Presidenza del vicepresidente Oddo
Giuramento di deputato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al I punto dell'ordine
del giorno che reca: «Giuramento di deputato».
Comunico che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 16877/10,
depositata il 19 luglio 2010, pervenuta il 22 luglio successivo e
protocollata al n. 6364/AulaPG di pari data, ha dichiarato
ineleggibile l'onorevole Fortunato Romano alla carica di deputato
regionale, proclamando in sua vece l'onorevole Santo Catalano.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che dalla data del deposito della citata sentenza decorre
il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali proteste
o reclami ai sensi dell'articolo 61, comma 3, della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive modifiche ed
integrazioni.
(L'onorevole Catalano entra in Aula)
Poiché l'onorevole Santo Catalano è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto
siciliano.
Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo 6
delle norme di attuazione dello Statuto siciliano (Decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo 1947, n.
204):
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione, di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
L'onorevole Catalano pronuncia a voce alta le parole: "Lo giuro".
Onorevoli colleghi, dichiaro immesso l'onorevole Santo Catalano
nelle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
Avverto che del processo verbale delle sedute precedenti sarà
data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Caronia, Cintola, Dina, Fagone, Forzese, Incardona, Lentini,
Marrocco, Marziano, Panarello, Picciolo, Scammacca e
Torregrossa per oggi; Falcone e Mattarella dal 27 al 28 luglio
2010; Scoma dal 27 al 29 luglio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
N. 383 - Ispezione sulle modalità di assunzione di personale da
parte del consorzio 'Tre Sorgenti'.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 612 - Notizie in merito alla gestione dell'AMIA del Comune di
Palermo.
Firmatari: Faraone Davide; Cracolici Antonino; Ammatuna Roberto;
Apprendi Giuseppe; Barbagallo Giovanni; Bonomo Mario; De
Benedictis Roberto; Di Benedetto Giacomo; Di Guardo Antonino;
Digiacomo Giuseppe; Donegani Michele; Ferrara Massimo; Fiorenza
Cataldo; Galvagno Michele; Gucciardi Baldassare; Laccoto Giuseppe;
Lupo Giuseppe; Marinello Vincenzo; Marziano Bruno; Mattarella
Bernardo; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Panepinto Giovanni;
Picciolo Giuseppe; Raia Concetta; Rinaldi Francesco; Speziale
Calogero; Termine Salvatore; Vitrano Gaspare
N. 795 - Rimodulazione dei tagli al fondo per le autonomie a
favore dei comuni siciliani.
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 841 - Provvedimenti per scongiurare l'aggravio di spesa sui
bilanci dei comuni per le retribuzioni del personale precario.
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 901 - Verifica sulla regolare composizione del Consiglio
provinciale di Siracusa.
Firmatario: Gennuso Giuseppe
N. 1219 - Motivi della mancata risposta all'interrogazione
parlamentare con richiesta di risposta scritta n. 1035 del 18
febbraio 2010.
Firmatario: Galvagno Michele
- da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
N. 877 - Idonee iniziative allo scopo di garantire il corretto
funzionamento dell'archivio storico di Comiso (RG).
Firmatario: Digiacomo Giuseppe
N. 880 - Notizie circa la partecipazione della Regione siciliana
alla fondazione 'The Brass Group'.
Firmatario: Lupo Giuseppe
N. 1105 - Chiarimenti circa le nomine dell'ente 'Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi'(AG).
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme di razionalizzazione e contenimento della spesa regionale
per il personale, costituzione del bacino unico e disciplina del
diritto d'assistenza di soggetti portatori di handicap disabile
grave' (n. 584)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
data 21 luglio 2010
- Interventi in favore dei comuni della provincia di Palermo
colpiti dalle piagge alluvionali tra l'autunno e l'inverso
2009/2010 (n. 585)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
data 21 luglio 2010
- Costituzione del consorzio unico regionale di ricerca (n. 586)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Adamo e
Mineo in data 21 luglio 2010
- Irretroattività della sentenza della Corte costituzionale 23
aprile 2010, n. 143, che ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale della l.r. 20 marzo 1951, n. 29 così come
modificata dalla l.r. 5 dicembre 2007, n. 22, nella parte in cui
non prevede l'incompatibilità tra l'ufficio di deputato regionale
e la sopravvenuta carica di sindaco e assessore di un comune,
compreso nel territorio della Regione, con popolazione superiore a
ventimila abitanti, ai rapporti elettorali già definiti con
delibera di convalida degli eletti non impugnata nel termine
decadenziale di trenta giorni. (n. 587)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Adamo,
Aricò, Cristaudo, Currenti, Greco, Incardona, Marinese, Marrocco,
Mineo, Nicotra, Scammacca della Bruca, Scilla in data 21 luglio
2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disposizioni in materia di trasformazione di rapporti di lavoro
all'interno dei consorzi di bonifica (n. 578)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 21 luglio 2010
SANITA' (VI)
- Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili (n. 582)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 21 luglio 2010.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
trasmessa alla Commissione legislativa:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Bozza di decreto assessoriale di modifica ed integrazione del
decreto dell'Assessore per l'industria 3 dicembre 2009, pubblicato
nella GURS 26 marzo 2010. Definizione dei criteri generali, delle
condizioni e delle modalità per la concessione di agevolazioni
finanziarie, attraverso la sottoscrizione di contratti di
programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali, di
cui all'art. 6 della legge regionale 16/12/2008, n. 23, così come
modificato ed integrato dalla legge regionale 6 agosto 2009, n.
9'. (n. 104/III)
pervenuta in data 21 luglio 2010
inviata in data 23 luglio 2010.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Commissario dello
Stato per la Regione siciliana con ricorso notificato il 21 luglio
2010 ha impugnato i sottoelencati articoli della deliberazione
legislativa Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti, (ddl n. 568) approvata dall'Assemblea il 13
luglio 2010:
- articolo 3, comma 1, lettere d), e), f) e g);
- articolo 4, commi 5, 6, 7 e 8
per violazione dell'articolo 14, lettera g), dello Statuto
speciale e dell'articolo 117, secondo comma, lettera e) della
Costituzione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Faraone è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
- N. 1287 - Opportune iniziative allo scopo di garantire il
giusto sostegno all'Istituto regionale siciliano Fernando Santi.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Di Benedetto Giacomo; Faraone Davide; Marinello
Vincenzo; Mattarella Bernardo; Raia Concetta; Panepinto Giovanni
- N. 1288 - Approvazione definitiva del piano regolatore generale
del comune di Lampedusa e Linosa (AG).
Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
- N. 1289 - Richiesta di atti informativi urgenti in materia di
erogazioni di contributi destinati ad attività di carattere
sportivo e turistico.
Presidente Regione
Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Falcone Marco
- N. 1290 - Richiesta di atti informativi urgenti su erogazioni
di contributi per eventi di carattere culturale.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Falcone Marco
- N. 1291 - Opportune iniziative al fine di provvedere ad una
corretta collocazione in fascia 1 della sovrintendenza per i beni
culturali ed ambientali di Siracusa.
Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Marziano Bruno; De Benedictis Roberto
- N. 1292 - Interventi finanziari tesi a fronteggiare la crisi
del settore vitivinicolo colpito dalla peronospera.
Presidente Regione
Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Falcone Marco
- N. 1293 - Designazione dei componenti del consiglio di
amministrazione dell'Istituto autonomo per le case popolari di
Siracusa.
Presidente Regione
Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che é stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
- N. 1294 - Notizie in ordine all'offerta di acquisto della
Tirrenia-Siremar da parte della Mediterranea Holding s.p.a.
Presidente Regione
Assessore Economia
Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: D'Asero Antonino; Corona Roberto; Torregrossa
Raimondo; Leontini Innocenzo; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo;
Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe; Bosco Antonino; Formica
Santi; Buzzanca Giuseppe; Pogliese Salvatore.
Avverto che l'interrogazione testè annunziata sarà inviata al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
- N. 95 - Notizie sull'attuazione dell'art. 22 della legge
regionale n. 11/2010 in materia di spese per collaborazioni e
consulenze.
Presidente Regione
Firmatari: Lupo Giuseppe; Marziano Bruno; Barbagallo Giovanni; Di
Benedetto Giacomo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- N. 208 Istituzione di una Commissione parlamentare di indagine
per il monitoraggio e la verifica delle necessità organizzative
dell'Amministrazione regionale e degli enti collegati in ordine al
ricorso esterno a consulenti, incarichi e collaborazioni , degli
onorevoli Faraone, Apprendi, Panepinto, Raia e Marinello
presentata il 20 luglio 2010
- N. 209 Iniziative atte a promuovere, presso il Parlamento
europeo, la modifica del Reg. CE 1342/2002, in materia di
ristrutturazione dei vigneti , degli onorevoli Adamo, Mineo,
Scilla e Greco
presentata il 20 luglio 2010
- N. 210 Chiarimenti ed iniziative riguardo alla situazione del
Consorzio autostrade siciliane , degli onorevoli Mancuso,
Leontini, Limoli, Corona e Bosco
presentata il 20 luglio 2010
- N. 211 Interventi a livello centrale per scongiurare i tagli
di risorse finanziarie a danno dei comparti di sicurezza previsti
nella manovra finanziaria in discussione al Parlamento nazionale ,
degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno, Ammatuna, Mattarella
presentata il 21 luglio 2010.
Avverto che le mozioni saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di decadenza di atti politici e ispettivi
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della dichiarazione di
ineleggibilità alla carica di deputato regionale dell'onorevole
Romano Fortunato, pronunciata dalla Corte di Cassazione con
sentenza n. 16877 del 9-19 luglio 2010, decadono i seguenti atti
politici e ispettivi, dallo stesso parlamentare presentati:
- mozioni nn. 157 - 195;
- interrogazioni nn. 879 - 933 - 1011 - 1131 - 1193 - 1204 -
1205.
Ne decade, altresì, la firma da:
- mozioni nn. 22 - 41 - 72 - 81 - 140 - 198
- interrogazioni nn. 1120 - 1194.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di cariche di componente e di
segretario di Commissioni
PRESIDENTE. Comunico, inoltre, che l'onorevole Romano decade
dalla carica di componente e di Segretario della IV Commissione
legislativa permanente Ambiente e territorio' e dalla carica di
componente della Commissione parlamentare di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia'.
Alla relativa sostituzione si provvederà a termini di
Regolamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Ordine del giorno numero 386
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 386 Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della
delibera legislativa n. 568 recante Modifiche e integrazioni alla
normativa regionale in materia di appalti' , degli onorevoli
Adamo, Bonomo, Cracolici, Musotto e altri.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Discussione unificata di atti politici e ispettivi in ordine alle
misure da adottare per far fronte alla drammatica crisi agricola
che investe la Regione
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata di atti politici e ispettivi in ordine alle
misure da adottare per far fronte alla drammatica crisi agricola
che investe la Regione:
- mozione n. 16 Interventi straordinari tesi a fronteggiare la
crisi nel settore vitivinicolo. Riconoscimento della zona del
Calatino Sud-Simeto all'interno dell'area colpita dalla
peronospora. , degli onorevoli Falcone, Caputo, Currenti, Scilla
e Vinciullo;
- mozione n. 24 Iniziative finalizzate al rilancio
dell'agricoltura in Sicilia , degli onorevoli Marinello,
Cracolici, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone,
Panepinto e Raia;
- mozione n. 32 Interventi straordinari a favore del comparto
vitivinicolo per riequilibrare il mercato del prodotto finito ,
degli onorevoli Caputo, Aricò, Currenti, Marrocco, Scilla,
Vinciullo;
- mozione n. 155 Misure straordinarie una tantum' a favore
delle aziende agricole, a tutela del comparto agricolo, della
salute del consumatore e della valorizzazione delle risorse del
territorio siciliano , degli onorevoli Caputo, Pogliese,
Vinciullo, Aricò;
- interrogazione n. 746 Iniziative urgenti volte a fronteggiare
la crisi della viticoltura in Sicilia , dell'onorevole Di
Benedetto;
-interrogazione n. 837 Provvedimenti a favore degli agricoltori
siciliani , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che, con deliberazione della Giunta regionale n. 432 del
18.10.2007, relativa alla richiesta di intervento straordinario
per la crisi del settore vitivinicolo da avanzare al Governo
nazionale, nell'individuazione delle zone da garantire è stata
esclusa la provincia di Catania e specificatamente la zona del
Calatino Sud-Simeto, confinante con la zona di Ragusa,
regolarmente inserita tra le zone colpite dalla peronospora;
CONSIDERATO che nel Calatino Sud - Simeto si produce il vino
cerasuolo di Vittoria DOCG;
PRESO ATTO che i vigneti ricadenti nella suddetta zona calatina
hanno subito dalla peronospora un danno superiore al 60% della
produzione;
CONSIDERATO, altresì, che il cerasuolo di Vittoria DOCG garantito
è l'unico nel Meridione d'Italia e rappresenta un'importante
risorsa per l'economia del contesto interessato,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire al fine di modificare la deliberazione di Giunta
di Governo, inserendo, tra le zone colpite dalla crisi
vitivinicola e precisamente dalla peronospora, il territorio del
Calatino Sud-Simeto , immotivatamente escluso dalla perimetrazione
delle zone a cui riconoscere il diritto dei benefici di legge»
(16);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che :
l'agricoltura costituisce il primo comparto produttivo dell'Isola
nel quale operano un significativo numero di aziende che, in
alcuni casi, costituiscono punti di eccellenza dell'intero tessuto
imprenditoriale e socio-economico della Regione;
lo sviluppo della forte vocazione agricola della Sicilia in
Europa, in primo luogo al centro del Mediterraneo, può essere
obiettivo praticabile se vengono assunte scelte in direzione della
difesa e valorizzazione della grande qualità delle produzioni,
dell'esaltazione del ruolo multifunzionale e della
multiattività dell'agricoltura;
negli ultimi anni le imprese agricole hanno manifestato
difficoltà ad operare in un mercato sempre più ampio e
concorrenziale in ragione delle numerose problematiche che
finiscono per incidere pesantemente sulla via di uno sviluppo
possibile;
i problemi contro cui quotidianamente si scontrano gli
agricoltori siciliani riguardano, solo per citarne alcuni, la
scarsa dotazione infrastrutturale di cui è dotata la nostra Isola,
l'innalzamento senza regole dei costi degli idrocarburi,
l'eccessiva mole di adempimenti burocratici con il conseguente
impoverimento dei redditi e il rischio di un ingresso di
moltissime aziende in un'area di marginalità economica dalla quale
non uscire più;
RILEVATO che:
occorre prioritariamente stabilire quali interventi di settore
assumere in modo organico per evitare di riproporre soluzioni che
aggravino la condizione del comparto agricolo in Sicilia perché
prive di qualunque visione complessiva delle necessità e dei
bisogni a cui fare fronte;
ai fini della definizione di una strategia di lungo periodo, per
l'agricoltura siciliana è fondamentale giungere rapidamente alla
convocazione di una conferenza agraria regionale come momento di
confronto tra il Governo e le rappresentanze sociali,
impegna il Presidente della Regione
ad emanare provvedimenti miranti all'azzeramento dell'accise e
alla riduzione dell'IVA per i carburanti agricoli che possano
pertanto avere costi più contenuti;
ad attuare ogni misura utile a contrastare l'indiscriminato
aumento dei prodotti fitosanitari, dei concimi, dei mangimi e
delle materie prime per l'agricoltura;
alla definizione di adeguate misure che puntino a incentivare e
qualificare l'agricoltura di qualità, a riorganizzare il sistema
agroalimentare siciliano, puntando contestualmente a restituire
competitività al settore e favorire la ripresa dei consumi;
a realizzare interventi in favore del sostegno alla costituzione
e al rafforzamento delle strutture associative per la
concentrazione dell'offerta, per una maggiore valorizzazione
commerciale dei prodotti anche con valide strategie di marketing,
per equilibrare i rapporti di forza dei produttori agricoli e i
diversi soggetti della filiera e per la realizzazione di un
funzionale sistema di tracciabilità e certificazione della
provenienza e della qualità dei prodotti;
alla definizione di un programma di interventi per favorire il
miglioramento delle infrastrutture per il trasporto, lo sviluppo
di attrezzate piattaforme logistiche per il condizionamento dei
prodotti e per il miglioramento dell'offerta commerciale alla
distribuzione organizzata, la realizzazione di moderne
infrastrutture e sistemi per il trasporto intermodale necessari ad
abbattere i costi di produzione, a ridurre i tempi di consegna nei
mercati, a proiettare le nostre produzioni nei mercati in via di
espansione, considerando fondamentale in questa direzione
l'aeroporto di Comiso quale 'hub' nel Mediterraneo per il
trasporto aereo delle produzioni agricole di pregio e di qualità;
all'attuazione organica delle norme riguardanti il riconoscimento
e il rafforzamento dei consorzi fidi per il settore agricolo per
consentire agevolmente l'accesso al credito agrario per la
conduzione aziendale e per gli investimenti;
alla realizzazione di un 'protocollo d'intesa' tra tutte le Forze
dell'ordine, le istituzioni regionali, gli enti locali e le
organizzazioni del mondo agricolo per contrastare il diffondersi
della criminalità organizzata nelle campagne e nei diversi
segmenti della filiera agroalimentare e agro-industriale;
alla realizzazione di una 'cabina di regia' tra le organizzazioni
agricole e tutti i soggetti istituzionali preposti ai controlli
sul commercio dei prodotti agricoli di origine e provenienza
extracomunitaria per la verifica dei diversi accordi e delle norme
di qualità e salubrità delle produzioni importate;
alla convocazione in tempi rapidi della conferenza agraria
regionale come momento di confronto tra istituzioni e
rappresentanze sociali per definire una strategia di lungo periodo
per l'agricoltura siciliana;
all'adozione della pratica della concertazione tra le
rappresentanze sociali e i rami dell'Amministrazione regionale per
consentire un'attuazione del PSR (Piano di sviluppo rurale)
attraverso procedure trasparenti e in sintonia con i territori
secondo l'impostazione della governance che guida i processi
comunitari» (24);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la filiera vitivinicola rappresenta una componente fondamentale
dell'agricoltura siciliana, principalmente nella parte del
territorio delle quattro province occidentali dell'Isola;
in particolare, la viticoltura rappresenta il volano della
filiera vitivinicola;
la Sicilia possiede una superficie vitata pari a circa
centoquarantamila ettari con una produzione di circa 9,6 milioni
di quintali di uva. La lavorazione dell'uva produce in media
900.000 quintali di vinacce;
la normativa regionale, nazionale e comunitaria vigente in
materia prevede che il dieci per cento della produzione di uve da
vino sia destinato alla trasformazione ed allo smaltimento in
distilleria;
a tal fine è fatto obbligo ai produttori di uve, nel periodo
della pigiatura, di procedere allo smaltimento dei sottoprodotti
denominati fecce e vinacce derivanti dalla lavorazione delle uve,
presso le distillerie;
CONSIDERATO che:
in Sicilia, per le condizioni di mercato, al fine di smaltire le
giacenze, eliminare le eccedenze e selezionare la qualità, su una
produzione media annuale di sette milioni di ettolitri, almeno il
20
- 25% della produzione di vino è destinato, per mezzo della
distillazione, alla trasformazione in alcool per usi alimentari e
industriali (componenti della benzina verde);
nel comparto si registrano complessivamente circa 30 mila aziende
attive con 45 unità lavorative e si stimano altrettanti lavoratori
stagionali;
a causa delle condizioni ambientali e territoriali, per
l'insularità e per le distanze degli impianti di distillazione di
altre realtà europee, nonché per gli obblighi temporali imposti
per la consegna dei sottoprodotti (fecce e vinacce) in
distilleria, non è possibile, per gli operatori locali - né
sarebbe economicamente conveniente - attivare contatti con
operatori extra regionali per la consegna del predetto materiale;
il comparto del vino, anche a livello comunitario, sta
attraversando una grave crisi di mercato, alimentata anche
dall'assenza di contrattazione e di domanda; tanto che, sono in
discussione nel mondo sindacale dell'UE, richieste di misure e
provvedimenti di emergenza e sostegno attraverso ipotesi di
distillazione di crisi e provvedimenti straordinari per le
difficoltà di mercato,
impegna il Governo della Regione
al fine di evitare pesanti ripercussioni economiche sui
produttori dell'intero comparto e sui bilanci aziendali di
numerose cooperative e cantine sociali:
1. a varare un provvedimento di durata provvisoria (sino alla
cessazione dell'emergenza) immediato, straordinario ed
eccezionale, d'integrazione pubblica del prezzo del trasporto dei
prodotti vinosi e dei sottoprodotti della vinificazione (fecce e
vinacce) ad altri stabilimenti enologici di distillazione situati
nel bacino del mediterraneo europeo;
2. a chiedere all'Unione europea il varo urgente di misure
straordinarie di sostegno alla produzione, finalizzate a
riequilibrare il mercato del prodotto finito attraverso
l'eliminazione delle eccedenze integrative ed eventuali
provvedimenti di distillazione di crisi, finalizzati a
rivitalizzare i consumi e le esportazioni;
3. a chiedere al Governo nazionale il varo di misure economiche
integrative dei provvedimenti di distillazione di crisi tali da
colmare l'eventuale differenza tra prezzo fissato dall'Unione
europea per la distillazione di crisi e costi medi di produzione»
(32);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
l'intero comparto produttivo del settore agricolo della Sicilia,
ultimamente, è stato interessato da una grave ed importante crisi
economica che ha ridotto notevolmente la capacità produttiva e la
competitività con i mercati stranieri;
inoltre, il settore agricolo recentemente è stato colpito da una
grave ondata di maltempo che ha provocato ingenti danni
all'agricoltura in provincia di Palermo e non solo;
CONSIDERATO che:
oltre alla grave crisi economica globale i recenti eventi
climatici, a causa della pioggia incessante, hanno danneggiato le
aree agricole, mettendo in ginocchio l'intera filiera produttiva;
il comparto produttivo agricolo, in particolare - come già
evidenziato - quello del territorio della provincia di Palermo, ha
subito danni incalcolabili, mettendo a rischio la raccolta per i
prossimi mesi e danneggiando definitivamente molti settori del
comparto agricolo e zootecnico;
RITENUTO che:
tale situazione aggrava il comparto agricolo già disturbato e
compromesso dall'attuale crisi economica;
vi è il concreto e serio pericolo di un risvolto negativo, in
quanto il mancato e tempestivo sostegno economico a questo
importante comparto produttivo potrà avere gravi conseguenze
occupazionali e sociali per la perdita di posti di lavoro;
lo stato di emergenza economica del comparto agricolo e
zootecnico richiede l'adozione di misure di sostegno mediante un
intervento straordinario 'una tantum', in favore delle aziende,
consistente in un contributo non inferiore ad euro 500,00/ha
nonché nell'adozione delle seguenti misure:
1. potenziamento delle azioni dirette a promuovere, in sede
comunitaria, la tutela e la valorizzazione del comparto agricolo e
zootecnico;
2. revisione e ristrutturazione degli organismi di controllo
delle derrate alimentari al loro ingresso sul territorio
nazionale;
3. introduzione della tracciabilità del grano duro e di tutti i
prodotti, inclusi quelli del comparto ortofrutticolo e loro
derivati;
4. revisione del sistema delle sanzioni contro i trasgressori
delle norme igienico-sanitarie sugli alimenti;
5. costituzione, con la partecipazione della categoria dei
produttori, di un organismo 'antitrust' per il controllo dei
prezzi dei mezzi tecnici usati in agricoltura di tutti i derivati
del grano duro e dei prodotti agro-zootecnici;
6. approvazione di una legge che imponga agli enti pubblici
isolani il consumo, nella misura almeno del 50% del fabbisogno, di
alimenti prodotti in Sicilia;
7. modulazione del dazio sul grano duro d'importazione e sulle
sementi di rotazione;
8. defiscalizzazione totale dei carburanti sia di estrazione
fossile sia biologica ed agevolazioni fiscali negli acquisti;
9. erogazione, entro l'anno solare, del contributo dovuto per
indennità compensative pregresse e attuali ed elevazione degli
attuali livelli degli aiuti economici relativi a titoli AGEA
(Agenzia per le erogazioni in agricoltura);
10. rinegoziazione dei mutui e dei prestiti agrari pendenti;
11. accesso agevolato al credito;
12. snellimento dell'iter burocratico delle pratiche agricole e
zootecniche ed esenzione degli oneri fiscali ed amministrativi;
13. adozione delle norme igienico-sanitarie riconosciute che
consentono uno snellimento nella movimentazione dei capi di
bestiame all'interno della Regione siciliana;
14. attuazione della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3
'Interventi per la rimozione delle carcasse di animali morti in
allevamento o abbandonati. Misure finanziarie urgenti e norme per
l'assetto idrogeologico';
15. ripristino delle attività di erogazione mineraria per uso
agricolo;
16. proposizione, da parte delle istituzioni, di altre eventuali
misure, anche a carattere alternativo, per la risoluzione delle
problematiche dell'intero comparto agro-zootecnico,
impegna il Governo della Regione
ad adottare interventi di natura economica a sostegno della
filiera produttiva agricola, colpita gravemente dallo stato di
crisi economica e da fattori ambientali e climatici che hanno
interessato la nostra Regione negli ultimi mesi, con l'adozione di
provvedimenti a tutela del comparto agricolo, della salute del
consumatore e della valorizzazione delle risorse del territorio
siciliano» (155);
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
la crisi che ha investito l'agricoltura siciliana, e in
particolar modo quella del comparto della viticoltura, trae
origine anche dalle azioni speculative in atto sui prezzi delle
uve da mosto e del concomitante fenomeno del 'cracking', che sta
colpendo le uve da tavola specialmente nelle zone della provincia
di Agrigento e Caltanissetta;
gli effetti di questa crisi stanno causando la chiusura di
migliaia di aziende vitivinicole siciliane che in questi anni
hanno contribuito al rilancio dell'immagine e dell'economia
siciliana, e non solo del comparto;
decine di imprenditori agricoli per protestare contro il basso
prezzo dell'uva da mosto hanno occupato la cantina 'La Torre' di
Racalmuto e altre numerose iniziative di lotta sono in atto in
Sicilia per chiedere azioni concrete da parte dei Governi
regionale e nazionale;
rilevato che:
dalle vendemmie avviate in alcune aree della Sicilia non si
riesce a ricavare risorse sufficienti a coprire neanche i costi
della raccolta;
le organizzazioni degli agricoltori hanno avanzato alcune
proposte per fronteggiare la crisi del comparto vitivinicolo, tra
cui la possibilità di trasformare gli attuali aiuti comunitari in
aiuti diretti ai produttori in base alla superficie coltivata a
vigneto;
altre iniziative, proposte sempre dalle organizzazioni dei
coltivatori, consistono nell'attuazione di misure straordinarie e
temporanee di aiuto allo stoccaggio dei mosti e dei vini;
considerato che occorre rapidamente adottare una strategia di
contrasto mediante ingenti ed adeguate misure per fronteggiare le
azioni di speculazione in atto nonché lo stato di emergenza;
per sapere:
se e quali azioni siano state avviate per il rilancio del
comparto in oggetto, azioni tese prioritariamente ad impedire le
operazioni speculative in corso circa il prezzo delle uve da
mosto;
quali risorse, in relazione ad eventuali iniziative assunte,
siano state attivate e se non ritengano opportuno, per il valore
economico che il comparto rappresenta, destinare all'emergenza
adeguati ed efficaci strumenti economici che ne consentano il
superamento» (746);
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
nei giorni scorsi migliaia di agricoltori siciliani hanno
effettuato una manifestazione a Palermo per evidenziare il grave
stato di crisi che colpisce, ormai da anni, l'intero comparto;
le cifre diffuse dalle associazioni di categoria sono allarmanti,
se non addirittura drammatiche: 35 mila imprese sono a rischio
chiusura, mentre ben 50 mila aziende, negli ultimi 5 anni, hanno
chiuso i battenti, soprattutto per la mancanza di una vera e
proficua politica di credito alle imprese;
rilevato che:
solo una massiccia serie di interventi programmati a livello
europeo, nazionale e regionale può dare ossigeno ai nostri
agricoltori, tenuto conto che, tra l'altro, la chiusura di una
singola azienda è sinonimo di disoccupazione per decine di
lavoratori;
tra questi interventi è prioritario un controllo nei confronti
delle banche che, molto spesso, negano i crediti alle imprese
previsti, tra l'altro, dal protocollo d'intesa tra ABI e Ministero
dell'economia e delle finanze, adducendo motivazioni burocratiche
e tecniche volte esclusivamente a scoraggiare i richiedenti;
considerato che l'accoglimento in toto delle richieste fatte
dalle associazioni di categoria, richieste tra l'altro
condivisibili e attuabili, può significare 'la vita' per migliaia
di aziende ed il posto di lavoro per decine di migliaia di
lavoratori;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire urgentemente presso il
Governo centrale al fine di garantire, ai nostri agricoltori,
alcune fondamentali forme di aiuto come, per esempio, la
dichiarazione dello stato di crisi ed il rifinanziamento del fondo
di solidarietà nazionale;
se non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire su base
regionale, gettando le basi di un serio e massiccio intervento in
favore del comparto agricolo che preveda, tra l'altro, la
creazione di un fondo di solidarietà per la stipula delle polizze
assicurative, l'esonero dal pagamento dei tributi locali e,
soprattutto, un serio controllo sulle attività delle banche nel
campo del credito alle imprese» (837).
Onorevoli colleghi, ricordo che, relativamente alla mozione n.
157, la firma dell'onorevole Romano, a seguito della dichiarazione
di ineleggibilità dello stesso alla carica di deputato regionale,
è decaduta.
Per tale ragione, essendo venuto meno il numero minimo di firme
prescritto dall'articolo 152 del Regolamento interno dell'ARS, la
mozione decade.
Decade, altresì, l'interrogazione n. 1205.
L'Assemblea ne prende atto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Bufardeci, assessore per le
risorse agricole e alimentari.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, colgo come un'occasione la
discussione di tutte queste mozioni, alcune delle quali addirittura
risalenti al 2008, altre risalenti all'anno passato. Tutte aventi
per oggetto questioni e problematiche afferenti il mondo
dell'agricoltura.
Mi sia permesso, in estrema sintesi, di potere relazionare e
riferire in ordine alle richieste avanzate dai vari colleghi
parlamentari partendo dalla mozione numero 16 del 2008 che riguarda
Interventi straordinari tesi a fronteggiare la crisi nel settore
vitivinicolo ed il riconoscimento della zona del Calatino sud
Simeto, all'interno dell'area colpita dalla peronospera .
Per quanto riguarda questa mozione, devo dire che la zona del
Calatino non è stata inserita in quanto l'Ispettorato provinciale
dell'agricoltura di Catania non ha avanzato nessuna richiesta di
declaratoria in merito.
Ma in ordine alla questione della peronospora, colgo l'occasione
della discussione odierna per dire che si è finalmente definita una
questione, vecchia di alcuni anni, che ha portato l'amministrazione
a definire, non soltanto attraverso il procedimento della
finanziaria con l'assegnazione di importanti risorse a vantaggio
degli agricoltori che hanno subito forti danni dalla malattia della
vite, ma che attraverso l'attività istruttoria svolta anche
attraverso interlocuzioni dirette con Bruxelles, si è finalmente
definito l'avviso, che è stato già calato nel sito dell'Assessorato
e trasmesso proprio stamattina per la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale, che avverrà o il prossimo venerdì 30 luglio, o il
prossimo 6 agosto.
La materia della peronospora vedrà finalmente la possibilità per
l'agricoltore di avviare la pratica conseguente al danno che ha
subito nel tempo passato, in virtù della risorse appostate con la
finanziaria e, alla luce della definizione dell'iter burocratico,
ai fini anche procedurali con l'Unione Europea e con l'avviso al
quale ho fatto riferimento.
Altra questione che attiene sempre al settore vitivinicolo è
quella della mozione n. 32, in ordine alla quale si chiedono
interventi straordinari a favore del comparto vitivinicolo per
riequilibrare il mercato del prodotto finito. In ordine a questa
materia, quest'anno abbiamo avuto risorse in più rispetto agli anni
passati, oltre 5 milioni, utilizzati sia per la distillazione di
alcool ad uso bocca, complessivamente 18 milioni 172, sia per la
distillazione di crisi, per 4 milioni 227, per cui abbiamo dato una
risposta forte a questo settore. Ma intanto, stiamo anche lavorando
perché la produzione sia sempre una produzione di qualità e,
quindi, non sia una produzione volta alla distillazione, ma ad un
vino che faccia bottiglia, ad un vino che faccia cassa, ad un vino
che faccia richiamo.
Sotto questo profilo, infatti, le misure che sono state adottate
riguardano proprio questa finalità, in ordine alla quale abbiamo
potuto compensare le necessità della distillazione grazie a questa
somma, che per la prima volta abbiamo avuto in più nella misura di
5 milioni.
Vi sono poi alcune mozioni molto più corpose, la n. 155 del 2009 e
la mozione n. 24 del 2008, che invece attengono a tutta una serie
di questioni dell'agricoltura che, a mio avviso, sono state già
trattate nel corso della finanziaria. Infatti, oltre ad alcuni
interventi comunitari che hanno portato alla elevazione della quota
del de minimis da 7.500 a 15.000 per il 2010, una serie di
interventi nella nostra finanziaria hanno consentito di operare in
termini di controllo del territorio, di controllo delle nostre
derrate, di controllo del nostro prodotto attraverso l'assegnazione
al mondo delle SOAT di funzione di controllo, e sono stati già
avviati tutti i collegamenti con l'Assessorato alla salute per la
relativa formazione del personale, anche quelli relativi agli
articoli che hanno nel tempo passato, creato dei problemi in
materia di accesso al credito e di consolidamento del debito.
Sta per essere pubblicato il decreto attuativo che riguarda
proprio questa materia, in virtù di una interlocuzione già definita
sia con l'ABI che con il mondo dei CONFIDI, che per la prima volta
è entrata nel mondo dell'agricoltura, essendo stato stampella nel
passato di commercio ed agricoltura.
Questa discussione giunge puntuale rispetto all'approvazione,
avvenuta qualche ora fa in III Commissione, del famoso disegno di
legge a chilometro zero, che tante volte in quest'Aula i colleghi
hanno citato come una delle attività normative che possono
migliorare e valorizzare il nostro prodotto regionale.
All'interno di tutto questo vi stanno poi una serie di misure che
sono state avviate, sempre a vantaggio della nostra agricoltura e,
segnatamente, in ragione della mozione n. 155, e in proposito il
nuovo Presidente dell'AGEA ha definito, con la Conferenza delle
Regioni, un protocollo che sta per essere sottoscritto e che vedrà
il pagamento da parte di AGEA delle misure cosiddette a
superficie", quindi quelle a sportello , quelle dell'Asse 2,
questa volta invertendo l'ordine dei fattori, mentre nel passato
occorreva che l'istruttoria fosse esitata secondo l'iter
procedurale di AGEA, oggi si fa al contrario: si paga la quota a
sportello e l'istruttoria sarà poi successiva, e qualora
l'istruttoria fosse negativa ci sarà la contestazione
all'agricoltore, che però nel frattempo ha già incassato le
risorse.
E' un completo cambiamento di mentalità che noi stiamo operando
proprio a vantaggio delle necessità del mondo dell'agricoltura che,
in modo particolare per quanto riguarda l'indennità, soffre
ulteriormente dei ritardi di AGEA che, come ho detto per quanto
riguarda l'Asse 2, stiamo superando.
Nella stessa materia vi sono una serie di altri interventi - mi
riferisco alla mozione n. 24 - che sono stati già oggetto di
azioni, cioè quelli relativi all'aggregazione delle cantine sociali
che, anche in questo caso, sono state avviate alla pubblicazione.
Abbiamo già avviato degli interventi in collaborazione con il
mondo delle attività produttive perché occorre, a mio avviso, una
legge specifica per quanto riguarda lo sviluppo di attrezzate
piattaforme logistiche, ma chiaramente è materia non soltanto
dell'agricoltura, ma maggiormente delle attività produttive;
abbiamo definito tutta una serie di interventi per quanto riguarda
l'attività che attiene sempre al mondo del credito: mi riferisco al
comma 16 della finanziaria del 2009, che ha visto l'incremento
delle risorse per le scorte. Ed anche in questo caso un recente
decreto ha dato via libera a questi pagamenti.
Da ultimo, signor Presidente, vorrei fare riferimento alla mozione
n. 157 del 2009, che avanza iniziative per il sostegno e il
rilancio delle corilicoltura. In ordine a questo, non c'è dubbio
che i colleghi che hanno avanzato la questione trattano un tema
molto importante, tenuto conto che negli ultimi anni la produzione
è diminuita così come il numero di ettari occupati da questa
coltura. Oggi, secondo i dati ISTAT del 2009, siamo a circa 14.500
ettari, con una produzione di circa 150 mila quintali, leggermente
inferiore a quelli di un paio di anni addietro, ma stiamo cercando
di operare una collaborazione con il Ministero, con il quale si è
avviato un tavolo specifico per migliorare ed incentivare le
tecniche di coltivazione, per migliorare la qualità dei prodotti,
per stipulare accordi di filiera, per sostenere la meccanizzazione,
per elaborare strategie di marketing. Speriamo che questi impegni,
in rapporto con il Ministero, oltre ad avere avviato tutte le
specifiche misure che riguardano gli investimenti previsti dal PSR
2007/2013, possano servire a dare anche al settore della
corilicoltura una scossa positiva ed un miglioramento complessivo
della produzione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero, in estrema sintesi,
di avere rappresentato in ordine a queste mozioni - tutte vecchie
di due anni o dell'anno passato - un quadro di quelle che sono le
iniziative che l'amministrazione regionale e questo governo ha
avanzato da ultimo con la finanziaria n. 3 del 2010 e con una serie
di norme specifiche che hanno dato già attuazione ad una parte
significativa degli articoli da 80 in avanti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'agricoltura è uno
degli assi che oggi permette ancora alla Sicilia di avere un
prodotto interno lordo molto importante e il mio intervento non è
di critica, non è di opposizione, ma vuole essere un intervento per
porgere a Lei, assessore Bufardeci, se ne vorrà fare uso, alcune
possibilità, un sostegno ed un aiuto per un comparto così
importante.
Oggi la crisi agricola, oltre a colpire il comparto, colpisce le
famiglie siciliane che vivono di agricoltura e che - ad oggi resta
sempre la famiglia uno degli anelli più importanti della società
siciliana - vivono con grande difficoltà questo momento di crisi,
una crisi economico-sociale che colpisce proprio l'agricoltura. In
Sicilia sono 130 mila gli addetti all'agricoltura, almeno quelli
censiti nel 2008-2009, e l'agricoltura copre 11 milioni di giornate
lavorative. Ebbene, nel 2008, 2009 e 2010 in agricoltura si perdono
da 8 a 10 mila posti di lavoro, il reddito agricolo ha una
flessione del 25 per cento, il prodotto siciliano ha difficoltà di
commercializzazione e noi dobbiamo iniziare un percorso che
permetta ai nostri prodotti di avere uno sbocco sui mercati
internazionali, facendolo seguire in modo positivo al crollo dei
prezzi, che varia tra il 25 e il 60 per cento e all'aumento del
costo della produzione del 63 per cento per il caro gasolio e per
l'aumento dei contributi INPS.
I paesi nord-africani sono in netta concorrenza sleale nei
confronti dei nostri produttori; basta pensare che lì un operaio
costa 3 euro al giorno mentre qui da noi costa 42 euro nette, oltre
i contributi INPS. Quindi c'è un costo della produzione molto alto
rispetto ai paesi nord-africani, e non solo: mentre i nostri
produttori sono molto leali e disciplinati e subiscono dei
controlli molto attenti, la merce importata in Italia non subisce
nessun controllo e non sappiamo qual è la carenza dell'uso dei
fitofarmaci, e questo rappresenta una difficoltà per i nostri
produttori.
Il settore dei cereali ha avuto un ribasso del 70 per cento, gli
agrumi hanno un calo di produttività del 50 per cento. La
produzione frazionata del nostro territorio non permette
un'aggregazione e quindi diminuisce il potere contrattuale che noi
abbiamo nei confronti dei mercati e nei confronti delle grosse
catene di distribuzione. I mercati locali - ognuno di essi ha un
regolamento particolare - non sono omologati, e quindi non c'è un
regolamento omogeneo che permette ai mercati di organizzarsi per
andare incontro a chi produce; inoltre, la mancanza di
infrastrutture penalizza fortemente e pesantemente il comparto
agricolo siciliano, in modo particolare la provincia di Ragusa, che
è definita, a livello nazionale, la provincia agricola più
importante d'Italia. A volte la mancanza di prezzo sul mercato è
inferiore al prezzo del trasporto e quindi necessità una spinta, un
impegno importante della politica siciliana per creare
infrastrutture che servono e che sono indispensabili per far sì che
sui mercati arrivi un prodotto buono, sano, ma soprattutto
celermente, cosa che può rappresentare oggi la svolta per
l'agricoltura.
I bandi del TFR non sono applicabili in tutte le sue capacità nei
confronti del territorio, e quindi bisogna rivedere urgente il TFR,
per farlo applicare nel miglior modo possibile; è inoltre
importante l'accesso al credito, perché le banche hanno chiuso le
casseforti ed i nostri produttori hanno difficoltà.
L'articolo 16 della finanziaria, che noi approvammo nel 2009, ha
dato lieve impulso a questioni importanti e indispensabili per far
sì che le scorte venissero acquistate, ma c'è bisogno di lavorare
ancora sull'articolo 18, che permetterebbe alle aziende siciliane
di ripianare i debiti contratti in questi anni di grande crisi.
Bisogna cercare un dialogo e un confronto con la Montepaschi
Serit, perché non è possibile che i piccoli produttori, non potendo
fare fede agli impegni economici, si vedono sequestrati i mezzi di
trasporto, i mezzi per produrre. Dobbiamo cercare di dare ai
piccoli produttori la capacità organizzativa aziendale, riducendo
il costo della contribuzione: oggi un contributo in agricoltura
varia da 14 a 15 ore al giorno, e non è più possibile. Anche qui ci
vorrebbe un accordo di programma-quadro, che permetterebbe
all'agricoltura siciliana di avere la possibilità di ridurre il
costo dei contributi INPS.
E' indispensabile e importante creare un marchio dei prodotti
siciliani, perché vengano identificati sui mercati nazionali ed
esteri, perché le massaie quando si rivolgono alle grosse catene di
distribuzione, devono trovare certamente un marchio indicativo
della provenienza siciliana.
Per quanto riguarda il marketing, bisogna promuovere i nostri
prodotti che sono ottimi e riconosciuti a livello mondiale, ma non
offriamo una campagna pubblicitaria adeguata rispetto al valore del
prodotto, pertanto, bisogna dichiarare lo stato di crisi.
Noi abbiamo raggiunto Bruxelles in occasione dello stato di crisi
che tutti noi invocavamo, ma con grande rammarico, abbiamo accolto
la notizia che lo stato di crisi non era stato ancora presentato,
per cui chiediamo di attivarsi per combattere questa grande
calamità che vive oggi l'agricoltura siciliana. Abbiamo appreso,
sempre da Bruxelles, che era pronto il pacchetto per il
Mediterraneo, ma a tutt'oggi non si hanno notizie in merito. Per
cui le chiediamo, onorevole Assessore, di interessarsi al problema,
e capire come si possa raggiungere la possibilità di uscire da
questa crisi agricola.
So che Lei è un uomo fortemente impegnato, e a nome del mio Gruppo
le esprimo un sentimento di affetto per come lei ha affrontato gli
argomenti dell'agricoltura siciliana, perché non è sfuggito alla
crisi, non è sfuggito davanti alle varie rappresentazioni che sono
state fatte nei vari consigli comunali, provinciali; per cui le
chiediamo - e sono certo che lei accoglierà questo invito - un
impegno straordinario per risolvere la crisi agricola in Sicilia,
sapendo sin da ora che il Gruppo dell'UDC non le farà mancare il
proprio appoggio.
La ringrazio anticipatamente e speriamo che lei possa raggiungere
gli obiettivi che noi ci siamo prefissati.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, perché mi sembra che l'argomento sia di quelli che
meriterebbero assai più attenzione di quanto in questo momento
l'Aula non vi stia riservando, e di quanto la stessa datazione di
queste mozioni non lascia dimostrare, come lo stesso Assessore ha
citato.
Sono in discussione mozioni che risalgono a due anni fa, molti dei
temi, purtroppo, sono ancora del tutto attuali e, tuttavia, mi
sembra che le argomentazioni e le illustrazioni degli interventi
che dal Governo sono state poste, non danno conto pienamente
dell'urgenza che nel frattempo si è manifestata nell'aggravarsi di
questa crisi, e del carattere strutturale che dovrebbero avere le
misure di contrasto e di risposta.
Negli argomenti illustrati dall'Assessore, mi sembra ci sia una
elencazione di varie misure, ma non credo che si scorga una
politica complessiva, e soprattutto una maniera, per aggredire al
fondo quella che oggi è la questione delle questioni in Sicilia, la
crisi finanziaria delle nostre migliaia di imprese agricole e le
conseguenze che potrebbe avere, non soltanto sull'occupazione, ma
proprio sulla tenuta sociale economica della nostra Regione,
addirittura sulla trasformazione del paesaggio, con conseguenze
devastanti.
Mi sembra che tutte queste misure, che anche prima l'onorevole
Ragusa ha citato in ordine all'accesso al credito e alla
infrastrutturazione, alla possibilità di riduzione dei costi, alla
protezione dagli ingressi non controllati, alla necessità di una
concentrazione dell'offerta, alla promozione di un marketing
unitario, tutte queste misure possono essere efficaci o non
esserlo, nella misura in cui si affronta la radice, il tema che sta
a monte che è quello dell'incidenza su una struttura del mercato
che in questo momento, fra i prezzi al produttore e i prezzi al
consumatore, ha una forbice che nasconde una patologia che dovrebbe
essere l'oggetto del nostro intervento.
Mi chiedo se il Governo intende affrontare questa questione e come
intende affrontarla in maniera radicale, molto più efficace di
quanto non sia, in questo momento, messa in campo ad opera di un
assessorato fra i tanti, in un momento in cui - credo - il
Presidente della Regione e l'intera compagine di governo dovrebbero
assumere questo come un obiettivo strategico e fondamentale.
Mi auguro che nel prossimo documento di programmazione economica e
finanziaria si individuino tracce forti per una svolta in questo
settore, perché intervenire con una serie di misure e di
medicamenti in ordine sparso, ancorché utilizzando
importantissime risorse finanziarie, come quelle del Piano di
sviluppo rurale, non comporta una reale modificazione dell'assetto;
tant'è vero che di questo ne sono testimonianza la datazione - ho
appena ricordato - di queste mozioni, che sono di due anni fa e
nulla è cambiato, perché sono ancora attuali.
Quindi, mi sembra che sia necessario un evidente cambio di passo.
Lo stesso Piano di sviluppo rurale che il Governo è impegnato a
portare avanti, è un piano che non ha realmente progettato, che si
è trovato e continuiamo in quest'ottica che basterebbe intervenire,
finanziare, agevolare, aiutare, quando invece c'è una crisi di
mercato, una probabile impossibilità stessa di sussistenza delle
ragioni di mercato della nostra agricoltura, che debbono essere
affrontate alla base.
Mi auguro, quindi, che, al di là di questa elencazione di misure -
che potrebbe continuare a lungo con i bandi di spesa che il Piano
di sviluppo rurale prevede e che, torno a dire, a mio giudizio, non
incidono sulla crisi in maniera radicale - ci possa essere un
momento più radicale da parte del Governo nell'affrontare questo
tema alla base.
La sfida principale è quella di intervenire sulla differenza di
prezzo con agevolazioni ai produttori.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato la
relazione dell'assessore Bufardeci, e mi viene da dire che non c'è
nulla di nuovo da questo punto di vista.
Onorevole assessore, lei deve cogliere due aspetti che nella sua
relazione non ho assolutamente sentito: oggi non si può parlare di
agricoltura se non si fa un ragionamento correlato con la difesa
del suolo e con quello che è un fenomeno in gran parte anche
scaturente dalle politiche sbagliate che in questi anni sono state
definiti sull'agricoltura.
Questo è un capitolo che Lei non ha toccato, ed è un capitolo
fondamentale per quanto riguarda questo settore, perché noi abbiamo
agito, o meglio, altri hanno agito in questi anni quasi con una
politica di disincentivo della difesa del territorio, provocando o
contribuendo a provocare quelli che sono fenomeni per i quali noi
oggi spendiamo miliardi di euro, non riuscendo comunque a fermare
la forza della natura che, da questo è punto di vista, non trova
più il suo equilibrio in un intervento naturale che dieci anni fa
veniva, invece, equilibrato con sostegni corretti ed equilibrati
per quanto riguarda appunto quello che era l'equilibrio del suolo.
Questo è un tema che lei, assessore, deve trattare. Sappiamo bene
che non fa parte della sua delega, ma non si può oggi pensare che
il tema dell'agricoltura sia slegato da questo fenomeno. Chi ha
pensato questo in passato ha sbagliato gravemente e molti risultati
negativi di questa azione oggi stanno contrastando riguardo ad un
altro aspetto.
E' una provocazione, onorevole assessore. Rispetto ai dati che Lei
ha fornito ed al ragionamento che lei ha espresso e all'intero
Piano di sviluppo rurale, la politica riuscirà a risolvere un
problema molto semplice e banale, cioè quello di coniugare
esattamente il produttore della porta a fianco rispetto al
commerciante o rispetto al potenziale fruitore.
Noi, paradossalmente, abbiamo un altro fenomeno che non si riesce
a contrastare: quando c'è un produttore che, nello stesso comune,
produce ad esempio il miele, possibilmente non lo riesce a vendere
per una serie di motivi che potremmo anche analizzare, all'albergo
che opera nello stesso comune.
In quell'albergo possibilmente si consuma miele di Bolzano o
meglio dell'estero.
L'azione politica o la programmazione non riesce a dare una
soluzione a questioni così banali, che non sono poi così banali.
Questo è il risultato di una serie di aspetti e di politiche che, a
monte, andrebbero indirizzati in modo diverso.
Chissà se sia pensabile un credito di imposta per quanto riguarda
il consumo dei prodotti agricoli. Bisognerebbe guardare quali sono
i limiti degli aiuti di Stato. Si potrebbe anche studiare qualche
cosa del genere, in forma diretta o indiretta.
Non è pensabile che noi continuiamo a sostenere un'economia dove
il maggior mercato, facendo un esempio, utilizza prodotti che non
hanno nulla a che vedere con la nostra Terra.
Al di là di quelli che sono stati i grandi ragionamenti, le
misure, le prospettazioni che ci provengono dal PSR, queste sono
fondamentalmente identiche al Piano di Sviluppo Rurale, nelle
strategie generali, già della passata programmazione, anche
dell'altra ancora, probabilmente.
Proprio queste programmazioni hanno provocato due aspetti,
assessore Bufardeci, quello di un abbandono totale del nostro
territorio e quindi mi ricollego al primo tema, e soprattutto
quello di non aver dato una concreta risposta al piccolo produttore
marginalizzandolo definitivamente e, di conseguenza, alla seconda
questione banale che ho posto, quella grande, blasonata
programmazione non è riuscita a dare una soluzione.
Non voglio parlare in questa Aula delle ingenti somme che abbiamo
speso per le politiche di internazionalizzazione dell'imbecillità.
Visti i risultati che ci sono stati e visto anche che non si
riusciva a vendere dal produttore della porta a fianco al
consumatore, non si capisce perché altri miliardi in questi anni -
ci sono ancora altre risorse in tal senso - non hanno dato quei
risultati. Non si capisce perché un produttore oggi possa mai
pensare di reggere la concorrenza internazionale, se non riesce a
reggere la concorrenza della porta accanto.
Quando lei, assessore, riuscirà - e sicuramente ci riuscirà per la
sua autorevolezza - a dare soluzioni a queste risposte, a questi
interrogativi banali, probabilmente già potrà essere ascritto tra
quegli assessori che passeranno alla storia per aver dato delle
soluzioni concrete a due problematiche che sono quelle
fondamentali, al di là delle enunciazioni che in questa Aula
abbiamo sentito.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la giornata di
oggi si basa su un tema importante quale la crisi del comparto
agricolo, forse a volte non considerato come realtà economica
strutturalmente importante.
Una realtà che rappresenta una consistente parte del tessuto
economico-sociale regionale, sia in termini di prodotto interno
lordo, sia in termini di addetti. Se 250 mila partite IVA
rappresentano sicuramente un primo elemento di valutazione che
determina un milione di addetti con una ricaduta anche dal punto di
vista occupazionale che determinerà metà della popolazione
siciliana interessata a questo settore, ritengo che forse il modo
di approcciare questo problema dovrebbe metterci tutti in una
condizione di particolare impegno e di alto senso di
responsabilità.
All'Assessore e quindi al Governo a cui abbiamo, già in occasione
della finanziaria, come PDL voluto dimostrare grande senso di
responsabilità, pur in presenza di un conflitto di modo di
procedere, di un conflitto che viene ad evidenziarsi per quello che
a volte è questo reciproco modo di trovare motivi di divisione
anziché motivi di condivisione su un problema importante come
questo.
Abbiamo detto, in occasione della finanziaria regionale o del
bilancio che, probabilmente, su questo tema va visto, al di là di
alcune risposte che sono più sul piano del principio indicate nella
finanziaria, sul piano dei contenuti ma sul piano della concreta
ricaduta finanziaria ritengo che ancora oggi poco sforzo è stato
compiuto da parte del Governo perché, sostanzialmente, ritengo, in
maniera più incisiva devono essere previste risorse finanziarie
che, forse, devono in questo senso essere meglio utilizzate.
Vorrei fare una domanda all'Assessore partendo da un tema
concreto: perché sugli interventi che attraverso i bandi dove
abbiamo detto e sollecitato e denunziamo ancora una volta in questa
sede la scarsa capacità di proposta che viene fatta dal Governo
nell'emanazione dei bandi e quindi fra tutti questi bandi per
l'utilizzo delle risorse comunitarie e quindi anche fra questi per
quelli dell'agricoltura, mi chiedo, chiedo all'Assessore, mi chiedo
e vi chiedo: perché tanti di questi bandi, di fatto, risultano non
interessanti per l'utenza?
Perché tanti di questi bandi, onorevole Assessore, restano con
delle risorse disponibili e, nonostante la riapertura dei termini
reiterata, di fatto non riescono ad essere poi con la
considerazione giusta che dovrebbero avere dal comparto invece
ritenute interessanti.
Ritengo che questo, al di là delle polemiche, in maniera seria sia
un tema su cui porre un interrogativo e su cui in maniera seria
dare una risposta perché ritengo che, innanzitutto, dobbiamo
pensare come operare sul tema della razionalizzazione da una parte
e poi della promozione dall'altra. Per tema di razionalizzazione
ritengo sicuramente capire e vedere per quale motivo appunto il
tema dell'utilizzo delle risorse comunitarie che può rappresentare
una grande occasione di svolta per il comparto che deve vedere una
microimpresa del comparto agricolo sempre meno micro e più invece
impresa all'altezza di reggere quelle che sono le regole del
mercato, di un nuovo mercato che vede sempre più competitivo un
settore che - ahimé - trattato allo stato tradizionale, invece, si
ritrova sempre più in crisi. Questo è un primo ragionamento. Poi
dico sugli strumenti che in atto abbiamo.
Ho avuto modo di evidenziare, di interrogare anche, onorevole
Assessore - non so se ha ricevuto l'interrogazione - di proporre
un'interrogazione perché, ad esempio, nonostante quest'anno
particolarmente ricco dal punto di vista delle risorse idriche,
abbiamo le dighe con l'acqua e, di fatto, abbiamo gli agricoltori
senza acqua, abbiamo una grave crisi di siccità, un grave stato di
disamministrazione. Non è possibile assistere a questo stato di
cose Ed a me che ho posto questo interrogativo mi è stato risposto
che sicuramente un percorso è stato fatto, tanto resta da fare,
però vi dico che tante aziende agricole sono senza aver ricevuto ad
oggi, 27 luglio 2010, un turno di acqua.
Questo significa, quando poi ci occupiamo del problema dei
consorzi di bonifica, quando ci occupiamo del problema
dell'erogazione e della spesa del denaro pubblico, significa
realmente essere complici di un sistema che, invece, dobbiamo
totalmente modificare. E' complice sicuramente chi governando deve,
in questa direzione, spendere in maniera più energica ogni impegno
perché, sicuramente, oggi la qualità della produzione agricola è
legata anche alla disponibilità di risorse idriche.
Guarda caso in un anno in cui c'è la risorsa idrica non è
possibile assistere, invece, alla grande sete che porta ad una
distruzione della produzione di qualità.
Questo è uno degli argomenti importanti che rappresentano il
presupposto perché ci sia un interesse diverso su un comparto che
non può essere solo lasciato alla presunzione di alcuni dirigenti
che, forse, pensano di essere toccati da chissà quale divina
provvidenza, forse perché c'è questo nuovo corso, questo Governo
pensa che ogni proposta trova sostegno nel verbo, mentre noi
riteniamo, da buoni Cristiani, che tutto è discutibile e tutto deve
essere confrontato in maniera serie e umile.
Io dico che, probabilmente, anche sul tema delle altre
problematiche quale l'accesso al credito agevolato, la definizione
delle pratiche di danno pregresse che ancora esistono che,
sicuramente, non sono la risposta è semplicemente una dimostrazione
di attenzione ad un comparto.
Le risposte sono sugli interventi di carattere strutturale di cui
dicevo prima e sulla capacità di fare sistema e di ritenere che sia
parte centrale di un'economia importante che, a livello regionale,
l'agricoltura rappresenta per poi giungere a un altro ragionamento.
Il collega che mi ha preceduto ha parlato del problema della
programmazione e della promozione. Ma se tanto si è speso in questa
direzione perché poco si è prodotto?
Allora anche qua vi è un interrogativo. Probabilmente, dovremmo
meglio pensare a questo nuovo corso che anche l'impresa agricola
deve avere, una dimensione diversa, aiutiamola a far sì che
consolidi questa dimensione diversa ma a far sì che si consolidi
anche un nuovo momento di produzione, che ci sia una promozione da
una parte e un marketing oriented cioè a dire una produzione
orientata a quello che il mercato vuole e questo ruolo di indirizzo
sicuramente la Pubblica Amministrazione, l'Assessorato
all'Agricoltura, il governo dell'economia agricola può in questa
direzione tendersi e può, sicuramente, essere data un'impostazione
diversa.
Quindi, come al solito, al di là di ogni considerazione che può
essere vista da diversi punti di vista c'è un grande bisogno:
definire alcune direttrici importanti, trovare le risorse e
impegnarle in questa direzione e, con senso di responsabilità,
riconoscere che una soluzione al problema del mondo agricolo
rappresentata un vero sostegno alla spinta della nostra realtà
siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci. Ne ha
facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del
Governo, il comparto agricolo è in crisi, è vero, e tante volte,
nel corso dei decenni, si è sentito, l'ho sentito io, essendo
espressione di una famiglia di agricoltori ho sempre sentito che
periodicamente e ciclicamente crisi imperversavano in questo
settore.
Credo che oggi siamo di fronte ad una problematica molto più
seria, molto più profonda, anche perché sono mutate le condizioni
generali.
Io che, all'inizio dell'anno, ho potuto apprezzare, e ringrazio il
Governo e l'Assessore che ne è stato esecutore corretto e puntuale
all'esigenza agrumicola, anche se non poteva sicuramente risolvere
definitivamente il problema, ha dato però l'idea che, finalmente,
l'agricoltura, l'agrumicoltura in modo particolare, era considerata
elemento portante della nostra struttura sociale.
Dico di più: l'agricoltura, ancora oggi, rappresenta l'elemento
fondante principale della nostra economia e mal si opera se, ogni
atto della gestione pubblica non tiene conto del ruolo fondamentale
che ha questo settore nella nostra vita quotidiana.
Quando io ebbi l'occasione di esporre le problematiche della crisi
agrumicola, all'inizio dell'anno, feci un'analisi sommaria che era
quella che diversi livelli di interventi si possono individuare.
Il primo era quello con cui è intervenuto prontamente il Governo
che era nell'emergenza; il secondo era quello che poteva essere
realizzato in tempi medi per risolvere l'aspetto gestionale delle
nostre aziende ed il terzo, naturalmente, è quello della
programmazione che, oltre a mettere ordine nel comparto, possa
permettere a questa struttura sociale, a questa frammentazione di
aziende di competere con quelle che oggi sono le esigenze.
Non c'è dubbio che, oggi, bisogna chiedersi che cosa fare per
intervenire su quello che io ho definito, al secondo punto,
l'aspetto gestionale.
Cosa bisogna fare prima di affrontare, definitivamente, in maniera
globale che possa proiettare, per i prossimi decenni, la soluzione
ideale a questo comparto e continuare a fornire il benessere che la
nostra terra può avere? Bisogna, intanto, pensare a cosa fare per
poter sopravvivere.
Se è vero che è un asse portante economico intanto bisogna
cominciare a chiedersi cosa si può fare per aiutare la gestione
delle aziende e non c'è dubbio che bisogna riuscire ad abbattere i
costi perché vero è che il credito agevolato, che forme di
progettazione che possono utilizzare risorse comunitarie, possono
aiutare, ma oggi il problema che ha l'agricoltore in genere è
quello di poter sopravvivere dovendo affrontare delle spese
operosissime che, a volte, lo stesso raccolto non consente, in
qualche maniera, di eguagliare.
Per quanto riguarda gli argomenti più semplici per abbattere
questo, alcuni sono stati trattati tra cui quello delle
imposizioni, delle tasse che si pagano sulle giornate lavorative,
ma io dico, ancora più semplicemente, ci vuole, signor Assessore,
un'azione concordata con altri settori del Governo che possa, in
qualche maniera, aiutare.
Per esempio, dal punto di vista energetico, vi siete chiesti cosa
costa, oggi, rispetto ai costi della normale vita, potere sollevare
l'acqua dai pozzi, laddove ci sono, dal punto di vista economico?
E' sicuramente un elemento che ti mette in condizioni, poi, di
essere veramente un'azienda deficitaria se non si riesce a vendere
il raccolto come ultimamente capita spesso e sovente.
Bisogna potere individuare come abbattere i costi dell'energia
elettrica per potere gestire queste aziende. Questo è un aspetto.
L'altro aspetto è quello che, quando per un motivo qualsiasi - non
ne mancano - un'azienda è in crisi, tante volte si trova a non
poter far fronte anche alle spese di gestione come quelle dei
Consorzi di bonifica, si accede a crediti che vengono passati alla
Serit che, naturalmente, avvia delle procedure forzate che
impediscono l'ulteriore credito da parte dell'azienda.
Questo, di fatto, si riversa sulla gestione.
Nel momento in cui non ha una disponibilità e nel momento in cui
il credito gli è negato, l'agricoltore entra veramente in crisi.
Allora, bisogna intervenire cercando di limitare, se non abolire,
questa aberrazione che si sostituisce, questo istituto di credito
che si sostituisce nel versare, a volte, agli agricoltori e a chi
conduce le aziende agricole perché non possono soddisfare delle
giuste pretese.
Questo è un altro argomento che potrebbe essere sicuramente
d'aiuto.
Non c'è dubbio che oggi l'argomento è: cosa fare?
Io gli elementi che individuo subito sono questi; mi riservo, in
altra circostanza, quando si potrà parlare più ampiamente su quella
che è la programmazione e l'accesso ai vari progetti che portano
risorse comunitarie, perché voglio semplicemente concludere dicendo
questo: noi del Meridione siamo stati sottoposti ad una truffa
culturale, quando c'è stata inculcato il principio che, altre forme
economiche di industrializzazione o di insediamenti di poli
petrolchimici o cose del genere, potevano sostituire l'agricoltura.
Abbiamo visto che questo non è stato possibile.
Il risultato è stato il saccheggio dei territorio, l'ambiente che
viene deturpato, le malattie che ci sono rimaste in eredità e, per
contro, non ultima, la beffa che nemmeno le accise restano alla
nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
ringrazio il Governo per la presenza e per l'opportunità che ci dà
di trattare due mozioni, certamente, non per colpa dell'ottimo
assessore per le risorse agricole ed alimentari. Trattare, però, a
luglio del 2010, una mozione del 5 agosto del 2008 ed un'altra,
credo, del 9 luglio 2008, certamente, sul piano della
contestualità, della tempestività, ce ne vuole E dire che erano, e
sono, due interrogazioni che, purtroppo, hanno, e conservano
l'attualità della gravità del momento. Erano due mozioni dirette a
sollecitare l'intervento del Governo, attraverso il Parlamento,
sulla grave crisi agricola che nel 2008 aveva investito la Sicilia
e che, dopo due anni, continua ad essere, purtroppo, tranne alcuni
interventi dei quali, do sinceramente atto all'onorevole assessore
di essersi personalmente impegnato, e mi risulta, sia in
commissione che nel corso di riunioni, presso i locali del suo
assessorato, o presso anche convegni organizzati dal mondo delle
categorie agricole, devo dire che, in parte, alcuni problemi sono
stati affrontati.
Se le mozioni hanno un senso che è quello di segnalare e stimolare
il Governo ed impegnarlo alla risoluzione di tematiche importanti,
credo che queste due mozioni siano tardive, ma nello stesso tempo
attuali.
La crisi agricola permane, onorevole assessore, lei lo sa. Lo sa
per suo impegno, per il suo ruolo istituzionale, lo sa per la
delega che le è stata assegnata dall'onorevole Presidente della
Regione siciliana ed oggi, l'agricoltura vive un momento di crisi
gravissima e, forse, irreversibile.
Sono decine di migliaia le piccole aziende che hanno chiuso
attività; sono altrettante le aziende che riesco a resistere, ma lo
fanno per amore ed attaccamento alla propria terra, molto spesso la
terra dei loro padri, e dei padri dei loro padri, e lo fanno anche
per garantire, anche se a rischio, un futuro ai propri figli.
Credo che oggi servano provvedimenti urgenti e straordinari e ci
siamo sempre detti che il Piano di sviluppo rurale, con le misure
che contiene, doveva e deve essere uno strumento di intervento
immediato, come se fosse un pronto soccorso , un sistema di
rianimazione del comparto agricolo, il PSR doveva garantire con gli
interventi economici necessari. Non l'ha fatto perché è partito in
ritardo, perché parte male, ed abbiamo più volte invitato
l'onorevole assessore ed il Governo a riscriverlo.
Sono ben due le risoluzioni approvate dalla Commissione
parlamentare «Attività produttive» che mi onoro di presiedere,
risoluzioni che impegnano e impegnavano il Governo a rivedere il
piano di sviluppo rurale. Così per com'è, non è lo strumento che
tutti abbiamo pensato
E' uno strumento che si è rivelato complesso, complicato,
difficilmente attuabile e che è stato rifiutato - è il paradosso -
rifiutato dagli stessi imprenditori che vivono la crisi, ma che si
sono resi conto che richiedere interventi, attraverso il piano di
sviluppo rurale, non è possibile.
Bisogna riscrivere la politica agricola di questa Regione. Bisogna
riscrivere il sistema di interventi regionali a sostegno della
crisi dell'agricoltura. Bisogna avviare, con la conferenza Stato-
Regioni e con il Governo, interventi straordinari ed immediati per
evitare il collasso di un settore che oggi vede qualche cosa come
950 mila persone che lavorano direttamente nel settore agricolo,
oltre un comparto che coinvolge un altro milione di persone.
Purtroppo, assistiamo ad interventi tampone che arrivano in
ritardo, che non sono risolutivi e che non danno quella sensazione
al mondo agricolo che ha bisogno di avere per sapere e sentirsi
attenzionato da questo Governo.
Noi non le diamo delle responsabilità, onorevole assessore, il suo
impegno è lodevole al di là dei risultati, però, le chiediamo uno
sforzo maggiore, una maggiore attenzione ancor più grande di quella
che lei ha dimostrato e - mi consenta - gli attestati di stima
sono rivolti a lei e non al suo Governo, a lei come assessore ma
non al Presidente della Regione, perché non riconosciamo al Governo
ed al suo Presidente, la stessa attenzione che lei sta dimostrando
per l'agricoltura.
Ci auguriamo che lei continui in questo percorso perché o questo
Governo dimostra un colpo d'ala ed un colpo di determinazione. La
finisca con gli spot pubblicitari che servono solo a riempire
pagine di giornali e a gettare fumo sui vari problemi del Paese e
si cominci a lavorare seriamente sul mondo dell'agricoltura.
Le dichiarazioni non portano pane a casa di nessuno. I soldi
comunitari si vanno perdendo perché non riusciamo a spenderli,
perché non facciamo bandi che siano intelligibili e comprensibili
al mondo dell'agricoltura.
Ecco perché le chiediamo una rinnovata attenzione. Non siamo
fiduciosi verso il Governo di questa Regione ma noi speriamo che
almeno l'onorevole Assessore Bufardeci possa continuare ad
ascoltare il Parlamento e a dare agli agricoltori un segnale
concreto di speranza e di certezza per il futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, credo che la riunione odierna con all'ordine del giorno
la crisi del settore agricolo in Sicilia sia un argomento fondante,
importante, coinvolgente, con molta attenzione ho seguito anche gli
interventi degli altri Gruppi, tutti di grande misura, di grande
contributo.
Di fronte ad un problema che non è soltanto della Regione Sicilia
è un problema del settore dell'agricoltura nazionale, è un problema
europeo, è un problema mondiale.
Per tutta una serie di ragioni che coinvolgono fattori culturali,
fattori socio-economici, l'agricoltura va rivista, va ripensata e,
soprattutto, va aiutata.
Noi ci troviamo di fronte ad una serie di dati che sono stati qui
sottolineati, che sono a conoscenza del Governo della Regione
siciliana, che sono dati drammatici perché coinvolgono centinaia di
migliaia di cittadini siciliani, di lavoratori, decine di migliaia
di imprenditori che nell'agricoltura hanno trasferito tutto il loro
lavoro, i loro sacrifici, le loro passioni, i loro sogni e le loro
risorse finanziarie.
Ho letto un articolo molto bello di Carlo Petrini che, come tutti
voi sapete, è uno dei guru, uno dei pensatori di una agricoltura
nuova, di una rifondazione dell'agricoltura secondo basi
elementari, cominciando da zero.
Il suo articolo, infatti, inizia con una considerazione di
carattere economico: voi sapete quanto costa un chilo di carote? Un
chilo di carote al contadino viene pagato 9 centesimi. Il costo di
9 centesimo è il costo più irrisorio, neanche un SMS costa 9
centesimi, anche un SMS costa più di 9 centesimi. E all'agricoltore
viene pagato 9 centesimi, cioè nulla.
Poi il consumatore va al negozio e questo chilo di carote viene
pagato un euro, cioè con proporzioni stratosferiche, c'è un divario
dal produttore al consumatore che ha un grado elevatissimo,
naturalmente implicando nei confronti del povero produttore una
serie di danni.
Lo stesso si dica per il grano: è realmente ridicolo che il grano,
ancora oggi, venga venduto allo stesso prezzo di 25 anni fa con
costi che si sono centuplicati rispetto ai costi di 25 anni fa.
Io sono coinvolto nel settore agrumicolo, le vicende sono tutte
uguali, sono tutte identiche in una situazione drammatica
soprattutto per coloro i quali hanno investito in agricoltura ma,
soprattutto, per coloro i quali hanno un senso di responsabilità
nei confronti di chi ha lavorato con te, ha lavorato in maniera
faticosa perché il lavoro dell'agricoltura certamente implica una
fatica fisica, mentale e un impegno all'aria aperta che logora il
fisico di chi lavora, quindi, tutta una serie di coinvolgimenti.
Quale l'alternativa, quali le soluzioni?
Devo dire che in fondo è stato anche riconosciuto negli autorevoli
interventi che mi hanno preceduto, alcuni naturalmente sono degli
interventi che, politicamente, hanno una loro strada, una loro
ragione, questo Governo tutto ciò che ha potuto fare, che intende
fare, si confronta, è disponibile a tutti i suggerimenti necessari
per trovare delle soluzioni che non è facile trovare.
C'è un problema di commercializzazione, c'è un problema
soprattutto di distribuzione, c'è un problema di consumo, c'è un
problema di globalizzazione, di qualità dei prodotti
Vi è una serie di problemi che devono essere affrontati con molta
calma, con molta serenità e, naturalmente, con molto impegno. Oggi
la presenza dell'assessore Bufardeci che, tra l'altro, è un uomo di
grande competenza, di grande professionalità e soprattutto
politicamente attento ed accorto ne è la dimostrazione.
Le soluzioni sono state così indicate. Vorrei soffermarmi su
questo famoso PSR. Perché, lo diceva giustamente l'onorevole
D'Asero, perché questi progetti non hanno un consenso e non hanno,
soprattutto, un'adesione come tutti noi vorremmo che ciò avvenisse.
Secondo me c'è stata anche una programmazione sbagliata nell'anno
2007/2013 che va, indubbiamente, nei tempi, nelle modalità, nei
rapporti con la comunità vanno ricambiati, vanno reindirizzati,
vanno reinterpretati, vanno indicate misure, modelli di intervento
che devono necessariamente essere cambiati.
Questo, secondo me, è un problema reale, non credo, anzi rispetto
ai bandi credo che il PSR noi abbiamo avuto modo di verificarlo
all'interno della nostra Commissione «Affari europei», così
chiamata, sono i bandi che sono stati fatti con più celerità e sono
stati pubblicati, che hanno avuto una particolare attenzione e
riflettono anche una grande professionalità non soltanto politica,
da parte del Governo, ma anche dei funzionari. Però, c'è qualche
cosa che non va.
Sto per concludere, signor Presidente, anche perché questo è un
dibattito che certamente ci dovrebbe portare a grandi confronti noi
ci auguriamo che nel futuro avremo più tempo.
Quindi, questo è un aspetto che certamente il Governo vorrà
guardare, ma dobbiamo pensare ai controlli per quel che riguarda la
salvaguardia e l'esaltazione dei nostri prodotti di qualità, dal
grano all'olio, agli agrumi, evitando che la globalizzazione possa,
danneggiando la salute dei consumatori con l'introduzione di
prodotti, soprattutto per quel che riguarda l'olio, signor
Presidente, lei in questo è un cultore, un conoscitore e sa
perfettamente che l'olio si presta alla manipolazione con
l'introduzione di prodotti che vengono da paesi dove i controlli di
qualità, gli standard di qualità non sono uguali a quelli italiani.
Ma anche l'accesso al credito. Il rapporto con gli istituti
bancari, l'onorevole De Luca mi pare abbia lanciato una
provocazione che sarebbe interessante raccogliere per ciò che
riguarda il credito d'imposta, potrebbe essere anche questa una
soluzione nel mondo agricolo e mi avvio alla conclusione
ringraziandolo per questa sua sollecitazione graziosa.
VINCIULLO. Siamo quasi emozionati.
MUSOTTO. Vi volevo dire che a conclusione di questo nostro
dibattito per quanto ci riguarda saremo vigili, attenti e seguiremo
tutto ciò che il Governo vorrà fare e certamente il Governo ci
renderà partecipi a questa opera di attenzione.
E' inutile sottolineare e concludere questo mio intervento per
drammatizzare, ulteriormente, la possibilità che questo settore
possa anche morire, ma, soprattutto per le refluenze che può
avere per le nuove generazioni che in ogni caso vorrebbero
rinvestire e trovare una assicurazione nel mondo del settore
agricolo.
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, ringrazio tutti gli onorevoli colleghi che sono
intervenuti perché i loro interventi mi danno la possibilità di,
anche se brevemente, operare alcune ulteriori riflessioni.
Io mi ero limitato nella mia precedente esposizione a fare un
quadro a volo di uccello' delle varie questioni riferite a queste
vecchie mozioni, come è stato ricordato, ma certamente ancora di
grande attualità, allora voglio dire al collega De Benedictis che
non c'è ombra di dubbio che come è stato ricordato anche negli
altri interventi svolti dall'onorevole D'Asero, dall'onorevole
Caputo e dall'onorevole Musotto, da ultimo: non c'è ombra di
dubbio che noi oggi, nel 2010, ci troviamo ad affrontare una crisi
che è già vecchia di almeno un anno e che purtroppo non accenna
ancora ad essere definita, ad essere risolta e ci troviamo a
fronteggiarla con uno strumento economico finanziario di
programmazione il PSR assolutamente inadeguato, un programma che
quando è stato concepito e pensato negli anni 2005-2006 aveva
nella mente di chi lo ha pianificato un'agricoltura che ancora,
sostanzialmente, era in bonis e capace di confrontarsi con il
mercato.
Addirittura, un PSR che, nel caso della nostra Regione siciliana
ha delle contraddizioni in termini, nel senso che rispetto ai PSR
delle altre regioni è molto più vincolistico molto più restrittivo.
Penso ad alcune misure che attengono al settore energetico, che ci
ricordava l'onorevole Calanducci, che vede una penalizzazione in
termini di attività della DIA, la dichiarazione di inizio
attività, da applicare in ambito della Regione siciliana rispetto
a quelle di altre regioni.
Ed è questa la ragione per la quale, io credo che a fronte di
questa questione non si possa dire come qualcuno ha voluto fare
nulla di nuovo perchè onorevole De Luca, lei ci ha abituato ad
alcune provocazione ed in ordine a queste io vorrei brevissimamente
soffermarmi quelle che lei chiama, evidentemente in maniera
provocatorie, questioni banali' sono il cuore della questione
della nostra agricoltura, perché non c'è ombra di dubbio che se
oggi il nostro imprenditore potrebbe non essere capace
economicamente e finanziariamente di strutturarsi a progettazioni e
a finanziamenti che attengono alla conservazione, alla
trasformazione e alla commercializzazione, che nei precedenti anni
a partire dal FEOGA e da Agenda 2000 al nostro PSR quando
l'agricoltura viveva condizioni molto migliori di queste attuali,
comunque, la nostra imprenditoria non è stata assolutamente
all'altezza nella commercializzazione.
Come non c'è alcun dubbio che il grande problema - che veniva
evidenziato, nel ricordare l'onorevole Musotto - il Guru che fa
riferimento al costo della carota e a quello che è, poi, il
prezzo che paghiamo al mercato lì c'è il cuore di una grande
lacuna della nostra agricoltura, una lacuna che è dimostrata da
una assoluta incapacità di operare quella commercializzazione che
viceversa è fatta non dalla banalità ma quasi da un fatto che non
vorrei definire antropologico, ma dalla imprenditoria siciliana
incapace di fare aggregazione, di un settore siciliano incapace di
fare sistema, di una agricoltura siciliana ancora troppo
frammentaria: solo una media di cinque ettari per proprietà
terriera, troppo bassa, troppo modesta per confrontarsi, per altro,
con un mercato oche oggi significa globalizzazione e grande
distribuzione.
E allora, io colgo dalle provocazioni dell'onorevole De Luca le
ragioni non soltanto per dire che abbiamo bisogno tutti quanti di
fare un'attività quasi pedagogica, formativa, di operare un grande
cambiamento culturale che è la vera scossa che occorre alla
nostra agricoltura.
L'abbiamo avviata con l'aggregazione delle cantine sociali,
l'abbiamo avviata perché per la prima volta nella finanziaria si è
parlato di filiera agroalimentare e per la prima volta ci stiamo
muovendo con gli otto distretti produttivi in questo settore,
perché sono la punta avanzata dello stare insieme' e del fare
rete' per cominciare a competere con il mercato, come oggi abbiamo
evidenziato in Terza Commissione - lo dico al Presidente Caputo -
ma voglio ringraziare l'onorevole Colianni che oggi ha presieduto
questa Commissione per avere consentito di esitare quel famoso
disegno a chilometro zero che è fondamentale per la
valorizzazione dei nostri prodotti regionali.
Secondo questa ragione, mi sia permesso di dire che nulla di nuovo
rispetto ad una azione di Governo, non soltanto personale, - io
ringrazio delle attestazioni che mi sono state fatte -, ma credo
che questo Governo e questa finanziaria abbiano dimostrato, per la
prima volta, di mettere in atto un fondo di solidarietà che non
era mai esistito in ambito regionale nel nostro bilancio, con una
somma di quindici milioni e cinquecentomila euro.
Per la prima volta il mondo del CONFIDI, stampella di commercio-
artigianato, entra a far parte della collaborazione economico-
finanziaria con l'agricoltura.
Per la prima volta i centri di assistenza agricola vengono
chiamati a svolgere una funzione istruttoria nella logica della
semplificazione e per la prima volta si assegna al personale SOAT
la funzione di controllo dove la Regione è strutturalmente e
colpevolmente lacunosa.
Per la prima volta si assegna una priorità nel finanziamento al
soggetto monoreddito e al coltivatore diretto; per la prima volta
la Regione siciliana si intesta - ed è questa la questione
principale - la grande questione della crisi di mercato, che più
volte abbiamo ricordato non essere normata perché normata è
soltanto la crisi conseguente a calamità naturale.
Per la prima volta la nostra Regione si è intestata in Conferenza
delle regioni - ne abbiamo trattato proprio mercoledì scorso - come
Regione capofila, della volontà di fare quadrato, insieme alle
altre regioni dell'obiettivo convergenza', per cercare di incidere
sul Governo e soprattutto su Bruxelles, sarà lo Stato membro, il
nostro Governo a confrontarsi con l'Unione Europea per assegnare la
capacità di rimodulazione a questo PSR inadatto che - dice bene
l'onorevole D'Asero - a volte non fa neanche partecipare molti
imprenditori, però sotto questo profilo mi sia permesso dire che
nonostante queste lacune che dobbiamo migliorare, nonostante queste
rimodulazione che io spero giungano, vi sia già fissato a settembre
un incontro specifico, tecnico con la Commissione europea per
tentare di raggiungere una unità di intenti in termini di
rimodulazione che valga come aiuto all'impresa.
Voglio tranquillizzare che per quanto riguarda questo PSR,
nonostante tutto, siamo in linea con la spesa, siamo la dodicesima
regione italiana in termini di spesa, abbiamo speso le somme che
fino ad oggi sono state assegnate e per essere pienamente aderenti
agli obblighi comunitari, da qui al 31 dicembre di quest'anno
dobbiamo investire ancora, mi sia permesso di utilizzare l'avverbio
soltanto novantatre milioni che, sono certo, spenderemo anche
in misura superiore.
Quindi, credo che nonostante le difficoltà, abbiamo cercato di
fare il meglio possibile come Governo, è evidente che l'attenzione
di questo Parlamento, l'attenzione che i colleghi hanno dimostrato
devono servire a tutti quanti.
Perché credo che la grande questione non sia soltanto il rilievo
sociale che l'agricoltura ha nella nostra Regione per ragioni
economiche, ma soprattutto, vorrei dire per ragioni sociali ed
occupazionali, credo che la grande questione che attiene alla
nostra agricoltura è che ad oggi di agricoltura a livello siciliano
e nazionale non se ne parla abbastanza.
Non è diventata la priorità che merita; ancora oggi noi di fronte
alla questione di Termini Imerese siamo tutti pronti ad interventi,
con tutto il rispetto e con tutto l'aiuto che dobbiamo ai
lavoratori di Termini Imerese e della FIAT, siano essi siciliani,
siano quelli di Pomigliano, noi ci attrezziamo per essere presenti
e pronti.
Credo che la stessa attenzione ancora oggi non ci sia per un
comparto che è fondamentale della nostra economia. Quindi, credo,
signor Presidente, che magari dovremmo avere nuove opportunità di
confrontarci con l'azione che stiamo portando avanti e con lo
sforzo che stiamo mettendo in campo in ambito di aiuti alle imprese
per quanto attiene la modifica del PSR, come aiuti alla crisi
segnatamente, per rivederci e per tenere viva l'attenzione che, a
mio avviso, negli anni passati non è stata adeguatamente
considerata tant'é che si è pensato ad un PSR come se fosse tutto
rose e fiori' e non fosse, invece, il dramma che stiamo vivendo e
bene ha fatto, anche sotto questo profilo, il collega D'Asero
quando ci ha ricordato la grande questione delle dighe, delle acque
e dei consorzi.
Ma anche in questo caso, mi piace concludere questo mio
intervento ricordando che, per la prima volta abbiamo operato un
aggiustamento di bilancio che ci consente, con alcune risorse,
circa trentacinque milioni, di operare un primo piano di smobilizzo
della posizione debitoria, ben superiore a cento milioni, che il
mondo dei consorzi di bonifica oggi rappresenta.
Avviare questa pianificazione di smobilizzo serve non soltanto a
sanare una situazione endemica e vecchia di gran tempo, ma anche,
magari, a riqualificare quel servizio di irrigazione fondamentale
per la nostra agricoltura.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo é in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione delle mozioni
Onorevoli colleghi, si passa alla votazione della mozione n. 16
Interventi straordinari tesi a fronteggiare la crisi nel settore
vitivinicolo. Riconoscimento della zona del Calatino Sud - Simeto
all'interno dell'area colpita dalla peronospora .
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Sulla
mozione n. 16 devo esprimere il parere contrario del Governo
perché, come ho detto nel mio primo intervento, l'Ispettorato
provinciale agrario di Catania non ha chiesto l'inserimento del
territorio all'interno del piano della peronospora.
PRESIDENTE. La pongo in votazione con il parere contrario del
Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 24 Iniziative finalizzate al rilancio
dell'agricoltura in Sicilia .
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvata)
Si passa alla la mozione n. 32 Interventi straordinari a favore
del comparto vitivinicolo per riequilibrare il mercato del prodotto
finito .
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvata)
Si passa alla mozione n. 155 Misure straordinarie 'una tantum' a
favore delle aziende agricole, a tutela del comparto agricolo,
della salute del consumatore e della valorizzazione delle risorse
del territorio siciliano .
Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvata)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Ordini del giorno numeri 384 e 385
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
n. 384 Attuazione delle disposizioni legislative contenute nelle
leggi finanziarie regionali 2009 e 2010 in favore del comparto
agricolo , a firma dell'onorevole Oddo e di tutti i deputati del
Gruppo PD;
n. 385 Proroga delle agevolazioni contributive per le zone
montane e svantaggiate di cui alla legge n. 191/2009 , a firma
dell'onorevole Oddo e di tutti i deputati del Gruppo PD.
Si passa all'ordine del giorno n. 384. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 385. Il parere del Governo?
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, volevo precisare che i pareri favorevoli del Governo
sono già insiti nella risposta e nell'azione che il Governo ha
messo in campo in riferimento alle mozioni datate due anni addietro
o l'anno scorso.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, la ringrazio per la precisazione.
Pertanto, la precisazione è d'obbligo perché - l'abbiamo già
fatto altre volte - ricordo che, ai sensi delle disposizioni
generali di cui all'art. 156 bis del Regolamento interno
dell'Assemblea, le mozioni che erano state iscritte all'ordine del
giorno della presente seduta, dovrebbero essere poste in votazione
secondo l'ordine di presentazione con la conseguenza che la non
approvazione di alcune di esse non precluderebbe la votazione delle
successive, mentre invece l'approvazione di una di esse
precluderebbe la votazione delle altre.
Tuttavia, con riferimento alle mozioni di cui sopra, come abbiamo
fatto evidentemente altre volte, in considerazione del relativo
contenuto che investe aspetti diversi e compatibili rispetto
all'argomento oggetto delle rimanenti mozioni, come abbiamo già
fatto, sono state poste all'ordine del giorno in maniera autonoma,
in analogia a quanto previsto dal successivo art. 156 ter per gli
ordini del giorno riferiti a mozioni.
Onorevoli colleghi, avverto che il IV punto dell'ordine del
giorno: seguito dell'esame del disegno di legge n. 478/A
Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina , è
rinviato alla seduta di domani per ulteriori approfondimenti sul
disegno di legge in questione. Si sta limando il profilo
costituzionale che riguarda Messina.
CRACOLICI. Siamo diventati una falegnameria?
PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, è un'operazione di tornitura
molto fine. E'ovvio che i profili costituzionali vanno sempre
approfonditi.
Penso che domani, visto che per le ore 15.00 è fissata la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, lo inseriremo
all'ordine del giorno.
E' ovvio anche che sarà oggetto di discussione nella Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Si passa al V punto all'ordine del giorno: Svolgimento di
interrogazioni ed interpellanze della Rubrica Famiglia, politiche
sociali e lavoro'.
L'assessore Leanza è presente.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Marinese ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato le
sue parole e non me ne voglia il Presidente della I Commissione,
onorevole Minardo.
Pongo un problema serio a questa Assemblea, signor Presidente.
Non capisco cosa stanno a fare le Commissioni in questa Assemblea.
Abbiamo pure tenuto un'ulteriore Commissione che interviene sulla
legittimità, sulla regolarità, non ricordo neanche il nome.
Se è vero, come è vero, quello che lei ha detto, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Penso che sia vero, onorevole Beninati.
BENINATI. Siccome è vero, allora pongo questo problema a questa
Assemblea. Perché la Commissione ha esitato un testo sbagliato? A
cosa servono queste Commissioni?
E' un problema serio, signor Presidente.
Il principio della norma, non credo che non funzioni e parlo della
norma che riguarda Messina.
Più volte, negli anni, questa Assemblea, ha dato sovvenzioni, ha
sostenuto procedure simili a questa norma, per altri casi, per
altre fattispecie.
Sono amareggiato. Giusta l'osservazione della Presidenza.
Dopo giorni, dopo settimane, il sindaco di Messina si è fatto
carico, quale primo cittadino e deputato.
Io non sono firmatario del disegno di legge, ma ricordo ancora
che quella notte era giovedì, il primo di ottobre, eravamo riuniti
in Giunta e ci fu una tromba d'aria a Palermo.
Io partì per Messina e quando arrivai, successe il disastro.
Ricordo pure il 3 ottobre, quando, su mia iniziativa, il
Presidente della Regione, volle giustamente tenere una Giunta ad
hoc.
Lì c'è scritto tutto quello che è riportato nel disegno di legge.
Fu una proposta condivisa dalla Giunta, proposta da me, che il
primo impegno era per queste persone che hanno avuto questo disagio
e la perdita di qualche famigliare.
C'è una delibera di Giunta, signor Presidente.
Forse non è stato detto ma è la delibera del 3 ottobre 2009.
Ora però si evidenzia che la Commissione e mi dispiace per
l'onorevole Minardo, presidente della I Commissione.
Oggi l'avremmo potuto esitare ed invece dobbiamo ancora attendere.
Non so se l'esiteremo più Ma mi auguro, spero, dato che il 5
agosto prossimo l'Assemblea chiuderà per la pausa estiva.
Mi auguro che questa legge venga esitata, che ricordo a tutti,
oltre i morti ci sono ancora sette dispersi, un fatto che ha dato
un dolore enorme a tutti noi.
Però non me ne se voglia, anche il numero dei colleghi in Aula non
è che aiuti, oggi sono qui, sono venuto di proposito, non perché
sono di Messina, fossi stato di un'altra provincia sarei venuto
comunque. Ricordo a tutti che trentasette persone sono decedute.
Signor Presidente, ho dovuto fare questo richiamo perché era più
forte di me, non potevo assistere silenziosamente e non dirlo; non
me ne voglia il presidente della I Commissione, ma un disegno di
legge esitato e successivamente rivisto, a questo punto forse
evitiamo di trasmettere i disegni di legge alle Commissioni, questo
vale per tutte tanto poi vengono talmente stravolte in Aula forse
faremmo prima a non mandarle neanche nelle commissioni, si portino
direttamente in Aula senza perdere tempo.
Colgo l'occasione per richiamare un altro argomento, signor
Presidente, siamo arrivati al paradosso, a Messina da quando
nominai l'ultimo commissario dell'Istituto autonomo case popolari
che scadeva al 31 di maggio nessuno si è posto il problema di
nominare, almeno, un commissario ad acta, almeno. E' passato
giugno, è passato luglio, siamo quasi ad agosto e non si è posto
nessuno il problema che manca il commissario ad acta, c'è la
totale anarchia in un istituto. Concludo e questo non vuole essere
un richiamo particolare, vedo l'onorevole Leanza e me ne dispiace
che sia proprio lui, ma signori miei quanti mesi dobbiamo ancora
attendere per rimettere in moto la macchina dell'amministrazione
della Regione? E' mai possibile che dal 30 di aprile, maggio,
giugno, luglio, agosto, non si riesce a dare gli incarichi ai
dirigenti? Ma di che cosa abbiamo parlato che vogliamo fare partire
l'economia della Regione, quando andate e ognuno di voi va
giornalmente negli assessorati e vede il malessere che c'è in
un'Amministrazione che non ha incarichi, non ha responsabilità, ma
non da quindici giorni, da venti giorni, sono ormai quattro mesi
Ma di che cosa state parlando, di spendere i soldi della comunità?
Spendere i soldi del bilancio della Regione? Ma di che cosa si
parla? Del bilancio della Regione quest'anno si spenderà forse
nulla. L'abbiamo approvato a maggio, a settembre, ottobre si blocca
e ancora non si hanno le amministrazioni regionali centrali degli
assessorati. Non parliamo delle sedi periferiche. Non ci sono
incarichi, non c'è nulla, non c'è niente in questo momento, signor
Presidente
Ho dovuto e voluto manifestare questo intervento che resta agli
atti onorevoli colleghi, deputati del governo diamoci una smossa
Non è più possibile attendere mesi interi nel silenzio assoluto e
nessuno parla. Nessuno dice di questi fatti. Allora mi carico io di
questa responsabilità.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Se riprendiamo la questione approfittando di citare
l'ordine dei lavori su un punto che già abbiamo discusso che non si
può trattare e che si tratterà domani e sarà oggetto della
discussione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, facciamo un giochetto che non è molto bello.
Onorevole Buzzanca ha facoltà di parlare sull'ordine dei lavori.
BUZZANCA. Signor Presidente, la ringrazio, avevo chiesto poc'anzi
l'intervento..
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca può intervenire a norma
dell'articolo 83, secondo comma, come le avevo detto a fine seduta,
quindi si fidi della Presidenza e stia sereno. Ha facoltà di
parlare sull'ordine dei lavori per i prossimi due minuti.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi devo intervenire
perché le preoccupazioni espresse dall'onorevole Beninati e che
riguardano un settore e un comparto della vita della città di
Messina e della provincia di Messina, ma dico della Sicilia, sono
diventate oggetto di grande ansia nella nostra comunità e si
estendono a tanti altri momenti della vita istituzionale della
Sicilia perché se è vero che c'è questa tendenza che ormai è
diventata cronica, assessore Leanza, ed è la tendenza di creare in
ogni occasione meccanismi che portano a commissariare tutto,
qualunque realtà istituzione che può essere commissariata, oggi
viene commissariata e purtroppo lo si fa in nome di un principio
che è esattamente l'antitesi della democrazia, perché si dice che
si commissaria un ente piuttosto che un altro, in nome e per conto
del risparmio.
Se volessimo estremizzare questa logica e volessimo portarla al
Parlamento nazionale piuttosto che a quello regionale dovremmo dire
che basta un commissario e che le elezioni sono perfettamente
inutili. E questo accade anche per alcuni settori importanti della
vita istituzionale, per esempio, e mi dispiace dirlo, in
quest'Aula alcuni mesi or sono, il Presidente della Regione
siciliana, l'onorevole Lombardo, in esito ad un ordine del giorno,
che era stato presentato dal Popolo della Libertà, che voleva
rimettere a posto le carte circa una querelle molto seria che
riguarda l'autorità portuale di Messina
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, i due minuti sono trascorsi. Lei
non sta dicendo assolutamente niente sull'ordine dei lavori e
quindi la invito a concludere.
BUZZANCA. Signor Presidente, in quella occasione l'Assessore
Venturi insieme al Presidente Lombardo assunsero l'impegno,
solenne, di procedere allo scioglimento dell'Ente Porto di Messina.
Siamo giunti a cinque mesi da quella data, sono stati bloccati i
lavori che aveva avviato l'autorità portuale per un importo pari a
due milioni e mezzo di euro per alleviare i disagi che nascono dal
dissesto dell'asse viario che conduce alla zona falcata, ebbene,
dopo quella solenne promessa, io dico, perché certamente non si è
trattato di un impegno sono passati cinque mesi e l'Assessore
Venturi che, ancora una volta, qualche settimana addietro ha detto
apertamente anche alla stampa che avrebbe proceduto allo
scioglimento dell'Ente Porto ha nominato un altro Commissario.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, o lei conclude o mi costringe a
toglierle la parola, sta parlando di tutt'altro e non sull'ordine
dei lavori, ha già superato abbondantemente i due minuti, se lei
conclude, la lascio concludere.
Lei deve avere più rispetto per la Presidenza, il suo intervento
sull'ordine dei lavori con quello che lei sta dicendo non c'entra
niente. Poteva prendere la parola ai sensi del secondo comma
dell'art. 83 del Regolamento interno prendendo la parola a
conclusione dei lavori, e io l'avrei fatta parlare, ma così facendo
non le darò la parola a conclusione dei lavori dato che sta
parlando ora intervenendo sull'ordine dei lavori. Rispettiamoci un
poco di più. La prego di concludere.
BUZZANCA. Signor Presidente, lei sa che io non approfitto né
della Presidenza, né dell'Aula, concludo dicendo che sarebbe bene
che l'Assessore Venturi capisse che probabilmente non è adeguato al
ruolo cui è stato chiamato.
MINARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo non chieda la parola sull'ordine del
lavori per parlare di argomenti precedenti o di altre cose. Se lei
vuole può utilizzare quanto prevede l'articolo 83, secondo comma
del Regolamento interno, per questioni sopravvenute, io le darò la
parola a conclusione dei lavori. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, volevo parlare sull'ordine dei lavori
perché è stato rinviato il punto relativo alla discussione del
disegno di legge su Messina e anche per quello che ha detto
l'onorevole Beninati sulle Commissioni che, come lui sa benissimo,
esaminano i disegni di legge presentati dai singoli parlamentari o
dal Governo e, in ogni caso, danno il parere, e l'Aula può
sostituire integralmente i disegni di legge. Quindi, intervengo
per sostenere che la Commissione ha lavorato in perfetta
trasparenza, sintonia con tutti i componenti e che lavora
seriamente e non come pensa l'onorevole Beninati. Non è che la
Commissione deve verificare al cento per cento l'incostituzionalità
di un disegno di legge, non c'è dubbio che anche i disegni di
legge approvati da quest'Aula, alla fine il Commissario dello Stato
interviene e, successivamente, l'Assemblea interviene per
rettificare.
Per quanto riguarda il disegno di legge, e in particolare
l'emendamento di riscrittura, noi riteniamo che possa essere
costituzionale e, quindi, quando la Presidenza ritiene che si possa
affrontare.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa al punto quinto all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica,
Famiglia, politiche sociali e lavoro .
Vorrei ricordare, comunque, all'onorevole Beninati che la
Presidenza ha avuto modo anche nella precedente seduta, di
richiamare l'attenzione dei Presidenti delle Commissioni per quanto
riguarda un lavoro più attento e più scrupoloso, e l'aspetto
tecnico-giuridico delle norme che scriviamo.
Si passa all'interrogazione numero 333 Ricadute occupazionali
della realizzazione del sistema informativo territoriale regionale
(SITR) , a firma dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
all'Assessore per il bilancio e finanze, premesso che:
la misura 5.05 del POR SICILIA 2000-2006 ha istituito la
realizzazione del sistema informativo territoriale regionale
strutturato a nodi interconnessi e costituito dai capoluoghi di
provincia e da 31 centri medi (sopra i 30 mila abitanti) oltre che
dal nodo regionale;
a tal fine sono state destinate risorse per l'acquisto di hardware
e software specialistico, per l'allestimento dei nodi, per la
formazione delle banche dati, per il collegamento in rete, per la
realizzazione della cartografia di base, nonché per l'adeguata
formazione del personale da assumere con contratti a tempo
determinato per personale specializzato nei limiti di quanto
previsto dai regolamenti CE n. 1685/2000 e 448/2004, come riportato
nel c.d.p. delibera 200 del 20/08/2008;
con decreto n. 198/serv. prog. del 9 agosto 2002, è stato
approvato l'avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla
realizzazione dell'intervento formativo di personale da assegnare
al sistema informativo territoriale regionale del dipartimento
regionale urbanistica, del sistema informativo regionale ambientale
del dipartimento regionale territorio e ambiente, del sistema
informativo forestale del dipartimento regionale foreste, emanato
dai dipartimenti regionali della formazione professionale,
dell'urbanistica, del territorio e ambiente, delle foreste;
l'intervento formativo in oggetto, di cui alla richiesta di
manifestazione d'interesse dei dipartimenti regionali, era rivolto
a 380 unità di cui 247 interne alla pubblica amministrazione e 133
esterne (di cui 54 LSU);
l'Assessorato Lavoro, con DDG n. 3149/FP del 22 dicembre 2003, ha
finanziato la formazione del personale da destinare ai nodi del
sistema informativo territoriale regionale con il seguente titolo:
'intervento formativo di personale da assegnare al sistema
informativo territoriale regionale del dipartimento urbanistica,
del sistema informativo regionale ambientale del dipartimento
territorio e ambiente, del sistema informativo forestale del
dipartimento foreste', per un importo complessivo a valere sulle
risorse comunitarie pari euro 4.715.000,00;
terminate le procedure di selezione svolte dall'ATS con capofila
Telespazio, a cui hanno partecipato migliaia di aspiranti, si è
proceduto all'avvio dei corsi di formazione per responsabile,
esperti e tecnici in SITR iniziati nel giugno del 2007 e conclusi
nell'ottobre 2008;
ad oggi i corsisti attendono di poter svolgere l'esame finale con
l'attestazione di frequenza del corso e la qualifica;.
rilevato che:
le figure professionali adeguatamente formate erano destinate ai
nodi territoriali così come chiaramente evidenziato nel progetto
formativo approvato e finanziato dalla Regione con i fondi del POR;
tale evidente, quanto naturale, conseguenza dell'attività
formativa svolta non è stata mai ribadita durante il corso e che
pertanto le eventuali assunzioni, prescindendo da esso, potevano
unicamente essere praticate dalle amministrazioni chiamate alla
realizzazione del SITR in maniera arbitraria;
considerato che:
ad oggi, sia dall'ente di formazione che dagli uffici della
Regione, non è giunta alcuna notizia circa le immissioni nei nodi
del personale formato, mentre tutte le somme impegnate per
l'allestimento dei nodi, dal punto di vista infrastrutturale e
delle dotazioni hardware, risultano essere state spese, nonché
risultano essere state impegnate ulteriori somme da destinare
all'Upgrade delle dotazioni hardware;
per sapere:
se risulti un impegno di spesa di 4.456.968,03 a favore di Sicilia
e-Servizi s.p.a., Sicilia e-Ricerca s.p.a. e Sicilia e Innovazione
s.p.a., per la redazione di un progetto finalizzato alla
realizzazione delle banche dati per il SITR;
quali e quante amministrazioni, beneficiarie della misura 5.05,
abbiano proceduto all'assunzione di personale esterno con risorse a
valere sulla stessa misura e secondo quali criteri;
quali iniziative si intendano intraprendere allo scopo di
concretizzare sul piano occupazionale quanto proficuamente attivato
mediante le risorse del POR SICILIA 2000-2006 misura 5.05;
se non ritenga grave aver proceduto all'attivazione dei nodi SITR
nonché alla loro implementazione con la dotazione hardware senza
alcun personale specializzato che si è a tal fine formato con
risorse pubbliche». (133)
Ha facoltà di parlare l'assessore Leanza Nicola per rispondere
all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresento a
questa Presidenza, dopo ampie ricerche fatte dagli Uffici,
l'incompetenza da parte dell'Assessorato in materia, in quanto
attiene le competenze dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI BENEDETTO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 816 a firma
dell'onorevole Di Benedetto Delucidazioni sulla vicenda della
delegazione del Comune di Castrofilippo (AG), di recente recatasi
negli Stati Uniti d'America . Ne do lettura:
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che, nell'agosto
del 2007, l'Assessorato Lavoro ha decretato l'impegno di euro 80
mila a favore del Comune di Castrofilippo (AG) per le attività di
cui al primo comma dell'art. 26 della legge regionale 4 giugno
1960, n. 55, consistenti in convegni all'estero e in Sicilia aventi
per tema l'emigrazione, per l'esercizio finanziario 2007;
rilevato che tale somma non è stata spesa nell'esercizio
finanziario 2007 e che, con determinazione sindacale n. 39 dell'8
settembre 2009, è stato rimodulato il progetto 'I Castrofilippesi
in America', relativo all'attività prevista nel suddetto decreto
dell'Assessorato Lavoro, a seguito di una richiesta di proroga dei
termini avanzata dal Comune di Castrofilippo e concessa
dall'Assessorato medesimo;
visto che a tale rimodulazione non è seguito un riscontro da parte
dell'Assessorato Lavoro, essendo stata autorizzata la spesa degli
80 mila euro già impegnati;
preso nota che nelle more il Comune di Castrofilippo, con
determinazione dirigenziale redatta su direttiva del Sindaco l'1
ottobre 2009, ha deciso di anticipare e impegnare la somma di euro
80 mila per conto della Regione;
vista ancora la determinazione dirigenziale del 2 ottobre 2009 con
cui è stato deciso di affidare la fornitura dei biglietti aerei per
la tratta Catania/New York JFK, andata e ritorno, per tutti i
componenti della delegazione a una agenzia di Canicattì (AG) per
l'importo di euro 740,00 per ogni singolo biglietto, secondo
preventivo più conveniente pervenuto e protocollato nella stessa
giornata del 2 ottobre c.a.;
considerato che la folta delegazione, di circa 60 persone,
composta dal numeroso personale che dovrebbe aver seguito il
Sindaco negli Stati Uniti, è già in viaggio, mentre sulla stampa
siciliana ('la Sicilia') è apparsa una nota che informava del
disappunto del presidente del club newyorkese dedicato a
Sant'Antonio Abate, Salvatore Marino, perché 'dopo decenni di
ininterrotta collaborazione l'amministrazione di Castrofilippo ha
deciso di andare per la sua strada (mancando l'appuntamento ad
Astoria - Queens - di una presentazione di un interessante libro
sull'emigrazione dei castrofilippesi), per cui la delegazione che
arriverà per assistere alle manifestazioni possiamo considerarla
come una semplice comitiva di turisti che non avrà come punto di
riferimento il nostro club';
considerato, infine, che l'Amministrazione comunale di
Castrofilippo ha seri problemi a recuperare le somme necessarie per
garantire i servizi indispensabili alla comunità e che quanto
descritto espone le casse del Comune ad un esborso privo della
necessaria garanzia del rientro, trattandosi di un'iniziativa che
non incontra il pieno consenso della comunità di castrofilippesi
d'America;
per sapere:
se ritengano possibile che in tempi di carenza di risorse
economiche sia possibile spendere 80 mila euro per un viaggio dai
dubbi ritorni economico-sociali e di incerta utilità;
se corrisponda al vero il fatto che, al seguito di alcuni
amministratori comunali, siano partiti numerosi parenti ed amici
degli stessi;
se non si ritenga opportuno procedere ad un'ispezione per
verificare che le modalità di spesa, di acquisizione di tutti i
servizi necessari e di composizione della delegazione siano stati
realizzati nel rispetto delle leggi e dei regolamenti che regolano
la materia;
se, in caso di mancato rispetto delle procedure e/o di non
approvazione del progetto rimodulato, non ritengano di dover
procedere in autotutela adottando le necessarie misure perché non
sia sperperato il pubblico denaro». (816)
Ha facoltà di parlare l'assessore Leanza Nicola per rispondere
all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
all'interrogazione n. 816 si tratta di una attività che trova il
suo fondamento normativo nell'articolo 26, della legge regionale
55/80, modificata dalla legge regionale 38/84.
Il finanziamento per la realizzazione di una attività in USA al
Comune di Castrofilippo è stato decretato dall'Assessore regionale
al lavoro pro-tempore con provvedimento assessoriale del 26 luglio
2007.
La tipologia di attività prevista - Convegno accompagnato dalla
esibizione della banda municipale - rientra nella ordinaria
attività che i Comuni svolgono all'estero con i finanziamenti della
legge regionale 55/80.
Trattasi di uno strumento per rafforzare i legami tra gli emigrati
all'estero con il proprio Comune di nascita.
La somma di 80.000,00 è stata impegnata sul Bilancio della
Regione con provvedimento del Dirigente del Servizio competente
dell'Assessorato in data 6 agosto 2007.
In data 21 novembre 2007 l'Ufficio notificava al Comune l'avvenuto
finanziamento.
In data 22 novembre 2007 il Comune richiedeva l'autorizzazione a
realizzare l'attività nel corso dell'anno 2008.
In data 20 gennaio 2008 l'Ufficio notificava al Comune il decreto
di impegno e sollecitava l'inoltro della documentazione necessaria
all'erogazione dell'anticipazione delle somme (70%).
In data 8 ottobre 2008 l'Ufficio sollecitava la realizzazione
dell'iniziativa.
In data 29 giugno 2009 il Comune richiedeva un'ulteriore proroga.
In data 7 luglio 2009 l'Ufficio diffidava il Comune a trasmette la
documentazione necessaria.
In data 8 settembre 2009 il Comune trasmetteva il progetto
definitivo della iniziativa approvato con determinazione sindacale
n. 39 del 2009.
L'iniziativa dal titolo I Castrofilippesi in America prevedeva
oltre la presenza alle parate del Columbus day e l'esibizione della
banda musicale anche un convegno sull'emigrazione siciliana con il
coinvolgimento del prof. Marcello Saija dell'Università di Messina
e direttore del Museo dell'emigrazione di Salina, nonché le visite
alle Comunità di Castrofilippesi presenti a New York, nel
Connecticut e a Washington.
Tutte le attività sono state richieste, così come prevede la
legge, dalla sede del Patronato Sias di New York.
La delegazione prevista nel progetto era così originariamente
composta: n. 10 amministratori comunali, n. 7 dipendenti comunali
di supporto, n. 3 relatori convegno, n. 2 chef e n. 30 componenti
della banda musicale.
In data 5 ottobre 2009, veniva trasmessa la determina sindacale n.
560 del 2009 che ha modificato la precedente nella delegazione
partecipante così meglio descritta: n. 9 componenti la delegazione
del Comune, n. 8 dipendenti comunali, n. 3 organizzazioni del
convegno, n. 2 chef, n. 28 componenti della banda musicale (in più
vengono indicati n. 2 rappresentanti dell'amministrazione del
lavoro che comunque non sono mai stati designati).
Relativamente alle qualifiche dei partecipanti alla iniziativa è
evidente che il Comune di Castrofilippo si assume ogni
responsabilità rispetto a quanto dichiarato non avendo l'ufficio
regionale nessun potere in ordine alle verifiche di rapporti di
eventuali parentele.
Da ultimo il Comune di Castrofilippo ha prodotto la documentazione
richiesta.
Il competente Servizio sta definendo le verifiche previste dalla
norma vigente in materia al fine di verificare i presupposti per
procedere alla liquidazione delle somme spettanti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che
l'interrogazione risale all'ottobre 2009, e l'Assessore sta
rispondendo in riferimento agli atti compiuti in una precedente
gestione, seppur facenti parte dello stesso Governo.
Ci troviamo di fronte ad un piccolo esempio di come viene
sperperato il denaro pubblico e di come si sprecano le risorse
della Regione. Non stiamo parlando di grandissime somme, stiamo
parlando di appena 80 mila euro, ma in un Comune che non ha la
possibilità di fornire la carta alle scuole, che non ha una
fotocopiatrice che funzioni, che non riesce ad assicurare i servizi
essenziali alle scuole è una gran somma.
Bene Assessore per la gita, o il viaggio turistico a New York,
come è stato definito dal responsabile della comunità newyorkese di
Castrofilippo che ha dichiarato alla stampa ci siamo trovati
davanti ad una semplice comitiva di turisti , sono andati 60
abitanti di Castrofilippo.
E' come se da Palermo, per un viaggio di solidarietà agli
immigrati, partissero 80, 90 mila persone con costi a carico della
Regione, se facciamo le debite proporzioni, stiamo parlando di un
paesino che non supera i 3 mila abitanti.
Il problema, allora, è verificare come i soldi della Regione
vengono spesi, l'avere chiaro se questi vengono utilizzati, anche,
per creare attorno all'amministrazione un'aria festaiola. A
testimonianza degli abitanti di Castrofilippo c'erano intere
famiglie che in quei giorni si sono spostate per andare a New York.
E non certo per andare a visitare i concittadini di New York
residenti a Castrofilippo.
Credo che l'assessorato non debba limitarsi a verificare le carte
e le pezze d'appoggio che il Comune fornirà con le fatture delle
agenzie turistiche, ma deve verificare, concretamente, come è
avvenuta la procedura di spesa, come è stato acquisito il soggetto
che ha fornito i biglietti, se sono state seguite le procedure
dettate dalla norma per l'organizzazione della gita a New York.
Dando un segnale forte anche ai Comuni: e cioè che alla Regione
possono arrivare risorse, ma vanno spese e spese bene, non vanno,
sicuramente, sprecate né gettate, anche perché le risorse possono
essere meglio utilizzate in un momento di difficoltà economica in
favore, magari nello stesso territorio, ma sicuramente con un
utilizzo più logico, più razionale che meglio risponda alle
esigenze dell'intera collettività e non alle esigenze di poche
famiglie.
Vorremmo capire a chi e che cosa hanno suonato i suonatori che
sono partiti da Castrofilippo visto che i castrofilippesi a New
York non ne hanno visto neanche l'ombra o traccia.
Il problema non è cosa sta facendo ora l'assessorato, ma
all'assessorato chiediamo adesso di verificare, realmente e
concretamente, come vengono utilizzate le somme.
L'autorizzazione è stata concessa già in tempi passati, purtroppo,
dico, per cui mi dichiaro parzialmente soddisfatto e fiducioso
dell'azione ulteriore che potrà fare l'assessorato.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
per il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
per il lavoro. Signor Presidente, voglio ribadire che noi abbiamo
fatto la comunicazione all'Ufficio interessato, raccomandandogli la
massima attenzione e sottolineare anche come la nuova circolare
dell'Assessorato prevede un massimo di contributo fino a 30 mila
euro, proprio per evitare che possa, eventualmente, accadere ciò
che è accaduto su questa vicenda.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 819 Interventi in
favore dei lavoratori dell'ITSA di Augusta , a firma dell'onorevole
Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che l'ITSA s.r.l., che opera presso il porto commerciale
di Augusta (SR), è una società, nata nel 2004, che si occupa di
terminal portuali e gestione del traffico di container;
tenuto conto che:
l'ITSA s.r.l., con nota del 7 settembre, ha comunicato che, a
causa di problemi legati alla crisi mondiale dei trasporti,
chiuderà l'attività licenziando tutto il personale ivi operante,
sia quelli in forza presso lo scalo portuale che quelli distaccati
presso gli uffici, per un totale di circa 40 unità;
la stessa ITSA s.r.l., nella nota di cui sopra, dichiarava di
rinunciare a tutte le forme di ammortizzatori sociali, perché
'(...) non potrebbero essere utilizzate non vedendosi allo stato
soluzioni che consentano una ripresa dell'attività';
considerato che:
l'ITSA s.r.l., tra le motivazioni che adduce per giustificare la
chiusura repentina dell'azienda, cita la profondità degli ormeggi
del porto di Augusta (meno di 13,8 metri) che non consente
l'ormeggio di grandi navi;
tale situazione era già esistente quando, nel 2005, la medesima
società chiese all'Autorità portuale di Augusta il rilascio della
concessione demaniale della durata di 15 anni, concessione
rilasciata in data 2006;
visto che siamo in presenza di un'ulteriore beffa ai danni dei
lavoratori siciliani, perpetrata da società che aprono i battenti
solo ed esclusivamente per fini che certamente non sono né la
continuità operativa né, tanto meno, l'inizio di una nuova attività
imprenditoriale;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire immediatamente per
garantire il posto di lavoro agli ex dipendenti dell'ITSA s.r.l. di
Augusta;
se non reputino opportuno varare una normativa che tuteli i
lavoratori siciliani da questa gravissima forma di dispendio delle
risorse pubbliche, ponendo dei limiti, per esempio, all'erogazione
di qualsiasi forma di contribuzione o di concessione demaniale per
le nuove aziende che non offrano garanzie inconfutabili sulla
serietà del progetto e sulla durata dello stesso».
Invito l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro a rispondere all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento posto
dall'onorevole Vinciullo in data 9 novembre 2009 è certamente molto
serio, però di carattere generale.
L'Assessorato può fare ben poca cosa, se non trarre le dovute
conclusioni, e cioè che in Sicilia bisogna stare più attenti per
evitare che alcune compagnie come al solito, vengano, si prendano
degli appalti e dopodiché, al momento opportuno, lasciano a casa i
lavoratori, molto spesso anche senza giusta causa.
Quindi, è un problema serio ma, certamente l'Assessorato in questo
caso non può risolverlo se non pensiamo ad una normativa generale
che possa in qualche modo tutelare nel miglior modo possibile i
lavoratori.
Vorrei ribadire che, in questo caso, la stessa azienda ha evitato
di chiedere la cassa integrazione in deroga, e questo la dice tutta
sul tipo di rapporto che certe aziende hanno con il territorio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
ringrazio l'assessore Lenza per avere risposto a questa
interrogazione, che con un po' di ironia, faceva notare che si
tratta di una interrogazione del 22 ottobre, di cui non ha assoluta
responsabilità, perché in quel periodo non era Assessore al lavoro.
Mi soddisfa la risposta dell'assessore laddove dice che non è più
possibile che la Sicilia sia diventata Terra di rapina, cioè di
gente che chiede di avere delle concessioni, che sfrutta il nostro
territorio e, ultimato lo sfruttamento, decide di andare via senza
chiedere nemmeno la cassa integrazione speciale per gli operai.
Questo perché, qualora ce ne fosse bisogno, ancora una volta ci
troviamo di fronte ad una terra che accoglie tutti, non riesce a
garantire i suoi figli e nei confronti di questa terra non c'è
nemmeno il rispetto dovuto ai lavoratori per garantire loro un
periodo di permanenza in cassa integrazione.
Mi soddisfa la risposta dell'assessore anche laddove dice che da
oggi in poi si starà più attenti, ma credo che bisognerebbe fare
una legge ad hoc, credo che questo Governo, che tanto parla di
autonomia e della necessità di monitorare il territorio, dovrebbe -
altrimenti lo faremo noi come parlamentari - predisporre un atto
legislativo in maniera tale che situazioni del genere non debbano
più accadere. Situazioni in cui una società, spesso una società che
ha anche capitali esteri, venga ad investire, ottiene il risultato
del suo investimento e poi decide di lasciare a casa gli operai
senza nessun rispetto per il territorio e senza, mi sia consentito
dire, rispetto per le famiglie che attendono che i genitori portino
alla fine del mese uno stipendio.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 849 Interventi urgenti
per risolvere la drammatica situazione in cui versano i lavoratori
del call center della società Multimedia planet e B2B di Trapani ,
a firma dell'onorevole Gucciardi.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
circa 600 dipendenti ed oltre 200 collaboratori a tempo
determinato del 'call center' delle società Multimediaplanet e B2B
di Trapani da ormai oltre 2 mesi sono senza stipendi;
la condizione dei lavoratori è a dir poco ormai drammatica, atteso
che, fra l'altro, scarsissime e peraltro confuse sono le
informazioni da parte dell'azienda datore di lavoro;
considerato che:
sarebbe una vera e propria tragedia sociale, dalle conseguenze
difficilmente recuperabili, la perdita dei predetti posti di lavoro
per una provincia, come quella di Trapani, che sconta uno fra i più
alti indici di disoccupazione dell'intera Regione;
per i citati motivi, la situazione è davvero allarmante con il
concreto rischio dell'imminente esplosione di una 'bomba sociale',
imprevedibile negli effetti e devastante per la comunità trapanese;
ritenuto che è ormai urgentissimo ed indifferibile un intervento
concreto delle istituzioni pubbliche nella vicenda di cui trattasi,
al fine di salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori del
call center in precedenza citato;
per sapere:
se non ritenga di convocare con estrema urgenza un tavolo di
confronto con l'azienda che gestisce il call center di Trapani
nonché con ogni istituzione competente, al fine di avviare a
soluzione la drammatica situazione di centinaia di lavoratori
trapanesi;
se non ritenga di sollecitare il Ministero dello sviluppo
economico ovvero altri Ministeri competenti al fine di far
chiarezza sulla vicenda in argomento e porre in essere ogni azione
utile a superare le criticità denunciate con il presente atto
ispettivo». (849)
Invito l'assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro a rispondere all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
interrogazione è stata presentata il 10 novembre 2009 e tratta un
argomento veramente drammatico per la Sicilia, in questo caso in
modo particolare la questione che riguarda i lavoratori del call
center della società Multimedia planet e B2B di Trapani, ma
purtroppo, riguarda un po' tutto il territorio siciliano.
In Sicilia ci sono circa 12 mila persone con contratti di lavoro a
tempo indeterminato nel campo dei call center ed altri 10-12 mila
persone con contratto a progetto a vario titolo: è quindi una
situazione abbastanza drammatica.
Nel caso in specie, abbiamo immediatamente interessato il
Ministero dello sviluppo economico ed il Ministero del lavoro -
personalmente mi sono recato a Roma - ed abbiamo seguito
attentamente la questione, come anche Lei, signor Presidente ha
avuto modo di attenzionare, e quindi in qualche modo un primo
percorso lo abbiamo fatto.
La vicenda dei call center va studiata anche da questo Parlamento
in maniera seria.
Questo molto spesso non è vero lavoro, perché spesso non è a tempo
indeterminato e perché è estremamente sottopagato. Abbiamo
l'esigenza di alzare in maniera forte le cautele nei confronti dei
lavoratori ed in questo debbo dire che il sindacato è stato molto
attento. Ritengo che questo Governo, questo Parlamento,
relativamente alla questione del call center debba in qualche modo
dotarsi se possibile di una norma che possa evitare quello che è
successo, che sta per succedere, e che succederà nei prossimi mesi
quando, esauriti tutti i contributi che in qualche modo vengono
dati a queste aziende, che spesso scappano anche con il malloppo, a
piangere le conseguenze sono i lavoratori, che in queste condizioni
pagano pesantemente il dramma della disoccupazione e
dell'illusione.
Ritengo che, a livello generale, la vicenda e la vertenza dei call
center deve essere aperta, discussa da questo Parlamento che, con
coraggio, deve trovare qualche soluzione che possa consentire che
mai più cose di questo genere possano avverarsi in Sicilia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gucciardi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, mi ritengo soddisfatto della risposta per almeno un
duplice ordine di motivi. Innanzitutto per il coraggio con il quale
l'Assessore ha esposto la vicenda davanti al Parlamento, cioè senza
giri di parole ma con la determinazione di chi, da esponente del
Governo siciliano, vive la sofferenza di migliaia e migliaia di
giovani di questa nostra Sicilia.
E' un tema che richiede davvero, onorevole Assessore - e le sono
grato anche per questo - un controllo da parte delle Istituzioni
pubbliche regionali e apprezzo l'impegno che Lei ha chiesto anche
al Governo nazionale. Ci ha detto di aver contattato i Ministeri
competenti, che molto spesso probabilmente hanno sottovalutato
l'entità, la portata e la drammaticità del problema, si è assunto
la responsabilità per l'avvenire di una attenzione particolare alla
problematica di questi lavoratori, che spesso non hanno avuto e non
hanno la dignità di lavoratori, e alla fine si aggiunge anche la
beffa di un licenziamento che non ha neppure la dignità del
licenziamento in sé, ma vengono abbandonati e, come diceva Lei, da
personaggi spesso di profilo dubbio, che fuggono non soltanto con
le risorse che le istituzioni pubbliche hanno messo loro a
disposizione, ma fuggono con la dignità dei lavoratori stessi.
Onorevole Assessore, condivido la proposta che in questa occasione
ha formulato al Parlamento regionale di intervenire al più presto,
e le sarei grato se questo avvenisse nelle prossime settimane, nei
prossimi mesi con un intervento legislativo che potesse intervenire
per quanto di competenza, a che non si abbiano a ripetere più in
futuro situazioni di questo tipo, che portano lo sconforto in
migliaia di famiglie di questa Regione.
Ripeto, le sarei grato se in avvenire potesse davvero vigilare su
una situazione tanto drammatica rispetto alla quale le istituzioni
pubbliche, in questo momento, o quasi sempre, non sono in
condizione di dare alcuna risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 882 Annullamento in
autotutela dei provvedimenti a danno di enti che, negli anni '80 e
'90, hanno ottenuto il finanziamento di cantieri di lavoro a firma
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
l'Assessorato regionale Lavoro, previdenza sociale, formazione
professionale ed emigrazione ha provveduto a nominare dei tecnici
collaudatori per cantieri di lavoro che sono stati finanziati negli
anni '80 e '90;
detti tecnici collaudatori hanno dato l'avvio al procedimento
istruttorio per la definizione delle pratiche ancora aperte,
nonostante siano passati tanti anni dal momento del loro
finanziamento;
preso atto che:
molti degli enti beneficiari di detti finanziamenti, essendo
decorsi 10 anni o 5 anni, non sono nelle condizioni di esibire la
certificazione o, comunque, i documenti adesso richiesti dai
tecnici collaudatori relativamente alle voci di spesa;
alla luce di quanto trascritto nella suddetta relazione, il
funzionario dell'Assessorato Lavoro designato al procedimento, sig.
Armando Italia, ha ritenuto, con lettera prot. 1024 del 2009, di
addebitare l'importo dell'intero intervento, pari ad euro
75.308,67, all'ente gestore, cioè alla parrocchia di San Bartolomeo
Apostolo;
considerato che:
spesso i legali rappresentanti degli enti beneficiari sono
defunti, così come sono venuti meno anche i titolari delle ditte
che, a suo tempo, hanno contribuito a realizzare detti lavori;
i documenti fiscali vanno conservati per i 10 anni e che solo per
gli ultimi 5 l'Amministrazione statale o regionale può procedere
alla verifica degli atti perché, decorsi detti termini, non può più
procedere ad accertamenti di alcuna natura;
spesso sono decorsi ampiamente i 10 anni previsti dalla legge per
la conservazione dei documenti fiscali;
per sapere:
se non reputino inopportuno continuare ad affidare collaudi per
cantieri di lavoro dopo 10 anni dalla conclusione degli stessi
lavori, tenuto conto che la normativa vigente in tema di
conservazione di documenti fissa in 5 o 10 anni il tempo massimo di
conservazione degli stessi documenti;
se non ritengano utile, per evitare l'insorgere di liti e
contestazioni, bloccare dette nomine e limitarle solo a quei casi
che rientrano nei tempi massimi previsti dalle legge per la
conservazione dei documenti fiscali». (882)
Invito l'assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro a rispondere all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
interrogazione è strettamente collegata con quella successiva
relativamente a procedimenti amministrativi in danno della
Parrocchia e della Chiesa di S. Bartolomeo Apostolo di Melilli
(SR), per la mancata presentazione dei documenti inerenti i
cantieri di lavoro.
L'argomento posto dall'onorevole Vinciullo è molto serio ed è
oggetto di particolare attenzione, ma certamente trova qualche
difficoltà nell'essere superato. I cantieri regionali di lavoro
vengono finanziati ai sensi della legge regionale 17/1968 e
successive modifiche. In virtù di tale legge, in passato, venivano
finanziati numerosi cantieri, in media alcune migliaia per ciascun
anno. A motivo di ciò, e soprattutto per carenza di organico, tutto
dedicato all'istruttoria delle istanze di finanziamento che
pervenivano senza soluzione di continuità, non risultava possibile
portare a termine in un arco temporale breve l'intero iter
procedurale, che si conclude con il collaudo tecnico-amministrativo
e con la quantificazione dell'eventuale debito a carico dell'ente
Gestore, per somme non riconosciute.
Il ritardo lamentato dall'interrogante nella nomina del
collaudatore è da imputare ad effettive esigenze tecniche, ma ciò
non può esonerare l'Ente che ha ricevuto il finanziamento dal
conservare la documentazione fino al momento in cui viene eseguito
il collaudo. Infatti è solo in quel momento, cioè quando il
collaudatore accerta l'eventuale debito, che è possibile invocare
la prescrizione. Ne consegue che fino ad allora non decorrono i
termini di prescrizione. Infatti, il collaudo è un procedimento
amministrativo complesso che richiede, sia l'emissione da parte del
collaudatore del certificato di collaudo nel quale viene espresso
il giudizio tecnico finale intorno all'opera, sia la nota di
revisione amministrativa-contabile nella quale vengono controllate
le singole voci di spesa e i titoli giustificativi della stessa.
L'atto, così composto, viene sottoposto all'esame di questo
assessorato. Mentre il collaudo in senso tecnico non costituisce
oggetto di revisione, la parte relativa al controllo della
documentazione contabile ed amministrativa viene sottoposta a nuovo
esame. E' in seguito a quest'ultimo esame, e con l'emissione del
provvedimento finale, che può essere un decreto di addebito, di
accredito o di archiviazione, che viene concluso il procedimento, e
il collaudo diviene definitivo.
Con il collaudo l'amministrazione accerta la regolarità o meno
dell'operato dell'ente gestore del cantiere, e definisce quanto ad
esso dovuto o quanto ad esso debba restituire. Il termine di
prescrizione pertanto non può che decorrere dal momento del
collaudo.
Va altresì precisato che la legislazione in materia di cantiere di
lavoro per disoccupati, di cui alla legge regionale 17/68 e
successive modifiche ed integrazioni, è una legislazione speciale e
che i termini indicati non possono considerarsi perentori.
Quindi in qualche modo abbiamo ulteriormente approfondito
l'argomento, onorevole Vinciullo, e abbiamo chiesto un parere
all'Ufficio legislativo per vedere in che modo si può risolvere il
problema, considerato però che per alcuni casi sono passati più di
dieci anni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, mi dichiaro soddisfatto della risposta, e prendo atto
anche che per rispetto al suo predecessore Lei ha pensato
giustamente di rispondere a questo atto ispettivo, così come mi
dichiaro soddisfatto che lei ha ritenuto opportuno di rivolgere una
richiesta all'Avvocatura della Regione per avere una risposta
sull'argomento.
Ma qui ci troviamo di fronte alla dimostrazione che spesso quando
si amministra la cosa pubblica si ha poco interesse per il generale
e si guarda troppo spesso al particolare. Cosa è successo? E'
successo che il suo predecessore ha pensato di dare vita a qualche
nomina clientelare - perché solo di questo si parla - e di andare a
rispolverare una serie di cantieri di lavoro che erano stati
finanziati nel 1980 e nel 1990, quindi stiamo parlando esattamente
di trent'anni fa e di vent'anni fa.
Quando noi parliamo della chiesa di S. Bartolomeo Apostolo di
Melilli, che io ho assunto come modello, ci troviamo di fronte ad
un finanziamento che è stato concesso nel 1996, quindi significa 14
anni fa, sono passati 13 anni dall'esecuzione dei lavori e la legge
nazionale sulla conservazione dei documenti fiscali pone in 5 anni
il limite per la conservazione dei documenti, che diventano dieci
se durante i primi 5 anni vi sono state delle comunicazioni da
parte degli uffici.
Nel caso della chiesa di S. Bartolomeo, nessuna comunicazione vi
era stata, ed ecco cosa è successo in questi ultimi 30 anni o in
questi ultimi 20 anni: non avendo i parroci delle parrocchie
l'obbligo di tenere la documentazione nella parrocchia, ma
potendola portare con se nella propria abitazione privata, quando
il parroco è morto, all'interno dell'abitazione privata è rimasta
anche la documentazione ufficiale sul cantiere, e quando poi oltre
al parroco è morto anche il direttore dei lavori del cantiere, e
anche il direttore della ditta a cui si era rivolto il sacerdote
per eseguire questi lavori, è chiaro che non siamo assolutamente
nelle condizioni di potere, oggi, con venti o trent'anni di
ritardo, dare vita al collaudo di queste opere.
Fra l'altro, capisco che il suo predecessore non è un tecnico, e
quindi ben poca cosa capiva di lavori pubblici, ma vorrei sapere
come si può pensare di chiedere di fare un collaudo dopo trent'anni
dall'esecuzione dei lavori. Trent'anni significa un lasso di tempo
entro il quale sicuramente di quelle opere non è rimasta nemmeno
l'ombra.
Allora, onorevole Assessore, su questa vicenda proprio per evitare
un contenzioso con i parroci, con le parrocchie, ma anche con i
Comuni, tenete presente, che questi collaudatori così solerti e
così bravi nell'eseguire questi accertamenti - alcuni credo che
siano usciti anche dalla Sorbona - sono arrivati alla fine a
chiedere ai parroci 75 mila euro a parrocchia, cioè 150 milioni di
lire.
Ma voi pensate che oggi una parrocchia sia nelle condizioni di
poter tirare fuori questa somma? Ebbene, cosa facciamo assessore
Leanza, gli facciamo l'ingiunzione di pagamento al parroco?
Portiamo il parroco in Tribunale? Gli sequestriamo la chiesa, gli
sequestriamo la macchina? Andiamo a sequestrargli qualche quadro o
scultura che poi venderemo all'asta? Allora, proprio per evitare di
vedere ancora una volta la Regione impegnata in un provvedimento
iniquo e ingiusto e che farebbe soltanto non ridere, ma piangere,
la invito con la solerzia che le riconosco, a voler considerare con
maggiore attenzione il problema e fare in modo che nel giro di
qualche mese possa essere facilmente risolto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 966 Iniziative per il
rinnovo del progetto Un modello per la rete regionale del welfare'
a valere sulle risorse del fondo nazionale politiche sociali , a
firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
con la legge n. 328 del 2000 (legge quadro per la realizzazione
del nuovo sistema integrato di interventi e servizi sociali) la
Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema
integrato di interventi e servizi sociali; promuove interventi per
garantire la qualità della vita, pari opportunità, non
discriminazione e diritti di cittadinanza; previene, elimina o
riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio
individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito,
difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con
gli artt. 2, 3 e 38 della Costituzione;
la legge n. 328/2000 pone in essere una riforma
dell'organizzazione dei servizi socio - sanitari mediante il
ricorso alla gestione associata dei servizi a livello distrettuale
ed il ricorso alla programmazione negoziata quale procedura per la
programmazione ed il monitoraggio degli interventi ricadenti nei
piani di zona;
preso atto che:
la Regione siciliana, sin dalla fase di recepimento ed attuazione
della legge n. 328 del 2000, ha riscontrato numerose problematiche
afferenti all'implementazione di un sistema di rete che sovrintenda
all'operato dei distretti socio-sanitari e risponda ai bisogni
dell'utenza;
le motivazioni che hanno ostacolato il raggiungimento di tale
networking risiedono nella scarsa diffusione della nuova cultura
organizzativa di governance multilivello, così come previsto dalla
legge 328/2000, nella mancanza di un reale coinvolgimento attivo
dei partner-socio - economici territoriali e nella realizzazione di
valide azioni di progettazione sociale e di monitoraggio quali-
quantitativo del processo e/o dei servizi;
la scadenza del 31 dicembre 2009 per l'affidamento della
programmazione dei servizi socio-sanitari del riequilibrio
economico temporale non è stata rispettata nella quasi totalità dei
distretti socio-sanitari siciliani, cosicché si è determinato un
considerevole arretrato di spesa che cagiona nocumento all'utenza e
allo sviluppo sociale dei territori;
considerato che:
l'Assessorato Famiglia ha affidato in house providing al CIAPI di
Priolo Gargallo (SR) il progetto Un modello per la rete regionale
del welfare' con risorse a valere sul piano regionale per la
formazione e l'aggiornamento del personale addetto alle attività
sociali con la quota del 9 per cento del fondo nazionale delle
politiche sociali;
l'obiettivo del progetto è sostenere l'attuazione della riforma
del welfare regionale attraverso la creazione, a livello centrale e
periferico, di un assetto organizzativo di risorse umane e di
servizi atti a sciogliere i nodi che hanno condizionato
negativamente la capacità dei distretti socio-sanitari di attivare
tutti i dispositivi previsti dalla l. 328/2000;
all'interno di tale macroprogetto, ha rivestito un ruolo nodale la
previsione e l'inserimento nei 55 distretti socio sanitari dei
'facilitatori territoriali', che hanno svolto la funzione di
intermediari tra il Dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali e le amministrazioni distrettuali fornendo
consulenza specialistica, mediazione dei processi di concertazione
locale ed affiancamento dei gruppi piano così come previsto anche
dal D.P.R.S. 2 marzo 2009 Programma regionale delle Politiche
sociali e socio-sanitarie 2010-2012';
il facilitatore territoriale è una figura professionale di grande
e profondo impatto sociale, che si impone oggi quale punto di
riferimento nel contesto socio-sanitario di un nuovo modello per
una rete regionale del welfare siciliano, avendo contribuito ad
alimentare la circolazione della cultura e delle informazioni,
promuovendo lo sviluppo e l'affermazione di un sistema di
responsabilità condivise tra tutti gli attori e avendo cooperato ad
accorciare le distanze tra l'ufficio piano, i distretti e gli
attori sociali, mediante la creazione di un canale di comunicazione
e di scambio continuo, risolvendo problemi di interrelazione ed
integrazione verticale ed orizzontale;
è in corso di avvio la nuova programmazione dei servizi socio
sanitari 2010/2012;
il 4 marzo 2010 cesseranno i contratti di lavoro a progetto dei 55
facilitatori territoriali cagionando così un'interruzione di un
servizio di primaria rilevanza nell'ambito dell'assistenza tecnica
ai distretti socio sanitari;
per sapere:
quali interventi, con l'urgenza del caso, intendano adottare per
procedere al rinnovo dell'azione inerente il ruolo dei facilitatori
territoriali nell'ambito del progetto affidato in house providing
al CIAPI di Priolo Gargallo, denominato Un modello per la rete
regionale del welfare';
se tali interventi consentiranno di dare continuità alla figura e
al ruolo dei facilitatori territoriali, al fine di consolidare la
rete integrata dei servizi socio-sanitari, tuttora in fieri, e di
attuare una programmazione e gestione dei servizi socio-sanitari
quanto più ispirata ai criteri dell'efficacia,
dell'efficienza,dell'economicità e della partecipazione negoziata
con tutti gli stakeholders territoriali». (966)
Invito l'assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro a rispondere all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
all'interrogazione n. 966 dell'onorevole Vinciullo si rappresenta
quanto segue:
il progetto un modello per la rete regionale del welfare
finanziato con i fondi residui delle annualità 2001-2003-2006 del
FNPS, è stato affidato in house al Canapi di Priolo Gargallo e al
CEFPAS di Caltanissetta che hanno elaborato la progettazione per la
parte di rispettiva competenza, attuando poi le azioni previste.
In particolare l'azione dei facilitatori , cui si riferisce
l'interrogazione, ha avuto durata di due anni e si è conclusa il 4
marzo c.a.
La selezione è stata affidata dal CIAPI di Priolo Gargallo e che
ha provveduto a contrattualizzare i prescelti destinandoli a
svolgere ruoli di supporto a ciascuno dei cinquantacinque gruppi
piano distrettuali nella delicata fase della nuova programmazione
2010-2012. Senza entrare nel merito della valutazione dell'operato
dei singoli facilitatori , si può comunque rilevare che l'impatto
di queste figure sul territorio è stato molto diversificato, sia in
relazione alla situazione del gruppo piano di destinazione, sia
rispetto all'approccio del facilitatore stesso. In ogni caso,
essendosi ormai conclusa la fase di elaborazione dei nuovi piani di
zona, appaiono esaurite anche le motivazioni per le quali si è
ritenuto opportuno procedere a questa sperimentazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta che l'Assessore
ha dato. Vorrei, però, ancora una volta invitare l'Assessore a
vedere se era possibile, anche per quest'anno o comunque per il
2011, cercare di utilizzare questi ragazzi che nel frattempo hanno
acquisito conoscenze e capacità tali che si possono sicuramente
spendere nell'interesse del territorio.
Ad esempio, penso, ad una per tutte, all'applicazione della 328,
che sta suscitando tante difficoltà con comuni che operano tutti in
assoluta differenza l'uno dall'altro.
E, quindi, vorrei invitare l'Assessore a prendere in
considerazione l'ipotesi di poter prorogare l'incarico a questi
lavoratori nell'interesse anche della collettività e nell'interesse
degli enti locali, dal momento che spesso i fondi della 328 non
sono stati utilizzati dagli amministratori locali.
PRESIDENTE. Per accordo fra le parti, le interrogazioni numero 968
Iniziative per la tutela dei lavoratori delle società STM e
NUMONYX di Catania , degli onorevoli Pogliese e Vinciullo,
numero 990 Iniziative in favore dei progetti riservati alle
persone con disabilità finanziati dalla legge n. 328 del 2000 ,
dell'onorevole Vinciullo, e numero 1000 Misure per contrastare la
crisi occupazionale nella provincia di Trapani , degli onorevoli
Adamo, Marrocco e Scilla, si intendono trasformate in
interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1023 Ispezione presso
l'Azienda socio-sanitaria di assistenza alla persona 'M.A. Infranca
- San Giacomo' nel comune di Castelvetrano (TP) .
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
a Castelvetrano (TP), in via Garibaldi 18, opera la (A.S.S.A.P.)
azienda socio-sanitaria di assistenza alle persone San Giacomo;
sorge qualche dubbio sulla buona amministrazione del suddetto ente
ed esattamente riguardo:
1) all'osservanza delle norme vigenti inerenti al reclutamento di
personale in materia urbanistico - edilizia, in materia di
registrazione delle attività alimentari e in materia di sicurezza e
igiene sui luoghi di lavoro;
2) all'osservanza delle norme vigenti in materia di pubblicazione
degli atti;
3) a decadenza dei consiglieri di amministrazione;
4) all'osservanza delle norme regionali previste dall'articolo 26
della l.r. n. 22 del 1986;
appreso che è stato impedito ai consiglieri comunali componenti
della V commissione consiliare di prendere visione di alcuni atti
amministrativi dell'A.S.S.A.P. San Giacomo in quanto il presidente
del suddetto ente ritiene che la commissione non ha alcun titolo
per procedere ad una verifica degli stessi in netta contraddizione
con l'articolo 6 del d.a. di iscrizione all'albo dell'ente, che
prevede la competenza territoriale del comune e l'esercizio
dell'attività di vigilanza per la verifica del mantenimento dei
requisiti in conformità agli standard regionali;
per sapere se intendano attivarsi con urgenza al fine di
verificare possibili leggerezze ed anomalie nell'amministrazione e
nella conduzione dell'A.S.S.A.P. San Giacomo» (1023).
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Con l'interrogazione in esame l'onorevole interrogante
ha chiesto di verificare possibili leggerezze e anomalie
nell'amministrazione e nella conduzione dell'azienda San Giacomo di
Castelvetrano, con particolare riferimento all'osservanza delle
norme vigenti inerenti al reclutamento del personale in materia
urbanistico-edilizia, in materia di registrazione dell'attività
alimentare e in materia di sicurezza ed igiene sui luoghi di
lavoro, all'osservanza delle norme vigenti in materia di
pubblicazione degli atti, alla decadenza dei consiglieri di
amministrazione, all'osservanza delle norme regionali previste
dall'art. 26, legge n. 22 del 1986, al diniego sull'accesso degli
atti nei confronti dei consiglieri della V Commissione consiliare
del comune di Castelvetrano.
Dette informazioni in possesso dei dipendenti uffici di questo
Assessorato e da quelle fornite dagli organi di amministrazione
risulta che:
a) l'ente ha un solo dipendente con contratto a tempo
indeterminato, mentre le altre unità, che oscillano da dieci a
dodici, vengono assunte con contratto a temo determinato, a seconda
delle esigenze. Il rappresentante legale dell'ente ha dichiarato
che il reclutamento del personale è sempre avvenuto tenendo conto
delle disposizioni di legge e dei principi di efficienza e di buon
amministrazione;
b) materia urbanistico-edilizia. L'ente, in possesso dei
certificati di accatastamento e di agibilità provvisoria, è in
attesa di eseguire alcuni lavori all'interno della struttura al
fine di ottenere l'agibilità definitiva;
c) la documentazione aggiornata sulla registrazione dell'attività
alimentare in possesso dell'ente. Di recente è stata effettuata
un'ispezione da parte di un funzionario del Ministero dell'attività
alimentare che ha riscontrato la correttezza e la regolarità delle
strutture e della gestione.
d) sicurezza e igiene sul luogo di lavoro. E' stato nominato il
responsabile della sicurezza dei lavoratori e il responsabile della
sicurezza sui luoghi di lavoro;
e) pubblicazione degli atti. Il rappresentante legale dell'ente
dichiara che sono stati pubblicati sempre gli atti per i quali la
legge prevede tale obbligo.
Nella decadenza dei consiglieri di amministrazione non viene
specificato dall'interrogante quali sono i motivi che riguardano la
decadenza dei consiglieri di amministrazione e non risultano agli
atti provvedimenti di decadenza degli stessi.
In ogni caso l'Assessorato ha previsto di mandare un'ispezione al
fine di verificare che quanto dichiarato dal rappresentante legale
dell'ente corrisponda a verità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggirello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RUGGIRELLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1047 Interventi a
sostegno dell'opera pia Regna Elena e Vittorio Emanuele II di
Castellammare del Golfo (TP), a firma dell'onorevole Oddo.
Comunico che per accordo tra le parti all'interrogazione n. 1047
verrà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1051 Provvedimenti per
garantire il posto di lavoro agli operatori della sede siciliana di
Palermo del Telefono azzurro', a firma degli onorevoli Lupo,
Gucciardi e Galvagno.
Comunico che per accordo tra le parti all'interrogazione n. 1047
verrà data risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1056 Interventi a favore del
riconoscimento dello status di residenze sanitarie assistite di
medio - bassa intensità o di residenze assistenziali flessibili
alle case protette siciliane per anziani, inabili e minori , a
firma dell'onorevole Marziano
Non essendo presente in Aula l'onorevole firmatario,
l'interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1100 Provvedimenti per
avviare a rapida soluzione la vertenza degli ispettori del lavoro
della provincia di Siracusa , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
i funzionari direttivi in servizio presso gli uffici
dell'ispettorato provinciale del lavoro di Siracusa con funzioni di
ispettore del lavoro evidenziano da mesi lo stato di profondo
disagio in cui sono costretti a lavorare, cosa che li ha spinti, in
più occasioni, a dichiarare lo stato di agitazione e a riservarsi
di intraprendere idonee azioni di tutela, fra le quali la rinuncia
alle 'funzioni ispettive';
nonostante il disagio più volte denunciato, il comitato che
rappresenta gli ispettori del lavoro ha deciso di sospendere,
temporaneamente, ogni azione di lotta, confidando nella
disponibilità da parte dell'Assessore per la famiglia;
considerato che:
gli ispettori del lavoro in servizio presso gli uffici
dell'ispettorato provinciale del lavoro di Siracusa richiedono
l'immediato ripristino dell'indennità di missione, così come
avviene per gli ispettori dipendenti dal Ministero del lavoro che
operano nelle restanti regioni d'Italia o che si trovano ad operare
nel territorio della Regione siciliana;
alla luce del servizio svolto dagli ispettori del lavoro, appare
più che naturale la concessione dell'indennità di funzione di
polizia giudiziaria;
sembra dovuta la stipula, da parte dell'Assessore regionale per la
famiglia, di un'apposita polizza assicurativa a favore degli
ispettori del lavoro operanti in Sicilia, al fine di assicurare una
congrua copertura dei rischi derivanti dallo esercizio delle
funzioni loro assegnate dalle vigenti normative regionali;
sembra del tutto inspiegabile che, ad oggi, non vengano applicate
le tabelle ACI per il calcolo del rimborso chilometrico dovuto agli
ispettori del lavoro, quando gli stessi, per esigenze di lavoro, e
quindi per esigenze dell'Amministrazione regionale, sono costretti
a mettere a disposizione la propria autovettura;
visto che già da tempo in altre regioni d'Italia sono state
stipulate apposite convenzioni con istituti di credito al fine di
consentire agli ispettori del lavoro l'accesso ad una linea di
credito agevolato, in quando gli stessi per evidenti e documentate
ragioni di sicurezza sono costretti a cambiare spesso la propria
autovettura che viene utilizzata per esigenze di servizio;
per sapere se non ritengano sostenere l'approvazione del disegno
di legge n. 138 del 15 luglio 2008, recante 'Istituzione del ruolo
degli Ispettori del lavoro. Norme per il contrasto al lavoro
irregolare', a tutt'oggi rimasto lettera morta, nonostante sia
stato già a suo tempo licenziato dalla V Commissione legislativa
permanente dell'Assemblea regionale siciliana» (1100).
Ha facoltà di parlare l'assessore Leanza per fornire la risposta.
LEANZA NICOLA, assessore alla famiglia, politiche sociali e
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla vicenda che
riguarda gli ispettori del lavoro, in questa Aula, negli ultimi due
anni, si è detto tantissimo e purtroppo poco si è fatto.
Abbiamo avviato una lunga attività di concertazione con il
sindacato e con gli stessi ispettori del lavoro per cercare di
definire alcune questioni.
Una questione riguardava il famoso corso Form Ispe, l'altra il
problema di verificare se ci sono le condizioni di dotare i nostri
ispettori del lavoro di alcune tutele che hanno in altre parti
d'Italia. E di metterli in condizione di potere espletare al meglio
il proprio lavoro dotandoli anche di mezzi avanzati dal punto di
vista dell'innovazione tecnologica, per fare in modo di espletare
il loro lavoro con grande serietà.
Nell'ultimo incontro con gli ispettori abbiamo istituito un tavolo
di lavoro.
Pensiamo di presentare un disegno di legge abbastanza condiviso
con il mondo sindacale, con gli stessi ispettori del lavoro ed
anche con la V Commissione legislativa e di presentarlo nel mese di
settembre.
Riteniamo che sia un argomento che va assolutamente attenzionato e
portato a soluzione.
L'ispettore del lavoro è una figura importantissima nella
repressione, nella tutela dei diritti ed anche per i suggerimenti
che possono dare alle aziende e a chi comunque si rivolge loro per
potere avere suggerimenti e consigli.
In tal senso accolgo l'invito dell'onorevole Vinciullo ad
accelerare i tempi per presentare un disegno di legge che riguarda
gli ispettori del lavoro nella Regione siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1121
Riconoscimento dei diritti ai lavoratori videoterminalisti degli
uffici postali .
Per accordo fra le parti, l'interrogazione n. 1121 viene
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1122 Chiarimenti in ordine
alla vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto di un
imprenditore .
Per assenza dall'Aula dell'onorevole Caputo, l'interrogazione si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1144 Iniziative a tutela dei
lavoratori del gruppo SMA di Siracusa .
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
il gruppo SMA, che gestisce supermercati in Italia e in Sicilia,
ha deciso di smantellare e chiudere due punti vendita in provincia
di Siracusa;
in seguito alla chiusura di detti centri vendita, 22 lavoratori
sono stati licenziati perdendo il posto di lavoro e con esso la
tranquillità e la sicurezza familiare;
preso atto che:
la società SMA, dopo timide aperture a favore dei lavoratori, ha
deciso di cambiare strategia, cancellando ogni possibilità di
recuperare qualche posto di lavoro e di raggiungere un accordo
sindacale con i rappresentanti dei lavoratori;
è stata messa perfino in discussione anche la possibilità, per i
lavoratori licenziati, di accedere alla cassa integrazione da
aggiungere al periodo di mobilità;
visto che non è stata ancora presa in considerazione l'ipotesi di
ricorrere al prepensionamento di tutti i lavoratori che hanno le
condizioni giuridiche per accedere alla fuoriuscita anticipata dal
mondo del lavoro, in modo da favorire il mantenimento in servizio
di tutti coloro che sono stati oggi licenziati;
per sapere:
se non ritengano utile e necessario invitare l'ufficio provinciale
del lavoro di Siracusa e l'ispettorato provinciale del lavoro a
vigilare, con la massima attenzione, sulle modalità di svolgimento
delle trattative fra la società SMA e i rappresentanti dei
lavoratori, al fine di assicurare a tutti i dipendenti licenziati
il massimo delle possibilità consentite dalle leggi vigenti in
materia di diritti del lavoro, fiscali e previdenziali;
se non ritengano utile e improcrastinabile riconoscere alla
società SMA tutti quegli incentivi, previsti dalla legge, atti ad
impedire il licenziamento degli operai e il loro riassorbimento nei
ranghi della società;
se non ritengano di prendere in esame ogni proposta utile e
legittima, atta ad assicurare ai 22 lavoratori licenziati un futuro
occupazionale certo e tranquillità alle rispettive famiglie»
(1144).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Leanza per fornire
la risposta.
LEANZA NICOLA, assessore alla famiglia, politiche sociali e
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultimo periodo,
in questo settore, si sono avute in molte parti d'Italia ed in
Sicilia, diverse chiusure dei punti SMA.
E' lo stesso ragionamento che abbiamo fatto poco fa.
Dobbiamo trovare un sistema per tutelare i nostri lavoratori, per
quanto riguarda alcune categorie di lavoratori in quanto molto
spesso non sono tutelati da decisioni che l'azienda prende, molto
spesso senza giusta causa. Abbiamo l'esigenza di fare alcune
iniziative e mi riferisco, come ho detto poco fa, ad un eventuale
disegno di legge che possa consentire di tutelare quelle fasce di
lavoratori che lavorando in gruppi tipo multinazionali. Molto
spesso costoro sono più deboli rispetto ad altri lavoratori che
operano in aziende più piccole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vincullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, il problema che riguarda il gruppo SMA in Sicilia, così
come quello di altri grossi centri commerciali che sono venuti a
intascare finanziamenti da parte della Regione, ad aprire grossi
centri commerciali e adesso stanno procedendo a licenziare tutto il
personale è qualcosa che deve essere esaminato con maggiore
attenzione da parte del Governo regionale.
All'inizio della mia attività parlamentare ho dovuto litigare in
maniera furibonda con il suo collega Di Mauro, il quale in
provincia di Siracusa ha proceduto ad autorizzare l'ennesimo grosso
centro commerciale. Con il risultato che in provincia di Siracusa
ci siamo ritrovati alla chiusura di centinaia e centinaia di
piccoli commercianti al minuto con l'assunzione solo temporanea di
personale.
Questo personale è stato tenuto in servizio per due anni. Venuti
meno i contributi da parte della Regione e dello Stato, si è
proceduto immediatamente a licenziare questi lavoratori e a
riconvertire questi grossi supermercati, a passarli da una gestione
all'altra.
Pertanto, Assessore Leanza, dobbiamo intervenire definitivamente
su questa vicenda. In un momento in cui in provincia di Siracusa
sta per essere autorizzato l'ennesimo grosso centro commerciale,
stiamo parlando di un outlet che sorge alle porte di Siracusa,
anche se è nel territorio del comune di Melilli, del suo ex collega
Sorbello, dobbiamo meglio attenzionare queste vicende.
E peraltro questo outlet con una serie di manifesti, di inserzioni
sui giornali parla di 1.000 assunzioni. Esso andrà ad operare da
qui a qualche mese, perché pensa di aprire a settembre, mille
assunzioni. E' partita la caccia ai posti di lavoro. E' partita la
caccia ad una serie di interventi clientelari nel settore e la
gente giustamente è preoccupata. Quei pochi centri commerciali che
sono rimasti nella città di Siracusa, che l'apertura di questo
outlet porterà alla chiusura definitiva delle piccole aziende
commerciali.
Assessore Leanza, poco fa lei parlava degli ispettori, faceva
presente come gli ispettori oltre a reprimere devono prevenire.
Sarebbe importante che in questi grossi centri commerciali si
cominciasse di tanto in tanto in maniera sistematica ad inviare
questi ispettori per verificare come avviene l'assunzione di
centinaia e centinaia di ragazzi e di ragazze che vengono sfruttate
per essere licenziati dopo che sono finiti gli sgravi fiscali
operati dalla Regione. Diversamente ci ritroveremo ad avere
l'ennesimo gruppo SMA che è venuto in Sicilia, ha costruito, ha
realizzato, ha assunto e ora licenzia. Licenzia a Siracusa,
licenzia a Catania, sta licenziando mi dicono anche a Palermo. Ma
non vorrei che questi grossi centri commerciali si trasformassero
in licenzifici cioè in soggetti che licenziano e che non portano
nessun beneficio a questo territorio.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 1182 Iniziative
per impedire la chiusura del centro temporaneo di accoglienza in
favore degli immigrati richiedenti asilo di Sant'Angelo di Brolo
(ME) a firma dell'onorevole Panarello.
Non essendo presente in Aula l'onorevole firmatario,
l'interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1188 Notizie sulle modalità
di utilizzo del personale assunto da parte della IREM , a firma
dell'onorevole Marziano.
Non essendo presente in Aula l'onorevole firmatario,
l'interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Per accordo fra le parti, le interrogazioni numero 1195
Interventi al fine di impedire l'attivazione di tirocini formativi
presso enti locali e società da essi partecipate , dell'onorevole
Cracolici, numero 1212 Proroga dei termini del decreto del
dirigente generale n. 813 del 26 aprile 2010 in materia di
politiche sociali , dell'onorevole Vinciullo, e numero 1226
Iniziative per agevolare l'apertura a Catania della Ge
Transportation Systems , degli onorevoli Pogliese e Vinciullo, si
intendono trasformate in interrogazioni con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interpellanza numero 91 Interventi urgenti per la
casa di riposo Giovanni XXIII di Marsala dell'onorevole Gucciardi.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
il 15/06/2010 si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione
della casa di riposo Giovanni XXIII di Marsala, seppure ancora
incompleto in tutti i suoi componenti;
in data 24/06/2010 i dipendenti hanno inviato al Sindaco di
Marsala, al Prefetto di Trapani, all'Assessore regionale per la
famiglia ed alla Procura della Repubblica di Marsala un documento
nel quale si descrive lo stato di emergenza insopportabile della
struttura, con i dipendenti non pagati ormai da troppi mesi e con
la struttura a rischio di collassamento con rischio di grave
nocumento per gli anziani ospiti;
in data 24 giugno 2010 il nuovo presidente, insediato da qualche
giorno, ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica, lasciando
ancora una volta la casa di riposo in condizioni inaccettabili;
atteso che:
dalla situazione descritta, che dura ormai da tantissimi mesi,
possono derivare responsabilità ai diversi livelli istituzionali
coinvolti nella vicenda;
è ormai urgente ed indifferibile un intervento preciso delle
autorità preposte al fine di scongiurare ulteriori danni alla
struttura, al personale ed agli anziani ospiti nella struttura;
ritenuto che una siffatta struttura non può rimanere alla deriva
nella gestione considerato che non ha alcun organo di legittima
rappresentanza giuridica;
per conoscere:
quali provvedimenti indifferibili intenda adottare per
salvaguardare la struttura, gli anziani ivi ospitati ed i
dipendenti non pagati ed in stato di sofferenza insopportabile;
se non ritenga di nominare immediatamente un commissario che
assuma subito la guida della struttura ormai allo sbando ed alla
deriva gestionale, amministrativa e contabile» (91).
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali ed economiche per fornire la risposta.
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed
economiche. L'interrogazione fatta dall'onorevole Gucciardi è
un'interrogazione che è stata tenuta in grande considerazione
dall'Assessorato alla Famiglia tant'è che abbiamo fatto diversi
incontri con la struttura.
Abbiamo mandato prima un'ispezione e poi un commissario che in
questo momento sta verificando le condizioni di una struttura
assolutamente prestigiosa, non dico in stato di abbandono, ma per
molti versi gestita con abbastanza superficialità e con
pretenziosità per diventare una struttura nel territorio di
riferimento per tantissime iniziative. Quindi, vorrei rassicurare
l'onorevole Gucciardi che ci stiamo muovendo in questa direzione e
tra pochissimi giorni possiamo dargli tutte le notizie utili perché
in questo momento c'è un commissario ad acta che sta verificando le
condizioni della casa di riposo.
Vorrei prendere spunto da questa interrogazione e dalle tante
interrogazioni che sono arrivate rispetto alle opere pie della
Regione siciliana per dire che il Governo ha presentato un disegno
di legge di riordino del sistema della gestione delle opere pie.
Non è più possibile continuare in queste condizioni. Abbiamo 153
opere pie di cui una cinquantina quasi in fase di estinzione, 50
strutture molto ben organizzate e 50 strutture che in qualche modo
hanno una grossa potenzialità ma non riescono o non vogliono
esprimere al meglio questa potenzialità.
Quindi ritengo che quest'Aula nei prossimi mesi potrà legiferare
su questa materia in maniera competente, seria e certamente molto
proficua.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gucciardi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io mi
ritengo soddisfatto per la tempestività con cui l'Assessore e
l'Assessorato sono intervenuti a seguito di questa interpellanza
sullo stato di abbandono come correttamente lo ha definito lei, di
una struttura straordinariamente prestigiosa della provincia di
Trapani e di Marsala in particolare.
Il Commissario so che sta operando bene, che sta operando una
ricognizione di quelli che sono i guasti e le sofferenze,
soprattutto di bilancio, ma non solo di bilancio, le sofferenze
degli ospiti, degli anziani e dei lavoratori che continuano, in
maniera encomiabile e, debbo dire, senza alcun motivo ormai a
mantenere questa struttura in vita.
Sto intervenendo per manifestare la soddisfazione per l'intervento
tempestivo dell'Assessorato che ha impedito lo stato di abbandono,
dopo la seconda dimissione consecutiva del Presidente della stessa
casa di riposo, a distanza di pochissime settimane l'una
dall'altra.
In questo momento, Assessore, la situazione dei lavoratori della
casa di riposo, con ricadute certamente negative sul livello di
assistenza agli ospiti anziani di quella struttura, dicevo che la
situazione dei lavoratori è davvero di disperazione assoluta.
Non è immaginabile che si possa tenere un lavoratore, decine di
lavoratori in questo caso, senza alcuna retribuzione per questo
numero enorme di mesi che, ormai, va ben oltre i 6, 7, gli 8 mesi.
Per cui quello che si chiede, quello che io so che, anche
informalmente il Commissario probabilmente avrà provato a chiedere
al Governo regionale, all'Assessore alla famiglia in particolare, è
un intervento tempestivo della Regione che possa, attraverso una
contribuzione ordinaria o straordinaria, questo lo vedranno gli
Uffici e il Governo, poter tamponare per quanto possibile allo
stato di disagio ormai insopportabile dei lavoratori di questa
struttura.
Quindi, Assessore, le chiedo - e davvero mi appello alla
sensibilità sua e del Governo - che tempestivamente si possa porre
in essere atti che consentano almeno di tamponare lo stato di
disagio economico dei lavoratori della casa di riposo Giovanni
XXIII di Marsala che, ormai, sono allo stremo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo sostanzialmente esaurito
l'ordine del giorno perché al punto VI Proposte di modifica
dell'articolo 167 del Regolamento interno - documento II va
trattato, ovviamente, con particolare attenzione perché c'è
maggioranza qualificata di 46, quindi, il voto deve essere minimo
46, quindi, domani sicuramente sarà oggetto anche di discussione in
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
Pertanto, quando dicevo che abbiamo esaurito l'ordine del giorno,
l'Assemblea è convocata per mercoledì 28 luglio 2010, con inizio
alle ore 17.00, in quanto alle ore 16.00 è convocata la Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 208 - Istituzione di una Commissione per il monitoraggio e
la verifica delle necessità organizzative
dell'Amministrazione regionale e degli enti collegati in
ordine al ricorso esterno a consulenti, incarichi e
collaborazioni.
N. 209 - Iniziative atte a promuovere, presso il Parlamento
europeo, la modifica del Reg. CE 1342/2002, in materia
di ristrutturazione dei vigneti.
N. 210 - Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
autostrade siciliane.
N. 211 - Interventi a livello centrale per scongiurare i tagli
di risorse finanziarie a danno dei comparti di sicurezza
previsti nella manovra finanziaria in discussione al
Parlamento nazionale.
III -Discussione del disegno di legge:
- Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
(n. 478/A) (Seguito)
Relatore: on. Minardo
IV - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Infrastrutture e mobilità
V -Discussione della proposta di modifica dell'art. 167 del
Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. II)
La seduta è tolta alle ore 19.25
Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 21.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
funzione pubblica»
DI BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
l'ATO di Agrigento ha provveduto, seppur attraverso un iter
(secondo il sottoscritto interrogante) di dubbia legittimità, ad
affidare il servizio di distribuzione idrica;
il consorzio «Acquedotto Tre Sorgenti», che raggruppa i comuni di
Canicattì, Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata,
Ravanusa e Racalmuto, ha avviato nelle sedi giurisdizionali
competenti un'azione volta a resistere avverso la consegna degli
impianti di approvvigionamento
e adduzione;
i comuni del consorzio hanno già provveduto alla cessione degli
impianti di distribuzione;
il consorzio «Acquedotto Tre Sorgenti» in buona parte svolge un
compito di intermediazione, vendendo al gestore acqua che provvede
ad acquistare da «Sicilia Acque»;
considerato che:
l'ARRA ha nominato un commissario presso il consorzio per
procedere alla consegna delle infrastrutture;
nelle more delle azioni dilatorie, il consorzio «Acquedotto Tre
Sorgenti», con avviso del 31 dicembre 2008 ha proceduto ad emanare
un bando per l'assunzione di personale con contratto a tempo
determinato ma rinnovabile;
il bando non è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana;
tale bando testualmente recita: «nella scelta dei candidati l'ente
non è vincolato a nessuna norma relativa alla valutazione dei
titoli presentati a precedenza per età e/o riserva di legge»;
tenuto conto che:
procedere ad assunzioni da parte di un ente prossimo allo
scioglimento appare uno spreco i cui costi ricadono interamente sui
cittadini;
il bando appare orientato a soddisfare più esigenze e bisogni
privati che un pubblico interesse, anche in considerazione della
scarsa pubblicità data allo stesso a causa dell'opinabile utilità
per l'ente di nuovo personale, del frazionamento dell'incarico (2
part-time) e, infine, del metodo di selezione adottato che lascia
assoluta discrezionalità circa i soggetti da assumere;
per sapere se:
non ritengano opportuno provvedere all'invio di un ispettore
presso il consorzio per verificare la regolarità degli atti delle
procedure seguite, nonché l'effettivo perseguimento di un pubblico
interesse;
se non ritengano di inviare copia della risposta all'
interrogazione alla Corte dei conti, cui la presente è inviata per
conoscenza.». (383)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 383, a firma
dell'onorevole Di Benedetto, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore regionale alla famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 817 del 6 marzo
2009 e delegata per la trattazione a questo Assessore regionale
alle autonomie locali e alla funzione pubblica con nota n. 936 del
28 maggio 2010 della Segreteria Generale della Presidenza della
Regione.
Il Dipartimento regionale delle autonomie locali, interpellato
sulla tematica oggetto dell'interrogazione, con nota n. 28277 del
10 dicembre 2009 ha chiesto chiarimenti al legale rappresentante
del Consorzio Tre Sorgenti'.
In considerazione che gli atti trasmessi dal Consorzio non sono
risultati esaustivi è stato richiesto un ulteriore approfondimento
al Dipartimento delle autonomie.
Sarà cura degli Uffici di diretta collaborazione della scrivente
aggiornare le informazioni
comunicate.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
FARAONE - CRACOLICI - AMMATUNA - APPRENDI ED ALTRI -. «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso
che:
la disastrosa emergenza rifiuti nella città di Palermo, per la
quale la Protezione civile sta intervenendo in via straordinaria
con ben un milione di euro, è stata ampiamente riportata in questi
giorni da parte della stampa regionale e nazionale, dando risalto
alle immagini dei rifiuti ammassati nelle strade;
tale situazione è stata ampiamente preannunciata dalla disastrosa
e fallimentare gestione dell'AMIA, azienda municipalizzata del
Comune di Palermo che, a fronte di diversi milioni di euro di
deficit, rischia il fallimento;
considerato che:
lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, prima ancora
dell'esplodere dell'attuale emergenza, paragonava Palermo ad una
città africana in tema di raccolta e gestione, tale e tanto era ed
è il degrado e della città e la sciatteria nella gestione dei
rifiuti;
al fine di ripianare i debiti dell'AMIA, è stato già concesso, con
apposita legge finanziaria, un contributo pubblico straordinario di
80 milioni di euro per fronteggiare la grave esposizione della
società, onde evitarne il fallimento e le gravi conseguenze sul
piano gestionale ed occupazionale;
rilevato che:
tale cospicuo contributo pubblico, tuttavia, non ha consentito la
risoluzione del problema, tanto che si parla di un buco da 150
milioni di euro;
tale accumulazione di debito non si è verificato dalla sera al
mattino, ma nel corso di questi ultimi anni in quanto, invece di
adottare politiche gestionali virtuose per tenere sotto controllo
la spesa e portare a pareggio il bilancio, si sono effettuati
sprechi vergognosi, che solo ora emergono in tutta la loro
consistenza e dirompenza, come è il caso delle missioni a Dubai
oltre che assunzioni, per esempio, con lo scambio padre-figlio, che
di fatto hanno aumentato le spese del personale dell'AMIA ma che di
converso non hanno comportato alcun miglioramento nel servizio
pubblico di raccolta dei rifiuti, soprattutto per quanto riguarda
la raccolta differenziata;
è noto a tutti gli organismi e le istituzioni che hanno competenza
al riguardo che, al di là del pronto intervento a favore della
riduzione dell'emergenza, il problema strutturale di una sana e
corretta raccolta e gestione dei rifiuti nella Città di Palermo
primariamente e obbligatoriamente passa attraverso una
ristrutturazione dell'azienda municipalizzata che imponga un
azzeramento dei debiti, il pareggio di bilancio e un avvio del
ciclo positivo della gestione e raccolta dei rifiuti fin dalla fase
della raccolta differenziata, mai del tutto pienamente avviata,
senza la quale ristrutturazione la situazione potrà ogni giorno di
più solo peggiorare e aggravarsi;
per sapere:
se, attraverso l'ARRA, siano state compiute verifiche in merito
alla gestione dell'AMIA;
se consideri possibile concedere ulteriori risorse finanziarie
pubbliche della Regione siciliana senza prima quantificare e
accertare il reale ammontare del buco di bilancio dell'AMIA e, di
conseguenza, senza che sia stato approntato e discusso con le parti
sociali in causa (Comune di Palermo, Prefettura, organizzazione
sindacali) il piano industriale dell'azienda;
quali iniziative intenda attivare, dopo l'intervento della
Protezione civile, al fine di evitare il peggioramento della grave
situazione igienico-ambientale e tutelare la salute dei cittadini;
quali iniziative siano in corso per verificare la sussistenza di
condizioni che rendano possibile l'ordinaria amministrazione,
evitando il ciclico ricorso a interventi straordinari e di
emergenza a sostegno dell'AMIA;
se, rispetto all'ipotesi di accedere a un fondo di rotazione per
incamerare i crediti vantati dall'AMIA da altre società che operano
in diverse parti della provincia di Palermo (come il COIRES) o in
altra provincia (come Messina Ambiente), si valutino le conseguenze
su queste stesse società, già in crisi, per favorire Palermo e la
società AMIA che pure ha già beneficiato di un credito di 80
milioni di euro.». (612)
Risposta. - «Nel riscontrare l'interrogazione n. 612, a firma
degli onorevoli Faraone, Cracolici, Ammatuna ed altri, pervenuta
agli Uffici di diretta collaborazione dell'allora Assessore
regionale alla famiglia, politiche sociali ed autonomie locali con
nota n. 2039 del 5 agosto 2009 e delegata per la trattazione a
questo Assessore regionale alle autonomie locali e alla funzione
pubblica con nota n. 987 del 9 giugno 2010 della Segreteria
Generale della Presidenza della Regione, si specifica quanto segue.
Con nota n. 21354 del 7 ottobre 2009 il Dipartimento regionale
delle autonomie locali, in
proposito interpellato, ha invitato il comune di Palermo a
trasmettere una relazione e ogni elemento utile sull'interrogazione
in esame.
Con nota n. 4123 del 12 febbraio 2010, il medesimo Dipartimento ha
trasmesso copia della nota n. 852324 - Sezione 1 del 25/11/2009 del
Comune di Palermo - Ufficio Società ed Enti controllati, a firma
dell'Assessore competente, con allegato Piano industriale
dell'AMIA; detto Piano industriale è visionabile presso gli uffici
del Dipartimento delle autonomie locali.
La nota n. 852324/2009 già citata precisa inoltre quanto segue.
"Per quanto concerne gli altri punti oggetto dell'interrogazione,
si fa presente, limitatamente agli aspetti di competenza, che non
risultano ciclici ricorsi ad interventi straordinari e di emergenza
a sostegno dell'AMIA in quanto è stato disposto un 'Solo intervento
finanziario a mezzo del contributo di cui all'art. 4 bis, comma 8
del D.L. n. 97/2008 con cui il Governo ha disposto l'erogazione di
euro 80.000,00 in favore del comune e che quest'ultimo ha destinato
in favore dell'AMIA, giusta deliberazione di G. C. n. 266 del 17
dicembre 2008.
Com'è noto detto contributo è stato liquidato in tre tranche (euro
30.000,00 - deliberazione di Giunta comunale n. 266 del 17 dicembre
2008; euro 30.000,00 - deliberazione n. 82 del 24 aprile 2009; euro
20.000,00 - deliberazione di Giunta comunale n. 204 del 22
settembre 2009)".
Tuttavia, atteso il tempo trascorso dall'avvenuto riscontro da
parte del Comune di Palermo con la già citata nota n. 852324 del 25
novembre 2009, in considerazione della nuova organizzazione
dell'Amministrazione regionale, giusta legge n. 19 del 16 dicembre
2008, si rimanda agli ulteriori
chiarimenti che potranno essere forniti al riguardo
dall'Assessorato dell'Energia e dei servizi di
Pubblica Utilità, Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che
il fondo per le autonomie in favore dei comuni, per l'anno 2009,
ammonta a 913 milioni di euro;
premesso, altresì, che da detto fondo, con il decreto
dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali n. 675/2009, sono state sottratte importanti somme a favore
di azioni che andrebbero diversamente finanziate, per un importo
pari a euro 433.114.236,70, con la conseguenza che restano a
disposizione del fondo per i comuni meno di 500 milioni di euro a
fronte dei 913 milioni iniziali;
considerato che mediamente ai comuni siciliani, sulla base delle
disponibilità del fondo per le autonomie, sarà ripartita una somma
decurtata di circa il 10% rispetto alla dotazione dell'anno
precedente, e che questa decurtazione comporterà, per molte
amministrazioni, la soppressione di alcuni servizi già programmati,
indispensabili per i cittadini;
ritenuto gravissimo il danno economico-finanziario che subiranno
centinaia di comuni nell'Isola, afflitti, come sono, da una pesante
crisi che rende sempre più difficile la gestione degli enti locali;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché venga
rimodulato lo schema di ripartizione dei fondi a disposizione dei
comuni, considerato che le decurtazioni previste per il 2009 sono
causa di gravissimo deficit per le amministrazioni locali;
in che modo intendano intervenire in favore dei comuni allorché la
suddetta decurtazione provocherà la paralisi nell'erogazione di
servizi sociali essenziali, in massima parte destinati alle fasce
deboli, a fronte di impegni di spesa già programmati in precedenza
dalle medesime Amministrazioni.». (795)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 795, a firma
dell'onorevole D'Asero, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore regionale alla famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 2854 del 13
novembre 2009 e delegata per la trattazione a questo Assessore
regionale alle autonomie locali e alla funzione pubblica con nota
n. 1049 del 14 giugno 2010 della Segreteria Generale della
Presidenza della Regione.
Il Dipartimento regionale delle autonomie locali all'epoca
interpellato aveva rappresentato quanto segue con nota n. 34806 del
3 dicembre 2009.
A norma dell'art. 9 della legge finanziaria regionale per l'anno
2009, approvata con la legge regionale 14/5/2009, n. 6, le
assegnazioni annuali in favore dei comuni per lo svolgimento delle
funzioni amministrative conferite in base alla legislazione vigente
ed a titolo di sostegno allo sviluppo sono determinate in
913.000.00.
Giusta l'art. 76 della legge regionale 26/3/2002, n. 2 e s.m.i., i
criteri ed i parametri del relativo riparto sono proposti dalla
Conferenza Regione-Autonomie locali ed adottati con decreto
assessoriale, tenendo conto, ovviamente, delle disposizioni in atto
vigenti.
Specificatamente, prima del riparto, occorre individuare le
deduzioni da operare sulla base di specifica previsione legislativa
e quelle altre che si rendono necessarie in relazione ad
indifferibili esigenze accertate.
Previo parere reso dalla Conferenza Regione - Autonomie locali
nelle sedute dell'8 giugno e del 9 settembre 2009, il Fondo è stato
ripartito con D.A. n. 675 del 14/9/2009.
Le preventive riserve, determinate da specifiche disposizioni
legislative, e quelle altre egualmente disciplinate da leggi ed
opportunamente quantificate in sede di Conferenza ammontano
complessivamente ad 289.016.782,20.
Dal residuo importo di 623.983.217,80, inoltre, sono da detrarre
15.599.580,45 quale percentuale del 2,5 spettante ai comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti a norma dell'articolo 23
l.r. n. 21/2003, 10.000.000,00 per assicurare la funzionalità dei
comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti a norma
dell'art. 76, comma 1, l.r. n. 2/2002 ed
118.497.874,05 per trasferimento di competenza dei comuni
collinari o montani con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti, pari alle risorse assegnate nel 2008 e
maggiorate del tasso programmato di inflazione.
Conseguentemente, il residuo importo spettante in favore dei
comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti non classificati
collinari o montani nonché di tutti i comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti, da ripartire proporzionalmente
all'assegnazione 2008, è stato di
479.885.763,30.
Il predetto importo di 479.885.763,30 è inferiore a quello
analogo di 520.341.015,20, ripartito nel 2008 ed, in effetti, ha
determinato decurtazioni alle assegnazioni annue spettanti in
favore dei singoli beneficiari.
Tale decurtazione è precipuamente conseguente alla previsione,
nella finanziaria regionale del 2009, delle innovative riserve per
il rimborso dell'80% delle spese sostenute dai comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti per la gestione degli asili
nido e delle spese sostenute da tutti i comuni per il ricovero di
minori su disposizione dell'Autorità giudiziaria, pari,
rispettivamente, ad 3.000.000,00 ed 37.833.200,00.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento. ».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali e
all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che i comuni
siciliani versano in grave disagio economico a causa della
decurtazione dei fondi ad essi riservati;
appreso, anche da fonti di stampa, che è intenzione del Governo
regionale gravare i bilanci comunali della spesa per il personale
precario;
sottolineato che siffatta eventualità condurrebbe i comuni verso
lo 'sforamento' di bilancio, con l'inevitabile conseguenza della
violazione del patto di stabilità e ulteriore riduzione delle somme
loro spettanti;
considerato che la tutela dei lavoratori precari non può essere
'scaricata' tout court sugli esigui fondi destinati ai comuni, ma
deve essere garantita con risorse intangibili, destinate unicamente
alle retribuzioni dei lavoratori;
ritenuto che, laddove il Governo della Regione dovesse perseguire
l'ipotesi di inserire nei bilanci comunali anche le spese per i
precari, tutte le attività che, in atto con difficoltà, vengono
garantite dalle amministrazioni rischiano di essere sospese;
per sapere:
come intendano venire incontro alle preoccupazioni espresse dai
sindaci rispetto all'eventualità che la spesa del personale
precario risulti a carico dei bilanci comunali, con refluenze
negative sul patto di stabilità;
quali iniziative urgenti intendano assumere affinché ogni singolo
comune della nostra Regione sia messo nelle condizioni di poter
pagare le retribuzioni dei lavoratori precari e,
contemporaneamente, di mantenere l'erogazione di servizi essenziali
in favore dei cittadini.». (841)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 841, a firma
dell'onorevole D'Asero, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore regionale alla famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 2908 del 19
novembre 2009 e delegata per la trattazione a questo Assessore
regionale alle autonomie locali e alla funzione pubblica con nota
n. 864 del 27 maggio 2010 della Segreteria Generale della
Presidenza della Regione.
Al riguardo si rappresenta che i contenuti dell'atto ispettivo non
rientrano tra le competenze di questo Assessorato, ma sono
ascrivibili all'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
GENNUSO. - «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che il dr. Rosario Di Lorenzo riveste
l'incarico di direttore sanitario presso l'ospedale unico di Avola-
Noto (SR), presidio 'G. Trigona';
considerato che, nell'ambito delle elezioni per il rinnovo del
Consiglio provinciale di Siracusa, svoltesi il 15 e 16 giugno del
2008, il suddetto dr Di Lorenzo, candidatosi nel collegio di Noto
nella lista del 'Popolo della Libertà', è risultato eletto
consigliere provinciale e a tutt'oggi riveste tale carica;
rilevato che, a norma dell'art. 3 del d. lgs. 30 dicembre 1992, n.
502, come recepito nell'ambito del nostro ordinamento dall'art. 1
della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30, 'il direttore
sanitario non è eleggibile a membro dei Consigli provinciali';
constatato che il dr Di Lorenzo, non avendo ottemperato alle
prescrizioni previste dall'art. 3 del d. lgs. 30 dicembre 1992, n.
502, volte a rimuovere la causa di ineleggibilità, oggi riveste
illegittimamente la carica di consigliere provinciale;
per sapere, alla luce dei fatti esposti, quali urgenti iniziative
intenda assumere per verificare la regolare composizione del
Consiglio provinciale di Siracusa e se non ritenga opportuno
assumere urgenti provvedimenti idonei a ripristinare la legittimità
violata.». (901)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 901, a firma
dell'onorevole Gennuso, pervenuta agli Uffici di diretta
collaborazione dell'allora Assessore regionale alla famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 3185 del 22
dicembre 2009 della Segreteria Generale.
Il Dipartimento regionale delle autonomie locali, in proposito
interpellato, con nota n. 8792 del
7 aprile 2010 ha trasmesso copia del parere reso dal direttore
U.O.C. Affari generali legali e contenzioso dell'Azienda Sanitaria
provinciale di Siracusa precisando quanto segue.
Nella fattispecie si condivide quanto rappresentato nel predetto
parere, in relazione alla inesistenza di condizioni di
ineleggibilità del dr. Di Lorenzo a consigliere provinciale, in
quanto la tipologia del rapporto di lavoro intrattenuto con
l'Azienda Sanitaria non contrasta con le vigenti norme in materia
di ineleggibilità dei consiglieri provinciali .
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
GALVAGNO. - «All'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che il sottoscritto interrogante, in data 18
febbraio 2010, ha presentato l'interrogazione parlamentare con
richiesta di risposta scritta n. 1035 riguardante 'Chiarimenti in
ordine alla mancata applicazione di procedure sanzionatorie nei
confronti del Comune di Centurie (EN)' annunciata in Aula nella
seduta n. 144 del 23 febbraio 2010;
considerato che, ad oggi, la suddetta interrogazione parlamentare
non ha avuto alcuna risposta;
per sapere quali motivi impediscano di rispondere tempestivamente
ed adeguatamente ai quesiti contenuti nell'atto ispettivo in
oggetto.». (1219)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 1219, a firma
dell'onorevole Galvagno, specificando che con nota prot. n.
97169/Gab del 7 luglio 2010 si è provveduto a rispondere
all'interrogazione
n. 1035 del 18 febbraio 2010.».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Beni culturali e
identità siciliana»
DIGIACOMO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
l'Amministrazione comunale di Comiso (RG) ha deciso, con
decorrenza dal 1 maggio 2009, di non rinnovare il contratto
stipulato con il dirigente sino a quella data responsabile
dell'archivio storico del comune;
la suddetta scelta ha determinato un vuoto nella gestione di in
uno dei settori culturali che negli ultimi anni aveva
contraddistinto meritevolmente il Comune di Comiso grazie alle
pregevoli iniziative;
nel patrimonio archivistico si annoverano, tra le opere, gli atti
della Contea di Comiso
1590-1816, gli atti del Decurionato 1817-1861 e gli 'Acta
Miscellanea Selecta Veteris Regiminis Yhomisi' 1590-1827;
rilevato che:
la Soprintendenza archivistica per la Sicilia, con nota prot. n.
2273/2813.07/2, ha chiesto al Comune di Comiso di meditare sulla
decisione assunta in considerazione della necessità di osservare
correttamente quanto fissato negli articoli 29 e 30 del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive integrazioni,
nonché nel decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62, relativamente
alla gestione del patrimonio archivistico;
la tutela del patrimonio archivistico deve essere affidata
necessariamente ad un responsabile esperto che ne sappia garantire
l'attuale ottimo stato di conservazione nonché la gestione con le
opportune operazioni di implementazione;
per sapere se siano a conoscenza dei fatti sin qui descritti e se
non ritengano opportuno e urgente porre in essere ogni iniziativa
utile atta a garantire il corretto funzionamento dell'archivio
storico del Comune di Comiso mediante qualificato personale di
comprovata esperienza.». (877)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 877, a firma
dell'onorevole Digiacomo, si rappresenta che le problematiche
esposte non rientrano tra le competenze del Dipartimento regionale
Beni Culturali, ma bensì della Sovrintendenza Archivistica, che fa
capo al Ministero dei Beni Culturali.
Ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004 codice dei Beni
Culturali, i comuni hanno l'obbligo
di garantire la sicurezza e la conservazione degli archivi storici
di loro appartenenza con
adeguata tutela e valorizzazione ed il corretto funzionamento è
affidato al controllo della
Sovrintendenza Archivistica della Sicilia.
Il personale deve essere garantito dal comune presso il quale è
sito l'archivio storico.
Relativamente alla questione del patrimonio archivistico del
comune di Comiso, si è
appreso, per le vie brevi, che a seguito della stabilizzazione del
responsabile, passato ad altro
settore dell'amministrazione, la gestione dell'archivio storico è
stata affidata al responsabile
dell'ufficio Legale e Contenzioso del comune, possedendo lo stesso
comprovata esperienza archivistica.».
L'Assessore
dott. Gaetano Armao
LUPO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
la legge regionale 1 febbraio 2006, n. 5, ha disposto la
partecipazione della Regione siciliana alla costituzione della
fondazione di diritto privato promossa dall'Associazione siciliana
per la musica del Novecento 'The Brass Group - città di Palermo';
la stessa legge riconosce la fondazione quale strumento primario
di diffusione dell'arte e della cultura di musica jazz e di
derivazione afro-americana;
considerato che:
tale legge ha inteso conferire il giusto riconoscimento giuridico
ad una realtà del panorama musicale siciliano, il Brass Group, di
trentennale esperienza e di risalto internazionale, che vanta al
suo attivo numerosi successi di pubblico e critica;
l'associazione siciliana per la musica jazz The Brass Group nacque
nel 1974 a Palermo e, oltre all'orchestra, gestisce un centro studi
dotato di biblioteca, emeroteca, nastroteca e videoteca aperto alla
pubblica fruizione, nonché la scuola popolare di musica che
provvede alla formazione professionale dei propri quadri artistici
e tecnici e all'educazione musicale della collettività;
presso la fondazione prestano la propria opera 100 addetti tra
professori d'orchestra, docenti, ausiliari e amministrativi;
premesso, inoltre, che:
la fondazione di cui alla citata legge regionale 1 febbraio 2006,
n 5, è stata costituita con atto pubblico nel 2007;
la Regione siciliana, tuttavia, non ha mai versato la quota di
partecipazione alla costituzione del fondo patrimoniale, venendo
meno ad un'obbligazione contrattuale oltre che a precise
disposizioni di legge;
nel 2008, il fondo per la gestione ordinaria della fondazione è
stato decurtato del 70 per cento;
in tali condizioni, la fondazione non è in grado di svolgere la
propria attività: da alcuni mesi i musicisti ed il personale
amministrativo non percepiscono lo stipendio, mentre una folla di
creditori bussa per il pagamento delle forniture;
per il corrente esercizio finanziario, il Governo ha proposto
nella manovra correttiva, all'esame dell'Assemblea regionale
siciliana, l'azzeramento del contributo gestionale a carico della
Regione;
è inevitabile ipotizzare, stando così le cose, lo scioglimento
della fondazione dopo 30 anni di attività, privando il panorama
artistico musicale di un soggetto di riconosciuto ed indiscusso
valore;
per sapere:
le ragioni per le quali la Regione siciliana non abbia adempiuto
ai propri obblighi nei confronti della fondazione The Brass Group;
se non ritengano doveroso e non più rinviabile il conferimento
della quota di partecipazione regionale al patrimonio della
fondazione, nonché l'erogazione del contributo di gestione.». (880)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 880, a firma
dell'onorevole Lupo, si rappresenta che, ai sensi dell'art. 1,
comma 4, della l.r. n. 5 del 2006, è stato autorizzato l'Assessore
regionale per i Beni Culturali a porre in essere tutti gli atti
necessari per concorrere alla costituzione della Fondazione del
Brass Group.
Per l'adesione ad essa in qualità di socio fondatore ed alla
costituzione dell'atto costitutivo, la Regione Siciliana doveva
provvedere al versamento della somma di euro 625.000,00 quale
quota di partecipazione al fondo di dotazione iniziale ed è stato
istituito il capitolo 779602 a cui è
stata imputata la somma.
Poiché nell'esercizio finanziario 2006 non è stato sottoscritto il
suddetto atto, l'obbligazione
giuridicamente vincolante non era sorta e l'Assessore per i Beni
Culturali non ha potuto impegnare
la somma; di conseguenza la quota di partecipazione al fondo di
dotazione iniziale è andata
in economia.
La Fondazione è stata costituita con atto notarile in data 2
maggio 2007 e regolarmente
registrata il 4 maggio 2007 al numero di repertorio 39053.
A seguito di ordinanza del Tribunale di Palermo, il Banco di
Sicilia ha erogato a favore del Brass Group la somma di euro
679.581,88 quale quota dovuta dalla Regione come socio fondatore
comprensiva di interessi e spese, comprese quelle di esecuzione.
Va precisato che i contributi ordinari afferenti al capitolo
376762 sono stati regolarmente erogati
per gli esercizi finanziari 2007 e 2008 e precisamente: per il 2007
euro 735.000,00, per il 2008 euro 235.000,00, cosi come previsto
dal bilancio regionale.
Per l'esercizio finanziario 2009 è stato erogato il 60% del
contributo e per quanto attiene il
saldo e l'anticipazione 2010 il Brass Group solo in data 10 giugno
2010 ha presentato la documentazione di rito per l'erogazione dei
contributi.».
L'Assessore
dott. Gaetano Armao
DI BENEDETTO. - «All'Assessore per i beni culturali e
dell'identità siciliana, premesso che:
da notizie di stampa si apprende che sarebbe in via di definizione
la nomina del presidente del 'Parco archeologico e paesaggistico
della Valle dei Templi', individuato nella figura dell'attuale
direttore dell'Assessorato regionale Beni culturali;
la legge regionale n. 20 del 2000 stabilisce, all'articolo 11,
comma 1, che il Parco è sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato
beni culturali;
in base alla suddetta norma, la possibile nomina del direttore per
i beni culturali alla presidenza del Parco risulterebbe in palese
conflitto di interesse determinandosi in capo alla stessa persona
il ruolo di controllore e controllato;
unitamente al presidente si profila l'ipotesi della nomina anche
del direttore così come riportato da notizie di stampa;
rilevato che la nomina di cui trattasi, così come ogni altra
nomina, deve necessariamente rispondere ai criteri di competenza
nel pieno rispetto della legislazione vigente in materia;
per sapere:
se non ritenga opportuno fornire chiarimenti circa le possibili
nomine relative all'ente 'Parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi';
se non ritenga di dover garantire, nell'ambito delle nomine di
competenza di codesto Assessorato, l'applicazione della legge,
nonché il criterio delle competenze quale elemento discriminante
per il conferimento delle suddette nomine.». (1105)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1105, a firma
dell'onorevole Di Benedetto, si rappresenta quanto segue.
Il 1 novembre 2009, la dott.ssa Rosalia Scovazzo, dirigente di II
fascia dell'Assessorato regionale dei Beni Culturali, viene posta
in quiescenza per raggiunti limiti di età, decadendo pertanto
dall'incarico di Presidente del Parco della Valle dei Templi di
Agrigento.
Ritenuto di dovere procedere all'individuazione di un nuovo
presidente dell'Ente parco, ai sensi dell'art. 8, comma 1, lettera
a) della legge regionale 20/2000, si è proceduto alla nomina
dell'architetto Gesualdo Campo, attuale Dirigente Generale del
Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità
Siciliana, il quale detiene i requisiti previsti dalla legge; in
particolare, così come riportato all'art. 8, comma 1, lettera a)
della legge regionale n. 20/2000 «... da un dirigente almeno di
seconda fascia dell'Assessorato regionale dei beni culturali,
nominato dall'Assessore, con funzioni di Presidente del Consiglio».
In merito ai chiarimenti chiesti dall'interrogante rispetto al
ruolo di controllore' e controllato', si precisa che la questione
é superata dalla legge 10 del 2000, che divide le competenze tra
organi politici, cui è affidato l'indirizzo e il controllo, e
l'organo dirigenziale, cui è affidata la gestione, così come già
specificato al comma 3 dall'art. 11 della legge regionale 20/2000
che testualmente recita: «Le deliberazioni di cui alle lettere c),
d) ed e) dell'art. 9 sono sottoposte al controllo anche di merito
dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali che lo
esercita entro trenta giorni dalla ricezione della delibera», e
allo stesso art. 11, comma 4, che recita «La deliberazione di cui
alla lettera f) dell'art. 9 è approvata dall'Assessore regionale
per i beni culturali entro sessanta giorni dalla ricezione, sentito
l'Assessore regionale per il Bilancio e le Finanze.».
Quanto all'incarico del Direttore del Parco, allo scadere sarà
conferito nel pieno rispetto dell'articolo 10 della l.r. 20/2000 -
legge istitutiva del Parco.».
L'Assessore
dott. Gaetano Armao