Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 183 di martedì 06 luglio 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Aricò,   Buzzanca,  Campagna,  Cintola,  Colianni,   Currenti,   Di
  Benedetto,  Digiacomo, Incardona, Lentini, Marziano e Termine   per
  oggi; l'onorevole Fiorenza dal  6 all'8 luglio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che l'onorevole D'Asero  è  in  missione  per
  ragioni del suo ufficio dal 6 al 7 luglio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità:

   numero  1199 - Istituzione di un collegamento diretto  tra  Mazara
  del Vallo e Pantelleria (TP).
   Firmatario: Scilla Antonino

   - da parte dell'Assessore Salute:

   numero 829 - Mancanza di pediatri presso molte strutture di pronto
  soccorso della Regione siciliana.
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   numero  973  -  Motivi  della mancata nomina  dei  componenti  dei
  collegi sindacali delle aziende sanitarie provinciali.
   Firmatari:Bosco  Antonino; Torregrossa Raimondo;  Corona  Roberto;
  Leontini Innocenzo; Limoli Giuseppe; D'Asero Antonino.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Falcone, in data  30  giugno
  2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge numero 576
  «Norme   in   materia   di  istruzione,  orientamento,   formazione
  professionale ed occupazione».
   L'Assemblea ne prende atto.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico  i seguenti pareri  resi  dalle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente  autonomo  portuale  di Messina.  Designazione  componente
  effettivo del collegio dei sindaci (n . 99/I)
   reso in data 29 giugno 2010
   inviato in data 1 luglio 2010

   -  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
  Sezione giurisdizionale. Designazione componente (n. 102/I)
   reso in data 1 luglio 2010
   inviato in data 2 luglio 2010

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Schema  di  regolamento recante disposizioni applicative  della
  legge  regionale 2 marzo 2010, n. 4. Nuovo ordinamento delle Camere
  di    commercio,   industria,   artigianato   e   agricoltura    ed
  individuazione degli organi regionali competenti (n. 101/III)
   reso in data 30 giugno 2010
   inviato in data 2 luglio 2010.

                  Comunicazione di proroga di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata accordata una proroga  di  dieci
  giorni  del termine previsto per l'espressione del parere n.  95/IV
   Attuazione  dell'articolo 61 della legge regionale 26 marzo  2002,
  n. 2 - Piano del fondo regionale per la montagna'.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive'  (III),  nella seduta n. 151 del  30  giugno  2010,  ha
  approvato le seguenti risoluzioni:

   -   Azioni volte alla riapertura dei termini del bando n. 3.1.1 su
  finanziamento strutture agrituristiche'  (n. 7/III);
   -   Azioni  volte alla riapertura dei termini del bando in  favore
  dei distretti produttivi regionali' (8/III).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il Comune di Messina ha istituito una tassa, definita ecopass, che
  viene caricata sui biglietti di coloro che, a piedi o con mezzi  di
  trasporto,  usufruiscono  delle  navi  traghetto  in  arrivo  e  in
  partenza   dagli   imbarcaderi  della  Città  dello   Stretto   con
  destinazione   la   Calabria.  Motivazione  di  detto   ecopass   è
  l'inquinamento  atmosferico ed il danno causato dai  mezzi  pesanti
  che attraversano la città e diretti agli imbarcaderi;

   appare  abbastanza demagogica tale giustificazione, tenendo  conto
  che  la Regione siciliana, con proprio finanziamento, ha realizzato
  l'imbarcadero  di  Tremestieri proprio  per  evitare  che  i  mezzi
  pesanti possano circolare all'interno di Messina;

   da  questo balzello sono esonerati gli abitanti di Messina e delle
  città calabresi di destinazione;

   considerato che:

   per  ovvi motivi di conformazione geografica, i siciliani  che  si
  devono  recare  nel resto dell'Italia con propri  mezzi,  costretti
  all'attraversamento dello Stretto proprio da Messina, unica via  di
  transito  marittimo, sono quindi obbligati al pagamento  di  questa
  tassa;

   tutte le compagnie marittime che collegano la Sicilia con il resto
  d'Italia  applicano tariffe agevolate per i residenti  in  Sicilia,
  nel rispetto di quanto stabilito dalla 'Dichiarazione sulle regioni
  insulari del Trattato CE' ed in linea con gli orientamenti espressi
  dal  Parlamento  europeo sulla tutela delle regioni insulari  nella
  stessa Unione europea;

   l'applicazione  di tale tassa, quindi, non solo viola  apertamente
  le disposizioni comunitarie nel momento stesso in cui non riconosce
  il  diritto all'insularità dei siciliani, ma determina una evidente
  disparità di trattamento tra stessi conterranei, creando  di  fatto
  siciliani di 'serie A' e siciliani di 'serie B';

   visto che:

   oltre  alla  beffa,  vi  è  anche un  danno  inquantificabile  per
  l'economia  regionale.  Infatti,  al  già  pesante  handicap  delle
  distanze notevoli che penalizza i produttori siciliani per i  costi
  abnormi  di  spedizione,  si deve aggiungere  adesso  anche  questa
  ulteriore  tegola decisa dal Comune di Messina che, tra l'altro,  è
  in  netto contrasto con quanto stabilito dalla legislazione vigente
  in materia;

   d'altronde  è  del tutto incomprensibile come mai i mezzi  pesanti
  debbano pagare una tassa contro l'inquinamento del centro urbano di
  Messina quando gli stessi autotrasportatori imbarcano i loro  mezzi
  a  Tremestieri, che si trova fuori dal perimetro urbano, accettando
  di  buon grado il maggiore costo chilometrico per il raggiungimento
  del   nuovo  porto,  proprio  per  evitare  intralci  al   traffico
  cittadino;
   tenuto conto che:

   è inammissibile che un ente locale come il Comune di Messina possa
  decidere  autonomamente l'imposizione di una  tassa,  assolutamente
  iniqua  e dannosa per un'intera Regione, senza un confronto con  le
  autorità regionali preposte;

   è  altresì  grave l'atteggiamento tenuto dal Comune di Messina  di
  totale  chiusura  al dialogo con i rappresentanti  sindacali  degli
  autotrasportatori  siciliani, partendo  dall'egoistico  presupposto
  che chi vuole andare nel resto del Paese deve passare da Messina;

   per sapere:

   quali iniziative intendano adottare al fine di porre rimedio  alla
  scellerata decisione adottata dal Comune di Messina di istituire un
  tassa  sul  traghettamento con l'esonero solo per gli  abitanti  di
  Messina, creando, di fatto, un'assurda discriminazione con il resto
  dei siciliani;

   se  non reputino opportuno verificare e quantificare il danno  che
  simile scelta arrecherà all'economia regionale, imputando al Comune
  di  Messina, nel caso di eventuale perseveranza in tale  decisione,
  il   pagamento   di  tutti  i  danni  causati  ai   produttori   ed
  autotrasportatori siciliani;

   se  non  ritengano  imprescindibile  attivarsi  a  sostegno  degli
  autotrasportatori siciliani nella causa civile che  gli  stessi  si
  apprestano ad intentare contro il Comune di Messina». (1253)

                                                             CURRENTI

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che la legge regionale  17
  novembre  2009,  n.  11, che ha affrontato  il  delicato  tema  dei
  'Crediti  d'imposta  per  nuovi  investimenti  e  per  la  crescita
  dimensionale  delle  imprese',  pur  rappresentando  un  importante
  strumento,  ha  escluso  dall'elenco  dei  beneficiari  le  imprese
  operanti nel comparto edile e del commercio;

   considerato che:

   la  Regione, secondo un rapporto realizzato dall'ufficio studi  di
  Confartigianato  riguardante l'intero  Meridione,  non  sembrerebbe
  l'ambiente più adatto per far crescere e prosperare le imprese;

   infrastrutture inefficienti, accesso al credito difficile e denaro
  più  costoso  che  altrove,  sistema  formativo  carente,  fuga  di
  'cervelli' verso le regioni del Centro e del Nord sono solo  alcuni
  dei gravi problemi che colpiscono l'economia siciliana;

   tenuto  conto che questi sono elementi che, messi insieme e  uniti
  ai problemi comuni a tutte le imprese del Paese, come la burocrazia
  e  la  fiscalità esasperate, sarebbero in grado di 'far  passare  a
  chiunque la voglia di fare impresa' e che comunque concorrono  alla
  'morte  prematura'  di una percentuale molto alta  di  aziende,  il
  quadro che emerge è devastante;
   preso  atto  che  la legge sul credito d'imposta non  ha  previsto
  interventi per le imprese edili e del commercio;

   per  sapere quali iniziative intenda intraprendere per aiutare  le
  imprese operanti in questi comparti». (1254)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                               RAGUSA

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo.

    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                               Economia'


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  «Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze  della  rubrica
   Economia'».
   Si   inizia   con   l'interrogazione  numero  20  «Notizie   sulla
  privatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e
  Acireale  (CT)»,  degli onorevoli Di Benedetto e Marinello.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  alla  Presidenza  e
  all'Assessore  per il turismo, comunicazioni e trasporti,  premesso
  che:

   la  Regione (con la legge n. 10 del 1999) ha deciso che le aziende
  autonome  delle  terme di Sciacca e Acireale -  che  sopravvivevano
  grazie  ai  contributi a pareggio della Regione -  dovevano  essere
  privatizzate  ma che a quasi 10 anni da quella data quell'obiettivo
  non si è ancora realizzato;

   l'ordine di problemi connessi al processo di privatizzazione,  che
  dall'inizio di questa vicenda abbiamo davanti, sono sempre  di  due
  tipi: uno riguarda il personale impegnato e l'altra il futuro dell'
  azienda;

   ritenendo:

   grave  e  paradossale che malgrado sia stato  istituito  un  ruolo
  speciale (l.r. n. 119 del 2004 poi modificata con la l.r. n. 11 del
  19.4.2007)  e  dopo  che siano stati avvistati e  risolti  tutti  i
  problemi  di copertura, non si sia proceduto all'avvio concreto  di
  questo strumento;

   altrettanto grave che l'ufficio legislativo e legale della Regione
  debba   ancora   valutare   l'eventuale  violazione   delle   norme
  comunitarie  da  parte  della  legge approvata  nell'aprile  scorso
  dall'ARS;

   constatato  il  rimpallo  di  responsabilità  tra  assessorati   e
  consiglio   d'amministrazione  delle  terme  di   Sciacca   s.p.a.,
  responsabile di non aver comunicato nelle forme dovute  quantità  e
  qualità  del  personale  ex azienda autonoma  delle  terme  di  cui
  intenderebbe  avvalersi, nonostante il legislatore abbia  fatto  la
  previsione  economica per l'intero organico ed avendo i  lavoratori
  manifestato  la loro indisponibilità alla utilizzazione  presso  la
  s.p.a.;

   per  sapere  se  e quali ulteriori atti normativi o  autorizzativi
  occorrano  per  dare  il  via alla concreta istituzione  del  ruolo
  unico;

   se  non  ritengano  opportuno, a 3 anni dalla  costituzione  delle
  s.p.a  e  constatato  che nessun passo concreto  è  stato  fin  qui
  operato  in direzione della effettiva privatizzazione delle  terme,
  procedere  allo  scioglimento delle stesse ed  alla  nomina  di  un
  commissario  straordinario per le aziende autonome  di  Sciacca  ed
  Acireale  con il mandato di procedere, attraverso normali procedure
  di  evidenza  pubblica,  alla selezione di un  partner  privato  di
  comprovata solidità e professionalità cui affidare il rilancio  del
  settore termale» (20).

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'economia,  onorevole
  Cimino, per fornire la risposta.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  relativamente all'interrogazione  numero  20  presentata
  dagli   onorevoli   Di   Benedetto  e  Marinello   «Notizie   sulla
  privatizzazione sostanziale delle aziende termali di Sciacca (AG) e
  di Acireale (CT)», per una corretta informazione sulla problematica
  posta  dagli  onorevoli interroganti, va preventivamente  precisato
  che  il  regolamento  di  attuazione  del  Titolo  II  della  legge
  regionale  19  del  2008,  contenuto nel  decreto  presidenziale  5
  dicembre 2009, n. 12, ha assegnato all'Assessorato dell'Economia  -
  solo a far data dall'1 gennaio 2010 - precise competenze in tema di
  liquidazione  non solo delle società partecipate dalla  Regione  ma
  anche  degli  enti  regionali e che, fino al 31 dicembre  2009,  la
  gestione  delle  attività  liquidatorie  di  entrambe  le   Aziende
  autonome  Terme  di Sciacca e Terme di Acireale  è  stata  condotta
  dall'allora competente Assessorato regionale al turismo.
   Ciò  premesso, sulla base delle informazioni in possesso ed avendo
  riguardo  al  contenuto dell'interrogazione,  si  fa  presente  che
  l'articolo 1 della legge regionale numero 11 del 2007 ha  posto  in
  liquidazione  le  Aziende autonome delle Terme di Sciacca  e  delle
  Terme   di  Acireale,  disponendo  altresì  che  le  partecipazioni
  azionarie  detenute  dalle stesse aziende nelle  società  Terme  di
  Sciacca s.p.a. e Terme di Acireale s.p.a. fossero cedute in  favore
  della Regione siciliana entro il 31 dicembre 2009, nell'ambito  dei
  diritti  corporativi di cui all'articolo 23, comma 1,  della  legge
  regionale 10 del 1999.
   Quest'ultima  norma, a sua volta, aveva disposto la trasformazione
  delle  aziende  autonome in società per azioni,  partecipate  dalla
  Regione  siciliana, che sarebbero succedute alle  aziende  autonome
  nella totalità dei rapporti giuridici, anche dei rapporti giuridici
  pregressi.
   Pertanto, in forza della sopra citata legge, le società per azioni
  avrebbero acquisito automaticamente i contratti di lavoro stipulati
  dalle aziende autonome con il personale in organico.
   Successivamente, la Giunta regionale di Governo, con  la  delibera
  n.  485 del 2005, ha reso operativa la trasformazione delle aziende
  autonome  in società per azioni autorizzando, tuttavia, le  aziende
  autonome a costituire, in partnership con la Regione, con due nuove
  società  alle  quali trasferire l'intero patrimonio  aziendale,  le
  autorizzazioni e le concessioni operative connesse allo svolgimento
  delle attività termali, nonché i crediti ed i debiti.
   In  ordine  al  personale  in  forza alle  due  aziende  autonome,
  l'articolo  119  della legge regionale numero 17 del  2004  ha  poi
  stabilito   che   il  personale  immesso  venisse  assegnato   alle
  amministrazioni provinciali e comunali o, su richiesta, presso  gli
  uffici della Regione o, consensualmente ed in posizione di comando,
  presso  le  società  Terme di Sciacca s.p.a. e  Terme  di  Acireale
  s.p.a., in ragione delle loro necessità.
   Si ritiene opportuno evidenziare, inoltre, che il management delle
  due  società termali, sia quella di Sciacca che quella di Acireale,
  è stato rinnovato rispettivamente nei mesi di giugno del 2009 e nel
  mese  di  settembre  del 2009, con la nomina di due  amministratori
  unici  in  sostituzione dei precedenti Consigli di amministrazione.
  Per il periodo pregresso, nonostante i ripetuti solleciti di questo
  Assessorato   alle   due  società,  non  sono  state   fornite   le
  informazioni  necessarie per quanto riguarda l'attività  gestionale
  correlata e consequenziale alle società termali.
   Per quanto riguarda, invece, le aziende autonome, i due commissari
  liquidatori, il dottor Valenti e il dottore Riggio, rispettivamente
  dell'Azienda  autonoma  Terme di Sciacca  e  dell'Azienda  autonoma
  Terme  di  Acireale, al fine di attivare le procedure  di  cessione
  alla  Regione  siciliana  delle  quote  detenute  nelle  rispettive
  società,  hanno trasmesso apposite relazioni atte a  riassumere  le
  situazioni   liquidatorie   e   a  rendere   manifeste   tutte   le
  problematiche  non risolte e, ove necessario, attivare  ipotesi  di
  conferenze di servizi per la risoluzione delle problematiche.
   Va   ricordato,   inoltre,  che,  con  la   recente   introduzione
  dell'articolo 21 della legge regionale 11 del 2010,  il legislatore
  regionale  ha  reiterato  l'interesse della  Regione  siciliana  al
  rilancio  del  settore idrotermale, prevedendo proprio  per  questo
  scopo,  previa  acquisizione  da parte  della  Regione  dell'intero
  pacchetto  azionario, l'avvio delle procedure di dismissione  delle
  società  Terme  di  Acireale s.p.a. e Terme di Sciacca  s.p.a.  per
  consentire    l'affidamento   delle   attività   di   gestione    e
  valorizzazione  delle  attività  idrotermali  a  soggetti  privati,
  esperti  del  settore,  previamente ed  opportunamente  individuati
  mediante una selezione ad evidenza pubblica.
   In   considerazione  delle  necessità  di  avviare   le   attività
  normativamente assegnate a questo Assessorato, nei prossimi  giorni
  è  prevista proprio una riunione finalizzata a concordare i termini
  e  le modalità di trasferimento alla Regione siciliana delle azioni
  detenute  dalle  Aziende  autonome Terme  di  Sciacca  e  Terme  di
  Acireale,  nonché  a  tracciare le basi del successivo  adempimento
  connesso  all'avvio  della gara ad evidenza pubblica,  al  fine  di
  individuare  i  soggetti  privati  cui  affidare  la  gestione,  la
  valorizzazione ed il rilancio del settore idrotermale.
   Infine,   il   comma   2  dell'articolo  21  della  nostra   legge
  finanziaria  -  la numero 11 del 2010 -  dispone, altresì,  che  il
  personale delle società Terme di Sciacca s.p.a. e Terme di Acireale
  s.p.a.  otterrà le stesse identiche garanzie occupazionali previste
  per i dipendenti delle società che saranno dismesse in applicazione
  di  quanto previsto dall'articolo 20 della citata legge finanziaria
  di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di rispondere l'onorevole  Marinello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MARINELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  l'interrogazione è un po' datata nel tempo tant'è  che  l'assessore
  ha   aggiunto  gli  aspetti  normativi  introdotti  con  la   legge
  finanziaria.
   Mi  permetto di dire che siamo parzialmente soddisfatti , anche  a
  nome  del collega Di Benedetto che oggi non è qui in Aula, per  una
  semplice  ragione: vogliamo vedere quali saranno le vere intenzioni
  della Regione.
   Noi  auspichiamo, perché così il Parlamento ha legiferato, che  si
  provveda  con  grande  celerità a fare  questo  bando  di  evidenza
  pubblica. Ma c'è un problema, Assessore - ne approfitto essendo lei
  l'assessore  per  l'economia -, le terme, sia  di  Sciacca  che  di
  Acireale,  che  saranno liquidate - come lei ha già avuto  modo  di
  dire  -,  sono  fortemente indebitate anche a causa  di  gravissime
  responsabilità   dei  precedenti  amministratori,  del   precedente
  Consiglio di amministrazione e di una mancata decisione  o  di  una
  assenza  di decisionismo da parte del Governo regionale precedente,
  ma  anche  di questo, nella fase iniziale, perché sono passati  già
  due anni dall'inizio della legislatura. Ed è per questa ragione che
  le  chiediamo di attivarsi con grande celerità affinché il bando di
  evidenza pubblica venga fatto e il Governo della Regione, dopo aver
  accertato  esattamente l'ammontare dei debiti da parte delle  Terme
  s.p.a.  sia di Sciacca che di Acireale vi faccia fronte con  grande
  celerità, come Regione Sicilia, perché non possiamo permetterci  di
  svendere questo patrimonio, prima ancora di metterlo in gara con il
  bando di evidenza pubblica.
   Ed   è   per  questa  ragione  che  dico  che  siamo  parzialmente
  soddisfatti.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 83 «Notizie  circa
  l'istituzione  di un ruolo speciale per il personale delle  aziende
  autonome  delle  terme di Sciacca ad Acireale, di  cui  alle  leggi
  regionali n. 17 del 2004 e n. 11 del 2007», a firma degli onorevoli
  Raia, Di Guardo e Di Benedetto.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si    passa   all'interrogazione   numero   278   «Notizie   sulle
  straordinarie  decisioni  adottate dal  consiglio  di  sorveglianza
  dell'AST», a firma degli onorevoli Cracolici e De Benedictis.
   Comunico  che  per accordo tra le parti alla stessa verrà  fornita
  risposta scritta.
   Si   passa   all'interpellanza  numero  68  «Interventi   per   la
  dismissione del polo pubblico rappresentato dal gruppo  di  società
  che fa capo all'AST s.p.a.», a firma dell'onorevole Mattarella.

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiedo che ne
  venga rinviata la trattazione.

   PRESIDENTE. Così rimane stabilito.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  860  «Iniziative  per   la
  realizzazione  a Palermo del centro direzionale della  Regione»,  a
  firma dell'onorevole Pogliese.
   Comunico  che  per accordo tra le parti alla stessa verrà  fornita
  risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 889
  «Ritiro della circolare dell'Assessore per il bilancio e le finanze
  avente ad oggetto il  patto di stabilità interno per l'anno 2009'»,
  a   firma  dell'onorevole  Gucciardi,  si  intende  presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa alla interrogazione numero 905 «Interventi a tutela  dei
  dipendenti  dell'Unicredit (ex Banco di Sicilia),  con  particolare
  riferimento  a  coloro che lavorano in provincia  di  Siracusa»,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.

   CIMINO,    assessore    per   l'economia.    Signor    Presidente,
  sull'interrogazione numero 905 abbiamo attivato i Dipartimenti  che
  stanno  seguendo  la  materia  e  per  questo  è  ancora  in   fase
  istruttoria.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, si deve accontentare di un rinvio
  di qualche giorno.
   Si  passa  all'interrogazione numero  944  «Interventi  a  livello
  nazionale a sostegno della zona franca urbana di Librino  (CT)»,  a
  firma degli onorevoli Pogliese e Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   con la legge finanziaria statale per l'anno 2007 sono state create
  in Italia le ZFU (zone franche urbane);
   le  ZFU sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita
  dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione
  di  piccole  e  microimprese. Obiettivo  prioritario  delle  ZFU  è
  favorire  lo  sviluppo  economico e sociale di  quartieri  ed  aree
  urbane   caratterizzate   da   disagio   sociale,   economico    ed
  occupazionale;

   per  accrescere  l'attività imprenditoriale e occupazionale  nelle
  ZFU,  la  legge finanziaria per l'anno 2007 prevedeva una serie  di
  incentivi  per  gli  imprenditori che avrebbero  iniziato  attività
  produttive  nelle  suddette  zone. Nello  specifico,  era  prevista
  l'esenzione  dalle imposte sui redditi, l'esenzione  dal  pagamento
  dell'IRAP,  dell'ICI e dell'IRPEF e l'esonero  dal  versamento  dei
  contributi previdenziali;

   in  questa prima fase di sperimentazione del progetto, sono  state
  individuate  22  zone in tutta Italia. In provincia  di  Catania  è
  stata indicato il quartiere Librino della città etnea;

   considerato che:

   la scelta di Librino ha ovviamente creato una serie di aspettative
  tra  la popolazione e gli imprenditori locali che, alla luce  degli
  incentivi   statali,  prevedevano  un  forte  rilancio  dell'intera
  economia   della  zona,  con  risvolti  occupazionali  di  notevoli
  dimensioni;

   tali  aspettative erano altresì avvalorate dalle risorse  previste
  dalla  finanziaria per Librino, quasi 7 milioni e  mezzo  di  euro,
  l'importo più alto fra tutte le ZFU d'Italia;

   visto che:

   con  il  decreto-legge  30  dicembre  2009,  n.  194,  il  Governo
  nazionale  ha  notevolmente depotenziato gli interventi  in  favore
  delle ZFU, modificando il regime di aiuti, svuotandolo di contenuti
  e   mettendo  a  rischio,  conseguentemente,  la  valenza   ed   il
  significato della loro stessa esistenza;

   nello specifico, le agevolazioni fiscali sono state sostituite  da
  semplici  contributi erogati dai comuni sulla  base  delle  singole
  istanze  presentate, mentre sono state soppresse le  esenzioni  dal
  pagamento di IRAP e IRPEF;

   tenuto conto che, con le modifiche apportate dal decreto-legge  n.
  194/09,  viene di fatto cancellata la validità delle ZFU.  Difatti,
  oltre  a  cancellare  l'automaticità degli interventi  che  avrebbe
  eliminato  la  burocratizzazione degli aiuti, il suddetto  decreto-
  legge n. 194/09 spoglia le ZFU della loro valenza, non incentivando
  chi dovrebbe investire il proprio denaro in attività economiche  ed
  industriali  da  realizzare in zone con enormi  carenze  sociali  e
  strutturali;

   per sapere se non ritengano utile ed urgente intervenire presso il
  Governo  nazionale  affinché  vengano ripristinati  gli  interventi
  originari  che  hanno  motivato  la creazione  delle  zone  franche
  urbane» (944).

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'economia,  onorevole
  Cimino, per fornire la risposta.

   CIMINO,    assessore    per   l'economia.    Signor    Presidente,
  all'interrogazione   dell'onorevole   Pogliese   riguardante    gli
  interventi a livello nazionale a sostegno della zona franca  urbana
  di  Librino,  si risponde facendo presente che il D.L. 30  dicembre
  2009,  n.  194, convertito con legge 26 febbraio 2010,  n.  25,  ha
  ripristinato  la  misura  agevolativa  nella  versione   originaria
  secondo  quanto stabilito nel comma 340 e seguenti dell'articolo  1
  della legge del 27 dicembre 2006, n. 296.
   In  sede  di  conversione, l'unica modifica apportata  alla  sopra
  citata  legge  296  del  2006 riguarda la  dotazione  di  cinquanta
  milioni  di  euro  per  ciascuno  degli  anni  2008  e  2009,   che
  costituisce il tetto massimo di spesa.
   L'individuazione  delle singole zone franche urbane,  fra  cui  la
  zona  di  Librino nella città di Catania, resta pertanto invariata,
  perché così già era stato stabilito.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  intervengo   per  dichiararmi  insoddisfatto  della  risposta   del
  Governo,  anche perchè non abbiamo capito quali siano le intenzioni
  del  Governo  e  quali siano, soprattutto, gli  interventi  che  il
  Governo  regionale vuole mettere in atto a tutela e a difesa  delle
  zone franche urbane della nostra Isola.

   PRESIDENTE.  Per  assenza  dall'Aula  dei  rispettivi   firmatari,
  l'interrogazione  numero 1030 «Iniziative  volte  alla  tutela  dei
  lavoratori  della  società Tributi Italia», a firma  dell'onorevole
  Faraone, e l'interrogazione numero 1038 «Notizie circa lo stato  di
  attuazione  della  legge  regionale 17 novembre  2009,  numero  11,
  recante   Crediti  di  imposta  per nuovi  investimenti  e  per  la
  crescita  dimensionale  delle imprese'», a  firma  degli  onorevoli
  Panepinto  e  Galvagno, si intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1080 «Interventi  a  sostegno
  delle  piccole  e medie imprese siciliane tramite  il  sistema  dei
  confidi», a firma dell'onorevole Corona. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   i  confidi siciliani, almeno quelli i cui settori preminenti  sono
  quelli  del  commercio e dell'artigianato, in  questi  ultimi  anni
  stanno  vivendo  una situazione paradossale:  se  da  un  lato  una
  moltitudine di voci (politiche, istituzionali, economiche, ecc.) si
  sono unite in un coro concorde nell'indicarli come unico vero mezzo
  di  sostegno finanziario agevolato per le piccole e medie  imprese,
  capace   di  mitigare  i  presunti  nefasti  effetti  di   Basilea,
  dall'altro una serie sempre più pressante di normative li costringe
  ad assolvere ad adempimenti non propri e spesso inutili;

   considerato che nel clima di costante incertezza in cui i  confidi
  siciliani  sono  stati  costretti a svolgere  il  loro  sempre  più
  confuso ruolo, spicca 'per pericolosità' la consumata scadenza  del
  bando  relativo al contributo in conto interessi per  l'anno  2008.
  Tale scadenza è stata anticipata all'1 marzo, rispetto quella in un
  primo  tempo prevista per il 14 aprile, grazie al fatto che  ancora
  una   volta  l'Assessorato  preposto  ha  disatteso  il  più  volte
  richiesto, concordato e mai applicato tavolo di concertazione con i
  confidi convenzionati, avendo convocato un incontro unilaterale con
  le  sole  banche  dalle quali ha ricevuto assicurazioni  circa  una
  tempestiva e pronta consegna dei tabulati; cosa dimostratasi,  alla
  luce  dei risultati, non veritiera con consegne parziali a  ridosso
  della  scadenza  e,  in  alcuni casi, con  elaborati  tali  da  non
  consentire il caricamento massivo dei dati;

   ritenuto  che ciò comporterà, per migliaia di aziende isolane,  la
  perdita del contributo de quo;

   assunto  che  da  voci  di  corridoio, che  rivestono  dignità  di
  ufficialità   in   quando   diramate  dallo   stesso   Assessorato,
  sembrerebbe   che  l'importo  complessivo  delle   pur   incomplete
  (mancanti  cioè di numerosissime imprese) richieste  di  contributo
  presentate  dai  confidi  sia di gran  lunga  maggiore  alla  somma
  stanziata  in  bilancio per l'anno 2008, che risulta sufficiente  a
  coprire appena il 20 per cento dell'importo necessario;

   a  ciò  si  aggiunge che il contributo in conto interessi relativo
  all'anno  2007,  anche  questo  di competenza  dell'ex  Assessorato
  Bilancio,   ora  Assessorato  Economia,  non  abbia  più  copertura
  finanziaria;

   verificato  che i cosiddetti 'contributi pregressi',  quelli  cioè
  relativi   agli  anni  2003/2006,  la  cui  competenza  è   dell'ex
  Assessorato  Cooperazione ora Attività produttive,  sono  anch'essi
  stagnanti,  pur godendo di copertura finanziaria, grazie  al  fatto
  che la carenza di personale non consente di istruire le richieste a
  suo  tempo  presentate  dai  confidi, che  dovranno  ritirarle  per
  procedere ad ulteriori analoghe richieste attraverso la piattaforma
  la cui proprietà esclusiva è rivendicata dall'Assessorato Economia,
  che   non  può  (o  non  vuole)  cederla  all'Assessorato  Attività
  produttive  che,  a sua volta dovrà acquistarla sborsando  fior  di
  decine di migliaia di euro;

   ritenuto inoltre che:

   la  'costrizione' della raccolta dei più svariati dati imposta  ai
  confidi dall'Assessorato non ha, in molti casi, motivo di essere ed
  ha  comportato  una  triplicazione della  produzione  del  cartaceo
  rendendo,   al  contempo,  elefantiaca  e  dispendiosa   tutta   la
  procedura;

   accertato  che  solo in Sicilia impera la legge del 'de  minimis',
  che  impedisce  l'erogazione  ai  confidi  di  contributi  pubblici
  superiori    a    euro   200.000,00,   atti    a    sostenere    la
  patrimonializzazione dei confidi stessi. Nel  resto  d'Italia  tali
  contributi  pubblici  sono concessi senza  alcuna  limitazione  con
  procedure varie;

   osservato che i confidi industriali hanno ricevuto i contributi in
  conto interessi fino all'anno 2006 ;

   per sapere:

   se   intendano  attivare  nella  prossima  sessione  di   bilancio
  politiche  finalizzate alla copertura totale della spesa  derivante
  dalle domande presentate in base alla normativa regionale, che  per
  il  2008  ammonta  a  circa  50 milioni di  euro,  e  nel  contempo
  rivolgere  inoltre  la giusta attenzione del  Governo  regionale  a
  sostegno  del mondo delle piccole e medie imprese, consentendo  non
  solo  il  mantenimento  degli standard occupazionali  ma  anche  il
  rilancio delle attività economiche;

   se  non  ritengano, al fine di non vanificare le legittime  attese
  delle  imprese siciliane, di provvedere alla riapertura dei termini
  per  la  presentazione  delle istanze  per  il  contributo  2008  e
  completare  finalmente,  nel  rispetto  alla  normativa  regionale,
  l'istruttoria   delle  pratiche  relative  agli   anni   precedenti
  prevedendone in finanziaria la conseguente copertura,  al  fine  di
  rispondere  alle  attese degli imprenditori  che  ancora  aspettano
  l'erogazione dei contributi in conto interessi relativi  agli  anni
  dal 2003 al 2007». (1080)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'economia,  onorevole
  Cimino, per  fornire la risposta.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'avviso  per l'attuazione degli  interventi  in  favore
  delle  imprese associate ai Consorzi di garanzia fidi, per concorso
  sugli  interessi delle operazioni finanziarie, di cui  all'articolo
  11,  comma  1, della legge regionale 21 settembre 2005,  n.  11,  è
  stato  pubblicato in data 22 giugno 2009 e prevedeva quale  termine
  ultimo  per  la presentazione delle istanze quello del  30  ottobre
  2009.
   Successivamente,  in  data  29 settembre  2009,  a  seguito  delle
  difficoltà  rappresentate da Assoconfidi relativamente al  rispetto
  dei  termini previsti per la presentazione delle istanze,  a  causa
  del  mancato  o  tardivo  rilascio della necessaria  documentazione
  bancaria  da parte di taluni Istituti di Credito, l'Amministrazione
  regionale ha concesso una prima proroga al 10 febbraio 2010  ed  in
  seguito, su sollecito degli stessi Confidi, una seconda proroga per
  l'1 marzo 2010.
   Contemporaneamente, l'Assessorato dell'Economia ha convocato sia i
  Confidi  che gli Istituti bancari per sollecitare questi ultimi  al
  rilascio   tempestivo   della   documentazione   propedeutica    al
  caricamento dei dati.
   Pertanto,  proprio alla luce di quanto sin qui esposto,  risultano
  inesatte le affermazioni contenute nella interrogazione, secondo le
  quali  la  scadenza  del  bando relativo  al  contributo  in  conto
  interessi  per l'anno 2008, fissata per il 14 aprile 2010,  sarebbe
  stata  anticipata  all'1 marzo 2010, ed inoltre appare  ben  chiaro
  che,  a  causa  delle continue richieste di proroga  da  parte  dei
  Confidi,  l'Amministrazione regionale è stata costretta a ritardare
  l'iter  amministrativo  previsto, sia per  l'erogazione,  in  tempi
  rapidi,  dei contributi in conto interessi relativi all'anno  2008,
  sia anche per la definizione di tutte le procedure connesse.
   Per quanto riguarda la copertura finanziaria per gli interventi in
  favore  delle imprese associate ai Consorzi di garanzia  fidi,  per
  concorso  sugli interessi delle operazioni finanziarie  per  l'anno
  2007, si fa presente che, a causa di un ricorso al TAR, proposto da
  un   Consorzio  fidi  che  ha  visto  l'Amministrazione   regionale
  soccombente,  sono  stati annullati tutti gli  atti  connessi  agli
  avvisi per le agevolazioni relative all'anno 2007, venendo meno, di
  conseguenza,  la copertura finanziaria.
   Tali  avvisi  saranno  pubblicati non appena saranno  reperite  le
  necessarie risorse.
   La  piattaforma  telematica Fidiweb, ideata e  realizzata  per  la
  gestione   degli  interventi  agevolativi  previsti   dalla   legge
  regionale  11  del  2005,  potrà essere utilizzata  dai  vari  rami
  dell'Amministrazione  regionale. Infine,  per  quanto  riguarda  il
  punto  posto dall'onorevole Corona, relativo all'ingente produzione
  di  documentazione cartacea imposta ai Confidi, si specifica che la
  stessa  viene  limitata soltanto alla documentazione bancaria  che,
  per  legge,  deve  essere  prodotta, avendo  un  valore  probatorio
  mentre,  per  il  resto delle informazioni richieste,  si  utilizza
  proprio  il  sistema Fidiweb attraverso il quale  vengono  inseriti
  online  i  dati  necessari  alla presentazione  delle  istanze  per
  l'erogazione del finanziamento.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Corona   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, utilizzando  questa
  occasione vorrei raccomandare all'assessore di seguire con maggiore
  interesse,  anche dal punto di vista politico, i Confidi  siciliani
  che,  come ben sa, svolgono un ruolo importante e fondamentale,  in
  un momento di crisi economica, di supporto alle migliaia di imprese
  siciliane per agevolare i finanziamenti da parte delle banche.
   Certamente la Regione siciliana, e quindi l'Assessorato,  dovrebbe
  farsi  maggiore  carico nel tentare di ottenere  una  risposta  più
  sollecita  da  parte  delle  banche,  soprattutto  in  termini   di
  documentazione, perché se molte pratiche non sono state  presentate
  per  ottenere i benefici previsti dalla legge, è perché ancora oggi
  molti  istituti di credito non sono stati puntuali nel  fornire  la
  documentazione necessaria affinché le imprese potessero  godere  di
  tali benefici, cioè l'abbattimento del 60 per cento degli interessi
  sostenuti. E ricordo che parliamo di un mondo economico  che  è  in
  grande difficoltà.
   Assessore,  le  raccomando  di  tentare  di  impinguare  il  fondo
  relativo  al  rimborso  degli  interessi  per  quanto  riguarda   i
  finanziamenti  che  oggi non è possibile fare  nella  misura  delle
  richieste  presentate, perché pare - lei non  si  è  soffermato  su
  questo  dato  - che la risposta potesse essere data  al  venti  per
  cento  delle  imprese  che hanno presentato la  documentazione  nei
  tempi previsti.
   Bisognerebbe  aumentare questa percentuale,  avvicinandola  quanto
  più  possibile al 100 per cento dei rimborsi e poi, per il  futuro,
  operare  un  tentativo  affinché le banche -  che  sono  certamente
  meglio attrezzate dal punto di vista logistico e dal punto di vista
  strutturale  rispetto ai Consorzi fidi siciliani, che già  svolgono
  un pesante ruolo in questa direzione - si facciano carico di essere
  puntuali  nel  presentare la documentazione necessaria  prevista  e
  che,  se  non  ci  dovessero  essere risposte  concrete  in  questa
  direzione,  i  Consorzi  fidi siano esenti  da  responsabilità  nei
  confronti delle imprese che rappresentano.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'interrogazione numero
  1101   «Notizie   sui  criteri  adottati  dalla  Giunta   regionale
  nell'individuazione   delle   zone   franche   urbane»,   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   la  Regione siciliana ha provveduto all'individuazione delle  aree
  che  potranno  usufruire delle agevolazioni fiscali previste  dalla
  legge finanziaria approvata dal Governo nazionale nel 2007, con  la
  quale sono state istituite le zone franche urbane;

   la Giunta regionale ha individuato solo 12 aree, appartenenti a  6
  province  su  9,  mentre sono rimaste escluse le  rimanenti  3,  da
  sottoporre   alla  valutazione  del  Ministero  per   lo   sviluppo
  economico,   per   la  definitiva  approvazione  ed   il   relativo
  finanziamento;

   in  seguito alle scelte del Governo regionale, solo nelle province
  di  Siracusa, Ragusa ed Enna, nonostante presentino vaste sacche di
  povertà e di mancata inclusione sociale, nonché rilevanti tassi  di
  inoccupazione, non sono state individuate aree idonee e meritevoli,
  secondo  la  valutazione del Governo regionale,  di  usufruire  dei
  vantaggi stabiliti dal legislatore nazionale;

   le  zone  franche  urbane  sono state  istituite  dal  legislatore
  nazionale  allo  scopo  di agevolare le aree  comunali  di  piccole
  dimensioni,  dove  concentrare programmi di  defiscalizzazione  per
  l'insediamento di piccole e medie imprese;

   la  norma  invocata  prevede tra le tante agevolazioni  contributi
  sociali  a  favore  di datori di lavoro per la malattia  e  per  la
  maternità;

   visto che:

   in  più  occasioni  e da più parti politiche e sindacali  l'intero
  triangolo  industriale  della provincia di  Siracusa,  formato  dai
  comuni  di  Priolo, Melilli e Augusta, oltre al quartiere Mazzarona
  della  città di Siracusa, era stato considerato meritevole di poter
  usufruire di dette agevolazioni;

   dalle   unanimi  considerazioni  e  valutazioni  era   addirittura
  maturata  l'intenzione  di richiedere il  riconoscimento  di  'zone
  franche  urbane'  per  quasi  tutti i  comuni  della  provincia  di
  Siracusa, ed in particolare per quelli interessati dal decreto  per
  il piano di risanamento ambientale;

   per sapere:

   in  primo luogo, quali siano stati i criteri adottati dalla Giunta
  regionale  nell'individuazione  delle  aree  da  destinare  a  zone
  franche urbane;

   se  e  quali  comuni  delle province di Siracusa,  Enna  e  Ragusa
  abbiano presentato le relative domande;

   nel  caso  in cui le province di Siracusa, Enna e Ragusa  avessero
  presentato  le  relative  domande, perché  nessuna  area  di  dette
  province  sia  stata  inserita, nonostante  il  forte  ed  evidente
  disagio   sociale  ed  economico  che  interessa  i  territori   in
  questione». (1101)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'economia,  onorevole
  Cimino, per fornire la risposta.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, voglio ricordare all'onorevole Vinciullo che anche  nella
  legge  finanziaria  abbiamo attivato alcuni percorsi  per  le  zone
  franche  urbane  e  ben  sa  che,  purtroppo,  buona  parte   delle
  competenze   sulla  fiscalità  di  vantaggio  sono  del  Parlamento
  nazionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per accordo fra  le  parti,  alle
  interrogazioni  numero  1101 «Notizie sui  criteri  adottati  dalla
  Giunta  regionale  nell'individuazione delle zone franche  urbane»,
  dell'onorevole Vinciullo, e numero 1107 «Iniziative  per  rimediare
  all'omessa presentazione, da parte delle società partecipate  della
  Regione siciliana, della documentazione richiesta dalla Commissione
  'Bilancio'   dell'ARS»,   degli  onorevoli   Vinciullo,   Pogliese,
  Buzzanca, Caputo e Falcone, verrà fornita risposta scritta.
   Si  passa  alla interrogazione numero 1108 «Misure per evitare  il
  rischio  concreto  di sperperare circa tre milioni  di  euro  e  di
  mortificare  centinaia di docenti e centinaia  di  associazioni  di
  Protezione civile», a firma degli onorevoli Vinciullo ed altri.  Ne
  do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   a  quanto  si  legge  dagli  organi  di  stampa,  il  Dipartimento
  regionale  della  Protezione civile avrebbe  deciso  di  sperperare
  circa  tre milioni di euro, provenienti dai fondi europei di agenda
  2007,   per   'diffondere  le  conoscenze   sui   rischi   sismico,
  idrogeologico, vulcanico API e degli incendi e i corretti metodi di
  comportamento';

   a  quanto  pare, per presentare le offerte di partecipazione  alla
  gara (ancora da bandire?) ci sarà tempo fino al 17 maggio prossimo,
  nonostante risulti che il bando non sia stato mai pubblicato  sulla
  GURS;

   a  quanto  sembra,  a  realizzare il  progetto  sarà  'un'impresa,
  singola  consorziata, che si aggiudicherà la  gara,  bandita  dalla
  Regione';

   considerato che:

   già  da  anni,  tutte  le istituzioni scolastiche  siciliane  sono
  impegnate,   nel   rispetto   della   loro   autonomia   didattica,
  riconosciuta  dallo  Stato  e di conseguenza  anche  dalla  Regione
  siciliana,  in azioni tese a sviluppare nei giovani,  nei  docenti,
  nel  personale  non  docente  e nei genitori  una  coscienza  della
  prevenzione  sismica,  idrogeologica, vulcanica,  degli  incendi  e
  nelle  zone  industriali  del  rischio  legato  all'attività  delle
  società che operano in questo settore;

   in ogni scuola vi è almeno un docente referente di questo progetto
  educativo che, ora, all'improvviso, dopo anni di assoluto  silenzio
  e  disinteresse,  vorrebbe  essere  realizzato  direttamente  dalla
  Regione  siciliana.  Docente  che ha partecipato,  quasi  sempre  a
  proprie   spese,  a  convegni,  corsi  di  formazione  e  seminari,
  acquisendo capacità e conoscenze specifiche legate alla sicurezza e
  alle   caratteristiche   geomorfologiche   e   antropologiche   del
  territorio dove opera e vive;

   un  provvedimento  del genere, che andrebbe  a  mortificare  tutte
  queste    capacità    e   conoscenze,   deve   essere    concordato
  preventivamente  con  le singole istituzioni scolastiche,  operanti
  sul  territorio  della Regione siciliana, per  evitare  di  violare
  l'autonomia   scolastica  riconosciuta  alle  singole   istituzioni
  scolastiche dalla legge;

   il progetto, che il Governo regionale vorrebbe finanziare, prevede
  la  formazione  di 'figure di esperti e animatori',  che  sono  già
  presenti in ogni istituzione scolastica;

   in  questo  modo, oltre a penalizzare i docenti referenti  per  la
  prevenzione  in  ogni  singolo istituto, si mortificano,  oltre  ai
  dipendenti  dei  comuni  e delle province che  da  anni  seguono  i
  progetti,  soprattutto  le centinaia di associazioni  di  volontari
  della Protezione civile che da anni sono impegnati, con passione  e
  spirito  di abnegazione, senza percepire alcun consenso, nell'opera
  meritoria  di  coinvolgimento  delle  scolaresche  in  progetti  di
  prevenzione dei rischi de quibus;

   il progetto educativo del Governo, in modo assurdo e inconcepibile
  per  un Dipartimento regionale della Protezione civile, non prevede
  fra  i rischi anche quello industriale, che - non occorre ricordare
  -  in Provincia di Siracusa, Caltanissetta e Messina è pari, se non
  superiore, a quello degli altri rischi elencati dai giornali;

   preso   atto  che  il  provvedimento  in  questione  non  è  stato
  concordato  con  la  sovrintendenza  scolastica  regionale,  organo
  periferico  del Ministero della pubblica istruzione e  referente  a
  livello regionale di tutte le istituzioni scolastiche presenti  nel
  territorio della Regione siciliana;

   per sapere:

   i  motivi per i quali, anziché destinare queste somme alle singole
  istituzioni scolastiche e alle associazioni regionali di Protezione
  civile,  abbiano deciso di sperperare il pubblico denaro in  questa
  campagna  di promozione che si andrebbe a sovrapporre a quella  già
  attuata in ogni singolo istituto scolastico;

   come pensino di evitare l'insorgere di un naturale contenzioso con
  gli  istituti scolastici che non intendano, giustamente, rinunciare
  alla  propria  autonomia  e non accetteranno  l'imposizione  di  un
  progetto  educativo per gli studenti che nasce dalla mortificazione
  sistematica  del lavoro svolto, con tanta passione  e  senza  alcun
  compenso,  per anni, da centinaia di docenti siciliani e  personale
  non docente;

   i  motivi per quali, in questo progetto educativo, si siano volute
  scientificamente escludere le associazioni di protezione civile che
  da  anni,  a  titolo  assolutamente gratuito,  collaborano  con  le
  singole  istituzioni  scolastiche  e  con  gli  enti  locali,  alla
  realizzazione di progetti educativi sulla sicurezza;
   se  non  ritengano necessario ed indispensabile ritirare il citato
  provvedimento  e  destinare queste ingenti  somme  a  tutte  quelle
  istituzioni  scolastiche che, di concerto  con  le  prefetture,  le
  province  ed  i  comuni, decideranno di sviluppare ulteriormente  i
  progetti educativi relativi ai rischi de quibus;

   infine,  come  pensino  di fare inserire, nei  piani  dell'offerta
  formativa  delle  singole  istituzioni  scolastiche,  un   progetto
  educativo che non è stato mai accettato dal collegio dei docenti, è
  sicuramente  generico, teorico e non tiene  in  alcun  conto  delle
  professionalità  acquisite  già all'interno  dei  singoli  istituti
  scolastici,  posto  che  i piani di cui sopra  sono  costati,  come
  dicevamo,  anni  di  sacrifici per i docenti referenti  e  anni  di
  investimenti per le singole istituzioni scolastiche». (1108)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per  l'economia,  onorevole
  Cimino, per fornire la risposta.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  per  un corretto inquadramento della tematica  sollevata
  con  l'interrogazione numero 1108, va precisato che il bando a  cui
  si  riferisce  è  cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito  del
  Fondo  europeo di sviluppo regionale 2007-2013, e pertanto è  stato
  prodotto  in attuazione della linea di intervento 7.1.2.10,  cui  è
  coerente secondo le disposizioni comunitarie.
   In particolare, tale linea d'intervento, proposta dal Dipartimento
  della  Protezione civile all'atto della definizione  del  Programma
  Operativo,  il  cui  bando è stato concertato con  il  Dipartimento
  della   Pubblica   istruzione,  nonché  con  l'Ufficio   scolastico
  regionale, mira a fornire uno strumento di informazione complessivo
  dei   rischi   accrescendo   la   cultura,   l'educazione   e    la
  sensibilizzazione  in  tema  di  protezione  civile  nelle  giovani
  generazioni,  articolata  in  tre  fasi  fondamentali:  previsione,
  prevenzione e soccorso.
   Si  tratta di una delle linee di intervento considerate settoriali
  dall'Asse   7   Governance,  capacità  istituzionali  e  assistenza
  tecnica ,  la cui attuazione si intesta ai dipartimenti  competenti
  per  materia,  ed  in  questo caso il Dipartimento  responsabile  è
  quello  della  Protezione civile, e l'onorevole Vinciullo  dovrebbe
  ricordarlo dalla sua esperienza ante parlamentare.
   Fatta  questa premessa, nel merito va rilevato che né gli istituti
  scolastici né le associazioni di volontariato di protezione  civile
  rientrano tra i beneficiari dell'Asse 7 del PO FESR. Inoltre, com'è
  ampiamente    noto,    il   Fondo   FESR   cofinanzia    interventi
  infrastrutturali e le azioni trasversali a supporto dell'attuazione
  dei  Programmi  operativi che beneficiano del  relativo  contributo
  comunitario.
   Gli  istituti scolastici possono ricevere finanziamenti dal  Fondo
  sociale  attraverso le azioni già previste sia  dal  Fondo  sociale
  europeo sia dal Piano operativo nazionale scuola.
   Alla luce di quanto sopra esposto, è bene ribadire che il bando in
  parola  è stato concertato nelle sedi previste dal documento  Linee
  guida  per l'attuazione del PO FESR Sicilia 2007-2013, i cosiddetti
  Tavoli   tecnici   e   partenariali,  con  i   rappresentanti   del
  Dipartimento   regionale   della  Programmazione   e   dell'Ufficio
  scolastico    regionale,   nonché   del   Dipartimento    regionale
  dell'Istruzione,  e  ha  recepito tutte le  istanze  pervenute  dai
  singoli enti coinvolti.
   In  particolare, il capitolato tecnico tiene conto  dell'autonomia
  delle  istituzioni  scolastiche, prevedendo che il  progetto  dovrà
  coinvolgere  gli  alunni  degli  istituti  che  hanno  inserito  le
  attività di divulgazione in materia di protezione civile nel  piano
  dell'offerta formativa.
   Appare pleonastico evidenziare che una buona cultura di protezione
  civile,  articolata da personale competente e divulgata  da  idonei
  formatori,  è  di  fatto fondamentale ed è quello  che  la  Regione
  siciliana sta cercando di fare.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  dichiaro
  assolutamente   insoddisfatto  della  risposta   che   ha   fornito
  l'Assessore per l'economia, e preciso che io non avevo chiesto  una
  risposta  dall'assessore Cimino, che non ha  competenze  specifiche
  nel  settore, ma dal Presidente della Regione, dal momento  che  ha
  tenuto per sé la delega alla Protezione civile.
   Oggi,  quindi, doveva essere il Presidente Lombardo  a  venire  in
  Aula per rispondere a questa interrogazione, attraverso la quale si
  vuole impedire lo sperpero di tre milioni di euro.
   L'assessore Cimino ha ragione quando dice che questo è un progetto
  cofinanziato  con i fondi della Regione, ma nessuno impedisce  alla
  Regione   di   destinare  queste  somme  a  tutte  le   istituzioni
  scolastiche presenti nella nostra Isola, che da anni portano avanti
  un  progetto  di protezione civile che vede i docenti, i  genitori,
  gli alunni, il personale non docente e le centinaia associazioni di
  protezione  civile,  che  lavorano nel nostro  Paese,  svolgere  la
  stessa attività a titolo assolutamente gratuito.
   Quando  il ministro Tremonti accusa qualche governatore o  qualche
  presidente  di  Regione del Sud di disperdere i fondi  che  vengono
  dalla  Regione,  questo è un caso emblematico, è un  caso  di  mala
  amministrazione, per cui si consente di sperperare tre  milioni  di
  euro anziché destinarli alla programmazione e alla prevenzione  dei
  rischi sismici nella nostra Isola.
   L'assessore per la pubblica istruzione ha dichiarato  che  il  suo
  assessorato non è stato mai coinvolto, e la stessa cosa dicasi  per
  la  Sovrintendenza scolastica regionale, dove nessuno sa  nulla  di
  questo  progetto  che sta portando avanti la Regione.  Ma  la  cosa
  ancora   più  grave  l'abbiamo  ascoltata  poc'anzi  dall'assessore
  Cimino,  quando ha parlato di POF, di Piano dell'Offerta Formativa:
  siccome in Italia le unità scolastiche hanno autonomia dal punto di
  vista  didattico,  nessun  soggetto esterno,  nemmeno  la  Regione,
  nemmeno  lo Stato, può intervenire nel Piano dell'Offerta Formativa
  di una scuola per stabilire cosa deve fare e cosa non deve fare. E,
  cosa  ben più grave, se nel POF è inserito già un progetto  ed  una
  programmazione  dell'attività  di  educazione  al  rischio  sismico
  ambientale  e  alla prevenzione, non si capisce  per  quale  motivo
  dovrebbe  intervenire la Regione mettendo mano anche ai  soldi  dei
  contribuenti con tre milioni di euro.
   Voglio ricordare che non si tratta soltanto di fondi europei,  che
  possiamo  sperperare,  ma si tratta anche  di  fondi  della  nostra
  Regione, una Regione dove c'è fame, c'è disperazione, dove ci  sono
  disoccupati, dove ci sono precari che non riusciamo a sistemare.
   Non ce l'ho con l'assessore Cimino, che oggi è stato incaricato  -
  penso  anche  contro  la  sua volontà - di  venire  qui  e  fornire
  risposte non veritiere, non conducenti a quella che è la corretta e
  la buona amministrazione della cosa pubblica.
   Assessore, credo che anche lei, che nel passato è stato  assessore
  alla  protezione civile, oggi guardi con qualche sospetto a  questo
  bando,  a cui potranno partecipare solo pochi e dove l'attività  di
  programma  è  solo  ed esclusivamente quella di realizzare  qualche
  maglietta:  non abbiamo bisogno di magliette nelle scuole   Abbiamo
  bisogno  di  investimenti veri, di investimenti certi, che  possano
  riqualificare il nostro personale. Non abbiamo bisogno di gente che
  non   ha  nessuna  capacità  di  portare  avanti  un  progetto   di
  riqualificazione all'interno della scuola.
   Per  questo motivo, assessore, la invito a riguardare attentamente
  gli  elementi   che  le hanno fornito gli uffici,  a  guardare  con
  attenzione  a  questo  bando. Le chiedo, altresì,  di  sospenderlo,
  anche   perché   le   singole  istituzioni   scolastiche   potranno
  impugnarlo, essendo un bando che viola leggi, che viola l'autonomia
  delle scuole siciliane, che mortifica la scuola siciliana.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  assenza   dall'Aula   dei
  rispettivi  firmatari,  le interrogazioni numero  1133  «Interventi
  presso la Serit Sicilia s.p.a. per accertare eventuali irregolarità
  nei  confronti dei contribuenti», dell'onorevole Cintola, e  numero
  1189  «Chiarimenti sulla gestione del consorzio ASI di  Agrigento»,
  dell'onorevole Di Benedetto, si intendono presentate con  richiesta
  di risposta scritta.
   Lo  svolgimento  delle interrogazioni numero  1210  «Rimodulazione
  delle  risorse  destinate  alle aree  artigianali»  e  numero  1215
  «Iniziative  per  accelerare  le  procedure  di  spesa  dei   fondi
  comunitari  in Sicilia», entrambe a firma dell'onorevole Vinciullo,
  è rinviato ad altra seduta.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
                             integrazioni
        alla normativa regionale in materia di appalti» (568/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  terzo  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numero 568/A «Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
      Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici relativi a
                      lavori, servizi e forniture
  e Osservatorio regionale dei contratti pubblici relativi a lavori,
                          servizi e forniture

   l.  All'articolo  4  della legge 11 febbraio 1994,  n.  109,  come
  introdotto dall'articolo 3 della legge regionale 2 agosto 2002,  n.
  7  e  successive modifiche e integrazioni, la rubrica è  sostituita
  dalla  seguente:  Autorità per la vigilanza sui contratti  pubblici
  relativi a lavori, servizi e forniture e Osservatorio regionale dei
  contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture'  e  sono
  apportate le seguenti modifiche:
   a) i commi 17, 18, 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26 sono sostituiti dai
  seguenti:

   17. Le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori o realizzatori
  sono tenuti a comunicare all'Osservatorio regionale di cui al comma
  21, per i contratti di importo superiore a centocinquantamila euro,
  secondo  le  modalità rese note dallo stesso Osservatorio  d'intesa
  con l'Autorità:

   a)   entro  trenta  giorni  dalla  data  di  aggiudicazione  o  di
  definizione  della  procedura  negoziata,  i  dati  concernenti  il
  contenuto  dei  bandi,  dei verbali di gara, i  soggetti  invitati,
  l'importo di aggiudicazione, il nominativo dell'affidatario  e  del
  progettista;

   b)  limitatamente ai settori ordinari, entro sessanta giorni dalla
  data  del loro compimento ed effettuazione, l'inizio, gli stati  di
  avanzamento   e  l'ultimazione  dei  lavori,  servizi,   forniture,
  l'effettuazione del collaudo e l'importo finale. Per gli appalti di
  importo inferiore a 500 mila euro non è necessaria la comunicazione
  dell'emissione  degli stati di avanzamento. Le norme  del  presente
  comma  non si applicano ai contratti di cui agli articoli  19,  20,
  21, 22, 23, 24, 25 e 26 del decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
  163  e successive modifiche e integrazioni, per i quali le stazioni
  appaltanti  e  gli  enti aggiudicatori trasmettono all'Osservatorio
  regionale,  entro  il  31 gennaio di ciascun  anno,  una  relazione
  contenente il numero e i dati essenziali relativi a detti contratti
  affidati  nell'anno  precedente,  secondo  le  modalità  rese  note
  dall'Osservatorio regionale, d'intesa con l'Autorità.  Il  soggetto
  che  ometta, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti
  è  sottoposto,  anche su segnalazione dell'Osservatorio  regionale,
  con  provvedimento dell'Autorità, alla sanzione amministrativa  del
  pagamento di una somma fino a 25.822 euro. La sanzione è elevata  a
  51.545 euro se sono forniti dati non veritieri.

   18. I dati di cui al comma 17 relativi a lavori, forniture di beni
  e  di  servizi di interesse regionale, provinciale e comunale, sono
  comunicati  all'Osservatorio regionale di cui al comma  21  che  li
  trasmette all'Autorità.

   20.  L'Assessore regionale per le infrastrutture e la  mobilità  è
  autorizzato a stipulare, previo parere della competente commissione
  legislativa    dell'Assemblea   regionale    siciliana,    apposita
  convenzione con l'Autorità per la vigilanza sui contratti  pubblici
  di  lavori,  servizi e forniture per l'assolvimento, nel territorio
  della  Regione,  dei  compiti  e  delle  funzioni  cui  l'organo  è
  preposto,    fermo   restando   l'obbligo   della    collaborazione
  dell'Osservatorio  regionale di cui al  comma  21  con  la  sezione
  centrale  dell'Osservatorio  dell'Autorità  per  la  vigilanza  sui
  contratti  pubblici relativamente allo svolgimento dei  compiti  ad
  esso specificamente attribuiti quale sezione regionale.

   21.  L'Osservatorio per l'accelerazione e la qualificazione  della
  spesa pubblica di cui all'articolo 22 della legge regionale 7 marzo
  1997,  n.  6  e  successive  modifiche e  integrazioni,  assume  la
  denominazione di Osservatorio regionale dei contratti  pubblici  di
  lavori,  servizi  e  forniture, di seguito denominato  Osservatorio
  regionale dei contratti pubblici.

   22.  L'Osservatorio  regionale dei contratti pubblici  costituisce
  ufficio  speciale  posto  alle  dirette  dipendenze  dell'Assessore
  regionale per  le infrastrutture e le mobilità. Al predetto ufficio
  speciale è preposto un dirigente regionale. In considerazione della
  tipicità  e  stabilità delle funzioni di controllo e vigilanza,  di
  impulso,  di  indirizzo e di coordinamento in materia di  contratti
  pubblici  di  lavori, servizi e forniture in Sicilia, la  dotazione
  organica  dell'Osservatorio  regionale  dei  contratti  pubblici  è
  determinata  in almeno cinquanta unità, facenti parte dell'organico
  regionale e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.
   23. L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici è lo strumento
  tecnico-gestionale  della Regione per lo svolgimento  di  tutte  le
  attività  ed i compiti previsti dalla presente legge.  Al  fine  di
  massimizzare l'efficienza e minimizzare l'onere di trasmissione dei
  dati  da  parte  delle  stazioni  appaltanti  di  cui  al  comma  2
  dell'articolo  2,  al  solo Osservatorio  regionale  dei  contratti
  pubblici compete la raccolta delle informazioni relative all'intero
  ciclo di realizzazione dei contratti pubblici di lavori, servizi  e
  forniture,  in particolare alla fase di programmazione, esperimento
  della   gara  di  appalto,  affidamento,  esecuzione,  collaudo   e
  gestione.  Tutti i soggetti di cui all'articolo 2, comma  2,  hanno
  l'obbligo   di   rapportarsi  esclusivamente   con   l'Osservatorio
  regionale  per  la  raccolta delle informazioni  utili  ai  servizi
  informativi e statistici.

   24.  L'Osservatorio  regionale dei contratti  pubblici  opera  con
  strumentazioni  informatiche nel rispetto di  standard  comuni  che
  consentano  l'interscambio  delle informazioni  con  l'Osservatorio
  centrale e garantisce l'accesso agli altri osservatori regionali ed
  ai  vari  soggetti  istituzionali,  anche  a  livello  nazionale  e
  comunitario, che debbano accedere o utilizzare le informazioni.

   25.  L'Osservatorio regionale dei contratti pubblici  opera  anche
  avvalendosi del supporto tecnico e strumentale di soggetti esterni,
  pubblici  e  privati, al fine di ottimizzare  qualità  e  costi  di
  gestione.

   26.  L'Osservatorio  regionale dei  contratti  pubblici  svolge  i
  seguenti compiti:

   a)  rileva  e  raccoglie  informazioni  e  dati  statistici  sulle
  modalità  di  esecuzione e sui risultati degli appalti  di  lavori,
  servizi  e  forniture  e  sul rispetto delle  normative  statali  e
  regionali in materia e di quelle sulla sicurezza e sulla tutela del
  lavoro  nonché delle disposizioni vigenti in materia di subappalto,
  di  contrattazione collettiva e di prevenzione degli infortuni.  In
  particolare, oltre ad evidenziare, sulla base dei dati acquisiti ed
  elaborati, eventuali scostamenti del costo della manodopera,  anche
  con riferimento al costo desunto dai contratti collettivi nazionali
  di  lavoro  (CCNL)  di  comparto sottoscritti dalle  rappresentanze
  sindacali  comparativamente  più rappresentative  e  dagli  accordi
  territoriali  di riferimento, compresi quelli aziendali,  rientrano
  tra i compiti dell'Osservatorio le attività relative:

   1)  alla  gestione  e  all'aggiornamento dei  dati  sui  contratti
  pubblici   mediante   la  creazione  di  un   archivio   contenente
  l'anagrafica delle stazioni appaltanti, delle imprese e degli altri
  soggetti  coinvolti nello svolgimento dell'appalto, i dati relativi
  all'impiego della manodopera ed alla tutela e sicurezza del lavoro,
  i dati relativi all'intero ciclo dell'appalto;

   2)   all'elaborazione  dei  dati  acquisiti  ed  alla  conseguente
  redazione  di appositi rapporti statistici sull'andamento  e  sulle
  caratteristiche  della  spesa  pubblica  per  lavori,   servizi   e
  forniture;

   3)  alla  definizione  di standard uniformi  di  informazioni  sui
  contratti pubblici nella realizzazione del profilo del committente;

   4) all'assolvimento, attraverso il proprio sito informatico, degli
  obblighi  di pubblicità previsti dalle lettere g) e h) del presente
  comma e dalle norme comunitarie e statali;

   b) attiva, gestisce ed aggiorna una banca dati per il monitoraggio
  dei  lavori,  delle opere, dei servizi e delle forniture  pubbliche
  eseguiti nel territorio regionale;

   c)  promuove attività di indirizzo e regolazione, anche cooperando
  con  le  altre regioni e con i competenti organismi statali, nonché
  promuove  la qualità delle procedure di appalto e la qualificazione
  degli operatori, pubblici e privati, ad esse addette, attraverso:

   1)  l'elaborazione, in collaborazione con i soggetti  interessati,
  di   linee  guida  e  documenti  di  gara  nonché  altri  strumenti
  finalizzati   a   semplificare  e  uniformare  le   procedure   per
  l'affidamento e la gestione degli appalti;

   2)  l'elaborazione  e  la  proposta di  modifiche  ai  bandi  tipo
  adottati  dall'Assessore  regionale  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità, dipendenti anche da nuove disposizioni normative;

   3)  iniziative  utili  al rispetto dei termini  di  pagamento  dei
  corrispettivi  contrattuali, a garanzia della  regolare  esecuzione
  dei contratti pubblici;

   d)  realizza  studi e ricerche, organizza convegni,  acquisisce  e
  diffonde  documentazione tecnica e dati nonché  le  buone  pratiche
  delle  stazioni  appaltanti  e degli  operatori  del  settore,  ivi
  comprese quelle relative alla responsabilità sociale delle imprese;

   e)  assicura le attività necessarie per il funzionamento del  sito
  informatico, per la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara;

   f)   espleta   attività   finalizzate   agli   approfondimenti   e
  all'uniformità  degli  indirizzi  interpretativi  in   materia   di
  contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;

   g)  espleta la pubblicazione informatica del Notiziario  regionale
  sugli  appalti  e  le  concessioni di cui alla presente  normativa'
  includente,  le  forniture di beni e di servizi,  per  la  messa  a
  disposizione  delle  stazioni appaltanti  delle  notizie  utili  in
  ordine  alla  normativa vigente in materia, alle  risultanze  delle
  gare,  alle  dinamiche  dei prezzi, alle problematiche  procedurali
  presentatesi;

   h)  assembla ed elabora i dati in suo possesso anche con procedure
  statistiche  e li rende disponibili su reti informatiche  condivise
  dagli enti locali;

   i)  cura  la  vigilanza  e  il controllo  dei  contratti  pubblici
  promuovendo  le  opportune  iniziative, ivi  compreso  l'intervento
  ispettivo  anche  attraverso  le  competenti  strutture  regionali,
  qualora  sulla  base  delle risultanze comunque acquisite  emergano
  insufficienze,   ritardi,  anche  nell'espletamento   delle   gare,
  disservizi ed ogni altra anomalia;

   l)  trasmette annualmente alla competente Commissione  legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana una relazione sull'andamento del
  settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi;

   m)    collabora,    su    richiesta   della    sezione    centrale
  dell'Osservatorio, alla determinazione dei costi standardizzati per
  tipo  di  lavoro, servizio e fornitura in relazione  al  territorio
  regionale;

   n)  richiede ai soggetti di cui all'articolo 2, comma  2,  lettera
  a),  nonché  agli operatori economici che ne siano in  possesso,  i
  documenti,  le  informazioni  e  i  chiarimenti  relativamente   ai
  contratti  pubblici. In caso di omessa o ritardata  evasione  della
  richiesta,  senza  giustificato  motivo,  l'Osservatorio  regionale
  comunica  le risultanze all'Autorità per la vigilanza sui contratti
  pubblici, ai fini sanzionatori.';

   b) il comma 27 è soppresso;

   c)  al  comma 28 le parole lavori pubblici' sono sostituite  dalle
  seguenti contratti pubblici di lavori, servizi e forniture';

   d) il comma 29 è soppresso».

   Onorevoli colleghi, come stabilito nella seduta numero 179 del  22
  giugno scorso, dichiaro aperta la discussione generale.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  mi
  sembra  assolutamente  doveroso intervenire  su  questa  iniziativa
  legislativa,  che  tratta una tematica di  grande  valenza  per  la
  nostra  economia  e  sulla quale si sono registrate,  nel  passato,
  molte  iniziative legislative - dal 1993 ad oggi credo siano  state
  sette  -,  ma  sulla quale vi è l'assoluta necessità  di  un  nuovo
  intervento, anche sulla base di alcune riflessioni che cercherò  in
  maniera molto sintetica di esternare.
   Innanzitutto il riferimento alla nuova normativa nazionale,  anche
  se  notizie  romane  ci  riferiscono che da qui  a  breve  dovrebbe
  registrarsi una parziale modifica sulla base anche di quello che  è
  stato  l'ultimo  intervento legislativo registrato  all'interno  di
  quest'Aula.  Mi  riferisco alla legge del 2008, che  ha  comportato
  alcuni oggettivi problemi nella sua applicazione, laddove ormai  in
  Sicilia  l'assegnazione  per  sorteggio  rappresenta  una  costante
  assoluta,  con  quel  famoso  7,3152  per  cento  di  ribasso  che,
  contrariamente a quello che qualcuno ha cercato di dimostrare,  non
  è  frutto di un accordo di cartello, di una turbativa d'asta,  cosa
  che  sarebbe  assolutamente impossibile nel momento  in  cui  nella
  stragrande maggioranza dei casi delle gare pubbliche di appalto  in
  Sicilia  si registra un numero di partecipanti superiore  alle  200
  imprese, ma che rappresenta l'applicazione matematica di quello che
  è contenuto all'interno di quella legge.
   Credo  che  sia  importante  un'articolata  riflessione  prima  di
  intervenire, come da qui a breve noi ci apprestiamo a  fare,  sulla
  base  di  quello  che  è lo stato di salute  di  uno  dei  comparti
  strategici della nostra economia, quale certamente quello edile.
   Ebbene,  qualche  mese fa, in quest'Aula, ebbi modo  di  esternare
  alcuni  dati  statistici, che erano stati  divulgati  dall'ANCE  in
  riferimento alla crisi congiunturale che ha riguardato  il  settore
  edile  nel  2009,  con  oltre  17.000  lavoratori  licenziati   tra
  ingegneri, carpentieri e geometri ed oltre 1.600 imprese  che  sono
  fallite o che hanno chiuso i battenti.
   Oggi, purtroppo, sono costretto a divulgare altri dati, frutto  di
  uno  studio statistico della Banca d'Italia che, qualche  settimana
  fa,  ha  presentato a Ragusa la situazione economico-sociale  della
  nostra  Regione, citando testualmente una riduzione del  numero  di
  occupati nel settore edile del 10,6 per cento - quindi, secondo  la
  Banca d'Italia, sarebbero oltre 25.000 i lavoratori licenziati  nel
  2009  -, una riduzione delle ore lavorate superiore al 15 per cento
  e  una riduzione delle gare appaltate dal 2006 superiore al 60  per
  cento.
   Qualche  giorno fa la Corte dei Conti ha fotografato,  invece,  la
  situazione  complessiva  degli  ultimi  due  anni,  registrando  un
  decremento  di  oltre  il 40 per cento, dal  2007  al  2009,  degli
  appalti  pubblici in Sicilia. Questo a significare che il  comparto
  edile  sta  conoscendo  e attraversando, in  maniera  assolutamente
  trasversale  in tutte le zone geografiche della nostra  Terra,  una
  crisi  di  immani  proporzioni che impone  articolate  riflessioni,
  anche  sulla  base  di  quello che si è registrato  all'interno  di
  quest'Aula  qualche mese fa, laddove - lo dobbiamo dire con  grande
  sincerità  -  vi  era  da  parte  del  comparto  edile  una  grande
  attenzione  e  grandi aspettative nei confronti di  un  disegno  di
  legge  fortemente voluto dal Governo Berlusconi:  mi  riferisco  al
  cosiddetto   piano casa , che è stato predisposto ed  approvato  da
  questa Assemblea, ultima regione in Italia, nel marzo del 2010.
   Un disegno di legge che doveva permettere il raggiungimento di due
  finalità:  da un lato, la riqualificazione del patrimonio  edilizio
  siciliano e, al tempo stesso, il rilancio del comparto edile.
   Ebbene,  credo  di  potere dire che quelle  aspettative  e  quelle
  finalità non sono state né verranno raggiunte nell'applicazione  di
  quel  disegno  di legge, e questo anche se l'assessore  Gentile  ha
  cercato in tutti i modi di contemperare le varie esigenze -  gliene
  do  personalmente e politicamente atto - ma credo che quello che si
  è  registrato  all'interno di quest'Aula  sia  il  naturale  frutto
  dell'anomalia,  dell'eresia di un Governo  trasversale  laddove,  a
  differenza  di  quel  che accade all'interno delle  amministrazioni
  comunali,  si va a legiferare, laddove è assolutamente  fisiologico
  che  le  differenze culturali, programmatiche, valoriali di chi  fa
  parte  del  nuovo  Governo Lombardo emergano e  facciano  esplodere
  delle contraddizioni - questo è quello che è accaduto - laddove  il
  Partito   Democratico,  coerentemente  con   la   propria   visione
  valoriale,   ha,   di   fatto,  stravolto  il  testo   inizialmente
  predisposto dal Governo Lombardo.
   Ecco  perché  credo che immaginare un disegno di legge  che  punti
  esclusivamente all'applicazione di un sistema di aggiudicazione che
  passi  per il massimo ribasso possa produrre degli effetti negativi
  in termini di monopolio che si potrebbe determinare, in riferimento
  anche ai problemi di efficienza per le opere appaltate. Il lavoro è
  stato  affrontato ed è stato oggetto di un confronto fra  le  varie
  associazioni  di categoria, ANCE, CREDA, ANIEM e credo  anche  CNA,
  che  ha  predisposto un emendamento che poi, non a  caso,  è  stato
  firmato  da  moltissimi  parlamentari, e che  credo  sia  forse  lo
  strumento  migliore per contemperare le esigenze  che  stanno  alla
  base di questo disegno di legge.
   In Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari è stato detto
  che  vi  è un parere dell'Ufficio legislativo e legale, di cui  non
  abbiamo contezza formale - quindi su questo ci confronteremo -,  ma
  credo  che  quest'Aula abbia il dovere di confrontarsi cercando  di
  trovare  un  meccanismo  che  contemperi  queste  esigenze,  perché
  immaginare l'aggiudicazione di gare d'appalto con il 38, con il  40
  per  cento  di  ribasso, cosa che è accaduta qualche giorno  fa  in
  Sicilia,  possa  comportare anche altri problemi a  cui  tutti  voi
  certamente potete fare riferimento.
   Bisogna  dare  un  segnale  anche  in  altri  settori,  in   altre
  direzioni,  assessore Gentile, per esempio sui tempi di  pagamento,
  che  in  Sicilia sono in media di otto mesi, il che è assolutamente
  ingiustificabile.  Mi auguro che il Governo, anche  in  tal  senso,
  possa dare un segnale coerente con alcune enunciazioni di principio
  fatte negli ultimi mesi e nelle ultime settimane.

   PRESIDENTE. Non essendoci altri deputati iscritti a parlare, pongo
  in votazione l'articolo 1.

   ARDIZZONE. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di  Regolamento  dagli
  onorevoli  Beninati, Corona, Fagone e Forzese, invito gli onorevoli
  deputati  a registrare la loro presenza con la scheda di votazione.
  Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono   presenti:  Ammatuna,  Arena,  Calanducci,  De   Benedictis,
  Donegani,  Gentile, Laccoto, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco,
  Mattarella,  Minardo,  Musotto,  Panarello,  Panepinto,   Picciolo,
  Pogliese, Savona.

   Richiedenti: Ardizzone, Beninati, Corona, Fagone, Forzese.

   Sono  in  congedo:  Aricò, Buzzanca, Campagna, Cintola,  Colianni,
  Currenti,  D'Asero,  Di Benedetto, Digiacomo, Fiorenza,  Incardona,
  Lentini, Marziano, Rinaldi, Termine.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti ..25

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore18.40)

   La seduta è ripresa.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 1.

   CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di  Regolamento  dagli
  onorevoli  Ardizzone,  Bosco,  Corona  e  Torregrossa,  invito  gli
  onorevoli  deputati a registrare la loro presenza con la scheda  di
  votazione. Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato  può
  pigiare qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Ammatuna,  Arena,  Barbagallo,  Bonomo,  Cordaro,
  D'Agostino,  De  Benedictis,  Ferrara,  Greco,  Maira,   Marinello,
  Marrocco,  Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo,  Panarello,
  Panepinto, Picciolo, Romano, Scammacca della Bruca.

   Richiedenti: Ardizzone, Bosco, Caputo, Corona, Torregrossa.

   Sono  in  congedo:  Aricò, Buzzanca, Campagna, Cintola,  Colianni,
  Currenti,  D'Asero,  Di Benedetto, Digiacomo, Fiorenza,  Incardona,
  Lentini, Marziano, Rinaldi, Termine.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti ..28

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  7
  luglio 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I   -  Comunicazioni.

   II  -   Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica  Famiglia, politiche sociali e lavoro .

   III -  Discussione dei disegni di legge:

   1)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti  (n. 568/A) (Seguito).
     Relatore: on. Faraone

   2)  Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
  (n. 478/A).
     Relatore: on. Minardo

                   La seduta è tolta alle ore 18.42

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

  ALLEGATO:

  Risposta  scritta  ad interrogazione - Rubrica   «Infrastrutture  e
  mobilità»

   SCILLA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'isola  di  Pantelleria dista da Mazara del  Vallo  (TP),  città
  collocata geograficamente nel canale di Sicilia, 56 miglia marine,
  mentre da Trapani circa 80 miglia marine;

   da  Mazara del Vallo si raggiunge Pantelleria con circa  tre  ore
  di   navigazione,  mentre  da  Trapani  si  raggiunge  la   stessa
  destinazione  con  circa sei ore nel periodo estivo  e  sette  nel
  periodo  invernale,  rischiando talvolta  di  rimandare  anche  al
  giorno successivo il rientro a causa del maltempo;

   facendo  la  tratta  più breve, e cioè da Mazara,  si  potrebbero
  diminuire  i costi di trasporto per i passeggeri e per  le  merci,
  incrementando, inoltre, sia il turismo che il commercio;

   Trapani   possiede  numerosi  collegamenti  marittimi  regionali,
  nazionali  e  internazionali e per Pantelleria  possiede  ben  due
  collegamenti giornalieri;

   in  aggiunta  o  in sostituzione di uno dei due  facenti  capo  a
  Trapani,  si  potrebbe  istituire una linea  di  collegamento  con
  Mazara, dotando così i cittadini mazaresi di un servizio che eviti
  loro  di  fare il tragitto più lungo e dispendioso per arrivare  a
  destinazione;

   per  sapere  quali misure intendano adottare, anche  di  concerto
  con  le  competenti autorità del settore, affinché venga istituito
  un  collegamento  diretto da Mazara del Vallo  con  Pantelleria.».
  (1199)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1199,  a  firma
  dell'onorevole  Scilla,  con la quale si  chiedono  notizie  circa
  l'istituzione di un collegamento diretto tra Mazara  del  Vallo  e
  Pantelleria  (TP),  il  Dipartimento delle  Infrastrutture,  della
  Mobilità  e  Trasporti, ha provveduto a trasmettere la nota  prot.
  56782  del  23.06.2010, del competente Servizio,  nella  quale  si
  rappresenta quanto segue.
   Corre   l'obbligo  precisare,  preliminarmente,  che  la  regione
  Siciliana  con la L.R. 12/2002 ha recepito gli indirizzi stabiliti
  dal regolamento CEE n. 3577/92 in materia di cabotaggio marittimo,
  consentendo la stipula di contratti di durata quinquennale, aventi
  obbligo   di   servizio   pubblico,  per  garantire   servizi   di
  collegamento marittimo con gli arcipelaghi siciliani.
   Pertanto, il Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità  e
  Trasporti, ha individuato le reti dei servizi e secondo criteri di
  efficienza, economicità e nel rispetto delle esigenze di  mobilità
  delle   cittadinanze  interessate,  ha  proceduto  alle  selezioni
  concorsuali  ad  evidenza  pubblica di  livello  comunitario,  per
  l'affidamento dei servizi di collegamento marittimo con  le  Isole
  Minori della Sicilia.
   Con  riferimento  specifico alla richiesta  dell'interrogante  si
  deve  rappresentare che, in data 14/10/2009, il Dipartimento delle
  Infrastrutture,  della Mobilità e Trasporti ha  stipulato  con  la
  Ustica Lines S.p.A, con sede in Trapani, il contratto quinquennale
  per  l'affidamento del servizio marittimo di trasporto passeggeri,
  mediante  unità veloci da passeggeri, per l'unità  di  rete  Isole
  Pelagie,  Isola  di  Pantelleria ed isola di Ustica  per  seguenti
  linee:

   - Lampedusa/Linosa/Pantelleria e vv;
   - Lampedusa/Linosa/Porto Empedocle e vv;
   - Pantelleria/Ma zara del Vallo e vv;
   - Palermo/Ustica e vv.

   In   particolare,   si  riferisce  in  ordine   al   collegamento
  Pantelleria/Mazara  del  Vallo,  oggetto  dell'interrogazione   in
  parola,  precisando  che  trattasi di un servizio  estivo  che  si
  effettua  nel  periodo  01/06 - 15/10 e  che  viene  eseguito  con
  frequenza quotidiana, tranne il lunedì, con due corse al giorno.».

                                                  L'Assessore per le
                                        infrastrutture e la mobilità
                                on. Luigi Gentile

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Salute»

   FIORENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   nella  nostra  Regione  si  registrano ogni  giorno  migliaia  di
  accessi ai pronto soccorso;

   spesso tali interventi sono rivolti a bambini e lattanti;

   considerato che:

   sovente  si  è  rilevata  l'assenza  di  personale  specializzato
  presso  le  strutture di pronto soccorso, anche  dove  è  presente
  l'unità operativa complessa di pediatria;

   ormai  i pronto soccorso devono possedere requisiti di efficienza
  e   professionalità,  evitando  le  scandalose  file  d'attesa   e
  soprattutto  mantenendo livelli adeguati di professionalità  nelle
  prestazioni;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano intraprendere per avviare  un  serio
  approccio  terapeutico nei pronto soccorso verso  i  bambini  che,
  come  è  noto,  presentano caratteristiche  assolutamente  diverse
  dall'adulto;

   se  non  ritengano  opportuno costituire  una  commissione  sulla
  urgenze-emergenze  riguardanti i minori nel territorio  siciliano,
  invitando - fra gli altri - anche le società italiane di emergenza
  ed urgenza pediatrica (SIMEUP);

   inoltre,  se  non intendano iniziare ad avviare presso  i  pronto
  soccorso un 'triage' pediatrico.». (829)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 829, con  la  quale
  l'onorevole Fiorenza chiede notizie circa la mancanza di  pediatri
  presso molte strutture di pronto soccorso della Regione siciliana,
  si rappresenta quanto segue.
   L'applicazione  del  "triage"  nel pronto  soccorso  consente  di
  razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle  necessità  dei
  pazienti,  utilizzando  quale criterio  di  scelta  le  condizioni
  cliniche degli stessi e non il criterio dell'ordine d'arrivo.
   Nella  Regione  siciliana  l'obbligo di  istituzione  del  triage
  presso  i  Pronto Soccorso è disciplinato dal D.A. n. 810  del  27
  maggio  2003, il quale stabilisce che il predetto obbligo  è  solo
  per  le  U.O. con più di 25.000 accessi annui e che devono  essere
  dedicate  all'attività  di  triage n.  6  unità  di  collaboratore
  professionale  sanitario, così come stabilito dall'accordo  Stato-
  Regione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.  285
  del 7 dicembre 2001.
   Inoltre,  la  normativa vigente in atto non prevede  la  presenza
  della  figura  del Dirigente medico specialista in  pediatria  nei
  pronto  soccorso. L'infermiere, presente nella zona di accoglienza
  del  pronto  soccorso, opera sotto la supervisione del  medico  in
  servizio  e  secondo  i  protocolli predefiniti  e  approvati  dal
  responsabile del pronto soccorso e del dipartimento di  emergenza-
  urgenza (D.E.A.).».

                       L'Assessore per la salute
                          dott. Massimo Russo

   BOSCO  -  TORREGROSSA ED ALTRI. - «Al Presidente della Regione  e
  all'Assessore  per  la  salute, premesso che l'applicazione  della
  riforma del sistema sanitario, entrata in vigore per legge  dall'1
  settembre  2009, ha determinato la decadenza dei collegi sindacali
  delle Aziende sanitarie provinciali;

   ricordato  che  il  collegio sindacale è  organo  dell'azienda  e
  adempie ad alcuni essenziali compiti tra cui quelli della verifica
  sull'amministrazione  dell'azienda  sotto  il  profilo  economico,
  della  vigilanza  sull'osservanza delle leggi, degli  accertamenti
  sulla tenuta della contabilità, della conformità del bilancio alle
  risultanze  delle  scritture contabili con le  relative  verifiche
  periodiche di cassa;

   considerato  che  per  la  definizione  della  composizione   dei
  collegi  sindacali  delle aziende sanitarie  di  attende  la  sola
  nomina di competenza dell'Assessore preposto al ramo;

   sottolineato  che  le nuove aziende ospedaliere hanno  conseguito
  la   piena  operatività  da  diversi  mesi  ormai,  restando  però
  inspiegabilmente  bloccate tutte le attività  inerenti  i  collegi
  sindacali  a causa delle mancate indicazioni da parte del  Governo
  regionale;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi che impediscano al Governo  regionale  di
  rendere operativi e pienamente efficaci i collegi sindacali  delle
  aziende sanitarie provinciali della nostra Regione;

   in  che  tempi  ritengano  di dover provvedere  al  completamento
  dell'importante organo di controllo sanitario provinciale.». (973)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 973, con  la  quale
  gli  onorevoli  Bosco, Torregrossa ed altri  chiedono  notizie  in
  merito  ai motivi della mancata nomina dei componenti dei  collegi
  sindacali  delle  Aziende  sanitarie provinciali,  si  rappresenta
  quanto segue.
   Questo  Assessorato con nota prot. n. 665 del 27 gennaio 2010  ha
  provveduto,  previa  attività  istruttoria  per  la  verifica  del
  possesso  dei  requisiti richiesti, a trasmettere alla  Segreteria
  Generale  della  Presidenza l'elenco dei soggetti designati  quali
  rappresentanti  della Regione in seno ai collegi  sindacali  delle
  Aziende  del  Servizio sanitario regionale. A tale adempimento  ha
  provveduto anche l'Assessorato dell'economia che ha comunicato  le
  designazioni di propria competenza con note dal prot. n.  4084  al
  prot. n. 4096 del 28 dicembre 2009.
   A  seguito  del  parere favorevole espresso dalla  I  Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  91
  del  3  marzo  2010  sulle designazioni proposte  dallo  scrivente
  Assessore,  si  è  provveduto a comunicare ai  Direttori  generali
  delle  Aziende  sanitarie i nominativi dei soggetti  designati  ai
  fini della composizione dei rispettivi Organi collegiali.
   Allo   stato  attuale  risultano  insediati  i  seguenti  Collegi
  sindacali:

   - A.S.P. di Messina;
   - A.S.P. di Palermo;
   - A.S.P. di Ragusa;
   - A.S.P. di Siracusa;
   - A.S.P. di Trapani
   - A.O. per l'emergenza Cannizzaro di Catania;
   - A.O. Ospedali riuniti Papardo - Piemonte di Messina;
   - A.O. Ospedali riuniti Villa Sofia - Cervello di Palermo;
   - A.R.N.A.S. Civico - Di Cristina - Benfratelli di Palermo;
   - A.O.U. G. Martino di Messina;
   - A.O.U. Policlinico - Vittorio Emanuele di Catania.

   Sono  in  fase di completamento le procedure di insediamento  dei
  rimanenti  Collegi sindacali ad eccezione dell'A.S.P.  di  Catania
  per  la quale, nonostante i numerosi solleciti, la Conferenza  dei
  Sindaci (A.N.C.I.) non ha ancora provveduto a designare il proprio
  componente.».

                          L'Assessore per la
                                salute
                          dott. Massimo Russo