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Resoconto d'Aula della Seduta n. 178 di giovedì 17 giugno 2010
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   Comunico  che  gli onorevoli Ammatuna, Aricò, Barbagallo,  Caputo,
  Cintola,   Cristaudo,  Fagone,  Federico,  Lo  Giudice,   Pogliese,
  Scammacca e Scilla sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   Istituzione  nei comuni della Regione del registro anagrafico  per
  le unioni civili  (n. 574)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi,
  in data 16 giugno 2010.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  assegnati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Istituzione  e  disciplina dei punti di accoglienza  del  neonato
  (n. 571)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 16 giugno 2010, parere VI

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Istituzione servizi di vigilanza ittica ed ecologica (n. 566)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 16 giugno 2010, parere I

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Istituzione  dell'Ufficio  speciale per  l'alienazione  dei  beni
  disponibili delle Aziende sanitarie (n. 570)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 16 giugno 2010, parere II

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Commissione  provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare per l'appalto dei lavori pubblici di Trapani. Designazione
  componenti di cui alle lett. a) e b) del comma 9 dell'art. 7  della
  legge  11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le  norme
  regionali   (n. 96/I)
   pervenuta in data 16giugno  2010 e inviata in pari data.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico, che gli onorevoli Apprendi, De  Benedictis,
  Marziano, Panarello, Raia e Termine sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno,  della mozione  numero  200  «Nomina  di  una
  Commissione   parlamentare   d'indagine   sulla   costruzione   dei
  termovalorizzatori di Augusta, Casteltermini-Campofranco, Paternò e
  Palermo,  e revoca in autotutela delle delibere di Giunta regionale
  n.  116  e  n.  117  del 3 aprile 2009», degli  onorevoli  Faraone,
  Apprendi, Panepinto, Raia e Marinello.
   Onorevoli  colleghi, avverto che la determinazione della  data  di
  discussione  della  mozione sopra citata,  integralmente  riportata
  nell'ordine del giorno della presente seduta, è demandata,  secondo
  consuetudine  parlamentare,  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Discussione unificata delle mozioni numeri 159 e 179

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata delle mozioni:

   numero  159  «Iniziative a tutela del bilancio  della  Regione  in
  conseguenza  delle  sentenze a favore dei  contrattisti  ricorrenti
  avverso   la   'Riscossione  Sicilia  S.p.A.'»,   degli   onorevoli
  Vinciullo, Pogliese, Colianni, Corona e Torregrossa;

   numero  179  «Soluzione  della  vertenza  degli  ex  ufficiali  di
  riscossione  del  servizio  riscossione tributi»,  degli  onorevoli
  Colianni,  Apprendi, Musotto, Romano, Arena, Calanducci,  Federico,
  Falcone, Vinciullo, Caputo, Ardizzone, Gianni, Lentini, Cascio  S.,
  Caronia,  Gennuso,  Corona,  Cracolici, Termine,  Digiacomo,  Dina,
  Gucciardi, Oddo, Raia, Panarello, Vitrano. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nell'anno  2002  sono state assunte, con contratto  di  formazione
  lavoro  (C.F.L.), dalla Montepaschi Serit s.p.a., 256  persone  che
  hanno lavorato fino all'anno 2004 con la qualifica di ufficiale per
  la riscossione;

   come  previsto dalle norme contrattuali, le suddette persone  sono
  state formate professionalmente, con un costo di circa 1.800.000,00
  euro,   a  carico  dell'Assessorato  regionale  del  lavoro,  della
  previdenza    sociale,    della    formazione    professionale    e
  dell'emigrazione;

   alla fine dei due anni, gli stessi lavoratori, dopo aver acquisito
  una qualifica professionale legata alle mansioni svolte, sono stati
  licenziati  senza che fosse avvenuta l'auspicata trasformazione  in
  contratto a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro a tempo
  determinato;

   a  detti  lavoratori  divenuti, durante la  frequenza  del  corso,
  esperti  nella  riscossione dei tributi, erano state assicurate  la
  trasformazione  del  loro  contratto di  lavoro  e  la  conseguente
  assunzione   a  tempo  indeterminato,  considerato  il   fabbisogno
  naturale  di  persone  idonee e capaci di  effettuare  il  delicato
  servizio di riscossione dei tributi in Sicilia;

   risulta   che   il  principale  problema  che  ha  ostacolato   la
  conversione    del   contratto   e,   di   conseguenza,    generato
  l'interruzione  del  rapporto di lavoro, è  stato  la  riforma  del
  servizio di riscossione che ha affidato le funzioni, attribuite  in
  precedenza  alla  Montepaschi, direttamente alla  Regione,  che  le
  esercita  dall'1  ottobre  2006 mediante  la  'Riscossione  Sicilia
  s.p.a.',  società che, dal 2010, sarà costituita dalla Regione  con
  l'Agenzia  delle  entrate  e di cui la stessa  Regione  detiene  la
  maggioranza azionaria (60% delle azioni);

   preso atto che:

   la maggior parte dei suddetti contrattisti non assunti, oltre 200,
  si è rivolta ai giudici di pace per chiedere la loro immissione nei
  ruoli della 'Riscossione Sicilia s.p.a.';

   è  di  questi giorni la notizia che già 5 ricorrenti, con sentenza
  di  primo  grado, già passata in giudicato e quindi  immediatamente
  esecutiva, hanno vinto il ricorso de quo;

   la  'Riscossione  Sicilia  s.p.a.', non solo  è  stata  condannata
  all'assunzione  a  tempo  indeterminato,  entro  10   giorni,   dei
  ricorrenti,  ma  si  è vista pure condannata al risarcimento  della
  somma pro capite di circa 120.000,00 euro;

   considerato che:

   nel  caso in cui anche gli altri contrattisti ricorrenti dovessero
  ottenere  identica sentenza, la 'Riscossione Sicilia  s.p.a.',  non
  solo  dovrebbe immediatamente assumere oltre 200 unità  lavorative,
  ma  si vedrebbe pure condannata a pagare complessivamente una somma
  che si aggira intorno ai 24 milioni di euro, di cui il 51% a carico
  del  bilancio della Regione siciliana, in quanto la stessa  detiene
  il  51%  delle  quote societarie. Tale eventualità porterebbe  alla
  cancellazione  dal  sistema  economico della  'Riscossione  Sicilia
  s.p.a.',  preso atto che la stessa ha un capitale sociale  di  euro
  10.400.000,00;

   la  Regione siciliana, a causa delle note difficoltà di  bilancio,
  non  è  nelle  condizioni di far fronte a tale eventuale  e  temuto
  esborso;

   di  contro,  la SERIT s.p.a. avrebbe a disposizione,  per  le  sue
  attività, personale già formato e che conosce tutte le procedure di
  riscossione  per  avere  svolto attività lavorativa  specifica  sia
  all'interno  che all'esterno degli uffici (notifiche  di  cartelle,
  pignoramenti presso terzi, eccetera),

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire,  con l'urgenza del caso, per  concordare,  con  i
  contrattisti ricorrenti, un accordo mirante alla trasformazione del
  contratto  da tempo determinato a tempo indeterminato, al  fine  di
  evitare  ulteriori decisioni da parte dei giudici  del  lavoro  che
  vedrebbero  la  'Riscossione Sicilia s.p.a.'  soccombere  di  fatto
  davanti alla richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza,
  la Regione siciliana costretta ad un esborso di somme, non previste
  nel bilancio, di oltre 12 milioni di euro.» (159);

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  società  'Montepaschi Serit s.p.a.' ha gestito, in qualità  di
  concessionario, la riscossione delle imposte in Sicilia  dal  1998,
  dopo un periodo di gestione commissariale iniziata nel 1991;

   tra il 1999 e il 2001 la stessa società ha presentato due progetti
  per  assunzioni di giovani con contratti di formazione lavoro (CFL)
  e  ha trasformato in assunzioni a tempo indeterminato l'ottanta per
  cento di quelle dei soggetti selezionati;

   nel  2002  la  Montepaschi  Serit ha assunto,  tramite  selezione,
  ancora  con  CFL, 256 giovani in possesso di speciale  abilitazione
  all'esercizio della professione di ufficiale di riscossione, e  che
  tale  abilitazione  è rilasciata dalle procure della  Repubblica  a
  seguito di un complesso esame;

   al  contrario  di  quanto avvenuto per i  giovani  assunti  con  i
  precedenti  CFL  ed  in contrasto con quanto la stessa  Montepaschi
  Serit aveva ripetutamente dichiarato, nessuno dei 256 ufficiali  di
  riscossione veniva confermato al lavoro al termine del progetto;

   da   parte   della   Montepaschi  Serit  è  stato   sostenuto,   a
  giustificazione delle mancate assunzioni, che la cessazione di ogni
  rapporto  di lavoro è stata determinata dalla riforma del  servizio
  di riscossione (d.lgs. n. 46/1999), con il conseguente passaggio di
  tutte  le  attività  connesse alla mano pubblica  e,  nel  caso  in
  specie, alla Regione;

   dall'1  ottobre 2006, la riscossione in Sicilia è stata trasferita
  a  'Riscossione Sicilia s.p.a.' e a 'Serit Sicilia s.p.a.', società
  controllate  dall'Amministrazione  regionale,  dall'Agenzia   delle
  entrate e dalla banca Montepaschi;

   entro  il  31 dicembre 2010, i soci pubblici Regione siciliana  ed
  Agenzia  delle  entrate hanno l'obbligo di legge di  acquistare  il
  pacchetto  azionario di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit  Sicilia
  s.p.a.,  attualmente di proprietà del socio privato, che diverranno
  pertanto società a capitale interamente pubblico;

   considerato che:

   i  suddetti  lavoratori  hanno svolto  con  diligenza  il  proprio
  compito, contribuendo non poco al netto miglioramento degli  indici
  di   riscossione  coattiva  avvenuto  in  quel  periodo  ed   hanno
  acquisito,  con  l'intervento finanziario della Regione  siciliana,
  una buona professionalità in un settore come quello dei tributi  ed
  in una fase operativa, quale quella della riscossione nei confronti
  di contribuenti non disponibili al pagamento spontaneo, fattispecie
  estremamente delicate e complesse;

   i  costi della formazione dei lavoratori sono ricaduti anche sulla
  Regione  siciliana,  soggetto  che  ha  valutato  ed  approvato  il
  progetto di formazione e lavoro;

   per  effetto di accordi stipulati con le organizzazioni sindacali,
  nell'ottica  della riduzione dei costi di gestione,  l'organico  di
  Serit  Sicilia in questi ultimi anni si è drasticamente ridotto  di
  circa 400 unità;

   circa 200 ufficiali ex contrattisti hanno adito le vie legali,  al
  fine  di ottenere, per via giudiziaria, il riconoscimento del  loro
  diritto  ad  essere assunti dalla Serit Sicilia s.p.a.,  subentrata
  alla Montepaschi Serit nella gestione del servizio di riscossione;

   fino  a  questo  momento almeno cinque ricorrenti  hanno  ottenuto
  sentenza  favorevole immediatamente esecutiva,  con  l'obbligo  per
  Riscossione  Sicilia s.p.a. dell'assunzione e del pagamento  di  un
  risarcimento di circa 120 mila euro per ognuno dei ricorrenti;

   i  lavoratori  in  questione sono soggetti  già  professionalmente
  formati  e  la loro assunzione negli organici di Serit Sicilia  non
  comporterebbe  alcun ulteriore costo in termini di  formazione,  al
  contrario di quanto dovrebbe avvenire per altri;

   in favore dell'assunzione di tali lavoratori l'Assemblea regionale
  siciliana  si  è  già  espressa con  l'ordine  del  giorno  n.  13,
  accettato  come raccomandazione nella seduta n. 16 del  18  ottobre
  2006,  a  firma degli onorevoli Cracolici Antonino (DS), Borsellino
  Rita (Misto), Barbagallo Giovanni (Dem. è Libertà - La Margherita),
  Ballistreri  Gandolfo  (Uniti per la Sicilia),  Di  Mauro  Giovanni
  Roberto (MPA), Fleres Salvatore (FI); e che in data 25 ottobre 2006
  è stata depositata, a firma degli onorevoli Pagano Alessandro (FI),
  Turano Girolamo (UDC), Cascio Francesco (FI), De Luca Cateno (MPA),
  Fleres  Salvatore  (FI), Cappadona Nunzio (UDC),  Regina  Francesco
  (UDC),  Leontini  Innocenzo  (FI),  Confalone  Giancarlo  (FI),  la
  mozione n. 110, poi decaduta per fine legislatura;

   rilevato che:

   esiste la concreta prospettiva che altri, se non addirittura tutti
  i   rimanenti   ricorrenti,  possano  ottenere   analoga   sentenza
  favorevole,  il  che  comporterebbe un onere per  Serit  Sicilia  e
  Riscossione  Sicilia  s.p.a. molto gravoso, legato  in  particolare
  all'obbligo  del risarcimento, onere che finirebbe con il  ricadere
  sulla  Regione  siciliana che di Riscossione  Sicilia  e  di  Serit
  Sicilia è azionista;

   come  è  stato  dimostrato  negli anni in  cui  i  lavoratori  con
  contratto  CFL  hanno svolto la propria attività,  si  rinviene  un
  indubbio  interesse - sia da parte della società  che  gestisce  la
  riscossione  in  Sicilia sia da parte della Regione siciliana,  che
  non  solo  è  azionista di detta società, ma è anche la  principale
  beneficiaria della riscossione e del recupero coattivo dei  crediti
  vantati  nei  confronti  di  imprese e  cittadini  -  a  che  venga
  fortemente  potenziata  l'attività  di  riscossione  anche  tramite
  l'assunzione   in   pianta  stabile  di   personale   già   formato
  direttamente in azienda,
                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  con l'urgenza del caso, in qualità  di  socio  di
  maggioranza  e  riferimento di Riscossione Sicilia s.p.a.  e  Serit
  Sicilia  s.p.a.,  per definire, con i contrattisti  ricorrenti,  un
  accordo   mirante  alla  trasformazione  del  contratto  da   tempo
  determinato  a  tempo indeterminato, al fine di  evitare  ulteriori
  decisioni  da  parte  dei  giudici del  lavoro  che  vedrebbero  la
  'Riscossione  Sicilia  s.p.a.' soccombere  di  fatto  davanti  alla
  richiesta  dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza, la  Regione
  siciliana,  costretta  ad  un esborso di somme,  non  previste  nel
  bilancio, di oltre 20 milioni di euro, ed al contestuale blocco  di
  ogni altra assunzione, nelle suddette società, di soggetti che  non
  siano i ricorrenti fino a che non sia stata definita la vicenda  ad
  essi legata.» (179).

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Colianni per illustrarle.

   COLIANNI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  assessore  per  l'economia,  in particolare,  il  tema  che  stiamo
  discutendo  è  di  assoluta rilevanza in un momento  nel  quale  in
  Sicilia  abbiamo  problematiche così scottanti  che  riguardano  il
  lavoro per tanti giovani disoccupati.
   Pensare  che  in  questa  Sicilia, ancora  oggi,  vi  siano  delle
  tentazioni  da parte di qualcuno di interferire e di non consentire
  che  giovani  aventi diritto al lavoro vengano, invece, espropriati
  di  tale diritto, ritengo sia cosa assolutamente dannosa per questa
  Sicilia, per i siciliani e per questi giovani.
   La  vicenda  è,  io direi, kafkiana e riguarda anche  gli  aspetti
  organizzativi, gestionali e di riottimizzazione del  sistema  della
  riscossione  in  Sicilia,  e ha degli aspetti  kafkiani  perché  ci
  troviamo  di fronte ad una situazione che è stata già dibattuta  in
  quest'Aula  o,  quanto  meno, è stato posto  questo  argomento  già
  dall'onorevole  Cracolici,  tempo addietro  dall'onorevole  Pagano;
  però non si è trovata una soluzione alla problematica.
   Di che cosa stiamo parlando?
   La   società  Montepaschi  Serit  ha  gestito,  nella  qualità  di
  concessionario,  la riscossione delle imposte in  Sicilia  già  dal
  1998;   successivamente,  nel  2001,  questa  stessa   società   ha
  presentato  due progetti di assunzione di giovani con contratto  di
  formazione e lavoro ed ha trasformato in assunzione due  di  questi
  per l'80 per cento dei giovani che si apprestavano alla formazione.
  Non  si  capisce per quale ragione non sia stato fatto per l'ultimo
  contratto di formazione e lavoro, costato alla Regione siciliana un
  milione  e  ottocentomila  euro  -  capisco  la  disattenzione  dei
  colleghi,  ma  vorrei pregarli di stare attenti a  questo  problema
  perché  riguarda duecentocinquantasei famiglie e, se mi consentite,
  riguarda anche l'organizzazione della riscossione in Sicilia perché
  quando,   per  legge,  la  Regione  siciliana  deve  acquisire   la
  Montepaschi Serit nella funzione di concessionaria, non si  capisce
  per  quale  ragione,  in  Sicilia -  signor  Presidente,  onorevole
  assessore,  onorevoli  colleghi  -  anziché  esservi  una   società
  relegata  e  delegata  al  ruolo che le spetta  di  concessionaria,
  abbiamo   ben  due  società:  da  una  parte  la   SERIT  Sicilia',
  dall'altra   la    Riscossione  Sicilia',  con  due   consigli   di
  amministrazione, con spese a iosa e con  Riscossione Sicilia',  che
  è  la  società  madre,  che  invece  di   gestire  direttamente  la
  riscossione dei tributi volontari, involontari e coattivi, cede  ad
  altra società, e cioè alla  SERIT Sicilia', la concessione.
   Ma  oggi  siamo qui a discutere, onorevole assessore, e gradiremmo
  che   da  lei  venga  una  risposta  chiara;  cerchiamo  di  sapere
  quest'oggi  definitivamente, assessore Cimino - se  mi  ascolta  la
  ringrazio,  diversamente mi fermo - perché il problema  è  talmente
  importante,  è talmente serio, dato che riguarda la speranza  e  il
  destino di tanti giovani che io penso sia opportuno fare attenzione
  su questa vicenda.
   Oggi,  attendiamo di sapere dal Governo se la società  Riscossione
  Sicilia',  che  ha affidato alla società  Serit' la gestione  della
  riscossione dei tributi, intenda o no assumere duecentocinquantasei
  giovani, dopo avere effettuato un corso di formazione costato  alla
  Regione  siciliana un milione e ottocentomila euro e  dopo  che  il
  Tribunale di Palermo ha ritenuto illegittimi questi corsi, ancorché
  i  giovani  che sono stati assunti avevano già il titolo rilasciato
  dalla Procura della Repubblica.
   Il  problema  che  qui si pone è se per questi giovani,  che  oggi
  stanno  vincendo  -  i primi cinque - i ricorsi avverso  l'azienda,
  avendo  il diritto a vivere e la speranza di un'occupazione, questo
  Governo  intende  dare disposizioni - e facciamo  voti  perché  ciò
  avvenga  -  al  consiglio di amministrazione, al  presidente  della
  Serit  perché si attivi immediatamente la loro assunzione  a  tempo
  indeterminato  e vorremmo sapere se, in tempi di prelievo  fiscale,
  di  attenzione  verso  il  problema  fiscale,  la  Sicilia  intende
  autorevolmente  attrezzarsi per potere riscuotere  quello  che  gli
  compete
   E  vorremmo ancora sapere, onorevole assessore, se è possibile, se
  dal  31  dicembre 2010 all'1 gennaio 2011 - data in cui la  Regione
  siciliana,  per  legge, dovrà acquisire anche le azioni  societarie
  del privato, della banca Montepaschi di Siena, quindi il momento in
  cui la Serit diventerà una struttura interamente pubblica - non sia
  il   caso   che   tutti  i  tributi  siciliani  vengano   acquisiti
  direttamente  dalla  Serit,  cioè dalla  struttura  di  cui  saremo
  proprietari.
   Chiedo    pure   un   suo   autorevolissimo   intervento   perché,
  immediatamente,  questi  giovani, anziché essere  vessati,  vengano
  assunti  oggi, evitando che i signori della banca Monte dei  Paschi
  di  Siena,  che al 31 dicembre andranno via, lascino  in  piedi  in
  questa  Terra ricorsi che potrebbero costare alla Regione siciliana
  ben  ventiquattro milioni di euro, atteso che, come hanno  vinto  i
  primi cinque ricorrenti, vinceranno gli altri duecentocinquantuno.
    Bisogna  prevenire che qualche banca arrivi in Sicilia, incassi e
  poi scappi.
   Oggi  vanno  fatti i conti con la Monte dei Paschi di Siena,  oggi
  bisogna  fare  in  modo che la banca, che sino ad  oggi  ha  tirato
  sangue  e  soldi alla Sicilia, paghi per questi giovani, li  assuma
  immediatamente  con  un  atto  di responsabilità  che,  altrimenti,
  lascerebbe  a  lei  e  alla  Regione  siciliana  un  buco  di   ben
  ventiquattro  milioni  di euro, ancorché questi  giovani  dovessero
  vincere i ricorsi.

   PRESIDENTE. Onorevole Colianni, la invito a concludere, altrimenti
  sarò  costretto  a toglierle la parola. Ha superato abbondantemente
  il tempo a sua disposizione.

   COLIANNI. Ho ultimato il mio intervento, la ringrazio per  la  sua
  disponibilità.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sia
  opportuno  cercare  di rendere edotta l'Assemblea  su  cosa  stiamo
  trattando.  Per  questo  motivo  il  18  novembre  del  2009  avevo
  presentato un'interrogazione e anche una mozione, ma purtroppo  con
  la  abituale  consuetudine il Governo si sottrae  sia  all'attività
  ispettiva sia alle mozioni presentate, tanto è vero che,  ad  oltre
  sette   mesi  di  distanza  dalla  presentazione  di  questo   atto
  ispettivo,  finalmente  siamo  qui  oggi  a  discutere  su   questo
  argomento.  Tra  l'altro, do atto che è presente  solo  l'assessore
  Cimino  che, a differenza dei suoi predecessori, non si è sottratto
  al  confronto. La cosa, ovviamente, non può non farmi  piacere;  mi
  dispiace  e  sono  rattristato del fatto che sono  trascorsi  sette
  mesi.
   Il  collega Colianni, con la consueta enfasi e con la passione che
  lo  caratterizza, ha rappresentato una vicenda quasi kafkiana o, se
  vogliamo usare un aggettivo nostro, pirandelliana.
   Nel  2000 sono stati assunti dalla Montepaschi Serit con contratto
  di   formazione  lavoro,  duecentocinquantasei  persone  che  hanno
  lavorato fino al 2004. Così come previsto dalle norme contrattuali,
  le  suddette  persone sono state formate professionalmente  con  un
  costo  di  circa  un  milione e ottocentomila euro,  cioè  oltre  3
  miliardi  e  mezzo  delle  vecchie lire, a carico  dell'Assessorato
  regionale  del lavoro: per essere chiari, la Montepaschi  Serit  fa
  quello  che  fanno  tutti gli altri, nel senso  che  socializza  le
  perdite  e  poi incassa da sola i guadagni, e quindi  con  i  soldi
  della  Regione  siciliana, quindi con i  soldi  dei  siciliani,  ha
  formato questo personale.
   Alla  fine  di  questo iter durato due anni, quando tutti  avevano
  avuto  assicurazione che sarebbero stati assunti e dopo  che  tutti
  avevano  conseguito  delle  qualifiche professionali  importanti  e
  indispensabili  per  il  buon  funzionamento  anche   dell'apparato
  burocratico  della  Regione, dei comuni e delle province  -  voglio
  ricordare  che  la  Montepaschi Serit,  che  gestisce  il  servizio
  riscossione  per la Regione e per numerosi enti, è  in  contenzioso
  con almeno il venti per cento dei cittadini della Sicilia - dicevo,
  tutto   questo   personale,  anziché   essere   assunto   a   tempo
  indeterminato, è stato licenziato. Di conseguenza, sono stati spesi
  inutilmente  tre  miliardi e mezzo di vecchie  lire  da  parte  dei
  contribuenti siciliani.
   Dopo di che, giustamente, i lavoratori, dal momento che era venuto
  meno un principio sancito da questo accordo, anche se verbale,  che
  era  stato  fatto con loro, hanno deciso di rivolgersi al  giudice.
  Alcuni  si sono rivolti al giudice del lavoro, altri al giudice  di
  pace  per  chiedere  alla   Riscossione Sicilia  s.p.a.'  che,  nel
  frattempo,  si  è  fatto  carico  di  un  po'  di  incombenze   che
  appartenevano alla Montepaschi Serit, la loro assunzione.
   A  sei  anni  dal  licenziamento di questi lavoratori,  i  giudici
  invocati  hanno iniziato a pronunciare e hanno iniziato ad emettere
  delle sentenze favorevoli nei confronti dei lavoratori, per cui  la
   Riscossione  Sicilia'  non solo è stata  condannata  all'immediata
  assunzione  a tempo indeterminato di tutti i lavoratori,  cosa  che
  doveva  avvenire  entro  dieci  giorni,  ma  addirittura  è   stata
  condannata  ad  un risarcimento pro capite di circa  centoventimila
  euro.
   Non  sfugge  a lei, signor Presidente, che nel caso  in  cui  solo
  duecento  di questi lavoratori decidessero di ricorrere al  giudice
  ed  avessero, come è auspicabile, dopo che ci sono state  le  prime
  sentenze, anche loro una sentenza favorevole, la somma che dovrebbe
  essere sborsata è di circa ventiquattromilioni di euro.
   Non  sfugge  nello stesso tempo a nessuno che il capitale  sociale
  della    Riscossione  Sicilia  s.p.a.'  è  di   dieci   milioni   e
  quattrocentomila  euro.  Per essere chiari,  nemmeno  col  capitale
  sociale  saremmo  in  grado  di  fare  fronte  alle  richieste  dei
  lavoratori,   se  accolte  dai  giudici,  avverso  la   Riscossione
  Sicilia'. Se poi si considera anche che, a quanto pare, la Serit ha
  già  deciso  di  uscire  da   Riscossione  Sicilia  s.p.a.'  e   di
  conseguenza la Regione siciliana non avrebbe più il cinquantuno per
  cento  delle  quote societarie, ma deterrebbe il  cento  per  cento
  delle  quote  societarie,  è chiaro che  il  buco  che  la  Regione
  siciliana  dovrebbe colmare è di ventiquattro milioni di euro,  più
  del  doppio  di  quello che è il capitale sociale  di   Riscossione
  Sicilia s.p.a.'.
   Ecco  il  motivo  per cui, prima assieme a cinque deputati  e  poi
  sottoscrivendo un'ulteriore mozione con un numero più importante  e
  significativo  di deputati, chiediamo al Governo della  Regione  di
  iniziare  le  trattative con i rappresentanti  dei  lavoratori  per
  cercare di chiudere questa vertenza.
   Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio: scegliere la guerra con  i
  lavoratori,  decidere di non ascoltare le richieste dei  lavoratori
  continuando  questa  guerra che ci vedrà  perdenti  e  costretti  a
  pagare  un debito che, come Assemblea regionale siciliana,  dovremo
  ratificare nel corso di una variazione di bilancio; l'altra  strada
  credo sia quella più favorevole. Non vorrei ricordare Arafat quando
  andò all'ONU dicendo che in una mano aveva il mitra e nell'altra un
  ramoscello di ulivo.
   Oggi i lavoratori ci offrono la mano con l'ulivo, cioè la mano  in
  segno  di pace, invitandoci a ragionare,  a discutere e ci invitano
  a  contrattare la loro assunzione evitando le sentenze dei giudici.
   Se  questo  Governo,  una volta tanto deciderà  di  ascoltarne  le
  ragioni,  se questo Governo, una volta tanto, deciderà di fare  gli
  interessi  dei  siciliani, credo che non  possiamo  non  rispondere
  favorevolmente alla richiesta dei lavoratori.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  vorrei porre una domanda: stiamo trattando le mozioni numero 159  e
  numero 179 in maniera congiunta? Perché vorrei sostenere la ragione
  della mozione da me sottoscritta, ma che ho visto essere similare a
  quella  dell'onorevole Vinciullo ed altri, partendo da un dato  che
  l'onorevole  Cimino,  allora  nella  qualità  di  presidente  della
  Commissione  Bilancio, e con assessore per il  bilancio l'onorevole
  Lo  Porto,  ricorderà bene, e che ha visto nella scorsa legislatura
  approvare   all'unanimità,   da  parte   dell'Assemblea   regionale
  siciliana, una mozione.
   E'  una  questione  spinosa alla quale, in qualche  modo,  si  può
  mettere la parola  fine'.
   Però,   il  problema è che oggi siamo di fronte ad un  contenzioso
  che  si  poteva evitare, a causa di un  approccio un po'  miope  da
  parte  dei  vertici della Serit e - aggiungo - un po'  furbesco  da
  parte di qualcuno che spera o sperava o spererà, non so ancora come
  stiano  le  cose, dimenticando che sia la Serit che la  Riscossione
  Sicilia s.p.a.' sono comunque realtà controllate dalla Regione.
   La  Regione  è  un  soggetto di diritto pubblico  e  come  tale  è
  vincolato  da sistemi di procedure di avviamento che devono  essere
  di  natura pubblicistica. Qualcuno immaginava o immagina  che  alla
  Serit si possa entrare per diritto dinastico, cioè il figlio  o  la
  figlia prende il posto del padre.
   Tutta questa vicenda ha finito per bloccare un percorso che  si  è
  utilizzato  in  altri luoghi, con altri soggetti,  considerato  che
  queste  persone sono state assunte tempo fa, molto  tempo  fa,  con
  contratti  di  formazione e lavoro e hanno goduto dei  benefici  di
  legge per la formazione e lavoro.
   La  Regione,  quindi, è intervenuta nel costo del  lavoro  per  la
  formazione di questo personale che ha acquisito una professionalità
  che,  è  vero,  non  esiste più ma veniva svolta  dal   più  famoso
  ufficiale  giudiziario il quale, giunto al domicilio del  debitore,
  consegnava  l'atto di pignoramento. E questo oggi  non  si  fa  più
  perché  i  sistemi  di  pignoramento per il  recupero  dei  crediti
  vantati dal soggetto che gestisce la riscossione sono, come è noto,
  le  ganasce  fiscali, la messa in vendita degli  immobili  per  via
  amministrativa. Però, è anche vero che sono competenze  date  dalla
  gestione e dall'attività che, nel tempo, si sono sviluppate  e  che
  riguardano  circa  duecento  persone  che,  nel  frattempo,   hanno
  acquisito prima  una professionalità e poi un'attività lavorativa.
   Mi  rivolgo  all'assessore  per  l'economia,  dato  che  nel  caso
  specifico  è  lei,  assessore Cimino, ad esercitare  l'attività  di
  controllo  perché  -  come è noto - la Regione  è  azionista  della
  QRiscossione Sicilia s.p.a.', che a sua volta esercita le  funzioni
  di  controllo su  Serit Sicilia', affinché si possa mettere fine  a
  questa  vicenda e si possa mettere fine non solo per giustizia,  ma
  anche  per  evitare  che in una società controllata  dalla  Regione
  qualcuno continui ad immaginare che siamo ancora ai tempi del feudo
  per  cui  si  venga  assunti per diritto dinastico.  Questo  non  è
  tollerabile
   Tutti ci auguriamo che i nostri figli possano un giorno trovare un
  lavoro  migliore di quello che abbiamo trovato noi; ma pensare  che
  lavoriamo per lasciare il nostro posto ai nostri figli secondo  una
  logica dinastica è veramente inaccettabile.
   Pertanto  sostengo  la mozione e mi auguro che l'assessore  Cimino
  faccia  meglio  dei  suoi  predecessori, perché  l'Aula  ha  votato
  ripetutamente  provvedimenti  atti a  stabilizzare,  addirittura  a
  reintegrare   tutte queste persone che, da anni, sono  fuori  dalla
  società di riscossione.
   Dobbiamo,  quindi,  garantire, attraverso queste  professionalità,
  una  migliore  gestione  ed amministrazione  della  Serit  Sicilia.
  Pertanto,  assessore  Cimino,  ripeto,  faccia  meglio   dei   suoi
  predecessori  che  hanno  sostenuto in quest'Aula  le  ragioni  del
  Parlamento ma, usciti da quest'Aula, hanno fatto come Ponzio Pilato
  lavandosene le mani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  tra  i
  tanti  che  hanno sottoscritto questa mozione, per altro avevo  già
  presentato  tempo fa una interrogazione sulla stessa materia.  Così
  come  è  stato esplicitato dagli interventi che mi hanno preceduto,
  ritengo  che  questa non possa non essere una strada obbligata  del
  Governo regionale. A quello che si è detto vorrei aggiungere quanto
  affermavo  proprio nell'interrogazione presentata,  che  non  è  da
  sottovalutare,  e  cioè che questi lavoratori,  tutti,  sono  stati
  chiamati in forza di contratti di formazione e lavoro.
   Su  questo argomento sarebbe interessante avere l'attenzione  pure
  del presidente della Commissione Unione Europea, onorevole Musotto.
  Sappiamo tutti che c'è una sentenza del 7 marzo 2002 della Corte di
  Giustizia  della Comunità Europea, che vede la Repubblica  Italiana
  contro  la  Commissione della Comunità Europea,  con  cui  è  stato
  stabilito  in  via  definitiva che le agevolazioni  contributive  -
  perché  di questo hanno goduto i soggetti che hanno assunto  queste
  persone  - concesse alle imprese dallo Stato italiano attraverso  i
  contratti di formazione e lavoro, se non in linea con i criteri  di
  compatibilità  fissati dalla Commissione, che si  riferiscono  alla
  creazione di nuovi posti di lavoro, sono da considerarsi  aiuti  di
  Stato, incompatibili con il diritto comunitario ex articolo 87  del
  Trattato CEE, e ne ha imposto la restituzione.
   Io non so se su questo il Governo si è posto il problema quando, a
  parte l'illusione che è stata creata in questi lavoratori e a parte
  il  fatto  che,  come  è  stato detto,  sicuramente  qualcuno  sarà
  costretto  a  pagare il risarcimento del danno, una  volta  che  si
  chiuderà  il  contenzioso - poi si individuerà il  responsabile  -,
  questi  aiuti  di Stato, alla fine, non hanno prodotto,  così  come
  prevede il diritto comunitario, un posto di lavoro, perché a questo
  miravano i contatti di formazione e lavoro.
   E  questo  ragionamento fa il paio con quanto  prima  bene  diceva
  l'onorevole  Cracolici,  perché non  vorrei  che  questo  fosse  un
  sistema  con il quale, laddove ci fosse bisogno di nuovo personale,
  si  attinga  ad un bacino diverso nella prospettiva che, dilungando
  il   tempo,  nonostante  le  sentenze,  si  inventa  qualche  altro
  escamotage per cui, magari per limiti di età o quant'altro,  questi
  non  potranno  più  andare  a svolgere il  loro  lavoro  in  questa
  società.
   Vorrei porre al Governo anche un'altra questione, di cui l'Aula  è
  a  conoscenza:  l'ultima  finanziaria che  abbiamo  approvato,  con
  l'articolo   20,  comma  6,  impedisce  l'assunzione   in   società
  partecipate. Allora, prima si fa questo tipo di operazione e meglio
  è obiettivamente per tutti
   Noi  speriamo  che la mozione possa produrre i risultati  sperati.
  Non  basta solo la buona volontà da parte del Governo, occorre  che
  la buona volontà si concretizzi in atti amministrativi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  aggiungere  -  senza volere ripetere nulla  di  quello  che  i
  colleghi   hanno  egregiamente  rappresentato  al   Parlamento   e,
  soprattutto,  al  Governo - una riflessione sotto  il  profilo  del
  danno  economico  che  ogni  Comune  della  Sicilia  sta  ricevendo
  rispetto  ai  mancati incassi. Se, da un lato, mancano  gli  agenti
  della  riscossione, dall'altro la Sicilia ha subìto un brutto colpo
  anche  nei tributi minori, soprattutto con l'azione che ha  colpito
  un'altra delle società private, la cosiddetta  Tributi Italia';  in
  modo  significativo, nei consuntivi del 2009 dei comuni  che  hanno
  dovuto  sopperire  a quel tipo di riscossione, così  come  anche  a
  quello della Serit, si trovano dei centri di ricavo con percentuali
  quasi vicine al 70 per cento in diminuzione.
   Abbiamo, quindi, una situazione economico-finanziaria dei  bilanci
  comunali disastrosa, perché da un lato i comuni non sono più  nelle
  condizioni  di reggere il servizio dei tributi minori, e dall'altro
  vi  è  il problema della riscossione, che riguarda appunto un parco
  molto  più grande che è stato ed è gestito da  Riscossione  Sicilia
  s.p.a.'.
   Per questo motivo invito il Governo, peraltro l'assessore Cimino è
  stato molto attento con i lavoratori della  Tributi Italia' che non
  sono  nelle  stesse  condizioni certamente  degli  ufficiali  della
   Riscossione  Sicilia  s.p.a.', a tenere conto  di  quello  che  in
  questo momento per i comuni siciliani è un servizio fondamentale, a
  tenere  conto  di  67 unità di persone che sono  qualificate,  sono
  state  formate e che da venticinque anni lavorano nel settore della
  riscossione  e  dei  tributi minori, nelle  considerazioni  che  il
  Governo  vorrà  fare,  anche in merito all'approvazione  di  questa
  mozione,  di  farsi promotore per  un'azione globale  a  difesa  ai
  centri  di  ricavo, dei pochi centri di ricavo che hanno  gli  enti
  locali in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  l'economia,
  onorevole Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  di  fatto questo argomento è stato trattato  più  volte,
  come  è  stato ribadito, sia in Commissione Bilancio che nuovamente
  in  Aula.  Già a febbraio una interrogazione parlamentare  chiedeva
  notizie  sullo  stato  di  attuazione  concernente  il  tema  della
   Riscossione  Sicilia'  e  il Governo aveva  fornito  una  disamina
  chiara,  chiedendo  anche  gli atti e le documentazioni  necessarie
  alla  Riscossione'.
   In merito alle eventuali azioni che la Serit intendeva attuare per
  il  contenzioso  che, di fatto, si era verificato, la  Serit  aveva
  manifestato   all'Assessorato  Bilancio,  interrogato   su   questo
  argomento,  che  non poteva fare altro che resistere,  ottemperando
  alle decisioni giudiziali.
   Per  quanto  riguarda  gli oneri che potranno gravare  sull'agente
  della  riscossione per la mancata attuazione delle diverse sentenze
  a  favore  e,  purtroppo,  altre volte anche  contrastanti,  questi
  dovranno essere oggetto di trattazione con il socio privato,  banca
  Montepaschi  di Siena, perché i presupposti del contenzioso  con  i
  contratti  di formazione e lavoro si sono verificati nell'ambito  e
  durante la gestione della Montepaschi Serit s.p.a..
   Ritengo   pienamente  condivisibile  la  mozione  degli  onorevoli
  colleghi  e,  pertanto, il Governo si attiverà per dare  seguito  a
  questo  indirizzo  che  l'Assemblea, con la mozione  in  esame,  ha
  voluto sottoporre e sollecitare

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 159 «Iniziative a
  tutela  del bilancio della Regione in conseguenza delle sentenze  a
  favore  dei contrattisti ricorrenti avverso la 'Riscossione Sicilia
  S.p.A.»,   che  sostanzialmente  assorbe  la  mozione  numero   179
  «Soluzione  della  vertenza degli ex ufficiali di  riscossione  del
  servizio riscossione tributi».
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

                 Discussione della mozione numero 193

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  numero  193  «Iniziative  urgenti  per
  garantire   l'applicazione,  nei  confronti  dell'AST   Aeroservizi
  s.p.a., di quanto previsto dall'art. 7 della legge regionale  n.  6
  del  2009  e  dall'art. 20 della legge regionale n. 11  del  2010»,
  degli  onorevoli  Cracolici, Panarello, Marziano  e  Di  Guardo  ed
  altri. Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  l'Ast  Aeroservizi s.p.a., società  a  socio  unico
  dell'Azienda  siciliana trasporti s.p.a., ha fatto  richiesta  alla
  direzione aeroportuale ENAC - Palermo di accesso alla gestione  dei
  servizi  aeroportuali  per  l'assistenza  agli  aeromobili   e   ai
  passeggeri presso l'aeroporto 'Falcone Borsellino' di Palermo;

   considerato che:

   l'art. 7 della legge regionale n. 6 del 2009 stabilisce il divieto
  per   le  società  costituite  o  partecipate  dall'Amministrazione
  regionale  nonché  per  le  aziende  regionali  di  procedere  alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari;

   il  comma  2  della  suddetta norma stabilisce,  inoltre,  che  di
  conseguenza gli enti provvedono alla liquidazione delle società  od
  organismi partecipati;

   rilevato che:

   l'art. 4 dell'oggetto sociale dell'Ast Aeroservizi s.p.a., società
  a  socio unico dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., prevede che
  detta società possa svolgere la propria attività esclusivamente  in
  favore  della  Regione siciliana o degli enti  pubblici  e  privati
  dalla stessa controllati o alla stessa collegati;

   in  ragione  di  quanto sopra esposto rimane  del  tutto  preclusa
  all'Ast  Aeroservizi  s.p.a. la possibilità che  essa  operi  quale
  'handler'  dei servizi succitati, in violazione della citata  norma
  statutaria, e pertanto che possa legittimamente avviare la  propria
  attività presso lo scalo Falcone Borsellino di Palermo;

   l'Ast   Aeroservizi  s.p.a.,  nonostante  la  citata   preclusione
  statutaria,  ha  comunicato  alla direzione  aeroportuale  ENAC  di
  Palermo di avere già sottoscritto un contratto di 'handling' con la
  compagnia aerea Meridiana, già assistita dal Consorzio Pae Mas,

                   impegna il Governo della Regione

   ad assumere iniziative urgenti al fine di garantire l'applicazione
  di  quanto  previsto  all'art. 7 della  l.r.  n.  6  del  2009  che
  stabilisce   anche   per  l'AST  il  divieto  di   procedere   alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari  e
  se   non  ritenga  opportuno,  conseguentemente,  intervenire   per
  garantire  le procedure di liquidazione, così come stabilito  dalla
  norma;

   a  porre  in essere misure volte a far rispettare anche il dettato
  statutario   della   Ast  Aeroservizi,  società   a   socio   unico
  dell'Azienda   siciliana  trasporti  s.p.a.,   secondo   il   quale
  quest'ultima  può  svolgere la propria attività  esclusivamente  in
  favore  della  Regione siciliana o degli enti  pubblici  e  privati
  dalla stessa controllati o alla stessa collegati;

   a  dare immediata esecuzione all'articolo 20 della legge regionale
  12  maggio  2010,  n. 11, che prevede che ad ogni  area  strategica
  individuata al comma 2, dove alla lettera a) è indicata  come  tale
  quella  dei  trasporti pubblici, corrisponda  una  sola  società  a
  totale  o maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa
  pubblica;

   ad  assumere  tutte  le  misure necessarie  per  dissuadere  l'AST
  dall'assumere  sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta,  servizi
  di  'handling'  negli aeroporti siciliani e a porre  immediatamente
  termine ad eventuali contratti a tal fine sottoscritti o in via  di
  sottoscrizione». (193)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  mozione
  poteva  anche  non essere presentata perché esistono  norme,  leggi
  della  Regione, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che  disciplinano
  la   materia.   Ma  ormai  ho  potuto  constatare  che   le   leggi
  costituiscono  un  orientamento, non sono  più  atti  che  tutti  i
  cittadini hanno l'obbligo di rispettare.
   Tali  leggi stabiliscono, ben prima della riforma delle società  a
  cui  abbiamo  dato  vita con la finanziaria, che tutte  le  società
  partecipate  dalla Regione non possono a loro volta  avere  società
  realizzate  per filiazione. E invece nella Regione Sicilia,  ancora
  oggi,  malgrado  vi  sia una legge vigente  da  un  paio  di  anni,
  continuano ad esserci società partecipate dalle società  madri  che
  svolgono attività estranee all'attività istituzionale per le  quali
  sono nate le società madri. Nel caso specifico mi riferisco ad  AST
  Aeroservizi,  società partecipata dall'AST che,  come  è  noto,  si
  occupa del servizio pubblico della gestione su gomma del trasporto,
  e  che  ha  diverse  società, tra cui appunto AST Aeroservizi,  per
  gestire  i  servizi aeroportuali, oltretutto in un settore  dove  -
  come  è  noto  -  è  intervenuta una legge di liberalizzazione  che
  prevede che i servizi handling che si fanno negli aeroporti  devono
  essere gestiti con sistemi di mercato.
   Io  considero  innaturale che una società  pubblica  entri  in  un
  settore  che deve essere gestito secondo le logiche di mercato.  E'
  vero  che,  fortunatamente, questa non è una  società  che  produce
  debiti, ma è anche vero che, se domani li dovesse produrre, sarà la
  società  madre  e,  quindi,  la Regione,  ad  intervenire  con  una
  copertura  nella gestione del servizio per coprire i  debiti  della
  eventuale società figlia.
   Credo  che  questa mozione serva a mettere un punto:  ognuno  deve
  fare  quello  per  cui è stato nominato; non esistono  compiti  che
  ognuno può ritenere di assumersi perché amico di un presidente o di
  un assessore, per nessuna ragione
   In questa Regione dobbiamo stabilire il rispetto delle procedure e
  delle regole.
   Ritengo,  pertanto,  che AST Aeroservizi debba,  rinunciando  alla
  possibilità  di gestire il servizio all'aeroporto di Palermo  oggi,
  ma  domani pure all'aeroporto di Catania, perché in questo  settore
  sarà  il  mercato  a decidere modalità e costi della  gestione  dei
  servizi,  evitare  di infilarsi e di determinare  altri  meccanismi
  che, alla lunga, producono carrozzoni.
   Spero  che  l'Aula voti in maniera convinta la decisione  di  dire
  all'AST  Aeroservizi di essere liquidata e all'AST di  limitarsi  a
  gestire il servizio pubblico di trasporto.
   Ognuno  faccia  solo  una cosa e non tante  cose,  perché  poi  ci
  confondiamo.
   Non  voglio impedire a nessuno di fare l'industriale; ma chi vuole
  fare  l'industriale in Sicilia, lo faccia con  i  soldi  propri  ed
  eviti di farlo con i soldi pubblici.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  l'economia,
  onorevole Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  senza  voler  fare polemiche con l'onorevole  Cracolici,
  capisco che al Governo si chiede di fare rispettare una legge, ed è
  cosa buona e giusta. Però ci troviamo in una situazione paradossale
  perché noi, con una mozione, chiediamo di fare rispettare una legge
  come  se la legge, atto normativo, abbia minore forza rispetto alla
  mozione  che  l'Assemblea  è chiamata a  votare.  Probabilmente  in
  Sicilia c'è un po' di confusione sulle fonti del diritto
   Ritengo  che  questa  mozione  rappresenti  per  il  Governo   una
  sollecitazione,  che  verrà  trasmessa agli  organi  incaricati,  e
  ritengo  che,  nell'ambito del piano che  la  Commissione  Bilancio
  dovrà   approvare  per  la  razionalizzazione  del  sistema   delle
  partecipazioni regionali, si possa probabilmente specificare  anche
  meglio questa iniziativa.
   Condivido  l'iter  che noi vogliamo dare per garantire  la  libera
  concorrenza e, di seguito, apprezzando questo sollecito, faremo  in
  modo di individuare i modi e i contenuti per intervenire.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la mozione  numero  193.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)
            Seguito della discussione del disegno di legge
         «Norme in materia di consorzi di bonifica» (n. 560/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al V punto all'ordine del  giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge numero  560/A  «Norme  in
  materia di consorzi di bonifica».
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere un
  minuto della vostra attenzione perché quello che mi accingo a  dire
  non  vuole  minimamente avere il sapore della strumentalità,  tanto
  più  che  oggi, 17 giugno 2010, fare e dire cose strumentali  sulla
  pelle della gente e sull'occupazione credo sia un lusso che nessuno
  si  può  permettere,  tanto  meno  un  parlamentare  della  Regione
  siciliana.
   Oggi  ci accingiamo ad affrontare, ed è auspicio mio e del  Gruppo
  parlamentare  dell'UDC anche  definire, il  disegno  di  legge  che
  riguarda  i  lavoratori  dei  consorzi  di  bonifica;  però,   devo
  sottolineare che a questo disegno di legge - il cui filo conduttore
  è  la  materia  dell'occupazione - erano stati  presentati  diversi
  emendamenti   che   non  sono  stati  ritenuti  ammissibili   dalla
  Presidenza,  pur essendo pertinenti alla materia in  esame,  e  che
  quindi  non  trovo nell'allegato degli emendamenti  al  disegno  di
  legge.  Stiamo parlando di famiglie di lavoratori, di gente  che  è
  stata  mandata a casa, ma stiamo parlando soprattutto di una  serie
  di  categorie che erano state escluse dalla finanziaria,  a  nostro
  modo  di  vedere  in maniera inopportuna, e che  oggi,  con  questo
  disegno  di  legge, potevano essere reinserite con gli  emendamenti
  che noi avevamo presentato.
   Signor Presidente, mi riferisco a diverse categorie che non voglio
  nemmeno menzionare perché non voglio l'applauso, ma voglio fare  un
  ragionamento  serio, e lo dobbiamo fare tutti in quest'Aula,  salvo
  poi  assumerci fuori con la gente la responsabilità degli atti  che
  compiamo dentro quest'Aula.
   Allora,  Presidente  Oddo,  a  mio  avviso  la  Presidenza  si   è
  determinata  in  maniera  sbagliata su tutti  gli  emendamenti  che
  avevamo  presentato,  e pertanto le chiedo di  ritornare  sui  suoi
  passi,  altrimenti  dovrà  assumersi la responsabilità,  insieme  a
  questo  Governo, di dire che ci sono  figli e figliastri , di  dire
  che  ci sono donne e uomini che meritano la salvaguardia del  posto
  di  lavoro ed altri che devono morire di fame. E' finito  il  tempo
  delle ipocrisie
   Siccome il mio intervento non vuole essere strumentale, e  so  che
  lei  oggi  sta  presiedendo  solo per  caso,  la  questione  non  è
  personale né con lei, né con l'assessore Cimino, né con l'assessore
  Leanza,  ma  so  pure  che oggi in Aula ci siete  lei,  l'assessore
  Cimino e l'assessore Leanza, la invito a fermarsi e a convocare  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Così  ci  spiegherete cosa è possibile fare e cosa non è possibile
  fare  e,  soprattutto, dovrete convincerci che  questi  emendamenti
  sono   estranei   alla  materia  e,  quindi,   rispetto   al   tema
  occupazionale, c'è chi merita la tutela del posto di lavoro oggi  e
  c'è chi forse la meriterà domani o mai. Ci spiegherete e prenderete
  impegni  precisi, signor Presidente dell'Assemblea  pro  tempore  e
  signori  assessori,  ad esempio, che entro la  sessione  estiva  il
  disegno  di legge che è in Commissione Lavoro e che riguarda  tutte
  quelle  categorie  che, più o meno surrettiziamente,  sono  rimaste
  fuori  dalla  finanziaria, verrà portato in Aula  per  il  relativo
  esame.
   Io  mi  rendo conto, signor Presidente, assessori Leanza e Cimino,
  che  voi  non  potete garantire l'approvazione di quel  disegno  di
  legge,  ma potete garantire, ognuno per la propria parte e  per  il
  ruolo  che  svolge,  che  quel disegno di  legge  avrà  una  corsia
  preferenziale,  perché tutti ci riempiamo la bocca della  necessità
  di dare risposte occupazionali in Sicilia: fatto sta che ogni volta
  che  arriva un pezzo di carta che parla della possibilità  di  dare
  occupazione c'è un problema che non c'era e che sorge.
   Signor Presidente, la invito quindi a fermarsi oppure, dopo  avere
  consultato altri componenti dell'Ufficio di Presidenza, ad assumere
  un  impegno solenne di fronte ai siciliani, prima che di fronte  ai
  deputati, che entro il mese di luglio e prima della pausa estiva il
  disegno  di  legge  sull'occupazione  che  si  sta  discutendo   in
  Commissione Lavoro verrà portato in Aula per essere esitato.
   Altrimenti,  per quanto mi riguarda, sarò costretto ad  inaugurare
  una  nuova stagione della politica che non mi si confà ma che,  con
  tutti  i  mezzi  che mi attribuiscono lo Statuto e il  Regolamento,
  utilizzerò  perché  non posso sopportare che ancora  una  volta  ci
  siano figli e figliastri.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Caronia,  la  prego   di   parlare   solo
  sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    ricordo
  perfettamente che in occasione della finanziaria e durante la lunga
  seduta  che  si è conclusa l'1 maggio - la festa dei lavoratori,  e
  non è un caso che la sto citando - il Presidente della Regione si è
  impegnato  solennemente a riconsiderare nella prima sessione  utile
  un disegno di legge che avesse due categorie, in maniera specifica,
  come  oggetto: i lavoratori dei consorzi di bonifica, così  come  i
  lavoratori  ex ciapisti. Questo riferimento non lo cito a  braccio,
  ma  lo  possiamo rinvenire nei resoconti stenografici delle  sedute
  d'Aula.
   A  questo  punto, considerato che il disegno di legge  in  oggetto
  consta  di  due  articoli,  il cui primo parla  di  lavoratori  dei
  consorzi  di  bonifica,  non comprendo la  ragione  per  cui  degli
  emendamenti che riguardavano l'altra fattispecie di lavoratori,  mi
  riferisco  appunto agli ex ciapisti, nulla è stato inserito  poiché
  sono stati tutti dichiarati inammissibili.
   Questa  Presidenza,  ma  soprattutto il Governo,  devono  chiarire
  preliminarmente qual è la ragione, qual è la motivazione per cui, a
  seguito  di  un  impegno preso in Aula, arriva oggi un  disegno  di
  legge  che riguarda soltanto una fattispecie di lavoratori. Ricordo
  ancora  con  esattezza  le  parole del Presidente  che  diceva  che
   questi poveri lavoratori dei consorzi dormono in macchina .
   Bene,  i  lavoratori  del CIAPI credo non  vivano  una  situazione
  migliore; sono stati sotto il Palazzo durante la finanziaria  e  il
  Presidente  della  Regione aveva assunto qui in  Aula  un  impegno,
  impegno  che  oggi non viene onorato, non solo dal  Governo,  ma  -
  ahimè   -  devo rimarcarlo, anche da questa Presidenza che,  avendo
  escluso la possibilità di discutere qualsiasi altro emendamento, ha
  precluso,  di  fatto, la possibilità di dare  a  questa  gente  una
  legittima  risposta,  che  sia  positiva  o  meno,  sarà  l'Aula  a
  giudicarlo.
   Credo  sia  doveroso che la Presidenza riconsideri  fortemente  la
  scelta  di non valutare un gruppo di lavoratori che, ripeto,  erano
  stati  oggetto di un impegno preso non davanti al singolo  deputato
  ma  davanti ad una Assemblea che, a mio modo di vedere, costituisce
  un   elemento   di   democrazia  sulla  quale  non   possiamo   più
  soprassedere.
   Signor  Presidente, la invito, unendomi all'appello dell'onorevole
  Cordaro,  a riconsiderare l'indicazione della Presidenza e affinché
  il  Governo  predisponga immediatamente la possibilità di  valutare
  questi   emendamenti,  che  noi  avevamo  presentato  come   Gruppo
  parlamentare  UDC, ma con l'accordo di buona parte del  Parlamento,
  perché  riguardano una emergenza lavorativa che non  può  avere  né
  colori, né figli e figliastri.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza   deve   ancora
  comunicare l'inammissibilità degli emendamenti a cui si riferiscono
  i colleghi che chiedono di parlare sull'ordine dei lavori .
   E'  ovvio che c'è una anomalia per quanto l'onorevole Beninati  mi
  fa  osservare, dato che abbiamo il testo è ovvio che già  deduciamo
  che c'è l'inammissibilità degli altri emendamenti.
   Però,  vi prego cortesemente di fare comunicare innanzitutto  alla
  Presidenza  qual è la decisione assunta. Subito dopo se i  colleghi
  vogliono prendere la parola, non ci sono problemi; però ricordo che
  sulle    decisioni    della   Presidenza   per   quanto    concerne
  l'inammissibilità  degli  emendamenti  che  comunicherò   non   c'è
  discussione.
   Vi  prego dunque cortesemente di tenere presente ciò che è materia
  che va trattata in sede di Conferenza dei capigruppo, e cioè che un
  disegno  di legge deve essere posto all'ordine del giorno quando  è
  pronto  ed  esitato, come voi sapete; vi prego  inoltre  di  tenere
  presente,  quindi di dare una mano alla Presidenza ed al Presidente
  di   turno,  rispetto  a  quelli  che  sono  gli  adempimenti   che
  necessariamente la Presidenza deve comunque fare.
   Onorevoli  Ragusa  e Campagna, vi farò parlare,  ma  fatemi  prima
  comunicare quello che è giusto che la Presidenza comunichi.
   Prima  di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno  di
  legge,  al  fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro  che
  stiamo per affrontare, do comunicazione delle decisioni adottate da
  questa Presidenza sugli emendamenti presentati.
   Tali  decisioni sono state assunte tenendo presente: il  programma
  dei  lavori  approvato dalla Conferenza dei Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari comunicato nella seduta numero 172 del 18 maggio u.s.;
  specifico  che  in  quella  sede è stato deciso  di  esaminare  con
  separato disegno di legge il riordino dei consorzi di bonifica.
   Oltretutto,  è  chiaro che la Presidenza non può fare  a  meno  di
  attenersi e di sottolineare il rispetto del Regolamento interno che
  prescrive:  l'obbligo  della  previa presentazione  in  commissione
  degli   emendamenti  (articolo  111);  l'attinenza   degli   stessi
  all'oggetto  del disegno di legge (articoli 111,  commi  2  e  112,
  comma 3); la necessità di copertura finanziaria per gli emendamenti
  di spesa,  nonché - aggiungo - il profilo di costituzionalità delle
  norme,  perché  ci  sono norme, cui faceva riferimento  l'onorevole
  Cordaro, lo stesso emendamento presentato dall'onorevole Cracolici,
  che sono state impugnate dal Commissario dello Stato riguardanti in
  particolar modo il comma 43 dell'articolo 20 della legge  regionale
  19/2005, di identico contenuto rispetto agli emendamenti.
   Quindi,   non  è  che  la  Presidenza  si  diverte  a   dichiarare
  inammissibili  gli  emendamenti che non sono  stati  presentati  in
  commissione,  gli emendamenti che non hanno copertura  finanziaria,
  gli  emendamenti estranei al testo e gli emendamenti che  hanno  un
  problema di profilo di costituzionalità.
   Detto questo, onorevoli colleghi, possiamo procedere.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA. Signor Presidente, impiegherò solo qualche minuto perchè
  i colleghi che mi hanno preceduto, gli onorevoli Cordaro e Caronia,
  già hanno esplicitato il senso del nostro percorso, il percorso che
  noi  ci  volevamo dare rispetto alla materia che stiamo  trattando,
  signor Presidente, ed è insindacabile - sono d'accordo con lei - la
  decisione dell'ufficio di Presidenza sul percorso che si è dato. Io
  non  credo che l'onorevole Cordaro né l'onorevole Caronia né  tanto
  meno   io,   vogliamo  sindacare  o  intervenire  sulla   decisione
  dell'Ufficio di Presidenza.
   L'onorevole   Cordaro,  nell'esplicitare  il  senso   del   nostro
  ragionamento,  ha  detto  che  noi  vogliamo  un  impegno,   signor
  Presidente, ad esaminare quello che è stato fatto in finanziaria.
   In   finanziaria   sono  stati  falcidiati  numerosi   emendamenti
  sull'argomento  che stiamo trattando ed è stato preso  solennemente
  un  impegno  -  come  ha detto l'onorevole Caronia  -  riguardo  ai
  consorzi  di bonifica. Ma del resto, degli argomenti che ha  citato
  l'onorevole  Cordaro non se ne è parlato, sono stati  falcidiati  e
  basta.
   Allora,  per evitare che qualcuno possa pensare che nella  Regione
  siciliana ci siano figli e figliastri io credo che è nostro  dovere
  affrontare le questioni che riguardano il lavoro. Noi non  possiamo
  non affrontare le questioni che riguardano il lavoro.
   Non  credo che possiamo innescare il meccanismo di una guerra  tra
  poveri, signor Presidente, perché qui stiamo parlando di bacini  di
  lavoratori che per anni, 5-6 anni, hanno prestato servizio.
   Ora, per prese di posizione personali, abbiamo il dovere invece di
  accelerare  l'iter legislativo in Commissione Lavoro, dove  c'è  un
  disegno  di  legge che stiamo definendo e che attende di  avere  il
  vaglio  della  Commissione  Bilancio,  per  il  quale  vogliamo  un
  percorso   ben  definito,  signor  Presidente.  Siccome   lei   sta
  presiedendo, io credo che lei insieme al Governo, debba prendere un
  impegno.  Noi non ci metteremo contro il disegno di legge in  esame
  perché siamo a favore dei consorzi di bonifica, e siamo a favore di
  tutti gli altri bacini di lavoratori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sento di assumere  l'impegno  nei
  confronti del collega Cordaro, del collega Campagna e nei confronti
  dell'Aula, nel senso che alla prima riunione utile della Conferenza
  dei  presidenti dei Gruppi parlamentari sarò il primo a sollecitare
  quanto  sta  emergendo  dall'Aula rispetto a  quello  che  sarà  il
  prossimo calendario dei lavori.
   Di  questo  mi  assumo  la responsabilità in  quanto  non  intendo
  sottrarmi alle funzioni che ognuno di noi deve svolgere.

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi i consorzi  di
  bonifica,  purtroppo, registrano una difficoltà, la  difficoltà  di
  portare avanti una politica che riguarda l'agricoltura.
   L'agricoltura ha bisogno anche di questi soggetti, e ci  sono  due
  adempimenti  a  cui provvedere oggi sia verso il comparto  agricolo
  sia  verso  questi lavoratori che, per tanti anni,  hanno  prestato
  servizio  all'interno di queste strutture e che non sono rivalutati
  per come meritano.
   Io   ho  presentato  un  emendamento  -  che,  apprendo  oggi,   è
  inammissibile, perché mi rifaccio ad un accordo sindacale fatto con
  i lavoratori forestali - con cui volevo equiparare i lavoratori dei
  consorzi  ai  lavoratori forestali affinché,  qualcuno  l'ha  detto
  prima di me, non si usino due pesi e due misure.
   Pertanto, ritengo che l'emendamento da me presentato debba  essere
  preso  in considerazione, a meno che non mi si dica che non c'è  la
  copertura  finanziaria.  Solo  in quel  caso,  infatti,  credo  che
  oggettivamente il mio emendamento non sia da approvare.
   Fermo  restando che c'è l'omogeneità della materia, fermo restando
  che è perfettamente nei termini di costituzionalità, ritengo che la
  Presidenza   debba  motivare  la  sua  decisione   di   estrapolare
  l'emendamento dalla discussione in atto. Su questo c'è molta attesa
  fuori  dal  Palazzo, è inutile che ci nascondiamo dietro  un  dito,
  perché  se  è  vero che questa politica deve essere  consequenziale
  rispetto  all'occupazione  in Sicilia, questo  è  un  comparto  che
  insieme  ai  forestali va tenuto in debita considerazione  e  vanno
  considerati dunque i  bisogni delle famiglie.
   Signor  Presidente,  lei sa bene che centouno giornate  lavorative
  non  servono  sicuramente a mantenere la  famiglia,  ma  servono  a
  sostenerla, visto l'andamento socio-economico del nostro Paese.

   PRESIDENTE.  Quando ci sono problemi che riguardano il  lavoro  in
  Sicilia,  siamo tutti col cuore piangente. E' evidente  che,  anche
  rispetto  al  Regolamento,  quell'emendamento  manca  di  copertura
  finanziaria  e non è stato nemmeno presentato in Commissione,  come
  prescrive il Regolamento.
   A  prescindere da ciò, comunque, ci sarà sicuramente  l'occasione,
  non  solo nel testo di riordino dei consorzi di bonifica, ma  anche
  in  altri  vettori legislativi dove c'è maggiore compatibilità,  di
  discutere questi argomenti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, l'onorevole Cordaro ed altri colleghi
  hanno  sottolineato la medesima cosa, ma apprendiamo  che  ci  sono
  persino degli emendamenti, sottoposti  alla Commissione di merito e
  alla  Commissione  Bilancio  e che il Governo  ha  fatto  propri  -
  quindi,  oggetto  di un'assoluta condivisione - che  non  risultano
  inseriti tra gli emendamenti ammessi all'esame dell'Aula.
   Siccome  trattasi  di  argomenti inerenti  in  modo  stretto  alla
  materia  in  esame, non si può, in questo momento, giustificare  la
  loro esclusione con esclusivo riferimento ai rapporti di lavoro  in
  corso,  ai  sensi  dell'articolo 110 della legge regionale  17  gli
  effetti  delle  sopraggiunte sentenze di Corte  d'Appello  che,  in
  relazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 368  e  alla
  lunga e ininterrotta durata dei rapporti medesimi, hanno comportato
  la  trasformazione dei contratti di lavoro da tempo  determinato  a
  tempo  indeterminato, sono estesi a tutti i rapporti di  lavoro  in
  essere   nei   consorzi   di   bonifica   che   abbiano   identiche
  caratteristiche di fatto e di diritto.
   Trattasi  delle risultanze di sentenze riguardanti i  consorzi  di
  bonifica.
   Poi, noi possiamo in Aula intervenire sull'argomento e decidere in
  una  direzione  piuttosto  che  in un'altra,  ma  pregiudizialmente
  escluderli  non  appartiene a nessuna logica perché  si  tratta  di
  emendamenti riguardanti proprio la materia che stiamo normando  con
  la legge.
   Ecco perché intervengo sull'ordine dei lavori, dato che ci saremmo
  tutti   aspettati   che  quest'emendamento  fosse   inserito.   Poi
  sull'emendamento ci possiamo confrontare, il Governo  può  dire  la
  sua,  noi  diciamo la nostra e alla fine la Presidenza  si  orienta
  come ritiene, ma pregiudizialmente non si può escludere perché è un
  argomento  che  riguarda  la  legge. Non  c'è  nessuna  difformità,
  nessuna  forzatura, nessuna prevaricazione; peraltro, si tratta  di
  argomento  già  apprezzato  dalla Commissione  di  merito  e  dalla
  Commissione Bilancio e che il Governo ha fatto proprio, quindi  non
  si capisce perché la Presidenza lo esclude.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Leontini,  lo  dico  anche  all'assessore
  Bufardeci,   prima  ancora  che  intervenga,  in   Conferenza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, la discussione è  stata  fatta
  rispetto  alle cose che lei ha richiamato e si è appunto deciso  di
  inserirlo  nel  riordino  dei consorzi,  e  per  giunta  le  voglio
  ricordare che è una norma che ha bisogno di copertura finanziaria.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente, prendo la parola perché devo ammettere che anch'io, per
  una  serie  di  emendamenti  che non trovo  nel  testo  perché  già
  stralciati,   manifesto  sorpresa.  Da  ultimo,   su   quello   che
  l'onorevole  Leontini ha già citato e che era stato  fatto  proprio
  dal  Governo che lo aveva anch'esso presentato, voglio ribadire che
  non  soltanto la materia era pienamente coerente perché si  parlava
  di  lavoratori,  i  cui rapporti di lavoro sono  in  corso,  quindi
  immaginatevi quanta è la competenza e quanta è la piena connessione
  con   l'argomento  di  cui  stiamo  trattando,  dicendo  che  nella
  fattispecie non c'è bisogno di alcuna copertura finanziaria  perché
  sono  già a carico dei consorzi dove svolgono ed espletano le  loro
  attività lavorative.
   Posto  questo e posto anche che vi sono altri casi di  emendamenti
  presentati   dal  Governo  e  dai  parlamentari  che   sono   stati
  stralciati,  se la Presidenza ritiene che non ci siano comunque  le
  condizioni  per  trattarli - come l'esempio che ho fatto  poc'anzi,
  che  riguarda sostanzialmente l'ipotesi dei tanti contenziosi  che,
  ormai  in maniera consolidata, hanno affermato un principio, e  che
  costano  e  continueranno a costare alle casse della Regione  tanti
  altri denari, quindi sarebbe un'opera di pulizia, di giustizia,  di
  equità  sociale e di economia, perché eviteremmo l'ulteriore  costo
  che  le  casse  regionali  dovranno subire  per  contenziosi  ormai
  pacifici  in  quanto  sono  tutti  consolidati  nelle  varie  Corti
  d'appello -, ma, ripeto, se purtroppo la Presidenza dovesse restare
  ferma   nel  convincimento  che  non  vanno  trattati,  credo   sia
  assolutamente   indispensabile  che  questi   emendamenti   vengano
  trasmessi  alla  terza  Commissione perché  prontamente  la  stessa
  Commissione  li riporti in Aula con un testo che vada a  completare
  questa materia.
   Oggi  definiamo  questa parte ma, per cortesia,  non  facciamo  un
  lavoro parziale.
   Noi  avevamo  l'opportunità,  a  mio  avviso,  almeno  per  quanto
  riguarda la materia dei consorzi, di poter fare un lavoro completo.
  Avevamo  anche  presentato  un emendamento  sulla  riorganizzazione
  strutturale  degli  ambiti e del numero, era una  dichiarazione  di
  principio  in quell'articolato: il principio che occorre modificare
  le  norme  che sovrintendono l'attuale status, l'attuale  numero  e
  l'attuale   consistenza  territoriale,  e  rinviava  poi   ad   una
  successiva legge da presentare; anche questo - ribadisco - è  stato
  ritenuto da stralciare.
   Nel  confermare  che in alcuni casi sono sorpreso dalla  decisione
  della  Presidenza,  dico che però almeno tutti  questi  emendamenti
  abbiano  una  corsia assolutamente preferenziale e  privilegiata  e
  vadano  in  terza Commissione perché prioritariamente li tratti  e,
  con  la  solita  solerzia della terza e della seconda  Commissione,
  tornino  in  Aula  quanto prima per dare almeno un  trattamento  di
  equità nel settore del lavoro che riguarda i consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   preciso   che   il   Governo
  evidentemente  sa  bene  che  dobbiamo  accelerare,  che  già   gli
  emendamenti  a  cui fa riferimento, Assessore, sono  già  in  terza
  Commissione; penso che sia necessario accelerare invece per  quanto
  concerne il testo di riordino, così come eravamo d'accordo  e  così
  come  abbiamo  deciso  nella Conferenza dei presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, che è stata richiamata anche nella comunicazione  che
  ho letto testé.
   Dopo di che rammento all'onorevole Assessore che la questione  che
  state sottoponendo alla Presidenza è la trasformazione di fatto dei
  contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, ciò significa
  soldi  e  copertura finanziaria. Quindi, come dicevo  poco  fa,  la
  Presidenza, con l'ausilio degli uffici, sicuramente non si  diverte
  né  a dichiarare inammissibili, né evidentemente a dire che ci sono
  profili  di incostituzionalità, né a dire che non è stato osservato
  il  Regolamento, ma prende atto delle cose che si possono  fare  in
  questo momento.
   Devo  inoltre  ribadire  che l'intero  Ufficio  di  Presidenza  ha
  concordato  che  è il momento di accelerare l'iter del  disegno  di
  legge  che  il  Governo  presenterà sul riordino  dei  consorzi  di
  bonifica, in modo tale che una materia così delicata, che  comunque
  richiede la copertura finanziaria, venga sicuramente sottoposta nel
  più  breve  tempo  possibile  all'Aula.  Pertanto,  non  posso  che
  concordare da questo punto di vista.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, sull'ordine  dei  lavori  prima  una
  riflessione  di  carattere  generale  e  poi  una  riflessione   di
  carattere  particolare, anche dopo l'intervento del Governo,  molto
  puntuale.
   Signor  Presidente,  mi  può  aiutare  nel  comprendere  come  mai
  l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto ammissibile l'emendamento  2.2,
  perché  trattasi  di  materia che riguarda  gli  appalti  pubblici,
  trattasi  addirittura di una particolarità che riguarda,  sotto  il
  profilo  della  emendazione, una - a mio  avviso  -  violazione  di
  norma,  specificandola  per casi particolarissimi,  leggendo  anche
  nell'assunto che si tratterebbe, così come viene formulata, di  una
  urgenza, se non addirittura di una somma urgenza?
   La  riflessione  che  deve fare l'Ufficio di  Presidenza  dovrebbe
  essere quella di avere un atteggiamento da tenere nei confronti  di
  tutti   i  parlamentari,  e  non  essere  soltanto  particolarmente
  sensibile a quello che potrebbe essere la trasformazione di  alcuni
  contratti  specifici, sui quali non entro nel merito, anzi  ritengo
  che  rispetto agli impegni che aveva assunto il Governo siamo molto
  in ritardo e, in questo caso, anche il Parlamento.
   Rispetto  a  questo io avevo formulato l'abrogazione del  comma  2
  perché è un'aberrazione e non credo che possiamo intervenire  sulla
  legge  in  materia  di appalti pubblici addirittura  prevedendo  di
  escludere  la soglia dei 200 mila euro prevista dalla legge.  Siamo
  fuori da ogni regola
   E'  veramente  assurdo  quello  che  l'Ufficio  di  Presidenza  ha
  stabilito con l'accoglimento dell'emendamento 2.2.
   Pertanto,  signor  Presidente,  le  annuncio  che  il  mio  Gruppo
  parlamentare, non lo faccio per sostituirmi al presidente  del  mio
  gruppo parlamentare, sta preparando un emendamento che riguarda  la
  materia specifica dell'articolo 1, formulato secondo le indicazioni
  che  abbiamo  sentito dall'Ufficio di Presidenza  e  tenendo  anche
  conto  del  fatto  che l'articolo 2 e gli emendamenti   aggiuntivi,
  come  abbiamo già detto, non riguardano la materia di  cui  si  sta
  trattando.  Ci  sono  altre  norme che permettono  questo  tipo  di
  intervento,  altre norme nella regolamentazione sia  nazionale  sia
  regionale.
     Rispetto a questo l'emendamento che cercherà di superare i dubbi
  che  l'Ufficio ha sollevato e che non è assolutamente in  contrasto
  con  quel  che  pensa  il Governo, e direi  anche  agli  uffici  di
  riflettere sulla copertura finanziaria, perché è vero quello che ha
  detto  l'Assessore: l'intervento che riguarda quelle poche  persone
  che  non hanno voluto, al momento, attivare un contenzioso  con  la
  Regione  porterebbe  sicuramente alle  casse  regionali  una  spesa
  molto,  ma  molto  superiore  rispetto al  risultato  che  possiamo
  raggiungere questa sera.
   Rinviare  al  riordino dei consorzi di bonifica  una  materia  già
  molto   chiara,   una   materia  già  identificata,   una   materia
  economicamente compatibile con il bilancio regionale dei  consorzi,
  mi  sembra  una forzatura. Forse, questo lo comprendo,  un  accordo
  generalizzato che riguarda una situazione politica di  blindare  il
  testo   e   di   non  aggiungere  nulla,  allora   questa   è   una
  giustificazione su cui potremmo anche essere d'accordo, ma dobbiamo
  dirlo   Non  possiamo  utilizzare l'Ufficio di  Presidenza  per  le
  eventuali  inammissibilità  rispetto  ad  una  situazione  politica
  parlamentare.
   Se  il  testo  deve essere blindato perché un accordo parlamentare
  deve  far arrivare a soluzione quello che tutti desideriamo  è  una
  cosa,   ma   non  è  assolutamente  possibile  che  si   dichiarino
  inammissibili  materie  e  sostanza  assolutamente  ammissibili   o
  addirittura con uno sforzo maggiore possono essere resi ammissibili
  per  parlare sempre di personale, sempre di consorzi di bonifica  e
  sempre  di una situazione che è economicamente efficace, efficiente
  ed economica, che sono le linee guida per raggiungere in un disegno
  di  legge  la confacenza sotto il profilo generale di una  macchina
  amministrativa e legislativa che funziona.
   Quindi,  signor  Presidente, io la invito ad  una  riflessione  di
  carattere  generale su quella che è stata l'ammissione  di  qualche
  emendamento  su  un  articolo sbagliato e di carattere  particolare
  sull'emendamento che sta presentando il mio capogruppo  insieme  ad
  altri parlamentari per raggiungere una finalità che vuole non  solo
  il Governo ma tutto il Parlamento.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, può intervenire  sull'ordine  dei
  lavori,  ma  non  sulla ammissibilità o meno degli emendamenti.  Io
  vorrei  evitare di non fare parlare i colleghi e di  richiamare  in
  maniera  fiscale  il  Regolamento. Vi  invito  a  non  aggirare  il
  Regolamento,  a  chiedere la parola sull'ordine dei  lavori  e  poi
  parlare sull'ammissibilità o meno rispetto agli emendamenti  perché
  sull'ammissibilità non c'è discussione.
   Poi  io  specificherò alcune cose per quanto concerne l'intervento
  dell'onorevole Mancuso.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, la ringrazio e credo che quanto  dirò
  sarà sull'ordine dei lavori.
   Devo  dire che ultimamente partecipo molto poco ai lavori  d'Aula;
  però,  mi  creda,  ogni  volta che vengo ed intervengo  vedo  delle
  novità.
   Capisco  che  ultimamente in Assemblea, con i  tempi  e  internet,
  siamo  tutti in stato di avanzata fibrillazione, ma obiettivamente,
  signor  Presidente, è la prima volta, se non ricordo male, che  non
  vengono  inseriti  nel  fascicolo  buona  parte  degli  emendamenti
  presentati al testo
     Se  non  ricordo male, gli emendamenti, anche per darne  visione
  all'Aula,  si  calano  tutti  nel testo  o,  quanto  meno,  poi  si
  dichiarano inammissibili quegli emendamenti che non sono pertinenti
  con  il testo; ma, sinceramente, non ricordo che questo lavoro  sia
  mai stato fatto a monte.
   Ciò  nonostante, siccome sono convinto che il Presidente ha deciso
  di  fare  questa  operazione sulla base di una decisione  presa  in
  Conferenza dei capigruppo, su questa parte do per scontato che  una
  motivazione ci sarà perché qui non ci sono molti emendamenti, ve ne
  sono solo due o tre.
   Sull'articolo  2,  signor Presidente, io noto  che  più  volte  in
  Commissione  si  trattano  argomenti che  non  sono  di  competenza
  specifica  della stessa. Ieri in quinta Commissione -  io  non  ero
  presente  -  si è audito il CAS, il Consorzio Autostrade Siciliane.
  Il   Consorzio  Autostrade  Siciliane  è  competenza  della  quarta
  Commissione, non c'entra niente con la quinta Commissione;  l'unico
  motivo  per  cui si è audito in quinta Commissione è  stato  perché
  tratta di materia di lavoro.
   Allora, signor Presidente, vorrei sapere in questa Assemblea quale
  materia non è del lavoro e le chiedo di richiamare i presidenti  di
  commissione  affinché stiano attenti alla pertinenza delle  materie
  da  trattare.  Ripeto,  il CAS non c'entra  niente  con  la  quinta
  Commissione,  é vero che è materia di lavoro, ma non c'entra  nulla
  perché è competenza della quarta Commissione.
   Qui  stiamo discutendo di un emendamento all'articolo 2,  che  non
  poteva  essere  neanche  trattato in terza  Commissione  perché  si
  doveva   avere  preventivamente  quanto  meno  il  buon   senso   e
  l'accortezza che la quarta Commissione desse il proprio  parere,  e
  non  so  se  il  collega, presidente Mancuso, lo ha  mai  ricevuto,
  perché qui stiamo parlando di appalti.
   Dico  di più: la quarta Commissione per giunta, proprio in  questi
  giorni,   ha   esitato  un  testo  sugli  appalti.  Mi   sorprende,
  oltretutto, che l'assessore Gentile di questo non sappia nulla. Lui
  non sa che qui stiamo facendo una modifica sugli appalti, ma non lo
  sa  perché, giustamente, può mai pensare che in un disegno di legge
  sui consorzi di bonifica si modificano gli appalti?
   Pertanto,  signor Presidente, credo che un momento  di  attenzione
  anche per rispettare le regole, vada fatto, credo che sia giusto un
  attimo di riflessione.
   Se c'è qualcosa, è vero, che è uscito dalla Commissione con questo
  testo,  mi  dispiace per l'amico, onorevole Caputo, lui non  poteva
  trattare  l'articolo  in questo modo, quanto  meno  avrebbe  dovuto
  avere  il  parere  dalla  quarta Commissione.  Siccome  ciò  non  è
  avvenuto,  valuti lei, signor Presidente, cosa fare. Credo  non  ci
  sia  molto  da fare, soltanto cancellare l'articolo e  non  perdere
  tempo, a meno che se vogliamo stare qui a discutere discuteremo per
  almeno  altre due ore su questo argomento perché non c'è  nulla  da
  fare. E' una svista, si discuterà sull'articolo 1.
   Per  il  resto suggerisco, per le motivazioni dette prima - signor
  Presidente,  lei  è  titolato a fare rispettare  le  regole  -,  di
  prendere atto delle dichiarazioni che il sottoscritto, partecipando
  ogni tanto ai lavori d'Aula, le fa osservare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Beninati,  che  ci   sia   qualcosa   che
  caratterizza il lavoro di alcune Commissioni per quanto concerne le
  materie  attinenti  alle  loro  competenze,  è  una  cosa  che   la
  Presidenza, visto e considerato il richiamo che i deputati fanno in
  Aula, farà in modo di correggere. Infatti, le dico in maniera molto
  franca e schietta che non mi sento di darle torto.
   Per  quanto concerne le questioni sollevate poco fa dall'onorevole
  Mancuso,  vorrei fare osservare che, pur se è vero che potremmo  in
  questo  momento fare una cosa, cioè con x euro essere in  grado  di
  risparmiare qualcosa, in quanto potremmo impiegare x meno qualcosa,
  però è ovvio che questo x meno qualcosa va stanziato.
   Altra questione: quando arriva in Aula un testo dalla Commissione,
  con  tutto il rispetto per il presidente Caputo, è evidente che  la
  Presidenza evita di stralciare parti del disegno di legge che  sono
  state  esitate in Commissione. Però, non posso dire che  i  rilievi
  fatti  siano del tutto infondati, e mi fermo qui, nel senso  che  è
  ovvio  che  l'Ufficio  di  Presidenza,  il  presidente  Cascio   in
  particolar  modo ma anche noi tutti, dobbiamo fare  sì  che  alcune
  regole  riguardanti  il  lavoro e le competenze  delle  Commissioni
  ritornino ad essere osservate, per come è giusto che sia.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho  sentito
  l'invito a non parlare da parte del Presidente. Qualora fosse così,
  chiedo scusa, ma credo che sia utile ai fini dell'obiettivo che  si
  vuole raggiungere, sempre che si voglia fare questa norma.
   Personalmente, rimango convinto che, così come è scritta, sia  una
  norma  che presenta non pochi problemi. In ogni caso, anch'io  sono
  convinto che l'articolo 2, chiaramente mi riferisco alla Presidenza
  in   astratto,  non  poteva  essere  dichiarato  ammissibile  dalla
  Presidenza perché materia estranea; oltretutto, nelle stesse ore si
  fa  una  cosa del genere quando c'è un disegno di legge, presentato
  dal Governo, di riforma del sistema degli appalti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, c'è un emendamento  soppressivo
  dell'articolo 2.
   I colleghi, evidentemente, diranno cosa bisogna fare.

   CRACOLICI.  La  Presidenza  doveva dichiararlo  improponibile.  Il
  fatto  che  ci  sia l'emendamento è un problema del Parlamento;  di
  fatto,  è  stata  dichiarata ammissibile una cosa  che  non  poteva
  esserlo.
   Quindi,  non  è  questo il punto. Si può anche rispondere  che  se
  l'Aula vuole lo respinge.
   Stiamo parlando di una procedura.
   La  verità  è che c'è qualche problema. Ora, non vorrei  scaricare
  sulla  Presidenza  problemi che sono di  ordine  politico  e  della
  confusione  che  regna  in questo momento  nella  vicenda  politica
  siciliana,   perché   saremmo  tutti   sciocchi   se   scaricassimo
  semplicemente sulla Presidenza una cosa che, comunque, presenta  un
  elemento  di  difficoltà,  in  quanto  obiettivamente  se  c'è  una
  questione  in alcune province che riguarda i consorzi di  bonifica,
  non si può trattare la materia escludendo altre province, perché la
  Sicilia è una, altrimenti facciamo le leggi con il francobollo.
   Il  principio dell'astrattezza della norma deve essere sacrosanto,
  altrimenti - ed è uno dei rilievi di merito che faccio e credo  non
  sia  solo mio, assessore Bufardeci - questa norma dovrebbe spiegare
  perché consentiamo a chi ha fatto anche un solo giorno, dal 1991 ad
  oggi,  debba essere reintegrato dopo tre anni. Dico ciò,  perché  è
  quello  che  stiamo  scrivendo in questa legge: chiunque,  fino  al
  2007,  anche per un'ora, abbia avuto un rapporto di qualunque  tipo
  può  beneficiare  delle  garanzie  occupazionali  di  cui  alle  51
  giornate.
   Voi  capite  cosa stiamo producendo, no? Altra cosa sarebbe  stato
  dire:  il consorzio di bonifica Catania x, il consorzio di bonifica
  Agrigento y, il consorzio di bonifica Palermo x+y+z, per le proprie
  esigenze  legate  al  fabbisogno  specifico,  sono  autorizzati   a
  derogare ai limiti previsti dalla legge numero 45  per i quali  qui
  si  è  derogato, dato che stiamo prevedendo di fare una  norma  nei
  confronti dei consorzi che hanno derogato agli obblighi di legge.
   Vorrei che fosse chiaro che stiamo facendo una sanatoria in favore
  di  consorzi che, in difformità alle legge vigenti e non  spiegando
  le  ragioni  per  le  quali  si sono prodotti  quegli  atti,  hanno
  proceduto  infischiandosene  dei  limiti  previsti  dalla  legge  -
  parliamo come poco fa della vicenda dell'AST Aeroservizi -, quindi,
  noi  facciamo  le  leggi  -  dico noi in  astratto,  io  non  c'ero
  all'epoca della legge 45 -, ma poi  chi vivrà, vedrà .
   Ritengo  che  il Governo non abbia alcuna responsabilità,  per  la
  verità,  poiché questo disegno di legge credo che sia di iniziativa
  parlamentare. Ma, comunque, deve in qualche modo essere specificato
  meglio  come vogliamo affrontare la questione in quanto  temo  che,
  così  com'è, qualche dubbio sull'astrattezza dell'applicabilità  di
  questa norma esista. Forse è troppo astratta.
   Infine, vorrei fare un rilievo di ordine finanziario, e lo faccio,
  mi  dispiace  che non c'è l'onorevole Cimino, e lo dico  in  questo
  caso all'assessore Bufardeci nella qualità.
   Ho  visto che questo disegno di legge è coperto con un capitolo di
  bilancio  dell'Assessorato  risorse  agricole  e  alimentari.  Però
  vorrei sapere, visto che abbiamo approvato il bilancio la notte del
  primo maggio, vorrei capire se abbiamo approvato un bilancio che  è
  stato,  poi,  pubblicato nella stessa maniera  e  quindi  pongo  un
  problema   formale   alla   Presidenza   dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  al  fine  di  verificare se il bilancio  pubblicato  in
  Gazzetta ufficiale sia quello votato dall'Aula. Dubito che ciò,  in
  alcuni  casi,  sia avvenuto ma, prima di addentrarmi su  ipotesi  e
  sospetti, vorrei che gli Uffici facessero le verifiche specifiche.
   Al di là di questo, che considero molto delicato e che riguarda la
  credibilità  dell'istituzione tutta e riguarda anche  la  possibile
  infedeltà  agli  organi  istituzionali  e  costituzionali,  qual  è
  l'Assemblea regionale siciliana .

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, non continui  più,  perché  sarà
  fatto il controllo necessario. Stia sereno.

   CRACOLICI. Credo, però, che una cosa sia inaccettabile: abbiamo un
  fondo  globale  azzerato  e,  di fatto, l'Assemblea  regionale  nei
  prossimi  mesi  non potrà fare leggi di spesa; però,  di  volta  in
  volta,  si scopre che ci sono capitoli di assessorati che sono  una
  sorta di tesoretti nascosti.
   Vorrei sapere di cosa parliamo in quanto mi risulta che, anche per
  una  scelta  intelligente  che  ha  fatto  quest'Aula,  sono  stati
  cancellati i fondi per i parchi, le riserve e per i lavoratori  che
  a luglio scadono, gente che da anni ha una convenzione, oltretutto.
  Costituisce,  fra l'altro, un'obbligazione da parte della  Regione,
  perché  esistono delle convenzioni sottoscritte, contrattualizzate,
  quindi  con  vincoli obbligazionari; eppure abbiamo una  sottostima
  dei  capitoli  di bilancio, in alcuni casi tagliati da  quest'Aula,
  dopo di che scopriamo che ci sono tesoretti nascosti
   Scusate,  se  ci  sono  tesoretti, vorrei  che  fosse  chiaro:  la
  previsione  che si fa nel bilancio di previsione, cioè i funzionari
  che  fanno  la  richiesta  all'Assessorato dell'economia  fanno  le
  previsioni  in  forza di leggi vigenti o di leggi che  si  dovranno
  fare?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.

   CRACOLICI. Sto parlando di cose serie.

   PRESIDENTE. Sì, ma parla da otto minuti, tre minuti in più, quindi
  la prego cortesemente di rispettare il termine.

   CRACOLICI.  Quindi,  nel  caso  specifico,  prendo  atto  che  nel
  capitolo  147320, che forse riguarda i consorzi di bonifica,  c'era
  unmilioneottocentomila euro in più; in più non capisco  rispetto  a
  cosa, qualcuno dice perché prevedevamo di fare la norma. Ebbene no,
  assessore Bufardeci, si possono prevedere in forza di legge. Se  la
  legge prevedeva alcune cose, prevedeva la copertura finanziaria  di
  leggi vigenti; infatti stiamo facendo la legge, eventualmente,  per
  prevedere  nuova spesa, quindi non si può prevedere in un  capitolo
  di bilancio una previsione su una legge ancora da fare.
   Quindi,  anche  qui,  facciamo  attenzione.  Questo  è  il  Beirut
  dell'Assemblea regionale, Beirut, e vale per tutti, è Beirut.  Devo
  dire onestamente che sono molto in imbarazzo perché la norma, a mio
  avviso, non è scritta bene, c'è un problema di astrattezza  che  ne
  mette  in  discussione  la sostenibilità e credo  che  rispetto  ai
  problemi che si pongono, non so chi mi debba rispondere, ma qualche
  problema esiste e va oltre la questione specifica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vorrei  fare  una  proposta,  in
  quanto ritengo che una proposta fatta in un momento delicato  possa
  essere  utile.  Sospenderei l'Aula per mezz'ora  per  convocare  la
  Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari alla presenza del
  Governo.  Mezz'ora significa che l'Aula riprenderà alle ore  18.45;
  onorevoli colleghi, non facciamo cinque minuti perché sappiamo  che
  non  saranno  cinque  minuti, facciamo una  discussione  seria  per
  ottimizzare  i  lavori. Si tratta di un articolo, di due  articoli,
  insomma.  Penso  che  se facciamo uno sforzo  in  questa  direzione
  potremmo anche riuscire a fare un buon lavoro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  premessa
  dico   che  la  questione  sollevata  dal  capogruppo  del  Partito
  Democratico, onorevole Cracolici, è di particolare rilevanza. Anche
  se  inserito   all'interno di una discussione che non  riguarda  in
  maniera  specifica il problema sollevato, credo che  la  Presidenza
  abbia  l'obbligo di assumere l'impegno di approfondire la questione
  circa la non fedeltà del bilancio

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Benedetto, ho già  comunicato  che  sarà
  fatto nel giro di ventiquattro ore il controllo, stia sereno.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici  ha  detto
  che  c'è  il  dubbio,  il sospetto che il bilancio  pubblicato  sia
  diverso da quello votato dall'Aula, così mi pare di avere colto.
   Inviterei la Presidenza, così come ha fatto l'onorevole Cracolici,
  a   verificare  questo  e  a  riferire  in  Aula  sulla  fedeltà  o
  sull'eventuale infedeltà, individuando le responsabilità del fatto,
  nel  caso ci fosse infedeltà, perché qui viene messo in discussione
  non  solo  il  ruolo del parlamentare, ma anche il potere  che  gli
  stessi  cittadini  esercitano  in quest'Aula  per  il  tramite  del
  Parlamento eletto.
   Io  credo  -  e chiudo questa vicenda che mi sembra particolare  e
  delicata, non voglio dilungarmi oltre - che, nonostante non  ci  si
  dilunghi, vanno fatte le opportune verifiche.
   Qualche  collega diceva, in riferimento al testo  del  disegno  di
  legge che stiamo affrontando, che il Governo, all'interno e durante
  il  dibattito  della legge finanziaria, aveva assunto l'impegno  di
  affrontare  alcune emergenze occupazionali, direi, in alcuni  casi,
  alcune ingiustizie.
   Faccio  rilevare che questo disegno di legge non  è  proposto  dal
  Governo,  ma  è di iniziativa parlamentare; quindi è il Parlamento,
  sono i singoli deputati che hanno proposto questo disegno di legge,
  e  non  c'è  stata  una scelta del Governo a mantenere  un  impegno
  piuttosto che un'altro.
   Il Governo, di fatto, non ha avanzato alcuna proposta normativa né
  su  questi né su altri tipi di precari. Qui stiamo parlando  di  un
  disegno  di  legge  presentato direttamente dai parlamentari  e  mi
  stranizza   che  il  Governo  abbia,  in  questo  caso,  presentato
  emendamenti  al testo su questioni che avrebbe avuto il  dovere  di
  affrontare.
   Mi  spiego  meglio,  si  dice   abbiamo  presentato  l'emendamento
  ritenuto  inammissibile in cui ci si impegna a fare una legge .  Di
  leggi  e  di  norme che impegnano il Parlamento a  fare  una  legge
  successivamente, non credo che questo territorio,  questa  Sicilia,
  ne abbia bisogno.
   L'altro emendamento che riguarda le garanzie occupazionali  per  i
  lavoratori  centunisti  e i centocinquantunisti:  su  questo  siamo
  tutti  d'accordo.  Le garanzie occupazionali anche  per  gli  altri
  soggetti.  Ma  il  Governo  ci venga a  dire  se  dà  la  copertura
  finanziaria.
   Il  problema  non è la norma, il problema è che il Governo  ci  ha
  detto  che  le  somme  erano  relative solo  alla  copertura  delle
  garanzie  occupazionali per i lavoratori cinquantunisti.  Per  cui,
  fare  demagogia e venire qui, seppur in persone diverse, ma  sempre
  come  Governo,  a  dire  che  siete  per  i  centunisti  e  per   i
  cinquantunisti, bene, dia il Governo la copertura finanziaria anche
  per i duecentunisti, se ce ne fossero, e noi lo voteremo.
   Però,  non  è  consentito fare demagogia  in  Aula  sul  pane  dei
  lavoratori.
   Allora,   approfittare   di   questa   discussione   per   parlare
  dell'universo  mondo,  della  legge  di  riforma  dei  consorzi  di
  bonifica  che si deve fare da anni e non viene portata  avanti  con
  serietà,  né da parte di questo Governo né da parte del precedente,
  mi  sembra  un  modo di arzigogolare per non fare quel  minimo  che
  possiamo  fare  stasera, oggi e subito: dare garanzie occupazionali
  ad  alcuni lavoratori che non hanno lavorato solo nel 2007, ma  che
  hanno lavorato nel 2008 e hanno lavorato anche nel 2009. Credo  che
  con  questa  norma si possa chiudere un capitolo, non perché  nella
  legge  c'è scritto che è vietato fare assunzioni, sia a carico  dei
  consorzi che a carico della Regione, perché questo era scritto  già
  nella  norma precedente, ricordo l'articolo che abbiamo  votato  in
  finanziaria,  nella  quale  si dice che i  dirigenti  che  assumono
  personale quando c'è un divieto di assunzione, decadono dal proprio
  incarico.
   Questo è scritto nella legge finanziaria ed è la vera garanzia per
  chiudere  questa vicenda, perché non devono essere i  lavoratori  a
  pagare  i  danni  della  politica e non devono  essere  neanche  le
  aziende  agricole, alle quali si vogliono caricare  i  costi  delle
  clientele  politiche  che si sono fatte negli  anni.  Questa  è  la
  garanzia affinché si chiuda un capitolo.
   Signor Presidente, invito il Governo a non tergiversare rispetto a
  questo testo.
   Sospenderete,  si  farà  la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  ma  ci  deve essere la volontà seria  di  affrontare
  questa  norma  ed  avere  il  coraggio  di  dire  sì  o  no,  senza
  nascondersi dietro i rinvii.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per venti minuti.
  Convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari ed il Governo in  Sala
  lettura deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.27)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 560/A

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
          Norme in materia di personale con contratto a tempo
                              determinato

   1. Nei consorzi di bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate
  per l'anno 2010 con disposizioni di legge a favore dei soggetti  di
  cui  al  comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 29  dicembre
  2009,  n.  13  e successive modifiche ed integrazioni,  nei  limiti
  degli stanziamenti di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate
  nel corso del corrente anno anche ai lavoratori utilizzati entro il
  31 dicembre 2007.

   2.  Per  l'anno 2010, le disposizioni di cui all'articolo 3  della
  legge  regionale 30 ottobre 1995, n. 76, si applicano,  nei  limiti
  degli  stanziamenti di bilancio, anche al personale in  servizio  a
  tempo  determinato  assunto entro il 31 dicembre  2007,  secondo  i
  criteri  di  cui al decreto legislativo 6 settembre 2001,  n.  368,
  osservando  i  periodi  di discontinuità previsti  dall'articolo  5
  comma 3 del medesimo decreto legislativo.

   3.  I  provvedimenti emessi in applicazione del presente  articolo
  sono adottati anche in deroga all'articolo 32 della legge regionale
  25  maggio  1995, n. 45, e al comma 10 dell'articolo 1 della  legge
  regionale 29 dicembre 2008, n. 25. Al di fuori delle fattispecie di
  cui  ai  commi  1  e 2 è fatto divieto ai consorzi di  bonifica  di
  procedere  ad assunzioni di personale sotto qualsiasi forma  e  con
  qualsiasi imputazione contabile, sia a carico della Regione  sia  a
  carico dei medesimi consorzi.

   4.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2010, la spesa di 1.800 migliaia  di  euro,
  cui  si fa fronte con la disponibilità del capitolo 147320 - U.P.B.
  10.3.1.3.1  del bilancio della Regione, per l'esercizio finanziario
  medesimo, di cui all'autorizzazione di spesa prevista dal comma  6,
  dell'articolo 51 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:
   emendamento 1.5:
   «All'inizio del comma 1 aggiungere:
    Per  sopperire  alle esigenze determinatesi in conseguenza  delle
  calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo  scopo
  di   realizzare   interventi   e/o  lavori   di   manutenzione   ed
  ammodernamento  delle  reti  irrigue  collettive   e   delle   reti
  scolanti ».

   emendamento 1.6:
   «Alla  fine  del  comma  2, dopo le parole  del  medesimo  decreto
  legislativo  si aggiunga la seguente frase:  e riassunti di anno in
  anno fino al 31 dicembre 2009 ».

   - dall'onorevole Caputo:
   emendamento 1.1 (I parte):
   «Al  comma 1 sostituire le parole  entro il 31 dicembre 2007   con
   nel biennio 2006/2007 »;

   emendamento 1.1 (2 parte):
   «Al  comma 2 sostituire le parole  entro il 31 dicembre 2007   con
   nel biennio 2006/2007 »;

   emendamento 1.2:
   «Al  comma  4  sostituire le parole   con  la  disponibilità   con
   mediante corrispondente riduzione dello stanziamento »;

   - dagli onorevoli Minardo, Di Giacomo, Ammatuna, Leontini:
   emendamento 1.3:
   «Sopprimere il comma 2 dell'articolo 1»;

   dagli   onorevoli  Minardo,  Di  Giacomo,  Leontini,   Calanducci,
  Musotto, Ammatuna:
   emendamento A1:
   «Aggiungere il seguente comma:
    Ferme  restando le garanzie occupazionali di cui al  comma  1,  i
  soggetti  di cui al comma 2 dell'articolo 106 della legge regionale
  16  aprile  2003,  n.  4, sono autorizzati ad effettuare  ulteriori
  giornate  lavorative  sino  a concorrenza  delle  disponibilità  di
  bilancio ».

   Comunico,   altresì,  che  è  stato  presentato  dal  Governo   il
  subemendamento 1.7 di riscrittura del comma 1 dell'articolo 1:
   «Per  sopperire  alle esigenze determinatesi in conseguenza  delle
  calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo  scopo
  di   realizzare   interventi   e/o   lavori   di   manutenzione   e
  ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti scolanti,
  nei  consorzi di bonifica le garanzie occupazionali autorizzate per
  l'anno 2010 con disposizione di legge a favore dei soggetti di  cui
  al  comma  2 dell'articolo 1 della l.r. 29 dicembre 2009  n.  13  e
  successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
  di  bilancio,  si applicano per almeno 51 giornate  nel  corso  del
  corrente  anno  ai  lavoratori utilizzati  nel  2007  e  che  hanno
  prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  perché  vedo  che  il tentativo di fare sintesi non  funziona,  nel
  senso che fare sintesi significa ascoltarsi ed avere reciprocità.
   Stiamo  approvando una norma, lo voglio ribadire in italiano:  non
  è in discussione il lavoro delle persone e la fatica che le persone
  mettono nel fare onestamente il proprio lavoro.
   In  questo  caso ci sono stati dei funzionari irresponsabili,  per
  non  dire altro, che hanno, in dispregio delle norme vigenti, negli
  anni scorsi, operato fuori legge assumendo persone senza che ve  ne
  fosse alcuna ragione, se non l'imminenza di campagne elettorali.
   Se  si  vuole  costruire un sistema per cui - l'ho detto  nel  mio
  intervento, l'ho detto con pacatezza - le norme che oggi  si  fanno
  servono  a  sanare con coperture legislative ciò che la  legge  non
  prevedeva e non ha coperto in questi anni, almeno lo si faccia  con
  il rispetto dell'Aula.
     Se  poi, invece, si vuole fare a prescindere da ciò, vi  ricordo
  che i Parlamenti funzionano a maggioranza e a minoranza: ognuno  si
  assume le proprie responsabilità.
   Io  manifesto, così come è stato riscritto il testo  del  Governo,
  non  solo  dubbi, ma invito il Governo a riflettere su  come  debba
  essere scritto, perché non vorrei che qualcuno pensasse di avere un
   successino' oggi perché sarà un danno enorme domani,  compresa  la
  delicatezza  del momento in cui siamo, considerati gli aspetti  che
  riguardano  tutto il precariato in Sicilia,  la  cui  sorte  non  è
  affidata  soltanto alla volontà del Parlamento siciliano  ma  anche
  alla volontà del Parlamento nazionale, che dovrebbe acconsentire  a
  derogare a vigenti norme dello Stato in un clima che, quando alcune
  notizie giungono a mezzo stampa, non è certo positivo nei confronti
  di  una  battaglia  giusta, che è quella di riconoscere  ai  nostri
  precari  storici la possibilità di continuare a vivere  con  onestà
  del proprio lavoro.
   Pertanto,  invito  il  Governo  e in particolar  modo  l'assessore
  Bufardeci   ad  un'ulteriore  riflessione.  Se  così   non   fosse,
  preannuncio la mia astensione sull'emendamento 1.7.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, lei aveva iniziato  oggi  la  seduta
  evocando le regole, convincendoci del fatto che le regole,  da  lei
  discusse   insieme  all'Ufficio  di  Presidenza,  dovevano   essere
  rispettate,  e  mi  sembra  che  il  Parlamento  abbia   avuto   un
  atteggiamento di collaborazione.
   Ora,  però,  ci  consegna un emendamento di  riscrittura  che  non
  cambia  nulla, ad eccezione delle due parole finali,  e  cioè   che
  hanno prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009 .
   Vorrei  sapere se ci volevano tre quarti d'ora per scrivere questa
  cosa   Noi  abbiamo  aspettato  con  grande  pazienza  che  venisse
  riscritto  un  testo  secondo quello che  era  stato  il  dibattito
  parlamentare; invece è stato un presentato un emendamento dove  non
  c'è nulla di nuovo
   Allora,  rispetto a questo, lo ribadisco, c'è un impegno da  parte
  della  Presidenza  e  del  Parlamento  affinché  questo  testo  sia
   blindato , non è possibile togliere o aggiungere nulla, oppure c'è
  un atteggiamento da parte di taluni che decidono cosa si può fare e
  cosa non si può fare?
   Chi sta dirigendo questa macchina - e non si è capito ancora chi è
  - lo dica
   Io  voglio svolgere il mio piccolo ruolo di parlamentare, che è un
  novantesimo, però quel piccolo ruolo lo voglio svolgere al  meglio,
  così  come  possono  svolgerlo tutti gli altri.  Vorrei  capire  se
  esiste - ritengo di no - una piccola o grande casta che decide  non
  so su cosa.
   E'  giunto  in Aula un emendamento di riscrittura che  riscrittura
  non è.
   Mi    riprometto    di    rileggere   attentamente    l'intervento
  dell'onorevole Cracolici sul resoconto stenografico,  che  mi  pare
  debba  essere attenzionato non solo dalla Presidenza  ma  anche  da
  tutta  l'Assemblea, lo ringrazio per l'onestà intellettuale che  lo
  contraddistingue e per l'atteggiamento che ha a favore di tutto  il
  Parlamento  e  non  solo della sua parte politica.  Qualche  volta,
  giustamente, prova una difesa ideologica e partitica,  ma  oggi  ha
  difeso   tutto   il  Parlamento  e  io  mi  sento  di  ringraziarlo
  personalmente come unità di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, le  faccio  notare  che  non  c'è
  nessuna  piccola  casta e nessuna grande casta; si  è  svolta   una
  riunione con i Capigruppo e con il Governo, a seguito della quale è
  stato poi presentato dal Governo l'emendamento 1.7, che riscrive il
  comma  1  dell'articolo  1  e  che,  sostanzialmente,  assorbe  gli
  emendamenti 1.5, 1.1 e 1.6.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, lei ricostruisce  correttamente  il
  pomeriggio  odierno,  tranne  che  per  un  particolare,   che   in
  Conferenza dei capigruppo avevamo alla fine concordato di mantenere
  la  formulazione esistente, cassando però l'avverbio  almeno',  che
  non  è  soltanto una finezza di carattere linguistico, ma evidenzia
  cose importanti.
   Le unità lavorative di cui parliamo sono state impiegate per pochi
  giorni  nel triennio 2007-2008-2009, con difformità, ma sulla  base
  di  decisioni di funzionari irresponsabili che, contravvenendo alla
  norma,   hanno  forzato  e  hanno  dato  vita  a  queste  occasioni
  lavorative  assumendo senza una particolare ragione. Perché  se  le
  ragioni  fossero  state in qualche modo soppesate, onorevole  Dina,
  allora, essendoci lavoratori che da dieci anni sono mantenuti  allo
  stesso numero di giornate, toccava a loro avere qualche giornata in
  più.
   Tuttavia, oggi, con questa formulazione, ci si incarica di  sanare
  quella   forzatura  che,  rispetto  agli  altri  lavoratori   della
  bonifica, costituisce una iniqua disparità di trattamento.
   Allora,  per  evitare  questo,  abbiamo  deciso  di  mantenere  la
  formulazione, facendo però in modo che le garanzie occupazionali si
  applichino per 51 giornate e non  per almeno 51 giornate  nel corso
  del  corrente anno ai lavoratori utilizzati nel 2007  e  che  hanno
  prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009.
   Se  noi  aggiungiamo la parola  almeno  è perché riconosciamo  che
  potrebbe  essere accordata qualche giornata in più; ma se ci  fosse
  questa  esigenza,  allora  è  condivisibile  l'emendamento  da   me
  presentato  con gli onorevoli Minardo, Ragusa e Di Giacomo  per  un
  aumento  di  giornate lavorative nei confronti di  quei  lavoratori
  che,  senza  sforare rispetto alle previsioni di bilancio,  possono
  essere   equamente  coinvolti  ed  utilizzati   nei   progetti   di
  manutenzione, anche perché si tratta di lavoratori che lavorano  in
  queste condizioni da dieci anni e non da tre anni a poche giornate.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  la  ricostruzione
  fatta dal collega Leontini nell'individuare le varie fattispecie di
  lavoratori precari che operano all'interno dei consorzi di bonifica
  presenta  qualche falla, anche perché manca forse una ricostruzione
  storica  degli  ultimi anni, quando non era più  assessore,  perché
  quando era assessore aveva più chiara la realtà.
   I  lavoratori utilizzati negli ultimi tre anni non sono mai andati
  in  conflitto  con  la possibilità di estendere,  di  aumentare  le
  garanzie occupazionali di chi già le aveva.
   Si  tratta di lavori diversi a cui gli stessi si sono dedicati, si
  tratta  di  perizie molto spesso fatte con fondi  non  di  bilancio
  regionale ma del bilancio dei comuni che, in qualche caso, si  sono
  avvalsi anche di finanziamenti extraregionali, mettendo in moto  un
  meccanismo  di  utilizzo  interno di  personale  con  fondi  che  i
  consorzi  gestivano, fermo restando quella platea di personale  che
  aveva acquisito un diritto di giornate che, stiamo attenti, non era
  bloccato   ai  51  giorni  ma,  compatibilmente  con   le   risorse
  finanziarie esistenti, poteva andare avanti aumentando il numero di
  giornate lavorative che poteva svolgere.
   Per  questi  lavoratori  non stiamo chiedendo  un  trattamento  di
  privilegio,   stiamo  cercando  di  immetterli  nell'ambito   delle
  garanzie,  di  dare  una  prospettiva, ma  compatibilmente  con  il
  bilancio e compatibilmente con l'importanza dei lavori che vanno  a
  svolgersi   nell'attività  irrigua  ed  anche  nelle   perizie   di
  miglioramento complessivo. Tanto è vero che l'articolo  2  è  stato
  giustamente  contestato nella formulazione, perché  così  come  era
  stato introdotto sembrava volere stravolgere tutto - e condivido le
  perplessità dell'onorevole Mancuso e dell'onorevole Beninati - come
  se  volessimo  intervenire sulle norme degli appalti  modificandole
  sic  et  simpliciter  con una norma che voleva  avere  una  valenza
  specifica  di  settore. Sicuramente quella norma era scritta  male,
  però  mirava a voler dire che nei consorzi di bonifica, per  quelle
  fattispecie dove c'è l'obbligo di ricorrere all'esterno, si  poteva
  derogare  con la possibilità di andare all'economia diretta,  anche
  per  somme  superiori, consentendo di mettere in circuito  tutti  i
  lavoratori  del  consorzio, consentendo a tutti di  crescere  nelle
  fasce delle garanzie occupazionali, ma senza vincoli.
   Scrivere   almeno  51 , non impone che devono  farne  di  più,  ma
  rientra  in  un  circuito complessivo dove, se ce ne sarà  bisogno,
  potranno essere utilizzati per giornate anche superiori alle 51, ma
  come  tutti gli altri lavoratori che in atto hanno quelle  garanzie
  occupazionali, che non sono vincolanti.
   Se  ci  sono  le  risorse e le esigenze progettuali di  interventi
  conducenti  al  buon  andamento del  consorzio  che  deve  guardare
  all'obiettivo principale, che è l'attività irrigua, tutti  potranno
  accedere  ad un aumento di giornate. Se diciamo che solo questi  si
  devono   fermare  a  51  giornate,  stiamo  creando  una  ulteriore
  disparità, per un verso reinserendoli nel circuito delle  garanzie,
  e per un altro vincolandoli ad un periodo che non giova a nessuno.
   Ritengo  che  il  buon  senso dovrebbe portarci  a  non  accanirci
  sull'avverbio  almeno , che sicuramente non obbliga il consorzio ad
  aumentare  ma  dà  semplicemente una facoltà e  una  opportunità  a
  questi  lavoratori  come a quegli altri che già operano  dentro  le
  garanzie occupazionali.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   dopo   avere
  attentamente ascoltato chi mi ha preceduto, mi sorge un dubbio: che
  non   si   voglia   affrontare,  in  maniera  organica,   compiuta,
  soprattutto  concreta,  la  tanto  agognata  risistemazione  di  un
  comparto,  che è quello dei consorzi di bonifica, al  di  là  delle
  sconcezze  di  cui qualche collega che mi ha preceduto  ha  parlato
  ergendosi,  a  mio  avviso,  a tribuno o,  forse  tardivamente,  di
  presunte - ripeto - nefandezze che sarebbero state fatte in passato
  da  cattive  amministrazioni,  che avrebbero  forse  abusato  nelle
  assunzioni.
   Mi  viene,  quindi, questo grave dubbio ed è un  dubbio  che  deve
  interessare    ognuno    dei   parlamentari,    piccola,    sparuta
  rappresentanza parlamentare che, purtroppo, continua sempre meno  a
  frequentare quest'Aula. Qui non è, a mio avviso, signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  solo  ed  esclusivamente  una  battaglia   di
  clientela, nel senso nobile del termine, e quindi cercare  di  dare
  speranza a chi ha lavorato onestamente negli ultimi anni.
   Nell'esame  attento  di questo disegno di legge,  e  quindi  degli
  emendamenti che ne fanno parte, bisognerebbe partire,  non  si  può
  assolutamente prescindere da una necessità, dal rendersi conto  che
  noi ci troviamo in Sicilia, ci troviamo in una terra che ha bisogno
  di  sistemare, una volta per tutte, la problematica dei consorzi di
  bonifica,  perché  basta farsi un giro dei consorzi  siciliani  per
  capire  e  verificare quali sono le proteste in questi  giorni.  Mi
  riferisco  alla provincia di Catania, ai proprietari  terrieri  che
  chiedono  acqua,  che chiedono assistenza, che chiedono  materiale,
  che chiedono tutto quello che dovrebbe essere loro diritto e nostro
  dovere fornirgli.
   E,   quindi,  mi  dispiace  che  parlamentari  attenti,  come   il
  presidente  della  Commissione  Territorio e  ambiente ,  onorevole
  Mancuso,  sia  così attento alla riscrittura, anche perché,  se  di
  riscrittura  si  parla,  quand'anche si trattasse  di  una  virgola
  aggiunta in più o in meno, sempre riscrittura è.
   Così come ritengo sia importante quanto ha detto l'onorevole Dina.
  Come  si  fa  a  parlare  di  rilancio,  di  riorganizzazione,   di
  rispalmatura  del  personale  cercando  di  impiegarlo  in  maniera
  compiuta  e  finalizzata al funzionamento  di  consorzi  che  hanno
  rappresentato  negli  ultimi anni un grave  neo  all'interno  della
  nostra  Amministrazione regionale? Come si fa a  dire  che  saranno
  cinquantuno e non quarantanove o settantaquattro, anche perché,  se
  parliamo di riscrittura, onorevole Cracolici, lei lo considererà un
  inutile orpello o aria fritta per dire  a pane e salame .
   Ma  quando  l'emendamento  comincia  Per sopperire  alle  esigenze
  determinatesi  in conseguenza delle calamità naturali  verificatesi
  nel  periodo  2009-2010 ed allo scopo di realizzare interventi  e/o
  lavori   di  manutenzione  ed  ammodernamento  delle  reti  irrigue
  collettive   , se noi volessimo realmente andare incontro a  quella
  volontà  che  dovrebbe spingere tutti noi, prima di  decidere  come
  votare  su  questo emendamento, dovremmo pensare - al di  là  della
  necessità  o  della giustezza, perché ho anche sentito  parlare  di
  equità  e  iniquità - che è assurdo cristallizzare  in  cinquantuno
  giorni,  togliendo quella che potrebbe essere, onorevole  Cracolici
  l'esigenza di lavorare cinquantadue o cinquantatre giorni.
   Piuttosto  che  pensare  sempre  al  male  o  partire  da  analisi
  dietrologiche  che  rappresentano il fallimento degli  ultimi  anni
  riportando oggi, in maniera alquanto tardiva, le presunte sconcezze
  -  perché  io non mi sento né giudice né arbitro di un passato  che
  non  mi  appartiene  - messe in campo da coloro i  quali  avrebbero
  abusato  in  queste assunzioni, la determinazione di un  Parlamento
  cosciente,  responsabile  ed equo, questo sì,  onorevoli  colleghi,
  dovrebbe  portarci  non  a  lasciare  quella  famosa  clausola   di
  salvaguardia    almeno ,   che   sarebbe   un'apertura   verso   un
  indiscriminato  ricorso a una forza lavoro che  non  serve,  perché
  altrimenti saremmo criminali nel perpetuare quanto è stato fatto in
  questi anni.
   Ma  se noi vogliamo realmente finirla con le porcherie, siccome il
  pregiudizio  è  già  una  condanna a priori senza  avere  realmente
  verificato  l'esigenza che ci può essere nelle campagne  siciliane,
  io  ritengo  criminale  - e mi ricorda un po'  un'amnistia  con  la
  castrazione chimica - un Parlamento che agisce in questo modo.  Sì,
  perché  un'amnistia con la castrazione chimica è quando un soggetto
  usufruisce di un premio, di uno sconto, ma uscendo dal carcere però
  lo  castrano  chimicamente; quindi poi alla fine,  tra  il  dare  e
  l'avere, non ha avuto niente.
   La  cosa  importante, e concludo, è quella che  la  determinazione
  ripeto  di  questo  Parlamento fuori  dal  preconcetto,  fuori  dal
  pregiudizio,  è assurdo che si soffermi nella cristallizzazione  di
  cinquantuno giornate che potrebbero - e il condizionale è d'obbligo
  -  essere insufficienti per svolgere un regolare lavoro all'interno
  di   un   mondo   che   è  stato  in  questi  anni   contrassegnato
  dall'irregolarità,    dall'illegittimità,    dal    disordine     e
  dall'approssimazione.
   E  allora, onorevole Cracolici, mi rivolgo idealmente a lei, non è
  blasfemo,  non è peregrino, non è reato lasciare almeno all'interno
  di  quest'emendamento, ritengo che sia responsabilmente  proiettato
  verso una visione dinamica moderna e finalmente funzionale di  quei
  tanto vituperati consorzi.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  verità  non
  volevo prendere la parola, anche perché sono convinto che essendo i
  miei  primi mesi qui l'esperienza è maestra di vita, ma mi ricordo,
  l'ha  detto  l'onorevole Cracolici, che almeno una  volta  potevamo
  fare il caporale di giornata.
   La  storia di questi lavoratori è particolarmente articolata,  non
  c'è dubbio che tanti altri lavoratori precari meritano l'attenzione
  di quest'Aula, del Governo e soprattutto di ognuno di noi che nella
  vita  quotidiana  vede quali sono i problemi e le problematiche  di
  questa  gente.  Ma siccome non riesco mai a risolvere  più  di  una
  cosa, almeno cerco di risolvere una cosa per volta.
   Oggi  a quest'Aula si sta presentando l'opportunità di intervenire
  in  un  piccolo  capitolo, in un settore grande  che  è  in  crisi,
  laddove nella piana di Catania non si sta irrigando perché non solo
  c'è  stata  l'agitazione di questi operai, ma c'è stata soprattutto
  una,  non  dico disattenzione, ma una non tempestività  nel  potere
  svolgere  il  lavoro, vista la crisi economica e la  difficoltà  in
  tutti i settori, e nel settore agricolo in modo particolare.
   Pertanto,  dico  all'onorevole  Cracolici,  che  tante  volte   ho
  apprezzato  nelle sue esposizioni, che sicuramente i rilievi  fatti
  dal punto di vista normativo mi hanno convinto, sono reali.
   Però,  per questa volta, visto che stiamo affrontando un  problema
  esistenziale per una categoria di lavoratori, un problema che  può,
  in  qualche  maniera, venire incontro all'esigenza di un territorio
  vasto,   visto   che   stiamo  per  l'ennesima   volta   discutendo
  sull'avverbio   almeno', vorrei dire che all'inizio, quando  furono
  formulati  gli  emendamenti, la parola  almeno' l'ho suggerita  io,
  immodestamente e sommessamente, e questo  almeno' non è sicuramente
  una condizione imperativa per condizionare l'iter occupazionale  di
  questa gente.
   Tra  l'altro, voglio sottolineare all'onorevole Leontini che tutti
  questi   lavoratori  non  lavoravano  per  qualche  giorno,  perché
  parliamo  di centouno giorni e centocinquanta giorni, solo qualcuno
  ha  lavorato per cinquantuno giorni. Per cui, lo sforzo che  stanno
  facendo  l'Aula  e il Governo nel proporre questa  riscrittura  con
   almeno'    non   modifica   granché   l'atteggiamento    dell'Aula
  precedentemente esposto.
   Io  ricordo  che  quando ero piccolo mio nonno mi diceva:   almeno
  lascia libera la speranza'. Ecco questo  almeno' è la speranza  che
  questi  lavoratori  possano  - entro i  limiti  di  bilancio  e  le
  condizioni di spesa favorevoli - aggiungere qualche altra giornata.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  semplicemente  rafforzare il concetto che ha  espresso  l'onorevole
  Dina,  che  rappresenta appieno il mio punto di vista in merito  al
  provvedimento che il Governo ci sottopone con questa riscrittura.
   Credo  sia  doveroso da parte nostra, alla luce  dell'impegno  che
  abbiamo  assunto,  sia come parlamentari ma anche  il  Governo,  di
  valutare  alcune  categorie  di  lavoratori  che  non  sono   state
  ricomprese  all'interno  di quella che era la  manovra  finanziaria
  dove,  per  espressa indicazione del Governo,  si  era  parlato  in
  maniera   esplicita  di  due  comparti,  due  grossi  comparti   di
  lavoratori che erano rimasti fuori da quella trattazione.
   Ricordo  perfettamente  le  parole del  Presidente  Lombardo,  che
  stasera  abbiamo il piacere di avere qui in Aula, le  dichiarazioni
  che  si  impegnavano a valutare in maniera concreta la problematica
  che  riguardava  queste persone, che sono appunto i lavoratori  dei
  consorzi di bonifica.
   Però, rispetto a quegli impegni assunti, ancora una volta ci  sono
  degli  elementi che non mi sono chiari. Rifacendomi alle parole  di
  questa  Presidenza,  che  poc'anzi ha richiamato  quattro  elementi
  fondamentali in base ai quali ci si è determinati sulla opportunità
  di  non  accettare  altri  emendamenti che  esulassero  la  materia
  strettamente   legata   ai  consorzi  di  bonifica,   devo   invece
  puntualizzare alcune mie considerazioni.
   Per quel che riguarda la compatibilità legislativa delle norme che
  erano  state  presentate, ritengo che molte di queste non  avessero
  questo  tipo  di problema, così come la copertura finanziaria  che,
  per la stragrande maggioranza e per quello che mi è stato dato modo
  di  vedere,  non  era  necessaria; né tanto  meno  per  quello  che
  riguardava la coerenza rispetto al testo.
   Ed è proprio su questo che vorrei spendere qualche parola.
   La  prima  norma,  su  cui stiamo lungamente dibattendo,  riguarda
  materia  che  afferisce  strettamente  al  lavoro.  Infatti  stiamo
  parlando non di riordino di un comparto ma dei lavoratori,  che  io
  sostengo,  e  credo sia giusto far inserire all'interno  di  questa
  norma  perché  è  giusto dare a questa gente anche  una  continuità
  lavorativa.  Però, dall'altra parte, non mi spiego la  ragione  per
  cui  altri  tipi di lavoratori che oggi, invece, non sono argomento
  di discussione siano stati assolutamente messi da parte.
   Chiedo alla Presidenza di ribadire l'impegno che aveva assunto,  e
  lo  chiedo  in  presenza del Governo, perché mi  auguro  che  venga
  calendarizzata al più presto una norma che possa avere quanto  meno
  la  possibilità di essere discussa in Aula prima della  conclusione
  della sessione estiva.
   Chiedo   alla   Presidenza   che  ci   dia   la   possibilità   di
  calendarizzare,  alla  prima Conferenza dei  capigruppo  utile,  un
  disegno di legge che venga esitato dalla quinta Commissione  e  che
  abbia ad oggetto tutta una serie di lavoratori.
   Stasera,   io   ho   sentito  più  volte   ripetere   il   termine
  ingiustizia';  ebbene,  credo che  sia una ingiustizia  che  stiamo
  consumando,  a fronte dei lavoratori dei consorzi di  bonifica  che
  giustamente rivendicano la possibilità di lavorare  per le  ragioni
  che  anche  poc'anzi l'onorevole Arena ribadiva, in quanto  possono
  venire incontro a delle necessità che sono legate a dei problemi di
  cui ha parlato prima.
   Pertanto,  non  è solo un problema occupazionale,  ma  sicuramente
  viene   incontro  ad  una  esigenza  che  è  della  Sicilia  tutta;
  dall'altro,  però  ritengo che ci siano anche dei  lavoratori  che,
  ripeto, ingiustamente sono stati messi da parte: mi riferisco a due
  categorie  che sono state oggetto della finanziaria e che  sono  il
  personale della Spe e del CIAPI.
   Noi abbiamo approvato in finanziaria l'articolo 52 che riguarda il
  personale dell'ex emergenza Palermo, ossia i PIP Palermo,  i  quali
  avevano a compendio due emendamenti che sono stati messi, per  così
  dire,   in  stand  by,  perchè  sarebbero  stati  oggetto  di   una
  trattazione successiva in Aula, la prima utile. Ebbene, questo oggi
  non sta avvenendo.
   Io  oggi  sono  assolutamente favorevole a che questo  disegno  di
  legge  sia  approvato  celermente per dare  tranquillità  a  questi
  lavoratori  e soprattutto continuità lavorativa e chiedo fortemente
  a  questa Presidenza e a questo Governo di discutere - poi  l'esito
  dell'Aula  lo  vedremo - la problematica di una serie  di  comparti
  lavorativi che ingiustamente sono stati trascurati.
   Non  è  pensabile  che  ci si possa occupare  di  un  comparto  di
  lavoratori  e  di  altri  no  Siamo assolutamente  in  presenza  di
  situazioni uguali, quindi sull'ingiustizia io direi di  stare molto
  attenti, perché una ingiustizia stasera la stiamo commettendo.
   Rispetto a ciò, chiedo quindi che la Presidenza si esprima.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, lei sa bene che questa è materia di
  Conferenza  di capigruppo alla presenza del Governo e  rispetto  al
  ruolo che svolge questa Presidenza.
   Quindi, è ovvio che discuteremo anche di questi problemi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, ho espletato il compito che lei mi  ha
  dato di rileggere l'emendamento 1.7 in quanto lei sosteneva che era
  una riscrittura del comma 1 e degli emendamenti 1.5, 1.1 e 1.2.

   PRESIDENTE. Non ho detto questo, onorevole Mancuso, ho detto e  le
  ripeto  che  se  realmente  l'1.7 è  la  riscrittura  del  comma  1
  dell'articolo  1,  comunque  di  fatto  determina  il   superamento
  dell'emendamento  1.5,  dell'1.1 (prima parte),  dell'1.1  (seconda
  parte), dell'1.6 e dell'A1.

   MANCUSO. Signor Presidente, siccome siamo in una fase costruttiva,
  mi  deve dare la possibilità, vista la mia limitata scolarità mi ha
  permesso  di  apprezzare  quanto detto dall'onorevole  Arena.  Però
  domani  lo  leggerò  nel  resoconto stenografico  perché  non  sono
  riuscito  ad  assimilare  quanto era utile  per  il  prosieguo  dei
  lavori.
   E  voglio  essere più chiaro senza nessuna ipocrisia in  modo  che
  anche  chi ci ascolta fuori da questa Aula si renda conto di quello
  che  stiamo  dicendo. Non vado fuori dal tema che è all'ordine  dei
  lavori.
   In  Commissione  Bilancio, ai commissari e ai deputati  che  hanno
  partecipato a quella Commissione è stata data per la prima volta  -
  io  frequento  questo Parlamento da circa nove anni -  una  tabella
  dalla Direzione generale,  personale autorizzato' e  personale  non
  autorizzato'.
   Quindi,  la  Direzione  generale  di  un  Dipartimento  metteva  a
  conoscenza del Parlamento e dei deputati che c'era un'importante  e
  numerica,  sotto  il  profilo  della  autorizzazione,  presenza  di
  soggetti che usufruivano delle norme di cui stiamo parlando.  Nello
  stesso  tempo,  c'è  un'altra importante  e  numerica  presenza  di
  personale che invece, non autorizzato, dovrebbe usufruire di queste
  norme.
   La responsabilità di ogni padre di famiglia, perché se parliamo di
  padri   di  famiglia  ci  troviamo  tutti  d'accordo  e  io  vorrei
  richiamare l'onorevole Arena al buon senso dei padri di famiglia  e
  non  a  questo attacco indiscriminato a quasi tutti i parlamentari,
  perché  il buon senso del buon padre di famiglia, onorevole  Arena,
  ci  permette  di  rimanere in Aula, anche  se  all'opposizione,  in
  quanto la responsabilità del buon padre di famiglia non mette sotto
  il  profilo  politico questa norma, questa legge  e  anche  il  suo
  atteggiamento  nei  nostri confronti, perché se dovessimo  misurare
  l'atteggiamento  dell'onorevole  Arena  nei  confronti   dei   suoi
  colleghi, dovremmo fare un altro tipo di azione parlamentare,  dove
  piuttosto  che  la  sparuta  minoranza di  parlamentari  a  cui  si
  riferisce, mi pare che lei rimarrà solo questa sera.
   Siccome siamo buoni padri di famiglia e riteniamo che queste norme
  sono  nell'indirizzo e nell'interesse dei padri di famiglia, stiamo
  mettendo  da  parte  tutto quello che riguarda la  politica,  tutto
  quello che può riguardare il contrasto in questo Parlamento.
   Solo  questo  ci  spinge a stare qua dentro, non  altro.  Lei,  se
  vuole, poi venga qui e ci aiuti ancora

   ARENA.  Tu appartieni a coloro che non vogliono fare questa legge.
  Tu sei tra coloro che vogliono rovinare questa Terra

   MANCUSO. Solo lo spirito di collaborazione ad un disegno di  legge
  che guarda ad una situazione di precariato difficile.
   Per  quanto mi riguarda fino alla fine resterò in Aula per aiutare
  un  percorso che salvi una situazione diventata incresciosa e spero
  che  questo  atteggiamento consapevole non  venga  strumentalizzato
  ancora una volta da altri parlamentari, da questo scranno.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevole Assessore, mi segua  perché
  il  mio  vuole  essere un contributo alla  riscrittura,  che  forse
  potrebbe dare una maggiore chiarezza anche a chi lo legge.
   Allora,  siccome  credo, da quello che ho  capito  ormai,  il  mio
  intervento è a supporto di questa norma, altrimenti - come ha detto
  l'onorevole Mancuso - non saremmo stati neanche qui a parlarne.
   Le  suggerisco  di  valutare l'opportunità, intanto  sinceramente,
  Assessore, non capisco cosa sono le reti scolanti.

   CRACOLICI. Le reti ISAI.

   BENINATI.  Io  non so cosa è questa parola perché  i  consorzi  di
  bonifica  gestiscono le reti irrigue, i tubi e certamente  le  reti
  scolanti  possono  essere nei terreni. Non so se  questa  parola  è
  corretta  o  meno. Lo verifichi con i suoi uffici  se  è  opportuno
  correggerla, perché non so cosa sia, non la  conosco. Poi  dovremmo
  aggiungere   di  consorzi', in quanto gestite dai  consorzi  perché
  queste opere non sono dei consorzi, sono gestite dai consorzi  come
  era scritto meglio nel suo emendamento.
   Il  suo  emendamento diceva  gestiti dai consorzi'. Quindi secondo
  me  va  corretto  con   gestito  dai consorzi'  perché  i  consorzi
  gestiscono  e, se lo ritiene, la riformulazione la farei totalmente
  al  contrario. Cambiare totalmente l'impostazione, perché alla fine
  cosa  si  vuole fare? Quella legge che abbiamo approvato a dicembre
  la  si vuole estendere anche a quelle figure 2007, 2008 e 2009, per
  che cosa? Per far fare le cinquantuno giornate almeno, questa è una
  scelta  sua,  ma comunque proprio per sopperire alle  esigenze  dei
  fenomeni di conseguenza.
   Quindi, la imposterei totalmente al contrario, e la scriverei così
   Le  garanzie  occupazionali autorizzate per  l'anno  2010  con  le
  disposizioni  di  legge a favore dei soggetti di  cui  all'articolo
  eccetera,  eccetera, nei limiti degli stanziamenti di bilancio  che
  si  applicano  per almeno cinquantuno giornate anche ai  lavoratori
  utilizzati  nel  2007  e che hanno prestato  attività  nel  2008  e
  2009  per che cosa?  Per sopperire alle esigenze  determinatesi
   E'  una  valutazione, se lei vuole accoglierla, bene. Comunque  il
  termine  reti scolanti' non so se è giusto, non la conosco, non  so
  che cosa sia, ma certamente le parole  nei consorzi' vanno corrette
  in  gestiti dai consorzi'.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente,  desidero  dire ai colleghi che  sono  intervenuti,  da
  ultimo  all'onorevole Beninati, che abbiamo fatto questa Conferenza
  dei  capigruppo per tentare di trovare una sintesi. E credo che  il
  Governo  abbia dimostrato ogni volontà per cercare di  semplificare
  il testo e portarlo ad una rapida approvazione.
   Il  Governo  ha  detto  e lo ripete che, al  di  là  di  qualunque
  questione,  ritira  l'emendamento all'articolo 2  e  quindi  decade
  l'articolo  2.  Ha detto che darà parere favorevole all'emendamento
  1.3 che sopprime il comma 2. Esprimerà, invece, un parere contrario
  sull'emendamento  aggiuntivo  A1  perché  sarebbe  una   estensione
  assoluta   a  tutti  che  comporterebbe  dei  problemi  di   tenuta
  finanziaria, in quel caso il dato è oggettivo in quanto  il  numero
  sarebbe   presso   che  imprecisato  e  imprevedibile.   Ma   nella
  riscrittura - ricordo a me stesso - che nel corso della  Conferenza
  vi  erano  delle  divergenze, vi era la posizione di  chi  riteneva
  l'avverbio   almeno'  una  possibilità  di  ampliare  le   giornate
  lavorative a fronte di alcune circostanze particolari e  di  alcune
  necessità;  vi  era  la  posizione  dell'onorevole  Cracolici,   ad
  esempio,  che  era contrario; in quella riscrittura il  Governo  ha
  inserito l'avverbio  almeno' nella convinzione che questo avverbio,
  condizionato   dai   limiti   degli   stanziamenti   di   bilancio,
  condizionato   dalle  norme,  da  ultimo  della  finanziaria,   che
  impongono  al dirigente di non potere fare nuove assunzioni,  dalle
  condizioni  più  complessive in ordine alle quali stiamo  lavorando
  perché da una ricognizione oggi sappiamo quello che è il debito del
  mondo  dei  consorzi,  stiamo operando una serie  di  circolari  di
  assegnazioni  che diventano sempre più stringenti e  nei  confronti
  delle quali sempre meno vi potrà essere la possibilità di ampliare,
  di allargare e di andare a pie'di lista che è costato alla Regione,
  ad oggi, circa 120 milioni.
   Voleva,  quindi,  essere - e vuole essere  -  questo   almeno'  la
  teorica  possibilità,  evidentemente  per  ragioni  oggettive,  per
  ragioni  specifiche connesse alla siccità da un canto,  alle  frane
  dall'altro,  ai  livelli  calamitosi ancora,  alla  situazione  più
  complessiva,  di  potere  fare  svolgere,  eventualmente   che   ne
  sussistessero  o  venissero a verificarsi  situazioni  particolari,
  qualche  giornata  in più, e giammai - e credo che  lo  sappiano  i
  lavoratori interessati - che il passare dal numero di giornate  ben
  maggiori  di  quelle che hanno fatto nell'ultimo  periodo  rispetto
  alle  51  sia  già un significativo modo di dire in  maniera  molto
  netta  e  chiara  non  si  può fare finta  di  nulla,  non  si  può
  privilegiare  un soggetto fuori garanzia rispetto ai soggetti  che,
  invece, rientrano nelle norme.
   Quindi  mi  permetto, proprio per la snellezza dei lavori  che  ci
  hanno  impegnato  già  per  più  sedute,  che  hanno  impegnato  le
  Commissioni, che hanno impegnato questo Parlamento e che hanno  già
  visto,  questa è la terza seduta specifica, una venne rinviata  per
  un  presunto  ritardo, nonostante il Governo avesse comunicato  che
  l'assessore  di  riferimento era in arrivo; l'altro ieri  l'abbiamo
  differita  perché,  giustamente,  occorreva  il  termine  per   gli
  emendamenti;  alla  fine  oggi  siamo  ad  uno  sparuto  numero  di
  emendamenti  e  si  sostanzia questo disegno di legge  soltanto  in
  questo  primo  comma dell'articolo 1, perché poi  c'è  soltanto  la
  parte  che  riguarda la provvista finanziaria che è stata anch'essa
  oggetto  di  approfondimento  e  di  rassicurazione.  Quindi  siamo
  veramente ad una norma che se noi vogliamo nell'arco di tre  minuti
  abbiamo definito e votato.
   Credo  che  possa  essere  ritenuto credibile  il  Governo  ed  il
  Dipartimento che riceverà ulteriore nota assolutamente cogente  che
  non potrà assegnare risorse se non nell'ambito di queste giornate e
  che  le  eventuali  ulteriori giornate, se  dovessero  intervenire,
  sarebbero  dovute  esclusivamente  a  fatti  importanti,  a   fatti
  oggettivi  e  non  ad un ulteriore sbracamento come  quello  che  è
  intervenuto e mai per dare eventualmente garanzie a chi  in  questo
  momento  non  le  ha  rispetto ad altri  soggetti  che  sono  ormai
  istituzionalizzati con le famose 51, 101 o 151 giornate.
   Credo,  quindi,  di poter appellarmi a questa Aula,  perché  ormai
  sono  ben  oltre  quattro ore che siamo qui a discutere  di  questo
  testo.  Sappiamo  anche  quanta  attesa  occupazionale  e,  se   mi
  permettete,  non soltanto sociale, ma anche umana, vi è  attorno  a
  questo  articolo  di legge per il quale credo che  potere  liberare
  quest'Aula  dando  questo  segnale  che,  comunque,  considero   di
  speranza, in un quadro che poi quest'Aula potrà andare a rivisitare
  quanto  prima,  a partire dalla settimana prossima  con  norme  che
  riguarderanno  il  mondo  del precariato  ed  altro,  sia  un  buon
  segnale,  sia  una buona cosa per concludere questa annosa  vicenda
  che, ricordo, è stata già trattata nel corso della famosa notte del
  30 aprile che giunse fino alla mattina dell'1 maggio.
   Quindi mi permetto di dire, signor Presidente, che al di là  della
  formulazione  di questa riscrittura che vuole l'onorevole  Beninati
  invertendo  i concetti, la sostanza non cambia. Dico a precisazione
  che  reti  scolanti  sono proprio le reti di bonifica,  quelli  del
  deflusso superficiale; si chiamano reti di bonifica o reti scolanti
  e sono questo.
   Al di là, quindi, della inversione letterale del testo la sostanza
  è questa
   Con  questa sostanza, solo con quello spirito e con l'impegno  che
  le  direttive che saranno assegnate ai consorzi saranno quanto  più
  rigorose  ed altrettanto saranno i controlli, perché non  ci  siano
  giornate   in   più   se   non  assolutamente   indispensabili   al
  completamento  di  lavori indifferibili ed urgenti,  io  credo  che
  questa   decisione,  con  l'anticipato  impegno  del  Governo,   di
  sopprimere  l'articolo  2, dandovi parere  contrario  e  quindi  di
  mantenere  il  comma  2 dell'articolo 1, possa essere  una  sintesi
  virtuosa  che  chiude  questa  pagina  e  rinvia  la  materia   più
  complessiva  a  mercoledì prossimo per quanto  riguarda  la  nostra
  grande piaga sociale del precariato.
   Pertanto,  signor  Presidente, chiedo  di  andare  avanti  votando
  intanto  l'articolo  1, il che ha una serie di  conseguenze  perché
  farebbe  superare l'esame di alcuni emendamenti e  potremmo  andare
  direttamente alla conclusione di tutto l'articolato.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, desidera intervenire ancora?

   RAGUSA. Rinuncio.

   PRESIDENTE. La ringrazio.
   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato   dagli
  onorevoli Cracolici, Di Benedetto ed altri il subemendamento  1.7.1
  all'emendamento 1.7:
   «Dopo le parole  si applicano per' sopprimere la parola  almeno'».

   Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  facendo
  diventare  questa  discussione  molto  antipatica  perché  si   sta
  costruendo attorno all'avverbio la questione, la sostanza di questa
  legge, che invece non è l'avverbio almeno né il più né il forse.
   Questo è un disegno di legge che cerca di sanare una questione  in
  nome   di   ragioni   sociali,  dopo  di  che,   vorrei   ricordare
  all'Assessore,  che  nei limiti dello stanziamento di  bilancio   è
  una  affermazione che, per quanto riguarda i consorzi di  bonifica,
  praticamente  non  vuol dire nulla. Aggiungo, carissimo  Assessore,
  che  per la copertura finanziaria che prevediamo per questa  norma,
  visto  e  considerato  che si è detto che  le  persone  interessate
  dovrebbero  essere  circa  260, 270 complessivamente,  vorrei  fare
  quattro  conti: il costo di una giornata di lavoro per una  persona
  mediamente   oscilla  tra  gli  80  e  gli  85  euro.  Faccia   una
  moltiplicazione,  Assessore,  e vedrà che  unmilioneottocento  mila
  euro  è  già ben oltre le 51 giornate per le persone che andiamo  a
  prorogare. Dopo di che, io credo che tutto si può fare e  tutto  si
  può  decidere, ma sempre senza carte truccate. Glielo faccio io  il
  conto, Assessore: costano circa 1 milione e 50 mila euro.

   DINA. Il capitolo è comprensivo di tutti gli altri.

   CRACOLICI. Degli altri chi? Le leggi di bilancio non sono...c'è un
  milione e 800 mila per questa norma.

   DINA. Non è così.

   CRACOLICI. Come  non è così , allora la norma non è coperta.
   Io credo che il concetto di  almeno' è un concetto di arbitrarietà
  che  si  introduce  e di assoluta incertezza che rende  incerta  la
  legge,  aggiungo  nel rispetto del diritto al lavoro  di  chiunque;
  però  il  diritto  al lavoro non può diventare  un  privilegio  per
  alcuni e per altri no, ripeto.
   Ci  sono lavoratori in garanzia occupazionale che hanno un  numero
  di giornate lavorative che da anni è lo stesso, quindi non possiamo
  introdurre  un principio che per alcuni c'è almeno e  per  altri  è
  fisso.  O si introduce un principio che stabilisce da questo  punto
  di vista equità, ecco il senso della parola  almeno' da togliere.
     Per  intenderci,  Assessore, io  non  sono  tra  quelli  che  se
  dovessimo  togliere la parola  almeno' pensano di avere risolto  il
  problema   Come  è  noto,  il numero di  giornate  non  dipende  né
  dall'avverbio  almeno' né dall'autorizzazione di questo Parlamento.
  Il  numero di giornate, ad oggi, è stato stabilito sulla base della
  negoziazione  consorzio  per  consorzio  e  continuerà  ad   essere
  stabilito su questo, per essere chiari.
   Quindi,  qui  stiamo  semplicemente  autorizzando  l'arbitrio  con
  l'avverbio  almeno'.
   Allora, siccome ognuno si deve assumere le proprie responsabilità,
  a  cominciare  dai  commissari  dei consorzi,  almeno  fissiamo  un
  paletto.  E  il  paletto  è  che c'è  una  copertura,  le  garanzie
  occupazionali  sono in forza di una norma; dopo di che  ognuno,  se
  vuole  continuare a fare quello che hanno fatto i suoi predecessori
  si  accomodi pure, tanto in questa Regione nessuno risponde mai  di
  nulla.  Infatti, se oggi siamo in questa situazione  e  se  abbiamo
  circa  270 persone che lavorano nei consorzi di bonifica,  pur  con
  tanta gente che fa con onestà e con sacrificio il proprio lavoro  e
  domani  avremo mezza Sicilia che protesta perché siamo al  mese  di
  giugno,  a  metà  giugno, e non è iniziata la campagna  irrigua  in
  tantissimi comuni, in tantissimi territori della Sicilia,  dopo  di
  che  forse dobbiamo aspettare solo le piogge per dare l'acqua nelle
  nostre campagne, è inutile che facciamo grandi discussioni.
   Io credo che la questione dell'avverbio  almeno' si pone nel senso
  che  bisogna  sopprimerlo  per  dare certezza  alla  generalità  ed
  astrattezza  della  norma.  Ecco  perché  inviterei  il  Governo  a
  valutare  positivamente la soluzione che ho proposto  perché  credo
  che con questa soluzione, proposta da me e dai colleghi che insieme
  a  me  hanno  firmato  l'emendamento,  non  significa  che  non  ci
  potrebbero  essere  ulteriori giornate  in  nome  delle  cosiddette
  perizie  di  variante,  significa  che  le  garanzie  occupazionali
  riconosciute a quei lavoratori per gli anni 2007, 2008 e 2009  sono
  per 51 giornate.
   Per  il  resto, come hanno fatto nel 2007, nel 2008  e  nel  2009,
  forse  potranno  fare anche nel 2010. Per essere  chiari,  di  cosa
  stiamo  parlando?  Quindi togliere l'almeno ridà certezza,  secondo
  me, alla norma e inviterei il Governo a tenerne conto.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, capisco che c'è anche un po' di  noia,
  ma  su  questo  argomento ci possiamo cimentare. Io apprendo  dalla
  stampa  che il nostro Presidente Lombardo va a Roma per cercare  di
  non  sforare  il  patto di stabilità, che è cosa importante  perché
  riguarda  il  mondo  del  lavoro, ed in particolare  il  mondo  dei
  precari.
   Comprendo e apprezzo lo sforzo dell'assessore Bufardeci perché  ha
  capito  perfettamente il dramma di questi lavoratori che alla  fine
  andranno a fare solo 51 giornate - stiamo parlando di 51 giornate -
  e  vorrei  spiegare  per la mia esperienza all'amico  Leontini,  al
  capogruppo  Cracolici che l'avverbio  almeno' vuol dire 51,  perché
  servono 51 giornate per avere poi la disoccupazione, perché se  non
  fanno 51 giornate non possono avere il diritto alla disoccupazione.
  Pertanto  mi pare proprio un discorso di lana caprina parlando  non
  di  5100  giornate, ma di 51 giornate che sono oggi da un punto  di
  vista  economico  4.500 euro dati a ciascuna  famiglia.  Spiegatemi
  cosa farà questa famiglia con 51 giornate lavorative.
   E'  da  tre  ore  che parliamo per approvare 51 giornate.  Allora,
  votiamo  e  basta,  ma  con  almeno  51  giornate  perché  così  le
  garantiamo a questi lavoratori.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  per  ribadire
  quanto  già  detto  ma  per dare un chiarimento  sotto  il  profilo
  finanziario  anche al collega Cracolici, al quale forse  sfugge  il
  percorso  di  questa norma. La norma era stata  già  apprezzata  in
  Commissione   Bilancio  nell'esame  della  legge  finanziaria;   lo
  stanziamento  che  considera  tutta  l'attività  dei  consorzi,   i
  duemilioniottocentomila euro, riguarda la fattispecie del personale
  di  tutti  i consorzi, è omnicomprensivo, comprendeva anche  questi
  lavoratori perché la norma era all'interno della finanziaria

   CRACOLICI. Ma che dici?

   DINA.   ed  è  una norma che, poi, è stata espunta dal  Presidente
  dell'Assemblea, dentro quella copertura, a seguito di  un  incontro
  con  i  funzionari, era stata prevista la somma che, in atto, copre
  anche questa platea.
   Per  cui,  lo  stanziamento non è solo  per  questa  platea  ma  è
  relativo  alla  platea  complessiva  del  personale  dei  consorzi,
  quindi,  questo  è l'aspetto finanziario su cui vorrei  rassicurare
  l'onorevole Cracolici.

   GIANNI. Chiariamo questo passaggio

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, onorevole Colianni, la  invito  a
  tenere un comportamento più consono  e rispettoso di questo luogo.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sì, però stia calmo e se si siede è anche meglio. Così
  continuiamo con calma la discussione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  qualche
  collega, qui, intervenendo ha fatto cenno

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, mi fa la  cortesia  di  sedersi?
  Prego onorevole Di Benedetto.

   DI  BENEDETTO. Dicevo che qualche collega, prima, intervenendo  ha
  fatto  cenno al percorso storico di questi lavoratori e ha  parlato
  delle  responsabilità di qualche funzionario  preposto  che,  negli
  anni passati, ha fatto le assunzioni.
   Ciò   resta  un'enunciazione  di  principio  perché  i  funzionari
  responsabili che legittimamente hanno fatto le assunzioni rimangono
  al  loro  posto e rimangono a percepire il proprio stipendio  e  ad
  esercitare le funzioni dirigenziali.
   Il  problema che, oggi, si pone è quello di fare una norma che dia
  ai  lavoratori una garanzia, perché caricare la responsabilità  sul
  funzionario responsabile non risolve alcun problema.
   Oggi, abbiamo il problema di portare e di votare una norma che dia
  serenità ai lavoratori e dia anche funzionalità ai consorzi.
   Allora, il problema qual è? Fare in modo che questa norma passi  e
  se  per  fare  ciò  occorre togliere  almeno', credo  sia  il  male
  minore,  da questo punto di vista. I lavoratori togliendo   almeno'
  avrebbero  comunque  le  garanzie occupazionali  per  51  giornate,
  perché si dice che le garanzie siano per 51 giornate, non è vietato
  che  facciano  più  giornate delle 51,  solo  che  le  garanzie  si
  limitano a 51, poi possono fare 70, 80, 100 giornate, in dipendenza
  delle  perizie,  senza avere per le giornate  in  più  le  garanzie
  occupazionali.
   Quindi,  da  questo punto di vista, non avrebbe una situazione  di
  privilegio rispetto già ad altri lavoratori che lavorano  da  tempo
  all'interno dei consorzi.
   Ma,  soprattutto, parlare di  almeno', ci pone anche a rischio dal
  punto  di  vista della copertura finanziaria, perché  stanziamo  un
  capitolo che è capiente per 51 giornate, ma rischia di non  esserlo
  per più giornate.
   A  noi  non interessa fare demagogia, interessa che una legge  sia
  approvata,  non  solo  qui, ma anche dal Commissario  dello  Stato.
  Quindi,  il limitare a 51 dà certezza delle risorse e consente  che
  la  norma  non  venga  impugnata  perché  l'indeterminatezza  delle
  garanzie   occupazionali  rischierebbe  di  non  avere  sufficiente
  copertura della stessa legge.
   Credo  che per i lavoratori sia sufficiente, intanto, che  per  il
  2010 si abbia questo tipo di garanzia, che dia certezza e sicurezza
  e  metta  tutti i lavoratori del consorzio in uguali condizioni  di
  garanzie. Poi, quando discuteremo del 2011, vedremo come mettere in
  piedi   forme  che  equiparano  i  lavoratori  che  hanno  lavorato
  precedentemente al 2007 e quelli che hanno lavorato nel 2007,  2008
  e 2009.
   Ma,  intanto,  credo che così, togliendo  almeno' si possa  votare
  una norma, spero e mi auguro, all'unanimità all'interno dell'Aula.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiate pietà  di
  noi,  ma  ve  lo  dico sul serio, perché un Parlamento  che  sta  a
  discutere  tre  ore  tenendo  i deputati  inchiodati  ai  banchi  a
  discutere di un avverbio, lo ritengo un'offesa - abbiate pazienza -
  per  i colleghi che, magari, sono meno interessati dei palermitani,
  dei catanesi, dei ragusani e quant'altro.
   Allora, siccome stiamo parlando di dipendenti che hanno diritto al
  lavoro,  penso,  onorevole Assessore, che la cosa  più  elementare,
  invece  di discutere di un avverbio, sarebbe stata quella  di  dire
  che  i lavoratori che hanno prestato servizio negli anni 2007,  nel
  2008  e  nel  2009 sono equiparati a tutti gli altri cinquantunisti
  che  hanno lavorato precedentemente. Avremo messo tutti alla stessa
  stregua  e,  poi,  sarebbero  state  le  dirigenze  periferiche   a
  stabilire quello che c'è da stabilire, nel momento giusto, in virtù
  delle risorse economiche che si hanno nel territorio.
   E'  veramente  inquietante che si debba discutere,  che  si  debba
  stare  ad  ascoltarvi  e ad ascoltarci - vi  chiedo  scusa  anch'io
  commetto  questo  errore  talvolta - per  più  ore,  per  discutere
  veramente  sul  nulla.  Pertanto  la  prego,  Assessore,  di  poter
  inserire  la dizione che questi operai sono equiparati  agli  altri
  cinquantunisti  che lavorano da dieci anni, da  quindici  anni,  da
  sette anni presso i consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.7.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli Di Benedetto, Digiacomo,  Di  Guardo,
  Faraone,  Ferrara,  Galvagno, Laccoto,  Lupo,  Marinello,  Minardo,
  Panepinto e Picciolo, indìco la votazione per scrutinio segreto del
  subemendamento 1.7.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Arena,  Beninati, Bosco,  Bufardeci,  Calanducci,
  Caronia,  Cascio  Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro,  Cracolici,
  Currenti, D'Agostino, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
  Dina,  Faraone, Ferrara, Galvagno, Gentile, Gianni, Leanza  Nicola,
  Lentini,   Leontini,  Limoli,  Lombardo,  Lupo,   Maira,   Mancuso,
  Marinello, Marinese, Minardo, Musotto, Panepinto, Picciolo, Ragusa,
  Romano, Ruggirello, Savona, Scilla e Vinciullo.

   Sono  in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
  Caputo,   Cintola,  Cristaudo,  De  Benedictis,  Fagone,   Falcone,
  Federico,  Incardona,  Lo Giudice, Marziano,  Panarello,  Pogliese,
  Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti     46
   Votanti      44
   Maggioranza  23
   Favorevoli   19
   Contrari     25

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 1.5, 1.1 (I e II parte) e 1.6 sono superati.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Caputo.
   L'onorevole Caputo è assente, pertanto decade.

   LEONTINI. Dichiaro di farlo mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro assorbito l'emendamento A.1.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
      Norma in materia di lavori gestiti dai consorzi di bonifica

   1.  Il  comma 6 ter dell'articolo 24 della legge 11 febbraio 1994,
  n.  109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7  e
  successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

    6  ter.  Per  i  lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
  delle opere pubbliche e degli impianti di bonifica e di irrigazione
  da  eseguirsi in economia e in amministrazione diretta da parte dei
  consorzi di bonifica, si prescinde dal limite di importo di  50.000
  euro per i lavori in amministrazione diretta, nonché dal limite  di
  importo previsto dal comma 6 per i lavori in economia».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Limoli e Corona:
   emendamento 2.1:
   «L'articolo 2 è soppresso»;

   - dal Governo:
   emendamento 2.2:
   «Alla  fine del comma 1, dopo le parole  per i lavori di economia
  aggiungere il seguente periodo:
    Limitatamente al triennio 2010-2012, per sopperire alle  esigenze
  determinatesi  in conseguenza delle calamità naturali  verificatesi
  nel  periodo  2009-2010  ed in considerazione  della  necessità  di
  realizzare    improcrastinabili   lavori   di    manutenzione    ed
  ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti  scolanti
  gestite dai Consorzi di bonifica ».

   Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 2 è pertanto soppresso.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  numero 361  Iniziative a favore dei lavoratori dei Consorzi  di
  bonifica  in  Sicilia ,  degli onorevoli Caputo,  Bosco,  Leontini,
  Pogliese, Vinciullo;

   -  numero  371   Misure  urgenti a  sostegno  dei  lavoratori  dei
  Consorzi di bonifica , degli onorevoli Calanducci, Musotto, Romano,
  Gennuso, Arena, Mineo, Di Benedetto, Picciolo, Lo Giudice, Minardo,
  Savona,  D'Asero,  De  Luca, D'Agostino,  Greco,  Vinciullo,  Raia,
  Pogliese, Bosco e Cristaudo;

   -   numero  372   Conversione  in  contratti  di  lavoro  a  tempo
  indeterminato dei rapporti di lavoro in essere presso i consorzi di
  bonifica  e  rientranti nelle previsioni dell'art. 110 della  legge
  finanziaria  regionale  per  il  2010 ,  degli  onorevoli   Savona,
  D'Asero,  Vinciullo, Torregrossa, Bosco, Mancuso, Corona, Caputo  e
  Leontini. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  componenti la III Commissione legislativa permanente  'Attività
  produttive' dell'Assemblea regionale, al fine di dare una  risposta
  in  tempi  brevi  alle esigenze di funzionamento  dei  consorzi  di
  bonifica  che si trovano nell'impossibilità di operare per  carenza
  di personale con contratto a tempo determinato, hanno presentato il
  disegno di legge n. 560 'Norme in materia di consorzi di bonifica';

   la  citata  Commissione  legislativa, all'unanimità,  in  data  11
  maggio 2010, proseguiva l'esame del testo con la partecipazione dei
  funzionari  dell'Assessorato regionale  delle  risorse  agricole  e
  alimentari,   dipartimento    'Interventi   infrastrutturali    per
  l'agricoltura';

   nel   corso  di  tale  esame  venivano  suggeriti,  da  parte  dei
  funzionari  dell'Assessorato, emendamenti indicanti tra l'altro  il
  capitolo   di   spesa  da  cui  attingere  la  relativa   copertura
  finanziaria;

   il  testo veniva approvato così come emendato e trasmesso ad altri
  organi parlamentari per il seguito di competenza, e che in sede  di
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, tenutasi in data
  18  maggio  2010, è emersa l'impossibilità di proseguire nell'esame
  del disegno di legge, attesa la mancanza di copertura finanziaria;

   considerato   che  il  Governo,  nelle  persone  degli   Assessori
  competenti, aveva espresso assicurazioni in ordine all'esistenza in
  bilancio  delle somme necessarie per dare la copertura  finanziaria
  al disegno di legge in questione, e constatato che la difformità di
  notizie non soltanto determina uno stato di incertezza, ma  pone  a
  rischio  il futuro di tutti i lavoratori e della campagna  agricola
  2010, cui gli stessi sono addetti,

                   impegna il Governo della Regione
  e per esso l'Assessore per l'economia e l'Assessore per le risorse
                         agricole e alimentari

   ad   individuare   le  risorse  necessarie  per   dare   copertura
  finanziaria al disegno di legge n. 560». (361)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  disposizioni  finanziarie regionali,  recentemente  approvate,
  nonostante  gli  sforzi  profusi  da  numerosi  deputati  di   ogni
  schieramento, non hanno introdotto misure concrete volte a  colmare
  il  grave vuoto normativo che riguarda il futuro dei lavoratori dei
  consorzi di bonifica, privati di effettive garanzie occupazionali;

   a  nulla,  in  quel  contesto  surreale,  era  valso  il  presidio
  costante,  messo  dignitosamente ed ordinatamente in  atto  durante
  tutto  il  corso  della discussione in Aula del  disegno  di  legge
   finanziaria'   da   quanti,  interessati  al  mantenimento   delle
  legittime  garanzie  occupazionali, avevano confidato  sulle  tante
  voci che ininterrottamente si sono susseguite circa il loro futuro;

   considerato che:

   la  drammatica  emergenza sociale vissuta da questi  lavoratori  e
  dalle  rispettive  famiglie,  sfociata  nelle  numerose  forme   di
  protesta messe in atto presso le sedi dei consorzi di bonifica,  ha
  determinato   l'urgenza,  prontamente  soddisfatta  attraverso   la
  volontà  condivisa  dei parlamentari siciliani, di  predisporre  un
  provvedimento   legislativo  che  ristabilisce   concretamente   le
  garanzie occupazionali altrimenti precluse;

   il  suddetto  disegno di legge, stabilendo che  'Nei  consorzi  di
  bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate per l'anno 2010 con
  disposizioni  di  legge a favore dei soggetti di  cui  al  comma  2
  dell'articolo  1 della legge regionale 29 dicembre 2009,  n.  13  e
  successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
  di  bilancio,  si applicano per almeno 51 giornate  nel  corso  del
  corrente  anno anche ai lavoratori utilizzati entro il 31  dicembre
  2007', pone così rimedio al grave vuoto normativo determinatosi;

   rilevata, inoltre, l'urgenza di un progetto organico che  riordini
  integralmente  la  materia  dei  consorzi  di  bonifica  siciliani,
  prevedendo,  in  primo  luogo, soluzioni  concrete  alle  legittime
  aspettative delle tante categorie di lavoratori e delle  rispettive
  famiglie,  impiegati  in  tali  strutture  con  contratti  a  tempo
  determinato,

                   impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per garantire ai lavoratori  dei
  consorzi  di  bonifica il mantenimento, per l'anno  in  corso,  dei
  precedenti livelli occupazionali;

   a  predisporre una riorganizzazione della disciplina dei  Consorzi
  di bonifica che tenga conto della necessità di garantire continuità
  sia  nell'erogazione  dei  servizi sia  rispetto  alle  prospettive
  occupazionali  di  tutte  le  categorie  di  lavoratori   impiegati
  attualmente a tempo determinato». (371)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   con  il  decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  il  quale  ha  dato  attuazione  alla
  direttiva  1999/70/CE, relativa all'accordo  quadro  sul  lavoro  a
  tempo determinato, sono stabiliti precisi limiti all'apposizione di
  un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte
  di   specifiche   ragioni   di   carattere   tecnico,   produttivo,
  organizzativo,  e che l'apposizione del termine è,  in  ogni  caso,
  priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente,  da
  atto scritto nel quale sono specificate le ragioni suddette;

   in  particolare,  gli  articoli 4 e 5 del  su  richiamato  decreto
  legislativo n. 368/2001 stabiliscono, a tutela del lavoratore e dei
  suoi  legittimi  diritti, precise condizioni,  termini,  procedure,
  durata  ed oneri a carico del datore di lavoro, per la proroga  dei
  contratti    a    tempo   determinato,   prevedendo    l'automatica
  trasformazione  a tempo indeterminato del rapporto  di  lavoro,  in
  presenza  di  specifici requisiti, a tutela del  lavoratore  e  per
  evitare, in ogni caso, forme di discriminazione;

   i  provvedimenti  adottati dai consorzi di bonifica,  in  conforme
  applicazione del comma 1 dell'articolo 110 della legge regionale 28
  dicembre 2004, n. 17, e la relativa copertura dei posti vacanti, in
  applicazione  delle sopra richiamate norme del decreto  legislativo
  n. 368/2001, sono da intendersi a tempo indeterminato;

   considerato altresì che, con esclusivo riferimento ai rapporti  di
  lavoro instaurati dai consorzi di bonifica ai sensi dell'articolo 3
  della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
  e  integrazioni,  e  rientranti nelle previsioni dell'articolo  110
  della  legge  finanziaria regionale per il  2005,  in  applicazione
  delle  previsioni  di  cui  al già citato  decreto  legislativo  n.
  368/2001, apposite pronunce giurisdizionali di secondo grado, hanno
  sancito   la  trasformazione  dei  relativi  contratti   da   tempo
  determinato a tempo indeterminato;

   ritenuto che, nella critica situazione finanziaria che la  Regione
  siciliana    attualmente   attraversa,   occorra   assicurare    il
  contenimento della spesa e che, nel caso di specie, non si  vengono
  a  determinare  ulteriori  oneri  e  che,  dunque,  sia  necessario
  prevenire   possibili   ulteriori  pronunce   giurisdizionali   che
  vedrebbero, come per i casi analoghi, soccombente l'Amministrazione
  regionale, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre in essere ogni utile ed opportuna iniziativa, al fine  di
  assicurare,   nei  limiti  delle  compatibilità  di  bilancio,   la
  trasformazione  in  contratti di lavoro a tempo  indeterminato  dei
  rapporti  di lavoro in corso nei consorzi di bonifica,  aventi  gli
  stessi  caratteri e requisiti dei rapporti instaurati dai  medesimi
  consorzi ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30  ottobre
  1995,  n.  76 e successive modifiche ed integrazioni, e  rientranti
  nelle   previsioni   dell'articolo  110  della  legge   finanziaria
  regionale per il 2005». (372)

   Gli  onorevoli Ragusa, Colianni e Panarello dichiarano di  apporre
  la firma agli ordini del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.

   BUFARDECI,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.  Il
  Governo li accetta tutti come raccomandazione.

   PRESIDENTE. C'è la proposta del Governo di accoglierli tutti  come
  raccomandazione.  Non essendovi eccezioni da parte  dei  firmatari,
  resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
                     consorzi di bonifica» (560/A)

   PRESIDENTE.  Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno  di  legge  numero 560/A «Norme in materia  di  consorzi  di
  bonifica».
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   Onorevoli  colleghi, a causa di inconvenienti tecnici del  sistema
  elettronico  di  votazione,  annullo  la  votazione  e  la   indìco
  nuovamente.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,  Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,   Bosco,
  Bufardeci, Calanducci, Campagna, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino,
  Colianni,  Cordaro,  Currenti, D'Agostino, D'Asero,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo, Di Mauro, Dina, Galvagno, Gentile,  Gianni,
  Greco,  Laccoto,  Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lombardo,  Maira,
  Mancuso,  Marinese,  Marrocco, Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,
  Oddo,  Panepinto,  Pogliese,  Ragusa, Romano,  Ruggirello,  Savona,
  Scilla, Torregrossa e Vinciullo.

   Sono  in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
  Caputo,   Cintola,  Cristaudo,  De  Benedictis,  Fagone,   Falcone,
  Federico,  Incardona,  Lo Giudice, Marziano,  Panarello,  Pogliese,
  Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          49

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  22  giugno
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti  (n. 568/A)
   relatore: onorevole Faraone

   2)    Disposizioni   per  la  trasparenza,   la   semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della Pubblica  Amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  il
  contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
  mafioso.  Disposizioni  per il riordino e la semplificazione  della
  legislazione regionale  (nn. 520-144/A) (Seguito)
   relatore: onorevole Minardo

                   La seduta è tolta alle ore 20.48

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   Comunico  che  gli onorevoli Ammatuna, Aricò, Barbagallo,  Caputo,
  Cintola,   Cristaudo,  Fagone,  Federico,  Lo  Giudice,   Pogliese,
  Scammacca e Scilla sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   Istituzione  nei comuni della Regione del registro anagrafico  per
  le unioni civili  (n. 574)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi,
  in data 16 giugno 2010.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  assegnati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Istituzione  e  disciplina dei punti di accoglienza  del  neonato
  (n. 571)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 16 giugno 2010, parere VI

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Istituzione servizi di vigilanza ittica ed ecologica (n. 566)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 16 giugno 2010, parere I

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Istituzione  dell'Ufficio  speciale per  l'alienazione  dei  beni
  disponibili delle Aziende sanitarie (n. 570)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 16 giugno 2010, parere II

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Commissione  provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare per l'appalto dei lavori pubblici di Trapani. Designazione
  componenti di cui alle lett. a) e b) del comma 9 dell'art. 7  della
  legge  11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le  norme
  regionali   (n. 96/I)
   pervenuta in data 16giugno  2010 e inviata in pari data.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico, che gli onorevoli Apprendi, De  Benedictis,
  Marziano, Panarello, Raia e Termine sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno,  della mozione  numero  200  «Nomina  di  una
  Commissione   parlamentare   d'indagine   sulla   costruzione   dei
  termovalorizzatori di Augusta, Casteltermini-Campofranco, Paternò e
  Palermo,  e revoca in autotutela delle delibere di Giunta regionale
  n.  116  e  n.  117  del 3 aprile 2009», degli  onorevoli  Faraone,
  Apprendi, Panepinto, Raia e Marinello.
   Onorevoli  colleghi, avverto che la determinazione della  data  di
  discussione  della  mozione sopra citata,  integralmente  riportata
  nell'ordine del giorno della presente seduta, è demandata,  secondo
  consuetudine  parlamentare,  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Discussione unificata delle mozioni numeri 159 e 179

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata delle mozioni:

   numero  159  «Iniziative a tutela del bilancio  della  Regione  in
  conseguenza  delle  sentenze a favore dei  contrattisti  ricorrenti
  avverso   la   'Riscossione  Sicilia  S.p.A.'»,   degli   onorevoli
  Vinciullo, Pogliese, Colianni, Corona e Torregrossa;

   numero  179  «Soluzione  della  vertenza  degli  ex  ufficiali  di
  riscossione  del  servizio  riscossione tributi»,  degli  onorevoli
  Colianni,  Apprendi, Musotto, Romano, Arena, Calanducci,  Federico,
  Falcone, Vinciullo, Caputo, Ardizzone, Gianni, Lentini, Cascio  S.,
  Caronia,  Gennuso,  Corona,  Cracolici, Termine,  Digiacomo,  Dina,
  Gucciardi, Oddo, Raia, Panarello, Vitrano. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nell'anno  2002  sono state assunte, con contratto  di  formazione
  lavoro  (C.F.L.), dalla Montepaschi Serit s.p.a., 256  persone  che
  hanno lavorato fino all'anno 2004 con la qualifica di ufficiale per
  la riscossione;

   come  previsto dalle norme contrattuali, le suddette persone  sono
  state formate professionalmente, con un costo di circa 1.800.000,00
  euro,   a  carico  dell'Assessorato  regionale  del  lavoro,  della
  previdenza    sociale,    della    formazione    professionale    e
  dell'emigrazione;

   alla fine dei due anni, gli stessi lavoratori, dopo aver acquisito
  una qualifica professionale legata alle mansioni svolte, sono stati
  licenziati  senza che fosse avvenuta l'auspicata trasformazione  in
  contratto a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro a tempo
  determinato;

   a  detti  lavoratori  divenuti, durante la  frequenza  del  corso,
  esperti  nella  riscossione dei tributi, erano state assicurate  la
  trasformazione  del  loro  contratto di  lavoro  e  la  conseguente
  assunzione   a  tempo  indeterminato,  considerato  il   fabbisogno
  naturale  di  persone  idonee e capaci di  effettuare  il  delicato
  servizio di riscossione dei tributi in Sicilia;

   risulta   che   il  principale  problema  che  ha  ostacolato   la
  conversione    del   contratto   e,   di   conseguenza,    generato
  l'interruzione  del  rapporto di lavoro, è  stato  la  riforma  del
  servizio di riscossione che ha affidato le funzioni, attribuite  in
  precedenza  alla  Montepaschi, direttamente alla  Regione,  che  le
  esercita  dall'1  ottobre  2006 mediante  la  'Riscossione  Sicilia
  s.p.a.',  società che, dal 2010, sarà costituita dalla Regione  con
  l'Agenzia  delle  entrate  e di cui la stessa  Regione  detiene  la
  maggioranza azionaria (60% delle azioni);

   preso atto che:

   la maggior parte dei suddetti contrattisti non assunti, oltre 200,
  si è rivolta ai giudici di pace per chiedere la loro immissione nei
  ruoli della 'Riscossione Sicilia s.p.a.';

   è  di  questi giorni la notizia che già 5 ricorrenti, con sentenza
  di  primo  grado, già passata in giudicato e quindi  immediatamente
  esecutiva, hanno vinto il ricorso de quo;

   la  'Riscossione  Sicilia  s.p.a.', non solo  è  stata  condannata
  all'assunzione  a  tempo  indeterminato,  entro  10   giorni,   dei
  ricorrenti,  ma  si  è vista pure condannata al risarcimento  della
  somma pro capite di circa 120.000,00 euro;

   considerato che:

   nel  caso in cui anche gli altri contrattisti ricorrenti dovessero
  ottenere  identica sentenza, la 'Riscossione Sicilia  s.p.a.',  non
  solo  dovrebbe immediatamente assumere oltre 200 unità  lavorative,
  ma  si vedrebbe pure condannata a pagare complessivamente una somma
  che si aggira intorno ai 24 milioni di euro, di cui il 51% a carico
  del  bilancio della Regione siciliana, in quanto la stessa  detiene
  il  51%  delle  quote societarie. Tale eventualità porterebbe  alla
  cancellazione  dal  sistema  economico della  'Riscossione  Sicilia
  s.p.a.',  preso atto che la stessa ha un capitale sociale  di  euro
  10.400.000,00;

   la  Regione siciliana, a causa delle note difficoltà di  bilancio,
  non  è  nelle  condizioni di far fronte a tale eventuale  e  temuto
  esborso;

   di  contro,  la SERIT s.p.a. avrebbe a disposizione,  per  le  sue
  attività, personale già formato e che conosce tutte le procedure di
  riscossione  per  avere  svolto attività lavorativa  specifica  sia
  all'interno  che all'esterno degli uffici (notifiche  di  cartelle,
  pignoramenti presso terzi, eccetera),

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire,  con l'urgenza del caso, per  concordare,  con  i
  contrattisti ricorrenti, un accordo mirante alla trasformazione del
  contratto  da tempo determinato a tempo indeterminato, al  fine  di
  evitare  ulteriori decisioni da parte dei giudici  del  lavoro  che
  vedrebbero  la  'Riscossione Sicilia s.p.a.'  soccombere  di  fatto
  davanti alla richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza,
  la Regione siciliana costretta ad un esborso di somme, non previste
  nel bilancio, di oltre 12 milioni di euro.» (159);

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  società  'Montepaschi Serit s.p.a.' ha gestito, in qualità  di
  concessionario, la riscossione delle imposte in Sicilia  dal  1998,
  dopo un periodo di gestione commissariale iniziata nel 1991;

   tra il 1999 e il 2001 la stessa società ha presentato due progetti
  per  assunzioni di giovani con contratti di formazione lavoro (CFL)
  e  ha trasformato in assunzioni a tempo indeterminato l'ottanta per
  cento di quelle dei soggetti selezionati;

   nel  2002  la  Montepaschi  Serit ha assunto,  tramite  selezione,
  ancora  con  CFL, 256 giovani in possesso di speciale  abilitazione
  all'esercizio della professione di ufficiale di riscossione, e  che
  tale  abilitazione  è rilasciata dalle procure della  Repubblica  a
  seguito di un complesso esame;

   al  contrario  di  quanto avvenuto per i  giovani  assunti  con  i
  precedenti  CFL  ed  in contrasto con quanto la stessa  Montepaschi
  Serit aveva ripetutamente dichiarato, nessuno dei 256 ufficiali  di
  riscossione veniva confermato al lavoro al termine del progetto;

   da   parte   della   Montepaschi  Serit  è  stato   sostenuto,   a
  giustificazione delle mancate assunzioni, che la cessazione di ogni
  rapporto  di lavoro è stata determinata dalla riforma del  servizio
  di riscossione (d.lgs. n. 46/1999), con il conseguente passaggio di
  tutte  le  attività  connesse alla mano pubblica  e,  nel  caso  in
  specie, alla Regione;

   dall'1  ottobre 2006, la riscossione in Sicilia è stata trasferita
  a  'Riscossione Sicilia s.p.a.' e a 'Serit Sicilia s.p.a.', società
  controllate  dall'Amministrazione  regionale,  dall'Agenzia   delle
  entrate e dalla banca Montepaschi;

   entro  il  31 dicembre 2010, i soci pubblici Regione siciliana  ed
  Agenzia  delle  entrate hanno l'obbligo di legge di  acquistare  il
  pacchetto  azionario di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit  Sicilia
  s.p.a.,  attualmente di proprietà del socio privato, che diverranno
  pertanto società a capitale interamente pubblico;

   considerato che:

   i  suddetti  lavoratori  hanno svolto  con  diligenza  il  proprio
  compito, contribuendo non poco al netto miglioramento degli  indici
  di   riscossione  coattiva  avvenuto  in  quel  periodo  ed   hanno
  acquisito,  con  l'intervento finanziario della Regione  siciliana,
  una buona professionalità in un settore come quello dei tributi  ed
  in una fase operativa, quale quella della riscossione nei confronti
  di contribuenti non disponibili al pagamento spontaneo, fattispecie
  estremamente delicate e complesse;

   i  costi della formazione dei lavoratori sono ricaduti anche sulla
  Regione  siciliana,  soggetto  che  ha  valutato  ed  approvato  il
  progetto di formazione e lavoro;

   per  effetto di accordi stipulati con le organizzazioni sindacali,
  nell'ottica  della riduzione dei costi di gestione,  l'organico  di
  Serit  Sicilia in questi ultimi anni si è drasticamente ridotto  di
  circa 400 unità;

   circa 200 ufficiali ex contrattisti hanno adito le vie legali,  al
  fine  di ottenere, per via giudiziaria, il riconoscimento del  loro
  diritto  ad  essere assunti dalla Serit Sicilia s.p.a.,  subentrata
  alla Montepaschi Serit nella gestione del servizio di riscossione;

   fino  a  questo  momento almeno cinque ricorrenti  hanno  ottenuto
  sentenza  favorevole immediatamente esecutiva,  con  l'obbligo  per
  Riscossione  Sicilia s.p.a. dell'assunzione e del pagamento  di  un
  risarcimento di circa 120 mila euro per ognuno dei ricorrenti;

   i  lavoratori  in  questione sono soggetti  già  professionalmente
  formati  e  la loro assunzione negli organici di Serit Sicilia  non
  comporterebbe  alcun ulteriore costo in termini di  formazione,  al
  contrario di quanto dovrebbe avvenire per altri;

   in favore dell'assunzione di tali lavoratori l'Assemblea regionale
  siciliana  si  è  già  espressa con  l'ordine  del  giorno  n.  13,
  accettato  come raccomandazione nella seduta n. 16 del  18  ottobre
  2006,  a  firma degli onorevoli Cracolici Antonino (DS), Borsellino
  Rita (Misto), Barbagallo Giovanni (Dem. è Libertà - La Margherita),
  Ballistreri  Gandolfo  (Uniti per la Sicilia),  Di  Mauro  Giovanni
  Roberto (MPA), Fleres Salvatore (FI); e che in data 25 ottobre 2006
  è stata depositata, a firma degli onorevoli Pagano Alessandro (FI),
  Turano Girolamo (UDC), Cascio Francesco (FI), De Luca Cateno (MPA),
  Fleres  Salvatore  (FI), Cappadona Nunzio (UDC),  Regina  Francesco
  (UDC),  Leontini  Innocenzo  (FI),  Confalone  Giancarlo  (FI),  la
  mozione n. 110, poi decaduta per fine legislatura;

   rilevato che:

   esiste la concreta prospettiva che altri, se non addirittura tutti
  i   rimanenti   ricorrenti,  possano  ottenere   analoga   sentenza
  favorevole,  il  che  comporterebbe un onere per  Serit  Sicilia  e
  Riscossione  Sicilia  s.p.a. molto gravoso, legato  in  particolare
  all'obbligo  del risarcimento, onere che finirebbe con il  ricadere
  sulla  Regione  siciliana che di Riscossione  Sicilia  e  di  Serit
  Sicilia è azionista;

   come  è  stato  dimostrato  negli anni in  cui  i  lavoratori  con
  contratto  CFL  hanno svolto la propria attività,  si  rinviene  un
  indubbio  interesse - sia da parte della società  che  gestisce  la
  riscossione  in  Sicilia sia da parte della Regione siciliana,  che
  non  solo  è  azionista di detta società, ma è anche la  principale
  beneficiaria della riscossione e del recupero coattivo dei  crediti
  vantati  nei  confronti  di  imprese e  cittadini  -  a  che  venga
  fortemente  potenziata  l'attività  di  riscossione  anche  tramite
  l'assunzione   in   pianta  stabile  di   personale   già   formato
  direttamente in azienda,
                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  con l'urgenza del caso, in qualità  di  socio  di
  maggioranza  e  riferimento di Riscossione Sicilia s.p.a.  e  Serit
  Sicilia  s.p.a.,  per definire, con i contrattisti  ricorrenti,  un
  accordo   mirante  alla  trasformazione  del  contratto  da   tempo
  determinato  a  tempo indeterminato, al fine di  evitare  ulteriori
  decisioni  da  parte  dei  giudici del  lavoro  che  vedrebbero  la
  'Riscossione  Sicilia  s.p.a.' soccombere  di  fatto  davanti  alla
  richiesta  dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza, la  Regione
  siciliana,  costretta  ad  un esborso di somme,  non  previste  nel
  bilancio, di oltre 20 milioni di euro, ed al contestuale blocco  di
  ogni altra assunzione, nelle suddette società, di soggetti che  non
  siano i ricorrenti fino a che non sia stata definita la vicenda  ad
  essi legata.» (179).

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Colianni per illustrarle.

   COLIANNI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  assessore  per  l'economia,  in particolare,  il  tema  che  stiamo
  discutendo  è  di  assoluta rilevanza in un momento  nel  quale  in
  Sicilia  abbiamo  problematiche così scottanti  che  riguardano  il
  lavoro per tanti giovani disoccupati.
   Pensare  che  in  questa  Sicilia, ancora  oggi,  vi  siano  delle
  tentazioni  da parte di qualcuno di interferire e di non consentire
  che  giovani  aventi diritto al lavoro vengano, invece, espropriati
  di  tale diritto, ritengo sia cosa assolutamente dannosa per questa
  Sicilia, per i siciliani e per questi giovani.
   La  vicenda  è,  io direi, kafkiana e riguarda anche  gli  aspetti
  organizzativi, gestionali e di riottimizzazione del  sistema  della
  riscossione  in  Sicilia,  e ha degli aspetti  kafkiani  perché  ci
  troviamo  di fronte ad una situazione che è stata già dibattuta  in
  quest'Aula  o,  quanto  meno, è stato posto  questo  argomento  già
  dall'onorevole  Cracolici,  tempo addietro  dall'onorevole  Pagano;
  però non si è trovata una soluzione alla problematica.
   Di che cosa stiamo parlando?
   La   società  Montepaschi  Serit  ha  gestito,  nella  qualità  di
  concessionario,  la riscossione delle imposte in  Sicilia  già  dal
  1998;   successivamente,  nel  2001,  questa  stessa   società   ha
  presentato  due progetti di assunzione di giovani con contratto  di
  formazione e lavoro ed ha trasformato in assunzione due  di  questi
  per l'80 per cento dei giovani che si apprestavano alla formazione.
  Non  si  capisce per quale ragione non sia stato fatto per l'ultimo
  contratto di formazione e lavoro, costato alla Regione siciliana un
  milione  e  ottocentomila  euro  -  capisco  la  disattenzione  dei
  colleghi,  ma  vorrei pregarli di stare attenti a  questo  problema
  perché  riguarda duecentocinquantasei famiglie e, se mi consentite,
  riguarda anche l'organizzazione della riscossione in Sicilia perché
  quando,   per  legge,  la  Regione  siciliana  deve  acquisire   la
  Montepaschi Serit nella funzione di concessionaria, non si  capisce
  per  quale  ragione,  in  Sicilia -  signor  Presidente,  onorevole
  assessore,  onorevoli  colleghi  -  anziché  esservi  una   società
  relegata  e  delegata  al  ruolo che le spetta  di  concessionaria,
  abbiamo   ben  due  società:  da  una  parte  la   SERIT  Sicilia',
  dall'altra   la    Riscossione  Sicilia',  con  due   consigli   di
  amministrazione, con spese a iosa e con  Riscossione Sicilia',  che
  è  la  società  madre,  che  invece  di   gestire  direttamente  la
  riscossione dei tributi volontari, involontari e coattivi, cede  ad
  altra società, e cioè alla  SERIT Sicilia', la concessione.
   Ma  oggi  siamo qui a discutere, onorevole assessore, e gradiremmo
  che   da  lei  venga  una  risposta  chiara;  cerchiamo  di  sapere
  quest'oggi  definitivamente, assessore Cimino - se  mi  ascolta  la
  ringrazio,  diversamente mi fermo - perché il problema  è  talmente
  importante,  è talmente serio, dato che riguarda la speranza  e  il
  destino di tanti giovani che io penso sia opportuno fare attenzione
  su questa vicenda.
   Oggi,  attendiamo di sapere dal Governo se la società  Riscossione
  Sicilia',  che  ha affidato alla società  Serit' la gestione  della
  riscossione dei tributi, intenda o no assumere duecentocinquantasei
  giovani, dopo avere effettuato un corso di formazione costato  alla
  Regione  siciliana un milione e ottocentomila euro e  dopo  che  il
  Tribunale di Palermo ha ritenuto illegittimi questi corsi, ancorché
  i  giovani  che sono stati assunti avevano già il titolo rilasciato
  dalla Procura della Repubblica.
   Il  problema  che  qui si pone è se per questi giovani,  che  oggi
  stanno  vincendo  -  i primi cinque - i ricorsi avverso  l'azienda,
  avendo  il diritto a vivere e la speranza di un'occupazione, questo
  Governo  intende  dare disposizioni - e facciamo  voti  perché  ciò
  avvenga  -  al  consiglio di amministrazione, al  presidente  della
  Serit  perché si attivi immediatamente la loro assunzione  a  tempo
  indeterminato  e vorremmo sapere se, in tempi di prelievo  fiscale,
  di  attenzione  verso  il  problema  fiscale,  la  Sicilia  intende
  autorevolmente  attrezzarsi per potere riscuotere  quello  che  gli
  compete
   E  vorremmo ancora sapere, onorevole assessore, se è possibile, se
  dal  31  dicembre 2010 all'1 gennaio 2011 - data in cui la  Regione
  siciliana,  per  legge, dovrà acquisire anche le azioni  societarie
  del privato, della banca Montepaschi di Siena, quindi il momento in
  cui la Serit diventerà una struttura interamente pubblica - non sia
  il   caso   che   tutti  i  tributi  siciliani  vengano   acquisiti
  direttamente  dalla  Serit,  cioè dalla  struttura  di  cui  saremo
  proprietari.
   Chiedo    pure   un   suo   autorevolissimo   intervento   perché,
  immediatamente,  questi  giovani, anziché essere  vessati,  vengano
  assunti  oggi, evitando che i signori della banca Monte dei  Paschi
  di  Siena,  che al 31 dicembre andranno via, lascino  in  piedi  in
  questa  Terra ricorsi che potrebbero costare alla Regione siciliana
  ben  ventiquattro milioni di euro, atteso che, come hanno  vinto  i
  primi cinque ricorrenti, vinceranno gli altri duecentocinquantuno.
    Bisogna  prevenire che qualche banca arrivi in Sicilia, incassi e
  poi scappi.
   Oggi  vanno  fatti i conti con la Monte dei Paschi di Siena,  oggi
  bisogna  fare  in  modo che la banca, che sino ad  oggi  ha  tirato
  sangue  e  soldi alla Sicilia, paghi per questi giovani, li  assuma
  immediatamente  con  un  atto  di responsabilità  che,  altrimenti,
  lascerebbe  a  lei  e  alla  Regione  siciliana  un  buco  di   ben
  ventiquattro  milioni  di euro, ancorché questi  giovani  dovessero
  vincere i ricorsi.

   PRESIDENTE. Onorevole Colianni, la invito a concludere, altrimenti
  sarò  costretto  a toglierle la parola. Ha superato abbondantemente
  il tempo a sua disposizione.

   COLIANNI. Ho ultimato il mio intervento, la ringrazio per  la  sua
  disponibilità.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sia
  opportuno  cercare  di rendere edotta l'Assemblea  su  cosa  stiamo
  trattando.  Per  questo  motivo  il  18  novembre  del  2009  avevo
  presentato un'interrogazione e anche una mozione, ma purtroppo  con
  la  abituale  consuetudine il Governo si sottrae  sia  all'attività
  ispettiva sia alle mozioni presentate, tanto è vero che,  ad  oltre
  sette   mesi  di  distanza  dalla  presentazione  di  questo   atto
  ispettivo,  finalmente  siamo  qui  oggi  a  discutere  su   questo
  argomento.  Tra  l'altro, do atto che è presente  solo  l'assessore
  Cimino  che, a differenza dei suoi predecessori, non si è sottratto
  al  confronto. La cosa, ovviamente, non può non farmi  piacere;  mi
  dispiace  e  sono  rattristato del fatto che sono  trascorsi  sette
  mesi.
   Il  collega Colianni, con la consueta enfasi e con la passione che
  lo  caratterizza, ha rappresentato una vicenda quasi kafkiana o, se
  vogliamo usare un aggettivo nostro, pirandelliana.
   Nel  2000 sono stati assunti dalla Montepaschi Serit con contratto
  di   formazione  lavoro,  duecentocinquantasei  persone  che  hanno
  lavorato fino al 2004. Così come previsto dalle norme contrattuali,
  le  suddette  persone sono state formate professionalmente  con  un
  costo  di  circa  un  milione e ottocentomila euro,  cioè  oltre  3
  miliardi  e  mezzo  delle  vecchie lire, a carico  dell'Assessorato
  regionale  del lavoro: per essere chiari, la Montepaschi  Serit  fa
  quello  che  fanno  tutti gli altri, nel senso  che  socializza  le
  perdite  e  poi incassa da sola i guadagni, e quindi  con  i  soldi
  della  Regione  siciliana, quindi con i  soldi  dei  siciliani,  ha
  formato questo personale.
   Alla  fine  di  questo iter durato due anni, quando tutti  avevano
  avuto  assicurazione che sarebbero stati assunti e dopo  che  tutti
  avevano  conseguito  delle  qualifiche professionali  importanti  e
  indispensabili  per  il  buon  funzionamento  anche   dell'apparato
  burocratico  della  Regione, dei comuni e delle province  -  voglio
  ricordare  che  la  Montepaschi Serit,  che  gestisce  il  servizio
  riscossione  per la Regione e per numerosi enti, è  in  contenzioso
  con almeno il venti per cento dei cittadini della Sicilia - dicevo,
  tutto   questo   personale,  anziché   essere   assunto   a   tempo
  indeterminato, è stato licenziato. Di conseguenza, sono stati spesi
  inutilmente  tre  miliardi e mezzo di vecchie  lire  da  parte  dei
  contribuenti siciliani.
   Dopo di che, giustamente, i lavoratori, dal momento che era venuto
  meno un principio sancito da questo accordo, anche se verbale,  che
  era  stato  fatto con loro, hanno deciso di rivolgersi al  giudice.
  Alcuni  si sono rivolti al giudice del lavoro, altri al giudice  di
  pace  per  chiedere  alla   Riscossione Sicilia  s.p.a.'  che,  nel
  frattempo,  si  è  fatto  carico  di  un  po'  di  incombenze   che
  appartenevano alla Montepaschi Serit, la loro assunzione.
   A  sei  anni  dal  licenziamento di questi lavoratori,  i  giudici
  invocati  hanno iniziato a pronunciare e hanno iniziato ad emettere
  delle sentenze favorevoli nei confronti dei lavoratori, per cui  la
   Riscossione  Sicilia'  non solo è stata  condannata  all'immediata
  assunzione  a tempo indeterminato di tutti i lavoratori,  cosa  che
  doveva  avvenire  entro  dieci  giorni,  ma  addirittura  è   stata
  condannata  ad  un risarcimento pro capite di circa  centoventimila
  euro.
   Non  sfugge  a lei, signor Presidente, che nel caso  in  cui  solo
  duecento  di questi lavoratori decidessero di ricorrere al  giudice
  ed  avessero, come è auspicabile, dopo che ci sono state  le  prime
  sentenze, anche loro una sentenza favorevole, la somma che dovrebbe
  essere sborsata è di circa ventiquattromilioni di euro.
   Non  sfugge  nello stesso tempo a nessuno che il capitale  sociale
  della    Riscossione  Sicilia  s.p.a.'  è  di   dieci   milioni   e
  quattrocentomila  euro.  Per essere chiari,  nemmeno  col  capitale
  sociale  saremmo  in  grado  di  fare  fronte  alle  richieste  dei
  lavoratori,   se  accolte  dai  giudici,  avverso  la   Riscossione
  Sicilia'. Se poi si considera anche che, a quanto pare, la Serit ha
  già  deciso  di  uscire  da   Riscossione  Sicilia  s.p.a.'  e   di
  conseguenza la Regione siciliana non avrebbe più il cinquantuno per
  cento  delle  quote societarie, ma deterrebbe il  cento  per  cento
  delle  quote  societarie,  è chiaro che  il  buco  che  la  Regione
  siciliana  dovrebbe colmare è di ventiquattro milioni di euro,  più
  del  doppio  di  quello che è il capitale sociale  di   Riscossione
  Sicilia s.p.a.'.
   Ecco  il  motivo  per cui, prima assieme a cinque deputati  e  poi
  sottoscrivendo un'ulteriore mozione con un numero più importante  e
  significativo  di deputati, chiediamo al Governo della  Regione  di
  iniziare  le  trattative con i rappresentanti  dei  lavoratori  per
  cercare di chiudere questa vertenza.
   Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio: scegliere la guerra con  i
  lavoratori,  decidere di non ascoltare le richieste dei  lavoratori
  continuando  questa  guerra che ci vedrà  perdenti  e  costretti  a
  pagare  un debito che, come Assemblea regionale siciliana,  dovremo
  ratificare nel corso di una variazione di bilancio; l'altra  strada
  credo sia quella più favorevole. Non vorrei ricordare Arafat quando
  andò all'ONU dicendo che in una mano aveva il mitra e nell'altra un
  ramoscello di ulivo.
   Oggi i lavoratori ci offrono la mano con l'ulivo, cioè la mano  in
  segno  di pace, invitandoci a ragionare,  a discutere e ci invitano
  a  contrattare la loro assunzione evitando le sentenze dei giudici.
   Se  questo  Governo,  una volta tanto deciderà  di  ascoltarne  le
  ragioni,  se questo Governo, una volta tanto, deciderà di fare  gli
  interessi  dei  siciliani, credo che non  possiamo  non  rispondere
  favorevolmente alla richiesta dei lavoratori.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  vorrei porre una domanda: stiamo trattando le mozioni numero 159  e
  numero 179 in maniera congiunta? Perché vorrei sostenere la ragione
  della mozione da me sottoscritta, ma che ho visto essere similare a
  quella  dell'onorevole Vinciullo ed altri, partendo da un dato  che
  l'onorevole  Cimino,  allora  nella  qualità  di  presidente  della
  Commissione  Bilancio, e con assessore per il  bilancio l'onorevole
  Lo  Porto,  ricorderà bene, e che ha visto nella scorsa legislatura
  approvare   all'unanimità,   da  parte   dell'Assemblea   regionale
  siciliana, una mozione.
   E'  una  questione  spinosa alla quale, in qualche  modo,  si  può
  mettere la parola  fine'.
   Però,   il  problema è che oggi siamo di fronte ad un  contenzioso
  che  si  poteva evitare, a causa di un  approccio un po'  miope  da
  parte  dei  vertici della Serit e - aggiungo - un po'  furbesco  da
  parte di qualcuno che spera o sperava o spererà, non so ancora come
  stiano  le  cose, dimenticando che sia la Serit che la  Riscossione
  Sicilia s.p.a.' sono comunque realtà controllate dalla Regione.
   La  Regione  è  un  soggetto di diritto pubblico  e  come  tale  è
  vincolato  da sistemi di procedure di avviamento che devono  essere
  di  natura pubblicistica. Qualcuno immaginava o immagina  che  alla
  Serit si possa entrare per diritto dinastico, cioè il figlio  o  la
  figlia prende il posto del padre.
   Tutta questa vicenda ha finito per bloccare un percorso che  si  è
  utilizzato  in  altri luoghi, con altri soggetti,  considerato  che
  queste  persone sono state assunte tempo fa, molto  tempo  fa,  con
  contratti  di  formazione e lavoro e hanno goduto dei  benefici  di
  legge per la formazione e lavoro.
   La  Regione,  quindi, è intervenuta nel costo del  lavoro  per  la
  formazione di questo personale che ha acquisito una professionalità
  che,  è  vero,  non  esiste più ma veniva svolta  dal   più  famoso
  ufficiale  giudiziario il quale, giunto al domicilio del  debitore,
  consegnava  l'atto di pignoramento. E questo oggi  non  si  fa  più
  perché  i  sistemi  di  pignoramento per il  recupero  dei  crediti
  vantati dal soggetto che gestisce la riscossione sono, come è noto,
  le  ganasce  fiscali, la messa in vendita degli  immobili  per  via
  amministrativa. Però, è anche vero che sono competenze  date  dalla
  gestione e dall'attività che, nel tempo, si sono sviluppate  e  che
  riguardano  circa  duecento  persone  che,  nel  frattempo,   hanno
  acquisito prima  una professionalità e poi un'attività lavorativa.
   Mi  rivolgo  all'assessore  per  l'economia,  dato  che  nel  caso
  specifico  è  lei,  assessore Cimino, ad esercitare  l'attività  di
  controllo  perché  -  come è noto - la Regione  è  azionista  della
  QRiscossione Sicilia s.p.a.', che a sua volta esercita le  funzioni
  di  controllo su  Serit Sicilia', affinché si possa mettere fine  a
  questa  vicenda e si possa mettere fine non solo per giustizia,  ma
  anche  per  evitare  che in una società controllata  dalla  Regione
  qualcuno continui ad immaginare che siamo ancora ai tempi del feudo
  per  cui  si  venga  assunti per diritto dinastico.  Questo  non  è
  tollerabile
   Tutti ci auguriamo che i nostri figli possano un giorno trovare un
  lavoro  migliore di quello che abbiamo trovato noi; ma pensare  che
  lavoriamo per lasciare il nostro posto ai nostri figli secondo  una
  logica dinastica è veramente inaccettabile.
   Pertanto  sostengo  la mozione e mi auguro che l'assessore  Cimino
  faccia  meglio  dei  suoi  predecessori, perché  l'Aula  ha  votato
  ripetutamente  provvedimenti  atti a  stabilizzare,  addirittura  a
  reintegrare   tutte queste persone che, da anni, sono  fuori  dalla
  società di riscossione.
   Dobbiamo,  quindi,  garantire, attraverso queste  professionalità,
  una  migliore  gestione  ed amministrazione  della  Serit  Sicilia.
  Pertanto,  assessore  Cimino,  ripeto,  faccia  meglio   dei   suoi
  predecessori  che  hanno  sostenuto in quest'Aula  le  ragioni  del
  Parlamento ma, usciti da quest'Aula, hanno fatto come Ponzio Pilato
  lavandosene le mani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  tra  i
  tanti  che  hanno sottoscritto questa mozione, per altro avevo  già
  presentato  tempo fa una interrogazione sulla stessa materia.  Così
  come  è  stato esplicitato dagli interventi che mi hanno preceduto,
  ritengo  che  questa non possa non essere una strada obbligata  del
  Governo regionale. A quello che si è detto vorrei aggiungere quanto
  affermavo  proprio nell'interrogazione presentata,  che  non  è  da
  sottovalutare,  e  cioè che questi lavoratori,  tutti,  sono  stati
  chiamati in forza di contratti di formazione e lavoro.
   Su  questo argomento sarebbe interessante avere l'attenzione  pure
  del presidente della Commissione Unione Europea, onorevole Musotto.
  Sappiamo tutti che c'è una sentenza del 7 marzo 2002 della Corte di
  Giustizia  della Comunità Europea, che vede la Repubblica  Italiana
  contro  la  Commissione della Comunità Europea,  con  cui  è  stato
  stabilito  in  via  definitiva che le agevolazioni  contributive  -
  perché  di questo hanno goduto i soggetti che hanno assunto  queste
  persone  - concesse alle imprese dallo Stato italiano attraverso  i
  contratti di formazione e lavoro, se non in linea con i criteri  di
  compatibilità  fissati dalla Commissione, che si  riferiscono  alla
  creazione di nuovi posti di lavoro, sono da considerarsi  aiuti  di
  Stato, incompatibili con il diritto comunitario ex articolo 87  del
  Trattato CEE, e ne ha imposto la restituzione.
   Io non so se su questo il Governo si è posto il problema quando, a
  parte l'illusione che è stata creata in questi lavoratori e a parte
  il  fatto  che,  come  è  stato detto,  sicuramente  qualcuno  sarà
  costretto  a  pagare il risarcimento del danno, una  volta  che  si
  chiuderà  il  contenzioso - poi si individuerà il  responsabile  -,
  questi  aiuti  di Stato, alla fine, non hanno prodotto,  così  come
  prevede il diritto comunitario, un posto di lavoro, perché a questo
  miravano i contatti di formazione e lavoro.
   E  questo  ragionamento fa il paio con quanto  prima  bene  diceva
  l'onorevole  Cracolici,  perché non  vorrei  che  questo  fosse  un
  sistema  con il quale, laddove ci fosse bisogno di nuovo personale,
  si  attinga  ad un bacino diverso nella prospettiva che, dilungando
  il   tempo,  nonostante  le  sentenze,  si  inventa  qualche  altro
  escamotage per cui, magari per limiti di età o quant'altro,  questi
  non  potranno  più  andare  a svolgere il  loro  lavoro  in  questa
  società.
   Vorrei porre al Governo anche un'altra questione, di cui l'Aula  è
  a  conoscenza:  l'ultima  finanziaria che  abbiamo  approvato,  con
  l'articolo   20,  comma  6,  impedisce  l'assunzione   in   società
  partecipate. Allora, prima si fa questo tipo di operazione e meglio
  è obiettivamente per tutti
   Noi  speriamo  che la mozione possa produrre i risultati  sperati.
  Non  basta solo la buona volontà da parte del Governo, occorre  che
  la buona volontà si concretizzi in atti amministrativi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  aggiungere  -  senza volere ripetere nulla  di  quello  che  i
  colleghi   hanno  egregiamente  rappresentato  al   Parlamento   e,
  soprattutto,  al  Governo - una riflessione sotto  il  profilo  del
  danno  economico  che  ogni  Comune  della  Sicilia  sta  ricevendo
  rispetto  ai  mancati incassi. Se, da un lato, mancano  gli  agenti
  della  riscossione, dall'altro la Sicilia ha subìto un brutto colpo
  anche  nei tributi minori, soprattutto con l'azione che ha  colpito
  un'altra delle società private, la cosiddetta  Tributi Italia';  in
  modo  significativo, nei consuntivi del 2009 dei comuni  che  hanno
  dovuto  sopperire  a quel tipo di riscossione, così  come  anche  a
  quello della Serit, si trovano dei centri di ricavo con percentuali
  quasi vicine al 70 per cento in diminuzione.
   Abbiamo, quindi, una situazione economico-finanziaria dei  bilanci
  comunali disastrosa, perché da un lato i comuni non sono più  nelle
  condizioni  di reggere il servizio dei tributi minori, e dall'altro
  vi  è  il problema della riscossione, che riguarda appunto un parco
  molto  più grande che è stato ed è gestito da  Riscossione  Sicilia
  s.p.a.'.
   Per questo motivo invito il Governo, peraltro l'assessore Cimino è
  stato molto attento con i lavoratori della  Tributi Italia' che non
  sono  nelle  stesse  condizioni certamente  degli  ufficiali  della
   Riscossione  Sicilia  s.p.a.', a tenere conto  di  quello  che  in
  questo momento per i comuni siciliani è un servizio fondamentale, a
  tenere  conto  di  67 unità di persone che sono  qualificate,  sono
  state  formate e che da venticinque anni lavorano nel settore della
  riscossione  e  dei  tributi minori, nelle  considerazioni  che  il
  Governo  vorrà  fare,  anche in merito all'approvazione  di  questa
  mozione,  di  farsi promotore per  un'azione globale  a  difesa  ai
  centri  di  ricavo, dei pochi centri di ricavo che hanno  gli  enti
  locali in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  l'economia,
  onorevole Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  di  fatto questo argomento è stato trattato  più  volte,
  come  è  stato ribadito, sia in Commissione Bilancio che nuovamente
  in  Aula.  Già a febbraio una interrogazione parlamentare  chiedeva
  notizie  sullo  stato  di  attuazione  concernente  il  tema  della
   Riscossione  Sicilia'  e  il Governo aveva  fornito  una  disamina
  chiara,  chiedendo  anche  gli atti e le documentazioni  necessarie
  alla  Riscossione'.
   In merito alle eventuali azioni che la Serit intendeva attuare per
  il  contenzioso  che, di fatto, si era verificato, la  Serit  aveva
  manifestato   all'Assessorato  Bilancio,  interrogato   su   questo
  argomento,  che  non poteva fare altro che resistere,  ottemperando
  alle decisioni giudiziali.
   Per  quanto  riguarda  gli oneri che potranno gravare  sull'agente
  della  riscossione per la mancata attuazione delle diverse sentenze
  a  favore  e,  purtroppo,  altre volte anche  contrastanti,  questi
  dovranno essere oggetto di trattazione con il socio privato,  banca
  Montepaschi  di Siena, perché i presupposti del contenzioso  con  i
  contratti  di formazione e lavoro si sono verificati nell'ambito  e
  durante la gestione della Montepaschi Serit s.p.a..
   Ritengo   pienamente  condivisibile  la  mozione  degli  onorevoli
  colleghi  e,  pertanto, il Governo si attiverà per dare  seguito  a
  questo  indirizzo  che  l'Assemblea, con la mozione  in  esame,  ha
  voluto sottoporre e sollecitare

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 159 «Iniziative a
  tutela  del bilancio della Regione in conseguenza delle sentenze  a
  favore  dei contrattisti ricorrenti avverso la 'Riscossione Sicilia
  S.p.A.»,   che  sostanzialmente  assorbe  la  mozione  numero   179
  «Soluzione  della  vertenza degli ex ufficiali di  riscossione  del
  servizio riscossione tributi».
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

                 Discussione della mozione numero 193

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  numero  193  «Iniziative  urgenti  per
  garantire   l'applicazione,  nei  confronti  dell'AST   Aeroservizi
  s.p.a., di quanto previsto dall'art. 7 della legge regionale  n.  6
  del  2009  e  dall'art. 20 della legge regionale n. 11  del  2010»,
  degli  onorevoli  Cracolici, Panarello, Marziano  e  Di  Guardo  ed
  altri. Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  l'Ast  Aeroservizi s.p.a., società  a  socio  unico
  dell'Azienda  siciliana trasporti s.p.a., ha fatto  richiesta  alla
  direzione aeroportuale ENAC - Palermo di accesso alla gestione  dei
  servizi  aeroportuali  per  l'assistenza  agli  aeromobili   e   ai
  passeggeri presso l'aeroporto 'Falcone Borsellino' di Palermo;

   considerato che:

   l'art. 7 della legge regionale n. 6 del 2009 stabilisce il divieto
  per   le  società  costituite  o  partecipate  dall'Amministrazione
  regionale  nonché  per  le  aziende  regionali  di  procedere  alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari;

   il  comma  2  della  suddetta norma stabilisce,  inoltre,  che  di
  conseguenza gli enti provvedono alla liquidazione delle società  od
  organismi partecipati;

   rilevato che:

   l'art. 4 dell'oggetto sociale dell'Ast Aeroservizi s.p.a., società
  a  socio unico dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., prevede che
  detta società possa svolgere la propria attività esclusivamente  in
  favore  della  Regione siciliana o degli enti  pubblici  e  privati
  dalla stessa controllati o alla stessa collegati;

   in  ragione  di  quanto sopra esposto rimane  del  tutto  preclusa
  all'Ast  Aeroservizi  s.p.a. la possibilità che  essa  operi  quale
  'handler'  dei servizi succitati, in violazione della citata  norma
  statutaria, e pertanto che possa legittimamente avviare la  propria
  attività presso lo scalo Falcone Borsellino di Palermo;

   l'Ast   Aeroservizi  s.p.a.,  nonostante  la  citata   preclusione
  statutaria,  ha  comunicato  alla direzione  aeroportuale  ENAC  di
  Palermo di avere già sottoscritto un contratto di 'handling' con la
  compagnia aerea Meridiana, già assistita dal Consorzio Pae Mas,

                   impegna il Governo della Regione

   ad assumere iniziative urgenti al fine di garantire l'applicazione
  di  quanto  previsto  all'art. 7 della  l.r.  n.  6  del  2009  che
  stabilisce   anche   per  l'AST  il  divieto  di   procedere   alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari  e
  se   non  ritenga  opportuno,  conseguentemente,  intervenire   per
  garantire  le procedure di liquidazione, così come stabilito  dalla
  norma;

   a  porre  in essere misure volte a far rispettare anche il dettato
  statutario   della   Ast  Aeroservizi,  società   a   socio   unico
  dell'Azienda   siciliana  trasporti  s.p.a.,   secondo   il   quale
  quest'ultima  può  svolgere la propria attività  esclusivamente  in
  favore  della  Regione siciliana o degli enti  pubblici  e  privati
  dalla stessa controllati o alla stessa collegati;

   a  dare immediata esecuzione all'articolo 20 della legge regionale
  12  maggio  2010,  n. 11, che prevede che ad ogni  area  strategica
  individuata al comma 2, dove alla lettera a) è indicata  come  tale
  quella  dei  trasporti pubblici, corrisponda  una  sola  società  a
  totale  o maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa
  pubblica;

   ad  assumere  tutte  le  misure necessarie  per  dissuadere  l'AST
  dall'assumere  sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta,  servizi
  di  'handling'  negli aeroporti siciliani e a porre  immediatamente
  termine ad eventuali contratti a tal fine sottoscritti o in via  di
  sottoscrizione». (193)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  mozione
  poteva  anche  non essere presentata perché esistono  norme,  leggi
  della  Regione, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che  disciplinano
  la   materia.   Ma  ormai  ho  potuto  constatare  che   le   leggi
  costituiscono  un  orientamento, non sono  più  atti  che  tutti  i
  cittadini hanno l'obbligo di rispettare.
   Tali  leggi stabiliscono, ben prima della riforma delle società  a
  cui  abbiamo  dato  vita con la finanziaria, che tutte  le  società
  partecipate  dalla Regione non possono a loro volta  avere  società
  realizzate  per filiazione. E invece nella Regione Sicilia,  ancora
  oggi,  malgrado  vi  sia una legge vigente  da  un  paio  di  anni,
  continuano ad esserci società partecipate dalle società  madri  che
  svolgono attività estranee all'attività istituzionale per le  quali
  sono nate le società madri. Nel caso specifico mi riferisco ad  AST
  Aeroservizi,  società partecipata dall'AST che,  come  è  noto,  si
  occupa del servizio pubblico della gestione su gomma del trasporto,
  e  che  ha  diverse  società, tra cui appunto AST Aeroservizi,  per
  gestire  i  servizi aeroportuali, oltretutto in un settore  dove  -
  come  è  noto  -  è  intervenuta una legge di liberalizzazione  che
  prevede che i servizi handling che si fanno negli aeroporti  devono
  essere gestiti con sistemi di mercato.
   Io  considero  innaturale che una società  pubblica  entri  in  un
  settore  che deve essere gestito secondo le logiche di mercato.  E'
  vero  che,  fortunatamente, questa non è una  società  che  produce
  debiti, ma è anche vero che, se domani li dovesse produrre, sarà la
  società  madre  e,  quindi,  la Regione,  ad  intervenire  con  una
  copertura  nella gestione del servizio per coprire i  debiti  della
  eventuale società figlia.
   Credo  che  questa mozione serva a mettere un punto:  ognuno  deve
  fare  quello  per  cui è stato nominato; non esistono  compiti  che
  ognuno può ritenere di assumersi perché amico di un presidente o di
  un assessore, per nessuna ragione
   In questa Regione dobbiamo stabilire il rispetto delle procedure e
  delle regole.
   Ritengo,  pertanto,  che AST Aeroservizi debba,  rinunciando  alla
  possibilità  di gestire il servizio all'aeroporto di Palermo  oggi,
  ma  domani pure all'aeroporto di Catania, perché in questo  settore
  sarà  il  mercato  a decidere modalità e costi della  gestione  dei
  servizi,  evitare  di infilarsi e di determinare  altri  meccanismi
  che, alla lunga, producono carrozzoni.
   Spero  che  l'Aula voti in maniera convinta la decisione  di  dire
  all'AST  Aeroservizi di essere liquidata e all'AST di  limitarsi  a
  gestire il servizio pubblico di trasporto.
   Ognuno  faccia  solo  una cosa e non tante  cose,  perché  poi  ci
  confondiamo.
   Non  voglio impedire a nessuno di fare l'industriale; ma chi vuole
  fare  l'industriale in Sicilia, lo faccia con  i  soldi  propri  ed
  eviti di farlo con i soldi pubblici.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  per  l'economia,
  onorevole Cimino.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  senza  voler  fare polemiche con l'onorevole  Cracolici,
  capisco che al Governo si chiede di fare rispettare una legge, ed è
  cosa buona e giusta. Però ci troviamo in una situazione paradossale
  perché noi, con una mozione, chiediamo di fare rispettare una legge
  come  se la legge, atto normativo, abbia minore forza rispetto alla
  mozione  che  l'Assemblea  è chiamata a  votare.  Probabilmente  in
  Sicilia c'è un po' di confusione sulle fonti del diritto
   Ritengo  che  questa  mozione  rappresenti  per  il  Governo   una
  sollecitazione,  che  verrà  trasmessa agli  organi  incaricati,  e
  ritengo  che,  nell'ambito del piano che  la  Commissione  Bilancio
  dovrà   approvare  per  la  razionalizzazione  del  sistema   delle
  partecipazioni regionali, si possa probabilmente specificare  anche
  meglio questa iniziativa.
   Condivido  l'iter  che noi vogliamo dare per garantire  la  libera
  concorrenza e, di seguito, apprezzando questo sollecito, faremo  in
  modo di individuare i modi e i contenuti per intervenire.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la mozione  numero  193.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)
            Seguito della discussione del disegno di legge
         «Norme in materia di consorzi di bonifica» (n. 560/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al V punto all'ordine del  giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge numero  560/A  «Norme  in
  materia di consorzi di bonifica».
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere un
  minuto della vostra attenzione perché quello che mi accingo a  dire
  non  vuole  minimamente avere il sapore della strumentalità,  tanto
  più  che  oggi, 17 giugno 2010, fare e dire cose strumentali  sulla
  pelle della gente e sull'occupazione credo sia un lusso che nessuno
  si  può  permettere,  tanto  meno  un  parlamentare  della  Regione
  siciliana.
   Oggi  ci accingiamo ad affrontare, ed è auspicio mio e del  Gruppo
  parlamentare  dell'UDC anche  definire, il  disegno  di  legge  che
  riguarda  i  lavoratori  dei  consorzi  di  bonifica;  però,   devo
  sottolineare che a questo disegno di legge - il cui filo conduttore
  è  la  materia  dell'occupazione - erano stati  presentati  diversi
  emendamenti   che   non  sono  stati  ritenuti  ammissibili   dalla
  Presidenza,  pur essendo pertinenti alla materia in  esame,  e  che
  quindi  non  trovo nell'allegato degli emendamenti  al  disegno  di
  legge.  Stiamo parlando di famiglie di lavoratori, di gente  che  è
  stata  mandata a casa, ma stiamo parlando soprattutto di una  serie
  di  categorie che erano state escluse dalla finanziaria,  a  nostro
  modo  di  vedere  in maniera inopportuna, e che  oggi,  con  questo
  disegno  di  legge, potevano essere reinserite con gli  emendamenti
  che noi avevamo presentato.
   Signor Presidente, mi riferisco a diverse categorie che non voglio
  nemmeno menzionare perché non voglio l'applauso, ma voglio fare  un
  ragionamento  serio, e lo dobbiamo fare tutti in quest'Aula,  salvo
  poi  assumerci fuori con la gente la responsabilità degli atti  che
  compiamo dentro quest'Aula.
   Allora,  Presidente  Oddo,  a  mio  avviso  la  Presidenza  si   è
  determinata  in  maniera  sbagliata su tutti  gli  emendamenti  che
  avevamo  presentato,  e pertanto le chiedo di  ritornare  sui  suoi
  passi,  altrimenti  dovrà  assumersi la responsabilità,  insieme  a
  questo  Governo, di dire che ci sono  figli e figliastri , di  dire
  che  ci sono donne e uomini che meritano la salvaguardia del  posto
  di  lavoro ed altri che devono morire di fame. E' finito  il  tempo
  delle ipocrisie
   Siccome il mio intervento non vuole essere strumentale, e  so  che
  lei  oggi  sta  presiedendo  solo per  caso,  la  questione  non  è
  personale né con lei, né con l'assessore Cimino, né con l'assessore
  Leanza,  ma  so  pure  che oggi in Aula ci siete  lei,  l'assessore
  Cimino e l'assessore Leanza, la invito a fermarsi e a convocare  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Così  ci  spiegherete cosa è possibile fare e cosa non è possibile
  fare  e,  soprattutto, dovrete convincerci che  questi  emendamenti
  sono   estranei   alla  materia  e,  quindi,   rispetto   al   tema
  occupazionale, c'è chi merita la tutela del posto di lavoro oggi  e
  c'è chi forse la meriterà domani o mai. Ci spiegherete e prenderete
  impegni  precisi, signor Presidente dell'Assemblea  pro  tempore  e
  signori  assessori,  ad esempio, che entro la  sessione  estiva  il
  disegno  di legge che è in Commissione Lavoro e che riguarda  tutte
  quelle  categorie  che, più o meno surrettiziamente,  sono  rimaste
  fuori  dalla  finanziaria, verrà portato in Aula  per  il  relativo
  esame.
   Io  mi  rendo conto, signor Presidente, assessori Leanza e Cimino,
  che  voi  non  potete garantire l'approvazione di quel  disegno  di
  legge,  ma potete garantire, ognuno per la propria parte e  per  il
  ruolo  che  svolge,  che  quel disegno di  legge  avrà  una  corsia
  preferenziale,  perché tutti ci riempiamo la bocca della  necessità
  di dare risposte occupazionali in Sicilia: fatto sta che ogni volta
  che  arriva un pezzo di carta che parla della possibilità  di  dare
  occupazione c'è un problema che non c'era e che sorge.
   Signor Presidente, la invito quindi a fermarsi oppure, dopo  avere
  consultato altri componenti dell'Ufficio di Presidenza, ad assumere
  un  impegno solenne di fronte ai siciliani, prima che di fronte  ai
  deputati, che entro il mese di luglio e prima della pausa estiva il
  disegno  di  legge  sull'occupazione  che  si  sta  discutendo   in
  Commissione Lavoro verrà portato in Aula per essere esitato.
   Altrimenti,  per quanto mi riguarda, sarò costretto ad  inaugurare
  una  nuova stagione della politica che non mi si confà ma che,  con
  tutti  i  mezzi  che mi attribuiscono lo Statuto e il  Regolamento,
  utilizzerò  perché  non posso sopportare che ancora  una  volta  ci
  siano figli e figliastri.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Caronia,  la  prego   di   parlare   solo
  sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    ricordo
  perfettamente che in occasione della finanziaria e durante la lunga
  seduta  che  si è conclusa l'1 maggio - la festa dei lavoratori,  e
  non è un caso che la sto citando - il Presidente della Regione si è
  impegnato  solennemente a riconsiderare nella prima sessione  utile
  un disegno di legge che avesse due categorie, in maniera specifica,
  come  oggetto: i lavoratori dei consorzi di bonifica, così  come  i
  lavoratori  ex ciapisti. Questo riferimento non lo cito a  braccio,
  ma  lo  possiamo rinvenire nei resoconti stenografici delle  sedute
  d'Aula.
   A  questo  punto, considerato che il disegno di legge  in  oggetto
  consta  di  due  articoli,  il cui primo parla  di  lavoratori  dei
  consorzi  di  bonifica,  non comprendo la  ragione  per  cui  degli
  emendamenti che riguardavano l'altra fattispecie di lavoratori,  mi
  riferisco  appunto agli ex ciapisti, nulla è stato inserito  poiché
  sono stati tutti dichiarati inammissibili.
   Questa  Presidenza,  ma  soprattutto il Governo,  devono  chiarire
  preliminarmente qual è la ragione, qual è la motivazione per cui, a
  seguito  di  un  impegno preso in Aula, arriva oggi un  disegno  di
  legge  che riguarda soltanto una fattispecie di lavoratori. Ricordo
  ancora  con  esattezza  le  parole del Presidente  che  diceva  che
   questi poveri lavoratori dei consorzi dormono in macchina .
   Bene,  i  lavoratori  del CIAPI credo non  vivano  una  situazione
  migliore; sono stati sotto il Palazzo durante la finanziaria  e  il
  Presidente  della  Regione aveva assunto qui in  Aula  un  impegno,
  impegno  che  oggi non viene onorato, non solo dal  Governo,  ma  -
  ahimè   -  devo rimarcarlo, anche da questa Presidenza che,  avendo
  escluso la possibilità di discutere qualsiasi altro emendamento, ha
  precluso,  di  fatto, la possibilità di dare  a  questa  gente  una
  legittima  risposta,  che  sia  positiva  o  meno,  sarà  l'Aula  a
  giudicarlo.
   Credo  sia  doveroso che la Presidenza riconsideri  fortemente  la
  scelta  di non valutare un gruppo di lavoratori che, ripeto,  erano
  stati  oggetto di un impegno preso non davanti al singolo  deputato
  ma  davanti ad una Assemblea che, a mio modo di vedere, costituisce
  un   elemento   di   democrazia  sulla  quale  non   possiamo   più
  soprassedere.
   Signor  Presidente, la invito, unendomi all'appello dell'onorevole
  Cordaro,  a riconsiderare l'indicazione della Presidenza e affinché
  il  Governo  predisponga immediatamente la possibilità di  valutare
  questi   emendamenti,  che  noi  avevamo  presentato  come   Gruppo
  parlamentare  UDC, ma con l'accordo di buona parte del  Parlamento,
  perché  riguardano una emergenza lavorativa che non  può  avere  né
  colori, né figli e figliastri.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza   deve   ancora
  comunicare l'inammissibilità degli emendamenti a cui si riferiscono
  i colleghi che chiedono di parlare sull'ordine dei lavori .
   E'  ovvio che c'è una anomalia per quanto l'onorevole Beninati  mi
  fa  osservare, dato che abbiamo il testo è ovvio che già  deduciamo
  che c'è l'inammissibilità degli altri emendamenti.
   Però,  vi prego cortesemente di fare comunicare innanzitutto  alla
  Presidenza  qual è la decisione assunta. Subito dopo se i  colleghi
  vogliono prendere la parola, non ci sono problemi; però ricordo che
  sulle    decisioni    della   Presidenza   per   quanto    concerne
  l'inammissibilità  degli  emendamenti  che  comunicherò   non   c'è
  discussione.
   Vi  prego dunque cortesemente di tenere presente ciò che è materia
  che va trattata in sede di Conferenza dei capigruppo, e cioè che un
  disegno  di legge deve essere posto all'ordine del giorno quando  è
  pronto  ed  esitato, come voi sapete; vi prego  inoltre  di  tenere
  presente,  quindi di dare una mano alla Presidenza ed al Presidente
  di   turno,  rispetto  a  quelli  che  sono  gli  adempimenti   che
  necessariamente la Presidenza deve comunque fare.
   Onorevoli  Ragusa  e Campagna, vi farò parlare,  ma  fatemi  prima
  comunicare quello che è giusto che la Presidenza comunichi.
   Prima  di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno  di
  legge,  al  fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro  che
  stiamo per affrontare, do comunicazione delle decisioni adottate da
  questa Presidenza sugli emendamenti presentati.
   Tali  decisioni sono state assunte tenendo presente: il  programma
  dei  lavori  approvato dalla Conferenza dei Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari comunicato nella seduta numero 172 del 18 maggio u.s.;
  specifico  che  in  quella  sede è stato deciso  di  esaminare  con
  separato disegno di legge il riordino dei consorzi di bonifica.
   Oltretutto,  è  chiaro che la Presidenza non può fare  a  meno  di
  attenersi e di sottolineare il rispetto del Regolamento interno che
  prescrive:  l'obbligo  della  previa presentazione  in  commissione
  degli   emendamenti  (articolo  111);  l'attinenza   degli   stessi
  all'oggetto  del disegno di legge (articoli 111,  commi  2  e  112,
  comma 3); la necessità di copertura finanziaria per gli emendamenti
  di spesa,  nonché - aggiungo - il profilo di costituzionalità delle
  norme,  perché  ci  sono norme, cui faceva riferimento  l'onorevole
  Cordaro, lo stesso emendamento presentato dall'onorevole Cracolici,
  che sono state impugnate dal Commissario dello Stato riguardanti in
  particolar modo il comma 43 dell'articolo 20 della legge  regionale
  19/2005, di identico contenuto rispetto agli emendamenti.
   Quindi,   non  è  che  la  Presidenza  si  diverte  a   dichiarare
  inammissibili  gli  emendamenti che non sono  stati  presentati  in
  commissione,  gli emendamenti che non hanno copertura  finanziaria,
  gli  emendamenti estranei al testo e gli emendamenti che  hanno  un
  problema di profilo di costituzionalità.
   Detto questo, onorevoli colleghi, possiamo procedere.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA. Signor Presidente, impiegherò solo qualche minuto perchè
  i colleghi che mi hanno preceduto, gli onorevoli Cordaro e Caronia,
  già hanno esplicitato il senso del nostro percorso, il percorso che
  noi  ci  volevamo dare rispetto alla materia che stiamo  trattando,
  signor Presidente, ed è insindacabile - sono d'accordo con lei - la
  decisione dell'ufficio di Presidenza sul percorso che si è dato. Io
  non  credo che l'onorevole Cordaro né l'onorevole Caronia né  tanto
  meno   io,   vogliamo  sindacare  o  intervenire  sulla   decisione
  dell'Ufficio di Presidenza.
   L'onorevole   Cordaro,  nell'esplicitare  il  senso   del   nostro
  ragionamento,  ha  detto  che  noi  vogliamo  un  impegno,   signor
  Presidente, ad esaminare quello che è stato fatto in finanziaria.
   In   finanziaria   sono  stati  falcidiati  numerosi   emendamenti
  sull'argomento  che stiamo trattando ed è stato preso  solennemente
  un  impegno  -  come  ha detto l'onorevole Caronia  -  riguardo  ai
  consorzi  di bonifica. Ma del resto, degli argomenti che ha  citato
  l'onorevole  Cordaro non se ne è parlato, sono stati  falcidiati  e
  basta.
   Allora,  per evitare che qualcuno possa pensare che nella  Regione
  siciliana ci siano figli e figliastri io credo che è nostro  dovere
  affrontare le questioni che riguardano il lavoro. Noi non  possiamo
  non affrontare le questioni che riguardano il lavoro.
   Non  credo che possiamo innescare il meccanismo di una guerra  tra
  poveri, signor Presidente, perché qui stiamo parlando di bacini  di
  lavoratori che per anni, 5-6 anni, hanno prestato servizio.
   Ora, per prese di posizione personali, abbiamo il dovere invece di
  accelerare  l'iter legislativo in Commissione Lavoro, dove  c'è  un
  disegno  di  legge che stiamo definendo e che attende di  avere  il
  vaglio  della  Commissione  Bilancio,  per  il  quale  vogliamo  un
  percorso   ben  definito,  signor  Presidente.  Siccome   lei   sta
  presiedendo, io credo che lei insieme al Governo, debba prendere un
  impegno.  Noi non ci metteremo contro il disegno di legge in  esame
  perché siamo a favore dei consorzi di bonifica, e siamo a favore di
  tutti gli altri bacini di lavoratori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sento di assumere  l'impegno  nei
  confronti del collega Cordaro, del collega Campagna e nei confronti
  dell'Aula, nel senso che alla prima riunione utile della Conferenza
  dei  presidenti dei Gruppi parlamentari sarò il primo a sollecitare
  quanto  sta  emergendo  dall'Aula rispetto a  quello  che  sarà  il
  prossimo calendario dei lavori.
   Di  questo  mi  assumo  la responsabilità in  quanto  non  intendo
  sottrarmi alle funzioni che ognuno di noi deve svolgere.

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi i consorzi  di
  bonifica,  purtroppo, registrano una difficoltà, la  difficoltà  di
  portare avanti una politica che riguarda l'agricoltura.
   L'agricoltura ha bisogno anche di questi soggetti, e ci  sono  due
  adempimenti  a  cui provvedere oggi sia verso il comparto  agricolo
  sia  verso  questi lavoratori che, per tanti anni,  hanno  prestato
  servizio  all'interno di queste strutture e che non sono rivalutati
  per come meritano.
   Io   ho  presentato  un  emendamento  -  che,  apprendo  oggi,   è
  inammissibile, perché mi rifaccio ad un accordo sindacale fatto con
  i lavoratori forestali - con cui volevo equiparare i lavoratori dei
  consorzi  ai  lavoratori forestali affinché,  qualcuno  l'ha  detto
  prima di me, non si usino due pesi e due misure.
   Pertanto, ritengo che l'emendamento da me presentato debba  essere
  preso  in considerazione, a meno che non mi si dica che non c'è  la
  copertura  finanziaria.  Solo  in quel  caso,  infatti,  credo  che
  oggettivamente il mio emendamento non sia da approvare.
   Fermo  restando che c'è l'omogeneità della materia, fermo restando
  che è perfettamente nei termini di costituzionalità, ritengo che la
  Presidenza   debba  motivare  la  sua  decisione   di   estrapolare
  l'emendamento dalla discussione in atto. Su questo c'è molta attesa
  fuori  dal  Palazzo, è inutile che ci nascondiamo dietro  un  dito,
  perché  se  è  vero che questa politica deve essere  consequenziale
  rispetto  all'occupazione  in Sicilia, questo  è  un  comparto  che
  insieme  ai  forestali va tenuto in debita considerazione  e  vanno
  considerati dunque i  bisogni delle famiglie.
   Signor  Presidente,  lei sa bene che centouno giornate  lavorative
  non  servono  sicuramente a mantenere la  famiglia,  ma  servono  a
  sostenerla, visto l'andamento socio-economico del nostro Paese.

   PRESIDENTE.  Quando ci sono problemi che riguardano il  lavoro  in
  Sicilia,  siamo tutti col cuore piangente. E' evidente  che,  anche
  rispetto  al  Regolamento,  quell'emendamento  manca  di  copertura
  finanziaria  e non è stato nemmeno presentato in Commissione,  come
  prescrive il Regolamento.
   A  prescindere da ciò, comunque, ci sarà sicuramente  l'occasione,
  non  solo nel testo di riordino dei consorzi di bonifica, ma  anche
  in  altri  vettori legislativi dove c'è maggiore compatibilità,  di
  discutere questi argomenti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, l'onorevole Cordaro ed altri colleghi
  hanno  sottolineato la medesima cosa, ma apprendiamo  che  ci  sono
  persino degli emendamenti, sottoposti  alla Commissione di merito e
  alla  Commissione  Bilancio  e che il Governo  ha  fatto  propri  -
  quindi,  oggetto  di un'assoluta condivisione - che  non  risultano
  inseriti tra gli emendamenti ammessi all'esame dell'Aula.
   Siccome  trattasi  di  argomenti inerenti  in  modo  stretto  alla
  materia  in  esame, non si può, in questo momento, giustificare  la
  loro esclusione con esclusivo riferimento ai rapporti di lavoro  in
  corso,  ai  sensi  dell'articolo 110 della legge regionale  17  gli
  effetti  delle  sopraggiunte sentenze di Corte  d'Appello  che,  in
  relazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 368  e  alla
  lunga e ininterrotta durata dei rapporti medesimi, hanno comportato
  la  trasformazione dei contratti di lavoro da tempo  determinato  a
  tempo  indeterminato, sono estesi a tutti i rapporti di  lavoro  in
  essere   nei   consorzi   di   bonifica   che   abbiano   identiche
  caratteristiche di fatto e di diritto.
   Trattasi  delle risultanze di sentenze riguardanti i  consorzi  di
  bonifica.
   Poi, noi possiamo in Aula intervenire sull'argomento e decidere in
  una  direzione  piuttosto  che  in un'altra,  ma  pregiudizialmente
  escluderli  non  appartiene a nessuna logica perché  si  tratta  di
  emendamenti riguardanti proprio la materia che stiamo normando  con
  la legge.
   Ecco perché intervengo sull'ordine dei lavori, dato che ci saremmo
  tutti   aspettati   che  quest'emendamento  fosse   inserito.   Poi
  sull'emendamento ci possiamo confrontare, il Governo  può  dire  la
  sua,  noi  diciamo la nostra e alla fine la Presidenza  si  orienta
  come ritiene, ma pregiudizialmente non si può escludere perché è un
  argomento  che  riguarda  la  legge. Non  c'è  nessuna  difformità,
  nessuna  forzatura, nessuna prevaricazione; peraltro, si tratta  di
  argomento  già  apprezzato  dalla Commissione  di  merito  e  dalla
  Commissione Bilancio e che il Governo ha fatto proprio, quindi  non
  si capisce perché la Presidenza lo esclude.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Leontini,  lo  dico  anche  all'assessore
  Bufardeci,   prima  ancora  che  intervenga,  in   Conferenza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, la discussione è  stata  fatta
  rispetto  alle cose che lei ha richiamato e si è appunto deciso  di
  inserirlo  nel  riordino  dei consorzi,  e  per  giunta  le  voglio
  ricordare che è una norma che ha bisogno di copertura finanziaria.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente, prendo la parola perché devo ammettere che anch'io, per
  una  serie  di  emendamenti  che non trovo  nel  testo  perché  già
  stralciati,   manifesto  sorpresa.  Da  ultimo,   su   quello   che
  l'onorevole  Leontini ha già citato e che era stato  fatto  proprio
  dal  Governo che lo aveva anch'esso presentato, voglio ribadire che
  non  soltanto la materia era pienamente coerente perché si  parlava
  di  lavoratori,  i  cui rapporti di lavoro sono  in  corso,  quindi
  immaginatevi quanta è la competenza e quanta è la piena connessione
  con   l'argomento  di  cui  stiamo  trattando,  dicendo  che  nella
  fattispecie non c'è bisogno di alcuna copertura finanziaria  perché
  sono  già a carico dei consorzi dove svolgono ed espletano le  loro
  attività lavorative.
   Posto  questo e posto anche che vi sono altri casi di  emendamenti
  presentati   dal  Governo  e  dai  parlamentari  che   sono   stati
  stralciati,  se la Presidenza ritiene che non ci siano comunque  le
  condizioni  per  trattarli - come l'esempio che ho fatto  poc'anzi,
  che  riguarda sostanzialmente l'ipotesi dei tanti contenziosi  che,
  ormai  in maniera consolidata, hanno affermato un principio, e  che
  costano  e  continueranno a costare alle casse della Regione  tanti
  altri denari, quindi sarebbe un'opera di pulizia, di giustizia,  di
  equità  sociale e di economia, perché eviteremmo l'ulteriore  costo
  che  le  casse  regionali  dovranno subire  per  contenziosi  ormai
  pacifici  in  quanto  sono  tutti  consolidati  nelle  varie  Corti
  d'appello -, ma, ripeto, se purtroppo la Presidenza dovesse restare
  ferma   nel  convincimento  che  non  vanno  trattati,  credo   sia
  assolutamente   indispensabile  che  questi   emendamenti   vengano
  trasmessi  alla  terza  Commissione perché  prontamente  la  stessa
  Commissione  li riporti in Aula con un testo che vada a  completare
  questa materia.
   Oggi  definiamo  questa parte ma, per cortesia,  non  facciamo  un
  lavoro parziale.
   Noi  avevamo  l'opportunità,  a  mio  avviso,  almeno  per  quanto
  riguarda la materia dei consorzi, di poter fare un lavoro completo.
  Avevamo  anche  presentato  un emendamento  sulla  riorganizzazione
  strutturale  degli  ambiti e del numero, era una  dichiarazione  di
  principio  in quell'articolato: il principio che occorre modificare
  le  norme  che sovrintendono l'attuale status, l'attuale  numero  e
  l'attuale   consistenza  territoriale,  e  rinviava  poi   ad   una
  successiva legge da presentare; anche questo - ribadisco - è  stato
  ritenuto da stralciare.
   Nel  confermare  che in alcuni casi sono sorpreso dalla  decisione
  della  Presidenza,  dico che però almeno tutti  questi  emendamenti
  abbiano  una  corsia assolutamente preferenziale e  privilegiata  e
  vadano  in  terza Commissione perché prioritariamente li tratti  e,
  con  la  solita  solerzia della terza e della seconda  Commissione,
  tornino  in  Aula  quanto prima per dare almeno un  trattamento  di
  equità nel settore del lavoro che riguarda i consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   preciso   che   il   Governo
  evidentemente  sa  bene  che  dobbiamo  accelerare,  che  già   gli
  emendamenti  a  cui fa riferimento, Assessore, sono  già  in  terza
  Commissione; penso che sia necessario accelerare invece per  quanto
  concerne il testo di riordino, così come eravamo d'accordo  e  così
  come  abbiamo  deciso  nella Conferenza dei presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, che è stata richiamata anche nella comunicazione  che
  ho letto testé.
   Dopo di che rammento all'onorevole Assessore che la questione  che
  state sottoponendo alla Presidenza è la trasformazione di fatto dei
  contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, ciò significa
  soldi  e  copertura finanziaria. Quindi, come dicevo  poco  fa,  la
  Presidenza, con l'ausilio degli uffici, sicuramente non si  diverte
  né  a dichiarare inammissibili, né evidentemente a dire che ci sono
  profili  di incostituzionalità, né a dire che non è stato osservato
  il  Regolamento, ma prende atto delle cose che si possono  fare  in
  questo momento.
   Devo  inoltre  ribadire  che l'intero  Ufficio  di  Presidenza  ha
  concordato  che  è il momento di accelerare l'iter del  disegno  di
  legge  che  il  Governo  presenterà sul riordino  dei  consorzi  di
  bonifica, in modo tale che una materia così delicata, che  comunque
  richiede la copertura finanziaria, venga sicuramente sottoposta nel
  più  breve  tempo  possibile  all'Aula.  Pertanto,  non  posso  che
  concordare da questo punto di vista.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, sull'ordine  dei  lavori  prima  una
  riflessione  di  carattere  generale  e  poi  una  riflessione   di
  carattere  particolare, anche dopo l'intervento del Governo,  molto
  puntuale.
   Signor  Presidente,  mi  può  aiutare  nel  comprendere  come  mai
  l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto ammissibile l'emendamento  2.2,
  perché  trattasi  di  materia che riguarda  gli  appalti  pubblici,
  trattasi  addirittura di una particolarità che riguarda,  sotto  il
  profilo  della  emendazione, una - a mio  avviso  -  violazione  di
  norma,  specificandola  per casi particolarissimi,  leggendo  anche
  nell'assunto che si tratterebbe, così come viene formulata, di  una
  urgenza, se non addirittura di una somma urgenza?
   La  riflessione  che  deve fare l'Ufficio di  Presidenza  dovrebbe
  essere quella di avere un atteggiamento da tenere nei confronti  di
  tutti   i  parlamentari,  e  non  essere  soltanto  particolarmente
  sensibile a quello che potrebbe essere la trasformazione di  alcuni
  contratti  specifici, sui quali non entro nel merito, anzi  ritengo
  che  rispetto agli impegni che aveva assunto il Governo siamo molto
  in ritardo e, in questo caso, anche il Parlamento.
   Rispetto  a  questo io avevo formulato l'abrogazione del  comma  2
  perché è un'aberrazione e non credo che possiamo intervenire  sulla
  legge  in  materia  di appalti pubblici addirittura  prevedendo  di
  escludere  la soglia dei 200 mila euro prevista dalla legge.  Siamo
  fuori da ogni regola
   E'  veramente  assurdo  quello  che  l'Ufficio  di  Presidenza  ha
  stabilito con l'accoglimento dell'emendamento 2.2.
   Pertanto,  signor  Presidente,  le  annuncio  che  il  mio  Gruppo
  parlamentare, non lo faccio per sostituirmi al presidente  del  mio
  gruppo parlamentare, sta preparando un emendamento che riguarda  la
  materia specifica dell'articolo 1, formulato secondo le indicazioni
  che  abbiamo  sentito dall'Ufficio di Presidenza  e  tenendo  anche
  conto  del  fatto  che l'articolo 2 e gli emendamenti   aggiuntivi,
  come  abbiamo già detto, non riguardano la materia di  cui  si  sta
  trattando.  Ci  sono  altre  norme che permettono  questo  tipo  di
  intervento,  altre norme nella regolamentazione sia  nazionale  sia
  regionale.
     Rispetto a questo l'emendamento che cercherà di superare i dubbi
  che  l'Ufficio ha sollevato e che non è assolutamente in  contrasto
  con  quel  che  pensa  il Governo, e direi  anche  agli  uffici  di
  riflettere sulla copertura finanziaria, perché è vero quello che ha
  detto  l'Assessore: l'intervento che riguarda quelle poche  persone
  che  non hanno voluto, al momento, attivare un contenzioso  con  la
  Regione  porterebbe  sicuramente alle  casse  regionali  una  spesa
  molto,  ma  molto  superiore  rispetto al  risultato  che  possiamo
  raggiungere questa sera.
   Rinviare  al  riordino dei consorzi di bonifica  una  materia  già
  molto   chiara,   una   materia  già  identificata,   una   materia
  economicamente compatibile con il bilancio regionale dei  consorzi,
  mi  sembra  una forzatura. Forse, questo lo comprendo,  un  accordo
  generalizzato che riguarda una situazione politica di  blindare  il
  testo   e   di   non  aggiungere  nulla,  allora   questa   è   una
  giustificazione su cui potremmo anche essere d'accordo, ma dobbiamo
  dirlo   Non  possiamo  utilizzare l'Ufficio di  Presidenza  per  le
  eventuali  inammissibilità  rispetto  ad  una  situazione  politica
  parlamentare.
   Se  il  testo  deve essere blindato perché un accordo parlamentare
  deve  far arrivare a soluzione quello che tutti desideriamo  è  una
  cosa,   ma   non  è  assolutamente  possibile  che  si   dichiarino
  inammissibili  materie  e  sostanza  assolutamente  ammissibili   o
  addirittura con uno sforzo maggiore possono essere resi ammissibili
  per  parlare sempre di personale, sempre di consorzi di bonifica  e
  sempre  di una situazione che è economicamente efficace, efficiente
  ed economica, che sono le linee guida per raggiungere in un disegno
  di  legge  la confacenza sotto il profilo generale di una  macchina
  amministrativa e legislativa che funziona.
   Quindi,  signor  Presidente, io la invito ad  una  riflessione  di
  carattere  generale su quella che è stata l'ammissione  di  qualche
  emendamento  su  un  articolo sbagliato e di carattere  particolare
  sull'emendamento che sta presentando il mio capogruppo  insieme  ad
  altri parlamentari per raggiungere una finalità che vuole non  solo
  il Governo ma tutto il Parlamento.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, può intervenire  sull'ordine  dei
  lavori,  ma  non  sulla ammissibilità o meno degli emendamenti.  Io
  vorrei  evitare di non fare parlare i colleghi e di  richiamare  in
  maniera  fiscale  il  Regolamento. Vi  invito  a  non  aggirare  il
  Regolamento,  a  chiedere la parola sull'ordine dei  lavori  e  poi
  parlare sull'ammissibilità o meno rispetto agli emendamenti  perché
  sull'ammissibilità non c'è discussione.
   Poi  io  specificherò alcune cose per quanto concerne l'intervento
  dell'onorevole Mancuso.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, la ringrazio e credo che quanto  dirò
  sarà sull'ordine dei lavori.
   Devo  dire che ultimamente partecipo molto poco ai lavori  d'Aula;
  però,  mi  creda,  ogni  volta che vengo ed intervengo  vedo  delle
  novità.
   Capisco  che  ultimamente in Assemblea, con i  tempi  e  internet,
  siamo  tutti in stato di avanzata fibrillazione, ma obiettivamente,
  signor  Presidente, è la prima volta, se non ricordo male, che  non
  vengono  inseriti  nel  fascicolo  buona  parte  degli  emendamenti
  presentati al testo
     Se  non  ricordo male, gli emendamenti, anche per darne  visione
  all'Aula,  si  calano  tutti  nel testo  o,  quanto  meno,  poi  si
  dichiarano inammissibili quegli emendamenti che non sono pertinenti
  con  il testo; ma, sinceramente, non ricordo che questo lavoro  sia
  mai stato fatto a monte.
   Ciò  nonostante, siccome sono convinto che il Presidente ha deciso
  di  fare  questa  operazione sulla base di una decisione  presa  in
  Conferenza dei capigruppo, su questa parte do per scontato che  una
  motivazione ci sarà perché qui non ci sono molti emendamenti, ve ne
  sono solo due o tre.
   Sull'articolo  2,  signor Presidente, io noto  che  più  volte  in
  Commissione  si  trattano  argomenti che  non  sono  di  competenza
  specifica  della stessa. Ieri in quinta Commissione -  io  non  ero
  presente  -  si è audito il CAS, il Consorzio Autostrade Siciliane.
  Il   Consorzio  Autostrade  Siciliane  è  competenza  della  quarta
  Commissione, non c'entra niente con la quinta Commissione;  l'unico
  motivo  per  cui si è audito in quinta Commissione è  stato  perché
  tratta di materia di lavoro.
   Allora, signor Presidente, vorrei sapere in questa Assemblea quale
  materia non è del lavoro e le chiedo di richiamare i presidenti  di
  commissione  affinché stiano attenti alla pertinenza delle  materie
  da  trattare.  Ripeto,  il CAS non c'entra  niente  con  la  quinta
  Commissione,  é vero che è materia di lavoro, ma non c'entra  nulla
  perché è competenza della quarta Commissione.
   Qui  stiamo discutendo di un emendamento all'articolo 2,  che  non
  poteva  essere  neanche  trattato in terza  Commissione  perché  si
  doveva   avere  preventivamente  quanto  meno  il  buon   senso   e
  l'accortezza che la quarta Commissione desse il proprio  parere,  e
  non  so  se  il  collega, presidente Mancuso, lo ha  mai  ricevuto,
  perché qui stiamo parlando di appalti.
   Dico  di più: la quarta Commissione per giunta, proprio in  questi
  giorni,   ha   esitato  un  testo  sugli  appalti.  Mi   sorprende,
  oltretutto, che l'assessore Gentile di questo non sappia nulla. Lui
  non sa che qui stiamo facendo una modifica sugli appalti, ma non lo
  sa  perché, giustamente, può mai pensare che in un disegno di legge
  sui consorzi di bonifica si modificano gli appalti?
   Pertanto,  signor Presidente, credo che un momento  di  attenzione
  anche per rispettare le regole, vada fatto, credo che sia giusto un
  attimo di riflessione.
   Se c'è qualcosa, è vero, che è uscito dalla Commissione con questo
  testo,  mi  dispiace per l'amico, onorevole Caputo, lui non  poteva
  trattare  l'articolo  in questo modo, quanto  meno  avrebbe  dovuto
  avere  il  parere  dalla  quarta Commissione.  Siccome  ciò  non  è
  avvenuto,  valuti lei, signor Presidente, cosa fare. Credo  non  ci
  sia  molto  da fare, soltanto cancellare l'articolo e  non  perdere
  tempo, a meno che se vogliamo stare qui a discutere discuteremo per
  almeno  altre due ore su questo argomento perché non c'è  nulla  da
  fare. E' una svista, si discuterà sull'articolo 1.
   Per  il  resto suggerisco, per le motivazioni dette prima - signor
  Presidente,  lei  è  titolato a fare rispettare  le  regole  -,  di
  prendere atto delle dichiarazioni che il sottoscritto, partecipando
  ogni tanto ai lavori d'Aula, le fa osservare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Beninati,  che  ci   sia   qualcosa   che
  caratterizza il lavoro di alcune Commissioni per quanto concerne le
  materie  attinenti  alle  loro  competenze,  è  una  cosa  che   la
  Presidenza, visto e considerato il richiamo che i deputati fanno in
  Aula, farà in modo di correggere. Infatti, le dico in maniera molto
  franca e schietta che non mi sento di darle torto.
   Per  quanto concerne le questioni sollevate poco fa dall'onorevole
  Mancuso,  vorrei fare osservare che, pur se è vero che potremmo  in
  questo  momento fare una cosa, cioè con x euro essere in  grado  di
  risparmiare qualcosa, in quanto potremmo impiegare x meno qualcosa,
  però è ovvio che questo x meno qualcosa va stanziato.
   Altra questione: quando arriva in Aula un testo dalla Commissione,
  con  tutto il rispetto per il presidente Caputo, è evidente che  la
  Presidenza evita di stralciare parti del disegno di legge che  sono
  state  esitate in Commissione. Però, non posso dire che  i  rilievi
  fatti  siano del tutto infondati, e mi fermo qui, nel senso  che  è
  ovvio  che  l'Ufficio  di  Presidenza,  il  presidente  Cascio   in
  particolar  modo ma anche noi tutti, dobbiamo fare  sì  che  alcune
  regole  riguardanti  il  lavoro e le competenze  delle  Commissioni
  ritornino ad essere osservate, per come è giusto che sia.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho  sentito
  l'invito a non parlare da parte del Presidente. Qualora fosse così,
  chiedo scusa, ma credo che sia utile ai fini dell'obiettivo che  si
  vuole raggiungere, sempre che si voglia fare questa norma.
   Personalmente, rimango convinto che, così come è scritta, sia  una
  norma  che presenta non pochi problemi. In ogni caso, anch'io  sono
  convinto che l'articolo 2, chiaramente mi riferisco alla Presidenza
  in   astratto,  non  poteva  essere  dichiarato  ammissibile  dalla
  Presidenza perché materia estranea; oltretutto, nelle stesse ore si
  fa  una  cosa del genere quando c'è un disegno di legge, presentato
  dal Governo, di riforma del sistema degli appalti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, c'è un emendamento  soppressivo
  dell'articolo 2.
   I colleghi, evidentemente, diranno cosa bisogna fare.

   CRACOLICI.  La  Presidenza  doveva dichiararlo  improponibile.  Il
  fatto  che  ci  sia l'emendamento è un problema del Parlamento;  di
  fatto,  è  stata  dichiarata ammissibile una cosa  che  non  poteva
  esserlo.
   Quindi,  non  è  questo il punto. Si può anche rispondere  che  se
  l'Aula vuole lo respinge.
   Stiamo parlando di una procedura.
   La  verità  è che c'è qualche problema. Ora, non vorrei  scaricare
  sulla  Presidenza  problemi che sono di  ordine  politico  e  della
  confusione  che  regna  in questo momento  nella  vicenda  politica
  siciliana,   perché   saremmo  tutti   sciocchi   se   scaricassimo
  semplicemente sulla Presidenza una cosa che, comunque, presenta  un
  elemento  di  difficoltà,  in  quanto  obiettivamente  se  c'è  una
  questione  in alcune province che riguarda i consorzi di  bonifica,
  non si può trattare la materia escludendo altre province, perché la
  Sicilia è una, altrimenti facciamo le leggi con il francobollo.
   Il  principio dell'astrattezza della norma deve essere sacrosanto,
  altrimenti - ed è uno dei rilievi di merito che faccio e credo  non
  sia  solo mio, assessore Bufardeci - questa norma dovrebbe spiegare
  perché consentiamo a chi ha fatto anche un solo giorno, dal 1991 ad
  oggi,  debba essere reintegrato dopo tre anni. Dico ciò,  perché  è
  quello  che  stiamo  scrivendo in questa legge: chiunque,  fino  al
  2007,  anche per un'ora, abbia avuto un rapporto di qualunque  tipo
  può  beneficiare  delle  garanzie  occupazionali  di  cui  alle  51
  giornate.
   Voi  capite  cosa stiamo producendo, no? Altra cosa sarebbe  stato
  dire:  il consorzio di bonifica Catania x, il consorzio di bonifica
  Agrigento y, il consorzio di bonifica Palermo x+y+z, per le proprie
  esigenze  legate  al  fabbisogno  specifico,  sono  autorizzati   a
  derogare ai limiti previsti dalla legge numero 45  per i quali  qui
  si  è  derogato, dato che stiamo prevedendo di fare una  norma  nei
  confronti dei consorzi che hanno derogato agli obblighi di legge.
   Vorrei che fosse chiaro che stiamo facendo una sanatoria in favore
  di  consorzi che, in difformità alle legge vigenti e non  spiegando
  le  ragioni  per  le  quali  si sono prodotti  quegli  atti,  hanno
  proceduto  infischiandosene  dei  limiti  previsti  dalla  legge  -
  parliamo come poco fa della vicenda dell'AST Aeroservizi -, quindi,
  noi  facciamo  le  leggi  -  dico noi in  astratto,  io  non  c'ero
  all'epoca della legge 45 -, ma poi  chi vivrà, vedrà .
   Ritengo  che  il Governo non abbia alcuna responsabilità,  per  la
  verità,  poiché questo disegno di legge credo che sia di iniziativa
  parlamentare. Ma, comunque, deve in qualche modo essere specificato
  meglio  come vogliamo affrontare la questione in quanto  temo  che,
  così  com'è, qualche dubbio sull'astrattezza dell'applicabilità  di
  questa norma esista. Forse è troppo astratta.
   Infine, vorrei fare un rilievo di ordine finanziario, e lo faccio,
  mi  dispiace  che non c'è l'onorevole Cimino, e lo dico  in  questo
  caso all'assessore Bufardeci nella qualità.
   Ho  visto che questo disegno di legge è coperto con un capitolo di
  bilancio  dell'Assessorato  risorse  agricole  e  alimentari.  Però
  vorrei sapere, visto che abbiamo approvato il bilancio la notte del
  primo maggio, vorrei capire se abbiamo approvato un bilancio che  è
  stato,  poi,  pubblicato nella stessa maniera  e  quindi  pongo  un
  problema   formale   alla   Presidenza   dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  al  fine  di  verificare se il bilancio  pubblicato  in
  Gazzetta ufficiale sia quello votato dall'Aula. Dubito che ciò,  in
  alcuni  casi,  sia avvenuto ma, prima di addentrarmi su  ipotesi  e
  sospetti, vorrei che gli Uffici facessero le verifiche specifiche.
   Al di là di questo, che considero molto delicato e che riguarda la
  credibilità  dell'istituzione tutta e riguarda anche  la  possibile
  infedeltà  agli  organi  istituzionali  e  costituzionali,  qual  è
  l'Assemblea regionale siciliana .

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, non continui  più,  perché  sarà
  fatto il controllo necessario. Stia sereno.

   CRACOLICI. Credo, però, che una cosa sia inaccettabile: abbiamo un
  fondo  globale  azzerato  e,  di fatto, l'Assemblea  regionale  nei
  prossimi  mesi  non potrà fare leggi di spesa; però,  di  volta  in
  volta,  si scopre che ci sono capitoli di assessorati che sono  una
  sorta di tesoretti nascosti.
   Vorrei sapere di cosa parliamo in quanto mi risulta che, anche per
  una  scelta  intelligente  che  ha  fatto  quest'Aula,  sono  stati
  cancellati i fondi per i parchi, le riserve e per i lavoratori  che
  a luglio scadono, gente che da anni ha una convenzione, oltretutto.
  Costituisce,  fra l'altro, un'obbligazione da parte della  Regione,
  perché  esistono delle convenzioni sottoscritte, contrattualizzate,
  quindi  con  vincoli obbligazionari; eppure abbiamo una  sottostima
  dei  capitoli  di bilancio, in alcuni casi tagliati da  quest'Aula,
  dopo di che scopriamo che ci sono tesoretti nascosti
   Scusate,  se  ci  sono  tesoretti, vorrei  che  fosse  chiaro:  la
  previsione  che si fa nel bilancio di previsione, cioè i funzionari
  che  fanno  la  richiesta  all'Assessorato dell'economia  fanno  le
  previsioni  in  forza di leggi vigenti o di leggi che  si  dovranno
  fare?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.

   CRACOLICI. Sto parlando di cose serie.

   PRESIDENTE. Sì, ma parla da otto minuti, tre minuti in più, quindi
  la prego cortesemente di rispettare il termine.

   CRACOLICI.  Quindi,  nel  caso  specifico,  prendo  atto  che  nel
  capitolo  147320, che forse riguarda i consorzi di bonifica,  c'era
  unmilioneottocentomila euro in più; in più non capisco  rispetto  a
  cosa, qualcuno dice perché prevedevamo di fare la norma. Ebbene no,
  assessore Bufardeci, si possono prevedere in forza di legge. Se  la
  legge prevedeva alcune cose, prevedeva la copertura finanziaria  di
  leggi vigenti; infatti stiamo facendo la legge, eventualmente,  per
  prevedere  nuova spesa, quindi non si può prevedere in un  capitolo
  di bilancio una previsione su una legge ancora da fare.
   Quindi,  anche  qui,  facciamo  attenzione.  Questo  è  il  Beirut
  dell'Assemblea regionale, Beirut, e vale per tutti, è Beirut.  Devo
  dire onestamente che sono molto in imbarazzo perché la norma, a mio
  avviso, non è scritta bene, c'è un problema di astrattezza  che  ne
  mette  in  discussione  la sostenibilità e credo  che  rispetto  ai
  problemi che si pongono, non so chi mi debba rispondere, ma qualche
  problema esiste e va oltre la questione specifica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vorrei  fare  una  proposta,  in
  quanto ritengo che una proposta fatta in un momento delicato  possa
  essere  utile.  Sospenderei l'Aula per mezz'ora  per  convocare  la
  Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari alla presenza del
  Governo.  Mezz'ora significa che l'Aula riprenderà alle ore  18.45;
  onorevoli colleghi, non facciamo cinque minuti perché sappiamo  che
  non  saranno  cinque  minuti, facciamo una  discussione  seria  per
  ottimizzare  i  lavori. Si tratta di un articolo, di due  articoli,
  insomma.  Penso  che  se facciamo uno sforzo  in  questa  direzione
  potremmo anche riuscire a fare un buon lavoro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  premessa
  dico   che  la  questione  sollevata  dal  capogruppo  del  Partito
  Democratico, onorevole Cracolici, è di particolare rilevanza. Anche
  se  inserito   all'interno di una discussione che non  riguarda  in
  maniera  specifica il problema sollevato, credo che  la  Presidenza
  abbia  l'obbligo di assumere l'impegno di approfondire la questione
  circa la non fedeltà del bilancio

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Benedetto, ho già  comunicato  che  sarà
  fatto nel giro di ventiquattro ore il controllo, stia sereno.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici  ha  detto
  che  c'è  il  dubbio,  il sospetto che il bilancio  pubblicato  sia
  diverso da quello votato dall'Aula, così mi pare di avere colto.
   Inviterei la Presidenza, così come ha fatto l'onorevole Cracolici,
  a   verificare  questo  e  a  riferire  in  Aula  sulla  fedeltà  o
  sull'eventuale infedeltà, individuando le responsabilità del fatto,
  nel  caso ci fosse infedeltà, perché qui viene messo in discussione
  non  solo  il  ruolo del parlamentare, ma anche il potere  che  gli
  stessi  cittadini  esercitano  in quest'Aula  per  il  tramite  del
  Parlamento eletto.
   Io  credo  -  e chiudo questa vicenda che mi sembra particolare  e
  delicata, non voglio dilungarmi oltre - che, nonostante non  ci  si
  dilunghi, vanno fatte le opportune verifiche.
   Qualche  collega diceva, in riferimento al testo  del  disegno  di
  legge che stiamo affrontando, che il Governo, all'interno e durante
  il  dibattito  della legge finanziaria, aveva assunto l'impegno  di
  affrontare  alcune emergenze occupazionali, direi, in alcuni  casi,
  alcune ingiustizie.
   Faccio  rilevare che questo disegno di legge non  è  proposto  dal
  Governo,  ma  è di iniziativa parlamentare; quindi è il Parlamento,
  sono i singoli deputati che hanno proposto questo disegno di legge,
  e  non  c'è  stata  una scelta del Governo a mantenere  un  impegno
  piuttosto che un'altro.
   Il Governo, di fatto, non ha avanzato alcuna proposta normativa né
  su  questi né su altri tipi di precari. Qui stiamo parlando  di  un
  disegno  di  legge  presentato direttamente dai parlamentari  e  mi
  stranizza   che  il  Governo  abbia,  in  questo  caso,  presentato
  emendamenti  al testo su questioni che avrebbe avuto il  dovere  di
  affrontare.
   Mi  spiego  meglio,  si  dice   abbiamo  presentato  l'emendamento
  ritenuto  inammissibile in cui ci si impegna a fare una legge .  Di
  leggi  e  di  norme che impegnano il Parlamento a  fare  una  legge
  successivamente, non credo che questo territorio,  questa  Sicilia,
  ne abbia bisogno.
   L'altro emendamento che riguarda le garanzie occupazionali  per  i
  lavoratori  centunisti  e i centocinquantunisti:  su  questo  siamo
  tutti  d'accordo.  Le garanzie occupazionali anche  per  gli  altri
  soggetti.  Ma  il  Governo  ci venga a  dire  se  dà  la  copertura
  finanziaria.
   Il  problema  non è la norma, il problema è che il Governo  ci  ha
  detto  che  le  somme  erano  relative solo  alla  copertura  delle
  garanzie  occupazionali per i lavoratori cinquantunisti.  Per  cui,
  fare  demagogia e venire qui, seppur in persone diverse, ma  sempre
  come  Governo,  a  dire  che  siete  per  i  centunisti  e  per   i
  cinquantunisti, bene, dia il Governo la copertura finanziaria anche
  per i duecentunisti, se ce ne fossero, e noi lo voteremo.
   Però,  non  è  consentito fare demagogia  in  Aula  sul  pane  dei
  lavoratori.
   Allora,   approfittare   di   questa   discussione   per   parlare
  dell'universo  mondo,  della  legge  di  riforma  dei  consorzi  di
  bonifica  che si deve fare da anni e non viene portata  avanti  con
  serietà,  né da parte di questo Governo né da parte del precedente,
  mi  sembra  un  modo di arzigogolare per non fare quel  minimo  che
  possiamo  fare  stasera, oggi e subito: dare garanzie occupazionali
  ad  alcuni lavoratori che non hanno lavorato solo nel 2007, ma  che
  hanno lavorato nel 2008 e hanno lavorato anche nel 2009. Credo  che
  con  questa  norma si possa chiudere un capitolo, non perché  nella
  legge  c'è scritto che è vietato fare assunzioni, sia a carico  dei
  consorzi che a carico della Regione, perché questo era scritto  già
  nella  norma precedente, ricordo l'articolo che abbiamo  votato  in
  finanziaria,  nella  quale  si dice che i  dirigenti  che  assumono
  personale quando c'è un divieto di assunzione, decadono dal proprio
  incarico.
   Questo è scritto nella legge finanziaria ed è la vera garanzia per
  chiudere  questa vicenda, perché non devono essere i  lavoratori  a
  pagare  i  danni  della  politica e non devono  essere  neanche  le
  aziende  agricole, alle quali si vogliono caricare  i  costi  delle
  clientele  politiche  che si sono fatte negli  anni.  Questa  è  la
  garanzia affinché si chiuda un capitolo.
   Signor Presidente, invito il Governo a non tergiversare rispetto a
  questo testo.
   Sospenderete,  si  farà  la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  ma  ci  deve essere la volontà seria  di  affrontare
  questa  norma  ed  avere  il  coraggio  di  dire  sì  o  no,  senza
  nascondersi dietro i rinvii.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per venti minuti.
  Convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari ed il Governo in  Sala
  lettura deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.27)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 560/A

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
          Norme in materia di personale con contratto a tempo
                              determinato

   1. Nei consorzi di bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate
  per l'anno 2010 con disposizioni di legge a favore dei soggetti  di
  cui  al  comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 29  dicembre
  2009,  n.  13  e successive modifiche ed integrazioni,  nei  limiti
  degli stanziamenti di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate
  nel corso del corrente anno anche ai lavoratori utilizzati entro il
  31 dicembre 2007.

   2.  Per  l'anno 2010, le disposizioni di cui all'articolo 3  della
  legge  regionale 30 ottobre 1995, n. 76, si applicano,  nei  limiti
  degli  stanziamenti di bilancio, anche al personale in  servizio  a
  tempo  determinato  assunto entro il 31 dicembre  2007,  secondo  i
  criteri  di  cui al decreto legislativo 6 settembre 2001,  n.  368,
  osservando  i  periodi  di discontinuità previsti  dall'articolo  5
  comma 3 del medesimo decreto legislativo.

   3.  I  provvedimenti emessi in applicazione del presente  articolo
  sono adottati anche in deroga all'articolo 32 della legge regionale
  25  maggio  1995, n. 45, e al comma 10 dell'articolo 1 della  legge
  regionale 29 dicembre 2008, n. 25. Al di fuori delle fattispecie di
  cui  ai  commi  1  e 2 è fatto divieto ai consorzi di  bonifica  di
  procedere  ad assunzioni di personale sotto qualsiasi forma  e  con
  qualsiasi imputazione contabile, sia a carico della Regione  sia  a
  carico dei medesimi consorzi.

   4.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2010, la spesa di 1.800 migliaia  di  euro,
  cui  si fa fronte con la disponibilità del capitolo 147320 - U.P.B.
  10.3.1.3.1  del bilancio della Regione, per l'esercizio finanziario
  medesimo, di cui all'autorizzazione di spesa prevista dal comma  6,
  dell'articolo 51 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo:
   emendamento 1.5:
   «All'inizio del comma 1 aggiungere:
    Per  sopperire  alle esigenze determinatesi in conseguenza  delle
  calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo  scopo
  di   realizzare   interventi   e/o  lavori   di   manutenzione   ed
  ammodernamento  delle  reti  irrigue  collettive   e   delle   reti
  scolanti ».

   emendamento 1.6:
   «Alla  fine  del  comma  2, dopo le parole  del  medesimo  decreto
  legislativo  si aggiunga la seguente frase:  e riassunti di anno in
  anno fino al 31 dicembre 2009 ».

   - dall'onorevole Caputo:
   emendamento 1.1 (I parte):
   «Al  comma 1 sostituire le parole  entro il 31 dicembre 2007   con
   nel biennio 2006/2007 »;

   emendamento 1.1 (2 parte):
   «Al  comma 2 sostituire le parole  entro il 31 dicembre 2007   con
   nel biennio 2006/2007 »;

   emendamento 1.2:
   «Al  comma  4  sostituire le parole   con  la  disponibilità   con
   mediante corrispondente riduzione dello stanziamento »;

   - dagli onorevoli Minardo, Di Giacomo, Ammatuna, Leontini:
   emendamento 1.3:
   «Sopprimere il comma 2 dell'articolo 1»;

   dagli   onorevoli  Minardo,  Di  Giacomo,  Leontini,   Calanducci,
  Musotto, Ammatuna:
   emendamento A1:
   «Aggiungere il seguente comma:
    Ferme  restando le garanzie occupazionali di cui al  comma  1,  i
  soggetti  di cui al comma 2 dell'articolo 106 della legge regionale
  16  aprile  2003,  n.  4, sono autorizzati ad effettuare  ulteriori
  giornate  lavorative  sino  a concorrenza  delle  disponibilità  di
  bilancio ».

   Comunico,   altresì,  che  è  stato  presentato  dal  Governo   il
  subemendamento 1.7 di riscrittura del comma 1 dell'articolo 1:
   «Per  sopperire  alle esigenze determinatesi in conseguenza  delle
  calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo  scopo
  di   realizzare   interventi   e/o   lavori   di   manutenzione   e
  ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti scolanti,
  nei  consorzi di bonifica le garanzie occupazionali autorizzate per
  l'anno 2010 con disposizione di legge a favore dei soggetti di  cui
  al  comma  2 dell'articolo 1 della l.r. 29 dicembre 2009  n.  13  e
  successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
  di  bilancio,  si applicano per almeno 51 giornate  nel  corso  del
  corrente  anno  ai  lavoratori utilizzati  nel  2007  e  che  hanno
  prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  perché  vedo  che  il tentativo di fare sintesi non  funziona,  nel
  senso che fare sintesi significa ascoltarsi ed avere reciprocità.
   Stiamo  approvando una norma, lo voglio ribadire in italiano:  non
  è in discussione il lavoro delle persone e la fatica che le persone
  mettono nel fare onestamente il proprio lavoro.
   In  questo  caso ci sono stati dei funzionari irresponsabili,  per
  non  dire altro, che hanno, in dispregio delle norme vigenti, negli
  anni scorsi, operato fuori legge assumendo persone senza che ve  ne
  fosse alcuna ragione, se non l'imminenza di campagne elettorali.
   Se  si  vuole  costruire un sistema per cui - l'ho detto  nel  mio
  intervento, l'ho detto con pacatezza - le norme che oggi  si  fanno
  servono  a  sanare con coperture legislative ciò che la  legge  non
  prevedeva e non ha coperto in questi anni, almeno lo si faccia  con
  il rispetto dell'Aula.
     Se  poi, invece, si vuole fare a prescindere da ciò, vi  ricordo
  che i Parlamenti funzionano a maggioranza e a minoranza: ognuno  si
  assume le proprie responsabilità.
   Io  manifesto, così come è stato riscritto il testo  del  Governo,
  non  solo  dubbi, ma invito il Governo a riflettere su  come  debba
  essere scritto, perché non vorrei che qualcuno pensasse di avere un
   successino' oggi perché sarà un danno enorme domani,  compresa  la
  delicatezza  del momento in cui siamo, considerati gli aspetti  che
  riguardano  tutto il precariato in Sicilia,  la  cui  sorte  non  è
  affidata  soltanto alla volontà del Parlamento siciliano  ma  anche
  alla volontà del Parlamento nazionale, che dovrebbe acconsentire  a
  derogare a vigenti norme dello Stato in un clima che, quando alcune
  notizie giungono a mezzo stampa, non è certo positivo nei confronti
  di  una  battaglia  giusta, che è quella di riconoscere  ai  nostri
  precari  storici la possibilità di continuare a vivere  con  onestà
  del proprio lavoro.
   Pertanto,  invito  il  Governo  e in particolar  modo  l'assessore
  Bufardeci   ad  un'ulteriore  riflessione.  Se  così   non   fosse,
  preannuncio la mia astensione sull'emendamento 1.7.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, lei aveva iniziato  oggi  la  seduta
  evocando le regole, convincendoci del fatto che le regole,  da  lei
  discusse   insieme  all'Ufficio  di  Presidenza,  dovevano   essere
  rispettate,  e  mi  sembra  che  il  Parlamento  abbia   avuto   un
  atteggiamento di collaborazione.
   Ora,  però,  ci  consegna un emendamento di  riscrittura  che  non
  cambia  nulla, ad eccezione delle due parole finali,  e  cioè   che
  hanno prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009 .
   Vorrei  sapere se ci volevano tre quarti d'ora per scrivere questa
  cosa   Noi  abbiamo  aspettato  con  grande  pazienza  che  venisse
  riscritto  un  testo  secondo quello che  era  stato  il  dibattito
  parlamentare; invece è stato un presentato un emendamento dove  non
  c'è nulla di nuovo
   Allora,  rispetto a questo, lo ribadisco, c'è un impegno da  parte
  della  Presidenza  e  del  Parlamento  affinché  questo  testo  sia
   blindato , non è possibile togliere o aggiungere nulla, oppure c'è
  un atteggiamento da parte di taluni che decidono cosa si può fare e
  cosa non si può fare?
   Chi sta dirigendo questa macchina - e non si è capito ancora chi è
  - lo dica
   Io  voglio svolgere il mio piccolo ruolo di parlamentare, che è un
  novantesimo, però quel piccolo ruolo lo voglio svolgere al  meglio,
  così  come  possono  svolgerlo tutti gli altri.  Vorrei  capire  se
  esiste - ritengo di no - una piccola o grande casta che decide  non
  so su cosa.
   E'  giunto  in Aula un emendamento di riscrittura che  riscrittura
  non è.
   Mi    riprometto    di    rileggere   attentamente    l'intervento
  dell'onorevole Cracolici sul resoconto stenografico,  che  mi  pare
  debba  essere attenzionato non solo dalla Presidenza  ma  anche  da
  tutta  l'Assemblea, lo ringrazio per l'onestà intellettuale che  lo
  contraddistingue e per l'atteggiamento che ha a favore di tutto  il
  Parlamento  e  non  solo della sua parte politica.  Qualche  volta,
  giustamente, prova una difesa ideologica e partitica,  ma  oggi  ha
  difeso   tutto   il  Parlamento  e  io  mi  sento  di  ringraziarlo
  personalmente come unità di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, le  faccio  notare  che  non  c'è
  nessuna  piccola  casta e nessuna grande casta; si  è  svolta   una
  riunione con i Capigruppo e con il Governo, a seguito della quale è
  stato poi presentato dal Governo l'emendamento 1.7, che riscrive il
  comma  1  dell'articolo  1  e  che,  sostanzialmente,  assorbe  gli
  emendamenti 1.5, 1.1 e1.6.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, lei ricostruisce  correttamente  il
  pomeriggio  odierno,  tranne  che  per  un  particolare,   che   in
  Conferenza dei capigruppo avevamo alla fine concordato di mantenere
  la  formulazione esistente, cassando però l'avverbio  almeno',  che
  non  è  soltanto una finezza di carattere linguistico, ma evidenzia
  cose importanti.
   Le unità lavorative di cui parliamo sono state impiegate per pochi
  giorni  nel triennio 2007-2008-2009, con difformità, ma sulla  base
  di  decisioni di funzionari irresponsabili che, contravvenendo alla
  norma,   hanno  forzato  e  hanno  dato  vita  a  queste  occasioni
  lavorative  assumendo senza una particolare ragione. Perché  se  le
  ragioni  fossero  state in qualche modo soppesate, onorevole  Dina,
  allora, essendoci lavoratori che da dieci anni sono mantenuti  allo
  stesso numero di giornate, toccava a loro avere qualche giornata in
  più.
   Tuttavia, oggi, con questa formulazione, ci si incarica di  sanare
  quella   forzatura  che,  rispetto  agli  altri  lavoratori   della
  bonifica, costituisce una iniqua disparità di trattamento.
   Allora,  per  evitare  questo,  abbiamo  deciso  di  mantenere  la
  formulazione, facendo però in modo che le garanzie occupazionali si
  applichino per 51 giornate e non  per almeno 51 giornate  nel corso
  del  corrente anno ai lavoratori utilizzati nel 2007  e  che  hanno
  prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009.
   Se  noi  aggiungiamo la parola  almeno  è perché riconosciamo  che
  potrebbe  essere accordata qualche giornata in più; ma se ci  fosse
  questa  esigenza,  allora  è  condivisibile  l'emendamento  da   me
  presentato  con gli onorevoli Minardo, Ragusa e Di Giacomo  per  un
  aumento  di  giornate lavorative nei confronti di  quei  lavoratori
  che,  senza  sforare rispetto alle previsioni di bilancio,  possono
  essere   equamente  coinvolti  ed  utilizzati   nei   progetti   di
  manutenzione, anche perché si tratta di lavoratori che lavorano  in
  queste condizioni da dieci anni e non da tre anni a poche giornate.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  la  ricostruzione
  fatta dal collega Leontini nell'individuare le varie fattispecie di
  lavoratori precari che operano all'interno dei consorzi di bonifica
  presenta  qualche falla, anche perché manca forse una ricostruzione
  storica  degli  ultimi anni, quando non era più  assessore,  perché
  quando era assessore aveva più chiara la realtà.
   I  lavoratori utilizzati negli ultimi tre anni non sono mai andati
  in  conflitto  con  la possibilità di estendere,  di  aumentare  le
  garanzie occupazionali di chi già le aveva.
   Si  tratta di lavori diversi a cui gli stessi si sono dedicati, si
  tratta  di  perizie molto spesso fatte con fondi  non  di  bilancio
  regionale ma del bilancio dei comuni che, in qualche caso, si  sono
  avvalsi anche di finanziamenti extraregionali, mettendo in moto  un
  meccanismo  di  utilizzo  interno di  personale  con  fondi  che  i
  consorzi  gestivano, fermo restando quella platea di personale  che
  aveva acquisito un diritto di giornate che, stiamo attenti, non era
  bloccato   ai  51  giorni  ma,  compatibilmente  con   le   risorse
  finanziarie esistenti, poteva andare avanti aumentando il numero di
  giornate lavorative che poteva svolgere.
   Per  questi  lavoratori  non stiamo chiedendo  un  trattamento  di
  privilegio,   stiamo  cercando  di  immetterli  nell'ambito   delle
  garanzie,  di  dare  una  prospettiva, ma  compatibilmente  con  il
  bilancio e compatibilmente con l'importanza dei lavori che vanno  a
  svolgersi   nell'attività  irrigua  ed  anche  nelle   perizie   di
  miglioramento complessivo. Tanto è vero che l'articolo  2  è  stato
  giustamente  contestato nella formulazione, perché  così  come  era
  stato introdotto sembrava volere stravolgere tutto - e condivido le
  perplessità dell'onorevole Mancuso e dell'onorevole Beninati - come
  se  volessimo  intervenire sulle norme degli appalti  modificandole
  sic  et  simpliciter  con una norma che voleva  avere  una  valenza
  specifica  di  settore. Sicuramente quella norma era scritta  male,
  però  mirava a voler dire che nei consorzi di bonifica, per  quelle
  fattispecie dove c'è l'obbligo di ricorrere all'esterno, si  poteva
  derogare  con la possibilità di andare all'economia diretta,  anche
  per  somme  superiori, consentendo di mettere in circuito  tutti  i
  lavoratori  del  consorzio, consentendo a tutti di  crescere  nelle
  fasce delle garanzie occupazionali, ma senza vincoli.
   Scrivere   almeno  51 , non impone che devono  farne  di  più,  ma
  rientra  in  un  circuito complessivo dove, se ce ne sarà  bisogno,
  potranno essere utilizzati per giornate anche superiori alle 51, ma
  come  tutti gli altri lavoratori che in atto hanno quelle  garanzie
  occupazionali, che non sono vincolanti.
   Se  ci  sono  le  risorse e le esigenze progettuali di  interventi
  conducenti  al  buon  andamento del  consorzio  che  deve  guardare
  all'obiettivo principale, che è l'attività irrigua, tutti  potranno
  accedere  ad un aumento di giornate. Se diciamo che solo questi  si
  devono   fermare  a  51  giornate,  stiamo  creando  una  ulteriore
  disparità, per un verso reinserendoli nel circuito delle  garanzie,
  e per un altro vincolandoli ad un periodo che non giova a nessuno.
   Ritengo  che  il  buon  senso dovrebbe portarci  a  non  accanirci
  sull'avverbio  almeno , che sicuramente non obbliga il consorzio ad
  aumentare  ma  dà  semplicemente una facoltà e  una  opportunità  a
  questi  lavoratori  come a quegli altri che già operano  dentro  le
  garanzie occupazionali.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   dopo   avere
  attentamente ascoltato chi mi ha preceduto, mi sorge un dubbio: che
  non   si   voglia   affrontare,  in  maniera  organica,   compiuta,
  soprattutto  concreta,  la  tanto  agognata  risistemazione  di  un
  comparto,  che è quello dei consorzi di bonifica, al  di  là  delle
  sconcezze  di  cui qualche collega che mi ha preceduto  ha  parlato
  ergendosi,  a  mio  avviso,  a tribuno o,  forse  tardivamente,  di
  presunte - ripeto - nefandezze che sarebbero state fatte in passato
  da  cattive  amministrazioni,  che avrebbero  forse  abusato  nelle
  assunzioni.
   Mi  viene,  quindi, questo grave dubbio ed è un  dubbio  che  deve
  interessare    ognuno    dei   parlamentari,    piccola,    sparuta
  rappresentanza parlamentare che, purtroppo, continua sempre meno  a
  frequentare quest'Aula. Qui non è, a mio avviso, signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  solo  ed  esclusivamente  una  battaglia   di
  clientela, nel senso nobile del termine, e quindi cercare  di  dare
  speranza a chi ha lavorato onestamente negli ultimi anni.
   Nell'esame  attento  di questo disegno di legge,  e  quindi  degli
  emendamenti che ne fanno parte, bisognerebbe partire,  non  si  può
  assolutamente prescindere da una necessità, dal rendersi conto  che
  noi ci troviamo in Sicilia, ci troviamo in una terra che ha bisogno
  di  sistemare, una volta per tutte, la problematica dei consorzi di
  bonifica,  perché  basta farsi un giro dei consorzi  siciliani  per
  capire  e  verificare quali sono le proteste in questi  giorni.  Mi
  riferisco  alla provincia di Catania, ai proprietari  terrieri  che
  chiedono  acqua,  che chiedono assistenza, che chiedono  materiale,
  che chiedono tutto quello che dovrebbe essere loro diritto e nostro
  dovere fornirgli.
   E,   quindi,  mi  dispiace  che  parlamentari  attenti,  come   il
  presidente  della  Commissione  Territorio e  ambiente ,  onorevole
  Mancuso,  sia  così attento alla riscrittura, anche perché,  se  di
  riscrittura  si  parla,  quand'anche si trattasse  di  una  virgola
  aggiunta in più o in meno, sempre riscrittura è.
   Così come ritengo sia importante quanto ha detto l'onorevole Dina.
  Come  si  fa  a  parlare  di  rilancio,  di  riorganizzazione,   di
  rispalmatura  del  personale  cercando  di  impiegarlo  in  maniera
  compiuta  e  finalizzata al funzionamento  di  consorzi  che  hanno
  rappresentato  negli  ultimi anni un grave  neo  all'interno  della
  nostra  Amministrazione regionale? Come si fa a  dire  che  saranno
  cinquantuno e non quarantanove o settantaquattro, anche perché,  se
  parliamo di riscrittura, onorevole Cracolici, lei lo considererà un
  inutile orpello o aria fritta per dire  a pane e salame .
   Ma  quando  l'emendamento  comincia  Per sopperire  alle  esigenze
  determinatesi  in conseguenza delle calamità naturali  verificatesi
  nel  periodo  2009-2010 ed allo scopo di realizzare interventi  e/o
  lavori   di  manutenzione  ed  ammodernamento  delle  reti  irrigue
  collettive   , se noi volessimo realmente andare incontro a  quella
  volontà  che  dovrebbe spingere tutti noi, prima di  decidere  come
  votare  su  questo emendamento, dovremmo pensare - al di  là  della
  necessità  o  della giustezza, perché ho anche sentito  parlare  di
  equità  e  iniquità - che è assurdo cristallizzare  in  cinquantuno
  giorni,  togliendo quella che potrebbe essere, onorevole  Cracolici
  l'esigenza di lavorare cinquantadue o cinquantatre giorni.
   Piuttosto  che  pensare  sempre  al  male  o  partire  da  analisi
  dietrologiche  che  rappresentano il fallimento degli  ultimi  anni
  riportando oggi, in maniera alquanto tardiva, le presunte sconcezze
  -  perché  io non mi sento né giudice né arbitro di un passato  che
  non  mi  appartiene  - messe in campo da coloro i  quali  avrebbero
  abusato  in  queste assunzioni, la determinazione di un  Parlamento
  cosciente,  responsabile  ed equo, questo sì,  onorevoli  colleghi,
  dovrebbe  portarci  non  a  lasciare  quella  famosa  clausola   di
  salvaguardia    almeno ,   che   sarebbe   un'apertura   verso   un
  indiscriminato  ricorso a una forza lavoro che  non  serve,  perché
  altrimenti saremmo criminali nel perpetuare quanto è stato fatto in
  questi anni.

   Ma  se noi vogliamo realmente finirla con le porcherie, siccome il
  pregiudizio  è  già  una  condanna a priori senza  avere  realmente
  verificato  l'esigenza che ci può essere nelle campagne  siciliane,
  io  ritengo  criminale  - e mi ricorda un po'  un'amnistia  con  la
  castrazione chimica - un Parlamento che agisce in questo modo.  Sì,
  perché  un'amnistia con la castrazione chimica è quando un soggetto
  usufruisce di un premio, di uno sconto, ma uscendo dal carcere però
  lo  castrano  chimicamente; quindi poi alla fine,  tra  il  dare  e
  l'avere, non ha avuto niente.
   La  cosa  importante, e concludo, è quella che  la  determinazione
  ripeto  di  questo  Parlamento fuori  dal  preconcetto,  fuori  dal
  pregiudizio,  è assurdo che si soffermi nella cristallizzazione  di
  cinquantuno giornate che potrebbero - e il condizionale è d'obbligo
  -  essere insufficienti per svolgere un regolare lavoro all'interno
  di   un   mondo   che   è  stato  in  questi  anni   contrassegnato
  dall'irregolarità,    dall'illegittimità,    dal    disordine     e
  dall'approssimazione.
   E  allora, onorevole Cracolici, mi rivolgo idealmente a lei, non è
  blasfemo,  non è peregrino, non è reato lasciare almeno all'interno
  di  quest'emendamento, ritengo che sia responsabilmente  proiettato
  verso una visione dinamica moderna e finalmente funzionale di  quei
  tanto vituperati consorzi.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  verità  non
  volevo prendere la parola, anche perché sono convinto che essendo i
  miei  primi mesi qui l'esperienza è maestra di vita, ma mi ricordo,
  l'ha  detto  l'onorevole Cracolici, che almeno una  volta  potevamo
  fare il caporale di giornata.
   La  storia di questi lavoratori è particolarmente articolata,  non
  c'è dubbio che tanti altri lavoratori precari meritano l'attenzione
  di quest'Aula, del Governo e soprattutto di ognuno di noi che nella
  vita  quotidiana  vede quali sono i problemi e le problematiche  di
  questa  gente.  Ma siccome non riesco mai a risolvere  più  di  una
  cosa, almeno cerco di risolvere una cosa per volta.
   Oggi  a quest'Aula si sta presentando l'opportunità di intervenire
  in  un  piccolo  capitolo, in un settore grande  che  è  in  crisi,
  laddove nella piana di Catania non si sta irrigando perché non solo
  c'è  stata  l'agitazione di questi operai, ma c'è stata soprattutto
  una,  non  dico disattenzione, ma una non tempestività  nel  potere
  svolgere  il  lavoro, vista la crisi economica e la  difficoltà  in
  tutti i settori, e nel settore agricolo in modo particolare.
   Pertanto,  dico  all'onorevole  Cracolici,  che  tante  volte   ho
  apprezzato  nelle sue esposizioni, che sicuramente i rilievi  fatti
  dal punto di vista normativo mi hanno convinto, sono reali.
   Però,  per questa volta, visto che stiamo affrontando un  problema
  esistenziale per una categoria di lavoratori, un problema che  può,
  in  qualche  maniera, venire incontro all'esigenza di un territorio
  vasto,   visto   che   stiamo  per  l'ennesima   volta   discutendo
  sull'avverbio   almeno', vorrei dire che all'inizio, quando  furono
  formulati  gli  emendamenti, la parola  almeno' l'ho suggerita  io,
  immodestamente e sommessamente, e questo  almeno' non è sicuramente
  una condizione imperativa per condizionare l'iter occupazionale  di
  questa gente.
   Tra  l'altro, voglio sottolineare all'onorevole Leontini che tutti
  questi   lavoratori  non  lavoravano  per  qualche  giorno,  perché
  parliamo  di centouno giorni e centocinquanta giorni, solo qualcuno
  ha  lavorato per cinquantuno giorni. Per cui, lo sforzo che  stanno
  facendo  l'Aula  e il Governo nel proporre questa  riscrittura  con
   almeno'    non   modifica   granché   l'atteggiamento    dell'Aula
  precedentemente esposto.
   Io  ricordo  che  quando ero piccolo mio nonno mi diceva:   almeno
  lascia libera la speranza'. Ecco questo  almeno' è la speranza  che
  questi  lavoratori  possano  - entro i  limiti  di  bilancio  e  le
  condizioni di spesa favorevoli - aggiungere qualche altra giornata.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  semplicemente  rafforzare il concetto che ha  espresso  l'onorevole
  Dina,  che  rappresenta appieno il mio punto di vista in merito  al
  provvedimento che il Governo ci sottopone con questa riscrittura.
   Credo  sia  doveroso da parte nostra, alla luce  dell'impegno  che
  abbiamo  assunto,  sia come parlamentari ma anche  il  Governo,  di
  valutare  alcune  categorie  di  lavoratori  che  non  sono   state
  ricomprese  all'interno  di quella che era la  manovra  finanziaria
  dove,  per  espressa indicazione del Governo,  si  era  parlato  in
  maniera   esplicita  di  due  comparti,  due  grossi  comparti   di
  lavoratori che erano rimasti fuori da quella trattazione.
   Ricordo  perfettamente  le  parole del  Presidente  Lombardo,  che
  stasera  abbiamo il piacere di avere qui in Aula, le  dichiarazioni
  che  si  impegnavano a valutare in maniera concreta la problematica
  che  riguardava  queste persone, che sono appunto i lavoratori  dei
  consorzi di bonifica.
   Però, rispetto a quegli impegni assunti, ancora una volta ci  sono
  degli  elementi che non mi sono chiari. Rifacendomi alle parole  di
  questa  Presidenza,  che  poc'anzi ha richiamato  quattro  elementi
  fondamentali in base ai quali ci si è determinati sulla opportunità
  di  non  accettare  altri  emendamenti che  esulassero  la  materia
  strettamente   legata   ai  consorzi  di  bonifica,   devo   invece
  puntualizzare alcune mie considerazioni.
   Per quel che riguarda la compatibilità legislativa delle norme che
  erano  state  presentate, ritengo che molte di queste non  avessero
  questo  tipo  di problema, così come la copertura finanziaria  che,
  per la stragrande maggioranza e per quello che mi è stato dato modo
  di  vedere,  non  era  necessaria; né tanto  meno  per  quello  che
  riguardava la coerenza rispetto al testo.
   Ed è proprio su questo che vorrei spendere qualche parola.
   La  prima  norma,  su  cui stiamo lungamente dibattendo,  riguarda
  materia  che  afferisce  strettamente  al  lavoro.  Infatti  stiamo
  parlando non di riordino di un comparto ma dei lavoratori,  che  io
  sostengo,  e  credo sia giusto far inserire all'interno  di  questa
  norma  perché  è  giusto dare a questa gente anche  una  continuità
  lavorativa.  Però, dall'altra parte, non mi spiego la  ragione  per
  cui  altri  tipi di lavoratori che oggi, invece, non sono argomento
  di discussione siano stati assolutamente messi da parte.
   Chiedo alla Presidenza di ribadire l'impegno che aveva assunto,  e
  lo  chiedo  in  presenza del Governo, perché mi  auguro  che  venga
  calendarizzata al più presto una norma che possa avere quanto  meno
  la  possibilità di essere discussa in Aula prima della  conclusione
  della sessione estiva.
   Chiedo   alla   Presidenza   che  ci   dia   la   possibilità   di
  calendarizzare,  alla  prima Conferenza dei  capigruppo  utile,  un
  disegno di legge che venga esitato dalla quinta Commissione  e  che
  abbia ad oggetto tutta una serie di lavoratori.
   Stasera,   io   ho   sentito  più  volte   ripetere   il   termine
   ingiustizia';  ebbene,  credo che sia una ingiustizia  che  stiamo
  consumando,  a fronte dei lavoratori dei consorzi di  bonifica  che
  giustamente rivendicano la possibilità di lavorare  per le  ragioni
  che  anche  poc'anzi l'onorevole Arena ribadiva, in quanto  possono
  venire incontro a delle necessità che sono legate a dei problemi di
  cui ha parlato prima.
   Pertanto,  non  è solo un problema occupazionale,  ma  sicuramente
  viene   incontro  ad  una  esigenza  che  è  della  Sicilia  tutta;
  dall'altro,  però  ritengo che ci siano anche dei  lavoratori  che,
  ripeto, ingiustamente sono stati messi da parte: mi riferisco a due
  categorie  che sono state oggetto della finanziaria e che  sono  il
  personale della Spe e del CIAPI.
   Noi abbiamo approvato in finanziaria l'articolo 52 che riguarda il
  personale dell'ex emergenza Palermo, ossia i PIP Palermo,  i  quali
  avevano a compendio due emendamenti che sono stati messi, per  così
  dire,   in  stand  by,  perchè  sarebbero  stati  oggetto  di   una
  trattazione successiva in Aula, la prima utile. Ebbene, questo oggi
  non sta avvenendo.
   Io  oggi  sono  assolutamente favorevole a che questo  disegno  di
  legge  sia  approvato  celermente per dare  tranquillità  a  questi
  lavoratori  e soprattutto continuità lavorativa e chiedo fortemente
  a  questa Presidenza e a questo Governo di discutere - poi  l'esito
  dell'Aula  lo  vedremo - la problematica di una serie  di  comparti
  lavorativi che ingiustamente sono stati trascurati.
   Non  è  pensabile  che  ci si possa occupare  di  un  comparto  di
  lavoratori  e  di  altri  no  Siamo assolutamente  in  presenza  di
  situazioni uguali, quindi sull'ingiustizia io direi di  stare molto
  attenti, perché una ingiustizia stasera la stiamo commettendo.
   Rispetto a ciò, chiedo quindi che la Presidenza si esprima.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, lei sa bene che questa è materia di
  Conferenza  di capigruppo alla presenza del Governo e  rispetto  al
  ruolo che svolge questa Presidenza.
   Quindi, è ovvio che discuteremo anche di questi problemi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, ho espletato il compito che lei mi  ha
  dato di rileggere l'emendamento 1.7 in quanto lei sosteneva che era
  una riscrittura del comma 1 e degli emendamenti 1.5, 1.1 e 1.2.

   PRESIDENTE. Non ho detto questo, onorevole Mancuso, ho detto e  le
  ripeto  che  se  realmente  l'1.7 è  la  riscrittura  del  comma  1
  dell'articolo  1,  comunque  di  fatto  determina  il   superamento
  dell'emendamento  1.5,  dell'1.1 (prima parte),  dell'1.1  (seconda
  parte), dell'1.6 e dell'A1.

   MANCUSO. Signor Presidente, siccome siamo in una fase costruttiva,
  mi  deve dare la possibilità, vista la mia limitata scolarità mi ha
  permesso  di  apprezzare  quanto detto dall'onorevole  Arena.  Però
  domani  lo  leggerò  nel  resoconto stenografico  perché  non  sono
  riuscito  ad  assimilare  quanto era utile  per  il  prosieguo  dei
  lavori.
   E  voglio  essere più chiaro senza nessuna ipocrisia in  modo  che
  anche  chi ci ascolta fuori da questa Aula si renda conto di quello
  che  stiamo  dicendo. Non vado fuori dal tema che è all'ordine  dei
  lavori.
   In  Commissione  Bilancio, ai commissari e ai deputati  che  hanno
  partecipato a quella Commissione è stata data per la prima volta  -
  io  frequento  questo Parlamento da circa nove anni -  una  tabella
  dalla Direzione generale,  personale autorizzato' e  personale  non
  autorizzato'.
   Quindi,  la  Direzione  generale  di  un  Dipartimento  metteva  a
  conoscenza del Parlamento e dei deputati che c'era un'importante  e
  numerica,  sotto  il  profilo  della  autorizzazione,  presenza  di
  soggetti che usufruivano delle norme di cui stiamo parlando.  Nello
  stesso  tempo,  c'è  un'altra importante  e  numerica  presenza  di
  personale che invece, non autorizzato, dovrebbe usufruire di queste
  norme.
   La responsabilità di ogni padre di famiglia, perché se parliamo di
  padri   di  famiglia  ci  troviamo  tutti  d'accordo  e  io  vorrei
  richiamare l'onorevole Arena al buon senso dei padri di famiglia  e
  non  a  questo attacco indiscriminato a quasi tutti i parlamentari,
  perché  il buon senso del buon padre di famiglia, onorevole  Arena,
  ci  permette  di  rimanere in Aula, anche  se  all'opposizione,  in
  quanto la responsabilità del buon padre di famiglia non mette sotto
  il  profilo  politico questa norma, questa legge  e  anche  il  suo
  atteggiamento  nei  nostri confronti, perché se dovessimo  misurare
  l'atteggiamento  dell'onorevole  Arena  nei  confronti   dei   suoi
  colleghi, dovremmo fare un altro tipo di azione parlamentare,  dove
  piuttosto  che  la  sparuta  minoranza di  parlamentari  a  cui  si
  riferisce, mi pare che lei rimarrà solo questa sera.
   Siccome siamo buoni padri di famiglia e riteniamo che queste norme
  sono  nell'indirizzo e nell'interesse dei padri di famiglia, stiamo
  mettendo  da  parte  tutto quello che riguarda la  politica,  tutto
  quello che può riguardare il contrasto in questo Parlamento.
   Solo  questo  ci  spinge a stare qua dentro, non  altro.  Lei,  se
  vuole, poi venga qui e ci aiuti ancora

   ARENA.  Tu appartieni a coloro che non vogliono fare questa legge.
  Tu sei tra coloro che vogliono rovinare questa Terra

   MANCUSO. Solo lo spirito di collaborazione ad un disegno di  legge
  che guarda ad una situazione di precariato difficile.
   Per  quanto mi riguarda fino alla fine resterò in Aula per aiutare
  un  percorso che salvi una situazione diventata incresciosa e spero
  che  questo  atteggiamento consapevole non  venga  strumentalizzato
  ancora una volta da altri parlamentari, da questo scranno.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevole Assessore, mi segua  perché
  il  mio  vuole  essere un contributo alla  riscrittura,  che  forse
  potrebbe dare una maggiore chiarezza anche a chi lo legge.
   Allora,  siccome  credo, da quello che ho  capito  ormai,  il  mio
  intervento è a supporto di questa norma, altrimenti - come ha detto
  l'onorevole Mancuso - non saremmo stati neanche qui a parlarne.
   Le  suggerisco  di  valutare l'opportunità, intanto  sinceramente,
  Assessore, non capisco cosa sono le reti scolanti.

   CRACOLICI. Le reti ISAI.

   BENINATI.  Io  non so cosa è questa parola perché  i  consorzi  di
  bonifica  gestiscono le reti irrigue, i tubi e certamente  le  reti
  scolanti  possono  essere nei terreni. Non so se  questa  parola  è
  corretta  o  meno. Lo verifichi con i suoi uffici  se  è  opportuno
  correggerla, perché non so cosa sia, non la  conosco. Poi  dovremmo
  aggiungere   di  consorzi', in quanto gestite dai  consorzi  perché
  queste opere non sono dei consorzi, sono gestite dai consorzi  come
  era scritto meglio nel suo emendamento.
   Il  suo  emendamento diceva  gestiti dai consorzi'. Quindi secondo
  me  va  corretto  con   gestito  dai consorzi'  perché  i  consorzi
  gestiscono  e, se lo ritiene, la riformulazione la farei totalmente
  al  contrario. Cambiare totalmente l'impostazione, perché alla fine
  cosa  si  vuole fare? Quella legge che abbiamo approvato a dicembre
  la  si vuole estendere anche a quelle figure 2007, 2008 e 2009, per
  che cosa? Per far fare le cinquantuno giornate almeno, questa è una
  scelta  sua,  ma comunque proprio per sopperire alle  esigenze  dei
  fenomeni di conseguenza.
   Quindi, la imposterei totalmente al contrario, e la scriverei così
   Le  garanzie  occupazionali autorizzate per  l'anno  2010  con  le
  disposizioni  di  legge a favore dei soggetti di  cui  all'articolo
  eccetera,  eccetera, nei limiti degli stanziamenti di bilancio  che
  si  applicano  per almeno cinquantuno giornate anche ai  lavoratori
  utilizzati  nel  2007  e che hanno prestato  attività  nel  2008  e
  2009  per che cosa?  Per sopperire alle esigenze  determinatesi
   E'  una  valutazione, se lei vuole accoglierla, bene. Comunque  il
  termine  reti scolanti' non so se è giusto, non la conosco, non  so
  che cosa sia, ma certamente le parole  nei consorzi' vanno corrette
  in  gestiti dai consorzi'.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
  Presidente,  desidero  dire ai colleghi che  sono  intervenuti,  da
  ultimo  all'onorevole Beninati, che abbiamo fatto questa Conferenza
  dei  capigruppo per tentare di trovare una sintesi. E credo che  il
  Governo  abbia dimostrato ogni volontà per cercare di  semplificare
  il testo e portarlo ad una rapida approvazione.
   Il  Governo  ha  detto  e lo ripete che, al  di  là  di  qualunque
  questione,  ritira  l'emendamento all'articolo 2  e  quindi  decade
  l'articolo  2.  Ha detto che darà parere favorevole all'emendamento
  1.3 che sopprime il comma 2. Esprimerà, invece, un parere contrario
  sull'emendamento  aggiuntivo  A1  perché  sarebbe  una   estensione
  assoluta   a  tutti  che  comporterebbe  dei  problemi  di   tenuta
  finanziaria, in quel caso il dato è oggettivo in quanto  il  numero
  sarebbe   presso   che  imprecisato  e  imprevedibile.   Ma   nella
  riscrittura - ricordo a me stesso - che nel corso della  Conferenza
  vi  erano  delle  divergenze, vi era la posizione di  chi  riteneva
  l'avverbio   almeno'  una  possibilità  di  ampliare  le   giornate
  lavorative a fronte di alcune circostanze particolari e  di  alcune
  necessità;  vi  era  la  posizione  dell'onorevole  Cracolici,   ad
  esempio,  che  era contrario; in quella riscrittura il  Governo  ha
  inserito l'avverbio  almeno' nella convinzione che questo avverbio,
  condizionato   dai   limiti   degli   stanziamenti   di   bilancio,
  condizionato   dalle  norme,  da  ultimo  della  finanziaria,   che
  impongono  al dirigente di non potere fare nuove assunzioni,  dalle
  condizioni  più  complessive in ordine alle quali stiamo  lavorando
  perché da una ricognizione oggi sappiamo quello che è il debito del
  mondo  dei  consorzi,  stiamo operando una serie  di  circolari  di
  assegnazioni  che diventano sempre più stringenti e  nei  confronti
  delle quali sempre meno vi potrà essere la possibilità di ampliare,
  di allargare e di andare a pie'di lista che è costato alla Regione,
  ad oggi, circa 120 milioni.
   Voleva,  quindi,  essere - e vuole essere  -  questo   almeno'  la
  teorica  possibilità,  evidentemente  per  ragioni  oggettive,  per
  ragioni  specifiche connesse alla siccità da un canto,  alle  frane
  dall'altro,  ai  livelli  calamitosi ancora,  alla  situazione  più
  complessiva,  di  potere  fare  svolgere,  eventualmente   che   ne
  sussistessero  o  venissero a verificarsi  situazioni  particolari,
  qualche  giornata  in più, e giammai - e credo che  lo  sappiano  i
  lavoratori interessati - che il passare dal numero di giornate  ben
  maggiori  di  quelle che hanno fatto nell'ultimo  periodo  rispetto
  alle  51  sia  già un significativo modo di dire in  maniera  molto
  netta  e  chiara  non  si  può fare finta  di  nulla,  non  si  può
  privilegiare  un soggetto fuori garanzia rispetto ai soggetti  che,
  invece, rientrano nelle norme.
   Quindi  mi  permetto, proprio per la snellezza dei lavori  che  ci
  hanno  impegnato  già  per  più  sedute,  che  hanno  impegnato  le
  Commissioni, che hanno impegnato questo Parlamento e che hanno  già
  visto,  questa è la terza seduta specifica, una venne rinviata  per
  un  presunto  ritardo, nonostante il Governo avesse comunicato  che
  l'assessore  di  riferimento era in arrivo; l'altro ieri  l'abbiamo
  differita  perché,  giustamente,  occorreva  il  termine  per   gli
  emendamenti;  alla  fine  oggi  siamo  ad  uno  sparuto  numero  di
  emendamenti  e  si  sostanzia questo disegno di legge  soltanto  in
  questo  primo  comma dell'articolo 1, perché poi  c'è  soltanto  la
  parte  che  riguarda la provvista finanziaria che è stata anch'essa
  oggetto  di  approfondimento  e  di  rassicurazione.  Quindi  siamo
  veramente ad una norma che se noi vogliamo nell'arco di tre  minuti
  abbiamo definito e votato.
   Credo  che  possa  essere  ritenuto credibile  il  Governo  ed  il
  Dipartimento che riceverà ulteriore nota assolutamente cogente  che
  non potrà assegnare risorse se non nell'ambito di queste giornate e
  che  le  eventuali  ulteriori giornate, se  dovessero  intervenire,
  sarebbero  dovute  esclusivamente  a  fatti  importanti,  a   fatti
  oggettivi  e  non  ad un ulteriore sbracamento come  quello  che  è
  intervenuto e mai per dare eventualmente garanzie a chi  in  questo
  momento  non  le  ha  rispetto ad altri  soggetti  che  sono  ormai
  istituzionalizzati con le famose 51, 101 o 151 giornate.
   Credo,  quindi,  di poter appellarmi a questa Aula,  perché  ormai
  sono  ben  oltre  quattro ore che siamo qui a discutere  di  questo
  testo.  Sappiamo  anche  quanta  attesa  occupazionale  e,  se   mi
  permettete,  non soltanto sociale, ma anche umana, vi è  attorno  a
  questo  articolo  di legge per il quale credo che  potere  liberare
  quest'Aula  dando  questo  segnale  che,  comunque,  considero   di
  speranza, in un quadro che poi quest'Aula potrà andare a rivisitare
  quanto  prima,  a partire dalla settimana prossima  con  norme  che
  riguarderanno  il  mondo  del precariato  ed  altro,  sia  un  buon
  segnale,  sia  una buona cosa per concludere questa annosa  vicenda
  che, ricordo, è stata già trattata nel corso della famosa notte del
  30 aprile che giunse fino alla mattina dell'1 maggio.
   Quindi mi permetto di dire, signor Presidente, che al di là  della
  formulazione  di questa riscrittura che vuole l'onorevole  Beninati
  invertendo  i concetti, la sostanza non cambia. Dico a precisazione
  che  reti  scolanti  sono proprio le reti di bonifica,  quelli  del
  deflusso superficiale; si chiamano reti di bonifica o reti scolanti
  e sono questo.
   Al di là, quindi, della inversione letterale del testo la sostanza
  è questa
   Con  questa sostanza, solo con quello spirito e con l'impegno  che
  le  direttive che saranno assegnate ai consorzi saranno quanto  più
  rigorose  ed altrettanto saranno i controlli, perché non  ci  siano
  giornate   in   più   se   non  assolutamente   indispensabili   al
  completamento  di  lavori indifferibili ed urgenti,  io  credo  che
  questa   decisione,  con  l'anticipato  impegno  del  Governo,   di
  sopprimere  l'articolo  2, dandovi parere  contrario  e  quindi  di
  mantenere  il  comma  2 dell'articolo 1, possa essere  una  sintesi
  virtuosa  che  chiude  questa  pagina  e  rinvia  la  materia   più
  complessiva  a  mercoledì prossimo per quanto  riguarda  la  nostra
  grande piaga sociale del precariato.
   Pertanto,  signor  Presidente, chiedo  di  andare  avanti  votando
  intanto  l'articolo  1, il che ha una serie di  conseguenze  perché
  farebbe  superare l'esame di alcuni emendamenti e  potremmo  andare
  direttamente alla conclusione di tutto l'articolato.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, desidera intervenire ancora?

   RAGUSA. Rinuncio.

   PRESIDENTE. La ringrazio.
   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato   dagli
  onorevoli Cracolici, Di Benedetto ed altri il subemendamento  1.7.1
  all'emendamento 1.7:
   «Dopo le parole  si applicano per' sopprimere la parola  almeno'».

   Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  facendo
  diventare  questa  discussione  molto  antipatica  perché  si   sta
  costruendo attorno all'avverbio la questione, la sostanza di questa
  legge, che invece non è l'avverbio almeno né il più né il forse.
   Questo è un disegno di legge che cerca di sanare una questione  in
  nome   di   ragioni   sociali,  dopo  di  che,   vorrei   ricordare
  all'Assessore,  che  nei limiti dello stanziamento di  bilancio   è
  una  affermazione che, per quanto riguarda i consorzi di  bonifica,
  praticamente  non  vuol dire nulla. Aggiungo, carissimo  Assessore,
  che  per la copertura finanziaria che prevediamo per questa  norma,
  visto  e  considerato  che si è detto che  le  persone  interessate
  dovrebbero  essere  circa  260, 270 complessivamente,  vorrei  fare
  quattro  conti: il costo di una giornata di lavoro per una  persona
  mediamente   oscilla  tra  gli  80  e  gli  85  euro.  Faccia   una
  moltiplicazione,  Assessore,  e vedrà che  unmilioneottocento  mila
  euro  è  già ben oltre le 51 giornate per le persone che andiamo  a
  prorogare. Dopo di che, io credo che tutto si può fare e  tutto  si
  può  decidere, ma sempre senza carte truccate. Glielo faccio io  il
  conto, Assessore: costano circa 1 milione e 50 mila euro.

   DINA. Il capitolo è comprensivo di tutti gli altri.

   CRACOLICI. Degli altri chi? Le leggi di bilancio non sono  .c'è un
  milione e 800 mila per questa norma.

   DINA. Non è così.

   CRACOLICI. Come  non è così , allora la norma non è coperta.
   Io credo che il concetto di  almeno' è un concetto di arbitrarietà
  che  si  introduce  e di assoluta incertezza che rende  incerta  la
  legge,  aggiungo  nel rispetto del diritto al lavoro  di  chiunque;
  però  il  diritto  al lavoro non può diventare  un  privilegio  per
  alcuni e per altri no, ripeto.
   Ci  sono lavoratori in garanzia occupazionale che hanno un  numero
  di giornate lavorative che da anni è lo stesso, quindi non possiamo
  introdurre  un principio che per alcuni c'è almeno e  per  altri  è
  fisso.  O si introduce un principio che stabilisce da questo  punto
  di vista equità, ecco il senso della parola  almeno' da togliere.
     Per  intenderci,  Assessore, io  non  sono  tra  quelli  che  se
  dovessimo  togliere la parola  almeno' pensano di avere risolto  il
  problema   Come  è  noto,  il numero di  giornate  non  dipende  né
  dall'avverbio  almeno' né dall'autorizzazione di questo Parlamento.
  Il  numero di giornate, ad oggi, è stato stabilito sulla base della
  negoziazione  consorzio  per  consorzio  e  continuerà  ad   essere
  stabilito su questo, per essere chiari.
   Quindi,  qui  stiamo  semplicemente  autorizzando  l'arbitrio  con
  l'avverbio  almeno'.
   Allora, siccome ognuno si deve assumere le proprie responsabilità,
  a  cominciare  dai  commissari  dei consorzi,  almeno  fissiamo  un
  paletto.  E  il  paletto  è  che c'è  una  copertura,  le  garanzie
  occupazionali  sono in forza di una norma; dopo di che  ognuno,  se
  vuole  continuare a fare quello che hanno fatto i suoi predecessori
  si  accomodi pure, tanto in questa Regione nessuno risponde mai  di
  nulla.  Infatti, se oggi siamo in questa situazione  e  se  abbiamo
  circa  270 persone che lavorano nei consorzi di bonifica,  pur  con
  tanta gente che fa con onestà e con sacrificio il proprio lavoro  e
  domani  avremo mezza Sicilia che protesta perché siamo al  mese  di
  giugno,  a  metà  giugno, e non è iniziata la campagna  irrigua  in
  tantissimi comuni, in tantissimi territori della Sicilia,  dopo  di
  che  forse dobbiamo aspettare solo le piogge per dare l'acqua nelle
  nostre campagne, è inutile che facciamo grandi discussioni.
   Io credo che la questione dell'avverbio  almeno' si pone nel senso
  che  bisogna  sopprimerlo  per  dare certezza  alla  generalità  ed
  astrattezza  della  norma.  Ecco  perché  inviterei  il  Governo  a
  valutare  positivamente la soluzione che ho proposto  perché  credo
  che con questa soluzione, proposta da me e dai colleghi che insieme
  a  me  hanno  firmato  l'emendamento,  non  significa  che  non  ci
  potrebbero  essere  ulteriori giornate  in  nome  delle  cosiddette
  perizie  di  variante,  significa  che  le  garanzie  occupazionali
  riconosciute a quei lavoratori per gli anni 2007, 2008 e 2009  sono
  per 51 giornate.
   Per  il  resto, come hanno fatto nel 2007, nel 2008  e  nel  2009,
  forse  potranno  fare anche nel 2010. Per essere  chiari,  di  cosa
  stiamo  parlando?  Quindi togliere l'almeno ridà certezza,  secondo
  me, alla norma e inviterei il Governo a tenerne conto.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, capisco che c'è anche un po' di  noia,
  ma  su  questo  argomento ci possiamo cimentare. Io apprendo  dalla
  stampa  che il nostro Presidente Lombardo va a Roma per cercare  di
  non  sforare  il  patto di stabilità, che è cosa importante  perché
  riguarda  il  mondo  del  lavoro, ed in particolare  il  mondo  dei
  precari.
   Comprendo e apprezzo lo sforzo dell'assessore Bufardeci perché  ha
  capito  perfettamente il dramma di questi lavoratori che alla  fine
  andranno a fare solo 51 giornate - stiamo parlando di 51 giornate -
  e  vorrei  spiegare  per la mia esperienza all'amico  Leontini,  al
  capogruppo  Cracolici che l'avverbio  almeno' vuol dire 51,  perché
  servono 51 giornate per avere poi la disoccupazione, perché se  non
  fanno 51 giornate non possono avere il diritto alla disoccupazione.
  Pertanto  mi pare proprio un discorso di lana caprina parlando  non
  di  5100  giornate, ma di 51 giornate che sono oggi da un punto  di
  vista  economico  4.500 euro dati a ciascuna  famiglia.  Spiegatemi
  cosa farà questa famiglia con 51 giornate lavorative.
   E'  da  tre  ore  che parliamo per approvare 51 giornate.  Allora,
  votiamo  e  basta,  ma  con  almeno  51  giornate  perché  così  le
  garantiamo a questi lavoratori.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  per  ribadire
  quanto  già  detto  ma  per dare un chiarimento  sotto  il  profilo
  finanziario  anche al collega Cracolici, al quale forse  sfugge  il
  percorso  di  questa norma. La norma era stata  già  apprezzata  in
  Commissione   Bilancio  nell'esame  della  legge  finanziaria;   lo
  stanziamento  che  considera  tutta  l'attività  dei  consorzi,   i
  duemilioniottocentomila euro, riguarda la fattispecie del personale
  di  tutti  i consorzi, è omnicomprensivo, comprendeva anche  questi
  lavoratori perché la norma era all'interno della finanziaria

   CRACOLICI. Ma che dici?

   DINA.   ed  è  una norma che, poi, è stata espunta dal  Presidente
  dell'Assemblea, dentro quella copertura, a seguito di  un  incontro
  con  i  funzionari, era stata prevista la somma che, in atto, copre
  anche questa platea.
   Per  cui,  lo  stanziamento non è solo  per  questa  platea  ma  è
  relativo  alla  platea  complessiva  del  personale  dei  consorzi,
  quindi,  questo  è l'aspetto finanziario su cui vorrei  rassicurare
  l'onorevole Cracolici.

   GIANNI. Chiariamo questo passaggio

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, onorevole Colianni, la  invito  a
  tenere un comportamento più consono  e rispettoso di questo luogo.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sì, però stia calmo e se si siede è anche meglio. Così
  continuiamo con calma la discussione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  qualche
  collega, qui, intervenendo ha fatto cenno

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, mi fa la  cortesia  di  sedersi?
  Prego onorevole Di Benedetto.

   DI  BENEDETTO. Dicevo che qualche collega, prima, intervenendo  ha
  fatto  cenno al percorso storico di questi lavoratori e ha  parlato
  delle  responsabilità di qualche funzionario  preposto  che,  negli
  anni passati, ha fatto le assunzioni.
   Ciò   resta  un'enunciazione  di  principio  perché  i  funzionari
  responsabili che legittimamente hanno fatto le assunzioni rimangono
  al  loro  posto e rimangono a percepire il proprio stipendio  e  ad
  esercitare le funzioni dirigenziali.
   Il  problema che, oggi, si pone è quello di fare una norma che dia
  ai  lavoratori una garanzia, perché caricare la responsabilità  sul
  funzionario responsabile non risolve alcun problema.
   Oggi, abbiamo il problema di portare e di votare una norma che dia
  serenità ai lavoratori e dia anche funzionalità ai consorzi.
   Allora, il problema qual è? Fare in modo che questa norma passi  e
  se  per  fare  ciò  occorre togliere  almeno', credo  sia  il  male
  minore,  da questo punto di vista. I lavoratori togliendo   almeno'
  avrebbero  comunque  le  garanzie occupazionali  per  51  giornate,
  perché si dice che le garanzie siano per 51 giornate, non è vietato
  che  facciano  più  giornate delle 51,  solo  che  le  garanzie  si
  limitano a 51, poi possono fare 70, 80, 100 giornate, in dipendenza
  delle  perizie,  senza avere per le giornate  in  più  le  garanzie
  occupazionali.
   Quindi,  da  questo punto di vista, non avrebbe una situazione  di
  privilegio rispetto già ad altri lavoratori che lavorano  da  tempo
  all'interno dei consorzi.
   Ma,  soprattutto, parlare di  almeno', ci pone anche a rischio dal
  punto  di  vista della copertura finanziaria, perché  stanziamo  un
  capitolo che è capiente per 51 giornate, ma rischia di non  esserlo
  per più giornate.
   A  noi  non interessa fare demagogia, interessa che una legge  sia
  approvata,  non  solo  qui, ma anche dal Commissario  dello  Stato.
  Quindi,  il limitare a 51 dà certezza delle risorse e consente  che
  la  norma  non  venga  impugnata  perché  l'indeterminatezza  delle
  garanzie   occupazionali  rischierebbe  di  non  avere  sufficiente
  copertura della stessa legge.
   Credo  che per i lavoratori sia sufficiente, intanto, che  per  il
  2010 si abbia questo tipo di garanzia, che dia certezza e sicurezza
  e  metta  tutti i lavoratori del consorzio in uguali condizioni  di
  garanzie. Poi, quando discuteremo del 2011, vedremo come mettere in
  piedi   forme  che  equiparano  i  lavoratori  che  hanno  lavorato
  precedentemente al 2007 e quelli che hanno lavorato nel 2007,  2008
  e 2009.
   Ma,  intanto,  credo che così, togliendo  almeno' si possa  votare
  una norma, spero e mi auguro, all'unanimità all'interno dell'Aula.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiate pietà  di
  noi,  ma  ve  lo  dico sul serio, perché un Parlamento  che  sta  a
  discutere  tre  ore  tenendo  i deputati  inchiodati  ai  banchi  a
  discutere di un avverbio, lo ritengo un'offesa - abbiate pazienza -
  per  i colleghi che, magari, sono meno interessati dei palermitani,
  dei catanesi, dei ragusani e quant'altro.
   Allora, siccome stiamo parlando di dipendenti che hanno diritto al
  lavoro,  penso,  onorevole Assessore, che la cosa  più  elementare,
  invece  di discutere di un avverbio, sarebbe stata quella  di  dire
  che  i lavoratori che hanno prestato servizio negli anni 2007,  nel
  2008  e  nel  2009 sono equiparati a tutti gli altri cinquantunisti
  che  hanno lavorato precedentemente. Avremo messo tutti alla stessa
  stregua  e,  poi,  sarebbero  state  le  dirigenze  periferiche   a
  stabilire quello che c'è da stabilire, nel momento giusto, in virtù
  delle risorse economiche che si hanno nel territorio.
   E'  veramente  inquietante che si debba discutere,  che  si  debba
  stare  ad  ascoltarvi  e ad ascoltarci - vi  chiedo  scusa  anch'io
  commetto  questo  errore  talvolta - per  più  ore,  per  discutere
  veramente  sul  nulla.  Pertanto  la  prego,  Assessore,  di  poter
  inserire  la dizione che questi operai sono equiparati  agli  altri
  cinquantunisti  che lavorano da dieci anni, da  quindici  anni,  da
  sette anni presso i consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.7.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli Di Benedetto, Digiacomo,  Di  Guardo,
  Faraone,  Ferrara,  Galvagno, Laccoto,  Lupo,  Marinello,  Minardo,
  Panepinto e Picciolo, indìco la votazione per scrutinio segreto del
  subemendamento 1.7.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Arena,  Beninati, Bosco,  Bufardeci,  Calanducci,
  Caronia,  Cascio  Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro,  Cracolici,
  Currenti, D'Agostino, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
  Dina,  Faraone, Ferrara, Galvagno, Gentile, Gianni, Leanza  Nicola,
  Lentini,   Leontini,  Limoli,  Lombardo,  Lupo,   Maira,   Mancuso,
  Marinello, Marinese, Minardo, Musotto, Panepinto, Picciolo, Ragusa,
  Romano, Ruggirello, Savona, Scilla e Vinciullo.

   Sono  in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
  Caputo,   Cintola,  Cristaudo,  De  Benedictis,  Fagone,   Falcone,
  Federico,  Incardona,  Lo Giudice, Marziano,  Panarello,  Pogliese,
  Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti    .. 46
   Votanti     44
   Maggioranza  ...23
   Favorevoli   ...19
   Contrari    . .25

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 1.5, 1.1 (I e II parte) e 1.6 sono superati.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Caputo.
   L'onorevole Caputo è assente, pertanto decade.

   LEONTINI. Dichiaro di farlo mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro assorbito l'emendamento A.1.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
      Norma in materia di lavori gestiti dai consorzi di bonifica

   1.  Il  comma 6 ter dell'articolo 24 della legge 11 febbraio 1994,
  n.  109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7  e
  successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

    6  ter.  Per  i  lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
  delle opere pubbliche e degli impianti di bonifica e di irrigazione
  da  eseguirsi in economia e in amministrazione diretta da parte dei
  consorzi di bonifica, si prescinde dal limite di importo di  50.000
  euro per i lavori in amministrazione diretta, nonché dal limite  di
  importo previsto dal comma 6 per i lavori in economia».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Limoli e Corona:
   emendamento 2.1:
   «L'articolo 2 è soppresso»;

   - dal Governo:
   emendamento 2.2:
   «Alla  fine del comma 1, dopo le parole  per i lavori di economia
  aggiungere il seguente periodo:
    Limitatamente al triennio 2010-2012, per sopperire alle  esigenze
  determinatesi  in conseguenza delle calamità naturali  verificatesi
  nel  periodo  2009-2010  ed in considerazione  della  necessità  di
  realizzare    improcrastinabili   lavori   di    manutenzione    ed
  ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti  scolanti
  gestite dai Consorzi di bonifica ».

   Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 2 è pertanto soppresso.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  numero 361  Iniziative a favore dei lavoratori dei Consorzi  di
  bonifica  in  Sicilia ,  degli onorevoli Caputo,  Bosco,  Leontini,
  Pogliese, Vinciullo;

   -  numero  371   Misure  urgenti a  sostegno  dei  lavoratori  dei
  Consorzi di bonifica , degli onorevoli Calanducci, Musotto, Romano,
  Gennuso, Arena, Mineo, Di Benedetto, Picciolo, Lo Giudice, Minardo,
  Savona,  D'Asero,  De  Luca, D'Agostino,  Greco,  Vinciullo,  Raia,
  Pogliese, Bosco e Cristaudo;

   -   numero  372   Conversione  in  contratti  di  lavoro  a  tempo
  indeterminato dei rapporti di lavoro in essere presso i consorzi di
  bonifica  e  rientranti nelle previsioni dell'art. 110 della  legge
  finanziaria  regionale  per  il  2010 ,  degli  onorevoli   Savona,
  D'Asero,  Vinciullo, Torregrossa, Bosco, Mancuso, Corona, Caputo  e
  Leontini. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  componenti la III Commissione legislativa permanente  'Attività
  produttive' dell'Assemblea regionale, al fine di dare una  risposta
  in  tempi  brevi  alle esigenze di funzionamento  dei  consorzi  di
  bonifica  che si trovano nell'impossibilità di operare per  carenza
  di personale con contratto a tempo determinato, hanno presentato il
  disegno di legge n. 560 'Norme in materia di consorzi di bonifica';

   la  citata  Commissione  legislativa, all'unanimità,  in  data  11
  maggio 2010, proseguiva l'esame del testo con la partecipazione dei
  funzionari  dell'Assessorato regionale  delle  risorse  agricole  e
  alimentari,   dipartimento    'Interventi   infrastrutturali    per
  l'agricoltura';

   nel   corso  di  tale  esame  venivano  suggeriti,  da  parte  dei
  funzionari  dell'Assessorato, emendamenti indicanti tra l'altro  il
  capitolo   di   spesa  da  cui  attingere  la  relativa   copertura
  finanziaria;

   il  testo veniva approvato così come emendato e trasmesso ad altri
  organi parlamentari per il seguito di competenza, e che in sede  di
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, tenutasi in data
  18  maggio  2010, è emersa l'impossibilità di proseguire nell'esame
  del disegno di legge, attesa la mancanza di copertura finanziaria;

   considerato   che  il  Governo,  nelle  persone  degli   Assessori
  competenti, aveva espresso assicurazioni in ordine all'esistenza in
  bilancio  delle somme necessarie per dare la copertura  finanziaria
  al disegno di legge in questione, e constatato che la difformità di
  notizie non soltanto determina uno stato di incertezza, ma  pone  a
  rischio  il futuro di tutti i lavoratori e della campagna  agricola
  2010, cui gli stessi sono addetti,

                   impegna il Governo della Regione
  e per esso l'Assessore per l'economia e l'Assessore per le risorse
                         agricole e alimentari

   ad   individuare   le  risorse  necessarie  per   dare   copertura
  finanziaria al disegno di legge n. 560». (361)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  disposizioni  finanziarie regionali,  recentemente  approvate,
  nonostante  gli  sforzi  profusi  da  numerosi  deputati  di   ogni
  schieramento, non hanno introdotto misure concrete volte a  colmare
  il  grave vuoto normativo che riguarda il futuro dei lavoratori dei
  consorzi di bonifica, privati di effettive garanzie occupazionali;

   a  nulla,  in  quel  contesto  surreale,  era  valso  il  presidio
  costante,  messo  dignitosamente ed ordinatamente in  atto  durante
  tutto  il  corso  della discussione in Aula del  disegno  di  legge
   finanziaria'   da   quanti,  interessati  al  mantenimento   delle
  legittime  garanzie  occupazionali, avevano confidato  sulle  tante
  voci che ininterrottamente si sono susseguite circa il loro futuro;

   considerato che:

   la  drammatica  emergenza sociale vissuta da questi  lavoratori  e
  dalle  rispettive  famiglie,  sfociata  nelle  numerose  forme   di
  protesta messe in atto presso le sedi dei consorzi di bonifica,  ha
  determinato   l'urgenza,  prontamente  soddisfatta  attraverso   la
  volontà  condivisa  dei parlamentari siciliani, di  predisporre  un
  provvedimento   legislativo  che  ristabilisce   concretamente   le
  garanzie occupazionali altrimenti precluse;

   il  suddetto  disegno di legge, stabilendo che  'Nei  consorzi  di
  bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate per l'anno 2010 con
  disposizioni  di  legge a favore dei soggetti di  cui  al  comma  2
  dell'articolo  1 della legge regionale 29 dicembre 2009,  n.  13  e
  successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
  di  bilancio,  si applicano per almeno 51 giornate  nel  corso  del
  corrente  anno anche ai lavoratori utilizzati entro il 31  dicembre
  2007', pone così rimedio al grave vuoto normativo determinatosi;

   rilevata, inoltre, l'urgenza di un progetto organico che  riordini
  integralmente  la  materia  dei  consorzi  di  bonifica  siciliani,
  prevedendo,  in  primo  luogo, soluzioni  concrete  alle  legittime
  aspettative delle tante categorie di lavoratori e delle  rispettive
  famiglie,  impiegati  in  tali  strutture  con  contratti  a  tempo
  determinato,

                   impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per garantire ai lavoratori  dei
  consorzi  di  bonifica il mantenimento, per l'anno  in  corso,  dei
  precedenti livelli occupazionali;

   a  predisporre una riorganizzazione della disciplina dei  Consorzi
  di bonifica che tenga conto della necessità di garantire continuità
  sia  nell'erogazione  dei  servizi sia  rispetto  alle  prospettive
  occupazionali  di  tutte  le  categorie  di  lavoratori   impiegati
  attualmente a tempo determinato». (371)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   con  il  decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  il  quale  ha  dato  attuazione  alla
  direttiva  1999/70/CE, relativa all'accordo  quadro  sul  lavoro  a
  tempo determinato, sono stabiliti precisi limiti all'apposizione di
  un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte
  di   specifiche   ragioni   di   carattere   tecnico,   produttivo,
  organizzativo,  e che l'apposizione del termine è,  in  ogni  caso,
  priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente,  da
  atto scritto nel quale sono specificate le ragioni suddette;

   in  particolare,  gli  articoli 4 e 5 del  su  richiamato  decreto
  legislativo n. 368/2001 stabiliscono, a tutela del lavoratore e dei
  suoi  legittimi  diritti, precise condizioni,  termini,  procedure,
  durata  ed oneri a carico del datore di lavoro, per la proroga  dei
  contratti    a    tempo   determinato,   prevedendo    l'automatica
  trasformazione  a tempo indeterminato del rapporto  di  lavoro,  in
  presenza  di  specifici requisiti, a tutela del  lavoratore  e  per
  evitare, in ogni caso, forme di discriminazione;

   i  provvedimenti  adottati dai consorzi di bonifica,  in  conforme
  applicazione del comma 1 dell'articolo 110 della legge regionale 28
  dicembre 2004, n. 17, e la relativa copertura dei posti vacanti, in
  applicazione  delle sopra richiamate norme del decreto  legislativo
  n. 368/2001, sono da intendersi a tempo indeterminato;

   considerato altresì che, con esclusivo riferimento ai rapporti  di
  lavoro instaurati dai consorzi di bonifica ai sensi dell'articolo 3
  della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
  e  integrazioni,  e  rientranti nelle previsioni dell'articolo  110
  della  legge  finanziaria regionale per il  2005,  in  applicazione
  delle  previsioni  di  cui  al già citato  decreto  legislativo  n.
  368/2001, apposite pronunce giurisdizionali di secondo grado, hanno
  sancito   la  trasformazione  dei  relativi  contratti   da   tempo
  determinato a tempo indeterminato ;

   ritenuto che, nella critica situazione finanziaria che la  Regione
  siciliana    attualmente   attraversa,   occorra   assicurare    il
  contenimento della spesa e che, nel caso di specie, non si  vengono
  a  determinare  ulteriori  oneri  e  che,  dunque,  sia  necessario
  prevenire   possibili   ulteriori  pronunce   giurisdizionali   che
  vedrebbero, come per i casi analoghi, soccombente l'Amministrazione
  regionale, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre in essere ogni utile ed opportuna iniziativa, al fine  di
  assicurare,   nei  limiti  delle  compatibilità  di  bilancio,   la
  trasformazione  in  contratti di lavoro a tempo  indeterminato  dei
  rapporti  di lavoro in corso nei consorzi di bonifica,  aventi  gli
  stessi  caratteri e requisiti dei rapporti instaurati dai  medesimi
  consorzi ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30  ottobre
  1995,  n.  76 e successive modifiche ed integrazioni, e  rientranti
  nelle   previsioni   dell'articolo  110  della  legge   finanziaria
  regionale per il 2005». (372)

   Gli  onorevoli Ragusa, Colianni e Panarello dichiarano di  apporre
  la firma agli ordini del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.

   BUFARDECI,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.  Il
  Governo li accetta tutti come raccomandazione.

   PRESIDENTE. C'è la proposta del Governo di accoglierli tutti  come
  raccomandazione.  Non essendovi eccezioni da parte  dei  firmatari,
  resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
                     consorzi di bonifica» (560/A)

   PRESIDENTE.  Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno  di  legge  numero 560/A «Norme in materia  di  consorzi  di
  bonifica».
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   Onorevoli  colleghi, a causa di inconvenienti tecnici del  sistema
  elettronico  di  votazione,  annullo  la  votazione  e  la   indìco
  nuovamente.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,  Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,   Bosco,
  Bufardeci, Calanducci, Campagna, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino,
  Colianni,  Cordaro,  Currenti, D'Agostino, D'Asero,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo, Di Mauro, Dina, Galvagno, Gentile,  Gianni,
  Greco,  Laccoto,  Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lombardo,  Maira,
  Mancuso,  Marinese,  Marrocco, Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,
  Oddo,  Panepinto,  Pogliese,  Ragusa, Romano,  Ruggirello,  Savona,
  Scilla, Torregrossa e Vinciullo.

   Sono  in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
  Caputo,   Cintola,  Cristaudo,  De  Benedictis,  Fagone,   Falcone,
  Federico,  Incardona,  Lo Giudice, Marziano,  Panarello,  Pogliese,
  Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          49

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  22  giugno
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti  (n. 568/A)
   relatore: onorevole Faraone

   2)    Disposizioni   per  la  trasparenza,   la   semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della Pubblica  Amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  il
  contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
  mafioso.  Disposizioni  per il riordino e la semplificazione  della
  legislazione regionale  (nn. 520-144/A) (Seguito)
   relatore: onorevole Minardo

                   La seduta è tolta alle ore 20.48

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli