Presidenza del presidente Cascio
ARICO', segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
- Beninati, Campagna, Cintola, D'Asero, Faraone, Marinese e
Scammacca della Bruca per oggi;
- Fiorenza dal 13 al 14 luglio 2010;
- Pogliese dal 13 al 16 luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 13 al 14 luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di deliberazione da parte della
Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei Conti ha trasmesso copia
della deliberazione Parificazione del rendiconto generale della
Regione siciliana e rendiconto allegato relativi all'esercizio
finanziario 2009 .
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica:
numero 317 Tutela del diritto di accesso dei consiglieri comunali
del comune di Villalba (CL) , dell'onorevole Donegani;
numero 411 Iniziative a livello centrale per venire incontro alle
difficoltà dei comuni siciliani al fine di non compromettere il
rispetto delle regole del patto di stabilità interno ,
dell'onorevole Lupo;
numero 570 Notizie sul piano di vendita del patrimonio di
edilizia residenziale pubblica nel Comune di Gravina di Catania ,
dell'onorevole Raia;
numero 702 Delucidazioni sulle procedure adottate dalla Provincia
regionale di Catania per l'acquisto di un tomografo a coerenza
ottica , dell'onorevole De Benedictis;
numero 844 Interventi per evitare che la spesa per il personale
precario gravi sui bilanci dei comuni siciliani , degli onorevoli
Pogliese, Vinciullo e Falcone;
numero 856 Notizie circa il decreto dell'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali relativo alla
dotazione finanziaria da assegnare ai comuni per situazioni di
emergenza come stabilito dall'art. 9 della legge regionale n. 6 del
2009 , dell'onorevole Cracolici;
numero 857 Interventi per favorire il regolare pagamento, da
parte dei comuni, delle quote spettanti alle case di cura
convenzionate per il ricovero e l'assistenza di anziani non
autosufficienti , dell'onorevole Vinciullo;
da parte dell'Assessore per l'Energia e i servizi di pubblica
utilità:
numero 888 Chiarimenti circa le diffide inviate dall'Agenzia
regionale dei rifiuti e delle acque (ARRA) ai comuni per la
consegna delle reti e degli impianti idrici , dell'onorevole
Panepinto.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Istituzione delle Agenzie territoriali per lo sviluppo
produttivo» (577), di iniziativa parlamentare, presentato dagli
onorevoli Gianni, Maira, Dina, Cordaro, Caronia e Ragusa, in data
7 luglio 2010;
«Disposizioni in materia di trasformazione di rapporti di lavoro
all'interno dei consorzi di bonifica» (578), di iniziativa
parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo, Leontini, Bosco,
Torregrossa, Mancuso, Beninati, Limoli, Corona, Vinciullo, Falcone,
Buzzanca, Formica, Campagna e D'Asero, in data 7 luglio 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che la Valle dello Jato è un
territorio che si estende su più comuni della provincia di Palermo,
la cui principale connotazione è data dalla presenza del fiume Jato
e dell'invaso Poma;
l'invaso Poma consente l'irrigazione di circa 9000 ettari di
terreno coltivato della piana di Partinico e contribuisce inoltre
all'approvvigionamento potabile della città di Palermo e di alcuni
paesi della fascia costiera;
l'invaso nasce nei primi anni 60, come risultato di una lunga
serie di lotte guidate da Danilo Dolci con la partecipazione della
popolazione dell'intero territorio partinicese che nella 'diga'
vedeva uno strumento per innescare processi di sviluppo che la
riscattasse dal secolare sottosviluppo in cui viveva;
l'utilizzo razionale della risorsa idrica, difatti, aveva dato un
nuovo volto alle campagne, aumentandone la produttività con il
cambiamento delle colture agricole e con l'ammodernamento
dell'agricoltura;
l'acqua veniva gestita dalla cooperativa Consorzio irriguo Jato',
voluta sempre da Danilo Dolci, secondo il modello della gestione
democratica', e costruita giorno dopo giorno con la fatica di un
intero territorio (Partinico, Trappeto, Balestrate, ecc.);
con l'entrata in vigore della l.r. n. 45/95 veniva costituito il
consorzio di bonifica 2 di Palermo che ha materialmente espropriato
dal suo ruolo i diretti interessati, cioè gli agricoltori, che con
la trentennale gestione della cooperativa 'Consorzio irriguo Jato'
riuscivano ad esplicitare un servizio sicuramente efficiente ed
economico;
la diga fa parte integrante delle campagne e la sua acqua è linfa
vitale per l'agricoltura e l'economia dell'intera piana di
Partinico e ignorarlo è soltanto un atto di irresponsabilità;
oggi i coltivatori della piana di Partinico, da tempo stretti
nella morsa di una grave crisi di produzione e di
commercializzazione, non aspettano altro che avere l'acqua per
tentare di salvare le produzioni, soprattutto quelle stagionali;
l'attuale stagione irrigua, che avrebbe dovuto avere inizio dall'1
aprile 2010, è stata avviata con i tubi che scoppiano, l'acqua che
si perde, pezzi di territorio che franano a causa delle perdite
stesse, e con contadini che avranno al contrario di altri;
considerato che:
il consorzio di bonifica 2 di Palermo è privo di un ufficio
funzionale presente nel territorio dello Jato e con una macchina
operativa che non 'sa dove mettere le mani';
le ragioni del fallimento del consorzio di bonifica 2 Palermo
dipendono da una reale incapacità a costruire una macchina
operativa utilizzando le notevoli risorse umane di cui dispone;
ancora a distanza di 15 anni dall'approvazione delle legge sui
consorzi di bonifica, si continua a mantenere un commissario
straordinario piuttosto che un democratico consiglio di
amministrazione del consorzio, così come previsto dalla legge
stessa;
l'acqua dell'invaso Poma non solo deve tornare ad essere
disponibile per i coltivatori, ma soprattutto deve tornare nella
mani degli stessi coltivatori della piana di Partitico, che non può
prescindere dal contributo dei 12 ex operai (di cui 5 a tempo
indeterminato) della cooperativa 'Consorzio irriguo Jato' ai quali
il Governo concede almeno' 51 giornate che altro non sono se non la
mortificazione della loro esperienza di lavoratori e di padri di
famiglia;
questi operai dovevano essere presi in carica con il passaggio
dalla cooperativa al consorzio di bonifica 2 di Palermo, secondo
quanto stabilito dall'art. 24 della legge regionale n. 45/95 e dal
d.a. Agricoltura e foreste n. 283 del 12 aprile 2006 ('al personale
transitato al Consorzio di Bonifica 2 Palermo, viene applicato
l'art. 24 della l.r. n. 45/1995', così come riportato
nell'emendamento al d.d.l. n. 560/A, dichiarato inammissibile;
queste 12 famiglie sono state di fatto discriminate e non possono
far altro che protestare per rivendicare la regolarizzazione del
loro rapporto di lavoro;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per garantire il rispetto
della campagna irrigua nella Valle dello Jato attraverso
l'indispensabile lavoro prodotto dai dipendenti della coop.
consorzio irriguo Jato;
se non ritengano opportuno attuare quanto ancor oggi previsto
dall'articolo 24 della legge regionale 45/95, autorizzando in via
amministrativa l'immediata immissione nei contingenti previsti per
legge dei 12 lavoratori della sopra citata cooperativa;
se non reputino necessario metter fine alla fallimentare gestione
commissariale del consorzio di bonifica 2 di Palermo procedendo
all'insediamento immediato di un consiglio d'amministrazione capace
di assicurare le giuste spettanze al mondo agricolo e dignità
lavorativa ai soggetti impegnati nelle opere di bonifica». (1258)
CORDARO-MAIRA
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
pro tempore premesso che nel marzo 2007 e, successivamente,
nell'ottobre 2008 è stato rinnovato, ma mai reso esecutivo, il
contratto di lavoro dei dipendenti del Ciapi di Palermo e Priolo
Gargallo (SR), scaduto nel dicembre 1999;
ricordato che il 28 dicembre 2009 il contratto è stato depositato
dall'Assessore per il lavoro presso la segreteria di Giunta del
Governo per essere deliberato e da allora è in attesa di essere
inserito all'ordine del giorno della stessa per il parere
vincolante necessario per renderlo esecutivo (art. 3, l.r. 10
aprile 1978, n. 2);
rilevato che l'accordo prevede che i costi contrattuali, oneri
previdenziali e assistenziali compresi, siano a totale carico dei
bilanci dei due Ciapi, senza pertanto alcun onere finanziario a
carico del bilancio della Regione, così come è stato confermato e
certificato dalle relazioni dei collegi dei revisori e dai
responsabili legali dei due enti;
ricordato che un emendamento, a firma degli onorevoli Lupo e
Marziano al disegno di legge per il bilancio 2010 voleva ridurre a
1 milione di euro la cifra per fare fronte a tali esigenze e che un
successivo ordine del giorno (n. 353), accettato come
raccomandazione, vincolava la suddetta cifra a tale utilizzo;
per sapere quale motivo impedisca l'inserimento all'ordine del
giorno della Giunta di Governo di tale ipotesi di rinnovo
contrattuale, firmata dalle parti e regolarmente approvata dagli
organi statutari e di controllo dei due enti, nonostante tutte le
assicurazioni fin qui fornite in merito al procedere della
pratica». (1260)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che da diversi mesi, nel quadro di una
rimodulazione del piano di traffico merci da parte di Trenitalia
cargo Sicilia, si paventa la soppressione della piattaforma
commerciale della stazione ferroviaria di Acireale (CT);
considerato che alla decisione di sopprimere la piattaforma merci
di Acireale segue la soppressione della tratta cargo di Bicocca -
Catania;
preso atto che la superiore decisione sarebbe veramente
mortificante non solo per la città di Acireale, ma per l'intera
provincia di Catania, in quanto si avrebbe come immediata
conseguenza il venir meno di decine e decine di occupati e di un
indotto che crea benessere diffuso;
atteso che la detta rimodulazione, così penalizzante per l'intera
provincia di Catania, e più in generale per la Sicilia, pare si
allinei al potenziamento della piattaforma di Gioia Tauro, col
conseguente trasferimento di risorse dalla Sicilia ad altra
regione;
tenuto conto che la superiore problematica già è stata nei mesi
scorsi e recentemente sollevata dal consigliere comunale di
Acireale Camillo Baldi con interrogazioni consiliari, ma anche con
prese di posizioni pubbliche che hanno riscontrato l'interesse
delle istituzioni locali e degli organi di stampa;
considerato ancora che il servizio di scalo merci di Acireale
soddisfa un flusso commerciale di oltre 4.000 vagoni annui con la
facilmente quantificabile ricaduta economica nel territorio
interessato;
per sapere:
se non ritengano opportuno attivare tutte le necessarie iniziative
tese non soltanto a salvaguardare la tratta ferroviaria di
trasporto merci acese e, più in generale, della provincia di
Catania, ma a rafforzare altresì le piattaforme merci già presenti
nel territorio siciliano, al fine di garantire decine e decine di
posti di lavoro per le relative famiglie, tra personale
direttamente occupato ed indotto;
in caso di intervento, quali siano le iniziative che saranno poste
in essere ed eventualmente quale coinvolgimento sarà assicurato
agli stessi enti locali». (1261)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che in ordine alla presentazione
dell'offerta vincolante quale passaggio nel processo di
privatizzazione della Tirrenia e della sua società Siremar, è
giunta, alla scadenza dei termini previsti, una sola offerta da
parte della Mediterranea holding di navigazione;
la compagine azionaria della società in oggetto è così costituita:
il 37% di proprietà della Regione, il 30,5% del gruppo armatoriale
greco Ttt Lines di Alexsis Tomasos, il 18,5% dell'armatore
Salvatore Lauro, l'8% della società Isolemar, il 3%
dell'imprenditore Nicola Coccia e il 3% della famiglia Busi;
da quanto emerso sulla stampa emerge che l'offerta della
Mediterranea è corredata da un piano industriale alla cui stesura
ha fornito consulenza l'advisor Ernst&Young e il cui contenuto
avrebbe l'ambizione di gestire a regime, oltre alle linee
attualmente esercitate, anche uno sviluppo dei collegamenti
nazionali ed internazionali, con l'obiettivo di puntare sull'area
di libero scambio col Maghreb, prevista dall'UE negli accordi di
Lisbona.
considerato che:
nella prospettiva industriale emerge contestualmente una
situazione economica debitoria rilevante con la stretta operata da
alcuni fornitori e l'interrogativo circa il mantenimento alla
società delle linee di credito attivate dalle banche;
è stata più volte espressa dai sindacati preoccupazione in ordine
al numero di esuberi di personale che si configurano con l'adozione
del predetto piano industriale;
sempre i sindacati per queste ragioni hanno chiesto l'attivazione
immediata di un tavolo allo scopo di confrontarsi con la società
nel merito di quanto contenuto nel piano industriale e
prioritariamente per conoscere gli orientamenti circa il
mantenimento dei livelli occupazionali e concordare le ipotesi di
stabilizzazione dei precari;
il Presidente della Regione ha espresso soddisfazione sull'offerta
di Mediterranea, sottolineando l'importanza di utilizzare bene
tutte le risorse a disposizione a partire dal personale;
rilevato che il termine ultimo per completare il processo di
privatizzazione è fissato al 30 settembre 2010;
per sapere:
se, in considerazione del piano industriale e della cospicua
partecipazione azionaria alla società, non ritengano opportuno
fornire i necessari elementi circa l'impegno di spesa che la
Regione dovrà sostenere e se ciò non comporti ulteriori ed
irreparabili effetti sul bilancio regionale, già appesantito;
se, apprezzato il piano industriale, quali iniziative intendano
assumere a conferma delle dichiarazioni comparse sulla stampa circa
l'utilizzo di tutte le risorse a disposizione a partire dal
personale e se a tal fine non ritenga opportuno porre in essere
ogni iniziativa utile alla convocazione di un tavolo con le
organizzazioni sindacali per illustrare il piano industriale e
confrontarsi sul suo impatto occupazionale». (1262)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per l'economia e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che il Ministero
dell'economia nei giorni scorsi ha ulteriormente rinviato la firma
del protocollo tra l'Agenzia del demanio e la Regione che consente
il passaggio al comune di Comiso del sedime aeroportuale;
rilevato che i continui ritardi per la definizione del passaggio
in oggetto determinano una situazione insostenibile che finisce per
minare significativamente la credibilità della rappresentanza
parlamentare, che non riesce ad incidere per sbloccare gli intoppi
burocratici a tutela degli interessi del territorio;
per sapere se e quali concrete iniziative siano state adottate
presso il Governo nazionale e i suoi organi per giungere di
giungere rapidamente al superamento di ogni intoppo burocratico che
rallenti il passaggio del sedime del 'Magliocco' dal demanio dello
Stato al comune di Comiso». (1263)
DIGIACOMO
«All'Assessore per la salute, premesso che in base alle delibere
nn. 1291 e 1292 relative alla stabilizzazione di personale precario
presso l'ASP di Ragusa, si è provveduto in difformità presso le ASP
di Siracusa e Caltagirone, che hanno adottato misure di
stabilizzazione;
non si comprendono i motivi della diversità di trattamento
riservata al medesimo personale in forza all'ASP di Ragusa;
per sapere:
se non ritenga opportuno accertare presso la direzione sanitaria
dell'azienda sanitaria provinciale di Ragusa quali motivi abbiano
impedito la stabilizzazione del personale precario in servizio,
contrariamente a quanto avvenuto presso le ASP di Siracusa e
Caltagirone;
se non ritenga opportuno porre in essere ogni iniziativa utile
finalizzata ad una corretta ed uniforme applicazione delle delibere
sopra citate». (1264)
DIGIACOMO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per l'economia, premesso
che i percorsi triennali di istruzione e formazione sono compresi
nel secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione
professionale, quale alternativa alla scuola secondaria superiore;
detti percorsi consentono di assolvere all'obbligo di istruzione,
come stabilito dalla legge finanziaria statale per il 2007 (art. 1,
commi 622 e 624, della l. 296/06 e s.m.i.);
gli stessi sono percorsi formativi di durata triennale che
'accompagnano' i giovani verso una professione o li aiutano a
rientrare nella scuola per proseguire gli studi;
considerato che:
i percorsi triennali sperimentali sono stati realizzati in
attuazione dell'accordo quadro Stato - Regioni, sancito in
Conferenza unificata del 19/06/2003, al quale ha fatto seguito il
protocollo d'intesa tra la Regione siciliana, il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR) ed il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali (MLPS), firmato a
Roma in data 18/09/2003;
al termine dei percorsi i giovani conseguono l'attestato di
qualifica professionale previsto dalla normativa vigente in materia
di formazione professionale o crediti per il suo conseguimento e la
promozione alla classe successiva del corso di studi frequentato
oppure crediti per l'eventuale rientro nel sistema di istruzione;
in data 20 gennaio 2007 è stato sottoscritto un nuovo accordo, in
attuazione del nuovo obbligo di istruzione di cui alla legge n.
296/06, tra il Presidente della Regione, il dirigente generale del
dipartimento pubblica istruzione dell'ex Assessorato Beni culturali
e ambientali e pubblica istruzione, il dirigente generale del
dipartimento formazione professionale, il dirigente generale del
dipartimento agenzia per l'impiego e il direttore generale
dell'ufficio scolastico del Ministero della pubblica istruzione,
nel quale è stata riconosciuta pari dignità agli istituti
scolastici e agli enti di formazione;
atteso che:
i percorsi triennali di istruzione e formazione professionale
riguardano i primi tre anni della scuola secondaria di secondo
grado e sono organizzati con l'individuazione, da parte dei due
sistemi, istruzione e formazione, di spazi di attività didattica di
interconnessione tra i curricula degli istituti di istruzione
secondaria superiore ed i percorsi di formazione per profili
professionali riconosciuti dalla Regione, più attinenti agli
indirizzi di studio delle scuole;
nei tre anni precedenti hanno frequentato detti percorsi di
istruzione e formazione oltre 16.000 ragazzi, tutti nominativamente
individuati;
rilevato che:
i percorsi di istruzione di cui trattasi, alternativi ai normali
corsi di istruzione secondaria, per la loro peculiarità di
integrare attività di studio con attività tecnico-pratiche,
costituiscono una risposta seria e concreta per limitare il tasso
di dispersione scolastica;
il disinteresse per tale problematica costituirebbe una seria
perdita di credibilità per il Governo regionale all'interno dei
processi dell'istruzione ed una conseguente impossibilità nel
rilancio di rivendicazioni nei confronti del MIUR;
la decurtazione di tali somme, che ammontano a circa 18 milioni di
euro, costituisce un serio e pericoloso nocumento alla lotta alla
dispersione scolastica;
se non si perseguisse l'impegno intrapreso, che fino al 2009 ha
assicurato alla nostra Regione una sperimentazione di grande
rilievo a livello nazionale, si contribuirebbe alla dispersione di
circa 4.800 ragazzi siciliani che hanno già presentato istanza di
iscrizione nei corsi predetti;
non si comprende, inoltre, come si intende assicurare la
continuità prevista per legge, dal momento che ad oggi non è stata
ancora posta la questione per operare, già entro la sospensione
estiva dei lavori parlamentari, una variazione di bilancio;
per sapere:
quali iniziative urgentissime si intendano intraprendere per il
reintegro dei 18 milioni di euro decurtati nel bilancio 2010 onde
assicurare la prosecuzione di percorsi che oggi sono previsti, a
regime, dalla legge nazionale e che rappresentano una sicura e
valida alternativa nell'ambito dell'assolvimento dell'obbligo di
istruzione;
se si abbia consapevolezza che un mancato intervento in tal
direzione sarebbe gravemente lesivo del diritto all'istruzione ed
alla formazione;
se non ritengano di proporre all'Assemblea regionale siciliana,
con estrema urgenza, i provvedimenti finanziari indispensabili per
assicurare nel prossimo mese di settembre la prosecuzione dei
predetti percorsi formativi attuati in sinergia anche finanziaria
con il Ministero dell'istruzione;
se sia chiaro che l'eventuale mancato reintegro dei 18 milioni di
euro, decurtati in sede di bilancio 2010 rispetto al bilancio
dell'anno precedente, non solo determinerebbe la dispersione
scolastica di oltre 4.800 ragazzi nominativamente individuati, ma
farebbe perdere altresì alla Regione siciliana le risorse di
cofinanziamento trasferiteci ogni anno dallo Stato;
se vi sia consapevolezza che l'eventuale mancato reintegro delle
somme decurtate entro la sospensione estiva dei lavori sarebbe in
contrasto con la norma dello Stato, che prevede ormai detti
percorsi come ordinari, e priverebbe almeno 4.800 giovani cittadini
del diritto allo studio». (1265)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
GUCCIARDI-BARBAGALLO-LACCOTO-
GALVAGNO
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che
con effetto dall'1 luglio 2010, gli importi delle autostrade
Messina-Palermo e Messina-Catania sono stati ritoccati per effetto
dell'entrata in vigore dell'art. 15 del decreto-legge n. 78 del 31
maggio 2010 recante 'Misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitività economica'. Le maggiorazioni
tariffarie sono state quantificate dal comma 4 dell'art. 15 del
d.l. 78/2010, in:
1 millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio A (auto
e moto di qualsiasi cilindrata con 2 assi) e B (furgoni e camion
con 2 assi);
3 millesimi di euro a chilometro per le classi 3,4 e 5 (tutti gli
automezzi con 3 e più assi); gli aumenti sono stati determinati con
riferimento alla percorrenza chilometrica e saranno riscossi presso
tutti i caselli della Messina-Palermo e della Messina-Catania;
premesso inoltre che:
a tali importi bisogna pure aggiungere un ulteriore sopraprezzo
(comma 2, art. 15, d.l. 78/2010) che gli utenti dovranno pagare -
fino al 31 dicembre 2011 - ai soli caselli di Buorfornello
(autostrada Messina-Palermo) e San Gregorio (autostrada Messina-
Catania) pari a:
1 euro per le classi di pedaggio A e B;
2 euro per le classi di pedaggio 3,4,e 5;
le maggiorazioni sono destinate all'ANAS (comma 3, art. 15, d.l.
78/2010) per finanziare le grandi opere infrastrutturali del Paese
- ai sensi del comma 1020 dell'art. 1 della l. 27.12.2006, n. 296,
e del comma 9 bis dell'art. 19 del d.l. 1 luglio 2009, n. 78,
convertito con modificazioni in l. 3 agosto 2009, n. 102 - e
saranno conguagliate sui contributi annui dovuti dallo Stato
all'ANAS per investimenti relativi a opere e interventi di
manutenzione straordinaria anche in corso di esecuzione. Tutte le
superiori somme saranno riscosse nei caselli di pertinenza del
Consorzio autostrade siciliane e interamente trasferite all'ANAS;
verificato che:
le stazioni di Buonfornello e di San Gregorio, presso le quali
sarà corrisposto l'incremento tariffario di 1 o 2 euro, sono state
individuate - ai sensi del comma 2, art. 15, del d.l. 78/2010 - con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 giugno
2010 in quanto le rispettive tratte autostradali si interconnettono
con 'autostrade e raccordi direttamente gestiti dall'ANAS';
nella fattispecie l'autostrada Messina Palermo si congiunge - a
Buonfornello - con la Palermo-Catania a gestione ANAS e
l'autostrada Messina-Catania - a San Gregorio - con la tangenziale
di Catania anch'essa gestita da ANAS;
considerato che è stato evidenziato dal settimanale 'Panorama' a
proposito del Consorzio autostrade siciliane che: 'In sette anni
dal 2000 al 2007, la differenza tra ciò che le autostrade siciliane
avrebbero dovuto investire a norma di legge (35% dei pedaggi) e ciò
che effettivamente hanno investito è pari ad 84 mln di euro';
ritenuto intollerabile lo stato di degrado in cui versano le
autostrade siciliane, sprovviste di adeguata copertura telefonica a
garanzia della sicurezza ed ormai ricoperte da miriadi di buche e
piene di deviazioni, sensi alternati, che causano gravi disagi agli
utenti costretti a lunghi incolonnamenti, per non parlare del verde
assolutamente trascurato e delle gallerie quasi sempre al buio o
insufficientemente illuminate e con la presenza di cantieri
perenni, che producono conseguenti percorsi alternati di
circolazione i quali, rallentando la marcia dei veicoli, producono
perdite economiche non indifferenti agli utenti e pericoli per la
loro incolumità in quanto provocano molto spesso incidenti a volte
mortali;
verificato inoltre che, in particolare nel periodo estivo, le
autostrade sono da considerare un fondamentale strumento dello
sviluppo turistico e che le centinaia di interruzioni per lavori
costituiscono certamente un danno oltre che all'immagine delle
Regione anche un nocumento per gli stessi turisti che le
percorrono;
per sapere:
se non ritenga di chiedere al Governo nazionale, con l'emanazione
di un pari decreto, la sospensione della vigenza degli aumenti
delle tariffe dei pedaggi nelle autostrade siciliane alla luce
dell'inadeguatezza delle stesse, non potendosi giustificare alcun
aumento sino a quando non raggiungano standard accettabili di
servizio, e chiedere in seconda istanza la utilizzazione delle
stesse somme per il recupero dell'efficienza delle autostrade
siciliane;
se intenda sollecitare il commissario straordinario Mattero
Zapparata, ormai in carica da più di un anno, ad adottare
urgentemente tutti i provvedimenti necessari per il questo periodo
estivo finalizzati alla chiusura di tutti cantieri non urgenti e di
spostare per quelli improcrastinabili i lavori nelle ore serali e
notturne». (1257)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il 21 giugno scorso il consiglio comunale
di Favara (AG) ha approvato uno schema di convenzione con la
società promotrice del parco eolico, la 'Pan Anemos Trinacria srl',
individuando quale sede per la collocazione dell'impianto le
contrade di Priolo, Piano Bisaccia, Pirciata e Poggio di Conte;
considerato che:
contro la realizzazione della parco eolico in quella zona si sono
espresse molteplici associazioni di cittadini, che attraverso la
firma di una petizione apposita hanno detto di 'no' al deturpamento
del territorio;
sono cinquecento i proprietari di case e terreni, costituitisi in
comitato spontaneo, firmatari della petizione contro
l'installazione dell'impianto nelle contrade in cui risiedono, alla
cui protesta si sono associati anche i residenti del quartiere
Itria, già promotori di campagne per la tutela della salute dei
cittadini;
sottolineato che le zone in cui si intende far ricadere il parco
hanno una naturale vocazione agrituristica, rafforzata dalla
valenza archeologica del territorio ricco di reperti archeologici;
ritenuto necessario programmare interventi per la valorizzazione
delle contrade di Priolo, Piano Bisaccia, Pirciata e Poggio di
Conte, assecondando la naturale vocazione dei territori anziché
determinare, con la realizzazione del parco, un irreversibile
processo di abbandono delle campagne;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché
venga esaminato con attenzione lo schema di convenzione approvato
dal consiglio comunale di Favara il 21 giugno 2010, vengano
valutati i requisiti della ditta beneficiaria della convenzione e
vengano ponderate per tempo le ricadute negative a discapito della
salvaguardia del territorio e del paesaggio». (1259)
(L'interrogante chiede risposta scritta
con urgenza)
BOSCO
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate, in data 7 luglio
2010, le seguenti mozioni:
«L'Assemblea regionale siciliana,
premesso che:
con l'art. 2 della l.r. 24 agosto 1993, n. 24, sono stati
rideterminati gli sportelli di riscossione per ogni provincia della
Sicilia;
con l'art. 8 del decreto assessoriale 24 novembre 1997 è stato
confermato il numero degli sportelli e sono stati elencati,
provincia per provincia, quelli di prima e di seconda categoria;
considerato che:
la predetta l.r. n. 24 del 1993 non è stata abrogata;
non è stato emesso alcun decreto assessoriale in contrasto con
quello dell'ex Assessorato regionale Bilancio e finanze del 24
novembre 1997 sopra richiamato;
ciò nonostante l'attuale gestore 'Serit Sicilia s.p.a.' ha deciso
di chiudere diversi sportelli di riscossione, basandosi sulla nota
n. 2523 del 23 febbraio 2001 dell'Assessorato Economia;
ritenuto che:
la predetta nota, all'ultimo comma, prevede che 'nella riduzione
degli sportelli attualmente esistenti, comunque, occorre che la
nuova situazione arrechi il minor disagio possibile ai contribuenti
che devono ottemperare ai propri obblighi tributari e che tale
scelta venga operata sulla base di canoni gestionali di economicità
che tengano conto delle realtà geografiche e socioeconomiche
esistenti';
l'art. 4 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, prevede
che: 'la determinazione degli ambiti territoriali delle concessioni
deve essere effettuata individuando, per aree di norma a livello
provinciale, l'unità organizzativa più conveniente, ai fini
dell'efficienza, economicità e produttività della gestione, tenuto
conto del numero dei contribuenti e dell'ammontare globale delle
entrate riscuotibili';
in provincia di Catania sono stati chiusi gli uffici di
Misterbianco e Giarre, con gravi danni per le comunità interessate,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire nei confronti della 'Serit Sicilia s.p.a.' per
valutare se l'attuale scelta di chiusura di alcuni sportelli di
riscossione risponda ai criteri stabiliti con il concessionario e
per verificare nuove ipotesi organizzative di tutta l'attività di
riscossione in Sicilia». (206)
BARBAGALLO-ARENA-LUPO-MUSOTTO
«L'Assemblea regionale siciliana,
considerata l'importanza che riveste nella salvaguardia della
salute pubblica la prevenzione dell'abuso di medicinali attraverso
il controllo dei consumi farmaceutici e delle reazioni avverse;
visto il risparmio prodotto dalle sopra dette attività in termini
di razionalizzazione della spesa ai fini di una più equa
distribuzione delle risorse;
considerato che:
fra il 2001 ed il 2003 sono state assunte, dall'Assessorato
regionale Salute, con varie tipologie contrattuali (a seguito di
procedura selettiva ad evidenza pubblica), 9 persone che continuano
a lavorare in condizione di precariato, svolgendo mansioni di
importanza strategica che richiedono specifiche competenze;
i suddetti lavoratori nel corso di questi anni, sono stati formati
professionalmente, con un costo a carico del sopra citato
Assessorato che ha investito su queste professionalità;
preso atto che alla scadenza del contratto, gli stessi lavoratori,
dopo aver acquisito un'esperienza unica, legata alle mansioni
svolte, si ritroveranno senza lavoro e soprattutto
l'Amministrazione perderà le professionalità necessarie per lo
svolgimento, delle sotto elencate indispensabili attività:
1) elaborazione, riaggregazione dati per i flussi ministeriali;
2) predisposizione di reportistica specifica di aggregazione dei
dati quali-quantitativi presenti negli archivi del sistema
informativo sanitario regionale per l'Amministrazione, i
Dipartimenti e/o i diversi servizi dei Dipartimenti ed il supporto
funzionale e informatico per la raccolta in modalità interattiva di
dati quali-quantitativi e pubblicazione on-line in 'modalità
protetta e, in formato aggregato' dopo le opportune attività di
condivisione e validazione con il referente dell'Amministrazione;
3) elaborazione ed invio dati a SOGEI in riferimento alle
problematiche inerenti all'anagrafe degli assistiti;
4) supporto funzionale e informatico atto a favorire lo scambio
periodico dei dati quali-quantitativi con le strutture sanitarie
territoriali;
5) supporto funzionale e informatico necessario all'acquisizione
negli archivi dei sistemi informatici, al controllo, aggregazione e
trasmissione periodica dei dati, secondo le modalità concordate tra
l'Amministrazione e il Ministero relativamente all'assistenza
domiciliare integrata (ADI), Pronto Soccorso, 118;
6) supporto informatico per l'elaborazione dati relativamente alla
spesa farmaceutica; all'individuazione delle inappropriatezze
prescrittive attraverso analisi dei registri dell'Agenzia italiana
del farmaco (AIFA); al monitoraggio per il perseguimento dell'
obiettivo della salute pubblica; al monitoraggio delle liste
d'attesa dei pazienti; al monitoraggio dei consumi medicinali in
ambito ospedaliero; al monitoraggio piano interregionale per la
sicurezza alimentare; al monitoraggio delle reazioni avverse dei
farmaci;
7) supporto funzionale ed informatico atto all'acquisizione,
aggregazione, invio sicuro e pubblicazione dei dati: malformazioni
congenite nelle aree a rischio ambientale siciliane, AIDS -
registro regionale UOC, con monitoraggio dei casi di HIV
diagnosticati, tumori (Legge regionale n. 5 del 2009, art. 27),
campagne vaccinali condotte sul territorio, banche dati
associazioni donatori volontari del sangue che intrattengono
rapporti di convenzione con le strutture trasfusionali, rapporti
economici intercorrenti tra le associazioni donatari e
l'Amministrazione; sistemi di sorveglianza e/o registri di
patologie; malattie infettive trasmissibili sul territorio
regionale;
8) supporto funzionale informatico per la gestione e fruizione dei
dati relativi all'accreditamento delle strutture sanitarie
pubbliche e private, con fruizione attraverso reportistica e
pubblicazione 'on line';
9) supporto nell'utilizzo e gestione del sistema informativo per
gli eventi sentinella (SIMES) e del sistema informatico 'Joint
Commission';
considerato il fabbisogno naturale di persone idonee e capaci di
effettuare il delicato servizio sopra descritto;
considerato che i costi della formazione delle sopracitate
professionalità sono ricaduti sulla Regione siciliana;
preso atto che il personale contrattista è penalizzato da
gravissime irregolarità che espongono l'Amministrazione ad
eventuali azioni legali per violazione delle più elementari norme
del diritto del lavoro;
considerato che i rapporti di lavoro, come le borse di studio ed i
contratti di collaborazione, prevedono la gestione del lavoro in
piena autonomia, senza alcuna sottomissione gerarchica, senza
vincolo di orario e con una tassazione assimilabile a quella da
lavoro dipendente;
visto che la borsa di studio o il contratto di collaborazione
celano un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti, in
violazione delle più elementari norme del diritto del lavoro;
considerati gli obblighi ai quali sono soggetti i contrattisti: 36
ore di lavoro settimanali ripartite con gli stessi criteri dei
lavoratori strutturati (sei ore e mezzo al giorno ed un rientro
pomeridiano il mercoledì), pagamento subordinato alla presentazione
del foglio presenza (che comporta ritardi di almeno un mese
nell'erogazione dello stipendio), richiesta di congedo ordinario o
di riposo compensativo al dirigente preposto al servizio, analoga
regolamentazione delle missioni e degli ordini di servizio;
preso atto che i lavoratori in parola sono sottoposti agli stessi
doveri ma non possono vantare gli stessi diritti dei lavoratori
strutturati, per cui non hanno riconosciuti i buoni pasto, lo
straordinario, la maternità, la malattia (30 giorni/anno fra ferie
e malattia);
considerato che i contrattisti si rivolgeranno ad un avvocato al
fine di adire le vie legali per chiedere il risarcimento danni a
causa delle suddette irregolarità che gravano sulla loro precaria
posizione;
preso atto altresì che i suddetti lavoratori hanno svolto,
nonostante tutto, con diligenza il proprio compito, contribuendo in
modo significativo alla razionalizzazione della spesa in ambito
sanitario ed hanno acquisito, con l'intervento finanziario della
Regione siciliana, una buona professionalità in un settore come
quello del monitoraggio dei consumi farmaceutici e delle reazioni
avverse ai farmaci, attraverso procedure tecniche complesse che
richiedono elevata professionalità e che non trovano riscontro
nell'ambito del personale regionale strutturato;
considerato che i professionisti in parola, grazie alle loro
competenze, elaborano progetti prescrittivi di farmacovigilanza
attiva ed appropriatezza, che permettono un uso più razionale e
sicuro del farmaco;
visto che i suddetti progetti sono appositamente finanziati
dall'Agenzia italiana del farmaco, che pertanto eroga alla Regione
siciliana i fondi necessari;
considerato che i dati di consumo, rilevati attraverso il lavoro
di monitoraggio costituiscono una parte essenziale del Piano
sanitario regionale;
viste le economie prodotte dal suddetto personale attraverso le
attività di monitoraggio sui consumi farmaceutici, ad esempio la
drastica riduzione dei consumi del farmaco (di seconda linea nel
trattamento dell'osteoporosi), in seguito all'individuazione dei
centri prescrittori conseguita alla rilevazione dei dati di consumo
SFERA per l'anno 2008, come dal seguente prospetto:
FARMACO UNITA' SPESA SPESA DDD x 1000 AB.
ANNO NETTA NETTA RES. DIE
2008 SSN SSN ANNO 2008
ANNO ANNO
2008 2008
SICILIA FORSTE 19.825 9.254.11 1.844, 4,86
O 9,81 47
ITALIA FORSTE 66.749 32.244.6 1,44
O 89,50 548,8
3
FARMACO UNITA' SPESA SPESA DDD x 1000 AB.
ANNO NETTA NETTA RES. DIE
2009 SSN SSN ANNO
ANNO ANNO 2009
2009 2009
SICILIA FORSTE 12.187 5.657.35 1.124,79 2,99
O 5,13
ITALIA FORSTE 63.982 29.817.1 500,13 1,32
O 26,25
Economie Prodotte: 3.596.765,00 euro
considerate le irregolarità riscontrate nei registri di
monitoraggio dei farmaci cardiovascolari (AIFA - CINECA) relative a
prescrizioni di specialità medicinali non ancora incluse nel
prontuario ospedaliero regionale. L'ammontare delle
inappropriatezze rilevate corrisponde a euro 113.650,00 (solo per
l'anno 2009). Sulla scorta di questi dati sono state avviate
verifiche ispettive nelle strutture responsabili del maggior numero
di prescrizioni;
viste le irregolarità rilevate nel registro di monitoraggio dei
farmaci oncologici (AIFA - ClNECA) per un ammontare pari ad euro
170.000,00;
considerato che la Regione siciliana, alla scadenza dei contratti,
perderebbe le professionalità, appositamente reclutate mediante
selezione ad evidenza pubblica e debitamente formate, che svolgono
un lavoro indispensabile per il contenimento della spesa e per la
tutela della salute del cittadino. Tali indispensabili attività non
sarebbero più svolte, interrompendo dei servizi che richiedono
continuità, per cui la Regione siciliana, sarebbe costretta a
rimpiazzare il personale attraverso nuove procedure selettiva con
un evidente spreco in termini di tempo e di risorse economiche, per
garantire un'adeguata formazione, anche in considerazione degli
improrogabili adempimenti previsti dal Piano di rientro. Inoltre la
Regione siciliana sarebbe chiamata a pagare un cospicuo
risarcimento ai professionisti ricorrenti, alla luce delle citate
ed incontrovertibili irregolarità;
preso atto che l'interruzione dell'attività determinerebbe, ad
esempio, la cancellazione dal sistema di monitoraggio dei consumi
farmaceutici, delle reazioni avverso i farmaci, dei flussi
ministeriali, del monitoraggio dati SOGEI, dei sistemi di
sorveglianza e/o registri di patologie, della gestione del sistema
informatico Joint Commission, con conseguente aggravio di spesa a
carico del servizio sanitario regionale;
ritenuto che la Regione siciliana, a causa delle note difficoltà
di bilancio, non é nelle condizioni di far fronte a tale eventuale
e temuto esborso,
considerato di contro, che l'Amministrazione avrebbe a
disposizione, per le sue attività, personale già formato e che
conosce tutte le procedure per avere svolto attività lavorativa
specifica sia all'interno che all'esterno degli uffici (missioni
presso l'Agenzia italiana del farmaco, il Ministero della Salute,
le aziende sanitarie della Regione, ecc.);
ritenuto che l'Amministrazione regionale disponga degli strumenti
legislativi finalizzati alla stabilizzazione dei suddetti
lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalla legge, nonché
della professionalità acquisita in ambito regionale per assicurare
i servizi indispensabili che garantiscono una corretta politica
sanitaria,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, con l'urgenza del caso, per concordare, con i
contrattisti un accordo mirante alla trasformazione del contratto
da tempo determinato a tempo indeterminato, al fine di non perdere
le competenze specifiche indispensabili all'espletamento di
fondamentali attività ed inoltre per evitare azioni legali che
vedrebbero la Regione siciliana soccombere di fatto davanti alla
richiesta dei lavoratori ricorrenti e, di conseguenza,
l'Amministrazione costretta ad un esborso di cospicue somme, non
previste nel bilancio». (207)
CAPUTO-POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO-
BOSCO-
LIMOLI-CORONA-LEANZA
E.-BUZZANCA
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di costituzione di Intergruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in data dal 6 luglio
2010, come da relativa nota pervenuta alla Presidenza dell'ARS il 7
luglio successivo, si è costituito l' Intergruppo parlamentare per
la difesa della vita e per i diritti del nascituro', composto dai
deputati regionali, onorevoli: Salvino Caputo, Presidente; Vincenzo
Vinciullo, Vicepresidente; Giuseppe Apprendi, Vicepresidente;
Baldassare Gucciardi; Marco Falcone; Fabio Mancuso; Vincenzo
Marinello; Alberto Campagna.
L'Assemblea ne prende atto.
Copia integrale della superiore nota è depositata presso il
Servizio Lavori d'Aula ed il Servizio di Ragioneria.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 202 Nomina di una Commissione parlamentare d'indagine
sulla vicenda della costruzione dei 4 termovalorizzatori di
Augusta, Casteltermini-Campofranco, Paternò e Palermo , degli
onorevoli Faraone, Apprendi, Panepinto, Raia, Marinello, Ferrara;
numero 203 Sospensione delle procedure per l'istituzione del
Parco dei Monti Sicani nel territorio della provincia di Palermo ,
degli onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone, Vinciullo;
numero 204 Misure a tutela dei lavoratori dello stabilimento
Keller di Carini (PA) , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone,
Vinciullo;
numero 205 Iniziative a livello centrale per esprimere la
contrarietà del popolo siciliano al progetto di legge a tutela
della privacy, attualmente in discussione al Parlamento
nazionale , degli onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi,
Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Digiacomo,
Donegani, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,
Marinello, Marziano, Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine e Vitrano.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Rinvio di svolgimento di rubriche
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su conforme decisione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, rinvio lo
svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro e della Rubrica
Infrastrutture e mobilità .
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su conforme decisione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si passa al V
punto dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito dell'esame del disegno di legge numero 568/A «Modifiche
ed integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti»
PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno di
legge numero 568/A «Modifiche ed integrazioni alla normativa
regionale in materia di appalti».
Invito i componenti la IV Commissione legislativa Ambiente e
territorio a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che, nella precedente seduta, l'esame del disegno di legge
era stato sospeso in fase di votazione del subemendamento 2.1.1.
Ne do nuovamente lettura: «All'emendamento 2.1 le parole dagli
Organi dello Stato sono sostituite dalle parole in capo al
Consiglio superiore dei lavori pubblici».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1. Ne do lettura:
«Dopo la lettera a) aggiungere la seguente:
a.l. Al comma 11 aggiungere il seguente periodo: Rilascia altresì
i pareri consultivi previsti dagli Organi dello Stato in materia di
acque pubbliche, di cui al Testo Unico approvato con Regio Decreto
11 dicembre 1933, n. 1775 e di opere idrauliche. Per la predetta
attività la Commissione regionale è integrata da un dirigente
regionale con comprovata esperienza in materia di acque, nominato
con le modalità di cui al comma 15.
- alla lettera b) comma 15, al quarto, al quinto e al sesto rigo,
sopprimere le parole o da un suo delegato».
Nell'emendamento 2.1, ad un certo punto, si legge la Commissione
regionale è integrata da un dirigente regionale .
Comunico che all'emendamento 2.1 è stato presentato dal Governo il
subemendamento 2.1.2:
«All'emendamento 2.1 dopo la parola integrata aggiungere le
parole senza ulteriori oneri per il bilancio regionale».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.1, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Ufficio regionale per l'espletamento di gare per gli
appalti pubblici
di lavori, forniture e servizi
1. All'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dall'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 e successive modifiche e integrazioni, la rubrica è sostituita
dalla seguente Ufficio regionale per l'espletamento di gare per gli
appalti pubblici di lavori, forniture e servizi' e sono apportate
le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole l'Ufficio regionale per l'espletamento di
gare per l'appalto di lavori pubblici.' sono sostituite dalle
seguenti l' Ufficio regionale per l' espletamento di gare per gli
appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, di seguito
denominato U.R.P.A.';
b) al comma 4 le parole a 1.250 migliaia di euro' sono sostituite
dalle seguenti a 750 mila euro, per servizi e forniture di importo
a base d'asta annuo pari o superiore a 500 mila euro';
c) al comma 5 le parole a 1.250 migliaia di euro' sono sostituite
dalle seguenti a 750 mila euro, per servizi e forniture di importo
a base d'asta annuo pari o superiore alla soglia comunitaria e
inferiori a 500 mila euro';
d) il comma 5 bis è sostituito dal seguente:
5 bis. Per gli appalti pubblici di cui ai commi 4 e 5, gli enti
indicati nell'articolo 2, comma 2, lettera a), che vi provvedono a
mezzo del responsabile del procedimento, sono tenuti ad avvalersi
dell'U.R.P.A.. Gli stessi enti, su proposta del responsabile del
procedimento e deliberazione della Giunta e/o dell'organo esecutivo
per gli altri soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a),
possono avvalersi, senza necessità di alcuna motivazione, delle
sezioni provinciali, indipendentemente dall'importo dell'appalto, e
le sezioni sono tenute a dare seguito alla loro richiesta.';
e) dopo il comma 5 bis sono inseriti i seguenti:
5 ter. Ciascun U.R.P.A. svolge anche una funzione di supporto nei
confronti degli altri U.R.P.A., a ciascuno dei quali è consentito
costituire commissioni, secondo quanto previsto dal comma 9 bis,
per accelerare le procedure di affidamento di appalti pubblici di
lavori e/o opere, servizi e forniture. In tal caso, il presidente
della sezione anche centrale avvia il procedimento per la
costituzione della commissione che deve provvedere all'espletamento
della gara.
5 quater. Gli importi di cui ai commi 4 e 5 possono essere
modificati, in relazione agli elementi statistici utili a
determinare la concreta funzionalità delle sezioni, con decreto
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, su
deliberazione adottata dalla Giunta regionale e previo parere della
competente Commissione legislativa dell' Assemblea regionale
siciliana.
5 quinquies. Per gli appalti pubblici da affidarsi a cura
dell'U.R.P.A., ivi compresi quelli per i quali è richiesto
l'intervento dello stesso ufficio, gli enti di cui all'articolo 2,
comma 2, lettera a), sono tenuti a stabilire l'oggetto del
contratto e le parti essenziali del suo contenuto, nonché il
procedimento da adottare per la scelta del contraente e a
trasmettere al predetto ufficio, il progetto e/o piano, il
capitolato d'oneri e il provvedimento di approvazione.
5 sexies. Tutti gli atti successivi alla trasmissione di cui al
comma 5 quinquies per pervenire all'affidamento dell'appalto
pubblico, fino all'aggiudicazione provvisoria o, nel caso di
procedure ristrette, per la formazione della graduatoria, rientrano
nella competenza dell'U.R.P.A. che, a tal fine, entro venti giorni
predispone il bando di gara, in conformità al bando tipo,
indicandovi il procedimento e il criterio di aggiudicazione. Il
bando predisposto è inoltrato al responsabile unico del
procedimento dell'ente interessato per la pubblicazione secondo le
modalità indicate nell'articolo 29 ed è restituito immediatamente,
da quest'ultimo, sottoscritto con dichiarazione di avvenuta
pubblicazione.
5 septies. I verbali concernenti le decisioni adottate e quelli
relativi all'aggiudicazione provvisoria o alle determinazioni della
commissione giudicatrice in caso di procedura ristretta, sono
trasmessi dall'U.R.P.A. subito dopo la decorrenza dei termini
previsti nell'articolo 21 bis all'ente appaltante mediante
raccomandata con avviso di ricevimento o a mano, per
l'approvazione. Al responsabile del procedimento è assegnato il
termine perentorio di dieci giorni dal ricevimento per
l'approvazione, salva la possibilità di motivato provvedimento di
diniego. Qualora entro il predetto termine pervengano reclami o
contestazioni e il responsabile del procedimento li ritenga
fondati, il medesimo provvede a restituire i verbali per le
ulteriori determinazioni dell'U.R.P.A. Quest'ultimo Ufficio subito
dopo l'adozione delle predette determinazioni provvede alla
trasmissione all'ente appaltante. L'approvazione può essere
rifiutata solo in caso di violazione di legge da cui sia conseguita
alterazione dell'effettiva parità di condizioni fra gli aspiranti
all'appalto, o elusione della segretezza delle offerte, ovvero
alterazione manifesta del risultato della gara.
5 octies. Con l'approvazione di cui al comma 5 septies,
l'aggiudicazione diviene definitiva. Gli atti successivi
all'aggiudicazione o alle determinazioni della commissione
dell'U.R.P.A., ivi compresi gli avvisi e le comunicazioni previsti
dalle vigenti disposizioni, sono posti in essere dal responsabile
del procedimento della stazione appaltante.
5 nonies. Il procedimento di gara si svolge senza soluzione di
continuità. La gara è espletata nella seduta ordinaria successiva
alla scadenza del termine fissato nel bando per la presentazione
delle domande di partecipazione';
f) i commi 6, 7 e 8 sono abrogati;
g) al comma 9, lettera a) le parole un dirigente amministrativo
dell'Amministrazione regionale o un dirigente dell'amministrazione
statale anche a riposo' sono sostituite dalle seguenti un
dirigente, anche a riposo, dell' Amministrazione regionale o dell'
Amministrazione statale';
h) al comma 9, lettera b) le parole dei lavori pubblici' sono
sostituite dalle seguenti delle infrastrutture e della mobilità';
i) al comma 9 bis le parole Il presidente di ciascuna sezione
provinciale' sono sostituite dalle seguenti Il componente della
sezione provinciale di cui alla lettera a) che assume il ruolo di
Presidente' e le parole dei lavori pubblici.' sono sostituite dalle
seguenti delle infrastrutture e della mobilità.';
l) alla fine del comma 9 ter è aggiunto il seguente periodo:
Qualora non sia possibile costituire la seconda commissione per
assenza o impedimento del dirigente di cui alla lettera b) o del
dirigente supplente ovvero qualora le due commissioni siano
impegnate nell'espletamento di gare di appalto e sia necessario
istituire una ulteriore commissione, il presidente della sezione
provinciale chiede al dirigente generale del Dipartimento regionale
delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, di potersi
avvalere del supporto dei componenti le commissioni e dei dirigenti
di altre sezioni provinciali. L'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità, con proprio decreto, su proposta del
dirigente generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture,
della mobilità e dei trasporti, designa i soggetti chiamati a far
parte, per lo specifico appalto pubblico, della seconda o ulteriore
commissione, scegliendoli tra i componenti le commissioni di cui
alle lettere a) e b) o fra i dirigenti della segreteria tecnico-
amministrativa dei predetti uffici.';
m) al comma 9 quater le parole alla seconda commissione costituita
ai sensi del comma 9 bis.' Sono sostituite dalle seguenti alla
seconda e all'ulteriore commissione costituite, rispettivamente, ai
sensi dei commi 9 bis e 9 ter.';
n) al comma 10 dopo le parole dei lavori' sono aggiunte le
seguenti, dei servizi e delle forniture';
o) al comma 12 bis le parole dell'Ispettore generale
dell'Ispettorato tecnico dell' Assessorato regionale dei lavori
pubblici' sono sostituite dalle seguenti del dirigente generale
dell'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità';
p) al comma 13 le parole per i lavori pubblici' sono sostituite
dalle seguenti per le infrastrutture e la mobilità';
q) al comma 15 le parole di lavori pubblici.' sono sostituite
dalle seguenti di contratti pubblici di lavori, forniture e
servizi.';
r) dopo il comma 19 è aggiunto il seguente:
19 bis. L'uniformità di indirizzo ed il coordinamento operativo
delle sezioni sono assicurati dalla Conferenza dei presidenti,
convocata dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità o, per sua delega, dal dirigente generale del dipartimento
regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti,
ogni tre mesi e, comunque, ogni qualvolta se ne ravvisi la
necessità, con preavviso di almeno quarantotto ore. Nei casi di
urgenza, su richiesta motivata di uno dei presidenti delle sezioni
provinciali, la Conferenza è indetta con preavviso di ventiquattro
ore. Compongono la Conferenza: l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità, il dirigente generale del
Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei
trasporti, il dirigente responsabile dell'Osservatorio regionale
dei contratti pubblici, il presidente della sezione centrale e i
presidenti delle sezioni provinciali. La Conferenza è presieduta
dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità o, in
sua assenza, dal dirigente generale del dipartimento regionale
delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti. La validità
delle adunanze richiede la presenza della maggioranza assoluta dei
componenti e le eventuali deliberazioni sono adottate a maggioranza
assoluta dei votanti. In caso di parità di voti prevale il voto del
presidente. Le funzioni di segretario sono svolte dal funzionario
preposto alla segreteria della sezione centrale o da altro
funzionario delegato dal presidente della sezione centrale. I
verbali sono sottoscritti dal presidente e dal segretario. Le
deliberazioni della Conferenza, quando riguardino atti di indirizzo
o istruzioni amministrative di carattere generale, sono pubblicate
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana nel sito web
dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici e nel sito web
della sezione centrale'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Ammatuna, Faraone,
Termine e Raia: 3.3, 3.4, 3.6, 3.5, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11;
- dall'onorevole Caronia: 3.5, 3.7;
- dal Governo: 3.12 (I parte), (II parte), (III parte);
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo:
3.2, 3.1.
Onorevole Mancuso, ha avuto quella interlocuzione con il Governo
sull'articolo 3?
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge del quale ci stiamo occupando riveste certamente
un'importanza fondamentale per l'economia della nostra Regione e
desta non poche preoccupazioni all'interno delle diverse autonomie
locali e, soprattutto, non ci fa stare tranquilli; non fa stare
tranquilli non solo gli amministratori ma anche i cittadini perché
h chiaro che stiamo assistendo ad un percorso travagliato,
soprattutto, onorevoli colleghi, sotto il profilo politico.
Abbiamo dovuto tenere ben tre sedute in questa Assemblea e, nel
corso delle stesse, abbiamo visto quanta poca coesione vi sia
all'interno della maggioranza e come scarsa attenzione vi sia anche
all'interno di questa stessa Aula.
La volta scorsa, abbiamo assistito, ahimè, ad un momento di vera
crisi di questa Istituzione. Vi erano parlamentari presenti in Aula
che, con l'espediente della disattenzione, non hanno registrato
neanche la presenza per mantenere il numero legale e questo la dice
lunga circa la reale volontà, da parte delle forze di maggioranza e
da parte del Governo, di portare avanti il percorso di questo
disegno di legge.
D'altronde, lo stesso assessore Gentile, nel corso dell'ultima
seduta, ex post, per la verità, ha detto che avrebbe proposto
all'Aula un ritiro o, comunque, un rinvio della legge perché si
rendeva conto - mi pare di interpretare ciò che lei ha detto in
quell'Aula ma, se ho interpretato male, lei, poi, me lo chiarirà
meglio nel corso del suo intervento, se lo riterrà - che, anche
all'interno del Governo, vi erano delle perplessità.
Ora, il Governo, l'assessore Gentile, ha seguito altri passaggi e
di questo gli do atto: ha voluto ascoltare le categorie, ha voluto
approfondire; eppure, era ciò che chiedeva il Popolo della Libertà
perché ci si rende conto, tutti quanti insieme, che è necessario
che questo percorso non contenga, nel proprio grembo, elementi di
disturbo per il disegno di legge.
Signor Presidente, Assessore, ci rendiamo conto, ancora una volta,
che più che affrontare in maniera diligente, puntuale e serena il
problema degli appalti in Sicilia, si tenta di dare, ancora una
volta, al Governo, la possibilità di altre nomine.
Finisce il meccanismo dell'UREGA, si arriva al meccanismo
dell'URPA e si dovrà procedere alla nomina di altri 45 esponenti,
all'interno di quell'Istituto che, secondo me, altro che non crea
che lungaggini, altro non crea che sospetti e, evidentemente,
guardiamo con particolare attenzione, invece, ad un percorso
snello.
Abbiamo detto, tante volte, che siamo disponibili ad un
recepimento dinamico della norma con le modifiche che vogliamo
apportare. Abbiamo detto che non ci sta bene una norma che non
consente, poi, di realizzare i lavori che mettiamo in appalto.
Abbiamo visto come, in questi mesi, in questi anni, purtroppo, le
gare venivano assegnate, addirittura, con il meccanismo del
sorteggio. Preoccupa, ovviamente, il sistema che vogliamo adottare
se questo prevede il massimo ribasso ma alcune correzioni, devo
darle atto, Assessore, vengono poste in questa norma.
Le faccio una proposta concreta: considerato che, in questa norma,
è prevista proprio l'istituzione dell'URPA che credo ad altro non
serva, proprio perché abbiamo tutta la volontà di andare avanti
insieme, di approfondire insieme l'iter legislativo, propongo al
Governo, con molta serenità, Assessore, un emendamento soppressivo
dell'articolo 3 che ci consentirebbe di avere, finalmente, contezza
che le norme non si approvano per favorire qualcuno o per dare
qualcosa al Governo, ancora una volta. In questo contesto di grande
confusione, non vi è giorno o non vi è giornale che non indichi ai
siciliani quanto alto sia l'indice di confusione.
Assessore, se lei ci consegna questo atto di buona volontà, penso
che lo apprezzerà non soltanto il Popolo della Libertà ma l'intera
Assemblea.
Questo è ciò che volevo consegnarle come riflessione, dopo averle
detto che alcuni miglioramenti, certamente, sono stati apportati
rispetto alla scorsa settimana e di questo le diamo atto
pubblicamente.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo rassicurare un po' l'Aula
perché, per quanto riguarda le stazioni appaltanti, non è vero che
andiamo a modificare la struttura, assolutamente no; la struttura
rimane quella che è e stiamo rispondendo soltanto ad alcuni rilievi
mossi dalla Corte dei Conti. Vi sono, infatti, delle stazioni
appaltanti che lavorano poco e, abbassando la soglia da 1 milione
250 mila euro a 750 mila euro, diamo la possibilità a tutti gli
UREGA di lavorare e, in più, abbiamo stabilito, con questo
articolo, la mutualità, nel senso che, se ci sono degli UREGA che
hanno troppo lavoro e non possono espletarlo perché vi sono
tantissime gare, possono affiancarsi ad altre Commissioni
provenienti da altri UREGA.
La modifica strutturale degli UREGA rimane tale e quale, quindi,
nessuna nomina.
Posso rassicurare tutto il Parlamento: stiamo semplicemente
rispondendo alla relazione ed ai rilievi mossi dalla Corte dei
Conti.
Con questo disegno di legge - voglio ribadirlo - stiamo
rispondendo, con l'articolo 1, 2, 3 e 4, ad alcuni rilievi mossi
sia dalla Corte dei Conti sia dalla Commissione Europea.
Per questo motivo, voglio rassicurare l'Aula sul fatto che nessuna
modifica strutturale sarà fatta negli UREGA.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo tentativo di adattamento degli UREGA a nuove funzioni vada
precisato e che si debbano prendere in esame alcune questioni.
Intanto, non c'è alcun motivo, a scanso di equivoci, di cambiare il
nome di questi uffici, anzi, a maggior ragione, se questo può
ingenerare equivoci, ribadisco che non c'è alcuna ragione per cui
questi uffici debbano cambiare la loro denominazione da UREGA in
URPA, anche per la semplice ragione che, già oggi, UREGA significa
Ufficio Regionale per l'Espletamento delle Gare di Appalto che
potrebbe comprendere appalti di lavori pubblici, di forniture, di
servizi, quando anche se ne volesse ampliare la competenza.
Destare il sospetto di volere istituire nuovi uffici, quindi, dare
adito a chi, precedendomi, ha immaginato la formazione di
quarantacinque nuovi uffici o di diversi uffici ma, soprattutto,
affrontare anche i costi logistici che comporterebbe la modifica di
carta, di siti web, di targhe nei vari uffici e di quant'altro, dal
punto di vista logistico e, quindi, in termini di costi, in termini
di tempo, quanto questo comporterebbe, è perfettamente inutile.
Al riguardo, vi sono, in particolare, due emendamenti, il 3.3 ed
il 3.4, che mantengono la denominazione di UREGA.
Passo ad un'altra questione. Intervengo sull'articolo, in generale
per, poi, eventualmente, tornare sui singoli emendamenti.
Su questo tentativo d'amblèe di estendere le attuali competenze,
cioè l'espletamento delle gare d'appalto al di sopra di quelle
d'importo di un milione 250 mila euro improvvisamente a 750 mila
euro, vorrei che si avesse contezza di cosa, dal punto di vista
quantitativo, comporta e, quindi, voglio dare un elemento. Se
facciamo riferimento alle gare espletate nell'anno 2007, quelle che
stanno sopra la soglia di un milione 250 mila euro sono
centottantadue. Se questa soglia viene abbassata a 750 - sempre
immaginando il dato 2007, ahimè, scaduto poi nel 2008 e nel 2009,
ma supponiamo che si torni ad appaltare con quel volume di gare -,
improvvisamente, passiamo dai centottantadue, come ho detto prima,
a trecentottantacinque.
Sarebbe, quindi, più che raddoppiata, da parte nostra, l'attività
di questi uffici. Se a questi, poi, volessimo anche caricare
improvvisamente le gare di fornitura di beni e servizi, non avremmo
la più pallida idea di quale sarebbe questo carico perché ancora
non siamo in grado di quantificare l'incremento, Assessore, che
questo comporta in termini di appalti di lavori pubblici. La
Regione non sa, in questo momento, quante sono le gare che si
celebrano di forniture e di servizi.
Sparare, quindi, numeri a caso, come quelli che sono previsti in
questo disegno di legge, volendo fare anche le gare di fornitura di
beni e servizi, significa passare da un eccesso all'altro, da
quello che oggi ci viene contestato dalla Corte dei conti come un
inutile sopradimensionamento di questa struttura ad un rischio di
pericoloso ingolfamento, soprattutto, nelle celebrazioni di quelle
gare di forniture, ad esempio, penso alle gare per la
strumentazione elettromedicale che ha bisogno di essere fornita
agli ospedali, in maniera celere e tempestiva o ad altre forniture
importanti per gli uffici pubblici che si vedrebbero ingolfati, in
questi uffici, improvvisamente caricati in questo modo.
Invece, penso che possa essere più ragionevole procedere a questo
gradualmente. La legge già lo prevede ma possiamo ulteriormente
scrivere e precisare, in questa stessa norma, che l'UREGA può anche
svolgere certamente gare per l'affidamento di forniture e servizi
ma con la soglia che va ad essere determinata, con successivo
provvedimento, e con decreto, quindi, dell'assessore, una volta
saputi i margini entro cui si muove, in grado di pilotare e
verificare l'effetto che questo può produrre e non andare alla
cieca, come faremmo con questo provvedimento.
Credo che l'impianto complessivo, con queste modifiche, possa
scongiurare, ad un tempo, il rischio di trovarsi di fronte alla
creazione di nuovi uffici o di nuovi uffici con creazione di nuove
competenze e, nello stesso tempo, rispondere alle esigenze che
l'Assessore sottolineava e che dalla Corte dei conti e dal sistema
degli appalti pubblici viene richiesto alla Regione.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente, se le
funzioni - come ha detto il Governo e come ha ribadito con le sue
precisazioni l'onorevole De Benedictis - rimangono tali e quali
rispetto al testo precedente che riguardava, appunto, l'operatività
degli UREGA, non c'era bisogno di aggiungere ulteriori sei commi
alla legge per specificare, in modo particolare, qual è la funzione
dei nuovi URPA e addirittura - questa alquanto anomala e la vorrei
segnalare al Governo - l'ultimo comma prevede che l'uniformità di
indirizzo e il coordinamento operativo delle sezioni sono
assicurati alla Conferenza dei presidenti, convocata
dall'Assessore.
Non credo che ci possa essere, sull'operatività degli UREGA,
l'intervento della politica.
La gara, al di là di quelle che possono essere le norme, le
circolari e tutto quello che serve al raggiungimento del fine,
dell'efficacia, dell'efficienza e della trasparenza. Non ci può
essere una stanza di compensazione sull'operatività del singolo
UREGA che deve essere un organo assolutamente non influenzabile
sotto tutti i profili.
Non comprendo questa Conferenza dei presidenti con l'apporto della
politica su gare molto importanti. Secondo me, quindi, questo nuovo
Ufficio regionale per l'appalto di gare e per gli appalti pubblici
di lavoro, forniture e servizi, è un'aggiunta rispetto a quello che
viene indicato per questi URPA.
Al di là del merito - il Governo ha avuto le sue ragioni che, per
altro, sono state dette in Commissione, in modo molto convincente,
che non hanno convinto questo presidente -, però, volevo dire che
questa norma c'è o non c'è, non inficia quello che, in questo
momento, stiamo valutando, cioè il rischio di non potere aderire a
quello che impongono la Corte costituzionale, la Comunità Europea e
tutti gli altri organi che sono intervenuti.
Ritengo che questa norma si possa trasferire benissimo nel nuovo
disegno di legge che l'Assessore sta predisponendo - è quasi pronto
- e lì il ragionamento potrà essere molto più ampio. Non credo che
questo disegno di legge, con l'articolo 3, diventi indispensabile,
anzi, l'articolo 3 può essere, lo ripeto, trasferito nel nuovo
disegno di legge in cui il Parlamento, in maniera molto più serena,
potrà intervenire su questa materia molto delicata perché si
tratta di organismi dove la trasparenza deve essere la prima regola
che devono seguire.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, non
voglio affrontare singoli aspetti nel merito; ci sono stati altri
colleghi del mio Gruppo che hanno seguito aspetti dell'articolato
e, quindi, non voglio addentrarmi oltre. Vorrei, però, ricordare a
me stesso ed ai colleghi che insieme a me hanno partecipato alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari da lei convocata,
qualche settimana fa, nella quale - mi dispiace che non sia
presente, in questo momento, l'onorevole Musotto - avevamo deciso
che questo disegno di legge, la cui urgenza è data dal fatto che
siamo in regime di norma dichiarata dall'Unione europea e dalla
Corte Costituzionale difforme ai criteri sulla concorrenza e,
oltretutto, avremo, fra pochi giorni, l'audit che della vicenda, in
qualche modo, ha chiesto alla Regione di dimostrare l'avvenuta
modifica della legislazione regionale ma avevamo concordato di
stabilire che l'articolo 4, che poi è il corpo del disegno di legge
rispetto al quale, sostanzialmente, il tema era recepire la
legislazione nazionale e rinviavamo gli aspetti particolari,
compresi l'entità delle stazioni uniche appaltanti, la soglia da
organizzare nelle stazioni uniche appaltanti, di individuare
legalità di concentrazione tra gli appalti di beni e servizi con
gli appalti dei lavori pubblici.
Tutta una serie di questioni che sono materia di riforma che
meritano, probabilmente, qualche organicità in materia, tale da
consentire la celerità dell'approvazione di questo testo.
Assessore, mi pareva che eravamo tutti d'accordo ma vedo che,
invece, all'articolo 3, viene inserita una questione che presenta
alcuni elementi che, secondo me, devono essere meglio verificati
alla luce di un dato: noi, fino ad oggi, abbiamo avuto le stazioni
uniche con un elemento di automatismo nella gestione, tant'é che si
procedeva con i sorteggi.
Nel momento in cui bisognerà fare un esame approfondito per la
valutazione del ribasso anomalo e delle offerte, dobbiamo avere un
elemento di verifica che ci consentirà di capire se abbassare la
soglia può essere un ulteriore elemento di ingolfamento o meno.
Faccio una proposta, assessore, Governo e mi rivolgo ai colleghi
Presidenti dei Gruppi parlamentari: ritengo che questo disegno di
legge possa limitarsi all'articolo che riguarda il metodo di
aggiudicazione, recependo, così come è stato concordato; so che
l'assessore ha avuto un incontro con l'associazione di categoria e
si è trovata una quadra che, in qualche modo, soddisfa tutti; se
così è, quindi, procediamo all'approvazione dell'articolo 4, con
il recepimento della legge nazionale e con le opportune modifiche
e la chiudiamo qui.
Successivamente, affronteremo, con un disegno di legge
specifico, tutta la materia del riordino del sistema degli appalti.
Dico ciò anche perché siamo nel pieno di una modifica nazionale
sulla legislazione degli appalti.
Ecco perché faccio questa proposta: chiedo al Governo il ritiro
dell'articolo 3 e di procedere, esclusivamente, con l'esame
dell'articolo 4, all'approvazione del disegno di legge, se non ci
sono altri aspetti di dettaglio.
La mia proposta, quindi, vuole accelerare ed evitare che ci
addentriamo in questioni di cifre.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente perchè non voglio addentrarmi nel merito della questione
ma ritengo che la necessità di velocizzare l'esame di questo
disegno di legge è data dal fatto di allinearci alla norma
nazionale, anche perché questa necessità incombe entro questo mese
di luglio.
A mio avviso, questa norma è stata già sovraccaricata
dall'articolo 1 quando abbiamo approvato l'Osservatorio. Abbiamo
appesantito, infatti, un organo, che già aveva delle difficoltà,
con ulteriori compiti, ulteriori mansioni, per cui, stasera, se
vogliamo veramente portare a compimento e concludere questo iter -
che è quello di adeguarci alla norma nazionale -, forse, è il caso
di soprassedere sull'esame dell'articolo 3 e su tutto ciò che
riguarda altri aspetti legati alle procedure che non attengono
specificatamente all'aggiudicazione delle gare.
Su questo articolo 3, assessore Gentile, anche il PDL è d'accordo
a soprassedere. Lo aveva già detto l'onorevole Buzzanca che aveva
aperto i lavori in questo senso.
Se potessimo anche ipotizzare un emendamento soppressivo o un
maxiemendamento che tendesse ad espungere tutto ciò che non
riguarda l'articolo 4 e i criteri di aggiudicazione, così come, tra
l'altro, pare siano stati concordati tra l'Assessorato per le
infrastrutture e la mobilità e i rappresentanti delle categorie
imprenditoriali, credo che faremmo una cosa utile per pervenire,
già stasera, signor Presidente, all'approvazione di questa norma,
mettendoci in linea con quelli che sono i dettati nazionali.
Concludendo, voglio soltanto precisare che, nella seduta
precedente, ero presente per cui soltanto, forse, per un motivo
tecnico, non è stata rilevata la mia presenza. Presiedeva
l'onorevole Formica.
PRESIDENTE. Assessore Gentile, c'è una richiesta abbastanza
esplicita di stralciare l'articolo 3 del disegno di legge in
discussione.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non ho nulla in contrario a
ritirare l'articolo 3 ma voglio ricordare all'Aula che questo
articolo 3 non è stato inventato; stiamo rispondendo a dei rilievi
ben precisi della Corte dei Conti.
Certamente, si potrà fare anche nella riforma che già stiamo
predisponendo, quindi, se la rinviamo di qualche mese, non cambia
niente. Per quanto mi riguarda, la possiamo ritirare.
PRESIDENTE. Con questa dichiarazione del Governo, l'articolo 3 è
stralciato dalla Presidenza e trasferito alla riforma sugli
appalti.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Criteri di aggiudicazione. Commissioni giudicatrici
1. All'articolo 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dall'articolo 17 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 e successive modifiche e integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) il comma 1 bis è sostituito dal seguente:
l bis. Nei casi di aggiudicazione di lavori con il criterio del
prezzo più basso di cui al comma 1, la stazione appaltante valuta
la congruità delle offerte che presentino un ribasso pari o
superiore alla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le
offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato
all'unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior
ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto
medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta
media. Quando un'offerta appaia anormalmente bassa, la stazione
appaltante richiede all'offerente le giustificazioni relative alle
voci di prezzo che concorrono a formare l'importo complessivo posto
a base di gara. La richiesta di giustificazioni è formulata per
iscritto all'offerente al quale è assegnato un termine non
inferiore a quindici giorni per presentare, per iscritto, le
giustificazioni richieste. Ove l'esame delle giustificazioni
richieste e prodotte non sia sufficiente ad escludere l'incongruità
della offerta, la stazione appaltante o la subcommissione per la
verifica delle offerte anomale, ove istituita, richiede, per
iscritto, all'offerente le precisazioni ritenute pertinenti.
All'offerente è assegnato un termine non inferiore a cinque giorni
per presentare, per iscritto, le precisazioni richieste.
La stazione appaltante, ovvero la subcommissione per la verifica
delle offerte anomale, ove istituita, esamina gli elementi
costitutivi dell'offerta tenendo conto delle precisazioni fornite.
Prima di escludere l'offerta, ritenuta eccessivamente bassa, la
stazione appaltante convoca l'offerente con un anticipo non
inferiore a tre giorni lavorativi e lo invita a indicare ogni
elemento che ritenga utile. Se l'offerente non si presenta alla
data di convocazione stabilita, la stazione appaltante può
prescindere dalla sua audizione.
La stazione appaltante sottopone a verifica la prima migliore
offerta, se la stessa appaia anormalmente bassa, e, se la ritiene
anomala, procede nella stessa maniera progressivamente nei
confronti delle successive migliori offerte, fino ad individuare la
migliore offerta non anomala. In alternativa, la stazione
appaltante, purché si sia riservata tale facoltà nel bando di gara
o nell'avviso di gara, può procedere contemporaneamente alla
verifica di anomalia delle migliori offerte, non oltre la quinta,
fermo restando quanto previsto dal presente comma.
All'esito del procedimento di verifica la stazione appaltante
dichiara le eventuali esclusioni di ciascuna offerta che, in base
all'esame degli elementi forniti, risulti, nel suo complesso,
inaffidabile e procede, nel rispetto delle disposizioni vigenti,
all'aggiudicazione definitiva in favore della migliore offerta non
anomala. Le disposizioni del presente comma non si applicano
qualora il numero delle offerte ammesse sia inferiore a cinque,
salva la facoltà della stazione appaltante di valutare la congruità
della offerta che, in base ad elementi specifici, appaia
anormalmente bassa.';
b) il comma 1 bis 1 è sostituito dal seguente:
l bis 1. Relativamente agli appalti di lavori pubblici di valore
pari o inferiore a 1.000.000 di euro, qualora il numero di offerte
ammesse sia pari o superiore a dieci, l'amministrazione può
prevedere nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle
offerte anomale, aggiudicando l'appalto all'offerta, espressa in
cifre percentuali di ribasso, che risulta pari, o in mancanza, che
più si avvicina per difetto alla soglia di anomalia come
determinata al comma 1 bis. Le medie di cui al presente comma e al
comma 1 bis sono calcolate sino alla quarta cifra decimale,
arrotondata alla unità superiore qualora la quinta cifra decimale
sia pari o superiore a cinque.';
c) il comma 1 bis 2 è abrogato;
d) il comma 1 bis 4 è abrogato;
e) il comma 1 bis 5 è abrogato;
f) il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Nei casi di cui al comma 2 il capitolato d'oneri o il bando di
gara devono indicare i criteri di valutazione e precisare la
ponderazione relativa attribuita a ciascuno di essi, anche mediante
una soglia, espressa con un valore numerico determinato, in cui lo
scarto tra il punteggio della soglia e quello massimo relativo
all'elemento cui si riferisce la soglia deve essere appropriato. Le
stazioni appaltanti, quando ritengono la ponderazione impossibile
per ragioni dimostrabili, indicano nel bando di gara o nel
capitolato d'oneri l'ordine decrescente di importanza dei criteri.
Il bando per ciascun criterio di valutazione prescelto prevede, ove
necessario, i sub-criteri e i sub-pesi o i subpunteggi. Ove la
stazione appaltante non sia in grado di stabilirli tramite la
propria organizzazione, provvede a nominare uno o più esperti con
il decreto o la determina a contrarre, affidando ad essi l'incarico
di redigere i criteri, i pesi, i punteggi e le relative
specificazioni, che sono indicati nel bando di gara. Per attuare la
ponderazione o comunque attribuire il punteggio a ciascun elemento
dell'offerta, le stazioni appaltanti utilizzano metodologie
definite dal regolamento e tali da consentire di individuare, con
un unico parametro numerico finale, l'offerta più vantaggiosa'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Pogliese,Vinciullo, Falcone, Buzzanca, Caputo:
4.4, 4.6, 4.2;
- dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Ruggirello: 4.1;
- dall'onorevole Maira: 4.3;
- dall'onorevole Caronia: 4.5;
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Ammatuna, Faraone,
Termine e Raia: 4.14, 4.9, 4.11;
- dagli onorevoli Galvagno, Ammatuna, Barbagallo, Rinaldi: 4.15;
- dagli onorevoli Laccoto, Picciolo, Gucciardi, Vitrano: 4.17,
4.16;
- dall'onorevole Cracolici: 4.10, 4.12 e 4.13;
- dal Governo: 4.18, 4.19 (riscrittura), 4.19 bis (riscrittura);
- dall'onorevole Adamo: 4.8.
Comunico altresì che sono stati presentati i subemendamenti 4.19
bis.1 e 4.19 bis.2, dagli onorevoli Oddo, De Benedictis, Faraone e
Apprendi.
Comunico, infine, che è stato presentato, dal Governo, il
subemendamento 4.19 bis.3, che supera i precedenti emendamenti del
Governo:
«L'articolo 4 è sostituito dal seguente:
Articolo 4
Criteri di aggiudicazione. Commissioni giudicatrici
All'articolo 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dall'articolo 17 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 e successive modifiche e integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) Il comma 1 è così sostituito:
1. Per i criteri di selezione delle offerte e verifica delle
offerte anormalmente basse si applicano le disposizioni degli
articoli 81, 86 comma 1, 3, 3 bis, 3 ter e 4, 87 commi 2, 3, 4 bis
e 5, 88 commi 1 1-bis, 2, 3, 4 e 5 nonché il comma 9 dell'art. 122
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive
modifiche e integrazioni. Il criterio del prezzo più basso
inferiore a quello a base d'asta è determinato, per tutti i
contratti, sia a corpo che a misura, che a corpo e misura, mediante
offerta espressa in cifra percentuale di ribasso, con 4 cifre
decimali, sull'importo complessivo a base d'asta, da applicare
uniformemente a tutto l'elenco prezzi posto a base di gara. Non si
tiene conto delle cifre decimali successive alla quarta. .
b) Il comma 1-bis è così sostituito:
1-bis. Nel caso in cui un'offerta appaia anormalmente bassa, la
stazione appaltante richiede all'offerente le giustificazioni
relative alle voci di prezzo che concorrono a formare l'importo
complessivo a base di gara. Per la verifica delle offerte
anormalmente basse non sono ammesse giustificazioni in relazione
agli oneri di sicurezza in conformità all'articolo 31 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, come sostituito dall'articolo 131 del
decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 e successive modifiche e integrazioni, nonché al piano di
sicurezza e coordinamento di cui all'articolo 12, decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e alla relativa stima dei costi
conforme all'articolo 7, decreto del Presidente della Repubblica 3
luglio 2003, n. 222. Nella valutazione dell'anomalia la stazione
appaltante tiene conto dei costi relativi alla sicurezza, che
devono essere specificamente indicati nell'offerta e risultare
congrui rispetto all'entità e alle caratteristiche dei servizi o
delle forniture. All'esclusione può provvedersi solo all'esito di
verifica, in contraddittorio. .
c) il comma 1-bis 1 è così sostituito:
1-bis 1. Inoltre, nel procedimento di verifica e di esclusione
delle offerte anormalmente basse, la stazione appaltante verifica
la prima migliore offerta, se la stessa appaia anormalmente bassa,
e, se la ritiene anomala, procede nella stessa maniera
progressivamente nei confronti delle successive migliori offerte,
fino ad individuare la migliore offerta non anomala. In
alternativa, la stazione appaltante, purché si sia riservata tale
facoltà nel bando di gara, nell'avviso di gara o nella lettera
d'invito, può procedere contemporaneamente alla verifica di
anomalia delle migliori offerte non oltre la quinta, fermo restando
quanto previsto ai commi da 1 a 5 dell'articolo 88 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e
integrazioni. All'esito del procedimento di verifica la stazione
appaltante dichiara le eventuali esclusioni di ciascuna offerta
che, in base all'esame degli elementi forniti, risulta, nel suo
complesso, inaffidabile, e procede, nel rispetto delle disposizioni
vigenti, all'aggiudicazione definitiva, in favore della migliore
offerta non anomala. .
Per lavori d'importo inferiore o pari alla soglia comunitaria e
superiore a 1 milione di euro, ai fini della verifica dell'anomalia
delle offerte si procede contemporaneamente all'esame delle cinque
offerte di valore immediatamente superiore alla soglia di anomalia,
escludendo tutte le rimanenti offerte. L'aggiudicazione è
effettuata in favore della migliore offerta non anomala. .
d) Il comma 1-bis 2 è così sostituito:
1-bis 2. Ai soli fini della determinazione dell'importo da porre
a base d'asta, oltre al costo relativo alla sicurezza di cui
all'articolo 86, comma 3-ter del decreto legislativo 12 aprile
2006,
n. 163 e successive modifiche e integrazioni, non è soggetto a
ribasso d'asta il costo del lavoro. Il costo del lavoro verrà
determinato per categorie di lavoro in apposite tabelle che saranno
emanate con decreto dell'Assessorato delle infrastrutture e della
mobilità entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente della legge. Con il medesimo decreto sarà disciplinata
anche la procedura per la valutazione dell'incidenza effettiva del
costo del lavoro sottratto a ribasso d'asta. Nelle more
dell'emanazione del decreto di cui al periodo precedente, sempre al
fine del calcolo dell'importo a base d'asta, per la determinazione
dell'importo delle categorie di lavoro, la stazione appaltante
utilizzerà le percentuali di incidenza contemplate nel prezziario
unico regionale per i lavori pubblici. Nei bandi di gara, negli
avvisi e negli inviti l'importo relativo al costo del lavoro è
indicato separatamente da quello posto a base di gara per
l'affidamento dell'appalto, ed è da ritenersi indicativo solo ai
fini dell'aggiudicazione. .
e) Il comma 1-bis 3 è soppresso.
f) Il comma 1-bis 4 è così sostituito:
1-bis 4. Ai fini di quanto disposto dal precedente comma 1-bis 2,
sono altresì escluse giustificazioni inerenti i costi del lavoro. .
g) Il comma 1-bis 5 è così sostituito:
1-bis 5. Nell'ambito dei requisiti per la qualificazione di cui
all'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 come introdotto
dall'articolo 6 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche e integrazioni, devono essere considerate
anche le informazioni fornite dallo stesso soggetto interessato
relativamente all'avvenuto adempimento, all'interno della propria
azienda, degli obblighi di sicurezza previsti dalla vigente
normativa ».
Si tratta di una riscrittura, alla luce degli incontri che il
Governo ha avuto, mi sembra, con i rappresentanti di categoria.
E' ovvio che il subemendamento 4.19 bis. 3 supererebbe, se
approvato, il 4.19 bis con tutti i subemendamenti che a
quell'emendamento sono stati presentati.
L'argomento in discussione è, quindi, il 4.19 bis.3.
BUZZANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onestamente, non
me la sento di dire sì o no perché si tratta di un emendamento di
riscrittura e, siccome parliamo di una legge che viene sintetizzata
in quest'articolo, credo sia necessario approfondirlo; ci dia il
tempo di farlo.
Chiedo una breve sospensione perché è evidente che, se lei ci
chiede di esprimere un giudizio, non sarà così facile darlo.
Non so quanti colleghi abbiano avuto la possibilità di leggere
questo emendamento e quanti abbiano avuto contezza delle modifiche
che il Governo vuole introdurre; sto cercando di scorrere molto
rapidamente ma devo chiederle formalmente almeno un quarto d'ora
per poterlo leggere e poi continuare i lavori.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura dell'articolo 4 è
stata fatta la settimana scorsa. Noi abbiamo semplicemente inserito
degli emendamenti che abbiamo concordato con l'associazione di
categoria.
Il punto c) si occupa di lavori di importo inferiore o pari alla
soglia comunitaria che è superiore ad un milione di euro. Ai fini
della verifica dell'anomalia delle offerte, si procede,
contemporaneamente, all'esame delle cinque offerte di valore
immediatamente superiore alla soglia di anomalia, escludendo tutte
le rimanenti offerte e l'aggiudicazione è effettuata in favore
della migliore offerta non anomala. Questa è l'unica modifica.
Abbiamo proceduto alla riscrittura per evitare confusione;
confermiamo che, nell'emendamento di riscrittura, sono stati
inseriti soltanto questi due emendamenti concordati. L'impianto
dell'articolo rimane tale e quale; ribadisco che vengono inseriti
nella riscrittura solo i due emendamenti concordati con le
associazioni di categoria: il punto d) e l'ultimo periodo del
punto c).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accolgo la proposta dell'onorevole
Buzzanca; l'argomento è molto delicato, pertanto, sospendo
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 19.11)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 13 luglio 2010,
sotto la Presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole Cascio,
presenti il Vicepresidente vicario, onorevole Formica, ed il
Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, onorevole
Gentile, ha stabilito all'unanimità la seguente agenda dei lavori
per la sessione estiva:
L'Aula terrà seduta oggi, martedì 13 per la trattazione degli
argomenti già iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea,
iniziando con la discussione dei disegni di legge:
Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia di
appalti (568/A);
Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
(478/A).
L'Aula terrà seduta:
- martedì 20, oltre che per l'eventuale seguito della discussione
dei citati disegni di legge, per la discussione della Relazione,
approvata il 3 febbraio 2010, della Commissione parlamentare
d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia;
- mercoledì 21 per lo svolgimento di attività ispettiva e per il
dibattito sulle misure da adottare per far fronte alla drammatica
crisi agricola che investe la Regione;
- giovedì 22 per lo svolgimento di attività ispettiva e per la
discussione della proposta di modifica del Regolamento di
previdenza dei deputati nonché di una proposta di modifica al
Regolamento interno dell'ARS.
La Presidenza si è riservata, previo raccordo con il Governo, di
dedicare apposite sedute d'Aula alla discussione della mozione
numero 194 Interventi in ordine al progetto di ricerca di
idrocarburi D 354 C. R-SL' al largo delle coste di Sciacca e
Menfi, in provincia di Agrigento, e Castelvetrano, in provincia di
Trapani e della mozione riguardante la vicenda della revoca al CAS
della gestione delle autostrade siciliane.
La Presidenza dell'Assemblea, in attesa dell'approvazione della
riforma della legge di contabilità regionale, ha posto
all'attenzione della Conferenza la necessità di coordinare la
tempistica prevista dalla legislazione regionale e dal
Regolamento interno dell'ARS per la presentazione, l'esame e la
discussione dei documenti finanziari (DPEF, legge di bilancio e
legge finanziaria) alla luce dell'entrata in vigore della legge 31
dicembre 2009, numero 196, di riforma della contabilità e della
finanza pubblica nazionale.
Le Commissioni, nel periodo sopra considerato, si riuniranno
compatibilmente con i lavori d'Aula.
Priorità è stata data, in particolare, all'esame del disegno di
legge Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale (520-144/A), già rinviato in I Commissione.
A conclusione del periodo sopra calendarizzato, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari tornerà a riunirsi giovedì 22
luglio 2010 per la definizione dell'agenda parlamentare sino alla
chiusura della sessione estiva, fissata per giovedì 5 agosto 2010,
dedicando particolare attenzione allo svolgimento dell'attività di
sindacato ispettivo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni
alla normativa regionale in materia di appalti» (568/A)
PRESIDENTE. Si riprende il seguito dell'esame del disegno di legge
numero 568/A Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti .
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
- dal Governo:
subemendamento 4.19.bis.3.1: «Il secondo comma del comma 1-bis.1 è
soppresso.
Il comma 1-bis.2, dopo le parole per i lavori pubblici sono
aggiunte le parole o nell'analisi prezzi .»;
- dagli onorevoli Cracolici, Oddo, De Benedictis:
subemendamento 4.19.bis.3.2:
«Al comma 1 sostituire la lettera e) con la seguente:
e) Il comma 1 bis 3 è così sostituito:
1-bis.3. Salvo quanto previsto agli articoli 87 e 88 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 come richiamati al comma 1, le
offerte debbono essere corredate, fin dalla loro presentazione,
delle giustificazioni relative alla voce di prezzo che concorrono a
formare l'importo complessivo posto a base di gara ».
Si procede con il subemendamento 4.19.bis.3.1, del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 4.19.bis.3.2. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4.19.bis.3, così come emendato,
interamente sostitutivo dell'articolo 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Aggiudicazione ed esecuzione di lavori, servizi e forniture in caso
di ricorso amministrativo e/o giudiziario
1. L'articolo 21 bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dal comma 1 dell'articolo 18 della legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 e successive modifiche e integrazioni, è
sostituito dal seguente:
'21 bis. Aggiudicazione ed esecuzione di lavori, servizi e
forniture in caso di ricorso amministrativo e/o giudiziario - 1.
L'aggiudicazione provvisoria deve essere pubblicata per almeno tre
giorni consecutivi non festivi nella sede degli enti dove è svolta
la gara. All'aggiudicatario, ove non presente alla seduta di gara
nella quale è stato redatto il verbale di aggiudicazione
provvisoria, deve essere data comunicazione immediata da parte del
responsabile del procedimento.
2. In assenza di rilievi o di contestazioni, che devono essere
effettuati nei cinque giorni successivi a quello di completamento
della procedura nella quale si dichiara l'aggiudicazione
provvisoria, quest'ultima è immediatamente trasmessa all'organo
competente all'approvazione.
3. In caso di rilievi o di contestazioni, intervenuti nei cinque
giorni di cui al comma 2, il presidente di gara è tenuto a decidere
entro il termine di cinque giorni dalla loro trasmissione.
4. Il termine di cui al comma 3 è prorogabile di ulteriori cinque
giorni, qualora i rilievi o le contestazioni afferiscano a
questioni applicative di norme particolarmente complesse. Decorso
il termine, eventualmente prorogato, il verbale di aggiudicazione
provvisoria deve essere immediatamente trasmesso all'organo
competente all'approvazione. In caso di conferma dei risultati
dell'aggiudicazione provvisoria, da effettuare nei tre giorni
successivi dalla ricezione degli atti da parte dell'organo
competente, il presidente rimette i risultati che si intendono
definitivi, salvi diversi provvedimenti adottabili dall'organo
competente, qualora non dovesse condividere le determinazioni del
presidente di gara.
5. Fatto salvo l'esercizio del potere di autotutela, in caso di
ricorso in sede amministrativa e/o giurisdizionale, l'ente
appaltante, in assenza di provvedimento cautelare sospensivo
definitivo, è tenuto a consegnare i lavori ovvero a richiedere la
fornitura o il servizio all'aggiudicatario risultante dal
provvedimento dell'organo competente approvativo
dell'aggiudicazione provvisoria, senza attendere la definizione nel
merito del giudizio».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Ammatuna, Faraone,
Termine e Raia: emendamento 5.1;
dal Governo:
emendamento 5.2:
«All'articolo 21 bis della legge Il febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dal comma 1 dell'art. 18 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 sono apportate le seguenti modifiche:
1. Al comma 2 la parola "immediatamente" è soppressa, e dopo le
parole "competente all'approvazione" sono inserite le seguenti "che
vi provvede entro il termine di dieci giorni dal ricevimento. .
2. Al comma 4, primo periodo, dopo le parole "competente
all'approvazione" sono inserite le seguenti "che vi provvede entro
il termine di dieci giorni dal ricevimento .
3. Il comma 4, ultimo periodo è sostituito dal seguente "Qualora
entro quest'ultimo termine pervengano rilievi o contestazioni e il
responsabile del procedimento li ritenga fondati, il medesimo
provvede a restituire i verbali per le ulteriori determinazioni del
Presidente di gara. Quest'ultimo subito dopo l'adozione delle
predette determinazioni provvede alla trasmissione all'organo
competente. L'approvazione può essere rifiutata solo in caso di
violazione di legge da cui sia conseguita alterazione
dell'effettiva parità di condizioni fra gli aspiranti all'appalto,
o elusione della segretezza delle offerte, ovvero alterazione
manifesta del risultato della gara. Con l'approvazione dell'organo
competente, l'aggiudicazione diviene definitiva. .
4. Il comma 5 è sostituto dal seguente "L'aggiudicazione
definitiva diventa efficace dopo la verifica del possesso dei
prescritti requisiti. Divenuta efficace l'aggiudicazione
definitiva, e fatto salvo l'esercizio dei poteri di autotutela nei
casi consentiti dalle norme vigenti, la stipulazione del contratto
di appalto ha luogo entro il termine di sessanta giorni salvo
diverso termine previsto nel bando o nell'invito ad offrire. Se la
stipulazione del contratto non avviene nel termine fissato,
l'aggiudicatario può, mediante atto notificato alla stazione
appaltante, sciogliersi da ogni vincolo o recedere dal contratto.
All'aggiudicatario non spetta alcun indennizzo, salvo il rimborso
delle spese contrattuali documentate. Nel caso di lavori, se è
intervenuta la consegna dei lavori in via d'urgenza,
l'aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per
l'esecuzione dei lavori ordinati dal direttore dei lavori, ivi
comprese quelle per opere provvisionali. Nel caso di servizi e
forniture, se si è dato avvio all'esecuzione del contratto in via
d'urgenza, l'aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese
sostenute per le prestazioni espletate su ordine del direttore
dell'esecuzione. L'esecuzione di cui al presente comma non è
consentita durante il termine dilatatorio di cui al successivo
comma sesto e durante il periodo di sospensione obbligatoria del
termine per la stipulazione del contratto previsto dal comma
ottavo, salvo che nelle procedure in cui la normativa vigente non
prevede la pubblicazione del bando di gara, ovvero nei casi in cui
la mancata esecuzione immediata della prestazione dedotta nella
gara determinerebbe un grave danno all'interesse pubblico che è
destinato a soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti
comunitari. .
5. Dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
"6. Il contratto non può comunque essere stipulato prima di
trentacinque giorni dell'ultima delle comunicazioni del
provvedimento di aggiudicazione definitiva. .
"7. Il termine dilatatorio di cui al comma precedente non si
applica se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso con cui si
indice una gara o inoltro degli inviti nel rispetto della presente
legge, è stata presentata o è stata ammessa una sola offerta e non
sono state tempestivamente proposte impugnazioni del bando o della
lettera di invito o queste impugnazioni risultano già respinte con
decisione definitiva.".
"8. Se è proposto ricorso avverso l'aggiudicazione definitiva con
contestuale domanda cautelare, il contratto non può essere
stipulato, dal momento della notificazione dell'istanza cautelare
alla stazione appaltante e per i successivi venti giorni, a
condizione che entro tale termine intervenga almeno il
provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del
dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del
merito all'udienza cautelare ovvero fino alla pronuncia di detti
provvedimenti se successiva. L'effetto sospensivo sulla stipula del
contratto cessa quando, in sede di esame della domanda cautelare,
il giudice si dichiara incompetente, o fissa con ordinanza la data
di discussione del merito senza concedere misure cautelari o rinvia
al giudizio di merito l'esame della domanda cautelare, con il
consenso delle parti, da intendersi quale implicita rinuncia
all'immediato esame della domanda cautelare" ».
Si passa all'emendamento 5.1.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.2, del Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Revisione dei prezzi dei materiali da costruzione
1. All'articolo 5 della legge regionale 23 ottobre 1964, n. 22 e
successive modifiche e integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 le parole per i lavori pubblici' sono sostituite
dalle seguenti per le infrastrutture e la mobilità'; le parole
dell'ispettorato tecnico dei lavori pubblici' sono sostituite dalle
seguenti del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti';
b) al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
a) il dirigente generale del Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, che la presiede, o
un suo delegato;';
c) al comma 1, la lettera b) è soppressa;
d) al comma l, la lettera c) è soppressa;
e) al comma 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
d) quattro dirigenti del Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, scelti dall'
Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità;';
f) al comma 1, alle lettere e), f) e i) le parole per i lavori
pubblici' sono sostituite dalle seguenti per le infrastrutture e la
mobilità'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Obblighi di comunicazione per gli affidamenti in subappalto
1. Le imprese aggiudicatarie dei lavori sono tenute a comunicare
entro quindici giorni dall'aggiudicazione l'elenco delle ditte
affidatarie di opere in subappalto».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Caronia: 7.1;
- dall'onorevole Adamo: 7.2.
- dagli onorevoli Vinciullo, Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo:
7.3;
- dagli onorevoli Apprendi, Faraone e Cracolici: 7.4, 7.6;
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Ammatuna, Faraone,
Termine e Raia: 7.5.
Gli emendamenti 7.1, 7.2 e 7.3, di identico contenuto, sono
ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.4, dell'onorevole Apprendi.
APPRENDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.5.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
preannunciando il ritiro dell'emendamento 7.5, a mia firma, vorrei
sottolineare quanto ritengo strano che sia l'impresa aggiudicataria
che trasmette l'elenco delle ditte affidatarie.
Chiedo, pertanto, agli Uffici di tenere conto di questa mia
osservazione in sede di coordinamento formale del testo.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, gli Uffici terranno conto
della sua osservazione.
L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento 7.5.
Si passa all'emendamento 7.6.
APPRENDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo chiede che l'articolo 7
sia stralciato dal disegno di legge.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sulla richiesta del Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, che
ci sia una norma che stabilisce che l'impresa che vince un appalto,
che vuole dare in subappalto, entro un certo termine, deve
comunicare all'ente appaltante le aziende che vanno in subappalto,
la considero una norma di trasparenza. Non capisco perché dobbiamo
abrogarla.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che ritirare l'articolo 7 sarebbe un grave errore perché
individua specificatamente le aziende per cui si chiede
l'autorizzazione a poter essere affidatari in subappalto.
Cosa ben diversa, invece, è l'articolo 8, che è soltanto una norma
di facciata e che potrebbe essere ritirata.
Riteniamo che, approvando l'articolo 7 e sopprimendo l'articolo 8,
faremmo una norma agile che va incontro all'esigenza immediata; il
resto può essere demandato ad un testo unico, ad un testo
coordinato sui lavori pubblici che potrà consentire a questo
Parlamento di articolare dovute e necessarie riflessioni, magari,
confrontandosi con le categorie interessate.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ritirato
l'emendamento 7.2 perché interveniva soltanto sui tempi e, quindi,
appesantiva inutilmente un articolo de disegno di legge ma non
intendevamo assolutamente intervenire sull'articolo che, invece,
condividiamo e che è una espressione di trasparenza fondamentale in
questa norma.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in sede di Commissione, il Governo
ha espresso parere contrario sull'articolo perché, per quanto
riguarda i sub appalti, se ne occupa esclusivamente lo Stato e la
legge statale prevede che, entro 20 giorni dall'inizio dei lavori,
l'impresa deve pubblicare l'elenco dei sub appalti.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, stavamo discutendo di questo atteggiamento nei
confronti del Governo, da parte di diversi colleghi parlamentari,
di mancanza di trasparenza, che noi non notiamo.
Riteniamo, anzi, che il Governo abbia fatto una norma che agevola
la trasparenza e con la richiesta di ritiro dell'articolo 7 non si
può accusare il Governo di mancanza di trasparenza.
L'onorevole Falcone chiedeva una norma agile ma più che agile
servirebbe una norma snella e rispetto a questo, come ha richiamato
il Governo, il codice dei contratti già definisce, in modo preciso,
i termini, quindi, ci possiamo anche rifare alla norma statale, in
modo da evitare che il Governo venga attaccato con metodi di poca
trasparenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi hanno fornito
l'articolo 118 della legge nazionale che regolamenta la materia dei
sub appalti.
Ne do lettura: Che l'affidatario provveda al contratto di sub
appalto presso la stazione appaltante almeno 20 giorni prima della
data di effettivo inizio dell'esecuzione delle relative
prestazioni .
Questo significa che, stralciando l'articolo 7 dal disegno di
legge, entrerebbe automaticamente in vigore la norma nazionale.
Possiamo, comunque, prevedere la presentazione di un emendamento di
riscrittura dell'articolo 7.
In attesa di questa riscrittura, formalizzata da parte degli
Uffici, accantoniamo momentaneamente l'articolo 7.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Protocolli di legalità e di tutela dei lavoratori
1. Dopo l'articolo 20 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dall'articolo 16 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 e successive modifiche e integrazioni, è inserito il seguente:
Art. 20 bis. Clausole di legalità e di tutela dei lavoratori - 1.
La Regione, al fine di sviluppare strategie comuni volte alla
crescita della legalità del lavoro, alla tutela e alla sicurezza
dei lavoratori, promuove un patto per la diffusione delle buone
pratiche sperimentate in materia, mediante intese ed accordi con
gli enti locali, le organizzazioni sindacali comparativamente più
rappresentative, le organizzazioni imprenditoriali ed anche tramite
gli organi paritetici costituiti ai sensi dell'articolo 51 del
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Nel caso di lavori di particolare complessità tecnica o
rilevanza economica, ed in ogni caso per lavori di importo
superiore a 5 milioni di euro, la Regione e le stazioni appaltanti
promuovono la sottoscrizione di specifici protocolli tra le
stazioni appaltanti stesse, le imprese appaltatrici, le
organizzazioni sindacali, le organizzazioni imprenditoriali e gli
organismi paritetici, finalizzati alla realizzazione di ulteriori
misure di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori,
nonché a migliorare l'organizzazione del lavoro.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, possono essere
utilizzate, oltre alle indicazioni di cui al Protocollo di legalità
Accordo quadro Carlo Alberto Dalla Chiesa del 12 luglio 2005, le
indicazioni riguardanti gli appalti pubblici di cui al documento
Codice Antimafia e Anticorruzione della Pubblica amministrazione',
condiviso dalla Giunta regionale con deliberazione n. 514 del 4
dicembre 2009. Resta salvo il rispetto delle vigenti disposizioni
in materia di risoluzione del contratto previste dal decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e
integrazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Faraone e Cracolici:
emendamento 8.1:
«Al comma 1, dopo le parole organizzazioni imprenditoriali
cassare le parole anche tramite »;
emendamento 8.2:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2 bis. - Gli adempimenti, di cui all'art. 3 della legge regionale
21 agosto 2007, n. 20 e del Decreto Assessoriale 23 ottobre 2008,
sono posti in essere contestualmente alla stipulazione del
contratto di appalto.
Ove tali adempimenti non vengono posti in essere, il Responsabile
Unico del procedimento provvede ad informare l'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica per la
nomina di un commissario ad acta ».
emendamento 8.3:
«Al comma 3, dopo le parole Per le finalità di cui ai commi 1,
2', aggiungere e 2bis', e dopo le parole vigenti disposizioni in
materia di' aggiungere o nullità'»;
- dal Governo:
emendamento 8.5 (I parte):
«Al comma 2, le parole "Nel caso di lavori di particolare
complessità tecnica o rilevanza economica, ed in ogni caso per
lavori di importo superiore a 5 milioni di euro" sono sostitute
dalle seguenti ''Negli appalti di contratti pubblici"»;
emendamento 8.5 (II parte):
«Al comma 3, alla fine del primo periodo sono aggiunte le parole
"e la direttiva del Ministro dell 'Interno del 23 giugno 2010
concernente Controlli antimafia preventivi nelle attività a rischio
di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali"»;
- dall'onorevole Adamo:
emendamento 8.4:
«Aggiungere i seguenti commi:
4. E' sempre obbligatoria, all'atto della sottoscrizione del
contratto seguente all'aggiudicazione dell'incanto, la stipula di
apposita polizza fideiussoria. Entro i cinque anni successivi alla
esecuzione delle opere, la Pubblica Amministrazione competente si
rivale sulle somme accantonate qualora venga accertato che le opere
siano state eseguite con imperizia e/ o qualora nei confronti di
pubblici funzionari o di soggetti responsabili della impresa
aggiudicataria o di impresa presente con formula di sub appalto e/
o fornitura venga avviato un procedimento penale per i reati di
frode nelle pubbliche forniture, corruzione, concussione, 629, 648
bis e ter c.p., 12 quinquies 1. 356/92, o per tutti i reati di cui
all'art. 51 comma 3 bis c.p. p..; nei casi di accertata imperizia o
frode l'amministrazione procede disciplinarmente nei confronti
della direzione dei lavori all'uopo individuata.
5. Le stazioni appaltanti trasmettono alla Prefettura ed alla
Questura competenti per territorio, entro un mese dalla gara, copia
dei relativi bandi, comunicando, altresì, alle predette autorità di
PS, a seguito dell'incanto, l'impresa aggiudicataria e le aziende
beneficiarie di sub appalti e/ o forniture ».
Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il parere del Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.5 (I parte), a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
8.2.1:
«All'emendamento 8.2, dopo le parole commissario ad acta sono
aggiunte le parole senza oneri a carico del bilancio regionale ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.2, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.3. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.5 (II parte), a firma del Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.4. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' in
contrasto con la competenza esclusiva dello Stato, onorevole Adamo.
Le chiedo di ritirarlo.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le cronache dei
giornali, le televisioni, le inchieste ci parlano, ogni giorno, di
opere pubbliche costose che, dopo uno o due anni, sono
assolutamente inservibili.
Questo emendamento da la possibilità, invece, di intervenire
controllando la loro realizzazione almeno nei cinque anni
successivi e da la possibilità di intervenire per una spesa
corretta del denaro pubblico. Assessore, la inviterei a rivederlo.
Per quale motivo dice che è in contrasto con la competenza
esclusiva dello Stato?
Ci da la possibilità, invece, di dire che, se le opere pubbliche
che, dopo due o tre anni, non sono in regola rispetto alle
richieste dell'opera stessa, si può intervenire nei confronti
dell'impresa che, evidentemente, ha preso i soldi e non ha
realizzato bene l'opera: strade piene di buche, opere pubbliche che
non hanno l'efficienza richiesta.
E' un sistema di controllo che non è in contrasto con nessuna
legge, che da uno strumento in più alla Regione. Rientra nella
trasparenza, nel controllo e nel risparmio del denaro pubblico.
Insisto nel proporlo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, dire che siamo contrari è poco perché questo
emendamento mette in difficoltà il sistema.
Non comprendo la melina del Governo perché si deve essere molto
chiari su questa materia; non è possibile ingarbugliare procedure
già molto complesse con una previsione che va al di là delle
competenze, secondo me, anche di questo Parlamento.
PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro da parte del Governo ed un
parere contrario della Commissione. Onorevole Adamo, lo ritira?
ADAMO. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
APPRENDI. Chiedo di apporre la mia firma agli emendamenti 8.1, 8.2
ed 8.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende l'esame dell'articolo 7.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 7.7 di
riscrittura dell'articolo 7:
«L'art. 7 è così sostituito:
Articolo 7
Obblighi di comunicazione per gli affidamenti in subappalto
1. Le imprese aggiudicatarie provvedono al deposito del contratto
di subappalto presso la stazione appaltante almeno venti giorni
prima della data di effettivo inizio dell'esecuzione delle relative
prestazioni ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Norma transitoria
Le disposizioni della presente legge si applicano alle procedure i
cui bandi o avvisi con cui si indice la gara siano pubblicati
successivamente alla data di entrata in vigore della presente
legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dagli onorevoli Marziano e Cracolici: A3;
- dall'onorevole Maira: A4;
- dagli onorevoli Oddo, Apprendi, Faraone, Ammatuna e Raia: A17;
- dagli onorevoli Oddo, Apprendi, Faraone, Ammatuna, Raia e
Termine: A12;
- dagli onorevoli Oddo, Apprendi, Faraone, Ammatuna, Raia e
Termine: A13;
- dal Governo: A 14;
- dagli onorevoli Apprendi, Cracolici, Oddo, Panepinto e Faraone:
A19;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo:
A2;
- dagli onorevoli Oddo, Raia, Marinello, Apprendi e Di Guardo:
A16.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Vorrei ricordare agli onorevoli colleghi di rispettare quanto
deciso in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, cioè di approvare il disegno di legge entro stasera,
alleggerendolo quanto più possibile.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei sapere da lei come
intendiamo procedere; tutti questi emendamenti, infatti, possono
essere recepiti come pure trasferiti ad altro disegno di legge.
Se c'è, però, un'intesa per cui chiudiamo con l'articolato tecnico
presentato dal Governo e gli emendamenti approvati, questo deve
valere per tutti e possiamo tutti procedere al ritiro; se così non
è, tutti gli emendamenti verranno esaminati. Non ci può essere
nessuno che ritira un proprio emendamento se questo non è
concertato e non è ugualmente fatto dagli altri colleghi.
O ci fermiamo qua - e vale per tutti - o li esaminiamo nel merito
uno per uno, salvo che la Presidenza, nel merito, non abbia già
individuato quelli inammissibili, in base ai criteri previsti dal
Regolamento.
Al di là di quelli inammissibili, infatti, mi pare di capire che
lei non abbia individuato come inammissibile alcun emendamento. Di
conseguenza, o si ritirano tutti o procediamo per tutti all'esame.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diciamo che potremmo avviarci
verso l'ipotesi di ritiro di tutti gli emendamenti. Il Governo
insiste per l'approvazione di un solo emendamento, cioè l'A14.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo stabilito
un percorso pochi minuti fa. Mi pare che, però, ancora una volta,
lo stravolgiamo. Avevamo detto che si procederà all'approvazione
dell'articolo 4 e con alcuni distinguo perché alcuni distinguo
c'erano.
Onorevole Assessore, ho voluto rispettare la volontà della
maggioranza dei partecipanti all'incontro e abbiamo tracciato un
percorso ma mi pare che, ancora una volta, lo mettiamo in
discussione. Avevamo detto che ci saremmo fermati all'articolo 9 e,
invece, ora parliamo di emendamenti aggiuntivi.
Ritengo che questo non sia un percorso lineare, al di là del
merito che poi è anche discutibile.
Onorevole Assessore, pertanto, è chiaro che lei ci obbliga ad un
approfondimento ulteriore nel momento in cui si va ad
un'approvazione del disegno di legge così come proposto.
Le suggerisco - e lo suggerisco ai firmatari degli emendamenti
aggiuntivi - il ritiro perché così è stato concordato qualche
minuto fa e non penso che tutto ciò che si concorda e si stabilisce
fuori da quest'Aula, che ha il carattere e il criterio
dell'ufficialità, poi, debba puntualmente essere stralciato in
Aula.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, c'è un emendamento aggiuntivo
relativo all'articolo 31 della legge regionale del 14 maggio 2009
che riguarda il Fondo di rotazione.
Quando abbiamo legiferato, a maggio, ci siamo dimenticati di
utilizzare anche il Fondo di rotazione per la progettazione dei
porti. Attualmente, abbiamo delle risorse bloccate che non possiamo
utilizzare perché non abbiamo le risorse per poter progettare.
L'emendamento A14, quindi, è di importanza fondamentale.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che tutti
siamo disponibili a ritirare gli emendamenti, tranne quello del
Governo che intendiamo sostenere perché estremamente razionale e fa
parte integrante della legge. E' assurdo promuovere una legge sugli
appalti e impedire al Governo di potere accedere ai Fondi di
rotazione per progettazioni.
Se abbiamo un problema, in Sicilia, è proprio quello che non
riusciamo a spendere i fondi, che non riusciamo ad avere progetti
esecutivi; è chiaro che dobbiamo consentire all'Assessorato
regionale, alle province e ai comuni che hanno un numero di
abitanti superiore a 15 mila, di accedere al Fondo di rotazione.
Siamo disponibili, come Gruppo, a ritirare tutti gli emendamenti
ma sosteniamo l'emendamento del Governo perché fa parte integrante
del disegno di legge.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, il Gruppo parlamentare dell'UDC si è battuto
strenuamente affinché questo disegno di legge potesse approvarsi
subito.
Non comprendiamo - dopo una riunione che ha portato, prima
informalmente e poi formalmente, allo stralcio dell'articolo 3,
alla ridiscussione dell'articolo 4 che era un articolo
elefantiaco' e che è stato, grazie anche alla sua mediazione,
signor Presidente, reso assolutamente lineare, snello ed
immediatamente approvato - adesso, dopo avere detto, in quella sede
e alla sua presenza, che tutti gli emendamenti aggiuntivi andavano
ritirati, per quale ragione si torna a mettere in discussione
l'accordo che era stato raggiunto faticosamente e nel solo
interesse dell'approvazione di questo disegno di legge, relegando
tutta la materia stralciata a quella legge di riforma che vogliamo
fare.
Non si comprende per quale ragione il Presidente del Gruppo
parlamentare del PDL Sicilia, dicendo di volere approvare il
disegno di legge, finisce per osteggiare l'approvazione della
stessa perché il suo intervento, che rispetto, non può essere
condiviso, considerato che va contro quello che è stato detto in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari un quarto d'ora
fa.
Allora, assessore Gentile, chiediamo il rispetto dell'accordo;
chiediamo che quest'Aula rispetti l'indicazione della Presidenza
che, qualche minuto fa, ha chiesto di snellire l'iter se vogliamo
davvero, come tutti dite ma come in pochi fanno in modo che accada,
approvare il disegno di legge entro questa sera.
Siamo pronti a votare il disegno di legge così com'è fino a questo
momento, salvo che l'Assessore non ci spieghi, ad esempio, che
questo emendamento, a firma del Governo, fa cadere l'intero
impianto normativo. Se così stanno le cose, siamo pronti a
prenderne atto e a muoverci di conseguenza, però, non siamo
disposti neanche a discutere tutti gli altri emendamenti che non
siano a firma del Governo - ripeto - se quello che è a firma del
Governo dovesse avere effetti talmente nefasti per la norma.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda l'emendamento A14, vorrei capire, dove reca al comma 1 la
parola definitiva è soppressa , a cosa si riferisce? Alla
progettazione definitiva? Significa che le amministrazioni non
possono più chiedere il finanziamento per la progettazione ma solo
per l'Esecutivo?
Questo è un primo quesito.
Inoltre, la formulazione Al comma 3 dopo le parole degli enti
locali' sono aggiunte dell'amministrazione regionale', significa
che facciamo accedere al Fondo per gli enti locali anche le
amministrazioni regionali, il che significherebbe decurtare quello
degli enti locali?
Credo che siamo in presenza di un cane che si morde la coda'
perché, a fronte della gravissima crisi degli enti locali, che non
hanno i fondi per progettare e che, a causa di ciò, perdiamo la
possibilità di utilizzo dei Fondi europei, se, poi, approviamo una
norma per sbloccare questo Fondo di rotazione, che già è esiguo ma,
contemporaneamente, liberiamo l'accesso al Fondo di rotazione anche
alle amministrazioni regionali, di fatto, togliamo fondi agli enti
locali.
Governo, delle due l'una: o prendiamo, finalmente, cognizione che
gli enti locali non possono progettare perché non hanno i fondi e
se non progettano non si può appaltare e se non si appalta non si
utilizzano i fondi, quindi, anziché diminuirlo, dobbiamo aumentare
il Fondo di rotazione oppure lo apriamo a tutti per poter far
finanziare anche l'amministrazione regionale, non so a che titolo,
poi, quindi, diminuiamo questa possibilità.
E' il cane che si morde la coda. E poi rimane sempre quello che ho
detto all'inizio: cosa si intende con l'eliminazione della parola
definitiva'?
Progettazione definitiva' a cosa si riferisce?
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che il Governo, dopo avere ascoltato
l'Aula e spero, con attenzione, anche la Commissione, ritiri
immediatamente questo emendamento, innanzitutto, perché stiamo
parlando di Fondi FAS 2007-2013, quindi, di somme che prima che
vengano trasferite al Governo stiamo parlando di importi come
sessanta milioni di euro nel 2009 e novanta milioni di euro nel
2010, di fondi che poi arriveranno.
Inoltre, per rappresentarlo alla Presidenza dell'Assemblea e a
tutta l'Aula, questa è una vera e propria deregulation, nel senso
che, da una procedura trasparente per gli enti locali, dove tutti
potevano partecipare, qui è l'Assessore che decide, invece, verso
gli enti locali, è al contrario. E' l'Assessore che decide a chi
deve assegnare i Fondi per la progettazione e non quei comuni
virtuosi che procedono in base all'attuale norma, secondo il punto
a) inserimento nel piano triennale; secondo il punto b) finalizzare
l'intervento a completamento; secondo il punto c) destinato al
fondo degli enti locali; secondo il punto d) eventuale
cofinanziamento dell'onere.
Con questa norma, quindi, si vuole proprio d'emblée togliere tutta
una serie di norme che questo Parlamento ha approvato nel rispetto
della trasparenza dell'azione degli enti locali. Si vuole decidere
dall'Assessorato direttamente chi finanziare. Non c'è bisogno,
signor Presidente, del progetto preliminare, del progetto
definitivo, del progetto esecutivo; basta avere un progetto, senza
specificarne il tipo.
A mio avviso, è una norma che non può essere neanche presa in
considerazione ma, dato che c'è, penso che il Governo, con grande
saggezza, ritirerà questa norma.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Gentile,
purtroppo, devo evidenziare che, con questo emendamento, il Governo
ha espresso quello che è il suo concetto di autonomia, soprattutto
degli enti locali.
Vorrei precisare, Assessore, intanto, che c'è stato un dibattito
d'Aula, c'è stato un mio emendamento su questo tema, quando si è
fatto un ragionamento sulle differenziazioni di livello di
progettazione e si è dimostrato, in quest'Aula, che ci sono delle
progettazioni esecutive per le quali si impegnano anche decine di
milioni di euro.
Allora, il Parlamento accolse un emendamento, bloccando come
livello di progettazione a livello definitivo perché c'era un
motivo di fondo che era legato all'esiguità delle risorse
programmate.
Di conseguenza, non è pensabile che, rispetto ad una previsione
già ben individuata ed allora motivata, si faccia oggi una modifica
sostanziale che rischia di impegnare decine di milioni di euro
rispetto a progettazioni esecutive che, francamente, rischiano di
creare un'ulteriore situazione - signor Presidente, mi rivolgo a
lei, in modo particolare - rispetto a due norme che ha votato il
Parlamento, nell'ultima finanziaria, articolo 13 e 14. Volevo già
intervenire su questo tema, sulle sue comunicazioni.
Il 30 giugno è scaduto il termine entro il quale il Governo doveva
presentare all'Assemblea la situazione dei residui attivi e passivi
e doveva presentare anche quella che era la situazione finanziaria
degli enti e delle società regionali che sono esattamente quanto
già prevede l'articolo 10 per la formazione del documento di
programmazione economico-finanziaria.
Signor Presidente, richiamo la sua attenzione per evitare che si
inizi un percorso rispetto ad un documento che - mi permetto di
sottolineare, l'ho fatto già in altre occasioni - diventa
irricevibile poiché in violazione della legge numero 10.
Nonostante ciò, però, il Parlamento ha approvato quelle due norme
- articoli 13 e 14 - che già imponevano al Governo, entro il 30
giugno, la presentazione della situazione.
Perchè sono connessi a questo ragionamento? Perché proprio legato
alla situazione dei residui attivi, in modo particolare, c'è,
purtroppo, l'emblema della nostra Sicilia che riguarda l'impegno,
attraverso una serie di APQ, di grandi progetti, risorse impegnate
anche dieci anni fa - e qui potremmo aprire un grande dibattito -
che rappresentano esattamente le grandi incompiute e che, sotto il
profilo finanziario, hanno bloccato per anni delle ingenti risorse.
Ebbene, rispetto a questo tema, prima di immaginare modifiche del
genere - e mi ricollego anche alla mia premessa -, rispetto anche
ad una continua attività di togliere risorse agli enti locali,
Assessore Gentile, perché lei, con il comma 4, con la soppressione,
con la modifica del comma 4, non ha fatto altro che modificare
anche criteri già previsti dalla legge perché noi, in un dibattito
anche ampio, avevamo stabilito le priorità, comprendiamo che lei
abbia un grande senso di equilibrio, per carità, però, Assessore,
c'è un concetto molto semplice: i Comuni, gli enti locali hanno
pari dignità costituzionale rispetto alla Regione e quei princìpi
che sono stati stabiliti in quella legge lei non li può stralciare
con un semplice emendamento e stabilire che lei, d'emblée, poi,
farà un suo regolamento con una sua visione neocentralista perché
questo emendamento evidenzia che il concetto che il Governo ha
delle autonomie locali è uguale o pari a zero.
Di conseguenza, se questa è la premessa - Assessore, non ce ne
voglia - non ci fidiamo di una visione sbagliata che il Governo
rischia di avere nei confronti delle autonomie locali.
Signor Presidente, pertanto, chiedo che il Governo ritiri questo
emendamento perché è totalmente fuori luogo. Vorrei fare, inoltre,
una comunicazione formale sul mancato rispetto dei tempi previsti
dagli articoli 13 e 14.
Considerato che avete già discusso in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari un percorso riguardante i documenti
finanziari, la invito a sollecitare il Governo, questa volta, a
rispettare quanto questo Parlamento ha già stabilito con l'ultima
finanziaria perché, su questo tema, ci sono stati ampi confronti e,
soprattutto, ci sono delle risorse che non si capisce perché, da
anni, sono bloccate rispetto ad alcune emergenze che, sicuramente,
possono essere affrontate attraverso una naturale rinegoziazione
dei vari APQ sottoscritti con lo Stato.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai colleghi che hanno chiesto
di intervenire - sono tanti -, vorrei esplicitare l'orientamento
della Presidenza.
In considerazione del fatto che il disegno di legge, praticamente,
è già fatto, nel senso che il lavoro che era urgente fare è stato
già svolto, tutte queste norme, se pur importanti e qualificanti,
sono trasferite d'Ufficio alla Commissione di merito.
La IV Commissione, se vorrà, avrà la possibilità di redigere un
testo ovviamente che, nel merito, possa essere approfondito in
queste giornate e il Parlamento sarà disponibile ad approvarlo
anche prima della fine della sessione estiva.
Così rimane stabilito.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, era semplicemente una modifica
all'articolo 31 della legge regionale che abbiamo approvato nel
maggio del 2009, per consentire anche ai comuni che hanno dei porti
di poterli progettare, quindi, niente di che. Vi era la possibilità
per i comuni che hanno dei porti di potere fare dei progetti ed
attingere ai finanziamenti che abbiamo disponibili.
Per quanto mi riguarda, non ho problemi a ritirare l'emendamento,
visto anche che i fondi FAS non sono ancora disponibili.
Ritiro, pertanto, l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
alla pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sull'idea
di riportare in Commissione una banale norma che prevede che il
Fondo di rotazione possa essere usato dai Comuni della Regione che
hanno più di 15.000 abitanti.
Complimenti, è la risposta che diamo a Tremonti che dice che non
sappiamo né progettare né realizzare le opere
Complimenti a tutti noi e complimenti al PDL lealista che si
diverte invece di fare il suo dovere; che decide di divertirsi
Signor Presidente, mi dispiace veramente: si trattava di una norma
di banale buona amministrazione.
Sostenere che al Fondo di rotazione possono accedere i Comuni che
hanno più di 15.000 abitanti e la Regione che è di interesse
sovracomunale, per esempio, può intervenire, se in Aula vogliamo
giocare e divertirci, lo possiamo fare ma non contro gli interessi
dei siciliani.
Bellissima la risposta che mandiamo a Tremonti. Complimenti a
tutta l'Aula
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dal Governo,
l'emendamento 117.1:
«All'articolo 1, punto 26, lettera g) sono soppresse le parole di
cui alla presente normativa».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, sono sempre ossequioso delle sue
decisioni, pertanto, considero la sua decisione di rinviare alla
Commissione di merito una parte del testo e degli emendamenti
saggia.
Voglio cogliere l'occasione per dire che, stasera, approviamo un
testo che ci aggancia, in modo dinamico, alla normativa nazionale
per quanto riguarda le procedure di appalto.
Consiglierei all'Assessore di predisporre un testo di riforma dei
lavori pubblici in cui i temi che riguardano le procedure, lo
snellimento delle procedure, la tutela delle imprese venga
affrontato complessivamente e non a spizzichi e bocconi'.
Si potrebbe pensare, Assessore, utilizzando questa opportunità che
ci viene offerta dalla decisione del Presidente dell'Assemblea, di
trasferire questa competenza alla IV Commissione perché, nel mese
di settembre, ci possiamo dotare di una nuova legge sui lavori
pubblici, dato che i lavori pubblici non sono soltanto modalità di
aggiudicazione.
In questo caso, le consiglierei, Assessore, di valutare la
possibilità che ci sia l'aggancio dinamico al complesso di norme
sui lavori pubblici che viene regolato dal Parlamento nazionale.
Abbiamo bisogno di una legge perché l'ultima legge sui lavori
pubblici è quella del 1993 ed abbiamo bisogno, necessità, che la
Sicilia si doti di una nuova legge.
Reputo che abbia fatto bene, signor Presidente, a restituire alla
Commissione una parte degli articoli e invito, pertanto, la
Commissione ed il Governo a predisporre un testo organico di
riforma dei lavori pubblici per portarlo all'esame dell'Aula entro
il mese di settembre.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche
ed integrazioni alla normativa regionale in materia di
appalti (568/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numero 568/A Modifiche ed integrazioni alla normativa
regionale in materia di appalti .
Si passa alla votazione finale.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tengo a
sottolineare, in premessa di questo mio intervento, che il
dibattito parlamentare e, quindi, anche le dichiarazioni di voto
fanno parte integrante degli atti parlamentari dell'iter di una
legge, restano come viatico normativo per quello che bisognerà fare
dopo ogni legge che variamo e servono anche come interpretazione
autentica della legge.
Perché questa premessa?
Perché il confronto con le associazioni di categoria che ha
impegnato il Governo ma anche gli organi parlamentari e, per
ultimo, stamattina, anche la Commissione regionale antimafia, ha
dovuto prendere, purtroppo, delle decisioni che, all'apparenza e
nella immediatezza, possono sembrare di disattenzione nei confronti
delle associazioni di categoria, le quali chiedevano,
sostanzialmente, ogni rigetto del disegno di legge così come sta
per essere approvato sostanzialmente, una presa d'atto della
normativa nazionale. In ogni caso, ne chiedevano qualche
aggiustamento che rendesse la norma nazionale più accessibile ai
bisogni della Sicilia.
Con argomenti che possono anche essere giusti, sbagliati, che,
comunque, ruotano intorno ad un progetto, quello che tutte le opere
pubbliche, tutti gli appalti in Sicilia hanno il sapore degli
interessi delle organizzazioni mafiose, credo che il Governo debba
dare atto a quest'Aula e alla Commissione Antimafia, in
particolare, quindi, all'UDC, di non avere cavalcato la tigre.
Sarebbe stato molto facile, anche nel dibattito d'Aula di questa
sera, scagliarci contro il disegno di legge nell'impostazione
governativa per dire che hanno ragione le associazioni di
categoria. Sarebbe stato un fatto populista e clientelare, mentre,
come al solito, l'UDC è un Gruppo parlamentare che si richiama alla
serietà dei comportamenti istituzionali.
Allora, prendendo atto da due circostanze che sono imprescindibili
- e vorrei che gli amici delle associazioni di categoria
valutassero appieno quello che sto per dire - questo Parlamento, il
Governo, di fronte ad un procedimento di infrazione dell'Unione
Europea, che deve concludersi entro il mese di luglio, non può
certamente discostarsi da quelle che sono le prescrizioni
dell'Unione Europea perché la Sicilia nell'Europa o ci sta o non ci
sta.
Non possiamo cercare dei benefici ma dobbiamo ottemperare alle
prescrizioni, tenendo presente però che i tavoli sono due, cioè
quello normativo e quello legislativo, che è quello in cui stiamo
discutendo stasera, dove questo Parlamento, tranne a far ridere
l'Europa, non può fare altro che ottemperare alle prescrizioni
dell'Unione Europea.
Per quanto riguarda il tavolo politico, credo che tutti, seppure
con motivazioni, osservazioni, concetti e posizioni politiche
diverse, abbiamo sostenuto una cosa prendendo l'impegno.
Va fatta ogni sollecitazione possibile nei confronti del Governo
nazionale per adeguare la normativa nazionale a quelle che sono le
esigenze che possono nascere come nascono dalla Sicilia, come
possono nascere e credo che nasceranno da altre Regioni d'Italia,
cioè un correttivo alla normativa nazionale che consenta di
adeguare la normativa regionale alle esigenze - che possono anche
essere reali - portate avanti dalle associazioni di categoria.
Allora, da questo punto di vista, credo che bisogna ribadire, in
quest'Aula, che il confronto politico alto e serio in questo
Parlamento, così come per il Governo, così come per la Commissione
Antimafia, per quelle che sono le competenze della Commissione
Antimafia, dovrà aprire nei confronti del Governo nazionale,
impegnandosi affinché questo disegno di legge sia migliorativo.
Per il resto, ha fatto bene il Presidente dell'Assemblea a fare
ritirare tutti gli emendamenti aggiuntivi perché, chiaramente,
quella proposta di emendamento governativo che riguardava il Fondo
di rotazione va incontro, oltre alle cose che si sono già dette,
alle cose che leggiamo in questi giorni. Cosa intendo dire?
Intendo dire che, quando il Presidente Lombardo si richiama ad una
ipotesi di abolizione delle Province, ipotizzando Consorzi dei
Comuni e ipotizzando che guardano verso l'alto, aumentando le loro
competenze, entra in condizione ogni normativa, come quella
dell'emendamento che il Presidente dell'Assemblea ha appena fatto
ritirare, che, invece, mira a togliere competenze e, soprattutto,
risorse finanziarie ai Comuni.
Allora, ha fatto bene il Presidente a rimandare in Commissione di
merito tutta la materia, per quello che merita come
approfondimento.
Per concludere, il Gruppo UDC anticipa il voto favorevole al
disegno di legge, nel suo complesso, così come è stato esitato dal
voto dei singoli articoli ed emendamenti, da parte di quest'Aula.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, ci sono
volute almeno dieci sedute, molte delle quali andate a vuoto per
mancanza del numero legale, per fare capire al Governo e a questa
eterogenea maggioranza che quel disegno di legge, così come era
concepito, non poteva andare avanti.
Siamo stati costretti ad usare i toni e le parole forti per fare
capire a chi ha voluto questo disegno di legge ed alla maggioranza
che, in maniera caparbia e, a volte, anche irragionevole, ha difeso
questo Governo, che questo disegno di legge, così come era stato
formulato, avrebbe avuto un solo beneficiario, un solo
interlocutore che si chiama Cosa Nostra .
Questa norma avrebbe favorito e legittimato le infiltrazioni
mafiose della criminalità organizzata all'interno degli appalti
pubblici e non avrebbe garantito nessuno degli imprenditori onesti
di questa Sicilia.
Ci sono volute battaglie d'Aula, mancanza di numero legale,
opposizione norma su norma per fare capire a chi non voleva capire
che quella norma andava radicalmente cambiata, che necessitava di
un dibattito aperto in Parlamento e che necessitava di
un'attenzione e di un coordinamento con la norma nazionale.
Chi come me, come l'onorevole Maira, l'onorevole Speziale,
l'onorevole Marrocco, ha avuto la possibilità, oggi, in Commissione
Antimafia, di ascoltare i rappresentanti dell'ANCI, si è reso conto
del grido di allarme che in questo Parlamento non riusciva ad
arrivare perché, quando gli imprenditori ci dicevano che questa
norma esclude la gente per bene, favorisce le infiltrazioni
mafiose, il lavoro nero, la insicurezza nei luoghi di lavoro,
favoriva tutto quello che abbiamo sempre detto di non dovere fare
in Sicilia, è stato necessario un intenso rapporto e confronto, non
soltanto con la maggioranza ma anche con le opposizioni che hanno
dimostrato l'opposizione.
Ogni tanto si chiede di non fare soltanto l'opposizione e
l'opposizione ha dimostrato che, sulle norme serie, i suggerimenti
li ha dati e li sa dare.
Oggi, se questo disegno di legge arriva al voto d'Aula è perché
sia da parte nostra sia da parte del Governo e della maggioranza
eterogenea e scomposta si è capito che non si poteva andare avanti
con la logica dei numeri ma ci si doveva confrontare con gli
argomenti responsabilmente, come stabilisce il bravo onorevole
Falcone che ha dato questi suggerimenti alla maggioranza, al
Governo e all'onorevole Adamo e dico che, quando si vuole insistere
a costo di compromettere il voto di questo disegno di legge su
norme come quella che lei voleva si votasse perché era
impresentabile e avrebbe messo in ginocchio le amministrazioni
locali, allora, oggi, esce una norma che, forse, se correttamente
applicata, può dare un serio segnale al mondo dell'edilizia che è
stato messo in ginocchio dall'arroganza di questa maggioranza.
(Applausi dai banchi della destra)
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi
SPEZIALE. Intervieni in dissenso del Gruppo?
BUZZANCA. No, intervengo per dichiarazione di voto.
L'iter di questo disegno di legge è stato certamente molto
travagliato. Abbiamo tentato di apportare dei miglioramenti ed
abbiamo cercato di togliere ciò che poteva compromettere, in
Sicilia, il meccanismo complesso, importante, delicato dei lavori
pubblici.
Vi era, forse, il tentativo da parte del Governo di introdurre, in
maniera non chiara, alcune norme che avrebbero portato non già
giovamento ma, al contrario, nocumento al sistema degli appalti in
Sicilia.
Dobbiamo dare atto che l'Assessore Gentile alcuni sforzi li ha
fatti, alcuni suggerimenti li ha raccolti. Vi è stata, certamente,
da parte dell'Assemblea, la volontà di migliorare l'impianto di
questo disegno di legge; di farlo con senso di responsabilità e di
evitare che si giungesse troppo frettolosamente alla definizione di
un disegno di legge.
Il Popolo della Libertà si è reso conto, nel corso della
travagliata via che porterà all'approvazione, di quanto gravi siano
i problemi all'interno della maggioranza, delle contraddizioni che
scoppiano ogni giorno e che, certamente, non ci consegnano un
percorso normativo facile, non ci consentono di stare tranquilli e,
soprattutto, non danno ai siciliani quella serenità della quale
hanno bisogno.
In questo contesto, il Popolo della Libertà, non ha fatto mancare
mai la spinta verso la ottimizzazione di qualunque percorso
normativo e, anche in questo caso, lo ha fatto.
L'Assessore, nel momento in cui ha voluto confrontarsi con le
forze politiche, ha voluto confrontarsi con le forze sindacali, ha
voluto confrontarsi con le organizzazioni di categoria, ha,
certamente, cercato di raccogliere quello che era l'humus che
serpeggiava perché, fin qui, abbiamo visto come il sistema degli
appalti non funzioni, come vi è bisogno di una norma radicale di
trasformazione degli errori in norme che siano finalmente chiare e
che limitino al minimo il grande contenzioso che affligge gli enti
locali, i Comuni, le Province e che affligge la stessa
amministrazione regionale.
Certo, abbiamo dovuto combattere per far capire che alcune norme -
penso all'emendamento A14 - avrebbero arrecato un danno enorme alle
comunità locali, avrebbero arrecato un danno impressionante e, per
fortuna, con i chiarimenti che abbiamo fornito, con i suggerimenti
che sono venuti da questa parte politica, si è giunti a cassare
quell'emendamento che non esito a definire odioso.
Tuttavia, Assessore, ritengo che, in questo disegno di legge, non
siano state recepite le legittime aspettative della parte sana
dell'imprenditoria siciliana che si è espressa in modo chiaro.
Ritengo che abbiamo l'obbligo di ascoltare chi rappresenta le
categorie produttive sotto il profilo imprenditoriale, edilizio, in
questa nostra martoriata Regione, con una Regione che è ferma, con
una amministrazione regionale che non da segno di vivacità e che ci
obbliga, ogni giorno, a sopportare i ritardi che, forse, diventano
irreparabili.
E se questo è il dado e se questo è il momento attraverso il quale
tutte le forze politiche devono dare il proprio contributo ma anche
il Governo deve recitare, fino in fondo, la propria parte, noi non
ci sentiamo - lo dico a nome del Popolo della Libertà - di
approvare questa norma.
Riteniamo sia necessario un approfondimento; riteniamo sia
necessario un aggiustamento e, quindi, signor Presidente,
Assessore, onorevoli colleghi, non parteciperemo a questa
votazione, avendo la consapevolezza che - anche l'assessore lo sa,
anche il Governo è consapevole - bisogna aggiustare il tiro, che
bisogna intervenire in maniera più raffinata, che bisogna saper
cogliere le istanze che vengono dal mondo delle produzioni e
questo, stasera, qui, non è accaduto.
Ci spiace dirlo ma avremmo voluto una norma che rispondesse alle
esigenze della Sicilia e dei siciliani; avremmo voluto una norma
che, rispettando, certamente, la legalità, la lotta alla mafia, la
trasparenza, si muovesse in questa direzione.
Così non è, per cui il Popolo della Libertà, responsabilmente, non
parteciperà a questa votazione.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo.
Non credo che vi siano leggi, normative che possano sconfiggere la
mafia perché qui viene fatta una esaltazione e si entra anche in
contraddizione nello stesso schieramento. Da un lato, infatti, il
presidente Caputo ha detto che finiranno le infiltrazioni mafiose
negli appalti; dall'altro lato, l'onorevole Buzzanca, invece, ha
sottolineato tutto l'opposto.
Potreste mettervi d'accordo prima di intervenire?
Questo agevolerebbe anche i lavori d'Aula.
E' stata esaltata, peraltro, la normalità; sono state ascoltate le
organizzazioni di categoria e sta nella norma che le Commissioni
procedano, in maniera naturale, ad ascoltare le organizzazioni di
categoria, per cui mi pare un'esaltazione superflua.
Posso dirle una cosa, signor Presidente e lo dico all'Aula: ho
presentato due emendamenti all'elaborato e, anche su questo, voglio
dire che nessuno si può sognare che una legge entri in Aula ed esca
per come entra.
Il contributo dei parlamentari mi sembra naturale e, di questi due
emendamenti, uno è stato approvato anche se modificato dal Governo
ed è proprio quello all'articolo 7. Sono soddisfatto perché, in
effetti, introduce trasparenza, la comunicazione per tempo delle
ditte che subentrano ai lavori, i subappaltatori.
Mi dispiace che, nella riscrittura, sia saltato l'emendamento 7.6
per una distonia tecnica - probabilmente, mi sono distratto - e,
certamente, sarebbe stato elemento, anche questo, di trasparenza;
era quello che diceva che gli affidamenti di subappalto non
potranno subire una riduzione superiore al 10 per cento.
Questa poteva essere una norma, sì, a garanzia della piccola
impresa, di quella piccola impresa che, molto spesso, subisce tagli
fortissimi nel subire - scusate la ripetizione - il subappalto, con
tagli altissimi che mettono in discussione la sicurezza nei posti
di lavoro, che introducono spesso anche il lavoro nero.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per due minuti soltanto per dire qual è stato lo spirito col quale
abbiamo affrontato questo disegno di legge perché, poi, il cuore di
tutto stava in questo dovuto adeguamento alle norme che riguardano
il criterio di aggiudicazione degli appalti, intanto necessario
perché veniamo da una norma che si è resa impraticabile - voglio
ricordarlo -, scritta sotto dettatura da parte di questo
Parlamento, sotto dettatura degli stessi imprenditori che credo
avevano, forse, altre intenzioni ma questo è stato il risultato.
Abbiamo fatto nostre le preoccupazioni - voglio dirlo con
chiarezza - in Sicilia del massimo ribasso, consapevoli che non
era tema di demagogia facile, come molti colleghi hanno fatto,
immaginandosi scappatoie e sotterfugi.
La Corte Costituzionale aveva posto, infatti, con le sue
interpretazioni, vincoli ben precisi all'azione di questo
Parlamento ma, all'interno di questi vincoli, abbiamo ritenuto di
dare un contributo proprio per mitigare gli effetti che, noi per
primi, riconosciamo pericolosi di questa applicazione incontrollata
del massimo ribasso perché ribassi eccessivi non sono garanzia né
di buona esecuzione delle opere né di buona condotta da parte delle
opere stesse in capo ai direttori dei lavori e fanno immaginare un
vantaggio che, in realtà, è tutto teorico e nasconde insidie e
svantaggi.
Crediamo che, pur dovendoci adattare al criterio nazionale, siano
state introdotte in questa norma dei possibili miglioramenti che ci
auguriamo possano funzionare.
Naturalmente, siamo ben consci della problematicità di tutto
questo, della necessità che si è posta anche a livello nazionale,
dell'impegno che stiamo assumendo tutti quanti nel modificare di
concerto, parimenti alle modifiche del criterio nazionale, anche
qui il criterio di aggiudicazione in Sicilia con un rinvio dinamico
che già questa norma contiene ma, più in generale, nell'adeguare la
normativa intera sugli appalti in Sicilia a quello che è il codice
dei contratti che presto questo Parlamento deve assumere come
prossimo impegno e che ci rivedrà tutti quanti al lavoro.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, per dovere istituzionale nei suoi confronti e
nei confronti del Governo, considerata la dichiarazione
dell'onorevole Buzzanca, per il nostro Partito, direi, non per il
nostro Gruppo, che ci assenteremo dall'Aula per la votazione di
questo disegno di legge e, considerata la mia qualità di Presidente
di Commissione, non me ne voglia né la Presidenza né il Governo.
E' chiaro che condividiamo quello che l'onorevole Buzzanca ha
detto. L'Associazione nazionale dei costruttori edili e tutti
quelli che avevano partecipato a questo testo non sono stati
ascoltati e noi riteniamo di difendere ancora le loro prerogative.
Desideriamo ancora sentire ed ascoltare il loro grido di dolore e
la nostra battaglia continuerà in questo Parlamento per difendere
quelle associazioni, quei costruttori che si ritengono liberi e,
sicuramente, trasparenti.
Ci dispiace che il Governo - anche se, stamattina, ha dichiarato
qualcosa di diverso - non abbia recepito quanto le associazioni
avevano stabilito non più tardi di ieri sera.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
la dichiarazione di voto, per confermare al Movimento per
l'Autonomia l'appoggio su questo importante provvedimento,
ribadendo che la parte centrale del provvedimento, l'articolo 4, ha
trovato un lungo dibattito ed un'ampia condivisione, alla fine,
magari, non esaustiva di tutti i problemi che le categorie avevano
posto fino a stamattina, ascoltati anche in Commissione Antimafia
ma che, comunque, avvia un processo, Assessore, signor Presidente,
di riforme dove quel numero fisso, 7 virgola etc., viene saltato,
dove viene tutelata la sicurezza sui luoghi di lavoro, il rispetto
del personale e dove questa formula originale che abbiamo proposto
può essere sicuramente l'inizio di una riforma importante che dovrà
vederci impegnati tutti.
Nel confermare questo e la straordinaria importanza anche
dell'articolo 8 che apre un processo nuovo di sostegno alla
legalità ed alla tutela del mondo del lavoro, penso che, anche con
questo disegno di legge che ci stiamo accingendo ad approvare,
avviamo un cammino importante, continuiamo ad avviare un cammino
importante verso la stagione delle riforme.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numero 568/A
«Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia di
appalti»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 568/A «Modifiche ed integrazioni alla
normativa regionale in materia di appalti».
Indìco la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Ardizzone, Arena, Aricò, Bonomo,
Calanducci, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro,
Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, De Luca,
Di Benedetto, Digiacomo, Di Mauro, Donegani, Faraone, Federico,
Ferrara, Forzese, Galvagno, Gentile, Gianni, Greco, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Lupo, Maira, Marinello,
Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Panepinto, Ragusa, Raia, Romano, Ruggirello, Savona, Scilla,
Speziale, Termine.
Sono in congedo: Beninati, Campagna, Caputo, Cintola, D'Asero,
Fiorenza, Marinese, Pogliese, Rinaldi, Scammacca.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 54
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20 luglio
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 206 «Chiarimenti sulla ventilata chiusura, da parte
della 'Serit Sicilia s.p.a.', di alcuni sportelli
di riscossione in Sicilia».
numero 207 «Iniziative a tutela di nove professionisti
altamente specializzati in servizio presso
l'Assessorato salute - Dipartimento pianificazione
strategica».
III -Discussione del disegno di legge:
«Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di
Messina» (478/A)
IV - Discussione sulla relazione della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia,
approvata ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della legge regionale
14 gennaio 1991, numero 4.
La seduta è tolta alle ore 20.32
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
funzione pubblica»
DONEGANI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
ai consiglieri comunali di Villalba (CL) - unico caso in tutta
la Nazione - è stato inibito l'accesso presso gli uffici del
comune per l'esercizio delle proprie funzioni e prerogative in
materia di accesso agli atti per 33 (trentatré) delle 36
(trentasei) ore lavorative settimanali, impedendo loro così di
esercitare il proprio mandato di verifica e controllo del
comportamento degli organi istituzionali decisionali del comune -
sindaco, giunta, funzionari - (legge n. 241 del 1990),
conseguibile con l'esercizio del diritto-dovere, pieno e
incomprimibile, di partecipazione alla vita politico-
amministrativa;
a stabilirlo è stato uno dei controllati: il sindaco di Villalba
che, con propria determina n. 21 del 10 dicembre 2008, ha fissato
in n. 3 (tre) ore settimanali, il venerdì dalla ore 10 alle 13, il
tempo entro il quale i consiglieri comunali possono esercitare le
loro funzioni e prerogative in materia di accesso agli atti del
comune, in evidente violazione della legge che ha attribuito al
consiglio comunale ed ai singoli consiglieri i compiti di
indirizzo e controllo politico-amministrativo o di particolare
rilevanza, stante che con il nuovo sistema ordinamentale sono
state azzerate le altre precedenti forme di controllo, facendo
quindi venire meno il diritto, pieno e non comprimibile, di
accesso agli atti del comune;
pertanto, nel comune di Villalba non opera alcun sistema di
controllo per l'impossibilità dei consiglieri di accedere presso
gli uffici comunali per acquisire informazioni, visionare e/o
estrarre copia di atti;
tenuto conto che la determina sindacale è stata adottata con
dolo, perché conseguente all'attività ispettiva del gruppo
consiliare di minoranza 'Insieme per Villalba', sfociata in
diverse iniziative di denuncia politica con la formazione di
interrogazioni, manifesti, comunicati ed ordini del giorno mal
tollerati dal sindaco (attribuzione emolumenti a un responsabile
di P.O., uso illegittimo del fondo di rotazione per le opere
pubbliche, acquisto strumenti musicali con contributo regionale,
incarico revisione PRG, piano di recupero del centro storico,
condizioni di abbandono del patrimonio comunale, progetto recupero
Piazza V. Emanuele, ecc.);
rilevato che nei procedimenti di cui agli atti identificati in
calce alla presente, oggetto di azione ispettiva e di denuncia da
parte dei consiglieri del gruppo consiliare «Insieme per
Villalba», è possibile rilevare gravi e persistenti violazioni di
legge da parte del sindaco, come peraltro risultante dal copioso
fascicolo del dipartimento regionale - servizio 2 Famiglia
politiche sociali e autonomie locali;
per sapere:
se, alla luce di quanto esposto, non ritengano opportuno
intervenire autorevolmente per cassare immediatamente la determina
sindacale n. 21 del 10 dicembre 2008 e ripristinare, quindi, il
diritto di accesso pieno e incomprimibile dei consiglieri comunali
ad acquisire informazioni, visionare e/o estrarre copia di atti
presso gli uffici del comune di Villalba;
se non ritengano opportuno attivare un'azione ispettiva nel
comune di Villalba al fine di accertare le gravi e persistenti
violazioni di legge esposte in premessa e denunciate dai
consiglieri comunali di Villalba all'Assessorato Famiglia,
politiche sociali e autonomie locali;
stante la preoccupante e oramai insostenibile situazione
determinatasi nel comune di Villalba, se non ritengano di attivare
la procedura di rimozione del sindaco (art. 40, legge n. 142/90)
per le gravi e persistenti violazioni di legge esposte.» (317)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 317, a firma
dell'onorevole Donegani, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione di questo Assessorato con nota n. 919 del 28 maggio
2010 della Segreteria Generale della Presidenza della Regione.
Il Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali, in proposito
interpellato, ha trasmesso copia della nota prot. n. 1117 del 24
novembre 2009 del Comune di Villalba.
Riferisce in tale nota il Segretario comunale che:
·con la determinazione n. 21 del 10 dicembre 2008, in esecuzione
dello Statuto comunale e del Regolamento del Consiglio Comunale, il
Sindaco ha regolamentato le giornate e la fascia oraria di accesso
agli atti del comune, da parte dei consiglieri comunali;
·con ricorso al T.A.R. del 29 gennaio 2009 i consiglieri comunali
del gruppo di opposizione impugnavano detta determina;
·in data 29 gennaio 2009, con nota prot. n. 429, il Segretario
comunale, in considerazione di errore procedurale riguardante il
provvedimento di approvazione del Regolamento richiamato dalla
determina sindacale de quo, invitava il Sindaco ad annullare in
autotutela detta determina;
·con determina n. 8 del 29 gennaio 2009 il Sindaco, ritenute valide
le argomentazioni contenute nella nota del Segretario comunale
sopra citata provvedeva ad annullare in autotutela la determina di
cui all'interrogazione n. 21 del 10 gennaio 2008 avente ad oggetto
Diritto di accesso agli atti del comune dei consiglieri comunali.
Disciplina .
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
LUPO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
i comuni siciliani soffrono gravi difficoltà finanziarie e di
bilancio dovute alla riduzione delle entrate a seguito
dell'abolizione dell'ICI prima casa ed alle nuove regole sul patto
di stabilità;
l'articolo 77 bis, comma 8, del decreto legge n. 112 del 2008 -
convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008 - come
modificato dall'articolo 2, comma 41, lett. c), della legge
finanziaria 2009, prevede che le entrate derivanti dalla cessione
di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi
pubblici locali, nonché quelle derivanti dalla distribuzione dei
dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere
dalle predette società, qualora quotate sui mercati regolamentati,
e le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare non
siano conteggiate nella base assunta a riferimento nel 2007 per
l'individuazione degli obiettivi e dei saldi utili per il rispetto
del patto di stabilità interno, se destinate alla realizzazione di
investimenti o alla riduzione del debito;
la circolare del Ministero dell'economia e delle Finanze n. 2
del 27 gennaio 2009, interpretando la citata norma, ne estende la
portata, prevedendo che la esclusione dei proventi straordinari
debba essere applicata sia al saldo finanziario preso a base di
riferimento - anno 2007 - che al saldo degli anni di gestione del
patto - anni 2009/2011;
non consentire l'utilizzo dei proventi derivanti dalle
alienazioni immobiliari per finanziare la spesa per investimenti
significa cancellare dai bilanci degli enti locali una base di
riferimento significativa e consistente;
il rispetto della suddetta circolare, pubblicata per
l'applicazione delle disposizioni relative al patto di stabilità
interno, rende più difficile il rispetto delle regole dello
stesso, con gravi ripercussioni sulle comunità e sui saldi di
finanza pubblica;
per sapere:
se il Governo della Regione intenda assumere nei confronti del
Governo nazionale iniziative utili per venire incontro alle
difficoltà segnalate dai comuni siciliani interessati al fine di
evitare di compromettere il rispetto delle regole del patto di
stabilità interno;
se il Governo della Regione, considerate le minori entrate per i
comuni siciliani a seguito della riduzione del gettito dell'ICI,
non ritenga di dovere intervenire per l'anno 2009 con maggiori
trasferimenti di risorse finanziarie a favore dei comuni
siciliani;
quale sia la situazione relativa all'attuazione della legge n.
328/2000, e della spesa corrispondente, per le politiche socio
sanitarie a favore dei cittadini dei comuni siciliani, ed in
particolare del Comune di Palermo, per gli anni 2007-2008.». (411)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 411, a firma
dell'onorevole Lupo, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore Regionale alla Famiglia,
Politiche Sociali ed Autonomie Locali con nota nr. 967 del 18 marzo
2009 e delegata per la trattazione a questo Assessore Regionale
alle autonomie locali e alla funzione pubblica con nota n. 938 del
28 maggio 2010 della Segreteria Generale della Presidenza della
Regione.
Il Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali, all'epoca
interpellato, aveva rappresentato quanto segue con nota nr. 17769
del 3 agosto 2009.
Il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito con
modificazioni in Legge n. 133 del 6 agosto 2008, ha introdotto
numerose innovazioni alle disposizioni relative al patto di
stabilità interno, prevedendo, tra l'altro, al comma 8 dell'art. 77
bis che, le entrate derivanti dalla cessione di azioni o quote di
società, dalla distribuzione di dividendi e dalle risorse relative
alla vendita del patrimonio immobiliare non sono da conteggiare
nella base valutata per il 2007 per l'individuazione degli
obiettivi e dei risultati per il rispetto del patto di stabilità,
qualora siano destinate ad investimenti o alla riduzione del
debito.
La circolare del Ministero dell'Economia n. 2 del 27 gennaio 2009
ha ampliato la portata della predetta disciplina, estendendo
l'esclusione dei proventi straordinari anche per gli anni 2009-
2011.
La Legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, relativa all'approvazione
delle disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2009, ha
previsto, all'art. 8, alcune disposizioni afferenti il patto di
stabilità al fine di evitare che la crisi economica in atto abbia
pesanti refluenze sull'occupazione e sulle condizioni di vita dei
cittadini.
Specificatamente è stato previsto, al comma 3 del predetto art. 8
che, ai fine del patto di stabilità, gli enti locali sono
autorizzati per gli esercizi finanziari 2009 - 2010 a non tener
conto degli stanziamenti e delle erogazioni relative a spese di
investimento .
La richiamata disposizione, tuttavia, non è divenuta esecutiva in
quanto è stato oggetto di impugnativa da parte del Commissario
dello Stato per la Regione Siciliana e, conseguentemente, se n'è
omessa la pubblicazione sulla GURS.
Secondo il Commissario dello Stato, la disposizione si pone in
contrasto con gli articoli 117, 119 e 120 della Costituzione.
Invero, sulla base degli articoli 77 bis e 77 ter del decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, nella
legge 6 agosto 2008, n. 133, che costituiscono principi
fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai fini della
tutela dell'unità economica della Repubblica (Corte Costituzionale
sentenze n. 159/2008, n. 35/2005 e n. 36/2004), la competenza delle
regioni a statuto speciale in materia di patto di stabilità di cui
al comma 6 del predetto articolo 77 ter è riconosciuta alle sole
autonomie speciali che erogano le risorse per la finanza locale e
non anche a quelle, come la Sicilia, nei cui territori le suddette
risorse sono ancora trasferite agli enti locali dal Ministero
dell'Interno.
Gli enti locali della Regione, dal 1999 ad oggi, sono assoggettati
alle regole generali dettate dalla legislazione nazionale, con
conseguente monitoraggio e verifica da parte del Ministero
dell'Economia e delle Finanze.
Peraltro, qualora le disposizioni contenute nel cennato comma 3
siano da ritenersi adottate in attuazione del comma 11
dell'articolo 77 ter del decreto legge n. 112/2008, non solo non è
dato evincere dalla lettera della norma né dai lavori preparatori
che siano state seguite le procedure indicate nel medesimo comma 11
e nell'art. 7 quater, comma 7 del decreto legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito con modificazioni con la legge n. 33/2009, ma che,
soprattutto, sia garantito l'obiettivo complessivamente
determinato in applicazione dell'art. 77 bis del citato decreto
legge n. 112/2008 per gli enti locali siciliani.
Infine la generalizzata esclusione di tutte le spese di
investimento dal patto di stabilità interno previsto dalla
disposizione in questione è idonea a comportare effetti
peggiorativi sui saldi di finanza pubblica privi di adeguata
compensazione.
Con riferimento, poi, alla situazione di difficoltà degli enti
locali, evidenziata nell'atto ispettivo parlamentare, con specifico
riferimento alla riduzione del gettito ICI, è da far presente che
da parte dello Stato è prevista l'erogazione delle risorse in
corrispondenza del minore gettito ICI.
Inoltre, da parte della Regione, è da far presente che l'ammontare
del Fondo delle Autonomie in favore dei comuni, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2007, è di euro 913.000.000,00;
precedentemente, dal 2004 e fino al 2006 era stato di 808 milioni
di euro.
Non è stata operata, pertanto, alcuna decurtazione e, per come
accennato, negli ultimi esercizi, l'ammontare del Fondo è stato man
mano adeguato alle pressanti e rilevanti esigenze dei comuni, al
fine di consentire, così, di potere assicurare le rilevanti
esigenze delle comunità amministrate .
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
RAIA. - «All'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che gli appartamenti degli edifici di edilizia residenziale
pubblica siti in Gravina di Catania, via Principato di Monaco n.
2, sono condotti dagli attuali assegnatari a seguito d'immissione
in possesso per contratto di locazione stipulato nell'anno 1991;
visto che, nello stesso anno, alcuni assegnatari fecero
richiesta di assegnazione in locazione anche di garage e che il
Comune rispose che tale richiesta sarebbe stata tenuta in
considerazione in sede di assegnazione degli stessi;
osservato che negli anni successivi il Comune non ha attivato
alcuna stipula di contratto con i richiedenti, disinteressandosi
del plesso e non eseguendo alcun tipo di manutenzione o di
custodia, al punto che tali locali divennero sede di attività
illecite e fatti oggetto di attività vandaliche durante le ore
notturne, costringendo gli inquilini del plesso a recintare e
chiudere i garage informandone il Comune e mettendo la chiave a
disposizione dello stesso;
considerato che, nonostante ciò, il Comune ha proseguito nelle
sue omissioni fino al 2007 quando, con lettera, invitava gli
attori a presentarsi per la regolarizzazione del canone locativo
garage e cantina ma senza indicare l'entità e i criteri di
determinazione del canone medesimo;
preso atto che il Comune richiese per la eventuale locazione
euro 4 mila per arretrati di cinque anni di locazione (senza
specificare le ragioni di tale cifra) e euro 65,00 di canone
mensile, senza che venisse indicata la modalità dei determinazione
dei canoni;
osservato che l'uso dei garage da parte di inquilini
assegnatari, convinti che il Comune consentisse l'utilizzazione
gratuita dei garage in quanto pertinenza dell'appartamento (specie
dopo sentenze favorevoli agli inquilini in casi similari), fu
conseguenza dell'inerzia dell'ente proprietario;
visto, inoltre, che alcuni assegnatari di appartamento, per non
correre il rischio di subire la notifica dell'ordinanza e lo
sgombero coatto, hanno versato le somme quantificate dal Comune,
per quanti risultavano detentori dei garage;
visto che, in data 29 ottobre 2008, il Comune ha emanato un
bando di vendita immobiliare di detti garage con asta pubblica
avente ad oggetto la vendita con incanto a rialzo percentuale di
unità immobiliare ad uso non abitativo comprese in edifici
destinati ad edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale
ubicate nel Comune di Gravina di Catania;
considerato ancora che i fatti sono antecedenti alla emanazione
della cosiddetta 'legge Brunetta' (art. 58) e che la norma
regolatrice della materia è la legge n. 560 del 1993, commi 15, 16
e 17, trattandosi di beni strumentalmente vincolati all'esercizio
delle funzioni istituzionali in materia di edilizia residenziale
pubblica, che non sono suscettibili di autonoma dismissione;
ritenuto che sia stata violata la legge in considerazione che
detti beni, per essere venduti, dovevano essere inseriti nel piano
di vendita che avrebbe dovuto essere presentato dal Comune di
Catania alla Regione siciliana per l'approvazione, ai sensi del
comma 4 dell'articolo unico della legge n. 560 del 1993, e non
ricorrendo alcuno dei casi di deroga tassativamente previsti
dall'art. 43 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
per sapere:
se il Comune di Catania abbia inserito i garage dell'edificio
sito in Gravina di Catania, via Principato di Monaco n. 2, nel
piano di vendita presentato alla Regione nei modi e termini
previsti dal comma 4 dell'articolo unico della legge n. 560 del
1993;
se il Comune abbia previsto nel piano di vendita un numero di
immobili pari al 75% del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica;
se, con la presente vendita, venga superata la percentuale di
alienazione del 75% del patrimonio di e.r.p. legislativamente
prevista.» (570)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n 570, a firma
dell'onorevole Raia, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore regionale alla famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 1790 dell'1
luglio 2009 e successivamente delegata per la trattazione a questo
Assessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica
con nota n. 853 del 27 maggio 2010 della Segreteria Generale della
Presidenza della Regione.
Giova precisare che mentre la nota n. 1790 dell'1 luglio 2009
della Segreteria Generale incaricava della trattazione
dell'interrogazione in esame tanto l'Assessorato regionale alla
famiglia, politiche sociali ed autonomie locali quanto l'Assessore
ai lavori pubblici, la successiva nota n. 853 del 27 maggio 2010
della Segreteria Generale ha affidato la trattazione della predetta
interrogazione al solo Assessore alle autonomie locali.
Il Dipartimento Regionale delle autonomie locali, interpellato
sulla tematica oggetto della interrogazione, ha rappresentato, con
nota n. 16.220 del 22 luglio 2009, che la materia oggetto dei
quesiti posti dall'onorevole interrogante non rientra tra le
specifiche competenze di questo Dipartimento . Considerato tuttavia
che l'alienazione del patrimonio comunale ha correlazioni con lo
strumento finanziario dell'ente, gli uffici di diretta
collaborazione della scrivente, con nota n. 5489 del 18 dicembre
2009 hanno sollecitato il Dipartimento delle Autonomie locali ad un
approfondimento della tematica.
Con nota n. 6017 del 2 marzo 2010 il Dipartimento Regionale delle
Autonomie Locali ha dunque chiesto chiarimenti al Segretario
comunale del Comune di Catania. Con nota assunta al protocollo del
Dipartimento delle Autonomie Locali con il n. 11742 dell'11 maggio
2010, è stata acquisita la richiesta relazione del Comune di
Catania in ordine alla vendita del patrimonio di edilizia pubblica
residenziale nel comune di Gravina di Catania.
Riferisce il Direttore della Direzione Patrimonio Provveditorato e
Economato del Comune di Catania che la Giunta Municipale ha
approvato la delibera n. 1365 del 3 agosto 2007 per l'alienazione
di unità immobiliari ad uso non abitativo comprese in edifici
destinati ad edilizia residenziale pubblica di proprietà del comune
di Catania, ubicate in territorio dei comuni di Catania e Gravina
di Catania, non intendendo quindi procedere alla stipula dei
contratti di locazione.
L'Ufficio Casa, in data 8 gennaio 2007, invitava gli occupanti
abusivi a regolarizzare il rapporto locativo in merito ai locali
garage, richiedendo in Ufficio nel contempo, una dichiarazione di
atto notorio, con la quale gli stessi occupanti hanno dichiarato
l'anno di occupazione di detti locali, comunicando tra l'altro che
l'Ufficio Casa aveva già quantificato il canone locativo pari ad
euro 45,00 per i garage più piccoli aventi consistenza catastale di
mq 17,00 e di euro 65,00 per quelli più grandi aventi consistenza
catastale di mq. 43,00 (così come da relazione di stima del 6 marzo
2008, prot. n. 681, redatta da tecnici dell'Ufficio Casa e
congruità dal Direttore della IV Direzione dott. Francesco Bruno.
Si comunicava ancora agli occupanti che ai fini della
regolarizzazione del rapporto locativo avrebbero dovuto versare al
Comune di Catania un pregresso degli ultimi cinque anni per
l'occupazione degli stessi garage. In riferimento poi alla
pertinenza dei locali garage, si riferisce che già in data 18
gennaio 1996 con nota prot. nr. 51/86, l'Avvocato Capo rilevava che
a norma di legge, i garage, box ecc perché si possa procedere al
relativo canone locativo secondo la legge n. 392/78, debbono
costituire accessorio dell'alloggio e quindi debbono essere locati
contemporaneamente allo stesso con unico contratto.
Alla luce di quanto sopra osservato, il canone va stabilito a
libera trattazione così come la durata della locazione, al di fuori
del regime della legge 392/78.
Appare inverosimile tra l'altro che gli occupanti dei garage
affermino di essersi dichiarati custodi degli stessi, di avere
chiuso i garage ponendo le chiavi a disposizione del comune, quando
gli stessi li avevano occupati, come si evince dalle dichiarazioni
di atto notorio in possesso di questo Ufficio .
Preso atto di tale relazione, e considerato che i contenuti della
stessa comportano valutazioni tecniche che esulano dalle competenze
di questo Assessorato, con nota nr. 15731 del 16 giugno 2010 il
Dipartimento delle Autonomie Locali ha chiesto all'Assessorato
Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità - Dipartimento
delle Infrastrutture, delle Mobilità e dei Trasporti di comunicare:
a) eventuali iniziative intraprese sull'interrogazione in oggetto;
b) se possono essere considerate esaustive le notizie fornite dal
comune di Catania in ordine all'interrogazione;
c) se il comune di Catania aveva l'obbligo di sottoporre il piano
vendita all'approvazione della Regione ai sensi della Legge
Regionale n. 43 del 3 novembre 1994;
d) quale percentuale di alienazione del patrimonio è stata prevista
dal Comune di Catania nel suddetto piano di vendita in osservanza
della normativa vigente e quale è la destinazione dei proventi
delle alienazioni ai sensi dell'art. 3 della citata l.r. 43/94.
La predetta nota n. 15731 del 16 giugno 2010 non risulta ancora
essere stata riscontrata dall'Assessorato Regionale delle
Infrastrutture e della Mobilità.
Sarà cura degli Uffici di diretta collaborazione della scrivente,
integrare la presente nota di risposta.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nel mese di gennaio 2009 la Provincia regionale di Catania ha
donato alla sezione provinciale di Catania dell'Unione italiana
ciechi un tomografo a coerenza ottica (OCT) della Zeiss, mod.
Cirrus OCT HD 3.0, per una spesa di 96 mila euro;
dalla documentazione allegata alla delibera di acquisto del
suddetto tomografo si evidenzia che essa è avvenuta tramite
ricorso ad una procedura negoziata diretta, sulla scorta di una
dichiarazione a firma del responsabile dell'ambulatorio oculistico
dell'UIC che attesta 'l'impossibilità operativa tecnico-
scientifica di utilizzare altro genere di prodotti';
conseguentemente, furono acquisiti preventivi di spesa
unicamente della ditta Zeiss e dei suoi rivenditori esclusivi per
la Sicilia e per il Lazio, né pare essersi proceduto ad una utile
indagine di mercato e ad un effettivo accertamento della congruità
del prezzo base d'acquisto;
la tecnologia su cui si basano i nuovi OCT è aperta e non
coperta da alcun brevetto e, al momento dell'acquisto, sei
tomografi a coerenza ottica di ultima generazione erano presenti
sul mercato con caratteristiche almeno equivalenti, se non
superiori, al CIRRUS della Zeiss ed a costi inferiori;
a conferma di ciò, vi sono attualmente in svolgimento, o da poco
concluse, le seguenti gare per l'acquisto di un OCT di ultima
generazione:
presso l'azienda ospedaliera S. Giovanni Di Dio di Agrigento,
con prezzo a base d'asta di 60 mila euro;
presso l'azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa, con prezzo
indicato a base d'asta di 57 mila euro;
considerato che, con propria circolare n. 1219 del 2007,
l'Assessorato Sanità ha fornito precise indicazioni e chiarimenti
circa l'applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, recante il 'Codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE', in particolare in relazione agli aspetti tecnici che
rendono il dispositivo insostituibile ed autorizzano il ricorso
all'acquisto diretto, mentre la procedura seguita nella vicenda
illustrata non pare abbia rispettato la normativa vigente né gli
indirizzi della succitata circolare;
per sapere:
se gli uffici competenti della Regione siano a conoscenza di
quanto qui esposto ed, in caso contrario, se gli Assessori in
indirizzo non ritengano di dover avviare tutte le verifiche
necessarie all'accertamento dei fatti e delle relative
responsabilità;
quali iniziative si intendano attuare nel caso in specie e, più
in generale, per evitare comportamenti, come quello segnalato, in
contrasto con la corretta effettuazione della spesa pubblica negli
enti locali e nelle aziende finanziate dalla Regione, con
specifico riferimento all'improprio ricorso a procedure di
acquisto che ledono la libera concorrenza ed arrecano pregiudizio
economico alla Pubblica Amministrazione.». (702)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 702, a firma
dell'onorevole De Benedictis, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione di questo Assessorato con nota n. 994 del 9 giugno
2010 della Segreteria Generale della Presidenza della Regione.
In relazione all'atto parlamentare citato, il 4 Dipartimento - 1
Servizio Politiche Sociali e Scolastiche della Provincia
Regionale di Catania aveva già fornito elementi di risposta con la
nota prot. n. 58834 del 23 novembre 2009.
Riferiva il Dirigente del Servizio 1 dell'Amministrazione
provinciale interessata che Il Presidente dell'Unione Italiana
ciechi - Sezione Provinciale di Catania, ha chiesto a questa
Amministrazione, con nota n. 57488 del 24 dicembre 2008, la
possibilità di utilizzare nel proprio ambulatorio oculistico un
tomografo di ultima generazione che avesse determinate
caratteristiche tecniche che potevano riscontrarsi solo in un
modello che è prodotto dalla Zeiss : il CIRRUS OCT HD 3.0.
La Giunta Provinciale ha ritenuto con delibera n. 257 del 30
dicembre 2008 di accogliere la richiesta dell'Unione Italiana
Ciechi di acquistare un tomografo oculare OCT, in considerazione
della forte valenza sociale e di prevenzione delle patologie
oculari di tale iniziativa nel territorio provinciale, per poi
metterlo a disposizione dell'ambulatorio della stessa UIC a seguito
di un contratto di comodato d'uso e non di donazione.
La Giunta, pertanto, ha ritenuto di acquistare il tomografo e non
di concedere, come ha fatto altra Provincia, un finanziamento alla
UIC che avrebbe poi provveduto ad acquistare lo strumento dalla
medesima scelto.
In data 15 gennaio 2009, prot. n. 1464, il Presidente della UIC di
Catania ha fatto pervenire a questo Servizio una nota, a firma
anche del Direttore responsabile dell'ambulatorio oculistico di
prevenzione delle patologie oculari della stessa Sezione, con la
quale quest'ultimo dichiarava che il tomografo richiesto (CIRRUS
OCT HD vers. 3.0) era l'unico presente sul mercato che risponde
alle specifiche necessità relative all'attività da svolgere ed
attestava l'impossibilità operativa tecnico/scientifica di
utilizzare altro genere di prodotti .
Specificava, altresì, le seguenti caratteristiche tecniche:
~unico strumento del tipo all in one ;
~analisi del segmento anteriore senza l'inserimento di lenti
aggiuntive;
~allineamento automatico obiettivo/occhio paziente;
~movimento della mentoniera elettrica automatico;
~utilizzo dello strumento attraverso l'uso del solo mouse;
~visione dell'analisi tipo 3D rendering degli spessori retinici;
~tre diversi tipi di analisi maculare: spessore, volume e
segmentazione 3D;
~software per il glaucoma con GPA;
~controllo della malattia nel tempo. Lo strumento, in modo
automatico, informa l'operatore sui risultati anomali che la
macchina rileva.
Questo Servizio, incaricato con la citata delibera di Giunta a
procedere all'acquisto, preliminarmente ha accertato, con
dichiarazione agli atti d'Ufficio, che tale strumento con le dette
caratteristiche veniva prodotto in esclusiva dalla ditta ZEISS; che
il prezzo di euro 80.000,00 I.V.A. esclusa, offerto dalla Ditta
Microvision di Messina, concessionaria per la Sicilia, era il più
basso tra quelli offerti da altri concessionari di altre Regioni,
acquisendo i relativi preventivi; che detta Ditta non aveva fatto
un prezzo più basso ad altri acquirenti nel territorio regionale.
Solo dopo aver acquisito tale documentazione, con determina
dirigenziale n. 110 del 27 gennaio 2009, si è affidato alla Ditta
Microvision la fornitura del tomografo computerizzato CIRRUS OCT HD
versione 3.0, compreso di tavolo e stampante, per l'importo
complessivo di euro 80.000,00, I.V.A. esclusa, in applicazione
dell'articolo 57, punto 2 lett. b) del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163 che prevede la procedura negoziata senza previa
pubblicazione di un bando di gara, qualora per ragioni di natura
tecnica il contratto possa essere affidato unicamente ad un
operatore economico determinato.
Infine, in data 16 aprile 2009, la Provincia Regionale di Catania,
con l'Unione Italiana Ciechi - Sezione di Catania, ha sottoscritto
un contratto di comodato della durata di cinque anni .
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.»
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
POGLIESE - VINCIULLO - FALCONE. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
da fonti di stampa si apprende che il Governo regionale sarebbe
indirizzato a stornare, sui bilanci dei comuni siciliani, la spesa
che ogni singola amministrazione sostiene per il personale
precario ivi impiegato;
se tale notizia dovesse essere confermata, si prospetterebbe un
futuro drammatico per la quasi totalità dei comuni siciliani;
tenuto conto che:
l'inserimento dei costi dei lavoratori precari nei bistrattati
ed esangui bilanci comunali, già abbondantemente depauperizzati da
precedenti tagli effettuati nei trasferimenti provenienti dallo
Stato e dalla Regione, porterebbe i comuni ad effettuare necessari
ridimensionamenti alle spese correnti per non sforare il patto di
stabilità;
il rischio, ovviamente, sarebbe quello di assistere ad una
'guerra tra poveri', dove il singolo comune, pur di garantire i
sacrosanti stipendi ai propri lavoratori precari, sarebbe
costretto a ridimensionare, se non ad annullare, tutti i servizi
già gravanti sul bilancio. Occorre ricordare che, tra questi, vi
sono molti servizi essenziali che investono il campo del
'sociale', con conseguenze facilmente immaginabili;
per sapere:
se non ritengano auspicabile, nell'eventualità di una conferma
delle notizie apparse sulla stampa, evitare di portare al dissesto
economico i comuni siciliani con scelte inopinabili e
ingiustificabili;
quali iniziative intendano adottare al fine di garantire a tutti
i comuni siciliani la disponibilità economica perenne e
continuativa per il pagamento degli stipendi dei lavoratori
precari.». (844)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 844, a firma degli
onorevoli Pogliese, Vinciullo e Falcone, pervenuta agli Uffici di
diretta collaborazione dell'allora Assessore regionale alla
famiglia, politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 2941
del 23 novembre 2009 e delegata per la trattazione a questo
Assessore regionale alle autonomie locali e alla funzione pubblica
con nota n. 867 del 27 maggio 2010 della Segreteria Generale della
Presidenza della Regione.
Al riguardo si rappresenta che i contenuti dell'atto ispettivo non
rientrano tra le competenze di questo Assessorato, ma sono
ascrivibili all'Assessorato Regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro.
Con separata nota è stata, dunque chiesta l'assegnazione dell'atto
in esame all'Assessorato sopra richiamato.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
CRACOLICI. - «All'Assessore alla Presidenza e all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
l'Assemblea regionale siciliana, a seguito degli eventi
atmosferici eccezionali che hanno provocato danni in molti comuni
della Sicilia nel periodo compreso da novembre 2008 a febbraio
2009, ha ritenuto di approvare una norma - inserita nella legge
finanziaria regionale n. 6 del 2009 (art. 9, comma 10) - con la
quale si stabiliva che una somma pari a 5 milioni di euro del
fondo regionale delle autonomie locali venisse destinata alla
copertura finanziaria degli interventi sostenuti dai comuni per
far fronte a situazioni di emergenza oltre che per il ristoro dei
danni subiti da soggetti privati;
atteso che si apprende dalla stampa che sarebbe in corso di
registrazione il decreto dell'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali che impegna le somme di
cui alla succitata norma in favore di circa 200 comuni;
preso atto che sono state sollevate da diversi comuni riserve e
lamentele, riportate dalla stessa stampa, circa le modalità con le
quali si è giunti all'emanazione di detto decreto;
per sapere:
se sia stata emanata una circolare, dagli Assessorati alla
Presidenza e della famiglia, per individuare i criteri e le
modalità di erogazione delle somme previste dal comma 10 dell'art.
9 della l.r. n. 6 del 2009 e ai quali avrebbero dovuto attenersi
le richieste degli eventuali beneficiari;
se, nell'individuazione dei beneficiari, si sia tenuto conto
della priorità in favore degli interventi già effettuati dai
soggetti a carico dei quali si è verificato il danno;
se, nell'individuazione dei beneficiari, sia stato adottato,
tenuto conto anche della insufficienza delle risorse atte a
garantire l'integrale copertura dei costi, il criterio della
priorità in relazione alla gravità del danno;
se, nell'individuazione dei beneficiari, sia stata operata la
distinzione tra soggetti pubblici e soggetti privati e in ragione
di quale criterio proporzionale sarebbero state previste somme a
favore di uno piuttosto che di un altro;
se sia stata svolta un'attività di accertamento e di valutazione
autonoma del danno da parte degli uffici del Dipartimento
regionale della Protezione civile in relazione alle situazioni di
emergenza conseguenti agli eventi atmosferici che la stessa
Protezione civile ha avuto modo di seguire e gestire
direttamente.». (856)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 856, a firma
dell'onorevole Cracolici, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore Regionale alla Famiglia,
Politiche Sociali ed Autonomie Locali con nota nr. 3089 del 10
dicembre 2009 e delegata per la trattazione a questo Assessore
Regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica con nota
n. 867 del 27 maggio 2010 della Segreteria Generale della
Presidenza della Regione.
Il Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali, in proposito
interpellato, ha rappresentato quanto segue con nota n. 34809 del
30 dicembre 2009.
La legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, relativa all'approvazione
delle disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2009, ha
previsto, con il comma 10 dell'art. 9, una riserva di euro
5.000.000,00 per la riparazione e il ristoro dei danni subiti da
soggetti pubblici o privati nonché per la copertura finanziaria
degli interventi sostenuti dai comuni per fronteggiare situazioni
di emergenza, conseguenti ad eventi meteorici avversi verificati
nei mesi di novembre e dicembre dell'anno 2008 e di gennaio e
febbraio 2009 compresi quelli di cui all'Ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri (OPCM) 16 gennaio 2009, n. 3734 e
successive modifiche ed integrazioni, accertati e quantificati dal
Dipartimento Regionale della Protezione Civile, con priorità per
gli interventi già effettuati .
Il predetto importo è compreso nella riserva nella disponibilità
dell'Assessore Regionale per la Famiglia, le Politiche Sociali e le
Autonomie Locali, prevista dall'art. 76, comma 4, della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni, pari ad euro 45.650.000,00 e destinata alla
concessione di contributi straordinari espressamente determinati.
Giusta la richiamata disposizione, si è fatto carico alla
Protezione Civile regionale di accertare i danni subiti e gli
interventi sostenuti dai comuni, con priorità per gli interventi
già effettuati.
Con note prot. nr. 404 del 16 settembre 2009 e n. 435 del 25
settembre 2009, il Dipartimento della Protezione Civile ha
trasmesso i prospetti delle somme dichiarate dai comuni per lavori
eseguiti in emergenza, nel periodo di cui all'ordinanza n.
3734/2009, per un importo complessivo di euro 15.561.238,95.
Con D.A. n. 799 del 26 ottobre 2009, quindi, si è provveduto al
riparto della somma disponibile, pari ad euro 5.000.000,00,
proporzionalmente al predetto importo di euro 15.561.238,95,
accertato dalla Protezione Civile.
A seguito del comunicato stampa diramato in ordine al disposto
riparto, il Dipartimento della Protezione Civile, con nota n. 475
del 28 ottobre 2009, ha comunicato che il Comune di Falcone aveva
già beneficiato di un contributo di euro 860.656,60, pari al 60%
del totale delle spese dichiarate dallo stesso comune.
Al riguardo, è stato telefonicamente precisato dal Dipartimento
medesimo che la suddetta limitazione percentuale era stata
stabilita in sede di redazione del cronoprogramma dell'attività in
corso, tenuto conto delle somme disponibili e dei preventivi di
spesa comunicati dai comuni, giusta espressa previsione dell'art.
10, comma 1 dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3734/2009 e dall'art. 1, comma 4 dell'ulteriore OPCM n.
3765/2009.
Successivamente, il Dirigente Generale del Dipartimento della
Protezione Civile, in qualità di soggetto attuatore dell'OPCM 3734,
con nota n. 486 del 6 novembre 2009, ha specificato che l'importo
di euro 5.000.000,00 era da ripartire ai comuni di cui al nuovo
elenco trasmesso, con esclusione del Comune di Falcone.
In data 25 novembre 2009, poi, è pervenuta informalmente (via
mail) copia dell'Ordinanza n. 4 del 13 novembre 2009, a firma del
Presidente della Regione, in qualità di Commissario delegato, con
la quale si confermava l'approvazione del piano generale di riparto
della predetta OPCM 3734 e la copertura delle spese certificate
dagli enti locali nella misura del 60%.
In proposito è da evidenziarsi che l'Ordinanza n. 4/2009 non era
in possesso dell'Assessorato alla data di emissione del D.A. n. 799
del 26 ottobre 2009.
E' da far presente, ad ogni buon conto, che i richiamati
adempimenti assessoriali sono stati espletati giusta espressa
previsione del richiamato art. 9, comma 10, L.R. n. 6/2009, in
conformità alle risultanze degli accertamenti formalmente
documentati e comunicati dalla Protezione Civile .
In conseguenza di ciò, con D.A. n 37 del 2 marzo 2010, si è
provveduto a modificare il Piano di riparto delle somme, escludendo
il Comune di Falcone in quanto già beneficiario della intera quota
pari al 60% delle spese certificate.
Alla data odierna le somme sono state tutte liquidate definendo,
pertanto, quanto previsto dalla norma richiamata in premessa.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
sanità e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
numerosi enti e società hanno stipulato in provincia di Siracusa
convenzioni con molte Amministrazioni comunali per l'assistenza di
anziani soli o senza adeguato supporto familiare, in condizione di
ridotta autonomia o di non autosufficienza, con spese a carico dei
comuni;
in esecuzione di dette convenzioni, numerosi gestori delle case
di riposo hanno ospitato ed assistono anziani che sono in possesso
dei requisiti di legge, previa richiesta delle singole
Amministrazioni comunali;
nonostante le prestazioni che questi enti gestori sono obbligati
ad eseguire a favore degli anziani non autosufficienti, tutti i
comuni convenzionati non rispettano il pagamento delle fatture
emesse a fronte del servizio prestato;
la quota a carico dei comuni comprende tutte le prestazioni
integrative eseguite per convenzione a favore degli anziani non
autosufficienti;
le prestazioni integrative riguardano sia quelle di rilevanza
sanitaria sia quelle di rilevanza sociale;
quelle a rilevanza sanitaria gravano sul Servizio sanitario
nazionale;
per queste ultime l'allora AUSL n. 8 di Siracusa, con nota del 2
marzo 2005 e contrariamente a quanto accaduto precedentemente, ha
dichiarato di 'farsi carico di tutte le prestazioni sanitarie
previste dall'ordinamento vigente, ivi comprese quelle previste
dall'apposita Unità Medica di Valutazione Geriatrica, per ciascun
ospite delle case di riposo. Pertanto (...) non è ipotizzabile
alcuna integrazione di retta, quale controvalore monetario
forfetario, facente carico alla AUSL 8, in quanto in tal caso si
realizzerebbe un'ingiustificata ed illegittima duplicazione di
oneri per la medesima prestazione', per cui ha vietato ai comuni
di corrispondere la quota di rilevanza sanitaria, pena il mancato
rimborso;
a seguito della predetta nota dell'AUSL 8, tutti i comuni della
provincia di Siracusa si sono sentiti sollevati da ogni
responsabilità in ordine all'anticipazione di detta integrazione
di quota sia a rilevanza sanitaria che sociale;
in conseguenza a quanto disposto dall'AUSL 8, i comuni della
provincia di Siracusa, nel rigettare la richiesta dei gestori
delle case di riposo, hanno invitato le stesse a rivolgersi
direttamente all'AUSL n. 8 di Siracusa per 'eventuali pretese
economiche per erogazioni agli assistiti di prestazioni sanitarie
previste dall'ordinamento vigente'; le seconde (le rette
integrative a rilevanza sociale) sono ad esclusivo carico dei
comuni i quali, equivocandole con quelle sanitarie, non hanno
voluto provvedere agli adempimenti di legge;
tale orientamento da parte dei comuni ha posto in grave crisi di
liquidità tutte le case di riposo, alcune delle quali sono state
costrette a chiudere, altre sopravvivono in una situazione di
generalizzato inadempimento dei propri obblighi di legge, in
quanto se, da un lato, sono obbligate per legge e per convenzione
ad eseguire l'assistenza integrativa agli anziani non
autosufficienti, sostenendone i costi giornalieri per offrire a
tutti gli anziani una vita quanto più dignitosa possibile,
dall'altro sono costrette a scontrarsi con i comuni, i quali hanno
continuato ad opporre un deciso diniego ad eseguire il pagamento
delle fatture loro presentate dai gestori delle stesse case di
riposo;
considerato che:
già alcune case di riposo hanno adito le vie legali;
alcuni giudici hanno riconosciuto il diritto, da parte degli
enti gestori, ad ottenere il pagamento dell'assistenza integrativa
agli anziani non autosufficienti, in quanto le stesse case di
riposo hanno sostenuto i maggiori costi giornalieri;
i comuni sono stati condannati anche al pagamento delle spese
legali e di quant'altro, nel frattempo, maturato alle case di
riposo per anziani;
visto che:
alcune case di riposo, per difficoltà economico-finanziarie,
hanno già chiuso le loro strutture in provincia di Siracusa;
decine di lavoratori sono stati licenziati e privati del loro
posto di lavoro ovvero hanno visto trasformato il loro contratto
di lavoro da full-time a part-time, creando gravi e pesanti
disagi;
le rimanenti strutture, ancora aperte ma soffocate dai debiti,
rischiano di chiudere a causa della morosità nel pagamento delle
fatture da parte dei comuni;
preso atto che, a fronte della chiusura delle case di riposo,
gli anziani autosufficienti e, soprattutto, quelli non
autosufficienti non ricoverati nelle strutture de quibus rischiano
di 'finire sulla strada' in quanto privati di ogni tipo di
assistenza e abbandonati del tutto in violazione della legge che
invece vuole tutelarli;
per sapere:
se non ritengano necessario ed improcrastinabile nominare un
commissario ad acta al fine di dirimere il contenzioso tra
l'allora AUSL n. 8, nel frattempo divenuta ASP n. 8, i comuni
della provincia di Siracusa e i gestori delle case di riposo, al
fine di assicurare certezza occupazionale ai lavoratori utilizzati
e certezza di ricovero agli anziani assistiti;
se non ritengano utile ed indispensabile intervenire con degli
ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori che hanno perduto o
stanno perdendo il posto di lavoro;
se non vogliano considerare l'ipotesi di accreditare all'ASP n.
8 di Siracusa e/o ai comuni convenzionati della provincia di
Siracusa le somme che la stessa deve agli enti gestori delle case
di riposo, al fine di saldare tutte le spettanze dovute.». (857)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 857, a firma
dell'onorevole Vinciullo, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione di questo Assessorato con nota n. 868 del 27 maggio
2010 della Segreteria Generale della Presidenza della Regione.
Il Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali, in proposito
interpellato, ha rappresentato quanto segue con nota n. 34507 del
23 dicembre 2009.
Si ritiene che la materia oggetto dei quesiti posti
dall'onorevole interrogante non rientri tra le specifiche
competenze di questo dipartimento regionale, ad eccezione
dell'ipotesi di nomina del commissario ad acta per dirimere il
contenzioso tra l'allora AUSL ( .) i comuni della provincia di
Siracusa e i gestori delle case di riposo .
Al riguardo deve però evidenziarsi che l'art. 24 della L.R. n.
44/1991 prevede l'intervento sostitutivo dell'Assessorato, mediante
la nomina di un commissario ad acta, laddove gli organi delle
Province e dei Comuni omettano, ritardino o non siano in grado di
compiere atti obbligatori per legge.
Pertanto, alla carenza del presupposto normativamente prescritto
consegue l'inconfigurabilità di un legittimo esercizio della
competenza assessoriale prevista dal già richiamato art. 24 della
L.R. n. 44/1991 .
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
Rubrica «Energia e servizi di pubblica utilità»
PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
con nota prot n. 43286 del 19 novembre c.a. è stata inviata al
Comune di Bivona (AG) una nota di diffida per la mancata consegna
alla 'Girgenti Acque', soggetto gestore, degli impianti e delle
infrastrutture relative al servizio idrico integrato;
la nota sopra citata reca in calce la firma del direttore del
primo settore dell'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque
(ARRA), Regolazione delle acque, ing. Marcello Loria;
considerato che:
l'ARRA, irritualmente, ha nominato commissari nei comuni che non
hanno ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme
costituzionali che tutelano l'autonomia degli enti locali;
tale nomina ha tuttavia investito i commissari circa il ruolo
per gestire il rapporto con i comuni e il soggetto del servizio
idrico integrato nelle rispettive 9 province;
ritenuto che, in considerazione di dette nomine commissariali,
non si comprende per quali ragioni funzionari dell'ARRA diano
disposizioni tramite nota di diffida nei confronti dei comuni
interessati dal problema della consegna delle reti;
ricordato che:
in alcuni comuni, manifestazioni popolari hanno fisicamente
impedito ai commissari inviati dall'ARRA d'insediarsi,
determinando in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;
nella seduta dell'Assemblea regionale siciliana n. 103 del 21
luglio c.a. è stato approvato l'ordine del giorno n. 168, che
impegnava il Governo della Regione ad intervenire per la
sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA per la
consegna delle reti e degli impianti idrici dei comuni sino al 30
dicembre 2009;
constatato che l'ordine del giorno approvato risulta ad oggi
disatteso e che l'ARRA, nonostante la nomina dei commissari, per
mezzo dei suoi funzionari esercita un ruolo di condizionamento,
prescindendo dalla volontà di migliaia di cittadini ed
amministratori;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito la sospensione dei
commissariamenti disposti dall'ARRA nonostante l'Assemblea
regionale siciliana si sia espressa in tal senso;
come giustifichi la nota di diffida posta in essere dai
funzionari dell'ARRA nei confronti dei comuni nonostante i
commissariamenti e se non ritenga di dover intervenire per
impedire detta diffida.». (888)
Riposta. - «In riscontro alla richiesta di notizie relative alle
problematiche esposte con l'interrogazione n. 888, a firma
dell'onorevole Panepinto, si rappresenta quanto segue.
L'oggetto dell'interrogazione investe, con riferimento al Comune
di Bivona, le procedure amministrative, gli aspetti normativi e le
decisioni giurisdizionali per il trasferimento delle opere ed
impianti dai comuni al soggetto gestore del Servizio idrico
integrato (S.I.I.).
In ogni Ambito territoriale ottimale (A.T.O.) in cui è stato
individuato il soggetto gestore, con atto successivo dell'Autorità
d'ambito è stabilito un cronoprogramma per il trasferimento delle
opere ed impianti (acquedotti, fognature ed impianti di
depurazione) dagli enti locali coinvolti, prevalentemente i comuni,
al nuovo soggetto gestore, onde consentire a quest'ultimo di
prendere in carico gli impianti e provvedere a tutte le attività
contrattualmente incluse nella gestione del S.I.I. (manutenzione,
distribuzione ed attuazione degli investimenti). Nel Consorzio di
Ambito Idrico n. 9 di Agrigento, il Consiglio di Amministrazione
del Consorzio, tra i cui componenti è presente il Comune di Bivona,
motivo della presente interrogazione, con delibera n. 2
dell'11/02/2008 ha approvato il "Programma esecutivo della presa in
carico dei servizi" per la consegna delle opere al soggetto gestore
"Girgenti Acque S.p.a.".
Con nota prot. n. 224 del 27/01/2009 il Consorzio di Ambito di
Agrigento ha comunicato all'A.R.R.A che il Sindaco del Comune di
Bivona, onorevole Giovanni Panepinto, ha manifestato la propria
indisponibilità a consegnare le infrastrutture idriche, fognarie e
depurative al soggetto gestore del Servizio idrico integrato.
Conseguentemente l'Agenzia regionale per i Rifiuti e le Acque con
nota prot. n. 3934 del 30/01/2009 ha invitato il Comune di Bivona a
procedere alla consegna e contestualmente lo ha diffidato ponendo
un termine ultimo decorso il quale si sarebbe avviata la procedura
per l'intervento sostitutivo cui la stessa A.R.R.A era deputata ai
norma dell'articolo 7, comma 5, della L.R. n. 19/2005.
Pertanto, decorso infruttuosamente il termine di diffida,
l'A.R.R.A. con Decreto Presidenziale n. 87 del 23/0212009 ha
provveduto a nominare un commissario ad acta con il compito di
porre in essere, per conto del comune di Bivona, gli atti necessari
per la consegna degli impianti e delle infrastrutture al soggetto
gestore del Servizio idrico integrato, Girgenti Acque S.p.a.,
ponendo come termine per il completamento dell'incarico il
31/03/2009.
Analoga procedura veniva contestualmente attuata per altri comuni
dell'ATO di Agrigento che parimenti al Comune di Bivona si erano
opposti alla consegna degli impianti.
In seguito ad una riunione, tenutasi su richiesta di alcuni
sindaci dei comuni della provincia di Agrigento interessati dalle
procedure di commissariamento, l'A.R.R.A., con nota prot. n. 8892
del 03/03/2009, ha comunicato ai commissari ad acta di sospendere
le procedure in corso sull'A.T.O. di Agrigento sino all'emissione
della sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa sul
ricorso in appello (Reg. Ric. n. 1407/2008) proposto da 21 comuni,
tra i quali anche il comune di Bivona, per l'annullamento
dell'affidamento del Servizio idrico integrato alla Girgenti acque
S.p.a.. Successivamente, nella seduta n. 78 del 25/03/2009,
l'A.R.S. approvava un ordine del giorno che impegnava "il Governo
della Regione ad intervenire per la sospensione dei
commissariamenti disposti dall'A.R.R.A. per la consegna delle reti
e impianti idrici dei comuni sino al 30/07/2009". Nel frattempo il
C.G.A., con decisione in camera di consiglio del 04/06/2009 e
sentenza depositata in segreteria il 19/01/2010 (Reg. Dec. n.
45/2010), ha dichiarato improcedibile il ricorso e rigettato tutte
le istanze dei comuni attori.
Nella seduta n. 103 del 21/07/2009 l'A.R.S. approvava un ulteriore
ordine del giorno che impegnava "il Governo della Regione ad
intervenire per la sospensione dei commissariamenti disposti
dall'A.R.R.A. per la consegna delle reti e impianti idrici dei
comuni sino al 30/12/2009 ". Benché l'A.R.S. avesse approvato due
ordini del giorno, nei mesi successivi nessuna indicazione o
disposizione veniva impartita all'A.R.R.A in merito all'esercizio
dei poteri sostitutivi riconosciuti dalla norma.
In conseguenza, nella considerazione sia del grave danno erariale
riconducibile in capo all'A.T.O. di Agrigento, sul quale l'A.R.R.A
istituzionalmente esercitava funzioni di coordinamento e controllo,
per effetto del mancato rispetto degli obblighi contrattuali nei
riguardi del soggetto affidatario del S.I.I., sia del pregiudizio
sul regolare utilizzo dei fondi comunitari per la realizzazione
delle infrastrutture idriche nell'A.T.O. di Agrigento, non
attivabili in assenza della presa in gestione delle infrastrutture
comunali, l'A.R.R.A, nel rispetto dei propri compiti istituzionali
normativamente attribuiti ed in assenza di specifiche e differenti
indicazioni, ha invitato le Autorità d'Ambito (inclusa quella di
Agrigento) ad effettuare una nuova ricognizione della situazione
della consegna delle opere ed impianti, chiedendo di predisporre un
nuovo calendario di consegna per i comuni inadempienti.
Nel caso in specie, con nota prot. n. 2554 del 22/10/2009 il
Consorzio di Ambito di Agrigento invitava il comune di Bivona a
consegnare gli impianti afferenti il Servizio idrico integrato al
soggetto gestore.
Con nota prot. n. 5980 del 28/10/2009 il sindaco di Bivona,
onorevole Giovanni Panepinto, ha comunicato l'intendimento del
comune di non procedere alla consegna degli impianti.
Pertanto, con nota prot. n. 43286 del 19/11/2009, l'A.R.R.A ha
provveduto ad inviare una nuova diffida ad adempiere al comune di
Bivona ed ha comunicato che, trascorso infruttuosamente il termine
del 10 dicembre 2009, avrebbe provveduto ex art. 7 della L.R.
19/2005 ad avviare la procedura per l'esercizio dei poteri
sostitutivi.
In riscontro, con nota n. 6465 del 23/11/2009 il sindaco di Bivona
ha espresso formale rifiuto alla consegna degli impianti anche a
seguito della diffida pervenuta.
Oggi la procedura di commissariamento ha subito un rallentamento
per effetto della soppressione dell'A.R.R.A., avvenuta con L.R. n.
19 /2008, e dell'avvio dell'attività istituzionale del Dipartimento
Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti.
Quanto sin qui esposto riguarda l'evoluzione dei fatti.
In merito alle procedure seguite, va evidenziato che la consegna
degli impianti, ai fini gestionali, da parte delle amministrazioni
comunali costituisce atto dovuto e consequenziale derivante
dall'individuazione del soggetto gestore del Servizio idrico
integrato e giusto contratto di gestione del S.I.I. stipulato il
27/11/2007 tra la Girgenti Acque S.p.a. ed il Consorzio di Ambito
Idrico di Agrigento (confronta sentenze: TAR Lazio, Latina, Sez. I,
17/02/2009 n. 124; TAR Lombardia, Brescia, Sez. II , 19/11/2009 n.
2238).
I riferimenti normativi legittimanti l'esercizio degli interventi
sostitutivi nel settore in esame sono contenuti sia nell'art. 7
della L.R. 19/2005 che istituisce l'Agenzia Regionale per i Rifiuti
e le Acque e che attribuisce "funzioni di indirizzo e coordinamento
dell'attività di tutti gli Enti che operano nel settore delle acque
esercitando altresì forme di controllo efficienti ed efficaci
riconoscendo altresì "poteri di acquisizione della documentazione,
di ispezione e di accesso, nonché poteri sostitutivi", sia nel
comma 3 dell'art. 152 del D. Lgs. n. 152/2006 secondo cui "la
Regione, previa diffida, esercita i necessari poteri sostitutivi,
mediante nomina di un commissario ad acta".
Inoltre, sin qui tutti i pronunciamenti dell'Autorità giudiziaria
amministrativa, sia del T.A.R. che del C.G.A. in sede di appello,
relativi alle procedure di commissariamento, hanno, di fatto,
riconosciuto la legittimità delle procedure amministrative seguite
dall'ARRA.
Si resta a disposizione per ogni altra occorrenza al riguardo.».
L'Assessore
dott. Pietro Carmelo
Russo