Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Adamo, Apprendi, Arena, Beninati, Buzzanca, Calanducci,
Caronia, Fiorenza, Cascio Salvatore, Dina, Falcone, Federico,
Gianni, Greco, Limoli, Marinese, Pogliese, Scammacca della Bruca e
Scoma.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
la sicurezza degli edifici scolastici in Sicilia costituisce un
problema drammatico;
esistono precise disposizioni normative dirette ad assicurare la
sicurezza degli edifici scolastici, ed in particolare: la legge 11
gennaio 1996, n. 23, recante 'Norme per l'edilizia scolastica', e
la legge 27 dicembre 2002, n. 289, all'articolo 80, comma 21, che
prevede, nell'ambito del programma delle infrastrutture strategiche
di cui alla legge n. 443 del 2001 (cosiddetta legge obiettivo), la
predisposizione di un piano straordinario di messa in sicurezza
degli edifici scolastici, con particolare riguardo a quelli
insistenti nelle zone a rischio sismico;
la medesima norma dispone la sottoposizione di detto piano al CIPE
che, sentita la conferenza unificata, è chiamato a ripartire le
risorse, tenuto conto dalla citata legge n. 23 del 1996;
con la delibera CIPE 21 febbraio 2008, n. 17, è stato approvato il
programma stralcio di rimodulazione del piano, procedendo al
definanziamento, totale o parziale, di alcuni interventi ed alla
riprogrammazione delle risorse liberatesi;
considerato che:
la delibera CIPE 3/2009 ha assegnato al fondo infrastrutture 1
miliardo di euro da destinare al piano straordinario di messa in
sicurezza degli edifici scolastici;
il programma stralcio di interventi presentato dai Ministri
Gelmini e Matteoli destina allo scopo un importo di soli 350
milioni di euro a valere sui fondi FAS assegnati al fondo
infrastrutture per l'edilizia scolastica dalla delibera CIPE
3/2009;
il 29 aprile 2010, nel corso della conferenza unificata
sull'attuazione del programma straordinario sul patrimonio
scolastico, i fondi sono stati suddivisi tra le regioni;
il suddetto programma di interventi è stato messo a punto dal
Governo senza interpellare le Regioni sull'individuazione delle
priorità da finanziarie e prevede una ripartizione secondo una
metodologia contraria alla legge, violando palesemente le regole
finanziarie degli stanziamenti pubblici destinati alle aree
sottoutilizzate che stabilivano l'assegnazione dell'85 per cento
delle risorse FAS al Mezzogiorno e del 15 per cento al Centro-Nord;
al Mezzogiorno vengono destinati, dunque, meno di 140 milioni di
euro, corrispondenti al 40 per cento delle risorse, mentre il
restante 60 per cento è destinato al Centro-Nord;
nonostante in Sicilia lo stato dell'edilizia scolastica sia assai
peggiore che nel resto del Paese, il Governo nazionale ha previsto
uno stanziamento di 35,5 milioni di euro invece dei 74,4 milioni di
euro previsti. Pertanto alla nostra Regione risultano sottratti 40
milioni di euro;
lo scorso 13 maggio 2010 il CIPE ha approvato il suddetto piano di
ripartizione delle risorse;
per conoscere:
se il Governo regionale condivida e intenda avallare gli
stanziamenti assegnati alla Sicilia e i criteri di ripartizione
adottati;
se e quali iniziative siano state assunte o si intendano assumere
per assicurare il rispetto dei criteri di ripartizione fissati
dalla normativa citata ovvero per contrastare il piano di
ripartizione approvato dal CIPE, al fine di tutelare gli interessi
dei cittadini siciliani, i quali hanno diritto ad una scuola
pubblica adeguata e funzionale come nel resto del Paese». (87)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
MATTARELLA
«All'Assessore per la salute, premesso che:
il centro 'La Diagnostica' della provincia di Enna è nato dal
progetto ambizioso di realizzare nel breve-medio termine una
struttura di avanguardia, in grado di rispondere alle esigenze ed
al bisogno di salute in un area ad oggi non integralmente coperta
dal sistema sanitario regionale;
il suddetto centro consta di tre strutture accreditate, dislocate
sul territorio della provincia di Enna e, nello specifico, nei
comuni di Barrafranca, Catenanuova e Piazza Armerina;
considerato che:
in particolare la sede di Catenanuova è accessibile da tutte le
direzioni dell'autostrada A19 ed è poco distante dall'aeroporto
'Fontanarossa' di Catania (30 chilometri circa);
la struttura di Catenanuova oltre a garantire l'efficacia e
l'efficienza dell'offerta diagnostica sul territorio è recentemente
dotata, grazie ad un notevole investimento sull'innovazione
tecnologica, di una apparecchiatura unica in Italia, il 'Mr. Open'
prodotto da Paramed Genova;
il 'Mr. Open' rappresenta una nuova frontiera della risonanza
magnetica; trattasi, infatti, della prima risonanza magnetica a
'cielo aperto' al mondo, ovvero di un aiuto indispensabile per i
soggetti claustrofobici;
come dichiarato dal dottor Guido Fischetti, direttore sanitario
del presidio oltre che responsabile della gestione
dell'apparecchiatura, 'l'introduzione di un gioco magnetico ad U
rappresenta un elemento assolutamente innovativo, consentendo
l'esecuzione di tutte le indagini RM 'a cielo aperto', ivi compresi
gli esami RM dell'encefalo e del rachide cervicale, che negli altri
tomografi RM, anche nelle RM 'aperte' lateralmente, vengono
effettuati con una parete a poca distanza dal volto del paziente';
la totale eliminazione di ogni barriera fra il paziente e lo
spazio sovrastante determina un approccio estremamente rassicurante
che esclude reazioni claustrofobiche;
considerato altresì che:
'Mr. Open' è la prima risonanza magnetica ad adottare la
tecnologia dei superconduttori ad elevata temperatura, che consente
di utilizzare sistemi di raffreddamento tradizionali al posto di
elio liquido o altri gas esigenici, ben più costosi e di difficile
reperibilità in alcune zone del mondo;
la creazione di questa innovativa macchina per tomografia a
risonanza magnetica a geometria aperta, chiamata 'Mr. O' (magnetic
risonante open), ha visto coinvolte l'Università di Genova e
industrie come ASG Super Conductors, Columbus Superconductors e
Paramed, oltre all'impegno del dottor Fischetti prima citato,
dell'ingegnere Dutto e dell'equipe della Paramed,
dell'amministratore Tricarichi e del dottor Franco Ennio Cascio;
atteso che la presenza del primo tomografo a RM nel mondo con
dette caratteristiche nella struttura sanitaria di Catenanuova
rappresenta un fondamentale strumento su cui investire per colmare
il divario nord-sud in un settore fondamentale come quello della
salute;
per conoscere:
le ragioni che ostacolino la sottoscrizione della convenzione
della struttura di Catenanuova con il servizio sanitario regionale;
se non ritenga di dover attivare con urgenza il convenzionamento
della struttura sanitaria in oggetto, tenuto conto dell'aiuto
indispensabile che riveste per i soggetti claustrofobici una
risonanza 'a cielo aperto', come quella di Catenanuova, unica al
mondo, oltre al fatto che il presidio sanitario si trova nel centro
della Sicilia e che in tutti gli ospedali della provincia ennese
non esiste una sola risonanza magnetica al servizio degli utenti».
(88)
GALVAGNO - AMMATUNA
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione numero 183 «Nomina di una commissione
di indagine
sul piano di informatizzazione della Regione siciliana, con
particolare riferimento
agli affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi S.p.A.'»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 183 «Nomina di una commissione di
indagine sul piano di informatizzazione della Regione siciliana,
con particolare riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia
e-Servizi S.p.A.'», degli onorevoli Leontini, Mancuso, Falcone e
Corona. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
di un socio per la costituzione di una società denominata 'Società
Euromediterranea per lo sviluppo dell'informazione', avente ad
oggetto lo svolgimento delle attività informatiche di competenza
delle amministrazioni regionali, socio al quale affidare la
realizzazione della piattaforma telematica integrata della Regione
siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6;
ai sensi della succitata disciplina, con bando approvato con
decreto del dirigente generale n. 206 dell'11 marzo 2005, si
avviava la procedura selettiva, in forme assimilabili a quelle
dell'appalto-concorso, per l'individuazione del socio di minoranza
della società;
aggiudicatario della gara per l'individuazione del socio
minoritario risultava l'RTI (raggruppamento temporaneo di impresa)
costituito tra le imprese 'AtosOrigin s.p.a.' (oggi Engineering.lt
s.p.a.) e 'Accenture s.p.a.';
successivamente, in data 20 dicembre 2005, tra la Regione
siciliana (all'epoca con Sicilia e-Innovazione) e la società
privata 'Sicilia e-Servizi Venture s.c.r.l.', appositamente
costituita dall'RTI AtosOrigin s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.)
e Accenture s.p.a., si costituiva la società mista a prevalente
partecipazione pubblica denominata 'Sicilia e-Servizi s.p.a', con
capitale intestato, per il 51 per cento, alla 'Sicilia e-
Innovazione s.p.a.' (oggi Regione siciliana) e, per il restante 49
per cento, al socio privato di minoranza;
in attuazione del citato articolo 78 della l.r. n. 6 del 2001 e
successive modifiche e integrazioni ed in conformità a quanto
prestabilito nel suddetto bando pubblico di selezione del socio di
minoranza, la Regione è venuta nella determinazione di stipulare
con la società una convenzione-quadro per la gestione delle
attività informatiche di competenza delle amministrazioni
regionali;
l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
obbligava, in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando
pubblico di selezione del socio di minoranza, oltre che alla
costituzione della predetta società mista cui affidare forniture,
servizi e lavori per la realizzazione della cosiddetta 'Società
dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario graduale
trasferimento di conoscenze e personale appositamente formato ed
addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed autonoma
la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
ritenuto che occorra verificare se risponda al vero che:
1) la società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l'avanzato
stato di consolidamento delle proprie attività - ed in particolare
il fatturato ultimo consolidato 2008, di oltre 40 milioni di euro,
e i contratti acquisiti, da parte dei dipartimenti regionali nel
2009, per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi alla
programmazione comunitaria 2007-2013 contrattualizzati tutti nel
mese di dicembre 2009 - continui ad operare, in dispregio a quanto
previsto dal bando di gara, con assoluta prevalenza di personale
'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei costi di
gestione a carico dell'Amministrazione regionale;
2) il processo di popolamento e ristrutturazione della società
Sicilia e-Servizi s.p.a. sia stato bruscamente interrotto dagli
attuali amministratori della società, generando una condizione di
illegittimo e spropositato vantaggio economico per il socio privato
e determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione
di super guadagno e notevolissimo spreco di risorse pubbliche
rispetto ai costi che verrebbero sostenuti con personale interno
adeguatamente formato dallo stesso socio privato così come da bando
di gara;
3) in ragione di tale scenario, l'Amministrazione regionale,
mantenendo tale stato di cose, abbia determinato una sostanziale
quanto inaccettabile lievitazione di costi che non appaiono
assolutamente in linea con il mercato attuale;
4) il socio privato (Engineering s.p.a. ed Accenture s.p.a. per il
tramite di Sicilia e-Servizi Venture s.c.r.l.) operi il trattamento
di dati sensibili, personali e riservati tanto di tutto il
personale dell'Amministrazione regionale (inclusi Assessori e
Presidente) quanto della cittadinanza siciliana tutta, con
personale non legato da alcun patto di riservatezza verso
l'Amministrazione, e che lo stesso personale, legato in modo
subordinato e gerarchico al socio privato, venga 'rivenduto' ed
addebitato a Sicilia e-Servizi s.p.a., e quindi all'Amministrazione
regionale, a tariffe molto al di sopra delle conosciute e
paragonabili evidenze attuali di mercato;
5) l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
in qualità di dipendente subordinato della società Engineering
s.p.a., operi (con ampi e assoluti poteri) in permanente ed
inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli di
fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-Servizi
s.p.a., essendo quest'ultima una società regionale a prevalente
capitale regionale;
al fine di verificare, alla luce di quanto sopra:
a) quali siano motivi del mantenimento di tale condizione di
maggior favore ed illegittimo guadagno da parte del socio privato
cui si consente di operare in pieno conflitto di interessi, per il
tramite dell'amministratore delegato ad esso subordinato, che sta
gestendo nel suo privato interesse la società a prevalente capitale
pubblico Sicilia e-Servizi s.p.a., ritardando artatamente il dovuto
popolamento della società come da chiara obbligazione contrattuale
derivante dalla documentazione di gara e dai documenti contrattuali
vigenti con l'Amministrazione regionale;
b) quale sia lo stato di avanzamento del processo di
strutturazione della società Sicilia e-Servizi s.p.a., con
particolare riferimento al fatturato pro-capite per dipendente, ove
per dipendente si intende solo ed esclusivamente personale iscritto
a libro matricola della società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
c) quali siano le tutele messe in atto dall'Amministrazione
regionale a protezione della privacy dei cittadini siciliani nonché
del personale dell'Amministrazione regionale nella gestione di dati
sensibili - affidati a Sicilia e-Servizi - avendo riguardo alla
verifica di tutta la filiera di operatori che trattano tali dati,
con particolare riguardo agli operatori del socio privato che non
hanno alcun vincolo di riservatezza nei confronti sia di Sicilia e-
Servizi s.p.a. che dell'Amministrazione regionale;
d) come l'Amministrazione regionale, stante la complessità della
filiera degli affidamenti diretti operati da Sicilia e-Servizi
s.p.a., stia provvedendo al dovuto controllo della corretta
provenienza aziendale di tutto il personale coinvolto nelle
suddette attività nonché i loro sottostanti rapporti contrattuali
di lavoro (anche ai fini di una verifica del rispetto delle leggi
inerenti all'interposizione di mano d'opera ed al divieto di
subappalti non autorizzati);
e) se esista un necessario piano di ottimizzazione delle spese
inerenti a tale comparto, anche a mezzo del riacquisto (previsto
dall'originario bando di gara) a valore nominale delle quote
societarie detenute dal socio di minoranza;
f) se esista un chiaro prospetto riassuntivo inerente allo stato
delle forniture, fino ad oggi consegnate all'Amministrazione
regionale da Sicilia e-Servizi s.p.a., e della loro accettazione,
collaudo e corretta funzionalità, completo del valore economico di
acquisto e dei pareri di congruità tecnico/economica rilasciati
dall'organismo di vigilanza CCSIR;
g) quali siano le evidenze documentali che attestino, come
richiesto dal bando di gara, che i sistemi informativi sviluppati
dal socio privato siano di esclusiva proprietà dell'Amministrazione
regionale. Tali documenti devono essere finalizzati a tutelare
pienamente l'Amministrazione dalla rivendita fraudolenta della
suddetta proprietà regionale da parte del socio privato in altri
contesti nazionali o internazionali;
h) quali siano i motivi per cui, stante la palese inadempienza del
socio privato in merito alla strutturazione di Sicilia e-Servizi
s.p.a., l'Amministrazione regionale non si sia ancora determinata
ad escutere la fideiussione di 20 milioni di euro posta a tutela
del rispetto delle obbligazioni in capo al socio privato;
i) come l'Amministrazione regionale possa consentire che, nel
delicato periodo precedente il prossimo bando di gara necessario
per la scelta del nuovo socio privato, sia l'attuale socio privato
a gestire la sua stessa fuoriuscita, avendo quest'ultimo pieni
poteri nella gestione dell'azienda Sicilia e-Servizi s.p.a.,
invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a nominare, a norma degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'ARS, una commissione di indagine sulla vicenda. (183)
MANCUSO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione vuole
portare a conoscenza, prima della Commissione e poi del Parlamento,
l'attività svolta, negli ultimi nove anni, da una società a
maggioranza pubblica - il 51 per cento della Regione siciliana e il
49 per cento di due società che, peraltro, ne hanno costituito una,
e mi riferisco alla Accenture s.p.a, prima ATOS, e alla Engineering
s.p.a -; si tratta di una società che ha partecipato ad una gara
pubblica per due ordini di motivi: il primo, per la costruzione di
una piattaforma informatica, il secondo per la costruzione di una
società a capitale in maggioranza pubblico.
La legge del 2001 prevedeva, appunto, che la Regione si dotasse
intanto di una società mista e, successivamente, con il popolamento
per la gestione di tutta l'informatizzazione della Regione stessa e
di tutti i suoi Assessorati. In sostanza, poi, sarà la Commissione
naturalmente, costituita da parlamentari, a chiarire ancora meglio
come questa società, senza nessun tipo di autorizzazione, anzi con
una serie di scambio epistolare tra la direzione della società e la
Direzione del Bilancio, ha avuto affidati, per circa 150 milioni di
euro, altri tipi di servizi che esulano assolutamente da quella che
era la portata del bando pubblico. Rispetto a queste cifre che,
peraltro, sono molto importanti e per dare ancora maggiore
chiarezza a quello che è stato un investimento della Regione e,
nello stesso tempo, un trasferimento di risorse non indifferenti,
chiediamo che il Parlamento si occupi di questa questione, quanto
meno per chiarire sotto tutti i profili qual è stata l'incidenza
dell'intervento della società e la volontà di potere raggiungere
l'ottimizzazione dei servizi.
Aggiungo che nei 150 milioni di euro sono compresi affidamenti per
78 milioni di euro in un mese solo, nel dicembre del 2009. Ciò ha
permesso alla società di attivare una serie di consulenze che
costano alla società stessa circa 1.000 euro al giorno a persona
per la qualificazione e per la professionalità. Noi riteniamo che
queste cifre siano veramente esose ma, come ripeto, sarà una
commissione formata da tutti i componenti dei partiti e dei gruppi
di questa Assemblea a consegnare al Parlamento una relazione che
chiarisca, in modo definitivo, la questione.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
nulla osta alla richiesta dell'onorevole Mancuso. Per quanto ci
riguarda, anche come gruppo parlamentare, aderiamo a questa
richiesta e quindi, siamo assolutamente d'accordo che venga
istituita, secondo le norme regolamentari, la commissione.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono d'accordo
quando si cerca di capire come funzionano le società partecipate
dalla Regione siciliana, trovo comunque disdicevole il fatto che si
debba parlare di commissione. Senza voler offendere i colleghi, che
c'entra una commissione? Noi abbiamo un Governo regionale, noi
abbiamo organi competenti che possono entrare nel merito. Nelle
commissioni che già esistono, quindi quelle competenti, potremmo
convocare l'amministratore delegato, gli organi societari e lì
dibattere su ciò che è
MANCUSO. Già fatto.
MINEO. Già fatto, mi dice il mio collega. E, quindi, non si è
presentato nessuno?
Pertanto, ritiro quanto ho appena detto e confermo quanto
affermato dall'onorevole Mancuso, perché sono rispettoso degli
organi assembleari e chiedo scusa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione
numero 183.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo Luigi
Capuana'
di Santa Ninfa (TP)
PRESIDENTE. Prima di passare al terzo punto dell'ordine del
giorno, diamo il benvenuto e un saluto affettuoso - mi permetto di
dire - da parte di questo Parlamento ai ragazzi dell'Istituto
comprensivo Luigi Capuana' di Santa Ninfa. Benvenuti ragazzi.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione numero 192 «Rinvio di un anno
dell'applicazione dei regolamenti di riforma per il riordino del
biennio della scuola secondaria di secondo grado»
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 192 «Rinvio di un anno
dell'applicazione dei regolamenti di riforma per il riordino del
biennio della scuola secondaria di secondo grado», a firma degli
onorevoli Oddo, Cracolici, Lupo, Ammatuna ed altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nell'anno scolastico 2010/2011 è prevista l'attuazione dei
regolamenti di riforma per il riordino del biennio della scuola
secondaria di secondo grado di cui all'articolo 64 del decreto-
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni in legge
6 agosto 2008, n. 133;
al fine di uscire dalla crisi che attraversa il nostro Paese, la
Regione siciliana e più complessivamente l'economia globale, appare
indispensabile investire nella conoscenza e nella qualificazione
del sistema della pubblica istruzione;
alla luce di tale considerazione generale, non può che esprimersi
un giudizio negativo sui regolamenti approvati in seconda lettura
dal Consiglio dei Ministri in data 4 febbraio 2010;
i predetti regolamenti, non prevedendo l'istituzionalizzazione del
biennio unitario, rendono impossibile la reversibilità delle scelte
degli studenti, riducono l'offerta formativa, privano gli studenti
dell'apporto fondamentale di discipline quali diritto, economia,
geografia (di fatto accorpata alla storia); diminuiscono altresì le
ore di laboratorio, prevedono tagli solo per la scuola statale,
mentre restano confermati i finanziamenti alle scuole private;
tutto ciò produrrà notevoli incertezze, in quanto le scuole
saranno costrette ad improvvisare i piani dell'offerta formativa
(P.O.F.), nel contempo la Regione e l'Assessorato Istruzione e
formazione professionale, unitamente agli altri enti locali
interessati, non potranno fare un'adeguata programmazione
territoriale e si produrrà esclusivamente un riordino della rete
scolastica che determinerà un ulteriore taglio degli organici, come
voluto dal Governo, mentre le famiglie e gli studenti dovranno
compiere scelte definitive senza avere contezza di informazioni
determinanti;
tutto ciò produrrà un'ulteriore contrazione degli organici del
personale docente ed ATA, che, dopo quella dell'anno scolastico
2009/2010, rischia di compromettere definitivamente la qualità
della scuola pubblica in Sicilia,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
a rinviare di un anno l'applicazione dei regolamenti suddetti,
approvati dal Governo nazionale, peraltro non ancora pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana;
ad avviare un confronto con le province, le scuole secondarie
superiori e le organizzazioni sindacali, al fine di predisporre un
piano di rilancio della scuola pubblica nella Regione, la quale
deve necessariamente investire nei saperi, anche al fine di poter
contrastare la crisi economica e sociale che sempre più si va
manifestando nel territorio siciliano. (192)
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
mozione in discussione, da illustrare all'Aula oggi, riguardi
davvero uno dei temi più scottanti con il quale, in questo momento,
la nostra Regione si trova a fare i conti: parliamo della riforma
di cui alla legge dello Stato numero 133 del 2008 che rischia
davvero, nella fase di prima attuazione, di mettere in ginocchio il
sistema dell'istruzione scolastica, soprattutto superiore e di
secondo grado, nella nostra Regione.
Sappiamo perfettamente che per il prossimo anno scolastico 2010-
2011 è prevista l'attuazione dei regolamenti di riforma di cui,
appunto, alla legge 133 del 2008.
Sappiamo, altresì, che l'istruzione pubblica è materia di
legislazione concorrente per la nostra Regione, ai sensi
dell'articolo 117 della Costituzione, e, in ogni caso, pongo come
questione politica, Assessore, l'applicazione in maniera
unilaterale di una regolamentazione e di una riforma in una Regione
a Statuto speciale, come la nostra, a prescindere dalle
disquisizioni giuridiche, pur legittime, che possiamo fare su ciò
che è materia di legislazione primaria o meno, rappresenterebbe
certamente una rinuncia e una grave lesione dell'autonomia e della
specialità di una Regione come la nostra.
A parte i problemi, che pure pongo in maniera problematica, di
dubbia costituzionalità, ma ci tengo, in questo Parlamento, a porre
con forza, in un rapporto assolutamente paritario in questo
rapporto che vogliamo pattizio tra noi e lo Stato centrale, in
questo rapporto di pari dignità costituzionale che con forza -
l'assessore sa bene e ci insegna che la riforma del Titolo V della
Costituzione ha sancito e posto in maniera netta ed inequivocabile
- questo accentramento porrebbe in questo momento, signor
Presidente, certamente la questione del federalismo come una
questione politica di facciata, di mera propaganda che lede
sicuramente le prerogative del nostro Parlamento e della specialità
statutaria che, oggi, davvero riteniamo ancora non del tutto e in
qualche punto in maniera pesantemente lesiva attuato da parte dello
Stato, appunto lo Statuto del 1946.
Oltretutto, questi regolamenti mal si conciliano con i tempi e con
il cronogramma della scuola siciliana. Sappiamo bene, lo sappiamo
tutti, Assessore, che le preiscrizioni sono state fatte dalla
scuola con il vecchio regime, perché era vigente il vecchio regime.
E sappiamo, perfettamente, che questi regolamenti non prevedono
l'istituzionalizzazione del biennio unitario. Regolamenti che
prevedono, in controtendenza rispetto a ciò che deve essere un
obiettivo di questa Regione e del Parlamento, ma dico anche dello
Stato, un impoverimento davvero grave e pernicioso del livello
culturale dei giovani siciliani, privandoli dell'apporto
fondamentale di discipline come il diritto, l'economia, la
geografia, riducendo ore di insegnamento che noi riteniamo
indispensabili per una elevazione del livello dei saperi dei nostri
giovani, dei giovani siciliani.
Ma c'è di più, e questa è un'altra delle ragioni per cui è stata
posta e proposta questa mozione al Parlamento siciliano: negli
ultimi cinque anni la scuola siciliana ha perso circa undicimila
posti di lavoro di cui 7.260 circa solo nel 2009, con la previsione
di un'ulteriore certa emorragia in applicazione di questa riforma
di circa 5.000 unità per la nostra Regione tra docenti e personale
con altro profilo professionale nella scuola.
Allora, di fronte a tutto ciò e di fronte ad una crescita
esponenziale nell'ultimo periodo, signor Presidente, della
dispersione scolastica che ha raggiunto punte in Sicilia di oltre
il 18 per cento negli istituti tecnici, di fronte al fatto che la
riforma dello Stato taglia in maniera indiscriminata, con tagli
lineari, senza tenere conto di un recupero di efficacia e di
efficienza, oltre ai limiti, e al pesante impoverimento dei saperi
dei giovani siciliani, crediamo - ci rivolgiamo al Governo e al
Parlamento - che il rinvio, così come chiede e prevede la mozione,
impegnando il Governo regionale al rinvio, di almeno un anno, della
riforma Gelmini possa, in qualche modo, compensare i gravi disagi
che alla scuola siciliana verrebbero da una applicazione
intempestiva e inadeguata della riforma in questo anno.
Oltretutto, e questo, Assessore, al di là della costituzionalità o
meno dei temi che abbiamo trattato, avviando il percorso
partecipativo da parte della Regione che, certamente, con
l'attuazione di questi regolamenti non è stato in alcun modo
seguito e, poi, perché in un momento di crisi drammatica come
questa, in un momento di crisi veramente pesante, di ferite che ci
sono e si preparano per il popolo siciliano, questo nuovo taglio
presupporrebbe e verrebbe a prefigurare una sorta di licenziamento
in massa di docenti e di personale con altri profili professionali
della scuola, assolutamente inaccettabili.
Per queste ragioni chiedo, signor Presidente, Governo,
l'approvazione di questa mozione con l'impegno preciso e puntuale
del Governo regionale a fare in modo che la Regione siciliana possa
davvero partecipare al processo di riforma, che possa essere una
riforma non di tagli lineari contabili, ma una riforma che
riqualifichi la scuola sul piano dei saperi ma anche sul piano
dell'efficacia, dell'efficienza e che non disperda, che non tagli,
che non crei ulteriori ferite al tessuto sociale già gravemente
provato della Sicilia, con ulteriori licenziamenti di massa che
sarebbero davvero inaccettabili e di cui questo Parlamento ed il
Governo regionale non possono assumersi la responsabilità.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto devo
condividere totalmente l'intervento del collega Gucciardi che ha
riassunto in maniera ineccepibile lo stato della situazione della
scuola pubblica in Sicilia.
Noi scontiamo, Assessore, un ritardo: il fatto di non avere una
legge organica sul diritto allo studio non ci consente di
intervenire nei confronti dello Stato; tuttavia dobbiamo esprimere
una mobilitazione straordinaria perché la crisi della scuola in
Sicilia è una crisi drammatica e, probabilmente, incide sulle
condizioni sociali molto di più di quanto incidono le altri crisi,
perché non c'è dubbio che in Italia, e in Sicilia in particolare,
c'è una questione educativa estremamente importante.
Noi abbiamo competenza sul dimensionamento della rete scolastica,
ma non abbiamo competenza sugli organici, e questo è un limite
spaventoso per una regione a Statuto speciale; ma ciò che si sta
realizzando in questo periodo, in Italia, è un ulteriore scippo nei
confronti della Sicilia, perché mentre gli insegnanti aumentano nel
Veneto, in Sicilia diminuiscono, quindi con una disparità di
trattamento estremamente significativa.
Allora non ci possiamo limitare ad un'approvazione della mozione,
sia pure unitaria, ma dobbiamo chiedere un incontro e aprire una
vertenza forte nei confronti del Governo nazionale perché il mondo
della scuola siciliana merita una risposta che va al di là degli
unanimismi di facciata.
Io penso che l'Assessore avrà questa sensibilità. Il Governo
regionale deve porsi, nei confronti del Governo nazionale, in
maniera dura in un settore che - ripeto - è decisivo per le sorti
della nostra Regione. Quindi, mi auguro che a questa mozione segua
una mobilitazione che unisca tutti: gli operatori scolastici, i
soggetti culturali, le forze politiche, istituzionali. Di fronte
alla difesa della scuola siciliana che vive una condizione
estremamente grave, tutti uniti dobbiamo andare a Roma per
difendere non solo le prerogative statutarie, ma soprattutto il
futuro dei nostri giovani.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, credo
che non sia la prima volta che il tema della scuola viene trattato
in questa Aula e proprio perché, come giustamente diceva poco fa
l'onorevole Gucciardi, ci troviamo di fronte ad una emergenza
educativa in Sicilia, non possiamo rimanere indifferenti né
possiamo dividerci su un tema così importante.
Preannuncio che tutti i deputati del PDL presenti un Aula
firmeranno questa mozione, proprio a volere significare che
vogliamo arrivare ad una conclusione unitaria, proprio perché su un
tema così importante, quale quello della scuola, non bisogna
dividersi, occorre stare uno accanto all'altro perché si parla del
destino, del futuro dei nostri figli.
In questi ultimi periodi, ho condiviso alcune affermazioni fatte
dall'assessore Centorrino e riconosco che, rispetto ad altri
assessori che negli anni abbiamo avuto in Sicilia, ha delle
conoscenze, delle capacità, delle competenze uniche in questo
settore. Ecco perché ci troviamo in una situazione diversa, più
favorevole rispetto al passato, proprio perché abbiamo un assessore
che è nelle condizioni di comprendere quello che accade nel mondo
della scuola e, insieme al Parlamento siciliano, può portare avanti
un progetto per evitare la deriva della scuola siciliana.
Prima parlavamo di emergenza scolastica: giustamente, l'onorevole
Gucciardi protestava contro i tagli e contro quella che ha chiamato
impropriamente la riforma Gelmini', perché vorrei ricordare che
questa riforma, purtroppo, applica anche precedenti tagli che erano
stati attuati nell'ultima finanziaria del Governo Prodi, e furono i
tagli che Padoa Schioppa impose all'allora ministro Fioroni.
Purtroppo, ciò che dobbiamo constatare è che spesso la riforma
scolastica e la politica scolastica non vengono fatte dai ministri
per la pubblica istruzione ma, in genere, dal ministro per le
finanze; una cosa inconcepibile, insopportabile, perché la politica
della difesa viene fatta dal ministro per la difesa, la politica
dell'agricoltura dal ministro dell'agricoltura, in Italia da
qualche anno a questa parte c'è il brutto vezzo che la riforma, la
politica scolastica non viene fatta dal titolare, ma dal ministro
per le finanze. Prima l'ha fatta Padoa Schioppa, ora l'ha fatta
Tremonti, e la necessità di fare cassa, la necessità di risparmiare
porta a tagliare sul futuro della nostra nazione, porta a tagliare
sul futuro non solo dei nostri figli ma, mi sia consentito di dirlo
egoisticamente, anche sul nostro futuro.
Una delle cose più insopportabili, una delle cose che dobbiamo
denunciare con forza e che è veramente un fatto vergognoso che,
credo, esista soltanto in Italia, è questa brutta abitudine di
tagliare sui bambini, sui ragazzi, sulle ragazze, sulle bambine
diversamente abili.
Una situazione insopportabile
Prima avevamo un livello di 1,68, cioè ogni 1,68 bambini
diversamente abili vi era un insegnante di sostegno. Come se nella
disabilità dei bambini si potesse dire tu sei disabile fino a un
certo punto e ti do otto ore di insegnante di sostegno; tu sei
disabile un poco di più, allora ti do dieci ore di insegnante di
sostegno .
Un bambino diversamente abile ha bisogno dell'insegnante di
sostegno non otto ore la settimana, perché non abbiamo concluso
nulla; non ha bisogno di dodici ore a settimana, perché anche in
questo caso potrà acquisire competenze, capacità e conoscenze solo
in alcune materie, trascurando le altre e, soprattutto, avendo
delle conoscenze minime in tutte le discipline. Non si può
assolutamente pensare di fare vari livelli nella diversità, nella
disabilità. E' una cosa assurda
Oggi, per esempio, ci troviamo di fronte a questa circolare che,
se purtroppo verrà applicata in Sicilia, significherà che ogni 2,5
bambini diversamente abili ci sarà un insegnate di sostegno.
Ciò vorrà dire che diciotto ore di insegnamento di un docente che
cura la preparazione dei ragazzi diversamente abili, se le dovranno
dividere 2,5 bambini - cioè, fra le altre cose, dobbiamo prendere
un bambino e dividerlo a metà, come nella famosa storia di Salomone
-, per cui diciotto ore diviso 2,5 significa che avranno poche ore
a settimana.
Ma pensate che stiamo rendendo un servizio ai nostri figli, ai
nostri nipoti, consentendo di tagliare sui ragazzi diversamente
abili, oppure pensate che rendiamo un servizio alla scuola
siciliana e alla scuola italiana quando in una classe mettiamo 32,
33 o 34 bambini?
Pensate che, oggi, con i nostri ragazzi che sono diversi rispetto
a noi, ma sicuramente migliori - non è vero che i ragazzi di oggi
sono peggiori rispetto a noi, sicuramente sono di molto superiori a
noi - ebbene, pensate che un insegnante sia nelle condizioni di
tenere in una classe 34 ragazzi, 34 bambini perché non si vogliono
sdoppiare le classi di 34?
E poi, dove va a finire il tema della sicurezza? Sono poche le
nostre aule scolastiche - e l'assessore lo sa - ad avere
un'estensione di cinquanta metri quadrati. Cinquanta metri quadrati
possono ospitare soltanto 24 bambini; noi abbiamo aule che hanno
una media di trentasei metri quadrati, quindi in teoria potrebbero
ospitare meno di 18 ragazzi, e invece ne ospitano 33-34.
Anche la questione della sicurezza, che fine fa? Sappiamo che i
nostri ragazzi che vanno nelle scuole, in locali che non sono
antisismici, che sono fatiscenti, garage non frequentabili, sono
anche stanze dove dovrebbero andare la metà degli alunni che oggi
vengono contenuti, perché il termine esatto è contenuti',
pressati' , messi lì dentro e costretti a vivere in situazioni
poco dignitose.
Per questo motivo, ribadisco, tutti i deputati del PDL apporranno
la loro firma a questo atto parlamentare di cui stiamo parlando, su
cui stiamo ragionando.
Insieme, assessore Centorrino, dobbiamo portare avanti una
battaglia per la peculiarità della scuola siciliana, che è diversa
rispetto a quella di altre scuole: noi abbiamo ancora il più alto
livello di evasione dell'obbligo scolastico in Italia, noi abbiamo
locali fatiscenti che non vi sono nel resto d'Italia, non abbiamo
questo rapporto forte fra il mondo della scuola e l'attività
imprenditoriale e produttiva, spesso la scuola è ai margini di
questa attività. Ecco perché, ripeto, non bisogna dividersi.
Insieme dobbiamo pensare all'emergenza scuola, insieme dobbiamo
aiutare l'assessore a trovare una politica di contrasto alle
direttive emanate dall'Assessorato della pubblica istruzione perché
questa battaglia o la vinciamo uniti o, purtroppo, siamo destinati
a perderla.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per annunciare
il voto favorevole del Gruppo PDL Sicilia, in quanto condividiamo
appieno l'emergenza scuola che si verificherebbe con l'entrata in
vigore di questa legge.
E' necessario, comunque, che il Governo regionale, in prima
persona il nostro assessore, intervenga pesantemente anche nei
confronti del Governo nazionale, per ribadire quanto è impossibile
tagliare ulteriormente i fondi per la scuola in Sicilia, fondi già
asfittici e che vedono in Sicilia l'anomalia dell'intervento per la
gestione dei servizi di secondaria importanza nelle scuole dei
Comuni, delle Province e anche della Regione, attraverso i nostri
così bistrattati precari.
Se si continuano a tagliare fondi, ci troveremo costretti a dover
abdicare a certe prerogative necessarie per i nostri ragazzi.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è per andare
contro il coro ma non firmerò questa mozione per un semplice
motivo: é talmente ovvio ed è talmente dentro le cose importanti
che un Governo non può non fare spontaneamente e senza
sollecitazione alcuna.
Tutto il resto diviene un intervento da platea, da applausi.
Io ritengo che, al di là di quanto diciamo, abbiamo la fortuna di
avere al posto giusto l'uomo giusto, che può svolgere il compito
che gli è stato affidato e tra i compiti affidati non può non
esserci un'interlocuzione, ancorché critica, col Governo nazionale,
nella speranza di poter ottenere tanto quanto è necessario. E
tenendo conto anche che non stiamo vivendo momenti di spesa
abbondante per l'Italia, per cui ci sono problemi grossi a Roma,
per l'intero paese Italia, ci sono problemi grossi in Sicilia, per
la nostra Sicilia, e per i pochi soldi che abbiamo. Abbiamo cercato
di tamponare, di arrivare anche a dare alcune soluzioni, alcuni
piccoli interventi che siano favorevoli.
E allora mi chiedo per quale motivo l'Aula debba discutere e
ribadire concetti che sono ormai ovvi e sicuramente alla portata,
all'intelligenza, alla capacità e al buon senso di un assessore che
sa stare al suo posto e che ha cominciato a scoprire i mali forti,
vedi anche quelli della formazione, dove succede ed è successo di
tutto, e dove è necessario ripristinare la legalità - non si chiede
altro, la legalità - e di chiudere la bocca a tanti e a quanti
parlano di questo Parlamento come se fosse stato questo Parlamento
a fare assunzioni fuori regole, chiedetelo ai deputati
dell'Assemblea.
Ma la smettano Siano seri, ancorché sempre difensori degli
interessi dei lavoratori, ma trovino strade idonee a cercare di
dire l'abbiamo fatto, non lo faremo più, e ne paghiamo le
conseguenze .
Non le scarichino addosso ai deputati di questa Assemblea, né di
quella precedente, perché i temi sono ben diversi e le
responsabilità stanno allocate altrove, e sono pesanti. Vadano a
fare i rendiconti che non fanno da vent'anni e che gli sono stati
chiesti da tutti i governi, compreso quello in cui io stesso ero
assessore per il bilancio.
Pertanto, lasciamo lavorare questo Governo, sosteniamolo, perché è
un sostegno parlare oggi e dire siamo con voi, andate avanti, non
siete soli . Al di là di questo, stop
Tutti noi siamo i più bravi della classe, tutti noi siamo pronti a
dire PDL Sicilia, PDL Italia, ortodossi, non ortodossi , marciamo
tutti insieme. Per alcuni non c'è bisogno di marciare; basta
telefonare, parlare, interloquire e dare una mano anche nel
silenzio, come fanno le persone perbene che non hanno bisogno di
andare in prima pagina sui giornali, con uno o più righe, ma hanno
necessità di dare soluzione, dare forza, dare un sostegno a chi in
Sicilia sta perdendo anche la speranza - che è l'ultima a morire -
però stiamo perdendo anche quella. Non è cosa da poco.
Io invito a riflessioni che ci portino lontano dall'ideologia dei
partiti e vicino alla soluzione dei problemi che attanagliano la
gente e che ci lasciano pensare a quali responsabilità, giorno per
giorno, andiamo incontro: se facciamo la tabella I, la facciamo con
tanti milioni; se ai Gruppi diamo tanti altri milioni,
tremilionicinquecentomila euro, per chiudere certe situazioni,
allora stiamo facendo di tutto, facciamo finta di; qui dentro ci
riempiamo la bocca dicendo che dobbiamo andare tutti insieme a fare
la guerra e il risultato finale è che tremilionicinquecentomila
euro li abbiamo trovati per i Gruppi, che 54 milioni e più li
abbiamo trovati per la tabella I, ex tabella H, ora si chiama I',
uno sperpero di denaro che poteva essere sicuramente convogliato
bene al di là delle parole e cercando di fare seguire alle parole i
fatti.
C'è chi dice di essere il partito del fare. Io dico che anche in
Sicilia dovremmo abituarci a fare.
Ne ho visti assessori che stanno facendo e che non sono della mia
parrocchia politica.
Io sono all'opposizione con l'UDC e resto all'opposizione, però
non posso non vedere che i miglioramenti ci sono e che molte cose
si stanno facendo seriamente e fino in fondo, a rischio della
propria salute e del proprio vivere in libertà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, deputati, io sono molto grato -
lo dico senza infingimenti e ipocrisie - a questo Parlamento per
avere sollevato un tema così importante come quello dei riflessi
sul sistema scolastico siciliano della cosiddetta riforma Gelmini
che, a mio parere giustamente, qualcuno ha collegato con degli atti
legislativi precedenti, fatti da altri governi, e non posso non
condividere questo richiamo, proprio per entrare nello spirito
dell'ultimo intervento dell'onorevole Cintola.
Un problema come quello della scuola ci impone di non essere, in
qualche modo, schiavi di ideologie ma di essere soprattutto
siciliani e, quindi, di guardare al problema come siciliani, come
responsabili politici della Regione Sicilia.
Onorevole Gucciardi, ho seguito con moltissimo interesse le sue
argomentazioni.
Vorrei aggiungere un altro aspetto che sicuramente non le è
sfuggito ma che, probabilmente, per motivi di tempo, non ha
menzionato.
Insieme ai tagli, che pure produrranno sicuramente un ampliamento
della fascia dei precari, si profila un altro pericolo: quello
delle cosiddette graduatorie regionali che il Ministro vorrebbe
inserire in maniera tale da rendere impossibile per un insegnante
potere liberamente accedere laddove c'è disponibilità di posti, ma
di doversi limitare alla propria Regione.
Se questa norma passasse - e mi pare che c'è, tutto sommato, un
grande assenso della maggioranza - avrebbe veramente un effetto
devastante: fermerebbe probabilmente la nostra emigrazione
intellettuale, però ci amplierebbe ulteriormente non un'area del
precariato, onorevole Gucciardi, ma in questo caso un'area della
disoccupazione
Vorrei ringraziare anche per le dimostrazioni di fiducia che mi
sono state fatte; io non so se le merito, so però che ho cercato di
fare di tutto in questi ultimi mesi per cercare in qualche modo di
mitigare, se così si può dire, gli effetti immediatamente negativi
di questa riforma.
Credo che abbiamo operato con discernimento per quanto riguarda
l'adeguamento degli istituti alle nuove tabelle; abbiamo stabilito
di non procedere ad accorpamenti e di rinviare tutto all'anno
prossimo; stiamo mettendo in cantiere una legge organica per il
diritto allo studio, onorevole Barbagallo, che spero di potere
presentare nelle prossime settimane e che credo colmerà un grande
vuoto che attualmente esiste nella legislazione vigente.
Diceva giustamente - se ho apprezzato lo spirito dell'ultimo
intervento dell'onorevole Cintola - che, forse, può essere
superflua una raccomandazione ulteriore. Certo, può apparire
superflua nei limiti in cui riusciamo ad avere un continuo dialogo;
può anche apparire utile se la consideriamo, onorevole Cintola, non
tanto come una sorta di iniziativa ex novo ma come un momento
voluto di riflessione, come un momento voluto di attenzione che
vogliamo porre a questo problema.
Non, quindi, un richiamo a qualche cosa che si sta facendo, ma
come una sorta di momento di partecipazione comune nella quale io
vedo con grandissimo piacere che questo Parlamento, signor
Presidente, realizza una sorta di unità di intenti.
Mi sento molto impegnato da questa mozione se il Parlamento - come
io spero - la vorrà approvare. Devo, però, con molto disagio
mettere in guardia rispetto a un punto. Ho chiesto, infatti,
all'assessore Armao di essere qui con me in maniera tale da potere
concordare una sorta di soluzione.
Quello che mi mette a disagio è la richiesta di rinviare di un
anno l'applicazione del regolamento. Mi mette a disagio non perché
io non condivida la necessità di un rinvio, onorevole Gucciardi,
che è un rinvio nelle cose, è un rinvio di buon senso, non è un
rinvio politico, è un rinvio che nasce anche da una realtà. Però,
mi voglio consultare con l'assessore Armao, con l'Ufficio
legislativo, con lo stesso Ministero per vedere se nella potestà
della Regione esiste la potestà di rinviare l'applicazione di un
regolamento.
Ho paura che questo non sia possibile e, per quanto riguarda il
fatto che i regolamenti non sono stati ancora pubblicati, esistono,
però, dei pronunciamenti dei TAR, che sono stati chiamati da alcuni
soggetti a pronunziarsi, che dicono che la validità di un
regolamento, in questo caso, non scaturisce dalla sua pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale ma dalla sua emanazione.
Detto questo - e lo dico con grande umiltà e, se mi permettete,
anche con grande sofferenza perché vorrei, al contrario, avere i
poteri non solo di rinviare il regolamento ma anche di modificare
il regolamento, se fosse possibile, non certo a mio arbitrio ma
seguendo le indicazioni di questa Assemblea - io posso prendere
l'impegno, se l'Assemblea me lo vorrà conferire, di interpellare
intanto tutti gli esperti possibili, a cominciare dall'assessore
Armao, per vedere qual è l'esatto potere che mi viene conferito in
relazione a questi regolamenti; di iniziare un'interlocuzione con
il Ministero per chiarire, evidenziare, far risaltare l'assoluta
contraddizione tra quanto si vuole fare e la situazione attuale. E,
terzo punto - che mi sembra il più importante di tutti - far valere
in sede di Conferenza Stato-Regioni, questo aspetto e cercare anche
una solidarietà con le altre Regioni, che penso avranno lo stesso
problema.
Se si può trarre una conclusione - mi scusi, signor Presidente, se
ho approfittato dello spazio concessomi -, direi che mi sento molto
incoraggiato da quanto è stato detto, mi sento molto sostenuto da
quanto è stato detto, trovo che sia stato importante discutere di
questo tema e sarà importante fare sapere che abbiamo discusso di
questo tema e che ne abbiamo discusso con un grande spirito
unitario.
Vi pregherei soltanto, dal punto di vista formale, lasciando
integro il testo della mozione, di interpretare questo invito a
rinviare di un anno l'applicazione dei regolamenti in senso appena
meno prescrittivo, nel senso di
DE BENEDICTIS verificare la possibilità.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale appunto, di darmi la possibilità di non compiere un
atto contra legem che ci metterebbe in grave difficoltà.
Penso che in casi di questo genere ci siano due livelli di
decisione: un livello politico e un livello, chiamiamolo, puramente
formale, di contenzioso legislativo.
Dichiaro ufficialmente che, dal punto di vista politico, sono
assolutamente convinto della necessità di rinviare, e farò tutto
quello che mi è possibile; dal punto di vista legislativo, non mi
sento, francamente, di assumere dei gesti o delle decisioni che,
poi, impugnate si rivelerebbero vacue, si rivelerebbero soltanto
grancassa senza risultati.
In questo senso, spero che l'Assemblea vorrà interpretare questa
mozione che, dal mio punto di vista, non solo apprezzo, non solo
condivido, ma che da oggi farà ulteriormente parte della
documentazione al cui servizio metto il mio impegno.
PRESIDENTE. Assessore, per quanto concerne la richiesta specifica
che lei ha fatto, si può scrivere ad assumere tutte le iniziative
per rinviare di un anno . Abbiamo, quindi, risolto la questione per
quanto concerne la parte dispositiva della mozione stessa.
Per quanto concerne la delibera di questo Parlamento, lo dico con
grande rispetto per i colleghi che hanno sollevato la questione,
credo che sia un atto importante, che può dare al Governo la
possibilità di impegnarsi e di farlo più di quanto sta facendo. Da
questo punto di vista, ritengo sia, anzi, un aiuto per quanto
concerne ciò che il Governo si è impegnato a fare, viste le parole
che ha usato l'assessore professore Centorrino.
Poi, professore Centorrino, glielo dico da docente: il decreto
salva precari e tutto ciò che si sta mettendo in campo, sta
addirittura ipotizzando prestazioni d'opera . Noi, alla fin fine,
ad un docente diamo circa venti euro l'ora; ma non è l'ammontare
che mi preoccupa, è la logica della prestazione d'opera rispetto
alla funzione docente e ciò che significa il discente.
Non mi permetto di aggiungere altro. Quindi, con il parere
favorevole del Governo, che mi sembra l'abbia già espresso per
quanto concerne anche la parte proprio formale nel suo intervento,
pongo in votazione la mozione numero 192 con la precisazione che,
secondo quanto richiesto dal Governo, le parole a rinviare di un
anno sono sostituite dalle seguenti ad assumere tutte le
iniziative per rinviare di un anno .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Annunzio dell'ordine del giorno numero 359
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Raia,
Di Guardo, Calanducci, Fiorenza, D'Asero, Arena, Barbagallo,
Cristaudo, D'Agostino, Mancuso e Limoli, l'ordine del giorno numero
359 «Iniziative per evitare la chiusura della facoltà di lingue e
letterature straniere dell'Università degli Studi di Catania». Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in questi mesi si sono succedute dichiarazioni e voci che
collegano la possibile istituzione di un quarto polo universitario
in Sicilia, articolato nelle sedi di Enna, Siracusa e Ragusa, alla
chiusura della Facoltà di Lingue e Letterature straniere nella sede
di Catania;
considerato che:
nella società contemporanea la conoscenza delle lingue straniere e
la formazione di esperti linguistici sono di fondamentale
importanza, soprattutto in Italia, dove esse manifestano un ritardo
storico;
la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università degli
studi di Catania, istituita nell'anno accademico 1999-2000, unica
facoltà pubblica di lingue in Sicilia, fra le tre esistenti nel
Mezzogiorno d'Italia, vede nella sua sede catanese la presenza di
migliaia di iscritti ed una consistente capacità di attrazione di
domanda formativa (oltre mille immatricolati nell'anno accademico
2009-2010 fra lauree triennali e lauree specialistiche);
essa si caratterizza per una radicata e storica presenza nel
territorio etneo e per essere punto di riferimento di iniziative
scientifiche, didattiche e culturali che coinvolgono l'intera
società civile;
nel condividere le preoccupazioni e le richieste dei docenti e
degli studenti oggi in agitazione,
impegna il Governo della Regione
a partecipare alla discussione per la riorganizzazione del sistema
universitario in Sicilia in modo sereno e costruttivo, avendo come
riferimento la qualità e l'efficacia dell'offerta formativa;
a verificare, nel rispetto dell'autonomia delle università, i
percorsi possibili perché la Facoltà di Lingue e Letterature
straniere, senza che ciò entri in conflitto con quanto si possa
prevedere per altre sedi, continui comunque ad essere attiva nella
sede di Catania». (359)
Lo pongo in votazione.
MINARDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggendo l'ordine
del giorno non c'è dubbio che noi riteniamo che, anzi, il ministro
Gelmini possa accelerare l'iter per il quarto polo universitario in
Sicilia, quindi, comprendendo le province di Ragusa, Siracusa ed
Enna, ma non condivido l'ordine del giorno perché in un protocollo
di intesa fra l'Università di Catania e il Consorzio universitario
di Ragusa, si era stabilito che la Facoltà di Lingue straniere
venisse come sede a Ragusa, così come quella di architettura a
Siracusa. Per questi motivi dichiaro il mio voto contrario.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io
condivido le preoccupazioni dell'onorevole Minardo e, a meno che
non andiamo ad una riscrittura di questo ordine del giorno, anche
io voterò contro perché quello che non possiamo accettare non è la
parte conclusiva, su cui tutti siamo d'accordo, ma è la premessa
laddove si dice che in questi mesi si sono succedute dichiarazioni
e voci che collegano la possibile istituzione di un quarto polo
universitario in Sicilia, articolato nelle sedi di Enna, Siracusa e
Ragusa, alla chiusura della Facoltà di Lingue e letterature
straniere della sede di Catania .
Il problema dell'Università, così come ben conosce l'assessore
Centorrino per avere partecipato a delle riunioni che si sono
svolte presso il Ministero della Pubblica Istruzione e
dell'Università a Roma, non è un problema di campanile' in cui la
città di Catania si contrappone alle vicine e sorelle città di
Siracusa, Ragusa ed Enna. E' un problema che va visto in un'ottica
generale in cui anche altre città, quali Siracusa, Ragusa ed Enna,
hanno diritto sia perché anche loro hanno degli studenti sia per il
retaggio culturale e storico che queste città hanno, hanno diritto
ad avere anche loro un polo universitario.
Fra l'altro, mi pare di ricordare che l'Università di Catania, da
anni, collabora fattivamente con la Provincia e il Comune di
Siracusa, tanto è vero che si è aperta la facoltà di architettura
in provincia di Siracusa, il comune di Siracusa ha messo a
disposizione dei locali, la Provincia ha ampiamente contribuito a
far sì che questo corso universitario potesse funzionare in
provincia di Siracusa.
Mi pare di capire, quindi, che questo spirito di rivalsa, di
competizione, che emerge dall'ordine del giorno non è assolutamente
nei fatti; e, siccome, si sta andando alla costituzione del quarto
polo universitario in Sicilia, non in un'ottica di contrapposizione
fra quello che c'è e quello che verrà, ma in un'ottica di
coordinamento, di istituzioni in rete, di collaborazione fra
Messina, Palermo, Catania e le altre province, vorrei chiedere ai
colleghi che hanno presentato questo ordine del giorno se avessero
la bontà di togliere la premessa.
Tolta la premessa, che dà l'impressione di uno scontro, che non
esiste, fra le province della Sicilia, anche io sono pronto a
votarlo.
Se ciò non accade, così come ha detto l'onorevole Minardo, anche
io voterò contro.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi due anni
abbiamo lavorato per difendere l'università ragusana; abbiamo
manifestato di fronte all'Ateneo catanese portando lì e facendo un
consiglio comunale aperto, abbiamo cercato di lavorare per
costruire una ricerca culturale diversa, una ricerca culturale che
vede impegnata tutta la Sicilia.
Questo ordine del giorno compromette la buona volontà ma esalta un
momento pericoloso, cioè la differenziazione fra le province
siciliane. Se, da una parte, un gruppo di dirigenti politici si
impegna a lavorare per il quarto polo universitario, che
auspichiamo nasca presto, dall'altra parte c'è un arroccamento di
posizione che non fa bene né alla cultura né alla ricerca
siciliana.
Noi chiediamo, intanto, che lei, Assessore, prenda una posizione
netta, forte, chiara, perché il fatto che si presenti un ordine del
giorno con il quale si chiede la presenza e la conclamazione della
facoltà di lingue a Catania, ciò non permette di avere un dialogo e
un confronto serio, onesto e leale.
D'altronde, oggi è tempo di finirla con queste storie di
campanilismo.
La Sicilia - piaccia o non piaccia - è in Europa e la politica
nuova, la politica che cresce non può essere vista in questo modo
né, tanto meno, proposta all'interno dell'Assemblea regionale con
un documento di questa portata. Pertanto, non solo voterò no, sono
contrario a questo ordine del giorno, ma, Assessore, le chiedo lei
oggi ha una sola opportunità: quella di porgersi, di ergersi a
tutore della cultura e della ricerca siciliana, facendo sì che
lavori anche lei per la nascita del quarto polo universitario.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questo
ordine del giorno voleva essere un impegno da parte del Governo
della Regione, ma anche un invito affinché si procedesse verso una
discussione generale per la riorganizzazione del sistema
universitario in Sicilia, senza che questo, anzi, che questo
guardasse e tenesse conto della qualità, dell'efficienza e
dell'offerta formativa senza che, però, ledesse anche diritti di
chi ha, già da anni, una istituzione come quella della facoltà di
lingue a Catania dove vanno ottomila ragazzi, ottomila studenti, e
dove c'è una realtà importantissima. Questo non vuol dire non
istituire un eventuale quarto polo, ma non si può neanche fare
questo a danno di una città come Catania.
Allora, io penso che il Governo in questo debba assumere un ruolo
attivo, che è quello di organizzare anche una discussione ampia che
coinvolga le università, affinché si proceda senza che altri
abbiano una refluenza negativa nel proprio territorio. Il senso era
questo.
Da settimane i ragazzi, i professori, tutti sono abbastanza
preoccupati di un'eventuale chiusura, e siccome stiamo parlando di
una realtà che già esiste da tanti anni, non si può così, d'emblée,
fare chiudere un posto per istituire un quarto polo, punto e basta.
Occorre una discussione vera rispetto a questo.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
ritengo che la cultura non abbia residenza, non abbia colore, non
abbia assolutamente sede, la cultura è cultura e quando si parla di
un argomento così delicato non penso che sia il caso di soffermarsi
anche su questioni che vedrebbero alcune parti politiche o alcuni
parlamentari impegnati nella difesa di questo o quel territorio.
Riteniamo - quindi, è un invito al Governo regionale - che ci sia
anche un problema di chiarezza che questa Regione, il mondo
universitario, il mondo culturale, la Sicilia deve necessariamente
avere da parte del Governo Lombardo e da parte dell'Assessore
competente, al quale pregherei di dedicarmi pochi istanti di
attenzione.
Non è assolutamente pensabile, professore Centorrino, non lo dico
perché sono nato nella città di Catania, lo dico da siciliano
attento alle evoluzioni dei percorsi formativi e culturali, sono
stato anche assessore alla pubblica istruzione della mia città, del
comune di Catania, oltre che vicesindaco. Quindi, ritengo che sia
blasfemo in questo momento, che sia assurdo mettere in discussione,
come qualcuno ha fatto, senza ancora avere, tra l'altro, il
coraggio di dire chiaramente, non solo all'utenza universitaria di
cui parlava poc'anzi la collega Raia - sappiamo che gli
immatricolati, solo quest'anno, sono oltre mille nella città di
Catania -, ma di rappresentare con chiarezza quello che è il
percorso che si vuole seguire. Continuare, signor Presidente, a non
spiegare la verità e, tra l'altro, innescare odiosi meccanismi di
rivalità tra una parte, Catania, e il famoso quarto polo di cui si
è parlato, ritengo sia una cosa assolutamente lontana da quella
azione riformatrice che ha, fino ad oggi, guidato questo Governo.
Concludo dicendo che è fondamentale non solo avere chiarezza ma
avere, in tempi brevissimi, non solo dai vertici, ad esempio
dell'Ateneo catanese, aspettiamo ancora di capire dietro
imbarazzati se', ma', forse', silenzi, di cosa stiamo parlando.
Aspettiamo che questo Governo, signor Presidente - la ringrazio
per i pochi secondi in più che mi ha concesso, ma è una questione
molto delicata - possa con chiarezza dire che la facoltà di lingue
della città di Catania, che ha una grande storia, che ha una grande
tradizione, non si tocca - sarebbe un reato il solo pensare cosa
contraria - e che, al tempo stesso, oltre il mantenimento di questa
nobile, gloriosa e grande istituzione, si può pensare, al contempo,
senza giocare con il vecchio gioco delle tre carte, in voga nelle
piazze, a rafforzare altra realtà isolana che ha bisogno della
vostra attenzione, che ha bisogno dell'attenzione di questo Governo
nazionale.
Una guerra tra poveri nel campo della cultura in Sicilia non è
consentita e non è consentibile.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Ma io avevo chiesto di parlare prima
PRESIDENTE. La Presidenza aveva chiuso le iscrizioni a parlare
poco fa. Comunque, onorevole Colianni, stiamo facendo uno strappo;
dopo di che concediamo due minuti ciascuno ma sono chiuse le
iscrizioni a parlare, per giunta per dichiarazione di voto.
Dato che non era previsto il dibattito, per come è nato l'ordine
del giorno, se apriamo il dibattito stiamo facendo, evidentemente,
tutto il contrario di quello che dovremmo fare.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
stiamo parlando anche troppo per la qualità e gli argomenti in
campo, dato che il problema non è l'ambiguità in cui si può cadere
leggendo questo ordine del giorno. Colpa non hanno gli estensori di
questo ordine del giorno; colpa ha chi sta promuovendo questa
iniziativa - questa sì - nella grande ambiguità, perché basta solo
dire che parlare della possibilità di istituzione di un quarto polo
senza sapere con quali risorse e quindi nell'ipotesi che si possano
ripartire, fra gli atenei che esistono e quello che si dovrebbe
aggiungere, le risorse disponibili oppure no, cambia totalmente lo
scenario. Se non si sa questo, nascono le confusioni, le ambiguità
e le guerre fra poveri a cui stiamo assistendo.
Molto più saggiamente chiedo ai deputati primi firmatari di
quest'ordine del giorno, anziché tirarci da una parte all'altra una
coperta che non esiste e quindi facendo anche un gioco
assolutamente fine a se stesso, che il Governo assuma come
raccomandazione l'impegno a verificare certamente la possibilità
che l'istituzione del quarto polo non arrechi nocumento alle realtà
già esistenti, ma possa essere fatto in un quadro di compatibilità
e di coerenza complessiva incrementando l'offerta formativa della
Sicilia senza danneggiare alcuno.
Altro oggi non possiamo dire. Nemmeno preoccuparci della paventata
chiusura di questa o di quella facoltà, perché l'iniziativa del
quarto polo è finora, posso dire, totalmente quasi demagogica,
quasi fantasiosa, dal momento che non si sa. Sarebbe assolutamente
straordinario che in un momento in cui - e lo abbiamo appena visto
- si vanno tagliando le risorse al sistema scolastico e formativo
in tutto quanto il Paese, si vada ad istituire una nuova facoltà;
se questo avviene a costanza di risorse, sarebbe una presa in giro.
Nessuno ha detto che questo non avverrà.
Chiedo, quindi, che l'ordine del giorno venga ritirato e assunto
dal Governo l'impegno a fare quello che, in qualche modo, tutti
quanti i deputati ci siamo esercitati a chiedere al Governo stesso.
AMMATUNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io non
condivido la presentazione di questo ordine del giorno perché
corriamo il rischio, così come fa il Governo nazionale, di
impoverire dei territori. Non vorrei che la parte sud-est della
Sicilia, penalizzata già per mancanza di infrastrutture, si
penalizzi anche dal punto di vista culturale.
Nella città di Ragusa, fino allo scorso anno, erano presenti
quattro facoltà: la facoltà di medicina, la facoltà di
giurisprudenza, la facoltà di agraria e la facoltà di lingue.
Ebbene, c'è stato un accordo con l'Università di Catania e la
facoltà di giurisprudenza, quella di medicina e quella di agraria
sono scomparse a Ragusa. E' rimasta solamente la facoltà di lingue,
e non vorrei che anche la facoltà di lingue possa scomparire.
Facciamo in modo, allora, di arrivare ad una sintesi. Io comprendo
e capisco la condizione in cui si trovano gli studenti della
Università di Catania, però facciamo in modo di non penalizzare
territori come quelli di Ragusa, di Siracusa e di Enna che
rappresentano una parte fondamentale per lo sviluppo economico e
culturale della nostra Isola. Non facciamo in modo che, anche
nella nostra Isola, possano esistere zone di serie A e zone di
serie B. Non facciamo in modo che anche nella nostra Isola, dal
punto di vista culturale, ci possa essere un triangolo che bisogna
considerare, che è il triangolo Catania-Messina-Palermo, e che
tutte le altre parti della Sicilia non servono a nulla.
Condivido, quindi, la proposta dell'onorevole De Benedictis di
ritirare questo ordine del giorno, di arrivare ad una sintesi, di
accettarlo come raccomandazione perché non può essere tollerabile
che territori come quelli delle province di Ragusa, di Siracusa e
di Enna possano subire delle penalizzazioni culturali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza vorrebbe trovare una
soluzione.
Onorevole Raia, se lei, come primo firmatario, è d'accordo,
propongo di cassare dall'ordine del giorno la parte che inizia con
le parole premesso che e sostituire le parole successive
considerato che con le seguenti premesso che .
Credo che la soluzione vada bene per tutti e non viene svilito il
significato di fare uno sforzo serio per quanto concerne anche la
questione legata alla riorganizzazione del sistema universitario
rispetto a quella facoltà che lei chiede che venga salvaguardata.
Mi pare un giusto punto di equilibrio che potrebbe risolvere il
problema.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non
voglio turbare i sonni del mio capogruppo che si è preoccupato per
la grande spaccatura su questo tema così importante
dell'Università.
Vorrei dire all'onorevole Raia che, forse, stiamo parlando di un
falso problema.
Perché chiedo il ritiro dell'ordine del giorno e faccio una
proposta? Vede, assessore, magari in Sicilia, dopo cento anni,
finalmente ci fosse un ministro che ci regalasse una università e,
fra l'altro, stiamo parlando di una università che è atipica
rispetto alle altre storiche università siciliane. Stiamo parlando
di una università moderna, una università a rete, una università
che non ha necessità di un centro fisico, perché altrimenti mi
dovrei preoccupare, io che vivo ad Enna, dove c'è una università in
cui già vi sono ottomila studenti
Assessore, la preghiera è quella di riflettere su questo fatto:
avendo una iniziativa ministeriale che certamente vede la Sicilia
interessata ad avere una università diffusa, io mi auguro anche
telematica, io mi auguro anche potentemente tecnologica; una
università per la quale, Assessore, lei dovrebbe intraprendere una
forte iniziativa, quella di chiamare il presidente o l'incaricato,
dottore Monaco, presidente della provincia di Enna, invitarlo ad
una riunione della Commissione parlamentare in uno al Governo,
onorevole Raia, e così discutere sulla questione. In tal modo io
penso che noi faremmo una cosa santa e giusta, e non avremmo la
preoccupazione di interferire su fatti culturali ormai
assolutamente inamovibili come quelli di Catania, e senza fare
torto agli amici di Ragusa rappresentati dall'onorevole Minardo e
company, i quali chiedono di non eliminare una esperienza
periferica che, invece, potrebbe rientrare all'interno
dell'università rete.
Pertanto, assessore, le chiedo di farsi propositore di
un'iniziativa parlamentare che faccia luce su questa vicenda che
non può viaggiare sotto traccia, ma che invece deve vedere
protagonista l'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Grazie Presidente, anche per lo strappo regolamentare, e
spero di esprimere il mio pensiero se pure in due minuti.
Ritengo comprensibile la preoccupazione dei colleghi presentatori
dell'ordine del giorno, ma non realistica, basata su indiscrezioni
giornalistiche, su voci di corridoio che non hanno ragione di
essere perché, purtroppo, parliamo ancora del sesso degli angeli.
La verità vera in questa vicenda è che Siracusa e Ragusa hanno già
pagato un grande tributo alla razionalizzazione dell'offerta
formativa universitaria; le due province in questi anni si sono
dissanguate in termini di risorse finanziarie, strutture, logistica
per offrire al proprio territorio un'adeguata presenza
universitaria, e lo hanno fatto di concerto con l'università di
Catania, cioè lo hanno fatto non in dissonanza, ma di concerto.
Invece, si è assistito nel corso di quest'anno ad una drastica
riduzione dell'offerta formativa che, in certi casi, ha
rappresentato anche una violazione dei patti che erano stati
stipulati: a Ragusa sono state cancellate le presenze universitarie
di cui parlava il collega Ammatuna; a Siracusa sono stati
cancellati i corsi dei beni culturali legati alla facoltà di
lettere e alla facoltà di scienze, in qualche modo un'intera platea
universitaria formata da più di duemila studenti è stata
completamente cancellata. E allora, altre sono le preoccupazioni
che dovremmo citare.
Il quarto polo: certo che se questa idea ancora fumosa, ancora per
aria, cominciasse a prendere corpo, non dovrebbe essere realizzata
in contrasto con le attuali sedi universitarie, ma come un processo
di razionalizzazione, come un processo di crescita e
razionalizzazione dell'offerta formativa, che possa garantire anche
nelle province non sedi di università storiche un'adeguata offerta
formativa. E' per questo che sono d'accordo con la proposta
formulata dalla Presidenza di eliminare dall'ordine del giorno la
parte che inizia con le parole premesso che - che potrebbe
diventare elemento di divisione nel momento della votazione dello
stesso - e sostituire le parole considerato che con le seguenti
premesso che . Infine, chiedo al Governo di accettarlo come
raccomandazione e di prevedere un apposito dibattito, da svolgere
in quest'Aula, sulla questione dell'offerta formativa universitaria
nella nostra Regione, promossa dallo stesso Governo.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me
l'argomento nell'ordine del giorno è mal posto.
Intanto, c'è la necessità di capire se il quarto polo
universitario è una cosa seria o meno.
Secondo, credo, senza volere fare l'interprete degli estensori
dell'ordine del giorno, che il punto non riguardi il quarto polo
universitario di cui si deve verificare la consistenza e la
serietà; é un quesito che si rivolge al Rettore Recca al quale si
chiede, un po' più di un quesito, un impegno, di mantenere, come
era una volta, un corso di laurea in lingue all'interno della
facoltà di lettere moderne. Allora, se questa è la volontà degli
estensori dell'ordine del giorno, io mi chiedo che cosa c'entra il
quarto polo universitario Non c'entra assolutamente nulla
Lei deve sapere, signor Presidente, che la sede del corso di
laurea in lingue con la specialità in lingue orientali, è stata
Ragusa Ibla. Quindi, Ragusa Ibla è stata la sede finora; poi,
quando c'è una controversia queste cose vengono messe in
discussione, però devo dire che l'ordine del giorno posto così è
mal posto, crea confusione.
Invece, nella volontà degli estensori penso che ci sia
l'intenzione di impegnare il Rettore, nel caso in cui si
concretizzasse il quarto polo, a mantenere comunque il corso di
laurea in lingue per evitare deportazioni di insegnanti e di
studenti dalla bellissima Ragusa Ibla.
Se così è, dovremmo imparare a scrivere in italiano quello che
pensiamo perché, se non scriviamo quello che pensiamo, inneschiamo
una guerra tra poveri, e non mi pare assolutamente il caso.
Credo che questo sia il punto.
RAIA. Onorevole Digiacomo, è scritto in italiano e non in cinese.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la replica.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Vi ringrazio per questi interventi che mi danno la
possibilità di operare un chiarimento che, forse per mia colpa,
doveva essere fatto nei giorni precedenti. E' assolutamente vera la
notizia che da due mesi, per iniziativa ministeriale, si sta
ragionando intorno alla possibilità di
DE BENEDICTIS. Di quale ministro?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. del ministro per l'istruzione. Si sta ragionando
intorno alla possibilità di ridisegnare l'offerta formativa
universitaria in Sicilia. Io sto partecipando a questa discussione
non saltando alcun passaggio, questa discussione finora è stata
fatta con i soggetti interessati. I soggetti interessati sono i
rettori delle università, sono i rappresentanti degli enti
istituzionali, sono i rappresentanti del Ministero.
Questa discussione è ancora all'inizio, ha una prefigurazione di
massima, ma attende ancora ulteriori precisazioni, si collega
possibilmente ad una statizzazione dell'università di Enna, non ha
ancora assolutamente definito altri passaggi necessari.
A me è sembrato opportuno partecipare a questa discussione e
comunque non esprimere una posizione contraria perché un aumento
dell'offerta formativa universitaria in Sicilia credo sia un valore
a cui nessuno può rinunziare.
Sul contenuto di ogni riunione io ho fatto un comunicato, il più
dettagliato possibile, relativamente alle decisioni assunte, ai
temi discussi, ai limiti individuati, ai progetti collegati. Non
solo, ma mi dispiace che questi comunicati, purtroppo, per un
difetto di comunicazione, finiscano in qualche modo con il non
poter assicurare questo circuito di informazione che io auspicavo.
E' totalmente falsa, inventata, irresponsabile la notizia che una
possibile chiusura della facoltà di lingue dell'università di
Catania sia da collegare all'istituzione del quarto polo
universitario
E' falsa per almeno tre ragioni, che nessuno può mettere in
discussione: primo, questo quarto polo universitario ancora è
indefinito e se prima non verrà calato nel piano triennale
dell'università e se prima non verrà inserito in un accordo di
programma-quadro, questa ipotesi è una ipotesi di discussione alla
quale tutti partecipiamo, ma è una ipotesi che non ha finora alcuna
configurazione concreta se non la giusta volontà - ripeto - alla
quale l'assessore aderisce e che sostiene, di estendere l'offerta
formativa anche in territori, come quelli di Siracusa e Ragusa, che
finora sono rimasti avulsi dal collegamento con un sistema
universitario.
E' falsa per un'altra ragione: non c'è alcuna prefigurazione del
fatto di come deve essere questo quarto polo universitario. Quindi,
dire che si chiude una facoltà è come se si presupponesse che nel
quarto polo universitario ci sia già l'ipotesi, l'idea di altre
facoltà; cosa che non c'è.
Ed è falsa, infine, perché è diffusa da soggetti irresponsabili
che non portano alcuna responsabilità in quanto l'unico soggetto
che dovrebbe portare la responsabilità di questa notizia è il
Magnifico Rettore dell'Università di Catania, ed è a lui che
bisognerebbe indirizzare queste considerazioni, nell'ambito di
un'autonomia universitaria che questa Assemblea può in qualche modo
suggerire, condizionare, ma alla quale non può assolutamente
imporsi.
Detto questo, io vi pregherei di ritirare quest'ordine del giorno
perché rischia di aggiungere petrolio su un incendio che è nato,
come diceva l'onorevole De Benedictis, sul nulla, onorevole Raia,
perché questa cosa qua non esiste.
Si sono fatte occupazioni sul nulla Io ho scritto almeno tre
comunicati che sono stati pubblicati sui giornali per cercare di
fare chiarezza, ma evidentemente non è bastato.
Tutto è nato sul nulla Perché se il Rettore dell'Università di
Catania volesse chiudere l'Università di Catania, questo è un
problema del Rettore dell'Università di Catania e nel qual caso lo
affronteremmo con i limiti giusti; ma non si può fare risalire
questa sua decisione ad altri disegni in corso, se questi disegni
in corso in questo momento sono in una fase assolutamente di primo
impatto e, tra l'altro, dovranno scontare, e mi auguro che non
siano penalizzati da questo, questa situazione complessiva di
tagli, che credo non incoraggi in questo momento a nutrire grandi
speranze su una effettuazione immediata di alcune proposte.
Mi auguro che non sia così. Mi auguro che l'offerta formativa
universitaria si possa ampliare.
Invito l'onorevole Raia e tutti quelli che hanno firmato l'ordine
del giorno a ritirarlo perché quest'ultimo è come se legittimasse,
sia pure sotto forma di avviso, di negazione, una cosa che non c'è.
E' come se noi facessimo un ordine del giorno su un possibile
impianto nucleare a Palermo, lo possiamo fare, ma non c'è in questo
momento l'ipotesi di un impianto nucleare a Palermo.
Quindi, pronunziarsi sul nulla, paradossalmente significherebbe
legittimare il nulla.
Dopo di che, avendo constatato che questi miei tentativi di
comunicazione attraverso la stampa evidentemente non ottengono il
risultato ottenuto, io accetto con molto favore l'invito
dell'onorevole Colianni a convocare in Commissione tutti i
responsabili di questa ipotesi, tutti quelli che stanno ragionando
in questa ipotesi per poter avere una sorta di interlocuzione che
metta a conoscenza dell'argomento in questione la Commissione
competente.
Onorevole Raia, il mio non è un rifiuto a pronunziarmi su una
cosa, è una riluttanza a pronunziarmi su un collegamento, su una
correlazione: quarto polo universitario - soppressione della
facoltà di lingue, che non esiste.
Non si può negare quello che non esiste, se ci mettiamo a negare
quello che non esiste dovremmo passare ventiquattro ore su
ventiquattro a negare
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si sta discutendo di
una cosa, a mio avviso, seria e nell'ordine del giorno, quando
recita impegna il Governo della Regione , si dice semplicemente
che bisogna convocare una riunione con tutti i soggetti per
definire un eventuale percorso, senza che ciò cozzi o comunque sia
a danno delle università o delle facoltà già esistenti. Infatti,
nel secondo comma, si dice proprio questo.
Assessore, se è tutto lavorato sul nulla e tutto è uscito fuori
sul nulla, fatto sta che, nelle scorse settimane, anche alti
dirigenti politici di questa Regione sono andati in Facoltà o al
Rettorato a dire che la causa degli studenti e dei professori era
corretta e che andava sostenuta. Io non voglio fare né guerra di
campanile né nulla, e le cose che lei ha detto sono pure
importanti, però ciò che posso fare, per quanto mi riguarda, visto
che sono la prima firmataria, è di accogliere non la sua proposta
di ritiro, Assessore, ma quella della Presidenza di togliere il
primo comma del premesso che e sostituire la parola considerato
che con la seguente premesso che .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la prima parte dell'ordine del
giorno, che inizia con le parole premesso che' viene cassata.
Rimangono in vita solamente la seconda parte, con la sostituzione
delle parole considerato che' con le seguenti premesso che', e la
parte finale in cui si impegna il Governo della Regione a
partecipare alla discussione per la riorganizzazione del sistema
universitario in Sicilia in modo sereno e costruttivo avendo come
riferimento la qualità e l'efficacia dell'offerta formativa; a
verificare, nel rispetto dell'autonomia delle università, i
percorsi possibili perché la suddetta facoltà di lingue e
letterature straniere, senza che ciò entri in conflitto con quanto
si possa prevedere per altre sedi, continui comunque ad essere
attiva nella sede di Catania'.
Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Sono assolutamente rispettoso della volontà
dell'Aula e mi rimetto all'Aula.
Faccio semplicemente notare, se mi permettete, con una battuta per
sdrammatizzare un po' che in quest'ordine del giorno è come se si
chiedesse all'Assessore di essere onesto.
E' giusto chiederlo, ma dovrebbe essere scontato.
PRESIDENTE. Il Governo, dunque, accetta l'ordine del giorno come
raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Cordoglio per la scomparsa dei due militari del contingente
italiano in Afghanistan
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, é doveroso da parte dell'Assemblea
regionale siciliana tutta esprimere il nostro cordoglio ai
familiari dei due militari del contingente italiano in Afghanistan
deceduti, il sergente Massimiliano Ramadù e il caporalmaggiore
Luigi Pascazio.
Invito i deputati ad osservare un minuto di silenzio.
(Tutti in piedi, i deputati osservano un minuto di silenzio)
Nel contempo, porgo a nome dell'Assemblea tutta gli auguri di
pronta guarigione ai due militari feriti, di cui uno siciliano,
caporalmaggiore Gianfranco Scirè, e caporale Cristina Buonacucina.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 giugno 2010,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Energia e servizi di pubblica utilità .
III - Discussione del disegno di legge:
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale» (520-144/A).
La seduta è tolta alle ore 17.52
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli