Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
Comunico che gli onorevoli Ammatuna, Aricò, Barbagallo, Caputo,
Cintola, Cristaudo, Fagone, Federico, Lo Giudice, Pogliese,
Scammacca e Scilla sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
Istituzione nei comuni della Regione del registro anagrafico per
le unioni civili (n. 574)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi,
in data 16 giugno 2010.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
assegnati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituzione e disciplina dei punti di accoglienza del neonato
(n. 571)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 16 giugno 2010, parere VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Istituzione servizi di vigilanza ittica ed ecologica (n. 566)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 16 giugno 2010, parere I
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Istituzione dell'Ufficio speciale per l'alienazione dei beni
disponibili delle Aziende sanitarie (n. 570)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 16 giugno 2010, parere II
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Trapani. Designazione
componenti di cui alle lett. a) e b) del comma 9 dell'art. 7 della
legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le norme
regionali (n. 96/I)
pervenuta in data 16giugno 2010 e inviata in pari data.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico, che gli onorevoli Apprendi, De Benedictis,
Marziano, Panarello, Raia e Termine sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 200 «Nomina di una
Commissione parlamentare d'indagine sulla costruzione dei
termovalorizzatori di Augusta, Casteltermini-Campofranco, Paternò e
Palermo, e revoca in autotutela delle delibere di Giunta regionale
n. 116 e n. 117 del 3 aprile 2009», degli onorevoli Faraone,
Apprendi, Panepinto, Raia e Marinello.
Onorevoli colleghi, avverto che la determinazione della data di
discussione della mozione sopra citata, integralmente riportata
nell'ordine del giorno della presente seduta, è demandata, secondo
consuetudine parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione unificata delle mozioni numeri 159 e 179
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni:
numero 159 «Iniziative a tutela del bilancio della Regione in
conseguenza delle sentenze a favore dei contrattisti ricorrenti
avverso la 'Riscossione Sicilia S.p.A.'», degli onorevoli
Vinciullo, Pogliese, Colianni, Corona e Torregrossa;
numero 179 «Soluzione della vertenza degli ex ufficiali di
riscossione del servizio riscossione tributi», degli onorevoli
Colianni, Apprendi, Musotto, Romano, Arena, Calanducci, Federico,
Falcone, Vinciullo, Caputo, Ardizzone, Gianni, Lentini, Cascio S.,
Caronia, Gennuso, Corona, Cracolici, Termine, Digiacomo, Dina,
Gucciardi, Oddo, Raia, Panarello, Vitrano. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nell'anno 2002 sono state assunte, con contratto di formazione
lavoro (C.F.L.), dalla Montepaschi Serit s.p.a., 256 persone che
hanno lavorato fino all'anno 2004 con la qualifica di ufficiale per
la riscossione;
come previsto dalle norme contrattuali, le suddette persone sono
state formate professionalmente, con un costo di circa 1.800.000,00
euro, a carico dell'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione;
alla fine dei due anni, gli stessi lavoratori, dopo aver acquisito
una qualifica professionale legata alle mansioni svolte, sono stati
licenziati senza che fosse avvenuta l'auspicata trasformazione in
contratto a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro a tempo
determinato;
a detti lavoratori divenuti, durante la frequenza del corso,
esperti nella riscossione dei tributi, erano state assicurate la
trasformazione del loro contratto di lavoro e la conseguente
assunzione a tempo indeterminato, considerato il fabbisogno
naturale di persone idonee e capaci di effettuare il delicato
servizio di riscossione dei tributi in Sicilia;
risulta che il principale problema che ha ostacolato la
conversione del contratto e, di conseguenza, generato
l'interruzione del rapporto di lavoro, è stato la riforma del
servizio di riscossione che ha affidato le funzioni, attribuite in
precedenza alla Montepaschi, direttamente alla Regione, che le
esercita dall'1 ottobre 2006 mediante la 'Riscossione Sicilia
s.p.a.', società che, dal 2010, sarà costituita dalla Regione con
l'Agenzia delle entrate e di cui la stessa Regione detiene la
maggioranza azionaria (60% delle azioni);
preso atto che:
la maggior parte dei suddetti contrattisti non assunti, oltre 200,
si è rivolta ai giudici di pace per chiedere la loro immissione nei
ruoli della 'Riscossione Sicilia s.p.a.';
è di questi giorni la notizia che già 5 ricorrenti, con sentenza
di primo grado, già passata in giudicato e quindi immediatamente
esecutiva, hanno vinto il ricorso de quo;
la 'Riscossione Sicilia s.p.a.', non solo è stata condannata
all'assunzione a tempo indeterminato, entro 10 giorni, dei
ricorrenti, ma si è vista pure condannata al risarcimento della
somma pro capite di circa 120.000,00 euro;
considerato che:
nel caso in cui anche gli altri contrattisti ricorrenti dovessero
ottenere identica sentenza, la 'Riscossione Sicilia s.p.a.', non
solo dovrebbe immediatamente assumere oltre 200 unità lavorative,
ma si vedrebbe pure condannata a pagare complessivamente una somma
che si aggira intorno ai 24 milioni di euro, di cui il 51% a carico
del bilancio della Regione siciliana, in quanto la stessa detiene
il 51% delle quote societarie. Tale eventualità porterebbe alla
cancellazione dal sistema economico della 'Riscossione Sicilia
s.p.a.', preso atto che la stessa ha un capitale sociale di euro
10.400.000,00;
la Regione siciliana, a causa delle note difficoltà di bilancio,
non è nelle condizioni di far fronte a tale eventuale e temuto
esborso;
di contro, la SERIT s.p.a. avrebbe a disposizione, per le sue
attività, personale già formato e che conosce tutte le procedure di
riscossione per avere svolto attività lavorativa specifica sia
all'interno che all'esterno degli uffici (notifiche di cartelle,
pignoramenti presso terzi, eccetera),
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, con l'urgenza del caso, per concordare, con i
contrattisti ricorrenti, un accordo mirante alla trasformazione del
contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, al fine di
evitare ulteriori decisioni da parte dei giudici del lavoro che
vedrebbero la 'Riscossione Sicilia s.p.a.' soccombere di fatto
davanti alla richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza,
la Regione siciliana costretta ad un esborso di somme, non previste
nel bilancio, di oltre 12 milioni di euro.» (159);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la società 'Montepaschi Serit s.p.a.' ha gestito, in qualità di
concessionario, la riscossione delle imposte in Sicilia dal 1998,
dopo un periodo di gestione commissariale iniziata nel 1991;
tra il 1999 e il 2001 la stessa società ha presentato due progetti
per assunzioni di giovani con contratti di formazione lavoro (CFL)
e ha trasformato in assunzioni a tempo indeterminato l'ottanta per
cento di quelle dei soggetti selezionati;
nel 2002 la Montepaschi Serit ha assunto, tramite selezione,
ancora con CFL, 256 giovani in possesso di speciale abilitazione
all'esercizio della professione di ufficiale di riscossione, e che
tale abilitazione è rilasciata dalle procure della Repubblica a
seguito di un complesso esame;
al contrario di quanto avvenuto per i giovani assunti con i
precedenti CFL ed in contrasto con quanto la stessa Montepaschi
Serit aveva ripetutamente dichiarato, nessuno dei 256 ufficiali di
riscossione veniva confermato al lavoro al termine del progetto;
da parte della Montepaschi Serit è stato sostenuto, a
giustificazione delle mancate assunzioni, che la cessazione di ogni
rapporto di lavoro è stata determinata dalla riforma del servizio
di riscossione (d.lgs. n. 46/1999), con il conseguente passaggio di
tutte le attività connesse alla mano pubblica e, nel caso in
specie, alla Regione;
dall'1 ottobre 2006, la riscossione in Sicilia è stata trasferita
a 'Riscossione Sicilia s.p.a.' e a 'Serit Sicilia s.p.a.', società
controllate dall'Amministrazione regionale, dall'Agenzia delle
entrate e dalla banca Montepaschi;
entro il 31 dicembre 2010, i soci pubblici Regione siciliana ed
Agenzia delle entrate hanno l'obbligo di legge di acquistare il
pacchetto azionario di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit Sicilia
s.p.a., attualmente di proprietà del socio privato, che diverranno
pertanto società a capitale interamente pubblico;
considerato che:
i suddetti lavoratori hanno svolto con diligenza il proprio
compito, contribuendo non poco al netto miglioramento degli indici
di riscossione coattiva avvenuto in quel periodo ed hanno
acquisito, con l'intervento finanziario della Regione siciliana,
una buona professionalità in un settore come quello dei tributi ed
in una fase operativa, quale quella della riscossione nei confronti
di contribuenti non disponibili al pagamento spontaneo, fattispecie
estremamente delicate e complesse;
i costi della formazione dei lavoratori sono ricaduti anche sulla
Regione siciliana, soggetto che ha valutato ed approvato il
progetto di formazione e lavoro;
per effetto di accordi stipulati con le organizzazioni sindacali,
nell'ottica della riduzione dei costi di gestione, l'organico di
Serit Sicilia in questi ultimi anni si è drasticamente ridotto di
circa 400 unità;
circa 200 ufficiali ex contrattisti hanno adito le vie legali, al
fine di ottenere, per via giudiziaria, il riconoscimento del loro
diritto ad essere assunti dalla Serit Sicilia s.p.a., subentrata
alla Montepaschi Serit nella gestione del servizio di riscossione;
fino a questo momento almeno cinque ricorrenti hanno ottenuto
sentenza favorevole immediatamente esecutiva, con l'obbligo per
Riscossione Sicilia s.p.a. dell'assunzione e del pagamento di un
risarcimento di circa 120 mila euro per ognuno dei ricorrenti;
i lavoratori in questione sono soggetti già professionalmente
formati e la loro assunzione negli organici di Serit Sicilia non
comporterebbe alcun ulteriore costo in termini di formazione, al
contrario di quanto dovrebbe avvenire per altri;
in favore dell'assunzione di tali lavoratori l'Assemblea regionale
siciliana si è già espressa con l'ordine del giorno n. 13,
accettato come raccomandazione nella seduta n. 16 del 18 ottobre
2006, a firma degli onorevoli Cracolici Antonino (DS), Borsellino
Rita (Misto), Barbagallo Giovanni (Dem. è Libertà - La Margherita),
Ballistreri Gandolfo (Uniti per la Sicilia), Di Mauro Giovanni
Roberto (MPA), Fleres Salvatore (FI); e che in data 25 ottobre 2006
è stata depositata, a firma degli onorevoli Pagano Alessandro (FI),
Turano Girolamo (UDC), Cascio Francesco (FI), De Luca Cateno (MPA),
Fleres Salvatore (FI), Cappadona Nunzio (UDC), Regina Francesco
(UDC), Leontini Innocenzo (FI), Confalone Giancarlo (FI), la
mozione n. 110, poi decaduta per fine legislatura;
rilevato che:
esiste la concreta prospettiva che altri, se non addirittura tutti
i rimanenti ricorrenti, possano ottenere analoga sentenza
favorevole, il che comporterebbe un onere per Serit Sicilia e
Riscossione Sicilia s.p.a. molto gravoso, legato in particolare
all'obbligo del risarcimento, onere che finirebbe con il ricadere
sulla Regione siciliana che di Riscossione Sicilia e di Serit
Sicilia è azionista;
come è stato dimostrato negli anni in cui i lavoratori con
contratto CFL hanno svolto la propria attività, si rinviene un
indubbio interesse - sia da parte della società che gestisce la
riscossione in Sicilia sia da parte della Regione siciliana, che
non solo è azionista di detta società, ma è anche la principale
beneficiaria della riscossione e del recupero coattivo dei crediti
vantati nei confronti di imprese e cittadini - a che venga
fortemente potenziata l'attività di riscossione anche tramite
l'assunzione in pianta stabile di personale già formato
direttamente in azienda,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con l'urgenza del caso, in qualità di socio di
maggioranza e riferimento di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit
Sicilia s.p.a., per definire, con i contrattisti ricorrenti, un
accordo mirante alla trasformazione del contratto da tempo
determinato a tempo indeterminato, al fine di evitare ulteriori
decisioni da parte dei giudici del lavoro che vedrebbero la
'Riscossione Sicilia s.p.a.' soccombere di fatto davanti alla
richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza, la Regione
siciliana, costretta ad un esborso di somme, non previste nel
bilancio, di oltre 20 milioni di euro, ed al contestuale blocco di
ogni altra assunzione, nelle suddette società, di soggetti che non
siano i ricorrenti fino a che non sia stata definita la vicenda ad
essi legata.» (179).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Colianni per illustrarle.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore per l'economia, in particolare, il tema che stiamo
discutendo è di assoluta rilevanza in un momento nel quale in
Sicilia abbiamo problematiche così scottanti che riguardano il
lavoro per tanti giovani disoccupati.
Pensare che in questa Sicilia, ancora oggi, vi siano delle
tentazioni da parte di qualcuno di interferire e di non consentire
che giovani aventi diritto al lavoro vengano, invece, espropriati
di tale diritto, ritengo sia cosa assolutamente dannosa per questa
Sicilia, per i siciliani e per questi giovani.
La vicenda è, io direi, kafkiana e riguarda anche gli aspetti
organizzativi, gestionali e di riottimizzazione del sistema della
riscossione in Sicilia, e ha degli aspetti kafkiani perché ci
troviamo di fronte ad una situazione che è stata già dibattuta in
quest'Aula o, quanto meno, è stato posto questo argomento già
dall'onorevole Cracolici, tempo addietro dall'onorevole Pagano;
però non si è trovata una soluzione alla problematica.
Di che cosa stiamo parlando?
La società Montepaschi Serit ha gestito, nella qualità di
concessionario, la riscossione delle imposte in Sicilia già dal
1998; successivamente, nel 2001, questa stessa società ha
presentato due progetti di assunzione di giovani con contratto di
formazione e lavoro ed ha trasformato in assunzione due di questi
per l'80 per cento dei giovani che si apprestavano alla formazione.
Non si capisce per quale ragione non sia stato fatto per l'ultimo
contratto di formazione e lavoro, costato alla Regione siciliana un
milione e ottocentomila euro - capisco la disattenzione dei
colleghi, ma vorrei pregarli di stare attenti a questo problema
perché riguarda duecentocinquantasei famiglie e, se mi consentite,
riguarda anche l'organizzazione della riscossione in Sicilia perché
quando, per legge, la Regione siciliana deve acquisire la
Montepaschi Serit nella funzione di concessionaria, non si capisce
per quale ragione, in Sicilia - signor Presidente, onorevole
assessore, onorevoli colleghi - anziché esservi una società
relegata e delegata al ruolo che le spetta di concessionaria,
abbiamo ben due società: da una parte la SERIT Sicilia',
dall'altra la Riscossione Sicilia', con due consigli di
amministrazione, con spese a iosa e con Riscossione Sicilia', che
è la società madre, che invece di gestire direttamente la
riscossione dei tributi volontari, involontari e coattivi, cede ad
altra società, e cioè alla SERIT Sicilia', la concessione.
Ma oggi siamo qui a discutere, onorevole assessore, e gradiremmo
che da lei venga una risposta chiara; cerchiamo di sapere
quest'oggi definitivamente, assessore Cimino - se mi ascolta la
ringrazio, diversamente mi fermo - perché il problema è talmente
importante, è talmente serio, dato che riguarda la speranza e il
destino di tanti giovani che io penso sia opportuno fare attenzione
su questa vicenda.
Oggi, attendiamo di sapere dal Governo se la società Riscossione
Sicilia', che ha affidato alla società Serit' la gestione della
riscossione dei tributi, intenda o no assumere duecentocinquantasei
giovani, dopo avere effettuato un corso di formazione costato alla
Regione siciliana un milione e ottocentomila euro e dopo che il
Tribunale di Palermo ha ritenuto illegittimi questi corsi, ancorché
i giovani che sono stati assunti avevano già il titolo rilasciato
dalla Procura della Repubblica.
Il problema che qui si pone è se per questi giovani, che oggi
stanno vincendo - i primi cinque - i ricorsi avverso l'azienda,
avendo il diritto a vivere e la speranza di un'occupazione, questo
Governo intende dare disposizioni - e facciamo voti perché ciò
avvenga - al consiglio di amministrazione, al presidente della
Serit perché si attivi immediatamente la loro assunzione a tempo
indeterminato e vorremmo sapere se, in tempi di prelievo fiscale,
di attenzione verso il problema fiscale, la Sicilia intende
autorevolmente attrezzarsi per potere riscuotere quello che gli
compete
E vorremmo ancora sapere, onorevole assessore, se è possibile, se
dal 31 dicembre 2010 all'1 gennaio 2011 - data in cui la Regione
siciliana, per legge, dovrà acquisire anche le azioni societarie
del privato, della banca Montepaschi di Siena, quindi il momento in
cui la Serit diventerà una struttura interamente pubblica - non sia
il caso che tutti i tributi siciliani vengano acquisiti
direttamente dalla Serit, cioè dalla struttura di cui saremo
proprietari.
Chiedo pure un suo autorevolissimo intervento perché,
immediatamente, questi giovani, anziché essere vessati, vengano
assunti oggi, evitando che i signori della banca Monte dei Paschi
di Siena, che al 31 dicembre andranno via, lascino in piedi in
questa Terra ricorsi che potrebbero costare alla Regione siciliana
ben ventiquattro milioni di euro, atteso che, come hanno vinto i
primi cinque ricorrenti, vinceranno gli altri duecentocinquantuno.
Bisogna prevenire che qualche banca arrivi in Sicilia, incassi e
poi scappi.
Oggi vanno fatti i conti con la Monte dei Paschi di Siena, oggi
bisogna fare in modo che la banca, che sino ad oggi ha tirato
sangue e soldi alla Sicilia, paghi per questi giovani, li assuma
immediatamente con un atto di responsabilità che, altrimenti,
lascerebbe a lei e alla Regione siciliana un buco di ben
ventiquattro milioni di euro, ancorché questi giovani dovessero
vincere i ricorsi.
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, la invito a concludere, altrimenti
sarò costretto a toglierle la parola. Ha superato abbondantemente
il tempo a sua disposizione.
COLIANNI. Ho ultimato il mio intervento, la ringrazio per la sua
disponibilità.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
opportuno cercare di rendere edotta l'Assemblea su cosa stiamo
trattando. Per questo motivo il 18 novembre del 2009 avevo
presentato un'interrogazione e anche una mozione, ma purtroppo con
la abituale consuetudine il Governo si sottrae sia all'attività
ispettiva sia alle mozioni presentate, tanto è vero che, ad oltre
sette mesi di distanza dalla presentazione di questo atto
ispettivo, finalmente siamo qui oggi a discutere su questo
argomento. Tra l'altro, do atto che è presente solo l'assessore
Cimino che, a differenza dei suoi predecessori, non si è sottratto
al confronto. La cosa, ovviamente, non può non farmi piacere; mi
dispiace e sono rattristato del fatto che sono trascorsi sette
mesi.
Il collega Colianni, con la consueta enfasi e con la passione che
lo caratterizza, ha rappresentato una vicenda quasi kafkiana o, se
vogliamo usare un aggettivo nostro, pirandelliana.
Nel 2000 sono stati assunti dalla Montepaschi Serit con contratto
di formazione lavoro, duecentocinquantasei persone che hanno
lavorato fino al 2004. Così come previsto dalle norme contrattuali,
le suddette persone sono state formate professionalmente con un
costo di circa un milione e ottocentomila euro, cioè oltre 3
miliardi e mezzo delle vecchie lire, a carico dell'Assessorato
regionale del lavoro: per essere chiari, la Montepaschi Serit fa
quello che fanno tutti gli altri, nel senso che socializza le
perdite e poi incassa da sola i guadagni, e quindi con i soldi
della Regione siciliana, quindi con i soldi dei siciliani, ha
formato questo personale.
Alla fine di questo iter durato due anni, quando tutti avevano
avuto assicurazione che sarebbero stati assunti e dopo che tutti
avevano conseguito delle qualifiche professionali importanti e
indispensabili per il buon funzionamento anche dell'apparato
burocratico della Regione, dei comuni e delle province - voglio
ricordare che la Montepaschi Serit, che gestisce il servizio
riscossione per la Regione e per numerosi enti, è in contenzioso
con almeno il venti per cento dei cittadini della Sicilia - dicevo,
tutto questo personale, anziché essere assunto a tempo
indeterminato, è stato licenziato. Di conseguenza, sono stati spesi
inutilmente tre miliardi e mezzo di vecchie lire da parte dei
contribuenti siciliani.
Dopo di che, giustamente, i lavoratori, dal momento che era venuto
meno un principio sancito da questo accordo, anche se verbale, che
era stato fatto con loro, hanno deciso di rivolgersi al giudice.
Alcuni si sono rivolti al giudice del lavoro, altri al giudice di
pace per chiedere alla Riscossione Sicilia s.p.a.' che, nel
frattempo, si è fatto carico di un po' di incombenze che
appartenevano alla Montepaschi Serit, la loro assunzione.
A sei anni dal licenziamento di questi lavoratori, i giudici
invocati hanno iniziato a pronunciare e hanno iniziato ad emettere
delle sentenze favorevoli nei confronti dei lavoratori, per cui la
Riscossione Sicilia' non solo è stata condannata all'immediata
assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori, cosa che
doveva avvenire entro dieci giorni, ma addirittura è stata
condannata ad un risarcimento pro capite di circa centoventimila
euro.
Non sfugge a lei, signor Presidente, che nel caso in cui solo
duecento di questi lavoratori decidessero di ricorrere al giudice
ed avessero, come è auspicabile, dopo che ci sono state le prime
sentenze, anche loro una sentenza favorevole, la somma che dovrebbe
essere sborsata è di circa ventiquattromilioni di euro.
Non sfugge nello stesso tempo a nessuno che il capitale sociale
della Riscossione Sicilia s.p.a.' è di dieci milioni e
quattrocentomila euro. Per essere chiari, nemmeno col capitale
sociale saremmo in grado di fare fronte alle richieste dei
lavoratori, se accolte dai giudici, avverso la Riscossione
Sicilia'. Se poi si considera anche che, a quanto pare, la Serit ha
già deciso di uscire da Riscossione Sicilia s.p.a.' e di
conseguenza la Regione siciliana non avrebbe più il cinquantuno per
cento delle quote societarie, ma deterrebbe il cento per cento
delle quote societarie, è chiaro che il buco che la Regione
siciliana dovrebbe colmare è di ventiquattro milioni di euro, più
del doppio di quello che è il capitale sociale di Riscossione
Sicilia s.p.a.'.
Ecco il motivo per cui, prima assieme a cinque deputati e poi
sottoscrivendo un'ulteriore mozione con un numero più importante e
significativo di deputati, chiediamo al Governo della Regione di
iniziare le trattative con i rappresentanti dei lavoratori per
cercare di chiudere questa vertenza.
Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio: scegliere la guerra con i
lavoratori, decidere di non ascoltare le richieste dei lavoratori
continuando questa guerra che ci vedrà perdenti e costretti a
pagare un debito che, come Assemblea regionale siciliana, dovremo
ratificare nel corso di una variazione di bilancio; l'altra strada
credo sia quella più favorevole. Non vorrei ricordare Arafat quando
andò all'ONU dicendo che in una mano aveva il mitra e nell'altra un
ramoscello di ulivo.
Oggi i lavoratori ci offrono la mano con l'ulivo, cioè la mano in
segno di pace, invitandoci a ragionare, a discutere e ci invitano
a contrattare la loro assunzione evitando le sentenze dei giudici.
Se questo Governo, una volta tanto deciderà di ascoltarne le
ragioni, se questo Governo, una volta tanto, deciderà di fare gli
interessi dei siciliani, credo che non possiamo non rispondere
favorevolmente alla richiesta dei lavoratori.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
vorrei porre una domanda: stiamo trattando le mozioni numero 159 e
numero 179 in maniera congiunta? Perché vorrei sostenere la ragione
della mozione da me sottoscritta, ma che ho visto essere similare a
quella dell'onorevole Vinciullo ed altri, partendo da un dato che
l'onorevole Cimino, allora nella qualità di presidente della
Commissione Bilancio, e con assessore per il bilancio l'onorevole
Lo Porto, ricorderà bene, e che ha visto nella scorsa legislatura
approvare all'unanimità, da parte dell'Assemblea regionale
siciliana, una mozione.
E' una questione spinosa alla quale, in qualche modo, si può
mettere la parola fine'.
Però, il problema è che oggi siamo di fronte ad un contenzioso
che si poteva evitare, a causa di un approccio un po' miope da
parte dei vertici della Serit e - aggiungo - un po' furbesco da
parte di qualcuno che spera o sperava o spererà, non so ancora come
stiano le cose, dimenticando che sia la Serit che la Riscossione
Sicilia s.p.a.' sono comunque realtà controllate dalla Regione.
La Regione è un soggetto di diritto pubblico e come tale è
vincolato da sistemi di procedure di avviamento che devono essere
di natura pubblicistica. Qualcuno immaginava o immagina che alla
Serit si possa entrare per diritto dinastico, cioè il figlio o la
figlia prende il posto del padre.
Tutta questa vicenda ha finito per bloccare un percorso che si è
utilizzato in altri luoghi, con altri soggetti, considerato che
queste persone sono state assunte tempo fa, molto tempo fa, con
contratti di formazione e lavoro e hanno goduto dei benefici di
legge per la formazione e lavoro.
La Regione, quindi, è intervenuta nel costo del lavoro per la
formazione di questo personale che ha acquisito una professionalità
che, è vero, non esiste più ma veniva svolta dal più famoso
ufficiale giudiziario il quale, giunto al domicilio del debitore,
consegnava l'atto di pignoramento. E questo oggi non si fa più
perché i sistemi di pignoramento per il recupero dei crediti
vantati dal soggetto che gestisce la riscossione sono, come è noto,
le ganasce fiscali, la messa in vendita degli immobili per via
amministrativa. Però, è anche vero che sono competenze date dalla
gestione e dall'attività che, nel tempo, si sono sviluppate e che
riguardano circa duecento persone che, nel frattempo, hanno
acquisito prima una professionalità e poi un'attività lavorativa.
Mi rivolgo all'assessore per l'economia, dato che nel caso
specifico è lei, assessore Cimino, ad esercitare l'attività di
controllo perché - come è noto - la Regione è azionista della
QRiscossione Sicilia s.p.a.', che a sua volta esercita le funzioni
di controllo su Serit Sicilia', affinché si possa mettere fine a
questa vicenda e si possa mettere fine non solo per giustizia, ma
anche per evitare che in una società controllata dalla Regione
qualcuno continui ad immaginare che siamo ancora ai tempi del feudo
per cui si venga assunti per diritto dinastico. Questo non è
tollerabile
Tutti ci auguriamo che i nostri figli possano un giorno trovare un
lavoro migliore di quello che abbiamo trovato noi; ma pensare che
lavoriamo per lasciare il nostro posto ai nostri figli secondo una
logica dinastica è veramente inaccettabile.
Pertanto sostengo la mozione e mi auguro che l'assessore Cimino
faccia meglio dei suoi predecessori, perché l'Aula ha votato
ripetutamente provvedimenti atti a stabilizzare, addirittura a
reintegrare tutte queste persone che, da anni, sono fuori dalla
società di riscossione.
Dobbiamo, quindi, garantire, attraverso queste professionalità,
una migliore gestione ed amministrazione della Serit Sicilia.
Pertanto, assessore Cimino, ripeto, faccia meglio dei suoi
predecessori che hanno sostenuto in quest'Aula le ragioni del
Parlamento ma, usciti da quest'Aula, hanno fatto come Ponzio Pilato
lavandosene le mani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono tra i
tanti che hanno sottoscritto questa mozione, per altro avevo già
presentato tempo fa una interrogazione sulla stessa materia. Così
come è stato esplicitato dagli interventi che mi hanno preceduto,
ritengo che questa non possa non essere una strada obbligata del
Governo regionale. A quello che si è detto vorrei aggiungere quanto
affermavo proprio nell'interrogazione presentata, che non è da
sottovalutare, e cioè che questi lavoratori, tutti, sono stati
chiamati in forza di contratti di formazione e lavoro.
Su questo argomento sarebbe interessante avere l'attenzione pure
del presidente della Commissione Unione Europea, onorevole Musotto.
Sappiamo tutti che c'è una sentenza del 7 marzo 2002 della Corte di
Giustizia della Comunità Europea, che vede la Repubblica Italiana
contro la Commissione della Comunità Europea, con cui è stato
stabilito in via definitiva che le agevolazioni contributive -
perché di questo hanno goduto i soggetti che hanno assunto queste
persone - concesse alle imprese dallo Stato italiano attraverso i
contratti di formazione e lavoro, se non in linea con i criteri di
compatibilità fissati dalla Commissione, che si riferiscono alla
creazione di nuovi posti di lavoro, sono da considerarsi aiuti di
Stato, incompatibili con il diritto comunitario ex articolo 87 del
Trattato CEE, e ne ha imposto la restituzione.
Io non so se su questo il Governo si è posto il problema quando, a
parte l'illusione che è stata creata in questi lavoratori e a parte
il fatto che, come è stato detto, sicuramente qualcuno sarà
costretto a pagare il risarcimento del danno, una volta che si
chiuderà il contenzioso - poi si individuerà il responsabile -,
questi aiuti di Stato, alla fine, non hanno prodotto, così come
prevede il diritto comunitario, un posto di lavoro, perché a questo
miravano i contatti di formazione e lavoro.
E questo ragionamento fa il paio con quanto prima bene diceva
l'onorevole Cracolici, perché non vorrei che questo fosse un
sistema con il quale, laddove ci fosse bisogno di nuovo personale,
si attinga ad un bacino diverso nella prospettiva che, dilungando
il tempo, nonostante le sentenze, si inventa qualche altro
escamotage per cui, magari per limiti di età o quant'altro, questi
non potranno più andare a svolgere il loro lavoro in questa
società.
Vorrei porre al Governo anche un'altra questione, di cui l'Aula è
a conoscenza: l'ultima finanziaria che abbiamo approvato, con
l'articolo 20, comma 6, impedisce l'assunzione in società
partecipate. Allora, prima si fa questo tipo di operazione e meglio
è obiettivamente per tutti
Noi speriamo che la mozione possa produrre i risultati sperati.
Non basta solo la buona volontà da parte del Governo, occorre che
la buona volontà si concretizzi in atti amministrativi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per aggiungere - senza volere ripetere nulla di quello che i
colleghi hanno egregiamente rappresentato al Parlamento e,
soprattutto, al Governo - una riflessione sotto il profilo del
danno economico che ogni Comune della Sicilia sta ricevendo
rispetto ai mancati incassi. Se, da un lato, mancano gli agenti
della riscossione, dall'altro la Sicilia ha subìto un brutto colpo
anche nei tributi minori, soprattutto con l'azione che ha colpito
un'altra delle società private, la cosiddetta Tributi Italia'; in
modo significativo, nei consuntivi del 2009 dei comuni che hanno
dovuto sopperire a quel tipo di riscossione, così come anche a
quello della Serit, si trovano dei centri di ricavo con percentuali
quasi vicine al 70 per cento in diminuzione.
Abbiamo, quindi, una situazione economico-finanziaria dei bilanci
comunali disastrosa, perché da un lato i comuni non sono più nelle
condizioni di reggere il servizio dei tributi minori, e dall'altro
vi è il problema della riscossione, che riguarda appunto un parco
molto più grande che è stato ed è gestito da Riscossione Sicilia
s.p.a.'.
Per questo motivo invito il Governo, peraltro l'assessore Cimino è
stato molto attento con i lavoratori della Tributi Italia' che non
sono nelle stesse condizioni certamente degli ufficiali della
Riscossione Sicilia s.p.a.', a tenere conto di quello che in
questo momento per i comuni siciliani è un servizio fondamentale, a
tenere conto di 67 unità di persone che sono qualificate, sono
state formate e che da venticinque anni lavorano nel settore della
riscossione e dei tributi minori, nelle considerazioni che il
Governo vorrà fare, anche in merito all'approvazione di questa
mozione, di farsi promotore per un'azione globale a difesa ai
centri di ricavo, dei pochi centri di ricavo che hanno gli enti
locali in Sicilia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia,
onorevole Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, di fatto questo argomento è stato trattato più volte,
come è stato ribadito, sia in Commissione Bilancio che nuovamente
in Aula. Già a febbraio una interrogazione parlamentare chiedeva
notizie sullo stato di attuazione concernente il tema della
Riscossione Sicilia' e il Governo aveva fornito una disamina
chiara, chiedendo anche gli atti e le documentazioni necessarie
alla Riscossione'.
In merito alle eventuali azioni che la Serit intendeva attuare per
il contenzioso che, di fatto, si era verificato, la Serit aveva
manifestato all'Assessorato Bilancio, interrogato su questo
argomento, che non poteva fare altro che resistere, ottemperando
alle decisioni giudiziali.
Per quanto riguarda gli oneri che potranno gravare sull'agente
della riscossione per la mancata attuazione delle diverse sentenze
a favore e, purtroppo, altre volte anche contrastanti, questi
dovranno essere oggetto di trattazione con il socio privato, banca
Montepaschi di Siena, perché i presupposti del contenzioso con i
contratti di formazione e lavoro si sono verificati nell'ambito e
durante la gestione della Montepaschi Serit s.p.a..
Ritengo pienamente condivisibile la mozione degli onorevoli
colleghi e, pertanto, il Governo si attiverà per dare seguito a
questo indirizzo che l'Assemblea, con la mozione in esame, ha
voluto sottoporre e sollecitare
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 159 «Iniziative a
tutela del bilancio della Regione in conseguenza delle sentenze a
favore dei contrattisti ricorrenti avverso la 'Riscossione Sicilia
S.p.A.», che sostanzialmente assorbe la mozione numero 179
«Soluzione della vertenza degli ex ufficiali di riscossione del
servizio riscossione tributi».
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Discussione della mozione numero 193
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 193 «Iniziative urgenti per
garantire l'applicazione, nei confronti dell'AST Aeroservizi
s.p.a., di quanto previsto dall'art. 7 della legge regionale n. 6
del 2009 e dall'art. 20 della legge regionale n. 11 del 2010»,
degli onorevoli Cracolici, Panarello, Marziano e Di Guardo ed
altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'Ast Aeroservizi s.p.a., società a socio unico
dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., ha fatto richiesta alla
direzione aeroportuale ENAC - Palermo di accesso alla gestione dei
servizi aeroportuali per l'assistenza agli aeromobili e ai
passeggeri presso l'aeroporto 'Falcone Borsellino' di Palermo;
considerato che:
l'art. 7 della legge regionale n. 6 del 2009 stabilisce il divieto
per le società costituite o partecipate dall'Amministrazione
regionale nonché per le aziende regionali di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari;
il comma 2 della suddetta norma stabilisce, inoltre, che di
conseguenza gli enti provvedono alla liquidazione delle società od
organismi partecipati;
rilevato che:
l'art. 4 dell'oggetto sociale dell'Ast Aeroservizi s.p.a., società
a socio unico dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., prevede che
detta società possa svolgere la propria attività esclusivamente in
favore della Regione siciliana o degli enti pubblici e privati
dalla stessa controllati o alla stessa collegati;
in ragione di quanto sopra esposto rimane del tutto preclusa
all'Ast Aeroservizi s.p.a. la possibilità che essa operi quale
'handler' dei servizi succitati, in violazione della citata norma
statutaria, e pertanto che possa legittimamente avviare la propria
attività presso lo scalo Falcone Borsellino di Palermo;
l'Ast Aeroservizi s.p.a., nonostante la citata preclusione
statutaria, ha comunicato alla direzione aeroportuale ENAC di
Palermo di avere già sottoscritto un contratto di 'handling' con la
compagnia aerea Meridiana, già assistita dal Consorzio Pae Mas,
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative urgenti al fine di garantire l'applicazione
di quanto previsto all'art. 7 della l.r. n. 6 del 2009 che
stabilisce anche per l'AST il divieto di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari e
se non ritenga opportuno, conseguentemente, intervenire per
garantire le procedure di liquidazione, così come stabilito dalla
norma;
a porre in essere misure volte a far rispettare anche il dettato
statutario della Ast Aeroservizi, società a socio unico
dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., secondo il quale
quest'ultima può svolgere la propria attività esclusivamente in
favore della Regione siciliana o degli enti pubblici e privati
dalla stessa controllati o alla stessa collegati;
a dare immediata esecuzione all'articolo 20 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11, che prevede che ad ogni area strategica
individuata al comma 2, dove alla lettera a) è indicata come tale
quella dei trasporti pubblici, corrisponda una sola società a
totale o maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa
pubblica;
ad assumere tutte le misure necessarie per dissuadere l'AST
dall'assumere sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta, servizi
di 'handling' negli aeroporti siciliani e a porre immediatamente
termine ad eventuali contratti a tal fine sottoscritti o in via di
sottoscrizione». (193)
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione
poteva anche non essere presentata perché esistono norme, leggi
della Regione, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che disciplinano
la materia. Ma ormai ho potuto constatare che le leggi
costituiscono un orientamento, non sono più atti che tutti i
cittadini hanno l'obbligo di rispettare.
Tali leggi stabiliscono, ben prima della riforma delle società a
cui abbiamo dato vita con la finanziaria, che tutte le società
partecipate dalla Regione non possono a loro volta avere società
realizzate per filiazione. E invece nella Regione Sicilia, ancora
oggi, malgrado vi sia una legge vigente da un paio di anni,
continuano ad esserci società partecipate dalle società madri che
svolgono attività estranee all'attività istituzionale per le quali
sono nate le società madri. Nel caso specifico mi riferisco ad AST
Aeroservizi, società partecipata dall'AST che, come è noto, si
occupa del servizio pubblico della gestione su gomma del trasporto,
e che ha diverse società, tra cui appunto AST Aeroservizi, per
gestire i servizi aeroportuali, oltretutto in un settore dove -
come è noto - è intervenuta una legge di liberalizzazione che
prevede che i servizi handling che si fanno negli aeroporti devono
essere gestiti con sistemi di mercato.
Io considero innaturale che una società pubblica entri in un
settore che deve essere gestito secondo le logiche di mercato. E'
vero che, fortunatamente, questa non è una società che produce
debiti, ma è anche vero che, se domani li dovesse produrre, sarà la
società madre e, quindi, la Regione, ad intervenire con una
copertura nella gestione del servizio per coprire i debiti della
eventuale società figlia.
Credo che questa mozione serva a mettere un punto: ognuno deve
fare quello per cui è stato nominato; non esistono compiti che
ognuno può ritenere di assumersi perché amico di un presidente o di
un assessore, per nessuna ragione
In questa Regione dobbiamo stabilire il rispetto delle procedure e
delle regole.
Ritengo, pertanto, che AST Aeroservizi debba, rinunciando alla
possibilità di gestire il servizio all'aeroporto di Palermo oggi,
ma domani pure all'aeroporto di Catania, perché in questo settore
sarà il mercato a decidere modalità e costi della gestione dei
servizi, evitare di infilarsi e di determinare altri meccanismi
che, alla lunga, producono carrozzoni.
Spero che l'Aula voti in maniera convinta la decisione di dire
all'AST Aeroservizi di essere liquidata e all'AST di limitarsi a
gestire il servizio pubblico di trasporto.
Ognuno faccia solo una cosa e non tante cose, perché poi ci
confondiamo.
Non voglio impedire a nessuno di fare l'industriale; ma chi vuole
fare l'industriale in Sicilia, lo faccia con i soldi propri ed
eviti di farlo con i soldi pubblici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia,
onorevole Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, senza voler fare polemiche con l'onorevole Cracolici,
capisco che al Governo si chiede di fare rispettare una legge, ed è
cosa buona e giusta. Però ci troviamo in una situazione paradossale
perché noi, con una mozione, chiediamo di fare rispettare una legge
come se la legge, atto normativo, abbia minore forza rispetto alla
mozione che l'Assemblea è chiamata a votare. Probabilmente in
Sicilia c'è un po' di confusione sulle fonti del diritto
Ritengo che questa mozione rappresenti per il Governo una
sollecitazione, che verrà trasmessa agli organi incaricati, e
ritengo che, nell'ambito del piano che la Commissione Bilancio
dovrà approvare per la razionalizzazione del sistema delle
partecipazioni regionali, si possa probabilmente specificare anche
meglio questa iniziativa.
Condivido l'iter che noi vogliamo dare per garantire la libera
concorrenza e, di seguito, apprezzando questo sollecito, faremo in
modo di individuare i modi e i contenuti per intervenire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 193. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di consorzi di bonifica» (n. 560/A)
PRESIDENTE. Si passa al V punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge numero 560/A «Norme in
materia di consorzi di bonifica».
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere un
minuto della vostra attenzione perché quello che mi accingo a dire
non vuole minimamente avere il sapore della strumentalità, tanto
più che oggi, 17 giugno 2010, fare e dire cose strumentali sulla
pelle della gente e sull'occupazione credo sia un lusso che nessuno
si può permettere, tanto meno un parlamentare della Regione
siciliana.
Oggi ci accingiamo ad affrontare, ed è auspicio mio e del Gruppo
parlamentare dell'UDC anche definire, il disegno di legge che
riguarda i lavoratori dei consorzi di bonifica; però, devo
sottolineare che a questo disegno di legge - il cui filo conduttore
è la materia dell'occupazione - erano stati presentati diversi
emendamenti che non sono stati ritenuti ammissibili dalla
Presidenza, pur essendo pertinenti alla materia in esame, e che
quindi non trovo nell'allegato degli emendamenti al disegno di
legge. Stiamo parlando di famiglie di lavoratori, di gente che è
stata mandata a casa, ma stiamo parlando soprattutto di una serie
di categorie che erano state escluse dalla finanziaria, a nostro
modo di vedere in maniera inopportuna, e che oggi, con questo
disegno di legge, potevano essere reinserite con gli emendamenti
che noi avevamo presentato.
Signor Presidente, mi riferisco a diverse categorie che non voglio
nemmeno menzionare perché non voglio l'applauso, ma voglio fare un
ragionamento serio, e lo dobbiamo fare tutti in quest'Aula, salvo
poi assumerci fuori con la gente la responsabilità degli atti che
compiamo dentro quest'Aula.
Allora, Presidente Oddo, a mio avviso la Presidenza si è
determinata in maniera sbagliata su tutti gli emendamenti che
avevamo presentato, e pertanto le chiedo di ritornare sui suoi
passi, altrimenti dovrà assumersi la responsabilità, insieme a
questo Governo, di dire che ci sono figli e figliastri , di dire
che ci sono donne e uomini che meritano la salvaguardia del posto
di lavoro ed altri che devono morire di fame. E' finito il tempo
delle ipocrisie
Siccome il mio intervento non vuole essere strumentale, e so che
lei oggi sta presiedendo solo per caso, la questione non è
personale né con lei, né con l'assessore Cimino, né con l'assessore
Leanza, ma so pure che oggi in Aula ci siete lei, l'assessore
Cimino e l'assessore Leanza, la invito a fermarsi e a convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Così ci spiegherete cosa è possibile fare e cosa non è possibile
fare e, soprattutto, dovrete convincerci che questi emendamenti
sono estranei alla materia e, quindi, rispetto al tema
occupazionale, c'è chi merita la tutela del posto di lavoro oggi e
c'è chi forse la meriterà domani o mai. Ci spiegherete e prenderete
impegni precisi, signor Presidente dell'Assemblea pro tempore e
signori assessori, ad esempio, che entro la sessione estiva il
disegno di legge che è in Commissione Lavoro e che riguarda tutte
quelle categorie che, più o meno surrettiziamente, sono rimaste
fuori dalla finanziaria, verrà portato in Aula per il relativo
esame.
Io mi rendo conto, signor Presidente, assessori Leanza e Cimino,
che voi non potete garantire l'approvazione di quel disegno di
legge, ma potete garantire, ognuno per la propria parte e per il
ruolo che svolge, che quel disegno di legge avrà una corsia
preferenziale, perché tutti ci riempiamo la bocca della necessità
di dare risposte occupazionali in Sicilia: fatto sta che ogni volta
che arriva un pezzo di carta che parla della possibilità di dare
occupazione c'è un problema che non c'era e che sorge.
Signor Presidente, la invito quindi a fermarsi oppure, dopo avere
consultato altri componenti dell'Ufficio di Presidenza, ad assumere
un impegno solenne di fronte ai siciliani, prima che di fronte ai
deputati, che entro il mese di luglio e prima della pausa estiva il
disegno di legge sull'occupazione che si sta discutendo in
Commissione Lavoro verrà portato in Aula per essere esitato.
Altrimenti, per quanto mi riguarda, sarò costretto ad inaugurare
una nuova stagione della politica che non mi si confà ma che, con
tutti i mezzi che mi attribuiscono lo Statuto e il Regolamento,
utilizzerò perché non posso sopportare che ancora una volta ci
siano figli e figliastri.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la prego di parlare solo
sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo
perfettamente che in occasione della finanziaria e durante la lunga
seduta che si è conclusa l'1 maggio - la festa dei lavoratori, e
non è un caso che la sto citando - il Presidente della Regione si è
impegnato solennemente a riconsiderare nella prima sessione utile
un disegno di legge che avesse due categorie, in maniera specifica,
come oggetto: i lavoratori dei consorzi di bonifica, così come i
lavoratori ex ciapisti. Questo riferimento non lo cito a braccio,
ma lo possiamo rinvenire nei resoconti stenografici delle sedute
d'Aula.
A questo punto, considerato che il disegno di legge in oggetto
consta di due articoli, il cui primo parla di lavoratori dei
consorzi di bonifica, non comprendo la ragione per cui degli
emendamenti che riguardavano l'altra fattispecie di lavoratori, mi
riferisco appunto agli ex ciapisti, nulla è stato inserito poiché
sono stati tutti dichiarati inammissibili.
Questa Presidenza, ma soprattutto il Governo, devono chiarire
preliminarmente qual è la ragione, qual è la motivazione per cui, a
seguito di un impegno preso in Aula, arriva oggi un disegno di
legge che riguarda soltanto una fattispecie di lavoratori. Ricordo
ancora con esattezza le parole del Presidente che diceva che
questi poveri lavoratori dei consorzi dormono in macchina .
Bene, i lavoratori del CIAPI credo non vivano una situazione
migliore; sono stati sotto il Palazzo durante la finanziaria e il
Presidente della Regione aveva assunto qui in Aula un impegno,
impegno che oggi non viene onorato, non solo dal Governo, ma -
ahimè - devo rimarcarlo, anche da questa Presidenza che, avendo
escluso la possibilità di discutere qualsiasi altro emendamento, ha
precluso, di fatto, la possibilità di dare a questa gente una
legittima risposta, che sia positiva o meno, sarà l'Aula a
giudicarlo.
Credo sia doveroso che la Presidenza riconsideri fortemente la
scelta di non valutare un gruppo di lavoratori che, ripeto, erano
stati oggetto di un impegno preso non davanti al singolo deputato
ma davanti ad una Assemblea che, a mio modo di vedere, costituisce
un elemento di democrazia sulla quale non possiamo più
soprassedere.
Signor Presidente, la invito, unendomi all'appello dell'onorevole
Cordaro, a riconsiderare l'indicazione della Presidenza e affinché
il Governo predisponga immediatamente la possibilità di valutare
questi emendamenti, che noi avevamo presentato come Gruppo
parlamentare UDC, ma con l'accordo di buona parte del Parlamento,
perché riguardano una emergenza lavorativa che non può avere né
colori, né figli e figliastri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza deve ancora
comunicare l'inammissibilità degli emendamenti a cui si riferiscono
i colleghi che chiedono di parlare sull'ordine dei lavori .
E' ovvio che c'è una anomalia per quanto l'onorevole Beninati mi
fa osservare, dato che abbiamo il testo è ovvio che già deduciamo
che c'è l'inammissibilità degli altri emendamenti.
Però, vi prego cortesemente di fare comunicare innanzitutto alla
Presidenza qual è la decisione assunta. Subito dopo se i colleghi
vogliono prendere la parola, non ci sono problemi; però ricordo che
sulle decisioni della Presidenza per quanto concerne
l'inammissibilità degli emendamenti che comunicherò non c'è
discussione.
Vi prego dunque cortesemente di tenere presente ciò che è materia
che va trattata in sede di Conferenza dei capigruppo, e cioè che un
disegno di legge deve essere posto all'ordine del giorno quando è
pronto ed esitato, come voi sapete; vi prego inoltre di tenere
presente, quindi di dare una mano alla Presidenza ed al Presidente
di turno, rispetto a quelli che sono gli adempimenti che
necessariamente la Presidenza deve comunque fare.
Onorevoli Ragusa e Campagna, vi farò parlare, ma fatemi prima
comunicare quello che è giusto che la Presidenza comunichi.
Prima di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno di
legge, al fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro che
stiamo per affrontare, do comunicazione delle decisioni adottate da
questa Presidenza sugli emendamenti presentati.
Tali decisioni sono state assunte tenendo presente: il programma
dei lavori approvato dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari comunicato nella seduta numero 172 del 18 maggio u.s.;
specifico che in quella sede è stato deciso di esaminare con
separato disegno di legge il riordino dei consorzi di bonifica.
Oltretutto, è chiaro che la Presidenza non può fare a meno di
attenersi e di sottolineare il rispetto del Regolamento interno che
prescrive: l'obbligo della previa presentazione in commissione
degli emendamenti (articolo 111); l'attinenza degli stessi
all'oggetto del disegno di legge (articoli 111, commi 2 e 112,
comma 3); la necessità di copertura finanziaria per gli emendamenti
di spesa, nonché - aggiungo - il profilo di costituzionalità delle
norme, perché ci sono norme, cui faceva riferimento l'onorevole
Cordaro, lo stesso emendamento presentato dall'onorevole Cracolici,
che sono state impugnate dal Commissario dello Stato riguardanti in
particolar modo il comma 43 dell'articolo 20 della legge regionale
19/2005, di identico contenuto rispetto agli emendamenti.
Quindi, non è che la Presidenza si diverte a dichiarare
inammissibili gli emendamenti che non sono stati presentati in
commissione, gli emendamenti che non hanno copertura finanziaria,
gli emendamenti estranei al testo e gli emendamenti che hanno un
problema di profilo di costituzionalità.
Detto questo, onorevoli colleghi, possiamo procedere.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, impiegherò solo qualche minuto perchè
i colleghi che mi hanno preceduto, gli onorevoli Cordaro e Caronia,
già hanno esplicitato il senso del nostro percorso, il percorso che
noi ci volevamo dare rispetto alla materia che stiamo trattando,
signor Presidente, ed è insindacabile - sono d'accordo con lei - la
decisione dell'ufficio di Presidenza sul percorso che si è dato. Io
non credo che l'onorevole Cordaro né l'onorevole Caronia né tanto
meno io, vogliamo sindacare o intervenire sulla decisione
dell'Ufficio di Presidenza.
L'onorevole Cordaro, nell'esplicitare il senso del nostro
ragionamento, ha detto che noi vogliamo un impegno, signor
Presidente, ad esaminare quello che è stato fatto in finanziaria.
In finanziaria sono stati falcidiati numerosi emendamenti
sull'argomento che stiamo trattando ed è stato preso solennemente
un impegno - come ha detto l'onorevole Caronia - riguardo ai
consorzi di bonifica. Ma del resto, degli argomenti che ha citato
l'onorevole Cordaro non se ne è parlato, sono stati falcidiati e
basta.
Allora, per evitare che qualcuno possa pensare che nella Regione
siciliana ci siano figli e figliastri io credo che è nostro dovere
affrontare le questioni che riguardano il lavoro. Noi non possiamo
non affrontare le questioni che riguardano il lavoro.
Non credo che possiamo innescare il meccanismo di una guerra tra
poveri, signor Presidente, perché qui stiamo parlando di bacini di
lavoratori che per anni, 5-6 anni, hanno prestato servizio.
Ora, per prese di posizione personali, abbiamo il dovere invece di
accelerare l'iter legislativo in Commissione Lavoro, dove c'è un
disegno di legge che stiamo definendo e che attende di avere il
vaglio della Commissione Bilancio, per il quale vogliamo un
percorso ben definito, signor Presidente. Siccome lei sta
presiedendo, io credo che lei insieme al Governo, debba prendere un
impegno. Noi non ci metteremo contro il disegno di legge in esame
perché siamo a favore dei consorzi di bonifica, e siamo a favore di
tutti gli altri bacini di lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sento di assumere l'impegno nei
confronti del collega Cordaro, del collega Campagna e nei confronti
dell'Aula, nel senso che alla prima riunione utile della Conferenza
dei presidenti dei Gruppi parlamentari sarò il primo a sollecitare
quanto sta emergendo dall'Aula rispetto a quello che sarà il
prossimo calendario dei lavori.
Di questo mi assumo la responsabilità in quanto non intendo
sottrarmi alle funzioni che ognuno di noi deve svolgere.
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi i consorzi di
bonifica, purtroppo, registrano una difficoltà, la difficoltà di
portare avanti una politica che riguarda l'agricoltura.
L'agricoltura ha bisogno anche di questi soggetti, e ci sono due
adempimenti a cui provvedere oggi sia verso il comparto agricolo
sia verso questi lavoratori che, per tanti anni, hanno prestato
servizio all'interno di queste strutture e che non sono rivalutati
per come meritano.
Io ho presentato un emendamento - che, apprendo oggi, è
inammissibile, perché mi rifaccio ad un accordo sindacale fatto con
i lavoratori forestali - con cui volevo equiparare i lavoratori dei
consorzi ai lavoratori forestali affinché, qualcuno l'ha detto
prima di me, non si usino due pesi e due misure.
Pertanto, ritengo che l'emendamento da me presentato debba essere
preso in considerazione, a meno che non mi si dica che non c'è la
copertura finanziaria. Solo in quel caso, infatti, credo che
oggettivamente il mio emendamento non sia da approvare.
Fermo restando che c'è l'omogeneità della materia, fermo restando
che è perfettamente nei termini di costituzionalità, ritengo che la
Presidenza debba motivare la sua decisione di estrapolare
l'emendamento dalla discussione in atto. Su questo c'è molta attesa
fuori dal Palazzo, è inutile che ci nascondiamo dietro un dito,
perché se è vero che questa politica deve essere consequenziale
rispetto all'occupazione in Sicilia, questo è un comparto che
insieme ai forestali va tenuto in debita considerazione e vanno
considerati dunque i bisogni delle famiglie.
Signor Presidente, lei sa bene che centouno giornate lavorative
non servono sicuramente a mantenere la famiglia, ma servono a
sostenerla, visto l'andamento socio-economico del nostro Paese.
PRESIDENTE. Quando ci sono problemi che riguardano il lavoro in
Sicilia, siamo tutti col cuore piangente. E' evidente che, anche
rispetto al Regolamento, quell'emendamento manca di copertura
finanziaria e non è stato nemmeno presentato in Commissione, come
prescrive il Regolamento.
A prescindere da ciò, comunque, ci sarà sicuramente l'occasione,
non solo nel testo di riordino dei consorzi di bonifica, ma anche
in altri vettori legislativi dove c'è maggiore compatibilità, di
discutere questi argomenti.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, l'onorevole Cordaro ed altri colleghi
hanno sottolineato la medesima cosa, ma apprendiamo che ci sono
persino degli emendamenti, sottoposti alla Commissione di merito e
alla Commissione Bilancio e che il Governo ha fatto propri -
quindi, oggetto di un'assoluta condivisione - che non risultano
inseriti tra gli emendamenti ammessi all'esame dell'Aula.
Siccome trattasi di argomenti inerenti in modo stretto alla
materia in esame, non si può, in questo momento, giustificare la
loro esclusione con esclusivo riferimento ai rapporti di lavoro in
corso, ai sensi dell'articolo 110 della legge regionale 17 gli
effetti delle sopraggiunte sentenze di Corte d'Appello che, in
relazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 368 e alla
lunga e ininterrotta durata dei rapporti medesimi, hanno comportato
la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a
tempo indeterminato, sono estesi a tutti i rapporti di lavoro in
essere nei consorzi di bonifica che abbiano identiche
caratteristiche di fatto e di diritto.
Trattasi delle risultanze di sentenze riguardanti i consorzi di
bonifica.
Poi, noi possiamo in Aula intervenire sull'argomento e decidere in
una direzione piuttosto che in un'altra, ma pregiudizialmente
escluderli non appartiene a nessuna logica perché si tratta di
emendamenti riguardanti proprio la materia che stiamo normando con
la legge.
Ecco perché intervengo sull'ordine dei lavori, dato che ci saremmo
tutti aspettati che quest'emendamento fosse inserito. Poi
sull'emendamento ci possiamo confrontare, il Governo può dire la
sua, noi diciamo la nostra e alla fine la Presidenza si orienta
come ritiene, ma pregiudizialmente non si può escludere perché è un
argomento che riguarda la legge. Non c'è nessuna difformità,
nessuna forzatura, nessuna prevaricazione; peraltro, si tratta di
argomento già apprezzato dalla Commissione di merito e dalla
Commissione Bilancio e che il Governo ha fatto proprio, quindi non
si capisce perché la Presidenza lo esclude.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, lo dico anche all'assessore
Bufardeci, prima ancora che intervenga, in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, la discussione è stata fatta
rispetto alle cose che lei ha richiamato e si è appunto deciso di
inserirlo nel riordino dei consorzi, e per giunta le voglio
ricordare che è una norma che ha bisogno di copertura finanziaria.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, prendo la parola perché devo ammettere che anch'io, per
una serie di emendamenti che non trovo nel testo perché già
stralciati, manifesto sorpresa. Da ultimo, su quello che
l'onorevole Leontini ha già citato e che era stato fatto proprio
dal Governo che lo aveva anch'esso presentato, voglio ribadire che
non soltanto la materia era pienamente coerente perché si parlava
di lavoratori, i cui rapporti di lavoro sono in corso, quindi
immaginatevi quanta è la competenza e quanta è la piena connessione
con l'argomento di cui stiamo trattando, dicendo che nella
fattispecie non c'è bisogno di alcuna copertura finanziaria perché
sono già a carico dei consorzi dove svolgono ed espletano le loro
attività lavorative.
Posto questo e posto anche che vi sono altri casi di emendamenti
presentati dal Governo e dai parlamentari che sono stati
stralciati, se la Presidenza ritiene che non ci siano comunque le
condizioni per trattarli - come l'esempio che ho fatto poc'anzi,
che riguarda sostanzialmente l'ipotesi dei tanti contenziosi che,
ormai in maniera consolidata, hanno affermato un principio, e che
costano e continueranno a costare alle casse della Regione tanti
altri denari, quindi sarebbe un'opera di pulizia, di giustizia, di
equità sociale e di economia, perché eviteremmo l'ulteriore costo
che le casse regionali dovranno subire per contenziosi ormai
pacifici in quanto sono tutti consolidati nelle varie Corti
d'appello -, ma, ripeto, se purtroppo la Presidenza dovesse restare
ferma nel convincimento che non vanno trattati, credo sia
assolutamente indispensabile che questi emendamenti vengano
trasmessi alla terza Commissione perché prontamente la stessa
Commissione li riporti in Aula con un testo che vada a completare
questa materia.
Oggi definiamo questa parte ma, per cortesia, non facciamo un
lavoro parziale.
Noi avevamo l'opportunità, a mio avviso, almeno per quanto
riguarda la materia dei consorzi, di poter fare un lavoro completo.
Avevamo anche presentato un emendamento sulla riorganizzazione
strutturale degli ambiti e del numero, era una dichiarazione di
principio in quell'articolato: il principio che occorre modificare
le norme che sovrintendono l'attuale status, l'attuale numero e
l'attuale consistenza territoriale, e rinviava poi ad una
successiva legge da presentare; anche questo - ribadisco - è stato
ritenuto da stralciare.
Nel confermare che in alcuni casi sono sorpreso dalla decisione
della Presidenza, dico che però almeno tutti questi emendamenti
abbiano una corsia assolutamente preferenziale e privilegiata e
vadano in terza Commissione perché prioritariamente li tratti e,
con la solita solerzia della terza e della seconda Commissione,
tornino in Aula quanto prima per dare almeno un trattamento di
equità nel settore del lavoro che riguarda i consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che il Governo
evidentemente sa bene che dobbiamo accelerare, che già gli
emendamenti a cui fa riferimento, Assessore, sono già in terza
Commissione; penso che sia necessario accelerare invece per quanto
concerne il testo di riordino, così come eravamo d'accordo e così
come abbiamo deciso nella Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari, che è stata richiamata anche nella comunicazione che
ho letto testé.
Dopo di che rammento all'onorevole Assessore che la questione che
state sottoponendo alla Presidenza è la trasformazione di fatto dei
contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, ciò significa
soldi e copertura finanziaria. Quindi, come dicevo poco fa, la
Presidenza, con l'ausilio degli uffici, sicuramente non si diverte
né a dichiarare inammissibili, né evidentemente a dire che ci sono
profili di incostituzionalità, né a dire che non è stato osservato
il Regolamento, ma prende atto delle cose che si possono fare in
questo momento.
Devo inoltre ribadire che l'intero Ufficio di Presidenza ha
concordato che è il momento di accelerare l'iter del disegno di
legge che il Governo presenterà sul riordino dei consorzi di
bonifica, in modo tale che una materia così delicata, che comunque
richiede la copertura finanziaria, venga sicuramente sottoposta nel
più breve tempo possibile all'Aula. Pertanto, non posso che
concordare da questo punto di vista.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori prima una
riflessione di carattere generale e poi una riflessione di
carattere particolare, anche dopo l'intervento del Governo, molto
puntuale.
Signor Presidente, mi può aiutare nel comprendere come mai
l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto ammissibile l'emendamento 2.2,
perché trattasi di materia che riguarda gli appalti pubblici,
trattasi addirittura di una particolarità che riguarda, sotto il
profilo della emendazione, una - a mio avviso - violazione di
norma, specificandola per casi particolarissimi, leggendo anche
nell'assunto che si tratterebbe, così come viene formulata, di una
urgenza, se non addirittura di una somma urgenza?
La riflessione che deve fare l'Ufficio di Presidenza dovrebbe
essere quella di avere un atteggiamento da tenere nei confronti di
tutti i parlamentari, e non essere soltanto particolarmente
sensibile a quello che potrebbe essere la trasformazione di alcuni
contratti specifici, sui quali non entro nel merito, anzi ritengo
che rispetto agli impegni che aveva assunto il Governo siamo molto
in ritardo e, in questo caso, anche il Parlamento.
Rispetto a questo io avevo formulato l'abrogazione del comma 2
perché è un'aberrazione e non credo che possiamo intervenire sulla
legge in materia di appalti pubblici addirittura prevedendo di
escludere la soglia dei 200 mila euro prevista dalla legge. Siamo
fuori da ogni regola
E' veramente assurdo quello che l'Ufficio di Presidenza ha
stabilito con l'accoglimento dell'emendamento 2.2.
Pertanto, signor Presidente, le annuncio che il mio Gruppo
parlamentare, non lo faccio per sostituirmi al presidente del mio
gruppo parlamentare, sta preparando un emendamento che riguarda la
materia specifica dell'articolo 1, formulato secondo le indicazioni
che abbiamo sentito dall'Ufficio di Presidenza e tenendo anche
conto del fatto che l'articolo 2 e gli emendamenti aggiuntivi,
come abbiamo già detto, non riguardano la materia di cui si sta
trattando. Ci sono altre norme che permettono questo tipo di
intervento, altre norme nella regolamentazione sia nazionale sia
regionale.
Rispetto a questo l'emendamento che cercherà di superare i dubbi
che l'Ufficio ha sollevato e che non è assolutamente in contrasto
con quel che pensa il Governo, e direi anche agli uffici di
riflettere sulla copertura finanziaria, perché è vero quello che ha
detto l'Assessore: l'intervento che riguarda quelle poche persone
che non hanno voluto, al momento, attivare un contenzioso con la
Regione porterebbe sicuramente alle casse regionali una spesa
molto, ma molto superiore rispetto al risultato che possiamo
raggiungere questa sera.
Rinviare al riordino dei consorzi di bonifica una materia già
molto chiara, una materia già identificata, una materia
economicamente compatibile con il bilancio regionale dei consorzi,
mi sembra una forzatura. Forse, questo lo comprendo, un accordo
generalizzato che riguarda una situazione politica di blindare il
testo e di non aggiungere nulla, allora questa è una
giustificazione su cui potremmo anche essere d'accordo, ma dobbiamo
dirlo Non possiamo utilizzare l'Ufficio di Presidenza per le
eventuali inammissibilità rispetto ad una situazione politica
parlamentare.
Se il testo deve essere blindato perché un accordo parlamentare
deve far arrivare a soluzione quello che tutti desideriamo è una
cosa, ma non è assolutamente possibile che si dichiarino
inammissibili materie e sostanza assolutamente ammissibili o
addirittura con uno sforzo maggiore possono essere resi ammissibili
per parlare sempre di personale, sempre di consorzi di bonifica e
sempre di una situazione che è economicamente efficace, efficiente
ed economica, che sono le linee guida per raggiungere in un disegno
di legge la confacenza sotto il profilo generale di una macchina
amministrativa e legislativa che funziona.
Quindi, signor Presidente, io la invito ad una riflessione di
carattere generale su quella che è stata l'ammissione di qualche
emendamento su un articolo sbagliato e di carattere particolare
sull'emendamento che sta presentando il mio capogruppo insieme ad
altri parlamentari per raggiungere una finalità che vuole non solo
il Governo ma tutto il Parlamento.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, può intervenire sull'ordine dei
lavori, ma non sulla ammissibilità o meno degli emendamenti. Io
vorrei evitare di non fare parlare i colleghi e di richiamare in
maniera fiscale il Regolamento. Vi invito a non aggirare il
Regolamento, a chiedere la parola sull'ordine dei lavori e poi
parlare sull'ammissibilità o meno rispetto agli emendamenti perché
sull'ammissibilità non c'è discussione.
Poi io specificherò alcune cose per quanto concerne l'intervento
dell'onorevole Mancuso.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, la ringrazio e credo che quanto dirò
sarà sull'ordine dei lavori.
Devo dire che ultimamente partecipo molto poco ai lavori d'Aula;
però, mi creda, ogni volta che vengo ed intervengo vedo delle
novità.
Capisco che ultimamente in Assemblea, con i tempi e internet,
siamo tutti in stato di avanzata fibrillazione, ma obiettivamente,
signor Presidente, è la prima volta, se non ricordo male, che non
vengono inseriti nel fascicolo buona parte degli emendamenti
presentati al testo
Se non ricordo male, gli emendamenti, anche per darne visione
all'Aula, si calano tutti nel testo o, quanto meno, poi si
dichiarano inammissibili quegli emendamenti che non sono pertinenti
con il testo; ma, sinceramente, non ricordo che questo lavoro sia
mai stato fatto a monte.
Ciò nonostante, siccome sono convinto che il Presidente ha deciso
di fare questa operazione sulla base di una decisione presa in
Conferenza dei capigruppo, su questa parte do per scontato che una
motivazione ci sarà perché qui non ci sono molti emendamenti, ve ne
sono solo due o tre.
Sull'articolo 2, signor Presidente, io noto che più volte in
Commissione si trattano argomenti che non sono di competenza
specifica della stessa. Ieri in quinta Commissione - io non ero
presente - si è audito il CAS, il Consorzio Autostrade Siciliane.
Il Consorzio Autostrade Siciliane è competenza della quarta
Commissione, non c'entra niente con la quinta Commissione; l'unico
motivo per cui si è audito in quinta Commissione è stato perché
tratta di materia di lavoro.
Allora, signor Presidente, vorrei sapere in questa Assemblea quale
materia non è del lavoro e le chiedo di richiamare i presidenti di
commissione affinché stiano attenti alla pertinenza delle materie
da trattare. Ripeto, il CAS non c'entra niente con la quinta
Commissione, é vero che è materia di lavoro, ma non c'entra nulla
perché è competenza della quarta Commissione.
Qui stiamo discutendo di un emendamento all'articolo 2, che non
poteva essere neanche trattato in terza Commissione perché si
doveva avere preventivamente quanto meno il buon senso e
l'accortezza che la quarta Commissione desse il proprio parere, e
non so se il collega, presidente Mancuso, lo ha mai ricevuto,
perché qui stiamo parlando di appalti.
Dico di più: la quarta Commissione per giunta, proprio in questi
giorni, ha esitato un testo sugli appalti. Mi sorprende,
oltretutto, che l'assessore Gentile di questo non sappia nulla. Lui
non sa che qui stiamo facendo una modifica sugli appalti, ma non lo
sa perché, giustamente, può mai pensare che in un disegno di legge
sui consorzi di bonifica si modificano gli appalti?
Pertanto, signor Presidente, credo che un momento di attenzione
anche per rispettare le regole, vada fatto, credo che sia giusto un
attimo di riflessione.
Se c'è qualcosa, è vero, che è uscito dalla Commissione con questo
testo, mi dispiace per l'amico, onorevole Caputo, lui non poteva
trattare l'articolo in questo modo, quanto meno avrebbe dovuto
avere il parere dalla quarta Commissione. Siccome ciò non è
avvenuto, valuti lei, signor Presidente, cosa fare. Credo non ci
sia molto da fare, soltanto cancellare l'articolo e non perdere
tempo, a meno che se vogliamo stare qui a discutere discuteremo per
almeno altre due ore su questo argomento perché non c'è nulla da
fare. E' una svista, si discuterà sull'articolo 1.
Per il resto suggerisco, per le motivazioni dette prima - signor
Presidente, lei è titolato a fare rispettare le regole -, di
prendere atto delle dichiarazioni che il sottoscritto, partecipando
ogni tanto ai lavori d'Aula, le fa osservare.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, che ci sia qualcosa che
caratterizza il lavoro di alcune Commissioni per quanto concerne le
materie attinenti alle loro competenze, è una cosa che la
Presidenza, visto e considerato il richiamo che i deputati fanno in
Aula, farà in modo di correggere. Infatti, le dico in maniera molto
franca e schietta che non mi sento di darle torto.
Per quanto concerne le questioni sollevate poco fa dall'onorevole
Mancuso, vorrei fare osservare che, pur se è vero che potremmo in
questo momento fare una cosa, cioè con x euro essere in grado di
risparmiare qualcosa, in quanto potremmo impiegare x meno qualcosa,
però è ovvio che questo x meno qualcosa va stanziato.
Altra questione: quando arriva in Aula un testo dalla Commissione,
con tutto il rispetto per il presidente Caputo, è evidente che la
Presidenza evita di stralciare parti del disegno di legge che sono
state esitate in Commissione. Però, non posso dire che i rilievi
fatti siano del tutto infondati, e mi fermo qui, nel senso che è
ovvio che l'Ufficio di Presidenza, il presidente Cascio in
particolar modo ma anche noi tutti, dobbiamo fare sì che alcune
regole riguardanti il lavoro e le competenze delle Commissioni
ritornino ad essere osservate, per come è giusto che sia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho sentito
l'invito a non parlare da parte del Presidente. Qualora fosse così,
chiedo scusa, ma credo che sia utile ai fini dell'obiettivo che si
vuole raggiungere, sempre che si voglia fare questa norma.
Personalmente, rimango convinto che, così come è scritta, sia una
norma che presenta non pochi problemi. In ogni caso, anch'io sono
convinto che l'articolo 2, chiaramente mi riferisco alla Presidenza
in astratto, non poteva essere dichiarato ammissibile dalla
Presidenza perché materia estranea; oltretutto, nelle stesse ore si
fa una cosa del genere quando c'è un disegno di legge, presentato
dal Governo, di riforma del sistema degli appalti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'è un emendamento soppressivo
dell'articolo 2.
I colleghi, evidentemente, diranno cosa bisogna fare.
CRACOLICI. La Presidenza doveva dichiararlo improponibile. Il
fatto che ci sia l'emendamento è un problema del Parlamento; di
fatto, è stata dichiarata ammissibile una cosa che non poteva
esserlo.
Quindi, non è questo il punto. Si può anche rispondere che se
l'Aula vuole lo respinge.
Stiamo parlando di una procedura.
La verità è che c'è qualche problema. Ora, non vorrei scaricare
sulla Presidenza problemi che sono di ordine politico e della
confusione che regna in questo momento nella vicenda politica
siciliana, perché saremmo tutti sciocchi se scaricassimo
semplicemente sulla Presidenza una cosa che, comunque, presenta un
elemento di difficoltà, in quanto obiettivamente se c'è una
questione in alcune province che riguarda i consorzi di bonifica,
non si può trattare la materia escludendo altre province, perché la
Sicilia è una, altrimenti facciamo le leggi con il francobollo.
Il principio dell'astrattezza della norma deve essere sacrosanto,
altrimenti - ed è uno dei rilievi di merito che faccio e credo non
sia solo mio, assessore Bufardeci - questa norma dovrebbe spiegare
perché consentiamo a chi ha fatto anche un solo giorno, dal 1991 ad
oggi, debba essere reintegrato dopo tre anni. Dico ciò, perché è
quello che stiamo scrivendo in questa legge: chiunque, fino al
2007, anche per un'ora, abbia avuto un rapporto di qualunque tipo
può beneficiare delle garanzie occupazionali di cui alle 51
giornate.
Voi capite cosa stiamo producendo, no? Altra cosa sarebbe stato
dire: il consorzio di bonifica Catania x, il consorzio di bonifica
Agrigento y, il consorzio di bonifica Palermo x+y+z, per le proprie
esigenze legate al fabbisogno specifico, sono autorizzati a
derogare ai limiti previsti dalla legge numero 45 per i quali qui
si è derogato, dato che stiamo prevedendo di fare una norma nei
confronti dei consorzi che hanno derogato agli obblighi di legge.
Vorrei che fosse chiaro che stiamo facendo una sanatoria in favore
di consorzi che, in difformità alle legge vigenti e non spiegando
le ragioni per le quali si sono prodotti quegli atti, hanno
proceduto infischiandosene dei limiti previsti dalla legge -
parliamo come poco fa della vicenda dell'AST Aeroservizi -, quindi,
noi facciamo le leggi - dico noi in astratto, io non c'ero
all'epoca della legge 45 -, ma poi chi vivrà, vedrà .
Ritengo che il Governo non abbia alcuna responsabilità, per la
verità, poiché questo disegno di legge credo che sia di iniziativa
parlamentare. Ma, comunque, deve in qualche modo essere specificato
meglio come vogliamo affrontare la questione in quanto temo che,
così com'è, qualche dubbio sull'astrattezza dell'applicabilità di
questa norma esista. Forse è troppo astratta.
Infine, vorrei fare un rilievo di ordine finanziario, e lo faccio,
mi dispiace che non c'è l'onorevole Cimino, e lo dico in questo
caso all'assessore Bufardeci nella qualità.
Ho visto che questo disegno di legge è coperto con un capitolo di
bilancio dell'Assessorato risorse agricole e alimentari. Però
vorrei sapere, visto che abbiamo approvato il bilancio la notte del
primo maggio, vorrei capire se abbiamo approvato un bilancio che è
stato, poi, pubblicato nella stessa maniera e quindi pongo un
problema formale alla Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana, al fine di verificare se il bilancio pubblicato in
Gazzetta ufficiale sia quello votato dall'Aula. Dubito che ciò, in
alcuni casi, sia avvenuto ma, prima di addentrarmi su ipotesi e
sospetti, vorrei che gli Uffici facessero le verifiche specifiche.
Al di là di questo, che considero molto delicato e che riguarda la
credibilità dell'istituzione tutta e riguarda anche la possibile
infedeltà agli organi istituzionali e costituzionali, qual è
l'Assemblea regionale siciliana .
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non continui più, perché sarà
fatto il controllo necessario. Stia sereno.
CRACOLICI. Credo, però, che una cosa sia inaccettabile: abbiamo un
fondo globale azzerato e, di fatto, l'Assemblea regionale nei
prossimi mesi non potrà fare leggi di spesa; però, di volta in
volta, si scopre che ci sono capitoli di assessorati che sono una
sorta di tesoretti nascosti.
Vorrei sapere di cosa parliamo in quanto mi risulta che, anche per
una scelta intelligente che ha fatto quest'Aula, sono stati
cancellati i fondi per i parchi, le riserve e per i lavoratori che
a luglio scadono, gente che da anni ha una convenzione, oltretutto.
Costituisce, fra l'altro, un'obbligazione da parte della Regione,
perché esistono delle convenzioni sottoscritte, contrattualizzate,
quindi con vincoli obbligazionari; eppure abbiamo una sottostima
dei capitoli di bilancio, in alcuni casi tagliati da quest'Aula,
dopo di che scopriamo che ci sono tesoretti nascosti
Scusate, se ci sono tesoretti, vorrei che fosse chiaro: la
previsione che si fa nel bilancio di previsione, cioè i funzionari
che fanno la richiesta all'Assessorato dell'economia fanno le
previsioni in forza di leggi vigenti o di leggi che si dovranno
fare?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.
CRACOLICI. Sto parlando di cose serie.
PRESIDENTE. Sì, ma parla da otto minuti, tre minuti in più, quindi
la prego cortesemente di rispettare il termine.
CRACOLICI. Quindi, nel caso specifico, prendo atto che nel
capitolo 147320, che forse riguarda i consorzi di bonifica, c'era
unmilioneottocentomila euro in più; in più non capisco rispetto a
cosa, qualcuno dice perché prevedevamo di fare la norma. Ebbene no,
assessore Bufardeci, si possono prevedere in forza di legge. Se la
legge prevedeva alcune cose, prevedeva la copertura finanziaria di
leggi vigenti; infatti stiamo facendo la legge, eventualmente, per
prevedere nuova spesa, quindi non si può prevedere in un capitolo
di bilancio una previsione su una legge ancora da fare.
Quindi, anche qui, facciamo attenzione. Questo è il Beirut
dell'Assemblea regionale, Beirut, e vale per tutti, è Beirut. Devo
dire onestamente che sono molto in imbarazzo perché la norma, a mio
avviso, non è scritta bene, c'è un problema di astrattezza che ne
mette in discussione la sostenibilità e credo che rispetto ai
problemi che si pongono, non so chi mi debba rispondere, ma qualche
problema esiste e va oltre la questione specifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei fare una proposta, in
quanto ritengo che una proposta fatta in un momento delicato possa
essere utile. Sospenderei l'Aula per mezz'ora per convocare la
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari alla presenza del
Governo. Mezz'ora significa che l'Aula riprenderà alle ore 18.45;
onorevoli colleghi, non facciamo cinque minuti perché sappiamo che
non saranno cinque minuti, facciamo una discussione seria per
ottimizzare i lavori. Si tratta di un articolo, di due articoli,
insomma. Penso che se facciamo uno sforzo in questa direzione
potremmo anche riuscire a fare un buon lavoro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in premessa
dico che la questione sollevata dal capogruppo del Partito
Democratico, onorevole Cracolici, è di particolare rilevanza. Anche
se inserito all'interno di una discussione che non riguarda in
maniera specifica il problema sollevato, credo che la Presidenza
abbia l'obbligo di assumere l'impegno di approfondire la questione
circa la non fedeltà del bilancio
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, ho già comunicato che sarà
fatto nel giro di ventiquattro ore il controllo, stia sereno.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici ha detto
che c'è il dubbio, il sospetto che il bilancio pubblicato sia
diverso da quello votato dall'Aula, così mi pare di avere colto.
Inviterei la Presidenza, così come ha fatto l'onorevole Cracolici,
a verificare questo e a riferire in Aula sulla fedeltà o
sull'eventuale infedeltà, individuando le responsabilità del fatto,
nel caso ci fosse infedeltà, perché qui viene messo in discussione
non solo il ruolo del parlamentare, ma anche il potere che gli
stessi cittadini esercitano in quest'Aula per il tramite del
Parlamento eletto.
Io credo - e chiudo questa vicenda che mi sembra particolare e
delicata, non voglio dilungarmi oltre - che, nonostante non ci si
dilunghi, vanno fatte le opportune verifiche.
Qualche collega diceva, in riferimento al testo del disegno di
legge che stiamo affrontando, che il Governo, all'interno e durante
il dibattito della legge finanziaria, aveva assunto l'impegno di
affrontare alcune emergenze occupazionali, direi, in alcuni casi,
alcune ingiustizie.
Faccio rilevare che questo disegno di legge non è proposto dal
Governo, ma è di iniziativa parlamentare; quindi è il Parlamento,
sono i singoli deputati che hanno proposto questo disegno di legge,
e non c'è stata una scelta del Governo a mantenere un impegno
piuttosto che un'altro.
Il Governo, di fatto, non ha avanzato alcuna proposta normativa né
su questi né su altri tipi di precari. Qui stiamo parlando di un
disegno di legge presentato direttamente dai parlamentari e mi
stranizza che il Governo abbia, in questo caso, presentato
emendamenti al testo su questioni che avrebbe avuto il dovere di
affrontare.
Mi spiego meglio, si dice abbiamo presentato l'emendamento
ritenuto inammissibile in cui ci si impegna a fare una legge . Di
leggi e di norme che impegnano il Parlamento a fare una legge
successivamente, non credo che questo territorio, questa Sicilia,
ne abbia bisogno.
L'altro emendamento che riguarda le garanzie occupazionali per i
lavoratori centunisti e i centocinquantunisti: su questo siamo
tutti d'accordo. Le garanzie occupazionali anche per gli altri
soggetti. Ma il Governo ci venga a dire se dà la copertura
finanziaria.
Il problema non è la norma, il problema è che il Governo ci ha
detto che le somme erano relative solo alla copertura delle
garanzie occupazionali per i lavoratori cinquantunisti. Per cui,
fare demagogia e venire qui, seppur in persone diverse, ma sempre
come Governo, a dire che siete per i centunisti e per i
cinquantunisti, bene, dia il Governo la copertura finanziaria anche
per i duecentunisti, se ce ne fossero, e noi lo voteremo.
Però, non è consentito fare demagogia in Aula sul pane dei
lavoratori.
Allora, approfittare di questa discussione per parlare
dell'universo mondo, della legge di riforma dei consorzi di
bonifica che si deve fare da anni e non viene portata avanti con
serietà, né da parte di questo Governo né da parte del precedente,
mi sembra un modo di arzigogolare per non fare quel minimo che
possiamo fare stasera, oggi e subito: dare garanzie occupazionali
ad alcuni lavoratori che non hanno lavorato solo nel 2007, ma che
hanno lavorato nel 2008 e hanno lavorato anche nel 2009. Credo che
con questa norma si possa chiudere un capitolo, non perché nella
legge c'è scritto che è vietato fare assunzioni, sia a carico dei
consorzi che a carico della Regione, perché questo era scritto già
nella norma precedente, ricordo l'articolo che abbiamo votato in
finanziaria, nella quale si dice che i dirigenti che assumono
personale quando c'è un divieto di assunzione, decadono dal proprio
incarico.
Questo è scritto nella legge finanziaria ed è la vera garanzia per
chiudere questa vicenda, perché non devono essere i lavoratori a
pagare i danni della politica e non devono essere neanche le
aziende agricole, alle quali si vogliono caricare i costi delle
clientele politiche che si sono fatte negli anni. Questa è la
garanzia affinché si chiuda un capitolo.
Signor Presidente, invito il Governo a non tergiversare rispetto a
questo testo.
Sospenderete, si farà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma ci deve essere la volontà seria di affrontare
questa norma ed avere il coraggio di dire sì o no, senza
nascondersi dietro i rinvii.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per venti minuti.
Convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari ed il Governo in Sala
lettura deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.27)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 560/A
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Norme in materia di personale con contratto a tempo
determinato
1. Nei consorzi di bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate
per l'anno 2010 con disposizioni di legge a favore dei soggetti di
cui al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre
2009, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni, nei limiti
degli stanziamenti di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate
nel corso del corrente anno anche ai lavoratori utilizzati entro il
31 dicembre 2007.
2. Per l'anno 2010, le disposizioni di cui all'articolo 3 della
legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, si applicano, nei limiti
degli stanziamenti di bilancio, anche al personale in servizio a
tempo determinato assunto entro il 31 dicembre 2007, secondo i
criteri di cui al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368,
osservando i periodi di discontinuità previsti dall'articolo 5
comma 3 del medesimo decreto legislativo.
3. I provvedimenti emessi in applicazione del presente articolo
sono adottati anche in deroga all'articolo 32 della legge regionale
25 maggio 1995, n. 45, e al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25. Al di fuori delle fattispecie di
cui ai commi 1 e 2 è fatto divieto ai consorzi di bonifica di
procedere ad assunzioni di personale sotto qualsiasi forma e con
qualsiasi imputazione contabile, sia a carico della Regione sia a
carico dei medesimi consorzi.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2010, la spesa di 1.800 migliaia di euro,
cui si fa fronte con la disponibilità del capitolo 147320 - U.P.B.
10.3.1.3.1 del bilancio della Regione, per l'esercizio finanziario
medesimo, di cui all'autorizzazione di spesa prevista dal comma 6,
dell'articolo 51 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 1.5:
«All'inizio del comma 1 aggiungere:
Per sopperire alle esigenze determinatesi in conseguenza delle
calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo scopo
di realizzare interventi e/o lavori di manutenzione ed
ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti
scolanti ».
emendamento 1.6:
«Alla fine del comma 2, dopo le parole del medesimo decreto
legislativo si aggiunga la seguente frase: e riassunti di anno in
anno fino al 31 dicembre 2009 ».
- dall'onorevole Caputo:
emendamento 1.1 (I parte):
«Al comma 1 sostituire le parole entro il 31 dicembre 2007 con
nel biennio 2006/2007 »;
emendamento 1.1 (2 parte):
«Al comma 2 sostituire le parole entro il 31 dicembre 2007 con
nel biennio 2006/2007 »;
emendamento 1.2:
«Al comma 4 sostituire le parole con la disponibilità con
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento »;
- dagli onorevoli Minardo, Di Giacomo, Ammatuna, Leontini:
emendamento 1.3:
«Sopprimere il comma 2 dell'articolo 1»;
dagli onorevoli Minardo, Di Giacomo, Leontini, Calanducci,
Musotto, Ammatuna:
emendamento A1:
«Aggiungere il seguente comma:
Ferme restando le garanzie occupazionali di cui al comma 1, i
soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 106 della legge regionale
16 aprile 2003, n. 4, sono autorizzati ad effettuare ulteriori
giornate lavorative sino a concorrenza delle disponibilità di
bilancio ».
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 1.7 di riscrittura del comma 1 dell'articolo 1:
«Per sopperire alle esigenze determinatesi in conseguenza delle
calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo scopo
di realizzare interventi e/o lavori di manutenzione e
ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti scolanti,
nei consorzi di bonifica le garanzie occupazionali autorizzate per
l'anno 2010 con disposizione di legge a favore dei soggetti di cui
al comma 2 dell'articolo 1 della l.r. 29 dicembre 2009 n. 13 e
successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate nel corso del
corrente anno ai lavoratori utilizzati nel 2007 e che hanno
prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
perché vedo che il tentativo di fare sintesi non funziona, nel
senso che fare sintesi significa ascoltarsi ed avere reciprocità.
Stiamo approvando una norma, lo voglio ribadire in italiano: non
è in discussione il lavoro delle persone e la fatica che le persone
mettono nel fare onestamente il proprio lavoro.
In questo caso ci sono stati dei funzionari irresponsabili, per
non dire altro, che hanno, in dispregio delle norme vigenti, negli
anni scorsi, operato fuori legge assumendo persone senza che ve ne
fosse alcuna ragione, se non l'imminenza di campagne elettorali.
Se si vuole costruire un sistema per cui - l'ho detto nel mio
intervento, l'ho detto con pacatezza - le norme che oggi si fanno
servono a sanare con coperture legislative ciò che la legge non
prevedeva e non ha coperto in questi anni, almeno lo si faccia con
il rispetto dell'Aula.
Se poi, invece, si vuole fare a prescindere da ciò, vi ricordo
che i Parlamenti funzionano a maggioranza e a minoranza: ognuno si
assume le proprie responsabilità.
Io manifesto, così come è stato riscritto il testo del Governo,
non solo dubbi, ma invito il Governo a riflettere su come debba
essere scritto, perché non vorrei che qualcuno pensasse di avere un
successino' oggi perché sarà un danno enorme domani, compresa la
delicatezza del momento in cui siamo, considerati gli aspetti che
riguardano tutto il precariato in Sicilia, la cui sorte non è
affidata soltanto alla volontà del Parlamento siciliano ma anche
alla volontà del Parlamento nazionale, che dovrebbe acconsentire a
derogare a vigenti norme dello Stato in un clima che, quando alcune
notizie giungono a mezzo stampa, non è certo positivo nei confronti
di una battaglia giusta, che è quella di riconoscere ai nostri
precari storici la possibilità di continuare a vivere con onestà
del proprio lavoro.
Pertanto, invito il Governo e in particolar modo l'assessore
Bufardeci ad un'ulteriore riflessione. Se così non fosse,
preannuncio la mia astensione sull'emendamento 1.7.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei aveva iniziato oggi la seduta
evocando le regole, convincendoci del fatto che le regole, da lei
discusse insieme all'Ufficio di Presidenza, dovevano essere
rispettate, e mi sembra che il Parlamento abbia avuto un
atteggiamento di collaborazione.
Ora, però, ci consegna un emendamento di riscrittura che non
cambia nulla, ad eccezione delle due parole finali, e cioè che
hanno prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009 .
Vorrei sapere se ci volevano tre quarti d'ora per scrivere questa
cosa Noi abbiamo aspettato con grande pazienza che venisse
riscritto un testo secondo quello che era stato il dibattito
parlamentare; invece è stato un presentato un emendamento dove non
c'è nulla di nuovo
Allora, rispetto a questo, lo ribadisco, c'è un impegno da parte
della Presidenza e del Parlamento affinché questo testo sia
blindato , non è possibile togliere o aggiungere nulla, oppure c'è
un atteggiamento da parte di taluni che decidono cosa si può fare e
cosa non si può fare?
Chi sta dirigendo questa macchina - e non si è capito ancora chi è
- lo dica
Io voglio svolgere il mio piccolo ruolo di parlamentare, che è un
novantesimo, però quel piccolo ruolo lo voglio svolgere al meglio,
così come possono svolgerlo tutti gli altri. Vorrei capire se
esiste - ritengo di no - una piccola o grande casta che decide non
so su cosa.
E' giunto in Aula un emendamento di riscrittura che riscrittura
non è.
Mi riprometto di rileggere attentamente l'intervento
dell'onorevole Cracolici sul resoconto stenografico, che mi pare
debba essere attenzionato non solo dalla Presidenza ma anche da
tutta l'Assemblea, lo ringrazio per l'onestà intellettuale che lo
contraddistingue e per l'atteggiamento che ha a favore di tutto il
Parlamento e non solo della sua parte politica. Qualche volta,
giustamente, prova una difesa ideologica e partitica, ma oggi ha
difeso tutto il Parlamento e io mi sento di ringraziarlo
personalmente come unità di questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, le faccio notare che non c'è
nessuna piccola casta e nessuna grande casta; si è svolta una
riunione con i Capigruppo e con il Governo, a seguito della quale è
stato poi presentato dal Governo l'emendamento 1.7, che riscrive il
comma 1 dell'articolo 1 e che, sostanzialmente, assorbe gli
emendamenti 1.5, 1.1 e 1.6.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, lei ricostruisce correttamente il
pomeriggio odierno, tranne che per un particolare, che in
Conferenza dei capigruppo avevamo alla fine concordato di mantenere
la formulazione esistente, cassando però l'avverbio almeno', che
non è soltanto una finezza di carattere linguistico, ma evidenzia
cose importanti.
Le unità lavorative di cui parliamo sono state impiegate per pochi
giorni nel triennio 2007-2008-2009, con difformità, ma sulla base
di decisioni di funzionari irresponsabili che, contravvenendo alla
norma, hanno forzato e hanno dato vita a queste occasioni
lavorative assumendo senza una particolare ragione. Perché se le
ragioni fossero state in qualche modo soppesate, onorevole Dina,
allora, essendoci lavoratori che da dieci anni sono mantenuti allo
stesso numero di giornate, toccava a loro avere qualche giornata in
più.
Tuttavia, oggi, con questa formulazione, ci si incarica di sanare
quella forzatura che, rispetto agli altri lavoratori della
bonifica, costituisce una iniqua disparità di trattamento.
Allora, per evitare questo, abbiamo deciso di mantenere la
formulazione, facendo però in modo che le garanzie occupazionali si
applichino per 51 giornate e non per almeno 51 giornate nel corso
del corrente anno ai lavoratori utilizzati nel 2007 e che hanno
prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009.
Se noi aggiungiamo la parola almeno è perché riconosciamo che
potrebbe essere accordata qualche giornata in più; ma se ci fosse
questa esigenza, allora è condivisibile l'emendamento da me
presentato con gli onorevoli Minardo, Ragusa e Di Giacomo per un
aumento di giornate lavorative nei confronti di quei lavoratori
che, senza sforare rispetto alle previsioni di bilancio, possono
essere equamente coinvolti ed utilizzati nei progetti di
manutenzione, anche perché si tratta di lavoratori che lavorano in
queste condizioni da dieci anni e non da tre anni a poche giornate.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ricostruzione
fatta dal collega Leontini nell'individuare le varie fattispecie di
lavoratori precari che operano all'interno dei consorzi di bonifica
presenta qualche falla, anche perché manca forse una ricostruzione
storica degli ultimi anni, quando non era più assessore, perché
quando era assessore aveva più chiara la realtà.
I lavoratori utilizzati negli ultimi tre anni non sono mai andati
in conflitto con la possibilità di estendere, di aumentare le
garanzie occupazionali di chi già le aveva.
Si tratta di lavori diversi a cui gli stessi si sono dedicati, si
tratta di perizie molto spesso fatte con fondi non di bilancio
regionale ma del bilancio dei comuni che, in qualche caso, si sono
avvalsi anche di finanziamenti extraregionali, mettendo in moto un
meccanismo di utilizzo interno di personale con fondi che i
consorzi gestivano, fermo restando quella platea di personale che
aveva acquisito un diritto di giornate che, stiamo attenti, non era
bloccato ai 51 giorni ma, compatibilmente con le risorse
finanziarie esistenti, poteva andare avanti aumentando il numero di
giornate lavorative che poteva svolgere.
Per questi lavoratori non stiamo chiedendo un trattamento di
privilegio, stiamo cercando di immetterli nell'ambito delle
garanzie, di dare una prospettiva, ma compatibilmente con il
bilancio e compatibilmente con l'importanza dei lavori che vanno a
svolgersi nell'attività irrigua ed anche nelle perizie di
miglioramento complessivo. Tanto è vero che l'articolo 2 è stato
giustamente contestato nella formulazione, perché così come era
stato introdotto sembrava volere stravolgere tutto - e condivido le
perplessità dell'onorevole Mancuso e dell'onorevole Beninati - come
se volessimo intervenire sulle norme degli appalti modificandole
sic et simpliciter con una norma che voleva avere una valenza
specifica di settore. Sicuramente quella norma era scritta male,
però mirava a voler dire che nei consorzi di bonifica, per quelle
fattispecie dove c'è l'obbligo di ricorrere all'esterno, si poteva
derogare con la possibilità di andare all'economia diretta, anche
per somme superiori, consentendo di mettere in circuito tutti i
lavoratori del consorzio, consentendo a tutti di crescere nelle
fasce delle garanzie occupazionali, ma senza vincoli.
Scrivere almeno 51 , non impone che devono farne di più, ma
rientra in un circuito complessivo dove, se ce ne sarà bisogno,
potranno essere utilizzati per giornate anche superiori alle 51, ma
come tutti gli altri lavoratori che in atto hanno quelle garanzie
occupazionali, che non sono vincolanti.
Se ci sono le risorse e le esigenze progettuali di interventi
conducenti al buon andamento del consorzio che deve guardare
all'obiettivo principale, che è l'attività irrigua, tutti potranno
accedere ad un aumento di giornate. Se diciamo che solo questi si
devono fermare a 51 giornate, stiamo creando una ulteriore
disparità, per un verso reinserendoli nel circuito delle garanzie,
e per un altro vincolandoli ad un periodo che non giova a nessuno.
Ritengo che il buon senso dovrebbe portarci a non accanirci
sull'avverbio almeno , che sicuramente non obbliga il consorzio ad
aumentare ma dà semplicemente una facoltà e una opportunità a
questi lavoratori come a quegli altri che già operano dentro le
garanzie occupazionali.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo avere
attentamente ascoltato chi mi ha preceduto, mi sorge un dubbio: che
non si voglia affrontare, in maniera organica, compiuta,
soprattutto concreta, la tanto agognata risistemazione di un
comparto, che è quello dei consorzi di bonifica, al di là delle
sconcezze di cui qualche collega che mi ha preceduto ha parlato
ergendosi, a mio avviso, a tribuno o, forse tardivamente, di
presunte - ripeto - nefandezze che sarebbero state fatte in passato
da cattive amministrazioni, che avrebbero forse abusato nelle
assunzioni.
Mi viene, quindi, questo grave dubbio ed è un dubbio che deve
interessare ognuno dei parlamentari, piccola, sparuta
rappresentanza parlamentare che, purtroppo, continua sempre meno a
frequentare quest'Aula. Qui non è, a mio avviso, signor Presidente,
onorevoli colleghi, solo ed esclusivamente una battaglia di
clientela, nel senso nobile del termine, e quindi cercare di dare
speranza a chi ha lavorato onestamente negli ultimi anni.
Nell'esame attento di questo disegno di legge, e quindi degli
emendamenti che ne fanno parte, bisognerebbe partire, non si può
assolutamente prescindere da una necessità, dal rendersi conto che
noi ci troviamo in Sicilia, ci troviamo in una terra che ha bisogno
di sistemare, una volta per tutte, la problematica dei consorzi di
bonifica, perché basta farsi un giro dei consorzi siciliani per
capire e verificare quali sono le proteste in questi giorni. Mi
riferisco alla provincia di Catania, ai proprietari terrieri che
chiedono acqua, che chiedono assistenza, che chiedono materiale,
che chiedono tutto quello che dovrebbe essere loro diritto e nostro
dovere fornirgli.
E, quindi, mi dispiace che parlamentari attenti, come il
presidente della Commissione Territorio e ambiente , onorevole
Mancuso, sia così attento alla riscrittura, anche perché, se di
riscrittura si parla, quand'anche si trattasse di una virgola
aggiunta in più o in meno, sempre riscrittura è.
Così come ritengo sia importante quanto ha detto l'onorevole Dina.
Come si fa a parlare di rilancio, di riorganizzazione, di
rispalmatura del personale cercando di impiegarlo in maniera
compiuta e finalizzata al funzionamento di consorzi che hanno
rappresentato negli ultimi anni un grave neo all'interno della
nostra Amministrazione regionale? Come si fa a dire che saranno
cinquantuno e non quarantanove o settantaquattro, anche perché, se
parliamo di riscrittura, onorevole Cracolici, lei lo considererà un
inutile orpello o aria fritta per dire a pane e salame .
Ma quando l'emendamento comincia Per sopperire alle esigenze
determinatesi in conseguenza delle calamità naturali verificatesi
nel periodo 2009-2010 ed allo scopo di realizzare interventi e/o
lavori di manutenzione ed ammodernamento delle reti irrigue
collettive , se noi volessimo realmente andare incontro a quella
volontà che dovrebbe spingere tutti noi, prima di decidere come
votare su questo emendamento, dovremmo pensare - al di là della
necessità o della giustezza, perché ho anche sentito parlare di
equità e iniquità - che è assurdo cristallizzare in cinquantuno
giorni, togliendo quella che potrebbe essere, onorevole Cracolici
l'esigenza di lavorare cinquantadue o cinquantatre giorni.
Piuttosto che pensare sempre al male o partire da analisi
dietrologiche che rappresentano il fallimento degli ultimi anni
riportando oggi, in maniera alquanto tardiva, le presunte sconcezze
- perché io non mi sento né giudice né arbitro di un passato che
non mi appartiene - messe in campo da coloro i quali avrebbero
abusato in queste assunzioni, la determinazione di un Parlamento
cosciente, responsabile ed equo, questo sì, onorevoli colleghi,
dovrebbe portarci non a lasciare quella famosa clausola di
salvaguardia almeno , che sarebbe un'apertura verso un
indiscriminato ricorso a una forza lavoro che non serve, perché
altrimenti saremmo criminali nel perpetuare quanto è stato fatto in
questi anni.
Ma se noi vogliamo realmente finirla con le porcherie, siccome il
pregiudizio è già una condanna a priori senza avere realmente
verificato l'esigenza che ci può essere nelle campagne siciliane,
io ritengo criminale - e mi ricorda un po' un'amnistia con la
castrazione chimica - un Parlamento che agisce in questo modo. Sì,
perché un'amnistia con la castrazione chimica è quando un soggetto
usufruisce di un premio, di uno sconto, ma uscendo dal carcere però
lo castrano chimicamente; quindi poi alla fine, tra il dare e
l'avere, non ha avuto niente.
La cosa importante, e concludo, è quella che la determinazione
ripeto di questo Parlamento fuori dal preconcetto, fuori dal
pregiudizio, è assurdo che si soffermi nella cristallizzazione di
cinquantuno giornate che potrebbero - e il condizionale è d'obbligo
- essere insufficienti per svolgere un regolare lavoro all'interno
di un mondo che è stato in questi anni contrassegnato
dall'irregolarità, dall'illegittimità, dal disordine e
dall'approssimazione.
E allora, onorevole Cracolici, mi rivolgo idealmente a lei, non è
blasfemo, non è peregrino, non è reato lasciare almeno all'interno
di quest'emendamento, ritengo che sia responsabilmente proiettato
verso una visione dinamica moderna e finalmente funzionale di quei
tanto vituperati consorzi.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità non
volevo prendere la parola, anche perché sono convinto che essendo i
miei primi mesi qui l'esperienza è maestra di vita, ma mi ricordo,
l'ha detto l'onorevole Cracolici, che almeno una volta potevamo
fare il caporale di giornata.
La storia di questi lavoratori è particolarmente articolata, non
c'è dubbio che tanti altri lavoratori precari meritano l'attenzione
di quest'Aula, del Governo e soprattutto di ognuno di noi che nella
vita quotidiana vede quali sono i problemi e le problematiche di
questa gente. Ma siccome non riesco mai a risolvere più di una
cosa, almeno cerco di risolvere una cosa per volta.
Oggi a quest'Aula si sta presentando l'opportunità di intervenire
in un piccolo capitolo, in un settore grande che è in crisi,
laddove nella piana di Catania non si sta irrigando perché non solo
c'è stata l'agitazione di questi operai, ma c'è stata soprattutto
una, non dico disattenzione, ma una non tempestività nel potere
svolgere il lavoro, vista la crisi economica e la difficoltà in
tutti i settori, e nel settore agricolo in modo particolare.
Pertanto, dico all'onorevole Cracolici, che tante volte ho
apprezzato nelle sue esposizioni, che sicuramente i rilievi fatti
dal punto di vista normativo mi hanno convinto, sono reali.
Però, per questa volta, visto che stiamo affrontando un problema
esistenziale per una categoria di lavoratori, un problema che può,
in qualche maniera, venire incontro all'esigenza di un territorio
vasto, visto che stiamo per l'ennesima volta discutendo
sull'avverbio almeno', vorrei dire che all'inizio, quando furono
formulati gli emendamenti, la parola almeno' l'ho suggerita io,
immodestamente e sommessamente, e questo almeno' non è sicuramente
una condizione imperativa per condizionare l'iter occupazionale di
questa gente.
Tra l'altro, voglio sottolineare all'onorevole Leontini che tutti
questi lavoratori non lavoravano per qualche giorno, perché
parliamo di centouno giorni e centocinquanta giorni, solo qualcuno
ha lavorato per cinquantuno giorni. Per cui, lo sforzo che stanno
facendo l'Aula e il Governo nel proporre questa riscrittura con
almeno' non modifica granché l'atteggiamento dell'Aula
precedentemente esposto.
Io ricordo che quando ero piccolo mio nonno mi diceva: almeno
lascia libera la speranza'. Ecco questo almeno' è la speranza che
questi lavoratori possano - entro i limiti di bilancio e le
condizioni di spesa favorevoli - aggiungere qualche altra giornata.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
semplicemente rafforzare il concetto che ha espresso l'onorevole
Dina, che rappresenta appieno il mio punto di vista in merito al
provvedimento che il Governo ci sottopone con questa riscrittura.
Credo sia doveroso da parte nostra, alla luce dell'impegno che
abbiamo assunto, sia come parlamentari ma anche il Governo, di
valutare alcune categorie di lavoratori che non sono state
ricomprese all'interno di quella che era la manovra finanziaria
dove, per espressa indicazione del Governo, si era parlato in
maniera esplicita di due comparti, due grossi comparti di
lavoratori che erano rimasti fuori da quella trattazione.
Ricordo perfettamente le parole del Presidente Lombardo, che
stasera abbiamo il piacere di avere qui in Aula, le dichiarazioni
che si impegnavano a valutare in maniera concreta la problematica
che riguardava queste persone, che sono appunto i lavoratori dei
consorzi di bonifica.
Però, rispetto a quegli impegni assunti, ancora una volta ci sono
degli elementi che non mi sono chiari. Rifacendomi alle parole di
questa Presidenza, che poc'anzi ha richiamato quattro elementi
fondamentali in base ai quali ci si è determinati sulla opportunità
di non accettare altri emendamenti che esulassero la materia
strettamente legata ai consorzi di bonifica, devo invece
puntualizzare alcune mie considerazioni.
Per quel che riguarda la compatibilità legislativa delle norme che
erano state presentate, ritengo che molte di queste non avessero
questo tipo di problema, così come la copertura finanziaria che,
per la stragrande maggioranza e per quello che mi è stato dato modo
di vedere, non era necessaria; né tanto meno per quello che
riguardava la coerenza rispetto al testo.
Ed è proprio su questo che vorrei spendere qualche parola.
La prima norma, su cui stiamo lungamente dibattendo, riguarda
materia che afferisce strettamente al lavoro. Infatti stiamo
parlando non di riordino di un comparto ma dei lavoratori, che io
sostengo, e credo sia giusto far inserire all'interno di questa
norma perché è giusto dare a questa gente anche una continuità
lavorativa. Però, dall'altra parte, non mi spiego la ragione per
cui altri tipi di lavoratori che oggi, invece, non sono argomento
di discussione siano stati assolutamente messi da parte.
Chiedo alla Presidenza di ribadire l'impegno che aveva assunto, e
lo chiedo in presenza del Governo, perché mi auguro che venga
calendarizzata al più presto una norma che possa avere quanto meno
la possibilità di essere discussa in Aula prima della conclusione
della sessione estiva.
Chiedo alla Presidenza che ci dia la possibilità di
calendarizzare, alla prima Conferenza dei capigruppo utile, un
disegno di legge che venga esitato dalla quinta Commissione e che
abbia ad oggetto tutta una serie di lavoratori.
Stasera, io ho sentito più volte ripetere il termine
ingiustizia'; ebbene, credo che sia una ingiustizia che stiamo
consumando, a fronte dei lavoratori dei consorzi di bonifica che
giustamente rivendicano la possibilità di lavorare per le ragioni
che anche poc'anzi l'onorevole Arena ribadiva, in quanto possono
venire incontro a delle necessità che sono legate a dei problemi di
cui ha parlato prima.
Pertanto, non è solo un problema occupazionale, ma sicuramente
viene incontro ad una esigenza che è della Sicilia tutta;
dall'altro, però ritengo che ci siano anche dei lavoratori che,
ripeto, ingiustamente sono stati messi da parte: mi riferisco a due
categorie che sono state oggetto della finanziaria e che sono il
personale della Spe e del CIAPI.
Noi abbiamo approvato in finanziaria l'articolo 52 che riguarda il
personale dell'ex emergenza Palermo, ossia i PIP Palermo, i quali
avevano a compendio due emendamenti che sono stati messi, per così
dire, in stand by, perchè sarebbero stati oggetto di una
trattazione successiva in Aula, la prima utile. Ebbene, questo oggi
non sta avvenendo.
Io oggi sono assolutamente favorevole a che questo disegno di
legge sia approvato celermente per dare tranquillità a questi
lavoratori e soprattutto continuità lavorativa e chiedo fortemente
a questa Presidenza e a questo Governo di discutere - poi l'esito
dell'Aula lo vedremo - la problematica di una serie di comparti
lavorativi che ingiustamente sono stati trascurati.
Non è pensabile che ci si possa occupare di un comparto di
lavoratori e di altri no Siamo assolutamente in presenza di
situazioni uguali, quindi sull'ingiustizia io direi di stare molto
attenti, perché una ingiustizia stasera la stiamo commettendo.
Rispetto a ciò, chiedo quindi che la Presidenza si esprima.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, lei sa bene che questa è materia di
Conferenza di capigruppo alla presenza del Governo e rispetto al
ruolo che svolge questa Presidenza.
Quindi, è ovvio che discuteremo anche di questi problemi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, ho espletato il compito che lei mi ha
dato di rileggere l'emendamento 1.7 in quanto lei sosteneva che era
una riscrittura del comma 1 e degli emendamenti 1.5, 1.1 e 1.2.
PRESIDENTE. Non ho detto questo, onorevole Mancuso, ho detto e le
ripeto che se realmente l'1.7 è la riscrittura del comma 1
dell'articolo 1, comunque di fatto determina il superamento
dell'emendamento 1.5, dell'1.1 (prima parte), dell'1.1 (seconda
parte), dell'1.6 e dell'A1.
MANCUSO. Signor Presidente, siccome siamo in una fase costruttiva,
mi deve dare la possibilità, vista la mia limitata scolarità mi ha
permesso di apprezzare quanto detto dall'onorevole Arena. Però
domani lo leggerò nel resoconto stenografico perché non sono
riuscito ad assimilare quanto era utile per il prosieguo dei
lavori.
E voglio essere più chiaro senza nessuna ipocrisia in modo che
anche chi ci ascolta fuori da questa Aula si renda conto di quello
che stiamo dicendo. Non vado fuori dal tema che è all'ordine dei
lavori.
In Commissione Bilancio, ai commissari e ai deputati che hanno
partecipato a quella Commissione è stata data per la prima volta -
io frequento questo Parlamento da circa nove anni - una tabella
dalla Direzione generale, personale autorizzato' e personale non
autorizzato'.
Quindi, la Direzione generale di un Dipartimento metteva a
conoscenza del Parlamento e dei deputati che c'era un'importante e
numerica, sotto il profilo della autorizzazione, presenza di
soggetti che usufruivano delle norme di cui stiamo parlando. Nello
stesso tempo, c'è un'altra importante e numerica presenza di
personale che invece, non autorizzato, dovrebbe usufruire di queste
norme.
La responsabilità di ogni padre di famiglia, perché se parliamo di
padri di famiglia ci troviamo tutti d'accordo e io vorrei
richiamare l'onorevole Arena al buon senso dei padri di famiglia e
non a questo attacco indiscriminato a quasi tutti i parlamentari,
perché il buon senso del buon padre di famiglia, onorevole Arena,
ci permette di rimanere in Aula, anche se all'opposizione, in
quanto la responsabilità del buon padre di famiglia non mette sotto
il profilo politico questa norma, questa legge e anche il suo
atteggiamento nei nostri confronti, perché se dovessimo misurare
l'atteggiamento dell'onorevole Arena nei confronti dei suoi
colleghi, dovremmo fare un altro tipo di azione parlamentare, dove
piuttosto che la sparuta minoranza di parlamentari a cui si
riferisce, mi pare che lei rimarrà solo questa sera.
Siccome siamo buoni padri di famiglia e riteniamo che queste norme
sono nell'indirizzo e nell'interesse dei padri di famiglia, stiamo
mettendo da parte tutto quello che riguarda la politica, tutto
quello che può riguardare il contrasto in questo Parlamento.
Solo questo ci spinge a stare qua dentro, non altro. Lei, se
vuole, poi venga qui e ci aiuti ancora
ARENA. Tu appartieni a coloro che non vogliono fare questa legge.
Tu sei tra coloro che vogliono rovinare questa Terra
MANCUSO. Solo lo spirito di collaborazione ad un disegno di legge
che guarda ad una situazione di precariato difficile.
Per quanto mi riguarda fino alla fine resterò in Aula per aiutare
un percorso che salvi una situazione diventata incresciosa e spero
che questo atteggiamento consapevole non venga strumentalizzato
ancora una volta da altri parlamentari, da questo scranno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole Assessore, mi segua perché
il mio vuole essere un contributo alla riscrittura, che forse
potrebbe dare una maggiore chiarezza anche a chi lo legge.
Allora, siccome credo, da quello che ho capito ormai, il mio
intervento è a supporto di questa norma, altrimenti - come ha detto
l'onorevole Mancuso - non saremmo stati neanche qui a parlarne.
Le suggerisco di valutare l'opportunità, intanto sinceramente,
Assessore, non capisco cosa sono le reti scolanti.
CRACOLICI. Le reti ISAI.
BENINATI. Io non so cosa è questa parola perché i consorzi di
bonifica gestiscono le reti irrigue, i tubi e certamente le reti
scolanti possono essere nei terreni. Non so se questa parola è
corretta o meno. Lo verifichi con i suoi uffici se è opportuno
correggerla, perché non so cosa sia, non la conosco. Poi dovremmo
aggiungere di consorzi', in quanto gestite dai consorzi perché
queste opere non sono dei consorzi, sono gestite dai consorzi come
era scritto meglio nel suo emendamento.
Il suo emendamento diceva gestiti dai consorzi'. Quindi secondo
me va corretto con gestito dai consorzi' perché i consorzi
gestiscono e, se lo ritiene, la riformulazione la farei totalmente
al contrario. Cambiare totalmente l'impostazione, perché alla fine
cosa si vuole fare? Quella legge che abbiamo approvato a dicembre
la si vuole estendere anche a quelle figure 2007, 2008 e 2009, per
che cosa? Per far fare le cinquantuno giornate almeno, questa è una
scelta sua, ma comunque proprio per sopperire alle esigenze dei
fenomeni di conseguenza.
Quindi, la imposterei totalmente al contrario, e la scriverei così
Le garanzie occupazionali autorizzate per l'anno 2010 con le
disposizioni di legge a favore dei soggetti di cui all'articolo
eccetera, eccetera, nei limiti degli stanziamenti di bilancio che
si applicano per almeno cinquantuno giornate anche ai lavoratori
utilizzati nel 2007 e che hanno prestato attività nel 2008 e
2009 per che cosa? Per sopperire alle esigenze determinatesi
E' una valutazione, se lei vuole accoglierla, bene. Comunque il
termine reti scolanti' non so se è giusto, non la conosco, non so
che cosa sia, ma certamente le parole nei consorzi' vanno corrette
in gestiti dai consorzi'.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, desidero dire ai colleghi che sono intervenuti, da
ultimo all'onorevole Beninati, che abbiamo fatto questa Conferenza
dei capigruppo per tentare di trovare una sintesi. E credo che il
Governo abbia dimostrato ogni volontà per cercare di semplificare
il testo e portarlo ad una rapida approvazione.
Il Governo ha detto e lo ripete che, al di là di qualunque
questione, ritira l'emendamento all'articolo 2 e quindi decade
l'articolo 2. Ha detto che darà parere favorevole all'emendamento
1.3 che sopprime il comma 2. Esprimerà, invece, un parere contrario
sull'emendamento aggiuntivo A1 perché sarebbe una estensione
assoluta a tutti che comporterebbe dei problemi di tenuta
finanziaria, in quel caso il dato è oggettivo in quanto il numero
sarebbe presso che imprecisato e imprevedibile. Ma nella
riscrittura - ricordo a me stesso - che nel corso della Conferenza
vi erano delle divergenze, vi era la posizione di chi riteneva
l'avverbio almeno' una possibilità di ampliare le giornate
lavorative a fronte di alcune circostanze particolari e di alcune
necessità; vi era la posizione dell'onorevole Cracolici, ad
esempio, che era contrario; in quella riscrittura il Governo ha
inserito l'avverbio almeno' nella convinzione che questo avverbio,
condizionato dai limiti degli stanziamenti di bilancio,
condizionato dalle norme, da ultimo della finanziaria, che
impongono al dirigente di non potere fare nuove assunzioni, dalle
condizioni più complessive in ordine alle quali stiamo lavorando
perché da una ricognizione oggi sappiamo quello che è il debito del
mondo dei consorzi, stiamo operando una serie di circolari di
assegnazioni che diventano sempre più stringenti e nei confronti
delle quali sempre meno vi potrà essere la possibilità di ampliare,
di allargare e di andare a pie'di lista che è costato alla Regione,
ad oggi, circa 120 milioni.
Voleva, quindi, essere - e vuole essere - questo almeno' la
teorica possibilità, evidentemente per ragioni oggettive, per
ragioni specifiche connesse alla siccità da un canto, alle frane
dall'altro, ai livelli calamitosi ancora, alla situazione più
complessiva, di potere fare svolgere, eventualmente che ne
sussistessero o venissero a verificarsi situazioni particolari,
qualche giornata in più, e giammai - e credo che lo sappiano i
lavoratori interessati - che il passare dal numero di giornate ben
maggiori di quelle che hanno fatto nell'ultimo periodo rispetto
alle 51 sia già un significativo modo di dire in maniera molto
netta e chiara non si può fare finta di nulla, non si può
privilegiare un soggetto fuori garanzia rispetto ai soggetti che,
invece, rientrano nelle norme.
Quindi mi permetto, proprio per la snellezza dei lavori che ci
hanno impegnato già per più sedute, che hanno impegnato le
Commissioni, che hanno impegnato questo Parlamento e che hanno già
visto, questa è la terza seduta specifica, una venne rinviata per
un presunto ritardo, nonostante il Governo avesse comunicato che
l'assessore di riferimento era in arrivo; l'altro ieri l'abbiamo
differita perché, giustamente, occorreva il termine per gli
emendamenti; alla fine oggi siamo ad uno sparuto numero di
emendamenti e si sostanzia questo disegno di legge soltanto in
questo primo comma dell'articolo 1, perché poi c'è soltanto la
parte che riguarda la provvista finanziaria che è stata anch'essa
oggetto di approfondimento e di rassicurazione. Quindi siamo
veramente ad una norma che se noi vogliamo nell'arco di tre minuti
abbiamo definito e votato.
Credo che possa essere ritenuto credibile il Governo ed il
Dipartimento che riceverà ulteriore nota assolutamente cogente che
non potrà assegnare risorse se non nell'ambito di queste giornate e
che le eventuali ulteriori giornate, se dovessero intervenire,
sarebbero dovute esclusivamente a fatti importanti, a fatti
oggettivi e non ad un ulteriore sbracamento come quello che è
intervenuto e mai per dare eventualmente garanzie a chi in questo
momento non le ha rispetto ad altri soggetti che sono ormai
istituzionalizzati con le famose 51, 101 o 151 giornate.
Credo, quindi, di poter appellarmi a questa Aula, perché ormai
sono ben oltre quattro ore che siamo qui a discutere di questo
testo. Sappiamo anche quanta attesa occupazionale e, se mi
permettete, non soltanto sociale, ma anche umana, vi è attorno a
questo articolo di legge per il quale credo che potere liberare
quest'Aula dando questo segnale che, comunque, considero di
speranza, in un quadro che poi quest'Aula potrà andare a rivisitare
quanto prima, a partire dalla settimana prossima con norme che
riguarderanno il mondo del precariato ed altro, sia un buon
segnale, sia una buona cosa per concludere questa annosa vicenda
che, ricordo, è stata già trattata nel corso della famosa notte del
30 aprile che giunse fino alla mattina dell'1 maggio.
Quindi mi permetto di dire, signor Presidente, che al di là della
formulazione di questa riscrittura che vuole l'onorevole Beninati
invertendo i concetti, la sostanza non cambia. Dico a precisazione
che reti scolanti sono proprio le reti di bonifica, quelli del
deflusso superficiale; si chiamano reti di bonifica o reti scolanti
e sono questo.
Al di là, quindi, della inversione letterale del testo la sostanza
è questa
Con questa sostanza, solo con quello spirito e con l'impegno che
le direttive che saranno assegnate ai consorzi saranno quanto più
rigorose ed altrettanto saranno i controlli, perché non ci siano
giornate in più se non assolutamente indispensabili al
completamento di lavori indifferibili ed urgenti, io credo che
questa decisione, con l'anticipato impegno del Governo, di
sopprimere l'articolo 2, dandovi parere contrario e quindi di
mantenere il comma 2 dell'articolo 1, possa essere una sintesi
virtuosa che chiude questa pagina e rinvia la materia più
complessiva a mercoledì prossimo per quanto riguarda la nostra
grande piaga sociale del precariato.
Pertanto, signor Presidente, chiedo di andare avanti votando
intanto l'articolo 1, il che ha una serie di conseguenze perché
farebbe superare l'esame di alcuni emendamenti e potremmo andare
direttamente alla conclusione di tutto l'articolato.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, desidera intervenire ancora?
RAGUSA. Rinuncio.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dagli
onorevoli Cracolici, Di Benedetto ed altri il subemendamento 1.7.1
all'emendamento 1.7:
«Dopo le parole si applicano per' sopprimere la parola almeno'».
Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo facendo
diventare questa discussione molto antipatica perché si sta
costruendo attorno all'avverbio la questione, la sostanza di questa
legge, che invece non è l'avverbio almeno né il più né il forse.
Questo è un disegno di legge che cerca di sanare una questione in
nome di ragioni sociali, dopo di che, vorrei ricordare
all'Assessore, che nei limiti dello stanziamento di bilancio è
una affermazione che, per quanto riguarda i consorzi di bonifica,
praticamente non vuol dire nulla. Aggiungo, carissimo Assessore,
che per la copertura finanziaria che prevediamo per questa norma,
visto e considerato che si è detto che le persone interessate
dovrebbero essere circa 260, 270 complessivamente, vorrei fare
quattro conti: il costo di una giornata di lavoro per una persona
mediamente oscilla tra gli 80 e gli 85 euro. Faccia una
moltiplicazione, Assessore, e vedrà che unmilioneottocento mila
euro è già ben oltre le 51 giornate per le persone che andiamo a
prorogare. Dopo di che, io credo che tutto si può fare e tutto si
può decidere, ma sempre senza carte truccate. Glielo faccio io il
conto, Assessore: costano circa 1 milione e 50 mila euro.
DINA. Il capitolo è comprensivo di tutti gli altri.
CRACOLICI. Degli altri chi? Le leggi di bilancio non sono...c'è un
milione e 800 mila per questa norma.
DINA. Non è così.
CRACOLICI. Come non è così , allora la norma non è coperta.
Io credo che il concetto di almeno' è un concetto di arbitrarietà
che si introduce e di assoluta incertezza che rende incerta la
legge, aggiungo nel rispetto del diritto al lavoro di chiunque;
però il diritto al lavoro non può diventare un privilegio per
alcuni e per altri no, ripeto.
Ci sono lavoratori in garanzia occupazionale che hanno un numero
di giornate lavorative che da anni è lo stesso, quindi non possiamo
introdurre un principio che per alcuni c'è almeno e per altri è
fisso. O si introduce un principio che stabilisce da questo punto
di vista equità, ecco il senso della parola almeno' da togliere.
Per intenderci, Assessore, io non sono tra quelli che se
dovessimo togliere la parola almeno' pensano di avere risolto il
problema Come è noto, il numero di giornate non dipende né
dall'avverbio almeno' né dall'autorizzazione di questo Parlamento.
Il numero di giornate, ad oggi, è stato stabilito sulla base della
negoziazione consorzio per consorzio e continuerà ad essere
stabilito su questo, per essere chiari.
Quindi, qui stiamo semplicemente autorizzando l'arbitrio con
l'avverbio almeno'.
Allora, siccome ognuno si deve assumere le proprie responsabilità,
a cominciare dai commissari dei consorzi, almeno fissiamo un
paletto. E il paletto è che c'è una copertura, le garanzie
occupazionali sono in forza di una norma; dopo di che ognuno, se
vuole continuare a fare quello che hanno fatto i suoi predecessori
si accomodi pure, tanto in questa Regione nessuno risponde mai di
nulla. Infatti, se oggi siamo in questa situazione e se abbiamo
circa 270 persone che lavorano nei consorzi di bonifica, pur con
tanta gente che fa con onestà e con sacrificio il proprio lavoro e
domani avremo mezza Sicilia che protesta perché siamo al mese di
giugno, a metà giugno, e non è iniziata la campagna irrigua in
tantissimi comuni, in tantissimi territori della Sicilia, dopo di
che forse dobbiamo aspettare solo le piogge per dare l'acqua nelle
nostre campagne, è inutile che facciamo grandi discussioni.
Io credo che la questione dell'avverbio almeno' si pone nel senso
che bisogna sopprimerlo per dare certezza alla generalità ed
astrattezza della norma. Ecco perché inviterei il Governo a
valutare positivamente la soluzione che ho proposto perché credo
che con questa soluzione, proposta da me e dai colleghi che insieme
a me hanno firmato l'emendamento, non significa che non ci
potrebbero essere ulteriori giornate in nome delle cosiddette
perizie di variante, significa che le garanzie occupazionali
riconosciute a quei lavoratori per gli anni 2007, 2008 e 2009 sono
per 51 giornate.
Per il resto, come hanno fatto nel 2007, nel 2008 e nel 2009,
forse potranno fare anche nel 2010. Per essere chiari, di cosa
stiamo parlando? Quindi togliere l'almeno ridà certezza, secondo
me, alla norma e inviterei il Governo a tenerne conto.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, capisco che c'è anche un po' di noia,
ma su questo argomento ci possiamo cimentare. Io apprendo dalla
stampa che il nostro Presidente Lombardo va a Roma per cercare di
non sforare il patto di stabilità, che è cosa importante perché
riguarda il mondo del lavoro, ed in particolare il mondo dei
precari.
Comprendo e apprezzo lo sforzo dell'assessore Bufardeci perché ha
capito perfettamente il dramma di questi lavoratori che alla fine
andranno a fare solo 51 giornate - stiamo parlando di 51 giornate -
e vorrei spiegare per la mia esperienza all'amico Leontini, al
capogruppo Cracolici che l'avverbio almeno' vuol dire 51, perché
servono 51 giornate per avere poi la disoccupazione, perché se non
fanno 51 giornate non possono avere il diritto alla disoccupazione.
Pertanto mi pare proprio un discorso di lana caprina parlando non
di 5100 giornate, ma di 51 giornate che sono oggi da un punto di
vista economico 4.500 euro dati a ciascuna famiglia. Spiegatemi
cosa farà questa famiglia con 51 giornate lavorative.
E' da tre ore che parliamo per approvare 51 giornate. Allora,
votiamo e basta, ma con almeno 51 giornate perché così le
garantiamo a questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per ribadire
quanto già detto ma per dare un chiarimento sotto il profilo
finanziario anche al collega Cracolici, al quale forse sfugge il
percorso di questa norma. La norma era stata già apprezzata in
Commissione Bilancio nell'esame della legge finanziaria; lo
stanziamento che considera tutta l'attività dei consorzi, i
duemilioniottocentomila euro, riguarda la fattispecie del personale
di tutti i consorzi, è omnicomprensivo, comprendeva anche questi
lavoratori perché la norma era all'interno della finanziaria
CRACOLICI. Ma che dici?
DINA. ed è una norma che, poi, è stata espunta dal Presidente
dell'Assemblea, dentro quella copertura, a seguito di un incontro
con i funzionari, era stata prevista la somma che, in atto, copre
anche questa platea.
Per cui, lo stanziamento non è solo per questa platea ma è
relativo alla platea complessiva del personale dei consorzi,
quindi, questo è l'aspetto finanziario su cui vorrei rassicurare
l'onorevole Cracolici.
GIANNI. Chiariamo questo passaggio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Colianni, la invito a
tenere un comportamento più consono e rispettoso di questo luogo.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, però stia calmo e se si siede è anche meglio. Così
continuiamo con calma la discussione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche
collega, qui, intervenendo ha fatto cenno
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, mi fa la cortesia di sedersi?
Prego onorevole Di Benedetto.
DI BENEDETTO. Dicevo che qualche collega, prima, intervenendo ha
fatto cenno al percorso storico di questi lavoratori e ha parlato
delle responsabilità di qualche funzionario preposto che, negli
anni passati, ha fatto le assunzioni.
Ciò resta un'enunciazione di principio perché i funzionari
responsabili che legittimamente hanno fatto le assunzioni rimangono
al loro posto e rimangono a percepire il proprio stipendio e ad
esercitare le funzioni dirigenziali.
Il problema che, oggi, si pone è quello di fare una norma che dia
ai lavoratori una garanzia, perché caricare la responsabilità sul
funzionario responsabile non risolve alcun problema.
Oggi, abbiamo il problema di portare e di votare una norma che dia
serenità ai lavoratori e dia anche funzionalità ai consorzi.
Allora, il problema qual è? Fare in modo che questa norma passi e
se per fare ciò occorre togliere almeno', credo sia il male
minore, da questo punto di vista. I lavoratori togliendo almeno'
avrebbero comunque le garanzie occupazionali per 51 giornate,
perché si dice che le garanzie siano per 51 giornate, non è vietato
che facciano più giornate delle 51, solo che le garanzie si
limitano a 51, poi possono fare 70, 80, 100 giornate, in dipendenza
delle perizie, senza avere per le giornate in più le garanzie
occupazionali.
Quindi, da questo punto di vista, non avrebbe una situazione di
privilegio rispetto già ad altri lavoratori che lavorano da tempo
all'interno dei consorzi.
Ma, soprattutto, parlare di almeno', ci pone anche a rischio dal
punto di vista della copertura finanziaria, perché stanziamo un
capitolo che è capiente per 51 giornate, ma rischia di non esserlo
per più giornate.
A noi non interessa fare demagogia, interessa che una legge sia
approvata, non solo qui, ma anche dal Commissario dello Stato.
Quindi, il limitare a 51 dà certezza delle risorse e consente che
la norma non venga impugnata perché l'indeterminatezza delle
garanzie occupazionali rischierebbe di non avere sufficiente
copertura della stessa legge.
Credo che per i lavoratori sia sufficiente, intanto, che per il
2010 si abbia questo tipo di garanzia, che dia certezza e sicurezza
e metta tutti i lavoratori del consorzio in uguali condizioni di
garanzie. Poi, quando discuteremo del 2011, vedremo come mettere in
piedi forme che equiparano i lavoratori che hanno lavorato
precedentemente al 2007 e quelli che hanno lavorato nel 2007, 2008
e 2009.
Ma, intanto, credo che così, togliendo almeno' si possa votare
una norma, spero e mi auguro, all'unanimità all'interno dell'Aula.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiate pietà di
noi, ma ve lo dico sul serio, perché un Parlamento che sta a
discutere tre ore tenendo i deputati inchiodati ai banchi a
discutere di un avverbio, lo ritengo un'offesa - abbiate pazienza -
per i colleghi che, magari, sono meno interessati dei palermitani,
dei catanesi, dei ragusani e quant'altro.
Allora, siccome stiamo parlando di dipendenti che hanno diritto al
lavoro, penso, onorevole Assessore, che la cosa più elementare,
invece di discutere di un avverbio, sarebbe stata quella di dire
che i lavoratori che hanno prestato servizio negli anni 2007, nel
2008 e nel 2009 sono equiparati a tutti gli altri cinquantunisti
che hanno lavorato precedentemente. Avremo messo tutti alla stessa
stregua e, poi, sarebbero state le dirigenze periferiche a
stabilire quello che c'è da stabilire, nel momento giusto, in virtù
delle risorse economiche che si hanno nel territorio.
E' veramente inquietante che si debba discutere, che si debba
stare ad ascoltarvi e ad ascoltarci - vi chiedo scusa anch'io
commetto questo errore talvolta - per più ore, per discutere
veramente sul nulla. Pertanto la prego, Assessore, di poter
inserire la dizione che questi operai sono equiparati agli altri
cinquantunisti che lavorano da dieci anni, da quindici anni, da
sette anni presso i consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.7.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
Faraone, Ferrara, Galvagno, Laccoto, Lupo, Marinello, Minardo,
Panepinto e Picciolo, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Arena, Beninati, Bosco, Bufardeci, Calanducci,
Caronia, Cascio Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici,
Currenti, D'Agostino, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Dina, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gentile, Gianni, Leanza Nicola,
Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Lupo, Maira, Mancuso,
Marinello, Marinese, Minardo, Musotto, Panepinto, Picciolo, Ragusa,
Romano, Ruggirello, Savona, Scilla e Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
Caputo, Cintola, Cristaudo, De Benedictis, Fagone, Falcone,
Federico, Incardona, Lo Giudice, Marziano, Panarello, Pogliese,
Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 46
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 19
Contrari 25
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.5, 1.1 (I e II parte) e 1.6 sono superati.
Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Caputo.
L'onorevole Caputo è assente, pertanto decade.
LEONTINI. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro assorbito l'emendamento A.1.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norma in materia di lavori gestiti dai consorzi di bonifica
1. Il comma 6 ter dell'articolo 24 della legge 11 febbraio 1994,
n. 109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
6 ter. Per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
delle opere pubbliche e degli impianti di bonifica e di irrigazione
da eseguirsi in economia e in amministrazione diretta da parte dei
consorzi di bonifica, si prescinde dal limite di importo di 50.000
euro per i lavori in amministrazione diretta, nonché dal limite di
importo previsto dal comma 6 per i lavori in economia».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Limoli e Corona:
emendamento 2.1:
«L'articolo 2 è soppresso»;
- dal Governo:
emendamento 2.2:
«Alla fine del comma 1, dopo le parole per i lavori di economia
aggiungere il seguente periodo:
Limitatamente al triennio 2010-2012, per sopperire alle esigenze
determinatesi in conseguenza delle calamità naturali verificatesi
nel periodo 2009-2010 ed in considerazione della necessità di
realizzare improcrastinabili lavori di manutenzione ed
ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti scolanti
gestite dai Consorzi di bonifica ».
Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 2 è pertanto soppresso.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
- numero 361 Iniziative a favore dei lavoratori dei Consorzi di
bonifica in Sicilia , degli onorevoli Caputo, Bosco, Leontini,
Pogliese, Vinciullo;
- numero 371 Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dei
Consorzi di bonifica , degli onorevoli Calanducci, Musotto, Romano,
Gennuso, Arena, Mineo, Di Benedetto, Picciolo, Lo Giudice, Minardo,
Savona, D'Asero, De Luca, D'Agostino, Greco, Vinciullo, Raia,
Pogliese, Bosco e Cristaudo;
- numero 372 Conversione in contratti di lavoro a tempo
indeterminato dei rapporti di lavoro in essere presso i consorzi di
bonifica e rientranti nelle previsioni dell'art. 110 della legge
finanziaria regionale per il 2010 , degli onorevoli Savona,
D'Asero, Vinciullo, Torregrossa, Bosco, Mancuso, Corona, Caputo e
Leontini. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i componenti la III Commissione legislativa permanente 'Attività
produttive' dell'Assemblea regionale, al fine di dare una risposta
in tempi brevi alle esigenze di funzionamento dei consorzi di
bonifica che si trovano nell'impossibilità di operare per carenza
di personale con contratto a tempo determinato, hanno presentato il
disegno di legge n. 560 'Norme in materia di consorzi di bonifica';
la citata Commissione legislativa, all'unanimità, in data 11
maggio 2010, proseguiva l'esame del testo con la partecipazione dei
funzionari dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari, dipartimento 'Interventi infrastrutturali per
l'agricoltura';
nel corso di tale esame venivano suggeriti, da parte dei
funzionari dell'Assessorato, emendamenti indicanti tra l'altro il
capitolo di spesa da cui attingere la relativa copertura
finanziaria;
il testo veniva approvato così come emendato e trasmesso ad altri
organi parlamentari per il seguito di competenza, e che in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, tenutasi in data
18 maggio 2010, è emersa l'impossibilità di proseguire nell'esame
del disegno di legge, attesa la mancanza di copertura finanziaria;
considerato che il Governo, nelle persone degli Assessori
competenti, aveva espresso assicurazioni in ordine all'esistenza in
bilancio delle somme necessarie per dare la copertura finanziaria
al disegno di legge in questione, e constatato che la difformità di
notizie non soltanto determina uno stato di incertezza, ma pone a
rischio il futuro di tutti i lavoratori e della campagna agricola
2010, cui gli stessi sono addetti,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'economia e l'Assessore per le risorse
agricole e alimentari
ad individuare le risorse necessarie per dare copertura
finanziaria al disegno di legge n. 560». (361)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le disposizioni finanziarie regionali, recentemente approvate,
nonostante gli sforzi profusi da numerosi deputati di ogni
schieramento, non hanno introdotto misure concrete volte a colmare
il grave vuoto normativo che riguarda il futuro dei lavoratori dei
consorzi di bonifica, privati di effettive garanzie occupazionali;
a nulla, in quel contesto surreale, era valso il presidio
costante, messo dignitosamente ed ordinatamente in atto durante
tutto il corso della discussione in Aula del disegno di legge
finanziaria' da quanti, interessati al mantenimento delle
legittime garanzie occupazionali, avevano confidato sulle tante
voci che ininterrottamente si sono susseguite circa il loro futuro;
considerato che:
la drammatica emergenza sociale vissuta da questi lavoratori e
dalle rispettive famiglie, sfociata nelle numerose forme di
protesta messe in atto presso le sedi dei consorzi di bonifica, ha
determinato l'urgenza, prontamente soddisfatta attraverso la
volontà condivisa dei parlamentari siciliani, di predisporre un
provvedimento legislativo che ristabilisce concretamente le
garanzie occupazionali altrimenti precluse;
il suddetto disegno di legge, stabilendo che 'Nei consorzi di
bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate per l'anno 2010 con
disposizioni di legge a favore dei soggetti di cui al comma 2
dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13 e
successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate nel corso del
corrente anno anche ai lavoratori utilizzati entro il 31 dicembre
2007', pone così rimedio al grave vuoto normativo determinatosi;
rilevata, inoltre, l'urgenza di un progetto organico che riordini
integralmente la materia dei consorzi di bonifica siciliani,
prevedendo, in primo luogo, soluzioni concrete alle legittime
aspettative delle tante categorie di lavoratori e delle rispettive
famiglie, impiegati in tali strutture con contratti a tempo
determinato,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per garantire ai lavoratori dei
consorzi di bonifica il mantenimento, per l'anno in corso, dei
precedenti livelli occupazionali;
a predisporre una riorganizzazione della disciplina dei Consorzi
di bonifica che tenga conto della necessità di garantire continuità
sia nell'erogazione dei servizi sia rispetto alle prospettive
occupazionali di tutte le categorie di lavoratori impiegati
attualmente a tempo determinato». (371)
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
con il decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368 e successive
modifiche ed integrazioni, il quale ha dato attuazione alla
direttiva 1999/70/CE, relativa all'accordo quadro sul lavoro a
tempo determinato, sono stabiliti precisi limiti all'apposizione di
un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte
di specifiche ragioni di carattere tecnico, produttivo,
organizzativo, e che l'apposizione del termine è, in ogni caso,
priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da
atto scritto nel quale sono specificate le ragioni suddette;
in particolare, gli articoli 4 e 5 del su richiamato decreto
legislativo n. 368/2001 stabiliscono, a tutela del lavoratore e dei
suoi legittimi diritti, precise condizioni, termini, procedure,
durata ed oneri a carico del datore di lavoro, per la proroga dei
contratti a tempo determinato, prevedendo l'automatica
trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, in
presenza di specifici requisiti, a tutela del lavoratore e per
evitare, in ogni caso, forme di discriminazione;
i provvedimenti adottati dai consorzi di bonifica, in conforme
applicazione del comma 1 dell'articolo 110 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, e la relativa copertura dei posti vacanti, in
applicazione delle sopra richiamate norme del decreto legislativo
n. 368/2001, sono da intendersi a tempo indeterminato;
considerato altresì che, con esclusivo riferimento ai rapporti di
lavoro instaurati dai consorzi di bonifica ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
e integrazioni, e rientranti nelle previsioni dell'articolo 110
della legge finanziaria regionale per il 2005, in applicazione
delle previsioni di cui al già citato decreto legislativo n.
368/2001, apposite pronunce giurisdizionali di secondo grado, hanno
sancito la trasformazione dei relativi contratti da tempo
determinato a tempo indeterminato;
ritenuto che, nella critica situazione finanziaria che la Regione
siciliana attualmente attraversa, occorra assicurare il
contenimento della spesa e che, nel caso di specie, non si vengono
a determinare ulteriori oneri e che, dunque, sia necessario
prevenire possibili ulteriori pronunce giurisdizionali che
vedrebbero, come per i casi analoghi, soccombente l'Amministrazione
regionale, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni utile ed opportuna iniziativa, al fine di
assicurare, nei limiti delle compatibilità di bilancio, la
trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato dei
rapporti di lavoro in corso nei consorzi di bonifica, aventi gli
stessi caratteri e requisiti dei rapporti instaurati dai medesimi
consorzi ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre
1995, n. 76 e successive modifiche ed integrazioni, e rientranti
nelle previsioni dell'articolo 110 della legge finanziaria
regionale per il 2005». (372)
Gli onorevoli Ragusa, Colianni e Panarello dichiarano di apporre
la firma agli ordini del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Il
Governo li accetta tutti come raccomandazione.
PRESIDENTE. C'è la proposta del Governo di accoglierli tutti come
raccomandazione. Non essendovi eccezioni da parte dei firmatari,
resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
consorzi di bonifica» (560/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge numero 560/A «Norme in materia di consorzi di
bonifica».
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevoli colleghi, a causa di inconvenienti tecnici del sistema
elettronico di votazione, annullo la votazione e la indìco
nuovamente.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco,
Bufardeci, Calanducci, Campagna, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino,
Colianni, Cordaro, Currenti, D'Agostino, D'Asero, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Galvagno, Gentile, Gianni,
Greco, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lombardo, Maira,
Mancuso, Marinese, Marrocco, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Panepinto, Pogliese, Ragusa, Romano, Ruggirello, Savona,
Scilla, Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
Caputo, Cintola, Cristaudo, De Benedictis, Fagone, Falcone,
Federico, Incardona, Lo Giudice, Marziano, Panarello, Pogliese,
Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 49
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 22 giugno
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti (n. 568/A)
relatore: onorevole Faraone
2) Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della Pubblica Amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale (nn. 520-144/A) (Seguito)
relatore: onorevole Minardo
La seduta è tolta alle ore 20.48
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
Comunico che gli onorevoli Ammatuna, Aricò, Barbagallo, Caputo,
Cintola, Cristaudo, Fagone, Federico, Lo Giudice, Pogliese,
Scammacca e Scilla sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
Istituzione nei comuni della Regione del registro anagrafico per
le unioni civili (n. 574)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi,
in data 16 giugno 2010.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
assegnati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituzione e disciplina dei punti di accoglienza del neonato
(n. 571)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 16 giugno 2010, parere VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Istituzione servizi di vigilanza ittica ed ecologica (n. 566)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 16 giugno 2010, parere I
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Istituzione dell'Ufficio speciale per l'alienazione dei beni
disponibili delle Aziende sanitarie (n. 570)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 16 giugno 2010, parere II
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Trapani. Designazione
componenti di cui alle lett. a) e b) del comma 9 dell'art. 7 della
legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le norme
regionali (n. 96/I)
pervenuta in data 16giugno 2010 e inviata in pari data.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico, che gli onorevoli Apprendi, De Benedictis,
Marziano, Panarello, Raia e Termine sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 200 «Nomina di una
Commissione parlamentare d'indagine sulla costruzione dei
termovalorizzatori di Augusta, Casteltermini-Campofranco, Paternò e
Palermo, e revoca in autotutela delle delibere di Giunta regionale
n. 116 e n. 117 del 3 aprile 2009», degli onorevoli Faraone,
Apprendi, Panepinto, Raia e Marinello.
Onorevoli colleghi, avverto che la determinazione della data di
discussione della mozione sopra citata, integralmente riportata
nell'ordine del giorno della presente seduta, è demandata, secondo
consuetudine parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione unificata delle mozioni numeri 159 e 179
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni:
numero 159 «Iniziative a tutela del bilancio della Regione in
conseguenza delle sentenze a favore dei contrattisti ricorrenti
avverso la 'Riscossione Sicilia S.p.A.'», degli onorevoli
Vinciullo, Pogliese, Colianni, Corona e Torregrossa;
numero 179 «Soluzione della vertenza degli ex ufficiali di
riscossione del servizio riscossione tributi», degli onorevoli
Colianni, Apprendi, Musotto, Romano, Arena, Calanducci, Federico,
Falcone, Vinciullo, Caputo, Ardizzone, Gianni, Lentini, Cascio S.,
Caronia, Gennuso, Corona, Cracolici, Termine, Digiacomo, Dina,
Gucciardi, Oddo, Raia, Panarello, Vitrano. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nell'anno 2002 sono state assunte, con contratto di formazione
lavoro (C.F.L.), dalla Montepaschi Serit s.p.a., 256 persone che
hanno lavorato fino all'anno 2004 con la qualifica di ufficiale per
la riscossione;
come previsto dalle norme contrattuali, le suddette persone sono
state formate professionalmente, con un costo di circa 1.800.000,00
euro, a carico dell'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione;
alla fine dei due anni, gli stessi lavoratori, dopo aver acquisito
una qualifica professionale legata alle mansioni svolte, sono stati
licenziati senza che fosse avvenuta l'auspicata trasformazione in
contratto a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro a tempo
determinato;
a detti lavoratori divenuti, durante la frequenza del corso,
esperti nella riscossione dei tributi, erano state assicurate la
trasformazione del loro contratto di lavoro e la conseguente
assunzione a tempo indeterminato, considerato il fabbisogno
naturale di persone idonee e capaci di effettuare il delicato
servizio di riscossione dei tributi in Sicilia;
risulta che il principale problema che ha ostacolato la
conversione del contratto e, di conseguenza, generato
l'interruzione del rapporto di lavoro, è stato la riforma del
servizio di riscossione che ha affidato le funzioni, attribuite in
precedenza alla Montepaschi, direttamente alla Regione, che le
esercita dall'1 ottobre 2006 mediante la 'Riscossione Sicilia
s.p.a.', società che, dal 2010, sarà costituita dalla Regione con
l'Agenzia delle entrate e di cui la stessa Regione detiene la
maggioranza azionaria (60% delle azioni);
preso atto che:
la maggior parte dei suddetti contrattisti non assunti, oltre 200,
si è rivolta ai giudici di pace per chiedere la loro immissione nei
ruoli della 'Riscossione Sicilia s.p.a.';
è di questi giorni la notizia che già 5 ricorrenti, con sentenza
di primo grado, già passata in giudicato e quindi immediatamente
esecutiva, hanno vinto il ricorso de quo;
la 'Riscossione Sicilia s.p.a.', non solo è stata condannata
all'assunzione a tempo indeterminato, entro 10 giorni, dei
ricorrenti, ma si è vista pure condannata al risarcimento della
somma pro capite di circa 120.000,00 euro;
considerato che:
nel caso in cui anche gli altri contrattisti ricorrenti dovessero
ottenere identica sentenza, la 'Riscossione Sicilia s.p.a.', non
solo dovrebbe immediatamente assumere oltre 200 unità lavorative,
ma si vedrebbe pure condannata a pagare complessivamente una somma
che si aggira intorno ai 24 milioni di euro, di cui il 51% a carico
del bilancio della Regione siciliana, in quanto la stessa detiene
il 51% delle quote societarie. Tale eventualità porterebbe alla
cancellazione dal sistema economico della 'Riscossione Sicilia
s.p.a.', preso atto che la stessa ha un capitale sociale di euro
10.400.000,00;
la Regione siciliana, a causa delle note difficoltà di bilancio,
non è nelle condizioni di far fronte a tale eventuale e temuto
esborso;
di contro, la SERIT s.p.a. avrebbe a disposizione, per le sue
attività, personale già formato e che conosce tutte le procedure di
riscossione per avere svolto attività lavorativa specifica sia
all'interno che all'esterno degli uffici (notifiche di cartelle,
pignoramenti presso terzi, eccetera),
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, con l'urgenza del caso, per concordare, con i
contrattisti ricorrenti, un accordo mirante alla trasformazione del
contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, al fine di
evitare ulteriori decisioni da parte dei giudici del lavoro che
vedrebbero la 'Riscossione Sicilia s.p.a.' soccombere di fatto
davanti alla richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza,
la Regione siciliana costretta ad un esborso di somme, non previste
nel bilancio, di oltre 12 milioni di euro.» (159);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la società 'Montepaschi Serit s.p.a.' ha gestito, in qualità di
concessionario, la riscossione delle imposte in Sicilia dal 1998,
dopo un periodo di gestione commissariale iniziata nel 1991;
tra il 1999 e il 2001 la stessa società ha presentato due progetti
per assunzioni di giovani con contratti di formazione lavoro (CFL)
e ha trasformato in assunzioni a tempo indeterminato l'ottanta per
cento di quelle dei soggetti selezionati;
nel 2002 la Montepaschi Serit ha assunto, tramite selezione,
ancora con CFL, 256 giovani in possesso di speciale abilitazione
all'esercizio della professione di ufficiale di riscossione, e che
tale abilitazione è rilasciata dalle procure della Repubblica a
seguito di un complesso esame;
al contrario di quanto avvenuto per i giovani assunti con i
precedenti CFL ed in contrasto con quanto la stessa Montepaschi
Serit aveva ripetutamente dichiarato, nessuno dei 256 ufficiali di
riscossione veniva confermato al lavoro al termine del progetto;
da parte della Montepaschi Serit è stato sostenuto, a
giustificazione delle mancate assunzioni, che la cessazione di ogni
rapporto di lavoro è stata determinata dalla riforma del servizio
di riscossione (d.lgs. n. 46/1999), con il conseguente passaggio di
tutte le attività connesse alla mano pubblica e, nel caso in
specie, alla Regione;
dall'1 ottobre 2006, la riscossione in Sicilia è stata trasferita
a 'Riscossione Sicilia s.p.a.' e a 'Serit Sicilia s.p.a.', società
controllate dall'Amministrazione regionale, dall'Agenzia delle
entrate e dalla banca Montepaschi;
entro il 31 dicembre 2010, i soci pubblici Regione siciliana ed
Agenzia delle entrate hanno l'obbligo di legge di acquistare il
pacchetto azionario di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit Sicilia
s.p.a., attualmente di proprietà del socio privato, che diverranno
pertanto società a capitale interamente pubblico;
considerato che:
i suddetti lavoratori hanno svolto con diligenza il proprio
compito, contribuendo non poco al netto miglioramento degli indici
di riscossione coattiva avvenuto in quel periodo ed hanno
acquisito, con l'intervento finanziario della Regione siciliana,
una buona professionalità in un settore come quello dei tributi ed
in una fase operativa, quale quella della riscossione nei confronti
di contribuenti non disponibili al pagamento spontaneo, fattispecie
estremamente delicate e complesse;
i costi della formazione dei lavoratori sono ricaduti anche sulla
Regione siciliana, soggetto che ha valutato ed approvato il
progetto di formazione e lavoro;
per effetto di accordi stipulati con le organizzazioni sindacali,
nell'ottica della riduzione dei costi di gestione, l'organico di
Serit Sicilia in questi ultimi anni si è drasticamente ridotto di
circa 400 unità;
circa 200 ufficiali ex contrattisti hanno adito le vie legali, al
fine di ottenere, per via giudiziaria, il riconoscimento del loro
diritto ad essere assunti dalla Serit Sicilia s.p.a., subentrata
alla Montepaschi Serit nella gestione del servizio di riscossione;
fino a questo momento almeno cinque ricorrenti hanno ottenuto
sentenza favorevole immediatamente esecutiva, con l'obbligo per
Riscossione Sicilia s.p.a. dell'assunzione e del pagamento di un
risarcimento di circa 120 mila euro per ognuno dei ricorrenti;
i lavoratori in questione sono soggetti già professionalmente
formati e la loro assunzione negli organici di Serit Sicilia non
comporterebbe alcun ulteriore costo in termini di formazione, al
contrario di quanto dovrebbe avvenire per altri;
in favore dell'assunzione di tali lavoratori l'Assemblea regionale
siciliana si è già espressa con l'ordine del giorno n. 13,
accettato come raccomandazione nella seduta n. 16 del 18 ottobre
2006, a firma degli onorevoli Cracolici Antonino (DS), Borsellino
Rita (Misto), Barbagallo Giovanni (Dem. è Libertà - La Margherita),
Ballistreri Gandolfo (Uniti per la Sicilia), Di Mauro Giovanni
Roberto (MPA), Fleres Salvatore (FI); e che in data 25 ottobre 2006
è stata depositata, a firma degli onorevoli Pagano Alessandro (FI),
Turano Girolamo (UDC), Cascio Francesco (FI), De Luca Cateno (MPA),
Fleres Salvatore (FI), Cappadona Nunzio (UDC), Regina Francesco
(UDC), Leontini Innocenzo (FI), Confalone Giancarlo (FI), la
mozione n. 110, poi decaduta per fine legislatura;
rilevato che:
esiste la concreta prospettiva che altri, se non addirittura tutti
i rimanenti ricorrenti, possano ottenere analoga sentenza
favorevole, il che comporterebbe un onere per Serit Sicilia e
Riscossione Sicilia s.p.a. molto gravoso, legato in particolare
all'obbligo del risarcimento, onere che finirebbe con il ricadere
sulla Regione siciliana che di Riscossione Sicilia e di Serit
Sicilia è azionista;
come è stato dimostrato negli anni in cui i lavoratori con
contratto CFL hanno svolto la propria attività, si rinviene un
indubbio interesse - sia da parte della società che gestisce la
riscossione in Sicilia sia da parte della Regione siciliana, che
non solo è azionista di detta società, ma è anche la principale
beneficiaria della riscossione e del recupero coattivo dei crediti
vantati nei confronti di imprese e cittadini - a che venga
fortemente potenziata l'attività di riscossione anche tramite
l'assunzione in pianta stabile di personale già formato
direttamente in azienda,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con l'urgenza del caso, in qualità di socio di
maggioranza e riferimento di Riscossione Sicilia s.p.a. e Serit
Sicilia s.p.a., per definire, con i contrattisti ricorrenti, un
accordo mirante alla trasformazione del contratto da tempo
determinato a tempo indeterminato, al fine di evitare ulteriori
decisioni da parte dei giudici del lavoro che vedrebbero la
'Riscossione Sicilia s.p.a.' soccombere di fatto davanti alla
richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza, la Regione
siciliana, costretta ad un esborso di somme, non previste nel
bilancio, di oltre 20 milioni di euro, ed al contestuale blocco di
ogni altra assunzione, nelle suddette società, di soggetti che non
siano i ricorrenti fino a che non sia stata definita la vicenda ad
essi legata.» (179).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Colianni per illustrarle.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore per l'economia, in particolare, il tema che stiamo
discutendo è di assoluta rilevanza in un momento nel quale in
Sicilia abbiamo problematiche così scottanti che riguardano il
lavoro per tanti giovani disoccupati.
Pensare che in questa Sicilia, ancora oggi, vi siano delle
tentazioni da parte di qualcuno di interferire e di non consentire
che giovani aventi diritto al lavoro vengano, invece, espropriati
di tale diritto, ritengo sia cosa assolutamente dannosa per questa
Sicilia, per i siciliani e per questi giovani.
La vicenda è, io direi, kafkiana e riguarda anche gli aspetti
organizzativi, gestionali e di riottimizzazione del sistema della
riscossione in Sicilia, e ha degli aspetti kafkiani perché ci
troviamo di fronte ad una situazione che è stata già dibattuta in
quest'Aula o, quanto meno, è stato posto questo argomento già
dall'onorevole Cracolici, tempo addietro dall'onorevole Pagano;
però non si è trovata una soluzione alla problematica.
Di che cosa stiamo parlando?
La società Montepaschi Serit ha gestito, nella qualità di
concessionario, la riscossione delle imposte in Sicilia già dal
1998; successivamente, nel 2001, questa stessa società ha
presentato due progetti di assunzione di giovani con contratto di
formazione e lavoro ed ha trasformato in assunzione due di questi
per l'80 per cento dei giovani che si apprestavano alla formazione.
Non si capisce per quale ragione non sia stato fatto per l'ultimo
contratto di formazione e lavoro, costato alla Regione siciliana un
milione e ottocentomila euro - capisco la disattenzione dei
colleghi, ma vorrei pregarli di stare attenti a questo problema
perché riguarda duecentocinquantasei famiglie e, se mi consentite,
riguarda anche l'organizzazione della riscossione in Sicilia perché
quando, per legge, la Regione siciliana deve acquisire la
Montepaschi Serit nella funzione di concessionaria, non si capisce
per quale ragione, in Sicilia - signor Presidente, onorevole
assessore, onorevoli colleghi - anziché esservi una società
relegata e delegata al ruolo che le spetta di concessionaria,
abbiamo ben due società: da una parte la SERIT Sicilia',
dall'altra la Riscossione Sicilia', con due consigli di
amministrazione, con spese a iosa e con Riscossione Sicilia', che
è la società madre, che invece di gestire direttamente la
riscossione dei tributi volontari, involontari e coattivi, cede ad
altra società, e cioè alla SERIT Sicilia', la concessione.
Ma oggi siamo qui a discutere, onorevole assessore, e gradiremmo
che da lei venga una risposta chiara; cerchiamo di sapere
quest'oggi definitivamente, assessore Cimino - se mi ascolta la
ringrazio, diversamente mi fermo - perché il problema è talmente
importante, è talmente serio, dato che riguarda la speranza e il
destino di tanti giovani che io penso sia opportuno fare attenzione
su questa vicenda.
Oggi, attendiamo di sapere dal Governo se la società Riscossione
Sicilia', che ha affidato alla società Serit' la gestione della
riscossione dei tributi, intenda o no assumere duecentocinquantasei
giovani, dopo avere effettuato un corso di formazione costato alla
Regione siciliana un milione e ottocentomila euro e dopo che il
Tribunale di Palermo ha ritenuto illegittimi questi corsi, ancorché
i giovani che sono stati assunti avevano già il titolo rilasciato
dalla Procura della Repubblica.
Il problema che qui si pone è se per questi giovani, che oggi
stanno vincendo - i primi cinque - i ricorsi avverso l'azienda,
avendo il diritto a vivere e la speranza di un'occupazione, questo
Governo intende dare disposizioni - e facciamo voti perché ciò
avvenga - al consiglio di amministrazione, al presidente della
Serit perché si attivi immediatamente la loro assunzione a tempo
indeterminato e vorremmo sapere se, in tempi di prelievo fiscale,
di attenzione verso il problema fiscale, la Sicilia intende
autorevolmente attrezzarsi per potere riscuotere quello che gli
compete
E vorremmo ancora sapere, onorevole assessore, se è possibile, se
dal 31 dicembre 2010 all'1 gennaio 2011 - data in cui la Regione
siciliana, per legge, dovrà acquisire anche le azioni societarie
del privato, della banca Montepaschi di Siena, quindi il momento in
cui la Serit diventerà una struttura interamente pubblica - non sia
il caso che tutti i tributi siciliani vengano acquisiti
direttamente dalla Serit, cioè dalla struttura di cui saremo
proprietari.
Chiedo pure un suo autorevolissimo intervento perché,
immediatamente, questi giovani, anziché essere vessati, vengano
assunti oggi, evitando che i signori della banca Monte dei Paschi
di Siena, che al 31 dicembre andranno via, lascino in piedi in
questa Terra ricorsi che potrebbero costare alla Regione siciliana
ben ventiquattro milioni di euro, atteso che, come hanno vinto i
primi cinque ricorrenti, vinceranno gli altri duecentocinquantuno.
Bisogna prevenire che qualche banca arrivi in Sicilia, incassi e
poi scappi.
Oggi vanno fatti i conti con la Monte dei Paschi di Siena, oggi
bisogna fare in modo che la banca, che sino ad oggi ha tirato
sangue e soldi alla Sicilia, paghi per questi giovani, li assuma
immediatamente con un atto di responsabilità che, altrimenti,
lascerebbe a lei e alla Regione siciliana un buco di ben
ventiquattro milioni di euro, ancorché questi giovani dovessero
vincere i ricorsi.
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, la invito a concludere, altrimenti
sarò costretto a toglierle la parola. Ha superato abbondantemente
il tempo a sua disposizione.
COLIANNI. Ho ultimato il mio intervento, la ringrazio per la sua
disponibilità.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
opportuno cercare di rendere edotta l'Assemblea su cosa stiamo
trattando. Per questo motivo il 18 novembre del 2009 avevo
presentato un'interrogazione e anche una mozione, ma purtroppo con
la abituale consuetudine il Governo si sottrae sia all'attività
ispettiva sia alle mozioni presentate, tanto è vero che, ad oltre
sette mesi di distanza dalla presentazione di questo atto
ispettivo, finalmente siamo qui oggi a discutere su questo
argomento. Tra l'altro, do atto che è presente solo l'assessore
Cimino che, a differenza dei suoi predecessori, non si è sottratto
al confronto. La cosa, ovviamente, non può non farmi piacere; mi
dispiace e sono rattristato del fatto che sono trascorsi sette
mesi.
Il collega Colianni, con la consueta enfasi e con la passione che
lo caratterizza, ha rappresentato una vicenda quasi kafkiana o, se
vogliamo usare un aggettivo nostro, pirandelliana.
Nel 2000 sono stati assunti dalla Montepaschi Serit con contratto
di formazione lavoro, duecentocinquantasei persone che hanno
lavorato fino al 2004. Così come previsto dalle norme contrattuali,
le suddette persone sono state formate professionalmente con un
costo di circa un milione e ottocentomila euro, cioè oltre 3
miliardi e mezzo delle vecchie lire, a carico dell'Assessorato
regionale del lavoro: per essere chiari, la Montepaschi Serit fa
quello che fanno tutti gli altri, nel senso che socializza le
perdite e poi incassa da sola i guadagni, e quindi con i soldi
della Regione siciliana, quindi con i soldi dei siciliani, ha
formato questo personale.
Alla fine di questo iter durato due anni, quando tutti avevano
avuto assicurazione che sarebbero stati assunti e dopo che tutti
avevano conseguito delle qualifiche professionali importanti e
indispensabili per il buon funzionamento anche dell'apparato
burocratico della Regione, dei comuni e delle province - voglio
ricordare che la Montepaschi Serit, che gestisce il servizio
riscossione per la Regione e per numerosi enti, è in contenzioso
con almeno il venti per cento dei cittadini della Sicilia - dicevo,
tutto questo personale, anziché essere assunto a tempo
indeterminato, è stato licenziato. Di conseguenza, sono stati spesi
inutilmente tre miliardi e mezzo di vecchie lire da parte dei
contribuenti siciliani.
Dopo di che, giustamente, i lavoratori, dal momento che era venuto
meno un principio sancito da questo accordo, anche se verbale, che
era stato fatto con loro, hanno deciso di rivolgersi al giudice.
Alcuni si sono rivolti al giudice del lavoro, altri al giudice di
pace per chiedere alla Riscossione Sicilia s.p.a.' che, nel
frattempo, si è fatto carico di un po' di incombenze che
appartenevano alla Montepaschi Serit, la loro assunzione.
A sei anni dal licenziamento di questi lavoratori, i giudici
invocati hanno iniziato a pronunciare e hanno iniziato ad emettere
delle sentenze favorevoli nei confronti dei lavoratori, per cui la
Riscossione Sicilia' non solo è stata condannata all'immediata
assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori, cosa che
doveva avvenire entro dieci giorni, ma addirittura è stata
condannata ad un risarcimento pro capite di circa centoventimila
euro.
Non sfugge a lei, signor Presidente, che nel caso in cui solo
duecento di questi lavoratori decidessero di ricorrere al giudice
ed avessero, come è auspicabile, dopo che ci sono state le prime
sentenze, anche loro una sentenza favorevole, la somma che dovrebbe
essere sborsata è di circa ventiquattromilioni di euro.
Non sfugge nello stesso tempo a nessuno che il capitale sociale
della Riscossione Sicilia s.p.a.' è di dieci milioni e
quattrocentomila euro. Per essere chiari, nemmeno col capitale
sociale saremmo in grado di fare fronte alle richieste dei
lavoratori, se accolte dai giudici, avverso la Riscossione
Sicilia'. Se poi si considera anche che, a quanto pare, la Serit ha
già deciso di uscire da Riscossione Sicilia s.p.a.' e di
conseguenza la Regione siciliana non avrebbe più il cinquantuno per
cento delle quote societarie, ma deterrebbe il cento per cento
delle quote societarie, è chiaro che il buco che la Regione
siciliana dovrebbe colmare è di ventiquattro milioni di euro, più
del doppio di quello che è il capitale sociale di Riscossione
Sicilia s.p.a.'.
Ecco il motivo per cui, prima assieme a cinque deputati e poi
sottoscrivendo un'ulteriore mozione con un numero più importante e
significativo di deputati, chiediamo al Governo della Regione di
iniziare le trattative con i rappresentanti dei lavoratori per
cercare di chiudere questa vertenza.
Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio: scegliere la guerra con i
lavoratori, decidere di non ascoltare le richieste dei lavoratori
continuando questa guerra che ci vedrà perdenti e costretti a
pagare un debito che, come Assemblea regionale siciliana, dovremo
ratificare nel corso di una variazione di bilancio; l'altra strada
credo sia quella più favorevole. Non vorrei ricordare Arafat quando
andò all'ONU dicendo che in una mano aveva il mitra e nell'altra un
ramoscello di ulivo.
Oggi i lavoratori ci offrono la mano con l'ulivo, cioè la mano in
segno di pace, invitandoci a ragionare, a discutere e ci invitano
a contrattare la loro assunzione evitando le sentenze dei giudici.
Se questo Governo, una volta tanto deciderà di ascoltarne le
ragioni, se questo Governo, una volta tanto, deciderà di fare gli
interessi dei siciliani, credo che non possiamo non rispondere
favorevolmente alla richiesta dei lavoratori.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
vorrei porre una domanda: stiamo trattando le mozioni numero 159 e
numero 179 in maniera congiunta? Perché vorrei sostenere la ragione
della mozione da me sottoscritta, ma che ho visto essere similare a
quella dell'onorevole Vinciullo ed altri, partendo da un dato che
l'onorevole Cimino, allora nella qualità di presidente della
Commissione Bilancio, e con assessore per il bilancio l'onorevole
Lo Porto, ricorderà bene, e che ha visto nella scorsa legislatura
approvare all'unanimità, da parte dell'Assemblea regionale
siciliana, una mozione.
E' una questione spinosa alla quale, in qualche modo, si può
mettere la parola fine'.
Però, il problema è che oggi siamo di fronte ad un contenzioso
che si poteva evitare, a causa di un approccio un po' miope da
parte dei vertici della Serit e - aggiungo - un po' furbesco da
parte di qualcuno che spera o sperava o spererà, non so ancora come
stiano le cose, dimenticando che sia la Serit che la Riscossione
Sicilia s.p.a.' sono comunque realtà controllate dalla Regione.
La Regione è un soggetto di diritto pubblico e come tale è
vincolato da sistemi di procedure di avviamento che devono essere
di natura pubblicistica. Qualcuno immaginava o immagina che alla
Serit si possa entrare per diritto dinastico, cioè il figlio o la
figlia prende il posto del padre.
Tutta questa vicenda ha finito per bloccare un percorso che si è
utilizzato in altri luoghi, con altri soggetti, considerato che
queste persone sono state assunte tempo fa, molto tempo fa, con
contratti di formazione e lavoro e hanno goduto dei benefici di
legge per la formazione e lavoro.
La Regione, quindi, è intervenuta nel costo del lavoro per la
formazione di questo personale che ha acquisito una professionalità
che, è vero, non esiste più ma veniva svolta dal più famoso
ufficiale giudiziario il quale, giunto al domicilio del debitore,
consegnava l'atto di pignoramento. E questo oggi non si fa più
perché i sistemi di pignoramento per il recupero dei crediti
vantati dal soggetto che gestisce la riscossione sono, come è noto,
le ganasce fiscali, la messa in vendita degli immobili per via
amministrativa. Però, è anche vero che sono competenze date dalla
gestione e dall'attività che, nel tempo, si sono sviluppate e che
riguardano circa duecento persone che, nel frattempo, hanno
acquisito prima una professionalità e poi un'attività lavorativa.
Mi rivolgo all'assessore per l'economia, dato che nel caso
specifico è lei, assessore Cimino, ad esercitare l'attività di
controllo perché - come è noto - la Regione è azionista della
QRiscossione Sicilia s.p.a.', che a sua volta esercita le funzioni
di controllo su Serit Sicilia', affinché si possa mettere fine a
questa vicenda e si possa mettere fine non solo per giustizia, ma
anche per evitare che in una società controllata dalla Regione
qualcuno continui ad immaginare che siamo ancora ai tempi del feudo
per cui si venga assunti per diritto dinastico. Questo non è
tollerabile
Tutti ci auguriamo che i nostri figli possano un giorno trovare un
lavoro migliore di quello che abbiamo trovato noi; ma pensare che
lavoriamo per lasciare il nostro posto ai nostri figli secondo una
logica dinastica è veramente inaccettabile.
Pertanto sostengo la mozione e mi auguro che l'assessore Cimino
faccia meglio dei suoi predecessori, perché l'Aula ha votato
ripetutamente provvedimenti atti a stabilizzare, addirittura a
reintegrare tutte queste persone che, da anni, sono fuori dalla
società di riscossione.
Dobbiamo, quindi, garantire, attraverso queste professionalità,
una migliore gestione ed amministrazione della Serit Sicilia.
Pertanto, assessore Cimino, ripeto, faccia meglio dei suoi
predecessori che hanno sostenuto in quest'Aula le ragioni del
Parlamento ma, usciti da quest'Aula, hanno fatto come Ponzio Pilato
lavandosene le mani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono tra i
tanti che hanno sottoscritto questa mozione, per altro avevo già
presentato tempo fa una interrogazione sulla stessa materia. Così
come è stato esplicitato dagli interventi che mi hanno preceduto,
ritengo che questa non possa non essere una strada obbligata del
Governo regionale. A quello che si è detto vorrei aggiungere quanto
affermavo proprio nell'interrogazione presentata, che non è da
sottovalutare, e cioè che questi lavoratori, tutti, sono stati
chiamati in forza di contratti di formazione e lavoro.
Su questo argomento sarebbe interessante avere l'attenzione pure
del presidente della Commissione Unione Europea, onorevole Musotto.
Sappiamo tutti che c'è una sentenza del 7 marzo 2002 della Corte di
Giustizia della Comunità Europea, che vede la Repubblica Italiana
contro la Commissione della Comunità Europea, con cui è stato
stabilito in via definitiva che le agevolazioni contributive -
perché di questo hanno goduto i soggetti che hanno assunto queste
persone - concesse alle imprese dallo Stato italiano attraverso i
contratti di formazione e lavoro, se non in linea con i criteri di
compatibilità fissati dalla Commissione, che si riferiscono alla
creazione di nuovi posti di lavoro, sono da considerarsi aiuti di
Stato, incompatibili con il diritto comunitario ex articolo 87 del
Trattato CEE, e ne ha imposto la restituzione.
Io non so se su questo il Governo si è posto il problema quando, a
parte l'illusione che è stata creata in questi lavoratori e a parte
il fatto che, come è stato detto, sicuramente qualcuno sarà
costretto a pagare il risarcimento del danno, una volta che si
chiuderà il contenzioso - poi si individuerà il responsabile -,
questi aiuti di Stato, alla fine, non hanno prodotto, così come
prevede il diritto comunitario, un posto di lavoro, perché a questo
miravano i contatti di formazione e lavoro.
E questo ragionamento fa il paio con quanto prima bene diceva
l'onorevole Cracolici, perché non vorrei che questo fosse un
sistema con il quale, laddove ci fosse bisogno di nuovo personale,
si attinga ad un bacino diverso nella prospettiva che, dilungando
il tempo, nonostante le sentenze, si inventa qualche altro
escamotage per cui, magari per limiti di età o quant'altro, questi
non potranno più andare a svolgere il loro lavoro in questa
società.
Vorrei porre al Governo anche un'altra questione, di cui l'Aula è
a conoscenza: l'ultima finanziaria che abbiamo approvato, con
l'articolo 20, comma 6, impedisce l'assunzione in società
partecipate. Allora, prima si fa questo tipo di operazione e meglio
è obiettivamente per tutti
Noi speriamo che la mozione possa produrre i risultati sperati.
Non basta solo la buona volontà da parte del Governo, occorre che
la buona volontà si concretizzi in atti amministrativi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per aggiungere - senza volere ripetere nulla di quello che i
colleghi hanno egregiamente rappresentato al Parlamento e,
soprattutto, al Governo - una riflessione sotto il profilo del
danno economico che ogni Comune della Sicilia sta ricevendo
rispetto ai mancati incassi. Se, da un lato, mancano gli agenti
della riscossione, dall'altro la Sicilia ha subìto un brutto colpo
anche nei tributi minori, soprattutto con l'azione che ha colpito
un'altra delle società private, la cosiddetta Tributi Italia'; in
modo significativo, nei consuntivi del 2009 dei comuni che hanno
dovuto sopperire a quel tipo di riscossione, così come anche a
quello della Serit, si trovano dei centri di ricavo con percentuali
quasi vicine al 70 per cento in diminuzione.
Abbiamo, quindi, una situazione economico-finanziaria dei bilanci
comunali disastrosa, perché da un lato i comuni non sono più nelle
condizioni di reggere il servizio dei tributi minori, e dall'altro
vi è il problema della riscossione, che riguarda appunto un parco
molto più grande che è stato ed è gestito da Riscossione Sicilia
s.p.a.'.
Per questo motivo invito il Governo, peraltro l'assessore Cimino è
stato molto attento con i lavoratori della Tributi Italia' che non
sono nelle stesse condizioni certamente degli ufficiali della
Riscossione Sicilia s.p.a.', a tenere conto di quello che in
questo momento per i comuni siciliani è un servizio fondamentale, a
tenere conto di 67 unità di persone che sono qualificate, sono
state formate e che da venticinque anni lavorano nel settore della
riscossione e dei tributi minori, nelle considerazioni che il
Governo vorrà fare, anche in merito all'approvazione di questa
mozione, di farsi promotore per un'azione globale a difesa ai
centri di ricavo, dei pochi centri di ricavo che hanno gli enti
locali in Sicilia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia,
onorevole Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, di fatto questo argomento è stato trattato più volte,
come è stato ribadito, sia in Commissione Bilancio che nuovamente
in Aula. Già a febbraio una interrogazione parlamentare chiedeva
notizie sullo stato di attuazione concernente il tema della
Riscossione Sicilia' e il Governo aveva fornito una disamina
chiara, chiedendo anche gli atti e le documentazioni necessarie
alla Riscossione'.
In merito alle eventuali azioni che la Serit intendeva attuare per
il contenzioso che, di fatto, si era verificato, la Serit aveva
manifestato all'Assessorato Bilancio, interrogato su questo
argomento, che non poteva fare altro che resistere, ottemperando
alle decisioni giudiziali.
Per quanto riguarda gli oneri che potranno gravare sull'agente
della riscossione per la mancata attuazione delle diverse sentenze
a favore e, purtroppo, altre volte anche contrastanti, questi
dovranno essere oggetto di trattazione con il socio privato, banca
Montepaschi di Siena, perché i presupposti del contenzioso con i
contratti di formazione e lavoro si sono verificati nell'ambito e
durante la gestione della Montepaschi Serit s.p.a..
Ritengo pienamente condivisibile la mozione degli onorevoli
colleghi e, pertanto, il Governo si attiverà per dare seguito a
questo indirizzo che l'Assemblea, con la mozione in esame, ha
voluto sottoporre e sollecitare
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 159 «Iniziative a
tutela del bilancio della Regione in conseguenza delle sentenze a
favore dei contrattisti ricorrenti avverso la 'Riscossione Sicilia
S.p.A.», che sostanzialmente assorbe la mozione numero 179
«Soluzione della vertenza degli ex ufficiali di riscossione del
servizio riscossione tributi».
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Discussione della mozione numero 193
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 193 «Iniziative urgenti per
garantire l'applicazione, nei confronti dell'AST Aeroservizi
s.p.a., di quanto previsto dall'art. 7 della legge regionale n. 6
del 2009 e dall'art. 20 della legge regionale n. 11 del 2010»,
degli onorevoli Cracolici, Panarello, Marziano e Di Guardo ed
altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'Ast Aeroservizi s.p.a., società a socio unico
dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., ha fatto richiesta alla
direzione aeroportuale ENAC - Palermo di accesso alla gestione dei
servizi aeroportuali per l'assistenza agli aeromobili e ai
passeggeri presso l'aeroporto 'Falcone Borsellino' di Palermo;
considerato che:
l'art. 7 della legge regionale n. 6 del 2009 stabilisce il divieto
per le società costituite o partecipate dall'Amministrazione
regionale nonché per le aziende regionali di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari;
il comma 2 della suddetta norma stabilisce, inoltre, che di
conseguenza gli enti provvedono alla liquidazione delle società od
organismi partecipati;
rilevato che:
l'art. 4 dell'oggetto sociale dell'Ast Aeroservizi s.p.a., società
a socio unico dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., prevede che
detta società possa svolgere la propria attività esclusivamente in
favore della Regione siciliana o degli enti pubblici e privati
dalla stessa controllati o alla stessa collegati;
in ragione di quanto sopra esposto rimane del tutto preclusa
all'Ast Aeroservizi s.p.a. la possibilità che essa operi quale
'handler' dei servizi succitati, in violazione della citata norma
statutaria, e pertanto che possa legittimamente avviare la propria
attività presso lo scalo Falcone Borsellino di Palermo;
l'Ast Aeroservizi s.p.a., nonostante la citata preclusione
statutaria, ha comunicato alla direzione aeroportuale ENAC di
Palermo di avere già sottoscritto un contratto di 'handling' con la
compagnia aerea Meridiana, già assistita dal Consorzio Pae Mas,
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative urgenti al fine di garantire l'applicazione
di quanto previsto all'art. 7 della l.r. n. 6 del 2009 che
stabilisce anche per l'AST il divieto di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari e
se non ritenga opportuno, conseguentemente, intervenire per
garantire le procedure di liquidazione, così come stabilito dalla
norma;
a porre in essere misure volte a far rispettare anche il dettato
statutario della Ast Aeroservizi, società a socio unico
dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a., secondo il quale
quest'ultima può svolgere la propria attività esclusivamente in
favore della Regione siciliana o degli enti pubblici e privati
dalla stessa controllati o alla stessa collegati;
a dare immediata esecuzione all'articolo 20 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11, che prevede che ad ogni area strategica
individuata al comma 2, dove alla lettera a) è indicata come tale
quella dei trasporti pubblici, corrisponda una sola società a
totale o maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa
pubblica;
ad assumere tutte le misure necessarie per dissuadere l'AST
dall'assumere sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta, servizi
di 'handling' negli aeroporti siciliani e a porre immediatamente
termine ad eventuali contratti a tal fine sottoscritti o in via di
sottoscrizione». (193)
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione
poteva anche non essere presentata perché esistono norme, leggi
della Regione, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che disciplinano
la materia. Ma ormai ho potuto constatare che le leggi
costituiscono un orientamento, non sono più atti che tutti i
cittadini hanno l'obbligo di rispettare.
Tali leggi stabiliscono, ben prima della riforma delle società a
cui abbiamo dato vita con la finanziaria, che tutte le società
partecipate dalla Regione non possono a loro volta avere società
realizzate per filiazione. E invece nella Regione Sicilia, ancora
oggi, malgrado vi sia una legge vigente da un paio di anni,
continuano ad esserci società partecipate dalle società madri che
svolgono attività estranee all'attività istituzionale per le quali
sono nate le società madri. Nel caso specifico mi riferisco ad AST
Aeroservizi, società partecipata dall'AST che, come è noto, si
occupa del servizio pubblico della gestione su gomma del trasporto,
e che ha diverse società, tra cui appunto AST Aeroservizi, per
gestire i servizi aeroportuali, oltretutto in un settore dove -
come è noto - è intervenuta una legge di liberalizzazione che
prevede che i servizi handling che si fanno negli aeroporti devono
essere gestiti con sistemi di mercato.
Io considero innaturale che una società pubblica entri in un
settore che deve essere gestito secondo le logiche di mercato. E'
vero che, fortunatamente, questa non è una società che produce
debiti, ma è anche vero che, se domani li dovesse produrre, sarà la
società madre e, quindi, la Regione, ad intervenire con una
copertura nella gestione del servizio per coprire i debiti della
eventuale società figlia.
Credo che questa mozione serva a mettere un punto: ognuno deve
fare quello per cui è stato nominato; non esistono compiti che
ognuno può ritenere di assumersi perché amico di un presidente o di
un assessore, per nessuna ragione
In questa Regione dobbiamo stabilire il rispetto delle procedure e
delle regole.
Ritengo, pertanto, che AST Aeroservizi debba, rinunciando alla
possibilità di gestire il servizio all'aeroporto di Palermo oggi,
ma domani pure all'aeroporto di Catania, perché in questo settore
sarà il mercato a decidere modalità e costi della gestione dei
servizi, evitare di infilarsi e di determinare altri meccanismi
che, alla lunga, producono carrozzoni.
Spero che l'Aula voti in maniera convinta la decisione di dire
all'AST Aeroservizi di essere liquidata e all'AST di limitarsi a
gestire il servizio pubblico di trasporto.
Ognuno faccia solo una cosa e non tante cose, perché poi ci
confondiamo.
Non voglio impedire a nessuno di fare l'industriale; ma chi vuole
fare l'industriale in Sicilia, lo faccia con i soldi propri ed
eviti di farlo con i soldi pubblici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia,
onorevole Cimino.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, senza voler fare polemiche con l'onorevole Cracolici,
capisco che al Governo si chiede di fare rispettare una legge, ed è
cosa buona e giusta. Però ci troviamo in una situazione paradossale
perché noi, con una mozione, chiediamo di fare rispettare una legge
come se la legge, atto normativo, abbia minore forza rispetto alla
mozione che l'Assemblea è chiamata a votare. Probabilmente in
Sicilia c'è un po' di confusione sulle fonti del diritto
Ritengo che questa mozione rappresenti per il Governo una
sollecitazione, che verrà trasmessa agli organi incaricati, e
ritengo che, nell'ambito del piano che la Commissione Bilancio
dovrà approvare per la razionalizzazione del sistema delle
partecipazioni regionali, si possa probabilmente specificare anche
meglio questa iniziativa.
Condivido l'iter che noi vogliamo dare per garantire la libera
concorrenza e, di seguito, apprezzando questo sollecito, faremo in
modo di individuare i modi e i contenuti per intervenire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 193. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di consorzi di bonifica» (n. 560/A)
PRESIDENTE. Si passa al V punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge numero 560/A «Norme in
materia di consorzi di bonifica».
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere un
minuto della vostra attenzione perché quello che mi accingo a dire
non vuole minimamente avere il sapore della strumentalità, tanto
più che oggi, 17 giugno 2010, fare e dire cose strumentali sulla
pelle della gente e sull'occupazione credo sia un lusso che nessuno
si può permettere, tanto meno un parlamentare della Regione
siciliana.
Oggi ci accingiamo ad affrontare, ed è auspicio mio e del Gruppo
parlamentare dell'UDC anche definire, il disegno di legge che
riguarda i lavoratori dei consorzi di bonifica; però, devo
sottolineare che a questo disegno di legge - il cui filo conduttore
è la materia dell'occupazione - erano stati presentati diversi
emendamenti che non sono stati ritenuti ammissibili dalla
Presidenza, pur essendo pertinenti alla materia in esame, e che
quindi non trovo nell'allegato degli emendamenti al disegno di
legge. Stiamo parlando di famiglie di lavoratori, di gente che è
stata mandata a casa, ma stiamo parlando soprattutto di una serie
di categorie che erano state escluse dalla finanziaria, a nostro
modo di vedere in maniera inopportuna, e che oggi, con questo
disegno di legge, potevano essere reinserite con gli emendamenti
che noi avevamo presentato.
Signor Presidente, mi riferisco a diverse categorie che non voglio
nemmeno menzionare perché non voglio l'applauso, ma voglio fare un
ragionamento serio, e lo dobbiamo fare tutti in quest'Aula, salvo
poi assumerci fuori con la gente la responsabilità degli atti che
compiamo dentro quest'Aula.
Allora, Presidente Oddo, a mio avviso la Presidenza si è
determinata in maniera sbagliata su tutti gli emendamenti che
avevamo presentato, e pertanto le chiedo di ritornare sui suoi
passi, altrimenti dovrà assumersi la responsabilità, insieme a
questo Governo, di dire che ci sono figli e figliastri , di dire
che ci sono donne e uomini che meritano la salvaguardia del posto
di lavoro ed altri che devono morire di fame. E' finito il tempo
delle ipocrisie
Siccome il mio intervento non vuole essere strumentale, e so che
lei oggi sta presiedendo solo per caso, la questione non è
personale né con lei, né con l'assessore Cimino, né con l'assessore
Leanza, ma so pure che oggi in Aula ci siete lei, l'assessore
Cimino e l'assessore Leanza, la invito a fermarsi e a convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Così ci spiegherete cosa è possibile fare e cosa non è possibile
fare e, soprattutto, dovrete convincerci che questi emendamenti
sono estranei alla materia e, quindi, rispetto al tema
occupazionale, c'è chi merita la tutela del posto di lavoro oggi e
c'è chi forse la meriterà domani o mai. Ci spiegherete e prenderete
impegni precisi, signor Presidente dell'Assemblea pro tempore e
signori assessori, ad esempio, che entro la sessione estiva il
disegno di legge che è in Commissione Lavoro e che riguarda tutte
quelle categorie che, più o meno surrettiziamente, sono rimaste
fuori dalla finanziaria, verrà portato in Aula per il relativo
esame.
Io mi rendo conto, signor Presidente, assessori Leanza e Cimino,
che voi non potete garantire l'approvazione di quel disegno di
legge, ma potete garantire, ognuno per la propria parte e per il
ruolo che svolge, che quel disegno di legge avrà una corsia
preferenziale, perché tutti ci riempiamo la bocca della necessità
di dare risposte occupazionali in Sicilia: fatto sta che ogni volta
che arriva un pezzo di carta che parla della possibilità di dare
occupazione c'è un problema che non c'era e che sorge.
Signor Presidente, la invito quindi a fermarsi oppure, dopo avere
consultato altri componenti dell'Ufficio di Presidenza, ad assumere
un impegno solenne di fronte ai siciliani, prima che di fronte ai
deputati, che entro il mese di luglio e prima della pausa estiva il
disegno di legge sull'occupazione che si sta discutendo in
Commissione Lavoro verrà portato in Aula per essere esitato.
Altrimenti, per quanto mi riguarda, sarò costretto ad inaugurare
una nuova stagione della politica che non mi si confà ma che, con
tutti i mezzi che mi attribuiscono lo Statuto e il Regolamento,
utilizzerò perché non posso sopportare che ancora una volta ci
siano figli e figliastri.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la prego di parlare solo
sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo
perfettamente che in occasione della finanziaria e durante la lunga
seduta che si è conclusa l'1 maggio - la festa dei lavoratori, e
non è un caso che la sto citando - il Presidente della Regione si è
impegnato solennemente a riconsiderare nella prima sessione utile
un disegno di legge che avesse due categorie, in maniera specifica,
come oggetto: i lavoratori dei consorzi di bonifica, così come i
lavoratori ex ciapisti. Questo riferimento non lo cito a braccio,
ma lo possiamo rinvenire nei resoconti stenografici delle sedute
d'Aula.
A questo punto, considerato che il disegno di legge in oggetto
consta di due articoli, il cui primo parla di lavoratori dei
consorzi di bonifica, non comprendo la ragione per cui degli
emendamenti che riguardavano l'altra fattispecie di lavoratori, mi
riferisco appunto agli ex ciapisti, nulla è stato inserito poiché
sono stati tutti dichiarati inammissibili.
Questa Presidenza, ma soprattutto il Governo, devono chiarire
preliminarmente qual è la ragione, qual è la motivazione per cui, a
seguito di un impegno preso in Aula, arriva oggi un disegno di
legge che riguarda soltanto una fattispecie di lavoratori. Ricordo
ancora con esattezza le parole del Presidente che diceva che
questi poveri lavoratori dei consorzi dormono in macchina .
Bene, i lavoratori del CIAPI credo non vivano una situazione
migliore; sono stati sotto il Palazzo durante la finanziaria e il
Presidente della Regione aveva assunto qui in Aula un impegno,
impegno che oggi non viene onorato, non solo dal Governo, ma -
ahimè - devo rimarcarlo, anche da questa Presidenza che, avendo
escluso la possibilità di discutere qualsiasi altro emendamento, ha
precluso, di fatto, la possibilità di dare a questa gente una
legittima risposta, che sia positiva o meno, sarà l'Aula a
giudicarlo.
Credo sia doveroso che la Presidenza riconsideri fortemente la
scelta di non valutare un gruppo di lavoratori che, ripeto, erano
stati oggetto di un impegno preso non davanti al singolo deputato
ma davanti ad una Assemblea che, a mio modo di vedere, costituisce
un elemento di democrazia sulla quale non possiamo più
soprassedere.
Signor Presidente, la invito, unendomi all'appello dell'onorevole
Cordaro, a riconsiderare l'indicazione della Presidenza e affinché
il Governo predisponga immediatamente la possibilità di valutare
questi emendamenti, che noi avevamo presentato come Gruppo
parlamentare UDC, ma con l'accordo di buona parte del Parlamento,
perché riguardano una emergenza lavorativa che non può avere né
colori, né figli e figliastri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza deve ancora
comunicare l'inammissibilità degli emendamenti a cui si riferiscono
i colleghi che chiedono di parlare sull'ordine dei lavori .
E' ovvio che c'è una anomalia per quanto l'onorevole Beninati mi
fa osservare, dato che abbiamo il testo è ovvio che già deduciamo
che c'è l'inammissibilità degli altri emendamenti.
Però, vi prego cortesemente di fare comunicare innanzitutto alla
Presidenza qual è la decisione assunta. Subito dopo se i colleghi
vogliono prendere la parola, non ci sono problemi; però ricordo che
sulle decisioni della Presidenza per quanto concerne
l'inammissibilità degli emendamenti che comunicherò non c'è
discussione.
Vi prego dunque cortesemente di tenere presente ciò che è materia
che va trattata in sede di Conferenza dei capigruppo, e cioè che un
disegno di legge deve essere posto all'ordine del giorno quando è
pronto ed esitato, come voi sapete; vi prego inoltre di tenere
presente, quindi di dare una mano alla Presidenza ed al Presidente
di turno, rispetto a quelli che sono gli adempimenti che
necessariamente la Presidenza deve comunque fare.
Onorevoli Ragusa e Campagna, vi farò parlare, ma fatemi prima
comunicare quello che è giusto che la Presidenza comunichi.
Prima di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno di
legge, al fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro che
stiamo per affrontare, do comunicazione delle decisioni adottate da
questa Presidenza sugli emendamenti presentati.
Tali decisioni sono state assunte tenendo presente: il programma
dei lavori approvato dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari comunicato nella seduta numero 172 del 18 maggio u.s.;
specifico che in quella sede è stato deciso di esaminare con
separato disegno di legge il riordino dei consorzi di bonifica.
Oltretutto, è chiaro che la Presidenza non può fare a meno di
attenersi e di sottolineare il rispetto del Regolamento interno che
prescrive: l'obbligo della previa presentazione in commissione
degli emendamenti (articolo 111); l'attinenza degli stessi
all'oggetto del disegno di legge (articoli 111, commi 2 e 112,
comma 3); la necessità di copertura finanziaria per gli emendamenti
di spesa, nonché - aggiungo - il profilo di costituzionalità delle
norme, perché ci sono norme, cui faceva riferimento l'onorevole
Cordaro, lo stesso emendamento presentato dall'onorevole Cracolici,
che sono state impugnate dal Commissario dello Stato riguardanti in
particolar modo il comma 43 dell'articolo 20 della legge regionale
19/2005, di identico contenuto rispetto agli emendamenti.
Quindi, non è che la Presidenza si diverte a dichiarare
inammissibili gli emendamenti che non sono stati presentati in
commissione, gli emendamenti che non hanno copertura finanziaria,
gli emendamenti estranei al testo e gli emendamenti che hanno un
problema di profilo di costituzionalità.
Detto questo, onorevoli colleghi, possiamo procedere.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, impiegherò solo qualche minuto perchè
i colleghi che mi hanno preceduto, gli onorevoli Cordaro e Caronia,
già hanno esplicitato il senso del nostro percorso, il percorso che
noi ci volevamo dare rispetto alla materia che stiamo trattando,
signor Presidente, ed è insindacabile - sono d'accordo con lei - la
decisione dell'ufficio di Presidenza sul percorso che si è dato. Io
non credo che l'onorevole Cordaro né l'onorevole Caronia né tanto
meno io, vogliamo sindacare o intervenire sulla decisione
dell'Ufficio di Presidenza.
L'onorevole Cordaro, nell'esplicitare il senso del nostro
ragionamento, ha detto che noi vogliamo un impegno, signor
Presidente, ad esaminare quello che è stato fatto in finanziaria.
In finanziaria sono stati falcidiati numerosi emendamenti
sull'argomento che stiamo trattando ed è stato preso solennemente
un impegno - come ha detto l'onorevole Caronia - riguardo ai
consorzi di bonifica. Ma del resto, degli argomenti che ha citato
l'onorevole Cordaro non se ne è parlato, sono stati falcidiati e
basta.
Allora, per evitare che qualcuno possa pensare che nella Regione
siciliana ci siano figli e figliastri io credo che è nostro dovere
affrontare le questioni che riguardano il lavoro. Noi non possiamo
non affrontare le questioni che riguardano il lavoro.
Non credo che possiamo innescare il meccanismo di una guerra tra
poveri, signor Presidente, perché qui stiamo parlando di bacini di
lavoratori che per anni, 5-6 anni, hanno prestato servizio.
Ora, per prese di posizione personali, abbiamo il dovere invece di
accelerare l'iter legislativo in Commissione Lavoro, dove c'è un
disegno di legge che stiamo definendo e che attende di avere il
vaglio della Commissione Bilancio, per il quale vogliamo un
percorso ben definito, signor Presidente. Siccome lei sta
presiedendo, io credo che lei insieme al Governo, debba prendere un
impegno. Noi non ci metteremo contro il disegno di legge in esame
perché siamo a favore dei consorzi di bonifica, e siamo a favore di
tutti gli altri bacini di lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sento di assumere l'impegno nei
confronti del collega Cordaro, del collega Campagna e nei confronti
dell'Aula, nel senso che alla prima riunione utile della Conferenza
dei presidenti dei Gruppi parlamentari sarò il primo a sollecitare
quanto sta emergendo dall'Aula rispetto a quello che sarà il
prossimo calendario dei lavori.
Di questo mi assumo la responsabilità in quanto non intendo
sottrarmi alle funzioni che ognuno di noi deve svolgere.
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi i consorzi di
bonifica, purtroppo, registrano una difficoltà, la difficoltà di
portare avanti una politica che riguarda l'agricoltura.
L'agricoltura ha bisogno anche di questi soggetti, e ci sono due
adempimenti a cui provvedere oggi sia verso il comparto agricolo
sia verso questi lavoratori che, per tanti anni, hanno prestato
servizio all'interno di queste strutture e che non sono rivalutati
per come meritano.
Io ho presentato un emendamento - che, apprendo oggi, è
inammissibile, perché mi rifaccio ad un accordo sindacale fatto con
i lavoratori forestali - con cui volevo equiparare i lavoratori dei
consorzi ai lavoratori forestali affinché, qualcuno l'ha detto
prima di me, non si usino due pesi e due misure.
Pertanto, ritengo che l'emendamento da me presentato debba essere
preso in considerazione, a meno che non mi si dica che non c'è la
copertura finanziaria. Solo in quel caso, infatti, credo che
oggettivamente il mio emendamento non sia da approvare.
Fermo restando che c'è l'omogeneità della materia, fermo restando
che è perfettamente nei termini di costituzionalità, ritengo che la
Presidenza debba motivare la sua decisione di estrapolare
l'emendamento dalla discussione in atto. Su questo c'è molta attesa
fuori dal Palazzo, è inutile che ci nascondiamo dietro un dito,
perché se è vero che questa politica deve essere consequenziale
rispetto all'occupazione in Sicilia, questo è un comparto che
insieme ai forestali va tenuto in debita considerazione e vanno
considerati dunque i bisogni delle famiglie.
Signor Presidente, lei sa bene che centouno giornate lavorative
non servono sicuramente a mantenere la famiglia, ma servono a
sostenerla, visto l'andamento socio-economico del nostro Paese.
PRESIDENTE. Quando ci sono problemi che riguardano il lavoro in
Sicilia, siamo tutti col cuore piangente. E' evidente che, anche
rispetto al Regolamento, quell'emendamento manca di copertura
finanziaria e non è stato nemmeno presentato in Commissione, come
prescrive il Regolamento.
A prescindere da ciò, comunque, ci sarà sicuramente l'occasione,
non solo nel testo di riordino dei consorzi di bonifica, ma anche
in altri vettori legislativi dove c'è maggiore compatibilità, di
discutere questi argomenti.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, l'onorevole Cordaro ed altri colleghi
hanno sottolineato la medesima cosa, ma apprendiamo che ci sono
persino degli emendamenti, sottoposti alla Commissione di merito e
alla Commissione Bilancio e che il Governo ha fatto propri -
quindi, oggetto di un'assoluta condivisione - che non risultano
inseriti tra gli emendamenti ammessi all'esame dell'Aula.
Siccome trattasi di argomenti inerenti in modo stretto alla
materia in esame, non si può, in questo momento, giustificare la
loro esclusione con esclusivo riferimento ai rapporti di lavoro in
corso, ai sensi dell'articolo 110 della legge regionale 17 gli
effetti delle sopraggiunte sentenze di Corte d'Appello che, in
relazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 368 e alla
lunga e ininterrotta durata dei rapporti medesimi, hanno comportato
la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a
tempo indeterminato, sono estesi a tutti i rapporti di lavoro in
essere nei consorzi di bonifica che abbiano identiche
caratteristiche di fatto e di diritto.
Trattasi delle risultanze di sentenze riguardanti i consorzi di
bonifica.
Poi, noi possiamo in Aula intervenire sull'argomento e decidere in
una direzione piuttosto che in un'altra, ma pregiudizialmente
escluderli non appartiene a nessuna logica perché si tratta di
emendamenti riguardanti proprio la materia che stiamo normando con
la legge.
Ecco perché intervengo sull'ordine dei lavori, dato che ci saremmo
tutti aspettati che quest'emendamento fosse inserito. Poi
sull'emendamento ci possiamo confrontare, il Governo può dire la
sua, noi diciamo la nostra e alla fine la Presidenza si orienta
come ritiene, ma pregiudizialmente non si può escludere perché è un
argomento che riguarda la legge. Non c'è nessuna difformità,
nessuna forzatura, nessuna prevaricazione; peraltro, si tratta di
argomento già apprezzato dalla Commissione di merito e dalla
Commissione Bilancio e che il Governo ha fatto proprio, quindi non
si capisce perché la Presidenza lo esclude.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, lo dico anche all'assessore
Bufardeci, prima ancora che intervenga, in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, la discussione è stata fatta
rispetto alle cose che lei ha richiamato e si è appunto deciso di
inserirlo nel riordino dei consorzi, e per giunta le voglio
ricordare che è una norma che ha bisogno di copertura finanziaria.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, prendo la parola perché devo ammettere che anch'io, per
una serie di emendamenti che non trovo nel testo perché già
stralciati, manifesto sorpresa. Da ultimo, su quello che
l'onorevole Leontini ha già citato e che era stato fatto proprio
dal Governo che lo aveva anch'esso presentato, voglio ribadire che
non soltanto la materia era pienamente coerente perché si parlava
di lavoratori, i cui rapporti di lavoro sono in corso, quindi
immaginatevi quanta è la competenza e quanta è la piena connessione
con l'argomento di cui stiamo trattando, dicendo che nella
fattispecie non c'è bisogno di alcuna copertura finanziaria perché
sono già a carico dei consorzi dove svolgono ed espletano le loro
attività lavorative.
Posto questo e posto anche che vi sono altri casi di emendamenti
presentati dal Governo e dai parlamentari che sono stati
stralciati, se la Presidenza ritiene che non ci siano comunque le
condizioni per trattarli - come l'esempio che ho fatto poc'anzi,
che riguarda sostanzialmente l'ipotesi dei tanti contenziosi che,
ormai in maniera consolidata, hanno affermato un principio, e che
costano e continueranno a costare alle casse della Regione tanti
altri denari, quindi sarebbe un'opera di pulizia, di giustizia, di
equità sociale e di economia, perché eviteremmo l'ulteriore costo
che le casse regionali dovranno subire per contenziosi ormai
pacifici in quanto sono tutti consolidati nelle varie Corti
d'appello -, ma, ripeto, se purtroppo la Presidenza dovesse restare
ferma nel convincimento che non vanno trattati, credo sia
assolutamente indispensabile che questi emendamenti vengano
trasmessi alla terza Commissione perché prontamente la stessa
Commissione li riporti in Aula con un testo che vada a completare
questa materia.
Oggi definiamo questa parte ma, per cortesia, non facciamo un
lavoro parziale.
Noi avevamo l'opportunità, a mio avviso, almeno per quanto
riguarda la materia dei consorzi, di poter fare un lavoro completo.
Avevamo anche presentato un emendamento sulla riorganizzazione
strutturale degli ambiti e del numero, era una dichiarazione di
principio in quell'articolato: il principio che occorre modificare
le norme che sovrintendono l'attuale status, l'attuale numero e
l'attuale consistenza territoriale, e rinviava poi ad una
successiva legge da presentare; anche questo - ribadisco - è stato
ritenuto da stralciare.
Nel confermare che in alcuni casi sono sorpreso dalla decisione
della Presidenza, dico che però almeno tutti questi emendamenti
abbiano una corsia assolutamente preferenziale e privilegiata e
vadano in terza Commissione perché prioritariamente li tratti e,
con la solita solerzia della terza e della seconda Commissione,
tornino in Aula quanto prima per dare almeno un trattamento di
equità nel settore del lavoro che riguarda i consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che il Governo
evidentemente sa bene che dobbiamo accelerare, che già gli
emendamenti a cui fa riferimento, Assessore, sono già in terza
Commissione; penso che sia necessario accelerare invece per quanto
concerne il testo di riordino, così come eravamo d'accordo e così
come abbiamo deciso nella Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari, che è stata richiamata anche nella comunicazione che
ho letto testé.
Dopo di che rammento all'onorevole Assessore che la questione che
state sottoponendo alla Presidenza è la trasformazione di fatto dei
contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, ciò significa
soldi e copertura finanziaria. Quindi, come dicevo poco fa, la
Presidenza, con l'ausilio degli uffici, sicuramente non si diverte
né a dichiarare inammissibili, né evidentemente a dire che ci sono
profili di incostituzionalità, né a dire che non è stato osservato
il Regolamento, ma prende atto delle cose che si possono fare in
questo momento.
Devo inoltre ribadire che l'intero Ufficio di Presidenza ha
concordato che è il momento di accelerare l'iter del disegno di
legge che il Governo presenterà sul riordino dei consorzi di
bonifica, in modo tale che una materia così delicata, che comunque
richiede la copertura finanziaria, venga sicuramente sottoposta nel
più breve tempo possibile all'Aula. Pertanto, non posso che
concordare da questo punto di vista.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori prima una
riflessione di carattere generale e poi una riflessione di
carattere particolare, anche dopo l'intervento del Governo, molto
puntuale.
Signor Presidente, mi può aiutare nel comprendere come mai
l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto ammissibile l'emendamento 2.2,
perché trattasi di materia che riguarda gli appalti pubblici,
trattasi addirittura di una particolarità che riguarda, sotto il
profilo della emendazione, una - a mio avviso - violazione di
norma, specificandola per casi particolarissimi, leggendo anche
nell'assunto che si tratterebbe, così come viene formulata, di una
urgenza, se non addirittura di una somma urgenza?
La riflessione che deve fare l'Ufficio di Presidenza dovrebbe
essere quella di avere un atteggiamento da tenere nei confronti di
tutti i parlamentari, e non essere soltanto particolarmente
sensibile a quello che potrebbe essere la trasformazione di alcuni
contratti specifici, sui quali non entro nel merito, anzi ritengo
che rispetto agli impegni che aveva assunto il Governo siamo molto
in ritardo e, in questo caso, anche il Parlamento.
Rispetto a questo io avevo formulato l'abrogazione del comma 2
perché è un'aberrazione e non credo che possiamo intervenire sulla
legge in materia di appalti pubblici addirittura prevedendo di
escludere la soglia dei 200 mila euro prevista dalla legge. Siamo
fuori da ogni regola
E' veramente assurdo quello che l'Ufficio di Presidenza ha
stabilito con l'accoglimento dell'emendamento 2.2.
Pertanto, signor Presidente, le annuncio che il mio Gruppo
parlamentare, non lo faccio per sostituirmi al presidente del mio
gruppo parlamentare, sta preparando un emendamento che riguarda la
materia specifica dell'articolo 1, formulato secondo le indicazioni
che abbiamo sentito dall'Ufficio di Presidenza e tenendo anche
conto del fatto che l'articolo 2 e gli emendamenti aggiuntivi,
come abbiamo già detto, non riguardano la materia di cui si sta
trattando. Ci sono altre norme che permettono questo tipo di
intervento, altre norme nella regolamentazione sia nazionale sia
regionale.
Rispetto a questo l'emendamento che cercherà di superare i dubbi
che l'Ufficio ha sollevato e che non è assolutamente in contrasto
con quel che pensa il Governo, e direi anche agli uffici di
riflettere sulla copertura finanziaria, perché è vero quello che ha
detto l'Assessore: l'intervento che riguarda quelle poche persone
che non hanno voluto, al momento, attivare un contenzioso con la
Regione porterebbe sicuramente alle casse regionali una spesa
molto, ma molto superiore rispetto al risultato che possiamo
raggiungere questa sera.
Rinviare al riordino dei consorzi di bonifica una materia già
molto chiara, una materia già identificata, una materia
economicamente compatibile con il bilancio regionale dei consorzi,
mi sembra una forzatura. Forse, questo lo comprendo, un accordo
generalizzato che riguarda una situazione politica di blindare il
testo e di non aggiungere nulla, allora questa è una
giustificazione su cui potremmo anche essere d'accordo, ma dobbiamo
dirlo Non possiamo utilizzare l'Ufficio di Presidenza per le
eventuali inammissibilità rispetto ad una situazione politica
parlamentare.
Se il testo deve essere blindato perché un accordo parlamentare
deve far arrivare a soluzione quello che tutti desideriamo è una
cosa, ma non è assolutamente possibile che si dichiarino
inammissibili materie e sostanza assolutamente ammissibili o
addirittura con uno sforzo maggiore possono essere resi ammissibili
per parlare sempre di personale, sempre di consorzi di bonifica e
sempre di una situazione che è economicamente efficace, efficiente
ed economica, che sono le linee guida per raggiungere in un disegno
di legge la confacenza sotto il profilo generale di una macchina
amministrativa e legislativa che funziona.
Quindi, signor Presidente, io la invito ad una riflessione di
carattere generale su quella che è stata l'ammissione di qualche
emendamento su un articolo sbagliato e di carattere particolare
sull'emendamento che sta presentando il mio capogruppo insieme ad
altri parlamentari per raggiungere una finalità che vuole non solo
il Governo ma tutto il Parlamento.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, può intervenire sull'ordine dei
lavori, ma non sulla ammissibilità o meno degli emendamenti. Io
vorrei evitare di non fare parlare i colleghi e di richiamare in
maniera fiscale il Regolamento. Vi invito a non aggirare il
Regolamento, a chiedere la parola sull'ordine dei lavori e poi
parlare sull'ammissibilità o meno rispetto agli emendamenti perché
sull'ammissibilità non c'è discussione.
Poi io specificherò alcune cose per quanto concerne l'intervento
dell'onorevole Mancuso.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, la ringrazio e credo che quanto dirò
sarà sull'ordine dei lavori.
Devo dire che ultimamente partecipo molto poco ai lavori d'Aula;
però, mi creda, ogni volta che vengo ed intervengo vedo delle
novità.
Capisco che ultimamente in Assemblea, con i tempi e internet,
siamo tutti in stato di avanzata fibrillazione, ma obiettivamente,
signor Presidente, è la prima volta, se non ricordo male, che non
vengono inseriti nel fascicolo buona parte degli emendamenti
presentati al testo
Se non ricordo male, gli emendamenti, anche per darne visione
all'Aula, si calano tutti nel testo o, quanto meno, poi si
dichiarano inammissibili quegli emendamenti che non sono pertinenti
con il testo; ma, sinceramente, non ricordo che questo lavoro sia
mai stato fatto a monte.
Ciò nonostante, siccome sono convinto che il Presidente ha deciso
di fare questa operazione sulla base di una decisione presa in
Conferenza dei capigruppo, su questa parte do per scontato che una
motivazione ci sarà perché qui non ci sono molti emendamenti, ve ne
sono solo due o tre.
Sull'articolo 2, signor Presidente, io noto che più volte in
Commissione si trattano argomenti che non sono di competenza
specifica della stessa. Ieri in quinta Commissione - io non ero
presente - si è audito il CAS, il Consorzio Autostrade Siciliane.
Il Consorzio Autostrade Siciliane è competenza della quarta
Commissione, non c'entra niente con la quinta Commissione; l'unico
motivo per cui si è audito in quinta Commissione è stato perché
tratta di materia di lavoro.
Allora, signor Presidente, vorrei sapere in questa Assemblea quale
materia non è del lavoro e le chiedo di richiamare i presidenti di
commissione affinché stiano attenti alla pertinenza delle materie
da trattare. Ripeto, il CAS non c'entra niente con la quinta
Commissione, é vero che è materia di lavoro, ma non c'entra nulla
perché è competenza della quarta Commissione.
Qui stiamo discutendo di un emendamento all'articolo 2, che non
poteva essere neanche trattato in terza Commissione perché si
doveva avere preventivamente quanto meno il buon senso e
l'accortezza che la quarta Commissione desse il proprio parere, e
non so se il collega, presidente Mancuso, lo ha mai ricevuto,
perché qui stiamo parlando di appalti.
Dico di più: la quarta Commissione per giunta, proprio in questi
giorni, ha esitato un testo sugli appalti. Mi sorprende,
oltretutto, che l'assessore Gentile di questo non sappia nulla. Lui
non sa che qui stiamo facendo una modifica sugli appalti, ma non lo
sa perché, giustamente, può mai pensare che in un disegno di legge
sui consorzi di bonifica si modificano gli appalti?
Pertanto, signor Presidente, credo che un momento di attenzione
anche per rispettare le regole, vada fatto, credo che sia giusto un
attimo di riflessione.
Se c'è qualcosa, è vero, che è uscito dalla Commissione con questo
testo, mi dispiace per l'amico, onorevole Caputo, lui non poteva
trattare l'articolo in questo modo, quanto meno avrebbe dovuto
avere il parere dalla quarta Commissione. Siccome ciò non è
avvenuto, valuti lei, signor Presidente, cosa fare. Credo non ci
sia molto da fare, soltanto cancellare l'articolo e non perdere
tempo, a meno che se vogliamo stare qui a discutere discuteremo per
almeno altre due ore su questo argomento perché non c'è nulla da
fare. E' una svista, si discuterà sull'articolo 1.
Per il resto suggerisco, per le motivazioni dette prima - signor
Presidente, lei è titolato a fare rispettare le regole -, di
prendere atto delle dichiarazioni che il sottoscritto, partecipando
ogni tanto ai lavori d'Aula, le fa osservare.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, che ci sia qualcosa che
caratterizza il lavoro di alcune Commissioni per quanto concerne le
materie attinenti alle loro competenze, è una cosa che la
Presidenza, visto e considerato il richiamo che i deputati fanno in
Aula, farà in modo di correggere. Infatti, le dico in maniera molto
franca e schietta che non mi sento di darle torto.
Per quanto concerne le questioni sollevate poco fa dall'onorevole
Mancuso, vorrei fare osservare che, pur se è vero che potremmo in
questo momento fare una cosa, cioè con x euro essere in grado di
risparmiare qualcosa, in quanto potremmo impiegare x meno qualcosa,
però è ovvio che questo x meno qualcosa va stanziato.
Altra questione: quando arriva in Aula un testo dalla Commissione,
con tutto il rispetto per il presidente Caputo, è evidente che la
Presidenza evita di stralciare parti del disegno di legge che sono
state esitate in Commissione. Però, non posso dire che i rilievi
fatti siano del tutto infondati, e mi fermo qui, nel senso che è
ovvio che l'Ufficio di Presidenza, il presidente Cascio in
particolar modo ma anche noi tutti, dobbiamo fare sì che alcune
regole riguardanti il lavoro e le competenze delle Commissioni
ritornino ad essere osservate, per come è giusto che sia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho sentito
l'invito a non parlare da parte del Presidente. Qualora fosse così,
chiedo scusa, ma credo che sia utile ai fini dell'obiettivo che si
vuole raggiungere, sempre che si voglia fare questa norma.
Personalmente, rimango convinto che, così come è scritta, sia una
norma che presenta non pochi problemi. In ogni caso, anch'io sono
convinto che l'articolo 2, chiaramente mi riferisco alla Presidenza
in astratto, non poteva essere dichiarato ammissibile dalla
Presidenza perché materia estranea; oltretutto, nelle stesse ore si
fa una cosa del genere quando c'è un disegno di legge, presentato
dal Governo, di riforma del sistema degli appalti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'è un emendamento soppressivo
dell'articolo 2.
I colleghi, evidentemente, diranno cosa bisogna fare.
CRACOLICI. La Presidenza doveva dichiararlo improponibile. Il
fatto che ci sia l'emendamento è un problema del Parlamento; di
fatto, è stata dichiarata ammissibile una cosa che non poteva
esserlo.
Quindi, non è questo il punto. Si può anche rispondere che se
l'Aula vuole lo respinge.
Stiamo parlando di una procedura.
La verità è che c'è qualche problema. Ora, non vorrei scaricare
sulla Presidenza problemi che sono di ordine politico e della
confusione che regna in questo momento nella vicenda politica
siciliana, perché saremmo tutti sciocchi se scaricassimo
semplicemente sulla Presidenza una cosa che, comunque, presenta un
elemento di difficoltà, in quanto obiettivamente se c'è una
questione in alcune province che riguarda i consorzi di bonifica,
non si può trattare la materia escludendo altre province, perché la
Sicilia è una, altrimenti facciamo le leggi con il francobollo.
Il principio dell'astrattezza della norma deve essere sacrosanto,
altrimenti - ed è uno dei rilievi di merito che faccio e credo non
sia solo mio, assessore Bufardeci - questa norma dovrebbe spiegare
perché consentiamo a chi ha fatto anche un solo giorno, dal 1991 ad
oggi, debba essere reintegrato dopo tre anni. Dico ciò, perché è
quello che stiamo scrivendo in questa legge: chiunque, fino al
2007, anche per un'ora, abbia avuto un rapporto di qualunque tipo
può beneficiare delle garanzie occupazionali di cui alle 51
giornate.
Voi capite cosa stiamo producendo, no? Altra cosa sarebbe stato
dire: il consorzio di bonifica Catania x, il consorzio di bonifica
Agrigento y, il consorzio di bonifica Palermo x+y+z, per le proprie
esigenze legate al fabbisogno specifico, sono autorizzati a
derogare ai limiti previsti dalla legge numero 45 per i quali qui
si è derogato, dato che stiamo prevedendo di fare una norma nei
confronti dei consorzi che hanno derogato agli obblighi di legge.
Vorrei che fosse chiaro che stiamo facendo una sanatoria in favore
di consorzi che, in difformità alle legge vigenti e non spiegando
le ragioni per le quali si sono prodotti quegli atti, hanno
proceduto infischiandosene dei limiti previsti dalla legge -
parliamo come poco fa della vicenda dell'AST Aeroservizi -, quindi,
noi facciamo le leggi - dico noi in astratto, io non c'ero
all'epoca della legge 45 -, ma poi chi vivrà, vedrà .
Ritengo che il Governo non abbia alcuna responsabilità, per la
verità, poiché questo disegno di legge credo che sia di iniziativa
parlamentare. Ma, comunque, deve in qualche modo essere specificato
meglio come vogliamo affrontare la questione in quanto temo che,
così com'è, qualche dubbio sull'astrattezza dell'applicabilità di
questa norma esista. Forse è troppo astratta.
Infine, vorrei fare un rilievo di ordine finanziario, e lo faccio,
mi dispiace che non c'è l'onorevole Cimino, e lo dico in questo
caso all'assessore Bufardeci nella qualità.
Ho visto che questo disegno di legge è coperto con un capitolo di
bilancio dell'Assessorato risorse agricole e alimentari. Però
vorrei sapere, visto che abbiamo approvato il bilancio la notte del
primo maggio, vorrei capire se abbiamo approvato un bilancio che è
stato, poi, pubblicato nella stessa maniera e quindi pongo un
problema formale alla Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana, al fine di verificare se il bilancio pubblicato in
Gazzetta ufficiale sia quello votato dall'Aula. Dubito che ciò, in
alcuni casi, sia avvenuto ma, prima di addentrarmi su ipotesi e
sospetti, vorrei che gli Uffici facessero le verifiche specifiche.
Al di là di questo, che considero molto delicato e che riguarda la
credibilità dell'istituzione tutta e riguarda anche la possibile
infedeltà agli organi istituzionali e costituzionali, qual è
l'Assemblea regionale siciliana .
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non continui più, perché sarà
fatto il controllo necessario. Stia sereno.
CRACOLICI. Credo, però, che una cosa sia inaccettabile: abbiamo un
fondo globale azzerato e, di fatto, l'Assemblea regionale nei
prossimi mesi non potrà fare leggi di spesa; però, di volta in
volta, si scopre che ci sono capitoli di assessorati che sono una
sorta di tesoretti nascosti.
Vorrei sapere di cosa parliamo in quanto mi risulta che, anche per
una scelta intelligente che ha fatto quest'Aula, sono stati
cancellati i fondi per i parchi, le riserve e per i lavoratori che
a luglio scadono, gente che da anni ha una convenzione, oltretutto.
Costituisce, fra l'altro, un'obbligazione da parte della Regione,
perché esistono delle convenzioni sottoscritte, contrattualizzate,
quindi con vincoli obbligazionari; eppure abbiamo una sottostima
dei capitoli di bilancio, in alcuni casi tagliati da quest'Aula,
dopo di che scopriamo che ci sono tesoretti nascosti
Scusate, se ci sono tesoretti, vorrei che fosse chiaro: la
previsione che si fa nel bilancio di previsione, cioè i funzionari
che fanno la richiesta all'Assessorato dell'economia fanno le
previsioni in forza di leggi vigenti o di leggi che si dovranno
fare?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.
CRACOLICI. Sto parlando di cose serie.
PRESIDENTE. Sì, ma parla da otto minuti, tre minuti in più, quindi
la prego cortesemente di rispettare il termine.
CRACOLICI. Quindi, nel caso specifico, prendo atto che nel
capitolo 147320, che forse riguarda i consorzi di bonifica, c'era
unmilioneottocentomila euro in più; in più non capisco rispetto a
cosa, qualcuno dice perché prevedevamo di fare la norma. Ebbene no,
assessore Bufardeci, si possono prevedere in forza di legge. Se la
legge prevedeva alcune cose, prevedeva la copertura finanziaria di
leggi vigenti; infatti stiamo facendo la legge, eventualmente, per
prevedere nuova spesa, quindi non si può prevedere in un capitolo
di bilancio una previsione su una legge ancora da fare.
Quindi, anche qui, facciamo attenzione. Questo è il Beirut
dell'Assemblea regionale, Beirut, e vale per tutti, è Beirut. Devo
dire onestamente che sono molto in imbarazzo perché la norma, a mio
avviso, non è scritta bene, c'è un problema di astrattezza che ne
mette in discussione la sostenibilità e credo che rispetto ai
problemi che si pongono, non so chi mi debba rispondere, ma qualche
problema esiste e va oltre la questione specifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei fare una proposta, in
quanto ritengo che una proposta fatta in un momento delicato possa
essere utile. Sospenderei l'Aula per mezz'ora per convocare la
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari alla presenza del
Governo. Mezz'ora significa che l'Aula riprenderà alle ore 18.45;
onorevoli colleghi, non facciamo cinque minuti perché sappiamo che
non saranno cinque minuti, facciamo una discussione seria per
ottimizzare i lavori. Si tratta di un articolo, di due articoli,
insomma. Penso che se facciamo uno sforzo in questa direzione
potremmo anche riuscire a fare un buon lavoro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in premessa
dico che la questione sollevata dal capogruppo del Partito
Democratico, onorevole Cracolici, è di particolare rilevanza. Anche
se inserito all'interno di una discussione che non riguarda in
maniera specifica il problema sollevato, credo che la Presidenza
abbia l'obbligo di assumere l'impegno di approfondire la questione
circa la non fedeltà del bilancio
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, ho già comunicato che sarà
fatto nel giro di ventiquattro ore il controllo, stia sereno.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici ha detto
che c'è il dubbio, il sospetto che il bilancio pubblicato sia
diverso da quello votato dall'Aula, così mi pare di avere colto.
Inviterei la Presidenza, così come ha fatto l'onorevole Cracolici,
a verificare questo e a riferire in Aula sulla fedeltà o
sull'eventuale infedeltà, individuando le responsabilità del fatto,
nel caso ci fosse infedeltà, perché qui viene messo in discussione
non solo il ruolo del parlamentare, ma anche il potere che gli
stessi cittadini esercitano in quest'Aula per il tramite del
Parlamento eletto.
Io credo - e chiudo questa vicenda che mi sembra particolare e
delicata, non voglio dilungarmi oltre - che, nonostante non ci si
dilunghi, vanno fatte le opportune verifiche.
Qualche collega diceva, in riferimento al testo del disegno di
legge che stiamo affrontando, che il Governo, all'interno e durante
il dibattito della legge finanziaria, aveva assunto l'impegno di
affrontare alcune emergenze occupazionali, direi, in alcuni casi,
alcune ingiustizie.
Faccio rilevare che questo disegno di legge non è proposto dal
Governo, ma è di iniziativa parlamentare; quindi è il Parlamento,
sono i singoli deputati che hanno proposto questo disegno di legge,
e non c'è stata una scelta del Governo a mantenere un impegno
piuttosto che un'altro.
Il Governo, di fatto, non ha avanzato alcuna proposta normativa né
su questi né su altri tipi di precari. Qui stiamo parlando di un
disegno di legge presentato direttamente dai parlamentari e mi
stranizza che il Governo abbia, in questo caso, presentato
emendamenti al testo su questioni che avrebbe avuto il dovere di
affrontare.
Mi spiego meglio, si dice abbiamo presentato l'emendamento
ritenuto inammissibile in cui ci si impegna a fare una legge . Di
leggi e di norme che impegnano il Parlamento a fare una legge
successivamente, non credo che questo territorio, questa Sicilia,
ne abbia bisogno.
L'altro emendamento che riguarda le garanzie occupazionali per i
lavoratori centunisti e i centocinquantunisti: su questo siamo
tutti d'accordo. Le garanzie occupazionali anche per gli altri
soggetti. Ma il Governo ci venga a dire se dà la copertura
finanziaria.
Il problema non è la norma, il problema è che il Governo ci ha
detto che le somme erano relative solo alla copertura delle
garanzie occupazionali per i lavoratori cinquantunisti. Per cui,
fare demagogia e venire qui, seppur in persone diverse, ma sempre
come Governo, a dire che siete per i centunisti e per i
cinquantunisti, bene, dia il Governo la copertura finanziaria anche
per i duecentunisti, se ce ne fossero, e noi lo voteremo.
Però, non è consentito fare demagogia in Aula sul pane dei
lavoratori.
Allora, approfittare di questa discussione per parlare
dell'universo mondo, della legge di riforma dei consorzi di
bonifica che si deve fare da anni e non viene portata avanti con
serietà, né da parte di questo Governo né da parte del precedente,
mi sembra un modo di arzigogolare per non fare quel minimo che
possiamo fare stasera, oggi e subito: dare garanzie occupazionali
ad alcuni lavoratori che non hanno lavorato solo nel 2007, ma che
hanno lavorato nel 2008 e hanno lavorato anche nel 2009. Credo che
con questa norma si possa chiudere un capitolo, non perché nella
legge c'è scritto che è vietato fare assunzioni, sia a carico dei
consorzi che a carico della Regione, perché questo era scritto già
nella norma precedente, ricordo l'articolo che abbiamo votato in
finanziaria, nella quale si dice che i dirigenti che assumono
personale quando c'è un divieto di assunzione, decadono dal proprio
incarico.
Questo è scritto nella legge finanziaria ed è la vera garanzia per
chiudere questa vicenda, perché non devono essere i lavoratori a
pagare i danni della politica e non devono essere neanche le
aziende agricole, alle quali si vogliono caricare i costi delle
clientele politiche che si sono fatte negli anni. Questa è la
garanzia affinché si chiuda un capitolo.
Signor Presidente, invito il Governo a non tergiversare rispetto a
questo testo.
Sospenderete, si farà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma ci deve essere la volontà seria di affrontare
questa norma ed avere il coraggio di dire sì o no, senza
nascondersi dietro i rinvii.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per venti minuti.
Convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari ed il Governo in Sala
lettura deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.27)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
560/A
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Norme in materia di personale con contratto a tempo
determinato
1. Nei consorzi di bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate
per l'anno 2010 con disposizioni di legge a favore dei soggetti di
cui al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre
2009, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni, nei limiti
degli stanziamenti di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate
nel corso del corrente anno anche ai lavoratori utilizzati entro il
31 dicembre 2007.
2. Per l'anno 2010, le disposizioni di cui all'articolo 3 della
legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, si applicano, nei limiti
degli stanziamenti di bilancio, anche al personale in servizio a
tempo determinato assunto entro il 31 dicembre 2007, secondo i
criteri di cui al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368,
osservando i periodi di discontinuità previsti dall'articolo 5
comma 3 del medesimo decreto legislativo.
3. I provvedimenti emessi in applicazione del presente articolo
sono adottati anche in deroga all'articolo 32 della legge regionale
25 maggio 1995, n. 45, e al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25. Al di fuori delle fattispecie di
cui ai commi 1 e 2 è fatto divieto ai consorzi di bonifica di
procedere ad assunzioni di personale sotto qualsiasi forma e con
qualsiasi imputazione contabile, sia a carico della Regione sia a
carico dei medesimi consorzi.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2010, la spesa di 1.800 migliaia di euro,
cui si fa fronte con la disponibilità del capitolo 147320 - U.P.B.
10.3.1.3.1 del bilancio della Regione, per l'esercizio finanziario
medesimo, di cui all'autorizzazione di spesa prevista dal comma 6,
dell'articolo 51 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 1.5:
«All'inizio del comma 1 aggiungere:
Per sopperire alle esigenze determinatesi in conseguenza delle
calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo scopo
di realizzare interventi e/o lavori di manutenzione ed
ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti
scolanti ».
emendamento 1.6:
«Alla fine del comma 2, dopo le parole del medesimo decreto
legislativo si aggiunga la seguente frase: e riassunti di anno in
anno fino al 31 dicembre 2009 ».
- dall'onorevole Caputo:
emendamento 1.1 (I parte):
«Al comma 1 sostituire le parole entro il 31 dicembre 2007 con
nel biennio 2006/2007 »;
emendamento 1.1 (2 parte):
«Al comma 2 sostituire le parole entro il 31 dicembre 2007 con
nel biennio 2006/2007 »;
emendamento 1.2:
«Al comma 4 sostituire le parole con la disponibilità con
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento »;
- dagli onorevoli Minardo, Di Giacomo, Ammatuna, Leontini:
emendamento 1.3:
«Sopprimere il comma 2 dell'articolo 1»;
dagli onorevoli Minardo, Di Giacomo, Leontini, Calanducci,
Musotto, Ammatuna:
emendamento A1:
«Aggiungere il seguente comma:
Ferme restando le garanzie occupazionali di cui al comma 1, i
soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 106 della legge regionale
16 aprile 2003, n. 4, sono autorizzati ad effettuare ulteriori
giornate lavorative sino a concorrenza delle disponibilità di
bilancio ».
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 1.7 di riscrittura del comma 1 dell'articolo 1:
«Per sopperire alle esigenze determinatesi in conseguenza delle
calamità naturali verificatesi nel periodo 2009-2010 ed allo scopo
di realizzare interventi e/o lavori di manutenzione e
ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti scolanti,
nei consorzi di bonifica le garanzie occupazionali autorizzate per
l'anno 2010 con disposizione di legge a favore dei soggetti di cui
al comma 2 dell'articolo 1 della l.r. 29 dicembre 2009 n. 13 e
successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate nel corso del
corrente anno ai lavoratori utilizzati nel 2007 e che hanno
prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
perché vedo che il tentativo di fare sintesi non funziona, nel
senso che fare sintesi significa ascoltarsi ed avere reciprocità.
Stiamo approvando una norma, lo voglio ribadire in italiano: non
è in discussione il lavoro delle persone e la fatica che le persone
mettono nel fare onestamente il proprio lavoro.
In questo caso ci sono stati dei funzionari irresponsabili, per
non dire altro, che hanno, in dispregio delle norme vigenti, negli
anni scorsi, operato fuori legge assumendo persone senza che ve ne
fosse alcuna ragione, se non l'imminenza di campagne elettorali.
Se si vuole costruire un sistema per cui - l'ho detto nel mio
intervento, l'ho detto con pacatezza - le norme che oggi si fanno
servono a sanare con coperture legislative ciò che la legge non
prevedeva e non ha coperto in questi anni, almeno lo si faccia con
il rispetto dell'Aula.
Se poi, invece, si vuole fare a prescindere da ciò, vi ricordo
che i Parlamenti funzionano a maggioranza e a minoranza: ognuno si
assume le proprie responsabilità.
Io manifesto, così come è stato riscritto il testo del Governo,
non solo dubbi, ma invito il Governo a riflettere su come debba
essere scritto, perché non vorrei che qualcuno pensasse di avere un
successino' oggi perché sarà un danno enorme domani, compresa la
delicatezza del momento in cui siamo, considerati gli aspetti che
riguardano tutto il precariato in Sicilia, la cui sorte non è
affidata soltanto alla volontà del Parlamento siciliano ma anche
alla volontà del Parlamento nazionale, che dovrebbe acconsentire a
derogare a vigenti norme dello Stato in un clima che, quando alcune
notizie giungono a mezzo stampa, non è certo positivo nei confronti
di una battaglia giusta, che è quella di riconoscere ai nostri
precari storici la possibilità di continuare a vivere con onestà
del proprio lavoro.
Pertanto, invito il Governo e in particolar modo l'assessore
Bufardeci ad un'ulteriore riflessione. Se così non fosse,
preannuncio la mia astensione sull'emendamento 1.7.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei aveva iniziato oggi la seduta
evocando le regole, convincendoci del fatto che le regole, da lei
discusse insieme all'Ufficio di Presidenza, dovevano essere
rispettate, e mi sembra che il Parlamento abbia avuto un
atteggiamento di collaborazione.
Ora, però, ci consegna un emendamento di riscrittura che non
cambia nulla, ad eccezione delle due parole finali, e cioè che
hanno prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009 .
Vorrei sapere se ci volevano tre quarti d'ora per scrivere questa
cosa Noi abbiamo aspettato con grande pazienza che venisse
riscritto un testo secondo quello che era stato il dibattito
parlamentare; invece è stato un presentato un emendamento dove non
c'è nulla di nuovo
Allora, rispetto a questo, lo ribadisco, c'è un impegno da parte
della Presidenza e del Parlamento affinché questo testo sia
blindato , non è possibile togliere o aggiungere nulla, oppure c'è
un atteggiamento da parte di taluni che decidono cosa si può fare e
cosa non si può fare?
Chi sta dirigendo questa macchina - e non si è capito ancora chi è
- lo dica
Io voglio svolgere il mio piccolo ruolo di parlamentare, che è un
novantesimo, però quel piccolo ruolo lo voglio svolgere al meglio,
così come possono svolgerlo tutti gli altri. Vorrei capire se
esiste - ritengo di no - una piccola o grande casta che decide non
so su cosa.
E' giunto in Aula un emendamento di riscrittura che riscrittura
non è.
Mi riprometto di rileggere attentamente l'intervento
dell'onorevole Cracolici sul resoconto stenografico, che mi pare
debba essere attenzionato non solo dalla Presidenza ma anche da
tutta l'Assemblea, lo ringrazio per l'onestà intellettuale che lo
contraddistingue e per l'atteggiamento che ha a favore di tutto il
Parlamento e non solo della sua parte politica. Qualche volta,
giustamente, prova una difesa ideologica e partitica, ma oggi ha
difeso tutto il Parlamento e io mi sento di ringraziarlo
personalmente come unità di questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, le faccio notare che non c'è
nessuna piccola casta e nessuna grande casta; si è svolta una
riunione con i Capigruppo e con il Governo, a seguito della quale è
stato poi presentato dal Governo l'emendamento 1.7, che riscrive il
comma 1 dell'articolo 1 e che, sostanzialmente, assorbe gli
emendamenti 1.5, 1.1 e1.6.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, lei ricostruisce correttamente il
pomeriggio odierno, tranne che per un particolare, che in
Conferenza dei capigruppo avevamo alla fine concordato di mantenere
la formulazione esistente, cassando però l'avverbio almeno', che
non è soltanto una finezza di carattere linguistico, ma evidenzia
cose importanti.
Le unità lavorative di cui parliamo sono state impiegate per pochi
giorni nel triennio 2007-2008-2009, con difformità, ma sulla base
di decisioni di funzionari irresponsabili che, contravvenendo alla
norma, hanno forzato e hanno dato vita a queste occasioni
lavorative assumendo senza una particolare ragione. Perché se le
ragioni fossero state in qualche modo soppesate, onorevole Dina,
allora, essendoci lavoratori che da dieci anni sono mantenuti allo
stesso numero di giornate, toccava a loro avere qualche giornata in
più.
Tuttavia, oggi, con questa formulazione, ci si incarica di sanare
quella forzatura che, rispetto agli altri lavoratori della
bonifica, costituisce una iniqua disparità di trattamento.
Allora, per evitare questo, abbiamo deciso di mantenere la
formulazione, facendo però in modo che le garanzie occupazionali si
applichino per 51 giornate e non per almeno 51 giornate nel corso
del corrente anno ai lavoratori utilizzati nel 2007 e che hanno
prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e 2009.
Se noi aggiungiamo la parola almeno è perché riconosciamo che
potrebbe essere accordata qualche giornata in più; ma se ci fosse
questa esigenza, allora è condivisibile l'emendamento da me
presentato con gli onorevoli Minardo, Ragusa e Di Giacomo per un
aumento di giornate lavorative nei confronti di quei lavoratori
che, senza sforare rispetto alle previsioni di bilancio, possono
essere equamente coinvolti ed utilizzati nei progetti di
manutenzione, anche perché si tratta di lavoratori che lavorano in
queste condizioni da dieci anni e non da tre anni a poche giornate.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ricostruzione
fatta dal collega Leontini nell'individuare le varie fattispecie di
lavoratori precari che operano all'interno dei consorzi di bonifica
presenta qualche falla, anche perché manca forse una ricostruzione
storica degli ultimi anni, quando non era più assessore, perché
quando era assessore aveva più chiara la realtà.
I lavoratori utilizzati negli ultimi tre anni non sono mai andati
in conflitto con la possibilità di estendere, di aumentare le
garanzie occupazionali di chi già le aveva.
Si tratta di lavori diversi a cui gli stessi si sono dedicati, si
tratta di perizie molto spesso fatte con fondi non di bilancio
regionale ma del bilancio dei comuni che, in qualche caso, si sono
avvalsi anche di finanziamenti extraregionali, mettendo in moto un
meccanismo di utilizzo interno di personale con fondi che i
consorzi gestivano, fermo restando quella platea di personale che
aveva acquisito un diritto di giornate che, stiamo attenti, non era
bloccato ai 51 giorni ma, compatibilmente con le risorse
finanziarie esistenti, poteva andare avanti aumentando il numero di
giornate lavorative che poteva svolgere.
Per questi lavoratori non stiamo chiedendo un trattamento di
privilegio, stiamo cercando di immetterli nell'ambito delle
garanzie, di dare una prospettiva, ma compatibilmente con il
bilancio e compatibilmente con l'importanza dei lavori che vanno a
svolgersi nell'attività irrigua ed anche nelle perizie di
miglioramento complessivo. Tanto è vero che l'articolo 2 è stato
giustamente contestato nella formulazione, perché così come era
stato introdotto sembrava volere stravolgere tutto - e condivido le
perplessità dell'onorevole Mancuso e dell'onorevole Beninati - come
se volessimo intervenire sulle norme degli appalti modificandole
sic et simpliciter con una norma che voleva avere una valenza
specifica di settore. Sicuramente quella norma era scritta male,
però mirava a voler dire che nei consorzi di bonifica, per quelle
fattispecie dove c'è l'obbligo di ricorrere all'esterno, si poteva
derogare con la possibilità di andare all'economia diretta, anche
per somme superiori, consentendo di mettere in circuito tutti i
lavoratori del consorzio, consentendo a tutti di crescere nelle
fasce delle garanzie occupazionali, ma senza vincoli.
Scrivere almeno 51 , non impone che devono farne di più, ma
rientra in un circuito complessivo dove, se ce ne sarà bisogno,
potranno essere utilizzati per giornate anche superiori alle 51, ma
come tutti gli altri lavoratori che in atto hanno quelle garanzie
occupazionali, che non sono vincolanti.
Se ci sono le risorse e le esigenze progettuali di interventi
conducenti al buon andamento del consorzio che deve guardare
all'obiettivo principale, che è l'attività irrigua, tutti potranno
accedere ad un aumento di giornate. Se diciamo che solo questi si
devono fermare a 51 giornate, stiamo creando una ulteriore
disparità, per un verso reinserendoli nel circuito delle garanzie,
e per un altro vincolandoli ad un periodo che non giova a nessuno.
Ritengo che il buon senso dovrebbe portarci a non accanirci
sull'avverbio almeno , che sicuramente non obbliga il consorzio ad
aumentare ma dà semplicemente una facoltà e una opportunità a
questi lavoratori come a quegli altri che già operano dentro le
garanzie occupazionali.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo avere
attentamente ascoltato chi mi ha preceduto, mi sorge un dubbio: che
non si voglia affrontare, in maniera organica, compiuta,
soprattutto concreta, la tanto agognata risistemazione di un
comparto, che è quello dei consorzi di bonifica, al di là delle
sconcezze di cui qualche collega che mi ha preceduto ha parlato
ergendosi, a mio avviso, a tribuno o, forse tardivamente, di
presunte - ripeto - nefandezze che sarebbero state fatte in passato
da cattive amministrazioni, che avrebbero forse abusato nelle
assunzioni.
Mi viene, quindi, questo grave dubbio ed è un dubbio che deve
interessare ognuno dei parlamentari, piccola, sparuta
rappresentanza parlamentare che, purtroppo, continua sempre meno a
frequentare quest'Aula. Qui non è, a mio avviso, signor Presidente,
onorevoli colleghi, solo ed esclusivamente una battaglia di
clientela, nel senso nobile del termine, e quindi cercare di dare
speranza a chi ha lavorato onestamente negli ultimi anni.
Nell'esame attento di questo disegno di legge, e quindi degli
emendamenti che ne fanno parte, bisognerebbe partire, non si può
assolutamente prescindere da una necessità, dal rendersi conto che
noi ci troviamo in Sicilia, ci troviamo in una terra che ha bisogno
di sistemare, una volta per tutte, la problematica dei consorzi di
bonifica, perché basta farsi un giro dei consorzi siciliani per
capire e verificare quali sono le proteste in questi giorni. Mi
riferisco alla provincia di Catania, ai proprietari terrieri che
chiedono acqua, che chiedono assistenza, che chiedono materiale,
che chiedono tutto quello che dovrebbe essere loro diritto e nostro
dovere fornirgli.
E, quindi, mi dispiace che parlamentari attenti, come il
presidente della Commissione Territorio e ambiente , onorevole
Mancuso, sia così attento alla riscrittura, anche perché, se di
riscrittura si parla, quand'anche si trattasse di una virgola
aggiunta in più o in meno, sempre riscrittura è.
Così come ritengo sia importante quanto ha detto l'onorevole Dina.
Come si fa a parlare di rilancio, di riorganizzazione, di
rispalmatura del personale cercando di impiegarlo in maniera
compiuta e finalizzata al funzionamento di consorzi che hanno
rappresentato negli ultimi anni un grave neo all'interno della
nostra Amministrazione regionale? Come si fa a dire che saranno
cinquantuno e non quarantanove o settantaquattro, anche perché, se
parliamo di riscrittura, onorevole Cracolici, lei lo considererà un
inutile orpello o aria fritta per dire a pane e salame .
Ma quando l'emendamento comincia Per sopperire alle esigenze
determinatesi in conseguenza delle calamità naturali verificatesi
nel periodo 2009-2010 ed allo scopo di realizzare interventi e/o
lavori di manutenzione ed ammodernamento delle reti irrigue
collettive , se noi volessimo realmente andare incontro a quella
volontà che dovrebbe spingere tutti noi, prima di decidere come
votare su questo emendamento, dovremmo pensare - al di là della
necessità o della giustezza, perché ho anche sentito parlare di
equità e iniquità - che è assurdo cristallizzare in cinquantuno
giorni, togliendo quella che potrebbe essere, onorevole Cracolici
l'esigenza di lavorare cinquantadue o cinquantatre giorni.
Piuttosto che pensare sempre al male o partire da analisi
dietrologiche che rappresentano il fallimento degli ultimi anni
riportando oggi, in maniera alquanto tardiva, le presunte sconcezze
- perché io non mi sento né giudice né arbitro di un passato che
non mi appartiene - messe in campo da coloro i quali avrebbero
abusato in queste assunzioni, la determinazione di un Parlamento
cosciente, responsabile ed equo, questo sì, onorevoli colleghi,
dovrebbe portarci non a lasciare quella famosa clausola di
salvaguardia almeno , che sarebbe un'apertura verso un
indiscriminato ricorso a una forza lavoro che non serve, perché
altrimenti saremmo criminali nel perpetuare quanto è stato fatto in
questi anni.
Ma se noi vogliamo realmente finirla con le porcherie, siccome il
pregiudizio è già una condanna a priori senza avere realmente
verificato l'esigenza che ci può essere nelle campagne siciliane,
io ritengo criminale - e mi ricorda un po' un'amnistia con la
castrazione chimica - un Parlamento che agisce in questo modo. Sì,
perché un'amnistia con la castrazione chimica è quando un soggetto
usufruisce di un premio, di uno sconto, ma uscendo dal carcere però
lo castrano chimicamente; quindi poi alla fine, tra il dare e
l'avere, non ha avuto niente.
La cosa importante, e concludo, è quella che la determinazione
ripeto di questo Parlamento fuori dal preconcetto, fuori dal
pregiudizio, è assurdo che si soffermi nella cristallizzazione di
cinquantuno giornate che potrebbero - e il condizionale è d'obbligo
- essere insufficienti per svolgere un regolare lavoro all'interno
di un mondo che è stato in questi anni contrassegnato
dall'irregolarità, dall'illegittimità, dal disordine e
dall'approssimazione.
E allora, onorevole Cracolici, mi rivolgo idealmente a lei, non è
blasfemo, non è peregrino, non è reato lasciare almeno all'interno
di quest'emendamento, ritengo che sia responsabilmente proiettato
verso una visione dinamica moderna e finalmente funzionale di quei
tanto vituperati consorzi.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità non
volevo prendere la parola, anche perché sono convinto che essendo i
miei primi mesi qui l'esperienza è maestra di vita, ma mi ricordo,
l'ha detto l'onorevole Cracolici, che almeno una volta potevamo
fare il caporale di giornata.
La storia di questi lavoratori è particolarmente articolata, non
c'è dubbio che tanti altri lavoratori precari meritano l'attenzione
di quest'Aula, del Governo e soprattutto di ognuno di noi che nella
vita quotidiana vede quali sono i problemi e le problematiche di
questa gente. Ma siccome non riesco mai a risolvere più di una
cosa, almeno cerco di risolvere una cosa per volta.
Oggi a quest'Aula si sta presentando l'opportunità di intervenire
in un piccolo capitolo, in un settore grande che è in crisi,
laddove nella piana di Catania non si sta irrigando perché non solo
c'è stata l'agitazione di questi operai, ma c'è stata soprattutto
una, non dico disattenzione, ma una non tempestività nel potere
svolgere il lavoro, vista la crisi economica e la difficoltà in
tutti i settori, e nel settore agricolo in modo particolare.
Pertanto, dico all'onorevole Cracolici, che tante volte ho
apprezzato nelle sue esposizioni, che sicuramente i rilievi fatti
dal punto di vista normativo mi hanno convinto, sono reali.
Però, per questa volta, visto che stiamo affrontando un problema
esistenziale per una categoria di lavoratori, un problema che può,
in qualche maniera, venire incontro all'esigenza di un territorio
vasto, visto che stiamo per l'ennesima volta discutendo
sull'avverbio almeno', vorrei dire che all'inizio, quando furono
formulati gli emendamenti, la parola almeno' l'ho suggerita io,
immodestamente e sommessamente, e questo almeno' non è sicuramente
una condizione imperativa per condizionare l'iter occupazionale di
questa gente.
Tra l'altro, voglio sottolineare all'onorevole Leontini che tutti
questi lavoratori non lavoravano per qualche giorno, perché
parliamo di centouno giorni e centocinquanta giorni, solo qualcuno
ha lavorato per cinquantuno giorni. Per cui, lo sforzo che stanno
facendo l'Aula e il Governo nel proporre questa riscrittura con
almeno' non modifica granché l'atteggiamento dell'Aula
precedentemente esposto.
Io ricordo che quando ero piccolo mio nonno mi diceva: almeno
lascia libera la speranza'. Ecco questo almeno' è la speranza che
questi lavoratori possano - entro i limiti di bilancio e le
condizioni di spesa favorevoli - aggiungere qualche altra giornata.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
semplicemente rafforzare il concetto che ha espresso l'onorevole
Dina, che rappresenta appieno il mio punto di vista in merito al
provvedimento che il Governo ci sottopone con questa riscrittura.
Credo sia doveroso da parte nostra, alla luce dell'impegno che
abbiamo assunto, sia come parlamentari ma anche il Governo, di
valutare alcune categorie di lavoratori che non sono state
ricomprese all'interno di quella che era la manovra finanziaria
dove, per espressa indicazione del Governo, si era parlato in
maniera esplicita di due comparti, due grossi comparti di
lavoratori che erano rimasti fuori da quella trattazione.
Ricordo perfettamente le parole del Presidente Lombardo, che
stasera abbiamo il piacere di avere qui in Aula, le dichiarazioni
che si impegnavano a valutare in maniera concreta la problematica
che riguardava queste persone, che sono appunto i lavoratori dei
consorzi di bonifica.
Però, rispetto a quegli impegni assunti, ancora una volta ci sono
degli elementi che non mi sono chiari. Rifacendomi alle parole di
questa Presidenza, che poc'anzi ha richiamato quattro elementi
fondamentali in base ai quali ci si è determinati sulla opportunità
di non accettare altri emendamenti che esulassero la materia
strettamente legata ai consorzi di bonifica, devo invece
puntualizzare alcune mie considerazioni.
Per quel che riguarda la compatibilità legislativa delle norme che
erano state presentate, ritengo che molte di queste non avessero
questo tipo di problema, così come la copertura finanziaria che,
per la stragrande maggioranza e per quello che mi è stato dato modo
di vedere, non era necessaria; né tanto meno per quello che
riguardava la coerenza rispetto al testo.
Ed è proprio su questo che vorrei spendere qualche parola.
La prima norma, su cui stiamo lungamente dibattendo, riguarda
materia che afferisce strettamente al lavoro. Infatti stiamo
parlando non di riordino di un comparto ma dei lavoratori, che io
sostengo, e credo sia giusto far inserire all'interno di questa
norma perché è giusto dare a questa gente anche una continuità
lavorativa. Però, dall'altra parte, non mi spiego la ragione per
cui altri tipi di lavoratori che oggi, invece, non sono argomento
di discussione siano stati assolutamente messi da parte.
Chiedo alla Presidenza di ribadire l'impegno che aveva assunto, e
lo chiedo in presenza del Governo, perché mi auguro che venga
calendarizzata al più presto una norma che possa avere quanto meno
la possibilità di essere discussa in Aula prima della conclusione
della sessione estiva.
Chiedo alla Presidenza che ci dia la possibilità di
calendarizzare, alla prima Conferenza dei capigruppo utile, un
disegno di legge che venga esitato dalla quinta Commissione e che
abbia ad oggetto tutta una serie di lavoratori.
Stasera, io ho sentito più volte ripetere il termine
ingiustizia'; ebbene, credo che sia una ingiustizia che stiamo
consumando, a fronte dei lavoratori dei consorzi di bonifica che
giustamente rivendicano la possibilità di lavorare per le ragioni
che anche poc'anzi l'onorevole Arena ribadiva, in quanto possono
venire incontro a delle necessità che sono legate a dei problemi di
cui ha parlato prima.
Pertanto, non è solo un problema occupazionale, ma sicuramente
viene incontro ad una esigenza che è della Sicilia tutta;
dall'altro, però ritengo che ci siano anche dei lavoratori che,
ripeto, ingiustamente sono stati messi da parte: mi riferisco a due
categorie che sono state oggetto della finanziaria e che sono il
personale della Spe e del CIAPI.
Noi abbiamo approvato in finanziaria l'articolo 52 che riguarda il
personale dell'ex emergenza Palermo, ossia i PIP Palermo, i quali
avevano a compendio due emendamenti che sono stati messi, per così
dire, in stand by, perchè sarebbero stati oggetto di una
trattazione successiva in Aula, la prima utile. Ebbene, questo oggi
non sta avvenendo.
Io oggi sono assolutamente favorevole a che questo disegno di
legge sia approvato celermente per dare tranquillità a questi
lavoratori e soprattutto continuità lavorativa e chiedo fortemente
a questa Presidenza e a questo Governo di discutere - poi l'esito
dell'Aula lo vedremo - la problematica di una serie di comparti
lavorativi che ingiustamente sono stati trascurati.
Non è pensabile che ci si possa occupare di un comparto di
lavoratori e di altri no Siamo assolutamente in presenza di
situazioni uguali, quindi sull'ingiustizia io direi di stare molto
attenti, perché una ingiustizia stasera la stiamo commettendo.
Rispetto a ciò, chiedo quindi che la Presidenza si esprima.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, lei sa bene che questa è materia di
Conferenza di capigruppo alla presenza del Governo e rispetto al
ruolo che svolge questa Presidenza.
Quindi, è ovvio che discuteremo anche di questi problemi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, ho espletato il compito che lei mi ha
dato di rileggere l'emendamento 1.7 in quanto lei sosteneva che era
una riscrittura del comma 1 e degli emendamenti 1.5, 1.1 e 1.2.
PRESIDENTE. Non ho detto questo, onorevole Mancuso, ho detto e le
ripeto che se realmente l'1.7 è la riscrittura del comma 1
dell'articolo 1, comunque di fatto determina il superamento
dell'emendamento 1.5, dell'1.1 (prima parte), dell'1.1 (seconda
parte), dell'1.6 e dell'A1.
MANCUSO. Signor Presidente, siccome siamo in una fase costruttiva,
mi deve dare la possibilità, vista la mia limitata scolarità mi ha
permesso di apprezzare quanto detto dall'onorevole Arena. Però
domani lo leggerò nel resoconto stenografico perché non sono
riuscito ad assimilare quanto era utile per il prosieguo dei
lavori.
E voglio essere più chiaro senza nessuna ipocrisia in modo che
anche chi ci ascolta fuori da questa Aula si renda conto di quello
che stiamo dicendo. Non vado fuori dal tema che è all'ordine dei
lavori.
In Commissione Bilancio, ai commissari e ai deputati che hanno
partecipato a quella Commissione è stata data per la prima volta -
io frequento questo Parlamento da circa nove anni - una tabella
dalla Direzione generale, personale autorizzato' e personale non
autorizzato'.
Quindi, la Direzione generale di un Dipartimento metteva a
conoscenza del Parlamento e dei deputati che c'era un'importante e
numerica, sotto il profilo della autorizzazione, presenza di
soggetti che usufruivano delle norme di cui stiamo parlando. Nello
stesso tempo, c'è un'altra importante e numerica presenza di
personale che invece, non autorizzato, dovrebbe usufruire di queste
norme.
La responsabilità di ogni padre di famiglia, perché se parliamo di
padri di famiglia ci troviamo tutti d'accordo e io vorrei
richiamare l'onorevole Arena al buon senso dei padri di famiglia e
non a questo attacco indiscriminato a quasi tutti i parlamentari,
perché il buon senso del buon padre di famiglia, onorevole Arena,
ci permette di rimanere in Aula, anche se all'opposizione, in
quanto la responsabilità del buon padre di famiglia non mette sotto
il profilo politico questa norma, questa legge e anche il suo
atteggiamento nei nostri confronti, perché se dovessimo misurare
l'atteggiamento dell'onorevole Arena nei confronti dei suoi
colleghi, dovremmo fare un altro tipo di azione parlamentare, dove
piuttosto che la sparuta minoranza di parlamentari a cui si
riferisce, mi pare che lei rimarrà solo questa sera.
Siccome siamo buoni padri di famiglia e riteniamo che queste norme
sono nell'indirizzo e nell'interesse dei padri di famiglia, stiamo
mettendo da parte tutto quello che riguarda la politica, tutto
quello che può riguardare il contrasto in questo Parlamento.
Solo questo ci spinge a stare qua dentro, non altro. Lei, se
vuole, poi venga qui e ci aiuti ancora
ARENA. Tu appartieni a coloro che non vogliono fare questa legge.
Tu sei tra coloro che vogliono rovinare questa Terra
MANCUSO. Solo lo spirito di collaborazione ad un disegno di legge
che guarda ad una situazione di precariato difficile.
Per quanto mi riguarda fino alla fine resterò in Aula per aiutare
un percorso che salvi una situazione diventata incresciosa e spero
che questo atteggiamento consapevole non venga strumentalizzato
ancora una volta da altri parlamentari, da questo scranno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole Assessore, mi segua perché
il mio vuole essere un contributo alla riscrittura, che forse
potrebbe dare una maggiore chiarezza anche a chi lo legge.
Allora, siccome credo, da quello che ho capito ormai, il mio
intervento è a supporto di questa norma, altrimenti - come ha detto
l'onorevole Mancuso - non saremmo stati neanche qui a parlarne.
Le suggerisco di valutare l'opportunità, intanto sinceramente,
Assessore, non capisco cosa sono le reti scolanti.
CRACOLICI. Le reti ISAI.
BENINATI. Io non so cosa è questa parola perché i consorzi di
bonifica gestiscono le reti irrigue, i tubi e certamente le reti
scolanti possono essere nei terreni. Non so se questa parola è
corretta o meno. Lo verifichi con i suoi uffici se è opportuno
correggerla, perché non so cosa sia, non la conosco. Poi dovremmo
aggiungere di consorzi', in quanto gestite dai consorzi perché
queste opere non sono dei consorzi, sono gestite dai consorzi come
era scritto meglio nel suo emendamento.
Il suo emendamento diceva gestiti dai consorzi'. Quindi secondo
me va corretto con gestito dai consorzi' perché i consorzi
gestiscono e, se lo ritiene, la riformulazione la farei totalmente
al contrario. Cambiare totalmente l'impostazione, perché alla fine
cosa si vuole fare? Quella legge che abbiamo approvato a dicembre
la si vuole estendere anche a quelle figure 2007, 2008 e 2009, per
che cosa? Per far fare le cinquantuno giornate almeno, questa è una
scelta sua, ma comunque proprio per sopperire alle esigenze dei
fenomeni di conseguenza.
Quindi, la imposterei totalmente al contrario, e la scriverei così
Le garanzie occupazionali autorizzate per l'anno 2010 con le
disposizioni di legge a favore dei soggetti di cui all'articolo
eccetera, eccetera, nei limiti degli stanziamenti di bilancio che
si applicano per almeno cinquantuno giornate anche ai lavoratori
utilizzati nel 2007 e che hanno prestato attività nel 2008 e
2009 per che cosa? Per sopperire alle esigenze determinatesi
E' una valutazione, se lei vuole accoglierla, bene. Comunque il
termine reti scolanti' non so se è giusto, non la conosco, non so
che cosa sia, ma certamente le parole nei consorzi' vanno corrette
in gestiti dai consorzi'.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Signor
Presidente, desidero dire ai colleghi che sono intervenuti, da
ultimo all'onorevole Beninati, che abbiamo fatto questa Conferenza
dei capigruppo per tentare di trovare una sintesi. E credo che il
Governo abbia dimostrato ogni volontà per cercare di semplificare
il testo e portarlo ad una rapida approvazione.
Il Governo ha detto e lo ripete che, al di là di qualunque
questione, ritira l'emendamento all'articolo 2 e quindi decade
l'articolo 2. Ha detto che darà parere favorevole all'emendamento
1.3 che sopprime il comma 2. Esprimerà, invece, un parere contrario
sull'emendamento aggiuntivo A1 perché sarebbe una estensione
assoluta a tutti che comporterebbe dei problemi di tenuta
finanziaria, in quel caso il dato è oggettivo in quanto il numero
sarebbe presso che imprecisato e imprevedibile. Ma nella
riscrittura - ricordo a me stesso - che nel corso della Conferenza
vi erano delle divergenze, vi era la posizione di chi riteneva
l'avverbio almeno' una possibilità di ampliare le giornate
lavorative a fronte di alcune circostanze particolari e di alcune
necessità; vi era la posizione dell'onorevole Cracolici, ad
esempio, che era contrario; in quella riscrittura il Governo ha
inserito l'avverbio almeno' nella convinzione che questo avverbio,
condizionato dai limiti degli stanziamenti di bilancio,
condizionato dalle norme, da ultimo della finanziaria, che
impongono al dirigente di non potere fare nuove assunzioni, dalle
condizioni più complessive in ordine alle quali stiamo lavorando
perché da una ricognizione oggi sappiamo quello che è il debito del
mondo dei consorzi, stiamo operando una serie di circolari di
assegnazioni che diventano sempre più stringenti e nei confronti
delle quali sempre meno vi potrà essere la possibilità di ampliare,
di allargare e di andare a pie'di lista che è costato alla Regione,
ad oggi, circa 120 milioni.
Voleva, quindi, essere - e vuole essere - questo almeno' la
teorica possibilità, evidentemente per ragioni oggettive, per
ragioni specifiche connesse alla siccità da un canto, alle frane
dall'altro, ai livelli calamitosi ancora, alla situazione più
complessiva, di potere fare svolgere, eventualmente che ne
sussistessero o venissero a verificarsi situazioni particolari,
qualche giornata in più, e giammai - e credo che lo sappiano i
lavoratori interessati - che il passare dal numero di giornate ben
maggiori di quelle che hanno fatto nell'ultimo periodo rispetto
alle 51 sia già un significativo modo di dire in maniera molto
netta e chiara non si può fare finta di nulla, non si può
privilegiare un soggetto fuori garanzia rispetto ai soggetti che,
invece, rientrano nelle norme.
Quindi mi permetto, proprio per la snellezza dei lavori che ci
hanno impegnato già per più sedute, che hanno impegnato le
Commissioni, che hanno impegnato questo Parlamento e che hanno già
visto, questa è la terza seduta specifica, una venne rinviata per
un presunto ritardo, nonostante il Governo avesse comunicato che
l'assessore di riferimento era in arrivo; l'altro ieri l'abbiamo
differita perché, giustamente, occorreva il termine per gli
emendamenti; alla fine oggi siamo ad uno sparuto numero di
emendamenti e si sostanzia questo disegno di legge soltanto in
questo primo comma dell'articolo 1, perché poi c'è soltanto la
parte che riguarda la provvista finanziaria che è stata anch'essa
oggetto di approfondimento e di rassicurazione. Quindi siamo
veramente ad una norma che se noi vogliamo nell'arco di tre minuti
abbiamo definito e votato.
Credo che possa essere ritenuto credibile il Governo ed il
Dipartimento che riceverà ulteriore nota assolutamente cogente che
non potrà assegnare risorse se non nell'ambito di queste giornate e
che le eventuali ulteriori giornate, se dovessero intervenire,
sarebbero dovute esclusivamente a fatti importanti, a fatti
oggettivi e non ad un ulteriore sbracamento come quello che è
intervenuto e mai per dare eventualmente garanzie a chi in questo
momento non le ha rispetto ad altri soggetti che sono ormai
istituzionalizzati con le famose 51, 101 o 151 giornate.
Credo, quindi, di poter appellarmi a questa Aula, perché ormai
sono ben oltre quattro ore che siamo qui a discutere di questo
testo. Sappiamo anche quanta attesa occupazionale e, se mi
permettete, non soltanto sociale, ma anche umana, vi è attorno a
questo articolo di legge per il quale credo che potere liberare
quest'Aula dando questo segnale che, comunque, considero di
speranza, in un quadro che poi quest'Aula potrà andare a rivisitare
quanto prima, a partire dalla settimana prossima con norme che
riguarderanno il mondo del precariato ed altro, sia un buon
segnale, sia una buona cosa per concludere questa annosa vicenda
che, ricordo, è stata già trattata nel corso della famosa notte del
30 aprile che giunse fino alla mattina dell'1 maggio.
Quindi mi permetto di dire, signor Presidente, che al di là della
formulazione di questa riscrittura che vuole l'onorevole Beninati
invertendo i concetti, la sostanza non cambia. Dico a precisazione
che reti scolanti sono proprio le reti di bonifica, quelli del
deflusso superficiale; si chiamano reti di bonifica o reti scolanti
e sono questo.
Al di là, quindi, della inversione letterale del testo la sostanza
è questa
Con questa sostanza, solo con quello spirito e con l'impegno che
le direttive che saranno assegnate ai consorzi saranno quanto più
rigorose ed altrettanto saranno i controlli, perché non ci siano
giornate in più se non assolutamente indispensabili al
completamento di lavori indifferibili ed urgenti, io credo che
questa decisione, con l'anticipato impegno del Governo, di
sopprimere l'articolo 2, dandovi parere contrario e quindi di
mantenere il comma 2 dell'articolo 1, possa essere una sintesi
virtuosa che chiude questa pagina e rinvia la materia più
complessiva a mercoledì prossimo per quanto riguarda la nostra
grande piaga sociale del precariato.
Pertanto, signor Presidente, chiedo di andare avanti votando
intanto l'articolo 1, il che ha una serie di conseguenze perché
farebbe superare l'esame di alcuni emendamenti e potremmo andare
direttamente alla conclusione di tutto l'articolato.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, desidera intervenire ancora?
RAGUSA. Rinuncio.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dagli
onorevoli Cracolici, Di Benedetto ed altri il subemendamento 1.7.1
all'emendamento 1.7:
«Dopo le parole si applicano per' sopprimere la parola almeno'».
Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo facendo
diventare questa discussione molto antipatica perché si sta
costruendo attorno all'avverbio la questione, la sostanza di questa
legge, che invece non è l'avverbio almeno né il più né il forse.
Questo è un disegno di legge che cerca di sanare una questione in
nome di ragioni sociali, dopo di che, vorrei ricordare
all'Assessore, che nei limiti dello stanziamento di bilancio è
una affermazione che, per quanto riguarda i consorzi di bonifica,
praticamente non vuol dire nulla. Aggiungo, carissimo Assessore,
che per la copertura finanziaria che prevediamo per questa norma,
visto e considerato che si è detto che le persone interessate
dovrebbero essere circa 260, 270 complessivamente, vorrei fare
quattro conti: il costo di una giornata di lavoro per una persona
mediamente oscilla tra gli 80 e gli 85 euro. Faccia una
moltiplicazione, Assessore, e vedrà che unmilioneottocento mila
euro è già ben oltre le 51 giornate per le persone che andiamo a
prorogare. Dopo di che, io credo che tutto si può fare e tutto si
può decidere, ma sempre senza carte truccate. Glielo faccio io il
conto, Assessore: costano circa 1 milione e 50 mila euro.
DINA. Il capitolo è comprensivo di tutti gli altri.
CRACOLICI. Degli altri chi? Le leggi di bilancio non sono .c'è un
milione e 800 mila per questa norma.
DINA. Non è così.
CRACOLICI. Come non è così , allora la norma non è coperta.
Io credo che il concetto di almeno' è un concetto di arbitrarietà
che si introduce e di assoluta incertezza che rende incerta la
legge, aggiungo nel rispetto del diritto al lavoro di chiunque;
però il diritto al lavoro non può diventare un privilegio per
alcuni e per altri no, ripeto.
Ci sono lavoratori in garanzia occupazionale che hanno un numero
di giornate lavorative che da anni è lo stesso, quindi non possiamo
introdurre un principio che per alcuni c'è almeno e per altri è
fisso. O si introduce un principio che stabilisce da questo punto
di vista equità, ecco il senso della parola almeno' da togliere.
Per intenderci, Assessore, io non sono tra quelli che se
dovessimo togliere la parola almeno' pensano di avere risolto il
problema Come è noto, il numero di giornate non dipende né
dall'avverbio almeno' né dall'autorizzazione di questo Parlamento.
Il numero di giornate, ad oggi, è stato stabilito sulla base della
negoziazione consorzio per consorzio e continuerà ad essere
stabilito su questo, per essere chiari.
Quindi, qui stiamo semplicemente autorizzando l'arbitrio con
l'avverbio almeno'.
Allora, siccome ognuno si deve assumere le proprie responsabilità,
a cominciare dai commissari dei consorzi, almeno fissiamo un
paletto. E il paletto è che c'è una copertura, le garanzie
occupazionali sono in forza di una norma; dopo di che ognuno, se
vuole continuare a fare quello che hanno fatto i suoi predecessori
si accomodi pure, tanto in questa Regione nessuno risponde mai di
nulla. Infatti, se oggi siamo in questa situazione e se abbiamo
circa 270 persone che lavorano nei consorzi di bonifica, pur con
tanta gente che fa con onestà e con sacrificio il proprio lavoro e
domani avremo mezza Sicilia che protesta perché siamo al mese di
giugno, a metà giugno, e non è iniziata la campagna irrigua in
tantissimi comuni, in tantissimi territori della Sicilia, dopo di
che forse dobbiamo aspettare solo le piogge per dare l'acqua nelle
nostre campagne, è inutile che facciamo grandi discussioni.
Io credo che la questione dell'avverbio almeno' si pone nel senso
che bisogna sopprimerlo per dare certezza alla generalità ed
astrattezza della norma. Ecco perché inviterei il Governo a
valutare positivamente la soluzione che ho proposto perché credo
che con questa soluzione, proposta da me e dai colleghi che insieme
a me hanno firmato l'emendamento, non significa che non ci
potrebbero essere ulteriori giornate in nome delle cosiddette
perizie di variante, significa che le garanzie occupazionali
riconosciute a quei lavoratori per gli anni 2007, 2008 e 2009 sono
per 51 giornate.
Per il resto, come hanno fatto nel 2007, nel 2008 e nel 2009,
forse potranno fare anche nel 2010. Per essere chiari, di cosa
stiamo parlando? Quindi togliere l'almeno ridà certezza, secondo
me, alla norma e inviterei il Governo a tenerne conto.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, capisco che c'è anche un po' di noia,
ma su questo argomento ci possiamo cimentare. Io apprendo dalla
stampa che il nostro Presidente Lombardo va a Roma per cercare di
non sforare il patto di stabilità, che è cosa importante perché
riguarda il mondo del lavoro, ed in particolare il mondo dei
precari.
Comprendo e apprezzo lo sforzo dell'assessore Bufardeci perché ha
capito perfettamente il dramma di questi lavoratori che alla fine
andranno a fare solo 51 giornate - stiamo parlando di 51 giornate -
e vorrei spiegare per la mia esperienza all'amico Leontini, al
capogruppo Cracolici che l'avverbio almeno' vuol dire 51, perché
servono 51 giornate per avere poi la disoccupazione, perché se non
fanno 51 giornate non possono avere il diritto alla disoccupazione.
Pertanto mi pare proprio un discorso di lana caprina parlando non
di 5100 giornate, ma di 51 giornate che sono oggi da un punto di
vista economico 4.500 euro dati a ciascuna famiglia. Spiegatemi
cosa farà questa famiglia con 51 giornate lavorative.
E' da tre ore che parliamo per approvare 51 giornate. Allora,
votiamo e basta, ma con almeno 51 giornate perché così le
garantiamo a questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per ribadire
quanto già detto ma per dare un chiarimento sotto il profilo
finanziario anche al collega Cracolici, al quale forse sfugge il
percorso di questa norma. La norma era stata già apprezzata in
Commissione Bilancio nell'esame della legge finanziaria; lo
stanziamento che considera tutta l'attività dei consorzi, i
duemilioniottocentomila euro, riguarda la fattispecie del personale
di tutti i consorzi, è omnicomprensivo, comprendeva anche questi
lavoratori perché la norma era all'interno della finanziaria
CRACOLICI. Ma che dici?
DINA. ed è una norma che, poi, è stata espunta dal Presidente
dell'Assemblea, dentro quella copertura, a seguito di un incontro
con i funzionari, era stata prevista la somma che, in atto, copre
anche questa platea.
Per cui, lo stanziamento non è solo per questa platea ma è
relativo alla platea complessiva del personale dei consorzi,
quindi, questo è l'aspetto finanziario su cui vorrei rassicurare
l'onorevole Cracolici.
GIANNI. Chiariamo questo passaggio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Colianni, la invito a
tenere un comportamento più consono e rispettoso di questo luogo.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, però stia calmo e se si siede è anche meglio. Così
continuiamo con calma la discussione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche
collega, qui, intervenendo ha fatto cenno
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, mi fa la cortesia di sedersi?
Prego onorevole Di Benedetto.
DI BENEDETTO. Dicevo che qualche collega, prima, intervenendo ha
fatto cenno al percorso storico di questi lavoratori e ha parlato
delle responsabilità di qualche funzionario preposto che, negli
anni passati, ha fatto le assunzioni.
Ciò resta un'enunciazione di principio perché i funzionari
responsabili che legittimamente hanno fatto le assunzioni rimangono
al loro posto e rimangono a percepire il proprio stipendio e ad
esercitare le funzioni dirigenziali.
Il problema che, oggi, si pone è quello di fare una norma che dia
ai lavoratori una garanzia, perché caricare la responsabilità sul
funzionario responsabile non risolve alcun problema.
Oggi, abbiamo il problema di portare e di votare una norma che dia
serenità ai lavoratori e dia anche funzionalità ai consorzi.
Allora, il problema qual è? Fare in modo che questa norma passi e
se per fare ciò occorre togliere almeno', credo sia il male
minore, da questo punto di vista. I lavoratori togliendo almeno'
avrebbero comunque le garanzie occupazionali per 51 giornate,
perché si dice che le garanzie siano per 51 giornate, non è vietato
che facciano più giornate delle 51, solo che le garanzie si
limitano a 51, poi possono fare 70, 80, 100 giornate, in dipendenza
delle perizie, senza avere per le giornate in più le garanzie
occupazionali.
Quindi, da questo punto di vista, non avrebbe una situazione di
privilegio rispetto già ad altri lavoratori che lavorano da tempo
all'interno dei consorzi.
Ma, soprattutto, parlare di almeno', ci pone anche a rischio dal
punto di vista della copertura finanziaria, perché stanziamo un
capitolo che è capiente per 51 giornate, ma rischia di non esserlo
per più giornate.
A noi non interessa fare demagogia, interessa che una legge sia
approvata, non solo qui, ma anche dal Commissario dello Stato.
Quindi, il limitare a 51 dà certezza delle risorse e consente che
la norma non venga impugnata perché l'indeterminatezza delle
garanzie occupazionali rischierebbe di non avere sufficiente
copertura della stessa legge.
Credo che per i lavoratori sia sufficiente, intanto, che per il
2010 si abbia questo tipo di garanzia, che dia certezza e sicurezza
e metta tutti i lavoratori del consorzio in uguali condizioni di
garanzie. Poi, quando discuteremo del 2011, vedremo come mettere in
piedi forme che equiparano i lavoratori che hanno lavorato
precedentemente al 2007 e quelli che hanno lavorato nel 2007, 2008
e 2009.
Ma, intanto, credo che così, togliendo almeno' si possa votare
una norma, spero e mi auguro, all'unanimità all'interno dell'Aula.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiate pietà di
noi, ma ve lo dico sul serio, perché un Parlamento che sta a
discutere tre ore tenendo i deputati inchiodati ai banchi a
discutere di un avverbio, lo ritengo un'offesa - abbiate pazienza -
per i colleghi che, magari, sono meno interessati dei palermitani,
dei catanesi, dei ragusani e quant'altro.
Allora, siccome stiamo parlando di dipendenti che hanno diritto al
lavoro, penso, onorevole Assessore, che la cosa più elementare,
invece di discutere di un avverbio, sarebbe stata quella di dire
che i lavoratori che hanno prestato servizio negli anni 2007, nel
2008 e nel 2009 sono equiparati a tutti gli altri cinquantunisti
che hanno lavorato precedentemente. Avremo messo tutti alla stessa
stregua e, poi, sarebbero state le dirigenze periferiche a
stabilire quello che c'è da stabilire, nel momento giusto, in virtù
delle risorse economiche che si hanno nel territorio.
E' veramente inquietante che si debba discutere, che si debba
stare ad ascoltarvi e ad ascoltarci - vi chiedo scusa anch'io
commetto questo errore talvolta - per più ore, per discutere
veramente sul nulla. Pertanto la prego, Assessore, di poter
inserire la dizione che questi operai sono equiparati agli altri
cinquantunisti che lavorano da dieci anni, da quindici anni, da
sette anni presso i consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.7.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
Faraone, Ferrara, Galvagno, Laccoto, Lupo, Marinello, Minardo,
Panepinto e Picciolo, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Arena, Beninati, Bosco, Bufardeci, Calanducci,
Caronia, Cascio Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici,
Currenti, D'Agostino, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Dina, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gentile, Gianni, Leanza Nicola,
Lentini, Leontini, Limoli, Lombardo, Lupo, Maira, Mancuso,
Marinello, Marinese, Minardo, Musotto, Panepinto, Picciolo, Ragusa,
Romano, Ruggirello, Savona, Scilla e Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
Caputo, Cintola, Cristaudo, De Benedictis, Fagone, Falcone,
Federico, Incardona, Lo Giudice, Marziano, Panarello, Pogliese,
Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .. 46
Votanti 44
Maggioranza ...23
Favorevoli ...19
Contrari . .25
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.5, 1.1 (I e II parte) e 1.6 sono superati.
Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Caputo.
L'onorevole Caputo è assente, pertanto decade.
LEONTINI. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro assorbito l'emendamento A.1.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norma in materia di lavori gestiti dai consorzi di bonifica
1. Il comma 6 ter dell'articolo 24 della legge 11 febbraio 1994,
n. 109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
6 ter. Per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
delle opere pubbliche e degli impianti di bonifica e di irrigazione
da eseguirsi in economia e in amministrazione diretta da parte dei
consorzi di bonifica, si prescinde dal limite di importo di 50.000
euro per i lavori in amministrazione diretta, nonché dal limite di
importo previsto dal comma 6 per i lavori in economia».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Limoli e Corona:
emendamento 2.1:
«L'articolo 2 è soppresso»;
- dal Governo:
emendamento 2.2:
«Alla fine del comma 1, dopo le parole per i lavori di economia
aggiungere il seguente periodo:
Limitatamente al triennio 2010-2012, per sopperire alle esigenze
determinatesi in conseguenza delle calamità naturali verificatesi
nel periodo 2009-2010 ed in considerazione della necessità di
realizzare improcrastinabili lavori di manutenzione ed
ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle reti scolanti
gestite dai Consorzi di bonifica ».
Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 2 è pertanto soppresso.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
- numero 361 Iniziative a favore dei lavoratori dei Consorzi di
bonifica in Sicilia , degli onorevoli Caputo, Bosco, Leontini,
Pogliese, Vinciullo;
- numero 371 Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dei
Consorzi di bonifica , degli onorevoli Calanducci, Musotto, Romano,
Gennuso, Arena, Mineo, Di Benedetto, Picciolo, Lo Giudice, Minardo,
Savona, D'Asero, De Luca, D'Agostino, Greco, Vinciullo, Raia,
Pogliese, Bosco e Cristaudo;
- numero 372 Conversione in contratti di lavoro a tempo
indeterminato dei rapporti di lavoro in essere presso i consorzi di
bonifica e rientranti nelle previsioni dell'art. 110 della legge
finanziaria regionale per il 2010 , degli onorevoli Savona,
D'Asero, Vinciullo, Torregrossa, Bosco, Mancuso, Corona, Caputo e
Leontini. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i componenti la III Commissione legislativa permanente 'Attività
produttive' dell'Assemblea regionale, al fine di dare una risposta
in tempi brevi alle esigenze di funzionamento dei consorzi di
bonifica che si trovano nell'impossibilità di operare per carenza
di personale con contratto a tempo determinato, hanno presentato il
disegno di legge n. 560 'Norme in materia di consorzi di bonifica';
la citata Commissione legislativa, all'unanimità, in data 11
maggio 2010, proseguiva l'esame del testo con la partecipazione dei
funzionari dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari, dipartimento 'Interventi infrastrutturali per
l'agricoltura';
nel corso di tale esame venivano suggeriti, da parte dei
funzionari dell'Assessorato, emendamenti indicanti tra l'altro il
capitolo di spesa da cui attingere la relativa copertura
finanziaria;
il testo veniva approvato così come emendato e trasmesso ad altri
organi parlamentari per il seguito di competenza, e che in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, tenutasi in data
18 maggio 2010, è emersa l'impossibilità di proseguire nell'esame
del disegno di legge, attesa la mancanza di copertura finanziaria;
considerato che il Governo, nelle persone degli Assessori
competenti, aveva espresso assicurazioni in ordine all'esistenza in
bilancio delle somme necessarie per dare la copertura finanziaria
al disegno di legge in questione, e constatato che la difformità di
notizie non soltanto determina uno stato di incertezza, ma pone a
rischio il futuro di tutti i lavoratori e della campagna agricola
2010, cui gli stessi sono addetti,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'economia e l'Assessore per le risorse
agricole e alimentari
ad individuare le risorse necessarie per dare copertura
finanziaria al disegno di legge n. 560». (361)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le disposizioni finanziarie regionali, recentemente approvate,
nonostante gli sforzi profusi da numerosi deputati di ogni
schieramento, non hanno introdotto misure concrete volte a colmare
il grave vuoto normativo che riguarda il futuro dei lavoratori dei
consorzi di bonifica, privati di effettive garanzie occupazionali;
a nulla, in quel contesto surreale, era valso il presidio
costante, messo dignitosamente ed ordinatamente in atto durante
tutto il corso della discussione in Aula del disegno di legge
finanziaria' da quanti, interessati al mantenimento delle
legittime garanzie occupazionali, avevano confidato sulle tante
voci che ininterrottamente si sono susseguite circa il loro futuro;
considerato che:
la drammatica emergenza sociale vissuta da questi lavoratori e
dalle rispettive famiglie, sfociata nelle numerose forme di
protesta messe in atto presso le sedi dei consorzi di bonifica, ha
determinato l'urgenza, prontamente soddisfatta attraverso la
volontà condivisa dei parlamentari siciliani, di predisporre un
provvedimento legislativo che ristabilisce concretamente le
garanzie occupazionali altrimenti precluse;
il suddetto disegno di legge, stabilendo che 'Nei consorzi di
bonifica, le garanzie occupazionali autorizzate per l'anno 2010 con
disposizioni di legge a favore dei soggetti di cui al comma 2
dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13 e
successive modifiche ed integrazioni, nei limiti degli stanziamenti
di bilancio, si applicano per almeno 51 giornate nel corso del
corrente anno anche ai lavoratori utilizzati entro il 31 dicembre
2007', pone così rimedio al grave vuoto normativo determinatosi;
rilevata, inoltre, l'urgenza di un progetto organico che riordini
integralmente la materia dei consorzi di bonifica siciliani,
prevedendo, in primo luogo, soluzioni concrete alle legittime
aspettative delle tante categorie di lavoratori e delle rispettive
famiglie, impiegati in tali strutture con contratti a tempo
determinato,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per garantire ai lavoratori dei
consorzi di bonifica il mantenimento, per l'anno in corso, dei
precedenti livelli occupazionali;
a predisporre una riorganizzazione della disciplina dei Consorzi
di bonifica che tenga conto della necessità di garantire continuità
sia nell'erogazione dei servizi sia rispetto alle prospettive
occupazionali di tutte le categorie di lavoratori impiegati
attualmente a tempo determinato». (371)
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
con il decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368 e successive
modifiche ed integrazioni, il quale ha dato attuazione alla
direttiva 1999/70/CE, relativa all'accordo quadro sul lavoro a
tempo determinato, sono stabiliti precisi limiti all'apposizione di
un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte
di specifiche ragioni di carattere tecnico, produttivo,
organizzativo, e che l'apposizione del termine è, in ogni caso,
priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da
atto scritto nel quale sono specificate le ragioni suddette;
in particolare, gli articoli 4 e 5 del su richiamato decreto
legislativo n. 368/2001 stabiliscono, a tutela del lavoratore e dei
suoi legittimi diritti, precise condizioni, termini, procedure,
durata ed oneri a carico del datore di lavoro, per la proroga dei
contratti a tempo determinato, prevedendo l'automatica
trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, in
presenza di specifici requisiti, a tutela del lavoratore e per
evitare, in ogni caso, forme di discriminazione;
i provvedimenti adottati dai consorzi di bonifica, in conforme
applicazione del comma 1 dell'articolo 110 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, e la relativa copertura dei posti vacanti, in
applicazione delle sopra richiamate norme del decreto legislativo
n. 368/2001, sono da intendersi a tempo indeterminato;
considerato altresì che, con esclusivo riferimento ai rapporti di
lavoro instaurati dai consorzi di bonifica ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
e integrazioni, e rientranti nelle previsioni dell'articolo 110
della legge finanziaria regionale per il 2005, in applicazione
delle previsioni di cui al già citato decreto legislativo n.
368/2001, apposite pronunce giurisdizionali di secondo grado, hanno
sancito la trasformazione dei relativi contratti da tempo
determinato a tempo indeterminato ;
ritenuto che, nella critica situazione finanziaria che la Regione
siciliana attualmente attraversa, occorra assicurare il
contenimento della spesa e che, nel caso di specie, non si vengono
a determinare ulteriori oneri e che, dunque, sia necessario
prevenire possibili ulteriori pronunce giurisdizionali che
vedrebbero, come per i casi analoghi, soccombente l'Amministrazione
regionale, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni utile ed opportuna iniziativa, al fine di
assicurare, nei limiti delle compatibilità di bilancio, la
trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato dei
rapporti di lavoro in corso nei consorzi di bonifica, aventi gli
stessi caratteri e requisiti dei rapporti instaurati dai medesimi
consorzi ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre
1995, n. 76 e successive modifiche ed integrazioni, e rientranti
nelle previsioni dell'articolo 110 della legge finanziaria
regionale per il 2005». (372)
Gli onorevoli Ragusa, Colianni e Panarello dichiarano di apporre
la firma agli ordini del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Il
Governo li accetta tutti come raccomandazione.
PRESIDENTE. C'è la proposta del Governo di accoglierli tutti come
raccomandazione. Non essendovi eccezioni da parte dei firmatari,
resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
consorzi di bonifica» (560/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge numero 560/A «Norme in materia di consorzi di
bonifica».
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevoli colleghi, a causa di inconvenienti tecnici del sistema
elettronico di votazione, annullo la votazione e la indìco
nuovamente.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco,
Bufardeci, Calanducci, Campagna, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino,
Colianni, Cordaro, Currenti, D'Agostino, D'Asero, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Galvagno, Gentile, Gianni,
Greco, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lombardo, Maira,
Mancuso, Marinese, Marrocco, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra,
Oddo, Panepinto, Pogliese, Ragusa, Romano, Ruggirello, Savona,
Scilla, Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Buzzanca,
Caputo, Cintola, Cristaudo, De Benedictis, Fagone, Falcone,
Federico, Incardona, Lo Giudice, Marziano, Panarello, Pogliese,
Raia, Rinaldi, Scammacca della Bruca, Scoma, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 49
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 22 giugno
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti (n. 568/A)
relatore: onorevole Faraone
2) Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della Pubblica Amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale (nn. 520-144/A) (Seguito)
relatore: onorevole Minardo
La seduta è tolta alle ore 20.48
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli