Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del verbale della
seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Currenti, D'Agostino, Faraone, Incardona, Marinese, Marrocco,
Nicotra, Panepinto e Scammacca della Bruca, per oggi;
- Beninati, Bosco e Buzzanca, dal 4 al 5 agosto 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione della relazione sulla situazione
economica
della Regione siciliana per l'anno 2009
PRESIDENTE. Comunico che la Presidenza della Regione ha trasmesso,
in data 3 agosto 2010, la Relazione sulla situazione economica
della Regione siciliana per l'anno 2009.
Comunico, altresì, che copia della sopra citata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
le centrali operative di Palermo, Catania, Messina e
Caltanissetta, assicuravano, fino al 31 luglio 2010, il servizio di
radiocomunicazioni per il 118 attraverso il lavoro di operatori di
sistemi esperti riconosciuto dalla Commissione regionale per
l'impiego e dall'Assessorato Sanità (ex operatori del soccorso
sanitario ACI 116 in Sicilia);
da circa dieci anni, così come previsto dalle leggi regionali
(personale ex art. 54, legge regionale n. 33/1996, così come
modificato dall'articolo 15, legge regionale n. 27/1998), e secondo
quanto previsto dall'articolo 8 della convenzione Croce Rossa
Italiana (CRI)-Assessorato Sanità, i predetti lavoratori operavano
nelle specifiche mansioni per conto della SISE, quali operatori
tecnici specializzati;
considerato che:
l'Assessorato salute, in attesa che venga realizzata la nuova rete
radio UHF per il 118, vorrebbe delegare con affidamento diretto
alla società Sicilia e-Servizi la manutenzione e la gestione degli
impianti radio di proprietà della CRI ed attualmente in uso alle
quattro centrali operative 118 in Sicilia;
l'Assessorato Salute non ha titolo a svolgere questa attività,
poiché gli impianti sono di proprietà della CRI che è anche
titolare della concessione ministeriale di uso delle frequenze
radio VHF;
quindi, solamente la CRI può affidare la manutenzione degli
impianti mantenendo comunque la piena responsabilità degli stessi;
la SEUS che subentra alla SISE nella gestione del servizio di
trasporto terrestre infermi per il 118, nel piano industriale, non
ha tenuto nella giusta considerazione e collocazione i lavoratori
addetti a vario titolo, al funzionamento della rete radio per
l'emergenza sanitaria in quanto la SEUS non ha la gestione del
servizio dei collegamenti radio a supporto dell'emergenza
sanitaria;
il passaggio tra SISE e SEUS dei lavoratori che operano alle radio
e ne assicurano la manutenzione e la efficienza degli impianti da
oltre dieci anni, verrà gestito dalla società Sicilia e-Servizi;
tale gestione comporterà non solo la duplicazione della spesa ma
anche il demansionamento dei lavoratori già occupati in quanto
assunti dalla SUES come autisti o autisti soccorritori (senza aver
fatto alcun corso), declassando il profilo professionale e
mortificando moralmente i lavoratori e la professionalità acquisita
nel tempo;
di fatto, gli operatori di sistemi esperti che, per conto di SEUS,
si trovano ad operare all'interno delle centrali operative 118 alle
radio, svolgono le stesse mansioni che espletavano in SISE ma con
la differenza che oggi hanno la qualifica declassata di autisti o
autisti soccorritori;
ritenuto che:
tale situazione evidenzia una grave duplicazione della spesa
pubblica in quanto uno stesso servizio verrà gestito oltre che dal
SEUS anche dalla società Sicilia e-Servizi;
le procedure di affidamento del servizio alla predetta società
richiedono una verifica di regolarità delle procedure concorsuali;
tale situazione determina un grave danno ai lavoratori che
subiscono, ingiustamente, un declassamento poiché gli esperti dei
sistemi in servizio presso il SEUS sono stati assunti come autisti
soccorritori quando invece di fatto' operano all'interno delle
centrali operative 118 alle radio;
per sapere:
quali provvedimenti il Governo della Regione intenda adottare al
fine di regolarizzare la posizione lavorativa degli esperti di
sistemi in servizio presso il SEUS ma assunti come autisti;
quali provvedimenti verranno adottati per conoscere i motivi
dell'affidamento alla società Sicilia e-Servizi della gestione del
servizio radio». (1318)
CAPUTO
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
'Interventi per eliminazione carcasse animali'
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche al
Titolo I
della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente 'Interventi
per l'eliminazione delle carcasse di animali'» (336-338/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numeri 336-338/A «Modifiche al Titolo I della legge regionale 9
marzo 2005, n. 3 concernente 'Interventi per l'eliminazione delle
carcasse di animali'», posto al numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione legislativa, «Servizi
sociali e sanitari», a prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 191 del 3 agosto
2010 era stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Norme in materia di eliminazione di carcasse di
animali
1. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 9 marzo 2005,
n. 3, è soppresso.
2. L'articolo 4 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, è così
sostituito:
Art. 4. - Soggetto gestore delle operazioni. 1. La gestione delle
operazioni di cui all'articolo 1 viene svolta dall'Associazione
regionale allevatori della Sicilia (A.R.A.S.), quale soggetto
operante a valle della produzione, previa stipula di apposita
convenzione con l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed
alimentari.'.
3. L'articolo 5 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, è così
sostituito:
Art. 5. - Modalità di gestione. 1. L'A.R.A.S., nell'espletamento
dell'incarico di gestione di cui all'articolo 4, provvede, mediante
contratti con imprese autorizzate nel settore individuate mediante
procedure ad evidenza pubblica ad assicurare la raccolta, il
trasporto, il deposito, la trasformazione, il coincenerimento o
l'incenerimento dei sottoprodotti di origine animale, così come
definiti dal Regolamento (CE) n. 1774/02 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 3 ottobre 2002, pubblicato in G.U.C.E. L 273 del
10 ottobre 2002, e successive modifiche ed integrazioni, tenendo
conto di eventuali vincoli sanitari. L'A.R.A.S. provvede inoltre a
presentare all'Assessorato delle risorse agricole ed alimentari
della Regione un rendiconto consuntivo annuale dell'attività di
raccolta ed eliminazione delle carcasse di animali morti a
giustificazione della spesa. I contributi ai soggetti di cui
all'articolo 3, comma 1, sono erogati per il tramite dell'ARAS.
L'aiuto erogato è interamente trasferito dall'A.R.A.S. agli
allevatori sotto forma di rimborso parziale dei costi
effettivamente sostenuti secondo quanto definito all'articolo 2'.
4. Gli articoli 6 e 7 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
sono soppressi».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
emendamento 1.1:
«Al comma 2, le parole quale soggetto operante a valle della
produzione sono soppresse»;
subemendamento 1.1.1:
«Al comma 2 le parole quale soggetto operante a valle della
produzione sono sostituite dalle parole quale soggetto estraneo
alla produzione »;
- dagli onorevoli Apprendi, Panepinto, Faraone e Marinello:
emendamento 1.2:
«Al comma 2 dopo le parole risorse agricole ed alimentari
aggiungere le parole sentito l'Assessorato regionale della
salute »;
emendamento 1.3:
«Al comma 3 dopo le parole con imprese autorizzate nel settore
sono aggiunte le seguenti parole e riconosciute dall'autorità
sanitaria ai sensi della vigente normativa comunitaria ».
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
- dal Governo:
emendamento A1:
«Aggiungere il seguente articolo:
«Art ... - Modifiche all'articolo 11 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, recante Interventi in favore dei comuni in crisi
finanziaria - 1. All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, sostituire la parola tre' con la parola
dieci'»;
emendamento A2;
«Aggiungere il seguente articolo:
Art - Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 10, della
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 non trovano applicazione
alle procedure effettuate ai sensi dell'articolo 17, commi 10 e 12,
del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78 convertito con legge 3
agosto 2009, n. 102 »;
- dall'onorevole Caronia:
emendamento A3:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art . - Finanziamenti ai rifugi sanitari e prevenzione del
randagismo
1. I finanziamenti di cui al comma 1, dell'articolo 98 della legge
regionale n. 11 del 12 maggio 2010 Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010', sono erogati anche alle associazioni
animaliste iscritte alla Sezione B' dell'Albo delle Associazioni
per la protezione degli animali di cui all'articolo 19 della legge
regionale n. 15/2000' del decreto presidenziale del 27 giugno 2003,
n. 15, purché gestiscano da almeno due anni rifugi per animali nel
territorio della Regione siciliana .»;
emendamento A4:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art . - 1. La Regione, al fine di prevenire danni all'ambiente e
di tutelare la salute pubblica, favorisce e sostiene la
realizzazione del servizio di ritiro, raccolta, trasporto ed
eliminazione mediante incenerimento delle carcasse degli animali da
compagnia.
2. A tal fine l'Assessore regionale per la salute stabilisce con
proprio decreto, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, un piano di ripartizione dei contributi da erogare
ai comuni in funzione della popolazione canina iscritta
all'anagrafe di cui alla legge n. 15/2000, che operano la raccolta
e lo smaltimento delle carcasse degli animali in modo diretto o
tramite imprese autorizzate nel settore nonché la tariffa del
servizio da aggiornare annualmente.
3. Per le finalità di cui sopra a valere sui fondi previsti
dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2 e successive modifiche ed integrazioni è destinata nell'esercizio
finanziario 2010 la somma di 100 migliaia di euro .»
Si passa al subemendamento 1.1.1, della Commissione. Lo pongo in
votazione.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, la richiesta di numero legale, che
sarebbe un fatto del tutto legittimo, in questo momento però
contrasta con il nostro Regolamento in quanto non sono ancora
trascorsi i trenta minuti dall'inizio delle comunicazioni e durante
i trenta minuti non è possibile chiedere il numero legale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i trenta minuti
sono passati dalla prima comunicazione perché lei ha chiuso e poi
riaperto i lavori con ulteriori comunicazioni, quindi il tempo dei
trenta minuti è maturato. Se lei controlla, dal momento
dell'apertura ad ora i trenta minuti sono oltrepassati.
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Campagna, Corona, Falcone, Pogliese e Torregrossa, indìco
la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare un
tasto qualsiasi.
Proclamo l'esito della verifica:
Presenti 40, a cui si aggiunge il voto del Presidente pro-
tempore.
L'Assemblea è in numero legale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, se l'Assemblea è diventato un luogo
simile ad altre assemblee dove è possibile fare quello che si
vuole, ha tutto il diritto di dire aggiungiamo o togliamo il
voto'.
Il voto è elettronico, è previsto dal Regolamento - si deve
considerare anche chi vota per due, c'è anche la possibilità di
votare per più persone -, il risultato elettronico del voto ha
registrato 40 presenze.
Se poi, signor Presidente, lei ritiene di non considerare le 40
presenze e vuole aggiungere tutti quelli che alzano la mano, lo
faccia pure Per me non è un problema, ma significa che da questo
momento tutte le volte che la registrazione, anche quando porterà
un altro voto, e si aggiungeranno, a voce, gli altri che diranno
che sono presenti - e non è mai successo in quest'Assemblea - si
deve tenere conto di questo precedente.
Ritengo che il Segretario generale dell'ARS non possa
sottoscrivere che c'è la presenza di 41 deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non si tratta di considerare un
deputato che ha alzato la mano per dire c'ero , ma si trattava del
Presidente che sta presiedendo e che, nella gestione dell'Aula, ha
dimenticato di registrare la sua presenza. Ma non può dire che il
Presidente non ci fosse, onorevole Mancuso
Le presenze erano 40 più uno. Non si tratta di un deputato
qualsiasi. Le do atto, onorevole Mancuso, che il procedimento
essendo elettronico ha certificato 40 presenze, ma il Presidente
non ha aggiunto un'altra presenza. Semplicemente, essendosi la
Presidenza accorta che non aveva avuto il tempo di votare ha
aggiunto la propria presenza.
Onorevoli colleghi, mi viene comunicato che in automatico, dal
punto di vista elettronico, era stata già conteggiata la mia
presenza fra i 40 deputati registrati.
Bisogna, pertanto, ripetere la votazione.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, siamo in fase di votazione, non c'è
un ordine dei lavori.
In fase di votazione non le posso dare la parola
Onorevole Mancuso, essendosi la Presidenza pronunciata ed
essendoci stato un disguido, la Presidenza stabilisce di far
ripetere la votazione. Pertanto, prego i colleghi di prepararsi per
votare di nuovo al fine di accertare la verifica del numero legale.
C'è sempre la richiesta del numero legale? Suppongo di sì. Se non
c'è la richiesta nuovamente del numero legale
MANCUSO. Non lo sappiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, lo sa la Presidenza
MANCUSO. Lei vuole obbligarmi a chiedere il numero legale?
PRESIDENTE. No, non la voglio obbligare. Andiamo avanti, allora.
Se non c'è una richiesta formale di verifica del numero legale,
continuiamo con il voto sull'emendamento. Eravamo rimasti al
subemendamento 1.1.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei deve dare all'Aula il risultato
della votazione quale risulta dal verbale che è stato sottoscritto.
Da quel verbale risulterà la presenza anche del Presidente
dell'Assemblea e risulterà altresì che l'Aula non è in numero
legale. Quindi, prego di fornire all'Aula il verbale sottoscritto
dove emergerà che anche con il conteggio della presenza del
Presidente, l'Aula non è in numero legale.
Non riesco a comprendere come lei voglia rifare una votazione già
fatta che computava il suo voto, non solo come è stato dichiarato,
ma come risulta oggettivamente da un verbale di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, lei forse non è stato attento.
La Presidenza ha già comunicato rettificando e dicendo che, per
errore, il Presidente pensava di non essere incluso, invece
elettronicamente era stato conteggiato. Ma, avendo dichiarato che
l'Aula era in numero legale, sono costretto a fare ripetere la
votazione. Diversamente, siamo in fase di votazione del
subemendamento 1.1.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non le do più la parola.
Onorevole Mancuso, la Presidenza ha già reso le comunicazioni
dovute.
Pongo in votazione il subemendamento 1.1.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Apprendi ed
altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli Apprendi, Panepinto
e Panarello.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 1.3.1:
«Sostituire le parole autorità sanitaria' con le seguenti
assessorato regionale della salute'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.3, come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Norma finanziaria
1. Per le finalità di cui agli articoli da 1 a 5 della legge
regionale 9 marzo 2005, n. 3, come modificata dalle disposizioni
della presente legge, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2010, la spesa complessiva di euro 200 migliaia, cui si provvede:
a) per l'importo di 60 migliaia di euro con le disponibilità
dell'U.P.B. 10.2.1.3.4. - capitolo 144123 del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario medesimo;
b) per l'importo di 140 migliaia di euro, ai sensi dell'articolo
2, comma 2, della legge regionale del 12 maggio 2010 n. 11».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A1 del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento A2 è inviato alla quinta
Commissione legislativa.
Gli emendamenti A3 e A4 sono privi di copertura finanziaria,
necessitano pertanto del parere della Commissione Bilancio.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha già
anticipato la ragione per la quale questi emendamenti non possono
essere discussi, ma vorrei sottolineare che non comportano alcuna
spesa.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, è necessario comunque il parere
della Commissione Bilancio.
CARONIA. Signor Presidente, si tratta di norme che non comportano
né aumento né diminuzione di spesa. A norma dell'articolo 113 del
Regolamento interno, le norme che devono avere il parere della
Commissione Bilancio sono quelle che comportano una riduzione o un
aumento di spesa.
Per quanto riguarda l'emendamento A3, si vuole semplicemente
prevedere, dal punto di vista normativo, all'interno della norma
che noi abbiamo approvato e che stanziava 5 milioni di euro per la
lotta al randagismo, che destinatari di questi importi fossero non
soltanto i canili, cioè i rifugi di tipo A ma anche quelli di tipo
B, e faccio riferimento nello specifico ai gattili, poiché nella
fattispecie della classe A si comprendono soltanto i canili.
Nel territorio della Regione esistono anche poche, pochissime
realtà, credo che siano soltanto tre, che svolgono una attività di
rifugio nei confronti dei gatti.
Allora non comprendo la ragione perché dobbiamo escludere la
categoria B dell'albo delle associazioni di protezione animali,
perché si tratta comunque di randagismo, e il randagismo comprende
più specie; quindi si intende solo apportare una modifica alla
norma che non riguarda l'aspetto economico.
Per quanto riguarda invece l'emendamento A4, lo stesso non
stabilisce nessuna variazione, né in aumento né in diminuzione,
poiché si tratta semplicemente della possibilità di incenerire
anche le carcasse degli animali da compagnia, piuttosto che solo
quelli da reddito, che è l'oggetto di questa legge. Ad oggi, tutte
le persone che sono in possesso di un animale da compagnia,
cosiddetto animale d'affezione, hanno una difficoltà oggettiva che,
purtroppo, durante il periodo estivo è maggiormente visibile,
perché vengono anche abbandonati nei cassonetti creando dei
problemi all'igiene e alla tutela della salute pubblica. Oggi non
esistono, purtroppo, cimiteri per animali, o meglio pochi Comuni si
stanno adeguando, e noi prevediamo di attingere, per quei Comuni
che non hanno la disponibilità per l'incenerimento, all'interno del
fondo che già la legge istituisce, riservando una parte di quelle
somme già appostate per questo obiettivo.
Chiedo, pertanto, l'applicazione dell'articolo 113 del Regolamento
perché, ripeto, non essendoci variazioni di spesa, non è necessario
il parere della Commissione Bilancio.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'accalorato
intervento dell'onorevole Caronia credo che abbia già fugato ogni
dubbio sulla frettolosità con cui la Presidenza e gli Uffici hanno
dichiarato improcedibili questi due emendamenti.
Io chiedo, anche previa una breve sospensione dei lavori, di
approfondire questi due emendamenti, i quali sono meritevoli di
accoglimento nel merito. Se corriamo il rischio di non approvarli
oggi, andando ad approvare finalmente un testo che gli animalisti
ci chiedono a gran voce, perderemo una grande occasione per un
fatto sostanzialmente formale.
Allora, vista anche la disponibilità del Governo, le chiedo,
signor Presidente, di consentire all'Aula l'esame e la votazione
auspicando l'approvazione di entrambi gli emendamenti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochi minuti fa è
stato posto in votazione ed approvato l'emendamento A1 del Governo,
ma anche lì non c'era la copertura finanziaria.
Non riesco a comprendere come mai non ammette al voto gli altri
due emendamenti aggiuntivi
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, sull'emendamento A1 è stato
espresso il parere favorevole della Commissione Bilancio.
MANCUSO. Si sbaglia, signor Presidente, nel verbale non è presente
questo passaggio.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza prende atto dei
documenti ufficiali che pervengono e il verbale della Commissione
Bilancio è stato, appunto, trasmesso. Pertanto chiedo agli Uffici
di fornirne copia all'onorevole Mancuso.
Per quanto riguarda la questione sollevata dall'onorevole Caronia,
questa Presidenza ha già provveduto a trasmettere formalmente gli
emendamenti A3 e A4 alla Commissione Bilancio.
I due emendamenti non sono stati dichiarati improcedibili nel
senso che non si possono discutere, ma è necessario acquisire prima
il parere della Commissione.
Pertanto sospendiamo l'esame del disegno di legge, in attesa che
pervenga il citato parere.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei provare a
dare un suggerimento per risolvere la questione. Chiedo alla
Presidenza di verificare se effettivamente l'emendamento A3, così
come è stato illustrato dalla collega Caronia, non comporta
variazione finanziaria, perché anche a me, da una prima lettura,
sembra che stabilisca una modalità attuativa di un finanziamento
che abbiamo già previsto nel bilancio della Regione: semplicemente
estende anche ad altri soggetti la possibilità di utilizzare questa
modalità.
Allora, se è così e se la Presidenza verifica che la norma non ha
effetti finanziari, cioè che non ha bisogno di copertura, possiamo
procedere alla votazione.
L'emendamento A4, invece, così come è scritto, comporta spesa e
quindi deve essere inviato in Commissione Bilancio. Potremmo,
quindi, procedere con l'esame dell'emendamento A3 rinviando
l'emendamento A4 al disegno di legge n. 468/A, sulla cremazione
delle salme e quindi dare poi il parere in Commissione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera si discute
una norma che sembra apparentemente poco importante, ma all'interno
di questa, con un emendamento aggiuntivo, si rischia di portare
degli effetti e delle refluenze non indifferenti sul bilancio
regionale, soprattutto sul fondo per le autonomie locali.
L'emendamento aggiuntivo A1, che riguarda materia assolutamente
estranea al disegno di legge sulle carcasse degli animali, prevede
- nessuno lo ha spiegato - una dilatazione delle anticipazioni che
la Regione ha fatto negli anni pregressi ai Comuni non zelanti, non
diligenti, non virtuosi, per fare fronte ai debiti degli ATO.
Questo emendamento prevede una dilatazione delle anticipazioni non
in tre anni, bensì in dieci anni. Abbiamo inserito in un testo
assolutamente estraneo, che riguarda la sanità nel settore animale,
una norma finanziaria che modifica completamente l'ultima legge
finanziaria regionale, tale da agevolare i Comuni non virtuosi.
Ecco perché qualche collega che mi ha preceduto si pone il
problema di non dare il termine alla Commissione Bilancio per
verificare la bontà degli emendamenti a firma dell'onorevole
Caronia.
Io ritengo giusto, invece, sospendere l'esame del disegno di legge
e, quindi, la trattazione dei due emendamenti per trasmetterli alla
Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti A3 e A4 sono già
stati trasmessi alla Commissione Bilancio.
FALCONE. Signor Presidente, possiamo già dire che l'emendamento
A3, prima facie, non comporta spesa, ma è invece un emendamento
opportuno, importante, perché il randagismo non riguarda soltanto
una specie animale, ma dovrebbe riguardare tutte le specie, e
quindi anche i gatti. Come diceva l'onorevole Caronia, è una norma
pertinente che va valutata con grande attenzione da questa
Presidenza.
L'emendamento A4 presenta qualche difficoltà: se in un disegno di
legge che riguarda le carcasse di animali dobbiamo necessariamente
fare traghettare, come in una vecchia diligenza, qualche altra
cosa, a questo punto è necessario fermarci e permettere che la
norma sia valutata nel suo complesso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i pareri che il Regolamento
prevede che devono essere espressi dalla Commissione Bilancio, non
necessariamente o esclusivamente devono riguardare la copertura
finanziaria, possono riguardare anche la destinazione dei fondi del
provvedimento.
Pertanto, quando la Presidenza ha deciso di inviare gli
emendamenti in discussione alla Commissione Bilancio per il parere,
lo ha fatto perché la stessa si pronunci, per quanto riguarda l'A3,
sulla destinazione delle provvidenze previste e, per quanto
riguarda l'A4, per tutti e due i profili. E' evidente che
l'emendamento A3 non comporta spesa, ma la Commissione Bilancio
deve verificare se la destinazione che si intende dare a quelle
stesse somme sia compatibile.
Pertanto, sospendiamo la trattazione del disegno di legge nn. 336-
338/A per consentire alla Commissione Bilancio di esprimersi. Così
resta stabilito.
Comunico che gli onorevoli Ragusa, Corona e Dina hanno dichiarato
di apporre la firma al disegno di legge nn. 336-338/A.
L'Assemblea ne prende atto.
'riconoscimento funzione sociale degli oratori dagli istituti
cattolici e dagli enti di culto'
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento e valorizzazione
della funzione educativa e sociale svolta dagli oratori, dagli
istituti cattolici e dagli enti di culto
riconosciuti dallo Stato» (132-210-325-463-464/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge nn. 132-
210-325-463-464/A «Riconoscimento e valorizzazione della funzione
educativa e sociale svolta degli oratori, dagli istituti cattolici
e dagli enti di culto riconosciuti dallo Stato», posto al numero
2).
Invito la I Commissione legislativa, «Affari istituzionali», a
prendere posto nell'apposito banco.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo bene
che su questi argomenti si urtano sempre sensibilità che mi
dispiace urtare, e pertanto voglio premettere che non c'è nessuna
ragione politica o culturale in ordine al mio intervento.
Ho avuto modo di leggere e approfondire il testo del disegno di
legge, essendo componente sia della I che della II Commissione, e
devo dire con molta onestà che manifesto più di una perplessità.
Risulta complicato, a mio parere, fare una legge di organizzazione,
prevedendo anche delle commissioni, per erogare 150 mila euro -
perché questa è la copertura finanziaria che abbiamo previsto nel
bilancio 2010 - alle istituzioni scolastiche che, con la modifica
intervenuta con la legge finanziaria, abbiamo esteso anche agli
oratori. Siamo un Parlamento, dobbiamo fare leggi che abbiano però
una dimensione astratta e generale
Io suggerisco, pertanto, il rinvio in Commissione per un ulteriore
approfondimento più organico, per fare in modo che l'esame di
questo disegno di legge non diventi imbarazzante per tutti noi,
perché, ripeto, per erogare 150 mila euro non si può fare una legge
di riforma, fermo restando che già in Commissione Bilancio è stata
approvata la norma che estende agli oratori la possibilità di avere
dei benefici per le attività cosiddette sociali. Ma evitiamo di
fare commissioni, che è un modo singolare di legiferare
Spero che il Presidente della Commissione addivenga con me a
questa richiesta, e che lo facciano tutti i colleghi.
VINCIULLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
vorrei sgomberare il campo da alcune perplessità sollevate
dall'onorevole Cracolici.
La commissione che è stata prevista, i cui componenti lavoreranno
tutti a titolo gratuito, viene fatta per un semplice motivo, per
evitare quello che accade oggi, e cioè che i contributi erogati ad
esempio alle parrocchie, o i contributi, che vengono distribuiti
dagli assessori di questo Governo, sfuggano al controllo da parte
di qualcuno e diventino un fatto, per così dire, intuitu personae,
nel senso che viene presentato un progetto, mi piace e lo finanzio,
ne viene presentato un altro e invece non viene finanziato.
Pertanto questa commissione - che è una commissione, ripeto, dove
i componenti lavoreranno a titolo gratuito - avrebbe una funzione
importantissima: quella di stabilire un criterio oggettivo, per cui
l'oratorio San Metodio deve ottenere il finanziamento e, invece,
l'oratorio di Santa Lucia non lo deve ottenere, oppure lo deve
ottenere in misura minore.
Inoltre, il contributo previsto in finanziaria non è di 150 mila
euro, ma di 500 mila euro.
Anche il Governo ha espresso delle perplessità nel senso che non
riesce a trovare una parte di questa somma, ma si tratta di un
impegno già assunto in finanziaria, per cui o il bilancio di questo
Governo, che il PDL non ha votato, è un bilancio falso oppure si
tratta solo ed esclusivamente di un aggiustamento momentaneo, in
attesa di utilizzare interamente questi 500 mila euro che erano
stati stanziati solo ed esclusivamente per gli oratori.
Signor Presidente, assessore, onorevole Cracolici, questo è un
disegno di legge su cui tutti i partiti politici si sono già
espressi perché, oltre ad esserci un disegno di legge dell'MPA, ce
ne sono due del PDL, uno dell'UDC e uno perfino del PD; quindi
tutti i partiti politici hanno presentato disegni di legge al
riguardo e si sono già espressi favorevolmente.
Ora, si tratta soltanto di regolamentare al meglio l'attività in
esame. Pertanto ritengo che si possa iniziare oggi la discussione,
anche perché questo disegno di legge è stato presentato per la
prima volta il 18 luglio del 2008; però vorrei ricordare che
l'onorevole Barbagallo, qui presente, ne ha presentato uno nel 2006
e uno anche prima. Quindi, è una necessità della nostra Regione,
forse l'unica regione in Italia a non avere ancora legiferato su
questa materia.
Suggerirei di fare svolgere la relazione e attraverso gli
emendamenti, successivamente, laddove necessario, prevedere gli
aggiustamenti del caso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se c'è la disponibilità a
sistemare eventuali incertezze, rappresentate nel testo scritto
così com'è, se questa proposta viene accolta si potrebbe provvedere
ad aggiustamenti tramite emendamenti e il disegno di legge si
discuterebbe domani in ogni caso .
Oggi si legge la relazione e si incardina il disegno di legge. A
meno che, onorevole Cracolici, lei non formalizzi la richiesta di
rinvio in commissione e la si pone ai voti.
CRACOLICI. Lo devo fare per iscritto?
PRESIDENTE. Certo, c'è il Regolamento.
MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, anche se abbiamo esaminato con molta attenzione
questo disegno di legge in Commissione, non abbiamo nulla in
contrario a rivederne il testo.
Quindi la richiesta avanzata dall'onorevole Cracolici può essere
accolta e anch'io chiedo che il testo venga rinviato in Commissione
per un approfondimento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla proposta di rinvio in
Commissione può parlare, a termini di Regolamento, un deputato a
favore e uno contro.
Il presidente della Commissione, onorevole Minardo, ha parlato a
favore del rinvio.
POGLIESE. Chiedo di parlare contro la proposta di rinvio in
Commissione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, ho
ascoltato con grande attenzione le argomentazioni che sono state
svolte dall'onorevole Cracolici. Con la stessa attenzione ho
ascoltato ciò che ha detto il relatore, onorevole Vinciullo, e mi
sento di condividere tutto ciò che l'onorevole Vinciullo ha qualche
minuto fa esternato all'interno di quest'Aula.
Voglio ricordare all'onorevole Minardo che questo disegno di
legge, in realtà, è il frutto di una sintesi, come ha detto prima
di me l'onorevole Vinciullo, di parecchi disegni di legge di
provenienza assolutamente trasversale che sono stati analizzati
all'interno delle competenti commissioni attraverso un iter molto
articolato e lungo.
Credo che sia assolutamente inopportuno immaginarne un rinvio in
Commissione. Ci possiamo confrontare con un dibattito articolato
attraverso gli emendamenti che verranno formalizzati, ma credo che
sia assolutamente opportuno immaginare un confronto oggi e domani
in quest'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione, per alzata e seduta, la richiesta
di rinvio in Commissione.
Chi è favorevole al rinvio si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvata)
Comunico che gli onorevoli Apprendi e Cordaro hanno dichiarato di
apporre la firma agli emendamenti A3 e A4 del precedente disegno di
legge numero 336-338/A.
L'Assemblea ne prende atto.
di cremazione delle salme e dispersione ceneri'
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge numero 468/A «Disposizioni in
materia di cremazione delle salme e della conservazione,
affidamento e/o dispersione delle ceneri»
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge numero
468/A «Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della
conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri» posto al
numero 3).
Invito i componenti la I Commissione, «Affari istituzionali», a
prendere posto al banco delle commissioni.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Chiedo che il disegno di legge venga rinviato in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, le ricordo che il Regolamento
interno stabilisce che il rinvio in Commissione può essere chiesto
soltanto dal Governo, da un presidente di Gruppo parlamentare o dal
presidente della Commissione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Di Guardo, per
svolgere la relazione.
DI GUARDO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
cremazione delle salme e la conservazione o dispersione delle
ceneri è il tema del provvedimento all'esame dell'Aula.
Il rito funebre e le sepolture sono certamente tra le liturgie
laiche e religiose più rappresentative dei popoli. Dal modo come
sono stati trattati i morti si può capire molto della loro civiltà.
I defunti segnano il tempo che passa, la caducità della vita e la
forma specifica con cui è concepito il legame tra passato e
presente. Sebbene a nessuno faccia piacere pensare al sonno eterno,
esso costituisce il notabile traguardo per tutti gli uomini.
La cremazione rappresenta una pratica del trattamento delle salme
alternativo all'inumazione, quella più diffusa in Italia. In base
ad una recente indagine, la pratica della cremazione è scelta in
media dal 36 per cento della popolazione europea.
Nei paesi nordici e in Gran Bretagna la percentuale supera il 73
per cento. In Francia è del 27 per cento, mentre in Italia non
supera il 10 per cento, anche se in Lombardia raggiunge il 30 per
cento ed in alcune città, come Milano, la cremazione è passata in
testa rispetto all'inumazione.
Questi dati confermano che la pratica della incinerazione è molto
sentita come pressante esigenza da sempre più ampi strati della
popolazione.
Tale esigenza però si scontra con la carenza di adeguate
strutture. Basti pensare che in tutta Italia esistono soltanto 45
impianti crematori. In Sicilia ne esiste solo uno, a Palermo, che
non sempre risulta funzionante. L'altro impianto più vicino si
trova a Taranto, ad oltre 600 chilometri.
La richiesta di cremazione tende a diffondersi anche tra i
credenti grazie alla posizione recentemente assunta dalla Chiesa
cattolica, che ha modificato la sua antica avversione.
Con il Concilio Vaticano II, infatti, è stata abbattuta questa
come tante altre barriere ideologiche.
Paolo VI, con una bolla, ha sancito per i credenti la libertà di
scelta fra l'inumazione e l'incinerazione, spiegando che
quest'ultima non tocca l'animo e quindi non impedisce
all'Onnipotenza divina di ricostruirne il corpo.
Nel 1963, con il decreto Ordo Exsequiarum , la Congregazione per
il Culto ha stabilito che le esequie cristiane non sono in
contrasto con l'incinerazione.
Dal punto di vista della normativa, in Italia l'incinerazione
delle salme, in alternativa all'inumazione o tumulazione, fu presa
in considerazione già alla fine del XIX secolo.
Sia il Regio Decreto del 1892 sia il DPR 285 del 1990 si occupano
ampiamente della cremazione.
La legge 130 del 2001, infine, detta specifiche disposizioni in
materia di cremazione delle salme e di dispersione delle ceneri.
Quest'ultima, tra l'altro, all'articolo 6, stabilisce che entro
sei mesi dall'entrata in vigore della stessa, le regioni elaborino
piani di coordinamento per la realizzazione dei crematori da parte
dei comuni, anche in associazione fra essi, tenendo conto della
popolazione residente, dell'indice di mortalità e dei dati
statistici sulla scelta crematoria da parte dei cittadini di
ciascun territorio comunale, prevedendo, di norma, la realizzazione
di almeno un crematorio per regione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono decorsi più di otto
anni dell'entrata in vigore della legge 130 e nulla in Sicilia è
stato fatto. Oggi con il presente disegno di legge si vuole colmare
questa lacuna.
Il disegno di legge che ci apprestiamo a discutere sancisce,
all'articolo 1, il diritto di ciascun individuo a disporre delle
proprie spoglie mortali valorizzando la scelta della cremazione per
ragioni igienico-sanitarie e in quanto pratica funeraria di minore
impatto ambientale, sempre salvaguardando la dignità di ogni
persona, la sua libertà di scelta, le sue convinzioni religiose e
culturali, il suo diritto ad una corretta e adeguata informazione.
I successivi due articoli sono dedicati alla normativa per la
cremazione dei defunti e per la destinazione delle ceneri ed alle
modalità di affidamento delle ceneri ai familiari oppure alla loro
dispersione, tenuto conto delle disposizioni legislative nazionali.
Di primaria importanza, in quanto propedeutica al trattamento
crematorio delle salme, è la normativa dettata dall'articolo 4, che
si occupa del piano regionale di coordinamento per la realizzazione
degli impianti crematori nel territorio.
L'articolo 5 prevede la realizzazione, da parte dei comuni, di
spazi per il commiato, al fine di consentire forme rituali di
commemorazione del defunto e un dignitoso commiato anche nel caso
di cremazione.
Gli articoli 6, 7 e 8 si occupano rispettivamente
dell'informazione ai cittadini, della cremazione degli indigenti e
di altri provvedimenti a carico della Regione per regolamentare il
servizio.
L'articolo 9, infine, prevede un finanziamento di 440.000 euro per
la realizzazione di impianti crematori e di 60.000 euro per l'avvio
di una campagna informativa.
Tali somme sono certamente insufficienti, ma rappresentano un
primo significativo passo per offrire alla comunità siciliana
questo specifico servizio.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, è presumibile che nel
volgere di qualche decennio la pratica della cremazione delle salme
sarà sempre più diffusa nelle nostre città. Diventa, quindi, non
più rinviabile, da parte dell'Assemblea regionale siciliana,
l'emanazione di una normativa che disciplini la materia sia sotto
il profilo igienico-sanitario che socio-culturale.
Per questo è auspicabile che il disegno di legge in esame,
superando ogni contrapposizione politica, possa trovare il
necessario consenso dei vari gruppi parlamentari per essere
approvato dall'Aula in tempi brevi e per porre la Sicilia, anche in
questo particolare campo, all'avanguardia fra le regioni italiane.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo di rinviare la
discussione generale all'articolo 1, secondo consuetudine, e il
termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per
domani, 5 agosto 2010 alle ore 11.00, tenuto conto che un'ora dopo
si riunirà la Commissione Bilancio.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti.
sportelli mutlifunzionali'
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge numero 592/A «Norme
in materia di sportelli multifunzionali»
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge numero
592/A «Norme in materia di sportelli multifunzionali», posto al
numero 4).
Invito i componenti la V Commissione, «Cultura, formazione e
lavoro», a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Dina, per svolgere la
relazione.
DINA, relatore. Mi rimetto al testo della relazione allegata al
disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono interventi, e a
quanto sembra non ci sono emendamenti perché anche quello del
Governo che riguardava i precari è stato ritirato, proporrei di
rinviare la discussione generale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, prima di saltare la discussione
generale chiedo che, cortesemente, gli uffici forniscano ai
deputati tutta la documentazione necessaria per individuare la
copertura finanziaria di questo disegno di legge, in modo
particolare i 16 milioni di euro e, per gli altri 4 milioni, è già
indicato il capitolo.
Quindi, se cortesemente ci indicate da quale capitolo vengono,
appunto, presi.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, sono già in distribuzione da parte
degli uffici gli elementi da lei richiesti e che le saranno dati.
Intanto, se non ci sono iscritti a parlare, rinvierei la
discussione generale all'articolo 1 perché comunque dobbiamo dare
il tempo per la presentazione degli emendamenti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo di concedere tre minuti in
modo di poter essere nelle condizioni di fare la discussione
generale.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.46, è ripresa alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Grazie, signor Presidente, ringrazio anche gli uffici.
Se ho capito bene, i 16 milioni di euro vengono presi dai
forestali, dal capitolo che riguarda lo stanziamento di circa 22
milioni di euro; quindi è una coperta che non riesce assolutamente
a dare certezza a comparti diversi, quello degli sportelli
multifunzionali e l'altro dei forestali.
Non riesco a comprendere come il Governo si possa prestare ad una
operazione del genere, a meno che non ce lo spieghi prima della
discussione generale. Infatti, i 16 milioni di euro sono del
capitolo di bilancio sul quale c'è stata una lunga discussione,
dove si diceva peraltro che mancavano molti milioni di euro che
sarebbero poi stati aggiunti con le variazioni di bilancio.
Non capisco come si trova questo tesoretto e cosa aspetta i
forestali da questo momento in poi.
Quindi, prima di procedere alla discussione generale, signor
Presidente, è bene che il Governo ci spieghi in modo preciso, e
rimanga così agli atti del Parlamento, che cosa succede con questa
variazione dei 16 milioni di euro. Sugli altri 4 milioni di euro in
più, mi pare, alla legge 24, secondo me anche lì sono pochi,
secondo le dichiarazioni che io ho letto dalla Commissione di ieri
mattina e dalle previsioni che vengono date dal Governo stesso.
Io non capisco veramente dove stiamo andando a finire e la prego,
Presidente, di metterci nelle condizioni di poter agire in maniera
che non scoppi il finimondo in Sicilia. Togliere in questo momento
16 milioni di euro ai forestali è un'operazione la cui natura non
riesco a capire
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, resta inteso quanto da lei è stato
sottolineato.
Pertanto, invito il Governo a rendere edotta l'Aula domani, prima
della discussione generale, su ciò che riguarda la copertura
finanziaria, in ordine ai rilievi che sono stati mossi
dall'onorevole Mancuso.
Metto ai voti il rinvio della discussione generale che si farà
domani; prima della discussione generale, domani il Governo dovrà
riferire sulle problematiche da lei sollevate.
Si può fare ora o si può fare domani, e comunque prima della
discussione generale.
MANCUSO. Non capisco perché dobbiamo passare agli articoli adesso
La legge la dobbiamo discutere adesso e non domani.
PRESIDENTE. Ma la discussione generale si farà prima degli
articoli. La stessa discussione si può fare domani; se lei insiste
e se il Governo è pronto, lo può fare pure ora, può dare le
delucidazioni pure ora, onorevole Mancuso. Se il Governo è pronto
MANCUSO. Non capisco perché non si debba discutere adesso.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, l'onorevole Mancuso ha posto dei
quesiti importanti e fondamenti sulla copertura finanziaria dei 16
milioni per gli sportelli. Se lei è in grado di dare queste
delucidazioni stasera, farebbe cosa molto gradita.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in linea con
quanto già ho dichiarato in Commissione Bilancio, in presenza anche
dell'onorevole Mancuso, quando è stato posto in votazione
l'articolato che, di fatto, dà copertura finanziaria sia al tema
degli sportelli, ma anche alla problematica riguardante la
formazione professionale, abbiamo ribadito che queste risorse
vengono prelevate dal capitolo concernente l'avviamento al lavoro
dei lavoratori dell'Azienda Foreste perché questi lavoratori sono
stati imputati nella spesa del Par Fas, dove già vi è una misura, e
trattandosi di lavori che riguardano spesa non corrente ma spesa in
conto capitale ciò è stato autorizzato.
Per questo noi abbiamo, in via di opportunità, con la Commissione
prelevato queste risorse dando solidarietà ad un settore che vive
in emergenza, come quello della formazione e quello degli sportelli
multifunzionali, che già vantano degli arretrati, e quindi la
Regione deve sopperire alla copertura del lavoro che queste persone
hanno già svolto per l'amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che la discussione
generale avverrà, come consuetudine, in sede di esame dell'articolo
1.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani, giovedì 5 agosto 2010, alle ore 11.00.
Presidenza del vicepresidente Formica
Rinvio della discussione della mozione numero 210
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 210 Chiarimenti ed iniziative
riguardo al Consorzio autostrade siciliane , degli onorevoli
Mancuso, Leontini, Limoli, Corona e Bosco.
Onorevoli colleghi, do lettura del fax, prot. 2429/Gab del 4
agosto 2010, pervenuto in pari data alla Segreteria generale
dell'ARS dall'Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato infrastrutture
e mobilità:
«Con riferimento alla trattazione in Aula della mozione indicata
in oggetto, si comunica l'impossibilità di presenziare per
sopravvenuti ed improrogabili impegni istituzionali.
d'ordine dell'Assessore
Il Capo di Gabinetto vicario
(dott. Angelo Pizzuto)»
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, ancora una volta stigmatizzo questo
comportamento, più volte tenuto dai componenti del Governo, che
cercano di sfuggire alle proprie responsabilità o, per lo meno, a
non dare sfogo a quella che è una prerogativa dei deputati e
dell'attività parlamentare perché le interrogazioni e le mozioni
fanno parte a pieno titolo dell'attività parlamentare e del singolo
parlamentare. Quindi, cercare di non venire, di non presentarsi o
ritardare è veramente un modo per mettere in difficoltà il
Parlamento e impedire ai singoli deputati di svolgere il proprio
mandato e la propria funzione.
Pertanto, iscrivo l'argomento all'ordine del giorno della seduta
di domani e prego gli Uffici di comunicare al Governo che domani
dovrà essere presente in Aula perché siamo già al secondo rinvio.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, naturalmente tenga presente nella
dichiarazione del Governo che i 16 milioni di euro faranno
riferimento al Par Fas e che arriveranno nel bilancio regionale del
2012, quindi per i forestali nel 2010 poi, domani, il Parlamento
dirà cosa vorrà fare eventualmente, perché i fondi del Par Fas
certamente non saranno utilizzati per l'avvio al lavoro dei
forestali. E questa è responsabilità del voto che domani darà
questo Parlamento.
Rispetto alla mozione sul CAS, io comprendo la difficoltà del
Governo a venire in Aula per discutere su questa mozione perché il
CAS è stato violentato da un commissariamento che ha portato il
Governo nazionale ad emettere un provvedimento gravissimo per la
Sicilia, in quanto l'ANAS e, in modo particolare, il Ministro
delle Infrastrutture e il Ministro dell'Economia hanno decretato di
togliere la convenzione che in questo momento il CAS aveva con
l'ANAS.
Nel provvedimento del Governo c'è tutto quello che, naturalmente,
questo Parlamento deve valutare. E' chiaro che non possiamo tenere
il Parlamento ostaggio di un assessore; un assessore rispetto al
Parlamento è una cosa molto piccola, e poi, assessore Leanza, il
riferimento è all'assessore Gentile che è sempre impegnato - potrei
dire anche dov'è - però lascio perdere, dobbiamo stendere un velo
pietoso su questo atteggiamento nei confronti del Parlamento.
Poi bisogna vedere se sono impegni istituzionali. Però ognuno li
può chiamare come vuole, in questo caso li chiama istituzionali.
Rispetto a questo, io ritengo che fa bene la Presidenza ad
iscrivere il punto all'ordine del giorno della seduta di domani, ma
non credo che ci sia la volontà da parte del Governo di discutere
di un fatto gravissimo causato dal Governo stesso e, segnatamente,
anche dall'assessore Gentile. Ci sono anche gli atti a
testimoniarlo. Mi dispiace non poter interloquire con chi è
l'artefice principale di quello che è accaduto, purtroppo, alla
Sicilia.
Naturalmente, il dibattito è rinviato a domani e potrò essere più
specifico sull'argomento.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, pure io mi associo alla sua
sollecitazione nei confronti del Governo ad essere presente in Aula
per discutere una mozione che ritengo molto importante, anche
perché fa emergere da parte dei promotori un atteggiamento
ascaristico che io non mi sarei mai aspettato. Vorrei ricordare ai
colleghi che, nella manovra correttiva ultima votata dalla Camera e
dal Senato, c'è una norma che prevede che le autovie venete,
attualmente gestite dall'ANAS, nell'ambito di una linea -
chiamiamola così - federalista, vengano gestite da una società
mista della Regione e dello Stato. Sostanzialmente, si va in
direzione di una gestione da parte della Regione.
Nella mozione - ovviamente sarò più dettagliato quando entreremo
nel merito - c'è poi una infondata difesa della gestione della
dottoressa Valenti, che ha concorso attivamente a creare tutti i
problemi per i quali l'ANAS e il Governo nazionale hanno poi
operato questo scippo' nei confronti della Sicilia.
Io non discuto della valutazione su questa o quella persona, che
sono vicine o lontane a questo o a quello schieramento politico, ma
sono sconcertato dal fatto che in presenza di una iniziativa da
parte del Governo nazionale, assolutamente negativa per la Sicilia
e per il prestigio della nostra Regione e del nostro Parlamento, ci
siano parlamentari regionali che plaudono all'intervento dello
Stato, fra l'altro, portando giustificazione del loro plauso per
questa scelta invereconda da parte del Governo nazionale e
dell'ANAS.
Apro e chiudo una parentesi: conosciamo quanto sia attiva l'ANAS
in Sicilia. Io sono della provincia di Messina, la strada statale
113, all'altezza di Capo Calavà e Gioiosa Marea, una delle località
turistiche più importanti della provincia di Messina, è chiusa da
un anno e mezzo perché l'ANAS non ha reperito i fondi necessari per
operare l'intervento
Pertanto mi associo alla sua sollecitazione, signor Presidente,
però non posso fare a meno, dopo gli interventi di ieri di alcuni
dei promotori e dopo l'intervento del collega Mancuso, di segnalare
al Parlamento che siamo di fronte ad una mozione assolutamente
incomprensibile e molto, ma molto, discutibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, domani discuteremo la mozione.
CIMINO, assessore per l'economia. Al terzo punto è posto:
Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza regionale
considerata la manovra nazionale .
Il sottoscritto è presente e potrebbe intervenire su questa
materia.
Il tema di cui gli onorevoli colleghi hanno richiamato
all'attenzione dell'assessore Gentile è posto al quarto punto.
Se fosse possibile, direi di seguire l'ordine del giorno e quindi
trattare il terzo punto.
PRESIDENTE. Assessore Cimino, quello che lei ha sostenuto è vero.
Poiché oggi vi sono state due sedute e quindi due ordini del
giorno, la Presidenza ha tenuto conto del vecchio ordine del giorno
che, al terzo punto, recitava: Discussione della mozione n. 210
Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio autostrade
siciliane' .
Avevo tutti e due gli ordini del giorno ma, in effetti, l'ordine
del giorno di questa seduta vede al terzo punto: Comunicazioni del
Governo sulla situazione della finanza regionale .
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono dell'idea
che - e per questo, usando un eufemismo, mi ha lasciato perplesso
l'intervento dell'onorevole Panarello - prima di fare nomi e
cognomi e di attribuire responsabilità personali, sia il caso di
valutare le platee, la presenza, gli argomenti e di valutare
semplicemente e soprattutto la professionalità e la dedizione che
persone, come la dottoressa Valenti, hanno dedicato alla Regione
siciliana.
Questo per chiarezza e per un fatto morale prima che politico.
Fatta questa premessa, però, invito l'onorevole Mancuso e i
deputati del Popolo della Libertà ad essere consequenziali con la
premessa che abbiamo sostenuto.
Tutti, da ieri, stigmatizziamo gli impegni più o meno
istituzionali e, se del caso, potremmo anche capire di quali
impegni istituzionali si tratta, visto che l'assessore è assente da
due giorni.
Tutti abbiamo stigmatizzato l'assenza dell'assessore al ramo.
Fatta questa premessa dobbiamo decidere se essere consequenziali
con le premesse oppure no.
Se stigmatizziamo l'assenza dell'assessore e poi vogliamo in
maniera surrettizia, come ha introdotto l'onorevole Mancuso e,
soprattutto, come ha fatto l'onorevole Panarello, mi pare che noi
usciamo dai binari dell'ortodossia parlamentare.
Le chiedo, signor Presidente, di essere consequenziale rispetto a
quanto abbiamo stabilito e di rinviare a domani la discussione di
questa mozione. Altrimenti, qualora i deputati, e sarebbe davvero
grave, dovessero ritenere che questa mozione si possa discutere in
assenza dell'assessore, facciamolo. Ma credo che non sia questo
l'intendimento dell'Aula e quindi la prego, signor Presidente, di
dare la parola all'assessore Cimino.
Se il tema del CAS è di importanza assai sentita da parte
dell'Aula, dopo avere detto in tutte le sedi che era fondamentale
comprendere, sin da subito, quali fossero le refluenze della
manovra finanziaria nazionale sull'economia della Sicilia, mi pare
di non vedere questa platea così gremita all'interno dell'Aula.
Allora, per evitare che diventi ancora meno gremita e fare in modo
che possiamo davvero ascoltare - nella speranza che siano dati che
possiamo oggettivizzare da qui ai prossimi giorni - l'assessore per
l'economia, prego la Presidenza di andare avanti con i lavori.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei preferito
che l'onorevole Panarello si fosse, in modo salutare e benefico,
anche lui lamentato dell'assenza dell'assessore sull'argomento,
dato che ha dimostrato con tanto interesse di trattarlo dal suo
punto di vista.
Vedo che, in una discussione che non entra nel merito e che vuole
essere premessa, il collega Panarello parla di ascarismo e fa nomi
e cognomi delle gestioni che intende bollare.
Io mi chiedo: ma se entreremo nel merito cosa dirà?
Se nella premessa parla di ascarismo dei firmatari e di
responsabilità proprio dell'unica titolare della gestione, e noi lo
dimostreremo, che nell'ultimo periodo - vogliamo quantificarlo:
sette, otto anni - è l'unica ad avere, all'interno di quell'ente,
dimostrato e determinato una gestione che sottolinea efficienza,
efficacia e che ha prodotto risultati, probabilmente non congeniali
alle richieste del collega Panarello, tant'è vero che in premessa
si permette soltanto di sottolineare quella gestione e di non fare
riferimento all'attuale commissariamento che è quanto di più
lontano da quei criteri che, a parole, il collega vorrebbe
auspicare e vorrebbe raggiungere.
Allora, io mi attengo alla metodologia che ci siamo dati, quella
di astenerci dall'entrare nel merito perché ci entreremo in
presenza del Governo.
Però ci tenevo a sottolineare questo perché noi, prima di tutto,
non possiamo essere tacciati dal collega Panarello di ascarismo
perché stiamo dimostrando, con dati alla mano, alcune
caratteristiche e aspetti concreti della gestione di quell'ente,
ripeto, probabilmente non congeniali alle richieste di cui il
collega Panarello, nel tempo, ha reso destinatario quell'ente.
Noi ci atteniamo solo al risultato che in quell'ente è stato
prodotto dalla diversa gestione; la dottoressa Valenti, per quanto
ci riguarda, nell'ambito di questo itinerario è sicuramente la
titolare del periodo più efficace e più efficiente.
Oggi ci troviamo in un periodo caratterizzato da aspetti diversi
che fanno sintonia con tutto ciò che in Sicilia, nel sottogoverno
della Sicilia, è commissariato, ed è commissariato da una
gendarmeria diffusa che non sappiamo se concordata col collega
Panarello o decisa solo dal Presidente Lombardo, ma che è quella
che sta martoriando questa Terra.
D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che il
Presidente mi invita a riconoscermi nell'intervento, così come di
fatto è, del mio capogruppo onorevole Leontini, e visto che anch'io
sono firmatario di quella mozione, ritengo semplicemente di
sottolineare che alle accuse bisogna arrivare dopo che si definisce
un percorso. Pertanto, siccome ritengo che sul piano personale e
sul piano del rispetto della persona innanzitutto, la dottoressa
Valenti rappresenta una funzionaria, un dirigente di valore che la
Regione siciliana ha avuto e che nella gestione del CAS, Consorzio
autostrade siciliane, è arrivata in un momento in cui già esisteva
una situazione di concreta difficoltà e ha dimostrato con i fatti
di volere raddrizzare il tiro, di volere modificare un andazzo, i
fatti dimostreranno che i risultati di razionalità e di inversione
di tendenza potevano rappresentare un momento diverso di svolta. Ci
sono state altre condizioni, il motivo della mozione è proprio
questo.
Ciò premesso, io ritengo di aderire all'invito della Presidenza e
pertanto ritengo di riconoscermi nell'intervento dell'onorevole
Leontini.
Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza regionale
considerati anche gli effetti della manovra economica nazionale
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo sulla situazione della finanza regionale
considerati anche gli effetti della manovra economica nazionale.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la recente manovra finanziaria, varata la scorsa
settimana dal Parlamento nazionale, seppur imposta da esigenze di
carattere internazionale, avrà delle inevitabili refluenze di
carattere economico e finanziario anche sulle regioni a Statuto
speciale e sugli enti locali.
L'avere, infatti, previsto minori trasferimenti, anche con tagli
abbastanza corposi, mantenendo invariati compiti e funzioni
legislativamente assegnati, al di là delle perplessità di natura
costituzionale ampliamente sollevate dalla Conferenza Stato-
Regioni, deve indurci a delle riflessioni profonde che dovranno
guidare le future scelte sia del Governo che dell'Assemblea
regionale.
Il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, se da
un lato rappresentano il naturale e necessario percorso, peraltro
già avviato, dall'altro, stante la precaria situazione economico-
finanziaria in cui versa la Regione, rivelano chiaramente che detti
obiettivi da soli non sono più in grado di garantire la
sopravvivenza della nostra stessa Regione.
Le problematiche poste, infatti, inducono e da subito, la
necessità di velocizzare la concreta definizione delle grandi
riforme, processo già avviato dal governo Lombardo, al fine di
porre in essere tutte quelle iniziative che coinvolgano
l'imprenditoria privata e che possano, pertanto, apportare nuova
linfa all'economia siciliana.
Occorre, però, contestualmente, se non prioritariamente, attuare
tutti quei processi che, latu sensu, garantiscano un reale aumento
delle entrate che, autonomamente e senza vincoli di dipendenza dal
governo nazionale, siano atte a dare reale contezza ai principi
autonomistici particolarmente esaltati dallo Statuto della Regione
siciliana.
Mi riferisco alla piena attuazione del Federalismo fiscale, per
l'applicazione del quale la Regione chiederà al Governo nazionale
di costruire, entro gli inizi del 2011, un percorso condiviso per
riequilibrare la ricaduta dei tagli sotto il profilo quantitativo e
qualitativo, oggi previsti dalla legge di conversione del decreto
n. 78 del 2010.
Esso, come è noto, comporterà un cambiamento radicale per gli
amministratori, ma anche per i cittadini, ove si passerà dalla
finanza centralizzata e derivata a quella della responsabilità e
competitività, attraverso la naturale connessione tra tributi e
servizi.
L'unico sistema, dunque, per uscire dall'attuale empasse che sia
in grado di assicurare autonomia di entrata e spesa in modo da
transitare dal meccanismo dei trasferimenti Stato - Enti locali
(ormai ridotto ai minimi termini) a quello delle compartecipazioni
ai tributi erariali.
Sarà, infatti, previsto un mix di ripartizione delle imposte
indirette (Iva, registro, ipotecarie e catastali, concessioni
governative, ICI, eccetera) e delle imposte dirette sui redditi
(Irpef, Ires, Irap) per le funzioni fondamentali (polizia locale,
istruzione pubblica, viabilità e trasporti; gestione del territorio
e dell'ambiente; servizi sociali) e dei tributi regionali per le
altre, oltre alla possibilità di deliberare tasse di scopo per la
realizzazione di opere pubbliche, con la garanzia di quei
meccanismi di limitazione della stessa pressione fiscale e di un
sistema premiante nei confronti di chi, a fronte di un alto livello
dei servizi, sia in grado di assicurare una pressione fiscale
inferiore alla media degli enti di pari livello.
Se la Regione sarà un ente virtuoso' saranno concesse anche
deroghe al patto di stabilità interno per spese in conto capitale.
Inoltre, è previsto il coinvolgimento dei diversi livelli
istituzionali nell'attività di contrasto dell'evasione fiscale e
l'individuazione di adeguati meccanismi diretti a coinvolgere
regioni ed enti locali nell'attività di lotta all'evasione fiscale.
In questo panorama e nel quadro delle grandi riforme in cui si
innesta la riforma del sistema fiscale nazionale, grande importanza
riveste la norma che consentirà alla Regione siciliana di
trattenere quote del gettito derivante dalle accise sugli oli
minerali in proporzione ai volumi raffinati sul suo territorio.
Come è noto cinque raffinerie su sei delle regioni a statuto
speciale sono localizzate in Sicilia, con un'incidenza pari quasi
al 50 per cento di quota raffinata in Sicilia e con più di venti
miliardi di gettito complessivo all'anno, sulla base del quale le
accise sugli oli minerali costituiscono la quarta imposta erariale
italiana.
Pertanto, è evidente l'entità della quota dei gettiti dei tributi
erariali generata proprio dal nostro territorio e, ancor più
evidente, come, a fronte dei tagli ai trasferimenti alle Regioni,
quanto sia rilevante, nell'ottica del federalismo fiscale e
dell'autonomia fiscale regionale, la possibilità di aumentare le
entrate della Regione attraverso tale meccanismo e come tale
strumento rappresenti in qualche modo una sorta di compensazione
per i guasti provocati al territorio ed all'ambiente siciliani
dagli impianti per la raffinazione, posto che la produzione dei
carburanti nell'attuale sistema produttivo, economico e sociale
rappresenta un fatto imprescindibile per l'intera economia della
Nazione.
La flessione del PIL per le performance negative dell'agricoltura,
dell'industria e dei servizi e la riduzione delle entrate che
scaturisce dall'applicazione della manovra finanziaria nazionale
porterà la Regione nel prossimo mese di settembre a definire una
manovra correttiva del bilancio regionale.
Nel rappresentare la necessità che si giunga al più presto
all'approvazione del disegno di legge, già presentato, per il
differimento dei termini di scadenza per la presentazione ed
approvazione del Documento di Programmazione Economica e
Finanziaria, del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
2011 e del Bilancio pluriennale 2011-2013, differimento
imprescindibile ai fini di una corretta programmazione economico-
finanziaria che tenga conto della programmazione nazionale, invito
il Parlamento regionale ad avviare un'attenta riflessione su tali
grandi tematiche, in un clima di rinnovata distensione, per il bene
dei siciliani.
La relazione tecnica che segue il decreto legge 31 maggio 2010, n.
78 Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e
competitività economica è stato convertito, con modificazioni,
nella legge 30 luglio 2010, n. 122 e pubblicato nella Gazzetta
ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010, supplemento ordinario n. 174.
Ai fini di una valutazione degli effetti finanziari derivanti dal
decreto legge in parola, giova precisare che quest'ultimo non potrà
non avere refluenze sulla finanza della Regione siciliana che, in
via generale, risulta titolare di cespiti tributari ai sensi
dell'articolo 36 dello Statuto della Regione siciliana e
dell'articolo 2 del D.P.R. n. 1074 del 1965, (norme di attuazione
in materia finanziaria), in base ai quali, com'è noto, spettano
alla Regione siciliana, oltre alle entrate tributare da essa
direttamente deliberate, tutte le entrate tributarie erariali
riscosse nell'ambito del suo territorio .
Si evidenzia, in via preliminare, che dalla relazione tecnica di
accompagnamento al decreto legge risulta che i dati relativi agli
effetti finanziari prodotti da talune norme, essendo espressi in
forma aggregata, non consentono di effettuare una stima relativa
all'incidenza della manovra finanziaria statale sui singoli cespiti
tributari di spettanza regionale.
Premesso quanto sopra, si riportano qui di seguito gli articoli
del Decreto Legge n. 78 del 2010 sui quali è stato possibile
effettuare un'analisi delle refluenze sul bilancio regionale, in
quanto i dati riportati nella relazione tecnica risultano già
disaggregati per singola imposta.
Il procedimento seguito per la stima degli effetti finanziari sul
bilancio regionale del Decreto Legge n. 78 del 2010 è stato quello
di applicare alle previsioni risultanti dalla relazione tecnica
allegata al predetto decreto legge le percentuali di incidenza del
gettito regionale su quello statale.
Riduzioni del Fondo sanitario nazionale (articolo 9 e articolo
11): relativamente ai contenuti del comma 16 dell'articolo 9
Riduzione del fondo sanitario nazionale per spese di personale e
dell'articolo 11 Riduzione del Fondo sanitario per spesa
farmaceutica sembrerebbe che gli stessi non dovrebbero avere
refluenze finanziarie negative sul bilancio regionale.
Patto di stabilità interno ed altre disposizioni sugli enti
territoriali (articolo 14): l'articolo in questione dispone per le
autonomie locali il concorso alla realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica per il triennio 2011-2013.
In particolare per le regioni a Statuto speciale e per le Province
autonome di Trento e Bolzano tale concorso è quantificato in
cinquecento milioni di euro per l'anno 2011 e di mille milioni di
euro a decorrere dall'anno 2012.
E' previsto, inoltre, che in caso di mancato rispetto del patto di
stabilità interno da parte delle Autonomie speciali relativo agli
anni 2010 e successivi, le stesse sono tenute a versare
all'entrata del bilancio statale, entro sessanta giorni dal termine
stabilito per la certificazione relativa al rispetto del patto di
stabilità, l'importo corrispondente alla differenza tra il
risultato registrato e l'obiettivo programmatico predeterminato.
In caso di mancato versamento lo Stato procede, nei 60 giorni
successivi, al recupero di detto scostamento a valere sulle
giacenze depositate nei conti aperti presso la Tesoreria statale.
Trascorso inutilmente il termine perentorio stabilito dalla
normativa vigente per la trasmissione della certificazione da parte
dell'ente territoriale, si procede al blocco di qualsiasi prelievo
dai conti della tesoreria statale fino a quando la certificazione
non viene, di fatto, acquisita.
In merito alla cogenza della norma di cui all'articolo 14, per la
Regione siciliana appare pacifica, stante che la Corte
Costituzionale, con la sentenza numero 276 del 2006, ha
espressamente ricondotto al coordinamento della finanza pubblica la
disciplina del controllo esterno sulla gestione degli enti,
finalizzato a conseguire i risultati previsti dal patto di
stabilità interno. A tale coordinamento non si sottraggono neppure
le Regioni e le Province ad autonomia differenziata, non potendo
dubitarsi che anche la loro finanza sia parte della finanza
pubblica allargata .
Inoltre, in precedenti pronunce la Corte ha già avuto modo di
affermare che non è contestabile il potere del legislatore statale
di imporre agli enti autonomi, per ragioni di coordinamento
finanziario connesse ad obiettivi nazionali, condizionati anche
dagli obblighi comunitari, vincoli alle politiche di bilancio,
anche se questi si traducono, inevitabilmente, in limitazioni
indirette all'autonomia di spesa degli enti e che in via
transitoria e in vista degli specifici obiettivi di riequilibrio
della finanza pubblica perseguiti dal legislatore statale , possono
anche imporsi limiti complessivi alla crescita della spesa corrente
degli enti autonomi (sentenza numero 36 del 2004).
Tali vincoli devono ritenersi, purtroppo, applicabili anche alle
Regioni a statuto speciale, in considerazione dell'obbligo generale
di partecipazione di tutte le regioni, ivi comprese quelle a
statuto speciale, all'azione di risanamento di finanza pubblica
(sentenza numero 416 del 1995 e successivamente, anche se non con
specifico riferimento alle Regioni a statuto speciale, le sentenze
numero 417 del 2005 e la numero 353, 345 e 36 del 2004). Un tale
obbligo, però, deve essere contemperato e coordinato con la
speciale autonomia in materia finanziaria di cui godono le Regioni
ad autonomia speciale, in forza dei loro statuti costituzionalmente
garantiti.
Si evidenzia che nella previsione di cui al comma 1, lettera b),
del citato articolo 14, viene indicata la misura complessiva con
cui le Regioni a statuto speciale e le Pubbliche Amministrazioni di
Trento e Bolzano concorrono alla realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica per il triennio 2011-2013 (500 milioni per il 2011
e 1000 milioni a decorrere dal 2012) ma non viene anche indicato in
che percentuale ogni singola Regione e Provincia autonoma concorre
alla realizzazione di tali obiettivi.
Nel biennio in considerazione, i maggiori oneri a carico della
Regione siciliana, imputabili al solo patto di stabilità, stimati
in base ad una valutazione dell'incidenza del bilancio della
Regione sul totale della spesa pubblica del settore delle Regioni a
statuto speciale, ammonterebbero per l'esercizio 2011 a 200 milioni
circa e per il 2012 a circa 400 milioni.
Infine, va evidenziato che la norma avrà pesanti ripercussioni
finanziarie anche sui bilanci delle autonomie locali siciliane che
dovrebbero sopportare tagli dei trasferimenti statali, stimabili in
circa 160 milioni di euro, dato presunto calcolato sui
trasferimenti effettuati dallo Stato nel 2008.
Aggiornamento del catasto (articolo 19): i commi da 7 a 13
dell'articolo in questione riguardano l'aggiornamento del catasto e
il recupero di unità immobiliari attualmente non censite. Il comma
7 fissa all'Agenzia del territorio il termine del 30 settembre 2010
per trasmettere a ciascun comune l'elenco dei fabbricati iscritti
al catasto terreni senza i requisiti della ruralità ai fini
fiscali, nonché quelli che non risultano dichiarati al catasto
immobili. Il comma 8 obbliga i titolari di diritti reali sugli
immobili negli elenchi comunicati ai comuni, dall'1 gennaio al 31
dicembre 2009, a presentare, entro il 31 dicembre 2010, la
dichiarazione di aggiornamento catastale a fini fiscali. Il
medesimo obbligo grava, sempre entro il termine del 31 dicembre
2010, su coloro che siano titolari di diritti reali su immobili,
che abbiano subito variazioni di consistenza o di destinazione non
dichiarate in catasto. Il comma 12 prevede una disciplina a regime
per il monitoraggio costante del territorio, finalizzato
all'individuazione di fabbricati non dichiarati al Catasto da parte
dell'Agenzia del territorio, dall'1 gennaio 2011.
Secondo le stime contenute nella relazione tecnica, che accompagna
il provvedimento, tale recupero dovrebbe riguardare, a livello
nazionale, 1,3 milioni di unità, con una corrispondente rendita
catastale di circa 627 milioni di euro. Le regolarizzazioni
previste potrebbero incidere, sull'IRPEF (la relazione tecnica
stima un recupero di gettito di 104 milioni di euro annui) e sui
tributi regionali e locali.
Pur in assenza di quantificazioni degli effetti rilevabili dalla
relazione tecnica, si è comunque provveduto, per via indiretta, ad
una elaborazione delle possibili refluenze sul bilancio regionale.
Contrasto di interessi: ritenuta operata su bonifici bancari e
postali (articolo 25): l'articolo 25 in esame assoggetta ad una
ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul
reddito dovuta dai beneficiari, i pagamenti effettuati mediante
bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri
deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta.
La disposizione prevede che la ritenuta d'acconto debba essere
operata da Poste Italiane S.p.A. o dalle banche del beneficiario
del bonifico nel momento in cui le somme sono accreditate in favore
del soggetto. La decorrenza è fissata dall'1 luglio 2010.
Il versamento delle ritenute deve essere effettuato secondo le
modalità ordinarie, ossia entro il 16 del mese successivo a quello
in cui è stata operata la ritenuta (ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241).
La norma rinvia ad un provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle entrate la individuazione delle tipologie di pagamenti
interessate dalla disposizione in esame e le modalità con cui
dovranno essere effettuati gli adempimenti relativi alla
certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate.
La norma determinerà una emersione di base imponibile che
comporterà, oltre ad un aumento di imposte dirette e Irap, anche un
recupero di base imponibile IVA ed un conseguente maggiore gettito
IVA.
L'agevolazione per gli interventi di recupero edilizio scade alla
fine del 2012 e per la fruizione della medesima è condizione
necessaria il pagamento delle spese sostenute attraverso bonifico
bancario.
Preclusione all'autocompensazione in presenza di debito su ruoli
definiti (articolo 31, commi 1 e 2): a decorrere dall'1 gennaio
2011, è vietata la compensazione dei crediti relativi alle imposte
erariali (di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241), fino a concorrenza dell'importo dei debiti
di ammontare superiore a millecinquecento euro, iscritti al ruolo
per imposte erariali e relativi accessori, per i quali è scaduto il
termine di pagamento.
La norma commina, nel caso di inosservanza del predetto divieto,
una sanzione del 50 per cento dell'importo dei debiti iscritti a
ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è
scaduto il termine di pagamento, fino a concorrenza dell'ammontare
indebitamente compensato.
La sanzione non può essere applicata fintantoché pende
sull'iscrizione a ruolo una contestazione giudiziale o
amministrativa. Essa non può superare il 50 per cento di quanto
indebitamente compensato. Nel caso di pendenza di contestazione, i
termini di decadenza e prescrizione degli atti relativi alle
sanzioni decorrono dal giorno successivo dalla data della
definizione della contestazione stessa.
La preclusione del regime di compensazione ordinariamente operata
dai contribuenti, nel caso di debiti tributari iscritti a ruolo
comporterà un aumento di entrate tributarie in termini di cassa.
Stima dei possibili effetti finanziari per la Regione.
Secondo la relazione tecnica, si rileva che la norma non appare
idonea a determinare un incremento permanente nelle entrate
fiscali; si tratterebbe, quindi, di un differimento della spesa, e
non della sua cancellazione, per la parte di compensazioni che non
risulti essere indebita.
Fiscalità di vantaggio per il Sud (articolo 40): l'articolo 40 in
questione prevede che le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria,
Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nel rispetto della
normativa europea e degli orientamenti giurisprudenziali della
Corte di Giustizia europea, possano, con propria legge, in
relazione all'imposta regionale sulle attività produttive, la
cosiddetta Irap, di cui al decreto legislativo numero 446 del 1997,
modificare le aliquote, fino ad azzerarle, e disporre esenzioni,
detrazioni e deduzioni nei riguardi delle nuove iniziative
produttive.
Al riguardo, come anche evidenziato nella relazione tecnica e nei
relativi dossier redatti dai Servizi studi della Camera e del
Senato, la predetta disposizione fa rinvio al rispetto della
normativa dell'Unione europea e degli orientamenti
giurisprudenziali della Corte di Giustizia europea, secondo cui
qualora la misura non rientrasse entro il limite del de minimis
sarebbe considerata selettiva e, come tale, obbligata al rispetto
dei pesanti vincoli procedurali (obbligo di notifica, divieto di
attuazione prima dell'intervenuta approvazione da parte della
Commissione europea, obbligo di recupero se attuati illegalmente)
e, sostanzialmente, dei veri e propri limiti quantitativi,
temporali, settoriali alla misura stessa, previsti in materia di
aiuti di Stato, con l'effetto di un sostanziale ridimensionamento
della potestà tributaria della regione.
Si evidenzia, inoltre, che le Regioni dovrebbero sopportare il
calo del gettito consequenziale, come peraltro previsto dalla
relazione tecnica al Decreto Legge l'esercizio della facoltà
riconosciuta alle Regioni interessate é chiaramente subordinata
all'individuazione di corrispondenti compensazioni nell'ambito dei
propri bilanci .
Differimento del versamento dell'acconto IRPEF per i periodi
d'imposta 2011 e 2012 (articolo 55, commi 1-2): si evidenzia la
disposizione recata dall'articolo 55, commi 1 e 2, che prevedono il
differimento del versamento dell'acconto dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche dovuto per il periodo d'imposta 2011 e 2012,
da attuarsi con DPCM, su proposta del Ministro dell'Economia e
delle Finanze.
Dall'attuazione delle predette disposizioni potranno derivare per
il bilancio dello Stato minori entrate, pari a 2.300 milioni di
euro per l'anno 2011 e 600 milioni di euro per l'anno 2012.
Tali misure non potranno non ripercuotersi inevitabilmente anche
sul bilancio regionale, in considerazione del particolare impianto
finanziario regionale, strettamente collegato alla finanza statale.
Definanziamento delle leggi di spesa totalmente non utilizzate
negli ultimi tre anni (articolo 1): l'articolo 1 dispone che siano
definanziate le autorizzazioni di spesa i cui stanziamenti annuali
non risultano impegnati sulla base delle risultanze del Rendiconto
generale dello Stato relativo agli anni 2007, 2008 e 2009.
L'obiettivo è recuperare risorse da destinare al Fondo
ammortamenti titoli di Stato. Potrebbero riguardare risorse da
destinare alle Regioni, comprese quelle del FAS.
Riduzione degli stanziamenti di spesa dei Ministeri (articoli 2 e
3): gli articoli 2 e 3 dispongono la riduzione lineare del 10 per
cento delle spese rimodulabili contenute nell'emissione di spesa
di ciascun Ministero, elencate nell'Allegato 1 al provvedimento e
dei Ministeri senza portafoglio. Si segnala una riduzione delle
risorse per il Ministero dell'Economia e delle finanze per 231
milioni di euro per il diritto alla mobilità e per 79 milioni di
euro per le infrastrutture pubbliche e logistica e delle risorse
erogate dal Mit per 10 milioni per la mobilità, e per 18 milioni
per le infrastrutture pubbliche e per la logistica.
Tale misura potrebbe avere ripercussioni sull'assetto di
finanziamento delle Regioni, dal momento che alcuni trasferimenti
erariali risultano formalmente classificati come interventi diretti
di spesa, ovvero uno degli aggregati oggetto del taglio in
questione.
Modernizzazione dei pagamenti effettuati dalle pubbliche
amministrazioni (articolo 4): prevede la realizzazione di un
servizio nazionale per pagamenti su carte elettroniche
istituzionali, inclusa la tessera sanitaria. L'obiettivo è favorire
una maggiore efficienza nei pagamenti e nei rimborsi dei tributi
effettuati da parte di enti e pubbliche amministrazioni a cittadini
e utenti.
Economie negli organi costituzionali, di Governo e negli apparati
politici (articolo 5): la disposizione prevede che, a decorrere dal
2011, le disponibilità derivanti dalle riduzioni di spesa,
deliberate secondo le modalità dei rispettivi ordinamenti, a valere
sugli stanziamenti degli organi costituzionali siano annualmente
versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo
ammortamento titoli di Stato. A tale fondo confluiranno anche le
riduzioni di spesa deliberate dalle Regioni in attuazione della
stessa norma nazionale.
Dalla sistematica delle disposizioni sembra si tratti di riduzioni
di spesa autonomamente deliberate.
A partire dal prossimo1 gennaio, a ministri e sottosegretari che
non siano parlamentari, è previsto un taglio del 10 per cento al
trattamento economico complessivo. Attualmente, la misura interessa
nove unità: due ministri e sette sottosegretari.
Dalla riduzione è escluso il trattamento retributivo di servizio.
Dal prossimo rinnovo del Consiglio regionale, è prevista la
riduzione del dieci per cento per i rimborsi elettorali.
Nella relazione tecnica, viene previsto un risparmio di spesa per
l'anno 2013 per la Regione Siciliana di circa cinquecento migliaia
di euro.
Per i titolari di cariche elettive, lo svolgimento di qualsiasi
incarico conferito, inclusa la partecipazione ad organi collegiali
di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle
spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare
l'importo di trenta euro a seduta. E' dubbio se la norma si
applichi anche alle regioni; non è comunque prevista una esclusione
espressa.
Riduzione dei costi degli apparati amministrativi (articolo 6): il
comma 2 stabilisce che, a decorrere dal 31 maggio 2010, la
partecipazione a organi collegiali, anche di amministrazione, degli
enti che comunque ricevono contributi a carico delle finanze
pubbliche, nonché titolari degli organi degli stessi, è onorifica.
Riduzione del dieci per cento delle indennità dei compensi per
incarichi corrisposti dalle amministrazioni pubbliche (comma 3) -
Indennità e gettoni di presenza.
Riduzione dei componenti degli organi di amministrazione e di
controllo degli enti pubblici (comma 5).
Società inserite nel conto economico dell'ISTAT.
Il meccanismo previsto dall'articolo 6 è molto problematico in
relazione all'applicazione alle regioni e desta anche dubbi di
legittimità costituzionale.
Dopo avere enumerato una serie puntuale di limitazioni su singole
voci di spesa, al comma 20, si stabilisce che le disposizioni
dell'articolo medesimo non si applicano in via diretta alle
regioni, alle province autonome e agli enti del Servizio sanitario
nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di principio ai
fini del coordinamento della finanza pubblica.
Soppressione ed incorporazione di enti ed organismi
pubblici;riduzione dei contributi a favore di enti (articolo 7).
Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni
pubbliche (articolo 8).
Contenimento della spesa in materia di pubblico impiego (articolo
9): l'articolo 9 dispone il congelamento del rinnovo del contratto
collettivo dei dipendenti pubblici per il periodo 2010-2013: il
trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti (compreso
il trattamento accessorio) non può superare il trattamento in
godimento nell'anno 2010. E' fatta salva l'indennità di vacanza
contrattuale (comma 1).
Il comma 2 prevede che per tutti i dipendenti, compresi i
dirigenti e per gli anni 2011-2013, le retribuzioni superiori a
90.000 euro lordi annui siano ridotte del cinque per cento per la
parte eccedente tale importo e fino a 150.000 euro. Quelle
superiori a 150.000 euro dovranno essere decurtate del dieci per
cento per la parte eccedente 150.000 euro.
Il comma 15 si applica al Comparto scuola.
Enti del servizio sanitario nazionale: in conseguenza alle
economie di spesa per il personale dipendente e convenzionato il
livello del finanziamento è ridotto di 418 milioni per il 2011 e
1.132 milioni a decorrere dal 2012 (comma 16).
Controllo della spesa sanitaria (articolo 11): proroga dei piani
di rientro (commi 1 e 2); esclusione del gettito della manovra
fiscale dai recuperi delle anticipazioni di tesoreria (comma 3);
acquisti centralizzati (comma 4); livello del finanziamento del
servizio sanitario nazionale e controllo della spesa farmaceutica
(commi 5-12); prezzo al pubblico dei medicinali equivalenti (comma
10); tessera sanitaria (commi 15-16).
Interventi in materia previdenziale (articolo 12).
Casellario dell'assistenza (articolo 13): è istituito presso
l'INPS il Casellario dell'Assistenza per la raccolta, la
conservazione e la gestione dei dati, dei redditi e di altre
informazioni relative ai soggetti aventi titolo alle prestazioni di
natura assistenziale.
Gli enti, le amministrazioni e i soggetti interessati trasmettono
obbligatoriamente in via telematica al Casellario i dati e le
informazioni relative a tutte le posizioni risultanti nei propri
archivi e banche dati, secondo criteri e modalità di trasmissione
stabilite dall'INPS.
Disposizioni in materia di patto di stabilità interno (articolo
14): il comma 1 introduce ulteriori modificazioni alle regole
previste in materia di patto di stabilità interno, con l'obiettivo
di assicurare per il complesso delle Regioni a Statuto ordinario e
speciale un ulteriore contributo a termini di indebitamento netto
pari a 4.500 milioni di euro per l'anno 2011 e 5.500 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2012.
Il comma 2, inoltre, dispone la riduzione dei trasferimenti
erariali spettanti a qualsiasi titolo alle Regioni a Statuto
ordinario ma anche a quelle a Statuto speciale.
Sanzioni: per gli enti locali nonché per le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano inadempienti (mancato rispetto del
patto 2010 ed anni successivi) il nuovo regime prevede il
versamento al bilancio dello Stato di una somma pari allo
scostamento e, qualora il versamento non avesse luogo, il recupero
a valere sulle giacenze di tesoreria. Il mancato invio della
certificazione del rispetto del patto determina il blocco dei
prelievi dalla tesoreria statale sino a invio della stessa.
Regioni inadempienti nel 2009: per le regioni che hanno
certificato il mancato rispetto del patto di stabilità per il 2009
è previsto che (commi 20-24) gli atti adottati dalla Giunta
regionale durante i dieci mesi antecedenti alla data di svolgimento
delle elezioni regionali, con i quali è stata assunta la decisione
di violare il patto di stabilità interno, sono annullati dallo
stesso organo.
Pedaggio rete autostradale ANAS e canoni di concessione (articolo
15): viene prevista l'applicazione di un pedaggio sulle autostrade
e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS S.p.A.
Nelle more di quanto sopra, a decorrere dal primo giorno del
secondo mese successivo a quello di entrata in vigore del presente
decreto e fino alla data di applicazione dei pedaggi, comunque non
oltre il 31 dicembre 2011, ANAS S.p.a. è autorizzata ad applicare
una maggiorazione tariffaria forfetaria, che incide anche per la
Regione siciliana.
Conferenza di servizi (articolo 49): sono state apportate alcune
modifiche alla conferenza di servizi che vengono, di fatto, a
modificare la legge numero 241 del 1990. La più rilevante concerne
la necessità per tutte le amministrazioni interessate di esprimere,
in via definitiva, il proprio parere in conferenza entro il termine
di chiusura. In caso di mancata espressione, si considera acquisito
anche quello delle amministrazioni a tutela di interessi protetti (
ad esclusione di VIA VAS e AIA).
Le norme richiamate nel testo sono quelle che di fatto già ho
evidenziato.
Da questa relazione discende che, nei primi di settembre, come ho
detto in premessa, avremo modo di confrontarci con la Commissione
Bilancio e con l'Assemblea per potere immediatamente dare risposte
concrete con una azione di rigore, necessaria, per dare seguito ad
una manovra correttiva anche dei conti della Regione siciliana.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo lo sforzo
dell'assessore Cimino senza entrare in questo momento nel merito
della relazione del Governo.
Non voglio, infatti, entrare nel merito intanto perché, per una
relazione così tecnica, ritengo che i Gruppi parlamentari e i
singoli deputati abbiano bisogno di un minimo di tempo per
assorbire la materia, tranne che parliamo solo per passare il
tempo, ed io non intendo farlo.
Ma c'è un motivo che giustifica il rinvio della discussione a
domani e che vado ad articolare.
Questa Aula e il Governo non hanno presente la gravità del
momento. Stiamo discutendo del futuro di questa Sicilia che tutti,
seppur da posizioni diverse - maggioranza, opposizione,
diversificazione all'interno della maggioranza, diversificazione
all'interno dell'opposizione - dichiariamo essere gravissimo e
ognuno di noi si affanna nelle dichiarazioni, nei comunicati
stampa, nelle brevi interviste televisive, nei dibattiti a dire che
la classe politica siciliana tutta, di maggioranza e di
opposizione, deve tirare le redini e mettere mano ad un atto di
grande responsabilità complessiva per salvare la Sicilia.
Ebbene, se queste sono le premesse, non è ammissibile che si apra
un dibattito con 12 deputati in Aula e con due rappresentanti del
Governo, seppure prestigiosi, ma soltanto due
Il dibattito su questa relazione che riguarda il futuro della
Sicilia impone la presenza del Governo nel suo complesso, ivi
compreso principalmente il Presidente della Regione, perché dal
dibattito deve trarre spunti politici Anche perché, mi permetto di
dire anticipando quello che dirò domani, questa relazione, pur
pregevole sul piano tecnico, è senz'anima, non c'è la politica in
questa relazione. E lo capisco perché non c'è, in quanto l'anima
politica di decisioni di questo tipo devono nascere dal dibattito
d'Aula Ebbene, con chi lo facciamo il dibattito d'Aula Un
dibattito tra pochi intimi? E mi riferisco alle assenze di tutti i
gruppi in Assemblea.
Allora, signor Presidente, sarebbe opportuno rinviare il dibattito
a domani con una raccomandazione che faccio a me stesso per primo,
per il Gruppo dell'UDC, e che trasferisco agli altri presidenti dei
gruppi e, se mi permettete, trasferisco anche a mezzo di questa
Presidenza al Governo: per dibattiti di questo genere si faccia in
maniera tale che siano presenti i deputati, ma che sia presente
anche il Governo, altrimenti diventa passerella o comunicato
stampa.
Credo che questo non serva alla Sicilia e credo che, continuando
così, i siciliani e la Sicilia tutta ce ne faranno carico e non
guarderanno più chi è alla maggioranza e chi all'opposizione,
saremo inseguiti con i forconi e, forse, continuando così,
Presidente, ce lo meritiamo pure.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il mio
intervento non è sul merito della relazione, ma per quanto mi
riguarda è sull'ordine dei lavori e spiego pure il perché.
Assessore Cimino, io ho seguito con attenzione questa relazione e
in gran parte devo concordare con quanto sostenuto dal collega
onorevole Maira: ci sono riportati una serie di dati che
francamente vanno approfonditi e mi duole che questo dibattito non
l'abbiamo prima fatto in Commissione Bilancio dove potevamo
tranquillamente avviare un dialogo e un approfondimento, perché io
non sono convinto anche di alcuni dati che sono espressi in questa
relazione.
Ma di questo ne parleremo domani.
Il problema, assessore Cimino, è un altro, al di là delle
refluenze di cui si parla: il Governo non ha rispettato quanto già
previsto dall'ultima finanziaria, agli articoli 13 e 14, che
riguardano due norme che questo Parlamento ha voluto e che
esattamente anticipavano la relazione e le refluenze di cui oggi si
comincia ad accennare e sulle quali domani si entrerà nel merito.
La nostra situazione, Presidente, colleghi, assessore, non è
semplicemente quella riguardante gli effetti per il presente e il
futuro.
Il problema che ha la Regione siciliana dal punto di vista
finanziario è che non conosce realmente qual è la situazione di
partenza sotto il profilo del deficit finanziario. Perché se in
questo Parlamento, assessore, colleghi, abbiamo discusso diverse
volte e, alla fine, dopo che un anno fa ho proposto due ordini del
giorno che sono stati votati all'unanimità per quanto riguarda il
riaccertamento dei residui attivi e passivi e il quadro finanziario
degli enti e delle società partecipate, per come prevede la legge
10, voglio ricordare sempre a questo Parlamento che noi abbiamo
approvato tutti i documenti di programmazione economica e
finanziaria violando quanto prevede già la legge 10.
Infatti, manca ed è sempre mancato il collegato che riporta la
situazione finanziaria della pubblica amministrazione regionale
allargata.
E allora, caro assessore, io glielo dico ora chiaramente:
preliminarmente a queste analisi noi dobbiamo capire in che
situazione ci troviamo, io non capisco perché il Governo e lei -
per carità, mi risulta che sta facendo grandi sforzi e di questo
gliene voglio dare atto, ma non è sufficiente -, il Governo -
ripeto - non può, oggi, presentarsi a questo Parlamento parlando di
quelli che sono gli effetti negativi perché così sarà e domani
spiegheremo anche il perché di questo provvedimento, senza
esplicitare qual è la situazione nella quale ci troviamo.
Non capisco perché il termine previsto già dalle due norme citate,
dagli articoli 13 e 14 della finanziaria, non è stato rispettato.
Il Governo, entro il 30 di giugno, doveva presentare due relazioni
fondamentali a quest'Aula, una riguardava i famosi 19 miliardi, poi
15 miliardi, poi non si sa quanto perché le cifre sono date qui,
quotidianamente, a spizzichi e bocconi; ma in Commissione Bilancio
- e qui mi rivolgo anche ai componenti -, quando si è proceduto
alla audizione, circa sei mesi, del direttore della programmazione,
il quale ha parlato, allora, di circa 19 miliardi di euro di
risorse non spese e, comunque, tali che risultano dai documenti
contabili della Regione siciliana.
Noi dobbiamo sapere, una volta per tutte, proprio perché qui c'è
un articolo che parla del disimpegno, questo è un aspetto
delicatissimo, perché se si collega all'eventuale situazione di cui
si parla, e cioè a risorse non spese, al di là di quante sono, se
sono 19 miliardi, 10 o quello che è, che riguarda l'APQ-FAS
2000/2006, allora significa che la Regione siciliana rischia di
perdere, ora sì per legge, delle risorse. Ma la cosa più grave è
che il rischio è che salti l'equilibrio di bilancio, perché i
residui attivi e passivi si basano su questo meccanismo. Ed è per
questo che dobbiamo capire, una volta per tutte, come stanno le
cose
L'articolo 13 che, non a caso, abbiamo votato e si intitola
trasparenza dei conti pubblici , così si chiama questo articolo,
tendeva a fare un'operazione-verità, Assessore, che non era contro
nessuno, si trattava di chiarire, una volta per tutte, al
Parlamento siciliano qual era il punto di partenza per affrontare
la grande sfida del federalismo fiscale, per la quale siamo tutti
d'accordo.
Siamo meno d'accordo per come si sta attuando, ma sul principio
siamo d'accordo.
L'altro punto, l'articolo 14, prevede che si presenti a questo
Parlamento, signor Presidente le chiedo un minuto in più, il quadro
complessivo degli enti e società (saranno trecento, quattrocento,
duecento, non lo sappiamo perché poi ogni ente ha partorito altri
enti). C'è una filiera di enti e società che sfugge al nostro
controllo, anche in termini nominativi; ma la cosa più grave -
voglio dirlo a questa Aula vuota, mi dispiace, oggi - è che, a
quanto pare, il novanta per cento dei responsabili di queste
società, dirigenti e politici, si sono rifiutati di trasmettere i
dati già più volte sollecitati, di questo gliene do atto, signor
assessore, da parte sua e dei suoi dirigenti, riguardanti la
situazione finanziaria di questi singoli enti. Qui c'è qualcuno che
sta barando e questo qualcuno, dai dati informali che io ho,
risulta essere circa il novanta per cento del sistema che controlla
e gestisce questo apparato, questo sistema pubblico nella Regione
siciliana.
Allora, di che cosa vogliamo parlare domani, signor assessore?
Ecco perché il mio intervento, signor Presidente, era rivolto più
all'ordine dei lavori.
Se lei prima non fa l'operazione di verità e di trasparenza che
questo Parlamento ha voluto fortemente con gli articoli 13 e 14
della finanziaria, io non so domani di cosa dobbiamo parlare, se
non ho chiaro qual è il quadro di riferimento di partenza, se non
so da quanto meno partiamo, perché se non si è fatta la
ricognizione della situazione finanziaria degli enti e delle
società è perché il saldo che ci sarà tra tutte le somme e
differenze di queste cifre sicuramente sarà negativo.
In questo Parlamento io ho affermato che il nostro indebitamento,
Assessore, e non mi ha smentito mai nessuno, non è di due miliardi
e mezzo, il deficit strutturale si aggira a cinque miliardi di
euro
Nessuno finora mi ha smentito. Ma lo sapete perché questo dato
ancora non viene discusso? Perché non risulta in nessun documento
economico e finanziario
Allora, una volta per tutte, visto che questo Governo, e concludo,
signor Presidente, si sta differenziando - Assessore, lei che è di
nuova generazione - per il grande tema delle riforme e allora,
Assessore, credo che questo Parlamento su questo principio dovrà
realmente accettare la sfida.
La prima riforma delle riforme è quella di fare un'operazione-
verità e, quindi, di restituire a questo Parlamento la titolarità
anche di quelli che sono i provvedimenti più importanti riguardanti
i bilanci che noi, ogni volta, approviamo al buio perché ci mancano
questi elementi di base.
Concludo, signor Presidente, con un invito - l'invito l'ho rivolto
allora al Presidente Cascio e lo rivolgo anche a lei - considerato
che domani dobbiamo discutere, Assessore, del merito di questa
relazione. Io desidero capire - e domani sarà la prima questione
che le porrò - a che punto è l'accertamento che mi risulta che lei
ha avviato per quanto riguarda gli articoli 13 e 14 della
finanziaria e se, come io già so, circa il 90 per cento dei
dipartimenti, degli amministratori delle società, dei presidenti di
questi enti non ha risposto, domani proporrò al Parlamento che si
avvii quasi una revoca o decapitazione , lo dico tra virgolette,
di tutti perché qui ci sono due norme che sono state approvate dal
Parlamento e che sono propedeutiche all'argomento che noi oggi
stiamo rinviando e che domani dovremo approfondire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 5
agosto 2010, alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Modifiche al Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3
concernente Interventi per l'eliminazione delle carcasse di
animali'». (nn. 336-338/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) «Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della
conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri». (n.
468/A) (Seguito)
Relatore: on. Di Guardo
3) «Norme in materia di sportelli multifunzionali». (n. 592/A)
(Seguito)
Relatore: on. Dina
III - Discussione della mozione:
N. 210 - Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
Autostrade Siciliane.
MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA -
BOSCO
IV - Discussione sulle comunicazioni del Governo sulla situazione
della finanza regionale considerati anche gli effetti della manovra
economica nazionale.
La seduta è tolta alle ore 19.13
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli