Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Di Benedetto,
Galvagno e Scoma sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Ruggirello è in missione per
ragioni del suo ufficio, dal 24 al 25 giugno 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
- N. 1031 - Copertura dei posti vacanti del comparto regionale
sanitario mediante ricorso a procedure di mobilità extraregionale.
Firmatario: Panepinto Giovanni
- N. 1040 - Notizie circa l'avvio delle procedure di
stabilizzazione del personale precario dell'azienda ospedaliera
universitaria 'Vittorio Emanuele' di Catania.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
- N. 1055 - Notizie in merito al presunto ridimensionamento del
servizio di emergenza-urgenza di San Leone (AG).
Firmatario: Cascio Salvatore
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
assegnati alle competenti Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico
in Sicilia (n. 553)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 18 giugno 2010
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Centro risvegli iblei (n. 567)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 18 giugno 2010
- Riconoscimento e sostegno all'Associazione Alzheimer di Palermo
(n. 573)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 21 giugno 2010
parere I
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti pareri sono stati resi dalle
competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Trapani. Designazione componente di cui alle lettere a) e b) del
comma 9 dell'articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel
testo coordinato con le norme regionali (n. 96/I)
reso in data 17 giugno 2010
inviato in data 21 giugno 2010
BILANCIO (II)
- Articolo 10, comma 2, legge regionale 17 novembre 2009, n. 11
Credito d'imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese. Risorse finanziarie (n. 94/II)
reso in data 16 giugno 2010.
inviato in data 17 giugno 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1232 - Notizie urgenti in merito allo stato in cui versa la
sanità nella provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 1238 - Notizie e chiarimenti sulla Convenzione stipulata tra
l'Istituto per la promozione industriale (I.P.I) e la Regione
siciliana.
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Panepinto Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
- N. 1233 - Proroga del provvedimento di deroga per il parametro
'vanadio' presente nelle acque potabili.
Presidente Regione
Assessore Salute
Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo
- N. 1236 - Iniziative urgenti per l'avvio della stagione irrigua
nella piana di Catania.
Presidente Regione
Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1237 - Interventi urgenti in favore degli sfollati di Favara
(AG) in seguito al tragico crollo del gennaio 2010.
Presidente Regione
Firmatario: Bosco Antonino
- N. 1239 - Iniziative per porre fine ai disagi in cui versano gli
ispettori del lavoro in Sicilia.
Presidente Regione
Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Marinello Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rifaccio ad una
mia lettera inviata alla Presidenza sul bilancio della Regione, in
particolare sull'iscrizione in Gazzetta Ufficiale nel bilancio
pubblicato di capitoli che erano stati azzerati dall'Assemblea ed
invece sono stati reiterati dagli uffici per poi pubblicarli nella
Gazzetta Ufficiale.
Da quel che conosco, il Presidente dell'Assemblea ha inviato
questa nota al Governo il quale ha rassicurato che i capitoli
avrebbero avuto la fine con le indicazioni del Parlamento.
Non mi pare che sia una rassicurazione valida ai fini del buon
andamento dell'Amministrazione e del rispetto del voto
dell'Assemblea.
Aggiungo anche di fare mie le dichiarazioni dell'onorevole
Cracolici, nella 178 seduta, dove le indicazioni sono state molto
più precise e puntuali. Leggo esattamente dalla pagina 25 del
resoconto parlamentare dove la richiesta dell'onorevole Cracolici
mi sembra che non solo meriti attenzione, ma ci vuole, a questo
punto, un atteggiamento da parte di quella Presidenza per
salvaguardare il lavoro che ha svolto l'Aula ed il bilancio che ha
votato quest'Aula.
Non ritengo che si possa passare, con così tanta sicumera da parte
del Governo, su situazioni che, certamente, sono molto gravi non
solo sotto il profilo formale ma anche sotto quello sostanziale.
Signor Presidente, non so quando sarà convocata l'Aula, ma, per
quanto mi riguarda, chiederò conto a quella Presidenza di conoscere
nel merito quali sono stati gli interventi di variazione che devono
essere apportati al bilancio affinché non vengano spese somme che
questa Assemblea non ha votato.
Le chiederò conto, nella sua funzione, oggi, di Presidente, ogni
qual volta è possibile.
Ritengo che non ci può bastare una mera lettera del Governo che
dice: Cercheremo di stare attenti . Ritengo che ci vuole una
variazione di bilancio per azzerare quei capitoli che erano già
stati attenzionati da tutta l'Assemblea e capire bene cosa vogliono
dire le dichiarazioni dell'onorevole Cracolici, altrimenti qui si
mandano messaggi senza capire di cosa stiamo parlando e le accuse,
mi pare, sono abbastanza gravi e oggi ce le abbiamo anche
ufficialmente e tutti le possono leggere nel resoconto
parlamentare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Mancuso, la Presidenza è
attenta al problema che lei ha posto e non solo si è premurata a
sollevarlo, quindi ad invitare il Presidente della Regione a
verificare se ci siano stati errori di questo tipo ed eventualmente
a cassarli anche con una variazione, ma la Presidenza ha dato
mandato agli Uffici anche per ulteriori verifiche su tutti i
capitoli di bilancio per vedere e confrontare la rispondenza del
bilancio e dei vari capitoli, delle UPB pubblicate rispetto a
quanto l'Aula ha deliberato.
Su questo, quindi, onorevole Mancuso, stia pur certo che la
Presidenza sta vigilando e farà in modo che non ci siano discrasie
di questo genere e non si accontenterà certamente di una
rassicurazione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge Modifiche ed integrazioni alla
normativa regionale in materia di appalti (568/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge numero 568/A
Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia di
appalti , posto al n. 1).
Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio», a
prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Faraone per svolgere la
relazione.
FARAONE, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
presente disegno di legge, non è un disegno di legge organico
sugli appalti. ma è legato ad alcune necessità contingenti di
adeguamento della normativa regionale, alcune questioni che portano
ad una parziale modifica delle norme relative al sistema degli
appalti pubblici in Sicilia incentrato sulla legge regionale n. 7
del 2002 e successive modifiche ed integrazioni, che ha operato un
recepimento con rinvio statico alle previsioni della legge statale
dell'11 febbraio 1994, n. 109.
La Commissione «Ambiente e territorio» ha valutato di approvare
questo disegno di legge rapidamente per rendere la procedura degli
appalti più celere, il Governo ci ha assicurato in Commissione - e
per questo noi abbiamo ritenuto di non dovere ripetere la stessa
procedura - che gli incontri con le organizzazioni e le
associazioni interessate all'argomento sono stati fatti. Dopo di
che sarà la Presidenza a stabilire i tempi per la presentazione di
emendamenti e i Gruppi parlamentari potranno autonomamente,
eventualmente, svolgere i loro incontri con le organizzazioni che
ritengono necessario essere ascoltate.
Questa è una riforma che si fa nelle more di una riforma più
organica dell'intero impianto normativo che si è ritenuta
indispensabile per cercare di risolvere alcune criticità
dell'attuale legislazione sia sul versante del criterio di
aggiudicazione, sia su quello dell'intervenuta norma che ha
rimodulato l'assetto organizzativo degli Assessorati e dei
Dipartimenti regionali.
Per rispondere a queste esigenze si è, pertanto, ritenuto
opportuno modificare le norme che riguardano l'Osservatorio;
aggiornare la Commissione regionale per i lavori pubblici, alla
luce del nuovo assetto istituzionale dell'Assessorato dei lavori
pubblici, oggi Assessorato delle infrastrutture e della mobilità,
come introdotto dalla recente legge di riforma
dell'Amministrazione regionale (legge regionale 19/2008);
rivedere le competenze degli UREGA, ora denominati URPA; ma
soprattutto sono stati rivisitati i criteri di aggiudicazione degli
appalti, rendendoli coerenti con la normativa statale; infine è
stato ridisegnato il sistema dell'aggiudicazione ed esecuzione dei
lavori, servizi e forniture in caso di ricorso amministrativo e/o
giudiziario.
Di rilievo, nel superiore contesto, l'introduzione di una
disposizione volta ad assicurare la legalità e la sicurezza dei
lavoratori.
Il disegno di legge è composto da dieci articoli, inclusa la norma
finale di entrata in vigore.
Con l'articolo 1 è stato ridisciplinato l'Osservatorio regionale
che, originariamente intestatario di funzioni anche di
collegamento con l'Autorità per la vigilanza limitatamente ai
lavori pubblici, con il nuovo impianto viene ridenominato come
Osservatorio regionale dei contratti pubblici di lavori, forniture
e servizi'. Permane la sua istituzione presso l'Assessorato
regionale delle infrastrutture e della mobilità - come abbiamo
detto di nuovo nome - e lo svolgimento dei compiti precedentemente
attribuiti. Tali compiti sono stati, nondimeno, ampliati, così come
è stato determinato il numero minimo dell'apparato burocratico.
In particolare, l'Osservatorio fungerà non solo da soggetto
terminale di tutta la complessa attività che investe gli appalti
pubblici, ma anche come soggetto tenuto:
- a creare un archivio contenente l'anagrafica delle stazioni
appaltanti, delle imprese, i dati relativi all'impiego della
manodopera e alla tutela e sicurezza del lavoro;
- a concorrere nell'adozione di atti di indirizzo e regolazione,
anche cooperando con le altre Regioni, nella promozione della
qualità delle procedure e della qualificazione degli operatori
economici;
- ad elaborare linee guida e documenti di gara nonché altri
strumenti finalizzati a semplificare e uniformare le procedure per
l'affidamento e la gestione degli appalti;
- a monitorare i contratti;
- a promuovere iniziative utili al rispetto dei termini di
pagamento dei corrispettivi;
- alla pubblicazione degli atti di appalto;
- alla creazione e funzionamento del sito informatico;
- alla collaborazione nella determinazione dei costi
standardizzati per titolo di lavoro.
Con l'articolo 2 viene mantenuta la pregressa disciplina relativa
ai pareri sui progetti, rimodulando, per rispondere alle novità di
cui alla citata legge regionale n. 19/2008, la Commissione
regionale dei lavori pubblici.
Con l'articolo 3 è stata ridisegnata l'intera disciplina
riguardante gli UREGA. L'assetto funzionale e organizzativo è
stato, infatti, completamente innovato, ad iniziare dalla sua
denominazione originaria (UREGA) mutata in Ufficio regionale
pubblici appalti (URPA).
In particolare, pur essendo stata mantenuta l'articolazione (URPA
centrale e URPA sezionali) è stata estesa la competenza di ciascuno
sia sotto il profilo oggettivo (estensione dell'ambito di
riferimento non solo ai lavori pubblici ma anche alle forniture di
beni e servizi) sia sotto quello del valore economico (la sezione
centrale è competente per gli appalti di lavori di importo
superiori a 750.000 euro e di servizi e forniture di importo pari o
superiore a 500.000 euro; le sezioni provinciali sono competenti
per appalti di lavori di importo superiore a 750.000 euro nonché
appalti di servizi e forniture di importo superiore alla soglia
comunitaria e inferiore a 500.000 euro).
Con l'articolo 3 è stata ridisegnata l'intera disciplina
riguardante gli UREGA. L'assetto funzionale e organizzativo è
stato, infatti, completamente innovato, ad iniziare dalla sua
denominazione originaria (UREGA) mutata in Ufficio regionale
pubblici appalti (U.R.P.A). In particolare, pur essendo stata
mantenuta l'articolazione (URPA centrale e URPA sezionali) è stata
estesa la competenza di ciascuno sia sotto il profilo oggettivo
(estensione dell'ambito di riferimento non solo ai lavori pubblici
ma anche alle forniture di beni e servizi) sia sotto quello del
valore economico (la sezione centrale è competente per gli appalti
di lavori di importo superiori a 750.000 euro e di servizi e
forniture di importo pari o superiore a 500.000 euro; le sezioni
provinciali sono competenti per appalti di lavori di importo
superiore a 750.000 euro nonché appalti di servizi e forniture di
importo superiore alla soglia comunitaria e inferiore a 500.000
euro).
E' stata, altresì, prevista una riqualificazione del ruolo degli
URPA attraverso l'attribuzione di un nuovo valore giuridico
attribuito all'atto finale del procedimento di gara dagli stessi
posto in essere. Infatti, tale atto non sarà costituito da una mera
attività materiale, bensì dall'aggiudicazione
provvisoria, offrendo puntuali soluzioni anche alle problematiche
connesse alla competenza decisionale su eventuali reclami e
opposizioni.
Chiarita è stata anche la problematica connessa all'obbligatorietà
del seguito procedimentale, nel caso in cui l'ente interessato
chieda l'intervento dell'URPA per appalti di importo inferiori a
quello sopra citato. In tal caso, è stato disposto che l'URPA sia
tenuta a dare seguito alla richiesta.
Un'ulteriore novità è costituita dalla introduzione del principio
costituzionale di sussidiarietà attraverso l'attribuzione di una
funzione di supporto di ciascuna URPA con l'altra nella
costituzione di commissioni ulteriori anche nell'ottica della
accelerazione delle procedure di affidamento.
Altro aspetto critico risolto è quello riguardante l'ambito delle
competenze degli enti e degli URPA. A tal fine, viene disposto che
gli enti sono tenuti a stabilire l'oggetto del contratto e le parti
essenziali del suo contenuto e il procedimento da adottare per la
scelta del contraente nonché a trasmettere il progetto e/o piano,
il capitolato d'oneri e il provvedimento di approvazione. Tutti gli
atti successivi, tranne la pubblicazione, vengono intestati agli
URPA e si concluderanno con l'aggiudicazione provvisoria.
Altra novità introdotta è quella diretta alla precostituzione di
atti di indirizzo e di uniformità di comportamento da parte di
tutti gli URPA, prevedendosi una Conferenza dei presidenti.
Un'ulteriore innovazione riguarda i criteri di aggiudicazione
degli appalti sia sopra che al di sotto del milione di euro. A tal
fine si è provveduto, con l'articolo 4, a modificare la normativa
regionale vigente in materia rendendola coerente con quella
statale.
Con l'articolo 5 è stata rielaborata la complessa vicenda
riguardante l'aggiudicazione ed esecuzione dei lavori, prevedendosi
anche che, nel caso di aggiudicazione ed esecuzione dei lavori,
servizi e forniture ove sia presentato ricorso amministrativo e/o
giudiziario, non viene precluso il seguito procedimentale ai fini
della consegna dei lavori o dell' esecuzione della fornitura e del
servizio. Nello stesso tempo, è stato disciplinato tutto il
procedimento riguardante eventuali rilievi e contestazioni,
individuando gli organi competenti a decidere.
La norma, concernente la revisione dei prezzi dei materiali da
costruzione, di cui all'articolo 6, prevede esclusivamente
aggiornamenti tecnici, dovuti alle nuove denominazioni
dell'Assessorato e del Dipartimento competenti a seguito della
riforma dell'Amministrazione regionale.
L'articolo 7 introduce per l'impresa aggiudicataria dei lavori
l'obbligo di comunicare entro quindici giorni dall'aggiudicazione
l'elenco delle ditte affidatarie di opere in subappalto.
Per rispondere alle indicazioni provenienti dal documento Codice
Antimafia e Anticorruzione della pubblica Amministrazione,
condiviso dalla Giunta regionale con delibera numero 514 del 4
dicembre 2009, è stato introdotto l'articolo 8 nell'ambito
dell'impianto normativo in materia di appalti.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
segnalare che questa non è la prima volta che noi interveniamo a
modifica di una legge così essenziale per il sistema pubblico in
Sicilia.
Dico questo rendendomi conto, anzi sottolineando la necessità che
determinate modifiche legislative vadano introdotte e quindi
l'opportunità di questo disegno di legge. Ma nello stesso tempo
ritengo che la delicatezza delle questioni affrontate meriti
un'attenzione particolare da parte di questo Parlamento. Mi sembra
che finora tutto questo sia passato quasi inosservato e in sordina.
Signor Presidente, più di una volta siamo dovuti intervenire su
errori compiuti anche
inavvertitamente proprio per una disattenzione, per un calo di
approfondimento da parte del Parlamento in questioni così
importanti.
Io credo che in questo momento dobbiamo registrare che c'è una
scarsa presenza sull'argomento. Mi pare anche di potere dire che la
Commissione ha ritenuto di dover esitare questo provvedimento più o
meno così come era stato trasmesso dal Governo, auspicando
probabilmente un maggiore approfondimento nell'Aula. Ma questo
approfondimento l'Aula adesso lo deve fare.
Le questioni che sono poste sono assolutamente importanti. Se
pensiamo solamente alle motivazioni che rendono necessaria la
modifica dei criteri di aggiudicazione dell'appalto, abbiamo
contezza di quanto queste siano strategiche. Nello stesso tempo
quello che è contenuto in questo disegno di legge comporta
modificazioni realmente pesanti per il sistema delle imprese.
Ritengo che tutto questo meriti una discussione approfondita.
Pertanto, signor Presidente, penso che gli emendamenti che questo
Parlamento deve apprestarsi a presentare per l'approfondimento di
questo testo di legge debbano essere opportunamente ponderati nel
tempo.
E io le chiedo che ci sia consentito.
Solo per parlare delle modifiche alle norme che riguarda l'UREGA
che verrà chiamato URPA, io ricordo che abbiamo votato questa legge
nel 2002, e siamo già intervenuti a modificazioni di questo solo
argomento con successive leggi regionali nel 2004, 2005, due volte
nel 2005, con la legge 9 e la legge 16, poi nel 2006 e poi nel
2007.
Quindi siamo intervenuti già cinque volte su uno stesso argomento.
Per quanto riguarda invece il già sottolineato critico argomento
del criterio di aggiudicazione degli appalti, dopo la assunzione
della legge 109 con la legge 7 del 2002, noi siamo tornati ancora
qui a modificarla nel 2003, nel 2005, nel 2007, con modifiche che -
voglio sottolinearlo - oggi dobbiamo radicalmente e ulteriormente
rivedere e quindi modificare.
Allora noi non ci possiamo permettere né di non fare o di andare
avanti con questo disegno di legge né ci possiamo permettere di non
avere piena consapevolezza di quello che andiamo a fare. In questa
materia è quanto mai necessario, infatti, stimare e in qualche modo
simulare gli effetti che poi le norme che approveremo provocheranno
sull'intero sistema degli appalti in Sicilia.
Noi abbiamo contezza della necessità che questo avvenga. Ma,
signor Presidente, credo, altresì, che la necessità di un
approfondimento ci imponga un termine ampio per la presentazione
degli emendamenti.
Quindi, se potremo usufruire di un giorno in più, di due giorni in
più per ponderare bene la materia e presentare gli emendamenti, non
sono giorni sprecati.
Ripeto, più di una volta abbiamo dimostrato agli atti che siamo
dovuti intervenire per correggere errori che frettolosamente
abbiamo fatto. Siamo consapevoli della necessità di non fermarci,
ma le chiedo, anche a nome del gruppo per il quale sto
intervenendo, di avere un termine molto ampio per la presentazione
degli emendamenti che debbono essere - spero, lo speriamo tutti -
definitivi almeno per un periodo che ci consenta di gestire la
spesa dei fondi comunitari, che in questo abbisogna appunto di
queste norme, e nello stesso tempo di trovare un compromesso equo
tra la necessità e gli appalti, le aggiudicazioni della buona
conduzione dei lavori pubblici e anche della concorrenza tra
imprese. Stiamo andando a toccare, anche con le norme che vengono
proposte, aspetti estremamente delicati.
Quindi, signor Presidente, le chiedo per le decisioni che assumerà
riguardo alla presentazione di questi emendamenti un termine molto
ampio.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
argomentazioni che sono state poste alla base dell'intervento
dell'onorevole De Benedictis siano sostanzialmente da condividere.
Abbiamo ascoltato la relazione dell'onorevole Faraone, quale
relatore di questo disegno di legge e devo dire che mi sarei
aspettato un provvedimento più complessivo, un provvedimento,
assessore, più organico rispetto a interventi quasi a spizzichi e
bocconi che già hanno visto, non dico le censure, ma sicuramente le
perplessità delle categorie.
Io non ritengo che bisogna esser aprioristicamente contrari ad un
intervento legislativo che sia attualmente quanto più necessario,
perché sappiamo la condizione in cui si trovano le imprese,
sappiamo la condizione in cui si trovano oggi i professionisti.
A seguito di norme che hanno teso magari alla trasparenza, ma che
hanno creato un eccesso e hanno comportato molte volte la
trasformazione di ciò che è, ad esempio, mi riferisco ai tecnici,
di ciò che è prestazione, professione in prestazione di servizio,
quasi omologando quello che è un impegno intellettuale con quello
che può essere un servizio prestato da qualsiasi tipo di impresa.
Allora, è chiaro che dobbiamo oggi riflettere maggiormente su un
testo importante come quello che dovrebbe oggi approvare questa
Assemblea.
Certo, non vedo molti colleghi, devo dire, e questo mi lascia
perplesso ulteriormente. Non vedo molti colleghi e mi pare che non
ci sia molto interesse attorno a questa materia, quando invece
sappiamo che tale materia oggi è di grande attualità. Ciò in una
Sicilia in cui, purtroppo, gli appalti pubblici sono bloccati, quei
pochi lavori che sono stati messi al bando sono sottoposti a un
giudizio, a più giudizi, al TAR, al CGA. Sono, purtroppo, se
vogliamo, anche tra le pieghe di alcuni cavilli che qualche azienda
che arriva in Sicilia, piuttosto che lavorare con tutta la
struttura e la logistica, va giù con i legali.
Allora, io credo che dovremo un attimo fermarci. Dovremmo
quantomeno, Presidente Formica, assegnare a questa Assemblea un
congruo termine per gli emendamenti. E, al contempo, l'invito che
rivolgo all'Assessore è quello di sentire ulteriormente le
categorie perché mi pare che ci sia qualche perplessità.
E questo forse è una mia personale opinione, ma se lo dico vuol
dire che con qualcuno ho anche parlato e qualche esponente di
qualche realtà associazionistica mi ha anche manifestato qualche
titubanza in merito a questa norma che, ripeto, sembra incompleta.
Ma non entriamo nel merito. Stasera non mi voglio attardare, né
voglio tediare i colleghi con l'inserirmi o il dibattere i vari
articoli. Però è altrettanto vero, è altrettanto necessario che
questa è una materia assolutamente delicata, è una materia su cui
oggi interveniamo e nella quale non possiamo ritornare fra sei mesi
o fra un anno.
Buon senso vorrebbe che un legislatore, un buon legislatore
facesse delle norme che si proiettino nel tempo, non dico per i
prossimi dieci anni, ma quantomeno almeno per un lustro.
Quindi con queste considerazioni, onorevole assessore Gentile, io
credo che stasera noi dovremmo avere, da parte della Presidenza
dell'Assemblea, un congruo termine per depositare gli emendamenti,
per ragionare se è il caso ideando, ipotizzando, immaginando una
norma ancora più complessiva, più articolata, seppure non chiedo un
testo unico anche per la situazione così difficile in cui oggi si
trova questa Assemblea, nella quale non sappiamo chi è governo e
chi è opposizione.
Poc'anzi mi sono permesso di chiedere - perdoni, presidente
Mancuso, la mia ingenuità - come mai l'onorevole Faraone fosse il
relatore di questo disegno di legge.
Qualcuno ha detto che sono in maggioranza e quindi è giusto che il
PD sia relatore di un disegno di legge.
Dall'altro lato, leggo oggi sui giornali che l'onorevole Cracolici
è stato bocciato. Ma questi sono discorsi che faremo nei prossimi
giorni.
Signor Presidente, la ringrazio e chiedo scusa per avere annoiato
soprattutto l'onorevole Mancuso.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un brevissimo
contributo.
Ci siamo già occupati della questione appalti pubblici. In
Commissione abbiamo tentato di approfondire con l'Assessore Gentile
questo argomento nella consapevolezza che si tratta di un argomento
molto delicato per l'intera Sicilia. Ed è un vero cruccio per le
autonomie locali, per i comuni, per le province, per le
circoscrizioni laddove questa delega è affidata alle
circoscrizioni.
I lavori pubblici, in Sicilia, ci fanno registrare stop continui e
le controversie che sono alla base di questo stop, che sono poi
oggetto di attenzione da parte della magistratura ordinaria
piuttosto che dei tribunali amministrativi, di fatto, bloccano
l'economia siciliana e di fatto bloccano quella fase della
infrastrutturazione in Sicilia che stenta a venire, e che non
viene, e ci fanno registrare una fase che è quella della
destrutturazione, assessore Gentile.
Questo non sta a cuore a lei. Al contrario, sappiamo che si vuole
andare in direzione di un percorso che sia finalmente virtuoso.
La materia, quindi, è molto controversa, è stata oggetto di
diverse modifiche e tuttavia siamo molto lontani dall'optimum che
invece in questo settore, in questa materia deve guidare le
pubbliche amministrazioni.
Ritengo che dobbiamo approfondire.
D'altronde, signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno prima
di me lo ha detto, questo argomento che dovrebbe essere l'argomento
più importante di questa fase della legislatura non sta suscitando
quell'interesse che ciascuno di noi spera - ci sono diverse
assenze, se noi oggi volessimo chiedere il numero legale,
certamente, faremmo cadere questa sessione o questa Assemblea per
rinviarla di un'ora o magari nella successiva ora andremmo ad altra
data.
Questo non lo faremo perché siamo responsabili, perché pensiamo
che bisogna collaborare con il Governo per tentare di risolvere i
problemi.
Vi è un fatto del quale dobbiamo tenere conto, signor Presidente,
onorevoli colleghi, caro Assessore. Venerdì scorso il Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministero per le infrastrutture, ha
approvato un regolamento molto articolato che riguarda i pubblici
appalti del quale noi dobbiamo tenere conto, al quale forse noi
dobbiamo fare riferimento.
Questo deve suggerire alla Presidenza, a tutti quanti noi,
all'Assemblea, la concessione di un tempo congruo. E quando dico
congruo non mi riferisco a qualche giorno. Vi è la necessità di
concedere all'Assemblea un congruo tempo per gli emendamenti perché
da più parti - e non solo dall'ANCE ma anche dall'ANCI - stanno
piovendo perplessità, critiche. E noi dobbiamo tenere conto di
questo aspetto importante e credo sia necessario, quindi,
aggiornare l'Assemblea ad altra sessione per consentire a tutti
quanti noi e per tentare di coinvolgere anche gli assenti perché il
contributo per la formazione di questo disegno di legge deve essere
più articolato, più corale. Non può questo disegno di legge essere
consegnato a pochi, ai soliti noti che si occupano del problema
perché lo conoscono meglio per via dell'esperienza personale. Deve
invece essere affidato al contributo di tutti per far sì che questa
Assemblea consegni ai siciliani finalmente una buona legge.
Personalmente confido nella presidenza e nella sua sensibilità,
Presidente, e spero che con il buon auspicio anche della
presidenza, ciascuno di noi possa avere finalmente il contributo
il più largo possibile.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Desidero chiarire ai colleghi e all'Aula, posto che
sarebbe intendimento della Presidenza, viste anche le
sollecitazioni che sono arrivate da più parte alla Presidenza
stessa circa il termine per gli emendamenti, che sarebbe
intenzione della Presidenza rinviare la discussione generale
all'articolo 1 .
Vorrei pregare i colleghi, visto che la discussione generale è
rinviata all'articolo 1, di intervenire successivamente.
Vedo che la mia proposta non viene accolta. Come non detto.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli: Romano, Oddo e Maira. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Romano.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a nome
del gruppo dell'MPA per dire alcune cose che secondo me sono
importanti al fine del lavoro che dobbiamo fare su questa legge.
Sulla quale c'è grande attenzione, Assessore, e rispetto alla quale
c'è grande attenzione perché lei sa come me che il comparto
dell'edilizia in Sicilia è un comparto importante. E' un comparto
dove c'è grande crisi, dove nel 2009 si sono registrate meno 30
mila unità lavorative. Significa 30 mila famiglie che non hanno
potuto lavorare. E' un comparto a rischio, nel quale le
infiltrazioni mafiose sono state e continuano ad essere per le
associazioni mafiose terreno privilegiato di infiltrazioni. E' un
comparto nel cui indotto si muove tantissima ricchezza.
Con queste premesse mi associo agli interventi dei colleghi per
invitare la Presidenza ad assegnare un tempo utile per gli
emendamenti avendo noi licenziato la legge con molta rapidità, un
po' per aderire alle esigenze del Governo. E abbiamo esitato tale
disegno di legge con grande frettolosità e lei sa, assessore, che
io anche in commissione ho detto di avere molte riserve pur
apprezzando la riforma degli UREGA, la loro rotazione, la
possibilità di variare gli importi, il controllo, la sicurezza sui
luoghi di lavoro. E molte riserve mi restano tutt'oggi
sull'importo dell'aggiudicazione della gara, che resta il nodo
centrale. La questione del massimo ribasso resta oggi la questione
sulla quale la qualità delle opere diventa scadente. La mafia ha
grandi possibilità di infiltrarsi. La sicurezza dei lavoratori è
messa in discussione. I lavori quasi mai si possono finire. E
quindi si arriva ai contenziosi.
Ricordo la stagione degli anni 90, quando un'opera pubblica, con
un ribasso superiore al 30 per cento non poteva mai essere finita.
Non vorrei che ci ritrovassimo, nuovamente, in quella stagione
nella quale tutte le opere pubbliche si chiudevano con contenziosi,
riserve - ed un tecnico sa che cosa sto dicendo - cause ventennali
che non producevano altro che aggravio ai danni delle
amministrazioni.
Allora, credo che valga il principio della leale concorrenza, così
come ci siamo detti in Commissione.
Tutte le altre Regioni del nostro Paese utilizzano il meccanismo
del massimo ribasso. Non è detto che la Sicilia possa essere
innovatrice anche su questo tema, inventando su questo un criterio,
che non sia il sorteggio, e chiudo, ma che non sia nemmeno il
massimo ribasso.
Nell'impostazione generale la legge mi piace. Piace al Gruppo
dell'MPA. E, quindi, noi siamo per una risoluzione rapida della
legge, sapendo però che è un tema complesso, che ha molte
criticità. E, quindi, apprezziamo l'opera dell'assessore e del
Governo che vuole licenziarla velocemente. Dobbiamo, però, insieme
migliorarla perché è importante non solo fare una legge, ma farla
bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Cordaro, se
la Presidenza propone di rinviare la discussione generale
all'articolo 1, sono d'accordo. Quindi, se la Presidenza ribadisce,
sono d'accordo. Non sto parlando in dissenso rispetto a quando ha
proposto la Presidenza.
Se dobbiamo rinviare la discussione generale all'articolo 1,
facciamolo. E non solo mi permetto di suggerire, e ho concluso, che
sarebbe il caso in queste ore, visto e considerato che abbiamo i
giorni utili per la presentazione degli emendamenti - sollecito
anche il Governo, già sicuramente l'avrà fatto, l'avrà fatto penso
anche la commissione - di non improvvisarci tutti tecnici, di
sentire le parti e di capire cosa potrebbe accadere in Sicilia se
ci allineamo - come dice il testo - al massimo ribasso. Io non
sono qui ad esprimere preoccupazioni perché non si può esprimere
preoccupazione quando si deve intervenire e fare una norma.
Con molta sincerità, però, dico di approfittare di questi giorni
per cercare anche di capire che cosa ci aspetta domani. Ricordo che
l'altra volta, quando abbiamo modificato la norma ed abbiamo
inserito i famosi decimali in più, qualcuno qui si è permesso di
dire che non risolvevamo il problema, che era cronaca di una morte
annunciata e fu preso a male parole , per dirla in olandese.
Attenzione, non è autoreferenziale la cosa, non mi sto riferendo
ai tanti colleghi che avevano perplessità in tale direzione. Certo
no Quella funzionerà. Beh, siccome comprendiamo di che cosa stiamo
parlando e la delicatezza anche dell'argomento, e viviamo in una
Terra che, evidentemente, senza essere né piagnoni né
autolesionisti, presenta alcune specificità, come in tutti i
territori, penso che dovremmo approfittare di questi giorni per
cercare ancora di più di far condividere quella scelta, e perché
no, in linea con quelli che sono anche gli emendamenti, cercare di
apportare qualche modifica per ottimizzare il testo.
Approfitterei di ciò, ecco perché mi permetto di dire, signor
Presidente, se dobbiamo rinviarla all'articolo 1, rinviamola
all'articolo 1.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la Presidenza si era già espressa.
C'è l'ultimo intervento sull'ordine dei lavori, dopodiché la
discussione generale sarà fatta nella sede dell'articolo 1.
E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola e
capisco che forse rubo l'attenzione per qualche minuto e sarò forse
ripetitivo. Intanto, confermo che sono d'accordo con quello che ha
anticipato la Presidenza e con chi mi ha preceduto.
Tuttavia, mi permetto di sottolineare come questo rinvio
nell'inizio della discussione generale, secondo me, deve essere ben
sfruttato per due motivi.
Primo. Debbo dare atto al presidente della Commissione che,
informalmente, ha sentito un po' tutte le categorie di
associazione.
Tuttavia, credo che questo non basti, occorre che formalmente,
proprio sfruttando questo rinvio della discussione generale, che si
formalizzi l'audizione delle rappresentanze di categorie perché, un
disegno di legge di questa portata e di questa valenza, che
coinvolge tanti interessi, non può restare traccia del pensiero e
delle volontà delle Associazioni di categorie.
Noi possiamo decidere quello che vogliamo, perché siamo noi che
facciamo le leggi, però credo che il confronto con le Associazioni
di categoria non possa essere un fatto informale - di cui,
comunque, do atto al Presidente Mancuso - ma debba essere un
passaggio formale in Commissione. Sappiamo che ci muoviamo in un
sentiero stretto perché, per un verso, abbiamo la necessità di
sfuggire ad un procedimento di infrazione che è in corso, e per il
quale i primi giorni del mese di luglio avremo un ulteriore
verifica della Unione europea, per controllare se noi ci siamo
adeguati al procedimento di infrazione, e se ci siamo adeguati ad
una pronuncia della Corte Costituzionale che riguarda,
specificatamente, le opere pubbliche in Sicilia.
Pertanto, prima che venga fatta questa verifica, dovremo pur dare
il segnale che la Regione siciliana e l'Assemblea hanno fatto
qualche cosa nel tentativo di ridurre il danno.
Per un altro verso, sappiamo che c'è un disegno di legge nazionale
che è passato già in Consiglio dei Ministri, e che andrà in Aula
nel più breve tempo possibile, che è difforme dalla legge vigente e
da quello che noi intendiamo fare con questo nostro disegno di
legge.
E allora, ci dovremmo preparare anche ad un rinvio dinamico alla
legge nazionale e, comunque, dobbiamo dare segnali di vitalità
prima che finisca il mese di giugno e, contemporaneamente, dare
segnali di confronto democratico alle Associazioni di categoria.
In sintesi, rinviamo alla prossima settimana senza necessità di
rimandare in Commissione il disegno di legge, fermo restando che la
Commissione può, da qui alla prossima settimana, svolgere anche
delle audizioni, e apprestarsi al confronto con l'Unione europea
prima che venga fatta la verifica. Bisogna stare all'erta per
verificare l'iter del disegno di legge approvato dal Consiglio dei
Ministri, così da non approvare una legge inutile, ma una legge
conforme alle disposizioni dell'Unione europea e, soprattutto, al
nuovo disegno di legge e alla nuova legge sulle opere pubbliche di
carattere nazionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo avere ascoltato i
suggerimenti e gli interventi pervenuti da tutte le parti e da
tutte le posizioni politiche, la Presidenza è dell'avviso di
rinviare la discussione generale all'articolo 1, e dare termine per
la presentazione degli emendamenti fino a lunedì prossimo.
Se c'è veramente l'urgenza di una scadenza entro luglio, dobbiamo
avere il tempo per farla la legge; se, invece, riteniamo che non
sia urgente mettiamo ai voti il rinvio in Commissione.
Onorevoli colleghi, rinvio la discussione generale in sede di
esame dell'articolo 1 e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a lunedì prossimo, 28 giugno 2010, alle ore 13.00.
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
il mio disappunto in quanto il Governo ha chiesto alla Commissione
di accelerare l'iter su una legge che riteneva indispensabile, in
quanto una normativa comunitaria ci chiedeva di intervenire al più
presto affinché somme non venissero restituite ed altre somme
dovessero essere attribuite.
La Commissione ha lavorato celermente per quanto ha potuto,
secondo la presenza del Governo in Commissione, senza intervenire
con audizioni che - come hanno detto i colleghi - erano
indispensabili per raggiungere anche la finalità di conoscere al
meglio quali potevano e dovevano essere le modifiche a questa
legge.
Oggi che il Governo prende ancora una settimana di tempo, non mi
sembra che abbia nei confronti della Commissione quello spirito di
collaborazione che la Commissione ha avuto nei confronti del
Governo.
Se avessimo saputo che i tempi erano questi, la Commissione
avrebbe ascoltato tante associazioni che hanno chiesto di poter
dire la loro. Invece oggi prendo atto di questo atteggiamento e,
per quanto mi riguarda, istituzionalmente, ne terrò conto per i
lavori che riguardano non solo questo disegno di legge ma il
riordino nella materia degli appalti.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo è pronto a discutere il
disegno di legge anche subito, ma ci sono state richieste da parte
di tutti i Gruppi parlamentari di rinviare la discussione a lunedì.
Volevo anche rassicurare tutti i colleghi che questa è una legge
tampone , necessaria per risolvere delle criticità che sono sorte
nel corso di questi mesi, e che il Governo sta lavorando da un po'
di tempo ad un testo unico in materia di appalti, che avevamo già
discusso con le parti sociali.
Il criterio dell'aggiudicazione messo a punto con le parti sociali
è un criterio di aggiudicazione che l'Ufficio legislativo e legale
ci ha vietato di applicare, invitandoci ad applicare il criterio di
aggiudicazione nazionale.
Se, per come sembra, il Governo nazionale farà una nuova legge in
materia di criteri di aggiudicazione, noi saremo pronti a
modificare dinamicamente il nuovo criterio di aggiudicazione.
Pertanto, il Governo mantiene quello che ha detto in Commissione.
Ripeto, abbiamo l'esigenza di approvare nell'arco di pochissimo
tempo questa legge, che io definisco legge tampone , e nello
stesso tempo, la prossima settimana, mi sono fatto autorizzare
dalla Giunta un tavolo tecnico che studierà un testo unico per
risolvere i problemi sollevati da molti deputati, soprattutto i
numerosi contenziosi, perché molti imprenditori non sanno se
applicare la legge regionale, la legge nazionale o quella
comunitaria.
Io credo che si possa fare un buon lavoro e, nell'arco di 40
giorni o al massimo nel mese di settembre potremo dare alla Sicilia
una nuova normativa, una vera e propria riforma in materia di
appalti.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Governo di cui facevo parte, per uscire da un equivoco perché,
quello che dice il collega Gentile è giusto, e invito tutti ad un
attimo di riflessione su cosa si deve fare il prima possibile.
Ritengo che l'impostazione del Governo sia giusta, però,
purtroppo, mi trova totalmente contrario assessore, e non penso che
sia stata una sua sola volontà dire che bisogna subito aggiustare
il sistema delle aggiudicazioni, perché c'è un'infrazione, che
ricordo a tutti i colleghi, che non si interviene creerà un danno
alla Regione.
Quando a dicembre ho lasciato il mio incarico, erano arrivate le
notizie che, purtroppo, non si poteva più procedere, perché la
Regione aveva una sua norma sotto una certa soglia di importi, e
questa norma non viene dalla Comunità europea, ma ci sono delle
sentenze, ritenute idonee. Quindi mettiamo a rischio tutte le
procedure degli appalti dei fondi comunitari.
Qui l'assessore ha ragione, e io questa norma l'avrei fatta in
sette otto righe non di più, me ne dispiace, ma lo devo dire.
Bastavano poche righe in cui si recepiva sotto quella soglia la
norma nazionale, non c'era altro da scrivere, abbassare la soglia
che effettivamente gli appalti vanno alla cosiddetta UREGA, che è
una norma che vogliono anche tutti, e che quindi poteva essere
utile, ma oggi non necessaria.
Per cui ribadisco da parte mia la volontà ad essere propositivo.
Si potrebbe fare anche oggi, se Lei ha la volontà di ritirare tutto
il resto, e si approva un articolo di quattro/cinque righe, non
bisogna scrivere altro. Se poi inseriamo in un articolo la riforma
dell'osservatorio, in un altro articolo la riforma dell'UREGA, in
un altro altre cose che sinceramente non hanno questa urgenza, ha
ragione il Presidente della Commissione, hanno ragione tutti i
colleghi, perché questa non è materia che si può affrontare in
ventiquattro ore.
Noi oggi avremmo potuto fare l'articolo di sblocco immediato delle
procedure degli appalti in poco meno di dieci minuti. Me ne scuso,
assessore, ma il Governo, presentando un testo di undici articoli,
non lavora per favorire questa accelerazione.
Poi sento parlare di Testi unici, ma la Regione Sicilia può fare
al massimo testi coordinati. I Testi unici li fa lo Stato, tanto
per essere chiari. Per cui quando diciamo che vogliamo rifare gli
appalti, dobbiamo dire pure di cosa stiamo parlando.
Invito, quindi, l'assessore di verificare l'opportunità di
abrogare tutto, lasciando l'articolo che riguarda le procedure
dell'aggiudicazione, che è quello vero che interessa alla Regione,
al Governo, a tutti i deputati di maggioranza e di opposizione
perché c'è questa infrazione, quindi su questo siamo d'accordo. Per
il resto ha ragione l'onorevole Mancuso, un'accelerazione non serve
per tutti gli argomenti, la vera urgenza è quella delle procedure
dell'aggiudicazione, e su questo sono pronto ad affrontarla
immediatamente; altrimenti, non comprendo perché la Commissione,
come ha detto l'onorevole Mancuso, ha esitato il testo per fare
presto, ma forse era meglio una maggiore attenzione su tutti gli
altri articoli e non sono quello dell'aggiudicazione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, a nome
del Gruppo dell'UDC, posto che abbiamo raccolto in questa seduta
alcune indicazioni ed alcune esigenze che, mal celando esigenze che
poco o nulla hanno a che fare con la legge, ove vi sia urgenza
venga approvata, finiscono per portare questo Parlamento a chiedere
un congruo termine per la presentazione degli emendamenti ,
rendendo impossibile, di fatto, ai deputati - onorevole Marziano,
sono sicuro che da parte sua sul tema degli appalti non possa che
esserci la massima attenzione - di intervenire.
Noi chiediamo all'assessore Gentile di ritirare tutte le norme che
non hanno nulla a che vedere con il sistema di aggiudicazioni e con
la procedura d'infrazione che Bruxelles muove alla Regione
siciliana, e chiediamo, altresì, di non celare dietro l'urgenza che
gli faceva chiedere all'Aula di approvare subito questo disegno di
legge, temi che non sono legati all'urgenza della quale si parla.
Noi questa legge riteniamo di doverla fare in fretta, ma sarebbe
davvero mortificante attardarci per ore ed ore in un dibattito,
presentare decine e decine di emendamenti e poi scoprire, fra
quindici giorni, che il Parlamento nazionale ha approvato una legge
che supera di fatto quello che noi potremmo fare. Diciamo che
questa legge la vogliamo fare, siamo pronti a farla subito, nel
momento in cui l'Assessore ritira tutto quello che è estraneo ai
temi che stiamo trattando, così come ben detto dall'onorevole
Beninati, e a quel punto non ci sarebbe neanche più motivo neppure
di arrivare a lunedì.
Quella è l'esigenza, tutto il resto, Assessore, ribadisco, io lo
dico perché voglio fare la legge, non so verso che cosa ci porta e
non so neanche se ci fa approvare la legge entro il 30 di giugno.
Per cui, signor Presidente, ove Lei ritenesse, e su questa proposta
vorrei che anche gli altri gruppi si esprimessero, dal PDL
rappresentato dall'onorevole Beninati che credo che abbia parlato
in questi termini, vorrei sentire l'onorevole Adamo, vorrei sentire
l'MPA, il PD perché se così stanno le cose potremmo anche
sospendere dieci minuti, fare una Conferenza dei capigruppo, vedere
qual è l'avviso del Governo ed approvare entro ventiquattro una
legge che sia quella che noi vogliamo fare, procedura e sistemi di
aggiudicazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro la Presidenza ha già deciso e
sarebbe irrituale e mai accaduto ritornare su una decisione
assunta, su cui c'è stato addirittura un voto con il passaggio agli
articoli, quindi non complichiamo ulteriormente le cose. Se il
Governo riterrà di accogliere i suggerimenti che sono stati
avanzati, martedì farà delle comunicazioni.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembrano molto
ragionevoli le posizioni espresse dai colleghi. Se si va avanti con
il disegno di legge i colleghi presenteranno gli emendamenti al
testo e lunedì, martedì, quando torneremo in Aula dovremmo
discutere di tutti gli emendamenti al testo, se invece il Governo
in questa sede da atto che la discussione è eseguibile soltanto ai
criteri di aggiudicazione allora, sappiamo che eventualmente gli
emendamenti vanno fissati dentro il criterio di aggiudicazione.
D'altro canto lo stesso Governo ha testé dichiarato che ha già
pronto un testo di modifica della normativa complessiva sui lavori
pubblici e, quindi, mi sembrerebbe ragionevole procedere
sull'aggiudicazione con i criteri stabiliti dalla Comunità europea,
e successivamente portare all'esame del Parlamento il testo più
complesso che richiede più tempo di approfondimento, sia dalle
Commissioni che in Aula.
Pertanto, chiedo al Governo, non al Presidente dell'Assemblea, che
giustamente deve far seguire una procedura che è quella stabilita
dall'Aula, di limitarsi soltanto ai criteri di aggiudicazione
stabiliti, in modo tale da superare l'infrazione sollevata da
Bruxelles.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità . Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, forse i colleghi non hanno letto
bene il testo del disegno di legge perché, in fin dei conti, un
articolo riguarda la Commissione regionale, che deve essere
uniformata secondo quanto previsto dall'articolo 19 della legge
2008, tenuto conto che la Commissione regionale per i lavori
pubblici prima era composta dai componenti dei tre Dipartimenti dei
lavori pubblici, che adesso si sono uniformati. L'articolo 3 parla
della Commissione prezzi, la stessa cosa. Insomma, stiamo parlando
di fare delle cose veramente urgenti.
L'unica novità era l'articolo che riguarda l'UREGA che, come
sappiamo, in questa fase non sta funzionando bene, quindi abbiamo
deciso di abbassare la soglia per dare la possibilità a tutti gli
UREGA di lavorare.
Non capisco il perché di questa grande strumentalizzazione, sono
solo quattro articoli che a mio avviso vanno approvati
immediatamente, e forse era il caso di approvarli oggi stesso senza
emendamenti.
Ad ogni modo, il Governo è anche disponibile a riesaminare il
testo di legge insieme ai deputati, se vogliamo in una Conferenza
dei Capigruppo, e ridiscuterlo articolo per articolo.
Certo, il criterio di aggiudicazione va fatto, e va fatto
immediatamente; poi, se insieme decidiamo di ritirare qualche
articolo, per il Governo non ci sono problemi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei chiarire che in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non si possono abrogare o
aggiungere emendamenti ai disegni di legge e non si può discutere
sul merito dei disegni di legge.
Se c'è l'apertura, da parte del Governo, a modifiche il testo, si
chiede il ritorno del disegno di legge in Commissione per un
approfondimento nel merito, altrimenti il Governo, in Aula, ha la
possibilità di ritirare uno, due o tre articoli.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza nessuna
polemica nel rispetto della posizione del Governo, tanto per
mettere le cose al posto giusto, le norme che ha testè citato il
Governo non sono cosa di poco conto, perché prevedono la nomina di
tutte le Commissioni.
GENTILE. No, non è così
MANCUSO. presidente della Commissione. Invece, è così, onorevole
assessore Gentile. Noi stiamo parlando degli articoli che
giustamente devono essere riformarti in quanto i dipartimenti sono
diminuiti, ma è chiaro che se Lei riforma la legge, le vecchie
Commissioni devono essere rifatte. Non si può fare altrimenti,
perché la norma che noi approviamo prevede un altro tipo di
composizione.
Rispetto a questo, quindi, le proposte che sono venute fuori e che
per altro la Commissione non ha approfondito proprio per accelerare
l'iter richiesto dal Governo, riguardano una materia che
trasferisce profondamente il nuovo percorso su quelli che sono gli
appalti, su quelle che sono le aggiudicazioni, su quelle che sono
le Commissioni.
Quindi, rispetto a questo, non sminuiamo un testo che, per una
piccolissima parte, riforma il sistema di aggiudicazione, ma le
Commissioni che poi si occuperanno della aggiudicazione degli
appalti sono cose molto importanti. Se il Governo insiste a dire
che non è così, io insisto a dire che le Commissioni, con questa
legge, devono essere tutte quante nominate. Non si può fare
altrimenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco l'intendimento già
assunto dalla Presidenza di rinviare la discussione generale del
disegno di legge in fase di esame dell'articolo 1, nella seduta di
martedì prossimo.
'Norme per il contrasto alla criminalità di stampo mafioso
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale» (520-144/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno che reca:
Seguito della discussione del disegno di legge numeri 520-144/A
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale», posto al n. 2).
Preciso che la relazione è già stata illustrata in una precedente
seduta.
Onorevoli colleghi, comunico le decisioni della Presidenza sugli
emendamenti presentati, adottate tenuto conto del programma dei
lavori approvato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e comunicato nella seduta n. 172 del 18 maggio 2010,
nonché del rispetto del Regolamento interno che prescrive:
l'obbligo della previa presentazione in Commissione degli
emendamenti (art. 111), l'attinenza degli stessi all'oggetto del
disegno di legge (art. 111, comma 2, e 112, comma 3), la necessità
di copertura finanziaria per gli emendamenti di spesa.
Pertanto, dichiaro inammissibili gli emendamenti presentati e non
compresi nel fascicolo distribuito.
Preciso, altresì, che gli emendamenti aggiuntivi presentati in
materia di edilizia, urbanistica, appalti e beni culturali saranno
trasmessi alle competenti commissioni di merito per essere
esaminati in appositi disegni di legge di analogo contenuto.
Comunico, inoltre, che l'articolo 26 recante Disposizioni di
coordinamento tra normativa statale e regionale' è stralciato dal
testo in esame per essere valutato in un autonomo disegno di legge.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma sulla
semplificazione burocratica è di estrema importanza per lo sviluppo
economico della Sicilia e gli emendamenti testimoniano l'attenzione
che tutti i Gruppi danno a questo provvedimento.
Il numero degli emendamenti è tale che rischiamo di avviare una
discussione che può diventare eccessivamente complessa e
farraginosa e in contrasto con gli obiettivi che vogliamo
raggiungere.
Pertanto, ritengo sia opportuno che il testo in esame ritorni in
Commissione di merito, in modo da rileggere gli emendamenti,
coordinarli, semplificarli, e arrivare ad un testo di legge più
snello e semplice da esaminare e infine approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, onorevoli colleghi, dispongo che il
disegno di legge venga rinviato alla I Commissione legislativa
esprimendo l'avviso che la Commissione, nel riesaminare il testo,
valuti l'opportunità di riformulare gli articoli relativi agli
obblighi di comportamento e di informazione a carico dei pubblici
dipendenti - in particolare gli articoli 19, 20, 22 e 24 - in un
unico articolo che, nel dettare i princìpi fondamentali in materia,
rinvii la disciplina di dettaglio ad un regolamento adottato dalla
Giunta o comunque ad atti normativi di secondo livello.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 23
giugno 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica Beni culturali e identità siciliana
III -Svolgimento di interrogazione e di interpellanze della
Rubrica Economia
La seduta è tolta alle ore 18.04
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 20.00
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
PANEPINTO. - «All'Assessore per la salute, vista la legge
regionale n. 5 del 2009 e le linee d'indirizzo per la mobilità del
personale del servizio sanitario nazionale e la sua ricollocazione
a seguito dei processi di riorganizzazione;
rilevato che molti lavoratori siciliani che operano in altre
regioni d'Italia, che hanno presentato domanda di mobilità, vedono
frustrate da anni le loro legittime aspettative di fare rientro
nella terra natia, attraverso la mobilità infraregionale, per
coprire i posti vacanti;
per sapere:
se attualmente sia possibile procedere alla copertura dei posti
vacanti mediante ricorso alla mobilità extraregionale;
se, in ordine ai trasferimenti extraregionali, le aziende
debbano preventivamente chiedere l'autorizzazione all'Assessorato
regionale Salute per procedere all'assunzione di personale
proveniente da altre regioni.». (1031)
·
·
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1031, con la quale
l'onorevole Panepinto chiede notizie in merito alla copertura dei
posti vacanti del comparto regionale sanitario mediante ricorso a
procedure di mobilità extraregionale, si rappresenta quanto segue.
A seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5, recante "Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale", i nuovi Direttori generali delle Aziende del Servizio
Sanitario Regionale, operative a far data dal 1 settembre 2009,
hanno ricevuto, tra gli obiettivi da raggiungere, l'incarico di
predispone le nuove dotazioni organiche entro la data del 31 marzo
2010.
A tal fine, con decreto assessoriale n. 1794 del 4 settembre 2009
sono state emanate, previo confronto con le OO.SS., le linee di
indirizzo per la ricollocazione e per la mobilità del personale del
comparto del S.S.R. a seguito dei processi di riorganizzazione di
cui alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5. Ciascuna Azienda
sanitaria, infatti, deve adottare, previo confronto con le OO.SS. e
previa adozione del nuovo Regolamento di organizzazione, apposita
deliberazione di rideterminazione della dotazione organica nella
quale sono indicati, tra l'altro, i posti vacanti e disponibili;
detti posti saranno, in sede di prima applicazione, utilizzabili
per le ricollocazioni interne ed in subordine per le mobilità
regionali per gli eventuali esuberi conseguenti a tali processi di
ristrutturazione.
Pertanto nelle more le Aziende sanitarie non possono procedere né
ad assunzioni a tempo indeterminato né ricorrere a procedure di
mobilità extraregionale, fatta eccezione per le assunzioni
autorizzate nel rispetto del turn over 2007/2009 (obiettivo D.1.2
del Piano di rientro ) non concretizzatesi entro il 31 dicembre
2009.».
L'Assessore per la
salute
dott. Massimo Russo
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la salute, premesso che l'azienda ospedaliera universitaria
'Vittorio Emanuele' di Catania è particolarmente carente di
infermieri professionali e di ausiliari sanitari specializzati;
considerato che:
attualmente operano nella predetta azienda ospedaliera, con
contratto a tempo determinato prorogato al 31 dicembre 2010,
cinque infermieri professionali e cinque ausiliari sanitari
specializzati;
siamo in presenza di oggettive esigenze di servizio;
ritenuto che:
nel rispetto della normativa di riferimento si potrebbe
procedere alla stabilizzazione del predetto personale in possesso
dei requisiti previsti dalla normativa vigente;
con decreto dell'Assessore per la sanità pro tempore del 28
giugno 2009 sono state stabilizzate analoghe figure professionali;
per sapere le ragioni per le quali non siano state avviate le
procedure di stabilizzazione per le predette figure professionali
nel rispetto dei criteri e delle modalità previste dalle direttive
assessoriali emanate al riguardo.». (1040)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1040, con la quale
l'onorevole Barbagallo chiede notizie circa l'avvio delle procedure
di stabilizzazione del personale precario dell'azienda ospedaliera
universitaria Policlinico - Vittorio Emanuele di Catania, si
rappresenta quanto segue.
Le aziende sanitarie, al fine di richiedere l'autorizzazione
assessoriale ad avviare le procedure di stabilizzazione, nel
rispetto del Protocollo d'Intesa sottoscritto tra l'Assessore
regionale per la sanità e le OO.SS. in data 11 gennaio 2008,
dovevano individuare nell'ambito della Programmazione Triennale del
Fabbisogno i posti da destinare alle procedure di stabilizzazione
nel rispetto della riserva del 50% dei posti vacanti nella
dotazione organica da destinare alle procedure concorsuali, in
ossequio al principio costituzionale dell'accesso attraverso
pubblico concorso, giusta circolare del Dipartimento della Funzione
Pubblica n. 5/2008.
Le procedure di stabilizzazione potevano essere avviate purché nel
rispetto dei vincoli di spesa posti dalle vigenti leggi finanziarie
in materia di personale.
Con decreto assessoriale n. 2177 del 10 settembre 2008 l'Azienda
ospedaliera universitaria policlinico di Catania, oggi Policlinico
- Vittorio Emanuele , è stata autorizzata ad avviare le procedure
di stabilizzazione, rispetto ai posti individuati con la
deliberazione aziendale n. 153/2008, limitatamente alla copertura
di n. 5 Collaboratori professionali infermieri e di n. 21 Ausiliari
sanitari specializzati, nelle more della definizione della
verifica, da parte di questo Assessorato, dell'andamento della
spesa relativa al primo semestre dell'anno 2008 del personale delle
Aziende Sanitarie.
Successivamente, verificato che dal confronto tra i dati di spesa
anno 2008 e i dati di spesa del 2004 risultava rispettato
dall'Azienda il limite di cui all'art. 1, comma 565 della legge
finanziaria 2007 e considerato che il numero dei posti per i quali
si chiedeva l'attivazione delle procedure di stabilizzazioni non
superava la percentuale del 50% dei posti vacanti nella dotazione
organica aziendale, l'Azienda è stata autorizzata ad avviare le
procedure di stabilizzazione per la copertura dei restanti posti
individuati nella citata deliberazione n. 153/2008 e precisamente:
n. 45 posti di Collaboratore professionale sanitario infermiere, n.
1 posto di Collaboratore professionale sanitario ostetrica, n. 2
posti di Collaboratore professionale sanitario tecnico di
laboratorio biomedico e n. 26 posti di Ausiliari sanitari
specializzati.
Relativamente a quanto richiesto dall'interrogante circa la
possibilità di stabilizzare i precari che attualmente lavorano con
contratto a tempo determinato, considerato che le autorizzazioni
per l'avvio delle procedure di stabilizzazione potevano essere
concesse fino alla data del 31 dicembre 2009, (direttiva
assessoriale prot. n. 3127 del 27 novembre 2009) si rappresenta
che, in materia di assunzione, l'art. 17 della legge n. 102/2009
prevede, per il triennio 2010-2012, nel rispetto della
programmazione triennale nonché dei vincoli finanziari previsti
dalla normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento
della spesa di personale, la possibilità di bandire concorsi per
assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non
superiore al 40% dei posti messi a concorso, per il personale non
dirigenziale in possesso dei requisiti per la stabilizzazione
(leggi finanziarie 2006 e 2007)».
L'Assessore per la
salute
dott. Massimo Russo
Regione Siciliana
Assessorato Regionale della Sanità
Dipartimento Regionale per la Pianificazione strategica
Servizio 1 "Personale dipendente S.S.R"
Palermo, 17 novembre 2009
OGGETTO: Disciplina delle assunzioni: decreto legislativo n.
150 del 27 ottobre 2009 e legge n. 102 del 3 agosto
2009.
Ai Signori Direttori Generali
delle Aziende Sanitarie Provinciali Ospedaliere,
Ospedaliere Universitarie
e, p.c.:
Alle Organizzazioni Sindacali
del Comparto Sanità
LORO SEDI
Il Decreto Legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009, pubblicato
sulla G.U. n. 254 del 31.10.2009 - Supplemento Ordinario n. 197, in
attuazione degli articoli da 2 a 7 della legge 4 marzo 2009, n. 15,
reca una riforma organica della disciplina del rapporto di lavoro
dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo
2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Nel richiamare l'attenzione delle SS.LL. sugli articoli
specificatamente di interesse per gli Enti del S.S.N., con la
presente si evidenzia quanto disposto dall'art. 24 comma 1
"Progressioni di carriera":
" ... Ai sensi dell'articolo 52, comma l-bis, del decreto
legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dall'articolo 62 del
presente decreto, le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal 1
gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica
attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al
cinquanta per cento a favore del personale interno, nel rispetto
delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni ... ".
L'art. 52, comma l-bis del decreto legislativo n. 165/2001,
introdotto dall'articolo 62 del predetto Decreto Legislativo (n.
150/09) così dispone: ... Le progressioni fra le aree avvengono
tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per
l'amministrazione di destinare al personale interno, in possesso
dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una
riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli
messi a concorso ... .
Da ciò consegue l'impossibilità di coprire, a decorrere dal
gennaio 2010, posti disponibili di dotazione organica tramite avvio
di selezioni interne.
In materia di assunzioni si richiama, pertanto, l'art. 17 della
legge 3 agosto 2009, n. 102, commi 10, 11 e 12 i quali prevedono,
per il triennio 2010-2012, rispettivamente che le amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo l, comma 2, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, possono, nel rispetto della programmazione
triennale del fabbisogno nonché dei vincoli finanziari previsti
dalla normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento
della spesa di personale secondo i rispettivi regimi limitativi
fissati dai documenti di finanza pubblica:
bandire concorsi per assunzioni a tempo indeterminato con una
riserva di posti, non superiore al 40 per cento dei posti messi a
concorso, per il personale non dirigenziale in possesso dei
requisiti per la stabilizzazione di cui all'articolo l, commi 519 e
558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e all'articolo 3, comma
90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
bandire concorsi pubblici per titoli ed esami, finalizzati a
valorizzare con apposito punteggio l'esperienza professionale
maturata dal personale, in possesso dei requisiti per la
stabilizzazione, di cui al comma 10 dello stesso articolo nonché
dal personale di cui all'articolo 3, comma 94, lettera b), della
legge 24 dicembre 2007, n. 244.
assumere, limitatamente alle qualifiche di cui all'articolo 16
della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni, il
personale in possesso dei requisiti di anzianità previsti dal
citato comma 10, maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa
amministrazione.
A tal fine sono predisposte da ciascuna amministrazione apposite
graduatorie, previa prova di idoneità ave non già svolta all'atto
dell'assunzione. Le predette graduatorie hanno efficacia non oltre
il 31 dicembre 2012.
Dal combinato disposto delle succitate disposizioni, deriva che
per le richieste in itinere avanzate dalle Aziende in materia di
assunzioni di personale in applicazione del Protocollo d'Intesa
sottoscritto con le OO.SS. del Comparto Sanità a suo tempo
trasmesso con nota prot. n. 621 del 28 febbraio 2008, intervenuto
in materia di criteri e modalità inerenti le procedure di
stabilizzazione del personale precario non dirigenziale delle
Aziende Sanitarie regionali, potranno considerarsi tempestive
soltanto le autorizzazioni rilasciate da questo Assessorato entro
il 31.12.2009, in quanto rendono non più disponibili i posti
indicati per la stabilizzazione con D.A., non rilevando, ai fini
della modifica normativa medio tempore intervenuta, la durata
temporale necessaria per lo svolgimento della procedura selettiva,
anche se successiva al 31.12.2009.
Per quanto sopra a decorrere dal 01.01.2010 non verranno più
emanati da questo Assessorato autorizzazioni per la stabilizzazione
del personale precario non dirigenziale in applicazione del
summenzionato Protocollo di Intesa.
Le SS.LL., pertanto, sono invitate a formulare la programmazione
triennale del fabbisogno del personale, per il triennio 20 l
0/2012, nel rispetto sia dei vincoli finanziari vigenti, sia delle
succitate disposizioni in materia di assunzioni e di progressioni
di carriera, con la previsione delle "riserve" entro i limiti
predetti.
In relazione ai profili professionali di cat. A e B (qualifiche di
cui all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56), si
ricorda che le graduatorie dovranno essere predisposte nel rispetto
dell'articolo 49 della L.R. n. 15/04.
L'Assessore per la
salute
dott. Massimo Russo
CASCIO S. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'Assessore regionale per la salute, con proprio decreto, ha
rimodulato il servizio di emergenza-urgenza '118', depotenziando
oltre 33 postazioni territoriali a cui è stato assicurato il
servizio per sole 12 ore quotidiane;
detta decisione scaturisce dall'applicazione del piano di
rientro, ma contrasta allo stesso tempo con i criteri individuati
dallo stesso circa il garantimento del servizio senza
compromettere il diritto alla salute di cui ogni cittadino deve
poter godere;
la chiusura di alcune postazioni nelle ore notturne ha creato e
continua a creare serie problematiche a tutti i cittadini dei
territori coinvolti da questa rimodulazione del servizio;
sembra che la rimodulazione non abbia tenuto conto delle
effettive specificità delle singole postazioni oggetto
dell'intervento e che si sia proceduto più per 'input politico'
che a seguito di un'attenta analisi dei dati maturati nel corso
degli anni e del bacino di popolazione investita;
considerato che:
la postazione del servizio di emergenza-urgenza di San Leone,
nell'Agrigentino, copre un'utenza di oltre 40000 abitanti e nel
periodo estivo questo dato cresce vertiginosamente;
stando ai dati in possesso dell'Assessorato regionale della
salute, la postazione di San Leone nel corso dell'anno 2008 ha
effettuato 922 prestazioni, superando tante altre postazioni della
stessa provincia, ed in particolare di altre province in cui il
servizio è rimasto inalterato anche a fronte di medie piuttosto
basse;
la salute è un diritto fondamentale ed inalienabile dettato
dalla Costituzione di fronte al quale appaiono impossibili tutti i
tentativi di razionalizzazione o di riorganizzazione, soprattutto
quando riguardano territori deboli e svantaggiati;
per sapere:
come intendano intervenire al fine di assicurare il pieno
diritto alla salute ai cittadini del comprensorio servito dalla
postazione 118 di San Leone, anche alla luce dei molteplici
incidenti che si registrano continuamente in questa zona;
se abbiano intenzione di rivedere il provvedimento che ha
depotenziato di fatto una postazione strategica del servizio di
emergenza-urgenza, generando parecchi disagi alla cittadinanza,
ripristinando il servizio a tempo pieno anche in ragione
dell'approssimarsi della stagione estiva che vedrà il comprensorio
di San Leone ospitare migliaia di vacanzieri.». (1055)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1055, con la quale
l'onorevole Salvatore Cascio chiede notizie in merito al presunto
ridimensionamento del servizio di emergenza-urgenza di San Leone
(AG), si rappresenta quanto segue.
A seguito dell'atto di indirizzo sul "Sistema Territoriale di
Soccorso 118" (nota prot. n. 6436 del 27 ottobre 2008) questa
Amministrazione di concerto con i Direttori delle quattro centrali
operative 118 della Sicilia, dopo diversi incontri con gli stessi,
ha rimodulato il quadro organizzativo della distribuzione
territoriale delle ambulanze del medesimo servizio di emergenza
urgenza 118.
Tale rimodulazione si è concretizzata con il D.A. n. 1149 del 15
giugno 2009 che ha previsto nella fattispecie per la postazione
San Leone l'operatività in h12 per il periodo 1 ottobre - 31
maggio e in h24 per il periodo estivo 1 giugno - 30 settembre.
La trasformazione delle postazioni da h24 a h12 ha tenuto
esclusivamente in conto le reali necessità di far convergere
l'efficacia del servizio con l'efficienza dello stesso sulla scorta
dei dati in possesso delle singole centrali operative.
Per quanto attiene alla postazione San Leone l'operatività in
h12 per il periodo 1 ottobre - 31 maggio trova evidente
giustificazione nel numero di residenti nel medesimo quartiere nel
periodo invernale che ammonta a 4431 abitanti secondo i dati
forniti dall'Ufficio Anagrafe del Comune di Agrigento.
La conversione in h24 nel periodo estivo della predetta postazione
è determinata in base all'afflusso di turisti e villeggianti che
triplica il numero degli abitanti in tale periodo.
Non risulta a questa Amministrazione che l'operatività h12
prevista per la postazione di San Leone abbia determinato
problematiche per il bacino d'utenza.
L'Assessore per la
salute
dott. Massimo Russo