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Resoconto d'Aula della Seduta n. 191 di martedì 03 agosto 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   DONEGANI,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio


      Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto  Farina' di
                                Vicenza

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, rivolgo un  indirizzo  di  saluto
  agli studenti dell'Istituto  Farina' di Vicenza.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Beninati, Colianni, Falcone, Incardona, Lentini,  Nicotra
  e Panepinto.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità

   -  N. 982 - Notizie in merito al processo di dismissione dei treni
  merce che interessa il Sud.
   Firmatario: Vitrano Gaspare

   - da parte dell'Assessore per la salute

   - N. 1027 - Notizie sulle iniziative assunte a seguito dei rilievi
  segnalati  dalla  Corte dei conti in relazione ad  un'indagine  sul
  sistema sanitario.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   -   N.   1113   -  Misure  a  sostengo  della  lotta   contro   le
  tossicodipendenze in Sicilia.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.

                     Annunzio di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi  dell'art. 18  dello  Statuto  della  Regione
  recante   disposizioni concernenti la sospensione e la  revoca  del
  trattamento  pensionistico  per  i  soggetti  sottoposti  a  misure
  restrittive  della  libertà personale o condannati  per   reati  di
  terrorismo o di criminalità organizzata (n. 589)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Leontini,  Pogliese, Vinciullo, Buzzanca, Falcone, Bosco, Beninati,
  Campagna,  Corona, D'Asero, Limoli, Mancuso, Scoma, Torregrossa  in
  data 29 luglio 2010

   - Norme per il riordino degli istituti regionali paritari (n. 591)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Greco,
  Adamo e Raia in data 29 luglio 2010

   -  Norme per la previsione della doppia scheda per l'elezione  del
  sindaco  e  del  presidente  della provincia  regionale  e  per  la
  costituzione del seggio unico (n. 593)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Caputo, Falcone e Vinciullo in data 30 luglio 2010.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
           di legge alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati e inviati alle Commissioni legislative:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Norme di proroga degli sportelli multifunzionali (n. 592)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Fagone,
  Lentini,  Panarello, Dina, Beninati, Campagna,  Caronia,  Currenti,
  Forzese, Marinese, Marziano, Mattarella, Picciolo, Rinaldi,  Scilla
  e Lupo in data 29 luglio  2010 - inviato in data 29 luglio  2010

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   Riorganizzazione  e  potenziamento  della  rete  regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili di cui al D.A. 24/5/2010  (n.
  590),   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli
  Nicotra,  Adamo, Greco e Mineo in data 29 luglio 2010,  inviato  in
  data 2 agosto 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  é  stato
  inviato alla Commissione legislativa:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   - Interventi di prevenzione e misure di sostegno per le donne ed i
  minori vittime di violenza (n. 580), di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 agosto 2010.
       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cordaro, in data  30  luglio
  2010,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  585
   Interventi in favore dei comuni della provincia di Palermo colpiti
  dalle piogge alluvionali tra l'autunno e l'inverno 2009/2010'.

   L'Assemblea ne prende atto.
                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  Commissione legislativa:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Definizione  dei  criteri generali, delle  condizioni  e  delle
  modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie, attraverso
  la  sottoscrizione  di  contratti di  programma  regionali  per  lo
  sviluppo  delle attività industriali, di cui all'art. 6 della  l.r.
  16/12/2008, n. 23, così come modificato ed integrato dalla  l.r.  6
  agosto 2009, n. 9 (n. 104/III)
   reso in data 27 luglio 2010 inviato in data 29  luglio 2010.

       Comunicazione di approvazione di risoluzione da parte di
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione, lavoro' (V) nella seduta n. 141 del 28  luglio 2010  ha
  approvato la seguente risoluzione:

   Indirizzo  in  ordine alla proroga degli sportelli multifunzionali
  (n. 5/V).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DONEGANI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  da  organi  di stampa si  apprende  che  il  Governo
  regionale  starebbe avviando procedure finalizzate alla  emanazione
  di bandi di concorso in sanità per più di 2900 posti;

   considerato che da dati inconfutabili, tratti dall'analisi fornita
  dagli stessi uffici dell'Assessorato Salute, risulta che in Sicilia
  non solo ci sono nelle strutture pubbliche certamente 600 medici in
  esubero  da  rottamare o da mettere in mobilità interregionale,  ma
  addirittura,  quando il nuovo sistema andrà a regime,  gli  esuberi
  saranno  più consistenti, visto che a parametri corretti  i  medici
  che  andrebbero messi fuori dal circuito potrebbero arrivare a 3500
  unità;

   verificato  che  i  dati di cui sopra emergono  chiaramente  dalle
  tabelle  consegnate  ai  direttori generali e  alle  organizzazioni
  sindacali della dirigenza medica dall'Assessore al ramo secondo  le
  quali occorreranno: medici 0,60 per ogni posto letto;

   infermieri  1,3  per  ogni posto letto, con  un  rapporto  di  2,3
  infermieri per medico;

   ritenuto  che occorre fare una ulteriore riflessione: la  drastica
  riduzione dei posti letto provoca notevoli esuberi, c'è il  divieto
  di  sforare la massa economica salariale assegnata per il numero di
  personale  medico, infermieristico ed amministrativo  in  servizio,
  c'è  l'obbligo  di  abbattere questo  capitolo  di  spesa  in  modo
  considerevole    (la   sola   azienda   ospedaliera   universitaria
  policlinico di Catania deve ridurlo di 6 milioni di euro), i medici
  precari  sono oltre 1500, se tali figure professionali non  sempre,
  per non dire quasi mai, appartengono a quelle specialità in cui  ci
  sono  reali carenze (per semplificare ci sono precari nell'area  di
  chirurgia a fronte di una forte presenza di esubero mentre  non  ci
  sono   precari  in  aree  quali  la  nefrologia,  l'anestesia,   la
  rianimazione, la dialisi, ecc., a fronte di una carenza cronica);

   considerato  pertanto che una eventuale immissione in servizio  di
  personale  paramedico potrebbe avvenire solo eliminando  le  figure
  mediche,  perché  è obbligatorio e vincolante che  i  conti  devono
  andare  a pareggio alla voce 'spesa per il personale', per  cui  se
  c'è bisogno di un infermiere basta 'rottamare' un medico;

   ritenuto  inoltre che sarebbe ora di smetterla con la schizofrenia
  della  'politica dei 2 sacchi', secondo cui con uno si  spoglia  di
  fatto  il  sistema  pubblico  e con l'altro  si  danno  promesse  e
  speranze  per  coloro  i  quali temevano già  la  fine,  e  che  la
  'politica' delle riforme dovrebbe difendere tutti i lavoratori, sia
  quelli  che  hanno un lavoro e stanno per perderlo, sia quelli  che
  sono  stati sottopagati e sfruttati e sperano di non perderlo,  sia
  coloro che sperano di entrare un giorno o l'altro nel circuito  del
  lavoro. E' tempo di essere chiari e non 'illusionisti';

   per sapere:

   se   tutto   ciò  sia  vero,  come  intendano,  alla  luce   delle
  considerazioni in premessa, bandire e coprire 2900 nuove assunzioni
  nel comparto;

   se abbia discusso di tutto ciò con i direttori generali e sanitari
  che hanno già inviato ai medici lettere di recesso dal rapporto  di
  lavoro,  liberando così posti 'virtuali' per i quali  purtroppo,  a
  termine di legge non si possono, proprio perché in esubero, bandire
  concorsi;

   al   fine  di  non  ridurre  l'annuncio  ad  uno  squallido   spot
  elettorale,  con  quali  fondi,  risorse  finanziarie,  criteri  di
  trasparenza  e  qualità voglia attuare il suddetto programma,  così
  tanto enfatizzato». (1304)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                               LIMOLI

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  l'energia  e
  all'Assessore  per  il  territorio e l'ambiente,  premesso  che  la
  società  TERNA,  proprietaria della rete elettrica di  trasmissione
  nazionale, ha promosso la realizzazione di un elettrodotto  il  cui
  tracciato  crea  gravi  problemi di impatto ambientale  nel  centro
  abitato di serro del comune di Villafranca Tirrena in provincia  di
  Messina;

   considerato che:

   l'amministrazione  comunale  di  Villafranca  Tirrena,  nel  corso
  dell'iter  avviato  nel  2005, non ha mai  investito  il  consiglio
  comunale della vicenda;

   tale  comportamento vanifica il percorso, opportunamente  promosso
  dalla   Regione,   fondato  sul  partenariato   istituzionale   che
  presuppone  un coinvolgimento delle popolazioni e segnatamente  del
  massimo organo di rappresentanza qual è il consiglio comunale;

   le decisioni della giunta assumono profili di illegittimità per le
  autorizzazioni  rilasciate  in  difformità  dal  piano   regolatore
  generale senza l'approvazione del consiglio comunale;

   in   ogni  caso,  i  cittadini  di   Villafranca  Tirrena  ed   in
  particolare  quelli residenti nella frazione di  Serro  sono  stati
  esclusi     dalla    discussione    e    dalle    scelte    operate
  dall'amministrazione comunale;

   il  tracciato,  definito  per la realizzazione  dell'elettrodotto,
  ricade   all'interno  della  zona  di  protezione  speciale   (ZPS)
  ITA030042   e,  soprattutto,  a  ridosso  dell'abitato   di   Serro
  determinando  rischi per la salute dei cittadini per  l'esposizione
  continua alle onde elettromagnetiche;

   la  giunta,  surrogando le competenze del consiglio  comunale,  in
  data  12  gennaio 2007, ha deliberato l'approvazione del protocollo
  d'intesa;

   successivamente, in data 27 marzo 2008, dopo avere rilevato che il
  tracciato interessa una zona E1 con vincoli derivanti da interventi
  inseriti nel PRUSST Valdemone adottata con deliberazione consiliare
  n.  61  dell'11  dicembre 2001 ed una zona  F1  destinata  a  parco
  naturale    attrezzato   di   progetto    esprime   comunque,    in
  considerazione  dell'importanza dell'opera,  parere  favorevole  di
  compatibilità urbanistica ';

   molti  degli  interventi previsti nel PRUSST nel 2008 erano  stati
  già realizzati nel momento in cui fu rilasciato il predetto parere;

   il  parco  naturale e l'area circostante sono contigui all'abitato
  di  Serro  e  sono  abitualmente frequentati dai  residenti  e  dai
  turisti;

   uno  dei tralicci è previsto al centro del predetto parco e quindi
  vicino  al centro abitato con presumibili effetti negativi  per  la
  salute e l'incolumità pubblica;

   il   progetto  appare  in  difformità  con  la  direttiva  habitat
  dell'Unione  europea  e, forse perciò, non  risultano  acquisiti  i
  pareri comunitari necessari;

   le  stesse  autorizzazioni  rilasciate dalle  competenti  autorità
  appaiono  viziate  dalla  genericità del  protocollo  sottoscritto,
  fondato  su  una  ipotesi di  corridoio'  molto  ampio  e  non  sul
  tracciato definitivo e dalla mancata evidenziazione della vicinanza
  dell'elettrodotto alle abitazioni;

   il  consiglio  comunale di Villafranca Tirrena, su proposta  della
  minoranza  consiliare,  ha  votato, all'unanimità,  un  ordine  del
  giorno volto a sollecitare la modifica del tracciato e gli abitanti
  di Serro hanno avviato una petizione con lo stesso obiettivo;

   per sapere:

   se   non  ritengano  necessario  verificare  la  regolarità  delle
  procedure  che  hanno  portato all'approvazione  del  sopra  citato
  progetto,  a partire dalle autorizzazioni rilasciate dal comune  di
  Villafranca Tirrena;

   se  non  considerino  opportuno, alla luce dei fatti  evidenziati,
  sollecitare  TERNA ad una revisione del predetto progetto  ed  alla
  definizione  di  un  tracciato alternativo che elimini  le  attuali
  criticità  e  consenta  la  tutela  da  qualunque  rischio  per  la
  sicurezza e la salute degli abitanti di Serro». (1307)

                                                            PANARELLO

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente, vista  la  mozione
  approvata  dal consiglio comunale di Calatabiano (CT) il 12  luglio
  c.a.,  ove si denunciano lavori di movimento terra che da  parecchi
  mesi sarebbero in corso nell'alveo del fiume Alcantara, in contrada
  Dirupo, che avrebbero creato una barriera artificiale;

   ritenuto  che  l'enorme quantitativo di massi e  terra  depositati
  nell'alveo del fiume possano costituire pericolo in caso di  piogge
  abbondanti e persistenti;

   rilevato, peraltro, che in prossimità dello sbarramento insiste un
  pozzo  per  l'attingimento dell'acqua che potrebbe essere distrutto
  da una esondazioni del fiume;

   considerato  che  il carattere torrentizio del flusso  idrico  del
  fiume,  il  cui bacino raccoglie le acque meteoriche  di  un  vasto
  territorio,  può avere la forza di trascinare i massi che  vi  sono
  stati  artificialmente trasportati e depositati,  creando  pericolo
  per   i   ponti   esistenti   a  valle   (ponti   delle   ferrovie,
  dell'autostrada A18 e della strada statale 114);

   per sapere:

   se e da chi tali sbancamenti siano stati autorizzati;

   quali controlli vengano esercitati su tali lavori;

   quali iniziative siano state assunte per il pronto ripristino e la
  tutela dei luoghi». (1308)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                                 RAIA

   «All'Assessore  per le autonomie locali e la funzione  pubblica  e
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   presso    l'azienda   municipale   trasporti   di    Catania    la
  quattordicesima  mensilità  non risulta essere  stata  regolarmente
  corrisposta ai dipendenti;

   il parco vetture circolanti dell'AMT è stato ulteriormente ridotto
  da  200 a 130 a causa della impossibilità di acquistare presso  gli
  abituali fornitori i pezzi di ricambio per mancanza di liquidità;

   rilevato che:

   dinanzi  tale  situazione, un dipendente ha  esercitato  i  propri
  diritti  sindacali  esternando in una  trasmissione  televisiva  la
  preoccupazione   delle  maestranze  per  il  futuro   dell'azienda,
  denunciando al contempo l'inerzia del consiglio di amministrazione;

   a  seguito di tale denunzia il dipendente è stato sottoposto a  un
  tentativo   di  intimidazione  attraverso  un  grave  provvedimento
  disciplinare  che lo condanna dall'1 agosto 2010 alla retrocessione
  retributiva al livello immediatamente inferiore per un anno;

   per sapere:

   quali  iniziative  vengano adottate per  vigilare  sulla  corretta
  amministrazione  e  funzionalità delle società  che  gestiscono  il
  trasporto nelle città della Sicilia;

   quali   iniziative  siano  assunte  per  garantire  nelle  aziende
  siciliane, in particolare in quelle che operano con fondi pubblici,
  il rispetto dei diritti sindacali e la trasparenza amministrativa».
  (1309)

                                                                 RAIA

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in   data  21  aprile  2005,  l'Assessorato  regionale  sanità  ha
  notificato   all'azienda  ospedaliera   Papardo   di   Messina   un
  finanziamento del Ministero della salute di euro 30.987.413,95  per
  la  realizzazione di un centro di eccellenza oncologico nell'ambito
  del p.o. Papardo Messina;

   successivamente il predetto finanziamento, a seguito di accordo di
  programma  Stato  - Regioni, è stato incrementato ulteriormente  di
  euro   10.000.000,00  per  un  totale  complessivo  pari  ad   euro
  41.000.000,00 circa;

   nell'ambito  della  realizzazione del predetto  progetto  è  stata
  prevista l'istituzione di n. 173 posti letto;

   considerato che:

   i  lavori,  ad oggi, risultano ancora in corso di realizzazione  e
  prossimi al loro completamento;

   l'articolo  23  della l.r. n. 5 del 14 aprile 2009  Norme  per  il
  riordino  del servizio sanitario regionale' dispone lo scioglimento
  delle  tre  fondazioni destinatarie della struttura, in particolare
   Fondazione  Gesualdo Clementi' di Catania - centro  di  eccellenza
  ortopedico,  Fondazione  Michele Gerbasi' di Palermo  -  centro  di
  eccellenza  materno  infantile,  Fondazione  Saverio  D'Aquino'  di
  Messina  - centro di eccellenza oncologico. Lo stesso articolo  23,
  al  comma  secondo, dispone che  Il centro di eccellenza oncologico
  di  cui alla Fondazione  Saverio D'Aquino' di Messina in ogni  caso
  deve essere attivato nella città di Messina';

   il D.A. n. 0748/1C a firma dell'assessore regionale per la salute,
  dottor  Massimo  Russo,  non pubblicato nel  sito  dell'Assessorato
  regionale Salute, quantifica il numero dei posti letto nell'azienda
  ospedaliera  Papardo Piemonte in n. 495 posti  letto,  di  cui  435
  ordinari e 60 in day hospital;

   nel  suddetto  decreto  non  viene fatto  alcun  riferimento  alla
  realizzazione del predetto centro di eccellenza oncologico  Papardo
  Messina,  né  al finanziamento pubblico da parte del Ministero,  né
  infine al numero dei posti letto da assegnare al predetto centro di
  eccellenza oncologico Papardo Messina;

   ritenuto che:

   non   risultano   pertanto  individuati  nella  rete   ospedaliera
  siciliana  i lavori in corso per il centro di eccellenza oncologico
  Papardo Messina ed i relativi posti letto;

   pertanto  l'opinione  pubblica  potrebbe  legittimamente  dubitare
  della  reale destinazione dei finanziamenti da parte del Ministero,
  in  quanto l'originaria previsione non viene né citata nel  decreto
  né rispettata nei fatti;

   tale  disattenzione,  nel caso in cui non  venisse  regolarizzata,
  potrebbe  dare  adito  a  profili  di  illegittimità  giuridica   e
  responsabilità contabile. In particolare, si evidenzia  il  mancato
  rispetto  dell'articolo 23 della l.r. n. 5 del 2009  ed il relativo
  danno   erariale   provocato.   Infatti,   la   destinazione    del
  finanziamento  ministeriale  è  vincolata  alla  realizzazione  del
  centro  di  eccellenza oncologico Papardo Messina e  non  ad  altre
  destinazioni;

   nel  mese di aprile 2010 l'Assessorato regionale Salute, con  nota
  inviata   al   direttore   del  Servizio   III   infrastrutture   e
  successivamente   inoltrata  al  direttore  generale   dell'azienda
  ospedaliera Papardo Piemonte, ha disposto che i lavori  del  centro
  oncologico  vengano  completati in coerenza  con  la  rimodulazione
  della rete ospedaliera siciliana;

   se  ne  desume, pertanto, che non essendo previsti nel  decreto  i
  posti  letto  e  le  discipline  inerenti  l'oncologia,  con   tale
  direttiva  si  intende disapplicare le previsioni e  gli  obiettivi
  iniziali  riguardanti il centro oncologico e i relativi  173  posti
  letto in più che la sua istituzione comporterebbe;

   per sapere se intenda:

   rispettare    la    destinazione   vincolata   del   finanziamento
  ministeriale  che  prevede l'istituzione del centro  di  eccellenza
  oncologico Papardo Messina;

   modificare   il   decreto  assessoriale  n.  0748/1C,   prevedendo
  espressamente  la  disciplina del  centro di eccellenza  oncologico
  Papardo  Messina e destinando i 173 posti letto al predetto  centro
  di eccellenza, così come previsto nel progetto di realizzazione del
  centro i cui lavori sono in corso di ultimazione». (1310)

                                                             BENINATI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  questi  ultimi  mesi,  gli organi di stampa  hanno  raccontato
  quotidianamente di un'operazione di acquisizione in corso, da parte
  della Regione siciliana, delle compagnie di navigazione Tirrenia  e
  Siremar;

   secondo   queste  notizie,  tale  acquisizione  dovrebbe  avvenire
  tramite  una nuova società, la  Mediterranea Holding', che vede  la
  Regione azionista di maggioranza, con il 37 per cento delle azioni;

   considerato  che  le  uniche  notizie  in  possesso  dei  deputati
  dell'ARS  sono  quelle  provenienti dagli organi  di  informazione,
  situazione  assolutamente inusuale visto che,  a  quanto  pare,  si
  tratta di acquisire una compagnia decisamente  antiquata' per mezzi
  e, soprattutto, con un carico debitorio non indifferente;

   tenuto conto che:

   tale operazione vede coinvolti migliaia di lavoratori che, a causa
  di   queste   notizie  non  confermate,  vivono   in   uno   stato,
  assolutamente deleterio, di insicurezza per il loro futuro;

   diventa  improcrastinabile avere certezze e chiarimenti  sull'iter
  di  questa  operazione commerciale, al fine di poter esaminare,  in
  Aula, tutti i risvolti sociali, economici e tecnici di un'eventuale
  regionalizzazione delle suddette compagnie;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  illustrare  all'Assemblea
  regionale  siciliana  quali siano le motivazioni  dell'acquisizione
  delle compagnie di navigazione Tirrenia e Siremar, a quanto ammonti
  l'investimento  previsto, da quali capitoli del bilancio  regionale
  venga   prelevato,  se  esistano  finanziamenti  statali  e   quali
  provvedimenti  si  intendano adottare  per  salvaguardare  i  posti
  occupazionali dei lavoratori della Tirrenia e Siremar». (1311)

                                                                MINEO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per l'energia e i servizi  di  pubblica
  utilità, premesso che:

   gli  articoli  14 e 17 dello Statuto siciliano attribuiscono  alla
  Regione  siciliana  competenze specifiche in  materia  che  possono
  interferire   nel   campo   dell'inquinamento   atmosferico.   Tale
  attribuzione è regolamentata dal decreto legislativo 31 marzo 1998,
  n.   112,   concernente   Conferimento  di   funzioni   e   compiti
  amministrativi  dello Stato alle regioni ed  agli  enti  locali  in
  attuazione  del capo I della legge 15 marzo 1997, n.  59'  e  dalla
  legge  22 febbraio 2001, n. 36, legge quadro sulla protezione dalle
  esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici' ;

   tali  interventi sono stati richiesti alla luce di quanto successo
  a  Giampilieri  (ME), dove il mancato rispetto delle  più  semplici
  norme   di   tutela  dell'ambiente  ha  causato  una  frana   dalle
  conseguenze, purtroppo, tragiche per la popolazione del luogo;

   tenuto conto che:

   si  rendeva  necessario dare attuazione alla normativa  nazionale,
  con  particolare riferimento al decreto legislativo n.  198/2002  e
  alla legge n. 36/2001;

   con   decreto  assessoriale  n.  225/Gab  del  20  novembre  2002,
  l'Assessore  pro  tempore  per  il  turismo  istituiva  presso   il
  dipartimento  trasporti e comunicazioni della Regione siciliana  la
  commissione tecnica per le comunicazioni in Sicilia;

   considerato che:

   tra le determinazioni assessoriali si prevedeva la definizione  di
  uno  schema  di  disegno di legge organico per  il  riordino  delle
  comunicazioni   in   Sicilia,  relativamente  alle   emissioni   di
  elettrosmog;

   dal  1998  al  2008  sono stati presentati ben undici  disegni  di
  legge, con argomento  Norme a tutela sanitaria della popolazione  e
  dell'ambiente  dalle  esposizioni a campi elettrici,  magnetici  ed
  elettromagnetici',  ma a tutt'oggi manca una legge  che  disciplini
  tale fattispecie;
   il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo
  2002  prevedeva  delle modalità di utilizzo dei proventi  derivanti
  dalle  licenze UMTS di cui all'articolo 103, commi 1  e  2,  e  112
  della legge 23 dicembre 2000, n. 388;

   sia  il  Governo nazionale che quello regionale hanno  dato  ampie
  garanzie  di interventi straordinari sul territorio se sussistevano
  richieste  provenienti  dagli enti locali interessati  alla  tutela
  dell'ambiente;

   per sapere:

   a  quali  risultanze  sia  giunta la commissione  tecnica  per  le
  comunicazioni   in  Sicilia,  istituita  con  il   citato   decreto
  assessoriale n. 225/Gab;

   se  e  come siano stati investiti i fondi destinati alla riduzione
  delle  emissioni  elettromagnetiche secondo  le  finalità  indicate
  dall'articolo  1  del  decreto  del Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri  del  28  marzo 2002, pubblicato nella Gazzetta  ufficiale
  della Repubblica italiana n. 137 del 13 giugno 2002». (1312)
                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   in  data  19  luglio 2010 un vastissimo incendio ha  distrutto  il
  monte di Erice (TP);

   l'incendio, pur non essendo state ancora quantificate l'estensione
  esatta  né l'entità degli ingentissimo danni, ha interessato  oltre
  200  ettari  di terreno, il 20 per cento della superficie  boschiva
  risulta  compromessa ed oltretutto sono morti gli animali custoditi
  nel parco di Martogna;

   la  l.r.  19  agosto 1999, n. 13, recante  Modifiche alla  l.r.  6
  aprile  1996,  n.  16, concernente  Riordino della legislazione  in
  materia  forestale  e  di  tutela della vegetazione' ,  attribuisce
  competenze specifiche alla Regione siciliana;

   considerato che:

   il fuoco è divampato alle ore 18,00 del sabato e che solo all'alba
  della domenica è stato domato;

   la  forza dirompente delle fiamme, che hanno raggiunto i 500 metri
  di altezza, per oltre 20 ore ha tenuto impegnati i soccorritori,  i
  quali  hanno  dovuto evacuare alcune famiglie ed  il  monastero  di
  Sant'Anna;

   sono  state  interrotte tutte le vie di accesso e  di  fuga  dalla
  cittadina  medievale di Erice Vetta (strade comunali e provinciali,
  funivia)  e che quindi gli abitanti del centro storico e i  turisti
  sono rimasti bloccati e in preda al panico;

   tenuto conto che:

   quando  in contrada Martogna sono divampati i primi focolai  nulla
  lasciava presagire quanto sarebbe successo, eppure il fronte  delle
  fiamme è avanzato indisturbato fino a lambire il centro abitato, da
  ciò  si  deve concludere che la macchina dei soccorsi non  è  stata
  solerte o forse è stata poco accorta nel prevedere gli sviluppi  di
  un incendio preannunciato;

   lo scenario, all'indomani dell'incendio, è assolutamente desolante
  e  preoccupante, tanto quanto le considerazioni sulla natura  dello
  stesso che si susseguono in queste ore, ultima delle quali l'accusa
  mossa  dal  sindaco della città di Erice, che ha  puntato  l'indice
  contro   l'Azienda  forestale,  inviando  oltretutto   un'ordinanza
  rivolta  al  Presidente  della Regione siciliana,  nella  quale  si
  individua  una responsabilità dello stesso, che a dire del  sindaco
  avrebbe  lasciato  incompiute una serie di  opere  di  prevenzione,
  quali  i viali parafuoco nella collina di Sant'Anna, nella zona  di
  San Giovannello ed in località Runzi;

   in  una  riunione  presso  la sede della  Prefettura  di  Trapani,
  l'Ispettorato forestale, alla sollecitazione in ordine alle mancate
  opere   di   prevenzione  degli  incendi,  aveva  giustificato   la
  circostanza  sostenendo che la Regione non  aveva  ancora  messo  a
  disposizione   i   fondi  necessari  e  che   comunque,   trascorso
  inutilmente  il termine del 15 luglio, inteso come data  ultima,  i
  lavori  di  messa in sicurezza non potrebbero essere  più  azionati
  dalla Regione;

   a  ciò si aggiungono le preoccupazioni del sindaco della città  di
  Trapani, il quale lancia un preoccupante presagio di rischio  frane
  dovuto  al  dissesto  idrogeologico,  anticipato  dai  detriti  che
  scendono  dal monte e si riversano sulla città, ed in tal  senso  è
  stata  da quest'ultimo inviata una nota al Presidente della Regione
  siciliana,  alla  Protezione civile nazionale e  regionale  e,  per
  conoscenza, al Prefetto di Trapani, affinché vengano attuate  tutte
  le  iniziative necessarie ed urgenti per evitare che, con le  prime
  piogge  autunnali,  Trapani si ritrovi sommersa  dall'acqua  e  dai
  detriti  che, inevitabilmente, verrebbero giù da Erice  in  maniera
  ancora   più  dirompente,  vista  l'assoluta  assenza  di  barriere
  naturali poste dalla vegetazione ora completamente distrutta  dalle
  fiamme';

   per sapere:

   se  la denuncia del sindaco di Erice trovi reale fondamento, senza
  chiaramente  entrare  nel  merito delle  indagini  giudiziarie  che
  potrebbero proseguire a seguito dell'intervento della Procura della
  Repubblica,  che  avrebbe  acquisito  in  queste  ore  relazioni  e
  documentazioni  anche a seguito dell'esposto dello  stesso  sindaco
  della città ericina;

   se  il  Governo  regionale intenda dare  un  contributo  per  fare
  chiarezza sulla natura dolosa o meno dell'incendio, tenuto  inoltre
  conto  che  l'Assessorato regionale Territorio - Comando del  corpo
  forestale della Regione siciliana - servizio antincendi boschivi  -
  centro operativo regionale - sala operativa regionale, con nota del
  26 giugno 2010 prot. n. 1663/XI, ha indicato in un elenco tassativo
  obiettivi e compiti a cui devono attenersi gli operatori del  Corpo
  forestale, e se quindi vi siano manchevolezze ad essi addebitabili;

   quali  provvedimenti urgenti intendano adottare  per  impedire  in
  futuro  il  verificarsi di incendi di tale entità  ed  evitare  che
  interventi  insufficienti ed intempestivi, in  simili  circostanze,
  arrechino un ulteriore danno;

   quali   provvedimenti  urgenti  intendano  porre  in  essere   per
  ristorare  i  gravissimi  danni  subiti  nell'incendio  di  cui  in
  oggetto». (1314)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica utilità e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   l'Assemblea  regionale  siciliana,  in  data  8  aprile  2010,  ha
  approvato la legge n. 9 che modifica e disciplina il settore  della
  raccolta e distruzione dei rifiuti solidi urbani in Sicilia;

   nello  specifico, il comma 1 dell'articolo 5 riduce da 27 a 10  il
  numero  degli ambiti territoriali ottimali nel settore dei  rifiuti
  e,  con  l'articolo 19, stabilisce i criteri e detta  le  norme  da
  adottare  nella  fase  transitoria di applicazione  della  suddetta
  legge;

   a  tal proposito, il comma 1 dell'articolo 19 recita testualmente:
   Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi  e
  le società d'ambito ( ) sono posti in liquidazione. Agli stessi ( )
  sono   preposti   commissari  liquidatori  nominati  dall'assessore
  regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità ;

   considerato che:

   nonostante  le  precise  disposizioni  della  succitata  normativa
  regionale,  alla  data odierna nessun ATO rifiuti  è  stato  ancora
  commissariato;

   questa mancata applicazione dell'articolo 19 della legge regionale
  9  dell'8 aprile 2010 sta causando movimenti all'interno degli  ATO
  (in  teoria in fase di scioglimento) assolutamente incomprensibili,
  come,  per esempio, il rinnovo dei consigli di amministrazione  e/o
  emanazione  di  bandi di gara, atti illegali alla  luce  di  quanto
  stabilito dalla norma de qua;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano adottare  affinché  venga  applicato,
  nell'immediatezza, quanto disposto dalla legge regionale  8  agosto
  2010,  n. 9, in particolare per quanto concerne il commissariamento
  degli  ATO rifiuti in fase di scioglimento, così come previsto  dal
  comma 1 dell'articolo 19 della medesima legge;

   quali provvedimenti intendano adottare nei confronti degli attuali
  ATO  rifiuti  che  hanno  continuato ad operare  con  provvedimenti
  autonomi  presi  in assoluto contrasto con una legge  regionale  in
  vigore». (1317)

                                                       SCILLA - ADAMO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   DONEGANI, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per le autonomie locali e la funzione  pubblica  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'Agenzia  del territorio ha censito nella sola Sicilia  orientale
  130 mila fabbricati non dichiarati;

   le imposte evase da tutti questi immobili fantasma sarebbero molto
  utili  per  i bilanci degli enti locali, oggi quanto mai sofferenti
  per i continui tagli dei trasferimenti statali e regionali;

   considerato che:

   esistono  due tipologie di evasori: gli evasori che hanno ottenuto
  regolari  concessioni edilizie, ma non hanno dichiarato il  proprio
  immobile  al  catasto, e gli evasori abusivi  che  hanno  costruito
  senza concessione edilizia;

   al danno economico va aggiunto, pertanto, quello ambientale;

   ritenuto che:

   i  comuni  siciliani  hanno fatto molto poco  contro  il  dilagare
  dell'abusivismo edilizio;

   si  potrebbero recuperare risorse finanziarie notevoli dal mancato
  gettito delle imposte per i fabbricati non dichiarati al catasto;

   per  sapere quali iniziative siano state assunte nei confronti  di
  tutti  quei  comuni  che  non esercitano un attento  controllo  del
  territorio». (1303)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che i comuni siciliani versano in grave disagio economico-
  finanziario a causa della riduzione dei fondi ad essi riservati,  a
  fronte di più articolate competenze;

   sottolineato  che  già ad anno inoltrato i trasferimenti  relativi
  alla  prima trimestralità non sono stati ancora erogati,  né  tanto
  meno  il  dipartimento delle autonomie locali  ha  provveduto  alla
  ripartizione   delle   somme,  lasciando  i  comuni   nell'assoluta
  impossibilità  di  fare  programmazione,  da  una  parte,  e  nella
  impossibilità  di  rispettare  i  tempi  dei  pagamenti   verso   i
  creditori, dall'altra;

   ritenuto  inammissibile riscontrare che la ripartizione del  fondo
  relativo   che   determina  la  erogazione  delle  somme   per   le
  trimestralità  debba  ancora,  alla  fine  del  mese   di   luglio,
  concretizzarsi,  quando  già a gennaio i  comuni  dovrebbero  poter
  disporre dei fondi;

   considerato  che  tale  situazione  genera  una  sempre  crescente
  difficoltà   finanziaria  degli  enti  locali   con   una   pesante
  inadempienza, che determina a sua volta una ricaduta negativa verso
  i creditori sia in termini di mancato pagamento delle somme dovute,
  sia per il clima di sfiducia verso le istituzioni, che invece vanno
  difese e garantite;

   per  sapere  in  che  tempi  ritengano di  dover  provvedere  alla
  erogazione  delle  trimestralità per i  comuni  siciliani  e  quali
  provvedimenti  intendano assumere affinché per le prossime  tranche
  non si debba aspettare ancora sei mesi». (1305)

                                                              D'ASERO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   le  politiche  sanitarie  non possono essere  realizzate  soltanto
  sulla  base  di  valutazioni economiche, ma  devono  rispondere  al
  fabbisogno del territorio e alle esigenze dei cittadini;

   la  rimodulazione  della rete ospedaliera,  proposta  dall'ASP  di
  Catania  e approvata con il D.A. 25 maggio 2010, presenta  notevoli
  disparità  di trattamento nell'ambito dei tre distretti ospedalieri
  e all'interno di essi;

   considerato che:

   il drastico taglio dei posti letto, l'inadeguatezza dei servizi di
  pronto   soccorso,  l'abolizione,  in  alcuni  casi,   di   branche
  specialistiche a vantaggio di altre e i tempi biblici  delle  liste
  di  attesa  determinano  un peggiore servizio  per  i  cittadini  e
  maggiori rischi sanitari;

   nella   pianificazione  aziendale  e  regionale  non  sono   stati
  rispettati  elementari  diritti di  uguaglianza  dei  cittadini  in
  considerazione  dell'omogenea distribuzione della  popolazione  nei
  tre distretti;

   ritenuto che:

   nell'ambito   di   ciascun  distretto  risultano   particolarmente
  penalizzati  gli  ospedali di Paternò, Giarre e Caltagirone  poiché
  non  sono  stati valutati parametri di efficienza e di produttività
  né parametri di carattere sociale e geografico;

   oltre  10.000  cittadini  hanno firmato una  petizione  in  difesa
  dell'ospedale di Paternò;

   per  sapere  quali siano le ragioni per le quali,  ai  fini  della
  determinazione  e  della rimodulazione dei posti letto,  non  siano
  stati rispettati criteri di valutazione basati sulle attività degli
  ospedali,  così  come  lo stesso Assessorato  regionale  Salute  ha
  stabilito». (1306)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   l'ufficio  scolastico regionale ha richiesto  ai  dirigenti  degli
  uffici  scolastici  provinciali di inviare  un  elenco  dettagliato
  delle  scuole  sedi  degli osservatori di  area  sulla  dispersione
  scolastica e scuole annesse;

   con  nota  n.  1497  del  27  maggio 2010 l'Assessorato  regionale
  Istruzione  ha  sottolineato l'esigenza  di  garantire  un  miglior
  coinvolgimento   nella   progettualità   dedicata   agli   istituti
  scolastici  che insistono sulle aree a forte rischio di marginalità
  sociale ed economica';

   considerato che:

   l'ufficio  scolastico provinciale (USP) di Catania da un  anno  si
  occupa  delle  problematiche relative alla  dispersione  scolastica
  riuscendo a creare ben 40 osservatori d'area;

   il  professore Maurizio Gentile (che dovrebbe coordinare a livello
  regionale  il  settore della dispersione scolastica) ha  dichiarato
  che   Catania   poteva  operare  con  soli  9  osservatori   d'area
  rispondenti ai 9 distretti socio-sanitari esistenti nel  territorio
  provinciale;

   detta asserzione non è sostenuta da nessuna disposizione normativa
  in materia;

   ritenuto che:

   a seguito di tale valutazione, l'ufficio scolastico provinciale di
  Catania  è  stato  costretto, ai soli fini della presentazione  dei
  progetti POR, ad identificare soltanto 9 osservatori;

   ciò  ha  comportato non pochi disagi per i dirigenti scolastici  e
  per i docenti utilizzati nella lotta per la dispersione scolastica;

   sono  stati  individuati  su Palermo ben  15  osservatori  d'area,
  nonostante  nella  predetta  provincia  gli  ambiti  dei  distretti
  sociosanitari siano soltanto 10 (GURS n. 46 del 2 ottobre 2009);

   tale  situazione  di  disparità di trattamento potrebbe  ripetersi
  anche   per  l'attuazione  di  progetti  promossi  dall'Assessorato
  regionale Istruzione;

   per  sapere  quali  iniziative siano state assunte  nei  confronti
  dell'ufficio scolastico regionale per evitare scelte poco chiare  e
  assicurare, più in generale, una più oculata gestione delle risorse
  finanziarie». (1313)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  questi  ultimi giorni i giovani imprenditori  siciliani  hanno
  denunciato  lo  stato  di  difficoltà  del  sistema  delle  imprese
  evidenziando  la necessità di una semplificazione amministrativa  e
  la  necessità  dell'utilizzo di risorse finanziarie comunitarie  in
  ambito infrastrutturale;

   in  particolare, alcune imprese hanno segnalato la  difficoltà  di
  realizzazione di impianti fotovoltaici integrati o semintegrati  di
  potenza inferiore a 1Mw per complessità della normativa vigente che
  rende eccessivamente lungo l'iter procedurale;

   infatti,  è emerso che per la realizzazione di impianti  inferiore
  ad  1Mw,  in  base  al piano energetico regionale,  necessita  solo
  l'autorizzazione comunale o la DIA, mentre per l'installazione  del
  cavidotto  di  collegamento alla cabina ENEL si  applica  il  regio
  decreto  del  1933 che prevede la richiesta, a carico dell'azienda,
  del  parere  a oltre 20 enti e ciò con un interessante  impiego  di
  tempo;

   considerato  che  tale situazione pregiudica la  realizzazione  di
  investimenti e l'avvio di una nuova impresa;

   ritenuto  che in questo momento di crisi sono opportune azioni  di
  rilancio dell'economia finalizzate a rendere più agevole l'iter dei
  procedimenti  amministrativi  di  autorizzazione  ed   a   favorire
  l'utilizzo delle risorse comunitarie in favore dello sblocco  delle
  linee  di  intervento del POR 2007/2013. Misure necessarie  per  la
  realizzazione di infrastrutture di trasporto al fine di  migliorare
  la  mobilità  delle  merci e per rendere le aziende  della  Sicilia
  competitive   con   il   resto   del   territorio   nazionale    ed
  internazionale;

   per  sapere  quali  provvedimenti il Governo della  Regione  abbia
  adottato o intenda adottare:

   per avviare il processo di semplificazione amministrativa;

   per   eliminare  le  complessità  e  la  farraginosità   dell'iter
  procedimentale  di  cui  al  piano  energetico  regionale  e   alla
  normativa vigente del 1933;

   per  avviare  le  linee  di intervento del POR  2007/2013  per  il
  sistema delle imprese;

   per  realizzare  infrastrutture di  trasporto  necessarie  per  la
  mobilità   delle  merci  e  per  la  competitività  delle   imprese
  siciliane» (1315)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   i  bandi  n.  1  e n. 2 relativi alla copertura finanziaria  degli
  sportelli  multifunzionali sono stati bloccati a seguito di  alcuni
  rilievi mossi dalla Corte dei conti;

   nonostante sia stata prevista la copertura sino al mese di  giugno
  2010 molti enti non hanno erogato le somme;

   i  progetti formativi sono stati prorogati sino al mese di  giugno
  2010, ma non è stato emesso alcun provvedimento;

   considerato  che il perdurare di questa situazione  di  incertezza
  può  determinare il pericolo di messa in mobilità per  circa  1.800
  operatori degli sportelli multifunzionali;

   ritenuto che:

   la  Regione  siciliana,  con  la legge  6/1976,  ha  garantito  la
  continuità lavorativa ed ha riconosciuto il trattamento economico e
  normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria;

   per  il  personale privo di incarico è prevista  la  procedura  di
  mobilità;

   ritenuto altresì che:

   la  predetta  normativa  è applicabile anche  al  personale  degli
  operatori della formazione professionale;

   le  risorse  economiche dei fondi comunitari sono notevoli  e  che
  molte  delle  risorse  non  risultano  essere  state  né  spese  né
  impegnate;

   per  sapere  quali provvedimenti il Governo della Regione  intenda
  adottare al fine di:

   tutelare  e  garantire il diritto al lavoro degli operatori  della
  formazione professionale;

   per  rendere noti gli elementi ostativi all'avvio del procedimento
  di  mobilità e i motivi della mancata copertura finanziaria a tutto
  l'anno formativo». (1316)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il  28  luglio  2010
  (protocollata  al  n.  6524  AULA PG  del  29  luglio  successivo),
  l'onorevole  Incardona  ha  dichiarato di  apporre  la  firma  alla
  mozione  n. 209  Iniziative atte a promuovere, presso il Parlamento
  europeo,  la  modifica  del  Reg. CE    1342/2002,  in  materia  di
  ristrutturazione dei vigneti' , presentata dall'onorevole Adamo  ed
  altri in data 20 luglio 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa ad appartenenza a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, in assenza di apposita dichiarazione  di
  appartenenza  a  Gruppo  parlamentare, si intende  che  l'onorevole
  Santo  Catalano  resta  iscritto  al  Gruppo  Misto  ai  sensi  del
  combinato  disposto  dei  commi  1  e  4  dell'articolo   23    del
  Regolamento interno dell'ARS.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 28 luglio 2010,  pervenuta
  il   3  agosto  successivo,  l'onorevole  Giuseppe  Lo  Giudice  ha
  dichiarato  di  aderire  al  Gruppo  parlamentare  Misto   cessando
  contestualmente di  far parte del Gruppo parlamentare  UDC .
   L'Assemblea ne prende atto.

   'Interventi per l'eliminazione delle carcasse animali'

   Presidenza del presidente Cascio


     Discussione del disegno di legge «Modifiche al Titolo I della
    legge regionale 9 marzo 2005, n.  3 concernente 'Interventi per
        l'eliminazione delle carcasse di animali'» (336-338/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione del disegno di legge nn. 336-338/A «Modifiche al Titolo
  I  della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente 'Interventi
  per l'eliminazione delle carcasse di animali'».
   Invito  i  componenti  la  VI  Commissione,  «Servizi  sociali   e
  sanitari», a prendere posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Vinciullo  per  svolgere  la
  relazione.

   VINCIULLO,  relatore. Onorevoli colleghi,  la  Regione  con  legge
  regionale  9  marzo  2005,  n. 3, allo  scopo  di  prevenire  danni
  all'ambiente  e  di tutelare la salute pubblica,  ha  stabilito  di
  intervenire per assicurare l'eliminazione, mediante incenerimento o
  coincenerimento, con o senza trasformazione preliminare in impianti
  riconosciuti a norma di legge, delle carcasse di animali  morti  in
  allevamento  o  in  abbandono  appartenenti  alla  specie   bovina,
  bufalina,  ovina,  caprina,  equina, avicola,  cunicola,  suina  ed
  ittica.
   Per   il   triennio  2005-2007  è  stata  autorizzata  una   spesa
  complessiva  di  900.000  euro annui per  contribuire  fino  ad  un
  massimo  del 100 per cento sui costi per la raccolta e trasporto  e
  fino  ad  un  massimo del 75 per cento sui costi per l'eliminazione
  delle  carcasse  di  animali.  Per il triennio  2005-2007  è  stata
  altresì  autorizzata una spesa complessiva di  100.000  euro  annui
  quale   contributo  all'avviamento  e/o  la  gestione  di  consorzi
  volontari  di  gestione dei sottoprodotti di  origine  animale  non
  destinati  al  consumo umano così come definiti dal regolamento  CE
  1774/02.
   Il  testo  normativo  è  stato  inviato  per  l'approvazione  alla
  Commissione U.E. la quale ha sollevato osservazioni sulla norma  in
  questione;  nonostante  i chiarimenti forniti  dall'Amministrazione
  regionale  la Commissione U.E. ha continuato a manifestare  più  di
  una  perplessità sulla compatibilità di taluni interventi contenuti
  nella  citata legge regionale n. 3 del 2005 con gli articoli 87  ed
  88 del Trattato CE.
   In  particolare  le   perplessità investono  essenzialmente  sugli
  articoli  4,  5, 6 e 7 della legge regionale 9 marzo  2005,  n.  3,
  concernenti  la  delega delle attività di raccolta ed  eliminazione
  delle   carcasse   animali  a  consorzi   volontari   di   gestione
  appositamente  costituiti  e  sulle  modalità  di  erogazione   dei
  contributi ai consorzi medesimi.
   Sulla base delle numerose richieste urgenti presentate da parte di
  soggetti   pubblici   e   privati,   preso   atto   del   permanere
  dell'emergenza   igienico-sanitaria   sul   territorio   siciliano,
  peraltro  evidenziata dall'Assessorato regionale della  salute,  da
  numerosi  comuni e da diversi allevatori, al fine di  garantire  il
  mantenimento delle necessarie condizioni igienico-sanitarie  e  per
  fornire agli operatori del settore l'aiuto necessario a scongiurare
  l'ulteriore  crisi  del  settore zootecnico si  ritiene  necessario
  riscrivere il Titolo I della citata legge regionale n. 3  del  2005
  adeguandolo alle osservazioni fornite dalla U.E.
   In  sintonia  agli  indirizzi forniti dalla Unione  Europea  e  in
  coerenza  con  gli  interventi adottati  in  altre  regioni  appare
  opportuno  prevedere l'affidamento della raccolta  ed  eliminazione
  delle  carcasse animali non a consorzi volontari di gestione  bensì
  all'Associazione  regionale allevatori  della  Sicilia  (A.R.A.S.).
  Quanto sopra per i seguenti motivi:
   a)  l'Associazione regionale allevatori della Sicilia  è  un  ente
  privato  a  partecipazione regionale. Opera con fondi  regionali  e
  nazionali per l'espletamento di una serie di attività connesse  con
  la  pratica  zootecnica e si avvale di personale  tecnico  operando
  sull'intero  territorio  regionale; è dotata  di  uno  statuto  che
  contempla  specifiche azioni di assistenza finalizzate a consentire
  agli  allevatori  di  realizzare una  più  razionale  ed  economica
  gestione  degli  allevamenti  dal  punto  di  vista  ambientale   e
  sanitario  pertanto  anche  in  relazione  allo  smaltimento  delle
  carcasse dei capi morti;
   b)  per  quanto  sopra l'associazione regionale  allevatori  della
  Sicilia  potrebbe  occuparsi  di operare  il  raccordo  continuo  e
  capillare tra gli allevatori ed i soggetti che operano la  raccolta
  delle  carcasse, individuati tramite procedura di gara ad  evidenza
  pubblica, al fine di garantire il corretto smaltimento delle stesse
  in  tutto  il territorio regionale secondo la normativa vigente  in
  ordine  a  materiali specifici a rischio. L'aiuto  erogato  sarebbe
  interamente  trasferito  agli allevatori sotto  forma  di  rimborso
  parziale  dei  costi effettivamente sostenuti per  la  rimozione  e
  distruzione   delle  carcasse  animali;  tale  procedura   potrebbe
  consentire un risparmio sui costi di smaltimento;
   c)  l'Associazione regionale allevatori della Sicilia,  consultata
  al   riguardo,  ha  dato  il  proprio  benestare  di  massima   per
  l'espletamento dei compiti di cui sopra;
   d)  a  conforto di tale ipotesi si menziona l'aiuto  di  Stato  n.
  136/2004 C (2004) 2821 approvato dalla Commissione U.E. proprio per
  la  creazione  nella Regione Valle D'Aosta di  un  sistema  per  la
  raccolta e lo smaltimento di animali morti, che prevede appunto che
  la  gestione  del regime di aiuto medesimo venga affidata  all'AREV
  (Association  Régionale Eleveurs Valdotains) omologa  dell'A.R.A.S.
  per quella Regione; anche la Regione Lazio ha avviato una procedura
  simile.
   Pertanto,  alla  stregua  di  quanto  sopra  esposto  si   ritiene
  necessario  presentare  questo  disegno  di  legge,  che  è   stato
  approvato  all'unanimità in Commissione,  la  cui  approvazione  da
  parte  dell'Assemblea  permetterebbe l'ottenimento  del  placet  da
  parte   della  Commissione  U.E.  ed  il  successivo  avvio   delle
  operazioni de quibus su tutto il territorio regionale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale.

   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   APPRENDI.  Signor Presidente, chiedo il termine regolamentare  per
  la presentazione di emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il termine per  la  presentazione
  degli  emendamenti è fissato per domani, mercoledì 4  agosto  2010,
  alle ore 11.00.

     Discussione della mozione numero 194  Interventi in ordine al
   progetto di ricerca di idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo delle
         coste di Sciacca e Menfi, in provincia di Agrigento,
               e Castelvetrano, in provincia di Trapani

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione numero 194   Interventi  in  ordine  al
  progetto  di ricerca di idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo  delle
  coste   di   Sciacca  e  Menfi,  in  provincia  di   Agrigento,   e
  Castelvetrano, in provincia di Trapani , degli onorevoli Marinello,
  Di  Benedetto,  Mattarella,  Panepinto, Panarello,  De  Benedictis,
  Musotto,   Digiacomo,  Faraone,  De  Luca,  Ferrara,   Ammatuna   e
  Gucciardi. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  società 'San Leon Energy s.r.l.', con capitale sociale di euro
  10.000,00, avente sede in via Rubichi n. 93 a Monteroni  di  Lecce,
  ha  presentato  al Ministero dello sviluppo economico,  in  data  7
  marzo  2008, domanda di ricerca in mare di idrocarburi,  denominata
  'D 354 C.R-.SL.';

   in  data  20  gennaio 2009 veniva rilasciato parere favorevole  da
  parte del CTIG/CIRM (communication infrastructure test group/centro
  internazionale radiomedico);

   in data 13 aprile 2010, veniva pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
  della   Repubblica,  nella  sezione  inserzioni  a  pagamento,   la
  richiesta di verifica di assoggettabilità ambientale e che da  tale
  data  decorrevano i 45 giorni per effettuare, da parte di  soggetti
  interessati, osservazioni, istanze o pareri;

   in  data  3 maggio veniva affissa all'Albo pretorio del Comune  di
  Sciacca   una  lettera  senza  oggetto  indirizzata  'Alla  cortese
  attenzione  del  Responsabile Affissioni nell'Albo  Pretorio',  con
  allegato  un  plico  contenente  la  documentazione  relativa  alla
  valutazione di impatto ambientale (VIA) per il suddetto progetto;

   in  data  12  maggio  2010, l'associazione di  promozione  sociale
  'L'altra  Sciacca', in una pubblica conferenza  stampa,  portava  a
  conoscenza della cittadinanza l'esistenza del suddetto progetto  di
  ricerca di idrocarburi, per altri versi del tutto misconosciuto  da
  tutte le autorità competenti;

   il tratto di mare interessato dalle ricerche si estende per 480 Km
  e  si  sviluppa parallelamente alla costa compresa tra le città  di
  Sciacca e Menfi (AG), e Castelvetrano (TP), con una distanza minima
  dalla battigia di appena 2 Km;

   il piano di ricerca prevede:

   1)  una  prima  fase  con indagini sismiche condotte  con  'irgun'
  (pistola  ad  aria  che crea un'onda sonora ad  alta  intensità)  e
  geofoni;

   2) una seconda fase in cui verranno effettuate delle trivellazioni
  allo  scopo di emungere il petrolio dai giacimenti petroliferi  per
  valutarne la redditività;

   le  città  di  Sciacca, Menfi e Castelvetrano  sono  a  prevalente
  economia turistica e peschereccia;

   le stesse città hanno ricevuto dallo Comunità europea, dallo Stato
  e  dalla  Regione,  centinaia di milioni di euro  per  lo  sviluppo
  turistico del loro territorio. In particolare si citano:

   1)  resort di lusso della catena alberghiera 'Forte', con  annessi
  campi  da  golf  sulla spiaggia, ubicato a Sciacca,  per  circa  70
  milioni di euro a fondo perduto;

   2)  resort di lusso della catena alberghiera 'Sol Melià',  ubicato
  sulla  costa di Sciacca in località Monte Rotondo, per  un  importo
  finanziato di circa 70 milioni di euro;

   3)  complesso  di  3 alberghi, denominato SITAS,  per  un  importo
  finanziato di svariate decine di milioni di euro;

   4)  porto turistico, ubicato a Menfi, per un importo finanziato di
  circa 20 milioni di euro;

   il  Comune  di  Sciacca possiede il più grande bacino  idrotermale
  d'Europa con annesse terme;

   il sopracitato Comune possiede il più grande porto peschereccio di
  pesce azzurro del Mediterraneo;

   il  Comune  di Menfi, per il quattordicesimo anno consecutivo,  ha
  conseguito  l'ambito  riconoscimento della 'Bandiera  Blu'  per  la
  qualità  del  suo  mare  e  delle  sue  spiagge,  conferito   dalla
  'Foundation for Environmental Education';

   nel  Comune di Castelvetrano, prospiciente la costa, si trova  una
  tra  le  più  grandi e meglio conservate acropoli greche,  vestigia
  della città di Selinunte;

   sulla  costa  prospiciente il bacino di ricerca si trova  il  sito
  archeologico di Eraclea Minoa;

   sulla costa medesima si trovano aree particolarmente pregiate  dal
  punto  di  vista  naturalistico  (Area  SIC  Sistema  Dunale   Capo
  Granitola,  Porto Palo e Foce del Belice, SIC Fondali di  Capo  San
  Marco,  SIC Foce del Fiume Verdura, SIC Foce del Magazzolo  e  Foce
  del Platani);

   rilevato in particolare che:

   al   largo  di  Sciacca  ed  all'interno  del  bacino  di  ricerca
  petrolifera   vi   sono  i  più  grandi  banchi   coralliferi   del
  Mediterraneo,  ove  cresce il pregiatissimo 'Corallo  di  Sciacca',
  specie marina che cresce unicamente in tale zona;

   l'intera zona è altamente sismica;

   in  epoca storica (1831) si è verificata una violenta eruzione  di
  un vulcano marino che ha generato un'isola, poi sprofondata in mare
  (isola  Ferdinandea), che trovasi ubicata nelle immediate adiacenze
  del campo di ricerca;

   recentemente è stato scoperto che l'isola Ferdinandea è  parte  di
  uno dei più grandi complessi vulcanici del Mediterraneo, denominato
  'Empedocle', oggi ancora attivo;

   considerato che:

   dati gli elevati rischi connessi agli impianti 'off-shore', di cui
  si  è avuto un tragico monito a seguito dagli avvenimenti nel Golfo
  del  Messico,  appare  irrisorio  un  capitale  sociale  di  appena
  10.000,00 euro della società concessionaria;

   la  distanza  dalla costa è di appena 2 Km e quindi le piattaforme
  petrolifere  saranno ben visibili dalla costa  ed  in  alcuni  casi
  raggiungibili  a  nuoto,  con gravissima  compromissione  dei  siti
  archeologici, ambientali e turistici;

   il  divieto di balneazione e pesca, che accompagna le perforazioni
  a  mare  per  una  distanza  di alcune miglia,  potrà  rendere  non
  balneabili svariati chilometri di costa;

   le  onde  sonore  dovute  alle  indagini  sismiche  hanno  effetti
  devastanti sulla fauna marina, che in quella zona è particolarmente
  ricca e varia;

   lo  sversamento accidentale di idrocarburi, dovuto all'emungimento
  dei   giacimenti,  comporterà  un  inquinamento  irreversibile  del
  fragilissimo e ricchissimo ecosistema faunistico;

   il  depauperamento della flora e della fauna, dovuti alle attività
  di   ricerca,   trivellazione  e  estrazione,  porteranno   ad   un
  impoverimento   della   fauna  ittica  e  quindi   ad   un   sicuro
  impoverimento della florida economia del comparto della pesca;

   l'alterazione  del  regime  delle falde  profonde  a  causa  delle
  trivellazioni   petrolifere  potrebbe  compromettere   in   maniera
  irrimediabile il bacino termale di Sciacca;

   la  presenza  di  vulcani attivi in prossimità della  costa  rende
  oltremodo   rischioso   l'esercizio  di  attività   di   estrazione
  petrolifera;

   l'opinione pubblica è venuta a conoscenza del permesso di ricerca,
  il cui iter è cominciato ben due anni prima, a soli 15 giorni dalla
  scadenza del periodo di presentazione delle osservazioni alla  VIA,
  e da soggetti non istituzionali;

   contrariamente a quanto riportato nella Gazzetta Ufficiale del  13
  aprile 2010, pag. 119, inserzione C10929, nella quale si dichiarava
  l'avvio   del   procedimento  amministrativo  dell'assoggettabilità
  ambientale,  la documentazione relativa alla VIA non  è  pubblicata
  nel sito del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e
  del mare,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad intervenire urgentemente per:

   1)  verificare se vi siano state gravi violazioni al principio  di
  pubblicità  degli  atti amministrativi, dato che la  popolazione  è
  stata  avvertita  di  un  progetto con così gravi  conseguenza  sul
  territorio   ben   due   anni   dopo   l'avvio   del   procedimento
  amministrativo  ed  a  soli  15 giorni dalla  scadenza  dell'ultimo
  parere di carattere ambientale richiesto per l'autorizzazione;

   2) verificare se il capitale sociale della San Leon Energy s.r.l.,
  di  appena  10.000,00 euro, sia congruo rispetto agli  elevatissimi
  rischi ambientali che la suddetta ricerca comporta;

   3)  esercitare l'opportuna vigilanza in relazione ai  problemi  di
  sicurezza  dovuti  all'altissima  sismicità  ed  alla  presenza  di
  vulcani attivi;

   4)  riferire  all'Assemblea  regionale  siciliana  se,  prima  del
  rilascio  alla  San Leon Energy delle sopra citate  autorizzazioni,
  siano  stati valutati i vantaggi dello sfruttamento di un eventuale
  bacino  petrolifero  rispetto ai gravissimi svantaggi  dovuti  alla
  compromissione  ambientale di una delle più felici coste  d'Italia,
  ricca  di  storia  e  di insostituibili tesori ambientali  ed  alle
  conseguenti irrimediabili compromissioni dell'economia delle  città
  rivierasche;

   5)  verificare se sia ammissibile la presentazione, da parte della
  San  Leon  Energy s.r.l., di una documentazione della VIA,  ove  si
  parla genericamente dell'impatto ambientale, dell'uso dei geofoni e
  non, anche e sopratutto, del ben più grave impatto ambientale della
  realizzazione  dei  due  previsti  pozzi  esplorativi,   anche   in
  considerazione della presenza nelle immediate adiacenze di  vulcani
  attivi;

   6)  verificare, inoltre, se sia ammissibile vanificare in  un  sol
  colpo  l'ingente serie di investimenti che Comunità europea, Stato,
  Regione  e privati hanno riversato sulle coste di Sciacca, Menfi  e
  Castelvetrano;

   7)   spiegare come una scelta, tale da condizionare gravemente  ed
  irrimediabilmente lo sviluppo di un intero territorio, possa essere
  stata assunta tramite una procedura di affidamento, quale quella di
  cui la San Leon Energy s.r.l. è soggetto, nel più assoluto silenzio
  da  parte  di  tutti  gli enti competenti,  e  nella  più  completa
  ignoranza,  da  parte delle popolazioni coinvolte,  del  drammatico
  mutamento del proprio destino;

   ad intervenire presso il Governo nazionale perchè sia rigettata la
  richiesta di concessione di ricerca di idrocarburi, in nome  di  un
  più grande interesse ambientale, economico, sociale, archeologico e
  storico del territorio coinvolto;

   ad  assumere  le opportune iniziative perchè venga stabilita,  con
  apposita  legge,  l'intangibilità  della  costa  meridionale  della
  Sicilia, che costituisce fino ad oggi, un patrimonio insostituibile
  dell'Italia,  da  parte  di  attività profondamente  deturpanti  ed
  ambientalmente  rischiosissime,  quali  quelle  della   prospezione
  petrolifera». (194)

   MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  Assessore, sull'argomento abbiamo delle competenze un po'  limitate
  nel  senso  che  possiamo intervenire in materia di valutazione  di
  impatto ambientale.
   Tempo  fa  avevamo  presentato questa mozione perché  fosse  posta
  all'ordine  del giorno in quanto avevamo appreso dai  giornali  che
  una  società,  in particolare la San Leone Energy  S.r.l.,  con  un
  capitale di circa 10 mila euro, aveva avviato la procedura per fare
  delle ricerche di idrocarburi.
   In questa nostra Terra che vive di pesca, in cui rappresentiamo il
  30,  il 35 per cento dell'intero PIL di settore - il settore  della
  pesca  è un settore importante e trainante per la nostra Regione  -
  non  vogliamo che si portino avanti queste autorizzazioni che altro
  non sono che un ulteriore danneggiamento delle nostre coste, ma non
  solo, anche del mare territoriale.
   E'  per  questa  ragione che ci siamo rivolti al Presidente  della
  Regione  in  quanto, avendo il rango di Ministro nella fattispecie,
  sarebbe potuto intervenire presso il Governo nazionale.
   Siamo  contrari, anche alla luce degli articoli di stampa  odierni
  (quotidiano   La  Repubblica'), e di quello che  è  avvenuto  negli
  Stati  Uniti d'America, e so che il Governo della Regione si è  già
  attivato  attraverso una deliberazione della Giunta di Governo  per
  le  proprie  competenze, per la valutazione relativa alla  VIA,  la
  valutazione  di  impatto ambientale, per il  disagio  che  crea  ai
  nostri  operatori,  ai pescatori di questa nostra  Terra,  e  senza
  alcun ritorno per questa nostra Terra.
   Già  nel  corso  della  discussione della  finanziaria  regionale,
  provocatoriamente, avevo detto che in Sicilia si raffina  oltre  il
  40  per  cento della produzione nazionale, mentre la Valle d'Aosta,
  il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, in quanto zone di
  frontiera e regioni a Statuto speciale, hanno una agevolazione, non
  solo  gli operatori economici di quelle regioni, ma anche  tutti  i
  cittadini. In Sicilia non funziona così: raffiniamo il 40 per cento
  dell'intera  produzione  nazionale, senza nessun  ritorno,  se  non
  qualche migliaio di posti di lavoro collocati in alcune realtà,  in
  particolare  su  Gela  e Siracusa. E questo a  danno  delle  nostre
  coste,  a  danno di quello che è il vero volano di quest'Isola:  il
  turismo, l'economia del turismo e della pesca.
   Noi  siamo  contrari, ed è per questa ragione che abbiamo  chiesto
  una  interlocuzione con il Ministro dell'ambiente - tra  l'altro  é
  siciliana,  l'onorevole Prestigiacomo - che si attivi  per  evitare
  che  questi sondaggi, queste ispezioni e questi progetti di ricerca
  non  abbiano seguito, perché la nostra Terra, ripeto, non ha nessun
  ritorno,  né  per le attività produttive, né per gli operatori  del
  settore, né per i cittadini.
   Noi  diciamo ancora di più, vogliamo che ci si spieghi quali  sono
  le  ragioni  per  le  quali  il Governo  nazionale  ha  avviato  le
  procedure  autorizzative. So che in queste ore qualche ripensamento
  c'è, ma ancora non ci sono atti formali e sostanziali che vanno  in
  questa direzione.
   Noi  abbiamo investito e continuiamo ad investire sul  turismo,  e
  anche  se  il  Governo  regionale ha  già  attivato  una  proceduta
  attraverso  una  deliberazione della Giunta, ma non basta.  Occorre
  chiedere  subito - e lo dico all'assessore Di Mauro - al Presidente
  della  Regione  che mandi una nota al Presidente del Consiglio  dei
  Ministri e al Ministro dell'Ambiente, affinché si apra una vertenza
  sui  progetti  di  introspezione di idrocarburi. Nella  mozione  ho
  indicato alcune realtà, in particolare quelle di Sciacca, di Menfi,
  di  Castelvetrano, ma so che anche la provincia di Trapani,  quindi
  non  solo  Castelvetrano e Favignana, ma anche  altre  realtà  sono
  interessate  da  questi  progetti  di  idrospezioni,  affinché  non
  avvengano - o, comunque, per tutelare questi territori anche perchè
  mi  hanno  spiegato  che soltanto poche risorse vengono  in  questa
  nostra  regione,  le  cosiddette royalty, che  sono  delle  risorse
  irrisorie  che certamente non possono riparare i danni irreparabili
  -  scusate  il  bisticcio  di parole - che  possono  creare  questi
  progetti di ricerca di idrocarburi. Ancora più quando vengono fatte
  da  società con capitale sociale risibile, quindi non sappiamo cosa
  c'è dietro.
   Io  non  appartengo alla cultura del sospetto, che è  l'anticamera
  della  verità, ma certamente occorre attenzionare il Governo  della
  Regione  perché  questi progetti di ricerca non devono  più  essere
  fatti in questa nostra Terra, altrimenti dobbiamo aprire un tavolo,
  che  può essere anche di scontro, con il Governo nazionale,  perché
  queste società che raffinano in Sicilia - di cui, ribadisco,  oltre
  il 40 per cento ha sede legale in Lombardia, nelle regioni di Bossi
  -  non  versano l'IRPEF, le imposte o l'IRPEG in Sicilia e, quindi,
  non  c'è  nessun  ritorno  per  la popolazione  e  per  le  imprese
  produttive siciliane.
   Dobbiamo sostanzialmente fare sì che si apra un confronto  con  il
  Governo  nazionale, ma anche con queste società petrolifere  a  cui
  noi  diamo, come Regione siciliana, la concessione - lo dicevo  già
  quando era assessore per l'industria l'onorevole Gianni - e bisogna
  anche  sospendere  queste  concessioni perché  la  Sicilia  non  ha
  bisogno  dei  mille posti di lavoro in cambio del danno  ambientale
  provocato ai nostri territori, se non c'è un ritorno, non solo  sul
  piano  occupazionale ma anche sul piano finanziario,  dato  che  la
  nostra  regione non ha un polo industriale forte e nella  quale  le
  coste  e  il territorio sono stati utilizzati per massimizzare  gli
  utili,  guarda caso, di società che hanno sede legale  fuori  dalla
  Sicilia.
   Io  non lo so se lo possiamo fare ma penso, e qui mi appello  alla
  sensibilità  dell'intero  Parlamento, e  in  particolare  modo  del
  Governo  della  Regione, che dobbiamo aprire una  vertenza  con  le
  società e con il Governo nazionale.
   Questo  lo possiamo fare anche per l'autorevolezza che prevede  la
  nostra Carta costituzionale, e cioè che il Presidente della Regione
  possa intervenire alle riunioni del Consiglio dei Ministri.
   Per  il  resto,  rinvio  al contenuto della  mozione  affinché  la
  stessa,  come atto politico forte, venga fatta propria  dall'intero
  Parlamento  e  trasmessa al Governo della Regione e, a  sua  volta,
  alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Assessore,
  intervengo  solo  per  sostenere con forza  la  mozione  presentata
  dall'onorevole Marinello e dai colleghi del Partito Democratico.
   Noi  avevamo già presentato in proposito una interrogazione  tempo
  fa,  abbiamo  chiesto incontri con il Governo, abbiamo parlato  con
  l'Assessore e anche contattato il Ministro dell'Ambiente.
   Il   problema   è   estremamente  grave  e   merita   l'attenzione
  dell'Assemblea e delle forze politiche della Sicilia.  Il  problema
  non è solo quello di un possibile danno all'ambiente o alla salute,
  il problema è quello della fine di un'intera civiltà.
   Nessuno  può  ragionevolmente sostenere che  è  possibile  evitare
  incidenti e quello che avviene in questi giorni purtroppo nel Golfo
  del Messico ci dimostra danni che sarebbero spaventosi anche per il
  Mediterraneo,  onorevole Assessore, che è  un  mare  chiuso,  e  un
  incidente  nel Mediterraneo sarebbe la fine di una civiltà,  di  un
  mondo, sarebbe la fine del nostro mondo.
   Io penso che mai abbiamo affrontato in questi mesi un problema più
  serio  di  questo.  Quindi le chiediamo, Assessore,  un  intervento
  estremamente forte e deciso nei confronti del Governo e  credo  che
  le dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo oggi siano estremamente
  importanti.
   Il  Ministro,  giustamente, chiede, e noi su questo dobbiamo  fare
  fronte, una moratoria di tutti gli interventi fino a quando non  si
  sarà raggiunto un accordo avviato immediatamente tra i 21 Paesi che
  si affacciano sul Mediterraneo. E' chiaro che ci vuole una legge di
  tutela  del  Mediterraneo ed è altrettanto chiaro che è  un'impresa
  difficile, perché ci sono Paesi, non sono soltanto europei, che  si
  affacciano  sul  Mediterraneo,  ma  i  Paesi  europei  e   l'Italia
  dovrebbero essere di buon esempio.
   Quindi,  quello  che  noi  chiediamo è  la  revoca  immediata  dei
  permessi  di  ricerca perché è inutile cercare quello  che  non  si
  vuole  trovare  perché,  anche  si  ci  fosse  il  giacimento   più
  importante di petrolio, questo non potrebbe essere sfruttato perché
  comporterebbe un rischio che certamente nessuno intende correre.
   Abbiamo  presentato  un  ordine del giorno  in  questo  senso,  in
  particolare  mi  riferisco alle piattaforme che si  trovano  vicino
  alle  riserve e al mare della provincia di Trapani, ma ci  rendiamo
  conto del fatto che il problema è molto più vasto: un incidente  in
  Liguria,  o  di  fronte alle coste di Tunisi,  sarebbe  altrettanto
  grave.   Quindi  le  chiediamo,  onorevole  Assessore,   di   farsi
  protagonista  di  un  impegno immediato nei confronti  del  Governo
  nazionale,  parlando sempre della Sicilia come  ponte  e  punto  di
  incontro nel Mediterraneo.
   La  Sicilia deve avviare quello che il Ministro oggi ha  proposto:
  un  incontro tra i ventuno Paesi del Mediterraneo per cominciare  a
  riflettere   su  una  legge  che  deve  attenzionare  il   problema
  dell'inquinamento  del  Mediterraneo,  ma  che   deve   soprattutto
  bloccare ogni intervento di ricerca e sfruttamento del petrolio.

   DI  MAURO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la presentazione della mozione  che
  oggi è in discussione dà la possibilità al Governo di illustrare la
  sua   posizione  in  ordine  alle  venti  istanze  che  sono  state
  presentate   al  Ministero  dello  Sviluppo  Economico,   Direzione
  generale  per le risorse minerarie ed energetiche, di cui  oggi  ha
  parlato  anche un importante organo di stampa nazionale. Sono,  fra
  l'altro,   istanze  presentate  da  società,  alcune   direttamente
  appartenenti   a  società  conosciute,  come  per  esempio   quella
  dell'ENI, altre presentate da società nate per l'occasione,  e  che
  vanno  ad  incidere su una porzione di mare che  parte  dalla  zona
  trapanese fino alla zona di Capo Passero.
   Credo  sia  giusto  che il Parlamento sappia che queste  richieste
  vanno  ad incidere su: le isole dello Stagnone di Marsala,  l'isola
  di  Marettimo, l'isola di Levanzo, l'isola di Favignana, le  paludi
  di Capo Feto e Margi Spanò, le saline di Trapani, il sistema dunale
  Capo   Granitola,  Porto  Palo  e  foce  del  Belice,  l'isola   di
  Pantelleria  -  Montagna  Grande  e  Monte  Gibele  -,  l'isola  di
  Pantelleria  -  area  costiera delle Falesi e Bagno  dell'Acqua  -,
  l'isola  di  Pantelleria (area marina circostante),  le  saline  di
  Marsala,  i  fondali  dell'isola  di  Favignana,  i  fondali  dello
  Stagnone   di  Marsala,  l'arcipelago  delle  Egadi  (area   marina
  terrestre),  lo  Stagnone di Marsala e le Saline di  Trapani  (area
  marina terrestre), la foce del Magazzolo, la foce del Platani, Capo
  Bianco  e  Torre Salsa, la foce del fiume Verdura, il  litorale  di
  Palma di Montechiaro, i fondali di Capo S. Marco e Sciacca, Biviere
  e Marconi di Gela, Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela.
   Come  vedete,  si tratta di una richiesta molto ampia,  che  va  a
  ricadere su porzioni di territorio che sono interessati da ventidue
  siti  di  natura 2000  e da altri siti di importanza comunitaria  e
  da  zone  di protezione speciale; quindi, un patrimonio importante,
  un patrimonio straordinario, che è stato nel tempo attenzionato dal
  Governo  regionale,  ma  anche dal Governo  nazionale,  perché  non
  fossero  sottoposti né all'attività dell'uomo né tanto meno fossero
  oggetto  di  una  serie  di interventi che fanno  riferimento  alla
  ricerca di idrocarburi.
   E' opportuno precisare che la legislazione in atto vigente prevede
  un  diretto coinvolgimento di responsabilità per quanto riguarda la
  VIA  nazionale,  per  quanto riguarda il Ministero  competente,  il
  Ministero  dello  sviluppo  economico, e  la  Regione  siciliana  -
  attraverso  gli  uffici competenti per la valutazione  dell'impatto
  ambientale  -  hanno il dovere di rispondere ad una  comunicazione,
  che  deve  essere fatta dalla VIA nazionale, entro quindici  giorni
  dal  ricevimento della richiesta. Quindi, una procedura che  è  più
  che  altro  di consultazione quella della Regione; ben  più  forte,
  nella   sostanza  e  nella  forma,  è  l'autorizzazione  che   deve
  rilasciare il Ministero.
   E'  ovvio che un territorio così vasto e di importanza strategica,
  già  di per sé attraversato da numerose imbarcazioni che provengono
  all'Asia  e che salgono dal canale di Suez attraversando il  canale
  di  Sicilia,  e  che  vede spesso perdite di petrolio  e  incidenti
  navali,  questa  porzione di mare ha visto anche interessate  molte
  imprese  che  appartengono alla marineria di Mazara del  Vallo,  ma
  anche  alla  marineria  di Sciacca e alla  marineria  siciliana  in
  genere   che   -   per  chi  non  lo  sa  -  conta   una   capacità
  infrastrutturale e di uomini pari a circa un terzo della  marineria
  italiana,  perché trattasi in uno dei mari più pescosi  in  cui  le
  nostre imbarcazioni attingono per la loro attività.
   Non  solo  questo è l'argomento pregnante che ci  ha  convinti  ad
  assumere una posizione di governo attraverso la delibera di Giunta,
  ma  anche  i numerosi interventi di carattere infrastrutturale  che
  nel  settore  turistico-ricettivo sono stati  fatti  a  seguito  di
  interventi finanziari privati, ma - diciamocelo francamente - anche
  a  seguito di interventi dello Stato e della Regione: uno per tutti
  quello  di  Rocco  Forte o gli interventi che  si  stanno  facendo,
  sempre con il contributo dello Stato, nella zona di Ragusa.
   Una  zona così straordinaria non può essere svalutata da una serie
  di  interventi  come  quelli che sono, da qui a  poco,  soggetti  a
  valutazione  da  parte  della  VIA nazionale,  perché  ci  vedrebbe
  costretti, non solo come Governo, ma come territorio, a reagire con
  forza rispetto ad un'azione di questo tipo.
   Nostro  malgrado,  nel corso dell'ultima riunione  presso  la  VIA
  nazionale  abbiamo  avuto modo, attraverso il rappresentante  della
  Valutazione  di  impatto  ambientale  indicato  dal  Governo  della
  Regione  siciliana, di esprimere con chiarezza  qual  è  la  nostra
  posizione  al  Governo nazionale: no a qualunque trivellazione,  ma
  soprattutto rispetto per il mare e per l'ambiente, rispetto per gli
  interventi   che  sono  stati  adottati  in  questa   porzione   di
  territorio.
   In  quella sede la pratica è stata messa da parte e la riunione  è
  stata  aggiornata al mese di settembre, quindi sarà acquisita anche
  una  interlocuzione  con  gli  uffici  del  Dipartimento  regionale
  dell'ambiente. Per dopodomani, giovedì, è convocata  nuovamente  la
  VIA  nazionale, perchè sono state messe all'ordine del  giorno  due
  pratiche  che riguardano le isole Egadi, entrambe, da  parte  della
  società Northern Petroleum (U.K.), con una richiesta - oserei  dire
  -straordinaria:  questa società ha formulato una  richiesta  perché
  ritiene non necessaria la valutazione di impatto ambientale.
   Devo  riconoscere  che  il Ministero ha avuto  modo  di  replicare
  duramente   nella   sua  istruttoria  e  queste  pratiche   saranno
  necessariamente  soggetto alla valutazione di  impatto  ambientale.
  Così  come, peraltro, anche per dare una risposta precisa a chi  ha
  presentato  la  mozione,  la  richiesta  pervenuta  alla   Regione,
  Dipartimento dell'Assessorato Territorio e Ambiente - Servizio VIA,
  in ordine alla pratica di San Leone ritiene che non è soggetta alla
  valutazione di impatto ambientale.
   E'  invece  obbligatoria  la valutazione  di  impatto  ambientale,
  abbiamo  trasmesso la delibera di Governo, abbiamo chiarito  che  é
  obbligatoria  la  valutazione  di  impatto  ambientale  e   abbiamo
  rappresentato  anche al Ministero dell'Ambiente  che  tutti  questi
  interventi non sono condivisi dal Governo della Regione; ma, al  di
  là di quello che potrebbe essere il ritorno economico per il nostro
  territorio,  c'è  certamente un danno, c'è un danno  emergente  che
  andrebbe  a  colpire tutte le iniziative che insistono  nel  nostro
  territorio.
   Come  Governo,  abbiamo intrapreso un'azione ben precisa,  abbiamo
  convocato altresì i sindaci che hanno interesse sul litorale per un
  incontro  con  l'assessore  per  dopodomani,  perché  tutti  quanti
  possiamo  mettere assieme una strategia di azione  e,  soprattutto,
  un'attività  concreta  per  convincere  il  Governo  nazionale   ad
  assumere  un  atteggiamento altrettanto rigoroso  di  quello  della
  Regione  siciliana  per  dire  no  a  tutte  queste  iniziative  di
  trivellazione  che,  una volta autorizzate,  certamente  potrebbero
  causare danni seri per il nostro territorio.
   Questa  è  la  posizione del Governo, lo abbiamo  fatto  presente,
  nella  sede  nazionale,  al  Ministero  dell'Ambiente  e  anche  al
  Ministero dello Sviluppo economico.

   PRESIDENTE. La Presidenza ritiene di comprendere che il parere del
  Governo sulla mozione sia favorevole.
   Comunico  che  l'onorevole Marziano ha dichiarato  di  apporre  la
  firma alla mozione numero 194.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione la mozione.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  dichiarazione  di voto ed anche chiedere un'integrazione  alla
  mozione  perché, come ha detto l'assessore Di Mauro, l'occasione  è
  stata propizia per illustrare non solo i pericoli che riguardano la
  trivellazione oggetto della mozione, ma addirittura abbiamo appreso
  di altre 20 iniziative che interessano tutto l'arco costiero che va
  da  Trapani  a  Capo Passero, quindi tutto l'arco costiero  che  si
  affaccia sul Mar Ionio.
   Obiettivamente c'è da preoccuparsi.
   E  poiché  non vi è dubbio che il Governo regionale - stando  alle
  parole dell'assessore Di Mauro - sta mettendo in atto le iniziative
  necessarie, è pur vero che la competenza rimane dello Stato, seppur
  acquisendo  il  parere  della Regione, io chiedo  che  si  voti  un
  impegno del Governo regionale ad aggiornarci tempestivamente  delle
  interlocuzioni  che  l'assessore ha  illustrato  con  il  Ministero
  dell'Ambiente,  e  comunque non più tardi della fine  del  mese  di
  settembre, in modo che si possa essere in grado come Parlamento, lo
  stesso  che oggi si appresta a votare ritengo favorevolmente questa
  mozione,  di  attivare anche una pressione più  significativa,  più
  importante, più mirata dal punto di vista politico sulle  venti  ed
  oltre  iniziative di trivellazione che si appresterebbero ad essere
  valutate da parte del Ministero per l'Ambiente nel nostro mare  con
  la  contrarietà,  come è stata espressa, da  parte  del  Governo  e
  dell'Assemblea regionale.
   Lo  dico  nel giorno in cui notizie di stampa riferiscono  che  lo
  stesso  Ministro  dell'Ambiente ha espresso la sua perplessità,  la
  sua  contrarietà,  avverso delle proposte di trivellazioni  che  si
  dovrebbero  verificare  nel  Golfo  della  Sirte,  quindi  nel  Mar
  Mediterraneo,  perché  la  vicinanza alle coste  italiane  potrebbe
  essere pregiudizievole per la conservazione delle stesse.
   A  maggior  ragione ritengo che non potrebbero  e  non  dovrebbero
  esserci esitazioni da parte dello stesso Ministro nei confronti  di
  trivellazioni  che  sono  a  meno di  due  chilometri  dalla  costa
  siciliana.  Quindi, per poter essere più incisivi, al di  là  delle
  motivazioni  che  sono  già espresse nella mozione  all'ordine  del
  giorno,  chiedo che si aggiunga un preciso riferimento  all'impegno
  del  Governo nel riferire tempestivamente a questa Assemblea  sulle
  interlocuzioni descritte dall'assessore e, comunque, non più  tardi
  del 30 settembre dell'anno in corso.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole  De
  Benedictis  è  stato più che esauriente, ma voglio  solo  fare  una
  precisazione:  seppure  queste  trivellazioni  dovessero   avvenire
  nell'ambito del cosiddetto mare territoriale, cioè entro le  dodici
  miglia  -  che  è di competenza della Regione - c'è  una  normativa
  comunitaria  e  nazionale che regolamenta  la  competenza  che,  in
  questa  fattispecie, è del Governo nazionale.  Per  questa  ragione
  ribadisco quanto contenuto nella premessa della mozione e cioè che,
  essendo  la  Sicilia  una regione a statuto speciale  e  avendo  il
  Presidente  della  Regione, come previsto dal  nostro  Statuto,  il
  rango di Ministro, dovrebbe chiedere una convocazione straordinaria
  ed  urgente  del Consiglio dei Ministri, affinché si portino  brevi
  manu tutte le rivendicazioni del Parlamento siciliano e del Governo
  della  Regione  che  ha  già adottato una apposita  delibera,  onde
  evitare che la  tegola cada sulla nostra testa  a nostra insaputa.
   Ecco  perché  condivido quanto espresso dal collega De Benedictis,
  che  il  Parlamento  vuole essere passo  passo,  step  by  step,  a
  conoscenza di tutte le iniziative poste in essere dal Governo della
  Regione  nella  fattispecie,  affinché  lo  stesso,  attraverso   i
  parlamentari,  attraverso le forze politiche che sono  presenti  in
  questo   Parlamento,  possa  monitorare  da  vicino  le   effettive
  decisioni che il Governo nazionale porrà in essere, appunto  perché
  le  nostre  competenze  sono  un po'  limitate,  seppur  si  tratta
  dell'ambito  del mare territoriale. Ma in questa fattispecie  viene
  derogata  questa norma di carattere generale contenuta  nel  Codice
  della navigazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 17.35)

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è stato presentato  dall'onorevole  De
  Benedictis, un emendamento che aggiunge alla fine della  mozione  il
  seguente  capoverso:  «-  a  riferire tempestivamente  all'Assemblea
  regionale siciliana l'esito delle interlocuzioni intraprese  con  il
  Ministero  dell'Ambiente  sulle numerose  richieste  di  ricerca  di
  idrocarburi  in  mare  attualmente presentate  ed  a  verificare  il
  corretto esercizio della ripartizione delle competenze fra  Stato  e
  Regione  in  ordine al rilascio di autorizzazioni  alla  ricerca  di
  idrocarburi in mare, alla luce delle prerogative statutarie e  della
  legislazione regionale vigente».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  la mozione così emendata.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio


              Annunzio dell'ordine del giorno numero 389

   PRESIDENTE.  Comunico  che è stato presentato dall'onorevole  Adamo
  l'ordine   del  giorno  numero  389  «Interventi  per   evitare   la
  costruzione  di  una piattaforma petrolifera al largo  di  Favignana
  (TP)». Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  compagnia petrolifera 'Shell' ha già effettuato, al largo delle
  isole  Egadi, numerose trivellazioni in mare aperto alla ricerca  di
  eventuali giacimenti petroliferi;

   da   notizie   di  stampa,  in  seguito  confermate  dallo   stesso
  Presidente  della  sede italiana della Shell, la suddetta  compagnia
  avrebbe individuato, a poche miglia da Favignana (TP) il più  grande
  bacino  petrolifero europeo e, alla luce di tale scoperta, la  Shell
  ha  iniziato le procedure per la costruzione di una piattaforma  per
  trivellazioni petrolifere;

   considerato che:

   la    costruzione   della   suddetta   piattaforma   è   quantomeno
  anacronistica in un momento drammatico come quello attuale  dove  la
  piattaforma  'DEPP WATER HORIZON' sta riversando 5  mila  barili  di
  petrolio  al  giorno  nel  Golfo  del  Messico,  causando  un  danno
  all'ecosistema mondiale difficilmente quantificabile per  la  immane
  devastazione;

   la  presenza  di una piattaforma petrolifera al largo  delle  Isole
  Egadi, prossimo Parco naturale, metterebbe a repentaglio, in caso di
  incidente,  un  ecosistema  definito unico  al  mondo,  sia  per  la
  peculiarità  dei  suoi  fondali, sia per  il  mondo  faunistico  ivi
  presente che, è bene ricordare, contempla siti di riproduzione delle
  tartarughe 'Caretta caretta' e zone di transito delle foche monache;

   la  suddetta  piattaforma, tra l'altro, sorgerebbe a ridosso  delle
  coste  favignanesi, quindi in una posizione tale  che,  in  caso  di
  incidente, non darebbe alcuna possibilità di intervento per  evitare
  un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche;

   visto che:

   la  Regione  siciliana  ha il dovere di tutelare  il  territorio  e
  l'ambiente,  evitando che interessi di natura  economica  mettano  a
  repentaglio l'intero ecosistema siciliano e, soprattutto,  esponendo
  l'intera   provincia   di   Trapani  all'incubo   della   catastrofe
  ambientale,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire con urgenza, anche presso il Governo nazionale,  al
  fine  di  interrompere  qualsiasi  iniziativa  in  itinere,  atta  a
  realizzare  piattaforme petrolifere al largo delle coste  siciliane,
  in  attesa  di  un  intervento legislativo dell'Assemblea  regionale
  siciliana  mirato  alla salvaguardia delle coste e  per  scongiurare
  catastrofi come quella in atto nel Golfo del Messico;

   a  sostenere con forza tutte le eventuali iniziative del  Ministero
  dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare,  orientate  a
  chiedere  una  moratoria alle esplorazioni di  petrolio  nell'intero
  bacino  del  Mediterraneo, in attesa di  far  trovare  ai  21  Stati
  costieri   una   posizione  comune  e  condivisa   per   la   tutela
  dell'ambiente». (389)

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


           Rinvio della discussione della mozione numero 210
      «Chiarimenti  ed iniziative riguardo al Consorzio autostrade
                              siciliane»

    PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione  della mozione numero 210 «Chiarimenti   ed  iniziative
  riguardo   al  Consorzio  autostrade  siciliane»,  a  firma   degli
  onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli, Corona e Bosco.
    Do   lettura   del  seguente  fax  trasmesso   in  data   odierna
  dall'Ufficio  di  Gabinetto dell'Assessore per le infrastrutture  e
  mobilità: «In riferimento alla delega del Presidente della  Regione
  del 30 luglio 2010, relativa alla trattazione in Aula della mozione
  indicata in oggetto, si comunica l'impossibilità di presenziare per
  sopravvenuti  e  improrogabili  impegni  istituzionali»,  a   firma
  dell'assessore Gentile.
    L'Assemblea ne prende atto.

    MANCUSO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   considero
  gravissima l'assenza del Governo in occasione della trattazione  di
  una mozione così importante dove l'ANAS  ha già, di fatto, revocato
  la concessione al Consorzio Autostrade siciliane.
    Il  disinteresse  del Governo su questa materia mi  lascia  molti
  dubbi,  anche perché, sia dalla mozione sia dai documenti acquisiti
  successivamente,  mi  sembra  che  ci  sia  un  atteggiamento   nei
  confronti   di un importante Consorzio che ha gestito le autostrade
  in  Sicilia  pieno di interessi e nello stesso tempo di  situazioni
  molto  gravi  di  cui  questo Parlamento deve venirne  non  solo  a
  conoscenza ma deve anche intervenire.
    Signor Presidente, è chiaro che senza l'Assessore non è possibile
  trattare  la mozione, ma la invito ad inserire la mozione in  tutti
  gli  ordini  del  giorno  che lei farà da  domani  in  poi,  perché
  dobbiamo  trovare almeno un giorno di disponibilità  dell'Assessore
  alle   infrastrutture  su  un  argomento  così  importante;  stiamo
  parlando  di  264 milioni di euro che, in questi mesi,  sono  stati
  persi dal Consorzio Autostrade Siciliane.
    Siccome,  non  è  poca  cosa e siamo in una situazione  veramente
  disastrosa di quella gestione, poiché la responsabilità è di questo
  Parlamento,   ritengo che il Presidente debba assumersi  l'impegno,
  con  i presentatori di questa mozione, di inserirla ogni volta  che
  questo Parlamento sarà convocato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, ho appreso in diretta,  durante  i
  lavori  d'Aula,  dell'assenza del Governo perché il  Governo  aveva
  dato impegno personale, oltre che politico, ad essere presente  per
  trattare questa mozione. Per cui, le assicuro che la mozione  verrà
  inserita  all'ordine del giorno di domani e, certamente, domani  il
  Governo sarà presente.
   Se  così  non  fosse,  sarà  inserita  all'ordine  del  giorno  di
  dopodomani, ma entro la chiusura della sessione estiva il  Governo,
  così  come  da  impegni  precedentemente  assunti,  riferirà  sulla
  questione.
   Detto questo, l'Assemblea prende atto dell'assenza del Governo  e,
  quindi, rinvia la data di discussione della mozione a domani.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dire  che  condivido  questa impostazione  che  lei  sta  dando  al
  confronto  che  ci deve essere tra l'Aula e il Governo  -  è  molto
  grave  che  oggi  non  ci  sia qui il Governo  -  su  un  argomento
  certamente  molto delicato e che, a prima vista, potrebbe  sembrare
  un  semplice  passaggio di consegne tra il Consorzio e  l'ANAS;  ma
  così non è.
   E'  vero  che  nel corso di questi ultimi anni, signor Presidente,
  abbiamo  assistito a continui commissariamenti. Dal 2000 in avanti,
  abbiamo avuto al vertice del Consorzio Autostrade Siciliane diversi
  commissari  che hanno avuto ciascuno il proprio ruolo, ciascuno  le
  proprie  competenze, per carità  Qualcuno ha fatto  bene,  qualcuno
  meno  bene, qualcuno peggio, ma certo è che la democrazia  è  stata
  sospesa.
   Allora, è intervenuta questa revoca della concessione da parte del
  Ministero  delle  Infrastrutture che, congiuntamente  al  Ministero
  dell'Economia,   hanno  cofirmato  un  decreto  di   revoca   delle
  concessioni. Ciò cosa significa?
   Significa  certamente  che vi è un grande  problema  per  ciò  che
  concerne le professionalità che operano all'interno del CAS.  Vi  è
  un problema per ciò che concerne le stesse opere di manutenzione  e
  di  bonifica  dei focolai che in questo momento stanno,  purtroppo,
  determinando   vittime  anche  importanti  sul  nostro   territorio
  siciliano. Questo non è più tollerabile.
   Spero che dal confronto con il Governo possa nascere finalmente un
  momento   di   chiarezza  perché  dico  che  questa   revoca   che,
  probabilmente,  poteva  anche verificarsi  prima,  oggi  in  questo
  storico  momento  per  la  Sicilia, certamente,  merita  un  grande
  approfondimento ed una grande attenzione da parte del  Governo  che
  mi pare non sia presente.
   Allora, domani ci confronteremo e spero sia un confronto proficuo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non è la
  prima  volta  che accade in questa Aula che, a fronte  di  atti  di
  interrogazioni,  di  atti  ispettivi, di mozioni,   presentati  nel
  corso   di  questi  ultimi  anni  dai  colleghi  deputati,  notiamo
  l'assenza del Governo e più volte lei stesso, signor Presidente,  è
  stato costretto a stigmatizzare questo comportamento.
   Nel   caso   in  specie,  signor  Presidente,  vista  la   gravità
  dell'argomento,  della controversia della mozione che  interrogava,
  appunto,  per  capire sull'ennesimo scippo ai danni  della  Regione
  siciliana  e, soprattutto, anche della città di Messina per  quanto
  riguarda  il  personale, per non parlare di  ciò  che  riguarda  le
  ricadute  sullo  stato  delle nostre autostrade,  delle  autostrade
  gestite  dal  CAS  che ormai da oltre due anni  sono  in  stato  di
  perfetto  abbandono, mi auguro che domani il Governo  sia  presente
  per cercare di affrontare questo argomento, non a parole come si fa
  sui  giornali,  ma per affrontarlo veramente. Anzi, preannunzio  la
  presentazione di un ordine del giorno teso comunque a salvaguardare
  quanto  meno il personale, posto che nel decreto che toglie al  CAS
  la titolarità delle autostrade non si fa cenno al personale del CAS
  medesimo.
   Quindi, preannuncio la presentazione stasera di questo ordine  del
  giorno e mi auguro che finalmente il Governo, almeno domani, su  un
  argomento così scottante, sia presente.

   interno dell'Assemblea
   Presidenza del presidente Cascio


       Discussione della Proposta di modifica dell'articolo 167
                del Regolamento interno dell'Assemblea

   PRESIDENTE. Si passa al V punto dell'ordine del giorno  che  reca:
  «Discussione  della  proposta  di modifica  dell'articolo  167  del
  Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. II)».
   Avverto  che, ai sensi dell'articolo 39, comma 3, del  Regolamento
  interno,  per  l'approvazione  delle  modifiche  al  Regolamento  è
  richiesta, per la deliberazione finale, la maggioranza assoluta dei
  componenti.
   Invito  pertanto i componenti della Commissione per il Regolamento
  a prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli   colleghi,  prima  di  dare  la  parola  per  eventuali
  interventi,  nelle  more  di  una  complessiva  rivisitazione   del
  Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana,  sia  sotto
  il  profilo formale che sotto il profilo sostanziale, si  sottopone
  all'attenzione dell'Assemblea la seguente proposta di  modifica  al
  Regolamento interno.
   Già  nella scorsa le legislatura, nell'ottica dello snellimento  e
  dell'accelerazione   delle   procedure   tanto   parlamentari   che
  amministrative, con la modifica dell'articolo 167 si proponeva  che
  le  norme  concernenti lo status previdenziale e assistenziale  del
  deputato   fossero   deliberate  direttamente  dal   Consiglio   di
  Presidenza, il quale, a tale fine, emana un apposito regolamento in
  evidente  parametrazione, anche in tale materia, a quanto  previsto
  al  Senato  della Repubblica e alla Camera dei Deputati, nonché  in
  armonia  con  quanto dettato in via generale dall'articolo  11  del
  Regolamento della stessa Assemblea regionale siciliana.
   Per quanto sopra, si confida nella rapida approvazione.
   Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun deputato
  chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo  in  votazione il passaggio alla proposta. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 167 verrebbe così modificato:

   -   al   comma   1,   l'inciso   di  volta  in   volta   approvati
  dall'Assemblea  è sostituito dal seguente:  approvati dal Consiglio
  di  Presidenza che, a tal fine, emana apposito regolamento ai sensi
  del precedente articolo 11 ;
   - il comma 2 è soppresso.

   Pongo  in  votazione  la  proposta di  modifica  testé  comunicata
  all'Assemblea.  Chi è favorevole alla modifica resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   interno dell'Assemblea

   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale della proposta di modifica dell'articolo 167
                del Regolamento interno dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, indìco la votazione finale  della
  proposta  di  modifica  dell'articolo 167 del  Regolamento  interno
  dell'Assemblea.
   Ricordo   che,   ai   sensi  dell'articolo  39,   comma   3,   per
  l'approvazione delle modifiche al Regolamento, è richiesta, per  la
  deliberazione  finale,  la  maggioranza  assoluta  dei   componenti
  dell'Assemblea, quindi 46 voti.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Bonomo,  Bosco,  Buzzanca,
  Calanducci,  Campagna,  Caputo, Caronia, Cascio  Francesco,  Cascio
  Salvatore,  Cordaro, Corona, Currenti, De Benedictis, De  Luca,  Di
  Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani,  Fagone,
  Falcone,  Faraone,  Ferrara, Formica, Galvagno, Gianni,  Gucciardi,
  Laccoto,  Lo  Giudice,  Lupo, Maira, Mancuso, Marinello,  Marinese,
  Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto, Panarello, Picciolo,  Ragusa,
  Ruggirello,   Scilla,   Scoma,  Speziale,   Termine,   Torregrossa,
  Vinciullo.

   Sono  in congedo: Beninati, Colianni, Incardona, Lentini, Nicotra,
  Panepinto e Rinaldi.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  ..  52
   Maggioranza   .   45
   Favorevoli         52

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, comunico, per l'organizzazione dei lavori, che
  certamente  terremo  seduta fino a giovedì  pomeriggio,  così  come
  stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Abbiamo,  infatti, tre provvedimenti legislativi più un quarto  in
  arrivo che riguarda la proroga degli sportellisti. Inoltre, abbiamo
  da discutere ed approvare la mozione sul CAS.
   Dico  ciò,  anche per l'organizzazione degli impegni famigliari  e
  politici.

   La  seduta è rinviata a domani, mercoledì 4 agosto 2010, alle  ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


      I  -Comunicazioni.

  II  - Discussione dei disegni di legge:
       1)  - «Modifiche al Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n.
          3 concernente  Interventi per l'eliminazione delle carcasse di
          animali'». (336-338/A) (Seguito)
          Relatore: onorevole Vinciullo

       2)  - «Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
          sociale svolta dagli oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti
          di culto riconosciuti dallo Stato». (132-210-325-463-464/A)
          Relatore: onorevole Vinciullo

       3)  - «Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della
          conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» (468/A)
          Relatore: onorevole Di Guardo

      III   -Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza
       regionale considerati anche gli effetti della manovra economica
       nazionale.

      IV  - Discussione della mozione:

          n. 210 -  Chiarimenti ed iniziative riguardo  al  Consorzio
                 Autostrade Siciliane.

                         MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BOSCO

                   La seduta è tolta alle ore 17.51

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposta  scritta  ad interrogazione - Rubrica  «Infrastrutture  e
  mobilità»

   VITRANO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che da parecchi  mesi  è  in
  atto, da parte dell'azienda Trenitalia ex Ferrovie dello Stato,  un
  piano di dismissione dei treni merce e passeggeri che interessa  il
  Sud dell'Italia;

   considerato che:

   tale  piano  inciderà negativamente sull'economia  della  Regione,
  dato il verificarsi delle gravi ricadute occupazionali su tutto  il
  comparto  dell'indotto che ancora una volta metterà  a  rischio  il
  futuro di tanti lavoratori;

   si  assiste  al  continuo smantellamento  del  settore  manovra  e
  traghettamento, progressivamente ridotto all'osso nell'organico  ed
  insufficiente a garantire il normale funzionamento del servizio,  e
  per tale motivo causa di continui ritardi e disagi per chi viaggia;

   per sapere:

   quali iniziative intendano avviare per fronteggiare i rischi a cui
  il settore del trasporto ferroviario in Sicilia va incontro;

   se abbiano già sollecitato il sostegno delle istituzioni a livello
  nazionale  per  individuare una linea di intervento  a  favore  del
  settore ferroviario che è afflitto da gravi problematiche;

   se   intendano   sollecitare  misure  adeguate  a   garantire   il
  mantenimento dei treni del trasporto regionale, a salvaguardare gli
  investimenti per le opere già in cantiere e per quelle da avviare;

   se  intendano predisporre un rinnovo dei mezzi in grado di offrire
  un servizio migliore ai siciliani;

   se  abbiano intenzione di sensibilizzare le istituzioni  nazionali
  affinché   siano   garantite  in  Sicilia   le   risorse   per   il
  traghettamento.». (982)

   Risposta.  -  «In  riscontro all'interrogazione n.  982,  a  firma
  dell'onorevole Vitrano, il Dipartimento delle infrastrutture, della
  mobilità  e  dei  trasporti  ha provveduto  a  fornire  i  seguenti
  elementi di risposta.
   Vanno,  preliminarmente,  ribaditi  l'attenzione  ed  il  costante
  impegno  finanziario del Governo regionale nella  direzione  di  un
  efficace rilancio del trasporto ferroviario nell'Isola in  modo  da
  offrire all'utenza una valida ulteriore opportunità di trasporto  a
  tutti   coloro  che,  per  vari  motivi,  si  spostano  all'interno
  dell'Isola.  Ciò,  è  confermato sia  dall'A.P.Q.  di  settore  del
  05.12.2001, e relativi atti integrativi, che ha previsto  un  vasto
  ed  articolato  programma di opere di potenziamento  strutturale  e
  tecnologico  della rete siciliana, sia dal protocollo d'intesa  del
  luglio  2002 con il quale la Regione ha contribuito, con risorse  a
  carico del suo bilancio per 46 milioni di euro, all'acquisto di  40
  convogli della serie "Minuetto", al fine di supplire allo stato  di
  vetustà avanzata del parco rotabile assegnato alla nostra regione.
   Chiaramente,  l'impegno per una forte riqualificazione  funzionale
  del trasporto ferroviario necessita di ingenti risorse per superare
  il  gap  infrastrutturale  con il nord  del  Paese.  Purtroppo,  la
  scarsità di risorse non consente di far fronte a tutte le criticità
  del   nostro   sistema  ferroviario,  per  cui  occorre   procedere
  individuando  delle  priorità di intervento e privilegiando  quelle
  opere  che  consentano di massimizzare i benefici,  in  termini  di
  riduzione  dei  tempi  di percorrenza, senza ricorrere  ad  ingenti
  investimenti.
   E'  appunto  questa la logica che si sta seguendo nel  predisporre
  l'aggiornamento  dell'A.P.Q. per il quale si succedono,  in  questi
  giorni,  gli  incontri con le competenti strutture  tecniche  delle
  Ferrovie.
   L'orientamento  del Governo è quello di sfruttare  l'occasione  di
  trasferimento,  dallo  Stato alla Regione Sicilia,  dei  compiti  e
  delle funzioni inerenti la materia dei servizi ferroviari regionali
  in  gestione  a Trenitalia per addivenire ad un'intesa  complessiva
  con  lo  Stato  e con le Ferrovie, RFI e Trenitalia, finalizzata  a
  dare continuità al processo di ammodernamento e rilancio funzionale
  del  trasporto  ferroviario  in Sicilia  già  avviato  con  il  già
  accennato    A.P.Q..   Un'intesa   che   per    il    conseguimento
  dell'obiettivo, che si auspica condiviso anche dallo Stato, di dare
  nuovo  impulso a tale processo di ammodernamento dovrà  articolarsi
  in  due strumenti operativi: il Contratto di programma con RFI  per
  gli  investimenti sulla rete e sugli impianti e il futuro contratto
  di  Servizio  con  Trenitalia  per gli investimenti  sul  materiale
  rotabile, utilizzando la quota spettante alla nostra Regione,  pari
  al  23,87% dei fondi FAS, per complessivi 960 milioni di euro,  che
  lo Stato ha destinato per investimenti delle Ferrovie con l'art. 25
  del d.l. 185/2008.
   Il  problema  della riduzione dei servizi di traghettamento  sullo
  Stretto, come anche dei collegamenti di lunga percorrenza Sicilia -
  Continente,  è  una  diretta conseguenza  della  contrazione  delle
  risorse  che lo Stato destina per il mantenimento dei c.d. "servizi
  universali",  di  quei servizi che non hanno un forte  mercato,  e,
  quindi,  risultano in perdita, ma che debbono essere  sovvenzionati
  per  la  loro  sopravvivenza dallo Stato, al fine di  garantire  la
  continuità territoriale e per ragioni di coesione sociale.
   Trattasi  di servizi che per la loro natura e per le finalità  che
  perseguono  devono essere necessariamente finanziati a  carico  del
  bilancio  dello Stato. Per cui da parte della Regione la  questione
  sarà  posta, con la dovuta forza e determinazione, al tavolo  della
  trattativa  con  lo Stato e le Ferrovie, al fine di  verificare  se
  sussistono  le condizioni per far rientrare nell'ambito dell'intesa
  che  si andrà a stipulare, relativamente alla questione ferroviaria
  siciliana, anche l'impegno dello Stato a mantenere quel  numero  di
  corse  marittime giornaliere fra le due sponde dello Stretto idoneo
  ad assicurare la continuità territoriale.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Salute»

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute,  premesso che la sezione centrale della Corte dei conti  ha
  svolto  un'indagine  sulla situazione del deficit  sanitario  della
  Regione siciliana rilevando, tra l'altro, 'gravi disfunzioni  sulla
  gestione amministrativa e contabile di alcune aziende';

   considerato  che  particolari  criticità  sono  state  riscontrate
  dall'advisor contabile, il quale faceva presente che 'i  costi  tra
  consuntivo e IV trimestre 2008 rilevano un decremento per circa  90
  milioni di euro';

   considerato ancora che:

   la  Corte  dei  conti ha inoltre eccepito che: 'in alcune  aziende
  risultano   forti   variazioni  di  rimanenze   che   sembrerebbero
  sovradimensionate per la normale gestione delle aziende in  quanto,
  se  rapportate al consumo, evidenzierebbero scorte in  taluni  casi
  superiori ai due mesi di normale attività';

   'la  dimensione  dello stock è talmente alta da  non  giustificare
  un'azione  di  contenimento  e  di diminuzione  delle  giacenze  di
  magazzino  in  un  periodo di vigenza del piano  di  rientro  e  di
  efficientamento della gestione';

   considerato infine che:

   l'advisor  ha  precisato  che  'le  verifiche  effettuate  per  le
  prestazioni  acquistate dal privato accreditato sono  basate  sulla
  coerenza  in  sede  storica  del  dato,  in  quanto  non  si  ha  a
  disposizione alcun flusso informativo per verificare la  produzione
  effettivamente   effettuata  con  la   valorizzazione   portata   a
  bilancio';

   'per   l'anno  2009  la  manovra  necessaria  sulla   spesa   dopo
  l'utilizzazione del fondo transitorio di accompagnamento è valutata
  in 192,780 milioni di euro';

   ritenuto che:

   alla  luce  delle suddette osservazioni della Corte dei  conti,  i
  presupposti  per l'avvio della procedura di commissariamento  della
  Regione non sono del tutto superati;

   le  criticità  rilevate dalla Corte dei conti, pur trattandosi  di
  valutazioni  su  dati antecedenti all'avvio del  riordino  previsto
  dalla l.r. n. 5/2009, sono estremamente significative;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per superare  le
  predette   osservazioni  della  Corte  dei  conti  ed  evitare   il
  commissariamento.». (1027)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 1027, con  la  quale
  l'onorevole Barbagallo chiede notizie circa le iniziative assunte a
  seguito dei rilievi segnalati dalla Corte dei conti in relazione ad
  un'indagine sul sistema sanitario, si rappresenta quanto segue.
   Come  evidenziato nell'interrogazione in argomento,  le  criticità
  rilevate  dalla  Corte  dei  Conti  fanno  riferimento  a  dati   e
  informazioni  antecedenti  all'avvio  del  riordino  del   Servizio
  Sanitario Regionale, previsto dalla legge regionale n. 5/2009  che,
  alla  data  odierna,  ha  raggiunto  un  significativo  livello  di
  attuazione  mediante  l'emanazione  di  provvedimenti  e  atti   di
  programmazione e attuazione, in coerenza con i tempi e le  modalità
  indicate nella stessa legge.
   Assumono rilevanza, in questo contesto, gli interventi destinati a
  produrre  effetti strutturali in relazione sia agli  obiettivi  del
  Piano   di   rientro  che  alla  riqualificazione   dell'assistenza
  sanitaria regionale.
   In  particolare,  per quanto concerne le gravi  disfunzioni  sulla
  gestione  amministrativa  e  contabile di  alcune  aziende,  questa
  Amministrazione ha definito il Documento programmatico mirato  alla
  realizzazione di uno specifico intervento di investimento, ai sensi
  dell'art. 79, comma 1 sexies, della Legge n. 133/2008 ed  in  linea
  con  le  finalità  indicate nella stessa  norma,  finalizzato  alla
  raccolta  sistematica  dei  dati  necessari  per  il  governo   del
  disavanzo  della  spesa nel settore sanitario e  per  monitorare  i
  Livelli Essenziali di Assistenza, attraverso la governance unitaria
  dei  processi gestionali, garantendone la trasparenza coerentemente
  con  la  metodologia  di analisi definita nell'ambito  del  sistema
  nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (SWEAS)
  e  con  il  modello  individuato dal sistema informativo  sanitario
  nazionale (NSIS).
   A  tal  fine,  in data 11/12/2009 è stato stipulato  l'Accordo  di
  Programma  tra  il  Ministero  della  Salute  di  concerto  con  il
  Ministero  dell'Economia e delle Finanze e  la  Regione  siciliana,
  finalizzato  alla realizzazione dell'investimento per  l'attuazione
  del  citato  art.  79,  i  cui obiettivi  vengono  riassunti  nelle
  seguenti tre macroaree:
   -  una  componente  "immateriale"  orientata  alla  progettazione,
  realizzazione  e condivisione su base regionale di  un  modello  di
  monitoraggio  del  sistema sanitario locale, con  accrescimento  di
  competenze  e  di  metodologie di analisi dei dati  sia  a  livello
  aziendale sia a livello regionale;
   -  una  componente  dedicata agli interventi  di  adeguamento  dei
  sistemi   informativi   aziendali   al   fine   di   garantire   la
  disponibilità,  integrazione  e affidabilità  dei  dati,  preceduta
  dall'analisi  dei fabbisogni delle aziende sanitarie a  livello  di
  strumenti gestionali;

   -   una   componente  di  realizzazione  del  Sistema  Informativo
  Direzionale, integrato con le metodologie definite nell'ambito  del
  Sistema   nazionale   di   verifica  e  controllo   dell'assistenza
  sanitaria,  di cui all'art. 1, comma 288, della Legge  23  dicembre
  2005, n. 266 e con i modelli dei dati del NSIS.

   In  attuazione del citato Accordo, con D.A. n. 799  del  17  marzo
  2010, questo Assessorato ha provveduto all'indizione della Gara per
  l'affidamento  dei Servizi di consulenza direzionale  ed  operativa
  previsti  dallo stesso. Una volta a regime, gli interventi previsti
  costituiranno   un   investimento  immateriale  permanentemente   a
  disposizione  delle  singole  aziende  sanitarie  e   del   sistema
  sanitario regionale, per il governo della sanità ed il mantenimento
  dell'equilibrio gestionale di lungo periodo.
   Fra  le  attività  previste nel Capitolato di Gara  sono  comprese
  anche  quelle inerenti il monitoraggio e controllo dei  consumi  di
  medicinali, presidi e altro materiale, al fine di attuare le azioni
  correttive  delle criticità emerse al riguardo a carico  di  alcune
  aziende.  A  tal  fine,  fra gli obiettivi assegnati  ai  Direttori
  Generali  delle  nuove  Aziende Sanitarie, corredati  dai  relativi
  indicatori, che integrano in modo formale e sostanziale i contratti
  di  lavoro  individuali, è stata inserita la  realizzazione  di  un
  compiuto  sistema  contabile/gestionale unitario  che  integri  gli
  applicativi  esistenti e quelli da implementare, con riguardo  alla
  gestione  degli ordini, dei magazzini, del personale e dei  cespiti
  con  la  contabilità, in modo da consentire anche la tenuta di  una
  corretta   contabilità  analitica  finalizzata  al   controllo   di
  gestione.
   Al   riguardo,   questa   Amministrazione  ha   provveduto   anche
  all'elaborazione di una serie di progettualità fra loro  integrate,
  per il conseguimento degli obiettivi inerenti la predisposizione di
  un  piano  dei  centri  di costo e dei fattori  produttivi  per  la
  contabilità  analitica  a valenza regionale  e  la  definizione  di
  idonee  direttive  sulle  modalità di contabilizzazione  dei  costi
  diretti, indiretti e generali.
   Fra  le  suddette  progettualità sono stati attivati  il  Progetto
  "Formazione  in  aula  e  sul campo sul  sistema  di  Controllo  di
  Gestione"  e la  Istituzione continuativa e sistematica  di  flussi
  informativi gestionali a supporto delle verifiche trimestrali .
   Infine, non si può mancare di evidenziare che, in occasione  della
  riunione  congiunta  del  Tavolo  tecnico  per  la  verifica  degli
  adempimenti  regionali, con il Comitato Permanente per la  verifica
  dei  LEA, tenutasi in data 23 marzo 2010, il Tavolo Ministeriale  a
  seguito  delle  verifiche annuale e trimestrali 2009,  ha  concesso
  l'erogazione  di  ulteriori  quote  delle  risorse  spettanti  alla
  Regione  siciliana  fino a tutto l'anno 2007, ai sensi  dell'art.1,
  comma  6-bis,  del  Decreto  legge  n.  189/2008,  convertito   con
  modificazioni  dalla Legge n.2/2009, precisando  che  le  ulteriori
  risorse,  fondo di accompagnamento per l'anno 2009 e quota premiale
  per  l'anno  2009,  potranno essere erogate  subordinatamente  alla
  verifica positiva della chiusura definitiva del Piano di Rientro e,
  pertanto, allo stato dei fatti e degli atti consolidatisi l'ipotesi
  di commissariamento della Regione appare anacronistica.».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   BARBAGALLO.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che  a distanza di oltre  dieci  anni  (G.U.  n.
  231/1999) non è stato ancora recepito l'atto d'intesa Stato-Regioni
  su    'Determinazione   dei   requisiti   minimi    standard    per
  l'autorizzazione  al funzionamento e l'accreditamento  dei  servizi
  privati di assistenza alle persone dipendenti da sostanze d'abuso';

   sulla  base della normativa vigente e, in particolare, della  l.r.
  n.  64  del  1984,  in  Sicilia operano  52  SERT  e  19  strutture
  convenzionate,  oltre agli enti ausiliari che gestiscono  strutture
  per    la   riabilitazione   e   il   reinserimento   sociale   dei
  tossicodipendenti;

   considerato che:

   l'attenzione  nei confronti delle strutture pubbliche  e  private,
  che  svolgono attività di prevenzione e cura o terapeutica o socio-
  assistenziale   per  i  tossicodipendenti,  è  stata  assolutamente
  marginale;

   gli organici delle strutture pubbliche sono carenti e le rette per
  le comunità terapeutiche non sono congrue;

   ritenuto che:

   negli  ultimi anni sono avvenuti cambiamenti rilevanti  tanto  nel
  versante  del  consumo  che su quello delle  strategie  di  cura  e
  riabilitazione;

   il   miglioramento   della  qualità  della  vita   delle   persone
  tossicodipendenti  e  la prevenzione dell'emarginazione  richiedono
  una gamma di servizi diversificati, ma integrati tra di loro;

   per sapere:

   le  ragioni del ritardo nel recepimento dell'accordo Stato-Regioni
  del 5 agosto 1999 sopra richiamato;

   quali  iniziative siano state assunte per dotare la Sicilia di  un
  vero e proprio piano d'azione regionale sulle droghe.». (1113)

   Risposta.  - «In ordine all'interrogazione n. 1113, con  la  quale
  l'onorevole  Barbagallo  chiede notizie in  merito  alle  misure  a
  sostegno  della  lotta contro le tossicodipendenze in  Sicilia,  si
  rappresenta che con decreto assessoriale n. 1776 del 7 luglio  2010
  questo  Assessorato, di concerto con l'Assessorato della  famiglia,
  ha  recepito  l'Atto  di intesa Stato-Regioni  del  5  agosto  1999
  riguardante  la  determinazione dei requisiti minimi  standard  per
  l'autorizzazione  al  finanziamento  e  per  l'accreditamento   dei
  servizi  privati per l'assistenza a persone dipendenti da  sostanze
  d'abuso.
   Con  il  medesimo provvedimento si è stabilito che entro  sessanta
  giorni  dalla  pubblicazione dello stesso i soggetti  già  inseriti
  nell'Albo   di  cui  alla  legge  regionale  n.  64/1984   dovranno
  presentare  istanza  di  accreditamento  istituzionale  secondo  le
  modalità  previste  nell'allegato tecnico prevedendo,  altresì,  la
  tempistica per l'adeguamento delle strutture.».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo