Presidenza del presidente Cascio
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto Farina' di
Vicenza
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto
agli studenti dell'Istituto Farina' di Vicenza.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Beninati, Colianni, Falcone, Incardona, Lentini, Nicotra
e Panepinto.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità
- N. 982 - Notizie in merito al processo di dismissione dei treni
merce che interessa il Sud.
Firmatario: Vitrano Gaspare
- da parte dell'Assessore per la salute
- N. 1027 - Notizie sulle iniziative assunte a seguito dei rilievi
segnalati dalla Corte dei conti in relazione ad un'indagine sul
sistema sanitario.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
- N. 1113 - Misure a sostengo della lotta contro le
tossicodipendenze in Sicilia.
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'art. 18 dello Statuto della Regione
recante disposizioni concernenti la sospensione e la revoca del
trattamento pensionistico per i soggetti sottoposti a misure
restrittive della libertà personale o condannati per reati di
terrorismo o di criminalità organizzata (n. 589)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
Leontini, Pogliese, Vinciullo, Buzzanca, Falcone, Bosco, Beninati,
Campagna, Corona, D'Asero, Limoli, Mancuso, Scoma, Torregrossa in
data 29 luglio 2010
- Norme per il riordino degli istituti regionali paritari (n. 591)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Greco,
Adamo e Raia in data 29 luglio 2010
- Norme per la previsione della doppia scheda per l'elezione del
sindaco e del presidente della provincia regionale e per la
costituzione del seggio unico (n. 593)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pogliese,
Caputo, Falcone e Vinciullo in data 30 luglio 2010.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e inviati alle Commissioni legislative:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme di proroga degli sportelli multifunzionali (n. 592)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Fagone,
Lentini, Panarello, Dina, Beninati, Campagna, Caronia, Currenti,
Forzese, Marinese, Marziano, Mattarella, Picciolo, Rinaldi, Scilla
e Lupo in data 29 luglio 2010 - inviato in data 29 luglio 2010
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili di cui al D.A. 24/5/2010 (n.
590), di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Nicotra, Adamo, Greco e Mineo in data 29 luglio 2010, inviato in
data 2 agosto 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge é stato
inviato alla Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Interventi di prevenzione e misure di sostegno per le donne ed i
minori vittime di violenza (n. 580), di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 agosto 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro, in data 30 luglio
2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 585
Interventi in favore dei comuni della provincia di Palermo colpiti
dalle piogge alluvionali tra l'autunno e l'inverno 2009/2010'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
Commissione legislativa:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Definizione dei criteri generali, delle condizioni e delle
modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie, attraverso
la sottoscrizione di contratti di programma regionali per lo
sviluppo delle attività industriali, di cui all'art. 6 della l.r.
16/12/2008, n. 23, così come modificato ed integrato dalla l.r. 6
agosto 2009, n. 9 (n. 104/III)
reso in data 27 luglio 2010 inviato in data 29 luglio 2010.
Comunicazione di approvazione di risoluzione da parte di
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione, lavoro' (V) nella seduta n. 141 del 28 luglio 2010 ha
approvato la seguente risoluzione:
Indirizzo in ordine alla proroga degli sportelli multifunzionali
(n. 5/V).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DONEGANI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che da organi di stampa si apprende che il Governo
regionale starebbe avviando procedure finalizzate alla emanazione
di bandi di concorso in sanità per più di 2900 posti;
considerato che da dati inconfutabili, tratti dall'analisi fornita
dagli stessi uffici dell'Assessorato Salute, risulta che in Sicilia
non solo ci sono nelle strutture pubbliche certamente 600 medici in
esubero da rottamare o da mettere in mobilità interregionale, ma
addirittura, quando il nuovo sistema andrà a regime, gli esuberi
saranno più consistenti, visto che a parametri corretti i medici
che andrebbero messi fuori dal circuito potrebbero arrivare a 3500
unità;
verificato che i dati di cui sopra emergono chiaramente dalle
tabelle consegnate ai direttori generali e alle organizzazioni
sindacali della dirigenza medica dall'Assessore al ramo secondo le
quali occorreranno: medici 0,60 per ogni posto letto;
infermieri 1,3 per ogni posto letto, con un rapporto di 2,3
infermieri per medico;
ritenuto che occorre fare una ulteriore riflessione: la drastica
riduzione dei posti letto provoca notevoli esuberi, c'è il divieto
di sforare la massa economica salariale assegnata per il numero di
personale medico, infermieristico ed amministrativo in servizio,
c'è l'obbligo di abbattere questo capitolo di spesa in modo
considerevole (la sola azienda ospedaliera universitaria
policlinico di Catania deve ridurlo di 6 milioni di euro), i medici
precari sono oltre 1500, se tali figure professionali non sempre,
per non dire quasi mai, appartengono a quelle specialità in cui ci
sono reali carenze (per semplificare ci sono precari nell'area di
chirurgia a fronte di una forte presenza di esubero mentre non ci
sono precari in aree quali la nefrologia, l'anestesia, la
rianimazione, la dialisi, ecc., a fronte di una carenza cronica);
considerato pertanto che una eventuale immissione in servizio di
personale paramedico potrebbe avvenire solo eliminando le figure
mediche, perché è obbligatorio e vincolante che i conti devono
andare a pareggio alla voce 'spesa per il personale', per cui se
c'è bisogno di un infermiere basta 'rottamare' un medico;
ritenuto inoltre che sarebbe ora di smetterla con la schizofrenia
della 'politica dei 2 sacchi', secondo cui con uno si spoglia di
fatto il sistema pubblico e con l'altro si danno promesse e
speranze per coloro i quali temevano già la fine, e che la
'politica' delle riforme dovrebbe difendere tutti i lavoratori, sia
quelli che hanno un lavoro e stanno per perderlo, sia quelli che
sono stati sottopagati e sfruttati e sperano di non perderlo, sia
coloro che sperano di entrare un giorno o l'altro nel circuito del
lavoro. E' tempo di essere chiari e non 'illusionisti';
per sapere:
se tutto ciò sia vero, come intendano, alla luce delle
considerazioni in premessa, bandire e coprire 2900 nuove assunzioni
nel comparto;
se abbia discusso di tutto ciò con i direttori generali e sanitari
che hanno già inviato ai medici lettere di recesso dal rapporto di
lavoro, liberando così posti 'virtuali' per i quali purtroppo, a
termine di legge non si possono, proprio perché in esubero, bandire
concorsi;
al fine di non ridurre l'annuncio ad uno squallido spot
elettorale, con quali fondi, risorse finanziarie, criteri di
trasparenza e qualità voglia attuare il suddetto programma, così
tanto enfatizzato». (1304)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
LIMOLI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che la
società TERNA, proprietaria della rete elettrica di trasmissione
nazionale, ha promosso la realizzazione di un elettrodotto il cui
tracciato crea gravi problemi di impatto ambientale nel centro
abitato di serro del comune di Villafranca Tirrena in provincia di
Messina;
considerato che:
l'amministrazione comunale di Villafranca Tirrena, nel corso
dell'iter avviato nel 2005, non ha mai investito il consiglio
comunale della vicenda;
tale comportamento vanifica il percorso, opportunamente promosso
dalla Regione, fondato sul partenariato istituzionale che
presuppone un coinvolgimento delle popolazioni e segnatamente del
massimo organo di rappresentanza qual è il consiglio comunale;
le decisioni della giunta assumono profili di illegittimità per le
autorizzazioni rilasciate in difformità dal piano regolatore
generale senza l'approvazione del consiglio comunale;
in ogni caso, i cittadini di Villafranca Tirrena ed in
particolare quelli residenti nella frazione di Serro sono stati
esclusi dalla discussione e dalle scelte operate
dall'amministrazione comunale;
il tracciato, definito per la realizzazione dell'elettrodotto,
ricade all'interno della zona di protezione speciale (ZPS)
ITA030042 e, soprattutto, a ridosso dell'abitato di Serro
determinando rischi per la salute dei cittadini per l'esposizione
continua alle onde elettromagnetiche;
la giunta, surrogando le competenze del consiglio comunale, in
data 12 gennaio 2007, ha deliberato l'approvazione del protocollo
d'intesa;
successivamente, in data 27 marzo 2008, dopo avere rilevato che il
tracciato interessa una zona E1 con vincoli derivanti da interventi
inseriti nel PRUSST Valdemone adottata con deliberazione consiliare
n. 61 dell'11 dicembre 2001 ed una zona F1 destinata a parco
naturale attrezzato di progetto esprime comunque, in
considerazione dell'importanza dell'opera, parere favorevole di
compatibilità urbanistica ';
molti degli interventi previsti nel PRUSST nel 2008 erano stati
già realizzati nel momento in cui fu rilasciato il predetto parere;
il parco naturale e l'area circostante sono contigui all'abitato
di Serro e sono abitualmente frequentati dai residenti e dai
turisti;
uno dei tralicci è previsto al centro del predetto parco e quindi
vicino al centro abitato con presumibili effetti negativi per la
salute e l'incolumità pubblica;
il progetto appare in difformità con la direttiva habitat
dell'Unione europea e, forse perciò, non risultano acquisiti i
pareri comunitari necessari;
le stesse autorizzazioni rilasciate dalle competenti autorità
appaiono viziate dalla genericità del protocollo sottoscritto,
fondato su una ipotesi di corridoio' molto ampio e non sul
tracciato definitivo e dalla mancata evidenziazione della vicinanza
dell'elettrodotto alle abitazioni;
il consiglio comunale di Villafranca Tirrena, su proposta della
minoranza consiliare, ha votato, all'unanimità, un ordine del
giorno volto a sollecitare la modifica del tracciato e gli abitanti
di Serro hanno avviato una petizione con lo stesso obiettivo;
per sapere:
se non ritengano necessario verificare la regolarità delle
procedure che hanno portato all'approvazione del sopra citato
progetto, a partire dalle autorizzazioni rilasciate dal comune di
Villafranca Tirrena;
se non considerino opportuno, alla luce dei fatti evidenziati,
sollecitare TERNA ad una revisione del predetto progetto ed alla
definizione di un tracciato alternativo che elimini le attuali
criticità e consenta la tutela da qualunque rischio per la
sicurezza e la salute degli abitanti di Serro». (1307)
PANARELLO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, vista la mozione
approvata dal consiglio comunale di Calatabiano (CT) il 12 luglio
c.a., ove si denunciano lavori di movimento terra che da parecchi
mesi sarebbero in corso nell'alveo del fiume Alcantara, in contrada
Dirupo, che avrebbero creato una barriera artificiale;
ritenuto che l'enorme quantitativo di massi e terra depositati
nell'alveo del fiume possano costituire pericolo in caso di piogge
abbondanti e persistenti;
rilevato, peraltro, che in prossimità dello sbarramento insiste un
pozzo per l'attingimento dell'acqua che potrebbe essere distrutto
da una esondazioni del fiume;
considerato che il carattere torrentizio del flusso idrico del
fiume, il cui bacino raccoglie le acque meteoriche di un vasto
territorio, può avere la forza di trascinare i massi che vi sono
stati artificialmente trasportati e depositati, creando pericolo
per i ponti esistenti a valle (ponti delle ferrovie,
dell'autostrada A18 e della strada statale 114);
per sapere:
se e da chi tali sbancamenti siano stati autorizzati;
quali controlli vengano esercitati su tali lavori;
quali iniziative siano state assunte per il pronto ripristino e la
tutela dei luoghi». (1308)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
RAIA
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
presso l'azienda municipale trasporti di Catania la
quattordicesima mensilità non risulta essere stata regolarmente
corrisposta ai dipendenti;
il parco vetture circolanti dell'AMT è stato ulteriormente ridotto
da 200 a 130 a causa della impossibilità di acquistare presso gli
abituali fornitori i pezzi di ricambio per mancanza di liquidità;
rilevato che:
dinanzi tale situazione, un dipendente ha esercitato i propri
diritti sindacali esternando in una trasmissione televisiva la
preoccupazione delle maestranze per il futuro dell'azienda,
denunciando al contempo l'inerzia del consiglio di amministrazione;
a seguito di tale denunzia il dipendente è stato sottoposto a un
tentativo di intimidazione attraverso un grave provvedimento
disciplinare che lo condanna dall'1 agosto 2010 alla retrocessione
retributiva al livello immediatamente inferiore per un anno;
per sapere:
quali iniziative vengano adottate per vigilare sulla corretta
amministrazione e funzionalità delle società che gestiscono il
trasporto nelle città della Sicilia;
quali iniziative siano assunte per garantire nelle aziende
siciliane, in particolare in quelle che operano con fondi pubblici,
il rispetto dei diritti sindacali e la trasparenza amministrativa».
(1309)
RAIA
«All'Assessore per la salute, premesso che:
in data 21 aprile 2005, l'Assessorato regionale sanità ha
notificato all'azienda ospedaliera Papardo di Messina un
finanziamento del Ministero della salute di euro 30.987.413,95 per
la realizzazione di un centro di eccellenza oncologico nell'ambito
del p.o. Papardo Messina;
successivamente il predetto finanziamento, a seguito di accordo di
programma Stato - Regioni, è stato incrementato ulteriormente di
euro 10.000.000,00 per un totale complessivo pari ad euro
41.000.000,00 circa;
nell'ambito della realizzazione del predetto progetto è stata
prevista l'istituzione di n. 173 posti letto;
considerato che:
i lavori, ad oggi, risultano ancora in corso di realizzazione e
prossimi al loro completamento;
l'articolo 23 della l.r. n. 5 del 14 aprile 2009 Norme per il
riordino del servizio sanitario regionale' dispone lo scioglimento
delle tre fondazioni destinatarie della struttura, in particolare
Fondazione Gesualdo Clementi' di Catania - centro di eccellenza
ortopedico, Fondazione Michele Gerbasi' di Palermo - centro di
eccellenza materno infantile, Fondazione Saverio D'Aquino' di
Messina - centro di eccellenza oncologico. Lo stesso articolo 23,
al comma secondo, dispone che Il centro di eccellenza oncologico
di cui alla Fondazione Saverio D'Aquino' di Messina in ogni caso
deve essere attivato nella città di Messina';
il D.A. n. 0748/1C a firma dell'assessore regionale per la salute,
dottor Massimo Russo, non pubblicato nel sito dell'Assessorato
regionale Salute, quantifica il numero dei posti letto nell'azienda
ospedaliera Papardo Piemonte in n. 495 posti letto, di cui 435
ordinari e 60 in day hospital;
nel suddetto decreto non viene fatto alcun riferimento alla
realizzazione del predetto centro di eccellenza oncologico Papardo
Messina, né al finanziamento pubblico da parte del Ministero, né
infine al numero dei posti letto da assegnare al predetto centro di
eccellenza oncologico Papardo Messina;
ritenuto che:
non risultano pertanto individuati nella rete ospedaliera
siciliana i lavori in corso per il centro di eccellenza oncologico
Papardo Messina ed i relativi posti letto;
pertanto l'opinione pubblica potrebbe legittimamente dubitare
della reale destinazione dei finanziamenti da parte del Ministero,
in quanto l'originaria previsione non viene né citata nel decreto
né rispettata nei fatti;
tale disattenzione, nel caso in cui non venisse regolarizzata,
potrebbe dare adito a profili di illegittimità giuridica e
responsabilità contabile. In particolare, si evidenzia il mancato
rispetto dell'articolo 23 della l.r. n. 5 del 2009 ed il relativo
danno erariale provocato. Infatti, la destinazione del
finanziamento ministeriale è vincolata alla realizzazione del
centro di eccellenza oncologico Papardo Messina e non ad altre
destinazioni;
nel mese di aprile 2010 l'Assessorato regionale Salute, con nota
inviata al direttore del Servizio III infrastrutture e
successivamente inoltrata al direttore generale dell'azienda
ospedaliera Papardo Piemonte, ha disposto che i lavori del centro
oncologico vengano completati in coerenza con la rimodulazione
della rete ospedaliera siciliana;
se ne desume, pertanto, che non essendo previsti nel decreto i
posti letto e le discipline inerenti l'oncologia, con tale
direttiva si intende disapplicare le previsioni e gli obiettivi
iniziali riguardanti il centro oncologico e i relativi 173 posti
letto in più che la sua istituzione comporterebbe;
per sapere se intenda:
rispettare la destinazione vincolata del finanziamento
ministeriale che prevede l'istituzione del centro di eccellenza
oncologico Papardo Messina;
modificare il decreto assessoriale n. 0748/1C, prevedendo
espressamente la disciplina del centro di eccellenza oncologico
Papardo Messina e destinando i 173 posti letto al predetto centro
di eccellenza, così come previsto nel progetto di realizzazione del
centro i cui lavori sono in corso di ultimazione». (1310)
BENINATI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
in questi ultimi mesi, gli organi di stampa hanno raccontato
quotidianamente di un'operazione di acquisizione in corso, da parte
della Regione siciliana, delle compagnie di navigazione Tirrenia e
Siremar;
secondo queste notizie, tale acquisizione dovrebbe avvenire
tramite una nuova società, la Mediterranea Holding', che vede la
Regione azionista di maggioranza, con il 37 per cento delle azioni;
considerato che le uniche notizie in possesso dei deputati
dell'ARS sono quelle provenienti dagli organi di informazione,
situazione assolutamente inusuale visto che, a quanto pare, si
tratta di acquisire una compagnia decisamente antiquata' per mezzi
e, soprattutto, con un carico debitorio non indifferente;
tenuto conto che:
tale operazione vede coinvolti migliaia di lavoratori che, a causa
di queste notizie non confermate, vivono in uno stato,
assolutamente deleterio, di insicurezza per il loro futuro;
diventa improcrastinabile avere certezze e chiarimenti sull'iter
di questa operazione commerciale, al fine di poter esaminare, in
Aula, tutti i risvolti sociali, economici e tecnici di un'eventuale
regionalizzazione delle suddette compagnie;
per sapere se non ritengano urgente illustrare all'Assemblea
regionale siciliana quali siano le motivazioni dell'acquisizione
delle compagnie di navigazione Tirrenia e Siremar, a quanto ammonti
l'investimento previsto, da quali capitoli del bilancio regionale
venga prelevato, se esistano finanziamenti statali e quali
provvedimenti si intendano adottare per salvaguardare i posti
occupazionali dei lavoratori della Tirrenia e Siremar». (1311)
MINEO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, premesso che:
gli articoli 14 e 17 dello Statuto siciliano attribuiscono alla
Regione siciliana competenze specifiche in materia che possono
interferire nel campo dell'inquinamento atmosferico. Tale
attribuzione è regolamentata dal decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112, concernente Conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali in
attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59' e dalla
legge 22 febbraio 2001, n. 36, legge quadro sulla protezione dalle
esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici' ;
tali interventi sono stati richiesti alla luce di quanto successo
a Giampilieri (ME), dove il mancato rispetto delle più semplici
norme di tutela dell'ambiente ha causato una frana dalle
conseguenze, purtroppo, tragiche per la popolazione del luogo;
tenuto conto che:
si rendeva necessario dare attuazione alla normativa nazionale,
con particolare riferimento al decreto legislativo n. 198/2002 e
alla legge n. 36/2001;
con decreto assessoriale n. 225/Gab del 20 novembre 2002,
l'Assessore pro tempore per il turismo istituiva presso il
dipartimento trasporti e comunicazioni della Regione siciliana la
commissione tecnica per le comunicazioni in Sicilia;
considerato che:
tra le determinazioni assessoriali si prevedeva la definizione di
uno schema di disegno di legge organico per il riordino delle
comunicazioni in Sicilia, relativamente alle emissioni di
elettrosmog;
dal 1998 al 2008 sono stati presentati ben undici disegni di
legge, con argomento Norme a tutela sanitaria della popolazione e
dell'ambiente dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici', ma a tutt'oggi manca una legge che disciplini
tale fattispecie;
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo
2002 prevedeva delle modalità di utilizzo dei proventi derivanti
dalle licenze UMTS di cui all'articolo 103, commi 1 e 2, e 112
della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
sia il Governo nazionale che quello regionale hanno dato ampie
garanzie di interventi straordinari sul territorio se sussistevano
richieste provenienti dagli enti locali interessati alla tutela
dell'ambiente;
per sapere:
a quali risultanze sia giunta la commissione tecnica per le
comunicazioni in Sicilia, istituita con il citato decreto
assessoriale n. 225/Gab;
se e come siano stati investiti i fondi destinati alla riduzione
delle emissioni elettromagnetiche secondo le finalità indicate
dall'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 28 marzo 2002, pubblicato nella Gazzetta ufficiale
della Repubblica italiana n. 137 del 13 giugno 2002». (1312)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
in data 19 luglio 2010 un vastissimo incendio ha distrutto il
monte di Erice (TP);
l'incendio, pur non essendo state ancora quantificate l'estensione
esatta né l'entità degli ingentissimo danni, ha interessato oltre
200 ettari di terreno, il 20 per cento della superficie boschiva
risulta compromessa ed oltretutto sono morti gli animali custoditi
nel parco di Martogna;
la l.r. 19 agosto 1999, n. 13, recante Modifiche alla l.r. 6
aprile 1996, n. 16, concernente Riordino della legislazione in
materia forestale e di tutela della vegetazione' , attribuisce
competenze specifiche alla Regione siciliana;
considerato che:
il fuoco è divampato alle ore 18,00 del sabato e che solo all'alba
della domenica è stato domato;
la forza dirompente delle fiamme, che hanno raggiunto i 500 metri
di altezza, per oltre 20 ore ha tenuto impegnati i soccorritori, i
quali hanno dovuto evacuare alcune famiglie ed il monastero di
Sant'Anna;
sono state interrotte tutte le vie di accesso e di fuga dalla
cittadina medievale di Erice Vetta (strade comunali e provinciali,
funivia) e che quindi gli abitanti del centro storico e i turisti
sono rimasti bloccati e in preda al panico;
tenuto conto che:
quando in contrada Martogna sono divampati i primi focolai nulla
lasciava presagire quanto sarebbe successo, eppure il fronte delle
fiamme è avanzato indisturbato fino a lambire il centro abitato, da
ciò si deve concludere che la macchina dei soccorsi non è stata
solerte o forse è stata poco accorta nel prevedere gli sviluppi di
un incendio preannunciato;
lo scenario, all'indomani dell'incendio, è assolutamente desolante
e preoccupante, tanto quanto le considerazioni sulla natura dello
stesso che si susseguono in queste ore, ultima delle quali l'accusa
mossa dal sindaco della città di Erice, che ha puntato l'indice
contro l'Azienda forestale, inviando oltretutto un'ordinanza
rivolta al Presidente della Regione siciliana, nella quale si
individua una responsabilità dello stesso, che a dire del sindaco
avrebbe lasciato incompiute una serie di opere di prevenzione,
quali i viali parafuoco nella collina di Sant'Anna, nella zona di
San Giovannello ed in località Runzi;
in una riunione presso la sede della Prefettura di Trapani,
l'Ispettorato forestale, alla sollecitazione in ordine alle mancate
opere di prevenzione degli incendi, aveva giustificato la
circostanza sostenendo che la Regione non aveva ancora messo a
disposizione i fondi necessari e che comunque, trascorso
inutilmente il termine del 15 luglio, inteso come data ultima, i
lavori di messa in sicurezza non potrebbero essere più azionati
dalla Regione;
a ciò si aggiungono le preoccupazioni del sindaco della città di
Trapani, il quale lancia un preoccupante presagio di rischio frane
dovuto al dissesto idrogeologico, anticipato dai detriti che
scendono dal monte e si riversano sulla città, ed in tal senso è
stata da quest'ultimo inviata una nota al Presidente della Regione
siciliana, alla Protezione civile nazionale e regionale e, per
conoscenza, al Prefetto di Trapani, affinché vengano attuate tutte
le iniziative necessarie ed urgenti per evitare che, con le prime
piogge autunnali, Trapani si ritrovi sommersa dall'acqua e dai
detriti che, inevitabilmente, verrebbero giù da Erice in maniera
ancora più dirompente, vista l'assoluta assenza di barriere
naturali poste dalla vegetazione ora completamente distrutta dalle
fiamme';
per sapere:
se la denuncia del sindaco di Erice trovi reale fondamento, senza
chiaramente entrare nel merito delle indagini giudiziarie che
potrebbero proseguire a seguito dell'intervento della Procura della
Repubblica, che avrebbe acquisito in queste ore relazioni e
documentazioni anche a seguito dell'esposto dello stesso sindaco
della città ericina;
se il Governo regionale intenda dare un contributo per fare
chiarezza sulla natura dolosa o meno dell'incendio, tenuto inoltre
conto che l'Assessorato regionale Territorio - Comando del corpo
forestale della Regione siciliana - servizio antincendi boschivi -
centro operativo regionale - sala operativa regionale, con nota del
26 giugno 2010 prot. n. 1663/XI, ha indicato in un elenco tassativo
obiettivi e compiti a cui devono attenersi gli operatori del Corpo
forestale, e se quindi vi siano manchevolezze ad essi addebitabili;
quali provvedimenti urgenti intendano adottare per impedire in
futuro il verificarsi di incendi di tale entità ed evitare che
interventi insufficienti ed intempestivi, in simili circostanze,
arrechino un ulteriore danno;
quali provvedimenti urgenti intendano porre in essere per
ristorare i gravissimi danni subiti nell'incendio di cui in
oggetto». (1314)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana, in data 8 aprile 2010, ha
approvato la legge n. 9 che modifica e disciplina il settore della
raccolta e distruzione dei rifiuti solidi urbani in Sicilia;
nello specifico, il comma 1 dell'articolo 5 riduce da 27 a 10 il
numero degli ambiti territoriali ottimali nel settore dei rifiuti
e, con l'articolo 19, stabilisce i criteri e detta le norme da
adottare nella fase transitoria di applicazione della suddetta
legge;
a tal proposito, il comma 1 dell'articolo 19 recita testualmente:
Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi e
le società d'ambito ( ) sono posti in liquidazione. Agli stessi ( )
sono preposti commissari liquidatori nominati dall'assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità ;
considerato che:
nonostante le precise disposizioni della succitata normativa
regionale, alla data odierna nessun ATO rifiuti è stato ancora
commissariato;
questa mancata applicazione dell'articolo 19 della legge regionale
9 dell'8 aprile 2010 sta causando movimenti all'interno degli ATO
(in teoria in fase di scioglimento) assolutamente incomprensibili,
come, per esempio, il rinnovo dei consigli di amministrazione e/o
emanazione di bandi di gara, atti illegali alla luce di quanto
stabilito dalla norma de qua;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga applicato,
nell'immediatezza, quanto disposto dalla legge regionale 8 agosto
2010, n. 9, in particolare per quanto concerne il commissariamento
degli ATO rifiuti in fase di scioglimento, così come previsto dal
comma 1 dell'articolo 19 della medesima legge;
quali provvedimenti intendano adottare nei confronti degli attuali
ATO rifiuti che hanno continuato ad operare con provvedimenti
autonomi presi in assoluto contrasto con una legge regionale in
vigore». (1317)
SCILLA - ADAMO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
DONEGANI, segretario f.f.:
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'Agenzia del territorio ha censito nella sola Sicilia orientale
130 mila fabbricati non dichiarati;
le imposte evase da tutti questi immobili fantasma sarebbero molto
utili per i bilanci degli enti locali, oggi quanto mai sofferenti
per i continui tagli dei trasferimenti statali e regionali;
considerato che:
esistono due tipologie di evasori: gli evasori che hanno ottenuto
regolari concessioni edilizie, ma non hanno dichiarato il proprio
immobile al catasto, e gli evasori abusivi che hanno costruito
senza concessione edilizia;
al danno economico va aggiunto, pertanto, quello ambientale;
ritenuto che:
i comuni siciliani hanno fatto molto poco contro il dilagare
dell'abusivismo edilizio;
si potrebbero recuperare risorse finanziarie notevoli dal mancato
gettito delle imposte per i fabbricati non dichiarati al catasto;
per sapere quali iniziative siano state assunte nei confronti di
tutti quei comuni che non esercitano un attento controllo del
territorio». (1303)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per l'economia,
premesso che i comuni siciliani versano in grave disagio economico-
finanziario a causa della riduzione dei fondi ad essi riservati, a
fronte di più articolate competenze;
sottolineato che già ad anno inoltrato i trasferimenti relativi
alla prima trimestralità non sono stati ancora erogati, né tanto
meno il dipartimento delle autonomie locali ha provveduto alla
ripartizione delle somme, lasciando i comuni nell'assoluta
impossibilità di fare programmazione, da una parte, e nella
impossibilità di rispettare i tempi dei pagamenti verso i
creditori, dall'altra;
ritenuto inammissibile riscontrare che la ripartizione del fondo
relativo che determina la erogazione delle somme per le
trimestralità debba ancora, alla fine del mese di luglio,
concretizzarsi, quando già a gennaio i comuni dovrebbero poter
disporre dei fondi;
considerato che tale situazione genera una sempre crescente
difficoltà finanziaria degli enti locali con una pesante
inadempienza, che determina a sua volta una ricaduta negativa verso
i creditori sia in termini di mancato pagamento delle somme dovute,
sia per il clima di sfiducia verso le istituzioni, che invece vanno
difese e garantite;
per sapere in che tempi ritengano di dover provvedere alla
erogazione delle trimestralità per i comuni siciliani e quali
provvedimenti intendano assumere affinché per le prossime tranche
non si debba aspettare ancora sei mesi». (1305)
D'ASERO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
le politiche sanitarie non possono essere realizzate soltanto
sulla base di valutazioni economiche, ma devono rispondere al
fabbisogno del territorio e alle esigenze dei cittadini;
la rimodulazione della rete ospedaliera, proposta dall'ASP di
Catania e approvata con il D.A. 25 maggio 2010, presenta notevoli
disparità di trattamento nell'ambito dei tre distretti ospedalieri
e all'interno di essi;
considerato che:
il drastico taglio dei posti letto, l'inadeguatezza dei servizi di
pronto soccorso, l'abolizione, in alcuni casi, di branche
specialistiche a vantaggio di altre e i tempi biblici delle liste
di attesa determinano un peggiore servizio per i cittadini e
maggiori rischi sanitari;
nella pianificazione aziendale e regionale non sono stati
rispettati elementari diritti di uguaglianza dei cittadini in
considerazione dell'omogenea distribuzione della popolazione nei
tre distretti;
ritenuto che:
nell'ambito di ciascun distretto risultano particolarmente
penalizzati gli ospedali di Paternò, Giarre e Caltagirone poiché
non sono stati valutati parametri di efficienza e di produttività
né parametri di carattere sociale e geografico;
oltre 10.000 cittadini hanno firmato una petizione in difesa
dell'ospedale di Paternò;
per sapere quali siano le ragioni per le quali, ai fini della
determinazione e della rimodulazione dei posti letto, non siano
stati rispettati criteri di valutazione basati sulle attività degli
ospedali, così come lo stesso Assessorato regionale Salute ha
stabilito». (1306)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
l'ufficio scolastico regionale ha richiesto ai dirigenti degli
uffici scolastici provinciali di inviare un elenco dettagliato
delle scuole sedi degli osservatori di area sulla dispersione
scolastica e scuole annesse;
con nota n. 1497 del 27 maggio 2010 l'Assessorato regionale
Istruzione ha sottolineato l'esigenza di garantire un miglior
coinvolgimento nella progettualità dedicata agli istituti
scolastici che insistono sulle aree a forte rischio di marginalità
sociale ed economica';
considerato che:
l'ufficio scolastico provinciale (USP) di Catania da un anno si
occupa delle problematiche relative alla dispersione scolastica
riuscendo a creare ben 40 osservatori d'area;
il professore Maurizio Gentile (che dovrebbe coordinare a livello
regionale il settore della dispersione scolastica) ha dichiarato
che Catania poteva operare con soli 9 osservatori d'area
rispondenti ai 9 distretti socio-sanitari esistenti nel territorio
provinciale;
detta asserzione non è sostenuta da nessuna disposizione normativa
in materia;
ritenuto che:
a seguito di tale valutazione, l'ufficio scolastico provinciale di
Catania è stato costretto, ai soli fini della presentazione dei
progetti POR, ad identificare soltanto 9 osservatori;
ciò ha comportato non pochi disagi per i dirigenti scolastici e
per i docenti utilizzati nella lotta per la dispersione scolastica;
sono stati individuati su Palermo ben 15 osservatori d'area,
nonostante nella predetta provincia gli ambiti dei distretti
sociosanitari siano soltanto 10 (GURS n. 46 del 2 ottobre 2009);
tale situazione di disparità di trattamento potrebbe ripetersi
anche per l'attuazione di progetti promossi dall'Assessorato
regionale Istruzione;
per sapere quali iniziative siano state assunte nei confronti
dell'ufficio scolastico regionale per evitare scelte poco chiare e
assicurare, più in generale, una più oculata gestione delle risorse
finanziarie». (1313)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in questi ultimi giorni i giovani imprenditori siciliani hanno
denunciato lo stato di difficoltà del sistema delle imprese
evidenziando la necessità di una semplificazione amministrativa e
la necessità dell'utilizzo di risorse finanziarie comunitarie in
ambito infrastrutturale;
in particolare, alcune imprese hanno segnalato la difficoltà di
realizzazione di impianti fotovoltaici integrati o semintegrati di
potenza inferiore a 1Mw per complessità della normativa vigente che
rende eccessivamente lungo l'iter procedurale;
infatti, è emerso che per la realizzazione di impianti inferiore
ad 1Mw, in base al piano energetico regionale, necessita solo
l'autorizzazione comunale o la DIA, mentre per l'installazione del
cavidotto di collegamento alla cabina ENEL si applica il regio
decreto del 1933 che prevede la richiesta, a carico dell'azienda,
del parere a oltre 20 enti e ciò con un interessante impiego di
tempo;
considerato che tale situazione pregiudica la realizzazione di
investimenti e l'avvio di una nuova impresa;
ritenuto che in questo momento di crisi sono opportune azioni di
rilancio dell'economia finalizzate a rendere più agevole l'iter dei
procedimenti amministrativi di autorizzazione ed a favorire
l'utilizzo delle risorse comunitarie in favore dello sblocco delle
linee di intervento del POR 2007/2013. Misure necessarie per la
realizzazione di infrastrutture di trasporto al fine di migliorare
la mobilità delle merci e per rendere le aziende della Sicilia
competitive con il resto del territorio nazionale ed
internazionale;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione abbia
adottato o intenda adottare:
per avviare il processo di semplificazione amministrativa;
per eliminare le complessità e la farraginosità dell'iter
procedimentale di cui al piano energetico regionale e alla
normativa vigente del 1933;
per avviare le linee di intervento del POR 2007/2013 per il
sistema delle imprese;
per realizzare infrastrutture di trasporto necessarie per la
mobilità delle merci e per la competitività delle imprese
siciliane» (1315)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
i bandi n. 1 e n. 2 relativi alla copertura finanziaria degli
sportelli multifunzionali sono stati bloccati a seguito di alcuni
rilievi mossi dalla Corte dei conti;
nonostante sia stata prevista la copertura sino al mese di giugno
2010 molti enti non hanno erogato le somme;
i progetti formativi sono stati prorogati sino al mese di giugno
2010, ma non è stato emesso alcun provvedimento;
considerato che il perdurare di questa situazione di incertezza
può determinare il pericolo di messa in mobilità per circa 1.800
operatori degli sportelli multifunzionali;
ritenuto che:
la Regione siciliana, con la legge 6/1976, ha garantito la
continuità lavorativa ed ha riconosciuto il trattamento economico e
normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria;
per il personale privo di incarico è prevista la procedura di
mobilità;
ritenuto altresì che:
la predetta normativa è applicabile anche al personale degli
operatori della formazione professionale;
le risorse economiche dei fondi comunitari sono notevoli e che
molte delle risorse non risultano essere state né spese né
impegnate;
per sapere quali provvedimenti il Governo della Regione intenda
adottare al fine di:
tutelare e garantire il diritto al lavoro degli operatori della
formazione professionale;
per rendere noti gli elementi ostativi all'avvio del procedimento
di mobilità e i motivi della mancata copertura finanziaria a tutto
l'anno formativo». (1316)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 28 luglio 2010
(protocollata al n. 6524 AULA PG del 29 luglio successivo),
l'onorevole Incardona ha dichiarato di apporre la firma alla
mozione n. 209 Iniziative atte a promuovere, presso il Parlamento
europeo, la modifica del Reg. CE 1342/2002, in materia di
ristrutturazione dei vigneti' , presentata dall'onorevole Adamo ed
altri in data 20 luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa ad appartenenza a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, in assenza di apposita dichiarazione di
appartenenza a Gruppo parlamentare, si intende che l'onorevole
Santo Catalano resta iscritto al Gruppo Misto ai sensi del
combinato disposto dei commi 1 e 4 dell'articolo 23 del
Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 28 luglio 2010, pervenuta
il 3 agosto successivo, l'onorevole Giuseppe Lo Giudice ha
dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Misto cessando
contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare UDC .
L'Assemblea ne prende atto.
'Interventi per l'eliminazione delle carcasse animali'
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Modifiche al Titolo I della
legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente 'Interventi per
l'eliminazione delle carcasse di animali'» (336-338/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge nn. 336-338/A «Modifiche al Titolo
I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente 'Interventi
per l'eliminazione delle carcasse di animali'».
Invito i componenti la VI Commissione, «Servizi sociali e
sanitari», a prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per svolgere la
relazione.
VINCIULLO, relatore. Onorevoli colleghi, la Regione con legge
regionale 9 marzo 2005, n. 3, allo scopo di prevenire danni
all'ambiente e di tutelare la salute pubblica, ha stabilito di
intervenire per assicurare l'eliminazione, mediante incenerimento o
coincenerimento, con o senza trasformazione preliminare in impianti
riconosciuti a norma di legge, delle carcasse di animali morti in
allevamento o in abbandono appartenenti alla specie bovina,
bufalina, ovina, caprina, equina, avicola, cunicola, suina ed
ittica.
Per il triennio 2005-2007 è stata autorizzata una spesa
complessiva di 900.000 euro annui per contribuire fino ad un
massimo del 100 per cento sui costi per la raccolta e trasporto e
fino ad un massimo del 75 per cento sui costi per l'eliminazione
delle carcasse di animali. Per il triennio 2005-2007 è stata
altresì autorizzata una spesa complessiva di 100.000 euro annui
quale contributo all'avviamento e/o la gestione di consorzi
volontari di gestione dei sottoprodotti di origine animale non
destinati al consumo umano così come definiti dal regolamento CE
1774/02.
Il testo normativo è stato inviato per l'approvazione alla
Commissione U.E. la quale ha sollevato osservazioni sulla norma in
questione; nonostante i chiarimenti forniti dall'Amministrazione
regionale la Commissione U.E. ha continuato a manifestare più di
una perplessità sulla compatibilità di taluni interventi contenuti
nella citata legge regionale n. 3 del 2005 con gli articoli 87 ed
88 del Trattato CE.
In particolare le perplessità investono essenzialmente sugli
articoli 4, 5, 6 e 7 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
concernenti la delega delle attività di raccolta ed eliminazione
delle carcasse animali a consorzi volontari di gestione
appositamente costituiti e sulle modalità di erogazione dei
contributi ai consorzi medesimi.
Sulla base delle numerose richieste urgenti presentate da parte di
soggetti pubblici e privati, preso atto del permanere
dell'emergenza igienico-sanitaria sul territorio siciliano,
peraltro evidenziata dall'Assessorato regionale della salute, da
numerosi comuni e da diversi allevatori, al fine di garantire il
mantenimento delle necessarie condizioni igienico-sanitarie e per
fornire agli operatori del settore l'aiuto necessario a scongiurare
l'ulteriore crisi del settore zootecnico si ritiene necessario
riscrivere il Titolo I della citata legge regionale n. 3 del 2005
adeguandolo alle osservazioni fornite dalla U.E.
In sintonia agli indirizzi forniti dalla Unione Europea e in
coerenza con gli interventi adottati in altre regioni appare
opportuno prevedere l'affidamento della raccolta ed eliminazione
delle carcasse animali non a consorzi volontari di gestione bensì
all'Associazione regionale allevatori della Sicilia (A.R.A.S.).
Quanto sopra per i seguenti motivi:
a) l'Associazione regionale allevatori della Sicilia è un ente
privato a partecipazione regionale. Opera con fondi regionali e
nazionali per l'espletamento di una serie di attività connesse con
la pratica zootecnica e si avvale di personale tecnico operando
sull'intero territorio regionale; è dotata di uno statuto che
contempla specifiche azioni di assistenza finalizzate a consentire
agli allevatori di realizzare una più razionale ed economica
gestione degli allevamenti dal punto di vista ambientale e
sanitario pertanto anche in relazione allo smaltimento delle
carcasse dei capi morti;
b) per quanto sopra l'associazione regionale allevatori della
Sicilia potrebbe occuparsi di operare il raccordo continuo e
capillare tra gli allevatori ed i soggetti che operano la raccolta
delle carcasse, individuati tramite procedura di gara ad evidenza
pubblica, al fine di garantire il corretto smaltimento delle stesse
in tutto il territorio regionale secondo la normativa vigente in
ordine a materiali specifici a rischio. L'aiuto erogato sarebbe
interamente trasferito agli allevatori sotto forma di rimborso
parziale dei costi effettivamente sostenuti per la rimozione e
distruzione delle carcasse animali; tale procedura potrebbe
consentire un risparmio sui costi di smaltimento;
c) l'Associazione regionale allevatori della Sicilia, consultata
al riguardo, ha dato il proprio benestare di massima per
l'espletamento dei compiti di cui sopra;
d) a conforto di tale ipotesi si menziona l'aiuto di Stato n.
136/2004 C (2004) 2821 approvato dalla Commissione U.E. proprio per
la creazione nella Regione Valle D'Aosta di un sistema per la
raccolta e lo smaltimento di animali morti, che prevede appunto che
la gestione del regime di aiuto medesimo venga affidata all'AREV
(Association Régionale Eleveurs Valdotains) omologa dell'A.R.A.S.
per quella Regione; anche la Regione Lazio ha avviato una procedura
simile.
Pertanto, alla stregua di quanto sopra esposto si ritiene
necessario presentare questo disegno di legge, che è stato
approvato all'unanimità in Commissione, la cui approvazione da
parte dell'Assemblea permetterebbe l'ottenimento del placet da
parte della Commissione U.E. ed il successivo avvio delle
operazioni de quibus su tutto il territorio regionale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
APPRENDI. Signor Presidente, chiedo il termine regolamentare per
la presentazione di emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato per domani, mercoledì 4 agosto 2010,
alle ore 11.00.
Discussione della mozione numero 194 Interventi in ordine al
progetto di ricerca di idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo delle
coste di Sciacca e Menfi, in provincia di Agrigento,
e Castelvetrano, in provincia di Trapani
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 194 Interventi in ordine al
progetto di ricerca di idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo delle
coste di Sciacca e Menfi, in provincia di Agrigento, e
Castelvetrano, in provincia di Trapani , degli onorevoli Marinello,
Di Benedetto, Mattarella, Panepinto, Panarello, De Benedictis,
Musotto, Digiacomo, Faraone, De Luca, Ferrara, Ammatuna e
Gucciardi. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la società 'San Leon Energy s.r.l.', con capitale sociale di euro
10.000,00, avente sede in via Rubichi n. 93 a Monteroni di Lecce,
ha presentato al Ministero dello sviluppo economico, in data 7
marzo 2008, domanda di ricerca in mare di idrocarburi, denominata
'D 354 C.R-.SL.';
in data 20 gennaio 2009 veniva rilasciato parere favorevole da
parte del CTIG/CIRM (communication infrastructure test group/centro
internazionale radiomedico);
in data 13 aprile 2010, veniva pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica, nella sezione inserzioni a pagamento, la
richiesta di verifica di assoggettabilità ambientale e che da tale
data decorrevano i 45 giorni per effettuare, da parte di soggetti
interessati, osservazioni, istanze o pareri;
in data 3 maggio veniva affissa all'Albo pretorio del Comune di
Sciacca una lettera senza oggetto indirizzata 'Alla cortese
attenzione del Responsabile Affissioni nell'Albo Pretorio', con
allegato un plico contenente la documentazione relativa alla
valutazione di impatto ambientale (VIA) per il suddetto progetto;
in data 12 maggio 2010, l'associazione di promozione sociale
'L'altra Sciacca', in una pubblica conferenza stampa, portava a
conoscenza della cittadinanza l'esistenza del suddetto progetto di
ricerca di idrocarburi, per altri versi del tutto misconosciuto da
tutte le autorità competenti;
il tratto di mare interessato dalle ricerche si estende per 480 Km
e si sviluppa parallelamente alla costa compresa tra le città di
Sciacca e Menfi (AG), e Castelvetrano (TP), con una distanza minima
dalla battigia di appena 2 Km;
il piano di ricerca prevede:
1) una prima fase con indagini sismiche condotte con 'irgun'
(pistola ad aria che crea un'onda sonora ad alta intensità) e
geofoni;
2) una seconda fase in cui verranno effettuate delle trivellazioni
allo scopo di emungere il petrolio dai giacimenti petroliferi per
valutarne la redditività;
le città di Sciacca, Menfi e Castelvetrano sono a prevalente
economia turistica e peschereccia;
le stesse città hanno ricevuto dallo Comunità europea, dallo Stato
e dalla Regione, centinaia di milioni di euro per lo sviluppo
turistico del loro territorio. In particolare si citano:
1) resort di lusso della catena alberghiera 'Forte', con annessi
campi da golf sulla spiaggia, ubicato a Sciacca, per circa 70
milioni di euro a fondo perduto;
2) resort di lusso della catena alberghiera 'Sol Melià', ubicato
sulla costa di Sciacca in località Monte Rotondo, per un importo
finanziato di circa 70 milioni di euro;
3) complesso di 3 alberghi, denominato SITAS, per un importo
finanziato di svariate decine di milioni di euro;
4) porto turistico, ubicato a Menfi, per un importo finanziato di
circa 20 milioni di euro;
il Comune di Sciacca possiede il più grande bacino idrotermale
d'Europa con annesse terme;
il sopracitato Comune possiede il più grande porto peschereccio di
pesce azzurro del Mediterraneo;
il Comune di Menfi, per il quattordicesimo anno consecutivo, ha
conseguito l'ambito riconoscimento della 'Bandiera Blu' per la
qualità del suo mare e delle sue spiagge, conferito dalla
'Foundation for Environmental Education';
nel Comune di Castelvetrano, prospiciente la costa, si trova una
tra le più grandi e meglio conservate acropoli greche, vestigia
della città di Selinunte;
sulla costa prospiciente il bacino di ricerca si trova il sito
archeologico di Eraclea Minoa;
sulla costa medesima si trovano aree particolarmente pregiate dal
punto di vista naturalistico (Area SIC Sistema Dunale Capo
Granitola, Porto Palo e Foce del Belice, SIC Fondali di Capo San
Marco, SIC Foce del Fiume Verdura, SIC Foce del Magazzolo e Foce
del Platani);
rilevato in particolare che:
al largo di Sciacca ed all'interno del bacino di ricerca
petrolifera vi sono i più grandi banchi coralliferi del
Mediterraneo, ove cresce il pregiatissimo 'Corallo di Sciacca',
specie marina che cresce unicamente in tale zona;
l'intera zona è altamente sismica;
in epoca storica (1831) si è verificata una violenta eruzione di
un vulcano marino che ha generato un'isola, poi sprofondata in mare
(isola Ferdinandea), che trovasi ubicata nelle immediate adiacenze
del campo di ricerca;
recentemente è stato scoperto che l'isola Ferdinandea è parte di
uno dei più grandi complessi vulcanici del Mediterraneo, denominato
'Empedocle', oggi ancora attivo;
considerato che:
dati gli elevati rischi connessi agli impianti 'off-shore', di cui
si è avuto un tragico monito a seguito dagli avvenimenti nel Golfo
del Messico, appare irrisorio un capitale sociale di appena
10.000,00 euro della società concessionaria;
la distanza dalla costa è di appena 2 Km e quindi le piattaforme
petrolifere saranno ben visibili dalla costa ed in alcuni casi
raggiungibili a nuoto, con gravissima compromissione dei siti
archeologici, ambientali e turistici;
il divieto di balneazione e pesca, che accompagna le perforazioni
a mare per una distanza di alcune miglia, potrà rendere non
balneabili svariati chilometri di costa;
le onde sonore dovute alle indagini sismiche hanno effetti
devastanti sulla fauna marina, che in quella zona è particolarmente
ricca e varia;
lo sversamento accidentale di idrocarburi, dovuto all'emungimento
dei giacimenti, comporterà un inquinamento irreversibile del
fragilissimo e ricchissimo ecosistema faunistico;
il depauperamento della flora e della fauna, dovuti alle attività
di ricerca, trivellazione e estrazione, porteranno ad un
impoverimento della fauna ittica e quindi ad un sicuro
impoverimento della florida economia del comparto della pesca;
l'alterazione del regime delle falde profonde a causa delle
trivellazioni petrolifere potrebbe compromettere in maniera
irrimediabile il bacino termale di Sciacca;
la presenza di vulcani attivi in prossimità della costa rende
oltremodo rischioso l'esercizio di attività di estrazione
petrolifera;
l'opinione pubblica è venuta a conoscenza del permesso di ricerca,
il cui iter è cominciato ben due anni prima, a soli 15 giorni dalla
scadenza del periodo di presentazione delle osservazioni alla VIA,
e da soggetti non istituzionali;
contrariamente a quanto riportato nella Gazzetta Ufficiale del 13
aprile 2010, pag. 119, inserzione C10929, nella quale si dichiarava
l'avvio del procedimento amministrativo dell'assoggettabilità
ambientale, la documentazione relativa alla VIA non è pubblicata
nel sito del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e
del mare,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire urgentemente per:
1) verificare se vi siano state gravi violazioni al principio di
pubblicità degli atti amministrativi, dato che la popolazione è
stata avvertita di un progetto con così gravi conseguenza sul
territorio ben due anni dopo l'avvio del procedimento
amministrativo ed a soli 15 giorni dalla scadenza dell'ultimo
parere di carattere ambientale richiesto per l'autorizzazione;
2) verificare se il capitale sociale della San Leon Energy s.r.l.,
di appena 10.000,00 euro, sia congruo rispetto agli elevatissimi
rischi ambientali che la suddetta ricerca comporta;
3) esercitare l'opportuna vigilanza in relazione ai problemi di
sicurezza dovuti all'altissima sismicità ed alla presenza di
vulcani attivi;
4) riferire all'Assemblea regionale siciliana se, prima del
rilascio alla San Leon Energy delle sopra citate autorizzazioni,
siano stati valutati i vantaggi dello sfruttamento di un eventuale
bacino petrolifero rispetto ai gravissimi svantaggi dovuti alla
compromissione ambientale di una delle più felici coste d'Italia,
ricca di storia e di insostituibili tesori ambientali ed alle
conseguenti irrimediabili compromissioni dell'economia delle città
rivierasche;
5) verificare se sia ammissibile la presentazione, da parte della
San Leon Energy s.r.l., di una documentazione della VIA, ove si
parla genericamente dell'impatto ambientale, dell'uso dei geofoni e
non, anche e sopratutto, del ben più grave impatto ambientale della
realizzazione dei due previsti pozzi esplorativi, anche in
considerazione della presenza nelle immediate adiacenze di vulcani
attivi;
6) verificare, inoltre, se sia ammissibile vanificare in un sol
colpo l'ingente serie di investimenti che Comunità europea, Stato,
Regione e privati hanno riversato sulle coste di Sciacca, Menfi e
Castelvetrano;
7) spiegare come una scelta, tale da condizionare gravemente ed
irrimediabilmente lo sviluppo di un intero territorio, possa essere
stata assunta tramite una procedura di affidamento, quale quella di
cui la San Leon Energy s.r.l. è soggetto, nel più assoluto silenzio
da parte di tutti gli enti competenti, e nella più completa
ignoranza, da parte delle popolazioni coinvolte, del drammatico
mutamento del proprio destino;
ad intervenire presso il Governo nazionale perchè sia rigettata la
richiesta di concessione di ricerca di idrocarburi, in nome di un
più grande interesse ambientale, economico, sociale, archeologico e
storico del territorio coinvolto;
ad assumere le opportune iniziative perchè venga stabilita, con
apposita legge, l'intangibilità della costa meridionale della
Sicilia, che costituisce fino ad oggi, un patrimonio insostituibile
dell'Italia, da parte di attività profondamente deturpanti ed
ambientalmente rischiosissime, quali quelle della prospezione
petrolifera». (194)
MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Assessore, sull'argomento abbiamo delle competenze un po' limitate
nel senso che possiamo intervenire in materia di valutazione di
impatto ambientale.
Tempo fa avevamo presentato questa mozione perché fosse posta
all'ordine del giorno in quanto avevamo appreso dai giornali che
una società, in particolare la San Leone Energy S.r.l., con un
capitale di circa 10 mila euro, aveva avviato la procedura per fare
delle ricerche di idrocarburi.
In questa nostra Terra che vive di pesca, in cui rappresentiamo il
30, il 35 per cento dell'intero PIL di settore - il settore della
pesca è un settore importante e trainante per la nostra Regione -
non vogliamo che si portino avanti queste autorizzazioni che altro
non sono che un ulteriore danneggiamento delle nostre coste, ma non
solo, anche del mare territoriale.
E' per questa ragione che ci siamo rivolti al Presidente della
Regione in quanto, avendo il rango di Ministro nella fattispecie,
sarebbe potuto intervenire presso il Governo nazionale.
Siamo contrari, anche alla luce degli articoli di stampa odierni
(quotidiano La Repubblica'), e di quello che è avvenuto negli
Stati Uniti d'America, e so che il Governo della Regione si è già
attivato attraverso una deliberazione della Giunta di Governo per
le proprie competenze, per la valutazione relativa alla VIA, la
valutazione di impatto ambientale, per il disagio che crea ai
nostri operatori, ai pescatori di questa nostra Terra, e senza
alcun ritorno per questa nostra Terra.
Già nel corso della discussione della finanziaria regionale,
provocatoriamente, avevo detto che in Sicilia si raffina oltre il
40 per cento della produzione nazionale, mentre la Valle d'Aosta,
il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, in quanto zone di
frontiera e regioni a Statuto speciale, hanno una agevolazione, non
solo gli operatori economici di quelle regioni, ma anche tutti i
cittadini. In Sicilia non funziona così: raffiniamo il 40 per cento
dell'intera produzione nazionale, senza nessun ritorno, se non
qualche migliaio di posti di lavoro collocati in alcune realtà, in
particolare su Gela e Siracusa. E questo a danno delle nostre
coste, a danno di quello che è il vero volano di quest'Isola: il
turismo, l'economia del turismo e della pesca.
Noi siamo contrari, ed è per questa ragione che abbiamo chiesto
una interlocuzione con il Ministro dell'ambiente - tra l'altro é
siciliana, l'onorevole Prestigiacomo - che si attivi per evitare
che questi sondaggi, queste ispezioni e questi progetti di ricerca
non abbiano seguito, perché la nostra Terra, ripeto, non ha nessun
ritorno, né per le attività produttive, né per gli operatori del
settore, né per i cittadini.
Noi diciamo ancora di più, vogliamo che ci si spieghi quali sono
le ragioni per le quali il Governo nazionale ha avviato le
procedure autorizzative. So che in queste ore qualche ripensamento
c'è, ma ancora non ci sono atti formali e sostanziali che vanno in
questa direzione.
Noi abbiamo investito e continuiamo ad investire sul turismo, e
anche se il Governo regionale ha già attivato una proceduta
attraverso una deliberazione della Giunta, ma non basta. Occorre
chiedere subito - e lo dico all'assessore Di Mauro - al Presidente
della Regione che mandi una nota al Presidente del Consiglio dei
Ministri e al Ministro dell'Ambiente, affinché si apra una vertenza
sui progetti di introspezione di idrocarburi. Nella mozione ho
indicato alcune realtà, in particolare quelle di Sciacca, di Menfi,
di Castelvetrano, ma so che anche la provincia di Trapani, quindi
non solo Castelvetrano e Favignana, ma anche altre realtà sono
interessate da questi progetti di idrospezioni, affinché non
avvengano - o, comunque, per tutelare questi territori anche perchè
mi hanno spiegato che soltanto poche risorse vengono in questa
nostra regione, le cosiddette royalty, che sono delle risorse
irrisorie che certamente non possono riparare i danni irreparabili
- scusate il bisticcio di parole - che possono creare questi
progetti di ricerca di idrocarburi. Ancora più quando vengono fatte
da società con capitale sociale risibile, quindi non sappiamo cosa
c'è dietro.
Io non appartengo alla cultura del sospetto, che è l'anticamera
della verità, ma certamente occorre attenzionare il Governo della
Regione perché questi progetti di ricerca non devono più essere
fatti in questa nostra Terra, altrimenti dobbiamo aprire un tavolo,
che può essere anche di scontro, con il Governo nazionale, perché
queste società che raffinano in Sicilia - di cui, ribadisco, oltre
il 40 per cento ha sede legale in Lombardia, nelle regioni di Bossi
- non versano l'IRPEF, le imposte o l'IRPEG in Sicilia e, quindi,
non c'è nessun ritorno per la popolazione e per le imprese
produttive siciliane.
Dobbiamo sostanzialmente fare sì che si apra un confronto con il
Governo nazionale, ma anche con queste società petrolifere a cui
noi diamo, come Regione siciliana, la concessione - lo dicevo già
quando era assessore per l'industria l'onorevole Gianni - e bisogna
anche sospendere queste concessioni perché la Sicilia non ha
bisogno dei mille posti di lavoro in cambio del danno ambientale
provocato ai nostri territori, se non c'è un ritorno, non solo sul
piano occupazionale ma anche sul piano finanziario, dato che la
nostra regione non ha un polo industriale forte e nella quale le
coste e il territorio sono stati utilizzati per massimizzare gli
utili, guarda caso, di società che hanno sede legale fuori dalla
Sicilia.
Io non lo so se lo possiamo fare ma penso, e qui mi appello alla
sensibilità dell'intero Parlamento, e in particolare modo del
Governo della Regione, che dobbiamo aprire una vertenza con le
società e con il Governo nazionale.
Questo lo possiamo fare anche per l'autorevolezza che prevede la
nostra Carta costituzionale, e cioè che il Presidente della Regione
possa intervenire alle riunioni del Consiglio dei Ministri.
Per il resto, rinvio al contenuto della mozione affinché la
stessa, come atto politico forte, venga fatta propria dall'intero
Parlamento e trasmessa al Governo della Regione e, a sua volta,
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo solo per sostenere con forza la mozione presentata
dall'onorevole Marinello e dai colleghi del Partito Democratico.
Noi avevamo già presentato in proposito una interrogazione tempo
fa, abbiamo chiesto incontri con il Governo, abbiamo parlato con
l'Assessore e anche contattato il Ministro dell'Ambiente.
Il problema è estremamente grave e merita l'attenzione
dell'Assemblea e delle forze politiche della Sicilia. Il problema
non è solo quello di un possibile danno all'ambiente o alla salute,
il problema è quello della fine di un'intera civiltà.
Nessuno può ragionevolmente sostenere che è possibile evitare
incidenti e quello che avviene in questi giorni purtroppo nel Golfo
del Messico ci dimostra danni che sarebbero spaventosi anche per il
Mediterraneo, onorevole Assessore, che è un mare chiuso, e un
incidente nel Mediterraneo sarebbe la fine di una civiltà, di un
mondo, sarebbe la fine del nostro mondo.
Io penso che mai abbiamo affrontato in questi mesi un problema più
serio di questo. Quindi le chiediamo, Assessore, un intervento
estremamente forte e deciso nei confronti del Governo e credo che
le dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo oggi siano estremamente
importanti.
Il Ministro, giustamente, chiede, e noi su questo dobbiamo fare
fronte, una moratoria di tutti gli interventi fino a quando non si
sarà raggiunto un accordo avviato immediatamente tra i 21 Paesi che
si affacciano sul Mediterraneo. E' chiaro che ci vuole una legge di
tutela del Mediterraneo ed è altrettanto chiaro che è un'impresa
difficile, perché ci sono Paesi, non sono soltanto europei, che si
affacciano sul Mediterraneo, ma i Paesi europei e l'Italia
dovrebbero essere di buon esempio.
Quindi, quello che noi chiediamo è la revoca immediata dei
permessi di ricerca perché è inutile cercare quello che non si
vuole trovare perché, anche si ci fosse il giacimento più
importante di petrolio, questo non potrebbe essere sfruttato perché
comporterebbe un rischio che certamente nessuno intende correre.
Abbiamo presentato un ordine del giorno in questo senso, in
particolare mi riferisco alle piattaforme che si trovano vicino
alle riserve e al mare della provincia di Trapani, ma ci rendiamo
conto del fatto che il problema è molto più vasto: un incidente in
Liguria, o di fronte alle coste di Tunisi, sarebbe altrettanto
grave. Quindi le chiediamo, onorevole Assessore, di farsi
protagonista di un impegno immediato nei confronti del Governo
nazionale, parlando sempre della Sicilia come ponte e punto di
incontro nel Mediterraneo.
La Sicilia deve avviare quello che il Ministro oggi ha proposto:
un incontro tra i ventuno Paesi del Mediterraneo per cominciare a
riflettere su una legge che deve attenzionare il problema
dell'inquinamento del Mediterraneo, ma che deve soprattutto
bloccare ogni intervento di ricerca e sfruttamento del petrolio.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la presentazione della mozione che
oggi è in discussione dà la possibilità al Governo di illustrare la
sua posizione in ordine alle venti istanze che sono state
presentate al Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione
generale per le risorse minerarie ed energetiche, di cui oggi ha
parlato anche un importante organo di stampa nazionale. Sono, fra
l'altro, istanze presentate da società, alcune direttamente
appartenenti a società conosciute, come per esempio quella
dell'ENI, altre presentate da società nate per l'occasione, e che
vanno ad incidere su una porzione di mare che parte dalla zona
trapanese fino alla zona di Capo Passero.
Credo sia giusto che il Parlamento sappia che queste richieste
vanno ad incidere su: le isole dello Stagnone di Marsala, l'isola
di Marettimo, l'isola di Levanzo, l'isola di Favignana, le paludi
di Capo Feto e Margi Spanò, le saline di Trapani, il sistema dunale
Capo Granitola, Porto Palo e foce del Belice, l'isola di
Pantelleria - Montagna Grande e Monte Gibele -, l'isola di
Pantelleria - area costiera delle Falesi e Bagno dell'Acqua -,
l'isola di Pantelleria (area marina circostante), le saline di
Marsala, i fondali dell'isola di Favignana, i fondali dello
Stagnone di Marsala, l'arcipelago delle Egadi (area marina
terrestre), lo Stagnone di Marsala e le Saline di Trapani (area
marina terrestre), la foce del Magazzolo, la foce del Platani, Capo
Bianco e Torre Salsa, la foce del fiume Verdura, il litorale di
Palma di Montechiaro, i fondali di Capo S. Marco e Sciacca, Biviere
e Marconi di Gela, Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela.
Come vedete, si tratta di una richiesta molto ampia, che va a
ricadere su porzioni di territorio che sono interessati da ventidue
siti di natura 2000 e da altri siti di importanza comunitaria e
da zone di protezione speciale; quindi, un patrimonio importante,
un patrimonio straordinario, che è stato nel tempo attenzionato dal
Governo regionale, ma anche dal Governo nazionale, perché non
fossero sottoposti né all'attività dell'uomo né tanto meno fossero
oggetto di una serie di interventi che fanno riferimento alla
ricerca di idrocarburi.
E' opportuno precisare che la legislazione in atto vigente prevede
un diretto coinvolgimento di responsabilità per quanto riguarda la
VIA nazionale, per quanto riguarda il Ministero competente, il
Ministero dello sviluppo economico, e la Regione siciliana -
attraverso gli uffici competenti per la valutazione dell'impatto
ambientale - hanno il dovere di rispondere ad una comunicazione,
che deve essere fatta dalla VIA nazionale, entro quindici giorni
dal ricevimento della richiesta. Quindi, una procedura che è più
che altro di consultazione quella della Regione; ben più forte,
nella sostanza e nella forma, è l'autorizzazione che deve
rilasciare il Ministero.
E' ovvio che un territorio così vasto e di importanza strategica,
già di per sé attraversato da numerose imbarcazioni che provengono
all'Asia e che salgono dal canale di Suez attraversando il canale
di Sicilia, e che vede spesso perdite di petrolio e incidenti
navali, questa porzione di mare ha visto anche interessate molte
imprese che appartengono alla marineria di Mazara del Vallo, ma
anche alla marineria di Sciacca e alla marineria siciliana in
genere che - per chi non lo sa - conta una capacità
infrastrutturale e di uomini pari a circa un terzo della marineria
italiana, perché trattasi in uno dei mari più pescosi in cui le
nostre imbarcazioni attingono per la loro attività.
Non solo questo è l'argomento pregnante che ci ha convinti ad
assumere una posizione di governo attraverso la delibera di Giunta,
ma anche i numerosi interventi di carattere infrastrutturale che
nel settore turistico-ricettivo sono stati fatti a seguito di
interventi finanziari privati, ma - diciamocelo francamente - anche
a seguito di interventi dello Stato e della Regione: uno per tutti
quello di Rocco Forte o gli interventi che si stanno facendo,
sempre con il contributo dello Stato, nella zona di Ragusa.
Una zona così straordinaria non può essere svalutata da una serie
di interventi come quelli che sono, da qui a poco, soggetti a
valutazione da parte della VIA nazionale, perché ci vedrebbe
costretti, non solo come Governo, ma come territorio, a reagire con
forza rispetto ad un'azione di questo tipo.
Nostro malgrado, nel corso dell'ultima riunione presso la VIA
nazionale abbiamo avuto modo, attraverso il rappresentante della
Valutazione di impatto ambientale indicato dal Governo della
Regione siciliana, di esprimere con chiarezza qual è la nostra
posizione al Governo nazionale: no a qualunque trivellazione, ma
soprattutto rispetto per il mare e per l'ambiente, rispetto per gli
interventi che sono stati adottati in questa porzione di
territorio.
In quella sede la pratica è stata messa da parte e la riunione è
stata aggiornata al mese di settembre, quindi sarà acquisita anche
una interlocuzione con gli uffici del Dipartimento regionale
dell'ambiente. Per dopodomani, giovedì, è convocata nuovamente la
VIA nazionale, perchè sono state messe all'ordine del giorno due
pratiche che riguardano le isole Egadi, entrambe, da parte della
società Northern Petroleum (U.K.), con una richiesta - oserei dire
-straordinaria: questa società ha formulato una richiesta perché
ritiene non necessaria la valutazione di impatto ambientale.
Devo riconoscere che il Ministero ha avuto modo di replicare
duramente nella sua istruttoria e queste pratiche saranno
necessariamente soggetto alla valutazione di impatto ambientale.
Così come, peraltro, anche per dare una risposta precisa a chi ha
presentato la mozione, la richiesta pervenuta alla Regione,
Dipartimento dell'Assessorato Territorio e Ambiente - Servizio VIA,
in ordine alla pratica di San Leone ritiene che non è soggetta alla
valutazione di impatto ambientale.
E' invece obbligatoria la valutazione di impatto ambientale,
abbiamo trasmesso la delibera di Governo, abbiamo chiarito che é
obbligatoria la valutazione di impatto ambientale e abbiamo
rappresentato anche al Ministero dell'Ambiente che tutti questi
interventi non sono condivisi dal Governo della Regione; ma, al di
là di quello che potrebbe essere il ritorno economico per il nostro
territorio, c'è certamente un danno, c'è un danno emergente che
andrebbe a colpire tutte le iniziative che insistono nel nostro
territorio.
Come Governo, abbiamo intrapreso un'azione ben precisa, abbiamo
convocato altresì i sindaci che hanno interesse sul litorale per un
incontro con l'assessore per dopodomani, perché tutti quanti
possiamo mettere assieme una strategia di azione e, soprattutto,
un'attività concreta per convincere il Governo nazionale ad
assumere un atteggiamento altrettanto rigoroso di quello della
Regione siciliana per dire no a tutte queste iniziative di
trivellazione che, una volta autorizzate, certamente potrebbero
causare danni seri per il nostro territorio.
Questa è la posizione del Governo, lo abbiamo fatto presente,
nella sede nazionale, al Ministero dell'Ambiente e anche al
Ministero dello Sviluppo economico.
PRESIDENTE. La Presidenza ritiene di comprendere che il parere del
Governo sulla mozione sia favorevole.
Comunico che l'onorevole Marziano ha dichiarato di apporre la
firma alla mozione numero 194.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la mozione.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dichiarazione di voto ed anche chiedere un'integrazione alla
mozione perché, come ha detto l'assessore Di Mauro, l'occasione è
stata propizia per illustrare non solo i pericoli che riguardano la
trivellazione oggetto della mozione, ma addirittura abbiamo appreso
di altre 20 iniziative che interessano tutto l'arco costiero che va
da Trapani a Capo Passero, quindi tutto l'arco costiero che si
affaccia sul Mar Ionio.
Obiettivamente c'è da preoccuparsi.
E poiché non vi è dubbio che il Governo regionale - stando alle
parole dell'assessore Di Mauro - sta mettendo in atto le iniziative
necessarie, è pur vero che la competenza rimane dello Stato, seppur
acquisendo il parere della Regione, io chiedo che si voti un
impegno del Governo regionale ad aggiornarci tempestivamente delle
interlocuzioni che l'assessore ha illustrato con il Ministero
dell'Ambiente, e comunque non più tardi della fine del mese di
settembre, in modo che si possa essere in grado come Parlamento, lo
stesso che oggi si appresta a votare ritengo favorevolmente questa
mozione, di attivare anche una pressione più significativa, più
importante, più mirata dal punto di vista politico sulle venti ed
oltre iniziative di trivellazione che si appresterebbero ad essere
valutate da parte del Ministero per l'Ambiente nel nostro mare con
la contrarietà, come è stata espressa, da parte del Governo e
dell'Assemblea regionale.
Lo dico nel giorno in cui notizie di stampa riferiscono che lo
stesso Ministro dell'Ambiente ha espresso la sua perplessità, la
sua contrarietà, avverso delle proposte di trivellazioni che si
dovrebbero verificare nel Golfo della Sirte, quindi nel Mar
Mediterraneo, perché la vicinanza alle coste italiane potrebbe
essere pregiudizievole per la conservazione delle stesse.
A maggior ragione ritengo che non potrebbero e non dovrebbero
esserci esitazioni da parte dello stesso Ministro nei confronti di
trivellazioni che sono a meno di due chilometri dalla costa
siciliana. Quindi, per poter essere più incisivi, al di là delle
motivazioni che sono già espresse nella mozione all'ordine del
giorno, chiedo che si aggiunga un preciso riferimento all'impegno
del Governo nel riferire tempestivamente a questa Assemblea sulle
interlocuzioni descritte dall'assessore e, comunque, non più tardi
del 30 settembre dell'anno in corso.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole De
Benedictis è stato più che esauriente, ma voglio solo fare una
precisazione: seppure queste trivellazioni dovessero avvenire
nell'ambito del cosiddetto mare territoriale, cioè entro le dodici
miglia - che è di competenza della Regione - c'è una normativa
comunitaria e nazionale che regolamenta la competenza che, in
questa fattispecie, è del Governo nazionale. Per questa ragione
ribadisco quanto contenuto nella premessa della mozione e cioè che,
essendo la Sicilia una regione a statuto speciale e avendo il
Presidente della Regione, come previsto dal nostro Statuto, il
rango di Ministro, dovrebbe chiedere una convocazione straordinaria
ed urgente del Consiglio dei Ministri, affinché si portino brevi
manu tutte le rivendicazioni del Parlamento siciliano e del Governo
della Regione che ha già adottato una apposita delibera, onde
evitare che la tegola cada sulla nostra testa a nostra insaputa.
Ecco perché condivido quanto espresso dal collega De Benedictis,
che il Parlamento vuole essere passo passo, step by step, a
conoscenza di tutte le iniziative poste in essere dal Governo della
Regione nella fattispecie, affinché lo stesso, attraverso i
parlamentari, attraverso le forze politiche che sono presenti in
questo Parlamento, possa monitorare da vicino le effettive
decisioni che il Governo nazionale porrà in essere, appunto perché
le nostre competenze sono un po' limitate, seppur si tratta
dell'ambito del mare territoriale. Ma in questa fattispecie viene
derogata questa norma di carattere generale contenuta nel Codice
della navigazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 17.35)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole De
Benedictis, un emendamento che aggiunge alla fine della mozione il
seguente capoverso: «- a riferire tempestivamente all'Assemblea
regionale siciliana l'esito delle interlocuzioni intraprese con il
Ministero dell'Ambiente sulle numerose richieste di ricerca di
idrocarburi in mare attualmente presentate ed a verificare il
corretto esercizio della ripartizione delle competenze fra Stato e
Regione in ordine al rilascio di autorizzazioni alla ricerca di
idrocarburi in mare, alla luce delle prerogative statutarie e della
legislazione regionale vigente».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione così emendata. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio dell'ordine del giorno numero 389
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Adamo
l'ordine del giorno numero 389 «Interventi per evitare la
costruzione di una piattaforma petrolifera al largo di Favignana
(TP)». Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la compagnia petrolifera 'Shell' ha già effettuato, al largo delle
isole Egadi, numerose trivellazioni in mare aperto alla ricerca di
eventuali giacimenti petroliferi;
da notizie di stampa, in seguito confermate dallo stesso
Presidente della sede italiana della Shell, la suddetta compagnia
avrebbe individuato, a poche miglia da Favignana (TP) il più grande
bacino petrolifero europeo e, alla luce di tale scoperta, la Shell
ha iniziato le procedure per la costruzione di una piattaforma per
trivellazioni petrolifere;
considerato che:
la costruzione della suddetta piattaforma è quantomeno
anacronistica in un momento drammatico come quello attuale dove la
piattaforma 'DEPP WATER HORIZON' sta riversando 5 mila barili di
petrolio al giorno nel Golfo del Messico, causando un danno
all'ecosistema mondiale difficilmente quantificabile per la immane
devastazione;
la presenza di una piattaforma petrolifera al largo delle Isole
Egadi, prossimo Parco naturale, metterebbe a repentaglio, in caso di
incidente, un ecosistema definito unico al mondo, sia per la
peculiarità dei suoi fondali, sia per il mondo faunistico ivi
presente che, è bene ricordare, contempla siti di riproduzione delle
tartarughe 'Caretta caretta' e zone di transito delle foche monache;
la suddetta piattaforma, tra l'altro, sorgerebbe a ridosso delle
coste favignanesi, quindi in una posizione tale che, in caso di
incidente, non darebbe alcuna possibilità di intervento per evitare
un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche;
visto che:
la Regione siciliana ha il dovere di tutelare il territorio e
l'ambiente, evitando che interessi di natura economica mettano a
repentaglio l'intero ecosistema siciliano e, soprattutto, esponendo
l'intera provincia di Trapani all'incubo della catastrofe
ambientale,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire con urgenza, anche presso il Governo nazionale, al
fine di interrompere qualsiasi iniziativa in itinere, atta a
realizzare piattaforme petrolifere al largo delle coste siciliane,
in attesa di un intervento legislativo dell'Assemblea regionale
siciliana mirato alla salvaguardia delle coste e per scongiurare
catastrofi come quella in atto nel Golfo del Messico;
a sostenere con forza tutte le eventuali iniziative del Ministero
dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare, orientate a
chiedere una moratoria alle esplorazioni di petrolio nell'intero
bacino del Mediterraneo, in attesa di far trovare ai 21 Stati
costieri una posizione comune e condivisa per la tutela
dell'ambiente». (389)
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Rinvio della discussione della mozione numero 210
«Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio autostrade
siciliane»
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed iniziative
riguardo al Consorzio autostrade siciliane», a firma degli
onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli, Corona e Bosco.
Do lettura del seguente fax trasmesso in data odierna
dall'Ufficio di Gabinetto dell'Assessore per le infrastrutture e
mobilità: «In riferimento alla delega del Presidente della Regione
del 30 luglio 2010, relativa alla trattazione in Aula della mozione
indicata in oggetto, si comunica l'impossibilità di presenziare per
sopravvenuti e improrogabili impegni istituzionali», a firma
dell'assessore Gentile.
L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero
gravissima l'assenza del Governo in occasione della trattazione di
una mozione così importante dove l'ANAS ha già, di fatto, revocato
la concessione al Consorzio Autostrade siciliane.
Il disinteresse del Governo su questa materia mi lascia molti
dubbi, anche perché, sia dalla mozione sia dai documenti acquisiti
successivamente, mi sembra che ci sia un atteggiamento nei
confronti di un importante Consorzio che ha gestito le autostrade
in Sicilia pieno di interessi e nello stesso tempo di situazioni
molto gravi di cui questo Parlamento deve venirne non solo a
conoscenza ma deve anche intervenire.
Signor Presidente, è chiaro che senza l'Assessore non è possibile
trattare la mozione, ma la invito ad inserire la mozione in tutti
gli ordini del giorno che lei farà da domani in poi, perché
dobbiamo trovare almeno un giorno di disponibilità dell'Assessore
alle infrastrutture su un argomento così importante; stiamo
parlando di 264 milioni di euro che, in questi mesi, sono stati
persi dal Consorzio Autostrade Siciliane.
Siccome, non è poca cosa e siamo in una situazione veramente
disastrosa di quella gestione, poiché la responsabilità è di questo
Parlamento, ritengo che il Presidente debba assumersi l'impegno,
con i presentatori di questa mozione, di inserirla ogni volta che
questo Parlamento sarà convocato.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ho appreso in diretta, durante i
lavori d'Aula, dell'assenza del Governo perché il Governo aveva
dato impegno personale, oltre che politico, ad essere presente per
trattare questa mozione. Per cui, le assicuro che la mozione verrà
inserita all'ordine del giorno di domani e, certamente, domani il
Governo sarà presente.
Se così non fosse, sarà inserita all'ordine del giorno di
dopodomani, ma entro la chiusura della sessione estiva il Governo,
così come da impegni precedentemente assunti, riferirà sulla
questione.
Detto questo, l'Assemblea prende atto dell'assenza del Governo e,
quindi, rinvia la data di discussione della mozione a domani.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che condivido questa impostazione che lei sta dando al
confronto che ci deve essere tra l'Aula e il Governo - è molto
grave che oggi non ci sia qui il Governo - su un argomento
certamente molto delicato e che, a prima vista, potrebbe sembrare
un semplice passaggio di consegne tra il Consorzio e l'ANAS; ma
così non è.
E' vero che nel corso di questi ultimi anni, signor Presidente,
abbiamo assistito a continui commissariamenti. Dal 2000 in avanti,
abbiamo avuto al vertice del Consorzio Autostrade Siciliane diversi
commissari che hanno avuto ciascuno il proprio ruolo, ciascuno le
proprie competenze, per carità Qualcuno ha fatto bene, qualcuno
meno bene, qualcuno peggio, ma certo è che la democrazia è stata
sospesa.
Allora, è intervenuta questa revoca della concessione da parte del
Ministero delle Infrastrutture che, congiuntamente al Ministero
dell'Economia, hanno cofirmato un decreto di revoca delle
concessioni. Ciò cosa significa?
Significa certamente che vi è un grande problema per ciò che
concerne le professionalità che operano all'interno del CAS. Vi è
un problema per ciò che concerne le stesse opere di manutenzione e
di bonifica dei focolai che in questo momento stanno, purtroppo,
determinando vittime anche importanti sul nostro territorio
siciliano. Questo non è più tollerabile.
Spero che dal confronto con il Governo possa nascere finalmente un
momento di chiarezza perché dico che questa revoca che,
probabilmente, poteva anche verificarsi prima, oggi in questo
storico momento per la Sicilia, certamente, merita un grande
approfondimento ed una grande attenzione da parte del Governo che
mi pare non sia presente.
Allora, domani ci confronteremo e spero sia un confronto proficuo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non è la
prima volta che accade in questa Aula che, a fronte di atti di
interrogazioni, di atti ispettivi, di mozioni, presentati nel
corso di questi ultimi anni dai colleghi deputati, notiamo
l'assenza del Governo e più volte lei stesso, signor Presidente, è
stato costretto a stigmatizzare questo comportamento.
Nel caso in specie, signor Presidente, vista la gravità
dell'argomento, della controversia della mozione che interrogava,
appunto, per capire sull'ennesimo scippo ai danni della Regione
siciliana e, soprattutto, anche della città di Messina per quanto
riguarda il personale, per non parlare di ciò che riguarda le
ricadute sullo stato delle nostre autostrade, delle autostrade
gestite dal CAS che ormai da oltre due anni sono in stato di
perfetto abbandono, mi auguro che domani il Governo sia presente
per cercare di affrontare questo argomento, non a parole come si fa
sui giornali, ma per affrontarlo veramente. Anzi, preannunzio la
presentazione di un ordine del giorno teso comunque a salvaguardare
quanto meno il personale, posto che nel decreto che toglie al CAS
la titolarità delle autostrade non si fa cenno al personale del CAS
medesimo.
Quindi, preannuncio la presentazione stasera di questo ordine del
giorno e mi auguro che finalmente il Governo, almeno domani, su un
argomento così scottante, sia presente.
interno dell'Assemblea
Presidenza del presidente Cascio
Discussione della Proposta di modifica dell'articolo 167
del Regolamento interno dell'Assemblea
PRESIDENTE. Si passa al V punto dell'ordine del giorno che reca:
«Discussione della proposta di modifica dell'articolo 167 del
Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. II)».
Avverto che, ai sensi dell'articolo 39, comma 3, del Regolamento
interno, per l'approvazione delle modifiche al Regolamento è
richiesta, per la deliberazione finale, la maggioranza assoluta dei
componenti.
Invito pertanto i componenti della Commissione per il Regolamento
a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola per eventuali
interventi, nelle more di una complessiva rivisitazione del
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana, sia sotto
il profilo formale che sotto il profilo sostanziale, si sottopone
all'attenzione dell'Assemblea la seguente proposta di modifica al
Regolamento interno.
Già nella scorsa le legislatura, nell'ottica dello snellimento e
dell'accelerazione delle procedure tanto parlamentari che
amministrative, con la modifica dell'articolo 167 si proponeva che
le norme concernenti lo status previdenziale e assistenziale del
deputato fossero deliberate direttamente dal Consiglio di
Presidenza, il quale, a tale fine, emana un apposito regolamento in
evidente parametrazione, anche in tale materia, a quanto previsto
al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, nonché in
armonia con quanto dettato in via generale dall'articolo 11 del
Regolamento della stessa Assemblea regionale siciliana.
Per quanto sopra, si confida nella rapida approvazione.
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun deputato
chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio alla proposta. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 167 verrebbe così modificato:
- al comma 1, l'inciso di volta in volta approvati
dall'Assemblea è sostituito dal seguente: approvati dal Consiglio
di Presidenza che, a tal fine, emana apposito regolamento ai sensi
del precedente articolo 11 ;
- il comma 2 è soppresso.
Pongo in votazione la proposta di modifica testé comunicata
all'Assemblea. Chi è favorevole alla modifica resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
interno dell'Assemblea
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale della proposta di modifica dell'articolo 167
del Regolamento interno dell'Assemblea
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, indìco la votazione finale della
proposta di modifica dell'articolo 167 del Regolamento interno
dell'Assemblea.
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 39, comma 3, per
l'approvazione delle modifiche al Regolamento, è richiesta, per la
deliberazione finale, la maggioranza assoluta dei componenti
dell'Assemblea, quindi 46 voti.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Bonomo, Bosco, Buzzanca,
Calanducci, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Francesco, Cascio
Salvatore, Cordaro, Corona, Currenti, De Benedictis, De Luca, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Fagone,
Falcone, Faraone, Ferrara, Formica, Galvagno, Gianni, Gucciardi,
Laccoto, Lo Giudice, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese,
Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto, Panarello, Picciolo, Ragusa,
Ruggirello, Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa,
Vinciullo.
Sono in congedo: Beninati, Colianni, Incardona, Lentini, Nicotra,
Panepinto e Rinaldi.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti .. 52
Maggioranza . 45
Favorevoli 52
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico, per l'organizzazione dei lavori, che
certamente terremo seduta fino a giovedì pomeriggio, così come
stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Abbiamo, infatti, tre provvedimenti legislativi più un quarto in
arrivo che riguarda la proroga degli sportellisti. Inoltre, abbiamo
da discutere ed approvare la mozione sul CAS.
Dico ciò, anche per l'organizzazione degli impegni famigliari e
politici.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 4 agosto 2010, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Modifiche al Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n.
3 concernente Interventi per l'eliminazione delle carcasse di
animali'». (336-338/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Vinciullo
2) - «Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
sociale svolta dagli oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti
di culto riconosciuti dallo Stato». (132-210-325-463-464/A)
Relatore: onorevole Vinciullo
3) - «Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della
conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» (468/A)
Relatore: onorevole Di Guardo
III -Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza
regionale considerati anche gli effetti della manovra economica
nazionale.
IV - Discussione della mozione:
n. 210 - Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
Autostrade Siciliane.
MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BOSCO
La seduta è tolta alle ore 17.51
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Infrastrutture e
mobilità»
VITRANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che da parecchi mesi è in
atto, da parte dell'azienda Trenitalia ex Ferrovie dello Stato, un
piano di dismissione dei treni merce e passeggeri che interessa il
Sud dell'Italia;
considerato che:
tale piano inciderà negativamente sull'economia della Regione,
dato il verificarsi delle gravi ricadute occupazionali su tutto il
comparto dell'indotto che ancora una volta metterà a rischio il
futuro di tanti lavoratori;
si assiste al continuo smantellamento del settore manovra e
traghettamento, progressivamente ridotto all'osso nell'organico ed
insufficiente a garantire il normale funzionamento del servizio, e
per tale motivo causa di continui ritardi e disagi per chi viaggia;
per sapere:
quali iniziative intendano avviare per fronteggiare i rischi a cui
il settore del trasporto ferroviario in Sicilia va incontro;
se abbiano già sollecitato il sostegno delle istituzioni a livello
nazionale per individuare una linea di intervento a favore del
settore ferroviario che è afflitto da gravi problematiche;
se intendano sollecitare misure adeguate a garantire il
mantenimento dei treni del trasporto regionale, a salvaguardare gli
investimenti per le opere già in cantiere e per quelle da avviare;
se intendano predisporre un rinnovo dei mezzi in grado di offrire
un servizio migliore ai siciliani;
se abbiano intenzione di sensibilizzare le istituzioni nazionali
affinché siano garantite in Sicilia le risorse per il
traghettamento.». (982)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione n. 982, a firma
dell'onorevole Vitrano, il Dipartimento delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti ha provveduto a fornire i seguenti
elementi di risposta.
Vanno, preliminarmente, ribaditi l'attenzione ed il costante
impegno finanziario del Governo regionale nella direzione di un
efficace rilancio del trasporto ferroviario nell'Isola in modo da
offrire all'utenza una valida ulteriore opportunità di trasporto a
tutti coloro che, per vari motivi, si spostano all'interno
dell'Isola. Ciò, è confermato sia dall'A.P.Q. di settore del
05.12.2001, e relativi atti integrativi, che ha previsto un vasto
ed articolato programma di opere di potenziamento strutturale e
tecnologico della rete siciliana, sia dal protocollo d'intesa del
luglio 2002 con il quale la Regione ha contribuito, con risorse a
carico del suo bilancio per 46 milioni di euro, all'acquisto di 40
convogli della serie "Minuetto", al fine di supplire allo stato di
vetustà avanzata del parco rotabile assegnato alla nostra regione.
Chiaramente, l'impegno per una forte riqualificazione funzionale
del trasporto ferroviario necessita di ingenti risorse per superare
il gap infrastrutturale con il nord del Paese. Purtroppo, la
scarsità di risorse non consente di far fronte a tutte le criticità
del nostro sistema ferroviario, per cui occorre procedere
individuando delle priorità di intervento e privilegiando quelle
opere che consentano di massimizzare i benefici, in termini di
riduzione dei tempi di percorrenza, senza ricorrere ad ingenti
investimenti.
E' appunto questa la logica che si sta seguendo nel predisporre
l'aggiornamento dell'A.P.Q. per il quale si succedono, in questi
giorni, gli incontri con le competenti strutture tecniche delle
Ferrovie.
L'orientamento del Governo è quello di sfruttare l'occasione di
trasferimento, dallo Stato alla Regione Sicilia, dei compiti e
delle funzioni inerenti la materia dei servizi ferroviari regionali
in gestione a Trenitalia per addivenire ad un'intesa complessiva
con lo Stato e con le Ferrovie, RFI e Trenitalia, finalizzata a
dare continuità al processo di ammodernamento e rilancio funzionale
del trasporto ferroviario in Sicilia già avviato con il già
accennato A.P.Q.. Un'intesa che per il conseguimento
dell'obiettivo, che si auspica condiviso anche dallo Stato, di dare
nuovo impulso a tale processo di ammodernamento dovrà articolarsi
in due strumenti operativi: il Contratto di programma con RFI per
gli investimenti sulla rete e sugli impianti e il futuro contratto
di Servizio con Trenitalia per gli investimenti sul materiale
rotabile, utilizzando la quota spettante alla nostra Regione, pari
al 23,87% dei fondi FAS, per complessivi 960 milioni di euro, che
lo Stato ha destinato per investimenti delle Ferrovie con l'art. 25
del d.l. 185/2008.
Il problema della riduzione dei servizi di traghettamento sullo
Stretto, come anche dei collegamenti di lunga percorrenza Sicilia -
Continente, è una diretta conseguenza della contrazione delle
risorse che lo Stato destina per il mantenimento dei c.d. "servizi
universali", di quei servizi che non hanno un forte mercato, e,
quindi, risultano in perdita, ma che debbono essere sovvenzionati
per la loro sopravvivenza dallo Stato, al fine di garantire la
continuità territoriale e per ragioni di coesione sociale.
Trattasi di servizi che per la loro natura e per le finalità che
perseguono devono essere necessariamente finanziati a carico del
bilancio dello Stato. Per cui da parte della Regione la questione
sarà posta, con la dovuta forza e determinazione, al tavolo della
trattativa con lo Stato e le Ferrovie, al fine di verificare se
sussistono le condizioni per far rientrare nell'ambito dell'intesa
che si andrà a stipulare, relativamente alla questione ferroviaria
siciliana, anche l'impegno dello Stato a mantenere quel numero di
corse marittime giornaliere fra le due sponde dello Stretto idoneo
ad assicurare la continuità territoriale.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che la sezione centrale della Corte dei conti ha
svolto un'indagine sulla situazione del deficit sanitario della
Regione siciliana rilevando, tra l'altro, 'gravi disfunzioni sulla
gestione amministrativa e contabile di alcune aziende';
considerato che particolari criticità sono state riscontrate
dall'advisor contabile, il quale faceva presente che 'i costi tra
consuntivo e IV trimestre 2008 rilevano un decremento per circa 90
milioni di euro';
considerato ancora che:
la Corte dei conti ha inoltre eccepito che: 'in alcune aziende
risultano forti variazioni di rimanenze che sembrerebbero
sovradimensionate per la normale gestione delle aziende in quanto,
se rapportate al consumo, evidenzierebbero scorte in taluni casi
superiori ai due mesi di normale attività';
'la dimensione dello stock è talmente alta da non giustificare
un'azione di contenimento e di diminuzione delle giacenze di
magazzino in un periodo di vigenza del piano di rientro e di
efficientamento della gestione';
considerato infine che:
l'advisor ha precisato che 'le verifiche effettuate per le
prestazioni acquistate dal privato accreditato sono basate sulla
coerenza in sede storica del dato, in quanto non si ha a
disposizione alcun flusso informativo per verificare la produzione
effettivamente effettuata con la valorizzazione portata a
bilancio';
'per l'anno 2009 la manovra necessaria sulla spesa dopo
l'utilizzazione del fondo transitorio di accompagnamento è valutata
in 192,780 milioni di euro';
ritenuto che:
alla luce delle suddette osservazioni della Corte dei conti, i
presupposti per l'avvio della procedura di commissariamento della
Regione non sono del tutto superati;
le criticità rilevate dalla Corte dei conti, pur trattandosi di
valutazioni su dati antecedenti all'avvio del riordino previsto
dalla l.r. n. 5/2009, sono estremamente significative;
per sapere quali iniziative siano state assunte per superare le
predette osservazioni della Corte dei conti ed evitare il
commissariamento.». (1027)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1027, con la quale
l'onorevole Barbagallo chiede notizie circa le iniziative assunte a
seguito dei rilievi segnalati dalla Corte dei conti in relazione ad
un'indagine sul sistema sanitario, si rappresenta quanto segue.
Come evidenziato nell'interrogazione in argomento, le criticità
rilevate dalla Corte dei Conti fanno riferimento a dati e
informazioni antecedenti all'avvio del riordino del Servizio
Sanitario Regionale, previsto dalla legge regionale n. 5/2009 che,
alla data odierna, ha raggiunto un significativo livello di
attuazione mediante l'emanazione di provvedimenti e atti di
programmazione e attuazione, in coerenza con i tempi e le modalità
indicate nella stessa legge.
Assumono rilevanza, in questo contesto, gli interventi destinati a
produrre effetti strutturali in relazione sia agli obiettivi del
Piano di rientro che alla riqualificazione dell'assistenza
sanitaria regionale.
In particolare, per quanto concerne le gravi disfunzioni sulla
gestione amministrativa e contabile di alcune aziende, questa
Amministrazione ha definito il Documento programmatico mirato alla
realizzazione di uno specifico intervento di investimento, ai sensi
dell'art. 79, comma 1 sexies, della Legge n. 133/2008 ed in linea
con le finalità indicate nella stessa norma, finalizzato alla
raccolta sistematica dei dati necessari per il governo del
disavanzo della spesa nel settore sanitario e per monitorare i
Livelli Essenziali di Assistenza, attraverso la governance unitaria
dei processi gestionali, garantendone la trasparenza coerentemente
con la metodologia di analisi definita nell'ambito del sistema
nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (SWEAS)
e con il modello individuato dal sistema informativo sanitario
nazionale (NSIS).
A tal fine, in data 11/12/2009 è stato stipulato l'Accordo di
Programma tra il Ministero della Salute di concerto con il
Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Regione siciliana,
finalizzato alla realizzazione dell'investimento per l'attuazione
del citato art. 79, i cui obiettivi vengono riassunti nelle
seguenti tre macroaree:
- una componente "immateriale" orientata alla progettazione,
realizzazione e condivisione su base regionale di un modello di
monitoraggio del sistema sanitario locale, con accrescimento di
competenze e di metodologie di analisi dei dati sia a livello
aziendale sia a livello regionale;
- una componente dedicata agli interventi di adeguamento dei
sistemi informativi aziendali al fine di garantire la
disponibilità, integrazione e affidabilità dei dati, preceduta
dall'analisi dei fabbisogni delle aziende sanitarie a livello di
strumenti gestionali;
- una componente di realizzazione del Sistema Informativo
Direzionale, integrato con le metodologie definite nell'ambito del
Sistema nazionale di verifica e controllo dell'assistenza
sanitaria, di cui all'art. 1, comma 288, della Legge 23 dicembre
2005, n. 266 e con i modelli dei dati del NSIS.
In attuazione del citato Accordo, con D.A. n. 799 del 17 marzo
2010, questo Assessorato ha provveduto all'indizione della Gara per
l'affidamento dei Servizi di consulenza direzionale ed operativa
previsti dallo stesso. Una volta a regime, gli interventi previsti
costituiranno un investimento immateriale permanentemente a
disposizione delle singole aziende sanitarie e del sistema
sanitario regionale, per il governo della sanità ed il mantenimento
dell'equilibrio gestionale di lungo periodo.
Fra le attività previste nel Capitolato di Gara sono comprese
anche quelle inerenti il monitoraggio e controllo dei consumi di
medicinali, presidi e altro materiale, al fine di attuare le azioni
correttive delle criticità emerse al riguardo a carico di alcune
aziende. A tal fine, fra gli obiettivi assegnati ai Direttori
Generali delle nuove Aziende Sanitarie, corredati dai relativi
indicatori, che integrano in modo formale e sostanziale i contratti
di lavoro individuali, è stata inserita la realizzazione di un
compiuto sistema contabile/gestionale unitario che integri gli
applicativi esistenti e quelli da implementare, con riguardo alla
gestione degli ordini, dei magazzini, del personale e dei cespiti
con la contabilità, in modo da consentire anche la tenuta di una
corretta contabilità analitica finalizzata al controllo di
gestione.
Al riguardo, questa Amministrazione ha provveduto anche
all'elaborazione di una serie di progettualità fra loro integrate,
per il conseguimento degli obiettivi inerenti la predisposizione di
un piano dei centri di costo e dei fattori produttivi per la
contabilità analitica a valenza regionale e la definizione di
idonee direttive sulle modalità di contabilizzazione dei costi
diretti, indiretti e generali.
Fra le suddette progettualità sono stati attivati il Progetto
"Formazione in aula e sul campo sul sistema di Controllo di
Gestione" e la Istituzione continuativa e sistematica di flussi
informativi gestionali a supporto delle verifiche trimestrali .
Infine, non si può mancare di evidenziare che, in occasione della
riunione congiunta del Tavolo tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali, con il Comitato Permanente per la verifica
dei LEA, tenutasi in data 23 marzo 2010, il Tavolo Ministeriale a
seguito delle verifiche annuale e trimestrali 2009, ha concesso
l'erogazione di ulteriori quote delle risorse spettanti alla
Regione siciliana fino a tutto l'anno 2007, ai sensi dell'art.1,
comma 6-bis, del Decreto legge n. 189/2008, convertito con
modificazioni dalla Legge n.2/2009, precisando che le ulteriori
risorse, fondo di accompagnamento per l'anno 2009 e quota premiale
per l'anno 2009, potranno essere erogate subordinatamente alla
verifica positiva della chiusura definitiva del Piano di Rientro e,
pertanto, allo stato dei fatti e degli atti consolidatisi l'ipotesi
di commissariamento della Regione appare anacronistica.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
BARBAGALLO. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che a distanza di oltre dieci anni (G.U. n.
231/1999) non è stato ancora recepito l'atto d'intesa Stato-Regioni
su 'Determinazione dei requisiti minimi standard per
l'autorizzazione al funzionamento e l'accreditamento dei servizi
privati di assistenza alle persone dipendenti da sostanze d'abuso';
sulla base della normativa vigente e, in particolare, della l.r.
n. 64 del 1984, in Sicilia operano 52 SERT e 19 strutture
convenzionate, oltre agli enti ausiliari che gestiscono strutture
per la riabilitazione e il reinserimento sociale dei
tossicodipendenti;
considerato che:
l'attenzione nei confronti delle strutture pubbliche e private,
che svolgono attività di prevenzione e cura o terapeutica o socio-
assistenziale per i tossicodipendenti, è stata assolutamente
marginale;
gli organici delle strutture pubbliche sono carenti e le rette per
le comunità terapeutiche non sono congrue;
ritenuto che:
negli ultimi anni sono avvenuti cambiamenti rilevanti tanto nel
versante del consumo che su quello delle strategie di cura e
riabilitazione;
il miglioramento della qualità della vita delle persone
tossicodipendenti e la prevenzione dell'emarginazione richiedono
una gamma di servizi diversificati, ma integrati tra di loro;
per sapere:
le ragioni del ritardo nel recepimento dell'accordo Stato-Regioni
del 5 agosto 1999 sopra richiamato;
quali iniziative siano state assunte per dotare la Sicilia di un
vero e proprio piano d'azione regionale sulle droghe.». (1113)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1113, con la quale
l'onorevole Barbagallo chiede notizie in merito alle misure a
sostegno della lotta contro le tossicodipendenze in Sicilia, si
rappresenta che con decreto assessoriale n. 1776 del 7 luglio 2010
questo Assessorato, di concerto con l'Assessorato della famiglia,
ha recepito l'Atto di intesa Stato-Regioni del 5 agosto 1999
riguardante la determinazione dei requisiti minimi standard per
l'autorizzazione al finanziamento e per l'accreditamento dei
servizi privati per l'assistenza a persone dipendenti da sostanze
d'abuso.
Con il medesimo provvedimento si è stabilito che entro sessanta
giorni dalla pubblicazione dello stesso i soggetti già inseriti
nell'Albo di cui alla legge regionale n. 64/1984 dovranno
presentare istanza di accreditamento istituzionale secondo le
modalità previste nell'allegato tecnico prevedendo, altresì, la
tempistica per l'adeguamento delle strutture.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo