Presidenza del vicepresidente Formica
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Beninati, Campagna,
Cintola, D'Agostino, Di Benedetto, Incardona, Laccoto, Panepinto,
Picciolo, Rinaldi, Scoma e Vinciullo sono in congedo per oggi;
l'onorevole Corona è in congedo dal 29 giugno all'1 luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Cordaro è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 28 al 29 giugno 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 960 - Sostegno ai contesti territoriali fragili tramite
l'istituzione di zone franche urbane in Sicilia.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1067 - Adeguate misure al fine di modificare il decreto del
21 gennaio 2010 concernente disposizioni in materia di pesca del
novellame.
Firmatario: Digiacomo Giuseppe
N. 1104 - Notizie sulla gestione della CRIAS.
Firmatario: Beninati Antonino
- da parte dell'Assessore per l'Economia
N. 945 - Notizie su eventuali provvedimenti in favore del
reinserimento di 256 ufficiali di riscossione ex Montepaschi Serit
e a salvaguardia del bilancio regionale alla luce delle prime
recenti pronunce giurisdizionali a danno della Serit Sicilia
s.p.a.
Firmatario: Ardizzone Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Formazione e riqualificazione personale ex emergenza Palermo (n.
575)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caronia,
Cordaro, Dina, Campagna, Aricò, Vitrano e Greco in data 23 giugno
2010
Norme in materia di istruzione, orientamento, formazione
professionale ed occupazione (n. 576)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Mancuso,
Leontini, Limoli, Torregrossa, Corona, Leanza E., Campagna, Bosco,
Scoma, D'Asero in data 23 giugno 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme ed interventi per l'attuazione del diritto allo studio
(n. 540)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 28 giugno 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini, in data 24 giugno
2010, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 575 Formazione e riqualificazione personale ex emergenza
Palermo'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute ed
assegnate alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ente autonomo portuale di Messina - Designazione componente
effettivo del Collegio dei sindaci (n. 99/I)
- pervenuta in data 22 giugno 2010
- inviata in data 23 giugno 2010
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Schema di Regolamento recante disposizioni applicative della
legge regionale 2 marzo 2010, n. 4. Nuovo ordinamento delle camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura ed
individuazione degli organi regionali competenti (n. 101/III)
- pervenuta in data 28 giugno 2010
- inviata in data 29 giugno 2010
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Attuazione dell'articolo 64, comma 9 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6. Trasmissione proposta di istituzione del Parco
dei Monti Sicani (n. 100/IV)
- pervenuta in data 23 giugno 2010
- inviata in data 28 giugno 2010.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Agrigento.
Designazione componente di cui alla lettera b) del comma 9
dell'articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo
coordinato con le norme regionali. (n. 97/I)
- reso in data 22 giugno 2010
- inviato in data 23 giugno 2010
Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Enna. Designazione
componente di cui alla lettera a) del comma 9 dell'articolo 7
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le
norme regionali. (n . 98/I)
- reso in data 22 giugno 2010
- inviato in data 23 giugno 2010.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 372
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 372, dell'onorevole Savona,
accettato dal Governo come raccomandazione nella seduta n. 178
del 17 giugno 2010, è il seguente: Conversione in contratti di
lavoro a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro in essere
presso i consorzi di bonifica e rientranti nelle previsioni
dell'art. 110 della legge finanziaria regionale per il
2005'.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1240 - Assegnazione di risorse per far fronte ai disagi dei
comuni del Messinese colpiti dagli eventi calamitosi del 2009 e
2010.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1241 - Iniziative a favore del personale impegnato nel
servizio di emergenza 118 e non ancora assunto dal nuovo gestore.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1242 - Iniziative per accertare le cause dell'elevato numero
di tumori alla tiroide riscontrati tra gli abitanti della
provincia di Catania.
- Assessore Salute
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1246 - Iniziative per impedire il ridimensionamento
dell'arsenale militare di Augusta (SR).
- Presidente Regione
Firmatario: Marziano Bruno
N. 1247 - Iniziative per la revisione del sistema di controllo e
vigilanza sull'attività di gestione dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 1249 - Notizie sui consorzi di ricerca regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario. Adamo Giulia
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1243 - Efficaci provvedimenti per la moratoria dei debiti
bancari del comparto agricolo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1244 - Iniziative per impedire la chiusura dello sportello di
Giarre (CT) della Serit Sicilia s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1245 - Interventi per garantire l'assistenza socio-
sanitaria ad un fisico nucleare.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 1248 - Interventi urgenti nei confronti dell'Anas per
garantire la sicurezza e l'efficienza dell'autostrada A-29 Palermo-
Trapani-Mazara del Vallo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calanducci è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 90 - Chiarimenti sulla riduzione dell'offerta scolastica da
parte dell'IPSSAR P. Piazza di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Apprendi Giuseppe; Faraone Davide
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 26 giugno 2010, è stata
presentata la seguente mozione:
N. 201 Iniziative a livello nazionale per la realizzazione di
interventi strutturali finalizzati a rimuovere le condizioni di
estrema pericolosità della superstrada 417 Catania-Gela , degli
onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Gucciardi.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
locali e funzione pubblica
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Autonomie locali e funzione pubblica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Autonomie locali e funzione pubblica .
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
numero 103 Opportune iniziative allo scopo di garantire la
corretta applicazione del contratto di lavoro ai due giornalisti
dell'ufficio stampa della provincia di Enna , degli onorevoli
Marziano e Termine e numero 317 Tutela del diritto di accesso dei
consiglieri comunali del comune di Villalba (CL) , dell'onorevole
Donegani, si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi in V Commissione
abbiamo dato corpo ad un disegno di legge che è un emendamento che
afferiva al disegno di legge sui precari e che riguardava gli
sportelli multifunzionali che sono stati trasformati in un disegno
autonomo.
Volevo chiedere, anche a nome della Commissione che ha varato
questo disegno di legge, di dare una corsia preferenziale immediata
per la discussione e l'immediata convocazione della Conferenza dei
Capigruppo che consenta di iscrivere all'ordine del giorno,
immediatamente o anche domani, il disegno di legge che già è stato
esitato dalla V Commissione, ha ricevuto la copertura finanziaria
dalla Commissione Bilancio e, quindi, è pronto per essere discusso,
rappresentando l'urgenza nel senso che, se non viene approvato
entro il 30 giugno, si creerebbero gravi problematiche
occupazionali per i lavoratori interessati in quanto la norma
vigente copre fino al 30 giugno, quindi volevo chiedere questo
immediato intervento.
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, durante il corso della seduta
avevo intenzione, indipendentemente da questa motivazione, di
convocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
determinare anche il futuro del disegno di legge sugli appalti, per
esporre alcune idee della Presidenza e sottoporle ai Capigruppo,
quindi, esamineremo, ovviamente, anche questo argomento.
* ------------------------------------------------------------------
locali e funzione pubblica
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica
Autonomie locali e funzione pubblica
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 353 Elezione degli
organi statutari del consorzio ASI di Messina dell'onorevole
Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che il consorzio
ASI di Messina è commissariato dal 2004 e perciò vengono
mortificate da anni le prerogative degli enti locali e delle
categorie produttive messinesi;
considerato che:
i commissari che si sono succeduti hanno avuto il mandato di
convocare il consiglio generale al fine di insediare gli organi
previsti dalla legge;
le categorie produttive e la stragrande maggioranza degli enti
locali interessati hanno provveduto alle designazioni dei loro
rappresentanti;
solo i comuni di Messina, S. Filippo del Mela e Terme Vigliatore,
nonché la provincia regionale di Messina risultano inadempienti in
quanto non hanno indicato i loro rappresentanti in seno al
consiglio generale;
le leggi vigenti impongono all'Assessorato Famiglia di sostituire
gli enti locali inadempienti e procedere alle designazioni;
il commissario straordinario pro tempore ha segnalato
all'Assessorato Famiglia l'inadempienza dei comuni di Messina, S.
Filippo del Mela, Terme Vigliatore e della provincia regionale di
Messina;
i termini per la diffida, previsti dalla legge, sono già scaduti
per la provincia regionale di Messina e per i comuni di Messina e
S. Filippo del Mela;
risulta che solo il comune di Messina è stato diffidato ed ha
fatto trascorrere i 30 giorni previsti senza procedere alle nomine;
il lungo commissariamento appare, perciò, causato oltre che
dall'indifferenza di alcuni enti locali, dalle inadempienze
dell'Assessorato Famiglia;
vengono espropriati da anni, per responsabilità del predetto
Assessorato, gli enti locali e le categorie produttive che
correttamente hanno esercitato i compiti previsti dalla legge;
il commissariamento, configurando una condizione di permanente
precarietà, ha indebolito le funzioni del consorzio ASI e ha
precluso la possibilità di promuovere iniziative a sostegno dello
sviluppo delle attività produttive;
per sapere:
le ragioni che hanno determinato l'apparente comportamento
omissivo degli uffici dell'Assessorato Famiglia;
se non ritengano necessario esercitare tempestivamente i poteri
sostitutivi nei confronti degli enti locali inadempienti al fine di
consentire la costituzione del consiglio generale e l'elezione
degli organi statutari del consorzio ASI di Messina». (353)
PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, si riscontra
l'interrogazione indicata in oggetto, pervenuta agli Uffici di
diretta collaborazione dell'allora Assessore regionale alla
famiglia, alle politiche sociali ed autonomie locali, con nota
numero 511 del 9 febbraio 2009 e delegata per la trattazione a
questo Assessore regionale alle autonomie locali e alla funzione
pubblica con nota numero 922 del 28 maggio 2010 della Segreteria
Generale della Presidenza della Regione del 28 maggio 2010.
Il Dipartimento regionale delle Autonomie locali, in proposito
interpellato, ha rappresentato quanto segue con nota numero 28298
del 10 dicembre 2009.
Con i decreti assessoriali numero 803 e numero 804 del 26 ottobre
2009 sono stati nominati, rispettivamente i commissari ad acta
presso la Provincia regionale di Messina e presso il Comune di
Messina. I predetti commissari sono stati incaricati di porre in
essere gli adempimenti omessi dagli organi provinciali e comunali e
di produrre la documentazione necessaria per consentire la
ricostituzione degli organi collegiali del consorzio ASI di
Messina .
Come risulta dalle note numero 29691 del 17 novembre 2009 e n.
33697 del 16 dicembre 2009, all'atto dell'insediamento dei
commissari, tanto il Comune di Messina quanto la Provincia di
Messina risultavano avere già nominato i loro componenti presso
l'ASI.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
prendo atto delle considerazioni e mi dichiaro soddisfatto per una
parte. Vorrei fare rilevare all'Assessore che l'interrogazione,
però, sollevava anche un tema che attiene alla tempestività delle
verifiche rispetto ad organi che, formalmente, vanno ricostituiti
e, soprattutto, ad un'azione da parte dell'Assessorato alle
Autonomie locali che ha la competenza in questo campo e che, penso,
debba esercitarla tempestivamente per evitare che le categorie
interessate, ma più in generale i cittadini, non trovino un
riscontro adeguato nell'organo di controllo - in questo caso
rappresentato dall'Assessorato alle Autonomie locali - che ha
l'obbligo di sollecitare o, eventualmente, di esercitare pot6eri
sostitutivi nei confronti di quegli amministratori locali che sono
inadempienti rispetto alle norme di legge vigenti nella nostra
Regione.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le
interrogazioni numero 383 Ispezione sulle modalità di assunzione
di personale da parte del consorzio 'Tre Sorgenti' , dell'onorevole
Di Benedetto e numero 411 Iniziative a livello centrale per venire
incontro alle difficoltà dei comuni siciliani al fine di non
compromettere il rispetto delle regole del patto di stabilità
interno , dell'onorevole Lupo, si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 413 Indagine ispettiva presso
il comune di Ucria (ME) per verificare la regolarità degli atti
relativi alla modifica di accertamenti ICI per l'anno 2003 ,
dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
il comune di Ucria (ME) ha notificato, nel mese di dicembre 2008,
a numerosi cittadini l'accertamento ICI relativo all'anno 2003 per
i terreni dichiarati edificabili a seguito dell'approvazione del
piano regolatore generale (PRG);
considerato che:
il Comune di Ucria, in difformità dalle disposizioni della legge
27 dicembre 2002 n. 289, non ha comunicato agli interessati
l'avvenuto inserimento nel PRG del loro terreno come area
edificabile;
il predetto comune non ha deliberato, come previsto dalla
normativa vigente, il valore delle aree edificabili per l'anno
2003;
lo stesso comune non si è mai dotato del regolamento ICI;
gli accertamenti notificati sono privi di elementi essenziali come
l'indicazione della superficie da tassare ed il valore applicato al
metro quadro;
non risultano essere state applicate le agevolazioni previste per
i comuni montani;
gran parte dei terreni sottoposti a tassazione ICI risultano
tuttora inedificabili in quanto privi perfino delle opere di
urbanizzazione primaria;
la sentenza 21644 del 6 novembre 2004 della sez. tributaria della
Suprema Corte di cassazione subordina il pagamento dell'ICI sui
terreni alla loro effettiva edificabilità e cioè che siano inseriti
nei piani urbanistici approvati dal comune e che siano dotati delle
opere di urbanizzazione primaria;
gli accertamenti notificati, perciò, appaiono in contrasto con le
disposizioni vigenti in materia di pagamento dell'ICI;
il comportamento superficiale dell'amministrazione comunale è
stato percepito dai cittadini come un abuso ed ha determinato una
vivissima preoccupazione;
sono state avviate numerose azioni di contestazione che rischiano
di determinare un contenzioso dagli esiti disastrosi per le casse
del comune;
per sapere:
se non ritengano necessario predispone, urgentemente, un'ispezione
presso il comune di Ucria al fine di verificare la regolarità degli
atti compiuti in relazione alla notifica degli accertamenti ICI per
l'anno 2003, sanzionare eventuali abusi e rassicurare i cittadini
sull'uso rigoroso e rispettoso delle leggi concernenti strumenti
fiscali». (413)
PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
di cui trattasi è pervenuta agli uffici di diretta collaborazione
dell'allora Assessore regionale alla Famiglia, politiche sociali e
autonomie locali con nota dell'8 aprile 2009 ed è stata delegata a
questo Assessore per la trattazione con nota del 28 maggio 2010
dalla Segreteria generale della Presidenza della Regione.
Con nota numero 27952 del 6 novembre 2009 il Dipartimento
regionale delle autonomie locali, in proposito interpellato, ha
chiesto chiarimenti al comune di Ucria in ordine alla tematica
oggetto dell'interrogazione.
Con successiva nota del 31 maggio 2010 sono pervenuti da parte del
comune di Ucria i chiarimenti richiesti. In proposito, il Sindaco
ha riferito quanto segue: preliminarmente si precisa che nessuna
disposizione di legge prevede la comunicazione agli interessati
dell'avvenuto inserimento nel PRG del loro terreno come area
edificabile, in quanto lo stesso viene portato a conoscenza degli
interessati con la forma di pubblicità prevista dalla legge. La
legge numero 289 del 2002 prevede l'obbligo di notifica solo in
relazione ai terreni divenuti edificabili per variante allo
strumento urbanistico a far data dal 2003.
Il comune di Ucria, tramite il responsabile dell'area tecnica, ha
regolarmente, con successivi atti del 2009, determinato il valore
delle aree edificabili.
Anche se la sentenza numero 21644 del 16 novembre 2004 della
Suprema Corte di Cassazione subordina il pagamento dell'ICI sui
terreni alla loro effettiva edificabilità, altre sentenze della
stessa Corte successive legittimano l'imposizione dell'ICI al solo
inserimento nel PRG come aree edificabili.
In particolare, dopo la citata sentenza della Corte, sono
intervenuti due provvedimenti legislativi interpretativi ossia
l'articolo 11 quater decies, comma 16 del decreto legge numero 203
del 2005 e l'articolo 36, comma 2, del decreto legge numero 223 del
2006.
Tali provvedimenti, con un'interpretazione autentica pro fisco
precisano che ai fini dell'applicazione del decreto legislativo
numero 504 del 1992, la disposizione prevista all'articolo 2, comma
1, lettera b) dello stesso decreto si interpreta nel senso che
un'area è da considerarsi comunque fabbricabile se utilizzabile a
scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale
indipendentemente dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi
del medesimo .
Successivamente la Suprema Corte a sezioni unite ha sciolto il
precedente contrasto giurisprudenziale e con sentenza numero 25506
del 28 settembre 2006 ha precisato che ai fini tributari sono
edificabili tutti quei terreni che tali sono qualificati da uno
strumento urbanistico, indipendentemente dalla sussistenza
dell'approvazione regionale dello stesso e di strumenti attuativi
che rendano possibili in concreto il rilascio della concessione
edilizia .
Successivamente, la Corte di Cassazione, con sentenza 24 ottobre
2008 numero 25676 ha consolidato il concetto di edificabilità
potenziale per la relativa tassabilità ai fini ICI.
Avendo comunque quest'amministrazione preso atto che molti terreni
inseriti nel Piano regolatore generale quali aree edificabili, in
effetti non hanno di fatto vocazione edificatoria o, quanto meno,
minore rispetto ai terreni del centro urbano con delibera numero 90
del 26 ottobre 2009 ha preso atto di alcuni elaborati tecnici
relativi alla determinazione dei coefficienti di riduzione del
valore delle aree edificabili ai fini ICI.
Con delibera di Consiglio comunale numero 4 del 12 febbraio 2009 è
stato approvato il Regolamento per l'applicazione dell'Istituto
dell'accertamento con adesione ai tributi locali.
Alla data odierna la maggior parte dei contribuenti hanno
definito le pendenze e il contenzioso è stato ridotto al minimo.
Ciò premesso, la tematica sulla quale sono stati richiesti
approfondimenti al Dipartimento delle Autonomie locali è tuttora in
attesa di tali chiarimenti che sollecitati oggi fino alle 14.00 non
sono, purtroppo, ancora pervenuti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 445 Iniziative
urgenti al fine di consentire il corretto funzionamento del
consiglio comunale e garantire l'imparzialità degli organi
amministrativi presso il comune di Comitini (AG) , dell'onorevole
Marinello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
da anni il gruppo consiliare 'Insieme per la Democrazia e la
Legalità' denuncia irregolarità e gravi comportamenti circa la
conduzione del consiglio comunale da parte del Presidente
dell'assemblea ma anche condotte discrezionali adottate da settori
dell'apparato amministrativo in sintonia con le scelte loro
impartite dall'ex sindaco, adesso sostituito dal commissario
straordinario;
circostanziati episodi relativamente alle irregolarità
verificatesi in consiglio comunale e sul suo funzionamento sono
stati riportati in un atto, firmato dai consiglieri del succitato
gruppo e inviato nel settembre 2008 al dipartimento delle autonomie
locali, avente per oggetto la richiesta di ispezione presso la
presidenza del consiglio comunale;
successivamente, con nota prot. n. 53616 del 26 novembre 2008, il
Dott. Carlo Turriciano nella qualità di responsabile del
procedimento ispettivo ha ritenuto, valutato l'esposto dei
consiglieri e le controdeduzioni richieste al presidente del
consiglio comunale, di dover procedere ad una archiviazione della
pratica non essendosi riscontrate sostanziali illegittimità;
nell'ultima seduta del consiglio comunale del 26 novembre 2008 si
sono verificati altri successivi episodi, pertanto, non riferiti
nella succitata richiesta di ispezione;
specificamente nella seduta sopra citata erano state inserite
interrogazioni a risposta scritta, presentate dal gruppo consiliare
Insieme per la Democrazia e la Legalità , alle quali il commissario
straordinario avrebbe dovuto rispondere in consiglio comunale e i
cui argomenti si riferivano:
alla richiesta di revoca in autotutela del concorso interno per la
copertura di un posto cat. D3 funzionario amministrativo vice
segretario, punto all'ordine del giorno conclusosi senza che
nessuno abbia riferito in consiglio e con una votazione ritenuta
irregolare;
alla richiesta di revoca in autotutela DGM 12/08 Conferimento
incarichi di progettazione definitiva a professionisti esterni per
il quale punto all'O.d.G. il Presidente del Consiglio invitava a
deliberare sulla proposta di rigetto del punto 10 all'O.d.G.
avanzata da un consigliere comunale del suo stesso gruppo politico
e votata favorevolmente da 5 dei 6 consiglieri presenti;
alla 'richiesta di revoca in autotutela DGM 32/08 - Ricorso in
appello innanzi al consiglio di giustizia amministrativa avverso la
sentenza del tribunale amministrativo regionale Sicilia sede di
Palermo - Nomina Legale' punto all'O.d.G. conclusosi con l'invito
del Presidente a deliberare sulla proposta di rigetto del punto
all'O.d.G. che ha ottenuto la stessa votazione del punto
precedente;
rilevato che l'ispezione e la conseguente decisione di chiusura
della procedura nei fatti non ha determinato una diversa e
imparziale conduzione dei lavori del consiglio comunale, anzi, si è
ulteriormente compromesso il quadro istituzionale relativamente ai
rapporti tra le forze politiche non più riconducibili alla normale
dialettica fra i diversi ruoli ricoperti;
ritenuto che a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio
comunale è il fratello dell'ex sindaco sostituito dal commissario
straordinario, e tale composizione degli assetti istituzionali non
aiuta certamente nel determinare condotte imparziali;
per sapere se non ritengano opportuno e urgente, nonostante
l'archiviazione del procedimento ispettivo ma stante il perdurare
di un condotta irregolare nella gestione del consiglio comunale,
porre in essere ogni iniziativa possibile allo scopo di fare luce
in via definitiva sulla vicenda sopra decritta e se non ritenga
necessario, a seguito di altro intervento ispettivo, giungere alla
rimozione del presidente del consiglio comunale di Comitini». (445)
MARINELLO
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CHINNICI. assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
in oggetto è pervenuta all'allora Assessore regionale per la
Famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali con nota
numero 1001 del 20 marzo 2009 e delegata successivamente a questo
Assessore per le Autonomie locali e la funzione pubblica con nota
del 27 maggio 2010 della Segreteria generale della Presidenza della
Regione.
Il Dipartimento regionale delle autonomie locali, in proposito
interpellato, ha chiesto ulteriori chiarimenti in ordine alla
tematica oggetto dell'interrogazione.
Con nota del 20 ottobre 2009 sono pervenuti da parte del comune di
Comitini i chiarimenti richiesti.
Purtroppo, però, ancora ad oggi gli approfondimenti richiesti al
Dipartimento autonomie locali non sono pervenuti, nonostante sia
stato fatto ancora una volta un ultimo sollecito oggi alle ore
14.00.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, per
la parte di sua competenza - considerato che da poco tempo ha avuto
la competenza in materia di autonomie locali - prendo atto
dell'impegno profuso e delle note di sollecitazione ma le
rappresento anche una certa urgenza con la preghiera di mandare un
funzionario del suo assessorato, possibilmente un dirigente di
lunga esperienza, che possa effettivamente accertare i fatti,
perché i fatti denunziati sono molto gravi, mi sono stati
sollecitati più volte dal gruppo consiliare di Comitini. Lì vi è
stata un'annosa vicenda giudiziaria, dapprima con un giudizio al
TAR, poi successivamente al CGA, poi nuovamente al TAR e nuovamente
al CGA.
Ci sono alcuni fatti molto gravi per quanto riguarda un concorso
che, credo, si sia già espletato, non so se alla fine è avvenuta
l'immissione in ruolo dove vi erano state delle anomalie più volte
segnalate dal gruppo consiliare al suo assessorato, non mi
riferisco al suo, perché parlavo delle competenze, ma
all'assessorato precedente che aveva queste competenze.
Sono fatti molto gravi, circostanziati. Fra l'altro, di questa
vicenda mi risulta che è stata investita anche la Procura della
Repubblica, perché in quel territorio ci sono interessi i più
variegati possibile.
Purtroppo, viviamo in una terra molto articolata e difficile e,
tra l'altro, in questo comune in particolare, ci sono un po' di
attenzioni accese o di aspettative da parte di taluni soggetti
poco raccomandabili , tant'è che ci sono delle sollecitazioni
anche da parte della Prefettura in questa direzione.
Quindi, la pregherei di attenzionare la questione al più presto e
di dare anche notizia scritta dell'intervento ispettivo e, se lo
reputa il caso, anche di chiedere una convocazione della
Commissione Antimafia - qui in Aula credo che ci sia il presidente
Speziale - per andare ad accertare in una seduta - io quale
componente di questa commissione lo dico formalmente a lei
Assessore, ma ne rivolgerò anche istanza al Presidente - perché si
vada a constatare effettivamente cosa sta succedendo in quel
comune, per tutte le anomalie molto circostanziate, segnalate e dal
gruppo consiliare ed in questa interrogazione a suo tempo
presentata, perché la mia preoccupazione è che, con il passare del
tempo, alla fine, le cose diventino ancora più complesse e più
gravi.
Quindi, la prego di attenzionare al più presto con l'invio di un
funzionario e non limitarsi solo ad una richiesta di relazione,
come ha potuto capire il Presidente del Consiglio è parente diretto
del sindaco, tra l'altro fu più volte sospeso, il Consiglio
comunale prima, poi reintegrato il Consiglio comunale, sospeso il
sindaco, poi reintegrato il sindaco, quindi affinché avvenga e si
faccia chiara luce, anche perché lì ci sono interessi, mi dicono,
di carattere speculativo per ciò che riguarda alcuni lotti di
terreno.
Qui, in questa interrogazione se ne fa cenno, ma negli esposti del
gruppo consiliare inviati all'assessorato precedente, ma oggi
immagino trasmessi anche al suo, affinché si possa fare chiara luce
rispetto alle vicende che riguardano questo piccolo comune ma in
considerazione anche della presenza dello Stato e delle Istituzioni
ai vari livelli.
E' l'appello che faccio nella fattispecie a lei come Assessore
delegato a questa funzione e per le sue funzioni in precedenza
svolte e, quindi, anche la sua attenzione, da questo punto di
vista, nel ruolo e nelle competenze specifiche e, se è il caso,
eventualmente, di investire la Commissione regionale antimafia.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 542 Opportune
iniziative allo scopo di far luce in merito all'operazione
finanziaria denominata 'sale and lease back' avviata dal Comune di
Tortorici (ME) , dell'onorevole Termine. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
il Comune di Tortorici (ME) e per esso il Sindaco, con nota n.
16878 del 24 novembre 2008, al fine di conseguire liquidità di
cassa, ha predisposto un'operazione finanziaria denominata 'sale ad
lease back';
l'amministrazione comunale, con la succitata operazione
finanziaria, intende cedere ad una società di leasing l'immobile
adibito a caserma dei Carabinieri di proprietà del Comune, sito in
contrada S. Paolo;
la Giunta municipale di Tortorici, con deliberazione n. 19 del 10
febbraio 2009, ha autorizzato l'operazione finanziaria voluta dal
Sindaco e il responsabile del servizio finanziario del Comune è
stato incaricato di predisporre apposita variazione di bilancio;
il Consiglio comunale di Tortorici, con deliberazione n. 58 del 29
novembre 2008, ha variato il proprio bilancio prevedendo una nuova
entrata di euro un milione e 500 mila, conseguente all'alienazione
del bene, determinando così l'equilibrio del bilancio;
considerato che:
il Comune di Tortorici ha già fissato per il 27 aprile 2009 le
procedure di gara per la selezione della società di leasing e a tal
fine ha predisposto apposito bando di gara;
questa scelta finanziaria assunta dall'Amministrazione comunale ha
destato nella comunità oricense un crescente allarme sociale;
ritenuto che, dalla lettura dei documenti di contestazione inviati
all'Assessorato Famiglia, politiche sociali e autonomie locali da
parte di consiglieri comunali e di forze politiche, si evidenziano
profili di illegittimità e palesi violazioni di legge;
per sapere se l'Assessore sia a conoscenza delle procedure
finanziarie poste in essere dall'Amministrazione comunale di
Tortorici e se non ritengano opportuno avviare rapidamente
un'ispezione approfondita allo scopo di accertare la legittimità
dell'operazione finanziaria effettuata dagli amministratori del
Comune di Tortorici e gli eventuali danni erariali arrecati allo
stesso». (542)
TERMINE
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione è
pervenuta a questo Assessorato con nota numero 852 del 27 maggio
2010, da parte della Segreteria generale della Presidenza della
Regione.
L'interrogazione è stata oggetto di approfondimenti da parte del
Dipartimento autonomie locali che sono pervenuti e dai quali
risulta che l'iniziativa di cui trattasi non ha avuto corso perché
l'asta è andata deserta e che, comunque, la nuova amministrazione
comunale non ha ritenuto di dare seguito all'operazione finanziaria
di cui trattasi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Termine per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
TERMINE. Dopo tre anni questa cosa è superata Prendo atto della
risposta.
PRESIDENTE. Lo capisco ma dobbiamo apprezzare lo sforzo
dell'Assessore Chinnici che si sta facendo anche carico di atti
ispettivi di altri assessori.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 570
Notizie sul piano di vendita del patrimonio di edilizia
residenziale pubblica nel Comune di Gravina di Catania ,
dell'onorevole Raia, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 612 Notizie in merito alla
gestione dell'AMIA del Comune di Palermo , degli onorevoli Faraone,
Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis,
Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale, Termine e Vitrano.
Assessore Chinnici, lei è in grado di dare risposta a questa
interrogazione?
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, posso dare una
risposta fino alla data dell'interrogazione poiché non ho ulteriori
elementi.
CRACOLICI. Ci accontentiamo di quello che conosciamo ora
PRESIDENTE. Ci accontentiamo di una risposta scritta?
L'interrogazione è stata presentata a giugno del 2009 e da allora
ad oggi è cambiato il Mondo
CRACOLICI. Però la città è sempre sporca e questo è un elemento di
continuità
PRESIDENTE. L'interrogazione numero 612 si intende trasformata con
richiesta di risposta scritta.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei necessità,
anche se vi è una risposta del Governo datata, che si aggiornasse
la risposta in quanto oggi abbiamo avuto in IV Commissione,
«Ambiente e Territorio», come lei ben sa, un'audizione sul tema che
riguarda la discarica di Bellolampo ma riguarda anche l'AMIA di
Palermo.
Nell'audizione che ha riguardato l'AMIA c'è stata una cortesissima
relazione da parte dei commissari nominati dal Ministero, una
cortesissima presenza del direttore generale del comune di Palermo
e dell'Assessore Russo, una scortesissima presenza-assenza del
sindaco di Palermo, il quale è venuto con alcune ore di ritardo, è
intervenuto dando informazioni parziali su una materia in cui è
direttamente responsabile, in quanto l'AMIA è al cento per cento di
proprietà del comune di Palermo, ed è andato via addirittura
dicendo che non poteva perdere tempo con la Commissione competente
in materia.
Se non fosse accaduto il fatto di oggi, mi sarei potuto anche
accontentare della risposta dell'assessore Chinnici, anche datata.
Rispetto a questo, signor Presidente, siccome è stata una audizione
che lei ha sollecitato, sulla quale ognuno di noi aveva volontà di
partecipare con spirito costruttivo, chiedo a lei, signor
Presidente e al Governo, rispetto al fatto accaduto come
utilizziamo questa interrogazione, per far sì che gli elementi di
conoscenza che non è stato possibile avere oggi in Commissione
«Ambiente e Territorio» possano essere riscoperti con altri atti
parlamentari che, a questo punto, non riguardano solo il
parlamentare Davide Faraone e chi come me ha firmato
l'interrogazione ma riguardano anche lei, in quanto rappresentante
dell'Assemblea, il Presidente della Commissione «Ambiente e
Territorio» e l'Assemblea tutta.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, non è mio compito fare l'avvocato
difensore del sindaco di Palermo però è giusto ricordare che,
all'audizione, il sindaco è arrivato in ritardo perché, come lei
sa, proveniente dalla Prefettura, dove aveva appena ritirato
l'ordinanza per l'autorizzazione all'apertura della quinta vasca e,
poi, sarebbe andato, alla fine della sua relazione, al Tribunale di
Palermo; si tratta, quindi, di una presenza-assenza che mi sento di
giustificare ampiamente.
Detto questo, credo sia opportuno, per avere informazioni più
attuali rispetto allo stato dell'AMIA, prendere il verbale della
seduta di oggi, dove credo che tutte le posizioni siano venute
fuori; c'erano: la Prefettura, gli organi di gestione dell'AMIA, il
Comune di Palermo, e l'Assessore regionale per l'energia e i
rifiuti.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
numero 669 Notizie circa gli intendimenti del Governo regionale ai
fini dell'ottemperanza alla decisione del Consiglio di giustizia
amministrativa riguardante l'istituzione della vicedirigenza
nell'Amministrazione regionale , dell'onorevole Lupo e numero 702
Delucidazioni sulle procedure adottate dalla Provincia regionale
di Catania per l'acquisto di un tomografo a coerenza ottica ,
dell'onorevole De Benedictis, si intendono presentate con richiesta
di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 69 Sollecita applicazione della
decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana n. 488/2009 relativa all'immediata istituzione dell'area
autonoma della vicedirigenza prevista dall'art. 17 bis del decreto
legislativo n. 165 del 2001 applicabile in virtù del rinvio
dinamico di cui all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n.
10' , a firma dell'onorevole Faraone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che, a seguito di ricorso
presentato da diversi funzionari direttivi, il Consiglio di
giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha emesso la
decisione n. 488/2009 con la quale ha statuito che
l'Amministrazione regionale è obbligata ad assumere, entro trenta
giorni, decorrenti dalla notificazione della decisione stessa, le
determinazioni espresse, in risposta alla richiesta formulata dagli
interessati di istituire l'area autonoma della vicedirigenza
prevista dall'art. 17 bis del decreto legislativo n. 165/2001;
la decisione del CGA, come è noto, verte sul principio,
incontrovertibile e non eludibile, che la norma statale, in
mancanza di previsioni regionali in materia, trova applicazione
nella Regione Siciliana in virtù del generale rinvio dinamico di
cui all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e,
pertanto, non può non applicarsi anche in Sicilia tale principio
statuito dalla legge e riaffermato dal Tribunale Amministrativo,
dovendo attivare, l'Amministrazione regionale, le procedure
previste dalla stessa legge nazionale e cioè l'avvio della
contrattazione collettiva per determinare, nel rispetto delle
previsioni della norma nazionale ribadite dalla stessa decisione
del CGA, l'istituzione dell'area della vicedirigenza;
nessuna altra valutazione ex post può essere sollevata al riguardo
sulla questione da parte dell'Amministrazione regionale che, per
inciso, è risultata soccombente nel giudizio de qua, dovendo al
contrario rispettare pedissequamente la decisione del Consiglio di
giustizia amministrativa, applicando la previsione normativa
nazionale nel proprio ordinamento e con ciò tutelando il diritto
riconosciuto ai ricorrenti funzionari direttivi che ne hanno
chiesto l'applicazione, nonché a tutti i dipendenti
dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'art. 1 della
legge regionale n. 10 del 2000 a cui si applica la stessa l.r.
10/2000 e lo stesso CCRL, che compongono la potenziale platea dei
soggetti aventi diritto ad essere inquadrati nell'area della
vicedirigenza;
senonché, la Giunta di Governo, come è pur noto alla S.V. On.le
interpellata, pur nei termini dei trenta giorni fissati dalla
decisione del CGA, ha tuttavia adottato un atto di indirizzo di
attuazione della stessa decisione del CGA, da valere quale
direttiva per l'ARAN Sicilia, che, di fatto, interdice e impedisce
la piena applicazione della stessa decisione del CGA di cui pur
dice di prendere atto, e, quindi, di fatto elude la normativa
nazionale, viola il principio del rinvio dinamico di cui all'art.
1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e calpesta il diritto
dei dipendenti ricorrenti nonché di tutti i soggetti aventi titolo
che, proprio dalla decisione del CGA più volte richiamata, sono
stati tutelati;
infatti, la Giunta di Governo, con la delibera n. 212 del 27
giugno 2009, scrive che, pur nel 'prendere atto della decisione
emessa dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione
Siciliana n. 488/2009' e fornire 'all'ARAN Sicilia l'atto di
indirizzo' necessario all'applicazione della normativa statale,
tuttavia, con un fare sofistico e bizantino, da 'mandato
all'Assessore regionale delega alla Presidenza di assumere le
necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per la
riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale ed in
tale ambito prevedere forme opportune per addivenire
all'istituzione della vicedirigenza contestualmente all'esaurimento
della terza fascia dirigenziale e compatibilmente con le
disponibilità finanziarie di bilancio', con ciò accogliendo in toto
la relazione che il Dipartimento regionale del personale, dei
servizi generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del
personale della Regione ha predisposto e trasmesso al riguardo il
26 giugno 2009, con prot. n. 113765 e che, sotto la lettera 'A', è
allegata alla stessa delibera di Giunta 212/2009;
come dire: ciò che stabilisce la legge (rinvio dinamico di cui
all'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10) e statuisce
il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana
(decisione n. 488/2009), una relazione d'ufficio può interdire ed
eludere ancorandone l'applicabilità, addirittura alla ricorrenza
contestuale e contemporanea di altre condizioni che la stessa legge
e sentenza non dettano, né prevedono. Così si disapplica, di fatto
e si rinvia sine die, l'applicazione della normativa statale anche
nella Regione siciliana;
non vi è chi non veda, infatti, che tale modo di relazionare e
amministrare è grave perché lesivo di diritti riconosciuti nonché
limitativo della potestà esclusiva della legge e dei tribunali
chiamati a dirimerne l'interpretazione e la corretta applicazione,
così come rispettosamente è avvenuto;
ed infatti, a leggere la decisione adottata dal CGA (del resto
attentamente letta dagli stessi uffici preposti, non poteva essere
altrimenti ) nonché la stessa normativa nazionale di cui si è
ottenuto l'applicazione in Sicilia, a nessuna, dicasi nessuna
contestualità e connessione di altre condizioni che prima debbono
tutte verificarsi, è agganciata l'istituzione dell'area della
vicedirigenza. Essa si applica, tout court e fin da subito nel
rispetto della legge nazionale e così come essa prevede e
prescrive;
cioè a dire, per mera chiarezza e intelligenza espositiva, la
norma nazionale - che qui si omette di citare - di cui la decisione
del CGA sancisce l'applicazione in Sicilia, non subordina tale
applicazione. Si cita testualmente dalla delibera di Giunta n.
212/2009:
' - alle necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per
la riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale ed
in tale ambito prevedere forme opportune per addivenire
all'istituzione della vicedirigenza;
- al contestuale esaurimento della terza fascia dirigenziale;
- alla compatibilità con le disponibilità finanziarie di
bilancio.';
condizioni tutte, queste, che seppure possono avere una loro
ratio, tuttavia, esulano dalla fattispecie che qui si argomenta,
perché tale fattispecie riguarda - è bene ribadirlo -
l'applicazione della legge e il suo rispetto, cioè il
riconoscimento di un diritto riconosciuto come tale che, quindi,
non può essere né eluso né mortificato;
solo nell'ambito del pieno riconoscimento di tale diritto e a
partire anzi da tale riconoscimento sia saggia l'Amministrazione ad
approntare tutte quelle iniziative utili ed anche necessarie ad
armonizzare e riorganizzare il settore del pubblico impiego
regionale, a rendere compatibili le diverse articolazioni di aree
nonché ad operare anche le necessarie compatibilità di bilancio;
ma, tutto ciò, non può essere utilizzato per interdire
l'applicazione di una norma che, ope legis, a causa del suo rinvio
dinamico, deve essere applicata a prescindere, non potendosi far
gravare sui potenziali vicedirigenti avente diritto i guasti e i
costi di una macchina amministrativa regionale appositamente così
concepita e che oggi merita veramente una profonda riforma. Ma a
partire da non prima di
per conoscere il reale intendimento del Governo circa
l'applicazione o meno, della decisione Consiglio di Giustizia
Amministrativa per la Regione siciliana n. 488/2009 e, quindi, di
istituire o meno l'area autonoma della vicedirigenza, prevista
dall'art. 17 bis del decreto legislativo n. 165/2001 di cui al
rinvio dinamico dell'art. 1, comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n.
10». (69)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, la risposta
all'interpellanza numero 69 vale in realtà anche come risposta
all'interrogazione numero 669 del 2009 perché si tratta esattamente
dello stesso tema.
Su questo tema, con sentenza numero 488 del 2009 del Consiglio di
giustizia amministrativa per la Regione siciliana, depositata il 25
maggio 2009, è stato accolto il ricorso di circa ottanta funzionari
direttivi in possesso di diploma di laurea, inquadrati da oltre
cinque anni nelle categorie D3, D4 e D5 della contrattazione
collettiva del comparto della Regione Sicilia per la riforma della
sentenza del TAR Sicilia, n. 913 del 10 luglio 2008 - (che aveva
dichiarato inammissibile il ricorso proposto per l'annullamento del
silenzio rifiuto tenuto dall'amministrazione regionale su un atto
di diffida e messa in mora, notificato nel novembre 2007, col quale
gli istanti avevano chiesto l'adozione degli atti propedeutici alla
istituzione dell'area separata della vicedirigenza ai sensi
dell'art. 17/bis del decreto legislativo n. 165 del 2001 e in
particolare l'emanazione da parte della Giunta regionale, di atti
di indirizzo e di impulso per l'ARAN Sicilia, per la definizione
mediante contrattazione collettiva dell'area autonoma della
vicedirigenza nella pubblica amministrazione regionale.
La Giunta regionale, con deliberazione n. 212 del 27 giugno 2009,
si è pronunciata sulla problematica statuendo di:
- prendere atto della decisione emessa dal CGA n. 488 del 2009 e
per l'effetto approvare la relazione del Dipartimento regionale del
personale, dei servizi generali, di quiescenza, di previdenza ed
assistenza del personale della Presidenza n. 113765 del 26 giugno
2009 relativa alla vicedirigenza quale atto di indirizzo per l'ARAN
Sicilia ;
- dare mandato all'Assessore alla Presidenza di assumere le
necessarie iniziative, anche a carattere legislativo, per la
riorganizzazione del settore del pubblico impiego regionale ed in
tale ambito prevedere forme opportune per addivenire
all'istituzione della vicedirigenza contestualmente all'esaurimento
della terza fascia dirigenziale e compatibilmente con le
disponibilità finanziarie del bilancio ;
- autorizzare l'avvio delle procedure concorsuali per il
passaggio dalla terza alla seconda fascia dirigenziale senza oneri
aggiuntivi .
Con successiva nota del 21 gennaio 2010 è stata notificata a
questo Assessorato la decisione n. 43/2010, pronunziata sul ricorso
nr. 1242/08, che pone in capo alle Amministrazioni appellate
(Presidenza della Regione, Giunta regionale, ARAN Sicilia,
Assessore regionale alla Presidenza - oggi Assessore regionale
delle autonomie locali e della Funzione pubblica) l'obbligo di
assumere, entro trenta giorni decorrenti dalla comunicazione o
notificazione della decisione stessa, le determinazioni espresse,
in risposta alla richiesta formulata dai ricorrenti :
Quest'ultima decisione infatti accoglieva il ricorso presentato da
18 funzionari direttivi in possesso di diploma di laurea,
inquadrati da oltre cinque anni nella categorie D3, D4 e D5 della
contrattazione collettiva del comparto della Regione Sicilia per la
riforma della sentenza del TAR Sicilia, n. 711 del 28 maggio 2008
che ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso proposto per
l'annullamento del silenzio rifiuto tenuto dall'amministrazione
regionale su un atto di diffida e messa in mora con il quale gli
istanti avevano chiesto l'emanazione di indirizzi per la
definizione mediante contrattazione collettiva dell'area autonoma
della vicedirigenza prevista dall'art. 17 bis del D.L.gs 30 marzo
2001, n. 165.
La recente sentenza nr. 43/2010 non introduce nuovi elementi
giuridici rispetto a quelli che hanno già indotto la Giunta
regionale a deliberare l'atto di indirizzo n. 212 del 27 giugno
2009, ma, ha preso atto dell'entrate in vigore dell'articolo 8
della legge 4 marzo 2009, n. 15 dichiarando che l'interpretazione
formulata dalla nuova norma (secondo la quale non vi è più
l'obbligo di attivare l'istituto della vicedirigenza, sia pure
attraverso la contrattazione collettiva) non incide sulle
conclusioni di accoglimento del ricorso e afferma la necessità per
l'Amministrazione Regionale di pronunciarsi ed obbliga ad indicare
con chiarezza le proprie determinazioni in ordine alla scelta di
prevedere, o meno, la vicedirigenza .
Con deliberazione n. 52 del 24 febbraio 2010 la Giunta regionale
ha quindi:
·preso atto della decisione emessa dal Consiglio di Giustizia
Amministrativa per la Regione siciliana n. 43/2010;
·confermato l'attualità della precedente deliberazione nr. 212/2009
precedente alla decisione n. 43/2010 ma idonea ed esaustiva anche
ai fini della esecuzione della sentenza n. 43/2010;
·dato mandato all'Assessore regionale delegato alle Autonomie
Locali e alla Funzione Pubblica di assumere le necessarie
iniziative, anche a carattere legislativo, per la riorganizzazione
del settore del pubblico impiego regionale e a questo impegno
l'Assessorato si sta in atto dedicando.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Faraone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
FARAONE. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari presso la Sala lettura deputati, invitando al contempo
il Vicepresidente, onorevole Oddo, a presiedere i lavori d'Aula.
(Assume la Presidenza il Vicepresidente ODDO)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 750 Non adozione
del provvedimento disciplinare a carico (V. note) del dirigente
regionale del corpo forestale, dott. Giovanni Tornesi , a firma
dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che il dott. Tornesi ha
rivestito l'incarico, presso l'Assessorato Agricoltura e foreste,
di responsabile del dipartimento per i rapporti con la stampa,
nonché quello direttore del giornale online 'Pinus';
il giornale 'Pinus' si occupa da anni della diffusione di notizie
relative al corpo forestale della Regione e del patrimonio boschivo
siciliano;
considerato che a carico del dirigente regionale dott. Tornesi è
scattato un provvedimento disciplinare che prevede tre mesi di
sospensione dall'Amministrazione regionale e che tale atto
risulterebbe riconducibile alla diffusione, nel portale 'Pinus', di
notizie contro il Governo regionale e l'attività del corpo
forestale;
per sapere se, accertati i fatti sopra indicati, non ritenga
infondato il provvedimento a carico del dott. Tornesi e se non
ritenga opportuno provvedere alla rimozione dell'atto disciplinare
e consentire rapidamente il reintegro del dott. Giovanni Tornesi
nelle sue funzioni». (750)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
in oggetto risulta pervenuta agli uffici di diretta collaborazione
di questo Assessorato con nota n. 860 del 27 maggio 2010 della
Segreteria Generale della Presidenza della Regione.
In proposito, interpellato, il Dipartimento regionale della
funzione pubblica ha rappresentato quanto segue:
L'ufficio unico dei procedimenti disciplinare istituito presso la
Presidenza della Regione - Dipartimento del Personale, ha istruito
e definito il procedimento disciplinare nei confronti del
dipendente Tornesi Giovanni, a seguito di segnalazione disciplinare
avanzata dal Dirigente Generale del Dipartimento Regionale delle
Foreste, con nota n. 65/Riservata del 30 aprile 2009.
L'Ufficio, preso atto dei contenuti della nota, posti in essere
gli adempimenti connessi al proprio ruolo ha provveduto a redigere,
in esito all'istruttoria, uno schema di decreto con l'erogazione
nei confronti del dipendente della sanzione disciplinare della
sospensione dal servizio, con privazione della retribuzione per
mesi tre, e tanto sulla scorta di quanto accertato e che si
specifica; l'ufficio procedente, infatti, ha convocato il
dipendente per la rituale audizione difensiva così come previsto
dal contratto regionale di lavoro, al fine di poter valutare sotto
il profilo disciplinare, la fondatezza dei rilievi disciplinari
mossi al dipendente con la nota iniziale.
Dalla espletata audizione e dall'esame della memoria difensiva
prodotta dipendente, l'Ufficio procedente ha appreso che lo stesso
dipendente riteneva non necessaria l'autorizzazione richiesta dalla
propria Amministrazione stante che l'attività dal lui svolta di
natura amatoriale, non aveva fini di lucro in quanto resa a titolo
gratuito.
Riteneva poi che il contenuto degli articoli da lui pubblicati
fosse legittimo perché riconducibili alla cosiddetta libertà di
espressione e di pensiero così come previste e garantite dalla
Costituzione.
Il dipendete, tuttavia, non ha mai superato la contestazione di
avere svolto l'attività lavorativa censurata in assenza di
specifica autorizzazione da parte dell'Amministrazione, datrice di
lavoro.
In punto di diritto, l'Ufficio ha osservato che:
l'attività lavorativa extra istituzionale di un dipendente
pubblico può essere esercitata con la preventiva autorizzazione
dell'Amministrazione di appartenenza e solamente nei casi nei quali
siano soddisfatte due condizioni:
a) che tale attività abbia natura occasionale e non continuativa;
b) che la stessa sia resa a titolo gratuito.
L'Ufficio ha considerato che, a prescindere dal contenuto degli
articoli pubblicati, di cui si dirà in seguito, il dipendente ha
posto in essere una attività continuativa e non certo occasionale e
ciò anche nella considerazione lo stesso rivestiva e continua a
rivestire all'interno della testata Pinus la posizione apicale di
direttore responsabile.
Tale attività, così come constatato dall'Ufficio, fa ritenere che
il dipendente si è posto nel contesto della propria attività
istituzionale e nei confronti della propria Amministrazione, in una
posizione di conflitto in merito al principio che ciascun
dipendente deve destinare all'ente di appartenenza.
In merito all'omessa risposta sull'autorizzazione all'espletamento
dell'attività extra lavorativa, non può ritenersi accettabile
quanto sostenuto dal dipendente Tornesi di aver soddisfatto tale
incombenza. Infatti non risultano le determinazioni assunte
all'esito del colloquio intercorso tra il Tornesi e il dirigente
generale in data 25 febbraio 2009, atteso che, proprio in esito al
citato incontro, il direttore generale ha ritenuto opportuno
formalizzare per iscritto la richiesta.
In merito all'obbligo di richiedere l'autorizzazione a svolgere
un'attività diversa dai compiti d'istituto, ritenuta insussistente
dal dipendente, si è constatato che tale autorizzazione non è
dovuta solamente nei casi in cui l'attività estranea ai compiti di
istituto sia occasionale e saltuaria oltre che a titolo gratuito.
Ne discende, quindi che nel caso che interessa, anche se
l'attività è resa dal dipendente a titolo gratuito, la stessa non
può considerarsi né saltuaria né occasionale e quindi il
dipendente avrebbe dovuto comunicare la propria volontà di dare
inizio a tale attività, per ottenere la necessaria autorizzazione.
Ne discende, quindi, che detta attività che esula da ogni
attribuzione legata ai compiti istituzionali attribuiti al signor
Tornesi Giovanni, comporta indiscutibilmente un impegno costante
sia di risorse fisiche sia di risorse intellettuali che sono
certamente sottratte alle attività istituzionali alle quali il
dipendente è preposto. Infatti, le pubblicazioni, se in un primo
momento rimanevano circoscritte ad un ambito lavorativo ristretto,
oggi, con l'inserimento della testata giornalistica Pinus nel
circuito informatico hanno acquisito una diffusione praticamente
incontrollabile.
Il discredito alimentato dalle pubblicazioni di Pinus, in
prevalenza denigratorie nei confronti dell'Amministrazione, è da
ritenersi maggiormente pregiudizievole in ragione delle peculiari
ragioni di polizia attribuite al corpo forestale e comporta una
grave compromissione della fiducia dei cittadini nei confronti di
rappresentanti a pieno titolo di funzioni di polizia giudiziaria e
di agenti di pubblica sicurezza.
Tale comportamento, inoltre, risulta in aperta violazione
dell'obbligo contrattuale che impone al dipendente di astenersi da
dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine
dell'Amministrazione.
A tale proposito, sono stati tenuti in considerazione specifici
precedenti giurisprudenziali.
In sede di giudizio innanzi al magistrato del lavoro è stato
ritenuto congruo il licenziamento di un dipendente che nel corso di
una assemblea aveva usato termini denigratori nei confronti del
datore di lavoro.
La Corte ha affermato il proprio convincimento ritenendo che le
affermazioni rivolte al datore di lavoro fossero seriamente
pregiudizievoli allo stesso e che ingenerassero nell'utenza il
convincimento di un cattivo funzionamento amministrativo.
Tanto come risposta all'interrogazione di cui trattasi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
PANARELLO. Sono insoddisfatto della risposta dell'Assessore anche
perché ho ascoltato la nota che è stata predisposta dal
Dipartimento competente e ho notato - forse, ho capito male - che
in due passaggi si dicono due cose sostanzialmente diverse e cioè
che un dipendente deve chiedere l'autorizzazione in caso di
attività non occasionale, non saltuaria e non retribuita e inoltre
che, in un passaggio, dice, non retribuita e, in un altro
passaggio, se ho capito bene, si dice, oltre che non retribuita.
La questione, quindi, non è secondaria, dopodiché, pongo un
problema: se il dipendente ha usato espressioni oltraggiose nei
confronti dell'Amministrazione, di un dirigente o di altri, è
chiaro che è passibile di provvedimenti da parte
dell'Amministrazione e, ovviamente, si espone anche alla querela da
parte di coloro che si sentono denigrati. La fattispecie,
Assessore, però, non è questa; la pregherei di fare un supplemento
anche in rapporto alla sua sensibilità giuridica.
Qui si tratta di valutare, come peraltro credo abbia fatto
l'ordine dei giornalisti che è intervenuto su questa vicenda, di
valutare se un dipendente, al di fuori dell'orario di lavoro -
perché l'espressione che la pubblicazione di un giornale on line
comporta un dispendio di energie fisiche ed intellettive è una
considerazione assolutamente banale - come credo, delle sue risorse
fisiche ed intellettive può disporre liberamente e non credo che
siano sanzionabili da parte di nessuno.
Il punto delicato che sottopongo a lei, senza entrare nel merito
di eventuali atteggiamenti denigratori da parte di questo o di
qualunque altro dipendente, è se l'essere direttore responsabile di
un sito on line, senza avere chiesto l'autorizzazione
all'Amministrazione regionale, possa essere di per sé un fatto che
comporta l'erogazione di sanzioni disciplinari.
Siamo in presenza di un elemento che tocca alcuni diritti
costituzionali che naturalmente non voglio neanche richiamare che
lei conosce sicuramente molto meglio di me e quindi la pregherei di
fare un supplemento, una verifica ulteriore perché, fermo restando
la dignità delle persone, la dignità dell'Amministrazione che
nessuno può mettere in discussione, qui si tratta, se ho capito
bene, anche dalla risposta che le hanno dato, di avere considerato
il soggetto in questione responsabile oggettivamente di quello che
viene pubblicato anche attraverso l'attività informatica svolta da
altri e che il sito si limita soltanto a registrare.
E', quindi, una questione delicata che andrebbe chiarita
adeguatamente, anche per evitare la sensazione che nella Regione
siciliana si possano perseguire non fannulloni, come sarebbe pure
normale, non persone che delinquono al di fuori dell'orario di
lavoro ma persone che svolgono un'attività senza lucro, che attiene
alla libertà di informazione, al diritto di espressione che sono
principi sanciti dalla Costituzione.
Proprio in ragione di questo, le chiederei un supplemento di
verifica, rispetto ad una questione che appare molto delicata.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le
interrogazioni di seguito indicate, si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta:
- numero 844 Interventi per evitare che la spesa per il
personale precario gravi sui bilanci dei comuni siciliani , degli
onorevoli Pogliese, Vinciullo e Falcone;
- numero 856 Notizie circa il decreto dell'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali relativo alla
dotazione finanziaria da assegnare ai comuni per situazioni di
emergenza come stabilito dall'art. 9 della legge regionale n. 6 del
2009 , dell'onorevole Cracolici;
- numero 857 Interventi per favorire il regolare pagamento, da
parte dei comuni, delle quote spettanti alle case di cura
convenzionate per il ricovero e l'assistenza di anziani non
autosufficienti , dell'onorevole Vinciullo;
- numero 893 Notizie circa i criteri adottati per la ripartizione
dei contributi ai comuni colpiti dagli eventi atmosferici nei mesi
di novembre e dicembre 2008 e di gennaio e febbraio 2009 ,
dell'onorevole Ardizzone.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 924 Tutela del
personale dipendente della società Tributi Italia s.p.a. , a firma
dell'onorevole Oddo, si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
di seguito indicate, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta:
- numero 927 Proroga dei termini di presentazione del piano
regolatore generale del Comune di Aci Castello (CT) , a firma
dell'onorevole Pogliese;
- numero 969 Chiarimenti sulla vicenda della reintegrazione in
servizio di un dipendente regionale , degli onorevoli Pogliese e
Vinciullo;
- numero 992 Notizie circa il conferimento di incarichi
dirigenziali a soggetti esterni all'Amministrazione regionale e
sulla nomina del capo dell'Ufficio legislativo e legale della
Regione , a firma dell'onorevole Caputo;
- numero 1001 Chiarimenti sulla nomina del nuovo segretario
generale dell'ANCI Sicilia , degli onorevoli Maira, Gianni e
Forzese.
Si passa alla interrogazione numero 1028 Chiarimenti in ordine
alla cessazione della distribuzione della Gazzetta ufficiale della
Regione presso i comuni dell'Isola , dell'onorevole Apprendi. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, considerato che a partire dall'1
gennaio 2010 si è registrata la cessazione della distribuzione
presso i comuni dell'Isola della Gazzetta ufficiale della Regione;
rilevato che l'Assessorato Autonomie locali e funzione pubblica ha
diramato un'apposita circolare in tal senso, facendo richiamo alla
legislazione vigente in materia di riduzione di costi di materiale
cartaceo, stampa e distribuzione;
considerato che con il comma 2 dell'art. 27 del decreto-legge n.
122 del 2008, convertito con modificazioni in legge n. 133 del
2008, è stato disposto il passaggio ad una forma di distribuzione
telematica dei contenuti della Gazzetta ufficiale della Repubblica
presso i soggetti che intrattenevano appositi abbonamenti con
l'Istituto poligrafico dello Stato prima dell'entrata in vigore
della legge;
ravvisata l'assenza di specifiche disposizioni in materia
contenute in una legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana;
per sapere:
se abbiano dettato precise istruzioni all'Ufficio legislativo e
legale ed al dipendente dell'ufficio preposto alla Gazzetta
ufficiale della Regione circa la cessazione della stampa e della
distribuzione in formato cartaceo della Gazzetta ufficiale della
Regione a partire dall'1 gennaio 2010;
se non ritengano che l'Assemblea, considerata la sua competenza
diretta, ricavabile da una lettura attualizzata del decreto
legislativo del Capo dello Stato n. 204/1947, non avrebbe dovuto
essere preventivamente informata degli orientamenti del Governo
regionale di applicare direttamente l'art. 27, comma 2, citato,
stabilendo esclusivamente in via amministrativa nuove modalità di
pubblicazione degli atti normativi e amministrativi regionali
attraverso il sito internet dell'Ufficio legislativo e legale della
Regione;
se abbiano intenzione di presentare un disegno di legge per
consentire all'Assemblea regionale di disciplinare in maniera
organica le modalità dì pubblicazione degli atti normativi
regionali, ed in special modo della leggi della Regione». (1028)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
all'interrogazione numero 1028, essa perveniva agli uffici di
diretta collaborazione dell'assessorato, con nota n. 530 del 29
marzo 2010 della segreteria generale della presidenza della
Regione.
Il dipartimento regionale delle autonomie locali, in proposito .
APPRENDI. Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interrogazione numero 1070 Interventi a garanzia
delle prerogative dei consiglieri comunali di Grotte (AG) , a firma
degli onorevoli Di Benedetto ed altri. Ne do lettura:
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che in data 23 novembre 2009, cinque consiglieri comunali
del Comune di Grotte (AG) inviavano al Dipartimento autonomie
locali la richiesta di rimozione del presidente del consiglio
comunale per grave e persistente violazione di legge a seguito
dell'inadempienza, da parte di quest'ultimo, nell'inserire
all'ordine del giorno una richiesta di modifica dello statuto
comunale;
tale proposta di modifica, sottoscritta da dodici consiglieri
comunali, prevedeva l'inserimento, nello statuto comunale, della
possibilità di rimuovere, in presenza di determinati presupposti,
il presidente del consiglio comunale;
il mancato inserimento all'ordine del giorno di tale proposta
evidenziava il tentativo, perpetrato tramite una grave omissione da
parte del presidente del consiglio comunale di Grotte, di tutelare
il proprio incarico a fronte di una precisa volontà manifestata
dalla stragrande maggioranza del consiglio comunale;
in data 25 gennaio 2010, il funzionario direttivo dell'Assessorato
Autonomie locali e funzione pubblica, responsabile del
procedimento, con nota n. 2127 richiedeva una dettagliata relazione
sull'esposto presentato dai consiglieri comunali;
rilevato che:
con nota dell'1 marzo 2010 inviata all'Assessore in indirizzo, il
consigliere comunale Fantauzzo Paolino denunciava l'impossibilità
di partecipare ai lavori del consiglio del 26 febbraio 2010, poiché
alle ore 20.10 i locali del municipio risultavano chiusi,
nonostante il consiglio comunale fosse ancora in corso;
risulta evidente come nel comune di Grotte venga perpetrata in
modo continuativo una violazione sistematica delle norme che
tutelano il diritto dei consiglieri comunali a svolgere la propria
funzione di rappresentanza in seno al consiglio comunale;
per sapere quali provvedimenti abbia assunto ed abbia intenzione
di assumere al fine di ripristinare le condizioni di agibilità
democratica da parte dei consiglieri comunali del Comune di
Grotte». (1070)
Per accordo tra le parti, si intende trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1175 «Notizie in merito alla
gestione del Parco dell'Alcantara», degli onorevoli Mancuso e
Limoli. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che nella seduta del 18 marzo il consiglio del
Parco della Valle dell'Alcantara si è riunito per eleggere il
vicepresidente, che è risultato essere il Sindaco dell'MPA di Motta
Camastra (ME), Andrea Scarpignato;
considerato che nella stessa seduta è stato eletto il comitato
esecutivo dello stesso parco nelle persone di Rita Mungiovino -
sindaco di Malvagna, Salvatore Nuciforo - sindaco di Francavilla di
Sicilia, Claudio Scavera - sindaco di Castiglione di Sicilia e
Giuseppe Sparta - sindaco di Roccella Valdemone;
ritenuto che in presenza di un commissario nominato dalla Regione
i due organi sopra citati non hanno motivo di essere;
appreso inoltre che il commissario straordinario dell'ente,
Giuseppe Castellaneta, ha presentato in due anni missioni per
200.000 euro circa e che l'ente, non si capisce a quale titolo, ha
affittato un appartamento a Taormina per le esigenze dello stesso
commissario, pur avendo sede a Francavilla di Sicilia (ME);
per sapere se non ritengano di avviare un'indagine urgente al fine
di verificare tutto quanto riportato in premessa». (1175)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
all'interrogazione numero 1175, preciso che non è pervenuta
all'assessorato una vera e propria delega per la trattazione
dell'interrogazione.
In ogni caso, il dipartimento regionale delle autonomie locali,
appositamente interpellato, ha rappresentato, con nota n. 14051 del
1 giugno 2010, che in realtà la problematica affrontata
dall'interrogazione non rientra tra le competenze specifiche
dell'Assessorato delle Autonomie locali e Funzione pubblica.
In realtà, si tratta di questioni afferenti la gestione del Parco
dell'Alcantara e quindi riconducibile alla competenza
dell'Assessorato regionale del Territorio e dell'ambiente cui
l'atto, per ltro, era ugualmente rivolto.
Non c'é, quindi, una specifica competenza da parte di questo
Assessorato.
* ------------------------------------------------------------------
e identità siciliane
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Beni culturali e identità siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al terzo punto
dell'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni e di
interpellanze della Rubrica Beni culturali e identità siciliana .
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazioni
numero 877 Idonee iniziative allo scopo di garantire il corretto
funzionamento dell'archivio storico di Comiso (RG) , dell'onorevole
Digiacomo e numero 880 Notizie circa la partecipazione della
Regione siciliana alla fondazione 'The Brass Group' ,
dell'onorevole Lupo, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 1048 Notizie
sull'iter procedurale del trasferimento del Castello della
Colombaia di Trapani dallo Stato alla Regione , dell'onorevole
Oddo, si intende trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 1105
Chiarimenti circa le nomine dell'ente 'Parco archeologico e
paesaggistico della Valle dei Templi'(AG) , dell'onorevole Di
Benedetto, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione 1150 Chiarimenti in ordine al
rispetto del principio costituzionale del pubblico concorso nelle
procedure di assunzione di figure di 'dirigente tecnico' nel
settore dei Beni culturali , a firma degli onorevoli Raia e
Digiacomo. Ne do lettura:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che il settore dei beni culturali è un settore strategico
per la Sicilia, per la sua cultura e per il suo sviluppo economico;
osservato che una puntuale organizzazione del settore avrebbe
quindi un rilevante effetto benefico per il potenziamento della
fruizione e per la tutela di un patrimonio unico;
ricordato che, proprio per tale scopo, la Regione decise nel 2000
di dotarsi di personale altamente qualificato attraverso un
pubblico concorso per 797 posti, di cui solo 347 per dirigente
tecnico, livello retributivo vigente al momento dell'entrata in
vigore della l.r. 15 maggio 2000, n. 10, ovvero di dirigente di
seconda fascia, antropologo, archeologo, architetto, archivista,
bibliotecario, chimico, etnolinguista, fisico, geologo, ingegnere,
naturalista, paleografo, storico d'arte, e che del totale numero di
posti messi a concorso risultarono vincitori soltanto 273 dirigenti
tecnici;
considerato che tale concorso pubblico è stato l'ultimo bandito
dalla Regione siciliana e che, sia per le lungaggini burocratiche
sia per la scelta di procedere alla stabilizzazione di numerose
categorie, si è proceduto ad assunzioni fuori da procedure
concorsuali di evidenza pubblica;
rilevato, per di più, l'improprio inquadramento dei vincitori di
concorso per dirigente tecnico che non sono stati assunti con la
qualifica dirigenziale ma di funzionario D1, in quanto la legge
regionale 10/2000 non prevedeva la messa a concorso della figura di
dirigente tecnico al punto da costringere i vincitori ad aprire un
contenzioso che ha visto la Regione soccombente ma che non ha
indotto gli amministratori regionali a dismettere le cause con
tutto il prevedibile aggravio di costi a carico dell'erario;
ricordata altresì la posizione dei catalogatori che avrebbero
dovuto essere stabilizzati con il concorso (che prevedeva infatti
le quote e le procedure necessarie) ma che non lo sono in quanto il
concorso non trova applicazione pur in presenza della graduatoria
definitiva pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 4 del 29 febbraio 2008;
rilevato infine che l'Assessorato ha determinato tra gli assunti
della stessa categoria concorsuale anche gravi disuguaglianze
comportamentali e di trattamento, non assumendo e lasciando senza
risposte per dieci anni i dirigenti tecnici architetti e ingegneri
vincitori del concorso;
per sapere:
se non ritenga di dover ripristinare nella Regione siciliana il
principio costituzionale secondo cui non è dato accesso al posto
pubblico senza procedura concorsuale, salvo altra disposizione di
legge;
se non ritenga di dover rispettare le oggettive volontà del citato
bando di concorso e, attraverso la piena esplicazione dello stesso,
dare efficace compimento alle finalità di sviluppo del comparto
beni culturali, onorare le legittime aspettative dei vincitori di
concorso, dare loro le dovute risposte, porre fine alle
sperequazioni di trattamento, attuare ed estendere a tutti i
vincitori di concorso le sentenze irreversibili, interrompere
l'aggravio esponenziale dei costi legali e di risarcimento del
danno a carico dell'erario regionale;
se, nel rispetto del principio di trasparenza e imparzialità, non
ritenga che i vincitori di concorso per dirigente tecnico abbiano,
su eventuali (peraltro già ipotizzati) transiti dei dirigenti di
terza fascia alla seconda fascia, oggettive priorità giuridiche,
perché selezionati secondo un regolare concorso antecedente alla
l.r. 15 maggio 2000, n. 10, perché a motivo del bando di concorso
hanno prodotto domande e titoli posseduti ancor prima della stessa
l.r. 10/2000 e dell'istituzione di tale terza fascia portata oggi
ad esaurimento;
se non valuti, anche alla luce di recenti clamorosi disguidi, di
doversi dotare del personale necessario e con le dovute competenze
per garantire la tutela e la fruizione dei beni culturali;
se non ritenga di dare pieno seguito al concorso del 2000,
soprattutto perché, alla luce dell'entrata in vigore della nuova
legge sulla tutela del paesaggio (2010), le soprintendenze si
troveranno ancor più gravate da compiti, mentre gli organici
risultano carichi solo di personale poco qualificato e sicuramente
insufficiente a portare avanti a termine le pratiche necessarie».
(1150)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
ARMAO, assessore per i beni culturali e per l' identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, in ordine alla
interrogazione proposta dall'onorevole Raia, si precisa quanto
segue:
L'Assessorato ai Beni culturali nel 2000 ha bandito 19 concorsi
pubblici per soli titoli per varie qualifiche, per un totale di 797
posti di cui n. 14 concorsi per 347 posti per dirigenti tecnici e
cinque per assistenti tecnici.
Di questi, n. 10 concorsi sono stati definiti con l'approvazione
di graduatorie definitive ed elenco dei vincitori; di essi n. 7
(storico dell'arte, fisico, chimico, archeologo, geologo paleografo
ed etnolinguista) hanno determinato l'assunzione di 90 vincitori,
mentre per i rimanenti 3 concorsi (archivista, ingegnere e
architetto) non si è ancora proceduto all'assunzione dei vincitori.
I predetti 90 vincitori sono stati inquadrati nella categoria D1
funzionario. Infatti, quasi contestualmente alla data di scadenza
del termine utile per la produzione delle istanze di partecipazione
ai suddetti bandi di concorso, in data 17 maggio 200, veniva
pubblicata la legge regionale n. 10 del 2000 che detta norme sulla
dirigenza e sui rapporti di impiego e di lavoro alle dipendenze
della Regione siciliana.
Il nuovo quadro normativo per quanto attiene il personale
dipendente della Regione siciliana abroga i ruoli, le qualifiche e
i livelli previdenti istituendo l'Area della dirigenza, articolata
per fasce funzionali con competenze nuove e diverse da quelle di
provenienza e soprattutto spoglie di ogni specificità tecnica.
Nel comparto, ormai separato dalla dirigenza, ricadono i profili
caratterizzati da competenze tecniche e specialistiche, ricadenti
nella categoria D della nuova riclassificazione del personale
attuata dal D.P. n. 9/01 ai sensi dell'art. 5 della legge regionale
n. 10. Ne consegue che la selezione concorsuale, prevede la norma,
in quanto bandita anteriormente alla riforma, non poteva che
rispecchiare i vecchia organigrammi, ma una volta mutato il sistema
di classificazione del personale, faccio riferimento alla sentenza
n. 1565 emessa dal Giudice del lavoro di Agrigento, con
soppressione dei ruoli tecnici dei beni culturali, determina
l'inquadramento dei concorrenti vincitori in quanto dovrà
necessariamente avvenire nei posti di nuova istituzione il più
possibile corrispondenti alle abrogate qualifiche messe a concorso
per salvaguardare quanto più possibile la corrispondenza tra le
vecchie e le nuove qualifiche.
Tuttavia, con i decreti di inquadramento in qualifica di
funzionario sono stati presentati ricorsi da parte dei neo-assunti
che visto l'Amministrazione in parte soccombente in primo grado.
Nei giudizi di secondo grado, invece, la Corte d'Appello di
Palermo ha accolto i ricorsi in appello dell'Amministrazione,
riconoscendo la legittimità dell'inquadramento in qualifica di
funzionario, mentre la Corte d'Appello di Messina ha espresso
orientamento di diverso avviso.
In atto, la questione è rimessa, com'è noto, alla Suprema Corte di
Cassazione, dinanzi alla quale pendono giudizi proposti sia
dall'Amministrazione che dai ricorrenti. Il giorno 23 giugno si è
svolta l'udienza di discussione.
E' utile precisare che l'Avvocatura generale dello Stato, prima
facie, non ha ritenuto sussistenti i presupposti per proporre
ricorso in cassazione, determinando così il passaggio in giudicato
di talune decisioni sfavorevoli ed il conseguente inquadramento di
ben 5 ricorrenti la qualifica dirigenziale.
Accanto al contenzioso per l'inquadramento, si è sviluppato un
ampio e complesso contenzioso amministrativo avente ad oggetto le
graduatorie concorsuali.
In particolare, la definizione del contenzioso sorto avverso la
graduatoria di archeologo con 5 sentenze emesse nel novembre del
2008 dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, ormai passate in
giudicato, comporta la rettifica della graduatoria impugnata in
applicazione di differenti criteri di valutazione dei titoli e
distribuzione delle riserve.
Pertanto, in esecuzione del predetto giudicato, divenuto appunto
come tale irremovibile, è stata avviata la rettifica della
graduatoria di archeologo e la revisione, in autotutela, della
graduatoria a numero 100 posti di d.t. architetto, sulla quale
risultano pendenti, per analoghe motivazioni, 59 ricorsi
giurisdizionali.
A tale riguardo, si precisa che sono state inviate le
comunicazioni di avvio del procedimento ex articolo 7 della legge
regionale numero 10/91, legge sul procedimento amministrativo,
come vi è ben noto.
Infine, si osserva relativamente alle restanti procedure
concorsuali non ancora definite, che la legge finanziaria 11/2010,
pubblicata sulla GURS del 14 maggio scorso, all'articolo 42, limita
il divieto di cui all'articolo 1 comma 10 della legge regionale
25/2008, facendo salve le assunzioni relative ai soli concorsi già
espletati con graduatorie approvate in via definitiva.
Com'è noto, anche per incontri intervenuti presso l'Assessorato,
l'Amministrazione sta avviando interlocuzioni con l'Amministrazione
competente all'Assessorato alle autonomie locali ed al personale
per quanto concerne la definizione delle procedure e, entro il mese
di luglio, si intende addivenire ad un punto di incontro definitivo
tra l'Amministrazione ai beni culturali e l'Amministrazione agli
Enti locali, autonomie locali adesso, per la risoluzione di tutte
le controversie in merito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Raia, per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAIA. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 85 «Interventi
urgenti per il restauro dell'organo monumentale della chiesa di
Santa Maria degli Angeli o della Gancia di Palermo», dell'onorevole
Mattarella. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
recenti articoli di stampa hanno richiamato l'attenzione
dell'opinione pubblica sul pessimo stato di conservazione del
prezioso organo monumentale, costruito nel 1615 da Raffaele della
Valle su commissione del Senato palermitano e rielaborato nel 1772
da Giacomo Andronico, posizionato nella cantoria lignea sopra
l'ingresso della chiesa di Santa Maria degli Angeli o della Gancia
a Palermo;
una relazione tecnica commissionata dall'associazione 'Albert
Schweitzer', presieduta dall'organista Vito Gaiezza, alla ditta
'Pinchi' di Foligno, specializzata nel restauro di organi antichi,
ha documentato lo stato di grave deterioramento dello strumento, la
cui cassa lignea appare divorata da tarli e termiti, mentre le
pesanti canne in piombo risultano deformate dall'umidità e
potrebbero collassare al suolo da un momento all'altro, con
conseguenti rischi per l'incolumità dei cittadini e dei numerosi
turisti che quotidianamente visitano la chiesa;
secondo la suddetta relazione, l'organo è un 'mirabile esempio di
organaria siciliana e la sua imponente facciata, la cassa lignea e
il materiale fonico lo rendono estremamente interessante sotto il
profilo storico'. I tecnici scrivono che 'la cassa lignea,
splendido esempio di buffet d'organo monumentale, riccamente
intagliato e decorato, è stata attaccata dagli insetti xylofagi.
Pitture, dorature e stucchi sono gravemente deteriorati al punto
che dalla navata della chiesa la cassa sembra quasi priva di
decorazioni'. Inoltre, 'i pezzi di maggior valore, le canne di
facciata, lunghe anche quattro metri, che risalgono ai primi del
'600, sono schiacciate e stanno velocemente e inesorabilmente
cedendo, con gravi rischi per il manufatto e per l'incolumità delle
persone che frequentano l'edificio';
considerato che:
secondo quanto dichiarato dagli esperti, il restauro va fatto con
la massima urgenza, anche perché 'l'importanza storica di questo
strumento è attribuibile quasi esclusivamente all'integrità del
materiale fonico originale. Mandare a distruzione le canne
aggraverebbe il costo di un restauro e pregiudicherebbe in maniera
pesante il risultato sonoro';
numerosi artisti di fama internazionale, esperti e docenti hanno
già sottoscritto un appello pubblico lanciato per salvare dal
degrado l'organo che, oltre alla notevole importanza storica, vanta
una sonorità unica al mondo;
nei giorni scorsi anche un organologo di indiscussa fama e
competenza quale Claudio Brizi, che tra l'altro ha collaborato alla
realizzazione dell'organo Pinchi per il centro 'Padre Pio'
progettato da Renzo Piano, dopo avere esaminato l'organo della
Gancia, ha ritenuto necessario intervenire con urgenza per
'rinforzare la facciata evitando che collassi il piombo' e per
'ricostruire la macchina eliminando tutto quello che ha collegato
lo strumento in funzione di quello moderno, poiché i due organi non
possono coesistere senza alterare i rapporti di diapason';
per conoscere:
se ai tecnici dell'Assessorato Beni culturali e identità siciliana
ed a quelli della Sovrintendenza risultino conformi al vero le
ripetute denunce di esperti e tecnici, evidenziate attraverso gli
organi di stampa, e le stime che valutano necessario un
finanziamento di circa 200 mila euro;
se, nel caso in cui venisse confermato quanto sopra richiamato, il
Governo della Regione non ritenga necessario adottare immediati
provvedimenti per la messa in sicurezza e per il restauro
dell'organo» (85);
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ARMAO, assessore per i beni culturali e l' identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo all'interpellanza
numero 85, a firma dell'onorevole Mattarella, concernente
«Interventi urgenti per il restauro dell'organo monumentale della
Chiesa di Santa Maria degli Angeli o della Gancia a Palermo».
In risposta all'interpellanza preme sottolineare che il monumento
fa parte del Patrimonio del Fondo Edifici di Culto, FEC, com'è noto
amministrato dal Ministero dell'Interno, e quindi di competenza
dell'Autorità statale, attraverso la Direzione centrale del Fondo
Edifici di Culto.
In data 27 maggio 2009 i tecnici della Soprintendenza di Palermo
hanno effettuato un sopralluogo, presso la Chiesa della Gancia,
alla presenza di responsabili dell'Associazione Terre di Memoria
Onlus e del Rettore del luogo di culto, fornendo informazioni utili
alla redazione di un progetto di restauro sullo strumento antico e
sulla cassa, uno degli strumenti più importanti della città di
Palermo.
Malgrado le assicurazioni, rese per le vie brevi, nessun progetto
preliminare per il recupero ed il restauro dell'organo a canne è
mai pervenuto alla Soprintendenza di Palermo da parte del FEC.
Nella considerazione che nessuna documentazione è pervenuta, in
data 27 aprile 2010, cono nota protocollo 1068, il servizio per i
beni storici, artistici ed etnoantropologici della Soprintendenza
di Palermo, ha sollecitato la Prefettura Direzione Edifici di Culto
per il sollecito invio del progetto che prevede il recupero ed il
restauro sia della parte fonico-meccanica, che della cassa lignea.
Per la parte lignea dell'organo, il restauro potrebbe trovare
inserimento tra gli interventi finanziati sul capitolo di spesa
376543 (spese per la tutela, il restauro e la conservazione delle
opere d'arte mobili), a condizione che la Soprintendenza ne valuti
la priorità tra gli interventi richiesti e tenuto conto che la
dotazione complessiva del capitolo è per l'anno e per l'intera
Regione di euro 500.000.
Per il restauro dell'organo a canne l'intervento potrebbe essere
finanziato sul capitolo 377713, ma per il suddetto capitolo
nell'anno in corso il Bilancio della Regione non ha previsto alcuna
dotazione finanziaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mattarella per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MATTARELLA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 89 «Iniziative per
l'inserimento dell'itinerario arabo-normanno di Palermo, Monreale e
Cefalù nel patrimonio dell'umanità (world heritage list)
dell'Unesco», a firma dell'onorevole Mattarella. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
l'inserimento di un nuovo sito nella lista del patrimonio mondiale
dell'Unesco avviene nel rispetto dei criteri previsti dalla
Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale
mondiale, firmata nel 1972 e ratificata dall'Italia con legge 6
aprile 1977, n. 184, nonché delle modalità indicate nelle linee
guida predisposte nel 1977 e il cui ultimo aggiornamento è del
2008;
responsabile della selezione di nuovi siti per l'inserimento
nell'elenco è il Comitato del patrimonio mondiale istituito presso
l'Unesco, assistito dal consiglio internazionale per i monumenti e
i siti (ICOMOS), dall'Unione internazionale per la conservazione
della natura e delle sue risorse (UICN) e dal Centro internazionale
per lo studio della conservazione e del restauro dei beni culturali
(ICCROM);
ai sensi dell'articolo 11 della Convenzione, ogni Stato parte
presenta al Comitato un elenco dei beni, situati sul proprio
territorio, che possono essere inclusi nell'elenco (cosiddetta
tentative list);
a partire dal 2004, il limite per ogni Paese è stato elevato a due
candidature;
il 26 gennaio 2010 l'Italia, insieme con gli altri Paesi
coinvolti, ha firmato a Parigi il dossier per la candidatura
transnazionale de 'I siti palafitticoli preistorici dell'arco
alpino' che interessa Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia
Giulia, e Trentino Alto Adige;
la vigente lista propositiva depositata presso l'Unesco comprende
'Palermo e la cattedrale di Monreale', inserita nel 2001. Tuttavia,
l'ufficio italiano Unesco ha rappresentato che la più recente
strategia dell'Unesco predilige siti relativi a contesti, periodi
storici e Stati poco rappresentati;
al fine di rispondere meglio a tali indirizzi, l'ufficio sopra
detto ha suggerito di focalizzare l'attenzione su un ambito storico
culturale poco rappresentato, integrando la proposta con
l'inserimento di Cefalù. E' stato così individuato l'itinerario
arabo-normanno: 'Palermo, Monreale, Cefalù';
considerato che:
il 27 luglio 2009 è stata presentata in VII Commissione Cultura
della Camera dei deputati una risoluzione con la quale si impegna
il Governo ad adottare tutte le iniziative volte a sostenere e ad
accelerare il processo per l'inserimento dell''Itinerario arabo-
normanno: Palermo, Monreale, Cefalù' e, conseguentemente, ad
avanzare al più presto richiesta formale all'Unesco;
il 13 marzo 2010 l'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana ha annunciato di avere formalizzato al Ministero dei beni
e delle attività culturali la candidatura dell''Itinerario arabo-
normanno di Palermo, Monreale e Cefalù' nel patrimonio dell'umanità
dell'Unesco;
per supportare la candidatura, l'Assessore ha dichiarato di volere
costituire entro una settimana un comitato di coordinamento tra
Regione, autonomie locali e istituzioni economiche promotrici, un
comitato scientifico ed un comitato di garanti per monitorare il
piano di gestione, che avranno il compito di preparare la
necessaria documentazione per la valutazione definitiva;
il 14 e 15 marzo 2010 una delegazione della VII Commissione
Cultura della Camera dei deputati ha effettuato una missione a
Palermo, Cefalù e Monreale per visitare i siti da includere
nell'elenco, in preparazione della discussione e del voto in
commissione sulla risoluzione presentata nel 2009;
per sapere:
quali iniziative concrete intendano adottare presso il Governo
nazionale affinché questa candidatura venga inserita nella lista
propositiva nazionale;
se l'Assessore per i beni culturali abbia provveduto a nominare il
comitato di coordinamento, il comitato scientifico ed il comitato
dei garanti ed abbia previsto anche il necessario finanziamento per
garantirne la funzionalità» (89);
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ARMAO, assessore per i beni culturali e l' identità siciliana. Si
tratta di una questione che, come è noto, l'Assessorato ha
pienamente supportato, in questi mesi, e che rappresenta una delle
iniziative più importanti per la Città di Palermo e per l'intera
provincia di Palermo.
In risposta all'interpellanza numero 89, a firma dell'onorevole
Mattarella, che ha per oggetto l'inserimento dell'itinerario arabo-
normanno di Palermo, Monreale e Cefalù nel Patrimonio dell'Umanità
dell'UNESCO, si comunica che già il 15 febbraio, con protocollo 469
è stata indirizzata al Ministero dei Beni culturali, Ufficio del
Patrimonio dell'UNESCO, la proposta di inserimento nella World
Eritage list dell'UNESCO, dell'itinerario arabo-normanno: Palermo,
Monreale e Cefalù.
All'uopo è stata convocata una conferenza di presentazione alla
presenza dei sindaci di Palermo, di Monreale e di Cefalù.
Si è provveduto altresì con decreto assessoriale all'istituzione
di un comitato tecnico-scientifico con funzioni di supporto
propositive e consultive per l'elaborazione di programmi di
ricerca, studio e formazione per il supporto necessario
all'amministrazione per le complesse fasi dell'iter di iscrizione
dell'itinerario arabo-normanno nella lista dell'Unesco.
Il Comitato si insedierà venerdì prossimo, alle ore 15.00, e vi
parteciperanno il Presidente della provincia, i sindaci, autorità
accademiche come il rettore, la camera di commercio e tutti i
soggetti che possono supportare l'amministrazione regionale nella
proposta che ha una grande rilevanza istituzionale ed economico-
sociale.
Al comitato è stato chiesto lo sviluppo e lo studio di alcuni
punti specifici la cui documentazione consentirà di sostenere le
procedure necessarie per l'inserimento nella lista delle proposte
italiane.
Il Comitato durerà in carica per tutto il periodo necessario per
l'espletamento del mandato ed è a titolo gratuito. E' stato
convocato per il prossimo venerdì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mattarella per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MATTARELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
parzialmente soddisfatto e desidero chiedere all'assessore se oltre
al Comitato scientifico è stato già insediato o comunque nominato
un Comitato di garanti per monitorare il piano di gestione e se si
è insediato il Comitato di coordinamento tra Regione, autonomie
locali ed istituzioni economiche promotrici.
ARMAO, assessore per i beni culturali e l' identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente,auspico il soddisfacimento pieno dell'onorevole
Mattarella, rappresentando che piuttosto che istituire tre comitati
si è ritenuto di far convergere all'interno di un Comitato che
opera a titolo gratuito l'intero coacervo di iniziative, quindi sia
il Comitato dei garanti che il Comitato delle autonomie.
Il Comitato istituito e che si insedierà venerdì pomeriggio, per
l'appunto, raccoglie esponenti delle istituzioni, esponenti delle
autonomie locali, dell'economia provinciale, affinché tutti insieme
si possa operare per il supporto alla proposta al Ministero dei
Beni culturali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché è ancora in corso la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sospendo l'Aula
per venti minuti, avvertendo che la stessa riprenderà alle ore
18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.38, è ripresa alle ore 18.07)
La seduta è ripresa
* ------------------------------------------------------------------
e identità siciliane
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, nelle more della
predisposizione di un organico calendario dei lavori per la
sessione estiva, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi, 29 giugno 2010, ha stabilito
all'unanimità di dedicare le sedute d'Aula della corrente
settimana e di martedì 6 luglio 2010 all'esame dei seguenti
disegni di legge:
- Proroga degli sportelli multifunzionali (434-385-382-bis -
Stralcio/A);
- Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti (n. 568/A);
- Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
(478/A).
L'Assemblea ne prende atto.
La seduta, è rinviata a domani, mercoledì 30 giugno 2010, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del regolamento interno, della mozione:
N. 201 - Iniziative a livello nazionale per la
realizzazione di interventi strutturali finalizzati a
rimuovere le condizioni di estrema pericolosità della
superstrada 417 Catania-Gela.
BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - GUCCIARDI
III -Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica Economia
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Proroga degli sportelli multifunzionali (434-385-382-BIS -
Stralcio/A)
2) - Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti (568/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 18.09
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 20.15
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Attività
produttive»
FALCONE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:
il Governo nazionale, al fine di sostenere l'imprenditoria
privata, ma anche per attenzionare le aree maggiormente depresse,
ha istituito in tutta Italia 21 zone franche urbane;
con l'ultimo 'decreto milleproroghe', il Governo nazionale ha
inteso modificare la portata del superiore intervento legislativo;
quanto sopra ha suscitato le prese di posizioni di gran parte di
esponenti della politica siciliana, dal Presidente della Regione,
On. Lombardo, sino al Sindaco di Catania, Sen. Stancanelli, ma
anche degli altri venti sindaci italiani interessati dalle ZFU;
considerato che è stato sostenuto che l'intervento messo in
campo dal Governo nazionale può agevolmente essere realizzato dal
Governo regionale, in quanto ne ha le competenze;
atteso che in Sicilia vi sono diverse zone che potrebbero essere
interessate da simili iniziative legislative, che porterebbero
sicuramente una ricaduta positiva sul territorio;
tenuto conto che nel programma di codesto Governo vi era
innanzitutto l'obiettivo di sostenere la piccola e media impresa,
e più in generale l'iniziativa economica privata per creare non
solo interventi assistenziali, ma misure tese alla creazione di
prodotto, e quindi di ricchezza reale nel territorio, non
apparente;
per sapere se non ritengano opportuno prevedere, nella prossima
legge finanziaria, un intervento che, sulla scorta delle buone
prassi poste in essere del Governo nazionale, tenda ad individuare
contesti fragili che, al contempo, abbiano una vocazione per
l'insediamento produttivo di aziende, anche esterne alla Sicilia,
che intendano, col sostegno della Regione, investire e produrre
nella nostra Isola, istituendo zone franche urbane con tutta una
serie di agevolazioni fiscali, contributive e tributarie,
favorendo, contemporaneamente, l'accesso al credito, col risultato
di dar vita ad inevitabili ricadute favorevoli e percorsi virtuosi
per la nostra Regione.». (960)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 960, a firma dell'onorevole
Falcone, l'interrogante, rilevando che il Governo nazionale con il
c.d. decreto mille proroghe ha ridimensionato la portata del
progetto relativo all'istituzione delle Zone Franche Urbane, ed
ancora che tale progetto potrebbe essere messo in campo più
agevolmente da parte del Governo regionale, chiede di sapere se il
Presidente della Regione, l'Assessore per le attività produttive e
l'Assessore per l'economia non ritengano opportuno prevedere, nella
legge finanziaria, un intervento che sulla scorta delle buone
prassi poste in essere dal Governo nazionale, tenda ad individuare
contesti fragili che, al contempo, abbiano una vocazione per
l'insediamento produttivo di aziende che intendano, col sostegno
della Regione, investire e produrre nella nostra Isola, istituendo
zone franche urbane con tutta una serie di agevolazioni fiscali,
contributive e tributarie, favorendo contemporaneamente l'accesso
al credito .
In riscontro alla richiesta contenuta nell'interrogazione sopra
riportata, in disparte la precipua afferenza dell'argomento alle
materie assegnate all'Assessorato dell'Economia, lo scrivente deve
preliminarmente rilevare come le competenze della Regione siciliana
in tema di agevolazioni fiscali e tributarie, così come richieste
dall'Onorevole interrogante, sono ampiamente limitate.
Pertanto, in assenza di una disciplina dettata a livello nazionale
che preveda una normativa specifica in tema di eventuali esenzioni
totali o parziali delle imposte all'interno delle c.d. Zone
Franche, l'intervento regionale non potrà che essere insufficiente.
Inoltre, deve essere ancora evidenziato come ogni intervento che
possa configurarsi come un aiuto pubblico di Stato alle imprese
debba essere espressamente autorizzato ed avallato dai competenti
organi comunitari al fine di verificare la compatibilità dei
predetti aiuti con le stringenti norme fissate sul punto dal
Trattato istitutivo della Comunità europea.
Fatte tali dovute premesse, lo scrivente non può che essere lieto
nel comunicare, in risposta alla sollecitazione svolta tramite
l'interrogazione che oggi si riscontra, ed a conferma del massimo
impegno profuso dal Governo regionale, ed in particolare dal
sottoscritto, nell'attuazione di tutte le riforme utili al sostegno
delle imprese e, in generale, delle attività produttive sane che
contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo della nostra
Regione, che con l'art. 67 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
proprio in attuazione della L. 27 dicembre 2006, n. 296, e s.m.i.,
ha provveduto ad istituire le più volte menzionate Zone Franche
Urbane, le cui delimitazioni territoriali erano invero già state
individuate con deliberazione di Giunta Regionale n. 186 dell'1
agosto 2008, determinando altresì le modalità di rimborso degli
oneri fiscali e contributivi legati all'attività d'impresa
impegnando le relative somme a valere sui fondi di cui al programma
attuativo regionale 2007/2013 del FAS.».
L'Assessore per le
attività produttive
dott. Marco Venturi
DIGIACOMO. - «All'Assessore per le attività produttive, premesso
che:
il d.a. 01/pesca del 21 gennaio 2010 consente la pesca del
novellame per il 2010;
questa tecnica di pesca non viene praticata da nessuno dei
pescatori della provincia di Ragusa in considerazione dei suoi
effetti distruttivi dei fondali marini e sull'equilibrio biomarino
delle coste;
ritenuto che:
ai danni derivanti dall'impatto ambientale nell'esercizio di
questa pratica di pesca, peraltro, non fanno riscontro vantaggi
economici che altrimenti vi sarebbero attraverso l'adozione di
tecniche tradizionali;
lo svolgimento di tale pesca costituisce un ulteriore aggravio
nel quadro delle operazioni di controllo in mare poste in essere
degli organismi preposti, vista la propensione dei pescatori di
novellame a non rispettare la regolamentazione loro imposta;
per sapere:
se non ritenga opportuno rivedere il decreto e ogni atto
concernente la regolamentazione della pesca del novellame al fine
di inserire l'area marina di Scoglitti (ME) tra le zone di mare
dove detta tecnica è vietata, al fine di tutelare l'interesse dei
pescatori e dell'intero comparto, oltre che i consumatori;
quali iniziative si intendano assumere, anche di concerto con il
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con
l'obiettivo di provvedere ad azioni mirate al ripopolamento dei
nostri mari.». (1067)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1067, a firma
dell'onorevole Digiacomo, avente ad oggetto: Adeguate misure al
fine di modificare il decreto del 21 gennaio 2010 concernente
disposizioni in materia di pesca del novellame deve rilevarsi come
la competenza in materia di pesca è attribuita, ai sensi
dell'art. 7 della l.r. 19/2008, all'Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari.».
L'Assessore per le
attività produttive
dott. Marco Venturi
BENINATI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
vi è un notevole, ingiustificato e grave ritardo
nell'approvazione dei bilanci della CRIAS considerato che l'ultima
approvazione risale al 2006;
i tempi di erogazione dei crediti di esercizio si protraggono a
dismisura, prolungandosi anche sino a 11 - 12 mesi dalla
presentazione dell'istanza, segno di una certa sofferenza
dell'ente nella gestione della propria liquidità;
sembrerebbe che l'ente abbia intrapreso iniziative per definire
il contenzioso relativo a pretese mansioni superiori vantate dal
suo personale in assenza di una previa definizione di criteri
oggettivi, con proposte transattive ritenute inique e
discriminatorie;
in occasione del nuovo organigramma, si sarebbero potuti
prevedere percorsi trasparenti per consentire la possibilità di
concorrere all'assunzione di posizioni organizzative superiori ai
dipendenti che vantano legittime aspettative di carriera;
l'attuale direttore facente funzioni, la cui nomina non prevede
alcun termine di cessazione dell'incarico conferito, risultando di
fatto a tempo indeterminato, ha avallato operazioni, quali la
liquidazione del fondo pensione e l'approvazione del nuovo
organigramma, che prevedono grandi esborsi, in assenza di bilanci
certi e approvati e quindi senza avere reale contezza della
situazione economico finanziaria dell'ente e del predetto fondo;
è palese che la gestione dell'ente manca di una guida autorevole
ed all'altezza della situazione, avendo piuttosto un'impronta di
superficialità ed approssimazione;
per sapere se non intendano:
verificare, disponendo apposite ispezioni, se quanto in premessa
risponde al vero e quale sia il reale stato in cui versa la CRIAS;
sospendere l'iter avviato, in attesa almeno delle pronunce di 1
grado, per procedere alla individuazione di criteri generali ed
astratti per l'attribuzione di posizioni di carriera che non
pregiudichino diritti ed aspettative legittime di alcuno;
bandire il concorso per direttore generale dell'ente, così
consentendo una guida ed una gestione adeguate alla funzione ed al
suo importante ruolo.». (1104)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1104, a firma
dell'onorevole Beninati, si rappresenta quanto segue.
L'atto ispettivo, probabilmente traendo spunto da una campagna
mediatica vivace condotta contro la CRIAS da alcuni esponenti
politici e sindacali non pienamente a conoscenza della vicenda di
cui si tratta, espone nelle sue premesse alcune circostanze non
condivisibili in quanto non corrispondenti alla realtà.
Rileva, invero, l'onorevole interrogante come alcune scelte
operate dall'attuale amministrazione della CRIAS non possano
ritenersi legittime e come, sempre a detta dell'Onorevole
interrogante, la gestione della CRIAS non abbia sinora provveduto
alla approvazione dei bilanci con ciò ritardando anche la
corresponsione dei finanziamenti a favore delle imprese.
Tali difficoltà ed irregolarità, asserisce sempre l'interrogante,
dovrebbero attribuirsi all'attuale gestione dell'ente al quale
mancherebbe una guida autorevole ed all'altezza della situazione,
avendo piuttosto un'impronta di superficialità ed approssimazione .
In ragione delle circostanze esposte, l'Onorevole interrogante
chiede di sapere, sostanzialmente, se quanto appreso dallo stesso
in merito alle vicende su menzionate corrisponda a vero e, in
particolare, se si ritenga di disporre la sospensione dell'iter di
attribuzione delle posizioni di carriera in esito al nuovo
organigramma aziendale e, infine, se non si ritenga di procedere
alla nomina del Direttore Generale attraverso lo svolgimento di
apposito concorso.
Sebbene l'argomento meriti un esame approfondito e complesso, in
questa sede, tuttavia, lo scrivente non può che limitarsi a fornire
una breve ricostruzione della vicenda al fine di riscontrare le
richieste contenute nell'atto ispettivo.
In primo luogo, non può non essere rilevato come le problematiche
legate alla vicenda che ci occupa sia stata sollevate solo da pochi
mesi, invero coincidenti con l'assunzione dell'incarico di
Assessore alle Attività Produttive da parte del sottoscritto, e ciò
sebbene le deliberazioni di cui si discute risalgano addirittura al
gennaio 2009.
Chiarito ciò, è possibile effettuare alcune precisazioni con
riferimento ai bilanci della CRIAS.
I ritardi maturati nell'approvazione del principale documento
contabile dell'Ente non possono di certo attribuirsi all'attuale
gestione, ma, al contrario, derivano dalla mancata approvazione del
bilancio CRIAS 2004 da parte della Giunta di Governo allora in
carica.
Tale circostanza, che ha determinato lo scioglimento degli organi
per gravi irregolarità gestionali ed il successivo commissariamento
dell'Ente, si è chiaramente riverberata nell'approvazione dei
bilanci degli anni successivi.
Tuttavia, anche in ragione delle notizie apprese sia dagli Uffici
dell'Assessorato che direttamente dai vertici della CRIAS, deve
evidenziarsi come siano in corso di approvazione i bilanci CRIAS
2007/2008/2009.
Inoltre, anche su precisa indicazione e sollecitazione dello
scrivente, a mezzo della nota prot. n. 971 del 30 marzo 2010, la
Giunta di Governo ha approvato il bilancio 2006 con deliberazione
n. 136 del 19 maggio 2010.
Quanto sin qui rilevato consente di percepire con evidenza come
gli asseriti ritardi nell'erogazione dei finanziamenti alle
imprese, così come rilevato dall'Onorevole interrogante, non
possano addebitarsi all'attuale gestione quanto piuttosto al
fardello ereditato dalla passata gestione che ha comportato un
evidente aggravamento nel raggiungimento degli scopi propri della
CRIAS, ovverosia il sostegno alle imprese artigiane.
Con riferimento, invece, alla più nota vicenda relativa al
personale in forza presso l'Ente de quo, deve rilevarsi come
l'approvazione del nuovo organigramma della CRIAS fosse stata
sollecitata da più parti al fine di regolare una situazione ormai
divenuta insostenibile.
Deve, invero, essere ricordato come la vacanza di figure
dirigenziali all'intero della CRIAS, in ragione di un turn-over mai
effettuato, ha determinato l'attivazione di numeri contenziosi da
parte di funzionari dell'Ente per il riconoscimento di svolgimento
di mansioni superiori.
Pertanto, da una parte, la necessità di procedere ad una
riorganizzazione dell'Ente anche ai fini di cui alla D. Lgs. n.
231/2001 in materia di responsabilità amministrativa, e dall'altra,
la necessità di fronteggiare i diversi contenziosi attivati, hanno
condotto l'attuale gestione all'approvazione di tale nuovo
organigramma il quale, invero, non sembrerebbe aver comportato
nuovi costi a carico dell'Ente.
Inoltre, la riallocazione del personale interno dell'Ente è stata
effettuata previa rinuncia da parte di ogni singolo interessato al
contenzioso in atto pendente.
Tale operazione è stata, tra l'altro, interamente e completamente
avallata e sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali le
quali, da ultimo con nota del 7 maggio 2010 inviata, tra gli altri,
anche allo scrivente, hanno ribadito la piena condivisione
dell'operato della CRIAS in tema di organigramma aziendale.
Tuttavia, a conferma della massima attenzione posta
dall'Assessorato, alla vicenda de qua, deve essere rappresentato
che con nota prot. n. 1074 del 7 aprile 2010 è stato richiesto
apposito parere legale all'Avvocatura di Stato in merito alla
validità ed efficacia della determinazione di approvazione del
nuovo organigramma e, ancora, con nota n. 523 del 23 marzo 2010 del
Dipartimento Attività Produttive, è stato disposta un'ispezione a
tutela dell'interesse pubblico generale.
Infine, sempre a conferma della attenzione riposta sui fatti che
ci occupano, lo scrivente si impegna sin d'ora affinché l'intera
vicenda venga sottoposta prontamente all'attenzione della Giunta di
Governo perché provveda a rilasciare, anche ove non dovesse essere
ritenuto vincolante, apposito parere.
Con riferimento all'ulteriore sollecitazione posta all'attenzione
dello scrivente da parte dell'Onorevole interrogante relativa alla
celebrazione di apposito concorso pubblico per la copertura del
posto di Direttore Generale, si osserva che è in corso di
riapprovazione il regolamento del Direttore Generale,
indispensabile per bandire il predetto concorso, in ragione delle
modifiche sostanziali indicate dalla Giunta di Governo.
In esito alla nuova approvazione del menzionato regolamento, che
avverrà in tempi brevissimi, l'Ente provvederà ad indire la
procedura selettiva pubblica.
A conclusione, a conferma del continuo sforzo profuso dal Governo
regionale, anche su espressa indicazione del sottoscritto, a favore
delle imprese e del tessuto economico-imprenditoriale sano della
nostra Regione, mi si permetta di sottolineare come, con
l'approvazione della Legge Finanziaria 2010, licenziata dall'Aula
proprio poche settimane or sono, siano state destinate alle imprese
artigiane risorse significative pari ad un importo di dieci milioni
di euro attraverso il c.d. fondo unico per gli interventi sul
credito agevolato gestito proprio alla CRIAS.».
L'Assessore per le
attività produttive
dott. Marco Venturi
Rubrica «Economia»
ARDIZZONE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'economia e all'Assessore per le attività produttive, premesso
che:
il 5 aprile 2001 la Commissione regionale siciliana per
l'impiego approvava un progetto formativo che riguardava 256
soggetti che avrebbero dovuto 'acquisire' la specifica
professionalità di ufficiale di riscossione, attraverso un
contratto di formazione e lavoro;
nel 2002, la Montepaschi Serit assumeva con contratti di
formazione lavoro (CFL) 256 soggetti già pubblici ufficiali della
riscossione perché in possesso dell'abilitazione a svolgere le
relative funzioni, rilasciata dalla Procura della Repubblica e
conseguita in seguito a regolare esame abilitativo bandito dal
Ministero delle finanze;
considerato che il ricorso alla formula del contratto di
formazione lavoro, anziché a quella del più generale contratto a
tempo determinato, da un lato agevolava la Montepaschi Serit
attraverso ingenti sgravi fiscali, obbligandola, però, a
predisporre un graduale percorso formativo e lavorativo che
avrebbe dovuto produrre il naturale e guidato inserimento nel
mondo del lavoro, dall'altro ingenerava nei lavoratori la
legittima aspettativa della conversione in contratto a tempo
indeterminato;
valutato che:
la Serit Sicilia s.p.a., subentrata a Montepaschi Serit, è una
società partecipata di cui la Regione detiene, insieme ad Agenzia
delle entrate, la maggioranza delle azioni e si appresta a
divenire una società a capitale interamente pubblico;
la Serit Sicilia s.p.a., attraverso due esodi incentivati, ha
ridotto il suo organico di circa 400 unità, creando i presupposti
per nuove assunzioni, di fatto considerate indispensabili dalle
organizzazioni sindacali che incessantemente ed impropriamente
propongono il ricambio padre-figlio;
constatato ancora che gli ufficiali della riscossione, per il
riconoscimento di quello che considerano un legittimo diritto,
altrimenti disatteso, hanno proposto 200 ricorsi di lavoro in
tutti i fori siciliani;
preso atto che il Tribunale di Palermo, sezione lavoro, ha
accolto i primi 5 ricorsi dichiarando illegittimo il contratto di
formazione professionale (CFL), disponendone la conversione in
contratto a tempo indeterminato 'ab initio' e condannando la Serit
Sicilia al reintegro ed al conseguente risarcimento;
posto che, oltre alle valutazioni di merito al vaglio dei
giudici, vi è che la Corte di giustizia delle Comunità europee,
con sentenza del 7 marzo 2002, causa C310/99, Repubblica Italiana
contro Commissione delle Comunità europee, ha stabilito, in via
definitiva, che le agevolazioni contributive concesse alle imprese
dallo Stato italiano attraverso i CFL, se non in linea con i
criteri di compatibilità fissati dalla Commissione, che si
riferiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro, sono da
considerarsi aiuti di Stato incompatibili col diritto comunitario
ex art. 87 Tr. CE e ne ha imposto la restituzione;
accertato che, allo scadere dei due anni di CFL, la Montepaschi
Serit ed, in seguito, la Serit Sicilia non hanno convertito alcun
contratto né hanno creato alcun nuovo posto di lavoro;
per sapere se:
la Regione, che ha investito fondi pubblici in questo progetto
per qualificare personale, peraltro già formato, non ritenga
necessario avvalersene in via prioritaria evitando eventuali
diverse forme di reclutamento;
siano a conoscenza che, con la mozione n. 110 del 2006,
depositata il 25 ottobre 2006, l'Assemblea regionale siciliana è
stata informata della problematica concernente la valutazione
della professionalità di tale personale - in quanto qualificato -
per una eventuale reintegrazione nel posto di lavoro, a spese
della Regione, nella Serit Sicilia s.p.a., oggi partecipata dalla
Regione, considerandolo, quindi, una risorsa immediatamente
spendibile per potenziare ed ottimizzare il servizio di
riscossione dei tributi;
non ritengano opportuno valutare con attenzione l'intera vicenda
e prendere provvedimenti urgenti in vista del prossimo assetto
societario, al fine di limitare il grave danno economico per il
bilancio aziendale e regionale derivante da ulteriori, probabili e
numerose pronunce dello stesso segno di quelle del giudice del
lavoro di Palermo.». (945)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 945, a firma
dell'onorevole Ardizzone, si rappresenta quanto segue.
Nel 2001 la Serit Sicilia S.p.a. ha avviato un progetto,
preventivamente approvato dalla Commissione Regionale per
l'Impiego, mirato alla qualificazione di 40 soggetti in attività
amministrativa e di 280 ufficiali di riscossione mediante contratto
di formazione e lavoro di tipo A , acquisendo professionalità
intermedia. Pertanto, nel corso del 2001 hanno preso servizio i
lavoratori con mansioni amministrative, mentre nel corso dell'anno
2002 sono stati immessi in servizio gli ufficiali di riscossione,
concludendo l'iter formativo 39 impiegati amministrativi e 256
ufficiali.
Alla scadenza sono stati trasformati in contratti a tempo
indeterminato soltanto i rapporti di lavoro del personale impiegato
in mansioni amministrative in quanto l'attuazione della riforma del
sistema di riscossione dei tributi (D. Lgs. n. 46/99) ha potenziato
l'azione del concessionario privilegiando procedure massive di
recupero del credito quali l'iscrizione di ipoteca e il fermo
amministrativo a discapito dell'esecuzione mobiliare, rendendo così
l'attività esterna dell'Ufficiale di Riscossione puramente
residuale. D'altronde, l'assunzione delle nuove risorse con
contratto di formazione era connessa essenzialmente ad esigenze di
riorganizzazione aziendale ed, inoltre, non vi era alcun obbligo
giuridico di procedere alla conversione a tempo indeterminato dei
rapporti in essere. Infatti, l'art. 3 comma 10 della Legge n.
863/1984 prevedeva solamente la possibilità di procedere
all'assunzione degli ex CFL (Contratti Formazione Lavoro) nel
termine di 12 mesi con richiesta nominativa.
In seguito alla mancata conversione del rapporto di lavoro, a
partire dal 2006, gli ex CFL hanno iniziato la vertenza nei
confronti della Montepaschi Serit S.p.a. Per chiedere la
dichiarazione di nullità dei contratti di formazione e lavoro e,
conseguentemente, la reintegra in servizio. Attualmente vi sono n.
97 soggetti che hanno presentato atti di diffida alla riassunzione
o chiesto l'esperimento del tentativo di conciliazione all'Ufficio
Provinciale del Lavoro, mentre n. 112 contrattisti hanno promosso
il giudizio innanzi all'autorità giudiziaria.
Sinora, un ricorso è stato deciso dal Giudice del Lavoro del
Tribunale di Barcellona P.G. riconoscendo legittimo il contratto di
CFL e rigettando la domanda di reintegra nel luogo di lavoro anche
se attualmente è pendente il giudizio in appello.
Il 14 ottobre 2009, il Giudice Unico del Lavoro presso il
Tribunale di Palermo ha accolto 5 ricorsi dichiarando la
sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato,
condannando la Serit al pagamento delle retribuzioni che avrebbero
dovuto essere corrisposte dalla data di messa in mora (2007) a
quella di effettiva riammissione in servizio.
Pertanto, atteso che le sentenze emesse nel rito del lavoro sono
immediatamente esecutive, al fine di scongiurare l'esecuzione
coattiva delle stesse, la Serit ha provveduto, il 16 dicembre u.s.
alla reintegra - con riserva all'esito definitivo del giudizio -
dei 5 ricorrenti, evitando il danno conseguente al pagamento delle
retribuzioni senza che la Società si avvalesse della prestazione
lavorativa provvedendo, inoltre, a rimborsare le spese legali
liquidate nelle sentenze per evitare l'aggravio di ulteriori oneri
conseguenti ad eventuali procedure esecutive.
Le sentenze favorevoli ai contrattisti, comunque, non sono passate
in giudicato, in quanto nei confronti di 4 di queste la Serit
Sicilia a già promosso appello, mentre per la quinta sentenza, non
notificata, è ancora pendente il termine per la proposizione
dell'impugnazione.
In merito alla quantificazione del risarcimento del danno per cui
vi è condanna, occorre precisare che, sebbene i ricorrenti abbiano
chiesto sovente la condanna al pagamento delle retribuzioni dalla
data di cessazione del rapporto di lavoro (intervenuta nella
maggior parte dei casi nel 2004), secondo ormai costante
orientamento giurisprudenziale, nel caso di riconoscimento
giudiziale della nullità di un contratto di lavoro, l'obbligo al
pagamento delle retribuzioni non decorre dalla data di cessazione
del rapporto, ma da quella in cui gli ex dipendenti abbiano
manifestato la volontà di riprendere servizio con la concreta
prestazione lavorativa (Cass. S.U. n. 508/99 e Cass. n. 6879/2001)
condannando, pertanto, la Serit al risarcimento del danno in misura
corrispondente alle retribuzioni maturate dalla fine del 2007 alla
data di reintegra che, pertanto, ammonterebbero per ogni ricorrente
a circa 50.000 euro lordi, oltre interessi e rivalutazione, cui
vanno ad aggiungersi gli oneri per i contributi previdenziali pari
al 34,77% dell'imponibile, con un costo aziendale di complessivi
70.000 euro circa.
E' chiaro, a questo punto, che la quantificazione dei costi che la
Serit potrebbe essere chiamata a sostenere, nel caso di soccombenza
in tutte le controversie, dipende sia dalla data in cui i
ricorrenti hanno messo in mora la Società sia dalla data di
reintegra; elementi che variano caso per caso.
In merito alle eventuali azioni che la Serit intende attuare per
il contenzioso in esame, la stessa manifesta inconfutabilmente che
non potrà che resistere alle richieste dei ricorrenti in tutti i
gradi di giudizio sino all'esito definitivo, ottemperando alle
decisioni giudiziali che di volta in volta verranno emesse.
Per quanto riguarda, infine, gli oneri che potranno gravare
sull'Agente della Riscossione, questi dovranno essere oggetto di
trattazione con il socio privato Banca Monte Paschi di Siena, in
quanto i presupposti oggettivi del contenzioso con i CFL si sono
verificati durante la sua gestione della Montepaschi Se.Ri.T
S.p.A., e tale tipo di contenzioso fa parte degli obblighi di
garanzia assunti dalla Banca all'art. 11.5 del contratto di
cessione del 29.9.2006.».
L'Assessore per
l'economia
on. Michele Cimino