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Resoconto d'Aula della Seduta n. 181 di martedì 29 giugno 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli   Beninati,   Campagna,
  Cintola, D'Agostino, Di Benedetto, Incardona, Laccoto,  Panepinto,
  Picciolo,  Rinaldi, Scoma e Vinciullo sono in  congedo  per  oggi;
  l'onorevole  Corona è in congedo dal 29  giugno all'1 luglio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Cordaro è  in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 28 al 29 giugno 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  960  -  Sostegno  ai  contesti territoriali  fragili  tramite
  l'istituzione di zone franche urbane in Sicilia.
   Firmatario: Falcone Marco

     N.  1067 - Adeguate misure al fine di modificare il decreto del
  21  gennaio 2010 concernente disposizioni in materia di pesca  del
  novellame.
   Firmatario: Digiacomo Giuseppe

   N. 1104 - Notizie sulla gestione della CRIAS.
   Firmatario: Beninati Antonino

   - da parte dell'Assessore per l'Economia

   N.  945  -  Notizie  su  eventuali provvedimenti  in  favore  del
  reinserimento di 256 ufficiali di riscossione ex Montepaschi Serit
  e  a  salvaguardia  del bilancio regionale alla luce  delle  prime
  recenti  pronunce  giurisdizionali a  danno  della  Serit  Sicilia
  s.p.a.
   Firmatario: Ardizzone Giovanni.
     Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   Formazione e riqualificazione personale ex emergenza Palermo  (n.
  575)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caronia,
  Cordaro, Dina, Campagna, Aricò, Vitrano e Greco in data 23  giugno
  2010

   Norme   in   materia  di  istruzione,  orientamento,   formazione
  professionale ed occupazione (n. 576)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Mancuso,
  Leontini, Limoli, Torregrossa, Corona, Leanza E., Campagna, Bosco,
  Scoma, D'Asero in data 23 giugno 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di  legge  è  stato
  inviato alla competente Commissione:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme  ed interventi per l'attuazione del diritto allo  studio
  (n. 540)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 28 giugno 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini, in data  24  giugno
  2010,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di  legge
  n.  575   Formazione  e  riqualificazione personale  ex  emergenza
  Palermo'.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute ed
  assegnate alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Ente  autonomo  portuale  di  Messina -  Designazione  componente
  effettivo del Collegio dei sindaci   (n. 99/I)
   - pervenuta in data 22 giugno  2010
   - inviata in data 23 giugno  2010

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Schema  di  Regolamento  recante disposizioni  applicative  della
  legge regionale 2 marzo 2010, n. 4. Nuovo ordinamento delle camere
  di    commercio,   industria,   artigianato   e   agricoltura   ed
  individuazione degli organi regionali competenti   (n. 101/III)
   - pervenuta in data 28  giugno  2010
   - inviata in data 29 giugno  2010

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Attuazione  dell'articolo 64, comma 9 della  legge  regionale  14
  maggio 2009, n. 6. Trasmissione proposta di istituzione del  Parco
  dei Monti Sicani (n. 100/IV)
   - pervenuta in data 23 giugno 2010
   - inviata in data 28 giugno 2010.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di   gare   per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di   Agrigento.
  Designazione  componente  di  cui alla  lettera  b)  del  comma  9
  dell'articolo  7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,  nel  testo
  coordinato con le norme regionali. (n. 97/I)
   - reso in data 22 giugno 2010
   - inviato in data 23 giugno 2010

   Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare  per  l'appalto dei lavori pubblici di Enna. Designazione
  componente  di  cui  alla lettera a) del comma 9  dell'articolo  7
  della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con  le
  norme regionali. (n . 98/I)
   - reso in data 22 giugno 2010
   - inviato in data 23 giugno 2010.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 372

   PRESIDENTE. Comunico  che, a seguito di coordinamento finale,  il
  titolo  dell'ordine  del  giorno n.  372,  dell'onorevole  Savona,
  accettato  dal Governo come raccomandazione  nella seduta  n.  178
  del  17  giugno 2010, è il seguente:  Conversione in contratti  di
  lavoro  a  tempo  indeterminato dei rapporti di lavoro  in  essere
  presso  i  consorzi di bonifica e  rientranti   nelle   previsioni
  dell'art.  110    della    legge   finanziaria  regionale  per  il
  2005'.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1240  - Assegnazione di risorse per far fronte ai disagi  dei
  comuni  del Messinese colpiti dagli eventi calamitosi del  2009  e
  2010.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1241  -  Iniziative  a  favore del  personale  impegnato  nel
  servizio di emergenza 118 e non ancora assunto dal nuovo gestore.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1242 - Iniziative per accertare le cause dell'elevato  numero
  di   tumori  alla  tiroide  riscontrati  tra  gli  abitanti  della
  provincia di Catania.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.   1246   -   Iniziative  per  impedire  il   ridimensionamento
  dell'arsenale militare di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Marziano Bruno

   N. 1247 - Iniziative per la revisione del sistema di controllo  e
  vigilanza sull'attività di gestione dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   N. 1249 - Notizie sui consorzi di ricerca regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario. Adamo Giulia

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1243  -  Efficaci provvedimenti per la moratoria  dei  debiti
  bancari del comparto agricolo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1244 - Iniziative per impedire la chiusura dello sportello di
  Giarre (CT) della Serit Sicilia s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.   1245  -  Interventi   per   garantire   l'assistenza  socio-
  sanitaria ad un fisico nucleare.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   N.   1248  -  Interventi  urgenti  nei  confronti  dell'Anas  per
  garantire la sicurezza e l'efficienza dell'autostrada A-29 Palermo-
  Trapani-Mazara del Vallo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calanducci è in congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  90 - Chiarimenti  sulla riduzione dell'offerta scolastica  da
  parte dell'IPSSAR P. Piazza di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Apprendi Giuseppe; Faraone Davide

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data  26  giugno  2010,  è  stata
  presentata la seguente mozione:

   N.  201   Iniziative a livello nazionale per la realizzazione  di
  interventi  strutturali finalizzati a rimuovere le  condizioni  di
  estrema  pericolosità  della superstrada 417 Catania-Gela ,  degli
  onorevoli Barbagallo,  Galvagno,  Lupo e  Gucciardi.

   Avverto  che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

   locali e funzione pubblica

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                 Autonomie locali e funzione pubblica

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  rubrica
   Autonomie locali e funzione pubblica .
   Per  assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
  numero  103   Opportune  iniziative  allo  scopo  di  garantire  la
  corretta  applicazione del contratto di lavoro ai  due  giornalisti
  dell'ufficio  stampa  della  provincia di  Enna ,  degli  onorevoli
  Marziano e Termine e  numero 317  Tutela del diritto di accesso dei
  consiglieri  comunali del comune di Villalba (CL) ,  dell'onorevole
  Donegani,  si  intendono  presentate  con  richiesta  di   risposta
  scritta.

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi in V Commissione
  abbiamo dato corpo ad un disegno di legge che è un emendamento  che
  afferiva  al  disegno  di legge sui precari e  che  riguardava  gli
  sportelli multifunzionali che sono stati trasformati in un  disegno
  autonomo.
   Volevo  chiedere,  anche a nome della Commissione  che  ha  varato
  questo disegno di legge, di dare una corsia preferenziale immediata
  per  la discussione e l'immediata convocazione della Conferenza dei
  Capigruppo  che  consenta  di  iscrivere  all'ordine  del   giorno,
  immediatamente o anche domani, il disegno di legge  che già è stato
  esitato  dalla V Commissione, ha ricevuto la copertura  finanziaria
  dalla Commissione Bilancio e, quindi, è pronto per essere discusso,
  rappresentando  l'urgenza nel senso che,  se  non  viene  approvato
  entro   il   30   giugno,   si  creerebbero   gravi   problematiche
  occupazionali  per  i lavoratori interessati  in  quanto  la  norma
  vigente  copre  fino  al 30 giugno, quindi volevo  chiedere  questo
  immediato intervento.

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, durante il  corso  della  seduta
  avevo  intenzione,  indipendentemente  da  questa  motivazione,  di
  convocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  per
  determinare anche il futuro del disegno di legge sugli appalti, per
  esporre  alcune  idee della Presidenza e sottoporle ai  Capigruppo,
  quindi, esamineremo, ovviamente, anche questo argomento.

   * ------------------------------------------------------------------

   locali e funzione pubblica

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
                                rubrica
                 Autonomie locali e funzione pubblica

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 353  Elezione degli
  organi  statutari  del  consorzio ASI  di  Messina   dell'onorevole
  Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso che il consorzio
  ASI   di   Messina  è  commissariato  dal  2004  e  perciò  vengono
  mortificate  da  anni  le prerogative degli  enti  locali  e  delle
  categorie produttive messinesi;

   considerato che:

   i  commissari  che  si sono succeduti hanno avuto  il  mandato  di
  convocare  il  consiglio generale al fine di insediare  gli  organi
  previsti dalla legge;

   le  categorie  produttive e la stragrande maggioranza  degli  enti
  locali  interessati  hanno provveduto alle designazioni  dei   loro
  rappresentanti;

   solo  i comuni di Messina, S. Filippo del Mela e Terme Vigliatore,
  nonché la provincia regionale di Messina risultano inadempienti  in
  quanto  non  hanno  indicato  i  loro  rappresentanti  in  seno  al
  consiglio generale;

   le  leggi vigenti impongono all'Assessorato Famiglia di sostituire
  gli enti locali inadempienti e procedere alle designazioni;

   il    commissario   straordinario   pro   tempore   ha   segnalato
  all'Assessorato Famiglia l'inadempienza dei comuni di  Messina,  S.
  Filippo  del Mela, Terme Vigliatore e della provincia regionale  di
  Messina;

   i  termini per la diffida, previsti dalla legge, sono già  scaduti
  per  la provincia regionale di Messina e per i comuni di Messina  e
  S. Filippo del Mela;

   risulta  che  solo il comune di Messina è stato  diffidato  ed  ha
  fatto trascorrere i 30 giorni previsti senza procedere alle nomine;

   il  lungo  commissariamento  appare,  perciò,  causato  oltre  che
  dall'indifferenza   di  alcuni  enti  locali,  dalle   inadempienze
  dell'Assessorato Famiglia;

   vengono  espropriati  da  anni, per  responsabilità  del  predetto
  Assessorato,  gli  enti  locali  e  le  categorie  produttive   che
  correttamente hanno esercitato i compiti previsti dalla legge;

   il  commissariamento,  configurando una condizione  di  permanente
  precarietà,  ha  indebolito le funzioni  del  consorzio  ASI  e  ha
  precluso  la possibilità di promuovere iniziative a sostegno  dello
  sviluppo delle attività produttive;

   per sapere:

   le   ragioni   che  hanno  determinato  l'apparente  comportamento
  omissivo degli uffici dell'Assessorato Famiglia;

   se  non  ritengano necessario esercitare tempestivamente i  poteri
  sostitutivi nei confronti degli enti locali inadempienti al fine di
  consentire  la  costituzione del consiglio  generale  e  l'elezione
  degli organi statutari del consorzio ASI di Messina». (353)

                                                            PANARELLO

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  si  riscontra
  l'interrogazione  indicata in oggetto,  pervenuta  agli  Uffici  di
  diretta   collaborazione  dell'allora  Assessore   regionale   alla
  famiglia,  alle  politiche sociali ed autonomie  locali,  con  nota
  numero  511  del  9 febbraio 2009 e delegata per la  trattazione  a
  questo  Assessore regionale alle autonomie locali e  alla  funzione
  pubblica  con  nota numero 922 del 28 maggio 2010 della  Segreteria
  Generale della Presidenza della Regione del 28 maggio 2010.
   Il  Dipartimento  regionale delle Autonomie locali,  in  proposito
  interpellato, ha rappresentato quanto segue con nota  numero  28298
  del  10 dicembre 2009.
    Con i decreti assessoriali numero 803 e numero 804 del 26 ottobre
  2009  sono  stati  nominati, rispettivamente i commissari  ad  acta
  presso  la  Provincia regionale di Messina e presso  il  Comune  di
  Messina.  I predetti commissari sono stati incaricati di  porre  in
  essere gli adempimenti omessi dagli organi provinciali e comunali e
  di   produrre  la  documentazione  necessaria  per  consentire   la
  ricostituzione  degli  organi  collegiali  del  consorzio  ASI   di
  Messina .
   Come  risulta dalle note numero 29691 del 17 novembre  2009  e  n.
  33697   del  16  dicembre  2009,  all'atto  dell'insediamento   dei
  commissari,  tanto  il  Comune di Messina quanto  la  Provincia  di
  Messina  risultavano  avere già nominato i loro  componenti  presso
  l'ASI.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  naturalmente
  prendo atto delle considerazioni e mi dichiaro soddisfatto per  una
  parte.  Vorrei  fare  rilevare all'Assessore che  l'interrogazione,
  però,  sollevava anche un tema che attiene alla tempestività  delle
  verifiche  rispetto ad organi che, formalmente, vanno  ricostituiti
  e,   soprattutto,  ad  un'azione  da  parte  dell'Assessorato  alle
  Autonomie locali che ha la competenza in questo campo e che, penso,
  debba  esercitarla  tempestivamente per evitare  che  le  categorie
  interessate,  ma  più  in  generale i  cittadini,  non  trovino  un
  riscontro  adeguato  nell'organo di  controllo  -  in  questo  caso
  rappresentato  dall'Assessorato alle  Autonomie  locali  -  che  ha
  l'obbligo  di  sollecitare o, eventualmente, di esercitare  pot6eri
  sostitutivi nei confronti di quegli amministratori locali che  sono
  inadempienti  rispetto  alle norme di legge  vigenti  nella  nostra
  Regione.

   PRESIDENTE.  Per  assenza dall'Aula dei rispettivi  firmatari,  le
  interrogazioni numero 383  Ispezione sulle modalità  di  assunzione
  di personale da parte del consorzio 'Tre Sorgenti' , dell'onorevole
  Di Benedetto e numero 411  Iniziative a livello centrale per venire
  incontro  alle  difficoltà  dei comuni siciliani  al  fine  di  non
  compromettere  il  rispetto delle regole  del  patto  di  stabilità
  interno ,   dell'onorevole  Lupo,  si  intendono   presentate   con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 413  Indagine ispettiva presso
  il  comune  di Ucria (ME) per verificare la regolarità  degli  atti
  relativi  alla  modifica  di accertamenti  ICI  per  l'anno  2003 ,
  dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  comune di Ucria (ME) ha notificato, nel mese di dicembre 2008,
  a  numerosi cittadini l'accertamento ICI relativo all'anno 2003 per
  i  terreni  dichiarati edificabili a seguito dell'approvazione  del
  piano regolatore generale (PRG);

   considerato che:

   il  Comune di Ucria, in difformità dalle disposizioni della  legge
  27  dicembre  2002  n.  289,  non ha  comunicato  agli  interessati
  l'avvenuto  inserimento  nel  PRG  del  loro  terreno   come   area
  edificabile;

   il   predetto  comune  non  ha  deliberato,  come  previsto  dalla
  normativa  vigente,  il  valore delle aree edificabili  per  l'anno
  2003;

   lo stesso comune non si è mai dotato del regolamento ICI;

   gli accertamenti notificati sono privi di elementi essenziali come
  l'indicazione della superficie da tassare ed il valore applicato al
  metro quadro;

   non  risultano essere state applicate le agevolazioni previste per
  i comuni montani;

   gran  parte  dei  terreni  sottoposti a tassazione  ICI  risultano
  tuttora  inedificabili  in  quanto privi  perfino  delle  opere  di
  urbanizzazione primaria;

   la  sentenza 21644 del 6 novembre 2004 della sez. tributaria della
  Suprema  Corte  di cassazione subordina il pagamento  dell'ICI  sui
  terreni alla loro effettiva edificabilità e cioè che siano inseriti
  nei piani urbanistici approvati dal comune e che siano dotati delle
  opere di urbanizzazione primaria;

   gli accertamenti notificati, perciò, appaiono in contrasto con  le
  disposizioni vigenti in materia di pagamento dell'ICI;

   il  comportamento  superficiale  dell'amministrazione  comunale  è
  stato  percepito dai cittadini come un abuso ed ha determinato  una
  vivissima preoccupazione;

   sono  state avviate numerose azioni di contestazione che rischiano
  di  determinare un contenzioso dagli esiti disastrosi per le  casse
  del comune;

   per sapere:

   se non ritengano necessario predispone, urgentemente, un'ispezione
  presso il comune di Ucria al fine di verificare la regolarità degli
  atti compiuti in relazione alla notifica degli accertamenti ICI per
  l'anno  2003, sanzionare eventuali abusi e rassicurare i  cittadini
  sull'uso  rigoroso  e rispettoso delle leggi concernenti  strumenti
  fiscali». (413)

                                                            PANARELLO

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
  di  cui  trattasi è pervenuta agli uffici di diretta collaborazione
  dell'allora Assessore regionale alla Famiglia, politiche sociali  e
  autonomie locali con nota dell'8 aprile 2009 ed è stata delegata  a
  questo  Assessore per la trattazione con nota del  28  maggio  2010
  dalla Segreteria generale della Presidenza della Regione.
   Con  nota  numero  27952  del  6  novembre  2009  il  Dipartimento
  regionale  delle  autonomie locali, in proposito  interpellato,  ha
  chiesto  chiarimenti  al comune di Ucria in  ordine  alla  tematica
  oggetto dell'interrogazione.
   Con successiva nota del 31 maggio 2010 sono pervenuti da parte del
  comune  di Ucria i chiarimenti richiesti. In proposito, il  Sindaco
  ha  riferito  quanto segue: preliminarmente si precisa che  nessuna
  disposizione  di  legge prevede la comunicazione  agli  interessati
  dell'avvenuto  inserimento  nel PRG  del  loro  terreno  come  area
  edificabile,  in quanto lo stesso viene portato a conoscenza  degli
  interessati  con  la forma di pubblicità prevista dalla  legge.  La
  legge  numero  289 del 2002 prevede l'obbligo di notifica  solo  in
  relazione  ai  terreni  divenuti  edificabili  per  variante   allo
  strumento urbanistico a far data dal 2003.
   Il  comune di Ucria, tramite il responsabile dell'area tecnica, ha
  regolarmente, con successivi atti del 2009, determinato  il  valore
  delle aree edificabili.
   Anche  se  la  sentenza numero 21644 del 16  novembre  2004  della
  Suprema  Corte  di Cassazione subordina il pagamento  dell'ICI  sui
  terreni  alla  loro effettiva edificabilità, altre  sentenze  della
  stessa Corte successive legittimano l'imposizione dell'ICI al  solo
  inserimento nel PRG come aree edificabili.
   In   particolare,  dopo  la  citata  sentenza  della  Corte,  sono
  intervenuti  due  provvedimenti  legislativi  interpretativi  ossia
  l'articolo 11 quater decies, comma 16 del decreto legge numero  203
  del 2005 e l'articolo 36, comma 2, del decreto legge numero 223 del
  2006.
   Tali  provvedimenti, con un'interpretazione  autentica pro  fisco
  precisano  che   ai fini dell'applicazione del decreto  legislativo
  numero 504 del 1992, la disposizione prevista all'articolo 2, comma
  1,  lettera  b)  dello stesso decreto si interpreta nel  senso  che
  un'area  è da considerarsi comunque fabbricabile se utilizzabile  a
  scopo  edificatorio  in  base allo strumento  urbanistico  generale
  indipendentemente dall'adozione di strumenti urbanistici  attuativi
  del medesimo .
   Successivamente  la Suprema Corte a sezioni unite  ha  sciolto  il
  precedente contrasto giurisprudenziale e con sentenza numero  25506
  del  28  settembre  2006 ha precisato che  ai fini  tributari  sono
  edificabili  tutti  quei terreni che tali sono qualificati  da  uno
  strumento    urbanistico,   indipendentemente   dalla   sussistenza
  dell'approvazione  regionale dello stesso e di strumenti  attuativi
  che  rendano  possibili in concreto il rilascio  della  concessione
  edilizia .
   Successivamente, la Corte di Cassazione, con sentenza  24  ottobre
  2008  numero  25676  ha  consolidato il concetto  di  edificabilità
  potenziale per la relativa tassabilità ai fini ICI.
   Avendo comunque quest'amministrazione preso atto che molti terreni
  inseriti  nel Piano regolatore generale quali aree edificabili,  in
  effetti  non hanno di fatto vocazione edificatoria o, quanto  meno,
  minore rispetto ai terreni del centro urbano con delibera numero 90
  del  26  ottobre  2009  ha preso atto di alcuni  elaborati  tecnici
  relativi  alla  determinazione dei coefficienti  di  riduzione  del
  valore delle aree edificabili ai fini ICI.
   Con delibera di Consiglio comunale numero 4 del 12 febbraio 2009 è
  stato  approvato  il  Regolamento per l'applicazione  dell'Istituto
  dell'accertamento con adesione ai tributi locali.
   Alla  data  odierna  la  maggior  parte   dei  contribuenti  hanno
  definito le pendenze e il contenzioso è stato ridotto al minimo.
   Ciò  premesso,  la  tematica  sulla  quale  sono  stati  richiesti
  approfondimenti al Dipartimento delle Autonomie locali è tuttora in
  attesa di tali chiarimenti che sollecitati oggi fino alle 14.00 non
  sono, purtroppo, ancora pervenuti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero  445   Iniziative
  urgenti  al  fine  di  consentire  il  corretto  funzionamento  del
  consiglio   comunale  e  garantire  l'imparzialità   degli   organi
  amministrativi  presso il comune di Comitini (AG) ,  dell'onorevole
  Marinello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   da  anni  il  gruppo consiliare 'Insieme per la  Democrazia  e  la
  Legalità'  denuncia  irregolarità e gravi  comportamenti  circa  la
  conduzione   del   consiglio  comunale  da  parte  del   Presidente
  dell'assemblea ma anche condotte discrezionali adottate da  settori
  dell'apparato  amministrativo  in  sintonia  con  le  scelte   loro
  impartite   dall'ex  sindaco,  adesso  sostituito  dal  commissario
  straordinario;

   circostanziati    episodi    relativamente    alle    irregolarità
  verificatesi  in  consiglio comunale e sul suo  funzionamento  sono
  stati  riportati in un atto, firmato dai consiglieri del  succitato
  gruppo e inviato nel settembre 2008 al dipartimento delle autonomie
  locali,  avente  per  oggetto la richiesta di ispezione  presso  la
  presidenza del consiglio comunale;

   successivamente, con nota prot.  n. 53616 del 26 novembre 2008, il
  Dott.   Carlo   Turriciano  nella  qualità  di   responsabile   del
  procedimento   ispettivo  ha  ritenuto,  valutato   l'esposto   dei
  consiglieri  e  le  controdeduzioni  richieste  al  presidente  del
  consiglio  comunale, di dover procedere ad una archiviazione  della
  pratica non essendosi riscontrate sostanziali illegittimità;

   nell'ultima seduta del consiglio comunale del 26 novembre 2008  si
  sono  verificati altri successivi episodi, pertanto,  non  riferiti
  nella succitata richiesta di ispezione;

   specificamente  nella  seduta sopra citata  erano  state  inserite
  interrogazioni a risposta scritta, presentate dal gruppo consiliare
  Insieme per la Democrazia e la Legalità , alle quali il commissario
  straordinario avrebbe dovuto rispondere in consiglio comunale  e  i
  cui argomenti si riferivano:

   alla richiesta di revoca in autotutela del concorso interno per la
  copertura  di  un  posto  cat. D3 funzionario  amministrativo  vice
  segretario,  punto  all'ordine  del  giorno  conclusosi  senza  che
  nessuno  abbia  riferito in consiglio e con una votazione  ritenuta
  irregolare;

   alla  richiesta  di  revoca in autotutela DGM  12/08  Conferimento
  incarichi di progettazione definitiva a professionisti esterni  per
  il  quale  punto all'O.d.G. il Presidente del Consiglio invitava  a
  deliberare  sulla  proposta  di rigetto  del  punto  10  all'O.d.G.
  avanzata  da un consigliere comunale del suo stesso gruppo politico
  e votata favorevolmente da 5 dei 6 consiglieri presenti;

   alla  'richiesta di revoca in autotutela DGM 32/08  -  Ricorso  in
  appello innanzi al consiglio di giustizia amministrativa avverso la
  sentenza  del  tribunale amministrativo regionale Sicilia  sede  di
  Palermo  - Nomina Legale'  punto all'O.d.G. conclusosi con l'invito
  del  Presidente  a deliberare sulla proposta di rigetto  del  punto
  all'O.d.G.   che  ha  ottenuto  la  stessa  votazione   del   punto
  precedente;

   rilevato  che l'ispezione e la conseguente decisione  di  chiusura
  della  procedura  nei  fatti  non  ha  determinato  una  diversa  e
  imparziale conduzione dei lavori del consiglio comunale, anzi, si è
  ulteriormente compromesso il quadro istituzionale relativamente  ai
  rapporti tra le forze politiche non più riconducibili alla  normale
  dialettica fra i diversi ruoli ricoperti;

   ritenuto  che  a  ricoprire il ruolo di presidente  del  consiglio
  comunale  è  il fratello dell'ex sindaco sostituito dal commissario
  straordinario, e tale composizione degli assetti istituzionali  non
  aiuta certamente nel determinare condotte imparziali;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno  e  urgente,  nonostante
  l'archiviazione del procedimento ispettivo ma stante  il  perdurare
  di  un  condotta irregolare nella gestione del consiglio  comunale,
  porre  in essere ogni iniziativa possibile allo scopo di fare  luce
  in  via  definitiva sulla vicenda sopra decritta e se  non  ritenga
  necessario, a seguito di altro intervento ispettivo, giungere  alla
  rimozione del presidente del consiglio comunale di Comitini». (445)

                                                            MARINELLO

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI.  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
  in  oggetto  è  pervenuta  all'allora Assessore  regionale  per  la
  Famiglia,  le  politiche  sociali e le autonomie  locali  con  nota
  numero  1001 del 20 marzo 2009 e delegata successivamente a  questo
  Assessore per le Autonomie locali e la funzione pubblica  con  nota
  del 27 maggio 2010 della Segreteria generale della Presidenza della
  Regione.
   Il  Dipartimento  regionale delle autonomie locali,  in  proposito
  interpellato,  ha  chiesto  ulteriori chiarimenti  in  ordine  alla
  tematica oggetto dell'interrogazione.
   Con nota del 20 ottobre 2009 sono pervenuti da parte del comune di
  Comitini i chiarimenti richiesti.
   Purtroppo,  però, ancora ad oggi gli approfondimenti richiesti  al
  Dipartimento  autonomie locali non sono pervenuti,  nonostante  sia
  stato  fatto  ancora una volta un ultimo sollecito  oggi  alle  ore
  14.00.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marinello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  per
  la parte di sua competenza - considerato che da poco tempo ha avuto
  la  competenza  in  materia  di  autonomie  locali  -  prendo  atto
  dell'impegno  profuso  e  delle  note  di  sollecitazione   ma   le
  rappresento anche una certa urgenza con la preghiera di mandare  un
  funzionario  del  suo assessorato, possibilmente  un  dirigente  di
  lunga  esperienza,  che  possa effettivamente  accertare  i  fatti,
  perché  i  fatti  denunziati  sono  molto  gravi,  mi  sono   stati
  sollecitati più volte dal gruppo consiliare di Comitini.  Lì  vi  è
  stata  un'annosa vicenda giudiziaria, dapprima con un  giudizio  al
  TAR, poi successivamente al CGA, poi nuovamente al TAR e nuovamente
  al CGA.
   Ci  sono  alcuni fatti molto gravi per quanto riguarda un concorso
  che,  credo, si sia già espletato, non so se alla fine  è  avvenuta
  l'immissione in ruolo dove vi erano state delle anomalie più  volte
  segnalate  dal  gruppo  consiliare  al  suo  assessorato,  non   mi
  riferisco   al   suo,   perché  parlavo   delle    competenze,   ma
  all'assessorato precedente che aveva queste competenze.
   Sono  fatti  molto gravi, circostanziati. Fra l'altro,  di  questa
  vicenda  mi  risulta che è stata investita anche la  Procura  della
  Repubblica,  perché  in quel territorio ci  sono  interessi  i  più
  variegati possibile.
   Purtroppo,  viviamo in una terra molto articolata e  difficile  e,
  tra  l'altro, in questo comune in particolare, ci sono  un  po'  di
  attenzioni  accese  o di aspettative da parte  di  taluni  soggetti
   poco  raccomandabili ,  tant'è che ci  sono  delle  sollecitazioni
  anche da parte della Prefettura in questa direzione.
   Quindi, la pregherei di attenzionare la questione al più presto  e
  di  dare anche notizia scritta dell'intervento ispettivo e,  se  lo
  reputa   il   caso,  anche  di  chiedere  una  convocazione   della
  Commissione Antimafia - qui in Aula credo che ci sia il  presidente
  Speziale  -  per  andare  ad accertare in una  seduta  -  io  quale
  componente  di  questa  commissione  lo  dico  formalmente  a   lei
  Assessore, ma ne rivolgerò anche istanza al Presidente - perché  si
  vada  a  constatare  effettivamente cosa  sta  succedendo  in  quel
  comune, per tutte le anomalie molto circostanziate, segnalate e dal
  gruppo   consiliare  ed  in  questa  interrogazione  a  suo   tempo
  presentata, perché la mia preoccupazione è che, con il passare  del
  tempo,  alla  fine, le cose diventino ancora più  complesse  e  più
  gravi.
   Quindi, la prego di attenzionare al più presto con l'invio  di  un
  funzionario  e  non limitarsi solo ad una richiesta  di  relazione,
  come ha potuto capire il Presidente del Consiglio è parente diretto
  del  sindaco,  tra  l'altro  fu  più volte  sospeso,  il  Consiglio
  comunale  prima, poi reintegrato il Consiglio comunale, sospeso  il
  sindaco, poi reintegrato il sindaco, quindi affinché avvenga  e  si
  faccia  chiara luce, anche perché lì ci sono interessi, mi  dicono,
  di  carattere  speculativo  per ciò che riguarda  alcuni  lotti  di
  terreno.
   Qui, in questa interrogazione se ne fa cenno, ma negli esposti del
  gruppo  consiliare  inviati  all'assessorato  precedente,  ma  oggi
  immagino trasmessi anche al suo, affinché si possa fare chiara luce
  rispetto  alle vicende che riguardano questo piccolo comune  ma  in
  considerazione anche della presenza dello Stato e delle Istituzioni
  ai vari livelli.
   E'  l'appello  che faccio nella fattispecie a lei  come  Assessore
  delegato  a  questa  funzione e per le sue funzioni  in  precedenza
  svolte  e,  quindi,  anche la sua attenzione, da  questo  punto  di
  vista,  nel  ruolo e nelle competenze specifiche e, se è  il  caso,
  eventualmente, di investire la Commissione regionale antimafia.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione numero  542   Opportune
  iniziative   allo  scopo  di  far  luce  in  merito  all'operazione
  finanziaria denominata 'sale and lease back' avviata dal Comune  di
  Tortorici (ME) , dell'onorevole Termine. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  Comune  di Tortorici (ME) e per esso il Sindaco, con  nota  n.
  16878  del  24  novembre 2008, al fine di conseguire  liquidità  di
  cassa, ha predisposto un'operazione finanziaria denominata 'sale ad
  lease back';

   l'amministrazione   comunale,   con   la   succitata    operazione
  finanziaria,  intende cedere ad una società di  leasing  l'immobile
  adibito a caserma dei Carabinieri di proprietà del Comune, sito  in
  contrada S. Paolo;

   la  Giunta municipale di Tortorici, con deliberazione n. 19 del 10
  febbraio  2009, ha autorizzato l'operazione finanziaria voluta  dal
  Sindaco  e  il responsabile del servizio finanziario del  Comune  è
  stato incaricato di predisporre apposita variazione di bilancio;

   il Consiglio comunale di Tortorici, con deliberazione n. 58 del 29
  novembre 2008, ha variato il proprio bilancio prevedendo una  nuova
  entrata  di euro un milione e 500 mila, conseguente all'alienazione
  del bene, determinando così l'equilibrio del bilancio;

   considerato che:

   il  Comune  di Tortorici ha già fissato per il 27 aprile  2009  le
  procedure di gara per la selezione della società di leasing e a tal
  fine ha predisposto apposito bando di gara;

   questa scelta finanziaria assunta dall'Amministrazione comunale ha
  destato nella comunità oricense un crescente allarme sociale;

   ritenuto che, dalla lettura dei documenti di contestazione inviati
  all'Assessorato Famiglia, politiche sociali e autonomie  locali  da
  parte  di consiglieri comunali e di forze politiche, si evidenziano
  profili di illegittimità e palesi violazioni di legge;

   per  sapere  se  l'Assessore  sia  a  conoscenza  delle  procedure
  finanziarie  poste  in  essere  dall'Amministrazione  comunale   di
  Tortorici   e   se  non  ritengano  opportuno  avviare  rapidamente
  un'ispezione  approfondita allo scopo di accertare  la  legittimità
  dell'operazione  finanziaria effettuata  dagli  amministratori  del
  Comune  di  Tortorici e gli eventuali danni erariali arrecati  allo
  stesso». (542)

                                                              TERMINE

   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione è
  pervenuta  a questo Assessorato con nota numero 852 del  27  maggio
  2010,  da  parte  della Segreteria generale della Presidenza  della
  Regione.
   L'interrogazione è stata oggetto di approfondimenti da  parte  del
  Dipartimento  autonomie  locali che  sono  pervenuti  e  dai  quali
  risulta che l'iniziativa di cui trattasi non ha avuto corso  perché
  l'asta  è  andata deserta e che, comunque, la nuova amministrazione
  comunale non ha ritenuto di dare seguito all'operazione finanziaria
  di cui trattasi.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Termine   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   TERMINE.  Dopo tre anni questa cosa è superata  Prendo atto  della
  risposta.

   PRESIDENTE.   Lo   capisco  ma  dobbiamo  apprezzare   lo   sforzo
  dell'Assessore  Chinnici che si sta facendo anche  carico  di  atti
  ispettivi di altri assessori.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 570
   Notizie   sul  piano  di  vendita  del  patrimonio   di   edilizia
  residenziale   pubblica  nel  Comune  di   Gravina   di   Catania ,
  dell'onorevole  Raia,  si  intende  presentata  con  richiesta   di
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 612  Notizie in  merito  alla
  gestione dell'AMIA del Comune di Palermo , degli onorevoli Faraone,
  Cracolici,  Ammatuna,  Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis,
  Di  Benedetto,  Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Ferrara,  Fiorenza,
  Galvagno,    Gucciardi,    Laccoto,  Lupo,   Marinello,   Marziano,
  Mattarella, Oddo,  Panarello,  Panepinto, Picciolo,  Raia, Rinaldi,
  Speziale,  Termine e  Vitrano.
   Assessore  Chinnici,  lei è in grado di  dare  risposta  a  questa
  interrogazione?

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli deputati,  posso  dare  una
  risposta fino alla data dell'interrogazione poiché non ho ulteriori
  elementi.

   CRACOLICI. Ci accontentiamo di quello che conosciamo ora

   PRESIDENTE.   Ci   accontentiamo   di   una   risposta    scritta?
  L'interrogazione è stata presentata a giugno del 2009 e  da  allora
  ad oggi è cambiato il Mondo

   CRACOLICI. Però la città è sempre sporca e questo è un elemento di
  continuità

   PRESIDENTE. L'interrogazione numero 612 si intende trasformata con
  richiesta di risposta scritta.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei  necessità,
  anche  se  vi è una risposta del Governo datata, che si aggiornasse
  la  risposta  in  quanto  oggi abbiamo  avuto  in  IV  Commissione,
  «Ambiente e Territorio», come lei ben sa, un'audizione sul tema che
  riguarda  la  discarica di Bellolampo ma riguarda anche  l'AMIA  di
  Palermo.
   Nell'audizione che ha riguardato l'AMIA c'è stata una cortesissima
  relazione  da  parte  dei commissari nominati  dal  Ministero,  una
  cortesissima presenza del direttore generale del comune di  Palermo
  e  dell'Assessore  Russo,  una scortesissima  presenza-assenza  del
  sindaco di Palermo, il quale è venuto con alcune ore di ritardo,  è
  intervenuto  dando informazioni parziali su una materia  in  cui  è
  direttamente responsabile, in quanto l'AMIA è al cento per cento di
  proprietà  del  comune  di  Palermo, ed è  andato  via  addirittura
  dicendo  che non poteva perdere tempo con la Commissione competente
  in materia.
   Se  non  fosse  accaduto il fatto di oggi, mi sarei  potuto  anche
  accontentare della risposta dell'assessore Chinnici, anche  datata.
  Rispetto a questo, signor Presidente, siccome è stata una audizione
  che lei ha sollecitato, sulla quale ognuno di noi aveva volontà  di
  partecipare   con  spirito  costruttivo,  chiedo  a   lei,   signor
  Presidente   e   al  Governo,  rispetto  al  fatto  accaduto   come
  utilizziamo  questa interrogazione, per far sì che gli elementi  di
  conoscenza  che  non  è stato possibile avere oggi  in  Commissione
  «Ambiente  e Territorio» possano essere riscoperti con  altri  atti
  parlamentari   che,  a  questo  punto,  non  riguardano   solo   il
  parlamentare   Davide   Faraone  e   chi   come   me   ha   firmato
  l'interrogazione ma riguardano anche lei, in quanto  rappresentante
  dell'Assemblea,  il  Presidente  della  Commissione   «Ambiente   e
  Territorio» e l'Assemblea tutta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Faraone, non è mio compito fare  l'avvocato
  difensore  del  sindaco  di Palermo però è  giusto  ricordare  che,
  all'audizione,  il sindaco è arrivato in ritardo perché,  come  lei
  sa,  proveniente  dalla  Prefettura,  dove  aveva  appena  ritirato
  l'ordinanza per l'autorizzazione all'apertura della quinta vasca e,
  poi, sarebbe andato, alla fine della sua relazione, al Tribunale di
  Palermo; si tratta, quindi, di una presenza-assenza che mi sento di
  giustificare ampiamente.
   Detto  questo,  credo  sia opportuno, per avere  informazioni  più
  attuali  rispetto allo stato dell'AMIA, prendere il  verbale  della
  seduta  di  oggi,  dove credo che tutte le posizioni  siano  venute
  fuori; c'erano: la Prefettura, gli organi di gestione dell'AMIA, il
  Comune  di  Palermo,  e l'Assessore regionale  per  l'energia  e  i
  rifiuti.
   Per  assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
  numero 669  Notizie circa gli intendimenti del Governo regionale ai
  fini  dell'ottemperanza alla decisione del Consiglio  di  giustizia
  amministrativa   riguardante  l'istituzione   della   vicedirigenza
  nell'Amministrazione regionale , dell'onorevole Lupo e  numero  702
   Delucidazioni  sulle procedure adottate dalla Provincia  regionale
  di  Catania  per  l'acquisto di un tomografo  a  coerenza  ottica ,
  dell'onorevole De Benedictis, si intendono presentate con richiesta
  di risposta scritta.
   Si passa all'interpellanza numero 69  Sollecita applicazione della
  decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la  Regione
  siciliana  n. 488/2009 relativa all'immediata istituzione dell'area
  autonoma della vicedirigenza prevista dall'art. 17 bis del  decreto
  legislativo  n.  165  del  2001 applicabile  in  virtù  del  rinvio
  dinamico di cui all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000,  n.
  10' , a firma dell'onorevole Faraone. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che, a seguito di  ricorso
  presentato  da  diversi  funzionari  direttivi,  il  Consiglio   di
  giustizia  amministrativa per la Regione  siciliana  ha  emesso  la
  decisione   n.   488/2009   con   la   quale   ha   statuito    che
  l'Amministrazione regionale è obbligata ad assumere,  entro  trenta
  giorni,  decorrenti dalla notificazione della decisione stessa,  le
  determinazioni espresse, in risposta alla richiesta formulata dagli
  interessati   di  istituire  l'area  autonoma  della  vicedirigenza
  prevista dall'art. 17 bis del decreto legislativo n. 165/2001;

   la   decisione  del  CGA,  come  è  noto,  verte  sul   principio,
  incontrovertibile  e  non  eludibile,  che  la  norma  statale,  in
  mancanza  di  previsioni regionali in materia,  trova  applicazione
  nella  Regione Siciliana in virtù del generale rinvio  dinamico  di
  cui  all'art.  1,  comma 2, della l.r. 15 maggio  2000,  n.  10  e,
  pertanto,  non  può non applicarsi anche in Sicilia tale  principio
  statuito  dalla  legge e riaffermato dal Tribunale  Amministrativo,
  dovendo   attivare,  l'Amministrazione  regionale,   le   procedure
  previste  dalla  stessa  legge  nazionale  e  cioè  l'avvio   della
  contrattazione  collettiva  per  determinare,  nel  rispetto  delle
  previsioni  della  norma nazionale ribadite dalla stessa  decisione
  del CGA, l'istituzione dell'area della vicedirigenza;

   nessuna altra valutazione ex post può essere sollevata al riguardo
  sulla  questione da parte dell'Amministrazione regionale  che,  per
  inciso,  è  risultata soccombente nel giudizio de qua,  dovendo  al
  contrario rispettare pedissequamente la decisione del Consiglio  di
  giustizia   amministrativa,  applicando  la  previsione   normativa
  nazionale  nel proprio ordinamento e con ciò tutelando  il  diritto
  riconosciuto  ai  ricorrenti  funzionari  direttivi  che  ne  hanno
  chiesto    l'applicazione,   nonché   a    tutti    i    dipendenti
  dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'art. 1 della
  legge  regionale  n. 10 del 2000 a cui si applica  la  stessa  l.r.
  10/2000  e lo stesso CCRL, che compongono la potenziale platea  dei
  soggetti  aventi  diritto  ad  essere  inquadrati  nell'area  della
  vicedirigenza;

   senonché,  la Giunta di Governo, come è pur noto alla  S.V.  On.le
  interpellata,  pur  nei  termini dei trenta  giorni  fissati  dalla
  decisione  del  CGA, ha tuttavia adottato un atto di  indirizzo  di
  attuazione  della  stessa  decisione  del  CGA,  da  valere   quale
  direttiva  per l'ARAN Sicilia, che, di fatto, interdice e impedisce
  la  piena  applicazione della stessa decisione del CGA di  cui  pur
  dice  di  prendere  atto, e, quindi, di fatto  elude  la  normativa
  nazionale,  viola il principio del rinvio dinamico di cui  all'art.
  1,  comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e calpesta il diritto
  dei  dipendenti ricorrenti nonché di tutti i soggetti aventi titolo
  che,  proprio  dalla decisione del CGA più volte  richiamata,  sono
  stati tutelati;

   infatti,  la  Giunta di Governo, con la delibera  n.  212  del  27
  giugno  2009,  scrive che, pur nel 'prendere atto  della  decisione
  emessa  dal  Consiglio di Giustizia Amministrativa per  la  Regione
  Siciliana  n.  488/2009'  e  fornire 'all'ARAN  Sicilia  l'atto  di
  indirizzo'  necessario  all'applicazione della  normativa  statale,
  tuttavia,   con  un  fare  sofistico  e  bizantino,   da   'mandato
  all'Assessore  regionale  delega alla  Presidenza  di  assumere  le
  necessarie  iniziative,  anche  a  carattere  legislativo,  per  la
  riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale  ed  in
  tale    ambito    prevedere   forme   opportune   per    addivenire
  all'istituzione della vicedirigenza contestualmente all'esaurimento
  della   terza   fascia  dirigenziale  e  compatibilmente   con   le
  disponibilità finanziarie di bilancio', con ciò accogliendo in toto
  la  relazione  che  il Dipartimento regionale  del  personale,  dei
  servizi  generali,  di  quiescenza, previdenza  ed  assistenza  del
  personale  della Regione ha predisposto e trasmesso al riguardo  il
  26 giugno 2009, con prot. n. 113765 e che, sotto la lettera 'A',  è
  allegata alla stessa delibera di Giunta 212/2009;

   come  dire:  ciò che stabilisce la legge (rinvio dinamico  di  cui
  all'art.  1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10) e statuisce
  il  Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione  siciliana
  (decisione  n. 488/2009), una relazione d'ufficio può interdire  ed
  eludere  ancorandone l'applicabilità, addirittura  alla  ricorrenza
  contestuale e contemporanea di altre condizioni che la stessa legge
  e  sentenza non dettano, né prevedono. Così si disapplica, di fatto
  e  si rinvia sine die, l'applicazione della normativa statale anche
  nella Regione siciliana;

   non  vi  è  chi non veda, infatti, che tale modo di relazionare  e
  amministrare  è grave perché lesivo di diritti riconosciuti  nonché
  limitativo  della  potestà esclusiva della legge  e  dei  tribunali
  chiamati  a dirimerne l'interpretazione e la corretta applicazione,
  così come rispettosamente è avvenuto;

   ed  infatti,  a leggere la decisione adottata dal CGA  (del  resto
  attentamente letta dagli stessi uffici preposti, non poteva  essere
  altrimenti )  nonché  la stessa normativa nazionale  di  cui  si  è
  ottenuto  l'applicazione  in Sicilia,  a  nessuna,  dicasi  nessuna
  contestualità  e connessione di altre condizioni che prima  debbono
  tutte  verificarsi,  è  agganciata  l'istituzione  dell'area  della
  vicedirigenza.  Essa si applica, tout court e  fin  da  subito  nel
  rispetto  della  legge  nazionale  e  così  come  essa  prevede   e
  prescrive;

   cioè  a  dire,  per mera chiarezza e intelligenza  espositiva,  la
  norma nazionale - che qui si omette di citare - di cui la decisione
  del  CGA  sancisce  l'applicazione in Sicilia, non  subordina  tale
  applicazione.  Si  cita testualmente dalla delibera  di  Giunta  n.
  212/2009:

   ' - alle necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per
  la  riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale  ed
  in   tale   ambito   prevedere  forme  opportune   per   addivenire
  all'istituzione della vicedirigenza;
   - al contestuale esaurimento della terza fascia dirigenziale;
   -   alla   compatibilità  con  le  disponibilità  finanziarie   di
  bilancio.';

   condizioni  tutte,  queste, che seppure  possono  avere  una  loro
  ratio,  tuttavia, esulano dalla fattispecie che qui  si  argomenta,
  perché   tale   fattispecie  riguarda  -   è   bene   ribadirlo   -
  l'applicazione   della   legge  e  il   suo   rispetto,   cioè   il
  riconoscimento  di un diritto riconosciuto come tale  che,  quindi,
  non può essere né eluso né mortificato;

   solo  nell'ambito  del pieno riconoscimento di tale  diritto  e  a
  partire anzi da tale riconoscimento sia saggia l'Amministrazione ad
  approntare  tutte  quelle iniziative utili ed anche  necessarie  ad
  armonizzare  e  riorganizzare  il  settore  del  pubblico   impiego
  regionale, a rendere compatibili le diverse articolazioni  di  aree
  nonché ad operare anche le necessarie compatibilità di bilancio;

   ma,   tutto   ciò,  non  può  essere  utilizzato   per   interdire
  l'applicazione di una norma che, ope legis, a causa del suo  rinvio
  dinamico,  deve essere applicata a prescindere, non  potendosi  far
  gravare  sui potenziali vicedirigenti avente diritto i guasti  e  i
  costi  di una macchina amministrativa regionale appositamente  così
  concepita  e che oggi merita veramente una profonda riforma.  Ma  a
  partire da non prima di

   per   conoscere   il   reale  intendimento   del   Governo   circa
  l'applicazione  o  meno,  della decisione  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa per la Regione siciliana n. 488/2009 e,  quindi,  di
  istituire  o  meno  l'area  autonoma della vicedirigenza,  prevista
  dall'art.  17  bis del decreto legislativo n. 165/2001  di  cui  al
  rinvio dinamico dell'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n.
  10». (69)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  la   risposta
  all'interpellanza  numero  69 vale in realtà  anche  come  risposta
  all'interrogazione numero 669 del 2009 perché si tratta esattamente
  dello stesso tema.
   Su  questo tema, con sentenza numero 488 del 2009 del Consiglio di
  giustizia amministrativa per la Regione siciliana, depositata il 25
  maggio 2009, è stato accolto il ricorso di circa ottanta funzionari
  direttivi  in  possesso di diploma di laurea, inquadrati  da  oltre
  cinque  anni  nelle  categorie D3, D4  e  D5  della  contrattazione
  collettiva del comparto della Regione Sicilia per la riforma  della
  sentenza  del TAR Sicilia, n. 913 del 10 luglio 2008 -  (che  aveva
  dichiarato inammissibile il ricorso proposto per l'annullamento del
  silenzio rifiuto tenuto dall'amministrazione regionale su  un  atto
  di diffida e messa in mora, notificato nel novembre 2007, col quale
  gli istanti avevano chiesto l'adozione degli atti propedeutici alla
  istituzione  dell'area  separata  della  vicedirigenza   ai   sensi
  dell'art.  17/bis  del decreto legislativo n. 165  del  2001  e  in
  particolare l'emanazione da parte della Giunta regionale,  di  atti
  di  indirizzo  e di impulso per l'ARAN Sicilia, per la  definizione
  mediante   contrattazione  collettiva  dell'area   autonoma   della
  vicedirigenza nella pubblica amministrazione regionale.
   La  Giunta regionale, con deliberazione n. 212 del 27 giugno 2009,
  si è pronunciata sulla problematica statuendo di:
   -   prendere atto della decisione emessa dal CGA n. 488 del 2009 e
  per l'effetto approvare la relazione del Dipartimento regionale del
  personale,  dei servizi generali, di quiescenza, di  previdenza  ed
  assistenza del personale della Presidenza n. 113765 del  26  giugno
  2009 relativa alla vicedirigenza quale atto di indirizzo per l'ARAN
  Sicilia ;
   -   dare  mandato  all'Assessore alla Presidenza  di  assumere  le
  necessarie  iniziative,  anche  a  carattere  legislativo,  per  la
  riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale  ed  in
  tale    ambito    prevedere   forme   opportune   per    addivenire
  all'istituzione della vicedirigenza contestualmente all'esaurimento
  della   terza   fascia  dirigenziale  e  compatibilmente   con   le
  disponibilità finanziarie del bilancio ;
   -    autorizzare  l'avvio  delle  procedure  concorsuali  per   il
  passaggio dalla terza alla seconda fascia dirigenziale senza  oneri
  aggiuntivi .
   Con  successiva  nota  del 21 gennaio 2010 è  stata  notificata  a
  questo Assessorato la decisione n. 43/2010, pronunziata sul ricorso
  nr.  1242/08,  che  pone  in  capo alle  Amministrazioni  appellate
  (Presidenza   della  Regione,  Giunta  regionale,   ARAN   Sicilia,
  Assessore  regionale  alla  Presidenza - oggi  Assessore  regionale
  delle  autonomie  locali e della Funzione pubblica)   l'obbligo  di
  assumere,  entro  trenta giorni decorrenti  dalla  comunicazione  o
  notificazione  della decisione stessa, le determinazioni  espresse,
  in risposta alla richiesta formulata dai ricorrenti :
   Quest'ultima decisione infatti accoglieva il ricorso presentato da
  18   funzionari  direttivi  in  possesso  di  diploma  di   laurea,
  inquadrati da oltre cinque anni nella categorie D3, D4 e  D5  della
  contrattazione collettiva del comparto della Regione Sicilia per la
  riforma  della sentenza del TAR Sicilia, n. 711 del 28 maggio  2008
  che  ha  dichiarato  l'inammissibilità  del  ricorso  proposto  per
  l'annullamento  del  silenzio  rifiuto tenuto  dall'amministrazione
  regionale  su un atto di diffida e messa in mora con il  quale  gli
  istanti   avevano   chiesto  l'emanazione  di  indirizzi   per   la
  definizione  mediante contrattazione collettiva dell'area  autonoma
  della  vicedirigenza prevista dall'art. 17 bis del D.L.gs 30  marzo
  2001, n. 165.
   La  recente  sentenza  nr.  43/2010 non introduce  nuovi  elementi
  giuridici  rispetto  a  quelli  che hanno  già  indotto  la  Giunta
  regionale  a  deliberare l'atto di indirizzo n. 212 del  27  giugno
  2009,  ma,  ha  preso atto dell'entrate in vigore  dell'articolo  8
  della  legge  4 marzo 2009, n. 15 dichiarando che l'interpretazione
  formulata  dalla  nuova  norma (secondo  la  quale  non  vi  è  più
  l'obbligo  di  attivare  l'istituto della vicedirigenza,  sia  pure
  attraverso   la   contrattazione  collettiva)  non   incide   sulle
  conclusioni di accoglimento del ricorso e afferma la necessità  per
  l'Amministrazione Regionale di pronunciarsi ed obbliga ad  indicare
   con  chiarezza le proprie determinazioni in ordine alla scelta  di
  prevedere, o meno, la vicedirigenza .
   Con  deliberazione n. 52 del 24 febbraio 2010 la Giunta  regionale
  ha quindi:
      ·preso  atto  della decisione emessa dal Consiglio di Giustizia
        Amministrativa per la Regione siciliana n. 43/2010;
  ·confermato l'attualità della precedente deliberazione nr. 212/2009
  precedente alla decisione n. 43/2010 ma idonea ed esaustiva anche
  ai fini della esecuzione della sentenza n. 43/2010;
  ·dato mandato all'Assessore regionale delegato alle Autonomie
  Locali e alla Funzione Pubblica di assumere le necessarie
  iniziative, anche a carattere legislativo, per la riorganizzazione
  del settore del pubblico impiego regionale e a questo impegno
  l'Assessorato si sta in atto dedicando.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Faraone   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   FARAONE. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Convoco  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari presso la Sala lettura deputati, invitando al contempo
  il Vicepresidente, onorevole Oddo, a presiedere  i lavori d'Aula.

             (Assume la Presidenza il Vicepresidente ODDO)

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 750  Non  adozione
  del  provvedimento  disciplinare a carico (V. note)  del  dirigente
  regionale  del  corpo forestale, dott. Giovanni Tornesi ,  a  firma
  dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione,  premesso che il dott.  Tornesi  ha
  rivestito  l'incarico, presso l'Assessorato Agricoltura e  foreste,
  di  responsabile  del dipartimento per i rapporti  con  la  stampa,
  nonché quello direttore del giornale online 'Pinus';

   il  giornale 'Pinus' si occupa da anni della diffusione di notizie
  relative al corpo forestale della Regione e del patrimonio boschivo
  siciliano;

   considerato che a carico del dirigente regionale dott.  Tornesi  è
  scattato  un  provvedimento disciplinare che prevede  tre  mesi  di
  sospensione   dall'Amministrazione  regionale  e  che   tale   atto
  risulterebbe riconducibile alla diffusione, nel portale 'Pinus', di
  notizie  contro  il  Governo  regionale  e  l'attività  del   corpo
  forestale;

   per  sapere  se,  accertati i fatti sopra  indicati,  non  ritenga
  infondato  il  provvedimento a carico del dott. Tornesi  e  se  non
  ritenga  opportuno provvedere alla rimozione dell'atto disciplinare
  e  consentire  rapidamente il reintegro del dott. Giovanni  Tornesi
  nelle sue funzioni». (750)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   CHINNICI,  assessore  per  le   autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
  in  oggetto risulta pervenuta agli uffici di diretta collaborazione
  di  questo  Assessorato con nota n. 860 del 27  maggio  2010  della
  Segreteria Generale della Presidenza della Regione.
   In   proposito,  interpellato,  il  Dipartimento  regionale  della
  funzione pubblica ha rappresentato quanto segue:
    L'ufficio unico dei procedimenti disciplinare istituito presso la
  Presidenza della Regione - Dipartimento del Personale, ha  istruito
  e   definito   il  procedimento  disciplinare  nei  confronti   del
  dipendente Tornesi Giovanni, a seguito di segnalazione disciplinare
  avanzata  dal  Dirigente Generale del Dipartimento Regionale  delle
  Foreste, con nota n. 65/Riservata  del 30 aprile 2009.
   L'Ufficio,  preso atto dei contenuti della nota, posti  in  essere
  gli adempimenti connessi al proprio ruolo ha provveduto a redigere,
  in  esito  all'istruttoria, uno schema di decreto con  l'erogazione
  nei  confronti  del  dipendente della sanzione  disciplinare  della
  sospensione  dal  servizio, con privazione della  retribuzione  per
  mesi  tre,  e  tanto  sulla scorta di quanto  accertato  e  che  si
  specifica;   l'ufficio  procedente,  infatti,   ha   convocato   il
  dipendente  per la rituale audizione difensiva così  come  previsto
  dal contratto regionale  di lavoro, al fine di poter valutare sotto
  il  profilo  disciplinare, la fondatezza dei  rilievi  disciplinari
  mossi  al dipendente con la nota iniziale.
   Dalla  espletata  audizione e dall'esame della  memoria  difensiva
  prodotta dipendente, l'Ufficio procedente ha appreso che lo  stesso
  dipendente riteneva non necessaria l'autorizzazione richiesta dalla
  propria  Amministrazione stante che l'attività dal  lui  svolta  di
  natura  amatoriale, non aveva fini di lucro in quanto resa a titolo
  gratuito.
   Riteneva  poi  che il contenuto degli articoli  da lui  pubblicati
  fosse  legittimo perché riconducibili alla cosiddetta   libertà  di
  espressione  e  di pensiero  così come previste e  garantite  dalla
  Costituzione.
   Il  dipendete,  tuttavia, non ha mai superato la contestazione  di
  avere   svolto  l'attività  lavorativa  censurata  in  assenza   di
  specifica autorizzazione da parte dell'Amministrazione, datrice  di
  lavoro.
   In punto di diritto, l'Ufficio ha osservato che:
   l'attività   lavorativa  extra  istituzionale  di  un   dipendente
  pubblico  può  essere  esercitata con la preventiva  autorizzazione
  dell'Amministrazione di appartenenza e solamente nei casi nei quali
  siano soddisfatte due condizioni:
   a) che tale attività abbia natura occasionale e non continuativa;
   b) che la stessa sia resa a titolo gratuito.
   L'Ufficio  ha  considerato che, a prescindere dal contenuto  degli
  articoli  pubblicati, di cui si dirà in seguito, il  dipendente  ha
  posto in essere una attività continuativa e non certo occasionale e
  ciò  anche  nella considerazione lo stesso rivestiva e  continua  a
  rivestire all'interno della testata  Pinus  la posizione apicale di
  direttore responsabile.
   Tale attività, così come constatato  dall'Ufficio, fa ritenere che
  il  dipendente  si  è  posto nel contesto  della  propria  attività
  istituzionale e nei confronti della propria Amministrazione, in una
  posizione   di  conflitto  in  merito  al  principio  che   ciascun
  dipendente deve destinare all'ente di appartenenza.
   In merito all'omessa risposta sull'autorizzazione all'espletamento
  dell'attività  extra  lavorativa,  non  può  ritenersi  accettabile
  quanto  sostenuto  dal dipendente Tornesi di aver soddisfatto  tale
  incombenza.   Infatti  non  risultano  le  determinazioni   assunte
  all'esito  del colloquio intercorso tra il Tornesi e  il  dirigente
  generale in data 25 febbraio 2009, atteso che, proprio in esito  al
  citato  incontro,  il  direttore  generale  ha  ritenuto  opportuno
  formalizzare per iscritto la richiesta.
   In  merito  all'obbligo di richiedere l'autorizzazione a  svolgere
  un'attività  diversa dai compiti d'istituto, ritenuta insussistente
  dal  dipendente,   si  è constatato che tale autorizzazione  non  è
  dovuta solamente nei casi in cui l'attività estranea ai compiti  di
  istituto sia occasionale e saltuaria oltre che a titolo gratuito.
   Ne  discende,  quindi  che   nel  caso  che  interessa,  anche  se
  l'attività  è resa dal dipendente a titolo gratuito, la stessa  non
  può   considerarsi  né  saltuaria   né  occasionale  e  quindi   il
  dipendente  avrebbe dovuto comunicare la propria  volontà  di  dare
  inizio a tale attività, per ottenere la necessaria autorizzazione.
   Ne  discende,  quindi,  che  detta  attività  che  esula  da  ogni
  attribuzione legata ai  compiti istituzionali attribuiti al  signor
  Tornesi  Giovanni, comporta indiscutibilmente un  impegno  costante
  sia  di  risorse  fisiche  sia di risorse  intellettuali  che  sono
  certamente  sottratte  alle attività istituzionali  alle  quali  il
  dipendente  è preposto. Infatti, le pubblicazioni, se in  un  primo
  momento  rimanevano circoscritte ad un ambito lavorativo ristretto,
  oggi,  con  l'inserimento della testata giornalistica   Pinus   nel
  circuito  informatico  hanno acquisito una diffusione  praticamente
  incontrollabile.
   Il   discredito  alimentato  dalle  pubblicazioni  di  Pinus,   in
  prevalenza denigratorie nei confronti dell'Amministrazione,   è  da
  ritenersi  maggiormente pregiudizievole in ragione delle  peculiari
  ragioni  di  polizia attribuite al corpo forestale e  comporta  una
  grave  compromissione della fiducia dei cittadini nei confronti  di
  rappresentanti a pieno titolo di funzioni di polizia giudiziaria  e
  di agenti di pubblica sicurezza.
   Tale   comportamento,  inoltre,  risulta  in   aperta   violazione
  dell'obbligo contrattuale che impone al dipendente di astenersi  da
  dichiarazioni  pubbliche  che  vadano  a  detrimento  dell'immagine
  dell'Amministrazione.
   A  tale  proposito, sono stati tenuti in considerazione  specifici
  precedenti giurisprudenziali.
   In  sede  di  giudizio innanzi al magistrato del  lavoro  è  stato
  ritenuto congruo il licenziamento di un dipendente che nel corso di
  una  assemblea  aveva usato termini denigratori nei  confronti  del
  datore di lavoro.
   La  Corte ha affermato il proprio convincimento ritenendo  che  le
  affermazioni  rivolte  al  datore  di  lavoro  fossero   seriamente
  pregiudizievoli  allo  stesso  e che ingenerassero  nell'utenza  il
  convincimento di un cattivo funzionamento amministrativo.
   Tanto come risposta all'interrogazione di cui trattasi.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   PANARELLO.  Sono insoddisfatto della risposta dell'Assessore anche
  perché   ho   ascoltato  la  nota  che  è  stata  predisposta   dal
  Dipartimento competente e ho notato - forse, ho capito male  -  che
  in  due passaggi si dicono due cose sostanzialmente diverse e  cioè
  che  un  dipendente  deve  chiedere  l'autorizzazione  in  caso  di
  attività non occasionale, non saltuaria e non retribuita e  inoltre
  che,  in  un  passaggio,  dice,  non  retribuita  e,  in  un  altro
  passaggio, se ho capito bene, si dice, oltre che non retribuita.
   La  questione,  quindi,  non  è secondaria,  dopodiché,  pongo  un
  problema:  se  il  dipendente ha usato espressioni oltraggiose  nei
  confronti  dell'Amministrazione, di un  dirigente  o  di  altri,  è
  chiaro    che    è    passibile   di   provvedimenti    da    parte
  dell'Amministrazione e, ovviamente, si espone anche alla querela da
  parte   di   coloro  che  si  sentono  denigrati.  La  fattispecie,
  Assessore,  però, non è questa; la pregherei di fare un supplemento
  anche in rapporto alla sua sensibilità giuridica.
   Qui  si  tratta  di  valutare,  come peraltro  credo  abbia  fatto
  l'ordine  dei giornalisti che è intervenuto su questa  vicenda,  di
  valutare  se  un dipendente, al di fuori dell'orario  di  lavoro  -
  perché  l'espressione che la pubblicazione di un giornale  on  line
  comporta  un  dispendio di energie fisiche ed  intellettive  è  una
  considerazione assolutamente banale - come credo, delle sue risorse
  fisiche  ed intellettive può disporre liberamente e non  credo  che
  siano sanzionabili da parte di nessuno.
   Il  punto delicato che  sottopongo a lei, senza entrare nel merito
  di  eventuali  atteggiamenti denigratori da parte di  questo  o  di
  qualunque altro dipendente, è se l'essere direttore responsabile di
  un   sito   on   line,   senza   avere   chiesto   l'autorizzazione
  all'Amministrazione regionale, possa essere di per sé un fatto  che
  comporta l'erogazione di sanzioni disciplinari.
   Siamo  in  presenza  di  un  elemento  che  tocca  alcuni  diritti
  costituzionali  che naturalmente non voglio neanche richiamare  che
  lei conosce sicuramente molto meglio di me e quindi la pregherei di
  fare  un supplemento, una verifica ulteriore perché, fermo restando
  la  dignità  delle  persone,  la dignità  dell'Amministrazione  che
  nessuno  può  mettere in discussione, qui si tratta, se  ho  capito
  bene, anche dalla risposta che le hanno dato, di avere  considerato
  il  soggetto in questione responsabile oggettivamente di quello che
  viene pubblicato anche attraverso l'attività informatica svolta  da
  altri e che il sito si limita soltanto a registrare.
   E',   quindi,   una  questione  delicata  che  andrebbe   chiarita
  adeguatamente,  anche per evitare la sensazione che  nella  Regione
  siciliana  si possano perseguire non fannulloni, come sarebbe  pure
  normale,  non  persone  che delinquono al di fuori  dell'orario  di
  lavoro ma persone che svolgono un'attività senza lucro, che attiene
  alla  libertà di informazione, al diritto di espressione  che  sono
  principi sanciti dalla Costituzione.

   Proprio  in  ragione  di questo, le chiederei  un  supplemento  di
  verifica, rispetto ad una questione che appare molto delicata.

   PRESIDENTE.  Per  assenza dall'Aula dei rispettivi  firmatari,  le
  interrogazioni  di  seguito indicate, si intendono  presentate  con
  richiesta di risposta scritta:

   -  numero   844   Interventi  per evitare  che  la  spesa  per  il
  personale  precario gravi sui bilanci dei comuni siciliani ,  degli
  onorevoli Pogliese, Vinciullo e Falcone;
     -  numero  856  Notizie circa il decreto dell'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali relativo  alla
  dotazione  finanziaria  da assegnare ai comuni  per  situazioni  di
  emergenza come stabilito dall'art. 9 della legge regionale n. 6 del
  2009 , dell'onorevole Cracolici;
   -  numero  857  Interventi per favorire il regolare pagamento,  da
  parte  dei  comuni,  delle  quote  spettanti  alle  case  di   cura
  convenzionate  per  il  ricovero  e  l'assistenza  di  anziani  non
  autosufficienti , dell'onorevole Vinciullo;
   - numero 893  Notizie circa i criteri adottati per la ripartizione
  dei  contributi ai comuni colpiti dagli eventi atmosferici nei mesi
  di  novembre  e  dicembre  2008  e di  gennaio  e  febbraio  2009 ,
  dell'onorevole Ardizzone.

   Per  accordo tra le parti, l'interrogazione numero 924  Tutela del
  personale dipendente della società Tributi Italia s.p.a. , a  firma
  dell'onorevole  Oddo, si intende trasformata in interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.

   Per  assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
  di  seguito  indicate,  si intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta:
   -  numero  927   Proroga  dei termini di presentazione  del  piano
  regolatore  generale  del  Comune di Aci Castello  (CT) ,  a  firma
  dell'onorevole Pogliese;
   -  numero  969  Chiarimenti sulla vicenda della reintegrazione  in
  servizio  di un dipendente regionale , degli onorevoli  Pogliese  e
  Vinciullo;
   -   numero   992   Notizie  circa  il  conferimento  di  incarichi
  dirigenziali a  soggetti  esterni  all'Amministrazione regionale  e
  sulla  nomina  del  capo dell'Ufficio legislativo  e  legale  della
  Regione , a firma dell'onorevole Caputo;
   -  numero  1001   Chiarimenti sulla nomina  del  nuovo  segretario
  generale  dell'ANCI  Sicilia ,  degli  onorevoli  Maira,  Gianni  e
  Forzese.

   Si  passa  alla interrogazione numero 1028  Chiarimenti in  ordine
  alla  cessazione della distribuzione della Gazzetta ufficiale della
  Regione presso i comuni dell'Isola , dell'onorevole Apprendi. Ne do
  lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica, considerato che a partire  dall'1
  gennaio  2010  si  è  registrata la cessazione della  distribuzione
  presso i comuni dell'Isola della Gazzetta ufficiale della Regione;

   rilevato che l'Assessorato Autonomie locali e funzione pubblica ha
  diramato un'apposita circolare in tal senso, facendo richiamo  alla
  legislazione vigente in materia di riduzione di costi di  materiale
  cartaceo, stampa e distribuzione;

   considerato  che con il comma 2 dell'art. 27 del decreto-legge  n.
  122  del  2008, convertito con modificazioni in legge  n.  133  del
  2008,  è  stato disposto il passaggio ad una forma di distribuzione
  telematica  dei contenuti della Gazzetta ufficiale della Repubblica
  presso  i  soggetti  che  intrattenevano appositi  abbonamenti  con
  l'Istituto  poligrafico  dello Stato prima dell'entrata  in  vigore
  della legge;

   ravvisata   l'assenza  di  specifiche  disposizioni   in   materia
  contenute   in   una   legge  approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana;

   per sapere:

   se  abbiano  dettato precise istruzioni all'Ufficio legislativo  e
  legale   ed  al  dipendente  dell'ufficio  preposto  alla  Gazzetta
  ufficiale  della Regione circa la cessazione della stampa  e  della
  distribuzione  in formato cartaceo della Gazzetta  ufficiale  della
  Regione a partire dall'1 gennaio 2010;

   se  non  ritengano che l'Assemblea, considerata la sua  competenza
  diretta,  ricavabile  da  una  lettura  attualizzata  del   decreto
  legislativo  del Capo dello Stato n. 204/1947, non  avrebbe  dovuto
  essere  preventivamente  informata degli orientamenti  del  Governo
  regionale  di  applicare direttamente l'art. 27, comma  2,  citato,
  stabilendo  esclusivamente in via amministrativa nuove modalità  di
  pubblicazione  degli  atti  normativi  e  amministrativi  regionali
  attraverso il sito internet dell'Ufficio legislativo e legale della
  Regione;

   se  abbiano  intenzione  di presentare un  disegno  di  legge  per
  consentire  all'Assemblea  regionale  di  disciplinare  in  maniera
  organica   le  modalità  dì  pubblicazione  degli  atti   normativi
  regionali, ed in special modo della leggi della Regione». (1028)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati,  in  riferimento
  all'interrogazione  numero  1028, essa  perveniva  agli  uffici  di
  diretta  collaborazione dell'assessorato, con nota n.  530  del  29
  marzo   2010  della  segreteria  generale  della  presidenza  della
  Regione.
   Il dipartimento regionale delle autonomie locali, in proposito .

   APPRENDI.  Chiedo  che  venga trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1070  Interventi  a  garanzia
  delle prerogative dei consiglieri comunali di Grotte (AG) , a firma
  degli onorevoli Di Benedetto ed altri. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso  che in data 23 novembre 2009, cinque consiglieri comunali
  del  Comune  di  Grotte  (AG) inviavano al  Dipartimento  autonomie
  locali  la  richiesta  di  rimozione del presidente  del  consiglio
  comunale  per  grave e persistente violazione di  legge  a  seguito
  dell'inadempienza,   da   parte   di  quest'ultimo,   nell'inserire
  all'ordine  del  giorno  una richiesta di  modifica  dello  statuto
  comunale;

   tale  proposta  di  modifica, sottoscritta da  dodici  consiglieri
  comunali,  prevedeva l'inserimento, nello statuto  comunale,  della
  possibilità  di rimuovere, in presenza di determinati  presupposti,
  il presidente del consiglio comunale;

   il  mancato  inserimento all'ordine del giorno  di  tale  proposta
  evidenziava il tentativo, perpetrato tramite una grave omissione da
  parte  del presidente del consiglio comunale di Grotte, di tutelare
  il  proprio  incarico  a fronte di una precisa volontà  manifestata
  dalla stragrande maggioranza del consiglio comunale;

   in data 25 gennaio 2010, il funzionario direttivo dell'Assessorato
  Autonomie   locali   e   funzione   pubblica,   responsabile    del
  procedimento, con nota n. 2127 richiedeva una dettagliata relazione
  sull'esposto presentato dai consiglieri comunali;

   rilevato che:

   con nota dell'1 marzo 2010 inviata all'Assessore in indirizzo,  il
  consigliere  comunale Fantauzzo Paolino denunciava  l'impossibilità
  di partecipare ai lavori del consiglio del 26 febbraio 2010, poiché
  alle   ore  20.10  i  locali  del  municipio  risultavano   chiusi,
  nonostante il consiglio comunale fosse ancora in corso;

   risulta  evidente  come nel comune di Grotte venga  perpetrata  in
  modo  continuativo  una  violazione  sistematica  delle  norme  che
  tutelano il diritto dei consiglieri comunali a svolgere la  propria
  funzione di rappresentanza in seno al consiglio comunale;

   per  sapere  quali provvedimenti abbia assunto ed abbia intenzione
  di  assumere  al  fine di ripristinare le condizioni  di  agibilità
  democratica  da  parte  dei  consiglieri  comunali  del  Comune  di
  Grotte». (1070)

   Per accordo tra le parti, si intende trasformata in interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1175 «Notizie in merito  alla
  gestione  del  Parco  dell'Alcantara», degli  onorevoli  Mancuso  e
  Limoli. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica,  premesso che nella seduta del 18 marzo il consiglio  del
  Parco  della  Valle  dell'Alcantara si è riunito  per  eleggere  il
  vicepresidente, che è risultato essere il Sindaco dell'MPA di Motta
  Camastra (ME), Andrea Scarpignato;

   considerato  che  nella stessa seduta è stato eletto  il  comitato
  esecutivo  dello  stesso parco nelle persone di Rita  Mungiovino  -
  sindaco di Malvagna, Salvatore Nuciforo - sindaco di Francavilla di
  Sicilia,  Claudio  Scavera - sindaco di Castiglione  di  Sicilia  e
  Giuseppe Sparta - sindaco di Roccella Valdemone;

   ritenuto che in presenza di un commissario nominato dalla  Regione
  i due organi sopra citati non hanno motivo di essere;

   appreso   inoltre  che  il  commissario  straordinario  dell'ente,
  Giuseppe  Castellaneta,  ha presentato in  due  anni  missioni  per
  200.000 euro circa e che l'ente, non si capisce a quale titolo,  ha
  affittato  un appartamento a Taormina per le esigenze dello  stesso
  commissario, pur avendo sede a Francavilla di Sicilia (ME);

   per sapere se non ritengano di avviare un'indagine urgente al fine
  di verificare tutto quanto riportato in premessa». (1175)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati,  in  riferimento
  all'interrogazione  numero  1175,  preciso  che  non  è   pervenuta
  all'assessorato  una  vera  e propria  delega  per  la  trattazione
  dell'interrogazione.
   In  ogni  caso, il dipartimento regionale delle autonomie  locali,
  appositamente interpellato, ha rappresentato, con nota n. 14051 del
  1   giugno   2010,   che  in  realtà  la  problematica   affrontata
  dall'interrogazione  non  rientra  tra  le  competenze   specifiche
  dell'Assessorato delle Autonomie locali e Funzione pubblica.
   In  realtà, si tratta di questioni afferenti la gestione del Parco
  dell'Alcantara    e    quindi   riconducibile    alla    competenza
  dell'Assessorato  regionale  del  Territorio  e  dell'ambiente  cui
  l'atto, per ltro, era ugualmente rivolto.
   Non  c'é,  quindi,  una specifica competenza da  parte  di  questo
  Assessorato.

   * ------------------------------------------------------------------

   e identità siciliane

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
                  Beni culturali e identità siciliana

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   terzo   punto
  dell'ordine  del  giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni   e   di
  interpellanze della Rubrica  Beni culturali e identità siciliana .
   Per  assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
  numero  877  Idonee iniziative allo scopo di garantire il  corretto
  funzionamento dell'archivio storico di Comiso (RG) , dell'onorevole
  Digiacomo  e  numero  880   Notizie circa la  partecipazione  della
  Regione    siciliana   alla   fondazione   'The   Brass    Group' ,
  dell'onorevole  Lupo,  si  intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Per  accordo tra le parti, l'interrogazione  numero 1048   Notizie
  sull'iter   procedurale  del  trasferimento  del   Castello   della
  Colombaia  di  Trapani  dallo Stato alla  Regione ,  dell'onorevole
  Oddo,  si  intende trasformata in interrogazione con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 1105
   Chiarimenti  circa  le  nomine  dell'ente  'Parco  archeologico  e
  paesaggistico  della  Valle  dei  Templi'(AG) ,  dell'onorevole  Di
  Benedetto, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  1150   Chiarimenti  in  ordine  al
  rispetto  del principio costituzionale del pubblico concorso  nelle
  procedure  di  assunzione  di  figure di  'dirigente  tecnico'  nel
  settore  dei  Beni  culturali ,  a firma  degli  onorevoli  Raia  e
  Digiacomo. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso  che il settore dei beni culturali è un settore strategico
  per la Sicilia, per la sua cultura e per il suo sviluppo economico;

   osservato  che  una  puntuale organizzazione del  settore  avrebbe
  quindi  un  rilevante  effetto benefico per il potenziamento  della
  fruizione e per la tutela di un patrimonio unico;

   ricordato che, proprio per tale scopo, la Regione decise nel  2000
  di   dotarsi  di  personale  altamente  qualificato  attraverso  un
  pubblico  concorso  per 797 posti, di cui solo  347  per  dirigente
  tecnico,  livello  retributivo vigente al momento  dell'entrata  in
  vigore  della  l.r. 15 maggio 2000, n. 10, ovvero di  dirigente  di
  seconda  fascia,  antropologo, archeologo, architetto,  archivista,
  bibliotecario, chimico, etnolinguista, fisico, geologo,  ingegnere,
  naturalista, paleografo, storico d'arte, e che del totale numero di
  posti messi a concorso risultarono vincitori soltanto 273 dirigenti
  tecnici;

   considerato  che  tale concorso pubblico è stato l'ultimo  bandito
  dalla  Regione siciliana e che, sia per le lungaggini  burocratiche
  sia  per  la  scelta di procedere alla stabilizzazione di  numerose
  categorie,  si  è  proceduto  ad  assunzioni  fuori  da   procedure
  concorsuali di evidenza pubblica;

   rilevato,  per di più, l'improprio inquadramento dei vincitori  di
  concorso  per dirigente tecnico che non sono stati assunti  con  la
  qualifica  dirigenziale ma di funzionario D1, in  quanto  la  legge
  regionale 10/2000 non prevedeva la messa a concorso della figura di
  dirigente tecnico al punto da costringere i vincitori ad aprire  un
  contenzioso  che  ha visto la Regione soccombente  ma  che  non  ha
  indotto  gli  amministratori regionali a dismettere  le  cause  con
  tutto il prevedibile aggravio di costi a carico dell'erario;

   ricordata  altresì  la  posizione dei catalogatori  che  avrebbero
  dovuto  essere stabilizzati con il concorso (che prevedeva  infatti
  le quote e le procedure necessarie) ma che non lo sono in quanto il
  concorso  non trova applicazione pur in presenza della  graduatoria
  definitiva  pubblicata  sulla  Gazzetta  ufficiale  della   Regione
  siciliana n. 4 del 29 febbraio 2008;

   rilevato  infine che l'Assessorato ha determinato tra gli  assunti
  della  stessa  categoria  concorsuale  anche  gravi  disuguaglianze
  comportamentali  e di trattamento, non assumendo e lasciando  senza
  risposte  per dieci anni i dirigenti tecnici architetti e ingegneri
  vincitori del concorso;

   per sapere:

   se  non  ritenga di dover ripristinare nella Regione siciliana  il
  principio  costituzionale secondo cui non è dato accesso  al  posto
  pubblico  senza procedura concorsuale, salvo altra disposizione  di
  legge;

   se non ritenga di dover rispettare le oggettive volontà del citato
  bando di concorso e, attraverso la piena esplicazione dello stesso,
  dare  efficace  compimento alle finalità di sviluppo  del  comparto
  beni  culturali, onorare le legittime aspettative dei vincitori  di
  concorso,   dare   loro  le  dovute  risposte,  porre   fine   alle
  sperequazioni  di  trattamento, attuare  ed  estendere  a  tutti  i
  vincitori  di  concorso  le  sentenze  irreversibili,  interrompere
  l'aggravio  esponenziale dei costi legali  e  di  risarcimento  del
  danno a carico dell'erario regionale;

   se,  nel rispetto del principio di trasparenza e imparzialità, non
  ritenga  che i vincitori di concorso per dirigente tecnico abbiano,
  su  eventuali  (peraltro già ipotizzati) transiti dei dirigenti  di
  terza  fascia  alla seconda fascia, oggettive priorità  giuridiche,
  perché  selezionati secondo un regolare concorso  antecedente  alla
  l.r.  15  maggio 2000, n. 10, perché a motivo del bando di concorso
  hanno  prodotto domande e titoli posseduti ancor prima della stessa
  l.r.  10/2000 e dell'istituzione di tale terza fascia portata  oggi
  ad esaurimento;

   se  non valuti, anche alla luce di recenti clamorosi disguidi,  di
  doversi  dotare del personale necessario e con le dovute competenze
  per garantire la tutela e la fruizione dei beni culturali;

   se  non  ritenga  di  dare pieno seguito  al  concorso  del  2000,
  soprattutto  perché, alla luce dell'entrata in vigore  della  nuova
  legge  sulla  tutela  del paesaggio (2010),  le  soprintendenze  si
  troveranno  ancor  più  gravate  da compiti,  mentre  gli  organici
  risultano  carichi solo di personale poco qualificato e sicuramente
  insufficiente  a portare avanti a termine le pratiche  necessarie».
  (1150)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   ARMAO, assessore per i beni culturali e per l' identità siciliana.
  Signor    Presidente,   onorevoli   deputati,   in   ordine    alla
  interrogazione  proposta  dall'onorevole Raia,  si  precisa  quanto
  segue:
   L'Assessorato  ai Beni culturali nel 2000 ha bandito  19  concorsi
  pubblici per soli titoli per varie qualifiche, per un totale di 797
  posti di cui n. 14  concorsi per 347 posti per dirigenti tecnici  e
  cinque per assistenti tecnici.
   Di   questi, n. 10 concorsi sono stati definiti con l'approvazione
  di  graduatorie definitive  ed elenco dei vincitori; di essi  n.  7
  (storico dell'arte, fisico, chimico, archeologo, geologo paleografo
  ed  etnolinguista) hanno determinato l'assunzione di 90  vincitori,
  mentre  per  i  rimanenti  3  concorsi  (archivista,  ingegnere   e
  architetto) non si è ancora proceduto all'assunzione dei vincitori.
   I predetti 90 vincitori sono stati inquadrati nella categoria  D1
  funzionario. Infatti, quasi contestualmente alla data  di  scadenza
  del termine utile per la produzione delle istanze di partecipazione
  ai  suddetti  bandi  di concorso, in data 17  maggio  200,   veniva
  pubblicata la legge regionale n. 10 del 2000  che detta norme sulla
  dirigenza  e  sui  rapporti di impiego e di lavoro alle  dipendenze
  della Regione siciliana.
   Il   nuovo  quadro  normativo  per  quanto  attiene  il  personale
  dipendente della Regione siciliana abroga i ruoli, le qualifiche  e
  i  livelli previdenti istituendo l'Area della dirigenza, articolata
  per  fasce  funzionali con competenze nuove e diverse da quelle  di
  provenienza e soprattutto spoglie di ogni specificità tecnica.
   Nel  comparto, ormai separato dalla dirigenza, ricadono i  profili
  caratterizzati  da competenze tecniche e specialistiche,  ricadenti
  nella  categoria   D  della nuova riclassificazione  del  personale
  attuata dal D.P. n. 9/01 ai sensi dell'art. 5 della legge regionale
  n. 10. Ne consegue che  la selezione concorsuale, prevede la norma,
  in  quanto  bandita  anteriormente alla  riforma,  non  poteva  che
  rispecchiare i vecchia organigrammi, ma una volta mutato il sistema
  di  classificazione del personale, faccio riferimento alla sentenza
  n.   1565   emessa  dal  Giudice  del  lavoro  di  Agrigento,   con
  soppressione  dei  ruoli  tecnici  dei  beni  culturali,  determina
  l'inquadramento   dei  concorrenti  vincitori   in   quanto   dovrà
  necessariamente  avvenire  nei posti di nuova  istituzione  il  più
  possibile corrispondenti alle abrogate qualifiche messe a  concorso
  per  salvaguardare  quanto più possibile la corrispondenza  tra  le
  vecchie e le nuove qualifiche.
   Tuttavia,   con  i  decreti  di  inquadramento  in  qualifica   di
  funzionario  sono stati presentati ricorsi da parte dei neo-assunti
  che visto l'Amministrazione in parte soccombente in primo grado.
   Nei  giudizi  di  secondo grado, invece,  la  Corte  d'Appello  di
  Palermo  ha  accolto  i  ricorsi  in appello  dell'Amministrazione,
  riconoscendo  la  legittimità dell'inquadramento  in  qualifica  di
  funzionario,  mentre  la  Corte d'Appello di  Messina  ha  espresso
  orientamento di diverso avviso.
   In atto, la questione è rimessa, com'è noto, alla Suprema Corte di
  Cassazione,  dinanzi  alla  quale  pendono  giudizi  proposti   sia
  dall'Amministrazione che dai ricorrenti. Il giorno 23 giugno  si  è
  svolta l'udienza di discussione.
   E'  utile  precisare che l'Avvocatura generale dello Stato,  prima
  facie,  non  ha  ritenuto sussistenti i  presupposti  per  proporre
  ricorso  in cassazione, determinando così il passaggio in giudicato
  di  talune decisioni sfavorevoli ed il conseguente inquadramento di
  ben 5 ricorrenti la qualifica dirigenziale.
   Accanto  al  contenzioso per l'inquadramento, si è  sviluppato  un
  ampio  e complesso contenzioso amministrativo avente ad oggetto  le
  graduatorie concorsuali.
   In  particolare, la definizione del contenzioso sorto  avverso  la
  graduatoria  di archeologo con 5 sentenze emesse nel  novembre  del
  2008  dal  Consiglio di Giustizia Amministrativa, ormai passate  in
  giudicato,  comporta  la rettifica della graduatoria  impugnata  in
  applicazione  di  differenti criteri di valutazione  dei  titoli  e
  distribuzione delle riserve.
   Pertanto,  in esecuzione del predetto giudicato, divenuto  appunto
  come   tale  irremovibile,  è  stata  avviata  la  rettifica  della
  graduatoria  di  archeologo e la revisione,  in  autotutela,  della
  graduatoria  a  numero 100 posti  di d.t. architetto,  sulla  quale
  risultano   pendenti,   per  analoghe  motivazioni,    59   ricorsi
  giurisdizionali.
   A   tale   riguardo,  si  precisa  che  sono  state   inviate   le
  comunicazioni di  avvio del procedimento  ex articolo 7 della legge
  regionale  numero  10/91,  legge  sul procedimento  amministrativo,
  come vi è ben noto.
   Infine,   si   osserva   relativamente  alle  restanti   procedure
  concorsuali non ancora definite, che la legge finanziaria  11/2010,
  pubblicata sulla GURS del 14 maggio scorso, all'articolo 42, limita
  il  divieto  di  cui all'articolo 1 comma 10 della legge  regionale
  25/2008, facendo salve le assunzioni relative ai soli concorsi  già
  espletati con graduatorie approvate in via definitiva.
   Com'è  noto,  anche per incontri intervenuti presso l'Assessorato,
  l'Amministrazione sta avviando interlocuzioni con l'Amministrazione
  competente  all'Assessorato alle autonomie locali ed  al  personale
  per quanto concerne la definizione delle procedure e, entro il mese
  di luglio, si intende addivenire ad un punto di incontro definitivo
  tra  l'Amministrazione  ai beni culturali e l'Amministrazione  agli
  Enti  locali, autonomie locali adesso, per la risoluzione di  tutte
  le controversie in merito.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Raia,   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   RAIA. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  numero  85  «Interventi
  urgenti  per  il restauro dell'organo monumentale della  chiesa  di
  Santa Maria degli Angeli o della Gancia di Palermo», dell'onorevole
  Mattarella. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   recenti   articoli   di   stampa  hanno  richiamato   l'attenzione
  dell'opinione  pubblica  sul  pessimo stato  di  conservazione  del
  prezioso  organo monumentale, costruito nel 1615 da Raffaele  della
  Valle su commissione del Senato palermitano e rielaborato nel  1772
  da  Giacomo  Andronico,  posizionato nella  cantoria  lignea  sopra
  l'ingresso della chiesa di Santa Maria degli Angeli o della  Gancia
  a Palermo;

   una  relazione  tecnica  commissionata  dall'associazione  'Albert
  Schweitzer',  presieduta dall'organista Vito  Gaiezza,  alla  ditta
  'Pinchi'  di Foligno, specializzata nel restauro di organi antichi,
  ha documentato lo stato di grave deterioramento dello strumento, la
  cui  cassa  lignea  appare divorata da tarli e termiti,  mentre  le
  pesanti   canne  in  piombo  risultano  deformate  dall'umidità   e
  potrebbero  collassare  al  suolo  da  un  momento  all'altro,  con
  conseguenti  rischi per l'incolumità dei cittadini e  dei  numerosi
  turisti che quotidianamente visitano la chiesa;

   secondo la suddetta relazione, l'organo è un 'mirabile esempio  di
  organaria siciliana e la sua imponente facciata, la cassa lignea  e
  il  materiale fonico lo rendono estremamente interessante sotto  il
  profilo   storico'.  I  tecnici  scrivono  che  'la  cassa  lignea,
  splendido   esempio  di  buffet  d'organo  monumentale,  riccamente
  intagliato  e  decorato, è stata attaccata dagli insetti  xylofagi.
  Pitture,  dorature e stucchi sono gravemente deteriorati  al  punto
  che  dalla  navata  della chiesa la cassa  sembra  quasi  priva  di
  decorazioni'.  Inoltre, 'i pezzi di maggior  valore,  le  canne  di
  facciata,  lunghe anche quattro metri, che risalgono ai  primi  del
  '600,  sono  schiacciate  e  stanno velocemente  e  inesorabilmente
  cedendo, con gravi rischi per il manufatto e per l'incolumità delle
  persone che frequentano l'edificio';

   considerato che:

   secondo quanto dichiarato dagli esperti, il restauro va fatto  con
  la  massima urgenza, anche perché 'l'importanza storica  di  questo
  strumento  è  attribuibile quasi esclusivamente  all'integrità  del
  materiale  fonico  originale.  Mandare  a  distruzione   le   canne
  aggraverebbe il costo di un restauro e pregiudicherebbe in  maniera
  pesante il risultato sonoro';

   numerosi  artisti di fama internazionale, esperti e docenti  hanno
  già  sottoscritto  un  appello pubblico lanciato  per  salvare  dal
  degrado l'organo che, oltre alla notevole importanza storica, vanta
  una sonorità unica al mondo;

   nei  giorni  scorsi  anche  un organologo  di  indiscussa  fama  e
  competenza quale Claudio Brizi, che tra l'altro ha collaborato alla
  realizzazione  dell'organo  Pinchi  per  il  centro   'Padre   Pio'
  progettato  da  Renzo  Piano, dopo avere esaminato  l'organo  della
  Gancia,   ha  ritenuto  necessario  intervenire  con  urgenza   per
  'rinforzare  la  facciata evitando che collassi il  piombo'  e  per
  'ricostruire  la macchina eliminando tutto quello che ha  collegato
  lo strumento in funzione di quello moderno, poiché i due organi non
  possono coesistere senza alterare i rapporti di diapason';

   per conoscere:

   se ai tecnici dell'Assessorato Beni culturali e identità siciliana
  ed  a  quelli della Sovrintendenza risultino conformi  al  vero  le
  ripetute  denunce di esperti e tecnici, evidenziate attraverso  gli
  organi   di   stampa,  e  le  stime  che  valutano  necessario   un
  finanziamento di circa 200 mila euro;

   se, nel caso in cui venisse confermato quanto sopra richiamato, il
  Governo  della  Regione non ritenga necessario  adottare  immediati
  provvedimenti  per  la  messa  in  sicurezza  e  per  il   restauro
  dell'organo» (85);

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ARMAO,  assessore  per i beni culturali  e l' identità  siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, rispondo  all'interpellanza
  numero   85,   a   firma  dell'onorevole  Mattarella,   concernente
  «Interventi  urgenti per il restauro dell'organo monumentale  della
  Chiesa di Santa Maria degli Angeli o della Gancia a Palermo».
   In  risposta all'interpellanza preme sottolineare che il monumento
  fa parte del Patrimonio del Fondo Edifici di Culto, FEC, com'è noto
  amministrato  dal  Ministero dell'Interno, e quindi  di  competenza
  dell'Autorità statale, attraverso la Direzione centrale  del  Fondo
  Edifici di Culto.
   In  data  27 maggio 2009 i tecnici della Soprintendenza di Palermo
  hanno  effettuato  un sopralluogo, presso la Chiesa  della  Gancia,
  alla  presenza di responsabili dell'Associazione Terre  di  Memoria
  Onlus e del Rettore del luogo di culto, fornendo informazioni utili
  alla redazione di un progetto di restauro sullo strumento antico  e
  sulla  cassa,  uno degli strumenti più importanti  della  città  di
  Palermo.
   Malgrado  le assicurazioni, rese per le vie brevi, nessun progetto
  preliminare per il recupero ed il restauro  dell'organo a  canne  è
  mai pervenuto alla Soprintendenza di Palermo da parte del FEC.
   Nella  considerazione che nessuna documentazione è  pervenuta,  in
  data  27 aprile 2010, cono nota protocollo 1068, il servizio per  i
  beni  storici,  artistici ed etnoantropologici della Soprintendenza
  di Palermo, ha sollecitato la Prefettura Direzione Edifici di Culto
  per  il sollecito invio del progetto che prevede il recupero ed  il
  restauro sia della parte fonico-meccanica, che della cassa lignea.
   Per  la  parte  lignea dell'organo, il restauro  potrebbe  trovare
  inserimento  tra  gli interventi finanziati sul capitolo  di  spesa
  376543 (spese per la tutela, il restauro e  la conservazione  delle
  opere  d'arte mobili), a condizione che la Soprintendenza ne valuti
  la  priorità  tra gli interventi richiesti e tenuto  conto  che  la
  dotazione  complessiva  del capitolo è per l'anno  e  per  l'intera
  Regione di euro 500.000.
   Per  il  restauro dell'organo a canne l'intervento potrebbe essere
  finanziato  sul  capitolo  377713,  ma  per  il  suddetto  capitolo
  nell'anno in corso il Bilancio della Regione non ha previsto alcuna
  dotazione finanziaria.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Mattarella  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MATTARELLA. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza numero 89 «Iniziative  per
  l'inserimento dell'itinerario arabo-normanno di Palermo, Monreale e
  Cefalù   nel   patrimonio   dell'umanità  (world   heritage   list)
  dell'Unesco», a firma dell'onorevole Mattarella. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   l'inserimento di un nuovo sito nella lista del patrimonio mondiale
  dell'Unesco  avviene  nel  rispetto  dei  criteri  previsti   dalla
  Convenzione  sulla protezione del patrimonio culturale  e  naturale
  mondiale,  firmata nel 1972 e ratificata dall'Italia  con  legge  6
  aprile  1977,  n. 184, nonché delle modalità indicate  nelle  linee
  guida  predisposte  nel 1977 e il cui ultimo  aggiornamento  è  del
  2008;

   responsabile  della  selezione  di nuovi  siti  per  l'inserimento
  nell'elenco è il Comitato del patrimonio mondiale istituito  presso
  l'Unesco, assistito dal consiglio internazionale per i monumenti  e
  i  siti  (ICOMOS), dall'Unione internazionale per la  conservazione
  della natura e delle sue risorse (UICN) e dal Centro internazionale
  per lo studio della conservazione e del restauro dei beni culturali
  (ICCROM);
   ai  sensi  dell'articolo 11 della Convenzione,  ogni  Stato  parte
  presenta  al  Comitato  un  elenco dei beni,  situati  sul  proprio
  territorio,  che  possono  essere inclusi  nell'elenco  (cosiddetta
  tentative list);

   a partire dal 2004, il limite per ogni Paese è stato elevato a due
  candidature;

   il   26  gennaio  2010  l'Italia,  insieme  con  gli  altri  Paesi
  coinvolti,  ha  firmato  a  Parigi il dossier  per  la  candidatura
  transnazionale  de  'I  siti  palafitticoli  preistorici  dell'arco
  alpino'  che interessa Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli  Venezia
  Giulia, e Trentino Alto Adige;

   la  vigente lista propositiva depositata presso l'Unesco comprende
  'Palermo e la cattedrale di Monreale', inserita nel 2001. Tuttavia,
  l'ufficio  italiano  Unesco ha rappresentato  che  la  più  recente
  strategia  dell'Unesco predilige siti relativi a contesti,  periodi
  storici e Stati poco rappresentati;

   al  fine  di  rispondere meglio a tali indirizzi, l'ufficio  sopra
  detto ha suggerito di focalizzare l'attenzione su un ambito storico
  culturale   poco   rappresentato,  integrando   la   proposta   con
  l'inserimento  di  Cefalù.  E' stato così individuato  l'itinerario
  arabo-normanno: 'Palermo, Monreale, Cefalù';

   considerato che:

   il  27  luglio 2009 è stata presentata in VII Commissione  Cultura
  della  Camera dei deputati una risoluzione con la quale si  impegna
  il  Governo ad adottare tutte le iniziative volte a sostenere e  ad
  accelerare  il  processo per l'inserimento dell''Itinerario  arabo-
  normanno:  Palermo,  Monreale,  Cefalù'  e,  conseguentemente,   ad
  avanzare al più presto richiesta formale all'Unesco;

   il  13  marzo  2010 l'Assessore per i beni culturali e  l'identità
  siciliana ha annunciato di avere formalizzato al Ministero dei beni
  e  delle attività culturali la candidatura dell''Itinerario  arabo-
  normanno di Palermo, Monreale e Cefalù' nel patrimonio dell'umanità
  dell'Unesco;

   per supportare la candidatura, l'Assessore ha dichiarato di volere
  costituire  entro  una settimana un comitato di  coordinamento  tra
  Regione,  autonomie locali e istituzioni economiche promotrici,  un
  comitato  scientifico ed un comitato di garanti per  monitorare  il
  piano  di  gestione,  che  avranno  il  compito  di  preparare   la
  necessaria documentazione per la valutazione definitiva;

   il  14  e  15  marzo  2010 una delegazione della  VII  Commissione
  Cultura  della  Camera dei deputati ha effettuato  una  missione  a
  Palermo,  Cefalù  e  Monreale  per visitare  i  siti  da  includere
  nell'elenco,  in  preparazione della  discussione  e  del  voto  in
  commissione sulla risoluzione presentata nel 2009;

   per sapere:

   quali  iniziative  concrete intendano adottare presso  il  Governo
  nazionale  affinché questa candidatura venga inserita  nella  lista
  propositiva nazionale;

   se l'Assessore per i beni culturali abbia provveduto a nominare il
  comitato  di coordinamento, il comitato scientifico ed il  comitato
  dei garanti ed abbia previsto anche il necessario finanziamento per
  garantirne la funzionalità» (89);

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ARMAO, assessore per i beni culturali  e l' identità siciliana. Si
  tratta  di  una  questione  che,  come  è  noto,  l'Assessorato  ha
  pienamente supportato, in questi mesi, e che rappresenta una  delle
  iniziative  più importanti per la Città di Palermo e  per  l'intera
  provincia di Palermo.
   In  risposta  all'interpellanza numero 89, a firma  dell'onorevole
  Mattarella, che ha per oggetto l'inserimento dell'itinerario arabo-
  normanno  di Palermo, Monreale e Cefalù nel Patrimonio dell'Umanità
  dell'UNESCO, si comunica che già il 15 febbraio, con protocollo 469
  è  stata  indirizzata al Ministero dei Beni culturali, Ufficio  del
  Patrimonio  dell'UNESCO,  la proposta di  inserimento  nella  World
  Eritage  list dell'UNESCO, dell'itinerario arabo-normanno: Palermo,
  Monreale e Cefalù.
   All'uopo  è  stata convocata una conferenza di presentazione  alla
  presenza dei sindaci di Palermo, di Monreale e di Cefalù.
   Si  è  provveduto altresì con decreto assessoriale all'istituzione
  di   un  comitato  tecnico-scientifico  con  funzioni  di  supporto
  propositive  e  consultive  per  l'elaborazione  di  programmi   di
  ricerca,   studio   e   formazione  per  il   supporto   necessario
  all'amministrazione per le complesse fasi dell'iter  di  iscrizione
  dell'itinerario arabo-normanno nella lista dell'Unesco.
   Il  Comitato si insedierà venerdì prossimo, alle ore 15.00,  e  vi
  parteciperanno  il Presidente della provincia, i sindaci,  autorità
  accademiche  come  il  rettore, la camera di commercio  e  tutti  i
  soggetti  che possono supportare l'amministrazione regionale  nella
  proposta  che  ha una grande rilevanza istituzionale ed  economico-
  sociale.
   Al  comitato  è  stato chiesto lo sviluppo e lo studio  di  alcuni
  punti  specifici la cui documentazione consentirà di  sostenere  le
  procedure  necessarie per l'inserimento nella lista delle  proposte
  italiane.
   Il  Comitato durerà in carica per tutto il periodo necessario  per
  l'espletamento  del  mandato  ed è  a  titolo  gratuito.  E'  stato
  convocato per il prossimo venerdì.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Mattarella  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MATTARELLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dichiaro
  parzialmente soddisfatto e desidero chiedere all'assessore se oltre
  al  Comitato scientifico è stato già insediato o comunque  nominato
  un  Comitato di garanti per monitorare il piano di gestione e se si
  è  insediato  il  Comitato di coordinamento tra Regione,  autonomie
  locali ed istituzioni economiche promotrici.

   ARMAO,  assessore  per i beni culturali e l'  identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  i beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente,auspico il soddisfacimento pieno  dell'onorevole
  Mattarella, rappresentando che piuttosto che istituire tre comitati
  si  è  ritenuto  di far convergere all'interno di un  Comitato  che
  opera a titolo gratuito l'intero coacervo di iniziative, quindi sia
  il Comitato dei garanti che il Comitato delle autonomie.
   Il  Comitato istituito e che si insedierà venerdì pomeriggio,  per
  l'appunto,  raccoglie esponenti delle istituzioni, esponenti  delle
  autonomie locali, dell'economia provinciale, affinché tutti insieme
  si  possa  operare per il supporto alla proposta al  Ministero  dei
  Beni culturali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, poiché  è  ancora  in  corso  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sospendo  l'Aula
  per  venti  minuti,  avvertendo che la stessa riprenderà  alle  ore
  18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.38, è ripresa alle ore 18.07)

   La seduta è ripresa

   * ------------------------------------------------------------------

   e identità siciliane

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
                              Presidenti
                        dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che, nelle  more  della
  predisposizione  di  un  organico calendario  dei  lavori  per  la
  sessione   estiva,  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  riunitasi  oggi,  29  giugno  2010,  ha   stabilito
  all'unanimità   di  dedicare  le  sedute  d'Aula  della   corrente
  settimana  e  di  martedì  6 luglio 2010  all'esame  dei  seguenti
  disegni di legge:

   -   Proroga  degli sportelli multifunzionali  (434-385-382-bis  -
  Stralcio/A);
   -   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti  (n. 568/A);
   -  Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
  (478/A).

   L'Assemblea ne prende atto.

   La  seduta,  è rinviata a domani, mercoledì 30 giugno 2010,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II   -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
   lettera d), e 153 del regolamento interno, della mozione:
   N. 201     -    Iniziative   a    livello  nazionale   per    la
          realizzazione  di  interventi strutturali  finalizzati  a
          rimuovere  le  condizioni di estrema  pericolosità  della
          superstrada 417 Catania-Gela.
                           BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - GUCCIARDI

  III   -Svolgimento  di  interrogazioni e  di  interpellanze  della
   Rubrica  Economia

  IV  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -  Proroga degli sportelli multifunzionali  (434-385-382-BIS -
         Stralcio/A)

    2)  -   Modifiche  ed integrazioni alla normativa regionale  in
         materia di appalti  (568/A) (Seguito)
                   La seduta è tolta alle ore 18.09

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 20.15

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte   scritte   ad   interrogazioni  -   Rubrica    «Attività
  produttive»

   FALCONE.  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   il  Governo  nazionale,  al  fine  di  sostenere  l'imprenditoria
  privata,  ma anche per attenzionare le aree maggiormente depresse,
  ha istituito in tutta Italia 21 zone franche urbane;

   con  l'ultimo  'decreto milleproroghe', il Governo  nazionale  ha
  inteso modificare la portata del superiore intervento legislativo;

   quanto sopra ha suscitato le prese di posizioni di gran parte  di
  esponenti della politica siciliana, dal Presidente della  Regione,
  On.  Lombardo,  sino al Sindaco di Catania, Sen.  Stancanelli,  ma
  anche degli altri venti sindaci italiani interessati dalle ZFU;

   considerato  che  è  stato sostenuto che  l'intervento  messo  in
  campo dal Governo nazionale può agevolmente essere realizzato  dal
  Governo regionale, in quanto ne ha le competenze;

   atteso  che in Sicilia vi sono diverse zone che potrebbero essere
  interessate  da  simili iniziative legislative,  che  porterebbero
  sicuramente una ricaduta positiva sul territorio;

   tenuto  conto  che  nel  programma  di  codesto  Governo  vi  era
  innanzitutto l'obiettivo di sostenere la piccola e media  impresa,
  e  più  in generale l'iniziativa economica privata per creare  non
  solo  interventi assistenziali, ma misure tese alla  creazione  di
  prodotto,  e  quindi  di  ricchezza  reale  nel  territorio,   non
  apparente;

   per  sapere se non ritengano opportuno prevedere, nella  prossima
  legge  finanziaria,  un intervento che, sulla scorta  delle  buone
  prassi poste in essere del Governo nazionale, tenda ad individuare
  contesti  fragili  che,  al contempo, abbiano  una  vocazione  per
  l'insediamento produttivo di aziende, anche esterne alla  Sicilia,
  che  intendano, col sostegno della Regione, investire  e  produrre
  nella  nostra Isola, istituendo zone franche urbane con tutta  una
  serie   di   agevolazioni  fiscali,  contributive  e   tributarie,
  favorendo, contemporaneamente, l'accesso al credito, col risultato
  di dar vita ad inevitabili ricadute favorevoli e percorsi virtuosi
  per la nostra Regione.». (960)

   Risposta.  -  «Con l'interrogazione n. 960, a firma dell'onorevole
  Falcone, l'interrogante, rilevando che il Governo nazionale con  il
  c.d.  decreto  mille  proroghe  ha ridimensionato  la  portata  del
  progetto  relativo  all'istituzione delle Zone Franche  Urbane,  ed
  ancora  che  tale  progetto potrebbe essere  messo  in  campo   più
  agevolmente da parte del Governo regionale, chiede di sapere se  il
  Presidente della Regione, l'Assessore per le attività produttive  e
  l'Assessore per l'economia non ritengano opportuno prevedere, nella
  legge  finanziaria,  un intervento che  sulla  scorta  delle  buone
  prassi  poste in essere dal Governo nazionale, tenda ad individuare
  contesti  fragili  che,  al  contempo, abbiano  una  vocazione  per
  l'insediamento produttivo di aziende   che intendano, col  sostegno
  della  Regione, investire e produrre nella nostra Isola, istituendo
  zone  franche  urbane con tutta una serie di agevolazioni  fiscali,
  contributive  e tributarie, favorendo contemporaneamente  l'accesso
  al credito .
   In  riscontro  alla richiesta contenuta nell'interrogazione  sopra
  riportata,  in  disparte la precipua afferenza dell'argomento  alle
  materie assegnate all'Assessorato dell'Economia, lo scrivente  deve
  preliminarmente rilevare come le competenze della Regione siciliana
  in  tema  di agevolazioni fiscali e tributarie, così come richieste
  dall'Onorevole interrogante, sono ampiamente limitate.
   Pertanto, in assenza di una disciplina dettata a livello nazionale
  che  preveda una normativa specifica in tema di eventuali esenzioni
  totali  o  parziali  delle  imposte  all'interno  delle  c.d.  Zone
  Franche, l'intervento regionale non potrà che essere insufficiente.
   Inoltre,  deve essere ancora evidenziato come ogni intervento  che
  possa  configurarsi  come un aiuto pubblico di Stato  alle  imprese
  debba  essere espressamente autorizzato ed avallato dai  competenti
  organi  comunitari  al  fine  di verificare  la  compatibilità  dei
  predetti  aiuti  con  le  stringenti norme fissate  sul  punto  dal
  Trattato istitutivo della Comunità europea.
   Fatte  tali dovute premesse, lo scrivente non può che essere lieto
  nel  comunicare,  in  risposta alla sollecitazione  svolta  tramite
  l'interrogazione che oggi si riscontra, ed a conferma  del  massimo
  impegno  profuso  dal  Governo regionale,  ed  in  particolare  dal
  sottoscritto, nell'attuazione di tutte le riforme utili al sostegno
  delle  imprese e, in generale, delle attività produttive  sane  che
  contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo  della  nostra
  Regione,  che  con  l'art. 67 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  proprio  in attuazione della L. 27 dicembre 2006, n. 296, e s.m.i.,
  ha  provveduto  ad istituire le più volte menzionate  Zone  Franche
  Urbane,  le cui delimitazioni territoriali erano invero  già  state
  individuate  con deliberazione di Giunta Regionale  n.  186  dell'1
  agosto  2008,  determinando altresì le modalità di  rimborso  degli
  oneri   fiscali   e  contributivi  legati  all'attività   d'impresa
  impegnando le relative somme a valere sui fondi di cui al programma
  attuativo regionale 2007/2013 del FAS.».

                          L'Assessore per le
                          attività produttive
                          dott. Marco Venturi

   DIGIACOMO. - «All'Assessore per le attività produttive,  premesso
  che:

   il  d.a.  01/pesca  del  21 gennaio 2010 consente  la  pesca  del
  novellame per il 2010;

   questa  tecnica  di  pesca  non viene praticata  da  nessuno  dei
  pescatori  della  provincia di Ragusa in considerazione  dei  suoi
  effetti distruttivi dei fondali marini e sull'equilibrio biomarino
  delle coste;

   ritenuto che:

   ai  danni  derivanti  dall'impatto ambientale  nell'esercizio  di
  questa  pratica  di pesca, peraltro, non fanno riscontro  vantaggi
  economici  che  altrimenti vi sarebbero attraverso  l'adozione  di
  tecniche tradizionali;

   lo  svolgimento  di tale pesca costituisce un ulteriore  aggravio
  nel  quadro delle operazioni di controllo in mare poste in  essere
  degli  organismi preposti, vista la propensione dei  pescatori  di
  novellame a non rispettare la regolamentazione loro imposta;

   per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno  rivedere  il  decreto  e  ogni  atto
  concernente la regolamentazione della pesca del novellame al  fine
  di  inserire l'area marina di Scoglitti (ME) tra le zone  di  mare
  dove detta tecnica è vietata, al fine di tutelare l'interesse  dei
  pescatori e dell'intero comparto, oltre che i consumatori;

   quali iniziative si intendano assumere, anche di concerto con  il
  Ministero  delle politiche agricole, alimentari e  forestali,  con
  l'obiettivo  di  provvedere ad azioni mirate al ripopolamento  dei
  nostri mari.». (1067)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1067,  a  firma
  dell'onorevole  Digiacomo, avente ad oggetto:  Adeguate  misure  al
  fine  di  modificare  il  decreto del 21 gennaio  2010  concernente
  disposizioni in materia di pesca del novellame  deve rilevarsi come
  la  competenza  in  materia  di   pesca   è  attribuita,  ai  sensi
  dell'art.  7  della l.r. 19/2008, all'Assessorato  regionale  delle
  risorse agricole e alimentari.».

                          L'Assessore per le
                          attività produttive
                          dott. Marco Venturi

   BENINATI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   vi    è    un    notevole,   ingiustificato   e   grave   ritardo
  nell'approvazione dei bilanci della CRIAS considerato che l'ultima
  approvazione risale al 2006;

   i  tempi di erogazione dei crediti di esercizio si protraggono  a
  dismisura,  prolungandosi  anche  sino  a  11  -  12  mesi   dalla
  presentazione   dell'istanza,  segno  di  una   certa   sofferenza
  dell'ente nella gestione della propria liquidità;

   sembrerebbe  che l'ente abbia intrapreso iniziative per  definire
  il  contenzioso relativo a pretese mansioni superiori vantate  dal
  suo  personale  in  assenza di una previa definizione  di  criteri
  oggettivi,   con   proposte   transattive   ritenute   inique    e
  discriminatorie;

   in   occasione  del  nuovo  organigramma,  si  sarebbero   potuti
  prevedere  percorsi trasparenti per consentire la  possibilità  di
  concorrere all'assunzione di posizioni organizzative superiori  ai
  dipendenti che vantano legittime aspettative di carriera;

   l'attuale  direttore facente funzioni, la cui nomina non  prevede
  alcun termine di cessazione dell'incarico conferito, risultando di
  fatto  a  tempo  indeterminato, ha avallato operazioni,  quali  la
  liquidazione  del  fondo  pensione  e  l'approvazione  del   nuovo
  organigramma, che prevedono grandi esborsi, in assenza di  bilanci
  certi  e  approvati  e  quindi senza avere  reale  contezza  della
  situazione economico finanziaria dell'ente e del predetto fondo;

   è  palese che la gestione dell'ente manca di una guida autorevole
  ed  all'altezza della situazione, avendo piuttosto un'impronta  di
  superficialità ed approssimazione;

   per sapere se non intendano:

   verificare, disponendo apposite ispezioni, se quanto in  premessa
  risponde al vero e quale sia il reale stato in cui versa la CRIAS;

   sospendere l'iter avviato, in attesa almeno delle pronunce di  1
  grado,  per  procedere alla individuazione di criteri generali  ed
  astratti  per  l'attribuzione di posizioni  di  carriera  che  non
  pregiudichino diritti ed aspettative legittime di alcuno;

   bandire  il  concorso  per  direttore  generale  dell'ente,  così
  consentendo una guida ed una gestione adeguate alla funzione ed al
  suo importante ruolo.». (1104)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1104,  a  firma
  dell'onorevole Beninati, si rappresenta quanto segue.
   L'atto  ispettivo, probabilmente traendo spunto  da  una  campagna
  mediatica  vivace  condotta  contro la CRIAS  da  alcuni  esponenti
  politici  e sindacali non pienamente a conoscenza della vicenda  di
  cui  si  tratta,  espone nelle sue premesse alcune circostanze  non
  condivisibili in quanto non corrispondenti alla realtà.
   Rileva,  invero,  l'onorevole  interrogante  come  alcune   scelte
  operate   dall'attuale  amministrazione  della  CRIAS  non  possano
  ritenersi   legittime   e  come,  sempre  a  detta   dell'Onorevole
  interrogante,  la gestione della CRIAS non abbia sinora  provveduto
  alla   approvazione  dei  bilanci  con  ciò  ritardando  anche   la
  corresponsione dei finanziamenti a favore delle imprese.
   Tali  difficoltà ed irregolarità, asserisce sempre l'interrogante,
  dovrebbero  attribuirsi  all'attuale gestione  dell'ente  al  quale
  mancherebbe  una  guida autorevole ed all'altezza della situazione,
  avendo piuttosto un'impronta di superficialità ed approssimazione .
   In  ragione  delle  circostanze esposte, l'Onorevole  interrogante
  chiede  di sapere, sostanzialmente, se quanto appreso dallo  stesso
  in  merito  alle vicende su menzionate corrisponda  a  vero  e,  in
  particolare, se si ritenga di disporre la sospensione dell'iter  di
  attribuzione  delle  posizioni  di  carriera  in  esito  al   nuovo
  organigramma  aziendale e, infine, se non si ritenga  di  procedere
  alla  nomina  del Direttore Generale attraverso lo  svolgimento  di
  apposito concorso.
   Sebbene  l'argomento meriti un esame approfondito e complesso,  in
  questa sede, tuttavia, lo scrivente non può che limitarsi a fornire
  una  breve  ricostruzione della vicenda al fine di  riscontrare  le
  richieste contenute nell'atto ispettivo.
   In  primo luogo, non può non essere rilevato come le problematiche
  legate alla vicenda che ci occupa sia stata sollevate solo da pochi
  mesi,   invero   coincidenti  con  l'assunzione  dell'incarico   di
  Assessore alle Attività Produttive da parte del sottoscritto, e ciò
  sebbene le deliberazioni di cui si discute risalgano addirittura al
  gennaio 2009.
   Chiarito  ciò,  è  possibile effettuare  alcune  precisazioni  con
  riferimento ai bilanci della CRIAS.
   I  ritardi  maturati  nell'approvazione del  principale  documento
  contabile  dell'Ente  non possono di certo attribuirsi  all'attuale
  gestione, ma, al contrario, derivano dalla mancata approvazione del
  bilancio  CRIAS  2004 da parte della Giunta di  Governo  allora  in
  carica.
   Tale  circostanza, che ha determinato lo scioglimento degli organi
  per gravi irregolarità gestionali ed il successivo commissariamento
  dell'Ente,  si  è  chiaramente  riverberata  nell'approvazione  dei
  bilanci degli anni successivi.
   Tuttavia, anche in ragione delle notizie apprese sia dagli  Uffici
  dell'Assessorato  che direttamente dai vertici  della  CRIAS,  deve
  evidenziarsi  come siano in corso di approvazione i  bilanci  CRIAS
  2007/2008/2009.
   Inoltre,  anche  su  precisa indicazione  e  sollecitazione  dello
  scrivente,  a mezzo della nota prot. n. 971 del 30 marzo  2010,  la
  Giunta  di  Governo ha approvato il bilancio 2006 con deliberazione
  n. 136 del 19 maggio 2010.
   Quanto  sin  qui rilevato consente di percepire con evidenza  come
  gli   asseriti  ritardi  nell'erogazione  dei  finanziamenti   alle
  imprese,  così  come  rilevato  dall'Onorevole  interrogante,   non
  possano  addebitarsi  all'attuale  gestione  quanto  piuttosto   al
  fardello  ereditato  dalla passata gestione che  ha  comportato  un
  evidente  aggravamento nel raggiungimento degli scopi propri  della
  CRIAS, ovverosia il sostegno alle imprese artigiane.
   Con  riferimento,  invece,  alla  più  nota  vicenda  relativa  al
  personale  in  forza  presso l'Ente de  quo,  deve  rilevarsi  come
  l'approvazione  del  nuovo organigramma  della  CRIAS  fosse  stata
  sollecitata  da più parti al fine di regolare una situazione  ormai
  divenuta insostenibile.
   Deve,   invero,  essere  ricordato  come  la  vacanza  di   figure
  dirigenziali all'intero della CRIAS, in ragione di un turn-over mai
  effettuato,  ha determinato l'attivazione di numeri contenziosi  da
  parte  di funzionari dell'Ente per il riconoscimento di svolgimento
  di mansioni superiori.
   Pertanto,  da  una  parte,  la  necessità  di  procedere  ad   una
  riorganizzazione dell'Ente anche ai fini di cui  alla  D.  Lgs.  n.
  231/2001 in materia di responsabilità amministrativa, e dall'altra,
  la  necessità di fronteggiare i diversi contenziosi attivati, hanno
  condotto   l'attuale  gestione  all'approvazione  di   tale   nuovo
  organigramma  il  quale,  invero, non sembrerebbe  aver  comportato
  nuovi costi a carico dell'Ente.
   Inoltre, la riallocazione del personale interno dell'Ente è  stata
  effettuata previa rinuncia da parte di ogni singolo interessato  al
  contenzioso in atto pendente.
   Tale  operazione è stata, tra l'altro, interamente e completamente
  avallata  e  sottoscritta da tutte le organizzazioni  sindacali  le
  quali, da ultimo con nota del 7 maggio 2010 inviata, tra gli altri,
  anche   allo   scrivente,  hanno  ribadito  la  piena  condivisione
  dell'operato della CRIAS in tema di organigramma aziendale.
   Tuttavia,    a    conferma   della   massima   attenzione    posta
  dall'Assessorato,  alla vicenda de qua, deve  essere  rappresentato
  che  con  nota  prot. n. 1074 del 7 aprile 2010 è  stato  richiesto
  apposito  parere  legale all'Avvocatura di  Stato  in  merito  alla
  validità  ed  efficacia della determinazione  di  approvazione  del
  nuovo organigramma e, ancora, con nota n. 523 del 23 marzo 2010 del
  Dipartimento  Attività Produttive, è stato disposta un'ispezione  a
  tutela dell'interesse pubblico generale.
   Infine,  sempre a conferma della attenzione riposta sui fatti  che
  ci  occupano,  lo scrivente si impegna sin d'ora affinché  l'intera
  vicenda venga sottoposta prontamente all'attenzione della Giunta di
  Governo perché provveda a rilasciare, anche ove non dovesse  essere
  ritenuto vincolante, apposito parere.
   Con  riferimento all'ulteriore sollecitazione posta all'attenzione
  dello scrivente da parte dell'Onorevole interrogante relativa  alla
  celebrazione  di  apposito concorso pubblico per la  copertura  del
  posto  di  Direttore  Generale,  si  osserva  che  è  in  corso  di
  riapprovazione    il    regolamento   del    Direttore    Generale,
  indispensabile per bandire il predetto concorso, in  ragione  delle
  modifiche sostanziali indicate dalla Giunta di Governo.
   In  esito alla nuova approvazione del menzionato regolamento,  che
  avverrà  in  tempi  brevissimi,  l'Ente  provvederà  ad  indire  la
  procedura selettiva pubblica.
   A  conclusione, a conferma del continuo sforzo profuso dal Governo
  regionale, anche su espressa indicazione del sottoscritto, a favore
  delle  imprese e del tessuto economico-imprenditoriale  sano  della
  nostra   Regione,  mi  si  permetta  di  sottolineare   come,   con
  l'approvazione  della Legge Finanziaria 2010, licenziata  dall'Aula
  proprio poche settimane or sono, siano state destinate alle imprese
  artigiane risorse significative pari ad un importo di dieci milioni
  di  euro  attraverso  il c.d. fondo unico per  gli  interventi  sul
  credito agevolato gestito proprio alla CRIAS.».

                          L'Assessore per le
                          attività produttive
                          dott. Marco Venturi

   Rubrica  «Economia»

   ARDIZZONE.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per
  l'economia  e  all'Assessore per le attività produttive,  premesso
  che:

   il   5  aprile  2001  la  Commissione  regionale  siciliana   per
  l'impiego  approvava  un  progetto formativo  che  riguardava  256
  soggetti   che   avrebbero   dovuto   'acquisire'   la   specifica
  professionalità  di  ufficiale  di  riscossione,   attraverso   un
  contratto di formazione e lavoro;

   nel  2002,  la  Montepaschi  Serit  assumeva  con  contratti   di
  formazione lavoro (CFL) 256 soggetti già pubblici ufficiali  della
  riscossione  perché in possesso dell'abilitazione  a  svolgere  le
  relative  funzioni,  rilasciata dalla Procura della  Repubblica  e
  conseguita  in  seguito a regolare esame abilitativo  bandito  dal
  Ministero delle finanze;

   considerato  che  il  ricorso  alla  formula  del  contratto   di
  formazione  lavoro, anziché a quella del più generale contratto  a
  tempo  determinato,  da  un lato agevolava  la  Montepaschi  Serit
  attraverso   ingenti   sgravi  fiscali,  obbligandola,   però,   a
  predisporre  un  graduale  percorso  formativo  e  lavorativo  che
  avrebbe  dovuto  produrre  il naturale e guidato  inserimento  nel
  mondo   del  lavoro,  dall'altro  ingenerava  nei  lavoratori   la
  legittima  aspettativa  della conversione  in  contratto  a  tempo
  indeterminato;

   valutato che:

   la  Serit Sicilia s.p.a., subentrata a Montepaschi Serit,  è  una
  società  partecipata di cui la Regione detiene, insieme ad Agenzia
  delle  entrate,  la  maggioranza delle  azioni  e  si  appresta  a
  divenire una società a capitale interamente pubblico;

   la  Serit  Sicilia s.p.a., attraverso due esodi  incentivati,  ha
  ridotto  il suo organico di circa 400 unità, creando i presupposti
  per  nuove  assunzioni, di fatto considerate indispensabili  dalle
  organizzazioni  sindacali  che incessantemente  ed  impropriamente
  propongono il ricambio padre-figlio;

   constatato  ancora  che gli ufficiali della riscossione,  per  il
  riconoscimento  di  quello che considerano un  legittimo  diritto,
  altrimenti  disatteso, hanno proposto 200  ricorsi  di  lavoro  in
  tutti i fori siciliani;

   preso  atto  che  il  Tribunale di Palermo,  sezione  lavoro,  ha
  accolto i primi 5 ricorsi dichiarando illegittimo il contratto  di
  formazione  professionale (CFL), disponendone  la  conversione  in
  contratto a tempo indeterminato 'ab initio' e condannando la Serit
  Sicilia al reintegro ed al conseguente risarcimento;

   posto  che,  oltre  alle  valutazioni di  merito  al  vaglio  dei
  giudici,  vi  è che la Corte di giustizia delle Comunità  europee,
  con  sentenza del 7 marzo 2002, causa C310/99, Repubblica Italiana
  contro  Commissione delle Comunità europee, ha stabilito,  in  via
  definitiva, che le agevolazioni contributive concesse alle imprese
  dallo  Stato  italiano attraverso i CFL, se non  in  linea  con  i
  criteri  di  compatibilità  fissati  dalla  Commissione,  che   si
  riferiscono  alla  creazione di nuovi posti  di  lavoro,  sono  da
  considerarsi aiuti di Stato incompatibili col diritto  comunitario
  ex art. 87 Tr. CE e ne ha imposto la restituzione;

   accertato  che, allo scadere dei due anni di CFL, la  Montepaschi
  Serit  ed, in seguito, la Serit Sicilia non hanno convertito alcun
  contratto né hanno creato alcun nuovo posto di lavoro;

   per sapere se:

   la  Regione,  che ha investito fondi pubblici in questo  progetto
  per  qualificare  personale, peraltro  già  formato,  non  ritenga
  necessario  avvalersene  in  via  prioritaria  evitando  eventuali
  diverse forme di reclutamento;

   siano  a  conoscenza  che,  con  la  mozione  n.  110  del  2006,
  depositata  il 25 ottobre 2006, l'Assemblea regionale siciliana  è
  stata  informata  della  problematica concernente  la  valutazione
  della professionalità di tale personale - in quanto qualificato  -
  per  una  eventuale reintegrazione nel posto di  lavoro,  a  spese
  della  Regione, nella Serit Sicilia s.p.a., oggi partecipata dalla
  Regione,   considerandolo,  quindi,  una  risorsa   immediatamente
  spendibile   per   potenziare  ed  ottimizzare  il   servizio   di
  riscossione dei tributi;

   non  ritengano opportuno valutare con attenzione l'intera vicenda
  e  prendere  provvedimenti urgenti in vista del  prossimo  assetto
  societario,  al fine di limitare il grave danno economico  per  il
  bilancio aziendale e regionale derivante da ulteriori, probabili e
  numerose  pronunce dello stesso segno di quelle  del  giudice  del
  lavoro di Palermo.». (945)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione n. 945,  a  firma
  dell'onorevole Ardizzone, si rappresenta quanto segue.
     Nel  2001  la  Serit  Sicilia S.p.a.  ha  avviato  un  progetto,
  preventivamente   approvato   dalla   Commissione   Regionale   per
  l'Impiego,  mirato alla qualificazione di 40 soggetti  in  attività
  amministrativa e di 280 ufficiali di riscossione mediante contratto
  di  formazione  e  lavoro  di tipo  A , acquisendo  professionalità
  intermedia.  Pertanto, nel corso del 2001 hanno  preso  servizio  i
  lavoratori con mansioni amministrative, mentre nel corso  dell'anno
  2002  sono  stati immessi in servizio gli ufficiali di riscossione,
  concludendo  l'iter  formativo 39 impiegati  amministrativi  e  256
  ufficiali.
   Alla   scadenza  sono  stati  trasformati  in  contratti  a  tempo
  indeterminato soltanto i rapporti di lavoro del personale impiegato
  in mansioni amministrative in quanto l'attuazione della riforma del
  sistema di riscossione dei tributi (D. Lgs. n. 46/99) ha potenziato
  l'azione  del  concessionario privilegiando  procedure  massive  di
  recupero  del  credito quali l'iscrizione di  ipoteca  e  il  fermo
  amministrativo a discapito dell'esecuzione mobiliare, rendendo così
  l'attività   esterna   dell'Ufficiale  di   Riscossione   puramente
  residuale.   D'altronde,  l'assunzione  delle  nuove  risorse   con
  contratto di formazione era connessa essenzialmente ad esigenze  di
  riorganizzazione  aziendale ed, inoltre, non vi era  alcun  obbligo
  giuridico  di procedere alla conversione a tempo indeterminato  dei
  rapporti  in  essere. Infatti, l'art. 3 comma  10  della  Legge  n.
  863/1984   prevedeva   solamente  la   possibilità   di   procedere
  all'assunzione  degli  ex  CFL (Contratti  Formazione  Lavoro)  nel
  termine di 12 mesi con richiesta nominativa.
   In  seguito  alla mancata conversione del rapporto  di  lavoro,  a
  partire  dal  2006,  gli  ex  CFL hanno iniziato  la  vertenza  nei
  confronti   della   Montepaschi  Serit  S.p.a.  Per   chiedere   la
  dichiarazione di nullità dei contratti di formazione  e  lavoro  e,
  conseguentemente, la reintegra in servizio. Attualmente vi sono  n.
  97  soggetti che hanno presentato atti di diffida alla riassunzione
  o  chiesto l'esperimento del tentativo di conciliazione all'Ufficio
  Provinciale  del Lavoro, mentre n. 112 contrattisti hanno  promosso
  il giudizio innanzi all'autorità giudiziaria.
   Sinora,  un  ricorso  è stato deciso dal Giudice  del  Lavoro  del
  Tribunale di Barcellona P.G. riconoscendo legittimo il contratto di
  CFL  e rigettando la domanda di reintegra nel luogo di lavoro anche
  se attualmente è pendente il giudizio in appello.
   Il  14  ottobre  2009,  il  Giudice Unico  del  Lavoro  presso  il
  Tribunale   di   Palermo  ha  accolto  5  ricorsi  dichiarando   la
  sussistenza  di  un  rapporto  di  lavoro  a  tempo  indeterminato,
  condannando la Serit al pagamento delle retribuzioni che  avrebbero
  dovuto  essere  corrisposte dalla data di messa in  mora  (2007)  a
  quella di effettiva riammissione in servizio.
   Pertanto,  atteso che le sentenze emesse nel rito del lavoro  sono
  immediatamente  esecutive,  al  fine  di  scongiurare  l'esecuzione
  coattiva delle stesse, la Serit ha provveduto, il 16 dicembre  u.s.
  alla  reintegra - con riserva all'esito definitivo del  giudizio  -
  dei  5 ricorrenti, evitando il danno conseguente al pagamento delle
  retribuzioni  senza che la Società si avvalesse  della  prestazione
  lavorativa  provvedendo,  inoltre, a  rimborsare  le  spese  legali
  liquidate nelle sentenze per evitare l'aggravio di ulteriori  oneri
  conseguenti ad eventuali procedure esecutive.
   Le sentenze favorevoli ai contrattisti, comunque, non sono passate
  in  giudicato,  in  quanto nei confronti di 4 di  queste  la  Serit
  Sicilia a già promosso appello, mentre per la quinta sentenza,  non
  notificata,  è  ancora  pendente il  termine  per  la  proposizione
  dell'impugnazione.
   In  merito alla quantificazione del risarcimento del danno per cui
  vi  è condanna, occorre precisare che, sebbene i ricorrenti abbiano
  chiesto  sovente la condanna al pagamento delle retribuzioni  dalla
  data  di  cessazione  del  rapporto di  lavoro  (intervenuta  nella
  maggior   parte   dei  casi  nel  2004),  secondo  ormai   costante
  orientamento   giurisprudenziale,  nel   caso   di   riconoscimento
  giudiziale  della nullità di un contratto di lavoro,  l'obbligo  al
  pagamento  delle retribuzioni non decorre dalla data di  cessazione
  del  rapporto,  ma  da  quella in cui  gli  ex  dipendenti  abbiano
  manifestato  la  volontà  di riprendere servizio  con  la  concreta
  prestazione lavorativa (Cass. S.U. n. 508/99 e Cass. n.  6879/2001)
  condannando, pertanto, la Serit al risarcimento del danno in misura
  corrispondente alle retribuzioni maturate dalla fine del 2007  alla
  data di reintegra che, pertanto, ammonterebbero per ogni ricorrente
  a  circa  50.000  euro lordi, oltre interessi e rivalutazione,  cui
  vanno ad aggiungersi gli oneri per i contributi previdenziali  pari
  al  34,77%  dell'imponibile, con un costo aziendale di  complessivi
  70.000 euro circa.
   E' chiaro, a questo punto, che la quantificazione dei costi che la
  Serit potrebbe essere chiamata a sostenere, nel caso di soccombenza
  in  tutte  le  controversie,  dipende  sia  dalla  data  in  cui  i
  ricorrenti  hanno  messo  in  mora la Società  sia  dalla  data  di
  reintegra; elementi che variano caso per caso.
   In  merito alle eventuali azioni che la Serit intende attuare  per
  il  contenzioso in esame, la stessa manifesta inconfutabilmente che
  non  potrà che resistere alle richieste dei ricorrenti in  tutti  i
  gradi  di  giudizio  sino all'esito definitivo,  ottemperando  alle
  decisioni giudiziali che di volta in volta verranno emesse.
   Per  quanto  riguarda,  infine, gli  oneri  che  potranno  gravare
  sull'Agente  della Riscossione, questi dovranno essere  oggetto  di
  trattazione  con il socio privato Banca Monte Paschi di  Siena,  in
  quanto  i presupposti oggettivi del contenzioso con i CFL  si  sono
  verificati  durante  la  sua  gestione  della  Montepaschi  Se.Ri.T
  S.p.A.,  e  tale  tipo di contenzioso fa parte  degli  obblighi  di
  garanzia  assunti  dalla  Banca  all'art.  11.5  del  contratto  di
  cessione del 29.9.2006.».

                            L'Assessore per
                              l'economia
                          on. Michele Cimino