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Resoconto d'Aula della Seduta n. 176 di martedì 15 giugno 2010
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   FIORENZA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:

   Adamo,  Apprendi,  Beninati, Cintola,  Colianni,  Dina,  Donegani,
  Falcone, Forzese, Gianni, Incardona, Marinese, Scilla e Termine per
  oggi;
   Bonomo e Fagone dal 15 al 16 giugno 2010;
   Scoma dal 15 al 17  giugno 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che saranno in missione gli onorevoli:  Falcone
  il  16  giugno 2010; Ruggirello dal 16 al 17 giugno 2010;  Buzzanca
  dal 17 al 18 giugno 2010; Scoma dal 23 al 25 giugno 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle competenti Commissioni:

                             BILANCIO (II)

   -  Articolo 10, comma 2, legge regionale 17 novembre 2009, n.  11
   Credito  d'imposta  per  nuovi investimenti  e  per  la  crescita
  dimensionale delle imprese. Risorse finanziarie'  (n. 94/II)
   pervenuta  in  data 10 giugno 2010 e inviata in  data  11  giugno
  2010

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Attuazione  dell'articolo 61 della legge  regionale  26  marzo
  2002, n. 2  Piano del fondo regionale per la montagna' (n. 95/IV)
   pervenuta  in  data 10 giugno  2010 e inviata in data  11  giugno
  2010.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Nomina  del  direttore generale dell'Istituto  zooprofilattico
  sperimentale della Sicilia (n. 93/I)
   reso in data 8 giugno 2010 e inviato in data 9 giugno 2010.

           Comunicazione di delibera della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  delibera  della  Giunta
  regionale  n. 144 del 19 maggio 2010  Programma attuativo regionale
  (PAR) FAS 2007/2013- Modifiche del comitato di sorveglianza.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FIORENZA, segretario f.f.:

   «All'Assessore   per   le   risorse  agricole   e   alimentari   e
  all'Assessore  per  l'energia  e i  servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso  che  ormai da molti anni il consorzio di bonifica  10  di
  Lentini  (SR)  subisce inopinatamente il black out  totale  con  la
  conseguenza  dell'interruzione delle linee telefoniche,  situazione
  che determina una condizione di rabbia e sconcerto sia da parte dei
  dipendenti che dei produttori agricoli che aspettano l'inizio della
  campagna di irrigazione degli agrumeti della zona;

   ritenuta  abnorme ed intollerabile l'idea di non poter  utilizzare
  l'acqua  del  lago  di  Lentini,  per  la  cui  ricostituzione   le
  popolazioni  e  i produttori della zona nord della provincia  hanno
  lottato   per   anni  con  la  conseguenza  di  dovere   provvedere
  all'approvvigionamento   utilizzando   altre   fonti   con    costi
  moltiplicati;

   considerato  che  il  consorzio di bonifica Lago  di  Lentini  era
  considerato  una  sorta di fiore all'occhiello in quanto  unico  in
  attivo  finanziariamente  in  tutta la  Regione  siciliana  e  che,
  nonostante il dettato della legge regionale 45 del 1995, prevedesse
  la  democratizzazione  degli  organismi  rendendo  protagonisti   i
  produttori, tale norma è stata disattesa per oltre quindici anni  e
  la  gestione  dello  stesso  è  stata  affidata  ad  una  serie  di
  commissari straordinari, con la conseguenza che oggi il consorzio è
  ridotto in stato comatoso;

   ritenuto  ancora che dietro tali decisioni ci potrebbe  essere  un
  preciso disegno politico teso a cancellarne l'autonomia gestionale,
  a cooptarne la gestione in altro ente, separandone la direzione dal
  coinvolgimento  degli  enti  locali e dei  soggetti  interessati  e
  affidandone invece la gestione a dirigenti della Regione, pur bravi
  e competenti, ma sicuramente slegati ed esterni al territorio;

   ritenuto,  inoltre, impossibile garantire la gestione  remota  del
  più  grande invaso d'Europa, della capacità di 130 milioni di metri
  cubi  di  acqua,  senza  risolvere,  nell'ambito  di  questa  nuova
  gestione,  il  problema  della perdita  del  posto  di  lavoro  dei
  lavoratori ex Zena Cave, profondi conoscitori dell'invaso,  veri  e
  propri specialisti della materia, della cui professionalità non  ci
  si deve privare ai fini della sicurezza dell'impianto;

   per  sapere  se non intendano, ciascuno per le proprie  rispettive
  competenze,  superare  tale situazione di  inefficienza  gestionale
  istituendo  apposito  ufficio decentrato,  da  allocare  presso  lo
  stesso  consorzio,  per avviare, coordinare e  dirigere  una  nuova
  gestione  che  chiuda con i guasti del passato e per  garantire  la
  manutenzione,  l'ammodernamento, l'efficienza e la sicurezza  degli
  impianti    irrigui   e   dell'intero   sito,    valorizzando    le
  professionalità  esistenti e garantendo  la  razionalizzazione  dei
  costi di gestione». (1221)

                                                             MARZIANO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   presso le farmacie delle ASP vengono distribuiti i farmaci per  le
  malattie oncologiche e per altre malattie di particolare rilevanza;

   tali  farmaci  venivano distribuiti, previa relativa  prescrizione
  del  medico  curante,  attraverso  una  fornitura  trimestrale  che
  consentiva ai pazienti, o ai loro familiari, di recarsi  presso  le
  farmacie di distribuzione una volta ogni tre mesi;

   considerato invece che:

   sono  state  emanate  delle  direttive,  da  parte  dei  direttori
  generali  delle  ASP, che impongono la distribuzione  di  dotazione
  solo mensile;

   tali disposizioni stanno comportando gravi disagi ai pazienti e ai
  loro familiari poiché chi si deve recare fuori provincia, in genere
  nelle  città  di  Palermo,  Catania e Messina,  sedi  di  strutture
  sanitarie  di  eccellenza, è costretto a farlo  ogni  mese  con  la
  triplicazione  dei costi e dei disagi e che chi si avvale,  invece,
  delle  farmacie  provinciali delle ASP è costretto  a  subire  code
  insopportabili  che,  a  seguito  di  tali  disposizioni,  si  sono
  triplicate nella durata fino a costringere pazienti e familiari  ad
  attese di oltre un'ora, un'ora e mezza;

   per sapere:

   se  tali direttive dei direttori generali provinciali dipendano da
  analoghe disposizioni di codesto Assessorato;

   se  non  ritenga di chiedere ai direttori generali  delle  ASP  di
  revocare   tali   disposizioni  e,  in  subordine,   di   aumentare
  sensibilmente il numero delle farmacie che possano distribuire tali
  farmaci (almeno una ogni centomila abitanti) consentendo inoltre  a
  tutti  i  pazienti  di  ritirare i farmaci  loro  prescritti  nelle
  farmacie delle province di residenza, quale che sia quella in cui è
  avvenuta  la cura ed è avvenuto l'eventuale intervento chirurgico».
  (1222)
                                                             MARZIANO

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   in  data  29  settembre 2003 il consiglio comunale di Siracusa  ha
  approvato  lo  schema di massima del piano regolatore generale  del
  porto di Siracusa;

   tale  piano giace da quasi sette anni presso gli uffici competenti
  di   codesto  Assessorato  per  la  redazione  della  progettazione
  definitiva;

   tale  piano esclude in ogni caso le aree del porto piccolo e della
  baia  di santa Panaria dalla possibilità di realizzazione di  porti
  turistici;

   considerato invece che, nel corso dell'ultima seduta del consiglio
  comunale di Siracusa, il sindaco della città ha fatto riferimento a
  ben  tre procedure amministrative riguardanti la realizzazione  dei
  porti turistici e precisamente:
   1)  marina  di  Archimede,  in fase di realizzazione;  2)  società
  Spero, adiacente al primo; 3) altra richiesta di porto turistico  è
  stata  avanzata  per  l'area prospiciente il parcheggio  Talete  da
  parte della società Port Royal, il cui iter è alle battute iniziali
  e  che  insisterebbe proprio su una delle aree escluse dallo schema
  di massima del nuovo PRG del porto;

   ritenuto che:

   già  in  sede  di  redazione  del PRG  della  città,  una  abnorme
  previsione  di incremento demografico della città, rivelatasi  però
  assolutamente errata, sta determinando un'ingiustificata ed abnorme
  espansione  della  città  che,  in alcuni  casi,  sta  determinando
  l'aggressione di parti sensibili del territorio cittadino;

   la previsione di ben tre porti turistici potrebbe rivelarsi errata
  esattamente come quella sull'incremento demografico della città;

   per sapere:

   se non ritenga di dover accelerare l'iter di redazione del PRG del
  porto di Siracusa, in modo da evitare da parte dell'amministrazione
  comunale  scelte che potrebbero determinare gravi guasti ambientali
  e  danni  irreversibili all'assetto urbanistico della città  ed  al
  tempo stesso avviare ingiustificate operazioni immobiliari;

   se  non  ritenga, inoltre, nelle more di tale atto,  di  invitare,
  attraverso    gli   strumenti   a   disposizione   dell'Assessorato
  (commissario ad acta, ispezione, etc.), l'amministrazione  comunale
  a  non  assumere scelte non coerenti con le previsioni dello stesso
  piano». (1223)

                                                             MARZIANO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   l'Assessore  per la salute ha confermato la volontà di  sopprimere
  il  reparto  di  psichiatria  della  Guadagna  a  Palermo,  la  cui
  dotazione è di 15 posti letto;

   nel reparto sopra indicato originariamente erano previsti 75 posti
  letto  ad  oggi  ridotti drasticamente a  meno  di  55,  a  cui  si
  aggiungerebbe l'ulteriore taglio di 15;

   rilevato che:

   l'orientamento   espresso  nel  tempo  dall'Assessorato   era   di
  trasferire  il  reparto in altro contesto ospedaliero,  ipotizzando
  l'ospedale Ingrassia, il Policlinico o il Buccheri La Ferla;

   la  decisione  assunta  adesso  è finalizzata  alla  chiusura  del
  reparto   con  ricadute  assai  negative  sull'organizzazione   del
  dipartimento di salute mentale e in particolar modo sull'assistenza
  ai  malati  psichiatrici  di Palermo, che inevitabilmente  dovranno
  essere accompagnati in altre province;

   considerato che, in base alla normativa nazionale, si  prevede  un
  posto  letto di psichiatria ogni diecimila abitanti e secondo  tale
  disposizione  la città di Palermo dovrebbe disporre  di  almeno  80
  posti letto;

   per  sapere se non ritenga opportuno rivedere le decisioni assunte
  in  merito al reparto di psichiatria della Guadagna a Palermo e per
  le  ragioni  qui  esposte impedirne la chiusura  ovvero  stabilirne
  idonea  allocazione  tenendo  conto delle  necessità  assistenziali
  previste per le patologie mentali». (1225)

                                                             APPRENDI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e il lavoro, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica  utilità  e  all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la   Ge   Transportation  Systems,  che  fa   parte   della   nota
  multinazionale  americana  General  Electric,  intende  aprire  uno
  stabilimento  a  Catania  e a tale scopo ha  già  selezionato,  per
  assumerli, 23 ingegneri siciliani laureatisi nell'Ateneo catanese;

   pare  che  la  Regione  siciliana  abbia  promesso  all'importante
  azienda un cospicuo finanziamento proveniente da fondi CIPE;

   tenuto conto che:

   il  presidente  della Regione Toscana, facendo leva sull'esistenza
  del  Pignone, centro legato all'estrazione e alla distribuzione  di
  petrolio  e  gas  nel  mondo,  sta cercando  in  tutti  i  modi  di
  scongiurare l'apertura della nuova sede catanese, poiché oggi la Ge
  Transportation Systems conta in Italia due filiali  con  circa  180
  dipendenti tra Genova e Firenze;

   la nuova apertura preoccupa i sindacati e innumerevoli personalità
  politiche  toscane:  dall'assessore provinciale  al  lavoro,  Elisa
  Simoni, al vicesindaco del comune di Firenze, Dario Nardella,  sino
  all'assessore  regionale  al lavoro, Gianfranco  Simoncini,  poiché
  vedono  la  sede  di  Catania  come un competitor,  anche  dopo  le
  innumerevoli  rassicurazioni da parte della  General  Electric,  la
  quale  tiene  a  precisare che si tratterebbe di un nuovo  progetto
  denominato  Delta';

   considerato che:

   l'apertura di una nuova sede della General Electric porterebbe una
  ventata  di innovazione altamente tecnologica e specialistica,  con
  la  creazione  di  nuove  connection  con  il  mondo  accademico  e
  industriale,  per  non  parlare dell'indotto  che  vi  graviterebbe
  attorno;

   è  in  gioco la credibilità delle nostre istituzioni che in questa
  circostanza  hanno la possibilità si ribadire, con la presenza  dei
  ricercatori selezionati e formatisi nei nostri atenei,  la  volontà
  di  avere sul proprio territorio un polo del calibro della  General
  Electric,   e   così  interrompere  la  continua  e   irrefrenabile
  emigrazione delle nostre migliori risorse in altri luoghi;

   forse  è  giunto il momento che l'inspiegabile coltre di  presunta
  indifferenza   e   di  silenzio  lasci  il  posto  all'orgoglio   e
  all'impegno siciliano nonché al desiderio di far luce sulla vicenda
  e  di  risolverla efficacemente nel più breve tempo possibile,  con
  una  determinazione ed una volontà a difesa delle proprie  ragioni,
  tese a voler affermare esclusivamente il nostro saper fare e a  non
  fermarsi  di  fronte  alle difficoltà che puntualmente  ci  vengono
  frapposte;

   per sapere:

   quali  iniziative abbiano intenzione di intraprendere per  far  sì
  che la  Ge Transportation Systems possa impiantarsi a Catania;

   se ci siano già delle trattative in corso;

   se  si  stia facendo tutto il possibile per non lasciarsi sfuggire
  l'ennesima  opportunità  di lavoro, che significherebbe  rinunciare
  oggi  e  per  il  futuro  ad un trampolino di lancio  dell'economia
  siciliana». (1226)

                                                POGLIESE - VINCIULLO

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso  che  per fronteggiare le condizioni di crisi  idrica  nel
  territorio  di  Agrigento, il commissario delegato per  l'emergenza
  idrica   ex  ordinanza  ministeriale  3189/02  ha  proceduto   alla
  realizzazione  di  un impianto di dissalazione di  acqua  di  mare,
  ubicato   nell'area  ASI  di  porto  Empedocle,  con  finalità   di
  integrazione   dell'approvvigionamento  idrico   della   città   di
  Agrigento.   L'intervento  traeva  origine   dalla   necessità   di
  fronteggiare  la forte condizione di crisi in un'area sensibilmente
  deficitaria  sotto  l'aspetto dell'approvvigionamento  idrico,  nel
  periodo  transitorio  necessario per il  rifacimento  delle  grandi
  infrastrutture di trattamento e trasporto;

   premesso, inoltre, che l'impianto, realizzato per la produzione di
  100 l/s per il funzionamento in un periodo di 3 anni e per un costo
  che  solo  per  le opere civili necessarie per l'installazione  dei
  moduli   di  trattamento  ha  comportato  oneri  per  la   pubblica
  amministrazione  per un importo complessivo a  consuntivo  di  euro
  5.250.000,00  oltre  IVA,  ha iniziato  la  produzione  in  data  9
  febbraio 2007 ed in pari data è stata avviata la gestione triennale
  dei moduli di dissalazione con la produzione di acqua dissalata;

   accertato  che  con il prossimo mese di luglio  scadranno  sia  il
  contratto  di  gestione dei moduli di trattamento sia quello  delle
  opere civili;

   considerato  che  il  contratto di  gestione  dei  moduli  prevede
  espressamente, all'articolo 17, la possibilità, alla sua  scadenza,
  che  la  Regione siciliana (primo ente opzionato) eserciti entro  i
  successivi 60 giorni il diritto di riscatto dell'impianto  versando
  all'affidatario la somma di euro 500.000,00 oltre IVA. In  caso  di
  mancato  esercizio  del diritto da parte della Regione,  lo  stesso
  potrà  essere  esercitato alle medesime condizioni  dal  comune  di
  Agrigento;

   verificato  che  il  sistema  di  adduzione  dell'acqua  dissalata
  prodotta   è   concepito,  immettendo  i  volumi  idrici   prodotti
  nell'acquedotto Favara di Burgio, di modo che la stessa risorsa può
  anche  essere  destinata,  grazie al  sistema  di  interconnessioni
  acquedottistiche   nel   frattempo  realizzate,   al   sistema   di
  sovrambito,  che tutti i contratti con i gestori della dissalazione
  in  Sicilia  e nelle isole minori sono posti direttamente  in  capo
  alla  Regione  e  che i fondi necessari per procedere  al  riscatto
  dell'impianto   potrebbero  essere  recuperati  tra   le   economie
  conseguite  e  conseguibili sul programma di opere  finanziato  dal
  commissario delegato, oggi in fase di completamento;

   per  sapere  se  intenda, nel ritenere essenziale il  mantenimento
  dell'impianto  di  dissalazione di acqua di mare ubicato  nell'area
  ASI di Porto Empedocle, da utilizzare come strumento ausiliario  di
  emergenza  con  finalità  di  integrazione  dell'approvvigionamento
  idrico dell'intera provincia di Agrigento, che da tempo immemore  è
  penalizzata  dalla persistente mancanza dell'erogazione  dell'acqua
  nelle  case dei cittadini residenti, valutare la possibilità,  alla
  luce  dell'avvenuto completamento dell'ammortamento  dell'impianto,
  di  acquisire lo stesso e provvedendo alla indizione di  una  nuova
  gara  di  affidamento del servizio certamente  meno  onerosa  della
  precedente». (1227)

                                                               BOSCO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che nella  notte  del  13
  dicembre  del 1990, le province di Siracusa, Ragusa e Catania  sono
  state  interessate da un devastante evento calamitoso,  comunemente
  chiamato  terremoto di Santa Lucia' proprio perché verificatosi  in
  occasione  dei  festeggiamenti in onore  della  Patrona  e  martire
  siracusana;

   preso  atto che il Governo nazionale, il 31 dicembre 1991, approvò
  la  legge  433, avente per oggetto la ricostruzione degli  immobili
  privati e pubblici colpiti e devastati da detto evento calamitoso;

   accertato che:

   oltre ai fondi previsti per la ricostruzione, i Comuni colpiti dal
  sisma  vennero  autorizzati ad assumere (articoli 14  e  23  quater
  della  legge  30  marzo  1998, n. 61),  a  tempo  determinato,  dei
  tecnici,  al  fine  di istruire le migliaia di pratiche  che  erano
  state presentate nei vari Comuni delle tre province;

   i Comuni interessati, come sopra autorizzati, hanno proceduto alle
  relative  assunzioni, tra i quali i comuni di Catania e  Carlentini
  che,  mediante prove concorsuali e successiva redazione di apposita
  graduatoria, hanno immesso in servizio, il primo, n. 10 tecnici  (5
  laureati e 5 diplomati), il secondo, n. 21 tecnici (3 laureati e 18
  diplomati);

   tutti  i  Comuni  hanno  provveduto al pagamento  delle  spettanze
  dovute ai suddetti tecnici solo ed esclusivamente a mezzo di  fondi
  ex lege 433/1991 inseriti nel bilancio della regione;

   tenuto conto che:

   nel  dicembre  del  2002, la Finanziaria nazionale  autorizzava  i
  Comuni,  colpiti dal sisma del 13 e 17 dicembre 1990, a trasformare
  i  contratti  dei tecnici de quibus, da tempo determinato  a  tempo
  indeterminato (articolo 20 legge 448 del 298 dicembre 2001);

   la  Regione siciliana ha recepito la legislazione nazionale, tanto
  è  vero  che tutti i sindaci delle province di Siracusa, Catania  e
  Ragusa hanno proceduto alla stabilizzazione dei tecnici assunti  in
  forza della legge 433/1991;

   accertato che solo i comuni di Catania e Carlentini, ad oggi,  non
  solo  non  hanno  provveduto alla trasformazione dei  contratti  in
  essere  a  tempo  indeterminato, ma, addirittura, hanno  proceduto,
  illegittimamente,  al licenziamento di tutti i tecnici  di  cui  in
  premessa;

   considerato  che  tale comportamento, sicuramente illegittimo,  ha
  creato  una  odiosa ed insopportabile disparità di  trattamento,  a
  danno  solo  dei  tecnici dei comuni di Catania e  Carlentini  che,
  oltre  alla mancata stabilizzazione, sono stati costretti a  subire
  un licenziamento ingiusto ed ingiustificato;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intenda adottare al fine di  ristabilire  una
  equità  di  trattamento  tra i tecnici  dei  comuni  di  Catania  e
  Carlentini  e  quelli  dei  rimanenti  Comuni  delle  province   di
  Siracusa, Ragusa e Catania;

   se  non  ritenga utile ed indispensabile, con l'urgenza del  caso,
  nominare degli ispettori nei comuni di Catania e Carlentini al fine
  di  verificare quali sono state le motivazioni che hanno spinto  le
  due Amministrazioni a non stabilizzare i tecnici di cui sopra;

   infine,  se  non ritenga giusto inserire i tecnici  esclusi  dalla
  stabilizzazione  dei comuni di Catania e Carlentini  fra  coloro  i
  quali  potranno godere dei benefici previsti dalla legge  a  favore
  dei  lavoratori  precari  degli Enti locali  e  della  Regione,  in
  considerazione  che  detti tecnici hanno, sicuramente,  almeno  gli
  stessi  diritti  dei PIP di Palermo che sono stati  sottratti  alla
  giurisdizione  del  Comune e sottoposti a  quella  della  Regione».
  (1224)

                                       VINCIULLO - FALCONE - POGLIESE

   PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà trasmessa al Governo e alla
  competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   FIORENZA, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso  che  il  sottoscritto interrogante, in data  11  novembre
  2009,   ha   presentato  l'interrogazione  parlamentare   n.   866,
  riguardante    Notizie  sui  ritardi  nella   realizzazione   degli
  interventi di tutela e valorizzazione della Villa Romana del Casale
  di  Piazza Armerina (EN)', annunciata in Aula nella seduta  n.  122
  del  17  novembre 2009 e trasmessa al Governo in data  24  novembre
  2009;

   considerato  che  i  tour  operator hanno  già  stralciato  Piazza
  Armerina dai tour del 2010 e 2011 in quanto la Villa è inagibile, e
  ciò  con  gravi refluenze sull'economia di Piazza Armerina e  della
  Provincia di Enna;

   ancora oggi, la suddetta interrogazione parlamentare non ha  avuto
  alcuna risposta;

   per  sapere i motivi ostativi per cui non abbia potuto fornire con
  tempestività  ed  adeguatezza i dovuti  chiarimenti  richiesti  con
  l'atto  ispettivo  n. 866 in merito ai ritardi nella  realizzazione
  degli interventi di tutela e valorizzazione della Villa Romana  del
  Casale di Piazza Armerina». (1228)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per la  famiglia,le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

     con contratto di collaborazione (co.co.co) a scadenza presso  le
  sedi  Enel  di  Firenze,  Palermo, Napoli, Roma  e  Torino,  veniva
  assunto  personale  per  il tramite della società  OAT  Informatica
  s.r.l.  per  svolgere attività di call center e assistenza  tecnica
  territoriale;

   successivamente  nel 2001 il personale della società  OAT   veniva
  assunto  con  contratti a tempo determinato  nella  sede  di  sesto
  Fiorentino. Conseguentemente i lavoratori siciliani da  Palermo  si
  trasferiscono  a  Firenze  per  espletare  le  mansioni  in  favore
  dell'Enel a seguito di un contratto tra l'Enel e la società OAT;

   il  predetto  contratto, la cui scadenza era prevista  per  il  31
  gennaio  2004, non veniva rinnovato dall'Enel che invece sostituiva
  i  lavoratori dell'OAT con quelli della ManPower. A seguito di  una
  serie  di  proteste i lavoratori ex OAT Informatica s.r.l. venivano
  assunti  dall'Enel  ma sempre con contratti di  somministrazione  e
  interinali rinnovabili annualmente;

   considerato che:

   nel  2008  la  società Enel ha provveduto all'assunzione  a  tempo
  indeterminato dei lavoratori precari di Roma e non ha proceduto per
  i  trenta lavoratori di Palermo che invece sono rimasti privi della
  loro occupazione;

   dopo  otto  anni di precariato i lavoratori ex OAT di  Palermo,  a
  differenza dei colleghi delle altre sedi italiane, si sono  trovati
  senza lavoro e privi di fonte di reddito anche se hanno svolto  una
  prestazione di lavoro continuativa e non saltuaria;

   ritenuto che:

   deve essere tutelata la posizione dei lavoratori precari ex OAT in
  servizio presso la sede Enel di Palermo;

   tale  situazione  viola  il diritto al  lavoro  e  crea  ulteriore
  disoccupazione;

   alla luce di quanto sopra:

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per verificare
  la  posizione dei lavoratori precari ex OAT di Palermo in  servizio
  presso l'Enel, per garantire e tutelare il mantenimento dei livelli
  occupazionali   e   per  l'assunzione  e  la  stabilizzazione   dei
  lavoratori precari ex OAT di Palermo». (1229)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   - numero 197 «Iniziative atte ad escludere dal Patto di stabilità,
  previsto  nel  decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, i finanziamenti
  statali  per  opere  pubbliche  e  i  finanziamenti  per  i  Comuni
  precedentemente  commissariati a causa di  infiltrazioni  mafiose»,
  degli   onorevoli   Adamo,  Aricò,  Cristaudo,   Currenti,   Greco,
  Incardona,  Marinese, Marrocco, Minardo, Nicotra,  Scammacca  Della
  Bruca e Scilla, presentata il 9 giugno 2010;

   -  numero  198  «Interventi  a sostegno dei  pescatori  siciliani,
  perchè venga concessa una deroga al Regolamento U.E. n. 1967/2006»,
  degli  onorevoli Gennuso, Calanducci, Musotto, Romano  e  Colianni,
  presentata il 9 giugno 2010;

   -  numero  199  «Salvaguardia dell'occupazione dei dipendenti  del
  gruppo  bancario DELTA», degli onorevoli Aricò, Pogliese, Caputo  e
  Vinciullo, presentata il 10 giugno 2010. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il decreto, legge 31 maggio 2010, n. 78, in materia di risanamento
  dell'economia  nazionale, prevede, tra l'altro, misure  ancora  più
  restrittive  nei  confronti dei comuni  che  sforano  il  patto  di
  stabilità;

   nello specifico, il comma 3 dell'art. 14 del suddetto del decreto-
  legge recita testualmente 'In caso di mancato rispetto del patto di
  stabilità  (...)  i  trasferimenti  dovuti  agli  enti  locali  che
  risultino inadempienti nei confronti del patto di stabilità interno
  sono  ridotti, nell'anno successivo, in misura pari alla differenza
  tra   il   risultato   registrato   e   l'obiettivo   programmatico
  predeterminato (...)';

   tenuto conto che:

   l'applicazione testuale del suddetto articolo porterebbe il 50 per
  cento dei comuni siciliani al tracollo finanziario;

   la   decurtazione,  se  non  addirittura  la  totale  assenza   di
  trasferimenti di fondi dallo Stato ai comuni, non permetterebbe  la
  loro  sopravvivenza,  già  in profonda crisi  di  liquidità  per  i
  precedenti  tagli di contributi effettuati dalla  Regione  e  dallo
  Stato;

   considerato che:

   i  motivi  che portano allo sforamento del patto di stabilità,  da
  parte   di   molti  enti  locali,  esulano  dalla   volontà   delle
  Amministrazioni comunali e sono dovuti a due fattori  predominanti:
  il finanziamento totale, da parte dello Stato, di opere pubbliche e
  la   presenza  di  precedenti  commissariamenti  per  infiltrazioni
  mafiose;

   nello   specifico,  gli  importi  erogati  dallo  Stato   per   il
  finanziamento  totale di particolari opere pubbliche rientrano  nel
  computo   del   Patto   di  stabilità,  ponendo,   di   fatto,   le
  amministrazioni  locali al di fuori del Patto stesso  senza  alcuna
  responsabilità oggettiva dei medesimi enti locali.  Per  lo  stesso
  motivo, i sindaci eletti in comuni amministrati precedentemente  da
  commissari,   si  ritrovano  bilanci  assolutamente   falsati   dai
  finanziamenti previsti dallo Stato nei casi specifici suindicati;

   tenuto   conto  che  l'esclusione  dal  patto  di  stabilità   dei
  finanziamenti  statali  per  la realizzazione  di  opere  pubbliche
  permetterebbe  ad  oltre il 60 per cento dei  comuni  siciliani  di
  poter  mantenere i propri costi di gestione all'interno del  Patto,
  riducendo,  di gran lunga, il rischio di tracollo finanziario,  con
  conseguenze drammatiche ben comprensibili,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  urgentemente presso il Governo  nazionale  perchè
  vengano  esclusi dal Patto di stabilità, previsto dal decreto-legge
  31  maggio  2010, n. 78, i finanziamenti ai comuni, da parte  dello
  Stato,  per  la realizzazione di opere pubbliche e i finanziamenti,
  erogati  dallo  Stato  medesimo, agli enti  locali  precedentemente
  commissariati per infiltrazioni mafiose». (197)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la   pesca   nel   mar   Mediterraneo  e   nell'oceano   Atlantico
  settentrionale  è  sottoposta  al  controllo  di  una   Commissione
  internazionale  che  assegna annualmente ai vari  Stati  membri  le
  quote  di  pescato  che successivamente vengono suddivise  tra  gli
  operatori nazionali della pesca;

   la  Commissione  europea stabilisce, inoltre,  le  regole  per  le
  campagne di pesca ed indica i periodi e le modalità entro cui  tale
  attività è consentita;

   già  per  la  campagna  di pesca del 2008,  la  Commissione  aveva
  fissato  un  periodo  di  pesca breve e  tutti  gli  operatori  del
  settore,  pur  lamentandosi  di  tale  brevità,  avevano  investito
  risorse  economiche stipulando vari contratti per  il  noleggio  di
  natanti  e  assumendo pure personale necessario per le  battute  di
  pesca;

   è  entrato  in  vigore  dall'1 giugno  2010,  il  Regolamento  del
  Consiglio dell'Unione europea n. 1967/2006 (relativo alle misure di
  gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della  pesca
  nel  mar  Mediterraneo,  recante modifica del  Regolamento  CEE  n.
  2847/93 e che abroga il Regolamento CE n. 1626/94), riguardante  le
  misure di gestione per la pesca nel mar Mediterraneo;

   considerato che:

   il  Regolamento  n.  1967/06, sull'utilizzo di attrezzi  a  maglia
  larga  coglie  le marinerie nel bel mezzo di una crisi strutturale,
  marinerie che sono chiamate ad investire risorse in vista di minori
  prospettive  di  guadagno, almeno a breve termine,  e  di  maggiori
  costi di gestione;

   secondo le nuove norme comunitarie, gli attrezzi trainati dovranno
  avere  una  pezza  di rete a maglia quadrata da 40  millimetri  nel
  sacco   o,   su  richiesta  debitamente  motivata  da   parte   del
  proprietario del peschereccio, una rete a maglia romboidale  da  50
  millimetri.   La  questione  sollevata  dai  pescatori,   allargata
  probabilmente a tutto l'indotto, è che le dimensioni  delle  maglie
  delle  reti sarebbero  inadeguate' al tipo di pesca che si effettua
  nel mar Mediterraneo;

   gli  effetti delle nuove norme comporterebbero una riduzione  pari
  al  50 per cento del pescato odierno, mettendo dunque a rischio  la
   sostenibilità' dei costi di gestione, e conseguentemente  i  posti
  di lavori nello stesso settore;

   già  alcuni  eurodeputati italiani hanno chiesto  la  proroga  per
  l'attuazione   del  Regolamento  pesca  per  la  salvaguardia   del
  patrimonio gastronomico marittimo e per la tutela della  pesca  nel
  Mediterraneo,  affinché  lo  stesso patrimonio  gastronomico  e  il
  futuro dei pescatori siciliani siano salvaguardati;

   è comprensibile, da un lato, che il Regolamento punti a proteggere
  il patrimonio marittimo del Mediterraneo; dall'altro, però, bisogna
  tener  presente le tradizioni e le esigenze di ogni singola Regione
  europea;

   troppo  spesso,  le  normative della Comunità europea  prescindono
  dalle peculiarità e specificità locali;

   ritenuto che:

   in relazione all'obbligo di adottare le nuove reti ed attrezzature
  previste  dal  Regolamento della pesca per il Mediterraneo,  che  è
  entrato a pieno regime dall'1 giugno, gli operatori, consorziati  e
  non,  ritengono necessario disporre immediatamente un  fermo  pesca
  straordinario, prolungato ed indennizzato per imprese e lavoratori,
  affidando nel contempo alla ricerca scientifica lo studio d'impatto
  sulle  risorse  ittiche  e sulle conseguenze  di  carattere  socio-
  economico;

   la  protesta, portata avanti con l'interruzione delle attività  di
  pesca,  che  potrà avere carattere di facoltatività,  tenuto  conto
  della natura economica della crisi, consentirà:

   1.   alle   aziende  che  forniscono  attrezzature  da  pesca   di
  approvvigionare i punti vendita attualmente sprovvisti o carenti,

   2. agli armatori di provvedere agli adeguamenti previsti, evitando
  di esporsi a sanzioni tanto inutili quanto dannose,

   3. alla scienza applicata alla pesca di condurre una ricerca seria
  e  rigorosa sugli effetti che si rifletteranno sugli  stock' e  sul
  comparto,  permettendo  eventualmente  di  rimodulare  i  contenuti
  scientifici  dei  Piani  di  gestione, presentati  in  un  contesto
  totalmente diverso dall'attuale;

   considerato che:

   per  le organizzazione dei pescatori l'entrata in vigore del sopra
  citato Regolamento n. 1967/2006 sarebbe la sentenza di condanna per
  il comparto della pesca;

   le  norme  comunitarie, che prevedono l'allargamento delle  maglie
  delle  reti e la variazione delle distanze dalla costa, non essendo
  adeguate al tipo di pesca praticata nel mar Mediterraneo, rischiano
  di  mettere  in  ginocchio un comparto fondamentale per  l'economia
  siciliana, come quello della pesca, che garantisce sostentamento  a
  migliaia di famiglie,
                   impegna il Governo della Regione

   ad   intervenire  urgentemente  presso  le  sedi   opportune   per
  individuare   le   risorse  economico-finanziarie   necessarie   al
  risarcimento  dei danni che gli operatori del settore hanno  dovuto
  subire  a causa dei provvedimenti succedutisi nel tempo, e per  far
  fronte ai danni che sicuramente l'entrata in vigore del Regolamento
  n. 1967/2006 provocherà;

   ad  individuare gli eventuali strumenti di tutela dei  lavoratori,
  che  inevitabilmente verranno licenziati a seguito dell'entrata  in
  vigore del Regolamento del Consiglio dell'Unione europea 1967/2006,
  sulle  misure  di  gestione per lo sfruttamento  sostenibile  delle
  risorse  della pesca nel mar Mediterraneo, evitando così una  nuova
  crisi occupazionale». (198)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  gruppo  bancario  Delta', entità partecipata  della  Cassa  di
  Risparmio della Repubblica di San Marino, specializzato nel credito
  al   consumo,  è  ormai  commissariato  da  10  mesi   in   seguito
  all'indagine   Varano',  che ha visto i suoi  vertici  accusati  di
  associazione   a  delinquere,  riciclaggio  ed  esercizio   abusivo
  dell'attività bancaria, secondo quanto pubblicato dai media;

   il   commissariamento   doveva  garantire   continuità   aziendale
  preservando  l'occupazione dei 900 dipendenti, di cui  706  con  il
  contratto, oltre ad un indotto di circa millecinquecento persone;

   sin  dal 2003, anno della sua fondazione, il gruppo bancario Delta
  ha  visto  crescere ogni anno i suoi utili grazie anche all'impegno
  dei suoi dipendenti, la maggior parte dei quali giovani motivati  e
  meritevoli, con età media di 35 anni;

   dall'ultima  comunicazione  dei  commissari  inviati  dalla  Banca
  d'Italia,  presentata  il  16 marzo u.s,  sarebbe  venuta  meno  la
  possibilità del salvataggio del gruppo Delta da parte di Intesa-San
  Paolo, interessata all'acquisto di una parte del gruppo che include
  alcune società tra cui Sedicibanca, Bentos Assicurazioni e le  reti
  commerciali  Plus  Valore e Carifin, con la  conseguente  messa  in
  stato  di  crisi  della  società  e  l'avvio  delle  procedure   di
  licenziamento collettivo. Ciò avverrà immancabilmente se  entro  30
  giorni  da  tale data nessun altro istituto di credito si  rendesse
  disponibile ad un suo acquisto;

   in  Sicilia  il  gruppo  bancario Delta  è  presente  con  quattro
  filiali, e precisamente, a Palermo, Bagheria (PA), Caltanissetta  e
  Catania,  per  un  totale di 21 dipendenti ed una rete  di  agenzie
  sparse in maniera capillare tra gli altri capoluoghi della Regione;

   considerato che:

   la  gravità  della situazione si riflette sul piano  occupazionale
  anche nel territorio della provincia di Palermo;

   la  Banca  d'Italia  si è fatta promotrice di  iniziative  per  il
  salvataggio  di  gruppi bancari in difficoltà,  a  tutela  sia  dei
  risparmiatori   che  dei  lavoratori  delle  entità   bancarie   in
  difficoltà,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere ogni iniziativa possibile presso i commissari
  del  gruppo, gli organismi regionali preposti ed il gruppo  Intesa-
  San  Paolo, al fine di trovare, in tempi rapidi, una soluzione  che
  possa  salvaguardare il posto di lavoro dei dipendenti  del  gruppo
  bancario Delta». (199)

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                          Attività produttive'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze  della  rubrica
   Attività produttive'.
   Onorevoli colleghi, con riferimento all'interrogazione numero 1058
  «Iniziative  per risolvere i problemi di distribuzione  di  energia
  elettrica  al  Comune di Custonaci (TP)», a pagina 17 dell'apposito
  allegato,  preciso  che nella seduta d'Aula n.  175  dell'8  giugno
  u.s.,  la  stessa si è svolta per la rubrica 'Energia e servizi  di
  pubblica  utilità',  ed  il  firmatario,  onorevole  Oddo,   si   è
  dichiarato parzialmente soddisfatto.
   Comunico,  altresì,  che,  con nota 103815  dell'11  giugno  2010,
  pervenuta  in  pari data, il Presidente della Regione  ha  delegato
  l'assessore per l'energia a curarne la trattazione.
   In  conseguenza della delega testé comunicata, l'iter parlamentare
  del suddetto atto ispettivo è da ritenersi concluso.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

   Si  passa  all'interrogazione numero  960  «Sostegno  ai  contesti
  territoriali  fragili tramite l'istituzione di zone franche  urbane
  in Sicilia», dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   il   Governo  nazionale,  al  fine  di  sostenere  l'imprenditoria
  privata,  ma anche per attenzionare le aree maggiormente  depresse,
  ha istituito in tutta Italia 21 zone franche urbane;

   con  l'ultimo  'decreto milleproroghe', il  Governo  nazionale  ha
  inteso modificare la portata del superiore intervento legislativo;

   quanto  sopra ha suscitato le prese di posizioni di gran parte  di
  esponenti  della politica siciliana, dal Presidente della  Regione,
  onorevole   Lombardo,   sino  al  sindaco  di   Catania,   senatore
  Stancanelli,   ma   anche  degli  altri  venti   sindaci   italiani
  interessati dalle ZFU;

   considerato che è stato sostenuto che l'intervento messo in  campo
  dal Governo nazionale può agevolmente essere realizzato dal Governo
  regionale, in quanto ne ha le competenze;

   atteso  che in Sicilia vi sono diverse zone che potrebbero  essere
  interessate  da  simili  iniziative legislative,  che  porterebbero
  sicuramente una ricaduta positiva sul territorio;

   tenuto  conto  che  nel  programma  di  codesto  Governo  vi   era
  innanzitutto l'obiettivo di sostenere la piccola e media impresa, e
  più  in generale l'iniziativa economica privata per creare non solo
  interventi   assistenziali,  ma  misure  tese  alla  creazione   di
  prodotto,   e  quindi  di  ricchezza  reale  nel  territorio,   non
  apparente;

   per  sapere  se non ritengano opportuno prevedere, nella  prossima
  legge  finanziaria,  un intervento che, sulla  scorta  delle  buone
  prassi  poste in essere del Governo nazionale, tenda ad individuare
  contesti  fragili  che,  al  contempo, abbiano  una  vocazione  per
  l'insediamento produttivo di aziende, anche esterne  alla  Sicilia,
  che  intendano,  col sostegno della Regione, investire  e  produrre
  nella  nostra Isola, istituendo zone franche urbane con  tutta  una
  serie   di   agevolazioni  fiscali,  contributive   e   tributarie,
  favorendo, contemporaneamente, l'accesso al credito, col  risultato
  di  dar vita ad inevitabili ricadute favorevoli e percorsi virtuosi
  per la nostra Regione». (960)

   Non essendo presente in Aula l'onorevole Falcone, l'interrogazione
  si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 985 «Misure per sbloccare  per
  intero   le   risorse  per  interventi  nelle  aree   artigianali»,
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   con  d.d.g. n. 1884/35 dell'ex Assessorato regionale Cooperazione,
  commercio,  artigianato  e pesca è stata approvata  la  graduatoria
  delle  istanze ammesse, presentate dalle amministrazioni  comunali,
  riguardanti gli interventi di nuova realizzazione e/o completamenti
  e riqualificazione e centri servizi nelle aree artigianali:

   con il predetto d.d.g. i progetti ammessi a finanziamento sono  56
  di cui:

   a)  n. 37, per un importo di euro 92.784.105,00, trovano copertura
  finanziaria con fondi regionali per euro 11.000.000,00 e con  fondi
  del  POR  FESR  2007-2013, linee d'intervento  5.1.2.1,  5.1.2.2  e
  5.1.2.3  categoria di spesa 78 'Infrastrutture edilizie'  per  euro
  81.784.105.

   b) n. 19, per un importo di euro 48.614.166, risultano inseriti in
  graduatoria ma al momento senza copertura finanziaria;

   la  copertura  finanziaria  complessiva delle  linee  d'intervento
  5.1.2.1  - 5.1.2.2 (linee accorpate) e 5.1.2.3, categoria di  spesa
  78  'Infrastrutture edilizie', è pari ad euro 104.648.775,00. C;

   con la predetta graduatoria si sta utilizzando, così come previsto
  dalla  delibera  di Giunta regionale n. 83 del 6  marzo  2009,  una
  somma  pari  ad  euro  81.784.105 (70  per  cento  della  dotazione
  finanziaria delle linee d'intervento), pertanto resta un residuo di
  euro  22.864.670  che dovrà essere adoperato per  finanziare  altri
  progetti già inseriti nella predetta graduatoria;

   considerato che la predetta delibera di Giunta regionale n. 83 del
  6   marzo  2009  autorizza  l'avvio  del  programma  operativo   di
  riferimento FESR 2007/2013 con una percentuale di risorse  pari  al
  70  per  cento  del totale assegnato ad ogni singolo  Dipartimento,
  senza  destinare  il  rimanente 30 per  cento  ad  altre  finalità,
  peraltro non previste dalla legge;

   tenuto conto che:

   l'applicazione di quanto stabilito dalla delibera di giunta n.  83
  del  6  marzo 2009 non permette il finanziamento di alcuni progetti
  ritenuti   ammissibili  e  finanziabili  dallo  stesso  Assessorato
  Cooperazione,   causando  quindi  un  danno  rilevante   a   quelle
  amministrazioni  comunali che speravano in tali contributi  per  il
  rilancio delle proprie aree artigianali;
   le  uniche  graduatorie attive sono quelle de quibus e che  non  è
  pensabile  che  possano  essere attivate  e  rese  operative  altre
  graduatorie  che sarebbero oggetto di ricorso da parte  degli  enti
  locali già in graduatoria;

   visto  che  in data 4 novembre 2009, nella seduta d'Aula  n.  119,
  l'Assemblea regionale siciliana ha approvato l'ordine del giorno n.
  172,  che  impegnava  il  Governo a sbloccare  gli  interi  importi
  previsti  per  le aree degli interventi di nuova realizzazione  e/o
  completamenti  e  riqualificazione  e  centri  servizi  nelle  aree
  artigianali, annullando, di fatto, quanto stabilito dalla  delibera
  di  Giunta  regionale n. 83 che autorizzava l'avvio  del  programma
  operativo  di  riferimento FESR 2007/2013 con  una  percentuale  di
  risorse  pari al 70 per cento del totale assegnato ad ogni  singolo
  Dipartimento;

   preso  atto  che,  ad oggi, il Governo non ha  dato  attuazione  a
  quanto deliberato dall'ARS;

   per sapere:

   i  motivi  per  i  quali il Governo della Regione,  nella  persona
  dell'Assessore  regionale  per le attività  produttive,  non  abbia
  provveduto  a  sbloccare gli interi importi previsti  per  le  aree
  degli  interventi  di  nuova  realizzazione  e/o  completamenti   e
  riqualificazione   e   centri  servizi  nelle   aree   artigianali,
  annullando, di fatto, quanto stabilito dalla delibera di Giunta  n.
  83  del  6  marzo  2009,  che  autorizzava  l'avvio  del  programma
  operativo  di  riferimento FESR 2007/2013 con  una  percentuale  di
  risorse  pari al 70 per cento del totale assegnato ad ogni  singolo
  Dipartimento,   così   come  deliberato  dall'Assemblea   regionale
  siciliana nella seduta d'Aula n. 119 del 4 novembre 2009;

   se  non  ritengano necessario ed improcrastinabile dare attuazione
  alla volontà dell'Assemblea regionale siciliana che, all'unanimità,
  ha  impegnato il Governo a sbloccare tutte le somme disponibili per
  evitare sia di perdere i finanziamenti assegnati sia l'insorgere di
  interminabili contenziosi con gli enti locali, esclusi,  di  fatto,
  dal beneficio di legge». (985)

   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore, dottor  Marco  Venturi,  per
  fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  con l'interrogazione in oggetto,  l'onorevole
  Vinciullo,   dopo   avere   svolto  una  ricostruzione   in   fatto
  relativamente  alla  graduatoria  delle  istanze  presentate  dalle
  Amministrazioni  comunali  per  l'ottenimento  di   un   contributo
  finalizzato ad interventi di nuova realizzazione e/o complementari,
  riqualificazione e centri servizi nelle aree artigianali di cui  al
  D.D.G.  n.  1884/09  dell'ex Assessorato  Cooperazione,  commercio,
  artigianato e pesca, e rilevato che, con la deliberazione di Giunta
  regionale  n. 83 del 6 marzo 2009, si provvedeva ad autorizzare  la
  spesa  del  solo 70 per cento delle risorse disponibili, chiede  di
  sapere per quali motivi il Governo regionale non abbia provveduto a
  sbloccare le ulteriori somme disponibili in relazione alle linee di
  intervento  5.1.2.1, 5.1.2.2 e 5.1.2.3 del PO FESR 2007/2013  anche
  in  ragione dell'ordine del giorno dell'ARS del 4 novembre 2009, n.
  172,  con il quale l'Assemblea impegnava il Governo proprio al fine
  di sbloccare i predetti fondi.
   Ebbene,  in  risposta all'interrogazione in oggetto,  deve  essere
  evidenziato come con la delibera della Giunta regionale n.  66  del
  18  marzo  2010 sia stato autorizzato l'utilizzo dell'ulteriore  30
  per  cento  delle  risorse  disponibili  sulle  linee  d'intervento
  5.1.2.2  e 5.1.2.3 del P.O. FESR 2007/2013, così come definito  con
  la  menzionata  deliberazione della Giunta regionale n.  83  del  6
  marzo 2009.
   Pertanto,  in  esito  all'intervenuta autorizzazione  all'utilizzo
  delle menzionate risorse ed in attuazione alla delibera n. 66/2010,
  gli  Uffici  del  Dipartimento Attività produttive hanno  proceduto
  allo   scorrimento  della  graduatoria  degli  interventi  per   la
  realizzazione  o  completamento delle aree  artigianali,  approvata
  con D.D.G. n. 1884/3S del 6 luglio 2009.
   Inoltre,   a   dimostrazione  della  massima  attenzione   riposta
  dall'Assessorato nell'attivazione di tutte le azioni per l'utilizzo
  delle risorse comunitarie, con la disponibilità finanziaria residua
  è già stata avviata l'istruttoria per il finanziamento dei progetti
  presentati  dalle amministrazioni comunali, già ammessi e  compresi
  nella  predetta graduatoria, che si riassumono nella tabella  sotto
  indicata:

     Comune             Linea  d'intervento Linea   d'intervento
                       5.1.2.2.           ( 5.1.2.3        (nuovo
                       completamento).      intervento). Importo
                       Importo
     Scicli               1.200.000,00      ///
     San          Marco   1.276.411,82      ///
   D'Alunzio
     Santa   Margherita   1.975.680,60      ///
   Belice
     Butera               2.000.000,00      ///
     Acireale           ///                   3.363.000,00
     Solarino           ///                   3.290.245,30
     Canicattì          ///                   3.079.326,97
     Caccamo            ///                   3.597.289,88
     Totale               6.452.092,42        13.329.771,88

   Inoltre,  si  rappresenta che l'istanza presentata dal  Comune  di
  Poggioreale,  per  il  completamento dell'area  artigianale  di  un
  importo   pari   a  di  euro  2.428.000,00,  stante  la   dotazione
  finanziaria   della  linea  di  intervento,  trova  una   copertura
  finanziaria pari a euro 2.263.203,37.
   Quanto  appena  rilevato evidenzia l'impegno  che  questo  Governo
  regionale,  ed  in  particolare  il  sottoscritto,  hanno   profuso
  nell'utilizzo dei fondi comunitari e ciò vieppiù qualora si  tratti
  di  attivare  azioni  utili alla creazione  ed  implementazione  di
  infrastrutture  e  servizi  utili  alle  imprese  che  operano  nel
  territorio  regionale  e  che,  innegabilmente,  contribuiscono  in
  maniera  determinante allo sviluppo economico e sociale dell'intera
  Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  mi
  dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore Venturi,  a  cui
  do  atto  che,  da quando è diventato assessore, ha  immediatamente
  attivato  tutte  le procedure per poter arrivare  al  finanziamento
  delle aree artigiane. L'unica cosa che contesto è il modo con cui i
  vari  assessori  che  si  sono preceduti, prima  di  lui,  si  sono
  comportati sulla vicenda.
   Qual  era  la  motivazione nobile - perché di altro  non  possiamo
  parlare  -  che sta dietro la decisione della Giunta di Governo  di
  utilizzare soltanto il 70 per cento delle somme disponibili con  il
  rischio di perdere il rimanente 30 per cento, quando invece vi  era
  una  graduatoria  che dava la possibilità a tanti comuni  di  poter
  finanziare queste aree artigianali?
   Era una cosa che non siamo riusciti mai a capire. Tanto è vero che
  nel  mese di luglio abbiamo presentato una prima interrogazione  e,
  successivamente, un ordine del giorno, approvato -  come  ricordava
  poco fa l'assessore - in data 4 novembre, che spingeva il Governo a
  sbloccare   questi  fondi.  Nonostante  la  crisi   economica   che
  attraversa la nostra Regione, nonostante la richiesta da  parte  di
  tutte  le associazioni di categoria, abbiamo dovuto presentare  una
  nuova interrogazione nel mese di gennaio per spingere il Governo  a
  fare  finalmente  quello  che la legge lo  obbligava  già  a  fare:
  utilizzare interamente le somme a disposizione.
   So  che in data 18 marzo l'Assessore ha provveduto a sbloccare  le
  somme.  Già  gli  enti e i comuni, tra cui quello di  Solarino,  in
  provincia di Siracusa, sono stati avvisati perché è arrivata  anche
  la  comunicazione  del finanziamento ricevuto, ed  ho  accolto  con
  soddisfazione la conclusione della risposta dell'Assessore, che era
  anche motivo di una seconda interrogazione.
   Lei  ha  detto  una  cosa  importante:  ci  sono  altre  linee  di
  intervento, come la 5.1.2.1, dove vi sono delle somme importanti  e
  dove  non vi sono richieste da parte degli aventi diritto,  proprio
  perché   hanno  ritenuto  di  poter  utilizzare  altri   fondi   di
  finanziamento.
   Ho accolto con soddisfazione le sue motivazioni, essendo questo il
  motivo  dell'altra interrogazione, laddove dice che  queste  somme,
  dal  momento  che vi è una graduatoria aperta e che vi sono  alcuni
  comuni  che  hanno  l'aspirazione  di  vedere  finanziate  le  aree
  artigiane, possano essere utilizzate.
   Assessore, se lei farà questo, la Sicilia le sarà grata, i  comuni
  che  riceveranno  questo  finanziamento le saranno  particolarmente
  grati,  perché  viviamo  in  un momento difficile,  viviamo  in  un
  momento  di  grande  crisi  economica.  Avere  la  possibilità   di
  finanziare delle aree artigiane, avere la possibilità di consentire
  ad  un  settore  della nostra economia, quella degli artigiani,  di
  muoversi  con  una certa celerità, avendo a disposizione  strutture
  significative, è un fatto importante per la nostra economia.
   Per  questo  mi  dichiaro  doppiamente  soddisfatto,  sia  per  la
  risposta  relativa alla interrogazione di cui lei oggi era chiamato
  a  rispondere, sia per la risposta all'altra interrogazione che  le
  ho  fatto  pervenire  la scorsa settimana,  e  alla  quale  ha  già
  risposto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 989 «Notizie  sulla
  ventilata  creazione  di nuove macroaree industriali  in  Sicilia»,
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   da  notizie  di stampa, si apprende che, con un disegno  di  legge
  predisposto dall'Assessore per le attività produttive, in un'ottica
  di  contenimento dei costi, sarebbe prevista la rimodulazione delle
  aree di sviluppo industriale (ASI) in Sicilia;

   tale  rimodulazione,  tra  l'altro, prevedrebbe  la  creazione  di
  quattro  macroaree di dimensione sovraprovinciale,  accorpando,  di
  fatto, le 10 ASI presenti in Sicilia;

   secondo  quanto previsto dal suddetto disegno di legge,  l'ASI  di
  Siracusa  verrebbe accorpata con quella di Ragusa,  continuando  in
  una  politica di spoliazione che ha visto la provincia di  Siracusa
  perdere,  in  questi ultimi anni, la sede della Banca d'Italia,  la
  sede  dell'ex  Banco  di Sicilia, la sede dell'UREGA,  le  sedi  di
  numerose aziende private e, da ultimo, la sede dell'ASI;

   viene,  altresì,  ridisegnato l'assetto dei  consorzi  in  termini
  gestionali:   i   presidenti   dei   consorzi   verrebbero   scelti
  dall'Assessore   regionale  per  le  attività  produttive   tra   i
  rappresentanti delle associazioni degli industriali. Nel  consiglio
  generale, scendono da 3 a 1 i rappresentanti degli enti consorziati
  (comuni  e  province) mentre diminuiscono da 3 a 2 i rappresentanti
  delle  organizzazioni sindacali ed artigiane. I membri del comitato
  direttivo  diventano  5,  di cui, oltre  al  presidente,  due  sono
  rappresentanti  degli  industriali,  uno  è  rappresentante   della
  Regione e uno è eletto dal consiglio generale;

   considerato che:

   per  quanto concerne la creazione delle macroaree, lascia alquanto
  perplessi la decisione di privare la provincia di Siracusa  di  una
  sua  autonoma  ASI, fermo restando la finalità  cui  si  ispira  il
  disegno di legge de quo;

   necessita ricordare che l'area industriale di Siracusa  è  la  più
  grande della Sicilia ed una delle più importanti d'Italia;

   la  presenza  di immensi impianti di raffinazione e di  produzione
  chimica  determina  la  movimentazione,  nei  porti  di  Augusta  e
  Siracusa,  di  oltre 50 milioni di tonnellate annue di  merci,  che
  riguardano, principalmente,  prodotti petroliferi che rappresentano
  il 50 per cento del traffico totale regionale;

   nell'area  siracusana vengono difatti raffinate,  annualmente,  27
  milioni  di  tonnellate  di greggio, pari al  26  per  cento  della
  raffinazione nazionale ed al 74 per cento di quella regionale,  con
  una  esportazione  di  oltre 12 milioni di tonnellate  di  prodotti
  petroliferi,  pari  al  4  per  cento della  quota  nazionale,  con
  destinazione Stati Uniti, Tunisia, Gibilterra, Francia e Spagna;

   visto che:

   l'unicità dell'area industriale di Siracusa, rispetto a  tutte  le
  altre  ASI  siciliane, impone, da parte del Governo regionale,  una
  particolare  attenzione sia in termini strutturali sia  in  termini
  politici e gestionali;

   la  creazione della macroarea industriale di Siracusa e Ragusa non
  può  e  non deve significare un pericoloso stravolgimento  di  quei
  particolari  e  delicati equilibri attualmente in atto  nella  zona
  industriale   di  Siracusa,  equilibri  raggiunti   con   anni   di
  mediazione,  spesso  burrascosa, tra  aziende  ivi  operanti  e  le
  autorità preposte alla gestione del sito. Basti citare gli  accordi
  raggiunti  sullo  smaltimento dei residui  tossici  o  l'uso  delle
  risorse idriche;

   l'ottimizzazione della nuova struttura ASI può solo  prevedere  la
  presenza  costante della nuova dirigenza nell'attuale sede dell'ASI
  di Siracusa, non stravolgendo, di fatto, quanto sino ad ora è stato
  creato;

   tenuto conto che la rimodulazione degli assetti dirigenziali delle
  nuove  ASI, se da un lato diminuisce il numero dei componenti degli
  organi  di  amministrazione,  dall'altro  riduce  drasticamente  la
  presenza  dei  rappresentanti del territorio e delle organizzazioni
  artigiane  e  sindacali, lasciando, di fatto, il potere decisionale
  di queste nuove strutture praticamente in mano agli industriali;

   per sapere:

   se   non   ritengano  assolutamente  prioritario  individuare   la
  provincia  di  Siracusa quale sede operativa della nuova  macroarea
  industriale di Siracusa e Ragusa che andrà a sostituire le  vecchie
  aree  di  sviluppo industriale, così come previsto dal  disegno  di
  legge del Governo;

   se  non  ritengano  veramente  mortificante,  per  il  territorio,
  delegare   la   gestione  dello  stesso  ai  rappresentanti   delle
  associazioni degli industriali, privando, di fatto, gli enti locali
  ed  i  rappresentanti dei lavoratori e degli artigiani di qualsiasi
  capacità di intervento nella gestione del consorzio;

   se  non  reputino indispensabile intervenire per riequilibrare  le
  rappresentanze  all'interno  del consiglio  direttivo,  dando  pari
  opportunità  a  tutti  i  soggetti che fanno  parte  dell'assemblea
  generale,  assicurando:  un rappresentante  all'associazione  degli
  industriali,  uno  alle  associazioni  dei  lavoratori,  uno   alle
  associazioni  degli artigiani, uno agli enti locali consorziati  ed
  uno alla Regione, ristabilendo inoltre il principio che ad eleggere
  il  presidente  sia l'assemblea e non l'Assessore per  le  attività
  produttive,   in  nome  dell'autonomia  del  territorio   e   della
  democrazia  che  deve vigere all'interno di un consorzio,  evitando
  così  che i cittadini possano pensare che l'ASI diventi, così  come
  previsto    da   questo   disegno   di   legge,   una    succursale
  dell'associazione degli industriali». (989)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, l'onorevole interrogante, con l'atto ispettivo
  in   questione,  nel  rilevare  l'importanza  strategica  dell'area
  industriale di Siracusa la quale potrebbe subire un pregiudizio  in
  ragione  della   ventilata  possibilità sia di un suo  accorpamento
  con  altra  area  industriale limitrofa sia di una riduzione  delle
  rappresentanze istituzionali, sociali ed economiche  in  seno  agli
  organi di gestione, chiede di sapere se non sia opportuno prevedere
  che  l'area industriale di Siracusa, piuttosto che essere accorpata
  con  altra  area, incorpori essa stessa l'area limitrofa  ricadente
  nella  Provincia  di  Ragusa,  ed  ancora  se  non  venga  ritenuto
  indispensabile  rivedere il sistema di rappresentanza  delle  parti
  sociali   ed   istituzionali  in  seno  agli  organi  di   gestione
  nell'eventuale progetto di riforma.
   Ebbene,  dall'esame delle risultanze contenute nell'interrogazione
  che  oggi si riscontra, sembrerebbe emergere come le considerazioni
  svolte dall'onorevole interrogante si fondino su di una proposta di
  disegno di legge che, ad oggi, risulta momentaneamente accantonata.
   Sono,  tuttavia, lieto di poter annunciare che, sulla base  di  un
  nuovo   schema  di  disegno  di  legge,  sono  state   avviate   le
  consultazione  delle  parti sociali ed economiche  coinvolte  dalla
  riforma al fine di poter sintetizzare al meglio tutte le istanze ed
  indicazioni che dette parti vorranno fornire per la redazione di un
  disegno  di legge condiviso per la riforma dei Consorzi delle  aree
  di sviluppo industriale.
   Inoltre,   posso  già  annunciare  che,  in  esito  al  menzionato
  confronto  con  le  parti  sociali ed  economiche,  invero  già  in
  avanzata  fase di discussione, ulteriore fondamentale passaggio  di
  condivisione  e  confronto  verrà  effettuato,  ove  condiviso   ed
  autorizzato  dal Presidente dell'Assemblea regionale, con  tutti  i
  Gruppi  parlamentari  e con le Commissioni parlamentari  di  merito
  competenti  e,  ancora  successivamente, con  i  rappresentati  dei
  Comuni e delle Province.
   Al  sottoscritto  preme,  tuttavia, precisare  come  la  bozza  di
  disegno  di  legge,  in  atto  all'esame  delle  parti  sociali  ed
  economiche,  preveda l'istituzione di un unico  Istituto  regionale
  per   lo  sviluppo  delle  attività  produttive,  che  assorba   ed
  implementi le competenze dei Consorzi ASI.
   Inoltre,   anche   in  riscontro  alle  argomentazioni   sollevate
  dall'onorevole interrogante, deve rilevarsi ancora come la bozza di
  disegno di legge preveda sia una rimodulazione delle rappresentanze
  in  seno  agli  organi  di  gestione a garanzia  della  equilibrata
  rappresentanza  di  tutte  le  parti  istituzionali,   sociali   ed
  economiche  sia,  in  fase di prima applicazione,  il  mantenimento
  delle attuali aree di sviluppo industriali, le quali verrebbero  ad
  assumere  il  ruolo  di  ufficio  periferico  operativo  dell'unico
  Istituto regionale.
   In conclusione, non posso non rilevare come la menzionata attività
  di  consultazione e confronto con le parti istituzionali  e  socio-
  economiche coinvolte nello sviluppo industriale e produttivo  della
  Regione dimostri l'impegno costante, continuo e convinto di  questo
  Governo  regionale  il  quale, anche su specifica  indicazione  del
  sottoscritto,  sta  attuando una significativa azione  riformatrice
  sia  della burocrazia sia, soprattutto, degli enti che incidono  in
  maniera determinate nello sviluppo delle attività produttive.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli   colleghi,
  quando  sui giornali era uscita un'anticipazione sulla bozza  della
  riforma   sulle   aree   di   sviluppo   industriale   ci   eravamo
  particolarmente preoccupati.
   Da  un po' di anni la provincia di Siracusa sta subendo tutta  una
  serie  di  scippi  che  non era più possibile tollerare,  come  per
  esempio  il fatto che siamo una delle poche province in Italia  che
  non  ha  più la Banca d'Italia, è stata tolta la sede del Banco  di
  Sicilia  e sono state trasferite una serie di strutture riguardanti
  settori importanti dell'economia della provincia di Siracusa.
   Quando  abbiamo  letto  quegli  articoli  di  giornale  ci   siamo
  oggettivamente  preoccupati, in primo  luogo  perché  non  potevamo
  accettare  che la provincia di Siracusa, che ha la più grossa  area
  industriale  in  Europa, venisse accorpata con altre  province;  in
  secondo  luogo,  perché vi era un disequilibrio  all'interno  degli
  organi dirigenti delle ASI a favore del settore industriale.
   Invece,  venivano fortemente mortificati sia il mondo del  lavoro,
  cioè   i   rappresentanti  dei  lavoratori,  sia  i  soggetti   che
  rappresentavano gli enti locali.
   Mi  tranquillizza moltissimo quello che lei dice oggi,  nel  senso
  che di quel disegno, di quel progetto non se ne parli più perché  è
  stato  accantonato. Mi tranquillizza il fatto che lei  dice  che  è
  iniziata  una  fase  di  interlocuzione con i rappresentanti  delle
  varie  categorie,  in  maniera tale che le categorie  produttive  e
  lavorative della Sicilia vengano coinvolte.
   Però,  dal  momento che questa legge deve ancora essere  approvata
  dal  Parlamento,  vorremmo  avere  anche  noi  la  possibilità   di
  interloquire  con  l'assessorato per evitare  che,  alla  fine,  si
  tratti  di  uno  dei  tanti  disegni di legge  che  arrivano  nelle
  Commissioni  legislative e che poi, non condivisi dai  vari  Gruppi
  parlamentari,  rimangono  a  giacere  per  mesi  all'interno  delle
  commissioni stesse.
   Siccome   si   tratta  di  un  disegno  di  legge   importante   e
  significativo per il rilancio dell'economia siciliana gradiremmo  -
  siamo  tutti  d'accordo  con lei -, che a conclusione  delle  varie
  concertazioni  con i rappresentanti del mondo del  lavoro  e  ancor
  prima  che  venga presentato in Aula, vi sia la possibilità  per  i
  rappresentanti  dei  partiti  presenti  in  Aula  di  conoscere  in
  anteprima questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, si dichiara  soddisfatto  della
  risposta dell'assessore?

   VINCIULLO. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 993 «Riattivazione
  delle  procedure  di  liquidazione dell'ente Porto  di  Messina  ed
  iniziative conseguenti», dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  premesso  che  la  Giunta  regionale  di  Governo   ha
  deliberato  di  mantenere in vita l'ente  Porto  di  Messina  e  di
  nominare, per la gestione, un amministratore unico;

   considerato che:

   con  precedenti  atti  il  Governo  regionale  aveva  sancito   lo
  scioglimento e la messa in liquidazione del predetto ente;

   lo  scioglimento  dell'ente  Porto  si  era  reso  necessario  per
  l'esaurimento delle funzioni per le quali era stato costituito;

   la  messa in liquidazione era stata apprezzata da tutti coloro che
  consideravano  inopportuna la sopravvivenza  di  un  ente  divenuto
  'inutile'  per carenza di competenze ed ingiustificate  le  risorse
  regionali destinate alla gestione dello stesso;

   appare, perciò, incomprensibile le nuova delibera della Giunta che
  si  configura  come una sconcertante retromarcia in relazione  alle
  scelte precedentemente compiute dal Governo regionale;

   le  forze sociali, gli operatori del settore e l'opinione pubblica
  hanno   manifestato   comprensibile  allarme  per   una   decisione
  immotivata che offusca la proclamata volontà del Governo  regionale
  di eliminare sprechi di risorse regionali;

   per sapere:

   se  non  valutino  necessario  revocare  la  predetta  delibera  e
  riattivare le procedure di liquidazione dell'ente Porto di Messina;

   se  non  considerino  opportuno  promuovere  tutte  le  iniziative
  necessarie,  con adeguate risorse, per bonificare la  zona  falcata
  (promessa  mai  mantenuta  dai  precedenti  Governi  regionali)   e
  rilanciare il ruolo produttivo delle aree portuali». (993)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Venturi per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  con  l'interrogazione  in  esame  l'onorevole
  Panarello,  dopo avere svolto brevi considerazioni in  merito  alle
  vicende  che hanno interessato l'ente Porto di Messina,  chiede  di
  sapere  se  non  si ritenga opportuno procedere alla  riattivazione
  della procedura di liquidazione del predetto Ente.
   Ebbene,  a  pieno riscontro dell'interrogazione,  confermo  che  è
  ferma  volontà del sottoscritto attivarsi affinché venga riproposta
  in  Giunta di Governo l'attivazione della procedura di liquidazione
  dell'ente  Porto  di  Messina  rientrando  pienamente  tale  scelta
  nell'ambito della forte spinta innovatrice e di lotta agli  sprechi
  delle risorse pubbliche che questo Governo ha attivato fin dal  suo
  insediamento

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prendo  atto
  della  dichiarazione  dell'assessore anche se nella  interrogazione
  faccio   notare  che  si  richiamava  questo  elemento  intervenuto
  successivamente  all'orientamento espresso,  ed  in  parte  attuato
  dall'assessore,  di  rinominare un commissario  all'ente  Porto  di
  Messina.
   C'è  stato  anche  un  dibattito in Aula  e  il  Presidente  della
  Regione, in quella circostanza, si era impegnato ad approfondire il
  tema  sollevato  da me e da altri colleghi e che  è  sintetizzabile
  rapidamente   in   questo   assessore   Venturi:   lì    c'è    una
  sovrapposizione.
   Lei  che  si  batte, che ha più volte richiamato la  necessità  di
  semplificare e riaccelerare, lì siamo in presenza di due  enti  che
  in  qualche maniera hanno competenze che si sovrappongono  e,  come
  capita   nella   pubblica  amministrazione  in  generale,   ed   in
  particolare  in  Sicilia, si contrappongono molto  spesso  rispetto
  alla gestione delle aree portuali con tutto quel che ne consegue in
  termini   di  utilizzazione  e  valorizzazione  di  questa  risorsa
  importante  per  la  città di Messina che non viene  adeguatamente,
  ovviamente, sfruttata.
   Quindi, il punto è questo: io la inviterei, tenuto conto che c'era
  un  impegno del Presidente della Regione, a chiarire al più  presto
  questo  elemento perché è importante per la città di Messina  -  ma
  aggiungo  per  la  stessa  Sicilia  -,  visto  che  la  Regione   è
  protagonista  di  questa fase, e capire così in  che  direzione  il
  Governo  intende marciare: se vuole fare in modo che, per la  parte
  di  sua  competenza, operi nei fatti per semplificare, per  evitare
  sovrapposizioni  e contrapposizioni, e fare in  modo  che  la  zona
  falcata  di Messina diventi un polmone produttivo, naturalmente  se
  sarà  attuato anche il progetto di bonifica e riqualificazione  sul
  quale anche a suo tempo c'era un impegno della Regione che fino  ad
  ora, purtroppo, non è stato mantenuto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla interrogazione  numero  995  «Notizie
  urgenti  circa il malfunzionamento della distribuzione  di  energia
  elettrica nel Comune di Custonaci (TP)», dell'onorevole Ruggirello.
  Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   il  Comune  di Custonaci (TP) lamenta, da molto tempo, la  qualità
  del  servizio di fornitura di energia elettrica da parte  dell'ENEL
  s.p.a.,  in  ragione  delle  reiterate  interruzioni  alla  normale
  erogazione;

   a  nulla  sono  valse le ripetute sollecitazioni nei confronti  di
  ENEL  s.p.a.  da  parte del Sindaco, aziende  e  privati  cittadini
  mirate a ottenere un servizio adeguato;

   considerato che:

   il  comprensorio comprendente il comune di Custonaci è noto per  i
  numerosi  insediamenti industriali che ne fanno il  più  importante
  polo siciliano nell'attività di estrazione marmifera;

   oltre agli insediamenti industriali, Custonaci è altresì nota  per
  le  bellezze  naturali e artistiche dei luoghi offrendo,  ai  tanti
  turisti italiani e stranieri interessati a fruirne, una vasta gamma
  di  strutture per la ricettività turistica ed innumerevoli esercizi
  pubblici;

   ancora  oggi  l'ENEL  DISTRIBUZIONE  s.p.a.  non  garantisce   una
  fornitura  di  energia elettrica costante, bensì caratterizzata  da
  ripetute interruzioni che creano notevole disagio pratico oltre che
  economico alle attività economiche menzionate;

   preso atto che:

   a seguito delle ripetute e innumerevoli lamentele da parte di enti
  pubblici,  aziende  e privati cittadini, ENEL DISTRIBUZIONE  s.p.a.
  attribuisce e cause meramente accidentali gli episodi di  distacco,
  assumendo  un  atteggiamento che mostra di sottovalutare  la  reale
  entità dei danni sofferti dai tanti operatori economici della  zona
  conseguenti all'erogazione 'a singhiozzo' offerta dal gestore;

   il  perdurare di una tale situazione di instabilità, oltre ad aver
  compromesso  l'efficienza di alcune aziende, ha causato  non  pochi
  disagi   alla  popolazione  locale  cagionando  numerosi  incidenti
  domestici;

   per sapere:

   quali  interventi urgenti intendano porre in essere per  sollevare
  gli  operatori economici e la popolazione del comune  di  Custonaci
  dal notevole disagio ad oggi sofferto;

   se  non  ritengano di dover intervenire presso i vertici aziendali
  di  ENEL  DISTRIBUZIONE s.p.a. e, ove fossero ravvisabili eventuali
  responsabilità  a carico del gestore, intraprendere  in  ogni  sede
  qualsivoglia   iniziativa   volta  a  ristorare   adeguatamente   i
  danneggiati dal disservizio». (995)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli deputati, rispondo sia all'interrogazione numero  995,  a
  firma  dell'onorevole  Ruggirello, sia alla numero  1058,  a  firma
  dell'onorevole Oddo.
   Con le interrogazioni in esame, le quali, in ragione dell'evidente
  connessione oggettiva, possono ritenersi trattabili congiuntamente,
  gli  onorevoli interroganti, rappresentando la difficile situazione
  in  cui più volte si è venuta a trovare la città di Custonaci  (TP)
  in ragione delle continue interruzioni dell'erogazione dell'energia
  elettrica,  chiede al Governo di attivarsi presso i  vertici  della
  società nazionale di distribuzione di energia elettrica affinché si
  ponga  rimedio a tale difficile condizione foriera anche  di  danni
  per le attività economiche della zone.
   Deve  essere precisato sin da subito come le competenze in materia
  di  energia,  distribuzione  della stessa  e  in  tema  di  servizi
  pubblici siano state affidate, dopo la riforma operata con la legge
  regionale n. 19/2008, all'Assessorato regionale dell'energia e  dei
  servizi di pubblica utilità.
   Tuttavia, a conferma dell'assoluta importanza che il sottoscritto,
  ed  in  generale l'intero Governo della Regione, pone  sul  sistema
  produttivo isolano e su tutte le iniziative poste a sostegno  dello
  stesso,  mi  impegno ad attivarmi personalmente  per  verificare  i
  fatti e le circostanze denunciate con le interrogazioni in esame e,
  conseguentemente,  per sollecitare una pronta soluzione  all'intera
  vicenda.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Ruggirello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   RUGGIRELLO.  Signor  Presidente,  mi  dichiaro  soddisfatto  della
  risposta dell'assessore.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1039  «Costruzione
  di  un  impianto  di  erogazione di carburante a  San  Gregorio  di
  Catania (CT)», dell'onorevole Pogliese. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   nel  territorio  del Comune di San Gregorio di  Catania  (CT),  in
  località  Vigna, sono in fase avanzata i lavori per la  costruzione
  di un impianto di erogazione di carburante;

   tale  impianto  sorgerà  in  prossimità  dello  svincolo  di   San
  Gregorio, sull'autostrada A19 Catania-Messina;

   nella  stessa area, la Provincia regionale di Catania ha  previsto
  la  realizzazione di una bretella stradale atta a consentire un più
  veloce deflusso viario delle auto provenienti dall'autostrada A19 e
  dirette verso la tangenziale con destinazione finale i paesi etnei;

   tra l'altro, pare che la società proprietaria dell'impianto sia in
  possesso   della  necessaria  concessione,  rilasciata  nel   2007,
  dall'allora  Assessorato  regionale  Industria,  purché  il   nuovo
  impianto fosse rispondente a quanto disposto dalla l.r. n.  97  del
  1982,  che regolamenta in Sicilia i nuovi impianti di distribuzione
  carburanti. L'area dove dovrebbe sorgere detto impianto, però, è  a
  pochi  metri  da una pericolosa curva, motivo di grave rischio  per
  l'incolumità degli automobilisti in transito nella zona. Ciò  è  in
  netto  contrasto con quanto stabilito dalla lettera c, dell'art.  6
  della  medesima legge n. 97 del 1982, che recita testualmente:  'La
  nuova  concessione (...) non può essere rilasciata qualora  ricorra
  una  delle  seguenti ipotesi (...) impianto posto in prossimità  di
  incroci,   curve   o  dossi  che  costituisce   pericolo   per   la
  circolazione';

   considerato che:

   alle  numerose richieste di non iniziare i lavori di realizzazione
  dell'impianto a causa dell'esistenza del succitato progetto viario,
  la società proprietaria dell'area di servizio si è sempre appellata
  al  diritto  del silenzio assenso, sancito dalla l. r.  n.  17  del
  1994, in riferimento ad una propria richiesta di autorizzazione dei
  lavori inviata al Comune di San Gregorio di Catania;

   lo  stesso Comune di San Gregorio di Catania non ha mai rilasciato
  alcuna licenza edilizia;

   visto  che il Comune citato, con propria ordinanza prot. 1020  del
  19   gennaio   2010,   ha   intimato  alla   società   proprietaria
  dell'impianto di cessare immediatamente i lavori di costruzione del
  succitato  impianto in forza di varie inadempienze, da parte  della
  stessa  società, con specifico riferimento alla mancanza  del  DURC
  (documento  unico  di  regolarità contributiva),  all'incompletezza
  della  documentazione  relativa  all'organico  utilizzato  per   la
  costruzione dell'impianto, ai tempi previsti per i lavori  ed  alle
  carenze   documentali  sulla  tipologia  dei  rifiuti   particolari
  prodotti;

   tenuto  conto  che  il persistere della volontà,  da  parte  della
  società  proprietaria  dell'impianto, di portare  avanti  i  lavori
  dello   stesso   potrebbe  essere  motivo  di  lunghe   e   gravose
  controversie  legali  nonché di enormi ritardi nella  realizzazione
  del   raccordo  stradale  previsto  dal  progetto  della  Provincia
  regionale di Catania;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno ed urgente effettuare  in
  loco  una  verifica,  ad  opera  degli  ispettori  dell'Assessorato
  Attività  produttive,  al  fine di  controllare  se  i  criteri  di
  realizzazione  adottati  dalla società  proprietaria  dell'impianto
  siano  rispettosi delle normative regionali, in atto esistenti,  in
  materia  di impianti di erogazione di carburante, e nello specifico
  dell'art. 6 della l.r. n. 97 del 1982». (1039)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  l'atto ispettivo  parlamentare  che  oggi  si
  riscontra  inerisce ad alcune problematiche rilevate dall'onorevole
  interrogante  in  merito alla costruenda stazione di  servizio  per
  rifornimento  di carburanti nel Comune di San Gregorio  di  Catania
  nei  pressi dello svincolo autostradale dell'autostrada  Messina  -
  Catania.
   In  particolare, l'interrogante riferisce che il predetto impianto
  di   distribuzione  verrebbe  a  trovarsi  in  prossimità  di   una
  pericolosa  curva  e,  in  ogni caso, che  lo  stesso  risulterebbe
  compatibile con uno svincolo di ingresso autostradale in  corso  di
  progettazione da parte della Provincia regionale di Catania.
   In  ragione di tali affermazioni, l'onorevole interrogante  chiede
  se  non  si  ritenga  opportuno attivare un'ispezione  al  fine  di
  verificare  se  il  menzionato  impianto  sia  corrispondente  alla
  vigente  normativa e, in particolare, con l'articolo 6 della  legge
  regionale n. 97 del 1982.
   Sul  punto valgano le seguenti considerazioni anche in esito  alle
  specifiche indicazioni fornite dagli Uffici dell'Assessorato.
   Con  D.D.  n.  159  del  13 febbraio 2008 veniva  rilasciata,  dal
  competente  Ufficio  regionale, la  concessione  con  la  quale  la
  società  Inter  Fuel  S.r.l. (oggi, Petrol Company  S.r.l.)  veniva
  autorizzata a trasferire, modificare e potenziare con gasolio e con
  apparecchiature  self-service un impianto di erogazione  carburanti
  in località via Catira del Comune di San Gregorio di Catania.
   Tale provvedimento veniva adottato in ragione della nota prot.  n.
  3832  del  5  marzo  2007, con la quale proprio il  Comune  di  San
  Gregorio  rilasciava  parere  favorevole  alla  realizzazione   del
  suddetto impianto.
   Non deve sfuggire, infatti, come la menzionata legge regionale  n.
  97/82, ai suoi articoli 6, 20, 21 e 22, subordina espressamente  il
  rilascio  della concessione da parte dell'Amministrazione regionale
  alla   previa   adozione,  da  parte  del  Comune  competente   per
  territorio, della prescritta autorizzazione.
   In  particolare, è proprio l'articolo 22 sopra citato a  stabilire
  che  l'autorizzazione del comune, prevista dall'art. 12 della legge
  regionale n. 1 del 1979, non può essere rilasciata nei casi di  cui
  alle  lettere  a,  b, c e d del precedente articolo  6 ,  ovverosia
  nelle  ipotesi richiamate dallo stesso onorevole interrogante,  con
  ciò  evidenziandosi pertanto la competenza esclusivamente  comunale
  della materia.
   A  ciò  si  aggiunga che, in esito ad apposita attività  ispettiva
  attivata dagli Uffici regionali competenti, i quali, in esito  alla
  lettura  di un articolo apparso sulla stampa locale in merito  alla
  vicenda  de  qua, hanno prontamente inviato delle note al  predetto
  Comune,  ai  Vigili  del Fuoco, all'Agenzia delle  Dogane  ed  alla
  Provincia   regionale   di  Catania,  proprio   quest'ultimo   ente
  confermava  come  lo svincolo autostradale fosse solo  in  fase  di
  progettazione,  tra l'altro in variante rispetto al  vigente  piano
  regolatore  generale,  con ciò non potendosi ritenere  applicabili,
  almeno  secondo  i  dati  in  possesso  degli  Uffici,  neppure  le
  cosidette misure di salvaguardia.
   In ragione di tali considerazioni, gli Uffici dell'Assessorato non
  sembrerebbero  ravvisare profili di illegittimità, per  l'eventuale
  esercizio  di poteri di autotutela amministrativa, con  riferimento
  all'attività   istruttoria  conclusasi  con   il   rilascio   della
  concessione ex legge regionale 97/82.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Pogliese   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo  atto  di
  quanto  comunicato dall'assessore e voglio approfittare  di  questa
  opportunità  per  comunicare quello che  è  avvenuto  la  settimana
  scorsa,  venerdì 11 giugno, quando il dottor Buscami,  responsabile
  dell'Ufficio Urbanistica del Comune di San Gregorio, ha emesso  una
  ordinanza  con la quale è stata revocata l'autorizzazione  concessa
  alla  società in oggetto con una ulteriore ordinanza di  ripristino
  dei  luoghi, dando di fatto ragione alle perplessità esternate  dal
  sottoscritto ma anche dai consiglieri comunali di San Gregorio  che
  hanno evidenziato il problema.
   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1045  «Interventi
  per  ristabilire la legalità il presso il consorzio ASI di Ragusa»,
  degli  onorevoli  Mineo, Adamo, Greco, Nicotra  e  Scammacca  Della
  Bruca. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   con  nota  prot.  5635 del 27 ottobre 2009, il  Consorzio  ASI  di
  Ragusa ha chiesto, a tutti gli enti o associazioni consorziate,  di
  designare  i  rappresentanti  da  indicare  in  seno  al  consiglio
  generale  del consorzio medesimo al fine di provvedere  al  rinnovo
  degli organi statutari;

   con  nota  del  28 dicembre 2009, il Consorzio ASI di  Ragusa,  in
  riferimento  alla nota sopra citata, ha inoltrato,  essendo  questa
  ancora  priva  di  riscontro,  formale  sollecito  agli  enti   e/o
  associazioni  sopra  richiamati per  l'indicazione  dei  rispettivi
  rappresentanti in seno al consiglio generale del consorzio;

   considerato che:

   con  nota  prot.  952  del  16 febbraio  2010  il  presidente  del
  consorzio  per l'ASI di Ragusa ha convocato, per i giorni  25-26-27
  febbraio  2010,  il  consiglio generale con all'ordine  del  giorno
  l'elezione  del  presidente  e l'elezione  di  tre  componenti  del
  consiglio generale in seno al comitato direttivo;

   con  nota  del  23  febbraio 2010, assunta al prot.  n.  1080  del
  Consorzio,  il sindaco del Comune di Pozzallo (RG) ha revocato  uno
  dei  tre componenti nominati in seno al consiglio generale dell'ASI
  senza  provvedere  alla  sua  sostituzione,  adducendo  motivazioni
  frettolose  e  prive di ogni logica e fondamento  alla  tutela  del
  pubblico interesse;

   con  nota  del  23  febbraio 2010, assunta al prot.  n.  1082  del
  Consorzio,  il  sindaco del Comune di Modica (RG) ha comunicato  la
  rinuncia  di  un componente dei tre nominati in seno  al  consiglio
  generale   dell'ASI   senza  provvedere  alla   sua   sostituzione,
  riservandosi di indicare un nuovo componente a completamento  della
  terna   non  appena  consumati  gli  opportuni  passaggi  politico-
  amministrativi;

   visto che:

   con  nota  del  23  febbraio 2010, assunta al prot.  n.  1094  del
  Consorzio,  il  dirigente generale del Dipartimento delle  attività
  produttive  della Regione siciliana ha rappresentato  al  Consorzio
  per  l'ASI di Ragusa la necessità di rinviare la convocazione dello
  stesso  a  data da destinarsi, esautorando di fatto il  potere  del
  consiglio generale di eccepire, eventualmente, vizi di forma  o  di
  sostanza;

   i  provvedimenti  ingiustificatamente posti  in  essere  di  fatto
  espropriano   un   intero  territorio  del  diritto   di   eleggere
  democraticamente  i propri rappresentanti in seno  ad  un  ente  di
  diritto pubblico;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  intendano adottare  rispetto  all'arbitraria
  nota   del  dirigente  generale  del  Dipartimento  delle  attività
  produttive;

   quale  principio  giuridico/democratico spinga un  alto  dirigente
  della  Regione  ad  interferire  con  delle  democratiche  elezioni
  regolarmente convocate;

   se  intendano stabilire tempi brevi e certi affinché il territorio
  possa  tranquillamente eleggere i propri rappresentanti in seno  al
  consorzio per l'ASI di Ragusa;
   se  non ritengano improcrastinabile esercitare presso i Comuni  di
  Modica  e  Pozzallo  i poteri sostitutivi, al  fine  di  garantire,
  qualora  ce  ne  fosse  bisogno, il plenum della  rappresentanza  e
  quindi elezioni certe ed immediate. Infatti, appare assurdo che  la
  revoca   o  la  rinuncia,  di  chiara  matrice  politica,   di   un
  rappresentante su 56 componenti aventi diritto, possa  bloccare  il
  regolare  iter (la convocazione è avvenuta con il plenum  nominato)
  del rinnovo degli organi». (1045)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, con l'atto ispettivo in oggetto, gli onorevoli
  interroganti   rappresentano  alcune  vicende  che  riguardano   la
  regolare costituzione della Consiglio Generale del Consorzio ASI di
  Ragusa,  con  specifico riferimento al ritiro della  rappresentanza
  relativa  ai  Comuni  di  Pozzallo  (RG)  e  Modica  (RG),  ed   al
  conseguente  invio  di una nota sul punto da  parte  del  Dirigente
  Generale del Dipartimento delle Attività Produttive.
   Gli  interroganti, alla luce del quadro fattuale esposto, chiedono
  di  sapere  quali provvedimenti si intendano adottare in  relazione
  alla vicenda de qua.
   Sul  punto,  anche in esito agli elementi acquisiti dai competenti
  Uffici dell'Assessorato, deve rilevarsi quanto segue.
   Com'è  ampiamente noto, secondo la vigente normativa,  la  Regione
  siciliana  -  Assessorato  delle  Attività  produttive  -  esercita
  funzioni  di  tutela  e vigilanza sui Consorzi ASI  della  Sicilia,
  attraverso,  tra  l'altro, il controllo delle  deliberazioni  degli
  organi   consortili   e   l'emanazione  di  direttive   finalizzate
  all'uniformazione  delle  procedure  amministrative  e   gestionali
  presso tutti gli Enti consortili.
   In  diverse  occasioni (da ultimo con nota prot. n.  829/B  dell'1
  aprile 2010), l'Assessorato delle Attività Produttive è intervenuto
  per  fornire  ai  Consorzi ASI direttive in  merito  alle  corrette
  procedure  da seguire nella fase della ricostituzione degli  organi
  consortili.
   In tale ambito, è stato sempre ribadito che - come chiarito in via
  definitiva dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato con  il  parere
  n. 143/91 del 19 marzo 1991 - al fine della valida ricostituzione e
  dell'insediamento degli organi deliberanti dei Consorzi  ASI  della
  Sicilia, è imprescindibile che siano intervenute le nomine di tutti
  i  soggetti pubblici legittimati per legge ad esprimere la  propria
  rappresentanza in seno agli stessi organi consortili.
   Pertanto,  avuta notizia della parziale insussistenza (per  revoca
  e/o  rinuncia degli interessati) dei rappresentanti dei  Comuni  di
  Pozzallo   e  Modica  nel  ricostituendo  Consiglio  Generale   del
  Consorzio  ASI  di  Ragusa, è da considerare del  tutto  legittimo,
  oltre  che  doveroso,  l'intervento  del  dirigente  generale   del
  Dipartimento   regionale   Attività   Produttive,   finalizzato   a
  rammentare  l'opportunità  di valutare l'ipotesi  di  rinvio  della
  prima convocazione del nuovo organo assembleare, nel rispetto delle
  procedure normativamente previste.
   Diversamente  opinando,  ossia nell'ipotesi  in  cui  il  predetto
  Consiglio  Generale fosse stato convocato procedendo alla  elezione
  del  Presidente  e  del Comitato Direttivo, sarebbe  scaturito  per
  l'Organo  Tutorio  l'obbligo di annullare - ex  articolo  15  della
  menzionata  legge  regionale n. 1/1984 - le relative  deliberazioni
  consortili di insediamento e di nomina dei propri Organi.
   Per  quanto  riguarda,  infine, l'auspicato esercizio  dei  poteri
  sostitutivi presso i Comuni che non hanno completato per  tempo  la
  nomina dei propri rappresentanti negli organi del Consorzio ASI  di
  Ragusa, si evidenzia che tra le prerogative assegnate dalla vigente
  normativa all'Assessore regionale per le Attività Produttive non vi
  è  quella  di  nominare commissari ad acta presso gli  enti  locali
  dell'Isola,  competenza  questa ascritta tra  le  funzioni  proprie
  dell'Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della  Funzione
  Pubblica.
   Infine,  per  completezza espositiva, non posso non rilevare  che,
  proprio  al  fine  di  provvedere al pronto  rinnovo  degli  organi
  consortili  del Consorzio ibleo, stante la dimostrata impossibilità
  di  procedere  in  tal  senso da parte degli organi  uscenti  ormai
  scaduti,  con decreto n. 11 del 19 maggio 2010, a mia firma,  si  è
  provveduto  alla nomina di un commissario straordinario  presso  il
  Consorzio de quo il quale ha già avviato ogni azione utile  per  la
  regolare  costituzione del Consiglio Generale diffidando tutti  gli
  enti  che,  ad  oggi, non hanno ancora provveduto alle designazione
  dei propri rappresentanti.
   Da    ultimo,    a   conferma   della   correttezza   dell'operato
  dell'Amministrazione  regionale prima e del Commissario  dopo,  con
  nota  dell'11 giugno 2010, il predetto commissario ha trasmesso  la
  documentazione  attestante  le intervenute  designazione  da  parte
  degli  enti  consorziati  utili  alla  corretta  costituzione   del
  Consiglio Generale ed alla  sua prossima convocazione.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Mineo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MINEO.  Signor Presidente, Assessore, la ringrazio per la puntuale
  risposta ma soprattutto per le note positive che vengono attraverso
  la  sua  esposizione. Però, per il futuro la prego  di  essere  più
  puntuale  nel  controllo, più immediato,  in  quanto  se  dovessimo
  essere noi a sollecitare, anche se questo rientra tra i compiti  di
  un  deputato, ciò significherebbe che i suoi uffici non  funzionano
  come dovrebbero. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   LEONTINI.   Chiedo   di  parlare  sull'atto  ispettivo   a   firma
  dell'onorevole Mineo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,  Assessore,   mi   associo   alle
  sottolineature che poc'anzi faceva l'onorevole Mineo in quanto,  se
  si fosse stati più tempestivamente attenti, non avremmo perduto tre
  mesi  di tempo, perché il territorio ha avuto l'impressione che  la
  perdita di tempo fosse finalizzata ad evitare la scelta democratica
  dei  rappresentanti dell'ASI, come se un'esagerata e  preponderante
  attività  commissariale volesse surrogare l'autodeterminazione  del
  consorzio e quindi dei comuni.
   In  secondo  luogo,  la più tempestiva ed attenta  azione  avrebbe
  consentito  all'Assessorato di evitare che due comuni  che  avevano
  espresso   le  indicazioni  delle  terne  e  che,  nel   pomeriggio
  immediatamente precedente l'elezione, hanno revocato solo una delle
  tre   indicazioni  impedissero  lo  svolgimento  democratico  delle
  elezioni perché, in quel caso, l'organismo poteva essere ugualmente
  eletto  ed insediato e, caso mai, l'intervento dell'Assessorato  si
  sarebbe  dovuto  esercitare solo nei confronti di quei  due  comuni
  che,  messi in mora, avrebbero dovuto rispondere nel breve giro  di
  cinque  giorni o di una settimana, così come poi si è  dovuto  fare
  successivamente.
   Quindi,  tutto è bene quel che finisce bene, nel senso che  adesso
  questa nota dell'11 giugno ristabilisce il diritto del consorzio  a
  riconvocare  la data delle elezioni e, quindi, a fare  svolgere  le
  elezioni normalmente nelle prossime settimane.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                  della rubrica  Attività produttive'

   PRESIDENTE.  L'interrogazione numero 1058 è stata  già  dichiarata
  conclusa.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Per  assenza  dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
  numero  1067 «Adeguate misure al fine di modificare il decreto  del
  21  gennaio 2010, concernente disposizioni in materia di pesca  del
  novellame», dell'onorevole Digiacomo e l'interrogazione numero 1104
  «Notizie  sulla  gestione  della  CRIAS»,  a  firma  dell'onorevole
  Beninati,  si  intendono  presentate  con  richiesta  di   risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1118 «Riapertura dei  termini
  previsti  dalla legge regionale numero 20 del 2007  in  materia  di
  edilizia  agevolata  convenzionata», degli  onorevoli  Vinciullo  e
  Pogliese. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive  e  all'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità,
  premesso  che la legge regionale n. 20/2007 stabilisce la data  del
  31  dicembre 2008 quale termine ultimo per l'inizio dei lavori  per
  la  realizzazione di programmi di edilizia agevolata  convenzionata
  riservata alle imprese e cooperative edilizie;

   considerato che:

   le  difficoltà riscontrate dalle imprese e cooperative, sia per il
  reperimento  delle  aree  sia  per il  complesso  iter  burocratico
  conseguente,  non  hanno consentito l'avvio di  buona  parte  degli
  interventi in programma entro la data prevista dalla l.r. 20/2007;

   l'impossibilità   di  accedere  alla  totalità  degli   interventi
  previsti dalla citata legge ha determinato una perdita di oltre 100
  milioni di euro destinati alla costruzione di oltre 600 alloggi per
  altrettanti nuclei familiari dei soci delle cooperative;

   una perdita economica di tale entità ha avuto una pesante ricaduta
  sul  settore  edilizio, già fortemente provato dalla pesante  crisi
  economica che lo sta colpendo;

   alla luce di quanto sopra, appare sempre più evidente la necessità
  di  approvare una proroga al termine ultimo per l'inizio dei lavori
  per   la   realizzazione   di  programmi  di   edilizia   agevolata
  convenzionata  riservati  alle imprese e cooperative  edilizie,  al
  fine di consentire una definizione degli adempimenti previsti e  la
  conseguente apertura dei cantieri;

   tenuto conto che:

   l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un immediato effetto  sul
  fronte  occupazionale e darebbe un nuovo impulso  alla  risoluzione
  del problema, oramai atavico, dell'edilizia sociale;

   la  tematica  abitativa ha oramai assunto connotati  di  emergenza
  sociale,  che non investe più le fasce cosiddette deboli, ma  anche
  la classe media, proprio per le difficoltà di questa ad accedere al
  mercato immobiliare;

   gli  interventi in questione rappresentano quindi  un  sistema  di
  acquisizione del bene casa a prezzi calmierati;

   visto  che, in più occasioni, le organizzazioni degli edili  hanno
  manifestato la necessità e l'urgenza di predisporre un  disegno  di
  legge  volto  alla  riapertura  dei  termini  previsti  dalla  l.r.
  20/2007;

   il  Governo  regionale ha scelto di non inserire  nel  disegno  di
  legge sul cosiddetto 'Piano Casa' le norme che avrebbero consentito
  la  riapertura dei termini stabiliti dalla l.r. 20/2007,  sprecando
  un'utile   occasione  e  approvando  un  d.d.l.  che,   così   come
  strutturato,  difficilmente contribuirà  al  rilancio  economico  e
  occupazionale del settore edile in Sicilia;

   per  sapere  se non ritengano opportuno predisporre un emendamento
  di  iniziativa  governativa volto a prorogare la  scadenza  del  31
  dicembre  2008  prevista  dalla legge  regionale  n.  20/2007  come
  termine  ultimo  per  l'inizio dei lavori per la  realizzazione  di
  programmi di edilizia agevolata convenzionata riservati ad  imprese
  e  cooperative edilizie e rilanciare così l'economia  legata  a  un
  settore colpito da una crisi inarrestabile». (1118)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore  per le attività produttive.  Con  riferimento
  all'interrogazione numero 1118, avente ad oggetto   Riapertura  dei
  termini  previsti  dalla legge regionale  numero  20  del  2007  in
  materia di edilizia agevolata convenzionata  deve rilevarsi come la
  competenza  in  materia di interventi di edilizia cooperativistica,
  economica  e  popolare o comunque sovvenzionata  è  attribuita,  ai
  sensi    dell'articolo   7   della   legge    regionale    19/2008,
  all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
   Onorevole Vinciullo, mi permetto di suggerire che rispetto ad  una
  dichiarazione  di  incompetenza  lei  può  far  osservare  ciò  che
  ritiene,  diciamo, come richiamo per quanto concerne la trattazione
  più o meno immediata.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, accolgo il suggerimento  e  chiedo
  alla  Presidenza  di  trasmettere l'interrogazione  all'Assessorato
  delle infrastrutture ed auspico, vista l'urgenza e la necessità  di
  discutere   questo   argomento  così  importante   per   l'economia
  siciliana, che  si possa arrivare presto alla trattazione in Aula.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1127  «Iniziative
  per  superare i ritardi nel centro agro-industriale di Avola (SR)»,
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, all'Assessore l'economia e all'Assessore per
  le attività produttive, premesso che:

   alla  fine degli anni ottanta, la città di Avola (SR), consapevole
  della  crisi  che investiva il settore agricolo in  quegli  anni  e
  della  necessità di avviare un processo capace di dare  respiro  al
  settore  primario  attraverso il rilancio  della  produzione  agro-
  alimentare  locale, presentava alla Regione siciliana  un  progetto
  per la realizzazione di un centro agro-industriale;

   il progetto allora presentato, pur essendo stato finanziato, non è
  mai stato portato a termine;

   considerato che:

   ad  oggi  nella zona sud della provincia di Siracusa,  non  esiste
  nessun centro di trasformazione dei prodotti agricoli;

   oggi  come allora, la provincia di Siracusa, ed in particolare  il
  settore  agro-alimentare,  necessitano  di  investimenti  e   nuove
  strutture  indispensabili per avviare un processo di  rilancio  del
  territorio e del settore agricolo;

   la  realizzazione  di un centro agro-industriale comporterebbe  un
  abbassamento  dei  costi di trasformazione e di commercializzazione
  dei prodotti agricoli locali e allo stesso tempo contribuirebbe  ad
  arginare  l'oramai  diffuso fenomeno della contraffazione  e  della
  concorrenza   sleale  che,  in  Sicilia,  così   come   nell'intero
  territorio  della provincia di Siracusa, ha causato un inasprimento
  della crisi del settore;

   visto che:

   il   progetto  del  centro  agro-industriale  di  Avola,  da  anni
  bloccato,   in   attesa   di  rimodulazione,   è   stato   inserito
  nell'obbiettivo  strategico  del settore  agricoltura'  nell'ambito
  della  redazione del piano strategico 'Città per lo  sviluppo',  un
  piano che fa riferimento ad un ambito territoriale che interessa la
  zona  compresa  fra  la provincia di Siracusa e quella  di  Ragusa,
  racchiudendo i territori di Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo
  Passero, Rosolini, Ispica e Pozzallo;

   esiste,  oggi, una concreta possibilità di rilanciare il progetto,
  anche in considerazione della presenza, nel bilancio regionale,  di
  circa 19 milioni di euro da poter destinare all'opera;

   per sapere:

   se  intendano adoperarsi, con l'urgenza del caso e vista la  crisi
  gravissima del comparto agricolo siciliano, per la realizzazione di
  un'opera  di  vitale importanza per la zona sud di Siracusa  e  per
  tutto  il  territorio  provinciale e che tutti  gli  operatori  del
  settore agroalimentare attendono ormai da troppi anni;

   se,  invece,  sulla  scia  dei  precedenti  fallimenti,  intendano
  ignorare le necessità di un territorio e di un settore che, se  non
  riceverà risposte immediate e concrete, sarà travolto da una  crisi
  che  lo  investe da anni e che non accenna a placarsi e che,  anzi,
  cresce in modo esponenziale;

   se,  infine, non intendano nominare un commissario ad acta al fine
  di  iniziare e concludere i lavori per la realizzazione del  centro
  agro-industriale di Avola». (1127)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,   assessore  per  le  attività  produttive.  Con   l'atto
  ispettivo indicato in questione, l'onorevole interrogante chiede di
  avere  notizie  in  merito  alla  realizzazione  del  centro  agro-
  industriale di Avola (SR).
   A  seguito di apposita indicazione fornita dagli Uffici, è  emerso
  come  la  vicenda  in  esame  sia caratterizzata  da  significativi
  ritardi, di certo, non imputabili alla Regione.
   Ed  infatti,  con  il  decreto numero 46/89  veniva  approvata  la
  convenzione stipulata tra la Presidenza della Regione Sicilia ed il
  Comune   di  Avola  per  la  realizzazione  del  predetto   centro,
  convenzione  questa  che affidava proprio al  Comune  di  Avola  la
  qualifica di ente attuatore.
   Tuttavia,   in  ragione  della  necessità  di  approvare   perizie
  suppletive   e   di  variante,  perizie  dapprima  respinte   dalla
  competente  CTAR  e,  poi,  approvate da ultimo  in  conferenza  di
  servizi,  la data fissata per la conclusione dei lavori veniva  più
  volte prorogata.
   Da  ultimo, con delibera del commissario straordinario  numero  73
  del  12  ottobre 1999 veniva approvata la perizia di  variante  del
  Centro  agro-industriale e relativo schema di atto di sottomissione
  sottoscritto dall'impresa.
   Tuttavia,  con nota protocollo n. 1633 del 13 dicembre 2005,  l'ex
  Dipartimento  dell'Industria,  che  nel  frattempo  aveva  disposto
  un'attività ispettiva, nell'evidenziare il mancato riscontro  della
  nota  ispettoriale, protocollo numero 2568 del  12  novembre  2003,
  ribadiva  la  richiesta, già avanzata nei confronti del  Comune  di
  Avola,  di  integrazione  documentale  con  riferimento  ad  alcune
  circostanze in merito agli eventuali sviluppi intervenuti a seguito
  del finanziamento dei lavori.
   Il  Comune  di  Avola, al contrario, con nota del 21  marzo  2006,
  richiedeva    l'erogazione   di   alcune   somme   già    impegnate
  dall'Assessorato,  senza però fornire alcun  riscontro  alle  sopra
  menzionata richiesta.
   Ad  oggi,  secondo quanto riferito dagli Uffici, l'Assessorato  ha
  provveduto  a  riscontrare le note protocolli numero  45221  del  4
  dicembre  2007 e numero 22253 del 5 giugno 2008, con  la  quale  la
  Presidenza    della    Regione   ha   chiesto    notizie    proprio
  sull'avanzamento dei lavori e sulla quantificazione della  spesa  a
  fronte  del  finanziamento, comunicando che,  nonostante  le  varie
  richieste,  nessuna  notizia in merito è  pervenuta  da  parte  del
  Comune di Avola evidenziandone, dunque, la persistente inerzia.
   Con  riferimento all'opera di cui si discute, sempre da  un  esame
  condotto  dagli  Uffici, è emerso come risultino  disponibili  euro
  17.266.948,35   quale   residuo  del  finanziamento   concesso   da
  reiscrivere.
   Infine,  in  relazione all'importanza dell'opera e  della  massima
  importanza  che  il  Governo della Regione pone in  relazione  allo
  sviluppo delle attività produttive, mi impegno ad attivarmi sin  da
  subito per l'ulteriore verifica di ogni responsabilità in ordine ai
  ritardi  maturati  per  la realizzazione dell'opera.  Inoltre,  non
  avendo  diretta competenza in merito all'adozione di  provvedimenti
  di  commissariamento  nei  confronti degli  enti  locali  per  loro
  eventuali inadempienze o inerzie, mi attiverò affinché la questione
  venga  sottoposta  all'attenzione del competente assessore  per  le
  autonomie locali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   come   ha
  ricostruito l'assessore Venturi ci troviamo di fronte ad una  delle
  peggiori  pagine  di  mala burocrazia o di mala amministrazione  in
  Sicilia.
   La  cosa ancora più grave è che ci troviamo di fronte ad un centro
  agro-industriale che deve essere realizzato da oltre  trent'anni  e
  che  c'è una provincia, quella di Siracusa, completamente distrutta
  perché  i nostri prodotti non riescono a trovare spazio sui mercati
  quando, invece, un centro li avrebbe potuti sicuramente aiutare.
   Ma   la   cosa   sicuramente  più  vergognosa,  che   deve   farci
  scandalizzare tutti, è che abbiamo a disposizione oltre 34 miliardi
  delle   vecchie  lire  che  non  vengono  spesi,   una   somma   di
  17.246.000,20 euro che sapevamo essere a disposizione e che  invece
  i   vari   uffici,  in  particolare  sembra  emergere  una   pagina
  sicuramente  negativa  da  parte dell'amministrazione  comunale  di
  Avola  che nel 2008 ha avuto richiesti alcuni chiarimenti da  parte
  dell'Assessorato  e  che oggi, a due anni  di  distanza  da  quella
  lettera  di  chiarimenti, non solo non risponde, non  solo  non  si
  occupa del suo territorio, non solo non sollecita l'amministrazione
  regionale,  ma  soprattutto fa finta di non sapere che  c'è  questa
  somma importante.
   Veda    Assessore,    nella    ricostruzione    contenuta    nella
  interrogazione, mi ero limitato ad esporre alcuni  dati.  Lei,  con
  molto  coraggio  e  con molta lungimiranza,  a  dire  il  vero,  ha
  ricostruito  esattamente  la vicenda: una  pagina  vergognosa,  una
  pagina  su  cui è giusto che l'Assessorato indaghi e io  mi  auguro
  che,  oltre all'Assessorato, sia anche l'Autorità giudiziaria e  la
  Procura ad indagare su questo.
   Pertanto, se mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore
  che,  in maniera puntuale, ha ricostruito questa vicenda, non posso
  come  siciliano, come deputato di questa Terra, non gridare  contro
  questa infamia che merita giustizia.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1134 «Adozione  di
  opportune  misure  di  equità  nel  riconoscimento  dei  Comuni  ad
  economia  prevalentemente turistica e città d'arte», dell'onorevole
  Ruggirello. Ne do lettura:

   «All'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   il  settore  del commercio nella Regione siciliana è  disciplinato
  dalla  l.r.  22  dicembre  1999, n.  28,  e  che,  in  particolare,
  l'articolo  13  detta  norme dirette a  consentire  nei  comuni  di
  derogare  agli  orari  ordinari, previsti  dall'articolo  12  della
  stessa  legge,  circa  l'apertura  e  la  chiusura  degli  esercizi
  commerciali;

   il  comma 5 dell'articolo 13 obbliga l'Assessore regionale per  le
  attività  produttive  ad individuare con proprio  decreto,  sentiti
  l'osservatorio regionale per il commercio e le province  regionali,
  i comuni ad economia prevalentemente turistica e le città d'arte;

   considerato che:

   con  d.a. 24 gennaio 2008 - Cooperazione, commercio artigianato  e
  pesca, sono state approvate le direttive per il riconoscimento  dei
  comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte e  che,
  in  particolare,  alla  lettera I  dello  stesso,  si  dice  che  i
  provvedimenti  di  riconoscimento in capo ai  comuni  dei  suddetti
  requisiti   emanati   fino   alla   pubblicazione   del    presente
  provvedimento  decadono  automaticamente a partire  dall'1  gennaio
  2009;

   con  successivi d.a. - Cooperazione commercio artigianato e  pesca
  tale  termine è stato successivamente più volte prorogato  fissando
  ad oggi tale scadenza per il 30 giugno 2010;

   in  ottemperanza  alle  suddette direttive  sono  state  inoltrate
  istanze   da   diversi   comuni,   finalizzate   ad   ottenere   il
  riconoscimento di 'comuni ad economia prevalentemente  turistica  e
  città d'arte';

   preso atto che :

   l'osservatorio regionale per il commercio, più volte convocato per
  esaminare tali richieste, non ha ancora espresso alcun parere,  non
  essendo  stato raggiunto il numero legale necessario alla  relativa
  trattazione  in prima convocazione, sebbene ai sensi  dell'articolo
  6,  comma  3,  delle  l.r. 22 dicembre 1999,  n.  28,  'in  seconda
  convocazione,  l'osservatorio possa  deliberare  qualunque  sia  il
  numero dei componenti intervenuti';

   i  comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte  in
  atto  riconosciuti  sono  tali  in  forza  di  successivi  d.a.   -
  Cooperazione, commercio artigianato e pesca che prorogano i termini
  di  scadenza  di cui alla lettera I del d.a. 24 gennaio  2008  alla
  data del 30 giugno 2010;

   tali  circostanze determinano un regime fortemente discriminatorio
  per quei comuni che, nel rispetto delle direttive emanate, chiedono
  il  riconoscimento  dei requisiti in oggetto e quelli,  invece,  in
  regime   di   proroga  per  i  quali  se  ne  dovrebbe   verificare
  l'esistenza;

   per  sapere  se  non  ritenga  opportuno  intervenire  con  idoneo
  provvedimento che determini condizioni di parità di trattamento tra
  tutti  i comuni richiedenti e ponga fine all'enorme confusione  che
  si  sta  generando intorno a tale problematica, onde consentire  di
  agevolare  il settore commerciale che versa in uno stato  di  crisi
  irreversibile». (1134)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   VENTURI,    assessore    per   le   attività    produttive.    Con
  l'interrogazione numero 1134, l'onorevole interrogante,  effettuata
  una breve ricostruzione in relazione alla normativa vigente in tema
  di  comuni ad economia prevalentemente turistica e di città d'arte,
  ai fini di cui all'articolo 12 della legge regionale numero 28/99 e
  rilevato  che  i  decreti  assessoriali  che,  sino  a  poco  tempo
  addietro,  avevano  operato una continua proroga  dei  termini  per
  l'attivazione delle procedure di riconoscimento della summenzionata
  qualifica  di comune turistico e città d'arte, chiede di sapere  se
  non  si  ritenga  opportuno garantire a tutti i  comuni  parità  di
  trattamento   ai   fini  del  predetto  riconoscimento   attivando,
  conseguentemente, le procedure di cui al D.A. 24 gennaio  2008  che
  fissa proprio le direttive per l'attribuzione di tale qualifica  ai
  comuni interessati.
   Ebbene,   in   riscontro   ai  rilievi  formulati   dall'onorevole
  interrogante, comunico che, dopo ampia istruttoria ed a seguito del
  parere  dell'osservatorio  regionale per  il  commercio,  con  D.A.
  numero  1430 dell'1 giugno 2010 sono stati individuati i comuni  ad
  economia   prevalentemente  turistica  e  di   città   d'arte,   in
  applicazione  dei criteri definiti con il citato  D.A.  24  gennaio
  2008,  tra  tutti  quei  comuni che hanno  presentato  la  relativa
  istanza.
   Si  comunica altresì che, al fine di operare sempre secondo canoni
  di  massima  trasparenza ed imparzialità, in data 15  giugno,  cioè
  oggi,  si  è  svolta una riunione della commissione  regionale  del
  commercio  al  fine  di  provvedere alla  valutazione  delle  altre
  istanze pervenute e si sono valutate tutte favorevolmente.
   Quanto  rilevato  permette  di  sottolineare  l'attenzione   posta
  dall'intero   Governo   della  Regione  e,  in   particolare,   dal
  sottoscritto,  il quale - pare utile ricordare - risulta  insediato
  presso  questo ramo dell'Amministrazione da soli cinque mesi,  alle
  tematiche  che  interessano le attività produttive  e  lo  sviluppo
  dell'economia sana della nostra Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Ruggirello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   RUGGIRELLO. Mi dichiaro soddisfatto.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Giuseppe  Federico  è  in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione del disegno di legge «Norme in materia di consorzi di
                           bonifica» (560/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione del disegno di legge numero 560/A «Norme in materia  di
  consorzi di bonifica».
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Caputo, per svolgere la relazione.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   Presidente   della   Regione,
  rappresentanti  del  Governo,  questo  disegno  di  legge,  che  ha
  ottenuto una larga convergenza da parte dei deputati proponenti  e,
  poi,  è  stato  fatto  proprio  dall'intera  Commissione   Attività
  produttive',  interviene in un momento di  enorme  crisi  economica
  della  nostra  Regione  e che investe i settori  più  esposti  alle
  difficoltà economiche siciliane.
   Questo  disegno  di legge, che ha avuto anche la  copertura  della
  Commissione  Bilancio e il parere favorevole del  Comitato  per  la
  qualità   della   legislazione,  interviene   per   assicurare   la
  prosecuzione  delle  giornate  lavorative  per  quanto  riguarda  i
  lavoratori dei consorzi di bonifica siciliani; intervento  che  non
  ha soltanto l'altissima finalità di garantire la prosecuzione delle
  giornate lavorative, ma anche di evitare l'interruzione di  servizi
  essenziali per l'agricoltura nel momento di maggiore calura  estiva
  e,  quindi,  quando  i territori soffrirebbero della  mancanza  del
  personale  che  non sarebbe in grado di assicurare  lo  svolgimento
  delle più fondamentali attività agricole siciliane.
   Fra   l'altro,  è  prevista  anche  una  norma  che  consente   di
  utilizzare,   nei   limiti   del  tetto   previsto   dalle   norme,
  l'affidamento  dei  servizi  di  manutenzione;  questo   intervento
  avrebbe la finalità di garantire risorse ai consorzi di bonifica.
   Quindi,  invito il Parlamento ad esaminare, discutere ed approvare
  il disegno di legge.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo,
  il  disegno  di  legge in questione ha avuto un epilogo  rapido,  a
  fronte  del quale bisogna ricordare il travaglio notevole,  vissuto
  anche durante la finanziaria, che sicuramente non ha consentito  di
  recepirlo  al proprio interno per qualche incongruenza procedurale,
  ancorché  inserito  nel testo originario esitato dalla  Commissione
  Bilancio.
   Dobbiamo  dare  atto  alla solerzia della III Commissione  che  ha
  avuto  questa  disponibilità  a  recepire  norme  che  hanno  avuto
  all'interno  della  finanziaria anche  un  confronto  approfondito,
  attento, tendente a conciliare non solo le esigenze dei lavoratori,
  che  sono  sicuramente legittime, ma pure le esigenze  operative  e
  funzionali  dei  consorzi di bonifica che, senza questo  intervento
  stagionale di questi lavoratori, all'interno delle singole  perizie
  che i consorzi di bonifica adottano, non consentono di erogare e di
  garantire  quella  funzione  irrigua  indispensabile  ai   prodotti
  agricoli siciliani.
   La  situazione attuale è di grave disagio dei consorzi, con rischi
  per  l'attività irrigua e rischi anche per la produttività di  quei
  terreni   che   necessitano  di  un  costante  intervento   irriguo
  specifico. Quindi, inviterei i deputati ad attenzionare il  disegno
  di  legge, non già sotto il profilo dei lavoratori, su cui  occorre
  anche  dire  qualcosa, ma sotto questo aspetto, nelle  more  che  i
  consorzi   di  bonifica  vengano  riorganizzati,  ristrutturati   e
  ricompresi   in   una   legge-quadro  che  possa   garantirne   una
  funzionalità,   una  maggiore  partecipazione  con   i   piani   di
  classifica,  anche  da  parte  dei produttori,  per  consentire  un
  momento  di democratizzazione importante della gestione  di  questo
  servizio.
   Nelle  more,  interveniamo  anche con qualche  norma-tampone,  con
  qualche  norma a valenza contingente ed immediata, per fare  fronte
  alla   siccità  e  al  rischio  che  alcuni  prodotti  non  possano
  raggiungere  la naturale produzione e, quindi, con  grave  danno  e
  nocumento all'economia agricola della nostra Regione.
   Per  quanto attiene l'aspetto dei lavoratori, riteniamo che  siamo
  di  fronte ad un'esclusione dal novero di quei soggetti precari, di
  soggetti   che  hanno  già  maturato  professionalità  e   presenza
  all'interno  di  questo settore, in quanto parliamo  di  lavoratori
  storici,  a  cui  noi  diamo  una  data  della  loro  presenza  per
  contenerne  la possibilità che si inseriscano soggetti che  non  vi
  hanno  lavorato, e nel testo è ben circoscritto il periodo, cioè  i
  soggetti che hanno lavorato entro una certa data. Parlavo,  quindi,
  di  soggetti che hanno acquisito professionalità, competenza e  che
  risultino  indispensabili alle funzioni che abbiamo  testé  citato.
  Sono  lavoratori  che sono stati esclusi da un'interpretazione  che
  verrà superata dalla norma.
   Infatti, la norma che mettiamo in campo va in deroga ad una  legge
  precedente  che,  reinterpretata, ha  determinato  l'esclusione  e,
  quindi, un mancato rinnovo di questi precari.
   Noi  non facciamo altro che rimettere nella giusta direzione,  nel
  giusto alveo normativo e legislativo, una situazione di precari, di
  stagionali   dei   consorzi   di  bonifica   che,   altrimenti   ed
  ingiustamente,  verrebbero esclusi. Stiamo  rendendo  giustizia  di
  questa  azione  amministrativa, interpretativa che  ha  penalizzato
  questi lavoratori.
   L'articolo  2  del  disegno  di  legge  consente  anche,  con   la
  rivisitazione  dei lavori in economia, di implementare  l'attività.
  Noi ci diamo un limite minimo che è quello delle 51 giornate, ma si
  aprono possibilità importanti anche per questi lavoratori dentro le
  perizie che, in economia, gli enti potranno realizzare.
   La  copertura finanziaria è dentro lo stanziamento previsto: siamo
  di   fronte  ad  un  disegno  di  legge  che  non  comporta   nuovi
  stanziamenti, nello stanziamento del bilancio c'è la copertura.
   Pertanto,  invito l'Aula a pronunziarsi rapidamente  in  ordine  a
  questo  testo,  stante  anche la stagione irrigua  che  è  in  fase
  avanzata  e,  quindi,  il  nocumento che deriverebbe  da  ulteriori
  remore all'approvazione deve essere sotto gli occhi di tutti e deve
  spingerci ad una celerità che vada sia in direzione dei lavoratori,
  che aspettano il loro giusto riconoscimento economico e lavorativo,
  sia  in  direzione  dei terreni che si gioverebbero  immediatamente
  dell'attività di questi lavoratori.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci.  Ne  ha
  facoltà.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  preannunciare  un ordine del giorno che è già stato presentato  per
  dare  ancora  più risalto a questa attenzione che  il  Governo,  la
  Commissione  e  l'intera Aula, hanno voluto rivolgere,  ancora  una
  volta,  a  questo settore economico importantissimo e  fondamentale
  per la nostra Regione, che è l'agricoltura.
   Ne  approfitto anche per sottolineare come - e mi fa piacere  dire
  che  mi  sento utile alla mia Regione e alla mia gente - finalmente
  si riesce a mettere fra le priorità l'agricoltura, che in Sicilia è
  fondamentale, perché, nei decenni passati, non c'è dubbio che siamo
  stati  sottoposti  ad una forma, non  voglio dire  parole  pesanti,
  sicuramente  fuorviante  come se i motori  economici  della  nostra
  Sicilia potessero trovare allocazione nelle forme industrializzate,
  nelle forme petrolchimiche, e così via.
   Il risultato, oggi a distanza di decenni, è quello che vediamo nel
  nostro territorio e nella nostra  gente. Nel nostro territorio  non
  c'è  bisogno  di commenti; per la nostra gente - lo  sottolineo  da
  medico,  con  l'altro  aspetto della mia  vita  -  i  tumori  e  le
  malformazioni  congenite  sono  all'ordine  del  giorno,  per   cui
  riportare  l'attenzione verso ciò che può rappresentare  il  giusto
  volano della nostra Terra sicuramente fa onore a questo Governo, fa
  onore al Governatore e alla Commissione che ci ha lavorato.
   Non  c'è  dubbio  che i consorzi di bonifica nel settore  agricolo
  sono  di  fondamentale importanza. Oggi, uno sforzo è ancora  fatto
  per  risolvere  un problema occupazionale; ma non  c'è  dubbio  che
  assieme  a questo, ed è anche l'essenza dell'ordine del giorno  che
  ho  presentato, c'è quello di una riorganizzazione dei consorzi  di
  bonifica  che guardano con attenzione ad un beneficio  reale  degli
  agricoltori  e del territorio, oltre naturalmente ad una  normativa
  che  porta  alla stabilizzazione e alla regolarizzazione di  questi
  lavoratori.
   Oggi, con questo disegno di legge, che mi auguro si approvi al più
  presto,  creiamo le condizioni per potere risolvere definitivamente
  questa  piaga  nel  lavoro. Infatti, il nostro  vero  dramma  è  il
  lavoro,  e  quando si creano precari o si incentivano elementi  per
  intensificare questa grossa popolazione non c'è dubbio che, prima o
  poi,  tutti  i  nodi  arrivano al pettine;  per  cui,  deve  essere
  considerato come il primo passo l'affrontare la problematica  nella
  sua  interezza,  nella sua globalità, verso la normalizzazione  sia
  dal  punto di vista lavorativo per i lavoratori, ma soprattutto per
  un  ritorno  positivo nel funzionamento ottimale  dei  consorzi  di
  bonifica che rappresentano naturalmente un elemento fondante perché
  infrastrutturale.
   Noi sappiamo che le infrastrutture sono quelle che determinano  la
  differenza  tra  uno sviluppo regolare e uno sviluppo  anarchico  o
  anormale.
   Pertanto,  grazie in anticipo all'Aula se in questa  direzione  si
  vorrà  pronunciare,  come spero e come credo, e  grazie  ancora  al
  Governo e alla Commissione per il lavoro svolto.

   PRESIDENTE. E' iscritto l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   cosa
  peggiore che possa fare una classe dirigente è quella di speculare,
  di  strumentalizzare su alcune battaglie che fanno  parte,  invece,
  del nostro dovere istituzionale di parlamentari.
   Il   disegno   di   legge  che  stiamo  trattando   non   rilancia
  l'agricoltura, non è un disegno di legge di settore che  incide  in
  maniera significativa sulle difficoltà che il mondo agricolo ha  in
  Sicilia.  Così  come il disegno di legge che stiamo valutando,  non
  opera  alcuna  riforma  nei  consorzi di  bonifica,  che  avrebbero
  bisogno  di  essere  riformati, anche perché, dalla  loro  data  di
  costituzione ad oggi, sono stati sempre commissariati. E, in questo
  caso,  sarebbe  più opportuno avere gli organismi  democraticamente
  eletti   dai   rappresentanti  e  dai   soci,   anche   perché   il
  commissariamento  può  essere a volte un  fatto  inevitabile  ma  è
  sempre temporaneo.
   Io  ho espresso parere favorevole per questi lavoratori perché  il
  disegno  di  legge risponde a due esigenze soltanto, non  al  mondo
  intero:  da  un  lato, aiuta i soci del consorzio di  bonifica,  in
  particolare   di  Catania,  che  hanno  bisogno  delle   opere   di
  manutenzione per poter irrigare e, quindi, i lavoratori  che  hanno
  strumenti  di  conoscenza  adeguata  e  professionalità  che  hanno
  acquisito  nel  tempo  meritavano  una  risposta,  così  come   gli
  agricoltori  della piana di Catania in particolare, meritavano  una
  risposta.   La  salvaguardia  dei  livelli  occupazionali   per   i
  cinquantunisti, in particolare, per quelli che hanno lavorato  fino
  a  una  certa  data, rispondeva non a una logica  di  gestione  dei
  bisogni di alcuni disperati che necessitano di andare avanti  anche
  sul  piano familiare, ma rispondeva all'esigenza di non considerare
  questi precari come tutti gli altri precari.
   Infatti  il  rischio che corriamo in Sicilia è di fare  differenze
  tra  diversi  livelli  di precari e, in alcuni  casi,  tra  diversi
  livelli di disperati.
   Noi  cercheremo  di fare approvare questo disegno di  legge  senza
  stravolgimenti.
   Il  fatto  che da qui a giovedì si possano presentare  emendamenti
  che  modificano  totalmente  l'impostazione  che  abbiamo  dato  in
  Commissione  Bilancio  mi  preoccupa; noi  dobbiamo  fare  ciò  che
  abbiamo  concordato perché, se questo diventa il  carro  sul  quale
  possono  saltare  altri  lavoratori, il  ragionamento  si  potrebbe
  complicare.

   Noi  siamo a favore di una risposta ai 260 lavoratori inseriti nel
  disegno   di  legge  che  ha  ottenuto  il  parere  favorevole   in
  Commissione   Bilancio,   ma   senza   stravolgimenti   di   questa
  impostazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.
   Invito i colleghi deputati ad iscriversi, se vogliono intervenire,
  entro la conclusione dell'intervento dell'onorevole Pogliese.

   POGLIESE.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  mi
  sembra  assolutamente  doveroso intervenire su  questo  disegno  di
  legge  fortemente voluto da molti parlamentari, da tutti  i  Gruppi
  parlamentari  ed  esitato in maniera celere  dal  presidente  della
  terza  Commissione, onorevole Caputo, dal presidente della  seconda
  Commissione, oggi oggetto di valutazione.
   Un disegno di legge che va a colmare un vuoto normativo che, se si
  dovesse   protrarre,  comporterebbe  non  soltanto  un  dramma   di
  carattere  sociale  ed  occupazionale  per  qualche  centinaio   di
  lavoratori  dei consorzi di bonifica, ma andrebbe ad  incidere  sul
  grado  di  efficienza dei consorzi di bonifica che, da molti  mesi,
  sono  nell'oggettiva  impossibilità  di  provvedere  ai  lavori  di
  manutenzione  ordinaria,  e  tutto ciò anche  nell'imminenza  della
  stagione irrigua.
   Nella mia provincia, si stanno riscontrando oggettivi problemi che
  mettono a serio rischio l'inizio della stagione irrigua, quindi con
  danni contestuali per tutto il comparto agricolo.
   Io  condivido anche l'articolo di questo disegno di legge che mira
  a  rivedere le soglie, in eccesso ovviamente, che attualmente  sono
  individuate  per  i  lavori in economia da parte  dei  consorzi  di
  bonifica di manutenzione ordinaria e straordinaria e credo che  sia
  anche un aspetto che potrebbe determinare un beneficio concreto per
  i consorzi di bonifica.
   Ecco  perché  credo  che questo disegno di  legge,  con  eventuali
  parziali  modifiche su cui ci confronteremo da qui a  breve,  debba
  essere  approvato  nel  più  breve tempo  possibile  nell'interesse
  dell'efficienza dei consorzi di bonifica e di qualche centinaio  di
  lavoratori  che,  da  questo disegno di legge, potranno  trarre  un
  oggettivo ed auspicabile giovamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sia  pure  con
  qualche  mese  di ritardo il Parlamento affronta una questione  che
  certamente non ha provocato solo danno ai lavoratori che, in questo
  momento,  non  hanno la possibilità di contribuire  ai  lavori  dei
  consorzi di bonifica ma anche in tutti quei luoghi dove, in  questi
  giorni,   la   manutenzione  ordinaria  e   straordinaria   diventa
  indispensabile  per avviare una stagione, quella  dell'agricoltura,
  indispensabile per la preparazione di diverse colture.
   Non   vorrei   soffermarmi  su  quanto  detto  dai  colleghi,   in
  particolare  su  una serie di speculazioni che sono state  attivate
  sulla  pelle dei lavoratori e dove incursioni in questo disegno  di
  legge  potrebbero  compromettere l'azione  che  naturalmente  tutti
  abbiamo  a cuore, cioè la proroga a questi lavoratori delle diverse
  province della Sicilia.
   Chiaramente,  non è quello che tutti ci aspettiamo, perché  è  una
  proroga a termine.
   Il  risultato  finale  è  quello  di stabilizzare  definitivamente
  questi  lavoratori inserendoli nelle piante organiche dei  consorzi
  di bonifica e, nello stesso tempo, dare loro un futuro certo per il
  lavoro  che  hanno svolto nel corso di questi anni,  dove  la  loro
  esperienza,  la  loro conoscenza sia del territorio  sia,  appunto,
  dell'amministrazione,  dove fino ad oggi  hanno  prestato  la  loro
  opera,  serve  per valorizzare gli intendimenti del  raggiungimento
  del fine per i consorzi di bonifica.
   Sull'articolo   2,  invece,  lo  dico  sia  al  presidente   della
  Commissione  sia al Governo, presenterò un emendamento  perché  non
  riesco   a  comprendere  per  quale  motivo  si  vuole  prescindere
  dall'importo  di cinquantamila euro e non si riesce a capire  quali
  sono i limiti degli interventi.
   Vorrei  comprendere come possiamo derogare ad una legge nazionale,
  sull'articolo  2  vorrei  comprendere la  deroga  che  è  prevista,
  appunto,  nel comma 6 ter che naturalmente varia la legge nazionale
  recepita dalla legge regionale.
   E'  una  deroga  che assolutamente non comprendo, a  meno  che  il
  Governo  non ci dica la ragione per la quale si vuole derogare  con
  la  trattativa  privata  sui  lavori di  manutenzione,  soprattutto
  quella  straordinaria, non quella ordinaria  sulla  quale  possiamo
  essere  d'accordo. Non comprendo, però, perché si vuole prescindere
  dai  limiti  previsti  dalla  legge e per  quale  motivo  si  vuole
  liberalizzare, sotto il profilo del quantum, questo tipo di azione.
  Non ne vedo la motivazione.
   Fino  a  quanto  possiamo affidare a trattativa  privata;  fino  a
  quanti  milioni  di  euro  di lavori che  riguardano,  appunto,  il
  rimboschimento e tutta un'altra serie di previsioni?
   Chiedo, quindi, al Governo, di specificare meglio sull'articolo  2
  perché  questo Parlamento deve riflettere sull'attuale formulazione
  della  norma,  perché non solo sarà variata per gli interventi  nei
  consorzi   di  bonifica  ma  per  tutto  quello  che  riguarda   il
  recepimento della legge 109.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Mineo.  Ne  ha
  facoltà.

   MINEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervento  giusto
  per alcune precisazioni.
   Prendo  spunto  da quanto dichiarato da alcuni colleghi  che  sono
  preoccupati che, fruendo di questo disegno di legge, si infili  non
  so  che  cosa.  E'  doveroso da parte di questi colleghi  spiegarci
  quale è la loro preoccupazione.
   Voglio poi dire: le aspettative, al di là del fatto che il disegno
  di  legge  è  legittimo, sono legittime per  tutti.  Quindi  se  il
  parlamentare  si  occupa di fare il parlamentare presentando  degli
  emendamenti che abbiano un contenuto legittimo, deve farlo.
   Se  poi qualche collega è preoccupato, anziché esprimere da questa
  tribuna  la  sua preoccupazione basata sul nulla con  un  ermetismo
  totale, ci spieghi a che cosa faceva riferimento.
   Questo penso potrebbe essere utile a tutti durante la discussione,
  soprattutto a fugare le preoccupazioni che noi non abbiamo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  vorrei  consigliare   di   non
  esercitarci  su materie estranee al testo in quanto  la  Presidenza
  le dichiarerà inammissibili.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Arena. Ne ha facoltà.

   ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, onorevole
  Presidente  della  Regione, intervengo laconicamente  per  ribadire
  alcune  esigenze e, al tempo stesso, per fare appello al Parlamento
  affinché  si  possa  arrivare, nel più breve  tempo  possibile,  ad
  esitare questo disegno di legge.
   Non  volendo  ripetere quanto di importante è  stato  ribadito  in
  questa  sede, mi permetto di cominciare, nei due minuti dei  cinque
  concessimi,  dalla fine dell'intervento, rivolgendo un  appello  al
  Parlamento  siciliano,  alla Presidenza di  questo  Parlamento,  al
  Presidente della Regione e agli Assessori affinché, senza volere  -
  onorevole  Mineo - violentare volontà alcuna, si possa  programmare
  un  termine  straordinariamente breve per  la  presentazione  degli
  emendamenti,  avendo lo stesso disegno di legge fatto  il  giro  di
  Commissioni legislative ed essendo stato studiato approfonditamente
  già da tempo immemorabile affinché si possa arrivare, nel più breve
  tempo  possibile, anche nella giornata di domani, nel pomeriggio  -
  ad  esempio,  fissando un termine per gli emendamenti  nella  tarda
  mattinata di domani, mercoledì, o al massimo giovedì, ad esitare il
  disegno di legge.
   E'   inutile  ribadire  l'importanza  dello  stesso  che,   voglio
  sottolineare,  oltre  ad  andare  temporaneamente  a  risolvere  un
  problema   legato   a   garanzie   occupazionali,   assessore   per
  l'agricoltura, va incontro ad una specifica esigenza, che è  quella
  del  momento,  delle campagne siciliane, di una  temperatura  ormai
  torrida, di un clima insostenibile e della necessità di partire  da
  questo  disegno di legge per riorganizzare in maniera  subitanea  e
  immediata  i  consorzi di bonifica, che potranno,  se  ripensati  e
  riorganizzati, nel più breve tempo possibile, ridare  slancio  alla
  nostra  agricoltura.
   Signor Presidente, le avevo chiesto due minuti e mezzo e concludo,
  repetita  iuvant, anche a  costo di apparire noioso, mi  auguro  e,
  quindi,  colgo  l'occasione di agganciarmi a quanto detto  in  Aula
  dall'onorevole   Barbagallo,  nella   speranza   che   i   colleghi
  parlamentari  vogliano  circoscrivere la  portata  e  l'ambito  dei
  propri emendamenti, riducendoli o eliminandoli, se possibile,  onde
  consentire al Parlamento di poter esitare questo disegno  di  legge
  domani pomeriggio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Minardo.  Ne  ha
  facoltà.

   MINARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dire  che  sicuramente con questo disegno di  legge  risolviamo  un
  duplice  problema: uno è quello degli agricoltori che  usufruiscono
  delle  acque dei consorzi di bonifica i quali potranno irrigare  e,
  quindi,  puntare  anche  sulle  coltivazioni  e  sulla  produzione;
  l'altro  è  che  si dà una risposta occupazionale a coloro  che  ne
  hanno veramente bisogno e che costruiscono le loro famiglie con uno
  stipendio  che  attualmente non hanno e, quindi, questo  intervento
  legislativo gliene darebbe la possibilità.
   Questo  disegno di legge sarà sicuramente migliorato dall'Aula  su
  alcune questioni; per esempio, come dicevano i colleghi, sul  comma
  2 dell'articolo 2 che va sicuramente cassato in quanto non è chiaro
  - c'è una legge che stabilisce il sistema di gare con gli importi -
  e  poi  va  anche  rivisto  il  comma dell'articolo  1,  sul  quale
  presenteremo  alcuni emendamenti per la soppressione  e,  comunque,
  ferme  restando  le  garanzie occupazionali per gli  stagionali,  è
  giusto  anche che vi sia un'apertura - ove vi fosse la necessità  -
  per  i consorzi di bonifica di aumentare le giornate lavorative per
  tutti gli stagionali dei consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  le  finalità
  irrigue,  sicuramente, dal disegno di legge ricevono la possibilità
  di  un  potenziamento  e di un più capillare soddisfacimento  delle
  esigenze degli agricoltori nel territorio regionale.
   Siamo, quindi, del parere che il disegno di legge risponda  ad  un
  bisogno  e siamo convinti - concordo con quanto diceva poc'anzi  il
  collega  Minardo  - che alcune delle imperfezioni  del  disegno  di
  legge   possano  essere  emendate  e  sanate;  sicuramente,  quella
  dell'articolo 2 è una imperfezione che, peraltro, va  in  contrasto
  anche con un precedente iter legislativo recente che quest'Aula  si
  è  data  circa la effettuazione delle gare e i limiti imposti  alle
  gare.  Lo abbiamo fatto di recente anche nella riforma dei  servizi
  sanitari e, quindi, sarebbe un nonsenso prevedere una deroga  senza
  specificazioni,  senza limiti alla possibilità di  espletamento  di
  gare nei consorzi di bonifica.
   C'è  da  dire  che  se  nell'ambito  degli  stanziamenti  previsti
  vogliamo  rendere poi il disegno di legge del tutto rispondente  ad
  alcune  esigenze  riguardanti  le varie  categorie  di  lavoratori,
  aumentare  il  numero delle giornate per chi, da ormai  più  di  un
  decennio,  presta  servizio di manutenzione, sarebbe  un  modo  per
  rendere  il  disegno  di legge equo e completamente  aderente  alle
  necessità  e  alle esigenze, ripeto, nell'ambito degli stanziamenti
  previsti e senza ulteriori appesantimenti di spesa.
   Questo sarebbe sicuramente un modo per rendere il disegno di legge
  completo, equilibrato, equo e riguardante un po' tutte le categorie
  dei  lavoratori  che hanno maturato il diritto e che,  proprio  nei
  mesi  scorsi, hanno interloquito con tutti noi, alla vigilia  della
  finanziaria,  e  da  noi  hanno ricevuto rassicurazioni  in  questa
  direzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidenti, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
  del  presidente del mio Gruppo parlamentare ritengo di potere  solo
  aggiungere che questo disegno di legge - che approda in Aula e  che
  vede  la  volontà di questa Assemblea di poterlo approvare nel  più
  breve  tempo possibile - mi auguro segni un momento di svolta verso
  coloro  i quali - e sono i lavoratori che attendono questa risposta
  -  possano,  nell'ambito di un'attività di un  Consorzio  che  deve
  produrre  e  fornire  servizi,  dopo  tanta  tribolazione,   essere
  impegnati  nel  dare  un  segnale di  grande  azione  nell'attività
  lavorativa  ed  essere  di esempio per gli altri  perché  il  mondo
  dell'agricoltura,  ahimè  afflitto da tanti  problemi,  sicuramente
  aspetta   anche  delle  risposte.  E  questi  lavoratori   potranno
  contribuire a far sì che il contesto migliori.

   PRESIDENTE. Assessore, la prego cortesemente, a parte il fatto che
  dopo  la replica del Governo si chiude la discussione generale,  di
  specificare   formalmente  la  questione  legata   alla   copertura
  finanziaria  perché l'Aula deve essere informata che la  Presidenza
  ha  chiesto all'assessore per l'economia l'assoluta certezza  della
  copertura  finanziaria e l'assessore ha scritto, proprio in  queste
  ore,  con  la  nota protocollo n. 3085 del 14 giugno 2010,  che  il
  Governo era rappresentato dall'assessore onorevole Bufardeci e che,
  sulla  questione  relativa  alla copertura  finanziaria,  c'era  la
  necessaria  certezza   per continuare ad esaminare  il  disegno  di
  legge.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Bufardeci per una replica.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, il Governo non può non manifestare
  la  propria  completa  soddisfazione perché  finalmente  si  tratta
  questo argomento.
   In  primo  luogo voglio dichiarare il mio rammarico in  ordine  al
  rinvio che è stato operato la settimana scorsa per un ritardo  che,
  peraltro,  era  stato  anticipato da altro componente  del  Governo
  all'Aula  e  che vide la mia persona essere comunque già  presente,
  prima  delle ore 17.00, la scorsa seduta, proprio perché il Governo
  era  assolutamente  convinto  della necessità  di  trattare  questo
  argomento.  Ci  ha  tentato  -  è  stato,  anche  in  questo  caso,
  richiamato più volte - nel corso della finanziaria presentando,  in
  alcuni  casi,  più testi di emendamenti che potessero portare  alla
  prosecuzione dell'attività lavorativa dei soggetti in questione  di
  questo  disegno di legge. Non possiamo, quindi, non essere concordi
  con  l'iniziativa che è stata portata avanti, anche in raccordo con
  il  lavoro  in  Commissione e che ha visto sia la  III  sia  la  II
  Commissione pronte ad esitarlo.
   Nel  corso della discussione sono state avanzate alcune questioni,
  in  ordine  alle  quali vorrei molto brevemente intervenire  perché
  credo che, in alcuni casi correttamente, siano state avanzate delle
  perplessità  in ordine al contenuto di alcune parti dell'articolato
  del disegno di legge.
   Invero,  il  Commissario dello Stato, in questi ultimi giorni,  ha
  avviato,  potrei  dire,  quasi una fitta corrispondenza  nel  corso
  della  quale ha evidenziato alcuni aspetti di chiarimento necessari
  da  parte del Dipartimento delle risorse agricole e alimentari  che
  sono   stati  dall'Assessorato  trasmessi,  anche  per  il  tramite
  dell'Ufficio  legislativo  e legale,  e  che  mi  fanno  dire  che,
  oggettivamente, al di là della formulazione del testo dell'articolo
  2,  credo che questo articolo 2 debba essere rivisitato o del tutto
  cassato  perché  si tolga un appesantimento a motivi  di  qualunque
  questione  che  possano interferire con lo scorrevole,  mi  auguro,
  andamento   dei   lavori  d'Aula  per  l'approvazione,   viceversa,
  dell'articolo  1  che, allo stesso interno, vede ancora  motivi  di
  approfondimento.
   E'  oggettivamente  pacifica la necessità  dell'articolo  1  e  di
  questa  prosecuzione  del rapporto, che è  stato  citato  poc'anzi,
  degli  interventi temporanei e che vive logicamente della necessità
  di   tenere   conto   anche  delle  condizioni  climatiche,   delle
  condizioni,  in  alcuni  casi,  scaturenti  da  calamità   naturali
  verificatesi  tra  il  2009 e il 2010 e della  piena  necessità  di
  interventi di ammodernamento delle reti irrigue collettive e  delle
  reti scolanti in modo tale che ci possa essere una stagione irrigua
  utile  alle  nostre  campagne, alla stessa maniera  con  la  quale,
  credo, qualche motivo di approfondimento sia dovuto e sia in  corso
  per  quanto riguarda, viceversa, l'aspetto del personale cosiddetto
  amministrativo rispetto al numero dei duecentosessanta operai.
   Stiamo  lavorando  in  pieno  raccordo  per  potere  fornire  ogni
  chiarimento  utile a portare avanti il testo di  legge  in  maniera
  assolutamente corretta formalmente e costituzionalmente  legittima,
  quindi  non  posso che accogliere come positivo  il  fatto  che  la
  Presidenza  ha  anticipato il termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti,  se non ho capito male, alle ore dodici  del  prossimo
  giovedì,  dopodomani 17 giugno, per poter definire il  testo  nella
  sua discussione ed approvazione già lo stesso giovedì 17 giugno,  a
  partire  dalle ore 16,00. E' chiaro, quindi, che occuperemo  questo
  spazio  temporale,  da  oggi a giovedì  alle  ore  12.00,  per  gli
  emendamenti  e,  dalle  ore  16.00,  per  l'Aula  per  cercare   di
  migliorare   ulteriormente   il  testo   e,   quindi,   dare   ogni
  soddisfazione  all'esigenza della materia trattata  ma  anche  alle
  legittime richieste di chiarimento avanzate dagli Uffici competenti
  per esitare un testo che sia definitivamente utile.
   Dopo tanto tempo che parliamo di questa materia, sarebbe quasi una
  beffa  andare  a legiferare con norme che potrebbero  incorrere  in
  rischi  di impugnativa di qualsivoglia natura, a partire ovviamente
  dalla più importante, della sua costituzionalità.
   Signor  Presidente, concordiamo, dunque, con  quello  che  lei  ha
  voluto  anticipare al Governo in ordine ai tempi  di  presentazione
  degli emendamenti e della discussione e certamente ci faremo carico
  di  ricevere gli eventuali suggerimenti e consigli che  i  colleghi
  vorranno  proporre anche al Governo per avere un testo,  ribadisco,
  snello e condiviso che possa essere facilmente esitato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  il  termine per la presentazione  degli  emendamenti
  scadrà  giovedì prossimo, 17 giugno 2010, alle ore 12.00. E'  ovvio
  ribadire  che  eventuali  emendamenti contenenti  materia  estranea
  saranno dichiarati inammissibili dalla Presidenza.
   Così resta stabilito.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  16
  giugno 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   I  -  Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n. 197     -    Iniziative  atte  ad  escludere  dal  Patto   di
          stabilità, previsto nel decreto-legge 31 maggio 2010,  n.
          78,  i  finanziamenti  statali per opere  pubbliche  e  i
          finanziamenti  per i comuni precedentemente commissariati
          a causa di infiltrazioni mafiose.

                       ADAMO - ARICò - CRISTAUDO - CURRENTI - GRECO
                          INCARDONA - MARINESE - MARROCCO - MINEO -
                           NICOTRA - SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCILLA

   n. 198    -   Interventi  a  sostegno dei  pescatori  siciliani,
          perchè  venga concessa una deroga al Regolamento U.E.  n.
          1967/2006.

                          GENNUSO - CALANDUCCI - MUSOTTO - ROMANO -
                                                           COLIANNI

   n. 199     -    Interventi   a   sostegno   della   salvaguardia
          dell'occupazione  dei  dipendenti  del  Gruppo   bancario
          DELTA.

                             ARICO' - POGLIESE - CAPUTO - VINCIULLO

   III -  Discussione unificata delle mozioni:

   n. 159  -  Iniziative  a  tutela del bilancio della  Regione  in
         conseguenza  delle  sentenze  a  favore  dei  contrattisti
         ricorrenti avverso la 'Riscossione Sicilia S.p.A.'.

             VINCIULLO - POGLIESE - COLIANNI - CORONA - TORREGROSSA

   n. 179   -  Soluzione  della  vertenza  degli  ex  ufficiali  di
         riscossione del servizio riscossione tributi.

      COLIANNI - APPRENDI - MUSOTTO - ROMANO - ARENA - CALANDUCCI -
     FEDERICO - FALCONE - VINCIULLO - CAPUTO - ARDIZZONE - GIANNI -
     LENTINI - CASCIO S. - CARONIA - GENNUSO - CORONA - CRACOLICI -
   TERMINE - DIGIACOMO - DINA - GUCCIARDI - ODDO RAIA - PANARELLO -
                                                            VITRANO

   IV - Discussione della mozione:
   n. 193  -  Iniziative urgenti per garantire l'applicazione,  nei
         confronti dell'AST Aeroservizi s.p.a., di quanto  previsto
         dall'art.  7  della  legge  regionale  n.  6  del  2009  e
         dall'art. 20 della legge regionale n. 11 del 2010.

                       CRACOLICI - PANARELLO - MARZIANO - DI GUARDO

                   La seduta è tolta alle ore 17.58

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli