Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 179 di martedì 22 giugno 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      LEANZA  EDOARDO,  segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Di  Benedetto,
  Galvagno e Scoma sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Ruggirello è in  missione  per
  ragioni del suo ufficio, dal 24 al 25 giugno 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per la salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   -  N.  1031  - Copertura dei posti vacanti del comparto  regionale
  sanitario mediante ricorso a procedure di mobilità extraregionale.
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   -   N.   1040   -   Notizie  circa  l'avvio  delle  procedure   di
  stabilizzazione  del  personale precario  dell'azienda  ospedaliera
  universitaria 'Vittorio Emanuele' di Catania.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   -  N.  1055 - Notizie in merito al presunto ridimensionamento  del
  servizio di emergenza-urgenza di San Leone (AG).
   Firmatario: Cascio Salvatore

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  assegnati alle competenti Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
  acque.  Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio  idrico
  in Sicilia (n. 553)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 18 giugno 2010

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Centro risvegli iblei  (n. 567)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 18 giugno 2010

   -  Riconoscimento e sostegno all'Associazione Alzheimer di Palermo
  (n. 573)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 21 giugno 2010
   parere I

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi  dalle
  competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -    Commissione    provinciale   dell'Ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Trapani.  Designazione componente di cui alle lettere a) e  b)  del
  comma  9 dell'articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,  nel
  testo coordinato con le norme regionali (n. 96/I)
   reso in data 17 giugno 2010
   inviato in data 21 giugno 2010

                             BILANCIO (II)

   -  Articolo 10, comma 2, legge regionale 17 novembre 2009,  n.  11
   Credito  d'imposta  per  nuovi  investimenti  e  per  la  crescita
  dimensionale delle imprese. Risorse finanziarie  (n. 94/II)
   reso in data 16 giugno 2010.
   inviato in data 17  giugno 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1232  - Notizie urgenti in merito allo stato in cui  versa  la
  sanità nella provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   N.  1238  - Notizie e chiarimenti sulla Convenzione stipulata  tra
  l'Istituto  per  la  promozione industriale (I.P.I)  e  la  Regione
  siciliana.
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   -  N.  1233 - Proroga del provvedimento di deroga per il parametro
  'vanadio' presente nelle acque potabili.
   Presidente Regione
   Assessore Salute
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo

   -  N. 1236 - Iniziative urgenti per l'avvio della stagione irrigua
  nella piana di Catania.
   Presidente Regione
   Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1237  - Interventi urgenti in favore degli sfollati di  Favara
  (AG) in seguito al tragico crollo del gennaio 2010.
   Presidente Regione
   Firmatario: Bosco Antonino

   - N. 1239 - Iniziative per porre fine ai disagi in cui versano gli
  ispettori del lavoro in Sicilia.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Marinello Vincenzo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rifaccio ad una
  mia lettera inviata alla Presidenza sul bilancio della Regione,  in
  particolare  sull'iscrizione  in Gazzetta  Ufficiale  nel  bilancio
  pubblicato  di capitoli che erano stati azzerati dall'Assemblea  ed
  invece sono stati reiterati dagli uffici per poi pubblicarli  nella
  Gazzetta Ufficiale.
   Da  quel  che  conosco,  il Presidente dell'Assemblea  ha  inviato
  questa  nota  al  Governo il quale ha  rassicurato che  i  capitoli
  avrebbero avuto la fine con le indicazioni del Parlamento.
   Non  mi  pare che sia una rassicurazione valida ai fini  del  buon
  andamento   dell'Amministrazione   e   del   rispetto   del    voto
  dell'Assemblea.
   Aggiungo   anche  di  fare  mie  le  dichiarazioni  dell'onorevole
  Cracolici, nella 178  seduta, dove le indicazioni sono state  molto
  più  precise  e  puntuali. Leggo esattamente dalla  pagina  25  del
  resoconto  parlamentare dove la richiesta dell'onorevole  Cracolici
  mi  sembra  che non solo meriti attenzione, ma ci vuole,  a  questo
  punto,   un  atteggiamento  da  parte  di  quella  Presidenza   per
  salvaguardare il lavoro che ha svolto l'Aula ed il bilancio che  ha
  votato quest'Aula.
   Non ritengo che si possa passare, con così tanta sicumera da parte
  del  Governo, su situazioni che, certamente, sono molto  gravi  non
  solo sotto il profilo formale ma anche sotto quello sostanziale.
   Signor  Presidente, non so quando sarà convocata l'Aula,  ma,  per
  quanto mi riguarda, chiederò conto a quella Presidenza di conoscere
  nel merito quali sono stati gli interventi di variazione che devono
  essere  apportati al bilancio affinché non vengano spese somme  che
  questa Assemblea non ha votato.
   Le  chiederò conto, nella sua funzione, oggi, di Presidente,  ogni
  qual volta è possibile.
   Ritengo  che  non ci può bastare una mera lettera del Governo  che
  dice:   Cercheremo  di stare attenti . Ritengo  che  ci  vuole  una
  variazione  di  bilancio per azzerare quei capitoli che  erano  già
  stati attenzionati da tutta l'Assemblea e capire bene cosa vogliono
  dire  le dichiarazioni dell'onorevole Cracolici, altrimenti qui  si
  mandano  messaggi senza capire di cosa stiamo parlando e le accuse,
  mi  pare,  sono  abbastanza  gravi  e  oggi  ce  le  abbiamo  anche
  ufficialmente   e   tutti   le  possono   leggere   nel   resoconto
  parlamentare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Mancuso, la Presidenza è
  attenta  al  problema che lei ha posto e non solo si è premurata  a
  sollevarlo,  quindi  ad  invitare il  Presidente  della  Regione  a
  verificare se ci siano stati errori di questo tipo ed eventualmente
  a  cassarli  anche  con una variazione, ma la  Presidenza  ha  dato
  mandato  agli  Uffici  anche per ulteriori  verifiche  su  tutti  i
  capitoli  di  bilancio per vedere e confrontare la rispondenza  del
  bilancio  e  dei  vari  capitoli, delle UPB pubblicate  rispetto  a
  quanto l'Aula ha deliberato.
   Su  questo,  quindi,  onorevole Mancuso, stia  pur  certo  che  la
  Presidenza sta vigilando e farà in modo che non ci siano  discrasie
  di   questo  genere  e  non  si  accontenterà  certamente  di   una
  rassicurazione.

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione  del disegno di legge  Modifiche ed integrazioni  alla
  normativa regionale in materia di appalti  (568/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si   procede  con  l'esame  del  disegno  di  legge  numero  568/A
   Modifiche  ed integrazioni alla normativa regionale in materia  di
  appalti , posto al n. 1).
   Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio»,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Faraone  per   svolgere  la
  relazione.

   FARAONE,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  presente  disegno  di legge,  non è un disegno  di  legge  organico
  sugli  appalti.  ma  è  legato ad alcune necessità  contingenti  di
  adeguamento della normativa regionale, alcune questioni che portano
  ad  una  parziale  modifica delle norme relative al  sistema  degli
  appalti pubblici in Sicilia incentrato sulla legge regionale  n.  7
  del 2002 e successive modifiche ed integrazioni, che ha operato  un
  recepimento con rinvio statico alle previsioni della legge  statale
  dell'11 febbraio 1994, n. 109.
   La  Commissione «Ambiente e territorio» ha valutato  di  approvare
  questo disegno di legge rapidamente per rendere la procedura  degli
  appalti più celere, il Governo ci ha assicurato in Commissione -  e
  per  questo noi abbiamo ritenuto di non dovere ripetere  la  stessa
  procedura   -  che  gli  incontri  con  le  organizzazioni   e   le
  associazioni  interessate all'argomento sono stati fatti.  Dopo  di
  che sarà la Presidenza a stabilire i tempi per la presentazione  di
  emendamenti   e   i  Gruppi  parlamentari  potranno  autonomamente,
  eventualmente,  svolgere i loro incontri con le organizzazioni  che
  ritengono necessario essere ascoltate.
   Questa  è  una  riforma che si fa nelle more di  una  riforma  più
  organica   dell'intero  impianto  normativo  che  si   è   ritenuta
  indispensabile   per   cercare   di  risolvere   alcune   criticità
  dell'attuale  legislazione  sia  sul  versante  del   criterio   di
  aggiudicazione,  sia  su  quello  dell'intervenuta  norma   che  ha
  rimodulato   l'assetto  organizzativo  degli  Assessorati   e   dei
  Dipartimenti regionali.
   Per  rispondere  a  queste   esigenze  si  è,  pertanto,  ritenuto
  opportuno   modificare  le  norme  che  riguardano  l'Osservatorio;
  aggiornare  la  Commissione regionale per i lavori  pubblici,  alla
  luce  del  nuovo assetto istituzionale dell'Assessorato dei  lavori
  pubblici,  oggi Assessorato delle infrastrutture e della  mobilità,
  come     introdotto    dalla    recente    legge     di     riforma
  dell'Amministrazione     regionale   (legge   regionale   19/2008);
  rivedere  le  competenze  degli  UREGA,  ora  denominati  URPA;  ma
  soprattutto sono stati rivisitati i criteri di aggiudicazione degli
  appalti,  rendendoli coerenti con la normativa  statale;  infine  è
  stato ridisegnato il sistema dell'aggiudicazione ed esecuzione  dei
  lavori,  servizi e forniture in caso di ricorso amministrativo  e/o
  giudiziario.
   Di   rilievo,  nel  superiore  contesto,  l'introduzione  di   una
  disposizione  volta ad assicurare la legalità e  la  sicurezza  dei
  lavoratori.
   Il disegno di legge è composto da dieci articoli, inclusa la norma
  finale di entrata in vigore.
   Con  l'articolo 1 è stato ridisciplinato l'Osservatorio  regionale
  che,    originariamente   intestatario   di   funzioni   anche   di
  collegamento  con  l'Autorità  per la  vigilanza  limitatamente  ai
  lavori  pubblici,  con  il nuovo impianto viene  ridenominato  come
   Osservatorio regionale dei contratti pubblici di lavori, forniture
  e   servizi'.  Permane  la  sua  istituzione  presso  l'Assessorato
  regionale  delle  infrastrutture e della mobilità  -  come  abbiamo
  detto di nuovo nome -  e lo svolgimento dei compiti precedentemente
  attribuiti. Tali compiti sono stati, nondimeno, ampliati, così come
  è stato determinato il numero minimo dell'apparato burocratico.
   In  particolare,  l'Osservatorio  fungerà  non  solo  da  soggetto
  terminale  di tutta la complessa attività che investe  gli  appalti
  pubblici, ma anche come soggetto tenuto:

   -  a  creare  un  archivio contenente l'anagrafica delle  stazioni
  appaltanti,  delle  imprese,  i  dati  relativi  all'impiego  della
  manodopera e alla tutela e sicurezza del lavoro;
   -  a  concorrere nell'adozione di atti di indirizzo e regolazione,
  anche  cooperando  con  le altre Regioni,  nella  promozione  della
  qualità  delle  procedure  e della qualificazione  degli  operatori
  economici;
   -  ad  elaborare  linee  guida e documenti di  gara  nonché  altri
  strumenti finalizzati a semplificare e uniformare le procedure  per
  l'affidamento e la gestione degli appalti;
   - a monitorare i contratti;
   -  a  promuovere  iniziative  utili al  rispetto  dei  termini  di
  pagamento dei corrispettivi;
   - alla pubblicazione degli atti di appalto;
   - alla creazione e funzionamento del sito informatico;
   -    alla   collaborazione   nella   determinazione   dei    costi
  standardizzati per titolo di lavoro.

   Con  l'articolo 2 viene mantenuta la pregressa disciplina relativa
  ai  pareri sui progetti, rimodulando, per rispondere alle novità di
  cui   alla  citata  legge  regionale  n.  19/2008,  la  Commissione
  regionale dei lavori pubblici.
   Con   l'articolo   3  è  stata  ridisegnata  l'intera   disciplina
  riguardante  gli  UREGA.  L'assetto funzionale  e  organizzativo  è
  stato,  infatti,  completamente innovato,  ad  iniziare  dalla  sua
  denominazione  originaria  (UREGA)  mutata  in  Ufficio   regionale
  pubblici appalti (URPA).
   In  particolare, pur essendo stata mantenuta l'articolazione (URPA
  centrale e URPA sezionali) è stata estesa la competenza di ciascuno
  sia   sotto   il  profilo  oggettivo  (estensione  dell'ambito   di
  riferimento non solo ai lavori pubblici ma anche alle forniture  di
  beni  e  servizi) sia sotto quello del valore economico (la sezione
  centrale  è  competente  per  gli  appalti  di  lavori  di  importo
  superiori a 750.000 euro e di servizi e forniture di importo pari o
  superiore  a  500.000 euro; le sezioni provinciali sono  competenti
  per  appalti  di lavori di importo superiore a 750.000 euro  nonché
  appalti  di  servizi e forniture di importo superiore  alla  soglia
  comunitaria e inferiore a 500.000 euro).
   Con   l'articolo   3  è  stata  ridisegnata  l'intera   disciplina
  riguardante  gli  UREGA.  L'assetto funzionale  e  organizzativo  è
  stato,  infatti,  completamente innovato,  ad  iniziare  dalla  sua
  denominazione  originaria  (UREGA)  mutata  in  Ufficio   regionale
  pubblici  appalti  (U.R.P.A).  In particolare,  pur  essendo  stata
  mantenuta l'articolazione (URPA centrale e URPA sezionali) è  stata
  estesa  la  competenza di ciascuno sia sotto il  profilo  oggettivo
  (estensione dell'ambito di riferimento non solo ai lavori  pubblici
  ma  anche  alle forniture di beni e servizi) sia sotto  quello  del
  valore  economico (la sezione centrale è competente per gli appalti
  di  lavori  di  importo superiori a 750.000 euro  e  di  servizi  e
  forniture  di importo pari o superiore a 500.000 euro;  le  sezioni
  provinciali  sono  competenti  per appalti  di  lavori  di  importo
  superiore  a 750.000 euro nonché appalti di servizi e forniture  di
  importo  superiore  alla soglia comunitaria e inferiore  a  500.000
  euro).
   E'  stata, altresì, prevista una riqualificazione del ruolo  degli
  URPA   attraverso  l'attribuzione  di  un  nuovo  valore  giuridico
  attribuito  all'atto finale del procedimento di gara  dagli  stessi
  posto in essere. Infatti, tale atto non sarà costituito da una mera
   attività         materiale,        bensì       dall'aggiudicazione
  provvisoria,  offrendo puntuali soluzioni anche alle  problematiche
  connesse  alla  competenza  decisionale  su  eventuali  reclami   e
  opposizioni.
   Chiarita è stata anche la problematica connessa all'obbligatorietà
  del  seguito  procedimentale, nel caso in  cui  l'ente  interessato
  chieda  l'intervento dell'URPA per appalti di importo  inferiori  a
  quello  sopra citato. In tal caso, è stato disposto che l'URPA  sia
  tenuta a dare seguito alla richiesta.
   Un'ulteriore novità è costituita dalla introduzione del  principio
  costituzionale  di sussidiarietà attraverso l'attribuzione  di  una
  funzione   di   supporto  di  ciascuna  URPA  con   l'altra   nella
  costituzione  di  commissioni  ulteriori  anche  nell'ottica  della
  accelerazione delle procedure di affidamento.
   Altro  aspetto critico risolto è quello riguardante l'ambito delle
  competenze degli enti e degli URPA. A tal fine, viene disposto  che
  gli enti sono tenuti a stabilire l'oggetto del contratto e le parti
  essenziali del suo contenuto e il procedimento da adottare  per  la
  scelta  del contraente nonché a trasmettere il progetto e/o  piano,
  il capitolato d'oneri e il provvedimento di approvazione. Tutti gli
  atti  successivi, tranne la pubblicazione, vengono  intestati  agli
  URPA e si concluderanno con l'aggiudicazione provvisoria.
   Altra  novità introdotta è quella diretta alla precostituzione  di
  atti  di  indirizzo e di uniformità di comportamento  da  parte  di
  tutti gli URPA, prevedendosi una Conferenza dei presidenti.
   Un'ulteriore  innovazione  riguarda i  criteri  di  aggiudicazione
  degli appalti sia sopra che al di sotto del milione di euro. A  tal
  fine  si  è provveduto, con l'articolo 4, a modificare la normativa
  regionale  vigente  in  materia  rendendola  coerente  con   quella
  statale.
   Con   l'articolo  5  è  stata  rielaborata  la  complessa  vicenda
  riguardante l'aggiudicazione ed esecuzione dei lavori, prevedendosi
  anche  che,  nel caso di aggiudicazione ed esecuzione  dei  lavori,
  servizi  e forniture ove sia presentato ricorso amministrativo  e/o
  giudiziario, non viene precluso il seguito procedimentale  ai  fini
  della consegna dei lavori o dell' esecuzione della fornitura e  del
  servizio.  Nello  stesso  tempo,  è  stato  disciplinato  tutto  il
  procedimento   riguardante  eventuali  rilievi   e   contestazioni,
  individuando gli organi competenti a decidere.
   La  norma,  concernente la revisione dei prezzi dei  materiali  da
  costruzione,   di   cui  all'articolo  6,  prevede   esclusivamente
  aggiornamenti    tecnici,   dovuti   alle    nuove    denominazioni
  dell'Assessorato  e  del Dipartimento competenti  a  seguito  della
  riforma dell'Amministrazione regionale.
   L'articolo  7  introduce per l'impresa aggiudicataria  dei  lavori
  l'obbligo  di  comunicare entro quindici giorni dall'aggiudicazione
  l'elenco delle ditte affidatarie di opere in subappalto.
   Per  rispondere alle indicazioni provenienti dal documento  Codice
  Antimafia   e   Anticorruzione  della   pubblica   Amministrazione,
  condiviso  dalla  Giunta regionale con delibera numero  514  del  4
  dicembre   2009,  è  stato  introdotto  l'articolo  8   nell'ambito
  dell'impianto normativo in materia di appalti.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  segnalare  che  questa non è la prima volta che noi interveniamo  a
  modifica  di  una legge così essenziale per il sistema pubblico  in
  Sicilia.
   Dico questo rendendomi conto, anzi sottolineando la necessità  che
  determinate  modifiche  legislative  vadano  introdotte  e   quindi
  l'opportunità  di  questo disegno di legge. Ma nello  stesso  tempo
  ritengo  che  la  delicatezza  delle  questioni  affrontate  meriti
  un'attenzione particolare da parte di questo Parlamento. Mi  sembra
  che finora tutto questo sia passato quasi inosservato e in sordina.
  Signor  Presidente,  più di una volta siamo dovuti  intervenire  su
  errori compiuti anche
  inavvertitamente  proprio per una disattenzione,  per  un  calo  di
  approfondimento   da  parte  del  Parlamento  in   questioni   così
  importanti.
   Io  credo  che in questo momento dobbiamo registrare che  c'è  una
  scarsa presenza sull'argomento. Mi pare anche di potere dire che la
  Commissione ha ritenuto di dover esitare questo provvedimento più o
  meno   così  come  era  stato  trasmesso  dal  Governo,  auspicando
  probabilmente  un  maggiore approfondimento  nell'Aula.  Ma  questo
  approfondimento l'Aula adesso lo deve fare.
   Le  questioni  che  sono poste sono assolutamente  importanti.  Se
  pensiamo  solamente  alle  motivazioni che  rendono  necessaria  la
  modifica  dei  criteri  di  aggiudicazione  dell'appalto,   abbiamo
  contezza  di  quanto queste siano strategiche. Nello  stesso  tempo
  quello  che  è  contenuto  in  questo  disegno  di  legge  comporta
  modificazioni realmente pesanti per il sistema delle imprese.
   Ritengo che tutto questo meriti una discussione approfondita.
   Pertanto, signor Presidente, penso che gli emendamenti che  questo
  Parlamento  deve apprestarsi a presentare per l'approfondimento  di
  questo  testo di legge debbano essere opportunamente ponderati  nel
  tempo.
   E io le chiedo che ci sia consentito.
   Solo  per parlare delle modifiche alle norme che riguarda  l'UREGA
  che verrà chiamato URPA, io ricordo che abbiamo votato questa legge
  nel  2002,  e siamo già intervenuti a modificazioni di questo  solo
  argomento con successive leggi regionali nel 2004, 2005, due  volte
  nel  2005,  con la legge 9 e la legge 16, poi nel 2006  e  poi  nel
  2007.
   Quindi siamo intervenuti già cinque volte su uno stesso argomento.
  Per  quanto  riguarda invece il già sottolineato critico  argomento
  del  criterio  di aggiudicazione degli appalti, dopo la  assunzione
  della  legge 109 con la legge 7 del 2002, noi siamo tornati  ancora
  qui a modificarla nel 2003, nel 2005, nel 2007, con modifiche che -
  voglio  sottolinearlo - oggi dobbiamo radicalmente e  ulteriormente
  rivedere e quindi modificare.
   Allora  noi non ci possiamo permettere né di non fare o di  andare
  avanti con questo disegno di legge né ci possiamo permettere di non
  avere  piena consapevolezza di quello che andiamo a fare. In questa
  materia è quanto mai necessario, infatti, stimare e in qualche modo
  simulare gli effetti che poi le norme che approveremo provocheranno
  sull'intero sistema degli appalti in Sicilia.
   Noi  abbiamo  contezza  della necessità che  questo  avvenga.  Ma,
  signor  Presidente,  credo,  altresì,  che  la  necessità   di   un
  approfondimento  ci imponga un termine ampio per  la  presentazione
  degli emendamenti.
   Quindi, se potremo usufruire di un giorno in più, di due giorni in
  più per ponderare bene la materia e presentare gli emendamenti, non
  sono giorni sprecati.
   Ripeto,  più di una volta abbiamo dimostrato agli atti  che  siamo
  dovuti   intervenire  per  correggere  errori  che  frettolosamente
  abbiamo  fatto. Siamo consapevoli della necessità di non  fermarci,
  ma   le  chiedo,  anche  a  nome  del  gruppo  per  il  quale   sto
  intervenendo,  di avere un termine molto ampio per la presentazione
  degli  emendamenti che debbono essere - spero, lo speriamo tutti  -
  definitivi  almeno  per un periodo che ci consenta  di  gestire  la
  spesa  dei  fondi  comunitari, che in questo abbisogna  appunto  di
  queste  norme, e nello stesso tempo di trovare un compromesso  equo
  tra  la  necessità  e  gli appalti, le aggiudicazioni  della  buona
  conduzione  dei  lavori  pubblici e  anche  della  concorrenza  tra
  imprese.  Stiamo andando a toccare, anche con le norme che  vengono
  proposte, aspetti estremamente delicati.
   Quindi, signor Presidente, le chiedo per le decisioni che assumerà
  riguardo alla  presentazione di questi emendamenti un termine molto
  ampio.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  le
  argomentazioni  che  sono  state poste  alla  base  dell'intervento
  dell'onorevole De Benedictis siano sostanzialmente da condividere.
   Abbiamo  ascoltato  la  relazione  dell'onorevole  Faraone,  quale
  relatore  di  questo  disegno di legge e devo  dire  che  mi  sarei
  aspettato  un  provvedimento  più  complessivo,  un  provvedimento,
  assessore,  più organico rispetto a interventi quasi a spizzichi  e
  bocconi che già hanno visto, non dico le censure, ma sicuramente le
  perplessità delle categorie.
   Io  non ritengo che bisogna esser aprioristicamente contrari ad un
  intervento  legislativo che sia attualmente quanto più  necessario,
  perché  sappiamo  la  condizione in  cui  si  trovano  le  imprese,
  sappiamo la condizione in cui si trovano oggi i professionisti.
   A  seguito di norme che hanno teso magari alla trasparenza, ma che
  hanno  creato  un  eccesso  e  hanno  comportato  molte  volte   la
  trasformazione di ciò che è, ad esempio, mi riferisco  ai  tecnici,
  di  ciò  che è prestazione, professione in prestazione di servizio,
  quasi  omologando quello che è un impegno intellettuale con  quello
  che può essere un  servizio prestato da qualsiasi tipo di impresa.
   Allora, è chiaro che dobbiamo oggi riflettere maggiormente  su  un
  testo  importante  come quello che dovrebbe oggi  approvare  questa
  Assemblea.
   Certo,  non  vedo  molti colleghi, devo dire, e questo  mi  lascia
  perplesso ulteriormente. Non vedo molti colleghi e mi pare che  non
  ci  sia  molto  interesse attorno a questa materia,  quando  invece
  sappiamo  che tale materia oggi è di grande attualità. Ciò  in  una
  Sicilia in cui, purtroppo, gli appalti pubblici sono bloccati, quei
  pochi  lavori  che sono stati messi al bando sono sottoposti  a  un
  giudizio,  a  più  giudizi,  al TAR, al CGA.  Sono,  purtroppo,  se
  vogliamo, anche tra le pieghe di alcuni cavilli che qualche azienda
  che  arriva  in  Sicilia,  piuttosto  che  lavorare  con  tutta  la
  struttura e la logistica, va giù con i legali.
   Allora,   io  credo  che  dovremo  un  attimo  fermarci.  Dovremmo
  quantomeno,  Presidente Formica, assegnare a  questa  Assemblea  un
  congruo  termine per gli emendamenti. E, al contempo, l'invito  che
  rivolgo   all'Assessore  è  quello  di  sentire  ulteriormente   le
  categorie perché mi pare che ci sia qualche perplessità.
   E  questo forse è  una mia personale opinione, ma se lo dico  vuol
  dire  che  con  qualcuno ho anche parlato e  qualche  esponente  di
  qualche  realtà  associazionistica mi ha anche manifestato  qualche
  titubanza in merito a questa norma che, ripeto, sembra incompleta.
   Ma  non  entriamo nel merito. Stasera non mi voglio attardare,  né
  voglio  tediare i colleghi con  l'inserirmi  o il dibattere i  vari
  articoli.  Però  è altrettanto vero, è altrettanto  necessario  che
  questa  è una materia assolutamente delicata, è una materia su  cui
  oggi interveniamo e nella quale non possiamo ritornare fra sei mesi
  o fra un anno.
   Buon  senso  vorrebbe  che  un legislatore,  un  buon  legislatore
  facesse  delle norme che si proiettino nel tempo, non  dico  per  i
  prossimi dieci anni, ma quantomeno almeno per un lustro.
   Quindi con queste considerazioni, onorevole assessore Gentile,  io
  credo  che  stasera noi dovremmo avere, da parte  della  Presidenza
  dell'Assemblea, un congruo termine per depositare gli  emendamenti,
  per  ragionare  se è il caso ideando, ipotizzando, immaginando  una
  norma ancora più complessiva, più articolata, seppure non chiedo un
  testo  unico anche per la situazione così difficile in cui oggi  si
  trova  questa Assemblea, nella quale  non sappiamo chi è governo  e
  chi è opposizione.
   Poc'anzi  mi  sono  permesso  di chiedere  -  perdoni,  presidente
  Mancuso,  la mia ingenuità - come mai l'onorevole Faraone fosse  il
  relatore di questo disegno di legge.
   Qualcuno ha detto che sono in maggioranza e quindi è giusto che il
  PD sia relatore di un disegno di legge.
   Dall'altro lato, leggo oggi sui giornali che l'onorevole Cracolici
  è  stato  bocciato. Ma questi sono discorsi che faremo nei prossimi
  giorni.
   Signor  Presidente, la ringrazio e chiedo scusa per avere annoiato
  soprattutto l'onorevole Mancuso.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  un  brevissimo
  contributo.
   Ci  siamo  già  occupati  della  questione  appalti  pubblici.  In
  Commissione abbiamo tentato di approfondire con l'Assessore Gentile
  questo argomento nella consapevolezza che si tratta di un argomento
  molto  delicato per l'intera Sicilia. Ed è un vero cruccio  per  le
  autonomie   locali,  per  i  comuni,  per  le  province,   per   le
  circoscrizioni    laddove   questa   delega   è    affidata    alle
  circoscrizioni.
   I lavori pubblici, in Sicilia, ci fanno registrare stop continui e
  le  controversie che sono alla base di questo stop,  che  sono  poi
  oggetto   di  attenzione  da  parte  della  magistratura  ordinaria
  piuttosto  che  dei  tribunali amministrativi, di  fatto,  bloccano
  l'economia  siciliana  e  di  fatto  bloccano  quella  fase   della
  infrastrutturazione  in Sicilia che stenta  a  venire,  e  che  non
  viene,  e  ci  fanno  registrare  una  fase  che  è  quella   della
  destrutturazione, assessore Gentile.
   Questo non sta a cuore a lei. Al contrario, sappiamo che si  vuole
  andare in direzione di un percorso che sia finalmente virtuoso.
   La  materia,  quindi,  è molto controversa,  è  stata  oggetto  di
  diverse  modifiche e tuttavia siamo molto lontani dall'optimum  che
  invece  in  questo  settore,  in questa  materia  deve  guidare  le
  pubbliche amministrazioni.
   Ritengo che dobbiamo approfondire.
   D'altronde, signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno  prima
  di me lo ha detto, questo argomento che dovrebbe essere l'argomento
  più  importante di questa fase della legislatura non sta suscitando
  quell'interesse  che  ciascuno di  noi  spera  -  ci  sono  diverse
  assenze,   se  noi  oggi  volessimo  chiedere  il  numero   legale,
  certamente,  faremmo cadere questa sessione o questa Assemblea  per
  rinviarla di un'ora o magari nella successiva ora andremmo ad altra
  data.
   Questo  non  lo faremo perché siamo responsabili, perché  pensiamo
  che  bisogna collaborare con il Governo per tentare di risolvere  i
  problemi.
   Vi  è un fatto del quale dobbiamo tenere conto, signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, caro Assessore. Venerdì  scorso  il  Consiglio
  dei  Ministri, su proposta del Ministero per le infrastrutture,  ha
  approvato  un regolamento molto articolato che riguarda i  pubblici
  appalti  del  quale noi dobbiamo tenere conto, al quale  forse  noi
  dobbiamo fare riferimento.
   Questo  deve  suggerire  alla  Presidenza,  a  tutti  quanti  noi,
  all'Assemblea, la concessione di un tempo congruo.  E  quando  dico
  congruo  non  mi riferisco a qualche giorno. Vi è la  necessità  di
  concedere all'Assemblea un congruo tempo per gli emendamenti perché
  da  più  parti - e non solo dall'ANCE ma anche dall'ANCI  -  stanno
  piovendo  perplessità,  critiche. E noi dobbiamo  tenere  conto  di
  questo   aspetto   importante  e  credo  sia  necessario,   quindi,
  aggiornare  l'Assemblea ad altra sessione per  consentire  a  tutti
  quanti noi e per tentare di coinvolgere anche gli assenti perché il
  contributo per la formazione di questo disegno di legge deve essere
  più  articolato, più corale. Non può questo disegno di legge essere
  consegnato  a  pochi, ai soliti noti che si occupano  del  problema
  perché lo conoscono meglio per via dell'esperienza personale.  Deve
  invece essere affidato al contributo di tutti per far sì che questa
  Assemblea consegni ai siciliani finalmente una buona legge.
   Personalmente  confido   nella presidenza e nella sua sensibilità,
  Presidente,  e  spero  che  con  il  buon  auspicio   anche   della
  presidenza,  ciascuno di noi  possa avere finalmente il  contributo
  il più largo possibile.
   Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Desidero chiarire ai colleghi e all'Aula,  posto  che
  sarebbe    intendimento   della   Presidenza,   viste   anche    le
  sollecitazioni  che  sono  arrivate da più  parte  alla  Presidenza
  stessa   circa  il  termine  per  gli  emendamenti,   che   sarebbe
  intenzione  della  Presidenza  rinviare  la  discussione   generale
  all'articolo 1 .
   Vorrei  pregare  i colleghi, visto che la discussione  generale  è
  rinviata all'articolo 1, di intervenire successivamente.
   Vedo che la mia proposta non viene accolta. Come non detto.
   Sono  iscritti a parlare gli onorevoli: Romano, Oddo e  Maira.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Romano.

   ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  a  nome
  del  gruppo  dell'MPA  per dire alcune cose  che  secondo  me  sono
  importanti  al  fine del lavoro che dobbiamo fare su questa  legge.
  Sulla quale c'è grande attenzione, Assessore, e rispetto alla quale
  c'è  grande  attenzione  perché lei sa  come  me  che  il  comparto
  dell'edilizia in Sicilia è un comparto importante. E'  un  comparto
  dove  c'è  grande crisi, dove nel 2009 si sono registrate  meno  30
  mila  unità  lavorative. Significa 30 mila famiglie che  non  hanno
  potuto   lavorare.  E'  un  comparto  a  rischio,  nel   quale   le
  infiltrazioni  mafiose  sono state e continuano ad  essere  per  le
  associazioni mafiose terreno privilegiato di infiltrazioni.  E'  un
  comparto nel cui indotto  si muove  tantissima ricchezza.
   Con  queste premesse mi associo  agli interventi dei colleghi  per
  invitare  la  Presidenza   ad assegnare un  tempo  utile   per  gli
  emendamenti  avendo noi licenziato la legge con molta rapidità,  un
  po'  per aderire alle esigenze del Governo. E abbiamo esitato  tale
  disegno di legge con  grande frettolosità e lei sa, assessore,  che
  io  anche  in  commissione  ho detto di  avere  molte  riserve  pur
  apprezzando  la  riforma  degli   UREGA,  la  loro  rotazione,   la
  possibilità di variare gli importi, il controllo, la sicurezza  sui
  luoghi   di   lavoro.   E  molte   riserve  mi  restano   tutt'oggi
  sull'importo  dell'aggiudicazione della gara,  che  resta  il  nodo
  centrale.  La questione del massimo ribasso resta oggi la questione
  sulla  quale la qualità delle opere diventa scadente. La  mafia  ha
  grandi  possibilità di infiltrarsi. La sicurezza dei  lavoratori  è
  messa  in  discussione. I lavori quasi mai  si  possono  finire.  E
  quindi si arriva ai contenziosi.
   Ricordo  la stagione degli anni 90, quando un'opera pubblica,  con
  un ribasso superiore al 30 per cento non poteva mai essere finita.
   Non  vorrei  che  ci ritrovassimo, nuovamente, in quella  stagione
  nella quale tutte le opere pubbliche si chiudevano con contenziosi,
  riserve  - ed un tecnico sa che cosa sto dicendo - cause ventennali
  che   non   producevano   altro  che  aggravio   ai   danni   delle
  amministrazioni.
   Allora, credo che valga il principio della leale concorrenza, così
  come ci siamo detti in Commissione.
   Tutte  le  altre Regioni del nostro Paese utilizzano il meccanismo
  del  massimo  ribasso.  Non è detto che  la  Sicilia  possa  essere
  innovatrice anche su questo tema, inventando su questo un criterio,
  che  non  sia  il  sorteggio, e chiudo, ma che non sia  nemmeno  il
  massimo ribasso.
   Nell'impostazione  generale la legge mi  piace.  Piace  al  Gruppo
  dell'MPA.  E,  quindi, noi siamo per una risoluzione  rapida  della
  legge,  sapendo  però  che  è  un  tema  complesso,  che  ha  molte
  criticità.  E,  quindi, apprezziamo l'opera  dell'assessore  e  del
  Governo  che vuole licenziarla velocemente. Dobbiamo, però, insieme
  migliorarla perché è importante non solo fare una legge,  ma  farla
  bene.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Cordaro, se
  la   Presidenza   propone  di  rinviare  la  discussione   generale
  all'articolo 1, sono d'accordo. Quindi, se la Presidenza ribadisce,
  sono  d'accordo. Non sto parlando in dissenso rispetto a quando  ha
  proposto la Presidenza.
   Se  dobbiamo  rinviare  la  discussione generale  all'articolo  1,
  facciamolo. E non solo mi permetto di suggerire, e ho concluso, che
  sarebbe  il caso in queste ore, visto e considerato che  abbiamo  i
  giorni  utili  per la presentazione degli emendamenti  -  sollecito
  anche  il Governo, già sicuramente l'avrà fatto, l'avrà fatto penso
  anche  la  commissione  - di non improvvisarci  tutti  tecnici,  di
  sentire  le parti e di capire cosa potrebbe accadere in Sicilia  se
  ci  allineamo  - come dice il testo - al massimo ribasso.  Io   non
  sono  qui  ad esprimere preoccupazioni perché non si può  esprimere
  preoccupazione quando si deve intervenire e fare una norma.
   Con  molta sincerità, però, dico di  approfittare di questi giorni
  per cercare anche di capire che cosa ci aspetta domani. Ricordo che
  l'altra  volta,  quando abbiamo modificato  la  norma   ed  abbiamo
  inserito  i  famosi decimali in più, qualcuno qui si è permesso  di
  dire che non risolvevamo il problema, che era  cronaca di una morte
  annunciata  e fu preso a  male parole , per dirla in olandese.
   Attenzione,  non è autoreferenziale la cosa, non mi sto  riferendo
  ai  tanti colleghi che avevano perplessità in tale direzione. Certo
  no  Quella funzionerà. Beh, siccome comprendiamo di che cosa stiamo
  parlando  e la delicatezza anche dell'argomento, e viviamo  in  una
  Terra   che,   evidentemente,   senza   essere   né   piagnoni   né
  autolesionisti,  presenta  alcune  specificità,  come  in  tutti  i
  territori,  penso  che dovremmo approfittare di questi  giorni  per
  cercare  ancora di più di far condividere quella scelta,  e  perché
  no, in linea con quelli che sono anche gli emendamenti, cercare  di
  apportare qualche modifica per ottimizzare il testo.
   Approfitterei  di  ciò, ecco perché mi permetto  di  dire,  signor
  Presidente,  se  dobbiamo  rinviarla  all'articolo  1,   rinviamola
  all'articolo 1.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la Presidenza si era già espressa.
   C'è  l'ultimo  intervento  sull'ordine dei  lavori,  dopodiché  la
  discussione generale sarà fatta nella sede dell'articolo 1.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola  e
  capisco che forse rubo l'attenzione per qualche minuto e sarò forse
  ripetitivo. Intanto,  confermo che sono d'accordo con quello che ha
  anticipato la Presidenza e con chi mi ha preceduto.
   Tuttavia,   mi   permetto  di  sottolineare  come  questo   rinvio
  nell'inizio della discussione generale, secondo me, deve essere ben
  sfruttato per due motivi.
   Primo.  Debbo  dare  atto  al presidente  della  Commissione  che,
  informalmente,   ha   sentito  un  po'  tutte   le   categorie   di
  associazione.
   Tuttavia,  credo  che questo non basti, occorre  che  formalmente,
  proprio sfruttando questo rinvio della discussione generale, che si
  formalizzi l'audizione delle rappresentanze di categorie perché, un
  disegno  di  legge  di  questa portata e  di  questa  valenza,  che
  coinvolge  tanti interessi, non può restare traccia del pensiero  e
  delle volontà delle Associazioni di categorie.
   Noi  possiamo decidere quello che vogliamo, perché siamo  noi  che
  facciamo  le leggi, però credo che il confronto con le Associazioni
  di  categoria  non  possa  essere un  fatto  informale  -  di  cui,
  comunque,  do  atto  al Presidente Mancuso -  ma  debba  essere  un
  passaggio  formale in Commissione. Sappiamo che ci muoviamo  in  un
  sentiero  stretto  perché, per un verso, abbiamo  la  necessità  di
  sfuggire ad un procedimento di infrazione che è in corso, e per  il
  quale  i  primi  giorni  del  mese di luglio  avremo  un  ulteriore
  verifica  della  Unione europea, per controllare se  noi  ci  siamo
  adeguati  al procedimento di infrazione, e se ci siamo adeguati  ad
  una    pronuncia   della   Corte   Costituzionale   che   riguarda,
  specificatamente, le opere pubbliche in Sicilia.
   Pertanto, prima che venga fatta questa verifica, dovremo pur  dare
  il  segnale  che  la  Regione siciliana e l'Assemblea  hanno  fatto
  qualche cosa nel tentativo di ridurre il danno.
   Per un altro verso, sappiamo che c'è un disegno di legge nazionale
  che  è  passato già in Consiglio dei Ministri, e che andrà in  Aula
  nel più breve tempo possibile, che è difforme dalla legge vigente e
  da  quello  che  noi intendiamo fare con questo nostro  disegno  di
  legge.
   E  allora, ci dovremmo preparare anche ad un rinvio dinamico  alla
  legge  nazionale  e,  comunque, dobbiamo dare segnali  di  vitalità
  prima  che  finisca il  mese di giugno e, contemporaneamente,  dare
  segnali di confronto democratico alle Associazioni di categoria.
   In  sintesi,  rinviamo alla prossima settimana senza necessità  di
  rimandare in Commissione il disegno di legge, fermo restando che la
  Commissione  può,  da qui alla prossima settimana,  svolgere  anche
  delle  audizioni,  e apprestarsi al confronto con l'Unione  europea
  prima  che  venga  fatta la verifica. Bisogna  stare  all'erta  per
  verificare l'iter del disegno di legge approvato dal Consiglio  dei
  Ministri,  così da non approvare una legge inutile,  ma  una  legge
  conforme  alle disposizioni dell'Unione europea e, soprattutto,  al
  nuovo disegno di legge e alla nuova legge sulle opere pubbliche  di
  carattere nazionale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   dopo   avere   ascoltato   i
  suggerimenti  e gli interventi pervenuti da tutte  le  parti  e  da
  tutte  le  posizioni  politiche, la  Presidenza  è  dell'avviso  di
  rinviare la discussione generale all'articolo 1, e dare termine per
  la presentazione degli emendamenti fino a lunedì prossimo.
   Se  c'è veramente l'urgenza di una scadenza entro luglio, dobbiamo
  avere  il tempo per farla la legge; se, invece, riteniamo  che  non
  sia urgente mettiamo ai voti il rinvio in Commissione.
   Onorevoli  colleghi,  rinvio la discussione generale  in  sede  di
  esame  dell'articolo 1 e pongo in votazione il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato a lunedì prossimo, 28 giugno 2010, alle ore 13.00.

                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  esprimere
  il  mio disappunto in quanto il Governo ha chiesto alla Commissione
  di  accelerare l'iter su una legge che riteneva indispensabile,  in
  quanto una normativa comunitaria ci chiedeva di intervenire al  più
  presto  affinché  somme  non venissero restituite  ed  altre  somme
  dovessero essere attribuite.
   La  Commissione  ha  lavorato celermente  per  quanto  ha  potuto,
  secondo  la  presenza del Governo in Commissione, senza intervenire
  con   audizioni  che  -  come  hanno  detto  i  colleghi  -   erano
  indispensabili  per raggiungere anche la finalità di  conoscere  al
  meglio  quali  potevano  e dovevano essere le  modifiche  a  questa
  legge.
   Oggi  che il Governo prende ancora una settimana di tempo, non  mi
  sembra che abbia nei confronti della Commissione quello spirito  di
  collaborazione  che  la  Commissione ha  avuto  nei  confronti  del
  Governo.
   Se  avessimo  saputo  che  i tempi erano  questi,  la  Commissione
  avrebbe  ascoltato tante associazioni che hanno  chiesto  di  poter
  dire  la  loro. Invece oggi prendo atto di questo atteggiamento  e,
  per  quanto  mi riguarda, istituzionalmente, ne terrò conto  per  i
  lavori  che  riguardano  non solo questo disegno  di  legge  ma  il
  riordino nella materia degli appalti.

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo è pronto a discutere  il
  disegno di legge anche subito, ma ci sono state richieste da  parte
  di tutti i Gruppi parlamentari di rinviare la discussione a lunedì.
   Volevo  anche rassicurare tutti i colleghi che questa è una  legge
   tampone , necessaria per risolvere delle criticità che sono  sorte
  nel  corso di questi mesi, e che il Governo sta lavorando da un po'
  di  tempo ad un testo unico in materia di appalti, che avevamo  già
  discusso con le parti sociali.
   Il criterio dell'aggiudicazione messo a punto con le parti sociali
  è  un criterio di aggiudicazione che l'Ufficio legislativo e legale
  ci ha vietato di applicare, invitandoci ad applicare il criterio di
  aggiudicazione nazionale.
   Se, per come sembra, il Governo nazionale farà una nuova legge  in
  materia   di  criteri  di  aggiudicazione,  noi  saremo  pronti   a
  modificare dinamicamente il nuovo criterio di aggiudicazione.
   Pertanto, il Governo mantiene quello che ha detto in Commissione.
   Ripeto,  abbiamo l'esigenza di approvare nell'arco  di  pochissimo
  tempo  questa  legge,  che io definisco  legge  tampone ,  e  nello
  stesso  tempo,  la  prossima settimana, mi sono  fatto  autorizzare
  dalla  Giunta  un  tavolo tecnico che studierà un testo  unico  per
  risolvere  i  problemi sollevati da molti deputati,  soprattutto  i
  numerosi  contenziosi,  perché  molti  imprenditori  non  sanno  se
  applicare  la  legge  regionale,  la  legge  nazionale   o   quella
  comunitaria.
   Io  credo  che  si  possa fare un buon lavoro e, nell'arco  di  40
  giorni o al massimo nel mese di settembre potremo dare alla Sicilia
  una  nuova  normativa,  una vera e propria riforma  in  materia  di
  appalti.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo  al
  Governo  di  cui  facevo parte, per uscire da un  equivoco  perché,
  quello che dice il collega Gentile è giusto, e invito tutti  ad  un
  attimo di riflessione su cosa si deve fare il prima possibile.
   Ritengo   che   l'impostazione  del  Governo  sia  giusta,   però,
  purtroppo, mi trova totalmente contrario assessore, e non penso che
  sia  stata  una sua sola volontà dire che bisogna subito aggiustare
  il  sistema  delle  aggiudicazioni, perché c'è  un'infrazione,  che
  ricordo  a tutti i colleghi, che non si interviene creerà un  danno
  alla Regione.
   Quando  a dicembre ho lasciato il mio incarico, erano arrivate  le
  notizie  che,  purtroppo, non si poteva più  procedere,  perché  la
  Regione  aveva una sua norma sotto una certa soglia di  importi,  e
  questa  norma  non viene dalla Comunità europea, ma ci  sono  delle
  sentenze,  ritenute  idonee. Quindi mettiamo  a  rischio  tutte  le
  procedure degli appalti dei fondi comunitari.
   Qui  l'assessore  ha ragione, e io questa norma l'avrei  fatta  in
  sette  otto  righe  non di più, me ne dispiace, ma  lo  devo  dire.
  Bastavano  poche  righe in cui si recepiva sotto quella  soglia  la
  norma  nazionale, non c'era altro da scrivere, abbassare la  soglia
  che  effettivamente gli appalti vanno alla cosiddetta UREGA, che  è
  una  norma  che  vogliono anche tutti, e che quindi  poteva  essere
  utile, ma oggi non necessaria.
   Per  cui  ribadisco da parte mia la volontà ad essere propositivo.
  Si potrebbe fare anche oggi, se Lei ha la volontà di ritirare tutto
  il  resto,  e si approva un articolo di quattro/cinque  righe,  non
  bisogna  scrivere altro. Se poi inseriamo in un articolo la riforma
  dell'osservatorio, in un altro articolo la riforma  dell'UREGA,  in
  un  altro altre cose che sinceramente non hanno questa urgenza,  ha
  ragione  il  Presidente della Commissione, hanno  ragione  tutti  i
  colleghi,  perché  questa non è materia che si  può  affrontare  in
  ventiquattro ore.
   Noi oggi avremmo potuto fare l'articolo di sblocco immediato delle
  procedure degli appalti in poco meno di dieci minuti. Me ne  scuso,
  assessore, ma il Governo, presentando un testo di undici  articoli,
  non lavora per favorire questa accelerazione.
   Poi  sento parlare di Testi unici, ma la Regione Sicilia può  fare
  al  massimo  testi coordinati. I Testi unici li fa lo Stato,  tanto
  per  essere chiari. Per cui quando diciamo che vogliamo rifare  gli
  appalti, dobbiamo dire pure di cosa stiamo parlando.
   Invito,   quindi,  l'assessore  di  verificare  l'opportunità   di
  abrogare  tutto,  lasciando l'articolo che  riguarda  le  procedure
  dell'aggiudicazione, che è quello vero che interessa alla  Regione,
  al  Governo,  a  tutti i deputati di maggioranza e  di  opposizione
  perché c'è questa infrazione, quindi su questo siamo d'accordo. Per
  il resto ha ragione l'onorevole Mancuso, un'accelerazione non serve
  per  tutti  gli argomenti, la vera urgenza è quella delle procedure
  dell'aggiudicazione,  e  su  questo  sono  pronto  ad   affrontarla
  immediatamente;  altrimenti, non comprendo perché  la  Commissione,
  come  ha  detto l'onorevole Mancuso, ha esitato il testo  per  fare
  presto,  ma forse era meglio una maggiore attenzione su  tutti  gli
  altri articoli e non sono quello dell'aggiudicazione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, a  nome
  del  Gruppo  dell'UDC, posto che abbiamo raccolto in questa  seduta
  alcune indicazioni ed alcune esigenze che, mal celando esigenze che
  poco  o  nulla  hanno a che fare con la legge, ove vi  sia  urgenza
  venga approvata, finiscono per portare questo Parlamento a chiedere
  un  congruo  termine  per  la  presentazione  degli  emendamenti  ,
  rendendo  impossibile, di fatto, ai deputati - onorevole  Marziano,
  sono  sicuro che da parte sua sul tema degli appalti non possa  che
  esserci la massima attenzione - di intervenire.
   Noi chiediamo all'assessore Gentile di ritirare tutte le norme che
  non hanno nulla a che vedere con il sistema di aggiudicazioni e con
  la   procedura  d'infrazione  che  Bruxelles  muove  alla   Regione
  siciliana, e chiediamo, altresì, di non celare dietro l'urgenza che
  gli faceva chiedere all'Aula di approvare subito questo disegno  di
  legge, temi che non sono legati all'urgenza della quale si parla.
   Noi  questa legge riteniamo di doverla fare in fretta, ma  sarebbe
  davvero  mortificante attardarci per ore ed ore  in  un  dibattito,
  presentare  decine  e  decine di emendamenti e  poi  scoprire,  fra
  quindici giorni, che il Parlamento nazionale ha approvato una legge
  che  supera  di  fatto quello che noi potremmo  fare.  Diciamo  che
  questa  legge  la vogliamo fare, siamo pronti a farla  subito,  nel
  momento  in  cui l'Assessore ritira tutto quello che è estraneo  ai
  temi  che  stiamo  trattando, così come  ben  detto  dall'onorevole
  Beninati, e a quel punto non ci sarebbe neanche più motivo  neppure
  di arrivare a lunedì.
   Quella è l'esigenza, tutto il resto, Assessore, ribadisco,  io  lo
  dico perché voglio fare la legge, non so verso che cosa ci porta  e
  non  so  neanche se ci fa approvare la legge entro il 30 di giugno.
  Per cui, signor Presidente, ove Lei ritenesse, e su questa proposta
  vorrei  che  anche  gli  altri  gruppi  si  esprimessero,  dal  PDL
  rappresentato  dall'onorevole Beninati che credo che abbia  parlato
  in questi termini, vorrei sentire l'onorevole Adamo, vorrei sentire
  l'MPA,  il  PD  perché  se  così  stanno  le  cose  potremmo  anche
  sospendere dieci minuti, fare una Conferenza dei capigruppo, vedere
  qual  è  l'avviso  del Governo ed approvare entro ventiquattro  una
  legge che sia quella che noi vogliamo fare, procedura e sistemi  di
  aggiudicazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro la  Presidenza  ha  già  deciso  e
  sarebbe  irrituale  e  mai  accaduto  ritornare  su  una  decisione
  assunta, su cui c'è stato addirittura un voto con il passaggio agli
  articoli,  quindi non complichiamo ulteriormente  le  cose.  Se  il
  Governo  riterrà  di  accogliere  i  suggerimenti  che  sono  stati
  avanzati, martedì farà delle comunicazioni.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembrano  molto
  ragionevoli le posizioni espresse dai colleghi. Se si va avanti con
  il  disegno  di  legge i colleghi presenteranno gli emendamenti  al
  testo   e  lunedì,  martedì,  quando  torneremo  in  Aula  dovremmo
  discutere  di tutti gli emendamenti al testo, se invece il  Governo
  in  questa sede da atto che la discussione è eseguibile soltanto ai
  criteri  di  aggiudicazione allora, sappiamo che eventualmente  gli
  emendamenti vanno fissati dentro il criterio di aggiudicazione.
   D'altro  canto lo stesso Governo ha testé dichiarato  che  ha  già
  pronto  un testo di modifica della normativa complessiva sui lavori
  pubblici   e,   quindi,   mi  sembrerebbe   ragionevole   procedere
  sull'aggiudicazione con i criteri stabiliti dalla Comunità europea,
  e  successivamente portare all'esame del Parlamento  il  testo  più
  complesso  che  richiede  più tempo di approfondimento,  sia  dalle
  Commissioni che in Aula.
   Pertanto, chiedo al Governo, non al Presidente dell'Assemblea, che
  giustamente  deve far seguire una procedura che è quella  stabilita
  dall'Aula,  di  limitarsi  soltanto ai  criteri  di  aggiudicazione
  stabiliti,  in  modo  tale  da superare l'infrazione  sollevata  da
  Bruxelles.

   GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità . Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, forse i colleghi non  hanno  letto
  bene  il  testo del disegno di legge perché, in fin dei  conti,  un
  articolo  riguarda  la  Commissione  regionale,  che  deve   essere
  uniformata  secondo quanto previsto dall'articolo  19  della  legge
  2008,  tenuto  conto  che  la Commissione regionale  per  i  lavori
  pubblici prima era composta dai componenti dei tre Dipartimenti dei
  lavori pubblici, che adesso si sono uniformati. L'articolo 3  parla
  della  Commissione prezzi, la stessa cosa. Insomma, stiamo parlando
  di fare delle cose veramente urgenti.
   L'unica  novità  era  l'articolo che riguarda  l'UREGA  che,  come
  sappiamo,  in questa fase non sta funzionando bene, quindi  abbiamo
  deciso  di abbassare la soglia per dare la possibilità a  tutti gli
  UREGA di lavorare.
   Non  capisco il perché di questa grande strumentalizzazione,  sono
  solo   quattro   articoli   che  a  mio  avviso   vanno   approvati
  immediatamente, e forse era il caso di approvarli oggi stesso senza
  emendamenti.
   Ad  ogni  modo,  il Governo è anche disponibile a  riesaminare  il
  testo  di  legge insieme ai deputati, se vogliamo in una Conferenza
  dei Capigruppo, e ridiscuterlo articolo per articolo.
   Certo,  il  criterio  di  aggiudicazione  va  fatto,  e  va  fatto
  immediatamente;  poi,  se  insieme decidiamo  di  ritirare  qualche
  articolo, per il Governo non ci sono problemi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei chiarire che in  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari non si possono  abrogare  o
  aggiungere  emendamenti ai disegni di legge e non si può  discutere
  sul merito dei disegni di legge.
   Se  c'è l'apertura, da parte del Governo, a modifiche il testo, si
  chiede  il  ritorno  del  disegno di legge in  Commissione  per  un
  approfondimento nel merito, altrimenti il Governo, in Aula,  ha  la
  possibilità di ritirare uno, due o tre articoli.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  senza  nessuna
  polemica  nel  rispetto  della posizione  del  Governo,  tanto  per
  mettere  le cose al posto giusto, le norme che ha testè  citato  il
  Governo non sono cosa di poco conto, perché prevedono la nomina  di
  tutte le Commissioni.

   GENTILE. No, non è così

   MANCUSO.  presidente della Commissione. Invece, è così,  onorevole
  assessore   Gentile.  Noi  stiamo  parlando  degli   articoli   che
  giustamente devono essere riformarti in quanto i dipartimenti  sono
  diminuiti,  ma  è  chiaro che se Lei riforma la legge,  le  vecchie
  Commissioni  devono  essere rifatte. Non si  può  fare  altrimenti,
  perché  la  norma  che  noi approviamo prevede  un  altro  tipo  di
  composizione.
   Rispetto a questo, quindi, le proposte che sono venute fuori e che
  per altro la Commissione non ha approfondito proprio per accelerare
  l'iter   richiesto  dal  Governo,  riguardano   una   materia   che
  trasferisce profondamente il nuovo percorso su quelli che sono  gli
  appalti,  su quelle che sono le aggiudicazioni, su quelle che  sono
  le Commissioni.
   Quindi,  rispetto a questo, non sminuiamo un testo  che,  per  una
  piccolissima  parte,  riforma il sistema di aggiudicazione,  ma  le
  Commissioni  che  poi  si  occuperanno della  aggiudicazione  degli
  appalti  sono cose molto importanti. Se il Governo insiste  a  dire
  che  non  è così, io insisto a dire che le Commissioni, con  questa
  legge,  devono  essere  tutte quante  nominate.  Non  si  può  fare
  altrimenti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ribadisco  l'intendimento   già
  assunto  dalla Presidenza di rinviare la discussione  generale  del
  disegno di legge in fase di esame dell'articolo 1, nella seduta  di
  martedì prossimo.

   'Norme per il contrasto alla criminalità di stampo mafioso

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
           la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
    delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
     corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
        Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
                  legislazione regionale» (520-144/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno che  reca:
  Seguito  della  discussione del disegno di legge  numeri  520-144/A
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione,  l'agevolazione
  delle  iniziative  economiche. Disposizioni per il  contrasto  alla
  corruzione  ed  alla  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.
  Disposizioni   per   il   riordino  e  la   semplificazione   della
  legislazione regionale», posto al n. 2).
   Preciso  che la relazione è già stata illustrata in una precedente
  seduta.
   Onorevoli  colleghi, comunico le decisioni della Presidenza  sugli
  emendamenti  presentati, adottate tenuto conto  del  programma  dei
  lavori   approvato  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e comunicato nella seduta n. 172 del 18 maggio  2010,
  nonché   del   rispetto  del  Regolamento  interno  che  prescrive:
  l'obbligo   della   previa  presentazione  in   Commissione   degli
  emendamenti  (art. 111), l'attinenza degli stessi  all'oggetto  del
  disegno  di legge (art. 111, comma 2, e 112, comma 3), la necessità
  di copertura finanziaria per gli emendamenti di spesa.
   Pertanto, dichiaro inammissibili gli emendamenti presentati e  non
  compresi nel fascicolo distribuito.
   Preciso,  altresì,  che gli emendamenti aggiuntivi  presentati  in
  materia  di edilizia, urbanistica, appalti e beni culturali saranno
  trasmessi   alle  competenti  commissioni  di  merito  per   essere
  esaminati in appositi disegni di legge di analogo contenuto.
   Comunico,  inoltre,  che  l'articolo 26 recante   Disposizioni  di
  coordinamento  tra normativa statale e regionale' è stralciato  dal
  testo in esame per essere valutato in un autonomo disegno di legge.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  norma  sulla
  semplificazione burocratica è di estrema importanza per lo sviluppo
  economico della Sicilia e gli emendamenti testimoniano l'attenzione
  che tutti i Gruppi danno a questo provvedimento.
   Il  numero  degli emendamenti è tale che rischiamo di avviare  una
  discussione   che   può   diventare  eccessivamente   complessa   e
  farraginosa   e  in  contrasto  con  gli  obiettivi  che   vogliamo
  raggiungere.
   Pertanto,  ritengo sia opportuno che il testo in esame ritorni  in
  Commissione  di  merito,  in  modo da  rileggere  gli  emendamenti,
  coordinarli,  semplificarli, e arrivare ad un testo  di  legge  più
  snello e semplice da esaminare e infine approvare.

   PRESIDENTE. Onorevole Adamo, onorevoli colleghi, dispongo  che  il
  disegno  di  legge  venga  rinviato alla I Commissione  legislativa
  esprimendo l'avviso che la Commissione, nel riesaminare  il  testo,
  valuti  l'opportunità  di riformulare gli  articoli  relativi  agli
  obblighi  di comportamento e di informazione a carico dei  pubblici
  dipendenti - in particolare gli articoli 19, 20, 22 e 24  -  in  un
  unico articolo che, nel dettare i princìpi fondamentali in materia,
  rinvii la disciplina di dettaglio ad un regolamento adottato  dalla
  Giunta o comunque ad atti normativi di secondo livello.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  23
  giugno 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
  Rubrica Beni culturali e identità siciliana

  III   -Svolgimento  di  interrogazione e  di  interpellanze  della
   Rubrica  Economia

                   La seduta è tolta alle ore 18.04

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 20.00

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Salute»

   PANEPINTO.  -  «All'Assessore  per  la  salute,  vista  la  legge
  regionale n. 5 del 2009 e le linee d'indirizzo per la mobilità del
  personale del servizio sanitario nazionale e la sua ricollocazione
  a seguito dei processi di riorganizzazione;

   rilevato  che  molti lavoratori siciliani che  operano  in  altre
  regioni d'Italia, che hanno presentato domanda di mobilità, vedono
  frustrate  da  anni le loro legittime aspettative di fare  rientro
  nella  terra  natia,  attraverso la mobilità  infraregionale,  per
  coprire i posti vacanti;

   per sapere:

   se  attualmente sia possibile procedere alla copertura dei  posti
  vacanti mediante ricorso alla mobilità extraregionale;

   se,   in  ordine  ai  trasferimenti  extraregionali,  le  aziende
  debbano  preventivamente chiedere l'autorizzazione all'Assessorato
  regionale   Salute  per  procedere  all'assunzione  di   personale
  proveniente da altre regioni.». (1031)

    ·
  ·

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 1031, con  la  quale
  l'onorevole  Panepinto chiede notizie in merito alla copertura  dei
  posti  vacanti del comparto regionale sanitario mediante ricorso  a
  procedure di mobilità extraregionale, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14  aprile
  2009,  n.  5, recante "Norme per il riordino del Servizio sanitario
  regionale",  i nuovi Direttori generali delle Aziende del  Servizio
  Sanitario  Regionale, operative a far data dal 1   settembre  2009,
  hanno  ricevuto,  tra gli obiettivi da raggiungere,  l'incarico  di
  predispone le nuove dotazioni organiche entro la data del 31  marzo
  2010.
   A  tal fine, con decreto assessoriale n. 1794 del 4 settembre 2009
  sono  state  emanate, previo confronto con le OO.SS., le  linee  di
  indirizzo per la ricollocazione e per la mobilità del personale del
  comparto  del S.S.R. a seguito dei processi di riorganizzazione  di
  cui  alla  legge  regionale 14 aprile 2009, n. 5. Ciascuna  Azienda
  sanitaria, infatti, deve adottare, previo confronto con le OO.SS. e
  previa  adozione del nuovo Regolamento di organizzazione,  apposita
  deliberazione  di rideterminazione della dotazione  organica  nella
  quale  sono  indicati, tra l'altro, i posti vacanti e  disponibili;
  detti  posti  saranno, in sede di prima applicazione,  utilizzabili
  per  le  ricollocazioni  interne ed in subordine  per  le  mobilità
  regionali per gli eventuali esuberi conseguenti a tali processi  di
  ristrutturazione.
   Pertanto nelle more le Aziende sanitarie non possono procedere  né
  ad  assunzioni  a tempo indeterminato né ricorrere a  procedure  di
  mobilità   extraregionale,  fatta  eccezione  per   le   assunzioni
  autorizzate  nel rispetto del turn over 2007/2009 (obiettivo  D.1.2
  del   Piano  di rientro ) non concretizzatesi entro il 31  dicembre
  2009.».

                          L'Assessore per la
                                salute
                          dott. Massimo Russo

   BARBAGALLO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  la   salute,  premesso  che  l'azienda  ospedaliera  universitaria
  'Vittorio  Emanuele'  di  Catania  è  particolarmente  carente  di
  infermieri professionali e di ausiliari sanitari specializzati;

   considerato che:

   attualmente  operano  nella  predetta  azienda  ospedaliera,  con
  contratto  a  tempo  determinato prorogato al  31  dicembre  2010,
  cinque   infermieri  professionali  e  cinque  ausiliari  sanitari
  specializzati;

   siamo in presenza di oggettive esigenze di servizio;

   ritenuto che:

   nel   rispetto  della  normativa  di  riferimento   si   potrebbe
  procedere alla stabilizzazione del predetto personale in  possesso
  dei requisiti previsti dalla normativa vigente;

   con  decreto  dell'Assessore per la sanità  pro  tempore  del  28
  giugno 2009 sono state stabilizzate analoghe figure professionali;

   per  sapere  le ragioni per le quali non siano state  avviate  le
  procedure  di stabilizzazione per le predette figure professionali
  nel rispetto dei criteri e delle modalità previste dalle direttive
  assessoriali emanate al riguardo.». (1040)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 1040, con  la  quale
  l'onorevole Barbagallo chiede notizie circa l'avvio delle procedure
  di  stabilizzazione del personale precario dell'azienda ospedaliera
  universitaria   Policlinico - Vittorio  Emanuele   di  Catania,  si
  rappresenta quanto segue.
   Le  aziende  sanitarie,  al  fine di  richiedere  l'autorizzazione
  assessoriale  ad  avviare  le  procedure  di  stabilizzazione,  nel
  rispetto  del  Protocollo  d'Intesa  sottoscritto  tra  l'Assessore
  regionale  per  la  sanità e le OO.SS. in  data  11  gennaio  2008,
  dovevano individuare nell'ambito della Programmazione Triennale del
  Fabbisogno  i  posti da destinare alle procedure di stabilizzazione
  nel  rispetto  della  riserva  del  50%  dei  posti  vacanti  nella
  dotazione  organica  da  destinare alle procedure  concorsuali,  in
  ossequio   al  principio  costituzionale  dell'accesso   attraverso
  pubblico concorso, giusta circolare del Dipartimento della Funzione
  Pubblica n. 5/2008.
   Le procedure di stabilizzazione potevano essere avviate purché nel
  rispetto dei vincoli di spesa posti dalle vigenti leggi finanziarie
  in materia di personale.
   Con  decreto assessoriale n. 2177 del 10 settembre 2008  l'Azienda
  ospedaliera universitaria policlinico di Catania, oggi  Policlinico
  -  Vittorio Emanuele , è stata autorizzata ad avviare le  procedure
  di   stabilizzazione,  rispetto  ai  posti   individuati   con   la
  deliberazione  aziendale n. 153/2008, limitatamente alla  copertura
  di n. 5 Collaboratori professionali infermieri e di n. 21 Ausiliari
  sanitari   specializzati,  nelle  more  della   definizione   della
  verifica,  da  parte  di questo Assessorato,  dell'andamento  della
  spesa relativa al primo semestre dell'anno 2008 del personale delle
  Aziende Sanitarie.
   Successivamente, verificato che dal confronto tra i dati di  spesa
  anno  2008  e  i  dati  di  spesa  del  2004  risultava  rispettato
  dall'Azienda  il  limite di cui all'art. 1, comma 565  della  legge
  finanziaria 2007 e considerato che il numero dei posti per i  quali
  si  chiedeva  l'attivazione delle procedure di stabilizzazioni  non
  superava  la percentuale del 50% dei posti vacanti nella  dotazione
  organica  aziendale, l'Azienda è stata autorizzata  ad  avviare  le
  procedure  di  stabilizzazione per la copertura dei restanti  posti
  individuati  nella citata deliberazione n. 153/2008 e precisamente:
  n. 45 posti di Collaboratore professionale sanitario infermiere, n.
  1  posto di Collaboratore professionale sanitario ostetrica,  n.  2
  posti   di   Collaboratore  professionale  sanitario   tecnico   di
  laboratorio   biomedico  e  n.  26  posti  di  Ausiliari   sanitari
  specializzati.
   Relativamente  a  quanto  richiesto  dall'interrogante  circa   la
  possibilità di stabilizzare i precari che attualmente lavorano  con
  contratto  a  tempo determinato, considerato che le  autorizzazioni
  per  l'avvio  delle  procedure di stabilizzazione  potevano  essere
  concesse   fino   alla  data  del  31  dicembre  2009,   (direttiva
  assessoriale  prot.  n. 3127 del 27 novembre 2009)  si  rappresenta
  che,  in  materia di assunzione, l'art. 17 della legge n.  102/2009
  prevede,   per   il   triennio  2010-2012,   nel   rispetto   della
  programmazione  triennale  nonché dei vincoli  finanziari  previsti
  dalla  normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento
  della  spesa  di personale, la possibilità di bandire concorsi  per
  assunzioni  a  tempo  indeterminato con una riserva  di  posti  non
  superiore  al 40% dei posti messi a concorso, per il personale  non
  dirigenziale  in  possesso  dei requisiti  per  la  stabilizzazione
  (leggi finanziarie 2006 e 2007)».

                          L'Assessore per la
                                salute
                          dott. Massimo Russo

                           Regione Siciliana
                  Assessorato Regionale della Sanità
        Dipartimento Regionale per la Pianificazione strategica
                Servizio 1 "Personale dipendente S.S.R"

                                         Palermo, 17 novembre 2009

   OGGETTO: Disciplina  delle assunzioni: decreto  legislativo  n.
            150  del  27 ottobre 2009 e legge n. 102 del 3  agosto
            2009.

                                     Ai Signori Direttori Generali
                  delle Aziende Sanitarie Provinciali Ospedaliere,
                                         Ospedaliere Universitarie
                             e, p.c.:
                                     Alle Organizzazioni Sindacali
                                               del Comparto Sanità

                                                         LORO SEDI

    Il  Decreto  Legislativo n. 150 del 27 ottobre  2009,  pubblicato
  sulla G.U. n. 254 del 31.10.2009 - Supplemento Ordinario n. 197, in
  attuazione degli articoli da 2 a 7 della legge 4 marzo 2009, n. 15,
  reca  una riforma organica della disciplina del rapporto di  lavoro
  dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo
  2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  Nel   richiamare   l'attenzione   delle   SS.LL.   sugli   articoli
  specificatamente  di  interesse per gli Enti  del  S.S.N.,  con  la
  presente  si  evidenzia  quanto  disposto  dall'art.  24  comma   1
  "Progressioni di carriera":
  "  ...   Ai  sensi  dell'articolo  52,  comma  l-bis,  del  decreto
  legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dall'articolo  62  del
  presente decreto, le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal  1
  gennaio  2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica
  attraverso   concorsi  pubblici,  con  riserva  non  superiore   al
  cinquanta  per cento a favore del personale interno,  nel  rispetto
  delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni ... ".
    L'art.  52,  comma  l-bis  del decreto legislativo  n.  165/2001,
  introdotto  dall'articolo 62 del predetto Decreto  Legislativo  (n.
  150/09)  così dispone:   ... Le progressioni fra le aree  avvengono
  tramite  concorso  pubblico,  ferma  restando  la  possibilità  per
  l'amministrazione  di destinare al personale interno,  in  possesso
  dei  titoli  di  studio richiesti per l'accesso  dall'esterno,  una
  riserva  di posti comunque non superiore al 50 per cento di  quelli
  messi a concorso ... .
    Da  ciò  consegue  l'impossibilità di coprire,  a  decorrere  dal
  gennaio 2010, posti disponibili di dotazione organica tramite avvio
  di selezioni interne.
    In  materia di assunzioni si richiama, pertanto, l'art. 17  della
  legge  3  agosto 2009, n. 102, commi 10, 11 e 12 i quali prevedono,
  per  il  triennio 2010-2012, rispettivamente che le amministrazioni
  pubbliche  di cui all'articolo l, comma 2, del decreto  legislativo
  30  marzo  2001, n. 165, possono, nel rispetto della programmazione
  triennale  del  fabbisogno nonché dei vincoli  finanziari  previsti
  dalla  normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento
  della  spesa  di  personale secondo i rispettivi regimi  limitativi
  fissati dai documenti di finanza pubblica:

     bandire  concorsi per assunzioni a tempo indeterminato  con  una
  riserva  di posti, non superiore al 40 per cento dei posti messi  a
  concorso,  per  il  personale  non  dirigenziale  in  possesso  dei
  requisiti per la stabilizzazione di cui all'articolo l, commi 519 e
  558,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e all'articolo 3,  comma
  90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

     bandire  concorsi  pubblici per titoli ed esami,  finalizzati  a
  valorizzare   con  apposito  punteggio  l'esperienza  professionale
  maturata   dal  personale,  in  possesso  dei  requisiti   per   la
  stabilizzazione,  di cui al comma 10 dello stesso  articolo  nonché
  dal  personale di cui all'articolo 3, comma 94, lettera  b),  della
  legge 24 dicembre 2007, n. 244.

     assumere,  limitatamente alle qualifiche di cui all'articolo  16
  della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni, il
  personale  in  possesso  dei requisiti di  anzianità  previsti  dal
  citato  comma 10, maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa
  amministrazione.

    A  tal fine sono predisposte da ciascuna amministrazione apposite
  graduatorie,  previa prova di idoneità ave non già svolta  all'atto
  dell'assunzione. Le predette graduatorie hanno efficacia non  oltre
  il 31 dicembre 2012.
    Dal  combinato disposto delle succitate disposizioni, deriva  che
  per  le  richieste in itinere avanzate dalle Aziende in materia  di
  assunzioni  di  personale in applicazione del  Protocollo  d'Intesa
  sottoscritto  con  le  OO.SS.  del  Comparto  Sanità  a  suo  tempo
  trasmesso  con nota prot. n. 621 del 28 febbraio 2008,  intervenuto
  in   materia  di  criteri  e  modalità  inerenti  le  procedure  di
  stabilizzazione  del  personale  precario  non  dirigenziale  delle
  Aziende   Sanitarie  regionali,  potranno  considerarsi  tempestive
  soltanto  le autorizzazioni rilasciate da questo Assessorato  entro
  il  31.12.2009,  in  quanto rendono non  più  disponibili  i  posti
  indicati  per la stabilizzazione con D.A., non rilevando,  ai  fini
  della  modifica  normativa  medio tempore  intervenuta,  la  durata
  temporale  necessaria per lo svolgimento della procedura selettiva,
  anche se successiva al 31.12.2009.
    Per  quanto  sopra a decorrere dal 01.01.2010  non  verranno  più
  emanati da questo Assessorato autorizzazioni per la stabilizzazione
  del   personale  precario  non  dirigenziale  in  applicazione  del
  summenzionato Protocollo di Intesa.
    Le  SS.LL., pertanto, sono invitate a formulare la programmazione
  triennale  del  fabbisogno del personale,  per  il  triennio  20  l
  0/2012, nel rispetto sia dei vincoli finanziari vigenti, sia  delle
  succitate  disposizioni in materia di assunzioni e di  progressioni
  di  carriera,  con  la previsione delle "riserve"  entro  i  limiti
  predetti.
   In relazione ai profili professionali di cat. A e B (qualifiche di
  cui  all'articolo  16  della legge 28 febbraio  1987,  n.  56),  si
  ricorda che le graduatorie dovranno essere predisposte nel rispetto
  dell'articolo 49 della L.R. n. 15/04.

                          L'Assessore per la
                                salute
                          dott. Massimo Russo

   CASCIO  S. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute, premesso che:

   l'Assessore  regionale  per la salute, con  proprio  decreto,  ha
  rimodulato  il  servizio di emergenza-urgenza '118', depotenziando
  oltre  33  postazioni  territoriali a cui è  stato  assicurato  il
  servizio per sole 12 ore quotidiane;

   detta   decisione  scaturisce  dall'applicazione  del  piano   di
  rientro,  ma contrasta allo stesso tempo con i criteri individuati
  dallo   stesso   circa   il  garantimento   del   servizio   senza
  compromettere  il diritto alla salute di cui ogni  cittadino  deve
  poter godere;

   la  chiusura di alcune postazioni nelle ore notturne ha creato  e
  continua  a  creare serie problematiche a tutti  i  cittadini  dei
  territori coinvolti da questa rimodulazione del servizio;

   sembra  che  la  rimodulazione  non  abbia  tenuto  conto   delle
  effettive    specificità   delle   singole   postazioni    oggetto
  dell'intervento  e che si sia proceduto più per  'input  politico'
  che  a  seguito di un'attenta analisi dei dati maturati nel  corso
  degli anni e del bacino di popolazione investita;

   considerato che:

   la  postazione  del servizio di emergenza-urgenza di  San  Leone,
  nell'Agrigentino, copre un'utenza di oltre 40000  abitanti  e  nel
  periodo estivo questo dato cresce vertiginosamente;

   stando  ai  dati  in  possesso dell'Assessorato  regionale  della
  salute,  la  postazione di San Leone nel corso dell'anno  2008  ha
  effettuato 922 prestazioni, superando tante altre postazioni della
  stessa  provincia, ed in particolare di altre province in  cui  il
  servizio  è  rimasto inalterato anche a fronte di medie  piuttosto
  basse;

   la  salute  è  un  diritto fondamentale ed  inalienabile  dettato
  dalla Costituzione di fronte al quale appaiono impossibili tutti i
  tentativi  di razionalizzazione o di riorganizzazione, soprattutto
  quando riguardano territori deboli e svantaggiati;

   per sapere:

   come  intendano  intervenire  al  fine  di  assicurare  il  pieno
  diritto  alla  salute ai cittadini del comprensorio servito  dalla
  postazione  118  di  San  Leone, anche alla  luce  dei  molteplici
  incidenti che si registrano continuamente in questa zona;

   se  abbiano  intenzione  di  rivedere  il  provvedimento  che  ha
  depotenziato  di fatto una postazione strategica del  servizio  di
  emergenza-urgenza,  generando parecchi disagi  alla  cittadinanza,
  ripristinando  il  servizio  a  tempo  pieno  anche   in   ragione
  dell'approssimarsi della stagione estiva che vedrà il comprensorio
  di San Leone ospitare migliaia di vacanzieri.». (1055)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 1055, con  la  quale
  l'onorevole  Salvatore Cascio chiede notizie in merito al  presunto
  ridimensionamento del servizio di emergenza-urgenza  di  San  Leone
  (AG), si rappresenta quanto segue.
   A  seguito  dell'atto  di indirizzo sul "Sistema  Territoriale  di
  Soccorso  118"  (nota  prot. n. 6436 del 27  ottobre  2008)  questa
  Amministrazione di concerto con i Direttori delle quattro  centrali
  operative 118 della Sicilia, dopo diversi incontri con gli  stessi,
  ha   rimodulato   il   quadro  organizzativo  della   distribuzione
  territoriale  delle  ambulanze del medesimo servizio  di  emergenza
  urgenza 118.
   Tale  rimodulazione si è concretizzata con il D.A. n. 1149 del  15
  giugno  2009  che ha previsto nella fattispecie per  la  postazione
   San  Leone   l'operatività in h12 per il periodo 1  ottobre  -  31
  maggio e in h24 per il periodo estivo 1 giugno - 30 settembre.
   La  trasformazione  delle  postazioni  da  h24  a  h12  ha  tenuto
  esclusivamente  in  conto  le  reali necessità  di  far  convergere
  l'efficacia del servizio con l'efficienza dello stesso sulla scorta
  dei dati in possesso delle singole centrali operative.
   Per  quanto  attiene alla postazione  San Leone  l'operatività  in
  h12   per   il  periodo  1  ottobre  -  31  maggio  trova  evidente
  giustificazione nel numero di residenti nel medesimo quartiere  nel
  periodo  invernale  che  ammonta a 4431  abitanti  secondo  i  dati
  forniti dall'Ufficio Anagrafe del Comune di Agrigento.
   La conversione in h24 nel periodo estivo della predetta postazione
  è  determinata  in base all'afflusso di turisti e villeggianti  che
  triplica il numero degli abitanti in tale periodo.
   Non   risulta  a  questa  Amministrazione  che  l'operatività  h12
  prevista   per  la  postazione  di  San  Leone  abbia   determinato
  problematiche per il bacino d'utenza.

                          L'Assessore per la
                                salute
                          dott. Massimo Russo