un danno all'ecosistema mondiale difficilmente quantificabile per
la immane devastazione che causerà;
tenuto conto che:
la presenza di una piattaforma petrolifera al largo delle isole
Egadi, prossime a diventare parco naturale, metterebbe a
repentaglio, in caso di incidente, un ecosistema definito unico al
mondo, sia per la particolarità dei suoi fondali, sia per il mondo
faunistico ivi presente che, è bene ricordare, contempla siti di
riproduzione delle tartarughe 'caretta caretta' e zone di transito
delle foche monache;
la suddetta piattaforma, tra l'altro, sorgerebbe a ridosso delle
coste favignanesi, quindi in una posizione tale che, in caso di
incidente, non darebbe nessuna possibilità di intervento per
evitare un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche;
visto che la Regione siciliana ha il dovere di proteggere tutto il
territorio, soprattutto quando interessi di natura economica
mettono a repentaglio l'intero ecosistema siciliano, ponendo
un'intera provincia, quella trapanese, davanti all'incubo della
catastrofe naturale;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire immediatamente al fine di
bloccare qualsiasi iniziativa atta a realizzare piattaforme
petrolifere al largo delle coste siciliane;
se non ritengano doveroso, nei confronti di tutta la popolazione
siciliana, adoperarsi affinché catastrofi come quella in atto
esistente nel Golfo del Messico non abbiano mai a verificarsi nei
mari della nostra Regione». (1179)
ADAMO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta in Commissione presentate.
BOSCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con l'accordo attuativo del piano previsto dall'articolo 1, comma
180, della legge 30 dicembre 2004, numero 311, ed il piano di
rientro, di riorganizzazione, di riqualificazione, di
individuazione degli interventi per il perseguimento
dell'equilibrio economico del servizio sanitario regionale,
sottoscritto dal Ministro della salute, dal Ministro dell'economia
e delle finanze e dal Presidente della Regione in data 31 luglio
2007, e successivamente approvato dalla Giunta regionale con
delibera numero 312 dell'1 agosto 2007, l'Assessore regionale per
la sanità è stato incaricato di dare esecuzione all'accordo e al
piano relativo nonché di provvedere all'attuazione delle misure e
degli interventi contenuti in tale atto valevole per il triennio
2007/09;
in particolare, gli obiettivi B e C di detto piano prevedevano,
specificatamente per quanto attiene al potenziamento delle
strutture di assistenza territoriale pubblica e alla riduzione
delle risorse destinate alla assistenza ospedaliera attraverso la
revisione della rete ospedaliera e la riduzione della attività
correlata con lo scopo, da un lato, di ridurre tutte le attività di
ricovero inappropriato e, dall'altro, di contenere la mobilità;
per le finalità di cui sopra è necessario provvedere alla
riorganizzazione dell'intera rete ospedaliera e territoriale sia
nel settore pubblico che in quello privato sulla base della domanda
di salute, in modo da garantire al cittadino l'appropriatezza del
percorso assistenziale nella fase di prevenzione, cura e
riabilitazione;
quanto sopra riportato, in attuazione di quanto previsto dalla
legge regionale 14 aprile 2009, numero 5, deve essere realizzato
nell'osservanza dei seguenti criteri:
a) garanzia di assistenza omogenea sul territorio regionale, con
riferimento all'erogazione dei LEA;
b) autosufficienza su base provinciale e/o nel rispetto di aree
geografiche di riferimento più ampie;
c) superamento della frammentazione e/o duplicazione delle
strutture organizzative esistenti, attraverso processi di
dipartimentalizzazione e di integrazione operativa e funzionale;
d) riqualificazione di parte delle strutture ospedaliere con bassa
performance organizzativa in altra tipologia di offerta
assistenziale non ospedaliera;
e) potenziamento delle alte specialità, anche ai fini di riduzione
dei fenomeni di migrazione sanitaria;
f) realizzazione di piani attuativi aziendali coerenti con le
linee di indirizzo regionali per il miglioramento della qualità
dell'assistenza ospedaliera sia in regime di urgenza che di
elezione;
g) introduzione di nuovi modelli organizzativi di erogazione
dell'assistenza intra ed extra-ospedaliera;
considerato che:
in atto le premesse sopra descritte sono state di fatto oggetto di
interpretazione temporanea da parte dell'Assessorato regionale
della salute e dei responsabili delle strutture sanitarie
regionali;
dette interpretazioni hanno assunto sempre più un carattere
squisitamente politico, poco consono al concetto di amministrazione
imparziale e votata al servizio per la cittadinanza;
tutt'oggi assistiamo a continui cambi di direzione, spesso
scellerati, che prendono in esame soltanto le istanze di taluni
gruppi politici e che spostano inspiegabilmente il raggio d'azione
della sanità verso la provincia di Catania;
è sempre più allarmante lo stato di disagio che i cittadini vivono
rispetto ad una condizione delle strutture, sempre più povere di
servizi specializzati e di personale sia esso medico che tecnico o
infermieristico;
l'operato dei direttori generali è sempre più 'commissariato' dal
dettato politico;
questo modus operandi ha di fatto generato una spesa superiore ai
300 milioni di euro per rimborsare le trasferte extraregionali che
i singoli pazienti siciliani hanno intrapreso, invece di affidarsi
ad una sanità regionale che non offre garanzie;
l'azione di rimodulazione della rete ospedaliera, oltre a
disattendere il dettato normativo della legge regionale 5/09 - che
all'articolo 6, lettera h), così recita: 'Al soddisfacimento delle
necessità derivanti dalla tutela della salute per le emergenze
zootecniche dalla tutela sanitaria per i cittadini immigrati
extracomunitari e dalle esigenze di protezione della salute nelle
aree industriali a rischio; per queste ultime sono individuate, con
decreto dell'Assessore regionale per la sanità, le prescrizioni in
materia di prevenzione individuale e collettiva, diagnosi, cura,
riabilitazione ed educazione sanitaria per le patologie derivanti
dagli insediamenti industriali e le specifiche risorse' - ha di
fatto disatteso altresì le indicazioni emerse dalla VI Commissione
legislativa permanente dell'ARS 'Servizi sociali e sanitari';
l'ospedale di Augusta, in particolare, ha subito un vero
smantellamento operativo piuttosto che una rimodulazione ordinaria;
lo stesso presidio ospedaliero ricade in un'area industriale ad
alto rischio ambientale, per cui la vigente normativa sopra citata
prevede una particolare dotazione finanziaria mirata al
potenziamento delle strutture mediche e dunque dei singoli reparti;
lo stesso ospedale di Lentini è stato oggetto di scellerata
politica aziendale con la chiusura del reparto di rianimazione ed
il conseguente trasferimento dello stesso a Catania;
per sapere:
quali siano i passi successivi che intendano compiere per
completare la 'politicizzazione' della sanità siciliana;
se non ritengano opportuno rendere noto quanto resta della
'notte', ormai eterna, sui diritti dei malati;
se non sia indispensabile un'attenta riflessione sui contenuti
della rimodulazione dei servizi e dei posti letto, ponendo alla
base delle scelte gli indirizzi dettati dalla legge;
se non reputino indifferibile ed urgente ripristinare i servizi di
rianimazione nei presidi ospedalieri ricadenti in area industriale,
procedendo ad una sana riorganizzazione libera da influenze
politiche e che metta in condizione i direttori generali di poter
adempiere al proprio dovere senza pressioni di alcun tipo». (1171)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
GIANNI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che da diversi mesi i messi notificatori della SERIT,
agenzia nella frazione di Grisì (Monreale-PA), procedono alle
notifiche delle cartelle esattoriali certificando l'assenza dei
destinatari, con contestuale deposito degli atti notificati presso
la sede di Monreale;
ritenuto che tale forma di notifica presenta numerose
irregolarità, in quanto le cartelle esattoriali, pur in presenza
dei destinatari, vengono notificate col sistema dell'assenza del
domicilio dell'interessato;
ritenuto altresì che tale forma di notifica costringe gli
interessati a recarsi a Monreale, ad una distanza di oltre 40
chilometri, con conseguenti disagi e difficoltà, in particolare nei
confronti di persone anziane;
per sapere se intendano volere acquisire informazioni sui sistemi
di notifica da parte degli ufficiali SERIT della frazione di Grisì
e quali provvedimenti intendano intraprendere per assicurare la
regolarità del sistema di notifiche da parte degli ufficiali
notificatori». (1173)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
CAPUTO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
BOSCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione degli
enti regionali per il diritto allo studio universitario (E.R.S.U.)
compete all'Assessorato regionale dell'istruzione e della
formazione professionale, così come previsto dalla legge regionale
25 novembre 2002, numero 20;
in data 30 marzo 2010, il consigliere d'amministrazione dell'ERSU
di Catania, Salvatore Santamaria, ha formalizzato le proprie
dimissioni dalla carica quale rappresentante degli studenti, eletto
nelle ultime elezioni universitarie;
tutt'ora, dopo innumerevoli sollecitazioni, non è stata
formalizzata la nomina di Luca Sangiorgio, primo dei non eletti
della lista del consigliere Santamaria;
considerato che la Regione siciliana si è particolarmente
'distinta' nella sostituzione immediata dei componenti del c.d.a.
delle società partecipate ed in tutti gli enti in cui ha una
propria rappresentanza;
atteso che sembra davvero paradossale che un mese non sia
sufficiente per provvedere alla predisposizione di un atto di
nomina di questo tipo;
per sapere quale motivazione abbia indotto l'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale a non provvedere
in tal senso». (1163)
POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-FORMICA-VINCIULLO-MANCUSO-LIMOLI-
BOSCO-CORONA-D'ASERO-LEONTINI-BENINATI-TORREGROSSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 6 aprile 2010, alle ore 17.06, un cittadino si presentava
al pronto soccorso dell'ARNAS, ospedale Civico di Palermo;
lo stesso cittadino da subito al 'triage' dichiarava di essere un
soggetto emofiliaco e pertanto veniva inquadrato con codice giallo
- numero DEA 35386;
atteso che:
lo stesso informava il personale infermieristico che era
necessario somministrargli, in via d'urgenza, fattore VIII di
coagulazione e che veniva trattato con fattore ricombinato
'elixate';
l'infortunato, alle ore 17.25, veniva visitato dal medico di turno
che correttamente riteneva, prima di pensare ad eventuali fratture,
di verificare la situazione ematologica. Pertanto il medico di
turno, come risulta dal referto, si è messo alla ricerca di un
ematologo che potesse fornire le opportune indicazioni di
trattamento;
da una ricostruzione dei fatti, sembra che il nosocomio fosse
sfornito di ematologi di turno o reperibili; nell'intero presidio
ospedaliero ad alta specializzazione, infatti, non era presente un
ematologo che potesse dare la propria necessaria consulenza;
il paziente quindi ricordava, ai medici, che al pronto soccorso
sarebbe dovuto esserci un protocollo per la gestione dei casi di
soggetti emofiliaci, e che solo allora la capo sala dell'unità di
pronto soccorso trovava il protocollo d'intervento per il
trattamento del caso; lo stesso protocollo prevede un trattamento,
in via d'urgenza, immediato con fatture di coagulazione
ricombinato;
sembra, quindi, che i medici avessero proceduto ad allertare il
responsabile della farmacia dell'ospedale, che comunicava l'assenza
di fatture di coagulazione; i medici di pronto soccorso, quindi, si
vedevano costretti ad iniziare le ricerche del farmaco salva vita
presso le altre strutture ospedaliere presenti in città;
solo dopo le ore 20 dall'ospedale dei bambini giungevano 1000
unità di fattore di coagulazione denominato Cogenate, che oltre a
non essere corrispondente al fattore utilizzato dal traumatizzato,
non risultava sufficiente per dosaggio; infatti il fattore VIII
ricombinato va somministrato in base al peso del paziente e quindi,
per il trattamento del caso specifico, si rendevano necessarie
almeno 2000 unità per tamponare la crisi emorragica;
evidenziato come rispetto al caso trattato si è riusciti a
superare il peggio solo grazie al fatto che il paziente è giunto al
pronto soccorso lucido e cosciente ed è riuscito a rintracciare un
familiare che da casa ha portato 2000 unità di Xelixate - fattore
VIII ricombinato;
lo stesso infine veniva dimesso senza ricevere una visita
ematologica, che veniva rinviata all'indomani per assenza di un
ematologo in presidio;
l'emergenza è stata dunque superata dall'ARNAS di Palermo non
grazie ai medici di pronto soccorso, ma per il pronto intervento di
un familiare che, contattato dallo stesso paziente, si recava
presso la struttura con i necessari presidi sanitari;
per sapere se l'Assessorato Salute abbia disposto una verifica che
faccia chiarezza:
sul perchè al pronto soccorso dell'ospedale civico non si avesse
notizia dell'esistenza di un protocollo d'intervento per la
gestione dei soggetti emofiliaci;
sul perchè l'ospedale ad alta specializzazione civico fosse
sprovvisto di fattore VIII di coagulazione ricombinato;
quali siano le responsabilità dei sanitari e del management del
nosocomio;
se l'Assessore per la salute non ritenga di trasmettere gli atti
alla Procura della Repubblica per accertare eventuali
responsabilità penali nella gestione del caso». (1164)
GRECO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all'Assessore per la salute e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
con deliberazione numero 10 del 19 gennaio 2009 la giunta
municipale del comune di Pozzallo (AG) ha ritenuto di ricorrere
all'istituto della concessione per affidare a soggetti esterni la
gestione e la rifunzionalizzazione della villa comunale;
a tale scopo, con il suindicato atto deliberativo, la giunta
municipale del comune di Pozzallo ha indetto gara ad evidenza
pubblica, applicando il criterio di aggiudicazione dell'offerta
economicamente più vantaggiosa per selezionare le offerte
presentate;
è pervenuta, nei termini utili e nelle modalità previste dal
bando, la sola offerta della GDF Events s.r.l., che è stata
ritenuta valida ed ammessa;
la commissione di gara, prima di procedere all'aggiudicazione, ha
sottoposto all'amministrazione comunale di Pozzallo il progetto
preliminare di rifunzionalizzazione della villa comunale;
l'amministrazione comunale di Pozzallo ha ritenuto di richiedere
delle modifiche al progetto preliminare, proponendo il
ridimensionamento della pedana in legno amovibile che costituisce
la zona 'lounge' bar e una maggiore specificazione degli interventi
relativi alla zona sud-est della villa, dove in atto insiste una
vasca triangolare;
con nota protocollo 5988 del 2 marzo 2009, la GDF Events s.r.l. ha
presentato al comune di Pozzallo le integrazioni progettuali
richieste;
la commissione di gara, esaminata la superiore documentazione
integrativa e rilevato che la stessa raccoglie le indicazioni
fornite dall'amministrazione comunale, ha proceduto
all'aggiudicazione della concessione alla GDF Events s.r.l. per
anni 15;
con deliberazione numero 59 del 2 marzo 2009 la giunta municipale
del comune di Pozzallo ha deliberato, tra l'altro, che si rendeva
necessaria la presentazione di progettazione esecutiva, che sarebbe
dovuta essere munita di tutte le autorizzazioni ed approvazioni da
parte degli enti preposti, come previsto dalla normativa vigente;
con deliberazione numero 88 del 26 marzo 2009, la giunta
municipale del comune di Pozzallo ha deliberato di approvare il
progetto esecutivo, redatto dalla società GDF Events s.r.l.,
relativo all'esecuzione di tutti gli interventi obbligatori da
realizzare nella villa comunale, previsti dal disciplinare di
concessione, e di quelli facoltativi proposti in sede di offerta
dalla società, per un importo di totale di 443.537,78 euro IVA
compresa;
con la suddetta deliberazione numero 88 del 26 marzo 2009 la
giunta municipale del comune di Pozzallo ha altresì dato atto che
il progetto esecutivo era munito dei prescritti pareri rilasciati
dalla Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Ragusa,
dall'ex AUSL numero 7 di Ragusa e dalla commissione edilizia
comunale;
con la stessa deliberazione numero 8/2009 la giunta municipale del
comune di Pozzallo ha autorizzato, nelle more che venga
perfezionato il contratto di concessione, il dirigente dell'ufficio
tecnico comunale a procedere, sotto le riserve di legge, alla
consegna della villa comunale alla società GDF Events s.r.l.;
ritenuto che:
la società concessionaria, prima dell'avvio dei lavori di
rifunzionalizzazione della villa comunale di Pozzallo, avrebbe
dovuto acquisire il parere dalla capitaneria di porto di Pozzallo
ai sensi dell'articolo 55 del codice della navigazione;
del suddetto parere nella deliberazione numero 88/2009 della
giunta municipale del comune di Pozzallo non si fa menzione,
limitandosi a dare atto che il progetto esecutivo è munito solo dei
pareri rilasciati dalla Soprintendenza per i beni culturali ed
ambientali di Ragusa, dall'ex AUSL numero 7 di Ragusa e dalla
commissione edilizia comunale;
la società concessionaria, prima dell'avvio dei lavori di
rifunzionalizzazione della villa comunale di Pozzallo, avrebbe
dovuto acquisire il parere dal genio civile di Ragusa per quanto
attiene alle opere strutturali ai sensi della legge numero 64 del
1974;
del suddetto parere nella deliberazione numero 88/2009 della
giunta municipale del comune di Pozzallo non si fa menzione,
limitandosi a dare atto che il progetto esecutivo è munito solo dei
pareri rilasciati dalla Soprintendenza per i beni culturali ed
ambientali di Ragusa, dall'ex AUSL numero 7 di Ragusa e dalla
commissione edilizia comunale;
nel certificato di agibilità, rilasciato il 6 giugno 2009, si cita
la concessione edilizia numero 68/09, rilasciata il 27 marzo 2009,
in data successiva alla deliberazione numero 88 del 26 marzo 2009
con la quale la giunta municipale ha dato atto che il progetto
esecutivo era munito dei prescritti pareri e delle necessarie
autorizzazioni;
il certificato di agibilità è stato rilasciato in deroga
all'acquisizione del certificato di conformità strutturale ai sensi
dell'articolo 28 della legge numero 64 del 1974;
la società concessionaria, prima dell'inizio dell'attività,
avrebbe dovuto acquisire dall'ufficio commercio comunale la licenza
per la somministrazione di alimenti e bevande;
al momento dell'inizio dell'attività la società concessionaria non
sembra fosse in possesso della licenza per la somministrazione di
alimenti e bevande, rilasciata dall'ufficio commercio comunale,
tant'è che la Guardia di finanza ha operato il blocco temporaneo
dell'attività;
gli interventi di cementificazione sopra descritti riguardano la
villa comunale, contigua al Palazzo di Città e distante soltanto
pochi metri dal mare;
per sapere quali iniziative intendano mettere in atto per
verificare se:
prima dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della villa
comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia ottenuto
dalla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Ragusa
l'approvazione dell'intervento proposto;
prima dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della villa
comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia avvertito la
Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Ragusa per
l'esercizio dell'alta sorveglianza;
prima dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della villa
comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia ottenuto
dall'AUSL numero 7 di Ragusa il parere igienico-sanitario edilizio,
ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 2 agosto 2002,
numero 7;
prima dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della villa
comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia ottenuto
dalla capitaneria di porto di Pozzallo il parere ai sensi
dell'articolo 55 del codice della navigazione;
prima dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della villa
comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia ottenuto dal
genio civile di Ragusa la necessaria autorizzazione;
prima dell'inizio dei lavori di rifunzionalizzazione della villa
comunale di Pozzallo, la società concessionaria abbia ottenuto
dalla commissione edilizia comunale la necessaria autorizzazione;
fosse necessario, prima dell'inizio dei lavori di
rifunzionalizzazione della villa comunale di Pozzallo,
l'ottenimento di una concessione edilizia invece
dell'autorizzazione edilizia;
prima dell'inizio dell'attività, la società concessionaria abbia
ottenuto dall'ufficio commercio comunale la licenza per la
somministrazione di alimenti e bevande;
i lavori di rifunzionalizzazione della villa comunale di Pozzallo
siano stati eseguiti in conformità agli elaborati tecnici approvati
e delle autorizzazioni ottenute». (1165)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
AMMATUNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
l'Azienda siciliana trasporti ha una carenza, rispetto
all'organico vigente approvato dal c.d.a. in data 21 aprile 2006,
di ben 201 unità;
nonostante il ricorso al lavoro straordinario e al personale in
somministrazione, non riesce a garantire l'efficienza e la
regolarità dei servizi resi;
considerato che:
con deliberazione della Giunta regionale numero 221 del 30 agosto
2008 è stato espressamente vietato agli enti pubblici sottoposti a
vigilanza e/o controllo della Regione di bandire concorsi,
effettuare selezioni di personale, nonché di procedere ad
assunzioni o a promozioni indipendentemente dalla qualifica o dalla
funzioni da ricoprire;
tale scelta impedisce di rispettare gli accordi sindacali
sottoscritti ai fini degli avanzamenti di carriera;
considerato, inoltre, che:
l'azienda è oggi costretta a sopportare maggiori costi non solo
per il ricorso al lavoro straordinario, ma anche per l'utilizzo di
personale a tempo pieno per turni di servizio che potrebbero essere
espletati da personale part-time;
l'azienda non riesce a rispettare i limiti legali delle ore
giornaliere di guida;
ritenuto che:
l'attuale situazione di paralisi, sia per il reclutamento di
personale che per le progressioni di carriera di quello già in
servizio, rischia di compromettere irreversibilmente il futuro
della società;
le scelte operate dall'azienda in materia di attribuzione di
qualifiche superiori stanno determinando macroscopiche condizioni
di disparità di trattamento e ingiuste penalizzazioni per
dipendenti in possesso di titoli professionali di assoluto rilievo
(lauree specifiche, eccetera);
l'attuale divieto di assunzioni e di progressione delle carriere
non consente il rispetto delle norme contrattuali e della sicurezza
dell'esercizio;
per sapere le ragioni per le quali, malgrado le richieste
ufficiali dell'azienda, non venga rimosso il divieto di
reclutamento di nuovo personale né il divieto di progressione di
carriera per il personale in servizio». (1168)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, premesso che le recenti piogge e le
abbondanti nevicate hanno determinato l'ingrossamento
dell'affluente del fiume Oreto, nel tratto che attraversa i
territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);
considerato che:
l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli argini
laterali e l'abbattimento delle barriere realizzate per il
controllo del flusso idrico;
l'aumento delle acque ha determinato l'erosione delle anse
laterali con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli anni
sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;
ritenuto che le acque hanno superato i livelli di massima
sicurezza e si è creata una situazione di pericolo che rischia di
determinare gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti
e i terreni circostanti il corso del fiume;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire la
sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture». (1172)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
il complesso dei beni individuato 'ex feudo verbum caudo',
confiscato al boss di cosa nostra Michele Greco ed assegnato al
comune di Polizzi Generosa (PA), è oggetto di questioni di
rilevante gravità atteso che a danno del responsabile della CGIL
della zona delle Petralie sono stati compiuti gravissimi atti di
intimidazione e di minacce;
il sindacalista, infatti, ha intrapreso numerose iniziative per
l'assegnazione del bene ed il suo utilizzo per scopi sociali;
il bene in questione, infatti, è oggetto di singolari
vicissitudini. Nel 2008 veniva assegnato al comune di Polizzi
Generosa che lo conferiva alla cooperativa 'Placido Rizzotto' per
l'avvio di un progetto di lavoro e di sviluppo economico del
territorio. Iniziativa mai realizzata a causa dell'abbandono da
parte della cooperativa;
il complesso aziendale confiscato al boss Michele Greco è
ipotecato dal Banco di Sicilia quale creditore dello stesso Greco.
L'immobile, quindi, è stato messo in vendita ma senza nessun esito
in quanto l'asta risulta ancora bloccata;
considerato che la vicenda inerente all'assegnazione del bene 'ex
feudo verbum caudo' necessita di opportuni chiarimenti anche a
seguito dei gravissimi atti di intimidazione e di minaccia compiuti
contro Vincenzo Liarda;
ritenuto che appare necessario garantire l'incolumità del
sindacalista e garantire il pieno utilizzo dei beni confiscati alla
mafia;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per garantire l'incolumità
di Vincenzo Liarda;
quali impegni intendano assumere in merito all'utilizzo dei beni
confiscati alla mafia». (1174)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale,
premesso che:
la notizia della probabile chiusura della facoltà di lingue
dell'Università di Catania, a cui gli organi di stampa hanno
recentemente dato il giusto risalto, è stata accolta con viva
preoccupazione dall'intera città oltre che da una folta
rappresentanza di studenti dell'intero ateneo, solidali nel
definire l'iniziativa, 'diffusa sottovoce' negli ambienti
accademici e non ancora ufficialmente smentita dalle più alte
cariche istituzionali, assurda e gravemente lesiva dei legittimi
interessi degli oltre 7000 iscritti, cui si aggiungono le unità di
personale tecnico - amministrativo impiegato;
gli stessi studenti della facoltà di lingue, nel corso di
un'affollatissima assemblea plenaria, svoltasi presso l'auditorium
dei Benedettini di Catania, hanno pubblicamente denunciato
l'infausto progetto che determinerebbe la chiusura della facoltà
etnea in favore nel neonato consorzio universitario ibleo;
l'accorato e legittimo appello lanciato dagli universitari di
lingue non ha trovato le dovute rassicurazioni da parte dei vertici
amministrativi dell'Università di Catania, che hanno preferito
trincerarsi dietro un inquietante quanto paradossale silenzio,
quasi a conferma del fatto che ormai i giochi siano tragicamente
conclusi;
considerato che:
l'iniziativa in oggetto, qualora il 'disegno criminis' si
concretizzasse, avrebbe il sapore amaro di un espediente puramente
volto a favorire l'auspicata istituzione di un IV polo
universitario nella città di Ragusa, costringendo ad un forzato ed
estenuante 'pendolarismo', tra l'altro, i tanti studenti catanesi
che intendano completare il proprio corso triennale o accedere alle
successive lauree specialistiche ed esponendo il personale tecnico
- amministrativo, attualmente impiegato presso la facoltà di lingue
di Catania, al rischio di un grave pregiudizio rispetto alle loro
legittime aspettative occupazionali;
non sarebbe la prima volta, tra l'altro, che l'ateneo catanese,
uno dei più importanti per storia, tradizioni e numero di iscritti,
si ritrovi ad essere penalizzato nell'intento irresponsabile di
attivare o rilanciare un polo universitario di rilevanza
secondaria; salta alla mente, per esempio, il corso di studi in
psicologia, chimera per numerosissimi giovani catanesi costretti a
fare i pendolari oltre che a sostenere significativi sacrifici
economici;
per sapere:
innanzitutto, se non ritengano necessario interagire con il
competente Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca, oltre che con gli organi di gestione dell'Università di
Catania, al fine di acquisire tutte le opportune informazioni a
conferma delle indiscrezioni trapelate in questi giorni e, qualora
l'ipotesi trovasse conferma, per comprendere quali siano i criteri
adottati a supporto di tale scelta insensata;
quali immediate ed urgenti iniziative intendano intraprendere al
fine di scongiurare l'ennesimo gravissimo scippo ai danni della
comunità dell'intera città di Catania». (1177)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
ARENA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
la legge regionale 15 settembre 2005, numero 10, concernente
'Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia e norme finanziarie
urgenti' all'articolo 1 attribuisce al turismo 'un ruolo primario e
centrale per lo sviluppo sostenibile, economico ed occupazionale
del territorio e per la crescita sociale e culturale della
collettività, tenuto conto della diffusa potenzialità turistica
dell'isola';
nel medesimo articolo si stabilisce che la Regione 'indirizza e
coordina la programmazione economica, la pianificazione
territoriale e quella relativa agli interventi infrastrutturali,
sia specificamente turistici che funzionali al miglioramento della
fruibilità turistica del territorio';
all'articolo 5 sono altresì assegnate alle province regionali le
competenze già proprie delle AAPIT nonché la vigilanza sulle
imprese turistiche operanti sul territorio e si istituisce presso
ogni provincia, con funzioni consultive, la conferenza provinciale
del turismo, da nominare con decreto dell'Assessore regionale per
il turismo;
considerato che:
alle conferenze provinciali per il turismo la legge in oggetto
attribuisce l'importante compito di 'esprimere indicazioni utili
alla redazione del programma di sviluppo e promozione turistica' di
ciascuna provincia e, pertanto, ne è prevista la convocazione
'almeno una volta ogni trimestre ed ogniqualvolta il Presidente
della provincia regionale ne ravvisi la necessità';
in attuazione della legge sono state istituiti 23 servizi
turistici regionali con il compito di dare informazione e
assistenza al turista, rilevare le presenze turistiche, promuovere
e realizzare eventi volti ad incrementare il movimento turistico,
destagionalizzare la domanda e promuovere il soggiorno dei turisti,
dare assistenza, consulenza e supporto tecnico agli operatori
turistici pubblici e privati;
constatato che:
a cinque anni di distanza dalla suddetta legge di riforma del
settore non risulta ancora portato a termine il processo di
riassetto dell'organizzazione turistica pubblica e, a tutt'oggi, le
nove conferenze provinciali del turismo previste dalla legge non
sono state ancora istituite per la mancata emanazione del relativo
decreto di nomina da parte dell'Assessore regionale per il turismo;
il presidente dell'unione regionale delle province siciliane e
presidente della provincia di Palermo ha recentemente trasmesso una
nota ufficiale all'Assessore regionale per il turismo nella quale
sollecita l'istituzione delle nove conferenze provinciali per il
turismo;
nella medesima nota il presidente dell'unione regionale delle
province siciliane sottolinea l'opportunità, in vista della
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana, del
decreto che individua i criteri per la costituzione dei distretti
turistici siciliani, di istituire delle conferenze provinciali per
il turismo, quali strumenti atti a coordinare e supportare, da
parte delle province regionali, le azioni di distretti stessi';
per sapere:
i motivi che a tutt'oggi impediscano di dare piena attuazione alla
legge regionale numero 10/2005;
se non ritengano necessario provvedere all'immediata emanazione
del decreto assessoriale per l'istituzione delle conferenze
provinciali per il turismo previste dalla legge». (1178)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che:
nel mese di gennaio 2010 la società petrolifera San Leon Energy ha
ottenuto tre concessioni dal Ministero dello sviluppo economico per
effettuare ricerche petrolifere e di sostanze gassose in provincia
di Trapani e nello specifico: due nei tratti di mare tra Marsala e
le isole Egadi e la terza nel tratto di mare tra Selinunte
(Castelvetrano) verso Sciacca;
dalle informazioni attinte dalla stampa, sembra che la società
succitata stia effettuando ricerche anche nella zona di mare tra
Marsala e le isole Egadi, giacimento ritenuto nel 1980 dall'E.N.I.
antieconomico;
le suddette ricerche interessano aree marine di grande pregio
paesaggistico, ambientale e turistico come le isole Egadi, sede di
un area marina protetta e territorio interessato dell'istituzione,
ai sensi dell'art. 26, comma 4 septies, del decreto-legge 1 ottobre
2007, numero 159, convertito con modificazioni in legge 29 novembre
2007, numero 222, del parco nazionale delle Egadi e del litorale
trapanese; la riserva dello Stagnone di Marsala, nel tratto di mare
che riguarda l'Isola Lunga; Selinunte di Castelvetrano, sede della
riserva della foce del fiume Belice;
la società San Leon Energy ha chiesto la pronuncia di
compatibilità ambientale al Ministero dell'ambiente ed al Ministero
dei beni e delle attività culturali, al fine di eseguire tutte le
azioni contenute nelle concessioni relative ai permessi per la
ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciate, come sopra
specificato, nel mese di gennaio 2010 dal Ministero dello sviluppo
economico;
per conoscere:
se non ritengano doveroso ed urgente intervenire, nei confronti
del Governo nazionale, per segnalare l'assoluta inopportunità di
procedere al rilascio di pronunce di compatibilità ambientale,
considerate le caratteristiche di alto pregio paesaggistico,
ambientale e turistico delle realtà territoriali interessate dalle
ricerche de quo;
se non considerino indispensabile valutare, rispetto alle
competenze dello Stato e della Regione siciliana in materia di
ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi, la possibilità di adire
il Giudice delle leggi per quanto concerne il mancato
coinvolgimento della Regione siciliana nella delicata vicenda
riguardante le ricerche di che trattasi nei tratti di mare
succitati». (86)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 345
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno numero 345, dell'onorevole Gianni,
accettato come raccomandazione nella seduta numero 170 del 30
aprile - 1 maggio 2010, è il seguente: «Opportune modifiche
concernenti l'Osservatorio permanente sulla criminalità
organizzata».
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio ordine del giorno numero 358
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dagli onorevoli Musotto, Cracolici, Bonomo e Greco, l'ordine del
giorno numero 358 «Promulgazione con l'omissione delle parti
impugnate della delibera legislativa numeri 471-471 bis recante
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010'
approvata nella seduta numero 170 dell'1 maggio 2010'», approvata
nella seduta numero 170 dell'1 maggio 2010.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale nella sentenza numero 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;
premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito
che il Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative, ma
anche tramite atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
giorno);
premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta numero
170 dell'1 maggio 2010 ha approvato la deliberazione legislativa
recante «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010»
(disegno di legge numeri 471-471 bis);
considerato che la citata deliberazione, è stata impugnata in modo
parziale dal Commissario dello Stato con ricorso proposto alla
Corte costituzionale e notificato al Presidente della Regione in
data 10 maggio ultimo scorso;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
deliberazione sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente
della Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
consentire che la Corte costituzionale si pronunci sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la
deliberazione legislativa approvata nella seduta numero 170 dell'1
maggio 2010 recante «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2010» (disegno di legge numeri 471-471 bis)».
CAPUTO. Signor Presidente, avevamo presentato degli ordini del
giorno ma gli Uffici hanno detto che non potevano essere
presentati.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, l'ordine del giorno è solo questo ed
è in relazione alla comunicazione di impugnativa da parte del
Commissario dello Stato; non possono essere presentati altri ordini
del giorno.
L'ordine del giorno è quello che viene sempre utilizzato in questi
casi. Posso leggervi anche la parte finale: Impegna il Presidente
della Regione a promulgare con l'omissione delle parti impugnate la
deliberazione legislativa approvata nella seduta numero 170 dell'1
maggio 2010, recante disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2010 (disegno di legge numeri 471/471 bis.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che a non
conoscere questo ordine del giorno siano i deputati della
maggioranza, molti dei quali sono dietro di lei e lo hanno firmato
adesso, ci può pure stare ma che non lo conoscano i deputati
dell'opposizione...
La ringrazio per la sua sensibilità e confermo che avremo bisogno
almeno di un'ora di tempo per leggere e valutare quello che c'è
scritto.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, mi
riservo di intervenire sul merito, considerato che ancora non c'è
stata consegnata copia e non credo - naturalmente, parlo al buio -
che questo ordine del giorno possa essere come quello classico che
abbiamo più volte, in questo Parlamento, votato.
Dalle notizie apprese dalla stampa e dall'impugnativa che ho
letto, scaricando da Internet ciò che il Commissario dello Stato ha
valutato, ritengo che vi siano diversi profili che il Governo,
prima della votazione, debba affrontare; diversi profili che si
ripercuotono irrimediabilmente sul bilancio della Regione, dove non
solo le impugnative del Commissario dello Stato hanno refluenze
dirette, ma vi sono delle refluenze dirette anche su altri commi
che il Commissario dello Stato non ha impugnato.
Questa fretta, quindi, mi sembra inopportuna
Naturalmente, le chiedo, come ha fatto giustamente il collega
Cordaro, un po' di tempo per leggere l'ordine del giorno ma le
premetto che, nel merito, il Governo deve intervenire per fare
chiarezza sulle azioni che la Direzione generale delle entrate e la
Direzione generale dell'economia sta compiendo, in queste ore, sul
bilancio della Regione per comunicarlo al Parlamento prima
dell'approvazione dell'ordine del giorno.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è stato
evidenziato, non ci troviamo di fronte ad una normale impugnativa.
Sono stati impugnati una serie di articoli che toccano non solo il
cuore, sotto il profilo politico, della finanziaria della quale non
è il momento più di discutere, ma vi sono alcuni aspetti di natura
tecnica che vanno attenzionati e non si può assolutamente liquidare
il ragionamento con un ordine del giorno che, rispetto ad alcune
norme - cito, ad esempio, il credito di imposta per l'occupazione
ma anche la norma di ripubblicizzazione del servizio di gestione
delle acque - consente di pubblicare la finanziaria.
Autorizzando, quindi, a farlo senza le parti impugnate, rischiamo
di inserire nell'ordinamento regionale due norme: una farà danno e
l'altra non procurerà l'effetto sperato.
Sono due norme delicate ed io, ad esempio, ho votato
favorevolmente la norma riguardante la pubblicizzazione della
gestione del servizio idrico. L'ho detto, però, in modo chiaro e
sarcastico che il mio voto era favorevole in quanto condivido il
principio, ma avevo anche chiarito che questa norma sarebbe
sicuramente stata attenzionata dal Commissario dello Stato.
Ci sono grandi interpreti su ciò che è rimasto circa questa norma.
Da una serie di elementi - lo dico all'assessore Cimino e potremmo
anche prendere i verbali perché, se andiamo ad esaminare le
contraddizioni dell'assessore Cimino in quest'Aula, credo che
affermare che non mi fido di ciò che afferma, francamente, sia già
una considerazione nobile -, su questa norma, non mi fido di
quello che il Governo dichiarerà in questo momento perché, per
quanto riguarda la norma di gestione pubblica del servizio idrico,
quelli sono sicuramente contenziosi che qualcuno dovrà pagare.
Allora, cerchiamo, in modo laico, di capire se quel che rimane di
questa norma abbia un senso ed a che cosa effettivamente debba
portarci, signor Presidente.
Per quanto riguarda il credito d'imposta, la questione è molto più
grave perché, se facciamo la comparazione del credito d'imposta
sugli investimenti che abbiamo approvato, nel frattempo, è uscita
una sentenza della Corte Costituzionale che fa riferimento, però,
ad una norma regionale della Campania e, di conseguenza, ha
dichiarato superato o meglio ha posto un problema ben preciso per
quanto riguarda il principio delle compensazioni delle imposte
erariali ed il Commissario dello Stato ha scritto chiaramente che
la Regione non ha competenza a procedere a delle compensazioni
perché non ha la titolarità su una serie di imposte.
E' fondamentale che si approfondisca questo aspetto e non solo per
quanto riguarda il credito d'imposta sull'occupazione. Abbiamo,
infatti, un altro problema che riguarda il credito d'imposta sugli
investimenti perché, se il principio che viene acclarato oggi è
quello della nostra incompetenza per quanto attiene i tributi
erariali, significa che la norma che ha approvato questo
Parlamento, dopo un lungo periodo di dibattito in Commissione
Bilancio', rischia di essere inoperativa.
Dobbiamo capire e dobbiamo dire agli imprenditori, oggi, di cosa
stiamo parlando e quali provvedimenti effettivi possiamo rendere
operativi per lo sviluppo del nostro territorio.
Di conseguenza, questo tentativo di liquidare con un ordine del
giorno secco, che non dice nulla e che, anche da un punto di vista
lessicale, sembra scopiazzato da qualche altro ordine del giorno
fatto in altri momenti, scusate, signor Presidente e assessore
Cimino, significa considerare in modo dignitoso quest'Aula su due
tematiche molto delicate?
Chiedo, dunque, al Presidente dell'Assemblea che si sospendano,
almeno per un quarto d'ora, venti minuti, i lavori perché, già,
solo su questi due principi, assessore Cimino, desideriamo
chiarezza, visto che si è creato un effetto domino.
Abbiamo analizzato le norme impugnate e si crea un effetto domino
sulle norme che il Commissario dello Stato non ha impugnato.
Il credito d'imposta per l'occupazione, così come sarebbe
autorizzato, non ha alcun valore, non serve ad alcuno se non ad
aver fatto un manifestato per dire che abbiamo tentato di approvare
una norma per lo sviluppo; mette in serio pericolo - perché poi il
parallelismo è consequenziale - il credito d'imposta per gli
investimenti già varato da questo Parlamento.
Per quanto riguarda, invece, la pubblicizzazione dell'acqua -
sulla quale quest'Assemblea ha solennemente confermato che, sul
principio, siamo tutti d'accordo -, sotto il profilo operativo, le
parti dell'articolo rimaste rischiano di essere inefficaci o di
provocare dei contenziosi di cui qualcuno si dovrà fare carico.
Mi riservo, signor Presidente, di entrare nel merito delle altre
parti impugnate perché ci sono alcuni profili gravi che vengono
menzionati dal Commissario dello Stato che evidenziano, sotto
alcuni aspetti, anche l'improvvisazione.
Assessore Cimino, desidererei entrare nel merito di alcuni
passaggi e di alcune affermazioni del Commissario dello Stato,
anche per quanto riguarda le dichiarazioni che lei ha fatto in
quest'Aula in riferimento alla destinazione.
Lei, onorevole Presidente Formica, dovrebbe ricordarsi in quanto
presiedeva l'Aula in quel momento, ero stato chiaro in quel punto:
avevo posto una questione di copertura finanziaria facendo
riferimento ai FAS 2000-2006 per quanto riguarda le strade
provinciali.
Quando ho presentato due emendamenti che erano finalizzati ad
utilizzare le risorse che derivavano dal riaccertamento dei residui
attivi e passivi, mi è stato risposto dall'assessore Cimino che se
toccavamo quei residui, rischiavamo di perderli perché c'era già
una norma che li aveva incamerati.
Ma se la norma li incamerava per una cosa, li incamerava anche per
l'altra?
Le avevo anche chiesto, assessore Cimino, le dimissioni e gliele
ribadisco. Lei non può, nel giro di un'ora, dire due cose in pieno
contrasto. Ho anche verificato dai verbali e manca una parte sulla
quale ho chiesto già agli uffici.
Ci sono aspetti incongrui che dimostrano che questo testo, sotto
vari profili, non garantisce il Parlamento.
Signor Presidente, desidero che si faccia un approfondimento sulle
due questioni già sottolineate riservandomi, quando dovremo votare,
l'approfondimento degli altri profili gravi che vengono
sottolineati dal Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispetto alle domande che sono
state già poste, in particolare quelle dell'onorevole Mancuso, in
merito alla refluenza che alcuni commi cassati dal Commissario
dello Stato, riguardo ad esempio alle entrate, possono avere sul
bilancio, sarebbe opportuno un chiarimento da parte del Governo.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine del giorno numero 358
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo con piacere anche perché dalle dichiarazioni
che il Governo fa in Aula, i deputati hanno poi l'opportunità,
grazie agli uffici dell'Assemblea regionale siciliana, di
verificare i percorsi e la veridicità di quanto è stato detto.
Quest'Assemblea ha un prestigioso ufficio per la contabilità e per
il bilancio. L'Assemblea è retta in modo chiaro dal Presidente.
Questo è l'ordine del giorno che storicamente ha sempre permesso la
possibilità di pubblicare la legge finanziaria della nostra
Regione.
Signor Presidente, devo dirle per quanto riguarda le parti
impugnate dal Commissario dello Stato, senza alcuna polemica con
Sua Eccellenza il Prefetto, ritengo sia invece necessario aprire un
momento di riflessione sul ruolo dell'Assemblea regionale siciliana
oggi.
Personalmente, capisco le diverse posizioni politiche, le diverse
esigenze di creare condizioni di ostruzionismo o di ricambio del
Governo regionale ma, di fatto, vi è un dato che è importante e che
storicamente dovrebbe farci pensare: in tutti i testi di diritto
costituzionale e diritto pubblico, in tutti i testi di diritto
regionale, la nostra Regione è stata sempre definita una Regione ad
autonomia speciale, con uno Statuto che all'articolo 36 ha dato
alla Sicilia un'autonomia finanziaria diversa da quelle delle altre
regioni.
Oggi noi, di fatto, con l'impugnativa nelle parti concernenti la
possibilità che la Regione poteva anche imporre dei tributi propri,
comma 1 dell'articolo 36 dello Statuto della Regione voluto dai
Padri costituenti di questa Regione, stiamo dicendo che la Corte
Costituzionale fa bene a limitare la forza del nostro Statuto,
tant'è che devo dirvi quella iniziativa sull'imposizione fiscale
che era stata criticata da diversi parlamentari per il basso valore
inserito nella quantificazione dell'imposta, voleva essere un
procedimento sperimentale che nell'ambito di una filosofia di
federalismo fiscale, nell'ambito di una forte azione che vorrebbe,
di fatto, valorizzare le autonomie regionali, uno Statuto come lo
Statuto della Regione che nell'articolo 36 prevede la materia
finanziaria diversa rispetto all'articolo 119 della Costituzione -
perché da sempre a noi è stato insegnato che la Costituzione della
Regione è antecedente alla Costituzione del Paese -, oggi stiamo
dicendo che è bene poter limitare la competenza legislativa della
Regione e stiamo anche dicendo che, così come un paio di mesi fa
questa Assemblea e la Commissione hanno potuto esitare
favorevolmente un credito di imposta per gli investimenti,
apprezzato anche favorevolmente dalla Comunità europea, oggi quel
credito d'imposta che non è per gli investimenti ma che è per
l'occupazione non è più possibile.
So che il Presidente della Regione chiederà alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari di fare in modo che questo testo
sul credito d'imposta possa comunque avere il suo percorso
privilegiato, anche per capire come e perché qualche mese fa era
possibile il credito d'imposta per gli investimenti ed oggi il
credito d'imposta per l'occupazione pone qualche difficoltà.
Ritengo, senza alcuna polemica, che questa sia un'ottima
finanziaria, abbiamo lavorato creando le condizioni per
migliorarla; nelle parti impugnate non vi è alcuna refluenza sulle
entrate del bilancio della Regione, quindi ritengo che approvando
l'ordine del giorno 358 si possa, di fatto, consentire la
pubblicazione di questa legge e dare seguito ai lavori che questa
Assemblea ha in questi giorni portato avanti.
Se l'onorevole De Luca non crede alle mie parole, potrà attivarsi
con l'Ufficio dell'Assemblea regionale che, sicuramente, potrà dare
le delucidazioni che lo stesso merita.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che in
questa occasione, al di là della prassi che ha visto in altre
occasioni con un semplice ordine del giorno far sì che venisse
promulgata una legge, quindi si superasse la fase dell'impugnativa,
la portata dei rilievi su questa norma finanziaria, l'importanza
degli argomenti sottoposti a rilievo e l'importanza anche della
ricaduta in senso negativo che può determinarsi, debba indurci
tutti a valutare l'opportunità di fermarci un po' per vedere, alla
luce di ciò che si è venuto a determinare, quale contributo serio e
reale possa essere dato, al di là della premura, della fregola'
che può esserci di approvare un ordine del giorno e ritenere chiusa
una partita che, a mio avviso, invece va affrontata in maniera
diversa.
Ritengo che questa parte, particolarmente importante, della spesa
sociale e quindi della spesa produttiva che, di fatto, è stata in
questa occasione totalmente cancellata, debba farci riflettere
tutti perché se la spesa sociale richiede una consistente area
finanziaria e, quindi, di sostegno in quanto nel tempo sicuramente
diventerà sempre più consistente, perché ciò avvenga è necessario
che ci sia quella parte produttiva che nel tempo sostenga questa
spesa sociale, ma la spesa produttiva, di fatto, non c'è stata.
Al di là del percorso fin qui seguito, al di là del confronto con
la legge 11 del 2009 che ha visto sul credito di imposta per gli
investimenti una valutazione diversa del Commissario dello Stato,
ritengo che, in questa occasione, il Governo dovrà meglio spiegare
che nella sostanza non trattasi, nel credito di imposta per
l'occupazione, di un intervento finanziario in quella parte di
imposta che è di competenza dello Stato; va spiegato che, nella
sostanza, il sostegno finanziario al tipo di intervento è un
sostegno che mette a disposizione la Regione siciliana, in questo
caso utilizzando la risorsa del piano dell'intervento
sull'occupabilità.
Quindi, nella sostanza non c'è un intervento nella competenza
dello Stato in materia di intervento finanziario, ma c'è invece un
sostegno ad una iniziativa che, di fatto, trova risorsa finanziaria
nella dotazione della Regione siciliana di una misura che, anziché
essere utilizzata in una direzione, viene utilizzata in un'altra
direzione.
Ritengo che il Governo, probabilmente, non ha sostenuto,
affrontato e spiegato tutto ciò come andava fatto, pertanto in
questo un mea culpa' forse deve essere fatto da chi in questa
sede, probabilmente, doveva sostenere in maniera diversa questo
tipo di impegno.
Se noi, su questo capitolo, apriamo questa fase così delicata e,
se mi consentite, così grave, mettiamo in discussione un principio
che è quello dell'intervento, in un momento in cui si parla di
federalismo, di autonomia finanziaria, nella sostanza in cui non
riusciamo a far valere un principio che è quello di intervenire
attraverso le nostre risorse in una direzione che è quella della
compensazione perché è il principio del credito di imposta che, fra
l'altro, è la nuova filosofia su cui vogliamo che si punti.
Passare dal problema o dal principio dei contributi cui riteniamo
tutti di dover dare nel tempo un giudizio non sicuramente esaltante
e positivo, abbiamo detto che c'è un'inversione di tendenza in cui
il principio del credito di imposta significa una compensazione
delle imposte dirette e indirette, oneri previdenziali e sociali ed
altro che può essere riconducibile, che viene ad essere compensato,
ma attenzione non con le risorse su cui incide la competenza dello
Stato, ma con le risorse che la Regione mette a disposizione.
Allora, in questo si aprirebbe il capitolo del credito di imposta
sugli investimenti e su questo, ancora una volta, esprimiamo una
sollecitazione ed una accusa al Governo perché, ancora oggi dopo
sei mesi, siamo qua ad aspettare l'ulteriore decreto di attuazione
che definisca il rapporto con l'Agenzia delle entrate e determini,
anche qua, l'avvio concreto del credito d'imposta sugli
investimenti.
Parallelamente, abbiamo da portare avanti il credito d'imposta
sull'occupazione su cui ritengo questa Assemblea debba, in questa
sede, fermarsi, riflettere e capire come determinarne
un'applicazione seria e reale perché ritengo che in questo sia
stata fatta una valutazione non rispondente alla ratio della norma
ed allo spirito che il legislatore regionale siciliano, in questa
sede, ha voluto dare, che era quella di sostenere l'impresa
attraverso questa nuova direzione in cui - ripeto ancora una volta
- la dotazione finanziaria è della Regione e non è dello Stato e
questo è l'elemento di forza su cui ritengo dobbiamo puntare.
Pertanto, invito l'Assemblea, invito il Governo a sospendere, per
qualche momento, la seduta e su questo determinare elementi di
novità che possano invertire questa tendenza fin qui seguita, che
con un semplice ordine del giorno diamo corso all'approvazione
della norma senza le parti su cui c'è il rilievo del Commissario
dello Stato.
Ritengo che dobbiamo dare esempi di novità in senso positivo, con
responsabilità perché, appunto, assieme si possano trovare
soluzioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando l'Assessore
per l'economia ha detto, in quest'Aula, che non c'è alcuna
refluenza sul bilancio della Regione sulle parti impugnate, mi
hanno avvertito che, all'Assessorato al bilancio, è mancata la luce
per qualche minuto, ma sarà stato un black-out che, naturalmente,
non era dovuto a queste dichiarazioni.
Però, vorrei fare una premessa prima dell'intervento, assessore
Cimino.
Lei parla del ruolo dell'Assemblea, del possibile ostruzionismo di
chi, in questo momento, magari, non si trova in una posizione, non
so se di privilegio o di Governo; lei per promulgare l'ordine del
giorno, così come proposto dai Presidenti dei Gruppi parlamentari
di maggioranza, deve avere la maggioranza, non si deve rivolgere
all'opposizione o all'eventuale ostruzionismo, deve rivolgersi ai
deputati che sostengono il suo Governo e l'unico luogo politico,
anche perché la Corte costituzionale con la famosa sentenza del
1996 richiama ad atto politico l'ordine del giorno, non ad un atto
assembleare, un atto politico che deve essere sostenuto dalla sua
maggioranza politica, quindi, la prego di non darci lezione di come
dobbiamo comportarci in Aula.
Noi riteniamo di svolgere il ruolo di deputati, in questa
Assemblea, di parlare quando ci è possibile parlare e voi di
governare quando è giusto governare per i siciliani, non per
l'Assemblea.
Rispetto a questo ed alle parole dure che sono state dette nei
confronti del Commissario dello Stato, la nostra parte politica si
dissocia perché, caro onorevole Cimino, lei non può difendere
l'autonomia della Regione siciliana con un ordine del giorno, non
la può difendere pronunciando l'articolo 36, I comma, oppure
dicendo che lo Statuto della Regione è preventivo rispetto alla
Costituzione italiana; cosa c'entra con il lavoro svolto, in modo
certosino, dal Prefetto, nominato Commissario dello Stato della
Regione Sicilia.
Se, su questo argomento, il Governo volesse intervenire, conosce
bene le norme costituzionali e conosce bene anche il ruolo di
questa Assemblea e se, qualora il Governo ritenesse che è un organo
istituzionale un po' di troppo, ne possiamo parlare in questa
Assemblea e non, naturalmente, dire che oggi il Prefetto,
Commissario dello Stato della Regione siciliana, ha impugnato norme
che non doveva assolutamente impugnare.
Il Commissario dello Stato ha fatto un lavoro leggibile, anche
nella relazione che ha fornito a tutti i siciliani via internet, un
lavoro leggibile su una finanziaria che già non diceva nulla
all'inizio, anzi mi sembra che le dichiarazioni delle ultime ore
riportino: ottima finanziaria, l'impianto che è rimasto tal
quale .
Ebbene, se questo Governo e questa maggioranza si accontentano di
pagare meno i ticket con ISEE per 20 mila euro come reddito o per
il dopo scuola pomeridiano nei quartieri a rischio o con 45 milioni
di euro in un triennio nelle zone franche, sarà un'ottima
finanziaria, forse
Se vi accontentate di questo, noi riteniamo invece che questa
finanziaria sia la peggiore, ed io parlo per presa diretta degli
ultimi dieci anni, una finanziaria che non ha una norma
governativa, possiamo prendere gli articoli uno ad uno, c'è un
imprimatur forte, e direi anche forse quello più importante sotto
il profilo della qualità, del Partito Democratico, anche se la
pubblicizzazione dell'acqua poi è diventato un bluff per tutta la
Sicilia e tutti gli altri articoli sono, penso, un ragionamento
fatto nella Commissione di merito e nel mercato che, in Aula, si è
aperto per circa settanta ore consecutive.
Una finanziaria che non dice nulla, che non dà alcun supporto non
solo all'occupazione, alle imprese, agli artigiani, a tutti quelli
che, in questo momento, in Sicilia hanno un grandissimo bisogno del
sostegno di una Regione che sì deve essere a Statuto speciale, ed
invece no, abbiamo perso l'ennesima occasione, un'occasione che
secondo me non ritornerà più perché il Governo non ha più la spinta
per dare risposte ai siciliani. E' un Governo che arranca, un
Governo che aspetta che il giorno passi per arrivare all'indomani e
non concludere nulla e, noi non possiamo assolutamente essere
assoggettati da dichiarazioni plateali sulla stampa giornaliere che
non portano a nulla, o a insulti di Aula da parte del Governo che
richiamano le nostre posizioni piuttosto che ad una posizione vera,
a favore dei siciliani, all'ostruzionismo.
Noi riteniamo di fare la nostra battaglia, sappiamo che questo
Governo è un pericolo per i siciliani perché non ha pensato nulla
per la Sicilia. Immaginate che prende in giro, al di là delle
dichiarazioni del segretario regionale del Partito Democratico,
facendo anche un'operazione scorretta sotto il profilo politico
dicendo che il Popolo della Libertà non voleva i 150 milioni di
euro per Termini Imerese, cosa falsa; abbiamo detto che quella era
una norma manifesto, con la serenità che abbiamo raggiunto dopo
l'approvazione della finanziaria, abbiamo visto che non solo è una
norma manifesto, ma quei 150 milioni di euro, che dovrebbero essere
un mutuo da accendere per il bilancio regionale, saranno un mutuo
che non potrà essere mai più acceso, almeno per il momento, perché
il rendiconto 2008-2009 ancora deve arrivare e, chissà con quale
procedura, questo Governo vorrà attingere al mercato senza avere il
rendiconto del 2008 e del 2009; quindi non solo una norma
manifesto, ma una norma falsa che mette il popolo di Termini
Imerese in una situazione di disastro vero.
Spero che il Governo faccia immediatamente una norma per salvare
il polo di Termini Imerese, perché ciò che c'è in finanziaria non
è assolutamente nulla, è sotto zero. E così anche i 700 milioni di
euro che servirebbero a coprire le eventuali spese correnti; chi
accende il mutuo senza rendiconto 2008-2009?
Quindi, il disastro è veramente dietro la porta. Siamo molto
preoccupati per la tenuta economica di questa Regione e,
soprattutto, per la tenuta politica di questo Governo; hanno voluto
derubricare questa mannaia del Commissario dello Stato come un
passaggio normale. Sui giornali di questa mattina e sulle
dichiarazioni del pomeriggio ci sono prese d'atto di una situazione
normale; ebbene, non siamo in una situazione normale, siamo in
emergenza e l'emergenza non è solo quella dei rifiuti, è quella
soprattutto dell'occupazione, è quella soprattutto di una Sicilia
che arranca sotto tutti i profili.
Noi, rispetto a questo, saremo vigili sull'attività di questo
Parlamento ed il Governo deve votare l'ordine del giorno con la sua
maggioranza presente in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
anche breve per via della mia voce.
Leggendo l'ordine del giorno che è stato presentato dai Presidenti
dei Gruppi parlamentari di questa nuova maggioranza che, in
effetti, con questo ordine del giorno consolidano, stabiliscono,
sottolineano ed evidenziano la nascita effettiva di questa nuova
maggioranza, perché l'ordine del giorno è un atto politico a tutti
gli effetti, mi sembra che ormai sia diventata una regola trattare
argomenti delicatissimi, come la manovra finanziaria, con molta
superficialità, con molto pressappochismo, cioè con quasi quella
volontà di far passare il più importante atto legislativo che fino
a questo momento, potremo dire, abbiamo fatto dopo la legge sui
rifiuti, come un atto che oggi dobbiamo promulgare mettendo da
parte, epurandolo da quei numerosissimi articoli, sono ben 27,
impugnati dal Commissario dello Stato perché, alla fine, tanto la
legge può camminare, può produrre i suoi effetti serenamente.
Purtroppo, onorevole Assessore per l'economia, così non è. Io non
mi attarderò in questo podio a parlare del credito d'imposta, non
mi attarderò o non tedierò questa Assemblea, questo Parlamento
parlando della ripubblicizzazione di questo liquido importante,
fondamentale della nostra vita di cui si dice sia rimasto
interamente l'impianto, ma forse gli impianti sono rimasti quelli
idrici null'altro di questa norma, in quanto da qui a poco ci
accorgeremo come i siciliani, prendendo contezza che questa norma
non è più nemmeno una norma manifesto, ma è meno che una norma, è
meno che un proclamo, è meno che un annuncio, alla fine, daranno un
giudizio e noi saremo qua ad accoglierlo.
E' chiaro però che non diventano addirittura poco opportune le
considerazioni che il Governo tramite e per bocca dell'Assessore
per l'economia ha rilasciato stasera, quasi come se il danno di
tutto fosse l'opportuno ed oculato intervento del Commissario dello
Stato che ha censurato alcuni atti assolutamente gravi di un
Governo e di una maggioranza che non hanno avuto una visione di
insieme, che non hanno avuto contezza di portare in Aula alcune
norme dopo averle lette.
Io mi riferisco, una per tutte, all'articolo 4, comma 11.
L'articolo 4, comma 11, quando ha riservato una quota
all'Assessore per le autonomie locali senza prevedere il limite
della medesima, dell'1, del 2, del 99 per cento dell'intero fondo.
Ma
Noi ne abbiamo preso atto perché, in effetti, quello della manovra
finanziaria non era un provvedimento, ha detto bene l'onorevole
Mancuso, che arrivava in Aula a seguito di una riflessione, di un
approfondimento, a seguito di un ragionamento e di una
pianificazione legislativa che poteva, poi, trovare il confronto
dialettico con il Parlamento. No. Era una sintesi, un provvedimento
striminzito del Governo che diventava aperto a tutti i contributi,
al concorso di tutti coloro i quali, partiti e singoli
parlamentari, volessero o avessero la capacità contrattuale ora con
l'Assessore al ramo, ora con l'Assessore dello specifico settore,
ora con il capogruppo del partito di maggioranza relativa e di
maggioranza di questa nuova Assemblea.
E' chiaro. E' tutto là
Ci rendiamo conto, allora? E così è stata impugnata una norma,
l'articolo 89, che andava sotto il titolo di Interventi per
contrastare la povertà in Sicilia . Una norma che - alla fine ce ne
siamo resi conto e anche lo stesso onorevole Panepinto da questo
podio ha detto di attenzionarla perché risultava troppo amplificata
- appariva esagerata. Ed esagerato appare anche il titolo dal
momento che con essa sembra che potremo fronteggiare chissà quale
povertà in Sicilia, chissà quale intervento d'urto stiamo facendo
con tale norma E invece è stata una norma che si è ridotta alla
somministrazione di alimenti andando a violare il principio
sacrosanto della libera concorrenza.
Il Commissario dello Stato ha fatto bene ad impugnare, a censurare
alcune norme, caro Assessore. Erano norme che innanzitutto erano
balzelli, peraltro inopportuni in questo momento e in questa
Sicilia. E si trattava di norme, nella maggior parte dei casi,
veramente incostituzionali, contraddittorie e che andavano in
chiara violazione con le norme statali.
Quello che è stato detto da parte dei colleghi che mi hanno
preceduto è pertanto ragionevole.
Il Governo dovrebbe fermarsi e dovrebbe capire Altro che chiedere
ai capigruppo in una Conferenza da parte del Presidente della
Regione di dare immediata celerità affinché ci sia un percorso
agevolato e privilegiato per tale norma impugnata, come quella del
credito di imposta, altro che questo
Dobbiamo capire che, in effetti, ci troviamo dinnanzi ad una
mancanza assoluta di strategia e questa manovra finanziaria - lo
possiamo dire - è stata forse l'ultimo treno in cui abbiamo cercato
di mettere tutto e forse anche il contrario di tutto Come un forno
aperto in cui ognuno metteva cose. Ma soprattutto, e
paradossalmente, anche il Governo era un cantiere aperto in cui a
lavorare era il Governo che si affrettava ad ogni pié sospinto a
presentare nuovi emendamenti e subemendamenti.
E' chiaro che il Popolo della Libertà non può dare a questa
finanziaria un giudizio favorevole e positivo. Infatti, questa
finanziaria, prima di essere stata censurata in ventisette articoli
dal Commissario dello Stato, è stata censurata pesantemente dai
rappresentanti delle categorie, da Confindustria, ma addirittura è
stata censurata dal più importante esperto e consulente del
Presidente della Regione Sicilia, dal commendatore Mimì La Cavera.
Dobbiamo dirlo: delle due l'una O sbaglia il Presidente Lombardo
o sbaglia il commendatore La Cavera.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, comprendo bene l'insofferenza dei
colleghi che ormai sono nella maggioranza, mi riferisco ai colleghi
del PD, che hanno fretta di andare avanti visto che hanno
conquistato l'agognato posto di maggioranza.
MANCUSO. Forse non è insofferenza ma intolleranza.
CAPUTO. Beh, guardate, credo che non possiamo licenziare con un
voto sull'ordine del giorno un argomento che ha una valenza
squisitamente politica. Commetteremmo un grave errore se non
dessimo un giudizio politico a questa finanziaria.
Beh, guardate, questa non è e non è stata e non sarà la normale
Finanziaria di inizio attività.
Questa è la Finanziaria che avrebbe dovuto cementare il rapporto
d'intesa politica fra il Presidente della Regione e il gruppo del
PD.
La regia che ha animato la Finanziaria è una in Aula e fa capo a
una persona che ha retto il rapporto fra Governo e una parte
dell'Aula, condizionandone le scelte, l'espressione di voto e anche
le indicazioni sulle norme da votare.
Questa era e doveva essere secondo il Presidente della Regione la
Finanziaria delle riforme e per farla si è messo dentro tutto, cari
colleghi parlamentari, anche quanto di più clientelare e
assistenziale si potesse non solo prevedere, ma anche pensare ed
ipotizzare in questo Parlamento.
Si è inserito di tutto in questa Finanziaria che si è presentata
come una Finanziaria di sviluppo. Salvo poi Confindustria a
smentirla e dire che questa Finanziaria non garantisce lo sviluppo
della Sicilia. Si è detto che in questa Finanziaria c'erano le
riforme innovative e come ha detto l'indomani il capogruppo del PD,
quando è stata votata, questa è la Finanziaria
CRACOLICI. Del PD
CAPUTO. Quello lo sappiamo, ma va ad onta di Lombardo, non va
certamente a merito di Lombardo, ma credo che non le convenga
continuare a dire che è la Finanziaria del PD.
Questo papocchio' che avete creato e che è stato stoppato da un
Commissario dello Stato che ha avuto buon gioco nel falcidiare una
finanziaria che era tutta in contrasto con le norme nazionali, a
cominciare dalle norme sull'acqua pubblica, voi la spacciate come
una norma che sostanzialmente non è stata intaccata. E, invece, ha
subito una grave ipoteca dal Commissario dello Stato. Così come
tutte le altre norme che sono state bloccate dal Commissario dello
Stato.
Onorevole Cimino, dopo che ci siamo accorti da un rapporto
dell'Unione europea che siamo ormai vicini alla Colombia - come
regione non come Stato, bensì come regione - vicino al disastro
economico finanziario, vorrei dirle che il bilancio e quindi la
Finanziaria sono stati impostati anche e principalmente su un
introito di carattere tributario che hanno proiettato su tutta la
finanziaria un presunto ingresso di risorse economiche derivanti
dall'applicazione di alcune tasse e di alcuni balzelli.
Ora io mi chiedo: il bilancio risentirà di questo mancato
introito?
La Finanziaria, sulla quale avete proiettato le risorse, risentirà
di questo mancato introito?
Onorevole Cracolici, lei che dice che questa è la Finanziaria del
PD, questo è il sacco del PD e la prova è che gli enti in Tabella
H', che sono quelli notoriamente legati al vostro partito, hanno
avuto il raddoppio delle risorse.
CRACOLICI. Addirittura
CAPUTO. Sì, il raddoppio delle risorse. Altro che finanziaria di
rigore Altro che Tabella H' da cancellare L'avete saccheggiata
anche quest'anno. Gli enti vicini a voi che si occupano, sono gli
enti che da sempre notoriamente con plauso si occupano di attività
antimafia. E io riconosco la valenza di questi enti, ma ciò non
toglie che sono stati quelli che hanno avuto aumenti all'interno
della Tabella H'.
CRACOLICI. Li abbiamo tolti a quelli vicini alla mafia.
CAPUTO. Psicologicamente il fatto che lei si rivolga a me con tali
toni, da un lato mi dà segno della sua attenzione, dall'altro, mi
fa comprendere come lei abbia gravi responsabilità di carattere
politico che dovrà gestire direttamente all'interno del suo
Partito. Infatti, il suo Partito, la base del suo partito continua
a rimproverarla per avere creato un rapporto con Lombardo che per
voi è un suicidio politico.
Questa finanziaria è la certificazione del fallimento di
quest'accordo con Lombardo
Questa finanziaria è il massacro del vostro Partito perché ha
sancito l'operazione clientelare che lei, onorevole Cracolici, con
alcuni pezzi del suo Partito state portando avanti
La finanziaria - bocciata in gran parte dal Commissario dello
Stato che l'ha snaturata - è la prova che voi avete fallito
l'approccio con il Governo Lombardo. Altro che riforme Questo è il
fallimento Siete arrivati alla Caporetto della vostra azione
politica Siete arrivati al punto di non ritorno della vostra
azione politica Questa finanziaria, se non la fermate, onorevole
Cimino, riempirà la normativa regionale di norme che sono monche,
che non troveranno applicazione e creeranno più problemi
interpretativi, applicativi che vantaggi sostanziali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha
facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
legge finanziaria sia stata caricata di un grande significato
politico. Ma alla fine si è dimostrata un grande bluff, fatto da
questo Governo e dalla maggioranza che ha votato questa legge
finanziaria.
Non ci sono dubbi su questo perché noi partiamo un po' da lontano.
Facciamo la cronistoria.
Questa finanziaria è stata predisposta dal Governo Lombardo, dalla
Giunta Lombardo, nel mese di ottobre del 2009. E' stata rivisitata
nel gennaio 2010 e poi è stata manipolata all'interno del
Parlamento siciliano attraverso una serie di emendamenti presentati
all'ultimo momento. Una sorta di fritto misto che doveva risolvere
i problemi dello sviluppo, i problemi che ci sono sul tappeto della
nostra Regione. Una finanziaria che, invece, ha creato soltanto una
sorta di illusione durata poco. E' durata soltanto una notte, una
notte in cui in quest'Aula si è votata una finanziaria che
certamente non ha lasciato soddisfatto nessuno dei novanta
parlamentari. Non ha lasciato soddisfatto in primis l'Assessore
Cimino, il Governo di questa Regione. Eppure è stata salutata dal
Presidente della Regione come un fatto politico importante
sostenuto da una nuova maggioranza fatta dall'MPA, dalla
maggioranza del PD, dall'API e dal Gruppo Sicilia.
Ebbene, in questa sede vedo che c'è un ordine del giorno
presentato da questa nuova maggioranza che è già zoppa. Infatti,
vedo che ci sono solo tre firme poste in calce al testo di questo
ordine del giorno. E non capisco perché un deputato di questo
partito che ha sostenuto la finanziaria la mattina dell'1 maggio
non abbia sottoscritto con la propria firma questo ordine del
giorno.
E vorrei che qui venisse spiegato perché questa nuova coalizione,
questa nuova maggioranza si presenta in forma ridotta.
E vorrei anche aggiungere qualche altra considerazione.
Qui si è detto che il Commissario dello Stato non ha stravolto il
cuore di questa finanziaria. Il Governo e l'Assessore Cimino hanno
sostenuto - e sostengono - che noi possiamo promulgare, che questo
Parlamento può promulgare, così come si è fatto per prassi negli
anni passati, le parti non impugnate. Ma non ci ha detto che il
Governo si impegna a riscrivere leggi specifiche in materia degli
articoli che sono stati impugnati dal Commissario dello Stato.
Delle due l'una: o questo Governo non ha mai creduto alle cose che
ha scritto, che ha proposto nella legge finanziaria come panacea di
tutti i mali dei Siciliani e, quindi, ha voluto solo difendere
alcuni privilegi con la legge finanziaria approvata, oppure - se
crede veramente in tutto ciò che ci ha proposto e che ha presentato
in quest'Aula, chiedendo il voto di tutti noi a sostegno di quella
legge presentata in corso d'opera - perché non ci dice che cosa
vuole fare di questi articoli che non sono stati approvati dal
Commissario dello Stato?
Noi vorremmo capire ciò. E se questo non ce lo dice questo Governo
vuol dire che non crede nelle cose che ci propone.
Pertanto, in considerazione di ciò noi continuiamo ad esprimere il
nostro voto contrario a questa finanziaria ed anche a quest'ordine
del giorno presentato all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 358
comunicando che allo stesso hanno apposto la propria firma gli
onorevoli Greco e Bonomo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per rifarmi,
considerato che parlo a chi non mi ascolta - ma questo può anche
essere normale in un Parlamento - io consiglio alla Presidenza
dell'Assemblea, per tutelare il Governo non per altro, prima di
passare alla votazione, di chiedere al Governo di rinviare a
domani. E ciò perché ci vuole un atto di responsabilità.
L'ordine del giorno si vota, come ho detto al Governo, con la
maggioranza in Aula e non con il disinteresse di una maggioranza
che non c'è mai.
Quindi, invito il Governo a rinviare il voto sull'ordine del
giorno a domani perché il disinteresse della maggioranza
sull'ordine del giorno è palese.
Io la prego, Presidente, di invitare il Governo a chiedere di
rinviare a domani la votazione ed a non insistere su questa azione
arrogante. Perché risposte arroganti ci sono state date ed ancora
si vuole continuare in questa maniera.
La maggioranza in Aula non c'è, Presidente La maggioranza in Aula
non c'è e non vuole votare quest'ordine del giorno. E noi non ci
assumiamo la responsabilità di chi è irresponsabile sotto il
profilo politico; c'è una irresponsabilità politica che noi
denunciamo a tutto il Parlamento.
Quindi, prego cortesemente il Governo di chiedere di rinviare a
domani la votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, al di là dell'atteggiamento che
assumerà il Governo, lei sa bene che ci sono i regolamenti e gli
strumenti d'Aula che ci impongono come fare.
Assessore Cimino, lei ha ascoltato l'appello dell'onorevole
Mancuso. Vedo che non ha alcuna intenzione di rispondere. Pertanto,
pongo in votazione l'ordine del giorno numero 358.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Caputo, Cordaro,
Corona, Limoli e Vinciullo)
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Caputo, Cordaro, Corona, Limoli e
Vinciullo, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Ricordo che basta premere un tasto qualsiasi.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Apprendi, Aricò, Barbagallo, Bonomo, Calanducci,
Cimino, Colianni, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico,
Fiorenza, Galvagno, Gentile, Greco, Laccoto, Lupo, Marinello,
Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Panarello, Raia,
Rinaldi, Romano, Scilla.
Sono in congedo: Arena, Beninati, Cascio S., Dina, Ferrara,
Incardona, Lentini, Lo Giudice, Marinese, Marrocco, Panepinto,
Picciolo, Ruggirello, Scoma, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 39
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo, pertanto, la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore
10.30 di domani, mercoledì 12 maggio 2010.
(La seduta, sospesa alle ore 20.50 di martedì 11 maggio 2010, è
ripresa alle ore 10.59 di mercoledì 12 maggio 2010)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Barbagallo, Di Guardo, Falcone, Minardo, Pogliese,
Rinaldi, Scilla e Speziale.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, essendo presente in Aula l'onorevole
Barbagallo, la relativa richiesta di congedo si intende superata.
L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei
lavori per consentire l'ingresso in Aula dei deputati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accogliendo la richiesta, testé
formulata dall'onorevole Mancuso, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.01, è ripresa alle ore11.10)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione dell'ordine del giorno numero 358
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'ordine del
giorno numero 358 «Promulgazione con l'omissione delle parti
impugnate della delibera legislativa numeri 471-471 bis recante
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010'
approvata nella seduta numero 170 dell'1 maggio 2010'».
MANCUSO. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bosco, Buzzanca,
Campagna, Caputo,
Corona, D'Asero, Limoli, Mancuso, Ragusa, Scoma, Torregrossa e
Vinciullo)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata a
termini di Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'ordine del giorno numero 358.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Bonomo,
Calanducci, Cimino, Cintola, Colianni, Cracolici, Cristaudo,
Currenti, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Mauro,
Faraone, Federico, Fiorenza, Galvagno, Greco, Gucciardi, Laccoto,
Leanza N., Lentini, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Mineo, Musotto, Oddo, Panarello, Picciolo, Raia,
Romano, Vitrano.
Votano no: Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Corona, D'Asero,
Limoli, Mancuso, Ragusa, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Beninati, Cascio S., Di Guardo, Dina, Falcone,
Ferrara, Incardona, Lo Giudice, Minardo, Panepinto, Pogliese,
Rinaldi, Ruggirello, Scilla, Speziale, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 39
Contrari 12
Astenuto 1
(E' approvato)
Rinvio dello svolgimento della Rubrica Autonomie locali e
funzione pubblica'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Autonomie locali e funzione pubblica'.
Onorevoli colleghi, do lettura del seguente fax, trasmesso
dall'Assessore per le autonomie locali al Servizio Lavori d'Aula
in data 11 maggio 2010:
«Con riferimento all'oggetto, si comunica che l'Assessore,
dott.ssa Caterina Chinnici, è impossibilitata a partecipare alla
seduta dell'Assemblea regionale siciliana fissata per l'11 maggio
2010 a causa di concomitanti impegni istituzionali legati alla
visita in Sicilia del Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, in occasione delle celebrazioni per il 150^anniversario
dell'Unità d'Italia.
In ogni caso, si è già provveduto a predisporre e trasmettere le
risposte scritte agli interroganti.
d'ordine dell'Assessore
Dr.ssa Caterina Chinnici
Il Capo di Gabinetto
dott. Alfredo Tommaso Liotta»
L'Assemblea ne prende atto.
Lo svolgimento della Rubrica Autonomie locali e funzione
pubblica' è pertanto rinviato ad altra seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 18 maggio 2010,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I. - Comunicazioni
II.- Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Attività produttive'
La seduta è tolta alle ore 11.12
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli