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Resoconto d'Aula della Seduta n. 193 di mercoledì 04 agosto 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  del  verbale  della
  seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   -  Currenti,  D'Agostino, Faraone, Incardona, Marinese,  Marrocco,
  Nicotra, Panepinto e Scammacca della Bruca, per oggi;
   - Beninati, Bosco e Buzzanca, dal 4 al 5 agosto 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di trasmissione della relazione sulla situazione
                               economica
                della Regione siciliana per l'anno 2009

   PRESIDENTE. Comunico che la Presidenza della Regione ha trasmesso,
  in  data  3  agosto  2010, la Relazione sulla situazione  economica
  della Regione siciliana per l'anno 2009.
   Comunico,  altresì, che copia della sopra citata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   le   centrali   operative   di   Palermo,   Catania,   Messina   e
  Caltanissetta, assicuravano, fino al 31 luglio 2010, il servizio di
  radiocomunicazioni per il 118 attraverso il lavoro di operatori  di
  sistemi  esperti  riconosciuto  dalla  Commissione  regionale   per
  l'impiego  e  dall'Assessorato Sanità (ex  operatori  del  soccorso
  sanitario ACI 116 in Sicilia);

   da  circa  dieci  anni, così come previsto dalle  leggi  regionali
  (personale  ex  art.  54, legge regionale  n.  33/1996,  così  come
  modificato dall'articolo 15, legge regionale n. 27/1998), e secondo
  quanto  previsto  dall'articolo  8 della  convenzione  Croce  Rossa
  Italiana  (CRI)-Assessorato Sanità, i predetti lavoratori operavano
  nelle  specifiche  mansioni per conto della SISE,  quali  operatori
  tecnici specializzati;

   considerato che:

   l'Assessorato salute, in attesa che venga realizzata la nuova rete
  radio  UHF   per il 118, vorrebbe delegare con affidamento  diretto
  alla  società Sicilia e-Servizi la manutenzione e la gestione degli
  impianti  radio di proprietà della CRI  ed attualmente in uso  alle
  quattro centrali operative 118 in Sicilia;

   l'Assessorato  Salute  non ha titolo a svolgere  questa  attività,
  poiché  gli  impianti  sono di proprietà  della  CRI  che  è  anche
  titolare  della  concessione ministeriale di  uso  delle  frequenze
  radio VHF;

   quindi,  solamente  la  CRI  può affidare  la  manutenzione  degli
  impianti mantenendo comunque la piena responsabilità degli stessi;

   la  SEUS  che  subentra alla SISE nella gestione del  servizio  di
  trasporto terrestre infermi per il 118, nel piano industriale,  non
  ha  tenuto  nella giusta considerazione e collocazione i lavoratori
  addetti  a  vario  titolo, al funzionamento della  rete  radio  per
  l'emergenza  sanitaria in quanto la SEUS non  ha  la  gestione  del
  servizio   dei   collegamenti  radio  a   supporto   dell'emergenza
  sanitaria;

   il passaggio tra SISE e SEUS dei lavoratori che operano alle radio
  e  ne assicurano la manutenzione e la efficienza degli impianti  da
  oltre dieci anni, verrà gestito dalla società Sicilia e-Servizi;

   tale  gestione comporterà non solo la duplicazione della spesa  ma
  anche  il  demansionamento dei lavoratori già  occupati  in  quanto
  assunti dalla SUES come autisti o autisti soccorritori (senza  aver
  fatto   alcun  corso),  declassando  il  profilo  professionale   e
  mortificando moralmente i lavoratori e la professionalità acquisita
  nel tempo;

   di fatto, gli operatori di sistemi esperti che, per conto di SEUS,
  si trovano ad operare all'interno delle centrali operative 118 alle
  radio,  svolgono le stesse mansioni che espletavano in SISE ma  con
  la  differenza che oggi hanno la qualifica declassata di autisti  o
  autisti soccorritori;

   ritenuto che:

   tale  situazione  evidenzia  una grave  duplicazione  della  spesa
  pubblica in quanto uno stesso servizio verrà gestito oltre che  dal
  SEUS anche dalla società Sicilia e-Servizi;

   le  procedure  di  affidamento del servizio alla predetta  società
  richiedono una verifica di regolarità delle procedure concorsuali;

   tale  situazione  determina  un  grave  danno  ai  lavoratori  che
  subiscono,  ingiustamente, un declassamento poiché gli esperti  dei
  sistemi  in servizio presso il SEUS sono stati assunti come autisti
  soccorritori  quando  invece  di fatto' operano  all'interno  delle
  centrali operative 118 alle radio;

   per sapere:

   quali  provvedimenti il Governo della Regione intenda adottare  al
  fine  di  regolarizzare la posizione lavorativa  degli  esperti  di
  sistemi in servizio presso il SEUS ma assunti come autisti;

   quali  provvedimenti  verranno adottati  per  conoscere  i  motivi
  dell'affidamento alla società Sicilia e-Servizi della gestione  del
  servizio radio». (1318)

                                                               CAPUTO

   Avverto   che   l'interrogazione  testé  annunziata   sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

    'Interventi per eliminazione carcasse animali'

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche al
                               Titolo I
   della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente 'Interventi
      per l'eliminazione delle carcasse di animali'» (336-338/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numeri  336-338/A  «Modifiche al Titolo I della legge  regionale  9
  marzo  2005, n. 3 concernente 'Interventi per l'eliminazione  delle
  carcasse di animali'», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti  la  VI  Commissione  legislativa,  «Servizi
  sociali e sanitari», a prendere posto nel relativo banco.
   Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 191 del  3  agosto
  2010 era stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Art. 1.
             Norme  in  materia di eliminazione di carcasse  di
           animali

   1. Il  comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 9 marzo 2005,
  n. 3, è soppresso.

   2.  L'articolo 4 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, è  così
  sostituito:

   Art.  4. - Soggetto gestore delle operazioni. 1. La gestione delle
  operazioni  di  cui  all'articolo 1 viene svolta  dall'Associazione
  regionale  allevatori  della  Sicilia  (A.R.A.S.),  quale  soggetto
  operante  a  valle  della produzione, previa  stipula  di  apposita
  convenzione  con l'Assessorato regionale delle risorse agricole  ed
  alimentari.'.

   3.  L'articolo 5 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, è  così
  sostituito:

   Art.  5.  - Modalità di gestione. 1. L'A.R.A.S., nell'espletamento
  dell'incarico di gestione di cui all'articolo 4, provvede, mediante
  contratti con imprese autorizzate nel settore individuate  mediante
  procedure  ad  evidenza  pubblica ad  assicurare  la  raccolta,  il
  trasporto,  il  deposito, la trasformazione, il  coincenerimento  o
  l'incenerimento  dei sottoprodotti di origine  animale,  così  come
  definiti  dal Regolamento (CE) n. 1774/02 del Parlamento europeo  e
  del  Consiglio del 3 ottobre 2002, pubblicato in G.U.C.E. L 273 del
  10  ottobre  2002, e successive modifiche ed integrazioni,  tenendo
  conto di eventuali vincoli sanitari. L'A.R.A.S. provvede inoltre  a
  presentare  all'Assessorato delle risorse  agricole  ed  alimentari
  della  Regione  un  rendiconto consuntivo annuale dell'attività  di
  raccolta  ed  eliminazione  delle  carcasse  di  animali  morti   a
  giustificazione  della  spesa.  I contributi  ai  soggetti  di  cui
  all'articolo  3,  comma 1, sono erogati per il  tramite  dell'ARAS.
  L'aiuto   erogato  è  interamente  trasferito  dall'A.R.A.S.   agli
  allevatori   sotto   forma   di   rimborso   parziale   dei   costi
  effettivamente sostenuti secondo quanto definito all'articolo 2'.

   4.  Gli articoli 6 e 7 della legge regionale 9 marzo 2005,  n.  3,
  sono soppressi».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione:

   emendamento 1.1:
   «Al  comma  2, le parole  quale soggetto operante a  valle  della
  produzione  sono soppresse»;

   subemendamento 1.1.1:
   «Al  comma  2  le parole  quale soggetto operante  a  valle  della
  produzione   sono sostituite dalle parole  quale soggetto  estraneo
  alla produzione »;

   - dagli onorevoli Apprendi, Panepinto, Faraone e Marinello:

   emendamento 1.2:
   «Al  comma  2  dopo  le  parole  risorse agricole  ed  alimentari
  aggiungere   le  parole   sentito  l'Assessorato  regionale   della
  salute »;

   emendamento 1.3:
   «Al  comma 3 dopo le parole  con imprese autorizzate nel  settore
  sono  aggiunte  le  seguenti  parole  e riconosciute  dall'autorità
  sanitaria ai sensi della vigente normativa comunitaria ».

   Comunico,   altresì,   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

   - dal Governo:

   emendamento A1:
   «Aggiungere il seguente articolo:
   «Art  ...  -  Modifiche all'articolo 11 della legge  regionale  14
  maggio 2009, n. 6, recante Interventi in favore dei comuni in crisi
  finanziaria - 1. All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 14
  maggio  2009,  n.  6,  sostituire la parola   tre'  con  la  parola
   dieci'»;

   emendamento A2;
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art   -  Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma  10,  della
  legge  regionale  29 dicembre 2008, n. 25 non trovano  applicazione
  alle procedure effettuate ai sensi dell'articolo 17, commi 10 e 12,
  del  decreto  legge  1 luglio 2009, n. 78 convertito  con  legge  3
  agosto 2009, n. 102 »;

   - dall'onorevole Caronia:

   emendamento A3:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art .  -  Finanziamenti  ai  rifugi sanitari  e  prevenzione  del
  randagismo
   1. I finanziamenti di cui al comma 1, dell'articolo 98 della legge
  regionale  n. 11 del 12 maggio 2010  Disposizioni programmatiche  e
  correttive  per l'anno 2010', sono erogati anche alle  associazioni
  animaliste  iscritte alla Sezione  B' dell'Albo delle  Associazioni
  per  la protezione degli animali di cui all'articolo 19 della legge
  regionale n. 15/2000' del decreto presidenziale del 27 giugno 2003,
  n.  15, purché gestiscano da almeno due anni rifugi per animali nel
  territorio della Regione siciliana .»;

   emendamento A4:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art . - 1. La Regione, al fine di prevenire danni all'ambiente  e
  di   tutelare   la  salute  pubblica,  favorisce  e   sostiene   la
  realizzazione  del  servizio  di  ritiro,  raccolta,  trasporto  ed
  eliminazione mediante incenerimento delle carcasse degli animali da
  compagnia.
   2.  A tal fine l'Assessore regionale per la salute stabilisce  con
  proprio decreto, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
  presente legge, un piano di ripartizione dei contributi da  erogare
  ai   comuni   in   funzione  della  popolazione   canina   iscritta
  all'anagrafe di cui alla legge n. 15/2000, che operano la  raccolta
  e  lo  smaltimento delle carcasse degli animali in modo  diretto  o
  tramite  imprese  autorizzate nel settore  nonché  la  tariffa  del
  servizio da aggiornare annualmente.
   3.  Per  le  finalità  di cui sopra a valere  sui  fondi  previsti
  dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002,  n.
  2 e successive modifiche ed integrazioni è destinata nell'esercizio
  finanziario 2010 la somma di 100 migliaia di euro .»

   Si  passa al subemendamento 1.1.1, della Commissione. Lo pongo in
  votazione.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, la richiesta di numero legale, che
  sarebbe  un  fatto  del  tutto legittimo, in  questo  momento  però
  contrasta  con  il  nostro Regolamento in quanto  non  sono  ancora
  trascorsi i trenta minuti dall'inizio delle comunicazioni e durante
  i trenta minuti non è possibile chiedere il numero legale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, i  trenta  minuti
  sono  passati dalla prima comunicazione perché lei ha chiuso e  poi
  riaperto i lavori con ulteriori comunicazioni, quindi il tempo  dei
  trenta   minuti   è  maturato.  Se  lei  controlla,   dal   momento
  dell'apertura ad ora i trenta minuti sono oltrepassati.

                Richiesta di verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di  Regolamento  dagli
  onorevoli Campagna, Corona, Falcone, Pogliese e Torregrossa, indìco
  la verifica del numero legale.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare un
  tasto qualsiasi.
   Proclamo l'esito della verifica:

   Presenti   40,  a  cui  si aggiunge il voto  del  Presidente  pro-
  tempore.

   L'Assemblea è in numero legale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, se l'Assemblea è diventato  un  luogo
  simile  ad  altre  assemblee dove è possibile fare  quello  che  si
  vuole,  ha  tutto  il diritto di dire  aggiungiamo  o  togliamo  il
  voto'.
   Il  voto  è  elettronico, è previsto dal  Regolamento  -  si  deve
  considerare  anche  chi vota per due, c'è anche la  possibilità  di
  votare  per  più persone -, il risultato elettronico  del  voto  ha
  registrato 40 presenze.
   Se  poi, signor Presidente, lei ritiene di non considerare  le  40
  presenze  e  vuole aggiungere tutti quelli che alzano la  mano,  lo
  faccia  pure  Per me non è un problema, ma significa che da  questo
  momento  tutte le volte che la registrazione, anche quando  porterà
  un  altro  voto, e si aggiungeranno, a voce, gli altri che  diranno
  che  sono presenti - e non è mai successo in quest'Assemblea  -  si
  deve tenere conto di questo precedente.
   Ritengo   che   il   Segretario  generale   dell'ARS   non   possa
  sottoscrivere che c'è la presenza di 41 deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, non si tratta  di  considerare  un
  deputato che ha alzato la mano per dire  c'ero , ma si trattava del
  Presidente che sta presiedendo e che, nella gestione dell'Aula,  ha
  dimenticato di registrare la sua presenza. Ma non può dire  che  il
  Presidente non ci fosse, onorevole Mancuso
   Le  presenze  erano  40  più uno. Non si  tratta  di  un  deputato
  qualsiasi.  Le  do  atto, onorevole Mancuso,  che  il  procedimento
  essendo  elettronico ha certificato 40 presenze, ma  il  Presidente
  non  ha  aggiunto  un'altra presenza. Semplicemente,  essendosi  la
  Presidenza  accorta  che non aveva avuto  il  tempo  di  votare  ha
  aggiunto la propria presenza.
   Onorevoli  colleghi, mi viene comunicato che  in  automatico,  dal
  punto  di  vista  elettronico, era stata  già  conteggiata  la  mia
  presenza fra i 40 deputati registrati.
   Bisogna, pertanto, ripetere la votazione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, siamo in fase di votazione, non c'è
  un ordine dei lavori.
   In fase di votazione non le posso dare la parola
   Onorevole   Mancuso,  essendosi  la  Presidenza   pronunciata   ed
  essendoci  stato  un  disguido,  la Presidenza  stabilisce  di  far
  ripetere la votazione. Pertanto, prego i colleghi di prepararsi per
  votare di nuovo al fine di accertare la verifica del numero legale.
   C'è  sempre la richiesta del numero legale? Suppongo di sì. Se non
  c'è la richiesta nuovamente del numero legale

   MANCUSO. Non lo sappiamo.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, lo sa la Presidenza

   MANCUSO. Lei vuole obbligarmi a chiedere il numero legale?

   PRESIDENTE. No, non la voglio obbligare. Andiamo avanti, allora.
   Se  non  c'è una richiesta formale di verifica del numero  legale,
  continuiamo  con  il  voto  sull'emendamento.  Eravamo  rimasti  al
  subemendamento 1.1.1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, lei deve dare all'Aula  il  risultato
  della votazione quale risulta dal verbale che è stato sottoscritto.
   Da  quel  verbale  risulterà  la  presenza  anche  del  Presidente
  dell'Assemblea  e  risulterà altresì che l'Aula  non  è  in  numero
  legale.  Quindi, prego di fornire all'Aula il verbale  sottoscritto
  dove  emergerà  che  anche  con  il conteggio  della  presenza  del
  Presidente, l'Aula non è in numero legale.
   Non  riesco a comprendere come lei voglia rifare una votazione già
  fatta  che computava il suo voto, non solo come è stato dichiarato,
  ma come risulta oggettivamente da un verbale di questa Assemblea.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, lei forse non è stato attento.
   La  Presidenza ha già comunicato rettificando e dicendo  che,  per
  errore,  il  Presidente  pensava  di  non  essere  incluso,  invece
  elettronicamente era stato conteggiato. Ma, avendo  dichiarato  che
  l'Aula  era  in  numero legale, sono costretto a fare  ripetere  la
  votazione.   Diversamente,  siamo  in   fase   di   votazione   del
  subemendamento 1.1.1.

   MANCUSO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non le do più la parola.
   Onorevole  Mancuso,  la  Presidenza ha già reso  le  comunicazioni
  dovute.
   Pongo in votazione il subemendamento 1.1.1. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Apprendi ed
  altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli Apprendi, Panepinto
  e Panarello.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dalla   Commissione   il
  subemendamento 1.3.1:
   «Sostituire  le  parole   autorità  sanitaria'  con  le   seguenti
   assessorato regionale della salute'».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.3, come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                           Norma finanziaria

   1.  Per  le  finalità di cui agli articoli da 1 a  5  della  legge
  regionale  9  marzo 2005, n. 3, come modificata dalle  disposizioni
  della  presente  legge, è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2010, la spesa complessiva di euro 200 migliaia, cui si provvede:

   a)  per  l'importo  di  60 migliaia di euro con  le  disponibilità
  dell'U.P.B.  10.2.1.3.4.  -  capitolo  144123  del  bilancio  della
  Regione, per l'esercizio finanziario medesimo;

   b)  per  l'importo di 140 migliaia di euro, ai sensi dell'articolo
  2, comma 2, della legge regionale del 12 maggio 2010 n. 11».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A1 del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  A2  è  inviato  alla   quinta
  Commissione legislativa.
   Gli  emendamenti  A3  e  A4 sono privi di  copertura  finanziaria,
  necessitano pertanto del parere della Commissione Bilancio.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lei  ha   già
  anticipato  la ragione per la quale questi emendamenti non  possono
  essere  discussi, ma vorrei sottolineare che non comportano  alcuna
  spesa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, è necessario  comunque  il  parere
  della Commissione Bilancio.

   CARONIA.  Signor Presidente, si tratta di norme che non comportano
  né  aumento né diminuzione di spesa. A norma dell'articolo 113  del
  Regolamento  interno,  le norme che devono avere  il  parere  della
  Commissione Bilancio sono quelle che comportano una riduzione o  un
  aumento di spesa.
   Per  quanto  riguarda  l'emendamento A3,  si  vuole  semplicemente
  prevedere,  dal punto di vista normativo, all'interno  della  norma
  che noi abbiamo approvato e che stanziava 5 milioni di euro per  la
  lotta al randagismo, che destinatari di questi importi fossero  non
  soltanto i canili, cioè i rifugi di tipo A ma anche quelli di  tipo
  B,  e  faccio riferimento nello specifico ai gattili, poiché  nella
  fattispecie della classe A si comprendono soltanto i canili.
   Nel  territorio  della  Regione esistono anche  poche,  pochissime
  realtà, credo che siano soltanto tre, che svolgono una attività  di
  rifugio nei confronti dei gatti.
   Allora  non  comprendo  la ragione perché  dobbiamo  escludere  la
  categoria  B  dell'albo delle associazioni di  protezione  animali,
  perché  si tratta comunque di randagismo, e il randagismo comprende
  più  specie;  quindi si intende solo apportare  una  modifica  alla
  norma che non riguarda l'aspetto economico.
   Per  quanto  riguarda  invece  l'emendamento  A4,  lo  stesso  non
  stabilisce  nessuna  variazione, né in aumento né  in  diminuzione,
  poiché  si  tratta  semplicemente della possibilità  di  incenerire
  anche  le  carcasse degli animali da compagnia, piuttosto che  solo
  quelli da reddito, che è l'oggetto di questa legge. Ad oggi,  tutte
  le  persone  che  sono  in  possesso di un  animale  da  compagnia,
  cosiddetto animale d'affezione, hanno una difficoltà oggettiva che,
  purtroppo,  durante  il  periodo estivo  è  maggiormente  visibile,
  perché  vengono  anche  abbandonati  nei  cassonetti  creando   dei
  problemi  all'igiene e alla tutela della salute pubblica. Oggi  non
  esistono, purtroppo, cimiteri per animali, o meglio pochi Comuni si
  stanno  adeguando, e noi prevediamo di attingere, per  quei  Comuni
  che non hanno la disponibilità per l'incenerimento, all'interno del
  fondo  che già la legge istituisce, riservando una parte di  quelle
  somme già appostate per questo obiettivo.
   Chiedo, pertanto, l'applicazione dell'articolo 113 del Regolamento
  perché, ripeto, non essendoci variazioni di spesa, non è necessario
  il parere della Commissione Bilancio.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'accalorato
  intervento  dell'onorevole Caronia credo che abbia già fugato  ogni
  dubbio sulla frettolosità con cui la Presidenza e gli Uffici  hanno
  dichiarato improcedibili questi due emendamenti.
   Io  chiedo,  anche  previa una breve sospensione  dei  lavori,  di
  approfondire  questi due emendamenti, i quali  sono  meritevoli  di
  accoglimento  nel merito. Se corriamo il rischio di non  approvarli
  oggi,  andando ad approvare finalmente un testo che gli  animalisti
  ci  chiedono  a  gran voce, perderemo una grande occasione  per  un
  fatto sostanzialmente formale.
   Allora,  vista  anche  la disponibilità del  Governo,  le  chiedo,
  signor  Presidente, di consentire all'Aula l'esame e  la  votazione
  auspicando l'approvazione di entrambi gli emendamenti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochi minuti fa  è
  stato posto in votazione ed approvato l'emendamento A1 del Governo,
  ma anche lì non c'era la copertura finanziaria.
   Non  riesco a comprendere come mai non ammette al voto  gli  altri
  due emendamenti aggiuntivi

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  sull'emendamento  A1   è   stato
  espresso il parere favorevole della Commissione Bilancio.

   MANCUSO. Si sbaglia, signor Presidente, nel verbale non è presente
  questo passaggio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, la  Presidenza  prende  atto  dei
  documenti  ufficiali che pervengono e il verbale della  Commissione
  Bilancio  è stato, appunto, trasmesso. Pertanto chiedo agli  Uffici
  di fornirne copia all'onorevole Mancuso.
   Per quanto riguarda la questione sollevata dall'onorevole Caronia,
  questa  Presidenza ha già provveduto a trasmettere formalmente  gli
  emendamenti A3 e A4 alla Commissione Bilancio.

   I  due  emendamenti  non sono stati dichiarati  improcedibili  nel
  senso che non si possono discutere, ma è necessario acquisire prima
  il parere della Commissione.
   Pertanto  sospendiamo l'esame del disegno di legge, in attesa  che
  pervenga il citato parere.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei provare a
  dare  un  suggerimento  per  risolvere la  questione.  Chiedo  alla
  Presidenza di verificare se effettivamente l'emendamento  A3,  così
  come  è  stato  illustrato  dalla  collega  Caronia,  non  comporta
  variazione  finanziaria, perché anche a me, da una  prima  lettura,
  sembra  che  stabilisca una modalità attuativa di un  finanziamento
  che  abbiamo già previsto nel bilancio della Regione: semplicemente
  estende anche ad altri soggetti la possibilità di utilizzare questa
  modalità.
   Allora, se è così e se la Presidenza verifica che la norma non  ha
  effetti  finanziari, cioè che non ha bisogno di copertura, possiamo
  procedere alla votazione.
   L'emendamento  A4, invece, così come è scritto, comporta  spesa  e
  quindi  deve  essere  inviato  in Commissione  Bilancio.  Potremmo,
  quindi,   procedere  con  l'esame  dell'emendamento  A3   rinviando
  l'emendamento  A4  al disegno di legge n. 468/A,  sulla  cremazione
  delle salme e quindi dare poi il parere in Commissione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera si discute
  una norma che sembra apparentemente poco importante, ma all'interno
  di  questa,  con un emendamento aggiuntivo, si rischia  di  portare
  degli  effetti  e  delle  refluenze non indifferenti  sul  bilancio
  regionale, soprattutto sul fondo per le autonomie locali.
   L'emendamento  aggiuntivo A1, che riguarda  materia  assolutamente
  estranea al disegno di legge sulle carcasse degli animali,  prevede
  -  nessuno lo ha spiegato - una dilatazione delle anticipazioni che
  la Regione ha fatto negli anni pregressi ai Comuni non zelanti, non
  diligenti,  non  virtuosi, per fare fronte  ai  debiti  degli  ATO.
  Questo emendamento prevede una dilatazione delle anticipazioni  non
  in  tre  anni, bensì in dieci anni. Abbiamo inserito  in  un  testo
  assolutamente estraneo, che riguarda la sanità nel settore animale,
  una  norma  finanziaria che modifica completamente  l'ultima  legge
  finanziaria regionale, tale da agevolare i Comuni non virtuosi.
   Ecco  perché  qualche  collega che mi  ha  preceduto  si  pone  il
  problema  di  non  dare  il termine alla Commissione  Bilancio  per
  verificare  la  bontà  degli  emendamenti  a  firma  dell'onorevole
  Caronia.
   Io ritengo giusto, invece, sospendere l'esame del disegno di legge
  e, quindi, la trattazione dei due emendamenti per trasmetterli alla
  Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti A3 e A4  sono  già
  stati trasmessi alla Commissione Bilancio.

   FALCONE.  Signor  Presidente, possiamo già dire che  l'emendamento
  A3,  prima  facie, non comporta spesa, ma è invece  un  emendamento
  opportuno,  importante, perché il randagismo non riguarda  soltanto
  una  specie  animale, ma dovrebbe riguardare  tutte  le  specie,  e
  quindi anche i gatti. Come diceva l'onorevole Caronia, è una  norma
  pertinente  che  va  valutata  con  grande  attenzione  da   questa
  Presidenza.
   L'emendamento A4 presenta qualche difficoltà: se in un disegno  di
  legge  che riguarda le carcasse di animali dobbiamo necessariamente
  fare  traghettare,  come  in una vecchia diligenza,  qualche  altra
  cosa,  a  questo  punto è necessario fermarci e permettere  che  la
  norma sia valutata nel suo complesso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  i  pareri  che  il  Regolamento
  prevede che devono essere espressi dalla Commissione Bilancio,  non
  necessariamente  o  esclusivamente devono riguardare  la  copertura
  finanziaria, possono riguardare anche la destinazione dei fondi del
  provvedimento.
   Pertanto,   quando  la  Presidenza  ha  deciso  di   inviare   gli
  emendamenti in discussione alla Commissione Bilancio per il parere,
  lo ha fatto perché la stessa si pronunci, per quanto riguarda l'A3,
  sulla   destinazione  delle  provvidenze  previste  e,  per  quanto
  riguarda  l'A4,  per  tutti  e  due  i  profili.  E'  evidente  che
  l'emendamento  A3  non  comporta spesa, ma la Commissione  Bilancio
  deve  verificare se la destinazione che si intende  dare  a  quelle
  stesse somme sia compatibile.
   Pertanto, sospendiamo la trattazione del disegno di legge nn. 336-
  338/A per consentire alla Commissione Bilancio di esprimersi.  Così
  resta stabilito.
   Comunico  che gli onorevoli Ragusa, Corona e Dina hanno dichiarato
  di apporre la firma al disegno di legge nn. 336-338/A.
   L'Assemblea ne prende atto.

   'riconoscimento funzione sociale degli oratori dagli istituti
    cattolici e dagli enti di culto'

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento e valorizzazione
    della funzione educativa e sociale svolta dagli oratori, dagli
               istituti cattolici  e dagli enti di culto
           riconosciuti dallo Stato» (132-210-325-463-464/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge nn. 132-
  210-325-463-464/A «Riconoscimento e valorizzazione  della  funzione
  educativa  e sociale svolta degli oratori, dagli istituti cattolici
  e  dagli  enti di culto riconosciuti dallo Stato», posto al  numero
  2).
   Invito  la  I  Commissione legislativa, «Affari istituzionali»,  a
  prendere posto nell'apposito banco.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo  bene
  che  su  questi  argomenti  si urtano  sempre  sensibilità  che  mi
  dispiace  urtare, e pertanto voglio premettere che non c'è  nessuna
  ragione politica o culturale in ordine al mio intervento.
   Ho  avuto  modo di leggere e approfondire il testo del disegno  di
  legge,  essendo componente sia della I che della II Commissione,  e
  devo  dire  con molta onestà che manifesto più di una  perplessità.
  Risulta complicato, a mio parere, fare una legge di organizzazione,
  prevedendo  anche delle commissioni, per erogare 150  mila  euro  -
  perché  questa è la copertura finanziaria che abbiamo previsto  nel
  bilancio  2010 - alle istituzioni scolastiche che, con la  modifica
  intervenuta  con  la legge finanziaria, abbiamo esteso  anche  agli
  oratori. Siamo un Parlamento, dobbiamo fare leggi che abbiano  però
  una dimensione astratta e generale
   Io suggerisco, pertanto, il rinvio in Commissione per un ulteriore
  approfondimento  più  organico, per fare in  modo  che  l'esame  di
  questo  disegno  di legge non diventi imbarazzante per  tutti  noi,
  perché, ripeto, per erogare 150 mila euro non si può fare una legge
  di  riforma, fermo restando che già in Commissione Bilancio è stata
  approvata la norma che estende agli oratori la possibilità di avere
  dei  benefici  per le attività cosiddette sociali. Ma  evitiamo  di
  fare commissioni, che è un modo singolare di legiferare
   Spero  che  il  Presidente della Commissione addivenga  con  me  a
  questa richiesta, e che lo facciano tutti i colleghi.

   VINCIULLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  relatore.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io
  vorrei   sgomberare  il  campo  da  alcune  perplessità   sollevate
  dall'onorevole Cracolici.
   La  commissione che è stata prevista, i cui componenti lavoreranno
  tutti  a  titolo gratuito, viene fatta per un semplice motivo,  per
  evitare quello che accade oggi, e cioè che i contributi erogati  ad
  esempio  alle  parrocchie, o i contributi, che vengono  distribuiti
  dagli  assessori di questo Governo, sfuggano al controllo da  parte
  di  qualcuno e diventino un fatto, per così dire, intuitu personae,
  nel senso che viene presentato un progetto, mi piace e lo finanzio,
  ne viene presentato un altro e invece non viene finanziato.
   Pertanto questa commissione - che è una commissione, ripeto,  dove
  i  componenti lavoreranno a titolo gratuito - avrebbe una  funzione
  importantissima: quella di stabilire un criterio oggettivo, per cui
  l'oratorio  San Metodio deve ottenere il finanziamento  e,  invece,
  l'oratorio  di  Santa Lucia non lo deve ottenere,  oppure  lo  deve
  ottenere in misura minore.
   Inoltre,  il contributo previsto in finanziaria non è di 150  mila
  euro, ma di 500 mila euro.
   Anche  il Governo ha espresso delle perplessità nel senso che  non
  riesce  a  trovare una parte di questa somma, ma si  tratta  di  un
  impegno già assunto in finanziaria, per cui o il bilancio di questo
  Governo,  che il PDL non ha votato, è un bilancio falso  oppure  si
  tratta  solo  ed esclusivamente di un aggiustamento momentaneo,  in
  attesa  di  utilizzare interamente questi 500 mila euro  che  erano
  stati stanziati solo ed esclusivamente per gli oratori.
   Signor  Presidente, assessore, onorevole Cracolici,  questo  è  un
  disegno  di  legge  su  cui tutti i partiti politici  si  sono  già
  espressi perché, oltre ad esserci un disegno di legge dell'MPA,  ce
  ne  sono  due  del PDL, uno dell'UDC e uno perfino del  PD;  quindi
  tutti  i  partiti  politici hanno presentato disegni  di  legge  al
  riguardo e si sono già espressi favorevolmente.
   Ora,  si tratta soltanto di regolamentare al meglio l'attività  in
  esame.  Pertanto ritengo che si possa iniziare oggi la discussione,
  anche  perché  questo disegno di legge è stato  presentato  per  la
  prima  volta  il  18  luglio del 2008; però  vorrei  ricordare  che
  l'onorevole Barbagallo, qui presente, ne ha presentato uno nel 2006
  e  uno  anche prima. Quindi, è una necessità della nostra  Regione,
  forse  l'unica  regione in Italia a non avere ancora legiferato  su
  questa materia.
   Suggerirei  di  fare  svolgere  la  relazione  e  attraverso   gli
  emendamenti,  successivamente, laddove  necessario,  prevedere  gli
  aggiustamenti del caso.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  se  c'è  la  disponibilità   a
  sistemare  eventuali incertezze, rappresentate  nel  testo  scritto
  così com'è, se questa proposta viene accolta si potrebbe provvedere
  ad  aggiustamenti  tramite emendamenti e il  disegno  di  legge  si
  discuterebbe domani in ogni caso .
   Oggi  si legge la relazione e si incardina il disegno di legge.  A
  meno  che, onorevole Cracolici, lei non formalizzi la richiesta  di
  rinvio in commissione e la si pone ai voti.

   CRACOLICI. Lo devo fare per iscritto?

   PRESIDENTE. Certo, c'è il Regolamento.

   MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, anche se abbiamo esaminato con molta attenzione
  questo  disegno  di  legge in Commissione,  non  abbiamo  nulla  in
  contrario a rivederne il testo.
   Quindi  la richiesta avanzata dall'onorevole Cracolici può  essere
  accolta e anch'io chiedo che il testo venga rinviato in Commissione
  per un approfondimento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sulla  proposta  di  rinvio  in
  Commissione  può parlare, a termini di Regolamento, un  deputato  a
  favore e uno contro.
   Il  presidente della Commissione, onorevole Minardo, ha parlato  a
  favore del rinvio.

   POGLIESE.  Chiedo  di  parlare contro la  proposta  di  rinvio  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  ho
  ascoltato  con grande attenzione le argomentazioni che  sono  state
  svolte  dall'onorevole  Cracolici.  Con  la  stessa  attenzione  ho
  ascoltato ciò che ha detto il relatore, onorevole Vinciullo,  e  mi
  sento di condividere tutto ciò che l'onorevole Vinciullo ha qualche
  minuto fa esternato all'interno di quest'Aula.
   Voglio  ricordare  all'onorevole Minardo  che  questo  disegno  di
  legge,  in realtà, è il frutto di una sintesi, come ha detto  prima
  di  me  l'onorevole  Vinciullo, di parecchi  disegni  di  legge  di
  provenienza  assolutamente trasversale che  sono  stati  analizzati
  all'interno delle competenti commissioni attraverso un  iter  molto
  articolato e lungo.
   Credo  che sia assolutamente inopportuno immaginarne un rinvio  in
  Commissione.  Ci  possiamo confrontare con un dibattito  articolato
  attraverso gli emendamenti che verranno formalizzati, ma credo  che
  sia  assolutamente opportuno immaginare un confronto oggi e  domani
  in quest'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione, per alzata e seduta, la  richiesta
  di rinvio in Commissione.
   Chi è favorevole al rinvio si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvata)

   Comunico che gli onorevoli Apprendi e Cordaro hanno dichiarato  di
  apporre la firma agli emendamenti A3 e A4 del precedente disegno di
  legge numero 336-338/A.
   L'Assemblea ne prende atto.

   di cremazione delle salme e dispersione ceneri'

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Discussione del disegno di legge numero 468/A «Disposizioni in
       materia di cremazione delle salme e della conservazione,
               affidamento e/o dispersione delle ceneri»

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  numero
  468/A  «Disposizioni in materia di cremazione delle salme  e  della
  conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri»  posto  al
  numero 3).
   Invito  i  componenti la I Commissione, «Affari istituzionali»,  a
  prendere posto al banco delle commissioni.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Chiedo  che  il disegno di  legge  venga  rinviato  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, le ricordo  che  il  Regolamento
  interno  stabilisce che il rinvio in Commissione può essere chiesto
  soltanto dal Governo, da un presidente di Gruppo parlamentare o dal
  presidente della Commissione.
   Ha  facoltà  di  parlare  il relatore, onorevole  Di  Guardo,  per
  svolgere la relazione.

   DI  GUARDO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  la
  cremazione  delle  salme  e la conservazione  o  dispersione  delle
  ceneri è il tema del provvedimento all'esame dell'Aula.
   Il  rito  funebre e le sepolture sono certamente tra  le  liturgie
  laiche  e  religiose più rappresentative dei popoli. Dal modo  come
  sono stati trattati i morti si può capire molto della loro civiltà.
  I  defunti segnano il tempo che passa, la caducità della vita e  la
  forma  specifica  con  cui  è concepito il  legame  tra  passato  e
  presente. Sebbene a nessuno faccia piacere pensare al sonno eterno,
  esso costituisce il notabile traguardo per tutti gli uomini.
   La  cremazione rappresenta una pratica del trattamento delle salme
  alternativo all'inumazione, quella più diffusa in Italia.  In  base
  ad  una  recente indagine, la pratica della cremazione è scelta  in
  media dal 36 per cento della popolazione europea.
   Nei  paesi nordici e in Gran Bretagna la percentuale supera il  73
  per  cento.  In  Francia è del 27 per cento, mentre in  Italia  non
  supera  il 10 per cento, anche se in Lombardia raggiunge il 30  per
  cento  ed in alcune città, come Milano, la cremazione è passata  in
  testa rispetto all'inumazione.
   Questi dati confermano che la pratica della incinerazione è  molto
  sentita  come  pressante esigenza da sempre più ampi  strati  della
  popolazione.
   Tale   esigenza  però  si  scontra  con  la  carenza  di  adeguate
  strutture.  Basti pensare che in tutta Italia esistono soltanto  45
  impianti  crematori. In Sicilia ne esiste solo uno, a Palermo,  che
  non  sempre  risulta funzionante. L'altro impianto  più  vicino  si
  trova a Taranto, ad oltre 600 chilometri.
   La  richiesta  di  cremazione tende  a  diffondersi  anche  tra  i
  credenti  grazie alla posizione recentemente assunta  dalla  Chiesa
  cattolica, che ha modificato la sua antica avversione.
   Con  il  Concilio  Vaticano II, infatti, è stata abbattuta  questa
  come tante altre barriere ideologiche.
   Paolo  VI, con una bolla, ha sancito per i credenti la libertà  di
  scelta   fra   l'inumazione   e  l'incinerazione,   spiegando   che
  quest'ultima   non   tocca   l'animo   e   quindi   non   impedisce
  all'Onnipotenza divina di ricostruirne il corpo.
   Nel  1963, con il decreto  Ordo Exsequiarum , la Congregazione per
  il  Culto  ha  stabilito  che  le esequie  cristiane  non  sono  in
  contrasto con l'incinerazione.
   Dal  punto  di  vista  della normativa, in Italia  l'incinerazione
  delle  salme, in alternativa all'inumazione o tumulazione, fu presa
  in considerazione già alla fine del XIX secolo.
   Sia  il Regio Decreto del 1892 sia il DPR 285 del 1990 si occupano
  ampiamente della cremazione.
   La  legge  130 del 2001, infine, detta specifiche disposizioni  in
  materia di cremazione delle salme e di dispersione delle ceneri.
   Quest'ultima,  tra l'altro, all'articolo 6, stabilisce  che  entro
  sei  mesi dall'entrata in vigore della stessa, le regioni elaborino
  piani  di coordinamento per la realizzazione dei crematori da parte
  dei  comuni,  anche in associazione fra essi, tenendo  conto  della
  popolazione  residente,  dell'indice  di  mortalità  e   dei   dati
  statistici  sulla  scelta  crematoria da  parte  dei  cittadini  di
  ciascun territorio comunale, prevedendo, di norma, la realizzazione
  di almeno un crematorio per regione.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sono decorsi più  di  otto
  anni  dell'entrata in vigore della legge 130 e nulla in  Sicilia  è
  stato fatto. Oggi con il presente disegno di legge si vuole colmare
  questa lacuna.
   Il  disegno  di  legge  che ci apprestiamo a  discutere  sancisce,
  all'articolo  1, il diritto di ciascun individuo a  disporre  delle
  proprie spoglie mortali valorizzando la scelta della cremazione per
  ragioni igienico-sanitarie e in quanto pratica funeraria di  minore
  impatto  ambientale,  sempre  salvaguardando  la  dignità  di  ogni
  persona,  la sua libertà di scelta, le sue convinzioni religiose  e
  culturali, il suo diritto ad una corretta e adeguata informazione.
   I  successivi  due  articoli sono dedicati alla normativa  per  la
  cremazione dei defunti e per la destinazione delle ceneri  ed  alle
  modalità di affidamento delle ceneri ai familiari oppure alla  loro
  dispersione, tenuto conto delle disposizioni legislative nazionali.
   Di  primaria  importanza,  in quanto propedeutica  al  trattamento
  crematorio delle salme, è la normativa dettata dall'articolo 4, che
  si occupa del piano regionale di coordinamento per la realizzazione
  degli impianti crematori nel territorio.
   L'articolo  5  prevede la realizzazione, da parte dei  comuni,  di
  spazi  per  il  commiato, al fine di consentire  forme  rituali  di
  commemorazione del defunto e un dignitoso commiato anche  nel  caso
  di cremazione.
   Gli    articoli   6,   7   e   8   si   occupano   rispettivamente
  dell'informazione ai cittadini, della cremazione degli indigenti  e
  di  altri provvedimenti a carico della Regione per regolamentare il
  servizio.
   L'articolo 9, infine, prevede un finanziamento di 440.000 euro per
  la realizzazione di impianti crematori e di 60.000 euro per l'avvio
  di una campagna informativa.
   Tali  somme  sono  certamente insufficienti, ma  rappresentano  un
  primo  significativo  passo  per offrire  alla  comunità  siciliana
  questo specifico servizio.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  è  presumibile  che  nel
  volgere di qualche decennio la pratica della cremazione delle salme
  sarà  sempre  più diffusa nelle nostre città. Diventa, quindi,  non
  più   rinviabile,  da  parte  dell'Assemblea  regionale  siciliana,
  l'emanazione di una normativa che disciplini la materia  sia  sotto
  il profilo igienico-sanitario che socio-culturale.
   Per  questo  è  auspicabile  che il disegno  di  legge  in  esame,
  superando   ogni  contrapposizione  politica,  possa   trovare   il
  necessario  consenso  dei  vari  gruppi  parlamentari  per   essere
  approvato dall'Aula in tempi brevi e per porre la Sicilia, anche in
  questo particolare campo, all'avanguardia fra le regioni italiane.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  propongo   di   rinviare   la
  discussione  generale all'articolo 1, secondo  consuetudine,  e  il
  termine  per  la  presentazione degli  emendamenti  è  fissato  per
  domani, 5 agosto 2010 alle ore 11.00, tenuto conto che un'ora  dopo
  si riunirà la Commissione Bilancio.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto   che  da  questo  momento  decorre  il  termine   fissato
  dall'articolo  112,  comma  5,  del  Regolamento  interno  per   la
  presentazione degli emendamenti.

   sportelli mutlifunzionali'

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Discussione del disegno di legge numero 592/A «Norme
               in materia di sportelli multifunzionali»

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  numero
  592/A  «Norme  in materia di sportelli multifunzionali»,  posto  al
  numero 4).
   Invito  i  componenti  la  V Commissione, «Cultura,  formazione  e
  lavoro», a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Dina, per svolgere la
  relazione.

   DINA,  relatore. Mi rimetto al testo della relazione  allegata  al
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se non ci sono  interventi,  e  a
  quanto  sembra  non  ci sono emendamenti perché  anche  quello  del
  Governo  che  riguardava i precari è stato ritirato,  proporrei  di
  rinviare la discussione generale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  prima  di  saltare  la  discussione
  generale  chiedo  che,  cortesemente,  gli  uffici  forniscano   ai
  deputati  tutta  la  documentazione necessaria per  individuare  la
  copertura  finanziaria  di  questo  disegno  di  legge,   in   modo
  particolare i 16 milioni di euro e, per gli altri 4 milioni, è  già
  indicato il capitolo.
   Quindi,  se  cortesemente ci indicate da quale  capitolo  vengono,
  appunto, presi.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, sono già in distribuzione da  parte
  degli  uffici gli elementi da lei richiesti e che le saranno  dati.
  Intanto,   se  non  ci  sono  iscritti  a  parlare,  rinvierei   la
  discussione  generale all'articolo 1 perché comunque dobbiamo  dare
  il tempo per la presentazione degli emendamenti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, le chiedo di concedere tre minuti  in
  modo  di  poter  essere  nelle condizioni di  fare  la  discussione
  generale.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.46,  è ripresa alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Grazie, signor Presidente, ringrazio anche gli uffici.
   Se  ho  capito  bene,  i  16 milioni di  euro  vengono  presi  dai
  forestali,  dal capitolo che riguarda lo stanziamento di  circa  22
  milioni  di euro; quindi è una coperta che non riesce assolutamente
  a   dare  certezza  a  comparti  diversi,  quello  degli  sportelli
  multifunzionali e l'altro dei forestali.
   Non  riesco a comprendere come il Governo si possa prestare ad una
  operazione  del  genere, a meno che non ce lo spieghi  prima  della
  discussione  generale.  Infatti, i 16  milioni  di  euro  sono  del
  capitolo  di  bilancio sul quale c'è stata una  lunga  discussione,
  dove  si  diceva peraltro che mancavano molti milioni di  euro  che
  sarebbero poi stati aggiunti con le variazioni di bilancio.
   Non  capisco  come   si trova questo tesoretto e  cosa  aspetta  i
  forestali da questo momento in poi.
   Quindi,  prima  di  procedere  alla discussione  generale,  signor
  Presidente,  è  bene che il Governo ci spieghi in modo  preciso,  e
  rimanga così agli atti del Parlamento, che cosa succede con  questa
  variazione dei 16 milioni di euro. Sugli altri 4 milioni di euro in
  più,  mi  pare,  alla  legge 24, secondo me anche  lì  sono  pochi,
  secondo le dichiarazioni che io ho letto dalla Commissione di  ieri
  mattina e dalle previsioni che vengono date dal Governo stesso.
   Io  non capisco veramente dove stiamo andando a finire e la prego,
  Presidente, di metterci nelle condizioni di poter agire in  maniera
  che  non scoppi il finimondo in Sicilia. Togliere in questo momento
  16  milioni di euro ai forestali è un'operazione la cui natura  non
  riesco a capire

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, resta inteso quanto da lei è  stato
  sottolineato.
   Pertanto, invito il Governo a rendere edotta l'Aula domani,  prima
  della  discussione  generale,  su ciò  che  riguarda  la  copertura
  finanziaria,   in   ordine  ai  rilievi  che   sono   stati   mossi
  dall'onorevole Mancuso.
   Metto  ai  voti il rinvio della discussione generale che  si  farà
  domani;  prima della discussione generale, domani il Governo  dovrà
  riferire sulle problematiche da lei sollevate.
   Si  può  fare  ora  o si può fare domani, e comunque  prima  della
  discussione generale.

   MANCUSO. Non capisco perché dobbiamo passare agli articoli adesso
  La legge la dobbiamo discutere adesso e non domani.

   PRESIDENTE.  Ma   la  discussione generale  si  farà  prima  degli
  articoli. La stessa discussione si può fare domani; se lei  insiste
  e  se  il  Governo  è pronto, lo può fare pure  ora,  può  dare  le
  delucidazioni pure ora, onorevole Mancuso. Se il Governo è pronto

   MANCUSO. Non capisco perché non si debba discutere adesso.

   PRESIDENTE.  Assessore Cimino, l'onorevole Mancuso  ha  posto  dei
  quesiti importanti e fondamenti sulla copertura finanziaria dei  16
  milioni  per  gli  sportelli. Se lei è  in  grado  di  dare  queste
  delucidazioni stasera, farebbe cosa molto gradita.

   CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in linea  con
  quanto già ho dichiarato in Commissione Bilancio, in presenza anche
  dell'onorevole   Mancuso,  quando  è  stato  posto   in   votazione
  l'articolato che, di fatto, dà copertura finanziaria  sia  al  tema
  degli   sportelli,  ma  anche  alla  problematica  riguardante   la
  formazione  professionale,  abbiamo  ribadito  che  queste  risorse
  vengono  prelevate dal capitolo concernente l'avviamento al  lavoro
  dei  lavoratori dell'Azienda Foreste perché questi lavoratori  sono
  stati imputati nella spesa del Par Fas, dove già vi è una misura, e
  trattandosi di lavori che riguardano spesa non corrente ma spesa in
  conto capitale ciò è stato autorizzato.
   Per  questo noi abbiamo, in via di opportunità, con la Commissione
  prelevato queste risorse dando solidarietà ad un settore  che  vive
  in emergenza, come quello della formazione e quello degli sportelli
  multifunzionali,  che  già vantano degli  arretrati,  e  quindi  la
  Regione deve sopperire alla copertura del lavoro che queste persone
  hanno già svolto per l'amministrazione regionale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  la   discussione
  generale avverrà, come consuetudine, in sede di esame dell'articolo
  1.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per domani, giovedì 5 agosto 2010, alle ore 11.00.


   Presidenza del vicepresidente Formica


           Rinvio della discussione della mozione numero 210

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione numero 210  Chiarimenti  ed  iniziative
  riguardo   al  Consorzio  autostrade  siciliane ,  degli  onorevoli
  Mancuso, Leontini, Limoli, Corona e Bosco.
   Onorevoli  colleghi,  do lettura del fax,  prot.  2429/Gab  del  4
  agosto  2010,  pervenuto  in  pari data  alla  Segreteria  generale
  dell'ARS  dall'Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato infrastrutture
  e mobilità:

   «Con  riferimento alla trattazione in Aula della mozione  indicata
  in   oggetto,  si  comunica  l'impossibilità  di  presenziare   per
  sopravvenuti ed improrogabili impegni istituzionali.

                                              d'ordine dell'Assessore
                                         Il Capo di Gabinetto vicario
                                              (dott. Angelo Pizzuto)»

   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli   colleghi,   ancora  una   volta   stigmatizzo   questo
  comportamento,  più volte tenuto dai componenti  del  Governo,  che
  cercano  di sfuggire alle proprie responsabilità o, per lo meno,  a
  non  dare  sfogo  a  quella che è una prerogativa  dei  deputati  e
  dell'attività parlamentare perché le interrogazioni  e  le  mozioni
  fanno parte a pieno titolo dell'attività parlamentare e del singolo
  parlamentare.  Quindi, cercare di non venire, di non presentarsi  o
  ritardare  è  veramente  un  modo  per  mettere  in  difficoltà  il
  Parlamento  e impedire ai singoli deputati di svolgere  il  proprio
  mandato e la propria funzione.
   Pertanto,  iscrivo l'argomento all'ordine del giorno della  seduta
  di  domani  e prego gli Uffici di comunicare al Governo che  domani
  dovrà essere presente in Aula perché siamo già al secondo rinvio.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, naturalmente  tenga  presente  nella
  dichiarazione  del  Governo  che  i  16  milioni  di  euro  faranno
  riferimento al Par Fas e che arriveranno nel bilancio regionale del
  2012,  quindi  per i forestali nel 2010 poi, domani, il  Parlamento
  dirà  cosa  vorrà fare eventualmente, perché i fondi  del  Par  Fas
  certamente  non  saranno  utilizzati  per  l'avvio  al  lavoro  dei
  forestali.  E  questa  è responsabilità del voto  che  domani  darà
  questo Parlamento.
   Rispetto  alla  mozione sul CAS, io comprendo  la  difficoltà  del
  Governo a venire in Aula  per discutere su questa mozione perché il
  CAS  è  stato violentato da un commissariamento che ha  portato  il
  Governo  nazionale ad emettere un provvedimento gravissimo  per  la
  Sicilia,   in  quanto  l'ANAS e, in modo particolare,  il  Ministro
  delle Infrastrutture e il Ministro dell'Economia hanno decretato di
  togliere  la  convenzione che in questo momento il  CAS  aveva  con
  l'ANAS.
   Nel  provvedimento del Governo c'è tutto quello che, naturalmente,
  questo  Parlamento deve valutare. E' chiaro che non possiamo tenere
  il  Parlamento ostaggio di un assessore; un assessore  rispetto  al
  Parlamento  è una cosa molto piccola, e poi, assessore  Leanza,  il
  riferimento è all'assessore Gentile che è sempre impegnato - potrei
  dire  anche dov'è - però lascio perdere, dobbiamo stendere un  velo
  pietoso su questo atteggiamento nei confronti del Parlamento.
   Poi  bisogna vedere se sono impegni istituzionali. Però ognuno  li
  può chiamare come vuole, in questo caso li chiama istituzionali.
   Rispetto  a  questo,  io  ritengo che fa  bene  la  Presidenza  ad
  iscrivere il punto all'ordine del giorno della seduta di domani, ma
  non  credo  che ci sia la volontà da parte del Governo di discutere
  di  un fatto gravissimo causato dal Governo stesso e, segnatamente,
  anche   dall'assessore  Gentile.  Ci  sono   anche   gli   atti   a
  testimoniarlo.  Mi  dispiace  non  poter  interloquire  con  chi  è
  l'artefice  principale  di quello che è accaduto,  purtroppo,  alla
  Sicilia.
   Naturalmente, il dibattito è rinviato a domani e potrò essere  più
  specifico sull'argomento.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  pure  io  mi  associo  alla   sua
  sollecitazione nei confronti del Governo ad essere presente in Aula
  per  discutere  una  mozione che ritengo  molto  importante,  anche
  perché   fa  emergere  da  parte  dei  promotori  un  atteggiamento
  ascaristico che io non mi sarei mai aspettato. Vorrei ricordare  ai
  colleghi che, nella manovra correttiva ultima votata dalla Camera e
  dal  Senato,  c'è  una  norma che prevede che  le  autovie  venete,
  attualmente   gestite  dall'ANAS,  nell'ambito  di  una   linea   -
  chiamiamola  così  - federalista, vengano gestite  da  una  società
  mista  della  Regione  e  dello Stato. Sostanzialmente,  si  va  in
  direzione di una gestione da parte della Regione.
   Nella  mozione - ovviamente sarò più dettagliato quando  entreremo
  nel  merito  -  c'è poi una infondata difesa della  gestione  della
  dottoressa  Valenti, che ha concorso attivamente a creare  tutti  i
  problemi  per  i  quali  l'ANAS e il Governo  nazionale  hanno  poi
  operato questo  scippo' nei confronti della Sicilia.
   Io  non discuto della valutazione su questa o quella persona,  che
  sono vicine o lontane a questo o a quello schieramento politico, ma
  sono  sconcertato  dal fatto che in presenza di una  iniziativa  da
  parte  del Governo nazionale, assolutamente negativa per la Sicilia
  e per il prestigio della nostra Regione e del nostro Parlamento, ci
  siano  parlamentari  regionali  che plaudono  all'intervento  dello
  Stato,  fra  l'altro, portando giustificazione del loro plauso  per
  questa  scelta  invereconda  da  parte  del  Governo  nazionale   e
  dell'ANAS.
   Apro  e  chiudo una parentesi: conosciamo quanto sia attiva l'ANAS
  in  Sicilia. Io sono della provincia di Messina, la strada  statale
  113, all'altezza di Capo Calavà e Gioiosa Marea, una delle località
  turistiche più importanti della provincia di Messina, è  chiusa  da
  un anno e mezzo perché l'ANAS non ha reperito i fondi necessari per
  operare l'intervento
   Pertanto  mi  associo alla sua sollecitazione, signor  Presidente,
  però  non posso fare a meno, dopo gli interventi di ieri di  alcuni
  dei promotori e dopo l'intervento del collega Mancuso, di segnalare
  al  Parlamento  che  siamo di fronte ad una  mozione  assolutamente
  incomprensibile e molto, ma molto, discutibile.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, domani discuteremo la mozione.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia.  Al  terzo  punto  è   posto:
   Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza regionale
  considerata la manovra nazionale .
   Il  sottoscritto  è  presente  e potrebbe  intervenire  su  questa
  materia.
   Il   tema   di   cui  gli  onorevoli  colleghi  hanno   richiamato
  all'attenzione dell'assessore Gentile è posto  al quarto punto.
   Se  fosse possibile, direi di seguire l'ordine del giorno e quindi
  trattare il terzo punto.

   PRESIDENTE. Assessore Cimino, quello che lei ha sostenuto è vero.
   Poiché  oggi  vi  sono state due sedute e quindi  due  ordini  del
  giorno, la Presidenza ha tenuto conto del vecchio ordine del giorno
  che,  al terzo punto, recitava:  Discussione della mozione  n.  210
   Chiarimenti   ed  iniziative  riguardo  al  Consorzio   autostrade
  siciliane' .
   Avevo  tutti e due gli ordini del giorno ma, in effetti,  l'ordine
  del giorno di questa seduta vede al terzo punto:  Comunicazioni del
  Governo sulla situazione della finanza regionale .


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono dell'idea
  che  -  e per questo, usando un eufemismo, mi ha lasciato perplesso
  l'intervento  dell'onorevole Panarello  -  prima  di  fare  nomi  e
  cognomi  e di attribuire responsabilità personali, sia il  caso  di
  valutare  le  platee,  la  presenza, gli argomenti  e  di  valutare
  semplicemente  e soprattutto la professionalità e la dedizione  che
  persone,  come la dottoressa Valenti, hanno dedicato  alla  Regione
  siciliana.
   Questo per chiarezza e per un fatto morale prima che politico.
   Fatta  questa  premessa,  però, invito  l'onorevole  Mancuso  e  i
  deputati del Popolo della Libertà ad essere consequenziali  con  la
  premessa che abbiamo sostenuto.
   Tutti,   da   ieri,  stigmatizziamo  gli  impegni   più   o   meno
  istituzionali  e,  se  del caso, potremmo  anche  capire  di  quali
  impegni istituzionali si tratta, visto che l'assessore è assente da
  due giorni.
   Tutti abbiamo stigmatizzato l'assenza dell'assessore al ramo.
   Fatta  questa  premessa dobbiamo decidere se essere consequenziali
  con le premesse oppure no.
   Se  stigmatizziamo  l'assenza dell'assessore  e  poi  vogliamo  in
  maniera  surrettizia,  come ha introdotto  l'onorevole  Mancuso  e,
  soprattutto, come ha fatto l'onorevole Panarello, mi pare  che  noi
  usciamo dai binari dell'ortodossia parlamentare.
   Le chiedo, signor Presidente, di essere consequenziale rispetto  a
  quanto  abbiamo stabilito e di rinviare a domani la discussione  di
  questa  mozione. Altrimenti, qualora i deputati, e sarebbe  davvero
  grave, dovessero ritenere che questa mozione si possa discutere  in
  assenza  dell'assessore, facciamolo. Ma credo che  non  sia  questo
  l'intendimento  dell'Aula e quindi la prego, signor Presidente,  di
  dare la parola all'assessore Cimino.
   Se  il  tema  del  CAS  è  di importanza assai  sentita  da  parte
  dell'Aula,  dopo avere detto in tutte le sedi che era  fondamentale
  comprendere,  sin  da  subito, quali  fossero  le  refluenze  della
  manovra finanziaria nazionale sull'economia della Sicilia, mi  pare
  di  non  vedere  questa platea così gremita all'interno  dell'Aula.
  Allora, per evitare che diventi ancora meno gremita e fare in  modo
  che  possiamo davvero ascoltare - nella speranza che siano dati che
  possiamo oggettivizzare da qui ai prossimi giorni - l'assessore per
  l'economia, prego la Presidenza di andare avanti con i lavori.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei  preferito
  che  l'onorevole Panarello si fosse, in modo salutare  e  benefico,
  anche  lui  lamentato  dell'assenza dell'assessore  sull'argomento,
  dato  che  ha dimostrato con tanto interesse di trattarlo  dal  suo
  punto di vista.
   Vedo  che, in una discussione che non entra nel merito e che vuole
  essere premessa, il collega Panarello parla di ascarismo e fa  nomi
  e cognomi delle gestioni che intende bollare.
   Io mi chiedo: ma se entreremo nel merito cosa dirà?
   Se   nella  premessa  parla  di  ascarismo  dei  firmatari  e   di
  responsabilità proprio dell'unica titolare della gestione, e noi lo
  dimostreremo,  che  nell'ultimo periodo -  vogliamo  quantificarlo:
  sette,  otto  anni - è l'unica ad avere, all'interno di quell'ente,
  dimostrato  e  determinato una gestione che sottolinea  efficienza,
  efficacia e che ha prodotto risultati, probabilmente non congeniali
  alle  richieste del collega Panarello, tant'è vero che in  premessa
  si  permette soltanto di sottolineare quella gestione e di non fare
  riferimento  all'attuale  commissariamento  che  è  quanto  di  più
  lontano  da  quei  criteri  che,  a  parole,  il  collega  vorrebbe
  auspicare e vorrebbe raggiungere.
   Allora,  io mi attengo alla metodologia che ci siamo dati,  quella
  di  astenerci  dall'entrare  nel  merito  perché  ci  entreremo  in
  presenza del Governo.
   Però  ci tenevo a sottolineare questo perché noi, prima di  tutto,
  non  possiamo  essere tacciati dal collega Panarello  di  ascarismo
  perché   stiamo   dimostrando,   con   dati   alla   mano,   alcune
  caratteristiche  e aspetti concreti della gestione  di  quell'ente,
  ripeto,  probabilmente  non congeniali alle  richieste  di  cui  il
  collega Panarello, nel tempo, ha reso destinatario quell'ente.
   Noi  ci  atteniamo  solo al risultato che in  quell'ente  è  stato
  prodotto dalla diversa gestione; la dottoressa Valenti, per  quanto
  ci  riguarda,  nell'ambito di questo itinerario  è  sicuramente  la
  titolare del periodo più efficace e più efficiente.
   Oggi  ci  troviamo in un periodo caratterizzato da aspetti diversi
  che  fanno  sintonia con tutto ciò che in Sicilia, nel sottogoverno
  della   Sicilia,  è  commissariato,  ed  è  commissariato  da   una
  gendarmeria  diffusa  che non sappiamo se  concordata  col  collega
  Panarello  o decisa solo dal Presidente Lombardo, ma che  è  quella
  che sta martoriando questa Terra.

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  visto  che  il
  Presidente mi invita a riconoscermi nell'intervento, così  come  di
  fatto è, del mio capogruppo onorevole Leontini, e visto che anch'io
  sono  firmatario  di  quella  mozione,  ritengo  semplicemente   di
  sottolineare che alle accuse bisogna arrivare dopo che si definisce
  un  percorso. Pertanto, siccome ritengo che sul piano  personale  e
  sul  piano  del rispetto della persona innanzitutto, la  dottoressa
  Valenti rappresenta una funzionaria, un dirigente di valore che  la
  Regione  siciliana ha avuto e che nella gestione del CAS, Consorzio
  autostrade siciliane, è arrivata in un momento in cui già  esisteva
  una  situazione di concreta difficoltà e ha dimostrato con i  fatti
  di  volere raddrizzare il tiro, di volere modificare un andazzo,  i
  fatti  dimostreranno che i risultati di razionalità e di inversione
  di tendenza potevano rappresentare un momento diverso di svolta. Ci
  sono  state  altre  condizioni, il motivo della mozione  è  proprio
  questo.
   Ciò premesso, io ritengo di aderire all'invito della Presidenza  e
  pertanto  ritengo  di  riconoscermi nell'intervento  dell'onorevole
  Leontini.

  Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza regionale
    considerati anche gli effetti della manovra economica nazionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto  all'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza  regionale
  considerati anche gli effetti della manovra economica nazionale.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   la  recente  manovra  finanziaria,  varata  la   scorsa
  settimana  dal Parlamento nazionale, seppur imposta da esigenze  di
  carattere  internazionale,  avrà  delle  inevitabili  refluenze  di
  carattere  economico e finanziario anche sulle  regioni  a  Statuto
  speciale e sugli enti locali.
   L'avere,  infatti, previsto minori trasferimenti, anche con  tagli
  abbastanza   corposi,  mantenendo  invariati  compiti  e   funzioni
  legislativamente  assegnati, al di là delle perplessità  di  natura
  costituzionale   ampliamente  sollevate  dalla  Conferenza   Stato-
  Regioni,  deve  indurci a delle riflessioni profonde  che  dovranno
  guidare  le  future  scelte  sia  del  Governo  che  dell'Assemblea
  regionale.
   Il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, se da
  un  lato  rappresentano il naturale e necessario percorso, peraltro
  già  avviato, dall'altro, stante la precaria situazione  economico-
  finanziaria in cui versa la Regione, rivelano chiaramente che detti
  obiettivi   da  soli  non  sono  più  in  grado  di  garantire   la
  sopravvivenza della nostra stessa Regione.
   Le   problematiche  poste,  infatti,  inducono  e  da  subito,  la
  necessità  di  velocizzare  la concreta  definizione  delle  grandi
  riforme,  processo  già avviato dal governo Lombardo,  al  fine  di
  porre   in   essere   tutte  quelle  iniziative   che   coinvolgano
  l'imprenditoria  privata e che possano, pertanto,  apportare  nuova
  linfa all'economia siciliana.
   Occorre,  però, contestualmente, se non prioritariamente,  attuare
  tutti  quei processi che, latu sensu, garantiscano un reale aumento
  delle entrate che, autonomamente e senza vincoli di dipendenza  dal
  governo  nazionale,  siano atte a dare reale contezza  ai  principi
  autonomistici particolarmente esaltati dallo Statuto della  Regione
  siciliana.
   Mi  riferisco  alla piena attuazione del Federalismo fiscale,  per
  l'applicazione  del quale la Regione chiederà al Governo  nazionale
  di  costruire, entro gli inizi del 2011, un percorso condiviso  per
  riequilibrare la ricaduta dei tagli sotto il profilo quantitativo e
  qualitativo, oggi previsti dalla legge di conversione  del  decreto
  n. 78 del 2010.
   Esso,  come  è  noto, comporterà un cambiamento radicale  per  gli
  amministratori,  ma  anche per i cittadini, ove  si  passerà  dalla
  finanza  centralizzata e derivata a quella della  responsabilità  e
  competitività,  attraverso la naturale connessione  tra  tributi  e
  servizi.
   L'unico  sistema, dunque, per uscire dall'attuale empasse che  sia
  in  grado  di assicurare autonomia di entrata e spesa  in  modo  da
  transitare  dal meccanismo dei trasferimenti Stato  -  Enti  locali
  (ormai  ridotto ai minimi termini) a quello delle compartecipazioni
  ai tributi erariali.
   Sarà,  infatti,  previsto  un  mix di ripartizione  delle  imposte
  indirette  (Iva,  registro,  ipotecarie  e  catastali,  concessioni
  governative,  ICI,  eccetera) e delle imposte dirette  sui  redditi
  (Irpef,  Ires, Irap) per le funzioni fondamentali (polizia  locale,
  istruzione pubblica, viabilità e trasporti; gestione del territorio
  e  dell'ambiente; servizi sociali) e dei tributi regionali  per  le
  altre,  oltre alla possibilità di deliberare tasse di scopo per  la
  realizzazione  di  opere  pubbliche,  con  la  garanzia   di   quei
  meccanismi di limitazione della stessa pressione fiscale  e  di  un
  sistema premiante nei confronti di chi, a fronte di un alto livello
  dei  servizi,  sia  in  grado di assicurare una  pressione  fiscale
  inferiore alla media degli enti di pari livello.
   Se  la  Regione  sarà  un ente  virtuoso' saranno  concesse  anche
  deroghe  al patto di stabilità interno per spese in conto capitale.
  Inoltre,   è   previsto  il  coinvolgimento  dei  diversi   livelli
  istituzionali  nell'attività di contrasto dell'evasione  fiscale  e
  l'individuazione  di  adeguati  meccanismi  diretti  a  coinvolgere
  regioni ed enti locali nell'attività di lotta all'evasione fiscale.
   In  questo  panorama e nel quadro delle grandi riforme in  cui  si
  innesta la riforma del sistema fiscale nazionale, grande importanza
  riveste   la  norma  che  consentirà  alla  Regione  siciliana   di
  trattenere  quote  del  gettito derivante dalle  accise  sugli  oli
  minerali in proporzione ai volumi raffinati sul suo territorio.
   Come  è  noto  cinque raffinerie su sei delle  regioni  a  statuto
  speciale  sono localizzate in Sicilia, con un'incidenza pari  quasi
  al  50  per cento di quota raffinata in Sicilia e con più di  venti
  miliardi  di gettito complessivo all'anno, sulla base del quale  le
  accise  sugli oli minerali costituiscono la quarta imposta erariale
  italiana.
   Pertanto, è evidente l'entità della quota dei gettiti dei  tributi
  erariali  generata  proprio  dal nostro  territorio  e,  ancor  più
  evidente,  come, a fronte dei tagli ai trasferimenti alle  Regioni,
  quanto  sia  rilevante,  nell'ottica  del  federalismo  fiscale   e
  dell'autonomia  fiscale regionale, la possibilità di  aumentare  le
  entrate  della  Regione  attraverso tale  meccanismo  e  come  tale
  strumento  rappresenti in qualche modo una sorta  di  compensazione
  per  i  guasti  provocati  al territorio ed all'ambiente  siciliani
  dagli  impianti  per la raffinazione, posto che la  produzione  dei
  carburanti  nell'attuale sistema produttivo,  economico  e  sociale
  rappresenta  un  fatto imprescindibile per l'intera economia  della
  Nazione.
   La flessione del PIL per le performance negative dell'agricoltura,
  dell'industria  e  dei  servizi e la riduzione  delle  entrate  che
  scaturisce  dall'applicazione della manovra  finanziaria  nazionale
  porterà  la  Regione nel prossimo mese di settembre a definire  una
  manovra correttiva del bilancio regionale.
   Nel  rappresentare  la  necessità che  si  giunga  al  più  presto
  all'approvazione  del  disegno di legge,  già  presentato,  per  il
  differimento  dei  termini  di scadenza  per  la  presentazione  ed
  approvazione   del   Documento   di  Programmazione   Economica   e
  Finanziaria, del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
  2011   e   del   Bilancio   pluriennale   2011-2013,   differimento
  imprescindibile  ai fini di una corretta programmazione  economico-
  finanziaria che tenga conto della programmazione nazionale,  invito
  il  Parlamento regionale ad avviare un'attenta riflessione su  tali
  grandi tematiche, in un clima di rinnovata distensione, per il bene
  dei siciliani.
   La relazione tecnica che segue il decreto legge 31 maggio 2010, n.
  78   Misure  urgenti  in materia di stabilizzazione  finanziaria  e
  competitività  economica   è stato convertito,  con  modificazioni,
  nella  legge  30  luglio 2010, n. 122 e pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010, supplemento ordinario n. 174.
   Ai  fini di una valutazione degli effetti finanziari derivanti dal
  decreto legge in parola, giova precisare che quest'ultimo non potrà
  non  avere refluenze sulla finanza della Regione siciliana che,  in
  via  generale,  risulta  titolare di  cespiti  tributari  ai  sensi
  dell'articolo   36   dello  Statuto  della  Regione   siciliana   e
  dell'articolo  2 del D.P.R. n. 1074 del 1965, (norme di  attuazione
  in  materia  finanziaria), in base ai quali, com'è noto,   spettano
  alla  Regione  siciliana,  oltre alle  entrate  tributare  da  essa
  direttamente  deliberate,  tutte  le  entrate  tributarie  erariali
  riscosse nell'ambito del suo territorio .
   Si  evidenzia, in via preliminare, che dalla relazione tecnica  di
  accompagnamento al decreto legge risulta che i dati  relativi  agli
  effetti  finanziari prodotti da talune norme, essendo  espressi  in
  forma  aggregata, non consentono di effettuare una  stima  relativa
  all'incidenza della manovra finanziaria statale sui singoli cespiti
  tributari di spettanza regionale.
   Premesso  quanto sopra, si riportano qui di seguito  gli  articoli
  del  Decreto  Legge  n.  78 del 2010 sui quali  è  stato  possibile
  effettuare  un'analisi delle refluenze sul bilancio  regionale,  in
  quanto  i  dati  riportati nella relazione tecnica   risultano  già
  disaggregati per singola imposta.
   Il procedimento  seguito per la stima degli effetti finanziari sul
  bilancio regionale del Decreto Legge n. 78 del 2010 è stato  quello
  di  applicare  alle  previsioni risultanti dalla relazione  tecnica
  allegata al predetto decreto legge le percentuali di incidenza  del
  gettito regionale su  quello statale.
   Riduzioni  del Fondo sanitario nazionale (articolo  9  e  articolo
  11):  relativamente  ai  contenuti del  comma  16  dell'articolo  9
   Riduzione del fondo sanitario nazionale per spese di personale   e
  dell'articolo   11   Riduzione  del  Fondo  sanitario   per   spesa
  farmaceutica   sembrerebbe  che gli  stessi  non  dovrebbero  avere
  refluenze finanziarie negative sul bilancio regionale.
   Patto  di  stabilità  interno  ed altre  disposizioni  sugli  enti
  territoriali (articolo 14): l'articolo in questione dispone per  le
  autonomie locali il concorso alla realizzazione degli obiettivi  di
  finanza pubblica per il triennio 2011-2013.
   In particolare per le regioni a Statuto speciale e per le Province
  autonome  di  Trento  e  Bolzano tale concorso  è  quantificato  in
  cinquecento milioni di euro per l'anno 2011 e di mille  milioni  di
  euro a decorrere dall'anno 2012.
   E' previsto, inoltre, che in caso di mancato rispetto del patto di
  stabilità  interno da parte delle Autonomie speciali relativo  agli
  anni   2010  e  successivi,   le  stesse  sono  tenute  a   versare
  all'entrata del bilancio statale, entro sessanta giorni dal termine
  stabilito per la certificazione relativa al rispetto del  patto  di
  stabilità,   l'importo  corrispondente  alla  differenza   tra   il
  risultato registrato e l'obiettivo programmatico predeterminato.
   In  caso  di  mancato versamento lo Stato procede, nei  60  giorni
  successivi,  al  recupero  di  detto  scostamento  a  valere  sulle
  giacenze  depositate nei conti aperti presso la Tesoreria  statale.
  Trascorso   inutilmente  il  termine  perentorio  stabilito   dalla
  normativa vigente per la trasmissione della certificazione da parte
  dell'ente territoriale, si procede al blocco di qualsiasi  prelievo
  dai  conti  della tesoreria statale fino a quando la certificazione
  non viene, di fatto, acquisita.
   In  merito alla cogenza della norma di cui all'articolo 14, per la
  Regione   siciliana   appare  pacifica,   stante   che   la   Corte
  Costituzionale,   con  la  sentenza  numero  276   del   2006,   ha
  espressamente ricondotto al coordinamento della finanza pubblica la
  disciplina  del  controllo  esterno  sulla  gestione  degli   enti,
  finalizzato  a  conseguire  i  risultati  previsti  dal  patto   di
  stabilità interno. A tale coordinamento non si sottraggono  neppure
  le  Regioni e le Province ad autonomia differenziata,  non  potendo
  dubitarsi  che  anche  la  loro finanza  sia  parte  della  finanza
  pubblica allargata .
   Inoltre,  in  precedenti pronunce la Corte ha già  avuto  modo  di
  affermare che non è contestabile  il potere del legislatore statale
  di  imporre  agli  enti  autonomi,  per  ragioni  di  coordinamento
  finanziario  connesse  ad obiettivi nazionali,  condizionati  anche
  dagli  obblighi  comunitari, vincoli alle  politiche  di  bilancio,
  anche  se  questi  si  traducono, inevitabilmente,  in  limitazioni
  indirette  all'autonomia  di  spesa  degli  enti   e  che   in  via
  transitoria  e  in vista degli specifici obiettivi di  riequilibrio
  della finanza pubblica perseguiti dal legislatore statale , possono
  anche imporsi limiti complessivi alla crescita della spesa corrente
  degli enti autonomi (sentenza numero 36 del 2004).
   Tali  vincoli devono ritenersi, purtroppo, applicabili anche  alle
  Regioni a statuto speciale, in considerazione dell'obbligo generale
  di  partecipazione  di  tutte le regioni,  ivi  comprese  quelle  a
  statuto  speciale,  all'azione di risanamento di  finanza  pubblica
  (sentenza numero 416 del 1995 e successivamente, anche se  non  con
  specifico riferimento alle Regioni a statuto speciale, le  sentenze
  numero  417 del 2005 e la numero 353, 345 e 36 del 2004).  Un  tale
  obbligo,  però,  deve  essere  contemperato  e  coordinato  con  la
  speciale autonomia in materia finanziaria di cui godono le  Regioni
  ad autonomia speciale, in forza dei loro statuti costituzionalmente
  garantiti.
   Si  evidenzia che nella previsione di cui al comma 1, lettera  b),
  del  citato  articolo 14, viene indicata la misura complessiva  con
  cui le Regioni a statuto speciale e le Pubbliche Amministrazioni di
  Trento e Bolzano concorrono alla realizzazione degli  obiettivi  di
  finanza pubblica per il triennio 2011-2013 (500 milioni per il 2011
  e 1000 milioni a decorrere dal 2012) ma non viene anche indicato in
  che  percentuale ogni singola Regione e Provincia autonoma concorre
  alla realizzazione di tali obiettivi.
   Nel  biennio  in considerazione, i maggiori oneri a  carico  della
  Regione  siciliana, imputabili al solo patto di stabilità,  stimati
  in  base  ad  una  valutazione dell'incidenza  del  bilancio  della
  Regione sul totale della spesa pubblica del settore delle Regioni a
  statuto speciale, ammonterebbero per l'esercizio 2011 a 200 milioni
  circa e per il 2012 a circa 400 milioni.
   Infine,  va  evidenziato che la norma avrà  pesanti  ripercussioni
  finanziarie anche sui bilanci delle autonomie locali siciliane  che
  dovrebbero sopportare tagli dei trasferimenti statali, stimabili in
  circa   160   milioni   di  euro,  dato  presunto   calcolato   sui
  trasferimenti effettuati dallo Stato nel 2008.
   Aggiornamento  del  catasto (articolo 19):  i  commi  da  7  a  13
  dell'articolo in questione riguardano l'aggiornamento del catasto e
  il  recupero di unità immobiliari attualmente non censite. Il comma
  7 fissa all'Agenzia del territorio il termine del 30 settembre 2010
  per  trasmettere a ciascun comune l'elenco dei fabbricati  iscritti
  al  catasto  terreni  senza  i requisiti  della  ruralità  ai  fini
  fiscali,  nonché  quelli che non risultano  dichiarati  al  catasto
  immobili.   Il  comma 8 obbliga i titolari di diritti  reali  sugli
  immobili negli elenchi comunicati ai comuni, dall'1 gennaio  al  31
  dicembre  2009,  a  presentare,  entro  il  31  dicembre  2010,  la
  dichiarazione  di  aggiornamento  catastale  a  fini  fiscali.   Il
  medesimo  obbligo grava, sempre entro il termine  del  31  dicembre
  2010,  su  coloro che siano titolari di diritti reali su  immobili,
  che  abbiano subito variazioni di consistenza o di destinazione non
  dichiarate in catasto. Il comma 12 prevede una disciplina a  regime
  per   il   monitoraggio   costante  del   territorio,   finalizzato
  all'individuazione di fabbricati non dichiarati al Catasto da parte
  dell'Agenzia del territorio, dall'1 gennaio 2011.
   Secondo le stime contenute nella relazione tecnica, che accompagna
  il  provvedimento,  tale recupero dovrebbe  riguardare,  a  livello
  nazionale,  1,3  milioni  di unità, con una corrispondente  rendita
  catastale  di  circa  627  milioni  di  euro.  Le  regolarizzazioni
  previste  potrebbero  incidere, sull'IRPEF  (la  relazione  tecnica
  stima  un recupero di gettito di 104 milioni di euro annui)  e  sui
  tributi regionali e locali.
   Pur  in assenza di quantificazioni degli effetti rilevabili  dalla
  relazione tecnica, si è comunque provveduto, per via indiretta,  ad
  una elaborazione delle possibili refluenze sul bilancio regionale.
   Contrasto  di  interessi: ritenuta operata su bonifici  bancari  e
  postali  (articolo  25): l'articolo 25 in esame assoggetta  ad  una
  ritenuta  del  10  per cento a titolo di acconto  dell'imposta  sul
  reddito  dovuta  dai  beneficiari, i pagamenti effettuati  mediante
  bonifici  disposti  dai  contribuenti  per  beneficiare  di   oneri
  deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta.
   La  disposizione  prevede che la ritenuta d'acconto  debba  essere
  operata  da  Poste Italiane S.p.A. o dalle banche del  beneficiario
  del bonifico nel momento in cui le somme sono accreditate in favore
  del soggetto. La decorrenza è fissata dall'1 luglio 2010.
   Il  versamento  delle ritenute deve essere effettuato  secondo  le
  modalità ordinarie, ossia entro il 16 del mese successivo a  quello
  in  cui  è  stata operata la ritenuta (ai sensi di quanto  previsto
  dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241).
   La  norma  rinvia  ad un provvedimento del Direttore  dell'Agenzia
  delle  entrate  la  individuazione  delle  tipologie  di  pagamenti
  interessate  dalla  disposizione in esame e  le  modalità  con  cui
  dovranno   essere   effettuati  gli   adempimenti   relativi   alla
  certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate.
   La   norma  determinerà  una  emersione  di  base  imponibile  che
  comporterà, oltre ad un aumento di imposte dirette e Irap, anche un
  recupero di base imponibile IVA ed un conseguente maggiore  gettito
  IVA.
   L'agevolazione per gli interventi di recupero edilizio scade  alla
  fine  del  2012  e  per  la fruizione della medesima  è  condizione
  necessaria  il pagamento delle spese sostenute attraverso  bonifico
  bancario.
   Preclusione all'autocompensazione in presenza di debito  su  ruoli
  definiti  (articolo  31, commi 1 e 2): a decorrere  dall'1  gennaio
  2011,  è vietata la compensazione dei crediti relativi alle imposte
  erariali  (di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo
  9  luglio 1997, n. 241), fino a concorrenza dell'importo dei debiti
  di ammontare superiore  a  millecinquecento euro, iscritti al ruolo
  per imposte erariali e relativi accessori, per i quali è scaduto il
  termine di pagamento.
   La  norma  commina, nel caso di inosservanza del predetto divieto,
  una  sanzione del 50 per cento dell'importo dei debiti  iscritti  a
  ruolo  per  imposte erariali e relativi accessori e per i  quali  è
  scaduto  il termine di pagamento, fino a concorrenza dell'ammontare
  indebitamente compensato.
   La   sanzione   non   può  essere  applicata   fintantoché   pende
  sull'iscrizione   a   ruolo   una   contestazione    giudiziale   o
  amministrativa.  Essa non può superare il 50 per  cento  di  quanto
  indebitamente compensato. Nel caso di pendenza di contestazione,  i
  termini  di  decadenza  e  prescrizione degli  atti  relativi  alle
  sanzioni   decorrono  dal  giorno  successivo  dalla   data   della
  definizione della contestazione stessa.
   La  preclusione del regime di compensazione ordinariamente operata
  dai  contribuenti, nel caso di debiti tributari  iscritti  a  ruolo
  comporterà un aumento di entrate tributarie in termini di cassa.
   Stima dei possibili effetti finanziari per la Regione.
   Secondo  la  relazione tecnica, si rileva che la norma non  appare
  idonea   a  determinare  un  incremento  permanente  nelle  entrate
  fiscali; si tratterebbe, quindi, di un differimento della spesa,  e
  non  della sua cancellazione, per la parte di compensazioni che non
  risulti essere indebita.
   Fiscalità di vantaggio per il Sud (articolo 40): l'articolo 40  in
  questione  prevede  che  le Regioni Abruzzo, Basilicata,  Calabria,
  Campania,  Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nel  rispetto  della
  normativa  europea  e  degli orientamenti  giurisprudenziali  della
  Corte  di  Giustizia  europea,  possano,  con  propria  legge,   in
  relazione  all'imposta  regionale  sulle  attività  produttive,  la
  cosiddetta Irap, di cui al decreto legislativo numero 446 del 1997,
  modificare  le  aliquote, fino ad azzerarle, e disporre  esenzioni,
  detrazioni   e  deduzioni  nei  riguardi  delle  nuove   iniziative
  produttive.
   Al  riguardo, come anche evidenziato nella relazione tecnica e nei
  relativi  dossier  redatti dai Servizi studi  della  Camera  e  del
  Senato,  la  predetta  disposizione fa  rinvio  al  rispetto  della
  normativa     dell'Unione    europea    e    degli     orientamenti
  giurisprudenziali  della Corte di Giustizia  europea,  secondo  cui
  qualora  la misura non rientrasse entro il limite del  de  minimis
  sarebbe  considerata selettiva e, come tale, obbligata al  rispetto
  dei  pesanti vincoli procedurali (obbligo di notifica,  divieto  di
  attuazione  prima  dell'intervenuta  approvazione  da  parte  della
  Commissione  europea, obbligo di recupero se attuati  illegalmente)
  e,   sostanzialmente,  dei  veri  e  propri  limiti   quantitativi,
  temporali,  settoriali alla misura stessa, previsti in  materia  di
  aiuti  di  Stato, con l'effetto di un sostanziale ridimensionamento
  della potestà tributaria della regione.
   Si  evidenzia,  inoltre, che le Regioni dovrebbero  sopportare  il
  calo  del  gettito  consequenziale, come  peraltro  previsto  dalla
  relazione  tecnica  al  Decreto Legge   l'esercizio  della  facoltà
  riconosciuta  alle  Regioni interessate é  chiaramente  subordinata
  all'individuazione di corrispondenti compensazioni nell'ambito  dei
  propri bilanci .
   Differimento  del  versamento dell'acconto  IRPEF  per  i  periodi
  d'imposta  2011  e 2012 (articolo 55, commi 1-2): si  evidenzia  la
  disposizione recata dall'articolo 55, commi 1 e 2, che prevedono il
  differimento del versamento dell'acconto dell'imposta  sul  reddito
  delle  persone fisiche dovuto per il periodo d'imposta 2011 e 2012,
  da  attuarsi  con  DPCM, su proposta del Ministro  dell'Economia  e
  delle Finanze.
   Dall'attuazione delle predette disposizioni potranno derivare  per
  il  bilancio  dello Stato minori entrate, pari a 2.300  milioni  di
  euro per l'anno 2011 e 600 milioni di euro per l'anno 2012.
   Tali  misure non potranno non ripercuotersi inevitabilmente  anche
  sul  bilancio regionale, in considerazione del particolare impianto
  finanziario regionale, strettamente collegato alla finanza statale.
   Definanziamento  delle  leggi di spesa totalmente  non  utilizzate
  negli  ultimi tre anni (articolo 1): l'articolo 1 dispone che siano
  definanziate  le autorizzazioni di spesa i cui stanziamenti annuali
  non  risultano impegnati sulla base delle risultanze del Rendiconto
  generale dello Stato relativo agli anni 2007, 2008 e 2009.
   L'obiettivo   è   recuperare  risorse  da   destinare   al   Fondo
  ammortamenti  titoli  di Stato. Potrebbero  riguardare  risorse  da
  destinare  alle Regioni, comprese quelle del FAS.
   Riduzione degli stanziamenti di spesa dei Ministeri (articoli 2  e
  3):  gli articoli 2 e 3 dispongono la riduzione lineare del 10  per
  cento  delle spese rimodulabili contenute  nell'emissione di  spesa
  di  ciascun Ministero, elencate nell'Allegato 1 al provvedimento  e
  dei  Ministeri  senza portafoglio. Si segnala una  riduzione  delle
  risorse  per  il  Ministero dell'Economia e delle finanze  per  231
  milioni  di  euro per il diritto alla mobilità e per 79 milioni  di
  euro  per  le infrastrutture pubbliche e logistica e delle  risorse
  erogate  dal Mit per 10 milioni per la mobilità, e per  18  milioni
  per le infrastrutture pubbliche e per la logistica.
   Tale   misura   potrebbe  avere  ripercussioni   sull'assetto   di
  finanziamento  delle Regioni, dal momento che alcuni  trasferimenti
  erariali risultano formalmente classificati come interventi diretti
  di  spesa,  ovvero  uno  degli  aggregati  oggetto  del  taglio  in
  questione.
   Modernizzazione   dei   pagamenti   effettuati   dalle   pubbliche
  amministrazioni  (articolo  4):  prevede  la  realizzazione  di  un
  servizio    nazionale   per   pagamenti   su   carte   elettroniche
  istituzionali, inclusa la tessera sanitaria. L'obiettivo è favorire
  una  maggiore efficienza nei pagamenti e nei rimborsi  dei  tributi
  effettuati da parte di enti e pubbliche amministrazioni a cittadini
  e utenti.
   Economie  negli organi costituzionali, di Governo e negli apparati
  politici (articolo 5): la disposizione prevede che, a decorrere dal
  2011,   le  disponibilità  derivanti  dalle  riduzioni  di   spesa,
  deliberate secondo le modalità dei rispettivi ordinamenti, a valere
  sugli  stanziamenti degli organi costituzionali  siano  annualmente
  versati  al  bilancio dello Stato per essere riassegnati  al  Fondo
  ammortamento  titoli di Stato. A tale fondo confluiranno  anche  le
  riduzioni  di  spesa deliberate dalle Regioni in  attuazione  della
  stessa norma nazionale.
   Dalla sistematica delle disposizioni sembra si tratti di riduzioni
  di spesa autonomamente deliberate.
   A  partire dal prossimo1 gennaio, a ministri e sottosegretari  che
  non  siano parlamentari, è previsto un taglio del 10 per  cento  al
  trattamento economico complessivo. Attualmente, la misura interessa
  nove unità: due ministri e sette sottosegretari.
   Dalla riduzione è escluso il trattamento retributivo di servizio.
   Dal  prossimo  rinnovo  del  Consiglio regionale,  è  prevista  la
  riduzione del dieci per cento per i rimborsi elettorali.
   Nella relazione tecnica, viene previsto un risparmio di spesa  per
  l'anno  2013 per la Regione Siciliana di circa cinquecento migliaia
  di euro.
   Per  i  titolari di cariche elettive, lo svolgimento di  qualsiasi
  incarico  conferito, inclusa la partecipazione ad organi collegiali
  di  qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso  delle
  spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare
  l'importo  di  trenta  euro a seduta. E'  dubbio  se  la  norma  si
  applichi anche alle regioni; non è comunque prevista una esclusione
  espressa.
   Riduzione dei costi degli apparati amministrativi (articolo 6): il
  comma  2  stabilisce  che,  a decorrere  dal  31  maggio  2010,  la
  partecipazione a organi collegiali, anche di amministrazione, degli
  enti  che  comunque  ricevono contributi  a  carico  delle  finanze
  pubbliche, nonché titolari degli organi degli stessi, è onorifica.
   Riduzione  del  dieci per cento delle indennità dei  compensi  per
  incarichi corrisposti dalle amministrazioni pubbliche (comma  3)  -
  Indennità e gettoni di presenza.
   Riduzione  dei  componenti degli organi di  amministrazione  e  di
  controllo degli enti pubblici (comma 5).
   Società inserite nel conto economico dell'ISTAT.
   Il  meccanismo  previsto dall'articolo 6 è molto  problematico  in
  relazione  all'applicazione alle regioni e  desta  anche  dubbi  di
  legittimità costituzionale.
   Dopo  avere enumerato una serie puntuale di limitazioni su singole
  voci  di  spesa,  al  comma 20, si stabilisce che  le  disposizioni
  dell'articolo  medesimo  non  si  applicano  in  via  diretta  alle
  regioni,  alle province autonome e agli enti del Servizio sanitario
  nazionale,  per i quali costituiscono disposizioni di principio  ai
  fini del coordinamento della finanza pubblica.
   Soppressione    ed   incorporazione   di   enti    ed    organismi
  pubblici;riduzione dei contributi a favore di enti (articolo 7).
   Razionalizzazione  e  risparmi  di  spesa  delle   amministrazioni
  pubbliche (articolo 8).
   Contenimento della spesa in materia di pubblico impiego  (articolo
  9):  l'articolo 9 dispone il congelamento del rinnovo del contratto
  collettivo  dei  dipendenti pubblici per il periodo  2010-2013:  il
  trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti  (compreso
  il  trattamento  accessorio)  non può superare  il  trattamento  in
  godimento  nell'anno 2010. E' fatta salva l'indennità  di   vacanza
  contrattuale (comma 1).
   Il  comma  2  prevede  che  per tutti  i  dipendenti,  compresi  i
  dirigenti  e  per gli anni 2011-2013, le retribuzioni  superiori  a
  90.000  euro lordi annui siano ridotte del cinque per cento per  la
  parte  eccedente  tale  importo  e  fino  a  150.000  euro.  Quelle
  superiori  a 150.000 euro dovranno essere decurtate del  dieci  per
  cento per la parte eccedente 150.000 euro.
   Il comma 15 si applica al Comparto scuola.
   Enti   del  servizio  sanitario  nazionale:  in  conseguenza  alle
  economie  di  spesa per il personale dipendente e convenzionato  il
  livello  del finanziamento è ridotto di 418 milioni per il  2011  e
  1.132 milioni a decorrere dal 2012 (comma 16).
   Controllo  della spesa sanitaria (articolo 11): proroga dei  piani
  di  rientro  (commi  1 e 2); esclusione del gettito  della  manovra
  fiscale  dai recuperi delle anticipazioni di tesoreria  (comma  3);
  acquisti  centralizzati (comma 4); livello  del  finanziamento  del
  servizio  sanitario nazionale e controllo della spesa  farmaceutica
  (commi  5-12); prezzo al pubblico dei medicinali equivalenti (comma
  10); tessera sanitaria (commi 15-16).
   Interventi in materia previdenziale (articolo 12).
   Casellario  dell'assistenza  (articolo  13):  è  istituito  presso
  l'INPS   il   Casellario  dell'Assistenza   per  la  raccolta,   la
  conservazione  e  la  gestione dei dati, dei  redditi  e  di  altre
  informazioni relative ai soggetti aventi titolo alle prestazioni di
  natura assistenziale.
   Gli  enti, le amministrazioni e i soggetti interessati trasmettono
  obbligatoriamente  in  via telematica al Casellario  i  dati  e  le
  informazioni  relative a tutte le posizioni risultanti  nei  propri
  archivi  e  banche dati, secondo criteri e modalità di trasmissione
  stabilite dall'INPS.
   Disposizioni  in  materia di patto di stabilità interno  (articolo
  14):  il  comma  1  introduce ulteriori modificazioni  alle  regole
  previste  in materia di patto di stabilità interno, con l'obiettivo
  di assicurare per il complesso delle Regioni a Statuto ordinario  e
  speciale  un ulteriore contributo a termini di indebitamento  netto
  pari  a  4.500 milioni di euro per l'anno 2011  e 5.500 milioni  di
  euro a decorrere dall'anno 2012.
   Il  comma  2,  inoltre,  dispone la  riduzione  dei  trasferimenti
  erariali  spettanti  a  qualsiasi titolo  alle  Regioni  a  Statuto
  ordinario ma anche a quelle a Statuto speciale.
   Sanzioni: per gli enti locali nonché per le regioni e le  province
  autonome  di  Trento e Bolzano inadempienti (mancato  rispetto  del
  patto  2010  ed  anni  successivi)  il  nuovo  regime  prevede   il
  versamento  al  bilancio  dello  Stato  di  una  somma  pari   allo
  scostamento e, qualora il versamento non avesse luogo, il  recupero
  a  valere  sulle  giacenze di tesoreria.  Il  mancato  invio  della
  certificazione  del  rispetto del patto  determina  il  blocco  dei
  prelievi dalla tesoreria statale sino a invio della stessa.
   Regioni   inadempienti  nel  2009:  per  le  regioni   che   hanno
  certificato il mancato rispetto del patto di stabilità per il  2009
  è  previsto  che  (commi  20-24) gli  atti  adottati  dalla  Giunta
  regionale durante i dieci mesi antecedenti alla data di svolgimento
  delle  elezioni regionali, con i quali è stata assunta la decisione
  di  violare  il  patto di stabilità interno, sono  annullati  dallo
  stesso organo.
   Pedaggio  rete autostradale ANAS e canoni di concessione (articolo
  15):  viene prevista l'applicazione di un pedaggio sulle autostrade
  e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS S.p.A.
   Nelle  more  di  quanto sopra, a decorrere dal  primo  giorno  del
  secondo  mese successivo a quello di entrata in vigore del presente
  decreto e fino alla data di applicazione dei pedaggi, comunque  non
  oltre  il  31 dicembre 2011, ANAS S.p.a. è autorizzata ad applicare
  una  maggiorazione tariffaria forfetaria, che incide anche  per  la
  Regione siciliana.
   Conferenza  di servizi (articolo 49): sono state apportate  alcune
  modifiche  alla  conferenza di servizi che  vengono,  di  fatto,  a
  modificare la legge numero 241 del 1990. La più rilevante  concerne
  la necessità per tutte le amministrazioni interessate di esprimere,
  in via definitiva, il proprio parere in conferenza entro il termine
  di chiusura. In caso di mancata espressione, si considera acquisito
  anche quello delle amministrazioni a tutela di interessi protetti (
  ad esclusione di VIA VAS e AIA).
   Le  norme  richiamate nel testo sono quelle che di  fatto  già  ho
  evidenziato.
   Da  questa relazione discende che, nei primi di settembre, come ho
  detto  in  premessa, avremo modo di confrontarci con la Commissione
  Bilancio  e con l'Assemblea per potere immediatamente dare risposte
  concrete con una azione di rigore, necessaria, per dare seguito  ad
  una manovra correttiva anche dei conti della Regione siciliana.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo lo  sforzo
  dell'assessore  Cimino senza entrare in questo momento  nel  merito
  della relazione del Governo.
   Non  voglio, infatti, entrare nel merito intanto perché,  per  una
  relazione  così  tecnica,  ritengo che i Gruppi  parlamentari  e  i
  singoli  deputati  abbiano  bisogno  di  un  minimo  di  tempo  per
  assorbire  la  materia, tranne che parliamo  solo  per  passare  il
  tempo, ed io non intendo farlo.
   Ma  c'è  un  motivo che giustifica il rinvio della  discussione  a
  domani e che vado ad articolare.
   Questa  Aula  e  il  Governo non hanno  presente  la  gravità  del
  momento. Stiamo discutendo del futuro di questa Sicilia che  tutti,
  seppur   da   posizioni   diverse   -   maggioranza,   opposizione,
  diversificazione  all'interno  della maggioranza,  diversificazione
  all'interno  dell'opposizione  - dichiariamo  essere  gravissimo  e
  ognuno  di  noi  si  affanna  nelle dichiarazioni,  nei  comunicati
  stampa, nelle brevi interviste televisive, nei dibattiti a dire che
  la   classe   politica  siciliana  tutta,  di  maggioranza   e   di
  opposizione,  deve tirare le redini e mettere mano ad  un  atto  di
  grande responsabilità complessiva per salvare la Sicilia.
   Ebbene, se queste sono le premesse, non è ammissibile che si  apra
  un  dibattito con 12 deputati in Aula e con due rappresentanti  del
  Governo, seppure prestigiosi, ma soltanto due
   Il  dibattito  su  questa relazione che riguarda il  futuro  della
  Sicilia  impone  la  presenza del Governo nel  suo  complesso,  ivi
  compreso  principalmente il Presidente della  Regione,  perché  dal
  dibattito deve trarre spunti politici  Anche perché, mi permetto di
  dire  anticipando  quello che dirò domani,  questa  relazione,  pur
  pregevole  sul piano tecnico, è senz'anima, non c'è la politica  in
  questa  relazione. E lo capisco perché non c'è, in  quanto  l'anima
  politica  di decisioni di questo tipo devono nascere dal  dibattito
  d'Aula   Ebbene,  con  chi  lo facciamo  il  dibattito  d'Aula   Un
  dibattito tra pochi intimi?  E mi riferisco alle assenze di tutti i
  gruppi in Assemblea.
   Allora, signor Presidente, sarebbe opportuno rinviare il dibattito
  a  domani con una raccomandazione che faccio a me stesso per primo,
  per il Gruppo dell'UDC, e che trasferisco agli altri presidenti dei
  gruppi  e,  se mi permettete, trasferisco anche a mezzo  di  questa
  Presidenza al Governo: per dibattiti di questo genere si faccia  in
  maniera  tale  che siano presenti i deputati, ma che  sia  presente
  anche  il  Governo,  altrimenti  diventa  passerella  o  comunicato
  stampa.
   Credo  che  questo non serva alla Sicilia e credo che, continuando
  così,  i  siciliani e la Sicilia tutta ce ne faranno carico  e  non
  guarderanno  più  chi  è  alla maggioranza e  chi  all'opposizione,
  saremo  inseguiti  con  i  forconi  e,  forse,  continuando   così,
  Presidente, ce lo meritiamo pure.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il mio
  intervento  non  è  sul merito della relazione, ma  per  quanto  mi
  riguarda è sull'ordine dei lavori e spiego pure il perché.
   Assessore Cimino, io ho seguito con attenzione questa relazione  e
  in  gran  parte  devo concordare con quanto sostenuto  dal  collega
  onorevole  Maira:  ci  sono  riportati  una  serie  di   dati   che
  francamente vanno approfonditi e mi duole che questo dibattito  non
  l'abbiamo  prima  fatto  in  Commissione  Bilancio  dove   potevamo
  tranquillamente avviare un dialogo e un approfondimento, perché  io
  non  sono convinto anche di alcuni dati che sono espressi in questa
  relazione.
   Ma di questo ne parleremo domani.
   Il  problema,  assessore  Cimino, è  un  altro,  al  di  là  delle
  refluenze di cui si parla: il Governo non ha rispettato quanto  già
  previsto  dall'ultima  finanziaria, agli  articoli  13  e  14,  che
  riguardano  due  norme  che  questo  Parlamento  ha  voluto  e  che
  esattamente anticipavano la relazione e le refluenze di cui oggi si
  comincia ad accennare e sulle quali domani si entrerà nel merito.
   La  nostra  situazione,  Presidente, colleghi,  assessore,  non  è
  semplicemente quella riguardante gli effetti per il presente  e  il
  futuro.
   Il  problema  che  ha  la Regione siciliana  dal  punto  di  vista
  finanziario  è  che non conosce realmente qual è la  situazione  di
  partenza  sotto il profilo del deficit finanziario.  Perché  se  in
  questo  Parlamento, assessore, colleghi, abbiamo  discusso  diverse
  volte e, alla fine, dopo che un anno fa ho proposto due ordini  del
  giorno  che sono stati votati all'unanimità per quanto riguarda  il
  riaccertamento dei residui attivi e passivi e il quadro finanziario
  degli  enti e delle società partecipate, per come prevede la  legge
  10,  voglio  ricordare sempre a questo Parlamento che  noi  abbiamo
  approvato   tutti  i  documenti  di  programmazione   economica   e
  finanziaria violando quanto prevede già la legge 10.
   Infatti,  manca  ed è sempre mancato il collegato che  riporta  la
  situazione  finanziaria  della pubblica  amministrazione  regionale
  allargata.
   E   allora,  caro  assessore,  io  glielo  dico  ora  chiaramente:
  preliminarmente  a  queste  analisi  noi  dobbiamo  capire  in  che
  situazione ci troviamo, io non capisco perché il Governo  e  lei  -
  per  carità, mi risulta che sta facendo grandi sforzi e  di  questo
  gliene  voglio  dare atto, ma non è sufficiente -,  il   Governo  -
  ripeto - non può, oggi, presentarsi a questo Parlamento parlando di
  quelli  che  sono gli effetti negativi perché così  sarà  e  domani
  spiegheremo   anche  il  perché  di  questo  provvedimento,   senza
  esplicitare qual è la situazione nella quale ci troviamo.
   Non capisco perché il termine previsto già dalle due norme citate,
  dagli  articoli 13 e 14 della finanziaria, non è stato  rispettato.
  Il  Governo, entro il 30 di giugno, doveva presentare due relazioni
  fondamentali a quest'Aula, una riguardava i famosi 19 miliardi, poi
  15  miliardi, poi non si sa quanto perché le cifre sono  date  qui,
  quotidianamente, a spizzichi e bocconi; ma in Commissione  Bilancio
  -  e  qui  mi rivolgo anche ai componenti -, quando si è  proceduto
  alla audizione, circa sei mesi, del direttore della programmazione,
  il  quale  ha  parlato, allora, di circa 19  miliardi  di  euro  di
  risorse  non  spese e, comunque,  tali che risultano dai  documenti
  contabili della Regione siciliana.
   Noi  dobbiamo sapere, una volta per tutte, proprio perché qui  c'è
  un   articolo  che  parla  del  disimpegno,  questo  è  un  aspetto
  delicatissimo, perché se si collega all'eventuale situazione di cui
  si  parla, e cioè a risorse non spese, al di là di quante sono,  se
  sono  19  miliardi,  10  o  quello che è,  che  riguarda  l'APQ-FAS
  2000/2006,  allora  significa che la Regione siciliana  rischia  di
  perdere,  ora sì per legge, delle risorse. Ma la cosa più  grave  è
  che  il  rischio  è  che salti l'equilibrio di bilancio,  perché  i
  residui attivi e passivi si basano su questo meccanismo. Ed  è  per
  questo  che  dobbiamo capire, una volta per tutte, come  stanno  le
  cose
   L'articolo  13  che,  non a caso, abbiamo  votato  e  si  intitola
   trasparenza  dei conti pubblici , così si chiama questo  articolo,
  tendeva a fare un'operazione-verità, Assessore, che non era  contro
  nessuno,  si  trattava  di  chiarire,  una  volta  per  tutte,   al
  Parlamento  siciliano qual era il punto di partenza per  affrontare
  la  grande sfida del federalismo fiscale, per la quale siamo  tutti
  d'accordo.
   Siamo  meno  d'accordo per come si sta attuando, ma sul  principio
  siamo d'accordo.
   L'altro  punto,  l'articolo 14, prevede che si presenti  a  questo
  Parlamento, signor Presidente le chiedo un minuto in più, il quadro
  complessivo  degli enti e società (saranno trecento,  quattrocento,
  duecento,  non lo sappiamo perché poi ogni ente ha partorito  altri
  enti).  C'è  una  filiera di enti e società che  sfugge  al  nostro
  controllo,  anche  in termini nominativi; ma la cosa  più  grave  -
  voglio  dirlo a questa Aula vuota, mi dispiace, oggi  -  è  che,  a
  quanto  pare,  il  novanta  per cento dei  responsabili  di  queste
  società,  dirigenti e politici, si sono rifiutati di trasmettere  i
  dati  già  più volte sollecitati, di questo gliene do atto,  signor
  assessore,  da  parte  sua  e  dei suoi dirigenti,  riguardanti  la
  situazione finanziaria di questi singoli enti. Qui c'è qualcuno che
  sta  barando  e  questo  qualcuno, dai dati informali  che  io  ho,
  risulta essere circa il novanta per cento del sistema che controlla
  e  gestisce questo apparato, questo sistema pubblico nella  Regione
  siciliana.
   Allora,  di  che  cosa vogliamo parlare domani, signor  assessore?
  Ecco  perché il mio intervento, signor Presidente, era rivolto  più
  all'ordine dei lavori.
   Se  lei  prima non fa l'operazione di verità e di trasparenza  che
  questo  Parlamento ha voluto fortemente con gli articoli  13  e  14
  della  finanziaria, io non so domani di cosa dobbiamo  parlare,  se
  non  ho chiaro qual è il quadro di riferimento di partenza, se  non
  so   da  quanto  meno  partiamo,  perché  se  non  si  è  fatta  la
  ricognizione  della  situazione  finanziaria  degli  enti  e  delle
  società  è  perché  il  saldo che ci sarà  tra  tutte  le  somme  e
  differenze di queste cifre sicuramente sarà negativo.
   In  questo Parlamento io ho affermato che il nostro indebitamento,
  Assessore, e non mi ha smentito mai nessuno, non è di due  miliardi
  e  mezzo,  il  deficit strutturale si aggira a cinque  miliardi  di
  euro
   Nessuno  finora  mi ha smentito. Ma lo sapete perché  questo  dato
  ancora  non viene discusso? Perché non risulta in nessun  documento
  economico e finanziario
   Allora, una volta per tutte, visto che questo Governo, e concludo,
  signor Presidente, si sta differenziando - Assessore, lei che è  di
  nuova  generazione  - per il grande tema delle  riforme  e  allora,
  Assessore,  credo che questo Parlamento su questo  principio  dovrà
  realmente accettare la sfida.
   La  prima  riforma  delle riforme è quella di fare  un'operazione-
  verità  e,  quindi, di restituire a questo Parlamento la titolarità
  anche di quelli che sono i provvedimenti più importanti riguardanti
  i bilanci che noi, ogni volta, approviamo al buio perché ci mancano
  questi elementi di base.
   Concludo, signor Presidente, con un invito - l'invito l'ho rivolto
  allora  al Presidente Cascio e lo rivolgo anche a lei - considerato
  che  domani  dobbiamo discutere, Assessore, del  merito  di  questa
  relazione.  Io  desidero capire - e domani sarà la prima  questione
  che  le porrò - a che punto è l'accertamento che mi risulta che lei
  ha  avviato  per  quanto  riguarda  gli  articoli  13  e  14  della
  finanziaria  e  se,  come io già so, circa  il  90  per  cento  dei
  dipartimenti, degli amministratori delle società, dei presidenti di
  questi  enti non ha risposto, domani proporrò al Parlamento che  si
  avvii  quasi  una revoca o  decapitazione , lo dico tra virgolette,
  di  tutti perché qui ci sono due norme che sono state approvate dal
  Parlamento  e  che sono propedeutiche all'argomento  che  noi  oggi
  stiamo rinviando e che domani dovremo approfondire.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  5
  agosto 2010, alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1) «Modifiche al Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3
  concernente   Interventi  per  l'eliminazione  delle  carcasse   di
  animali'». (nn. 336-338/A) (Seguito)
             Relatore: on. Vinciullo

   2)  «Disposizioni  in materia di cremazione delle  salme  e  della
  conservazione,  affidamento  e/o  dispersione  delle  ceneri».  (n.
  468/A) (Seguito)
             Relatore: on. Di Guardo

   3)  «Norme  in materia di sportelli multifunzionali».  (n.  592/A)
  (Seguito)
             Relatore: on. Dina

   III -   Discussione della mozione:

             N. 210 - Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
  Autostrade Siciliane.

                             MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA -
                                                              BOSCO

   IV  - Discussione sulle comunicazioni del Governo sulla situazione
  della finanza regionale considerati anche gli effetti della manovra
  economica nazionale.

                   La seduta è tolta alle ore 19.13

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli