Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Aricò, Buzzanca, Campagna, Cintola, Colianni, Currenti, Di
Benedetto, Digiacomo, Incardona, Lentini, Marziano e Termine per
oggi; l'onorevole Fiorenza dal 6 all'8 luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole D'Asero è in missione per
ragioni del suo ufficio dal 6 al 7 luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità:
numero 1199 - Istituzione di un collegamento diretto tra Mazara
del Vallo e Pantelleria (TP).
Firmatario: Scilla Antonino
- da parte dell'Assessore Salute:
numero 829 - Mancanza di pediatri presso molte strutture di pronto
soccorso della Regione siciliana.
Firmatario: Fiorenza Cataldo
numero 973 - Motivi della mancata nomina dei componenti dei
collegi sindacali delle aziende sanitarie provinciali.
Firmatari:Bosco Antonino; Torregrossa Raimondo; Corona Roberto;
Leontini Innocenzo; Limoli Giuseppe; D'Asero Antonino.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone, in data 30 giugno
2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 576
«Norme in materia di istruzione, orientamento, formazione
professionale ed occupazione».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente autonomo portuale di Messina. Designazione componente
effettivo del collegio dei sindaci (n . 99/I)
reso in data 29 giugno 2010
inviato in data 1 luglio 2010
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
Sezione giurisdizionale. Designazione componente (n. 102/I)
reso in data 1 luglio 2010
inviato in data 2 luglio 2010
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Schema di regolamento recante disposizioni applicative della
legge regionale 2 marzo 2010, n. 4. Nuovo ordinamento delle Camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura ed
individuazione degli organi regionali competenti (n. 101/III)
reso in data 30 giugno 2010
inviato in data 2 luglio 2010.
Comunicazione di proroga di parere
PRESIDENTE. Comunico che è stata accordata una proroga di dieci
giorni del termine previsto per l'espressione del parere n. 95/IV
Attuazione dell'articolo 61 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 - Piano del fondo regionale per la montagna'.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III), nella seduta n. 151 del 30 giugno 2010, ha
approvato le seguenti risoluzioni:
- Azioni volte alla riapertura dei termini del bando n. 3.1.1 su
finanziamento strutture agrituristiche' (n. 7/III);
- Azioni volte alla riapertura dei termini del bando in favore
dei distretti produttivi regionali' (8/III).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il Comune di Messina ha istituito una tassa, definita ecopass, che
viene caricata sui biglietti di coloro che, a piedi o con mezzi di
trasporto, usufruiscono delle navi traghetto in arrivo e in
partenza dagli imbarcaderi della Città dello Stretto con
destinazione la Calabria. Motivazione di detto ecopass è
l'inquinamento atmosferico ed il danno causato dai mezzi pesanti
che attraversano la città e diretti agli imbarcaderi;
appare abbastanza demagogica tale giustificazione, tenendo conto
che la Regione siciliana, con proprio finanziamento, ha realizzato
l'imbarcadero di Tremestieri proprio per evitare che i mezzi
pesanti possano circolare all'interno di Messina;
da questo balzello sono esonerati gli abitanti di Messina e delle
città calabresi di destinazione;
considerato che:
per ovvi motivi di conformazione geografica, i siciliani che si
devono recare nel resto dell'Italia con propri mezzi, costretti
all'attraversamento dello Stretto proprio da Messina, unica via di
transito marittimo, sono quindi obbligati al pagamento di questa
tassa;
tutte le compagnie marittime che collegano la Sicilia con il resto
d'Italia applicano tariffe agevolate per i residenti in Sicilia,
nel rispetto di quanto stabilito dalla 'Dichiarazione sulle regioni
insulari del Trattato CE' ed in linea con gli orientamenti espressi
dal Parlamento europeo sulla tutela delle regioni insulari nella
stessa Unione europea;
l'applicazione di tale tassa, quindi, non solo viola apertamente
le disposizioni comunitarie nel momento stesso in cui non riconosce
il diritto all'insularità dei siciliani, ma determina una evidente
disparità di trattamento tra stessi conterranei, creando di fatto
siciliani di 'serie A' e siciliani di 'serie B';
visto che:
oltre alla beffa, vi è anche un danno inquantificabile per
l'economia regionale. Infatti, al già pesante handicap delle
distanze notevoli che penalizza i produttori siciliani per i costi
abnormi di spedizione, si deve aggiungere adesso anche questa
ulteriore tegola decisa dal Comune di Messina che, tra l'altro, è
in netto contrasto con quanto stabilito dalla legislazione vigente
in materia;
d'altronde è del tutto incomprensibile come mai i mezzi pesanti
debbano pagare una tassa contro l'inquinamento del centro urbano di
Messina quando gli stessi autotrasportatori imbarcano i loro mezzi
a Tremestieri, che si trova fuori dal perimetro urbano, accettando
di buon grado il maggiore costo chilometrico per il raggiungimento
del nuovo porto, proprio per evitare intralci al traffico
cittadino;
tenuto conto che:
è inammissibile che un ente locale come il Comune di Messina possa
decidere autonomamente l'imposizione di una tassa, assolutamente
iniqua e dannosa per un'intera Regione, senza un confronto con le
autorità regionali preposte;
è altresì grave l'atteggiamento tenuto dal Comune di Messina di
totale chiusura al dialogo con i rappresentanti sindacali degli
autotrasportatori siciliani, partendo dall'egoistico presupposto
che chi vuole andare nel resto del Paese deve passare da Messina;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare al fine di porre rimedio alla
scellerata decisione adottata dal Comune di Messina di istituire un
tassa sul traghettamento con l'esonero solo per gli abitanti di
Messina, creando, di fatto, un'assurda discriminazione con il resto
dei siciliani;
se non reputino opportuno verificare e quantificare il danno che
simile scelta arrecherà all'economia regionale, imputando al Comune
di Messina, nel caso di eventuale perseveranza in tale decisione,
il pagamento di tutti i danni causati ai produttori ed
autotrasportatori siciliani;
se non ritengano imprescindibile attivarsi a sostegno degli
autotrasportatori siciliani nella causa civile che gli stessi si
apprestano ad intentare contro il Comune di Messina». (1253)
CURRENTI
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che la legge regionale 17
novembre 2009, n. 11, che ha affrontato il delicato tema dei
'Crediti d'imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese', pur rappresentando un importante
strumento, ha escluso dall'elenco dei beneficiari le imprese
operanti nel comparto edile e del commercio;
considerato che:
la Regione, secondo un rapporto realizzato dall'ufficio studi di
Confartigianato riguardante l'intero Meridione, non sembrerebbe
l'ambiente più adatto per far crescere e prosperare le imprese;
infrastrutture inefficienti, accesso al credito difficile e denaro
più costoso che altrove, sistema formativo carente, fuga di
'cervelli' verso le regioni del Centro e del Nord sono solo alcuni
dei gravi problemi che colpiscono l'economia siciliana;
tenuto conto che questi sono elementi che, messi insieme e uniti
ai problemi comuni a tutte le imprese del Paese, come la burocrazia
e la fiscalità esasperate, sarebbero in grado di 'far passare a
chiunque la voglia di fare impresa' e che comunque concorrono alla
'morte prematura' di una percentuale molto alta di aziende, il
quadro che emerge è devastante;
preso atto che la legge sul credito d'imposta non ha previsto
interventi per le imprese edili e del commercio;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per aiutare le
imprese operanti in questi comparti». (1254)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RAGUSA
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo.
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Economia'
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
«Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Economia'».
Si inizia con l'interrogazione numero 20 «Notizie sulla
privatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e
Acireale (CT)», degli onorevoli Di Benedetto e Marinello. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza e
all'Assessore per il turismo, comunicazioni e trasporti, premesso
che:
la Regione (con la legge n. 10 del 1999) ha deciso che le aziende
autonome delle terme di Sciacca e Acireale - che sopravvivevano
grazie ai contributi a pareggio della Regione - dovevano essere
privatizzate ma che a quasi 10 anni da quella data quell'obiettivo
non si è ancora realizzato;
l'ordine di problemi connessi al processo di privatizzazione, che
dall'inizio di questa vicenda abbiamo davanti, sono sempre di due
tipi: uno riguarda il personale impegnato e l'altra il futuro dell'
azienda;
ritenendo:
grave e paradossale che malgrado sia stato istituito un ruolo
speciale (l.r. n. 119 del 2004 poi modificata con la l.r. n. 11 del
19.4.2007) e dopo che siano stati avvistati e risolti tutti i
problemi di copertura, non si sia proceduto all'avvio concreto di
questo strumento;
altrettanto grave che l'ufficio legislativo e legale della Regione
debba ancora valutare l'eventuale violazione delle norme
comunitarie da parte della legge approvata nell'aprile scorso
dall'ARS;
constatato il rimpallo di responsabilità tra assessorati e
consiglio d'amministrazione delle terme di Sciacca s.p.a.,
responsabile di non aver comunicato nelle forme dovute quantità e
qualità del personale ex azienda autonoma delle terme di cui
intenderebbe avvalersi, nonostante il legislatore abbia fatto la
previsione economica per l'intero organico ed avendo i lavoratori
manifestato la loro indisponibilità alla utilizzazione presso la
s.p.a.;
per sapere se e quali ulteriori atti normativi o autorizzativi
occorrano per dare il via alla concreta istituzione del ruolo
unico;
se non ritengano opportuno, a 3 anni dalla costituzione delle
s.p.a e constatato che nessun passo concreto è stato fin qui
operato in direzione della effettiva privatizzazione delle terme,
procedere allo scioglimento delle stesse ed alla nomina di un
commissario straordinario per le aziende autonome di Sciacca ed
Acireale con il mandato di procedere, attraverso normali procedure
di evidenza pubblica, alla selezione di un partner privato di
comprovata solidità e professionalità cui affidare il rilancio del
settore termale» (20).
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, onorevole
Cimino, per fornire la risposta.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, relativamente all'interrogazione numero 20 presentata
dagli onorevoli Di Benedetto e Marinello «Notizie sulla
privatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e
di Acireale (CT)», per una corretta informazione sulla problematica
posta dagli onorevoli interroganti, va preventivamente precisato
che il regolamento di attuazione del Titolo II della legge
regionale 19 del 2008, contenuto nel decreto presidenziale 5
dicembre 2009, n. 12, ha assegnato all'Assessorato dell'Economia -
solo a far data dall'1 gennaio 2010 - precise competenze in tema di
liquidazione non solo delle società partecipate dalla Regione ma
anche degli enti regionali e che, fino al 31 dicembre 2009, la
gestione delle attività liquidatorie di entrambe le Aziende
autonome Terme di Sciacca e Terme di Acireale è stata condotta
dall'allora competente Assessorato regionale al turismo.
Ciò premesso, sulla base delle informazioni in possesso ed avendo
riguardo al contenuto dell'interrogazione, si fa presente che
l'articolo 1 della legge regionale numero 11 del 2007 ha posto in
liquidazione le Aziende autonome delle Terme di Sciacca e delle
Terme di Acireale, disponendo altresì che le partecipazioni
azionarie detenute dalle stesse aziende nelle società Terme di
Sciacca s.p.a. e Terme di Acireale s.p.a. fossero cedute in favore
della Regione siciliana entro il 31 dicembre 2009, nell'ambito dei
diritti corporativi di cui all'articolo 23, comma 1, della legge
regionale 10 del 1999.
Quest'ultima norma, a sua volta, aveva disposto la trasformazione
delle aziende autonome in società per azioni, partecipate dalla
Regione siciliana, che sarebbero succedute alle aziende autonome
nella totalità dei rapporti giuridici, anche dei rapporti giuridici
pregressi.
Pertanto, in forza della sopra citata legge, le società per azioni
avrebbero acquisito automaticamente i contratti di lavoro stipulati
dalle aziende autonome con il personale in organico.
Successivamente, la Giunta regionale di Governo, con la delibera
n. 485 del 2005, ha reso operativa la trasformazione delle aziende
autonome in società per azioni autorizzando, tuttavia, le aziende
autonome a costituire, in partnership con la Regione, con due nuove
società alle quali trasferire l'intero patrimonio aziendale, le
autorizzazioni e le concessioni operative connesse allo svolgimento
delle attività termali, nonché i crediti ed i debiti.
In ordine al personale in forza alle due aziende autonome,
l'articolo 119 della legge regionale numero 17 del 2004 ha poi
stabilito che il personale immesso venisse assegnato alle
amministrazioni provinciali e comunali o, su richiesta, presso gli
uffici della Regione o, consensualmente ed in posizione di comando,
presso le società Terme di Sciacca s.p.a. e Terme di Acireale
s.p.a., in ragione delle loro necessità.
Si ritiene opportuno evidenziare, inoltre, che il management delle
due società termali, sia quella di Sciacca che quella di Acireale,
è stato rinnovato rispettivamente nei mesi di giugno del 2009 e nel
mese di settembre del 2009, con la nomina di due amministratori
unici in sostituzione dei precedenti Consigli di amministrazione.
Per il periodo pregresso, nonostante i ripetuti solleciti di questo
Assessorato alle due società, non sono state fornite le
informazioni necessarie per quanto riguarda l'attività gestionale
correlata e consequenziale alle società termali.
Per quanto riguarda, invece, le aziende autonome, i due commissari
liquidatori, il dottor Valenti e il dottore Riggio, rispettivamente
dell'Azienda autonoma Terme di Sciacca e dell'Azienda autonoma
Terme di Acireale, al fine di attivare le procedure di cessione
alla Regione siciliana delle quote detenute nelle rispettive
società, hanno trasmesso apposite relazioni atte a riassumere le
situazioni liquidatorie e a rendere manifeste tutte le
problematiche non risolte e, ove necessario, attivare ipotesi di
conferenze di servizi per la risoluzione delle problematiche.
Va ricordato, inoltre, che, con la recente introduzione
dell'articolo 21 della legge regionale 11 del 2010, il legislatore
regionale ha reiterato l'interesse della Regione siciliana al
rilancio del settore idrotermale, prevedendo proprio per questo
scopo, previa acquisizione da parte della Regione dell'intero
pacchetto azionario, l'avvio delle procedure di dismissione delle
società Terme di Acireale s.p.a. e Terme di Sciacca s.p.a. per
consentire l'affidamento delle attività di gestione e
valorizzazione delle attività idrotermali a soggetti privati,
esperti del settore, previamente ed opportunamente individuati
mediante una selezione ad evidenza pubblica.
In considerazione delle necessità di avviare le attività
normativamente assegnate a questo Assessorato, nei prossimi giorni
è prevista proprio una riunione finalizzata a concordare i termini
e le modalità di trasferimento alla Regione siciliana delle azioni
detenute dalle Aziende autonome Terme di Sciacca e Terme di
Acireale, nonché a tracciare le basi del successivo adempimento
connesso all'avvio della gara ad evidenza pubblica, al fine di
individuare i soggetti privati cui affidare la gestione, la
valorizzazione ed il rilancio del settore idrotermale.
Infine, il comma 2 dell'articolo 21 della nostra legge
finanziaria - la numero 11 del 2010 - dispone, altresì, che il
personale delle società Terme di Sciacca s.p.a. e Terme di Acireale
s.p.a. otterrà le stesse identiche garanzie occupazionali previste
per i dipendenti delle società che saranno dismesse in applicazione
di quanto previsto dall'articolo 20 della citata legge finanziaria
di questo Parlamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'onorevole Marinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
l'interrogazione è un po' datata nel tempo tant'è che l'assessore
ha aggiunto gli aspetti normativi introdotti con la legge
finanziaria.
Mi permetto di dire che siamo parzialmente soddisfatti , anche a
nome del collega Di Benedetto che oggi non è qui in Aula, per una
semplice ragione: vogliamo vedere quali saranno le vere intenzioni
della Regione.
Noi auspichiamo, perché così il Parlamento ha legiferato, che si
provveda con grande celerità a fare questo bando di evidenza
pubblica. Ma c'è un problema, Assessore - ne approfitto essendo lei
l'assessore per l'economia -, le terme, sia di Sciacca che di
Acireale, che saranno liquidate - come lei ha già avuto modo di
dire -, sono fortemente indebitate anche a causa di gravissime
responsabilità dei precedenti amministratori, del precedente
Consiglio di amministrazione e di una mancata decisione o di una
assenza di decisionismo da parte del Governo regionale precedente,
ma anche di questo, nella fase iniziale, perché sono passati già
due anni dall'inizio della legislatura. Ed è per questa ragione che
le chiediamo di attivarsi con grande celerità affinché il bando di
evidenza pubblica venga fatto e il Governo della Regione, dopo aver
accertato esattamente l'ammontare dei debiti da parte delle Terme
s.p.a. sia di Sciacca che di Acireale vi faccia fronte con grande
celerità, come Regione Sicilia, perché non possiamo permetterci di
svendere questo patrimonio, prima ancora di metterlo in gara con il
bando di evidenza pubblica.
Ed è per questa ragione che dico che siamo parzialmente
soddisfatti.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 83 «Notizie circa
l'istituzione di un ruolo speciale per il personale delle aziende
autonome delle terme di Sciacca ad Acireale, di cui alle leggi
regionali n. 17 del 2004 e n. 11 del 2007», a firma degli onorevoli
Raia, Di Guardo e Di Benedetto.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 278 «Notizie sulle
straordinarie decisioni adottate dal consiglio di sorveglianza
dell'AST», a firma degli onorevoli Cracolici e De Benedictis.
Comunico che per accordo tra le parti alla stessa verrà fornita
risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 68 «Interventi per la
dismissione del polo pubblico rappresentato dal gruppo di società
che fa capo all'AST s.p.a.», a firma dell'onorevole Mattarella.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiedo che ne
venga rinviata la trattazione.
PRESIDENTE. Così rimane stabilito.
Si passa all'interrogazione numero 860 «Iniziative per la
realizzazione a Palermo del centro direzionale della Regione», a
firma dell'onorevole Pogliese.
Comunico che per accordo tra le parti alla stessa verrà fornita
risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 889
«Ritiro della circolare dell'Assessore per il bilancio e le finanze
avente ad oggetto il patto di stabilità interno per l'anno 2009'»,
a firma dell'onorevole Gucciardi, si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 905 «Interventi a tutela dei
dipendenti dell'Unicredit (ex Banco di Sicilia), con particolare
riferimento a coloro che lavorano in provincia di Siracusa», a
firma dell'onorevole Vinciullo.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente,
sull'interrogazione numero 905 abbiamo attivato i Dipartimenti che
stanno seguendo la materia e per questo è ancora in fase
istruttoria.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, si deve accontentare di un rinvio
di qualche giorno.
Si passa all'interrogazione numero 944 «Interventi a livello
nazionale a sostegno della zona franca urbana di Librino (CT)», a
firma degli onorevoli Pogliese e Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
con la legge finanziaria statale per l'anno 2007 sono state create
in Italia le ZFU (zone franche urbane);
le ZFU sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita
dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione
di piccole e microimprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è
favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree
urbane caratterizzate da disagio sociale, economico ed
occupazionale;
per accrescere l'attività imprenditoriale e occupazionale nelle
ZFU, la legge finanziaria per l'anno 2007 prevedeva una serie di
incentivi per gli imprenditori che avrebbero iniziato attività
produttive nelle suddette zone. Nello specifico, era prevista
l'esenzione dalle imposte sui redditi, l'esenzione dal pagamento
dell'IRAP, dell'ICI e dell'IRPEF e l'esonero dal versamento dei
contributi previdenziali;
in questa prima fase di sperimentazione del progetto, sono state
individuate 22 zone in tutta Italia. In provincia di Catania è
stata indicato il quartiere Librino della città etnea;
considerato che:
la scelta di Librino ha ovviamente creato una serie di aspettative
tra la popolazione e gli imprenditori locali che, alla luce degli
incentivi statali, prevedevano un forte rilancio dell'intera
economia della zona, con risvolti occupazionali di notevoli
dimensioni;
tali aspettative erano altresì avvalorate dalle risorse previste
dalla finanziaria per Librino, quasi 7 milioni e mezzo di euro,
l'importo più alto fra tutte le ZFU d'Italia;
visto che:
con il decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, il Governo
nazionale ha notevolmente depotenziato gli interventi in favore
delle ZFU, modificando il regime di aiuti, svuotandolo di contenuti
e mettendo a rischio, conseguentemente, la valenza ed il
significato della loro stessa esistenza;
nello specifico, le agevolazioni fiscali sono state sostituite da
semplici contributi erogati dai comuni sulla base delle singole
istanze presentate, mentre sono state soppresse le esenzioni dal
pagamento di IRAP e IRPEF;
tenuto conto che, con le modifiche apportate dal decreto-legge n.
194/09, viene di fatto cancellata la validità delle ZFU. Difatti,
oltre a cancellare l'automaticità degli interventi che avrebbe
eliminato la burocratizzazione degli aiuti, il suddetto decreto-
legge n. 194/09 spoglia le ZFU della loro valenza, non incentivando
chi dovrebbe investire il proprio denaro in attività economiche ed
industriali da realizzare in zone con enormi carenze sociali e
strutturali;
per sapere se non ritengano utile ed urgente intervenire presso il
Governo nazionale affinché vengano ripristinati gli interventi
originari che hanno motivato la creazione delle zone franche
urbane» (944).
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, onorevole
Cimino, per fornire la risposta.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente,
all'interrogazione dell'onorevole Pogliese riguardante gli
interventi a livello nazionale a sostegno della zona franca urbana
di Librino, si risponde facendo presente che il D.L. 30 dicembre
2009, n. 194, convertito con legge 26 febbraio 2010, n. 25, ha
ripristinato la misura agevolativa nella versione originaria
secondo quanto stabilito nel comma 340 e seguenti dell'articolo 1
della legge del 27 dicembre 2006, n. 296.
In sede di conversione, l'unica modifica apportata alla sopra
citata legge 296 del 2006 riguarda la dotazione di cinquanta
milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che
costituisce il tetto massimo di spesa.
L'individuazione delle singole zone franche urbane, fra cui la
zona di Librino nella città di Catania, resta pertanto invariata,
perché così già era stato stabilito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo per dichiararmi insoddisfatto della risposta del
Governo, anche perchè non abbiamo capito quali siano le intenzioni
del Governo e quali siano, soprattutto, gli interventi che il
Governo regionale vuole mettere in atto a tutela e a difesa delle
zone franche urbane della nostra Isola.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari,
l'interrogazione numero 1030 «Iniziative volte alla tutela dei
lavoratori della società Tributi Italia», a firma dell'onorevole
Faraone, e l'interrogazione numero 1038 «Notizie circa lo stato di
attuazione della legge regionale 17 novembre 2009, numero 11,
recante Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la
crescita dimensionale delle imprese'», a firma degli onorevoli
Panepinto e Galvagno, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1080 «Interventi a sostegno
delle piccole e medie imprese siciliane tramite il sistema dei
confidi», a firma dell'onorevole Corona. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
i confidi siciliani, almeno quelli i cui settori preminenti sono
quelli del commercio e dell'artigianato, in questi ultimi anni
stanno vivendo una situazione paradossale: se da un lato una
moltitudine di voci (politiche, istituzionali, economiche, ecc.) si
sono unite in un coro concorde nell'indicarli come unico vero mezzo
di sostegno finanziario agevolato per le piccole e medie imprese,
capace di mitigare i presunti nefasti effetti di Basilea,
dall'altro una serie sempre più pressante di normative li costringe
ad assolvere ad adempimenti non propri e spesso inutili;
considerato che nel clima di costante incertezza in cui i confidi
siciliani sono stati costretti a svolgere il loro sempre più
confuso ruolo, spicca 'per pericolosità' la consumata scadenza del
bando relativo al contributo in conto interessi per l'anno 2008.
Tale scadenza è stata anticipata all'1 marzo, rispetto quella in un
primo tempo prevista per il 14 aprile, grazie al fatto che ancora
una volta l'Assessorato preposto ha disatteso il più volte
richiesto, concordato e mai applicato tavolo di concertazione con i
confidi convenzionati, avendo convocato un incontro unilaterale con
le sole banche dalle quali ha ricevuto assicurazioni circa una
tempestiva e pronta consegna dei tabulati; cosa dimostratasi, alla
luce dei risultati, non veritiera con consegne parziali a ridosso
della scadenza e, in alcuni casi, con elaborati tali da non
consentire il caricamento massivo dei dati;
ritenuto che ciò comporterà, per migliaia di aziende isolane, la
perdita del contributo de quo;
assunto che da voci di corridoio, che rivestono dignità di
ufficialità in quando diramate dallo stesso Assessorato,
sembrerebbe che l'importo complessivo delle pur incomplete
(mancanti cioè di numerosissime imprese) richieste di contributo
presentate dai confidi sia di gran lunga maggiore alla somma
stanziata in bilancio per l'anno 2008, che risulta sufficiente a
coprire appena il 20 per cento dell'importo necessario;
a ciò si aggiunge che il contributo in conto interessi relativo
all'anno 2007, anche questo di competenza dell'ex Assessorato
Bilancio, ora Assessorato Economia, non abbia più copertura
finanziaria;
verificato che i cosiddetti 'contributi pregressi', quelli cioè
relativi agli anni 2003/2006, la cui competenza è dell'ex
Assessorato Cooperazione ora Attività produttive, sono anch'essi
stagnanti, pur godendo di copertura finanziaria, grazie al fatto
che la carenza di personale non consente di istruire le richieste a
suo tempo presentate dai confidi, che dovranno ritirarle per
procedere ad ulteriori analoghe richieste attraverso la piattaforma
la cui proprietà esclusiva è rivendicata dall'Assessorato Economia,
che non può (o non vuole) cederla all'Assessorato Attività
produttive che, a sua volta dovrà acquistarla sborsando fior di
decine di migliaia di euro;
ritenuto inoltre che:
la 'costrizione' della raccolta dei più svariati dati imposta ai
confidi dall'Assessorato non ha, in molti casi, motivo di essere ed
ha comportato una triplicazione della produzione del cartaceo
rendendo, al contempo, elefantiaca e dispendiosa tutta la
procedura;
accertato che solo in Sicilia impera la legge del 'de minimis',
che impedisce l'erogazione ai confidi di contributi pubblici
superiori a euro 200.000,00, atti a sostenere la
patrimonializzazione dei confidi stessi. Nel resto d'Italia tali
contributi pubblici sono concessi senza alcuna limitazione con
procedure varie;
osservato che i confidi industriali hanno ricevuto i contributi in
conto interessi fino all'anno 2006 ;
per sapere:
se intendano attivare nella prossima sessione di bilancio
politiche finalizzate alla copertura totale della spesa derivante
dalle domande presentate in base alla normativa regionale, che per
il 2008 ammonta a circa 50 milioni di euro, e nel contempo
rivolgere inoltre la giusta attenzione del Governo regionale a
sostegno del mondo delle piccole e medie imprese, consentendo non
solo il mantenimento degli standard occupazionali ma anche il
rilancio delle attività economiche;
se non ritengano, al fine di non vanificare le legittime attese
delle imprese siciliane, di provvedere alla riapertura dei termini
per la presentazione delle istanze per il contributo 2008 e
completare finalmente, nel rispetto alla normativa regionale,
l'istruttoria delle pratiche relative agli anni precedenti
prevedendone in finanziaria la conseguente copertura, al fine di
rispondere alle attese degli imprenditori che ancora aspettano
l'erogazione dei contributi in conto interessi relativi agli anni
dal 2003 al 2007». (1080)
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, onorevole
Cimino, per fornire la risposta.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'avviso per l'attuazione degli interventi in favore
delle imprese associate ai Consorzi di garanzia fidi, per concorso
sugli interessi delle operazioni finanziarie, di cui all'articolo
11, comma 1, della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11, è
stato pubblicato in data 22 giugno 2009 e prevedeva quale termine
ultimo per la presentazione delle istanze quello del 30 ottobre
2009.
Successivamente, in data 29 settembre 2009, a seguito delle
difficoltà rappresentate da Assoconfidi relativamente al rispetto
dei termini previsti per la presentazione delle istanze, a causa
del mancato o tardivo rilascio della necessaria documentazione
bancaria da parte di taluni Istituti di Credito, l'Amministrazione
regionale ha concesso una prima proroga al 10 febbraio 2010 ed in
seguito, su sollecito degli stessi Confidi, una seconda proroga per
l'1 marzo 2010.
Contemporaneamente, l'Assessorato dell'Economia ha convocato sia i
Confidi che gli Istituti bancari per sollecitare questi ultimi al
rilascio tempestivo della documentazione propedeutica al
caricamento dei dati.
Pertanto, proprio alla luce di quanto sin qui esposto, risultano
inesatte le affermazioni contenute nella interrogazione, secondo le
quali la scadenza del bando relativo al contributo in conto
interessi per l'anno 2008, fissata per il 14 aprile 2010, sarebbe
stata anticipata all'1 marzo 2010, ed inoltre appare ben chiaro
che, a causa delle continue richieste di proroga da parte dei
Confidi, l'Amministrazione regionale è stata costretta a ritardare
l'iter amministrativo previsto, sia per l'erogazione, in tempi
rapidi, dei contributi in conto interessi relativi all'anno 2008,
sia anche per la definizione di tutte le procedure connesse.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria per gli interventi in
favore delle imprese associate ai Consorzi di garanzia fidi, per
concorso sugli interessi delle operazioni finanziarie per l'anno
2007, si fa presente che, a causa di un ricorso al TAR, proposto da
un Consorzio fidi che ha visto l'Amministrazione regionale
soccombente, sono stati annullati tutti gli atti connessi agli
avvisi per le agevolazioni relative all'anno 2007, venendo meno, di
conseguenza, la copertura finanziaria.
Tali avvisi saranno pubblicati non appena saranno reperite le
necessarie risorse.
La piattaforma telematica Fidiweb, ideata e realizzata per la
gestione degli interventi agevolativi previsti dalla legge
regionale 11 del 2005, potrà essere utilizzata dai vari rami
dell'Amministrazione regionale. Infine, per quanto riguarda il
punto posto dall'onorevole Corona, relativo all'ingente produzione
di documentazione cartacea imposta ai Confidi, si specifica che la
stessa viene limitata soltanto alla documentazione bancaria che,
per legge, deve essere prodotta, avendo un valore probatorio
mentre, per il resto delle informazioni richieste, si utilizza
proprio il sistema Fidiweb attraverso il quale vengono inseriti
online i dati necessari alla presentazione delle istanze per
l'erogazione del finanziamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Corona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, utilizzando questa
occasione vorrei raccomandare all'assessore di seguire con maggiore
interesse, anche dal punto di vista politico, i Confidi siciliani
che, come ben sa, svolgono un ruolo importante e fondamentale, in
un momento di crisi economica, di supporto alle migliaia di imprese
siciliane per agevolare i finanziamenti da parte delle banche.
Certamente la Regione siciliana, e quindi l'Assessorato, dovrebbe
farsi maggiore carico nel tentare di ottenere una risposta più
sollecita da parte delle banche, soprattutto in termini di
documentazione, perché se molte pratiche non sono state presentate
per ottenere i benefici previsti dalla legge, è perché ancora oggi
molti istituti di credito non sono stati puntuali nel fornire la
documentazione necessaria affinché le imprese potessero godere di
tali benefici, cioè l'abbattimento del 60 per cento degli interessi
sostenuti. E ricordo che parliamo di un mondo economico che è in
grande difficoltà.
Assessore, le raccomando di tentare di impinguare il fondo
relativo al rimborso degli interessi per quanto riguarda i
finanziamenti che oggi non è possibile fare nella misura delle
richieste presentate, perché pare - lei non si è soffermato su
questo dato - che la risposta potesse essere data al venti per
cento delle imprese che hanno presentato la documentazione nei
tempi previsti.
Bisognerebbe aumentare questa percentuale, avvicinandola quanto
più possibile al 100 per cento dei rimborsi e poi, per il futuro,
operare un tentativo affinché le banche - che sono certamente
meglio attrezzate dal punto di vista logistico e dal punto di vista
strutturale rispetto ai Consorzi fidi siciliani, che già svolgono
un pesante ruolo in questa direzione - si facciano carico di essere
puntuali nel presentare la documentazione necessaria prevista e
che, se non ci dovessero essere risposte concrete in questa
direzione, i Consorzi fidi siano esenti da responsabilità nei
confronti delle imprese che rappresentano.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'interrogazione numero
1101 «Notizie sui criteri adottati dalla Giunta regionale
nell'individuazione delle zone franche urbane», a firma
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
la Regione siciliana ha provveduto all'individuazione delle aree
che potranno usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla
legge finanziaria approvata dal Governo nazionale nel 2007, con la
quale sono state istituite le zone franche urbane;
la Giunta regionale ha individuato solo 12 aree, appartenenti a 6
province su 9, mentre sono rimaste escluse le rimanenti 3, da
sottoporre alla valutazione del Ministero per lo sviluppo
economico, per la definitiva approvazione ed il relativo
finanziamento;
in seguito alle scelte del Governo regionale, solo nelle province
di Siracusa, Ragusa ed Enna, nonostante presentino vaste sacche di
povertà e di mancata inclusione sociale, nonché rilevanti tassi di
inoccupazione, non sono state individuate aree idonee e meritevoli,
secondo la valutazione del Governo regionale, di usufruire dei
vantaggi stabiliti dal legislatore nazionale;
le zone franche urbane sono state istituite dal legislatore
nazionale allo scopo di agevolare le aree comunali di piccole
dimensioni, dove concentrare programmi di defiscalizzazione per
l'insediamento di piccole e medie imprese;
la norma invocata prevede tra le tante agevolazioni contributi
sociali a favore di datori di lavoro per la malattia e per la
maternità;
visto che:
in più occasioni e da più parti politiche e sindacali l'intero
triangolo industriale della provincia di Siracusa, formato dai
comuni di Priolo, Melilli e Augusta, oltre al quartiere Mazzarona
della città di Siracusa, era stato considerato meritevole di poter
usufruire di dette agevolazioni;
dalle unanimi considerazioni e valutazioni era addirittura
maturata l'intenzione di richiedere il riconoscimento di 'zone
franche urbane' per quasi tutti i comuni della provincia di
Siracusa, ed in particolare per quelli interessati dal decreto per
il piano di risanamento ambientale;
per sapere:
in primo luogo, quali siano stati i criteri adottati dalla Giunta
regionale nell'individuazione delle aree da destinare a zone
franche urbane;
se e quali comuni delle province di Siracusa, Enna e Ragusa
abbiano presentato le relative domande;
nel caso in cui le province di Siracusa, Enna e Ragusa avessero
presentato le relative domande, perché nessuna area di dette
province sia stata inserita, nonostante il forte ed evidente
disagio sociale ed economico che interessa i territori in
questione». (1101)
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, onorevole
Cimino, per fornire la risposta.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, voglio ricordare all'onorevole Vinciullo che anche nella
legge finanziaria abbiamo attivato alcuni percorsi per le zone
franche urbane e ben sa che, purtroppo, buona parte delle
competenze sulla fiscalità di vantaggio sono del Parlamento
nazionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per accordo fra le parti, alle
interrogazioni numero 1101 «Notizie sui criteri adottati dalla
Giunta regionale nell'individuazione delle zone franche urbane»,
dell'onorevole Vinciullo, e numero 1107 «Iniziative per rimediare
all'omessa presentazione, da parte delle società partecipate della
Regione siciliana, della documentazione richiesta dalla Commissione
'Bilancio' dell'ARS», degli onorevoli Vinciullo, Pogliese,
Buzzanca, Caputo e Falcone, verrà fornita risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1108 «Misure per evitare il
rischio concreto di sperperare circa tre milioni di euro e di
mortificare centinaia di docenti e centinaia di associazioni di
Protezione civile», a firma degli onorevoli Vinciullo ed altri. Ne
do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
a quanto si legge dagli organi di stampa, il Dipartimento
regionale della Protezione civile avrebbe deciso di sperperare
circa tre milioni di euro, provenienti dai fondi europei di agenda
2007, per 'diffondere le conoscenze sui rischi sismico,
idrogeologico, vulcanico API e degli incendi e i corretti metodi di
comportamento';
a quanto pare, per presentare le offerte di partecipazione alla
gara (ancora da bandire?) ci sarà tempo fino al 17 maggio prossimo,
nonostante risulti che il bando non sia stato mai pubblicato sulla
GURS;
a quanto sembra, a realizzare il progetto sarà 'un'impresa,
singola consorziata, che si aggiudicherà la gara, bandita dalla
Regione';
considerato che:
già da anni, tutte le istituzioni scolastiche siciliane sono
impegnate, nel rispetto della loro autonomia didattica,
riconosciuta dallo Stato e di conseguenza anche dalla Regione
siciliana, in azioni tese a sviluppare nei giovani, nei docenti,
nel personale non docente e nei genitori una coscienza della
prevenzione sismica, idrogeologica, vulcanica, degli incendi e
nelle zone industriali del rischio legato all'attività delle
società che operano in questo settore;
in ogni scuola vi è almeno un docente referente di questo progetto
educativo che, ora, all'improvviso, dopo anni di assoluto silenzio
e disinteresse, vorrebbe essere realizzato direttamente dalla
Regione siciliana. Docente che ha partecipato, quasi sempre a
proprie spese, a convegni, corsi di formazione e seminari,
acquisendo capacità e conoscenze specifiche legate alla sicurezza e
alle caratteristiche geomorfologiche e antropologiche del
territorio dove opera e vive;
un provvedimento del genere, che andrebbe a mortificare tutte
queste capacità e conoscenze, deve essere concordato
preventivamente con le singole istituzioni scolastiche, operanti
sul territorio della Regione siciliana, per evitare di violare
l'autonomia scolastica riconosciuta alle singole istituzioni
scolastiche dalla legge;
il progetto, che il Governo regionale vorrebbe finanziare, prevede
la formazione di 'figure di esperti e animatori', che sono già
presenti in ogni istituzione scolastica;
in questo modo, oltre a penalizzare i docenti referenti per la
prevenzione in ogni singolo istituto, si mortificano, oltre ai
dipendenti dei comuni e delle province che da anni seguono i
progetti, soprattutto le centinaia di associazioni di volontari
della Protezione civile che da anni sono impegnati, con passione e
spirito di abnegazione, senza percepire alcun consenso, nell'opera
meritoria di coinvolgimento delle scolaresche in progetti di
prevenzione dei rischi de quibus;
il progetto educativo del Governo, in modo assurdo e inconcepibile
per un Dipartimento regionale della Protezione civile, non prevede
fra i rischi anche quello industriale, che - non occorre ricordare
- in Provincia di Siracusa, Caltanissetta e Messina è pari, se non
superiore, a quello degli altri rischi elencati dai giornali;
preso atto che il provvedimento in questione non è stato
concordato con la sovrintendenza scolastica regionale, organo
periferico del Ministero della pubblica istruzione e referente a
livello regionale di tutte le istituzioni scolastiche presenti nel
territorio della Regione siciliana;
per sapere:
i motivi per i quali, anziché destinare queste somme alle singole
istituzioni scolastiche e alle associazioni regionali di Protezione
civile, abbiano deciso di sperperare il pubblico denaro in questa
campagna di promozione che si andrebbe a sovrapporre a quella già
attuata in ogni singolo istituto scolastico;
come pensino di evitare l'insorgere di un naturale contenzioso con
gli istituti scolastici che non intendano, giustamente, rinunciare
alla propria autonomia e non accetteranno l'imposizione di un
progetto educativo per gli studenti che nasce dalla mortificazione
sistematica del lavoro svolto, con tanta passione e senza alcun
compenso, per anni, da centinaia di docenti siciliani e personale
non docente;
i motivi per quali, in questo progetto educativo, si siano volute
scientificamente escludere le associazioni di protezione civile che
da anni, a titolo assolutamente gratuito, collaborano con le
singole istituzioni scolastiche e con gli enti locali, alla
realizzazione di progetti educativi sulla sicurezza;
se non ritengano necessario ed indispensabile ritirare il citato
provvedimento e destinare queste ingenti somme a tutte quelle
istituzioni scolastiche che, di concerto con le prefetture, le
province ed i comuni, decideranno di sviluppare ulteriormente i
progetti educativi relativi ai rischi de quibus;
infine, come pensino di fare inserire, nei piani dell'offerta
formativa delle singole istituzioni scolastiche, un progetto
educativo che non è stato mai accettato dal collegio dei docenti, è
sicuramente generico, teorico e non tiene in alcun conto delle
professionalità acquisite già all'interno dei singoli istituti
scolastici, posto che i piani di cui sopra sono costati, come
dicevamo, anni di sacrifici per i docenti referenti e anni di
investimenti per le singole istituzioni scolastiche». (1108)
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, onorevole
Cimino, per fornire la risposta.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, per un corretto inquadramento della tematica sollevata
con l'interrogazione numero 1108, va precisato che il bando a cui
si riferisce è cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del
Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013, e pertanto è stato
prodotto in attuazione della linea di intervento 7.1.2.10, cui è
coerente secondo le disposizioni comunitarie.
In particolare, tale linea d'intervento, proposta dal Dipartimento
della Protezione civile all'atto della definizione del Programma
Operativo, il cui bando è stato concertato con il Dipartimento
della Pubblica istruzione, nonché con l'Ufficio scolastico
regionale, mira a fornire uno strumento di informazione complessivo
dei rischi accrescendo la cultura, l'educazione e la
sensibilizzazione in tema di protezione civile nelle giovani
generazioni, articolata in tre fasi fondamentali: previsione,
prevenzione e soccorso.
Si tratta di una delle linee di intervento considerate settoriali
dall'Asse 7 Governance, capacità istituzionali e assistenza
tecnica , la cui attuazione si intesta ai dipartimenti competenti
per materia, ed in questo caso il Dipartimento responsabile è
quello della Protezione civile, e l'onorevole Vinciullo dovrebbe
ricordarlo dalla sua esperienza ante parlamentare.
Fatta questa premessa, nel merito va rilevato che né gli istituti
scolastici né le associazioni di volontariato di protezione civile
rientrano tra i beneficiari dell'Asse 7 del PO FESR. Inoltre, com'è
ampiamente noto, il Fondo FESR cofinanzia interventi
infrastrutturali e le azioni trasversali a supporto dell'attuazione
dei Programmi operativi che beneficiano del relativo contributo
comunitario.
Gli istituti scolastici possono ricevere finanziamenti dal Fondo
sociale attraverso le azioni già previste sia dal Fondo sociale
europeo sia dal Piano operativo nazionale scuola.
Alla luce di quanto sopra esposto, è bene ribadire che il bando in
parola è stato concertato nelle sedi previste dal documento Linee
guida per l'attuazione del PO FESR Sicilia 2007-2013, i cosiddetti
Tavoli tecnici e partenariali, con i rappresentanti del
Dipartimento regionale della Programmazione e dell'Ufficio
scolastico regionale, nonché del Dipartimento regionale
dell'Istruzione, e ha recepito tutte le istanze pervenute dai
singoli enti coinvolti.
In particolare, il capitolato tecnico tiene conto dell'autonomia
delle istituzioni scolastiche, prevedendo che il progetto dovrà
coinvolgere gli alunni degli istituti che hanno inserito le
attività di divulgazione in materia di protezione civile nel piano
dell'offerta formativa.
Appare pleonastico evidenziare che una buona cultura di protezione
civile, articolata da personale competente e divulgata da idonei
formatori, è di fatto fondamentale ed è quello che la Regione
siciliana sta cercando di fare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
assolutamente insoddisfatto della risposta che ha fornito
l'Assessore per l'economia, e preciso che io non avevo chiesto una
risposta dall'assessore Cimino, che non ha competenze specifiche
nel settore, ma dal Presidente della Regione, dal momento che ha
tenuto per sé la delega alla Protezione civile.
Oggi, quindi, doveva essere il Presidente Lombardo a venire in
Aula per rispondere a questa interrogazione, attraverso la quale si
vuole impedire lo sperpero di tre milioni di euro.
L'assessore Cimino ha ragione quando dice che questo è un progetto
cofinanziato con i fondi della Regione, ma nessuno impedisce alla
Regione di destinare queste somme a tutte le istituzioni
scolastiche presenti nella nostra Isola, che da anni portano avanti
un progetto di protezione civile che vede i docenti, i genitori,
gli alunni, il personale non docente e le centinaia associazioni di
protezione civile, che lavorano nel nostro Paese, svolgere la
stessa attività a titolo assolutamente gratuito.
Quando il ministro Tremonti accusa qualche governatore o qualche
presidente di Regione del Sud di disperdere i fondi che vengono
dalla Regione, questo è un caso emblematico, è un caso di mala
amministrazione, per cui si consente di sperperare tre milioni di
euro anziché destinarli alla programmazione e alla prevenzione dei
rischi sismici nella nostra Isola.
L'assessore per la pubblica istruzione ha dichiarato che il suo
assessorato non è stato mai coinvolto, e la stessa cosa dicasi per
la Sovrintendenza scolastica regionale, dove nessuno sa nulla di
questo progetto che sta portando avanti la Regione. Ma la cosa
ancora più grave l'abbiamo ascoltata poc'anzi dall'assessore
Cimino, quando ha parlato di POF, di Piano dell'Offerta Formativa:
siccome in Italia le unità scolastiche hanno autonomia dal punto di
vista didattico, nessun soggetto esterno, nemmeno la Regione,
nemmeno lo Stato, può intervenire nel Piano dell'Offerta Formativa
di una scuola per stabilire cosa deve fare e cosa non deve fare. E,
cosa ben più grave, se nel POF è inserito già un progetto ed una
programmazione dell'attività di educazione al rischio sismico
ambientale e alla prevenzione, non si capisce per quale motivo
dovrebbe intervenire la Regione mettendo mano anche ai soldi dei
contribuenti con tre milioni di euro.
Voglio ricordare che non si tratta soltanto di fondi europei, che
possiamo sperperare, ma si tratta anche di fondi della nostra
Regione, una Regione dove c'è fame, c'è disperazione, dove ci sono
disoccupati, dove ci sono precari che non riusciamo a sistemare.
Non ce l'ho con l'assessore Cimino, che oggi è stato incaricato -
penso anche contro la sua volontà - di venire qui e fornire
risposte non veritiere, non conducenti a quella che è la corretta e
la buona amministrazione della cosa pubblica.
Assessore, credo che anche lei, che nel passato è stato assessore
alla protezione civile, oggi guardi con qualche sospetto a questo
bando, a cui potranno partecipare solo pochi e dove l'attività di
programma è solo ed esclusivamente quella di realizzare qualche
maglietta: non abbiamo bisogno di magliette nelle scuole Abbiamo
bisogno di investimenti veri, di investimenti certi, che possano
riqualificare il nostro personale. Non abbiamo bisogno di gente che
non ha nessuna capacità di portare avanti un progetto di
riqualificazione all'interno della scuola.
Per questo motivo, assessore, la invito a riguardare attentamente
gli elementi che le hanno fornito gli uffici, a guardare con
attenzione a questo bando. Le chiedo, altresì, di sospenderlo,
anche perché le singole istituzioni scolastiche potranno
impugnarlo, essendo un bando che viola leggi, che viola l'autonomia
delle scuole siciliane, che mortifica la scuola siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula dei
rispettivi firmatari, le interrogazioni numero 1133 «Interventi
presso la Serit Sicilia s.p.a. per accertare eventuali irregolarità
nei confronti dei contribuenti», dell'onorevole Cintola, e numero
1189 «Chiarimenti sulla gestione del consorzio ASI di Agrigento»,
dell'onorevole Di Benedetto, si intendono presentate con richiesta
di risposta scritta.
Lo svolgimento delle interrogazioni numero 1210 «Rimodulazione
delle risorse destinate alle aree artigianali» e numero 1215
«Iniziative per accelerare le procedure di spesa dei fondi
comunitari in Sicilia», entrambe a firma dell'onorevole Vinciullo,
è rinviato ad altra seduta.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni
alla normativa regionale in materia di appalti» (568/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 568/A «Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti», posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture
e Osservatorio regionale dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture
l. All'articolo 4 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dall'articolo 3 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 e successive modifiche e integrazioni, la rubrica è sostituita
dalla seguente: Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture e Osservatorio regionale dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture' e sono
apportate le seguenti modifiche:
a) i commi 17, 18, 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26 sono sostituiti dai
seguenti:
17. Le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori o realizzatori
sono tenuti a comunicare all'Osservatorio regionale di cui al comma
21, per i contratti di importo superiore a centocinquantamila euro,
secondo le modalità rese note dallo stesso Osservatorio d'intesa
con l'Autorità:
a) entro trenta giorni dalla data di aggiudicazione o di
definizione della procedura negoziata, i dati concernenti il
contenuto dei bandi, dei verbali di gara, i soggetti invitati,
l'importo di aggiudicazione, il nominativo dell'affidatario e del
progettista;
b) limitatamente ai settori ordinari, entro sessanta giorni dalla
data del loro compimento ed effettuazione, l'inizio, gli stati di
avanzamento e l'ultimazione dei lavori, servizi, forniture,
l'effettuazione del collaudo e l'importo finale. Per gli appalti di
importo inferiore a 500 mila euro non è necessaria la comunicazione
dell'emissione degli stati di avanzamento. Le norme del presente
comma non si applicano ai contratti di cui agli articoli 19, 20,
21, 22, 23, 24, 25 e 26 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 e successive modifiche e integrazioni, per i quali le stazioni
appaltanti e gli enti aggiudicatori trasmettono all'Osservatorio
regionale, entro il 31 gennaio di ciascun anno, una relazione
contenente il numero e i dati essenziali relativi a detti contratti
affidati nell'anno precedente, secondo le modalità rese note
dall'Osservatorio regionale, d'intesa con l'Autorità. Il soggetto
che ometta, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti
è sottoposto, anche su segnalazione dell'Osservatorio regionale,
con provvedimento dell'Autorità, alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma fino a 25.822 euro. La sanzione è elevata a
51.545 euro se sono forniti dati non veritieri.
18. I dati di cui al comma 17 relativi a lavori, forniture di beni
e di servizi di interesse regionale, provinciale e comunale, sono
comunicati all'Osservatorio regionale di cui al comma 21 che li
trasmette all'Autorità.
20. L'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità è
autorizzato a stipulare, previo parere della competente commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, apposita
convenzione con l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture per l'assolvimento, nel territorio
della Regione, dei compiti e delle funzioni cui l'organo è
preposto, fermo restando l'obbligo della collaborazione
dell'Osservatorio regionale di cui al comma 21 con la sezione
centrale dell'Osservatorio dell'Autorità per la vigilanza sui
contratti pubblici relativamente allo svolgimento dei compiti ad
esso specificamente attribuiti quale sezione regionale.
21. L'Osservatorio per l'accelerazione e la qualificazione della
spesa pubblica di cui all'articolo 22 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6 e successive modifiche e integrazioni, assume la
denominazione di Osservatorio regionale dei contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture, di seguito denominato Osservatorio
regionale dei contratti pubblici.
22. L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici costituisce
ufficio speciale posto alle dirette dipendenze dell'Assessore
regionale per le infrastrutture e le mobilità. Al predetto ufficio
speciale è preposto un dirigente regionale. In considerazione della
tipicità e stabilità delle funzioni di controllo e vigilanza, di
impulso, di indirizzo e di coordinamento in materia di contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture in Sicilia, la dotazione
organica dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici è
determinata in almeno cinquanta unità, facenti parte dell'organico
regionale e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.
23. L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici è lo strumento
tecnico-gestionale della Regione per lo svolgimento di tutte le
attività ed i compiti previsti dalla presente legge. Al fine di
massimizzare l'efficienza e minimizzare l'onere di trasmissione dei
dati da parte delle stazioni appaltanti di cui al comma 2
dell'articolo 2, al solo Osservatorio regionale dei contratti
pubblici compete la raccolta delle informazioni relative all'intero
ciclo di realizzazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e
forniture, in particolare alla fase di programmazione, esperimento
della gara di appalto, affidamento, esecuzione, collaudo e
gestione. Tutti i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, hanno
l'obbligo di rapportarsi esclusivamente con l'Osservatorio
regionale per la raccolta delle informazioni utili ai servizi
informativi e statistici.
24. L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici opera con
strumentazioni informatiche nel rispetto di standard comuni che
consentano l'interscambio delle informazioni con l'Osservatorio
centrale e garantisce l'accesso agli altri osservatori regionali ed
ai vari soggetti istituzionali, anche a livello nazionale e
comunitario, che debbano accedere o utilizzare le informazioni.
25. L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici opera anche
avvalendosi del supporto tecnico e strumentale di soggetti esterni,
pubblici e privati, al fine di ottimizzare qualità e costi di
gestione.
26. L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici svolge i
seguenti compiti:
a) rileva e raccoglie informazioni e dati statistici sulle
modalità di esecuzione e sui risultati degli appalti di lavori,
servizi e forniture e sul rispetto delle normative statali e
regionali in materia e di quelle sulla sicurezza e sulla tutela del
lavoro nonché delle disposizioni vigenti in materia di subappalto,
di contrattazione collettiva e di prevenzione degli infortuni. In
particolare, oltre ad evidenziare, sulla base dei dati acquisiti ed
elaborati, eventuali scostamenti del costo della manodopera, anche
con riferimento al costo desunto dai contratti collettivi nazionali
di lavoro (CCNL) di comparto sottoscritti dalle rappresentanze
sindacali comparativamente più rappresentative e dagli accordi
territoriali di riferimento, compresi quelli aziendali, rientrano
tra i compiti dell'Osservatorio le attività relative:
1) alla gestione e all'aggiornamento dei dati sui contratti
pubblici mediante la creazione di un archivio contenente
l'anagrafica delle stazioni appaltanti, delle imprese e degli altri
soggetti coinvolti nello svolgimento dell'appalto, i dati relativi
all'impiego della manodopera ed alla tutela e sicurezza del lavoro,
i dati relativi all'intero ciclo dell'appalto;
2) all'elaborazione dei dati acquisiti ed alla conseguente
redazione di appositi rapporti statistici sull'andamento e sulle
caratteristiche della spesa pubblica per lavori, servizi e
forniture;
3) alla definizione di standard uniformi di informazioni sui
contratti pubblici nella realizzazione del profilo del committente;
4) all'assolvimento, attraverso il proprio sito informatico, degli
obblighi di pubblicità previsti dalle lettere g) e h) del presente
comma e dalle norme comunitarie e statali;
b) attiva, gestisce ed aggiorna una banca dati per il monitoraggio
dei lavori, delle opere, dei servizi e delle forniture pubbliche
eseguiti nel territorio regionale;
c) promuove attività di indirizzo e regolazione, anche cooperando
con le altre regioni e con i competenti organismi statali, nonché
promuove la qualità delle procedure di appalto e la qualificazione
degli operatori, pubblici e privati, ad esse addette, attraverso:
1) l'elaborazione, in collaborazione con i soggetti interessati,
di linee guida e documenti di gara nonché altri strumenti
finalizzati a semplificare e uniformare le procedure per
l'affidamento e la gestione degli appalti;
2) l'elaborazione e la proposta di modifiche ai bandi tipo
adottati dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, dipendenti anche da nuove disposizioni normative;
3) iniziative utili al rispetto dei termini di pagamento dei
corrispettivi contrattuali, a garanzia della regolare esecuzione
dei contratti pubblici;
d) realizza studi e ricerche, organizza convegni, acquisisce e
diffonde documentazione tecnica e dati nonché le buone pratiche
delle stazioni appaltanti e degli operatori del settore, ivi
comprese quelle relative alla responsabilità sociale delle imprese;
e) assicura le attività necessarie per il funzionamento del sito
informatico, per la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara;
f) espleta attività finalizzate agli approfondimenti e
all'uniformità degli indirizzi interpretativi in materia di
contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
g) espleta la pubblicazione informatica del Notiziario regionale
sugli appalti e le concessioni di cui alla presente normativa'
includente, le forniture di beni e di servizi, per la messa a
disposizione delle stazioni appaltanti delle notizie utili in
ordine alla normativa vigente in materia, alle risultanze delle
gare, alle dinamiche dei prezzi, alle problematiche procedurali
presentatesi;
h) assembla ed elabora i dati in suo possesso anche con procedure
statistiche e li rende disponibili su reti informatiche condivise
dagli enti locali;
i) cura la vigilanza e il controllo dei contratti pubblici
promuovendo le opportune iniziative, ivi compreso l'intervento
ispettivo anche attraverso le competenti strutture regionali,
qualora sulla base delle risultanze comunque acquisite emergano
insufficienze, ritardi, anche nell'espletamento delle gare,
disservizi ed ogni altra anomalia;
l) trasmette annualmente alla competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana una relazione sull'andamento del
settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi;
m) collabora, su richiesta della sezione centrale
dell'Osservatorio, alla determinazione dei costi standardizzati per
tipo di lavoro, servizio e fornitura in relazione al territorio
regionale;
n) richiede ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera
a), nonché agli operatori economici che ne siano in possesso, i
documenti, le informazioni e i chiarimenti relativamente ai
contratti pubblici. In caso di omessa o ritardata evasione della
richiesta, senza giustificato motivo, l'Osservatorio regionale
comunica le risultanze all'Autorità per la vigilanza sui contratti
pubblici, ai fini sanzionatori.';
b) il comma 27 è soppresso;
c) al comma 28 le parole lavori pubblici' sono sostituite dalle
seguenti contratti pubblici di lavori, servizi e forniture';
d) il comma 29 è soppresso».
Onorevoli colleghi, come stabilito nella seduta numero 179 del 22
giugno scorso, dichiaro aperta la discussione generale.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi
sembra assolutamente doveroso intervenire su questa iniziativa
legislativa, che tratta una tematica di grande valenza per la
nostra economia e sulla quale si sono registrate, nel passato,
molte iniziative legislative - dal 1993 ad oggi credo siano state
sette -, ma sulla quale vi è l'assoluta necessità di un nuovo
intervento, anche sulla base di alcune riflessioni che cercherò in
maniera molto sintetica di esternare.
Innanzitutto il riferimento alla nuova normativa nazionale, anche
se notizie romane ci riferiscono che da qui a breve dovrebbe
registrarsi una parziale modifica sulla base anche di quello che è
stato l'ultimo intervento legislativo registrato all'interno di
quest'Aula. Mi riferisco alla legge del 2008, che ha comportato
alcuni oggettivi problemi nella sua applicazione, laddove ormai in
Sicilia l'assegnazione per sorteggio rappresenta una costante
assoluta, con quel famoso 7,3152 per cento di ribasso che,
contrariamente a quello che qualcuno ha cercato di dimostrare, non
è frutto di un accordo di cartello, di una turbativa d'asta, cosa
che sarebbe assolutamente impossibile nel momento in cui nella
stragrande maggioranza dei casi delle gare pubbliche di appalto in
Sicilia si registra un numero di partecipanti superiore alle 200
imprese, ma che rappresenta l'applicazione matematica di quello che
è contenuto all'interno di quella legge.
Credo che sia importante un'articolata riflessione prima di
intervenire, come da qui a breve noi ci apprestiamo a fare, sulla
base di quello che è lo stato di salute di uno dei comparti
strategici della nostra economia, quale certamente quello edile.
Ebbene, qualche mese fa, in quest'Aula, ebbi modo di esternare
alcuni dati statistici, che erano stati divulgati dall'ANCE in
riferimento alla crisi congiunturale che ha riguardato il settore
edile nel 2009, con oltre 17.000 lavoratori licenziati tra
ingegneri, carpentieri e geometri ed oltre 1.600 imprese che sono
fallite o che hanno chiuso i battenti.
Oggi, purtroppo, sono costretto a divulgare altri dati, frutto di
uno studio statistico della Banca d'Italia che, qualche settimana
fa, ha presentato a Ragusa la situazione economico-sociale della
nostra Regione, citando testualmente una riduzione del numero di
occupati nel settore edile del 10,6 per cento - quindi, secondo la
Banca d'Italia, sarebbero oltre 25.000 i lavoratori licenziati nel
2009 -, una riduzione delle ore lavorate superiore al 15 per cento
e una riduzione delle gare appaltate dal 2006 superiore al 60 per
cento.
Qualche giorno fa la Corte dei Conti ha fotografato, invece, la
situazione complessiva degli ultimi due anni, registrando un
decremento di oltre il 40 per cento, dal 2007 al 2009, degli
appalti pubblici in Sicilia. Questo a significare che il comparto
edile sta conoscendo e attraversando, in maniera assolutamente
trasversale in tutte le zone geografiche della nostra Terra, una
crisi di immani proporzioni che impone articolate riflessioni,
anche sulla base di quello che si è registrato all'interno di
quest'Aula qualche mese fa, laddove - lo dobbiamo dire con grande
sincerità - vi era da parte del comparto edile una grande
attenzione e grandi aspettative nei confronti di un disegno di
legge fortemente voluto dal Governo Berlusconi: mi riferisco al
cosiddetto piano casa , che è stato predisposto ed approvato da
questa Assemblea, ultima regione in Italia, nel marzo del 2010.
Un disegno di legge che doveva permettere il raggiungimento di due
finalità: da un lato, la riqualificazione del patrimonio edilizio
siciliano e, al tempo stesso, il rilancio del comparto edile.
Ebbene, credo di potere dire che quelle aspettative e quelle
finalità non sono state né verranno raggiunte nell'applicazione di
quel disegno di legge, e questo anche se l'assessore Gentile ha
cercato in tutti i modi di contemperare le varie esigenze - gliene
do personalmente e politicamente atto - ma credo che quello che si
è registrato all'interno di quest'Aula sia il naturale frutto
dell'anomalia, dell'eresia di un Governo trasversale laddove, a
differenza di quel che accade all'interno delle amministrazioni
comunali, si va a legiferare, laddove è assolutamente fisiologico
che le differenze culturali, programmatiche, valoriali di chi fa
parte del nuovo Governo Lombardo emergano e facciano esplodere
delle contraddizioni - questo è quello che è accaduto - laddove il
Partito Democratico, coerentemente con la propria visione
valoriale, ha, di fatto, stravolto il testo inizialmente
predisposto dal Governo Lombardo.
Ecco perché credo che immaginare un disegno di legge che punti
esclusivamente all'applicazione di un sistema di aggiudicazione che
passi per il massimo ribasso possa produrre degli effetti negativi
in termini di monopolio che si potrebbe determinare, in riferimento
anche ai problemi di efficienza per le opere appaltate. Il lavoro è
stato affrontato ed è stato oggetto di un confronto fra le varie
associazioni di categoria, ANCE, CREDA, ANIEM e credo anche CNA,
che ha predisposto un emendamento che poi, non a caso, è stato
firmato da moltissimi parlamentari, e che credo sia forse lo
strumento migliore per contemperare le esigenze che stanno alla
base di questo disegno di legge.
In Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari è stato detto
che vi è un parere dell'Ufficio legislativo e legale, di cui non
abbiamo contezza formale - quindi su questo ci confronteremo -, ma
credo che quest'Aula abbia il dovere di confrontarsi cercando di
trovare un meccanismo che contemperi queste esigenze, perché
immaginare l'aggiudicazione di gare d'appalto con il 38, con il 40
per cento di ribasso, cosa che è accaduta qualche giorno fa in
Sicilia, possa comportare anche altri problemi a cui tutti voi
certamente potete fare riferimento.
Bisogna dare un segnale anche in altri settori, in altre
direzioni, assessore Gentile, per esempio sui tempi di pagamento,
che in Sicilia sono in media di otto mesi, il che è assolutamente
ingiustificabile. Mi auguro che il Governo, anche in tal senso,
possa dare un segnale coerente con alcune enunciazioni di principio
fatte negli ultimi mesi e nelle ultime settimane.
PRESIDENTE. Non essendoci altri deputati iscritti a parlare, pongo
in votazione l'articolo 1.
ARDIZZONE. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Beninati, Corona, Fagone e Forzese, invito gli onorevoli
deputati a registrare la loro presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Arena, Calanducci, De Benedictis,
Donegani, Gentile, Laccoto, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco,
Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Pogliese, Savona.
Richiedenti: Ardizzone, Beninati, Corona, Fagone, Forzese.
Sono in congedo: Aricò, Buzzanca, Campagna, Cintola, Colianni,
Currenti, D'Asero, Di Benedetto, Digiacomo, Fiorenza, Incardona,
Lentini, Marziano, Rinaldi, Termine.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti ..25
(L'Assemblea non è in numero legale)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore18.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 1.
CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Ardizzone, Bosco, Corona e Torregrossa, invito gli
onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda di
votazione. Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Arena, Barbagallo, Bonomo, Cordaro,
D'Agostino, De Benedictis, Ferrara, Greco, Maira, Marinello,
Marrocco, Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Romano, Scammacca della Bruca.
Richiedenti: Ardizzone, Bosco, Caputo, Corona, Torregrossa.
Sono in congedo: Aricò, Buzzanca, Campagna, Cintola, Colianni,
Currenti, D'Asero, Di Benedetto, Digiacomo, Fiorenza, Incardona,
Lentini, Marziano, Rinaldi, Termine.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti ..28
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 7
luglio 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Famiglia, politiche sociali e lavoro .
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti (n. 568/A) (Seguito).
Relatore: on. Faraone
2) Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
(n. 478/A).
Relatore: on. Minardo
La seduta è tolta alle ore 18.42
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Infrastrutture e
mobilità»
SCILLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'isola di Pantelleria dista da Mazara del Vallo (TP), città
collocata geograficamente nel canale di Sicilia, 56 miglia marine,
mentre da Trapani circa 80 miglia marine;
da Mazara del Vallo si raggiunge Pantelleria con circa tre ore
di navigazione, mentre da Trapani si raggiunge la stessa
destinazione con circa sei ore nel periodo estivo e sette nel
periodo invernale, rischiando talvolta di rimandare anche al
giorno successivo il rientro a causa del maltempo;
facendo la tratta più breve, e cioè da Mazara, si potrebbero
diminuire i costi di trasporto per i passeggeri e per le merci,
incrementando, inoltre, sia il turismo che il commercio;
Trapani possiede numerosi collegamenti marittimi regionali,
nazionali e internazionali e per Pantelleria possiede ben due
collegamenti giornalieri;
in aggiunta o in sostituzione di uno dei due facenti capo a
Trapani, si potrebbe istituire una linea di collegamento con
Mazara, dotando così i cittadini mazaresi di un servizio che eviti
loro di fare il tragitto più lungo e dispendioso per arrivare a
destinazione;
per sapere quali misure intendano adottare, anche di concerto
con le competenti autorità del settore, affinché venga istituito
un collegamento diretto da Mazara del Vallo con Pantelleria.».
(1199)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1199, a firma
dell'onorevole Scilla, con la quale si chiedono notizie circa
l'istituzione di un collegamento diretto tra Mazara del Vallo e
Pantelleria (TP), il Dipartimento delle Infrastrutture, della
Mobilità e Trasporti, ha provveduto a trasmettere la nota prot.
56782 del 23.06.2010, del competente Servizio, nella quale si
rappresenta quanto segue.
Corre l'obbligo precisare, preliminarmente, che la regione
Siciliana con la L.R. 12/2002 ha recepito gli indirizzi stabiliti
dal regolamento CEE n. 3577/92 in materia di cabotaggio marittimo,
consentendo la stipula di contratti di durata quinquennale, aventi
obbligo di servizio pubblico, per garantire servizi di
collegamento marittimo con gli arcipelaghi siciliani.
Pertanto, il Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e
Trasporti, ha individuato le reti dei servizi e secondo criteri di
efficienza, economicità e nel rispetto delle esigenze di mobilità
delle cittadinanze interessate, ha proceduto alle selezioni
concorsuali ad evidenza pubblica di livello comunitario, per
l'affidamento dei servizi di collegamento marittimo con le Isole
Minori della Sicilia.
Con riferimento specifico alla richiesta dell'interrogante si
deve rappresentare che, in data 14/10/2009, il Dipartimento delle
Infrastrutture, della Mobilità e Trasporti ha stipulato con la
Ustica Lines S.p.A, con sede in Trapani, il contratto quinquennale
per l'affidamento del servizio marittimo di trasporto passeggeri,
mediante unità veloci da passeggeri, per l'unità di rete Isole
Pelagie, Isola di Pantelleria ed isola di Ustica per seguenti
linee:
- Lampedusa/Linosa/Pantelleria e vv;
- Lampedusa/Linosa/Porto Empedocle e vv;
- Pantelleria/Ma zara del Vallo e vv;
- Palermo/Ustica e vv.
In particolare, si riferisce in ordine al collegamento
Pantelleria/Mazara del Vallo, oggetto dell'interrogazione in
parola, precisando che trattasi di un servizio estivo che si
effettua nel periodo 01/06 - 15/10 e che viene eseguito con
frequenza quotidiana, tranne il lunedì, con due corse al giorno.».
L'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità
on. Luigi Gentile
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
FIORENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nella nostra Regione si registrano ogni giorno migliaia di
accessi ai pronto soccorso;
spesso tali interventi sono rivolti a bambini e lattanti;
considerato che:
sovente si è rilevata l'assenza di personale specializzato
presso le strutture di pronto soccorso, anche dove è presente
l'unità operativa complessa di pediatria;
ormai i pronto soccorso devono possedere requisiti di efficienza
e professionalità, evitando le scandalose file d'attesa e
soprattutto mantenendo livelli adeguati di professionalità nelle
prestazioni;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere per avviare un serio
approccio terapeutico nei pronto soccorso verso i bambini che,
come è noto, presentano caratteristiche assolutamente diverse
dall'adulto;
se non ritengano opportuno costituire una commissione sulla
urgenze-emergenze riguardanti i minori nel territorio siciliano,
invitando - fra gli altri - anche le società italiane di emergenza
ed urgenza pediatrica (SIMEUP);
inoltre, se non intendano iniziare ad avviare presso i pronto
soccorso un 'triage' pediatrico.». (829)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 829, con la quale
l'onorevole Fiorenza chiede notizie circa la mancanza di pediatri
presso molte strutture di pronto soccorso della Regione siciliana,
si rappresenta quanto segue.
L'applicazione del "triage" nel pronto soccorso consente di
razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei
pazienti, utilizzando quale criterio di scelta le condizioni
cliniche degli stessi e non il criterio dell'ordine d'arrivo.
Nella Regione siciliana l'obbligo di istituzione del triage
presso i Pronto Soccorso è disciplinato dal D.A. n. 810 del 27
maggio 2003, il quale stabilisce che il predetto obbligo è solo
per le U.O. con più di 25.000 accessi annui e che devono essere
dedicate all'attività di triage n. 6 unità di collaboratore
professionale sanitario, così come stabilito dall'accordo Stato-
Regione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 285
del 7 dicembre 2001.
Inoltre, la normativa vigente in atto non prevede la presenza
della figura del Dirigente medico specialista in pediatria nei
pronto soccorso. L'infermiere, presente nella zona di accoglienza
del pronto soccorso, opera sotto la supervisione del medico in
servizio e secondo i protocolli predefiniti e approvati dal
responsabile del pronto soccorso e del dipartimento di emergenza-
urgenza (D.E.A.).».
L'Assessore per la salute
dott. Massimo Russo
BOSCO - TORREGROSSA ED ALTRI. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che l'applicazione della
riforma del sistema sanitario, entrata in vigore per legge dall'1
settembre 2009, ha determinato la decadenza dei collegi sindacali
delle Aziende sanitarie provinciali;
ricordato che il collegio sindacale è organo dell'azienda e
adempie ad alcuni essenziali compiti tra cui quelli della verifica
sull'amministrazione dell'azienda sotto il profilo economico,
della vigilanza sull'osservanza delle leggi, degli accertamenti
sulla tenuta della contabilità, della conformità del bilancio alle
risultanze delle scritture contabili con le relative verifiche
periodiche di cassa;
considerato che per la definizione della composizione dei
collegi sindacali delle aziende sanitarie di attende la sola
nomina di competenza dell'Assessore preposto al ramo;
sottolineato che le nuove aziende ospedaliere hanno conseguito
la piena operatività da diversi mesi ormai, restando però
inspiegabilmente bloccate tutte le attività inerenti i collegi
sindacali a causa delle mancate indicazioni da parte del Governo
regionale;
per sapere:
quali siano i motivi che impediscano al Governo regionale di
rendere operativi e pienamente efficaci i collegi sindacali delle
aziende sanitarie provinciali della nostra Regione;
in che tempi ritengano di dover provvedere al completamento
dell'importante organo di controllo sanitario provinciale.». (973)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 973, con la quale
gli onorevoli Bosco, Torregrossa ed altri chiedono notizie in
merito ai motivi della mancata nomina dei componenti dei collegi
sindacali delle Aziende sanitarie provinciali, si rappresenta
quanto segue.
Questo Assessorato con nota prot. n. 665 del 27 gennaio 2010 ha
provveduto, previa attività istruttoria per la verifica del
possesso dei requisiti richiesti, a trasmettere alla Segreteria
Generale della Presidenza l'elenco dei soggetti designati quali
rappresentanti della Regione in seno ai collegi sindacali delle
Aziende del Servizio sanitario regionale. A tale adempimento ha
provveduto anche l'Assessorato dell'economia che ha comunicato le
designazioni di propria competenza con note dal prot. n. 4084 al
prot. n. 4096 del 28 dicembre 2009.
A seguito del parere favorevole espresso dalla I Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 91
del 3 marzo 2010 sulle designazioni proposte dallo scrivente
Assessore, si è provveduto a comunicare ai Direttori generali
delle Aziende sanitarie i nominativi dei soggetti designati ai
fini della composizione dei rispettivi Organi collegiali.
Allo stato attuale risultano insediati i seguenti Collegi
sindacali:
- A.S.P. di Messina;
- A.S.P. di Palermo;
- A.S.P. di Ragusa;
- A.S.P. di Siracusa;
- A.S.P. di Trapani
- A.O. per l'emergenza Cannizzaro di Catania;
- A.O. Ospedali riuniti Papardo - Piemonte di Messina;
- A.O. Ospedali riuniti Villa Sofia - Cervello di Palermo;
- A.R.N.A.S. Civico - Di Cristina - Benfratelli di Palermo;
- A.O.U. G. Martino di Messina;
- A.O.U. Policlinico - Vittorio Emanuele di Catania.
Sono in fase di completamento le procedure di insediamento dei
rimanenti Collegi sindacali ad eccezione dell'A.S.P. di Catania
per la quale, nonostante i numerosi solleciti, la Conferenza dei
Sindaci (A.N.C.I.) non ha ancora provveduto a designare il proprio
componente.».
L'Assessore per la
salute
dott. Massimo Russo