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Resoconto d'Aula della Seduta n. 189 di martedì 27 luglio 2010
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Giuramento di deputato

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al I punto  dell'ordine
  del giorno che reca: «Giuramento di deputato».

   Comunico  che  la Corte di Cassazione, con sentenza n.  16877/10,
  depositata il 19 luglio 2010, pervenuta il 22 luglio successivo  e
  protocollata  al  n.  6364/AulaPG  di  pari  data,  ha  dichiarato
  ineleggibile l'onorevole Fortunato Romano alla carica di  deputato
  regionale, proclamando in sua vece l'onorevole Santo Catalano.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto che dalla data del deposito della citata sentenza decorre
  il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali proteste
  o  reclami  ai  sensi  dell'articolo  61,  comma  3,  della  legge
  regionale  20  marzo  1951,  n.  29,  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

                 (L'onorevole Catalano entra in Aula)

   Poiché l'onorevole Santo Catalano è presente in Aula, lo invito a
  prestare  il  giuramento prescritto dall'articolo 5 dello  Statuto
  siciliano.

   Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo  6
  delle   norme  di  attuazione  dello  Statuto  siciliano  (Decreto
  legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo 1947, n.
  204):
   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della  Regione,  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

   L'onorevole Catalano pronuncia a voce alta le parole: "Lo giuro".

   Onorevoli  colleghi, dichiaro immesso l'onorevole Santo  Catalano
  nelle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.

   Avverto  che  del  processo verbale delle sedute precedenti  sarà
  data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo  gli  onorevoli:
  Caronia,  Cintola,  Dina,  Fagone,  Forzese,  Incardona,  Lentini,
  Marrocco,    Marziano,   Panarello,   Picciolo,   Scammacca      e
  Torregrossa  per oggi; Falcone e  Mattarella dal 27 al  28  luglio
  2010;  Scoma dal 27 al 29 luglio 2009.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica

   N.  383 - Ispezione sulle modalità di assunzione di personale  da
  parte del consorzio 'Tre Sorgenti'.
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   N.  612 - Notizie in merito alla gestione dell'AMIA del Comune di
  Palermo.
   Firmatari: Faraone Davide; Cracolici Antonino; Ammatuna  Roberto;
  Apprendi   Giuseppe;  Barbagallo  Giovanni;   Bonomo   Mario;   De
  Benedictis  Roberto;  Di Benedetto Giacomo;  Di  Guardo  Antonino;
  Digiacomo  Giuseppe; Donegani Michele; Ferrara  Massimo;  Fiorenza
  Cataldo; Galvagno Michele; Gucciardi Baldassare; Laccoto Giuseppe;
  Lupo  Giuseppe;  Marinello  Vincenzo; Marziano  Bruno;  Mattarella
  Bernardo;  Oddo  Camillo; Panarello Filippo;  Panepinto  Giovanni;
  Picciolo  Giuseppe;  Raia  Concetta; Rinaldi  Francesco;  Speziale
  Calogero; Termine Salvatore; Vitrano Gaspare

   N.  795  -  Rimodulazione dei tagli al fondo per le  autonomie  a
  favore dei comuni siciliani.
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  841  - Provvedimenti per scongiurare l'aggravio di spesa  sui
  bilanci dei comuni per le retribuzioni del personale precario.
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  901  -  Verifica  sulla regolare composizione  del  Consiglio
  provinciale di Siracusa.
   Firmatario: Gennuso Giuseppe

   N.  1219  -  Motivi  della  mancata  risposta  all'interrogazione
  parlamentare  con richiesta di risposta scritta  n.  1035  del  18
  febbraio 2010.
   Firmatario: Galvagno Michele

   - da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana

   N.  877  -  Idonee iniziative allo scopo di garantire il corretto
  funzionamento dell'archivio storico di Comiso (RG).
   Firmatario: Digiacomo Giuseppe

   N.  880 - Notizie circa la partecipazione della Regione siciliana
  alla fondazione 'The Brass Group'.
   Firmatario: Lupo Giuseppe

   N.   1105   -  Chiarimenti  circa  le  nomine  dell'ente   'Parco
  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi'(AG).
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   - Norme di razionalizzazione e contenimento della spesa regionale
  per  il personale, costituzione del bacino unico e disciplina  del
  diritto  d'assistenza di soggetti portatori di handicap   disabile
  grave' (n. 584)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone  in
  data 21 luglio  2010

   -  Interventi  in  favore dei comuni della provincia  di  Palermo
  colpiti   dalle  piagge  alluvionali  tra  l'autunno  e  l'inverso
  2009/2010 (n. 585)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone  in
  data 21 luglio  2010

   - Costituzione del consorzio unico regionale di ricerca  (n. 586)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Adamo  e
  Mineo in data 21 luglio  2010

   -  Irretroattività  della sentenza della Corte costituzionale  23
  aprile   2010,   n.   143,   che  ha  dichiarato   l'illegittimità
  costituzionale  della  l.r.  20  marzo  1951,  n.  29  così   come
  modificata dalla l.r. 5 dicembre 2007, n. 22, nella parte  in  cui
  non  prevede l'incompatibilità tra l'ufficio di deputato regionale
  e  la  sopravvenuta carica di sindaco e assessore  di  un  comune,
  compreso nel territorio della Regione, con popolazione superiore a
  ventimila  abitanti,  ai  rapporti  elettorali  già  definiti  con
  delibera  di  convalida  degli eletti non  impugnata  nel  termine
  decadenziale di trenta giorni.  (n. 587)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Adamo,
  Aricò,  Cristaudo, Currenti, Greco, Incardona, Marinese, Marrocco,
  Mineo,  Nicotra, Scammacca della Bruca, Scilla in data  21  luglio
  2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni legislative:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Disposizioni in materia di trasformazione di rapporti di lavoro
  all'interno dei consorzi di bonifica   (n. 578)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 21 luglio  2010

                             SANITA' (VI)

   -  Riorganizzazione  e  potenziamento  della  rete  regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili  (n. 582)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 21 luglio 2010.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è  stata
  trasmessa alla Commissione legislativa:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Bozza di decreto assessoriale di modifica ed integrazione  del
  decreto dell'Assessore per l'industria 3 dicembre 2009, pubblicato
  nella  GURS 26 marzo 2010. Definizione dei criteri generali, delle
  condizioni  e  delle modalità per la concessione  di  agevolazioni
  finanziarie,   attraverso  la  sottoscrizione  di   contratti   di
  programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali, di
  cui  all'art. 6 della legge regionale 16/12/2008, n. 23, così come
  modificato  ed integrato dalla legge regionale 6 agosto  2009,  n.
  9'.  (n. 104/III)
   pervenuta in data 21 luglio  2010
   inviata in data 23 luglio  2010.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Commissario dello
  Stato per la Regione siciliana con ricorso notificato il 21 luglio
  2010  ha   impugnato i sottoelencati articoli della  deliberazione
  legislativa  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia  di appalti, (ddl n. 568) approvata dall'Assemblea  il  13
  luglio 2010:
   - articolo 3, comma 1, lettere d), e), f) e g);
   - articolo 4, commi 5, 6, 7 e 8
     per  violazione  dell'articolo 14, lettera  g),  dello  Statuto
  speciale  e  dell'articolo 117, secondo comma,  lettera  e)  della
  Costituzione.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Faraone è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   -  N.  1287  -  Opportune iniziative allo scopo di  garantire  il
  giusto sostegno all'Istituto regionale siciliano Fernando Santi.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Di  Benedetto  Giacomo;  Faraone  Davide;   Marinello
  Vincenzo; Mattarella Bernardo; Raia Concetta; Panepinto Giovanni

   - N. 1288 - Approvazione definitiva del piano regolatore generale
  del comune di Lampedusa e Linosa (AG).
   Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   -  N. 1289 - Richiesta di atti informativi urgenti in materia  di
  erogazioni  di  contributi  destinati  ad  attività  di  carattere
  sportivo e turistico.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Falcone Marco

   -  N.  1290 - Richiesta di atti informativi urgenti su erogazioni
  di contributi per eventi di carattere culturale.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Falcone Marco

   -  N.  1291 - Opportune iniziative al fine di provvedere  ad  una
  corretta collocazione in fascia 1 della sovrintendenza per i  beni
  culturali ed ambientali di Siracusa.
   Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Marziano Bruno; De Benedictis Roberto

   -  N.  1292 - Interventi finanziari tesi a fronteggiare la  crisi
  del settore vitivinicolo colpito dalla peronospera.
   Presidente Regione
   Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Falcone Marco

   -  N.  1293  -  Designazione  dei  componenti  del  consiglio  di
  amministrazione  dell'Istituto autonomo per le  case  popolari  di
  Siracusa.
   Presidente Regione
   Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  é stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta:

   -  N.  1294  -  Notizie in ordine all'offerta di  acquisto  della
  Tirrenia-Siremar da parte della Mediterranea Holding s.p.a.
   Presidente Regione
   Assessore Economia
   Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   D'Asero   Antonino;  Corona   Roberto;   Torregrossa
  Raimondo;  Leontini Innocenzo; Falcone Marco; Vinciullo  Vincenzo;
  Mancuso  Fabio  Maria;  Limoli Giuseppe; Bosco  Antonino;  Formica
  Santi; Buzzanca Giuseppe; Pogliese Salvatore.

   Avverto  che  l'interrogazione testè annunziata sarà  inviata  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   -  N.  95  -  Notizie sull'attuazione dell'art.  22  della  legge
  regionale  n.  11/2010  in materia di spese per  collaborazioni  e
  consulenze.
   Presidente Regione
   Firmatari: Lupo Giuseppe; Marziano Bruno; Barbagallo Giovanni; Di
  Benedetto Giacomo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   - N. 208  Istituzione di una Commissione parlamentare di indagine
  per  il  monitoraggio e la verifica delle necessità  organizzative
  dell'Amministrazione regionale e degli enti collegati in ordine al
  ricorso  esterno a consulenti, incarichi e collaborazioni ,  degli
  onorevoli Faraone, Apprendi, Panepinto, Raia e Marinello
   presentata il 20 luglio 2010

   -  N.  209   Iniziative atte a promuovere, presso  il  Parlamento
  europeo,  la  modifica  del  Reg.  CE  1342/2002,  in  materia  di
  ristrutturazione  dei  vigneti ,  degli  onorevoli  Adamo,  Mineo,
  Scilla e Greco
   presentata il 20 luglio 2010

   -  N. 210  Chiarimenti ed iniziative riguardo alla situazione del
  Consorzio   autostrade   siciliane ,  degli   onorevoli   Mancuso,
  Leontini, Limoli, Corona e  Bosco
   presentata il 20 luglio 2010

   -  N.  211  Interventi a livello centrale per scongiurare i tagli
  di  risorse finanziarie a danno dei comparti di sicurezza previsti
  nella manovra finanziaria in discussione al Parlamento nazionale ,
  degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno, Ammatuna,  Mattarella
   presentata il 21 luglio 2010.

   Avverto  che  le mozioni saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

        Comunicazione di decadenza di atti politici e ispettivi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  a  seguito  della  dichiarazione   di
  ineleggibilità  alla  carica di deputato regionale  dell'onorevole
  Romano  Fortunato,  pronunciata  dalla  Corte  di  Cassazione  con
  sentenza  n. 16877 del 9-19 luglio 2010, decadono i seguenti  atti
  politici e ispettivi, dallo stesso parlamentare presentati:

   - mozioni nn.  157 - 195;
   -  interrogazioni nn. 879 - 933 - 1011 - 1131 -  1193  -  1204  -
  1205.

   Ne decade, altresì,  la firma da:
   - mozioni nn. 22 - 41 - 72 - 81 - 140 - 198
   - interrogazioni nn. 1120 - 1194.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di decadenza di cariche di componente e di
                       segretario di Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico,  inoltre, che  l'onorevole  Romano  decade
  dalla  carica  di componente e di Segretario della IV  Commissione
  legislativa permanente  Ambiente e territorio' e dalla  carica  di
  componente   della   Commissione  parlamentare  di   inchiesta   e
  vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia'.
   Alla   relativa   sostituzione  si  provvederà   a   termini   di
  Regolamento.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Ordine del giorno numero 386

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  n.  386  Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della
  delibera legislativa n. 568 recante  Modifiche e integrazioni alla
  normativa  regionale  in  materia di  appalti' ,  degli  onorevoli
  Adamo, Bonomo, Cracolici, Musotto e altri.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Discussione unificata di atti politici e ispettivi in ordine alle
  misure  da adottare per far fronte alla drammatica crisi  agricola
  che investe la Regione


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione unificata di atti politici e ispettivi in ordine  alle
  misure  da adottare per far fronte alla drammatica crisi  agricola
  che investe la Regione:

   -  mozione n. 16  Interventi straordinari tesi a fronteggiare  la
  crisi   nel  settore vitivinicolo. Riconoscimento della  zona  del
  Calatino   Sud-Simeto   all'interno   dell'area   colpita    dalla
  peronospora. ,  degli onorevoli Falcone, Caputo, Currenti,  Scilla
  e Vinciullo;

   -   mozione   n.   24    Iniziative   finalizzate   al   rilancio
  dell'agricoltura   in   Sicilia ,   degli   onorevoli   Marinello,
  Cracolici, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,  Faraone,
  Panepinto e Raia;

   -  mozione  n. 32  Interventi straordinari a favore del  comparto
  vitivinicolo  per  riequilibrare il mercato del prodotto  finito ,
  degli   onorevoli  Caputo,  Aricò,  Currenti,  Marrocco,   Scilla,
  Vinciullo;

   -  mozione  n.  155  Misure straordinarie  una tantum'  a  favore
  delle  aziende  agricole,  a tutela del comparto  agricolo,  della
  salute  del  consumatore e della valorizzazione delle risorse  del
  territorio   siciliano ,    degli  onorevoli   Caputo,   Pogliese,
  Vinciullo, Aricò;

   -  interrogazione n. 746  Iniziative urgenti volte a fronteggiare
  la   crisi  della  viticoltura  in  Sicilia ,   dell'onorevole  Di
  Benedetto;

   -interrogazione n. 837  Provvedimenti a favore degli  agricoltori
      siciliani , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.

   Ne do lettura:

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che, con deliberazione della Giunta regionale n. 432 del
  18.10.2007,  relativa  alla richiesta di intervento  straordinario
  per  la  crisi  del  settore vitivinicolo da avanzare  al  Governo
  nazionale,  nell'individuazione delle zone da  garantire  è  stata
  esclusa  la  provincia di Catania e specificatamente la  zona  del
  Calatino   Sud-Simeto,  confinante  con   la   zona   di   Ragusa,
  regolarmente inserita tra le zone colpite dalla peronospora;

   CONSIDERATO  che  nel Calatino Sud - Simeto si  produce  il  vino
  cerasuolo di Vittoria DOCG;

   PRESO  ATTO che i vigneti ricadenti nella suddetta zona  calatina
  hanno  subito  dalla peronospora un danno superiore al  60%  della
  produzione;

   CONSIDERATO, altresì, che il cerasuolo di Vittoria DOCG garantito
  è  l'unico  nel  Meridione  d'Italia e  rappresenta  un'importante
  risorsa per l'economia del contesto interessato,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire al fine di modificare la deliberazione di  Giunta
  di   Governo,   inserendo,  tra  le  zone  colpite   dalla   crisi
  vitivinicola  e precisamente dalla peronospora, il territorio  del
  Calatino Sud-Simeto , immotivatamente escluso dalla perimetrazione
  delle  zone  a cui riconoscere il diritto dei benefici  di  legge»
  (16);

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che :

   l'agricoltura costituisce il primo comparto produttivo dell'Isola
  nel  quale  operano  un significativo numero di  aziende  che,  in
  alcuni casi, costituiscono punti di eccellenza dell'intero tessuto
  imprenditoriale e socio-economico della Regione;

   lo  sviluppo  della  forte vocazione agricola  della  Sicilia  in
  Europa,  in  primo  luogo al centro del Mediterraneo,  può  essere
  obiettivo praticabile se vengono assunte scelte in direzione della
  difesa  e  valorizzazione della grande qualità  delle  produzioni,
  dell'esaltazione   del   ruolo   multifunzionale   e         della
  multiattività dell'agricoltura;

   negli   ultimi   anni  le  imprese  agricole  hanno   manifestato
  difficoltà   ad  operare  in  un  mercato  sempre  più   ampio   e
  concorrenziale   in  ragione  delle  numerose  problematiche   che
  finiscono  per  incidere pesantemente sulla via  di  uno  sviluppo
  possibile;

   i   problemi   contro  cui  quotidianamente  si   scontrano   gli
  agricoltori  siciliani  riguardano, solo per  citarne  alcuni,  la
  scarsa dotazione infrastrutturale di cui è dotata la nostra Isola,
  l'innalzamento   senza   regole  dei  costi   degli   idrocarburi,
  l'eccessiva  mole  di adempimenti burocratici con  il  conseguente
  impoverimento  dei  redditi  e  il  rischio  di  un  ingresso   di
  moltissime aziende in un'area di marginalità economica dalla quale
  non uscire più;

   RILEVATO che:

   occorre  prioritariamente stabilire quali interventi  di  settore
  assumere in modo organico per evitare di riproporre soluzioni  che
  aggravino  la  condizione del comparto agricolo in Sicilia  perché
  prive  di  qualunque  visione complessiva delle  necessità  e  dei
  bisogni a cui fare fronte;

   ai  fini della definizione di una strategia di lungo periodo, per
  l'agricoltura  siciliana è fondamentale giungere rapidamente  alla
  convocazione di una conferenza agraria regionale come  momento  di
  confronto tra il Governo e le rappresentanze sociali,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  emanare  provvedimenti miranti all'azzeramento dell'accise  e
  alla  riduzione  dell'IVA per i carburanti  agricoli  che  possano
  pertanto avere costi più contenuti;

   ad  attuare  ogni  misura  utile  a contrastare  l'indiscriminato
  aumento  dei  prodotti fitosanitari, dei concimi,  dei  mangimi  e
  delle materie prime per l'agricoltura;

   alla  definizione di adeguate misure che puntino a incentivare  e
  qualificare l'agricoltura di qualità, a riorganizzare  il  sistema
  agroalimentare  siciliano, puntando contestualmente  a  restituire
  competitività al settore e favorire la ripresa dei consumi;

   a  realizzare interventi in favore del sostegno alla costituzione
  e   al   rafforzamento   delle  strutture   associative   per   la
  concentrazione   dell'offerta,  per  una  maggiore  valorizzazione
  commerciale dei prodotti anche con valide strategie di  marketing,
  per  equilibrare i rapporti di forza dei produttori agricoli  e  i
  diversi  soggetti  della  filiera e per  la  realizzazione  di  un
  funzionale   sistema  di  tracciabilità  e  certificazione   della
  provenienza e della qualità dei prodotti;

   alla  definizione di un programma di interventi per  favorire  il
  miglioramento delle infrastrutture per il trasporto,  lo  sviluppo
  di  attrezzate  piattaforme logistiche per il condizionamento  dei
  prodotti  e  per  il miglioramento dell'offerta  commerciale  alla
  distribuzione   organizzata,   la   realizzazione    di    moderne
  infrastrutture e sistemi per il trasporto intermodale necessari ad
  abbattere i costi di produzione, a ridurre i tempi di consegna nei
  mercati, a proiettare le nostre produzioni nei mercati in  via  di
  espansione,   considerando  fondamentale   in   questa   direzione
  l'aeroporto  di  Comiso  quale  'hub'  nel  Mediterraneo  per   il
  trasporto aereo delle produzioni agricole di pregio e di qualità;

   all'attuazione organica delle norme riguardanti il riconoscimento
  e  il rafforzamento dei consorzi fidi per il settore agricolo  per
  consentire  agevolmente  l'accesso  al  credito  agrario  per   la
  conduzione aziendale e per gli investimenti;

   alla realizzazione di un 'protocollo d'intesa' tra tutte le Forze
  dell'ordine,  le  istituzioni regionali,  gli  enti  locali  e  le
  organizzazioni  del mondo agricolo per contrastare il  diffondersi
  della   criminalità  organizzata  nelle  campagne  e  nei  diversi
  segmenti della filiera agroalimentare e agro-industriale;

   alla realizzazione di una 'cabina di regia' tra le organizzazioni
  agricole  e  tutti i soggetti istituzionali preposti ai  controlli
  sul  commercio  dei  prodotti agricoli di  origine  e  provenienza
  extracomunitaria per la verifica dei diversi accordi e delle norme
  di qualità e salubrità delle produzioni importate;

   alla  convocazione  in  tempi  rapidi  della  conferenza  agraria
  regionale   come   momento   di  confronto   tra   istituzioni   e
  rappresentanze sociali per definire una strategia di lungo periodo
  per l'agricoltura siciliana;

   all'adozione   della   pratica   della   concertazione   tra   le
  rappresentanze sociali e i rami dell'Amministrazione regionale per
  consentire  un'attuazione  del  PSR  (Piano  di  sviluppo  rurale)
  attraverso  procedure trasparenti e in sintonia  con  i  territori
  secondo  l'impostazione  della governance  che  guida  i  processi
  comunitari» (24);

                      «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  filiera  vitivinicola rappresenta una componente fondamentale
  dell'agricoltura  siciliana,  principalmente   nella   parte   del
  territorio delle quattro province occidentali dell'Isola;

   in  particolare,  la  viticoltura  rappresenta  il  volano  della
  filiera vitivinicola;

   la   Sicilia  possiede  una  superficie  vitata  pari   a   circa
  centoquarantamila ettari con una produzione di circa  9,6  milioni
  di  quintali  di  uva. La lavorazione dell'uva  produce  in  media
  900.000 quintali di vinacce;

   la  normativa  regionale,  nazionale  e  comunitaria  vigente  in
  materia prevede che il dieci per cento della produzione di uve  da
  vino  sia  destinato  alla trasformazione ed allo  smaltimento  in
  distilleria;

   a  tal  fine  è fatto obbligo ai produttori di uve,  nel  periodo
  della  pigiatura, di procedere allo smaltimento dei  sottoprodotti
  denominati fecce e vinacce derivanti dalla lavorazione delle  uve,
  presso le distillerie;

   CONSIDERATO che:

   in  Sicilia, per le condizioni di mercato, al fine di smaltire le
  giacenze, eliminare le eccedenze e selezionare la qualità, su  una
  produzione media annuale di sette milioni di ettolitri, almeno  il
  20
   -  25%  della  produzione di vino è destinato,  per  mezzo  della
  distillazione, alla trasformazione in alcool per usi alimentari  e
  industriali (componenti della benzina verde);

   nel comparto si registrano complessivamente circa 30 mila aziende
  attive con 45 unità lavorative e si stimano altrettanti lavoratori
  stagionali;

   a   causa   delle  condizioni  ambientali  e  territoriali,   per
  l'insularità e per le distanze degli impianti di distillazione  di
  altre  realtà  europee, nonché per gli obblighi temporali  imposti
  per   la   consegna  dei  sottoprodotti  (fecce  e   vinacce)   in
  distilleria,  non  è  possibile, per gli  operatori  locali  -  né
  sarebbe   economicamente  conveniente  -  attivare  contatti   con
  operatori extra regionali per la consegna del predetto materiale;

   il   comparto   del  vino,  anche  a  livello  comunitario,   sta
  attraversando  una  grave  crisi  di  mercato,  alimentata   anche
  dall'assenza  di contrattazione e di domanda; tanto che,  sono  in
  discussione  nel mondo sindacale dell'UE, richieste  di  misure  e
  provvedimenti  di  emergenza  e  sostegno  attraverso  ipotesi  di
  distillazione  di  crisi  e  provvedimenti  straordinari  per   le
  difficoltà di mercato,

                   impegna il Governo della Regione

   al   fine   di  evitare  pesanti  ripercussioni  economiche   sui
  produttori  dell'intero  comparto  e  sui  bilanci  aziendali   di
  numerose cooperative e cantine sociali:

   1.  a  varare un provvedimento di durata provvisoria  (sino  alla
  cessazione    dell'emergenza)    immediato,    straordinario    ed
  eccezionale, d'integrazione pubblica del prezzo del trasporto  dei
  prodotti  vinosi e dei sottoprodotti della vinificazione (fecce  e
  vinacce) ad altri stabilimenti enologici di distillazione  situati
  nel bacino del mediterraneo europeo;

   2.  a  chiedere  all'Unione europea il  varo  urgente  di  misure
  straordinarie   di   sostegno  alla  produzione,   finalizzate   a
  riequilibrare   il   mercato   del  prodotto   finito   attraverso
  l'eliminazione   delle   eccedenze   integrative   ed    eventuali
  provvedimenti   di   distillazione   di   crisi,   finalizzati   a
  rivitalizzare i consumi e le esportazioni;

   3.  a  chiedere al Governo nazionale il varo di misure economiche
  integrative  dei provvedimenti di distillazione di crisi  tali  da
  colmare  l'eventuale  differenza tra  prezzo  fissato  dall'Unione
  europea  per la distillazione di crisi e costi medi di produzione»
  (32);

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   l'intero  comparto produttivo del settore agricolo della Sicilia,
  ultimamente, è stato interessato da una grave ed importante  crisi
  economica che ha ridotto notevolmente la capacità produttiva e  la
  competitività con i mercati stranieri;

   inoltre, il settore agricolo recentemente è stato colpito da  una
  grave   ondata   di  maltempo  che  ha  provocato  ingenti   danni
  all'agricoltura in provincia di Palermo e non solo;

   CONSIDERATO che:

   oltre  alla  grave  crisi  economica  globale  i  recenti  eventi
  climatici, a causa della pioggia incessante, hanno danneggiato  le
  aree agricole, mettendo in ginocchio l'intera filiera produttiva;

   il  comparto  produttivo  agricolo, in  particolare  -  come  già
  evidenziato - quello del territorio della provincia di Palermo, ha
  subito danni incalcolabili, mettendo a rischio la raccolta  per  i
  prossimi  mesi  e danneggiando definitivamente molti  settori  del
  comparto agricolo e zootecnico;

   RITENUTO che:

   tale  situazione  aggrava il comparto agricolo già  disturbato  e
  compromesso dall'attuale crisi economica;

   vi  è  il  concreto e serio pericolo di un risvolto negativo,  in
  quanto  il  mancato  e  tempestivo  sostegno  economico  a  questo
  importante  comparto  produttivo  potrà  avere  gravi  conseguenze
  occupazionali e sociali per la perdita di posti di lavoro;

   lo   stato  di  emergenza  economica  del  comparto  agricolo   e
  zootecnico  richiede l'adozione di misure di sostegno mediante  un
  intervento  straordinario 'una tantum', in favore  delle  aziende,
  consistente  in  un  contributo non inferiore  ad  euro  500,00/ha
  nonché nell'adozione delle seguenti misure:

   1.  potenziamento  delle azioni dirette  a  promuovere,  in  sede
  comunitaria, la tutela e la valorizzazione del comparto agricolo e
  zootecnico;

   2.  revisione  e  ristrutturazione degli organismi  di  controllo
  delle   derrate   alimentari  al  loro  ingresso  sul   territorio
  nazionale;

   3.  introduzione della tracciabilità del grano duro e di tutti  i
  prodotti,  inclusi  quelli  del  comparto  ortofrutticolo  e  loro
  derivati;

   4.  revisione  del sistema delle sanzioni contro  i  trasgressori
  delle norme igienico-sanitarie sugli alimenti;

   5.  costituzione,  con  la  partecipazione  della  categoria  dei
  produttori,  di  un  organismo 'antitrust' per  il  controllo  dei
  prezzi  dei mezzi tecnici usati in agricoltura di tutti i derivati
  del grano duro e dei prodotti agro-zootecnici;

   6.  approvazione  di  una legge che imponga  agli  enti  pubblici
  isolani il consumo, nella misura almeno del 50% del fabbisogno, di
  alimenti prodotti in Sicilia;

   7.  modulazione del dazio sul grano duro d'importazione  e  sulle
  sementi di rotazione;

   8.  defiscalizzazione  totale dei carburanti  sia  di  estrazione
  fossile sia biologica ed agevolazioni fiscali negli acquisti;

   9.  erogazione,  entro l'anno solare, del contributo  dovuto  per
  indennità  compensative pregresse e attuali  ed  elevazione  degli
  attuali  livelli  degli  aiuti economici relativi  a  titoli  AGEA
  (Agenzia per le erogazioni in agricoltura);

   10. rinegoziazione dei mutui e dei prestiti agrari pendenti;

   11. accesso agevolato al credito;

   12.  snellimento dell'iter burocratico delle pratiche agricole  e
  zootecniche ed esenzione degli oneri fiscali ed amministrativi;

   13.  adozione  delle  norme igienico-sanitarie  riconosciute  che
  consentono  uno  snellimento  nella  movimentazione  dei  capi  di
  bestiame all'interno della Regione siciliana;

   14.  attuazione  della  legge  regionale  9  marzo  2005,  n.   3
  'Interventi  per la rimozione delle carcasse di animali  morti  in
  allevamento o abbandonati. Misure finanziarie urgenti e norme  per
  l'assetto idrogeologico';

   15.  ripristino  delle attività di erogazione mineraria  per  uso
  agricolo;

   16.  proposizione, da parte delle istituzioni, di altre eventuali
  misure,  anche  a carattere alternativo, per la risoluzione  delle
  problematiche dell'intero comparto agro-zootecnico,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  interventi  di natura economica  a  sostegno  della
  filiera  produttiva agricola, colpita gravemente  dallo  stato  di
  crisi  economica  e  da fattori ambientali e climatici  che  hanno
  interessato la nostra Regione negli ultimi mesi, con l'adozione di
  provvedimenti  a  tutela del comparto agricolo, della  salute  del
  consumatore  e  della valorizzazione delle risorse del  territorio
  siciliano» (155);

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   la   crisi  che  ha  investito  l'agricoltura  siciliana,  e   in
  particolar  modo  quella  del  comparto  della  viticoltura,  trae
  origine  anche dalle azioni speculative in atto sui  prezzi  delle
  uve  da mosto e del concomitante fenomeno del 'cracking', che  sta
  colpendo  le uve da tavola specialmente nelle zone della provincia
  di Agrigento e Caltanissetta;

   gli  effetti  di  questa  crisi stanno causando  la  chiusura  di
  migliaia  di  aziende vitivinicole siciliane che  in  questi  anni
  hanno   contribuito  al  rilancio  dell'immagine  e  dell'economia
  siciliana, e non solo del comparto;

   decine  di imprenditori agricoli per protestare contro  il  basso
  prezzo  dell'uva da mosto hanno occupato la cantina 'La Torre'  di
  Racalmuto  e altre numerose iniziative di lotta sono  in  atto  in
  Sicilia   per  chiedere  azioni  concrete  da  parte  dei  Governi
  regionale e nazionale;

   rilevato che:

   dalle  vendemmie  avviate in alcune aree  della  Sicilia  non  si
  riesce  a ricavare risorse sufficienti a coprire neanche  i  costi
  della raccolta;

   le   organizzazioni  degli  agricoltori  hanno  avanzato   alcune
  proposte per fronteggiare la crisi del comparto vitivinicolo,  tra
  cui la possibilità di trasformare gli attuali aiuti comunitari  in
  aiuti  diretti ai produttori in base alla superficie  coltivata  a
  vigneto;

   altre  iniziative,  proposte  sempre  dalle  organizzazioni   dei
  coltivatori, consistono nell'attuazione di misure straordinarie  e
  temporanee di aiuto allo stoccaggio dei mosti e dei vini;

   considerato  che  occorre rapidamente adottare una  strategia  di
  contrasto mediante ingenti ed adeguate misure per fronteggiare  le
  azioni di speculazione in atto nonché lo stato di emergenza;

   per sapere:

   se  e  quali  azioni  siano state avviate  per  il  rilancio  del
  comparto  in oggetto, azioni tese prioritariamente ad impedire  le
  operazioni  speculative  in corso circa il  prezzo  delle  uve  da
  mosto;

   quali  risorse,  in  relazione ad eventuali  iniziative  assunte,
  siano  state attivate e se non ritengano opportuno, per il  valore
  economico  che  il  comparto rappresenta, destinare  all'emergenza
  adeguati  ed  efficaci strumenti economici che  ne  consentano  il
  superamento» (746);

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   nei   giorni  scorsi  migliaia  di  agricoltori  siciliani  hanno
  effettuato una manifestazione a Palermo per evidenziare  il  grave
  stato di crisi che colpisce, ormai da anni, l'intero comparto;

   le cifre diffuse dalle associazioni di categoria sono allarmanti,
  se  non  addirittura drammatiche: 35 mila imprese sono  a  rischio
  chiusura,  mentre ben 50 mila aziende, negli ultimi 5 anni,  hanno
  chiuso  i  battenti, soprattutto per la mancanza  di  una  vera  e
  proficua politica di credito alle imprese;

   rilevato che:

   solo  una  massiccia  serie di interventi programmati  a  livello
  europeo,  nazionale  e  regionale  può  dare  ossigeno  ai  nostri
  agricoltori,  tenuto conto che, tra l'altro, la  chiusura  di  una
  singola  azienda  è  sinonimo  di  disoccupazione  per  decine  di
  lavoratori;

   tra  questi  interventi è prioritario un controllo nei  confronti
  delle  banche  che,  molto spesso, negano i crediti  alle  imprese
  previsti, tra l'altro, dal protocollo d'intesa tra ABI e Ministero
  dell'economia e delle finanze, adducendo motivazioni  burocratiche
  e tecniche volte esclusivamente a scoraggiare i richiedenti;

   considerato  che  l'accoglimento in toto  delle  richieste  fatte
  dalle   associazioni   di   categoria,   richieste   tra   l'altro
  condivisibili e attuabili, può significare 'la vita' per  migliaia
  di  aziende  ed  il  posto di lavoro per  decine  di  migliaia  di
  lavoratori;

   per sapere:

   se  non  ritengano opportuno intervenire urgentemente  presso  il
  Governo  centrale  al  fine di garantire, ai  nostri  agricoltori,
  alcune   fondamentali  forme  di  aiuto  come,  per  esempio,   la
  dichiarazione dello stato di crisi ed il rifinanziamento del fondo
  di solidarietà nazionale;

   se non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire su base
  regionale, gettando le basi di un serio e massiccio intervento  in
  favore  del  comparto  agricolo  che  preveda,  tra  l'altro,   la
  creazione di un fondo di solidarietà per la stipula delle  polizze
  assicurative,  l'esonero  dal  pagamento  dei  tributi  locali  e,
  soprattutto,  un serio controllo sulle attività delle  banche  nel
  campo del credito alle imprese» (837).

   Onorevoli  colleghi, ricordo che, relativamente alla  mozione  n.
  157, la firma dell'onorevole Romano, a seguito della dichiarazione
  di  ineleggibilità dello stesso alla carica di deputato regionale,
  è decaduta.
   Per  tale ragione, essendo venuto meno il numero minimo di  firme
  prescritto dall'articolo 152 del  Regolamento interno dell'ARS, la
  mozione decade.
   Decade, altresì, l'interrogazione n. 1205.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Bufardeci, assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  colgo  come   un'occasione   la
  discussione di tutte queste mozioni, alcune delle quali addirittura
  risalenti  al 2008, altre risalenti all'anno passato. Tutte  aventi
  per   oggetto   questioni  e  problematiche  afferenti   il   mondo
  dell'agricoltura.
   Mi  sia  permesso,  in  estrema sintesi, di potere  relazionare  e
  riferire  in  ordine  alle  richieste avanzate  dai  vari  colleghi
  parlamentari partendo dalla mozione numero 16 del 2008 che riguarda
   Interventi  straordinari tesi a fronteggiare la crisi nel  settore
  vitivinicolo  ed  il  riconoscimento della zona  del  Calatino  sud
  Simeto, all'interno dell'area colpita dalla peronospera .
   Per  quanto  riguarda questa mozione, devo dire che  la  zona  del
  Calatino  non è stata inserita in quanto l'Ispettorato  provinciale
  dell'agricoltura di Catania non  ha avanzato nessuna  richiesta  di
  declaratoria in merito.
   Ma  in  ordine alla questione della peronospora, colgo l'occasione
  della discussione odierna per dire che si è finalmente definita una
  questione, vecchia di alcuni anni, che ha portato l'amministrazione
  a   definire,   non  soltanto  attraverso  il  procedimento   della
  finanziaria  con l'assegnazione di importanti risorse  a  vantaggio
  degli agricoltori che hanno subito forti danni dalla malattia della
  vite,   ma  che  attraverso  l'attività  istruttoria  svolta  anche
  attraverso  interlocuzioni dirette con Bruxelles, si  è  finalmente
  definito l'avviso, che è stato già calato nel sito dell'Assessorato
  e  trasmesso proprio stamattina per la pubblicazione nella Gazzetta
  Ufficiale,  che  avverrà  o il prossimo venerdì  30  luglio,  o  il
  prossimo 6 agosto.
   La  materia della peronospora vedrà finalmente la possibilità  per
  l'agricoltore  di avviare la pratica conseguente al  danno  che  ha
  subito  nel tempo passato, in virtù della risorse appostate con  la
  finanziaria  e, alla luce della definizione dell'iter  burocratico,
  ai  fini  anche procedurali con l'Unione Europea e con l'avviso  al
  quale ho fatto riferimento.
   Altra  questione  che  attiene sempre al  settore  vitivinicolo  è
  quella  della  mozione  n. 32, in ordine  alla  quale  si  chiedono
  interventi  straordinari  a  favore del comparto  vitivinicolo  per
  riequilibrare  il mercato del prodotto finito. In ordine  a  questa
  materia, quest'anno abbiamo avuto risorse in più rispetto agli anni
  passati,  oltre  5 milioni, utilizzati sia per la distillazione  di
  alcool  ad uso bocca, complessivamente 18 milioni 172, sia  per  la
  distillazione di crisi, per 4 milioni 227, per cui abbiamo dato una
  risposta forte a questo settore. Ma intanto, stiamo anche lavorando
  perché  la  produzione  sia  sempre una produzione  di  qualità  e,
  quindi, non sia una produzione volta alla distillazione, ma  ad  un
  vino  che faccia bottiglia, ad un vino che faccia cassa, ad un vino
  che faccia richiamo.
   Sotto  questo profilo, infatti, le misure che sono state  adottate
  riguardano  proprio questa finalità, in ordine alla  quale  abbiamo
  potuto  compensare le necessità della distillazione grazie a questa
  somma, che per la prima volta abbiamo avuto in più nella misura  di
  5 milioni.
   Vi sono poi alcune mozioni molto più corpose, la n. 155 del 2009 e
  la  mozione n. 24 del 2008, che invece attengono a tutta una  serie
  di  questioni  dell'agricoltura che, a mio avviso, sono  state  già
  trattate  nel  corso della finanziaria. Infatti,  oltre  ad  alcuni
  interventi comunitari che hanno portato alla elevazione della quota
  del  de  minimis  da  7.500 a 15.000 per  il  2010,  una  serie  di
  interventi nella nostra finanziaria hanno consentito di operare  in
  termini  di  controllo  del territorio, di controllo  delle  nostre
  derrate, di controllo del nostro prodotto attraverso l'assegnazione
  al  mondo  delle  SOAT di funzione di controllo, e sono  stati  già
  avviati tutti i collegamenti con l'Assessorato alla salute  per  la
  relativa  formazione  del  personale, anche  quelli  relativi  agli
  articoli  che  hanno  nel  tempo passato, creato  dei  problemi  in
  materia di accesso al credito e di consolidamento del debito.
   Sta  per  essere  pubblicato  il decreto  attuativo  che  riguarda
  proprio questa materia, in virtù di una interlocuzione già definita
  sia  con l'ABI che con il mondo dei CONFIDI, che per la prima volta
  è  entrata nel mondo dell'agricoltura, essendo stato stampella  nel
  passato di commercio ed agricoltura.
   Questa  discussione  giunge  puntuale  rispetto  all'approvazione,
  avvenuta  qualche ora fa in III Commissione, del famoso disegno  di
  legge  a  chilometro zero, che tante volte in quest'Aula i colleghi
  hanno   citato  come  una  delle  attività  normative  che  possono
  migliorare e valorizzare il nostro prodotto regionale.
   All'interno di tutto questo vi stanno poi una serie di misure  che
  sono state avviate, sempre a vantaggio della nostra agricoltura  e,
  segnatamente,  in ragione della mozione n. 155, e in  proposito  il
  nuovo  Presidente  dell'AGEA ha definito, con la  Conferenza  delle
  Regioni, un protocollo che sta per essere sottoscritto e che  vedrà
  il   pagamento  da  parte  di  AGEA  delle  misure  cosiddette    a
  superficie",  quindi  quelle   a sportello ,  quelle  dell'Asse  2,
  questa  volta invertendo l'ordine dei fattori, mentre  nel  passato
  occorreva   che   l'istruttoria  fosse   esitata   secondo   l'iter
  procedurale di AGEA, oggi si fa al contrario: si paga  la  quota  a
  sportello   e   l'istruttoria  sarà  poi  successiva,   e   qualora
  l'istruttoria    fosse   negativa   ci   sarà   la    contestazione
  all'agricoltore,  che  però  nel  frattempo  ha  già  incassato  le
  risorse.
   E'  un  completo cambiamento di mentalità che noi stiamo  operando
  proprio a vantaggio delle necessità del mondo dell'agricoltura che,
  in   modo  particolare  per  quanto  riguarda  l'indennità,  soffre
  ulteriormente  dei ritardi di AGEA che, come ho  detto  per  quanto
  riguarda l'Asse 2, stiamo superando.
   Nella  stessa materia vi sono una serie di altri interventi  -  mi
  riferisco  alla  mozione  n. 24 - che sono  stati  già  oggetto  di
  azioni, cioè quelli relativi all'aggregazione delle cantine sociali
  che, anche in questo caso, sono state avviate alla pubblicazione.
   Abbiamo  già  avviato  degli interventi in collaborazione  con  il
  mondo  delle attività produttive perché occorre, a mio avviso,  una
  legge  specifica  per  quanto riguarda lo  sviluppo  di  attrezzate
  piattaforme  logistiche,  ma chiaramente  è  materia  non  soltanto
  dell'agricoltura,   ma  maggiormente  delle  attività   produttive;
  abbiamo  definito tutta una serie di interventi per quanto riguarda
  l'attività che attiene sempre al mondo del credito: mi riferisco al
  comma  16  della  finanziaria del 2009, che ha  visto  l'incremento
  delle  risorse  per le scorte. Ed anche in questo caso  un  recente
  decreto ha dato via libera a questi pagamenti.
   Da ultimo, signor Presidente, vorrei fare riferimento alla mozione
  n.  157  del  2009,  che avanza iniziative per  il  sostegno  e  il
  rilancio  delle corilicoltura. In ordine a questo, non  c'è  dubbio
  che  i  colleghi che hanno avanzato la questione trattano  un  tema
  molto  importante, tenuto conto che negli ultimi anni la produzione
  è  diminuita  così  come  il numero di ettari  occupati  da  questa
  coltura. Oggi, secondo i dati ISTAT del 2009, siamo a circa  14.500
  ettari,  con una produzione di circa 150 mila quintali, leggermente
  inferiore a quelli di un paio di anni addietro, ma stiamo  cercando
  di  operare una collaborazione con il Ministero, con il quale si  è
  avviato  un  tavolo  specifico  per migliorare  ed  incentivare  le
  tecniche  di coltivazione, per migliorare la qualità dei  prodotti,
  per stipulare accordi di filiera, per sostenere la meccanizzazione,
  per  elaborare strategie di marketing. Speriamo che questi impegni,
  in  rapporto  con  il Ministero, oltre ad avere  avviato  tutte  le
  specifiche misure che riguardano gli investimenti previsti dal  PSR
  2007/2013,   possano  servire  a  dare  anche  al   settore   della
  corilicoltura  una scossa positiva ed un miglioramento  complessivo
  della produzione.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, spero, in estrema sintesi,
  di  avere rappresentato in ordine a queste mozioni - tutte  vecchie
  di  due anni o dell'anno passato - un quadro di quelle che sono  le
  iniziative  che  l'amministrazione regionale e  questo  governo  ha
  avanzato da ultimo con la finanziaria n. 3 del 2010 e con una serie
  di  norme  specifiche che hanno dato già attuazione  ad  una  parte
  significativa  degli articoli da 80 in avanti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'agricoltura è uno
  degli  assi  che  oggi  permette ancora alla Sicilia  di  avere  un
  prodotto interno lordo molto importante e il mio intervento  non  è
  di critica, non è di opposizione, ma vuole essere un intervento per
  porgere  a  Lei, assessore Bufardeci, se ne vorrà fare uso,  alcune
  possibilità,  un  sostegno  ed  un  aiuto  per  un  comparto   così
  importante.
   Oggi  la crisi agricola, oltre a colpire il comparto, colpisce  le
  famiglie siciliane che vivono di agricoltura e che - ad oggi  resta
  sempre  la  famiglia uno degli anelli più importanti della  società
  siciliana  - vivono con grande difficoltà questo momento di  crisi,
  una crisi economico-sociale che colpisce proprio l'agricoltura.  In
  Sicilia  sono  130 mila gli addetti all'agricoltura, almeno  quelli
  censiti nel 2008-2009, e l'agricoltura copre 11 milioni di giornate
  lavorative. Ebbene, nel 2008, 2009 e 2010 in agricoltura si perdono
  da  8  a  10  mila  posti  di lavoro, il reddito  agricolo  ha  una
  flessione del 25 per cento, il prodotto siciliano ha difficoltà  di
  commercializzazione  e  noi  dobbiamo  iniziare  un  percorso   che
  permetta  ai  nostri  prodotti  di avere  uno  sbocco  sui  mercati
  internazionali, facendolo seguire in modo positivo  al  crollo  dei
  prezzi,  che  varia tra il 25 e il 60 per cento e  all'aumento  del
  costo  della produzione del 63 per cento per il caro gasolio e  per
  l'aumento dei contributi INPS.
   I  paesi  nord-africani  sono  in  netta  concorrenza  sleale  nei
  confronti  dei nostri produttori; basta pensare che lì  un  operaio
  costa 3 euro al giorno mentre qui da noi costa 42 euro nette, oltre
  i  contributi INPS. Quindi c'è un costo della produzione molto alto
  rispetto  ai  paesi  nord-africani, e non  solo:  mentre  i  nostri
  produttori  sono  molto  leali  e  disciplinati  e  subiscono   dei
  controlli  molto attenti, la merce importata in Italia non  subisce
  nessun  controllo  e  non sappiamo qual è la carenza  dell'uso  dei
  fitofarmaci,  e  questo  rappresenta una difficoltà  per  i  nostri
  produttori.
   Il  settore dei cereali ha avuto un ribasso del 70 per cento,  gli
  agrumi  hanno  un  calo  di  produttività  del  50  per  cento.  La
  produzione   frazionata   del  nostro   territorio   non   permette
  un'aggregazione e quindi diminuisce il potere contrattuale che  noi
  abbiamo  nei  confronti  dei mercati e nei confronti  delle  grosse
  catene  di distribuzione. I mercati locali - ognuno di essi  ha  un
  regolamento particolare - non sono omologati, e quindi non  c'è  un
  regolamento  omogeneo che permette ai mercati di  organizzarsi  per
  andare   incontro   a  chi  produce;  inoltre,   la   mancanza   di
  infrastrutture  penalizza  fortemente e  pesantemente  il  comparto
  agricolo siciliano, in modo particolare la provincia di Ragusa, che
  è   definita,  a  livello  nazionale,  la  provincia  agricola  più
  importante  d'Italia. A volte la mancanza di prezzo sul  mercato  è
  inferiore al prezzo del trasporto e quindi necessità una spinta, un
  impegno   importante   della   politica   siciliana   per    creare
  infrastrutture che servono e che sono indispensabili per far sì che
  sui   mercati  arrivi  un  prodotto  buono,  sano,  ma  soprattutto
  celermente,  cosa  che  può  rappresentare  oggi  la   svolta   per
  l'agricoltura.
   I  bandi del TFR non sono applicabili in tutte le sue capacità nei
  confronti del territorio, e quindi bisogna rivedere urgente il TFR,
  per   farlo  applicare  nel  miglior  modo  possibile;  è   inoltre
  importante l'accesso al credito, perché le banche hanno  chiuso  le
  casseforti ed i nostri produttori hanno difficoltà.
   L'articolo 16 della finanziaria, che noi approvammo nel  2009,  ha
  dato lieve impulso a questioni importanti e indispensabili per  far
  sì  che  le scorte venissero acquistate, ma c'è bisogno di lavorare
  ancora  sull'articolo 18, che permetterebbe alle aziende  siciliane
  di ripianare i debiti contratti in questi anni di grande crisi.
   Bisogna  cercare  un  dialogo e un confronto  con  la  Montepaschi
  Serit, perché non è possibile che i piccoli produttori, non potendo
  fare fede agli impegni economici, si vedono sequestrati i mezzi  di
  trasporto,  i  mezzi  per produrre. Dobbiamo  cercare  di  dare  ai
  piccoli  produttori la capacità organizzativa aziendale,  riducendo
  il  costo  della contribuzione: oggi un contributo  in  agricoltura
  varia da 14 a 15 ore al giorno, e non è più possibile. Anche qui ci
  vorrebbe   un   accordo  di  programma-quadro,  che   permetterebbe
  all'agricoltura  siciliana di avere la possibilità  di  ridurre  il
  costo dei contributi INPS.
   E'  indispensabile  e  importante creare un marchio  dei  prodotti
  siciliani,  perché  vengano identificati sui mercati  nazionali  ed
  esteri, perché le massaie quando si rivolgono alle grosse catene di
  distribuzione,  devono  trovare certamente  un  marchio  indicativo
  della provenienza siciliana.
   Per  quanto  riguarda  il marketing, bisogna promuovere  i  nostri
  prodotti che sono ottimi e riconosciuti a livello mondiale, ma  non
  offriamo una campagna pubblicitaria adeguata rispetto al valore del
  prodotto, pertanto, bisogna dichiarare lo stato di crisi.
   Noi  abbiamo raggiunto Bruxelles in occasione dello stato di crisi
  che  tutti noi invocavamo, ma con grande rammarico, abbiamo accolto
  la  notizia  che lo stato di crisi non era stato ancora presentato,
  per  cui  chiediamo  di  attivarsi  per  combattere  questa  grande
  calamità  che  vive oggi l'agricoltura siciliana. Abbiamo  appreso,
  sempre   da  Bruxelles,  che  era  pronto  il  pacchetto   per   il
  Mediterraneo,  ma a tutt'oggi non si hanno notizie in  merito.  Per
  cui le chiediamo, onorevole Assessore, di interessarsi al problema,
  e  capire  come si possa raggiungere la possibilità  di  uscire  da
  questa crisi agricola.
   So che Lei è un uomo fortemente impegnato, e a nome del mio Gruppo
  le  esprimo un sentimento di affetto per come lei ha affrontato gli
  argomenti  dell'agricoltura siciliana, perché non è  sfuggito  alla
  crisi, non è sfuggito davanti alle varie rappresentazioni che  sono
  state  fatte nei vari consigli comunali, provinciali;  per  cui  le
  chiediamo  -  e sono certo che lei accoglierà questo  invito  -  un
  impegno  straordinario per risolvere la crisi agricola in  Sicilia,
  sapendo  sin da ora che il Gruppo dell'UDC non le farà  mancare  il
  proprio appoggio.
   La  ringrazio anticipatamente e speriamo che lei possa raggiungere
  gli obiettivi che noi ci siamo prefissati.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente,  perché mi sembra che l'argomento  sia  di  quelli  che
  meriterebbero  assai  più attenzione di quanto  in  questo  momento
  l'Aula  non vi stia riservando, e di quanto la stessa datazione  di
  queste  mozioni non lascia dimostrare, come lo stesso Assessore  ha
  citato.
   Sono in discussione mozioni che risalgono a due anni fa, molti dei
  temi,  purtroppo,  sono ancora del tutto attuali  e,  tuttavia,  mi
  sembra  che  le argomentazioni e le illustrazioni degli  interventi
  che  dal  Governo  sono  state poste, non  danno  conto  pienamente
  dell'urgenza che nel frattempo si è manifestata nell'aggravarsi  di
  questa  crisi, e del carattere strutturale che dovrebbero avere  le
  misure di contrasto e di risposta.
   Negli  argomenti illustrati dall'Assessore, mi sembra ci  sia  una
  elencazione  di  varie  misure, ma non  credo  che  si  scorga  una
  politica  complessiva, e soprattutto una maniera, per aggredire  al
  fondo quella che oggi è la questione delle questioni in Sicilia, la
  crisi  finanziaria delle nostre migliaia di imprese agricole  e  le
  conseguenze  che potrebbe avere, non soltanto sull'occupazione,  ma
  proprio  sulla  tenuta  sociale  economica  della  nostra  Regione,
  addirittura  sulla  trasformazione del paesaggio,  con  conseguenze
  devastanti.
   Mi  sembra  che  tutte queste misure, che anche prima  l'onorevole
  Ragusa   ha  citato  in  ordine  all'accesso  al  credito  e   alla
  infrastrutturazione, alla possibilità di riduzione dei costi,  alla
  protezione  dagli ingressi non controllati, alla necessità  di  una
  concentrazione  dell'offerta,  alla  promozione  di  un   marketing
  unitario,  tutte  queste  misure  possono  essere  efficaci  o  non
  esserlo, nella misura in cui si affronta la radice, il tema che sta
  a  monte  che è quello dell'incidenza su una struttura del  mercato
  che  in  questo momento, fra i prezzi al produttore e i  prezzi  al
  consumatore, ha una forbice che nasconde una patologia che dovrebbe
  essere l'oggetto del nostro intervento.
   Mi chiedo se il Governo intende affrontare questa questione e come
  intende  affrontarla  in maniera radicale, molto  più  efficace  di
  quanto  non sia, in questo momento, messa in campo ad opera  di  un
  assessorato  fra  i  tanti, in un momento  in  cui  -  credo  -  il
  Presidente della Regione e l'intera compagine di governo dovrebbero
  assumere questo come un obiettivo strategico e fondamentale.
   Mi auguro che nel prossimo documento di programmazione economica e
  finanziaria  si individuino tracce forti per una svolta  in  questo
  settore,  perché  intervenire  con  una  serie  di  misure   e   di
   medicamenti     in    ordine    sparso,    ancorché    utilizzando
  importantissime  risorse  finanziarie, come  quelle  del  Piano  di
  sviluppo rurale, non comporta una reale modificazione dell'assetto;
  tant'è vero che di questo ne sono testimonianza la datazione  -  ho
  appena  ricordato - di queste mozioni, che sono di due  anni  fa  e
  nulla è cambiato, perché sono ancora attuali.
   Quindi, mi sembra che sia necessario un evidente cambio di passo.
   Lo  stesso  Piano di sviluppo rurale che il Governo è impegnato  a
  portare avanti, è un piano che non ha realmente progettato, che  si
  è trovato e continuiamo in quest'ottica che basterebbe intervenire,
  finanziare,  agevolare, aiutare, quando invece  c'è  una  crisi  di
  mercato,  una  probabile impossibilità stessa di sussistenza  delle
  ragioni  di  mercato della nostra agricoltura, che  debbono  essere
  affrontate alla base.
   Mi auguro, quindi, che, al di là di questa elencazione di misure -
  che  potrebbe continuare a lungo con i bandi di spesa che il  Piano
  di sviluppo rurale prevede e che, torno a dire, a mio giudizio, non
  incidono  sulla  crisi in maniera radicale -  ci  possa  essere  un
  momento  più  radicale da parte del Governo nell'affrontare  questo
  tema alla base.
   La  sfida  principale è quella di intervenire sulla differenza  di
  prezzo con agevolazioni ai produttori.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  la
  relazione dell'assessore Bufardeci, e mi viene da dire che non  c'è
  nulla di nuovo da questo punto di vista.
   Onorevole  assessore, lei deve cogliere due aspetti che nella  sua
  relazione non ho assolutamente sentito: oggi non si può parlare  di
  agricoltura  se non si fa un ragionamento correlato con  la  difesa
  del  suolo  e  con  quello che è un fenomeno in  gran  parte  anche
  scaturente dalle politiche sbagliate che in questi anni sono  state
  definiti sull'agricoltura.
   Questo  è  un  capitolo che Lei non ha toccato, ed è  un  capitolo
  fondamentale per quanto riguarda questo settore, perché noi abbiamo
  agito,  o  meglio, altri hanno agito in questi anni quasi  con  una
  politica di disincentivo della difesa del territorio, provocando  o
  contribuendo a provocare quelli che sono fenomeni per i  quali  noi
  oggi  spendiamo miliardi di euro, non riuscendo comunque a  fermare
  la  forza  della natura che, da questo è punto di vista, non  trova
  più  il suo equilibrio in un intervento naturale che dieci anni  fa
  veniva,  invece, equilibrato con sostegni corretti  ed  equilibrati
  per quanto riguarda appunto quello che era l'equilibrio del suolo.
   Questo è un tema che lei, assessore, deve trattare. Sappiamo  bene
  che  non fa parte della sua delega, ma non si può oggi pensare  che
  il  tema  dell'agricoltura sia slegato da questo fenomeno.  Chi  ha
  pensato questo in passato ha sbagliato gravemente e molti risultati
  negativi di questa azione oggi stanno contrastando riguardo  ad  un
  altro aspetto.
   E' una provocazione, onorevole assessore. Rispetto ai dati che Lei
  ha  fornito  ed  al ragionamento che lei ha espresso  e  all'intero
  Piano  di  sviluppo  rurale, la politica riuscirà  a  risolvere  un
  problema   molto  semplice  e  banale,  cioè  quello  di  coniugare
  esattamente  il  produttore  della  porta  a  fianco  rispetto   al
  commerciante o rispetto al potenziale fruitore.
   Noi,  paradossalmente, abbiamo un altro fenomeno che non si riesce
  a  contrastare: quando c'è un produttore che, nello stesso  comune,
  produce  ad esempio il miele, possibilmente non lo riesce a vendere
  per  una serie di motivi che potremmo anche analizzare, all'albergo
  che opera nello stesso comune.
   In  quell'albergo  possibilmente si consuma  miele  di  Bolzano  o
  meglio dell'estero.
   L'azione  politica  o  la programmazione non  riesce  a  dare  una
  soluzione  a  questioni così banali, che non sono poi così  banali.
  Questo è il risultato di una serie di aspetti e di politiche che, a
  monte, andrebbero indirizzati in modo diverso.
   Chissà  se sia pensabile un credito di imposta per quanto riguarda
  il  consumo dei prodotti agricoli. Bisognerebbe guardare quali sono
  i  limiti degli aiuti di Stato. Si potrebbe anche studiare  qualche
  cosa del genere, in forma diretta o indiretta.
   Non  è pensabile che noi continuiamo a sostenere un'economia  dove
  il  maggior mercato, facendo un esempio, utilizza prodotti che  non
  hanno nulla a che vedere con la nostra Terra.
   Al  di  là  di  quelli  che sono stati i grandi  ragionamenti,  le
  misure,  le  prospettazioni che ci provengono dal PSR, queste  sono
  fondamentalmente  identiche  al Piano  di  Sviluppo  Rurale,  nelle
  strategie   generali,  già  della  passata  programmazione,   anche
  dell'altra ancora, probabilmente.
   Proprio   queste  programmazioni  hanno  provocato  due   aspetti,
  assessore  Bufardeci,  quello  di un abbandono  totale  del  nostro
  territorio  e  quindi  mi ricollego al primo  tema,  e  soprattutto
  quello di non aver dato una concreta risposta al piccolo produttore
  marginalizzandolo definitivamente e, di conseguenza,  alla  seconda
  questione   banale   che   ho  posto,  quella   grande,   blasonata
  programmazione non è riuscita a dare una soluzione.
   Non  voglio parlare in questa Aula delle ingenti somme che abbiamo
  speso per le politiche di internazionalizzazione dell'imbecillità.
   Visti  i  risultati che ci sono stati e visto  anche  che  non  si
  riusciva  a  vendere  dal  produttore  della  porta  a  fianco   al
  consumatore, non si capisce perché altri miliardi in questi anni  -
  ci  sono  ancora altre risorse in tal senso - non hanno  dato  quei
  risultati.  Non  si  capisce perché un produttore  oggi  possa  mai
  pensare  di reggere la concorrenza internazionale, se non riesce  a
  reggere la concorrenza della porta accanto.
   Quando lei, assessore, riuscirà - e sicuramente ci riuscirà per la
  sua  autorevolezza - a dare soluzioni a queste risposte,  a  questi
  interrogativi banali, probabilmente già potrà essere  ascritto  tra
  quegli  assessori che passeranno alla storia per  aver  dato  delle
  soluzioni   concrete   a   due  problematiche   che   sono   quelle
  fondamentali,  al  di  là delle enunciazioni  che  in  questa  Aula
  abbiamo sentito.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  giornata  di
  oggi  si  basa  su un tema importante quale la crisi  del  comparto
  agricolo,  forse  a  volte non considerato  come  realtà  economica
  strutturalmente importante.
   Una  realtà  che  rappresenta una consistente  parte  del  tessuto
  economico-sociale  regionale, sia in termini  di  prodotto  interno
  lordo,  sia  in  termini  di  addetti.  Se  250  mila  partite  IVA
  rappresentano  sicuramente  un primo elemento  di  valutazione  che
  determina un milione di addetti con una ricaduta anche dal punto di
  vista   occupazionale  che  determinerà  metà   della   popolazione
  siciliana interessata a questo settore, ritengo che forse  il  modo
  di  approcciare  questo  problema dovrebbe metterci  tutti  in  una
  condizione   di   particolare  impegno   e   di   alto   senso   di
  responsabilità.
   All'Assessore e quindi al Governo a cui abbiamo, già in  occasione
  della  finanziaria,  come  PDL voluto dimostrare  grande  senso  di
  responsabilità,  pur  in  presenza  di  un  conflitto  di  modo  di
  procedere, di un conflitto che viene ad evidenziarsi per quello che
  a  volte  è  questo reciproco modo di trovare motivi  di  divisione
  anziché  motivi  di  condivisione su un  problema  importante  come
  questo.
   Abbiamo  detto,  in occasione della finanziaria  regionale  o  del
  bilancio che, probabilmente, su questo tema va visto, al di  là  di
  alcune risposte che sono più sul piano del principio indicate nella
  finanziaria,  sul piano dei contenuti ma sul piano  della  concreta
  ricaduta  finanziaria ritengo che ancora oggi poco sforzo  è  stato
  compiuto da parte del Governo perché, sostanzialmente, ritengo,  in
  maniera  più  incisiva devono essere previste  risorse  finanziarie
  che, forse, devono in questo senso essere meglio utilizzate.
   Vorrei  fare  una  domanda  all'Assessore  partendo  da  un   tema
  concreto:  perché  sugli  interventi che attraverso  i  bandi  dove
  abbiamo detto e sollecitato e denunziamo ancora una volta in questa
  sede  la  scarsa capacità di proposta che viene fatta  dal  Governo
  nell'emanazione  dei  bandi e quindi fra  tutti  questi  bandi  per
  l'utilizzo delle risorse comunitarie e quindi anche fra questi  per
  quelli dell'agricoltura, mi chiedo, chiedo all'Assessore, mi chiedo
  e  vi chiedo: perché tanti di questi bandi, di fatto, risultano non
  interessanti per l'utenza?
   Perché  tanti  di questi bandi, onorevole Assessore,  restano  con
  delle  risorse disponibili e, nonostante la riapertura dei  termini
  reiterata,   di   fatto  non  riescono  ad  essere   poi   con   la
  considerazione  giusta  che dovrebbero avere  dal  comparto  invece
  ritenute interessanti.
   Ritengo che questo, al di là delle polemiche, in maniera seria sia
  un  tema  su  cui porre un interrogativo e su cui in maniera  seria
  dare  una  risposta  perché  ritengo  che,  innanzitutto,  dobbiamo
  pensare come operare sul tema della razionalizzazione da una  parte
  e  poi  della  promozione dall'altra. Per tema di razionalizzazione
  ritengo  sicuramente capire e vedere per quale  motivo  appunto  il
  tema  dell'utilizzo delle risorse comunitarie che può rappresentare
  una  grande occasione di svolta per il comparto che deve vedere una
  microimpresa del comparto agricolo sempre meno  micro  e più invece
  impresa  all'altezza  di  reggere quelle che  sono  le  regole  del
  mercato,  di  un  nuovo mercato che vede sempre più competitivo  un
  settore che - ahimé - trattato allo  stato tradizionale, invece, si
  ritrova  sempre  più in crisi. Questo è un primo ragionamento.  Poi
  dico sugli strumenti che in atto abbiamo.
   Ho  avuto  modo  di  evidenziare, di interrogare anche,  onorevole
  Assessore  -  non so se ha ricevuto l'interrogazione - di  proporre
  un'interrogazione   perché,  ad  esempio,   nonostante   quest'anno
  particolarmente  ricco  dal punto di vista delle  risorse  idriche,
  abbiamo  le  dighe con l'acqua e, di fatto, abbiamo gli agricoltori
  senza acqua, abbiamo una grave crisi di siccità, un grave stato  di
  disamministrazione. Non è possibile assistere  a  questo  stato  di
  cose  Ed a me che ho posto questo interrogativo mi è stato risposto
  che  sicuramente un percorso è stato fatto, tanto  resta  da  fare,
  però vi dico che tante aziende agricole sono senza aver ricevuto ad
  oggi, 27 luglio 2010, un turno di acqua.
   Questo  significa,  quando  poi  ci  occupiamo  del  problema  dei
  consorzi   di   bonifica,   quando  ci   occupiamo   del   problema
  dell'erogazione  e  della  spesa  del  denaro  pubblico,  significa
  realmente  essere  complici  di un sistema  che,  invece,  dobbiamo
  totalmente modificare. E' complice sicuramente chi governando deve,
  in  questa direzione, spendere in maniera più energica ogni impegno
  perché,  sicuramente, oggi la qualità della produzione  agricola  è
  legata anche alla disponibilità di risorse idriche.
   Guarda  caso  in  un  anno  in cui c'è la  risorsa  idrica  non  è
  possibile  assistere, invece, alla grande sete  che  porta  ad  una
  distruzione della produzione di qualità.
   Questo   è  uno  degli argomenti importanti che  rappresentano  il
  presupposto  perché ci sia un interesse diverso su un comparto  che
  non  può  essere solo lasciato alla presunzione di alcuni dirigenti
  che,  forse,  pensano  di  essere toccati da  chissà  quale  divina
  provvidenza,  forse perché c'è questo nuovo corso,  questo  Governo
  pensa  che  ogni  proposta trova sostegno  nel  verbo,  mentre  noi
  riteniamo, da buoni Cristiani, che tutto è discutibile e tutto deve
  essere confrontato in maniera serie e umile.
   Io   dico   che,  probabilmente,  anche  sul  tema   delle   altre
  problematiche quale l'accesso al credito agevolato, la  definizione
  delle  pratiche  di  danno  pregresse  che  ancora  esistono   che,
  sicuramente, non sono la risposta è semplicemente una dimostrazione
  di attenzione ad un comparto.
   Le  risposte sono sugli interventi di carattere strutturale di cui
  dicevo prima e sulla capacità di fare sistema e di ritenere che sia
  parte  centrale di un'economia importante che, a livello regionale,
  l'agricoltura rappresenta per poi giungere a un altro ragionamento.
  Il  collega  che  mi  ha preceduto ha parlato  del  problema  della
  programmazione e della promozione. Ma se tanto si è speso in questa
  direzione perché poco si è prodotto?
   Allora  anche  qua vi è un interrogativo. Probabilmente,  dovremmo
  meglio  pensare  a questo nuovo corso che anche l'impresa  agricola
  deve  avere,  una  dimensione diversa,  aiutiamola  a  far  sì  che
  consolidi  questa dimensione diversa ma a far sì che  si  consolidi
  anche un nuovo momento di produzione, che ci sia una promozione  da
  una  parte  e  un  marketing oriented cioè a  dire  una  produzione
  orientata a quello che il mercato vuole e questo ruolo di indirizzo
  sicuramente    la     Pubblica    Amministrazione,    l'Assessorato
  all'Agricoltura, il  governo dell'economia agricola può  in  questa
  direzione  tendersi e può, sicuramente, essere data un'impostazione
  diversa.
   Quindi,  come al solito, al di là di ogni considerazione  che  può
  essere  vista  da  diversi punti di vista c'è  un  grande  bisogno:
  definire  alcune  direttrici  importanti,  trovare  le  risorse   e
  impegnarle  in  questa  direzione e, con senso  di  responsabilità,
  riconoscere  che  una  soluzione al  problema  del  mondo  agricolo
  rappresentata  un  vero sostegno alla spinta  della  nostra  realtà
  siciliana.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci.  Ne  ha
  facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  signori  del
  Governo,  il  comparto agricolo è in crisi, è vero, e tante  volte,
  nel  corso  dei  decenni, si è sentito, l'ho  sentito  io,  essendo
  espressione  di una famiglia di agricoltori ho sempre  sentito  che
  periodicamente  e  ciclicamente  crisi  imperversavano  in   questo
  settore.
   Credo  che  oggi  siamo  di fronte ad una problematica  molto  più
  seria,  molto più profonda, anche perché sono mutate le  condizioni
  generali.
   Io che, all'inizio dell'anno, ho potuto apprezzare, e ringrazio il
  Governo  e l'Assessore che ne è stato esecutore corretto e puntuale
  all'esigenza agrumicola, anche se non poteva sicuramente  risolvere
  definitivamente  il problema, ha dato però l'idea che,  finalmente,
  l'agricoltura, l'agrumicoltura in modo particolare, era considerata
  elemento portante della nostra struttura sociale.
   Dico  di  più: l'agricoltura, ancora oggi, rappresenta  l'elemento
  fondante  principale della nostra economia e mal si opera se,  ogni
  atto della gestione pubblica non tiene conto del ruolo fondamentale
  che ha questo settore nella nostra vita quotidiana.
   Quando io ebbi l'occasione di esporre le problematiche della crisi
  agrumicola, all'inizio dell'anno, feci un'analisi sommaria che  era
  quella che diversi livelli di interventi si possono individuare.
   Il  primo era quello con cui è intervenuto prontamente il  Governo
  che  era  nell'emergenza; il secondo era quello che  poteva  essere
  realizzato  in tempi medi per risolvere l'aspetto gestionale  delle
  nostre   aziende  ed  il  terzo,  naturalmente,  è   quello   della
  programmazione  che,  oltre a mettere ordine  nel  comparto,  possa
  permettere  a questa struttura sociale, a questa frammentazione  di
  aziende di competere con quelle che oggi sono le esigenze.
   Non  c'è  dubbio che, oggi, bisogna chiedersi che  cosa  fare  per
  intervenire  su  quello  che  io ho  definito,  al  secondo  punto,
  l'aspetto gestionale.
   Cosa bisogna fare prima di affrontare, definitivamente, in maniera
  globale  che possa proiettare, per i prossimi decenni, la soluzione
  ideale a questo comparto e continuare a fornire il benessere che la
  nostra  terra può avere? Bisogna, intanto, pensare a cosa fare  per
  poter sopravvivere.
   Se  è  vero  che  è  un  asse portante economico  intanto  bisogna
  cominciare  a  chiedersi cosa si può fare per aiutare  la  gestione
  delle aziende e non c'è dubbio che bisogna riuscire ad abbattere  i
  costi  perché  vero  è  che  il credito  agevolato,  che  forme  di
  progettazione  che possono utilizzare risorse comunitarie,  possono
  aiutare,  ma  oggi  il problema che ha l'agricoltore  in  genere  è
  quello  di  poter  sopravvivere  dovendo  affrontare  delle   spese
  operosissime  che,  a volte, lo stesso raccolto  non  consente,  in
  qualche maniera, di eguagliare.
   Per  quanto  riguarda  gli argomenti più  semplici  per  abbattere
  questo,   alcuni   sono  stati  trattati  tra  cui   quello   delle
  imposizioni,  delle tasse che si pagano sulle giornate  lavorative,
  ma  io  dico, ancora più semplicemente, ci vuole, signor Assessore,
  un'azione  concordata con altri settori del Governo che  possa,  in
  qualche maniera, aiutare.
   Per  esempio, dal punto di vista energetico, vi siete chiesti cosa
  costa, oggi, rispetto ai costi della normale vita, potere sollevare
  l'acqua dai pozzi, laddove ci sono, dal punto di vista economico?
   E'  sicuramente  un elemento che ti mette in condizioni,  poi,  di
  essere  veramente un'azienda deficitaria se non si riesce a vendere
  il raccolto come ultimamente capita spesso e sovente.
   Bisogna  potere  individuare come abbattere i  costi  dell'energia
  elettrica per potere gestire queste aziende. Questo è un aspetto.
   L'altro aspetto è quello che, quando per un motivo qualsiasi - non
  ne  mancano  - un'azienda è in crisi, tante volte si  trova  a  non
  poter  far  fronte  anche alle spese di gestione  come  quelle  dei
  Consorzi di bonifica, si accede a crediti che vengono passati  alla
  Serit   che,  naturalmente,  avvia  delle  procedure  forzate   che
  impediscono l'ulteriore credito da parte dell'azienda.
   Questo, di fatto, si riversa sulla gestione.
   Nel  momento in cui non ha una disponibilità e nel momento in  cui
  il credito gli è negato, l'agricoltore entra veramente in crisi.
   Allora,  bisogna intervenire cercando di limitare, se non abolire,
  questa  aberrazione che si sostituisce, questo istituto di  credito
  che  si sostituisce nel versare, a volte, agli agricoltori e a  chi
  conduce  le  aziende agricole perché non possono  soddisfare  delle
  giuste pretese.
   Questo  è  un  altro  argomento  che potrebbe  essere  sicuramente
  d'aiuto.
   Non c'è dubbio che oggi l'argomento è: cosa fare?
   Io  gli elementi che individuo subito sono questi; mi riservo,  in
  altra circostanza, quando si potrà parlare più ampiamente su quella
  che  è  la programmazione e l'accesso ai vari progetti che  portano
  risorse comunitarie, perché voglio semplicemente concludere dicendo
  questo:  noi  del Meridione siamo stati sottoposti  ad  una  truffa
  culturale, quando c'è stata inculcato il principio che, altre forme
  economiche  di  industrializzazione  o  di  insediamenti  di   poli
  petrolchimici o cose del genere, potevano sostituire l'agricoltura.
   Abbiamo visto che questo non è stato possibile.
   Il  risultato è stato il saccheggio dei territorio, l'ambiente che
  viene deturpato, le malattie che ci sono rimaste in eredità e,  per
  contro,  non  ultima, la beffa che nemmeno le accise  restano  alla
  nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   innanzitutto
  ringrazio il Governo per la presenza e per l'opportunità che ci  dà
  di  trattare  due  mozioni, certamente, non per  colpa  dell'ottimo
  assessore per le risorse agricole ed alimentari. Trattare, però,  a
  luglio  del  2010, una mozione del 5 agosto del 2008  ed  un'altra,
  credo,   del   9   luglio  2008,  certamente,   sul   piano   della
  contestualità, della tempestività, ce ne vuole  E dire che erano, e
  sono,  due  interrogazioni  che,  purtroppo,  hanno,  e  conservano
  l'attualità della gravità del momento. Erano due mozioni dirette  a
  sollecitare  l'intervento  del Governo, attraverso  il  Parlamento,
  sulla  grave crisi agricola che nel 2008 aveva investito la Sicilia
  e  che, dopo due anni, continua ad essere, purtroppo, tranne alcuni
  interventi dei quali, do sinceramente atto all'onorevole  assessore
  di   essersi  personalmente  impegnato,  e  mi  risulta,   sia   in
  commissione  che  nel corso di riunioni, presso i  locali  del  suo
  assessorato,  o presso anche convegni organizzati dal  mondo  delle
  categorie  agricole, devo dire che, in parte, alcuni problemi  sono
  stati affrontati.
   Se le mozioni hanno un senso che è quello di segnalare e stimolare
  il  Governo ed impegnarlo alla risoluzione di tematiche importanti,
  credo  che queste due mozioni siano tardive, ma nello stesso  tempo
  attuali.
   La  crisi agricola permane, onorevole assessore, lei lo sa. Lo  sa
  per  suo  impegno, per il suo ruolo istituzionale,  lo  sa  per  la
  delega  che  le  è stata assegnata dall'onorevole Presidente  della
  Regione  siciliana ed oggi, l'agricoltura vive un momento di  crisi
  gravissima e, forse, irreversibile.
   Sono  decine  di  migliaia  le piccole aziende  che  hanno  chiuso
  attività; sono altrettante le aziende che riesco a resistere, ma lo
  fanno per amore ed attaccamento alla propria terra, molto spesso la
  terra  dei loro padri, e dei padri dei loro padri, e lo fanno anche
  per garantire, anche se a rischio, un futuro ai propri figli.
   Credo che oggi servano provvedimenti urgenti e straordinari  e  ci
  siamo  sempre detti che il Piano di sviluppo rurale, con le  misure
  che  contiene,  doveva  e deve essere uno strumento  di  intervento
  immediato,  come  se  fosse  un  pronto soccorso ,  un  sistema  di
  rianimazione del comparto agricolo, il PSR doveva garantire con gli
  interventi economici necessari. Non l'ha fatto perché è partito  in
  ritardo,   perché  parte  male,  ed  abbiamo  più  volte   invitato
  l'onorevole assessore ed il Governo a riscriverlo.
   Sono   ben   due   le  risoluzioni  approvate  dalla   Commissione
  parlamentare  «Attività  produttive» che mi  onoro  di  presiedere,
  risoluzioni  che impegnano e impegnavano il Governo a  rivedere  il
  piano  di  sviluppo rurale. Così per com'è, non è lo strumento  che
  tutti abbiamo pensato
   E'   uno  strumento  che  si  è  rivelato  complesso,  complicato,
  difficilmente attuabile e che è stato rifiutato - è il paradosso  -
  rifiutato dagli stessi imprenditori che vivono la crisi, ma che  si
  sono  resi conto che richiedere interventi, attraverso il piano  di
  sviluppo rurale, non è possibile.
   Bisogna riscrivere la politica agricola di questa Regione. Bisogna
  riscrivere  il  sistema di interventi regionali  a  sostegno  della
  crisi  dell'agricoltura. Bisogna avviare, con la conferenza  Stato-
  Regioni e con il Governo, interventi straordinari ed immediati  per
  evitare  il collasso di un settore che oggi vede qualche cosa  come
  950  mila  persone che lavorano direttamente nel settore  agricolo,
  oltre un comparto che coinvolge un altro milione di persone.
   Purtroppo,  assistiamo  ad interventi  tampone   che  arrivano  in
  ritardo,  che non sono risolutivi e che non danno quella sensazione
  al  mondo  agricolo che ha bisogno di avere per sapere  e  sentirsi
  attenzionato da questo Governo.
   Noi non le diamo delle responsabilità, onorevole assessore, il suo
  impegno  è lodevole al di là dei risultati, però, le chiediamo  uno
  sforzo maggiore, una maggiore attenzione ancor più grande di quella
  che  lei  ha dimostrato e - mi consenta -  gli attestati  di  stima
  sono  rivolti  a lei e non al suo Governo, a lei come assessore  ma
  non al Presidente della Regione, perché non riconosciamo al Governo
  ed  al suo Presidente, la stessa attenzione che lei sta dimostrando
  per l'agricoltura.
   Ci  auguriamo che lei continui in questo percorso perché o  questo
  Governo  dimostra un colpo d'ala ed un colpo di determinazione.  La
  finisca  con  gli  spot pubblicitari che servono  solo  a  riempire
  pagine  di giornali e a gettare fumo sui vari problemi del Paese  e
  si cominci a lavorare seriamente sul mondo dell'agricoltura.
   Le  dichiarazioni  non portano pane a casa  di  nessuno.  I  soldi
  comunitari  si  vanno  perdendo perché non riusciamo  a  spenderli,
  perché  non  facciamo bandi che siano intelligibili e comprensibili
  al mondo dell'agricoltura.
   Ecco  perché  le  chiediamo una rinnovata  attenzione.  Non  siamo
  fiduciosi  verso il Governo di questa Regione ma noi  speriamo  che
  almeno   l'onorevole  Assessore  Bufardeci  possa   continuare   ad
  ascoltare  il  Parlamento  e  a dare agli  agricoltori  un  segnale
  concreto di speranza e di certezza per il futuro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Assessore, credo che la riunione odierna con all'ordine del  giorno
  la crisi del settore agricolo in Sicilia sia un argomento fondante,
  importante, coinvolgente, con molta attenzione ho seguito anche gli
  interventi  degli altri Gruppi, tutti di grande misura,  di  grande
  contributo.
   Di  fronte ad un problema che non è soltanto della Regione Sicilia
  è un problema del settore dell'agricoltura nazionale, è un problema
  europeo, è un problema mondiale.
   Per  tutta una serie di ragioni che coinvolgono fattori culturali,
  fattori socio-economici, l'agricoltura va rivista, va ripensata  e,
  soprattutto, va aiutata.
   Noi  ci troviamo di fronte ad una serie di dati che sono stati qui
  sottolineati,  che  sono  a conoscenza del  Governo  della  Regione
  siciliana, che sono dati drammatici perché coinvolgono centinaia di
  migliaia  di cittadini siciliani, di lavoratori, decine di migliaia
  di imprenditori che nell'agricoltura hanno trasferito tutto il loro
  lavoro, i loro sacrifici, le loro passioni, i loro sogni e le  loro
  risorse finanziarie.
   Ho  letto un articolo molto bello di Carlo Petrini che, come tutti
  voi  sapete,  è uno dei guru, uno dei pensatori di una  agricoltura
  nuova,   di   una   rifondazione  dell'agricoltura   secondo   basi
  elementari, cominciando da zero.
   Il  suo  articolo,  infatti,  inizia  con  una  considerazione  di
  carattere economico: voi sapete quanto costa un chilo di carote? Un
  chilo di carote al contadino viene pagato 9 centesimi. Il costo  di
  9  centesimo  è  il costo più irrisorio, neanche  un  SMS  costa  9
  centesimi, anche un SMS costa più di 9 centesimi. E all'agricoltore
  viene pagato 9 centesimi, cioè nulla.
   Poi  il  consumatore va al negozio e questo chilo di carote  viene
  pagato un euro, cioè con proporzioni stratosferiche, c'è un divario
  dal  produttore  al  consumatore  che  ha  un  grado  elevatissimo,
  naturalmente  implicando nei confronti del  povero  produttore  una
  serie di danni.
   Lo stesso si dica per il grano: è realmente ridicolo che il grano,
  ancora  oggi, venga venduto allo stesso prezzo di 25 anni  fa   con
  costi che si sono centuplicati rispetto ai costi di 25 anni fa.
   Io  sono  coinvolto nel settore agrumicolo, le vicende sono  tutte
  uguali,   sono   tutte  identiche  in  una  situazione   drammatica
  soprattutto  per coloro i quali hanno investito in agricoltura  ma,
  soprattutto,  per  coloro i quali hanno un senso di  responsabilità
  nei  confronti  di chi ha lavorato con te, ha lavorato  in  maniera
  faticosa  perché il lavoro dell'agricoltura certamente implica  una
  fatica  fisica, mentale e un impegno all'aria aperta che logora  il
  fisico  di  chi  lavora, quindi, tutta una serie di coinvolgimenti.
  Quale l'alternativa, quali le soluzioni?
   Devo dire che in fondo è stato anche riconosciuto negli autorevoli
  interventi  che mi hanno preceduto, alcuni naturalmente sono  degli
  interventi  che,  politicamente, hanno una loro  strada,  una  loro
  ragione,  questo Governo tutto ciò che ha potuto fare, che  intende
  fare,  si confronta, è disponibile a tutti i suggerimenti necessari
  per trovare delle soluzioni che non è facile trovare.
   C'è   un   problema  di  commercializzazione,  c'è   un   problema
  soprattutto  di distribuzione, c'è un problema di consumo,  c'è  un
  problema di globalizzazione, di qualità dei prodotti
   Vi  è una serie di problemi che devono essere affrontati con molta
  calma, con molta serenità e, naturalmente, con molto impegno.  Oggi
  la presenza dell'assessore Bufardeci che, tra l'altro, è un uomo di
  grande   competenza,  di  grande  professionalità   e   soprattutto
  politicamente attento ed accorto ne è la dimostrazione.
   Le  soluzioni  sono  state così indicate.  Vorrei  soffermarmi  su
  questo  famoso  PSR.  Perché,  lo  diceva  giustamente  l'onorevole
  D'Asero, perché questi progetti non hanno un consenso e non  hanno,
  soprattutto, un'adesione come tutti noi vorremmo che ciò avvenisse.
  Secondo  me c'è stata anche una programmazione sbagliata  nell'anno
  2007/2013  che  va, indubbiamente, nei tempi, nelle  modalità,  nei
  rapporti  con  la  comunità vanno ricambiati, vanno  reindirizzati,
  vanno  reinterpretati, vanno indicate misure, modelli di intervento
  che devono necessariamente essere cambiati.
   Questo,  secondo me, è un problema reale, non credo, anzi rispetto
  ai  bandi  credo  che il PSR noi abbiamo avuto modo di  verificarlo
  all'interno   della  nostra  Commissione  «Affari  europei»,   così
  chiamata, sono i bandi che sono stati fatti con più celerità e sono
  stati  pubblicati,  che  hanno avuto una particolare  attenzione  e
  riflettono anche una grande professionalità non soltanto  politica,
  da  parte  del Governo, ma anche dei funzionari. Però, c'è  qualche
  cosa che non va.
   Sto  per concludere, signor Presidente, anche perché questo  è  un
  dibattito che certamente ci dovrebbe portare a grandi confronti noi
  ci auguriamo che nel futuro avremo più tempo.
   Quindi,  questo  è  un  aspetto che certamente  il  Governo  vorrà
  guardare, ma dobbiamo pensare ai controlli per quel che riguarda la
  salvaguardia  e l'esaltazione dei nostri prodotti di  qualità,  dal
  grano all'olio, agli agrumi, evitando che la globalizzazione possa,
  danneggiando  la  salute  dei  consumatori  con  l'introduzione  di
  prodotti,   soprattutto  per  quel  che  riguarda  l'olio,   signor
  Presidente,  lei  in  questo  è un cultore,  un  conoscitore  e  sa
  perfettamente   che   l'olio  si  presta  alla  manipolazione   con
  l'introduzione di prodotti che vengono da paesi dove i controlli di
  qualità, gli standard di qualità non sono uguali a quelli italiani.
   Ma  anche  l'accesso  al  credito. Il rapporto  con  gli  istituti
  bancari,   l'onorevole  De  Luca  mi  pare   abbia   lanciato   una
  provocazione  che  sarebbe interessante raccogliere  per   ciò  che
  riguarda  il  credito d'imposta, potrebbe essere anche  questa  una
  soluzione   nel   mondo  agricolo  e  mi  avvio  alla   conclusione
  ringraziandolo per questa sua sollecitazione graziosa.

   VINCIULLO. Siamo quasi emozionati.

   MUSOTTO.  Vi  volevo  dire   che a conclusione  di  questo  nostro
  dibattito per quanto ci riguarda saremo vigili, attenti e seguiremo
  tutto  ciò  che il Governo vorrà fare e certamente il  Governo   ci
  renderà partecipi a questa opera di attenzione.
   E'  inutile  sottolineare e concludere questo mio  intervento  per
  drammatizzare,  ulteriormente, la possibilità  che  questo  settore
  possa  anche  morire, ma,  soprattutto per le  refluenze   che  può
  avere  per  le  nuove  generazioni  che  in  ogni  caso  vorrebbero
  rinvestire  e  trovare  una assicurazione  nel  mondo  del  settore
  agricolo.

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BUFARDECI. assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente,  ringrazio  tutti  gli  onorevoli   colleghi  che  sono
  intervenuti  perché i loro interventi mi danno la  possibilità  di,
  anche se brevemente, operare alcune ulteriori riflessioni.
     Io  mi  ero limitato nella mia precedente esposizione a fare  un
  quadro   a volo di uccello' delle varie questioni riferite a queste
  vecchie  mozioni, come è stato ricordato, ma certamente  ancora  di
  grande attualità, allora voglio dire al collega De Benedictis   che
  non  c'è  ombra  di dubbio che come è stato ricordato  anche  negli
  altri  interventi  svolti   dall'onorevole D'Asero,  dall'onorevole
  Caputo  e  dall'onorevole Musotto,  da ultimo:  non  c'è  ombra  di
  dubbio che noi oggi, nel 2010, ci troviamo ad affrontare una  crisi
  che  è  già  vecchia di almeno un anno e che purtroppo non  accenna
  ancora  ad  essere  definita, ad essere risolta  e  ci  troviamo  a
  fronteggiarla   con   uno   strumento  economico   finanziario   di
  programmazione il PSR assolutamente inadeguato,  un  programma  che
  quando  è  stato  concepito e pensato negli anni  2005-2006   aveva
  nella  mente  di chi lo ha pianificato un'agricoltura  che  ancora,
  sostanzialmente,   era  in bonis e capace di  confrontarsi  con  il
  mercato.
   Addirittura, un PSR che,  nel caso della nostra Regione  siciliana
  ha  delle contraddizioni in termini,  nel senso che rispetto ai PSR
  delle altre regioni è molto più vincolistico molto più restrittivo.
  Penso ad alcune misure che attengono al settore energetico,  che ci
  ricordava  l'onorevole Calanducci,  che vede una penalizzazione  in
  termini   di  attività  della  DIA,  la  dichiarazione  di   inizio
  attività,  da applicare in ambito della Regione siciliana  rispetto
  a quelle di altre regioni.
   Ed  è  questa  la ragione per la quale, io credo che a  fronte  di
  questa  questione non si possa dire come qualcuno  ha  voluto  fare
  nulla  di  nuovo  perchè onorevole De Luca, lei ci ha  abituato  ad
  alcune provocazione ed in ordine a queste io vorrei brevissimamente
  soffermarmi  quelle  che  lei  chiama,  evidentemente  in   maniera
  provocatorie,   questioni  banali' sono il  cuore  della  questione
  della  nostra agricoltura,  perché non c'è ombra di dubbio  che  se
  oggi    il   nostro   imprenditore  potrebbe  non   essere   capace
  economicamente e finanziariamente di strutturarsi a progettazioni e
  a    finanziamenti   che   attengono   alla   conservazione,   alla
  trasformazione e alla commercializzazione,  che nei precedenti anni
  a  partire  dal  FEOGA  e  da  Agenda 2000  al  nostro  PSR  quando
  l'agricoltura  viveva condizioni molto migliori di queste  attuali,
  comunque,   la  nostra  imprenditoria  non  è  stata  assolutamente
  all'altezza nella commercializzazione.
   Come  non  c'è  alcun dubbio che il grande problema -  che  veniva
  evidenziato,  nel ricordare l'onorevole Musotto -  il Guru  che  fa
  riferimento  al  costo della carota e a quello  che  è,   poi,   il
  prezzo  che  paghiamo  al mercato lì  c'è il cuore  di  una  grande
  lacuna della nostra agricoltura,    una lacuna che è dimostrata  da
  una  assoluta incapacità di operare quella commercializzazione  che
  viceversa è fatta non dalla banalità ma quasi da un fatto  che  non
  vorrei  definire antropologico,  ma dalla imprenditoria   siciliana
  incapace di fare aggregazione, di un settore siciliano incapace  di
  fare   sistema,   di  una  agricoltura  siciliana   ancora   troppo
  frammentaria:   solo  una  media di  cinque  ettari  per  proprietà
  terriera, troppo bassa, troppo modesta per confrontarsi, per altro,
  con  un  mercato  oche  oggi  significa globalizzazione  e   grande
  distribuzione.
   E  allora, io colgo dalle  provocazioni dell'onorevole De Luca  le
  ragioni  non soltanto per dire che abbiamo bisogno tutti quanti  di
  fare  un'attività quasi pedagogica, formativa, di operare un grande
  cambiamento  culturale  che  è la vera  scossa   che  occorre  alla
  nostra agricoltura.
   L'abbiamo  avviata  con  l'aggregazione  delle  cantine   sociali,
  l'abbiamo avviata perché per la prima volta nella finanziaria si  è
  parlato  di filiera agroalimentare e per la prima volta  ci  stiamo
  muovendo  con  gli  otto distretti produttivi  in  questo  settore,
  perché  sono  la punta avanzata dello  stare insieme'  e  del  fare
   rete' per cominciare a competere con il mercato, come oggi abbiamo
  evidenziato in Terza Commissione - lo dico al Presidente  Caputo  -
  ma  voglio  ringraziare l'onorevole Colianni che oggi ha presieduto
  questa  Commissione  per avere consentito di  esitare  quel  famoso
  disegno   a    chilometro   zero   che  è   fondamentale   per   la
  valorizzazione dei nostri prodotti regionali.
   Secondo questa ragione, mi sia permesso di dire che nulla di nuovo
  rispetto ad una azione di Governo, non soltanto personale,   -   io
  ringrazio  delle attestazioni che mi sono state fatte -,  ma  credo
  che questo Governo e questa finanziaria abbiano dimostrato, per  la
  prima  volta, di mettere in atto un  fondo di solidarietà  che  non
  era  mai esistito in ambito regionale nel nostro bilancio, con  una
  somma di quindici milioni e cinquecentomila euro.
   Per  la prima volta il mondo del CONFIDI,  stampella di commercio-
  artigianato,  entra  a  far  parte della collaborazione  economico-
  finanziaria con l'agricoltura.
     Per  la  prima  volta  i centri di assistenza  agricola  vengono
  chiamati  a  svolgere una funzione istruttoria nella  logica  della
  semplificazione e per la prima volta si assegna al  personale  SOAT
  la  funzione  di  controllo  dove la Regione  è  strutturalmente  e
  colpevolmente lacunosa.
   Per  la  prima volta si assegna una priorità nel finanziamento  al
  soggetto  monoreddito e al coltivatore diretto; per la prima  volta
  la  Regione  siciliana  si  intesta -  ed  è  questa  la  questione
  principale  - la grande questione della crisi di mercato,  che  più
  volte  abbiamo  ricordato  non  essere  normata  perché  normata  è
  soltanto la crisi conseguente a calamità  naturale.
   Per  la prima volta la nostra Regione si è intestata in Conferenza
  delle regioni - ne abbiamo trattato proprio mercoledì scorso - come
  Regione  capofila,  della volontà di fare  quadrato,  insieme  alle
  altre regioni dell'obiettivo  convergenza', per cercare di incidere
  sul  Governo e soprattutto su Bruxelles, sarà lo Stato  membro,  il
  nostro Governo a confrontarsi con l'Unione Europea per assegnare la
  capacità  di  rimodulazione a questo PSR inadatto che -  dice  bene
  l'onorevole  D'Asero  -  a volte non fa neanche  partecipare  molti
  imprenditori,  però sotto questo profilo mi sia permesso  dire  che
  nonostante queste lacune che dobbiamo migliorare, nonostante queste
  rimodulazione che io spero giungano, vi sia già fissato a settembre
  un  incontro  specifico,  tecnico con la  Commissione  europea  per
  tentare  di  raggiungere  una  unità  di  intenti  in  termini   di
  rimodulazione che valga come aiuto all'impresa.
   Voglio  tranquillizzare  che  per  quanto  riguarda  questo   PSR,
  nonostante  tutto, siamo in linea con la spesa, siamo la dodicesima
  regione  italiana in termini di spesa, abbiamo speso le  somme  che
  fino  ad oggi sono state assegnate e per essere pienamente aderenti
  agli  obblighi  comunitari,  da qui al 31  dicembre  di  quest'anno
  dobbiamo investire ancora, mi sia permesso di utilizzare l'avverbio
   soltanto     novantatre milioni che, sono certo, spenderemo  anche
  in misura superiore.
   Quindi,  credo  che nonostante le difficoltà, abbiamo  cercato  di
  fare  il meglio possibile come Governo, è evidente che l'attenzione
  di  questo Parlamento, l'attenzione che i colleghi hanno dimostrato
  devono servire a tutti quanti.
   Perché  credo che la grande questione non sia  soltanto il rilievo
  sociale  che  l'agricoltura  ha nella nostra  Regione  per  ragioni
  economiche,  ma  soprattutto, vorrei dire per  ragioni  sociali  ed
  occupazionali,  credo  che  la grande questione  che  attiene  alla
  nostra agricoltura è che ad oggi di agricoltura a livello siciliano
  e nazionale non se ne parla abbastanza.
   Non  è diventata la priorità che merita; ancora oggi noi di fronte
  alla questione di Termini Imerese siamo tutti pronti ad interventi,
  con  tutto  il  rispetto  e  con  tutto  l'aiuto  che  dobbiamo  ai
  lavoratori  di Termini Imerese e della FIAT, siano essi  siciliani,
  siano  quelli di Pomigliano, noi ci attrezziamo per essere presenti
  e pronti.
   Credo  che  la  stessa attenzione ancora oggi non ci  sia  per  un
  comparto  che è fondamentale della nostra economia. Quindi,  credo,
  signor  Presidente, che magari dovremmo avere nuove opportunità  di
  confrontarci  con  l'azione che stiamo portando  avanti  e  con  lo
  sforzo che stiamo mettendo in campo in ambito di aiuti alle imprese
  per  quanto  attiene  la modifica del PSR, come  aiuti  alla  crisi
  segnatamente, per rivederci e per tenere viva l'attenzione  che,  a
  mio   avviso,   negli  anni  passati  non  è  stata   adeguatamente
  considerata  tant'é che si è pensato ad un PSR come se fosse  tutto
   rose e fiori' e non fosse, invece, il dramma che stiamo vivendo  e
  bene  ha  fatto,  anche sotto questo profilo,  il  collega  D'Asero
  quando ci ha ricordato la grande questione delle dighe, delle acque
  e dei consorzi.
   Ma   anche  in  questo  caso,   mi  piace  concludere  questo  mio
  intervento ricordando che,   per la prima volta  abbiamo operato un
  aggiustamento  di  bilancio che ci consente,  con  alcune  risorse,
  circa trentacinque milioni, di operare un primo piano di smobilizzo
  della  posizione debitoria, ben superiore a cento milioni,  che  il
  mondo dei consorzi di bonifica oggi rappresenta.
   Avviare  questa pianificazione di smobilizzo serve non soltanto  a
  sanare  una situazione endemica e vecchia di gran tempo, ma  anche,
  magari,  a  riqualificare quel servizio di irrigazione fondamentale
  per la nostra agricoltura.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo é in congedo per la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Votazione delle mozioni

   Onorevoli  colleghi, si passa alla votazione della mozione  n.  16
   Interventi  straordinari tesi a fronteggiare la crisi nel  settore
  vitivinicolo. Riconoscimento della zona del Calatino Sud  -  Simeto
  all'interno dell'area colpita dalla peronospora .
   Il parere del Governo?

   BUFARDECI,  assessore per le risorse agricole e alimentari.  Sulla
  mozione  n.  16  devo  esprimere il parere  contrario  del  Governo
  perché,  come  ho  detto  nel  mio primo intervento,  l'Ispettorato
  provinciale  agrario  di Catania non ha chiesto  l'inserimento  del
  territorio all'interno del piano della peronospora.

   PRESIDENTE.  La  pongo  in votazione con il parere  contrario  del
  Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvata)

   Si  passa  alla mozione n. 24  Iniziative finalizzate al  rilancio
  dell'agricoltura in Sicilia .
   Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
   chi è contrario si alzi.

                             (E'approvata)

   Si  passa alla la mozione n. 32  Interventi straordinari a  favore
  del comparto vitivinicolo per riequilibrare il mercato del prodotto
  finito .
   Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                             (E'approvata)

   Si passa alla mozione n. 155  Misure straordinarie 'una tantum'  a
  favore  delle  aziende  agricole, a tutela del  comparto  agricolo,
  della  salute del consumatore e della valorizzazione delle  risorse
  del territorio siciliano .
   Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                             (E'approvata)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                  Ordini del giorno numeri 384 e 385

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
   del giorno:

   n.  384  Attuazione delle disposizioni legislative contenute nelle
   leggi  finanziarie  regionali 2009 e 2010 in favore  del  comparto
   agricolo ,  a firma dell'onorevole Oddo e di tutti i deputati  del
   Gruppo PD;

   n.  385   Proroga  delle  agevolazioni contributive  per  le  zone
   montane  e  svantaggiate di cui alla legge n. 191/2009 ,  a  firma
   dell'onorevole Oddo e  di tutti i deputati del Gruppo PD.

   Si passa all'ordine del giorno n. 384.  Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 385. Il parere del Governo?

   BUFARDECI,   assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   BUFARDECI, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Signor
  Presidente,  volevo precisare che i pareri favorevoli  del  Governo
  sono  già  insiti nella risposta e nell'azione che  il  Governo  ha
  messo in campo in riferimento alle mozioni datate due anni addietro
  o l'anno scorso.

   PRESIDENTE. Onorevole Assessore, la ringrazio per la precisazione.
   Pertanto,  la  precisazione è d'obbligo perché   -  l'abbiamo  già
  fatto  altre  volte  -  ricordo che, ai  sensi  delle  disposizioni
  generali   di   cui  all'art.  156  bis  del  Regolamento   interno
  dell'Assemblea, le mozioni che erano state iscritte all'ordine  del
  giorno  della presente seduta, dovrebbero essere poste in votazione
  secondo  l'ordine di presentazione con la conseguenza  che  la  non
  approvazione di alcune di esse non precluderebbe la votazione delle
  successive,   mentre  invece  l'approvazione   di   una   di   esse
  precluderebbe la votazione delle altre.
   Tuttavia, con riferimento alle mozioni di cui sopra, come  abbiamo
  fatto  evidentemente  altre volte, in considerazione  del  relativo
  contenuto  che  investe  aspetti  diversi  e  compatibili  rispetto
  all'argomento  oggetto delle rimanenti mozioni,  come  abbiamo  già
  fatto,  sono state poste all'ordine del giorno in maniera autonoma,
  in  analogia a quanto previsto dal successivo art. 156 ter per  gli
  ordini del giorno riferiti a mozioni.
   Onorevoli  colleghi,  avverto  che il  IV  punto  dell'ordine  del
  giorno:   seguito  dell'esame  del  disegno  di  legge   n.   478/A
   Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina ,  è
  rinviato  alla  seduta di domani per ulteriori approfondimenti  sul
  disegno   di  legge  in  questione.  Si  sta  limando  il   profilo
  costituzionale che riguarda Messina.

   CRACOLICI. Siamo diventati una falegnameria?

   PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, è un'operazione di  tornitura
  molto  fine.  E'ovvio  che  i profili costituzionali  vanno  sempre
  approfonditi.
   Penso  che  domani,  visto che  per le ore   15.00  è  fissata  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  lo  inseriremo
  all'ordine del giorno.
   E'  ovvio  anche che sarà oggetto di discussione nella  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Si  passa  al  V  punto  all'ordine  del  giorno:  Svolgimento  di
  interrogazioni ed interpellanze della Rubrica  Famiglia,  politiche
  sociali e lavoro'.
   L'assessore Leanza è presente.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Marinese ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  le
  sue  parole  e  non me ne voglia il Presidente della I Commissione,
  onorevole Minardo.
   Pongo un problema serio a questa Assemblea, signor Presidente.
   Non capisco cosa stanno a fare le Commissioni in questa Assemblea.
   Abbiamo pure tenuto un'ulteriore Commissione che interviene  sulla
  legittimità, sulla regolarità, non ricordo neanche il nome.
   Se  è  vero,  come  è  vero,  quello  che  lei  ha  detto,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Penso che sia vero, onorevole Beninati.

   BENINATI.  Siccome è vero, allora pongo questo problema  a  questa
  Assemblea.  Perché la Commissione ha esitato un testo sbagliato?  A
  cosa servono queste Commissioni?
   E' un problema serio, signor Presidente.
   Il principio della norma, non credo che non funzioni e parlo della
  norma che riguarda Messina.
   Più volte, negli anni,  questa Assemblea, ha dato sovvenzioni,  ha
  sostenuto  procedure  simili a questa norma, per  altri  casi,  per
  altre fattispecie.
   Sono amareggiato. Giusta l'osservazione della Presidenza.
   Dopo  giorni,  dopo settimane, il sindaco di Messina  si  è  fatto
  carico, quale primo cittadino e deputato.
   Io  non  sono firmatario del disegno di legge,  ma ricordo  ancora
  che quella notte era  giovedì, il primo di ottobre, eravamo riuniti
  in Giunta e ci fu una tromba d'aria a Palermo.
   Io partì per Messina e quando arrivai, successe il disastro.
   Ricordo  pure  il  3  ottobre,  quando,  su  mia  iniziativa,   il
  Presidente  della Regione, volle giustamente tenere una  Giunta  ad
  hoc.
   Lì c'è scritto tutto quello che è riportato  nel disegno di legge.
   Fu  una  proposta condivisa dalla Giunta, proposta da me,  che  il
  primo impegno era per queste persone che hanno avuto questo disagio
  e  la perdita di qualche famigliare.
   C'è una delibera di Giunta, signor Presidente.
   Forse non è stato detto ma è la delibera del 3 ottobre 2009.
   Ora  però  si  evidenzia  che la Commissione  e  mi  dispiace  per
  l'onorevole Minardo, presidente della I Commissione.
   Oggi l'avremmo potuto esitare ed invece dobbiamo ancora attendere.
   Non  so  se l'esiteremo più  Ma mi auguro, spero, dato  che  il  5
  agosto prossimo l'Assemblea chiuderà per la pausa estiva.
   Mi  auguro che questa legge venga esitata,  che ricordo  a  tutti,
  oltre i morti ci sono ancora sette dispersi,  un fatto che ha  dato
  un dolore enorme a tutti noi.
   Però non me ne se voglia, anche il numero dei colleghi in Aula non
  è  che  aiuti, oggi sono qui, sono venuto di proposito, non  perché
  sono  di   Messina, fossi stato di un'altra provincia sarei  venuto
  comunque. Ricordo a tutti che trentasette persone sono decedute.
   Signor  Presidente, ho dovuto fare questo richiamo perché era  più
  forte di me, non potevo assistere silenziosamente e non dirlo;  non
  me  ne voglia il presidente della I Commissione, ma  un  disegno di
  legge  esitato  e  successivamente rivisto, a  questo  punto  forse
  evitiamo di trasmettere i disegni di legge alle Commissioni, questo
  vale  per tutte tanto poi vengono talmente stravolte in Aula  forse
  faremmo  prima a non mandarle neanche nelle commissioni, si portino
  direttamente  in Aula senza perdere tempo.
   Colgo  l'occasione  per  richiamare  un  altro  argomento,  signor
  Presidente,  siamo  arrivati  al paradosso,  a  Messina  da  quando
  nominai  l'ultimo commissario dell'Istituto autonomo case  popolari
  che  scadeva  al  31 di maggio nessuno si è posto  il  problema  di
  nominare,  almeno,  un  commissario ad  acta,  almeno.  E'  passato
  giugno,  è passato luglio, siamo quasi ad agosto e  non si è  posto
  nessuno  il  problema che manca il  commissario  ad  acta,  c'è  la
  totale  anarchia in un istituto. Concludo e questo non vuole essere
  un  richiamo particolare, vedo l'onorevole Leanza e me ne  dispiace
  che  sia proprio  lui, ma signori miei quanti mesi dobbiamo  ancora
  attendere  per  rimettere in moto la macchina  dell'amministrazione
  della  Regione?  E'  mai possibile che dal 30  di  aprile,  maggio,
  giugno,  luglio,  agosto, non si riesce a  dare  gli  incarichi  ai
  dirigenti? Ma di che cosa abbiamo parlato che vogliamo fare partire
  l'economia  della  Regione,  quando  andate  e  ognuno  di  voi  va
  giornalmente  negli  assessorati e vede il  malessere  che  c'è  in
  un'Amministrazione che non ha incarichi, non ha responsabilità,  ma
  non  da quindici giorni, da venti giorni, sono ormai quattro  mesi
  Ma di che cosa state parlando, di spendere i  soldi della comunità?
  Spendere  i  soldi del bilancio della Regione? Ma di  che  cosa  si
  parla?  Del  bilancio della Regione quest'anno  si  spenderà  forse
  nulla. L'abbiamo approvato a maggio, a settembre, ottobre si blocca
  e  ancora non si hanno le amministrazioni regionali centrali  degli
  assessorati.  Non  parliamo delle sedi  periferiche.  Non  ci  sono
  incarichi, non c'è nulla, non c'è niente in questo momento,  signor
  Presidente
   Ho  dovuto  e voluto manifestare questo intervento che resta  agli
  atti  onorevoli colleghi, deputati del governo diamoci una  smossa
  Non  è più possibile attendere mesi interi nel silenzio assoluto  e
  nessuno parla. Nessuno dice di questi fatti. Allora mi carico io di
  questa responsabilità.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Se riprendiamo la questione approfittando  di  citare
  l'ordine dei lavori su un punto che già abbiamo discusso che non si
  può  trattare  e  che  si  tratterà domani  e  sarà  oggetto  della
  discussione   della   Conferenza   dei   Presidenti   dei    gruppi
  parlamentari,  facciamo  un  giochetto  che  non  è  molto   bello.
  Onorevole Buzzanca ha facoltà di parlare sull'ordine dei lavori.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, la ringrazio, avevo chiesto poc'anzi
  l'intervento..

   PRESIDENTE.   Onorevole   Buzzanca   può   intervenire   a   norma
  dell'articolo 83, secondo comma, come le avevo detto a fine seduta,
  quindi  si  fidi  della  Presidenza e stia sereno.  Ha  facoltà  di
  parlare sull'ordine dei lavori per i prossimi due minuti.

   BUZZANCA.   Signor Presidente, onorevoli colleghi devo intervenire
  perché  le  preoccupazioni espresse dall'onorevole Beninati  e  che
  riguardano  un  settore e un comparto della  vita  della  città  di
  Messina  e della provincia di Messina, ma dico della Sicilia,  sono
  diventate  oggetto  di  grande ansia nella  nostra  comunità  e  si
  estendono  a  tanti  altri momenti della vita  istituzionale  della
  Sicilia  perché  se  è  vero che c'è questa tendenza  che  ormai  è
  diventata cronica, assessore Leanza, ed è la tendenza di creare  in
  ogni  occasione  meccanismi  che  portano  a  commissariare  tutto,
  qualunque  realtà  istituzione che può essere  commissariata,  oggi
  viene  commissariata e purtroppo lo si fa in nome di  un  principio
  che  è esattamente l'antitesi della democrazia, perché si dice  che
  si commissaria un ente piuttosto che un altro,  in nome e per conto
  del risparmio.
   Se  volessimo estremizzare questa logica e volessimo  portarla  al
  Parlamento nazionale piuttosto che a quello regionale dovremmo dire
  che  basta  un  commissario  e che le elezioni  sono  perfettamente
  inutili. E questo accade anche per alcuni settori importanti  della
  vita   istituzionale,   per  esempio,  e  mi  dispiace  dirlo,   in
  quest'Aula  alcuni  mesi  or  sono,  il  Presidente  della  Regione
  siciliana, l'onorevole Lombardo, in esito ad un ordine del  giorno,
  che  era  stato  presentato dal Popolo della  Libertà,  che  voleva
  rimettere  a  posto  le carte circa una querelle  molto  seria  che
  riguarda l'autorità portuale di Messina

   PRESIDENTE.  Onorevole Buzzanca, i due minuti sono trascorsi.  Lei
  non  sta  dicendo  assolutamente niente sull'ordine  dei  lavori  e
  quindi la invito a concludere.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  in  quella  occasione  l'Assessore
  Venturi   insieme  al  Presidente  Lombardo  assunsero   l'impegno,
  solenne, di procedere allo scioglimento dell'Ente Porto di Messina.
  Siamo  giunti a cinque mesi da quella data, sono stati  bloccati  i
  lavori che aveva avviato l'autorità portuale per un importo pari  a
  due milioni e mezzo di euro  per alleviare i disagi che nascono dal
  dissesto  dell'asse viario che conduce alla zona  falcata,  ebbene,
  dopo  quella solenne promessa, io dico, perché certamente non si  è
  trattato  di  un  impegno sono passati cinque  mesi  e  l'Assessore
  Venturi che, ancora una volta, qualche settimana addietro ha  detto
  apertamente   anche   alla  stampa  che  avrebbe   proceduto   allo
  scioglimento dell'Ente Porto ha nominato un altro Commissario.

   PRESIDENTE.  Onorevole Buzzanca, o lei conclude o mi  costringe  a
  toglierle  la parola, sta parlando di tutt'altro e non  sull'ordine
  dei  lavori, ha già superato abbondantemente i due minuti,  se  lei
  conclude, la lascio concludere.
   Lei  deve  avere più rispetto per la Presidenza, il suo intervento
  sull'ordine  dei lavori con quello che lei sta dicendo non  c'entra
  niente.  Poteva  prendere  la parola ai  sensi  del  secondo  comma
  dell'art.  83  del  Regolamento  interno  prendendo  la  parola   a
  conclusione dei lavori, e io l'avrei fatta parlare, ma così facendo
  non  le  darò  la  parola a conclusione dei  lavori  dato  che  sta
  parlando ora intervenendo sull'ordine dei lavori. Rispettiamoci  un
  poco di più. La prego di concludere.

   BUZZANCA.  Signor   Presidente, lei sa che io  non  approfitto  né
  della  Presidenza, né dell'Aula, concludo dicendo che sarebbe  bene
  che l'Assessore Venturi capisse che probabilmente non è adeguato al
  ruolo cui è stato chiamato.

   MINARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Minardo non chieda la parola sull'ordine del
  lavori per parlare di argomenti precedenti o di altre cose. Se  lei
  vuole  può  utilizzare quanto prevede l'articolo 83, secondo  comma
  del Regolamento interno, per questioni sopravvenute, io le darò  la
  parola a conclusione dei lavori. Ne ha facoltà.

   MINARDO. Signor Presidente, volevo parlare sull'ordine dei  lavori
  perché  è  stato  rinviato il punto relativo alla  discussione  del
  disegno  di  legge  su  Messina e anche per  quello  che  ha  detto
  l'onorevole Beninati sulle Commissioni che,  come lui sa benissimo,
  esaminano i disegni di legge presentati dai singoli parlamentari  o
  dal  Governo  e,  in  ogni caso, danno il  parere,   e  l'Aula  può
  sostituire  integralmente  i disegni di legge.  Quindi,  intervengo
  per   sostenere  che   la  Commissione  ha  lavorato  in   perfetta
  trasparenza,  sintonia   con  tutti  i  componenti  e  che   lavora
  seriamente  e  non come pensa l'onorevole Beninati. Non  è  che  la
  Commissione deve verificare al cento per cento l'incostituzionalità
  di  un  disegno di  legge, non c'è dubbio che anche  i  disegni  di
  legge approvati da quest'Aula, alla fine il Commissario dello Stato
  interviene   e,   successivamente,   l'Assemblea   interviene   per
  rettificare.
   Per  quanto  riguarda  il  disegno  di  legge,  e  in  particolare
  l'emendamento  di  riscrittura,  noi  riteniamo  che  possa  essere
  costituzionale e, quindi, quando la Presidenza ritiene che si possa
  affrontare.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
         della rubrica  Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto quinto  all'ordine  del  giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno   di   interrogazioni  ed  interpellanze   della   rubrica,
   Famiglia, politiche sociali e lavoro .
   Vorrei   ricordare,  comunque,  all'onorevole  Beninati   che   la
  Presidenza  ha  avuto  modo  anche  nella  precedente  seduta,   di
  richiamare l'attenzione dei Presidenti delle Commissioni per quanto
  riguarda  un  lavoro  più  attento e più  scrupoloso,  e  l'aspetto
  tecnico-giuridico delle norme che scriviamo.
   Si  passa  all'interrogazione numero 333   Ricadute  occupazionali
  della  realizzazione del sistema informativo territoriale regionale
  (SITR) , a firma dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione  e
  all'Assessore per il bilancio e finanze, premesso che:

   la   misura  5.05  del  POR  SICILIA  2000-2006  ha  istituito  la
  realizzazione   del  sistema  informativo  territoriale   regionale
  strutturato  a  nodi interconnessi e costituito dai  capoluoghi  di
  provincia e da 31 centri medi (sopra i 30 mila abitanti) oltre  che
  dal nodo regionale;

   a tal fine sono state destinate risorse per l'acquisto di hardware
  e  software  specialistico, per l'allestimento  dei  nodi,  per  la
  formazione delle banche dati, per il collegamento in rete,  per  la
  realizzazione  della  cartografia di base,  nonché  per  l'adeguata
  formazione  del  personale  da  assumere  con  contratti  a   tempo
  determinato  per  personale  specializzato  nei  limiti  di  quanto
  previsto dai regolamenti CE n. 1685/2000 e 448/2004, come riportato
  nel c.d.p. delibera 200 del 20/08/2008;

   con  decreto  n.  198/serv.  prog. del  9  agosto  2002,  è  stato
  approvato l'avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla
  realizzazione dell'intervento formativo di personale  da  assegnare
  al  sistema  informativo  territoriale regionale  del  dipartimento
  regionale urbanistica, del sistema informativo regionale ambientale
  del  dipartimento  regionale territorio  e  ambiente,  del  sistema
  informativo  forestale del dipartimento regionale foreste,  emanato
  dai   dipartimenti   regionali  della   formazione   professionale,
  dell'urbanistica, del territorio e ambiente, delle foreste;

   l'intervento  formativo  in oggetto,  di  cui  alla  richiesta  di
  manifestazione d'interesse dei dipartimenti regionali, era  rivolto
  a  380 unità di cui 247 interne alla pubblica amministrazione e 133
  esterne (di cui 54 LSU);

   l'Assessorato Lavoro, con DDG n. 3149/FP del 22 dicembre 2003,  ha
  finanziato  la formazione del personale da destinare  ai  nodi  del
  sistema  informativo territoriale regionale con il seguente titolo:
  'intervento  formativo  di  personale  da  assegnare   al   sistema
  informativo  territoriale  regionale del dipartimento  urbanistica,
  del  sistema  informativo  regionale  ambientale  del  dipartimento
  territorio  e  ambiente,  del  sistema  informativo  forestale  del
  dipartimento  foreste', per un importo complessivo a  valere  sulle
  risorse comunitarie pari euro 4.715.000,00;

   terminate  le procedure di selezione svolte dall'ATS con  capofila
  Telespazio,  a  cui hanno partecipato migliaia di aspiranti,  si  è
  proceduto  all'avvio  dei  corsi di  formazione  per  responsabile,
  esperti  e tecnici in SITR iniziati nel giugno del 2007 e  conclusi
  nell'ottobre 2008;

   ad  oggi i corsisti attendono di poter svolgere l'esame finale con
  l'attestazione di frequenza del corso e la qualifica;.

   rilevato che:

   le  figure professionali adeguatamente formate erano destinate  ai
  nodi  territoriali così come chiaramente evidenziato  nel  progetto
  formativo approvato e finanziato dalla Regione con i fondi del POR;

   tale   evidente,   quanto   naturale,  conseguenza   dell'attività
  formativa  svolta non è stata mai ribadita durante il corso  e  che
  pertanto  le  eventuali assunzioni, prescindendo da esso,  potevano
  unicamente  essere  praticate dalle amministrazioni  chiamate  alla
  realizzazione del SITR in maniera arbitraria;

   considerato che:

   ad  oggi,  sia  dall'ente  di formazione che  dagli  uffici  della
  Regione,  non è giunta alcuna notizia circa le immissioni nei  nodi
  del   personale  formato,  mentre  tutte  le  somme  impegnate  per
  l'allestimento  dei  nodi,  dal punto di vista  infrastrutturale  e
  delle  dotazioni  hardware, risultano essere  state  spese,  nonché
  risultano  essere  state  impegnate ulteriori  somme  da  destinare
  all'Upgrade delle dotazioni hardware;

   per sapere:

   se risulti un impegno di spesa di 4.456.968,03 a favore di Sicilia
  e-Servizi  s.p.a., Sicilia e-Ricerca s.p.a. e Sicilia e Innovazione
  s.p.a.,   per   la  redazione  di  un  progetto  finalizzato   alla
  realizzazione delle banche dati per il SITR;

   quali  e  quante amministrazioni, beneficiarie della misura  5.05,
  abbiano proceduto all'assunzione di personale esterno con risorse a
  valere sulla stessa misura e secondo quali criteri;

   quali   iniziative  si  intendano  intraprendere  allo  scopo   di
  concretizzare sul piano occupazionale quanto proficuamente attivato
  mediante le risorse del POR SICILIA 2000-2006 misura 5.05;

   se  non ritenga grave aver proceduto all'attivazione dei nodi SITR
  nonché  alla  loro implementazione con la dotazione hardware  senza
  alcun  personale  specializzato che si è a  tal  fine  formato  con
  risorse pubbliche». (133)

   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore Leanza Nicola per  rispondere
  all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  rappresento  a
  questa   Presidenza,  dopo  ampie  ricerche  fatte  dagli   Uffici,
  l'incompetenza  da  parte dell'Assessorato in  materia,  in  quanto
  attiene  le competenze dell'Assessorato regionale del territorio  e
  dell'ambiente.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI BENEDETTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero  816  a   firma
  dell'onorevole  Di  Benedetto  Delucidazioni  sulla  vicenda  della
  delegazione  del Comune di Castrofilippo (AG), di recente  recatasi
  negli Stati Uniti d'America . Ne do lettura:

   «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione e all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso che, nell'agosto
  del  2007, l'Assessorato Lavoro ha decretato l'impegno di  euro  80
  mila  a favore del Comune di Castrofilippo (AG) per le attività  di
  cui  al  primo  comma dell'art. 26 della legge regionale  4  giugno
  1960, n. 55, consistenti in convegni all'estero e in Sicilia aventi
  per tema l'emigrazione, per l'esercizio finanziario 2007;

   rilevato   che   tale  somma  non  è  stata  spesa  nell'esercizio
  finanziario 2007 e che, con determinazione sindacale n.  39  dell'8
  settembre  2009,  è stato rimodulato il progetto 'I Castrofilippesi
  in  America',  relativo all'attività prevista nel suddetto  decreto
  dell'Assessorato Lavoro, a seguito di una richiesta di proroga  dei
  termini   avanzata   dal   Comune  di  Castrofilippo   e   concessa
  dall'Assessorato medesimo;

   visto che a tale rimodulazione non è seguito un riscontro da parte
  dell'Assessorato Lavoro, essendo stata autorizzata la  spesa  degli
  80 mila euro già impegnati;

   preso  nota  che  nelle  more  il  Comune  di  Castrofilippo,  con
  determinazione dirigenziale redatta su direttiva  del  Sindaco  l'1
  ottobre 2009, ha deciso di anticipare e impegnare la somma di  euro
  80 mila per conto della Regione;

   vista ancora la determinazione dirigenziale del 2 ottobre 2009 con
  cui è stato deciso di affidare la fornitura dei biglietti aerei per
  la  tratta  Catania/New York JFK, andata e  ritorno,  per  tutti  i
  componenti  della delegazione a una agenzia di Canicattì  (AG)  per
  l'importo  di  euro  740,00  per ogni  singolo  biglietto,  secondo
  preventivo  più conveniente pervenuto e protocollato  nella  stessa
  giornata del 2 ottobre c.a.;

   considerato  che  la  folta  delegazione,  di  circa  60  persone,
  composta  dal  numeroso  personale che  dovrebbe  aver  seguito  il
  Sindaco  negli Stati Uniti, è già in viaggio, mentre  sulla  stampa
  siciliana  ('la  Sicilia') è apparsa una  nota  che  informava  del
  disappunto   del   presidente  del  club  newyorkese   dedicato   a
  Sant'Antonio  Abate,  Salvatore Marino,  perché  'dopo  decenni  di
  ininterrotta  collaborazione l'amministrazione di Castrofilippo  ha
  deciso  di  andare  per la sua strada (mancando  l'appuntamento  ad
  Astoria  -  Queens - di una presentazione di un interessante  libro
  sull'emigrazione dei castrofilippesi), per cui la  delegazione  che
  arriverà  per  assistere alle manifestazioni possiamo  considerarla
  come  una  semplice comitiva di turisti che non avrà come punto  di
  riferimento il nostro club';

   considerato,   infine,   che   l'Amministrazione    comunale    di
  Castrofilippo ha seri problemi a recuperare le somme necessarie per
  garantire  i  servizi  indispensabili alla comunità  e  che  quanto
  descritto  espone  le  casse del Comune ad un esborso  privo  della
  necessaria  garanzia del rientro, trattandosi di un'iniziativa  che
  non  incontra  il  pieno consenso della comunità di castrofilippesi
  d'America;

   per sapere:

   se  ritengano  possibile  che  in  tempi  di  carenza  di  risorse
  economiche  sia possibile spendere 80 mila euro per un viaggio  dai
  dubbi ritorni economico-sociali e di incerta utilità;

   se  corrisponda  al  vero  il  fatto che,  al  seguito  di  alcuni
  amministratori  comunali, siano partiti numerosi parenti  ed  amici
  degli stessi;

   se   non  si  ritenga  opportuno  procedere  ad  un'ispezione  per
  verificare  che le modalità di spesa, di acquisizione  di  tutti  i
  servizi  necessari e di composizione della delegazione siano  stati
  realizzati nel rispetto delle leggi e dei regolamenti che  regolano
  la materia;

   se,  in  caso  di  mancato rispetto delle  procedure  e/o  di  non
  approvazione  del  progetto  rimodulato,  non  ritengano  di  dover
  procedere  in autotutela adottando le necessarie misure perché  non
  sia sperperato il pubblico denaro». (816)

   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore Leanza Nicola per  rispondere
  all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il   lavoro.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   rispetto
  all'interrogazione n. 816 si tratta di una attività  che  trova  il
  suo  fondamento  normativo nell'articolo 26, della legge  regionale
  55/80, modificata dalla legge regionale 38/84.
   Il  finanziamento per la realizzazione di una attività in  USA  al
  Comune  di Castrofilippo è stato decretato dall'Assessore regionale
  al  lavoro pro-tempore con provvedimento assessoriale del 26 luglio
  2007.
   La  tipologia  di attività prevista - Convegno accompagnato  dalla
  esibizione  della  banda  municipale  -  rientra  nella   ordinaria
  attività che i Comuni svolgono all'estero con i finanziamenti della
  legge regionale 55/80.
   Trattasi di uno strumento per rafforzare i legami tra gli emigrati
  all'estero con il proprio Comune di nascita.
   La  somma  di     80.000,00 è stata impegnata sul  Bilancio  della
  Regione  con  provvedimento del Dirigente del  Servizio  competente
  dell'Assessorato in data 6 agosto 2007.
   In data 21 novembre 2007 l'Ufficio notificava al Comune l'avvenuto
  finanziamento.
   In  data 22 novembre 2007 il Comune richiedeva l'autorizzazione  a
  realizzare l'attività nel corso dell'anno 2008.
   In  data 20 gennaio 2008 l'Ufficio notificava al Comune il decreto
  di  impegno e sollecitava l'inoltro della documentazione necessaria
  all'erogazione dell'anticipazione delle somme (70%).
   In  data  8  ottobre 2008 l'Ufficio sollecitava  la  realizzazione
  dell'iniziativa.
   In data 29 giugno 2009 il Comune richiedeva un'ulteriore proroga.
   In data 7 luglio 2009 l'Ufficio diffidava il Comune a trasmette la
  documentazione necessaria.
   In  data  8  settembre  2009  il Comune  trasmetteva  il  progetto
  definitivo della iniziativa approvato con determinazione  sindacale
  n. 39 del 2009.
   L'iniziativa  dal titolo  I Castrofilippesi in America   prevedeva
  oltre la presenza alle parate del Columbus day e l'esibizione della
  banda musicale anche un convegno sull'emigrazione siciliana con  il
  coinvolgimento del prof. Marcello Saija dell'Università di  Messina
  e  direttore del Museo dell'emigrazione di Salina, nonché le visite
  alle   Comunità  di  Castrofilippesi  presenti  a  New  York,   nel
  Connecticut e a Washington.
   Tutte  le  attività  sono state richieste, così  come  prevede  la
  legge, dalla sede del Patronato Sias di New York.
   La  delegazione  prevista  nel progetto era  così  originariamente
  composta:  n. 10 amministratori comunali, n. 7 dipendenti  comunali
  di  supporto, n. 3 relatori convegno, n. 2 chef e n. 30  componenti
  della banda musicale.
   In data 5 ottobre 2009, veniva trasmessa la determina sindacale n.
  560  del  2009  che  ha modificato la precedente nella  delegazione
  partecipante così meglio descritta: n. 9 componenti la  delegazione
  del  Comune,  n.  8  dipendenti comunali, n. 3  organizzazioni  del
  convegno, n. 2 chef, n. 28 componenti della banda musicale (in  più
  vengono  indicati  n.  2  rappresentanti  dell'amministrazione  del
  lavoro che comunque non sono mai stati designati).
   Relativamente alle qualifiche dei partecipanti alla  iniziativa  è
  evidente   che   il  Comune  di  Castrofilippo   si   assume   ogni
  responsabilità  rispetto a quanto dichiarato non  avendo  l'ufficio
  regionale  nessun potere in ordine alle verifiche  di  rapporti  di
  eventuali parentele.
   Da ultimo il Comune di Castrofilippo ha prodotto la documentazione
  richiesta.
   Il  competente Servizio sta definendo le verifiche previste  dalla
  norma  vigente  in materia al fine di verificare i presupposti  per
  procedere alla liquidazione delle somme spettanti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che
  l'interrogazione  risale  all'ottobre  2009,  e   l'Assessore   sta
  rispondendo  in  riferimento agli atti compiuti in  una  precedente
  gestione, seppur facenti parte dello stesso Governo.
   Ci  troviamo  di  fronte  ad  un piccolo  esempio  di  come  viene
  sperperato  il  denaro pubblico e di come si  sprecano  le  risorse
  della  Regione.  Non stiamo parlando di grandissime  somme,  stiamo
  parlando  di  appena 80 mila euro, ma in un Comune che  non  ha  la
  possibilità  di  fornire  la carta alle  scuole,  che  non  ha  una
  fotocopiatrice che funzioni, che non riesce ad assicurare i servizi
  essenziali alle scuole  è una gran somma.
   Bene   Assessore per la gita, o il viaggio turistico a  New  York,
  come è stato definito dal responsabile della comunità newyorkese di
  Castrofilippo  che  ha  dichiarato alla stampa   ci  siamo  trovati
  davanti  ad  una  semplice  comitiva di turisti ,  sono  andati  60
  abitanti di Castrofilippo.
   E'  come  se  da  Palermo,  per  un viaggio  di  solidarietà  agli
  immigrati, partissero 80, 90 mila persone con costi a carico  della
  Regione, se facciamo le debite proporzioni, stiamo parlando  di  un
  paesino che non supera i 3 mila abitanti.
   Il  problema,  allora,  è verificare come i  soldi  della  Regione
  vengono spesi, l'avere chiaro se questi vengono utilizzati,  anche,
  per   creare  attorno  all'amministrazione  un'aria  festaiola.   A
  testimonianza  degli  abitanti  di  Castrofilippo  c'erano   intere
  famiglie che in quei giorni si sono spostate per andare a New York.
  E  non  certo  per  andare a visitare i concittadini  di  New  York
  residenti a Castrofilippo.
   Credo  che l'assessorato non debba limitarsi a verificare le carte
  e  le  pezze d'appoggio che il Comune fornirà con le fatture  delle
  agenzie  turistiche,  ma  deve verificare,  concretamente,  come  è
  avvenuta  la procedura di spesa, come è stato acquisito il soggetto
  che  ha  fornito  i biglietti, se sono state seguite  le  procedure
  dettate  dalla norma per l'organizzazione della gita  a  New  York.
  Dando  un  segnale forte anche ai Comuni: e cioè che  alla  Regione
  possono  arrivare risorse, ma vanno spese e spese bene, non  vanno,
  sicuramente,  sprecate né gettate, anche perché le risorse  possono
  essere  meglio utilizzate in un momento di difficoltà economica  in
  favore,  magari  nello  stesso territorio, ma  sicuramente  con  un
  utilizzo  più  logico,  più  razionale  che  meglio  risponda  alle
  esigenze  dell'intera  collettività e non alle  esigenze  di  poche
  famiglie.
   Vorremmo  capire  a chi e che cosa hanno suonato i  suonatori  che
  sono  partiti  da Castrofilippo visto che i castrofilippesi  a  New
  York  non ne hanno visto neanche l'ombra o traccia.
   Il   problema  non  è  cosa  sta  facendo  ora  l'assessorato,  ma
  all'assessorato  chiediamo  adesso  di  verificare,   realmente   e
  concretamente, come vengono utilizzate le somme.
   L'autorizzazione è stata concessa già in tempi passati, purtroppo,
  dico,  per  cui  mi dichiaro parzialmente soddisfatto  e  fiducioso
  dell'azione ulteriore che potrà fare l'assessorato.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  per il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  per  il  lavoro. Signor Presidente, voglio ribadire che noi abbiamo
  fatto la comunicazione all'Ufficio interessato, raccomandandogli la
  massima  attenzione  e sottolineare anche come la  nuova  circolare
  dell'Assessorato prevede un massimo di contributo fino  a  30  mila
  euro,  proprio per evitare che possa, eventualmente,  accadere  ciò
  che è accaduto su questa vicenda.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  819   Interventi  in
  favore dei lavoratori dell'ITSA di Augusta , a firma dell'onorevole
  Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso  che l'ITSA s.r.l., che opera presso il porto  commerciale
  di  Augusta  (SR), è una società, nata nel 2004, che si  occupa  di
  terminal portuali e gestione del traffico di container;

   tenuto conto che:

   l'ITSA  s.r.l.,  con nota del 7 settembre, ha  comunicato  che,  a
  causa  di  problemi  legati  alla  crisi  mondiale  dei  trasporti,
  chiuderà  l'attività licenziando tutto il personale  ivi  operante,
  sia  quelli in forza presso lo scalo portuale che quelli distaccati
  presso gli uffici, per un totale di circa 40 unità;

   la  stessa  ITSA  s.r.l., nella nota di cui sopra,  dichiarava  di
  rinunciare  a  tutte  le  forme di ammortizzatori  sociali,  perché
  '(...)  non  potrebbero essere utilizzate non vedendosi allo  stato
  soluzioni che consentano una ripresa dell'attività';

   considerato che:

   l'ITSA  s.r.l., tra le motivazioni che adduce per giustificare  la
  chiusura  repentina dell'azienda, cita la profondità degli  ormeggi
  del  porto  di  Augusta  (meno  di 13,8  metri)  che  non  consente
  l'ormeggio di grandi navi;

   tale  situazione era già esistente quando, nel 2005,  la  medesima
  società  chiese all'Autorità portuale di Augusta il rilascio  della
  concessione   demaniale  della  durata  di  15  anni,   concessione
  rilasciata in data 2006;

   visto  che  siamo in presenza di un'ulteriore beffa ai  danni  dei
  lavoratori  siciliani, perpetrata da società che aprono i  battenti
  solo  ed  esclusivamente per fini che certamente  non  sono  né  la
  continuità operativa né, tanto meno, l'inizio di una nuova attività
  imprenditoriale;

   per sapere:

   se   non   ritengano  opportuno  intervenire  immediatamente   per
  garantire il posto di lavoro agli ex dipendenti dell'ITSA s.r.l. di
  Augusta;

   se  non  reputino  opportuno varare una  normativa  che  tuteli  i
  lavoratori siciliani da questa gravissima forma di dispendio  delle
  risorse  pubbliche, ponendo dei limiti, per esempio, all'erogazione
  di  qualsiasi forma di contribuzione o di concessione demaniale per
  le  nuove  aziende  che  non offrano garanzie  inconfutabili  sulla
  serietà del progetto e sulla durata dello stesso».

   Invito  l'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro a rispondere all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento posto
  dall'onorevole Vinciullo in data 9 novembre 2009 è certamente molto
  serio, però di carattere generale.
   L'Assessorato  può  fare ben poca cosa, se non  trarre  le  dovute
  conclusioni,  e cioè che in Sicilia bisogna stare più  attenti  per
  evitare  che alcune compagnie come al solito, vengano, si  prendano
  degli appalti e dopodiché, al momento opportuno, lasciano a casa  i
  lavoratori, molto spesso anche senza giusta causa.
   Quindi, è un problema serio ma, certamente l'Assessorato in questo
  caso  non  può risolverlo se non pensiamo ad una normativa generale
  che  possa  in qualche modo tutelare nel miglior modo  possibile  i
  lavoratori.
   Vorrei  ribadire che, in questo caso, la stessa azienda ha evitato
  di chiedere la cassa integrazione in deroga, e questo la dice tutta
  sul tipo di rapporto che certe aziende hanno con il territorio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  ringrazio   l'assessore   Lenza  per  avere   risposto   a   questa
  interrogazione,  che  con un po' di ironia, faceva  notare  che  si
  tratta di una interrogazione del 22 ottobre, di cui non ha assoluta
  responsabilità, perché in quel periodo non era Assessore al lavoro.
   Mi  soddisfa la risposta dell'assessore laddove dice che non è più
  possibile  che  la Sicilia sia diventata Terra di rapina,  cioè  di
  gente  che chiede di avere delle concessioni, che sfrutta il nostro
  territorio e, ultimato lo sfruttamento, decide di andare via  senza
  chiedere  nemmeno la cassa integrazione speciale  per  gli  operai.
  Questo  perché, qualora ce ne fosse bisogno, ancora  una  volta  ci
  troviamo  di fronte ad una terra che accoglie tutti, non  riesce  a
  garantire  i  suoi figli e nei confronti di questa  terra  non  c'è
  nemmeno  il  rispetto dovuto ai lavoratori per  garantire  loro  un
  periodo di permanenza in cassa integrazione.
   Mi  soddisfa la risposta dell'assessore anche laddove dice che  da
  oggi  in  poi si starà più attenti, ma credo che bisognerebbe  fare
  una  legge  ad  hoc, credo che questo Governo, che tanto  parla  di
  autonomia e della necessità di monitorare il territorio, dovrebbe -
  altrimenti  lo faremo noi come parlamentari - predisporre  un  atto
  legislativo  in maniera tale che situazioni del genere non  debbano
  più accadere. Situazioni in cui una società, spesso una società che
  ha  anche capitali esteri, venga ad investire, ottiene il risultato
  del  suo  investimento e poi decide di lasciare a casa  gli  operai
  senza  nessun rispetto per il territorio e senza, mi sia consentito
  dire, rispetto per le famiglie che attendono che i genitori portino
  alla fine del mese uno stipendio.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 849  Interventi urgenti
  per  risolvere la drammatica situazione in cui versano i lavoratori
  del  call center della società Multimedia planet e B2B di Trapani ,
  a firma dell'onorevole Gucciardi.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   circa   600  dipendenti  ed  oltre  200  collaboratori   a   tempo
  determinato del 'call center' delle società Multimediaplanet e  B2B
  di Trapani da ormai oltre 2 mesi sono senza stipendi;

   la condizione dei lavoratori è a dir poco ormai drammatica, atteso
  che,   fra  l'altro,  scarsissime  e  peraltro  confuse   sono   le
  informazioni da parte dell'azienda datore di lavoro;

   considerato che:

   sarebbe  una  vera  e propria tragedia sociale, dalle  conseguenze
  difficilmente recuperabili, la perdita dei predetti posti di lavoro
  per una provincia, come quella di Trapani, che sconta uno fra i più
  alti indici di disoccupazione dell'intera Regione;

   per  i  citati motivi, la situazione è davvero allarmante  con  il
  concreto  rischio dell'imminente esplosione di una 'bomba sociale',
  imprevedibile negli effetti e devastante per la comunità trapanese;

   ritenuto  che è ormai urgentissimo ed indifferibile un  intervento
  concreto delle istituzioni pubbliche nella vicenda di cui trattasi,
  al fine di salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori del
  call center in precedenza citato;

   per sapere:

   se  non  ritenga  di convocare con estrema urgenza  un  tavolo  di
  confronto  con  l'azienda che gestisce il call  center  di  Trapani
  nonché  con  ogni  istituzione competente, al  fine  di  avviare  a
  soluzione  la  drammatica  situazione di  centinaia  di  lavoratori
  trapanesi;

   se   non  ritenga  di  sollecitare  il  Ministero  dello  sviluppo
  economico  ovvero  altri  Ministeri  competenti  al  fine  di   far
  chiarezza sulla vicenda in argomento e porre in essere ogni  azione
  utile  a  superare  le criticità denunciate con  il  presente  atto
  ispettivo». (849)

   Invito  l'assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro a rispondere all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il   lavoro.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questa
  interrogazione è stata presentata il 10 novembre 2009 e  tratta  un
  argomento  veramente drammatico per la Sicilia, in questo  caso  in
  modo  particolare la questione che riguarda i lavoratori  del  call
  center  della  società  Multimedia planet  e  B2B  di  Trapani,  ma
  purtroppo, riguarda un po' tutto il territorio siciliano.
   In Sicilia ci sono circa 12 mila persone con contratti di lavoro a
  tempo  indeterminato nel campo dei call center ed altri 10-12  mila
  persone  con  contratto a progetto a vario  titolo:  è  quindi  una
  situazione abbastanza drammatica.
   Nel   caso  in  specie,  abbiamo  immediatamente  interessato   il
  Ministero  dello sviluppo economico ed il Ministero  del  lavoro  -
  personalmente   mi  sono  recato  a  Roma  -  ed  abbiamo   seguito
  attentamente  la  questione, come anche Lei, signor  Presidente  ha
  avuto  modo  di  attenzionare, e quindi in qualche  modo  un  primo
  percorso lo abbiamo fatto.
   La  vicenda dei call center va studiata anche da questo Parlamento
  in maniera seria.
   Questo molto spesso non è vero lavoro, perché spesso non è a tempo
  indeterminato   e   perché  è  estremamente  sottopagato.   Abbiamo
  l'esigenza di alzare in maniera forte le cautele nei confronti  dei
  lavoratori  ed in questo debbo dire che il sindacato è stato  molto
  attento.   Ritengo   che   questo   Governo,   questo   Parlamento,
  relativamente alla questione del call center debba in qualche  modo
  dotarsi  se possibile di una norma che possa evitare quello  che  è
  successo, che sta per succedere, e che succederà nei prossimi  mesi
  quando,  esauriti  tutti i contributi che in qualche  modo  vengono
  dati a queste aziende, che spesso scappano anche con il malloppo, a
  piangere le conseguenze sono i lavoratori, che in queste condizioni
  pagano    pesantemente   il   dramma   della    disoccupazione    e
  dell'illusione.
   Ritengo che, a livello generale, la vicenda e la vertenza dei call
  center  deve essere aperta, discussa da questo Parlamento che,  con
  coraggio,  deve trovare qualche soluzione che possa consentire  che
  mai più cose di questo genere possano avverarsi in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Gucciardi  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore,  mi  ritengo soddisfatto della risposta  per  almeno  un
  duplice ordine di motivi. Innanzitutto per il coraggio con il quale
  l'Assessore ha esposto la vicenda davanti al Parlamento, cioè senza
  giri  di  parole ma con la determinazione di chi, da esponente  del
  Governo  siciliano, vive la sofferenza di migliaia  e  migliaia  di
  giovani di questa nostra Sicilia.
   E'  un tema che richiede davvero, onorevole Assessore - e le  sono
  grato  anche  per questo - un controllo da parte delle  Istituzioni
  pubbliche  regionali e apprezzo l'impegno che Lei ha chiesto  anche
  al  Governo  nazionale. Ci ha detto di aver contattato i  Ministeri
  competenti,  che  molto  spesso probabilmente  hanno  sottovalutato
  l'entità,  la portata e la drammaticità del problema, si è  assunto
  la responsabilità per l'avvenire di una attenzione particolare alla
  problematica di questi lavoratori, che spesso non hanno avuto e non
  hanno  la  dignità di lavoratori, e alla fine si aggiunge anche  la
  beffa  di  un  licenziamento  che non ha  neppure  la  dignità  del
  licenziamento in sé, ma vengono abbandonati e, come diceva Lei,  da
  personaggi  spesso di profilo dubbio, che fuggono non soltanto  con
  le  risorse  che  le  istituzioni  pubbliche  hanno  messo  loro  a
  disposizione, ma fuggono con la dignità dei lavoratori stessi.
   Onorevole Assessore, condivido la proposta che in questa occasione
  ha  formulato al Parlamento regionale di intervenire al più presto,
  e  le sarei grato se questo avvenisse nelle prossime settimane, nei
  prossimi mesi con un intervento legislativo che potesse intervenire
  per  quanto di competenza, a che non si abbiano a ripetere  più  in
  futuro  situazioni  di  questo tipo, che portano  lo  sconforto  in
  migliaia di famiglie di questa Regione.
   Ripeto, le sarei grato se in avvenire potesse davvero vigilare  su
  una  situazione tanto drammatica rispetto alla quale le istituzioni
  pubbliche,  in  questo  momento,  o  quasi  sempre,  non  sono   in
  condizione di dare alcuna risposta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 882  Annullamento  in
  autotutela dei provvedimenti a danno di enti che, negli anni '80  e
  '90, hanno ottenuto il finanziamento di cantieri di lavoro  a firma
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   l'Assessorato  regionale  Lavoro, previdenza  sociale,  formazione
  professionale ed emigrazione ha provveduto a nominare  dei  tecnici
  collaudatori per cantieri di lavoro che sono stati finanziati negli
  anni '80 e '90;

   detti  tecnici  collaudatori hanno dato  l'avvio  al  procedimento
  istruttorio  per  la  definizione  delle  pratiche  ancora  aperte,
  nonostante   siano  passati  tanti  anni  dal  momento   del   loro
  finanziamento;

   preso atto che:

   molti  degli  enti  beneficiari  di detti  finanziamenti,  essendo
  decorsi  10 anni o 5 anni, non sono nelle condizioni di esibire  la
  certificazione  o,  comunque,  i  documenti  adesso  richiesti  dai
  tecnici collaudatori relativamente alle voci di spesa;

   alla  luce  di  quanto  trascritto nella  suddetta  relazione,  il
  funzionario dell'Assessorato Lavoro designato al procedimento, sig.
  Armando  Italia, ha ritenuto, con lettera prot. 1024 del  2009,  di
  addebitare   l'importo  dell'intero  intervento,   pari   ad   euro
  75.308,67, all'ente gestore, cioè alla parrocchia di San Bartolomeo
  Apostolo;

   considerato che:

   spesso  i  legali  rappresentanti  degli  enti  beneficiari   sono
  defunti,  così come sono venuti meno anche i titolari  delle  ditte
  che, a suo tempo, hanno contribuito a realizzare detti lavori;

   i  documenti fiscali vanno conservati per i 10 anni e che solo per
  gli  ultimi  5 l'Amministrazione statale o regionale può  procedere
  alla verifica degli atti perché, decorsi detti termini, non può più
  procedere ad accertamenti di alcuna natura;

   spesso sono decorsi ampiamente i 10 anni previsti dalla legge  per
  la conservazione dei documenti fiscali;

   per sapere:

   se  non  reputino inopportuno continuare ad affidare collaudi  per
  cantieri  di  lavoro  dopo 10 anni dalla conclusione  degli  stessi
  lavori,   tenuto  conto  che  la  normativa  vigente  in  tema   di
  conservazione di documenti fissa in 5 o 10 anni il tempo massimo di
  conservazione degli stessi documenti;

   se  non  ritengano  utile,  per  evitare  l'insorgere  di  liti  e
  contestazioni, bloccare dette nomine e limitarle solo a  quei  casi
  che  rientrano  nei  tempi  massimi previsti  dalle  legge  per  la
  conservazione dei documenti fiscali». (882)

   Invito  l'assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro a rispondere all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il   lavoro.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questa
  interrogazione  è  strettamente  collegata  con  quella  successiva
  relativamente   a  procedimenti  amministrativi  in   danno   della
  Parrocchia  e  della  Chiesa di S. Bartolomeo Apostolo  di  Melilli
  (SR),  per  la  mancata  presentazione  dei  documenti  inerenti  i
  cantieri di lavoro.
   L'argomento  posto dall'onorevole Vinciullo è  molto  serio  ed  è
  oggetto  di  particolare  attenzione, ma certamente  trova  qualche
  difficoltà  nell'essere superato. I cantieri  regionali  di  lavoro
  vengono  finanziati  ai  sensi  della  legge  regionale  17/1968  e
  successive modifiche. In virtù di tale legge, in passato,  venivano
  finanziati numerosi cantieri, in media alcune migliaia per  ciascun
  anno. A motivo di ciò, e soprattutto per carenza di organico, tutto
  dedicato   all'istruttoria  delle  istanze  di  finanziamento   che
  pervenivano senza soluzione di continuità, non risultava  possibile
  portare  a  termine  in  un  arco  temporale  breve  l'intero  iter
  procedurale, che si conclude con il collaudo tecnico-amministrativo
  e  con  la quantificazione dell'eventuale debito a carico dell'ente
  Gestore, per somme non riconosciute.
   Il   ritardo   lamentato  dall'interrogante   nella   nomina   del
  collaudatore è da imputare ad effettive esigenze tecniche,  ma  ciò
  non  può  esonerare  l'Ente che ha ricevuto  il  finanziamento  dal
  conservare la documentazione fino al momento in cui viene  eseguito
  il  collaudo.  Infatti  è  solo in quel  momento,  cioè  quando  il
  collaudatore  accerta l'eventuale debito, che è possibile  invocare
  la  prescrizione. Ne consegue che fino ad allora  non  decorrono  i
  termini  di  prescrizione. Infatti, il collaudo è  un  procedimento
  amministrativo complesso che richiede, sia l'emissione da parte del
  collaudatore  del certificato di collaudo nel quale viene  espresso
  il  giudizio  tecnico  finale intorno all'opera,  sia  la  nota  di
  revisione  amministrativa-contabile nella quale vengono controllate
  le  singole  voci di spesa e i titoli giustificativi della  stessa.
  L'atto,  così  composto,  viene  sottoposto  all'esame  di   questo
  assessorato.  Mentre il collaudo in senso tecnico  non  costituisce
  oggetto  di  revisione,  la  parte  relativa  al  controllo   della
  documentazione contabile ed amministrativa viene sottoposta a nuovo
  esame.  E'  in seguito a quest'ultimo esame, e con l'emissione  del
  provvedimento  finale, che può essere un decreto  di  addebito,  di
  accredito o di archiviazione, che viene concluso il procedimento, e
  il collaudo diviene definitivo.
   Con  il  collaudo l'amministrazione accerta la regolarità  o  meno
  dell'operato dell'ente gestore del cantiere, e definisce quanto  ad
  esso  dovuto  o  quanto  ad esso debba restituire.  Il  termine  di
  prescrizione  pertanto  non  può  che  decorrere  dal  momento  del
  collaudo.
   Va altresì precisato che la legislazione in materia di cantiere di
  lavoro  per  disoccupati,  di cui alla  legge   regionale  17/68  e
  successive modifiche ed integrazioni, è una legislazione speciale e
  che i termini indicati non possono considerarsi perentori.
   Quindi   in   qualche  modo  abbiamo  ulteriormente   approfondito
  l'argomento,  onorevole  Vinciullo, e  abbiamo  chiesto  un  parere
  all'Ufficio legislativo per vedere in che modo si può risolvere  il
  problema, considerato però che per alcuni casi sono passati più  di
  dieci anni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore,  mi dichiaro soddisfatto della risposta, e  prendo  atto
  anche   che  per  rispetto  al  suo  predecessore  Lei  ha  pensato
  giustamente  di rispondere a questo atto ispettivo,  così  come  mi
  dichiaro soddisfatto che lei ha ritenuto opportuno di rivolgere una
  richiesta  all'Avvocatura  della Regione  per  avere  una  risposta
  sull'argomento.
   Ma  qui ci troviamo di fronte alla dimostrazione che spesso quando
  si amministra la cosa pubblica si ha poco interesse per il generale
  e  si  guarda  troppo spesso al particolare. Cosa  è  successo?  E'
  successo che il suo predecessore ha pensato di dare vita a  qualche
  nomina clientelare - perché solo di questo si parla - e di andare a
  rispolverare  una  serie  di cantieri di  lavoro  che  erano  stati
  finanziati  nel 1980 e nel 1990, quindi stiamo parlando esattamente
  di trent'anni fa e di vent'anni fa.
   Quando  noi  parliamo  della chiesa di S. Bartolomeo  Apostolo  di
  Melilli,  che io ho assunto come modello, ci troviamo di fronte  ad
  un finanziamento che è stato concesso nel 1996, quindi significa 14
  anni fa, sono passati 13 anni dall'esecuzione dei lavori e la legge
  nazionale sulla conservazione dei documenti fiscali pone in 5  anni
  il  limite per la conservazione dei documenti, che diventano  dieci
  se  durante  i  primi 5 anni vi sono state delle  comunicazioni  da
  parte degli uffici.
   Nel  caso della chiesa di S. Bartolomeo, nessuna comunicazione  vi
  era  stata, ed ecco cosa è successo in questi ultimi 30 anni  o  in
  questi  ultimi  20  anni:  non avendo i  parroci  delle  parrocchie
  l'obbligo   di  tenere  la  documentazione  nella  parrocchia,   ma
  potendola  portare con se nella propria abitazione privata,  quando
  il  parroco è morto, all'interno dell'abitazione privata è  rimasta
  anche  la documentazione ufficiale sul cantiere, e quando poi oltre
  al  parroco  è morto anche il direttore dei lavori del cantiere,  e
  anche  il  direttore della ditta a cui si era rivolto il  sacerdote
  per  eseguire  questi lavori, è chiaro che non siamo  assolutamente
  nelle  condizioni  di  potere, oggi,  con  venti  o  trent'anni  di
  ritardo, dare vita al collaudo di queste opere.
   Fra  l'altro, capisco che il suo predecessore non è un tecnico,  e
  quindi  ben  poca cosa capiva di lavori pubblici, ma vorrei  sapere
  come si può pensare di chiedere di fare un collaudo dopo trent'anni
  dall'esecuzione dei lavori. Trent'anni significa un lasso di  tempo
  entro  il  quale sicuramente di quelle opere non è rimasta  nemmeno
  l'ombra.
   Allora, onorevole Assessore, su questa vicenda proprio per evitare
  un  contenzioso con i parroci, con le parrocchie, ma  anche  con  i
  Comuni,  tenete  presente, che questi collaudatori così  solerti  e
  così  bravi  nell'eseguire questi accertamenti - alcuni  credo  che
  siano  usciti  anche dalla  Sorbona  - sono arrivati  alla  fine  a
  chiedere ai parroci 75 mila euro a parrocchia, cioè 150 milioni  di
  lire.
   Ma  voi  pensate che oggi una parrocchia sia nelle  condizioni  di
  poter  tirare  fuori questa somma? Ebbene, cosa facciamo  assessore
  Leanza,   gli  facciamo  l'ingiunzione  di  pagamento  al  parroco?
  Portiamo  il parroco in Tribunale? Gli sequestriamo la chiesa,  gli
  sequestriamo la macchina? Andiamo a sequestrargli qualche quadro  o
  scultura che poi venderemo all'asta? Allora, proprio per evitare di
  vedere  ancora  una volta la Regione impegnata in un  provvedimento
  iniquo  e  ingiusto e che farebbe soltanto non ridere, ma piangere,
  la invito con la solerzia che le riconosco, a voler considerare con
  maggiore  attenzione il problema e fare in modo  che  nel  giro  di
  qualche mese possa essere facilmente risolto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 966  Iniziative per  il
  rinnovo  del progetto Un modello per la rete regionale del welfare'
  a  valere  sulle risorse del fondo nazionale politiche sociali ,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   con  la  legge  n. 328 del 2000 (legge quadro per la realizzazione
  del  nuovo  sistema integrato di interventi e servizi  sociali)  la
  Repubblica  assicura  alle  persone  e  alle  famiglie  un  sistema
  integrato di interventi e servizi sociali; promuove interventi  per
  garantire   la   qualità   della  vita,   pari   opportunità,   non
  discriminazione  e  diritti di cittadinanza;  previene,  elimina  o
  riduce  le  condizioni  di  disabilità, di  bisogno  e  di  disagio
  individuale  e  familiare, derivanti da inadeguatezza  di  reddito,
  difficoltà  sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza  con
  gli artt. 2, 3 e 38 della Costituzione;

   la    legge    n.   328/2000   pone   in   essere   una    riforma
  dell'organizzazione  dei  servizi  socio  -  sanitari  mediante  il
  ricorso  alla gestione associata dei servizi a livello distrettuale
  ed  il ricorso alla programmazione negoziata quale procedura per la
  programmazione  ed il monitoraggio degli interventi  ricadenti  nei
  piani di zona;

   preso atto che:

   la  Regione siciliana, sin dalla fase di recepimento ed attuazione
  della  legge n. 328 del 2000, ha riscontrato numerose problematiche
  afferenti all'implementazione di un sistema di rete che sovrintenda
  all'operato  dei  distretti socio-sanitari e  risponda  ai  bisogni
  dell'utenza;

   le  motivazioni  che  hanno ostacolato il raggiungimento  di  tale
  networking  risiedono nella scarsa diffusione della  nuova  cultura
  organizzativa di governance multilivello, così come previsto  dalla
  legge  328/2000,  nella mancanza di un reale coinvolgimento  attivo
  dei partner-socio - economici territoriali e nella realizzazione di
  valide  azioni  di  progettazione sociale e di monitoraggio  quali-
  quantitativo del processo e/o dei servizi;

   la   scadenza  del  31  dicembre  2009  per  l'affidamento   della
  programmazione   dei   servizi  socio-sanitari   del   riequilibrio
  economico temporale non è stata rispettata nella quasi totalità dei
  distretti  socio-sanitari siciliani, cosicché si è  determinato  un
  considerevole arretrato di spesa che cagiona nocumento all'utenza e
  allo sviluppo sociale dei territori;

   considerato che:
   l'Assessorato Famiglia ha affidato in house providing al CIAPI  di
  Priolo  Gargallo (SR) il progetto Un modello per la rete  regionale
  del  welfare'  con  risorse a valere sul  piano  regionale  per  la
  formazione  e  l'aggiornamento del personale addetto alle  attività
  sociali  con  la  quota del 9 per cento del fondo  nazionale  delle
  politiche sociali;

   l'obiettivo  del progetto è sostenere l'attuazione  della  riforma
  del welfare regionale attraverso la creazione, a livello centrale e
  periferico,  di  un  assetto organizzativo di risorse  umane  e  di
  servizi   atti   a   sciogliere  i  nodi  che  hanno   condizionato
  negativamente la capacità dei distretti socio-sanitari di  attivare
  tutti i dispositivi previsti dalla l. 328/2000;

   all'interno di tale macroprogetto, ha rivestito un ruolo nodale la
  previsione  e  l'inserimento nei 55 distretti  socio  sanitari  dei
  'facilitatori  territoriali',  che  hanno  svolto  la  funzione  di
  intermediari tra il Dipartimento regionale della famiglia  e  delle
  politiche  sociali  e  le  amministrazioni  distrettuali   fornendo
  consulenza  specialistica, mediazione dei processi di concertazione
  locale  ed affiancamento dei gruppi piano così come previsto  anche
  dal  D.P.R.S.  2  marzo  2009 Programma regionale  delle  Politiche
  sociali e socio-sanitarie 2010-2012';

   il  facilitatore territoriale è una figura professionale di grande
  e  profondo  impatto  sociale, che si impone oggi  quale  punto  di
  riferimento  nel contesto socio-sanitario di un nuovo  modello  per
  una  rete  regionale del welfare siciliano, avendo  contribuito  ad
  alimentare  la  circolazione della cultura  e  delle  informazioni,
  promuovendo  lo  sviluppo  e  l'affermazione  di  un   sistema   di
  responsabilità condivise tra tutti gli attori e avendo cooperato ad
  accorciare  le  distanze tra l'ufficio piano,  i  distretti  e  gli
  attori sociali, mediante la creazione di un canale di comunicazione
  e  di  scambio  continuo, risolvendo problemi di interrelazione  ed
  integrazione verticale ed orizzontale;

   è  in  corso  di  avvio la nuova programmazione dei servizi  socio
  sanitari 2010/2012;

   il 4 marzo 2010 cesseranno i contratti di lavoro a progetto dei 55
  facilitatori  territoriali cagionando così  un'interruzione  di  un
  servizio di primaria rilevanza nell'ambito dell'assistenza  tecnica
  ai distretti socio sanitari;

   per sapere:

   quali  interventi, con l'urgenza del caso, intendano adottare  per
  procedere al rinnovo dell'azione inerente il ruolo dei facilitatori
  territoriali  nell'ambito del progetto affidato in house  providing
  al  CIAPI  di  Priolo Gargallo, denominato Un modello per  la  rete
  regionale del welfare';

   se tali interventi consentiranno di dare continuità alla figura  e
  al  ruolo dei facilitatori territoriali, al fine di consolidare  la
  rete  integrata dei servizi socio-sanitari, tuttora in fieri, e  di
  attuare  una  programmazione e gestione dei servizi  socio-sanitari
  quanto      più     ispirata     ai     criteri     dell'efficacia,
  dell'efficienza,dell'economicità e della  partecipazione  negoziata
  con tutti gli stakeholders territoriali». (966)

   Invito  l'assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro a rispondere all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  riferimento
  all'interrogazione n. 966 dell'onorevole Vinciullo  si  rappresenta
  quanto segue:
   il   progetto  un  modello  per  la  rete  regionale  del  welfare
  finanziato  con i fondi residui delle annualità 2001-2003-2006  del
  FNPS, è stato affidato in house al Canapi di Priolo Gargallo  e  al
  CEFPAS di Caltanissetta che hanno elaborato la progettazione per la
  parte di rispettiva competenza, attuando poi le azioni previste.
   In  particolare  l'azione  dei  facilitatori ,  cui  si  riferisce
  l'interrogazione, ha avuto durata di due anni e si è conclusa il  4
  marzo c.a.
   La  selezione è stata affidata dal CIAPI di Priolo Gargallo e  che
  ha  provveduto  a  contrattualizzare  i  prescelti  destinandoli  a
  svolgere  ruoli  di supporto a ciascuno dei cinquantacinque  gruppi
  piano  distrettuali nella delicata fase della nuova  programmazione
  2010-2012.  Senza entrare nel merito della valutazione dell'operato
  dei  singoli  facilitatori , si può comunque rilevare che l'impatto
  di queste figure sul territorio è stato molto diversificato, sia in
  relazione  alla  situazione del gruppo piano di  destinazione,  sia
  rispetto  all'approccio del  facilitatore  stesso.  In  ogni  caso,
  essendosi ormai conclusa la fase di elaborazione dei nuovi piani di
  zona,  appaiono esaurite anche le motivazioni per  le  quali  si  è
  ritenuto opportuno procedere a questa sperimentazione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o  meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.  Mi dichiaro soddisfatto della risposta che l'Assessore
  ha  dato.  Vorrei,  però, ancora una volta invitare  l'Assessore  a
  vedere  se  era possibile, anche per quest'anno o comunque  per  il
  2011,  cercare di utilizzare questi ragazzi che nel frattempo hanno
  acquisito  conoscenze  e capacità tali che si  possono  sicuramente
  spendere nell'interesse del territorio.
   Ad  esempio, penso, ad una per tutte, all'applicazione della  328,
  che sta suscitando tante difficoltà con comuni che operano tutti in
  assoluta differenza l'uno dall'altro.
      E,   quindi,   vorrei  invitare  l'Assessore  a   prendere   in
  considerazione  l'ipotesi di poter prorogare  l'incarico  a  questi
  lavoratori nell'interesse anche della collettività e nell'interesse
  degli  enti  locali, dal momento che spesso i fondi della  328  non
  sono stati utilizzati dagli amministratori locali.

   PRESIDENTE. Per accordo fra le parti, le interrogazioni numero 968
   Iniziative  per  la  tutela dei lavoratori  delle  società  STM  e
  NUMONYX   di   Catania ,  degli  onorevoli  Pogliese  e  Vinciullo,
  numero  990   Iniziative  in  favore dei  progetti  riservati  alle
  persone  con  disabilità finanziati dalla legge n. 328  del  2000 ,
  dell'onorevole Vinciullo, e numero 1000  Misure per contrastare  la
  crisi  occupazionale nella provincia di Trapani ,  degli  onorevoli
  Adamo,   Marrocco   e   Scilla,   si   intendono   trasformate   in
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   all'interrogazione  numero  1023   Ispezione   presso
  l'Azienda socio-sanitaria di assistenza alla persona 'M.A. Infranca
  - San Giacomo' nel comune di Castelvetrano (TP) .
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   a  Castelvetrano (TP), in via Garibaldi 18, opera la  (A.S.S.A.P.)
  azienda socio-sanitaria di assistenza alle persone San Giacomo;

   sorge qualche dubbio sulla buona amministrazione del suddetto ente
  ed esattamente riguardo:

   1)  all'osservanza delle norme vigenti inerenti al reclutamento di
  personale  in  materia  urbanistico  -  edilizia,  in  materia   di
  registrazione delle attività alimentari e in materia di sicurezza e
  igiene sui luoghi di lavoro;

   2)  all'osservanza delle norme vigenti in materia di pubblicazione
  degli atti;

   3)  a  decadenza    dei    consiglieri     di  amministrazione;
   4)  all'osservanza delle norme regionali previste dall'articolo 26
  della l.r. n. 22 del 1986;

   appreso  che  è stato impedito ai consiglieri comunali  componenti
  della  V commissione consiliare di prendere visione di alcuni  atti
  amministrativi dell'A.S.S.A.P. San Giacomo in quanto il  presidente
  del  suddetto  ente ritiene che la commissione non ha alcun  titolo
  per  procedere ad una verifica degli stessi in netta contraddizione
  con  l'articolo  6 del d.a. di iscrizione all'albo  dell'ente,  che
  prevede   la  competenza  territoriale  del  comune  e  l'esercizio
  dell'attività  di  vigilanza per la verifica del  mantenimento  dei
  requisiti in conformità agli standard regionali;

   per  sapere  se  intendano  attivarsi  con  urgenza  al  fine   di
  verificare possibili leggerezze ed anomalie nell'amministrazione  e
  nella conduzione dell'A.S.S.A.P. San Giacomo» (1023).

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Con l'interrogazione in esame l'onorevole interrogante
  ha   chiesto   di  verificare  possibili  leggerezze   e   anomalie
  nell'amministrazione e nella conduzione dell'azienda San Giacomo di
  Castelvetrano,  con  particolare riferimento  all'osservanza  delle
  norme  vigenti  inerenti al reclutamento del personale  in  materia
  urbanistico-edilizia,  in  materia di  registrazione  dell'attività
  alimentare  e  in  materia di sicurezza ed  igiene  sui  luoghi  di
  lavoro,   all'osservanza  delle  norme  vigenti   in   materia   di
  pubblicazione  degli  atti,  alla  decadenza  dei  consiglieri   di
  amministrazione,  all'osservanza  delle  norme  regionali  previste
  dall'art.  26, legge n. 22 del 1986, al diniego sull'accesso  degli
  atti  nei  confronti dei consiglieri della V Commissione consiliare
  del comune di Castelvetrano.
     Dette  informazioni in possesso dei dipendenti uffici di  questo
  Assessorato  e  da  quelle fornite dagli organi di  amministrazione
  risulta che:
   a)   l'ente   ha  un  solo  dipendente  con  contratto   a   tempo
  indeterminato,  mentre le altre unità, che  oscillano  da  dieci  a
  dodici, vengono assunte con contratto a temo determinato, a seconda
  delle  esigenze. Il rappresentante legale dell'ente  ha  dichiarato
  che  il reclutamento del personale è sempre avvenuto tenendo  conto
  delle disposizioni di legge e dei principi di efficienza e di  buon
  amministrazione;

   b)   materia   urbanistico-edilizia.  L'ente,  in   possesso   dei
  certificati  di  accatastamento e di agibilità  provvisoria,  è  in
  attesa  di  eseguire alcuni lavori all'interno della  struttura  al
  fine di ottenere l'agibilità definitiva;

   c)  la documentazione aggiornata sulla registrazione dell'attività
  alimentare  in  possesso dell'ente. Di recente è  stata  effettuata
  un'ispezione da parte di un funzionario del Ministero dell'attività
  alimentare che ha riscontrato la correttezza e la regolarità  delle
  strutture e della gestione.

   d)  sicurezza e igiene sul luogo di lavoro. E' stato  nominato  il
  responsabile della sicurezza dei lavoratori e il responsabile della
  sicurezza sui luoghi di lavoro;

   e)  pubblicazione  degli atti. Il rappresentante legale  dell'ente
  dichiara  che sono stati pubblicati sempre gli atti per i quali  la
  legge prevede tale obbligo.
   Nella  decadenza  dei  consiglieri di  amministrazione  non  viene
  specificato dall'interrogante quali sono i motivi che riguardano la
  decadenza  dei consiglieri di amministrazione e non risultano  agli
  atti provvedimenti di decadenza degli stessi.
   In  ogni caso l'Assessorato ha previsto di mandare un'ispezione al
  fine  di verificare che quanto dichiarato dal rappresentante legale
  dell'ente corrisponda a verità.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Ruggirello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   RUGGIRELLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1047  Interventi  a
  sostegno  dell'opera  pia Regna Elena e Vittorio  Emanuele  II   di
  Castellammare del Golfo (TP), a firma dell'onorevole Oddo.
   Comunico che per accordo tra le parti all'interrogazione  n.  1047
  verrà data risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  1051   Provvedimenti   per
  garantire il posto di lavoro agli operatori della sede siciliana di
  Palermo  del   Telefono  azzurro', a firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Gucciardi e Galvagno.
   Comunico che per accordo tra le parti all'interrogazione  n.  1047
  verrà data risposta scritta.
   Si  passa alla interrogazione numero 1056  Interventi a favore del
  riconoscimento  dello  status di residenze sanitarie  assistite  di
  medio  -  bassa  intensità o di residenze assistenziali  flessibili
  alle  case  protette siciliane per anziani, inabili  e  minori ,  a
  firma dell'onorevole Marziano
   Non    essendo    presente   in   Aula   l'onorevole   firmatario,
  l'interrogazione  si  intende  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  alla  interrogazione  numero  1100   Provvedimenti  per
  avviare  a rapida soluzione la vertenza degli ispettori del  lavoro
  della provincia di Siracusa , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   i   funzionari   direttivi   in   servizio   presso   gli   uffici
  dell'ispettorato provinciale del lavoro di Siracusa con funzioni di
  ispettore  del  lavoro  evidenziano da mesi lo  stato  di  profondo
  disagio in cui sono costretti a lavorare, cosa che li ha spinti, in
  più  occasioni, a dichiarare lo stato di agitazione e a  riservarsi
  di  intraprendere idonee azioni di tutela, fra le quali la rinuncia
  alle 'funzioni ispettive';

   nonostante  il  disagio  più  volte denunciato,  il  comitato  che
  rappresenta  gli  ispettori del lavoro  ha  deciso  di  sospendere,
  temporaneamente,   ogni   azione   di   lotta,   confidando   nella
  disponibilità da parte dell'Assessore per la famiglia;

   considerato che:

   gli   ispettori   del  lavoro  in  servizio  presso   gli   uffici
  dell'ispettorato  provinciale  del lavoro  di  Siracusa  richiedono
  l'immediato  ripristino  dell'indennità  di  missione,  così   come
  avviene  per gli ispettori dipendenti dal Ministero del lavoro  che
  operano nelle restanti regioni d'Italia o che si trovano ad operare
  nel territorio della Regione siciliana;

   alla  luce del servizio svolto dagli ispettori del lavoro,  appare
  più  che  naturale  la concessione dell'indennità  di  funzione  di
  polizia giudiziaria;

   sembra dovuta la stipula, da parte dell'Assessore regionale per la
  famiglia,  di  un'apposita  polizza  assicurativa  a  favore  degli
  ispettori del lavoro operanti in Sicilia, al fine di assicurare una
  congrua  copertura  dei  rischi  derivanti  dallo  esercizio  delle
  funzioni loro assegnate dalle vigenti normative regionali;

   sembra  del tutto inspiegabile che, ad oggi, non vengano applicate
  le tabelle ACI per il calcolo del rimborso chilometrico dovuto agli
  ispettori del lavoro, quando gli stessi, per esigenze di lavoro,  e
  quindi  per esigenze dell'Amministrazione regionale, sono costretti
  a mettere a disposizione la propria autovettura;

   visto  che  già  da  tempo in altre regioni  d'Italia  sono  state
  stipulate apposite convenzioni con istituti di credito al  fine  di
  consentire  agli  ispettori del lavoro l'accesso ad  una  linea  di
  credito  agevolato, in quando gli stessi per evidenti e documentate
  ragioni  di  sicurezza sono costretti a cambiare spesso la  propria
  autovettura che viene utilizzata per esigenze di servizio;

   per  sapere se non ritengano sostenere l'approvazione del  disegno
  di  legge n. 138 del 15 luglio 2008, recante 'Istituzione del ruolo
  degli  Ispettori  del  lavoro. Norme per  il  contrasto  al  lavoro
  irregolare',  a  tutt'oggi rimasto lettera  morta,  nonostante  sia
  stato  già  a  suo tempo licenziato dalla V Commissione legislativa
  permanente dell'Assemblea regionale siciliana» (1100).

   Ha facoltà di parlare l'assessore Leanza per fornire la risposta.

   LEANZA  NICOLA,  assessore  alla  famiglia,  politiche  sociali  e
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla  vicenda  che
  riguarda gli ispettori del lavoro, in questa Aula, negli ultimi due
  anni, si è detto tantissimo e purtroppo poco si è fatto.
   Abbiamo  avviato  una  lunga  attività  di  concertazione  con  il
  sindacato  e  con gli stessi ispettori del lavoro  per  cercare  di
  definire alcune questioni.
   Una  questione  riguardava il famoso corso Form Ispe,  l'altra  il
  problema di verificare se ci sono le condizioni di dotare i  nostri
  ispettori  del  lavoro di alcune tutele che hanno  in  altre  parti
  d'Italia. E di metterli in condizione di potere espletare al meglio
  il  proprio lavoro dotandoli anche di mezzi avanzati dal  punto  di
  vista  dell'innovazione tecnologica, per fare in modo di  espletare
  il loro lavoro con grande serietà.
   Nell'ultimo incontro con gli ispettori abbiamo istituito un tavolo
  di lavoro.
   Pensiamo  di  presentare un disegno di legge abbastanza  condiviso
  con  il  mondo  sindacale, con gli stessi ispettori del  lavoro  ed
  anche con la V Commissione legislativa e di presentarlo nel mese di
  settembre.
   Riteniamo che sia un argomento che va assolutamente attenzionato e
  portato a soluzione.
   L'ispettore   del  lavoro  è  una  figura  importantissima   nella
  repressione,  nella tutela dei diritti ed anche per i  suggerimenti
  che possono dare alle aziende e a chi comunque si rivolge  loro per
  potere avere suggerimenti e consigli.
   In   tal  senso  accolgo  l'invito  dell'onorevole  Vinciullo   ad
  accelerare i tempi per presentare un disegno di legge che  riguarda
  gli ispettori del lavoro nella Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di rispondere l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore.

   PRESIDENTE.    Si    passa    all'interrogazione    numero    1121
   Riconoscimento  dei diritti ai lavoratori videoterminalisti  degli
  uffici postali .
   Per   accordo  fra  le  parti,  l'interrogazione  n.  1121   viene
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  alla interrogazione numero 1122  Chiarimenti in  ordine
  alla   vicenda  giudiziaria  che  ha  portato  all'arresto  di   un
  imprenditore .
   Per  assenza dall'Aula dell'onorevole Caputo, l'interrogazione  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa alla interrogazione numero 1144  Iniziative a tutela dei
  lavoratori del gruppo SMA di Siracusa .
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   il  gruppo SMA, che gestisce supermercati in Italia e in  Sicilia,
  ha  deciso di smantellare e chiudere due punti vendita in provincia
  di Siracusa;

   in  seguito  alla chiusura di detti centri vendita, 22  lavoratori
  sono  stati  licenziati perdendo il posto di lavoro e con  esso  la
  tranquillità e la sicurezza familiare;

   preso atto che:

   la  società SMA, dopo timide aperture a favore dei lavoratori,  ha
  deciso  di  cambiare  strategia, cancellando  ogni  possibilità  di
  recuperare  qualche  posto di lavoro e di  raggiungere  un  accordo
  sindacale con i rappresentanti dei lavoratori;

   è  stata messa perfino in discussione anche la possibilità, per  i
  lavoratori  licenziati,  di  accedere alla  cassa  integrazione  da
  aggiungere al periodo di mobilità;

   visto che non è stata ancora presa in considerazione l'ipotesi  di
  ricorrere  al prepensionamento di tutti i lavoratori che  hanno  le
  condizioni giuridiche per accedere alla fuoriuscita anticipata  dal
  mondo  del lavoro, in modo da favorire il mantenimento in  servizio
  di tutti coloro che sono stati oggi licenziati;

   per sapere:

   se non ritengano utile e necessario invitare l'ufficio provinciale
  del  lavoro  di Siracusa e l'ispettorato provinciale del  lavoro  a
  vigilare,  con la massima attenzione, sulle modalità di svolgimento
  delle  trattative  fra  la  società  SMA  e  i  rappresentanti  dei
  lavoratori,  al fine di assicurare a tutti i dipendenti  licenziati
  il  massimo  delle  possibilità consentite dalle leggi  vigenti  in
  materia di diritti del lavoro, fiscali e previdenziali;

   se  non  ritengano  utile  e  improcrastinabile  riconoscere  alla
  società  SMA tutti quegli incentivi, previsti dalla legge, atti  ad
  impedire il licenziamento degli operai e il loro riassorbimento nei
  ranghi della società;

   se  non  ritengano  di  prendere in esame ogni  proposta  utile  e
  legittima, atta ad assicurare ai 22 lavoratori licenziati un futuro
  occupazionale  certo  e  tranquillità  alle  rispettive   famiglie»
  (1144).

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Leanza per  fornire
  la risposta.

   LEANZA  NICOLA,  assessore  alla  famiglia,  politiche  sociali  e
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultimo periodo,
  in  questo  settore, si sono avute in molte parti  d'Italia  ed  in
  Sicilia, diverse chiusure dei punti SMA.
   E' lo stesso ragionamento che abbiamo fatto poco fa.
   Dobbiamo trovare un sistema per tutelare i nostri lavoratori,  per
  quanto  riguarda  alcune categorie di lavoratori  in  quanto  molto
  spesso  non sono tutelati da decisioni che l'azienda prende,  molto
  spesso  senza  giusta  causa. Abbiamo  l'esigenza  di  fare  alcune
  iniziative  e mi riferisco, come ho detto poco fa, ad un  eventuale
  disegno  di legge che possa consentire di tutelare quelle fasce  di
  lavoratori  che  lavorando  in gruppi  tipo  multinazionali.  Molto
  spesso  costoro  sono più deboli rispetto ad altri  lavoratori  che
  operano in aziende più piccole.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Vincullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, il problema che riguarda il gruppo SMA in Sicilia,  così
  come  quello di altri grossi centri commerciali che sono  venuti  a
  intascare  finanziamenti da parte della Regione, ad  aprire  grossi
  centri commerciali e adesso stanno procedendo a licenziare tutto il
  personale  è  qualcosa  che  deve  essere  esaminato  con  maggiore
  attenzione da parte del Governo regionale.
   All'inizio  della mia attività parlamentare ho dovuto litigare  in
  maniera  furibonda  con  il  suo collega  Di  Mauro,  il  quale  in
  provincia di Siracusa ha proceduto ad autorizzare l'ennesimo grosso
  centro  commerciale. Con il risultato che in provincia di  Siracusa
  ci  siamo  ritrovati  alla  chiusura di centinaia  e  centinaia  di
  piccoli commercianti al minuto con l'assunzione solo temporanea  di
  personale.
   Questo  personale è stato tenuto in servizio per due anni.  Venuti
  meno  i  contributi  da parte della Regione e  dello  Stato,  si  è
  proceduto  immediatamente  a  licenziare  questi  lavoratori  e   a
  riconvertire questi grossi supermercati, a passarli da una gestione
  all'altra.
   Pertanto,  Assessore Leanza, dobbiamo intervenire  definitivamente
  su  questa  vicenda. In un momento in cui in provincia di  Siracusa
  sta  per  essere autorizzato l'ennesimo grosso centro  commerciale,
  stiamo  parlando  di  un outlet che sorge alle porte  di  Siracusa,
  anche se è nel territorio del comune di Melilli, del suo ex collega
  Sorbello, dobbiamo meglio attenzionare queste vicende.
   E peraltro questo outlet con una serie di manifesti, di inserzioni
  sui  giornali parla di 1.000 assunzioni. Esso andrà ad  operare  da
  qui  a  qualche  mese, perché pensa di aprire a  settembre,   mille
  assunzioni. E' partita la caccia ai posti di lavoro. E' partita  la
  caccia  ad  una serie di interventi clientelari nel  settore  e  la
  gente giustamente  è preoccupata. Quei pochi centri commerciali che
  sono  rimasti  nella  città di Siracusa, che l'apertura  di  questo
  outlet  porterà  alla  chiusura definitiva  delle  piccole  aziende
  commerciali.
   Assessore  Leanza,  poco  fa lei parlava degli  ispettori,  faceva
  presente  come  gli  ispettori oltre a reprimere devono  prevenire.
  Sarebbe  importante  che  in questi grossi  centri  commerciali  si
  cominciasse  di  tanto in tanto in maniera sistematica  ad  inviare
  questi  ispettori  per  verificare  come  avviene  l'assunzione  di
  centinaia e centinaia di ragazzi e di ragazze che vengono sfruttate
  per  essere  licenziati  dopo che sono finiti  gli  sgravi  fiscali
  operati  dalla  Regione.  Diversamente  ci  ritroveremo  ad   avere
  l'ennesimo  gruppo SMA che è venuto in Sicilia,  ha  costruito,  ha
  realizzato,  ha  assunto  e  ora  licenzia.  Licenzia  a  Siracusa,
  licenzia  a Catania, sta licenziando mi dicono anche a Palermo.  Ma
  non  vorrei  che questi grossi centri commerciali si trasformassero
  in   licenzifici  cioè in soggetti che licenziano e che non portano
  nessun beneficio a questo territorio.

   PRESIDENTE.  Si passa alla interrogazione numero 1182   Iniziative
  per  impedire  la chiusura del centro temporaneo di accoglienza  in
  favore  degli immigrati richiedenti asilo di Sant'Angelo  di  Brolo
  (ME)  a firma dell'onorevole Panarello.
   Non    essendo    presente   in   Aula   l'onorevole   firmatario,
  l'interrogazione  si  intende  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero  1188  Notizie sulle modalità
  di  utilizzo del personale assunto da parte della IREM ,   a  firma
  dell'onorevole Marziano.
   Non    essendo    presente   in   Aula   l'onorevole   firmatario,
  l'interrogazione  si  intende  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Per   accordo   fra  le  parti,  le  interrogazioni  numero   1195
   Interventi al fine di impedire l'attivazione di tirocini formativi
  presso  enti  locali e società da essi partecipate , dell'onorevole
  Cracolici,  numero  1212   Proroga  dei  termini  del  decreto  del
  dirigente  generale  n.  813  del 26  aprile  2010  in  materia  di
  politiche   sociali ,  dell'onorevole  Vinciullo,  e  numero   1226
   Iniziative   per   agevolare  l'apertura  a   Catania   della   Ge
  Transportation Systems , degli onorevoli Pogliese e  Vinciullo,  si
  intendono  trasformate in interrogazioni con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa all'interpellanza numero 91  Interventi urgenti  per  la
  casa di riposo Giovanni XXIII di Marsala  dell'onorevole Gucciardi.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   il 15/06/2010 si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione
  della  casa  di  riposo Giovanni XXIII di Marsala,  seppure  ancora
  incompleto in tutti i suoi componenti;

   in  data  24/06/2010  i  dipendenti hanno inviato  al  Sindaco  di
  Marsala,  al  Prefetto di Trapani, all'Assessore regionale  per  la
  famiglia  ed alla Procura della Repubblica di Marsala un  documento
  nel  quale  si descrive lo stato di emergenza insopportabile  della
  struttura, con i dipendenti non pagati ormai da troppi mesi  e  con
  la  struttura  a  rischio di collassamento  con  rischio  di  grave
  nocumento per gli anziani ospiti;

   in  data  24 giugno 2010 il nuovo presidente, insediato da qualche
  giorno,  ha  rassegnato le sue dimissioni dalla  carica,  lasciando
  ancora una volta la casa di riposo in condizioni inaccettabili;

   atteso che:

   dalla  situazione  descritta, che dura ormai da  tantissimi  mesi,
  possono  derivare  responsabilità ai diversi livelli  istituzionali
  coinvolti nella vicenda;

   è  ormai  urgente  ed  indifferibile un intervento  preciso  delle
  autorità  preposte  al  fine di scongiurare  ulteriori  danni  alla
  struttura, al personale ed agli anziani ospiti nella struttura;

   ritenuto  che una siffatta struttura non può rimanere alla  deriva
  nella  gestione  considerato che non ha alcun organo  di  legittima
  rappresentanza giuridica;

   per conoscere:

   quali    provvedimenti   indifferibili   intenda   adottare    per
  salvaguardare  la  struttura,  gli  anziani  ivi  ospitati   ed   i
  dipendenti non pagati ed in stato di sofferenza insopportabile;

   se  non  ritenga  di  nominare immediatamente un  commissario  che
  assuma  subito la guida della struttura ormai allo sbando  ed  alla
  deriva gestionale, amministrativa e contabile» (91).

   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per la famiglia, le  politiche
  sociali ed economiche per fornire la risposta.

   LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed
  economiche.  L'interrogazione  fatta  dall'onorevole  Gucciardi   è
  un'interrogazione  che  è  stata tenuta  in  grande  considerazione
  dall'Assessorato  alla  Famiglia tant'è che abbiamo  fatto  diversi
  incontri con la struttura.
   Abbiamo  mandato prima un'ispezione  e poi un commissario  che  in
  questo  momento  sta  verificando le condizioni  di  una  struttura
  assolutamente prestigiosa, non dico in stato di abbandono,  ma  per
  molti   versi   gestita   con  abbastanza  superficialità   e   con
  pretenziosità  per  diventare  una  struttura  nel  territorio   di
  riferimento  per tantissime iniziative. Quindi, vorrei  rassicurare
  l'onorevole Gucciardi che ci stiamo muovendo in questa direzione  e
  tra pochissimi giorni possiamo dargli tutte le notizie utili perché
  in questo momento c'è un commissario ad acta che sta verificando le
  condizioni della casa di riposo.
   Vorrei  prendere  spunto da questa interrogazione  e  dalle  tante
  interrogazioni  che  sono arrivate rispetto alle  opere  pie  della
  Regione  siciliana per dire che il Governo ha presentato un disegno
  di  legge  di riordino del sistema della gestione delle opere  pie.
  Non  è  più possibile continuare in queste condizioni. Abbiamo  153
  opere  pie  di cui una cinquantina quasi in fase di estinzione,  50
  strutture molto ben organizzate e 50 strutture che in qualche  modo
  hanno  una  grossa  potenzialità ma non  riescono  o  non  vogliono
  esprimere al meglio questa potenzialità.
   Quindi  ritengo che quest'Aula nei prossimi mesi potrà  legiferare
  su  questa materia in maniera competente, seria e certamente  molto
  proficua.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Gucciardi  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io mi
  ritengo  soddisfatto  per la tempestività  con  cui  l'Assessore  e
  l'Assessorato  sono  intervenuti a seguito di questa  interpellanza
  sullo stato di abbandono come correttamente lo ha definito lei,  di
  una  struttura  straordinariamente prestigiosa della  provincia  di
  Trapani e di Marsala in particolare.
   Il  Commissario  so che sta operando bene, che  sta  operando  una
  ricognizione  di  quelli  che  sono  i  guasti  e  le   sofferenze,
  soprattutto  di  bilancio, ma non solo di bilancio,  le  sofferenze
  degli  ospiti,  degli anziani e dei lavoratori che  continuano,  in
  maniera  encomiabile  e, debbo dire, senza  alcun  motivo  ormai  a
  mantenere questa struttura in vita.
   Sto intervenendo per manifestare la soddisfazione per l'intervento
  tempestivo  dell'Assessorato che ha impedito lo stato di abbandono,
  dopo  la seconda dimissione consecutiva del Presidente della stessa
  casa   di   riposo,  a  distanza  di  pochissime  settimane   l'una
  dall'altra.
   In  questo momento, Assessore, la situazione dei lavoratori  della
  casa  di  riposo, con ricadute certamente negative sul  livello  di
  assistenza agli ospiti anziani di quella struttura, dicevo  che  la
  situazione dei lavoratori è davvero di disperazione assoluta.
   Non  è  immaginabile che si possa tenere un lavoratore, decine  di
  lavoratori  in  questo caso, senza alcuna retribuzione  per  questo
  numero enorme di mesi che, ormai, va ben oltre i 6, 7, gli 8 mesi.
   Per  cui  quello  che  si chiede, quello  che  io  so  che,  anche
  informalmente il Commissario probabilmente avrà provato a  chiedere
  al Governo regionale, all'Assessore alla famiglia in particolare, è
  un  intervento  tempestivo della Regione che possa, attraverso  una
  contribuzione  ordinaria o straordinaria, questo  lo  vedranno  gli
  Uffici  e  il  Governo, poter tamponare per quanto  possibile  allo
  stato  di  disagio  ormai insopportabile dei lavoratori  di  questa
  struttura.
   Quindi,  Assessore,  le  chiedo  -  e  davvero  mi  appello   alla
  sensibilità sua e del Governo - che tempestivamente si possa  porre
  in  essere  atti  che consentano almeno di tamponare  lo  stato  di
  disagio  economico  dei lavoratori della casa  di  riposo  Giovanni
  XXIII di Marsala che, ormai, sono allo stremo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo sostanzialmente  esaurito
  l'ordine  del  giorno  perché al punto  VI   Proposte  di  modifica
  dell'articolo  167  del  Regolamento interno  -  documento  II   va
  trattato,   ovviamente,  con  particolare  attenzione  perché   c'è
  maggioranza  qualificata di 46, quindi, il voto deve essere  minimo
  46, quindi, domani sicuramente sarà oggetto anche di discussione in
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.

   Pertanto, quando dicevo che abbiamo esaurito l'ordine del  giorno,
  l'Assemblea  è convocata per mercoledì 28 luglio 2010,  con  inizio
  alle  ore 17.00, in quanto alle ore 16.00 è convocata la Conferenza
  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari, con il seguente ordine del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II   -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
   lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 208   - Istituzione di una Commissione per il monitoraggio  e
          la     verifica     delle     necessità     organizzative
          dell'Amministrazione regionale e degli enti collegati  in
          ordine  al  ricorso  esterno a  consulenti,  incarichi  e
          collaborazioni.

   N. 209 -  Iniziative  atte  a promuovere, presso  il  Parlamento
          europeo,  la modifica del Reg. CE 1342/2002,  in  materia
          di ristrutturazione dei vigneti.

   N. 210   -  Chiarimenti  ed  iniziative  riguardo  al  Consorzio
          autostrade siciliane.

   N. 211   - Interventi a livello centrale per scongiurare i tagli
          di  risorse finanziarie a danno dei comparti di sicurezza
          previsti  nella  manovra finanziaria  in  discussione  al
          Parlamento nazionale.

  III  -Discussione del disegno di legge:

   - Interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina
     (n. 478/A) (Seguito)
             Relatore: on. Minardo

  IV   -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
   rubrica  Infrastrutture e mobilità

  V  -Discussione della proposta di modifica dell'art. 167 del
  Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. II)

                   La seduta è tolta alle ore 19.25

         Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 21.30

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Autonomie locali  e
  funzione pubblica»

   DI  BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  la  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   l'ATO  di  Agrigento  ha  provveduto, seppur  attraverso  un  iter
  (secondo  il  sottoscritto interrogante) di dubbia legittimità,  ad
  affidare il servizio di distribuzione idrica;

   il  consorzio «Acquedotto Tre Sorgenti», che raggruppa i comuni di
  Canicattì,  Licata,  Palma di Montechiaro,  Campobello  di  Licata,
  Ravanusa   e  Racalmuto,  ha  avviato  nelle  sedi  giurisdizionali
  competenti  un'azione volta a resistere avverso la  consegna  degli
  impianti di approvvigionamento
  e adduzione;

   i  comuni  del consorzio hanno già provveduto alla cessione  degli
  impianti di distribuzione;

   il  consorzio «Acquedotto Tre Sorgenti» in buona parte  svolge  un
  compito  di intermediazione, vendendo al gestore acqua che provvede
  ad acquistare da «Sicilia Acque»;

   considerato che:

   l'ARRA  ha  nominato  un  commissario  presso  il  consorzio   per
  procedere alla consegna delle infrastrutture;

   nelle  more  delle azioni dilatorie, il consorzio «Acquedotto  Tre
  Sorgenti», con avviso del 31 dicembre 2008 ha proceduto ad  emanare
  un  bando  per  l'assunzione di personale  con  contratto  a  tempo
  determinato ma rinnovabile;

   il  bando  non  è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione siciliana;

   tale bando testualmente recita: «nella scelta dei candidati l'ente
  non  è  vincolato  a  nessuna norma relativa alla  valutazione  dei
  titoli presentati a precedenza per età e/o riserva di legge»;

   tenuto conto che:

   procedere  ad  assunzioni  da  parte  di  un  ente  prossimo  allo
  scioglimento appare uno spreco i cui costi ricadono interamente sui
  cittadini;

   il  bando  appare  orientato a soddisfare più esigenze  e  bisogni
  privati  che  un pubblico interesse, anche in considerazione  della
  scarsa  pubblicità data allo stesso a causa dell'opinabile  utilità
  per  l'ente di nuovo personale, del frazionamento dell'incarico  (2
  part-time)  e, infine, del metodo di selezione adottato che  lascia
  assoluta discrezionalità circa i soggetti da assumere;

   per sapere se:

   non  ritengano  opportuno  provvedere all'invio  di  un  ispettore
  presso  il consorzio per verificare la regolarità degli atti  delle
  procedure seguite, nonché l'effettivo perseguimento di un  pubblico
  interesse;

   se   non   ritengano   di  inviare  copia  della   risposta   all'
  interrogazione alla Corte dei conti, cui la presente è inviata  per
  conoscenza.». (383)

   Risposta.  -  «Si  riscontra  l'interrogazione  n.  383,  a  firma
  dell'onorevole  Di  Benedetto, pervenuta  agli  Uffici  di  diretta
  collaborazione  dell'allora  Assessore  regionale  alla   famiglia,
  politiche sociali ed autonomie locali con nota n. 817 del  6  marzo
  2009  e  delegata  per la trattazione a questo Assessore  regionale
  alle autonomie locali e alla funzione pubblica con nota n. 936  del
  28  maggio  2010  della Segreteria Generale della Presidenza  della
  Regione.
   Il  Dipartimento  regionale delle autonomie  locali,  interpellato
  sulla  tematica oggetto dell'interrogazione, con nota n. 28277  del
  10  dicembre  2009 ha chiesto chiarimenti al legale  rappresentante
  del Consorzio  Tre Sorgenti'.
   In  considerazione che gli atti trasmessi dal Consorzio  non  sono
  risultati  esaustivi è stato richiesto un ulteriore approfondimento
  al Dipartimento delle autonomie.
   Sarà  cura  degli Uffici di diretta collaborazione della scrivente
  aggiornare le informazioni
  comunicate.
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento.».

                              L'Assessore
                           dott.ssa Caterina
                               Chinnici

   FARAONE  -  CRACOLICI  -  AMMATUNA -  APPRENDI  ED  ALTRI  -.  «Al
  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  la  famiglia,   le
  politiche  sociali  e  le autonomie locali,  all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore per la  sanità,  premesso
  che:

   la  disastrosa  emergenza rifiuti nella città di Palermo,  per  la
  quale  la  Protezione civile sta intervenendo in via  straordinaria
  con  ben un milione di euro, è stata ampiamente riportata in questi
  giorni  da parte della stampa regionale e nazionale, dando  risalto
  alle immagini dei rifiuti ammassati nelle strade;

   tale  situazione è stata ampiamente preannunciata dalla disastrosa
  e  fallimentare  gestione  dell'AMIA, azienda  municipalizzata  del
  Comune  di  Palermo  che, a fronte di diversi milioni  di  euro  di
  deficit, rischia il fallimento;

   considerato che:

   lo  stesso  Presidente  del Consiglio dei Ministri,  prima  ancora
  dell'esplodere  dell'attuale emergenza, paragonava Palermo  ad  una
  città africana in tema di raccolta e gestione, tale e tanto era  ed
  è  il  degrado  e  della città e la sciatteria nella  gestione  dei
  rifiuti;

   al fine di ripianare i debiti dell'AMIA, è stato già concesso, con
  apposita legge finanziaria, un contributo pubblico straordinario di
  80  milioni  di  euro per fronteggiare la grave  esposizione  della
  società,  onde  evitarne il fallimento e le gravi  conseguenze  sul
  piano gestionale ed occupazionale;

   rilevato che:

   tale cospicuo contributo pubblico, tuttavia, non ha consentito  la
  risoluzione  del problema, tanto che si parla di  un  buco  da  150
  milioni di euro;

   tale  accumulazione di debito non si è verificato  dalla  sera  al
  mattino,  ma nel corso di questi ultimi anni in quanto,  invece  di
  adottare  politiche gestionali virtuose per tenere sotto  controllo
  la  spesa  e  portare  a pareggio il bilancio, si  sono  effettuati
  sprechi  vergognosi,  che  solo  ora  emergono  in  tutta  la  loro
  consistenza  e  dirompenza, come è il caso delle missioni  a  Dubai
  oltre che assunzioni, per esempio, con lo scambio padre-figlio, che
  di fatto hanno aumentato le spese del personale dell'AMIA ma che di
  converso  non  hanno  comportato alcun miglioramento  nel  servizio
  pubblico  di raccolta dei rifiuti, soprattutto per quanto  riguarda
  la raccolta differenziata;

   è noto a tutti gli organismi e le istituzioni che hanno competenza
  al  riguardo  che, al di là del pronto intervento  a  favore  della
  riduzione  dell'emergenza, il problema strutturale di  una  sana  e
  corretta  raccolta e gestione dei rifiuti nella  Città  di  Palermo
  primariamente    e   obbligatoriamente   passa    attraverso    una
  ristrutturazione  dell'azienda  municipalizzata  che   imponga   un
  azzeramento  dei debiti, il pareggio di bilancio  e  un  avvio  del
  ciclo positivo della gestione e raccolta dei rifiuti fin dalla fase
  della  raccolta  differenziata, mai del tutto  pienamente  avviata,
  senza la quale ristrutturazione la situazione potrà ogni giorno  di
  più solo peggiorare e aggravarsi;

   per sapere:

   se,  attraverso l'ARRA, siano state compiute verifiche  in  merito
  alla gestione dell'AMIA;

   se  consideri  possibile concedere ulteriori  risorse  finanziarie
  pubbliche  della  Regione  siciliana  senza  prima  quantificare  e
  accertare il reale ammontare del buco di bilancio dell'AMIA  e,  di
  conseguenza, senza che sia stato approntato e discusso con le parti
  sociali  in  causa  (Comune di Palermo, Prefettura,  organizzazione
  sindacali) il piano industriale dell'azienda;

   quali   iniziative  intenda  attivare,  dopo  l'intervento   della
  Protezione civile, al fine di evitare il peggioramento della  grave
  situazione igienico-ambientale e tutelare la salute dei cittadini;

   quali  iniziative siano in corso per verificare la sussistenza  di
  condizioni   che  rendano  possibile  l'ordinaria  amministrazione,
  evitando  il  ciclico  ricorso  a  interventi  straordinari  e   di
  emergenza a sostegno dell'AMIA;

   se,  rispetto all'ipotesi di accedere a un fondo di rotazione  per
  incamerare i crediti vantati dall'AMIA da altre società che operano
  in  diverse parti della provincia di Palermo (come il COIRES) o  in
  altra provincia (come Messina Ambiente), si valutino le conseguenze
  su  queste stesse società, già in crisi, per favorire Palermo e  la
  società  AMIA  che  pure ha già beneficiato di  un  credito  di  80
  milioni di euro.». (612)

   Risposta.  -  «Nel riscontrare l'interrogazione n.  612,  a  firma
  degli  onorevoli  Faraone, Cracolici, Ammatuna ed altri,  pervenuta
  agli   Uffici  di  diretta  collaborazione  dell'allora   Assessore
  regionale alla famiglia, politiche sociali ed autonomie locali  con
  nota  n.  2039  del 5 agosto 2009 e delegata per la  trattazione  a
  questo  Assessore regionale alle autonomie locali e  alla  funzione
  pubblica  con  nota  n.  987  del 9 giugno  2010  della  Segreteria
  Generale della Presidenza della Regione, si specifica quanto segue.
   Con  nota  n.  21354 del 7 ottobre 2009 il Dipartimento  regionale
  delle autonomie locali, in
  proposito  interpellato,  ha  invitato  il  comune  di  Palermo   a
  trasmettere una relazione e ogni elemento utile sull'interrogazione
  in esame.
   Con nota n. 4123 del 12 febbraio 2010, il medesimo Dipartimento ha
  trasmesso copia della nota n. 852324 - Sezione 1 del 25/11/2009 del
  Comune  di Palermo - Ufficio Società ed Enti controllati,  a  firma
  dell'Assessore   competente,   con   allegato   Piano   industriale
  dell'AMIA; detto Piano industriale è visionabile presso gli  uffici
  del Dipartimento delle autonomie locali.
   La nota n. 852324/2009 già citata precisa inoltre quanto segue.
   "Per  quanto concerne gli altri punti oggetto dell'interrogazione,
  si  fa presente, limitatamente agli aspetti di competenza, che  non
  risultano ciclici ricorsi ad interventi straordinari e di emergenza
  a sostegno dell'AMIA in quanto è stato disposto un 'Solo intervento
  finanziario a mezzo del contributo di cui all'art. 4 bis,  comma  8
  del D.L. n. 97/2008 con cui il Governo ha disposto l'erogazione  di
  euro 80.000,00 in favore del comune e che quest'ultimo ha destinato
  in  favore dell'AMIA, giusta deliberazione di G. C. n. 266  del  17
  dicembre 2008.
   Com'è noto detto contributo è stato liquidato in tre tranche (euro
  30.000,00 - deliberazione di Giunta comunale n. 266 del 17 dicembre
  2008; euro 30.000,00 - deliberazione n. 82 del 24 aprile 2009; euro
  20.000,00  -  deliberazione  di  Giunta  comunale  n.  204  del  22
  settembre 2009)".
   Tuttavia,  atteso  il tempo trascorso dall'avvenuto  riscontro  da
  parte del Comune di Palermo con la già citata nota n. 852324 del 25
  novembre 2009, in considerazione della nuova organizzazione
  dell'Amministrazione regionale, giusta legge n. 19 del 16  dicembre
  2008, si rimanda agli ulteriori
  chiarimenti    che    potranno   essere   forniti    al    riguardo
  dall'Assessorato dell'Energia e dei servizi di
  Pubblica Utilità, Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti.».

                              L'Assessore
                           dott.ssa Caterina
                               Chinnici

   D'ASERO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso  che
  il  fondo  per le autonomie in favore dei comuni, per l'anno  2009,
  ammonta a 913 milioni di euro;

   premesso,   altresì,   che  da  detto  fondo,   con   il   decreto
  dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
  locali  n. 675/2009, sono state sottratte importanti somme a favore
  di  azioni  che andrebbero diversamente finanziate, per un  importo
  pari  a  euro  433.114.236,70, con la  conseguenza  che  restano  a
  disposizione del fondo per i comuni meno di 500 milioni di  euro  a
  fronte dei 913 milioni iniziali;

   considerato che mediamente ai comuni siciliani, sulla  base  delle
  disponibilità del fondo per le autonomie, sarà ripartita una  somma
  decurtata  di  circa  il  10%  rispetto  alla  dotazione  dell'anno
  precedente,  e  che  questa  decurtazione  comporterà,  per   molte
  amministrazioni, la soppressione di alcuni servizi già programmati,
  indispensabili per i cittadini;

   ritenuto  gravissimo il danno economico-finanziario che  subiranno
  centinaia di comuni nell'Isola, afflitti, come sono, da una pesante
  crisi che rende sempre più difficile la gestione degli enti locali;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti intendano  assumere  affinché  venga
  rimodulato  lo schema di ripartizione dei fondi a disposizione  dei
  comuni,  considerato che le decurtazioni previste per il 2009  sono
  causa di gravissimo deficit per le amministrazioni locali;

   in che modo intendano intervenire in favore dei comuni allorché la
  suddetta  decurtazione  provocherà la paralisi  nell'erogazione  di
  servizi  sociali essenziali, in massima parte destinati alle  fasce
  deboli,  a fronte di impegni di spesa già programmati in precedenza
  dalle medesime Amministrazioni.». (795)

   Risposta.  -  «Si  riscontra  l'interrogazione  n.  795,  a  firma
  dell'onorevole   D'Asero,  pervenuta   agli   Uffici   di   diretta
  collaborazione  dell'allora  Assessore  regionale  alla   famiglia,
  politiche  sociali  ed autonomie locali con nota  n.  2854  del  13
  novembre  2009  e  delegata per la trattazione a  questo  Assessore
  regionale alle autonomie locali e alla funzione pubblica  con  nota
  n.  1049  del  14  giugno  2010  della  Segreteria  Generale  della
  Presidenza della Regione.
   Il   Dipartimento  regionale  delle  autonomie  locali   all'epoca
  interpellato aveva rappresentato quanto segue con nota n. 34806 del
  3 dicembre 2009.
    A  norma dell'art. 9 della legge finanziaria regionale per l'anno
  2009,  approvata  con  la  legge  regionale  14/5/2009,  n.  6,  le
  assegnazioni annuali in favore dei comuni per lo svolgimento  delle
  funzioni amministrative conferite in base alla legislazione vigente
  ed  a  titolo  di  sostegno allo sviluppo  sono  determinate  in
  913.000.00.
   Giusta l'art. 76 della legge regionale 26/3/2002, n. 2 e s.m.i., i
  criteri  ed  i  parametri del relativo riparto sono proposti  dalla
  Conferenza   Regione-Autonomie  locali  ed  adottati  con   decreto
  assessoriale, tenendo conto, ovviamente, delle disposizioni in atto
  vigenti.
   Specificatamente,  prima  del  riparto,  occorre  individuare   le
  deduzioni da operare sulla base di specifica previsione legislativa
  e   quelle  altre  che  si  rendono  necessarie  in  relazione   ad
  indifferibili esigenze accertate.
   Previo  parere  reso dalla Conferenza Regione -  Autonomie  locali
  nelle sedute dell'8 giugno e del 9 settembre 2009, il Fondo è stato
  ripartito con D.A. n. 675 del 14/9/2009.
   Le  preventive  riserve,  determinate da  specifiche  disposizioni
  legislative,  e quelle altre egualmente disciplinate  da  leggi  ed
  opportunamente   quantificate  in  sede  di  Conferenza   ammontano
  complessivamente ad   289.016.782,20.
   Dal residuo importo di   623.983.217,80, inoltre, sono da detrarre
     15.599.580,45 quale percentuale del 2,5 spettante ai comuni  con
  popolazione  inferiore  a 5.000 abitanti a norma  dell'articolo  23
  l.r. n. 21/2003,   10.000.000,00 per assicurare la funzionalità dei
  comuni  con  popolazione  inferiore  a  10.000  abitanti  a   norma
  dell'art. 76, comma 1, l.r. n. 2/2002 ed
      118.497.874,05  per  trasferimento  di  competenza  dei  comuni
  collinari o montani con popolazione
  inferiore a 5.000 abitanti, pari alle risorse assegnate nel 2008  e
  maggiorate del tasso programmato di inflazione.
   Conseguentemente,  il  residuo importo  spettante  in  favore  dei
  comuni  con popolazione inferiore a 5.000 abitanti non classificati
  collinari  o  montani  nonché di tutti  i  comuni  con  popolazione
  superiore   a   5.000   abitanti,  da  ripartire  proporzionalmente
  all'assegnazione 2008, è stato di
    479.885.763,30.
   Il  predetto  importo  di   479.885.763,30 è  inferiore  a  quello
  analogo di   520.341.015,20, ripartito nel 2008 ed, in effetti,  ha
  determinato  decurtazioni  alle  assegnazioni  annue  spettanti  in
  favore dei singoli beneficiari.
   Tale  decurtazione  è precipuamente conseguente  alla  previsione,
  nella finanziaria regionale del 2009, delle innovative riserve  per
  il   rimborso  dell'80%  delle  spese  sostenute  dai  comuni   con
  popolazione inferiore a 5.000 abitanti per la gestione degli  asili
  nido  e delle spese sostenute da tutti i comuni per il ricovero  di
  minori    su   disposizione   dell'Autorità   giudiziaria,    pari,
  rispettivamente, ad   3.000.000,00 ed   37.833.200,00.
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento. ».

                              L'Assessore
                           dott.ssa Caterina
                               Chinnici

   D'ASERO.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  famiglia,   le   politiche  sociali  e  le   autonomie   locali   e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che  i  comuni
  siciliani  versano  in  grave  disagio  economico  a  causa   della
  decurtazione dei fondi ad essi riservati;

   appreso,  anche da fonti di stampa, che è intenzione  del  Governo
  regionale  gravare i bilanci comunali della spesa per il  personale
  precario;

   sottolineato  che siffatta eventualità condurrebbe i comuni  verso
  lo  'sforamento'  di bilancio, con l'inevitabile conseguenza  della
  violazione del patto di stabilità e ulteriore riduzione delle somme
  loro spettanti;

   considerato  che la tutela dei lavoratori precari non  può  essere
  'scaricata' tout court sugli esigui fondi destinati ai  comuni,  ma
  deve essere garantita con risorse intangibili, destinate unicamente
  alle retribuzioni dei lavoratori;

   ritenuto  che, laddove il Governo della Regione dovesse perseguire
  l'ipotesi  di inserire nei bilanci comunali anche le  spese  per  i
  precari,  tutte  le  attività che, in atto con difficoltà,  vengono
  garantite dalle amministrazioni rischiano di essere sospese;

   per sapere:

   come  intendano venire incontro alle preoccupazioni  espresse  dai
  sindaci   rispetto  all'eventualità  che  la  spesa  del  personale
  precario  risulti  a  carico dei bilanci  comunali,  con  refluenze
  negative sul patto di stabilità;

   quali  iniziative urgenti intendano assumere affinché ogni singolo
  comune  della  nostra Regione sia messo nelle condizioni  di  poter
  pagare    le    retribuzioni    dei    lavoratori    precari     e,
  contemporaneamente, di mantenere l'erogazione di servizi essenziali
  in favore dei cittadini.». (841)

   Risposta.  -  «Si  riscontra  l'interrogazione  n.  841,  a  firma
  dell'onorevole   D'Asero,  pervenuta   agli   Uffici   di   diretta
  collaborazione  dell'allora  Assessore  regionale  alla   famiglia,
  politiche  sociali  ed autonomie locali con nota  n.  2908  del  19
  novembre  2009  e  delegata per la trattazione a  questo  Assessore
  regionale alle autonomie locali e alla funzione pubblica  con  nota
  n.   864  del  27  maggio  2010  della  Segreteria  Generale  della
  Presidenza della Regione.
   Al riguardo si rappresenta che i contenuti dell'atto ispettivo non
  rientrano  tra  le  competenze  di  questo  Assessorato,  ma   sono
  ascrivibili   all'Assessorato  regionale  della   famiglia,   delle
  politiche sociali e del lavoro.
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento.».

                              L'Assessore
                           dott.ssa Caterina
                               Chinnici

   GENNUSO. - «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le autonomie locali, premesso che il dr. Rosario Di Lorenzo riveste
  l'incarico di direttore sanitario presso l'ospedale unico di Avola-
  Noto (SR), presidio 'G. Trigona';

   considerato  che, nell'ambito delle elezioni per  il  rinnovo  del
  Consiglio  provinciale di Siracusa, svoltesi il 15 e 16 giugno  del
  2008,  il suddetto dr Di Lorenzo, candidatosi nel collegio di  Noto
  nella   lista  del  'Popolo  della  Libertà',  è  risultato  eletto
  consigliere provinciale e a tutt'oggi riveste tale carica;

   rilevato che, a norma dell'art. 3 del d. lgs. 30 dicembre 1992, n.
  502,  come recepito nell'ambito del nostro ordinamento dall'art.  1
  della  legge  regionale  3  novembre 1993,  n.  30,  'il  direttore
  sanitario non è eleggibile a membro dei Consigli provinciali';

   constatato  che  il  dr  Di Lorenzo, non avendo  ottemperato  alle
  prescrizioni previste dall'art. 3 del d. lgs. 30 dicembre 1992,  n.
  502,  volte  a  rimuovere la causa di ineleggibilità, oggi  riveste
  illegittimamente la carica di consigliere provinciale;

   per  sapere, alla luce dei fatti esposti, quali urgenti iniziative
  intenda  assumere  per  verificare  la  regolare  composizione  del
  Consiglio  provinciale  di  Siracusa e  se  non  ritenga  opportuno
  assumere urgenti provvedimenti idonei a ripristinare la legittimità
  violata.». (901)

   Risposta.  -  «Si  riscontra  l'interrogazione  n.  901,  a  firma
  dell'onorevole   Gennuso,  pervenuta   agli   Uffici   di   diretta
  collaborazione  dell'allora  Assessore  regionale  alla   famiglia,
  politiche  sociali  ed autonomie locali con nota  n.  3185  del  22
  dicembre 2009 della Segreteria Generale.
   Il  Dipartimento  regionale delle autonomie locali,  in  proposito
  interpellato, con nota n. 8792 del
  7  aprile  2010  ha trasmesso copia del parere reso  dal  direttore
   U.O.C. Affari generali legali e contenzioso dell'Azienda Sanitaria
  provinciale di Siracusa precisando quanto segue.
    Nella  fattispecie si condivide quanto rappresentato nel predetto
  parere,   in   relazione   alla  inesistenza   di   condizioni   di
  ineleggibilità  del  dr. Di Lorenzo a consigliere  provinciale,  in
  quanto  la  tipologia  del  rapporto  di  lavoro  intrattenuto  con
  l'Azienda  Sanitaria non contrasta con le vigenti norme in  materia
  di ineleggibilità dei consiglieri provinciali .
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento.».

                              L'Assessore
                           dott.ssa Caterina
                               Chinnici

   GALVAGNO.  - «All'Assessore per le autonomie locali e la  funzione
  pubblica,  premesso che il sottoscritto interrogante,  in  data  18
  febbraio  2010,  ha  presentato l'interrogazione  parlamentare  con
  richiesta  di risposta scritta n. 1035 riguardante 'Chiarimenti  in
  ordine  alla  mancata applicazione di procedure  sanzionatorie  nei
  confronti  del  Comune di Centurie (EN)' annunciata in  Aula  nella
  seduta n. 144 del 23 febbraio 2010;

   considerato  che, ad oggi, la suddetta interrogazione parlamentare
  non ha avuto alcuna risposta;

   per  sapere quali motivi impediscano di rispondere tempestivamente
  ed  adeguatamente  ai  quesiti  contenuti  nell'atto  ispettivo  in
  oggetto.». (1219)

   Risposta.  -  «Si  riscontra l'interrogazione  n.  1219,  a  firma
  dell'onorevole  Galvagno,  specificando  che  con  nota  prot.   n.
  97169/Gab   del  7  luglio  2010  si  è  provveduto  a   rispondere
  all'interrogazione
  n. 1035 del 18 febbraio 2010.».

                              L'Assessore
                           dott.ssa Caterina
                               Chinnici
   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Beni  culturali  e
  identità siciliana»

   DIGIACOMO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   l'Amministrazione  comunale  di  Comiso  (RG)   ha   deciso,   con
  decorrenza  dal  1   maggio  2009, di non  rinnovare  il  contratto
  stipulato   con  il  dirigente  sino  a  quella  data  responsabile
  dell'archivio storico del comune;

   la  suddetta scelta ha determinato un vuoto nella gestione  di  in
  uno   dei   settori   culturali  che  negli   ultimi   anni   aveva
  contraddistinto  meritevolmente il Comune  di  Comiso  grazie  alle
  pregevoli iniziative;

   nel  patrimonio archivistico si annoverano, tra le opere, gli atti
  della Contea di Comiso
  1590-1816,  gli  atti  del  Decurionato  1817-1861  e   gli   'Acta
  Miscellanea Selecta Veteris Regiminis Yhomisi' 1590-1827;

   rilevato che:

   la  Soprintendenza archivistica per la Sicilia, con nota prot.  n.
  2273/2813.07/2,  ha chiesto al Comune di Comiso di  meditare  sulla
  decisione  assunta in considerazione della necessità  di  osservare
  correttamente  quanto fissato negli articoli 29 e  30  del  decreto
  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42, e  successive  integrazioni,
  nonché  nel decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62, relativamente
  alla gestione del patrimonio archivistico;

   la   tutela  del  patrimonio  archivistico  deve  essere  affidata
  necessariamente ad un responsabile esperto che ne sappia  garantire
  l'attuale ottimo stato di conservazione nonché la gestione  con  le
  opportune operazioni di implementazione;

   per sapere se siano a conoscenza dei fatti sin qui descritti e  se
  non  ritengano opportuno e urgente porre in essere ogni  iniziativa
  utile  atta  a  garantire  il corretto funzionamento  dell'archivio
  storico  del  Comune  di Comiso mediante qualificato  personale  di
  comprovata esperienza.». (877)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione n. 877,  a  firma
  dell'onorevole  Digiacomo,  si  rappresenta  che  le  problematiche
  esposte  non rientrano tra le competenze del Dipartimento regionale
  Beni Culturali, ma bensì della Sovrintendenza Archivistica, che  fa
  capo al Ministero dei Beni Culturali.
   Ai  sensi  del  decreto  legislativo n. 42/2004  codice  dei  Beni
  Culturali, i comuni hanno l'obbligo
  di  garantire la sicurezza e la conservazione degli archivi storici
  di loro appartenenza con
  adeguata  tutela  e valorizzazione ed il corretto  funzionamento  è
  affidato al controllo della
  Sovrintendenza Archivistica della Sicilia.
   Il  personale deve essere garantito dal comune presso il  quale  è
  sito l'archivio storico.
    Relativamente  alla  questione del  patrimonio  archivistico  del
  comune di Comiso, si è
  appreso, per le vie brevi, che a seguito della stabilizzazione  del
  responsabile, passato ad altro
  settore  dell'amministrazione, la gestione dell'archivio storico  è
  stata affidata al responsabile
  dell'ufficio Legale e Contenzioso del comune, possedendo lo  stesso
  comprovata esperienza archivistica.».

                              L'Assessore
                          dott. Gaetano Armao

   LUPO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i  beni
  culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   la  legge  regionale  1   febbraio 2006,  n.  5,  ha  disposto  la
  partecipazione  della  Regione siciliana  alla  costituzione  della
  fondazione di diritto privato promossa dall'Associazione  siciliana
  per la musica del Novecento 'The Brass Group - città di Palermo';

   la  stessa legge riconosce la fondazione quale strumento  primario
  di  diffusione  dell'arte  e della cultura  di  musica  jazz  e  di
  derivazione afro-americana;

   considerato che:

   tale  legge ha inteso conferire il giusto riconoscimento giuridico
  ad  una realtà del panorama musicale siciliano, il Brass Group,  di
  trentennale  esperienza e di risalto internazionale, che  vanta  al
  suo attivo numerosi successi di pubblico e critica;

   l'associazione siciliana per la musica jazz The Brass Group nacque
  nel 1974 a Palermo e, oltre all'orchestra, gestisce un centro studi
  dotato di biblioteca, emeroteca, nastroteca e videoteca aperto alla
  pubblica  fruizione,  nonché  la  scuola  popolare  di  musica  che
  provvede  alla formazione professionale dei propri quadri artistici
  e tecnici e all'educazione musicale della collettività;

   presso  la  fondazione prestano la propria opera 100  addetti  tra
  professori d'orchestra, docenti, ausiliari e amministrativi;

   premesso, inoltre, che:

   la fondazione di cui alla citata legge regionale 1  febbraio 2006,
  n 5, è stata costituita con atto pubblico nel 2007;

   la  Regione  siciliana, tuttavia, non ha mai versato la  quota  di
  partecipazione  alla  costituzione del fondo patrimoniale,  venendo
  meno   ad   un'obbligazione  contrattuale  oltre  che   a   precise
  disposizioni di legge;

   nel  2008,  il fondo per la gestione ordinaria della fondazione  è
  stato decurtato del 70 per cento;

   in  tali  condizioni, la fondazione non è in grado di svolgere  la
  propria  attività:  da  alcuni mesi i  musicisti  ed  il  personale
  amministrativo non percepiscono lo stipendio, mentre una  folla  di
  creditori bussa per il pagamento delle forniture;

   per  il  corrente  esercizio finanziario, il Governo  ha  proposto
  nella   manovra  correttiva,  all'esame  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  l'azzeramento del contributo gestionale a carico  della
  Regione;

   è  inevitabile  ipotizzare, stando così le cose,  lo  scioglimento
  della  fondazione  dopo 30 anni di attività, privando  il  panorama
  artistico  musicale  di un soggetto di riconosciuto  ed  indiscusso
  valore;

   per sapere:

   le  ragioni per le quali la Regione siciliana non abbia  adempiuto
  ai propri obblighi nei confronti della fondazione The Brass Group;

   se  non  ritengano doveroso e non più rinviabile  il  conferimento
  della   quota  di  partecipazione  regionale  al  patrimonio  della
  fondazione, nonché l'erogazione del contributo di gestione.». (880)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione n. 880,  a  firma
  dell'onorevole  Lupo,  si rappresenta che, ai  sensi  dell'art.  1,
  comma  4, della l.r. n. 5 del 2006, è stato autorizzato l'Assessore
  regionale  per  i Beni Culturali a porre in essere tutti  gli  atti
  necessari  per  concorrere alla costituzione della  Fondazione  del
  Brass Group.
   Per  l'adesione  ad  essa in qualità di socio  fondatore  ed  alla
  costituzione  dell'atto  costitutivo, la Regione  Siciliana  doveva
  provvedere al versamento della somma di euro 625.000,00 quale
  quota  di partecipazione al fondo di dotazione iniziale ed è  stato
  istituito il capitolo 779602 a cui è
  stata imputata la somma.
   Poiché nell'esercizio finanziario 2006 non è stato sottoscritto il
  suddetto atto, l'obbligazione
  giuridicamente vincolante non era sorta e l'Assessore  per  i  Beni
  Culturali non ha potuto impegnare
  la  somma;  di conseguenza la quota di partecipazione al  fondo  di
  dotazione iniziale è andata
  in economia.
   La  Fondazione  è  stata costituita con atto notarile  in  data  2
  maggio 2007 e regolarmente
  registrata il 4 maggio 2007 al numero di repertorio 39053.
   A  seguito  di  ordinanza del Tribunale di Palermo,  il  Banco  di
  Sicilia  ha  erogato  a favore del Brass Group  la  somma  di  euro
  679.581,88 quale quota dovuta dalla Regione come socio fondatore
  comprensiva di interessi e spese, comprese quelle di esecuzione.
   Va  precisato  che  i  contributi ordinari afferenti  al  capitolo
  376762 sono stati regolarmente erogati
  per gli esercizi finanziari 2007 e 2008 e precisamente: per il 2007
  euro  735.000,00, per il 2008 euro 235.000,00, cosi  come  previsto
  dal bilancio regionale.
   Per  l'esercizio  finanziario 2009 è  stato  erogato  il  60%  del
  contributo e per quanto attiene il
  saldo  e l'anticipazione 2010 il Brass Group solo in data 10 giugno
  2010  ha presentato la documentazione di rito per l'erogazione  dei
  contributi.».

                              L'Assessore
                          dott. Gaetano Armao

   DI   BENEDETTO.   -   «All'Assessore  per  i  beni   culturali   e
  dell'identità siciliana, premesso che:

   da notizie di stampa si apprende che sarebbe in via di definizione
  la  nomina  del  presidente del 'Parco archeologico e paesaggistico
  della  Valle  dei  Templi', individuato nella  figura  dell'attuale
  direttore dell'Assessorato regionale Beni culturali;

   la  legge  regionale n. 20 del 2000 stabilisce,  all'articolo  11,
  comma  1, che il Parco è sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato
  beni culturali;

   in base alla suddetta norma, la possibile nomina del direttore per
  i  beni  culturali alla presidenza del Parco risulterebbe in palese
  conflitto  di interesse determinandosi in capo alla stessa  persona
  il ruolo di controllore e controllato;

   unitamente  al presidente si profila l'ipotesi della nomina  anche
  del direttore così come riportato da notizie di stampa;

   rilevato  che  la  nomina di cui trattasi, così  come  ogni  altra
  nomina,  deve  necessariamente rispondere ai criteri di  competenza
  nel pieno rispetto della legislazione vigente in materia;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno fornire chiarimenti circa le  possibili
  nomine relative all'ente 'Parco archeologico e paesaggistico  della
  Valle dei Templi';

   se  non  ritenga di dover garantire, nell'ambito delle  nomine  di
  competenza  di  codesto  Assessorato, l'applicazione  della  legge,
  nonché  il  criterio delle competenze quale elemento  discriminante
  per il conferimento delle suddette nomine.». (1105)

   Risposta.  - «In riferimento all'interrogazione n. 1105,  a  firma
  dell'onorevole Di Benedetto, si rappresenta quanto segue.
   Il 1  novembre 2009, la dott.ssa Rosalia Scovazzo, dirigente di II
  fascia  dell'Assessorato regionale dei Beni Culturali, viene  posta
  in  quiescenza  per  raggiunti limiti di  età,  decadendo  pertanto
  dall'incarico  di Presidente del Parco della Valle  dei  Templi  di
  Agrigento.
   Ritenuto  di  dovere  procedere  all'individuazione  di  un  nuovo
  presidente dell'Ente parco, ai sensi dell'art. 8, comma 1,  lettera
  a)  della  legge  regionale 20/2000, si  è  proceduto  alla  nomina
  dell'architetto  Gesualdo  Campo, attuale  Dirigente  Generale  del
  Dipartimento   Regionale   dei  Beni  Culturali   e   dell'Identità
  Siciliana,  il quale detiene i requisiti previsti dalla  legge;  in
  particolare,  così come riportato all'art. 8, comma 1,  lettera  a)
  della  legge  regionale n. 20/2000 «... da un dirigente  almeno  di
  seconda  fascia  dell'Assessorato  regionale  dei  beni  culturali,
  nominato dall'Assessore, con funzioni di Presidente del Consiglio».
   In  merito  ai chiarimenti chiesti dall'interrogante  rispetto  al
  ruolo di  controllore' e  controllato', si precisa che la questione
  é  superata  dalla legge 10 del 2000, che divide le competenze  tra
  organi  politici,  cui è affidato l'indirizzo  e  il  controllo,  e
  l'organo  dirigenziale, cui è affidata la gestione, così  come  già
  specificato  al comma 3 dall'art. 11 della legge regionale  20/2000
  che  testualmente recita: «Le deliberazioni di cui alle lettere c),
  d)  ed  e) dell'art. 9 sono sottoposte al controllo anche di merito
  dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali che  lo
  esercita  entro  trenta giorni dalla ricezione della  delibera»,  e
  allo  stesso art. 11, comma 4, che recita «La deliberazione di  cui
  alla  lettera  f) dell'art. 9 è approvata dall'Assessore  regionale
  per i beni culturali entro sessanta giorni dalla ricezione, sentito
  l'Assessore regionale per il Bilancio e le Finanze.».
   Quanto  all'incarico del Direttore del Parco,  allo  scadere  sarà
  conferito nel pieno rispetto dell'articolo 10 della l.r. 20/2000  -
  legge istitutiva del Parco.».

                              L'Assessore
                          dott. Gaetano Armao