Presidenza del vicepresidente Oddo
FIORENZA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
Adamo, Apprendi, Beninati, Cintola, Colianni, Dina, Donegani,
Falcone, Forzese, Gianni, Incardona, Marinese, Scilla e Termine per
oggi;
Bonomo e Fagone dal 15 al 16 giugno 2010;
Scoma dal 15 al 17 giugno 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che saranno in missione gli onorevoli: Falcone
il 16 giugno 2010; Ruggirello dal 16 al 17 giugno 2010; Buzzanca
dal 17 al 18 giugno 2010; Scoma dal 23 al 25 giugno 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle competenti Commissioni:
BILANCIO (II)
- Articolo 10, comma 2, legge regionale 17 novembre 2009, n. 11
Credito d'imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese. Risorse finanziarie' (n. 94/II)
pervenuta in data 10 giugno 2010 e inviata in data 11 giugno
2010
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Attuazione dell'articolo 61 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 Piano del fondo regionale per la montagna' (n. 95/IV)
pervenuta in data 10 giugno 2010 e inviata in data 11 giugno
2010.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Nomina del direttore generale dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale della Sicilia (n. 93/I)
reso in data 8 giugno 2010 e inviato in data 9 giugno 2010.
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale n. 144 del 19 maggio 2010 Programma attuativo regionale
(PAR) FAS 2007/2013- Modifiche del comitato di sorveglianza.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FIORENZA, segretario f.f.:
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari e
all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che ormai da molti anni il consorzio di bonifica 10 di
Lentini (SR) subisce inopinatamente il black out totale con la
conseguenza dell'interruzione delle linee telefoniche, situazione
che determina una condizione di rabbia e sconcerto sia da parte dei
dipendenti che dei produttori agricoli che aspettano l'inizio della
campagna di irrigazione degli agrumeti della zona;
ritenuta abnorme ed intollerabile l'idea di non poter utilizzare
l'acqua del lago di Lentini, per la cui ricostituzione le
popolazioni e i produttori della zona nord della provincia hanno
lottato per anni con la conseguenza di dovere provvedere
all'approvvigionamento utilizzando altre fonti con costi
moltiplicati;
considerato che il consorzio di bonifica Lago di Lentini era
considerato una sorta di fiore all'occhiello in quanto unico in
attivo finanziariamente in tutta la Regione siciliana e che,
nonostante il dettato della legge regionale 45 del 1995, prevedesse
la democratizzazione degli organismi rendendo protagonisti i
produttori, tale norma è stata disattesa per oltre quindici anni e
la gestione dello stesso è stata affidata ad una serie di
commissari straordinari, con la conseguenza che oggi il consorzio è
ridotto in stato comatoso;
ritenuto ancora che dietro tali decisioni ci potrebbe essere un
preciso disegno politico teso a cancellarne l'autonomia gestionale,
a cooptarne la gestione in altro ente, separandone la direzione dal
coinvolgimento degli enti locali e dei soggetti interessati e
affidandone invece la gestione a dirigenti della Regione, pur bravi
e competenti, ma sicuramente slegati ed esterni al territorio;
ritenuto, inoltre, impossibile garantire la gestione remota del
più grande invaso d'Europa, della capacità di 130 milioni di metri
cubi di acqua, senza risolvere, nell'ambito di questa nuova
gestione, il problema della perdita del posto di lavoro dei
lavoratori ex Zena Cave, profondi conoscitori dell'invaso, veri e
propri specialisti della materia, della cui professionalità non ci
si deve privare ai fini della sicurezza dell'impianto;
per sapere se non intendano, ciascuno per le proprie rispettive
competenze, superare tale situazione di inefficienza gestionale
istituendo apposito ufficio decentrato, da allocare presso lo
stesso consorzio, per avviare, coordinare e dirigere una nuova
gestione che chiuda con i guasti del passato e per garantire la
manutenzione, l'ammodernamento, l'efficienza e la sicurezza degli
impianti irrigui e dell'intero sito, valorizzando le
professionalità esistenti e garantendo la razionalizzazione dei
costi di gestione». (1221)
MARZIANO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
presso le farmacie delle ASP vengono distribuiti i farmaci per le
malattie oncologiche e per altre malattie di particolare rilevanza;
tali farmaci venivano distribuiti, previa relativa prescrizione
del medico curante, attraverso una fornitura trimestrale che
consentiva ai pazienti, o ai loro familiari, di recarsi presso le
farmacie di distribuzione una volta ogni tre mesi;
considerato invece che:
sono state emanate delle direttive, da parte dei direttori
generali delle ASP, che impongono la distribuzione di dotazione
solo mensile;
tali disposizioni stanno comportando gravi disagi ai pazienti e ai
loro familiari poiché chi si deve recare fuori provincia, in genere
nelle città di Palermo, Catania e Messina, sedi di strutture
sanitarie di eccellenza, è costretto a farlo ogni mese con la
triplicazione dei costi e dei disagi e che chi si avvale, invece,
delle farmacie provinciali delle ASP è costretto a subire code
insopportabili che, a seguito di tali disposizioni, si sono
triplicate nella durata fino a costringere pazienti e familiari ad
attese di oltre un'ora, un'ora e mezza;
per sapere:
se tali direttive dei direttori generali provinciali dipendano da
analoghe disposizioni di codesto Assessorato;
se non ritenga di chiedere ai direttori generali delle ASP di
revocare tali disposizioni e, in subordine, di aumentare
sensibilmente il numero delle farmacie che possano distribuire tali
farmaci (almeno una ogni centomila abitanti) consentendo inoltre a
tutti i pazienti di ritirare i farmaci loro prescritti nelle
farmacie delle province di residenza, quale che sia quella in cui è
avvenuta la cura ed è avvenuto l'eventuale intervento chirurgico».
(1222)
MARZIANO
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
in data 29 settembre 2003 il consiglio comunale di Siracusa ha
approvato lo schema di massima del piano regolatore generale del
porto di Siracusa;
tale piano giace da quasi sette anni presso gli uffici competenti
di codesto Assessorato per la redazione della progettazione
definitiva;
tale piano esclude in ogni caso le aree del porto piccolo e della
baia di santa Panaria dalla possibilità di realizzazione di porti
turistici;
considerato invece che, nel corso dell'ultima seduta del consiglio
comunale di Siracusa, il sindaco della città ha fatto riferimento a
ben tre procedure amministrative riguardanti la realizzazione dei
porti turistici e precisamente:
1) marina di Archimede, in fase di realizzazione; 2) società
Spero, adiacente al primo; 3) altra richiesta di porto turistico è
stata avanzata per l'area prospiciente il parcheggio Talete da
parte della società Port Royal, il cui iter è alle battute iniziali
e che insisterebbe proprio su una delle aree escluse dallo schema
di massima del nuovo PRG del porto;
ritenuto che:
già in sede di redazione del PRG della città, una abnorme
previsione di incremento demografico della città, rivelatasi però
assolutamente errata, sta determinando un'ingiustificata ed abnorme
espansione della città che, in alcuni casi, sta determinando
l'aggressione di parti sensibili del territorio cittadino;
la previsione di ben tre porti turistici potrebbe rivelarsi errata
esattamente come quella sull'incremento demografico della città;
per sapere:
se non ritenga di dover accelerare l'iter di redazione del PRG del
porto di Siracusa, in modo da evitare da parte dell'amministrazione
comunale scelte che potrebbero determinare gravi guasti ambientali
e danni irreversibili all'assetto urbanistico della città ed al
tempo stesso avviare ingiustificate operazioni immobiliari;
se non ritenga, inoltre, nelle more di tale atto, di invitare,
attraverso gli strumenti a disposizione dell'Assessorato
(commissario ad acta, ispezione, etc.), l'amministrazione comunale
a non assumere scelte non coerenti con le previsioni dello stesso
piano». (1223)
MARZIANO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
l'Assessore per la salute ha confermato la volontà di sopprimere
il reparto di psichiatria della Guadagna a Palermo, la cui
dotazione è di 15 posti letto;
nel reparto sopra indicato originariamente erano previsti 75 posti
letto ad oggi ridotti drasticamente a meno di 55, a cui si
aggiungerebbe l'ulteriore taglio di 15;
rilevato che:
l'orientamento espresso nel tempo dall'Assessorato era di
trasferire il reparto in altro contesto ospedaliero, ipotizzando
l'ospedale Ingrassia, il Policlinico o il Buccheri La Ferla;
la decisione assunta adesso è finalizzata alla chiusura del
reparto con ricadute assai negative sull'organizzazione del
dipartimento di salute mentale e in particolar modo sull'assistenza
ai malati psichiatrici di Palermo, che inevitabilmente dovranno
essere accompagnati in altre province;
considerato che, in base alla normativa nazionale, si prevede un
posto letto di psichiatria ogni diecimila abitanti e secondo tale
disposizione la città di Palermo dovrebbe disporre di almeno 80
posti letto;
per sapere se non ritenga opportuno rivedere le decisioni assunte
in merito al reparto di psichiatria della Guadagna a Palermo e per
le ragioni qui esposte impedirne la chiusura ovvero stabilirne
idonea allocazione tenendo conto delle necessità assistenziali
previste per le patologie mentali». (1225)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la Ge Transportation Systems, che fa parte della nota
multinazionale americana General Electric, intende aprire uno
stabilimento a Catania e a tale scopo ha già selezionato, per
assumerli, 23 ingegneri siciliani laureatisi nell'Ateneo catanese;
pare che la Regione siciliana abbia promesso all'importante
azienda un cospicuo finanziamento proveniente da fondi CIPE;
tenuto conto che:
il presidente della Regione Toscana, facendo leva sull'esistenza
del Pignone, centro legato all'estrazione e alla distribuzione di
petrolio e gas nel mondo, sta cercando in tutti i modi di
scongiurare l'apertura della nuova sede catanese, poiché oggi la Ge
Transportation Systems conta in Italia due filiali con circa 180
dipendenti tra Genova e Firenze;
la nuova apertura preoccupa i sindacati e innumerevoli personalità
politiche toscane: dall'assessore provinciale al lavoro, Elisa
Simoni, al vicesindaco del comune di Firenze, Dario Nardella, sino
all'assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini, poiché
vedono la sede di Catania come un competitor, anche dopo le
innumerevoli rassicurazioni da parte della General Electric, la
quale tiene a precisare che si tratterebbe di un nuovo progetto
denominato Delta';
considerato che:
l'apertura di una nuova sede della General Electric porterebbe una
ventata di innovazione altamente tecnologica e specialistica, con
la creazione di nuove connection con il mondo accademico e
industriale, per non parlare dell'indotto che vi graviterebbe
attorno;
è in gioco la credibilità delle nostre istituzioni che in questa
circostanza hanno la possibilità si ribadire, con la presenza dei
ricercatori selezionati e formatisi nei nostri atenei, la volontà
di avere sul proprio territorio un polo del calibro della General
Electric, e così interrompere la continua e irrefrenabile
emigrazione delle nostre migliori risorse in altri luoghi;
forse è giunto il momento che l'inspiegabile coltre di presunta
indifferenza e di silenzio lasci il posto all'orgoglio e
all'impegno siciliano nonché al desiderio di far luce sulla vicenda
e di risolverla efficacemente nel più breve tempo possibile, con
una determinazione ed una volontà a difesa delle proprie ragioni,
tese a voler affermare esclusivamente il nostro saper fare e a non
fermarsi di fronte alle difficoltà che puntualmente ci vengono
frapposte;
per sapere:
quali iniziative abbiano intenzione di intraprendere per far sì
che la Ge Transportation Systems possa impiantarsi a Catania;
se ci siano già delle trattative in corso;
se si stia facendo tutto il possibile per non lasciarsi sfuggire
l'ennesima opportunità di lavoro, che significherebbe rinunciare
oggi e per il futuro ad un trampolino di lancio dell'economia
siciliana». (1226)
POGLIESE - VINCIULLO
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che per fronteggiare le condizioni di crisi idrica nel
territorio di Agrigento, il commissario delegato per l'emergenza
idrica ex ordinanza ministeriale 3189/02 ha proceduto alla
realizzazione di un impianto di dissalazione di acqua di mare,
ubicato nell'area ASI di porto Empedocle, con finalità di
integrazione dell'approvvigionamento idrico della città di
Agrigento. L'intervento traeva origine dalla necessità di
fronteggiare la forte condizione di crisi in un'area sensibilmente
deficitaria sotto l'aspetto dell'approvvigionamento idrico, nel
periodo transitorio necessario per il rifacimento delle grandi
infrastrutture di trattamento e trasporto;
premesso, inoltre, che l'impianto, realizzato per la produzione di
100 l/s per il funzionamento in un periodo di 3 anni e per un costo
che solo per le opere civili necessarie per l'installazione dei
moduli di trattamento ha comportato oneri per la pubblica
amministrazione per un importo complessivo a consuntivo di euro
5.250.000,00 oltre IVA, ha iniziato la produzione in data 9
febbraio 2007 ed in pari data è stata avviata la gestione triennale
dei moduli di dissalazione con la produzione di acqua dissalata;
accertato che con il prossimo mese di luglio scadranno sia il
contratto di gestione dei moduli di trattamento sia quello delle
opere civili;
considerato che il contratto di gestione dei moduli prevede
espressamente, all'articolo 17, la possibilità, alla sua scadenza,
che la Regione siciliana (primo ente opzionato) eserciti entro i
successivi 60 giorni il diritto di riscatto dell'impianto versando
all'affidatario la somma di euro 500.000,00 oltre IVA. In caso di
mancato esercizio del diritto da parte della Regione, lo stesso
potrà essere esercitato alle medesime condizioni dal comune di
Agrigento;
verificato che il sistema di adduzione dell'acqua dissalata
prodotta è concepito, immettendo i volumi idrici prodotti
nell'acquedotto Favara di Burgio, di modo che la stessa risorsa può
anche essere destinata, grazie al sistema di interconnessioni
acquedottistiche nel frattempo realizzate, al sistema di
sovrambito, che tutti i contratti con i gestori della dissalazione
in Sicilia e nelle isole minori sono posti direttamente in capo
alla Regione e che i fondi necessari per procedere al riscatto
dell'impianto potrebbero essere recuperati tra le economie
conseguite e conseguibili sul programma di opere finanziato dal
commissario delegato, oggi in fase di completamento;
per sapere se intenda, nel ritenere essenziale il mantenimento
dell'impianto di dissalazione di acqua di mare ubicato nell'area
ASI di Porto Empedocle, da utilizzare come strumento ausiliario di
emergenza con finalità di integrazione dell'approvvigionamento
idrico dell'intera provincia di Agrigento, che da tempo immemore è
penalizzata dalla persistente mancanza dell'erogazione dell'acqua
nelle case dei cittadini residenti, valutare la possibilità, alla
luce dell'avvenuto completamento dell'ammortamento dell'impianto,
di acquisire lo stesso e provvedendo alla indizione di una nuova
gara di affidamento del servizio certamente meno onerosa della
precedente». (1227)
BOSCO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione, premesso che nella notte del 13
dicembre del 1990, le province di Siracusa, Ragusa e Catania sono
state interessate da un devastante evento calamitoso, comunemente
chiamato terremoto di Santa Lucia' proprio perché verificatosi in
occasione dei festeggiamenti in onore della Patrona e martire
siracusana;
preso atto che il Governo nazionale, il 31 dicembre 1991, approvò
la legge 433, avente per oggetto la ricostruzione degli immobili
privati e pubblici colpiti e devastati da detto evento calamitoso;
accertato che:
oltre ai fondi previsti per la ricostruzione, i Comuni colpiti dal
sisma vennero autorizzati ad assumere (articoli 14 e 23 quater
della legge 30 marzo 1998, n. 61), a tempo determinato, dei
tecnici, al fine di istruire le migliaia di pratiche che erano
state presentate nei vari Comuni delle tre province;
i Comuni interessati, come sopra autorizzati, hanno proceduto alle
relative assunzioni, tra i quali i comuni di Catania e Carlentini
che, mediante prove concorsuali e successiva redazione di apposita
graduatoria, hanno immesso in servizio, il primo, n. 10 tecnici (5
laureati e 5 diplomati), il secondo, n. 21 tecnici (3 laureati e 18
diplomati);
tutti i Comuni hanno provveduto al pagamento delle spettanze
dovute ai suddetti tecnici solo ed esclusivamente a mezzo di fondi
ex lege 433/1991 inseriti nel bilancio della regione;
tenuto conto che:
nel dicembre del 2002, la Finanziaria nazionale autorizzava i
Comuni, colpiti dal sisma del 13 e 17 dicembre 1990, a trasformare
i contratti dei tecnici de quibus, da tempo determinato a tempo
indeterminato (articolo 20 legge 448 del 298 dicembre 2001);
la Regione siciliana ha recepito la legislazione nazionale, tanto
è vero che tutti i sindaci delle province di Siracusa, Catania e
Ragusa hanno proceduto alla stabilizzazione dei tecnici assunti in
forza della legge 433/1991;
accertato che solo i comuni di Catania e Carlentini, ad oggi, non
solo non hanno provveduto alla trasformazione dei contratti in
essere a tempo indeterminato, ma, addirittura, hanno proceduto,
illegittimamente, al licenziamento di tutti i tecnici di cui in
premessa;
considerato che tale comportamento, sicuramente illegittimo, ha
creato una odiosa ed insopportabile disparità di trattamento, a
danno solo dei tecnici dei comuni di Catania e Carlentini che,
oltre alla mancata stabilizzazione, sono stati costretti a subire
un licenziamento ingiusto ed ingiustificato;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare al fine di ristabilire una
equità di trattamento tra i tecnici dei comuni di Catania e
Carlentini e quelli dei rimanenti Comuni delle province di
Siracusa, Ragusa e Catania;
se non ritenga utile ed indispensabile, con l'urgenza del caso,
nominare degli ispettori nei comuni di Catania e Carlentini al fine
di verificare quali sono state le motivazioni che hanno spinto le
due Amministrazioni a non stabilizzare i tecnici di cui sopra;
infine, se non ritenga giusto inserire i tecnici esclusi dalla
stabilizzazione dei comuni di Catania e Carlentini fra coloro i
quali potranno godere dei benefici previsti dalla legge a favore
dei lavoratori precari degli Enti locali e della Regione, in
considerazione che detti tecnici hanno, sicuramente, almeno gli
stessi diritti dei PIP di Palermo che sono stati sottratti alla
giurisdizione del Comune e sottoposti a quella della Regione».
(1224)
VINCIULLO - FALCONE - POGLIESE
PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà trasmessa al Governo e alla
competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
FIORENZA, segretario f.f.:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che il sottoscritto interrogante, in data 11 novembre
2009, ha presentato l'interrogazione parlamentare n. 866,
riguardante Notizie sui ritardi nella realizzazione degli
interventi di tutela e valorizzazione della Villa Romana del Casale
di Piazza Armerina (EN)', annunciata in Aula nella seduta n. 122
del 17 novembre 2009 e trasmessa al Governo in data 24 novembre
2009;
considerato che i tour operator hanno già stralciato Piazza
Armerina dai tour del 2010 e 2011 in quanto la Villa è inagibile, e
ciò con gravi refluenze sull'economia di Piazza Armerina e della
Provincia di Enna;
ancora oggi, la suddetta interrogazione parlamentare non ha avuto
alcuna risposta;
per sapere i motivi ostativi per cui non abbia potuto fornire con
tempestività ed adeguatezza i dovuti chiarimenti richiesti con
l'atto ispettivo n. 866 in merito ai ritardi nella realizzazione
degli interventi di tutela e valorizzazione della Villa Romana del
Casale di Piazza Armerina». (1228)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
con contratto di collaborazione (co.co.co) a scadenza presso le
sedi Enel di Firenze, Palermo, Napoli, Roma e Torino, veniva
assunto personale per il tramite della società OAT Informatica
s.r.l. per svolgere attività di call center e assistenza tecnica
territoriale;
successivamente nel 2001 il personale della società OAT veniva
assunto con contratti a tempo determinato nella sede di sesto
Fiorentino. Conseguentemente i lavoratori siciliani da Palermo si
trasferiscono a Firenze per espletare le mansioni in favore
dell'Enel a seguito di un contratto tra l'Enel e la società OAT;
il predetto contratto, la cui scadenza era prevista per il 31
gennaio 2004, non veniva rinnovato dall'Enel che invece sostituiva
i lavoratori dell'OAT con quelli della ManPower. A seguito di una
serie di proteste i lavoratori ex OAT Informatica s.r.l. venivano
assunti dall'Enel ma sempre con contratti di somministrazione e
interinali rinnovabili annualmente;
considerato che:
nel 2008 la società Enel ha provveduto all'assunzione a tempo
indeterminato dei lavoratori precari di Roma e non ha proceduto per
i trenta lavoratori di Palermo che invece sono rimasti privi della
loro occupazione;
dopo otto anni di precariato i lavoratori ex OAT di Palermo, a
differenza dei colleghi delle altre sedi italiane, si sono trovati
senza lavoro e privi di fonte di reddito anche se hanno svolto una
prestazione di lavoro continuativa e non saltuaria;
ritenuto che:
deve essere tutelata la posizione dei lavoratori precari ex OAT in
servizio presso la sede Enel di Palermo;
tale situazione viola il diritto al lavoro e crea ulteriore
disoccupazione;
alla luce di quanto sopra:
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per verificare
la posizione dei lavoratori precari ex OAT di Palermo in servizio
presso l'Enel, per garantire e tutelare il mantenimento dei livelli
occupazionali e per l'assunzione e la stabilizzazione dei
lavoratori precari ex OAT di Palermo». (1229)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 197 «Iniziative atte ad escludere dal Patto di stabilità,
previsto nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, i finanziamenti
statali per opere pubbliche e i finanziamenti per i Comuni
precedentemente commissariati a causa di infiltrazioni mafiose»,
degli onorevoli Adamo, Aricò, Cristaudo, Currenti, Greco,
Incardona, Marinese, Marrocco, Minardo, Nicotra, Scammacca Della
Bruca e Scilla, presentata il 9 giugno 2010;
- numero 198 «Interventi a sostegno dei pescatori siciliani,
perchè venga concessa una deroga al Regolamento U.E. n. 1967/2006»,
degli onorevoli Gennuso, Calanducci, Musotto, Romano e Colianni,
presentata il 9 giugno 2010;
- numero 199 «Salvaguardia dell'occupazione dei dipendenti del
gruppo bancario DELTA», degli onorevoli Aricò, Pogliese, Caputo e
Vinciullo, presentata il 10 giugno 2010. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il decreto, legge 31 maggio 2010, n. 78, in materia di risanamento
dell'economia nazionale, prevede, tra l'altro, misure ancora più
restrittive nei confronti dei comuni che sforano il patto di
stabilità;
nello specifico, il comma 3 dell'art. 14 del suddetto del decreto-
legge recita testualmente 'In caso di mancato rispetto del patto di
stabilità (...) i trasferimenti dovuti agli enti locali che
risultino inadempienti nei confronti del patto di stabilità interno
sono ridotti, nell'anno successivo, in misura pari alla differenza
tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico
predeterminato (...)';
tenuto conto che:
l'applicazione testuale del suddetto articolo porterebbe il 50 per
cento dei comuni siciliani al tracollo finanziario;
la decurtazione, se non addirittura la totale assenza di
trasferimenti di fondi dallo Stato ai comuni, non permetterebbe la
loro sopravvivenza, già in profonda crisi di liquidità per i
precedenti tagli di contributi effettuati dalla Regione e dallo
Stato;
considerato che:
i motivi che portano allo sforamento del patto di stabilità, da
parte di molti enti locali, esulano dalla volontà delle
Amministrazioni comunali e sono dovuti a due fattori predominanti:
il finanziamento totale, da parte dello Stato, di opere pubbliche e
la presenza di precedenti commissariamenti per infiltrazioni
mafiose;
nello specifico, gli importi erogati dallo Stato per il
finanziamento totale di particolari opere pubbliche rientrano nel
computo del Patto di stabilità, ponendo, di fatto, le
amministrazioni locali al di fuori del Patto stesso senza alcuna
responsabilità oggettiva dei medesimi enti locali. Per lo stesso
motivo, i sindaci eletti in comuni amministrati precedentemente da
commissari, si ritrovano bilanci assolutamente falsati dai
finanziamenti previsti dallo Stato nei casi specifici suindicati;
tenuto conto che l'esclusione dal patto di stabilità dei
finanziamenti statali per la realizzazione di opere pubbliche
permetterebbe ad oltre il 60 per cento dei comuni siciliani di
poter mantenere i propri costi di gestione all'interno del Patto,
riducendo, di gran lunga, il rischio di tracollo finanziario, con
conseguenze drammatiche ben comprensibili,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire urgentemente presso il Governo nazionale perchè
vengano esclusi dal Patto di stabilità, previsto dal decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, i finanziamenti ai comuni, da parte dello
Stato, per la realizzazione di opere pubbliche e i finanziamenti,
erogati dallo Stato medesimo, agli enti locali precedentemente
commissariati per infiltrazioni mafiose». (197)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la pesca nel mar Mediterraneo e nell'oceano Atlantico
settentrionale è sottoposta al controllo di una Commissione
internazionale che assegna annualmente ai vari Stati membri le
quote di pescato che successivamente vengono suddivise tra gli
operatori nazionali della pesca;
la Commissione europea stabilisce, inoltre, le regole per le
campagne di pesca ed indica i periodi e le modalità entro cui tale
attività è consentita;
già per la campagna di pesca del 2008, la Commissione aveva
fissato un periodo di pesca breve e tutti gli operatori del
settore, pur lamentandosi di tale brevità, avevano investito
risorse economiche stipulando vari contratti per il noleggio di
natanti e assumendo pure personale necessario per le battute di
pesca;
è entrato in vigore dall'1 giugno 2010, il Regolamento del
Consiglio dell'Unione europea n. 1967/2006 (relativo alle misure di
gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca
nel mar Mediterraneo, recante modifica del Regolamento CEE n.
2847/93 e che abroga il Regolamento CE n. 1626/94), riguardante le
misure di gestione per la pesca nel mar Mediterraneo;
considerato che:
il Regolamento n. 1967/06, sull'utilizzo di attrezzi a maglia
larga coglie le marinerie nel bel mezzo di una crisi strutturale,
marinerie che sono chiamate ad investire risorse in vista di minori
prospettive di guadagno, almeno a breve termine, e di maggiori
costi di gestione;
secondo le nuove norme comunitarie, gli attrezzi trainati dovranno
avere una pezza di rete a maglia quadrata da 40 millimetri nel
sacco o, su richiesta debitamente motivata da parte del
proprietario del peschereccio, una rete a maglia romboidale da 50
millimetri. La questione sollevata dai pescatori, allargata
probabilmente a tutto l'indotto, è che le dimensioni delle maglie
delle reti sarebbero inadeguate' al tipo di pesca che si effettua
nel mar Mediterraneo;
gli effetti delle nuove norme comporterebbero una riduzione pari
al 50 per cento del pescato odierno, mettendo dunque a rischio la
sostenibilità' dei costi di gestione, e conseguentemente i posti
di lavori nello stesso settore;
già alcuni eurodeputati italiani hanno chiesto la proroga per
l'attuazione del Regolamento pesca per la salvaguardia del
patrimonio gastronomico marittimo e per la tutela della pesca nel
Mediterraneo, affinché lo stesso patrimonio gastronomico e il
futuro dei pescatori siciliani siano salvaguardati;
è comprensibile, da un lato, che il Regolamento punti a proteggere
il patrimonio marittimo del Mediterraneo; dall'altro, però, bisogna
tener presente le tradizioni e le esigenze di ogni singola Regione
europea;
troppo spesso, le normative della Comunità europea prescindono
dalle peculiarità e specificità locali;
ritenuto che:
in relazione all'obbligo di adottare le nuove reti ed attrezzature
previste dal Regolamento della pesca per il Mediterraneo, che è
entrato a pieno regime dall'1 giugno, gli operatori, consorziati e
non, ritengono necessario disporre immediatamente un fermo pesca
straordinario, prolungato ed indennizzato per imprese e lavoratori,
affidando nel contempo alla ricerca scientifica lo studio d'impatto
sulle risorse ittiche e sulle conseguenze di carattere socio-
economico;
la protesta, portata avanti con l'interruzione delle attività di
pesca, che potrà avere carattere di facoltatività, tenuto conto
della natura economica della crisi, consentirà:
1. alle aziende che forniscono attrezzature da pesca di
approvvigionare i punti vendita attualmente sprovvisti o carenti,
2. agli armatori di provvedere agli adeguamenti previsti, evitando
di esporsi a sanzioni tanto inutili quanto dannose,
3. alla scienza applicata alla pesca di condurre una ricerca seria
e rigorosa sugli effetti che si rifletteranno sugli stock' e sul
comparto, permettendo eventualmente di rimodulare i contenuti
scientifici dei Piani di gestione, presentati in un contesto
totalmente diverso dall'attuale;
considerato che:
per le organizzazione dei pescatori l'entrata in vigore del sopra
citato Regolamento n. 1967/2006 sarebbe la sentenza di condanna per
il comparto della pesca;
le norme comunitarie, che prevedono l'allargamento delle maglie
delle reti e la variazione delle distanze dalla costa, non essendo
adeguate al tipo di pesca praticata nel mar Mediterraneo, rischiano
di mettere in ginocchio un comparto fondamentale per l'economia
siciliana, come quello della pesca, che garantisce sostentamento a
migliaia di famiglie,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire urgentemente presso le sedi opportune per
individuare le risorse economico-finanziarie necessarie al
risarcimento dei danni che gli operatori del settore hanno dovuto
subire a causa dei provvedimenti succedutisi nel tempo, e per far
fronte ai danni che sicuramente l'entrata in vigore del Regolamento
n. 1967/2006 provocherà;
ad individuare gli eventuali strumenti di tutela dei lavoratori,
che inevitabilmente verranno licenziati a seguito dell'entrata in
vigore del Regolamento del Consiglio dell'Unione europea 1967/2006,
sulle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle
risorse della pesca nel mar Mediterraneo, evitando così una nuova
crisi occupazionale». (198)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il gruppo bancario Delta', entità partecipata della Cassa di
Risparmio della Repubblica di San Marino, specializzato nel credito
al consumo, è ormai commissariato da 10 mesi in seguito
all'indagine Varano', che ha visto i suoi vertici accusati di
associazione a delinquere, riciclaggio ed esercizio abusivo
dell'attività bancaria, secondo quanto pubblicato dai media;
il commissariamento doveva garantire continuità aziendale
preservando l'occupazione dei 900 dipendenti, di cui 706 con il
contratto, oltre ad un indotto di circa millecinquecento persone;
sin dal 2003, anno della sua fondazione, il gruppo bancario Delta
ha visto crescere ogni anno i suoi utili grazie anche all'impegno
dei suoi dipendenti, la maggior parte dei quali giovani motivati e
meritevoli, con età media di 35 anni;
dall'ultima comunicazione dei commissari inviati dalla Banca
d'Italia, presentata il 16 marzo u.s, sarebbe venuta meno la
possibilità del salvataggio del gruppo Delta da parte di Intesa-San
Paolo, interessata all'acquisto di una parte del gruppo che include
alcune società tra cui Sedicibanca, Bentos Assicurazioni e le reti
commerciali Plus Valore e Carifin, con la conseguente messa in
stato di crisi della società e l'avvio delle procedure di
licenziamento collettivo. Ciò avverrà immancabilmente se entro 30
giorni da tale data nessun altro istituto di credito si rendesse
disponibile ad un suo acquisto;
in Sicilia il gruppo bancario Delta è presente con quattro
filiali, e precisamente, a Palermo, Bagheria (PA), Caltanissetta e
Catania, per un totale di 21 dipendenti ed una rete di agenzie
sparse in maniera capillare tra gli altri capoluoghi della Regione;
considerato che:
la gravità della situazione si riflette sul piano occupazionale
anche nel territorio della provincia di Palermo;
la Banca d'Italia si è fatta promotrice di iniziative per il
salvataggio di gruppi bancari in difficoltà, a tutela sia dei
risparmiatori che dei lavoratori delle entità bancarie in
difficoltà,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni iniziativa possibile presso i commissari
del gruppo, gli organismi regionali preposti ed il gruppo Intesa-
San Paolo, al fine di trovare, in tempi rapidi, una soluzione che
possa salvaguardare il posto di lavoro dei dipendenti del gruppo
bancario Delta». (199)
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Attività produttive'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Attività produttive'.
Onorevoli colleghi, con riferimento all'interrogazione numero 1058
«Iniziative per risolvere i problemi di distribuzione di energia
elettrica al Comune di Custonaci (TP)», a pagina 17 dell'apposito
allegato, preciso che nella seduta d'Aula n. 175 dell'8 giugno
u.s., la stessa si è svolta per la rubrica 'Energia e servizi di
pubblica utilità', ed il firmatario, onorevole Oddo, si è
dichiarato parzialmente soddisfatto.
Comunico, altresì, che, con nota 103815 dell'11 giugno 2010,
pervenuta in pari data, il Presidente della Regione ha delegato
l'assessore per l'energia a curarne la trattazione.
In conseguenza della delega testé comunicata, l'iter parlamentare
del suddetto atto ispettivo è da ritenersi concluso.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'interrogazione numero 960 «Sostegno ai contesti
territoriali fragili tramite l'istituzione di zone franche urbane
in Sicilia», dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:
il Governo nazionale, al fine di sostenere l'imprenditoria
privata, ma anche per attenzionare le aree maggiormente depresse,
ha istituito in tutta Italia 21 zone franche urbane;
con l'ultimo 'decreto milleproroghe', il Governo nazionale ha
inteso modificare la portata del superiore intervento legislativo;
quanto sopra ha suscitato le prese di posizioni di gran parte di
esponenti della politica siciliana, dal Presidente della Regione,
onorevole Lombardo, sino al sindaco di Catania, senatore
Stancanelli, ma anche degli altri venti sindaci italiani
interessati dalle ZFU;
considerato che è stato sostenuto che l'intervento messo in campo
dal Governo nazionale può agevolmente essere realizzato dal Governo
regionale, in quanto ne ha le competenze;
atteso che in Sicilia vi sono diverse zone che potrebbero essere
interessate da simili iniziative legislative, che porterebbero
sicuramente una ricaduta positiva sul territorio;
tenuto conto che nel programma di codesto Governo vi era
innanzitutto l'obiettivo di sostenere la piccola e media impresa, e
più in generale l'iniziativa economica privata per creare non solo
interventi assistenziali, ma misure tese alla creazione di
prodotto, e quindi di ricchezza reale nel territorio, non
apparente;
per sapere se non ritengano opportuno prevedere, nella prossima
legge finanziaria, un intervento che, sulla scorta delle buone
prassi poste in essere del Governo nazionale, tenda ad individuare
contesti fragili che, al contempo, abbiano una vocazione per
l'insediamento produttivo di aziende, anche esterne alla Sicilia,
che intendano, col sostegno della Regione, investire e produrre
nella nostra Isola, istituendo zone franche urbane con tutta una
serie di agevolazioni fiscali, contributive e tributarie,
favorendo, contemporaneamente, l'accesso al credito, col risultato
di dar vita ad inevitabili ricadute favorevoli e percorsi virtuosi
per la nostra Regione». (960)
Non essendo presente in Aula l'onorevole Falcone, l'interrogazione
si considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 985 «Misure per sbloccare per
intero le risorse per interventi nelle aree artigianali»,
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:
con d.d.g. n. 1884/35 dell'ex Assessorato regionale Cooperazione,
commercio, artigianato e pesca è stata approvata la graduatoria
delle istanze ammesse, presentate dalle amministrazioni comunali,
riguardanti gli interventi di nuova realizzazione e/o completamenti
e riqualificazione e centri servizi nelle aree artigianali:
con il predetto d.d.g. i progetti ammessi a finanziamento sono 56
di cui:
a) n. 37, per un importo di euro 92.784.105,00, trovano copertura
finanziaria con fondi regionali per euro 11.000.000,00 e con fondi
del POR FESR 2007-2013, linee d'intervento 5.1.2.1, 5.1.2.2 e
5.1.2.3 categoria di spesa 78 'Infrastrutture edilizie' per euro
81.784.105.
b) n. 19, per un importo di euro 48.614.166, risultano inseriti in
graduatoria ma al momento senza copertura finanziaria;
la copertura finanziaria complessiva delle linee d'intervento
5.1.2.1 - 5.1.2.2 (linee accorpate) e 5.1.2.3, categoria di spesa
78 'Infrastrutture edilizie', è pari ad euro 104.648.775,00. C;
con la predetta graduatoria si sta utilizzando, così come previsto
dalla delibera di Giunta regionale n. 83 del 6 marzo 2009, una
somma pari ad euro 81.784.105 (70 per cento della dotazione
finanziaria delle linee d'intervento), pertanto resta un residuo di
euro 22.864.670 che dovrà essere adoperato per finanziare altri
progetti già inseriti nella predetta graduatoria;
considerato che la predetta delibera di Giunta regionale n. 83 del
6 marzo 2009 autorizza l'avvio del programma operativo di
riferimento FESR 2007/2013 con una percentuale di risorse pari al
70 per cento del totale assegnato ad ogni singolo Dipartimento,
senza destinare il rimanente 30 per cento ad altre finalità,
peraltro non previste dalla legge;
tenuto conto che:
l'applicazione di quanto stabilito dalla delibera di giunta n. 83
del 6 marzo 2009 non permette il finanziamento di alcuni progetti
ritenuti ammissibili e finanziabili dallo stesso Assessorato
Cooperazione, causando quindi un danno rilevante a quelle
amministrazioni comunali che speravano in tali contributi per il
rilancio delle proprie aree artigianali;
le uniche graduatorie attive sono quelle de quibus e che non è
pensabile che possano essere attivate e rese operative altre
graduatorie che sarebbero oggetto di ricorso da parte degli enti
locali già in graduatoria;
visto che in data 4 novembre 2009, nella seduta d'Aula n. 119,
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato l'ordine del giorno n.
172, che impegnava il Governo a sbloccare gli interi importi
previsti per le aree degli interventi di nuova realizzazione e/o
completamenti e riqualificazione e centri servizi nelle aree
artigianali, annullando, di fatto, quanto stabilito dalla delibera
di Giunta regionale n. 83 che autorizzava l'avvio del programma
operativo di riferimento FESR 2007/2013 con una percentuale di
risorse pari al 70 per cento del totale assegnato ad ogni singolo
Dipartimento;
preso atto che, ad oggi, il Governo non ha dato attuazione a
quanto deliberato dall'ARS;
per sapere:
i motivi per i quali il Governo della Regione, nella persona
dell'Assessore regionale per le attività produttive, non abbia
provveduto a sbloccare gli interi importi previsti per le aree
degli interventi di nuova realizzazione e/o completamenti e
riqualificazione e centri servizi nelle aree artigianali,
annullando, di fatto, quanto stabilito dalla delibera di Giunta n.
83 del 6 marzo 2009, che autorizzava l'avvio del programma
operativo di riferimento FESR 2007/2013 con una percentuale di
risorse pari al 70 per cento del totale assegnato ad ogni singolo
Dipartimento, così come deliberato dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta d'Aula n. 119 del 4 novembre 2009;
se non ritengano necessario ed improcrastinabile dare attuazione
alla volontà dell'Assemblea regionale siciliana che, all'unanimità,
ha impegnato il Governo a sbloccare tutte le somme disponibili per
evitare sia di perdere i finanziamenti assegnati sia l'insorgere di
interminabili contenziosi con gli enti locali, esclusi, di fatto,
dal beneficio di legge». (985)
Ha facoltà di parlare l'assessore, dottor Marco Venturi, per
fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, con l'interrogazione in oggetto, l'onorevole
Vinciullo, dopo avere svolto una ricostruzione in fatto
relativamente alla graduatoria delle istanze presentate dalle
Amministrazioni comunali per l'ottenimento di un contributo
finalizzato ad interventi di nuova realizzazione e/o complementari,
riqualificazione e centri servizi nelle aree artigianali di cui al
D.D.G. n. 1884/09 dell'ex Assessorato Cooperazione, commercio,
artigianato e pesca, e rilevato che, con la deliberazione di Giunta
regionale n. 83 del 6 marzo 2009, si provvedeva ad autorizzare la
spesa del solo 70 per cento delle risorse disponibili, chiede di
sapere per quali motivi il Governo regionale non abbia provveduto a
sbloccare le ulteriori somme disponibili in relazione alle linee di
intervento 5.1.2.1, 5.1.2.2 e 5.1.2.3 del PO FESR 2007/2013 anche
in ragione dell'ordine del giorno dell'ARS del 4 novembre 2009, n.
172, con il quale l'Assemblea impegnava il Governo proprio al fine
di sbloccare i predetti fondi.
Ebbene, in risposta all'interrogazione in oggetto, deve essere
evidenziato come con la delibera della Giunta regionale n. 66 del
18 marzo 2010 sia stato autorizzato l'utilizzo dell'ulteriore 30
per cento delle risorse disponibili sulle linee d'intervento
5.1.2.2 e 5.1.2.3 del P.O. FESR 2007/2013, così come definito con
la menzionata deliberazione della Giunta regionale n. 83 del 6
marzo 2009.
Pertanto, in esito all'intervenuta autorizzazione all'utilizzo
delle menzionate risorse ed in attuazione alla delibera n. 66/2010,
gli Uffici del Dipartimento Attività produttive hanno proceduto
allo scorrimento della graduatoria degli interventi per la
realizzazione o completamento delle aree artigianali, approvata
con D.D.G. n. 1884/3S del 6 luglio 2009.
Inoltre, a dimostrazione della massima attenzione riposta
dall'Assessorato nell'attivazione di tutte le azioni per l'utilizzo
delle risorse comunitarie, con la disponibilità finanziaria residua
è già stata avviata l'istruttoria per il finanziamento dei progetti
presentati dalle amministrazioni comunali, già ammessi e compresi
nella predetta graduatoria, che si riassumono nella tabella sotto
indicata:
Comune Linea d'intervento Linea d'intervento
5.1.2.2. ( 5.1.2.3 (nuovo
completamento). intervento). Importo
Importo
Scicli 1.200.000,00 ///
San Marco 1.276.411,82 ///
D'Alunzio
Santa Margherita 1.975.680,60 ///
Belice
Butera 2.000.000,00 ///
Acireale /// 3.363.000,00
Solarino /// 3.290.245,30
Canicattì /// 3.079.326,97
Caccamo /// 3.597.289,88
Totale 6.452.092,42 13.329.771,88
Inoltre, si rappresenta che l'istanza presentata dal Comune di
Poggioreale, per il completamento dell'area artigianale di un
importo pari a di euro 2.428.000,00, stante la dotazione
finanziaria della linea di intervento, trova una copertura
finanziaria pari a euro 2.263.203,37.
Quanto appena rilevato evidenzia l'impegno che questo Governo
regionale, ed in particolare il sottoscritto, hanno profuso
nell'utilizzo dei fondi comunitari e ciò vieppiù qualora si tratti
di attivare azioni utili alla creazione ed implementazione di
infrastrutture e servizi utili alle imprese che operano nel
territorio regionale e che, innegabilmente, contribuiscono in
maniera determinante allo sviluppo economico e sociale dell'intera
Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi
dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore Venturi, a cui
do atto che, da quando è diventato assessore, ha immediatamente
attivato tutte le procedure per poter arrivare al finanziamento
delle aree artigiane. L'unica cosa che contesto è il modo con cui i
vari assessori che si sono preceduti, prima di lui, si sono
comportati sulla vicenda.
Qual era la motivazione nobile - perché di altro non possiamo
parlare - che sta dietro la decisione della Giunta di Governo di
utilizzare soltanto il 70 per cento delle somme disponibili con il
rischio di perdere il rimanente 30 per cento, quando invece vi era
una graduatoria che dava la possibilità a tanti comuni di poter
finanziare queste aree artigianali?
Era una cosa che non siamo riusciti mai a capire. Tanto è vero che
nel mese di luglio abbiamo presentato una prima interrogazione e,
successivamente, un ordine del giorno, approvato - come ricordava
poco fa l'assessore - in data 4 novembre, che spingeva il Governo a
sbloccare questi fondi. Nonostante la crisi economica che
attraversa la nostra Regione, nonostante la richiesta da parte di
tutte le associazioni di categoria, abbiamo dovuto presentare una
nuova interrogazione nel mese di gennaio per spingere il Governo a
fare finalmente quello che la legge lo obbligava già a fare:
utilizzare interamente le somme a disposizione.
So che in data 18 marzo l'Assessore ha provveduto a sbloccare le
somme. Già gli enti e i comuni, tra cui quello di Solarino, in
provincia di Siracusa, sono stati avvisati perché è arrivata anche
la comunicazione del finanziamento ricevuto, ed ho accolto con
soddisfazione la conclusione della risposta dell'Assessore, che era
anche motivo di una seconda interrogazione.
Lei ha detto una cosa importante: ci sono altre linee di
intervento, come la 5.1.2.1, dove vi sono delle somme importanti e
dove non vi sono richieste da parte degli aventi diritto, proprio
perché hanno ritenuto di poter utilizzare altri fondi di
finanziamento.
Ho accolto con soddisfazione le sue motivazioni, essendo questo il
motivo dell'altra interrogazione, laddove dice che queste somme,
dal momento che vi è una graduatoria aperta e che vi sono alcuni
comuni che hanno l'aspirazione di vedere finanziate le aree
artigiane, possano essere utilizzate.
Assessore, se lei farà questo, la Sicilia le sarà grata, i comuni
che riceveranno questo finanziamento le saranno particolarmente
grati, perché viviamo in un momento difficile, viviamo in un
momento di grande crisi economica. Avere la possibilità di
finanziare delle aree artigiane, avere la possibilità di consentire
ad un settore della nostra economia, quella degli artigiani, di
muoversi con una certa celerità, avendo a disposizione strutture
significative, è un fatto importante per la nostra economia.
Per questo mi dichiaro doppiamente soddisfatto, sia per la
risposta relativa alla interrogazione di cui lei oggi era chiamato
a rispondere, sia per la risposta all'altra interrogazione che le
ho fatto pervenire la scorsa settimana, e alla quale ha già
risposto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 989 «Notizie sulla
ventilata creazione di nuove macroaree industriali in Sicilia»,
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
da notizie di stampa, si apprende che, con un disegno di legge
predisposto dall'Assessore per le attività produttive, in un'ottica
di contenimento dei costi, sarebbe prevista la rimodulazione delle
aree di sviluppo industriale (ASI) in Sicilia;
tale rimodulazione, tra l'altro, prevedrebbe la creazione di
quattro macroaree di dimensione sovraprovinciale, accorpando, di
fatto, le 10 ASI presenti in Sicilia;
secondo quanto previsto dal suddetto disegno di legge, l'ASI di
Siracusa verrebbe accorpata con quella di Ragusa, continuando in
una politica di spoliazione che ha visto la provincia di Siracusa
perdere, in questi ultimi anni, la sede della Banca d'Italia, la
sede dell'ex Banco di Sicilia, la sede dell'UREGA, le sedi di
numerose aziende private e, da ultimo, la sede dell'ASI;
viene, altresì, ridisegnato l'assetto dei consorzi in termini
gestionali: i presidenti dei consorzi verrebbero scelti
dall'Assessore regionale per le attività produttive tra i
rappresentanti delle associazioni degli industriali. Nel consiglio
generale, scendono da 3 a 1 i rappresentanti degli enti consorziati
(comuni e province) mentre diminuiscono da 3 a 2 i rappresentanti
delle organizzazioni sindacali ed artigiane. I membri del comitato
direttivo diventano 5, di cui, oltre al presidente, due sono
rappresentanti degli industriali, uno è rappresentante della
Regione e uno è eletto dal consiglio generale;
considerato che:
per quanto concerne la creazione delle macroaree, lascia alquanto
perplessi la decisione di privare la provincia di Siracusa di una
sua autonoma ASI, fermo restando la finalità cui si ispira il
disegno di legge de quo;
necessita ricordare che l'area industriale di Siracusa è la più
grande della Sicilia ed una delle più importanti d'Italia;
la presenza di immensi impianti di raffinazione e di produzione
chimica determina la movimentazione, nei porti di Augusta e
Siracusa, di oltre 50 milioni di tonnellate annue di merci, che
riguardano, principalmente, prodotti petroliferi che rappresentano
il 50 per cento del traffico totale regionale;
nell'area siracusana vengono difatti raffinate, annualmente, 27
milioni di tonnellate di greggio, pari al 26 per cento della
raffinazione nazionale ed al 74 per cento di quella regionale, con
una esportazione di oltre 12 milioni di tonnellate di prodotti
petroliferi, pari al 4 per cento della quota nazionale, con
destinazione Stati Uniti, Tunisia, Gibilterra, Francia e Spagna;
visto che:
l'unicità dell'area industriale di Siracusa, rispetto a tutte le
altre ASI siciliane, impone, da parte del Governo regionale, una
particolare attenzione sia in termini strutturali sia in termini
politici e gestionali;
la creazione della macroarea industriale di Siracusa e Ragusa non
può e non deve significare un pericoloso stravolgimento di quei
particolari e delicati equilibri attualmente in atto nella zona
industriale di Siracusa, equilibri raggiunti con anni di
mediazione, spesso burrascosa, tra aziende ivi operanti e le
autorità preposte alla gestione del sito. Basti citare gli accordi
raggiunti sullo smaltimento dei residui tossici o l'uso delle
risorse idriche;
l'ottimizzazione della nuova struttura ASI può solo prevedere la
presenza costante della nuova dirigenza nell'attuale sede dell'ASI
di Siracusa, non stravolgendo, di fatto, quanto sino ad ora è stato
creato;
tenuto conto che la rimodulazione degli assetti dirigenziali delle
nuove ASI, se da un lato diminuisce il numero dei componenti degli
organi di amministrazione, dall'altro riduce drasticamente la
presenza dei rappresentanti del territorio e delle organizzazioni
artigiane e sindacali, lasciando, di fatto, il potere decisionale
di queste nuove strutture praticamente in mano agli industriali;
per sapere:
se non ritengano assolutamente prioritario individuare la
provincia di Siracusa quale sede operativa della nuova macroarea
industriale di Siracusa e Ragusa che andrà a sostituire le vecchie
aree di sviluppo industriale, così come previsto dal disegno di
legge del Governo;
se non ritengano veramente mortificante, per il territorio,
delegare la gestione dello stesso ai rappresentanti delle
associazioni degli industriali, privando, di fatto, gli enti locali
ed i rappresentanti dei lavoratori e degli artigiani di qualsiasi
capacità di intervento nella gestione del consorzio;
se non reputino indispensabile intervenire per riequilibrare le
rappresentanze all'interno del consiglio direttivo, dando pari
opportunità a tutti i soggetti che fanno parte dell'assemblea
generale, assicurando: un rappresentante all'associazione degli
industriali, uno alle associazioni dei lavoratori, uno alle
associazioni degli artigiani, uno agli enti locali consorziati ed
uno alla Regione, ristabilendo inoltre il principio che ad eleggere
il presidente sia l'assemblea e non l'Assessore per le attività
produttive, in nome dell'autonomia del territorio e della
democrazia che deve vigere all'interno di un consorzio, evitando
così che i cittadini possano pensare che l'ASI diventi, così come
previsto da questo disegno di legge, una succursale
dell'associazione degli industriali». (989)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, l'onorevole interrogante, con l'atto ispettivo
in questione, nel rilevare l'importanza strategica dell'area
industriale di Siracusa la quale potrebbe subire un pregiudizio in
ragione della ventilata possibilità sia di un suo accorpamento
con altra area industriale limitrofa sia di una riduzione delle
rappresentanze istituzionali, sociali ed economiche in seno agli
organi di gestione, chiede di sapere se non sia opportuno prevedere
che l'area industriale di Siracusa, piuttosto che essere accorpata
con altra area, incorpori essa stessa l'area limitrofa ricadente
nella Provincia di Ragusa, ed ancora se non venga ritenuto
indispensabile rivedere il sistema di rappresentanza delle parti
sociali ed istituzionali in seno agli organi di gestione
nell'eventuale progetto di riforma.
Ebbene, dall'esame delle risultanze contenute nell'interrogazione
che oggi si riscontra, sembrerebbe emergere come le considerazioni
svolte dall'onorevole interrogante si fondino su di una proposta di
disegno di legge che, ad oggi, risulta momentaneamente accantonata.
Sono, tuttavia, lieto di poter annunciare che, sulla base di un
nuovo schema di disegno di legge, sono state avviate le
consultazione delle parti sociali ed economiche coinvolte dalla
riforma al fine di poter sintetizzare al meglio tutte le istanze ed
indicazioni che dette parti vorranno fornire per la redazione di un
disegno di legge condiviso per la riforma dei Consorzi delle aree
di sviluppo industriale.
Inoltre, posso già annunciare che, in esito al menzionato
confronto con le parti sociali ed economiche, invero già in
avanzata fase di discussione, ulteriore fondamentale passaggio di
condivisione e confronto verrà effettuato, ove condiviso ed
autorizzato dal Presidente dell'Assemblea regionale, con tutti i
Gruppi parlamentari e con le Commissioni parlamentari di merito
competenti e, ancora successivamente, con i rappresentati dei
Comuni e delle Province.
Al sottoscritto preme, tuttavia, precisare come la bozza di
disegno di legge, in atto all'esame delle parti sociali ed
economiche, preveda l'istituzione di un unico Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive, che assorba ed
implementi le competenze dei Consorzi ASI.
Inoltre, anche in riscontro alle argomentazioni sollevate
dall'onorevole interrogante, deve rilevarsi ancora come la bozza di
disegno di legge preveda sia una rimodulazione delle rappresentanze
in seno agli organi di gestione a garanzia della equilibrata
rappresentanza di tutte le parti istituzionali, sociali ed
economiche sia, in fase di prima applicazione, il mantenimento
delle attuali aree di sviluppo industriali, le quali verrebbero ad
assumere il ruolo di ufficio periferico operativo dell'unico
Istituto regionale.
In conclusione, non posso non rilevare come la menzionata attività
di consultazione e confronto con le parti istituzionali e socio-
economiche coinvolte nello sviluppo industriale e produttivo della
Regione dimostri l'impegno costante, continuo e convinto di questo
Governo regionale il quale, anche su specifica indicazione del
sottoscritto, sta attuando una significativa azione riformatrice
sia della burocrazia sia, soprattutto, degli enti che incidono in
maniera determinate nello sviluppo delle attività produttive.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
quando sui giornali era uscita un'anticipazione sulla bozza della
riforma sulle aree di sviluppo industriale ci eravamo
particolarmente preoccupati.
Da un po' di anni la provincia di Siracusa sta subendo tutta una
serie di scippi che non era più possibile tollerare, come per
esempio il fatto che siamo una delle poche province in Italia che
non ha più la Banca d'Italia, è stata tolta la sede del Banco di
Sicilia e sono state trasferite una serie di strutture riguardanti
settori importanti dell'economia della provincia di Siracusa.
Quando abbiamo letto quegli articoli di giornale ci siamo
oggettivamente preoccupati, in primo luogo perché non potevamo
accettare che la provincia di Siracusa, che ha la più grossa area
industriale in Europa, venisse accorpata con altre province; in
secondo luogo, perché vi era un disequilibrio all'interno degli
organi dirigenti delle ASI a favore del settore industriale.
Invece, venivano fortemente mortificati sia il mondo del lavoro,
cioè i rappresentanti dei lavoratori, sia i soggetti che
rappresentavano gli enti locali.
Mi tranquillizza moltissimo quello che lei dice oggi, nel senso
che di quel disegno, di quel progetto non se ne parli più perché è
stato accantonato. Mi tranquillizza il fatto che lei dice che è
iniziata una fase di interlocuzione con i rappresentanti delle
varie categorie, in maniera tale che le categorie produttive e
lavorative della Sicilia vengano coinvolte.
Però, dal momento che questa legge deve ancora essere approvata
dal Parlamento, vorremmo avere anche noi la possibilità di
interloquire con l'assessorato per evitare che, alla fine, si
tratti di uno dei tanti disegni di legge che arrivano nelle
Commissioni legislative e che poi, non condivisi dai vari Gruppi
parlamentari, rimangono a giacere per mesi all'interno delle
commissioni stesse.
Siccome si tratta di un disegno di legge importante e
significativo per il rilancio dell'economia siciliana gradiremmo -
siamo tutti d'accordo con lei -, che a conclusione delle varie
concertazioni con i rappresentanti del mondo del lavoro e ancor
prima che venga presentato in Aula, vi sia la possibilità per i
rappresentanti dei partiti presenti in Aula di conoscere in
anteprima questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, si dichiara soddisfatto della
risposta dell'assessore?
VINCIULLO. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 993 «Riattivazione
delle procedure di liquidazione dell'ente Porto di Messina ed
iniziative conseguenti», dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che la Giunta regionale di Governo ha
deliberato di mantenere in vita l'ente Porto di Messina e di
nominare, per la gestione, un amministratore unico;
considerato che:
con precedenti atti il Governo regionale aveva sancito lo
scioglimento e la messa in liquidazione del predetto ente;
lo scioglimento dell'ente Porto si era reso necessario per
l'esaurimento delle funzioni per le quali era stato costituito;
la messa in liquidazione era stata apprezzata da tutti coloro che
consideravano inopportuna la sopravvivenza di un ente divenuto
'inutile' per carenza di competenze ed ingiustificate le risorse
regionali destinate alla gestione dello stesso;
appare, perciò, incomprensibile le nuova delibera della Giunta che
si configura come una sconcertante retromarcia in relazione alle
scelte precedentemente compiute dal Governo regionale;
le forze sociali, gli operatori del settore e l'opinione pubblica
hanno manifestato comprensibile allarme per una decisione
immotivata che offusca la proclamata volontà del Governo regionale
di eliminare sprechi di risorse regionali;
per sapere:
se non valutino necessario revocare la predetta delibera e
riattivare le procedure di liquidazione dell'ente Porto di Messina;
se non considerino opportuno promuovere tutte le iniziative
necessarie, con adeguate risorse, per bonificare la zona falcata
(promessa mai mantenuta dai precedenti Governi regionali) e
rilanciare il ruolo produttivo delle aree portuali». (993)
Ha facoltà di parlare l'assessore Venturi per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, con l'interrogazione in esame l'onorevole
Panarello, dopo avere svolto brevi considerazioni in merito alle
vicende che hanno interessato l'ente Porto di Messina, chiede di
sapere se non si ritenga opportuno procedere alla riattivazione
della procedura di liquidazione del predetto Ente.
Ebbene, a pieno riscontro dell'interrogazione, confermo che è
ferma volontà del sottoscritto attivarsi affinché venga riproposta
in Giunta di Governo l'attivazione della procedura di liquidazione
dell'ente Porto di Messina rientrando pienamente tale scelta
nell'ambito della forte spinta innovatrice e di lotta agli sprechi
delle risorse pubbliche che questo Governo ha attivato fin dal suo
insediamento
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
della dichiarazione dell'assessore anche se nella interrogazione
faccio notare che si richiamava questo elemento intervenuto
successivamente all'orientamento espresso, ed in parte attuato
dall'assessore, di rinominare un commissario all'ente Porto di
Messina.
C'è stato anche un dibattito in Aula e il Presidente della
Regione, in quella circostanza, si era impegnato ad approfondire il
tema sollevato da me e da altri colleghi e che è sintetizzabile
rapidamente in questo assessore Venturi: lì c'è una
sovrapposizione.
Lei che si batte, che ha più volte richiamato la necessità di
semplificare e riaccelerare, lì siamo in presenza di due enti che
in qualche maniera hanno competenze che si sovrappongono e, come
capita nella pubblica amministrazione in generale, ed in
particolare in Sicilia, si contrappongono molto spesso rispetto
alla gestione delle aree portuali con tutto quel che ne consegue in
termini di utilizzazione e valorizzazione di questa risorsa
importante per la città di Messina che non viene adeguatamente,
ovviamente, sfruttata.
Quindi, il punto è questo: io la inviterei, tenuto conto che c'era
un impegno del Presidente della Regione, a chiarire al più presto
questo elemento perché è importante per la città di Messina - ma
aggiungo per la stessa Sicilia -, visto che la Regione è
protagonista di questa fase, e capire così in che direzione il
Governo intende marciare: se vuole fare in modo che, per la parte
di sua competenza, operi nei fatti per semplificare, per evitare
sovrapposizioni e contrapposizioni, e fare in modo che la zona
falcata di Messina diventi un polmone produttivo, naturalmente se
sarà attuato anche il progetto di bonifica e riqualificazione sul
quale anche a suo tempo c'era un impegno della Regione che fino ad
ora, purtroppo, non è stato mantenuto.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 995 «Notizie
urgenti circa il malfunzionamento della distribuzione di energia
elettrica nel Comune di Custonaci (TP)», dell'onorevole Ruggirello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
il Comune di Custonaci (TP) lamenta, da molto tempo, la qualità
del servizio di fornitura di energia elettrica da parte dell'ENEL
s.p.a., in ragione delle reiterate interruzioni alla normale
erogazione;
a nulla sono valse le ripetute sollecitazioni nei confronti di
ENEL s.p.a. da parte del Sindaco, aziende e privati cittadini
mirate a ottenere un servizio adeguato;
considerato che:
il comprensorio comprendente il comune di Custonaci è noto per i
numerosi insediamenti industriali che ne fanno il più importante
polo siciliano nell'attività di estrazione marmifera;
oltre agli insediamenti industriali, Custonaci è altresì nota per
le bellezze naturali e artistiche dei luoghi offrendo, ai tanti
turisti italiani e stranieri interessati a fruirne, una vasta gamma
di strutture per la ricettività turistica ed innumerevoli esercizi
pubblici;
ancora oggi l'ENEL DISTRIBUZIONE s.p.a. non garantisce una
fornitura di energia elettrica costante, bensì caratterizzata da
ripetute interruzioni che creano notevole disagio pratico oltre che
economico alle attività economiche menzionate;
preso atto che:
a seguito delle ripetute e innumerevoli lamentele da parte di enti
pubblici, aziende e privati cittadini, ENEL DISTRIBUZIONE s.p.a.
attribuisce e cause meramente accidentali gli episodi di distacco,
assumendo un atteggiamento che mostra di sottovalutare la reale
entità dei danni sofferti dai tanti operatori economici della zona
conseguenti all'erogazione 'a singhiozzo' offerta dal gestore;
il perdurare di una tale situazione di instabilità, oltre ad aver
compromesso l'efficienza di alcune aziende, ha causato non pochi
disagi alla popolazione locale cagionando numerosi incidenti
domestici;
per sapere:
quali interventi urgenti intendano porre in essere per sollevare
gli operatori economici e la popolazione del comune di Custonaci
dal notevole disagio ad oggi sofferto;
se non ritengano di dover intervenire presso i vertici aziendali
di ENEL DISTRIBUZIONE s.p.a. e, ove fossero ravvisabili eventuali
responsabilità a carico del gestore, intraprendere in ogni sede
qualsivoglia iniziativa volta a ristorare adeguatamente i
danneggiati dal disservizio». (995)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, rispondo sia all'interrogazione numero 995, a
firma dell'onorevole Ruggirello, sia alla numero 1058, a firma
dell'onorevole Oddo.
Con le interrogazioni in esame, le quali, in ragione dell'evidente
connessione oggettiva, possono ritenersi trattabili congiuntamente,
gli onorevoli interroganti, rappresentando la difficile situazione
in cui più volte si è venuta a trovare la città di Custonaci (TP)
in ragione delle continue interruzioni dell'erogazione dell'energia
elettrica, chiede al Governo di attivarsi presso i vertici della
società nazionale di distribuzione di energia elettrica affinché si
ponga rimedio a tale difficile condizione foriera anche di danni
per le attività economiche della zone.
Deve essere precisato sin da subito come le competenze in materia
di energia, distribuzione della stessa e in tema di servizi
pubblici siano state affidate, dopo la riforma operata con la legge
regionale n. 19/2008, all'Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità.
Tuttavia, a conferma dell'assoluta importanza che il sottoscritto,
ed in generale l'intero Governo della Regione, pone sul sistema
produttivo isolano e su tutte le iniziative poste a sostegno dello
stesso, mi impegno ad attivarmi personalmente per verificare i
fatti e le circostanze denunciate con le interrogazioni in esame e,
conseguentemente, per sollecitare una pronta soluzione all'intera
vicenda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggirello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della
risposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1039 «Costruzione
di un impianto di erogazione di carburante a San Gregorio di
Catania (CT)», dell'onorevole Pogliese. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
nel territorio del Comune di San Gregorio di Catania (CT), in
località Vigna, sono in fase avanzata i lavori per la costruzione
di un impianto di erogazione di carburante;
tale impianto sorgerà in prossimità dello svincolo di San
Gregorio, sull'autostrada A19 Catania-Messina;
nella stessa area, la Provincia regionale di Catania ha previsto
la realizzazione di una bretella stradale atta a consentire un più
veloce deflusso viario delle auto provenienti dall'autostrada A19 e
dirette verso la tangenziale con destinazione finale i paesi etnei;
tra l'altro, pare che la società proprietaria dell'impianto sia in
possesso della necessaria concessione, rilasciata nel 2007,
dall'allora Assessorato regionale Industria, purché il nuovo
impianto fosse rispondente a quanto disposto dalla l.r. n. 97 del
1982, che regolamenta in Sicilia i nuovi impianti di distribuzione
carburanti. L'area dove dovrebbe sorgere detto impianto, però, è a
pochi metri da una pericolosa curva, motivo di grave rischio per
l'incolumità degli automobilisti in transito nella zona. Ciò è in
netto contrasto con quanto stabilito dalla lettera c, dell'art. 6
della medesima legge n. 97 del 1982, che recita testualmente: 'La
nuova concessione (...) non può essere rilasciata qualora ricorra
una delle seguenti ipotesi (...) impianto posto in prossimità di
incroci, curve o dossi che costituisce pericolo per la
circolazione';
considerato che:
alle numerose richieste di non iniziare i lavori di realizzazione
dell'impianto a causa dell'esistenza del succitato progetto viario,
la società proprietaria dell'area di servizio si è sempre appellata
al diritto del silenzio assenso, sancito dalla l. r. n. 17 del
1994, in riferimento ad una propria richiesta di autorizzazione dei
lavori inviata al Comune di San Gregorio di Catania;
lo stesso Comune di San Gregorio di Catania non ha mai rilasciato
alcuna licenza edilizia;
visto che il Comune citato, con propria ordinanza prot. 1020 del
19 gennaio 2010, ha intimato alla società proprietaria
dell'impianto di cessare immediatamente i lavori di costruzione del
succitato impianto in forza di varie inadempienze, da parte della
stessa società, con specifico riferimento alla mancanza del DURC
(documento unico di regolarità contributiva), all'incompletezza
della documentazione relativa all'organico utilizzato per la
costruzione dell'impianto, ai tempi previsti per i lavori ed alle
carenze documentali sulla tipologia dei rifiuti particolari
prodotti;
tenuto conto che il persistere della volontà, da parte della
società proprietaria dell'impianto, di portare avanti i lavori
dello stesso potrebbe essere motivo di lunghe e gravose
controversie legali nonché di enormi ritardi nella realizzazione
del raccordo stradale previsto dal progetto della Provincia
regionale di Catania;
per sapere se non ritengano opportuno ed urgente effettuare in
loco una verifica, ad opera degli ispettori dell'Assessorato
Attività produttive, al fine di controllare se i criteri di
realizzazione adottati dalla società proprietaria dell'impianto
siano rispettosi delle normative regionali, in atto esistenti, in
materia di impianti di erogazione di carburante, e nello specifico
dell'art. 6 della l.r. n. 97 del 1982». (1039)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, l'atto ispettivo parlamentare che oggi si
riscontra inerisce ad alcune problematiche rilevate dall'onorevole
interrogante in merito alla costruenda stazione di servizio per
rifornimento di carburanti nel Comune di San Gregorio di Catania
nei pressi dello svincolo autostradale dell'autostrada Messina -
Catania.
In particolare, l'interrogante riferisce che il predetto impianto
di distribuzione verrebbe a trovarsi in prossimità di una
pericolosa curva e, in ogni caso, che lo stesso risulterebbe
compatibile con uno svincolo di ingresso autostradale in corso di
progettazione da parte della Provincia regionale di Catania.
In ragione di tali affermazioni, l'onorevole interrogante chiede
se non si ritenga opportuno attivare un'ispezione al fine di
verificare se il menzionato impianto sia corrispondente alla
vigente normativa e, in particolare, con l'articolo 6 della legge
regionale n. 97 del 1982.
Sul punto valgano le seguenti considerazioni anche in esito alle
specifiche indicazioni fornite dagli Uffici dell'Assessorato.
Con D.D. n. 159 del 13 febbraio 2008 veniva rilasciata, dal
competente Ufficio regionale, la concessione con la quale la
società Inter Fuel S.r.l. (oggi, Petrol Company S.r.l.) veniva
autorizzata a trasferire, modificare e potenziare con gasolio e con
apparecchiature self-service un impianto di erogazione carburanti
in località via Catira del Comune di San Gregorio di Catania.
Tale provvedimento veniva adottato in ragione della nota prot. n.
3832 del 5 marzo 2007, con la quale proprio il Comune di San
Gregorio rilasciava parere favorevole alla realizzazione del
suddetto impianto.
Non deve sfuggire, infatti, come la menzionata legge regionale n.
97/82, ai suoi articoli 6, 20, 21 e 22, subordina espressamente il
rilascio della concessione da parte dell'Amministrazione regionale
alla previa adozione, da parte del Comune competente per
territorio, della prescritta autorizzazione.
In particolare, è proprio l'articolo 22 sopra citato a stabilire
che l'autorizzazione del comune, prevista dall'art. 12 della legge
regionale n. 1 del 1979, non può essere rilasciata nei casi di cui
alle lettere a, b, c e d del precedente articolo 6 , ovverosia
nelle ipotesi richiamate dallo stesso onorevole interrogante, con
ciò evidenziandosi pertanto la competenza esclusivamente comunale
della materia.
A ciò si aggiunga che, in esito ad apposita attività ispettiva
attivata dagli Uffici regionali competenti, i quali, in esito alla
lettura di un articolo apparso sulla stampa locale in merito alla
vicenda de qua, hanno prontamente inviato delle note al predetto
Comune, ai Vigili del Fuoco, all'Agenzia delle Dogane ed alla
Provincia regionale di Catania, proprio quest'ultimo ente
confermava come lo svincolo autostradale fosse solo in fase di
progettazione, tra l'altro in variante rispetto al vigente piano
regolatore generale, con ciò non potendosi ritenere applicabili,
almeno secondo i dati in possesso degli Uffici, neppure le
cosidette misure di salvaguardia.
In ragione di tali considerazioni, gli Uffici dell'Assessorato non
sembrerebbero ravvisare profili di illegittimità, per l'eventuale
esercizio di poteri di autotutela amministrativa, con riferimento
all'attività istruttoria conclusasi con il rilascio della
concessione ex legge regionale 97/82.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto di
quanto comunicato dall'assessore e voglio approfittare di questa
opportunità per comunicare quello che è avvenuto la settimana
scorsa, venerdì 11 giugno, quando il dottor Buscami, responsabile
dell'Ufficio Urbanistica del Comune di San Gregorio, ha emesso una
ordinanza con la quale è stata revocata l'autorizzazione concessa
alla società in oggetto con una ulteriore ordinanza di ripristino
dei luoghi, dando di fatto ragione alle perplessità esternate dal
sottoscritto ma anche dai consiglieri comunali di San Gregorio che
hanno evidenziato il problema.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1045 «Interventi
per ristabilire la legalità il presso il consorzio ASI di Ragusa»,
degli onorevoli Mineo, Adamo, Greco, Nicotra e Scammacca Della
Bruca. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
con nota prot. 5635 del 27 ottobre 2009, il Consorzio ASI di
Ragusa ha chiesto, a tutti gli enti o associazioni consorziate, di
designare i rappresentanti da indicare in seno al consiglio
generale del consorzio medesimo al fine di provvedere al rinnovo
degli organi statutari;
con nota del 28 dicembre 2009, il Consorzio ASI di Ragusa, in
riferimento alla nota sopra citata, ha inoltrato, essendo questa
ancora priva di riscontro, formale sollecito agli enti e/o
associazioni sopra richiamati per l'indicazione dei rispettivi
rappresentanti in seno al consiglio generale del consorzio;
considerato che:
con nota prot. 952 del 16 febbraio 2010 il presidente del
consorzio per l'ASI di Ragusa ha convocato, per i giorni 25-26-27
febbraio 2010, il consiglio generale con all'ordine del giorno
l'elezione del presidente e l'elezione di tre componenti del
consiglio generale in seno al comitato direttivo;
con nota del 23 febbraio 2010, assunta al prot. n. 1080 del
Consorzio, il sindaco del Comune di Pozzallo (RG) ha revocato uno
dei tre componenti nominati in seno al consiglio generale dell'ASI
senza provvedere alla sua sostituzione, adducendo motivazioni
frettolose e prive di ogni logica e fondamento alla tutela del
pubblico interesse;
con nota del 23 febbraio 2010, assunta al prot. n. 1082 del
Consorzio, il sindaco del Comune di Modica (RG) ha comunicato la
rinuncia di un componente dei tre nominati in seno al consiglio
generale dell'ASI senza provvedere alla sua sostituzione,
riservandosi di indicare un nuovo componente a completamento della
terna non appena consumati gli opportuni passaggi politico-
amministrativi;
visto che:
con nota del 23 febbraio 2010, assunta al prot. n. 1094 del
Consorzio, il dirigente generale del Dipartimento delle attività
produttive della Regione siciliana ha rappresentato al Consorzio
per l'ASI di Ragusa la necessità di rinviare la convocazione dello
stesso a data da destinarsi, esautorando di fatto il potere del
consiglio generale di eccepire, eventualmente, vizi di forma o di
sostanza;
i provvedimenti ingiustificatamente posti in essere di fatto
espropriano un intero territorio del diritto di eleggere
democraticamente i propri rappresentanti in seno ad un ente di
diritto pubblico;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare rispetto all'arbitraria
nota del dirigente generale del Dipartimento delle attività
produttive;
quale principio giuridico/democratico spinga un alto dirigente
della Regione ad interferire con delle democratiche elezioni
regolarmente convocate;
se intendano stabilire tempi brevi e certi affinché il territorio
possa tranquillamente eleggere i propri rappresentanti in seno al
consorzio per l'ASI di Ragusa;
se non ritengano improcrastinabile esercitare presso i Comuni di
Modica e Pozzallo i poteri sostitutivi, al fine di garantire,
qualora ce ne fosse bisogno, il plenum della rappresentanza e
quindi elezioni certe ed immediate. Infatti, appare assurdo che la
revoca o la rinuncia, di chiara matrice politica, di un
rappresentante su 56 componenti aventi diritto, possa bloccare il
regolare iter (la convocazione è avvenuta con il plenum nominato)
del rinnovo degli organi». (1045)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, con l'atto ispettivo in oggetto, gli onorevoli
interroganti rappresentano alcune vicende che riguardano la
regolare costituzione della Consiglio Generale del Consorzio ASI di
Ragusa, con specifico riferimento al ritiro della rappresentanza
relativa ai Comuni di Pozzallo (RG) e Modica (RG), ed al
conseguente invio di una nota sul punto da parte del Dirigente
Generale del Dipartimento delle Attività Produttive.
Gli interroganti, alla luce del quadro fattuale esposto, chiedono
di sapere quali provvedimenti si intendano adottare in relazione
alla vicenda de qua.
Sul punto, anche in esito agli elementi acquisiti dai competenti
Uffici dell'Assessorato, deve rilevarsi quanto segue.
Com'è ampiamente noto, secondo la vigente normativa, la Regione
siciliana - Assessorato delle Attività produttive - esercita
funzioni di tutela e vigilanza sui Consorzi ASI della Sicilia,
attraverso, tra l'altro, il controllo delle deliberazioni degli
organi consortili e l'emanazione di direttive finalizzate
all'uniformazione delle procedure amministrative e gestionali
presso tutti gli Enti consortili.
In diverse occasioni (da ultimo con nota prot. n. 829/B dell'1
aprile 2010), l'Assessorato delle Attività Produttive è intervenuto
per fornire ai Consorzi ASI direttive in merito alle corrette
procedure da seguire nella fase della ricostituzione degli organi
consortili.
In tale ambito, è stato sempre ribadito che - come chiarito in via
definitiva dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato con il parere
n. 143/91 del 19 marzo 1991 - al fine della valida ricostituzione e
dell'insediamento degli organi deliberanti dei Consorzi ASI della
Sicilia, è imprescindibile che siano intervenute le nomine di tutti
i soggetti pubblici legittimati per legge ad esprimere la propria
rappresentanza in seno agli stessi organi consortili.
Pertanto, avuta notizia della parziale insussistenza (per revoca
e/o rinuncia degli interessati) dei rappresentanti dei Comuni di
Pozzallo e Modica nel ricostituendo Consiglio Generale del
Consorzio ASI di Ragusa, è da considerare del tutto legittimo,
oltre che doveroso, l'intervento del dirigente generale del
Dipartimento regionale Attività Produttive, finalizzato a
rammentare l'opportunità di valutare l'ipotesi di rinvio della
prima convocazione del nuovo organo assembleare, nel rispetto delle
procedure normativamente previste.
Diversamente opinando, ossia nell'ipotesi in cui il predetto
Consiglio Generale fosse stato convocato procedendo alla elezione
del Presidente e del Comitato Direttivo, sarebbe scaturito per
l'Organo Tutorio l'obbligo di annullare - ex articolo 15 della
menzionata legge regionale n. 1/1984 - le relative deliberazioni
consortili di insediamento e di nomina dei propri Organi.
Per quanto riguarda, infine, l'auspicato esercizio dei poteri
sostitutivi presso i Comuni che non hanno completato per tempo la
nomina dei propri rappresentanti negli organi del Consorzio ASI di
Ragusa, si evidenzia che tra le prerogative assegnate dalla vigente
normativa all'Assessore regionale per le Attività Produttive non vi
è quella di nominare commissari ad acta presso gli enti locali
dell'Isola, competenza questa ascritta tra le funzioni proprie
dell'Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione
Pubblica.
Infine, per completezza espositiva, non posso non rilevare che,
proprio al fine di provvedere al pronto rinnovo degli organi
consortili del Consorzio ibleo, stante la dimostrata impossibilità
di procedere in tal senso da parte degli organi uscenti ormai
scaduti, con decreto n. 11 del 19 maggio 2010, a mia firma, si è
provveduto alla nomina di un commissario straordinario presso il
Consorzio de quo il quale ha già avviato ogni azione utile per la
regolare costituzione del Consiglio Generale diffidando tutti gli
enti che, ad oggi, non hanno ancora provveduto alle designazione
dei propri rappresentanti.
Da ultimo, a conferma della correttezza dell'operato
dell'Amministrazione regionale prima e del Commissario dopo, con
nota dell'11 giugno 2010, il predetto commissario ha trasmesso la
documentazione attestante le intervenute designazione da parte
degli enti consorziati utili alla corretta costituzione del
Consiglio Generale ed alla sua prossima convocazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mineo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MINEO. Signor Presidente, Assessore, la ringrazio per la puntuale
risposta ma soprattutto per le note positive che vengono attraverso
la sua esposizione. Però, per il futuro la prego di essere più
puntuale nel controllo, più immediato, in quanto se dovessimo
essere noi a sollecitare, anche se questo rientra tra i compiti di
un deputato, ciò significherebbe che i suoi uffici non funzionano
come dovrebbero. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'atto ispettivo a firma
dell'onorevole Mineo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, Assessore, mi associo alle
sottolineature che poc'anzi faceva l'onorevole Mineo in quanto, se
si fosse stati più tempestivamente attenti, non avremmo perduto tre
mesi di tempo, perché il territorio ha avuto l'impressione che la
perdita di tempo fosse finalizzata ad evitare la scelta democratica
dei rappresentanti dell'ASI, come se un'esagerata e preponderante
attività commissariale volesse surrogare l'autodeterminazione del
consorzio e quindi dei comuni.
In secondo luogo, la più tempestiva ed attenta azione avrebbe
consentito all'Assessorato di evitare che due comuni che avevano
espresso le indicazioni delle terne e che, nel pomeriggio
immediatamente precedente l'elezione, hanno revocato solo una delle
tre indicazioni impedissero lo svolgimento democratico delle
elezioni perché, in quel caso, l'organismo poteva essere ugualmente
eletto ed insediato e, caso mai, l'intervento dell'Assessorato si
sarebbe dovuto esercitare solo nei confronti di quei due comuni
che, messi in mora, avrebbero dovuto rispondere nel breve giro di
cinque giorni o di una settimana, così come poi si è dovuto fare
successivamente.
Quindi, tutto è bene quel che finisce bene, nel senso che adesso
questa nota dell'11 giugno ristabilisce il diritto del consorzio a
riconvocare la data delle elezioni e, quindi, a fare svolgere le
elezioni normalmente nelle prossime settimane.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Attività produttive'
PRESIDENTE. L'interrogazione numero 1058 è stata già dichiarata
conclusa.
L'Assemblea ne prende atto.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
numero 1067 «Adeguate misure al fine di modificare il decreto del
21 gennaio 2010, concernente disposizioni in materia di pesca del
novellame», dell'onorevole Digiacomo e l'interrogazione numero 1104
«Notizie sulla gestione della CRIAS», a firma dell'onorevole
Beninati, si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1118 «Riapertura dei termini
previsti dalla legge regionale numero 20 del 2007 in materia di
edilizia agevolata convenzionata», degli onorevoli Vinciullo e
Pogliese. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che la legge regionale n. 20/2007 stabilisce la data del
31 dicembre 2008 quale termine ultimo per l'inizio dei lavori per
la realizzazione di programmi di edilizia agevolata convenzionata
riservata alle imprese e cooperative edilizie;
considerato che:
le difficoltà riscontrate dalle imprese e cooperative, sia per il
reperimento delle aree sia per il complesso iter burocratico
conseguente, non hanno consentito l'avvio di buona parte degli
interventi in programma entro la data prevista dalla l.r. 20/2007;
l'impossibilità di accedere alla totalità degli interventi
previsti dalla citata legge ha determinato una perdita di oltre 100
milioni di euro destinati alla costruzione di oltre 600 alloggi per
altrettanti nuclei familiari dei soci delle cooperative;
una perdita economica di tale entità ha avuto una pesante ricaduta
sul settore edilizio, già fortemente provato dalla pesante crisi
economica che lo sta colpendo;
alla luce di quanto sopra, appare sempre più evidente la necessità
di approvare una proroga al termine ultimo per l'inizio dei lavori
per la realizzazione di programmi di edilizia agevolata
convenzionata riservati alle imprese e cooperative edilizie, al
fine di consentire una definizione degli adempimenti previsti e la
conseguente apertura dei cantieri;
tenuto conto che:
l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un immediato effetto sul
fronte occupazionale e darebbe un nuovo impulso alla risoluzione
del problema, oramai atavico, dell'edilizia sociale;
la tematica abitativa ha oramai assunto connotati di emergenza
sociale, che non investe più le fasce cosiddette deboli, ma anche
la classe media, proprio per le difficoltà di questa ad accedere al
mercato immobiliare;
gli interventi in questione rappresentano quindi un sistema di
acquisizione del bene casa a prezzi calmierati;
visto che, in più occasioni, le organizzazioni degli edili hanno
manifestato la necessità e l'urgenza di predisporre un disegno di
legge volto alla riapertura dei termini previsti dalla l.r.
20/2007;
il Governo regionale ha scelto di non inserire nel disegno di
legge sul cosiddetto 'Piano Casa' le norme che avrebbero consentito
la riapertura dei termini stabiliti dalla l.r. 20/2007, sprecando
un'utile occasione e approvando un d.d.l. che, così come
strutturato, difficilmente contribuirà al rilancio economico e
occupazionale del settore edile in Sicilia;
per sapere se non ritengano opportuno predisporre un emendamento
di iniziativa governativa volto a prorogare la scadenza del 31
dicembre 2008 prevista dalla legge regionale n. 20/2007 come
termine ultimo per l'inizio dei lavori per la realizzazione di
programmi di edilizia agevolata convenzionata riservati ad imprese
e cooperative edilizie e rilanciare così l'economia legata a un
settore colpito da una crisi inarrestabile». (1118)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Con riferimento
all'interrogazione numero 1118, avente ad oggetto Riapertura dei
termini previsti dalla legge regionale numero 20 del 2007 in
materia di edilizia agevolata convenzionata deve rilevarsi come la
competenza in materia di interventi di edilizia cooperativistica,
economica e popolare o comunque sovvenzionata è attribuita, ai
sensi dell'articolo 7 della legge regionale 19/2008,
all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
Onorevole Vinciullo, mi permetto di suggerire che rispetto ad una
dichiarazione di incompetenza lei può far osservare ciò che
ritiene, diciamo, come richiamo per quanto concerne la trattazione
più o meno immediata.
VINCIULLO. Signor Presidente, accolgo il suggerimento e chiedo
alla Presidenza di trasmettere l'interrogazione all'Assessorato
delle infrastrutture ed auspico, vista l'urgenza e la necessità di
discutere questo argomento così importante per l'economia
siciliana, che si possa arrivare presto alla trattazione in Aula.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1127 «Iniziative
per superare i ritardi nel centro agro-industriale di Avola (SR)»,
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, all'Assessore l'economia e all'Assessore per
le attività produttive, premesso che:
alla fine degli anni ottanta, la città di Avola (SR), consapevole
della crisi che investiva il settore agricolo in quegli anni e
della necessità di avviare un processo capace di dare respiro al
settore primario attraverso il rilancio della produzione agro-
alimentare locale, presentava alla Regione siciliana un progetto
per la realizzazione di un centro agro-industriale;
il progetto allora presentato, pur essendo stato finanziato, non è
mai stato portato a termine;
considerato che:
ad oggi nella zona sud della provincia di Siracusa, non esiste
nessun centro di trasformazione dei prodotti agricoli;
oggi come allora, la provincia di Siracusa, ed in particolare il
settore agro-alimentare, necessitano di investimenti e nuove
strutture indispensabili per avviare un processo di rilancio del
territorio e del settore agricolo;
la realizzazione di un centro agro-industriale comporterebbe un
abbassamento dei costi di trasformazione e di commercializzazione
dei prodotti agricoli locali e allo stesso tempo contribuirebbe ad
arginare l'oramai diffuso fenomeno della contraffazione e della
concorrenza sleale che, in Sicilia, così come nell'intero
territorio della provincia di Siracusa, ha causato un inasprimento
della crisi del settore;
visto che:
il progetto del centro agro-industriale di Avola, da anni
bloccato, in attesa di rimodulazione, è stato inserito
nell'obbiettivo strategico del settore agricoltura' nell'ambito
della redazione del piano strategico 'Città per lo sviluppo', un
piano che fa riferimento ad un ambito territoriale che interessa la
zona compresa fra la provincia di Siracusa e quella di Ragusa,
racchiudendo i territori di Avola, Noto, Pachino, Portopalo di Capo
Passero, Rosolini, Ispica e Pozzallo;
esiste, oggi, una concreta possibilità di rilanciare il progetto,
anche in considerazione della presenza, nel bilancio regionale, di
circa 19 milioni di euro da poter destinare all'opera;
per sapere:
se intendano adoperarsi, con l'urgenza del caso e vista la crisi
gravissima del comparto agricolo siciliano, per la realizzazione di
un'opera di vitale importanza per la zona sud di Siracusa e per
tutto il territorio provinciale e che tutti gli operatori del
settore agroalimentare attendono ormai da troppi anni;
se, invece, sulla scia dei precedenti fallimenti, intendano
ignorare le necessità di un territorio e di un settore che, se non
riceverà risposte immediate e concrete, sarà travolto da una crisi
che lo investe da anni e che non accenna a placarsi e che, anzi,
cresce in modo esponenziale;
se, infine, non intendano nominare un commissario ad acta al fine
di iniziare e concludere i lavori per la realizzazione del centro
agro-industriale di Avola». (1127)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Con l'atto
ispettivo indicato in questione, l'onorevole interrogante chiede di
avere notizie in merito alla realizzazione del centro agro-
industriale di Avola (SR).
A seguito di apposita indicazione fornita dagli Uffici, è emerso
come la vicenda in esame sia caratterizzata da significativi
ritardi, di certo, non imputabili alla Regione.
Ed infatti, con il decreto numero 46/89 veniva approvata la
convenzione stipulata tra la Presidenza della Regione Sicilia ed il
Comune di Avola per la realizzazione del predetto centro,
convenzione questa che affidava proprio al Comune di Avola la
qualifica di ente attuatore.
Tuttavia, in ragione della necessità di approvare perizie
suppletive e di variante, perizie dapprima respinte dalla
competente CTAR e, poi, approvate da ultimo in conferenza di
servizi, la data fissata per la conclusione dei lavori veniva più
volte prorogata.
Da ultimo, con delibera del commissario straordinario numero 73
del 12 ottobre 1999 veniva approvata la perizia di variante del
Centro agro-industriale e relativo schema di atto di sottomissione
sottoscritto dall'impresa.
Tuttavia, con nota protocollo n. 1633 del 13 dicembre 2005, l'ex
Dipartimento dell'Industria, che nel frattempo aveva disposto
un'attività ispettiva, nell'evidenziare il mancato riscontro della
nota ispettoriale, protocollo numero 2568 del 12 novembre 2003,
ribadiva la richiesta, già avanzata nei confronti del Comune di
Avola, di integrazione documentale con riferimento ad alcune
circostanze in merito agli eventuali sviluppi intervenuti a seguito
del finanziamento dei lavori.
Il Comune di Avola, al contrario, con nota del 21 marzo 2006,
richiedeva l'erogazione di alcune somme già impegnate
dall'Assessorato, senza però fornire alcun riscontro alle sopra
menzionata richiesta.
Ad oggi, secondo quanto riferito dagli Uffici, l'Assessorato ha
provveduto a riscontrare le note protocolli numero 45221 del 4
dicembre 2007 e numero 22253 del 5 giugno 2008, con la quale la
Presidenza della Regione ha chiesto notizie proprio
sull'avanzamento dei lavori e sulla quantificazione della spesa a
fronte del finanziamento, comunicando che, nonostante le varie
richieste, nessuna notizia in merito è pervenuta da parte del
Comune di Avola evidenziandone, dunque, la persistente inerzia.
Con riferimento all'opera di cui si discute, sempre da un esame
condotto dagli Uffici, è emerso come risultino disponibili euro
17.266.948,35 quale residuo del finanziamento concesso da
reiscrivere.
Infine, in relazione all'importanza dell'opera e della massima
importanza che il Governo della Regione pone in relazione allo
sviluppo delle attività produttive, mi impegno ad attivarmi sin da
subito per l'ulteriore verifica di ogni responsabilità in ordine ai
ritardi maturati per la realizzazione dell'opera. Inoltre, non
avendo diretta competenza in merito all'adozione di provvedimenti
di commissariamento nei confronti degli enti locali per loro
eventuali inadempienze o inerzie, mi attiverò affinché la questione
venga sottoposta all'attenzione del competente assessore per le
autonomie locali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha
ricostruito l'assessore Venturi ci troviamo di fronte ad una delle
peggiori pagine di mala burocrazia o di mala amministrazione in
Sicilia.
La cosa ancora più grave è che ci troviamo di fronte ad un centro
agro-industriale che deve essere realizzato da oltre trent'anni e
che c'è una provincia, quella di Siracusa, completamente distrutta
perché i nostri prodotti non riescono a trovare spazio sui mercati
quando, invece, un centro li avrebbe potuti sicuramente aiutare.
Ma la cosa sicuramente più vergognosa, che deve farci
scandalizzare tutti, è che abbiamo a disposizione oltre 34 miliardi
delle vecchie lire che non vengono spesi, una somma di
17.246.000,20 euro che sapevamo essere a disposizione e che invece
i vari uffici, in particolare sembra emergere una pagina
sicuramente negativa da parte dell'amministrazione comunale di
Avola che nel 2008 ha avuto richiesti alcuni chiarimenti da parte
dell'Assessorato e che oggi, a due anni di distanza da quella
lettera di chiarimenti, non solo non risponde, non solo non si
occupa del suo territorio, non solo non sollecita l'amministrazione
regionale, ma soprattutto fa finta di non sapere che c'è questa
somma importante.
Veda Assessore, nella ricostruzione contenuta nella
interrogazione, mi ero limitato ad esporre alcuni dati. Lei, con
molto coraggio e con molta lungimiranza, a dire il vero, ha
ricostruito esattamente la vicenda: una pagina vergognosa, una
pagina su cui è giusto che l'Assessorato indaghi e io mi auguro
che, oltre all'Assessorato, sia anche l'Autorità giudiziaria e la
Procura ad indagare su questo.
Pertanto, se mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore
che, in maniera puntuale, ha ricostruito questa vicenda, non posso
come siciliano, come deputato di questa Terra, non gridare contro
questa infamia che merita giustizia.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1134 «Adozione di
opportune misure di equità nel riconoscimento dei Comuni ad
economia prevalentemente turistica e città d'arte», dell'onorevole
Ruggirello. Ne do lettura:
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che:
il settore del commercio nella Regione siciliana è disciplinato
dalla l.r. 22 dicembre 1999, n. 28, e che, in particolare,
l'articolo 13 detta norme dirette a consentire nei comuni di
derogare agli orari ordinari, previsti dall'articolo 12 della
stessa legge, circa l'apertura e la chiusura degli esercizi
commerciali;
il comma 5 dell'articolo 13 obbliga l'Assessore regionale per le
attività produttive ad individuare con proprio decreto, sentiti
l'osservatorio regionale per il commercio e le province regionali,
i comuni ad economia prevalentemente turistica e le città d'arte;
considerato che:
con d.a. 24 gennaio 2008 - Cooperazione, commercio artigianato e
pesca, sono state approvate le direttive per il riconoscimento dei
comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte e che,
in particolare, alla lettera I dello stesso, si dice che i
provvedimenti di riconoscimento in capo ai comuni dei suddetti
requisiti emanati fino alla pubblicazione del presente
provvedimento decadono automaticamente a partire dall'1 gennaio
2009;
con successivi d.a. - Cooperazione commercio artigianato e pesca
tale termine è stato successivamente più volte prorogato fissando
ad oggi tale scadenza per il 30 giugno 2010;
in ottemperanza alle suddette direttive sono state inoltrate
istanze da diversi comuni, finalizzate ad ottenere il
riconoscimento di 'comuni ad economia prevalentemente turistica e
città d'arte';
preso atto che :
l'osservatorio regionale per il commercio, più volte convocato per
esaminare tali richieste, non ha ancora espresso alcun parere, non
essendo stato raggiunto il numero legale necessario alla relativa
trattazione in prima convocazione, sebbene ai sensi dell'articolo
6, comma 3, delle l.r. 22 dicembre 1999, n. 28, 'in seconda
convocazione, l'osservatorio possa deliberare qualunque sia il
numero dei componenti intervenuti';
i comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte in
atto riconosciuti sono tali in forza di successivi d.a. -
Cooperazione, commercio artigianato e pesca che prorogano i termini
di scadenza di cui alla lettera I del d.a. 24 gennaio 2008 alla
data del 30 giugno 2010;
tali circostanze determinano un regime fortemente discriminatorio
per quei comuni che, nel rispetto delle direttive emanate, chiedono
il riconoscimento dei requisiti in oggetto e quelli, invece, in
regime di proroga per i quali se ne dovrebbe verificare
l'esistenza;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire con idoneo
provvedimento che determini condizioni di parità di trattamento tra
tutti i comuni richiedenti e ponga fine all'enorme confusione che
si sta generando intorno a tale problematica, onde consentire di
agevolare il settore commerciale che versa in uno stato di crisi
irreversibile». (1134)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Con
l'interrogazione numero 1134, l'onorevole interrogante, effettuata
una breve ricostruzione in relazione alla normativa vigente in tema
di comuni ad economia prevalentemente turistica e di città d'arte,
ai fini di cui all'articolo 12 della legge regionale numero 28/99 e
rilevato che i decreti assessoriali che, sino a poco tempo
addietro, avevano operato una continua proroga dei termini per
l'attivazione delle procedure di riconoscimento della summenzionata
qualifica di comune turistico e città d'arte, chiede di sapere se
non si ritenga opportuno garantire a tutti i comuni parità di
trattamento ai fini del predetto riconoscimento attivando,
conseguentemente, le procedure di cui al D.A. 24 gennaio 2008 che
fissa proprio le direttive per l'attribuzione di tale qualifica ai
comuni interessati.
Ebbene, in riscontro ai rilievi formulati dall'onorevole
interrogante, comunico che, dopo ampia istruttoria ed a seguito del
parere dell'osservatorio regionale per il commercio, con D.A.
numero 1430 dell'1 giugno 2010 sono stati individuati i comuni ad
economia prevalentemente turistica e di città d'arte, in
applicazione dei criteri definiti con il citato D.A. 24 gennaio
2008, tra tutti quei comuni che hanno presentato la relativa
istanza.
Si comunica altresì che, al fine di operare sempre secondo canoni
di massima trasparenza ed imparzialità, in data 15 giugno, cioè
oggi, si è svolta una riunione della commissione regionale del
commercio al fine di provvedere alla valutazione delle altre
istanze pervenute e si sono valutate tutte favorevolmente.
Quanto rilevato permette di sottolineare l'attenzione posta
dall'intero Governo della Regione e, in particolare, dal
sottoscritto, il quale - pare utile ricordare - risulta insediato
presso questo ramo dell'Amministrazione da soli cinque mesi, alle
tematiche che interessano le attività produttive e lo sviluppo
dell'economia sana della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggirello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
RUGGIRELLO. Mi dichiaro soddisfatto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuseppe Federico è in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di consorzi di
bonifica» (560/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge numero 560/A «Norme in materia di
consorzi di bonifica».
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Caputo, per svolgere la relazione.
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della Regione,
rappresentanti del Governo, questo disegno di legge, che ha
ottenuto una larga convergenza da parte dei deputati proponenti e,
poi, è stato fatto proprio dall'intera Commissione Attività
produttive', interviene in un momento di enorme crisi economica
della nostra Regione e che investe i settori più esposti alle
difficoltà economiche siciliane.
Questo disegno di legge, che ha avuto anche la copertura della
Commissione Bilancio e il parere favorevole del Comitato per la
qualità della legislazione, interviene per assicurare la
prosecuzione delle giornate lavorative per quanto riguarda i
lavoratori dei consorzi di bonifica siciliani; intervento che non
ha soltanto l'altissima finalità di garantire la prosecuzione delle
giornate lavorative, ma anche di evitare l'interruzione di servizi
essenziali per l'agricoltura nel momento di maggiore calura estiva
e, quindi, quando i territori soffrirebbero della mancanza del
personale che non sarebbe in grado di assicurare lo svolgimento
delle più fondamentali attività agricole siciliane.
Fra l'altro, è prevista anche una norma che consente di
utilizzare, nei limiti del tetto previsto dalle norme,
l'affidamento dei servizi di manutenzione; questo intervento
avrebbe la finalità di garantire risorse ai consorzi di bonifica.
Quindi, invito il Parlamento ad esaminare, discutere ed approvare
il disegno di legge.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo,
il disegno di legge in questione ha avuto un epilogo rapido, a
fronte del quale bisogna ricordare il travaglio notevole, vissuto
anche durante la finanziaria, che sicuramente non ha consentito di
recepirlo al proprio interno per qualche incongruenza procedurale,
ancorché inserito nel testo originario esitato dalla Commissione
Bilancio.
Dobbiamo dare atto alla solerzia della III Commissione che ha
avuto questa disponibilità a recepire norme che hanno avuto
all'interno della finanziaria anche un confronto approfondito,
attento, tendente a conciliare non solo le esigenze dei lavoratori,
che sono sicuramente legittime, ma pure le esigenze operative e
funzionali dei consorzi di bonifica che, senza questo intervento
stagionale di questi lavoratori, all'interno delle singole perizie
che i consorzi di bonifica adottano, non consentono di erogare e di
garantire quella funzione irrigua indispensabile ai prodotti
agricoli siciliani.
La situazione attuale è di grave disagio dei consorzi, con rischi
per l'attività irrigua e rischi anche per la produttività di quei
terreni che necessitano di un costante intervento irriguo
specifico. Quindi, inviterei i deputati ad attenzionare il disegno
di legge, non già sotto il profilo dei lavoratori, su cui occorre
anche dire qualcosa, ma sotto questo aspetto, nelle more che i
consorzi di bonifica vengano riorganizzati, ristrutturati e
ricompresi in una legge-quadro che possa garantirne una
funzionalità, una maggiore partecipazione con i piani di
classifica, anche da parte dei produttori, per consentire un
momento di democratizzazione importante della gestione di questo
servizio.
Nelle more, interveniamo anche con qualche norma-tampone, con
qualche norma a valenza contingente ed immediata, per fare fronte
alla siccità e al rischio che alcuni prodotti non possano
raggiungere la naturale produzione e, quindi, con grave danno e
nocumento all'economia agricola della nostra Regione.
Per quanto attiene l'aspetto dei lavoratori, riteniamo che siamo
di fronte ad un'esclusione dal novero di quei soggetti precari, di
soggetti che hanno già maturato professionalità e presenza
all'interno di questo settore, in quanto parliamo di lavoratori
storici, a cui noi diamo una data della loro presenza per
contenerne la possibilità che si inseriscano soggetti che non vi
hanno lavorato, e nel testo è ben circoscritto il periodo, cioè i
soggetti che hanno lavorato entro una certa data. Parlavo, quindi,
di soggetti che hanno acquisito professionalità, competenza e che
risultino indispensabili alle funzioni che abbiamo testé citato.
Sono lavoratori che sono stati esclusi da un'interpretazione che
verrà superata dalla norma.
Infatti, la norma che mettiamo in campo va in deroga ad una legge
precedente che, reinterpretata, ha determinato l'esclusione e,
quindi, un mancato rinnovo di questi precari.
Noi non facciamo altro che rimettere nella giusta direzione, nel
giusto alveo normativo e legislativo, una situazione di precari, di
stagionali dei consorzi di bonifica che, altrimenti ed
ingiustamente, verrebbero esclusi. Stiamo rendendo giustizia di
questa azione amministrativa, interpretativa che ha penalizzato
questi lavoratori.
L'articolo 2 del disegno di legge consente anche, con la
rivisitazione dei lavori in economia, di implementare l'attività.
Noi ci diamo un limite minimo che è quello delle 51 giornate, ma si
aprono possibilità importanti anche per questi lavoratori dentro le
perizie che, in economia, gli enti potranno realizzare.
La copertura finanziaria è dentro lo stanziamento previsto: siamo
di fronte ad un disegno di legge che non comporta nuovi
stanziamenti, nello stanziamento del bilancio c'è la copertura.
Pertanto, invito l'Aula a pronunziarsi rapidamente in ordine a
questo testo, stante anche la stagione irrigua che è in fase
avanzata e, quindi, il nocumento che deriverebbe da ulteriori
remore all'approvazione deve essere sotto gli occhi di tutti e deve
spingerci ad una celerità che vada sia in direzione dei lavoratori,
che aspettano il loro giusto riconoscimento economico e lavorativo,
sia in direzione dei terreni che si gioverebbero immediatamente
dell'attività di questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci. Ne ha
facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
preannunciare un ordine del giorno che è già stato presentato per
dare ancora più risalto a questa attenzione che il Governo, la
Commissione e l'intera Aula, hanno voluto rivolgere, ancora una
volta, a questo settore economico importantissimo e fondamentale
per la nostra Regione, che è l'agricoltura.
Ne approfitto anche per sottolineare come - e mi fa piacere dire
che mi sento utile alla mia Regione e alla mia gente - finalmente
si riesce a mettere fra le priorità l'agricoltura, che in Sicilia è
fondamentale, perché, nei decenni passati, non c'è dubbio che siamo
stati sottoposti ad una forma, non voglio dire parole pesanti,
sicuramente fuorviante come se i motori economici della nostra
Sicilia potessero trovare allocazione nelle forme industrializzate,
nelle forme petrolchimiche, e così via.
Il risultato, oggi a distanza di decenni, è quello che vediamo nel
nostro territorio e nella nostra gente. Nel nostro territorio non
c'è bisogno di commenti; per la nostra gente - lo sottolineo da
medico, con l'altro aspetto della mia vita - i tumori e le
malformazioni congenite sono all'ordine del giorno, per cui
riportare l'attenzione verso ciò che può rappresentare il giusto
volano della nostra Terra sicuramente fa onore a questo Governo, fa
onore al Governatore e alla Commissione che ci ha lavorato.
Non c'è dubbio che i consorzi di bonifica nel settore agricolo
sono di fondamentale importanza. Oggi, uno sforzo è ancora fatto
per risolvere un problema occupazionale; ma non c'è dubbio che
assieme a questo, ed è anche l'essenza dell'ordine del giorno che
ho presentato, c'è quello di una riorganizzazione dei consorzi di
bonifica che guardano con attenzione ad un beneficio reale degli
agricoltori e del territorio, oltre naturalmente ad una normativa
che porta alla stabilizzazione e alla regolarizzazione di questi
lavoratori.
Oggi, con questo disegno di legge, che mi auguro si approvi al più
presto, creiamo le condizioni per potere risolvere definitivamente
questa piaga nel lavoro. Infatti, il nostro vero dramma è il
lavoro, e quando si creano precari o si incentivano elementi per
intensificare questa grossa popolazione non c'è dubbio che, prima o
poi, tutti i nodi arrivano al pettine; per cui, deve essere
considerato come il primo passo l'affrontare la problematica nella
sua interezza, nella sua globalità, verso la normalizzazione sia
dal punto di vista lavorativo per i lavoratori, ma soprattutto per
un ritorno positivo nel funzionamento ottimale dei consorzi di
bonifica che rappresentano naturalmente un elemento fondante perché
infrastrutturale.
Noi sappiamo che le infrastrutture sono quelle che determinano la
differenza tra uno sviluppo regolare e uno sviluppo anarchico o
anormale.
Pertanto, grazie in anticipo all'Aula se in questa direzione si
vorrà pronunciare, come spero e come credo, e grazie ancora al
Governo e alla Commissione per il lavoro svolto.
PRESIDENTE. E' iscritto l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la cosa
peggiore che possa fare una classe dirigente è quella di speculare,
di strumentalizzare su alcune battaglie che fanno parte, invece,
del nostro dovere istituzionale di parlamentari.
Il disegno di legge che stiamo trattando non rilancia
l'agricoltura, non è un disegno di legge di settore che incide in
maniera significativa sulle difficoltà che il mondo agricolo ha in
Sicilia. Così come il disegno di legge che stiamo valutando, non
opera alcuna riforma nei consorzi di bonifica, che avrebbero
bisogno di essere riformati, anche perché, dalla loro data di
costituzione ad oggi, sono stati sempre commissariati. E, in questo
caso, sarebbe più opportuno avere gli organismi democraticamente
eletti dai rappresentanti e dai soci, anche perché il
commissariamento può essere a volte un fatto inevitabile ma è
sempre temporaneo.
Io ho espresso parere favorevole per questi lavoratori perché il
disegno di legge risponde a due esigenze soltanto, non al mondo
intero: da un lato, aiuta i soci del consorzio di bonifica, in
particolare di Catania, che hanno bisogno delle opere di
manutenzione per poter irrigare e, quindi, i lavoratori che hanno
strumenti di conoscenza adeguata e professionalità che hanno
acquisito nel tempo meritavano una risposta, così come gli
agricoltori della piana di Catania in particolare, meritavano una
risposta. La salvaguardia dei livelli occupazionali per i
cinquantunisti, in particolare, per quelli che hanno lavorato fino
a una certa data, rispondeva non a una logica di gestione dei
bisogni di alcuni disperati che necessitano di andare avanti anche
sul piano familiare, ma rispondeva all'esigenza di non considerare
questi precari come tutti gli altri precari.
Infatti il rischio che corriamo in Sicilia è di fare differenze
tra diversi livelli di precari e, in alcuni casi, tra diversi
livelli di disperati.
Noi cercheremo di fare approvare questo disegno di legge senza
stravolgimenti.
Il fatto che da qui a giovedì si possano presentare emendamenti
che modificano totalmente l'impostazione che abbiamo dato in
Commissione Bilancio mi preoccupa; noi dobbiamo fare ciò che
abbiamo concordato perché, se questo diventa il carro sul quale
possono saltare altri lavoratori, il ragionamento si potrebbe
complicare.
Noi siamo a favore di una risposta ai 260 lavoratori inseriti nel
disegno di legge che ha ottenuto il parere favorevole in
Commissione Bilancio, ma senza stravolgimenti di questa
impostazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
Invito i colleghi deputati ad iscriversi, se vogliono intervenire,
entro la conclusione dell'intervento dell'onorevole Pogliese.
POGLIESE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, mi
sembra assolutamente doveroso intervenire su questo disegno di
legge fortemente voluto da molti parlamentari, da tutti i Gruppi
parlamentari ed esitato in maniera celere dal presidente della
terza Commissione, onorevole Caputo, dal presidente della seconda
Commissione, oggi oggetto di valutazione.
Un disegno di legge che va a colmare un vuoto normativo che, se si
dovesse protrarre, comporterebbe non soltanto un dramma di
carattere sociale ed occupazionale per qualche centinaio di
lavoratori dei consorzi di bonifica, ma andrebbe ad incidere sul
grado di efficienza dei consorzi di bonifica che, da molti mesi,
sono nell'oggettiva impossibilità di provvedere ai lavori di
manutenzione ordinaria, e tutto ciò anche nell'imminenza della
stagione irrigua.
Nella mia provincia, si stanno riscontrando oggettivi problemi che
mettono a serio rischio l'inizio della stagione irrigua, quindi con
danni contestuali per tutto il comparto agricolo.
Io condivido anche l'articolo di questo disegno di legge che mira
a rivedere le soglie, in eccesso ovviamente, che attualmente sono
individuate per i lavori in economia da parte dei consorzi di
bonifica di manutenzione ordinaria e straordinaria e credo che sia
anche un aspetto che potrebbe determinare un beneficio concreto per
i consorzi di bonifica.
Ecco perché credo che questo disegno di legge, con eventuali
parziali modifiche su cui ci confronteremo da qui a breve, debba
essere approvato nel più breve tempo possibile nell'interesse
dell'efficienza dei consorzi di bonifica e di qualche centinaio di
lavoratori che, da questo disegno di legge, potranno trarre un
oggettivo ed auspicabile giovamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sia pure con
qualche mese di ritardo il Parlamento affronta una questione che
certamente non ha provocato solo danno ai lavoratori che, in questo
momento, non hanno la possibilità di contribuire ai lavori dei
consorzi di bonifica ma anche in tutti quei luoghi dove, in questi
giorni, la manutenzione ordinaria e straordinaria diventa
indispensabile per avviare una stagione, quella dell'agricoltura,
indispensabile per la preparazione di diverse colture.
Non vorrei soffermarmi su quanto detto dai colleghi, in
particolare su una serie di speculazioni che sono state attivate
sulla pelle dei lavoratori e dove incursioni in questo disegno di
legge potrebbero compromettere l'azione che naturalmente tutti
abbiamo a cuore, cioè la proroga a questi lavoratori delle diverse
province della Sicilia.
Chiaramente, non è quello che tutti ci aspettiamo, perché è una
proroga a termine.
Il risultato finale è quello di stabilizzare definitivamente
questi lavoratori inserendoli nelle piante organiche dei consorzi
di bonifica e, nello stesso tempo, dare loro un futuro certo per il
lavoro che hanno svolto nel corso di questi anni, dove la loro
esperienza, la loro conoscenza sia del territorio sia, appunto,
dell'amministrazione, dove fino ad oggi hanno prestato la loro
opera, serve per valorizzare gli intendimenti del raggiungimento
del fine per i consorzi di bonifica.
Sull'articolo 2, invece, lo dico sia al presidente della
Commissione sia al Governo, presenterò un emendamento perché non
riesco a comprendere per quale motivo si vuole prescindere
dall'importo di cinquantamila euro e non si riesce a capire quali
sono i limiti degli interventi.
Vorrei comprendere come possiamo derogare ad una legge nazionale,
sull'articolo 2 vorrei comprendere la deroga che è prevista,
appunto, nel comma 6 ter che naturalmente varia la legge nazionale
recepita dalla legge regionale.
E' una deroga che assolutamente non comprendo, a meno che il
Governo non ci dica la ragione per la quale si vuole derogare con
la trattativa privata sui lavori di manutenzione, soprattutto
quella straordinaria, non quella ordinaria sulla quale possiamo
essere d'accordo. Non comprendo, però, perché si vuole prescindere
dai limiti previsti dalla legge e per quale motivo si vuole
liberalizzare, sotto il profilo del quantum, questo tipo di azione.
Non ne vedo la motivazione.
Fino a quanto possiamo affidare a trattativa privata; fino a
quanti milioni di euro di lavori che riguardano, appunto, il
rimboschimento e tutta un'altra serie di previsioni?
Chiedo, quindi, al Governo, di specificare meglio sull'articolo 2
perché questo Parlamento deve riflettere sull'attuale formulazione
della norma, perché non solo sarà variata per gli interventi nei
consorzi di bonifica ma per tutto quello che riguarda il
recepimento della legge 109.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mineo. Ne ha
facoltà.
MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento giusto
per alcune precisazioni.
Prendo spunto da quanto dichiarato da alcuni colleghi che sono
preoccupati che, fruendo di questo disegno di legge, si infili non
so che cosa. E' doveroso da parte di questi colleghi spiegarci
quale è la loro preoccupazione.
Voglio poi dire: le aspettative, al di là del fatto che il disegno
di legge è legittimo, sono legittime per tutti. Quindi se il
parlamentare si occupa di fare il parlamentare presentando degli
emendamenti che abbiano un contenuto legittimo, deve farlo.
Se poi qualche collega è preoccupato, anziché esprimere da questa
tribuna la sua preoccupazione basata sul nulla con un ermetismo
totale, ci spieghi a che cosa faceva riferimento.
Questo penso potrebbe essere utile a tutti durante la discussione,
soprattutto a fugare le preoccupazioni che noi non abbiamo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei consigliare di non
esercitarci su materie estranee al testo in quanto la Presidenza
le dichiarerà inammissibili.
E' iscritto a parlare l'onorevole Arena. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, onorevole
Presidente della Regione, intervengo laconicamente per ribadire
alcune esigenze e, al tempo stesso, per fare appello al Parlamento
affinché si possa arrivare, nel più breve tempo possibile, ad
esitare questo disegno di legge.
Non volendo ripetere quanto di importante è stato ribadito in
questa sede, mi permetto di cominciare, nei due minuti dei cinque
concessimi, dalla fine dell'intervento, rivolgendo un appello al
Parlamento siciliano, alla Presidenza di questo Parlamento, al
Presidente della Regione e agli Assessori affinché, senza volere -
onorevole Mineo - violentare volontà alcuna, si possa programmare
un termine straordinariamente breve per la presentazione degli
emendamenti, avendo lo stesso disegno di legge fatto il giro di
Commissioni legislative ed essendo stato studiato approfonditamente
già da tempo immemorabile affinché si possa arrivare, nel più breve
tempo possibile, anche nella giornata di domani, nel pomeriggio -
ad esempio, fissando un termine per gli emendamenti nella tarda
mattinata di domani, mercoledì, o al massimo giovedì, ad esitare il
disegno di legge.
E' inutile ribadire l'importanza dello stesso che, voglio
sottolineare, oltre ad andare temporaneamente a risolvere un
problema legato a garanzie occupazionali, assessore per
l'agricoltura, va incontro ad una specifica esigenza, che è quella
del momento, delle campagne siciliane, di una temperatura ormai
torrida, di un clima insostenibile e della necessità di partire da
questo disegno di legge per riorganizzare in maniera subitanea e
immediata i consorzi di bonifica, che potranno, se ripensati e
riorganizzati, nel più breve tempo possibile, ridare slancio alla
nostra agricoltura.
Signor Presidente, le avevo chiesto due minuti e mezzo e concludo,
repetita iuvant, anche a costo di apparire noioso, mi auguro e,
quindi, colgo l'occasione di agganciarmi a quanto detto in Aula
dall'onorevole Barbagallo, nella speranza che i colleghi
parlamentari vogliano circoscrivere la portata e l'ambito dei
propri emendamenti, riducendoli o eliminandoli, se possibile, onde
consentire al Parlamento di poter esitare questo disegno di legge
domani pomeriggio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Minardo. Ne ha
facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che sicuramente con questo disegno di legge risolviamo un
duplice problema: uno è quello degli agricoltori che usufruiscono
delle acque dei consorzi di bonifica i quali potranno irrigare e,
quindi, puntare anche sulle coltivazioni e sulla produzione;
l'altro è che si dà una risposta occupazionale a coloro che ne
hanno veramente bisogno e che costruiscono le loro famiglie con uno
stipendio che attualmente non hanno e, quindi, questo intervento
legislativo gliene darebbe la possibilità.
Questo disegno di legge sarà sicuramente migliorato dall'Aula su
alcune questioni; per esempio, come dicevano i colleghi, sul comma
2 dell'articolo 2 che va sicuramente cassato in quanto non è chiaro
- c'è una legge che stabilisce il sistema di gare con gli importi -
e poi va anche rivisto il comma dell'articolo 1, sul quale
presenteremo alcuni emendamenti per la soppressione e, comunque,
ferme restando le garanzie occupazionali per gli stagionali, è
giusto anche che vi sia un'apertura - ove vi fosse la necessità -
per i consorzi di bonifica di aumentare le giornate lavorative per
tutti gli stagionali dei consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le finalità
irrigue, sicuramente, dal disegno di legge ricevono la possibilità
di un potenziamento e di un più capillare soddisfacimento delle
esigenze degli agricoltori nel territorio regionale.
Siamo, quindi, del parere che il disegno di legge risponda ad un
bisogno e siamo convinti - concordo con quanto diceva poc'anzi il
collega Minardo - che alcune delle imperfezioni del disegno di
legge possano essere emendate e sanate; sicuramente, quella
dell'articolo 2 è una imperfezione che, peraltro, va in contrasto
anche con un precedente iter legislativo recente che quest'Aula si
è data circa la effettuazione delle gare e i limiti imposti alle
gare. Lo abbiamo fatto di recente anche nella riforma dei servizi
sanitari e, quindi, sarebbe un nonsenso prevedere una deroga senza
specificazioni, senza limiti alla possibilità di espletamento di
gare nei consorzi di bonifica.
C'è da dire che se nell'ambito degli stanziamenti previsti
vogliamo rendere poi il disegno di legge del tutto rispondente ad
alcune esigenze riguardanti le varie categorie di lavoratori,
aumentare il numero delle giornate per chi, da ormai più di un
decennio, presta servizio di manutenzione, sarebbe un modo per
rendere il disegno di legge equo e completamente aderente alle
necessità e alle esigenze, ripeto, nell'ambito degli stanziamenti
previsti e senza ulteriori appesantimenti di spesa.
Questo sarebbe sicuramente un modo per rendere il disegno di legge
completo, equilibrato, equo e riguardante un po' tutte le categorie
dei lavoratori che hanno maturato il diritto e che, proprio nei
mesi scorsi, hanno interloquito con tutti noi, alla vigilia della
finanziaria, e da noi hanno ricevuto rassicurazioni in questa
direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidenti, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
del presidente del mio Gruppo parlamentare ritengo di potere solo
aggiungere che questo disegno di legge - che approda in Aula e che
vede la volontà di questa Assemblea di poterlo approvare nel più
breve tempo possibile - mi auguro segni un momento di svolta verso
coloro i quali - e sono i lavoratori che attendono questa risposta
- possano, nell'ambito di un'attività di un Consorzio che deve
produrre e fornire servizi, dopo tanta tribolazione, essere
impegnati nel dare un segnale di grande azione nell'attività
lavorativa ed essere di esempio per gli altri perché il mondo
dell'agricoltura, ahimè afflitto da tanti problemi, sicuramente
aspetta anche delle risposte. E questi lavoratori potranno
contribuire a far sì che il contesto migliori.
PRESIDENTE. Assessore, la prego cortesemente, a parte il fatto che
dopo la replica del Governo si chiude la discussione generale, di
specificare formalmente la questione legata alla copertura
finanziaria perché l'Aula deve essere informata che la Presidenza
ha chiesto all'assessore per l'economia l'assoluta certezza della
copertura finanziaria e l'assessore ha scritto, proprio in queste
ore, con la nota protocollo n. 3085 del 14 giugno 2010, che il
Governo era rappresentato dall'assessore onorevole Bufardeci e che,
sulla questione relativa alla copertura finanziaria, c'era la
necessaria certezza per continuare ad esaminare il disegno di
legge.
Ha facoltà di parlare l'assessore Bufardeci per una replica.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, onorevoli deputati, il Governo non può non manifestare
la propria completa soddisfazione perché finalmente si tratta
questo argomento.
In primo luogo voglio dichiarare il mio rammarico in ordine al
rinvio che è stato operato la settimana scorsa per un ritardo che,
peraltro, era stato anticipato da altro componente del Governo
all'Aula e che vide la mia persona essere comunque già presente,
prima delle ore 17.00, la scorsa seduta, proprio perché il Governo
era assolutamente convinto della necessità di trattare questo
argomento. Ci ha tentato - è stato, anche in questo caso,
richiamato più volte - nel corso della finanziaria presentando, in
alcuni casi, più testi di emendamenti che potessero portare alla
prosecuzione dell'attività lavorativa dei soggetti in questione di
questo disegno di legge. Non possiamo, quindi, non essere concordi
con l'iniziativa che è stata portata avanti, anche in raccordo con
il lavoro in Commissione e che ha visto sia la III sia la II
Commissione pronte ad esitarlo.
Nel corso della discussione sono state avanzate alcune questioni,
in ordine alle quali vorrei molto brevemente intervenire perché
credo che, in alcuni casi correttamente, siano state avanzate delle
perplessità in ordine al contenuto di alcune parti dell'articolato
del disegno di legge.
Invero, il Commissario dello Stato, in questi ultimi giorni, ha
avviato, potrei dire, quasi una fitta corrispondenza nel corso
della quale ha evidenziato alcuni aspetti di chiarimento necessari
da parte del Dipartimento delle risorse agricole e alimentari che
sono stati dall'Assessorato trasmessi, anche per il tramite
dell'Ufficio legislativo e legale, e che mi fanno dire che,
oggettivamente, al di là della formulazione del testo dell'articolo
2, credo che questo articolo 2 debba essere rivisitato o del tutto
cassato perché si tolga un appesantimento a motivi di qualunque
questione che possano interferire con lo scorrevole, mi auguro,
andamento dei lavori d'Aula per l'approvazione, viceversa,
dell'articolo 1 che, allo stesso interno, vede ancora motivi di
approfondimento.
E' oggettivamente pacifica la necessità dell'articolo 1 e di
questa prosecuzione del rapporto, che è stato citato poc'anzi,
degli interventi temporanei e che vive logicamente della necessità
di tenere conto anche delle condizioni climatiche, delle
condizioni, in alcuni casi, scaturenti da calamità naturali
verificatesi tra il 2009 e il 2010 e della piena necessità di
interventi di ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle
reti scolanti in modo tale che ci possa essere una stagione irrigua
utile alle nostre campagne, alla stessa maniera con la quale,
credo, qualche motivo di approfondimento sia dovuto e sia in corso
per quanto riguarda, viceversa, l'aspetto del personale cosiddetto
amministrativo rispetto al numero dei duecentosessanta operai.
Stiamo lavorando in pieno raccordo per potere fornire ogni
chiarimento utile a portare avanti il testo di legge in maniera
assolutamente corretta formalmente e costituzionalmente legittima,
quindi non posso che accogliere come positivo il fatto che la
Presidenza ha anticipato il termine per la presentazione degli
emendamenti, se non ho capito male, alle ore dodici del prossimo
giovedì, dopodomani 17 giugno, per poter definire il testo nella
sua discussione ed approvazione già lo stesso giovedì 17 giugno, a
partire dalle ore 16,00. E' chiaro, quindi, che occuperemo questo
spazio temporale, da oggi a giovedì alle ore 12.00, per gli
emendamenti e, dalle ore 16.00, per l'Aula per cercare di
migliorare ulteriormente il testo e, quindi, dare ogni
soddisfazione all'esigenza della materia trattata ma anche alle
legittime richieste di chiarimento avanzate dagli Uffici competenti
per esitare un testo che sia definitivamente utile.
Dopo tanto tempo che parliamo di questa materia, sarebbe quasi una
beffa andare a legiferare con norme che potrebbero incorrere in
rischi di impugnativa di qualsivoglia natura, a partire ovviamente
dalla più importante, della sua costituzionalità.
Signor Presidente, concordiamo, dunque, con quello che lei ha
voluto anticipare al Governo in ordine ai tempi di presentazione
degli emendamenti e della discussione e certamente ci faremo carico
di ricevere gli eventuali suggerimenti e consigli che i colleghi
vorranno proporre anche al Governo per avere un testo, ribadisco,
snello e condiviso che possa essere facilmente esitato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti
scadrà giovedì prossimo, 17 giugno 2010, alle ore 12.00. E' ovvio
ribadire che eventuali emendamenti contenenti materia estranea
saranno dichiarati inammissibili dalla Presidenza.
Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 16
giugno 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 197 - Iniziative atte ad escludere dal Patto di
stabilità, previsto nel decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, i finanziamenti statali per opere pubbliche e i
finanziamenti per i comuni precedentemente commissariati
a causa di infiltrazioni mafiose.
ADAMO - ARICò - CRISTAUDO - CURRENTI - GRECO
INCARDONA - MARINESE - MARROCCO - MINEO -
NICOTRA - SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCILLA
n. 198 - Interventi a sostegno dei pescatori siciliani,
perchè venga concessa una deroga al Regolamento U.E. n.
1967/2006.
GENNUSO - CALANDUCCI - MUSOTTO - ROMANO -
COLIANNI
n. 199 - Interventi a sostegno della salvaguardia
dell'occupazione dei dipendenti del Gruppo bancario
DELTA.
ARICO' - POGLIESE - CAPUTO - VINCIULLO
III - Discussione unificata delle mozioni:
n. 159 - Iniziative a tutela del bilancio della Regione in
conseguenza delle sentenze a favore dei contrattisti
ricorrenti avverso la 'Riscossione Sicilia S.p.A.'.
VINCIULLO - POGLIESE - COLIANNI - CORONA - TORREGROSSA
n. 179 - Soluzione della vertenza degli ex ufficiali di
riscossione del servizio riscossione tributi.
COLIANNI - APPRENDI - MUSOTTO - ROMANO - ARENA - CALANDUCCI -
FEDERICO - FALCONE - VINCIULLO - CAPUTO - ARDIZZONE - GIANNI -
LENTINI - CASCIO S. - CARONIA - GENNUSO - CORONA - CRACOLICI -
TERMINE - DIGIACOMO - DINA - GUCCIARDI - ODDO RAIA - PANARELLO -
VITRANO
IV - Discussione della mozione:
n. 193 - Iniziative urgenti per garantire l'applicazione, nei
confronti dell'AST Aeroservizi s.p.a., di quanto previsto
dall'art. 7 della legge regionale n. 6 del 2009 e
dall'art. 20 della legge regionale n. 11 del 2010.
CRACOLICI - PANARELLO - MARZIANO - DI GUARDO
La seduta è tolta alle ore 17.58
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli